Sigillo, 8-13 maggio 2012
Parrocchia di S. Andrea Apostolo -Sigillo-
LA VISITA DI S.E. DOMENICO SORRENTINO
“riflessioni, suggestioni, immagini”
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Premessa
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Il saluto del parroco don Ferdinando al Vescovo
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Le giornate della visita; gli incontri
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Dialogo con le Istituzioni
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Breve excursus sulla visita pastorale
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La voce dei fedeli
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Conclusioni
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Premessa
La Visita Pastorale è «un segno della presenza del Signore che visita il suo
popolo
nella
pace»
(Pastores
Gregis,
46).
E’ l’occasione per ravvivare le energie e richiamare tutti i fedeli al rinnovamento della propria fede ed essere operai nella vigna del Signore. Questo opuscolo nasce dal desiderio di meditare e interiorizzare nei nostri cuori quello
che abbiamo vissuto nella settimana della visita pastorale. Il ripercorrere brevemente le giornate trascorse insieme al Vescovo Mons. Domenico Sorrentino credo sia un ulteriore stimolo per rivivere i momenti più intensi delle celebrazioni e, nel silenzio del giorno dopo, cogliere le sfumature della Parola del
Signore e permettere che esse mettano radici più profonde dentro il nostro
cuore. Questo è lo scopo che ci si prefigge con questa testimonianza scritta:
far risuonare ulteriormente dentro di noi le parole pronunciate e ascoltate e
riportare alla memoria fatti vissuti e volti incrociati durante la presenza del
Pastore. Ci prefiggiamo anche di creare un “libretto della memoria” che sia
testimonianza per i posteri. Ci poniamo in un atteggiamento di riflessione e confronto con la società civile e le realtà che ci circondano. Come Parroco della comunità sigillana, in questi anni ho avuto modo di conoscere più da vicino un territorio ricco
di notevoli realizzazioni e di sorprendenti potenzialità.
Ho incontrato gente sana, impegnata, laboriosa; gente
legata ai valori più belli della tradizione cristiana e già
immersa nei processi dell’innovazione. Ciò non significa
che il nostro territorio sia esente da problemi. In particolare mi riferisco alla difficile situazione economica, che
nei diversi incontri tra il Vescovo e le varie componenti
della società è emersa più volte, e al futuro dei giovani
della nostra zona. Colgo, nel complesso, una nuova vitalità religiosa, una comunità cristiana desiderosa di crescere ulteriormente nel cammino della fede
con vivo senso di responsabilità, quindi bisognosa di essere sostenuta, orientata ed accompagnata.
Invito i giovani, in modo particolare i giovani credenti, a saper guardare con fiducia e creatività al
proprio futuro nella certezza che Gesù guida la vita di ciascuno e la storia intera. Questa è la sfida
che emerge tra le tante pagine scritte, segni di grande speranza e motivi di seria riflessione per pensare ad una nuova comprensione del nostro territorio per evitare una nuova ondata di esodo. Siamo
grati al Signore che ci ha concesso di vivere questa esperienza con intensità e passione apostolica
insieme al Vescovo Mons. Domenico Sorrentino. Ringrazio tutti coloro che si sono resi disponibili
a vario titolo e hanno contribuito alla realizzazione di questo evento di grazia speciale.
Il Parroco
don Ferdinando dell’Aquila
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Il saluto del parroco don Ferdinando al Vescovo
Cari fratelli e sorelle, a nome di tutti voi rivolgo una parola di saluto e di accoglienza al nostro Vescovo Domenico. Lui è il Pastore che viene nel nome del Signore per portare la Parola di Dio e
con il suo esempio ce la testimonia.
Eccellenza, in questa celebrazione di inizio della Visita Pastorale è stata convocata la comunità
cristiana sigillana (qui ce ne è una rappresentanza), i sacerdoti dell’unità pastorale, il rappresentante della comunità civile, il Vicesindaco. Sono presenti in modo particolare bambini e ragazzi che
frequentano il catechismo, il gruppo di giovani che stanno preparando un musical su “Giuseppe
l’egiziano”, proprio per farsi che si crei un rapporto di conoscenza tra Vescovo e giovani generazioni.
Il cristianesimo ha radici sul territorio del Comune di Sigillo antichissime. La fede cristiana ha
plasmato abitudini e il corso dell’anno. Sono tanti i segni e le ricorrenze che ne parlano. La popolazione è fiera dell’identità cristiana, desidera educare e comunicare ai giovani il messaggio del
Vangelo. Sono diverse le voci che sostengono che la Chiesa è punto di riferimento saldo.
Sentiamo, tuttavia, il peso di una società che ha smarrito ogni riferimento. Anche i nostri cristiani
si lasciano trascinare da questa ondata. Per questo vogliamo ascoltare la sua parola che sicuramente viene data nel nome del Signore.
La Visita Pastorale è un evento di grazia particolare. Di ciò ringraziamo e lodiamo il Signore. Ringraziamo in anticipo il nostro Vescovo per tutto ciò che ci dona in questi giorni. Per la testimonianza della sua carità pastorale che è di grande stimolo per noi sacerdoti e per tutto il popolo di
Dio che gli è stato affidato. Buon lavoro pastorale a Sigillo.
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Prima giornata, 8 maggio
Incontro con le scuole, con i ragazzi del catechismo, S. Messa d’apertura
Martedì 8 maggio 2012 è iniziata nella
nostra parrocchia la visita pastorale di
Sua Eccellenza reverendissima Domenico Sorrentino. La giornata si è aperta
con la visita delle scuole di Sigillo e si
è conclusa con la riunione del Consiglio Pastorale ed Affari Economici. La
visita pastorale è un’occasione di crescita umana e spirituale per ognuno di
noi, in particolare è un invito ai giovani
e a tutti ad aprire il cuore a Gesù e a
comprendere meglio il senso della nostra fede cristiana. Il nostro Vescovo si è avvicinato ai ragazzi delle scuole medie ed elementari con semplicità e umiltà, rispondendo alle loro curiosità, esortandoli a vivere la vita con amore ed entusiasmo. Dopo
la visita della scuola dell’infanzia ha incontrato i ragazzi
del catechismo delle classi III, V elementare e prima
media che hanno illustrato i lavori svolti negli incontri
di catechismo. Attraverso giochi di parole ha catturato
l’attenzione dei bambini che si sono trovati protagonisti
di una lezione di amore e spiritualità tra canti e riflessioni all’insegna della semplicità. Essi hanno partecipato
poi, insieme ai genitori e ai catechisti, alla celebrazione
di apertura della visita pastorale. Alla celebrazione della
Santa Messa erano presenti tutti i rappresentanti della
comunità, i Sacerdoti dell’unità pastorale, il Vicario Foraneo ed altri, molte autorità, i gruppi giovanili, il Consiglio Pastorale; una comunità eterogenea e unita, che ha manifestato in un raccoglimento profondo la gratitudine e la speranza per questa visita pastorale. Il Vescovo ci ha salutato
con le parole del vangelo: “la pace sia con voi”. Il suo tono pacato, le sue parole d’amore, di incoraggiamento ci hanno esortato a non aver paura
di credere e di testimoniare la nostra fede poiché
ognuno di noi deve sentirsi figlio protetto e amato da Gesù. Ci ha trasmesso con la sua presenza,
un’immagine di Gesù viva, poiché l’amore è vita
e l’amore trionfa sempre. Chi vuole sapere, chi
vuole conoscere Gesù, deve interrogarsi e trovare il tempo per leggere e ascoltare la sua parola e
leggere la Bibbia, perché lì si trovano le risposte
alle nostre inquietudini. Nella nostra vita ogni
giorno scorrono migliaia di parole, i mass-media
ci bombardano di notizie, ma quante di queste ci danno la felicità o ci lasciano un segno? Poche, se
siamo fortunati, perché la via per arrivare alla verità, alla serenità, alla pace con se stessi, passa
solo attraverso la lettura della Bibbia, la sua meditazione. Il Vescovo ci ha esortato a non lasciare
questo libro tra la polvere, ma a prenderlo in mano per riaprire l’orizzonte della nostra vita. Egli è
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venuto tra noi per annunciare un messaggio forte: “Gesù cammina accanto a noi, apriamo gli occhi. E’ lì il futuro della Chiesa e delle nostre prossime generazioni”. Ci ha esortato a non limitarci
ad assistere alla Messa una volta la settimana, ma a riscoprire e testimoniare la nostra fede, ognuno
impegnandosi con i talenti che Dio gli ha donato. Questo può accadere solo se veramente il nostro
cuore cerca il senso del peregrinare su questa terra. “Pochi possono incendiare una comunità…,
purché irradino speranza e vita…, è l’ora dell’entusiasmo” con queste parole di grazia ha concluso l’omelia. La sua venuta è un’energia positiva che si diffonde, un’occasione che darà frutto. Come chiesa siamo tutti chiamati a riscoprire e diffondere i valori intramontabili che Gesù ci ha lasciato, uniti e vicini ai nostri sacerdoti che da soli possono sentirsi disarmati di fronte alla complessità e alle problematiche e richieste della società. La risposta di tanta gente a questa celebrazione di
apertura della visita pastorale è stato un segno di una comunità che è viva, di speranza e di nuova
primavera che si affaccia.
Dialogando con la Dirigente Scolastica prof.ssa Maria Marinangeli
Più volte si è sentito parlare di alleanza tra i diversi soggetti
che fanno parte della comunità educante. La Chiesa è una realtà significativa sul nostro territorio e non la si può ignorare.
Possiede una ricchezza di valori e di esperienza che ormai ha
attraversato i secoli. Ha formato generazioni e generazioni di
uomini e di donne in due millenni di storia non solo alla vita
spirituale ma anche culturale e sociale. Il patrimonio vero della Chiesa è ispirato alla giustizia e alla pace. Il 98% dei bambini e studenti dell’istituto si riconoscono nei valori della
Chiesa. Qual è stata la sua sensazione personale nell’accogliere come dirigente scolastica, una figura istituzionale così importante? “La scuola italiana, la scuola della nostra comunità, è una
scuola aperta al territorio e al mondo. La richiesta del Vescovo di venire in Visita Pastorale l’ho
recepita come momento di attenzione della Chiesa nei confronti del mondo giovanile.” Ritiene che
la comunicazione diretta e semplice di Mons. Sorrentino abbia colpito la sensibilità di questi giovani? “I nostri sono ragazzi in una fascia di età
bassa, con incursioni nell’adolescenza, Mons. Sorrentino ha deciso di rivolgersi ai ragazzi con un
linguaggio che non sta a me giudicare nella sua
efficacia. Ritengo che se la scelta è caduta sulla
estrema semplicità linguistica, sia stata sia voluta
che cercata per far arrivare ai ragazzi il messaggio di Pace.” Signora dirigente, ritiene che il saluto e la presenza del Vescovo alla scuola sia un segno dei tempi che cambiano nella direzione di
un’alleanza educativa? “Il Vescovo è una autorità
ecclesiastica di prim’ordine. La scuola pubblica
laica e plurale accoglie, e deve promuovere, tutte le occasioni di incontro fra chi ha la responsabilità civile e religiosa del proprio paese, e il mondo dei giovani. Importante, poi, anche stringere
una alleanza educativa fra autorità civili e religiose e operatori che si adoperano ogni giorno per
l’educazione e la formazione dei giovani.” Lo considera un modo efficace per rispondere alla necessità di una società in crisi cui spesso la scuola da sola non riesce a dare una risposta? Ritiene
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che il patrimonio spirituale della Chiesa
(accoglienza, perdono, rispetto) sia valido apporto alla formazione dei giovani? “La Chiesa
ha un grande patrimonio di valori, che può e
deve utilizzare per la formazione dei giovani.
