CINEFORUM F.I.C. 1° RASSEGNA 18° EDIZIONE 2011-2012 Proiezioni presso la Multisala Movie Planet BELLINZAGO NOVARESE Viale della libertà 231 Inizio delle proiezioni alle ore 21,00 Cari soci e socie, il cineforum è diventato maggiorenne, ha compiuto 18 anni. Ha lasciato la sua casa d’origine, ha preso residenza alla multisala, e ad aiutarlo a celebrare la sua emancipazione quest’anno gli vengono in aiuto un buon numero di film dedicati proprio al rapporto degli adulti con i ragazzi e le ragazze d’oggi. Su questo argomento sono ben dieci i titoli, tra i primi 25 (a cui aggiungeremo altri film in aprile, maggio, giugno) che, preferendo i toni della commedia e del realismo a quelli della tragedia, ci affascineranno per le ottime regie, interpretazioni e contenuti. Iniziamo subito con ANGELE E TONY della regista belga Alix Delaporte, in cui una madre che cerca casa e amore per sè e per suo figlio troverà di più, imparerà un lavoro e la verità delle relazioni nella vita. Anche i fratelli Dardenne, suoi conterranei, abbandonano i finali tragici per raccontarci IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA, che rincorre un padre incapace di prendersi cura di lui e trova invece una “madre” coraggiosa e accogliente. I due titoli saranno intervallati da POETRY di Lee Chang-dong, dove una nonna troverà aiuto nella poesia per affrontare la meschina realtà delle azioni del nipote, dei suoi compagni di scuola e dei loro genitori. In TUTTI PER UNO di Romain Goupil saranno proprio i ragazzi stessi ad aiutarsi reciprocamente per proteggere la bambina clandestina; mentre in I RAGAZZI STANNO BENE di Lisa Cholodenko sarà Ioni, nata da inseminazione artificiale, che al compimento dei 18 anni e incalzata dal fratello farà le ricerche per scoprire l’identità del padre, figura assente nella coppia lesbica delle loro genitrici. Anche in CIRKUS COLUMBIA un padre, esiliato per 20 anni dalla Bosnia in guerra, cerca di riavvicinarsi ad un figlio a lui sconosciuto. Ed ancora in CORPO CELESTE la trentenne regista Alice Rohrwacher racconta del ritorno di una ragazzina dalla laica Svizzera alla Calabria intrisa di tradizioni arcaiche e religiose. Nella rassegna dedicata alle donne, il film iraniano di Jafar Panahi OFFSIDE racconterà la voglia di emancipazione delle ragazze, attraverso la metafora dello sport a loro precluso. Incontriamo ancora un ragazzino clandestino africano nel capolavoro di Aki Kaurismäki: LE HAVRE, dove l’anziano Marcel Max si prodigherà ad aiutarlo a raggiungere la madre in Inghilterra, senza però trascurare di occuparsi anche della moglie malata. Ed infine il premiatissimo THE TREE OF LIFE di Terrence Malik altro non è se non la storia del rapporto di un ragazzo col padre burbero e di noi tutti col “Padre creatore” del mondo. Oltre al tema dei giovani, come vedete dal programma, i soci e le socie COOP ci affiancano ancora a Marzo nella rassegna dedicata alle donne: oltre al già citato Offside, proponiamo la commedia delle domestiche spagnole “DONNE DEL 6° PIANO, la cui vitalità scuote negli anni 60 una noiosa coppia borghese, continuiamo con LE STELLE INQUIETE di Emanuela Piovano un frammento felice della vita di Simone Weil, una straordinaria meteora che ha attraversato i turbolenti anni dei conflitti in Europa, concludiamo con un’altra regia al femminile (sono 6 in rassegna), quella di Donatella Maiorca in VIOLA DI MARE, storia d’amore al femminile in una Sicilia violenta e patriarcale, commentata dalle musiche di Gianna Nannini. Un’altra regia femminile è quella di Paola Randi in INTO PARADISO, la commedia più insolita, strampalata e sofisticata vista da molto tempo in qua nel nostro cinema italiano: ma personaggi altrettanto surreali li troviamo anche nel francese L’INCREDIBILE PIANO DI BAZIL, dove una banda di adulti non cresciuti da la caccia ai fabbricanti d’armi. Chiudiamo l’anno celebrando la dichiarazione dei diritti umani con l’evento speciale del bellissimo TAMBIEN LA LLUVIA, di Iciar Bollain sulla guerra dell’acqua in Bolivia, premiato da Amnesty Int. nelle apparizioni dei festival di Torino, Pesaro e Milano. E’ senza distribuzione italiana ma noi lo recuperiamo in collaborazione col Comitato Italiano contratto acqua. Abbiamo poi dei grandi registi con le loro ultime uscite: dall’Italia Nanni Moretti che in HABEMUS PAPAM psicanalizza la paura di accettare un incarico di responsabilità scegliendo il Vaticano come location, e Paolo Sorrentino con THIS MUST BE PLACE, che affida al grande Sean Penn il ruolo di un decadente Rock star, in viaggio negli Stati Uniti alla ricerca di se stesso sulle tracce della memoria del padre. Viaggeremo ancora, ma nel Mediteraneo mare di migranti, nel documentario IL COLORE DEL VENTO di Bruno Bigoni accompagnati dalla musica di “Crueza de Mà” di De Andrè. Abbiamo poi John Landis , quello di “The Blues