Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario Università di Trento SPECIALIZZAZIONE ALL’ATTIVITA’ DIDATTICA DI SOSTEGNO Mediazioni per la promozione dell’agio scolastico per docenti già abilitati con incarico a tempo indeterminato e determinato Anni accademici 2002-3 e 2003-4 Seconda edizione (v. 2.0) - Stampato a Rovereto nell'ottobre 2002 Indice Gruppo di conduzione………………………………………………. L’obiettivo…………………………………………………………….. Quali bisogni?. ………………………………………………………. Nuove competenze………………………………………………….. Aree di intervento (fig.1) …………………………………………. Due percorsi (fig.2) …………………..…………………………… Nuove forme di collaborazione…………………………………….. Il piano formativo individualizzato ………………………… I moduli………………………………………………………………. L’articolazione dei moduli e dei corsi (fig.3) ………………….… - Anno 2001-2002………………………………………………. - Anno 2002-2003: i moduli……………………………………. . Modulo 1 ………………………………………………….. . Modulo 2 ………………………………………………….. . Modulo 3 ………………………………………………….. . Modulo 4 ………………………………………………….. . Modulo 5 ………………………………………………….. . Il tirocinio………………………………………………….. - Anno 2002-2003: corsi trasversali SSIS……………………. - Anno 2002-2003: insegnamenti nel corso di sostegno SSIS….. - Anno 2003-2004: i moduli……………………………………. - Anno 2003-2004: il tirocinio………………………………….. - Anno 2003-2004: corsi trasversali SSIS……………………. - Anno 2003-2004: insegnamenti nel corso di sostegno SSIS…… Formazione on line…………………………………………………. Calendario 2002-3………………………………………………….. La valutazione………………………………………………………. 1. Definizione delle competenze……………………………… 2. Valutazione dei crediti in ingresso…………………………. 3. Valutazione in itinere: forme e strumenti………………….. 4. Valutazione finale d’area…………………………………. 5. Esame finale di diploma di specializzazione……………… 6. Criteri di valutazione………………………………………… 7. Ripetizione dell’esame finale di diploma………………….. Questionario di autovalutazione e proposta …………………….. Riferimenti normativi ……………………………………………….. - Legge 5 febbraio 1992, n. 104 - Art. 14…………………….. - D. I. 24 novembre 1998, n. 460 – Art. 7……………………. - Circolare Ministeriale n. 235 del 20 ottobre 2000 (estratto)…… - Decreto Ministeriale 20 febbraio 2002 ……………………… - Bando di ammissione 800 ore…………………………………. - Il piano formativo individualizzato………………………………… Allegato 1 - Tabella per l'autovalutazione in itinere Allegato 2 - I primi strumenti Allegato 3 - Criteri per l'individuazione di crediti pregressi Allegato 4 - Programmi insegnamenti nel corso di sostegno SSIS 1 p. 2 p. 3 p. 3 p. 4 p. 4 p. 7 p. 7 p. 9 p. 9 p. 11 p. 11 p. 11 p. 11 p. 12 p. 13 p. 15 p. 16 p. 21 p. 22 p. 23 p. 24 p. 26 p. 26 p. 26 p. 27 p. 28 p. 34 p. 34 p. 34 p. 34 p. 35 p. 35 p. 35 p. 36 p. 37 p. 38 p. 38 p. 38 p. 38 p. 39 p. 43 p. 49 p. 51 p. 53 p. 63 p. 65 Gruppo di conduzione Responsabile scientifico: Remo Job Coordinatore scientifico: Luigi Tuffanelli [email protected] Tutors d’aula e coordinatori di tirocinio Maria Arici (Modulo 1) Gilberto Bonani Sofia Cramerotti Ornella Magnanini Manuela Righi Marina Taffara Roberto Trolli Stefano Cainelli Carolina Coco [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] [email protected] Coordinatrice “Didattica on line”: Daniela Paolino [email protected] Segreteria Sostegno: tel. 0464/483536 [email protected] Sito web di didattica online (sulla bacheca vengono riportati gli avvisi urgenti): http://www.didatticaonline.unitn.it/insegnamenti/tuffanelliI03.asp sito SSIS: http://www.form.unitn.it/ssis/ sito del corso 800 ore per docenti abilitati: http://www.form.unitn.it/ssis/didattica/sostegno/abilitati/ sito del corso per docenti a tempo indeterminato: http://www.form.unitn.it/ssis/didattica/sostegno/iti/ Variazioni sostanziali rispetto alla prima edizione: - inseriti gli allegati 2 e 3 (si tratta di materiale distribuito ai corsisti a lezione) - inserito l'allegato 4 (programmi degli insegnamenti nel corso SSIS di sostegno) - aggiornato il calendario (orari degli insegnamenti del corso di sostegno SSIS, nuovi orari del corso di Laboratorio di Comunicazione Didattica Efficace e dei moduli di agostosettembre 2003) 2 L’obiettivo Nel nostro territorio esistono esperienze, risorse, intelligenze per intervenire su disagio e svantaggio scolastici: fenomeni che si presentano talvolta separati e più spesso intimamente congiunti, in ogni caso in preoccupante crescita. Il problema è che gli interventi, seppure significativi e generosi, si attuano nonostante il sistema scolastico, che nel suo complesso non prevede figure (eccezion fatta per i docenti di sostegno), momenti, strutture per interventi sistematici, continuativi, documentati, in un raccordo meno che episodico fra scuole ed enti territoriali. Il primo obiettivo diventa allora la convergenza di istituzioni, energie e risorse in una progettualità comune. Quali bisogni? Il dato emergente e immediatamente più eclatante è il cospicuo e crescente afflusso di bambini e ragazzi extracomunitari nelle scuole della provincia. Il fatto si pone in termini di emergenza, ma anche, com’è stato sottolineato in molti studi e dibattiti a livello nazionale e internazionale, come straordinaria opportunità di crescita economica, sociale e culturale, a patto che si sappia intervenire con tempestività, competenza ed efficacia. Per converso, interventi casuali, abborracciati e dettati dall’emergenza più che dalla preveggenza, rischiano di aggravare lo stato di un sistema formativo già di per sé affaticato e anchilosato. Però lo spettro dello svantaggio e del disagio e, simmetricamente, delle risorse personali inutilizzate o sotto-utilizzate, non è certamente occupato solo da extracomunitari, così come non va taciuto il fatto che questo mondo di bambini, ragazze e ragazzi “venuti da lontano” non è affatto omogeneo al suo interno, e spesso nemmeno più preoccupante dello stato in cui versano molti studenti italiani. Secondo stime prudenziali elaborate dal gruppo che fa capo al professor Cornoldi1 (Università di Padova, Psicopatologia dell’apprendimento), gli studenti che manifestano difficoltà rilevanti di apprendimento, con conseguente scarso rendimento, sono circa il 20% (13% maschi e 7% femmine). Questi dati coprono però un arcipelago dello svantaggio cognitivo molto frastagliato e multiforme: dai deficit specifici relativi all’apprendimento strumentale della lettura e della scrittura alle difficoltà gravi nella comprensione e nella produzione dei testi; dalle difficoltà di calcolo a quelle relative alla soluzione di problemi. Cui si devono aggiungere deficit di attenzione e iperattività accentuata o, più in generale, svantaggio linguistico-culturale aggravato, se non determinato, da un insegnamento insufficiente o inappropriato. Il quadro dello svantaggio e del disagio deve inoltre essere esteso (almeno in parte, per una sovrapposizione non completa) ai ragazzi che vivono situazioni familiari al limite o oltre il limite, ai bulli e alle vittime, ai depressi, agli sfiduciati ecc. Insomma il numero di ragazzi che presentano, secondo la definizione rivista e aggiornata dell’OMS, “difficoltà nelle attività personali e nella partecipazione sociale”, che sono portatori cioè di “bisogni educativi speciali”, sono veramente tanti, in assoluto e in percentuale. L’impatto di questi casi problematici sull’intero sistema è rilevante, con costi sociali ingenti. Un solo dato, proposto qualche anno fa da Benedetto Vertecchi in occasione della presentazione del “Rapporto sulla competenza alfabetica in Italia”, che ci sembra molto significativo e quanto mai attuale: «Il nostro sistema, a differenza di quello che si pensa, non produce élite culturali nella misura necessaria per governare i processi di modernizzazione. Il livello dovrebbe essere attorno al 15-20% della popolazione, mentre noi siamo fermi all’8%». Il problema però non coinvolge solo le élite, anzi: nei livelli bassi della formazione abbiamo indicatori molto più allarmanti. Nello stesso 1 Cornoldi C. (1999), Le difficoltà di apprendimento a scuola, Bologna, Il Mulino. 3 rapporto CEDE, infatti, vengono indicati quattro livelli relativi alla capacità di comprendere e produrre testi scritti, in un campione di popolazione italiana compreso fra i 16 e i 65 anni. Al primo livello troviamo chi presenta un’ “incapacità assoluta di ricevere o scrivere un messaggio”, mentre al secondo livello c’è chi riesce a “comprendere una frase semplice senza nessi sintattici“. Ciò che interessa rilevare, è che in questi due livelli, che configurano una situazione a rischio di analfabetismo almeno “funzionale”, c’è anche una cospicua parte di popolazione non diciamo acculturata, ma titolata1. Questi dati allarmanti sono stati sostanzialmente confermati in seguito dalla nota indagine OCSE-PISA2. Ci lamentiamo che i nostri concittadini non leggono: forse è perché non ci riescono. Nuove competenze Per rispondere ai bisogni multiformi, spesso muti e latenti, di una fascia molto larga di alunni, il sistema formativo non può che cercare di allargare lo spettro delle competenze psicopedagogiche degli insegnanti, in particolare nell’ambito dell’individuazione e della gestione (in fase di input, di elaborazione e di output) dei deficit cognitivi, metacognitivi e socioaffettivi. Si dovranno quindi affiancare alle competenze più specialistiche degli insegnanti di sostegno, riviste però alla luce dei nuovi bisogni emergenti, competenze più distribuite e diffuse, e nello stesso tempo più “leggere”, con percorsi formativi che coinvolgano figure stabili e trainanti dentro gli istituti e non insegnanti a rischio di sovrannumerarietà. - Aree di intervento Una delle strade, forse la più agevole, per far fronte a questo stato di cose e riqualificare il sistema formativo, a tutti i livelli, dotandolo di competenze e professionalità, per governare l’emergenza, ma anche per guidare percorsi che si snodino nel corso di molti anni, è sicuramente quella di immettere figure specifiche che sappiano indagare i problemi e prospettare soluzioni, coinvolgendo gradualmente l’intera struttura scolastica. Anche se una situazione di particolare svantaggio o disagio non è quasi mai delimitabile ad una sfera di vita particolare, ma investe piuttosto tutte le dimensioni dell'agire e dell'essere, sono tuttavia individuabili, almeno in prima approssimazione, alcuni ambiti di indagine, utili da un punto di vista analitico e professionale. Pur avendo previsto un'area specifica per le diversità culturali, va ribadito che l'individuazione, il riconoscimento e la valorizzazione dei diversi bisogni, potenzialità, stili cognitivi, intelligenze e ritmi personali è un'istanza trasversale, generalizzabile a tutte le situazioni formative. Le competenze, che possiamo delineare con una certa precisione, e che possono, e talvolta devono, intrecciarsi nella stessa figura professionale, sono sostanzialmente raggruppabili nelle cinque grandi aree indicate in (Fig.1), a loro volta articolabili in moduli e sottomoduli: Area delle diversità La grande sfida che i flussi crescenti di alunni migranti comportano, richiede in prospettiva a tutti gli insegnanti, e in tempi brevi almeno ad alcuni docenti in ogni istituto, disponibilità, accortezze, competenze e atteggiamenti di un certo spessore interculturale. L’insegnamento dell’italiano come lingua seconda è una competenza che dovrebbe incardinarsi sempre più nel profilo professionale complessivo dell’insegnante di italiano. Di nuovo, a breve termine, si dovrebbero almeno formare alcuni insegnanti (due o tre per istituto) che sappiano gestire l’accoglienza e 1 Questi dati hanno avuta larga diffusione sulla stampa nazionale. Si veda ad esempio “la Repubblica”, 17 maggio 2000, pp. 12-13 o al sito www.cede.it/ricerche 2 Rintracciabile nel sito www.cede.it/ricerche-internazionali/ocse-pisa-ccc 4 Fig 1. Aree, moduli e sottomoduli (i numeri indicano gli otto moduli nei quali si articola il corso per ITI - insegnanti a tempo indeterminato) AREA DIVERSITA’ Interculturalità 1 AREA COMPORTAMENTI Affettività ed emozioni Italiano L2 3 L’intelligenza emotiva L’Educazione razionale-emotiva Autostima e autoefficacia Studio di casi e modalità di intervento Diversità culturali AREA STRUMENTI Strategie educative e comportamentali per l’alunno iperattivo Emarginazione, bullismo e integrazione Il colloquio d’aiuto Approccio psicoeducativo ai comportamenti problema gravi Piano Educativo Individualizzato e strumenti 2 Pedagogia della narrazione Relazioni e comportamenti 4 Strumenti per leggere il disagio AREA ORIENTAMENTI AREA APPRENDIMENTI Deficit di apprendimento Lettura e comprensione Approcci metacognitivi Teorie dell’apprendimento Deficit d’attenzione e memoria Disabilità di scrittura Le dislessie Motivazione ad imparare Disabilità di calcolo Laboratori di lettura Deficit della vista e dell’udito Strategie didattiche e metodologie (infrascuola) 5 POF e organizzazione scolastica Tecniche e tecnologie didattiche Le teorie sul recupero L’apprendimento cooperativo Facilitazioni disciplinari L’approccio di rete Il tutoring Deficit psicomotori Disabilità sensoriali e psicofisiche 6 Ricerche sull’integrazione, banche dati ecc. Orientamento sociale e professionale Rapporti di sistema: colleghi, famiglie e operatori 8 Progetti di vita (extrascuola) 7 Tirocinio 5 - - - - l’inserimento di bambini e ragazzi di diversa lingua con un minimo di competenza glottodidattica, optando fra diversi approcci formativi, guidati dal loro stile di insegnamento, ma anche da una valutazione consapevole e ponderata dei vantaggi e degli svantaggi che può comportare un approccio comunicativo piuttosto che grammaticale, funzionale o affettivo piuttosto che strutturale. Area degli strumenti Il perseguimento di obiettivi individualizzati, la loro verifica e valutazione, richiedono un ricco corredo di strumenti idonei. Alcuni sono specificamente previsti per l’elaborazione di un Piano Educativo Individualizzato per alunni con deficit certificati: analisi della diagnosi funzionale, costruzione di un profilo dinamico funzionale e sua implementazione e verifica. Altri strumenti dovrebbero costituire il corredo professionale di ciascun insegnante: cogliere, rilevare, osservare, registrare e valutare indizi significativi di svantaggio culturale o di disagio socioaffettivo, condividendo coi colleghi la ricerca di strategie di intervento. Area dei comportamenti Ci sono fattori di diversa natura che convergono e si intrecciano indissolubilmente nella determinazione di azioni comunicative desiderate o indesiderate: abilità cognitive, stati emotivi, abitudini sociali, stati organici ecc. La presupposizione di una separabilità o di una separatezza fra i vari fattori, privilegiando poi il solo aspetto cognitivo, è stato ed è uno dei limiti maggiori della scuola. Una competenza di base nel percepire i vari indizi di comportamenti problema o di stati emotivi che ostacolano o impediscono di fatto gli apprendimenti desiderati deve essere una meta sia per gli insegnanti di sostegno sia per i docenti cosiddetti curricolari. Relativamente a questo ambito, l’insegnante può effettuare interventi in prima persona oppure stimolare e coordinare attività di tutoraggio tra coetanei o sostenere l’attività di insegnanti-tutor designati dai consigli di classe. Area degli apprendimenti C’è necessità di avere, dentro la scuola, uno o più punti di riferimento per quanto riguarda le difficoltà di apprendimento. Alle normali competenze disciplinari si dovrebbero affiancare più articolate competenze psico-pedagogiche ed epistemologico-disciplinari. L’insegnante chiamato a svolgere questa funzione decisiva dovrebbe saper cogliere ed interpretare indizi di problemi cognitivi in fase di input (percezione, impulsività, attenzione, linguaggio, ritardo ecc.), di elaborazione (concettualizzazione, procedure e strategie carenti ecc.) o di output (emotività disfunzionale, ansia, linguaggio ecc.); saper condurre un’osservazione sistematica e intervenire direttamente o indirettamente sulle difficoltà; conoscere e applicare i più importanti modelli della psicologia dell’apprendimento e le principali teorie sul recupero. Un ambito specialistico riguarda invece l’intervento diretto sulle disabilità sensoriali e psicofisiche, mentre la costruzione di un ambiente accogliente e stimolante, che non emargini l’alunno, costringendolo a identificarsi col suo deficit, è una responsabilità di tutti. Area degli orientamenti Ci sono due modi di intervento: diretto, attraverso i contatti con la famiglia, l’assistente sociale e il mondo del lavoro. L’insegnante in grado di svolgere questa funzione diviene, almeno in certi casi e in certe fasi, il nodo decisivo della rete che deve proteggere e facilitare l’inserimento o il reinserimento del soggetto svantaggiato. Gli si richiedono buone competenze antropologico-culturali, linguistiche e di psicologia sociale, che gli consentano di svolgere efficacemente una funzione di mediazione culturale e interculturale. C’è anche un modo di intervento più indiretto ma non meno indispensabile. Riguarda la strutturazione degli spazi e dei tempi, delle opportunità formative, dei modi, dei mezzi e dei ritmi per accedere agli apprendimenti. E’ una 6 competenza che entra a far parte di una progettualità comune. In questo senso, l’insegnante che si pone come riferimento per le problematiche dello svantaggio e del disagio è un’effettiva figura di sistema. Tirocinio Il tirocinio è indispensabile per poter conseguire la specializzazione in sostegno. Consiste in 200 ore, 100 di tirocinio diretto (monitoraggio critico di esperienze in atto o precedentemente svolte in interazione diretta con gli