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27-11-2008
Euro 1,00
17:38
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MENSILE · ANNO XVI, N. 10-12/2008 · SPED. IN ABB. POST. 45% Art. 2 comma 20/b L. 662/96 Filiale di Napoli
PARTE LA SETTIMA EDIZIONE DELLA FIERA DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA:
400 CASE EDITRICI, 200 INCONTRI, ANTEPRIME, OSPITI INTERNAZIONALI
Esplorazione, la parola magica
di “Più Libri più Liberi”
Divenuto un appuntamento fisso
per lettori e addetti al settore, torna al Palazzo dei Congressi di
Roma, dal 5 all’8 dicembre
2008, Più libri più liberi, la Fiera
della piccola e media editoria organizzata dall’AIE (Associazione
Italiana Editori) giunta alla settima edizione. Guardando al panorama editoriale italiano senza mai
perdere di vista l’editoria internazionale, quest’anno la Fiera diventa anche una vetrina per la letteratura latino americana, grazie all’importante collaborazione con
l’Istituto Italo-Latino Americano:
gli appuntamenti con America
Latina Tierra de Libros. Dal
realismo magico al mondo globale offriranno agli editori, italiani e sudamericani, l’opportunità di
confrontarsi, e ai curiosi la possibilità di conoscere un universo letterario non ancora abbastanza
esplorato.
Proprio perché “esplorazione” è
una parola magica per Più libri più
liberi, quest’anno il tradizionale
Spazio Blog propone un’incursione nella sperimentazione letteraria
e didattica di Second Life, oltre a
un intero programma sulle nuove
tecnologie curato da Più Blog.
Due interessanti novità, quindi,
volgono autori, studiosi, giornalisti, personaggi della politica e dello spettacolo. Tra gli ospiti dell’edizione 2008: Pupi Avati, Andrea
Camilleri, Massimo Carlotto,
Giulietto Chiesa, Ugo Gregoretti, Tullio Kezich, Lia Levi, Carlo
Lucarelli, Dacia Maraini, Valerio Mastandrea, Gianni Minà,
Enrico Montesano, Rocco Papaleo, Walter Pedullà, Sandro Portelli, Toni Servillo, Giuliana
Sgrena, Maria Luisa Spaziani,
Lee Stringer… solo per citarne
alcuni.
Il visitatore, nel labirinto delle
che vanno a sommarsi con i già proposte della Fiera, potrà sceglieimportanti numeri di Più libri più re di seguire uno dei percorsi culliberi: con oltre 400 espositori, turali proposti (dalla cronaca al
50mila visitatori e 70mila titoli giallo, dalla poesia alla narrativa,
venduti nella scorsa edizione, la dal cinema al teatro) sulle orme
Fiera si propone come luogo rea- degli scrittori più amati (da Malerle e virtuale di confronto e dialo- ba a Moravia, da Siciliano a Lucago tra autori e pubblico, un vero e relli) o sulle impronte ancora leggere degli
a u t o r i
emergenti.
Oppure curiosare nei
percorsi
professionali destinati (non
solo) agli
addetti ai
lavori
Diego Guida sarà relatore all’inIl alto, il Palazzo dei Congressi a Roma; sopra,
contro “Il
alcuni stand e, sotto, un'immagine della conferenza
ruolo
dell’ingrosso
nello
stampa di presentazione della Fiera
sviluppo della piccola
proprio polo culturale capace di editoria” (sabato 6 dicembre ore
promuovere l’attività degli editori 15.30 Sala Smareldo) - partecie offrire a migliaia di lettori un pa- pando ai dibattiti su, lettura, distrinorama completo. Per queste ra- buzione e nuove tecnologie, arricgioni, Più libri più chiti dalla presentazione delle riliberi si conferma cerche condotte dall’Osservatorio
nell’élite degli ap- permanente europeo sulla lettura.
puntamenti italiani A completare l’offerta due appundedicati al libro ed il tamenti tradizionali, quelli con lo
più
importante Spazio ragazzi in collaborazione
evento editoriale del con le Biblioteche di Roma, e con
centro sud del Pae- il Caffè Letterario, luogo d’incontro con i protagonisti del libro.
se.
A rendere la Fiera E un appuntamento tutto nuovo: il
un evento vivo e Fellowship Program, iniziativa
pulsante, in grado di realizzata dall’AIE in collaboracreare una connes- zione con l’ICE (Istituto per il
sione autentica tra editori, autori e Commercio Estero) e la Camera di
pubblico, contribuiscono gli oltre Commercio di Roma, grazie alla
200 appuntamenti tra incontri, quale gli editori internazionali
presentazioni e dibattiti che coin- avranno la possibilità di visitare le
(segue a pag. 2)
GUIDA è allo stand E07
È dedicato al lettore lo spettacolo Lo Specchio di Borges
che Massimiliano Finazzer Flory propone in appendice a
Più libri più liberi, venerdì 12 dicembre ore 20 al Tempio
di Adriano (Piazza di Pietra, Roma) in una serata di parole, musica e, soprattutto, passione per i libri.
Editoria:
a Salerno nuovo
Corso di laurea
Le lezioni sono già iniziate per gli
studenti del primo anno del Corso
di laurea in Editoria e Pubblicistica dell’Università degli Studi di
Salerno. Si tratta dei primi discenti di una laurea triennale di nuova
istituzione. Il Corso in Editoria attivato quest’anno a Fisciano è infatti il primo – se non tra i primissimi – in Italia (nel Sud è
di certo l’unico) organizzato
come
laurea triennale. L’idea, a
cui lavorava
da tempo, è
di Antonio
Pietropaoli,
presidente del
Consiglio di
Area Didattica “Discipline letterarie e
dei beni culturali” dell’Università di Salerno,
il quale propone in tal modo la
formazione di operatori culturali
immediatamente impiegabili a vari livelli nei settori, in primo luogo, dell’editoria, sia cartacea che
digitale, con il ruolo di redattore
editoriale (nella varia gamma delle sue funzioni); ma poi anche nel
campo del giornalismo e della comunicazione, divulgazione e promozione di eventi culturali, nonché nella gestione di beni e prodotti culturali, sia in ambito pubblico che privato (editoria, agenzie letterarie, giornalismo, radiotelevisione, enti e istituti di cultura pubblici e privati, etc.). Il corso, inoltre, prepara alle professio-
ni di scrittori; consulenti di case
editrici e società informatiche che
operano nel settore della tutela,
divulgazione e promozione dei
prodotti culturali; tecnici della
distribuzione commerciale; tecnici dei servizi ricreativi e culturali
e simili.
Alla fine del triennio lo studente
Un’aula dell’Università di Salerno
acquisisce una figura professionale con conoscenze teoriche e pratiche negli ambiti attinenti agli
studi linguistici e letterari, storici,
geografici e artistici dell’età soprattutto contemporanea. Tuttavia
il Corso (info su www.letterefilosofia.unisa.it) mira ad obiettivi
più specifici e professionalizzanti,
e perciò prevede un tracciato formativo particolare, finalizzato alla
formazione di operatori culturali
nei settori della editoria (anche
multimediale), del giornalismo,
della comunicazione e della organizzazione, divulgazione e promozione della cultura.
Mary Attento
(continua a pag. 5)
Legge per il libro
anche in Campania
Il Lazio è la prima regione ad approvarla
“Leggere molto è uno dei cammini che conducono all’originalità; uno è
tanto più originale e peculiare quanto più conosce ciò che gli altri hanno detto”. Se ci soffermiamo sulle parole di Miguel de Unamuno forse capiamo quanto è importante promuovere e sostenere l’editoria libraria regionale con interventi in favore dell’innovazione tecnologica
delle imprese, ma soprattutto attraverso il riconoscimento della funzione sociale del libro. Di legge sul libro si parla da decenni nel nostro Paese e non si sa bene quando mai l’Italia potrà disporre di una legge organica per il settore. Nel frattempo le diverse Regioni hanno individualmente variato delle normative diverse in materia di editoria il cui
tratto comune era quello di considerare il libro e le case editrici all’interno degli interventi relativi al più ampio mondo dell’editoria locale
quotidiana o periodica.... con gli effetti e le conseguenze facili da immaginare.
(a pag. 2)
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GUIDA AI LIBRI
ottobre-dicembre 2008
(da pag. 1)
LA REGIONE LAZIO HA DATO DI RECENTE UN RICONOSCIMENTO NORMATIVO ALLA CENTRALITÀ DELLA LETTURA PER LO SVILUPPO CULTURALE
Una Legge per il libro anche in Campania
In Campania è attualmente in discussione presso la
Giunta Regionale, e poi in Consiglio per l’approvazione definitiva, il Disegno di legge – che abroga la
legge regionale 27 aprile 1990, n. 30 – “Promozione
e sostegno dell’editoria libraria regionale” che, riconoscendo “la pratica della lettura quale strumento insostituibile per la circolazione delle idee, la crescita
sociale e culturale dei cittadini, la crescita di una opinione pubblica democratica e consapevole, la salvaguardia della diversità culturale”, permette alla Regione di attuare i seguenti interventi: erogazione di
contributi; incentivazione alla diffusione del libro;
istituzione del centro di documentazione sull’attività
editoriale e multimediale; realizzazione di uno sportello informativo sulle attività del settore; istituzione del
registro delle imprese editoriali campane; realizzazione
di un portale del libro campano contenente il catalogo e
le novità della produzione
degli editori regionali; acquisto annuale delle novità editoriali; istituzione di premi
per favorire e promuovere i
progetti delle imprese campane operanti nel settore editoriale.
Tra le attività promozionali è prevista la realizzazione di mostre editoriali, fiere, settimane della lettura,
momenti di aggregazione culturale. Nell’ambito delle iniziative di sostegno finalizzate alla promozione
del libro edito in Campania, inoltre, la Regione assegna contributi a favore degli editori campani che partecipano a fiere e mostre, anche itineranti, del libro e
del prodotto multimediale e per la partecipazione promozionale di editori, singoli o associati, a fiere e mo(da pag. 1)
realtà editoriali romane
nei giorni che
precedono la
Fiera (mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre) e avviare
con esse rapporti di collaborazione
durante
la
Fiera stessa.
Più libri più
liberi è organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) con il
sostegno del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali - Direzione
Generale per i beni librari, gli
istituti culturali e il diritto d’autore con il Centro per il libro e la
lettura, dell’Assessorato alle Politiche culturali e della comunicazione del Comune di Roma, della
Provincia di Roma, della Regione
Lazio e della Camera di Commercio di Roma; con il patrocinio
del Ministero dell’Istruzione,
Università e Ricerca e in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, l’azienda dei trasporti capitolina Atac, Radio 3
Fahrenheit, e per il primo anno
con IBS (il principale sito di ecommerce librario che per la prima volta diventa sponsor ufficiale della manifestazione) e in partnership con l’ALI - Associazione
Librai Italiani, l’ICE - Istituto
Nazionale per il Commercio
Estero e l’IILA - Istituto Italo-Latino Americano.
stre regionali, nazionali ed internazionali del libro.
Si auspica che, riguardo alla tipologia delle iniziative
e degli interventi, ci sia l’istituzione, presso l’assessorato competente in materia di cultura, della Consulta regionale del libro; la promozione di una giornata regionale della lettura; l’organizzazione di campagne di comunicazione mirate al libro e alla lettura;
l’attenzione al marketing culturale del territorio, in
particolare con progetti di valorizzazione dei luoghi,
anche attraverso l’attivazione di itinerari o guide letterarie in collaborazione con gli enti locali e i parchi
letterari.
“Si auspica anche una dotazione finanziaria e una
pianificazione delle risorse utili ad incidere concretamente sul territorio, soprattutto alla luce delle riduzioni del budget nazionale”, afferma Diego Guida – consigliere nazionale Aie, gruppo
piccoli editori varia – facendo riferimento alla scure
sulla cultura assestata dalla
recentissima manovra triennale (Dl 112/08), che si connota come vera e propria
dieta dimagrante per alcuni
settori. Tra questi, i Beni
Culturali, e quindi i beni archeologici, architettonici, artistici, etnoantropologici
e librari. L’amministrazione affidata al ministro Sandro Bondi subirà tagli per 355 milioni, concentrati
soprattutto sullo spettacolo ma non solo. Le dotazioni del dicastero passano così da 2 a 1,7 miliardi di euro, per uno sfoltimento che ammonta al 17% del budget complessivo.
Mary Attento
Comunità concreta
7 dicembre ore 10
Sala Ametista
Palazzo dei Congressi Roma
“Comunità concreta” sarà presentato a Roma alla Fiera della piccola e media editoria “Più Libri
più Liberi” domenica 7 dicembre ore 10 nella Sala Ametista del
Palazzo dei Congressi dell’Eur, da
Rosario Amodeo, AD Engineering Ingegneria Informatica Roma, e da Giovanni Maggio, Università di Firenze, alla presenza di
Laura Olivetti, presidente della
Fondazione Adriano Olivetti.
Conclusioni dell’autore Emilio
Renzi, Politecnico di Milano.
Tutti gli aspetti
delle straordinarie
attività
di Adriano Olivetti,
imprenditore
di successo
e promotore della
moderna urbanistica,
della razionalistica
architettura
e del glorioso
industrial design
nell’Italia tra gli anni
Trenta e Sessanta.
La Giunta regionale del Lazio ha
riconosciuto l’insostituibile valore
civile che i libri e la lettura costituiscono per il proprio territorio. E
circa due mesi fa proprio il Lazio
è stata la prima Regione in Italia secondo una nota diffusa dall’Ente - a tradurre in legge questo riconoscimento, approvando una
normativa organica di settore finalizzata a sostenere questa branca
fondamentale del proprio patrimonio culturale. Gli interventi previsti spaziano dal sostegno finanziario all’impresa - attraverso il credito agevolato o i consorzi di scopo – all’ampliamento e alla promozione dei canali distributivi puntando su un rapporto privilegiato tra rete bibliotecaria regiona-
Emilio Renzi
Comunità concreta (le opere e il pensiero di Adriano Olivetti)
prefazione di Giuseppe Galasso
GUIDA Collana “Prima Pagina”
pp. 164 euro 12,00
le ed imprese editoriali del Lazio.
Con la recente approvazione della
legge regionale sul sostegno al libro e alla piccola e media editoria,
la Regione Lazio - seguita da Piemonte e Sardegna - ha dato quindi
un riconoscimento normativo alla
centralità della promozione della
lettura per lo sviluppo culturale.
La Fiera della piccola e media editoria è perciò un’opportunità insostituibile sia per promuovere alcune delle attività della Regione sul
patrimonio librario del territorio,
che per realizzare incontri ed iniziative sul tema dell’editoria e della lettura: al centro ci saranno la
lettura, la nuova normativa regionale, l’organizzazione regionale
delle 251 biblioteche.
Organo dell’Associazione
Alfredo Guida Amici del Libro - Onlus
Anno XVI, numero 10-12/2008
ISBN 88-7188-498-1
Questa monografia porta a sintesi tutti gli aspetti delle straordinarie attività di Adriano Olivetti (1901-1960). Adriano fu imprenditore di successo e promotore della moderna urbanistica, della razionalistica architettura e
del glorioso industrial design nell’Italia
fra gli anni Trenta e Sessanta. Ma fu anche, e invisibilmente, studioso e organizzatore della innovazione industriale, autore di una summa filosofico-politica per
un rinnovamento radicale dell’Italia e
dell’Europa nel dopoguerra, fondatore
del Movimento politico di Comunità e
delle Edizioni di Comunità, sindaco di
Ivrea.
L’opera ne descrive anno dopo anno la
vita tra la formazione, i viaggi di studio,
l’ingresso nell’azienda paterna e lo stile
di direzione, l’antifascismo attivo e le
meditazioni solitarie, i trionfi, le delusioni e le sconfitte, il respiro ideale e le riflessioni.
Il libro, insomma, percorre attraverso la vita e le gesta di un poliedrico
personaggio la fondazione della “prima fabbrica italiana di macchine da
scrivere” e un ritratto e una riflessione sull’industria e la società di ieri
e di oggi.
Emilio Renzi ha studiato filosofia e ha lavorato alla casa editrice il Saggiatore e alla Direzione Relazioni culturali della Olivetti. Attualmente
insegna Semiotica alla Facoltà del Design del Politecnico di Milano/Polo Bovisa. Collabora con la rivista “L’Acropoli”. Ha curato con Massimo Bonfantini Oggetti Novecento (Bergamo 2001) e con Gabriele
Scaramuzza Omaggio a Paci (Milano 2006). È autore di Caro Ricoeurm
mon cher Paci. Dialogo in cinque scene (Milano 2006).
Il libro era presente alla Mostra del centenario “Olivetti 1908-2008, il
progetto industriale”, allestita all’Officina H di Ivrea dal 16 ottobre al 9
novembre per celebrare i cento anni della fondazione della Società Olivetti.
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DIEGO GUIDA
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CASORIA- NAPOLI
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GUIDA AI LIBRI
STATI
GENERALI DELL’EDITORIA:
BONDI
RASSICURA
3
MILIONI AL NUOVO ORGANISMO
Buchmesse, Giro: nel 2009 nasce
il Centro per il libro e la lettura
Partirà concretamente agli inizi
del 2009 il Centro per il libro e la
lettura, con una propria autonomia
e una propria dotazione finanziaria
non inferiore ai tre milioni di euro: lo ha annunciato il Ministro per
i Beni e le Attività culturali Sandro
Bondi in chiusura degli Stati generali dell’editoria, tenutisi l’1 e 2
ottobre a Roma. “Mi impegno a
terminare le procedure per la definitiva costituzione del Centro del
Libro entro la fine dell’anno, affinché questa realtà possa partire
nei primi mesi del 2009. Mi impegno anche a individuarne gli organi, che saranno di livello adeguato
al prestigio di questa istituzione.
Mi adopererò infine a reperire le
necessarie risorse - non meno di 3
milioni di euro annui - sia con fondi ministeriali che con risorse
esterne al Ministero per i Beni e le
Attività culturali”. “Dal precedente Governo – ha spiegato Bondi –
abbiamo ereditato un Centro per il
Libro e la Lettura paralizzato. Il
Centro è una buona iniziativa e in
questo solco ho deciso di proseguire. Di fatto però era paralizzato, poiché mancavano gli atti formali per la sua effettiva costituzione. La Corte dei Conti ha restituito il decreto istitutivo non firmato
per gravi carenze nel provvedimento, pertanto ho dovuto riavviare l’interno iter amministrativo.