La scuola, dal canto suo è aperta al mondo
esterno, e si pone in modo sinergico con tutte le
forze interne ed esterne (famiglie, associazioni,
comunità religiose, ecc...) per raggiungere
quello che è il fine ultimo del percorso educativo: formare l’uomo e il cittadino, nel rispetto di
quei valori universalmente riconosciuti: pace, rispetto, tolleranza, solidarietà, accoglienza.” Secondo lei è auspicabile una maggiore collaborazione tra insegnanti, educatori, ed operatori pastorali per vincere la sfida educativa che coinvolge l’intera società? “Mi ripeto, con quanto detto sopra.
La scuola è una istituzione plurale che è disposta ad accogliere qualunque contributo esterno, che
possa concorrere al raggiungimento degli obiettivi pedagogici, educativi e didattici comuni.”
L’incontro come quello dell’otto maggio è stato per gli studenti una possibilità di confronto che
arricchisce? “Sicuramente, il confronto e il dialogo sono modalità di arricchimento. Per questo ho
personalmente ringraziato S.E. Mons. Sorrentino per la straordinaria opportunità che ci ha offerto.”
Incontro con i bambini del catechismo
Alle ore 16.00, i bambini del catechismo delle classi III, V
elementare e I media, hanno incontrato il Vescovo nella
chiesa di S. Andrea. Inizialmente i bambini erano un po’
agitati per l’evento, ma l’atmosfera si è subito sciolta con
l’arrivo del Vescovo. Sua Eccellenza, si è presentato con
semplicità e chiarezza, i bambini accompagnati dai relativi
catechisti, hanno illustrato cartelloni, cantato e partecipato
anche ad un piccolo “gioco interattivo” con il Vescovo. I
bambini della terza, che si sono preparati per ricevere la
Prima Confessione, hanno presentato il cartellone “la parabola della pecorella smarrita”, spiegando
con le loro parole il significato del perdono e del peccato, sottolineando che la parola perdono la si può scomporre in “dono per noi”, evidenziando il grande valore
del sacramento che Gesù ci ha lasciato per poter restare
sempre suoi amici nella vita. E’seguito il canto “io ho un
amico che mi ama” e il Vescovo con la sua semplicità,
ha lasciato che i bambini fossero i protagonisti, ponendosi di fronte a loro, in piedi pronto ad accogliere questi
piccoli; un’immagine che ha ricordato le parole di Gesù
“lasciate che i bambini vengano a me”. Di seguito, il
gruppo della V elementare ha illustrato e recitato il Credo, innalzando bandierine colorate per testimoniare di non aver paura di manifestare la nostra fede e il patrimonio di valori che questa ci trasmette. Infine i ragazzi della prima media, che stanno affrontando il cammino verso la Cresima,
hanno illustrato l’anno liturgico, con cartelloni e riflessioni personali. Alla fine dell’incontro i
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bambini insieme al Vescovo sono stati i protagonisti di
una “sfida”. Mons. Sorrentino ha chiesto loro se conoscevano il “telegiornale di Dio”; all’inizio molti si sono
stupiti poi piano piano con gli indizi del Vescovo hanno
indovinato e compreso che le belle notizie sono racchiuse lì, in un piccolo televisore senza voce, ma dai
diversi colori e forme, appoggiato nelle nostre case nei
posti più particolari, dalle librerie agli armadi, dal soffitto al comodino, ma spesso pieno di polvere. “Che
sarà?” si chiedevano i bambini incuriositi, “ma certo,
come non indovinare che il telegiornale della bella notizia, la notizia che salva non può essere che
la Bibbia, quel piccolo libricino attraverso il
quale Gesù ci parla! Se noi l’ascoltassimo!
Prendetelo in mano, togliete la polvere, apritelo
e vedrete come trasformerà la vostra vita!” ha
concluso il Vescovo. I bambini facevano a gara
nel rispondere quante volte avevano visto quel
libro, quante poche volte lo hanno sfogliato e
così, su suggerimento di Mons. Sorrentino, si
sono presi un impegno importante: portare nelle
loro famiglie la bella notizia. In che modo realizzare tale impegno in un mondo che dà voce a
tante contraddizioni e falsi ideali? Semplicemente ritagliando nelle nostre case un breve momento
di ascolto e condivisione, genitori e figli. Queste piccole generazioni che crescono tra internet e videogames, hanno cercato di
comprendere il valore del messaggio di Gesù nella loro vita e in
quelle delle proprie famiglie. Tutti hanno promesso di leggere
con il cuore “qualche riga del telegiornale di Gesù”, apparentemente così lontano dalla loro vita, ma così vicino al loro cuore
che è aperto alla vita, alla gioia, ai messaggi di amore e pace di
cui loro saranno sicuramente portatori un domani. Con queste
parole di fiducia e speranza, il Vescovo ha concluso questo profondo e informale incontro in parrocchia.
Poi, alle ore 18,00, è seguita la S. Messa con il rito ufficiale di ingresso del Vescovo. All’ingresso
della chiesa il parroco don Ferdinando ha passato il Crocefisso al Vescovo che l’ha baciato, quindi,
in processione verso l’altare, il Vescovo ha benedetto la chiesa gremita dai bambini con i loro genitori e dalla comunità parrocchiale.
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Incontro con le suore Agostiniane
La visita pastorale del nostro Vescovo, Mons. Domenico Sorrentino, nella nostra comunità è iniziata in modo
significativo, sotto lo sguardo materno della B.V. Maria, Madre della Chiesa. Sì, lo abbiamo visto come un
‘dono’ di Grazia! Sua Ecc.za, arrivando in tarda mattinata presso il nostro Monastero, mentre eravamo in
Chiesa per la preghiera del Rosario, meditando i misteri della vita di Cristo, seguito poi dalla supplica alla
Vergine del S. Rosario di Pompei, si è subito unito a
noi in preghiera, silenziosamente, seguendo questo
momento celebrativo. Abbiamo pregato insieme affidando al Signore, attraverso l’intercessione di Maria SS., questo inizio della visita del Pastore alla
nostra Comunità Parrocchiale di Sigillo. Nel primo pomeriggio
il Vescovo ha incontrato la nostra comunità monastica. Dopo il
canto dei salmi dell’ora nona, si è trattenuto con noi come un
buon Padre, condividendo, ascoltando, esortando, attento al
cammino di ciascuna e dell’intera comunità. E’ il Signore che
guida la Sua Chiesa e opera nella nostra vita il Suo disegno di
Bene. La visita pastorale è un segno dell’amore di Dio. Se sappiamo accoglierla nella fede, nel Nome del Signore, diventa per
noi ‘visita della Grazia’ che rafforza i nostri cammini, li rischiara, illumina, conforta, alla luce della Parola che ci viene donata. E’ della gioia dello Spirito che il
Signore vuole riempire il nostro cuore, la nostra vita. Mons. Domenico ha pregato con noi al mattino i salmi delle Lodi e celebrato l’Eucarestia. Ricordando un passaggio durante una sua omelia che
riassumeva il comandamento dell’amore datoci dal Signore Gesù:“Amatevi come Io vi ho amato”,
egli così rifletteva:“Non si può entrare nella vita Divina se non vivendo e praticando questo comandamento. Allora tutto acquisterà un altro sapore, il sapore di Gesù”. Sua Ecc.za è venuto a
confermare il nostro cammino di fede nel Signore Gesù, che ci ama ed è sempre con noi.
L’ultimo giorno, al termine della sua visita pastorale, salutando e benedicendo la comunità ha detto: “Io proseguo il mio viaggio di pellegrino, voi accompagnatemi...”.
Ringraziando il Signore e intonando il canto gregoriano dell’Ave Maria, lo abbiamo salutato
‘consegnando’ e affidando questo suo ‘santo viaggio’ nella Diocesi al dolce Cuore Immacolato di
Maria. Deo Gratias!
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Incontro con il Gruppo Teatrale Interparrocchiale
La prima giornata del Vescovo a
Sigillo, iniziata con la visita alle
scuole elementari, medie e materna, ha previsto, prima della riunione del Consiglio Pastorale, un
piacevole incontro con momento
conviviale con i giovani del gruppo teatrale interparrocchiale, impegnati nella preparazione del
musical “Il sogno di Giuseppe”, andato in scena con grande successo a Gualdo Tadino presso il
teatro dei Salesiani il giorno 19 maggio. Il Vescovo ha fortemente voluto questo incontro così come non è voluto mancare alla rappresentazione, testimoniando tutto il suo apprezzamento. Questa
bella giornata trascorsa tra future generazioni è stata piena di speranza, poiché tali attività nascono
e si sviluppano attraverso la dedizione, l’entusiasmo e l’amore che tante persone infondono nel
loro servizio. Queste persone, proprio perché sperano e amano, non intendono lasciare prive del
vangelo le nuove generazioni. I ragazzi hanno dimostrato impegno e serietà nell’affrontare costantemente tutte le attività proposte: la recitazione, la catechesi che settimanalmente veniva loro presentata, commentata e meditata dal nostro parroco, dalle animatrici e da alcuni esperti esterni. Tutte le tematiche trattate sono state estrapolate dal libro biblico della Genesi (37,10) “Storia di Giuseppe”. La gioventù di oggi è bella, certamente fragile ed esposta, ma carica di attese, di domande
e di speranze. I ragazzi sono alla ricerca di strade per vivere la propria vita con umanità e con un
senso e il teatro è indubbiamente uno strumento di aggregazione, condivisione e crescita.
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Incontro con il Consiglio Pastorale ed Affari Economici
Alle ore 21,00, presso i locali dell’oratorio, il Vescovo ha incontrato i membri del Consiglio Pastorale ed i membri del Consiglio degli Affari Economici della nostra parrocchia. Per i membri del
Consiglio Pastorale è stato molto importante ed istruttivo iniziare questo incontro con la parola di
Dio. Il brano scelto dal Vescovo è stato, infatti, Atti degli Apostoli 2, 42-47, che ci richiama a vivere semplicemente e fraternamente come i cristiani delle prime comunità. Si deve ritornare ai veri
valori fondanti del Cristianesimo per poter ripartire e ridare vitalità alle nostre attività e alle nostre
parrocchie! Il Vescovo, partendo dall’esperienza della Chiesa primitiva, ha esortato alla speranza.