Brothers”, che ritorna alla regia con LADRI DI CADAVERI, una commedia noir con due simpatici mostri, serial killer atipici, assassini non per disordine mentale ma per soldi. Sul tema della morte, ma in chiave grottesca, vedremo anche KILL ME PLEASE, di Olias Barco, un lucidissimo delirio del suicidio assistito in una clinica specializzata. Proietteremo ancora i fratelli Coen che con EL GRINTA ci regalano un western con humour nero e citazioni dei grandi classici supportate da immagini splendide. L’unico film veramente “duro” della prima rassegna, (ma alcuni lo giudicano un film pieno di speranza) sarà BIUTIFUL del messicano A.G. Inarritu, ambientato in una Barcellona di disperati in cui un padre sfrutta tutti pur di aiutare i suoi figli. Mi rimangono ancora due righe per ricordarvi che vedremo UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati, dedicato all’amore che sopravvive all’alzhaimer e alla perdita di memoria. Il tema dell’alzhaimer presente anche nel film Poetry ritorna per la terza volta in rassegna, in LA SEPARAZIONE di Ashgar Farhadi, storia di una coppia in crisi vorrebbe che lasciare il paese, film iraniano premiatissimo al festival di Berlino, che la Sacher di Moretti distribuirà nei prossimi mesi, quando la cura del doppiaggio sarà terminata e potrà restituire la bellezza dell’interpretazione originale. Ricordatevi di tenere sempre il nostro programma bene in vista così da non dimenticarvi gli appuntamenti che sono sempre al giovedì eccetto due martedì, il 6 e il 13 dicembre. Buona visione Paolo Rizzi Giovedì 22 settembre 2011 ANGELE E TONY di Alix Delaporte Belgio 2010, 85 min. con Clotilde Hesme, Gregory Gadebois prix Michel d’Ornano miglior opera prima IL FILM: Normandia. Angèle è una giovane donna allo sbando. Uscita dal carcere dopo aver scontato una pena, perché ritenuta responsabile di un incidente costato la vita al marito, non può prendersi personalmente cura del figlio, che viene affidato dai giudici ai nonni paterni. Tony è un pescatore abituato al sacrificio, che vive con la madre vedova da quando suo padre è scomparso in mare durante una battuta di pesca. Entrambi in cerca di un legame, si trovano grazie ad un annuncio. Il primo incontro non sarà dei più felici… NOTE DI REGIA: «Volevo raccontare una storia d’amore. Un’emozione forte per Angèle, che scopre un sentimento che non ha mai provato. E così anche per Tony. Volevo che si assistesse a questa cosa. Che si vibrasse insieme a loro. Che fossimo dentro al loro desiderio. Che ce ne importasse qualcosa. Che ci toccasse. Angèle era nella mia mente da tanto, con la sua storia, la sua personalità. LA RECENSIONE: «Un' autrice, che promette bene per il cinema francese, Alix Delaporte. (...) La cifra è un realismo quieto, la misura è tranquilla, i personaggi, portati alla luce dopo esser stati studiati fino in fondo, sembrano, anzi sono, persone vere, in cornici - un paesino di pescatori in Normandia - espresse sempre in climi autentici, con sapori concreti. L'evoluzione di quel rapporto a due, via via sempre più convinto, in atmosfere del tutto quotidiane e all'insegna della verità. Mai gridate, comunque, sommesse, in più momenti, addirittura interiorizzate. (Gian Luigi Rondi – Il Tempo) Giovedì 29 settembre 2011 POETRY di Lee Chang-dong Corea 2010, 135 min Con: Ahn Nae-sang - Da-wit Lee Hira Kim - Yong-taek Kim - Yoon Hee-Jeong IL FILM:Mija è una donna di 66 anni che vive con suo nipote, un ragazzo che frequenta il liceo in una piccola città di provincia attraversata dal fiume Han, nella Corea del Sud. E' eccentrica e piena di curiosità. Il caso la porta a frequentare un corso di scrittura poetica e, per la prima volta nella sua vita, a scrivere una poesia. Mija cerca la bellezza anche nel suo ambiente, al quale fino ad allora, non aveva prestato un'attenzione particolare. Ma il suo sogno di scrivere poesia deve fare i conti con una realtà dolorosa e sordida, a cui si rifiuta di prestare il fianco, che immagina diversa e finisce per trasfigurare forse per l'Alzheimer che la sta aggredendo. Una realtà a cui si ribella con la ricerca della bellezza. LA RECENSIONE: Roberto Escobar:Come si scrive una poesia? La domanda è tra le più ardue, e tra le meno sensate, eppure Mija (Yun Jung-hee) vorrebbe trovarle una risposta. Occorrono gli occhi, per scrivere una poesia. L’ispirazione può stare ovunque e lei, quieta e solare, si impegna a usarli, i suoi occhi, e a interrogare la poesia eventuale che si nasconde nelle piccole cose del mondo. Giorno dopo giorno, sguardo dopo sguardo, su un taccuino annota situazioni e pensieri. Ma la poesia continua a sfuggirle. Intanto, nella sua storia entra quella della ragazzina suicida. Mija viene a sapere che alla sua scelta disperata la ragazzina è stata spinta dalle violenze di un gruppo di compagni, e che Wook il nipote è tra i responsabili. Che