l’UNIVERSITÀ
P e r i o d i c o
anno XXIV n.3 - maggio/giugno 2006
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d e l l ’ A t e n e o
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P e r u g i a
La fede degli studenti
Inchiesta sugli universitari e il loro rapporto con la religione
il servizio alle pagine 3/4
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pagina 11
Laurea e creatività
Una vita per la ricerca
I limiti della scienza
Insieme per l’arte
Dalle tesi di due neo dottori perugini
scaturiscono un film e un libro.
Conferita la laurea honoris causa al
professore Patrick P. DeLuca.
Intervista ai Professori Francesco
Di Pilla e Gian Carlo Di Renzo.
Serata di gala per restaurare alcune
opere della quadreria rettorale.
l’UNIVERSITÀ
l’UNIVERSITÀ
Periodico d’informazione
dell’Ateneo di Perugia
Anno XXIV - Nr. 03
maggio - giugno 2006
Autorizzazione del Tribunale di Perugia
n. 659 del 7/3/1983
Direttore: Laura Marozzi
Hanno collaborato:
Andrea Agnelli, Claudia Belli, Giuliano
Carella, Germana Caruso, Ilaria De Santo,
Giuseppe Moscati, Fiammetta Oddo,
Andrea Possieri, Nicoletta Stradaioli, Francesca Varasano, Leonardo Varasano.
Redazione: Piazza dell’Università, 1
06123 Perugia (PG)
e-mail: [email protected]
Tel.: 075/5852395 - Fax: 075/5852182
Come ricevere il periodico “l’Università”
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Il periodico “l’Università” verrà inviato a chi ne farà espressamente richiesta e non automaticamente a tutti i dipendenti (personale tecnico amministrativo e docenti)
dell’Ateneo. Si prega quindi di segnalare il proprio interesse a ricevere la pubblicazione al tel.075/5852395, fax 075/5852182, o inviando una e-mail al seguente
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l’Università n.3 - maggio/giugno 2006
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l’UNIVERSITÀ
Primo piano
Credere dentro l’Università
A colloquio
con Monsignor
Bromuri,
sacerdote della
Viaggio tra gli studenti per capire come vivono la religione. Evangelici, islamici, Chiesa del nostro
culti orientali, ebrei ma sopratutto cattolici. Numerosi i movimenti ecclesiali Ateneo e con
presenti e attivi dentro le facoltà. Abdel Qader,
Anche dall’Università, da questo particolare angolo visuale, si possono cogliere
tipo di problema perchè i valori di Alleanza Universitaria sono molto vicini ai valori
Imam di Perugia.
“i segni dei tempi”. La realtà di una società secolarizzata ma, al tempo stesso,
cristiani. Infatti, in occasione dell’inaugurazione della sede, alcuni anni fa, fu ritemultietnica e pluriconfessionale si può ravvisare anche nelle ristrette mura della
cittadella accademica. La città universitaria in tutti i suoi sette secoli di storia ha
sempre avuto un rapporto strettissimo con la dimensione spirituale, in generale, e
con il cattolicesimo, nello specifico. Le vicende dello Studium sono anche la storia
dei rapporti tra Stato e Chiesa, tra diritto civile e diritto canonico, tra il secolo e il
sacro. È la bolla papale di Clemente V del 1308 che, infatti, sancisce la nascita
dell’Ateneo ed è la riforma di papa Urbano VIII del XVI secolo che ne governa le
sorti per ben due secoli. Senza dimenticare, ovviamente, i luoghi su cui è stato
costruito lo Studium e i docenti che lo hanno animato: quasi tutto rimanda ad una
forte presenza del cattolicesimo nelle alterne vicende dell’Ateneo. E la Chiesa
dell’Università rappresenta, senza dubbio, l’emblema di questa presenza.
Ma oggi, nel 2006, come vivono gli studenti universitari il loro rapporto con la
fede? Esiste un dialogo tra studenti di fedi differenti oppure nelle aule di studio
prevale un atteggiamento agnostico e disincantato? Abbiamo rivolto queste domande alle associazioni studentesche che popolano la cittadella accademica. Il
più solerte a rispondere ai nostri interrogativi è stato Marco Clementi, Responsabile di Comunione e Liberazione degli studenti universitari di Perugia, che, sin da
subito, ha sottolineato quel richiamo all’“urgenza educativa” che da sempre ha
caratterizzato il movimento ecclesiale fondato da Don Giussani. “Educare” afferma
Clementi “vuol dire, prima di tutto, sollecitare l’uso del cuore. In secondo luogo,
significa comunicare un messaggio: che Dio si è fatto uomo ed è presente in
tutto quello che noi facciamo. Il nostro movimento rappresenta proprio questo. Un
tentativo di testimoniare l’incontro fatto con Dio. Anche se viviamo in un mondo
dominato da scetticismo e relativismo noi vogliamo essere testimoni di questo
incontro che ci ha cambiato la vita”. All’accusa di eccessiva politicizzazione e di
essere troppo schierati solo da una parte (il centro-destra) la risposta di Marco
Clementi è una garbata risposta al mittente: “Noi vogliamo testimoniare questo
incontro con Dio in ogni posto, anche dentro i luoghi politici. Purtroppo il nostro
movimento ha uno stereotipo negativo legato proprio a questa attività. A questo
punto mi pongo un interrogativo e una considerazione. Prima di tutto, chi ha
detto che un cristiano non deve schierarsi? In secondo luogo, noi svolgiamo molte
iniziative al di fuori dello scenario politico, ad esempio nel sociale, ma queste non
fanno notizia. Perchè? Probabilmente passano in secondo piano perchè non sono
sotto i riflettori delle dinamiche politiche”.
Su un versante quasi opposto si colloca, invece, il leader degli studenti di sinistra,
Giacomo Chiodini, coordinatore dell’Unione degli Universitari, che non nasconde
le differenze e le difficoltà all’interno della propria associazione su questi temi:
“Dentro l’Udu (Unione degli Universitari) c’è una componente cristiano-sociale.
In occasione del referendum sulla procreazione assistita e dei relativi impegni
che l’Udu prese (cercando ad esempio di far votare il maggior numero di studenti
fuori sede e promuovendo il sì) ci fu una scissione di questa componente. Alcuni
esponenti dei cristiano-sociali se ne andarono dal sindacato studentesco, mentre
altri rimasero”. Nonostante questi problemi Chiodini non esita a riconoscere che
“l’associazionismo, incluso quello di matrice religiosa, rappresenta uno strumento importante di aggregazione, soprattutto per gli studenti fuori sede”. Michele
Martorelli di Alleanza Universitaria, nonché Presidente Consiglio degli Studenti,
ribadisce, invece, la forte presenza cattolica tra gli studenti di destra: “All’interno
del movimento c’è una forte componente cattolica e questo non comporta nessun
nuta opportuna la benedizione dei locali”.
Insomma, già da questa breve ricognizione par di capire che, seppur vissuta all’interno di piccoli gruppi, con tensioni, sfumature e accenti molto differenti tra
loro è presente un interesse e una sensibilità verso i temi religiosi. Il clima socioculturale, però, non sembra avere molte similitudini con i decenni precedenti. Gli
studenti di oggi non paiono affatto simili alle generazioni che li hanno preceduti.
Un’impressione, questa, confermata anche da Monsignore Don Elio Bromuri parroco della Chiesa dell’Università dal 1958. “Non esiste più nei giovani universitari
– afferma Don Bromuri – l’assillo problematico teologico. Gli studenti sembrano
meno critici nel confronti della cultura dal punto di vista della fede. E spesso può
accadere, purtroppo, che la loro pragmaticità si traduce in cinismo, quando, in
servizio di
Claudia Belli, Ilaria De Santo
e Andrea Possieri
La chiesa
dell’Università
continua
a pagina 4
3
Credere dentro l’Università
l’UNIVERSITÀ
Primo Piano
Bahà’ì ed evangelici
Sono due piccole realtà (totalmente
differenti tra loro) presenti nel nucleo
cittadino. Cosa pensano del rapporto
tra la fede, la scienza e l’Università?
Mario Ballarani (Responsabile relazioni
esterne del Centro Bahà’ì di Perugia)
afferma che “l’approfondimento e lo
studio fanno parte della crescita dell’uomo e quindi scienza e religione
devono andare di pari passo. Se non
si conciliano deve essere effettuata
un’indagine interiore e l’Università
diventa uno strumento di indagine per
trovare un equilibrio tra questi due elementi. La religione influenza uno stile
di vita, i principi della fede vengono
proiettati anche nella vita universitaria
soprattutto dal punto di vista sociale”.
Alberto Cortese (uno dei responsabili
del Centro culturale evangelico “Assemblea dei Fratelli”) sostiene che “non
esiste nessuna remora verso la cultura ma sorge soltanto qualche riserva
quando questa pretende di spiegare le
questioni che sono legate strettamente alla fede. Esiste il pericolo che uno
studente si allontani dalla fede perché
l’Università è razionalità, mentre la
fede è qualcosa che va molto al di là
della razionalità. Un altro problema per
i giovani è riuscire a conciliare il vivere
quotidiano con i principi della fede”. Al
centro, i cui iscritti all’Università sono
circa una dozzina, si tiene un incontro specifico per i giovani dai 18 ai 25
anni una volta a settimana. Giovanni
Donati (Speaker di Radio Luce, Centro
Evangelico Battista) dichiara che “la
Bibbia riconosce nello studio e nella conoscenza la base della crescita
personale e la cosa più importante è
confrontare sempre tutto con ciò che
ci dice la Bibbia, anche quello che si
dice all’Università. C’è una spiccata
apertura al confronto, ma l’unica autorità rimane la Bibbia”.
