Gli aspetti gestionali di un impianto di
compostaggio: la stabilità, i presidi, la
qualità del compost
Luca Paradisi
ARPAV, Osservatorio Regionale per il Compostaggio
Corso di specializzazione sul compostaggio di qualità
Padova, 14 marzo 2006
Ruolo strategico del compostaggio nell’ambito della gestione
integrata dei rifiuti, perché:
• La raccolta dell’organico permette il raggiungimento di
elevate percentuali di raccolta differenziata (> 35%):
1.800.000
1.600.000
1.400.000
1.200.000
45,1%
1.000.000
t
24,0%
600.000
43,1%
34,5%
R.U. RESIDUO
800.000
400.000
39,5%
R.U. DIFFERENZIATO
28,4%
19,6%
15,3%
200.000
0
1997
(Dati ARPAV 2005)
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Ruolo strategico del compostaggio nell’ambito della gestione
integrata dei rifiuti, perché:
• La raccolta dell’organico deve essere sostenuta da uno
sviluppo degli impianti di compostaggio:
800.000
600.000
t
400.000
200.000
0
1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
potenzialità
(Dati ARPAV 2005)
organico raccolto
Ruolo strategico del compostaggio nell’ambito della gestione
integrata dei rifiuti, perché:
• La raccolta dell’organico permette di ridurre gli impatti
ambientali della discarica:
ATO
BELLUNO
PADOVA
ROVIGO
TREVISO
VENEZIA
VERONA EST
VERONA OVEST
VERONA SUD
VICENZA
TOTALE REGIONALE
2002
180
108
176
87
223
127
149
84
90
133
RUB in discarica
Kg/ab anno
2003
2008
2011
154
96
92
74
173 *
115 *
159
132
127
89
89
110
173 *
115 *
2018
81 *
81 *
* Obiettivi del D. Lgs. N. 36/2003
Programma RUB della Regione Veneto adottato con DGRV 3022 del 01.10.2004
Obiettivi di un impianto di compostaggio:
Produzione di un ammendante compostato di qualità (ACQ)
Trattamento
di rifiuti
selezionati
Corretta
gestione
• operativa
Gestione
integrata dei
rifiuti
• del processo
• dei presidi ambientali
Attività
imprenditoriale
Profitti da:
• rifiuti in ingresso
• vendita compost
• ottimizzazione costi
Schema di flusso di un processo di
compostaggio
Ricevimento materiali
lignocellulosici
FORSU
fanghi
Triturazione
miscelazione
Perdite di processo
Biossidazione
Aerazione forzata
rivoltamenti
Perdite di processo
Maturazione
rivoltamenti
Sovvallo
Raffinazione e
stoccaggio
Ammendante compostato di qualità
Sezioni chiuse, mantenute in depressione e dotate
di sistemi di aspirazione delle arie esauste e di
raccolta delle acque di processo
Sezioni aperte
La qualità del compost
Qualità del compost
=
qualità matrici in ingresso +
corretta gestione del processo
(stabilità)
ELEMENTO
U.M.A.
ACV
ACM
6.0-8.5
6.0-8.5
%
≤ 50
≤ 50
Carbonio Organico
% s.s.
≥ 30
≥ 25
≥ 30
Azoto Organico
% s.t.
≥ 80
≥ 80
≥ 80
Cadmio
mg/kg s.s.
≤ 1.5
≤ 1.5
≤ 1.5
Rame
mg/kg s.s.
≤ 230
≤ 230
≤ 230
Mercurio
mg/kg s.s.
≤ 1.5
≤ 1.5
≤ 1.5
Nichel
mg/kg s.s.
≤ 100
≤ 100
≤ 100
Piombo
mg/kg s.s.
≤ 140
≤ 140
≤ 140
Zinco
mg/kg s.s.
≤ 500
≤ 500
≤ 500
Cromo VI
mg/kg s.s.
≤ 0.5
≤ 0.5
≤ 0.5
≤ 50
≤ 25
≤ 50
pH
Umidità
Rapporto C/N
ATC
Materiale plastico (≤3.33 mm)
% s.s.
≤ 0.45
≤ 0.45
≤ 0.45
Materiale plastico (3.33 -10 mm)
% s.s.