cosa farà ora, la piccola signora elegante e leggera? Metterà a tacere la sua coscienza? Lascerà che Wook resti cieco e indifferente alla colpa? E dov’è mai la poesia, in questo orrore? È qui che Mija scopre quanto grande sia, davvero, la capacità degli occhi di “vedere” il mondo, e di “sentirne” la presenza. Giorno dopo giorno, sguardo dopo sguardo, la ragazzina torna viva in lei e nelle sue emozioni. E sceglie, e decide, assumendo su di sé il dolore dell’una e la responsabilità dell’altro, insieme. Giovedì 6 ottobre 2011 IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA di Jean-Pierre Dardenne - Luc Dardenne It. Fr.Be. 2011, 87 min Con: Cécile De France - Egon Di Mateo - Fabrizio Rongione -Jérémie Renier - Olivier Gourmet - Thomas Doret Il FILM:Cyril ha quasi dodici anni e una sola idea fissa: ritrovare il padre che lo ha lasciato temporaneamente in un centro di accoglienza per l’infanzia. Incontra per caso Samantha, che ha un negozio da parrucchiera e che accetta di tenerlo con sé durante i fine settimana. Cyril non è del tutto consapevole dell’affetto di Samantha, un affetto di cui ha però un disperato bisogno per placare la sua rabbia. LA RECENSIONE:Dov'era il padre? Dove sono i padri nelle storie di cronaca e nella vita quotidiana. Cyril, che finisce in un istituto. Qui viene a trovare ogni tanto il bambino una giovane parrucchiera, Samantha, che si offre di ospitarlo nei fine settimana. Cyril accetta soltanto per poter evadere dall'istituto e una volta fuori, montare sull'unico ricordo lasciatogli dal padre, una bici da cross, e mettersi alla sua ricerca. L'immagine di questo bambino tormentato che rincorre su una bicicletta la possibilità di una vita normale, l'amore del padre, l'amicizia, ha la semplicità e la forza del cinema di un tempo. La grandezza dei registi belgi sta nel non usare mai un trucco, una parola, un gesto che possa sfiorare il melodramma. In fondo a strade sbagliate e porte chiuse, dopo l'ultimo straziante negarsi del padre, il bambino capisce qual è la vera strada di casa e torna da Samantha, l'unica persona che ha dimostrato di sceglierlo e amarlo. Curzio maltese Giovedì 13 ottobre 2011 TUTTI PER UNO di Romain Goupil Francia 2010, 90 min Con: Alice Butaud - Clémence Charpentier - Dramane Sarambounou - Florence Muller Hippolite Girardot - Hélène Babu - Jules Ritmanic Jérémie Yousaf - Linda Doudaeva - Louka Masset Romain Goupil - Valeria Bruni Tedeschi Il FILM: è centrato su un gruppo di scolari parigini di CM2 (l'equivalente della quinta elementare italiana), nel 2009. Milana, di origine cecena, è amica di Blaise, Alice, Claudio, Ali e Youssef. Ma quest'ultimo, che non ha i documenti, viene espulso. Poi, la minaccia tocca a Milana: i bambini giurano allora di restare sempre insieme e organizzano un complotto per nasconderla. LA RECENSIONE: uscito con successo in Francia, ha per protagonista alcuni bambini delle elementari, di etnie e provenienze diverse, compagni di scuola a Parigi. Quando uno di loro, Youssef, viene rimpatriato perché clandestino, i piccoli decidono di proteggere l'amica Milana, cecena, che corre lo stesso rischio, perché la sua famiglia è senza documenti, "sans papiers". La bambina viene così ospitata in casa da due compagni, Blaise e Alice, aiutata dalla loro mamma, Cendrine, contraria alla politica dei respingimenti. Ma i pericoli per Milana continuano a esserci e i bambini, molto scaltri malgrado la tenera età, mettono in atto un piano per difenderla.Il film si apre con il racconto di una donna che ricorda la sua infanzia: "Era il 2008 o il 2009, avevo dieci anni, non ricordo chi fosse il presidente" dice la donna. "Ho deciso di far iniziare e finire il film nel 2067 - spiega Romain Goupil - perché la mia speranza è che nel futuro riguardando a questi anni, ci chiederemo come è stato possibilecomportarsi in maniera così abominevole, maltrattare questi bambini che vengono da situazioni di guerra e povertà, invece di dargli un futuro migliore". Giovedì 20 ottobre 2011 I RAGAZZI STANNO BENE di Lisa Cholodenko. Con Annette Bening, Julianne Moore, Mark Ruffalo, Mia Wasikowska, Josh Hutcherson. Commedia, durata 104 min. - USA 2010. - Lucky Red IL FILM:Nic e Jules sono una perfetta coppia lesbica di mezza età. Profondamente innamorate l'una dell'altra, hanno costruito col tempo un sereno ambiente familiare assieme ai due figli adolescenti, Joni e Laser. Quando Joni compie diciotto anni, è il fratello minore a farle pressioni perché si rivolga alla banca del seme e scopra l'identità del donatore segreto con cui condividono il patrimonio genetico. Inizialmente scettica, Joni si mette sulle tracce del padre e scopre che questi è Paul, un dongiovanni che gestisce un ristorante biologico alla periferia di Los Angeles. Quando per caso le due madri vengono a conoscenza del fatto, non resta che introdurre