GAL 10-12 2008 mary.qxp 27-11-2008 Euro 1,00 17:38 Pagina 1 MENSILE · ANNO XVI, N. 10-12/2008 · SPED. IN ABB. POST. 45% Art. 2 comma 20/b L. 662/96 Filiale di Napoli PARTE LA SETTIMA EDIZIONE DELLA FIERA DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA: 400 CASE EDITRICI, 200 INCONTRI, ANTEPRIME, OSPITI INTERNAZIONALI Esplorazione, la parola magica di “Più Libri più Liberi” Divenuto un appuntamento fisso per lettori e addetti al settore, torna al Palazzo dei Congressi di Roma, dal 5 all’8 dicembre 2008, Più libri più liberi, la Fiera della piccola e media editoria organizzata dall’AIE (Associazione Italiana Editori) giunta alla settima edizione. Guardando al panorama editoriale italiano senza mai perdere di vista l’editoria internazionale, quest’anno la Fiera diventa anche una vetrina per la letteratura latino americana, grazie all’importante collaborazione con l’Istituto Italo-Latino Americano: gli appuntamenti con America Latina Tierra de Libros. Dal realismo magico al mondo globale offriranno agli editori, italiani e sudamericani, l’opportunità di confrontarsi, e ai curiosi la possibilità di conoscere un universo letterario non ancora abbastanza esplorato. Proprio perché “esplorazione” è una parola magica per Più libri più liberi, quest’anno il tradizionale Spazio Blog propone un’incursione nella sperimentazione letteraria e didattica di Second Life, oltre a un intero programma sulle nuove tecnologie curato da Più Blog. Due interessanti novità, quindi, volgono autori, studiosi, giornalisti, personaggi della politica e dello spettacolo. Tra gli ospiti dell’edizione 2008: Pupi Avati, Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Giulietto Chiesa, Ugo Gregoretti, Tullio Kezich, Lia Levi, Carlo Lucarelli, Dacia Maraini, Valerio Mastandrea, Gianni Minà, Enrico Montesano, Rocco Papaleo, Walter Pedullà, Sandro Portelli, Toni Servillo, Giuliana Sgrena, Maria Luisa Spaziani, Lee Stringer… solo per citarne alcuni. Il visitatore, nel labirinto delle che vanno a sommarsi con i già proposte della Fiera, potrà sceglieimportanti numeri di Più libri più re di seguire uno dei percorsi culliberi: con oltre 400 espositori, turali proposti (dalla cronaca al 50mila visitatori e 70mila titoli giallo, dalla poesia alla narrativa, venduti nella scorsa edizione, la dal cinema al teatro) sulle orme Fiera si propone come luogo rea- degli scrittori più amati (da Malerle e virtuale di confronto e dialo- ba a Moravia, da Siciliano a Lucago tra autori e pubblico, un vero e relli) o sulle impronte ancora leggere degli a u t o r i emergenti. Oppure curiosare nei percorsi professionali destinati (non solo) agli addetti ai lavori Diego Guida sarà relatore all’inIl alto, il Palazzo dei Congressi a Roma; sopra, contro “Il alcuni stand e, sotto, un'immagine della conferenza ruolo dell’ingrosso nello stampa di presentazione della Fiera sviluppo della piccola proprio polo culturale capace di editoria” (sabato 6 dicembre ore promuovere l’attività degli editori 15.30 Sala Smareldo) - partecie offrire a migliaia di lettori un pa- pando ai dibattiti su, lettura, distrinorama completo. Per queste ra- buzione e nuove tecnologie, arricgioni, Più libri più chiti dalla presentazione delle riliberi si conferma cerche condotte dall’Osservatorio nell’élite degli ap- permanente europeo sulla lettura. puntamenti italiani A completare l’offerta due appundedicati al libro ed il tamenti tradizionali, quelli con lo più importante Spazio ragazzi in collaborazione evento editoriale del con le Biblioteche di Roma, e con centro sud del Pae- il Caffè Letterario, luogo d’incontro con i protagonisti del libro. se. A rendere la Fiera E un appuntamento tutto nuovo: il un evento vivo e Fellowship Program, iniziativa pulsante, in grado di realizzata dall’AIE in collaboracreare una connes- zione con l’ICE (Istituto per il sione autentica tra editori, autori e Commercio Estero) e la Camera di pubblico, contribuiscono gli oltre Commercio di Roma, grazie alla 200 appuntamenti tra incontri, quale gli editori internazionali presentazioni e dibattiti che coin- avranno la possibilità di visitare le (segue a pag. 2) GUIDA è allo stand E07 È dedicato al lettore lo spettacolo Lo Specchio di Borges che Massimiliano Finazzer Flory propone in appendice a Più libri più liberi, venerdì 12 dicembre ore 20 al Tempio di Adriano (Piazza di Pietra, Roma) in una serata di parole, musica e, soprattutto, passione per i libri. Editoria: a Salerno nuovo Corso di laurea Le lezioni sono già iniziate per gli studenti del primo anno del Corso di laurea in Editoria e Pubblicistica dell’Università degli Studi di Salerno. Si tratta dei primi discenti di una laurea triennale di nuova istituzione. Il Corso in Editoria attivato quest’anno a Fisciano è infatti il primo – se non tra i primissimi – in Italia (nel Sud è di certo l’unico) organizzato come laurea triennale. L’idea, a cui lavorava da tempo, è di Antonio Pietropaoli, presidente del Consiglio di Area Didattica “Discipline letterarie e dei beni culturali” dell’Università di Salerno, il quale propone in tal modo la formazione di operatori culturali immediatamente impiegabili a vari livelli nei settori, in primo luogo, dell’editoria, sia cartacea che digitale, con il ruolo di redattore editoriale (nella varia gamma delle sue funzioni); ma poi anche nel campo del giornalismo e della comunicazione, divulgazione e promozione di eventi culturali, nonché nella gestione di beni e prodotti culturali, sia in ambito pubblico che privato (editoria, agenzie letterarie, giornalismo, radiotelevisione, enti e istituti di cultura pubblici e privati, etc.). Il corso, inoltre, prepara alle professio- ni di scrittori; consulenti di case editrici e società informatiche che operano nel settore della tutela, divulgazione e promozione dei prodotti culturali; tecnici della distribuzione commerciale; tecnici dei servizi ricreativi e culturali e simili. Alla fine del triennio lo studente Un’aula dell’Università di Salerno acquisisce una figura professionale con conoscenze teoriche e pratiche negli ambiti attinenti agli studi linguistici e letterari, storici, geografici e artistici dell’età soprattutto contemporanea. Tuttavia il Corso (info su www.letterefilosofia.unisa.it) mira ad obiettivi più specifici e professionalizzanti, e perciò prevede un tracciato formativo particolare, finalizzato alla formazione di operatori culturali nei settori della editoria (anche multimediale), del giornalismo, della comunicazione e della organizzazione, divulgazione e promozione della cultura. Mary Attento (continua a pag. 5) Legge per il libro anche in Campania Il Lazio è la prima regione ad approvarla “Leggere molto è uno dei cammini che conducono all’originalità; uno è tanto più originale e peculiare quanto più conosce ciò che gli altri hanno detto”. Se ci soffermiamo sulle parole di Miguel de Unamuno forse capiamo quanto è importante promuovere e sostenere l’editoria libraria regionale con interventi in favore dell’innovazione tecnologica delle imprese, ma soprattutto attraverso il riconoscimento della funzione sociale del libro. Di legge sul libro si parla da decenni nel nostro Paese e non si sa bene quando mai l’Italia potrà disporre di una legge organica per il settore. Nel frattempo le diverse Regioni hanno individualmente variato delle normative diverse in materia di editoria il cui tratto comune era quello di considerare il libro e le case editrici all’interno degli interventi relativi al più ampio mondo dell’editoria locale quotidiana o periodica.... con gli effetti e le conseguenze facili da immaginare. (a pag. 2) GAL 10-12 2008 mary.qxp 2 26-11-2008 15:17 Pagina 2 GUIDA AI LIBRI ottobre-dicembre 2008 (da pag. 1) LA REGIONE LAZIO HA DATO DI RECENTE UN RICONOSCIMENTO NORMATIVO ALLA CENTRALITÀ DELLA LETTURA PER LO SVILUPPO CULTURALE Una Legge per il libro anche in Campania In Campania è attualmente in discussione presso la Giunta Regionale, e poi in Consiglio per l’approvazione definitiva, il Disegno di legge – che abroga la legge regionale 27 aprile 1990, n. 30 – “Promozione e sostegno dell’editoria libraria regionale” che, riconoscendo “la pratica della lettura quale strumento insostituibile per la circolazione delle idee, la crescita sociale e culturale dei cittadini, la crescita di una opinione pubblica democratica e consapevole, la salvaguardia della diversità culturale”, permette alla Regione di attuare i seguenti interventi: erogazione di contributi; incentivazione alla diffusione del libro; istituzione del centro di documentazione sull’attività editoriale e multimediale; realizzazione di uno sportello informativo sulle attività del settore; istituzione del registro delle imprese editoriali campane; realizzazione di un portale del libro campano contenente il catalogo e le novità della produzione degli editori regionali; acquisto annuale delle novità editoriali; istituzione di premi per favorire e promuovere i progetti delle imprese campane operanti nel settore editoriale. Tra le attività promozionali è prevista la realizzazione di mostre editoriali, fiere, settimane della lettura, momenti di aggregazione culturale. Nell’ambito delle iniziative di sostegno finalizzate alla promozione del libro edito in Campania, inoltre, la Regione assegna contributi a favore degli editori campani che partecipano a fiere e mostre, anche itineranti, del libro e del prodotto multimediale e per la partecipazione promozionale di editori, singoli o associati, a fiere e mo(da pag. 1) realtà editoriali romane nei giorni che precedono la Fiera (mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre) e avviare con esse rapporti di collaborazione durante la Fiera stessa. Più libri più liberi è organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i beni librari, gli istituti culturali e il diritto d’autore con il Centro per il libro e la lettura, dell’Assessorato alle Politiche culturali e della comunicazione del Comune di Roma, della Provincia di Roma, della Regione Lazio e della Camera di Commercio di Roma; con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, l’azienda dei trasporti capitolina Atac, Radio 3 Fahrenheit, e per il primo anno con IBS (il principale sito di ecommerce librario che per la prima volta diventa sponsor ufficiale della manifestazione) e in partnership con l’ALI - Associazione Librai Italiani, l’ICE - Istituto Nazionale per il Commercio Estero e l’IILA - Istituto Italo-Latino Americano. stre regionali, nazionali ed internazionali del libro. Si auspica che, riguardo alla tipologia delle iniziative e degli interventi, ci sia l’istituzione, presso l’assessorato competente in materia di cultura, della Consulta regionale del libro; la promozione di una giornata regionale della lettura; l’organizzazione di campagne di comunicazione mirate al libro e alla lettura; l’attenzione al marketing culturale del territorio, in particolare con progetti di valorizzazione dei luoghi, anche attraverso l’attivazione di itinerari o guide letterarie in collaborazione con gli enti locali e i parchi letterari. “Si auspica anche una dotazione finanziaria e una pianificazione delle risorse utili ad incidere concretamente sul territorio, soprattutto alla luce delle riduzioni del budget nazionale”, afferma Diego Guida – consigliere nazionale Aie, gruppo piccoli editori varia – facendo riferimento alla scure sulla cultura assestata dalla recentissima manovra triennale (Dl 112/08), che si connota come vera e propria dieta dimagrante per alcuni settori. Tra questi, i Beni Culturali, e quindi i beni archeologici, architettonici, artistici, etnoantropologici e librari. L’amministrazione affidata al ministro Sandro Bondi subirà tagli per 355 milioni, concentrati soprattutto sullo spettacolo ma non solo. Le dotazioni del dicastero passano così da 2 a 1,7 miliardi di euro, per uno sfoltimento che ammonta al 17% del budget complessivo. Mary Attento Comunità concreta 7 dicembre ore 10 Sala Ametista Palazzo dei Congressi Roma “Comunità concreta” sarà presentato a Roma alla Fiera della piccola e media editoria “Più Libri più Liberi” domenica 7 dicembre ore 10 nella Sala Ametista del Palazzo dei Congressi dell’Eur, da Rosario Amodeo, AD Engineering Ingegneria Informatica Roma, e da Giovanni Maggio, Università di Firenze, alla presenza di Laura Olivetti, presidente della Fondazione Adriano Olivetti. Conclusioni dell’autore Emilio Renzi, Politecnico di Milano. Tutti gli aspetti delle straordinarie attività di Adriano Olivetti, imprenditore di successo e promotore della moderna urbanistica, della razionalistica architettura e del glorioso industrial design nell’Italia tra gli anni Trenta e Sessanta. La Giunta regionale del Lazio ha riconosciuto l’insostituibile valore civile che i libri e la lettura costituiscono per il proprio territorio. E circa due mesi fa proprio il Lazio è stata la prima Regione in Italia secondo una nota diffusa dall’Ente - a tradurre in legge questo riconoscimento, approvando una normativa organica di settore finalizzata a sostenere questa branca fondamentale del proprio patrimonio culturale. Gli interventi previsti spaziano dal sostegno finanziario all’impresa - attraverso il credito agevolato o i consorzi di scopo – all’ampliamento e alla promozione dei canali distributivi puntando su un rapporto privilegiato tra rete bibliotecaria regiona- Emilio Renzi Comunità concreta (le opere e il pensiero di Adriano Olivetti) prefazione di Giuseppe Galasso GUIDA Collana “Prima Pagina” pp. 164 euro 12,00 le ed imprese editoriali del Lazio. Con la recente approvazione della legge regionale sul sostegno al libro e alla piccola e media editoria, la Regione Lazio - seguita da Piemonte e Sardegna - ha dato quindi un riconoscimento normativo alla centralità della promozione della lettura per lo sviluppo culturale. La Fiera della piccola e media editoria è perciò un’opportunità insostituibile sia per promuovere alcune delle attività della Regione sul patrimonio librario del territorio, che per realizzare incontri ed iniziative sul tema dell’editoria e della lettura: al centro ci saranno la lettura, la nuova normativa regionale, l’organizzazione regionale delle 251 biblioteche. Organo dell’Associazione Alfredo Guida Amici del Libro - Onlus Anno XVI, numero 10-12/2008 ISBN 88-7188-498-1 Questa monografia porta a sintesi tutti gli aspetti delle straordinarie attività di Adriano Olivetti (1901-1960). Adriano fu imprenditore di successo e promotore della moderna urbanistica, della razionalistica architettura e del glorioso industrial design nell’Italia fra gli anni Trenta e Sessanta. Ma fu anche, e invisibilmente, studioso e organizzatore della innovazione industriale, autore di una summa filosofico-politica per un rinnovamento radicale dell’Italia e dell’Europa nel dopoguerra, fondatore del Movimento politico di Comunità e delle Edizioni di Comunità, sindaco di Ivrea. L’opera ne descrive anno dopo anno la vita tra la formazione, i viaggi di studio, l’ingresso nell’azienda paterna e lo stile di direzione, l’antifascismo attivo e le meditazioni solitarie, i trionfi, le delusioni e le sconfitte, il respiro ideale e le riflessioni. Il libro, insomma, percorre attraverso la vita e le gesta di un poliedrico personaggio la fondazione della “prima fabbrica italiana di macchine da scrivere” e un ritratto e una riflessione sull’industria e la società di ieri e di oggi. Emilio Renzi ha studiato filosofia e ha lavorato alla casa editrice il Saggiatore e alla Direzione Relazioni culturali della Olivetti. Attualmente insegna Semiotica alla Facoltà del Design del Politecnico di Milano/Polo Bovisa. Collabora con la rivista “L’Acropoli”. Ha curato con Massimo Bonfantini Oggetti Novecento (Bergamo 2001) e con Gabriele Scaramuzza Omaggio a Paci (Milano 2006). È autore di Caro Ricoeurm mon cher Paci. Dialogo in cinque scene (Milano 2006). Il libro era presente alla Mostra del centenario “Olivetti 1908-2008, il progetto industriale”, allestita all’Officina H di Ivrea dal 16 ottobre al 9 novembre per celebrare i cento anni della fondazione della Società Olivetti. DIRETTORE RESPONSABILE DIEGO GUIDA COORDINAMENTO REDAZIONALE MARY ATTENTO REG. TRIB. NAPOLI N. 4388 del 30.3.1993 REDAZIONE 19 - 80134 NAPOLI TEL. 081.290768 FAX 081.299744 E-MAIL: [email protected] [email protected] VIA PORT’ALBA, STAMPA ARTI GRAFICHE SOLIMENE VIA INDIPENDENZA, 23 CASORIA- NAPOLI tiratura: 25.000 copie La Redazione accetta i contributi provenienti da giornalisti o appassionati del settore, riservandosi ogni decisione sul momento e sulla forma della pubblicazione. La responsabilità dei testi pubblicati spetta ai rispettivi autori, le cui teorie e opinioni non impegnano la Redazione. Non è previsto alcun compenso per il materiale inviato, che di regola non viene restituito. GAL 10-12 2008 mary.qxp 26-11-2008 15:11 Pagina 3 GUIDA AI LIBRI STATI GENERALI DELL’EDITORIA: BONDI RASSICURA 3 MILIONI AL NUOVO ORGANISMO Buchmesse, Giro: nel 2009 nasce il Centro per il libro e la lettura Partirà concretamente agli inizi del 2009 il Centro per il libro e la lettura, con una propria autonomia e una propria dotazione finanziaria non inferiore ai tre milioni di euro: lo ha annunciato il Ministro per i Beni e le Attività culturali Sandro Bondi in chiusura degli Stati generali dell’editoria, tenutisi l’1 e 2 ottobre a Roma. “Mi impegno a terminare le procedure per la definitiva costituzione del Centro del Libro entro la fine dell’anno, affinché questa realtà possa partire nei primi mesi del 2009. Mi impegno anche a individuarne gli organi, che saranno di livello adeguato al