“Zona Nove” è su www.niguarda.eu FEBBRAIO 2010 Anno 17 - n. 173 AGENZIA IMMOBILIARE Via Terruggia 2 (ang. via Ornato) ONA NOVE 32.000 copie distribuite Si effettuano valutazioni gratuite senza impegno GIORNALE DI NIGUARDA - CA’ GRANDA - BICOCCA - ISOLA Redazione: via Val Maira 4 (Mi), tel. 02/39662281, e-mail: [email protected] Autorizzazione del Tribunaledi Milano N. 648 del febbraio 1997 - Editore: Associazione Amici di “Zona Nove”, via Val Maira 4, Milano - Stampa: Centro Stampa Editoriale Libertà SpA, località Dossarelli, Piacenza. 02.66100353 Il CAF ACAI centro di raccolta 243 ha trasferito la propria sede in via Thaon di Revel 4. Antonietta Pedone e Mena Mazzocchi vi aspettano nel nuovo ufficio per aiutarvi nella compilazione del: mod. 730/2010, mod. Unico, Red, Isee, assunzione e gestione colf/badanti, visure catastali, Ici ecc. La nostra sede è anche recapito del Patronato Acai, potrete trovare assistenza anche per la vostra pensione, i vostri contributi ecc. Prenotate il vostro appuntamento al 02.89459235 e-mail [email protected] Direttore: Luigi Allori. Redazione: Giovanni Beduschi (vignettista), Franco Bertoli, Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Valeria Casarotti, Diego Attilio Cherri, Teresa Garofalo, Sergio Ghittoni, Antonella Loconsolo, Angelo Longhi, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Diana Roca, Sandra Saita, Gero Urso, Maria Volpari. Collaboratori: Laura Albani, Valia Allori, Stefano Bartolotta, Silvia Benna Rolandi, Maria Piera Bremmi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Primo Carpi, Roberto Cirillo, Roberta Coccoli, Augusto Cominazzini, Luca Corbellari, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Celestino De Brasi, Simona Fais, Davide Ghezzi, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio Meliesi, Pamela Napoletano, Antonio Pizzinato, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Vittorio Sardo, Alessio Seminario, Caterina Sinisi, Renato Vercesi, Norman Zoia. Presidente dell’Associazione Amici di “Zona Nove”: Lorenzo Gomiero. Pubblicità: Flaviano Sandonà (tel. 02/39662281). Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866). Il fioretto di orro In Maciachini il picco cittadino dello smog 317 microgrammi di polveri sottili al metrocubo Sicurezza? I ELIPORTO pagg. 5/13 Ko i laboratori della Pirelli pag. 6 CARNEVALE pag. 10 Appuntamento al 20 febbraio MEMORIA La giornata antirazzista pag. 20 SUPPLEMENTO ONA NOVE pag. 13-16 Il termometro della criminalità a cura di Grazia Morelli in collaborazione con i Carabinieri di Greco viale F. Testi 119 - tel. 02/66104191 (Non sono compresi i reati denunciati alla Ps) RAPINE GENNAIO ‘10 3 GENNAIO ‘09 3 FURTI GENNAIO ‘10 Si tratta di una situazione drammatica se si pensa che la soglia di “allarme salute” (pag. 3) stabilito dalla Comunità Europea è di 50 microgrammi al metro cubo. L’Associazione Sos Usura getta la spugna “Contro il racket ci hanno lasciato soli” I NOSTRI SERVIZI GINNASTICA CORRETTIVA PEDANA VIBRANTE pag. 4 CRISI ECONOMICA UNITA’ MEDICA SILOE FISIOTERAPIA RIEDUCAZIONE FUNZIONALE IDROKINESI FISIOKINESI MASSOTERAPIA TERAPIA STRUMENTALE RIABILITAZIONE NEUROMOTORIA KINESI (palestra) INDIVIDUALE COLLETTIVA In Sarca e Val di Ledro Coinvolta anche l’Isola (disegno di Gero Urso) n soli 15 anni l’Italia dei mangiapolenta e dei terroni si è trasformata in una società multietnica. È stato un choc sociale talmente forte da rendere molto difficile una civile convivenza tra italiani e stranieri. Specie se qualcuno rimesta nel torbido per i propri dissennati giochi politici. Bossi e Berlusconi (e Moratti e Formigoni) hanno bisogno di un capro espiatorio che faccia loro mantenere i voti e che nasconda i loro interessi anche privati e la loro politica fallimentare. E quindi cercano di distrarre gli italiani da tutti gli altri loro problemi, di cui sono in gran parte responsabili, fomentando il razzismo e criminalizzando gli stranieri, fatti apparire come gli unici responsabili di ogni male. La cosidetta “sicurezza dei cittadini”, non contro i delinquenti ma contro gli stranieri, tutti gli stranieri, è diventata l’alibi per il loro malgoverno. Si fanno (anzi, si dice di voler fare) le ronde contro gli scippi, si fanno pagare 500 euro come “punizione” per essere assistiti da una badante straniera, si propongono i tram per stranieri, si espellono i bambini rom dalle scuole... E intanto, anche nel nostro piccolo, non si fa nulla per contrastare gli attacchi “italiani” alla nostra sicurezza vera: la disoccupazione dovuta alla crisi economica “psicologica” (pag. 6); i racket mafiosi nelle case popolari (pag. 5); l’inquinamento atmosferico e acustico (pagg. 3 e 5); i trasporti e la viabilità sempre più pericolosi (pagg. 2 e 4). Vi ricordate il nazismo? Faceva una politica simile. Forse è bene averne memoria (pagg. 20 e 22). VIABILITÀ ANTISTRESS SHIATSU AYURVEDA DRENANTE LINFODRENAGGIO PARAFFINA PEDICURE BALNEOTERAPIA (piscina) GINNASTICA IN ACQUA INCONTRI IN GRAVIDANZA GENITORE - BAMBINO NUOTO COLLETTIVO dai 3 anni GENNAIO ‘09 69 SCIPPI GENNAIO ‘10 (pag. 5) GENNAIO ‘09 7 0 SA.NI. Sanitaria Niguarda I NOSTRI PRODOTTI Plantari su misura - Calzature portaplantare Calzature per diabetici - Busti - Corsetti Reggiseni (anche su misura) Modifiche - Riparazioni - Prodotti ortopedici Ausili per disabili - Vendita e noleggio IL TUO GOMMISTA A 5 STELLE I NOSTRI SERVIZI RIVENDITORE UFFICIALE YOKOHAMAMICHELIN-BRIDGESTONE-GOODYEARDUNLOP-PIRELLI-HANKOOK-NOKIAN. ESCLUSIVISTA CERCHI IN LEGA AEZ-DOTZ-DEZENT-ENZO Esame computerizzato del piede Pedicure curativo completo anche a domicilio Scaffale delle occasioni se trovi il tuo numero Prezzi incredibili! 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Altrimenti faccio preparare un bel Lodo Beduschi Dedicata a Craxi una via della Bicocca? dalla redazione del giornale “Libero per prescrizione dei termini” che condanni chiunque parli male delle più basse cariche dello Stato: i sette nani della libertà, tra cui Mammolo CRONACA di Giorgio NERA Meliesi Luigi Luce l Comune intende dedicare Itariouna via a Bettino Craxi, segredel Psi condannato per corruzione e morto 10 anni fa latitante all’estero. Ha detto il sindaco Moratti: “Il mio tentativo è fare in modo che la sua città riconosca un proprio figlio importante”. D’altronde, spiega la Moratti, non sarebbe il primo personaggio contestato ad avere una via a suo nome. Il sindaco cita nientemeno che Giordano Bruno, bruciato al rogo nel 1600 per le sue teorie filosofiche, e Giuseppe Garibaldi, che con Craxi ha in comune solo la morte fuori dell’Italia, anche se l’uno esule e l’altro latitante. Così, nonostante i mugugni della Lega e l’incertezza degli ex An l’intenzione sarebbe di intitolare a Craxi una via o un giardino. Se sarà una via dovrà essere “senza numeri civici” - ricorda la Moratti - “per evitare problemi ai residenti”: come a dire, qualcuno potrebbe vergognarsi. Tra le ipotesi allo studio c’è la proposta di Roberto Caputo, ex socialista oggi consigliere provinciale del Pd, che ha suggerito di cambiare nome a viale dell’Innovazione alla Bicocca. A tal proposito i circoli Prato-Bicocca e Rigoldi-Niguarda del Pd hanno diffuso un comunicato:“Ci sono ben altri problemi da affrontare! In un Paese depresso da una crisi che il governo non sa gestire e da tanti problemi per i quali si adottano soluzioni improvvisate, la Giunta Moratti si dedica alla toponomastica ‘revisionista’. Craxi, protagonista politico degli anni 80/90,che ha segnato la fine del pensiero socialista di Pertini e Lombardi, ha chiuso la sua carriera con la fuga dall’Italia perché condannato per corruzione. Ora la Giunta Moratti vuole dedicargli una via dei nostri quartieri! Diciamo no a Via Craxi a Milano! Diciamo no alla scelta del centrodestra, Lega Nord inclusa, che mira a delegittimare la stagione di Mani Pulite e il ruolo della Magistratura che ieri come oggi, svolgendo il suo compito, rivela le distorsioni del mondo politico corrotto. Per la Destra delle leggi ad personam, degli scandali sulla sanità, degli assessori regionali arrestati per corruzione il vero obiettivo è protrarre l’attacco alla Magistratura, alle Istituzioni, alla Costituzione e rivendicare sempre più spudoratamente l’immunità e l’impunità della propria classe politica! Il Partito Democratico di Bicocca, Niguarda e Pratocentenaro sta coi cittadini che pretendono dagli amministratori di ogni livello e di ogni parte politica, prima di tutto, il rispetto della legalità per poter ancora avere fiducia nelle Istituzioni e nella Costituzione che i nostri Padri ci hanno lasciato come eredità irrinunciabile. No a Via Craxi a Milano!” Val Maira: soffocò la compagna chiudendola nel divano-letto i chiamava Moira Del Tredici, aveva 41 anni, faceva saltuariamenS te la baby-sitter e abitava in via Val Maira. Venne trovata il 13 giugno scorso con il collo schiacciato all’interno del suo divano-letto a molla. Alle prime, sembrò un drammatico incidente domestico. Ma ora gli agenti del commissariato Greco-Turro hanno arrestato il suo compagno, il pregiudicato Daniele De Masi, 41 anni, con l’accusa di omicidio volontario. Secondo gli investigatori, l'uomo, che un paio di anni fa era stato condannato a sei mesi (pena sospesa) per tentato strangolamento della sua precedente compagna, quel sabato dell’anno scorso aveva ripiegato il divano-letto schiacciando sino a farla soffocare la donna, inebetita dall’alcol e dell’hashish. Allora l’uomo aveva dichiarato di aver lasciato la compagna assopita sul divano-letto e di essere andato a lavorare. Ma, sentito tre giorni dopo, l’uomo aveva fornito una versione diversa, cadendo in una serie di contraddizioni. L’inchiesta ha messo in luce la gelosia ossessiva dell’uomo, che si traduceva in continui litigi con la vittima, che più volte era stata picchiata da De Masi. A dare ulteriore concretezza agli indizi sono stati due episodi. Un mese dopo i fatti, De Masi rompe i sigilli dell’appartamento cercando di portare via il divano-letto, struttura della quale, come spiegano i periti nominati dal magistrato, è materialmente impossibile determinare la chiusura accidentale soprattutto con un corpo disteso sopra. Dopo una serie di ulteriori riscontri investigativi condotti nei mesi successivi, il pm ha deciso per l’arresto. L’uomo, che si arrangia con lavoretti saltuari come imbianchino, alla fine di gennaio è stato dunque prelevato dagli agenti del commissariato Greco-Turro nell’appartamento che occupa abusivamente in via Val Cismon 2 e rinchiuso a San Vittore. Bondi, più Berluscolo e Brunettolo. E poi propongo che la figlia di Craxi sia fatta ministro marocchino della Giustizia al posto di Al Vano. (Zorro Nove) Ospedale: uccisa da un camion n’infermiera travolta da un camion all’interno del Niguarda. U “Altro che fatalità, qui ci sono percorsi a rischio”. I sindacati non ci stanno ad archiviare la vicenda come “pura fatalità”.Assemblea generale e presidio davanti alla direzione generale il 22 gennaio per chiedere lo stop ai camion nei viali interni dove attualmente pedoni e automezzi hanno gli stessi percorsi. “Al Niguarda è aperto un grosso cantiere - dicono i delegati sindacali -.Per anni dovremo convivere con camion e gru al lavoro. Ci vogliono più garanzie per la sicurezza”. Greco: decapitata da un treno calo Ferroviario Greco Pirelli, 8 gennaio, ore 14 circa. Agganciata, S messa sotto e schiacciata dal treno. È la triste sorte di una donna cinese di 36 anni. Il macchinista del convoglio, proveniente da Lecco, ha raccontato poi agli agenti del Polfer di aver visto solo all’ultimo istante la donna, che camminava parallelamente ai binari, e di non aver potuto far nulla per evitare l’investimento. Nell’impatto la vittima è stata decapitata. “Un incidente, forse un suicidio - spiegano alla Polfer - certamente non un omicidio”. OOM IN 0NA di Ortensia Bugliaro - foto Giansanti Né panchine né cestini Alcatraz: ferito a coltellate ine gennaio, via Valtellina, fuori della discoteca Alcatraz, in fin di viF ta uno studente universitario di 22 anni, accoltellato al torace e all’addome. All’interno della sala da ballo, aveva discusso con un altro cliente, uno degli aggressori, che disturbava una sua amica. Dopo urla e spintoni, tutto sembra dimenticato. Ma pochi minuti dopo, alle 3.15, è scontro: da una parte ci sono Serena e il suo amico Daniele L., 23 e 22 anni, studenti universitari; dall’altra Salvatore P., 24 anni, elettricista, e Angelo T., 25 anni, disoccupato. Daniele finisce a terra per un pugno e viene colpito ancora a calci e a coltellate. Subito arrivati, i carabinieri del nucleo Radiomobile hanno arrestato i due aggressori, mentre Daniele veniva trasportato con urgenza al Fatebenefratelli in gravi condizioni. La ragazza che era con lui ha aiutato i carabinieri a individuare gli autori dell’accoltellamento. “Eravamo ubriachi, non ci siamo resi conto di quello che facevamo”. Salvatore e Angelo hanno ammesso di essere stati loro a ridurre in fin di vita Daniele. Ma, pur avendo ammesso la rissa, negano di aver usato un coltello. a un po’ di tempo l’area riservata ai cani all’ingresso del D Parco Nord in Via Adriatico non è più area libera. Ne è stata individuata un’altra più avanti, molto più ampia che però, rispetto allo spazio precedente, non è dotata di panchine. Le persone si lamentano, soprattutto quelle anziane che non sempre possono sostare a lungo in piedi durante le belle giornate. Non esistono neppure i cestini per depositare i vari rifiuti. In genere i cestini sono pochi e per di più sono dislocati in punti molto lontani dall’area indicata. Bisogna pur tener conto che per molti il nostro bel parco spesso è un luogo di “vacanza”, sia per loro che per i piccoli amici a quattro zampe! La sede della redazione si è trasferita in via Val Maira 4 (Pratocentenaro) rimanendo aperta ogni mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 18 per ricevere coloro ATTENZIONE che desiderano segnalare problemi, annunciare o proporre iniziative, articoli o servizi per il giornale. Si può anche telefonare allo 02.39662281. ONA NOVE 2 Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. INQUINAMENTO Secondo un rilevamento effettuato da “Repubblica” In Piazzale Maciachini il picco cittadino dello smog 317 microgrammi di polveri sottili al metrocubo Si tratta di una situazione drammatica se si pensa che la soglia di “allarme salute” stabilito dalla Comunità Europea è di 50 microgrammi al metro cubo. n’informazione per chi nella noU stra città si riempie tutti i giorni la bocca di “sicurezza”. Ci sono dei subdoli clandestini criminali attorno a noi che attentano quotidianamente alla nostra vita. Si diffondono dovunque portati dalle automobili e dai camini delle caldaie per il riscaldamento e si introducono, invisibili, nei polmoni di ognuno di noi. Sono le polveri sottili (Pm10 e Pm 2,5) pericolosissime per la nostra salute (vedi l’intervista esclusiva con l’epidemiologo ambientale Paolo Crosignani in questa stessa pagina). Non si è fatto niente, né in Comune né in Regione contro questa “invasione”. Anzi, si è riaperto il centro (chiuso da un referendum) alle auto, pur a pagamento. Non si è valorizzato il trasporto pubblico per gli spostamenti in città e per i pendolari non ci sono né treni regionali che funzionano né parcheggi di corrispondenza ai capolinea del metrò. Conclusione: la situazione è drammati- Luigi Luce ca. Un rilevamento effettuato il 27 gennaio dal giornale “Repubblica” sul- le polveri Pm10 ha dato i seguenti risultati. Per rendersi conto di quanto i dati rilevati siano preoccupanti si sappia che la soglia di “allarme salute” è 50 Pm10 microgrammi al metro cubo: di Pm10. • In corso Buenos Aires alle nove del mattino il livello medio di Pm10 è di 268. La puzza la senti nell’aria. • A Porta Genova il livello di Pm10 è un molto poco incoraggiante: 218. • A Porta Romana, nei vialoni dai palazzi coperti dallo smog, la media è un po’ meglio: 170. • Sul metrò della linea gialla, direzione Duomo, la media è di 269 microgrammi che ristagnano in un ambiente che più chiuso non si può. • Attenzione! Qui i dati ci interessano da vicino e ci dicono che la nostra zona è una delle più inquinate di Milano: sul filobus della 91 da via Stradivari a viale Stelvio, la media è di 216. In piazzale Maciachini abbiamo il dato più drammatico della città: 317 Pm10! • Anche nell’area “protetta” dall’Ecopass non va certo bene: sotto la centralina Arpa del Verziere, all’angolo di piazza Beccaria,135 microgrammi ma al Pronto soccorso del Policlinico sono 190. Veleni nell’aria: lo smog non dà tregua Ecco gli effetti dell’inquinamento sulla nostra salute Sui gravi danni che possono derivarne al nostro organismo abbiamo intervistato in esclusiva l’epidemiologo ambientale Paolo Crosignani. Valeria Casarotti-Teresa Garofalo I l comitato di mamme “Ora d’aria” che ha organizzato per sabato 30 gennaio un presidio di protesta davanti a Palazzo Marino ha contribuito a sfondare il muro del silenzio istituzionale e a risvegliare l’attenzione dei cittadini sul problema dell’aria avvelenata che da più settimane intossica i polmoni dei milanesi.Tira un’aria veramente cattiva a Milano, un’aria malsana dovuta all’inquinamento che già in questo primo mese dell’anno sta mettendo a dura prova l’apparato respiratorio di noi tutti, in particolare quello dei bambini e degli anziani. La responsabilità di molte malattie come faringiti, allergie, bronchiti, attacchi d’asma, leucemie e problemi cardiaci è attribuita alle polveri sottili. Ma cosa sono esattamente le polveri sottili e come agiscono negativamente sulla nostra salute lo chiediamo all’epidemiologo ambientale, dott. Paolo Crosignani. “Il particolato atmosferico (Pm) è l’insieme di due componenti, uno dei quali costituito dalla condensazione nell’atmosfera di numerose sostanze che derivano principalmente da processi di combustione. Queste sostanze liquide, soprattutto a basse temperature, quindi in inverno, si condensano formando una specie di nebbia che avvolge la città, una nebbia velenosa perché costituita da sostanze biologicamente attive,cancerogene,metalli pesanti, solfati e nitrati. La Comunità Europea misura la qualità dell’aria basandosi sul PM10, cioè sulle componenti inquinanti di diametro inferiore a 10 micron, particelle talmente piccole da poter penetrare sin nelle parti più profonde dell’apparato respiratorio. È il traffico delle automobili la principale sorgente del PM10. Nella provincia di Milano è stato stimato, mediante lo studio delle emissioni relative all’anno 2001, che il traffico veicolare contribuisce, nell’arco di un anno, al 70% della concentrazione atmosferica di tale inquinante”. Quali sono gli effetti dell’inquinamento da polveri sottili sulla nostra salute? “Numerose osservazioni fatte in città americane ed europee GROPPI e anche due studi svolti in Italia concordano nel rilevare che ad ogni aumento degli inquinanti corrisponde un aumento di eventi negativi per la salute, di tipo respiratorio e cardiaco. Spesso sentiamo parlare della ‘soglia di attenzione’. È importante capire che ciascun individuo ha una propria soglia,determinata dal suo stato di salute; una soglia che tutela una persona può essere quindi insufficiente per la tutela di un’altra. Ma il concetto di ‘soglia’ è utilissimo invece perché, quando la situazione è critica, sono necessari interventi da parte delle istituzioni. Le direttive della Comunità Europea impongono che per mantenere la media annua di 20mg/m3 per l’anno 2010, bisogna che mai nel corso dell’anno l’inquinamento di PM10 superi la soglia dei 50 mg/m3. E solo nel mese di gennaio a Milano sono stati già almeno 20 i giorni in cui tale soglia è stata superata”. E l’esposizione all’inquinamento per lunghi periodi che cosa comporta? “I danni alla salute per un’esposizione prolungata (15-20 anni) a livelli elevati di particolato sono notevoli. In ambito oncologico hanno effetti non solo sulla mortalità per tumore ai polmoni ma anche sull’incidenza delle leucemie nei bambini e nel tumore al seno. Recenti studi hanno mostrato lo stretto legame tra la riduzione dei livelli di inquinamento e la salute evidenziando che le morti attribuibili al particolato si riducono entro pochi anni dalla diminuzione dell’esposizione. Ciò significa che se Milano passasse dagli attuali 60mg/m3 ai 30mg/m3 di PM10 ciascun milanese guadagnerebbe sul lungo termine circa un anno e mezzo di vita. Tutto ciò fornisce importanti considerazioni anche dal punto di vista delle politiche sanitarie; significa infatti che provvedimenti per la riduzione dei livelli di inquinamento possono riflettersi in benefici quasi immediati sulla salute della popolazione”. ONORANZE FUNEBRI FIORISTA SEMPRE A DISPOSIZIONE CON SERVIZI ACCURATI Milano - Via Ornato 46 - Tel. 02 6435741 - Abit. 02 6437618 - Fax 02 66102756 ATTREZZATURE TOELETTATURA ALIMENTARI VENDITA ANIMALI Roditori – Pesci Tropicali Uccelli – Conigli nani Orario continuato: 9/19.30 - Chiuso il lunedì Via Paolo Rotta, 4 - 20162 Milano (ang. 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Eusebio e un’autovettura, causati dalla velocità e dalla scarsa visibilità degli attraversamenti pedonali, che hanno comportato l’investimento di diversi pedoni. Il CdZ 9 ha approvato una delibera che chiedeva al Comune poche cose di buon senso, ovvero: • sollecitare l’Amministrazione Comunale a costruire in tempi brevi la passerella ciclopedonale Sarca/Testi, già in parte finanziata da Pirelli Re; • richiedere maggiori controlli contro la sosta vietata, soprattutto in prossimità dell’incrocio oggetto del contendere, reso ancor più pericoloso dalla presenza di mezzi che ostruiscono la visibilità: • adottare le misure più opportune per limitare la velocità dei mezzi che percorrono viale Sarca ad esempio installando dissuasori ottici e prevedendo un’intensificazione dei controlli. Poche cose di buon senso che sicuramen- Daniele Cazzaniga te saranno condivise dagli “inquilini” di Palazzo Marino, diranno i nostri affezionati lettori. Poveri illusi. Eccovi la risposta della Polizia locale e del vice Sindaco Riccardo De Corato, da qualche mese nuovo Assessore al Traffico dopo il siluramento di Edoardo Croci. La Polizia locale afferma che il controllo delle soste vietate, compatibilmente alle risorse disponibili e agli altri compiti, viene effettuato dal vigile di quartiere; per quel che riguarda la messa in sicurezza dell’incrocio già nel 2003/04, durante la realizzazione dello spartitraffico centrale di viale Sarca, era stata evidenziata la pericolosità dell’incrocio e la necessità di realizzare un impianto semaforico. L’inizio dei lavori per la realizzazione della M5 nel novembre 2006 e la conseguente chiusura di quell’intersezione ha portato all’accantonamento dell’impianto semaforico. Con la fine dei lavori della M5, previsti per il 2011, si provvederà a riesaminare la pratica. Non di minor spessore è la risposta del vice Sindaco Riccardo De Corato che esordisce affermando che i problemi di attraversamento dell’incrocio verranno risolti con la realizzazione della passerella, già finanziata e in fase di progettazione. Per quanto riguarda il problema della velocità in viale Sarca e vie limitrofe non possono essere installati, in base ad un preciso decreto prefettizio, strumenti per controllare a distanza l’eccesso di velocità anche se è stato chiesto alla Polizia Locale di intensificare i controlli per reprimere tali violazioni. Insomma, De Corato informa noi e il CdZ 9 che l’attraversamento Sarca/Beccaro diventerà sicuro quando verrà realizzata la passerella pedonale già finanziata e in fase di progettazione, che non può installare telecamere e ammennicoli vari per punire chi scambia viale Sarca per una pista di formula uno e che ha chiesto alla Polizia locale di controllare e punire con maggior durezza i pirati della strada. La Polizia locale dal canto suo dice che con i pochi uomini a disposizione verifica il rispetto delle soste consentite, che la già segnalato da anni la pericolosità dell’incrocio e che bisogna aspettare la fine dei lavori della M5 per valutare se installare un impianto semaforico. Via Val di Ledro: raccolta di firme per la messa in opera di dissuasori di velocità Angelo Longhi circolo Rigoldi del Pd di Niguarda non diminuisce il suo Inolimpegno sui temi del traffico e della mobilità che in zona soparticolarmente sentiti. Dopo l’ennesimo incidente in via Val di Ledro, per fortuna senza danni alle persone, i due consiglieri di Zona appartenenti a questo circolo, Giovanni Faregna e Carlino De Biase, avevano depositato una mozione per ottenere l’installazione dei dissuasori di velocità a fine ottobre 2009 in Consiglio di Zona, rivolta all’opportuna istanza del Comune di Milano. La mozione ne sollecitava la posa in prossimità degli attraversamenti pedonali, sia all’incrocio con la via Paolo Rotta (proprio in quel punto un investimento di un giovane pedone si è risolto con gravi danni permanenti per quest’ultimo), sia all’incrocio con via Hermada, interessato quest’ultimo anche dall’attraversamento dei ragazzi che vanno e vengono dalla scuola media Cassinis e dai giardini Gina Galeotti Bianchi. Il traffico veicolare in via Val di Ledro negli ultimi mesi, con la chiusura di Via Giuditta Pasta, è aumentato a dismisura a tutte le ore. La via, un lungo rettilineo, invita le persone imprudenti ad alte velocità, e da qui il motivo della richiesta dei due consiglieri. Dal momento che il Comune in questi mesi non è ancora intervenuto e non si ha idea di quando lo farà, il circolo Rigoldi ha deciso di impugnare questa mozione e di farne una petizione da sottoporre alla firma degli abitanti delle abitazioni limitrofe a via Val di Ledro. Si può firmare tutti i giorni presso il circolo Rigoldi in via Hermada 8 e ai banchetti che saranno organizzati in quartiere. Le firme saranno consegnato in Comune come forme di pressione, sperando che serva. “Zona Nove” vi terrà informati. [email protected] Per informazioni telefonare al numero 3275761273 AMMINISTRAZIONE E GESTIONE DI BENI IMMOBILI rag. Rodolfo di Bisceglie Via Teano 10/1 - 20161 Milano Tel. 02 6457942 쏶 Fax 02 66204711 e-mail: [email protected] webpage = www.amministrazionedibisceglie.it iscrizione A.N.A.C.I. - MI - N° 1036/711 Abatantuono e Cornacchione... in ospedale ll’Ospedale di NiA guarda ancora un set cinematografico. Ora è la volta di “All Stars”, una commedia tv che andrà in onda su Italia Uno in marzo-aprile. Agli ordini del regista Massimo Martelli alcuni attori e comici noti come Diego Abatantuono, Ambra Angiolini, Antonio Cornacchione. C’è qualcosa di vecchio… di nuovo… di VINTAGE SANITARI - ARREDO BAGNO - CONDIZIONAMENTO RISCALDAMENTO - REVISIONE SCALDABAGNI Arcobaleno compra - vendita usato Via Val di Ledro 23 - 20162 Milano Vendesi: Località Berbenno, Val Imagna (Bg) 60 km. da Milano Bilocale piano terra con 42 mq. lastricato, cantina intercapedine 20 mq. box 50 mq., 2 posti auto ingresso indipendente. NO AGENZIE Milano - Via Reguzzoni 4 Tel. 02 6428414 Aperto dal martedì al sabato dalle 15 alle 19 Martedì - venerdì - sabato apertura anche al mattino dalle 9.30 alle 12.30 VERO AFFARE Telefonare ore pasti 02.6884382 ONA NOVE 4 Esposizione gratuita dei vostri oggetti Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. Sos Usura si scioglie: “Contro il racket ci hanno lasciato soli” L’Associazione “Sos Racket e Usura”, che ha Ultimora. denunciato con un video il commercio di apparta- menti nelle case popolari della nostra zona, ha deciso di mollare, dopo l’ennesimo attentato alle sue strutture (una raffica di proiettili a Parabiago, una bomba carta a Nerviano e l’incendio di un furgone a Caronno Pertusella). Il presidente dell’Associazione Frediano Manzi ha detto: “Non è paura della criminalità organizzata, ma una resa per il silenzio delle istituzioni. A parole sono per la sicurezza e la lotta alla mafia, poi lasciano sola una delle due associazioni antiracket di tutta la Lombardia. Neanche una sede ci hanno dato. Tutto è cambiato quando dalle denunce sulla criminalità organizzata siamo passati a parlare delle responsabilità politiche, evidenziando l’inerzia di un’intera classe politica che in città ha lasciato crescere quartieri ghetto. Da quel momento si sono completamente interrotti i rapporti con la Regione, mentre il sindaco Moratti non ha mai detto una parola e il vicesindaco De Corato ci ha deleggittimato in pieno. Siamo stati lasciati soli”. Si esegue ricostruzione unghie abbronzatura viso spray Elisa Acconciature Via Michele De Angelis, 15 - 20162 Milano Tel. 02.6433939. Si riceve su appuntamento Martedì-Mercoledì-Giovedì ore 9.00/12.30 - 14.30/18.00 Venerdì-Sabato orario continuato 8.30/18.00 Da noi trovi tessera fedeltà Presentando questo coupon sconto immediato del 20% SICUREZZA AMBIENTALE a cura di Daniele Cazzaniga Parco Nord: contro l’eliporto inquinante nuove iniziative Una mozione del CdZ 9 per esigere un parere dalla Giunta comunale e un’interrogazione in Regione da parte del consigliere Franco Mirabelli: la zona e i comuni dell’hinterland incalzano Moratti e Formigoni. rosegue la mobilitazione contro l’idea della Regione di realizzare un sistema P di eliporti con basi al Parco Nord e in zona 9. I danni di questo progetto, se venisse realizzato, non riguarderebbero solo il territorio del nostro polmone verde ma anche moltissimi cittadini della zona 9 che abitano nei quartieri Bicocca, San Giuseppe, Gari-baldi, Isola e Melchiorre Gioia visto che due basi sarebbero situate presso la nuova sede della Regione Lombar-dia e FS Garibaldi. Quindi incentrare tutto il discorso sul Parco Nord, che naturalmente va tutelato, potrebbe essere addirittura riduttivo e rischia di non fare comprendere a fondo l’insensatezza di questo progetto. Proprio per questo in CdZ 9 il consigliere Pd Andrea Bina, per conto della maggioranza, ha presentato una mozione, non votata purtroppo dai consiglieri di minoranza, nella quale si cerca di “stanare” il sindaco Moratti affinché si pronunci sulla vicenda. In particolare, oltre ad esprimere la propria ferma contrarietà al progetto sponsorizzato da Agusta Westland e fatto proprio dalla Regione Lombardia, il CdZ 9: • sollecita l’Amministrazione Co-munale, fino ad ora rimasta colpevolmente silente di fronte a questo progetto, ad esplicitare senza ambiguità il proprio parere in merito; • richiede all’Amministrazione Comunale di realizzare uno studio approfondito per valutare l’impatto che tale progetto avrà sui cittadini milanesi; • invita l’Amministrazione Comunale a farsi carico di convocare un’assemblea pubblica, alla presenza di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, per informare, in maniera chiara e trasparente, i cittadini sullo stato di avanzamento del progetto e sulle reali ricadute sul territorio. Un’altra novità arriva dal direttore generale del Niguarda, Pasquale Cannatelli, che durante la sua audizione in CdZ 9 (vedi a pagina 19) ha toccato anche la questione dell’elisoccorso, ormai di stanza presso l’areoporto di Bresso. Dopo la sollevazione dei cittadini e del Sindaco del comune bressese, esasperati dai continui voli di servizio e di addestramento del velivolo del 118, che ha la base di decollo/atterraggio/stazionamento vicinissimo alle case di via Gramsci e via Matteotti, è stata elaborata dagli enti competenti una soluzione che prevede lo spostamento della “casa” dell’elicottero del 118 presso la sede della Croce Rossa sita in via Clerici, sufficientemente lontana dalle case dei poveri malcapitati.A detta di Cannatelli il trasloco è cosa fatta. Staremo a vedere. Ultima novità, non certo in ordine d’importan- za, la nuova interrogazione presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico Franco Mirabelli all’Assessore Regionale ai Trasporti ed Infrastrutture Raffaele Cattaneo che riportiamo di seguito: Premesso che • Si è svolta nella giornata del 12 gennaio 2010 presso la Provincia di Milano, la riunione prevista dal protocollo d’intesa sottoscritto il 31 luglio 2007 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in cui tutti gli enti sottoscrittori, tra cui la Regione Lombardia, si erano impegnati a garantire livelli di sicurezza e adeguamenti infrastrutturali all’aereoporto di Bresso, verificando la stessa possibilità di ricollocazione dello stesso; • Che in quella riunione si è preso atto che il dipartimento aereospaziale del Politecnico di Milano a cui era stato commissionato lo studio sulla possibile ricollocazione dello scalo, ritiene particolarmente complessa l’individuazione di zone idonee al trasferimento dell’aereoporto nella provincia di Milano o in una zona allargata di 5 miglia nautiche attorno alla provincia stessa; • Che a fronte di ciò si è concordato, sulla base di un ulteriore studio del Politecnico di Milano, di ricollocare le strutture aereoportuali sul lato orientale dello scalo con “l’individuazione di una superficie complessiva pari a 10 mila mq. a nord dell’hangar numero 3, con la possibilità di un rapido collegamento con la pista ed un miglioramento dal punto di vista ambientale e di compatibilità con il territorio fortemente urbanizzato attiguo all’aereoporto. La realizzazione di nuove infrastrutture a migliore impatto ambientale aumenterebbe la compatibilità tra parco e aereoporto”. • Che questa ipotesi ridurrebbe l’area su cui insiste il sedime aereoportuale a 55 ettari a fronte della superficie attuale stimata in 87 ettari. • Che è stata riconvocata a breve la riunione degli enti che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per verificare la definizione, da parte di Enac, del riassetto dell’attuale sedime secondo le indicazioni date dallo studio del Politecnico, dare il via agli adempimenti previsti dalle indicazioni sulla valutazione del rischio e definire le aree non più funzionali all’aereoporto. • Che il citato Protocollo esclude tassativamente qualsiasi potenziamento delle attività portuali. Interroga l’assessore competente • Per sapere se, a fronte del risultato della riunione del 12 gennaio e delle decisioni assunte, ritenga ancora realistica l’attuazione del piano per la costruzione di un centro eliportuale con le caratteristiche previste dal progetto dello Studio Ambrosetti, a cui l’Assessore ha detto di fare riferimento, e se per questo non ritenga invece, - considerato il ridimensionamento del sedime aereoportuale e la convinzione di tutti i soggetti che si sono espressi in quella riunione che non sono sostenibili altre attività se si vuole garantire sicurezza e un sostenibile impatto ambientale dell’aereoporto - di abbandonare definitivamente il progetto di collocare il centro eliportuale nel campo volo del Parco Nord. Quale sia stata la risposta di Raffaele Cattaneo lo spiega lo stesso Mirabelli, secondo cui la risposta dell'assessore questa volta è stata molto meno rigida rispetto a quella arrogante della prima interrogazione. Intanto, afferma Mirabelli, lo studio commissionato dall’Agusta non è più presentato come il riferimento per l’attività della Giunta. L’assessore ha detto che non ci sono né atti né progetti, tantomeno su Bresso, che si sta studiando un piano per attivare un sistema di collegamenti con gli elicotteri, ma che nulla è deciso, che (e questa è una novità importante rispetto all'ultima volta) la Regione non deciderà da sola (anzi secondo il testo unico sui trasporti in discussione, nulla è realizzabile senza l’accordo dei comuni interessati) e che molte cose sono ancora da verificare. Ma qui finiscono le belle notizie. Infatti, prosegue Mirabelli, se si fosse fermato qui ora potremmo dire di essere riusciti a sventare questa minaccia per il Parco Nord e per tutti coloro che abitano in quell'area. Purtroppo l’assessore ha aggiunto altro e cioè che gli aeroporti (e nell’area milanese non ce ne sono molti e Linate si sa che è improponibile) sono i luoghi dove si dovrà prioritariamente verificare la possibilità di collocare l'eliporto e che la riduzione del sedime di quello di Bresso non impedirebbe la localizzazione della base eliportuale visto che se volano gli aerei possono volare anche gli elicotteri. “Insomma”, conclude Mirabelli, “l’impressione è che la mobilitazione di queste settimane e l’impegno dei Sindaci hanno fatto sì che la Giunta regionale si senta meno sicura della bontà del progetto, meno tracotante di fronte ai prezzi politici che dovrebbero pagare, più cauta di fronte alla scadenza elettorale. Abbiamo segnato un punto ma credo che la battaglia sia tutt’altro che terminata visto che il rischio della base elicotteristica a Bresso è ancora attuale, presente, tutt’altro che smentito dall’Assessore”. Per l’eliporto all’Isola vedi a pag. 13 EUREKA S.a.s. di Tavazzi Elena & C. Sportello CAF Nazionale del Lavoro Modello 730 dipendenti e pensionati Modello Unico (ex Modello 740/750/760) Modelli RED INPS ISEE Calcolo contributi COLF e BADANTI Assistenza societaria, contabile e fiscale Dichiarazioni di successione 02.6437206 - [email protected] Porte blindate • Tapparelle di ogni tipo Serramenti in alluminio e all/legno Porte per interni • Zanzariere Opere da fabbro • Cancelli in ferro Produzione propria - Show-Room Telefono 02 6431402 - Show-Room - Via Val Furva 4 Laboratorio via Ampère 2 - Paderno Dugnano STUDIO LEGALE BORTOLOTTI Avvocato Carlo Bortolotti Consulenza e assistenza in materia Civile, del Lavoro e Tributaria Viale Fulvio Testi, 38 - 20126 Milano Tel./Fax 02.39562104 Cell. 347.7188684 e-mail: [email protected] 50 SCONTI FINO AL % per tutto il periodo dei SALDI su: biancheria per la casa e casalinghi Via Terruggia 2 ang. via L. 