Paul all'intero nucleo familiare. LA RECENSIONE: Il preciso rifiuto da parte di Lisa Cholodenko di descrivere questo nucleo familiare come un'anomalia o come un microcosmo militante e dissociato, non dev'essere interpretato come una visione favolistica o un eccesso di umanesimo; al contrario, la regista americana problematizza l'identità della coppia attraverso un progetto che ribalta intelligentemente la tipica prospettiva delle commedie sull'omosessualità. The Kids Are All Right racconta un'anomalia, un incidente di percorso nel rapporto di coppia, per enfatizzare la normalità dell'Amore. Si direbbe proprio che è il modo del tutto convenzionale di affrontare una storia su un nucleo familiare non convenzionale l'idea forte del film. Che, ovviamente, se funziona è grazie soprattutto ad un ottimo processo di scrittura e ad un cast eccezionale. La Cholodenko si serve delle migliori celebrità americane (per lo meno, di quelle più convincenti fra le star aperte al circuito indipendente) Piuttosto, la sua storia appassiona e diverte perché riesce a far vibrare i suoi personaggi con tutte le tenere debolezze dell'agire umano e a parlare di turbamenti, gay porn e amore saffico senza piegarsi né alla risata grassa della farsa né al ghigno infantile della pruderie. Giovedì 27 ottobre 2011 CIRKUS COLUMBIA di Danis Tanovic Con: Almir Mehic - Boris Ler - Ermin Bravo - Jelena Stupljanin - Mario Knezovic - Miki Manojlovic - Milan Strljic - Mira Furlan - Svetislav Goncic 2010 , 113 min Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Slovenia, Bosnia-Herzegovina, Serbia e distribuito in Italia da Archibald Enterprise Film IL FILM: Bosnia ed Erzegovina, 1991. Il comunismo è caduto e Divko Buntic dopo un esilio di 20 anni in Germania, arriva con la sua Mercedes nel villaggio dove è cresciuto, accompagnato dalla giovane fidanzata Azra e con le tasche piene di marchi tedeschi. Cash e il cugino Ivanda, il recentemente e "democraticamente" eletto sindaco, aiutano Divko a sfrattare la moglie abbandonata Lucija e il loro figlio ventenne Martin. Dopo essere scampati all'arresto per una rissa durante lo sfratto, Martin e Lucija vengono sistemati in un piccolo appartamento. Dopo aver preso possesso della vecchia casa, Divko tenta un avvicinamento con Martin, il figlio che non aveva mai conosciuto. LA RECENSIONE:in questa deliziosa commedia ambientata nel lasso di tempo fra la caduta del comunismo e lo scoppio della guerra civile, il regista riesce a rievocare con grazia e umorismo proprio quel fuggevole momento della vita in cui ancora si ignora quanto il destino possa rivelarsi crudele. (...) Nei panni di Divko spicca Miki Manojlovic, interprete straordinario sul doppio registro comico e drammatico; sua moglie è l'eccellente Mira Furlan, che lavora da tempo in USA, Martin è impersonato dall'inedito e convincente Boris Ler. Intorno a loro altri buoni attori (...) Alessandra Levantesi Kezich Giovedì 3 novembre 2011 LADRI DI CADAVERI di John Landis Gran Bretagna, 2010, 91 min. Con: Simon Pegg, Andy Serkis, Isla Fisher, Tom Wilkinson, Tim Curry, Jessica Hynes, Hugh Bonneville, David Schofield, IL FILM: Nella Scozia del primo Ottocento, l'Illuminismo europeo si rifrange all'interno di una società in cui il popolo si entusiasma di fronte alle esecuzioni sommarie di piazza e i medici davanti alle dissezioni dei cadaveri negli atenei. I due più importanti anatomisti di Edimburgo, il dottor Knox e il dottor Monroe, hanno approcci scientifici e appoggi politici alquanto diversi. Quando il più tradizionalista Monroe impiega le sue conoscenze per far emanare un'ordinanza che gli accorda l'utilizzo di tutti i cadaveri “freschi” di esecuzione, il dottor Knox si trova costretto a tenere le sue lezioni con i corpi in putrefazione sottratti dai profanatori di tombe. Ma alla domanda di un mercato in crisi risponde l'offerta fornita da William Burke e William Hare, due truffatori provenienti dall'Irlanda del Nord che dapprima vendono a Knox dei conoscenti morti per cause naturali e, successivamente, si improvvisano assassini seriali... LA RECENSIONE: «(...) il ritorno alla regia di John Landis. Un rientro brillante, con una commedia noir (...) La sfida era di riuscire a rendere simpatici, ma comunque credibili, due mostri due serial killer atipici, assassini non per disordine mentale ma per soldi: per cinque sterline non esitavano, in assenza di materiale «naturalmente» disponibile, a procurarsi cadaveri freschi tra i miserabili della città. Landis, autore di pellicole come The Blues Brothers (...) ci riesce con bravura e genialità, strappando risate anche nelle scene più crude. E ironizzando implicitamente sulle non infrequenti contraddizioni del progresso scientifico. Richiamandosi ad analoghe commedie macabre, in particolare Sangue blu e La signora omicidi, il regista prende una storia