Credere dentro l’Università
sede d’esame, i ragazzi sostengono, di fronte al professore, delle tesi che non
condividono al semplice fine di ottenere un bel voto”.
Nonostante ciò il sacerdote della Chiesa dell’Università rimarca due fattori importanti. Innanzitutto il ruolo dei movimenti ecclesiali e dei gruppi universitari.
Comunione e Liberazione, Cammino Neocatecumenale e Movimento dei Focolari
sono realtà in fermento che testimoniano una Chiesa viva e una fede vissuta senza paura e timori riverenziali. Anche la Fuci (Federazione Universitaria dei Cattolici
Italiani), fino a quando è stata presente a Perugia, ricorda Don Bromuri, ha svolto
un ruolo importantissimo nel testimoniare la presenza degli studenti cattolici in
ambito accademico. In secondo luogo Don Bromuri ricorda il ruolo svolto dalla
Chiesa dell’Università, un ruolo che definisce “di servizio”. “L’idea – afferma il parroco – è quella di offrire un servizio, similmente al servizio bibliotecario, al servizio
sportivo o ad altri servizi messi a disposizione dall’Università. In questo modo i
credenti hanno la possibilità di vivere la propria religiosità all’interno dell’Università, senza dover andare in giro a cercare chissà cosa. La presenza di una cappella universitaria non vuole invadere gli spazi della vita universitaria, gli approcci
tematici mirati sono prerogativa dei gruppi e di chi vuole farne parte, la cappella
universitaria, in questo, rappresenta semplicemente un punto di convergenza”.
Si tratta di realizzare quella che Monsignor Bromuri definisce “la pastorale della
margherita”: i gruppi sono come dei petali che hanno caratteristiche proprie che
li distinguono, ma che, alla base, si ritrovano tutti nello stesso nucleo centrale. Esiste, infatti, presso la Chiesa
del rettorato, una vita parrocchiale
continuativa: la santa messa si svolge
ogni giorno alle 19.15 in coincidenza
con l’orario del termine delle lezioni,
la domenica alle 11.30. Non sono solo
gli studenti che prendono parte alle
celebrazioni, ma anche i docenti, il
personale amministrativo o chiunque
abbia avuto un collegamento diretto o indiretto con l’Università. Quella
dell’Università, secondo Monsignor
Bromuri, è la più grande parrocchia
di Perugia, “poiché nessun’altra parrocchia ha così tanti potenziali parrocchiani come questa”. “Certo creare un
gruppo solido e continuativo è abbastanza difficile - continua il parroco
- i ragazzi che frequentano l’Università vengono per lo più da fuori e una
volta finita la loro esperienza di studi
vanno via, dunque, il mondo cattolico
all’interno della nostra Università non
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rappresenta altro che un luogo di seminagione”. Alcune attività importanti, soprattutto per quanto riguarda il dialogo con le altre confessioni religiose, sono
svolte dal Centro Universitario Ecumenico, in via del Verzaro. Non è frequentatissimo, ma attraverso questo centro è stato possibile promuovere una serie di
incontri. L’ultimo dei quali, che ha visto insieme cattolici e islamici, si è svolto
presso la sala conferenze del 110cafè ed aveva come titolo “vivere la diversità”.
Davanti ad una platea di studenti alcuni esponenti del movimento dei Focolari si
sono confrontati con alcuni studenti islamici guidati dall’Imam di Perugia Abdel
Qader. Medico, sposato, con 5 figli, l’Imam di Perugia ha sottolineato l’importanza del dialogo tra le confessioni religiose e l’impegno che costantemente svolge
il Centro culturale islamico: “Abbiamo due locali, uno in via dei Priori e uno più
grande in via Settevalli. All’interno del centro culturale è presente la moschea e
una scuola per i bambini nel fine settimana, dove studiano sia la lingua araba
sia l’italiano. Questi centri offrono accoglienza agli studenti musulmani. Alcuni
di loro vengono a chiedere informazioni sul campo universitario, molti chiedono
aiuto per trovare alloggio, altri si trovano disorientati nella scelta dell’indirizzo,
pertanto cerchiamo di dare loro delle informazioni oppure li mandiamo nei posti
adatti a dare informazioni”. Anche l’Imam di Perugia, infine, mette in evidenza
delle differenze tra gli studenti degli anni Sessanta e quelli di oggi: “Inizialmente
gli studenti di religione islamica si indirizzavano maggiormente verso le facoltà
scientifiche (Medicina, Ingegneria e Farmacia), poi c’è stato un cambio generazionale con quelli che sono nati in Italia e si orientano anche verso le facoltà
umanistiche o politico-sociali. Inoltre è cambiata anche la geografia d’origine.
Negli anni Sessanta gli studenti islamici che studiavano a Perugia provenivano
quasi esclusivamente dal Medio Oriente. Adesso, invece, provengono da tutto
il mondo: Palestina, Giordania, Egitto, Libia, Yemen, Pakistan, Siria, Indonesia,
Malesia, Marocco”.
Delle tre religioni abramitiche quella ebraica, anche se può vantare una presenza
plurisecolare nella città, è sicuramente quella con il minor numero di fedeli. Il
professore Gustavo Reichenbach, presidente della comunità ebraica di Perugia,
descrive la presenza ebraica nel capoluogo umbro come “una realtà piccola, ma
di grande importanza storica”. La comunità oggi conta una trentina di elementi,
di cui facevano parte, fino a pochi anni fa, cinque professori universitari, oggi
sono rimasti soltanto due. Nonostante la comunità sia piuttosto esigua è tenuta
in grande considerazione dalle autorità civili e il professore Gustavo Reichenbach
afferma di aver “ottimi rapporti sia con il Vescovo di Perugia che con l’Imam
di Perugia”. A testimonianza di ciò, il professore Reichenbach ricorda, infatti,
che “non ci sono mai stati episodi di intolleranza, tranne qualche sparuto atto
di teppismo, un paio di lettere anonime e qualche piccolo sgarbo, ma nulla di
serio in fondo”. In città, inoltre, c’è notevole interesse per la storia degli ebrei a
Perugia e per la cultura ebraica in generale. Nel medioevo, infatti, la comunità
ebraica era cospicua e molto fiorente e per questo sono state organizzate mostre
e conferenze. La stessa Università si sta occupando del restauro e dello studio
di alcuni antichi manoscritti ritrovati presso la biblioteca del rettorato che sono al
vaglio presso esperti di fama internazionale.
l’Università n.3 - maggio/giugno 2006
l’UNIVERSITÀ
Focus
La laurea... un ponte
verso cinema e editoria
Entrambi hanno
studiato nel
nostro Ateneo
continuando
acoltivare le
proprie passioni e
Due neo dottori in Scienze della Comunicazione girano un film i propri interessi.
sui giovani in cerca della prima occupazione. Un laureato
in Scienze Politiche scrive la biografia di Gino Bartali e partecipa
alla sceneggiatura della fiction televisiva sul grande ciclista italiano.
Quando la laurea è un trampolino di lancio nel mondo del cinema e dell’editoria.
È la storia di due neolaureati perugini, Giacomo Pilia e Paolo Alberati, che partendo dai propri studi hanno visto coronare i loro sforzi con due opere prime: un
film e un libro. Due vicende differenti che hanno in comune il punto di partenza:
l’Ateneo di Perugia, il luogo dove hanno studiato e dove hanno potuto sviluppare
le proprie passioni.
“Il primo sole”: un film sulla “terra di nessuno” quella dei laureati senza impiego.