alunni) e 100 di tirocinio indiretto (gruppi di lavoro), dove verranno riprese e approfondite problematiche già trattate nei moduli o negli insegnamenti, con un’accentuazione maggiore della prospettiva applicativa. Due percorsi Per rendere più ampio, costante ed efficace l’intervento, all’interno della scuola, nelle cinque aree sopra delineate, si intraprendono due diversi percorsi formativi:il primo è un percorso di otto moduli destinato a docenti con Incarico a Tempo Indeterminato (che d’ora in poi indicheremo con l’acronimo ITI), attivato in base al Decreto Interministeriale 24 novembre 1998, n. 460 e già iniziato nell’anno accademico 20012002, con lo svolgimento del primo modulo; il secondo è un percorso di 810 ore che coinvolge docenti con Incarico a Tempo Determinato (d’ora in poi ITD), in possesso di abilitazione, ma privi della specializzazione per svolgere attività didattica di sostegno (Decreto Ministeriale 20 febbraio 2002). Per i docenti ITI il percorso modulare è aperto, nel senso che la SSIS lo realizzerà in tre anni accademici; si prevede però l'attivazione ciclica dei vari moduli, per consentire eventuali ingressi di nuovi docenti di ruolo nel percorso formativo, senza che sia necessario attendere il completamento dell'intero percorso, fatte salve alcune, limitate propedeuticità. I docenti potranno accumulare crediti e conseguire la specializzazione relativa seguendo un curriculum personale che potrà snodarsi anche in un tempo più lungo. Per i docenti ITD invece il corso di specializzazione, che si può concludere in un solo accademico, non deve in ogni caso superare i due anni accademici. Per una parte almeno i due percorsi convergeranno, determinando sinergie formative e organizzative che non solo favoriranno un contenimento dei costi, ma soprattutto dovrebbero costituire un’occasione molto feconda di scambi professionali tra figure parzialmente diverse, ma destinate ad operare insieme negli stessi istituti (Fig.2 ). Nuove forme di collaborazione L'impianto ricorsivo e incrementale delle competenze convertite in crediti dovrebbe almeno in parte risolvere o limitare alcuni problemi legati alla didattica speciale: - l'isolamento, patito in questi anni dagli insegnanti di sostegno e dagli stessi alunni di cui si doveva favorire il processo di integrazione, dovuto all'assenza, da parte degli altri insegnanti, di competenze specifiche in tema di svantaggio e disagio ; - la delega ai docenti di sostegno di tutti i problemi in qualche modo riconducibili allo svantaggio e al disagio (tuttologia paralizzante) ; - fuga continua dal ruolo di sostegno, appena raggiunta la fatidica soglia dei 5 anni, con conseguenti vuoti da riempire e precariato che si rinnova. Tutto ciò ha comportato dei disagi elevati da parte degli alunni svantaggiati, sotto forma di frammentarietà e discontinuità degli interventi. Invece l'impianto formativo qui prospettato configura nuove forme di collaborazione, nuove sensibilità e capacità di intervento, che potrebbero tradursi, negli istituti autonomi, o almeno in alcuni di essi, nella costituzione di un dipartimento trasversale e interdisciplinare sul disagio, lo svantaggio e la valorizzazione delle diversità. E ciò potrebbe costituire un esempio virtuoso ed esercitare un effetto di traino anche sugli altri istituti. 7 Fig. 2 Percorsi formativi Docenti ITI 2001-2 Mod 1 Docenti ITD Specializzandi SSIS 65 ore 6 cr Corsi trasversali SSIS 2002-3 Mod 2-3-4-5 310 ore 26 cr Area A: i laboratori 2003-4 Mod 5-6-7-8 Tirocinio 2002-3 Tirocinio 2003-4 Esami moduli 310 ore 26 cr 160 ore 12 cr Area B: la teoria ore 100 + 100 11 cr Area C: tirocinio 140 ore 11 cr ore 100 + 100 11 cr ITD Certificazioni di competenza 510 ore 37 cr ITI 400 ore ore 810 60 cr 8 moduli Esame finale Specializzazione in sostegno 8 La compresenza negli stessi moduli di figure diverse, docenti di ruolo e docenti abilitati, prefigura già nel momento formativo questa articolazione più ampia e complessa destinata a prevenire ove possibile o a intervenire sulle situazioni già consolidate di svantaggio o di disagio, di cui si lamenta la costante crescita nelle scuole di ogni ordine e grado. Il piano formativo individualizzato Mentre gli otto moduli si svolgono sempre in orario pomeridiano, alcuni corsi SSIS (trasversali o di sostegno) vengono tenuti in orario mattutino. Tuttavia, per favorire la partecipazione dei docenti che frequentano il corso di specializzazione in continuità col servizio di insegnamento, si prevedono un’alternanza di alcuni corsi nei due anni e la possibilità di costruire un piano di lavoro individualizzato, che si possa sviluppare interamente in orario pomeridiano (fig. 3). Queste considerazioni valgono naturalmente per i docenti a tempo determinato, in quanto il percorso esclusivamente modulare per i docenti di ruolo già prevede un percorso individualizzato in un numero variabile di anni. All’inizio del corso, entro il 25 settembre 2002, ciascun corsista consegnerà il proprio piano formativo ( v. modello pp. 49-50). I corsisti ITD devono partecipare alle diverse attività in ogni modulo o corso per almeno i 2/3 del carico orario previsto (v. fig. 3). Per i docenti ITI invece la frequenza obbligatoria di ciascun modulo è di 3/4. I docenti ITD hanno la possibilità di concludere l’intero percorso entro l’ottobre del 2003 oppure entro l’anno accademico 2003-4 (sessioni di esami finali previste: ottobre 2003, maggio 2004, ottobre 2004). Una parte del percorso si ripete: i corsi trasversali SSIS (140 ore obbligatorie), l’area della teoria nel corso per gli specializzandi SSIS (160 ore), il modulo 5 – Deficit di apprendimento (130 ore). C’è però anche una parte che varia nei due anni: moduli 2-3-4 nel 2002-3, moduli 6-7-8 nel 2003-4. Anche le 200 ore di tirocinio variano in parte nei due anni. Se infatti l’articolazione in 100 ore di tirocinio diretto e 100 ore di tirocinio indiretto rimane la stessa, cambiano invece le tematiche affrontate, in quanto il tirocinio riprende e approfondisce dal punto di vista operativo alcune delle problematiche già affrontate nei moduli dello stesso anno. Nel tirocinio indiretto viene sviluppata in gruppo la discussione e la ricerca sotto la guida di esperti e di tutors d’aula. Nel tirocinio diretto invece sarà il docente stesso che riprenderà e svilupperà gli stimoli offerti nel tirocinio indiretto per applicarli nell’osservazione e nella gestione di situazioni di svantaggio e di disagio. La problematizzazione e la rielaborazione critica, seguite da un tutor, saranno poi sviluppate nel diario metacognitivo. Anche i docenti ITI che intendono conseguire le specializzazione in sostegno, devono partecipare, oltre agli otto moduli, anche alle 200 ore di tirocinio (fatti salvi eventuali crediti). I moduli Ciascuna area si articola in nuclei formativi ben delimitabili, di tipo modulare o submodulare. Ogni modulo si articola in quattro momenti: le relazioni, il laboratorio, i gruppi di ricerca-azione seguiti dai tutors, la rielaborazione personale (diario metacognitivo, partecipazione a forum in rete etc...). La relativa autonomia di ciascun modulo, che si conclude, previo superamento della verifica finale, con una specifica certificazione della competenza acquisita, consente agli insegnanti di ruolo di costruirsi un curricolo formativo compatibile con i propri bisogni, interessi ed esperienze. Per gli insegnanti abilitati la prospettiva è un po’ diversa, in quanto è necessaria la partecipazione, in uno o più anni, ad almeno tre moduli (tra cui, obbligatoriamente, il modulo 5), per poter conseguire la specializzazione in sostegno. Ciascun modulo viene poi declinato in modo più analitico in contenuti professionali e competenze specifiche. 9 Fig 3 Il piano formativo individualizzato per ITD* 2002-3 Area Diversità Area Strumenti Area Comportamenti Area Apprendi - menti Area Orientamenti 2003-4 -Tarozzi: Interculturalità (40 h – 3 cr) - Modulo 2 (50 h – 5 cr) - Pastorio-Calliari: Neuropsich. infantile (40 h – 3 cr) - Giusti: Pedagogia speciale (20 h – 1,5 cr) - Soresi-Nota: Psicologia dell’ handicap e della riabilitazione (40 h – 3 cr) - Modulo 3 (65 h – 6 cr) - Modulo 4 (65 h – 6 cr) - Venuti: Individuo e gruppi (40 h – 3 cr) - Ongari- Grigolli: Psicologia dell’adolescenza e della dinamiche familiari in presenza di un figlio handicappato (40 h – 3 cr) - Venuti: Psicologia clinica dello sviluppo (20 h – 1,5 cr) - Modulo 5 (130 h – 9 cr) - Venuti: Psicologia dello sviluppo (20 h – 2 cr) - Barros: Laboratorio di comunicazione didattica efficace (40 h – 3 cr) [oppure Dallari: Saperi e Identità (40 h - 3cr)] - Tirocinio (200 h – 11 cr) - Tarozzi: Interculturalità (40 h – 3 cr) - Pastorio-Calliari:Neuropsich. infantile (40 h – 3 cr) - Giusti: Pedagogia speciale (20 h – 1,5 cr) - Soresi-Nota: Psicologia dell’ handicap e della riabilitazione (40 h – 3 cr) Corsi obbligatori, ore e crediti minimi: - Corsi trasversali SSIS: 140 h – 13,5 cr - Venuti: Individuo e gruppi (40 h – 3 cr) - Ongari-Grigolli: Psicologia dell’adolescenza e della dinamiche familiari in presenza di un figlio handicappato (40 h – 3 cr) - Venuti: Psicologia clinica dello sviluppo (20 h – 1,5 cr) - Modulo 5 (130 h – 9 cr) - Modulo 8 (50 h – 5 cr) - Venuti: Psicologia dello sviluppo (20 h – 2 cr) - Insegnamenti nel corso di sostegno SSIS: 120 h - 12 cr - Modulo 5: 130 h – 9 cr - Tirocinio: 200 h – 11 cr - Modulo 6 (65 h – 6 cr) - Modulo 7 (65 h – 6 cr) - Dallari: Saperi e Identità (40 h – 3 cr) - Tirocinio (200 h – 11 cr) Tirocinio Ore e crediti a scelta 220 ore (14,5 crediti) 10 810 ore 60 crediti L’articolazione dei moduli e dei corsi Gli otto moduli vengono proposti ricorsivamente. Nei primi tre anni, compreso il primo anno già concluso, il 2001-2002, la proposta si articola nel modo seguente. Anno 2001-2002 Modulo 1 – Diversità culturali (docenti ITI) Crediti 6 Ore di frequenza 65 Certificati rilasciati 81 Relazioni area linguistica - Grabriella Debetto: I diversi approcci (grammaticale, comunicativo ecc.): vantaggi e svantaggi Grabriella Debetto: Tecniche glottodidattiche per lo sviluppo delle abilità linguistiche (acquisizione e apprendimento Federica Ricci Garotti: Il bilinguismo: problemi e prospettive (lingua d’origine come bilinguismo in fieri) Laboratori col referente dell’are interculturale (Tarozzi): 18h Laboratori col referente dell’area linguistica (Debetto): 18h Incontri di ricerca-azione e studio di casi con coordinatrice area interculturale (Flavia Favero): 21 h Incontri di ricerca-azione e studio di casi con coordinatrice area interculturale (Maria Arici): 21 h Anno 2002-2003 I. I MODULI Modulo 1 – Diversità culturali (docenti ITI e altri) Crediti:6 Ore di frequenza 65 Numero partecipanti: 30 (elementari – medie – superiori / a tempo indeterminato o tempo determinato) Relazioni (comuni ai due sottomoduli) - Duccio Demetrio: Sapersi raccontare: perché è importante? Graziella Favaro: Fasi per l’inserimento e strategie per l’accoglienza e la valorizzazione Paolo Balboni: La comunicazione interculturale. Quali competenze per gli insegnanti Federica Ricci Garotti: Il bilinguismo: problemi e prospettive (lingua d’origine come bilinguismo in fieri) Massimiliano Tarozzi: La didattica interculturale Massimiliano Tarozzi: La figura del mediatore culturale. Possibilità e limiti Grabriella Debetto: Approcci e tecniche glottodidattiche per lo sviluppo delle abilità linguistiche Laboratori col referente dell’are interculturale (Tarozzi): 13h Laboratori col referente dell’area linguistica (Debetto): 24h Tutor di laboratorio: Maria Arici 11 Bibliografia di riferimento* - AA.VV. (2000), ALIAS. Approccio alla lingua italiana per allievi stranieri, Rorino, Theorema Libri. - Balboni P. (1999), Parole comuni culture diverse. Guida alla comunicazione interculturale, Padova, Marsilio. - Demetrio D. e Favaro G. (1997), Bambini stranieri a scuola, Firenze, La Nuova Italia. - Habermas J. e Taylor C. (1998), Multiculturalismo. Lotte per il riconoscimento, Milano, Feltrinelli. - Palotti G. (1998), La seconda lingua, Milano, Bompiani. Modulo 2 – Strumenti per leggere il disagio (docenti ITI e ITD) Crediti:5 Ore di frequenza 50 Numero max. partecipanti: 100 (docenti di ruolo e abilitati scuole secondarie) Sottomodulo A: 30 ore (relazioni e laboratori) Docente: Dario Ianes Piano Educativo Individualizzato e strumenti Contenuti professionali: - Il disagio nell'apprendere e nelle relazioni: un modello globale - Le categorie dell'ICF (OMS,2002) nella valutazione della situazione personale e contestuale dell'alunno - Valutazione delle capacità/performance personali e della partecipazione sociale ( abilità cognitive e metacognitive, comunicazione e linguaggi, abilità interpersonali, autonomia personale, autonomia sociale, percezione e motricità, gioco e abilità espressive) - Valutazione dei fattori psicologici di mediazione ( autostima, autoefficacia, concetto di sè, motivazione, emotività, stili attributivi, comportamenti problema) - Costruire profili dinamici funzionali sulla base della conoscenza della situazione personale (dalla Diagnosi funzionale al Piano educativo individualizzato) Bibliografia di riferimento: D. Ianes e F. Celi, Il piano educativo individualizzato. Guida 2001-2003, Trento, Erickson, 2001. Sottomodulo B: 20 ore (relazioni e laboratori, in sovrapposizione con l'insegnamento al corso per il sostegno per gli specializzandi SSIS ) Docente: Mariangela Giusti Pedagogia della narrazione Contenuti professionali: La necessità di un atteggiamento riflessivo nei docenti; l’attenzione ai soggetti disabili che fanno esperienza nel proprio mondo vitale; l’importanza dell’osservazione. Letture, conoscenza e analisi di testimonianze autobiografiche scritte da autori disabili. La conoscenza di narrazioni autobiografiche dell’handicap come modalità per avviare occasioni di dialogo educativo. La motivazione e l’autoconsapevolezza nelle autobiografie degli scrittori disabili. Dispositivi pedagogici rintracciabili nei testi narrativi scritti da autori disabili. Esercitazioni di lettura, interpretazione e scrittura a partire da testi significativi. Bibliografia di riferimento: M. Giusti, Il desiderio di esistere. Pedagogia della narrazione e disabilità, Firenze, RCS/La Nuova Italia, 1999 * Tutte le bibliografie riportate hanno un valore orientativo: non si presuppone lo studio degli interi testi, ma solo delle parti che verranno espressamente indicate dai docenti. 12 Modulo 3 – Affettività ed emozioni (docenti ITI e ITD) Crediti:6 Ore di frequenza 65 Numero max. partecipanti: 100 (docenti di ruolo e abilitati scuole secondarie) Sottomodulo A: 8 ore (relazioni) Docente: Ulisse Mariani L’intelligenza emotiva Contenuti professionali: Parte teorica: elementi di psicologia dell'età evolutiva e dell'adolescenza; lo sviluppo della dimensione emozionale dalla nascita all'adolescenza; intelligenza emotiva ed empatia; stili educativi; modelli di attaccamento; i disturbi dello sviluppo emotivo; fattori di rischio e fattori di protezione, le dipendenze patologiche ed i nuovi disagi dei soggetti in età evolutiva; la scuola e l'offerta formativa. Parte pratica: l'educazione alle emozioni come fattore di protezione; strategie e tecniche di educazione alle emozioni alla scuola materna, alla scuola elementare e alla scuola media inferiore. La promozione del benessere nelle scuole medie superiori (i laboratori di ricerca ed i Centri di Informazione e Consulenza). Strumenti di valutazione dell'educazione alle emozioni per insegnanti: aspetti metodologici. Sottomodulo B: 12 ore (relazioni e laboratori) Docente:Mario Di Pietro L’educazione razionale-emotiva Contenuti professionali: - Rilevanza delle problematiche emotive nella classe La relazione alunno-insegnante nella gestione della classe Pensare bene per sentirsi bene Guidare il bambino alla scoperta delle emozioni Sintonizzarsi sul dialogo interno Rapporto tra pensieri ed emozioni Parlare a se stessi in modo razionale Fronteggiare compiti sgradevoli ed attività impegnative Aumentare la tolleranza alla frustrazione Come reagire alle provocazioni e alle offese Superare ansia e paure Imparare a cooperare anziché competere Bibliografia di riferimento: M. Di Pietro, L’educazione razionale-emotiva, Trento, Erickson, 1992 M. Di Pietro, L’ABC delle mie emozioni, Trento, Erickson, 1999 Sottomodulo C: 12 ore (laboratori) Docente: Stefano Cacciamani Autostima e autoefficacia Contenuti professionali Per ognuno degli incontri si prevede: a) Una parte introduttiva ( lezione frontale) con l’obiettivo di fornire conoscenze teoriche e metodologiche relative alla motivazione ( durata circa 1,30 ora) 13 b) Una parte laboratoriale (attività di gruppi) con l’obiettivo di trasformare le conoscenze “dichiarativoteoriche” della prima parte in “procedurali –operative” nella seconda attraverso l’elaborazione di un intervento su casi concreti (durata circa 2,30 ore) Il percorso: Incontro 1 (5 settembre 2003 ore 9.30-13.30) Aspetti teorici: Autostima ed autoefficacia : modelli teorici a confronto Laboratorio: questionari per analizzare la situazione Incontro 2 (8 settembre 2003 ore 14.30-18.30) Aspetti teorici: Autostima e stile attributivo Laboratorio: ipotesi di intervento sullo stile attributivo Incontro 3 (10 settembre 2003 ore 14.30 -18.30) Aspetti teorici: Autostima e relazioni interpersonali : le abilità relazionali Laboratorio: ipotesi di intervento per promuovere le abilità relazionali Testi di riferimento: Testo base: Cacciamani S. (2002) . Psicologia per l’insegnamento, Roma, Carocci. Testo di approfondimento Pope, A., Mc