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Diversa è la situazione nei laboratori di ricerca, dove la procedura aperta riguardava ben 14 dipendenti su 23. L'intesa prevede la ricollocazione immediata di 7 lavoratori, mentre per i restanti c'è l'impegno a trovare una collocazione entro il 27 maggio. Per i lavoratori di questa società sono state offerte opportunità di licenziamento consensuale attraverso un incentivo all’esodo. Martedì 2 febbraio c’è stata l’assemblea dei lavoratori dove abbiamo spiegato nel dettaglio i contenuti dell’intesa firmata dalla Gianmario Mocera (Filctem Cgil) Filctem Cgil e Femca Cisl. Anche questa è stata un intesa faticosa raggiunta grazie a momenti di intensa lotta dentro l’azienda, con molti lavoratori presenti nelle assemblee di questi ultimi due mesi. Abbiamo provato a migliorare l’accordo dello scorso anno, crediamo di esserci riusciti in modo posi- tivo, con l’aiuto degli stessi lavoratori e di tutta la rappresentanza sindacale unitaria delle confederazioni Cgil e Cisl. Rimane la continua preoccupazione per la società e per il suo assetto futuro. Ormai si legge in tutti i giornali della scelta della Pirelli di concentrarsi nel penumatico e nei filtri antiparticolato, lasciando quegli assetti produttivi come la fotonica e i materiali innovativi, nanotecnologie e strumenti per le comunicazioni informatiche. Infatti i laboratori di ricerca Labs vedevano fino a 18 mesi or sono circa 250 dipendenti, la maggior parte dei quali fisici, chimici, ingegneri. Da quei laboratori sono nate invenzioni, brevetti, ed oggi tutto questo non c’è più, l’ultima cessione in ordine di tempo risale a 18 mesi fa, quando Pirelli cede il grosso dei laboratori ad una società americana, che rileva tutto, e nel giro di un mese porta le produzioni in Messico chiudendo lo stabilimento di Arnad, Valle D’Aosta, e successivamente chiude mettendo in liquidazione la società rilevata, con sede a Milano, alla Bicocca, viale Sarca 222. ELENA Milano - Via Arganini 22 - Tel. 02.6420814 Da oltre 30 anni offriamo professionalità serietà ed esperienza Patenti A - B - C - D - E Patentino ciclomotori Corso recupero punti Esami e visite in sede AUTONIGUARDA AUTOVENDITA e ASSISTENZA di V. e L. Paternò L’azienda è in crisi ma gli stipendi dei dirigenti aumentano a ve lo ricordate? Mi sembra ancora di vederlo quando impazM zava su tutte le televisioni, in qualsiasi programma, con la grinta del grande industriale, una moglie bellissima, e soprattutto con l’arroganza padronale di chi non sopporta regole, sindacati, controlli, che hanno il solo significato (per lui) di non farlo lavorare. Sono passati meno di dieci anni e di tutto quel mostrare mascelle ringhiose rimane ben poco. In televisione non lo invita più nessuno, dopo che, per pagare i debiti, ha rivenduta la Telecom, sacrificato il gioiello della Pirelli Cavi, chiuso vari stabilimenti in giro per il mondo (come il più vecchio stabilimento europeo, a Manresa, Spagna, della Pirelli Pneumatici).Tronchetti Provera man mano che rimpicciolisce quella che un tempo era una tra le più grandi multinazionali del mondo... aumenta il proprio stipendio. Così tanto per convincersi che sta facendo un buon lavoro. E licenzia. La Filctem-Cgil, cui appartiene il sindacalista Gianmario Mocera di cui potete leggere un contributo sulla situazione in azienda in questa stessa pagina, ha commissionato a Banca Etica uno studio per analizzare il margine operativo lordo (indicatore della redditività di un’impresa) della Pirelli e gli stipendi dei suoi più alti dirigenti. Dallo studio risulta che tra il 2005 e il 2008, il margine operativo lordo del gruppo Pirelli si è più che dimezzato. È passato da 568 milioni di euro a 252 milioni. Per contro, i tre principali manager della multinazionale hanno visto crescere i loro guadagni. Marco Tronchetti Provera, il presidente, è passato da 2,757 milioni di euro a 3,902 milioni (l’anno, si intende, non per tutta la vita!). Alberto Pirelli, vicepresidente, da 900 a 945 mila euro. Carlo Puri Negri, vicepresidente, se nel 2005 ha guadagnato 310mila euro nel 2008 ne ha presi 328 mila. Che dire? Per guadagnare quanto il presidente Marco Tronchetti Provera nel solo anno 2008, un ricercatore dei Labs Pirelli – uno di quelli a rischio licenziamento – dovrebbe lavorare 102 anni. Tanto è larga la forbice tra i 3,902 milioni di euro del numero uno della Bicocca e lo stipendio lordo annuale (38mila euro) di un suo dipendente medio. Quindi riassumiamo. Se c’è la crisi, i lavoratori Pirelli si rassegnino, la pagheranno solo loro. [email protected] Alla Mangiarotti la lotta continua NUOVO CENTRO REVISIONI AUTOVEICOLI IN SEDE Sede legale e operativa: Via P. Rotta, 3 - 20162 Milano Tel. 02.6424037 - 02.64135633 Centro Revisioni: Via P. Rotta, 9 - 20162 Milano Tel. 02.6473411 www.autoniguarda.it – e-mail: [email protected] Il 12 febbraio tutti in viale Sarca 336: i lavoratori della Mangiarotti invitano tutti a partecipare al blocco della spedizione di un pezzo per una centrale nucleare francese. dal 21 dicembre che continua giorno e notte il presiÈ dio permanente dei lavoratori contro la chiusura di una fabbrica in utile e che dà lavoro a più di 130 persone (vedi il numero di gennaio di “Zona Nove”). Mercoledì 3 febbraio si è svolta la seconda udienza della causa intentata dai lavoratori alla direzione della Mangiarotti per comportamento antisindacale, reato per il quale negli anni scorsi la Mangiarotti è già stata condannata una prima volta. Nei giorni precedenti il 3, tramite gli avvocati, l’azienda aveva avanzato alle maestranze una proposta giudicata inaccettabile dai lavoratori secondo quello che ci ha raccontato Danilo, un delegato sindacale: un massimo di 15 persone rientra al lavoro subito, per gli altri Cig per massimo un anno… poi la mobilità e la chiusura di fatto. I lavoratori hanno invece proposto un piano industriale serio per poter lavorare almeno fino alla scadenza del contratto d’affitto (2014), mantenendo a Milano la lavorazione delle commesse in essere e di quelle nuove. In pratica due mondi distanti… Il 24 febbraio ci sarà la terza udienza, questa volta con la decisione del giudice. [email protected] Dott. Boccadoli Viale Marche 93, MM Maciachini Tel. 02/683309 Cell. 331/8669528 [email protected] Essere un buon amministratore di condominio significa mettere al centro le persone, solo così si può garantire disponibilità, presenza e professionalità. Da qui nasce la nostra filosofia che si riassume in tre semplici parole: PRECISIONE TRASPARENZA RISPARMIO Consulenze e preventivi gratuiti Quadrifoglio È deceduta Giuseppina Pigato Pizzeria (2/5/1926 - 20/1/2010) madre di Giancarlo Crippa consigliere del CdZ 9 e vicepresidente dell’Edificatrice di Niguarda Le più sentite condoglianze della redazione di “Zona Nove” con forno a legna anche da asportare Via Ornato 47 Tel. 02 6438639 al mercoledì riposiamo TURCHETTI s.r.l. L’esperienza nel settore dal 1964 di Angela Grande ABBIGLIAMENTO Uomo - Donna 20125 MILANO - Via Pianell 47 Telefono 02.64.25.857 ONA NOVE 6 socio A.N.AMM.I n° L285 • IMPIANTI RISCALDAMENTO • IDRO-SANITARI • MANUTENZIONI - RIPARAZIONI • REVISIONE SCALDABAGNI • IMPIANTI CONDIZIONAMENTO • CERTIFICAZIONE LEGGE 46/90 • RISTRUTTURAZIONI TOTALI • BAGNI E CUCINE MILANO - Via Val di Ledro, 23 Tel. 02/64.38.691 - Fax 02 6433231 Bus 44-51 HOTEL GALA ### V.le Zara, 89 20159 Milano Tel. 02/66800891 r.a. 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Bisogna creare un sistema di welfare che sostenga davvero le famiglie nella cura dei figli, degli anziani, dei disabili. Vogliamo avviare un intervento straordinario per la creazione di nuovi nidi, riprendendo così l’iniziativa realizzata quando ero presidente della Provincia di Milano, che aveva portato alla creazione di 4000 nuovi posti. L’obiettivo è raggiungere il 33 per cento dei posti nido stabilito da Lisbona, oggi fermo al 15 per cento. Vogliamo creare percorsi di assistenza domiciliare per i non autosufficienti, creare un fondo regionale stabile, a oggi inesistente. Lei ha proposto una riduzione dell’addizionale Irpef regionale. Perché? Si vogliamo ridurla da subito. Tagliarla a misura di famiglia. Modularla anche in ragione del numero dei figli, degli anziani o dei disabili di cui si fa carico. È questo un modo per riconoscere il ruolo sociale che la famiglia svolge. L’impegno per la famiglia si coniuga con quello per il lavoro? Vogliamo realizzare un progetto innovativo, che si ispira a modelli già attuati in Paesi del Nord Europa per loro natura simili alla Lombardia. Qui non si può vivere con 700 eu- ro al mese di cassa integrazione. È necessario costruire un nuovo modello sperimentale per cui chi perde il posto di lavoro abbia una retribuzione più vicina al salario e possa trovare un’altra occupazione entro un anno. Il modello prevede un accordo tra le parti, risorse aggiuntive da parte delle imprese e investimenti da parte della Regione per la formazione e la ricollocazione rapida dei lavoratori. Se toccherà a me governare chiederò alle parti sociali di condividerlo. Le proteste dei pendolari si fanno ogni giorno più esasperate. Come risponde il suo progetto a questo grido d’aiuto? Per migliorare il trasporto pubblico sono necessarie risorse. Per questo la proposta è quella di aumentare gli attuali investimenti della Regione Lombardia sul trasporto pubblico di 100 milioni di euro l’anno per cinque anni e,soprattutto, far uscire il Pirellone dalla gestione del servizio ferroviario regionale. La qualità del materiale rotabile è scadente. La sua vita media è di 30 anni, ma ci sono convogli con più di 50 anni che continuano a circolare. Facciamo come il Piemonte. Facciamo uscire la Regione dalla gestione. In questo senso è sbagliata la nuova società, a metà tra Trenitalia e LeNord, che rischia di divenire un carrozzone. Si mettano invece a gara le tratte, ci sia concorrenza. Altra priorità è attuare davvero il “biglietto unico” e di organizzare “gli Stati generali della Mobilità”. Bisogna inoltre sottolineare un fatto. I soldi che lo Stato invia alla Lombardia per le ferrovie sono 167 milioni di euro l’anno, ovvero 7,62 al km, ma sono 16 a km per la Puglia e 14 per la Campania. Peggio di noi sta solo il Veneto con 6,25. Bisogna chiedere al governo un riequilibrio. Ambiente è parola chiave del progetto? Non possiamo pensare di attuare alcuna azione politica senza valutarne l’impatto ambientale. Le condizioni della Lombardia sono gravissime. Il consumo di suolo dagli anni ’70 ad oggi è cresciuto vertiginosamente, a fronte di una popolazione stabile.A questo bisogna porre un freno deciso. Il suolo va tutelato con una pianificazione strategica regionale. Le condizioni dell’aria sono, se possibile, anche peggiori.Le emissioni di gas serra in 15 anni sono aumentate del 15 per cento, a fronte di una media nazionale del 10 per cento. Per ridurle non ci sono che due strade: il risparmio e l’efficien- za energetica e l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Lei ribadisce il suo no al nucleare? Il nucleare non è la soluzione per la Lombardia. Non paga in termini economici: i costi degli investimenti sono alti, quelli dell’energia prodotta non sono convenienti. Ma soprattutto non c’è alcuna certezza sullo stoccaggio delle scorie. Oggi non c’è alcun sito al mondo in grado di stoccare in maniera definitiva le scorie nucleari. Se sarò eletto non ci sarà nessuna centrale nucleare in Lombardia. Un progetto politico di ampio respiro... Sì, che nulla concede ai tatticismi. Il minimo comune denominatore della coalizione che ci sostiene non può essere solo l’antiformigonismo, ma la condivisione di questo progetto. Questo non si può fare con alleanze eterogenee e indefinite. Ma solo con forze che credono in questo progetto. A giocare con noi la partita del voto lombardo, ci saranno Sinistra e liberta, l’Italia dei valori, i Verdi. È aperta un’ interlocuzione con altre forze riformiste, moderate e civiche che dimostrino interesse per un lavoro comune. La coalizione è coerente con il nostro progetto.Non possiamo percorrere questo tratto di strada con coloro che pongono al centro della loro azione solo l’organizzazione della protesta sociale e non un progetto di Governo. Sembrano esserci tutte le condizioni per realizzare un vero cambiamento? Sì. Il formigonismo ha perso la capacità di governare lo sviluppo della regione. È diventato un sistema chiuso. Mentre è chiaro che questo sistema per tornare a funzionare ha bisogno di capacità espansiva e di inclusione. Il Pirellone è un passo indietro rispetto alla Lombardia. C’è stato un momento, agli inizi del primo mandato di Formigoni, in cui il modello di governo lombardo, pur con luci e ombre, e per noi che non l’abbiamo mai votato più ombre che luci, è stato originale e autonomo. Da tempo non è più così. Il formigonismo è al crepuscolo e questo lo sa persino Formigoni che ha più volte cercato di fuggire verso un incarico prestigioso a Roma. Ma è rimasto qui, legato mani e piedi, privo di autonomia. Vive ammanettato dalla Lega e avendo perso anche l’appoggio dell’Udc lo sarà sempre di più. La sua anima moderata è scomparsa ed è sempre più prigioniero degli estremismi. Non può continuare ad essere così. Bisogna portare a compimento il cambiamento. E questo tocca a noi. Tocca a noi dare ai lombardi l’alternativa a Formigoni. Loris Vittori e C. Impianti elettrici civili e industriali - Citofoni Manutenzioni e Riparazioni - Domotica Antenne TV terrestri e satellitari 20162 Milano - via Ornato 7 Telefono 02 66100480 Cell. 335 8479475 E-mail: [email protected] Studio Legale avv. Elisabetta Gusso Consulenza ed assistenza legale nelle seguenti materie: • infortunistica stradale • locazioni • recupero crediti • separazioni e divorzi • responsabilità professionale 20162 Milano - Via L. Ornato n. 65 tel.e fax 02/6435168 - cell. 338/4650727 e-mail: [email protected] si riceve solo su appuntamento Un falegname a Niguarda? Germano Previati • Mobili su misura • Riparazioni in genere Via Hermada 14 (in cortile) Cell. 340.3348016 - 02.66104082 E intanto arriva la posta del Presidente L’opposizione di centrosinistra in Regione: “Fa campagna elettorale con i soldi pubblici”. Giorgio Meliesi a preparazione dell’opuscolo, che anche noi abbiamo ricevuto in L questi giorni nelle nostra caselle della posta, si è conclusa il 30 settembre scorso: lo si legge nello stesso depliant. Ma curiosamente arriva nelle case di milioni di lombardi proprio in questi giorni di avvio della campagna elettorale per le elezioni regionali di fine marzo. Il titolo è accattivante: La Regione in mano. Guida ai servizi della Lombardia. Vale lo stesso per lo slogan: “Lombardia: costruiamola insieme”. 81 pagine che raccontano il meglio di ciò che oggi può offrire la regione governata da Roberto Formigoni. Che a pagina tre, con tanto di foto sorridente, spiega:“Attraverso le pagine che seguono, la Regione si presenta e si mette a disposizione dei cittadini: non abbiamo soluzioni preconfezionate, ma ci sono uomini e donne impegnati a rendere la Lombardia più libera, più solidale e ancora prota- gonista delle sfide che ci attendono”. Nessun riferimento esplicito alla campagna elettorale, ma quanto basta a scatenare la protesta del centrosinistra, che ricorda che anche nel 2005 Formigoni scelse la campagna elettorale per lanciare la carta regionale dei servizi. “È qualcosa di assolutamente sgradevole utilizzare in questo modo la comunicazione istituzionale - attacca il capogruppo del Pd in Regione, Carlo Porcari - . La cosa più preoccupante è la faccia tosta con cui Formigoni pubblicizza un servizio come la carta regionale costosissimo per i lombardi, che oltretutto sta dando dei risultati ben al di sotto di quelli promessi”. Di parere opposto il capogruppo del Pdl in Regione Paolo Valentini: “Non è vero che si tratti di pubblicità elettorale. È semplicemente il riassunto del lavoro fatto in questi cinque anni. Quando lo si doveva fare se non adesso?” Restaurant cafè pizzeria Cell. 347.8931821 Tel. 039.882409 LA PIÙ GRANDE ESPOSIZIONE DI FALSI D’AUTORE E QUADRI ORIGINALI DI AUTORI MODERNI Si organizzano cene aziendali da Euro 25 tutto compreso A pranzo e a cena accettiamo tutti i tipi di ticket Via Di Calboli 4 - Tel. 02.66100328 20162 Milano Piazza Belloveso, 2 Tel. 02.6472651 • • • • • • • • Studio Optometrico Occhiali vista-sole Occhiali bifocali-multifocali Occhiali per bambini Lenti a contatto tradizionali Lenti a contatto monouso Liquidi e soluzioni per lenti a contatto Lavorazioni accurate su ogni ricetta Van Gogh Monet - Klint Caravaggio Bruegel - Renoir Fiamminghi INGRESSO LIBERO APERTO TUTTI I GIORNI COMPRESI SABATO DOMENICA E FESTIVI Telerie Mercato V.le Fulvio Testi 70 (ang. via Pianell) Milano - Tel. 02/6434071 INTIMO UOMO DONNA CONFEZIONI BAMBINO FILA - LOVABLE - LIABEL Biancheria per la casa Ritratti e dipinti su commissione Orari: dalle 10 alle 13 dalle 14,30 alle 20 Galleria Maria Sidoli Via Trescore 3 (P.le Istria) MM 3 (Zara) Tram 2-5-7-11 Bus 42 Milano - Tel. 330/336890 - www.mariasidoli.it Lista nozze COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 7 CORSIVI IN PUNTA DI BIC G Un dono dal carcere Adnkronos è secca, nella sua agenzia: L’ Piergianni Prosperini, in carcere a Voghera dal 16 dicembre scorso, è ufficialmente stato sospeso dalla carica di consigliere regionale della Lombardia e da assessore allo Sport. Gli subentra l’ex assessore Carlo Borsani. Piergianni è stato scaricato, o meglio, è stato caricato su un bel camel, a sua volta posto su una bela barcheta, e di lui nessuno vuole più sentir parlare… a meno che, tra 10 anni, non faccia comodo a qualcuno di tirar fuori la sua vicenda. Allora, G Capello che vieni, capello che vai è un mistero nella vita del premier. No, non C’ ci riferiamo alle escort e nemmeno alle minorenni, passate alla riscossione ed ora in attesa di debutto televisivo. Non intendiamo nemmeno ritornare sul tema del terribile attentato, che per un soffio non è costato la vita a Silvio, come ci spiega l’ineffabile Capezzone con voce rotta, invocando per l’autore del terribile gesto una pena esemplare, che soprattutto non preveda alcuna cura per i suoi problemi mentali. Il mistero non è G Alla dimenticati tutti i suoi peccati, archiviati processi e condanne (se ne subirà) a lui potrà essere dedicata una piazza, un giardino o meglio ancora una palestra di arti marziali, visto che lui è un cultore del genere. Ci tiene tanto alla difesa personale da aver stampato ed inviato un libro + Cd sull’argomento alle scuole milanesi. Ma quando il cadeau è arrivato ai destinatari il Piergianni già vedeva il cielo a scacchi. Così qualche insegnante, pudicamente, ha gettato tutto nella spazzatura. Amen nemmeno il calendario degli impegni di Berlusconi: si sa ormai, è sempre impegnato per i giudici e piantiamola lì. No il vero mistero sono i capelli: certi giorni ci sono, e la sua testa sembra quella di Ken, il fidanzato di Barbie, certi giorni no. Ma chi parla di parrucca sarà accusato di lesa maestà. Nel frattempo Bill Gates dice che l’Italia spende di più contro la calvizie che per aiutare i paesi poveri. Fa presto a parlare lui, che i capelli ce li ha. ricerca del pediatra perduto ancano tre pediatri nella zona Niguarda M Ca’ Granda. Per l’assistenza medica nei confronti dei bambini la nostra zona è poco sopra il fanalino di coda della città, Villapizzone. Quindi quando nasce un bambino e ci si presenta all’Asl per chiedere un pediatra vicino a casa ci si può sentire rispondere che è tutto esaurito, nemmeno si trattasse di trovare i biglietti per un concerto rock. Intanto un piccolo milanese su dieci non viene mai visitato da un pediatra di base: poco male se la famiglia si rivolge ad un pediatra di base. Molto male invece se il bambino non ha uno specialista che lo segua nella crescita. Nel frattempo il numero chiuso nelle specializzazioni impedisce che si formino le nuove leve. Meno male che la nostra vicina Isola è messa meglio: ha addirittura un pediatra in più del necessario. Margherita Hack all’Università Bicocca 22 gennaio la nota scienziata Margherita IperlHack è stata ospite dell’Università Bicocca consegnare i diplomi per il corso “Donne, politica e istituzioni”, organizzato dall’Università in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità. Ospite del rettore Marcello Fontanesi, di Enzo Mingione, preside della Facoltà di Sociologia, e Carmen Leccardi, docente della Bicocca e responsabile scientifica del corso, l’astrofisica ha affascinato i presenti parlando del ruolo della donna nella società, con il chiaro intento di spronare le molte giovani studentesse presenti a non farsi relegare in un ruolo di secondo piano, sia nella scuola che nella vita. ONA NOVE 8 Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. ONA NOVE VITA E CULTURA Le vignette di www.pamelanapoletano.com GLI APPUNTAMENTI DEL MESE FILMS IN ONA a cura di Grazia Morelli a cura di Silvia Cravero Chi intenda far pubblicare proprie iniziative in questa rubrica dovrà farne pervenire notizia entro il 20 del mese precedente l’uscita del giornale. Visti nelle sale di Skyline, Multisala Bicocca e cinema Rondinella G GIOVEDÌ 11 FEBBRAIO Casa di Alex Via Moncalieri 5 Alle 21, Serata danzante. Ogni giovedì. Teatro della Cooperativa Via Hermada 8 Tel. 0264749997 Alle 21, Che bella Milano, con R. Didoni, di G. Lanzoni e artisti Democomica. Fino al 14/2 (inserito in “Invito a Teatro”). Art Action Via Dante 15/A Bresso Mostra “Occhio al consumo. Riclico che passione” di G. Urso e A. M. Indino. Orari: 18-20, chiuso domenica e festivi. Fino all’11/2. Sala Fontana Via Boltraffio 21 Tel. 02.69015733 Alle 21, la Compagnia Cantiere Centrale/Elsinor presenta Mela, di D. Maraini, regia di A. Chiodi. Fino al 21/2. Teatro degli Arcimboldi Via dell’Innovazione 1 Teatro Verdi Via Pastrengo 16 Tel. 0227002476 Alle 21, Aggiungi un posto a tavola, musical di Garinei e Giovannini, con Marisa Laurito. Fino al 14/2. Alle 21, Scalamercalli in Edipostanco, di e con M. Grossi. Fino al 14/2. G VENERDÌ 12 FEBRAIO Casa di Alex Via Moncalieri 5 Alle 22, Concerto blues, con Uncle Tx & the Groovy Guys. La Scighera Via Candiani 131 Alle 22, Concerto The Calorifer very hot! e Jules non Jude in concerto. G SABATO 13 FEBBRAIO La Scighera Via Candiani 131 Alle 15, Corso-laboratorio di Tammorra e Tammurriata. Alle 17, La tammurriata dell’Agro, con G.Amarante, gli Spaccapaese e E. Pagliara in concerto. Alle 22, Concerto con R. Zambiano e F. Carotenuto. Ass. Olinda Via Ippocrate 45 Alle 21, Peaceisla Family, serata reggae di Peaceisla Family. Art Action Via Dante 15/A Bresso Alle 18.30, inaugurazione della personale Atmosfere, di V. Barbieri. Orari: 18-20, chiuso domenica e festivi. Fino all’25/2. G DOMENICA 14 FEBBRAIO Casa di Alex Via Moncalieri 5 Alle 21, Serata danzante con il dj Antonio Pinna. La Scighera Via Candiani 131 Alle 21.30, film La figlia del mare, di J. Martinez. G LUNEDÌ 15 FEBBRAIO Casa di Alex Via Moncalieri 5 Alle 21, Danze popolari. Ogni lunedì. G MARTEDÌ 16 FEBBRAIO Teatro Verdi Via Pastrengo 16 Tel. 0227002476 Alle 21, Teatro del Battito in Medeide, di M. Filatori, con C. Agustoni. Anche il 17/2. G MERCOLEDÌ 17 FEBBRAIO La Scighera Via Candiani 131 Alle 21.30, Ufo Studio presenta lo spettacolo teatrale La matematica del silenzio, di F. Bertozzi. G GIOVEDÌ 18 FEBBRAIO Teatro della Cooperativa Via Hermada 8 Tel. 0264749997 Alle 21, Cortometraggi, serata a cura del Cps di via Bianco e di via Girola. La Scighera Via Candiani 131 Teatro S. Giuseppe P.za S. Giuseppe 2 Tel. 026435672 Alle 15, A la risca! Da Marsiglia alla Bovisa, corso-laboratorio di canto occitano. Alle 22, A la risca! Da Marsiglia alla Bovisa, concerto. Alle 21, i Bicocca Linea 7 presentano Viva l’Osteria!, spettacolo/concerto in dialetto milanese. Ass. Olinda Via Ippocrate 45 Festa di carnevale: allestimento carro e festa in maschera la sera in Kambusa. G DOMENICA 21 FEBBRAIO Casa di Alex Via Moncalieri 5 Alle 21, concerto di beneficenza Blues for Haiti, con la partecipazione di 8 complessi. Cine d’Essai Osoppo Alle 21.15, film Basta che funzioni, di W. Allen. Anche il 22/2 alle 15.30 e 21.15. Via Osoppo 2 Tel. 0239261019 G MARTEDÌ 23 FEBBRAIO La Scighera Via Candiani 131 Alle 21.30, Ho comprato casa (e vorrei ristrutturarla): cosa devo fare?, seminario con C. Guazzoni. G MERCOLEDÌ 24 FEBBRAIO Teatro degli Alle 21, Pianeta proibito rock, musical di B. Arcimboldi Carlton. Fino al 28/2 e dal 3/3 al 7/3. Via dell’Innovazione 1 Alle 21.30, per Scighera Teatro Tiranott, La Scighera Tiranott, di L. Pedullà D’Alice, di P. Bea e P. Via Candiani 131 Lenardon. G GIOVEDÌ 25 FEBBRAIO Teatro della Cooperativa Via Hermada 8 Tel. 0264749997 Alle 21, Tutto quello che non avreste voluto sapere sulla donna... ma io ci tengo a dirvelo, di D. Villa, F. Micardi, A. Torre. Fino al 28/2. La Scighera Via Candiani 131 Alle 21.30, incontro con Andrea Staid, autore del libro Gli Arditi del Popolo. La prima lotta armata contro il fascismo, 1921-22. G VENERDÌ 26 FEBBRAIO Casa di Alex Via Moncalieri 5 Alle 22, Concerto blues, con la Blue Phantom Band. La Scighera Via Candiani 131 Alle 22, la Fight Band presenta Universo Mingus, spettacolo musicale dedicato a Charles Mingus. Teatro Verdi Via Pastrengo 16 Tel. 0227002476 Alle 21, Teatro del Buratto e Farneto Teatro in Elena,di G.Ritsos,di e con E.Vergani.Fino all’1/3 (inserito in “Invito a Teatro”). G SABATO 27 FEBBRAIO Teatro della Cooperativa Via Hermada 8 Tel. 0264749997 Alle 16.30, Il bosco magico, di V. Riccardi, regia di Le Fenicie Teatro. La Scighera Via Candiani 131 Alle 22 evento speciale Collectif PasSages, teatro, canzone, musica. Alle 22, Concerto blues, con Andy Just. Cine d’Essai Osoppo Alle 21.15, film La prima linea, di R. De Maria. Anche il 1/3 alle 15.30 e 21.15. Via Osoppo 2 Tel. 0239261019 G MERCOLEDÌ 3 MARZO G VENERDÌ 19 FEBBRAIO Teatro della Cooperativa Via Hermada 8 Tel. 0264749997 Alle 21, laboratorio comico La dogana del palco. Prove tecniche di cabaret, di M. Pisu e C. Batta. Anche il 20/2. Casa di Alex Via Moncalieri 5 La Scighera Via Candiani 131 Teatro degli Arcimboldi Via dell’Innovazione Argomm Teatro Via Graziano I. 40 Tl. 026437001 Alle 22, Concerto rock. Alle 22, A la risca! Da Marsiglia alla Bovisa, concerto dei Mac’no. Alle 21, Alex Britti in concerto. Alle 21, Dittico Rivera in Frida Kalo, anima rotta e ricomposta, di e con E. Mearini, regia di F. Mazza. G SABATO 20 FEBBRAIO Teatro della Cooperativa Via Hermada 8 Tel. 0264749997 • La prima cosa bella ( ) Regia: Paolo Virzì. Genere: commedia. Origine: Italia. Cast: Valerio Mastrandrea, Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli. Amarcord familiare livornese. Estate 1971, elezione di miss Pancaldi, evento clou della stagione estiva livornese celebrato nel suo stabilimento balneare più noto. L’elezione di Anna come “mamma più bella” porta scompiglio nella famiglia Michelacci. Per i figli Anna e Bruno, per il marito e per la sorella Valeria, inizia un’avventura che si concluderà solo ai giorni nostri, con un’inattesa struggente riconciliazione. • Sherlock Holmes ( ) Regia: Guy Ritchie. Genere: giallo-azione. Origine: Usa. Cast: Robert Downey Jr., Jude Law, Rachel McAdams. Nella grigia Londra di fine 800 Sherlock Holmes e il suo assistente, il dr.John Watson,aiutano l’inetto ispettore Lestrade a risolvere i casi più intricati. Dopo la cattura del bieco Lord Blackwood durante un rito esoterico con annesso sacrificio umano, Holmes trascina Watson in mille avventure tra complotti, massoneria e magia nera… • Tra le nuvole ( ) Regia: Jason Reitman. Genere: commedia. Origine: Usa. Cast: George Clooney, Vera Farmiga, Anna Kendrick. Ryan Bingham è un abile e cinico tagliatore di teste. Libero come l’aria, trascorre la maggior parte del proprio tempo in trasferte di lavoro, ma per la prima volta è alle prese con i sentimenti. Commedia amara dal finale imprevedibile. • A Single Man ( ) Regia: Tom Ford. Genere: drammatico. Origine: Usa. Cast: Colin Firth, Julianne Moore, Nicholas Hoult, Matthew Goode. Trasposizione del romanzo omonimo di Christopher Isherwood. Il Professore George Falconer è un inglese che da anni si è trasferito a Los Angeles. Il suo compagno Jim ha appena perso la vita in un incidente d’auto. L’amica ed ex-fiamma Charley cerca di stargli vicino e Kenny, uno dei suoi studenti, vede in lui un possibile insegnante di vita: fermeranno George dai suoi tentativi di suicidio. • Nine ( ) Regia: Rob Marshall. Genere: musical. Origine: Usa. Cast:Daniel Day-Lewis,Penelope Cruz,Marion Cotillard.Guido Contini è un regista sull’orlo di una crisi creativa. Diviso tra l’amore carnale di Carla e quello coniugale di Luisa,cerca una storia da raccontare e un sogno da sognare. Incalzato dal suo produttore che vuole girare, il regista abbandona il set e trova rifugio nella camera di un Grand Hotel. Guidato dalla musica il film vola alto; cast femminile strepitoso. • Avatar ( ) Regia: James Cameron. Genere: fantasy. Origine: Usa. Cast: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver. Presso la religione Induista un avatar è l’incarnazione fisica di esseri celesti o trascendenti. L’umanità è alla deriva in cerca di risorse. La scelta ricade su Pandora, pianeta incontaminato dove una popolazione di indigeni (i Na'vi) vive in simbiosi profonda con la propria “Terra”. Questa volta gli umani non sono invasi, ma divengono invasori. Un’onirica esperienza in 3d, dove un eroe ribelle si imbarca in un’avventura epica, che lo vedrà combattere per salvare il mondo alieno. • L’uomo che verrà ( ) Regia: G. Diritti. Genere: storicodrammatico. Origine: Italia. Cast: Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Claudio Casadio, Greta Zuccheri Montanari, Stefano Bicocchi, Eleonora Mazzoni. Inverno 1943. Martina, unica figlia di una povera famiglia di contadini, ha 8 anni e vive alle pendici di Monte Sole. