( ) Le città del Molise - 13 - SABATO 6 NOVEMBRE 2010 LʼAPPUNATAMENTO Alto Molise IL GOVERNATORE INCONTRERAʼ I DODICI SINDACI DELLʼEX COMUNITAʼ MONTANA Ospedale, stamane Iorio torna in città C hiusura del punto nascita dell’ospedale San Francesco Caracciolo, chiusura della Comunità Montana Alto Molise (dal primo gennaio 2011, ndr), problemi del territorio. L’agenda di Michele Iorio, presidente della Regione Molise, prevede in mattinata un incontro ad Agnone con i dodici sindaci appartenenti all’ex Comunità Montana. L’incontro – come confermano diversi primi cittadini – si terrà alle ore 10 a palazzo Tirone. Punto caldo, neanche a dirlo, la struttura sanitaria di frontiera ormai al centro di roventi polemiche per i pesanti tagli. Il faccia a faccia, fortemente voluto dal sindaco di Agnone Gelsomino De Vita, dovrebbe servire a chiarire molteplici aspetti dell’annosa vicenda, nonostante sarà pressoché impossibile tornare indietro. Ad Agnone non si nascerà più, malgrado promesse, proclami e documenti di dimissioni. D’altronde l’immagine (datata 3 novembre) del camioncino che porta via macchinari e culle dal reparto di Ostetricia, resterà scolpito per sempre nella mente di moltissimi agnonesi, che oggi non hanno più il coraggio di ribellarsi a situazioni ritenute da molti addetti ai lavori inaccettabili. “Nascere in un posto di alta montagna come Capracotta distante circa 50 chilometri dal primo ospedale non è una tiritera o la solita litania – ammette un operatore sanitario – ma, sono convinto, che fino a quando non ci scapperà il morto tutto sarà fatto passare come dovuto, come chi ha provato a invertire tendenza ma di fronte la volontà del governo centrale non ha potuto fare altro che spallucce”. Insomma la sanità al primo posto dell’agenda odierna. Tuttavia stamane Iorio ufficializzerà anche la chiusura della storica Comunità Montana che dal primo gennaio prossimo chiuderà definitivamnete i battenti. Al suo posto – a quanto sembra di capire – un’agenzia montana che nascerà per volontà e sotto la spinta dei vari Comuni e della Regione. Iorio durante lʼinaugurazione della Casa per disabili Isernia e Provincia 17 Sabato 6 novembre 2010 Senza esito l’incontro tra Tarquini e i vertici dell’azienda. Medici e infermieri sempre più preoccupati Al Veneziale l’emergenza continua L’Asrem non è in grado di offrire una soluzione ai problemi del pronto soccorso ISERNIA. Fumata nera. L’incontro tra il dirigente del pronto soccorso dell’ospedale di Isernia, Franco Tarquini, e i vertici regionali dell’Asrem, non ha prodotto alcun risultato concreto. Analizzata la situazione di emergenza che si è venuta a creare per la carenza di posti letto nei presidi ospedalieri molisani, i dirigenti dell’Asrem hanno sostanzialmente invitato Tarquini ad andare avanti in attesa che si completi la riorganizzazione del sistema sanitario, anche con l’attivazione delle Rsa. Bocciata, quindi, la possibilità di posizionare le barelle nei reparti per sistemare i pazienti che hanno bisogno di un ricovero. In pratica al momento l’azienda sanitaria non è nelle condizioni di dare una risposta all’emergenza che si è venuta a creare, questo significa che medici e infermieri del pronto soccorso devono andare avanti sperando che non si verifichi un blocco delle attività per l’eccessiva affluenza dell’utenza. Pertanto la settimana prossima il personale del pronto soccorso deciderà cosa fare, come replicare alla risposta dell’Asrem. Rispetto al passato i medici e infermie- L’odissea di un malato di diabete Ha bisogno di un ricovero urgente ma c’è un solo posto letto a ostetricia Il 70enne di Isernia costretto a recarsi al Santissimo Rosario Il pronto soccorso dell’ospedale di Isernia ri si trovano in una situazione profondamente diversa. La protesta innescata alcuni mesi fa era per la carenze del personale e per l’eccessivo carico di lavoro. Adesso, invece, si tratta di dare risposte immediate ai cittadini che hanno necessità di un ricovero e che rischiano di andare, loro malgrado, a bloccare il lavoro di emergenza con tutti i rischi che questo comporta. Dunque, medici e infermieri sentono il carico di una grande responsabilità professionale e per questa ragione hanno dato voce alla protesta pubbli- ca che