Come comunità cristiana, non dobbiamo temere le sfide che la società ci pone, ma, forti della testimonianza degli apostoli e della fede in Gesù risorto, dobbiamo rimotivare il nostro impegno. Dopo
questo momento intenso è stata letta la relazione sulle varie iniziative della nostra comunità e poi
don Girolamo, vicario per la pastorale che accompagna il Vescovo, ha preso la parola. Ci è piaciuto molto che abbia fatto un salto nel nostro passato religioso e che abbia ricordato Sigillo come una
parrocchia sempre molto attiva, con una grande tradizione alle spalle. Questa piccola comunità,
infatti, ha continuato don Girolamo, è ideale come grandezza geografica, come centralità e come
concentrazione di abitanti. Nonostante i tanti pregi ci sono, tuttavia, ancora alcune cose da tenere
sotto controllo. Durante l’incontro è emerso, infatti, il problema dell’alcool, che colpisce alcuni dei
nostri ragazzi, tra i 14 e i 20 anni, e delle numerose separazioni matrimoniali e dei divorzi. Altro
grande fenomeno in aumento è quello delle convivenze, preferite ai matrimoni. Il Vescovo ha poi
puntato l’attenzione sull’importanza di uscire dai proprio territorio come operatori pastorali e di
guardare ad un futuro che prevede la nascita di grandi unità pastorali! Dio non è diverso da città a
città, da paesino a paesino, da frazione a frazione! Egli è sempre lo stesso e ci chiama all’unità e
alla fraternità senza confini! Il nostro Consiglio Pastorale sta quindi lavorando bene, ma c’è ancora
tanto da fare! Dobbiamo avere fiducia nel futuro: il Vescovo vede nel lungo termine una grande
primavera! Sicuramente dovremmo approfittare della grazia che ci ha donato questa visita pastorale per essere sempre più attenti e pronti alle necessità delle persone che ci stanno intorno.
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Seconda giornata, 9 maggio
Visita al cimitero e Santa Messa
La S. Messa celebrata al cimitero, in suffragio di tutti i defunti, ha visto la partecipazione di molte persone raccolte in preghiera,
ciascuna per i propri cari.
Questo luogo, dove riposano i corpi delle
persone amate in vita, ci rattrista. Il dolore
per la scomparsa di chi non abita più con noi
potrebbe spegnere la speranza della risurrezione alla fine dei tempi. La preghiera è segno di speranza che nasce dalla fede nella resurrezione
di Gesù. A volte si pensa che con la morte tutto sia
finito, si perde la fiducia che l’anima è ritornata a Dio,
che continua a vivere e un giorno si riunirà al corpo
quando Gesù ritornerà per “giudicare i vivi e i morti”.
Durante l’omelia il Vescovo ha pronunciato parole di
speranza per tutti i credenti, con riferimento alle parole
del Vangelo ha parlato della risurrezione di Lazzaro,
segno di amore che Dio ha per tutti gli uomini. La
morte è soltanto il passaggio dalla vita terrena alla vita
eterna. In Cristo siamo rinati dalla morte del peccato, per mezzo
del battesimo, e in Cristo risorgeremo ad una nuova vita. “Chi crede in me, anche se è morto, vivrà”.
La celebrazione ha commosso tutti i fedeli e ha lasciato nei cuori
la speranza e il conforto in Cristo Gesù. Dopo la celebrazione Eucaristica, in processione, la comunità si è recata nel cimitero.
Il Vescovo, aspergendo con l’acqua santa, in ricordo del battesimo
che ci ha donato la vita eterna e l’incenso che ci ricorda la dignità
del nostro corpo che un giorno riprenderà di nuovo vita, ha benedetto le tombe.
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Dialogando con il Comandante Alessandro Vetrulli
Qual è stata la sua sensazione personale nell'accogliere, come Comandante della Stazione dei Carabinieri di Sigillo, una figura istituzionale così importante come il Vescovo?
“E' stata una graditissima sorpresa, accompagnata da una sensazione di gioia e profonda emozione.”
La sua professione le dà la possibilità di essere vicino alle persone,
rispondendo quotidianamente alle loro richieste ed esigenze, tutelando le fasce più deboli, mantenendo l'ordine e la sicurezza pubblica
del paese. Ritiene che il patrimonio spirituale della Chiesa
(accoglienza, perdono, rispetto) sia valido apporto alla formazione
dei giovani, alle fasce più sensibili e si possa inserire in una sinergia
di forze finalizzate alla crescita educativa e umana di ogni persona?
“Ritengo che il patrimonio spirituale della chiesa sia un' ottima fonte per la formazione dei giovani che, alcune volte, vengono lasciati da soli sul piano
morale e privi di riferimenti spirituali. Personalmente
ritengo che la Chiesa abbia il dovere di trasmettere il
senso della persona umana, il senso della coscienza, il
senso della libertà, il senso della fraternità, il senso
dell’uguaglianza, così come ci ha trasmesso Gesù.”
Avverte una caduta dei valori che porta a non riconoscere, come una volta, quelle figure pubbliche che sono al servizio del popolo (sindaco, carabinieri, parroco,
insegnanti...)?
“A non riconoscere è esagerato, ma oggi vi è, in generale, un minor rispetto delle varie figure
pubbliche.”
Ritiene che il saluto e la presenza del Vescovo nelle caserme sia un segno dei tempi che cambiano
nella direzione di una corresponsabilità sociale?
“L'ho inteso come un segnale forte, segno della voglia di
approfondire e continuare relazioni significative tra Istituzioni.”
Secondo lei è auspicabile una maggiore collaborazione,
anche in termini di incontri comuni, tra educatori scolastici, pastorali ed istituzioni come l'Arma dei Carabinieri per
affrontare le tematiche della legalità, dell'integrazione e
del disagio giovanile?
“E' da diversi anni che ho incontri con gli studenti nelle scuole, nei quali affronto le tematiche
della legalità. Collaboro anche all'insegnamento del Codice della Strada. Sono fermamente convinto che tutte le istituzioni, ognuna con le proprie competenze, debbano lavorare insieme per
contribuire allo sviluppo nei giovani di una coscienza sociale, basata sul rispetto dell'altro, delle
regole e delle leggi e dei valori in genere.”
L'incontro come quello del 9 maggio è stato una possibilità di confronto che arricchisce?
“Certamente si. Penso che il confronto tra due realtà, se vogliamo diverse, ma comunque molto
vicine, abbia arricchito entrambe.”
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Visita al Comune e Consiglio Comunale aperto
Estratto della deliberazione del Consiglio Comunale
n.9 del 9 maggio 2012 “Incontro con sua Eccellenza…”:
“Quello che noi abbiamo inteso ed intendiamo sottolineare con un Consiglio C.le aperto è la importanza
di questa visita pastorale, tanto attesa perché riteniamo che sia un momento di riflessione importante e
soprattutto per confrontare dei punti di vista, delle
visuali di osservazione che non siano solo quelli istituzionali ma anche quelli delle istituzioni diocesane
che attengono ad elementi che qualche volta, da noi amministratori, non vengono tenuti in debita
considerazione. Un ringraziamento va a Don Ferdinando, Parroco della nostra Parrocchia, perché ha preparato nei minimi particolari questa
visita pastorale, che è un elemento molto atteso
e molto importante per tutta la nostra comunità
di Sigillo, che io rappresento. Piccola comunità, con poco meno di 2.500 abitanti, ma che
sicuramente avrà già dimostrato a Sua Eccellenza la grande accoglienza e l’aspettativa che
aveva in questa particolare visita pastorale che
ha già toccato molte punti: scuole, attività produttive, anziani e la Comunità ecclesiale ed è
un elemento importante proprio perché è radicale e puntuale su tutti i vari aspetti di cui la società è composta. Le istituzioni, sia nell’ambito del
lavoro e nelle necessità socio-economiche, stanno collaborando ed è importantissima anche la
diocesi, prova ne sia che c’è uno scambio vicendevole di informazioni, di orientamenti, anche la
stessa Caritas spesso viene in soccorso di situazioni di disagio, non sempre facilmente risolvibili
con un aiuto economico, ma molto spesso con una sorta di coinvolgimento spirituale per cui ecco
la pastorale e l’importanza e
l’assoluta opportunità in questo momento. Prende la parola S.E. Monsignor Domenico Sorrentino:“Grazie
a Lei Sig. Sindaco per queste parole
cordiali e puntuali che mi onorano
ed onorano la comunità cristiana.
Come dicevo poco fa ai dipendenti
del Comune, il motivo che mi porta,
oltre che nella comunità cristiana, dove vengo per dovere istituzionale, anche nelle altre realtà
che hanno desiderio e mostrano accoglienza, è un motivo almeno duplice. Da un lato manifestare
l’attenzione della Chiesa per il territorio, la Chiesa non è una realtà chiusa in se stessa bensì una
realtà che vive un grande programma di idealità, di fede, di spiritualità, incentrato sul vangelo di
Gesù e sulla missione di Dio che è amore e troviamo scritta nella Bibbia questa definizione scultorea di Dio che difficilmente si sarebbe potuta immaginare.
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Dio è amore, poi la fede ci fa approfondire, attraverso la percezione di questa realtà del mistero di
Dio che è quella del Padre, del Figlio e dello Spirito, e nella sostanza ci dice che Dio non è un
solitario e non è un distante, ma è un Dio vicino, un Dio presente ed un Dio amore e di conseguenza ad accoglierlo si entra nello stesso dinamismo per cui non si può che diventare uomini che sono
vicini, che si fanno prossimi e che costruiscono la storia e diventano anche ponti gettati per costruire le nazioni ed intessere con disegno di solidarietà...Oggi non è facile assumersi una responsabilità di questo tipo; la Chiesa questo lo dice e sappiate che la Chiesa ha un altissimo concetto
della politica, anche un grande Papa come il Papa Paolo VI, amava dire che la politica è una delle forme più alte della carità, dell’amore cristiano, perché l’amore cristiano è quello che ti fa
guardare il bisogno dell’uno e dell’altro, ascoltare il dibattito che ti consente anche di
verificare, di ponderare le opinioni
(sicuramente qualcosa di vitale per la società
che non voglia essere presuntuosa) ed imparare l’umiltà dell’ascolto reciproco, mi sembra
una grande via. Ebbene la Chiesa che sa tante
cose perché le ha ricevute attraverso
l’esperienza religiosa che viene dall’alto ed
attraverso il lungo percorso millenario che è di
sapienza, però sa anche di non sapere tutto e
dunque sa anche di doversi mettere in ascolto e
dover continuamente imparare dalla realtà e quindi per me poter ascoltare da voi che avete il polso da amministratori, cos’è questa città e cosa sta diventando, quali sono i suoi problemi e le sue
prospettive, è qualcosa di importante.
La mia responsabilità di guida della
comunità cristiana è di dare anche un
suggerimento, un’indicazione, un
orientamento, vengo anche un po’
per imparare, non si impara mai abbastanza, ed ascoltare i punti di vista.
La visita pastorale, infatti, si conclude con delle lettere di riscontro che
io faccio alle comunità cristiane; per
me ascoltarvi in questo momento è
qualcosa di importante e starò attento a tutto quello che vorrete dirmi, intanto vi ringrazio per l’accoglienza che mi avere riservato”.