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. La mamma rimane nuovamente incinta e Martina vive nell’attesa del bambino che nascerà, mentre la guerra man mano si avvicina. La vita diventa sempre più difficile, stretta fra le brigate partigiane e l’avanzare dei nazisti. Le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto. mediocre G DOMENICA 28 FEBBRAIO Casa di Alex Via Moncalieri 5 Da Livorno a Pandora Alle 21, Servi, di M. Rovelli e R. Sarti, regia di R. Sarti. Fino al 14/3 (inserito in “Invito a Teatro”). G SABATO 6 MARZO Teatro della Cooperativa Via Hermada 8 Tel. 0264749997 Alle 16.30, Eccentrici Dadarò presentano Mostry, di M. Lanfranchi e F Visconti, regia di F. Visconti. Teatro S. Giuseppe P.za S. Giuseppe 2 Tel. 026435672 Alle 21, i Sempr’alegher di Parabiago presentano La Miee... zitela, da E. Scarpetta, adattamento e regia di D. Pesci. G DOMENICA 7 MARZO Cine d’Essai Osoppo Alle 21.15, film Capitalism: a love story, di M. Moore. Anche l’8/3 alle 15.30 e 21.15. Via Osoppo 2 Tel. 0239261019 discreto bello imperdibile Il Gis ONA NOVE informa Piera Galbiati - Renato Vercesi l prossimo spettacolo del nostro programma è “Da una casa di morti”, autentica rarità alla Scala il 28 febbraio in prima rappreIsentazione. Ultimo lavoro del grande compositore ceco Leo Janácek, rappresentata nel 1930, quest’opera è giunta in Italia nel 1963 ed è stata rappresentata in seguito solo nel 1968 e nel 2008. Approda ora alla Scala per la quarta volta in Italia con un nuovo allestimento esclusivo, in coproduzione con prestigiosi teatri a livello mondiale, tra cui il Metropolitan Opera, curato dal regista Patrice Cheréau, sotto la direzione del maestro Salonen. Il soggetto è tratto da un capolavoro di Dostoevskij, con libretto scritto dallo stesso Janácek. L’azione ha luogo in un campo di lavoro siberiano, nel quale cercano di sopravvivere, pur in condizioni durissime, vari detenuti sottoposti al rigidissimo regime zarista. Le loro storie sono diverse: li accomuna la tragedia di omicidi commessi spesso senza colpa. L’opera, che non manca di motivi di leggerezza (le due pantomime messe in scena dai detenuti nel secondo atto), rimanda nel finale a un accenno di speranza. Storicamente, vale la pena di ricordare che il clima politico tedesco tra le due guerre, e in particolare l’occupazione della Cecoslovacchia da parte del Terzo Reich, decretò fino al 1958 l’oblio di un lavoro che denunciava la spietatezza oppressiva di un sistema repressivo molto simile a quello messo in atto dal nazismo. Una rappresentazione da non perdere, per il suo intrinseco valore artistico e storico. I biglietti, per coloro che li hanno prenotati, saranno in distribuzione i prossimi martedì. La segreteria del Gis “Zona Nove” è aperta il martedì pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18 presso il Centro Servizi “Ghiglione”, via Val di Ledro 23. Per contattarci:- Cellulare: 3283535160 - E-Mail: [email protected] - Sito internet: www.niguarda.eu. COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 9 APPUNTAMENTO PER IL 20 FEBBRAIO Torna la sfilata allegorica più lunga e più pazza del mondo Grazie alle scuole, alle associazioni e al Consiglio di Zona 9 Intervista a Gianfranco Tucci, Presidente della Commissione “Per la Città dello Sport e della Partecipazione” del CdZ 9: “Le iniziative saranno: il 14 febbraio una giornata di festa e di spettacoli in via Lario; dal 18 al 20 all’Isola il “Milano Clown Festival”; il pomeriggio del 20 le sfilate ad Affori e per le vie di Niguarda, Bicocca e Pratocentenaro”. Giorgio Meliesi T empo di bilanci 2009 e di progetti 2010 per la Commissione “Per la città dello Sport e della Partecipazione”, presieduta da Gianfranco Tucci. Qual è il bilancio della Commissione “Per la Città dello Sport e della Partecipazione” per il 2009? Il bilancio è positivo sia per le iniziative svolte dalle Associazioni sia per la partecipazione della cittadinanza. Per esplicitare meglio i risultati del lavoro svolto da me e dal Vice Presidente Roberto Medolago, ecco qualche dato. Nel 2009 avevamo a disposizione 49.248 euro come fondi Map più altri 13.300 come quota contributi. Ma il CdZ in primavera ha subito un taglio di bilancio da parte del Comune. Per cui se avessimo deliberato anche le 3-4 iniziative previste in programma non ci sarebbero bastati i soldi. Comunque siamo riusciti a fare circa quaranta iniziative, sportive ed aggregative, qualcuna in più dell’anno passato. Inoltre, siamo riusciti a iscrivere all’albo zonale nuove Associazioni sportive e del tempo libero. Un altro risultato raggiunto è la buona partecipazione alla 3° Edizione degli Stati generali dello Sport che ha visto, oltre alla partecipazione di molte Associazioni, la presenza dell’Assessore comunale al Decentramento Andrea Mascaretti e il Presidente della Commissione Sport del Comune Carmine Abagnale. Altro importante risultato: abbiamo messo in rete alcune Associazioni sportive come quelle attive nel campo delle Arti Marziali. È nostro auspicio che questa esperienza possa continuare ed estendere anche ad altri gruppi di Associazioni che operano nello stesso ambito così da poter organizzare iniziative sportive interzonali. Questi positivi risultati sono il frutto anche della collaborazione e del confronto dei consiglieri di opposizione e di maggioranza che, pur tra mille difficoltà e inevitabili divergenze di opinione, hanno portato all’approvazione e alla riuscita delle tante iniziative proposte. Quali sono invece gli obiettivi per il 2010? Potrei direi che mi accontenterei di ottenere i risultati del 2009. Invece bisogna riuscire a fare sempre meglio anche se sarà un’impresa difficile per vari motivi. Il primo chiama in causa i finanziamenti che la Zona riceverà da Palazzo Marino visto che, a fronte di un buco di bilancio di 180 milioni di euro, le disponibilità economiche di tutte le zone verranno pesantemente ridimensionate. In particolare la nostra zona dovrebbe subire un taglio complessivo di euro 117.204,47 che inevitabilmente peseranno anche sui contributi che erogheremo per le iniziative proposte ONA NOVE 10 dalle Associazioni. Pertanto, se venisse confermato il taglio, verrebbero azzerati o decurtati anche gli 11.320 euro riferiti al capitolo Eventi musicali, già assegnati per la Bella Estate in Zona 9, e gli euro 10.480 previsti per le biblioteche. Nonostante questo quadro fosco, io e il Vice presidente lavoreremo per garantire il sostegno a più iniziative possibili, pur sapendo che non potremo stanziare quanto messo a budget lo scorso anno. Quali saranno le prime iniziative che intendete sostenere? Sono quelle legate alle celebrazioni del Carnevale 2010. Per le ragioni dette erogheremo un sostegno minore rispetto all’anno scorso. E approfitto dell’occasione per informare i vostri tanti lettori che non condivido la mozione, ripresa dal vostro giornale, che è stata presentata in CdZ da una forza politica (la Lega Nord, ndr) che chiede a me, in qualità di presidente della Commissione che deve valutare la richiesta presentata dall’Associazione “Amici di ‘Zona Nove’”, di non concedere nessun contributo solo perché alcuni cittadini valutano negativamente il Carnevale di Niguarda in quanto ritenuto un evento politico. Io penso che il mio compito non sia tanto quello di valutare che tipi di carri sfileranno per le vie del quartiere quanto di capire se ai cittadini piace l’idea che venga organizzata una manifestazione come quella del Carnevale dove i principali attori sono i bambini. Pertanto penso che quella mozione sia fuori luogo e la respingo in toto. Sempre in merito al Carnevale mi preme sottolineare due cose. In qualità di Presidente della Commissione, proporrò con forza di sostenere questo evento che si ripete da tanti anni e che solo dei politici fantomatici possono dipingere negativamente. Inoltre ritengo le eventuali critiche alla manifestazione meritevoli di ascolto e pertanto, fin da ora, mi metto a disposizione per un confronto con quei cittadini che ritengono sbagliato finanziare il Carnevale del vostro giornale, augurandomi che al dibattito siano presenti anche tutte le molte realtà che collaborano con l’Associazione “Amici di ‘Zona Nove’” per la riuscita del Carnevale. In conclusione ecco le iniziative del Carnevale 2010 nei nostri quartieri col sostegno del CdZ 9: il 14 febbraio in Via Lario l’Associazione Commercianti e l’Associazione “Milano Sì Città Viva” organizzeranno una giornata che comprenderà uno spettacolo musicale, la sfilata di una banda folcloristica e uno spettacolo di burattini; dal 18 al 20 febbraio all’Isola il “Milano Clown Festival”; il 20 febbraio, come ormai è tradizione, sfilate di carri allegorici ad Affori e per le vie di Niguarda. L’augurio che mi sento di fare a tutti è che siano dei momenti di festa per bambini e cittadini di tutte le età. La comunità di Niguarda e la sua mappa La “cartina d’identità” sarà distribuita alla Coop di via Ornato sabato 20 febbraio. Renato Vercesi ei mesi scorsi è stata presentata al pubblico la Mappa di coN munità, frutto del lavoro di oltre un anno di un gruppo di “mappatori”, che hanno raccolto testimonianze, documenti e fotografie, supportati in questo impegno dall’Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord con l’Associazione Tramemetropolitane e il Dipartimento di Architettura e Pianificazione (DiAp) del Politecnico di Milano. Il progetto è stato sostenuto dalla Società Edificatrice di Niguarda, dal Consiglio di Zona 9 e dalla Regione Lombardia. Il percorso di costruzione della mappa ha visto la partecipazione di numerosi cittadini fra i quali Sergio Bernasconi, Renato Perotto, e realtà associative del quartiere come l’Anpi, l’Associazione Genitori Cesari, i Consigli di Quartiere della Società Edificatrice, L’Associazione Niguarda Calcio, la Cooperativa Pandora, il Teatro della Cooperativa, la Sezione Soci Coop Lombardia, il sito Niguarda.com. La mappa ha l’aspetto è di una comune “cartina” turistica, ma è molto di più. In copertina c’è un rettangolo che descrive una N composta di vari colori, i quattro lati sono di colore verde, a simboleggiare che il quartiere è in gran parte circondato dalle aree del Parco Nord, è attraversato da una striscia blu che richiama il fiume Seveso, ora coperto da una strada, che divide due aree, una bianca e una rossa che ricordano le due anime del borgo. Nella prima facciata del dépliant sono presenti diverse cartine e fotografie di diverso colore che individuano rispettivamente i luoghi della vita sociale,le fabbriche,le ville storiche e la vita contadina. Nella seconda facciata la mappa che individua i confini di Niguarda disegnata da Bernasconi e una descrizione intervallata da foto che mettono in luce le caratteristiche del quartiere. Uno strumento molto utile per conoscerne la storia. Per informazioni: www.tramemetropolitane.it Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 1 1 VOLONTARIATO Un impegno dei giovani della Bicocca contro la povertà Intervista a Marta Mondonico, dell’associazione onlus “Il mondo è la mia casa”, creata dai giovani della Parrocchia San Giovanni Battista alla Bicocca, che si propone di aiutare le comunità brasiliane in difficoltà, finanziando iniziative sociali e culturali e promuovendo le adozioni a distanza. Il bazar delle donne solidali Ortensia Bugliaro Lorenzo Meyer A seguito di esperienze missionarie in Brasile, maturate negli ultimi anni da alcuni giovani della Parrocchia San Giovanni Battista alla Bicocca, è nata da poco l’associazione “Il mondo è la mia casa”. Per conoscere meglio gli scopi e gli obiettivi che questa associazione si propone abbiamo intervistato Marta Mondonico, che ne fa parte. L’associazione è prevalentemente costituita da ragazze e ragazzi giovani che si impegnano nel sociale. Vuoi raccontarci del vostro gruppo? Nell’ambito del nostro oratorio si rifletteva sul fatto che pensando ai milioni di persone che muoiono di fame, noi abitanti dei paesi ricchi continuiamo a non porci la domanda “ma io cosa posso fare?” Si è così formato il nostro gruppo che propone ogni due anni un cammino pensato per coloro che hanno il desiderio di compiere un percorso di formazione missionaria, al termine del quale è prevista la possibilità di partire per il Brasile - stato di Bahia - e vivere così un’esperienza ricca di significato nelle comunità gestite dalle suore Ancelle di Gesù Bambino. Nell’estate del 2007 noi, parte dei giovani della Parrocchia San Giovanni Battista alla Bicocca, e altri amici venuti a conoscenza di questa iniziativa, abbiamo deciso di partire per vivere a pieno questa esperienza. Una volta tornati a casa ci siamo chiesti in che maniera avremmo potuto mantenere vivo il rapporto con le comunità incontrate ed essere allo stesso tempo loro d’aiuto. È così che circa un anno e mezzo fa nasce il “Il Mondo è la mia Casa Onlus” in collaborazione con Ipsia Acli, un’associazione che si propone di dare sostegno attraverso la raccolta di fondi per finanziamenti a progetti ed adozioni a distanza. Quali progetti e obiettivi vi proponete? Per quanto riguarda i progetti, la scelta del finanziamento avviene vagliando le diverse richieste avanzate dalle comunità. L’obiettivo non è quello di creare un rapporto di dipendenza, bensì quello di dar loro strumenti affinché possano col tempo diventare autonomi; per questo laddove possibile la tendenza è quella di non finanziare il progetto interamente in modo che, dopo l’aiuto iniziale, siano in grado di attivarsi per portarlo a termine. Attualmente, stiamo finanziando l’arredamento di un Centro Comunitario a Salvador de Bahia. Si tratta di un centro di aggregazione che accoglie i bambini e le bambine delle favelas, quartieri miseri della città. A Licinio de Almeida finanziamo due progetti. C’è il progetto di apicoltura, per cui forniamo materiali per l’implementazione della produzione del miele e copriamo le spese di installazione oltre all’acquisto dell’equi- paggiamento d’uso (per es. arnie, guanti…). Col progetto di orticoltura, invece, si intende avviare la produzione di ortaggi da vendere, come il miele, al Conab (organismo di approvvigionamento brasiliano) che già ne ha fatto richiesta. Un altro progetto riguarda Girau do Ponciano, piccolo paese agricolo situato nell’interno dello stato di Alagoas, nel Nord-Est dell’immenso territorio brasiliano. La vita qui non è facile e sono soprattutto i bambini e i giovani a pagare le conseguenze più dure della carenza di cibo, di ambienti sereni in cui crescere (le famiglie troppo spesso non lo sono). Macario, oggi 40enne e padre di famiglia, quindici anni fa, con il sostegno delle Ancelle di Gesù Bambino tre suore missionarie, ha aperto un Centro di aggregazione giovanile, la Ccl (Criança a caminho da Luz = bambini sul cammino della luce). È però crollato il tetto della sede e noi ci proponiamo di finanziarne la ricostruzione. L’obiettivo delle adozioni a distanza, invece, è quello non tanto di provvedere alla sussistenza materiale delle persone, ma piuttosto quello di investire sul futuro delle nuove generazioni e dare loro una chance in più. La certezza di cui siamo diventati consapevoli è che il cambiamento è possibile a partire dalla formazione dei bambini e delle loro famiglie. L’adozione a distanza è un atto di solidarietà che garantisce ai bambini del Brasile e alle loro famiglie un aiuto economico affinché ricevano i beni primari, l’istruzione e le cure mediche di cui hanno bisogno. I bambini che partecipano al progetto sono quelli che vivono in famiglie disagiate. Tutto il percorso dell’adozione viene seguito e monitorato personalmente dalle suore e dai loro collaboratori. Attraverso la formazione di nuovi volontari, vogliamo poi continuare a mantenere vivo e concreto il rapporto di affetto e sostegno che ci lega al Brasile e condividerlo con chi pensa come noi che il mondo sia la nostra casa! Come vi finanziate? Ad oggi abbiamo organizzato eventi, quali spettacoli e concerti, atti a raccogliere fondi per questo scopo. Gli organizzatori e i partecipanti de “L’Orma.” (gara di marcia decanale fra gli oratori) hanno voluto devolvere il ricavato alla nostra Associazione. Un grazie grande come il mondo! Il ricavato della vendita delle uova di Pasqua che si svolgerà il 13 e il 14 marzo presso la Chiesa S. Giovanni Battista sarà destinato ai nostri progetti. Chi volesse avere maggiori informazioni può consultare il sito www.ilmondolamiacasa.it o chiamare il numero telefonico 02.6431521 oppure rivolgersi presso il Centro Parrocchiale di Viale F.Testi, 190. l “Bazar delle Donne”, così è chiamato il nuovo serviItratta zio sociale, nato da poco tempo in viale Affori 12. Si di uno spazio dedicato a tutte le donne di vari ceti sociali, sia straniere che vivono in Italia, da molto o poco tempo, e che sentono il bisogno di integrarsi, sia italiane che vivono un certo disagio in famiglia e che sentono il bisogno di comunicare, di confrontarsi e raccontare il proprio disagio. L’Associazione La Lanterna onlus è un’associazione di volontariato per il sostegno educativo ai minori e promuove il progetto “ Bazar delle Donne” proprio per dare la possibilità di socializzare a donne che, pur avendo storie e origini differenti, vivono nella stessa città. Le donne interessate possono partecipare agli incontri tutti i giovedì dalle 10,30 alle 12,30. Saranno accolte da Veronica, disponibile ad ascoltare le loro problematiche e i loro disagi. Sono previsti progetti, come corsi e laboratori di computer o di cucina e atelier artistici, e soprattutto c’è la possibilità di un confronto con persone esperte per affrontare i problemi di inserimento sociale. Non solo. C’è anche la possibilità, per chi cerca un lavoro, di conoscere il funzionamento dei nostri iter burocratici, importantissimo specie per chi non conosce la lingua. Gli incontri sono anche un momento libero e rilassante in cui l’aggregazione dà la possibilità di fare nuove conoscenze e costruire nuove amicizie. In questi tempi, molto difficili per chi è venuto a vivere nel nostro paese, si ha bisogno di spazi l’integrazione culturale per creare reti solidali nei quartieri: pensiamo, per esempio a quanti bambini di genitori stranieri ormai affollano le nostre scuole. In particolare il “Bazar delle Donne” organizza incontri con insegnanti e dirigenti delle scuole di zona per dare la possibilità a questi bambini di trovare spazi per giocare, per approfondire le ricerche scolastiche, per partecipare ad attività creative durante il tempo libero. Sono previsti concorsi, come ad esempio quello sul miglior disegno per una maglietta “multiculturale”, che accrescano la partecipazione dei minori a la reciproca collaborazione. Tutte le iniziative sociali ed educative si svolgono con il supporto di personale qualificato che mantiene rapporti di colllaborazione tra le scuole e il centro stesso. Il progetto “Bazar delle Donne” auspica di allargare l’esperienza ad ambiti sempre più ampi in modo che molte più donne possano usufruire dei suoi servizi, perché la coesione tra varie culture non può che condurre a una più elevata convivenza civile. § § FEBBRAIO 2010 RADDOPPIA LO SPAZIO IN CASA TUA CON LE NOSTRE PROPOSTE www.villaarredamenti.com PER TUTTO IL MESE DI FEBBRAIO ACQUISTANDO UNA CUCINA COMPLETA DI ELETTRODOMESTICI WHIRLPOOL O REX LA LAVASTOVIGLIE È IN OMAGGIO Milano Via dei Conti Biglia, 4 - Tel. 02.66105652 ONA NOVE 12 Milano Via Palanzone, 32 - Tel. 02.6439749 Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. Pagina web: www.niguarda.eu Per la vostra pubblicità su questo giornale telefonate a Flaviano Sandonà Tel/Fax/Segr. 02/39662281 Cell. 335/1348840 FEBBRAIO 2010 Anno 3 - n. 16 ONA NOVE GIORNALE DI NIGUARDA - CA’ GRANDA - BICOCCA - ISOLA Redazione: via Confalonieri 11 (Mi), tel./Fax 02.39820110 - e-mail: [email protected] - Supplemento di “Zona Nove” Autorizzazione del Tribunaledi Milano N. 648 del febbraio 1997 - Editore: Associazione Amici di “Zona Nove”, via Val Maira 4, Milano - Stampa: Centro Stampa Editoriale Libertà SpA, località Dossarelli, Piacenza. Per la vostra pubblicità su questo giornale telefonate a Flaviano Sandonà Tel/Fax/Segr. 02/39662281 Cell. 335/1348840 Direttore: Luigi Allori. Redazione di “Zona Nove”: Giovanni Beduschi (vignettista), Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Valeria Casarotti, Diego Attilio Cherri, Teresa Garofalo, Sergio Ghittoni, Antonella Loconsolo, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Sandra Saita, Maria Volpari. Redazione del supplemento Isola: Sergio Ghittoni (responsabile), Primo Carpi, Gilda Ciaruffoli, Diana Comari, Penelope Dixon Giaouris, Angelo Longhi, Maria Antonia Vetti. Collaboratori: Silvia Benna Rolandi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Augusto Cominazzini, Ivan Crippa, Celestino De Brasi, Simona Fais, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Angelo Longhi, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Giorgio Meliesi, Sabrina Orrico, Antonio Pizzinato, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Diana Roca, Caterina Sinisi, Gero Urso, Luigi Venturini, Renato Vercesi, Roberto Vettorello, Norman Zoia. Amministrazione: Lorenzo Gomiero. Pubblicità per il supplemento Isola: Flaviano Sandonà (tel. 02/39662281). Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866). C’è un elicottero sul nostro balcone altra parte del nostro giornale si parla diffusamente del conIdintroverso problema dell’Eliporto al Parco Nord, con lo strascico polemiche e proteste che ne derivano. Ma noi vogliamo approfondire l’aspetto, diciamo così, “cittadino” di questo servizio di elicotteri e in particolare cosa comporti la presenza di due piattaforme proprio qui, all’Isola. Una sul palazzo della Regione, il “palazzo Lombardia” come si dovrà chiamarlo d’ora in poi, e un’altra alla stazione Garibaldi. L’idea di un servizio di elicotteri, in sé, ci sembra stimolante. Non vediamo quali vantaggi possano averne i cittadini normali, ma insomma, ci sarà pure qualche manager che possa trovare comodo questo servizio per andare alla Malpensa. Peccato però che grazie alle politiche elettorali di questo governo alla Malpensa il traffico sia diminuito del 70 per cento e che quindi non sia più così necessario andarci. Poi non approviamo il messaggio intrinseco di questo servizio, come dire : “non siamo capaci di collegare Milano con Malpensa. Dopo tutti questi anni non abbiamo costruito i collegamenti, non abbiamo fatto la Metropolitana, il traffico rimane spaventoso.Allora mettiamo gli elicotteri per i ricchi e per Formigoni, e un problema è risolto. Gli altri, in coda”. Mettere gli elicotteri, però, è pur sempre un affare serio, anche se è molto meno impegnativo che costruire strade e metropolitane. Si tratta di macchine delicate, estremamente rumorose, che richiedono grandi precauzioni di utilizzo. In questo senso, paradossalmente, la loro collocazione nel Parco Nord, per quanto problematica, è pur sempre meno critica di quello che potrà succedere nel nostro quartiere. Nel palazzo della Regione, la piattaforma non è stata messa in cima al tetto, in alto, come ci si sarebbe potuto aspettare e come si fa in tutto il mondo, ma di fianco, molto più in basso, all’altezza circa di un settimo piano. E già ci immaginiamo le pale girare vorticosamente vicino ai balconi dei vicini, raccogliendo panni stesi e decapitando i fiori nei vasi, tra il frastuono assordante dei motori e il tremolio dei vetri alle finestre. Non osiamo neanche pensare cosa potrebbe succedere in una giornata di vento o in caso di malore del pilota… Si trattasse poi di un volo ogni tanto. Invece si parla di decine di corse giornaliere! Secondo l’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità Raffaele Cattaneo il traffico stimato sarebbe di 335 mila persone in Lombardia. Un elicottero porterebbe 12 persone, il singolo biglietto dovrebbe costare 120 euro. Come il taxi (abbiamo infatti sempre segretamente pensato che a Milano i taxi costino come elicotteri!)… Con una semplice divisione, calcoliamo circa 28mila corse in un anno. Minimo. Certo, non tutte all’Isola. Ma se anche solo il 20% interessasse il nostro quartiere (prevedibile, vista la presenza della sede della Regione), si tratterebbe pur sempre di 5.600 corse, ovvero circa 24 al giorno per ogni giorno lavorativo. Un continuo via-vai… Gli abitanti del quartiere, dopo il caos dei cantieri, dovranno abituarsi al suono dei rotori degli elicotteri ogni mezz’ora! Sarà come abitare di fronte alla ferrovia. E questa volta per sempre, senza neanche la prospettiva che prima o poi i lavori abbiano termine. Gli eliporti all’Isola: preoccupazioni e silenzi La piattaforma dell’eliporto posto sul nuovo grattacielo della Regione, vista dalla terrazza di un palazzo di via Bellani. Ma da dove nasce tutta questa passione improvvisa per gli elicotteri nella nostra Regione? Tutto ha inizio dallo Studio Ambrosetti (l'istituzione che organizza il convegno di Cernobbio dove ogni anno sfilano ministri e imprenditori), che, per conto dell’Agusta (azienda che fabbrica elicotteri), presenta uno studio che sostiene che l’elicottero è il mezzo più comodo, economico e veloce per collegare le città del nord, e prima di tutto Milano, con Malpensa e con gli altri aeroporti. Sinceramente ci saremmo sorpresi che uno studio commissionato da un produttore di elicotteri non finisse per dimostrare che l’elicottero sia il mezzo di trasporto più como- do ed efficace… La Regione però pare non notare il conflitto di interessi e avvalla il tutto, senza dire nulla agli interessati, il Parco, i cittadini o i consiglieri regionali, che apprendono del piano dai giornali. Cominciano quindi le opposizioni, le lotte i comitati, le manifestazioni… All’Isola però regna una strana calma. Sembrano tutti molto più preoccupati del destino del Parco Nord e del suo paventato ruolo di “Hub”, che degli elicotteri sopra le nostre teste. Forse questo ruolo da dinamico nuovo centro, con i vantaggi che comporta, porta a considerare minimi i disagi. (Sergio Ghittoni) Antica Trattoria Ambrosiana Cucina casalinga - Specialità milanesi • Trippa • Brasati • Casôela • Risotti ecc. Banchetti - Cene Via F. De Calboli, 30 - Milano - Tel. 02.6425176 Chiuso la Domenica e il Lunedì sera COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 13 La nostra storia Il progetto della Casa milanese della Memoria ella Casa della Memoria all’Isola si parlò ufficialmente nel D Consiglio Comunale del 2 febbraio 2009 e “Zona Nove Isola” riportò puntualmente la notizia con foto e commenti. Si fissò anche una data per la sua consegna, allineandola alla scadenza dell’intero progetto Porta Nuova nel quale anche la Casa venne inserita, ovvero il 2012. È il Comune a promuovere l’iniziativa per rispondere alle istanze delle associazioni cittadine volte all’esercizio civile delle memoria collettiva: Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Aned (Associazione Nazionale ex Deportati politici), Insmli (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione), Aiviter (Associazione Italiana Vittime del Terrorismo), Associazione familiari delle vittime di Piazza Fontana. L’Aned, tra l’altro, alle prese con gravi ed urgenti problemi di sfratto dalla sua sede storica di via Bagutta. E l’Isola, anche per esplicito richiamo alla figura di Don Bussa, sembra il contesto ideale. La realizzazione dell’opera è affidata all’Architetto Stefano Boeri che ha firmato, in effetti, tutto il progetto Lunetta sui 18.000 metri quadrati della striscia via Confalonieri - via De Castillia. Quello delle due torri del Bosco Verticale, della Nuova Stecca, del Centro Civico. Ed è in questa striscia che sorgerà anche la Casa della Memoria. Sostituendo, si dice, il suddetto Centro Civico. In una recente intervista ad arcipelagomilano.org a cura di Luca Beltrami Godola (facilmente visitabile in rete), l’architetto Boeri descrive accuratamente l’opera, con le sue pareti trasparenti affacciate sul nuovo parco Porta Nuova. Sarà un edificio pressoché cubico con quattro piani sopra il suolo (ed uno sotterraneo destinato agli archivi). Il pianterreno destinato alle manifestazioni ed agli incontri pubblici, il primo ed il secondo piano occupati dagli uffici delle associazioni prima elencate. Il terzo, infine, a spazi di comunicazione interattiva per la ricerca di informazioni e documenti da parte di chiunque lo voglia. Prevista anche, su questo piano, una funzione di ricerca guidata delle tante lapidi commemorative che la città, nel corso dei decenni, ha murato nelle sue piazze (la più emblematica è piazza dei Mercanti), nei suoi cortili, sui muri delle sue vie. “Qual è la chiave di interpretazione di questo omaggio alla memoria?” Chiede l’intervistatore. L’architetto Boeri, richiamandosi ad una sua affermazione preliminare nella quale spiegava che le associazioni che sono all’origine dell’iniziativa sono, al tempo stesso, operatrici della Memoria e della Storia, dice di avere tenuto presente, per il suo progetto, proprio que- sto obiettivo. Cogliere contemporaneamente, cioè, sia le radici individuali che sono alla base di ogni ricordo sia la costruzione storica di insieme alla quale i nomi ed i fatti singoli hanno contribuito. Nell’intervista poi trovano spazio anche la speranza dell’architetto di consegnare l’opera, tutta o in parte, anche prima del 2012, e concorrere così alle celebrazioni, nel 2011, del 150esimo anniversario della Unità d’Italia. E alcune interessanti anticipazioni su tecnologie ed accorgimenti di ricerca e di lettura delle informazioni che la Casa finalmente restituirà alla sua città. L’aggancio alle manifestazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia nasce anche dall’esigenza di trovare più fondi per l’opera di cui gli oneri di urbanizzazione del Pii Lunetta garantiscono poco più del 50%. Inevitabili, specialmente da parte dei Comitati e delle Associazioni che hanno contestato i punti più controversi del Progetto Porta Nuova, i timori di strumentalizzazione della Casa, i timori cioè che essa rappresenti una moneta di scambio per legittimare definitivamente il progetto agli occhi del quartiere e della città. Ma il consenso di associazioni, istituzioni e cittadinanza a questa realizzazione sembra per ora pressoché unanime. Tra l’altro, proprio in sintonia con quanto asserisce Boeri, le Associazioni “fondatrici” della Casa non vivono certamente rigidamente ancorate al passato, ma sono continuamente ispiratrici e promotrici di ricerche, eventi, visitazioni continue di fatti e di tendenze. Ed è facile comprendere quanto una sede adeguata rafforzi ed amplifichi questo loro ruolo. Una sede comune, infatti, favorirà certamente sinergie e visione di insieme a tante loro iniziative che già ora presentano tanti punti di sovrapposizione. Giusto però anche aggiungere, per completezza, alcune riflessioni e alcune perplessità che speriamo di riprendere al più presto con tutte le parti interessate. Dal Comune alle associazioni costituenti all’architetto Boeri. La prima che viene alla mente è che non ci risulta che gli undici mesi trascorsi tra l’annuncio del Comune e l’intervista all’architetto Boeri abbiano visto particolari approfondimenti di stampa o di pubblico dibattito né sulla Casa in sé né sulle implicazioni e sulle estensioni della memoria che la Casa dovrà custodire. Questo “silenzio pubblico” è stato stigmatizzato dal Consiglio di Zona 9 che, con una lettera della Presidente Uguccioni e del responsabile della Commissione Urbanistica, Antoniazzi, ha chiesto un incontro tra Comune, associazioni e operatore pri- vato per cercare di conciliare le esigenze del quartiere (asilo nido, centro giovani e centro anziani, biblioteca e annesse sale di lettura, ecc.) espresse con una delibera del CdZ già nel novembre 2007. Non è ancora certo, ad esempio, lo scambio in termini costruttivi tra la Casa della Memoria e l’originario Centro Civico Isola (il cui annuncio da parte del CdZ non è per altro mai stato ufficialmente ripreso dal Comune)... Se confermato, tale operazione non concordata con il quartiere, solleverebbe pesanti perplessità di metodo e di sostanza, lasciando deluse le molte legittime aspettative del territorio (che più di tutti ha pagato al progetto Porta Nuova) ricordate nella lettera del CdZ vista prima. Tornando poi al tema vero e proprio della memoria, è inevitabile pensare che gli eventi cittadini la cui memoria merita rispetto e ricordo tenaci ed imperituri non siano o non saranno soltanto la sommatoria di quelli custoditi dalle cinque associazioni “fondatrici”. Inevitabile pensare cioè che accanto a loro ce ne debba essere una “sesta”, più o meno formalizzata, ma reale, che si faccia garante di tutto ciò che la “pietas” civile cittadina ritiene o riterrà