pare non sia stata molto gradita dai vertici dell’Asrem. La reazione Il personale dell’ospedale la prossima settimana deciderà quali iniziative intraprendere ISERNIA. Sono numerosi i cittadini che raccontano di disagi vissuti per non avere avuto la possibilità di ricoverarsi nell’ospedale di Isernia per la mancanza di posti letti. Fatti emersi in seguito alla denuncia pubblica del personale de Pronto soccorso che ha lamentato una condizione di emergenza non più sostenibile. Tra i tanti racconti è emblematico quello di un settantenne residente a Isernia malato di diabete. Nei mesi scorsi accusò un malore e fu rapidamente condotto dai familiari presso il Pronto soccorso dell’ospedale Veneziale. I medici prestarono le necessarie cure, sostenendo la necessità di un ricovero per mantenere sotto controllo per alcuni giorni la situazione clinica dell’uomo. Al che, fatte le necessarie verifiche all’inter- La carenza dei posti letto aumenta sempre di più no del nosocomio isernino, accertarono che esisteva un solo posto letto ma nel reparto di ostetricia. Evidente l’impossibilità di mandare un uomo diabetico tra donne in procinto di partorire. Per questa ragione l’isernino fu costretto a ricoverarsi presso l’ospedale Santis- simo Rosario di Venafro dove, fortunatamente, era disponibile un posto nel reparto di medicina. Facilmente immaginabili i disagi vissuti dai familiari che ogni giorno hanno dovuto percorrere cinquanta chilometri, tra andata e ritorno, per assistere l’uomo. ANNO XIII - N. 306 SABATO 6 NOVEMBRE 2010 TEL. 0865/415513 - FAX 0865/403973 e-mail: [email protected] REDAZIONE VICO I° ALFERIO n. 2 - 86170 ISERNIA Ss. Rosario, c’è chi giura che tutto funziona regolarmente Domani è il giorno della verifica. Manifesti affissi in tutta la città “Domenica 7 novembre alle ore 10. Il comitato invita il signor sindaco e l’am- ministrazione comunale tutta, insieme agli organi di stampa e a tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti dell’ospedale stesso, a verificare effettivamente quali sono le condizioni in cui vige l’Ospedale SS. Rosario davanti al Pronto Soccorso”. Il manifesto è del comitato “SS Rosario” ed è stato affisso su tutte le mura della città e in ogni locale pubblico. Domani dunque è il giorno dell’occupazione o meglio della verifica delle condizioni del nosocomio cittadino. Il presidente del comitato Gianni Vaccone e i suoi più stretti collaboratori non hanno proprio intenzione di arrendersi alla scure che ha colpito lo stabilimento ospedaliero venafrano. Tagli in tutti i reparti e pochi servizi offerti all’utenza. Contro questo quadro c’è chi invita la stampa a verificare che attualmente presso l’Ospedale Santissimo Rosario di Venafro tutto funziona regolarmente. Di questo avviso, ad esempio, è il dottore Raimondo Santilli che anche in veste di consigliere comuna- le invita stampa e cittadini ad aprire gli occhi e a recarsi presso il nosocomio cittadino per fugare ogni dubbio. Insomma c’è chi ancora non si arrende al taglio di posti letto, alla cancellazione del Pronto Soccorso trasformato in “punto di primo soccorso”( nota dei vertici Asrem) e chi, invece, continua a dire che il S. Rosario è ancora un ospedale a tutti gli effetti. M.F. Quotidiano d’informazione del Molise Con LA STAMPA nelle province di Campobasso, Isernia e in alcuni centri dell’Abruzzo Anno XI N° 306 - Euro 1,00 Direttore responsabile Giuseppe Saluppo Sabato 6 novembre 2010 Isernia Pronto soccorso in tilt, emergenza infinita Infruttuoso il vertice tra l’Asrem e il dirigente del reparto ISERNIA. Si è chiuso con un nulla di fatto l’incontro tra Franco Tarquini, dirigente del Pronto Soccorso dell’ospedale ‘Veneziale’ di Isernia, ed i vertici dell’Asrem. Al centro dell’attenzione la carenza dei posti letto nel reparto del presidio pentro. servizio a pagina 17 Larino Basso Molise 31 Sabato 6 novembre 2010 Ururi. Già molti pazienti si sono rivolti agli ambulatori e ai medici di base per farsi inoculare Influenza stagionale, a buon punto le vaccinazioni A richiedere le dosi sono soprattutto le categorie a rischio URURI. La campagna di profilassi contro l'influenza stagionale ha ottenuto buoni risultati se si considera che, già da qualche giorno, da quando cioè il vaccino