≤ 0.05
≤ 0.05
≤ 0.05
Altri inerti- vetro metalli (≤3.33 mm)
% s.s.
≤ 0.9
≤ 0.9
≤ 0.9
Altri inerti- vetro metalli (3.33 -10 mm)
% s.s.
≤ 0.1
≤ 0.1
≤ 0.1
Materiali plastici ed altri inerti (≥10 mm)
% s.s.
assenti
assenti
assenti
Acidi umici e fulvici
% s.s.
≥ 2.5
≥ 7
≥ 7
Torba
% t.q.
Salmonelle
n° / 25g
assenti
assenti
assenti
Enterobacteriacee totali
UFC/g
≤ 100
≤ 100
≤ 100
Streptococchi fecali
MPN/g
≤ 1000
≤ 1000
≤ 1000
Nematodi, Trematodi, Cestodi
n° /50 g
assenti
assenti
assenti
≥ 50
Caratteristiche delle matrici in ingresso
Residui verdi (alto C/N, lentam biodeg., strutturanti)
FORSU (medio C/N, velocem biodeg.)
Fanghi civili (basso C/N, elevato peso specifico)
Fanghi agroalimentari (C/N variabile, elevato peso specifico)
Scarti agroindustriali (caratteristiche variabili)
METALLI PESANTI
caratteristiche delle matrici trattate
1,6
20
1,4
10
mg/kg s.s.
1,2
1,0
0,8
0,6
0,4
0,2
0,0
Cadmio
Verde
FORSU
700
Mercurio
Fanghi
limiti all. IB d.lgs 99/92
1.000
2.500
600
mg/kg s.s.
500
400
300
200
100
0
Rame
Verde
(Dati ARPAV 2005)
FORSU
Zinco
Fanghi
limiti all. IB d.lgs 99/92
METALLI PESANTI
nei fanghi civili e agroindustriali
2,0
mg/kg s.s.
1,5
1,0
0,5
0,0
Cadmio
Mercurio
Fanghi civili
Fanghi agroindustriali
800
700
mg/kg s.s.
600
500
400
300
200
100
0
Cromo III
Piombo
Fanghi civili
(Dati ARPAV 2005)
Rame
Zinco
Fanghi agroindustriali
METALLI PESANTI nel compost (Cd, Hg)
confronto con L. 748/84 e bozza di Direttiva europea
1,6
1,4
1,2
mg/kg s.s.
1,0
0,8
0,6
0,4
0,2
0,0
Cd
(Dati ARPAV 2005)
Hg
FORSU fanghi verde
fanghi verde
fanghi zootecnici
verde
L. 748 e s.s. m.m. e i.i
Direttiva Europea classe 1
FORSU verde
METALLI PESANTI nel compost (Cr, Cu, Ni, Pb, Zn)
confronto con L. 748/84 e bozza di Direttiva europea
700
600
mg/kg s.s.
500
400
300
200
100
0
Cr tot
Cu
Ni
Pb
FORSU fanghi verde
fanghi verde
fanghi zootecnici
verde
L. 748 e s.s. m.m. e i.i
Direttiva Europea classe 1
(Dati ARPAV 2005)
Zn
FORSU verde
quindi per i METALLI PESANTI:
• Rispetto dei limiti della L. 748/84
• negli ACQ contenenti fanghi vi è maggiore possibilità
di superamento dei limiti tabellari
• in particolar modo se i fanghi sono di provenienza
civile
• la conformità dei fanghi in ingresso all’impianto
all’allegato IB del d.lgs. n. 99/1992 non è garanzia del
raggiungimento dei limiti per il compost
È necessario che la percentuale di fanghi non agroindustriali
nella miscela iniziale sia inferiore al 35%, come indicato nella
L. 748/84, anche nella prospettiva di produrre compost
conforme alla classe 1 della bozza di direttiva europea
INERTI
caratteristiche delle matrici trattate
• Qualità della FORSU e sistema di raccolta
• Qualità della FORSU e tipologia di sacchetto
usata per il conferimento
MATERIALE NON
COMPOSTABILE
(% )
(Dati ARPAV 2004)
SISTEMA DI RACCOLTA
PORTA A PORTA
CONTENITORE
STRADALE
MEDIA
1,65
4,87
MINIMO
0,21
1,13
MASSIMO
9,30
10,70
DEVIAZIONE
STANDARD
1,95
2,10
INERTI
caratteristiche delle matrici trattate
• Qualità della FORSU e sistema di raccolta
• Qualità della FORSU e tipologia di sacchetto
usata per il conferimento
5%
Materiale
non compostabile
4%
3%
2%
1%
0%
b
(Dati ARPAV 2004)
pe/b
Tipologia di sacchetto
pe
INERTI nel compost (> 10 mm)
In funzione della tipologia di sacchetto
Percentuale in peso di
inerti s.s. > 10 mm
0,4
0,3
% 0,2
0,28
0,34
0,1
0,03
0,0
b
b/pe
100%
90%
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
pe
76%
b
(Dati ARPAV 2004)
Percentuale di rispetto
dei limiti
59%
misto o solo pe
Problematica degli inerti: approfondimento
• diverse classi merceologiche nel compost finito
• problemi legati alla metodica analitica e alla def. di inerte
• definizione limite univoco
1
% s.s.