sinistra e le conferisce grande arguzia e stile, raggiungendo il giusto equilibrio narrativo e comico. Gaetano Vallini - L'Osservatore Romano) Giovedì 10 novembre 2011 CORPO CELESTE di Alice Rohrwacher Italia 2011 98 min Con: Anita Caprioli - Renato Carpentieri - Salvatore Cantalupo - Yle Vianello IL FILM: Una ragazzina cresciuta in Svizzera torna a vivere con la madre in una Calabria sospesa tra modernità e tradizioni arcaiche. LA RECENSIONE: Se una regista nemmeno trentenne è capace di creare con pochi mezzi e tante idee un film come Corpo Celeste, si può essere ottimisti sul futuro del cinema italiano. Corpo celeste, molto liberamente tratto dal romanzo della Ortese, è la storia del ritorno a casa di una giovane famiglia calabrese tutta al femminile, madre e due figlie, dopo dieci anni in Svizzera. Ma soprattutto è il romanzo di crescita della piccola Marta, 13 anni, del suo sguardo straniero e smarrito sui riti di una comunità adulta che ha perso ogni ragione di stare insieme, ogni identità e ne cerca il surrogato in un vuoto conformismo ammantato di parvenza religiosa. La circostanza narrativa che la scoperta della ragazzina avvenga attraverso un corso di catechismo improntato ai più sconci luoghi comuni televisivi non deve ingannare. Corpo celeste è già diventato un piccolo culto per le associazioni anti clericali, per quanto la regista si affanni a ripetere a ragione che non si tratta di un film contro la Chiesa e tanto meno contro la religione. Semmai è un film contro la vera religione dell'Italia contemporanea, il conformismo televisivo e l'opportunismo politico, che sono la negazione stessa di ogni spiritualità. Non per caso uno dei pochi personaggi positivi della storia è un prete di villaggio, il bravissimo Renato Carpentieri, che rivela a Marta la follia di Gesù, il genio più anticonformista della storia dell'umanità. Un paese che ha perso il suo dio, la propria identità e va a cercarsi una ragione di stare insieme davanti a uno schermo televisivo, intonando canzoncine e slogan dementi ma alla moda («Mi sintonizzo con Dio, è la frequenza giusta»). Un bellissimo film civile. Un'altra prova del talento della regista è la capacità, come per Garrone, di far recitare allo stesso livello professionisti eccelsi come Cantalupo, Carpentieri e Anita Caprioli, con dilettanti dalla resa sbalorditiva. Giovedì 17 novembre 2011 IL GRINTA di Joel e Ethan Coen Usa, 2011, 110 min. Con: Hailee Steinfeld, Jeff Bridges, Matt Damon, Josh Brolin, Barry Pepper, Dakin Matthews, Jarlath Conroy, Paul Rae,Domhnall Gleeson, Leon Russom. IL FILM: Mattie Ross è una quattordicenne fermamente intenzionata a portare dinanzi al giudice, perché venga condannato alla pena capitale, Tom Chaney l'uomo che ha brutalmente assassinato suo padre. Per far ciò ingaggia lo sceriffo Rooster Cogburn non più giovane e alcolizzato ma ritenuto da tutti un uomo duro. Cogburn non vuole la ragazzina tra i piedi ma lei gli si impone. Così come, in un certo qual modo, gli verrà imposta la presenza del ranger texano LaBoeuf. I tre si mettono sulle tracce di Chaney che, nel frattempo, si è unito a una pericolosa banda... LA RECENSIONE: «Panorami struggenti, personaggi scolpiti, pistole, cavalli e duelli al sole. Il Grinta, remake dell'omonimo western del '69, è ricco di tali e tante fiammate epiche, raffinate citazioni e saette di humour nero da rendere letteralmente estasiasti gli spettatori come noi nostalgici del cinema classico e della sua primigenia solennità. I fratelli Coen, del resto, erano gli unici registi contemporanei in grado di riavvicinarsi con classe e convinzione al romanzo di Charles Portis – più che al film di Hathaway con John Wayne (...) Con la pertinente complicità della fotografia di Roger Deakins e le musiche di Carter Burwell, II Grinta scavalca le angustie e i complessi dell'immaginario anni Duemila e si riunisce per via diretta ai poemi di Ford, Hawks, Walsh e ai tormentati e rabbiosi neowestern del più giovane e disilluso Sam Peckinpah (Sfida nell'Alta Sierra). (Valerio Caprara - Il Mattino) Giovedì 24 novembre 2011 HABEMUS PAPAM di Nanni Moretti Italia, 2011, 104 min. Con Michel Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa,Margherita Buy, Franco Graziosi, Camillo Milli, Roberto Nobile,Ulrich von Dobschütz, Gianluca Gobbi. IL FILM: Alla morte del vecchio Papa si riunisce il Conclave per eleggere il nuovo pontefice della Chiesa cattolica. Ma il prescelto, il cardinal Melville, è preda di dubbi e fortissime ansie e per questo cade in subitanea depressione per il timore di non essere in grado di salire degnamente al soglio pontificio. Il Vaticano chiama allora uno psicanalista, il professor Brezzi, perché assista Melville e lo aiuti a risolvere i suoi problemi... LA RECENSIONE: « Fumata bianca, bianchissima per il bellissimo commosso film in cui Moretti racconta