Al termine dell’incontro il Sindaco consegna in dono a S.E. il simbolo di Sigillo, “Il Grifo”, opera
di un valente ceramista locale. Il Vescovo S.E. Mons. Sorrentino, ringrazia di cuore per il dono
ricevuto e a sua volta porge al Sindaco il proprio omaggio, una riproduzione di un affresco del
‘600 presente nel suo studio ed attribuito a Sarnari. Ritiene la raffigurazione particolarmente significativa e toccante, legata a quanto detto sul significato cristiano dell’umanità.
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Domande al Sindaco, dott. Riccardo Coletti
Qual’è stata la sua sensazione personale nell’accogliere, come primo cittadino, una figura morale e religiosa quale un Vescovo della Chiesa Cattolica?
“Incontrare una figura quale è quella del Vescovo, suscita sempre una
particolare sensazione di armoniosa sobrietà; tale sensazione spesso
manca negli incontri con le altre autorità civili che non riescono ad esprimere, nel proprio ruolo, la stessa forza carismatica come la figura ecclesiastica di sua Eccellenza.”
Signor Sindaco ritiene che il saluto e la presenza del Vescovo, alla Casa
Comunale, sia un modo efficace per rispondere alla necessità di una società in crisi cui la politica spesso da sola non riesce a dare una risposta?
“Il messaggio che il Vescovo ha portato nella Casa Comunale ha rappresentato, senza dubbio, un importante testimonianza di vicinanza non solo a chi lavora all'interno
dell'apparato comunale, ma anche, e soprattutto, quale conforto in questo particolarmente disagiato periodo storico.”
Dott. Coletti ritiene che il patrimonio spirituale della Chiesa (accoglienza, perdono, rispetto) sia
valido apporto al tessuto della convivenza sul nostro territorio per assicurare un futuro più prospero?
“Il patrimonio di valori custoditi dalla Chiesa (accoglienza, perdono, rispetto), oggi più che mai
è necessario che vengano divulgati ed impartiti proprio da quella stessa Istituzione che meglio
di chiunque altro conosce le dinamiche del perdono incondizionato e della solidarietà sociale
diffusa.”
Il Vescovo ha incontrato tante realtà del Comune di Sigillo: amministrazione comunale, forze
dell’ordine, scuole, anziani, aziende, associazioni di volontariato, associazioni sportive. Quale
possa essere il frutto di questo sforzo di una realtà spirituale come la Chiesa per la società civile?
“Gli incontri effettuati dal Vescovo con i differenti settori della società civile sigillana, hanno
determinato in tutti noi uditori un senso di conforto spirituale e di vicinanza umana che servirà,
io ritengo, a recuperare in noi stessi quella riaffermazione di valori che spesso è sopita dalla
frenetica quotidianità.”
Secondo lei è auspicabile una maggiore collaborazione tra realtà istituzionali e Chiesa per vincere le sfida della disoccupazione, pluralismo culturale, crisi nella formazione della famiglia e dei
giovani, crisi della politica?
“La collaborazione che esiste fra l'istituzione Comunale e la Chiesa, risulta fondamentale, oltreché auspicabile, proprio perché l'elemento socio-economico e l'elemento spirituale non si sviluppino l'uno a discapito dell'altro. Mantenere un giusto equilibrio tra pragmatismo e spiritualità è
la vera sfida che si pone oggi all'interno delle nostre comunità.”
L’incontro come quello del 9 maggio è stato per l’amministrazione un confronto che arricchisce?
“L'incontro con il Vescovo nel Consiglio Comunale aperto del 9 maggio è certamente stato un
momento importante di confronto e reciproca integrazione. Le contingenze giuridicoeconomiche del nostro tempo, analizzate anche dal punto di vista ecclesiastico, non possono che
arricchire le capacità interpretative di un amministratore che non può, e non deve, sottovalutare
le infinite risorse dell'animo umano anche in particolari momenti storici che caratterizzano la
comunità che è chiamato ad amministrare.”
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Il Santo Rosario a Villa Scirca
Mercoledì sera alle ore 20.45, nella frazione di Sigillo Villa
Scirca, presso la suggestiva cornice della chiesetta di S. Maria
Assunta, è giunto il Vescovo S.E. Domenico Sorrentino, accompagnato dagli associati della Compagnia del Santissimo
Sacramento, nella loro divisa bianca e gialla. Il suo arrivo ha
rappresentato una ventata di gioia perché ricevere la visita del
proprio Vescovo, in una piccola comunità come è la nostra,
costituisce una risposta positiva e incoraggiante alla nostra
fede. La sua catechesi ha colpito l’anima di chi crede e anche
di chi è lontano dalla Chiesa, è stata una ventata di cristianità
per ritemprarci della parola di Dio. La piccola comunità ha
recitato e meditato il Santo Rosario che è cibo per ogni cristiano. Come diceva Giovanni Paolo II:
“il Rosario è una preghiera meravigliosa nella sua semplicità e profondità. Difatti, sullo sfondo
delle parole Ave Maria passano davanti agli occhi dell’anima i principali episodi della vita di Gesù Cristo”. S.E.M., che ha sempre con sé una
piccola corona, ci ha testimoniato come il nostro cuore può racchiudere nelle decine del rosario tutti i fatti che compongono la vita
dell’individuo, della famiglia, della Chiesa e
dell’umanità. La semplice preghiera del rosario
batte il ritmo della vita umana. Il Vescovo ci ha
incitato ad essere una comunità unita e compatta, pronta a trasmettere ad altri ciò che abbiamo
attinto alla fonte cioè alle sacre scritture; dobbiamo essere “piccole lanterne” nel buio che
circonda chi è alla ricerca. La Compagnia del
Santissimo Sacramento, istituita nel novembre
del 1573, partecipando in forma ufficiale, ha reso suggestiva l’atmosfera evidenziando un rapporto
di fratellanza con la comunità parrocchiale.
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Terza giornata, 10 maggio
Visita alla zona industriale-artigianale
Il nostro Vescovo ha dedicato molto del suo tempo a conoscere la nostra realtà sia spirituale che
quella più terrena. Si è così rivolto sia al mondo dei giovani e degli anziani, sia a quello del lavoro.
Sua Eccellenza ha visitato varie realtà lavorative e produttive del nostro comune. Ha conosciuto
dirigenti, tecnici, maestranze apprezzando il loro lavoro, impegno e professionalità. Ha riconosciuto che i tempi non sono propizi, visto che siamo in piena crisi economica, ma nonostante tutto bisognerebbe capire che il lavoro è autentico solo se offre alla persona la motivazione per esprimere
la propria personalità sia in ciò che fa, sia nel rapporto con gli altri. Rivolto poi ai giovani che lavorano nelle varie aziende, li ha spinti ad essere protagonisti nel progettare il futuro insieme, come
condizione necessaria per la realizzazione del singolo individuo. Ci ha spronato a vivere cristianamente e capire che l’esperienza della fede è radicata nel nostro cuore, dove spesso si cerca Dio senza saperlo e si incontra senza cercarlo. Con tutte le persone dei vari stabilimenti e ditte ha instaurato un clima cordiale ed amichevole, spesso scherzoso. Nel visitare un’azienda che ricerca e produce nel settore dell’energia, S.E. ha sottolineato il fatto che egli ha una fonte personale di energia
che porta sempre con sé. Con una battuta ha invitato l’azienda a brevettare questa sorgente inesauribile di energia (Gesù!). Ha concluso la visita in ogni azienda con una preghiera comunitaria,
confidando in un futuro migliore.
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Esposizione del Santissimo, “Tenda del Risorto”, “Lectio Divina”,
preghiera di guarigione
Momento particolarmente partecipato e sentito è stato quello di giovedì pomeriggio 10 maggio.
Alle 18,00 ha avuto inizio la celebrazione eucaristica nella parrocchiale di S. Andrea Apostolo.
Nell’omelia il Vescovo ci ha ricordato che l’Eucaristia è il
momento più alto di lode e glorificazione. E’ Gesù che glorifica il Padre, unisce noi a Lui nel glorificarlo e ci salva, ci
guarisce. Lui ci dà l’amore del Padre, Lui lo porta a noi e se
noi rimaniamo nel suo amore avremo la gioia piena. Il segreto per avere la sua gioia è rimanere in Lui cibandoci
dell’Eucaristia. Non c’è altra legge che quella dell’amore,
accogliamola e sentiremo nel cuore tanta gioia. A questa
celebrazione hanno partecipato anche le coppie che in
quest’anno riceveranno il sacramento del matrimonio; sono
stati ricevuti dal nostro Vescovo che, dopo un breve colloquio, ha impartito loro la benedizione di Dio. Subito dopo la santa Messa, la “Tenda del Risorto”
con l’esposizione del Santissimo sino alla conclusione
della serata; alle 21,00 Lectio Divina di mons. Domenico
Sorrentino e preghiera di guarigione. Cos’è la “Tenda del
Risorto”? La Tenda del Risorto fu voluta dal nostro Vescovo 3 anni fa, a Santa Maria degli Angeli, in occasione
della fine del II anno della missione. Venne allestita una
maxitenda che ospitava Gesù esposto ininterrottamente
all’adorazione di chi, da ogni parte della diocesi, veniva a
fargli visita (Anche il nostro parroco Don Ferdinando per
l’occasione aveva organizzato un pullman). Perché sotto
una tenda? Sotto una tenda per riprendere con la semplicità di una volta il cammino degli apostoli,
per riscoprire la Chiesa delle origini, interpretare e annunciare con la semplicità e la trasparenza di allora il vangelo
che ci illumina e ci guida sui temi della nostra vita:
l’ambiente, il lavoro, l’economia, la malattia, la famiglia
etc.. Ora, con le visite pastorali, la “Tenda del Risorto”
passa di comunità in comunità prendendo coscienza dei
nostri bisogni. In questo lungo cammino abbiamo capito
che Gesù ci aiuta a guarire. Il nostro Vescovo ci fa il regalo di una Lectio Divina sul capitolo 6 del vangelo di Giovanni (“Pasqua del pane di vita, rifiuto della rivelazione”). Inizia così: “Lungo questo capitolo capiamo che la
Parola di Dio guarisce. Gesù ha bisogno di essere ascoltato e in questo brano ci vuole dare la medicina della vita.
Abbiamo sentito nella celebrazione di ieri al cimitero il
vangelo di Lazzaro: Gesù lo risorge. Quale medicina ci fa vivere oltre la morte? Vediamo in questo
capitolo come una gran folla seguiva Gesù. Tutti andavano da Lui perché avevano visto le sue guarigioni e volevano essere a loro volta guariti. Addirittura lo avrebbero voluto re, perché Gesù riesce
anche a sfamarli con la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ma volevano sempre di più, l’uomo
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era ingordo allora come lo è oggi, non si soddisfa mai. Gran parte
dei nostri malanni vengono dall’ingordigia, restiamo intrappolati
nel nostro desiderio senza fine, ci lamentiamo sempre perché non
ci accontentiamo mai, e allora siamo insoddisfatti, nervosi, arrabbiati. Talvolta può anche succedere, come sta capitando in questo
periodo, che ci si arriva a togliere la vita; un grande peccato, ma
solo Dio può giudicare. Gesù a questo punto da bravo medico comincia a dire la verità: “In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato
di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che
non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il
suo sigillo”. E Gesù risolve il problema dell’eternità: “Io sono il
pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me
non avrà sete, mai!” Proviamo a rifare il cammino della nostra esistenza: io venivo da una famiglia
poverissima e ora sono Vescovo. Ognuno ha un suo vissuto, ma impariamo a guardare alle cose di
Dio, perché le cose di questo mondo passano e non si può vivere tutta una vita pensando di arrivare
alla vecchiaia, alla morte e poi tutto finisce. Gesù ci dice che oltre la morte fisica si apre la vita che
non finisce e se ti aggrappi a quella vita, la vita
eterna, vedrai più in là, aprirai il tuo orizzonte.