Hale S, Craighead E. ( 1996). Migliorare l’autostima, Trento. Erickson. Sottomodulo D: 12 ore (laboratori) Docente: Paola Venuti Studio di casi e modalità di intervento Contenuti professionali: Il sottomodulo di 12 ore ha come scopo principale quello di introdurre alla conoscenza e all’osservazione delle difficoltà e delle disarmonie dello sviluppo. L’attenzione sarà focalizzata su alcuni “casi” specifici che verranno considerati in rapporto alla capacità di adattamento e di crescita complessiva. Sarà data particolare importanza alla identificazione e rilevazione di segnali comportamentali che permettano di risalire agli stati di disagio emotivo e di difficoltà di costruzione dell’Io e del Sé. Si delineeranno, infine, alcune proposte di intervento, basate sul lavoro di gruppo, per intervenire sui “casi difficili”nell’ambito classe. Struttura degli interventi: 1. Lo studio del caso: approccio al problema e concetto di adattamento e di sviluppo. Presentazione di alcune situazioni “problematiche”. Identificazione di aspetti cognitivi, sociali ed emotivo-affettivi 2. Il “caso”in rapporto alla sua età e allo sviluppo dei coetanei. Identificazione delle variabili storiche, anagrafiche e sociali. Modalità di adattamento alla realtà e meccanismi di difesa messi in atto. Dal comportamento allo stato interno:osservazione comportamentale e profilo osservativo 3. L’intervento in ambito scolastico: tecnica dell’ascolto e del lavoro di gruppo. In ogni intervento si procederà ad una lezione-introduzione ed ad un lavoro pratico di discussione in gruppo in cui si lavorerà, se possibile, su “casi” presentati dai corsisti. Bibliografia di riferimento P.Venuti (2001), L’osservazione del comportamento: ricerca psicologica e pratica clinica, Roma Carocci, Gruppi di ricerca-azione M3: 21 ore 14 Modulo 4 – Relazioni e comportamenti (docenti ITI e ITD) Crediti:6 Ore di frequenza 65 Numero max. partecipanti: 100 (docenti di ruolo e abilitati scuole secondarie) Sottomodulo A: 8 ore (laboratori) Docente: Rosangela Fabio Strategie educative e comportamentali per l’alunno iperattivo Contenuti professionali: Unità 1 La personalità: stretta interazione fra fattori emotivi, cognitivi e comportamentali. Unità 2 Analisi del comportamento iperattivo (associato e non a disattenzione) Unità 3 Tecniche e metodologie operative di intervento: la modificazione del comportamento, gli interventi cognitivi, gli interventi sulle emozioni. Bibliografia di riferimento Cornoldi C., Gardinale M., Pettenò L., Masi A., Impulsività e autocontrollo, interventi e tecniche metacognitive, Trento, Erickson, 1996. Fabio R.A., L’attenzione. Fisiologia, patologie e interventi riabilitativi. Milano, Franco Angeli editore, 2001 Sottomodulo B: 12 ore (relazione e laboratori) Docente: Barbara Pignatti Emarginazione, bullismo e integrazione Contenuti professionali: Definizione, diffusione e caratteristiche del fenomeno del bullismo. Tecniche di intervento, con particolare attenzione all'approccio curricolare e ai programmi di supporto tra pari. L'approccio curricolare e il supporto tra pari saranno l'oggetto delle esercitazioni pratiche. Sottomodulo C: 4 ore (laboratorio) Docente: Paola Venuti Il colloquio d’aiuto Contenuti professionali: Lo scopo fondamentale di questo sottomodulo è quello di introdurre alle problematiche e difficoltà che si incontrano nella conduzione di un colloquio di aiuto o supporto. Il colloquio potrà essere diretto o al soggetto stesso che necessita aiuto o ad un familiare o altra persona che è vicina al soggetto. Si analizzerà il modo di porre le domande e ottenere le informazioni necessarie, gli aspetti legati alla comunicazione non verbale e il tipo di supporto emotivo che si può trasmettere in un colloquio. Eventuale bibliografia di riferimento: A. Lis, P. Venuti, M.R. De Zordo (1996), Il colloquio psicologico, Giunti, Firenze Sottomodulo D: 16 ore (laboratori) Docente: Dario Ianes Approccio psicoeducativo ai comportamenti problema gravi 15 Contenuti professionali: - La prima analisi qualitativa: i disagi soggettivi - La seconda analisi qualitativa: la decisione di reale problematicità - L'analisi qualitativa: l'osservazione diretta - La terza analisi qualitativa: la ricerca delle funzioni del comportamento problema - L'intervento psicoeducativo che si allea alla funzione e sostituisce la forma del comportamento - Intervento che stabiliscono regole "negative" Gruppi di ricerca-azione M4 25 ore Modulo 5 – Deficit di apprendimento (docenti ITI e ITD) Crediti:9 Ore di frequenza 130 Numero max. partecipanti: 100 (docenti di ruolo e abilitati scuole secondarie) Sottomodulo A: 12 ore (relazione e laboratori) Docente: Maria Teresa Serafini Lettura e comprensione - Contenuti professionali: Che cosa e' un testo. La coerenza e la coesione. Le unità di informazione di un testo: per enumerazione, per confronto, per espansione, per causa-effetto Tipi di lettura e tipi di scopi. Approcci alla lettura top-down (globale) e bottom-up (analitico). La teoria degli schemi nella comprensione del testo Approccio al testo per fasi. Il lavoro sul testo per capirlo e memorizzarlo: attività sul lessico, sul contenuto e sulla struttura. Dalla comprensione del testo al suo studio. Tecniche per sottolineare e prendere appunti. Tipi di schemi per presentare le informazioni di un testo: schemi gerarchici, schemi strutturali, assi cronologici, tabelle a doppia entrata, diagrammi di flusso. Bibliografia di riferimento M. T. Serafini, Come si studia, Milano, Bompiani, 1989. Crowder, R. G. e Wagner R. K. Psicologia della lettura, Il Mulino, Bologna, 1998. Dressler W. U. e Beaugrande R. A., Introduzione alla linguistica testuale, Il Mulino, Bologna, 1984. Schank R., Il lettore che capisce, La Nuova Italia, Firenze, 1992. Sottomodulo B: 12 ore (relazione e laboratori) Docente: Stefano Cacciamani Approcci metacognitivi Contenuti professionali: L’ ipotesi prevede per ognuno dei due incontri: a) Una parte introduttiva (lezione frontale) con l’obiettivo di fornire conoscenze teoriche e metodologiche relative ai disturbi dell’apprendimento b) Una parte laboratoriale (attività di gruppi) con l’obiettivo di trasformare le conoscenze “dichiarativoteoriche” della prima parte in “procedurali–operative” nella seconda attraverso l’elaborazione di un intervento su casi concreti 16 Il percorso 1° incontro Introduzione teorica sull’approccio metacognitivo ai disturbi dell’apprendimento Metacognizione e comprensione nella lettura Attività di laboratorio 2° incontro Metacognizione e problem solving matematico Metacognizione e metodo di studio Avvio di un forum di “Diario metacognitivo” : a-composizione di tre classi virtuali di 20 partecipanti ( nell’ipotesi di averne 60) b-messaggi di autoriflessione sul lavoro svolto partendo da tre fili corrispondenti ai tre argomenti affrontati ( Metacognizione e comprensione nella lettura, Metacognizione e problem solving matematico, metacognizione e metodo di studio) . Ogni filo contiene due domande: -quali conoscenze teoriche ed abilità operative ho sviluppato? -quali problemi relativi a questo argomento restano aperti? c-domande per reciproche interviste o riflessioni da proporre d-continuazione dell’ attività di discussione a distanza 3° Incontro a. Presentazione della modalità di lavoro b. elaborazione di sintesi in presenza fili aperti (in gruppi da 3: ogni gruppo sceglie uno dei tre argomenti) sui due aspetti considerati: - quali nuove conoscenze teoriche ed abilità operative la comunità della classe virtuale ha sviluppato sull’argomento? - quali problemi relativi a questo argomento restano aperti? c. discussione delle sintesi elaborate mediante tecnica del Jigsaw (nuovi gruppi da 3 con portavoce di diversi gruppi della fase precedente) d. sintesi finale collettiva in plenaria guidata dal docente Bibliografia di riferimento Testo base: CORNOLDI C., Le difficoltà di apprendimento a scuola, Il Mulino, Bologna, 1999. Testo di approfondimento: DE BENI, R., PAZZAGLIA, F, .MOLIN, A., ZAMPERLIN, C , Psicologia cognitiva dell’apprendimento, Erickson, Trento, 2001. Sottomodulo C: 8 ore (relazioni) Docente: Camilla Gobbo Teorie dell’apprendimento Contenuti professionali: (a) Teorie generali dell'apprendimento: - comportamentismo - elaborazione dell'informazione - apprendimento sociale - approccio storico-culturale. (b) Fattori specifici che influenzano l'apprendimento: teoria attribuzionale. (c) Teorie ingenue degli insegnanti. Prima dell'introduzione teorica gli specializzandi verranno invitati a fare alcune riflessioni su un tema specifico che verrà poi ripreso durante le lezioni. Bibliografia di riferimento Pietro Boscolo, Psicologia dell’educazione. Aspetti cognitivi, Torino, Utet, 1997. 17 Sottomodulo D: 8 ore (relazioni) Docente: Rosangela Fabio Deficit d'attenzione e memoria Contenuti professionali: Unità 1 Le dinamiche del pensiero e dell'apprendimento. Il funzionamento dei processi cognitivi Le molteplici dimensioni dell’attenzione (generalizzata, selettiva, parallela...) Le molteplici dimensioni dei processi mnestici I processi di logica e creatività I processi di output e l'emotività La personalità: stretta interazione fra fattori emotivi, cognitivi e comportamentali. Unità 2 I problemi dell'apprendimento. Differenza fra ritardo mentale e svantaggio culturale. Rilevazioni dei deficit. I deficit nei processi logici sottostanti Deficit in entrata (il problema del deficit attentivo) Deficit durante l'elaborazione (meccanismi logici) Deficit in uscita (problemi di mancata corrispondenza) (strumenti di osservazione del comportamento non verbale e L.P.A.D. di Feuernstein) Unità 3 Gli interventi: metodologie globali e metodologie specifiche: il potenziamento dell’attenzione e della memoria. Bibliografia di riferimento Fabio R.A (2001), L’attenzione. Fisiologia, patologie e interventi riabilitativi. Milano, Franco Angeli editore Sottomodulo E: 12 ore (relazione e laboratori) Docente: Claudio Vio Disabilità di scrittura Contenuti professionali: 1- Apprendimento della lettura e della scrittura: dipendenza o indipendenza dei processi? Analisi di modelli di apprendimento stadiali e neuropsicologici. 2- Le componenti della scrittura ed i distrubi specifici della scrittura 3- Abilità cognitive e metacognitive della produzione scritta. Bibliografia di riferimento Tressoldi e Vio (1996), Diagnosi dei Distrubi di apprendimento scolastico, Erickson, Trento. Tressoldi e Cornoldi (2000), Batteria per la valutazione delllascrittura e dell'ortografia in età scolare, Ed. O.S. Sottomodulo F: 12 ore (relazione e laboratori) Docente: Roberto Cubelli Le dislessie Contenuti professionali: Dalle ricerche di psicolinguistica ai modelli di lettura e scrittura. Studi neuropsicologici su dislessie e disgrafie acquisite. Apprendimento del linguaggio scritto. Dislessia e disgrafia in età evolutiva. Metodologia diagnostica. 18 Bibliografia di riferimento: - Margaret Harris, Max Coltheart, L'elaborazione del linguaggio nei bambini e negli adulti, Bologna, Il Mulino, capp. 4-5. - Pierluigi Baldi, Daniela Traficante, Modelli di lettura e metodi di ricerca sulla somiglianza ortografica, Roma, Carocci, capp.1-3. Sottomodulo G: 8 ore (relazione e laboratorio) Docente: Stefano Cacciamani Motivazione ad imparare Per ognuno dei due incontri si prevede: a) Una parte introduttiva ( ezione frontale) con l’obiettivo di fornire conoscenze teoriche e metodologiche relative alla motivazione ( durata circa 1,30 ora) b) Una parte laboratoriale (attività di gruppi) con l’obiettivo di trasformare le conoscenze “dichiarativoteoriche” della prima parte in “procedurali–operative” nella seconda attraverso l’elaborazione di un intervento su casi concreti (durata circa 2,30 ore) Il percorso Incontro 1: La motivazione ad imparare (1a parte) Aspetti teorici : - modelli teorici a confronto: comportamentismo, cognitivismo e approccio socio-culturale - un modello di intervento eclettico: promuovere l’autoefficacia e la capacità di autodefinire obiettivi Laboratorio : costruzione di ipotesi di intervento Incontro 2: La motivazione ad imparare (2a parte) Aspetti teorici: - la motivazione intrinseca - un modello di intervento eclettico: promuovere gli interessi nello studio e creare un clima positivo in classe Laboratorio: costruzione di ipotesi di intervento Testi di riferimento Testo base: Cacciamani S. (2002), Psicologia per l’insegnamento, Roma, Carocci . Testo di approfondimento: Mc Combs, B. L. e Pope, J. E. (1996), Come motivare gli alunni difficili, Trento, Erickson. Sottomodulo H: 12 ore (relazione e laboratori) Docente: Federica Fini Disabilità di calcolo Contenuti professionali: - Matematica e difficoltà di apprendimento: disturbo specifico o generale? Il calcolo: modelli cognitivi e neuropsicologici. I disordini del sistema dei numeri e del calcolo. Lo studio dell'apprendimento delle abilità di problem – solving. Individuazione e trattamento riabilitativo dei disturbi di calcolo e di risoluzione dei problemi di matematica. 19 Bibliografia di riferimento - Làdavas E., Berti A. (1995), Neuropsicologia, Bologna, Il Mulino. Lucangeli D., Passolunghi M.C.(1995), Psicologia dell'apprendimento della matematica, Torino, UTET Libreria. Cornoldi C. (1991), I disturbi dell'Apprendimento, Bologna, Il Mulino. Vio C., Tressoldi P.E. (1998), Il trattamento dei disturbi dell'apprendimento scolastico, Trento, Edizioni Erickson. Sottomodulo I: 10 ore (laboratori) Docenti: Lidio Miato e Luigi Tuffanelli Laboratori di lettura Contenuti professionali: - Sviluppo, potenziamento e recupero delle abilità uditivo-fonologiche e visive che stanno alla base della lettura e della scrittura: riconoscimento di suoni e ritmi fino alla fusione e segmentazione sillabica e fonemica; suoni iniziali, centrali e finali ecc.). - Processi e competenze sottostanti all’approccio analitico nella comprensione (bottom-up). - Strategie cognitive e metacognitive ( top-down). Le diverse problematiche saranno trattate in connessione con l’utilizzo di strumenti/laboratori informatici. Articolazione del lavoro in tre fasi: a) Presentazione di CD didattici: presupposti teorici, modalità e possibilità d’uso, adattabilità. b) Navigazione in piccoli gruppi sui CD proposti con annotazioni in margine: spunti di riflessione, critiche, proposte. c) Confronto nel gruppo allargato, con la partecipazione dei relatori, sull’obiettivo di fondo del micromodulo: l’utilizzo del laboratorio informatico per l’intervento sui deficit di lettura. CD di riferimento: - Andrich S e Miato L. (2002), Lettura di base 1 e 2, Trento, Erickson. - Kurlowicz E. e Tuffanelli L. (2002), Dalla parola alla frase, Trento, Erickson. - Tuffanelli L. (2001), Il mago di Kevin, Trento, Erickson. Gruppi di ricerca-azione M5: 36 ore 20 Tirocinio (docenti ITI e ITD) Coordinatori: Stefano Cainelli, Carolina Coco. Crediti:11 Ore di frequenza: 200 - Tirocinio diretto (100 ore) Tirocinio indiretto (100 ore): a) Il disagio emotivo,cognitivo e relazionale (50 ore) L’obiettivo fondamentale di queste ore di tirocinio è quello di fornire delle competenze pratiche relative all’uso degli strumenti per leggere il disagio e nello stesso tempo arrivare ad una conoscenza degli stati emotivi interni che il disagio suscita nelle persone che vi sono a contatto. Strumenti per leggere il disagio: a) tecniche osservative: schemi di osservazione e osservazione descrittivo-pratica nell’ambito scolastico o in situazioni alternative b) osservare gli stati emotivi (piacere,dispiacere, rabbia, dolore, noia, disagio), osservare il disagio (movimento, strategie di controllo dell’ansia, aspettative, prestazioni, consapevolezza del deficit), pratica osservativa in strutture apposite e visione e analisi di filmati. c) il profilo osservativo:modalità per la compilazione e sua utilizzazione per la programmazione delle attività scolastiche. Pratica di lavoro di gruppo su alcuni casi per delinearlo e applicarlo. Conoscenza degli stati emotivi interni a) riflessione in gruppo sul lavoro condotto, sul perchè di alcune scelte, sulla scelta degli obiettivi; b) riflessione in gruppo su come si percepisce e si vive il disagio e la disabilità. b) Affettività ed emozioni (50 ore) L’obiettivo fondamentale di queste ore di tirocinio è quello di fornire delle competenze pratiche relative all’uso di tecniche e metodologie da utilizzare nell’ambito della classe per l’integrazione di soggetti affetti da disturbi emotivi o da disturbi generalizzati dello sviluppo che si manifestano con difficoltà nella relazione e nel comportamento. Il tirocinio diretto potrà essere svolto sia presso le scuole in cui operano i corsisti che presso Centri Socio-riabilitativi. Le tecniche che si affronteranno nell’ambito del tirocinio saranno: tecniche espressive e relazionali tecniche di attivazione corporea e sensoriale tecniche aumentative della comunicazione tecniche comportamentali. 21 II. CORSI TRASVERSALI SSIS (per docenti a tempo determinato) Crediti:11 - Ore di frequenza: 140 1. Laboratorio di comunicazione didattica efficace (40 ore) Docente: Marcela Barros Obiettivi Abbinare la capacità di usare la voce e il corpo per la comunicazione didattica. Mettere a punto la "regia" delle lezioni utilizzando anche sussidi visivi. Imparare ad animare il dibattito secondo il modello del talk show tematico. Programma A partire da prove di comunicazione su argomenti generali si arriverà a formulare progetti di comunicazione tematici legati alla disciplina di riferimento. La modalità di valutazione consisterà in prove pubbliche e semipubbliche di comunicazione dal vivo e in video. Criteri di valutazione Quelli indicati nel "Sistema di valutazione della SSIS". Testi consigliati Dispensa di M. Dallari Durante il corso il gruppo si doterà di una bibliografia work in progress. 