prestigio di questa istituzione. Mi adopererò infine a reperire le necessarie risorse - non meno di 3 milioni di euro annui - sia con fondi ministeriali che con risorse esterne al Ministero per i Beni e le Attività culturali”. “Dal precedente Governo – ha spiegato Bondi – abbiamo ereditato un Centro per il Libro e la Lettura paralizzato. Il Centro è una buona iniziativa e in questo solco ho deciso di proseguire. Di fatto però era paralizzato, poiché mancavano gli atti formali per la sua effettiva costituzione. La Corte dei Conti ha restituito il decreto istitutivo non firmato per gravi carenze nel provvedimento, pertanto ho dovuto riavviare l’interno iter amministrativo. Per questo motivo nella manovra economica della scorsa estate sono stati cancellati i fondi previsti, perché non assegnabili a un ente non ancora perfettamente costituito. Ora ribadisco il mio impegno affinché il Centro parta dai primi mesi del prossimo anno”. “Abbiamo bisogno di chiarezza – ha concluso il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Federico Motta - Il Ministro ci ha detto che dobbiamo uscire dalla logica della burocrazia. Sono d’accordo: vediamo di fare, è il momento di rendere tutto concreto. Ci auguriamo davvero che il Centro del libro sia un istituto autonomo con una visione strategica di ciò che dovrà e potrà fare. Mi auguro davvero si possa pensare e un 2009 con un Centro per il libro e la lettura operativo”. “Nei primissimi mesi del 2009 nascerà il Centro per il libro e la lettura”, ha dichiarato pure il sottosegretario ai Beni ed alle Attività culturali Francesco Giro, all’inaugurazione del Punto Italia alla Fiera internazionale del libro di Francoforte il 15 ottobre scorso. Il decreto istitutivo per il nuovo Centro per il libro e la lettura è stato predisposto dal Ministero e verrà trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione. Da quel momento partirà una grande operazione per sostenere il libro e la diffusione della lettura, in stretta collaborazione con tutti i partecipanti della filiera del libro: editori, librai, biblioteche e i segmenti culturali che contribuiscono alla diffusione del mondo del libro come la scuola, università, ricerca oltre al pianeta della formazione. Con il Centro per il libro e la lettura, si legge in una nota diffusa dal sottosegretario, nasce un metodo nuovo di promozione del libro fondato su scelte condivise in grado di unire competenze, professionalità, esperienze diverse che hanno però un obiettivo comune e si coglie anche l’occasione di attuare pienamente l’art. 117 della Costituzione in cui è sancita la promozione dei Beni culturali in capo sia allo Stato che alle Regioni. Memoria di due voci libere Goliarda Sapienza e Fabrizia Ramondino sono state scrittrici piuttosto scomode, come si diceva una volta, ed anche impegnate, come non si dice più, nel sociale, in prima persona, oltre che con la propria produzione, sempre orientata nel verso della denuncia e della testimonianza. Hanno entrambe involontariamente scelto di morire a Gaeta, quasi alla stessa età, quasi a dieci anni (e a meno di dieci chilometri) di distanza. Entrambe avevano comunque deciso di vivere in questi luoghi, Goliarda a Gaeta, Fabrizia a Itri, per starsene un po’ fuori ma non troppo lontano dall’ambiente cittadino di Roma o Napoli. L’ultima recensione che ha inviato a L’Espresso (la rivista della quale è stata a lungo critico letterario) Fabrizia Ramondino l’ha dedicata a un argomento che le era particolarmente caro, e per il quale si è a lungo battuta: l’ha scritta infatti per un libro sul Sa- harawi, Guarda come ti amo, romanzo di Luis Leante che è “una tremenda storia d’amore” sullo sfondo di “una tremenda vicenda politica”. Una straordinaria coincidenza: non sapeva che sarebbe stato l’ultimo libro letto, come non sapeva che stava per pubblicare il suo ultimo romanzo. Il giorno dopo la sua tragica scomparsa - un malore mentre era sulla spiaggia di Sant’Agostino - Einaudi ha mandato in libreria il suo ultimo libro, La via (qui recensito a p. 7), un romanzo alla sua maniera storico e visionario insieme, un canto al sud sempre amato e difeso anche quando se ne andò altrove per esigenze di lavoro o semplicemente in cerca di alternative esistenziali. Quasi contemporaneamente, Einaudi ha pubblicato anche una nuova edizione de L’arte della gioia, il capolavoro postumo di Goliarda Sapienza, un libro fortemente, volutamente ambiguo (e infatti osannato e contestato da critici militanti e occasionali), ma di successo - specialmente all’estero. Una accoppiata di storie del sud diverse ma entrambe imperdibili. ottobre-dicembre 2008 3 Il punto di Giuseppe Napolitano E SE FOSSE PULCINELLA? Ammazziamo Pulcinella! è il titolo, un po’ ironico e molto amaro, di un romanzo pubblicato da Guida l’anno scorso. L’autore, Ottorino Gurgo, immagina che la vecchia maschera prenda corpo e ne combini di tutti i colori prima di essere eliminata da un gruppetto di intellettuali volenterosi, convinti che Pulcinella faccia più male che bene a Napoli, alla sua cultura, alla sua stessa tradizione. La storia peraltro è complessa e trattata come un vero noir (Gurgo è un giornalista e si vede, attento più ai fatti che alle coloriture narrative), ma è anche ricca di citazioni colte (Croce, Ortese...), di riferimenti alla storia recente e alla cronaca (“i nostri difetti, i nostri limiti”) fino a definire un anti assioma: è il concetto stesso di “napoletanità” un ostacolo (“forse il più grande”) a liberare Napoli dalla sua “diversità”, che ne arresta “ogni possibilità di decollo”. Piuttosto paradossale ma si può condividere la teoria che l’oleografia tradizionale (quella del pino e del Vesuvio, di Pulcinella e Masaniello, dei lazzari e dei cammorristi - sempre che poi questi esistano davvero...) abbia disegnato nei secoli un’immagine della città “da esportazione”, e da commiserare, non avendo la forza o l’autorità per indurla al cambiamento. Basta con le cartoline illustrate! Non siamo ancora sazi di chiagnere e (farci) fottere?... anche dagli stessi napoletani che fanno da troppo tempo un doppio (o multiplo) gioco... Il sindaco eduardiano, per capirsi, pure se ne dovrebbe andare. Dovremmo cominciare a fidarci di una autorità degna di questo nome, che abbia la forza di farsi ascoltare in nome della legge del bene comune. Sembra facile, altrove è più facile (e il brutto della questione è proprio dover sempre considerare che c’è un altrove che funziona meglio). Ma sarà dura farla intendere a chi non ha non diciamo le orecchie ma proprio la capa, la testa per ascoltare le ovvie ragioni di chi ragiona. La vicenda tragicomica della munnezza è stata anch’essa un simbolo: “emergenza”, si è detto, ma l’emergenza, per definizione, non dura quindici anni... oppure c’è qualcuno che sta giocando a dire “al fuoco al fuoco” ma se vede passare il camion dei pompieri, gli buca le gomme! Ecco la ragione per cui davvero si dovrebbe ammazzare Pulcinella, per evitare che dietro la sua maschera (vedi la recensione a Sulla maschera di Pizzorno a p. 8) si nascondano opportunamente le magagne di chi predica bene e razzola male. Ecco perché c’è chi si diverte a raccogliere le foto “pazze” di una città che della sua vena di follia ha fatto la fortuna... ma il titolo del libro che raccoglie queste foto, divertenti senz’altro, ma inquietanti non poco per la loro “verità” di documento, è un titolo costruito sull’attualità e diventa una denuncia: Spazza napoli (con la S rossa come una pennellata). Gli autori di questo libro (la recensione è a p. 8) vogliono dire che bisognerebbe spazzare via quella vena di follia e rimboccarsi le maniche per fare pulizia? Anche questa, come quella di far morire l’influenza cattiva della tradizione, non sarebbe una cattiva idea... e speriamo che non sia una “pazza idea”, come cantavamo una volta. Saviano forse gode di eccessivo spazio per la sua voce, eccessivo però perché non trova ascolto la sua voce, che invece dovrebbe essere ascoltata non solo, ma non dovrebbe esserci nemmeno bisogno di ascoltarla per intervenire direttamente nella questione di cui si lamenta: perché in Campania, a Napoli, sono troppi coloro che tacciono, si coprono gli occhi, si tappano il naso, si fingono sordi... E approfittano pure della situazione, di uno scandalo che fa campare bene un gruppetto di malviventi e insieme a loro garantisce la sopravvivenza a chi non li disturba. Da lettore sono certo che o si viene agganciati subito, o mai più, ed è per questo motivo che molti libri sui miei scaffali sono stati misteriosamente abbandonati dopo la pagina 20. J. Le Carrè GAL 10-12 2008 mary.qxp 4 26-11-2008 15:12 Pagina 4 ottobre-dicembre 2008 GUIDA AI LIBRI AL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI NAPOLI DUE MOSTRE DA NON PERDERE Rauschenberg e Ceal Floyer al MADRE Al Madre - Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli - nel giorno dell’83° compleanno (22 ottobre), il primo senza l’artista, si è aperta “Robert Rauschenberg. Travelling ’70’76”. La mostra, che arriva in Italia dopo essere passata per Porto e Monaco, riguarda la poco nota produzione della prima metà degli anni ’70 ispirata dai viaggi e dalle scoperte di culture lontane. I nomi di alcune delle serie di lavori Venetians, Sor Aqua, Early Egyptians richiamano in maniera evidente i luoghi visitati, ma la serie più sorprendente è quella dei Jammers, realizzata a seguito di un viaggio in India. Tessuti morbidamente appesi ai muri formano delicate composizioni di colori vivaci a proposito delle quali Rauschenberg diceva: “Non mi sono mai concesso il lusso di quei bei colori brillanti fino a quando non sono stato in India e ho visto la gente andare in giro av- volta in quei colori o trascinarli nel fango. Mi sono reso conto allora che non sono così artificiali”. L’esposizione, curata da Mirta d’Argenzio, è in corso fino al 19 gennaio 2009. Inoltre, al Museo Madre dal 29 novembre al 23 febbraio 2009 la prima mostra in un Museo italiano dell’artista inglese ‘Ceal Floyer’, a cura di Mario Codognato. La mostra presenta una selezione di lavori - video, istallazioni e sculture - con una rivisitazione site specific deliberatamente studiata per gli spazi del Madre. L’esposizione sarà allestita nei nuovi spazi del secondo piano precedentemente occupati dal bookshop, ed ora dedicati all’esposizioni temporanee. (www.museomadre.it) Mimmo Jodice, Pino Paestum 1985 Si intitola “Les parcours de la mémoire” la mostra di Mimmo Jodice uno dei maggiori fotografi italiani contemporanei - inaugurata il 13 novembre scorso alla Galerie Karsten Greve di Parigi e seguita, il giorno successivo, da una conversazione fra Jodice e Jean-Luc Monterosso all’Istituto di cultura italiano di Parigi. L’esposizione è in corso fino al 3 gennaio 2009. Vorrei citare Fernando Pessoa: ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare? Questa frase sembra scritta per me e descrive bene il mio atteggiamento ricorrente: perdermi a guardare, immaginare, inseguire visioni fuori dalla realtà. Mimmo Jodice Il bambino in ospedale ha diritto anche alla lettura È statisticamente dimostrato che i ragazzi amano la lettura, in particolare quelli che sono costretti a stare in ospedale. Ciò probabilmente li aiuta a superare le difficoltà, a distrarsi, a sognare. Perché allora non favorire l’ingresso dei libri nelle strutture sanitarie (già tre anni fa Guida, con la donazione di un cospicuo numero di volumi alla Casa di cura “San Michele” di Maddaloni, in provincia di Caserta, la Biblioteca per degenti denominata “Guida per la Salute”, intese promuovere il libro come supporto terapeutico), oltre che promuovere attività legate al libro negli ospedali? Non a caso la lettura è uno dei diritti (il n. 7: “I bambini e gli adolescenti devono avere quotidianamente possibilità di gioco, ricreazione e studio…”) elencati nella “Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale” stilata dalla Fondazione Abio onlus e presentata il 14 novembre a Roma, in occasione del primo convegno nazionale Abio: un momento importante per celebrare il trentennale del movimento Abio, che ricorre proprio quest’anno. Il documento è stato presentato lo scorso marzo a Milano e diffuso in questi mesi presso l’opinione pubblica e gli ospedali italiani, grazie anche al supporto dei 4.500 volontari Abio per far conoscere ai genitori e ai bambini i diritti di cui godono durante la permanenza in ospedale. Durante la tavola rotonda moderata dal testimone della campagna, il giornalista e scrittore Beppe Severgnini, rappresentanti delle istituzioni e del mondo medico si sono confrontati sui risultati raggiunti in questi primi mesi di diffusione della Carta dei Diritti. Il pomeriggio è stato invece dedicato ad un approfondimento sul percorso svolto fino ad ora dalla pediatria italiana, alla luce anche della trentennale presenza dei volontari Abio nelle pediatrie italiane impegnati tra l’altro nella mission di promuovere il benessere del bambino attraverso la conoscenza dei suoi diritti. Mary Attento IL 12 DICEMBRE CONVEGNO A BRUXELLES SUL PROGRAMMA CULTURA 2009 Anno Europeo della Creatività e Innovazione Il 12 dicembre si terrà a Bruxelles il primo Convegno sul Programma Cultura per presentare i risultati dei progetti finanziati in passato e più recentemente (Cultura 2000, e Culture Programmes). Con questo evento si intende favorire lo scambio di esperienze e metodi fra gli operatori culturali. Saranno approfonditi 10 progetti su cinque temi diversi: la mobilità degli artisti e delle opere d’arte; l’accesso alla cultura e il rapporto fra cultura e istruzione; l’accesso al patrimonio culturale; il dialogo interculturale (anno europeo 2008); creatività e innovazione (anno europeo 2009). Il Parlamento Europeo ha ratificato la proposta della Commissione Europea che istituisce il 2009 come “Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione”. Creatività e innovazione sono concetti chiave per lo sviluppo della competitività in ogni settore e la crescita personale di ogni individuo, soprattutto dei giovani. Questa iniziativa ha lo scopo di diffondere e promuovere approcci ed iniziative creative ed innovative in numerosi rami dell’attività umana, ad ogni livello. Istruzione e Cultura avranno un’importanza particolare all’interno del programma, ma saranno coinvolti altri aspetti come l’impresa, la società dell’informazione, l’occupazione, le politiche regionali. GAL 10-12 2008 mary.qxp 26-11-2008 15:11 Pagina 5 GUIDA AI LIBRI A COLLOQUIO CON ANTONIO PIETROPAOLI, IDEATORE DEL CORSO DI LAUREA Specializzati in Editoria Quindi si tratta di un percorso formativo fortemente professionalizzante… “Sì, nel percorso formativo ci sono due lingue obbligatorie e tra gli insegnamenti altamente specializzanti ci sono: Istituzioni di cultura editoriale, Informatica per l’editoria (si sa che il futuro è l’editoria multimediale, digitale), Laboratorio di editoria elettronica e molte altre. L’ultimo anno tra gli insegnamenti obbligatori ha Storia dell’editoria moderna e contemporanea, oltre a un tirocinio di 6 crediti. Si tratta di tra- scorrere 150 ore in una struttura esterna all’ateneo ed è la fase in cui si prende effettivamente contatto con le attività fatte sul campo”. E riguardo al Master, che lei dirige? “Siamo alla seconda edizione; essendo biennale, la prima è partita nel 2006. Non esistendo una laurea magistrale in Editoria, il Mueld può essere collegato al corso di laurea triennale di Editoria e rappresenta, in tal modo, la fase di completamento del percorso formativo. Il Master, comunque, è aperto ai laureati del vecchio e del nuovo ordinamento universitario e anch’esso intende rispondere a un’esigenza di specializzazione e di innovazione sempre più diffusa nel lavoro editoriale”. Mary Attento Il libro di Antonio Pietropaoli, Poesie in libertà, sarà protagonista di un ncontro culturale il dieci dicembre nella Biblioteca Comunale di Montemiletto, in provincia di Avellino, nell’ambito della manifestazione “Un libro per...” organizzata dalla Consulta della cultura e delle pari opportunità del Comune irpino per cercare di recuperare, valorizzare e incentivare idee nuove per la crescita del territorio, attraverso l’approccio con il libro in maniera semplice e, quindi, in grado di arrivare anche hai più giovani. Una preparazione qualificata per l’accesso alla professione le importatore di stampa estera. Gestisce inoltre la prima scuola italiana per librai.Da cento anni Messaggerie lavora per il libro e la lettura. Il rispetto della pluralità Richiedi GUIDA CARD La cultura tra le dita Prende il via la seconda edizione del Master Universitario in Editoria Libraria e Digitale, organizzato dall’Università degli studi di Salerno con la collaborazione della casa editrice Marlin. Dopo il successo della prima edizione, il Mueld torna ad affrontare la gestione di una casa editrice e il lavoro editoriale in un quadro multidisciplinare rivolgendosi a laureati in materie umanistiche del nuovo e vecchio ordinamento che intendano avvicinarsi al mondo dell’editoria e della comunicazione con competenza e professionalità. L’obiettivo è quello di dare vita a profili professionali altamente specializzati, in grado di seguire e gestire le diverse fasi di produzione del libro, assumendo un ruolo centrale di intermediario tra autore, editore e pubblico che la moderna editoria, sia cartacea che informatica, esige. Tali figure formate dal Master potranno trovare sbocchi occupazionali presso case editrici, uffici stampa, enti e aziende pubbliche e private, service editoriali, uffici grafici, aziende tipografiche, agenzie