0,8
0,6
0,4
0,2
0
Materie plastiche
(<3,33 mm)
(Dati ARPAV 2005)
Altri materiali inerti
(<3,33 mm)
Materie plastiche
(3,33 - 10 mm)
Altri materiali inerti
(3,33 – 10 mm)
verde
FORSU verde
fanghi verde
FORSU fanghi verde
Limite rilevabilità
Limiti L. 748/84
Materie plastiche
ed altri inerti (>10
mm)
INERTI
Influenza sulla quantità di scarti prodotti
25
FORSU
in sacco
biodegradabile
20
FORSU
in sacco
bio e PE
FORSU in
sacco PE
15
22
% 10
5
1
10
0
mb
pe/mb
Tipologia di sacchetto
(Dati ARPAV 2004)
pe
INERTI
Influenza sulle caratteristiche del sovvallo
Caratteristiche
del
legno
40,6%
plastiche
vetri
sovvallo finale
ricircolato
11,7%
0,5%
metalli
0,2%
sottovaglio
47,0%
plastiche
(Dati ARPAV 2005)
vetri
metalli
sottovaglio
legno
quindi per gli INERTI:
FORSU in sacchetto biodegradabile e sistema di
raccolta porta a porta:
• migliore qualità del compost
• minori quantità di scarti prodotti impianti
• Costi ??????
Costi:
• Consorzio con 65.000 utenze
• 25.000 t di organico raccolto, di cui ca. 15.000 t di FORSU e ca.
10.000 t di verde
CASO sacchetto
biodegradabile
• 8 € anno/utenza
sacco biodegradabile
• 520.000 €/anno
CASO sacchetto PE (shopper)
• Scarti prodotti dall’impianto: 5.500 t
(pari al 22%)
• 100,00 €/t costo smaltimento scarti in
discarica
• 550.000 €/anno
• Più costi di pretrattamento (D. Lgs.
36/03)
LA GESTIONE DEL PROCESSO
Le condizioni che influenzano il processo di
compostaggio sono da ricondurre ai fattori che
agiscono sui microrganismi (devono essere garantite le
condizioni di optimum per il loro sviluppo):

Porosità del substrato

Presenza di ossigeno

Umidità

Temperatura

Presenza di nutrienti e corretti equilibri nutrizionali

pH
CONDIZIONI DI PROCESSO
POROSITA’ DEL SUBSTRATO
 E’ la misura degli spazi vuoti esistenti nella biomassa in compostaggio e
determina la resistenza alla circolazione dell’aria
 E’ correlata con le proprietà fisiche dei materiali e condiziona il processo
attraverso l’influenza esercitata sull’aerazione (particelle grandi ed uniformi
incrementano la porosità)
 La porosità risulta elevata all’inizio del processo (per la presenza di
materiale grossolano), mentre poi diminuisce in seguito alla decomposizione
del substrato ed all’assestamento del cumulo
Le caratteristiche fisiche della miscela possono essere così corrette:
 triturazione e sminuzzamento dei substrati di partenza
 miscelazione dei substrati di partenza con materiale di supporto (bulking
agents)
CONDIZIONI DI PROCESSO
PRESENZA DI OSSIGENO
E’ un fattore indispensabile per lo sviluppo e l’attività dei
microrganismi aerobi
FASE
La percentuale di ossigeno deve essere compresa tra 16%
BIOSSIDATIVA: e 20%, garantendo:
Fabbisogno di aria
(15-40 Nm3/h  t s.s.)
 fabbisogno stechiometrico di O2
 temperature non eccessive
 riduzione dell’umidità
Sistemi di aerazione
+ rivoltamenti
La carenza di ossigeno provoca l’instaurarsi di
condizioni anossiche con produzione di odori acri
(accumulo nella biomassa di composti ridotti: acidi
grassi volatili, H2S, mercaptani ecc.)