degna di memoria. Già i percorsi virtuali conoscitivi delle lapidi commemorative sparse per la città, citati dall’architetto Boeri, sembrano essere, nella loro trasversalità, un esempio concreto di tale “pietas” collettiva. Un ultimo aspetto da approfondire, infine, è quello del rapporto tra il soggetto e il destinatario della memoria. Sembra di capire che la Casa dell’Isola permetterà di interrogare (in termini moderni permetterà di “navigare attraverso…”) il patrimonio di fatti e di nomi della sua Memoria. Sembra di capire, cioè, che la Casa risponderà in modo dettagliato a ciò che le si chiederà. Giusto, giustissimo. Ma ci sembra il grande scopo della memoria sia anche quello, sia specialmente quello, di andare a cercare il visitatore e inchiodarlo alla evidenza di quello che lui non sa (o non vuole sapere). Il cuore del Museo della Memoria per antonomasia, il Museo della Shoà a Gerusalemme, è un caleidoscopio di filmati proiettati in continuazione. Senza richiesta preventiva. Un caleidoscopio perenne di masse che applaudono, di oratori che aizzano, di corpi che vengono denudati, falciati, violentati, bruciati. E, all’uscita, il Museo della Memoria è una stanza buia e grande come la notte dove ottocentomila (otto-cento-mila) nomi di bambini vengono scanditi. Senza fine. Senza perdono. (Primo Carpi) A colloquio con Italo Rocca, funzionario della Cgil Pensionati di v Novità per i pensionati: il Bonus Vacanze. Un aiuto o una beffa? Esistono anche bonus per la luce il gas e il telefono quest’ul o scorso anno la social card era sulla bocca di tutti. Ad oggi L però sul provvedimento è sceso il silenzio. Dalla televisione intanto ci dicono che se il nostro reddito è basso abbiamo diritto Italo Rocca al lavoro. ONA NOVE 14 a un bonus vacanze. Sarà vero? Presso la sede di via Volturno del Caf Cgil-Spi, abbiamo incontrato Italo Rocca, un conosciuto funzionario di questa organizzazione, al quale abbiamo chiesto qualche spiegazione in merito ad alcuni provvedimenti governativi a favore delle famiglie e degli anziani a basso reddito. Carta prepagata che mette a disposizione 40 euro per chi abbia superato i 64 anni d’età e abbia un reddito basso, nel 2009 la social card è stata molto pubblicizzata. Ma che ne è stato poi? Ultimamente in molti si sono rivolti a noi del Caf dicendoci che le loro carte non erano state più ricaricate e non sapendo che era necessario rinnovare l’Isee per rinnovare anche la possibilità di usufruire del servizio. Oggi però l’Inps sta ovviando al problema inviando lettere ai propri iscritti nelle quali spiega questo importante meccanismo. Che cos’è l’Isee? Un modulo grazie al quale valutare il reddito per nucleo familiare, compilato da chi ha necessità di richiedere benefici sociali. Quindi il Governo ha rinnovato la social card anche per il 2010? No, quest’anno la finanziaria non l’ha prevista. Però c’è ancora la possibilità di attingere ai fondi stanziati lo scorso anno, visto che le domande nel 2009 sono state molto inferiori al previsto. È possibile solo rinnovare la social card o anche farne richiesta per la prima volta? È possibile farne richiesta per la prima volta nel 2010. Resta valido il limite dei 64 anni di età, mentre per via dell’inflazione, l’Isee che lo scorso anno doveva essere inferiore ai 6mila euro è leggermente aumentato. C’è anche la possibilità di richiederlo per i bambini inferiori ai tre anni, con un Isee attorno ai 24mila euro. Finiti i fondi? Dovremo sperare nella finanziaria 2011? Questi sono bonus una tantum. Non sono diritti acquisiti dai soggetti deboli. Vengono erogati a discrezione del governo. Ne esistono altri? L’ultimo fatto è il bonus vacanze legato soltanto all’Isee, secondo una serie di fasce che vanno da 10mila fino massimo 35mila euro, con un bonus che va dal 45% al 20% della spesa. È dedicato a cittadini italiani e da spendere fuori dalla città di residenza. Ci spieghi come funziona… Facciamo un esempio: se un nucleo familiare ha un reddito di 10mila euro, ha diritto a 500 euro di bonus. L’interessato deve fare richiesta solo per via telematica, e quindi attraverso il computer, al sito www.buonivacanze.it, e una volta che la richiesta è stata accettata deve andare in banca a richiedere il bonus. Per gli ipotetici 500 euro di cui parlavamo, deve anticiparne 275 e quindi, l’ammontare reale messo dallo Stato è di 225 euro. Nel caso non si spendano tutti i soldi del bonus, il resto viene restituito, ma ci si paga un 4%. Inoltre, più si alza il reddito più l’anticipo Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. La fine ingloriosa di una cascina centenaria lla fine ha vinto l’asfalA to. Là dove non erano riusciti i bombardamenti del 1944 ha potuto il “Progetto Porta Nuova”. Le ruspe, nonostante il pacifico presidio di gruppi, associazioni, partiti, privati del territorio, nonostante una mozione in extremis “Salviamo la Cascina La Romagnina” (17 dicembre 2009) del Consiglio di Zona 9 in cui si chiedeva al Sindaco Letizia Moratti e all’Assessore allo Sviluppo del Territorio Masseroli di fermare la demolizione, valorizzarla e destinarla ad uso pubblico, sono entrate in azione poco prima di Natale. E in pochi giorni sulla storia della Cascina La Romagnina è stata scritta la parola fine. La foto riportata qui sotto a destra è stata scattata il 22 dicembre scorso! Augusto Villa, ultimo proprietario della Romagnina, si era rivolto al Consiglio di Stato e al Tar per segnalare il ritardo nella comunicazione dell’esproprio, giunta solo a metà luglio, e l'illegittimità del Progetto di Innovazione Territoriale di Garibaldi-Repubblica, Isola e Varesine, ma entrambi hanno dato parere contrario, negando la sospensiva all'esproprio (il Consiglio di Stato ha ritenuto la Cascina Romagnina un interesse privato, da sacrificare in vista di un superiore interesse pubblico). Il fatto è che la Cascina Romagnina aveva la sua fine segnata da tempo. Cioè da quando l’ultima battaglia del territorio contro gli assalti concentrici speculativi delle varianti del progetto Garibaldi dell’Amministrazione Comunale era riuscita a ridurre da due ad una le bretelle che da via Volturno si aprono la strada verso le Varesine. Quella che passava appunto per la Cascina Romagnina. Quando nella campagna delle regionali del 2005 il candidato della Gad (ricordate, la Grande Alleanza Democratica?) Riccardo Sarfatti verrà all’Isola per presentare la sua sfida al candidato della Casa delle Libertà, tale Roberto Formigoni, l’assemblea, non casualmente, si svolse proprio qui, alla Romagnina. La Romagnina rappresentava una delle ultime testimonianze della Milano rurale, l'unico esempio di architettura agricola in zona nord. Registrata come Cascina Colombara nel catasto teresiano intorno al 1757, l’edificio ed i suoi terreni sono stati residenza di alcune importanti famiglie della città, dai Visconti Borromeo ai Benti Bulgarelli, parenti del famoso soprano, Marianna, che da Colombara la chiamarono, appunto, Romagnina. Fino a diventare proprietà della famiglia Villa nel 1878. Sotto la proprietà di Cesare Villa, negli anni 30, diviene officina per la lavorazione del ferro battuto (impegnata anche nella lavorazione delle rifiniture dell’Hotel Principe di Savoia), in una via De Castillia sempre più industriale con officine piccole e grandi, la fabbrica di pettini di legno Janeke, le Scuderie Del Nero (poi diventate Fondazione Catella) e poi culla del Tecnomasio Italiano. Nel 1944 la Romagnina resiste ai bombardamenti degli alleati (per i quali però perde la vita il padre dell'attuale proprietario!) e intorno agli anni 70 viene adibita a discoteca prima con il nome di Kursaal e quindi come Nuova Idea. Anche in questo contesto le vicende della Romagnina sono state specchio della società; il locale discoteca diviene uno dei primi storici ritrovi gay della città. Per la ex-cascina il colpo di grazia è stato quello della sentenza del Tar, che, chiamato a giudicare sul Piano Integrato di Intervento, ha considerato l’intero progetto capace di assolvere alla sua funzione di strumento di riqualificazione del tessuto urbanistico, edilizio e ambientale, senza quindi ritenere necessari ritocchi che avrebbero potuto salvare la cascina. La Città della Moda, ad esempio, è giudicata un’opera socialmente utile, perché coerente alla vocazione di Milano. città in cui la moda è non solo una realtà industriale e commerciale, ma anche un simbolo. Anche le cascine, ufficialmente, sono un simbolo di Milano. Negli stessi giorni nei quali le sorti della Romagnina venivano ri-decise, l’Assessore allo Sviluppo Masseroli e il Sindaco Moratti presentavano l’iniziativa “Le cascine pubbliche e l’Expo 2015. Un progetto sostenibile per il futuro di Milano” e parlano di “dovere civile nel sostenere le cascine perché parte della storia di Milano”. Ma, evidentemente, per la cascina Romagnina la storia di Milano aveva già scelto un’altra opzione. Incompatibile. Quella del grande progetto di urbanizzazione GaribaldiRepubblica. (Giorgio Ranieri) Romagnina e Isola Stesso destino? fine settembre 2009, nella riunione di maggioranza A sul Pgt (Piano di Governo del Territorio) il capogruppo della Lega, Matteo Salvini, attacca: “Chiediamo una moratoria sugli sfratti delle cascine. Se non la otterremo, bloccheremo il Piano di Governo del Territorio…” C’è un masterplan della Expo dove 56 cascine sono destinate ad essere valorizzate. Vi si ribadisce, come già ricordato nell’articolo sulla Romagnina scomparsa, il “dovere civile nel sostenere le cascine perché parte della storia di Milano” e, ancora, la “opportunità di sviluppare un percorso che possa favorirne la riqualificazione”. Ma non è facile per la stessa maggioranza tenere fede ai propri stessi impegni. Per la Cascina Campazzo, in via Dudovich, ad esempio, il cui terreno è di proprietà di Ligresti (nome non ignoto anche qui all’Isola) e vi è prevista la costruzione di case popolari, lo stesso capogruppo critica il comportamento schizofrenico del Comune (“È preoccupante che il Comune da una parte dica di volere acquisire quelle realtà… Dall’altra poi decida di sfrattare…”) e incalza “E così un pezzo della storia di questa città potrebbe sparire per sempre”. Non vi è quindi ignoranza del problema. Non vi è rimozione del valore simbolico e storico delle cascine milanesi. Anzi! Evidentemente la Romagnina non era più, da tempo, in nessuna lista rossa di qualche assessore, in nessun possibile salvataggio da discutere. La cascina Romagnina non c’era più. Quello che vorremmo sapere, veramente, è dov’è ora l’Isola su quei tavoli. Dov’è ora l’Isola su quel Piano di Governo del Territorio. (Primo Carpi) Nell’illustrazione in alto a sinistra una raccolta di oggetti provenienti dalla Cascina La Romagnina quando negli anni ‘30 ospitava un’officina per la lavorazione del ferro battuto. Sotto, la cascina così com’era e come oggi è stata distrutta. Ieri Oggi via Volturno Con gli operatori del “Filo d’Arianna” ltimo solo per Telecom. Un concreto aiuto per i soci in difficoltà della Cooperativa di Abitanti di via Sebenico da versare sale: per una famiglia con reddito tra i 30 e i 35mila euro il reale contributo statale è di 246 euro mentre l’anticipo è di 984. Alcuni hanno chiamato per informarsi ma visti i costi e la complessità dell’operazione si sono scoraggiati. C’è da dire poi che se si ha un reddito così basso è possibile che non si abbia neanche un computer per fare la domanda… Anche l’elenco degli alberghi convenzionati, molti a quattro stelle, tra i quali è obbligatorio scegliere dove spendere il bonus, si trova in internet. Molti di questi provvedimenti-bonus sono legati al possesso di un indirizzo e-mail, cosa che spesso le persone anziane o indigenti non hanno. Non esistono bonus di più facile fruizione? Sì, quelli per luce, gas e telefono. Per quanto riguarda la luce è già attivo, è strutturato per fasce di indigenza e, per quanto riguarda il reddito, la base è un Isee che non superi i 7.500 euro. Lo sconto del 20% è scalato dall’azienda fornitrice direttamente in bolletta. Lo stesso vale per il bonus gas, retroattivo se rinnovato entro aprile, attraverso il rinnovo dell’Isee, ma che si può anche richiedere per la prima volta o dopo aprile. Il bonus non consiste in un cifra fissa ma varia attorno al 15%. Per il telefono invece, il bonus riguarda solo il canone Telecom che, per un Isee inferiore ai 6.500 euro o per un’età superiore ai 75 anni, viene tagliato del 50%”. (Gilda Ciaruffoli) Per qualsiasi ulteriore informazione potete rivolgervi al Caf Cgil–Spi - via Volturno 43, Tel. 02-6900.0217. e è vero che la solidarietà non è soltanto una sommatoS ria di gesti, ma un “habitus” che si rapporta con altri, in che modo si può trovare la via della solidarietà vissuta e non declamata? Le vecchie e nuove povertà è difficile viverle, prenderne coscienza, per chi non le subisce direttamente. Proprio per questo è altrettanto difficile affrontarle, condividerne le necessità ed il bisogno di concrete risposte. Il Consorzio Ca’ Granda, su proposta della Commissione Cultura, ha provato a dare una risposta concreta alla domanda, aprendo il 1° dicembre 2006, un primo “Luoghi di Incontro – sportello di prossimità Affori”, presso la Cooperativa Unione Operaia, che ha messo a disposizione uno spazio attrezzato, gratuitamente, in Via Zanoli, 15, poi a Dergano, a Pratocentenaro e oggi anche all’Isola presso la nostra cooperativa la Coop. di Abitanti (ex Sassetti) in via Sebenico. L’incarico di gestire il progetto, a seguito di attente valutazioni e basandosi sull’esperienza avviata e consolidata dalla Edificatrice di Niguarda, è stato affidato alla Cooperativa Sociale Onlus “Filo d’Arianna”, che si occupa di fornire servizi a persone anziane, con basso livello di autonomia, adulti disabili con un elevato grado di fragilità, quali il servizio di consegna spesa e farmaci a domicilio, la raccolta di ricette mediche e prenotazioni ambulatoriali, l’organizzazione dell’accompagnamento per interventi sanitari e/o economici, ascolto, compagnia e monitoraggio, raccolta e valutazione delle richieste d’aiuto di qualsiasi natura, sportello e linea telefonica d’informazioni finalizzato all’orientamento sociale, informazioni per l’accesso ai servizi e alle prestazioni del servizio pubblico e privato. Il servizio è gratuito e riservato ai soci in difficoltà delle cooperative aderenti al consorzio. Il mezzo per il trasporto delle persone è stato donato dal Consorzio Ca’ Granda. Il modello proposto ed attuato, va in controtendenza rispetto alla logica tradizionale degli interventi di sostegno, in quanto l’operatore è presente quotidianamente, in un contesto ben identificato e raggiungibile e fonda la sua azione sulla vicinanza alla persona. L’auspicio è che questo impegno possa tradursi in un significativo risparmio “di sistema”, attraverso la riduzione del ricorso improprio a servizi più costosi, ma anche in una migliore qualità di vita delle persone incontrate, sostenute in modo più graduale, ravvicinato, individualizzato ed anche nel tentativo di rendere presente una cultura del bene comune, della comprensione, della solidarietà e dell’integrazione. I risultati sino ad ora sono molto soddisfacenti, così ci riferiscono gli operatori del “Filo di Arianna”, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento, con l’augurio di buon lavoro. (Francesco Tripodi - Presidente della Cooperativa di Abitanti - Pratocentaro e Sassetti) COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 15 Elezioni regionali Luigi Baruffi (Udc) Franco Mirabelli (Pd) “Prima i sacrifici poi la ricompensa” “Più servizi e viabilità, non certo elicotteri” ui problemi dell’Isola riceviamo un contributo tanto S gradito quanto inaspettato. L’onorevole Luigi Baruffi, segretario regionale e membro della Direzione Nazionale dell’Udc, ha accettato di incontrarci e manifestare il suo punto di vista sulle difficoltà che ci troviamo ogni giorno ad affrontare. L’on. Baruffi è stato deputato dall’87 al ‘94 e, pur non essendo un cittadino “isolano” ha sempre avuto a cuore le sorti del nostro martoriato quartiere. Ci riceve nella sede milanese del suo partito, vicino a piazza del Duomo. E infatti dalla sua finestra si gode la impagabile vista della piazza. Spettacolo inconsueto per noi, che veniamo dalle periferie… Cosa ne pensa dei problemi che ogni giorno l’Isola deve affrontare? Il traffico, i rumori, le polveri, il fango… Premetto che sono segretario Regionale e che quindi non ho una visione così specifica dei problemi di un singolo quartiere. Pur tuttavia, da semplice utente della strada che tutti i giorni sfiora l’Isola per andare dalla mia abitazione in Brianza fino in centro, posso dire che tendo ad essere ottimista e a vedere il bicchiere mezzo pieno anziché mezzo vuoto. Devo dire che i Milanesi stanno facendo un sacrificio complessivo quasi eroico, perché a guardare i cantieri che sono aperti c’è da chiedersi come facciano a pagare un prezzo così alto sul piano personale. Prezzo che certamente non tutti pagherebbero. Guardando però la situazione di partenza, bisogna dire comunque che “era ora”, che questi cantieri partissero, che si risanassero aree degradate, che si realizzassero i trasporti metropolitani necessari e attesi da decenni. Mi aspetto dunque che, una volta terminati, questi lavori possano garantire una viabilità finalmente all’altezza di una città come Milano e non da città di secondo piano. Mi sento quindi vicino ai Milanesi per i disagi che sono stati, sono e saranno costretti a subire in questi anni, ma sono anche sicuro che questo sia un passaggio obbligato e ineliminabile per raggiungere poi un risultato che porterà benefici a tutti. Dalle lettere che riceviamo e dagli umori che raccogliamo dei cittadini dell’Isola, posso dire che la Sua è una posizione largamente condivisa. Le preoccupazioni però ci sono e riguardano soprattutto la durata dei cantieri. Non ONA NOVE 16 deve succedere che i cantieri non rispettino le date previste di consegna, come invece si sente dire, altrimenti oltre al danno, la beffa. Su questa materia cito sempre l’esempio dell’Alta Velocità e dei suoi cartelloni luminosi lungo l’autostrada Milano Bologna che indicavano il tempo mancante all’inaugurazione: “meno 37 giorni, 8 ore, 23 minuti”. Poi il tratto è stato inaugurato con qualche giorno di anticipo. Spero che in questo caso succeda la stessa cosa, anche se per quanto riguarda la Metro 5 ho un’impressione un po’ diversa. Forse per colpa di qualche finanziamento a singhiozzo e di qualche problema tecnico di cui anch’io ho avuto sentore, temo che bisognerà mettere in conto qualche ritardo. Tornando al quartiere Isola, benché i disagi siano enormi, va tenuto conto che tutta la zona verrà rivalutata. E poi c’è un altro grande vantaggio: il 2015, per via dell’Expo, rappresenta un limite invalicabile. Tutto dev’essere terminato prima,quindi anche quegli intoppi che in altri tempi avrebbero provocato ritardi e qualche volta addirittura l’interruzione dei lavori, ora vengono superati di slancio. L’Isola diventerà perciò un quartiere di grande rilievo sociale, architettonico e urbanistico. Le premesse ci sono tutte: dalla grande fama, meritata, degli architetti che ci stanno lavorando, alla determinazione e serietà con cui questi lavori vengono affrontati da parte di tutti: imprese e enti locali. C’è solo un aspetto che mi pare sia stato sottovalutato, a meno che io non abbia una lettura distratta, ed è la penetrazione e la integrazione tra il vecchio ed il nuovo. Mi pare che non siano stati dati tutti i chiarimenti alle richiesta di convivenza tra il quartiere esistente ed i nuovi palazzi, in termini di urbanistica, verde, viabilità, servizi sociali e sotto tutti gli altri punti di vista. Posso sbagliare, ma mi pare che i cittadini su questi aspetti siano ancora senza risposte. E la cosa sta diventando sempre più evidente a mano a mano che il nuovo viene fuori dalla terra e comincia ad incombere sulle vecchie case. Ma in conclusione credo che la cosa più importante sia che il quartiere verrà rivalutato non solo per via dei servizi ma anche dal punto di vista del valore degli immobili, per cui chi possiede un appartamento avrà fatto un buon affare. (Sergio Ghittoni) Isola, da quartiere popolare, negli ultimi anni è diL’ ventato una delle realtà più vivaci dal punto di vista culturale nonché uno dei punti di riferimento della movida milanese. Ma le trasformazioni in corso non sono tutte qui, come ben si può vedere dai numerosi cantieri che mirano a realizzare progetti molto incisivi nel tessuto urbano e sociale della zona. Si tratta di progetti che andranno a rivalutare il quartiere, ma ne cambieranno di parecchio le caratteristiche. Abbiamo sentito in proposito il consigliere regionale Franco Mirabelli, del Pd. “L’Isola - dice Mirabelli - è sicuramente al centro di una trasformazione urbanistica importante che coinvolge un’area vasta che va dall’Isola stessa fino a corso Como passando per l’area delle ex Varesine e di Porta Garibaldi. Sono interventi che cambieranno il volto non solo della zona ma dell’intera città. I nuovi insediamenti residenziali, i nuovi uffici, il parco che dovrebbe collegare il nuovo palazzo della Regione a corso Como possono essere un’opportunità per migliorare la qualità urbana e un’occasione in più per lo sviluppo della città, a patto che si rispettino, e noi controlleremo, tre condizioni: vi sia una dotazione di servizi adeguata per i residenti che porti a migliorare l’offerta di chi già abita all’Isola e non a doverla dividere con i nuovi abitanti, che la viabilità venga studiata per evitare sia favorito un accesso incontrollato di auto dirette al centro e che tutto ciò venga fatto contestualmente e non dopo la costruzione dei nuovi insediamenti. Cosa ne sarà delle case esistenti (molte popolari) con le novità in arrivo? Una delle scommesse è proprio questa: come riuscire a far convivere il nuovo con uno dei quartieri storici di Milano. Negli anni l’Isola è cambiata, è diventata punto di riferimento per la vita notturna a margine della movida di corso Como, ma ha mantenuto una propria identità e socialità costruite attorno alle case popolari, molte delle quali ristrutturate recentemente, alle vecchie e nuove botteghe artigiane e al vecchio mercato coperto. Contemporaneamente sta vivendo un aumento della criminalità preoccupante. C’è l’occasione di far incontrare nello stesso territorio ceti diversi, generazioni diverse, attività economiche diverse, realizzando un mix sociale che può diventare occasione per migliorare la qualità della vita di tutti. Anche qui, naturalmente, dipende da quanto il governo della città saprà darsi questi obiettivi anziché accontentarsi di esaltare i nuovi grattacieli. Intanto i cantieri non mancano di creare notevoli disagi ai cittadini sia sul fronte della viabilità che dell’inquinamento acustico o della sicurezza. I residenti all’Isola hanno subito e stanno subendo i disagi derivati da una concentrazione di cantieri forse senza precedenti: quello del nuovo palazzo della Regione, ora praticamente terminato, quello dell’area del Garibaldi Repubblica,quello di Porta Nuova,quello sotto i grattacieli delle Ferrovie dello Stato e quello per la nuova linea metropolitana. I disagi sono stati e sono tanti, abbiamo cercato dall’opposizione di limitarli,ottenendo anche qualche risultato positivo e, complessivamente una maggiore attenzione da parte di chi dirige i cantieri al tema. Ma resta aperta la questione di come risarcire i danni che hanno dovuto subire gli abitanti dell’Isola e, in particolare, i commercianti. E, soprattutto, come risarcire chi abita attorno al nuovo palazzo della Regione che si è visto togliere la vista del sole dalla realizzazione del grattacielo e subisce un danno permanente. Si dice che - in vista dell’Expo - su progetto della Regione Lombardia, arriveranno nel quartiere anche gli elicotteri. Che impatto avrebbe questo sugli abitanti dell’Isola, in caso dovesse concretizzarsi? Ci stiamo battendo in prima persona contro un progetto di collegamento da Milano a Malpensa con gli elicotteri che, oltre a prevedere la realizzazione di un vero e proprio hub eliportuale nel bel mezzo del Parco Nord, oltre all’eliporto disgraziatamente realizzato nel Palazzo della Regione e che si trova in mezzo e non sopra ai condomini circostanti, prevede anche un eliporto sotto i grattacieli delle Ferrovie che dovrebbe diventare la stazione da cui partono i passeggeri. Non è colpa dell’Expo ma una proposta dell’assessore della Giunta Regionale di Formigoni. È chiaro che un sistema di eliporti costruiti in mezzo ai quartieri e non sopra comporta disagi enormi in termini di inquinamento e salute e per questo in Bicocca e nei comuni del Parco Nord sono nati comitati contro questo progetto che, lo ripeto, riguarda concretamente anche l’Isola. (Diana Comari) Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. ONA FRANCA I trecento del Grivola Silvia Benna Rolandi a cura di Sandra Saita Storia di una badante ucraina are lettrici, cari lettori, prima di raccontarvi la storia di questo C mese, voglio soffermarmi senza essere retorica sui sentimenti che mi portano a essere amica dello straniero. Nei miei ricordi vive sempre l’amicizia epistolare che ho mantenuto per quattro anni con un giovane spagnolo nella legione straniera. E poi 25 anni di volontariato nel reparto di Psichiatria del Niguarda con gli stranieri: un’amicizia profonda, indissolubile nell’ascolto e nel conforto. Dall’adolescenza a oggi sono trascorsi tanti anni. Oggi una chioma bianca adorna il viso, ma tutto vive dentro di me come una quercia e ogni volta le radici dell’amicizia, del rispetto, dell’amore mi abbracciano. Questo è importante perché questa è la vera vita. oglio raccontarvi la storia di Maria Gavyuk, perché la sua è una V storia vera, una vita che non le ha risparmiato lacrime e sacrifici, una storia vissuta da lei, il marito Nicola e le figlie Irina e Giulia con tanta forza e amore. È il 1990 quando l’Ucraina si separa dalla Russia. Aumenta la povertà, non c’è lavoro, bisogna andare all’estero. Non è facile per Maria, 42 anni, lasciare le figlie Irina, 18 anni, e Giulia, 14 anni, per venire in Italia. Ci viene nel 2005 per raggiungere il marito Nicola, 42 anni, il fratello e la sorella che si trovano ad Avellino da due anni. Hanno un lavoro stagionale: raccolgono castagne e nocciole. Maria, quando non è tempo di raccolta, lavora come badante presso un’anziana. Quando esce la legge sul reato di clandestinità i familiari della donna vogliono assumerla, ma questa muore e Maria rimane senza lavoro. Nel frattempo la sorella si sposta a Milano e Maria la raggiunge. D’impovviso però arriva la notizia che Giulia non sta bene. Qualcuno deve tornare a casa ma la decisione non è facile per Maria e Nicola. Alla fine sarà il marito che tornerà perché è più facile che la moglie trovi un lavoro di badante. Infatti Maria si stabilisce a Niguarda e lavora come badante della signora Rita. Quando arriva il momento vengono pagati i 500 euro pre- sisti dalla legge. C’è solo da aspettare il permesso di soggiorno. Conosco Maria da un paio di anni e, quando mi parla delle figlie che non vede da cinque anni, si emoziona e piange. Un giorno mi mostra la foto di Irina che si è sposata con Ivan, ma solo civilmente perché il rito religioso lo vogliono fare quando ci sarà la loro mamma, e poi anche la foto di Giulia. Maria è orgogliosa delle sue figlie perché sono cresciute da sole e hanno studiato da sole. Irina è infermiera professionale al reparto di pneumologia. E suo marito è tecnico dentista. Giulia invece sta studiando come fisioterapistaestetista. Sempre emozionata, Maria mi racconta che sente i suoi tutti i giorni e mi dice:“Ci vogliono tanti soldi ma non importa!”. Quando mi parla del marito lo fa con tale dedizione che le domando:“Che cos’è tuo marito per te?” Con le lacrime agli occhi risponde:“Mio marito è la mia vita perché abbiamo fatto due figlie meravigliose in questo mondo. Devo ringraziare Dio che ha dato loro la forza di crescere da sole con il suo aiuto e la stessa forza che Lui dà a me. Sai Sandra, Giulia ha dato 5 esami tutti in una volta e mi ha detto: ‘Mamma, faccio questi esami per te, per i sacrifici che fai ogni giorno per noi’. Io le ho risposto: ‘Devi fare tutto questo per te’”. Quella di Maria è una bella famiglia, basata sull’amore, il rispetto, la fedeltà. È il 23 dicembre. Cammino frettolosa. Incontro Maria in via Hermada. La chiamo per gli auguri di Natale. Lei si avvicina e piange: “È morta la mia mamma. Sto andando in chiesa per pregare”. Ci abbracciamo forte. In un pianto disperato continua: “Sono cinque anni che sono qui e che non vedo i miei cari.In questi anni ho perduto mio padre,mio suocero, si è sposata mia figlia. Oggi mia mamma... Maledetti soldi! Ti fanno perdere tutti gli affetti…”. La vita in Ucraina è difficile,c’è povertà.Ancora un paio di anni e Maria tornerà per sempre a casa, a Zaporozhie. Le auguriamo di cuore che prima che arrivi la primavera, le arrivi il permesso di soggiorno. La settimana scorsa alla signora Rita sono arrivati i contributi da pagare. Filastrocca del dolore Nel suo animo incombe il silenzio muto è il cuor che non aspira al canto Ella ieri coglieva viole del quadrifoglio portava vanto Se il dolor fosse un sogno che l’alba porta via quanti sorrisi avrebbe il mondo pace e armonia Giulia Irina e Ivan agazzi, si balla. Volendo e potendo, anche quelli coi capelli R bianchi. Perché a Milano, finita l’epoca delle balere, i giovani battono il tempo sui tasti del computer e gli anziani lo cancellano allegramente al ritmo dei balli caraibici. Non ci credete? Fate una capatina in via Grivola 10, all’omonimo centro socio-ricreativo per anziani,il martedì e la domenica pomeriggio.Non ci troverete tutti i trecento e passa soci, ma una buona rappresentanza si. Non si balla soltanto. Delle altre attività ci parla Teresa Righetto, che è stata eletta recentemente presidente del centro: “Abbiamo i corsi di computer, di recitazione e di canto, più un laboratorio artistico, che gestisco con entusiasmo da quando ho smesso di lavorare in privato (facevo la camiciaia) per dedicarmi ai miei hobbies. Al Santa Monica, un altro centro anziani di Zona Nove che ho lasciato per il Grivola, ho cucito per l’Unicef, con l’aiuto di altre signore, le pigotte, le famose bamboline di stoffa. Insegnavo per passione anche altri lavoretti artistici, come fiori di carta e piccoli oggetti da regalo. Oggi ho responsabilità maggiori e devo attribuire le diverse mansioni alle cinque persone che formano il comitato di gestione, eletto dai soci tre mesi fa. Quanto agli insegnanti delle varie attività, il Comune sovvenziona un tot di ore, che tocca a noi distribuire tra i vari professionisti. Nell’arco della settimana, il lunedì c’è canto e recitazione, il martedì c’è yoga al mattino e ballo il pomeriggio, il mercoledì la scuola di balli caraibici e quella di computer, il giovedì il laboratorio manuale (pittura,disegno,ceramica…) e la tombola,il venerdì mattina ginnastica.Tutti i pomeriggi si gioca a carte e a bocce.Il sabato è chiuso. La domenica si balla. Il centro è aperto fino alle 18,30. I soci hanno dai 55 anni in su, senza limite massimo. Il più anziano attualmente ha 93 anni. Qualcuno arriva con la badante, soprattutto per ascoltare musica dal vivo. Sentiamo la mancanza di Maria Volpari, che faceva parte del comitato direttivo ma non frequenta più per motivi di salute. Durante l’anno il Comune invita gli anziani dei centri a diverse manifestazioni, per esempio la camminata non competitiva o il saluto prima delle vacanze in selezionate strutture alberghiere o il brindisi generali per gli auguri di Natale. In definitiva ci sono molte occasioni per stare insieme, perciò invito le persone sole a venire da noi:saranno bene accette.Il numero di telefono,per avere altre informazioni, è 02.6434061. Che dire di più? Solo un cordiale augurio agli anziani, in questo gelido inverno, di scaldarsi muscoli e cuore in buona compagnia. Lombardia: di quale sanità hanno bisogno i cittadini sari per assistere chi esce dall’ospedale: dimissioni protette, riabilitazione, lungodegenza, assistenza domiciliare. Serve, infatti, un ruolo più moderno e innovativo del medico di medicina generale e un rafforzamento della guardia medica, servono servizi per la cronicità, visto l’aumento del numero di persone anziane con più patologie. Serve, insomma, ricostruire la cosiddetta “continuità assistenziale”, per garantire continuità di cura. iù del settanta per cento del Bilancio della P Regione Lombardia è destinato alla sanità. Ma come funziona la sanità nella nostra regione? A quasi quindici anni dall’entrata in vigore della legge 31, che ha varato il cosiddetto modello lombardo, sono evidenti i limiti del sistema sanitario lombardo e i problemi che devono essere affrontati. L’appropriatezza delle cure L’aver messo sullo stesso piano ospedali pubblici e cliniche private, se ha consentito la libertà del cittadino di scegliere dove andare a farsi curare, non ha però dato certezza dell’appropriatezza delle cure. Lo dimostrano i numerosi scandali nella sanità privata, a partire da quello più clamoroso della Clinica Santa Rita. I cittadini hanno diritto a ricevere prestazioni sanitarie necessarie e non inutili, fatte solo per garantire guadagni facili. L’appropriatezza delle cure è perciò