di comunicazione e pubblicità, consulenze editoriali. Il mercato del libro, in costante, rapida e talvolta impetuosa espan- sione, rappresenta un’opportunità di ‘crescita’ da non lasciarsi sfuggire, anche e soprattutto nel Mezzogiorno. Ma per poterne dominare le dinamiche sempre più complesse e innovative non basta più la vecchia e generica figura del “laureato in lettere o in altre materie umanistiche”: è invece necessario un profilo professionale altamente specializzato, riconoscibile in una persona di cultura, esperta di marketing come di comunicazione. L’inizio dei corsi è previsto per il 22 gennaio 2009. Il Master ha la durata complessiva di 1.500 ore, così suddivise: 352 ore di lezioni frontali, 200 ore di laboratorio, 200 ore di tirocinio (da svolgersi presso le case editrici Guida, Loffredo, Liguori, Esi) e 748 di studio individuale. I migliori 10 allievi svolgeranno poi uno stage tri/semestrale di alta formazione presso una casa editrice di rilevanza nazionale (fuori regione). Al termine del master all’allievo sarà rilasciato il Diploma di Master Universitario di I livello in “Editoria libraria e digitale” e 60 CFU (crediti formativi universitari). Per informazioni navigare su www.unisa.it/Dipartimenti. Quale bellezza... La casa editrice GUIDA dal 1° settembre 2008 è promossa da “Vivalibri” spa e distribuita da “Messaggerie Libri spa” Oggi il Gruppo Messaggerie è il più importante distributore indipendente di libri in Italia; è leader nell’ingrosso librario e nell’ecommerce editoriale; è il principa- 5 Al via la seconda edizione del Master organizzato dall’Università di Salerno e coordinato da Marlin Prof. Antonio Pietropaoli, perché questa idea, questo Corso di laurea sull’Editoria? “Anzitutto devo confessare che a me piace progettare, dare impulso a iniziative innovatrici e profondo il mio impegno forse più nella fase progettuale che in quella realizzativa vera e propria. Questo corso di laurea, in particolare, si origina dalla constatazione che la facoltà di Lettere non può ridursi a produrre esclusivamente docenti e, nel dettaglio, nasce da due esperienze congiunte pregresse: il percorso di Pubblicistica attivo nel corso di laurea in Lettere e l’istituzione del Mueld, il master universitario in editoria libraria e digitale. Abbiamo messo insieme queste due esperienze per rispondere ad una finalità fondamentale: poiché le case editrici per attingere alle risorse umane devono “arrangiarsi” con laureati in Lettere (che non hanno competenze specifiche nel campo dell’editoria), va creata una figura professionale che abbia le abilità di base necessarie a svolgere compiti e mansioni peculiari al sistema editoriale”. ottobre-dicembre 2008 delle idee, la volontà di diffondere la cultura, la qualità del servizio e l’innovazione sono i valori ai quali si ispira. Vivalibri svolge la sua attività nel campo della promozione, della ricerca e della vendita di libri. La sua missione aziendale consiste in primo luogo nel comunicare e diffondere la produzione degli editori attraverso l’opera di promotori librari. Vivalibri propone modelli strategici innovativi – operando in libreria, online, attraverso forme di vendita diretta negli spazi raggiunti dalla grande distribuzione – in una fitta rete di relazioni e condivisione di competenze. In nove anni di attività ha raggiunto una posizione di assoluto rilievo, affiancando il lavoro di librai e editori, aprendosi a nuove possibilità di commercializzazione, valorizzando il ruolo di crocevia rappresentato dalla promozione all’interno della filiera editoriale. Sarebbe stato bello se davvero ci avesse salvati la bellezza in qualche sua forma, visto che - pur nel proliferare di eventi a lei dedicati - se ne sta perdendo finache il senso, il sentimento stesso, assediati come siamo dalle sue pseudo manifestazioni, da forme estetiche ed espressive di dubbio gusto. Magari, dopo Torino potessimo dire che la bellezza, cui era dedicata la Fiera del libro di quest’anno, avesse ottenuto qualche suo scopo terapeutico. E per noi che amiamo i libri sarebbe stato ancora più bello se da quelli fosse venuta una qualunque indicazione... a parte la fortuna del topo Firmino che certo bello non si può dire che sia, malgrado il successo che ha il libro dell’Einaudi (i lettori sono comunque in calo, il libro non è certo un bene di prima necessità, non importa nemmeno che sia bello... nemmeno sul piano linguistico). Ma pure, e mettiamo da parte Torino, malgrado la splendida sostituta della Venere botticelliana che era nelle locandine (qui però si preferisce offrire l’originale, senza offesa...), non pare possa emergere una volontà di mutamento di rotta, di atteggiamento, per recuperare la bellezza nella sua immagine e nell’immaginario stesso che dovrebbe farcene sempre attenti custodi. Ci nascondiamo invece in una specie di sonno della ragione, temendo di svegliarci e trovarci a confronto con la nuda verità. g.n. GAL 10-12 2008 mary.qxp 6 26-11-2008 15:11 Pagina 6 GUIDA AI LIBRI ottobre-dicembre 2008 fabulando di Monia Gaita CLAUDIO SCAMARDELLA INTERVISTA ALDO MASULLO Napoli 21 agosto 1968 siccome immobile Nelle antiche civiltà la figura del “saggio” era tra le più eminenti della piramide sociale. C’erano momenti nella storia di una comunità in cui si avvertiva la necessità di rivolgersi a chi ne sapeva di più per capire e, magari, anticipare la direzione del tempo. Una sorta di autorità morale, distaccata ormai dai giochi di potere e dalle cose inquinate della vita. Capace di leggere e interpretare la realtà dall’alto della sua esperienza o dei suoi studi. Di indicare i pericoli e di consigliare le scelte giuste. Di raccontare gli errori del passato e di scorgere le opportunità del futuro. Qualcosa di simile è rimasto negli antichi villaggi del Tibet, dell’India,della Cina, dell’Estremo Oriente o, dall’altra parte del mondo, sulle alture delle Ande. La “liquida” civiltà occidentale, ormai tutta appiattita sul consumo del presente, ha in pratica cancellato questa figura, anche perché sempre più raramente si pone interrogativi e cerca risposte. Uno dei nodi dello stato attuale della nostra società, per dirla con Zygmunt Bauman, è proprio il fatto che abbiamo smesso di farci delle domande: astenerci dall’avanzare certi problemi è molto più grave del non riuscire a rispondere alle questioni già sul tappeto, mentre farsi domande sbagliate troppo spesso ci impedisce di guardare ai problemi davvero importanti. «Porsi le questioni giuste – scrive Bauman in Dentro la globalizzazione – è ciò che, dopotutto, fa la differenza tra l’affidarsi al fato e perseguire una destinazione, tra la deriva e il viaggio». Per troppo tempo e da troppo tempo Napoli ha smesso di farsi le domande, affidandosi al fato e perseguendo la deriva, pur illudendosi di essere in viaggio. Per troppo tempo e da troppo tempo Napoli ha smesso di porsi le questioni giuste, forse anche perché sono rimasti in pochi a cercare risposte oltre il dilagante e banale conformismo imposto dai modi e dai tempi del circuito mass-mediatico, sempre pronto solo a investire e a speculare sulla spettacolarizzazione dei dolori e dei mali della città. Tra i pochi, c’è sicuramente il filosofo Aldo Masullo, rigoroso uomo di studi ma in prima fila nelle battaglie civili e politiche, esempio raro a Napoli di I RAGAZZI DI PRAGA uomo di cultura che vede d’accordo nel giudizio intellettuali (definizione che egli detesta) e gente comune, borghesi e operai, destra e sinistra, giornalisti e lettori. Perché ha il merito, da tutti riconosciuto, di non aver ceduto mai alle lusinghe del potere e dei potenti che, negli ultimi decenni, sono riuscite a sterilizzare gran parte del mondo della cultura napoletana. Ho conosciuto di persona Aldo Masullo qualche anno fa, ai tempi in cui lanciò con il Mattino il “Manifesto per salvare Napoli”. In verità, l’avevo incrociato nel lontano ’76, in una calda serata di giugno a Bacoli, nel giorno conclusivo della campagna elettorale per le elezioni politiche. Lui, candidato al Senato come indipendente del Pci nel collegio flegreo, io giovanissimo militante della Fgci. A quell’epoca, nei piccoli paesi, i un filosofo e un giornalista discutono della città deragliata, sospesa, delusa, futura comizi conclusivi di tutti i partiti si svolgevano in una sola piazza e su un solo palco: il giorno precedente, i partiti tiravano a sorte l’ordine di alternanza degli oratori. Ricordo che a Masullo toccò dalle 21 alle 22, l’orario considerato migliore dai partiti. La piazza era gremita, le bandiere spiegate al vento. Ma il candidato Masullo, trattenuto dai comizi negli altri comuni del collegio, non arrivava. Passò la prima mezz’ora con il palco vuoto. Militanti ed elettori cominciarono a spazientirsi, calmati ogni tanto dallo speaker che raccontava bugie sull’imminente arrivo dell’oratore. Alla fine Masullo arrivò davvero, ma appena una decina di minuti prima della scadenza. In quel breve lasso di tempo, partendo dal suo ritardo, inventò una lezione sul rispetto delle regole, sullo Stato di diritto, sul rapporto tra partito e istituzioni, sul patto di convivenza civile e politico. Infiammò la platea con il suo linguaggio da oratore antico, un linguaggio alto eppure semplice, tagliente mai però offensivo. E alle 21.59, dopo un fugace sguardo all’orologio, concluse. I militanti, entusiasti, perdonarono il ritardo. La piazza applaudì per almeno cinque minuti, mentre saliva sul palco il candidato democristiano, al quale toccò sfortunatamente l’improbo confronto davanti ai suoi elettori. Quella breve lezione di Masullo mi è rimasta impressa per tutta la vita. E ho avuto modo di riviverla, allargata e aggiornata, nei molti incontri con gli studenti svolti con lui in occasione del “Manifesto per salvare Napoli”: poche volte ho visto tanta partecipazione e tanto interesse dei ragazzi verso chi parlava, nonostante la non lieve differenza di età. Prima che uomo di studi, Aldo Masullo è un uomo d’altri tempi, una persona perbene, interprete di un codice morale antico, capace di trasmetterlo agli altri, ai più giovani. E la ragione sta nel fatto che non è mai diventato prigioniero della sua epoca pur avendo raggiunto quell’età in cui si è portati, naturalmente, a vivere di ricordi e nostalgie, a proiettare lo sguardo all’indietro piuttosto che verso il futuro, a perdere il gusto della sfida e del rischio. Si dice che il tempo del “saggio” sia il passato perché, a cominciare da una certa età, i ricordi – e con essi i rimpianti e i rimorsi – diventano più forti delle speranze. Forse è vero, ma il segreto di Masullo è l’opposto: il suo tempo non è – e non è mai stato – il passato. Per questo la sua voce è ancora tra le più ascoltate e rispettate dall’intera città. (dall’Introduzione al volume di Claudio Scamardella) “ Quanto più felice il delirio dello scrittore mio seguace quando, senza starci punto a pensare, solo col modico spreco di un po’ di carta, seguendo l’ispirazione del momento, traduce prontamente in scrittura tutto quanto gli passa per la testa, anche i sogni. “ Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia I ragazzi di Praga al suono di nuove chitarre ballavano ieri lo shake, oggi si sono seduti a catena sul selciato innanzi ai cingoli del carro armato e le chitarre suonano canti di dispetto e di dolore contro l’invasore Le ragazze di Praga oggi non ballano danze erotizzanti, ma sono più leste con la minigonna nel correre incontro alla morte ed innalzare una bandiera e l’intesa coi loro compagni è in un sorriso Tutto il mondo ha parlato dei ragazzi di Praga, ma sempre senza mai alzare troppo la voce: per non disturbare chi ‘in casa propria’ può ammazzare anche il fratello? I ragazzi di Praga non ballano oggi lo shake, oggi si sono seduti accanto ai feretri dei loro caduti e chiedono ‘Perché, compagno?’ al soldato di Mosca che non può spiegare e si guardano senza parlare. da Antonio Pisanti Amore e contestazione Edizioni Glaux, 1969 (esaurito) Vi siete mai chiesti qual è la funzione del sorriso? Il sorriso comunica, spalanca, rivela, decentra, affonda, reprime, rinegozia. Quando sorrido faccio una sorta di prestito a titolo gratuito, vado polverizzando pietre al problematico, lascio crollare pinnacoli di aspro alle giornate. Oggi più che mai il dialogo tra le persone osserva la routine della quaresima: ciascuno ha paura dell’altro o più avaramente si sedentarizza nell’autoblinda dei propri egoistici obiettivi. Un sorriso negato è una maglia rotta nelle calze dell’amore, della disponibilità a darsi, l’anoressìa di un incontro possibile, la bocca di balena d’un defilarsi esibito. Ma sorridere può servire anche a nascondere: quando la palla d’una frase imbarazzante balza com’una doccia fredda sul tavolo della conversazione, un semplice sorriso by-passa l’impaccio, rammenda istanti di disagio con ruote d’ironia, chiude fraintendimenti e musi lunghi con uno scotch d’intelligente. Eppure il sorriso scoscende anche verità: riusciamo abilmente a mentire col sorriso sulle labbra. La cinghia scorrevole dei “finti sorrisi” inonda il mondo, volta la schiena alla sincerità del sentire, saccheggia glomèruli di vero dai rapporti, ma spesso ricuce con successo attriti e strappi, va ricompaginando in file di risolto talune incomprensioni, addenta pezzi di pane al ricomposto, affievolisce il corpo alla distanza (culturale, sociale, caratteriale). Sorrisi dall’andatura calma, lenta, sciolta, pesante, affaticata o dondolante, apòstati di convinzioni o emblematici diagrammi dei nostri stati d’animo. Scrivere non è vivere. Quella di Antonio Pisanti, che è un collaboratore di “Guida ai libri” (dà spesso il suo contributo nella rubrica la rivista), è una testimonianza a caldo di come si visse quello straordinario 1968. Qui c’è la ferita lancinante dell’invasione della Cecoslovacchia (quarant’anni fa); ed è una testimonianza poetica, sofferta perché la voce del poeta va oltre il documento e penetra nell’essenza dei fatti, rivive il dramma nell’immaginario e lo fissa e lo fa immagine eterna. Tra qualche mese ricorre anche il quarantennale del sacrificio di Jan Palach. È forse sopravviversi Blaise Cendrars L’homme foudroyé GAL 10-12 2008 mary.qxp 26-11-2008 15:11 Pagina 7 GUIDA AI LIBRI 7 ottobre-dicembre 2008 LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEEEI Per poter concretamente esercitare una cittadinanza piena ed attiva è indispensabile oggi acquisire competenze nuove e nuovi saperi. Non è più sufficiente imparare a leggere, scrivere e far di conto. È necessario che i cittadini - soggetti che si affacciano alla società sprovvisti spesso di elementari capacità di analisi - sviluppino capacità avanzate di pensiero critico per riuscire a decifrare i messaggi trasmessi dai media (televisione, internet, cinema, radio, stampa, telefonia mobile, ecc.) ed utilizzare l’informazione relativa. E che gli utenti stessi divengano anche produttori di contenuti mediali, consumatori informati, cittadini attrezzati che si sono appropriati dei media. Si tratta di promuovere una nuova alfabetizzazione, quella mediatica, detta anche media literacy - e che rappresenta a sua volta il risultato ultimo delle attività di educazione ai media. La media literacy costituisce un contributo essenziale allo sviluppo culturale ed al progresso di una società democratica e le politiche educative di molti Paesi cominciano ormai a tenere conto di questa nuova esigenza. In Europa promuovere attività di media literacy risulta una scelta decisiva della quale l’Unione europea riconosce il valore strategico. Prendendo spunto dai risultati della ricerca più ampia e recente ad oggi disponibile e condotta dagli autori per conto della Commissione europea in 27 Paesi dell’UE, il testo offre una visione completa e rigorosa sulla media literacy. Tutti gli aspetti più rilevanti di questa disciplina sono ripresi: componenti, definizioni, dimensioni, definizioni, obiettivi, programmi, evoluzione storica, ecc... L’Aiart, l’associazione spettatori, ha lanciato intanto una campagna raccolta firme per una proposta di legge d’iniziativa popolare per introdurre, nei programmi della scuola, l’Educazione ai Media (info su www.aiart.org). Fabrizia Ramondino La via EINAUDI, p. 62 Euro 13 Queste pagine propongono una riflessione originale sul significato della cronaca in quanto registrazione di accadimenti in successione, documentazione costitutiva della nostra identità collettiva»: il senso del libro emerge con chiarezza dalla prefazione scritta da Guglielmo de’ Giovanni Centelles, accademico pontificio di Belle Arti e Lettere, che prosegue: «L’attenzione per la verità fattuale di Borsato si colloca nella memoria culturale collettiva, dove la ricostruzione a posteriori non contraddice il racconto contemporaneo. Dove il ricordo “caldo”, per dirla con Lévi-Strauss, non contraddice il ricordo “freddo”, dove il riordino e l’inquadramento si mescolano alla capacità di aprire nuove prospettive». Tutto ciò senza trascurare il contenuto educativo della lezione del manuale: «Perché - sottolinea l’autore - chi comincia questo mestiere non deve sentirsi menomato se finisce in cronaca, è saggio evitare la prosopopea di sapere già tutto, non c’è palestra più efficace». Il Cronista, Felice Borsato, dunque, fa della sua esperienza del mestiere un vademecum per chi si vuole dedicare alla difficile e impegnativa professione. Dalle regole di base all’evoluzione dell’attività di cronista negli ultimi quarant’anni, questo volume è un vero e proprio manuale, ma non solo. Infatti, i preziosi consigli sono avvalorati da una accurato studio sul cambiamento