2. Interculturalità (40 ore) Docente: Massimiliano Tarozzi Il corso si propone di delineare i presupposti teoretici e le proposte operative di un approccio interculturale all'educazione, con particolare riferimento al contesto della scuola secondaria e alla specificità della realtà territoriale trentina. Criteri e modalita' di valutazione: la valutazione è suddivisa in due parti: prova scritta finale e un elaborato scritto o presentazione in aula durante il corso. Argomenti toccati: » La nozione di interculturalità; Immigrazione e multicultura in Trentino; » Confronto fra modelli di convivenza interetnica; » Multicultura e antirazzismo: pregiudizi e stereotipi » Questioni di epistemologia interculturale; » Educazione ai diritti umani » Modelli di didattica interculturale; » La mediazione interculturale. Materiali e strategie di insegnamento Il corso cerca di coniugare le tradizionali lezioni frontali sui temi fondamentali della materia (soprattutto circa l'impianto epistemologico) con momenti di partecipazione diretta dei corsisti in performance di comunicazione didattica quale esito di un lavoro di approfondimento singolo o (preferibilmente) di gruppo, nonché presentazione di film e visite di studio. Esercitazioni previste: Il corso prevede la possibilità per i corsisti di alcuni approfondimenti tematici di argomenti legati principalmente alle diverse pratiche disciplinari attraverso letture mirate indicate durante il corso, presentate attraverso differenti modalità: » scritte sotto forma di tesina » presentazioni orali durante le lezioni » presentazioni ipertestuali Testo d'esame: M. Tarozzi, La mediazione educativa. "Mediatori culturali" tra uguaglianza e differenza, Bologna, Clueb, 1998. ( Altri testi saranno suggeriti durante il corso) 22 3. Individuo e gruppi (40 ore) Docente: Paola Venuti Obiettivi generale del corso: Conoscenza di alcuni presupposti psicologici fondamentali per la comprensione di un individuo e di un gruppo Conoscenza e approfondimento delle dinamiche di un soggetto in preadolescenza ed adolescenza considerato sia come individuo che come membro di un gruppo Favorire la capacità di osservare e conoscere le dinamiche dell’individuo e del gruppo con particolare riferimento alla conoscenza e alla risoluzione dei comportamenti problematici Conoscenza delle problematiche relative all’inserimento di un “alunno-problema” all’interno del gruppo classe Principali argomenti trattati nell’ambito del corso - L’individuo e il suo sviluppo: area cognitiva, affettiva e sociale; interazione e sviluppo - La preadolescenza e l’adolescenza: caratteristiche cognitive e affettive. La diversa funzione del gruppo nelle due età - Processi dinamici e costruzione dell’ Io e del Sé: meccanismi di difesa e modalità di rapportarsi al gruppo e all’adulto in preadolescenza e in adolescenza - Riflessioni sulle modalità di funzionamento del gruppo: la prospettiva psicologica allo studio del gruppo - Osservare un gruppo: definizione degli obiettivi e delle tecniche di osservazione. - Interazione ed influenza sociale: la prospettiva interazionista nello studio dei gruppi - I fattori che influenzano la formazione e lo sviluppo di un gruppo (con riferimento al gruppo classe e al gruppo insegnanti) - L’intervento dell’insegnante con alunni problematici: il supporto al singolo e la strutturazione del gruppo. Bibliografia di riferimento: Eraldo DeGrada (1999), Fondamenti di psicologia dei gruppi, Roma, Carocci Guido Petter (1999), Psicologia e Scuola dell’adolescente, Firenze, Giunti. Paola Venuti (2001), L’osservazione del comportamento ricerca psicologica e pratica clinica,Roma, Carocci. 4. Psicologia dello sviluppo (20 ore) Docente: Paola Venuti Obiettivi generale del corso: Conoscenza dell’individuo e del suo sviluppo: area cognitiva, affettiva e sociale. Conoscenza delle linee di sviluppo e dei processi di apprendimento in preadolescenza e adolescenza. Processi dinamici e influenza sociale nella costruzione dell’ Io e del Sé. Stili cognitivi e meccanismi di difesa in preadolescenza ed adolescenza. Testi consigliati Cacciamani S., Psicologia per l’insegnamento, Roma, Carocci. Petter G. (1999), Psicologia e Scuola dell’adolescente, Firenze. Giunti. III. INSEGNAMENTI NEL CORSO DI SOSTEGNO SSIS (per docenti a tempo determinato) Crediti:12 - Ore di frequenza 120 Per una descrizione analitica degli insegnamenti si rimanda all'Allegato 4. Le lezioni si svolgeranno giovedì mattina e venerdì pomeriggio, dal 10/10/02 al 17/4/03 (si veda l'orario dettagliato nel calendario a pag. 28). 23 1. Pedagogia speciale (20 ore) Docente: Mariangela Giusti 2. Psicologia dell’adolescenza e delle dinamiche familiari in presenza di un figlio handicappato (40 ore) Docenti: Barbara Ongari e Sabina Grigolli 4. Psicologia dell’handicap e della riabilitazione (40 ore) Docenti: Salvatore Soresi e Laura Nota 5. Neuropsichiatria infantile (40 ore) Docente: Donata Pastorio IV. Psicologia Clinica dello Sviluppo (20 ore – crediti 1,5) Docente: Paola Venuti (Il corso si svolgerà a Trento, presso la facoltà di Sociologia) Lo scopo fondamentale di questo modulo è quello di presentare gli aspetti psicologici e i risvolti relazionali legati alle principali patologie che affliggono i soggetti in età di sviluppo. Obiettivo principale del corso sarà quello di identificare con chiarezza gli aspetti organico-biologici di una patologia, i suoi risvolti psicologici e la interazione dei due aspetti. Sulla base di ciò si cercheranno di delineare alcune linee di intervento operativo che permettano alle insegnanti di strutturare programmazioni adeguate ai bisogni e alle capacità degli alunni svantaggiati. Struttura degli interventi 1. Relazione, comportamento e cognizione: aspetti biologici e psicologici nel corso dello sviluppo del soggetto affetto da disabilità. Le psicosi infantili e le nevrosi, caratteristiche e differenze. 2. Aspetti psicologici e comportamentali connessi con la sindrome di Down, le epilessie, le cerebropatie e le paresi. 3. Aspetti psicologici e comportamentali connessi con l’autismo e di disturbi generalizzati dello sviluppo 4. Tecniche di intervento nell’ambito della classe Ogni incontro si strutturerà con alcune ore di lezione frontale e con la visione di videoregistrazioni, al fine di evidenziare le caratteristiche psicologiche e comportamentali discusse nella parte teorica e di delineare delle indicazioni per la programmazione scolastica. La discussione sui filmati, se necessario, avverrà in piccoli gruppi coordinati da C. Coco, S.Cainelli, E.Cesari Anno 2003-2004 Modulo 5 – Deficit di apprendimento (stessa articolazione dell’anno precedente) Modulo 6 – Strategie didattiche e metodologie Crediti: 6 Ore di frequenza: 65 Numero max. partecipanti: 100 (docenti di ruolo e abilitati scuole secondarie) Sottomodulo A: 8 ore (laboratori) POF e organizzazione scolastica. Flessibilità e modularità 24 Sottomodulo B: 8 ore (laboratori) Tecniche e tecnologie didattiche Sottomodulo C: 8 ore (relazioni) Le teorie sul recupero. Il metodo Feuerstein Sottomodulo D: 8 ore (laboratori) L’apprendimento cooperativo Sottomodulo E: 8 ore (laboratori) : Facilitazioni disciplinari Sottomodulo F: 4 ore (laboratorio) L’approccio di rete Sottomodulo G: 8 ore (laboratori) : Il tutoring Gruppi di ricerca-azione: 13 ore Modulo 7 – Progetti di vita Crediti: 6 Ore di frequenza: 65 Numero max. partecipanti: 100 (docenti di ruolo e abilitati scuole secondarie) Sottomodulo A: 12 ore (laboratori) : Ricerche sull’integrazione, banche dati e centri di documentazione Sottomodulo B: 20 ore (relazione e laboratori) : Orientamento sociale e professionale: bisogni e opportunità Sottomodulo C: 20 ore (laboratori) : Rapporti di sistema: colleghi, famiglie, operatori Gruppi di ricerca-azione: 13 ore Modulo 8 – Disabilità sensoriali e psicofisiche Crediti: 5 Ore di frequenza: 50 (più 50 facoltative) 25 Numero max. partecipanti: 100 (docenti di ruolo e abilitati scuole secondarie) Sottomodulo A: 16 ore (relazioni e laboratori) : Deficit psicomotori Sottomodulo B: 20 ore (relazioni e laboratori) : Deficit della vista e dell’udito Gruppi di ricerca-azione: 14 ore Tirocinio (stessa articolazione dell’anno precedente, ma con problematiche connesse ai nuovi moduli) II. CORSI TRASVERSALI SSIS (per docenti a tempo determinato) (stessa articolazione dell’anno precedente, tranne che per il corso "Laboratorio di Comunicazione Didattica Efficace", che viene sostituito dal corso "Saperi e Identità", tenuto da Marco Dallari) III. INSEGNAMENTI NEL CORSO DI SOSTEGNO SSIS (per docenti a tempo determinato) (stessa articolazione dell’anno precedente) IV. Psicologia Clinica dello Sviluppo (stessa articolazione dell’anno precedente) 26 Formazione on line Uno strumento che rinforza la didattica e l’auto-formazione è il sito, riservato ai corsisti, all’interno di “Didattica on line” dell’Università degli studi di Trento e Rovereto. - Per accedere al sito occorre digitare l’indirizzo www.didatticaonline.unitn.it , selezionare “Formazione” (seconda icona da sinistra), poi cliccare su Corso di specializzazione per gli insegnanti di sostegno e infine su “Entra”. A questo punto si apre una finestra nella quale vengono richieste la Login e la Password, che vengono assegnate dopo che il corsista ha fornito un indirizzo di posta elettronica (anche quello della scuola di appartenenza o di un amico, se non si possiede un pc). Inseriti i dati richiesti, clic su OK e si è nel corso. - Il sito è costituito da cinque aree: a) il Syllabus, che in questo caso coincide col contratto formativo (tutte le informazioni necessario per la partecipazione al corso); b) una bacheca, per la pubblicazione di qualsiasi avviso sia ritenuto utile da parte del coordinatore, di un relatore, del tutor o del progettista; c) i forum di discussione tra corsisti, coordinati da tutors; d) le risorse: approfondimenti, rimandi biblio/webogragici ed ogni altro strumento risulti utile per la didattica; e) le lezioni che i docenti ritengono opportuno inviare. - Nel 2002-3 si sperimenteranno due forme di partecipazione ai forum : a) forum di discussione destinato a un numero limitato (max 20) di corsisti per ogni modulo. La partecipazione da parte del corsista sostituisce la stesura del diario metacognitivo, o meglio ne rappresenta la versione dialogata e in rete con altri corsisti. Ciascun gruppo di discussione, coordinato da uno o più tutors, potrà decidere se consentire la lettura dei vari interventi. b) forum allargato, per un periodo limitato, a tutti i partecipanti al modulo 5 (Deficit di apprendimento), che verranno divisi in 3 classi virtuali (V. articolazione modulare/ Cacciamani/ Approcci metacognitivi). Anche in questo caso, ciascun gruppo di discussione deciderà se rendere oppure no disponibile alla lettura esterna il dibattito che si svilupperà all’interno. - Invece tutte le altre sezioni, compresi i materiali di archivio (Modulo 1/2001-2), sono accessibili per tutti i corsisti. - All’inizio del corso, ad ogni corsista che voglia fruire delle opportunità della formazione in rete, verranno fornite le indicazioni necessarie per poter partecipare ai forum e consultare i vari materiali del sito. 27 Calendario a. a. 2002-3 D SETTEMBRE 2002 L Corsi SSIS M M Moduli pomer. Corsi SSIS G V M5-pom/ (Sostmatt) 1 2 3 4 5 8 9 10 11 12 Sostegno 13 S Venuti pomer (a Trento) 14 Presentazione corso / Didattica on line (4 ore) 15 16 17 18 M2 Ianes 1 22 23 24 25 M2 Ianes 2 26 2 M2 Ianes 3 3 29 20 21 27 28 4 5 11 12 18 19 25 26 M5 Serafini 1 30 Venuti Individuo e gruppi 1 OTTOBRE 6 7 8 Venuti Individuo e gruppi 13 14 15 Venuti Individuo e gruppi 20 21 28 Venuti Individuo e gruppi 16 M2 Ianes 5 10 AM-Ongari PM - M5 Serafini 3 17 AM-Ongari PM - M5 Gruppo 22 Venuti Individuo e gruppi 27 9 M2 Ianes 4 M5 Serafini 2 29 23 M2 24 Ianes 6 Cacciamani 1 30 31 M2 AM - Ongari Ianes 7 28 M5 PM - M5 Cacciamani 2 D L MM G V S 2002 NOVEMBRE 3 4 5 6 Venuti Individuo e gruppi 10 11 18 12 25 2 19 9 20 PM - M5 Gobbo 1 21 AM - Ongari Tirocinio 26 27 PM - M5 Gobbo 2 28 AM - Ongari Tirocinio PM - M5 3 4 5 AM - Grigolli 10 Tirocinio M5 11 Gruppo 12 DICEMBRE 16 9 15 M2 Giusti 1 16 Venuti Psic. Clin. Svil. (TN) 22 M2 Giusti 2 23 29 M2 Giusti 3 30 6 M2 Giusti 4 7 14 21 Tirocinio PM - M5 13 M2 Giusti 5 18 Fabio 1 19 20 AM - Grigolli 15 8 Cacciamani 3 Venuti Individuo e gruppi 8 PM - M5 Gruppo 14 AM - Ongari Venuti Individuo e gruppi 1 13 Tirocinio Venuti Individuo e gruppi 24 2 AM - Ongari Venuti Individuo e gruppi 17 7 1 17 Venuti Psic. Clin. Svil. (TN) Venuti Psic. Clin. Svil. (TN) Venuti Psic. Clin. Svil. (TN) Venuti Psic. Clin. Svil. (TN) AM - Grigolli Tirocinio 22 23 245 29 30 31 25 29 PM - M5 Fabio 2 Giusti 26 27 Ped.Spec. 1 28 D L M M G V S 2003 5 6 1 2 3 4 8 9 M5 Gruppo 10 Giusti 11 17 Giusti Tirocinio 16 M5 Cubelli 1 21 22 23 Tarozzi Interculturalità Tirocinio 28 29 Tarozzi Interculturalità Tirocinio Ped.Spec. 4 M5 Cubelli 2 M1 - ITI Demetrio? 30 31 AM Giusti Pastorio 1 Ped.Spec. 5 PM - M5 M1 - ITI Cubelli 3 Favaro? 7 GENNAIO Tirocinio 12 19 26 2 13 20 27 3 14 15 4 5 Tarozzi Tirocinio Interculturalità (5 ore) Ped.Spec. 2 18 Ped.Spec. 3 24 Giusti 25 1 6 7 8 ITD SoresiAM Pastorio 2 Nota 1 PM - M5 M1 - ITI FEBBRAIO 9 10 11 Tarozzi Interculturalità 12 Tirocinio (5 ore) Gruppo 13 AM Pastorio 3 Balboni? 14 15 ITD SoresiNota 2 PM - M5 M1 - ITI Fini 1 16 23 17 24 19 20 1° M4 AM Pignatti 1 Pastorio 4 PM - M5 Fini 2 25 26 27 Tarozzi M4 AM Interculturalità Pignatti 2 Pastorio 5 PM - M5 Fini 3 Ricci Garotti? 18 21 Tarozzi Interculturalità ITD SoresiNota 3 30 M1 - ITI Tarozzi 1? 28 ITD SoresiNota 4 M1 - ITI Tarozzi 2? 22 D L M M G V S 2003 2 3 4 Tarozzi Interculturalità 9 10 11 Tarozzi MARZO Interculturalità 5 M4 Pignatti 3 12 6 AM Pastorio 6 PM - M5 Gruppo 13 M4 AM Pastorio 7 Gruppo PM - M5 Cacciamani 16 17 18 Tarozzi Interculturalità 19 M4 Venuti 1 motiv 1 20 AM Pastorio 8 PM - M5 Cacciamani motiv 2 23 24 25 Tarozzi Interculturalità 26 M4 Venuti 2 27 AM Pastorio 9 PM - M5 Gruppo 30 Settimana esami Tarozzi Venuti Psicol. dello sviluppo APRILE 13 20 27 14 15 ITD SoresiNota 6 M1 - ITI Tarozzi lab 1? 21 22 ITD SoresiNota 7 M1 - ITI Debetto lab 1? 28 29 ITD SoresiNota 8 M1 - ITI Tarozzi lab 2? 31 1 6 7 ITD SoresiNota 5 M1 ITI Debetto? 1 8 7 8 Venuti Psicol. dello sviluppo Venuti Psicol. dello sviluppo 14 15 Venuti Psicol. dello sviluppo Venuti Psicol. dello sviluppo 21 22 Did. Eff. 1 Did. Eff. 2 2 M4 Gruppo 9 M4 Ianes1 16 M4 Ianes2 4 3 AM 10 Pastorio ITD Nota 9 M1 - ITI Vio Scrittura 1 Debetto lab 2? 11 10 12 ITD SoresiPM - M5 Nota 10 Gruppo M1 - ITI Tarozzi lab 3? 18 17 19 M1 - ITI M5 - Vio Debetto lab 3? Scrittura 2 PM - M5 23 24 M4 Ianes3 M5 Gruppo 28 Barros 29 Barros 30 Lab. Com. Lab. Com. M4 Ianes4 31 5 Soresi- 25 26 D L MM G V S 2003 1 MAGGIO 4 5 Barros Lab. Com. Did. Eff. 3 6 7 Barros M4 Lab. Com. Gruppo Did. Eff. 4 11 12 Barros Lab. Com. Did. Eff. 6 13 14 Barros M4 Lab. Com. Gruppo Did. Eff. 7 18 19 Barros Lab. Com. Did. Eff. 9 26 20 Barros Lab. Com. Did. Eff.10 27 25 Settim GIUGNO Esami A.. apprendim. e A.. strum 21 M4 Fabio 1 28 2 3 9 Barros 10 Lab. Com. Vio Scrittura 3 Did. Eff. 5 8 M1 - ITI Debetto lab 4? 15 16 Barros 17 M5 Lab. Com. Miato-Tuff. Did. Eff. 8 Labor lett M1 - ITI Debetto lab 5? 23 22 24 M5 M1 - ITI Miato-Tuff. Debetto Labor lett lab 6? 29 30 31 M4 Fabio 2 1 2 3 4 M4 Gruppo 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 32 D L MM G V S AGOSTO 2003 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 22 23 M3 am 21 M3am Venuti 1 Venuti 2 Venuti 3 Tir pm Tir pm Tir pm 24 26 27 28 M3 am Tir am Tir am M3 am Di Pietro2 Mariani 1 M3 pm M3 pm Tir pm Di Pietro3 Tir pm Di Pietro1 25 M3 am 29 30 M3 am GRUPPO Tir pm 31 1 M3 pm 2 SETTEMBRE 8 M3 pm Cacciamani2 14 21 15 Tir pm 5 6 10 9 Tir pm (5 ore) 16 M3 pm GRUPPO 22 23 29 30 Cacciamani1 Tir pm 11 18 12 13 M3 pm GRUPPO (5 ore) 19 20 25 M3 pm GRUPPO 26 M3 pm Cacciamani3 17 Tir pm (5 ore) 24 Settim. Esami A . comportam 28 4 M3 pm Mariani 2 7 3 33 27 La valutazione La finalità dell’intero corso e di ogni modulo formativo è un incremento di competenze nel trattare i problemi dello svantaggio e del disagio. La valutazione coincide con un’attribuzione di valore e un’interpretazione dei risultati nelle varie fasi del percorso di formazione dei docenti: 1. Definizione delle competenze Per poter intervenire efficacemente su situazioni di svantaggio e di disagio, si deve disporre di un corredo professionale piuttosto articolato e complesso, che possiamo elencare sinteticamente sotto forma di competenze diverse, che interagiscono però fra loro in modo sinergico: la capacità di cogliere gli indizi di possibili problemi e la loro definizione e delimitazione di campo (l’individuo, il gruppo, il contesto o, più spesso, le interazioni fra tutti questi fattori); la raccolta di una documentazione finalizzata all’intervento, sostenuta da osservazioni sistematiche; l’interpretazione dei dati all’interno di un setting teorico che preveda diverse forme di disagio o svantaggio (cognitive, comportamentali, motivazionali, emozionali, sociali ecc.), nonché le loro reciproche relazioni e implicazioni; la progettazione di diversi tipi di intervento e poi la loro gestione controllata e documentata, integrando all’occorrenza il progetto iniziale con nuovi dati, diverse ipotesi e strategie, attivando nuove collaborazioni; la predisposizione di strumenti di verifica dei risultati in varie fasi del percorso, in modo adeguato al tipo di problema, alle forme e all’ambito degli interventi compiuti; valutazione dei risultati delle verifiche di processo e finali, cogliendone approssimativamente il grado di certezza e i limiti. I piani sui quali si articolano queste competenze finalizzate all’intervento sono di diversa natura: epistemologico-disciplinare, psicopedagogica, didattica, progettuale e relazionale. In ogni fase del processo formativo che abbiamo messo in opera, dobbiamo essere nella condizione di valutare il grado di raggiungimento – e, correlativamente, di distanza - rispetto alle mete professionali prefissate. 