Collegio Fraccaro La prevenzione dell’AIDS nei diversi contesti di rischio Alba Muzzi Agenda Prima parte: Analisi del contesto Epidemiologia Dimensioni del problema Bisogni percepiti e offerta Seconda parte: Prevenzione Modalità di trasmissione AIDS: Conoscere per capire Indagine conoscitiva sulle caratteristiche socio-demografiche correlate all’acquisizione dell’infezione da HIV Epidemiologia dell’infezione da HIV Stima di adulti e bambini viventi con HIV, per continente nel periodo 1990–2007 Esclusa Africa sub-Sahariana Oceania 12 Medio-Oriente e Africa Nord Europe Est e Asia Centrale America Latina e Caraibi America Nord, Europa Centro-Ovest Asia Milioni 9 6 3 0 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 Anno AIDS in Europa Casi di AIDS nel 2006 in Europa per milione di abitanti Casi per milione 50 + 20 - 49 5 - 19 <5 Non disponibile EuroHIV AIDS in Europa: gruppi a rischio Casi di AIDS, Europa occidentale Eterosessuali zono endemiche Eterosessuali IDU Omo/bisessuali Rischio non riportato Casi di AIDS, Europa orientale IDU Eterosessuali Rischio non riportato Omo/bisessuali Nuove diagnosi di infezione da HIV notificate nel 2006 per milione di abitanti Casi HIV per milione 200 + 100 - 199 20 - 99 < 20 Update 31 December 2006 Non disponibile Update 31 December 2006 Nuove diagnosi di infezione da HIV notificate nel 2006: caratteristiche dei casi per area geografica Ovest Centro Est Numero di casi diagnosticati 25.241 1.805 59.866 Tasso per milione di abitanti 82,5 9,4 210,8 Classe di età 15-24 anni (%) 10% 17% 27% Femmine (%) 35% 26% 41% Contatti Contatti Tossicodipende eterosessuali eterosessuali nti iniettivi Modalità di trasmissione predominante * Nessun dato nazionale per Italia e Spagna Nuove diagnosi di infezione da HIV per modalità di trasmissione (1996-2006) in Europa Occ.* Eterosessuali Omo/bisessuali Eterosessuali da zone endemiche Rischio non riportato IDU * Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Islanda, Irlanda, Israele, Lussemburgo, San Marino, Svezia, Svizzera, Inghilterra AIDS e HIV in Italia Tasso di incidenza di AIDS per regione di residenza Casi notificati x 100.000 nel 2007 ISS/COA, Aggiornamento al 31/12/07 Distribuzione percentuale dei casi di AIDS per modalità di trasmissione TD OS ES Trasf ND 100% 13,9 20,7 75% 28,9 16 36,5 39,8 41,8 43,9 15 17 50% 18 67 18,5 19,7 21,8 58 25% 46 38,5 35,2 31,4 27,4 0% < 1996 '96-'97 '98-'99 '00-'01 '02-'03 '04-'05 '06-'07 ISS/COA, Aggiornamento al 31/12/07 Diagnosi di AIDS, decessi e persone viventi con AIDS N. persone 24000 20000 AIDS viventi Decessi 16000 casi AIDS Persone viventi 12000 con AIDS 8000 4000 20 06 20 04 20 02 20 00 19 98 19 96 19 94 19 92 19 90 19 88 19 86 19 84 19 82 0 ISS/COA, Aggiornamento al 31/12/07 Tempo intercorso tra 1° test positivo e diagnosi di AIDS < 6 mesi Almeno 6 mesi 100% 75% 67,0 58,7 52,0 48,7 49,0 49,5 47,3 46,5 44,5 46,5 48,1 48,0 51,3 51,0 50,5 52,7 53,5 55,5 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 53,5 51,9 79,4 50% 25% 33,0 41,3 20,6 0% 1996 1997 1998 ISS/COA, Aggiornamento al 31/12/07 Nuove diagnosi di infezione da HIV • In Italia non esiste un sistema nazionale di notifica delle nuove diagnosi di infezione • Alcune Regioni e Province raccolgono autonomamente informazioni sulla sua diffusione: – Lazio (dal 1985) – Veneto (dal 1988) – Friuli-Venezia Giulia (dal 1985) – Piemonte (dal 1999) – Liguria (dal 2001) – – – – – Modena (dal 1985) Trento (dal 1985) Bolzano (dal 1985) Sassari (dal 1997) Rimini (dal 2002) ISS/COA, Aggiornamento al 31/12/07 Tasso di incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV ? Casi segnalati x 100.000 nel 2006 ISS/COA, Aggiornamento al 31/12/07 Nuove diagnosi di infezione da HIV per nazionalità 100% 80% 60% 40% 20% 0% 1985 1987 1989 1991 1993 HIV italiani 1995 1997 1999 2001 2003 2005 HIV stranieri Dati relativi a Piemonte, Liguria, Bolzano, Trento, Friuli Venezia-Giulia, Veneto, Modena, Lazio, Rimini, Sassari Età mediana alla diagnosi di infezione da HIV Età 40 38 36 34 32 30 28 Maschi 26 24 Femmine 22 20 1985 1987 1989 1991 1993 1995 1997 Anno di diagnosi 1999 2001 2003 2005 2007 Problemi aperti • I dati disponibili, relativi all’incidenza di nuove infezioni, si limitano a poche aree geografiche e sono quindi da interpretare con cautela • Il continuo verificarsi di nuove diagnosi, insieme alla prolungata sopravvivenza dei pazienti, determina un progressivo incremento della prevalenza di infezione • A ciò contribuisce la notevole frazione di soggetti inconsapevoli dell’infezione B. Suligoi et al., Scand J Infect Dis, 2003 Persone con AIDS Circa 25.000 Persone con infezione da HIV Circa 100.000 Numero stimato di soggetti HIV + viventi in Italia nel 2007: ~125.000 Quanti sono inconsapevoli? Stima della proporzione di soggetti inconsapevoli dell’infezione da HIV Paese Repubblica Ceca Danimarca Francia Germania Italia Lettonia Olanda Polonia Slovacchia Svezia Regno Unito MEDIA UE Stima soggetti inconsapevoli 20-25% 15-20% 30% 25-30% 25% 50% 40% > 50% 20-30% 12-20% 30% ≈ 30% F. Hamers, HIV in Europe, 2007 Impatto sulla Sanità Pubblica dei soggetti inconsapevoli del proprio sierostato HIV • In USA stimate circa 40.000 nuove infezioni ogni anno (32.000 a trasmissione sessuale, 80%) • Il 25% non è a conoscenza del proprio stato, quindi: Non assumono la terapia (viremia persistente e maggior contagiosità) Non adottano misure per non trasmettere l’infezione • L’efficienza di trasmissione è 3.5 volte maggiore tra i non consapevoli (tasso annuo stimato di trasmissione 6.9% versus 2.0%) • La trasmissione sessuale potrebbe essere ridotta del 31% se tutti i soggetti fossero consapevoli del loro sierostato G. Marks et al., AIDS, 2006 Uso del profilattico in soggetti HIV+ dopo la diagnosi di sieropositività 100 80 Rapporti con partner stabile Rapporti con partner occasionale 60 40 20 0 non uso non uso non uso profilattico nei profilattico nei profilattico nei rapporti vaginali rapporti anali rapporti orogenitali B. Suligoi et al. V Programma nazionale di ricerca sull’AIDS Motivi del non uso del profilattico in soggetti HIV+ • Bisogno di condivisione con il partner (39,5%) • Difficoltà di impiego (32,1%) • Basso rischio percepito (24,2%) • Sfiducia/disinteresse (4,2%) B. Suligoi et al. V Programma nazionale di ricerca sull’AIDS Durex Global sex survey Indagine effettuata nel 2005 su 317.000 adulti (1655 anni) in 41 nazioni diverse In Italia: • Il 46% ha rapporti sessuali non protetti pur non conoscendo nulla della storia sessuale del partner • Il 16% dichiara di aver avuto una MST Prevalenza di HIV in pazienti con MST per categoria di esposizione Prevalenza media HIV+ = 8% % HIV+ Omosessuali maschi Solo il 58% dei pazienti con MST viene testato Femmine Eterosessuali maschi Sorveglianza Nazionale MST, 2008 (50.260 pazienti testati) Prevalenza di HIV+ in tossicodipendenti per regione: confronto tra 1990 e 2000 Dati su 1.299.972 soggetti di 510 SerT 1990: HIV prev. 31% 2000: HIV prev. 16% Prev. HIV < 10% 10 - 19% Solo il 35% dei tossicodipendenti 20 viene testato 25% 26-40% > 40% B. Suligoi et al J Medical Virology 73:1-6 (2004) HIV in Italia: stime riassuntive Nel 2001 Nel 2006 • 1.800 casi di