Per questo motivo nella manovra
economica della scorsa estate sono
stati cancellati i fondi previsti,
perché non assegnabili a un ente
non ancora perfettamente costituito. Ora ribadisco il mio impegno
affinché il Centro parta dai primi
mesi del prossimo anno”.
“Abbiamo bisogno di chiarezza –
ha concluso il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE),
Federico Motta - Il Ministro ci ha
detto che dobbiamo uscire dalla
logica della burocrazia. Sono
d’accordo: vediamo di fare, è il
momento di rendere tutto concreto. Ci auguriamo davvero che il
Centro del libro sia un istituto autonomo con una visione strategica
di ciò che dovrà e potrà fare. Mi
auguro davvero si possa pensare e
un 2009 con un Centro per il libro
e la lettura operativo”.
“Nei primissimi mesi del 2009 nascerà il Centro per il libro e la lettura”, ha dichiarato pure il sottosegretario ai Beni ed alle Attività
culturali Francesco Giro, all’inaugurazione del Punto Italia alla Fiera internazionale del libro di Francoforte il 15 ottobre scorso. Il decreto istitutivo per il nuovo Centro
per il libro e la lettura è stato predisposto dal Ministero e verrà trasmesso alla Corte dei Conti per la
registrazione. Da quel momento
partirà una grande operazione per
sostenere il libro e la diffusione
della lettura, in stretta collaborazione con tutti i partecipanti della
filiera del libro: editori, librai, biblioteche e i segmenti culturali che
contribuiscono alla diffusione del
mondo del libro come la scuola,
università, ricerca oltre al pianeta
della formazione. Con il Centro
per il libro e la lettura, si legge in
una nota diffusa dal sottosegretario, nasce un metodo nuovo di
promozione del libro fondato su
scelte condivise in grado di unire
competenze, professionalità, esperienze diverse che hanno però un
obiettivo comune e si coglie anche
l’occasione di attuare pienamente
l’art. 117 della Costituzione in cui
è sancita la promozione dei Beni
culturali in capo sia allo Stato che
alle Regioni.
Memoria di due voci libere
Goliarda Sapienza e Fabrizia Ramondino sono state
scrittrici piuttosto scomode, come si diceva una volta, ed anche impegnate, come non si dice più, nel sociale, in prima persona, oltre che con
la propria produzione,
sempre
orientata nel verso
della denuncia e
della testimonianza. Hanno entrambe involontariamente scelto di
morire a Gaeta,
quasi alla stessa
età, quasi a dieci
anni (e a meno di
dieci chilometri) di
distanza. Entrambe
avevano comunque deciso di vivere in questi luoghi,
Goliarda a Gaeta, Fabrizia a Itri, per starsene un po’
fuori ma non troppo lontano dall’ambiente cittadino
di Roma o Napoli.
L’ultima recensione che ha inviato a L’Espresso (la
rivista della quale è stata a lungo critico letterario)
Fabrizia Ramondino l’ha dedicata a un argomento
che le era particolarmente caro, e per il quale si è a
lungo battuta: l’ha scritta infatti per un libro sul Sa-
harawi, Guarda come ti amo, romanzo di Luis Leante che è “una tremenda storia d’amore” sullo sfondo
di “una tremenda vicenda politica”. Una straordinaria
coincidenza: non sapeva che sarebbe stato l’ultimo libro letto, come non sapeva che stava per pubblicare
il suo ultimo romanzo. Il giorno dopo la sua tragica
scomparsa - un malore mentre era sulla spiaggia di
Sant’Agostino - Einaudi ha mandato in libreria il suo
ultimo libro, La via (qui recensito a p. 7), un romanzo alla sua maniera storico e visionario insieme, un
canto al sud sempre amato e difeso anche quando se
ne andò altrove per esigenze di lavoro o semplicemente in cerca di alternative esistenziali.
Quasi contemporaneamente, Einaudi ha pubblicato
anche una nuova edizione de L’arte della gioia,
il capolavoro postumo
di Goliarda Sapienza, un
libro fortemente, volutamente ambiguo (e infatti osannato e contestato
da critici militanti e occasionali), ma di successo - specialmente all’estero. Una accoppiata di
storie del sud diverse ma
entrambe imperdibili.
ottobre-dicembre 2008
3
Il punto
di Giuseppe Napolitano
E SE FOSSE PULCINELLA?
Ammazziamo Pulcinella! è il titolo, un po’ ironico e molto amaro, di un
romanzo pubblicato da Guida l’anno scorso. L’autore, Ottorino Gurgo,
immagina che la vecchia maschera prenda corpo e ne combini di tutti i
colori prima di essere eliminata da un gruppetto di intellettuali volenterosi, convinti che Pulcinella faccia più male che bene a Napoli, alla sua
cultura, alla sua stessa tradizione. La storia peraltro è complessa e trattata come un vero noir (Gurgo è un giornalista e si vede, attento più ai
fatti che alle coloriture narrative), ma è anche ricca di citazioni colte
(Croce, Ortese...), di riferimenti alla storia recente e alla cronaca (“i nostri difetti, i nostri limiti”) fino a
definire un anti assioma: è il concetto stesso di “napoletanità” un
ostacolo (“forse il più grande”) a
liberare Napoli dalla sua “diversità”, che ne arresta “ogni possibilità di decollo”.
Piuttosto paradossale ma si può
condividere la teoria che l’oleografia tradizionale (quella del pino e
del Vesuvio, di Pulcinella e Masaniello, dei lazzari e dei cammorristi - sempre che poi questi esistano
davvero...) abbia disegnato nei secoli un’immagine della città “da
esportazione”, e da commiserare,
non avendo la forza o l’autorità per
indurla al cambiamento.
Basta con le cartoline illustrate!
Non siamo ancora sazi di chiagnere e (farci) fottere?... anche dagli stessi napoletani che fanno da troppo tempo un doppio (o multiplo) gioco...
Il sindaco eduardiano, per capirsi, pure se ne dovrebbe andare. Dovremmo cominciare a fidarci di una autorità degna di questo nome, che
abbia la forza di farsi ascoltare in nome della legge del bene comune.
Sembra facile, altrove è più facile (e il brutto della questione è proprio
dover sempre considerare che c’è un altrove che funziona meglio). Ma
sarà dura farla intendere a chi non ha non diciamo le orecchie ma proprio la capa, la testa per
ascoltare le ovvie ragioni di chi ragiona.
La vicenda tragicomica
della munnezza è stata
anch’essa un simbolo:
“emergenza”, si è detto, ma l’emergenza, per
definizione, non dura
quindici anni... oppure
c’è qualcuno che sta
giocando a dire “al fuoco al fuoco” ma se vede passare il camion
dei pompieri, gli buca
le gomme! Ecco la ragione per cui davvero
si dovrebbe ammazzare Pulcinella, per evitare che dietro la sua maschera (vedi la recensione a Sulla maschera di Pizzorno a p. 8) si nascondano opportunamente le magagne di chi predica bene e razzola male.
Ecco perché c’è chi si diverte a raccogliere le foto “pazze” di una città
che della sua vena di follia ha fatto la fortuna... ma il titolo del libro che
raccoglie queste foto, divertenti senz’altro, ma inquietanti non poco per
la loro “verità” di documento, è un titolo costruito sull’attualità e diventa una denuncia: Spazza napoli (con la S rossa come una pennellata). Gli autori di questo libro (la recensione è a p. 8) vogliono dire che
bisognerebbe spazzare via quella vena di follia e rimboccarsi le maniche per fare pulizia?
Anche questa, come quella di far morire l’influenza cattiva della tradizione, non sarebbe una cattiva idea... e speriamo che non sia una “pazza idea”, come cantavamo una volta.
Saviano forse gode di eccessivo spazio per la sua voce, eccessivo però
perché non trova ascolto la sua voce, che invece dovrebbe essere ascoltata non solo, ma non dovrebbe esserci nemmeno bisogno di ascoltarla
per intervenire direttamente nella questione di cui si lamenta: perché in
Campania, a Napoli, sono troppi coloro che tacciono, si coprono gli occhi, si tappano il naso, si fingono sordi... E approfittano pure della situazione, di uno scandalo che fa campare bene un gruppetto di malviventi e insieme a loro garantisce la sopravvivenza a chi non li disturba.
Da lettore sono certo che o si viene agganciati subito, o mai più,
ed è per questo motivo che molti libri sui miei scaffali sono stati
misteriosamente abbandonati dopo la pagina 20.
J. Le Carrè
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26-11-2008
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ottobre-dicembre 2008
GUIDA AI LIBRI
AL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI NAPOLI DUE MOSTRE DA NON PERDERE
Rauschenberg e Ceal Floyer al MADRE
Al Madre - Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli - nel giorno dell’83° compleanno (22
ottobre), il primo senza l’artista, si è aperta “Robert
Rauschenberg.
Travelling ’70’76”. La mostra, che arriva
in Italia dopo
essere passata
per Porto e Monaco, riguarda
la poco nota
produzione della prima metà
degli anni ’70
ispirata
dai
viaggi e dalle
scoperte di culture lontane. I
nomi di alcune
delle serie di lavori Venetians, Sor Aqua, Early Egyptians richiamano in maniera evidente i luoghi visitati,
ma la serie più sorprendente è quella dei Jammers,
realizzata a seguito di un viaggio in India. Tessuti
morbidamente appesi ai muri formano delicate composizioni di colori vivaci a proposito delle quali Rauschenberg diceva: “Non mi sono mai concesso il lusso di quei bei colori brillanti fino a quando non sono
stato in India e ho visto la gente andare in giro av-
volta in quei colori o trascinarli nel fango. Mi sono
reso conto allora che non sono così artificiali”. L’esposizione, curata da Mirta d’Argenzio, è in corso fino al 19 gennaio 2009.
Inoltre, al Museo Madre dal 29 novembre al 23 febbraio 2009 la prima mostra in un Museo italiano dell’artista inglese ‘Ceal Floyer’, a cura di Mario Codognato. La mostra presenta una selezione di lavori - video, istallazioni e sculture - con una rivisitazione site specific deliberatamente studiata per gli spazi del
Madre. L’esposizione sarà allestita nei nuovi spazi
del secondo piano precedentemente occupati dal
bookshop, ed ora dedicati all’esposizioni temporanee.
(www.museomadre.it)
Mimmo Jodice, Pino Paestum 1985
Si intitola “Les parcours de la mémoire” la mostra di Mimmo Jodice uno dei maggiori fotografi italiani contemporanei - inaugurata il 13 novembre scorso alla Galerie Karsten Greve di Parigi e seguita, il giorno
successivo, da una conversazione fra Jodice e Jean-Luc Monterosso all’Istituto di cultura italiano di Parigi.
L’esposizione è in corso fino al 3 gennaio 2009.
Vorrei citare Fernando Pessoa: ma cosa stavo pensando prima di perdermi a guardare? Questa frase sembra scritta per me e descrive bene il mio atteggiamento ricorrente:
perdermi a guardare, immaginare, inseguire
visioni fuori dalla realtà.
Mimmo Jodice
Il bambino in ospedale
ha diritto anche alla lettura
È statisticamente dimostrato che i ragazzi amano la lettura, in particolare quelli che sono costretti a stare in
ospedale. Ciò probabilmente li aiuta a superare le difficoltà, a distrarsi, a sognare. Perché allora non favorire
l’ingresso dei libri nelle strutture sanitarie (già tre anni fa Guida, con la donazione di un cospicuo numero di
volumi alla Casa di cura “San Michele” di Maddaloni, in provincia di Caserta, la Biblioteca per degenti denominata “Guida per la Salute”, intese promuovere il libro come supporto terapeutico), oltre che promuovere
attività legate al libro negli ospedali? Non a caso la lettura è uno dei diritti (il n. 7: “I bambini e gli adolescenti devono avere quotidianamente possibilità di gioco, ricreazione e studio…”) elencati nella “Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale” stilata dalla Fondazione Abio onlus e presentata il 14 novembre a Roma, in occasione del primo
convegno nazionale Abio: un momento
importante per celebrare il trentennale
del movimento Abio, che ricorre proprio quest’anno.
Il documento è stato presentato lo scorso marzo a Milano e diffuso in questi
mesi presso l’opinione pubblica e gli
ospedali italiani, grazie anche al supporto dei 4.500 volontari Abio per far
conoscere ai genitori e ai bambini i diritti di cui godono durante la permanenza in ospedale.
Durante la tavola rotonda moderata dal
testimone della campagna, il giornalista
e scrittore Beppe Severgnini, rappresentanti delle istituzioni e del mondo
medico si sono confrontati sui risultati
raggiunti in questi primi mesi di diffusione della Carta dei Diritti. Il pomeriggio è stato invece dedicato ad un approfondimento sul percorso svolto fino
ad ora dalla pediatria italiana, alla luce
anche della trentennale presenza dei volontari Abio nelle pediatrie italiane impegnati tra l’altro nella mission di promuovere il benessere del bambino attraverso la conoscenza dei suoi diritti.
Mary Attento
IL 12
DICEMBRE CONVEGNO A
BRUXELLES SUL PROGRAMMA CULTURA
2009 Anno Europeo
della Creatività e Innovazione
Il 12 dicembre si terrà a Bruxelles
il primo Convegno sul Programma
Cultura per presentare i risultati
dei progetti finanziati in passato e
più recentemente (Cultura 2000, e
Culture Programmes). Con questo
evento si intende favorire lo scambio di esperienze e metodi fra gli
operatori culturali. Saranno approfonditi 10 progetti su cinque temi
diversi: la mobilità degli artisti e
delle opere d’arte; l’accesso alla
cultura e il rapporto fra cultura e
istruzione; l’accesso al patrimonio
culturale; il dialogo interculturale
(anno europeo 2008); creatività e
innovazione (anno europeo 2009).
Il Parlamento Europeo ha ratificato la proposta della Commissione
Europea che istituisce il 2009 come “Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione”. Creatività
e innovazione sono concetti chiave per lo sviluppo della competitività in ogni settore e la crescita
personale di ogni individuo, soprattutto dei giovani. Questa iniziativa ha lo scopo di diffondere e
promuovere approcci ed iniziative
creative ed innovative in numerosi rami dell’attività umana, ad
ogni livello. Istruzione e Cultura
avranno un’importanza particolare
all’interno del programma, ma saranno coinvolti altri aspetti come
l’impresa, la società dell’informazione, l’occupazione, le politiche
regionali.
GAL 10-12 2008 mary.qxp
26-11-2008
15:11
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GUIDA AI LIBRI
A COLLOQUIO CON
ANTONIO PIETROPAOLI, IDEATORE
DEL
CORSO
DI LAUREA
Specializzati in Editoria
Quindi si tratta di un percorso formativo fortemente professionalizzante…
“Sì, nel percorso formativo ci sono due lingue obbligatorie e tra gli insegnamenti altamente specializzanti ci sono: Istituzioni di cultura editoriale, Informatica per l’editoria (si sa che il futuro è l’editoria multimediale, digitale), Laboratorio di editoria elettronica
e molte altre. L’ultimo anno tra gli insegnamenti obbligatori ha Storia dell’editoria moderna e contemporanea, oltre a un tirocinio di 6 crediti. Si tratta di tra-
scorrere 150 ore in una struttura esterna all’ateneo ed
è la fase in cui si prende effettivamente contatto con
le attività fatte sul campo”.
E riguardo al Master, che lei dirige?
“Siamo alla seconda edizione; essendo biennale, la
prima è partita nel 2006. Non esistendo una laurea
magistrale in Editoria, il Mueld può essere collegato
al corso di laurea triennale di Editoria e rappresenta,
in tal modo, la fase di completamento del percorso
formativo. Il Master, comunque, è aperto ai laureati
del vecchio e del nuovo ordinamento universitario e
anch’esso intende rispondere a un’esigenza di specializzazione e di innovazione sempre più diffusa nel
lavoro editoriale”.
Mary Attento
Il libro di Antonio Pietropaoli, Poesie in libertà, sarà protagonista di un ncontro culturale il dieci dicembre nella Biblioteca Comunale di Montemiletto, in provincia di Avellino, nell’ambito della manifestazione “Un libro per...” organizzata
dalla Consulta della cultura e delle pari opportunità del Comune irpino per cercare di recuperare, valorizzare e incentivare idee nuove per la crescita del territorio, attraverso l’approccio con il libro in maniera semplice e, quindi, in grado di
arrivare anche hai più giovani.
Una preparazione qualificata
per l’accesso alla professione
le importatore di stampa estera.
Gestisce inoltre la prima scuola
italiana per librai.Da cento anni
Messaggerie lavora per il libro e
la lettura. Il rispetto della pluralità
Richiedi GUIDA CARD
La cultura tra le dita
Prende il via la seconda edizione
del Master Universitario in Editoria Libraria e Digitale, organizzato
dall’Università degli studi di Salerno con la collaborazione della
casa editrice Marlin. Dopo il successo della prima edizione, il
Mueld torna ad affrontare la gestione di una casa editrice e il lavoro editoriale in un quadro multidisciplinare rivolgendosi a laureati in materie umanistiche del nuovo e vecchio ordinamento che intendano avvicinarsi al mondo dell’editoria e della comunicazione
con competenza e professionalità.
L’obiettivo è quello di dare vita a
profili professionali altamente
specializzati, in grado di seguire e
gestire le diverse fasi di produzione del libro, assumendo un ruolo
centrale di intermediario tra autore, editore e pubblico che la moderna editoria, sia cartacea che informatica, esige. Tali figure formate dal Master potranno trovare
sbocchi occupazionali presso case
editrici, uffici stampa, enti e aziende pubbliche e private, service
editoriali, uffici grafici, aziende tipografiche, agenzie di comunicazione e pubblicità, consulenze editoriali.
Il mercato del libro, in costante,
rapida e talvolta impetuosa espan-
sione, rappresenta un’opportunità
di ‘crescita’ da non lasciarsi sfuggire, anche e soprattutto nel Mezzogiorno. Ma per poterne dominare le dinamiche sempre più complesse e innovative non basta più
la vecchia e generica figura del
“laureato in lettere o in altre materie umanistiche”: è invece necessario un profilo professionale altamente specializzato, riconoscibile
in una persona di cultura, esperta
di marketing come di comunicazione.