2. Valutazione dei crediti in ingresso La SSIS "…tiene conto dell'esperienza già accumulata nel corso della carriera" (C.M. n. 235 del 20 ottobre 2000), riconoscendo crediti formativi e professionali pregressi. Il riconoscimento dei crediti, che determinerà una conseguente riduzione del monte ore previsto per i moduli e il tirocinio, sarà determinato caso per caso sulla base della documentazione prodotta dal corsista. Il servizio sul sostegno di almeno un anno, anche non continuativo, compreso l’anno in corso, viene valutato fino al 30% dell’ammontare complessivo delle ore obbligatorie, da utilizzare nel tirocinio indiretto, sulla base di una relazione scritta consistente in un ripensamento critico dell’esperienza effettuata. 3. Valutazione in itinere: forme e strumenti La professionalità docente, così come viene disegnata implicitamente dall’impianto formativo di tutto il percorso, si impernia, più che su saperi dichiarativi, sul saper fare, sul sapere come fare (metacognizione, rielaborazione) e, in misura rilevante, sul saper essere, che investe la sfera degli atteggiamenti. Per questo l’itinerario formativo è accompagnato da due forme parimenti importanti di valutazione: un’auto-valutazione tesa a cogliere concetti, procedure e metodologie salienti, ma anche ad evidenziare dubbi, critiche e proposte, e un’eterovalutazione (da parte degli altri corsisti, dei docenti e dei tutors) che, per essere fondata, deve nascere nel vivo della ricerca condotta gomito a gomito. Ci sono infatti aspetti, che sostanziano la professionalità 34 docente, che sfuggono alla logica dei corsi e degli esami e che si palesano invece con maggiore evidenza in situazioni più informali e operative di lavoro: la capacità comunicativa, la disponibilità a collaborare, a cogliere e affrontare problemi, le competenze progettuali e decisionali, gli atteggiamenti e le risposte emotive, la propensione creativa: in breve, la capacità di ricerca. E’ nel contesto dei laboratori e dei gruppi di ricerca-azione che si dà corpo all’urgenza di saper essere ricercatori, cioè di fare della problematizzazione continua, della ricerca, della condivisione e della sperimentazione di soluzioni la caratteristica saliente di un insegnante “specialista” in una realtà scolastica come l’attuale. Si è pertanto ritenuto opportuno affiancare, alle valutazioni formali e conclusive, una diversa prospettiva valutativa, più informale ma più capillare e costante e più adeguata a rilevare queste competenze sommerse o latenti. Lo strumento del quale ci siamo dotati per realizzare queste due forme di valutazione in itinere l’abbiamo chiamato Diario metacognitivo. “Diario” perché ripercorre in presa diretta, un passo dopo l’altro, le preconoscenze e i pregiudizi messi in crisi da scoperte e sorprese, sia teoriche sia operative, enfatizzandone la rilevanza nel proprio vissuto personale; “metacognitivo” perché queste scoperte saranno oggetto di rielaborazione consapevole e critica. Gli appunti del diario metacognitivo costituiranno la base per un confronto nel tirocinio, nei laboratori e nei gruppi di ricerca con gli altri corsisti, con il tutor e coi docenti. Il diario metacognitivo può avere, almeno per una parte del percorso formativo, una versione informatica, consistente nella partecipazione ai forum. 4. Valutazione finale d’area Tutti i moduli e il tirocinio si concludono con un questionario anonimo di autovalutazione, vòlto a cogliere i punti di forza e di debolezza (per porvi rimedio) e con un esame che certifica un complesso di competenze apprese nell’area in cui si è operato. L’esame consiste in un colloquio orale, condotto da una commissione composta da un docente e dal tutor. La valutazione viene espressa in trentesimi. 5. Esame finale di diploma di specializzazione L’intero corso, di 810 ore per i docenti abilitati e di 8 moduli per i docenti di ruolo, si conclude con la discussione di una relazione che recuperi e sintetizzi in modo critico, problematico e propositivo le riflessioni sviluppate in modo più ampio e analitico nel diario metacognitivo. Della documentazione consegnata alla commisiione valutatrice fa parte, oltre alla relazione conclusiva suddetta e al diario metacognitivo (compresi gli interventi nei forum on line), un portfolio personale, costituito da tutti gli elementi indicativi del percorso svolto: materiali prodotti o pubblicati, relazioni e certificati di presenza a convegni o seminari e quant’altro il corsista ritenga particolarmente significativo. La commissione d’esame è composta da 5 membri: - il direttore della SSIS o un suo rappresentante, che la presiede; - il coordinatore scientifico del corso, che ne coordina il lavoro; - un docente dei moduli, dei corsi o del tirocinio; - uno o più tutors che hanno seguìto il corsista; - un rappresentante incaricato dall'Amministrazione Scolastica. Il voto finale di diploma, espresso in trentesimi, risulta dalla media tra il voto conseguito nell’esame finale e la media delle votazioni conseguite nei singoli esami di profitto. 35 6. Criteri di valutazione La commissione valuta il grado di raggiungimento delle competenze definite sopra. In particolare, oltre alle competenze teoriche e all’incisività operativa rilevata direttamente o indirettamente nel tirocinio, costituiscono elemento significativo di giudizio il grado e la qualità della partecipazione ai laboratori, ai gruppi di ricerca e, eventualmente, ai forum, la capacità di rielaborazione critica e propositiva, l’efficacia espositiva e l’originalità e la ricchezza dei testi prodotti. 7. Ripetizione dell’esame finale di diploma Con provvedimento motivato del direttore della SSIS, è ammessa per una sola volta la ripetizione dell’esame di diploma entro l’anno accademico successivo, previo superamento, in forme e modi da concordare col corsista, dei deficit formativi individuati dalla commissione. 36 SSIS – Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario – Università di Trento (Il questionario è anonimo, e va consegnato in segreteria il giorno dell’esame. Grazie in anticipo per la collaborazione) Questionario di autovalutazione e proposta ITD ………… ITI………...… Area Diversità …………. Area Comportamenti ……. Area Orientamenti ………. Area Strumenti …………… Area Apprendimenti……… Tirocinio…………………... Molto 1. Le relazioni nei moduli (8 moduli) sono state utili e interessanti Abbastanza 2 Le relazioni nei corsi trasversali SSIS sono state utili e interessanti 3 Le relazioni nei corsi di sostegno SSIS sono state utili e interessanti I laboratori (interazione corsisti-docentI) nei moduli sono stati efficaci 5 I gruppi di ricerca-azione mi hanno coinvolto 6 Ritengo sia stata utile l’attivazione di un sito on line per a) i dibattiti nel forum b) la documentazione e le risorse disponibili 7 L’interazione coi tutor è stata positiva e costruttiva 8 Il progetto complessivo è convincente 9 La gestione del progetto è stata nel complesso efficace 10 Ciò che mi ha spinto a frequentare il modulo è stato (sono ammesse più risposte): a) un bisogno di aggiornamento professionale b) la prospettiva di acquisire un titolo professionale c) la richiesta del mio istituto d) altro(specificare) ……………………………………….. La comunicazione via e-mail per informazioni di tipo organizzativo è adeguata 4 11 Poco Per niente 12 Proposte di ulteriori tematiche o relatori per quest’area ……………………………………………... ……………………………………………... ……………………………………………... 13 Suggerimenti per la strutturazione dei gruppi ……………………………………………... ……………………………………………... ……………………………………………... 14 Proposte per migliorare l’organizzazione ……………………………………………... ……………………………………………... ……………………………………………... ……………………………………………... ……………………………………………... ……………………………………………... 37 RIFERIMENTI NORMATIVI SULLA FORMAZIONE DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO Legge 5 febbraio 1992, n. 104 - Art. 14 - Modalità di attuazione dell'integrazione [...] 2. I piani di studio delle scuole di specializzazione di cui all'art. 4 della legge 19 novembre 1990, n. 341, per il conseguimento del diploma abilitante all'insegnamento nelle scuole secondarie, comprendono, nei limiti degli stanziamenti già preordinati in base alla legislazione vigente per la definizione dei suddetti piani di studio, discipline facoltative, attinenti all'integrazione degli alunni handicappati, determinate ai sensi dell'art. 4, comma 3, della citata legge n. 341 del 1990. Nel diploma di specializzazione conseguito ai sensi del predetto art. 4 deve essere specificato se l'insegnante ha sostenuto gli esami relativi all'attività didattica di sostegno per le discipline cui il diploma stesso si riferisce, nel qual caso la specializzazione ha valore abilitante anche per l'attività didattica di sostegno. 3. La tabella del corso di laurea definita ai sensi dell'art. 3, comma 3, della citata legge n. 341 del 1990 comprende, nei limiti degli stanziamenti già preordinati in base alla legislazione vigente per la definizione delle tabelle dei corsi di laurea, insegnamenti facoltativi attinenti all'integrazione scolastica degli alunni handicappati. Il diploma di laurea per l'insegnamento nelle scuole materne ed elementari di cui all'art. 3, comma 2, della citata legge n. 341 del 1990 costituisce titolo per l'ammissione ai concorsi per l'attività didattica di sostegno solo se siano stati sostenuti gli esami relativi, individuati come obbligatori per la preparazione all'attività didattica di sostegno, nell'ambito della tabella suddetta definita ai sensi dell'art. 3, comma 3, della medesima legge n. 341 del 1990. Decreto Interministeriale 24 novembre 1998, n. 460 - Articolo 7 E' consentito ai provveditori agli studi, in regime di convenzione con le università e limitatamente alle esigenze accertate in ciascuna provincia, di istituire corsi di specializzazione per gli insegnanti di sostegno destinati al personale già in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. I criteri per l'accesso ai corsi del predetto personale in servizio sono stabiliti con ordinanza del Ministro della pubblica istruzione. Circolare Ministeriale n. 235 del 20 ottobre 2000 (estratto): Corso pluriennale di specializzazione per gli insegnanti di sostegno destinato al personale già in servizio a tempo indeterminato (art. 7 D.I. 460/98). La proposta è indirizzata ai docenti che sono già in servizio e tiene conto dell'esperienza già accumulata nel corso della carriera. La struttura modulare del corso, infatti, consente ai corsisti di accumulare crediti via via acquisiti e di utilizzarli in relazione ad un curriculum che ciascuno può personalmente costruire in base alle personali disponibilità di tempo e di interessi. Il percorso è costituito da sette moduli a cui occorre aggiungere un ulteriore modulo finalizzato all'assunzione di specifiche competenze nel linguaggio dei ciechi e dei sordi. In merito ai corsi di cui sopra si ipotizza che possano essere avviati entro il corrente anno quei progetti che alla data attuale hanno già visto una loro prima formulazione organica. 38 Decreto Ministeriale 20 febbraio 2002 SSIS - Corso handicap 800 ore --------------------------------------------------------------------IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITA' E RICERCA VISTO il Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300; VISTO il D.M. 26 maggio 1998 ed in particolare l’art. 4, comma 8; VISTA la Legge 9 maggio 1989, n. 168; VISTA la Legge 19 novembre 1990, n. 341; VISTA la Legge 5 febbraio 1992, n. 104; VISTO il D.I. 24 novembre 1998, n. 460, art. 6 che limita all’a.a. 2000/2001 l’organizzazione e l’attività dei corsi biennali di specializzazione per le attività di sostegno per la formazione di docenti della scuola secondaria; CONSIDERATO che su posti del sostegno è utilizzato personale docente abilitato attraverso vari canali ma sprovvisto del titolo specifico; CONSIDERATO altresì che, per le accertate necessità dell’utenza, si debba assicurare alla scuola in tempi brevi ulteriore personale specializzato da destinare alle attività di sostegno, prevedendo a tal fine per insegnanti già abilitati un percorso che tenga conto dei titoli di abilitazione già acquisiti; CONSIDERATO che l’art. 4 comma 8 del D.M. 26 maggio 1998 prevede per il conseguimento nell’ambito delle Scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario del titolo di specializzazione per l’insegnamento agli alunni in situazione di handicap, almeno 400 ore di specifiche attività didattiche aggiuntive attinenti l’integrazione scolastica agli alunni in situazione di handicap; RITENUTO pertanto necessario, nell’ambito delle attività didattiche aggiuntive di cui all’art. 4, comma 8, del suindicato D.M. 26 maggio 1998, disciplinare l’organizzazione di un percorso formativo di almeno 800 ore preordinato all’acquisizione del titolo di specializzazione per l’insegnamento agli alunni in situazione di handicap da parte di docenti già abilitati ma sprovvisti del titolo specifico, con priorità per chi già viene utilizzato sul sostegno; D E C R E T A: Art. 1 1: Nell’ambito delle attività didattiche aggiuntive di cui all’art. 4, comma 8, del D.M. 26 maggio 1998 di cui alle premesse, le scuole di specializzazione all’insegnamento secondario, anche in convenzione con le Direzioni scolastiche regionali, possono organizzare specifiche attività formative attinenti l’integrazione scolastica degli alunni in situazioni di handicap riservate a docenti abilitati attraverso vari canali e sprovvisti del 39 titolo specifico. Le attività comprendono almeno 800 ore e si svolgono nel rispetto dei criteri generali di cui all’allegato A. Al termine dei relativi corsi il personale docente delle istituzioni scolastiche consegue l’abilitazione all’attività didattica di sostegno ai sensi dell’art. 14, comma 2, della legge 5 febbraio 1992 n. 104. 2: Il numero di posti riservati per l’accesso ai corsi di cui al comma 1 è definito annualmente dal MIUR sulla base delle esigenze espresse dalle Direzioni scolastiche regionali e sulla base dell’offerta potenziale comunicata dalle Università. Nell’accesso hanno priorità i docenti già utilizzati sul sostegno per un periodo di almeno un anno scolastico. 3: Gli Atenei possono ricorrere a convenzioni con Enti, ai sensi dell’art.14, comma 4, legge 104/92, per affidamenti di singole attività formative in misura comunque complessivamente non superiore al 20% delle attività previste. 4: I criteri generali di cui all’allegato A costituiscono altresì, in quanto applicabili, linee di indirizzo per le attività aggiuntive che le scuole di specializzazione svolgono per gli altri iscritti alle scuole stesse. Art.2 Le disposizioni di cui all’art. 1 hanno efficacia a decorrere dall’a.a. 2002/2003 e fino all’a.a. 2005/2006 e comunque non oltre il riordinamento dei corsi di studio universitari per la formazione del personale docente delle istituzioni scolastiche. Roma, 20 febbraio 2002 Il Ministro (f.to Letizia Moratti) -----------------------------------------------------------------------Allegato: Criteri generali relativi ad un modulo di almeno 800 ore per la abilitazione alle attività didattiche di sostegno 1. Finalità La SSIS attiva un modulo della durata di almeno 800 ore da espletare in due semestri, salva la possibilità di distribuzione delle attività su un periodo più lungo per allievi non a tempo pieno, finalizzato al rilascio delle abilitazioni per l’insegnamento nelle classi con alunni in situazione di handicap. Tenuto conto delle disposizioni normative sulla formazione e sul profilo professionale, gli obiettivi del modulo sono finalizzati al conseguimento di competenze relative alla - consapevolezza della diversità dei bisogni educativi; conoscenza dell’alunno in situazione di handicap; 40 - creazione di ambienti di apprendimento e comunità di relazioni; conoscenza di strategie didattiche integrate; conoscenza di metodologia, metodi e materiali specifici; capacità di accompagnare il progetto scolastico e di vita; capacità relazionale con colleghi, operatori, personale e famiglia. Le attività comprendono Laboratori e, per almeno 200 ore, Tirocinio. 2. Criteri di ammissione al modulo Il modulo è aperto ai docenti abilitati in canali diversi e sprovvisti del titolo specifico, che fanno domanda di ammissione con le modalità ed entro i termini stabiliti dalle singole Scuole. Preliminarmente rispetto all’inizio delle attività, la Scuola, sulla base di una analisi del curricolo precedente e di un colloquio, individua eventuali debiti formativi che richiedano da parte di un allievo la frequenza ad attività aggiuntive rispetto a quelle specificamente previste per il modulo. 3. Frequenza Per la frequenza restano valide le norme sulla frequenza del biennio di scuola di specializzazione all’insegnamento secondario. 4. Tasse di iscrizione e frequenza Per gli iscritti le singole sedi fissano l’ammontare delle tasse d’iscrizione e di frequenza. 