AIDS • Circa 110.000 persone viventi con HIV/AIDS • Prevalenza di HIV in soggetti di 15-49 anni = 0,4% • Nell’80% dei casi trasmissione sessuale • 15% di cittadini stranieri • 1.000 casi di AIDS • Circa 125.000 persone viventi con HIV/AIDS • Prevalenza di HIV in soggetti di 15-49 anni = 0,5% • Nel 92% dei casi trasmissione sessuale • 32% di cittadini stranieri AIDS e HIV in Lombardia Distribuzione dei casi di AIDS per regione di residenza e anno di diagnosi ISS/COA, Aggiornamento al 31/12/07 Epidemiologia dell’infezione da HIV in Lombardia. Primo Report sui trend dei consumi sanitari correlati (2001-2005) A cura della Commissione Regionale per la lotta all’AIDS e MST Preliminare e provvisorio aggiornamento anni 2006-2007 Andamento generale dei test HIVRNA N 25000 20000 1350 1475 3318 3318 15000 2090 2090 1948 2890 2472 2472 1508 2295 2295 2171 2171 10000 15472 13454 13109 12636 12021 2002 2003 2004 2005 5000 0 2001 2001 2002 2003 2004 2005 2006 = 1.983 2007 = 2.343 Il n. di nuovi soggetti sottoposti al test oscilla tra 1.948 e 3.318 Questo dato evidenzia una rilevante diffusione dell’infezione Sintesi • Circa 30.000 persone hanno una diagnosi di infezione e usufruiscono di prestazioni sanitarie specialistiche (P = 3.2 x 1000) • Circa il 50% del totale sono soggetti di sesso maschile di età compresa tra i 35 e 49 anni • Le femmine sono il 30% del totale e di queste circa il 60% hanno un’età compresa tra i 30 e 44 anni • L’incremento annuale degli accessi è di circa 2.000 pazienti, in maggioranza maschi e di età giovane adulta Distribuzione percentuale per comportamento a rischio 100% 80% 60% 40% 20% TD Omo/Bisex Eterosex Partner Trasfuso 20 05 20 03 20 01 19 99 19 97 19 95 19 93 19 91 19 89 19 87 <= 19 85 0% NN Variazione dei comportamenti a rischio • Progressivo decremento dei soggetti che riferiscono come fattore di rischio la tossicodipendenza • Andamento sostanzialmente costante nel tempo dei soggetti omo-bisessuali (ma aumentano i soggetti con tipologia di esposizione ignota) Variazione dei comportamenti a rischio • Incremento generale dei soggetti con trasmissione eterosessuale: • In generale, diminuzione dei soggetti in età più giovane e incremento delle fasce di età successive • L’età si colloca a valori più alti che in passato e ciò è in parte legato al ritardo diagnostico (late testers) • I soggetti che afferiscono ai Centri specialistici sono in larga misura di sesso maschile • La percentuale di femmine si mantiene sostanzialmente costante Caratteristiche epidemiologiche dei late testers Variabile Età: < 32 32-38 > 38 Comportamento a rischio: Tossicodipendenza Rapporti omosessuali Rapporti eterosessuali Non determinato OR (IC95%) 1.17 (1.04-1.31) 1 1.32 (1.20-1.45) 1 6.24 (5.57-6.98) 9.43 (8.44-10.53) 15.60 (13.56-17.95) Area di origine: Italia Settentrionale Italia Centrale Italia Meridionale Isole principali Estero 1 1.22 (1.10-1.36) 1.29 (1.15-1.44) 1.52 (1.32-1.74) 2.67 (2.31-3.09) Anno di diagnosi: 1996-1997 1998-1999 2000-2002 1 2.15 (1.95-2.36) 2.36 (2.12-2.61) B. Longo et al., AIDS Care, 2005 Caratteristiche clinico-laboratoristiche dei late testers Caratteristica Late testers Non-late testers Test Linfociti CD4+ (media) 83/mmc 127/mmc < 0.001 HAART alla diagnosi di AIDS 63.76% 77.38% OR 1.94 (1.49-2.52) Profilassi per PCP/NTX alla diagnosi di AIDS 6.8% 62.6% OR 22.9 (19.8-26.6) B. Longo et al., AIDS Care, 2005 Chi è il soggetto che si infetta oggi? • Se attualmente l’infezione si trasmette prevalentemente per via sessuale: Quali soggetti sono particolarmente a rischio? Come fare per raggiungerli con le