un obiettivo importante da portare avanti. Prenotazioni, ticket e attese Un altro problema da affrontare è quello della partecipazione alla spesa. Sempre di più i cittadini sono costretti a pagare per farsi curare, e non parlo solo dei ticket sul pronto soccorso, sui farmaci e sulla diagnostica. Parlo del fatto che per superare code e attese che per alcune tipologie di esami o interventi sono molto lunghe, soprattutto verso la fine dell’anno, si è spesso costretti a pagare privatamente, e in alcuni casi a rinunciare addirittura alla cura. Il malato si trova, infatti, di fronte ad un vero e proprio percorso ad ostacoli. Da quando il medico di famiglia gli prescrive un esame fino a quando arriva dallo specialista, vi sono dei passaggi obbligati che comportano tempo, code e fatica: prenotazione, pagamento ticket, ritiro esami, ritorno dal proprio medico, per poi a volte ricominciare da capo. Eppure ognuno di noi è dotato di una carta plastificata (Carta SISS) che, se funzionasse, consentirebbe di prenotare l’esame direttamente dal computer del medico di famiglia, di avere sempre via computer i risultati degli esami, di inserire nella stessa carta SISS il fascicolo sanitario del paziente. L’accesso ai servizi e il ruolo dell’ospedale Occorre cambiare l’approccio alla sanità. Prima ancora di parlare di modello organizzativo, bisogna partire dai bisogni di assistenza, facilitare e garantire l’accesso ai servizi, per non lasciare sole soprattutto le persone più fragili. Partire dai bisogni, riorganizzare la sanità sul territorio, integrare i servizi sanitari con quelli sociali, ridurre la burocrazia, non è questione secondaria, ma determinante. Così come è importante ripensare al ruolo degli ospedali. La ricerca scientifica, le innovazioni tecnologiche, l’evoluzione della medicina, fanno sì che gli ospedali del futuro, fra meno di dieci, quindici anni, saranno molto diversi da quelli attuali. Molte prestazioni e interventi verranno fatti in Day Hospital o a livello ambulatoriale. In ospedale si andrà solo in determinati casi e per determinati interventi chirurgici, e ci si starà per pochi, pochissimi giorni. Ci sarà bisogno, anzi c’è già oggi bisogno di una diversa edilizia sanitaria, di una diversa organizzazione del lavoro, di nuove professionalità. Ci sarà bisogno di eccellenza, di efficienza e di efficacia delle prestazioni. L’ospedale del futuro dovrà lavorare in rete con gli altri servizi socio sanitari e sociali presenti sul territorio, contribuendo così a costruire un nuovo sistema salute. Cure e prevenzione sul territorio Aver posto al centro dell’attenzione in questi anni quasi esclusivamente l’ospedale come ha fatto Formigoni ha, di ARDEMIA ORIANI fatto, indebolito i servizi sul territorio, quelli di pre- Consigliera Pd Regione Lombardia venzione e di cure intermedie e quei servizi neces- www.ardemiaoriani.it COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 17 I NOSTRI ARTISTI L’arte del riciclo: creatività, ironia e delicatezza Anna Maria Indino e Gero Urso interpretano con originalità il rapporto tra arte e oggetti. Valeria Casarotti-Teresa Garofalo N on è certo la prima volta che Art Action, la più piccola galleria del mondo, ci sorprende e solletica il nostro piacere artistico presentando delle mostre singolari, estrose, particolari per il tema proposto ai suoi artisti o per il supporto scelto per realizzare le opere pittoriche. Così anche questo mese la galleria funge da palcoscenico per un saggio interessante e originale di due artisti, Anna Maria Indino e Gero Urso, che dal 30 gennaio all’11 febbraio presentano alcune loro opere basate sull’utilizzo fantasioso di materiale riciclato. “Occhio al consumo - Riciclo che passione”, questo il titolo della mostra, ci offre un gradevolissimo insieme di pitture senza tela, che ci dimostrano come anche un umile fondo di cassetta di legno per la frutta o una vecchia scatola di cartone possono divenire supporto per un’opera pittorica, quando chi lavora è un artista. Così le composizioni figurative che nascono da un collage estroso e bizzarro fatto con materiale povero, oggetti “usati”, destinati alla spazzatura, recuperati e riportati a vita per assumere un significato diverso e ben più ampio di quello originario. Immagini che inviano messaggi all’apparenza semplici e divertenti, che ci colpiscono come un gioco di parole, ma che ci fanno anche riflettere sul problema tutto attuale del rapporto tra arte e oggetti. La capacità di conferire dignità artistica a oggetti, considerati scorie della società, inizia con la critica al consumismo portata avanti dalla Pop Art per svilupparsi attraverso il Nouveau Réalisme francese e l’Arte Povera italiana fino ai giorni nostri in cui al recupero della memoria l’artista accosta la consapevolezza dell’irreversibile impatto dell’uomo sull’ambiente circostante. Una mostra che diverte e nello stesso tempo induce alla riflessione su temi pressanti del mondo d’oggi e sulla fugacità dell’esistenza. A sinistra, opere di Gero Urso ricavate su e con materiale tratto dalle cassette della frutta. A destra Anna Maria Indino con le sue originali composizioni artistiche. Installazioni dedicate a Yoko Ono rte-Installazioni del maestro Alex Schiavi dedicate alla A grande artista giapponese Yoko Ono nell'anniversario della sua nascita (18 febbraio 1933): giovedì 18 febbraio, Niguarda; venerdì 19 febbraio, Bicocca; sabato 20 febbraio, piazza San Marco - Brera. In particolare Alex Schiavi rende omaggio a questa meravigliosa artista realizzando alcune in- ONA NOVE 18 stallazioni cartacee a lei dedicate: in piazzale Istria, in via Val di Ledro, alla stazione di Greco, all’università Bicocca, alla Casa di Alex (via Moncalieri 5), alla Fabbrica dell’esperienza (piazza San Giuseppe 12). Per ulteriori informazioni: Alex Schiavi 339-41.58.942 - e-mail [email protected] La libera vivacità di Umberto Zenari Ovvero il nostro “Zonino” visto da un altro artista, nostro “antico” collaboratore. Norman Zoia a piega di un sorriso amaro non gli ha mai tolto L quel gusto un po’ all’inglese per la battuta. Una vena ironica del tutto originale però, non estrapolata dallo humour di corte della regina madre di turno, quella che accompagna da sempre le considerazioni ai confini della filosofia di Umberto Zenari. In fondo anche le stesse riletture di alcune pagine della storia dell’arte, coniugate allo sberleffo modaiolo ritagliato dai magazines e pronte a rinascere nei collages di questo versatile pittore ed inventore ambroligure, parlano attraverso un linguaggio che strizza l’occhio alla realtà imbastardita e tuttavia impreziosita da una certa vis comica, senza mai eccedere nella meccanica provocatoria e soprattutto senza mai compromettersi con le facili volgarità imperanti. Davvero meritato lo Zonino d'oro che gli è stato di recente riconosciuto. Un premio che potrebbe rapportarsi ad altre qualità del nostro art maker affabulatore. Precursore del genere demenziale e autore di testi per il cabaret e di vivaci sketch per l’Altra Radio ai tempi pionieristici delle emittenti libere, ha tra l'altro collaborato col sottoscritto negli ultimi anni del vecchio millennio. Per un buon periodo ci si incontrava tutti i fine settimana, al quattordicesimo piano di casa sua, insieme al comune amico Mario de I Classici, per cercare di mettere nero su bianco idee e progetti ai quali si credeva e per i quali ci si sentiva vivi. Specialmente uno dei tanti spunti, un romanzo-memoriale a quattro mani ambientato ai tempi eroici del beat nel lontano 1966, aveva preso abbastanza piede e un centinaio di pagine buttate giù a mano stanno ancora da qualche parte ad aspettare che la coppia si riformi non solo virtualmente. Oltretutto la firma combinata Zoia & Zenari suonerebbe di buon auspicio essendo di per sé evocatoria di risvolti appaganti sotto il profilo morale ed economico. Dal versante nordorientale nel quale mi trovo a operare ormai da un decennio mi auguro di cuore che si possa, seppure magari a distanza in un primo momento, riprendere quella strada che ci appartiene. Sarebbe per di più un onore riconfrontarsi da parte mia con Umberto, del quale ammiro non soltanto il lato creativo ma altresì quello umano e di padre, quella speciale forza interiore che gli ha fatto superare momenti di laceranti difficoltà: domestiche, lavorative, emotive. Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. OSPEDALE a cura di Daniele Cazzaniga Terminati i lavori del primo lotto del nuovo Niguarda Entro fine anno inizieranno i lavori del secondo on quasi un mese di anticipo, notizia più unica che raC ra in Italia, i lavori del primo lotto del nuovo Niguarda, ovvero la costruzione del monoblocco sud, del polo logistico, e di quello tecnologico e del parcheggio interrato, sono stati completati in meno di tre anni. Il 10/1 u.s., come hanno fatto centinaia di persone, abbiamo visitato il monoblocco, la cosiddetta piastra sud, che ospiterà i reparti ad alta specialità (high care) attualmente dislocati nei diversi padiglioni del vecchio ospedale, quali ad esempio terapie intensive, centro trapianti, oncologia, chirurgia (anche robotica), cardiologia, cardiochirurgia ed ematologia. E i numeri di questa nuova palazzina, una vera e propria cittadella sanitaria, sono impressionanti: oltre 460 posti letto, 27 posti di terapia intensiva, 77 ambulatori, 22 camere operatorie, 60 posti di day hospital, 40 per il day surgery, 28 sportelli di prenotazione oltre a spazi commerciali ed un atrio di ingresso, chiamato con pomposità main street, avveniristico, come si vede dalle foto pubblicate nella pagina. L’impressione che abbiamo tratto durante la visita guidata è stata estremamente positiva: spazi ampi, luminosi, confortevoli, ben co- L’eccellenza campana a Villa Torretta L’ associazione GensCampana nasce con il compito di mantenere vivo il legame tra la Campania e chi la Campania ha dovuto lasciare organizzando eventi dove sia possibile conoscerla e ritrovarla con i suoi prodotti tipici, le sue bellezze naturali, artistiche e culturali. Per chi è partito e ha dovuto lasciare la sua terra è un’occasione di ritrovare un pezzo di casa, per chi non è campano per scoprirla ed amarla. L’associazione intende migliorare l’immagine della regione e del suo popolo, offrendo la possibilità di creare iniziative legate alla produzione artisticoculturale, turistica e dei prodotti enogastronomici. Gli associati rivestono la duplice veste di promotori e nel contempo di fruitori del “prodotto” campano. Per il territorio d’arrivo, ovvero nei comuni dove Genscampana organizza le proprie attività, l’associazione costituisce senza dubbio alcuno un’opportunità, per le popolazioni e le istituzioni locali ed in particolare per le attività commerciali e turistiche. Attualmente sono operativi i Distretti extracampani di: Milano (sede in zona 9), Como e Monza Brianza (sede ad Arosio), Bergamo (sede a Bergamo), Varese (sedi a Saronno e Varese), Torino (sede a Torino) e si stanno costituendo in tutte le maggiori province del nord italia nuovi distretti. È in quest´ottica che GensCampana ha organizzato nei nostri dintorni, presso il Grand Hotel Villa Torretta, il Gens Expo 2010. La manifestazione si articolerà su due giornate (13 e 14/3) durante le quali sono previsti l’esposizione di prodotti tipici dell’enogastronomia, dell’artigianato e del turismo a cura e con il Patrocinio dell’Ente provinciale per il turismo, un percorso turistico guidato sulla provincia salernitana; un convegno e tavola rotonda su arte, cultura, storia, enogastronomia, turismo e artigianato, cui parteciperanno tra gli altri Vittorio Vitale, Presidente GensCampana, Claudio Gubitosi, Direttore Giffoni Film Festival, Monsignor Benedetto Chianetta, Abate Abbazia di Cava de’ Tirreni, e Antonio Lubrano, giornalista e scrittore; uno Spettacolo di musica, teatro e cabaret. Per informazioni scrivere a: [email protected] (Monica Landro) struiti, che ricordano più un albergo di un ospedale. E ancora: dotazioni tecnologiche all’avanguardia, che raggiunge il suo apice nelle camere operatorie e nelle terapie intensive con apparati medicali e impianti di connessione/alimentazione doppi (come avviene sugli aerei) per prevenire eventuali malfunzionamenti. Il tutto con l’obiettivo del massimo confort e sicurezza sia per i degenti sia per il personale sanitario. Le stanze, degne di un albergo a 5 stelle, tutte dotate di bagno, ospitano al massimo due letti e sono dotate di tutti i comfort, dalla tv al climatizzatore, oltre alle connessioni medicali e informatiche per permettere al personale medico e infermieristico di fornire al paziente le cure necessarie. Il risultato di questo ponderoso lavoro sembra essere stato raggiunto come ha dichiarato con soddisfazione Pasquale Cannatelli, Direttore Generale del Niguarda, durante l’audizione alla Commissione Sanità del CdZ 9. Il nuovo Niguarda nasce, ha affermato Cannatelli, con l’obiettivo di avere una struttura ospedaliera all’avanguardia e pronta a reggere le novità medico-scientifiche per i prossimi 30 anni. L’attuale ospedale, ha proseguito Cannatelli, versa in uno stato di criticità per il 57% delle strutture e solo il 23% è in condizioni eccellenti. I padiglioni attuali creano difficoltà e disagi sia per i degenti sia per il personale ed inoltre sono inefficienti. Ecco perché, ha concluso Cannatelli, abbiamo pensato alle due piastre, quella ad alta intensità appena terminata e quella a bassa intensità che inizieremo a costruire entro fine anno che, insieme all’edificio del Dea (Pronto Soccorso), accoglieranno tutte le funzio- Dai un voto alla tua coop I soci coop della Lombardia chiamati a dare un giudizio sul proprio negozio. al 12 al 21 febbraio, in tutti i punti vendita di Coop D Lombardia si terrà l’iniziativa “Dai un voto alla tua Coop”. Coop Lombardia propone ai suoi soci un nuovo strumento di coinvolgimento nella vita della cooperativa, in linea con il principio di “partecipazione” che ne costituisce uno dei valori fondanti. Dai un voto alla tua Coop è un’occasione per tutti i soci di esprimere una personale valutazione sugli aspetti più importanti del proprio punto vendita: dalla cortesia del personale alla qualità dell’offerta, dai tempi di attesa alla difesa del potere d’acquisto. I giudizi dei soci offriranno un ulteriore contributo a migliorare complessivamente i servizi offerti e saranno utili per supportare specifici interventi sui punti vendita. Si tratta quindi di un’iniziativa importante rivolta ai soci che sono i proprietari della cooperativa ed hanno pieno titolo per intervenire nel suggerire miglioramenti dei servizi e la qualità dell’offerta. Come si vota: a partire dal 12 febbraio, presso tutti i punti vendita Coop saranno distribuite delle schede contenenti un elenco di voci da valutare e uno spazio per il voto. I soci saranno invitati a compilare la scheda ed a restituirla al personale incaricato, presente in negozio nei giorni dell’iniziativa. Anche i volontari dei Comitati soci saranno presenti a supporto dell’iniziativa. La votazione avverrà dal 12 al 21 di febbraio 2010. Riconsegnando la scheda nell’apposita urna, ogni socio riceverà un simpatico omaggio È possibile votare anche on line collegandosi al sito www.votacoop.it, dove si trovano tutte le informazioni relative all’iniziativa (Valeria Malvicini) ni principali del nuovo ospedale. Dunque comfort, efficienza, sicurezza e innovazione tecnologica. Che non si ferma al blocco sud e nord perché il primo lotto dei lavori comprendeva anche la costruzione del polo tecnologico e di quello logistico. Polo logistico: accoglie una grande cucina centralizzata, la farmacia centralizzata, i magazzini dell’economato e quelli automatizzati, nei quali operano carrelli a controllo computerizzato. Polo tecnologico: è il cuore pulsante del nuovo ospedale. Accoglie la centrale termica, quella frigorifera e quella di cogenerazione che permette al nosocomio l’autosufficienza energetica e in alcune ore della giornata di vendere l’energia prodotta in eccesso. Parcheggio sud: il primo ad essere stato ultimato quasi un anno fa. Può accogliere oltre 700 auto, distribuite su tre piani. Ha una parte riservata al personale dell’ospedale e la parte aperta al pubblico ha tariffe assolutamente competitive. Ultima chicca, esposta con enfasi anche da Cannatelli, i cunicoli che uniscono i vari edifici del nuovo ospedale: 550 metri, riscaldati, per la circolazione dei pazienti e del personale, 550 metri per il trasporto merci con carrelli automatizzati e oltre 1000 metri per il passaggio delle reti tecnologiche. In alto a sinistra, il Polo tecnologico. Sotto da sinistra, il Polo logistico, il Blocco sud, una camera operatoria, una sala per la terapia intensiva, un atrio d’ingresso. Nuovi corsi al Piccolo Conservatorio Piccolo Conservatorio di Milano, diretto dal maestro Alex Schiavi Iperlapre a nuovi corsi musicali e a stages musicali di sicuro interesse, sia i professionisti della musica sia per tutti coloro che vogliono fare della musica la loro professione. Segnaliamo i corsi di: fonico di studio di registrazione, tecnico di studio e di palco per complessi, operatoregiornalista musicale e promotore di eventi musicali in campo rock e della musica leggera. Inoltre di grande interesse è anche il laboratorio creativo per artisti,che si rivolge a cantanti,musicisti,artisti che vogliono incrementare, oltre alle loro capacità tecniche, anche la consapevolezza di se stessi, delle proprie capacità, del proprio talento, dei propri limiti, per poterli superare e per poterli accettare. Si eseguiranno esercizi sul pensiero positivo, sulla capacità di ricevere e sperimentare sensazioni, tecniche di rilassamento. Per informazioni ed iscrizioni: 339-41.58.942, 338-87.60.289 - e-mail: [email protected] - sito: www.scuoladimusicamilano.eu. All’Edificatrice si balla a Cooperativa Edificatrice di Niguarda, tra le molteplici attività e L servizi che offre da tempo ai suoi soci ed a chi vuole partecipare, propone anche un corso di ballo latino-americano. Esso si svolge tutti i venerdì presso il salone della Cooperativa in via Ornato 7, dalle ore 19 alle 21. L’ambiente accogliente e familiare è idoneo a diventare un punto di incontro per le persone che vogliono vivere una parte del loro tempo libero in socialità. La ragione del successo? Trasmettere la voglia di muoversi in completa libertà, serenamente, accantonando per qualche ora i pensieri e i problemi della vita quotidiana. Il primo corso, partito nel mese di settembre,ha avuto grande seguito grazie anche a Roberto, l'insegnante, con il suo staff e un costo accessibile a tutti. Sta iniziando ora un secondo ciclo di lezioni della durata di tre mesi, sempre nella sede di via Ornato 7. Chi volesso iscriversi o desiderasse maggiori informazioni può consultare il sito della cooperativa www.coopniguarda.it. COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 19 GIORNATA DELLA MEMORIA Il Monumento al Deportato: un ponte tra passato e presente L’opera, ideata da Lodovico Barbiano di Belgiojoso, anch’egli ex deportato a Mauthausen, ricorda i 561 operai, impiegati e tecnici di grandi e piccole fabbriche del nord Milano, colpevoli di aver scioperato nel marzo ’43 e ’44 per chiedere migliori condizioni di vita, pace e libertà. Una mostra sugli scioperi dei tranvieri nel ‘43 e nel ‘44 Intervista a Carlo Smuraglia, Presidente Provinciale dell’Anpi. Angelo Longhi el biennio tra la primavera del ‘43 e quella del ‘44 si svolsero impoN nenti scioperi operai nelle grandi fabbriche del triangolo industriale, favoriti anche dal blocco dei mezzi pubblici promosso dai lavoratori Valeria Casarotti-Teresa Garofalo iornata della Memoria, un appuntamento irrinunciabile anche per G i cittadini della zona nord di Milano che il 24 gennaio si sono ritrovati in corteo per raggiungere il Monumento al Deportato posto sulla sommità di una collinetta del Parco Nord. In testa al corteo i gonfaloni della Provincia di Milano, di Sesto San Giovanni, città “Medaglie d’oro al Valore Militare,” e di tutti i Comuni del comprensorio Nord Milano. A questi si aggiungevano gli stendardi delle molte associazioni, in primis l’Aned e l’Anpi, che svettavano tra una folla commossa e partecipe. Molte le autorità, tra cui il presidente del CdZ 9 Beatrice Uguccioni, sindaci, assessori. Ma quale è il significato di questa manifestazione viva ormai da quasi un decennio, da quando cioè il nostro Parlamento ha aderito alla proposta internazionale dichiarando il 27 gennaio, data di liberazione del campo di Auschwitz, “Giornata della Memoria”?. È un giorno per non dimenticare tutte quelle persone, donne, uomini, operai, contadini, intellettuali che hanno lottato contro il nazifascismo pagando spesso con la vita. È un giorno per non dimenticare i perseguitati per motivi religiosi e razziali, zingari, omosessuali, asociali, malati di mente, ebrei considerati “diversi” e per questo deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti sparsi ovunque nell’Europa. La folla presente anche quest’anno al Parco Nord si è raccolta intorno al monumento ideato dall’architetto Lodovico Barbiano di Belgiojoso, ex deportato a Mauthausen, per ricordare i 561 operai, impiegati e tecnici di grandi e piccole fabbriche del nord Milano, colpevoli di aver scioperato nel marzo ’43 e ’44 per chiedere migliori condizioni di vita, pace e libertà (vedi anche articolo a parte). Di questi oltre 240 non hanno più fatto ritorno ma i loro nomi, incisi sulle lapidi, è importante che restino scolpiti nel nostro animo perché anche a loro noi siamo debitori della libertà. Bellissimi ci sembrano a tale proposito i versi del poeta cubano Roberto Fernandez Retamar: “Se io sono libero, lo sono perché qualcuno è morto per me. Voglio sapere il suo nome”. Tra gli oratori Giuseppe Valota, presidente dell’Aned di Sesto, il senatore Antonio Pizzinato, presidente dell’Anpi Regionale, Giorgio Oldrini, sindaco di Sesto San Giovanni, Andrea Mascarè e Fabio Altitonante, assessori del Comune e della Provincia di Milano. Il nucleo di tutti gli interventi è stato quello della lotta contro il razzismo e della necessità di assumere ognuno di noi l’impegno morale e sociale di trasmettere soprattutto ai giovani i valori dell’uguaglianza e della solidarietà. La speranza che tali ideali possano divenire i valori fondanti della nostra società ci viene dalla presenza a questa manifestazione di giovani studenti della scuola media Don Milani di Sesto che,attraverso un lavoro svolto in classe, partendo dalla poesia di Italo Calvino “Oltre il ponte” sottolineano la necessità di superare i pregiudizi, accomunare le idee, “stendere un ponte “ per creare un dialogo tra le diversità. La testimonianza dell’architetto deportato sui lager “A Mauthausen cantavo dentro di me l’inno di Mameli e l’Internazionale”. Così il conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso cercava di evadere, interiormente, dal lager. il 21 marzo 1944. Il giovane architetto milanese Lodovico di Belgiojoso È viene arrestato e condotto a San Vittore per la sua attività antifascista: dal 1942 insieme agli amici Giangio Banfi, Ernesto Rogers, Enrico Peressutti, con i quali aveva fondato lo studio BBPR,conduceva una doppia vita. I quattro, infatti, all’attività di architetti accostavano quella di collaboratori dei gruppi partigiani della zona di Lecco e dell’aviazione inglese. Internato nel campo di concentramento di Fossoli, in provincia di Modena, il Belgiojoso viene dopo due mesi trasferito a Mauthausen, poi nel sottocampo di Gusen I.“Spacciandomi per ingegnere - avessi detto ‘architetto’ chissà cosa avrebbero capito - riuscii ad evitare la cava, il lavoro più duro, quello che ti concedeva tre mesi di vita, e mi ritrovai a lavorare nelle officine Messerschmidt e Steyr, dove mi occupavo della rettifica di fucili e mitragliatrici, lavoro che per fortuna potevo svolgere al riparo e seduto”. Non così fortunato fu l’amico Giangio che, arrestato insieme a Belgiojoso, con lui venne deportato a Mauthausen dove, a soli 34 anni, morì il 10 aprile ‘45. Nel libro autobiografico “Frammenti di vita” il Belgiojoso racconta la sua dura esperienza di deportato e la sua lotta per conservare, in quell’abisso di orrori, la libertà e la dignità di uomo.“Un giorno - racconta - il comandante del campo di Mauthausen passava in rassegna noi deportati e, quando si avvicinò a me, con forza cominciai a pensare: ‘Io sono libero, mentre tu sei schiavo.Tu non capisci quello che penso e io penso quello che voglio”. Un coraggio e una forza d’animo che gli derivavano dall’educazione familiare e dall’esempio dei suoi antenati, Federico Confalonieri e Cristina Belgiojoso Trivulzio, due figure emblematiche del nostro Risorgimento, anch’essi perseguitati, carcerati ed esuli per un’ideale di libertà e indipendenza. Liberato il 4 maggio 1945, Lodovico di Belgiojoso fa ritorno a Milano e riprende la sua attività con Enrico (Aurel) Peressutti e l’amico ebreo Ernesto Rogers, salvatosi espatriando in Svizzera. Dallo studio BBPR nasceranno progetti per la ricostruzione di Milano e di altre città distrutte dalla guerra. Tra le opere più prestigiose la Torre Velasca e il Memoriale italiano di Auschwitz, un’opera monumentale realizzata nel 1979: una spirale simbolo del vortice di violenza che travolse tutte le vittime del fanatismo e della follia nazista. Una delle ultime opere del Belgiojoso è il Monumento al deportato del Parco Nord, una figura umana stilizzata, con i piedi affondati nei sassi e al posto della testa grossi massi di pietra, simbolo della spersonalizzazione dell’uomo nel lager. Fino agli ultimi giorni di vita - è scomparso nel 2004 - Lodovico Barbiano di Belgiojoso non ha mai smesso di impegnarsi per mantenere viva la memoria perché diceva “la memoria serve a ricordare quello che non doveva essere, che non dovrà mai più essere”. (Valeria Casarotti - Teresa Garofalo) Scalarini, una matita contro il fascismo e la guerra Una mostra dedicata al grande disegnatore satirico al servizio degli ideali di pace e di giustizia sociale. Valeria Casarotti-Teresa Garofalo Giuseppe Scalarini,caricaturista di faA ma internazionale, Sesto S. Giovanni ha dedicato una mostra, aperta fino al 31 gennaio, inserita nelle manifestazioni per il Giorno della Memoria. L’artista ci ha lasciato con le sue vignette satiriche una lezione profonda di onestà e di fermezza morale, di difesa dei valori fondamentali della vita, la solidarietà, la giustizia sociale, la libertà, l’opposizione alla violenza e alla guerra. Il messaggio che ci trasmette è ancora oggi drammaticamente attuale perché sono le idee piuttosto che le persone il bersaglio delle sue vignette. Certo non era tenero contro chi scatenava guerre e mandava al massacro,chi affamava i poveri,prevaricava,imbavagliava o annientava le coscienze ma con la sua satira egli voleva soprattutto chiarire, spiegare, far riflettere. Così scrive di lui il critico Mario De Micheli: “Scalarini credeva che un disegno possa parlare all’uomo semplice in maniera più diretta di un articolo. Per lui una caricatura doveva possedere una virtù pedagogica, una qualità didattica”. Dal 1911 al 1926 Scalarini pubblicherà sul giornale socialista l’Avanti! ben 3700 disegni commentando ogni giorno gli avvenimenti politici del tempo, la guerra di Libia, il neutralismo e l’interventismo, la Grande Guerra, la violenza fascista, il delitto Matteotti. Nell’ottobre del ’26 furono sciolti i partiti e chiusi i loro quotidiani e da quel momento fino alla fine della guerra a Scalarini fu impedito di esprimersi. Con le sue pungenti vignette egli portava allo scoperto i soprusi e le ingiustizie delle classi dominanti. Stimolando la ragione e la coscienza politica dei lettori, li liberava poi dall’intorpidimento voluto dal regime. Per questo fu picchiato, incarcerato, condannato al confino. “Per circa vent’anni, fino alla Liberazione - ci raccontano i nipoti Bianca e Nando - al nonno fu vietato di firmare ‘qualunque suo lavoro di qualsiasi genere’. Furono anni difficili durante i quali collaborò anonimamente al Corriere dei Piccoli e lavorò per altri disegnatori. Dal ‘45 al ‘48, anno della sua morte, riprese la battaglia per la giustizia sociale pubblicando caricature sul Codino Rosso di Torino e sui quotidiani l’Avanti!, Mondo Nuovo e l’Umanità. In questa mostra a tema abbiamo esposto una piccolissima parte dei suoi 13 mila disegni, un gruppo ONA NOVE 20 di vignette adatte alla commemorazione del Giorno della Memoria. Sono disegni, infatti, che esprimono con forza la convinzione profonda di Scalarini nei valori della vita e della solidarietà che solo la giustizia sociale assicura. La donna in lutto abbandonata su un cannone ancora fumante, immagine tragica della guerra del ‘15-’18. La fine delle libertà costituzionali e la nascita della dittatura che imbavaglia la legge del diritto sono rappresentate,in una vignetta del 1924,dal volto di una donna cui è impedito parlare. La condanna della guerra è ancora presente in una vignetta ‘profetica’ del 1946: un’enorme scopa spazza via i confini tra gli stati, causa di conflitti, dando vita agli Stati Uniti d’Europa. Sono questi solo tre dei disegni esposti, tutti originali, efficaci, stimolanti. Sono disegni in bianco e nero, dal tratto severo ed essenziale. Poche linee, dure e geometriche, sufficienti a fotografare la realtà e ad esprimere un giudizio, altrettanto definito. Quelle di Scalarini non sono vignette umoristiche, sono messaggi drammatici, veri e propri articoli di fondo figurati.“Il nonno disegnava su un tavolino tra carte,penne e matite, un boccettino di inchiostro di china, colla, forbici, squadre di legno, compasso e righello - ricorda Nando”. “Era molto preciso - aggiunge Bianca- ed era bravissimo a realizzare tavole scientifiche, che per un certo periodo gli hanno dato di che vivere. Nessuno di noi bambini poteva avvicinarsi a quel tavolo che suscitava tanta curiosità”.