“E ora che siamo laureati che facciamo? Un film? Perché no!” È quanto si sono detti
due ex studenti, davanti alla porta del proprio relatore, in attesa che, questo, indicasse loro una via per il futuro. Carlo Bolli, docente di Teorie e tecniche del linguaggio
cinematografico all’Università di Perugia, nonché regista in piena attività, pare sia
stato subito entusiasta di mettere in pellicola quanto i suoi due allievi gli farfugliavano: un film sulla “terra di nessuno”, o meglio sul “limbo dei laureati”. Giacomo Pilia
e Carmen Nardi, questo il nome dei due aspiranti sceneggiatori, proponevano di
girare un qualcosa che non riguardasse il prima o il dopo laurea, ma quel periodo,
immediatamente successivo al conseguimento della tesi, in cui o si è disoccupati,
o si è impiegati in attività di ripiego. Presa coscienza del soggetto cinematografico,
insomma, il docente-regista ha dato subito l’OK ai due per cominciare a redigere
la sceneggiatura de “Il primo sole”: ovvero il primo lungometraggio completamente
ispirato alle tematiche (attualissime) della difficoltà d’accesso nel mondo del lavoro
e della instabilità contrattuale in “vigore” fra i più giovani, sceneggiato dai diretti interessati. Circa la scalata al rango di “milleurista”, Giacomo dichiara: “Magari
averceli ‘sti milleuro! Sarebbe già un passo avanti per molti, il problema è che ora
è difficile da trovare anche il lavoro precario. Esiste una specie di barriera che non
ti permette neanche di avere una chance. Non è che la maggior parte dei ragazzi
non cerca o, comodamente, s’aspetta il lavoro in poltrona. Spesso chiede soltanto
l’occasione di essere messo alla prova, di dimostrare il proprio valore, o più semplicemente l’opportunità di realizzarsi!”. Tornando al film, per il momento si sa che:
è stato girato in sole tre settimane; con un budget decisamente esiguo; che dura
85 minuti e racconta della festa di Capodanno organizzata da alcuni ex compagni
di corso ad un anno dalla laurea. In questa occasione, fra un brindisi e una risata,
emergono tutte le vicissitudini incontrate dai protagonisti - ovvero dagli “aspiranti
adulti” - nello scontro con la realtà lavorativa: c’è chi fa il parcheggiatore per poter
mettere insieme i soldi necessari ad andare a studiare in Israele col proprio docente;
chi impersona il ruolo - tanto in voga tra i ricercatori italiani - dei “cervelli in fuga”
all’estero; chi è rassegnato e vede solo nero dappertutto; chi, infine, subisce la
frustrazione e la “liturgia” del call-center. Per farla breve, si parla di gente che la
categoria dei “milleuristi” la guarda col binocolo!
servizio di
Giuliano Carella,
Leonardo Varasano.
Lo studente in una fase delle riprese.
continua a pagina 6
5
La laurea... un ponte
verso cinema e editoria
l’UNIVERSITÀ
Foto in alto a destra:
una scena del film di Giacomo Pilia.
Focus
Ad interpretare il film, sono stati chiamati dei neodottori (nonché neofiti del settore)
dell’Ateneo perugino, con l’ausilio di un paio di attori provenienti dal teatro che,
uniti alla professionalità del regista e del cast tecnico tutto, hanno dato vita ad un
prodotto sicuramente interessante. “Un’esperienza esaltante senza dubbio – dice
Giampaolo Chiriccò (alias Chicchi), uno dei protagonisti del film – ma penso che
resterà un cammeo nella mia vita professionale”; mentre di diverso parere è Andrea
(compare di Chicchi nel film e nella vita reale) che dice con accento marcatamente
romano: “a me nun m’è dispiaciuto, quasi quasi...”; così come Filippo (personaggio
introverso e schizzato nel film) onesto nel confessare: “fare un seguito, perché no?
sarei ipocrita a dichiarare il contrario”. Per quanto riguarda l’aspetto economico,
il progetto è stato finanziato per metà da una casa di distribuzione, la HD; mentre
un’altra importante somma è stata rinvenuta dai patrocini e dai sostegni della Facoltà di Scienze della Comunicazione, della Provincia e del Comune di Perugia. Una
curiosità a riguardo, è che si è fatto ricorso al product placement: ovvero un introito
pubblicitario proveniente dal posizionamento di alcuni marchi nel corso del film.
Nel frattempo, pare che molte importanti case di distribuzione siano interessate ad
accaparrarsi i diritti per la proiezione nelle sale cinematografiche italiane de “Il primo
sole”. Ma a breve, per chi ne fosse interessato, RaiSatCinemaWorld (emittente satellitare) manderà in onda il backstage realizzato nel corso delle riprese. L’uscita de “Il
primo sole” è prevista, salvo complicazioni, per il prossimo autunno.
“Gino Bartali che uomo...”, un volume sul grande ciclista italiano.
Molte matricole, al momento della scelta della Facoltà, si pongono questa domanda: quali opportunità offre la laurea in Scienze Politiche? Che cosa si diventa?
Quesiti in gran parte legittimi, data la particolarità non “specializzante” di questo
tipo di studi. Non si diventa medici, ingegneri o aspiranti avvocati, mentre per
diventare giornalisti professionisti il percorso è tortuoso e “intasato” da laureati
provenienti da percorsi sempre più vari; di rado, poi, si accede alla carriera diplomatica. Per converso, tuttavia, diventare scienziati della politica non chiude
quasi nessuna porta e può offrire una vasta gamma di opportunità. Presupposti
necessari, ovviamente, un’adeguata preparazione, una passione tenace e, non in
La laurea... un ponte
verso cinema e editoria
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ultimo, una cospicua dose di buona sorte. La vicenda che stiamo per raccontare
- pur, va precisato, rappresentando un caso limite - conferma questo assunto. Da
una tesi di storia si può arrivare addirittura al mondo dell’editoria e del cinema.
Protagonista di questa singolare esperienza è Paolo Alberati, perugino, classe
1973, ciclista professionista con due Giri d’Italia e altre importanti competizioni
alle spalle. Nell’anno accademico 2003-2004, Alberati conclude i propri studi
alla Facoltà di Scienze Politiche di Perugia (indirizzo politico-internazionale) con
un lavoro di elevato impatto emotivo e storico: La guerra di Gino Bartali: ebrei e
cattolici in Toscana e Umbria 1943-44. Relatore Dario Biocca. La tesi, in sostanza,
rivela l’importante ruolo svolto dal ciclista toscano nel salvare ebrei, ma anche
dissidenti politici, dalla repressione nazista. Bartali, stando alla ricostruzione di
Alberati, fondata su documenti d’archivio e preziose testimonianze orali, faceva la spola, sempre e solo con la sua bicicletta, spesso nottetempo, tra Firenze
ed Assisi: nel capoluogo toscano, aiutato dal cardinale Elia Dalla Costa, portava
documenti falsi prodotti in Umbria e utili a far espatriare - frequentemente via
Genova - partigiani e, soprattutto, vittime delle persecuzioni razziali. Chi invece
non riusciva a scappare veniva aiutato a rifugiarsi ad Assisi, presso il convento
delle clarisse di San Quirico. Insomma, un’attività notevolmente meritoria, mossa
dalla fede cattolica e dalla filantropia del campione toscano. Il quadro ricostruito
da Alberati, già noto agli addetti ai lavori nelle sue linee generali, risulta particolarmente originale ed utile per capire e conoscere un importante lato della personalità di Bartali, di fatto un “Perlasca toscano”, un “Giusto fra le Nazioni”, salvatore
di alcune centinaia di vite tra ebrei e non ebrei. L’approdo a queste conclusioni,
come racconta Alberati, non è stato semplice: «L’idea di cercare di dimostrare il
ruolo attivo di Bartali nelle vicende tra il 1943 e il 1944 mi è venuta parlando con
Ivo Faltoni, mio conoscente e amico della famiglia del ciclista toscano, dunque
al corrente di molte informazioni private. La mia proposta per una tesi ha trovato
non poche resistenze: ad alcuni professori sembrava una cosa indimostrabile.
Poi, però, ho avuto il sostegno del professor Biocca ed insieme abbiamo trovato
sempre maggiori riscontri all’assunto di partenza. Fino a dimostrarlo». Dalla tesi
è scaturita una serie di successi: un brillante risultato in sede di laurea, l’attenzione dei media e il contatto di una nota casa editrice. La Giunti Editore, infatti,
ha contattato Paolo Alberati commissionandogli la biografia di Bartali. Il volume
sul grande ciclista scomparso nel maggio del 2000 apparirà nelle librerie, subito
dopo l’estate, con il titolo “Gino Bartali che uomo...”. Ma l’interesse verso il lavoro
di Alberati non è finito qui. Anzi. La Rai aveva già in animo una fiction sul ciclista
toscano, ma per motivi di varia natura aveva poi accantonato il progetto. Quando
la televisione pubblica decide di riprendere il progetto contatta Andrea Bartali, figlio del grande Gino. Questi metti al corrente produttori e sceneggiatori del lavoro
di Alberati. Risultato: il copione viene integrato con parti della tesi e l’ormai ex
studente perugino viene “cooptato” per fare la controfigura del ciclista toscano. Lo
sceneggiato “Gino Bartali, l’intramontabile” ottiene grandi risultati (punte fino a 10
milioni di telespettatori) e vede tra i suoi attori, oltre al noto Pierfrancesco Favino,
anche Paolo Alberati, “catapultato” dalla Facoltà di Scienze Politiche di Perugia a
Roma nei vari luoghi set della fiction.
l’Università n.3 - maggio/giugno 2006
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l’UNIVERSITÀ
Eventi
Una vita fra scienza
e solidarietà
Ha ottenuto
notevoli risultati
nella cura
del cancro
alla prostata,
del diabete e
Conferita la laurea honoris causa al chimico Patrick P. DeLuca della schizofrenia.
per gli importanti contributi offerti alla ricerca farmaceutica
e per le attività sociali e umanitarie nei paesi poveri dell’Africa.
La laurea honoris causa in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, conferita al professore Patrick P. DeLuca il 30 maggio scorso, è il giusto riconoscimento che
l’Università degli Studi di Perugia ha voluto dare al docente statunitense per gli
importanti contributi offerti alla ricerca farmaceutica e alle attività sociali ed umanitarie, come la creazione di dispensari farmaceutici nei Paesi poveri dell’Africa.