Gesù ci invita a guardare nell’infinito e ci invita a
guardare Lui. Solo Lui che è infinito ci può dare
risposta dell’infinito. Poi Gesù aggiunge che per
dare questa medicina vuole essere mangiato: “Se
uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”. Così facendo lo incontriamo e viviamo nella
sua grazia. A questo punto però la mente di chi lo
seguiva si chiude, perché ragiona secondo la mentalità del mondo. Se ne vanno tutti, delusi dal discorso di Gesù. In realtà loro rinunciano alla vita eterna. All’inizio del capitolo erano 5000 persone, alla fine rimane Gesù e gli apostoli. Alla domanda che Gesù rivolge ai Dodici: “Volete andarvene anche voi?” Pietro risponde: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi
abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Ora davanti a Lui, nell’adorazione ringraziamo Gesù perché ci sottrae dalla banalità e ci eleva il pensiero; diciamo: “Grazie Gesù, tu solo hai parole di vita eterna!”.
Il nostro Vescovo, con semplicità e chiarezza, ci ha dato spiegazione di questo bellissimo capitolo
di Giovanni sull’Eucaristia, sacramento che nutre e dà vigore alla vita spirituale di ogni cristiano.
E’ seguita poi l’imposizione delle mani e la preghiera di guarigione formulata dal nostro Vescovo,
che ha pregato Gesù per ognuno di noi, per le nostre famiglie e per coloro per i quali chiedevamo
intercessione. E’ stato un momento intenso, toccante, nel quale era Gesù stesso, nella persona del
nostro Vescovo, che imponeva le sue mani sul nostro capo e pregava per noi, per la nostra guarigione fisica e spirituale. Al nostro Vescovo un grazie dal profondo del cuore!
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Saluto alle coppie prossime al Sacramento del Matrimonio
Profondo e molto significativo è stato anche l’incontro del Vescovo con le giovani coppie che si
apprestano tra poco a diventare famiglie benedette da Dio. L’incontro ha evidenziato la necessità
di continuare il percorso intrapreso, attraverso momenti di approfondimento e riflessioni, sulle problematiche delle giovani famiglie. In un periodo come questo, in cui in molti luoghi sino al 50%
delle coppie va incontro alla separazione, ogni matrimonio che resiste è un segno importante anche
per Dio. Sposarsi in chiesa significa quindi confidare più nell’aiuto di Dio che nelle proprie risorse
d’amore. I giovani devono prendere coscienza che quello che minaccia veramente il matrimonio è
il peccato; quello che li rinnova è il perdono; quello che li rende forti è la preghiera e la fiducia
nella presenza di Dio. Come diceva il celebre scrittore Dostoevskij “amare una persona significa
vederla come Dio l’ha intesa” e il romanziere Mauriac “amare qualcuno significa vedere da soli
un miracolo che è invisibile agli altri”. Il fattore decisivo è quindi la presenza di Dio e della sua
Parola, a maggior ragione adesso che molte coppie sono minacciate dalla scarsa cultura del dialogo
e del rispetto reciproco, cui si aggiungono spesso problemi economici e sociali.
Avvertire l’esigenza di momenti d’incontro e di scambio è positivo, ha affermato il Vescovo, perché chi ha fatto i primi passi non ha intenzione di tornare indietro. Occorre ora la capacità di orientare e organizzare queste esigenze in iniziative di riscoperta del percorso prematrimoniale, il cui
scopo è quello di proporre attività che permettano di comprendere meglio il significato ed il valore
del Sacramento del Matrimonio, e capire il senso della scelta matrimoniale con tutti i risvolti sociali, comunitari ed educativi che essa comporta, attraverso l'intervento di esperti e testimonianze.
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Quarta giornata, 11 maggio
Incontro con i cresimandi
Durante la normale ora di catechismo, Sua Eccellenza Monsignor Domenico Sorrentino è venuto a
fare visita anche a noi ragazzi che tra poco riceveremo la cresima. Ci ha parlato di come è diventato Vescovo e di quali sono state le sue sensazioni quando il Papa lo ha nominato tale. Prima ci ha
spiegato il vangelo che parlava di uno sposo, Gesù, che andava in cerca di una moglie con la lanterna sempre accesa, cioè della nostra fede in Dio e di come farla fiorire durante gli anni della nostra vita. Dopo questa spiegazione e interpretazione del vangelo ci ha raccontato di una anziana
signora che sottovoce canticchiava una canzone. Da questo fatto il nostro Vescovo ha avuto
l’ispirazione per scrivere una simpatica canzoncina intitolata così: “Vado a letto poroporò”. Dovete sapere che lui suona la pianola e ama molto la musica, così cogliendo l’occasione ci ha fatto
sentire ciò che ha ricavato prendendo le parole della canzone “Vado a letto”. Questo incontro con
il Vescovo ci ha molto divertiti, all’inizio pensavamo che fosse un’esperienza noiosa, ma forse a
pensare questo non siamo stati poi così bravi. Non vi preoccupate!!! Tra un divertimento e l’altro
abbiamo anche affrontato argomenti seri e riflettuto sul percorso che ci siamo costruiti in questi
due anni di catechesi. Ammettiamo di essere un tantino “vivaci” ma vi giuriamo di aver anche lavorato tanto. Ci siamo quasi sempre stati tutti e speriamo tanto di continuare a divertirci insieme
anche dopo la Cresima e sempre in parrocchia!!!!!
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Incontro con le Associazioni
Alle ore 18.00, presso l’oratorio parrocchiale, il Vescovo Sua Eccellenza Monsignor Domenico
Sorrentino ha incontrato alcuni rappresentanti delle varie associazioni sigillane, le quali hanno tutte
finalità umanitarie. Fra queste vi erano l’Avis (Associazione Volontari Italiani Sangue), la Protezione Civile, Progetto Insieme ONLUS e Cinema Fiamma. L’incontro si è svolto in un clima di serenità e di gioia. La rappresentante
dell’AVIS comunale, Carletti Rossana, ha illustrato l’attività intensa dell’Associazione e
l’importanza del Donare il Sangue, nello spirito
del Vangelo sottolineando la sensibilità dimostrata dal vescovo nell’ascoltare le problematiche.
Questo è il nostro piccolo modo per migliorare il
mondo che ci circonda! Il discorso si è poi allargato al mondo dei giovani: fortemente, infatti, ha
sottolineato come tutte le associazioni di volontariato dovrebbero avere molti giovani al loro interno: essi sono il futuro, e il futuro è la vita. Il Vescovo ha espresso poi i suoi complimenti e i suoi
migliori auguri di un buon lavoro per tutte le associazioni e i volontari del luogo. Nonostante il
buon rapporto che intercorre fra l’AVIS e la parrocchia, è auspicabile che ci sia sempre un maggior
scambio fra questa e il parroco e che si cerchi di operare insieme, anche per la realizzazione di manifestazioni che vedano partecipi le associazioni e il mondo parrocchiale. Rossana ha chiesto che
questa collaborazione diventi più visibile anche nelle celebrazioni liturgiche dove, regolarmente,
l’associazione è presente e, soprattutto, che le manifestazioni organizzate, in cui rientra anche la
celebrazione eucaristica, vengano rese più note possibile. Ciò che muove il mondo associativo,
come quello della parrocchia, è sempre infatti la
carità! Patrizio Casagrande ha descritto le funzioni dell’Associazione Protezione Civile, il
suo valore sociale e soprattutto il suo importante ruolo di attrazione verso i giovani. Come Presidente dell’Associazione Progetto Insieme onlus, il dr. Surano ha brevemente tracciato la storia e le origini dell’Associazione ed illustrato i
progetti in essere di maggiore importanza socio
-culturale: Servizio di Teleassistenza per persone sole, Servizio di trasporto per bisognosi e inabili, organizzazione del Soggiorno Marittimo per
anziani. Olindo Rondellini, Presidente del Club Cinema Fiamma, ha presentato il Club e ne ha sottolineato l’importanza sociale di aggregazione e di sano relax. Ad ogni presentazione S.E. ha risposto con un saluto di apprezzamento ed un complimento. S.E. Mons. Sorrentino si è compiaciuto
per la intensa vita sociale ed associativa riconoscendo in essa un grande valore cristiano e morale,
in un mondo che ha perso i valori fondamentali della vita. A tal proposito ha rimarcato
l’importanza della famiglia, come cellula base della struttura del tessuto sociale. Famiglia come
pietra angolare non solo della Chiesa, ma anche della società. Nel dibattito è emersa anche la difficoltà che incontrano i giovani, a causa della crisi economica e soprattutto del lavoro, nel formare
una famiglia e successivamente nel mettere al mondo figli. S.E. aprendo la Bibbia, che ha sempre
avuto accanto, l’ha indicata come la fonte unica di verità e di ispirazione per ogni individuo, in un
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momento di incertezza e di confusione. Anche la globalizzazione ed i mezzi di comunicazione sono stati oggetto di discussione, e S.E. l’ha definiti doni di Dio, se ben utilizzati ed indirizzati. S.E.