informazioni e lo screening ? Bisogni informativi clinici AIDS: Conoscere per capire Indagine conoscitiva sulle caratteristiche socio-demografiche correlate all’acquisizione dell’infezione da HIV Regione Lombardia Istituto di malattie Infettive e Tropicali, Università di Brescia Istituto Superiore di Sanità I.Re.F. – Scuola di Direzione in Sanità INDAGINE CONOSCITIVA OSSERVAZIONALE SULLE CARATTERISTICHE SOCIO-DEMOGRAFICHE E COMPORTAMENTALI CORRELATE ALL’ACQUISIZIONE DELL’INFEZIONE DA HIV - Studio NuDiH - Razionale • Consistente cambiamento delle caratteristiche epidemiologiche delle persone che si infettano con il virus dell’immunodeficienza umana (HIV): – Progressiva diminuzione dei nuovi casi – Non più persone giovani e prevalentemente tossicodipendenti ma piuttosto di adulti maturi che si infettano attraverso i rapporti sessuali – La maggior parte delle donne acquisisce l’infezione da un partner che sapeva di essere HIV positivo – Incremento della la quota di soggetti che scopre di essere infetta solo in fase avanzata di malattia costituendo quindi, a loro insaputa, una possibile fonte di diffusione del virus (più della metà delle nuove diagnosi di AIDS) Razionale • In Italia è carente una strategia codificata e condivisa di offerta attiva del test anti-HIV • Le persone che arrivano tardi alla diagnosi di HIV costituiscono una frazione rilevante, non essendo consapevoli di avere avuto un comportamento a rischio • I CDC di Atlanta enfatizzano l’opportunità di offerta attiva del test HIV, esteso a tutti gli adulti che accedano ad una struttura sanitaria, a meno che non rifiutino di sottoporvisi (opt-out testing) • In Europa e in Italia, invece, l’orientamento fin qui prevalente è di ottenere il consenso preliminare all’esecuzione del test (opt-in testing) Obiettivi 1. Descrivere le caratteristiche socio-demografiche e comportamentali di soggetti con una nuova diagnosi di infezione da HIV 2. Stimare l’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV in Lombardia. Il soggetto esegue il test HIV Gli viene consegnato il risultato del test positivo Il soggetto viene inserito nello studio Nudih • Criteri di selezione: – – – – – Positività confermata al test per HIV-Ab; Età ≥ a 18 anni; Comprensione della lingua italiana; Assenza di deficit cognitivi; In grado di fornire il proprio consenso informato scritto Centro Dipartimento Infettivi, Brescia Istituto Superiore di Sanità Attività Coordinamento e arruolamento Centri partecipanti Coordinamento Cattedra di Igiene, Brescia Codice 1 --- Analisi statistica --- UO Malattie Infettive e Tropicali, Pavia Arruolamento 2 UO Malattie Infettive, Pavia Arruolamento 3 UO Malattie Infettive, Lodi Arruolamento 4 UO malattie Infettive, Cremona Arruolamento 5 UO Malattie Infettive, Lecco Arruolamento 6 UO Malattie Infettive, Mantova Arruolamento 7 SerT, Gorgonzola Arruolamento 8 Centro MTS, Melzo Arruolamento 9 UO Malattie Infettive e Tropicali, Varese Arruolamento 10 UO Malattie Infettive, Busto Arsizio Arruolamento 11 UO Malattie Infettive 1, (osp. Sacco), Milano Arruolamento 12 UO Malattie Infettive 2, (osp. Sacco), Milano Arruolamento 13 UO Malattie Infettive 3, (osp. Sacco), Milano Arruolamento 14 UO Malattie Infettive, Como Arruolamento 15 UO Malattie Infettive (osp. Ca’ Granda), Milano Arruolamento 16 UO Malattie Infettive (osp. San Paolo), Milano Arruolamento 17 UO Malattie Infettive, Monza Arruolamento 18 UO Malattie Infettive (osp. San Raffaele), Milano Arruolamento 19 UO Malattie Infettive, Legnano Arruolamento 20 ASL Città di Milano Arruolamento 21 • Dimensione del campione: – E’ stato considerato come obiettivo prioritario la stima della proporzione di nuovi casi per le diverse modalità di trasmissione dell’infezione (via eterosessuale 60%, via omosessuale 20%, tossicodipendenza 20%) – Nell’ipotesi di indagare l’associazione tra trasmissione eterosessuale ed età dei soggetti, dicotomizzata a 50 anni, l’arruolamento di 700 soggetti consentirebbe di stimare un OR di 2.0 tra età > 50 anni e trasmissione eterosessuale, ipotizzando che il 20% dei soggetti arruolati appartenga a questa fascia di età e che il 60% degli stessi si sia infettato per via eterosessuale (valore alfa di 0.05 con un test a due code e potenza > 90%) • Strumenti di indagine: – Sarà utilizzato un questionario appositamente allestito per questo studio – Il questionario destinato sarà composto da 64 items suddivisi in 9 sezioni – Esso includerà anche alcuni dati clinico - laboratoristici – Il questionario sarà realizzato in formato elettronico e cartaceo • Modalità di intervista dei soggetti arruolati: – Il questionario verrà somministrato mediante intervista diretta del paziente da parte di personale formato in ciascun Centro partecipante entro 90 giorni dalla prima positività del test Bisogni informativi dei soggetti a rischio ? • La Commissione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS ha istituito nel 1987, cofinanziato dal Ministero della Salute, il Servizio Telefono Verde AIDS, (U.O) impegnato in diverse aree: • • • • • Counseling telefonico Ricerca psico-socio-comportamentale Formazione/aggiornamento Educazione rivolta a studenti Coordinamento Reti Finalità dell’Unità Operativa • Trasformare risultati di studi e ricerche in messaggi personalizzati utili alla prevenzione • Integrare l’approccio psico-sociale e comportamentale con quello biomedico • Promuovere e divulgare conoscenze e competenze relative alla comunicazione efficace e counselling sanitari • Attivare collaborazioni e Reti Counselling telefonico Obiettivi: – Erogare informazioni scientifiche aggiornate e personalizzate (informative counselling) – Favorire attraverso il colloquio l’individuazione del reale problema e prospettare possibili soluzioni (problem solving counselling) – Supportare la persona nei momenti di crisi (crisis counselling) – Ridurre il disagio e l’ansia per favorire modifiche comportamentali e decisionali (decision making counselling) Contattano il Servizio (1 gennaio 2007 – 20 novembre 2007) • • • • Totale telefonate: 21.070 Persone sesso maschile (84.2%) Giovani - adulti (80% età tra i 20 e 39 anni) Aree geografiche di provenienza Centro ( 46%) Nord Italia (31%) • Bisogni informativi: +++ vie di contagio; test per la ricerca degli anticorpi anti HIV • Il 68.9% delle telefonate proviene da persone eterosessuali con trend in aumento (17.3% nel 1987; 68.9% nel 2007), Cambiamento del bisogno informativo • Il telefono Verde AIDS non risponde più ad una situazione di allarme sociale • Scelta del mezzo telefonico in modalità di anonimato per esprimere dubbi e avere indicazioni in merito all’offerta dei Servizi territoriali 3 VIE DI TRASMISSIONE Rapporti sessuali Esposizione parenterale al sangue e suoi derivati contaminati Materno-fetale (in utero, alla nascita, allattamento) Le vie di trasmissione definiscono i gruppi a rischio. NESSUNA EVIDENZA di TRASSMISSIONE DISTRIBUZIONE del VIRUS nei LIQUIDI BIOLOGICI Sangue 18,000 Sperma 11,000 Liquido vaginale 7,000 Liquido amniotico 4,000 Saliva 1 Numbero medio di virioni HIV in 1 ml di liquido biologico MISURE di CONTROLLO Misure di controllo 1. Educazione sanitaria fondamentale per la