Il professore DeLuca, che insegna Tecniche Farmaceutiche presso la University of
Kentucky (USA) - e da anni collabora costantemente con l’Università di Perugia
- ha contribuito in prima persona, con le sue ricerche, alla crescita della fama
scientifica di cui oggi si fregia la sua università.
Durante la solenne cerimonia, svolta secondo il tradizionale ed antico rituale latino, il professore DeLuca ha tenuto la sua lectio doctoralis, dal titolo “Novel drug
delivery: microparticulate systems for parental administration and the challenger
that lie ahead”, in cui ha esposto le possibili innovazioni riguardo i sistemi microparticellari ad uso parentale per il rilascio sostenuto di agenti terapeutici. Queste
innovazioni riguarderebbero la possibilità di porre i principi attivi in veicoli biocompatibili all’interno dell’organismo dove saranno rilasciati in modo prevedibile
e graduale. In particolare il professore DeLuca ha discusso gli esperimenti in
merito svolti nella cura del cancro alla prostata, lo stimolo della crescita ossea
di parti danneggiate attraverso una proteina, il rilascio graduale di insulina nei
soggetti diabetici e quello di agenti antipsicotici per il trattamento di malattie quali
la schizofrenia.
La ricerca che da circa trent’anni la University of Kentucky svolge in questo senso,
si preoccupa non solo di ritrovare i giusti agenti veicolari, ma soprattutto di svilup-
pare una tecnologia che sia assolutamente biocompatibile e tollerata dal corpo.
Il conferimento del prestigioso riconoscimento è stato proposto all’unanimità dal
Consiglio della Facoltà di Farmacia, per iniziativa del professore Umberto Costantino, ordinario di Chimica generale ed inorganica, nonché Preside del Consiglio di
Corso di Laurea specialistica in Chimica e Tecnologia Farmaceutica dell’Ateneo
perugino.
Al temine della lectio doctoralis i componenti della Commissione, presieduta dal
Magnifico Rettore Francesco Bistoni, si sono espressi sul conferimento della laurea attraverso la tradizionale apposizione nell’urna di una fava bianca in segno di
approvazione o di una nera in segno di diniego.
In seguito il Rettore, avendo provveduto al computo dei voti e valutata l’unanimità,
ha conferito al neodottore i doni cerimoniali simbolici: la pergamena - simbolo
di sapere -, l’anello - simbolo della congiunzione con la disciplina - il tocco e la
toga dottorale.
La Commissione che ha conferito la laurea honoris causa al professore DeLuca,
oltre al promotore professore Umberto Costantino, comprendeva il professore
Carlo Rossi - Preside della facoltà di Farmacia -, i professori Marcello Tiecco,
Maria Cristina Fioretti, Benedetto Natalini, Alessandro Menghini, Paolo Puccetti,
Violetta Cecchetti, Alba Minelli, Maurizio Ricci e Lorenzo Testaferri.
La cerimonia si è conclusa con il bacio accademico ed i ringraziamenti, in cui, il
neodottore Patrick P. DeLuca, con un breve discorso in italiano, ha espresso la
propria gratitudine ai presenti, ai professori tutti ed alla sua famiglia che si trovava
ad assistere alla cerimonia.
servizio di
Ilaria De Santo
Il curriculum
Nato a Scranton Philadelfia nel 1935,
si è laureato in Farmacia ed ha conseguito il Ph.D. nel 1963 presso la
Tample University. Dopo una brillante
carriera nell’industria farmaceutica,
nel 1970 è chiamato dall’University
of Kentucky (Usa) in qualità di professore di Tecnologie Farmaceutiche per
riorganizzare la Facoltà di Farmacia
ora divenuta di fama internazionale. I
suoi principali interessi di ricerca riguardano il campo delle formulazioni
farmaceutiche innovative ed il rilascio
modificato dei farmaci, in particolare
di proteine e peptidi. Il professor DeLuca è autore e co-autore di oltre 200
pubblicazioni edite su riviste di elevato impatto scientifico, di numerosi
capitoli di libri di rilevante diffusione
internazionale ed è anche destinatario
di molti premi di ricerca di particolare
rilievo, tra cui quello per la migliore
scoperta scientifica (1988) e quello di
“outstanding educator” (2000) da parte dell’ American Association of Pharmaceutical Scientist di cui è “Member
at Large”. E’ stato Editore Capo della
rivista internazionale Pharmaceutical
Development and Technology ed attualmente lo è per la rivista scientifica
on-line AAPS PharmSciTech.
Al centro, il professore DeLuca che sorregge il diploma di laurea insieme al preside
della Facoltà di Farmacia professore Carlo
Rossi (alla sua destra).
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Una vita fra scienza e solidarietà
l’UNIVERSITÀ
Ricerca scientifica
Lottare contro le leucemie
Progressi nella
catalogazione
della malattia:
individuato un Intervista al professore Brunangelo Falini che con la sua équipe è stato autore di
nuovo tipo importanti scoperte pubblicate nella rivista New England Journal of Medicine.
servizio di
Francesca Varasano
La ricerca sulle leucemie acute, tumori che insorgono dalle cellule del sangue, ha
fatto enormi passi avanti. Alcuni fra i più importanti portano la firma dell’Università
di Perugia, attraverso il lavoro innovativo e meticoloso del professore Brunangelo
Falini e della sua équipe. La ricerca, che è costata anni di impegno e studio,
ha permesso alle conoscenze sulla leucemia acuta mieloide di progredire sensibilmente. Il contenuto della più recente scoperta, che è stata pubblicata nella
prestigiosa rivista americana New England Journal of Medicine, ci viene spiegato
dallo stesso Professor Falini, Ordinario di Ematologia e Direttore del Dipartimento
di Medicina Clinica e Sperimentale.
Che cos’è, anzitutto, la leucemia acuta mieloide?
È la forma di leucemia più diffusa nell’adulto. Nella metà dei casi, sono identificabili
alterazioni genetiche specifiche: i cromosomi si rompono e ricombinano in maniera
aberrante. Di conseguenza, anche alcuni geni del DNA si ricompongono in modo
mostruoso, fino a formare geni “chimerici” e a sintetizzare proteine anch’esse
mostruose. Ma il problema sorge nella restante metà dei casi, in cui il numero e la
forma dei cromosomi è normale. Proprio su questi verte la nostra ricerca.
Cosa avete scoperto, esattamente?
Nel 60% delle leucemie mieloidi con cariotipo normale, in cui la forma e il numero
dei cromosomi sembravano assolutamente normali, abbiamo trovato un’alterazione genetica specifica, alla cui identificazione Cristina Mecucci ha contribuito
in maniera determinante. Questa consiste in una alterazione di alcune lettere del
gene NPM con conseguente produzione di una proteina NPM mutata che presenta
delle tipiche anomalie a livello di una delle sue estremità (coda della proteina).
Questa situazione è, a sua volta, responsabile della anomala localizzazione citoplasmatica della proteina che porta ad un sovvertimento delle sue normali funzioni
di controllore della divisione e crescita cellulare.
Come si è arrivati a queste conclusioni?
I circa trentamila geni del genoma umano sembravano, in effetti, un dedalo inestricabile, su cui la citogenetica si è interrogata per anni. Ma, per usare una
metafora, potremmo dire che là dove la citogenetica studia il palazzo, noi abbiamo
guardato la struttura del singolo mattone. La scoperta è stata possibile dopo che,
fra il 1997 e il 1998, nello studio di un tumore maligno delle ghiandole linfatiche
(linfoma) che colpisce in prevalenza bambini, i nostri laboratori avevano prodotto
un anticorpo in grado di riconoscere la proteina NPM. Analizzando con questo
reagente le leucemie mieloidi, ci siamo accorti della localizzazione anomala citoplasmatica di NPM che successivamente ci ha portato a decifrare le lettere del
DNA del gene NPM e a scoprire la mutazione.
Concretamente, quali progressi si avranno nella diagnosi della malattia?
Anzitutto, la scoperta è significativa da un punto di vista biologico e scientifico
tout - court, nel senso che può costituire un valido punto di partenza per altri studi
futuri sui meccanismi molecolari che portano alla leucemia, innescando un circolo
virtuoso. Nell’immediato, i progressi sono ravvisabili nella diagnosi: fino a questo
momento, infatti, in presenza del cariotipo normale, la leucemia veniva diagnosticata, ma non poteva essere catalogata in alcuna categoria specifica. Ora, uno studio da noi coordinato e pubblicato nell’ autorevole giornale di ematologia Blood,
ha dimostrato che la mutazione di NPM riesce a prevedere la gravità della malattia
nei pazienti con cariotipo normale, permettendo così di guidare le nostre scelte
terapeutiche. Inoltre, è gia possibile utilizzare la mutazione come test diagnostico
per valutare se, dopo la terapia, permangono o meno cellule residue leucemiche.
Sono prospettabili dei progressi sul fronte della terapia delle leucemie ?
E’ ancora un traguardo a venire ma si può certamente auspicare che lo studio
delle specifiche alterazioni di NPM possa portare in futuro alla sintesi di farmaci
mirati, da utilizzare insieme alla chemioterapia per aumentare le probabilità di
guarigione.