Mons. Sorrentino ha parlato a lungo, in un clima di grande cordialità, della sua Missione, della vita
della Chiesa Diocesana, delle innovazioni che intende portare nelle Parrocchie e nei Sacerdoti, in
relazione al ruolo che essi devono avere nella società civile, nel mondo dei secondi e dei deboli,
degli anziani e dei giovani. Ha manifestato soddisfazione per il calore che ha sentito in ogni incontro avuto con le famiglie, i malati, la Scuola, le Istituzioni, nell’incontro con gli Amministratori per
la bella idea di fare un Consiglio Comunale aperto, cosa che non ha trovato in altri luoghi. Ha parlato anche della Casa Benedetta di Sigillo, delle difficoltà gestionali esistenti e delle tante superate
per assicurare una corretta gestione; ha più volte affermato di essere stato sul punto di mollare e di
rinunciare al progetto di ristrutturazione, di aver passato periodi di preoccupazione e di insonnia;
ha anche sottolineato lo stato di precario equilibrio della struttura, che richiede ancora un periodo
di assestamento. S.E. interloquendo ha posto ancora la Bibbia come punto di riferimento per ogni
scelta per poter cominciare a costruire un mondo nuovo che possa garantire dignità e rispetto ad
ogni individuo, senza distinzione alcuna. Il dr. Surano ha proposto, prendendo spunto da quanto
detto dal Vescovo sulla Casa Benedetta, di aprire la stessa al territorio, allargando idealmente i
muri, ponendola al servizio di tutti gli anziani del Centro Salute e non solo dei 50 ospiti. Ha ipotizzato la Casa Benedetta come “Centro” di una rete di Servizi per il territorio, per tutti gli anziani,
soprattutto per quelli in difficoltà. Alla legittima perplessità di S.E., che già aveva lamentato le
problematiche gestionali della struttura, ha illustrato il progetto: collegare per via telematica
(partendo dal Servizio di teleassistenza del Progetto Insieme) la Casa Benedetta con tutti gli anziani soli del territorio, creare in essa un “Centro di ascolto” 24/24 h, così da intercettare i bisogni, per
cercare di dare una risposta attraverso la rete del Volontariato del territorio e le Istituzioni. Il Progetto Insieme si sarebbe assunto la responsabilità organizzativa ed economica. S.E., dopo questo
chiarimento, ha apprezzato il progetto, riconoscendone al momento la difficile realizzazione, ma
riservandosi di riparlarne in seguito. Luca Farneti, di Progetto Insieme, ha evidenziato lo straordinario interesse verso gli anziani, ma la scarsa attenzione verso i ragazzi ed i giovani, che non hanno luoghi di vita culturale e scarse possibilità di aggregazione sociale. Ha sollecitato tutte le Associazioni presenti a rivolgere il loro interesse anche verso i giovani, artefici del futuro. S.E. ha apprezzato la sollecitazione ed
ha rimarcato l’attenzione della Diocesi verso i giovani e la
Missione a tal fine affidata ai
Sacerdoti. L’incontro si è
concluso in un clima di festosa familiarità, con foto ricordo. Il Vescovo, infine, presso lo stadio di Sigillo, ha incontrato l’Associazione
Calcio; dirigenti, allenatori
ed atleti, a cui ha ricordato i
sani principi e la funzione
aggregante dello sport.
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Quinta giornata, 12 maggio
Incontro con gli ospiti ed il personale della “Casa Benedetta”
Non poteva mancare, durante la visita pastorale,
una giornata dedicata agli anziani di Casa Benedetta. Alle 9,45 di sabato 12 maggio, ha avuto
luogo in Sant’Agostino la celebrazione della
Parola e l’amministrazione dell’Unzione degli
Infermi, presieduta dal nostro Vescovo mons.
Sorrentino, presente mons. Giovannini e sacerdoti e diaconi della nostra unità pastorale. Il nostro Vescovo ha salutato calorosamente tutti gli
anziani, molti dei quali sono stati trasportati in chiesa in carrozzina dal personale della struttura, e
tutti gli operatori dell’Istituto Serafico. La celebrazione è stata animata da alcune ragazze del coro
della parrocchia, in particolar modo nel momento in cui il Vescovo e i sacerdoti hanno imposto le
mani e impartito l’Unzione degli Infermi. L’appuntamento con
il Vescovo è stato particolarmente atteso dagli ospiti di Casa
Benedetta, che hanno avuto con questa visita un’occasione per
rafforzare la loro fede; la fede illumina il mistero della morte e
infonde serenità alla vecchiaia, che può essere vissuta con fiducioso abbandono nelle mani di Dio. La cordialità, la semplicità
e l’umanità del nostro Vescovo sarà per loro un ricordo indelebile e prezioso. Mons. Sorrentino ha ricordato agli operatori
l’importanza di adempiere il loro lavoro con amore, con dedizione, perché
un gesto affettuoso, un sorriso per un anziano valgono molto e il peso
dell’età è più lieve per chi si sente rispettato ed amato. Questa celebrazione è stata motivo di preghiera unitaria, rivolta sì agli anziani, ma anche a
chi, quotidianamente, ha la responsabilità di assisterli. Lo scorrere inesorabile del tempo non può non farci riflettere sulla condizione dell’anziano,
anche noi, se Dio lo vorrà, un giorno lo saremo. Nel passato si nutriva
grande rispetto per gli anziani; oggi questa mentalità si sta un po’ perdendo, sempre più si pone al
primo posto la produttività dell’uomo. Per questo motivo gli anziani sono indotti a domandarsi se
la loro esistenza sia ancora utile. Ma escluderli è come rifiutare il passato. Essi sono in grado, grazie alla loro matura esperienza, di dare ai giovani consigli preziosi. La fragilità della vecchiaia ci fa comprendere come ogni
persona è bisognosa dell’altra e si arricchisce dei doni di tutti;
sappiamo poi che ogni gesto d’amore nei confronti del fratello
bisognoso è rivolto a Gesù stesso. Onorare gli anziani significa accoglierli con affetto, assisterli con pazienza, valorizzare
le loro qualità. In generale la visita del nostro Vescovo è stata
un momento di arricchimento spirituale, di grazia, ma anche modo per conoscere meglio il nostro
pastore come persona di grande umanità, umiltà, semplicità, ma soprattutto di grande fede. Lui
stesso ci ha detto come si faccia sostenere dalla preghiera in ogni momento della giornata, portando in mano sempre una coroncina del rosario. Si è mostrato desideroso di conoscere le nostre realtà, i nostri problemi, i nostri malati; preoccupato per il futuro delle famiglie, le ha invitate a vivere
cristianamente, unite dal vincolo del sacramento del matrimonio.
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Incontro con il gruppo “Rinnovamento dello Spirito”
All’indomani della nostra Convocazione Nazionale Giubilare (Rimini, 28 aprile – 1 maggio) nel 40° anniversario del Rinnovamento
in Italia, abbiamo avuto la gioia di incontrare
il nostro Vescovo, che ci ha fatto visita nel
contesto della nostra preghiera settimanale
del sabato. Il momento, decisamente intenso,
si è svolto in un clima di preghiera gioiosa, scandito come avviene nella nostra spiritualità da canti
ed invocazioni, dando poi spazio alla lettura della parola di Dio donata dopo l’invocazione del Suo
Spirito.
Il Vescovo ci ha poi incoraggiato nel cammino sottolineando l’importanza dell’affidamento
(personale e comunitario) a Maria, unica maestra di preghiera. Noi, forti della vicinanza dimostrata
dal nostro Vescovo, abbiamo ribadito unanime il valore della nostra esperienza, della sua apertura
ecclesiale, manifestando la gioia di stare insieme, ricordando le guarigioni interiori e la chiamata
ad un servizio più generoso.
Alla conclusione del breve incontro con il nostro Vescovo, nell’assicurare la Sua persona alle nostre preghiere, avremmo voluto rileggere la nostra storia ma soprattutto ripercorrere le tappe volute
dallo Spirito che ha guidato e illuminato la nostra storia e quella della Chiesa, ma ciò non è stato
possibile. L’occasione offertaci di incontrare il nostro Pastore durante la sua visita pastorale ci è
stata propizia per ricordare che il Rinnovamento nella Spirito costituisce una opportunità per la
Chiesa intera e per quella locale (non possiamo tacere ciò che abbiamo visto e udito).
Il nostro caro presidente nazionale, Salvatore Martinez, in una sua conclusione ci consegnava una
visione profetica: “Una mongolfiera sospinta verso il cielo con il vento dello
Spirito. La mongolfiera si è innalzata e
su di essa siamo tutti noi: allora, pur
non dimenticando la terra in cui viviamo, continuiamo a guardare le cose di
lassù”. La mongolfiera dello Spirito ci
porta verso il cielo aiutando il nostro
sguardo a superare la particolarità del
momento presente e ad aprirci a quella
visione d’insieme che ci fa vedere con certezza la grandiosità del progetto di Dio.
Tutto ciò che siamo riusciti a realizzare, in termini di evangelizzazione e testimonianza di fede, è
sempre stato nel cuore di Dio, progetto del suo Spirito.
“Il movimento carismatico cattolico è uno dei tanti frutti del concilio Vaticano II che, quasi nuova
pentecoste, ha suscitato nella vita della chiesa una straordinaria fioritura di movimenti, particolarmente sensibili all’azione dello Spirito” (Giovanni Paolo II, 4 aprile 1998).
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Rinnovo delle promesse matrimoniali
Sabato 12 maggio, alle ore 18.00, si è svolta la celebrazione del rinnovo delle promesse matrimoniali di circa 40 coppie della nostra Parrocchia, presieduta dal Vescovo Monsignor Domenico Sorrentino. E’ stata una Cerimonia intensa e toccante, allietata dai gioiosi canti del gruppo del Rinnovamento dello Spirito e che ha visto la partecipazione numerosa dell’intera Comunità. Alle coppie
erano stati riservati i posti delle prime file, durante l’omelia il Vescovo ha ricordato l’importanza
della Famiglia fondata sul Sacro vincolo del matrimonio quale base dell’intera società religiosa e
civile; perché là dove c’è una promessa suggellata dalla benedizione Divina c’è la gioia, la fecondità della relazione, la forza per affrontare i momenti non facili dell’esistenza di ognuno di noi e
c’è soprattutto l’Amore, un amore che non è più solo quello umano di due corpi che si uniscono,
ma soprattutto quello voluto da Dio che rende la coppia un corpo ed un anima sola. Come nel giorno del matrimonio ognuno di noi ha rinnovato la promessa di accogliere, amare, onorare ed essere
fedele al proprio sposo e alla propria sposa ogni giorno della nostra vita; e dopo la benedizione
abbiamo di nuovo scambiato gli anelli nuziali. Per qualche coppia erano passati molti anni dal
giorno del matrimonio, per altre pochi, ma per ognuno di noi, come ci ha ricordato il Vescovo,
quel giorno ha significato una nuova partenza, un nuovo slancio, nuova forza per ritrovare la gioia
piena di quei primi giorni che la vita con le sue difficoltà può aver appannato. Dopo la celebrazione, come ricordo ad ogni coppia è stato donato un quadro raffigurante un particolare della Madonna del Rosario ed una corona del Santo Rosario. Ogni volta che guardiamo o teniamo in mano questi ricordi pensiamo alla promessa fatta davanti a Dio.
Incontro con le giovani famiglie
“La famiglia come la Chiesa, è chiamata ad essere immagine della Trinità e ad accogliere e
trasmettere le verità della fede; a vivere l’amore reciproco e verso tutti, condividendo gioie e
sofferenze, accoglienza e perdono”, “il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle
virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione. Cari sposi, abbiate cura dei vostri figli e, in un mondo dominato dalla
tecnica, trasmettete loro, con serenità e fiducia, le ragioni del vivere, la forza della fede, prospettando loro mete alte e sostenendoli nelle fragilità”.