5. Supervisori di tirocinio I bandi di selezione e l’utilizzo dei supervisori sono basati sui criteri fissati dal D.M. 9342 del 15.3.2001, con particolare riferimento alle specifiche competenze del settore. 6. Prova finale Il modulo si conclude con una prova finale consistente in un colloquio in cui vengono discussi gli elaborati presentati dagli studenti secondo le modalità definite dalla Scuola. 7. Contenuti del percorso formativo in relazione agli obiettivi dell’integrazione Elementi di fondo caratterizzanti: - - concezione del passaggio dall’apprendimento scolastico alla costruzione di un progetto di vita e di un percorso verso l’autonomia, nonché possibili attività funzionali verso l’età adulta; introduzione di un raccordo tra teoria ed aspetti pratici; valorizzazione delle attività disciplinari in funzione di uno sviluppo della comprensione del deficit già a partire dalle proprie discipline; ambiti disciplinari propri delle SSIS di cui sono deficitari gli abilitati per altri canali. 41 - sensibilizzazione ai fondamenti e ai linguaggi delle aree disciplinari diverse dalla propria, tenuto conto della possibilità che l’insegnante di sostegno debba seguire un allievo per la totalità delle discipline. Nei contenuti legati alle aree disciplinari si evidenziano: - - le aree mediche con riferimento alla comprensione dei deficit per l’effettiva utilizzazione funzionale nell’ambito dell’attività docente; le aree psicologiche e pedagogiche legate alla specificità degli interventi; le aree sociologiche e antropologiche e giuridiche che saranno approfondite compatibilmente con quelle già espresse nel corso della formazione generale, laddove non siano state svolte con riferimento alla diversità; l’area della didattica specifica per la costruzione di percorsi integrati con riferimento alla sperimentazione nei tirocini diretti ed indiretti. I contenuti legati alle aree disciplinari vengono sviluppati all’interno di tre aree applicative: - teoria, con insegnamenti sulle tematiche dell’handicap; laboratori, su tecniche didattiche per l’integrazione di alunni con bisogni speciali; tirocini, attraverso applicazione professionale di tutte le aree di apprendimento. 42 UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI TRENTO - POLO DI ROVERETO Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario Bando di ammissione al le att ività format ive per docen ti abi litati volte al co nsegui mento del l'abil itazio ne all 'attiv ità di dattic a di s ostegn o - a.a. 2002/2003 Art. 1 - Attivazione Ai sensi del D.M. 20.2.2002 del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dell'art. 14, comma 2 della legge 5.2.1992 n. 104, la Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario (SSIS) dell'Università di Trento attiva, nell'ambito delle attività aggiuntive di cui all'art. 4, comma 8 del D.M. 26.5.1998, attività formative attinenti l'integrazione scolastica degli allievi in situazione di handicap riservate a docenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado, che siano abilitati attraverso vari canali e sprovvisti del titolo specifico di specializzazione. 2. Al termine delle attività formative di cui al comma precedente e previo superamento dell'esame finale di cui al successivo art. 3, comma 3, si consegue l'abilitazione all'attività didattica di sostegno ai sensi dell'art. 14, comma 2 della legge 5.2.1992, n. 104 per le scuole secondarie di primo e di secondo grado. 1. Art. 2 - Titolo di ammissione alle attività formative 1. A norma dell'art. 1 del D.M. 20.2.2002 costituisce titolo di ammissione alle attività formative di cui al precedente art. 1 il possesso dell'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria di primo o secondo grado. Art. 3 - Organizzazione delle attività formative 1. Le attività formative di cui al precedente art. 1, previste sia al mattino che al pomeriggio, constano di 810 ore complessive da svolgersi in due semestri. La prima sessione di esami finali si svolgerà nell'ottobre 2003. E' fatta salva la possibilità dei corsisti di distribuire la frequenza delle attività su un periodo più lungo e in orario pomeridiano, ma con il vincolo di sostenere l'esame finale entro l'a.a. 2003-2004. 2. Articolazione disciplinare, obiettivi, contenuti, organizzazione e tempi di svolgimento delle attività didattiche sono definiti dagli organi competenti della Scuola di Specializzazione, tenuto conto delle necessità organizzative connesse ad un efficace svolgimento dei processi formativi, e rese note nella prima metà di settembre. 3. L'esame finale consiste nella discussione di una relazione elaborata dal candidato. La relativa votazione è espressa in trentesimi e tiene conto delle valutazioni relative alle attività di laboratorio e di tirocinio. Il voto finale di Diploma risulta dalla media tra il 43 voto conseguito nell'esame finale e la media delle votazioni conseguite nei singoli esami di profitto. 4. Le attività formative di cui al precedente art. 1, comma 1, sono attivate per 60 posti, di cui 40 riservati all'area unica prevista nella scuola secondaria di primo grado. 5. A norma dell'art. 1, comma 2, del D.M. 20.2.2002, nell'accesso hanno priorità i docenti già utilizzati sul sostegno nella scuola secondaria di primo o secondo grado per un periodo di almeno un anno scolastico, cioè 180 giorni effettivamente prestati in tale tipologia di servizio all'interno del medesimo anno scolastico. 6. Per l'a.a. 2002-2003 i 60 posti riservati alla scuola secondaria di primo e secondo grado sono suddivisi tra le seguenti aree, definite dal D.M. 25.5.1995, n. 170, alle quali i candidati possono richiedere di accedere sulla base del titolo di abilitazione posseduto (si veda il successivo art. 5, comma 1): Area Disciplinare Posti Area unica primo grado 40 Area Disciplinare 1 - Scientifica 6 Area Disciplinare 2 - Umanistica - linguistica - musicale 7 Area Disciplinare 3 - Tecnico-professionale - artistica 5 Area Disciplinare 4 - Psicomotoria 2 60 Totale Art. 4 - Frequenza e sede dell'attività didattica 1. A norma del punto 3 dell'allegato A (Criteri Generali) del D. M. 20.2.2002 la frequenza è obbligatoria per i corsi, per le attività di laboratorio e per il tirocinio indiretto nella stessa misura prevista per la SSIS (almeno 2/3 dei carichi orari previsti per ciascun insegnamento, laboratorio e attività di tirocinio indiretto). Le attività di tirocinio diretto devono essere svolte per l'intero carico orario. Il mancato assolvimento dell'obbligo di frequenza comporta l'esclusione dall'esame o comunque dalla valutazione della relativa attività didattica. 2. L'iscrizione alle attività formative comporta esplicita accettazione degli obblighi di frequenza di cui al comma precedente, rispetto ai quali non sono ammesse deroghe comunque giustificate. 3. Le attività formative si svolgono presso le sedi della Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario del Polo di Rovereto - Università degli Studi di Trento e possono coincidere, ove necessario, con le attività didattiche della Scuola di Specializzazione. Art. 5 - Domanda di ammissione 1. Il fac-simile di domanda per l'ammissione è disponibile sul sito web della Scuola di Specializzazione, all'indirizzo: http://www.form.unitn.it/ssis/didattica/sostegno/abilitati/ oppure è reperibile presso la Segreteria della Scuola in Via Tartarotti, 7 - Palazzo Todeschi - Rovereto. La domanda di ammissione dovrà pervenire inderogabilmente entro le ore 12 del giorno 23 agosto 2002 alla Segreteria della SSIS - Via Tartarotti, 7 - Palazzo Todeschi - 38068 ROVERETO (TN). Nella domanda dovranno essere chiaramente indicate l'Area o le Aree per le quali si concorre, sulla base delle 44 abilitazioni possedute dal candidato. All'area unica di primo grado si può accedere se in possesso di abilitazione per una classe di concorso relativa alla scuola secondaria di primo grado. Alle aree disciplinari 1, 2, 3 e 4 si accede a seconda dell'abilitazione posseduta, secondo quanto prevede il D.M. 25.5.1995, n. 170 (tali norme sono riportate nelle ultime tre pagine dell'Allegato, in cui è esposta la corrispondenza fra aree disciplinari e classi di concorso ai fini dell'insegnamento di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado). Alla domanda deve essere allegata fotocopia del documento di riconoscimento. 2. A garanzia della trasparenza di tutte le fasi del procedimento e della conseguente tutela delle posizioni soggettive dei candidati, l’Amministrazione procede d'ufficio alla verifica di tutte le autocertificazioni fornite dai candidati. I candidati la cui autocertificazione risultasse falsa o mendace o comunque difforme da quanto accertato saranno esclusi dal procedimento di ammissione e denunciati d'ufficio all'Autorità Giudiziaria, tenuto conto delle pene stabilite negli articoli 483, 495, 496 del Codice Penale per le false attestazioni e per le mendaci dichiarazioni. 3. Tutte le domande pervenute oltre il termine stabilito non saranno prese in considerazione. E' possibile inviare le domande anche a mezzo posta, ma non farà fede il timbro postale. La busta dovrà recare l'indicazione "Corso di sostegno 800 ore". 4. Ai fini della valutazione, il candidato dovrà produrre all’atto della presentazione della domanda di ammissione i documenti attestanti il possesso dei titoli indicati dal bando in originale o in copia autenticata ai sensi della Legge 15/68 o in copia semplice; in tale ultimo caso, il candidato dovrà accompagnare la copia semplice da una propria dichiarazione sottoscritta avente ad oggetto la conoscenza del fatto che la copia del documento è conforme all’originale. In sostituzione della documentazione, il candidato potrà produrre una dichiarazione sottoscritta di possesso dei titoli medesimi, ai sensi dell’art. 1 del D.P.R. 403/98. Le dichiarazioni sopra indicate dovranno essere redatte in modo analitico affinché la Commissione possa utilmente valutare i titoli ai quali si riferiscono. Non è consentito il semplice riferimento a documenti e pubblicazioni già presentati all’Università. Non è ammessa in alcun caso l'integrazione della domanda successivamente alla data di presentazione. 5. La tassa di iscrizione alle attività formative è fissata in complessivi € 2080,00 da versare in due rate (con l’indicazione della causale“Corso di sostegno 800 ore") a mezzo di bonifico bancario (effettuato da qualsiasi banca) a favore dell'Università degli Studi di Trento, via Belenzani 12 – 38100 Trento, sul c/c n. 100000/77 presso la Banca di Trento e Bolzano– sede di via Mantova 19, Trento, coordinate bancarie 03240 01801. La prima rata, di € 1040,00, va versata all'atto dell'iscrizione di cui al successivo art. 7, comma 1, e non sarà restituibile in alcun caso, comunque motivato. La seconda rata, di € 1040,00, dovrà essere corrisposta entro e non oltre il 31 marzo 2003. 45 Art. 6 - Ammissione Qualora il numero delle domande di ammissione risulti inferiore o pari al numero dei posti disponibili per le singole aree, l'ammissione di tutti i candidati in possesso del requisito di cui all'art. 2 è automatica. 2. Qualora il numero delle domande di ammissione superi il numero dei posti, la commissione giudicatrice, nominata dal Direttore della SSIS, provvede alla redazione di appositi elenchi di ammissione (uno per ciascuna delle Aree di cui all'art. 3, comma 6) in cui i candidati sono graduati secondo il loro punteggio in centesimi, attribuito sulla base dei seguenti criteri: a) per il voto del titolo di accesso (Abilitazione all'insegnamento secondario prescritta per l'accesso all'Area), fino ad un massimo di 24 punti, attribuiti, in relazione al punteggio, rapportato in centesimi, con cui l'abilitazione è stata conseguita3, secondo il seguente prospetto: punti 0 fino a 59 centesimi per il punteggio da 60 a 65 centesimi punti 3 per il punteggio da 66 a 70 centesimi punti 6 per il punteggio da 71 a 75 centesimi punti 9 per il punteggio da 76 a 80 centesimi punti 12 per il punteggio da 81 a 85 centesimi punti 15 per il punteggio da 86 a 90 centesimi punti 18 per il punteggio da 91 a 95 centesimi punti 21 per il punteggio da 96 a 100 centesimi punti 24 1. b) per il servizio di insegnamento prestato nelle scuole secondarie su posti di sostegno a favore degli alunni portatori di handicaps, fino ad un massimo di 48 punti, e fino ad un massimo di punti 12 per ciascun anno scolastico per ogni anno punti 12 per ogni mese o frazione di almeno 16 punti 2 giorni Non sono valutabili i periodi in cui si è interrotta la prestazione del servizio di effettivo insegnamento (ad esempio: permessi non retribuiti, mandato amministrativo, maternità, servizio militare, aspettativa), anche se coperti da nomina e/o contratto. c) per il voto del titolo di studio4 richiesto per l’accesso alla classe di concorso con cui si concorre all'Area a cui si riferisce l'elenco di ammissione, fino ad un massimo di 8 punti: 3 I concorsi e le abilitazioni diversamente classificati devono essere rapportati a cento. Le eventuali frazioni di voto sono arrotondate per eccesso al voto superiore solo se pari o superiori a 0,50. Ai candidati che abbiano superato un concorso ordinario, per esami e titoli, avente anche il fine del conseguimento dell'abilitazione all'insegnamento nella scuola secondaria, deve essere valutato il punteggio complessivo relativo all'inserimento nella graduatoria generale di merito, comprensivo anche dei titoli (già espresso in centesimi) ovvero, se più favorevole, il punteggio spettante per le sole prove d'esame (già espresso in ottantesimi), rapportato a cento. Ai candidati che abbiano conseguito l’abilitazione all’insegnamento a seguito di partecipazione a sessioni riservate di esame, di cui alle OO.MM. nn. 153/1999, 33/2000, 1/2001, deve essere valutato il punteggio complessivo in centesimi, relativo all'inserimento nell’elenco degli abilitati. 4 La votazione del titolo medesimo, di qualsiasi livello, deve essere rapportata su base 110. 46 voto fino a 90/110 voto da 91 a 100/110 voto da 101 a 105/110 voto da 106 a 107/110 voto da 108 a 109/110 voto di 110/110 e 110 e lode/110 punti 0 punti 2 punti 4 punti 5 punti 6 punti 8 d) per titoli di studio e di ricerca, fino ad un massimo di 20 punti: dottorato di ricerca seconda laurea diploma di specializzazione altri titoli di studi e di ricerca: diploma universitario di perfezionamento triennale diploma universitario di perfezionamento biennale diploma universitario di perfezionamento annuale Borsa biennale di post-dottorato Borsa di studio di almeno un anno presso enti di ricerca Borsa di studio di almeno sei mesi presso enti di ricerca Assegno di ricerca (annuale) punti 6 punti 4 punti 4 fino a un massimo di 6 punti punti 6 punti 4 punti 2 punti 4 punti 2 punti 1 punti 2 Vengono ammessi alle attività didattiche i candidati che, in relazione ai posti disponibili per ciascuna area e sulla base dei punteggi attribuiti, risultino utilmente collocati negli elenchi di ammissione. Sarà comunque data priorità ai candidati in possesso del requisito di cui al comma 5 dell'art. 3. Nel caso di candidati utilmente collocati in più elenchi, sarà efficace la posizione conseguita nell'elenco con il minor numero di posti programmati, e si scorreranno gli altri elenchi recuperando i candidati primi esclusi in ciascuno di essi, fino a raggiungere il numero complessivo di 60. 3. In caso di parità costituisce motivo di preferenza la minore età anagrafica del candidato (L. 191 del 16-06-1998, art. 3 comma 7, G.U. n. 142 Serie Generale del 20.06.1998, S.O. n. 110). 4. In caso di assenza totale o parziale di aspiranti in uno degli elenchi, i posti residui verranno ripartiti tra le altre Aree con le seguenti modalità: verrà attribuito un posto a ciascuna Area, a partire dall'Area con il maggior numero di posti banditi e proseguendo in ordine decrescente, fino ad esaurimento dei posti residui. 5. La commissione giudicatrice cura l'affissione degli elenchi di ammissione, che saranno esposti all'Albo della SSIS in data 3 settembre 2002. Tale pubblicazione costituisce comunicazione ufficiale agli interessati, ai quali non saranno inviate comunicazioni personali. Gli stessi elenchi saranno pubblicizzati, a mero titolo informativo, sul sito Internet: 6. http://www.form.unitn.it/ssis/didattica/sostegno/abilitati/ Responsabile del procedimento, ai sensi della Legge 241/90, è nominato il dott. Gianpietro Berti. 47 Art. 7 - Domanda di iscrizione 1. I candidati che risulteranno in posizione utile negli elenchi di ammissione dovranno presentare domanda di iscrizione alla Scuola su apposito modulo disponibile presso la Segreteria della Scuola, Palazzo Todeschi, Via Tartarotti 7, Rovereto, entro martedì 10 settembre 2002, pena la decadenza. I candidati ammessi dovranno allegare alla domanda di iscrizione i seguenti documenti: - ricevuta del versamento della prima rata delle tasse di € 1040,00 con le modalità precedentemente indicate; - 1 fotografia formato tessera; - fotocopia codice fiscale. 2. I candidati ammessi che non si saranno iscritti entro il termine stabilito saranno ritenuti rinunciatari. A seguito della mancata iscrizione degli aventi diritto, i candidati che seguono nel rispettivo elenco saranno contattati al recapito telefonico indicato nella domanda di ammissione ed invitati ad effettuare l'iscrizione secondo le modalità e con le scadenze che verranno indicate. 3. I candidati, la cui certificazione risultasse difforme da quanto autocertificato, saranno esclusi dalle attività formative e denunciati d’ufficio all’Autorità giudiziaria. 