CONDIZIONI DI PROCESSO
PRESENZA DI OSSIGENO
La richiesta di ossigeno da parte della biomassa è
inferiore:
FASE DI
 concentrazione di O2 compresa tra 1% e 5%
MATURAZIONE:
Periodici
rivoltamenti
 le componenti fungine e gli attinomiceti trovano
l’ambiente ideale per degradare la componente
lignocellulosica e iniziare il processo di umificazione
CONDIZIONI DI PROCESSO
UMIDITA’
 Il compostaggio è un processo che coinvolge tre
fasi: solida (substrato da degradare), liquida
(soluzione pellicolare attorno alle particelle
solide) e aerea (aria presente nelle porosità)
 L’acqua pellicolare è essenziale per garantire il
trasferimento dell’O2 (e degli altri gas prodotti
(CO2, NH3 ecc.) in fase liquida dove sono presenti
i microrganismi
 Per garantire un buon processo l’UMIDITA’ deve
essere compresa tra 40% e il 65%
 U%<40  rallentamento attività
 U%<20  cessazione attività microbica
 U%:50-55  massima attività di degradazione
CONDIZIONI DI PROCESSO
TEMPERATURA
 La decomposizione microbica rilascia una grande quantità di energia sotto
forma di calore
 Il calore diffonde nella massa e, poiché la dispersione è molto lenta (effetto
tampone), si verifica un innalzamento della temperatura
 La fermentescibilità delle matrici sottoposte a compostaggio determina la
velocità di degradazione del substrato e quindi il flusso di calore emesso
 Nelle prime fasi del processo (degradazione di zuccheri, grassi, proteine) si
verifica un aumento della temperatura fino a 65-70°C. Per una buona
conduzione del processo e per garantire una sufficiente igienizzazione della
massa è sufficiente che la temperatura non superi i 60 °C (oltre si ha un calo
dell’attività)
CONDIZIONI DI PROCESSO
TEMPERATURA
Un controllo della temperatura è garantito dall’aerazione forzata e
dai rivoltamenti
CONDIZIONI DI PROCESSO
PRESENZA DI NUTRIENTI
 I microrganismi necessitano di una giusta proporzione di carbonio e azoto
(oltre che degli altri microelementi) per operare la degradazione
 In particolare, per uno sviluppo ottimale della flora microbica, il rapporto
C/N deve essere compreso tra 25 e 35  la miscela avviata al compostaggio
deve avere un C/N compreso in tale intervallo:
 Residui lignocellulosici: C/N = 100-300
 Fanghi di depurazione: C/N = 5-15
 FORSU: C/N = 50-70
È necessaria una
miscelazione in giuste
proporzioni di tali
matrici
 Alla fine del processo il rapporto C/N diminuisce fino a valori compresi tra
15 e 20, per la perdita di CO2 (N rimane abbastanza costante)
CONDIZIONI DI PROCESSO
pH
 Il valore ottimale nella miscela iniziale deve essere compreso tra 5.5 e 8.0
 I batteri preferiscono pH vicini alla neutralità (7), mentre i funghi
prediligono pH subacidi
 Il valore del pH subisce un’evoluzione durante il processo di compostaggio:
 Iniziale abbassamento verso valori acidi (5-6) per la produzione di CO2
e acidi grassi volatili
 Innalzamento fino a valori basici (8-9), per la liberazione di NH3
 Successivamente si assiste ad un progressivo allineamento dei valori
verso la neutralità (7-8)
Il monitoraggio del processo
Corretta evoluzione di un processo di compostaggio:
 omogeneizzazione delle matrici
 decomposizione ed evoluzione della sostanza organica
 riduzione peso (ca. 50%) e volume della massa (ca. 40%)
 diminuzione umidità del materiale (da ripristinare nelle I
fasi)
 diminuzione del potenziale odorigeno
 riduzione della fitotossicità
Il monitoraggio del processo
Principali problematiche gestionali di un impianto di
compostaggio:
• garantire costantemente una buona porosità della miscela
• mantenere un livello ottimale di umidità (45% – 55%)