del mondo della carta stampata e della sua percezione da parte dei lettori. Tutto questo viene poi corredato da aneddoti e ricordi dell’autore, che ricostruisce, ovviamente da perfetto cronista, una serie di vicende che hanno segnato la nostra storia e la nostra società degli ultimi trent’anni: dal sequestro di Aldo Moro alla tragedia di Vermicino, dall’attentato a Giovanni Paolo II allo scudetto vinto dalla Roma nel 1983. Felice Borsato Il Cronista RAI ERI, pp. 136 Euro 13 www.guidaeditori.it www.guida.it VISITA I NOSTRI SITI! la rivista A volte chi sta per morire lo sa e si prepara. A modo suo. Uno scrittore scrive o pubblica qualcosa che segna il momento in modo eccezionale. La via è andato in libreria il giorno dopo la scomparsa di Fabrizia Ramondino - né lei né l’editore potevano prevederlo, ma forse lei sì, qualcosa sentiva, se è andata a morire proprio nel suo mare, quel mare che è il deuteragonista ondivago del romanzo di addio. Un addio dalla vita e dalla letteratura con un libro che è letteratura di vita, o vita fatta letteratura, una specie di piccola summa degli accadimenti possibili (anche se a volte sembrano impossibili) di un paese del sud. Tra- sfigurata letterariamente, e “incongrua” (per rubare un termine all’autrice, che spesso lo usa definendo qualche dettaglio narrativo), nella città protagonista del romanzo, con le sue case e piazze, la sua gente e le usanze, scorci panoramici e squarci di esistenza, trasfigurata eppure disegnata con affettuosa fedeltà, c’è Itri, quella che Fabrizia Ramondino ha scelto per viverci, al termine della sua “via”. Anche se l’io narrante è una voce maschile, la vicenda portante - e probabilmente qualcuna delle storie minime che accadono o vengono raccontate - è “autobiografica” (con tutto quello che significa nella narrativa contemporanea). Giunto a Itri (pardon, si chiama Acraia) per riposarsi dopo un incidente, l’io narrante incontra tutta una serie di strani e straordinari personaggi che sono intrisi di vita, che hanno tanto e tanto da dire e trasmettere, da confessare, da liberarsene... insomma, una fetta di umanità degna di un grande romanzo ottocentesco, e degna di una scrittrice attenta ai particolari, linguistici espressivi e sociali. In questo campionario impressionante di tipi, la Ramondino dimostra la sua profonda conoscenza dell’uomo, della sua natura, dei suoi bisogni. Mezzogiorno Europa periodico dell’omonima Fondazione Il n. 4 di Mezzogiorno Europa, rivista diretta da Andrea Geremicca, apre con un estratto dall’intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, agli Stati Generali dell’Europa tenuti a Lione nello scorso giugno, nel quale, tra l’altro, è evidenziata la necessità che, per poter contare nella politica mondiale, il nostro continente si affermi senza ulteriori ritardi con una politica unitaria condivisa da governanti e governati. In ‘Nuove forme di partecipazione alla vita politica’, Ivano Russo si occupa delle fondazioni di cultura politica, associazioni di ricerca e centri studi che nel mondo e, ora, anche in Italia tendono a svolgere un ruolo fondamentale nei processi di formazione delle scelte politiche. Del lavoro di alcune di queste fondazioni, operanti nel nostro Paese, da varie posizioni, per “porre mano al rinnovamento istituzionale, politico e sociale” riferisce Marco Plutino nell’analizzare il Documento da queste elaborato e presentato recentemente alla stampa. Nelle “Pagine dal diario di bordo”, Gianni Pittella racconta episodi ed incontri del tour compiuto nell’ambito del progetto “Viaggio al Sud” promosso dalla Fondazione Mezzogiorno Europa, editrice della rivista. Ampio spazio è riservato al tema del federalismo fiscale, introdotto con articoli di Mariano D’Antonio e Luca Antonini a corredo del dossier centrale della rivista a cura dello stesso D’Antonio e di Livia Cocchis. Una ricostruzione dei fatti legati allo sgombero forzato dei campi di romeni dal quartiere napoletano di Ponticelli è proposta da Domenico Pizzuti S.I., con l’invito ad una “rielaborazione collettiva” tendente a chiarire alcuni aspetti dei Vespri di Ponticelli e a promuovere sentimenti, atteggiamenti e comportamenti di tolleranza e di accoglienza che vadano oltre una solidarietà formale, all’insegna del tradizionale senso dell’ospitalità partenopea. Sull’emergenza nomadi si sofferma anche Manuela Siano, con particolare riferimento alle ordinanze di protezione civile emanate dai Prefetti di alcune città italiane dove più avvertito sembra il problema della regolamentazione e del controllo delle immigrazioni. In ‘Napoli vale la pena’, Clara Leonetti prosegue nel suo racconto di testimonianze di vita esemplari per ingegno, operosità ed impegno civile, conversando con Tonino Palmese, sacerdote, Franco Roberti, magistrato, e Luciano Stella, imprenditore cinematografico. Chiudono il fascicolo della rivista le Euronote di Andrea Pietrucci, dedicate per l’occasione alla politica estera messa in campo dai ‘grandi’ per gli avvenimenti in Georgia e alla questione delle elezioni e della composizione del nuovo Parlamento Europeo. Antonio Pisanti Simone Berni A caccia di libri proibiti BIBLOHAUS, pp. 264 euro 15 “ Come scriverei bene se non ci fossi! Se tra il foglio bianco e il ribollire delle parole e delle storie che prendono forma e svaniscono senza che nessuno le scriva non ci si mettesse di mezzo quello scomodo diaframma che è la mia persona. “ Paolo Celot, José Manuel Pérez Tornero Media Literacy in Europa Leggere, scrivere e partecipare nell’era mediatica EURILINK, pp. 160 Euro 20 Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore Che cosa sono i libri proibiti? Sono libri che il destino ha reso scomodi e ingombranti. Libri che hanno suscitato scandalo oppure che hanno anticipato i tempi, talvolta rendendosi fastidiosi, altre volte semplicemente inopportuni, e per questi motivi sono stati osteggiati fin dal nascere, talvolta perfino furiosamente combattuti. Ma alcuni di loro, riabilitati in epoche successive, hanno aperto gli occhi all’umanità, hanno indicato nuove vie da seguire, contribuendo a creare il mondo che oggi noi abitiamo. Altri, invece, sono rimasti nell’ombra e ci vivono tuttora, senza possibilità di redenzione. GAL 10-12 2008 mary.qxp 8 26-11-2008 15:11 Pagina 8 GUIDA AI LIBRI ottobre-dicembre 2008 LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Guida LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Calendario attività culturali Giovedì 27 novembre alla Libreria Guida Avellino Domenico Scafoglio, docente di Antropologia all’Università di Salerno, presenta il romanzo di Rino Mele “Devozioni della pazzia” (PeQuod, pp. 176 euro 16) e criticamente lo analizza. Le attrici Carla Avarista e Autilia Ranieri leggono brani del libro. L’autore ne discute. LEGGIAMOCI FUORI SCUOLA Incontro speciale con I ragazzi di Nisida Il 28 novembre presso la Sala Rari della Biblioteca Nazionale di Napoli (P.zza del Plebiscito, 1) si terrà un incontro speciale tra i ragazzi di Nisida, autori del libro “Il vaporetto bianco fa la spola” (curato da Maria Franco ed edito fuori commercio dal Ministero per l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione) e gli studenti di alcuni Istituti Superiori di Napoli e provincia. L’evento si inserisce in un percorso formativo, giunto alla X edizione e realizzato dall’Associazione Onlus “Alfredo Guida Amici del Libro”, che prospetta ai giovani delle scuole l’alta valenza della cultura che aiuta a prendere coscienza di sé e delle proprie capacità, a conquistare l’autostima e a conoscersi attraverso il tessuto delle relazioni interpersonali. Nell’incontro con i ragazzi di Nisida appare ancora più evidente il messaggio che si vuole dare: parlare dei problemi che attanagliano tutti i giovani e, in modo speciale, del malessere che sfocia nell’illegalità, servirà ad esorcizzare il male e soprattutto a guardare ai ragazzi di Nisida in un momento di loro positiva costruzione. Si parla tanto quando un giovane delinque, ora si vuole fare in modo che si parli di lui quando fa qualcosa di positivo. L’evento è stato fermamente voluto dal direttore della Biblioteca Nazionale Mauro Giancaspro, da Maria Franco, dalla coordinatrice del Progetto, Angela Procaccini, dirigente scolastico dell’IIS dell’isola di Ischia, scuola capofila del progetto di lettura promosso dall’Associazione Culturale Onlus “Alfredo Guida Amici del Libro” sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, e dal consigliere Imma Pempinello. Ospiti dell’incontro il dottor Sandro Forlani, direttore del Centro Giustizia Minorile dei Colli Aminei, il Presidente del Tribunale Minorile di Napoli, il direttore dell’Istituto Penale Minorile di Nisida, Gianluca Guida, il vicedirettore Aldo Errico, e altri docenti dell’istituto “Sogliano” di Nisida. L’incontro culturale è dedicato a Roberto Dinacci, membro della Segreteria particolare dell’allora Ministro all’Innovazione, Luigi Nicolais, che ha seguito i ragazzi di Nisida durante il percorso di “ri-costruzione del sé”. Angela Cortese, Giuseppina De Rienzo, Donatella Trotta presentano La ninfa dei fiori di Angela Procaccini il 19 dicembre ore 17 all’Istituto italiano per gli studi filosofici (Napoli, via Monte di Dio 14). “La Questione meridionale, vecchi problemi nuove soluzioni” è il titolo del dibattito a partire dal libro Scenari del Sud di ieri e di oggi (Guida editore, Napoli 2008, pp. 476, euro 30) di Ernesto Mazzetti che si terrà il 28 novembre nell’Aula “Giuseppe Dalla Vedova” di Palazzetto Mattei in Villa Celimontana (Roma, via della Navicella 12), nell’ambito dei “Pomeriggi della Società Geografica Italiana” promossi dal presidente del sodalizio Franco Salvatori. Intervengono, con l’Autore, Attilio Celant, Tullio D’Aponte, Massimo Lo Cicero, Nino Novacco, Guido Pescosolido; con la partecipazione del Sottosegretario di Stato Giuseppe Pizza.Lo stesso libro sarà presentato a Benevento, nell'Aula Magna dell'Università del Sannio, il 2 febbraio ore 17,30 dal rettore Filippo Bencardino, dal direttore del Dipartimento di analisi dei sistemi economici e sociali Riccardo Realfonzo, e da Maria Prezioso (Università di Roma Tor Vergata). Libreria GUIDA PORTALBA saletta rossa Lunedì 1 dicembre ore 18 Storia di Napoli in computergrafica Intervengono: Aldo Loris Rossi, Giuseppe Luongo, Antonio De Simone, Luciano Fraia Mercoledì 3 dicembre ore 18 Eccesso di zelo di Manlio Santarelli, ed. Guida Intervengono: Nello Mascia, Maria Grazia De Ianni, Giulio Baffi Melita Cavallo, Angela Cortese, Marco Rossi Doria ne discutono con Anna Patrizia Caputo e Monica Vitolo, curatrici del volume Sabato 13 dicembre ore 18 Colpa mia, di Gigliola De Feo, ed. Arduino Sacco Intervengono Edmondo Capecelatro, Maria Quattrin, Arduino Sacco Giovedì 4 dicembre ore 18 La dieta mediterranea, di Franca Freda, ed. Guida Intevengono: Raffaele Pempinello, Vittorio Roberti, Lina Miele Domenica 14 dicembre ore 11 Napoli siccome immobile, Claudio Scamardella intervista Aldo Masullo, ed. Guida Paolo Macry, Guido Trombetti, coordinati da Mario Orfeo, discutono con gli Autori per capire come le nuove generazioni possono cambiare la città immobile Venerdì 5 dicembre ore 18 La nuova evangelizzazione, di Mons. Antonino Pace, ed. Guida Intervengono: sen. Arcangelo Lo bianco, on. Sergio D’Antoni, sen. Domenico Rosati Modera Giuseppe Acocella. Presiede S.E.Card. Crescenzio Sepe Lunedì 15 dicembre ore 18 Giovanni Casertano, Angela Procaccini, Giuseppina Scognamiglio, Maria Ferrara Taglioni intervistano Giampaolo Rugarli sull’inedito di Alessandro Manzoni Storia dell’intelligenza infame, Autentici falsi d’autore, ed. Guida Martedì 9 dicembre ore 18 Sound ’E Napoli, di Carmine Aymone, ed. Guida Si discute con Tony Esposito, Franco Del Prete, Antonio Onorato, Piero Gallo, Gianni Guarracino, Tony Cercola, Bisca., Jovine, ‘A67, Giardino dei Semplici, Rino Zurzolo, Marco Zurzolo, Brunella Selo, Paolo Variale, Osanna, Mario Fasciano, 4MX, Daniele Sepe, Enrico Del Gaudio, Pierluigi Villani Martedì 16 dicembre ore 18 Rassegan d’arte “La rotta dei Vulcani. Napoli-Lipari ensemble” a cura di Enzo Ruju Mercoledì 10 dicembre ore 18 Scenari del Sud di ieri e di oggi, di Ernesto Mazzetti, ed. Guida Com’è cambiato il Sud d’Italia? Com’è cambiata Napoli? È ancora giustificato parlare di “questione meridionale?” Rispondono: Tullio D’Aponte, Adriano Giannola, Massimo Lo Cicero, Lida Viganoni. Coordina Marco Demarco Venerdì 12 dicembre ore 18 Sportello Famiglia, tra rumori, echi e Ascolto, ed Guida Intervengono Giovanna Mozzillo e Lucio Rufolo Venerdì 5 dicembre ore 17 In collaborazione con il centro culturale Cosmopolis, Anna Franca Freda, Lina Miele, Vittorio Roberti converseranno su “Impariamo a nutrirci non solo a mangiare” in occasione della pubblicazione La Dieta Mediterranea di Anna Franca Freda, ed. Guida Sabato 6 dicembre ore 17 La campagna perduta, di Gennaro Esposito, ed. Guida. Ne discutono con l’autore Nicola D’Antuono ed Emilia Servidio Libreria GUIDA AVELLINO Venerdì 5 dicembre ore 17 Presentazione del volume Del pericolo della salvezza di Giuseppe Corona, ed. Guida Venerdì 12 dicembre ore 17 Vittorio Roberti presenta La Dieta Mediterranea di Anna Franca Freda Libreria GUIDA CASERTA Martedì 2 dicembre ore 17,30 Vittorio Roberti presenta La Dieta Mediterranea di Anna Franca Freda Venerdì 5 dicembre ore 17,30 Mariella Vulcano “Un percorso di conoscenza: il presepe”. Mercoledì 17 dicembre ore 18 Roberto De Simone, Anna Giannetti, Cettina Lenzi, Franco Mancuso, coordinati da Carlo Franco, presentano Carlo Vanvitelli, l’architetto, ed. Guida. Sarà presente Benedetto Gravagnuolo, direttore della collana “Historia Rerum” Anticipazioni Giovedì 18 dicembre ore 18 Gino Rivieccio Show, ed. Graf Gino Rivieccio compie 30 anni di comicità e festeggia con Giulio Baffi, Luciano Chirico, Francesco De Lucia Libreria GUIDA MERLIANI saletta verde Martedì 2 dicembre ore 18 Il filosofo e la birichina, di Sergio Lambiase, ed. Marlin via Port’Alba 19 80134 Napoli tel. 081 290768 fax 081299744 e.mail [email protected] pp. 260 E 12,00 pp. 54 E 9,00 pp. 56 E 9,00 pp. 164 E 12,00 pp. 292 E 19,50 Collana Lapilli premiata al Premio Bancarella 2008 pp. 128 E 18,00 pp. 352 E 25,000 con CD 33,00 E 8,50 E 8,50 E 8,50 E 8,50 pp. 120 E 10,00 La Guida promossa da Viva libri Spa e distribuita da Messaggerie Libri la trovi allo stand E07 della fiera Più libri più liberi. Tutti i libri con lo sconto del 20% GAL 10-12 2008 mary.qxp 26-11-2008 15:11 Pagina 9 GUIDA AI LIBRI ottobre-dicembre 2008 9 LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Guida LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Marco Rosario Occorsio Il dubbio di Enrico Pasquale Iorio Saperi e territori Le politiche per la conoscenza Collana Orizzonti pp. 176 euro 11,50 Collana Quaderni di AISLo pp. 128 euro 9 Anna Patrizia Caputo Monica Vitolo Sportello Famiglia tra rumori, echi e ascolto Collana Diario di Psicologia pp. 164 euro 12 Indagine sul fenomeno del “disagio giovanile” attraverso l’esperienza sul campo dello Sportello Ascolto per la famiglia in una difficile realtà periferica come San Giovanni (Na). Un’indagine socio-psicologica sul mondo dei giovani e sui loro problemi sociali ed educativi, in grado di mettere in atto interventi efficaci al servizio della comunità. L’emergenza giovanile è qui analizzata sia con approccio multidisciplinare, sia dal punto di vista del disagio degli operatori, di chi vorrebbe aiutare e cambiare le cose, ma è costretto a scontrarsi con una realtà difficile e, spesso, con problemi così radicati da sembrare insuperabili. Anna Patrizia Caputo, è psicanalista della Società Italiana di Psicoanalisi e dell’International Psychoanalytical Association, docente di “Teoria e tecnica della psicoterapia di gruppo con pazienti disabili” alla facoltà di Medicina Federico II di Napoli. È autrice di numerose pubblicazioni. Monica Vitolo è psicologa, psicoterapeuta, dirigente ASL NA 1. È segretaria dell’ARISMEF, Associazione Italiana per la Ricerca e lo Sviluppo della Mediazione Familiare. Autorevoli esponenti della cultura, del sapere, delle imprese e delle istituzioni affrontano la tematica dello sviluppo locale, che nasce dalla collaborazione tra l’associazione AISLo (Associazione Italiana Incontri e Studi sullo Sviluppo Locale) e l’editore Guida. Vengono presi in esame: il problema della cittadinanza attiva e della coesione sociale, il ruolo della politica della formazione, della scuola e della ricerca quali risorse principali per la rinascita della società, la crisi socio-culturale del Mezzogiorno e, naturalmente, vari progetti di sviluppo, sia teorici che pratici. AISLo è un’associazione senza scopo di lucro, nata dalla volontà di studiosi, istituzioni e imprese che operano per lo sviluppo locale. Un luogo d’incontro e confronto per chi opera nel territorio e promuove iniziative o servizi per lo sviluppo concreto delle realtà degradate, attraverso un dialogo multidisciplinare, volto allo studio e alla ricerca nel campo dello sviluppo locale, all’assistenza pratica, alla crescita e alla mobilitazione della collettività. Marcello Simi A rischio della vita Collana Orizzonti pp. 235 euro 15, 50 Il libro intreccia le vicende di una storia d’amore nascente alle problematiche del traffico di cocaina che dall’Ecuador, alla Colombia, a Milano, origina una guerra spietata che troverà in Sud America lo scontro finale e risolutivo. Cosa c’è di più universale e interessante dell’amore? Un unico sentimento e, probabilmente, anche il più antico accomuna di certo l’intero genere umano. Se a questa poi, già di per