prevenzione: Rapporti sessuali protetti Non usare aghi o siringhe infetti Evitare allattamento in caso di madre infetta Evitare gravidanze nei gruppi a rischio Sterilizzazione al calore dei ferri chirurgici Decontaminare superfici contaminate da sangue con candeggina (1:10) 2. Terapia farmacologica 3. Vaccino profilattico e/o terapeutico (non ancora disponibile) TRASMISSIONE per VIA SESSUALE Casi di HIV/AIDS (31/12/2006) 39 milioni / 6,5 miliardi (0.6%) 1.4/487 milioni (0.29%) Donne 26% 740.000/ 300 milioni (0.25%) Donne 28% 2.4 milioni/ 3 miliardi (0.08%) Donne 29% 1.9/353 milioni (0.5%) Donne 41% 25.2/821 milioni (3.1%) Donne 54% UNAIDS/WHO 80% delle nuove infezioni sono trasmesse con rapporto eterosessuale Rischio Rapporto 3 Carica virale :1 2-4X HIV + in liquido seminale suscettibilità genitali esterni - flusso mestruale - ectopia - lesioni ulcerative genitali 50% delle nuove infezioni femminili si verifica in donne con età 25 aa Sesso non sicuro più frequente Cicli anovulatori (assenza di progesterone) muco cervicale non protettivo presenza di ectopia 2 Periodi ‘85 – ’95 ‘96 – ‘06 Fattore di rischio per infezione : 70% scambio di siringhe Fattore di rischio per infezione : 70% rapporti sessuali No farmaci Sì farmaci Mortalità 60% aspettativa di vita Straniere 2% Straniere 30% Le donne HIV+ hanno un rischio più elevato di: •Infezioni genitali (condilomi) •Neoplasia intraepiteliale del basso tratto cervicale (CIN e VIN) •Carcinoma cervice e vulva Prevalenza CIN Popolazione generale 0,5-5% 19-42% Popolazione HIV+ Rischio 10 x Prevalenza carcinoma cervice Popolazione generale 10:100.000 Rischio 2-15 x Popolazione HIV+ Prevalenza VIN Popolazione generale Popolazione HIV+ 2.1:100,000 Rischio 10 x Alcune considerazioni •I rapporti anali espongono a rischio aumentato di contrarre HIV per maggior fragilità mucosa rettale •L’uso del profilattico è sempre consigliabile nei rapporti orali (possibili gengiviti o lesioni) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA --------------------------------------------------------------------------------- PREVENZIONE DELL’ HIV : INDAGINE TRA GLI ADOLESCENTI DELLE DISCOTECHE REGGIANE CAMPIONE 108 GIOVANI, TRA I 15 E I 26 ANNI (70 MASCHI E 38 FEMMINE), TUTTI FREQUENTANTI LE DISCOTECHE DELLA CITTA’ DI REGGIO EMILIA LUOGHI DI SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE: DISCOTECHE STRUMENTO: SOMMINISTRAZIONE DI UN QUESTIONARIO ANONIMO COMPOSTO DA 41 DOMANDE A RISPOSTA CHIUSA O BREVE PERIODO di SVOLGIMENTO: MARZO-AGOSTO 2007 RISULTATI DELL’INDAGINE Autopercezione del livello di informazione dei giovani sull’argomento AIDS elevato 8.6% nullo 1.9% scarso 18.3% buono 71.2% Partner sessuali dichiarati, avuti nell’arco della propria vita 50% 40% 30% 20% 10% 0% 0 1 2 3 4 5 o più Negli ultimi 12 mesi, i giovani intervistati hanno avuto in media rapporti sessuali con 2 partner differenti Il 54,4 % del campione dichiara di avere avuto negli ultimi 2 anni rapporti occasionali (ovvero con persone conosciute da meno di una settimana) Percentuale d’uso del preservativo durante i rapporti occasionali: 16,2% mai 41,9% sempre 41,9% a volte Differenze tra uomini e donne riscontrate dalla elaborazione dei dati ricavati dai questionari Comportamenti attuati : Maschi Rapporti Occasionali saltuari 52% 31% Rapporti Occasionali frequenti 15% 3% 39% 54% Consumo di stupefacenti in discoteca 83% 69% Consumo di alcolici (sempre) in discoteca 64% 50% Uso del Preservativo SEMPRE nei rapporti Femmine occasionali Opinioni/Credenze: Maschi Femmine Preservativo = Protezione totale 42% 35% “Mi sento a rischio di