Come sono state condotte le ricerche?
Principalmente, esse si sono svolte in studi da me coordinati cui hanno partecipato Cristina Mecucci e Massimo Martelli, entrambi dell’ Istituto di Ematologia dell’Università di Perugia. I finanziamenti, per lo più, si devono all’AIRC (Associazione
Italiana per la Ricerca sul Cancro), all’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma), al comitato Daniele Chianelli e all’AULL (Associazione
Umbra contro le Leucemie e i Linfomi).
Questi risultati non sono che gli ultimi, in ordine di tempo, fra quelli conseguiti dal
professor Falini e dai suoi collaboratori, tali da valergli numerosi riconoscimenti
prestigiosi, tra cui la consegna dei Sigilli della Città di Perugia nel 2003. Anche
grazie a questi, l’Ateneo perugino guadagna sul campo la dignità di prendere
parte al tavolo della ricerca italiana.
Foto A. La nucleofosmina normale (verde)
si localizza nel nucleo (nucloidi) delle cellule.
Foto B. La nucleofosmina mutata si localizza prevalentemente nel citoplasma delle
cellule leucemiche
Il professore Brunangelo Falini.
La lotta contro le leucemie
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l’Università n.3 - maggio/giugno 2006
l’UNIVERSITÀ
Mondo universitario
L’Ateneo in mostra
alle fiere di orientamento
Il primo obiettivo di questi incontri, contattare gli studenti nella loro città di origine:
quest’anno l’Università di Perugia è stata presente ai meeting di Arezzo, Ascoli
Piceno, Salerno, Ragusa, Sapri e ad agosto sarà a Rimini.
I prossimi
appuntamenti
autunnali a
Palermo e Bari.
servizio di
Giuliano Carella
Se le Università vengono sempre più ridisegnate come degli soggetti autonomi,
quali sono le conseguenze che ne scaturiscono? Si scatenano dei prevedibili meccanismi di competizione. Gli Atenei, quindi, mettono in atto politiche di marketing
per “corteggiare” il potenziale “target” con campagne pubblicitarie mirate.
Ma quali sono e come vengono condotte queste “campagne intelligenti”?
Innanzitutto, il servizio orientamento (ovvero l’insieme di tutte le azioni mirate
a sostenere gli studenti nella scelta della facoltà Universitaria) che effettua in
regione, ma anche fuori “confine”, per lo più in centri particolarmente sensibili
alle proposte formative dell’Università di Perugia una serie d’incontri portando i
professori universitari dentro le scuole.
Oltre ad un calendario d’incontri all’interno delle scuole superiori della regione,
in cui si cerca di risolvere lo scetticismo e le perplessità che emergono spesso
nei quesiti posti dai diplomandi, anche con l’ausilio di cartellonistica, brochure,
opuscoli informativi e guide d’ateneo, distribuiti in punti strategici del territorio
(vedi Rocca Paolina qui a Perugia ad esempio), da qualche anno a questa parte,
è sempre più frequente l’abitudine, da parte degli Atenei, di partecipare alle “fiere
per l’orientamento”. E qui è interessante focalizzare il discorso per capire quali
sono i criteri per scegliere le sedi e, naturalmente, capire cosa avviene all’interno
degli stand.
L’Università di Perugia - come del resto anche Bologna, Pisa, Firenze - gode da
sempre di un quaranta percento di iscrizioni di studenti provenienti da fuori regione. Ecco quindi stabilito il primo criterio riguardante la scelta delle varie fiere:
ovvero quelle realizzate nelle città da cui provenga un corposo numero d’iscritti. In
genere vengono delegate due persone a presenziare la manifestazione. “Si sceglie
sempre di accompagnare un dirigente d’Ateneo con un neolaureato o dottorando,
in modo da eliminare una prima barriera, quella costituita dell’età, nella relazione
con i visitatori potenziali iscritti – dichiara Alessandro Balducci, responsabile della
Ripartizione didattica – in quel lasso di tempo di circa due o tre giorni, bisogna
essere persuasivi, affabili, esaurienti. È un compito abbastanza arduo!”
Le domande più frequenti rivolte allo stand sono quelle riguardanti l’offerta didattica dell’Ateneo, il rapporto tra Università e città (costo della vita, trasporti
ad esempio), ma anche i servizi erogati sia dall’Università che dai vari enti del
territorio. È quindi essenziale portare dietro il gazebo l’esperienza di chi ha già
“vissuto” l’università e può con facilità rispondere esaurientemente alle domande
dei ragazzi. Quindi oltre a distribuire materiale informativo è molto importante il
rapporto relazionale da instaurare in quegli attimi. Durante la permanenza alle
fiere, inoltre, vengono raccolti dati relativi alle referenze e necessità dei giovani
rispetto ai servizi e all’offerta fornativa, così come rispetto ai canali d’infornazione
utilizzati per ottenere infornazioni sull’Ateneo.
Questo anno l’Università degli Studi di Perugia - con l’ausilio dello staff Comunicazione e relazioni esterne guidato dalla dottoressa Laura Marozzi - ha gia presenziato con ottimi risultati le fiere di Ascoli, Salerno, Ragusa, Sapri e a breve
dovrebbe parteciperà ad una “classica” di questo tipo di manifestazioni, ovvero al
“Meeting dell’amicizia” di Rimini.
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Alcune istantanee della fiera dell’Orientamento di Caserta.
L’Ateneo in mostra
alle fiere di orientamento
l’UNIVERSITÀ
Libertà scientifica
e rigore morale:
esiste un equilibrio
giusto per una
scienza positiva?
Accademia e società
Dare limiti alla ricerca
o fare ricerca senza limiti
L’evoluzione della scienza ha stimolato un ampio dibattito sulla necessità o meno
di segnare i confini etici al lavoro degli studiosi: che sempre di più genera intrecci
tra tecnologia, politica ed economia. Le opinioni del professore Francesco Di Pilla,
presidente del Comitato universitario di Bioetica di Perugia, e il professore Gian
Carlo Di Renzo, presidente del corso di laurea in Ostetricia e del Centro di medicina
perinatale e della riproduzione.
servizio di
Giuseppe Moscati
Dare limiti alla ricerca
o fare ricerca senza limiti
Quello della ricerca scientifica è un terreno particolarmente delicato perché investe direttamente la sfera delle scelte individuali e richiede un impegno costante e responsabile. Nelle parole degli intervistati la fede nel progresso scientifico
continua,tra delusioni e speranze.
Professore Francesco Di Pilla quali sono oggi le potenzialità e quali
dovrebbero invece essere, secondo lei, i limiti della ricerca scientifica?
Grandi sono oggi le potenzialità della ricerca scientifica, che sul secondo versante
del XX secolo ha già raggiunto straordinari traguardi nell’orizzonte sia medico e
terapeutico che biologico: con enormi progressi nella sperimentazione, nel campo
di espianti e trapianti, dell’epidemiologia, dello stesso inizio e fine della vita; mentre la biologia ci ha consegnato le chiavi della riproduzione e della ereditarietà,
introducendoci anche alle soglie dell’universo del cervello e del sistema nervoso.
Vive speranze sono così fiorite per un futuro migliore, sia pure in presenza di nuovi
rischi e pericoli; con una trasformazione profonda anche nell’etica della medicina
e della biologia, in una complessità inedita rispetto alla essenzialità della millena-
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ria tradizione ippocratica. Né si possono mettere limiti alla conoscenza, l’anelito
ad essa si conferma più che mai – agli inizi del terzo millennio – una peculiarità
dell’uomo e una condizione del suo destino. Ma l’uso che se ne può fare bisogna
inquadrarlo nei valori fondamentali dell’etica, la più grande libertà scientifica deve
coniugarsi con il più grande rigore morale: è qui che interviene il concetto di
limite, giunto a noi da lontano, dalla legge greca della misura e dal Cristianesimo;
un’idea che si traduce nel rispetto della vita, nella intangibilità della persona e
della dignità umane. Se l’uso dei risultati della ricerca travolgesse questo limite, si
scatenerebbe ancora la furia delle Erinni, frutto della dismisura, con le famigerate
devastazioni anche sulla base di falsi dogmi biologici e medici.
Cosa si aspetta dal progresso scientifico?
C’è da augurarsi che la compenetrazione fra gli ulteriori sviluppi della biologia molecolare e del limite accennato permetterà l’avvento di un nuovo umanesimo, nella
fusione del sapere scientifico e umanistico (in mancanza di essa nessuna biotecnologia avanzata basterebbe a salvarci dagli impazzimenti dell’ideologia e dell’idolatria della scienza), ridimensionando in una maggiore maturità il celebre ma
riduttivo filone di pensiero che tra Ottocento e Novecento congiunge all’eredità del
fisiologo Bernard quella del biologo Monod, per cui l’etica della conoscenza scientifica sarebbe la sola compatibile con il mondo moderno da essa stessa creato.
Quali sono, invece, secondo il professore Gian Carlo Di Renzo i limiti della
scienza?