• garantire un’idonea aerazione della biomassa
• effettuare un numero sufficiente di rivoltamenti
Il monitoraggio del processo
Parametri analitici per monitorare il processo di
compostaggio:
• Parametri biologici:
Indice di Respirazione
Test di fitotossicità
• Parametri chimico – fisici: Temperatura, CO2 (in campo)
Umidità
pH
Carbonio Organico
C/N
Dinamica dell’azoto…
Indice di Respirazione
Parametro che misura indirettamente la stabilità
biologica* della sostanza organica, attraverso la
misura della respirazione aerobica
* STABILITA’ BIOLOGICA: stato in cui, garantite le condizioni ottimali per l’esplicarsi
delle attività microbiologiche in condizioni aerobiche (ottimizzazione dei parametri
chimico-fisici) i processi di biodegradazione risultano alquanto rallentati (Adani e Tambone,
1998; Iannotti et al, 1993; Feldman, 1995).
Indice di Respirazione
• preparazione campione (adeguamento umidità)
• incubazione del campione in un reattore ermetico (2–5 giorni)
• determinazione della velocità di consumo dell’ossigeno da
parte della biomassa (mg O2 kg-1 SV h-1)
• Metodo statico e dinamico
Respirometri statici
Respirometro dinamico
IR24 (mg O2 kg SV-1 h-1)
Studio dell’andamento dell’Indice di Respirazione
in funzione del tempo di processo
2500
2000
1500
1000
500
0
0
20
40
60
80
100
120
Età (gg)
IR24 (mg O2kgSV-1 h-1)
1000
900
800
700
600
500
400
300
200
100
0
0
50
100
150
Età (gg)
(Dati ARPAV 2004)
200
250
CARENTE
OSSIGENAZIONE
IR24 (mg O2kgSV-1h-1)
4000
3500
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
0
50
100
150
200
250
60
80
100
Età (gg)
-1
-1
IR24 (mg O2 kg SV h )
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
0
20
40
Età (gg)
(Dati ARPAV 2004)
CARENTE
UMIDIFICAZIONE
-1
-1
IR24 (mg O2 kg SV h )
CARENTE
POROSITA’
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
0
20
40
60
80
100
IR24 (mg O2 kg SV-1 h-1)
Età (gg)
CARENTE
UMIDIFICAZIONE
4500
4000
3500
3000
2500
2000
1500
1000
500
0
0
20
40
60
Età (gg)
(Dati ARPAV 2004)
80
100
Processo condotto in carenza di aria
80
20
70
15
50
40
10
30
20
CO2 (% v/v)
T (°C)
60
5
10
0
0
0
10
20
30
40
50
60
70
Età (gg)
temperatura
CO2 a ventilatori spenti da 30'
14
70
12
60
10
50
8
40
6
30
4
20
2
10
0
0
20
30
40
50
Età (gg)
pH
(Dati ARPAV 2004)
60
umidità
70
80
Umidità (%)
pH
IRD ~ 4000
stabilità biologica e gestione del processo
Compost stabile
=
• Corretta evoluzione del processo
• Decomposizione e trasformazione della sostanza organica
• Riduzione della fitotossicità
• Limitazione degli impatti odorigeni
OPERE DI PRESIDIO
AMBIENTALE IN UN IMPIANTO
DI COMPOSTAGGIO
In un impianto di compostaggio deve essere prevista la gestione:
 delle acque reflue (percolati)  prodotte nelle aree di
stoccaggio e nelle prime fasi del processo e
 degli odori e delle polveri  prodotti rispettivamente nelle
aree di stoccaggio e di biossidazione dei rifiuti (odori) e
durante la vagliatura (polveri)
attraverso opportuni presidi ambientali
OPERE DI PRESIDIO AMBIENTALE IN UN
IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
GESTIONE DEI PERCOLATI
La formazione di percolato in un impianto di compostaggio è legata a:
 Processo di compostaggio (aree di stoccaggio delle matrici
putrescibili, aie di biossidazione)  canalette o caditoie di raccolta e
vasca di stoccaggio (il percolato può essere utilizzato per bagnare i
cumuli oppure condotto alla depurazione se conforme)
 Fenomeni meteorici (piazzali di stoccaggio del compost o di passaggio
degli automezzi, piattaforme di compostaggio in impianti aperti) 
canalette di raccolta e vasca di raccolta delle acque di prima