L’inizio dei corsi è previsto per il
22 gennaio 2009.
Il Master ha la durata complessiva
di 1.500 ore, così suddivise: 352
ore di lezioni frontali, 200 ore di
laboratorio, 200 ore di tirocinio
(da svolgersi presso le case editrici Guida, Loffredo, Liguori, Esi) e
748 di studio individuale. I migliori 10 allievi svolgeranno poi
uno stage tri/semestrale di alta formazione presso una casa editrice
di rilevanza nazionale (fuori regione). Al termine del master all’allievo sarà rilasciato il Diploma di
Master Universitario di I livello in
“Editoria libraria e digitale” e 60
CFU (crediti formativi universitari). Per informazioni navigare su
www.unisa.it/Dipartimenti.
Quale bellezza...
La casa editrice GUIDA dal 1° settembre
2008 è promossa da “Vivalibri” spa
e distribuita da “Messaggerie Libri spa”
Oggi il Gruppo Messaggerie è il
più importante distributore indipendente di libri in Italia; è leader
nell’ingrosso librario e nell’ecommerce editoriale; è il principa-
5
Al via la seconda edizione del Master
organizzato dall’Università di Salerno
e coordinato da Marlin
Prof. Antonio Pietropaoli, perché questa
idea, questo Corso di laurea sull’Editoria?
“Anzitutto devo confessare che a me piace
progettare, dare impulso a iniziative innovatrici e profondo il mio impegno forse più nella fase progettuale che in quella realizzativa
vera e propria. Questo corso di laurea, in particolare, si origina dalla constatazione che la
facoltà di Lettere non può ridursi a produrre
esclusivamente docenti e, nel dettaglio, nasce da due esperienze congiunte pregresse: il
percorso di Pubblicistica attivo nel corso di
laurea in Lettere e l’istituzione del Mueld, il
master universitario in editoria libraria e digitale. Abbiamo messo insieme queste due
esperienze per rispondere ad una finalità fondamentale: poiché le case editrici per attingere alle risorse umane devono “arrangiarsi” con laureati in Lettere (che non hanno competenze specifiche nel campo dell’editoria), va creata una figura professionale
che abbia le abilità di base necessarie a svolgere compiti e mansioni peculiari al sistema editoriale”.
ottobre-dicembre 2008
delle idee, la volontà di diffondere la cultura, la qualità del servizio
e l’innovazione sono i valori ai
quali si ispira.
Vivalibri svolge la sua attività nel
campo della promozione, della ricerca e della vendita di libri. La
sua missione aziendale consiste in
primo luogo nel comunicare e diffondere la produzione degli editori attraverso l’opera di promotori
librari. Vivalibri propone modelli
strategici innovativi – operando in
libreria, online, attraverso forme
di vendita diretta negli spazi raggiunti dalla grande distribuzione –
in una fitta rete di relazioni e condivisione di competenze. In nove
anni di attività ha raggiunto una
posizione di assoluto rilievo, affiancando il lavoro di librai e editori, aprendosi a nuove possibilità
di commercializzazione, valorizzando il ruolo di crocevia rappresentato dalla promozione all’interno della filiera editoriale.
Sarebbe stato bello se davvero ci avesse salvati la bellezza in qualche
sua forma, visto che - pur nel proliferare di eventi a lei dedicati - se ne
sta perdendo finache il senso, il sentimento stesso, assediati come siamo dalle sue pseudo manifestazioni, da forme estetiche ed espressive di
dubbio gusto. Magari, dopo Torino potessimo dire che la bellezza, cui
era dedicata la Fiera del libro di quest’anno, avesse ottenuto qualche
suo scopo terapeutico.
E per noi che amiamo i libri sarebbe stato ancora più bello se da quelli fosse venuta una qualunque indicazione... a parte la
fortuna del topo Firmino
che certo bello non si può
dire che sia, malgrado il
successo che ha il libro dell’Einaudi (i lettori sono comunque in calo, il libro non
è certo un bene di prima necessità, non importa nemmeno che sia bello... nemmeno sul piano linguistico).
Ma pure, e mettiamo da parte Torino, malgrado la
splendida sostituta della Venere botticelliana che era
nelle locandine (qui però si
preferisce offrire l’originale, senza offesa...), non pare
possa emergere una volontà di mutamento di rotta, di atteggiamento,
per recuperare la bellezza nella sua immagine e nell’immaginario stesso che dovrebbe farcene sempre attenti custodi. Ci nascondiamo invece in una specie di sonno della ragione, temendo di svegliarci e trovarci a confronto con la nuda verità.
g.n.
GAL 10-12 2008 mary.qxp
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GUIDA AI LIBRI
ottobre-dicembre 2008
fabulando
di Monia Gaita
CLAUDIO SCAMARDELLA INTERVISTA ALDO MASULLO
Napoli
21 agosto 1968
siccome immobile
Nelle antiche civiltà la figura del
“saggio” era tra le più eminenti
della piramide sociale. C’erano
momenti nella storia di una comunità in cui si avvertiva la necessità di rivolgersi a chi ne sapeva di
più per capire e, magari, anticipare la direzione del tempo. Una sorta di autorità morale, distaccata ormai dai giochi di potere e dalle cose inquinate della vita. Capace di
leggere e interpretare la realtà dall’alto della sua esperienza o dei
suoi studi. Di indicare i pericoli e
di consigliare le scelte giuste. Di
raccontare gli errori del passato e
di scorgere le opportunità del futuro. Qualcosa di simile è rimasto
negli antichi villaggi del Tibet,
dell’India,della Cina, dell’Estremo Oriente o, dall’altra parte del
mondo, sulle alture delle Ande. La
“liquida” civiltà occidentale, ormai tutta appiattita sul consumo
del presente, ha in pratica cancellato questa figura, anche perché
sempre più raramente si pone interrogativi e cerca risposte. Uno
dei nodi dello stato attuale della
nostra società, per dirla con
Zygmunt Bauman, è proprio il fatto che abbiamo smesso di farci
delle domande: astenerci dall’avanzare certi problemi è molto più
grave del non riuscire a rispondere alle questioni già sul tappeto,
mentre farsi domande sbagliate
troppo spesso ci impedisce di
guardare ai problemi davvero importanti. «Porsi le questioni giuste
– scrive Bauman in Dentro la globalizzazione – è ciò che, dopotutto, fa la differenza tra l’affidarsi al
fato e perseguire una destinazione,
tra la deriva e il viaggio».
Per troppo tempo e da troppo tempo Napoli ha smesso di farsi le domande, affidandosi al fato e perseguendo la
deriva, pur illudendosi di essere in
viaggio. Per troppo tempo e da
troppo tempo Napoli ha smesso di
porsi le questioni giuste, forse anche perché sono rimasti in pochi a
cercare risposte oltre il dilagante e
banale conformismo imposto dai
modi e dai tempi del circuito
mass-mediatico, sempre pronto
solo a investire e a speculare sulla
spettacolarizzazione dei dolori e
dei mali della città. Tra i pochi, c’è
sicuramente il filosofo Aldo Masullo, rigoroso uomo di studi ma
in prima fila nelle battaglie civili e
politiche, esempio raro a Napoli di
I RAGAZZI DI PRAGA
uomo di cultura che vede d’accordo nel giudizio intellettuali (definizione che egli detesta) e gente
comune, borghesi e operai, destra
e sinistra, giornalisti e lettori.
Perché ha il merito, da tutti riconosciuto, di non aver ceduto mai
alle lusinghe del potere e dei potenti che, negli ultimi decenni, sono riuscite a sterilizzare gran parte del mondo della cultura napoletana.
Ho conosciuto di persona Aldo
Masullo qualche anno fa, ai tempi
in cui lanciò con il Mattino il
“Manifesto per salvare Napoli”. In
verità, l’avevo incrociato nel lontano ’76, in una calda serata di
giugno a Bacoli, nel giorno conclusivo della campagna elettorale
per le elezioni politiche. Lui, candidato al Senato come indipendente del Pci nel collegio flegreo, io
giovanissimo militante della Fgci.
A quell’epoca, nei piccoli paesi, i
un filosofo
e un giornalista
discutono della città
deragliata, sospesa,
delusa, futura
comizi conclusivi di tutti i partiti
si svolgevano in una sola piazza e
su un solo palco: il giorno precedente, i partiti tiravano a sorte
l’ordine di alternanza degli oratori. Ricordo che a Masullo toccò
dalle 21 alle 22, l’orario considerato migliore dai partiti. La piazza
era gremita, le bandiere spiegate al
vento. Ma il candidato Masullo,
trattenuto dai comizi negli altri comuni del collegio, non arrivava.
Passò la prima mezz’ora con il
palco vuoto. Militanti ed elettori
cominciarono a spazientirsi, calmati ogni tanto dallo speaker che
raccontava bugie sull’imminente
arrivo dell’oratore. Alla fine Masullo arrivò davvero, ma appena
una decina di minuti prima della
scadenza. In quel breve lasso di
tempo, partendo dal suo ritardo,
inventò una lezione sul rispetto
delle regole, sullo Stato di diritto,
sul rapporto tra partito e istituzioni, sul patto di convivenza civile e
politico. Infiammò la platea con il
suo linguaggio da oratore antico,
un linguaggio alto eppure semplice, tagliente mai però offensivo. E
alle 21.59, dopo un fugace sguardo all’orologio, concluse. I militanti, entusiasti, perdonarono il ritardo. La piazza applaudì per almeno cinque minuti, mentre saliva
sul palco il candidato democristiano, al quale toccò sfortunatamente
l’improbo confronto davanti ai
suoi elettori. Quella breve lezione
di Masullo mi è rimasta impressa
per tutta la vita. E ho avuto modo
di riviverla, allargata e aggiornata,
nei molti incontri con gli studenti
svolti con lui in occasione del
“Manifesto per salvare Napoli”:
poche volte ho visto tanta partecipazione e tanto interesse dei ragazzi verso chi parlava, nonostante la non lieve differenza di età.
Prima che uomo di studi, Aldo
Masullo è un uomo d’altri tempi,
una persona perbene, interprete di
un codice morale antico, capace di
trasmetterlo agli altri, ai più giovani. E la ragione sta nel fatto che
non è mai diventato prigioniero
della sua epoca pur avendo raggiunto quell’età in cui si è portati,
naturalmente, a vivere di ricordi e
nostalgie, a proiettare lo sguardo
all’indietro piuttosto che verso il
futuro, a perdere il gusto della sfida e del rischio. Si dice che il tempo del “saggio” sia il passato perché, a cominciare da una certa età,
i ricordi – e con essi i rimpianti e
i rimorsi – diventano più forti delle speranze. Forse è vero, ma il segreto di Masullo è l’opposto: il
suo tempo non è – e non è mai stato – il passato. Per questo la sua
voce è ancora tra le più ascoltate e
rispettate dall’intera città.
(dall’Introduzione al volume
di Claudio Scamardella)
“
Quanto più felice il delirio dello scrittore mio seguace quando, senza starci punto a pensare, solo col modico spreco di un po’ di carta,
seguendo l’ispirazione del momento, traduce prontamente in scrittura
tutto quanto gli passa per la testa, anche i sogni.
“
Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia
I ragazzi di Praga
al suono di nuove chitarre
ballavano ieri lo shake,
oggi si sono seduti
a catena sul selciato
innanzi ai cingoli
del carro armato
e le chitarre suonano
canti di dispetto
e di dolore
contro l’invasore
Le ragazze di Praga
oggi non ballano
danze erotizzanti,
ma sono più leste
con la minigonna
nel correre incontro
alla morte ed innalzare
una bandiera
e l’intesa coi loro compagni
è in un sorriso
Tutto il mondo
ha parlato
dei ragazzi di Praga,
ma sempre senza
mai alzare troppo
la voce:
per non disturbare
chi ‘in casa propria’
può ammazzare
anche il fratello?
I ragazzi di Praga
non ballano oggi lo shake,
oggi si sono seduti
accanto ai feretri
dei loro caduti
e chiedono ‘Perché, compagno?’
al soldato di Mosca
che non può spiegare
e si guardano
senza parlare.
da Antonio Pisanti
Amore e contestazione
Edizioni Glaux, 1969 (esaurito)
Vi siete mai chiesti qual è la funzione del sorriso? Il sorriso comunica, spalanca, rivela, decentra, affonda, reprime, rinegozia.
Quando sorrido faccio una sorta
di prestito a titolo gratuito, vado
polverizzando pietre al problematico, lascio crollare pinnacoli di
aspro alle giornate. Oggi più che
mai il dialogo tra le persone osserva la routine della quaresima:
ciascuno ha paura dell’altro o più
avaramente si sedentarizza nell’autoblinda dei propri egoistici
obiettivi. Un sorriso negato è una
maglia rotta nelle calze dell’amore, della disponibilità a darsi, l’anoressìa di un incontro possibile,
la bocca di balena d’un defilarsi
esibito. Ma sorridere può servire
anche a nascondere: quando la
palla d’una frase imbarazzante
balza com’una doccia fredda sul
tavolo della conversazione, un
semplice sorriso by-passa l’impaccio, rammenda istanti di disagio con ruote d’ironia, chiude
fraintendimenti e musi lunghi con
uno scotch d’intelligente. Eppure
il sorriso scoscende anche verità:
riusciamo abilmente a mentire col
sorriso sulle labbra. La cinghia
scorrevole dei “finti sorrisi” inonda il mondo, volta la schiena alla
sincerità del sentire, saccheggia
glomèruli di vero dai rapporti, ma
spesso ricuce con successo attriti
e strappi, va ricompaginando in
file di risolto talune incomprensioni, addenta pezzi di pane al ricomposto, affievolisce il corpo
alla distanza (culturale, sociale,
caratteriale). Sorrisi dall’andatura
calma, lenta, sciolta, pesante, affaticata o dondolante, apòstati di
convinzioni o emblematici diagrammi dei nostri stati d’animo.
Scrivere
non è vivere.
Quella di Antonio Pisanti, che è
un collaboratore di “Guida ai libri” (dà spesso il suo contributo
nella rubrica la rivista), è una testimonianza a caldo di come si
visse quello straordinario 1968.
Qui c’è la ferita lancinante dell’invasione della Cecoslovacchia
(quarant’anni fa); ed è una testimonianza poetica, sofferta perché
la voce del poeta va oltre il documento e penetra nell’essenza dei
fatti, rivive il dramma nell’immaginario e lo fissa e lo fa immagine
eterna.
Tra qualche mese ricorre anche il
quarantennale del sacrificio di Jan
Palach.
È forse
sopravviversi
Blaise Cendrars
L’homme foudroyé
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GUIDA AI LIBRI
7
ottobre-dicembre 2008
LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEEEI
Per poter concretamente esercitare una cittadinanza piena ed attiva
è indispensabile oggi acquisire
competenze nuove e nuovi saperi.
Non è più sufficiente imparare a
leggere, scrivere e far di conto. È
necessario che i cittadini - soggetti che si affacciano alla società
sprovvisti spesso di elementari capacità di analisi - sviluppino capacità avanzate di pensiero critico
per riuscire a decifrare i messaggi
trasmessi dai media (televisione,
internet, cinema, radio, stampa,
telefonia mobile, ecc.) ed utilizzare l’informazione relativa. E che
gli utenti stessi divengano anche
produttori di contenuti mediali,
consumatori informati, cittadini
attrezzati che si sono appropriati
dei media.
Si tratta di promuovere una nuova
alfabetizzazione, quella mediatica, detta anche media literacy - e
che rappresenta a sua volta il risultato ultimo delle attività di educazione ai media.
La media literacy costituisce un
contributo essenziale allo sviluppo culturale ed al progresso di una
società democratica e le politiche
educative di molti Paesi cominciano ormai a tenere conto di questa nuova esigenza. In Europa
promuovere attività di media literacy risulta una scelta decisiva
della quale l’Unione europea riconosce il valore strategico. Prendendo spunto dai risultati della ricerca più ampia e recente ad oggi
disponibile e condotta dagli autori per conto della Commissione
europea in 27 Paesi dell’UE, il testo offre una visione completa e
rigorosa sulla media literacy. Tutti gli aspetti più rilevanti di questa
disciplina sono ripresi: componenti, definizioni, dimensioni, definizioni, obiettivi, programmi,
evoluzione storica, ecc...
L’Aiart, l’associazione spettatori,
ha lanciato intanto una campagna
raccolta firme per una proposta di
legge d’iniziativa popolare per introdurre, nei programmi della
scuola, l’Educazione ai Media
(info su www.aiart.org).
Fabrizia Ramondino
La via
EINAUDI, p. 62 Euro 13
Queste pagine propongono una riflessione originale sul significato
della cronaca in quanto registrazione di accadimenti in successione, documentazione costitutiva
della nostra identità collettiva»: il
senso del libro emerge con chiarezza dalla prefazione scritta da
Guglielmo de’ Giovanni Centelles, accademico pontificio di Belle Arti e Lettere, che prosegue:
«L’attenzione per la verità fattuale di Borsato si colloca nella memoria culturale collettiva, dove la
ricostruzione a posteriori non contraddice il racconto contemporaneo. Dove il ricordo “caldo”, per
dirla con Lévi-Strauss, non contraddice il ricordo “freddo”, dove
il riordino e l’inquadramento si
mescolano alla capacità di aprire
nuove prospettive».
Tutto ciò senza trascurare il contenuto educativo della lezione del
manuale: «Perché - sottolinea
l’autore - chi comincia questo mestiere non deve sentirsi menomato
se finisce in cronaca, è saggio evitare la prosopopea di sapere già
tutto, non c’è palestra più efficace».
Il Cronista, Felice Borsato, dunque, fa della sua esperienza del
mestiere un vademecum per chi si
vuole dedicare alla difficile e impegnativa professione. Dalle regole di base all’evoluzione dell’attività di cronista negli ultimi
quarant’anni, questo volume è un
vero e proprio manuale, ma non
solo. Infatti, i preziosi consigli sono avvalorati da una accurato studio sul cambiamento del mondo
della carta stampata e della sua
percezione da parte dei lettori.
Tutto questo viene poi corredato
da aneddoti e ricordi dell’autore,
che ricostruisce, ovviamente da
perfetto cronista, una serie di vicende che hanno segnato la nostra
storia e la nostra società degli ultimi trent’anni: dal sequestro di
Aldo Moro alla tragedia di Vermicino, dall’attentato a Giovanni
Paolo II allo scudetto vinto dalla
Roma nel 1983.