antinfluenzale è a disposizione dei medici di base, una fiumana di gente si è riversata presso gli ambulatori medici per farsi somministrare il vaccino antinfluenzale. Si tratta per lo più di persone anziane, dai 65 anni in su ma anche di adulti affetti da malattie croniche ai bronchi, ai polmoni, al cuore o ai reni, ma anche soggetti adulti af- fetti dal diabete o da fibrosi cistica che hanno una riduzione delle difese immunitarie. Da almeno tre anni a questa parte, la campagna di vaccinazione diventa una consuetudine ben recepita dalla gente che l'accetta, consapevole dei benefici ma anche dei rischi che questa potrebbe comportare. Molti affermano che da quando effettuano la vaccinazione, non restano più immobili a letto, ma può capitare di avere soltanto qualche linea di febbre e un inizio di influenza passeggera che co- munque non impedisce loro di svolgere i consueti lavori quotidiani. Se la vaccinazione antinfluenzale è diventata una abitudine abbastanza consolidata, non vale la stessa cosa per gli altri generi di vaccinazione. La cosiddetta "influenza suina" com'era stata ribattezzata, di cui l'anno scorso si era fatto un gran parlare, è stata vista dalla maggior parte della popolazione con molta diffidenza e, nonostante un iniziale senso di smarrimento, dovuto alla paura per le notizie negative che si leggevano sui giornali, la quasi totalità della popolazione avrebbe optato per il no. I più timorosi si sono armati di flaconi di gel disinfettante per le mani, ma a parte questi piccoli accorgimenti, nessuno sarebbe corso ai ripari. Insomma, la gente comune, anche nei piccoli paesi, è sempre più attenta al proprio stato di salute generale e al proprio benessere ed è consapevole ed informata sui benefici senza tuttavia sottovalutare i rischi cui potrebbe andar incontro. Effe L’undici novembre organizzerà un incontro sul tema con distribuzione di opuscoli Anche l’Hospice di Larino aderirà alla Giornata delle cure palliative LARINO. Aderiranno anche l'Associazione Hospice Madre Teresa di Calcutta Onlus e l'Hospice Madre Teresa di Calcutta, il giorno 11 novembre alla giornata dedicata alle cure palliative, organizzando, presso l'auditorium dell'ospedale "G. Vietri", alle ore 18 , un incontro sul tema: "Cos'è l'hospice per me: esperienze, testimonianze, emozioni, progetti. Gli operatori, i familiari, gli amici e i volontari si raccontano". Inoltre, durante l'intera giornata, nell'atrio dell'ospedale "G. Vietri" e del Distretto di Larino, sarà presente un tavolo per la raccolta firme e fondi, con distribuzione di opuscoli informativi e di prodotti locali. A partire da giovedì 11 novembre, in occasione dell'Estate di S. Martino, la FCP attiva in tutta Italia una petizione civile per superare lungaggini burocratiche che ogni giorno intralciano il lavoro di molti medici impegnati nella cura e nell'assistenza dei malati inguaribili. In particolare, la prescrizione dei farmaci contro il dolore (la morfina e i suoi derivati). I medici delle Organizzazioni no profit (ONP), elemento essenziale nella rete delle cure palliative, in alcune regioni non possono prescrivere gli oppioidi sul ricettario del Servizio Sanitario Nazionale/Regionale. La soluzione di questo problema burocratico che obbliga a una doppia prescrizione (medico ONP + medico di base) aiuterebbe l'Italia ad allinearsi con i paesi europei più avanzati. Per questo l'11 novembre in molte città d'Italia si proporranno luoghi di confronto con i cittadini e di raccolta firme, possibili anche sul web cliccando su "firma online la nostra petizione" nell'home page del sito della Federazione Cure Palliative www.fedcp.org oppure con l'invio di mail alla Federazione [email protected] - con nome e cognome e la frase "Condivido l'iniziativa della FCP". La data dell'11 novembre è stata scelta, ormai da 11 anni, dalla Federazione Cure Palliative nel ricordo di Martino, giovane soldato di Pannonia autore di un gesto di generosità. Martino aiutò un vecchio sfinito dalla pioggia e dal freddo coprendolo con metà del suo mantello, dopo averlo tagliato con la spada. La leggenda vuole che il cielo in quel momento si schiarisse e l'aria si facesse improvvisamente mite: di qui l'Estate di San Martino. Non a caso il termine