contagio con HIV” 37% 16% VERTICALE HIV e INFANZIA • Stima UNAIDS (fine 2003): – 40 millioni di persone HIV/AIDS + – 2.5 millioni <15 anni di età – 90% dei bambini/adolescenti HIV/AIDS + provenienti dall’Africa sub-Sahariana – 700,000 bimbi infettatti nel 2003 – 2000 infezioni/giorno in soggetti < 15 anni età – Maggior parte per via verticale – 500,000 decessi durante 2003 • HIV is a family infection. Mothers and fathers have an impact on transmission of HIV to the baby • If a woman becomes infected with HIV when she is pregnant or breastfeeding, the risk of transmission to the baby increases • Both parents must understand the need to have a role in safer sex • Women diagnosed with HIV during pregnancy need additional attention to assess their stage of illness and prevent opportunistic infections • Some women will receive only nevirapine, while others will receive referral to ART (PMTCT-plus) Perchè ??? Session 7-10 93 Rischio di Trasmissione verticale Su 12 donne HIV + Senza profilassi, quanti neonati si infetterebbero? Con ?? Rischio di Trasmissione verticale Su 12 donne HIV + Senza profilassi, quanti neonati si infetterebbero? Con ?? Fattori di rischio per Trasmissione verticale • • • • Gravidanza (Materni) Travaglio e parto (Ostetrici) Neonatali Post-partum 96 Fattori Materni • Rischio aumentato: – Infezioni virali, batteriche o parassitarie (malaria), placenta – Infezioni sessualmente trasmesse – Malnutrzione – Siroconversione durante la gravidanza – Malattia da HIV avanzata Infezioni concomitanti Fattori ostetrici • Esposizione a fluidi materni – Frequenti esami ginecologici – Rottura prolungata delle membrane (> 4 ore) – Emorragia Intrapartum – Tricotomia area pubica – Episiotomia – Uso forcipe – Gestione del cordone ombelicale Cure neonatali • Adottare Precauzioni Universali • Clampare immediatamente il cordone ombelicale; • Tagliare il cordone utilizzando garze compressive • Somministrare Vitamine K, vaccini BCG, polio solo dopo il bagnetto Allattamento Fattori neonatali • Prematuro • Primo bimbo di parto gemellare • Integrità cutanea alterata Post partum • Sieroconversione mamma durante allattamento (rischio aumentato dal 15 al 30%) • Patologie mammarie • Malattia avanzata mamma, malnutrita • Allattamento prolungato (12-18 mesi) • Gengiviti neonato A Word about Nutrition... • A well-nourished mother ensures a well-nourished fetus. • Pregnancy can be immune-suppressing. Pregnancy with HIV is more challenging. • A balanced diet is immune-enhancing. The body receives all the necessary nutrients. Migliora il tuo sistema immunitario Nevirapina: perchè usarla? • Azione a lungo termine, • Somministrazione semplice , assorbimento rapido, attraversa la placenta • Produce una rapida caduta della viremia • Priva di effetti collaterali • 1 compressa da 200 mg all’inizio del travaglio: • alla comparsa di contrazioni regolari o alla rottura delle acque • Azione massima quando ingerita entro 2 prima del parto Vantaggi Nevirapina in singola dose • • • • • Semplice Basso costo Somministrazione a casa Sicura, no effetti collaterali Efficace RISCHIO OCCUPAZIONALE Rischio di trasmissione Durata viremia Controllo dell’infezione da parte del sistema immunitario Basso rischio – viremia breve, adeguata risposta sistema immune Alto rischio – intensità e durata viremia , scarso controllo sistema immune Alto rischio – infezioni croniche con viremia persistente, con presenza continua od intermittente del virus Morbillo Parotite Varicella Lassa fever Marburg virus Ebola virus HBV HCV HIV AIDS malattia persistente Rappuoli R. Nat Med 2004 A