Felice Borsato
Il Cronista
RAI ERI, pp. 136 Euro 13
www.guidaeditori.it
www.guida.it
VISITA I NOSTRI SITI!
la rivista
A volte chi sta per morire lo sa e
si prepara. A modo suo. Uno scrittore scrive o pubblica qualcosa
che segna il momento in modo eccezionale. La via è andato in libreria il giorno dopo la scomparsa di Fabrizia Ramondino - né lei
né l’editore potevano prevederlo,
ma forse lei sì, qualcosa sentiva,
se è andata a morire proprio nel
suo mare, quel mare che è il deuteragonista ondivago del romanzo
di addio. Un addio dalla vita e
dalla letteratura con un libro che è
letteratura di vita, o vita fatta letteratura, una specie di piccola
summa degli accadimenti possibili (anche se a volte sembrano impossibili) di un paese del sud. Tra-
sfigurata letterariamente, e “incongrua” (per rubare un termine
all’autrice, che spesso lo usa definendo qualche dettaglio narrativo), nella città protagonista del
romanzo, con le sue case e piazze,
la sua gente e le usanze, scorci panoramici e squarci di esistenza,
trasfigurata eppure disegnata con
affettuosa fedeltà, c’è Itri, quella
che Fabrizia Ramondino ha scelto
per viverci, al termine della sua
“via”.
Anche se l’io narrante è una voce
maschile, la vicenda portante - e
probabilmente qualcuna delle storie minime che accadono o vengono raccontate - è “autobiografica” (con tutto quello che significa
nella narrativa contemporanea).
Giunto a Itri (pardon, si chiama
Acraia) per riposarsi dopo un incidente, l’io narrante incontra tutta una serie di strani e straordinari personaggi che sono intrisi di
vita, che hanno tanto e tanto da dire e trasmettere, da confessare, da
liberarsene... insomma, una fetta
di umanità degna di un grande romanzo ottocentesco, e degna di
una scrittrice attenta ai particolari,
linguistici espressivi e sociali. In
questo campionario impressionante di tipi, la Ramondino dimostra la sua profonda conoscenza
dell’uomo, della sua natura, dei
suoi bisogni.
Mezzogiorno Europa
periodico dell’omonima Fondazione
Il n. 4 di Mezzogiorno Europa, rivista diretta da Andrea Geremicca,
apre con un estratto dall’intervento del presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, agli Stati Generali dell’Europa tenuti a Lione nello scorso giugno, nel quale, tra l’altro, è evidenziata la necessità che,
per poter contare nella politica mondiale, il nostro continente si affermi senza ulteriori ritardi con una politica unitaria condivisa da governanti e governati.
In ‘Nuove forme di partecipazione alla vita politica’, Ivano
Russo si occupa delle fondazioni di cultura politica, associazioni di ricerca e centri studi che nel mondo e, ora, anche in Italia tendono a svolgere un ruolo fondamentale nei
processi di formazione delle
scelte politiche. Del lavoro di
alcune di queste fondazioni,
operanti nel nostro Paese, da
varie posizioni, per “porre
mano al rinnovamento istituzionale, politico e sociale” riferisce Marco Plutino nell’analizzare il Documento da
queste elaborato e presentato recentemente alla stampa.
Nelle “Pagine dal diario di bordo”, Gianni Pittella racconta episodi ed
incontri del tour compiuto nell’ambito del progetto “Viaggio al Sud”
promosso dalla Fondazione Mezzogiorno Europa, editrice della rivista. Ampio spazio è riservato al tema del federalismo fiscale, introdotto con articoli di Mariano D’Antonio e Luca Antonini a corredo del
dossier centrale della rivista a cura dello stesso D’Antonio e di Livia
Cocchis.
Una ricostruzione dei fatti legati allo sgombero forzato dei campi di
romeni dal quartiere napoletano di Ponticelli è proposta da Domenico
Pizzuti S.I., con l’invito ad una “rielaborazione collettiva” tendente a
chiarire alcuni aspetti dei Vespri di Ponticelli e a promuovere sentimenti, atteggiamenti e comportamenti di tolleranza e di accoglienza
che vadano oltre una solidarietà formale, all’insegna del tradizionale
senso dell’ospitalità partenopea. Sull’emergenza nomadi si sofferma
anche Manuela Siano, con particolare riferimento alle ordinanze di
protezione civile emanate dai Prefetti di alcune città italiane dove più
avvertito sembra il problema della regolamentazione e del controllo
delle immigrazioni. In ‘Napoli vale la pena’, Clara Leonetti prosegue
nel suo racconto di testimonianze di vita esemplari per ingegno, operosità ed impegno civile, conversando con Tonino Palmese, sacerdote, Franco Roberti, magistrato, e Luciano Stella, imprenditore cinematografico.
Chiudono il fascicolo della rivista le Euronote di Andrea Pietrucci, dedicate per l’occasione alla politica estera messa in campo dai ‘grandi’
per gli avvenimenti in Georgia e alla questione delle elezioni e della
composizione del nuovo Parlamento Europeo.
Antonio Pisanti
Simone Berni
A caccia di libri proibiti
BIBLOHAUS, pp. 264 euro 15
“
Come scriverei bene se non ci fossi! Se tra il foglio bianco e il ribollire delle parole e delle storie che prendono forma e svaniscono senza che nessuno le scriva non ci si mettesse di mezzo
quello scomodo diaframma che è la mia persona.
“
Paolo Celot,
José Manuel Pérez Tornero
Media Literacy in Europa
Leggere, scrivere e partecipare
nell’era mediatica
EURILINK, pp. 160 Euro 20
Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore
Che cosa sono i libri proibiti?
Sono libri che il destino ha reso
scomodi e ingombranti.
Libri che hanno suscitato scandalo oppure che hanno anticipato i
tempi, talvolta rendendosi fastidiosi, altre volte semplicemente
inopportuni, e per questi motivi
sono stati osteggiati fin dal nascere, talvolta perfino furiosamente
combattuti.
Ma alcuni di loro, riabilitati in
epoche successive, hanno aperto
gli occhi all’umanità, hanno indicato nuove vie da seguire, contribuendo a creare il mondo che oggi noi abitiamo.
Altri, invece, sono rimasti nell’ombra e ci vivono tuttora, senza
possibilità di redenzione.
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GUIDA AI LIBRI
ottobre-dicembre 2008
LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Guida LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE
Calendario attività culturali
Giovedì 27 novembre alla Libreria Guida Avellino Domenico Scafoglio, docente di Antropologia all’Università di Salerno, presenta il
romanzo di Rino Mele “Devozioni della pazzia” (PeQuod, pp. 176
euro 16) e criticamente lo analizza. Le attrici Carla Avarista e Autilia Ranieri leggono brani del libro. L’autore ne discute.
LEGGIAMOCI
FUORI SCUOLA
Incontro speciale
con
I ragazzi di Nisida
Il 28 novembre presso la Sala
Rari della Biblioteca Nazionale
di Napoli (P.zza del Plebiscito, 1)
si terrà un incontro speciale tra i
ragazzi di Nisida, autori del libro
“Il vaporetto bianco fa la spola”
(curato da Maria Franco ed edito
fuori commercio dal Ministero
per l’Innovazione nella Pubblica
Amministrazione) e gli studenti di
alcuni Istituti Superiori di Napoli
e provincia.
L’evento si inserisce in un percorso formativo, giunto alla X edizione e realizzato dall’Associazione Onlus “Alfredo Guida Amici del Libro”, che prospetta ai giovani delle scuole l’alta valenza
della cultura che aiuta a prendere coscienza di sé e delle proprie
capacità, a conquistare l’autostima e a conoscersi attraverso il tessuto delle relazioni interpersonali.
Nell’incontro con i ragazzi di Nisida appare ancora più evidente il
messaggio che si vuole dare: parlare dei problemi che attanagliano
tutti i giovani e, in modo speciale,
del malessere che sfocia nell’illegalità, servirà ad esorcizzare il
male e soprattutto a guardare ai
ragazzi di Nisida in un momento
di loro positiva costruzione.
Si parla tanto quando un giovane
delinque, ora si vuole fare in modo che si parli di lui quando fa
qualcosa di positivo.
L’evento è stato fermamente voluto dal direttore della Biblioteca
Nazionale Mauro Giancaspro,
da Maria Franco, dalla coordinatrice del Progetto, Angela Procaccini, dirigente scolastico dell’IIS dell’isola di Ischia, scuola
capofila del progetto di lettura
promosso dall’Associazione Culturale Onlus “Alfredo Guida
Amici del Libro” sotto l’Alto
Patronato della Presidenza della Repubblica, e dal consigliere
Imma Pempinello.
Ospiti dell’incontro il dottor Sandro Forlani, direttore del Centro
Giustizia Minorile dei Colli Aminei, il Presidente del Tribunale
Minorile di Napoli, il direttore
dell’Istituto Penale Minorile di
Nisida, Gianluca Guida, il vicedirettore Aldo Errico, e altri docenti dell’istituto “Sogliano” di
Nisida.
L’incontro culturale è dedicato a
Roberto Dinacci, membro della
Segreteria particolare dell’allora
Ministro all’Innovazione, Luigi
Nicolais, che ha seguito i ragazzi
di Nisida durante il percorso di
“ri-costruzione del sé”.
Angela Cortese, Giuseppina
De Rienzo, Donatella Trotta
presentano La ninfa dei fiori
di Angela Procaccini il 19
dicembre ore 17 all’Istituto
italiano per gli studi filosofici
(Napoli, via Monte di Dio 14).
“La Questione meridionale,
vecchi problemi nuove soluzioni” è il titolo del dibattito a partire
dal
libro
Scenari del
Sud di ieri e
di
oggi
(Guida editore, Napoli 2008, pp.
476, euro 30) di Ernesto Mazzetti che si terrà il 28 novembre
nell’Aula “Giuseppe Dalla Vedova” di Palazzetto Mattei in Villa
Celimontana (Roma, via della
Navicella 12), nell’ambito dei
“Pomeriggi della Società Geografica Italiana” promossi dal
presidente del sodalizio Franco
Salvatori. Intervengono, con
l’Autore, Attilio Celant, Tullio
D’Aponte, Massimo Lo Cicero,
Nino Novacco, Guido Pescosolido; con la partecipazione del
Sottosegretario di Stato Giuseppe Pizza.Lo stesso libro sarà presentato a Benevento, nell'Aula
Magna dell'Università del Sannio, il 2 febbraio ore 17,30 dal
rettore Filippo Bencardino, dal
direttore del Dipartimento di
analisi dei sistemi economici e
sociali Riccardo Realfonzo, e da
Maria Prezioso (Università di
Roma Tor Vergata).
Libreria GUIDA PORTALBA
saletta rossa
Lunedì 1 dicembre ore 18
Storia di Napoli in computergrafica
Intervengono: Aldo Loris Rossi,
Giuseppe Luongo, Antonio De Simone, Luciano Fraia
Mercoledì 3 dicembre ore 18
Eccesso di zelo di Manlio Santarelli,
ed. Guida
Intervengono: Nello Mascia, Maria
Grazia De Ianni, Giulio Baffi
Melita Cavallo, Angela Cortese,
Marco Rossi Doria ne discutono con
Anna Patrizia Caputo e Monica Vitolo, curatrici del volume
Sabato 13 dicembre ore 18
Colpa mia, di Gigliola De Feo, ed.
Arduino Sacco
Intervengono Edmondo Capecelatro, Maria Quattrin, Arduino Sacco
Giovedì 4 dicembre ore 18
La dieta mediterranea, di Franca
Freda, ed. Guida
Intevengono: Raffaele Pempinello,
Vittorio Roberti, Lina Miele
Domenica 14 dicembre ore 11
Napoli siccome immobile, Claudio
Scamardella intervista Aldo Masullo, ed. Guida
Paolo Macry, Guido Trombetti, coordinati da Mario Orfeo, discutono
con gli Autori per capire come le
nuove generazioni possono cambiare la città immobile
Venerdì 5 dicembre ore 18
La nuova evangelizzazione, di
Mons. Antonino Pace, ed. Guida
Intervengono: sen. Arcangelo Lo
bianco, on. Sergio D’Antoni, sen.
Domenico Rosati
Modera Giuseppe Acocella.
Presiede S.E.Card. Crescenzio Sepe
Lunedì 15 dicembre ore 18
Giovanni Casertano, Angela Procaccini, Giuseppina Scognamiglio, Maria Ferrara Taglioni intervistano
Giampaolo Rugarli sull’inedito di
Alessandro Manzoni Storia dell’intelligenza infame, Autentici falsi
d’autore, ed. Guida
Martedì 9 dicembre ore 18
Sound ’E Napoli, di Carmine Aymone, ed. Guida
Si discute con Tony Esposito, Franco Del Prete, Antonio Onorato, Piero Gallo, Gianni Guarracino, Tony
Cercola, Bisca., Jovine, ‘A67, Giardino dei Semplici, Rino Zurzolo,
Marco Zurzolo, Brunella Selo, Paolo Variale, Osanna, Mario Fasciano,
4MX, Daniele Sepe, Enrico Del
Gaudio, Pierluigi Villani
Martedì 16 dicembre ore 18
Rassegan d’arte “La rotta dei Vulcani. Napoli-Lipari ensemble” a cura
di Enzo Ruju
Mercoledì 10 dicembre ore 18
Scenari del Sud di ieri e di oggi, di
Ernesto Mazzetti, ed. Guida
Com’è cambiato il Sud d’Italia? Com’è cambiata Napoli? È ancora giustificato parlare di “questione meridionale?” Rispondono: Tullio D’Aponte, Adriano Giannola, Massimo
Lo Cicero, Lida Viganoni. Coordina
Marco Demarco
Venerdì 12 dicembre ore 18
Sportello Famiglia, tra rumori, echi
e Ascolto, ed Guida
Intervengono Giovanna Mozzillo e
Lucio Rufolo
Venerdì 5 dicembre ore 17
In collaborazione con il centro culturale Cosmopolis, Anna Franca
Freda, Lina Miele, Vittorio Roberti
converseranno su “Impariamo a nutrirci non solo a mangiare” in occasione della pubblicazione La Dieta
Mediterranea di Anna Franca Freda,
ed. Guida
Sabato 6 dicembre ore 17
La campagna perduta, di Gennaro
Esposito, ed. Guida.
Ne discutono con l’autore Nicola
D’Antuono ed Emilia Servidio
Libreria GUIDA AVELLINO
Venerdì 5 dicembre ore 17
Presentazione del volume Del pericolo della salvezza di Giuseppe Corona, ed. Guida
Venerdì 12 dicembre ore 17
Vittorio Roberti presenta La Dieta
Mediterranea di Anna Franca Freda
Libreria GUIDA CASERTA
Martedì 2 dicembre ore 17,30
Vittorio Roberti presenta La Dieta
Mediterranea di Anna Franca Freda
Venerdì 5 dicembre ore 17,30
Mariella Vulcano “Un percorso di
conoscenza: il presepe”.
Mercoledì 17 dicembre ore 18
Roberto De Simone, Anna Giannetti, Cettina Lenzi, Franco Mancuso,
coordinati da Carlo Franco, presentano Carlo Vanvitelli, l’architetto,
ed. Guida. Sarà presente Benedetto
Gravagnuolo, direttore della collana
“Historia Rerum”
Anticipazioni
Giovedì 18 dicembre ore 18
Gino Rivieccio Show, ed. Graf
Gino Rivieccio compie 30 anni di
comicità e festeggia con Giulio Baffi, Luciano Chirico, Francesco De
Lucia
Libreria GUIDA MERLIANI
saletta verde
Martedì 2 dicembre ore 18
Il filosofo e la birichina, di Sergio
Lambiase, ed. Marlin
via Port’Alba 19 80134 Napoli tel. 081 290768 fax 081299744 e.mail [email protected]
pp. 260 E 12,00
pp. 54 E 9,00
pp. 56 E 9,00
pp. 164 E 12,00
pp. 292 E 19,50
Collana Lapilli
premiata al Premio Bancarella 2008
pp. 128 E 18,00
pp. 352 E 25,000
con CD 33,00
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GUIDA AI LIBRI
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LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Guida LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE
Marco Rosario Occorsio
Il dubbio di Enrico
Pasquale Iorio
Saperi e territori
Le politiche per la conoscenza
Collana Orizzonti
pp. 176 euro 11,50
Collana Quaderni di AISLo
pp. 128 euro 9
Anna Patrizia Caputo
Monica Vitolo
Sportello Famiglia tra rumori,
echi e ascolto
Collana Diario di Psicologia
pp. 164 euro 12
Indagine sul fenomeno del “disagio giovanile” attraverso l’esperienza sul campo dello Sportello
Ascolto per la famiglia in una difficile realtà periferica come San
Giovanni (Na). Un’indagine socio-psicologica sul mondo dei
giovani e sui loro problemi sociali ed educativi, in grado di mettere in atto interventi efficaci al servizio della comunità. L’emergenza giovanile è qui analizzata sia
con approccio multidisciplinare,
sia dal punto di vista del disagio
degli operatori, di chi vorrebbe
aiutare e cambiare le cose, ma è
costretto a scontrarsi con una realtà difficile e, spesso, con problemi
così radicati da sembrare insuperabili.
Anna Patrizia Caputo, è psicanalista della Società Italiana di Psicoanalisi e dell’International
Psychoanalytical Association, docente di “Teoria e tecnica della
psicoterapia di gruppo con pazienti disabili” alla facoltà di Medicina Federico II di Napoli. È autrice di numerose pubblicazioni.
Monica Vitolo è psicologa, psicoterapeuta, dirigente ASL NA 1. È
segretaria dell’ARISMEF, Associazione Italiana per la Ricerca e
lo Sviluppo della Mediazione Familiare.
Autorevoli esponenti della cultura, del sapere, delle imprese e delle istituzioni affrontano la tematica dello sviluppo locale, che nasce dalla collaborazione tra l’associazione AISLo (Associazione
Italiana Incontri e Studi sullo Sviluppo Locale) e l’editore Guida.