sé, attraente tematica si unisce il fascino dell’avventura, suspense, mistero e pericolo, avremmo il libro in questione. Laura si sente minacciata e pedinata e chiede aiuto all’avvocato Lorenzi che dirige il suo studio investigativo a Milano. Strade inattese si profileranno all’orizzonte, conducendo i due giovani, in procinto di innamorarsi, dall’Italia all’Ecuador, dall’Ecuador alla Colombia, in un susseguirsi di avvenimenti concitati, che metteranno in pericolo la loro stessa vita. Marcello Simi, virologo, ricercatore e produttore di vaccini virali umani e veterinari in Italia e negli Stati Uniti. Uomo di grande vitalità, ha smesso di lavorare a 75 anni e sta scrivendo e pubblicando i suoi libri. Gestione della Libreria: a Orvieto il 3° Corso Scadono il 16 gennaio 2009 le iscrizioni al 3° Corso di Alta Formazione in “Gestione della Libreria”, istituito dalla Scuola Librai Italiani e l’Università Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento di Economia e Direzione Aziendale. Il Corso si pone l’obiettivo di formare nuovi librai che operino nell’ambito dello sviluppo imprenditoriale e della gestione delle librerie, favorendo la crescita professionale dei librai e la nascita di nuove librerie; avviando giovani laureati e diplomati alla professione di libraio e alle professioni relative alla commercializzazione dei libri. Per la raccolta delle adesioni, l’organizzazione delle selezioni e la gestione della didattica, il Corso si avvale delle competenze e strutture della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”. Nei suoi aspetti scientifici e didattici il Corso è curato da un Direttore scientifico e da un Direttore tecnico nominati dal Comitato di Gestione della Scuola. La faculty è composta da docenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, di altre università europee e da docenti professionali. L’ufficio stampa e le relazioni esterne nazionali sono gestiti dall’Associazione Librai Italiani. La durata del Corso – che è a numero chiuso (massimo 30 partecipanti) – è prevista in nove mesi, strutturati in: nove periodi di una settimana di aula, diciotto settimane di stage presso una o più librerie indicate dalla Scuola; sei giorni di eventi; 3 giorni di esami finali. L’inizio del Corso è fissato al 16 marzo 2009, il termine al 5 dicembre 2009. Il Corso è strutturato in 6 aree tematiche. I principali contenuti oggetto di trattazione nelle singole aree sono: Mercato del libro, Gestione dell’impresa libraria, Attività operative di gestione della libreria, Relazioni libreria e mercato, Aspetti bibliografici e di letteratura, Progettazione della libreria. Per info sito www.scuolalibraitaliani.it. Raccolta di racconti romantici e misteriosi, gravidi di “dubbi” e riflessioni esistenziali sui grandi temi della vita e sui piccoli problemi della quotidianità. Mario Rosario Occorsio è ordinario di Calcolo Numerico e Programmazione all’Università “Federico II” di Napoli e direttore dell’Istituto per Applicazioni della Matematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dal 1999 si è dedicato con passione e risultato alla narrativa, pubblicando per Guida Il sorriso di Paola (2001), Onde (2002), Lettere da Cefalù (2005). Enrico Cardillo Città in movimento Sviluppo e finanza locale Collana Strumenti e ricerche pp. 176 euro 14 Pau Miró Chiòve Collana Teatro\Testi pp. 68 euro 6,20 Riadattamento napoletano della messinscena catalana Plou. Trapiantata da Barcellona ai Quartieri Spagnoli di Napoli, la storia del triangolo amoroso tra Carlo, Lali e Davide non cambia sostanza, ma resta viva, acquistandone di forza e poesia. Una fiaba moderna d’amore, vite spezzate e illusioni, cruda e veloce, appassionata e disarmante, che racconta il caos dell’esistenza e la realtà di Napoli, senza retorica o autoindulgenza. Il volume è stato stampato per la prima volta in Italia e sarà presto tradotto in altre lingue. Pau Miró è autore e drammaturgo nato a Barcellona. Ha scritto, tra l’altro, Banal sessions of Fedra (2006), Soumriure d’Elefant (2006) e Plou, tradotto in cinque lingue e messo in scena in tutti i teatri più importanti del mondo. La città in movimento. Questo il tema dell’opera che presenta un’articolata disamina del percorso evolutivo vissuto dalle città italiane. All’inizio degli anni Novanta la città in Italia si scrolla di dosso l’abito stretto di istituzione semplicemente rivolta ad adempimenti burocratici connessi alla sua funzione, rivendicando autonomia impositiva e nuove funzioni. Il territorio è analizzato non più come sfondo, ma come paradigma dello sviluppo in cui un ruolo strategico lo svolgono le amministrazioni locali. In questo senso spicca il percorso compiuto negli ultimi anni dal comune di Napoli. Un Comune che, come si evince dal testo, spicca per il cammino compiuto sulla strada dell’efficienza e della crescita territoriale. Il libro si rivolge a tutti coloro che vogliono analizzare i meccanismi economici che hanno riarticolato i sistemi urbani e territoriali del nostro Paese. Enrico Cardillo, nato a Prata Sannita,in provincia di Caserta, è stato consigliere di amministrazione del Teatro San Carlo, vice presidente della Camera di Commercio partenopea, componente del Comitato consultivo della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio). Attualmente è assessore al Bilancio del Comune di Napoli. Ha pubblicato per Guida, nella stessa collana, il testo “Napoli l’occasione post-industriale. Da Nitti al piano strategico”. Marketing editoriale multimediale corso all’Orientale di Napoli L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale ha realizzato - in collaborazione con la delegazione campana Aie, presieduta da Mario Guida - un “Corso per esperto in Marketing editoriale multimediale” indirizzato a giovani laureati provenienti prevalentemente da facoltà umanistiche e scienze sociali. Il percorso formativo si pone come obiettivo la formazione di una figura professionale di esperto in Marketing editoriale multimediale in grado di definire le caratteristiche tecniche del prodotto editoriale e garantire la sua realizzazione e promozione in particolare in contesti innovativi e multiple media. Il profilo atteso è quello di un professionista che, grazie a una specifica preparazione nel campo dell'editoria tradizionale e multimediale, sia in grado di operare nell’impostazione e nell’organizzazione delle attività di marketing, comunicazione e promozione necessarie allo sviluppo strategico e di mercato del prodotto editoriale cartaceo e informatico, nella sua progettazione, realizzazione, distribuzione promozione anche in contesti fieristici. Il corso prevede, oltre alle ore di aula, un periodo di tirocinio per gli iscritti da svolgersi anche presso case editrici del territorio nazionale (Guida è tra quelle che ospiteranno i tirocini formativi). GAL 10-12 2008 mary.qxp 10 26-11-2008 15:11 Pagina 10 GUIDA AI LIBRI ottobre-dicembre 2008 LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Lettere Italiane Guida LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Monia Gaita Falsomagro Lettere Italiane, sezione Poesia GUIDA, pp. 128 Euro 12 ALLA SCRITTRICE “Falsomagro” edito da Guida è la 5° pubblicazione per la giovane ma già nota autrice campana Monia Gaita. Nell’opportuna prefazione il giudice e scrittore Gennaro Iannarone parla per questa raccolta di poesia pura: “Scomparsi i contatti affettivi con la realtà in cui vive (le persone care, il paesaggio irpino, il mare delle vacanze, l’amato paese natìo), ora il suo mondo poetico, pur rivelando una sorprendente originalità, sembra tuttavia racchiuso come in un caleidoscopio, nel quale la ricerca dell’effetto sorpresa di un lessico inconsueto pare assurto ad intento dominante ed assorbente.” Ed è proprio il linguaggio eminentemente elitario, denso di fascino e attitudine creatrice ad aver catturato l’attenzione di autorevoli e stimatissimi critici. “E’ auspicabile – dice la poetessa – che forma e contenuto superando antitesi e dualismi all’apparenza insanabili, concilino armoniosamente le loro leggi per rifornire i versi del necessario combustibile vitale. La poesia, credo, non sia adibita unicamente a trasmettere la scarica elettrica di particolari impressioni o stati d’animo, ma abbia anche il compito di rigermogliare in un codice terminologico abbigliato di vario, frutto d’una contaminazione felicemente affiatata di tecnicismi, vocaboli desueti o di uso colloquiale, interpolazioni latine, forestierismi e quanto altro riesca a veicolare il messaggio seguendo un criterio di scelta originale e consapevole”. Obbedendo con forza a questo suo personalissimo ed impervio percorso di scrittura, avvertiamo la volontà indomita tesa al recupero di un cospicuo e prezioso atlante lessemico su cui incombe la scellerata prospettiva di un mesto accantonamento o d’una colpevole archiviazione. Monia Gaita in “Falsomagro” ci consegna, oltre l’aterosclerosi delle soluzioni scontate o delle comode scorciatoie, un’elaborazione testuale sbrigliata in fervide e sbilancianti intensificazioni di immagini in cui centrocampista indiscusso del polo espressivo è la sacralità senza data di scadenza della parola scritta. Ci imbattiamo così nella reazione a catena d’un raffinatissimo quanto rampante inventario di oggetti e sofisticate analogìe che rendono pulsanti le arterie alla rigogliosa ricettività del lettore. Sicché accanto alle “Vivere attraverso la forza emotiva dei personaggi un’intensa e appassionata stagione di amori, di fughe, di ritorni improvvisi sul palcoscenico ideale della rappresentazione e della finzione che solo la scrittura più profonda e al tempo stesso più secca può offrire ha permesso a Vania Castagna Incutti di proporsi quale raffinata signora della più lieve delle mimose con la pagina del romanzo”: è quanto sulla pergamena offerta, insieme alla preziosa medaglia a lei dedicata, dal Centro Studi Internazionale “Sebetia-Ter” alla scrittrice Vania Castagna Incutti nel corso di una solenne manifeVania Castagna Incutti, Ezio Ghidini Citro ed Ermanno Corsi nel corso della premiazione dell’autrice a bordo della nave San Marco (sotto) stazione il 24 settembre scorso a bordo di nave “San Marco” della Marina Militare consumata maestria. Gli ambienti e i luoghi dove si Italiana ancorata svolge il romanzo vengono descritti dall’autrice con nel porto di Napoli. mirabile precisione, facendo percepire addirittura al “La splendida rea- lettore il mutare delle stagioni, il loro profumo. lizzazione dell’e- Vania Castagna Invento culturale e cutti ha pubblicamusicale – osserva to: Insieme, 1980 Ezio Ghidini Citro, (Premio Paestum presidente del Cen- per la poesia); tro Sebetia-Ter – Sensazioni, poesie nell’incomparabile 1992; Satellitium, cornice offerta dal- profili di persoillustri, la nave San Marco, naggi vera gemma della 1993; Carillon, ronostra Marina mili- manzo 1994; Cotare, mi spinge a ri- smo e Psiche, volgere parole di 1996; A cielo vivo compiacimento a tutti coloro che, ciascuno dal- aperto, profili di la sua competenza, hanno permesso il perfetto esito personaggi illustri, della serata del 24 settembre, che ha visto l’entusia- 1998; Psicologia stica partecipazione di oltre 500 persone – numero di dell’universo nei partecipanti davvero straordinario e inaspettato per giorni del Duemitutti – tra autorità istituzionali, civili, militari di ogni la, 1999; Specchi ordine e grado, corpi diplomatici, illustri ospiti. Un di luna, romanzo 2000; Veni etiam, romanzo 2001; gradito pensiero anche al console generale di Spagna Le parole di dentro, 2002. Con Guida ha pubblicato Gomez De Aranda Villen Louis, che ha voluto dare nel 2006 il romanzo La donna delle mimose. lustro con la sua presenza la cerimonia stessa, duranVania Castagna Incutti te la quale abbiamo voluto premiare l’impegno culturale di Vania Castagna Incutti”. Rosa pulchra L’occasione per il riconoscimento alla scrittrice è staGUIDA - Lettere Italiane, sezione Narrativa ta la pubblicazione dell’ultimo romanzo, “Rosa 2008, pp. 88 Euro 10 ril. pulchra”, un libro che colpisce sia per la chiarezza espositiva sia per la profondità di contenuto. L’autrice fa di questo romanzo un inno all’amore, quell’amore che è la forza vitale dell’esistenza dell’uomo, quell’amore che ha vissuto e sofferto in prima persona e in tutte le sue espressioni e manifestazioni. Storie di famiglie e di persone che vivono in piccole cittadine di provincia condizionate da pregiudizi, da false moralità, da luoghi comuni e dalle convenienze materiali. I personaggi creati dalla scrittrice rappresentano questo mondo, forse un mondo osservato o immaginato, personaggi che si muovono con una dinamicità tale che il lettore si sente osservatore e partecipe allo stesso tempo delle varie situazioni descritte nei particolari e con IL RICONOSCIMENTO DEL SEBETIA TER SULLA NAVE SAN MARCO Un premio per Vania “nemòfile di luce”, il desiderio “rósso d’indirubina”, le “cùscute di sconfitta”, il non pensare “dólce di chinitòlo”, “la fibrocartilàgine vistósa come bòlide di buóno”, “i saccaromicèti d’inconsuèto”, troviamo a p. 64: “ E sul mercùrio sempre troppo mòbile/ dei giórni,/ depóne la propria dittatura,/ rachìtica di gambe,/ l’uguaglianza./ Divóro/ l’intéra sostanzaluce/ delle tue paròle./ Córro di fóga/ per bordure nuòve.” A p. 52: “ Vulcani mùltipli di luce/ dal fóndo dei tuoi òcchi,/ mentre voltéggio/ sopra le parallèle di mistèro/ lunghe come Simèto,/ della vóce./ Con zabri gòbbi in ónde d’urto/ cèrti moménti/ ci minacciano./ Ma pòi/ se sorridendo puoi zittirmi,/ tòssici di stricnina,/ tenóri di spavènto sulla pèlle,/ muóvi querèla ai dùbbi/ con un’usnèa di bène.” Con sorvegliata premura la poetessa ha voluto, al fine di agevolare il più possibile l’assimilazione delle liriche, apporre un codice dei lemmi che spiega il significato di quelli poco diffusi. E in “Falsomagro” Pietro Pancamo (poeta e critico, redattore de La Mosca di Milano) ha ravvisato “Uno stile… che trasognato, pur nell’asciuttezza pervasiva che domina sintetica e palese lo spazio raccolto d’ogni verso, si rivela non solo carico e lussureggiante di metafore, ma anche ricco oltremisura d’invenzioni linguistiche, in cui la parola – gioco afflitto e malinconico, innescato da un sincero, se non istintivo moto di ricerca – sa ritrarre con l’incantevole maestrìa di virtuosismi lessicali e termini forbiti o desueti l’intima affezione che mina la realtà…” Un’opera precisata dunque, nell’impronta d’una cifra innovativa che da sempre costituisce il cartellino di presenza, la carne viva d’una poetessa che seduce senza il passo carrabile di un’opponibile riserva. I luoghi delle idee A. GUIDA srl via Port’Alba 20/23 80134 Napoli tel. 081.446377 fax 081.451883 [email protected] direttore: Mario Guida GUIDA 2 srl via Merliani 118/120 80122 Napoli tel. 081.5560170 fax 081.5785527 direttore: Giuseppe Guida GUIDA 3 srl AVELLINO corso Vittorio Emanuele 110/h Galleria Magnolia - Avellino tel. e fax 0825.26274 direttore: Mario Barrotta GUIDA 3 srl BENEVENTO via F. Flora 15 - Benevento tel. e fax 0824.315764 direttore: Gianluca Barrotta GUIDA 3 srl CASERTA via Caduti sul Lavoro 41/43 81100 Caserta tel. e fax 0823.351288 direttore: Anna Viro GUIDA 3 srl SALERNO corso Garibaldi 142/bc tel. e fax 089.254218 direttori: Luca Morra e Rosario Casolaro GUIDA ARIANO corso Europa 28 83031 Ariano Irpino (AV) tel e fax 0825.827965 direttore: Raimondo Ciccone GUIDA SANT’ANGELO via Bartolomei 83054 Sant’Angelo dei Lombardi (AV) tel. e fax 0827.24527 direttore: Michele Cetta GUIDA CAPUA corso Gran Priorato di Malta 25 81043 Capua (CE) tel. e fax 0823.622924 direttore: Giuseppe Bellone GUIDA NOLA vico Duomo 19 80035 Nola (NA) tel. e fax 081.8214836 direttore: Rosa Barone GUIDA SANDOMENICO piazza San Domenico 15 80100 Napoli tel. e fax 081.5516393 direttore: Sergio Guida GUIDA ISCHIA via Sogliuzzo Porto d’Ischia (NA) tel. e fax 081.983567 direttore: Lucia Morgera GUIDA FRANCAVILLA via San Giovanni XXIII 2 Francavilla in Sinni (PZ) tel. e fax 0973/577986 direttori: Sara Tessarin e Policarpo Abitante GAL 10-12 2008 mary.qxp 26-11-2008 15:11 Pagina 11 GUIDA AI LIBRI ottobre-dicembre 2008 LETTI D’UN FIATO di Raffaele Messina Luigi Compagnone lotta alla Camorra e giusto processo Mater Camorra, l’opera scritta da Luigi Compagnone nel 1987, è stata recentemente ripubblicata dalla casa editrice Marlin con un saggio introduttivo di Toni Iermano. Si tratta di un pastiche letterario, un pamphlet di stampo illuministico nel quale la ricostruzione del controverso processo Cuocolo è il filo conduttore da cui prendono il via note storiche e digressioni non solo sulla camorra ma, più in generale, su Napoli, la sua cultura, il suo tessuto economico, sociale, urbanistico. Nelle sue grandi linee il caso Cuocolo è noto: si tratta del processo che il 10 luglio 1912 si chiuse con condanne esemplari a carico di Errico Alfano, Giovanni Rapi, Mariano Di Gennaro, il sacerdote Ciro Vitozzi e altri noti camorristi, ritenuti mandanti ed esecutori del duplice omicidio di Gennaro Cuocolo, anch’egli camorrista, e della moglie Maria Cutinelli, nella notte tra il 5 e 6 giugno 1906. Un processo indiziario, segnato da incertezze investigative e sostanzialmente basato sulle accuse di un confidente dei Carabinieri, Gennaro Abbatemaggio, che poi, nel 1926 ritratterà le dichiarazioni rese in Corte d’Assise. Vicende di camorra e di cronaca giudiziaria che Luigi Compagnone sottrae agli impolverati scaffali delle biblioteche per farne, come dicevamo, occasione di riflessione su Napoli e la sua storia, vista in continuo rapporto con il presente. Da qui il titolo, Mater