“Eh, sì, il nonno era proprio un orso, un solitario - riprende Nando - amava star solo. Era un grandissimo camminatore e tutti i giorni faceva lunghissime passeggiate. Quasi mai acconsentiva che qualcuno di noi l’accompagnasse, lui amava star solo per rimuginare, pensare… Si infastidiva se qualcuno cercava di attaccar bottone fatta eccezione per Gianni Rodari, allora un giovane maestro. Golosissimo, una sua tappa obbligata era la pasticceria. Era così attratto dai dolci che durante la prima Guerra Mondiale aveva dedicato loro uno dei suoi disegni più divertenti ‘Il funerale dell’ultimo pasticcino’: la poca farina disponibile in quel periodo era infatti giustamente riservata al pane”. Uomo mite, Scalarini ha combattuto tutta la vita con un’unica arma, la sua matita, come racconta egli stesso nell’opera biografica Le mie isole: “Una volta i carabinieri perquisirono la mia casa. ‘Avete un’arma?’, mi domandarono in tono imperioso. Tirai fuori di tasca la matita e risposi sorridendo: ‘Sì, eccola qui’. I carabinieri non capirono.” Atm. Insieme si batterono per il pane, la pace, la fine dell’occupazione nazifascista. Ottennero diritti come quello della mensa, che oggi paiono scontati,ma che se si pensa che furono conquistati sotto occupazione militare danno l’idea dei sacrifici che richiesero. Fu una lotta feroce e avvennero episodi di eroismo inauditi: pur di spezzare gli scioperi i nazi-fascisti arrivarono a deportare nei campi di sterminio oltre 600 lavoratori del milanese i cui nomi ornano oggi la collinetta del parco Nord proprio sotto il monumento ai deportati. Il 9 marzo 1944 nel pieno degli scioperi il New York Times arrivò a scrivere:“Non è mai avvenuto nulla di simile nell’Europa occupata che possa somigliare alla rivolta degli operai italiani. È una prova impressionante di come gli italiani,disarmati come sono,sappiano combattere con coraggio e audacia quando hanno una causa per cui combattere.” Su quelle lotte abbiamo sentito il prof. Carlo Smuraglia che il 25 gennaio ha inaugurato la mostra fotografica “Un tram chiamato Resistenza”, Fondazione Atm, via Farini 9: “A quell’epoca gli scioperi erano considerati un reato gravissimo, contro la personalità dello Stato, per cui si era passibili di denuncia al Tribunale Speciale per la difesa dello Stato, un reato che poteva implicare il carcere e la deportazione. Quindi che si facessero scioperi con grande partecipazione (i tranvieri bloccarono Milano per tre giorni nella primavera del ‘44), dopo 20 anni di silenzio era già di per sé un fatto eccezionale. Per i tranvieri lo fu ancora di più, perché mentre gli operai delle grandi fabbriche hanno nello sciopero una dimensione corale e di massa che in parte li tutela, il tranviere è da solo, lavora isolato, e quindi lo sciopero è se possibile ancora più rischioso, anche perché bloccava un servizio pubblico e colpiva non un’azienda privata ma tutta la cittadinanza. La reazione fu realmente rabbiosa, i nazisti non si capacitavano di quanto stava accadendo. I fascisti erano come impazziti e non capivano le ragioni di questo sciopero. “C’è il rapporto di un prefetto che scrive a Roma perché non equivochino: vi si afferma che apparentemente lo sciopero viene dichiarato come reazione alla fame e alla mancanza di cibo, insomma contro la guerra, ma è uno sciopero politico: evidentemente sta cominciando a nascere il desiderio di abbattere il fascismo, e questo diventa un sentimento diffuso. Allo sciopero del marzo ‘44 partecipano centinaia di migliaia di lavoratori del Nord”. “I tranvieri - continua Smuraglia - come gli altri lavoratori vengono duramente colpiti.Gli arrestati finiscono a S.Vittore,con la prospettiva della deportazione prima nei campi italiani a Fossoli o a Bolzano da dove si veniva poi smistati nei lager in Germania o Polonia. Dei deportati, pochissimi riuscirono a ritornare. Nei prossimi anni come Anpi cercheremo di applicare la lezione di un grande uomo, Elie Wiesel che disse che ‘...di ogni caduto dovremmo cercare di conoscere le ragioni e soprattutto ricercare il futuro che è stato ucciso con lui’, perché questo è quello che alla fine conta. “Noi oggi stiamo cercando quel futuro e di ricordare non solo il sacrificio ma che cosa questo ha significato per le famiglie e per il paese. Gli scioperi del biennio ‘43-‘44 stanno dietro all’articolo 1 della Costituzione. È in seguito a quei fatti che la nostra Costituzione al suo articolo 1 dice che la ‘Repubblica è fondata sul lavoro’. Perché la Resistenza è nata con gli scioperi; la Resistenza armata in montagna e le brigate vengono dopo. Oggi uno dei nostri scopi come Anpi è quello di far capire ai giovani che molte delle cose scritte nella Costituzione derivano da quelle vicende, da quei caduti, e quindi molte di quelle norme hanno un significato, un valore, che noi dobbiamo non solo difendere ma fare in modo che vengano attuati, perché la Costituzione è una carta di principi che in quanto tali vanno attuati non solo enunciati. “In futuro non ci limiteremo a mantenere vivo il ricordo di quello che è stato. Interverremo a favore della Costituzione e nella difesa di tutti i diritti. Per questo dal 2006 possono aderire all’Anpi tutti coloro, pure tra i giovani, che ne condividono l’azione, anche se, naturalmente, non furono partigiani. L’Anpi sopravviverà così alla nostra generazione e propagherà i valori di libertà e giustizia nel futuro.” L’Anpi di Niguarda a congresso Antonio Masi utti i cittadini hanno pari T dignità sociale, recita l’articolo 3 della Costituzione. Indipendentemente dall’etnia, la religione, le opinioni politiche, le condizioni personali e sociali. Purtroppo non è così! Se sei un operaio disoccupato diventi socialmente invisibile, se sei un povero sei consegnato a un mondo che non ha via d’uscita, se sei uno straniero si insegna ad avere paura di te. Eppure tutti dovremmo avere pari dignità sociale e un ruolo attivo: “La Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscano il pieno sviluppo della persona umana”. Nell’Assemblea annuale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, svoltasi al Circolo Familiare di via Terruggia sabato 16 gennaio, molti sono stati gli interventi su questi diritti negati, seguendo le linee tracciate dal presidente uscente della Sezione Martiri Niguardesi Silvio Rigoldi. Erano presenti non solo gli iscritti ma anche dirigenti di associazioni che operano nel sociale e che avvertono in prima persona la diffusa stratificazione dei diritti negati; la preoccupazione che forze eversive che possano soffiare sulla brace dell’insoddisfazione moltiplicando intolleranze. I lavoratori immigrati sfruttati in alcune zone rurali del Sud, i lavoratori in cassa integrazione o licenziati, i lavoratori precari e i giovani in cerca di prima occupazione stabile dopo i 30 anni, invitano l’Anpi a farsi carico dei diritti negati. L’Anpi farà la sua parte. Una generazione di partigiani ci ha consegnato una Costituzione che sancisce che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro; è un’Italia che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. In particolare la Sezione Martiri Niguardesi moltiplicherà i suoi sforzi per essere sempre più e meglio nelle scuole. Anche qui la Costituzione afferma che la scuola è aperta a tutti e che la Repubblica aiuta i capaci e i meritevoli. Anche questo oggi suona come un diritto negato. Ma l’incontro degli antifascisti di Niguarda e della Zona 9 ha riservato anche soddisfazioni. È stato un momento intenso per le persone che negli anni 1968/1972, pur militando in partiti diversi, diedero vita al Comitato Unitario Antifascista Niguardese. Ne scaturisce a mio parere un grande impegno: rifondare il Comitato Antifascista su basi nuove non contro qualcuno o qualche cosa ma per l’attuazione della Costituzione. Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. BELLEZZA IN ONA ARTE IN a cura di Franco Massaro ONA a cura di Roberto Lana L’inverno e il pattinaggio Il Monumento ai Caduti di piazza Gran Paradiso Milano, l’inverno non scherza neanche quest’anno ed anche A l’infarinatura di fine gennaio è servita a ricordarcelo, ma eravamo nei “giorni della merla”. Non mi lamento per i miei gerani, o scultore Dante Parini, autore del monumento di piazL za Gran Paradiso dedicato ai Caduti, nacque a Milano il 21 novembre 1890. alcuni dei quali fiorivano da oltre dieci anni, che non sono riusciti a cavarsela, ma per quel senso di desolazione che si crea tutt’intorno: freddo e grigiore! Non ci sono più i fantastici colori dalla Rhus typhina (cui nel numero di dicembre abbiamo cambiato il nome in Vite Canadese, errore del quale ci scusiamo con l’autore e i lettori, ndr). Certo che se non si va sotto zero non si può neppure pretendere la scomparsa di certi insetti, perciò è un bene per le nostre piante per la prossima primavera. Già, la primavera… Intanto in parecchi continuiamo ad andare nel Parco Nord, a gironzolare, parlando di Inter e Milan ed osservando i non molti segni di vita che ancora ci sono. Ad esempio, nella zona del Laghetto Ovest, verso Sesto, diventato una grossa lastra di ghiaccio, c'erano ancora le Gallinelle d’acqua ed i Germani che cercavano qualcosa di buono tra i cespugli, al confine del ghiaccio ed a volte ci pattinavano sopra, controllando qualsiasi cosa. Loro restano, mentre gli Storni se ne sono andati, anche se molto in ritardo. Parini studiò scultura a Milano presso l’Accademia di Brera sotto la guida di importanti maestri tra i quali Enrico Butti. Dopo gli studi divenne un apprezzato artista di tendenze e stile classici, principalmente uno scultore di monumenti sepolcrali. Molte delle sue opere si trovano al Cimitero Monumentale di Milano, ma non solo. Infatti sono suoi anche i monumenti ai Caduti di Niguarda (riprodotto nelle foto sopra e a sinistra), Induno Olona, Tarquinia e Brusimpiano, paese del quale è stato anche il primo sindaco del dopoguerra e dove ha sempre avuto una casa. Altre sue opere fanno parte di importanti collezioni private. Durante la sua lunga e operosa vita artistica partecipò a diverse esposizioni ed ebbe molti premi e riconoscimenti. Nel 1924 gli venne dato il Diploma di Socio Onorario dell’Accademia di Brera. Morì a Milano l’11 Aprile 1969. REPORTER DI ONA a cura di Franco Bertoli Cronache di incuria quotidiana: le mini discariche Cose fatte e cose sfatte 1 2 3 4 5 6 1 2 3 4 1) Dopo mesi che ne parliamo resa percorribile la scorciatoia Maestri del Lavoro/Pila. 2) Che cosa si aspetta a rendere agibile il parcheggio Venosta/Di Stefano (ex distributore idrogeno)? 3) Marciapiede dissestato in via Chiese. 4) in via Arganini: Niguarda o …Riguarda?! Tracce di maleducazione nelle vie della Pila/Cecchi (1), Ca’ Granda (2), Testi (3), Suzzani/Moncalieri (4), l.go Desio (5), Sarca (6). COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 21 SCUOLIN ONA a cura di Antonella Loconsolo A scuola nella Giornata della Memoria ale assoluto: questa è l’espressione alla M quale talvolta si ricorre nel cercare di definire la tragedia immane della Shoah, della deportazione e dello sterminio di milioni di persone travolte dalla violenza di un sistema politico che le considerava nemici o individui indegni di vivere. Male assoluto: questa espressione sembra condensare in sé l’idea che ciò che è accaduto sia stato un evento culmine nella storia, definitivo, irripetibile. E invece non c’è male assoluto, non c’è evento tragico che non possa ripetersi, nella storia. Su questo occorre riflettere: il male è sempre nell’angolo, il desiderio di sopraffazione ha radici profonde, il vento del razzismo è ancora pronto a levarsi. Per questo, “Ricorda. La memoria rende liberi” è il titolo che si è voluto dare quest’anno al recital che si è tenuto sabato 6 febbraio presso il Teatro della Cooperativa, organizzato come negli anni scorsi dal gruppo di ex studenti, insegnanti e genitori della Scuola Media “Gino Cassinis”, stretto nel ricordo del maestro Giuseppe Pontremoli. Alla lettura di poesie e di brani tratti da “Necropoli” di Boris Pahor, e da “Solo andata” di Erri De Luca, si sono alternate canzoni della tradizione ebraica interpretate da Suzanne Hobley e dalla figlia Giulia Botta, alunna della scuola “Cassinis”, accompagnate alla chitarra da Stefano Bobbio. Si è voluto onorare il Giorno della Memoria cercando di offrire un momento vivo e coinvolgente di testimonianza del passato e di riflessione sul presente, perché, attraverso la memoria, si possano avvertire per tempo i sintomi del male, e insieme se ne possano cercare gli antidoti. Perché ciascuno, di fronte alla propria coscienza, si interroghi sul significato attuale dell’Olocausto e sulla lezione che esso contiene per l’intera umanità. (Donata Martegani) Indovinello antirazzista uali lettori riusciranno a indovinare a chi si riferisce questo brano e chi l’ha scritto? (la soluzione Q è in fondo al testo) “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano anche perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi o petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti fra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare fra coloro che entrano nel nostro Paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”. Il testo continua così: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, più tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purchè le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”. Da una relazione sugli immigrati italiani dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso americano (ottobre 1912) “ll vento del razzismo è sempre pronto a levarsi, ma la memoria rende liberi” Viaggio nel vergognoso degrado delle nostre scuole Cominciamo dalla Locatelli-Tommaseo, dove da anni si segnalano al Comune la necessità di ampie manutenzioni e l’indeguatezza degli impianti termici, elettrici, ecc. Unico “risultato”: quest’anno la scuola non ha più né il Medico Scolastico né il Responsabile esterno dei Servizi di Prevenzione e Protezione! CdZ 9 la Lega Nord ha proposto provocatoriaIlarenmente una Commissione (bocciata) per controlche tutte le aule espongano il Crocefisso, alla faccia della famosa sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Peccato che la stesso partito, nella maggioranza di Palazzo Marino, sia da anni corresponsabile di un intollerabile, progressivo degrado delle scuole milanesi. Per appendere qualsiasi cosa, anche un Crocefisso, occorrono muri che non cadano a pezzi. Ma se si visitano le scuole dei nostri quartieri si resta spesso sbalorditi dall’incuria edilizia e dalla mancanza di sicurezza. Cominciamo oggi una piccola inchiesta dalla Scuola Locatelli-Tommaseo, di Piazzale Istria, in seguito alla segnalazione di un genitore (v. Tazebao, “Zona Nove” di gennaio), ma ci occuperemo anche delle altre, che non sono messe meglio. Il sito genitorilocatellitommaseo elenca un’impressionante serie di problemi, alcuni tremendi: grondaie e cornicioni pericolanti, finestre con vetri rotti, inchiodate da anni per non farle precipitare in strada, infiltrazioni di acqua piovana, impianti antincendio ed elettrico non a norma, inquietanti avvallamenti nei pavimenti, bagni spesso inagibili. Una visita e un po’ di colloqui col personale della scuola (alcuni dei quali chiedono però l’anonimato) confermano la gravità della situazione: ci sono buchi tra stipiti e finestre in cui passa comodamente una mano, muri e soffitti sono ricoperti di macchie d’umidità e sfogliature d’intonaco, l’ascensore è piccolissimo e non può portare alunni disabili. Le tante finestre inchiodate provocano, nei mesi estivi, temperature insopportabili nei piani superiori e - forse anche per i vicini lavori del metro 5 - dall’anno scorso si verifica pure un’invasione di ratti e scarafaggi, rispettivamente nel cortile e negli spazi interni. Infissi e accessi alla scuola sono talmente “scrausi” da rendere frequente perfino l’accesso e il pernottamento all’interno della scuola di persone non identificate, probabilmente “barboni” alla ricerca di un rifugio dalle gelate! Tutti gli interpellati criticano la latitanza del Comune, le mille promesse fasulle, gli interventi parziali e approssimativi, qualcuno ricorda che in passato solo l’insistenza dell’ex Dirigente Scolastico riusciva, a volte, a ottenere qualcosa di più dall’Amministrazione, mentre gli ultimi 10 anni so- no stati vissuti all’insegna di un inesorabile declino. L’incaricato di segnalare problemi di sicurezza nella scuola, il sig. Pintus, mi mostra anche le relazioni con cui da anni segnala anomalie e rischi alla Dirigente e gli storici rapporti dell’Asl che evidenziano l’inadeguatezza degli impianti termici, elettrici, ecc. ecc. Pare che però queste comunicazioni spariscano nel nulla, di sicuro non producono risultati, tranne forse uno: quest’anno la scuola non ha più né il Medico Scolastico né il Responsabile esterno dei Servizi di Prevenzione e Protezione! Si nota da più parti giustamente - che non è solo una questione di sicurezza, ma anche un messaggio negativo per i piccoli alunni: ci si vergogna un po’ ad accogliere i bambini in locali brutti e inadeguati che comunicano una sensazione di disagio e noncuranza (totalmente errata, perché le attività didattiche sono di ottimo livello, ma la prima impressione conta tanto, anche per i più giovani…). In questo quadro desolante, è giusto segnalare un piccolo grande gesto simbolico di dedizione alla scuola: un docente della Media sta imbiancando personalmente la scuola, aula dopo aula, da solo e gratuitamente. (Vittorio Sardo) Solidarietà per la Tommaseo dalla Cesari arissima Cristina Ciravolo del Comitato C Genitori della Tommaseo (vedi la sua lettera in Tazebao del numero scorso, ndr), mi chiamo Michela Fragomeni, sono Presidente del Consiglio dell’Istituto Locchi di Niguarda (Elem. Passerini e Cesari - Medie Cassinis), nonché consigliere dell’Associazione Genitori Cesari, nonché membro della Commissione Refezione Cesari, nonché - last but not least - mamma (orgogliosa) di due bambini che frequentano la scuola medesima. Dalla tua lettera su “Zona Nove” ho appreso il tuo proponimento di partecipare, con l’Istituto scolastico che rappresenti, alle prossime “Olimpiadi di rovina scolastica”. Cara collega, desidero darti, in nome dei più nobili principi decoubertiani, il benvenuto in questa competizione agonistica nella quale - affermo fieramente - il nostro istituto si è sempre distinto, conseguendo primati di indiscutibile valore in numerose discipline. Nello specifico, il nostro Consiglio d’Istituto, insieme alla Dirigenza scolastica, è campione in carica di “Rimbalzo sui muri di gomma delle istituzioni”, mentre i professori e gli insegnanti, benché notoriamente “fannulloni” e “meridionali”, vantano un ricchissimo medagliere realizzato in “Dilatazione gratuita dell’orario scolastico” e “Triplo Salto mortale con avvitamento per il mantenimento in epoca Gelmini delle promesse dichiarate nell’Offerta Formativa”. “Passaggio ad ostacoli nel corridoio” alla Passerini, stage di “haute cuisine”, tenuto nientepopodimenoche dal famoso Chef Ratatuille (sì, proprio lui, il roditore!), gara di “endurance”: “Occupazione di edificio scaduto” (Cassinis), dove per raggiungere il massimo punteggio devono riuscire a completare il triennio di studi prima che l’edificio che li ospita si auto-distrugga (il prefabbricato è stato eretto negli anni 60 per contenere temporaneamente l’ondata demografica, con un limite specifico d’utilizzo non superiore ai 20 anni)! Queste sono solo alcune delle nostre più recenti conquiste sportive. È doveroso sottolineare che, al termine di ogni dura giornata di allenamento tutti gli atleti possono rifocillarsi partecipando al ricco (è il caso di chiamarlo così, visto quello che ci costa!) banchetto offerto dalla Milano Ristorazione - società letteralmente “senza rivali” nel campo della ristorazione scolastica - a base di abbondanti e genuini manicaretti, vere delizie del palato (come dimenticare la “pizza flambé” e le “lasagne pelose”?)! In questo quadro, nel quale si riconosce l’autentico spirito agonistico che alimenta la sacra fiamma di Olimpia, una nota di demerito va senz’altro alla squadra dei genitori che quella fiamma la utilizzano, profanandola, per arrostire le salamelle! Sì, perché i genitori del nostro Istituto, mentre tutti gli altri atleti sono impegnati nelle varie sfide sportive, non fanno altro che gozzovigliare organizzando feste, mercatini, laboratori e chi più ne ha più ne metta! Vergognosamente mendace è, poi, la giustificazione addotta per tale comportamento, quella cioè di raccogliere fondi da investire in progetti per gli alunni, come se la ricchezza delle risorse che, a piene mani, il Ministero distribuisce alla scuola, non fosse sotto gli occhi di tutti! Altro atto gravissimo è l’ottusa ostinazione dimostrata dagli stessi nel voler a tutti i costi pulire e imbiancare i locali scolastici, incuranti del loro valore storico-architettonico, rovinando delle pareti affrescate con macchie di muffa in stile pompeiano, risalenti al I secolo d.C., recentemente riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Roba da matti! Come vedi, cara Cristina, non sarà facile per la tua scuola competere con la nostra, ma, come si dice sportivamente: l’importante è partecipare! La situazione della scuola (ahimè! non solo della nostra, come testimonia la mia “collega”) è davvero drammatica! Gli scarsi risultati che si ottengono, in termini di qualità e vivibilità, sono dovuti quasi esclusivamente alla buona volontà, alla passione e alla tenacia di genitori, insegnanti e dirigenti scolastici motivati e combattivi. Nella mia personale esperienza, dalla rosa delle istituzioni alle quali ci siamo più volte appellati nel corso degli anni, finora, come risposta, abbiamo ottenuto il “nulla assoluto” o giù di lì (il giù di lì si riferisce a qualche intervento “tampone”, ottenuto in situazioni davvero improcrastinabili e, in ogni caso, in seguito a svariati solleciti!); per obiettività, e perché no? come segno di gratitudine, cito due Consiglieri comunali, Quartieri e Cormio, che hanno dimostrato un serio e costante interessamento alla situazione della scuola pubblica. Cara Cristina: ho scelto di risponderti sulle pagine di quest’ottimo giornale, che tu stessa hai lodato e che ha sempre dedicato ampi spazi ai nostri problemi, perché spero che i dirigenti scolastici, gli insegnanti e i genitori delle scuole di zona che ci leggeranno siano spronati a non arrendersi, sopraffatti dalle difficoltà e dal senso di impotenza originati da questa guerra contro i mulini a vento, ma che invece trovino la forza di continuare a denunciare le condizioni in cui versa la loro scuola! Dirò di più: auspico che si riesca a favorire il contatto tra associazioni di genitori, consigli d’istituto, insegnanti delle scuole di zona, con lo scopo di unire le nostre voci per intraprendere azioni comuni che possano avere maggior peso e visibilità e per non trovarci isolati nell’affermare il nostro diritto a pretendere una scuola di qualità. Grazie a te, a “Zona Nove” e a tutti quelli che, come voi, non restano in silenzio! Buon compleanno, Galvani! L’Istituto tecnico di via Gatti, ora anche Liceo scientifico-tecnologico e linguistico, quest’anno spegne 50 candeline. Ed è tutto pronto per i festeggiamenti. Ecco qualche anticipazione di quello che vedremo a ottobre. ohn Kennedy diventava presidente degli Stati Uniti. Roma J ospitava i XVII Giochi Olimpici. Nelle sale usciva il film “La dolce vita” di Federico Fellini. Che cos’hanno in comune questi tre avvenimenti? L’anno, il 1960. Nello stesso periodo, a Milano, in una sede provvisoria presso la scuola elementare di via Venini 80, ONA NOVE 22 iniziavano le lezioni del V° Itis, che in seguito al trasferimento a Niguarda è stato denominato Istituto tecnico industriale Luigi Galvani. Nella nostra zona una vera e propria istituzione: qui, dalle aule di via Gatti 14 e di via Faccio, la succursale di Affori chiusa una quindicina d’anni fa, sono passati tanti, tantissimi studenti; ipotizzando una cifra si potrebbe dire 10mila. Da qui sono usciti periti meccanici, informatici, elettronici ed elettrotecnici e oggi la scuola ospita anche sezioni di Liceo scientifico tecnologico e Liceo linguistico e ha assunto la denominazione di Iis, Istituto di istruzione superiore. Per il Galvani, quindi, sono 50 anni di (gloriosa) storia. E a scuola si stanno già preparando per i festeggiamenti, che avranno luogo a ottobre. Un evento “fatto in casa” “L’organizzazione dell’evento è ancora in fase di studio - spiega a “Zona Nove” il preside dell’istituto, l’ingegner Sergio Di Nocera -; così come le date, anche se con ogni probabilità saranno il 22 e il 23 ottobre. Vorremmo dedicare una giornata agli attuali studenti della scuola e poi,il giorno seguente,ci immaginiamo un programma di questo tipo: una mattinata istituzionale, con autorità scolastiche e politiche presenti, che potrebbe rappresentare l’occasione per spiegare la Riforma Gelmini, della quale adesso sappiamo poco ma che per noi è importantissima”. “Il pomeriggio, invece - interviene la professoressa Anna Assanelli, una colonna del Galvani,referente dell’orientamento e delle celebrazioni del 50° anniversario della scuola - ce lo immaginiamo un po’ più leggero, con testimonianze di ex studenti che si confrontano con gli studenti di oggi. Lo stesso, poi, potrebbe essere fatto per docenti ed ex docenti. Un’ottima occasione per ripercorrere il passato della nostra scuola e per gettare uno sguardo sul futuro”.A proposito di ex, l’organizzazione dell’evento è curata dalla società di comunicazione integrata Mediavalue, il cui Managing director, Mario Cucci, è un ex studente del Galvani. Chi volesse portare il proprio contributo come foto, testimonianze, racconti, puoi farlo scrivendo all’apposita casella email [email protected]. Una scuola sempre avanti “Oltre a Cucci - spiega la professoressa Angela Iurlaro, anch’essa insegnate di informatica, referente per gli stage aziendali e coinvolta direttamente nell’organizzazione dell’evento – ci sono stati tanti altri studenti che hanno avuto un’ottima carriera. Forse perché il nostro istituto è sempre stato molto attivo: i migliori studenti, nei mesi estivi, svolgono tirocini in aziende; un’ottima opportunità per entrare in contatto con il mondo del lavoro. Inoltre, abbiamo concluso un accordo, per noi senza costi, con la società di consulenza e formazione HC Srl; i loro formatori si interfacceranno con i docenti e con tutto il personale scolastico nonché con i genitori degli alunni per affrontare argomenti come la comunicazione, il governo delle difficoltà, public speaking, ascolto e relazione, comunicazione tra genitori e figli”. Insomma, da queste parti sono sempre in movimento. Da cinquant’anni. Buon compleanno, Galvani. (Roberto Braghiroli) Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. ONA 9 DERBY a cura di Lorenzo Meyer e Mauro Raimondi Una donna in rosso e nero olte sono le donne che seM guono il calcio, capendone quanto i maschi. Parecchie lo amano pure, e svisceratamente. Poche, però, ne scrivono, almeno nei libri. Ricordiamo, Emanuela Audisio, con i suoi Bambini infiniti (Mondadori,‘03) e Il ventre di Maradona (Mondadori, ‘06). Quindi l’antesignana Cristina Grober (Cuore a 90°, Campanotto,‘95),Giuliana Olivero (Il calcio di Grazia, Baldini Castoldi Dalai,‘04), Elisa Davoglio (Onore ai diffidati, Mondadori, ‘08). E poi Donatella Evangelista, che con Tifosa e basta - C’era una volta (Sedizioni, ‘08), ha ottenuto una menzione speciale all’ultima edizione del Bancarella Sport, l’Oscar della letteratura sportiva italiana. Un libro, questo, che si inserisce nel filone Febbre a 90°, raccontando attraverso le vicende di una squadra l’esistenza della protagonista Dodo dalla “faccia da birba” che nella sua casa a forma di elle in viale Campania apprende i rudimenti della tifosa di calcio. Ovviamente, grazie al padre, un sarto che ha il laboratorio in casa e che riceve, tra i clienti, molti appassionati sempre pronti a discutere di Mazzola e Rivera. Scontri verbali che la piccolina ascolta raccattando i mozziconi spenti, diventando nera per la cenere come Pig Pen. La prima vera partita a cui si fa riferimento è la storica Milan-Benfica del ‘63, a cui, il 13/4/1969, segue l’esordio a San Siro per un Milan-Juventus che verrà deciso da una rete di Pierino Prati. Un episodio divertente, perché la piccola Dodo si aspetta che nello stadio venga trasmesso “Tutto il calcio minuto per minuto”e non si capacita di non ascoltare le voci di Ameri e Ciotti. Lo stesso anno i rossoneri guidati da Nereo Rocco diventeranno Campioni d’Europa, e il giorno seguente la vittoria con l’Ajax la bambina incrocerà proprio il pullman del Milan, di ritorno dall’aeroporto dove è andato a prelevare la squadra, fermo ad un semaforo: sarà Schnellinger a notarla, e ad alzare la Coppa davanti a lei. Intanto Dodo passa le domeniche pomeriggio ad ascoltare le partite alla radio, colleziona le figurine Panini (“ce l’ho, manca”), una passione che le provoca non pochi problemi con le compagne di classe, pronte a darle del “maschio” (ma per fortuna la maestra Monfardini apprezza i suoi temi liberi su “La mia squadra del cuore” o “I giocatori del Milan”). E cresce, insieme ad un padre di origine abruzzese che ama cardellini e canarini (e lei avrebbe voglia di lasciarli volar via), una madre dalle colorite inflessioni cremonesi, una sorella (Silvana) che la imita con le sue “pappagallate” e un giorno inghiotte (o finge di farlo) un bottone che serviva per creare la prima bandiera del Milan composta di bottoni. Il tutto, con una Milano sempre all’orizzonte, vista nella fiera degli “O bej O bej”, dove Dodo compra il disco con l’inno del Milan, o attraverso la strage di piazza Fontana, che il padre evita per pochi minuti. E così, il tempo scorre. E arrivano il primo derby (1-1, nel ‘72), la prima amica calciofila (Ketty, che fumava la pipa), il Liceo Scientifico con la politica vista da sinistra e le manifestazioni,quei nomi che molti di noi non potranno mai dimenticare: Varalli, Zibecchi, Fausto e Jaio. Ma anche l’amore con Berto (un “Panatta in meglio”) e la dichiarazione fatta su una panchina del Parco Lambro,una maternità voluta e accolta con gioia assoluta. Una scelta coraggiosa, che porterà alla vita Alice, condotta a San Siro a soli due mesi, per Milan-Juventus (2-3): la stessa partita che aveva “iniziato” mamma Dodo. Nel ‘79 il Milan si aggiudicherà lo scudetto, ma il derby decisivo (l’indimenticabile 2-2 in rimonta firmato da una doppietta di Walter De Vecchi) l’autrice lo vivrà addirittura nella curva nord, insieme ad un SPORTIN amico interista conosciuto a Radio Popolare, la storica emittente milanese dove Dodo collaborerà per qualche tempo, prima in via Pasteur e poi in piazza Santo Stefano. E moltissimi altri sono gli aneddoti calcistici divertenti, come il breve incontro con Gianni Rivera alla festa per il millesimo iscritto della Fossa dei Leoni (di cui lei sarà una delle prime tessere), l’accoglienza (con la figlia) a Linate di Mark Hateley su richiesta delle Brigate Rossonere, la maglia che Gullit le negherà infastidito, il guantone di Giovanni Galli che qualcuno le strapperà dopo quel Como-Milan del ‘88 che consegnò ai rossoneri l’undicesimo titolo.Vicende milaniste, che dall’amato Sacchi e da Capello giungeranno fino al ‘08 (attraverso lo spassosissimo racconto della Champions vinta ai rigori con la Juve, l’accenno alla sconfitta ai rigori con il Liverpool, ma soprattutto al dolorosissimo scioglimento della mitica Fossa dei Leoni) insieme a quelle personali, che con il passare del tempo si tingeranno di tristezza. Tifosa e basta è quindi un libro sincero, spontaneo, in cui l’autrice si mette veramente a nudo raccontandosi con uno stile sempre vivo e pungente. Una miniera di storie, di persone, di fatti in cui un’intera generazione si può riconoscere. Ed è anche la dimostrazione di come il calcio possa essere davvero un amico, un insostituibile compagno di vita. Inizialmente autopubblicato nel ‘04 presso la Tipografia Cantoni, è stato scoperto da Sergio Dejaco e da Sedizioni (che hanno chiesto all’autrice un doveroso aggiornamento). Un’operazione meritoria, perché come ben dice nella prefazione Sergio Giuntini, storico dello sport e scrittore: “Donatella Evangelista e il suo Tifosa e basta vengono a portare una nuova, preziosa, linfa vitale. Un ‘valore aggiunto’ autentico. Il rinnovato e denso Tifosa e basta… si salda alla promettente scia femminile di scrittrici di calcio e sport e, più ancora, a quella ‘via milanista alla letteratura’, che malgrado la loro atavica superbia pure i ‘bauscia’ interisti ci invidiano e, ne abbiamo la certezza, a lungo dovranno continuare a invidiarci”. Un vero e proprio filone letterario legato a Inter e Milan, su cui torneremo nelle prossime puntate. ONA a cura di Roberto Braghiroli Quando l’allenatore fa la differenza Una squadra che molti davano per spacciata si sta togliendo belle soddisfazioni: sono i Giovanissimi ‘95 del Niguarda Calcio guidati da Mauro Amato. issi ‘u vermi a nuci: dammi tempu cca’ ti spirtusu”, sostiene un “D proverbio siciliano.Traduzione letterale:“Disse il verme alla noce: dammi tempo che ti buco”. Traduzione universale: nella vita ci vuole pazienza e i risultati si ottengono. Come potrebbe confermare Mauro Amato,siciliano di Catania,42 anni,allenatore dei Giovanissimi ’95 del Niguarda Calcio. Al sud grandi soddisfazioni… Perché raccontare proprio la sua storia? Perché è una bella storia, non comune. Facciamo un passo indietro di qualche anno: Mauro Amato è un calciatore che milita in squadre dilettantistiche siciliane. Un giorno, ancora 22enne, quindi in teoria nel pieno della carriera da calciatore, decide di appendere le scarpette al chiodo e di iscriversi al corso allenatori. Inizia una carriera che lo porterà anche a collaborare con società professionistiche.