da psicanalista laico la crisi di un papa e l’angoscia contagiosa di essere inadeguato al compito. Incontro scontro col mondo, disperato e brillante, dove l’arte, il teatro, magari Cechov più di tutti può dare ragione di vita. Politico, morale ma in senso lato, Moretti offusca il suo super ego ai fini di un pamphlet di assoluta forza: cast magnifico e un Piccoli prodigioso. Da vedere» (Maurizio Porro – Corriere della Sera). ….Perché è un film (forse) senza fede, ma ci crede: lo psicanalista Moretti lo dice esplicitamente: “Non credo”, ma il Moretti regista mostra un quasi Papa che crede (“Ha problemi con la fede? No”) e dei Cardinali che credono e che - è una commedia (umana) - confessano all’unisono la propria riluttanza a farsi Pastori. In altre parole, Nanni dà immagini e suoni al dettato di Voltaire: “Non sono d'accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee”. E la sua vita, almeno quella artistica e pubblica, è il cinema. Federico Pontiggia Il cinematografo Giovedì 1 DICEMBRE 2011 IL COLORE DEL VENTO di Bruno Bigoni Italia 2011, 137 min. IL FILM; Il colore del vento è l'ultimo documentario di Bruno Bigoni, diario di persone e di viaggio su una nave mercantile che solca il Mediterraneo. Più che road movie, “ship movie”, perché la troupe stessa si è mossa sull'imbarcazione vettore di tutta la storia. Barcellona, Tangeri, Sousse, l'isola di Lampedusa e Bari, la “perla dell'Adriatico” Dubrovnik, il Libano di Sidone e l'attracco finale a Genova. Di solito rotte di ricche crociere ma “per il colore del vento” sono anche sentieri marini di tragedie e speranze, cadute e risalite sulle note di “Crueza de Mä” di Fabrizio De Andrè. Ogni porto è una storia fatta di persone che fa parlare il mare, i suoi figli e le sue musiche... La nave della storia di Bigoni e dei suoi protagonisti cammina spedita, alimentata dal forte sentimento e dalla sete di conoscenza. IL REGISTA: BRUNO BIGONI: Nel 1972 è tra i soci fondatori del Teatro dell’Elfo con cui lavora per anni come attore. Nel 1979 è tra gli ideatori e fondatori della rassegna Filmmaker di Milano. Nel 1983 gira (in co-regia con Kiko Stella) Del 1993 è Veleno, lungometraggio di finzione presentato in concorso al Festival di Locarno e vincitore del premio Anteprima ’93 come miglior film indipendente italiano. Oggi è un altro giorno in co-regia con Beppe De Santis (1°Premio assoluto. Libero Bizzarri); Amleto…frammenti con attori portatori di handicap (Premio Fedic-54° Mostra del Cinema di Venezia); Faber omaggio a Fabrizio De André; I sogni degli elfi, viaggio nella storia del Teatro dell’Elfo; Comizi d’amore 2000 omaggio a P.P.Pasolini; Cuori all’assalto (Primo premio miglior documentario italiano al Libero Bizzarri 2003); Riccardo III lungometraggio realizzato con detenuti e studenti all’interno della II Casa Circondariale di Bollate; Chiamami Mara (2005) sul tema del transessualismo e discriminazione sessuale; Don Chisciotte e… (2006) rivisitazione del classico di Miguel de Cervantes; L’Attimo assoluto (2009), tra i vincitori del Bando “Fuori formato” della Provincia di Milano. Martedì 6 dicembre 2011 L’ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL di Jean-Pierre Jeunet. Con Dany Boon, André Dussollier, Nicolas Marié, JeanPierre Marielle, Yolande Moreau. Commedia, durata 105 min. - Francia2009. - Eagle Pictures IL FILM: Quando è ancora bambino, Bazil riconosce fra le foto che documentano la morte del padre, saltato in aria con una mina antiuomo durante una missione in Marocco, il marchio di una fabbrica di armamenti. Da grande, mentre fa il turno di notte a un videonoleggio, viene colpito alla fronte da una pallottola volante durante una sparatoria. Salvo per miracolo, Bazil si ritrova senza casa e senza lavoro, con la sola certezza che il proiettile che lo ha colpito e che ancora sta nella sua testa proviene da un'altra fabbrica d'armi. Dopo qualche notte trascorsa lungo la Senna e qualche giorno passato a fare l'artista di strada, viene invitato da un barbone a entrare a far parte di una famiglia di clochard creativi che vivono in un mondo di materiali riciclati. Assieme a loro, Bazil medita la sua vendetta contro i potenti signori della guerra. LA RECENSIONE: L'esplosivo piano di Bazil è un lungo gioco, una recita di adulti bambini piena di idee fantasiose e affidata a un gruppo di grandi caratteristi guidati da un attore dalle fenomenali capacità mimiche come Dany Boon. L'espressività del creatore di Giù al nord trasforma Bazil in un eroe tenero e romantico a metà fra Chaplin e Bugs Bunny. In una tale avventura dalle possibilità infinite e surreali, Jeunet può dispiegare tutto il suo fantasioso arsenale di idee estrose e di brillanti creazioni EVENTO SPECIALE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI In colaborazione col Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’acqua