4. La SSIS prevede, dopo l'iscrizione, un sistema di valutazione dei crediti formativi in possesso del singolo studente. Potranno essere valutati come crediti esami universitari o corsi di specializzazione e perfezionamento con contenuti assimilabili alle discipline oggetto degli insegnamenti previsti all'interno delle attività formative. Tale valutazione potrà comportare una conseguente riduzione dei tempi di formazione. Art. 8 - Trattamento dei dati personali 1. Ai sensi dell’art. 10, primo comma, della Legge 675/96, i dati personali forniti dai candidati saranno raccolti presso l’ufficio amministrativo della SSIS di questa Università, per le finalità di gestione della presente selezione. 2. Il conferimento di tali dati è obbligatorio e necessario ai fini della partecipazione, secondo quanto stabilito dalle norme del presente bando e pena la possibile esclusione dalla selezione. 3. L’interessato gode dei diritti di cui all’art. 13 della citata Legge. Tali diritti potranno essere fatti valere nei confronti dell’Università degli Studi di Trento. Rovereto, 19 luglio 2002. F.to Il Direttore della Scuola di Specializzazione all'Insegnamento Secondario prof. Remo Job 48 Il piano formativo individualizzato di (cognome)……………………………(nome)………….………… A. a 2002-3 Aree Moduli Corsi trasversali Tarozzi: Interculturalità (40 h – 3 cr) Area Diversità Area Strumenti Area Comportamenti Area Apprendimenti Pastorio- Calliari: Neuropsich. infantile (40 h – 3 cr) Giusti: Pedagogia speciale (20 h – 1,5 cr) Soresi-Nota: Psicologia dell’ handicap e della riabilitazione (40 h – 3 cr) Modulo 2 (50 h – 5 cr) Ongari-Grigolli: Psicologia dell’ Venuti: Individuo e gruppi adolescenza e delle (40 h – 3 cr) dinamiche familiari in presenza di un figlio handicappato (40 h – 3 cr) Venuti: Psicologia clinica dello sviluppo (20 h – 1,5 cr) Modulo 3 (65 h – 6 cr) Modulo 4 (65 h – 6 cr) Modulo 5 (130 h – 9 cr) Venuti: Psicologia dello sviluppo (20 h – 2 cr) Barros: Laboratorio di comunicazione didattica efficace (40 h – 3 cr) oppure Dallari: Saperi e Identità (40 h – 3 cr) Area Orientamenti Tirocinio Corsi sostegno Tirocinio indiretto: 50 h Tirocinio indiretto: 100 h Tirocinio diretto: 50 h Tirocinio diretto: 100 h - Barrare le caselle che interessano - Per conseguire la specializzazione entro ottobre 2003, tutti i moduli e i corsi devono essere frequentati e superati e il tirocinio deve essere complessivamente di 200 ore. - Rispettare i vincoli indicati nella Fig. 3 (p. 10). Il monte-ore complessivo dei due anni deve essere di 810 ore, corrispondenti a 60 crediti. Le 200 ore di tirocinio (100 diretto e 100 indiretto) possono essere svolte nei due anni. 49 A. a 2003-4 (cognome)………………………………………(nome)………….………………………………. Aree Moduli Corsi trasversali Tarozzi: Interculturalità (40 h – 3 cr) Area Diversità Pastorio- Calliari: Neuropsich. infantile (40 h – 3 cr) Giusti: Pedagogia speciale (20 h – 1,5 cr) Soresi-Nota: Psicologia dell’ handicap e della riabilitazione (40 h – 3 cr) Area Strumenti Venuti: Individuo e gruppi (40 h – 3 cr) Area Comportamenti Area Apprendimenti Area Orientamenti Tirocinio Corsi sostegno Modulo 5 (130 h – 9 cr) Ongari-Grigolli: Psicologia dell’ adolescenza e delle dinamiche familiari in presenza di un figlio handicappato (40 h – 3 cr) Venuti: Psicologia clinica dello sviluppo (20 h – 1,5 cr) Venuti: Psicologia dello sviluppo (20 h – 2 cr) Modulo 8 (50 h – 5 cr) Modulo 6 (65 h – 6 cr) Dallari Saperi e Identità (40 h – 3 cr) Modulo 7 (65 h – 6 cr) Tirocinio indiretto: 50 h Tirocinio indiretto: 100 h Tirocinio diretto: 50 h Tirocinio diretto: 100 h - Barrare le caselle che interessano - Rispettare i vincoli indicati nella Fig. 3 (p. 10). Il monte-ore complessivo dei due anni deve essere di 810 ore, corrispondenti a 60 crediti. Le 200 ore di tirocinio (100 diretto e 100 indiretto) possono essere svolte nei due anni. 50 Allegato 1 - Tabella per l’autovalutazione in itinere 2 3 AVVERTIRE IL PROBLEMA RACCOGLIERE UNA DOCUMENTAZ 1 INTERPRETAZIONE DATI 0 DESCRITTORI ATTEGGIAMENTO FASI Credo che il problema-recupero sia importante Credo di poterlo affrontare efficacemente, senza delegare la soluzione ad un “esperto” Credo che l’organizzazione della mia scuola, e il tempo a mia disposizione, consentano di poterlo affrontare efficacemente So cogliere indizi di un possibile - svantaggio…………………………………… - disagio ……………………………………… So definire il problema, delimitandone il campo (individuo, gruppo, contesto) e collegandolo con possibili forme di intervento So raccogliere una documentazione finalizzata ad un intervento specifico So come si realizza un’osservazione sistematica di alunni-problema So collocare dati e indizi all’interno delle diverse aree del disagio o dello svantaggio: a) cognitiva b) comportamentale c) motivazionale d) emozionale e) sociale f) ……………………………….. So individuare collegamenti, cooccorrenze o sinergie fra le diverse aree So interpretare i/alcuni dati impiegando i seguenti modelli: a) apprendimento b) comprensione-lettura/ascolto c) attenzione d) memoria e) motivazione f) stili cognitivi e intelligenze g) autostima/ autoefficacia h) …………………………………………….. 51 AUTOVALUTAZIONE (punteggio 1-5) all’inizio ora ………… ………… ………… ………… ………… ………… ………… ………… …………. …………. ………… ………… ………… ………… ………… ………… …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. ………… ………… …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. …….. PROGETTAZIONE 7 GESTIONE INTERVENTI 6 …….. …….. …….. …….. …….. So gestire in modo controllato e documentato gli interventi progettati, integrando all’occorrenza il progetto iniziale con nuovi dati, diverse ipotesi e strategie, attivando nuove collaborazioni …….. …….. VERIFICA 5 …….. …….. …….. …….. …….. So predisporre e utilizzare strumenti di verifica intermedia e finale dei risultati, in modo adeguato al tipo di problema, alle forme e all’ambito degli interventi compiuti …….. …….. VALUTAZIONE 4 So progettare forme diverse di intervento, secondo i casi: a) diretto b) indiretto c) individuale d) di gruppo e) di contesto So valutare i risultati delle verifiche di processo e finali, cogliendone approssimativamente il grado di certezza e i limiti …….. …….. 52 Allegato 2 (Ottobre 2002) I primi strumenti Programmazione, ricerca educativa, ricerca-azione La ricerca-azione (in sintesi) Il triangolo della ricerca azione Gli strumenti Il diario metacognitivo: suddivisione e utilizzo Possibili argomenti Input alla riflessione Bibliografia 53 PROGRAMMAZIONE, RICERCA EDUCATIVA, RICERCA-AZIONE La programmazione è, in generale, la pianificazione (ciclica) di un percorso educativo: ciascun ciclo parte dall’analisi del contesto in cui si opera e si conclude (temporaneamente) con la verifica e valutazione dei risultati. La conclusione di un ciclo fornisce il contesto di partenza per il ciclo successivo. Un percorso può essere di tipo applicativo o innovativo. Si ha il primo caso quando l’insegnante inserisce – nella propria programmazione - percorsi che appartengono già al proprio repertorio professionale (perché già conosciuti e/o utilizzati in tutto o in parte); in questo caso il docente si limita ad applicare (con opportuni adattamenti) strategie a lui note. In altri casi, invece, l’insegnante può scegliere di affrontare percorsi innovativi, modificando in tutto o in parte, in modo consapevole, le proprie strategie di lavoro. Ricerca educativa. Con questa espressione si intende indicare la applicazione rigorosa di metodi sperimentali in campo educativo: individuazione dei gruppi sperimentali e dei g. di controllo, definizione delle variabili, formulazione dell’ipotesi, azione sperimentale, rilevazione e misurazione delle variabili, verifica dell’ipotesi. La complessità della procedura necessaria per lo svolgimento della ricerca richiede, in genere, la supervisione e il controllo da parte di esperti. In questo caso, l’esigenza dell’accuratezza metodologica prevale decisamente rispetto al bisogno di raggiungere risultati efficaci in tempi brevi. Ricerca-azione. La ricerca-azione non va confusa con la ricerca educativa. La RA è la introduzione controllata di innovazioni didattiche, nei propri percorsi educativi. La necessità del controllo è legata all’esigenza di verificarne – in tempi ragionevolmente brevi - l’efficacia rispetto allo specifico contesto educativo in cui operiamo (o a contesti simili ad esso), in modo da modificare tempestivamente ed opportunamente la “rotta” della nostra attività educativa. L’esigenza operativa è, in questo caso, prevalente rispetto all’accuratezza del “disegno di ricerca sperimentale”: ciò significa che l’intera procedura di ricerca è meno rigorosa e più flessibile, ma viene mantenuta l’idea “regolativa ” della massima accuratezza possibile. Quando fare ricerca-azione? In generale l’esigenza di intraprendere una ricerca-azione (RA) sorge nel momento in cui le conoscenze o le competenze di cui disponiamo non ci permettono di analizzare o di fronteggiare in modo soddisfacente una situazione educativa. Lo spirito di ricerca Nella RA non ci si affida ad un metodo noto, per quanto consolidato o diffuso. L’insegnante affronta la situazione problematica come un ricercatore di sentieri didattici alternativi a quelli consueti, lasciandosi la libertà di esplorare soluzioni diverse, ma controllando sia la loro serietà metodologica, sia la loro adeguatezza ai casi specifici. Non c’è, quindi, RA senza capacità di interrogarsi sulle proprie strategie didattiche, di individuare punti di forza e di debolezza e di tentare soluzioni alternative. La capacità di documentarsi L’innovazione non è una improvvisazione più o meno geniale. Le intuizioni e le impressioni didattiche personali vanno precisate tenendo conto criticamente delle metodologie conosciute e sperimentate. Per questo occorre sapere ritrovare le informazioni di volta in volta necessarie per lo specifico caso di nostro interesse: è, quindi, necessario acquisire confidenza con le principali fonti di informazione didattica, pedagogica, psicologica. Una ricerca che sarà resa più facile dalla 54 capacità di entrare in una rete di relazioni professionali positive con alcuni colleghi, in modo da mettere in comune informazioni complementari. Da soli o in gruppo? L’amico critico. La RA è nata dalle esperienze e dagli studi di Kurt Lewin (1890-1947), uno tra i maggiori psicologi della Gestalt. Egli si rese conto della stretta dipendenza tra la persona ed il suo “spazio di vita” (persone, ambienti, cose). A partire da queste ipotesi teoriche, riuscì a mostrare sperimentalmente che la relazione ed il confronto sono in grado di innescare processi più rapidi e soddisfacenti di cambiamento personale e professionale. Naturalmente ciò si verifica nei casi in cui si realizzino due condizioni preliminari: da un lato la disponibilità personale all’innovazione, dall’altro un atteggiamento di confronto “amichevole”. La relazione, infatti, risulta positiva quando i nostri interlocutori ci spingono a riflettere con il loro pungolo critico, ma sono anche una rete di sostegno nei momenti di incertezza. L’indicazione che possiamo ricavare da queste ricerche è, dunque, che l’efficacia del nostro percorso di innovazione risulterà tanto maggiore quanto più saremo in grado di realizzare un confronto con “amici critici”, disponibili a collaborare al nostro progetto di ricerca. L’oggetto della ricerca-azione Sono gli stessi partecipanti a stabilire quali aspetti didattici è urgente ed importante affrontare: la sperimentazione di una nuova metodologia, l’analisi più accurata di una situazione problematica o il tentativo di risolvere una difficoltà didattica. La RA mira alla promozione della responsabilità decisionale degli insegnanti, per una ragione precisa: in questo modo si favorisce la maturazione della capacita di intervenire in modo intelligente e flessibile nell’azione educativa e si sviluppano atteggiamenti di autonomia critica, di senso di responsabilità e di relazione positiva. Controlli e strumenti nella ricerca-azione Nella RA gli insegnanti si prefiggono l’obiettivo di un miglioramento oggettivo (almeno rispetto al contesto in cui lavoriamo: un problema più complesso è quello di trovare strategie generalizzabili a contesti diversi) nella comprensione della situazione educativa, degli apprendimenti o delle relazioni educative. Perché questo avvenga occorrono informazioni che siano: abbastanza numerose da fornire un quadro comprensibile dell’andamento del lavoro, abbastanza snelle da risultare facilmente interpretabili, sufficientemente diversificate da consentire di prendere in considerazione molteplici aspetti della relazione educativa (processi/prodotti). Sono necessari “sensori” disseminati qua e là per delineare gli aspetti statici e dinamici degli apprendimenti. Questi strumenti non possono, però, essere improvvisati o sparpagliati a caso: occorre una scelta tra essi ed una strategia per il loro utilizzo. Due strategie generali sono particolarmente consigliate per la loro comprovata efficacia: a) l’utilizzo “incrociato” di strumenti di rilevazione diversa, in modo da confrontare punti di vista differenziati (ad esempio, mettere a confronto il diario metacognitivo con schede di gradimento redatte dagli allievi); b) il confronto con i colleghi, utile sia nella fase ideativa, sia nella fase di raccolta delle informazioni, sia, infine, al momento della valutazione. 55 LA RICERCA AZIONE (in sintesi) Forniamo un quadro molto schematico, di impiego immediato, per chiarire che cosa intendiamo per ricerca azione, che è la tipologia di lavoro prevalente che abbiamo adottato per il nostro percorso formativo. Va detto che la ricerca azione caratterizzerà gli otto moduli e il tirocinio, mentre le relazioni nei corsi trasversali e nel corso di sostegno SSIS svolgeranno una funzione di riallineamento formativo, di supporto e di stimolo per delineare il setting teorico globale all’interno del quale focalizzare i problemi più specifici e le sperimentazioni dirette sul campo. COS’È vs Dagli insegnanti e per gli insegnanti vs COSA NON È Delega ad esperti (protagonismo dell’insegnante) Autoriflessione vs Cambio di prospettiva (di atteggiamento, di “paradigma”) Riflessione su altri Dissonanza dichiarato/agito vs Ricerca situata: “pensare globalmente, agire localmente” vs Acquisizione puramente teorica Studio sistematico (obiettivi, tempi, fasi) vs Riflessione intuitiva e occasionale Finalizzata al cambiamento ( dell’insegnante, della situazione) vs Pura ricerca Documentata e pubblica (log book, relazione finale, workshop ecc.) vs Privata Esplorativa – qualitativa – interpretativa vs Psicometrico-quantitativa (ricerca applicata) Strumenti - Bibliografia 56 IL TRIANGOLO DELLA RICERCA AZIONE In una normale situazione di insegnamento, un bravo professionista non si limita a travasare informazioni o ad applicare ricette preconfezionate, buone per tutti i gusti e per tutte le situazioni, ma è attento ai feedback che i suoi alunni gli restituiscono continuamente. Coglie i problemi, addirittura cerca attivamente di farli emergere o, quanto meno, una volta che questi si sono imposti spontaneamente – e le occasioni non mancano – non li evita, ma li assume e cerca dei modi per risolverli. In questo senso, ogni insegnante è “ricercatore”: Nuove ipotesi A) PROBLEMA IPOTESI DI SOLUZIONE CONTROL- GESTIONE LO VALUTAZIONE Ridefinizione del problema Ma questa prassi virtuosa non è ancora ricerca azione, o meglio lo è, ma in senso generico e non nel senso tecnico che si assegna a questo metodo. E’ fondamentale che, oltre all’insegnante e agli studenti, entri in gioco una terza figura: un osservatore distaccato ma rassicurante, un “amico critico”, che garantisca quella (relativa) oggettività, quella ricchezza di punti di vista e quell’impulso alla sistematicità che il singolo docente, per quanto bravo, non può assicurare. Il quadro si arricchisce in questo modo: B) PROBLEMA IPOTESI DI SOLUZIONE GESTIONE Docente Studente/i Amico critico VALUTAZIONE CONTROLLO La triangolazione e la circolarità della ricerca azione procedono fino alla soluzione del problema, o all’abbandono della ricerca in caso di insuccesso. Solitamente però il problema che dà l’avvio alla ricerca è specifico e situato, per lo più nella classe. Nel nostro caso invece i problemi specifici sono preceduti e indotti da una committenza sociale generica e situati in prima battuta all’interno di un setting teorico: corsi, relazioni, laboratori e gruppi. Per la 57 semplice ragione che il nostro “problema” è in questo caso formare dei docenti esperti che sappiano, una volta inseriti in ambiente lavorativo, praticare correttamente la ricerca azione così come è indicata in B). Pertanto la triangolazione avverrà a due livelli: a livello di classe, e l’amico critico sarà un collega: del modulo o della scuola dove si sperimenta e, ad un livello più alto, nel gruppo: in questo caso il ruolo dell’amico critico sarà svolto dal tutor o dal docente. STRUMENTI PER LA RICERCA AZIONE Soggettivi Introspettivi Prestrutturati Questionario con domande aperte Questionario con domande chiuse Diario Auto-osservazione Riflessioni ad alta voce Intervista libera Intervista semi-strutturata Intervista strutturata Problematica Chiusi Focus (microgenerale aspetto) Aperti Scheda aneddotica Cronaca Annotazioni sistematiche Esplorativi esterni Audio-video registrazione (comportamenti ricorrenti) Oggettivi Portfolio Schede di osservazione Liste di controllo Classificatori Elenchiamo una serie di strumenti solitamente impiegati nella ricerca azione, suddivisi in base alla maggiore o minore oggettività o soggettività e al fatto di essere più o meno aperti o chiusi. Noi abbiamo privilegiato quello strumento introspettivo per eccellenza che è il diario di bordo (log book), seppure con la richiesta di restringere il campo di riflessione, o quanto meno a privilegiare, gli aspetti metacognitivi. Ciò non significa che altri strumenti non possano essere impiegati nel corso della ricerca azione. Anzi. 58 POSSIBILE SUDDIVISIONE DEL DIARIO METACOGNITIVO Nel contratto formativo vengono indicate le ragioni per le quali si è adottato il Diario Metacognitivo (d’ora in poi: DM) (V. p. 34-5). Una mappa per orientare alla stesura del DM è la Tabella per l’autovalutazione in itinere (ivi, p. 51-2). Qui a fianco riportiamo come esempio una possibile suddivisione del DM, che nella versione informatica può essere gestito più comodamente sotto forma di cartelle e sottocartelle (la procedura è molto semplice: se necessario, verrà indicata a chi ce lo chiederà). Elenchiamo schematicamente alcuni criteri da seguire per la stesura del DM: 1. La riflessione sulle azioni didattiche e sul vissuto professionale dovrebbe essere regolare e temporalmente vicina all’evento che la suscita. 