Vengono presi in esame: il problema della cittadinanza attiva e della coesione sociale, il ruolo della
politica della formazione, della
scuola e della ricerca quali risorse
principali per la rinascita della società, la crisi socio-culturale del
Mezzogiorno e, naturalmente, vari progetti di sviluppo, sia teorici
che pratici.
AISLo è un’associazione senza
scopo di lucro, nata dalla volontà
di studiosi, istituzioni e imprese
che operano per lo sviluppo locale. Un luogo d’incontro e confronto per chi opera nel territorio
e promuove iniziative o servizi
per lo sviluppo concreto delle
realtà degradate, attraverso un
dialogo multidisciplinare, volto
allo studio e alla ricerca nel campo dello sviluppo locale, all’assistenza pratica, alla crescita e alla
mobilitazione della collettività.
Marcello Simi
A rischio della vita
Collana Orizzonti
pp. 235 euro 15, 50
Il libro intreccia le vicende di una
storia d’amore nascente alle problematiche del traffico di cocaina
che dall’Ecuador, alla Colombia,
a Milano, origina una guerra spietata che troverà in Sud America lo
scontro finale e risolutivo.
Cosa c’è di più universale e interessante dell’amore? Un unico
sentimento e, probabilmente, anche il più antico accomuna di certo l’intero genere umano. Se a
questa poi, già di per sé, attraente
tematica si unisce il fascino dell’avventura, suspense, mistero e
pericolo, avremmo il libro in questione.
Laura si sente minacciata e pedinata e chiede aiuto all’avvocato
Lorenzi che dirige il suo studio
investigativo a Milano. Strade
inattese si profileranno all’orizzonte, conducendo i due giovani,
in procinto di innamorarsi, dall’Italia all’Ecuador, dall’Ecuador alla Colombia, in un susseguirsi di
avvenimenti concitati, che metteranno in pericolo la loro stessa vita.
Marcello Simi, virologo, ricercatore e produttore di vaccini virali
umani e veterinari in Italia e negli
Stati Uniti. Uomo di grande vitalità, ha smesso di lavorare a 75
anni e sta scrivendo e pubblicando i suoi libri.
Gestione della Libreria: a Orvieto il 3° Corso
Scadono il 16 gennaio 2009 le iscrizioni al 3° Corso di Alta Formazione in “Gestione della Libreria”,
istituito dalla Scuola Librai Italiani e l’Università
Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento di Economia e
Direzione Aziendale. Il Corso si pone l’obiettivo di
formare nuovi librai che operino nell’ambito dello
sviluppo imprenditoriale e della gestione delle librerie, favorendo la crescita professionale dei librai e la
nascita di nuove librerie; avviando giovani laureati
e diplomati alla professione di libraio e alle professioni relative alla commercializzazione dei libri. Per
la raccolta delle adesioni, l’organizzazione delle selezioni e la gestione della didattica, il Corso si avvale delle competenze e strutture della Fondazione
per il Centro Studi “Città di Orvieto”. Nei suoi
aspetti scientifici e didattici il Corso è curato da un
Direttore scientifico e da un Direttore tecnico nominati dal Comitato di Gestione della Scuola. La faculty è composta da docenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, di altre università europee e da docenti professionali. L’ufficio stampa e le relazioni
esterne nazionali sono gestiti dall’Associazione Librai Italiani.
La durata del Corso – che è a numero chiuso (massimo 30 partecipanti) – è prevista in nove mesi,
strutturati in: nove periodi di una settimana di aula,
diciotto settimane di stage presso una o più librerie
indicate dalla Scuola; sei giorni di eventi; 3 giorni
di esami finali. L’inizio del Corso è fissato al 16
marzo 2009, il termine al 5 dicembre 2009.
Il Corso è strutturato in 6 aree tematiche. I principali
contenuti oggetto di trattazione nelle singole aree
sono: Mercato del libro, Gestione dell’impresa libraria, Attività operative di gestione della libreria,
Relazioni libreria e mercato, Aspetti bibliografici e
di letteratura, Progettazione della libreria. Per info
sito www.scuolalibraitaliani.it.
Raccolta di racconti romantici e
misteriosi, gravidi di “dubbi” e riflessioni esistenziali sui grandi
temi della vita e sui piccoli problemi della quotidianità.
Mario Rosario Occorsio è ordinario di Calcolo Numerico e Programmazione all’Università “Federico II” di Napoli e direttore
dell’Istituto per Applicazioni della Matematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dal 1999
si è dedicato con passione e risultato alla narrativa, pubblicando
per Guida Il sorriso di Paola
(2001), Onde (2002), Lettere da
Cefalù (2005).
Enrico Cardillo
Città in movimento
Sviluppo e finanza locale
Collana Strumenti e ricerche
pp. 176 euro 14
Pau Miró
Chiòve
Collana Teatro\Testi
pp. 68 euro 6,20
Riadattamento napoletano della
messinscena catalana Plou. Trapiantata da Barcellona ai Quartieri Spagnoli di Napoli, la storia del
triangolo amoroso tra Carlo, Lali
e Davide non cambia sostanza,
ma resta viva, acquistandone di
forza e poesia. Una fiaba moderna
d’amore, vite spezzate e illusioni,
cruda e veloce, appassionata e
disarmante, che racconta il caos
dell’esistenza e la realtà di Napoli, senza retorica o autoindulgenza.
Il volume è stato stampato per la
prima volta in Italia e sarà presto
tradotto in altre lingue.
Pau Miró è autore e drammaturgo
nato a Barcellona. Ha scritto, tra
l’altro, Banal sessions of Fedra
(2006), Soumriure d’Elefant
(2006) e Plou, tradotto in cinque
lingue e messo in scena in tutti i
teatri più importanti del mondo.
La città in movimento. Questo il
tema dell’opera che presenta
un’articolata disamina del percorso evolutivo vissuto dalle città italiane. All’inizio degli anni Novanta la città in Italia si scrolla di dosso l’abito stretto di istituzione
semplicemente rivolta ad adempimenti burocratici connessi alla
sua funzione, rivendicando autonomia impositiva e nuove funzioni. Il territorio è analizzato non
più come sfondo, ma come paradigma dello sviluppo in cui un
ruolo strategico lo svolgono le
amministrazioni locali. In questo
senso spicca il percorso compiuto
negli ultimi anni dal comune di
Napoli. Un Comune che, come si
evince dal testo, spicca per il cammino compiuto sulla strada dell’efficienza e della crescita territoriale. Il libro si rivolge a tutti coloro che vogliono analizzare i
meccanismi economici che hanno
riarticolato i sistemi urbani e territoriali del nostro Paese.
Enrico Cardillo, nato a Prata Sannita,in provincia di Caserta, è stato consigliere di amministrazione
del Teatro San Carlo, vice presidente della Camera di Commercio
partenopea, componente del Comitato consultivo della Ceca (Comunità Europea del Carbone e
dell’Acciaio). Attualmente è assessore al Bilancio del Comune di
Napoli. Ha pubblicato per Guida,
nella stessa collana, il testo “Napoli l’occasione post-industriale.
Da Nitti al piano strategico”.
Marketing editoriale multimediale
corso all’Orientale di Napoli
L’Università degli Studi di Napoli
L’Orientale ha realizzato - in collaborazione con la delegazione
campana Aie, presieduta da Mario
Guida - un “Corso per esperto in
Marketing editoriale multimediale” indirizzato a giovani laureati
provenienti prevalentemente da
facoltà umanistiche e scienze sociali.
Il percorso formativo si pone come obiettivo la formazione di una
figura professionale di esperto in
Marketing editoriale multimediale
in grado di definire le caratteristiche tecniche del prodotto editoriale e garantire la sua realizzazione
e promozione in particolare in
contesti innovativi e multiple media.
Il profilo atteso è quello di un professionista che, grazie a una specifica preparazione nel campo dell'editoria tradizionale e multimediale, sia in grado di operare nell’impostazione e nell’organizzazione delle attività di marketing,
comunicazione e promozione necessarie allo sviluppo strategico e
di mercato del prodotto editoriale
cartaceo e informatico, nella sua
progettazione, realizzazione, distribuzione promozione anche in
contesti fieristici.
Il corso prevede, oltre alle ore di
aula, un periodo di tirocinio per
gli iscritti da svolgersi anche presso case editrici del territorio nazionale (Guida è tra quelle che
ospiteranno i tirocini formativi).
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GUIDA AI LIBRI
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LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE Lettere Italiane Guida LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE LIBRIDEE
Monia Gaita
Falsomagro
Lettere Italiane, sezione Poesia
GUIDA, pp. 128 Euro 12
ALLA SCRITTRICE
“Falsomagro” edito da Guida è la
5° pubblicazione per la giovane
ma già nota autrice campana Monia Gaita. Nell’opportuna prefazione il giudice e scrittore Gennaro Iannarone parla per questa raccolta di poesia pura: “Scomparsi i
contatti affettivi con la realtà in
cui vive (le persone care, il paesaggio irpino, il mare delle vacanze, l’amato paese natìo), ora il suo
mondo poetico, pur rivelando una
sorprendente originalità, sembra
tuttavia racchiuso come in un caleidoscopio, nel quale la ricerca
dell’effetto sorpresa di un lessico
inconsueto pare assurto ad intento
dominante ed assorbente.” Ed è
proprio il linguaggio eminentemente elitario, denso di fascino e
attitudine creatrice ad aver catturato l’attenzione di autorevoli e
stimatissimi critici. “E’ auspicabile – dice la poetessa – che forma
e contenuto superando antitesi e
dualismi all’apparenza insanabili,
concilino armoniosamente le loro
leggi per rifornire i versi del necessario combustibile vitale. La
poesia, credo, non sia adibita unicamente a trasmettere la scarica
elettrica di particolari impressioni
o stati d’animo, ma abbia anche il
compito di rigermogliare in un
codice terminologico abbigliato
di vario, frutto d’una contaminazione felicemente affiatata di tecnicismi, vocaboli desueti o di uso
colloquiale, interpolazioni latine,
forestierismi e quanto altro riesca
a veicolare il messaggio seguendo
un criterio di scelta originale e
consapevole”. Obbedendo con
forza a questo suo personalissimo
ed impervio percorso di scrittura,
avvertiamo la volontà indomita
tesa al recupero di un cospicuo e
prezioso atlante lessemico su cui
incombe la scellerata prospettiva
di un mesto accantonamento o
d’una colpevole archiviazione.
Monia Gaita in “Falsomagro” ci
consegna, oltre l’aterosclerosi
delle soluzioni scontate o delle
comode scorciatoie, un’elaborazione testuale sbrigliata in fervide
e sbilancianti intensificazioni di
immagini in cui centrocampista
indiscusso del polo espressivo è
la sacralità senza data di scadenza
della parola scritta. Ci imbattiamo
così nella reazione a catena d’un
raffinatissimo quanto rampante
inventario di oggetti e sofisticate
analogìe che rendono pulsanti le
arterie alla rigogliosa ricettività
del lettore. Sicché accanto alle
“Vivere attraverso la forza emotiva
dei personaggi un’intensa e appassionata stagione di amori, di fughe,
di ritorni improvvisi sul palcoscenico ideale della rappresentazione e
della finzione che solo la scrittura
più profonda e al tempo stesso più
secca può offrire ha permesso a Vania Castagna Incutti di proporsi
quale raffinata signora della più lieve delle mimose con la pagina del
romanzo”: è quanto sulla pergamena offerta, insieme alla preziosa
medaglia a lei dedicata, dal Centro
Studi Internazionale “Sebetia-Ter”
alla scrittrice Vania Castagna Incutti nel corso di una solenne manifeVania Castagna Incutti, Ezio Ghidini Citro ed Ermanno Corsi
nel corso della premiazione dell’autrice a bordo della nave San Marco (sotto)
stazione il 24 settembre scorso a
bordo di nave “San Marco” della
Marina
Militare consumata maestria. Gli ambienti e i luoghi dove si
Italiana ancorata svolge il romanzo vengono descritti dall’autrice con
nel porto di Napoli. mirabile precisione, facendo percepire addirittura al
“La splendida rea- lettore il mutare delle stagioni, il loro profumo.
lizzazione dell’e- Vania Castagna Invento culturale e cutti ha pubblicamusicale – osserva to: Insieme, 1980
Ezio Ghidini Citro, (Premio Paestum
presidente del Cen- per la poesia);
tro Sebetia-Ter – Sensazioni, poesie
nell’incomparabile 1992; Satellitium,
cornice offerta dal- profili di persoillustri,
la nave San Marco, naggi
vera gemma della 1993; Carillon, ronostra Marina mili- manzo 1994; Cotare, mi spinge a ri- smo e Psiche,
volgere parole di 1996; A cielo
vivo compiacimento a tutti coloro che, ciascuno dal- aperto, profili di
la sua competenza, hanno permesso il perfetto esito personaggi illustri,
della serata del 24 settembre, che ha visto l’entusia- 1998; Psicologia
stica partecipazione di oltre 500 persone – numero di dell’universo nei
partecipanti davvero straordinario e inaspettato per giorni del Duemitutti – tra autorità istituzionali, civili, militari di ogni la, 1999; Specchi
ordine e grado, corpi diplomatici, illustri ospiti. Un di luna, romanzo 2000; Veni etiam, romanzo 2001;
gradito pensiero anche al console generale di Spagna Le parole di dentro, 2002. Con Guida ha pubblicato
Gomez De Aranda Villen Louis, che ha voluto dare nel 2006 il romanzo La donna delle mimose.
lustro con la sua presenza la cerimonia stessa, duranVania Castagna Incutti
te la quale abbiamo voluto premiare l’impegno culturale di Vania Castagna Incutti”.
Rosa pulchra
L’occasione per il riconoscimento alla scrittrice è staGUIDA - Lettere Italiane, sezione Narrativa
ta la pubblicazione dell’ultimo romanzo, “Rosa
2008, pp. 88 Euro 10 ril.
pulchra”, un libro che colpisce sia per la chiarezza
espositiva sia per la profondità di contenuto. L’autrice fa di questo romanzo un inno all’amore, quell’amore che è la forza vitale dell’esistenza dell’uomo,
quell’amore che ha vissuto e sofferto in prima persona e in tutte le sue espressioni e manifestazioni.
Storie di famiglie e di persone che vivono in piccole cittadine di provincia condizionate da pregiudizi, da false moralità, da luoghi comuni e dalle
convenienze materiali. I personaggi creati dalla
scrittrice rappresentano questo mondo, forse un
mondo osservato o immaginato, personaggi che si
muovono con una dinamicità tale che il lettore si
sente osservatore e partecipe allo stesso tempo delle varie situazioni descritte nei particolari e con
IL RICONOSCIMENTO DEL
SEBETIA TER
SULLA NAVE
SAN MARCO
Un premio per Vania
“nemòfile di luce”, il desiderio “rósso d’indirubina”, le “cùscute di sconfitta”, il non pensare “dólce di chinitòlo”, “la fibrocartilàgine vistósa come bòlide di buóno”, “i saccaromicèti d’inconsuèto”, troviamo a p. 64: “
E sul mercùrio sempre troppo mòbile/ dei giórni,/ depóne la propria dittatura,/ rachìtica di gambe,/ l’uguaglianza./ Divóro/ l’intéra sostanzaluce/ delle tue paròle./ Córro di fóga/ per bordure nuòve.” A p. 52: “ Vulcani mùltipli di luce/ dal fóndo dei tuoi òcchi,/ mentre voltéggio/ sopra le parallèle di mistèro/ lunghe come
Simèto,/ della vóce./ Con zabri gòbbi in ónde d’urto/ cèrti moménti/ ci minacciano./ Ma pòi/ se sorridendo
puoi zittirmi,/ tòssici di stricnina,/ tenóri di spavènto sulla pèlle,/ muóvi querèla ai dùbbi/ con un’usnèa di bène.” Con sorvegliata premura la poetessa ha voluto, al fine di agevolare il più possibile l’assimilazione delle
liriche, apporre un codice dei lemmi che spiega il significato di quelli poco diffusi. E in “Falsomagro” Pietro
Pancamo (poeta e critico, redattore de La Mosca di Milano) ha ravvisato “Uno stile… che trasognato, pur nell’asciuttezza pervasiva che domina sintetica e palese lo spazio raccolto d’ogni verso, si rivela non solo carico e lussureggiante di metafore, ma anche ricco oltremisura d’invenzioni linguistiche, in cui la parola – gioco afflitto e malinconico, innescato da un sincero, se non istintivo moto di ricerca – sa ritrarre con l’incantevole maestrìa di virtuosismi lessicali e termini forbiti o desueti l’intima affezione che mina la realtà…” Un’opera precisata dunque, nell’impronta d’una cifra innovativa che da sempre costituisce il cartellino di presenza, la carne viva d’una poetessa che seduce senza il passo carrabile di un’opponibile riserva.
I luoghi
delle idee
A. GUIDA srl
via Port’Alba 20/23
80134 Napoli
tel. 081.446377 fax 081.451883
[email protected]
direttore: Mario Guida
GUIDA 2 srl
via Merliani 118/120
80122 Napoli
tel. 081.5560170 fax 081.5785527
direttore: Giuseppe Guida
GUIDA 3 srl AVELLINO
corso Vittorio Emanuele 110/h
Galleria Magnolia - Avellino
tel. e fax 0825.26274
direttore: Mario Barrotta
GUIDA 3 srl BENEVENTO
via F. Flora 15 - Benevento
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GUIDA AI LIBRI
ottobre-dicembre 2008
LETTI D’UN
FIATO
di Raffaele Messina
Luigi Compagnone
lotta alla Camorra e giusto processo
Mater Camorra, l’opera scritta da
Luigi Compagnone nel 1987, è
stata recentemente ripubblicata
dalla casa editrice Marlin con un
saggio introduttivo di Toni Iermano. Si tratta di un pastiche letterario, un pamphlet di stampo illuministico nel quale la ricostruzione
del controverso processo Cuocolo
è il filo conduttore da cui prendono il via note storiche e digressioni non solo sulla camorra ma, più
in generale, su Napoli, la sua cultura, il suo tessuto economico, sociale, urbanistico.