Martedì 13 dicembre 2011 TAMBIEN LA LLUVIA di Iciar Bollain interpretato da Gael García Bernal, Luis Tosar, Najwa Nimri, Emma Suárez, Karra Elejalde, Raúl Arévalo, Carlos Santos, Carlos Aduviri, Dani Currás. Francia, Spagna, Messico - (Spagna) -1 04 min Vincitore di 3 premi Goya - Premio Amnesty Int. festival di Pesaro IL FILM Un regista e un cinico produttore impegnati sul set sudamericano di un film revisionista sulla figura di Cristoforo Colombo. Un folto gruppo di comparse locali che si preparano ad una violenta rivolta, guidata un uomo che già durante il casting ha imposto la propria personalità di leader, arrivando a ottenere un ruolo importante. Incentrato su due pagine di storia, una leggendaria come l'approdo di Colombo nelle Americhe, l'altra conosciuta come la Guerra dell'Acqua di Cochabamba, esplosa nel 2000, quando gli abitanti di una città boliviana decisero di riprendersi la loro acqua, che stava per essere privatizzata da due multinazionali LA RECENSIONE: La Bollaìn, già apprezzata nel 2003 con l'intenso Ti do i miei occhi, mostra in questa pellicola tutta la magia, il potere, la potenza del cinema. Perché attraverso di esso si può raccontare una storia che ha più di seicento anni, e allo stesso tempo, insistere su un parallelismo ben riuscito tra il mondo dello spettacolo e quello del nord del mondo, che si comportano esattamente come i Conquistadores al servizio della regina Isabella. Di certo, oggi, non si è più alla mercè di una famiglia reale, ma ci si vende ugualmente per denaro, attraverso vie facili che spesso e volentieri calpestano il più debole, all'insegna della prepotenza. Il cinema che racconta il cinema. La macchina da presa che svela i suoi trucchi (nella troupe c'è anche chi gira un documentario sul film), riesce ad essere più vera del vero. Bollaìn coglie l'amarezza e la sofferenza di una città piegata dallo straniero; sottolinea l'arroganza e la presunzione dell'invasore. E grazie ai due volte attori nel film girato "realmente" e in quello di finzione al suo interno, si sviluppa una forte dicotomia tra il personaggio interpretato e quello fuori dal set.. MOTIVAZIONE PREMIO AMNESTY INTERNATIONAL "Con una narrazione estremamente efficace, sorretta da una sceneggiatura attenta, il film affronta il modo originale il tema cruciale dell'accesso a un diritto umano fondamentale, l'acqua, la cui richiesta risuona a ogni latitudine del mondo. È un film che, mettendo in relazione passato e presente, fotografa in maniera incisiva la società sudamericana, con particolare sensibilità etica, un efficace ritmo cinematografico e un notevole impegno culturale e sociale. Merita il premio per la lucidità, il senso di responsabilità e l'impegno con cui presenta e analizza i grandi cambiamenti in atto nel continente latinoamericano". Buon 2012 a tutti e tutte… tranquilli il mondo non finirà Giovedì 12 gennaio 2012 KILL ME PLEASE di Olias Barco – Belgio, 2010, 92 min. Con: Aurélien Recoing, Bouli Lanners, Virginie Efira, Benoît Poelvoorde, Virgile Bramly, Saul Rubinek, Daniel Cohen, Zazie De Paris, Muriel Bersy Festival del Film di Roma – Miglior Film IL FILM: Il dottor Kruger è un medico che ha deciso di rendere la morte un dolce peso e di dare un senso al suicidio. Per questo ha istituito una clinica per coloro che hanno scelto di porre termine alla propria vita sa soli, per malattia, depressione o semplice male di vivere. Tuttavia, una serie di paradossi ed eventi grottescamente drammatici, renderà consapevole il dottor Kruger di quanto la “libera scelta” sia solo una pura illusione... LA RECENSIONE: «Vincitore (facile) dell'ultimo Festival di Roma, Kill Me Please del francese Olias Barco è un grottesco, lucidissimo delirio sul suicidio assistito che tiene in vita il grande cinema. Tra farsa e ironia, il regista Olias Barco che il suicidio l'ha tentato più volte causa recensioni negative! Il film ci porta in una clinica specializzata in trapasso, diretta dal dottor morte Krueger e popolata da depressi, falliti, malati terminali, schizzati. L'umanità è varia, ma qui parrebbe accomunata dal desiderio di farla finita: problema, l'istinto di sopravvivenza dove lo mettiamo? Ne succederanno di tutti i colori, nonostante il film sia in bianco e nero, perché è un dramma da camera (da bara?) dove la morale rimane alla finestra e lo humour sale a patti con la storia: l'importante - sostiene Barco - è raccontarsi fino alla fine, andare in scena oltre l'osceno. Se siete pronti a morire dal ridere, è il vostro film, altrimenti, rimane (solo) un capolavoro. » (Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano) Giovedì 19 gennaio 2012 THE TREE OF LIFE di Terrence Malick Usa, 2011, 138 min. con Brad Pitt, Sean Penn, Joann Going Palma d’oro al festival di Cannes IL FILM: Un affascinante romanzo di formazione che esplora le vicende di