palliativo viene dal latino pallium (mantello). Le cure palliative, come un mantello, coprono, avvolgono, proteggono i malati inguaribili. Negli anni scorsi le firme sollecitate dalla Federazione Cure Palliative hanno concorso in buona parte alla definizione del testo di legge n. 38, approvato il 15 marzo di quest'anno, che garantisce l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Un grande traguardo già ottenuto, che va civilmente perfezionato con l'aiuto di tutti i cittadini. Sabato 6 novembre 2010 La batteria dell’automedica fa flop Soccorso volante con i cavi elettrici Può succedere che un’auto non si metta in moto. Anche a un’ambulanza del 118. Specie se si pone scarsa attenzione alla manutenzione. E può succedere che l’automedica debba rimanere parcheggiata davanti alla porta, perché si trova in una precaria condizione meccanica e di sicurezza. Così è capitato che ieri mattina in via Marconi, una po- vera pensionata, caduta per colpa dello sconnesso marciapiedi, sia stata costretta ad aspettare il soccorso per circa un’ora. Assistita alla meglio dai passanti e dal gestore del bar che si trova nei pressi che le hanno prestato le prime cure. Sono arrivati anche i vigili urbani, ma non hanno potuto far altro se non constatare le lamentele dell’anziana che ha riportato di primo acchito problemi a un femore. Medici e infermieri una volta giunti sul posto come prima cosa si sono scusati con l’inferma, spiegandole che hanno ritardato l’intervento avendo dovuto mettere in moto l’auto di soccorso con i cavi elettrici. E di non aver potuto usare l’automedica, afflitta dai problemi dell’età. (ge.ve.) 7 SanStefar a rischio per le scelte del Molise - Printer Friendly Page - CRONACA - Pri... Page 1 of 3 SanStefar a rischio per le scelte del Molise Data 5/11/2010 11:00:00 | Argomento: CRONACA ABRUZZO. L’impressione è che Asrm (azienda sanitaria unica) e Regione (che ha un Commissario ad acta per il rientro dai debiti della sanità) in Molise non si parlano sul SanStefar e che addirittura abbiano idee e comportamenti divergenti. La prima vuole affidare la riabilitazione ad una Ati di recente formazione, la seconda forse pensa che titolare dell’accreditamento possa essere la curatela fallimentare. La vicenda è quella del contrasto che oppone la Asl unica molisana alla decisione del Giudice delegato di Chieti che per il fallimento del SanStefar di Angelini ha deciso l’esercizio provvisorio: una scelta di grande coraggio per tutelare i creditori, difendere i posti di lavoro e consentire la continuità delle prestazioni di riabilitazione nei 18 Centri attivi (16 in Abruzzo e 2 in Molise a Campobasso e Termoli). La seconda impressione, invece, è che forse comincia a fare effetto il timore per la richiesta di ottemperare alla sentenza del Tar di Campobasso, come richiesto dall’avvocato Aristide Police, che cura gli interessi della curatela. Nei giorni scorsi ha, infatti, depositato la richiesta per la nomina di un commissario ad acta che deve far applicare la sentenza emessa dal Tar Campobasso il 21 luglio scorso e che imponeva alla Regione di rispondere entro 30 giorni all’istanza del curatore fallimentare per subentrare ad Angelini, dopo il fallimento. Risposta mai pervenuta, né dal Commissario regionale né dalla Regione né dalla Asl, in totale dispregio di quanto scrive il giudice estensore della sentenza: l’esercizio provvisorio senza “voltura dell’autorizzazione” è un impedimento ad erogare i servizi di riabilitazione, è l’annullamento della tutela dei creditori e dei posti di lavoro. Insomma basterebbe questo «presupposto ineludibile per ragioni logiche prima che giuridiche» ad imporre (la sentenza scrive: ad intimare) di rispondere. LA NUOVA ATI I comportamenti divergenti nascono dalla notizia (confermata nei giorni scorsi dalla Cisl e ribadita oggi anche da Guglielmo Di Lembo, Cgil): la Asl ha già individuato l’Ati, l’associazione temporanea di impresa, a cui affidare il SanStefar, bypassando completamente la richiesta del curatore fallimentare di subentrare ad Angelini. Il tutto in netta contrapposizione con la notizia di fonte regionale secondo la quale il giorno 8 novembre sarà effettuato un sopralluogo nei due Centri del SanStefar a Campobasso e a Termoli