È difficile porre dei limiti alla ricerca scientifica e qualunque scienziato li pone,
comunque, per il fatto stesso di avere una propria etica. Il problema invece si
pone quando le ricerche sono finalizzate e finanziate all’interno di un gruppo,
di un’istituzione o di uno Stato. I limiti possono essere posti da molti fattori a
cominciare dalle priorità, dalla cultura e dagli aspetti etico-religiosi predominanti
e dalla disponibilità di fondi. È facile capire che in Italia i limiti sono numerosi e
articolati e le potenzialità estremamente ridotte. Vuoi perché lo Stato pone scarsa
attenzione “economica” alla ricerca scientifica e vuoi anche in parte per la notevole sperequazione fra la ricerca finalizzata e non. Oggi si soffre moltissimo della
mancanza di una buona ricerca clinica finalizzata che anzi, da quando il CNR ha
perso un suo importante ruolo, è pressoché scomparsa. Sopravvive quel poco finanziato dall’industria farmaceutica (con priorità spesso diverse da quelle che una
Nazione si può dare) e quelle pochissime finanziate dall’Ue (ma siamo più spesso
partner che promotori). Nel campo più specifico della salute materno-infantile
direi che ormai la situazione è drammatica perché i grandi temi prioritari della
ricerca clinica sono stati tutti disattesi nell’ultimo decennio. Un esempio per tutti il
parto prematuro: sicuramente la sfida ostetrica-neonatale attualmente ancora più
difficile per la quale lo Stato Italiano ha devoluto poco o niente in ricerca a fronte
di una spesa sanitaria assolutamente tra le più alte e impegnative che la Sanità
italiana ha e deve affrontare.
l’Università n.3 - maggio/giugno 2006
In Ateneo
l’UNIVERSITÀ
Insieme per l’arte
Una serata di gala per raccogliere i fondi per il restauro del dipinto
“Genealogia degli Alfani” e di altre opere della quadreria rettorale.
articolo di
Nicoletta Stradaioli
Nell’ambito delle numerose iniziative promosse per le celebrazioni del suo
settimo centenario, l’Ateneo perugino, in collaborazione con l’Associazione
Alumni, ha organizzato, il 25 maggio scorso la serata di gala “Insieme per
l’arte”. L’evento ha avuto come finalità principale la raccolta fondi per il restauro del dipinto “Genealogia degli Alfani” e di altre opere della quadreria
rettorale. La tela, collocata attualmente nella sala Dessau di Palazzo Murena,
raffigura in 160 ritratti l’albero genealogico della famiglia perugina degli Alfani, rappresentata a partire dai suoi più antichi esponenti, tra i quali svetta,
per dimensioni ed importanza, la figura del giurista Bartolo da Sassoferrato.
L’opera fu eseguita alla fine del XVII secolo ed in seguito furono aggiunti i
ritratti raffiguranti le ultime tre generazioni della famiglia.
L’importanza e la validità di questa iniziativa è stata sottolineata dalle parole
del Rettore: «Con questa iniziativa abbiamo voluto porre all’attenzione della
comunità accademica e della città, le opere d’arte, i tesori storico-artistici
dell’Ateneo, allo scopo di valorizzare una ricchezza culturale che è patrimonio
comune di tutti i cittadini».
La serata è stata aperta da un concerto del gruppo cameristico di fama internazionale New World Symphony, che ha eseguito, nella chiesa dell’Ateneo,
brani di Debussy, Britten e Ravel. L’esibizione ha riscosso il caloroso applauso
del pubblico che ha così voluto sottolineare la bravura e sensibilità dimostrata
dai giovani interpreti. La New World Symphony – America’s Orchestral Academy, con sede a Miami Beach, Florida, si occupa, infatti, della maturazione
artistica, professionale e personale di giovani musicisti di straordinario talento.
La serata di gala si è conclusa con una conviviale, realizzata all’interno del
suggestivo chiostro di Palazzo Murena, al termine della quale il Rettore Bistoni ha ringraziato gli ospiti per la partecipazione e la sensibilità dimostrata,
contribuendo al successo dell’iniziativa.
Farmacia: premiati i laureati con il massimo dei voti
dell’anno accademico 2004/2005
Lo scorso 19 maggio, presso l’aula G di Chimica, il Rettore Francesco
Bistoni ed il Preside della Facoltà di
Farmacia Carlo Rossi, hanno aperto la
“Giornata della Facoltà” per promuovere l’eccellenza della preparazione
culturale del laureato anche in termini
di prospettive professionali. Nel rispetto di questi propositi, nel corso della
mattinata, sono stati premiati i laureati
con il massimo dei voti dell’anno accademico 2004/2005, ai quali sono stati
consegnati un attestato ed un regalo
simbolico. Inoltre sono stati consegnati
due premi di laurea: il primo, dedicato
al professore Carlo Cipolla e destinato
alla miglior tesi sulle materie professionali, è stato assegnato ex-equo a
Daniela Ceccobelli e Luigi Santi; l’altro
premio, dedicato al professore Paolo
Ceccherelli e destinato alla miglior tesi
in chimica organica, è stato assegnato
a Stefano Santoro. Alla manifestazione erano presenti numerosi ex allievi
della Facoltà di Farmacia, tra questi il
dottore Antonino Cattaneo, fondatore
di Lay Line Genomics SpA di Roma,
che ha illustrato “Fattori neurotrofici
e malattie neurogenerative:sviluppo
e prospettive ed il professore Bruno
Danieli, del Dipartimento di chimica
Organica e Industriale dell’Università
di Milano, che ha presentato “Enzimi
e prodotti naturali: esempi di White
biotechnology”, esemplari interventi
delle prospettive che il mondo del lavoro offre ai neolaureati della Facoltà
di Farmacia.
Da sinistra, il Rettore Francesco Bistoni,
la consorte, Lin Arrison e il Pro Rettore Anna
Torti. Alle loro spalle il dipinto da restaurare.
La posa della prima pietra
della nuova Facoltà di Medicina e Chirurgia
Il 29 giugno è stata posta la prima
pietra della nuova Facoltà di Medicina e Chirurgia presso il Polo Unico
ospedaliero di Santa Maria della Misericordia.
“Questo evento - a sottolineato il Rettore - costituisce l’inizio di un progetto
che si pone come scopo il miglioramento della qualità e delle prestazioni
sanitarie nella nostra città, e prevede
lo spostamento della Facoltà di Medicina e Chirurgia in località S. Andrea
delle Fratte, Perugia”.
Da un lato sorgerà l’Università e tutto
ciò che attiene alla ricerca in campo
medico, dall’altro sorgerà l’Ospedale
e tutte le infrastrutture necessarie alla
terapia e degenza. Con tali presupposti
è stato concepito un organismo edilizio
che, pur garantendo l’indispensabile
relazione tra le due strutture, permette
alla sede universitaria di mantenere
una propria autonomia compositiva e
funzionale, con il fine di definire meglio
un luogo per la ricerca e lo studio.
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Rendering della nuova Facoltà.
Insieme per l’arte
l’UNIVERSITÀ
In Ateneo
Arti marziali a Scienze
Motorie: per corpo e mente
Firmata la convenzione tra l’Ateneo e la FIJKAM: l’obiettivo didattico è quello di
integrare discipline socio-psicologiche e medico-scientifiche.
articolo di
Fiammetta Oddo
Nella foto da sinistra il Maestro di Judo
Giaverina, la professoresa Rosi Barberini, il
Preside della Facoltà di Medicina professore
Puxeddu e il Presidente FIJLKAM Famà.
News
Umberto Senin
alla Presidenza
dell’Associazione
italiana psicogeriatria
Il professore Umberto Senin è stato
nominato presidente dell’Associazione italiana psicogeriatria (Aip). L’Ente
si occupa dei problemi psichici degli
anziani come la depressione, l’ansia,
le difficoltà di adattamento, i disturbi
cognitivi, con l’obiettivo di offrire agli
anziani la possibilità di invecchiare
mantenendo attive le proprie capacità
fisiche e mentali. La nomina di Senin
viene a coronamento di una lunga
carriera spesa nel campo della geriatria: dalla direzione della Sezione gerontologia e geriatria del Dipartimento
di Medicina clinica e sperimentazione
dell’Ateneo perugino e del relativo reparto nell’Azienda ospedaliera perugina; alla presidenza della SIGG (Società
italiana gerontologia e geriatria) nell’annata 2000/’01.
Con oltre 600 pubblicazioni, su qualificate riviste nazionali e internazionali,
numerosi saggi e scoperte nel settore,
il professore dell’Ateneo si presenta
come uno dei maggiori esperti di livello internazionale delle problematiche
riguardanti gli anziani, nonché delle
conseguenze neuropsicologiche derivanti per l’individuo dall’invecchiamento.