Nelle sue grandi linee il caso Cuocolo è noto: si tratta del processo
che il 10 luglio 1912 si chiuse con
condanne esemplari a carico di Errico Alfano, Giovanni Rapi, Mariano Di Gennaro, il sacerdote Ciro Vitozzi e altri noti camorristi, ritenuti mandanti ed esecutori del
duplice omicidio di Gennaro Cuocolo, anch’egli camorrista, e della
moglie Maria Cutinelli, nella notte
tra il 5 e 6 giugno 1906. Un processo indiziario, segnato da incertezze investigative e sostanzialmente basato sulle accuse di un
confidente dei Carabinieri, Gennaro Abbatemaggio, che poi, nel
1926 ritratterà le dichiarazioni rese in Corte d’Assise.
Vicende di camorra e di cronaca
giudiziaria che Luigi Compagnone
sottrae agli impolverati scaffali
delle biblioteche per farne, come
dicevamo, occasione di riflessione
su Napoli e la sua storia, vista in
continuo rapporto con il presente.
Da qui il titolo, Mater Camorra
che, come ha suggerito Raffaele
La Capria, sembra alludere alla
Madre-Napoli generatrice di camorra; alla città che, come la gatta, mangia i suoi figli. Un titolo efficace per un’opera che Toni Iermano ha definito di «concreto meridionalismo militante», nella quale ricorrono i temi di fondo della
riflessione intellettuale di Compagnone: la coscienza sofferta della
“nonstoria” di Napoli, cioè della
secolare successione di dominazioni, allogene e indigene, che ha
reso la città partenopea «teatro
d’infiniti scontri tra le grandi potenze e impotenze» (p. 62) e l’ha
privata di una vera classe dirigente e d’un reale sviluppo economico e sociale; la lotta al “Solemio”,
cioè alla rappresentazione oleografica di Napoli-città del sole, portata avanti da una schiera di “Localpoeti” con in testa Salvatore Di
Giacomo (p. 65); la luterana denuncia delle macchinazioni del potere, delle “intese” tra potere politico e potere camorristico (pp. 5455); il pirandelliano senso della
comicità intrisa di tragedia: «Io ho
cercato di frugare nel comico. –
scrive Compagnone – Nel terribile
comico, o comicità, di Partenope.
E dei suoi camorristi, dei suoi poliziotti, dei suoi carabinieri, dei
suoi marescialli, dei suoi avvocati,
dei suoi giornalisti, della sua gente corrotta o perbene, dei suoi ma-
gistrati. Ma non per riderne» (p.
132).
Temi che Compagnone affronta
con lucido puntiglio saggistico,
come quando sottopone a critica
serrata gli scritti in cui Matilde Serao stigmatizza l’uso sempre più
diffuso della pistola da parte dei
camorristi in luogo del tradizionale coltello e, «volendo illustrare
l’ideologia del coltello, inconsapevolmente ne faceva l’apologia» (p.
112). Ma non mancano pagine di
vibrante passione autobiografica,
come quelle in cui ricorda gli anni
dell’infanzia tra i “bassi” del quartiere Stella, l’antifascismo del padre (pp. 104-108), la propria avversione per la “sceneggiata” (pp.
114-115). Tra un riferimento agli
scritti di Jessi White Mario e uno a
quelli di Francesco Barbagallo, tra
un richiamo ad Antonio Gramsci
ed uno a Leonardo Sciascia, a
Francesco Mastriani, a Corrado
Alvaro o a Pier Paolo Pasolini,
spicca, per l’implicito signorile superamento di antiche polemiche,
la citazione di un articolo di Anna
Maria Ortese, «scrittrice randagia
e intelligente» (p. 67), sul degrado
architettonico e umano dei fatiscenti “Granili”, enormi casermoni in cui trovavano ricovero i senzatetto prima che il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, scosso dalla lettura dell’articolo che la
Ortese aveva pubblicato su Il mondo nel 1952, ne chiedesse l’immediata chiusura.
Dal punto di vista stilistico, poi,
Compagnone conferma le doti di
scrittore epigrammatico ed espressionista.
Frasi lapidarie e sentenziose talvolta aprono talaltra chiudono con
perentoria efficacia un paragrafo
di più ampia e lucida analisi («Una
tragedia è sempre catartica, il sottosviluppo no.
Una tragedia, per la sua stessa natura, finisce sempre per mutarsi in
qualcosa d’altro e per mutare la
realtà effettuale. Il sottosviluppo è,
al contrario, statico, inerte, fatalistico, rassegnato: e parteggia per
la sua propria abiezione, la sua
propria ferocia», p. 42). Inedite
metafore piegano la lingua ad
esprimere significati complessi:
«un onorevole all’acqua santa» (p.
110), riferito all’uomo politico che
copre i propri interessi sotto un velo di apparente adesione ai valori
del cattolicesimo; «vitaiolo d’una
Partenope dai vapori parigini» (p.
55), detto del camorrista che, arricchitosi, ama darsi alla bella vita; e così via.
Infine, resta da mettere in evidenza il valore ideologico di Mater
Camorra. La domanda fondamentale che dobbiamo porci è questa:
Mater Camorra è realmente un’opera contro la camorra? No. La risposta è no o, meglio, non soltanto. È anche e soprattutto un’opera
contro le forzature investigative e
giudiziarie, contro i processi politici esemplari e contro la “disin-
voltura” con cui si raccolgono o si
“creano” le prove a carico dei presunti colpevoli.
Per questo motivo l’accostamento,
che pure è stato fatto, alla più recente letteratura anticamorra, al
Gomorra di Roberto Saviano, ci
pare una forzatura giornalisticoeditoriale.
C’è nel Mater Camorra di Compagnone una significativa oscilla-
zione di giudizio in merito al verdetto con cui i giudici della Corte
d’Assise di Viterbo chiudono il
processo Cuocolo. In alcuni passi
Compagnone lascia intendere che
esso possa essere la punizione dei
“colpevoli” reali, sia pure ottenuta
con procedimenti investigativogiudiziari illeciti. In altre pagine,
invece, egli sostiene che i metodi
illegali con i quali sono stati portati avanti indagini e dibattimento
producono la punizione di “innocenti”, anche se pregiudicati per
altri reati di camorra. Così, ad
esempio, leggiamo un intero capitolo (Il “prete della camorra”) teso a dimostrare che la scarcerazione dei fratelli Errico e Ciro Alfano,
di Giovanni Rapi e Gennaro Ibello, noti camorristi sui quali da subito si erano orientate le indagini
dei poliziotti, fu frutto dell’insipienza investigativa della Questura e dell’azione di depistaggio
operata da un prete, don Ciro Vitozzi, e da altri oscuri personaggi
legati al malaffare («È così che si
giunge alla scarcerazione dei fratelli Alfano e degli amici loro.
E le indagini continuano sulla pista De Angelis: ma senza operare
nessuna verifica seria. Tanto che il
delitto Cuocolo sembra debba rimanere un mistero», p. 60). Ma,
poi, quando il capitano dei Carabinieri Fabroni, in contrasto con la
Questura, riprende le indagini a
carico dello stesso Errico Alfano e
dei suoi complici, fino ad ottenerne il rinvio a giudizio e la condanna, Compagnone parla del processo come di «una farsa che vede accusati di un delitto, che certamente non hanno commesso, una quarantina di tipi che delitti e violenze ne han tanti sulla coscienza: ma
che, proprio per essere stati accu-
sati ingiustamente di quel delitto,
diventano di colpo popolari» (p.
133). Insomma, una contraddizione che si spiega solo se si tiene
conto che lo scopo del lavoro di
Compagnone non è un’improbabile ricostruzione oggettiva dei fatti;
non è prendere posizione, a ottant’anni di distanza, tra colpevolisti
e innocentisti.
La vicenda Cuocolo interessa a
Compagnone per quel tanto che
consente di denunciare le forzature operate dai carabinieri in sede
investigativa e dai giudici in fase
processuale, le «tramaglie che inquinano l’intero processo» (p. 87).
La tesi di fondo di Mater Camorra è, dunque, che il processo Cuocolo ebbe una natura politica: «La
verità – si legge a pag. 135 – fu
che la camorra, se serviva allora a
qualcuno, serviva al governo e alle classi conservatrici. Ma quando,
forti del favore del potere politico,
i camorristi divennero troppo ingombranti, gli stessi poteri tentarono di distruggerli». E ancora, a
pag. 73 Compagnone scrive che
«Il processo Cuocolo fu un processo politico. Servì per qualche
tempo a esorcizzare tutti gli intricati problemi di Napoli e dell’intero Mezzogiorno, a stornare l’opinione pubblica dai primi moti operai insorgenti nella città, anche a
rafforzare quell’unità del regno
d’Italia che esisteva soltanto sulla
carta».
Strettamente connessa alla tesi di
fondo è, poi, la funzione ideologica del libro: la denuncia che quello dei processi politici, esemplari,
non è soltanto un male storico del
nostro Paese, ma un pericolo costante, che Compagnone avverte
con particolare preoccupazione attorno a sé proprio a metà degli anni Ottanta: «Quest’ultimo modello
d’intervento è stato oggi adottato
in alcune inchieste contro la mafia,
la nuova camorra, il terrorismo.
Tale modello dà sempre luogo a
forzature e a una deformazione del
giusto processo penale, dato che si
prescinde dalla raccolta d’indizi
precisi, ben riscontrati per l’accertamento di singoli specifici fatti
criminali.
L’accertamento di questo metodo
d’indagine, teso ad analizzare soprattutto la natura dell’inquisito, è
la causa prima di quegli errori giudiziari che, a onta della denominazione superficiale e comunque non
troppo allarmante, sono portatori
di mostruose sofferenze morali,
psichiche e fisiche.
Tali metodi inquisitori vengono
adottati soprattutto quando appare
lo spettro dell’Emergenza: allora
la reazione consiste nel ricorrere a
interventi repressivi che minano i
principi fondamentali della convivenza civile e lasciano spazio
grande proprio ai più pericolosi,
più invisibili organizzatori del crimine» (p. 89).
In tale cornice, rilievo particolare
assume la figura del capitano dei
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RSI e rapporti
fra impresa
e beni culturali:
Laterza presidente
Commissione
Cultura
di Confindustria
Alessandro Laterza è stato nominato presidente della Commissione Cultura di Confindustria.
Laterza, barese, 50 anni, è amministratore delegato della Casa editrice Gius. Laterza & Figli e presidente di Confindustria Bari.
Succede a Maurizio Costa, vice
presidente e Amministratore delegato della Arnoldo Mondadori
Editore spa.
La Commissione Cultura di Confindustria, istituita di nuovo da
Luca di Montezemolo nel 2005,
lavora per l’approfondimento di
problematiche e l’individuazione
di proposte operative su alcuni temi prioritari per il Paese: la Cultura d’impresa, la Responsabilità
sociale d’impresa e i rapporti fra
impresa e beni culturali. Queste
tre aree di intervento si declinano
rispettivamente secondo i seguenti obiettivi: contribuire alla diffusione nella società dei valori dell’impresa per fare in modo che
vengano riconosciuti come fondamentali per lo sviluppo del Paese;
promuovere una conoscenza diffusa del fatto che gli imprenditori
e le loro organizzazioni perseguono accanto agli interessi d’impresa anche interessi generali; evidenziare l’utilità e i benefici per il
territorio di un rapporto più stretto tra impresa e cultura.
Carabinieri Carlo Fabroni, «il vero
protagonista di questo disarticolato romanzo» (p. 92). A lui Compagnone non perdona il “veteromoralismo” (p. 92), cioè la moralità
soltanto apparente, quella di chi si
erge ad inflessibile persecutore
della manovalanza camorristica e,
al tempo stesso, si macchia di vile
omertà di fronte al livello alto della camorra, quello delle coperture
politiche e istituzionali, quello delle diffuse connivenze negli strati
“bene” della società.
Il suo attacco alla figura del capitano Fabroni è così viscerale da indurlo a porre sullo stesso piano il
carabiniere e il camorrista: «Chi
sporcò veramente Napoli? Fabroni
o Erricone?» si chiede Compagnone (p. 73) e, qualche pagina dopo,
si risponde: «Ma forse la sporcano
tutti e due. Fabroni l’onesto, Erricone il camorrista.
Sì, perché a suo modo Fabroni è
un “onesto”. Un onesto, il quale
crede che il fine giustifica i mezzi,
ma è vero il contrario: sono i mezzi che giustificano il fine. Lui è in
buonafede, non nella fede buona»
(p. 88).
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GUIDA AI LIBRI
ottobre-dicembre 2008
Parliamo di poesia, insieme
di Angela Procaccini
rale, figlio di una Irpinia sana e ricca intellettualmente, di cui già abbiamo sperimentato prove significative. Ricordo fra gli altri
Giuseppina Luongo Bartolini, Raffaele
Matarazzo, Giovanni Barricelli, don Lauro Maio, Alberico D’Auria ed altri “pensatori”, discreti e silenziosi, che con i loro
scritti accrescono il fascino e la ricchezza
culturale di una terra, capace di generare da
monti rocciosi fiori arditi.
Difficile scegliere tra i numerosi scritti di
Ugo Mucci, tra le opere di memorie, le opere poetiche (fra le altre, “Non omnis moriar” - Istituto Grafico Italiano), le opere di
riflessione, i romanzi, le poesie dialettali, i
saggi: una miriade di scritti, esemplificativi
della estrema versatilità e duttilità del suo
ingegno. Il continuo lavorio mentale di Ugo
Mucci è una conferma del principio che la
cultura dà libertà, apre spazi, allarga la conoscenza, permette anche, e soprattutto, ad
una persona di una certa età, costretta nell’ambito angusto del suo studio, la sensazione di sganciarsi da quello spazio delimitato per sperimentare nuovi spazi, più ampi,
senza confini.
“Heureux celui qui peut d’une aile vigoureuse s’élancer vers les champs lumineux et
sereins”: sono gli spazi aperti donati dalla
poesia per Baudelaire.
La poesia scelta per la rubrica è tratta da
“Non omnis moriar”, in cui alle espressive
poesie dialettali si alternano poesie che toccano temi più svariati, anche di forte attualità (“Tsunami”, “L’aeroplano”, “La città”, “Il denaro”), insieme a poesie nate dall’introspezione e dal colloquio con se stesso, di lirica soggettiva. Sono quest’ultime
che mi intrigano di più, anche perché mi lasciano intravedere la “grinta” di una persona che non si arrende, non vuole arrendersi,
al trascorrere del tempo.
Sceglie perciò la voce della poesia per confessare ai lettori, con coraggio ed energia, le
pieghe più intime del suo passato e del suo
presente: il ricordo della fuggevole giovinezza, la delusione, la forza nella fede, la
memoria del passato, la solitudine, e soprattutto, il sogno, il salvifico sogno. “… E sogno, continuo a sognare/ e i sogni mi bruciano dentro,/ dolcemente”.
Ho scelto “Pensiero”, forse perché mi sembra la più idonea a rendere chiaro il principio informatore di Ugo, la voglia di vivere,
sempre e nonostante tutto, e l’apprezzamento della vita, che noi lasciamo scorrere,
spesso senza soffermarci a capirne l’importanza.
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Guida ai libri
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“Ogni giorno che viene
sia benedetto.
Posso ancora vedere il mondo,
essere felice e piangere.
Allora dico: fermati un momento
immagina che quel giorno
sia per te l’ultimo.
E quando sarà l’ora di andare
ti sembrerà meno grave”.
Riporto una delle poesie della raccolta di
Francesco Sicilia:
“cos’è reale, cosa immaginato?
la morte dei confini
è cosa dolce, nella tua voce
che li costringe al suolo
dove non c’è la luce
che li vede, dove ogni slancio
è amore per la vista
dei tuoi capelli
tra le dita
fini”
Messaggio semplice, quasi scarno, immediato, ma per questo incisivo e lapidario: un
messaggio che andrebbe rivolto a molti dei
nostri giovani che bruciano la loro esistenza, spesso stupidamente, senza rendersi conto del suo reale valore. Giovani talora senza
valori e senza riferimenti, figli del nostro
tempo, che vacillano perché nessuno riesce
a far loro comprendere che vivere è un privilegio, una fortuna, in qualsiasi momento,
anche nei più difficili. A loro andrebbe ripetuto, con dolcezza e fermezza, il messaggio
di un sensibile signore di ottantaquattro anni: “Ogni giorno che viene/ sia benedetto.”
Che dire? È una densa e concentrata lirica
d’amore, che nella sua sinteticità, nella sua
condensazione dice ciò che forse troppe parole turberebbero. L’atmosfera è di quelle
rarefatte di momenti particolari, spesso unici, perché in essi si vengono ad assaporare
sensazioni oserei dire mistiche. La poesia
inizia in modo interrogativo, un’interrogazione senza risposta; poi procede armonica
in una sequenza di versi musicali, agganciati l’uno all’altro grazie agli enjambement, e
tendenti a spegnersi quasi in un sussurro nei
versicoli finali. In questa delicata espressione d’amore di Francesco Sicilia io riconosco
“un sospiro nascosto, un profumo segreto”,
quello derivato dalla capacità di assaporare,
centellinandole, sensazioni raffinate. Rimane, forte, densa, questa immagine finale dei
“capelli/ tra le dita/ fitti”, una tumultuosa e
luminosa immagine di felicità.
“Quei tuoi capelli d’arance nel vuoto del
mondo,/ nel vuoto dei vetri grevi di silenzio
e/ d’ombra ove a mani nude cerco ogni tuo
riflesso…” cantava Paul Eluard in “Capitale de la douleur”. Così, con un sussulto, un
segno di stupore, i capelli di una donna diventano il centro del mondo. Per Eluard, per
Sicilia.
Passo ora ad un qualcosa di particolare, anche nel modo in cui mi è stato fatto pervenire a fine giugno 2008: raccolti in un involucro di carta bianca con la scritta rossa
“Animus et Anima” (progetto grafico di
Gerardo De Filippis e WEM) c’erano sei
volumetti di autori di diversa provenienza:
Francesco Sicilia di Agropoli (autore anche
della lettera di accompagnamento), Maria
Luisa Pesce di Salerno, Giuliano Manzo di
Salerno, Rino Scarpa di Milano, Fulvio
Fapanni di Brescia e Eduardo Cuoco.
Nella lettera che accompagna gli opuscoli,
Francesco Sicilia, con fervore e lucidità,
parla dell’”espansione quantitativa dell’arte
della scrittura”, a cui però non corrisponde
la qualità: infatti, egli scrive, spesso si tratta solo di creazioni superficiali e frettolose.