pioggia (recuperabili nel processo, se idonee, oppure da smaltire ai
sensi del D.L. 152/99)
OPERE DI PRESIDIO AMBIENTALE IN UN
IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
GESTIONE DEGLI ODORI
 Le sostanze odorigene vengono prodotte in seguito alla degradazione delle
matrici più putrescibili (FORSU, fanghi) da parte dei microrganismi
 La produzione di odori avviene prevalentemente:
 nelle aree di stoccaggio dove può capitare che nella biomassa si
instaurino processi anaerobici di fermentazione (sistemi di raccolta
dell’umido a bassa frequenza)
 Nelle aie di biossidazione, particolarmente durante il rivoltamento
(odore intenso se si innescano processi anaerobici  scarsa
ossigenazione, rivoltamenti radi)
OPERE DI PRESIDIO AMBIENTALE IN UN
IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
GESTIONE DEGLI ODORI
La diffusione di sostanze odorose all’esterno dell’impianto può essere
evitata:
 Realizzando le aree di stoccaggio e di biossidazione in capannoni
chiusi
 Regolando automaticamente la chiusura dei portelloni di accesso a
tali sezioni
 Prevedendo un sistema di aspirazione dell’aria in queste sezioni
(numero di ricambi/h: 2.5-4)
 Convogliando le arie esauste verso idonei sistemi di abbattimento
degli odori
OPERE DI PRESIDIO AMBIENTALE IN UN
IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
SISTEMI DI ABBATTIMENTO DEGLI ODORI
I sistemi più largamente adottati per abbattere le emissioni odorigene sono:
• Biofiltri  sono letti costituiti da materiali di origine organica che
favoriscono la biodegradazione delle sostanze odorose
• Scrubber  sono costituiti da una struttura di lavaggio, dotata di corpi
di riempimento, attraverso la quale viene fatto passare l’effluente
gassoso (solitamente in controcorrente)
• Combustori (termici o catalitici)  le sostanze odorose vengono
ossidate termicamente in ambiente ricco di O2
OPERE DI PRESIDIO AMBIENTALE IN UN
IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
BIOFILTRI
torba
Principio di funzionamento del
biofiltro
Cippato di legno
• Hanno forma parallelepipeda con superficie estesa e altezza < 2 m
• Sono dotati di pavimentazione forata per il passaggio dell’effluente (sistemi
up-flow)
• Il letto deve essere poroso, omogeneo, lentamente degradabile
OPERE DI PRESIDIO AMBIENTALE IN UN
IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
BIOFILTRI
Biofiltro up-flow aperto
Biofiltro up-flow aperto con sistema di
umidificazione dell’aria
Biofiltro down-flow aperto con sistema
di umidificazione dell’aria
OPERE DI PRESIDIO AMBIENTALE IN UN
IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
SCRUBBER
Sono di due tipi:
• Bioscrubber  il corpo di riempimento funge
da supporto inerte per lo sviluppo dei
microrganismi (che degradano le sostanze
presenti nell’effluente)
• Scrubber chimici  l’effluente viene lavato
con acqua, addizionata di:
• Agenti ossidanti o riducenti (es. H2O2)
• Acidi (H2SO4) o Basi (NaOH)
• Agenti assorbenti (tensioattivi)
OPERE DI PRESIDIO AMBIENTALE IN UN
IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO
COMBUSTORI
• Combustione termica  l’effluente da trattare viene preriscaldato e
poi immesso in un bruciatore (T = 800 °C), che ossida
completamente la sostanza organica a CO2 e H2O
• Combustione catalitica  dopo il preriscaldamento l’effluente
viene fatto passare su un letto di materiale refrattario eventualmente
completato da una superficie catalitica, riscaldato a T comprese tra
260 e 450 °C
Si ringrazia per l’attenzione
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