Camorra che, come ha suggerito Raffaele La Capria, sembra alludere alla Madre-Napoli generatrice di camorra; alla città che, come la gatta, mangia i suoi figli. Un titolo efficace per un’opera che Toni Iermano ha definito di «concreto meridionalismo militante», nella quale ricorrono i temi di fondo della riflessione intellettuale di Compagnone: la coscienza sofferta della “nonstoria” di Napoli, cioè della secolare successione di dominazioni, allogene e indigene, che ha reso la città partenopea «teatro d’infiniti scontri tra le grandi potenze e impotenze» (p. 62) e l’ha privata di una vera classe dirigente e d’un reale sviluppo economico e sociale; la lotta al “Solemio”, cioè alla rappresentazione oleografica di Napoli-città del sole, portata avanti da una schiera di “Localpoeti” con in testa Salvatore Di Giacomo (p. 65); la luterana denuncia delle macchinazioni del potere, delle “intese” tra potere politico e potere camorristico (pp. 5455); il pirandelliano senso della comicità intrisa di tragedia: «Io ho cercato di frugare nel comico. – scrive Compagnone – Nel terribile comico, o comicità, di Partenope. E dei suoi camorristi, dei suoi poliziotti, dei suoi carabinieri, dei suoi marescialli, dei suoi avvocati, dei suoi giornalisti, della sua gente corrotta o perbene, dei suoi ma- gistrati. Ma non per riderne» (p. 132). Temi che Compagnone affronta con lucido puntiglio saggistico, come quando sottopone a critica serrata gli scritti in cui Matilde Serao stigmatizza l’uso sempre più diffuso della pistola da parte dei camorristi in luogo del tradizionale coltello e, «volendo illustrare l’ideologia del coltello, inconsapevolmente ne faceva l’apologia» (p. 112). Ma non mancano pagine di vibrante passione autobiografica, come quelle in cui ricorda gli anni dell’infanzia tra i “bassi” del quartiere Stella, l’antifascismo del padre (pp. 104-108), la propria avversione per la “sceneggiata” (pp. 114-115). Tra un riferimento agli scritti di Jessi White Mario e uno a quelli di Francesco Barbagallo, tra un richiamo ad Antonio Gramsci ed uno a Leonardo Sciascia, a Francesco Mastriani, a Corrado Alvaro o a Pier Paolo Pasolini, spicca, per l’implicito signorile superamento di antiche polemiche, la citazione di un articolo di Anna Maria Ortese, «scrittrice randagia e intelligente» (p. 67), sul degrado architettonico e umano dei fatiscenti “Granili”, enormi casermoni in cui trovavano ricovero i senzatetto prima che il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, scosso dalla lettura dell’articolo che la Ortese aveva pubblicato su Il mondo nel 1952, ne chiedesse l’immediata chiusura. Dal punto di vista stilistico, poi, Compagnone conferma le doti di scrittore epigrammatico ed espressionista. Frasi lapidarie e sentenziose talvolta aprono talaltra chiudono con perentoria efficacia un paragrafo di più ampia e lucida analisi («Una tragedia è sempre catartica, il sottosviluppo no. Una tragedia, per la sua stessa natura, finisce sempre per mutarsi in qualcosa d’altro e per mutare la realtà effettuale. Il sottosviluppo è, al contrario, statico, inerte, fatalistico, rassegnato: e parteggia per la sua propria abiezione, la sua propria ferocia», p. 42). Inedite metafore piegano la lingua ad esprimere significati complessi: «un onorevole all’acqua santa» (p. 110), riferito all’uomo politico che copre i propri interessi sotto un velo di apparente adesione ai valori del cattolicesimo; «vitaiolo d’una Partenope dai vapori parigini» (p. 55), detto del camorrista che, arricchitosi, ama darsi alla bella vita; e così via. Infine, resta da mettere in evidenza il valore ideologico di Mater Camorra. La domanda fondamentale che dobbiamo porci è questa: Mater Camorra è realmente un’opera contro la camorra? No. La risposta è no o, meglio, non soltanto. È anche e soprattutto un’opera contro le forzature investigative e giudiziarie, contro i processi politici esemplari e contro la “disin- voltura” con cui si raccolgono o si “creano” le prove a carico dei presunti colpevoli. Per questo motivo l’accostamento, che pure è stato fatto, alla più recente letteratura anticamorra, al Gomorra di Roberto Saviano, ci pare una forzatura giornalisticoeditoriale. C’è nel Mater Camorra di Compagnone una significativa oscilla- zione di giudizio in merito al verdetto con cui i giudici della Corte d’Assise di Viterbo chiudono il processo Cuocolo. In alcuni passi Compagnone lascia intendere che esso possa essere la punizione dei “colpevoli” reali, sia pure ottenuta con procedimenti investigativogiudiziari illeciti. In altre pagine, invece, egli sostiene che i metodi illegali con i quali sono stati portati avanti indagini e dibattimento producono la punizione di “innocenti”, anche se pregiudicati per altri reati di camorra. Così, ad esempio, leggiamo un intero capitolo (Il “prete della camorra”) teso a dimostrare che la scarcerazione dei fratelli Errico e Ciro Alfano, di Giovanni Rapi e Gennaro Ibello, noti camorristi sui quali da subito si erano orientate le indagini dei poliziotti, fu frutto dell’insipienza investigativa della Questura e dell’azione di depistaggio operata da un prete, don Ciro Vitozzi, e da altri oscuri personaggi legati al malaffare («È così che si giunge alla scarcerazione dei fratelli Alfano e degli amici loro. E le indagini continuano sulla pista De Angelis: ma senza operare nessuna verifica seria. Tanto che il delitto Cuocolo sembra debba rimanere un mistero», p. 60). Ma, poi, quando il capitano dei Carabinieri Fabroni, in contrasto con la Questura, riprende le indagini a carico dello stesso Errico Alfano e dei suoi complici, fino ad ottenerne il rinvio a giudizio e la condanna, Compagnone parla del processo come di «una farsa che vede accusati di un delitto, che certamente non hanno commesso, una quarantina di tipi che delitti e violenze ne han tanti sulla coscienza: ma che, proprio per essere stati accu- sati ingiustamente di quel delitto, diventano di colpo popolari» (p. 133). Insomma, una contraddizione che si spiega solo se si tiene conto che lo scopo del lavoro di Compagnone non è un’improbabile ricostruzione oggettiva dei fatti; non è prendere posizione, a ottant’anni di distanza, tra colpevolisti e innocentisti. La vicenda Cuocolo interessa a Compagnone per quel tanto che consente di denunciare le forzature operate dai carabinieri in sede investigativa e dai giudici in fase processuale, le «tramaglie che inquinano l’intero processo» (p. 87). La tesi di fondo di Mater Camorra è, dunque, che il processo Cuocolo ebbe una natura politica: «La verità – si legge a pag. 135 – fu che la camorra, se serviva allora a qualcuno, serviva al governo e alle classi conservatrici. Ma quando, forti del favore del potere politico, i camorristi divennero troppo ingombranti, gli stessi poteri tentarono di distruggerli». E ancora, a pag. 73 Compagnone scrive che «Il processo Cuocolo fu un processo politico. Servì per qualche tempo a esorcizzare tutti gli intricati problemi di Napoli e dell’intero Mezzogiorno, a stornare l’opinione pubblica dai primi moti operai insorgenti nella città, anche a rafforzare quell’unità del regno d’Italia che esisteva soltanto sulla carta». Strettamente connessa alla tesi di fondo è, poi, la funzione ideologica del libro: la denuncia che quello dei processi politici, esemplari, non è soltanto un male storico del nostro Paese, ma un pericolo costante, che Compagnone avverte con particolare preoccupazione attorno a sé proprio a metà degli anni Ottanta: «Quest’ultimo modello d’intervento è stato oggi adottato in alcune inchieste contro la mafia, la nuova camorra, il terrorismo. Tale modello dà sempre luogo a forzature e a una deformazione del giusto processo penale, dato che si prescinde dalla raccolta d’indizi precisi, ben riscontrati per l’accertamento di singoli specifici fatti criminali. L’accertamento di questo metodo d’indagine, teso ad analizzare soprattutto la natura dell’inquisito, è la causa prima di quegli errori giudiziari che, a onta della denominazione superficiale e comunque non troppo allarmante, sono portatori di mostruose sofferenze morali, psichiche e fisiche. Tali metodi inquisitori vengono adottati soprattutto quando appare lo spettro dell’Emergenza: allora la reazione consiste nel ricorrere a interventi repressivi che minano i principi fondamentali della convivenza civile e lasciano spazio grande proprio ai più pericolosi, più invisibili organizzatori del crimine» (p. 89). In tale cornice, rilievo particolare assume la figura del capitano dei 11 RSI e rapporti fra impresa e beni culturali: Laterza presidente Commissione Cultura di Confindustria Alessandro Laterza è stato nominato presidente della Commissione Cultura di Confindustria. Laterza, barese, 50 anni, è amministratore delegato della Casa editrice Gius. Laterza & Figli e presidente di Confindustria Bari. Succede a Maurizio Costa, vice presidente e Amministratore delegato della Arnoldo Mondadori Editore spa. La Commissione Cultura di Confindustria, istituita di nuovo da Luca di Montezemolo nel 2005, lavora per l’approfondimento di problematiche e l’individuazione di proposte operative su alcuni temi prioritari per il Paese: la Cultura d’impresa, la Responsabilità sociale d’impresa e i rapporti fra impresa e beni culturali. Queste tre aree di intervento si declinano rispettivamente secondo i seguenti obiettivi: contribuire alla diffusione nella società dei valori dell’impresa per fare in modo che vengano riconosciuti come fondamentali per lo sviluppo del Paese; promuovere una conoscenza diffusa del fatto che gli imprenditori e le loro organizzazioni perseguono accanto agli interessi d’impresa anche interessi generali; evidenziare l’utilità e i benefici per il territorio di un rapporto più stretto tra impresa e cultura. Carabinieri Carlo Fabroni, «il vero protagonista di questo disarticolato romanzo» (p. 92). A lui Compagnone non perdona il “veteromoralismo” (p. 92), cioè la moralità soltanto apparente, quella di chi si erge ad inflessibile persecutore della manovalanza camorristica e, al tempo stesso, si macchia di vile omertà di fronte al livello alto della camorra, quello delle coperture politiche e istituzionali, quello delle diffuse connivenze negli strati “bene” della società. Il suo attacco alla figura del capitano Fabroni è così viscerale da indurlo a porre sullo stesso piano il carabiniere e il camorrista: «Chi sporcò veramente Napoli? Fabroni o Erricone?» si chiede Compagnone (p. 73) e, qualche pagina dopo, si risponde: «Ma forse la sporcano tutti e due. Fabroni l’onesto, Erricone il camorrista. Sì, perché a suo modo Fabroni è un “onesto”. Un onesto, il quale crede che il fine giustifica i mezzi, ma è vero il contrario: sono i mezzi che giustificano il fine. Lui è in buonafede, non nella fede buona» (p. 88). GAL 10-12 2008 mary.qxp 12 26-11-2008 15:11 Pagina 12 GUIDA AI LIBRI ottobre-dicembre 2008 Parliamo di poesia, insieme di Angela Procaccini rale, figlio di una Irpinia sana e ricca intellettualmente, di cui già abbiamo sperimentato prove significative. Ricordo fra gli altri Giuseppina Luongo Bartolini, Raffaele Matarazzo, Giovanni Barricelli, don Lauro Maio, Alberico D’Auria ed altri “pensatori”, discreti e silenziosi, che con i loro scritti accrescono il fascino e la ricchezza culturale di una terra, capace di generare da monti rocciosi fiori arditi. Difficile scegliere tra i numerosi scritti di Ugo Mucci, tra le opere di memorie, le opere poetiche (fra le altre, “Non omnis moriar” - Istituto Grafico Italiano), le opere di riflessione, i romanzi, le poesie dialettali, i saggi: una miriade di scritti, esemplificativi della estrema versatilità e duttilità del suo ingegno. Il continuo lavorio mentale di Ugo Mucci è una conferma del principio che la cultura dà libertà, apre spazi, allarga la conoscenza, permette anche, e soprattutto, ad una persona di una certa età, costretta nell’ambito angusto del suo studio, la sensazione di sganciarsi da quello spazio delimitato per sperimentare nuovi spazi, più ampi, senza confini. “Heureux celui qui peut d’une aile vigoureuse s’élancer vers les champs lumineux et sereins”: sono gli spazi aperti donati dalla poesia per Baudelaire. La poesia scelta per la rubrica è tratta da “Non omnis moriar”, in cui alle espressive poesie dialettali si alternano poesie che toccano temi più svariati, anche di forte attualità (“Tsunami”, “L’aeroplano”, “La città”, “Il denaro”), insieme a poesie nate dall’introspezione e dal colloquio con se stesso, di lirica soggettiva. Sono quest’ultime che mi intrigano di più, anche perché mi lasciano intravedere la “grinta” di una persona che non si arrende, non vuole arrendersi, al trascorrere del tempo. Sceglie perciò la voce della poesia per confessare ai lettori, con coraggio ed energia, le pieghe più intime del suo passato e del suo presente: il ricordo della fuggevole giovinezza, la delusione, la forza nella fede, la memoria del passato, la solitudine, e soprattutto, il sogno, il salvifico sogno. “… E sogno, continuo a sognare/ e i sogni mi bruciano dentro,/ dolcemente”. Ho scelto “Pensiero”, forse perché mi sembra la più idonea a rendere chiaro il principio informatore di Ugo, la voglia di vivere, sempre e nonostante tutto, e l’apprezzamento della vita, che noi lasciamo scorrere, spesso senza soffermarci a capirne l’importanza. RICHIEDI Guida ai libri Se volete ricevere la nostra Rivista a casa o in ufficio compilate questo coupon e inviatelo via fax allo 081 299744 o alla Redazione in via Port’Alba 19 - 80134 Napoli Gradirei ricevere copia della Vostra rivista al seguente indirizzo: Nome .................................................................................... Cognome ....................................................................................... via ............................................................n........................... cap.................................Città............................................. tel........................................................................................ data....................... Firma......................................... “Ogni giorno che viene sia benedetto. Posso ancora vedere il mondo, essere felice e piangere. Allora dico: fermati un momento immagina che quel giorno sia per te l’ultimo. E quando sarà l’ora di andare ti sembrerà meno grave”. Riporto una delle poesie della raccolta di Francesco Sicilia: “cos’è reale, cosa immaginato? la morte dei confini è cosa dolce, nella tua voce che li costringe al suolo dove non c’è la luce che li vede, dove ogni slancio è amore per la vista dei tuoi capelli tra le dita fini” Messaggio semplice, quasi scarno, immediato, ma per questo incisivo e lapidario: un messaggio che andrebbe rivolto a molti dei nostri giovani che bruciano la loro esistenza, spesso stupidamente, senza rendersi conto del suo reale valore. Giovani talora senza valori e senza riferimenti, figli del nostro tempo, che vacillano perché nessuno riesce a far loro comprendere che vivere è un privilegio, una fortuna, in qualsiasi momento, anche nei più difficili. A loro andrebbe ripetuto, con dolcezza e fermezza, il messaggio di un sensibile signore di ottantaquattro anni: “Ogni giorno che viene/ sia benedetto.” Che dire? È una densa e concentrata lirica d’amore, che nella sua sinteticità, nella sua condensazione dice ciò che forse troppe parole turberebbero. L’atmosfera è di quelle rarefatte di momenti particolari, spesso unici, perché in essi si vengono ad assaporare sensazioni oserei dire mistiche. La poesia inizia in modo interrogativo, un’interrogazione senza risposta; poi procede armonica in una sequenza di versi musicali, agganciati l’uno all’altro grazie agli enjambement, e tendenti a spegnersi quasi in un sussurro nei versicoli finali. In questa delicata espressione d’amore di Francesco Sicilia io riconosco “un sospiro nascosto, un profumo segreto”, quello derivato dalla capacità di assaporare, centellinandole, sensazioni raffinate. Rimane, forte, densa, questa immagine finale dei “capelli/ tra le dita/ fitti”, una tumultuosa e luminosa immagine di felicità. “Quei tuoi capelli d’arance nel vuoto del mondo,/ nel vuoto dei vetri grevi di silenzio e/ d’ombra ove a mani nude cerco ogni tuo riflesso…” cantava Paul Eluard in “Capitale de la douleur”. Così, con un sussulto, un segno di stupore, i capelli di una donna diventano il centro del mondo. Per Eluard, per Sicilia. Passo ora ad un qualcosa di particolare, anche nel modo in cui mi è stato fatto pervenire a fine giugno 2008: raccolti in un involucro di carta bianca con la scritta rossa “Animus et Anima” (progetto grafico di Gerardo De Filippis e WEM) c’erano sei volumetti di autori di diversa provenienza: Francesco Sicilia di Agropoli (autore anche della lettera di accompagnamento), Maria Luisa Pesce di Salerno, Giuliano Manzo di Salerno, Rino Scarpa di Milano, Fulvio Fapanni di Brescia e Eduardo Cuoco. Nella lettera che accompagna gli opuscoli, Francesco Sicilia, con fervore e lucidità, parla dell’”espansione quantitativa dell’arte della scrittura”, a cui però non corrisponde la qualità: infatti, egli scrive, spesso si tratta solo di creazioni superficiali e frettolose. In realtà, un’espressione illuminante di Saba, “L’opera d’arte è sempre una confessione” (riportata da Francesco), sottolinea la necessità che la poesia, piccola o grande che sia, “esponga” l’anima dell’autore, sia cioè una confessione, ricca di sfumature, da illuminare con mille fasci di luce, le diverse “verità” interpretative dei suoi lettori. Ti ringrazio, Francesco, per la