In realtà, un’espressione illuminante di Saba, “L’opera d’arte è sempre una confessione” (riportata da Francesco), sottolinea la
necessità che la poesia, piccola o grande
che sia, “esponga” l’anima dell’autore, sia
cioè una confessione, ricca di sfumature, da
illuminare con mille fasci di luce, le diverse
“verità” interpretative dei suoi lettori.
Ti ringrazio, Francesco, per la splendida occasione di “sospensione dilatata” donatami
dalle parole scritte e pronunciate del CD, ti
ringrazio del ponte di collegamento che hai
realizzato tra persone affini spiritualmente:
e che il mio “fascio di luce” possa essere
una “verità” da voi condivisa.
Se avete una lirica o un
racconto inediti, potete inviarli a “Guida ai Libri”,
all’attenzione della professoressa Angela Procaccini, che vaglierà il materiale ricevuto per l’eventuale pubblicazione sulla
rivista.
Inviate le vostre lettere
per posta a:
Guida, via Port’Alba, 19
80134 Napoli
o via e-mail agli indirizzi:
[email protected] [email protected]
alla c. a. Corrispondenza
Guida ai libri
“
Festina lente
(affrettati lentamente)
“
Ho letto un interessante articolo su Desk, rivista trimestrale di cultura e ricerca della comunicazione (UCSI-USOB n. 1/2008). È un
articolo di Corrado Calabrò, presidente
dell’Autorità per le Garanzie nella comunicazione; si intitola “Rappresentazione e
realtà: c’è ancora spazio per la poesia oggi?” L’articolo, partendo da un’analisi della
società odierna, dominata dalla videocrazia
e dalla logorrea, arriva alla conclusione che
forse mai come oggi, “in tanta sovrabbondanza, il bisogno della poesia nasce, paradossalmente, dall’insufficienza del linguaggio… La poesia è un po’ la scommessa sull’impossibile: dire qualcosa di non detto,
forse d’indicibile, usando le parole, ovvero
il mezzo più usato , più sciupato dall’uso
quotidiano”. Essa ci rivela una bellezza che
era sotto la pelle e che avevamo guardato
senza vedere. È come i tre fiammiferi di
Prévert, accesi nella notte dall’innamorato
per vedere il volto dell’amata: nel momento
in cui si accende il fiammifero, diventiamo
tutti poeti, dentro di noi.
La poesia ci trasporta oltre i limiti dell’intelligenza, ma ha la leggerezza di un gioco.
Produce l’evocazione dal non detto, perché
quello che suscita è più importante di quello che dice. Essa infine rivela ciò che portavamo dentro allo stato larvale, e riesce a far
vedere anche agli altri “il volto amato illuminato dal fiammifero”. Ecco perché la poesia è eterna: grandi temi, amore, solitudine,
dolore, delusioni, superano il loro tempo ed
il loro luogo e coinvolgono anche a distanza di secoli: “mittente e destinatario, sconosciuti l’uno all’altro, sono compresenti in
un’interazione che esteriorizza l’uno e interiorizza l’altro”.
È così, è proprio così. E so per certo che chi
ama la poesia e i poeti ha provato questa
“magica” sensazione. Certamente l’hanno
provata i “poeti” che si rivolgono a me e che
scrivono, sempre più numerosi (lo dico con
un pizzico di compiacimento!), alla mia Rubrica. Il che significa che c’è ancora tanto
bisogno di spazi liberi, di oasi di luce, per
sopperire al buio della quotidianità ed alla
volgarità dell’epoca attuale.
Inizio l’antologia del mese con un quasi doveroso riferimento ad Ugo Mucci, originario di Benevento ma trapiantato da anni a
Massa. È una persona di una certa età, che,
come evinco dalle sue lettere, ha svolto con
serietà e coscienza lavori di prestigio: avvocato civilista, giornalista pubblicista, scrittore di testi teatrali, poetici, autobiografici e
saggi. Una persona di forte spessore cultu-
Aldo Manunzio
LIBERATORIA
PER GLI AUTORI CHE INVIANO O CONSEGNANO
RACCONTI (O POESIE) CHE SARANNO PUBBLICATI SU
«GUIDA AI LIBRI»
Il sottoscritto ...................................................................
nato a .............................................................................
domiciliato in via ............................................................
cap...................................................................................
tel. ...................................................................................
dichiara che per la pubblicazione e stampa di una sua poesia/racconto sulla rivista “Guida ai libri” fatta per gentile concessione
dell’editore Guida non ha nulla a pretendere, anzi ringrazia per
l’attenzione.
Napoli, .......................
Firma.........................................
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GUIDA AI LIBRI
Premi ai libri editi da Guida
La Commissione dell’edizione 2008 del “Premio
Basilicata” ha deciso di assegnare la targa destinata annualmente a un editore alla Casa Editrice Guida di Napoli. I riconoscimenti sono stati consegnati il 26 ottobre scorso a Potenza nell’Auditorium del
Conservatorio “Gesualdo da Venosa”.
Guida ha ricevuto il Premio “per il suo specifico
ruolo all’interno del panorama culturale del
Mezzogiorno”.
Petronio Petrone,
con “Lapilli”, è
risultato tra i cinque finalisti selezionati
dalla
Commissione
giudicatrice del
Premio “Bancarella della Cucina”, che ha luogo
a
Pontremoli
(MS) e che è dedicato alla letteratura enogastronomia. Petronio
Petrone, giornalista e promoter
economico-sociale, è l’ideatore per l’editore Guida della collana Lapilli – Gocce di cultura con un sorriso – il cui scopo
è informare divertendo, nei campi più vari, i propri
lettori. I volumetti sono delle mini-antologie in cui
vengono riportati estratti fondamentali, dalla prove-
nienza più varia, sul tema prescelto, e sono allietati
anche da interessanti reperti fotografici.
“Di racconto in racconto” di Anna Rita Persechino
(Guida) è stato selezionato nella cinquina dei finalisti del Premio Carver. Come ha scritto Pasquale
Giustiniani in colloquionline.net:
“Riprendere i miti e
gli antichi racconti
dalla viva voce di
coloro che abitano
nelle terre aurunche, conducendo un
paziente «lavoro di
studio e di ricerca
sul campo» (Prefazione, p. 10): ecco
gli obiettivi raggiunti da questa
piacevole «raccolta
di novelle, favole e
detti della tradizione popolare» (p. 15) di Anna Rita Persechino. Insegnante di scuola primaria giustamente preoccupata
dell’omologazione culturale a cui i più piccoli, ma
anche le relative famiglie di appartenenza, sono progressivamente assoggettati nell’era della globalizzazione economica e finanziaria, l’Autrice rilancia il fascino del racconto così com’è transitato da bocca a
orecchio nelle diverse generazioni del popolo aurunco”.
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10 dicembre 2008:
60° anniversario
Dichiarazione Universale
dei Diritti dell’Uomo
Il 10 dicembre 2008 ricorre il
60° anniversario della proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo da parte
dell’Organizzazione delle Nazioni
Unite: un documento di portata
storica per l’umanità, perché costituisce la base giuridica della maggioranza dei trattati e delle convenzioni internazionali. La Risoluzione fu adottata all’unanimità il
10 dicembre 1948 – giorno in cui
venne siglata – dall’Assemblea
La Giuria Premio Internazionale di Poesia Poseidonia - Paestum (la XIV Edizione si è svolta
nella Piazzetta della Basilica Paleocristiana di Paestum) ha deciso di assegnare la Menzione di merito a Carlo Felice Colucci, di Riccia (CB), per l’opera “Le vane occasioni” (ed. Guida).
Eleanor Roosevelt presenta la Dudu
generale dell’ONU per promuovere il rispetto dei diritti umani e
delle libertà fondamentali in ambito civile, politico, economico, sociale e culturale, con il solo limite
rappresentato dai diritti e dalle libertà altrui e dal benessere comune.
La Dichiarazione si suddivide
in 30 articoli che toccano vari tipi
di diritti. Tra i diritti citati vi sono
quello alla vita, alla libertà e alla
sicurezza della persona; alla tutela
da arresto arbitrario e a un equo
processo; alla presunzione d’innocenza, alla libertà da interferenza
nelle comunicazioni, alla libertà di
movimento; si parla di diritto al-
l’asilo e di diritto al possesso effettivo della proprietà; di diritto
alla libertà di pensiero, di religione, di opinione e di espressione, di
associazione e di partecipazione al
governo; di diritto alla sicurezza
sociale, al lavoro e al riposo, all’istruzione e alla partecipazione sociale. La Dichiarazione fu concepita come parte di una futura carta internazionale dei diritti e la
Commissione delle Nazioni Unite
per i diritti umani propose di incorporarne i principi in trattati internazionali vincolanti per gli stati
membri. L’Assemblea generale
promosse nel 1955 due patti sui
diritti umani, uno in materia civile
e politica e un altro in ambito economico e sociale, ratificati dagli
Stati con molti indugi ed entrati in
vigore solo nel 1976.
La celebrazione di questo evento fondamentale nella storia della
comunità internazionale deve essere l’occasione per stimolare una
riflessione approfondita ed un esame dello stato attuale della promozione e della protezione dei diritti umani nel mondo, per favorire ulteriori progressi nel riconoscimento e nella tutela di questi diritti e per intensificare l’informazione e l’educazione in questo campo.
Ad “Orchidea” di Maria Antonia Iannantuoni è andato il secondo posto, Sezione Narrativa, del Premio
Letterario Letizia Isaia. La cerimonia di premiazione della VI edizione si è svolta il 27 ottobre scorso a
Napoli a Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituto
Italiano per gli Studi Filosofici.
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Il Premio Sele d’Oro, sezione Saggi, è andato quest’anno a Mario Del Treppo per “Storiografia nel
Mezzogiorno” (Guida Editori). Nato in Istria a Pola, Mario Del Treppo è stato professore ordinario di
Storia medioevale dal 1968. Fa parte di istituzioni
culturali come l’Accademia Nazionale dei Lincei, la
Real Academia de
Buenas Letras de
Barcelona, la Società Nazionale di
Scienze Lettere e
Arti e l’Accademia
Pontaniana di Napoli. Fa parte del
Comitato scientifico dell’Istituto Internazionale di Storia
economica
“Francesco Datini”
di Prato. La giuria
della XXIV edizione del Premio Sele
d’Oro, svoltasi a
Oliveto Citra, in provincia di Salerno, ha deciso di
premiarlo per il volume “Storiografia nel Mezzogiorno”, pubblicato a coronamento di una prestigiosa attività scientifica ed accademica. Il libro raccoglie
profili di storici di varie generazioni, che con spirito
diverso hanno operato nel Mezzogiorno.
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GUIDA AI LIBRI
“Fisiopatologia della Insufficienza Cardiaca”:
esce il libro di Mario Condorelli e Mario Petretta
posizione delle fibre, del metabolismo e della vasculatura dei muscoli
scheletrici in questa
condizione morbosa
svolgono una parte
importante nel determinare l’intolleranza all’esercizio e
la stanchezza, sintomi caratteristici, anche se non specifici,
L’insufficienza cardiaca ha da sempre affascinato della disfunzione
il medico e il ricercatore. Attraverso i millenni, Ippo- grave del ventricolo
crate, Galeno, Harvey, Starling, Osler e altri hanno sinistro, che comdescritto i quadri nosografici di tale sindrome e han- promettono severano contribuito a chiarire molti dei principali mecca- mente la qualità di
nismi che ne sono alla base. In modo apparente para- vita del paziente con insufficienza cardiaca cronica.
dossale, tuttavia, nonostante i progressi nelle conoAlla fine della trattazione dei complessi e numescenze scientifiche e nelle tecnologie utilizzate nella rosi meccanismi che stanno alla base di una entità
diagnosi e nella cura delle malattie cardiache, la pre- multietiologica e multipatogenetica come l’insuffivalenza, l’incidenza e la mortalità per insufficienza cienza cardiaca viene affrontato l’interrogativo se lo
cardiaca sono tutte in ascesa. Qualunque sia l’etiopa- stadio sintomatico della malattia sia espressione del
togenesi della insufficienza cardiaca con quadro cli- danno strutturale e funzionale del miocardio direttanico di scompenso cardiaco congestimente dovuto agli agenti etiologici e
zio, la sua terapia è massimamente
di quello generato dai meccanismi
rivolta alla correzione dei sintomi e L’opera ha il pre- cronici, inizialmente “adattativi” sucdei segni clinici della malattia. Ciò gio di far compren- cessivamente “maladattativi”, che
deve spingere a riconsiderare l’apsvolgono un ruolo importante nel coproccio a tale tipo di patologia ed in dere i meccanismi siddetto “rimodellamento” del cuore,
particolare a esplorare i meccanismi
oppure anche della depressione della
molecolari e fisiopatologici dell’in- grazie ai quali i forza contrattile generata dai meccasufficienza cardiaca, allo scopo di processi che sotten- nismi di difesa della sopravvivenza
meglio interpretare i molteplici e
dei cardiomiociti, finalizzati a mantecomplessi aspetti clinici di tale sin- dono la funzione nere ottimale l’economia del costo
drome e di perseguire nella ricerca di cardiaca in condi- energetico della contrazione adeguannuove strategie preventive e terapeudo l’attività meccanica alle diminuite
tiche, nella prospettiva di ridurre zioni fisiologiche e risorse energetiche. La conseguente
l’incidenza e la prevalenza della sinpatologiche posso- riduzione della funzione meccanica
drome.
dei cardiomiociti determina risparmio
Mario Condorelli e Mario Petret- no essere ricondotti di energia metabolica che può essere
ta, esponenti della Scuola di Medicicosì ancora sufficiente per le funzioni
na Interna dell’Università Federico II o dettati da regole vitali della cellula, anche se ciò comdi Napoli, considerano prioritario ai generali proprie dei porta diminuzione della gittata sistofini di tale prospettiva l’approfondilica ventricolare e della portata carmento dei numerosi aspetti rilevanti sistemi complessi diaca fin sotto i livelli necessari per le
della Fisiopatologia della Insuffiesigenze metaboliche dell’intero orcienza Cardiaca. È proprio questo è il adattativi
ganismo. Tale fenomeno, che, come
titolo del nuovo volume che Mario
sopra ricordato, viene definito detto
Condorelli e Mario Petretta si accingono a pubblica- anche “autopreservazione”, può essere visto come il
re con Guida Editore. Tale opera segue il volume principale meccanismo per mantenere la sopravvi“L’insufficienza cardiaca congestizia acuta” di Mario venza dei cardiomiociti che si trovano in limiti riCondorelli che, partendo dalle intuizioni del prof. stretti di produzione di energia metabolica.
Luigi Condorelli, analizza le componenti patogenetiche dell’insufficienza ventricolare acuta alla luce delle attuali conoscenze, e quello di Mario Condorelli e
Mario Petretta sulle basi strutturali, i meccanismi biochimici e molecolari dello scompenso cardiaco intitolato “L’Insufficienza Cardiaca - Dai meccanismi
biochimici e molecolari alla clinica”. Il nuovo volume “Fisiopatologia della Insufficienza Cardiaca”, oltre ad affrontare aspetti centrali di tale sindrome, quali le problematiche del rimodellamento strutturale del
cuore ed in particolare della sua matrice extracellulare, esamina ampiamente le importanti reciproche interazioni tra cuore e altri organi vitali, in particolare
il rene, il fegato e il cervello. Viene anche approfonCodesta problematica non ha un interesse meradita la fisiopatologia del muscolo scheletrico nella in- mente teorico, ma presenta anche importanti implicasufficienza cardiaca congestizia: il muscolo scheletri- zioni di ordine terapeutico, essendo le modificazioni
funzionali “controregolatorie” finalizzate all’autopreservazione della sopravvivenza dei cardiomiociti verosimilmente in parte o totalmente regredibili con la
soppressione dei fattori etiopatogenetici primari. Tale
ipotesi sembra corroborata dalla ripresa della attività
meccanica del miocardio vitale ma “ibernato” dopo
intervento di rivascolarizzazione miocardica prima
che il danno funzionale e strutturale del miocardio
ischemico diventi irreversibile.
L’opera ha il pregio del tutto peculiare di analizzare e di far comprendere i meccanismi grazie ai quali i processi che sottendono la funzione cardiaca in
condizioni fisiologiche e patologiche possono essere
ricondotti o dettati da regole generali proprie dei sistemi complessi adattativi.
co, infatti, è un importante determinante della capacità funzionale dei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia e le alterazioni della massa, della com-
Anniversari scomodi o dimenticati
Finisce l’anno di Pavese, Vittorini, Landolfi, Sinisgalli… troppa
grazia! Per non parlare dello storico della letteratura Carlo Dionisotti. Hanno avuto il torto di nascere tutti insieme, un secolo fa, e
non potevano sperare di essere tutti ricordati con uguale attenzione.
Come infatti è stato. È forse colpa
dell’apatia generale per certi
“classici” (e lo sono tutti e quattro
- anche il vecchio Orazio sarebbe
d’accordo: quando passa un secolo e si è nella memoria collettiva si
ha diritto ad essere definito “classico”…); più probabilmente è colpa della generale ignoranza che
strisciando e strisciando sempre
più va permeando gli ambienti
scolastici nei quali appunto i classici dovrebbero essere di casa.
Fatto sta che non molto si è parlato, poco si è ricordato, non sempre
bene e a volte per nulla… Così va
il mondo delle patrie lettere, mentre imperversano i concorsi letterari che servono ormai soltanto a
fare spettacolo e pettegolezzo. Ci
va a nozze uno come Arbasino,
che coglie l’occasione per stigmatizzare come a S. Stefano Belbo (il
paese in cui nacque Pavese) e nelle Langhe “piene di villette e automobili - e non più di biciclette e
birocci”, venga organizzato un Festival col motto “Passeggiando per
Pavese”, con tanto di “Pavesedanza, in concert, diVino millesimato,
fra un Pavesino e un Einaudino e
bonetti e bazzotti e bicerìn…” A
parte lo stile usualmente caustico
del ben noto testimone intellettuale del nostro degrado culturale,
non si può che condividere: troppo spesso l’occasione fa l’uomo
ladro (senza cattiveria, si sa). I festeggiamenti per questo e quello
vengono confusi con la festa di tizio e caio che li organizzano (e
che trovano i soldi giusti). Il versante “alto” di certe manifestazioni, i contributi critici dei professori e dei conoscitori passano (e restano) in secondo piano.