“Ho iniziato con gli Allievi del Calcio Belpasso, poi sono passato agli allievi dell’Atletico Catania (negli anni ’90 militava in Serie C ed era la prima squadra della città etnea, ndr) e collaboravo con il mister della prima squadra, Adriano Cadregari. Poi sono tornato a Belpasso, in Serie D come secondo allenatore e poi sono andato a Gela. Precedentemente, invece, avevo fatto anche delle esperienze con il calcio a cinque”. Poi il salto nella San Pio X, una società il cui settore giovanile è uno dei migliori dell’intera Sicilia:“Ci siamo tolti tantissime soddisfazioni in quel periodo arrivando fino alle finali nazionali”, racconta il mister. … e poi l’arrivo al nord E che c’entrano con tutto questo la pazienza e il tempo? C’entrano. Perché Mauro Amato - che è insegnante di educazione fisica - e la sua famiglia, un paio d’anni fa decidono di trasferirsi al nord e arrivano a Cinisello Balsamo. Per un po’ la voglia di fare l’allenatore è messa nel cassetto, ma poi arriva la chiamata del Niguarda Calcio e Mauro non sa resistere: accetta la proposta. Anche se si tratta di allenare i Giovanissimi ’95, una squadra sulla carta destinata a soffrire. Una scommessa, per lui che potrebbe allenare a un livello ben più alto. “Qui però mi sento uno di famiglia – ci dice –; mi hanno accolto benissimo, sto bene e, se non mi mandano via (ride, ndr) resterò qui anche l’anno prossimo.In fondo,il nostro lavoro paga:all’inizio ci davano per spacciati,ma se facciamo il girone di ritorno come l’andata siamo salvi. Ma la cosa che più mi fa piacere è un’altra: all’allenamento sono sempre presenti 20-22 ragazzi; segno che stiamo lavoran- do bene”. E così una squadra destinata a soffrire si sta togliendo anche belle soddisfazioni. In fondo, ci vuole tempo: se un verme riesce a bucare una noce, vuoi che un (bravo) allenatore non riesca a salvare una squadra di calcio? FIATO ALLE TROMBE a cura di Sergio Maestri - testo di Stefano Bartolotta Notwist: gli alfieri dell’indietronica Appuntamento con il gruppo tedesco al Tunnel di Via Sammartini il 24 marzo: esserci è un imperativo categorico. un decennio musicale si conclude, è sempre interessante Quando cercare di capire cos’abbia portato di nuovo rispetto a tutto ciò che c’è stato prima. Dal punto di vista dell’originalità, è ormai impossibile inventare qualcosa di davvero nuovo, però si può ancora provare a rielaborare ed a mescolare riferimenti precisi in modo quantomeno fantasioso. Per questo i tedeschi Notwist (in concerto il prossimo 24 marzo al Tunnel) possono essere considerati tra i gruppi più rappresentativi di questi anni Zero: infatti il loro suono, frutto di contaminazioni tra giri di chitarra tipicamente indie e ritmi e suoni elettronici, risulta indubbiamente innovativo, ed ha portato tantissime altre realtà sulla strada battuta da loro per primi. La band è stata formata in Baviera dai fratelli Markus e Michael Acher, ed è attiva fin dal 1990, ma inizia a riscuotere i primi riscontri importanti solo nel 1998, con il quarto disco, intitolato “Shrink”. È però il 2002 l’anno che vede il nome dei Notwist entrare prepotentemente tra i più apprezzati in tutti i circuiti alternativi, grazie al capolavoro “Neon Golden”, in cui l’acquisita maturità nel campo della contaminazione tra stili musicali diversi porta ad un risultato dalla qualità e dall’emotività difficilmente ripetibili. Le dieci tracce del disco sono tutti dei gioielli sotto ogni punto di vista: le melodie sono sempre incredibilmente ispirate, sia quelle della voce che quelle delle chitarre e delle tastiere:le ritmiche elettroniche sempre diverse ma allo stesso tempo coerenti tra loro aumentano a dismisura la resa degli altri strumenti e della voce, la quale, a sua volta, ha un particolare timbro enfatico ma non troppo che si armonizza perfettamente con tutto l’impianto musicale. Il disco ha un umore prevalentemente malinconico, ma non mancano i tentativi di apertura a sensazioni un po’ più solari, ed anche la citata malinconia di fondo è vissuta in modi spesso diversi tra loro, ora con più tensione,ora con uno stato d’animo quasi rassegnato.Insomma,anche se gli stati d’animo propri di ognuna delle canzoni sono senz’altro collegati tra loro, la girandola di emozioni che si prova lungo tutto l’ascolto è di quelle importanti e che lasciano il segno. Per descrivere il suono di “Neon Golden” viene coniato il termine “indietronica”, a indicare,appunto,la contaminazione tra le musiche indie rock e quella elettronica, e negli anni successivi si crea un vero e proprio filone che si sparge a macchia d’olio dalla Germania in tutta Europa. Nel frattempo, anche i concerti dei Notwist sono molto apprezzati in tutta Europa ed anche in Italia, e sembra proprio che se i Nostri si impegnano al meglio a far arrivare il proprio nome a più gente possibile, hanno tutte le possibilità di ottenere un seguito davvero molto vasto. Non è questo, però, lo spirito che anima i fratelli Acher, che al contrario si lanciano in una serie di collaborazioni e progetti collaterali che permettono loro di nutrire sempre di più il loro amore per la sperimentazione e l’eclettismo musicale. Non arriva, quindi, mai la notorietà su larga scala per loro, ma i due musicisti bavaresi non sembrano curarsi di questo aspetto. I fans dei Notwist, però, non meritano di certo che non venga pubblicato più niente da parte del gruppo, e finalmente, nel 2008, ovvero a ben sei anni di distanza da “Neon Golden”, arriva un nuovo disco, intitolato “The Devil, You + Me”. Era ovviamente impensabile sperare in un lavoro che si facesse amare come il predecessore. Infatti le nuove canzoni si pongono su un livello qualitativo globalmente inferiore, principalmente perché le idee al loro interno non appaiono completamente sviluppate. Il risultato, comunque, è senz’altro discreto, e soprattutto dà la possibilità a chi, come il sottoscritto, non era riuscito a vedere dal vivo i Notwist nel 2002, ad assistere finalmente di persona alle performance della band. In Italia passano due volte in estate e altre quattro in autunno,e a due di queste riesco ad esserci.Entrambi questi concerti sono assolutamente indimenticabili, con la band che mostra tutta la propria maestria nell’arte della contaminazione e riesce a rendere ancora più suggestivo il proprio repertorio. A marzo saranno ancora quattro le date italiane,dopo che,nel 2009,i Notwist hanno realizzato l’interlocutoria colonna sonora del film “Sturm”, e per fortuna di noi milanesi, la nostra città sarà tra quelle visitate. Appuntamento al Tunnel di Via Sammartini il 24 marzo: esserci è un imperativo categorico. COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 23 ONA NOEUV Cont el coo in di nivôl L’angolo di Don Giuseppe La colonna poetica a cura di Augusto Cominazzini a cura di Don Giuseppe Buraglio a cura dei lettori El ciel Il beato Don Gnocchi (1) Sconosciuto sorriso I nòster oeucc poden vedè el ciel visin e lôntan ma l’òmm el rièsc minga a determinà, anca cont i mèzzi moderni a disposiziôn, quanto l’è smisurada la sôa immensità. T’el guardèt e te par ch’el pò mai finì, d’ona grandèzza impressionant, incalcolabil, che la te fa diventà piccol, piscinin inscì, on martôr denanz a ‘na bellèzza incomparabil. Seren, stellaa, nebbiôs, nuvolôs, piovôs, el pò cambià aspètt in de la giôrnada, limpid e splendent cont el sò cald e radiôs, furent de scalmann ò grev de fiòcca gelada. Nun, miser môrtal curiôs, cercom de scovrì dôe hinn i sò confin sperduu, cosa gh’è nascòst in de la misteriôsa vastità de l’infinii, ma spèttom ancamò adèss tanti rispòst. Però domandom al ciel sicura proteziôn, quand la Provvidenza la pò pù fa niént, con promèss, rinunc, att de devoziôn, perchè lì gh’è l’onniscienza de l’Onnipotent. Da sémper l’è ‘l custòd di anim di pòer mòrt, (come se pò immaginà quanti sarann?), el scolta i lament de dolôr e de scônfòrt, i sospir trasognaa de tanti invaghii tôsann. L’integrità de la sôa impensabil grandiosità la dipend anca de l’òmm, del sò comportament responsabil de tanti dann per intervent sbagliaa che mètten in evidenza chi l’è verament. El ciel, preziôs e indispensabil, el dev vèss rispettaa da nun, con la moderaziôn di nòster passiôn, di nòster eccèss, compagnaa da ‘na giusta consideraziôn. Il 25 ottobre don Gnocchi, prete ambrosiano, è stato proclamato beato. Riportiamo qualche notizia su di lui per una migliore conoscenza della sua santità di vita. arlo Gnocchi nasce a San Colombano al Lambro il 25 ottobre 1902. Orfano del padre a 5 anni, si trasferisce a Milano con la madre e i due fratelli, Mario e Andrea, che di lì a poco moriranno di tubercolosi. Nel 1925 viene ordinato sacerdote dall’Arcivescovo di Milano Eugenio Tosi. Il primo impegno apostolico del giovane don Carlo è quello di assistente d’oratorio: prima a Cernusco sul Naviglio, poi nella parrocchia di San Pietro in Sala. Nel 1936 il Cardinale Ildefonso Schuster lo nomina direttore spirituale dell’Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Sul finire degli anni Trenta, Schuster gli affida l'incarico dell’assistenza spirituale degli universitari della Seconda Legione di Milano, comprendente in buona parte studenti dell’Università Cattolica e molti ex allievi del Gonzaga. Nel 1940 l’Italia entra in guerra e Don Carlo si arruola come cappellano nel battaglione “Val Tagliamento” degli alpini, destinazione il fronte greco albanese. Terminata la campagna nei Balcani, nel ‘42 don Carlo riparte per il fronte, questa volta in Russia, con gli alpini della Tridentina. Nel gennaio del ‘43 inizia la drammatica ritirata del contingente italiano: don Carlo si salva a malapena. È in questa tragica esperienza che, assistendo gli alpini feriti e morenti, matura in lui l’idea di realizzare una grande opera di carità che troverà compimento, dopo la guerra, nella Fondazione Pro Juventute. Ritornato in Italia nel 1943, don Carlo inizia il suo pietoso pellegrinaggio attraverso le vallate alpine, alla ricerca dei familiari dei caduti per dare loro un conforto morale e materiale. In questo stesso periodo aiuta molti partigiani e politici a fuggire in Svizzera e lui stesso viene arrestato dalle SS con l’accusa di spionaggio e di attività contro il regime. (continua) odiaco di C ona a cura di Anna Maria Indino L’oroscopo di febbraio ARIETE 21.3 – 20.4 Vi saprete arrangiare al meglio in ogni campo. Vi farete apprezzare per il vostro buon gusto estetico e artistico. Non vi sarà difficile sedurre chi vi piace. Buona forma psicofisica. BILANCIA 23.9 – 22.10 Nella vita di coppia potreste sentirvi un pochino irrequieti, desiderate avere maggiori conferme sul futuro da parte del vostro partner. Il vostro intuito vi aiuterà nel campo lavorativo. TORO 21.4 – 20.5 Evitate le spese superflue, è giunto il momento di fare un quadro preciso della vostra situazione finanziaria e muovervi nella giusta direzione. Gli amici vi daranno gioia e soddisfazione. SCORPIONE 23.10 – 22.11 Potreste raccogliere buoni risultati nello studio e sul lavoro. In amore molti di voi si sentiranno coinvolti emotivamente. Forma perfetta, comunque, state attenti agli sbalzi di temperatura. GEMELLI 21.5 – 21.6 Cambiamenti in amore, potreste troncare il rapporto con una persona che non è più in sintonia con voi. Sarete soddisfatti del vostro andamento economico. Una lettera inattesa. Salute ok. SAGITTARIO 23.11 – 21.12 Sul lavoro tenderete a evitare i conflitti, tenendovi in disparte. Fate attenzione, a lungo andare non si rivelerà un atteggiamento vincente. Buone notizie per lo stato di salute di un familiare. CANCRO 22.6 – 22.7 Periodo di consolidamento nel lavoro, a molti di voi verranno proposti miglioramenti sia per quanto riguarda il conto in banca, sia in fatto di responsabilità. In amore felici momenti. CAPRICORNO 22.12 – 20.1 Potreste consolidare la relazione di coppia, trovando nuovi punti d’incontro e facendo programmi importanti per il futuro. Alcuni eventi inattesi vi daranno nuove garanzie di successo. LEONE 23.7 – 23.8 Riuscirete ad aprirvi nell’immediato futuro nuove possibilità di collaborazione e di guadagni, ma dovete smussare qualche spigolo del vostro carattere, un po’ orgoglioso. Morale alto. ACQUARIO 21.1 – 19.2 Non cacciatevi nei guai frequentando persone trasgressive e poco affidabili, potreste divertirvi in mille altri modi. Dite di sì a chi dimostra stima e attrazione verso di voi. Buone sorprese in vista. VERGINE 24.8 – 22.9 Inizierete a occuparvi di un nuovo hobby che vi entusiasmerà e vi permetterà di conoscere persone affascinanti. Mettete da parte ogni perplessità e avrete belle soddisfazioni economiche. PESCI 20.2 – 20.3 Passerete molte ore piacevoli con amici vecchi e nuovi. Nascerà una simpatia in ambito lavorativo, ma date tempo al tempo. Gran movimento e accumulo di spese non previste. ONA NOVE 24 Diana Roca (dedicata ad un’anziana ricoverata in ospedale, conosciuta per caso) Sgusciando tra le maglie di una qualche congiura a fatica, tenti di uscire dal tunnel della sfortuna Non eludere dunque la sorveglianza Nulla dovrà sfugge al tuo sguardo Non farti prendere dalla smania di riscattare troppo in fretta ciò che per diritto ti spetta: La vita! Combattere gli eventi della malattia non è facile Trovare la via d’uscita in questo labirinto: neppure! Grande energia, coraggio e un sorriso di chi non hai mai visto è il cocktail che ti aiuterà a rimanere a galla Non abbandonare dunque la speranza Lotta contro il dolore. Lotta contro il tempo E non lasciarti morire! Anche se sei malata, vecchia e senza più energia… Anche se conosci la sorte che ti riserva la vita… Lascia che il giorno, la notte e la mattina… compiano il loro cammino In questo istante, anche se non mi conosci rispondi al mio sorriso Domani… toccherà a me restituirlo Il male, il bene e uno strano sorriso Sono la vita! Accadde a Milano a cura di Lella Ricordi Le date di febbraio • 3 febbraio 2000 - Inaugurazione in piazzale Cadorna del monumento di Claes Oldenburg e della moglie Coosje Van Bruggen che mostra un colossale ago con un filo multicolore che sbuca con un nodo poco lontano sulla piazza. I colori del filo richiamano quelli delle tre linee metropolitane milanesi ma il riferimento è alla moda, ciò per cui Milano è famosa nel mondo. Il piazzale e la facciata della Stazione Nord sono ristrutturati dall’architetto Gae Aulenti. • 15 febbraio 1910 - Serata futurista con megarissa al Teatro Lirico. Palazzeschi declama le poesie “Fontana malata” e “L’orologio”, ma il putiferio si scatena alla lettura delle liriche di Paolo Buzzi scritte in onore del tenente generale Asinari di Bernezzo, che era stato messo a riposo per punizione dopo un suo violento discorso antiaustriaco. La rissa dentro e fuori il teatro non si verifica quindi per motivi estetici, ma tra persone favorevoli o contrarie alla lotta per la liberazione di Trento e Trieste. • 24 febbraio 1945 - Eugenio Curiel viene ucciso dai fascisti a Milano. Nato a Trieste nel 1912, insegnante di Fisica, Curiel è cacciato dalla scuola in seguito alle leggi razziali. Per la sua attività politica nel Partito Comunista Italiano è più volte arrestato e poi inviato al confino a Ventotene, dal ‘39 al ‘43; liberato dal Governo Badoglio, crea il Fronte della Gioventù, un’organizzazione per la resistenza alla dittatura nazifascista e collabora all’Unità clandestina. Viene assassinato pochi mesi prima della Liberazione. • 24 febbraio 1990 - Ciao Sandro Sandro Pertini, il presidente della Repubblica che gli italiani hanno amato di più, muore a Roma. Nato a Stella (Savona) nel 1896, membro del Partito Socialista Italiano, è più volte arrestato e condannato per attività antifasciste, finché nel 1927 gli vengono inflitti dal Tribunale speciale undici anni di reclusione e otto di confino. Liberato nel 1943, organizza a Roma i primi nuclei armati socialisti. Nel settembre dello stesso anno è catturato dalle SS, ma riesce a fuggire e si trasferisce a Milano. Medaglia d'oro della Resistenza (1953), direttore dell’Avanti!, membro della Consulta e della Costituente, è eletto nel 1978 presidente della Repubblica. Uomo schietto e profondamente umano, è rimasto nel cuore di tutti. Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. FILO DIRETTO CON…/1 CASE POPOLARI NUOVE TECNOLOGIE Aler: impegno civile contro l’illegalità In internet con modem e adsl Intervista a Franco Mirabelli (consigliere regionale del Pd) Valia Allori ono ormai diversi S mesi che ci occupiamo di racket, arresti e sgomberi nei quartieri Aler della nostra zona. Cerchiamo di analizzare gli ultimi accadimenti con Franco Mirabelli, Consigliere Regionale del Pd che ha seguito con passione e competenza l’iter della nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica. L’intervento del 26 gennaio da parte degli agenti di Polizia e Carabinieri insieme al personale dell’Aler nelle case di via Padre Luigi Monti è un nuovo passo nel processo di ricostruzione della legalità in questi quartieri. Concorda? Sono d’accordo, è l’impegno che chiedevamo alle istituzioni, quello di riportare la legalità in quei quartieri, di difendere le persone per bene. Anche se molto resta ancora da fare: ci sono tante famiglie in stato di bisogno che non meritano di essere accomunate ai delinquenti e che stanno soffrendo di questa situazione. Serve distinguere chi ha perso un diritto da chi non l’ha mai avuto, le persone perbene da chi delinque. L’azione sopracitata è stata mirata verso coloro che gestiscono il racket delle occupazioni abusive che rendevano la vita impossibile agli altri. Possiamo definirla bonifica mirata e soprattutto è questa la strada giusta da percorrere? Sarà il tempo a dirci se questi interventi sono risolutivi. Resta per esempio la preoccupazione che alla fine chi è stato sgomberato in questi giorni ed ha interesse a mantenere il controllo del territorio continui a vivere nel quartiere ospite di familiari o altri residenti. La strada comunque è giusta ma ora occorre recuperare il pieno e costante controllo del territorio da parte delle istituzioni per garantire la legalità. In un incontro pubblico svoltosi a dicembre a Villa Clerici lei ha lanciato una proposta per riqualificare i quartieri di edilizia residenziale pubblica. Può rammentarcela? Credo che le istituzioni debbano fare fino in fondo la loro parte, far sentire la loro presenza, prevenire l’illegalità e punire gli illeciti, combattere il degrado in ogni forma e così far sentire la loro presenza e far sentire i cittadini meno soli, ma non basta. Questo è un quartiere ricco di esperienze associative, sociali, cooperative. Accanto ai quartieri Erp c’è la straordinaria esperienza della cooperazione, il parco Nord, il più grande ospedale milanese, l’università, i nuovi insediamenti della Bicocca. Queste realtà convivono nella stessa zona in cui c’è il degrado di alcuni quartieri popolari. Credo che questi mondi non possano né debbano restare separati nell’interesse di tutti. E’ importante per tutti riuscire a impegnare le realtà sociali e civili di questa zona per aiutare a uscire dall’illegalità e dalla paura quei quartieri. Per far sentire meno sole le persone oneste spesso assediate dalla criminalità. Quali dovrebbero essere le prime attività da mettere in campo? Penso che associazioni sociali, culturali, società sportive, le scuole, i partiti, debbano costruire iniziative lì, dare un messaggio chiaro: che in questa zona non ci devono essere zone franche, che i cittadini vogliono e devono riappropriarsi del territorio in cui vivono, che nessuna persona onesta deve sentirsi sola. Che fare? Sia “Zona Nove” a lanciare un appello all’impegno civile che poi si deciderà come si dovrà sviluppare insieme a chi vi aderirà. (Giorgio Meliesi) PALAZZO MARINO 15 proposte per il governo della città Marco Granelli (consigliere comunale Pd) l Consiglio comunale di Milano sta discutendo Imento da metà dicembre del più importante provvedidi questi anni: il Piano di Governo del Territorio (Pgt), cioè il documento di programmazione, di regole e di governo del territorio e le sue funzioni in relazione ai bisogni primari delle persone, quali l’abitare, lo spostarsi, il lavoro e il tempo libero. Il documento in vigore ha ormai più di 30 anni.Dall’inizio di gennaio è iniziato il confronto sugli emendamenti presentati che ammontano a circa 1.400, di cui circa 300 dal Pd. La critica maggiore che facciamo a questo Pgt è che prevede per il Comune un ruolo di “facilitatore” e non di “regolatore”. Noi invece crediamo che proprio perché il territorio e il suo utilizzo sono beni primari per tutti, sia necessario e opportuno che il Comune svolga un ruolo di regia e di responsabilità per il bene comune e per la comunità. Questo non significa un Comune “contro” o “al posto” dei privati, ma di un’istituzione che riconosce l’agire della comunità, lo valorizza, ma si assume le proprie responsabilità definendo le regole e assumendosi l’indirizzo delle scelte fondamentali per lo sviluppo, in forma democratica e pluralistica. Il giusto principio di sussidiarietà si pone, come dice l’art. 118 della Costituzione, nel quadro dell’interesse generale e va finalizzato ad esso. Per questo chiediamo che il Comune svolga le sue funzioni con e per i cittadini, non abbandonandoli però al solo mercato e ai suoi interessi privati. La soluzione non è l’autonomo confronto/scontro degli interessi privati, ma la loro azione e composizione in un contesto indicato e regolato da chi rappresenta per legge i cittadini come il Comune. La mappa degli 88 quartieri e dei loro bisogni rappresenta la base per la programmazione dei servizi, che va sviluppata insieme ai privati, ma in un quadro di obiettivi definiti. L’assenza di regole non sempre premia l’equità, la giustizia e la solidarietà, ma alcune volte i più forti. In particolare in relazione alla casa, alle infrastrutture, ai servizi, alla tutela del verde non si può lasciare tutto alle dinamiche di mercato senza orientare le scelte e stabilire con chiarezza gli obiettivi. Del resto il Piano di Zona delle politiche sociali, approvato a giugno dopo un lungo confronto che ha visto accettate nostre modifiche, prevede per il Comune un ruolo di regia e un ampio spazio nelle azioni al privato, ma nelle regole ed indirizzi definiti. Il Pd non intende fare strumentalmente ostruzionismo, ma ha presentato il 20 gennaio 15 proposte concrete per cambiare il Pgt, in un’ottica responsabile per la città e i suoi cittadini. Su queste attendiamo risposte, con le quali si possa approvare il Piano in poche settimane dando risposte ai bisogni dei cittadini e di chi sostiene lo sviluppo della città. Noi chiediamo che un Piano del territorio ragioni sulla città metropolitana e non solo nei confini civici: il costo delle abitazioni, la disponibilità di immobili in affitto, le risposte al traffico, il verde, le imprese, e altri temi non seguono i confini. • Chiediamo una nuova politica per la casa, dando vita al “mercato dell’affitto calmiera- to”, molto più coraggiosa di quella praticata sin qui, decidendo di destinare il 50%, della nuova residenza costruita nei diversi ambiti (Atu, Tuc ecc.) all’affitto sociale, concordato, moderato e con patto di futura vendita. Così diminuiranno i costi e risponderemo a chi cerca casa. • Si dia vita ad un nuovo e grande parco cittadino, un Central Park milanese, destinando l’intero Scalo Farini (100% dell’area, 650mila mq) a verde. • Si vincoli Ferrovie dello Stato a destinare tutte le risorse derivanti dalla trasformazione degli scali ferroviari in interventi infrastrutturali e non per ripianare i bilanci. • Si cancelli il tunnel che attraverserebbe la città da Linate a Rho. Un’opera inquinante, invasiva per la città, estremamente costosa e che scaricherà sulla città volumi di traffico inaccettabili. Con quelle risorse si potrebbero realizzare le metropolitane o interrare collegamenti interquartiere periferici e più utili. • Si stabiliscano meccanismi di controllo della perequazione (strumento urbanistico per regolare i volumi di costruzioni) per evitare che i privati scambino volumi sulla testa di Milano e al di fuori di una verifica puntuale dell’interesse pubblico. • Il Parco Agricolo Sud non si difende lasciandolo com’è ora, come chiede qualcuno, né con una perequazione totalmente guidata dal mercato, come ha previsto il Pgt. Noi vogliamo realizzare il più grande parco agricolo pubblico d’Europa con la Compensazione Urbanistica, e cioè limitando lo scambio dei diritti edificatori tra ben determinate aree cui dare priorità. • Si valorizzi il sistema delle Cascine, riconoscendone la storia e il valore agricolo e culturale. • Si investa sulla qualità del costruire e sull’efficienza energetica. Non premiando tutti, anche le case inefficienti dal punto di vista energetico, come prevede adesso il Pgt, ma solo la classe A, riducendo progressivamente le volumetrie per le classi energetiche inferiori. • Si creda nella mobilità ciclistica. • Si aumenti la dotazione complessiva di servizi considerando come parametro non la popolazione residente ma quella “fluttuante” prevista dal Piano che finisce comunque per incidere sulla qualità della vita della città e in questo quadro si inserisca la rete Wireless tra i servizi essenziali per garantire sviluppo economico, culturale e sociale di Milano. • Si chiariscano i termini della riqualificazione di Ortomercato, per permetterne il rilancio nel nome della legalità. In questo quadro si rendano pubbliche le valutazioni economiche alla base dello “scambio” MacelloTicinello, concordato (stando alle informazioni di stampa) con l’ing. Ligresti, al fine di evitare un’operazione che nei fatti non tuteli sufficientemente l’interesse pubblico. • Si forniscano le garanzie necessarie a prevedere lo spostamento del commercio all’ingrosso ancora presente nel quartiere Sarpi-Canonica. osa vuol dire connettersi a internet? Vuol dire C far parte di una rete di milioni di computer (pubblici e privati). Alcuni computer fanno automaticamente parte della rete (come nelle università per esempio), mentre la maggior parte ha bisogno di raggiungere altri computer già nella rete per accedere a internet. Collegarsi a internet è un po’ come collegare la propria casa a una rete stradale. Alcune case sono direttamente sulla strada (le università), mentre la maggior parte ha bisogno di una strada di collegamento con quella principale. Il modo più conveniente è convertire quello che c’è già: nel caso delle strade le vecchie mulattiere, nel caso di internet la rete telefonica. Come le mulattiere vanno asfaltate per renderle agibili alle auto,il segnale del computer deve essere convertito in un segnale che può viaggiare sulla linea telefonica. Il modem (modulatore-demodulatore) fa tale conversione: viene collegato alla linea telefonica in cui il segnale viaggia fino al punto più vicino della rete principale,dove viene riconvertito da un altro modem. Da qui il segnale è trasportato tramite dei cavi (spesso a fibra ottica), che sono veloci come un’autostrada a sei corsie. Ma il numero di persone connesse è aumentato costantemente, e così il numero di informazioni scambiate nella rete. E come le strade a una corsia sono insufficienti quando c’è molta gente con macchine grosse, così la connessione tramite tele- fono è diventata lenta. Così è nata Fastweb che bypassa la linea telefonica e porta a casa di ognuno la strada a sei corsie. In alternativa la connessione è ancora via telefono con un altro modem, il modem Dsl, che permette uno scambio di informazioni maggiore a patto che la rete principale sia sufficientemente vicina. Poi c’è l’Adsl, il Dsl asimmetrico, in cui la velocità di scaricamento è maggiore di quella di caricamento: due corsie di uscita e una in ingresso. Che in un luogo è arrivata l’Dsl (o l’Adsl) vuol dire che la rete principale è stata ingrandita a sufficienza per far funzionare il modem Dsl. Così come ci sono altri modi per connettersi all’autostrada a sei corsie (si può prendere l’elicottero), ci sono altri modi per connettersi alla rete principale.In particolare si può spedire il segnale via radio, come Eolo di Ngi, oppure via microonde, come le “chiavette” Tim, Vodafone, Wind, o 3, che usano una Sim come i cellulari. Quindi ci sono molte scelte su come connettersi.Tra i vari dettagli a mio avviso bisogna guardare la banda minima garantita, cioè quanto spazio ci viene riservato per il nostro collegamento “personale” a internet: chi la fornisce ci deve assicurare di avere una corsia tutta per noi per arrivare all’autostrada, altrimenti si rischia di rimanere impantanati nel traffico se c’è molta gente. In ogni caso, qualunque cosa scegliate, attenti alle tariffe! MANGIAR SANO Buono da mangiare, buono da pensare Valeria Malvicini (Cooperativa Pandora) gusti e i disgusti, il considerare “buono da manIrittura giare” un determinato cibo e disgustoso o addi“proibito” un altro, hanno contribuito alla determinazione di culture alimentari molto distanti tra loro nelle diverse parti del mondo, tanto che il cibo è divenuto spesso anche un mezzo di espressione della propria identità culturale o religiosa. Alcuni esempi ci possono aiutare nella riflessione. Più della metà della popolazione umana si ciba di insetti, abitudine che in molti di noi provoca moti di disgusto; ci sono cibi considerati “proibiti” da parte di alcune popolazioni: i bovini in India, il maiale tra gli Ebrei ed i Musulmani, il cavallo non è “gradito” da tutti i paesi di cultura anglosassone. Come si sono determinate queste differenze? Gli uomini sono onnivori,tuttavia la dieta delle diverse popolazioni è abbastanza ristretta in relazione alle risorse disponibili. Un cibo, per essere buono da mangiare, deve essere prima “buono da pensare” come alimento (cfr “Buono da mangiare, buono da pensare”, M. Harris). Perché lo stesso alimento è considerato commestibile e prelibato in alcuni paesi e disgustoso o addirittura proibito in altri? Se si esaminano le diverse abitudini alimentari e stesse proibizioni legate alle pratiche religiose si verifica che i cibi che vengono di volta in volta preferiti offrono di più in termini energetici, di proteine, di vitamine e di sali minerali. Tuttavia alcuni cibi ad alto valore nutritivo richiedono tempo e sforzi eccessivi per la produzione, oppure finiscono per danneggiare la terra, o hanno effetti negativi sulla vita degli animali, sulle piante, sull’ecosistema. Ad esempio tradizioni alimentari con un maggior apporto di carne storicamente si trovano in società con una densità demografica relativamente bassa e con terre poco adatte alla coltivazione. Troviamo invece una prevalente alimentazione su base vegetale dove abbiamo una elevata densità demografica e dove habitat e tecnologia non possono sostenere allevamento di animali senza diminuire le calorie e proteine disponibili per l’uomo. Così in India la scarsa praticabilità in termi- ni ambientali dell’allevamento di animali da carne supera i vantaggi nutritivi del consumo di carne: questa finisce per essere evitata, diventa cattiva da pensare come alimento e quindi cattiva da mangiare. Il “bos indicus”, il più prezioso alleato del contadino nel lavoro dei campi, è più utile da vivo. Ha una salute di ferro ed un’incredibile resistenza alla fatica. I contadini traggono vantaggi e servizi dai buoi non solo usandoli come animali da tiro, ma anche come fonte di fertilizzante e di combustibile.A tutt’oggi è stato calcolato che è più economico arare questi campi con i bovini che con il trattore. Il precetto religioso aiuta a vincere la tentazione di macellare animali ridotti pelle e ossa in seguito a prolungati periodi di siccità. Se gli agricoltori non arrivassero in qualche modo a salvare la vita delle vacche e dei buoi temporaneamente inutilizzati, non potrebbero poi neanche, al momento opportuno, assicurare la continuità del ciclo agricolo. Numerosi sono i tabù alimentari nel mondo ebraico, uno in comune con il mondo islamico: la proibizione di cibarsi di carne di maiale. I maiali, pur essendo i più rapidi ed efficienti convertitori di piante in carne, sono stati progressivamente abbandonati nelle culture alimentari dei nomadi delle regioni aride del medio oriente a vantaggio soprattutto degli ovini. Questi ultimi infatti non sono competitori in termini alimentari dell’uomo: essendo ruminanti riescono a trarre nutrimento da pascoli magri inefficaci per l’alimentazione umana.A differenza delle scrofe, che non possono essere munte, forniscono riserva “mobile” di proteine a popolazioni in movimento.Ecco quindi che i motivi che in India hanno portato a considerare la mucca sacra, hanno fatto diventare immondo il maiale in medio oriente. Questi sono solo un paio di esempi di tabù alimentari, in apparenza irrazionali, che hanno però reso più sostenibile la vita dell’uomo in un determinato contesto storico/ambientale. E oggi? Il buono da vendere, ha sostituito il buono da mangiare. Ma di questo parleremo nella prossima puntata. MASS MEDIA Le primarie e i primari Luigi Luce un Paese come l’Italia, governato dal princiIprenpalepiù padrone dei mass media, si rischia semdi trasformare tv e giornali in mezzi di disinformazione.Trovando modi sempre più raffinati per cambiare, o addirittura capovolgere, il significato delle notizie. Prendiamo le primarie per la scelta dei candidati alle elezioni. Se si svolgono nei lontani Usa e Clinton e Obama, pur entrambi nell’ambito dei valori del Partito democratico, si scontrano per proporre al loro elettorato ognuno la propria ricetta politica, questo è un segno di alta democrazia. Se invece in Italia le fa il Pd, l’occasione viene utilizzata dai mass media per trasformarle in prove della supposta divisione del centrosinistra. Ora, sicuramente a sinistra esistono problemi di unità interna, ma a destra c’è di molto peggio. Eppure COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA qui l’ordine di scuderia sulle liti tra Fini e Berlusconi-Bossi - almeno finché non diventano esplosive - è di nascondere o sottovalutare. Per la preparazione delle liste elettorali, poi, nessuno si scandalizza se prima i proprietari dei partiti di destra fanno una legge che scippa agli elettori ogni possibilità di scelta degli eletti, e se poi alle primarie sostituiscono le riunioni tra pochi intimi ad Arcore, dove si spartiscono le candidature: in Piemonte e Veneto i leghisti (tanto a Galan si può promettere un ministero), in Lombardia il berlusconiano Formigoni, in Lazio la finiana Polverini. A sinistra, dunque, le primarie e a destra i... primari. Ma le accuse e gli sfottò sono tutti da una parte, quella democratica. È la stampa asservita ai potenti, bellezza, e forse sarebbe il caso di farci qualcosa. ONA NOVE 25 FILO DIRETTO CON…/2 PARERI LEGALI TASSE & AGEVOLAZIONI La pensione di reversibilità Compensazioni Iva Lorenzo Gomiero Dimitri Barbera L a pensione di reversibilità è quella forma di trattamento pensionistico prevista per i cd.