splendida occasione di “sospensione dilatata” donatami dalle parole scritte e pronunciate del CD, ti ringrazio del ponte di collegamento che hai realizzato tra persone affini spiritualmente: e che il mio “fascio di luce” possa essere una “verità” da voi condivisa. Se avete una lirica o un racconto inediti, potete inviarli a “Guida ai Libri”, all’attenzione della professoressa Angela Procaccini, che vaglierà il materiale ricevuto per l’eventuale pubblicazione sulla rivista. Inviate le vostre lettere per posta a: Guida, via Port’Alba, 19 80134 Napoli o via e-mail agli indirizzi: [email protected] [email protected] alla c. a. Corrispondenza Guida ai libri “ Festina lente (affrettati lentamente) “ Ho letto un interessante articolo su Desk, rivista trimestrale di cultura e ricerca della comunicazione (UCSI-USOB n. 1/2008). È un articolo di Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità per le Garanzie nella comunicazione; si intitola “Rappresentazione e realtà: c’è ancora spazio per la poesia oggi?” L’articolo, partendo da un’analisi della società odierna, dominata dalla videocrazia e dalla logorrea, arriva alla conclusione che forse mai come oggi, “in tanta sovrabbondanza, il bisogno della poesia nasce, paradossalmente, dall’insufficienza del linguaggio… La poesia è un po’ la scommessa sull’impossibile: dire qualcosa di non detto, forse d’indicibile, usando le parole, ovvero il mezzo più usato , più sciupato dall’uso quotidiano”. Essa ci rivela una bellezza che era sotto la pelle e che avevamo guardato senza vedere. È come i tre fiammiferi di Prévert, accesi nella notte dall’innamorato per vedere il volto dell’amata: nel momento in cui si accende il fiammifero, diventiamo tutti poeti, dentro di noi. La poesia ci trasporta oltre i limiti dell’intelligenza, ma ha la leggerezza di un gioco. Produce l’evocazione dal non detto, perché quello che suscita è più importante di quello che dice. Essa infine rivela ciò che portavamo dentro allo stato larvale, e riesce a far vedere anche agli altri “il volto amato illuminato dal fiammifero”. Ecco perché la poesia è eterna: grandi temi, amore, solitudine, dolore, delusioni, superano il loro tempo ed il loro luogo e coinvolgono anche a distanza di secoli: “mittente e destinatario, sconosciuti l’uno all’altro, sono compresenti in un’interazione che esteriorizza l’uno e interiorizza l’altro”. È così, è proprio così. E so per certo che chi ama la poesia e i poeti ha provato questa “magica” sensazione. Certamente l’hanno provata i “poeti” che si rivolgono a me e che scrivono, sempre più numerosi (lo dico con un pizzico di compiacimento!), alla mia Rubrica. Il che significa che c’è ancora tanto bisogno di spazi liberi, di oasi di luce, per sopperire al buio della quotidianità ed alla volgarità dell’epoca attuale. Inizio l’antologia del mese con un quasi doveroso riferimento ad Ugo Mucci, originario di Benevento ma trapiantato da anni a Massa. È una persona di una certa età, che, come evinco dalle sue lettere, ha svolto con serietà e coscienza lavori di prestigio: avvocato civilista, giornalista pubblicista, scrittore di testi teatrali, poetici, autobiografici e saggi. Una persona di forte spessore cultu- Aldo Manunzio LIBERATORIA PER GLI AUTORI CHE INVIANO O CONSEGNANO RACCONTI (O POESIE) CHE SARANNO PUBBLICATI SU «GUIDA AI LIBRI» Il sottoscritto ................................................................... nato a ............................................................................. domiciliato in via ............................................................ cap................................................................................... tel. ................................................................................... dichiara che per la pubblicazione e stampa di una sua poesia/racconto sulla rivista “Guida ai libri” fatta per gentile concessione dell’editore Guida non ha nulla a pretendere, anzi ringrazia per l’attenzione. Napoli, ....................... Firma......................................... GAL 10-12 2008 mary.qxp 26-11-2008 15:13 Pagina 13 GUIDA AI LIBRI Premi ai libri editi da Guida La Commissione dell’edizione 2008 del “Premio Basilicata” ha deciso di assegnare la targa destinata annualmente a un editore alla Casa Editrice Guida di Napoli. I riconoscimenti sono stati consegnati il 26 ottobre scorso a Potenza nell’Auditorium del Conservatorio “Gesualdo da Venosa”. Guida ha ricevuto il Premio “per il suo specifico ruolo all’interno del panorama culturale del Mezzogiorno”. Petronio Petrone, con “Lapilli”, è risultato tra i cinque finalisti selezionati dalla Commissione giudicatrice del Premio “Bancarella della Cucina”, che ha luogo a Pontremoli (MS) e che è dedicato alla letteratura enogastronomia. Petronio Petrone, giornalista e promoter economico-sociale, è l’ideatore per l’editore Guida della collana Lapilli – Gocce di cultura con un sorriso – il cui scopo è informare divertendo, nei campi più vari, i propri lettori. I volumetti sono delle mini-antologie in cui vengono riportati estratti fondamentali, dalla prove- nienza più varia, sul tema prescelto, e sono allietati anche da interessanti reperti fotografici. “Di racconto in racconto” di Anna Rita Persechino (Guida) è stato selezionato nella cinquina dei finalisti del Premio Carver. Come ha scritto Pasquale Giustiniani in colloquionline.net: “Riprendere i miti e gli antichi racconti dalla viva voce di coloro che abitano nelle terre aurunche, conducendo un paziente «lavoro di studio e di ricerca sul campo» (Prefazione, p. 10): ecco gli obiettivi raggiunti da questa piacevole «raccolta di novelle, favole e detti della tradizione popolare» (p. 15) di Anna Rita Persechino. Insegnante di scuola primaria giustamente preoccupata dell’omologazione culturale a cui i più piccoli, ma anche le relative famiglie di appartenenza, sono progressivamente assoggettati nell’era della globalizzazione economica e finanziaria, l’Autrice rilancia il fascino del racconto così com’è transitato da bocca a orecchio nelle diverse generazioni del popolo aurunco”. 13 10 dicembre 2008: 60° anniversario Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo Il 10 dicembre 2008 ricorre il 60° anniversario della proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite: un documento di portata storica per l’umanità, perché costituisce la base giuridica della maggioranza dei trattati e delle convenzioni internazionali. La Risoluzione fu adottata all’unanimità il 10 dicembre 1948 – giorno in cui venne siglata – dall’Assemblea La Giuria Premio Internazionale di Poesia Poseidonia - Paestum (la XIV Edizione si è svolta nella Piazzetta della Basilica Paleocristiana di Paestum) ha deciso di assegnare la Menzione di merito a Carlo Felice Colucci, di Riccia (CB), per l’opera “Le vane occasioni” (ed. Guida). Eleanor Roosevelt presenta la Dudu generale dell’ONU per promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in ambito civile, politico, economico, sociale e culturale, con il solo limite rappresentato dai diritti e dalle libertà altrui e dal benessere comune. La Dichiarazione si suddivide in 30 articoli che toccano vari tipi di diritti. Tra i diritti citati vi sono quello alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona; alla tutela da arresto arbitrario e a un equo processo; alla presunzione d’innocenza, alla libertà da interferenza nelle comunicazioni, alla libertà di movimento; si parla di diritto al- l’asilo e di diritto al possesso effettivo della proprietà; di diritto alla libertà di pensiero, di religione, di opinione e di espressione, di associazione e di partecipazione al governo; di diritto alla sicurezza sociale, al lavoro e al riposo, all’istruzione e alla partecipazione sociale. La Dichiarazione fu concepita come parte di una futura carta internazionale dei diritti e la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani propose di incorporarne i principi in trattati internazionali vincolanti per gli stati membri. L’Assemblea generale promosse nel 1955 due patti sui diritti umani, uno in materia civile e politica e un altro in ambito economico e sociale, ratificati dagli Stati con molti indugi ed entrati in vigore solo nel 1976. La celebrazione di questo evento fondamentale nella storia della comunità internazionale deve essere l’occasione per stimolare una riflessione approfondita ed un esame dello stato attuale della promozione e della protezione dei diritti umani nel mondo, per favorire ulteriori progressi nel riconoscimento e nella tutela di questi diritti e per intensificare l’informazione e l’educazione in questo campo. Ad “Orchidea” di Maria Antonia Iannantuoni è andato il secondo posto, Sezione Narrativa, del Premio Letterario Letizia Isaia. La cerimonia di premiazione della VI edizione si è svolta il 27 ottobre scorso a Napoli a Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. VIENI IN LIBRERIA Inizia la stagione delle Promozioni Una montagn di tascabili con tanti sconti! INFO: Librerie GUIDA 081.5560170 – 081.446377 “ Il modo migliore per predire il futuro è inventarlo Alan Kay “ Il Premio Sele d’Oro, sezione Saggi, è andato quest’anno a Mario Del Treppo per “Storiografia nel Mezzogiorno” (Guida Editori). Nato in Istria a Pola, Mario Del Treppo è stato professore ordinario di Storia medioevale dal 1968. Fa parte di istituzioni culturali come l’Accademia Nazionale dei Lincei, la Real Academia de Buenas Letras de Barcelona, la Società Nazionale di Scienze Lettere e Arti e l’Accademia Pontaniana di Napoli. Fa parte del Comitato scientifico dell’Istituto Internazionale di Storia economica “Francesco Datini” di Prato. La giuria della XXIV edizione del Premio Sele d’Oro, svoltasi a Oliveto Citra, in provincia di Salerno, ha deciso di premiarlo per il volume “Storiografia nel Mezzogiorno”, pubblicato a coronamento di una prestigiosa attività scientifica ed accademica. Il libro raccoglie profili di storici di varie generazioni, che con spirito diverso hanno operato nel Mezzogiorno. ottobre-dicembre 2008 Sei alla ricerca di un libro introvabile Noi possiamo provare a procurartelo INFO: Librerie GUIDA081.5560170 – 081.446377 GAL 10-12 2008 mary.qxp 14 26-11-2008 15:11 Pagina 14 ottobre-dicembre 2008 GUIDA AI LIBRI “Fisiopatologia della Insufficienza Cardiaca”: esce il libro di Mario Condorelli e Mario Petretta posizione delle fibre, del metabolismo e della vasculatura dei muscoli scheletrici in questa condizione morbosa svolgono una parte importante nel determinare l’intolleranza all’esercizio e la stanchezza, sintomi caratteristici, anche se non specifici, L’insufficienza cardiaca ha da sempre affascinato della disfunzione il medico e il ricercatore. Attraverso i millenni, Ippo- grave del ventricolo crate, Galeno, Harvey, Starling, Osler e altri hanno sinistro, che comdescritto i quadri nosografici di tale sindrome e han- promettono severano contribuito a chiarire molti dei principali mecca- mente la qualità di nismi che ne sono alla base. In modo apparente para- vita del paziente con insufficienza cardiaca cronica. dossale, tuttavia, nonostante i progressi nelle conoAlla fine della trattazione dei complessi e numescenze scientifiche e nelle tecnologie utilizzate nella rosi meccanismi che stanno alla base di una entità diagnosi e nella cura delle malattie cardiache, la pre- multietiologica e multipatogenetica come l’insuffivalenza, l’incidenza e la mortalità per insufficienza cienza cardiaca viene affrontato l’interrogativo se lo cardiaca sono tutte in ascesa. Qualunque sia l’etiopa- stadio sintomatico della malattia sia espressione del togenesi della insufficienza cardiaca con quadro cli- danno strutturale e funzionale del miocardio direttanico di scompenso cardiaco congestimente dovuto agli agenti etiologici e zio, la sua terapia è massimamente di quello generato dai meccanismi rivolta alla correzione dei sintomi e L’opera ha il pre- cronici, inizialmente “adattativi” sucdei segni clinici della malattia. Ciò gio di far compren- cessivamente “maladattativi”, che deve spingere a riconsiderare l’apsvolgono un ruolo importante nel coproccio a tale tipo di patologia ed in dere i meccanismi siddetto “rimodellamento” del cuore, particolare a esplorare i meccanismi oppure anche della depressione della molecolari e fisiopatologici dell’in- grazie ai quali i forza contrattile generata dai meccasufficienza cardiaca, allo scopo di processi che sotten- nismi di difesa della sopravvivenza meglio interpretare i molteplici e dei cardiomiociti, finalizzati a mantecomplessi aspetti clinici di tale sin- dono la funzione nere ottimale l’economia del costo drome e di perseguire nella ricerca di cardiaca in condi- energetico della contrazione adeguannuove strategie preventive e terapeudo l’attività meccanica alle diminuite tiche, nella prospettiva di ridurre zioni fisiologiche e risorse energetiche. La conseguente l’incidenza e la prevalenza della sinpatologiche posso- riduzione della funzione meccanica drome. dei cardiomiociti determina risparmio Mario Condorelli e Mario Petret- no essere ricondotti di energia metabolica che può essere ta, esponenti della Scuola di Medicicosì ancora sufficiente per le funzioni na Interna dell’Università Federico II o dettati da regole vitali della cellula, anche se ciò comdi Napoli, considerano prioritario ai generali proprie dei porta diminuzione della gittata sistofini di tale prospettiva l’approfondilica ventricolare e della portata carmento dei numerosi aspetti rilevanti sistemi complessi diaca fin sotto i livelli necessari per le della Fisiopatologia della Insuffiesigenze metaboliche dell’intero orcienza Cardiaca. È proprio questo è il adattativi ganismo. Tale fenomeno, che, come titolo del nuovo volume che Mario sopra ricordato, viene definito detto Condorelli e Mario Petretta si accingono a pubblica- anche “autopreservazione”, può essere visto come il re con Guida Editore. Tale opera segue il volume principale meccanismo per mantenere la sopravvi“L’insufficienza cardiaca congestizia acuta” di Mario venza dei cardiomiociti che si trovano in limiti riCondorelli che, partendo dalle intuizioni del prof. stretti di produzione di energia metabolica. Luigi Condorelli, analizza le componenti patogenetiche dell’insufficienza ventricolare acuta alla luce delle attuali conoscenze, e quello di Mario Condorelli e Mario Petretta sulle basi strutturali, i meccanismi biochimici e molecolari dello scompenso cardiaco intitolato “L’Insufficienza Cardiaca - Dai meccanismi biochimici e molecolari alla clinica”. Il nuovo volume “Fisiopatologia della Insufficienza Cardiaca”, oltre ad affrontare aspetti centrali di tale sindrome, quali le problematiche del rimodellamento strutturale del cuore ed in particolare della sua matrice extracellulare, esamina ampiamente le importanti reciproche interazioni tra cuore e altri organi vitali, in particolare il rene, il fegato e il cervello. Viene anche approfonCodesta problematica non ha un interesse meradita la fisiopatologia del muscolo scheletrico nella in- mente teorico, ma presenta anche importanti implicasufficienza cardiaca congestizia: il muscolo scheletri- zioni di ordine terapeutico, essendo le modificazioni funzionali “controregolatorie” finalizzate all’autopreservazione della sopravvivenza dei cardiomiociti verosimilmente in parte o totalmente regredibili con la soppressione dei fattori etiopatogenetici primari. Tale ipotesi sembra corroborata dalla ripresa della attività meccanica del miocardio vitale ma “ibernato” dopo intervento di rivascolarizzazione miocardica prima che il danno funzionale e strutturale del miocardio ischemico diventi irreversibile. L’opera ha il pregio del tutto peculiare di analizzare e di far comprendere i meccanismi grazie ai quali i processi che sottendono la funzione cardiaca in condizioni fisiologiche e patologiche possono essere ricondotti o dettati da regole generali proprie dei sistemi complessi adattativi. co, infatti, è un importante determinante della capacità funzionale dei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia e le alterazioni della massa, della com- Anniversari scomodi o dimenticati Finisce l’anno di Pavese, Vittorini, Landolfi, Sinisgalli… troppa grazia! Per non parlare dello storico della letteratura Carlo Dionisotti. Hanno avuto il torto di nascere tutti insieme, un secolo fa, e non potevano sperare di essere tutti ricordati con uguale attenzione. Come infatti è stato. È forse colpa dell’apatia generale per certi “classici” (e lo sono tutti e quattro - anche il vecchio Orazio sarebbe d’accordo: quando passa un secolo e si è nella memoria collettiva si ha diritto ad essere definito “classico”…); più probabilmente è colpa della generale ignoranza che strisciando e strisciando sempre più va permeando gli ambienti scolastici nei quali appunto i classici dovrebbero essere di casa. Fatto sta che non molto si è parlato, poco si è ricordato, non sempre bene e a volte per nulla… Così va il mondo delle patrie lettere, mentre imperversano i concorsi letterari che servono ormai soltanto a fare spettacolo e pettegolezzo. Ci va a nozze uno come Arbasino, che coglie l’occasione per stigmatizzare come a S. Stefano Belbo (il paese in cui nacque Pavese) e nelle Langhe “piene di villette e automobili - e non più di biciclette e birocci”, venga organizzato un Festival col motto “Passeggiando per Pavese”, con tanto di “Pavesedanza, in concert, diVino millesimato, fra un Pavesino e un Einaudino e bonetti e bazzotti e bicerìn…” A parte lo stile usualmente caustico del ben noto testimone intellettuale del nostro degrado