(Papa Ratzinger nel recente incontro con le famiglie a Milano)
Noi, educati a vivere solo nel presente, a osare progetti brevi, a contentarci di
affetti che un giorno finiscono, dobbiamo ridefinire le nostre vite. Da dove si
ricomincia a vivere più umanamente? Dalla famiglia, sottolinea il Papa. Da
quel ricominciare tenacemente ogni giorno che non consuma e brucia le persone come oggetti, ma ti fa rimanere qualcuno accanto, anche quando gli altri ti
lasciano soli. Ricominciamo insieme nella logica dell’amore. E così insieme al
nostro parroco don Ferdinando, abbiamo iniziato un percorso. Chi siamo? Siamo una decina di giovani coppie di Sigillo che una volta al mese ci riuniamo in
parrocchia per affrontare tematiche dedicate alla famiglia. Questo anno, con
l’aiuto di diversi esperti provenienti anche da altre diocesi, abbiamo affrontato
diversi temi. Il nostro percorso è partito il 25 settembre 2011 ed è terminato alla fine di maggio. Le
tematiche sono state diverse, tutte coinvolgenti. Negli otto incontri abbiamo riflettuto su: vita come
dono, alleanza sponsale, relazione nella vita di coppia, risorse della relazione nella vita di coppia,
corporeità come sponsalità, sessualità nella coppia, curarsi come coppia per aver cura dei figli, dolore nella coppia. Essendo nel secondo anno della Parola, tutti i nostri incontri sono stati introdotti
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dal salmo 133, abbiamo letto sempre un brano del vanEcco com’è bello e com’è dolce
gelo, a cui è seguito un commento con spunti di rifles- che i fratelli vivano insieme!
sione e momenti di condivisione e confronto. Spesso
dopo gli incontri ci siamo ritrovati insieme per un mo- É come olio prezioso versato sul capo,
mento conviviale. Una coppia di esperti ci sottolineava che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull'orlo della sua veste.
“che non è il cammino che è fatica, ma è la fatica che è
cammino”, invitandoci a non scoraggiarci poiché “è É come la rugiada dell'Ermon, che
quando ci sentiamo deboli che siamo forti”. Quanti di scende sui monti di Sion.
noi oggi non faticano nella quotidianità a trovare tempo
Perché là il Signore manda la benedizione
per ascoltarsi, per condividere, o semplicemente per e la vita per sempre
comunicare? E’ indubbio che ciò comporta fatica poiché
(salmo 133)
ognuno di noi nella coppia ha un proprio ruolo, un suo
modo di esprimersi, di essere autorevole, di accogliere
l’altro, di relazionarsi; l’unico mezzo possibile e infallibile che ingloba ogni dimensione affettiva è il linguaggio dell’amore. Nell’incontro con il Vescovo sono riecheggiate queste parole: ascoltare, pregare, adorare, pilastri che hanno portato a crescere e a cambiare le persone che ci hanno regalato la loro testimonianza di amore.
L'incontro con il Vescovo è stato illuminante e positivo,
sono stati trattati numerosi argomenti, anche scottanti, legati al vivere odierno specie ciò che riguarda la morale coniugale cattolica e al ruolo
che la Chiesa ricopre nella società. Il Vescovo ha
accolto e trattato con saggezza e benevolenza ogni nostro dubbio, citando diversi passi dei vangeli, sottolineando in particolar modo l'importanza che ha l'approfondimento della parola di Cristo.
Egli ci ha incoraggiato in questo cammino, presentandoci un progetto a lui molto caro ossia “le
famiglie del vangelo”.
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Sesta giornata, 13 maggio
Incontro con i bambini della Prima Comunione
Molto significativa è stata l’esperienza che ha visto i bambini della Prima Comunione protagonisti
di un incontro ravvicinato con il Vescovo. Durante il pomeriggio del 12 maggio, alle 15,00, nella
chiesa di S. Andrea, Sua Eccellenza ha incontrato
bambini e genitori per una liturgia penitenziale durante la quale hanno avuto luogo le confessioni. La
Sua presenza e le Sue parole hanno sicuramente lasciato una testimonianza di fede forte, di un Credo
che vale la pena seguire e un chiaro esempio di come
la presenza tangibile di Gesù Cristo nella nostra vita
la renda decisamente migliore. Ha stupito per la tanta
disponibilità, dolcezza e cordialità usata con tutti. Ha parlato in maniera semplice e spontanea, come un padre contento di vedere finalmente la sua famiglia riunita attorno a lui. Sua Eccellenza ha
saputo dunque adattare il suo comportamento e i suoi insegnamenti all’ascoltatore che aveva dinanzi, facendosi, coi bambini, giovane con i giovani ed infondendo, nei genitori, la bellezza
dell’essere cristiani. Le sue parole hanno sicuramente lasciato un segno negli animi sensibili di
grandi e piccoli. Nella Sua persona, gioiosa e serena, abbiamo visto l’amore di Dio verso i suoi
figli, di Gesù verso i suoi amici. Nella celebrazione eucaristica del 13 maggio, svoltasi alle ore
11,00 nella chiesa parrocchiale, ha impartito per la prima volta il sacramento dell’eucaristia ai
bambini della IV elementare. Dopo la lettura del vangelo di Giovanni ( Gv 15,9-17) il Vescovo ha
spiegato ciò che il Signore voleva comunicarci con la sua Parola. Tre sono stati i punti focali del
brano: la promessa della gioia vera che Dio ci dona se rimaniamo in Lui, la certezza che ci ama
come il Padre ama Gesù e l’impegno che ci chiede nell’amarci gli uni gli altri, come Lui ha amato
noi. Toccante e significativo è stato anche il modo con cui ha accompagnato e guidato i bambini
alla preghiera alla presenza viva di Gesù per
cercare di far comprendere loro il grande
dono che avevano appena ricevuto. Con la
sua disponibilità il Vescovo ha mostrato un
segno forte di comunione, a immagine della
Trinità, che è comunione. Ci ha suggerito
come sentirci membra di un unico Corpo,
come è importante creare relazioni sincere,
vere, autentiche e camminare insieme, sacerdoti e laici, per accorgerci che lo Spirito
Santo sta parlando ancora oggi. Ma soprattutto con la sua continua preghiera ci ha convinti che l’uomo di oggi, spesso inquieto o distratto, ha
ancora fame di Dio e cerca chi lo accolga, lo ascolti, lo rassicuri e lo aiuti a sentirsi amato. Questa
visita del Vescovo è stata un po’ come una cometa, che è passata velocemente, ma che ha lasciato
dietro di sé una scia di luce e di speranza: dietro le numerose “cose” ancora da fare c’è lo spirito
del Cristo Risorto che cammina con noi, ci sostiene e ci invita ad amarci tra di noi. Profonda gratitudine a nostro Signore per averci fatto vivere giorni di gioiosa fede. A Maria, Madre della Speranza, affidiamo la persona del Vescovo perché possa continuare a guidarci ancora per lungo tempo e
il futuro delle nostre parrocchie perché siano sempre più unite e forti nella fede.
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Rito di chiusura e rappresentazione teatrale per il saluto finale
Nel pomeriggio Sua Eccellenza ha presieduto la celebrazione dei vespri solenni ed il rito di chiusura della visita
pastorale nella chiesa di Sant’Andrea. Oltre alla popolazione, erano presenti don Girolamo, don Angelo, don
Ferdinando, il diacono Buchta, il seminarista Simone Petrosino. Nell’omelia il Vescovo ha espresso soddisfazione
per le celebrazioni della settimana, per gli incontri con la
comunità, sottolineando che rimane ancora tanto da fare,
ed ha parlato dei problemi della chiesa diocesana. Al termine don Ferdinando ha ringraziato il Vescovo con parole di lode al Signore e per la testimonianza data dal pastore nella comunità, ha ringraziato anche i vari
collaboratori che insieme hanno organizzato i
diversi momenti della visita e, come gesto di
riconoscenza, ha donato a S.E. un’icona in legno, commissionata all’artista Anna Beni di
Sigillo, che riproduce il volto di Gesù morto in
croce (volto raffigurato dal pittore spagnolo
Velazquez). Ha donato inoltre un’offerta in
denaro per le necessità della Diocesi ed un assegno di un privato per la carità del Vescovo.
Alla cerimonia ha fatto seguito un rinfresco in
parrocchia con gli operatori pastorali. Alle 21 nella sala del “Cinema Fiamma”, nonostante gli impegni che lo attendevano in Assisi, il Vescovo, insieme alla comunità sigillana, ha assistito ad uno
spettacolo preparato dai giovani della parrocchia coordinati dal seminarista Carlo Cecconi; canti e
scenette hanno fatto divertire e, soprattutto, pensare gli spettatori. I ragazzi, pur nella povertà dei
mezzi, hanno realizzato uno spettacolo di qualità facendoci riflettere su come e dove stiamo orientando la nostra esistenza. La visita pastorale è terminata verso le 22.30 con la chiusura dello spettacolo e con l’apprezzamento ed il saluto finale del Vescovo.
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Breve excursus sulla visita pastorale
La comunità della Parrocchia di Sigillo ha accolto con gioia e trepidazione la visita del Vescovo Domenico Sorrentino, “messaggero”
del popolo di Dio in mezzo a noi. Sono stati giorni vissuti intensamente nell’ascolto della parola di Dio nelle S. Messe, nella liturgia
della parola e in altri incontri di preghiera delle diverse celebrazioni.
La sera stessa dell’arrivo del Vescovo, martedì 8 maggio, alle ore
18,00 in S. Andrea Apostolo si è celebrata la S. Messa con tutti i
ragazzi del catechismo e in modo particolare con quelli che
quest’anno riceveranno il Sacramento della confermazione. Durante
la liturgia della Parola alcuni cresimandi hanno intonato Veni, Sancte Spiritus, un’invocazione allo Spirito Santo in lingua latina. Le
parole del canto sono la luce dei nostri passi: “Vieni Spirito Santo, dolce ospite consolatore
dell’anima. Luce beatissima, penetra nelle menti del tuo santo popolo lava ciò che è sordido, bagna
ciò che è arido”. Sono alcune frasi di tutto l’intero canto ed hanno accompagnato all’altare i ragazzi con in mano i sette doni dello Spirito
Santo. Il giorno successivo, 9 maggio, il
Vescovo, insieme ai nostri sacerdoti don
Ferdinando e don Sagij, ha celebrato la S.
Messa al cimitero in commemorazione dei
defunti. Alle ore 21,00 dello stesso giorno
a Villa Scirca, nella chiesa dedicata a S.
Maria Assunta, è seguita l’esposizione del
SS. Sacramento con la recita del S. Rosario. Il 10 maggio alle ore 21,00 nella chiesa di S. Andrea Apostolo è seguita la Lectio Divina, commentata dal Vescovo, sul vangelo di Giovanni capitolo sei, seguita poi dalla preghiera di guarigione, con l’imposizione delle mani, segno di effusione dello Spirito Santo. Le parole del vangelo e
l’interpretazione del Vescovo hanno lasciato in tutti noi presenti all’ascolto della Parola attimi di
profonda riflessione e commozione. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me
ed io in lui”, “Io sono il pane vivo disceso dal cielo”. Chi riceve il Corpo di Gesù nel Sacramento
dell’Eucarestia rimane attaccato a Lui come i
tralci alla vite. Soltanto Gesù è la nostra salvezza. Il suo Spirito agisce e opera in noi con amore e pazienza, purifica il marcio del nostro essere. Giorno dopo giorno, fa germogliare e fruttificare una nuova persona. Possiamo chiedere
ciò che desideriamo e Lui lo concederà secondo
la sua volontà. Gesù è il medico della nostra
anima, sana le ferite con il suo amore, ci guarisce poco a poco dai segni che il tempo ha lasciato nella memoria. Gli incontri con la nostra
comunità sigillana sono continuati nelle famiglie di malati, anziani, nelle aziende, in Comune, alla
Casa Benedetta e dove fosse necessaria la presenza di Dio nell’umile e umana figura del Vescovo.
