Il pittore italiano Andrea del Sarto
nasce a Firenze il 16 luglio 1486.
È figlio del sarto Angelo di
Francesco, per cui riceve il
soprannome “Sarto”.
Riceve una formazione presso un
orafo e in quella circostanza viene
notato da un pittore sconosciuto
per la sua bravura nel disegno.
Costui gli insegna a dipingere e in
seguito lo manda da Piero di
Cosimo. Come studente di
quest’ultimo, Andrea del Sarto
viene influenzato dai grandi
maestri dell’alto Rinascimento.
Dipinge i suoi capolavori dal 1508
al 1514. Realizza affreschi che
raffigurano la vita di Filippo
Benizzi, l’adorazione dei Magi e la
nascita di Maria nell’atrio e nel
chiostro della chiesa di
Sant’Annunziata a Firenze.
Il Vasari dice di Andrea che se fosse stato un
uomo più ardito come era d’ingegno, sarebbe
stato senza dubbio senza pari. La sua timidezza
d’animo non lasciò mai vedere in lui il vivace
ardore che avrebbe riversato nella pittura. Le sue
figure sono semplici e pure, bene intese, senza
errori e di somma perfezione. Naturali e graziose
sono le forme sia dei vecchi che dei giovani. Alla
semplicità dei suoi disegni si accosta la rarità dei
suoi colori, vivaci e divini.
Andrea Del Sarto venne definito dal Vasari, che ne fu allievo di “figure semplici,
bene intese e senza errori, in tutti i conti di somma perfezione”.
In realtà la frase de Vasari potrebbe risultare limitativa nei confronti di Andrea:
la frase “senza errori” è apparsa infatti, sinonimo di correttezza scolastica e
quindi di freddezza.
Allievo di Piero di Cosimo, se ne staccò per differenza di temperamento:
fantasioso, incline all’evasione nel mito, il maestro, concretamente attaccato
all’ora presente Andrea.
Le sue diverse opere rivelano il tentativo di fondere unitariamente le
caratteristiche di Michelangelo, Leonardo e Raffaello. Ma l’umanità di Andrea è
borghese, priva della problematica profonda di Leonardo, dell’idealismo eroico
di Michelangelo, del razionalismo ineccepibile di Raffaello.
Andrea Del Sarto non è forse ancora un manierista. E tuttavia ci sono in lui già
molti elementi tipici del manierismo: la crisi del classicismo fiorentino e il
tentativo di rompere con le norme dell’idealizzazione.
Tra le opere in maggior
rilievo troviamo: “Punizione
dei bestemmiatori”.
Nella
Punizione dei bestemmiatori
(1509-1510) è un affresco di Firenze.
Nell’opera c’è una vivacità narrativa che
induce lo spettatore non tanto a cogliere
il significato educativo del fatto, ma
quanto l’ambientazione naturalistica, con
il cagnolino in primo piano, il paesaggio
nello sfondo, i prati verdi i colli, le piante,
le strade, gli uomini che corrono e gli
edifici. Fra i miracoli attribuiti a Filippo
Benizzi, questo è narrato da Andrea Del
Sarto: Filippo vestito da frate e
accompagnato da due confratelli, avendo
invano rimproverato alcuni bestemmiatori, ed essendone stato deriso, fece
scendere dal cielo un fulmine contro di
loro. La serie di affreschi di Andrea Del
Sarto si trova nel chiostrino della
Santissima Annunziata che precede
l’ingresso in chiesa.
-“Natività di Maria”.
La personalità di Andrea e la sua
posizione nell’ambiente fiorentino si
precisano meglio nella “Natività di
Maria” (1514) situato a Firenze.
Nell’ambiente grandioso ma misurato
prospetticamente, le immagini si
muovono con lentezza da sinistra a
destra e da destra verso il fondo,
accordando reciprocamente colori e
forme. Eppure più che l’importanza
alla nascita di Maria, il pittore rende
l’interno di una ricca casa fiorentina
della quale studia ogni particolare di
arredamento. L’opera, dotata e firmata
con due scritte sul caminetto, è
collocata nello stesso chiostrino in cui
si trovano le storie di San Filippo
Benizzi.
-”Madonna delle Arpie”.
La natura autentica di Andrea Del
Sarto si rileva anche dai tratti della
“Madonna delle Arpie” (1517) a Firenze. Qui la Madonna nell’instabilità
della posa è collocata come una
statua su un piedistallo entro una
nicchia scavata nella parete sul
fondo, come se fosse una scultura
dipinta. Le forme Michelangiolesche
si addolciscono mediante una disposizione equilibrata facente perno sulla
Vergine. La tavola è detta delle Arpie
per gli esseri mitici situati sul basamento, secondo una recente interpretazione sarebbero delle cavallette inviate, come scrive Giovanni nell’Apocalisse, a tormentare gli uomini che
non avessero il sigillo di Dio, descritte
con capelli femminili, ali e il ventre
simile a corazze di ferro.
-”La figliastra”.
Andrea Del Sarto chiamò questo
ritratto di una giovane dama “La
figliastra” (1514), è situata a Firenze alla Galleria degli Uffizi. Sul
libro aperto, indice della cultura
raffinata della giovane, è riportato
un sonetto del Petrarca: “ita caldi
sospiri al freddo core”. L’opera è
datata approssimativamente nel
periodo della Natività di Maria per
l’armonia compositiva, per il caldo
colore chiaroscurato, per la bellezza nobile della donna.
-”Madonna del sacco”.
La “Madonna del sacco” (1525)
è una affresco che Andrea del
Sarto dipinse a Firenze alla
Santissima Annunziata. I volumi
rigorosamente definiti si inseriscono in un’audace prospettiva vista dal basso e si animano
per il gusto cromatico pieno di
vitalità. Il titolo con cui è noto
deriva dall’affresco del sacco
sul quale San Giuseppe si
appoggia mentre legge il libro.
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