Arti marziali a Scienze Motorie:
per corpo e mente
Il judo e il karate sport completi che realizzano un connubio perfetto tra corpo e
mente in un percorso che tende al completamento della persona. Ed è per questa
loro natura “pluridimensionale”, espressione della cultura orientale da cui provengono, che entrambi sono stati inseriti nell’attività didattica del Corso di laurea
interfacoltà in Scienze motorie e sportive. Atto formale di questa integrazione la
firma a Palazzo Murena della Convenzione stipulata tra l’Ateneo perugino, per il
quale era presente il Professor Adolfo Puxeddu (Preside della facoltà di Medicina
e Chirurgia), e la FIJLKAM (Federazione Italiana Judo, Lotta, Karate, Arti Marziali)
in rappresentanza della quale ha firmato il dottor Giuseppe Maria Famà (Presidente del Comitato regionale Umbria). La tensione progressiva che va dal corpo alla
mente, all’interiorità e alla socialità, che queste attività sportive racchiudono, così
come ha sottolineato durante la conferenza stampa il professor Alfredo Principato
(docente di Filosofia orientale), è stato il punto di partenza per la costruzione dell’intesa. Il Corso di laurea in Scienze motorie e sportive, infatti, come ha chiarito
la professoressa Rosi Barberini, si propone di integrare discipline dal carattere
socio-psicologico congiuntamente a quelle medico-scientifiche. E’ per tale motivo
che attività sportive che possiedono una vasta gamma di significati, come il judo
e il karate, risultano essere particolarmente adatte ad un simile percorso di studi.
Il loro valore sta, infatti, nella capacità di andare oltre il semplice aspetto motorio
e favorire il confronto con la propria interiorità. Un confronto che tutti possono
sperimentare data “l’adattabilità” di queste discipline, le quali secondo il dottor
Famà, racchiudono un nucleo di valori che le rende emblema dell’unione tra attività fisica e attività mentale. In attesa che venga data concretezza a questo atto
formale non ci resta che riconoscere come l’Università, in un percorso di continuo
miglioramento, stia finalmente riconoscendo l’importanza di attività non tradizionali, spesso ghettizzate, ma dal grande potenziale educativo.
Attivato il corso di Laurea Magistrale
in Ingegneria Edile-Architettura
L’economia umbra e le sfide del mercato.
Uno studio di Calzoni, Cavazzoni e Grasselli.
Il 9 giugno è stata siglata a Palazzo
Murena la convenzione per l’attivazione del corso di Laurea Magistrale
in Ingegneria Edile-Architettura, che
partirà presso la Facoltà di Ingegneria
dell’Università degli Studi di Perugia
nell’anno accademico, 2006-2007.
L’intesa è stata firmata dal Magnifico
Rettore professore Francesco Bistoni,
dal Presidente della Fondazione Cassa
di Risparmio di Perugia, dottore Carlo
Colaiacovo,e dal Vicepresidente della
Confindustria di Perugia dottore Ernesto Cesaretti e, per l’Ance Perugia, dal
geometra Carlo Carini.
Il corso di studi ha durata quinquennale ed i laureati avranno la possibilità di
iscriversi sia all’Ordine degli Architetti
che a quello degli Ingegneri (settore
civile e ambientale). Il titolo consentirà
di operare in tutti i paesi dell’Unione
12
Europea nel settore dell’edilizia, cosa
sin qui non possibile, in genere, per
un laureato in ingegneria civile. Tre
sono i possibili percorsi per le materie
a scelta di completamento degli studi:
a) nel settore dei materiali per l’edilizia; b) nella progettazione integrata;
c) nel restauro e consolidamento del
costruito storico. Tra gli elementi di
qualità del nuovo corso sono stati ricordati il numero chiuso (80 posti) e la
garanzia di assicurare lo svolgimento
di almeno tre cicli, almeno fino all’anno accademico 2012-2013. Soddisfazione per la firma della convenzione è
stata espressa anche dal Presidente
dell’Ance Perugia, Carlo Carini, dal
Preside della Facoltà di Ingegneria,
professore Corrado Corradini e dal
Direttore di Confindustria di Perugia,
avvocato Aurelio Forcignanò.
Venerdì 30 giugno 2006, nella Sala
delle Colonne di Palazzo Graziani, è
stato presentato il volume “L’economia
umbra e le sfide del mercato. Problemi
e prospettive all’inizio del XXI Secolo”
a cura dei professori Gianfranco Cavazzoni, Giuseppe Calzoni e Pierluigi Grasselli, docenti della Facoltà di
Economia dell’Università di Perugia.
L’incontro moderato dal professor
Alessandro Campi ha visto gli interventi, tra gli altri, di Carlo Colaiacovo,
presidente della Fondazione Cassa di
Risparmio di Perugia, di Mario Giovannetti, assessore allo Sviluppo economico ed attività produttive della Regione
Umbria e di Marco Bellandi, ordinario
di Economia Applicata all’Università
di Firenze. Il Professor Cavazzoni ha
spiegato che “la ricerca ha messo
particolarmente in luce tre sostanziali
aspetti, che possono essere utilmente
considerati nella valutazione delle prospettive evolutive del sistema economico della nostra regione. Innanzitutto
la possibilità di agire sul rapporto di
indebitamento al fine di potenziare
l’attività di investimento. In secondo
luogo molte realtà si connotano come
imprese familiari e stanno vivendo un
delicato momento di successione generazionale. In ultimo si segnala l’attitudine del sistema-impresa a produrre
ricchezza e a distribuirla in maniera
equa”. “L’esperienza delle politiche di
sviluppo locale – ha concluso Grasselli
– mostra l’esigenza prioritaria di privilegiare, anche per l’Umbria, l’apertura
del sistema produttivo verso nuovi processi produttivi, nuovi prodotti, nuovi
mercati, ma anche nuove istituzioni e
nuovi assetti organizzativi”.
l’Università n.3 - maggio/giugno 2006
In Ateneo
Country Club Bambagioni,
per lo svago e lo sport
l’UNIVERSITÀ
L’iniziativa ha
visto la forte
collaborazione
del Circolo
Universitario
San Martino.
Un’affollata festa di inaugurazione per la rinnovata struttura
a disposizione dell’Università e la città.
Giovedì 29 giugno si è svolta l’inaugurazione del Country Club universitario “Bambagioni”, situato a fianco della facoltà di Scienze Motorie, in
zona Pallotta (ex I.S.E.F.). Il complesso che si auspica possa diventare un
punto di riferimento centrale nella vita del nostro Ateneo, è stato messo
a punto per realizzarvi il nucleo trainante di una cittadella dello sport e
dello svago a disposizione di tutti gli studenti, del personale universitario
e dell’intera cittadinanza.
La struttura è infatti dotata di numerosi impianti e servizi: campi da
tennis, da calcio, da calcio a sette e a cinque, da beach volley e soccer
tennis, piscina, sale ricreative, area giochi per bambini, bar, ristorante,
pizzeria, sale per riunioni e feste private. L’inaugurazione, organizzata
dall’ Ateneo e dal Circolo Universitario San Martino, si è aperta con un
aperitivo di benvenuto presso la piscina, per poi proseguire con una
cena a buffet all’aperto.
Nel corso della serata il Magnifico Rettore Francesco Bistoni ha ringraziato sentitamente tutti i numerosi partecipanti, che si stima siano stati
oltre quattrocento tra docenti e personale universitario. Durante la cena
si sono svolti momenti d’intrattenimento con musica dal vivo, uno spettacolo di cabaret in vernacolo perugino e musica dalla consolle.
La serata, che ha riscosso grande successo, si è infine conclusa con una
lotteria, cui hanno preso parte tutti i presenti e che ha messo in palio
100 oggetti della nuova linea di merchandising dell’Ateneo.
Firmata la convenzione tra l’Ateneo e la Deputazione
Storia Patria dell’Umbria
Il 21 giugno il Magnifico Rettore, Francesco Bistoni , ha siglato la convenzione attuativa del Protocollo d’ Intesa
stipulato il 16 maggio scorso tra l’
Ateneo e la Deputazione di Storia Patria per l’Umbria. Questa iniziativa va
inquadrata nell’ambito di un’intensa
fase preparatoria alla celebrazione
del VII centenario dell’ Università degli Studi di Perugia,che ricorrerà nel
2008. “Investire sugli studi storici e
delle fonti del nostro Ateneo per meglio determinarne il futuro”: questi
gli obiettivi alla base dell’ iniziativa
che il Magnifico Rettore ha esposto
a Palazzo Murena, prima della firma
della Convenzione. Durante la cerimonia il Presidente della Deputazione, il
professore Attilio Bartoli Langeli, ha
sottolineato la rilevanza di tali studi
per rileggere i rapporti tra l’Ateneo
e la sua città nel corso dei secoli e
come risultato di una collaborazione
proficua e costante tra la Deputazione e storici,docenti e ricercatori dell’Università. La Convenzione presenta
come primo obiettivo la pubblicazione
di una collana intitolata “Fonti per la
storia dello Studium di Perugia” che,
nelle parole del Pro Rettore professoressa Anna Torti, rappresenta un’opera di notevole rilievo scientifico ma in
primis ”un prodotto permanente” che
darà impulso a studi destinati ad essere sviluppati ben oltre la ricorrenza
celebrativa del VII centenario della fondazione dell’ Ateneo perugino.
articolo di
Fiammetta Oddo
Un istantanea
della serata, all’arrivo degli ospiti.
Convegno sull’Etica delle relazioni umane.
L’Etica come elemento di costruzione di
solidi rapporti interpersonali. Questo il
tema portante del convegno “Etica delle Relazioni” che si è svolto a Perugia
presso la Sala dei Notari del Comune e
presso la Sala Adunanze della Facoltà
di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Perugia.