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Giunti quasi al termine della visita pastorale, il 10
maggio alle ore 18.00, per tutte le coppie di sposi presenti il parroco don Ferdinando e il Vescovo hanno
celebrato la S. Messa rinnovando le promesse matrimoniali. Durante l’omelia sono state pronunciate parole rilevanti sull’amore coniugale. Il vero amore nella
coppia è sapersi donare l’uno all’altro come Gesù ha
donato la sua vita per tutti noi, è rimanere uniti come
membra del suo Corpo. Il Sacramento del Matrimonio
ci fa partecipi del progetto di Dio, la condivisione alla
sua volontà ci fa rimanere in Lui e noi in Lui, attaccati
all’unico amore, Cristo Gesù. Al termine della celebrazione liturgica, un gradito pensiero è stato donato alle
coppie di sposi: un quadro raffigurante un affresco della nostra chiesa, la Madonna del Rosario e la
corona del S. Rosario. Un sentito ringraziamento a don Ferdinando per questo indimenticabile ricordo. La visita Pastorale è terminata domenica 13 maggio con la recita del Rosario e dei vespri.
Al termine è seguito un rinfresco per salutare e allietare questi giorni così intensi ed emozionanti
della presenza di Dio con noi.
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LA VOCE DEI FEDELI
"Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo" (Lc 1,68).
Da martedì 8a domenica 13 maggio il Vescovo ha incontrato la comunità della parrocchia di S.
Andrea apostolo di Sigillo, facendo visita a tutte le diverse realtà.
Sono stati dei giorni molto intensi e di grande partecipazione. La sensazione provata è quella di
essere stati visitati da un dono di grazia. Attraverso la presenza di sua eccellenza, Dio stesso ha
visitato il popolo di Sigillo, lo ha risvegliato, incoraggiato, stimolato, ravvivando la propria fede e
offrendo, nella sua persona, l’immagine e la presenza di Gesù, vero pastore. In questi giorni il vescovo si è messo a disposizione e in profondo ascolto per comprendere l’anima di una piccola comunità che è parte della Chiesa che il Signore gli ha affidato.
La visita pastorale del Vescovo Domenico Sorrentino, nella seconda settimana di maggio, ha lasciato in tutti noi fedeli della Parrocchia di Sigillo momenti liturgici indimenticabili e di forti emozioni. Dio ha mandato in mezzo a noi il suo “messaggero”, servendosi di una figura semplice, sorridente e profondamente umana.
Il Vescovo con la sua energia, la sua chiarezza espositiva e la capacità di rapportarsi con tutti, ha
voluto trasmetterci un messaggio forte: la riflessione e la meditazione sulle nostre azioni e sulla
nostra vita. Siamo consapevoli delle difficoltà del momento; di fronte ad una società che ha smarrito i valori morali e che sembra non avere più punti di riferimento, siamo chiamati ad una testimonianza ancora più coerente, per poter rispondere alle sfide poste dall’esigenza di una nuova evangelizzazione.
Alla lectio divina del Vescovo è seguita la preghiera di guarigione. Devo confessare che era la prima volta che partecipavo a questa cerimonia veramente intensa ed emozionante. Il sacerdote Borgo, di Assisi. ha intonato un canto di guarigione suonando all’organo, mentre i lettori enunciavano
i miracoli fatti da Gesù. Tutta l’assemblea in corteo si è avvicinata al Vescovo, che in quel momento rappresentava Gesù, e dopo l’imposizione delle sue mani sul nostro capo, ognuno ripeteva:
“Gesù guariscimi!”. Sono attimi in cui l’essenza dell’uomo si rivela senza veli, senza ipocrisie,
nella sua verità. Meraviglioso silenzio capace di contenere parole, espressioni più di un vocabolario! Ciascuno di noi ha chiesto a Gesù, sia per lo spirito che per il corpo, per sé e per gli altri, un
atto di misericordia, di amore, di conforto, di grazia. Gesù che ci conosce per nome uno ad uno,
che conosce il nostro cuore e le ferite della nostra vita, conosce i nostri limiti, i nostri errori, in
quel preciso momento abbiamo chiesto che volgesse lo sguardo di Padre amoroso sulla nostra vita
e di guarire la nostra anima, la nostra mente, la nostra memoria, il nostro spirito ed il nostro corpo.
Al termine della cerimonia abbiamo provato la gioia di essere C H I E S A !!!
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Conclusioni
Con la solenne Celebrazione della VI domenica del tempo di Pasqua, 13 maggio, in cui il Vescovo
ha dato la Prima Comunione a 16 bambini, si è conclusa la Visita Pastorale nella nostra comunità.
Due sono i sentimenti che provo nel mio animo: l’uno di gratitudine e l’altro di una accentuata responsabilità proiettata al futuro.
Sono convinto che molti di voi, dopo aver letto queste pagine, che altro non vogliono essere se non
un input per migliorare l’azione sinergica tra le diverse componenti della comunità cristiana per
poterci rapportare anche con il mondo civile, avranno dei suggerimenti o proponimenti da fare.
Tutte le proposte che mirano ad edificare sono ben accette, poiché simbolo di una comunità seriamente impegnata nel vivere l’esperienza della fede in Cristo. Abbiamo colto diversi suggerimenti
che vogliamo mettere per iscritto e condividere insieme.
Ho registrato che l’esperienza del rinnovo delle promesse matrimoniali è stata accolta positivamente; l’accresciuta sensibilità al valore della famiglia fondata sull’unione benedetta da Dio, ci
suggerisce di portare avanti esperienze che mirano a mettere in luce i motivi che danno il giusto
posto al nucleo familiare. Si potrebbe, ripetere in un’opportuna data dell’anno, la celebrazione del
rinnovo delle promesse matrimoniali e incoraggiare dei percorsi come quello intrapreso dalle giovani famiglie. In concreto mettere in atto iniziative che aiutino a comprendere il senso della vocazione familiare e il ruolo fondante all’interno della Chiesa e della società.
Un altro suggerimento proviene dal mondo giovanile. Si avverte l’esigenza di momenti di aggregazione che valorizzino lo stare insieme sano che aiuta i giovani a sviluppare valori e legami veri e
favorire uno spirito di fiducia e apertura all’altro. Come comunità cristiana siamo anche consapevoli del ruolo decisivo della comunicazione della fede in Gesù Signore e Salvatore che costituisce
la spina dorsale di ogni percorso di crescita che tocca tutti gli aspetti della persona. Non per ultimo,
credo siano necessarie scelte concrete su cui dovremo lavorare insieme; occorre una maggiore
valorizzazione e formazione dei giovani fidanzati che si preparano a ricevere il sacramento del matrimonio e a servire il Signore nella vocazione familiare.
Il mondo del lavoro, oggi messo così a dura prova, necessita di una profonda attenzione da parte di
tutte le istituzioni al fine di promuovere una visione della persona nella sua totalità. Emerge
l’esigenza di conoscere meglio la dottrina sociale della Chiesa che detta una visione di economia
improntata sui valori della solidarietà, equità. Ci avvieremo nella giusta direzione per fronteggiare
la crisi economica solo se iniziamo ad avere un giusto e necessario distacco dalla legge del profitto
e porremo al centro l’attenzione della persona.
Ricordiamo con forte risonanza le parole di Gesù:“ogni volta che avete fatto queste cose ai miei
fratelli, l'avete fatto a me” soprattutto nell’evocare le giornate di visita ai più deboli e sofferenti,
agli anziani. Il vescovo è stato l’emblema di una Chiesa certamente radicata tra la gente, con una
esperienza religiosa solida e con un notevole patrimonio di fede che ha formato intere generazioni.
Costantemente dobbiamo sforzarci di operare per favorire l’unità pastorale con le parrocchie del
Comune di Fossato e Sigillo secondo le indicazioni del Vescovo. Negli incontri di lectio, nelle S.
Messe domenicali, nelle riunioni che faremo del gruppo liturgico, in fase di realizzazione, nell’ora
di adorazione Eucaristica, dobbiamo chiedere al Signore che “smuova” noi sacerdoti e i cuori di
tutti i fedeli a realizzare questo progetto. Siamo consapevoli che per proseguire il nostro cammino
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dobbiamo ricordare i tanti momenti vissuti in questa settimana: il momento dedicato alla Tenda del
Risorto della giornata del giovedì, la Santa Messa, l’adorazione del S.S. Sacramento, la lectio divina e la preghiera di guarigione del Vescovo. Queste celebrazioni ci suggeriscono che c’è tanto bisogno di guarigione spirituale nei nostri cuori e di riscoperta della Parola di Dio e dell’Eucarestia,
celebrata, ricevuta con il cuore riconciliato dal perdono e adorata in rendimento di grazia.
L’Eucarestia è sorgente e culmine della vita della Chiesa. Ripartiamo motivati solo se avremo consapevolezza del dono divino del Pane di vita il quale rende veramente presente e operante Gesù
morto e risorto in mezzo a noi.
Il futuro della Chiesa sta nell’unire insieme le forze, le divisioni ci indeboliscono e fanno spegnere
i doni e lo Spirito Santo che il Signore ha messo nei nostri cuori. Certo è che, al termine della Visita Pastorale, ci attendono anche scelte concrete su cui dovremo lavorare. Ma questa è una pagina
che cominceremo a scrivere insieme nei prossimi mesi su cui però, fin da ora, chiedo la corresponsabilità di tutta la nostra comunità.
Preghiamo dunque il Signore e la Vergine Maria perché attraverso l’esperienza della Visita Pastorale tutti insieme riusciamo ad intraprendere iniziative che portino frutti spirituali in tutto il tessuto
sociale e umano che ci circonda.
Sigillo, Sant’Anna 2012
Il Parroco
don Ferdinando dell’Aquila
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Ringraziamenti
Si ringraziano tutti coloro che, a vario titolo, si sono impegnati ed hanno contribuito alla realizzazione di questo opuscolo. In particolare, per i testi:
Carmela Ambrosino
Silvia Bazzucchi
Martina Benedetti
Anna Beni
Roberta Botticelli
Antonio Cappelloni
Rossana Carletti
Alberto Cecconi
Armando Cervini
Riccardo Coletti (Sindaco di Sigillo)
Angela Fiorucci
Nunziato Gabriele
Velia Maramigi
Maria Marinangeli (Dirigente Scolastica)
Loredana Mariotti
Emanuela Mazzetti
Anna Minelli
Carla Palanga
Simone Petrosino
Pietro Presciutti Cinti
Sorelle Agostiniane
Martina Spigarelli
Filippo Giacomo Surano
Roberto Ventanni
Alessandro Vetrulli (Comandante Stazione Carabinieri di Sigillo)
Per le foto della visita pastorale: Ivano Parlanti
e della Prima Comunione: “FotoCampioni” di Antonio Campioni
Per l’impostazione e l’informatizzazione: Luca Benedetti
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opuscolo - buona pasqua di resurrezione