rischio di esposizione 1. Lesioni percutanee aghi cavi > oggetto tagliente sangue visibile lesione profonde dispositivo in arteria o vena del paziente 2. Spruzzo su cute non integra 3. Spruzzo su membrane mucose HIV : rischio di esposizione • Rischio di trasmissione per via percutanea con pz HIV positivo stimata allo 0,3% (1 caso su 300 esposizioni) • Rischio di trasmissione per esposizioni mucose stimata al 0,1% Aspetti quantitativi del problema • difficili da stimare: più del 70% delle esposizioni non vengono segnalate ( Marcus, R. rt al Ann. Emerg. Med. 1995;25:776 • 1990 stimate negli USA: 500.000 esposizioni/anno • 2000: 384.325 (~ 1000 al giorno) Panfilo AL et al, 4th decennal Conference, March 5, 2000 • 282.000 $ le spese di un ospedale americano (JHH) nel 1998 per la valutazione post-esposizione e il trattamento Aspetti quantitativi del problema Impossibile misurare lo stress psicologico che una esposizione provoca nell’operatore sanitario Rischio da liquidi biologici • Noti come infettanti • Sangue • tutti i liquidi visibilmente contaminati da sangue • Sperma • Secrezioni vaginali • Virus concentrato (in Laboratorio) Rischio da liquidi biologici • Potenzialmente infettanti • LCR • liquido pleurico • liquido pericardico • liquido peritoneale • liquido amniotico • liquido sinoviale • Campioni di tessuto Rischio da liquidi biologici • Non infettanti (se non visibilmente contaminati da sangue) • Lacrime • Saliva • Urine • Feci • Sudore •Vomito Counseling per la PEP • Pulisci immediatamente il sito • Determina la sierologia HIV della fonte • Determina il grado di esposizione Come gestire una esposizione • Il sito di esposizione deve essere immediatamente pulito. E’ la parte più importante della PEP • La lesione cutanea deve essere pulita con acqua e sapone • Non vi è evidenza che gli antisettici siano utili e la “candeggina” è più dannosa che utile Come gestire una esposizione • Le mucose devono esser sciacquate con acqua • Gli occhi devono essre irrigati con un litro di acqua • Tutte le esposizioni devono essere segnalate al proprio responsabile Una richiesta di invalidità non può trovare avanzamento in assenza di una segnalazione corretta. Razionale per la PEP • HIV infetta le cellule dendritiche e poi i linfonodi regionali prima di diffondersi per via sistemica • AZT blocca l’infettività delle cellule dendritiche infettate dall’HIV • il ruolo chiave della PEP sta nel blocco della replicazione virale prima che diventi sistemico La PEP funziona? • molti studi negli animali mostrano efficacia • la profilassi peri-natale si è dimostrata efficace • studi retrospettivi mostrano un rischio di sieroconversione dopo esposizione dell’81% più basso negli operatori sanitari che prendono AZT (NEJM 1997; 337:1485) • studi negli animali hanno dimostrato che la PEP va data entro 2-8 ore dopo l’esposizione per avere il massimo effetto (JID 1991; 163:625; JID 1993;168:825) • La PEP ha ancora qualche beneficio fino a 36 ore e sembra inefficace se data più tardi Intervallo di tempo per la sieroconversione • La maggior parte degli operatori sanitari sieroconverte in 6-12 settimane con una mediana di 46 giorni • 95% sieroconverte entro 6 mesi • 100% sieroconverte in un anno • la coinfezione con HCV può ritardare la sieroconversione per HIV Conclusioni • Le persone possono reagire in modo molto differente alle esposizioni – occorre essere preparati a qualsiasi possibilità! • l’impatto psicologico di una esposizione può essere enorme • la pazienza e la disponibilità ad ascoltare e a capire può essere la miglior PEP per tutti Non dimentichiamo