2. Si dovrebbe imperniare su eventi critici. 3. Anche emozioni e stati d’animo possono costituire terreno privilegiato di rielaborazione, ma solo quelli pertinenti con un vissuto professionale, 4. Il DM è lo strumento che accompagna la ricerca azione, riflettendo la t r i a n g o l a z i o n e docentediscente-osservatore esterno. Nel nostro caso, il ruolo dell’osservatore esterno, dell’ “amico critico”, viene svolto prioritariamente, anche se non esclusivamente, dal tutor, col quale è opportuno condividere pezzi di diario. Secondo le esperienze, gli stili e gli interessi, alcune cartelle saranno più ricche di altre. Le cartelle vuote staranno però ad indicare uno scoperto formativo. Il diario verrà consegnato un mese prima dell’esame di diploma e farà parte integrante del PORTFOLIO formativo. Dal DM verranno distillate due relazioni: a) la relazione finale b) la relazione di tirocinio. RELAZIONI LABORATORI RELAZIONI LABORATORI GRUPPI DI RIELABORAZ TIROCINIO INDIRETTO DIRETTO Studio di casi Collaborazioni INTERAZIONI Commissione H TUTOR Rapporti di sistema CORSISTI FORUM DOCENTE LIBRI 59 POSSIBILI ARGOMENTI Indichiamo alcuni dei possibili argomenti che dovrebbero sostanziare le pagine del diario metacognitivo, rispettando i criteri indicati . Gruppi di rielaborazione ESEMPIO Data …………………………. Docente ……………………… Argomento …………………… Riflessioni • Links a relazioni, esperienze, testi Schemi riassuntivi, mappe Progetti di intervento in classe / con un alunno Messaggi (al tutor, nel forum, a colleghi) Valutazione di dati raccolti (schede di osservazione, test, interviste, questionari ecc.) Recensioni critiche di testi, articoli (attinenti con la tematica affrontata) 60 INPUT ALLA RIFLESSIONE Oltre alla tabella per l’autovalutazione in itinere (pp. 51-2 del contratto formativo), alcuni input per la riflessione potrebbero essere: I concetti (o le procedure) che mi convincono di più sono… Vorrei approfondire meglio i seguenti aspetti: … Il suggerimento che mi sembra più praticabile è… perché… Su questo problema X sostiene che …, però si potrebbe anche affermare (ipotizzare, controbattere) che… Non mi è ancora chiaro … Prima pensavo che … , invece ora … Questo suggerimento (…) mi sembra difficilmente applicabile, perché… I miei punti di forza per ora sono: Mi sono accorto che ho ancora alcuni punti di debolezza: … ……………………. 61 Bibliografia Per eventuali approfondimenti, rimandiamo alla seguente bibliografia: ALTRICHTER H., La ricerca-Azione: epistemologia e metodi, in Dirigenti Scuola 7(1988a)4, pp.612. ARGYRIS, C et al. (1985) Action Science, Jossey Bass BELL, J. et al (eds.) (1984) Conducting Small-Scale Investigations in Educational Management, London, Harper Educational. ELLIOT J. (1991), Action Research for Educational Change, Open University Press – Milton Keynes, Philadelphia. LEWIN K. (1946), Action Research and Minority Problems, in “Journal of Social Issues”, II, tr. it in L. LICAUSI (a cura di) (1972), I conflitti sociali, Milano, Angeli. pp. 247-53. MALAMAH-THOMAS, A. (1987) Classroom Interaction, Oxford, O.U.P. NUNAN, D. (1989) Understanding Language Classrooms. A Guide for Teacher-Initiated Research, New York, Prentice Hall POZZO, G. & ZAPPI, L. (1993) La ricerca-azione, Torino, Bollato Beringhieri. TROMBETTA-ROSIELLO (2000), La ricerca-azione, Trento, Erickson. WALLACE, J. M. (1998) Action Research for Language Teachers, Cambridge, C.U.P. 62 ALLEGATO 3 (Settembre 2002) CRITERI PER L’INDIVIDUAZIONE DI CREDITI PREGRESSI Prima di compilare la scheda per l’individuazione di crediti pregressi qui allegata, si prega di considerare con attenzione le chiarificazioni seguenti. 1. Il credito formativo universitario (CFU), introdotto dal Decreto Ministeriale n. 509/99 come unita' di misura dei corsi universitari, corrisponde a venticinque ore di lavoro complessivo dello studente (frequenza a corsi, studio, rielaborazione personale, preparazione di elaborati, etc.). Un anno di studio a tempo pieno corrisponde a 60 crediti, cioe' a 1500 ore complessive di lavoro. La corrispondenza da noi adottata, ovvero 13 ore di lezione frontali (o di laboratorio o di gruppo) = 1 credito, si basa sulla stima che il lavoro personale di ciascun corsista sia quasi equivalente alle ore di lezione frequentate. 2. Per ottenere il riconoscimento di crediti pregressi, si deve compilare la scheda qui allegata. Sulla base della documentazione prodotta, verrà comunicato a ciascun richiedente il numero massimo di crediti riconoscibili, ottenibili attraverso una relazione che consiste in una rivisitazione critica delle esperienze fatte e delle competenze acquisite. 3. Gli eventuali crediti riconosciuti danno diritto a una diminuzione del monte ore obbligatorio, che, lo ricordiamo, consiste nei 2/3 del carico orario previsto per ogni modulo o corso per i docenti ITD e nei 3/4 per i moduli dei docenti ITI. 4. Il limite massimo di crediti riconoscibili per il tirocinio indiretto è di 1/3 (con l'ulteriore vincolo di un massimo di 16 ore per ciascuno dei due moduli di 50 ore in cui si suddivide il tirocinio indiretto), mentre per i moduli o corsi (ciascuno dei quali corrisponde a un quadretto a pagina 49 del contratto formativo) è di 1/4 dell’orario complessivo del modulo. Non si riconosceranno crediti professionali pregressi per il tirocinio diretto, per il quale non si prevede una fiscalizzazione delle ore di presenza, ma solo una valutazione qualitativa delle competenze manifestate (riconoscimento forfettario di 100 ore). 5. Per i moduli, “potranno essere valutati come crediti esami universitari o corsi di specializzazione e perfezionamento con contenuti assimilabili alle discipline oggetto degli insegnamenti previsti all'interno delle attività formative” (Bando di ammissione, p. 49 del contratto formativo). In ogni caso, condizione necessaria è la documentazione di un percorso formativo che si è concluso con un esame, di cui si fornisce la certificazione. Per quanto riguarda invece il tirocinio, il requisito minimo per poter aspirare al riconoscimento di crediti è costituito da un anno con nomina sul sostegno (compreso l’anno in corso). 6. I docenti ITI che hanno intrapreso il percorso 8 moduli lo scorso anno, ai quali sono stati già riconosciuti dei crediti, sono invitati a specificare nella scheda allegata l’ammontare dei crediti riconosciuti, che può essere rivisto sulla base degli attuali obblighi di orario (quest’anno si prevede un numero percentualmente minore di presenze obbligatorie rispetto allo scorso anno) e dei limiti massimi di riconoscibilità dei crediti (vedi sopra). Anche per i docenti ITI è richiesta una relazione che attesti le competenze di cui si chiede il riconoscimento. 63 SCHEDA PER L’INDIVIDUAZIONE DI CREDITI PREGRESSI (da riconsegnare entro fine settembre 2002) Il/La sottoscritto/a Nome ………………………………… Cognome …………………………………………… in servizio presso l’Istituto ………………….………………………………………………………. con incarico a tempo determinato / indeterminato in ……………………………………… preso atto dei criteri allegati a questa scheda, richiede il riconoscimento di crediti professionali pregressi nelle seguenti aree: crediti riconosciuti AREA DIVERSITA’ AREA STRUMENTI AREA COMPORTAMENTI (spazio riservato alla segreteria) AREA APPRENDIMENTI modulo 5 modulo 8 Psicologia dello sviluppo AREA ORIENTAMENTI TIROCINIO A tal fine allega copia dei seguenti documenti: 1. ……………………………………………………………………… 2. ……………………………………………………………………… 3. ……………………………………………………………………… 4. ……………………………………………………………………… 5. ……………………………………………………………………… 6. ……………………………………………………………………… 7. ……………………………………………………………………… 8. ……………………………………………………………………… 9. ……………………………………………………………………… 10. ……………………………………………………………………… Data ………………………………………………….. Firma ………………………………………………….. 64 ALLEGATO 4 PROGRAMMI DEGLI INSEGNAMENTI NEL CORSO DI SOSTEGNO SSIS (Anno accademico 2002-2003) Corso: Introduzione alla psicologia dell’adolescenza Docente: Barbara Ongari Obiettivi del corso Il corso intende proporsi come una riflessione critica sull’attuale stato dell’arte delle conoscenze sugli aspetti psico-sociali del periodo adolescenziale. L’adolescenza, sulla base delle più recenti impostazioni della psicologia dello sviluppo, verrà considerata nell’ambito degli studi sul ciclo di vita, utilizzando un approccio multicausale e processuale nell’analisi degli specifici “compiti evolutivi”. Programma 1. Dall’infanzia all’adolescenza: pubertà e sviluppo fisico. 2. I compiti dello sviluppo e l’evoluzione dell’immagine di sé. 3. L’evoluzione della sessualità femminile e maschile. 4. Sviluppo cognitivo e del ragionamento. 5. Dalle scuole elementari alle medie e dalle medie inferiori alle superiori: due passaggi significativi.Le difficoltà scolastiche. 6. I rapporti con la famiglia. Adolescenza come evento critico nel ciclo di vita familiare. Regole e divieti. 7. I coetanei ed i gruppi. Organizzazione della vita quotidiana e progettazione del tempo. I consumi in età adolescenziale. 8. La devianza adolescenziale. Bibliografia Palmonari, A. (1993). Psicologia dell’adolescenza. Il Mulino. Bologna Pietropolli Charmet, G. (2000). I nuovi adolescenti. Cortina. Milano. Emler, N. & Reicher, S. (2000). Adolescenti e devianza. Il Mulino. Bologna Genta, M.L.. (2002). Il bullismo. Carocci. Roma. E-mail: [email protected] 65 Corso: Psicologia dell'handicap e delle dinamiche familiari connesse Docente: Sabina Grigolli Obiettivi del corso - Imparare a leggere la situazione familiare in cui il ragazzo con handicap vive, nella convinzione che tale competenza permetta una migliore attivazione di risorse pedagogiche nei confronti dell’alunno disabile e una migliore capacità di alleanza con la famiglia. - Identificare all’interno del contesto scolastico, condotte pedagogiche assai comuni, che sottendono nell’insegnante necessità difensive di ordine personale, condotte che non permettono un efficace percorso di crescita scolastica alla coppia insegnante-alunno disabile. - Delineare una possibile strada verso un’alleanza di lavoro tra famiglia e scuola, come punto di partenza imprescindibile per una corretta ed efficace attività didattica. Programma del corso: Esame teorico di approcci epistemologici diversi rispetto alle dinamiche familiari (psicologia sociale della famiglia, psicoanalisi) e individuazione di organizzazioni adattive familiari tipiche. Analisi di condotte pedagogiche comuni e valutazione delle diverse implicanze, in corrispondenza con le tipologie familiari individuate. Percorso di sintesi e di proposta operativa attraverso il convergere del ragionamento e dell’esperienza sul valore e sul senso dell’alleanza di lavoro. Eventuali esercitazioni: Saranno valorizzate le esperienze dirette già in atto nella pratica educativa degli insegnanti e si compiranno attività di lettura e di significazione dell’esperienza attraverso delle griglie di osservazione. Saranno proposte esercitazioni di role-playing. Riflessione attraverso l’uso di termini evocativi, sulla propria funzione educativa. Lettura e approfondimento di esperienze pubblicate su testi, in piccoli gruppi. Testi consigliati Elio Tesio (a cura di): “L’uovo fuori dal cesto”, ed. UTET, Torino, 2000. Giovanni G.Valtolina: “Famiglia e disabilità” ed. Franco Angeli, Milano, 2000. P.di Furia, F.Mastrangelo: “Famiglia e handicap” ed. Franco Angeli, Milano,1998. Bertrand Cramer: “Professione bebè”, ed Bollati Boringhieri, Torino, 1992 E.Montobbio, C.Lepri: “Chi sarei se potessi essere”, Ed del Cerro, Pisa, 2000 G.Cannarozzo, L.Lucchini: “Noi e loro. Gli insegnanti e la classe.” Ed.La Scuola, 1999 A.S.Bombi, G.Scittarelli: “Psicologia del rapporto educativo”, ed.Giunti, Firenze, 1998. L.Formenti, I.Gamelli: “Quella volta che ho imparato”, ed.Raffaello Cortina, Milano, 1998 G.Del Carlo Giannini (a cura di): ""Viaggio nell'universo dell'handicap"", ed.Del Cerro, 2000" Testi facoltativi Clara Sereni: “Manicomio paradiso”, ed.Giunti, Firenze, 1989 Guido Quarzo: “Clara va al mare”,ed. Salani, Milano, 1999 Giuseppe Pontiggia: “Nati due volte”, ed Mondadori, Milano, 2000 e-mail [email protected] 66 Corso: Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza Docente: Donata Pastorio, neuropsichiatra Obiettivi del corso: Il corso intende fornire un approccio nosologico, clinico, ambientale e terapeutico della psicopatologia infantile ed adolescenziale Programma del corso: Modelli teorici in psicopatologia evolutiva. Genitorialità: situazioni a rischio e psicopatologiche. Le psicosi infantili e l'autismo. Il ritardo mentale. Le encefalopatie infantili con ritardo mentale (sindrome di Down, sindrome dell'x-fragile…). L'epilessia. Organizzazioni nevrotiche in adolescenza. Stati ansiosi e inibizione intellettiva. Le psicosi in adolescenza. L'adolescente borderline. L'adolescente psicopatico. Il tentativo di suicidio. La depressione in adolescenza. Le difficoltà scolastiche in adolescenza. Cenni sulle scelte terapeutiche in psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza. Testi consigliati: Marcelli D., Psicopatologia del bambino, ed. Masson. Marcelli D. e Braconnier A., Adolescenza e psicopatologia, ed. Masson. Condini A., Battistella P.A., Lineamenti di neuropsichiatria infantile, ed. Idelson. Ulteriore bibliografia sarà data durante il corso. Testi facoltativi: Verranno consigliati durante il corso. Orario di ricevimento Giovedì dalle 13.00 alle 13.30. Recapito e-mail [email protected] Corso: Psicologia dell'handicap e della riabilitazione Docenti: Salvatore Soresi e Laura Nota Obiettivi del corso Il corso si propone essenzialmente di contribuire all'analisi delle problematiche collegate alla disabilità e ai processi di riabilitazione e integrazione, al fine di ancorare gli interventi a saldi parametri teorici e alla sperimentazione Programma del corso Definizione di menomazione, livelli di attività e partecipazione - Inserimento e integrazione scolastica - Abilità sociali Testi consigliati Soresi S. e Nota L. (2001). La facilitazione dell'integrazione scolastica. Erip Editrice: Pordenone Nota L. e Soresi S. (1997). I comportamenti sociali: dall'analisi all'intervento. Erip Editrice: Pordenone Recapiti e-mail : [email protected] [email protected] 67 Corso: Pedagogia speciale Docente: Mariangela Giusti Obiettivi del corso: Fornire agli studenti strumenti cognitivi, narrativi, esperienziali per avvicinarsi alle tematiche dell'integrazione scolastica degli allievi disabili con particolare attenzione alla scuola superiore. Programma del corso: Cenni sull'origine della Pedagogia speciale; la continuità educativa necessaria per la socializzazione, la relazionalità, l'apprendimento degli studenti disabili; definizioni e modalità d'uso di alcuni strumenti per l'integrazione scolastica:la Diagnosi, il Profilo dinamico funzionale, il Piano educativo personalizzato; apprendere dalle narrazioni scritte da disabili; il ruolo dei genitori nei processi di integrazione scolastica. Esercitazioni previste: In collegamento con i Laboratori della Didattica si sollecitarenno gli studenti a riportare nel Corso brevi osservazioni partecipate condotte nelle classi, interviste, piccoli questionari. Verrà proposta almeno una lettura individuale di un testo narrativo scritto da un autore disabile o che affronta tematiche della disabilità a scuola con discussione in classe. Modalità d'esame: Sono previste forme di valutazione dialogiche e progressive durante il corso (discussione/commento orale di brevi testi letti; discussioni comparative guidate su documenti otriginali, ecc.) e una prova di valutazione conclusiva alla presenza della docente che consisterà nell'elaborazione scritta di una traccia a scelta del singolo studente su argomenti affrontati durante il corso, da valutare in trentesimi. Tale prova potrà essere integrata da una discussione orale Testi consigliati: A.Canevaro, Pedagogia speciale, Milano, Mondadori, 1999; L.De Anna, Pedagogia speciale, Milano, Guerini, 1998; M.Giusti, Disabilità e scuola superiore, Milano, RCS/La Nuova Italia 1996; M.Giusti, Il desiderio di esistere. Pedagogia della narrazione e disabilità, RCS/La Nuova Italia, 1999. Testi facoltativi: C.Brown, Il mio piede sinistro, Milano, Mondadori, 1990; Hirotata Hototachi, Nessuno è perfetto, Milano, TEA, 1999. E-mail: [email protected] N.B.: le prime cinque lezioni del corso sono inserite all'interno del modulo 2 (sottomodulo di Pedagogia della Narrazione), mentre le ultime cinque costituiscono il corso di Pedagogia Speciale. 68