culturale, non si può che condividere: troppo spesso l’occasione fa l’uomo ladro (senza cattiveria, si sa). I festeggiamenti per questo e quello vengono confusi con la festa di tizio e caio che li organizzano (e che trovano i soldi giusti). Il versante “alto” di certe manifestazioni, i contributi critici dei professori e dei conoscitori passano (e restano) in secondo piano. Allora forse meglio così. Se il povero Sinisgalli, che peraltro fu uno dei più significativi esempi della nostra poesia maggiore, continua a non godere della fortuna che non ebbe, pazienza. Ci accontenteremo delle solite iniziative isolate dei benemeriti operatori di periferia (a Sinisgalli per esempio dedica un convegno e un volume commemorativo il sodalizio culturale “Paideia” di Cassino). Sul versante editoriale, vanno maluccio le cose per Sinisgalli, che non si ristampa da diversi anni; di Landolfi negli ultimi tempi sono più note le vicende legali che hanno interessato gli eredi. Un po’ meglio vanno gli “affari” per Vittorini, ristampato da Rizzoli in bella veste illustrata: Conversazione in Sicilia (p. 233 25) e ancor più per Pavese, che, malgrado sia finita l’infatuazione esplosa qualche decennio fa, ancora “tira”. Con “La Stampa” escono tutti i romanzi e i racconti in sei volumi economici. Einaudi pubblica le “Lettere editoriali 1940-1950” col titolo Officina Einaudi (p. 431 22), un interessantissimo spaccato sul mondo culturale di metà Novecento. E naturalmente c’è un audiolibro: Il Narratore fa uscire Notte di festa ( 16). Lorenzo Mondo infine propone Quell’antico ragazzo. Vita di Cesare Pavese (BUR p. 237 8,60). Quando qualche anno fa si ristamparono le Poesie di Alfonso Gatto, si auspicò una ugual fortuna per le opere di De Libero e Si- nisgalli, altri due meridionali ingiustamente trascurati. Vana illusoria attesa: forse bisognerà attendere ancora o rassegnarsi. E chi sa se l’anno prossimo troverà ddegna eco il centenario di Bernari... un altro napoletano scomodo! Ci vuole fortuna anche dopo morti, è proprio vero. E sempre che non si incappi nelle ormai di moda cancellazioni di memoria storica a danno di questo o quello. Leggere i classici, suggeriva Calvino, è utile e consigliabile non solo agli studenti ma pure agli studiosi. Rileggere certi classici magari con la scusa della ricorrenza, non farebbe male ad alcuno. Ad di là della facile estemporaneità di autori che oggi vendono migliaia e migliaia di copie, riandare alla pagina forte e bruciante di Pa- vese e Vittorini, al caustico sorriso di Landolfi, alla sapida eleganza di Sinisgalli è un sollievo dell’animo. Giuseppe Napolitano GAL 10-12 2008 mary.qxp 26-11-2008 15:11 Pagina 15 GUIDA AI LIBRI La musica di Giacomo Puccini da Lucca a Kuala Lumpur Che nella città natale siano in programma concerDunque, a Kuala Lumpur, la modernissima capiti, recital, selezioni di opere, mostre e un Festival per- tale della Malesia, il Female Vocal Ensemble compomanente – “Puccini e la sua Lucca” – per celebrare il sto di otto elementi, e le giovanissime soprano Li 150esimo anniversario della nascita del grande com- Hong e Vivian Li, cinesi, Tan Khar Gee (perfezionapositore, è circostanza assolutamente ovvia. Meno tasi in Italia sotto la guida del Maestro Pier Ferdiovvio, anzi alquanto singolare, è il fatto che nell’am- nando Ferraro) e Ang Mei Foong (ch’è stata allieva bito del medesimo Festival sia prevista la ‘rilettura in al Conservatorio di Santa Cecilia, in Roma) malesi, chiave jazz’ di arie del Maestro, accompagnata da accompagnate al piano e dirette dal Maestro Kokun’audace perforTing Chong, si sono rimance: “Puccini, trovate alla “Kuala Cole Porter e George Lumpur & Selangor Gershwin: melodie Chinese Assembly da due mondi”. Hall”, con un ricco A quest’ultimo riprogramma pucciniaguardo, bisogna dino, comprendente arie re, sia pure fuggee brani da Madama volmente, che se Butterfly, Le Villi, La l’accostamento di Bohéme, Tosca, MaGershwin a Puccini non Lescaut, Turandot, in qualche pur limiGianni Schicchi, La tata misura è accetRondine e Suor Angetabile, giacché l’elica. clettismo del musiciParticolare attensta di Brooklyn (sozione ha suscitato l’inno in lui evidenti gli gegnoso sperimentaliechi di Rachmanismo del Maestro Koknov, Stravinski, RaTing, che con notevole Lucca, monumento a Giacomo Puccini e, sotto, la casa dell’artista vel, Poulenc, Ciaiperizia pianistica ha dakovski, Schönberg, to un’interpretazione indubbiamente originale delle perfino Schubert) si pagine di Puccini; mentre con esiti diversi si sono esiinserisce con elebite le quattro giovani cantanti. Così, per esempio, menti di originalità Ang Mei Foong, ha cantato con voce morbida e venella storia del melolata, non priva però d’un soffio di sensualità coloridramma non soltanto stica, nel celeberrimo “Un bel di vedremo” dalla Butamericano ma anche terfly; Vivian Li ha affrontato l’impegnativo “Quaneuropeo - si pensi, do men vo” dalla Boheme con un tono paganeggianper esempio, a Rhapte e insieme armonico nella persistenza tonale; Tan sody in Blue ed a Khar Gee, in “Signore ascolta” da Turandot ha maniPorgy and Bess - non festato schietto e delizioso nitore formale; e, infine, altrettanto spiegabile, Li Hong è risultata felicemente espressiva, nel noanzi arbitrario, appastalgico abbandono di “Vissi d’arte, vissi d’amore” re il raffronto con da Tosca. Cole Porter, modesto Alla fine del autore di motivi concerto, conorecchiabili, sia pure vinti, insistiti premiati dal successo internazionale, e di null’altro. applausi per tutAncora meno ovvio, poi, è che al capo opposto ti dal pubblico dell’Europa, nel cuore dell’Asia, sia stato fatto un entusiasta, ed grande sforzo per realizzare un concerto commemo- evidente il comrativo del grande operista toscano. Non che la musi- piacimento degli ca di Puccini non avesse già in precedenza raggiunto Italiani residenti il pubblico asiatico; ma, nell’occasione specifica, so- in Malesia, orno la complessità del programma e le difficoltà della gogliosi del loro sua realizzazione (ottenuta per l’impegno congiunto grande compadel pianista malese Maestro Kok-Ting Chong, fonda- triota. tore e animatore della Artists Platform, e della reTeresa sponsabile dell’Ufficio culturale della missione diDe Juliis plomatica italiana, prof. Rita Ruggeri, dietro impulso entusiasta dell’Ambasciatore Alessandro Busacca) a suscitare interesse. GUIDA: GLI OMAGGI CONTINUANO CON EASY WIN Easy Win offre ai clienti delle Librerie Guida un’imperdibile opportunità: la possibilità di vincere premi esclusivi nei punti vendita diretti e in quelli in franchising. Easy Win è dunque uno strumento innovativo di fidelity che permette di rafforzare i rapporti con i propri clienti offrendo loro dei bellissimi regali inseriti in un esclusivo Catalogo Premi. ottobre-dicembre 2008 BREVI 15 LETTURE di Antonio Spagnuolo Matteo Fantuzzi Kobarid Raffaelli Editore, p. 72 10 I frantumi perfetti sono qui un labirinto ininterrotto, una elegia ingorda che offre slanci personali, in un sublime innamoramento del silenzio, semovente, e pronto ad accogliere il grido o la stridulità del graffio per tutte queste figure che cercano il soffice incantamento della poesia. Giacomo Leronni Polvere del bene Manni, p. 104 12 Da preciso indagatore delle incerte occasioni del fare poesia, Gilberto Finzi scrive nella sua postfazione: “sono poesie piuttosto fuori dell’ordinario: Fantuzzi (ed è una importante scoperta, se non proprio una novità) individua e segue, poesia dopo poesia, dei personaggi, uomini e donne, ragazzi e ragazze senza qualità, maschere dell’esistenza, esseri più o meno scombinati, sfigurati dalle vicende, tormentati a volte dalla violenza dei fatti che raccontano”. Continuo riecheggiare di brevi stralci di vita che strappano il generoso avvolgersi intorno al verso, quasi sempre diversificato nel ritmo e nella variabilità verbale. Dal pacato margine che scolpisce la figura che muove e determina la narrazione all’improvviso accendersi di uno sguardo volutamente furtivo: “Mi mostri il corpo, allunghi una pastiglia/dici così c’è meno tempo refrattario sorridi/e mi seduci tra telecamere e tecnici di studio/mentendo, sapendo di mentire:/urli di un piacere che non provi/mostri il tuo fiore come la cosa più preziosa/il tempo di convincermi ad entrare/di fare il mio dovere” (p. 47). Persone irrequiete che trasferiscono altrove il proprio contorcersi per poter tentare ogni coinvolgimento, per descrivere e rapportarsi allo stesso tempo in una immaginaria colorazione del vissuto, tracciando esiti della quotidianità per confermare una malcelata passionalità, che appare irrinunciabile. “Ogni anno almeno un giorno/lo passo a Cesenatico d’inverno/per vedere la battigia vuota/le assi per coprire i bagni/in pezzi di lamiera arrugginiti/le farmacie con la saracinesca/in basso, le vetrine senza manichini./È questa la mia stanza/quando manchi, sei al lavoro/o esci coi tuoi amici, sei lontana,/non è possibile vederti” (p. 37). Le coincidenze cercano una possibile analisi al di là delle incombenze imposte dalla pertinenza: le vibrazioni dei sentimenti aderiscono quasi sempre alla scelta della parola, alla sonorità ritmica, che è presente in ogni pagina, con una sua sobria esperienza di scrittura, sconvolgendo definizioni per far si che la poesia rimanga senza mai indugiare in decifrazioni di linguaggi o convulsioni inattese. “Fingo d’essere un terrorista due volte ogni anno,/minaccio l’autista con il tagliaunghie,/gli dico di portarmi in Piazza dei Servi:/lui ormai mi a presente (è lo stesso da anni)/in fretta mi lascia nel luogo richiesto,/chiede scusa alla gente sul mezzo/e riparte. Ridendo” (p. 14). “Fate piano/cos’è questo frastuono d’idee/che s’insinua nelle pieghe/già ammansite del corpo,/cos’è questo insistere vano/e a che giova se il tempo/non ascolta alcuna voce/che lo commuova?” (p. 23). Sobbalzi e ammiccamenti, slittamenti di frasi, nella ricerca meticolosa della parola, fra la riserva di qualche affermazione che potrebbe mostrare l’originale capacità di mettere in versi esperienze ed affetti e la ricchezza che traspare nelle accettazioni inconfessate della riserva. L’impatto tra il racconto di un vissuto, piuttosto ordinario e straordinario insieme, e la illusione di una fantasmagorica percezione della poesia sono qui la dimensione autobiografica, intensa di dettagli e di partiture come il sussurro che: “Scrivi, cingi il giorno con frasi/di buio. Un Dio impettito/accorpa sillaba a sillaba:/scrivi il brivido, la bellezza, scegli/la riva, scendi in acque di stoltezza/,di paura. Assumi l’anestetico/abbandonati alla corrente:/scrivi almeno tu, frenetico/la mirabile vita assente” (p. 40). Questa è l’opera prima di Giacomo Leronni (1963), ma già essa è prova di acquistata maturità espressiva, senza eccezioni o contaminazioni che potrebbero sminuirla. Il suo discreto offrire si consuma lentamente in una strana solitudine che chiede di allontanare ansie, illusioni, contorsioni esistenziali, sbandamenti temporali, per sopravvivere in un rapporto indefinito e indefinibile con la immagine della filosofia e con la impalpabile presenza di una fede, ben celata nel verso. “I regni paralleli dell’angoscia/e della foga, la parola/sovraccarica, il silenzio/il martellare contiguo dell’afa/e del freddo. S’interpongono corpi/nebbia che la luce puntella/di figure tormentate” (p. 84). La tensione riporta ad emozioni nelle quali il dirompere del pensiero audace pulsa in attese non riconoscibili, ma adagiate alla metafora, la quale rende la scrittura proiettata luminosamente da un passato incancellabile ad un futuro sospeso e temuto insieme. Particolare il linguaggio di questo poeta, un tracciato dal fascino sostenuto tra gli anfratti della finzione scenica e la sorpresa della ricerca linguistica. GAL 10-12 2008 mary.qxp 16 26-11-2008 15:13 Pagina 16 GUIDA AI LIBRI ottobre-dicembre 2008 IL BOOK MEDIA STORE DEL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI DI ROMA Apre il Bookàbar dall’insolito design La recente apertura del Bookàbar al Palazzo delle Esposizioni di Roma ha permesso un arricchimento della varietà dell’offerta al pubblico grazie ad un miglioramento delle strutture espositive, facendo di questo spazio commerciale un vero e proprio polo di attrazione per i visitatori. L’attività di book media store rende migliore la qualità complessiva della visita al Palazzo delle Esposizioni, considerandola come la risposta ad un’esigenza di soddisfazione personale del visitatore e dell’acquirente di passaggio, offrendo la possibilità di acquisto di oggettistica e editoria di qualità. I nuovi spazi coniugano l’aspetto scenografico dell’arte e del design a quello più concreto dell’attività di vendita. L’allestimento si propone di creare delle aree dinamiche in continua evoluzione, perfette anche come sede e scenario di eventi culturali. L’ingresso dei locali rivela immediatamente lo stile asciutto scelto per gli arredi, luminoso ed essenziale, declinato nelle tonalità del bianco. Il grande book media store è articolato in più isole tematiche: una sezione dedicata ai prodotti editoriali, una zona multimedia, un’area lifestyle e merchandising con Bookabar è un punto di riferimento a Roma per gli appassionati del design: l’area dedicata ospita un’ampia selezione di accessori e oggetti che, esposti come opere d’arte, subiscono una rotazione continua secondo un concetto di store innovativo. I prodotti dedicati al mondo dell’arte, del design, della grafica, del modernariato, affiancano le linee appositamente progettate e realizzate per il Palazzo nonché il merchandising legato alla programmazione delle mostre. “Gli spazi della libreria, di cui ricordo l’ingresso indipendente di via Milano 15/17, rivelano immediatamente lo stile luminoso ed essenziale degli ambienti – spiega Raffaele Por- ascoltare una selezione di brani musicali”. Non va dimenticato che sono previsti alcuni servizi accessori alla vendita tra cui: desk di informazione e orientamento al pubblico, desk di informazione sulle attività e la programmazione culturale a Roma, servizio di consegna a domicilio e spedizione dei libri e degli oggetti, reperimento di titoli o di particolari oggetti di design attraverso una ricerca in rete, sconti e agevolazioni sui servizi di caffetteria e book media store attraverso l’attivazione di una card. Il servizio potrà essere integrato con le attività espositive del Palazzo, distribuzione gratuita di un catalogo delle linee di prodotto del Pa- lazzo, attivazione di un sistema di acquisto on line, liste regalo in occasione di nozze, feste di laurea, compleanni, esigenze aziendali, buoni regalo, servizio gratuito Wifi. accesso indipendente da Via Milano 15/17 e dalle sale delle mostre celli, amministratore delegato di Gebart-Gestione servizi beni culturali – che coniugano la varietà dell’assortimento con l’aspetto scenografico dove organizzare anche eventi culturali. È opportuno inoltre far cenno all’attigua caffetteria, dove è possibile mangiare visionando oggetti di design e 750 gli iscritti alla manifestazione, 90 quelli che hanno portato a termine la gara Si è conclusa la Caccia al Tesoro nelle librerie, il grande gioco collettivo organizzato dall’Ali, l’Associazione Librai Italiani di Confcommercio, lo scorso 25 ottobre, nell’ambito della terza edizione di “Ottobre piovono libri” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Tra i circa 750 gli iscritti alla competizione, sono stati 500 i partecipanti di cui solo 90 hanno concluso la gara. Nessuno ha ottenuto il punteggio pieno, pari a 60 risposte esatte su 60 domande. Il risultato migliore a Palermo, dove una concorrente ha indovinato 59 domande. Il punteggio medio emerso tra le 50 librerie delle 15 città italiane che hanno ospitato la caccia è stato pari a 48 risposte esatte. Riconoscendo lo sforzo e la passione per i libri dimostrata dai concorrenti, in deroga al regolamento che prevedeva l’assegnazione di 100 libri soltanto a chi avesse risposto bene a tutte e 60 le domande, l’Ali ha deciso di premiare i primi tre classificati di ogni città, regalando 50 libri al primo, 30 al secondo e 20 al terzo. A chi ha concluso la caccia sarà, comunque, dato in omaggio un libro e il Calendario 2009 “Le fate sapienti 7” edito dall’Ali–Confcommercio. In attesa di essere contattati dall’Ali e di recarsi nelle librerie per ritirare i premi, i concorrenti possono verificare domande e risposte sul sito www.aliass.org. Vuoi essere anche tu Socio sostenitore? LIBRERIA BOOKÀBAR Palazzo delle Esposizioni 00184 ROMA tel.: 06. 48 91 33 61 [email protected] le proposte di oggetti culto dei maggiori designer. La sezione video offre un’ampia scelta di film, con una particolare attenzione per le pellicole d’autore. Completa l’offerta al pubblico una accurata scelta di CD musicali e una selezione di 33 giri in vinile e picture disc. Associazione Librai Italiani: conclusa la Caccia al tesoro in cinquanta librerie Con la tessera di Socio avrai diritto a: Il libro su cui fu vergata l’intera scienza libraria invocava soccorso per non essere roso dal topo. E il topo se la rise. Leon Battista Alberti • essere informato su tutte le nostre manifestazioni culturali • uno sconto del 15% sugli acquisti nelle librerie del Gruppo Guida • usufruire di sconti nei negozi convenzionati • pubblicare un intervento mensile su Guida ai libri A versamento avvenuto l’Associazione rilascia una ricevuta fiscale il cui importo potrà essere dedotto dal reddito Per informazioni rivolgersi alla Segreteria organizzativa: NAPOLI via Port’Alba, 19 tel. 081.290768/ 081.444309 fax 081.299744