Il convegno, organizzato dal Corso di
Laurea in Filosofia e dalla sezione di
Filosofia del Dipartimento di Filosofia,
Linguistica e Letteratura, ha visto la partecipazione di molti docenti dell’Ateneo
perugino, ma anche di docenti provenienti dalle università di Siena, Roma e
Macerata, nonché di numerosi esponenti locali del mondo politico e del lavoro.
Il convegno ha avuto il fine di riflettere
sulle finalità e sulla funzione sociale di
una laurea magistrale quale è il corso
in “Etica delle relazioni umane”. La ri-
flessione del convegno si è sviluppata
intorno a quattro nodi principali: un dibattito su “relazioni e istituzioni” coordinato dal professore Antonio Pieretti; un
dibattito su “relazione e comunicazione”
coordinato dal professore Augusto Ancillotti; un dibattito su “relazione e cura”
coordinato dal professore Gaetano Mollo ed infine un seminario su “relazione
e etica” coordinato dal professore Carlo
Vinti. La problematica della relazionalità, posta in termini interdisciplinari, ha,
così, permesso che l’incontro fra politici,
studiosi e professionisti risultasse proficuo al fine di sollecitare una riflessione
sinergica su quella che è la necessità
di creare una sana comunicazione
etica che possa accrescere la nostra
coscienza collettiva, fatta di relazioni affettive e solidali e non solo di razionalità
produttiva ed economica.
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Country Club Bambagioni,
per lo svago e lo sport
l’UNIVERSITÀ
Mondo Universitario
L’offerta formativa per l’ann
Istituiti 132 corsi di laurea. Si punta sulla qualità
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Facoltà di Medicina Veterinaria
Corsi di laurea triennale
Corsi di laurea triennale
Assistenza sanitaria (sede di Città di Castello)
Igiene e qualità delle produzioni animali
Dietistica
Corsi di laurea specialistica a ciclo unico
Fisioterapia (sede di Foligno)
Medicina Veterinaria
Infermieristica (sede di Foligno)
Infermieristica (sedi di Terni)
Facoltà di Lettere e Filosofia
Infermieristica (sedi di Perugia e Città di Castello)
Corsi di laurea triennale
Infermieristica (telematico)
Filosofia
Logopedia
Lettere
Ostetricia
Lingue e Culture Straniere
Podologia
Operatore dei Beni Culturali (teledidattico)
Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (Città di Castello)
Scienze della Comunicazione (teledidattico)
Tecniche di laboratorio biomedico
Scienze dei Beni Archeologici e Antropologici
Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia
Scienze dei Beni Storico-artistici, Archivistico librari e Musicali
Corsi di laurea specialistica a ciclo unico
Mediazione Linguistica Applicata (sede di Perugia)
Medicina e Chirurgia (sedi di Perugia e Terni)
Corsi di laurea specialistica
Odontoiatria e protesi dentaria
Archeologia Preistorica Classica, Medievale e generale e Topografica
Facoltà di Laurea Interfacoltà
Corsi di laurea specialistica
Filologia, Letterature e Storia dell’Antichita’
Corsi di laurea triennale
Biotecnologie mediche
Storia, Filologia e Analisi del testo letterario
Biotecnologie
Etica delle relazioni umane
Coordinamento delle attività di protezione civile (sede di Foligno)
Facoltà di Economia
Lingue e Letterature Moderne
Economia e cultura dell’Alimentazione
Corsi di laurea triennale
Scienze Antropologiche
Scienze motorie e sportive
Economia aziendale
Storia dell’arte
Storia della Società, della Cultura e della Politica
Economia e gestione dei servizi turistici (sede di Assisi)
Caratteri originari della Storia Europea
Tecniche erboristiche
Economia e legislazione d’ impresa
Lingue straniere per la comunicazione internazionale
Tecnologie per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali
Scienze della Comunicazione
Economia dei mercati e degli intermediari finanziari
Statistica e informatica per la gestione delle imprese
Facoltà di Farmacia
Corsi di laurea specialistica
Economia e amministrazione delle imprese (sede di Terni)
Corsi di laurea triennale
Scienze e Tecnologie per la Conservazione e Restauro del Patrimonio Storico-Artistico
Economia e gestione delle imprese (teledidattico, sede di Terni)
Controllo di qualità nel settore industriale farmaceutico ed alimentare
Comunicazione Istituzionale e d’Impresa
Corsi di laurea specialistica
Informazione scientifica sul farmaco
Comunicazione Multimediale
Consulenza economica e giuridica per le imprese
Corsi di laurea specialistica a ciclo unico
Protezione e difesa civile
Economia del turismo (sede di Assisi)
Chimica e Tecnologie farmaceutiche
Scienze e Tecnologie delle produzioni animali
Finanza
Farmacia
Scienze e tecniche dell’attività sportiva
Management aziendale
Corsi di laurea specialistica
Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattative
Gestione dell’innovazione e dei rischi d’impresa (sede di Terni)
Biotecnologie farmaceutiche
Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana
Ecco l’offerta formativa per l’anno
accademico 2006/2007
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l’Università n.3 - maggio/giugno 2006
Mondo Universitario
l’UNIVERSITÀ
o accademico 2006/2007
della didattica e sui servizi agli studenti con un’attenzione particolare alle mercato del lavoro.
Corsi di laurea internazionali interuniversitari
Corsi di laurea triennale
Biotecnologie orientate alla creazione d’impresa
Gestione degli Agro-ecosistemi Mediterranei
Corsi di laurea specialistica
Applicazioni mediche delle biotecnologie
Facoltà di Agraria
Corsi di laurea triennale
Gestione tecnica del paesaggio
Scienze agrarie ed ambientali
Scienze e tecnologie agroalimentari
Scienze e tecnologie delle produzioni animali
Facoltà di Ingegneria
Viticoltura ed enologia
Corsi di laurea triennale
Corsi di laurea specialistica
Ingegneria Civile
Biotecnologie agrarie e ambientali
Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio
Tecnologie e Biotecnologie degli alimenti
Ingegneria Energetica (sede di Terni)
Difesa delle risorse agroalimentari ed ambientali
Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni (sede di Orvieto)
Economia e gestione dei sistemi agro-alimentari, ambientali e territoriali
Ingegneria Meccanica
Scienze dei sistemi colturali e dell’ambiente agrario
Ingegneria Informatica ed Elettronica
Ingegneria Gestionale (sede di Terni)
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
Corsi di laurea specialistica
Corsi di laurea triennale
Ingegneria Civile
Facoltà di Giurisprudenza
Chimica
Ingegneria dei Materiali (sede di Terni)
Corsi di laurea triennale
Chimica Ambientale
Ingegneria Elettronica
Scienze giuridiche
Fisica
Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni
Scienze dei servizi giuridici
Informatica
Ingegneria Meccanica
Funzionario giudiziario e amministrativo (telematico)
Matematica
Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio
Corsi di laurea magistrale a ciclo unico
Matematica per le Applicazioni
Corsi di laurea specialistica a ciclo unico
Giurisprudenza
Scienze Biologiche
Ingegneria Edile-Architettura
Scienze Naturali
Facoltà di Scienze Politiche
Scienze Geologiche
Facoltà di Scienze della Formazione
Corsi di laurea triennale
Corsi di laurea specialistica
Corsi di laurea triennale
Relazioni Internazionali
Biologia e Ambiente
Scienze della professionalità educativa
Scienze Politiche
Biotecnologie Chimico-Industriali
Esperto nella progettazione dell’insegnamento a distanza (sede di Terni)
Scienze sociali e del Servizio sociale
Fisica
Scienze e tecnologie della produzione artistica (sede di Terni)
Cooperazione Internazionale per lo sviluppo e la pace (sede di Terni)
Matematica
Scienze per l’investigazione e la sicurezza (sede di Narni)
Scienze Sociali della comunicazione interculturale (sede di Terni)
Metodologie Biochimiche e Biomolecolari Applicate
Corsi di laurea specialistica
Corsi di laurea specialistica
Risorse e Rischi Geologici
Consulenza pedagogica e coordinamento di interventi formativi
Ricerca e programmazione delle politiche sociali
Scienze Chimiche
Screen production: scienze dello spettacolo audiovisivo (sede Terni)
Relazioni Internazionali (sede di Perugia e Terni)
Scienze della Natura e dell’Ambiente
Corsi di laurea del previgente ordinamento
Scienze Politiche
Scienze Molecolari Biomediche
Scienze della Formazione primaria
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Ecco l’offerta formativa per l’anno
accademico 2006/2007
Le edicole di Perugia dove trovare:
Edicola P.zza Vittorio Veneto (Stazione Fontivegge)
Edicola P.zzale Bellucci (Stazione S. Anna)
Edicola P.zza Cavallotti
Edicola Monotti, S. Andrea delle Fratte (ex Ospedale Silvestrini)
Edicola Via F. Innamorati (Elce)
Edicola P.zza Fortebraccio
Edicola “L’Amuleto”, Strada S. Lucia
Edicola Via A. Vecchi (Elce)
Edicola San Marco Fornaci
l’UNIVERSITÀ
Il periodico dell’Ateneo
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maggio/giugno 2006 - Università degli Studi di Perugia