Allora forse meglio così. Se il
povero Sinisgalli, che peraltro fu
uno dei più significativi esempi
della nostra poesia maggiore, continua a non godere della fortuna
che non ebbe, pazienza. Ci accontenteremo delle solite iniziative
isolate dei benemeriti operatori di
periferia (a Sinisgalli per esempio
dedica un convegno e un volume
commemorativo il sodalizio culturale “Paideia” di Cassino).
Sul versante editoriale, vanno
maluccio le cose per Sinisgalli,
che non si ristampa da diversi anni; di Landolfi negli ultimi tempi
sono più note le vicende legali che
hanno interessato gli eredi. Un po’
meglio vanno gli “affari” per Vittorini, ristampato da Rizzoli in
bella veste illustrata: Conversazione in Sicilia (p. 233 25) e ancor
più per Pavese, che, malgrado sia
finita l’infatuazione esplosa qualche decennio fa, ancora “tira”.
Con “La Stampa” escono tutti i romanzi e i racconti in sei volumi
economici. Einaudi pubblica le
“Lettere editoriali 1940-1950” col
titolo Officina Einaudi (p. 431
22), un interessantissimo spaccato
sul mondo culturale di metà Novecento. E naturalmente c’è un audiolibro: Il Narratore fa uscire
Notte di festa ( 16). Lorenzo
Mondo infine propone Quell’antico ragazzo. Vita di Cesare Pavese
(BUR p. 237 8,60).
Quando qualche anno fa si ristamparono le Poesie di Alfonso
Gatto, si auspicò una ugual fortuna per le opere di De Libero e Si-
nisgalli, altri due meridionali ingiustamente trascurati. Vana illusoria attesa: forse bisognerà attendere ancora o rassegnarsi. E chi sa
se l’anno prossimo troverà ddegna
eco il centenario di Bernari... un
altro napoletano scomodo! Ci
vuole fortuna anche dopo morti, è
proprio vero. E sempre che non si
incappi nelle ormai di moda cancellazioni di memoria storica a
danno di questo o quello.
Leggere i classici, suggeriva
Calvino, è utile e consigliabile
non solo agli studenti ma pure agli
studiosi. Rileggere certi classici
magari con la scusa della ricorrenza, non farebbe male ad alcuno.
Ad di là della facile estemporaneità di autori che oggi vendono migliaia e migliaia di copie, riandare
alla pagina forte e bruciante di Pa-
vese e Vittorini, al caustico sorriso
di Landolfi, alla sapida eleganza
di Sinisgalli è un sollievo dell’animo.
Giuseppe Napolitano
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GUIDA AI LIBRI
La musica di Giacomo Puccini
da Lucca a Kuala Lumpur
Che nella città natale siano in programma concerDunque, a Kuala Lumpur, la modernissima capiti, recital, selezioni di opere, mostre e un Festival per- tale della Malesia, il Female Vocal Ensemble compomanente – “Puccini e la sua Lucca” – per celebrare il sto di otto elementi, e le giovanissime soprano Li
150esimo anniversario della nascita del grande com- Hong e Vivian Li, cinesi, Tan Khar Gee (perfezionapositore, è circostanza assolutamente ovvia. Meno tasi in Italia sotto la guida del Maestro Pier Ferdiovvio, anzi alquanto singolare, è il fatto che nell’am- nando Ferraro) e Ang Mei Foong (ch’è stata allieva
bito del medesimo Festival sia prevista la ‘rilettura in al Conservatorio di Santa Cecilia, in Roma) malesi,
chiave jazz’ di arie del Maestro, accompagnata da accompagnate al piano e dirette dal Maestro Kokun’audace perforTing Chong, si sono rimance:
“Puccini,
trovate alla “Kuala
Cole Porter e George
Lumpur & Selangor
Gershwin: melodie
Chinese
Assembly
da due mondi”.
Hall”, con un ricco
A quest’ultimo riprogramma pucciniaguardo, bisogna dino, comprendente arie
re, sia pure fuggee brani da Madama
volmente, che se
Butterfly, Le Villi, La
l’accostamento di
Bohéme, Tosca, MaGershwin a Puccini
non Lescaut, Turandot,
in qualche pur limiGianni Schicchi, La
tata misura è accetRondine e Suor Angetabile, giacché l’elica.
clettismo del musiciParticolare attensta di Brooklyn (sozione ha suscitato l’inno in lui evidenti gli
gegnoso sperimentaliechi di Rachmanismo del Maestro Koknov, Stravinski, RaTing, che con notevole
Lucca, monumento a Giacomo Puccini e, sotto, la casa dell’artista
vel, Poulenc, Ciaiperizia pianistica ha dakovski, Schönberg,
to un’interpretazione indubbiamente originale delle
perfino Schubert) si
pagine di Puccini; mentre con esiti diversi si sono esiinserisce con elebite le quattro giovani cantanti. Così, per esempio,
menti di originalità
Ang Mei Foong, ha cantato con voce morbida e venella storia del melolata, non priva però d’un soffio di sensualità coloridramma non soltanto
stica, nel celeberrimo “Un bel di vedremo” dalla Butamericano ma anche
terfly; Vivian Li ha affrontato l’impegnativo “Quaneuropeo - si pensi,
do men vo” dalla Boheme con un tono paganeggianper esempio, a Rhapte e insieme armonico nella persistenza tonale; Tan
sody in Blue ed a
Khar Gee, in “Signore ascolta” da Turandot ha maniPorgy and Bess - non
festato schietto e delizioso nitore formale; e, infine,
altrettanto spiegabile,
Li Hong è risultata felicemente espressiva, nel noanzi arbitrario, appastalgico abbandono di “Vissi d’arte, vissi d’amore”
re il raffronto con
da Tosca.
Cole Porter, modesto
Alla fine del
autore di motivi
concerto, conorecchiabili, sia pure
vinti, insistiti
premiati dal successo internazionale, e di null’altro.
applausi per tutAncora meno ovvio, poi, è che al capo opposto ti dal pubblico
dell’Europa, nel cuore dell’Asia, sia stato fatto un entusiasta, ed
grande sforzo per realizzare un concerto commemo- evidente il comrativo del grande operista toscano. Non che la musi- piacimento degli
ca di Puccini non avesse già in precedenza raggiunto Italiani residenti
il pubblico asiatico; ma, nell’occasione specifica, so- in Malesia, orno la complessità del programma e le difficoltà della gogliosi del loro
sua realizzazione (ottenuta per l’impegno congiunto grande compadel pianista malese Maestro Kok-Ting Chong, fonda- triota.
tore e animatore della Artists Platform, e della reTeresa
sponsabile dell’Ufficio culturale della missione diDe Juliis
plomatica italiana, prof. Rita Ruggeri, dietro impulso
entusiasta dell’Ambasciatore Alessandro Busacca) a
suscitare interesse.
GUIDA: GLI OMAGGI
CONTINUANO
CON
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ottobre-dicembre 2008
BREVI
15
LETTURE
di Antonio Spagnuolo
Matteo Fantuzzi
Kobarid
Raffaelli Editore, p. 72 10
I frantumi perfetti sono qui un labirinto ininterrotto, una elegia ingorda
che offre slanci personali, in un sublime innamoramento del silenzio,
semovente, e pronto ad accogliere il
grido o la stridulità del graffio per
tutte queste figure che cercano il
soffice incantamento della poesia.
Giacomo Leronni
Polvere del bene
Manni, p. 104 12
Da preciso indagatore delle incerte
occasioni del fare poesia, Gilberto
Finzi scrive nella sua postfazione:
“sono poesie piuttosto fuori dell’ordinario: Fantuzzi (ed è una importante scoperta, se non proprio una
novità) individua e segue, poesia
dopo poesia, dei personaggi, uomini
e donne, ragazzi e ragazze senza
qualità, maschere dell’esistenza, esseri più o meno scombinati, sfigurati dalle vicende, tormentati a volte
dalla violenza dei fatti che raccontano”. Continuo riecheggiare di brevi
stralci di vita che strappano il generoso avvolgersi intorno al verso,
quasi sempre diversificato nel ritmo
e nella variabilità verbale.
Dal pacato margine che scolpisce la
figura che muove e determina la
narrazione all’improvviso accendersi di uno sguardo volutamente furtivo: “Mi mostri il corpo, allunghi
una pastiglia/dici così c’è meno
tempo refrattario sorridi/e mi seduci
tra telecamere e tecnici di
studio/mentendo, sapendo di mentire:/urli di un piacere che non provi/mostri il tuo fiore come la cosa
più preziosa/il tempo di convincermi ad entrare/di fare il mio dovere”
(p. 47).
Persone irrequiete che trasferiscono
altrove il proprio contorcersi per poter tentare ogni coinvolgimento, per
descrivere e rapportarsi allo stesso
tempo in una immaginaria colorazione del vissuto, tracciando esiti
della quotidianità per confermare
una malcelata passionalità, che appare irrinunciabile. “Ogni anno almeno un giorno/lo passo a Cesenatico d’inverno/per vedere la battigia
vuota/le assi per coprire i bagni/in
pezzi di lamiera arrugginiti/le farmacie con la saracinesca/in basso, le
vetrine senza manichini./È questa la
mia stanza/quando manchi, sei al lavoro/o esci coi tuoi amici, sei lontana,/non è possibile vederti” (p. 37).
Le coincidenze cercano una possibile analisi al di là delle incombenze
imposte dalla pertinenza: le vibrazioni dei sentimenti aderiscono quasi sempre alla scelta della parola, alla sonorità ritmica, che è presente in
ogni pagina, con una sua sobria
esperienza di scrittura, sconvolgendo definizioni per far si che la poesia rimanga senza mai indugiare in
decifrazioni di linguaggi o convulsioni inattese.
“Fingo d’essere un terrorista due
volte ogni anno,/minaccio l’autista
con il tagliaunghie,/gli dico di portarmi in Piazza dei Servi:/lui ormai
mi a presente (è lo stesso da anni)/in
fretta mi lascia nel luogo richiesto,/chiede scusa alla gente sul mezzo/e riparte. Ridendo” (p. 14).
“Fate piano/cos’è questo frastuono
d’idee/che s’insinua nelle pieghe/già
ammansite del corpo,/cos’è questo
insistere vano/e a che giova se il
tempo/non ascolta alcuna voce/che
lo commuova?” (p. 23).
Sobbalzi e ammiccamenti, slittamenti di frasi, nella ricerca meticolosa della parola, fra la riserva di
qualche affermazione che potrebbe
mostrare l’originale capacità di mettere in versi esperienze ed affetti e la
ricchezza che traspare nelle accettazioni inconfessate della riserva.
L’impatto tra il racconto di un vissuto, piuttosto ordinario e straordinario insieme, e la illusione di una
fantasmagorica percezione della
poesia sono qui la dimensione autobiografica, intensa di dettagli e di
partiture come il sussurro che:
“Scrivi, cingi il giorno con frasi/di
buio. Un Dio impettito/accorpa sillaba a sillaba:/scrivi il brivido, la
bellezza, scegli/la riva, scendi in acque di stoltezza/,di paura. Assumi
l’anestetico/abbandonati alla corrente:/scrivi almeno tu, frenetico/la mirabile vita assente” (p. 40).
Questa è l’opera prima di Giacomo
Leronni (1963), ma già essa è prova
di acquistata maturità espressiva,
senza eccezioni o contaminazioni
che potrebbero sminuirla.
Il suo discreto offrire si consuma
lentamente in una strana solitudine
che chiede di allontanare ansie, illusioni, contorsioni esistenziali, sbandamenti temporali, per sopravvivere
in un rapporto indefinito e indefinibile con la immagine della filosofia
e con la impalpabile presenza di una
fede, ben celata nel verso.
“I regni paralleli dell’angoscia/e
della foga, la parola/sovraccarica, il
silenzio/il martellare contiguo dell’afa/e del freddo. S’interpongono
corpi/nebbia che la luce puntella/di
figure tormentate” (p. 84).
La tensione riporta ad emozioni nelle quali il dirompere del pensiero
audace pulsa in attese non riconoscibili, ma adagiate alla metafora, la
quale rende la scrittura proiettata luminosamente da un passato incancellabile ad un futuro sospeso e temuto insieme. Particolare il linguaggio di questo poeta, un tracciato dal
fascino sostenuto tra gli anfratti della finzione scenica e la sorpresa della ricerca linguistica.
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GUIDA AI LIBRI
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IL BOOK MEDIA STORE DEL PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI DI ROMA
Apre il Bookàbar
dall’insolito design
La recente apertura del Bookàbar
al Palazzo delle Esposizioni di
Roma ha permesso un arricchimento della varietà dell’offerta al
pubblico grazie ad un miglioramento delle strutture espositive,
facendo di questo spazio commerciale un vero e proprio polo di attrazione per i visitatori.
L’attività di book media store rende migliore la qualità complessiva
della visita al Palazzo delle Esposizioni, considerandola come la risposta ad un’esigenza di soddisfazione personale del visitatore e
dell’acquirente di passaggio, offrendo la possibilità di acquisto di
oggettistica e editoria di qualità.
I nuovi spazi coniugano l’aspetto
scenografico dell’arte e del design
a quello più concreto dell’attività
di vendita. L’allestimento si propone di creare delle aree dinamiche in continua evoluzione, perfette anche come sede e scenario di
eventi culturali. L’ingresso dei locali rivela immediatamente lo stile
asciutto scelto per gli arredi, luminoso ed essenziale, declinato nelle
tonalità del bianco.
Il grande book media store è articolato in più isole tematiche: una
sezione dedicata ai prodotti editoriali, una zona multimedia, un’area lifestyle e merchandising con
Bookabar è un punto di riferimento a Roma per gli appassionati del design: l’area dedicata ospita un’ampia selezione di accessori e oggetti che,
esposti
come
opere
d’arte,
subiscono una
rotazione continua secondo un
concetto di store
innovativo.
I prodotti dedicati al mondo dell’arte, del design,
della grafica, del
modernariato, affiancano le linee
appositamente
progettate e realizzate per il Palazzo nonché il
merchandising
legato alla programmazione
delle mostre.
“Gli spazi della
libreria, di cui ricordo l’ingresso
indipendente di
via
Milano
15/17, rivelano immediatamente
lo stile luminoso ed essenziale degli ambienti – spiega Raffaele Por-
ascoltare una selezione di brani
musicali”.
Non va dimenticato che sono previsti alcuni servizi accessori alla
vendita tra cui: desk di informazione e orientamento al pubblico,
desk di informazione sulle attività
e la programmazione culturale a
Roma, servizio di consegna a domicilio e spedizione dei libri e degli oggetti, reperimento di titoli o
di particolari oggetti di design attraverso una ricerca in rete, sconti
e agevolazioni sui servizi di caffetteria e book media store attraverso l’attivazione di una card. Il
servizio potrà essere integrato con
le attività espositive del Palazzo,
distribuzione gratuita di un catalogo delle linee di prodotto del Pa-
lazzo, attivazione di un sistema di
acquisto on line, liste regalo in occasione di nozze, feste di laurea,
compleanni, esigenze aziendali,
buoni regalo, servizio gratuito Wifi.
accesso indipendente
da Via Milano 15/17
e dalle sale delle mostre
celli, amministratore delegato di
Gebart-Gestione servizi beni culturali – che coniugano la varietà
dell’assortimento con l’aspetto
scenografico dove organizzare anche eventi culturali. È opportuno
inoltre far cenno all’attigua caffetteria, dove è possibile mangiare
visionando oggetti di design e
750 gli iscritti alla manifestazione,
90 quelli che hanno portato
a termine la gara
Si è conclusa la Caccia al Tesoro
nelle librerie, il grande gioco collettivo organizzato dall’Ali,
l’Associazione Librai Italiani di
Confcommercio, lo scorso 25 ottobre, nell’ambito della terza edizione di “Ottobre piovono libri”
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Tra i circa 750
gli iscritti alla competizione, sono stati 500 i partecipanti di cui
solo 90 hanno concluso la gara.
Nessuno ha ottenuto il punteggio
pieno, pari a 60 risposte esatte su
60 domande. Il risultato migliore
a Palermo, dove una concorrente
ha indovinato 59 domande. Il
punteggio medio emerso tra le
50 librerie delle 15 città italiane
che hanno ospitato la caccia è
stato pari a 48 risposte esatte. Riconoscendo lo sforzo e la passione per i libri dimostrata dai concorrenti, in deroga al regolamento che prevedeva l’assegnazione
di 100 libri soltanto a chi avesse
risposto bene a tutte e 60 le domande, l’Ali ha deciso di premiare i primi tre classificati di
ogni città, regalando 50 libri al
primo, 30 al secondo e 20 al terzo. A chi ha concluso la caccia
sarà, comunque, dato in omaggio
un libro e il Calendario 2009 “Le
fate
sapienti
7”
edito
dall’Ali–Confcommercio. In attesa di essere contattati dall’Ali e
di recarsi nelle librerie per ritirare i premi, i concorrenti possono
verificare domande e risposte sul
sito www.aliass.org.
Vuoi essere
anche tu
Socio sostenitore?
LIBRERIA BOOKÀBAR
Palazzo delle Esposizioni
00184 ROMA
tel.: 06. 48 91 33 61
[email protected]
le proposte di oggetti culto dei
maggiori designer.
La sezione video offre un’ampia
scelta di film, con una particolare
attenzione per le pellicole d’autore. Completa l’offerta al pubblico
una accurata scelta di CD musicali e una selezione di 33 giri in vinile e picture disc.
Associazione Librai Italiani:
conclusa la Caccia al tesoro
in cinquanta librerie
Con la tessera di Socio
avrai diritto a:
Il libro su cui
fu vergata
l’intera
scienza
libraria
invocava
soccorso
per non essere
roso dal topo.
E il topo
se la rise.
Leon Battista Alberti
• essere informato su tutte le
nostre manifestazioni culturali
• uno sconto del 15% sugli
acquisti nelle librerie del
Gruppo Guida
• usufruire di sconti nei negozi convenzionati
• pubblicare un intervento
mensile su Guida ai libri
A versamento avvenuto l’Associazione rilascia una ricevuta fiscale il cui importo potrà essere dedotto dal reddito
Per informazioni
rivolgersi alla
Segreteria
organizzativa:
NAPOLI
via Port’Alba, 19
tel. 081.290768/
081.444309
fax 081.299744
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