“superstiti” in caso di morte del lavoratore già in pensione.In particolare la stessa spetterà,altresì,al coniuge separato o divorziato nel caso in cui quest’ultima/o sia titolare di un assegno divorzile,non si sia risposato e l’ex coniuge abbia iniziato a versare i contributi di legge presso l’Inps, prima della sentenza di scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio. Una volta affermata l’esistenza di tale diritto, problematiche possono insorgere nel caso in cui il defunto si sia risposato e sia in vita il nuovo coniuge, proprio ed in quanto la l. 74/87 prevede il diritto, per il coniuge divorziato, di percepire la pensione di reversibilità. Premettendo che in tale situazione l’Inps non pagherà automaticamente la pensione ma deve attendere una specifica sentenza del Tribunale che vada a determinare la divisione della pensione tra i due interessati (coniuge ed ex coniuge), è interessante soffermarsi sulle modalità di determinazione del quantum di spettanza a ciascuno degli interessati. L'art. 9 della legge di cui sopra individua, al terzo comma, il criterio base ai fini di detta spartizione, nella durata del vincolo matrimoniale: “Qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità, una quota della pensione e degli altri assegni a questi spettanti è attribuita dal Tribunale, tenendo conto della durata del rapporto, al coniuge rispetto al quale è stata pronunciata la sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e che sia titola- re dell’assegno di cui all’art.5”. Su tale punto sono intervenute le Sezioni Unite che hanno rilevato (sent. Cass.SS.UU. 159/98) come di fatto “la durata del matrimonio” rappresenti il solo elemento omogeneo comune al coniuge divorziato ed a quello superstite. Problema centrale è quindi comprendere se l’unico criterio da tenere in considerazione in tale quantificazione sia quello della durata del vincolo matrimoniale ovvero vi sia una interpretazione meno rigida della norma qui presa in considerazione.Nella recentissima sentenza della Corte di Cassazione n.8734/2009 la Suprema Corte ha ben sintetizzato il più attuale orientamento giurisprudenziale sul tema. La stessa ha infatti affermato la necessità, per il Giudice di merito,di contemperamento del rigido criterio di cui sopra sulla base di valutazioni di propria esclusiva competenza e non censurabili in sede di legittimità, fondate su altri criteri (quali le condizioni economiche, l’ammontare dell’assegno divorzile, ecc.) nonché tenendo da conto l’eventuale convivenza more uxorio (Cass. 2471/2003). Tali criteri ulteriori vanno contemperati con l’esigenza dell’ex coniuge divorziato di non essere privato dei mezzi che allo stesso sarebbero dovuti essere assicurati nel tempo dell’assegno divorzile, comunque tenendo altresì presente che la necessità di garantire al coniuge rimasto vedovo, per quanto possibile, un mantenimento del tenore di vita che gli era stato assicurato dal de cuius: criteri tutti da soggettivizzare al caso concreto in base all’effettivo ammontare della pensione di reversibilità. Dimitri Barbera - Avvocato del Foro di Milano - Via G. Arganini, 24 - Studio Legale e Tributario in Milano, V. Soperga n° 4, tel. 0266714559, fax 02700418300, [email protected] PROBLEMI DEL LAVORO Anna De Lillo na validità della stessa - deve avvenire nel rispetto di quanto disposto dall’art. 7, L. n. 300/1970 e nel rispetto di quanto previsto dal Ccnl applicato. Le sanzioni disciplinari che vengono nella pratica più frequentemente irrogate sono: il rimprovero verbale;il rimprovero scritto;la multa;la sospensione dal servizio; il licenziamento con preavviso; il licenziamento senza preavviso (per giusta causa). A differenza della sospensione dal servizio, a volte si parla della sospensione cautelare. Questa non viene considerata una sanzione disciplinare vera e propria, ma una misura accessoria a cui il datore di lavoro può ricorrere, qualora ritenga che il comportamento del lavoratore sia così grave che sia opportuno il suo allontanamento dal luogo di lavoro nel periodo intercorrente fra la contestazione, la successiva difesa del lavoratore e le indagini del datore per valutare tali difese e prendere una decisione nel merito. Per il legittimo esercizio del potere disciplinare è opportuno che il datore di lavoro, ex art. 7, comma 1, L. n. 300/1970, porti a conoscenza dei lavoratori, mediante affissione in luogo accessibile a tutti, le norme disciplinari. L’affissione delle norme del C.c.n.l. relative alla parte disciplinare e alle sanzioni soddisfa l’obbligo di affissione previsto dall’art. 7 della legge n. 300 del 1970. La procedura è posta a tutela del lavoratore contro il quale non si possono adottare misure sanzionatorie senza aver contestato il fatto per iscritto e senza aver sentito le difese del lavoratore (ex art. 7, comma 2, L. n. 300/1970). La sanzione disciplinare irrogata senza il rispetto dell'obbligo di contestazione è nulla, salva la facoltà del datore di rinnovare il procedimento disciplinare e di reiterare la sanzione stessa. I provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi i canonici cinque giorni dalla contestazione scritta art. 7, comma 5, L. n. 300. li degli esperti delle Camere di Commercio). Specificamente è necessario che risulti controllata la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie ai fini delle imposte sui redditi e delle imposte sul valor aggiunto, nonché la verifica della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione. Per le società sottoposte all’obbligo di controllo contabile ai sensi dell’art. 2409-bis del Codice civile, in alternativa al visto, è possibile far sottoscrivere la dichiarazione Iva dal revisore, il quale dovrà attestare l’avvenuta esecuzione delle verifiche sopra richiamate. Per poter rilasciare il visto di conformità, i soggetti abilitati devono essere tutelati da un’apposita polizza professionale, con massimale adeguato al numero di contribuenti assistiti e al numero di visti di conformità rilasciati, e non inferiore comunque ad euro 1.032.913,80. La polizza non deve contenere franchigie o scoperti e deve prevedere il risarcimento del danno denunciato nei cinque anni successivi alla scadenza del contratto. Dopo la sottoscrizione o integrazione della polizza assicurativa, il professionista deve, ovviamente, presentare, alla competente Direzione Regionale delle Entrate, ai sensi dell’articolo 21 del D.M. 164/1999, una preventiva domanda in carta libera allegando, alla stessa, la copia della polizza assicurativa, la dichiarazione relativa all’insussistenza di provvedimenti di sospensione dell’ordine di appartenenza, nonché la dichiarazione concernente la sussistenza dei requisiti indicati alle lettere a), b), c) e d), del comma 1, dell’art. 8 del citato decreto. Nel caso in cui venga resa un’infedele attestazione di avvenuta effettuazione dei controlli per l'apposizione del visto, scattano le sanzioni previste dall’art. 39 del D.Lgs. 241/1997. Sportello operativo Caf - Tutela fiscale del contribuente Srl, Milano, V.le Rodi 85. Rag. Lorenzo Gomiero Commercialista - È possibile prenotare l’appuntamento per la compilazione di documenti fiscali. Aperto il sabato mattina. Telefono 02 66111812 fax 02 66116682, [email protected] Sanzioni disciplinari l datore di lavoro è riconosciuto dall’art. 2106 A cod. civ., il potere disciplinare nei confronti dei propri dipendenti.La procedura sanzionatoria - pe- D al 2010 cambiano le regole per le compensazioni dei crediti Iva superiori a 15mila euro. Si rende, infatti, necessaria la presentazione preventiva della dichiarazione e l’ottenimento del visto di conformità da parte delle imprese, che obbliga i professionisti a sottoscrivere una polizza assicurativa capiente ed a richiedere la propria iscrizione negli appositi elenchi tenuti dalle Direzioni Regionali delle Entrate. Per le compensazioni: • Iva fino a 10 mila euro annui, come pure per ogni altro credito tributario, restano le regole attuali, e quindi la compensazione potrà effettuarsi dal primo giorno successivo a quello di maturazione e senza attendere la presentazione della dichiarazione; • Iva annuali o infrannuali, per un importo complessivo annuo superiore a euro 10.000 e fino a euro 15.000, la compensazione può essere effettuata a partire dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge; • Iva superiori a 15mila euro annui, alla dichiarazione deve essere apposto il visto di conformità da parte di un soggetto abilitato. A tal fine, è stata prevista la possibilità di presentare la dichiarazione Iva annuale in forma autonoma consentendo quindi al contribuente di anticipare,rispetto alla scadenza ordinaria del modello Unico, l’invio della dichiarazione e, di conseguenza, di anticipare l’utilizzo del credito in compensazione. I contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti Iva oltre la soglia annua di 15mila euro annui, devono presentare la dichiarazione Iva dalla quale emerge il visto di conformità. Il visto di conformità può essere posto da tutti i soggetti ammessi al rilascio dello stesso (professionisti iscritti all'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, consulenti del lavoro, responsabili fiscali dei Caf, soggetti iscritti nei ruo- Riguardo la tempistica da rispettare è assolutamente necessario verificare le condizioni del Ccnl applicato che possono variare appunto da contratto a contratto. Solo a titolo di esempio il contratto applicato alle aziende chimiche adotta dei termini diversi anche per la scadenza entro il quale il dipendente deve presentare le sue difese. Le sanzioni disciplinari irrogate devono essere proporzionate alla gravità dell’infrazione commessa. L’art. 7, comma 4, L. n. 300/1970 vieta comunque: l’irrogazione di sanzioni che comportino mutamenti definitivi del rapporto; sospensioni dal servizio e dalla retribuzione per periodi superiori a 10 giorni; multe per importi superiori a 4 ore di retribuzione base. Le sanzioni possono aumentare in caso di recidiva, e quindi di ripetizione dello stesso comportamento sanzionabile. La recidiva vale per due anni. Infatti non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari irrogate decorsi due anni dalla loro applicazione. L’art. 7, L. n. 300/1970 infine prevede, ai commi 6 e 7, che il lavoratore al quale sia stata applicata una sanzione disciplinare, fatta salva la possibilità di ricorrere - anche per mezzo dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato - alle procedure conciliative previste dai contratti collettivi ovvero di adire l’Autorità giudiziaria, possa promuovere, nei 20 giorni successivi, la costituzione di un collegio di conciliazione ed arbitrato. L’esecuzione della sanzione è sospesa fino alla pronuncia da parte del collegio. Se entro 10 giorni dall’invito rivolto al datore di lavoro dalla Direzione provinciale del lavoro a nominare il proprio rappresentante in seno al collegio, questo non provvede, la sanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce l’Autorità giudiziaria l'esecuzione della sanzione rimane sospesa fino alla definizione del giudizio. La legge non prevede alcun termine per l’esercizio della facoltà di adire l’Autorità giudiziaria, sicchè tale esercizio non incontra alcun limite temporale ma soggiace solo alla prescrizione decennale di cui all’art. 2946 cod. civ. ODONTOIATRIA Centro dentistico o studio: cosa scegliere? Nunzio M. Tagliavia (medico chirurgo dentista) a qualche anno, lo scenario delle cure D dentali, a causa della liberalizzazione del mercato dell’Unione Europea, è caratterizzato da due principali attori in contrapposizione, che sinteticamente sono definibili “centri dentistici” e “studi dentistici”. Nelle prime ricadono tutte quelle strutture di dimensioni mediograndi, spesso ad assetto aziendale, con un numero da tre in su di dentisti, e frequentemente non gli stessi nel tempo; nelle seconde, più tradizionali, di dimensioni piccole con massimo tre dentisti operanti all'interno, senza variazione di titolare o titolari nel corso del tempo. Quest’ultime rappresentano la stragrande maggioranza delle strutture eroganti terapie dentali in Italia. La notevole dotazione di riserve finanziare dei centri dentistici permette loro di attuare potenti campagne di marketing pubblicitario diffondenti il messaggio che le cure dentistiche da loro fornite siano molto più economiche e, spesso in modo indiretto, superiori in qualità rispetto a uno studio dentistico tradizionale. Nulla di più inesatto. Ciò è anche confermato dalle opinioni fornite da molti pazienti che si presentano negli studi dentistici tradizionali, dopo aver ottenuto un preventivo o aver ricevuto delle cure da un centro dentistico. Le stesse opinioni sono le medesime rispetto ai centri di cura all'estero che, concettualmente, sono assimilabili alla categoria dei centri dentistici. Non volendo addentrarci in un inopportuno e professionalmente non corretto confronto sulla qualità delle cure tra le due tipologie di strutture - estere incluse - possiamo segnalare alcuni degli elementi che i pazienti ritengono irrinunciabili nel rapporto professionale di cura: la sicurezza di essere seguiti nel tempo dalla stesso dentista, il costo accessibile della cure, la facile reperibilità e la disponibilità del dentista al momento del bisogno, e il rapporto riservato e diretto anche nella definizione della modalità di pagamento che, nei grossi centri, frequentemente richiede un contratto sottoscritto di finanziamento. Pertanto va valutata nella decisione del potenziale paziente la presenza o meno degli elementi sopraelencati. Quanto detto porta a consigliare, inoltre, a tutti coloro che hanno intenzione di iniziare delle cure dentarie di non ritenere a priori che gli studi dentistici italiani siano meno attrezzati dal punto di vista del livello qualitativo delle cure, e che siano meno abbordabili dal punto di vista delle tariffe: può essere invece il contrario, e cioè che l'essere meno “mastodontici” determini una maggiore efficienza di gestione e riduzione dei costi con relativa riduzione delle tariffe - come pure rapportarsi sempre allo stesso dentista comporti una dettagliata conoscenza delle esigenze terapeutiche e umane del paziente. Dott. Nunzio M. Tagliavia, medico chirurgo dentista Dott.ssa Anna De Lillo - Studio di Consulenza del Lavoro Via Santa Marcellina, 8 - 20125 Milano - Tel. 02.66106030 - e-mail: [email protected] Via Luigi Mainoni d’Intignano 17/a - 20125 Milano - Telefono 026424705 [email protected] - www.dentistalowcost.it VITA DI CONDOMINIO È l’anno della sicurezza condominiale Manuel Boccadoli (amministratore di condominio) ede lo scorrimano del portone d’entrata e la signora del primo piaC no finisce al pronto soccorso; si stacca un calcinaccio dal balcone ammalorato e un passante si ritrova ferito. Questo che sembra un bollettino di guerra non è altro che la cronaca di quello che normalmente accade in molti condomini milanesi, sia per dolosa negligenza di chi dovrebbe controllare, sia per una scarsa cultura alla sicurezza che ormai da molti anni ci portiamo dietro. E poi quando il fattaccio è successo si inizia a dire: “Sarebbe bastata una mano di calce” oppure “Cosa ci voleva a far intervenire il tecnico”. Purtroppo con il senno di poi le cose non si possono riparare, ma tutti insieme, noi amministratori e voi condomini, abbiamo l'obbligo di vigilare e far sì che la parola sicurezza sia rispettata e fatta valere. Impegniamoci ancora di più a ONA NOVE 26 dialogare l’uno con l’altro, a verificare la priorità dei lavori da fare, a non prendere sottogamba o a non segnalare un intervento di manutenzione solo per risparmiare qualche euro. Lottare contro chi vuole sempre e comunque derogare alle più elementari norme di sicurezza, trovarsi a gestire situazioni di estremo pericolo per un eccessivo lassismo è l’esatto contrario del “vivere in sicurezza”! È lo stesso Ministero del Lavoro che è andato più volte a chiarire gli obblighi di sicurezza in ambito condominiale. Il condominio è da considerarsi un luogo di lavoro, come un’azienda. Le normative ci sono e sono chiare e vincolanti: all’amministratore l’obbligo di farle rispettare, ai condomini la volontà di condividerle e farne tesoro. Facciamo un test: cos’è il documento di valutazione dei rischi? Il vostro condominio ne ha l’obbligo? Quanti sanno che in caso di incidente grave se il condominio è sprovvisto di questo documento, ne è responsabile penalmente? Lo studio2emme offre ai lettori di “Zona Nove” per i mesi di gennaio e febbraio un servizio di consulenza gratuita per qualsiasi problematica relativa al vostro condominio: dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 18 chiamando il numero 02-683309. Dott. Manuel Boccadoli amministratore di condominio socio A.N.A.MM.I L285 Studio2emme viale Marche 93, MM Maciachini tel: 02 683309 mail: [email protected] Anziani, attenti ai truffatori! Non fate entrare sconosciuti in casa vostra. Iscriviti all’Associazione Amici di ONA NOVE Socio ordinario Euro 10 (Euro 5 per studenti e pensionati), Sostenitore Euro 25. Ass. Amici di “Zona Nove” o bonifico Monte Paschi di Siena, ag. 5, viale Testi 90, sul conto corrente: Ass. Amici di “Zona Nove”. Coordinate bancarie IBAN IT07W0103001605000000704764 TA EBAO Per la vostra pubblicità su questo giornale telefonate a Flaviano Sandonà Tel/Fax/Segr. 02/39662281 Cell. 335.1348840 Pagina riservata ai lettori lettere in redaz ione IL PARCHEGGIO IN VAL DI LEDRO Sono un’abitante di via Val di Ledro 23, Milano, 20162 e voglio esporre un problema sui parcheggi della mia zona. Premetto che ogni sera ci metto dai 30 ai 90 minuti a trovare parcheggio sotto casa mia, i giorni in cui non è presente il mercato perché il martedì sera, giorno prima del mercato di via Val di Ledro, in cui è divieto parcheggiare, perdo il conto del tempo che resto il macchina per trovare un parcheggio e molte delle volte devo sostare abbastanza lontano da dove abito, sperando che nel tragitto a piedi per rincasare non mi succeda mai nulla dato che la zona non è sicura la sera. In via Terruggia hanno imposto un divieto di sosta sulla carreggiata destra e quindi non è più possibile parcheggiare neanche li, poi da qualche tempo abbiamo una novità nella nostra via: il nuovo pub aperto in via Val di Ledro 11 che porta le persone che lo frequentano a “rubare” i nostri parcheggi o a sostare direttamente in mezzo alla strada, in seconda o terza fila mettendo in pericolo sia l’incrocio via Val di Ledro/via Paolo Rotta, sia la strada stessa. Molti abitanti non riescono a parcheggiare fino alla chiusura del pub in questione. Nelle altre zone di Milano, gli abitanti non si devono preoccupare minimamente di dove sostare con l’auto dato che hanno i parcheggi riservati ai residenti e se nei dintorni è presente un pub o un locale è chi lo frequenta a dover cercare “dove mettere la macchina”. Noi abitanti di Niguarda siamo diversi dagli altri? Le multe sono sempre più frequenti e sempre per sosta vietata e il mercoledì ci sono tante macchine che vengono rimosse col carro attrezzi per colpa del mercato. Questo è un vero disagio e un reale problema e la colpa ricade sempre su noi residenti che dobbiamo pagare la multa dopo aver cercato il parcheggio per ore. I vigili non ne vogliono sapere, tanto loro hanno sempre ragione e poi purtroppo viviamo in un paese in cui chi ne fa le spese è il cittadino che paga regolarmente le tasse e vive onestamente. A nessuno interessa che noi stiamo ore a cercare un parcheggio e paghiamo multe per sosta vietata, soste che però sono le uniche possibili. I vigili e il Comune invece di fare qualcosa per aiutarci a risolvere questo problema fanno verbali e ci costringono a pagare le multe. Lettera firmata (gennaio) LA REALTÀ ROMANZESCA Dovendo rinnovare la carta di identità dopo cinque anni all’Anagrafe di via Passerini, ero preoccupato per eventuali cambiamenti di ambiente e di regole e un pomeriggio presto sono partito in macchina in cerca di informazioni.Arrivato presso la chiesa di Niguarda e trovato un comodo parcheggio (senza piazzole gialle e blu, come invece nell'attigua Bicocca), letti i cartelli degli orari, mi sono allontanato dal portone chiuso per ripararmi dalla pioggia gelata presso la sede dei vigili urbani. Una dozzina di persone si sono poi messe in fila ordinata davanti al portone ed ero già rassegnato ad essere il tredicesimo, quando la prima signora in coda mi ha consegnato gentilmente il “ticket” da lei staccato, riconoscendomi sorprendentemente la precedenza. Allo spor- tello un’impiegata gentile e sorridente ha sbrigato la breve pratica (un timbro per l’estensione di validità), riconsegnandomi il documento con gli auguri di buon anno e senza chiedere un centesimo. Sulla via del ritorno mi sono allora fermato presso l'autoscuola di via Arganini (identica comodità di parcheggio) per informarmi circa il rinnovo della patente, ma dopo pochi minuti, passata la visita di idoneità, ho ottenuto dagli efficientissimi titolari il servizio richiesto, spendendo 80 euro (non è poco, ma quante code e arrabbiature risparmiate!). Insomma, a volte abitare in questa Milano non è così scomodo e triste come viene spesso descritto. Sarà perché sono vecchio? Ma anche il rispetto per la vecchiaia è da considerarsi qualità preziosa in una città come questa! Giusto Buroni (gennaio) DIGITALE SÌ DIGITALE NO Prendo lo spunto dal corretto quanto semplice (semplicistico) articolo sulla televisione digitale apparso sul numero di gennaio, per aggiungere la giusta dose di polemica che anche lo scorso anno sono riuscito a introdurre sul Corriere della Sera, suscitando però la replica, garbata ma decisa, e quindi per De Bortoli inconfutabile, dell’addetto alle relazioni coi clienti del potente consorzio RaiMediaset-Telecom & C. Partendo dal fondo (dell’articoletto), preciso che il maggior numero di canali (di qualità mediocre, tuttavia, a causa della compressione) che la tv digitale consente non è un favore fatto agli utenti, bensì ai produttori dei programmi, che così hanno potuto offrire una gran quantità di servizi a pagamento, contrariamente alle promesse di completa gratuità della riforma fatte sei anni fa. Insisto anche affinché la Rai doti ogni suo abbonato di almeno un decoder gratuito, oppure condoni il canone di abbonamento almeno per quest’anno. E concludo meravigliandomi che nessuno (a meno che non abbia agito il “filtro cinese” applicato da tutti i giornali) abbia finora notato che non è sufficiente un decoder per ogni televisore, ma ne occorre uno anche per ogni videoregistratore, sebbene un mio personale sondaggio dica che siamo rimasti in pochi a usare il videoregistratore per...registrare: quasi tutti hanno “buttato” il registratore a cassette e comprato il registratore su hd, ma solo per usarlo come lettore dvd. Il “business” generato dai promotori del digitale terrestre, con la scusa delle Regole Europee, è davvero inestimabile (e scandaloso): non dimentichiamo gli antennisti, per cui anni fa avevo previsto anche su “Zona Nove” un fulgido futuro, che hanno convinto il Consorzio a rendere difficile la ricezione per poter modificare tutti gli impianti di antenna, di cui si era detto inizialmente che sarebbero rimasti invariati (e non parliamo della “sorpresa” che in molte parti d’Italia si riceverà il digitale terrestre solo da satellite, con un’ulteriore spesa di almeno 100 euro per un decoder satellitare “combi” con TiVuSat!). Che fare di fronte a tante soperchierie? Azzarderei di bloccare per anni l’acquisto di apparecchi tv e registratori, sfruttando al massimo le possibilità di ricezione e registrazione del computer + telefono, meno care, ma non facili da usare. Suggerimenti del pubblico (a parte quello di rinunciare per sempre al televisore, e purché non si faccia appello alla seconda presa scart presente su molti modelli) sono benvenuti. Se poi invece il commento è “mi posso per- mettere un televisore da 50 pollici”, oppure “se si vogliono vedere le partite, costa di più sky della pay per view del dt”, allora tanto peggio per loro! Giusto Buroni (gennaio) • Caro lettore, sono felice che il mio articolo abbia destato interes- quanto mi è accaduto solo dopo aver aspettato invano per più di 10 giorni un cenno di riscontro da parte dell’ente a cui ho inviato questa mia testimonianza. Lettera firmata (gennaio) Mi trovavo nella hall della pi- Quando il Manzoni è in Comune o letto il libro “Villa Trotti Bentivoglio” di Sergio Bernasconi. H È dal ‘54 che conosco Niguarda ed è dal ‘65 che ci vivo. Conosco per sentito dire la storia passata di quando Niguarda era Comune e aveva, per quei tempi, entrate economiche in positivo: “Era un Comune ricco”. Nel territorio erano sorte molte aziende produttive che davano lavoro a tante persone. Il Comune di Niguarda venne inglobato da quello di Milano, che acquisì grandi benefici e una vasta area di sviluppo indiustriale. Da allora non ci sono state iniziative comunali che abbiano valorizzato il territorio rendendolo vitale,con il suo proprio centro storico,idoneo al ruolo che gli spetta. Ora vengo al mio dubbio. Dopo anni di trattative su chi doveva intervenire e fare, finalmente il progetto della cooperativa Edificatrice di Niguarda andava in porto: ristrutturazione della Villa Trotti e urbanizzazione dell’ex cascina Curt di Matt. Abbiamo visto l’abbattimento della cascina e poi tutto si è fermato. Mi sono detto: “Vuoi vedere che le autorità comunali non hanno a cuore questa importante realtà manzoniana e ne facciano un motivo politico, non contribuendo economicamene alla realizzazione dell’isola pedonale, al restauro della Villa Trotti e alla serie di infrastrutture che il progetto prevede?” Vedremo per anni fermi i lavori? Noi cittadini di Milano, rione Niguarda ci meritiamo da tanto tempo il nostro angolo di storia che ci appartiene e valorizza il nostro ieri, il nostro oggi e il nostro domani. Mi auguro che questa sia una mia erronea intuizione e che questo progetto meraviglioso si realizzi. Franco Santoro (gennaio) se e le abbia dato la possibilita di esprimere le sue opinioni. Naturalmente capirà che lo spazio a me concesso era ridottissimo, e che il mio scopo era solo di spiegare le differenze di base tra analogico e digitale senza dire cose scorrette. Quindi ho trascurato di parlare delle complicazioni che riguardano la ripresa e la riproduzione in alta definizione, che sono rilevanti quando si parla di qualità del segnale. La sua lettera quindi mi dà l’occasione di fare qualche ulteriore chiarimento tecnico al riguardo (mentre mi astengo dal speculare sulle possibili motivazioni politiche che possano aver spinto alla diffusione del digitale). Lei dice che le trasmissioni in digitale sono di bassa qualità. È vero: le trasmissioni digitali a-desso sono di bassa qualità perché sono ancora registrate in bassa risoluzione, e la bassa risoluzione del digitale è peggiore della bassa risoluzione dell’analogico (per i motivi discussi nell’articoletto). Ma la cosa è destinata a cambiare: quando le trasmissioni saranno registrate in alta risoluzione e riprodotte da tv ad alta risoluzione (hd, high definition, alta definizione), allora la qualità delle trasmissioni (digitali ad alta risoluzione) avrà un incremento anche rispetto a quelle attuali (analogiche ma a bassa risoluzione). La seconda cosa che vorrei precisare è questa: non è vero che per registrare col videoregistratore il canale che si sta guardando sia necessario un altro decoder; mentre è vero che ci vogliono due decoder se si vuole registrare un canale e vederne un altro. Per capire perché basta pensare che nel primo caso il tv può usare il segnale in uscita dal videoregistratore, mentre nel secondo no, quindi ha bisogno anche lui del suo decoder. In ogni caso, la situazione è perfettamente analoga per la televisione satellitare e non esclusiva del digitale terrestre: un decoder per registrare lo stesso canale che si guarda, due se si vuol vedere qualche cosa e registrare qualche cos’altro. Valia Allori scina Suzzani e aspettavo che mio figlio finisse il corso di nuoto. Erano più o meno le 19,45, orario in cui in piscina si può praticare il nuoto libero, e ho visto un papà che accompagnava il figlio che era sulla sedia a rotelle, un bambino di non oltre 10/12 anni. All’atto dell’acquisto dei biglietti d’ingresso, è stato chiesto a questo genitore se intendeva entrare in piscina con il figlio, alla risposta affermativa ne è seguito il divieto d’ingresso, perché le corsie erano affollate e la piscina piccola occupata da corsi. La sicurezza prima di tutto, per carità. Ma vi assicuro che il pianto di questo bambino che ha magari dovuto aspettare che il papà tornasse dal lavoro per stare insieme in piscina anche solo un’ora mi ha spezzato il cuore. Denuncio l’accaduto affinché chi ha il potere decisionale e organizzativo possa far in modo che queste situazioni non si ripetano più, magari anche solo tenendo sempre una corsia un po’ meno affollata delle altre. GRAZIE BIBLIOTECA Sono un pensionato appassionato di lettura, e mi sono iscritto da due anni alla Biblioteca Comunale di Via Passerini. Devo dire che trovo il servizio di ricerca libri eccellente e, se alcuni titoli non sono disponibili in loco, mi vengono procurati tramite il sistema interbibliotecario e forniti in un paio di giorni tramite avviso telefonico. Pertanto voglio complimentarmi per l’organizzazione e ringraziare il personale addetto che con premura e professionalità svolge il suo lavoro. La differenza di un buon funzionamento sta nella volontà del personale. Vorrei che questo venisse preso ad esempio da altre strutture pubbliche. Gianni Giancarlo (gennaio) IL LAVORO CHE MANCA Ho apprezzato molto la decisione del giornale di riservare spazio ai temi del lavoro. Gli articoli del numero scorso curati da Angelo Longhi non sonoo solo una forma di attenzione che avvicina sempre più e meglio il giornale alla gente e ai suoi problemi, ma è solidarietà verso gli operai che sono colpiti nel loro diritto primario: il lavoro. L’articolo di Longhi sul dramma degli operai della Mangiarotti Nuclear di viale Sarca l’ho recepito come un invito a moltiplicare solidarietà verso le maestranze. I giochi speculativi della Mangiarotti legati a quelli della Camozzi fanno parte della falsa coscienza dei capitalisti che non esitano a spostare la produzione dove migliore è il profitto. E così ho rivissuto i giorni attorno al camper della solidarietà in via Rubattino davanti ai capannoni della Innse a Lambrate. Durante l’occupazione della fabbrica eravamo in tanti a moltiplicare la solidarietà nei quartieri.Ancora tanti la sera e la notte intorno al cuore di quella fabbrica che inghiottiva gli operai sulla gru. Quella sera alla Innse ascoltavo il sindacalista della Cgil Michele di Bona, che opera nell’area del disagio e dell’esclusione sociale.Trascrivo per “Zona Nove” frammenti di vita che appartengono a tanti lettori e come solidarietà agli operai della Mangiarotti: “Si cominciava a lavorare bambini. Entrando in fabbrica imparammo non solo il lavoro. Gli operai anziani ci trasmettevano quanto conoscevano, …da quelle mani usciva il mestiere, dalle boc- che il racconto della storia che ci aveva preceduto… Come ringraziare questi operai per quello che ci hanno dato e che forse i loro nipoti non sanno? Ci piacerebbe che i nostri figli potessero dire di noi quello che con riconoscenza di loro raccontiamo…”. Antonio Masi (gennaio) L’ISOLA DEI FELICI Sì, proprio così. Dell’Isola sono sono innamorato pazzo! Dell’Isola nuova, di quella che sarà tra qualche anno, con i suoi palazzi e grattacieli tutto vetro e luci, dei suoi residence, del suo nuovo parco degli alberi di 96mila metri quadri di spazio per la gente che vive e lavora nell’Isola. Con la nuova linea della metropolitana, che così fanno tre nel quartiere. Per muoverci meglio nella nostra città sempre di più senza bisogno dell’auto. Ci saranno i posteggi che ora mancano, e quei pochi che ci sono per due giorni la settimana sono irraggiungibili per l’assalto del mercato, che entra nel quartiere come un cuneo e si allarga sempre più. Speriamo che anche lui sparisca al più presto come è sparita la Stecca, simbolo della sporcizia, della sopraffazione, del caos. Bei palazzi con terrazze piene di fiori che guardano dall’alto bei giardini, e strade alberate, con finalmente aiuole pulite e fiorite invece che marciapiedi sconnessi e alberelli che fanno fatica a crescere tra i camion puzzolenti e inquinanti del mercato. E più l’Isola sarà ordinata, funzionale, pulita, più aumenteranno quei cittadini che la ameranno e saranno orgogliosi di viverci, di lavorarci, di crescere insieme a lei. Isola, mi piaci sempre più! Giuseppe Giorgini (gennaio) L’ISOLA DEGLI INFELICI Oggetto: degrado Scuola Rosa Govone - via Jacopo dal Verme Quartiere Isola. Nel recinto che delimita la scuola in oggetto (lato dal Verme) da anni impera l’incuria (vedi foto in basso ndr). C’è anche una scatola di legno, che oltre dieci anni fa è stata rifugio di un gatto ormai defunto, e che non è stata mai rimossa. Le erbacce imperano insieme a lattine e bottiglie. Chi deve provvedere alla pulizia? È davvero una cosa penosa. Michele Ascione (gennaio) NIENTE PISCINA PER IL DISABILE Ho deciso di inoltrare a voi tel. e fax. 02/39662281 – e-mail: [email protected] COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA - COOP LOMBARDIA ONA NOVE 27 ari lettori di “Zona Nove”, l’anno 2010 vedrà l’Associazione amici di “Zona Nove” impegnata in C diverse iniziative sul territorio. Territorio che si sta impoverendo e necessita anche del tuo impegno al fine di mantenere viva una comunità che reagisca a un trend, ormai comune nella società La piccola pubblicità degli indirizzi utili d’oggi, di isolamento abbandonando i veri valori, quali la condivisione e la solidarietà. Abbiamo bisogno del tuo sostegno anche finanziario e pertanto ti invito a sostenere l’Associazione iscrivendoti e/o rinnovando la quota di iscrizione a sole euro 10,00, secondo le modalità leggibili a pag. 27 oppure recandosi presso la sede del giornale, via Val Maira 4. Rag. Lorenzo Gomiero (presidente dell’Associazione amici di “Zona Nove”) NIGUARDA PRATOCENTENARO Fratelli Vittori Manutenzioni Riparazioni elettriche Via Ornato 7 Tel 02.66100480 Pasticceria e Caffetteria Vinti Produzione propria Via Val Maira 4 Tel 02.6438259 Fotocolor Niguarda Sviluppo e stampa in 20 minuti Via Ornato 34 Tel 02.6438223 Cooperativa di Abitanti Pratocentenaro e Sassetti Via Val Maira 4 Tel 02.6423476 La Caneva Enoteca con vino sfuso Via G. Imperatore 35 Tel 02.66114268 Come aderire a “Indirizzi Utili” Teatro della Cooperativa Via Hermada 8 Tel 02.64749997 Per la vostra piccola pubblicità, per offerte o domande di lavoro, rivolgersi a Flaviano Sandonà Tel./Fax/Segr.: 02.39662281 Cell. 3351348840. 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