ai fini dell’accreditamento della curatela. http://www.primadanoi.it/modules/articolo/print.php?storyid=1687 06/11/2010 SanStefar a rischio per le scelte del Molise - Printer Friendly Page - CRONACA - Pri... Page 2 of 3 «Il direttore generale Angelo Percopo – spiega Guglielmo Di Lembo, Cgil - ci ha comunicato che alla Asrm sono pervenute diverse manifestazioni di interesse al bando pubblicato per la gestione del SanStefar e che intende procedere subito all’affidamento. Sulla sentenza del Tar di cui si parla per il subentro del curatore nella gestione dei due Centri di riabilitazione, il manager sostiene che la vicenda non riguarda la Asl, ma la Regione: si tratterebbe di un inadempimento dell’Ente regionale e non del contratto». In pratica, secondo le notizie che filtrano dalla Asl, il progetto aziendale sarebbe quello di svuotare l’accreditamento del SanStefar molisano, di sottoscrivere un altro contratto con l’Ati, i cui soci sarebbero Di Luozzo (Igea medica di Isernia) e Maiorano (Incontro di Campobasso) per continuare ad assistere i circa 300 utenti attuali con la direzione sanitaria della stessa Asl, con un budget di 2,7 milioni di euro. Per i dipendenti si aprirebbero due strade: farsi assumere dalla nuova società aggiudicataria o restare in carico alla curatela fallimentare. Insomma un SanStefar molisano bicefalo, con la Regione favorevole alla curatela e la Asl contraria? Ma la Asl non è il braccio operativo della Regione e della politica sanitaria molisana? In altre Regioni è così, in Molise forse no, stando a questo incredibile scarico di responsabilità. NESSUN SEGUITO ALLA SENTENZA DEL TAR Tutto sembra, infatti, possibile nella repubblica autonoma del Molise: qui non si rispettano le sentenze del Tar, in applicazione forse di un federalismo di matrice borbonica. Perché la sentenza dice testualmente: «non si vede come le amministrazioni intimate possano sottrarsi all’obbligo di esaminare l’istanza e di pronunciarsi». Cosa che invece è stata fatta. Eppure a ben leggere le 12 pagine del provvedimento, in sostanza il Tar dice e ripete più volte che non solo Regione, Commissario e Asl avrebbero dovuto già rispondere entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza, ma comunque dal 21 luglio scorso (data della sentenza) partiva il termine di altri 30 giorni per dire si o no al curatore. E l’atteggiamento è tanto più strano ed inusuale in quanto – pur essendo possibile o applicare o impugnare la sentenza – nessuno si è mosso. Eppure un Ente pubblico ha disconosciuto una sentenza pur essendo parte attiva del ricorso presentato per «l’annullamento previa sospensione del silenzio serbato dall’Asrm sull’istanza del fallimento SanStefar a subentrare» ad Angelini per le prestazioni di riabilitazione. In realtà Giuseppina Ivone, curatore fallimentare, ad appena 4 giorni dal fallimento e cioè il 28 maggio aveva chiesto non solo la voltura delle autorizzazioni, ma anche la revoca delle procedure attivate dalla Asrm per le manifestazioni di interesse ad acquisire il SanStefar. Un’istanza inevasa e del tutto ignorata dal Direttore generale Asrm che è già arrivato ad un passo dall’assegnazione del servizio alla nuova Ati. Il che aprirebbe la strada ad un contenzioso pericoloso, visto che il Comitato dei creditori del SanStefar potrebbe attivare una causa per danni milionari contro chi ha depauperato in modo così consistente il valore della società che gestiva la riabilitazione. Il tutto in un’atmosfera ovattata da parte dei sindacati che allettati dalla possibilità di salvare i 90 posti di lavoro con la nuova Ati (una possibilità tutta da verificare) non hanno dato molta importanza agli aspetti giuridici del contenzioso. Sebastiano Calella 05/11/2010 9.07 This article comes from PrimaDaNoi.it http://www.primadanoi.it/modules/articolo/print.php?storyid=1687 06/11/2010 SanStefar a rischio per le scelte del Molise - Printer Friendly Page - CRONACA - Pri... Page 3 of 3 http://www.primadanoi.it1 Il link di questa guida e': http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=16872 Links 1. http://www.primadanoi.it/ 2. http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=1687 http://www.primadanoi.it/modules/articolo/print.php?storyid=1687 06/11/2010