una famiglia americana, gli O'Brien e del loro figlio maggiore Jack, dall’innocenza dell’infanzia alle disillusioni dell’età adulta, raccontate attraverso lo sguardo potente, visionario e simbolico di Malick… LA RECENSIONE: «(...) L'opinione di chi scrive è che The tree of life sia il più straordinario dei film visti in concorso, ma anche un capolavoro contenuto e quasi imprigionato in una crisi mistica di arduo fascino. Nell'essenza del racconto centrale, il film è un Amarcord texano di rara poesia, una delle più potenti storie sulla famiglia raccontate al cinema in questi anni. Senza mai scadere nell'univocità del Bene contro Male, ma con uno sguardo carico di una pietas d'altri tempi, anzi d'altre ere. Qui si dispiega il genio dell'autore della Sottile linea rossa. Oltre alle grandiose interpretazioni, nell'ordine, della star più sottovalutata dalla critica mondiale, un memorabile Brad Pitt (il padre), della splendida rivelazione Jessica Chastain (la madre), della geniale Fiona Shaw (la nonna) e del solito grande Sean Penn (Jack adulto). Ma la mano del regista riesce a fondere alla perfezione le star con un cast di dilettanti, come i maestri del neorealismo. Dove è più difficile avventurarsi è nel prologo e nell'epilogo filosofico-scientifico-religiosi, che avvolge la piccola grande vicenda degli O'Brien in una parabola di miliardi di anni, dal Big Bang alla futura morte del pianeta, passando per i dinosauri. (Curzio Maltese – la Repubblica) Giovedì 26 gennaio 2012 INTO PARADISO di Paola Randi Italia, 2010, 104 min. Con: Gianfelice Imparato,Saman Anthony, Eloma Ran Janz, Giovanni Ferreri, Peppe Servillo, Shatzi Mosca. IL FILM: Alfonso è un ricercatore universitario: timido, impacciato e drammaticamente precario. Alla notizia del suo licenziamento, decide di rivolgersi ad un vecchio amico d'infanzia, un politico in ascesa, nella speranza di ricevere una raccomandazione. Ottenuto il favore, viene coinvolto in una resa dei conti tra camorristi e, costretto a scappare, si rifugia nel piccolo appartamento sul tetto di Gayan, un ex campione di cricket srilankese. La convivenza forzata tra i due permetterà la nascita di una solidarietà umana che cambierà le loro vite... LA RECENSIONE: «(...) la commedia più insolita, strampalata e sofisticata vista da molto tempo in qua nel nostro cinema: Into Paradiso dell'esordiente Paola Randi, 40enne milanese che viene da pittura, teatro e videoarte. Insolita per l'ambientazione (...). Strampalata perché cala situazioni classiche (...) in mondi di grande esuberanza espressiva (...). Sofisticata perché su questo impianto non inedito innesta un gusto delle psicologie, dell'ambientazione, dei dettagli, ovvero una quantità di idee visive e di racconto, forse unica per il nostro cinema. Senza entrare nei dettagli, basti dire che Into Paradiso (...) usa la biologia molecolare e le telenovelas, le regole del cricket e quella della cucina srilankese, per orchestrare dialoghi e situazioni, con uno sguardo lieve ma non banale su quella convivenza fra mondi e culture che è uno degli snodi fondamentali della modernità. (...) Ma è un rischio che si corre volentieri: fare cinema significa anche trovare l'economia giusta, di racconto e di produzione. E Into Paradiso, col suo cast senza stelle e la sua andatura senza inciampi finisce per essere più comico, poetico e inventivo di film con ben altre strutture e ambizioni alle spalle.» (Fabio Ferzetti - Il Messaggero) . Giovedì 2 febbraio 2012 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati, Italia, 2010, 98 min. con Fabrizio Bentivoglio, Francesca Neri, Gianni Cavina IL FILM: Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senza serie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medioevale alla Gregoriana. L’unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l’ha al contrario rinsaldata. L’oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare... LA RECENSIONE: «(...) Gli eventi sono narrati dalla voce fuori campo della moglie che prima decide di andarsene, poi torna e vede il suo amore coniugale mutarsi in amore materno per l'uomo tornato bambino. Alla fine il malato fugge inseguendo l'infanzia (un cane, un amico che sapeva resuscitare le persone), si perde nella campagna, scompare. L'analisi della malattia che disgrega la mente è condotta con esattezza, pudore e sobrietà; tutta la parte della regressione all'infanzia è intensamente poetica. Il film è recitato benissimo. Oltre ai protagonisti molto bravi, bisogna ricordare Serena Grandi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio, diretti in modo magistrale.» (Lietta Tornabuoni – la Stampa) Giovedì 9 febbraio 2012 BIUTIFUL di Alejandro González Iñárritu Con: Blanca Portillo - Cheikh Ndiaye - Eduard Fernández - Félix Cubero Guillermo Estrella - Hanaa Bouchaib - Javier Bardem - Maricel Álvarez - Rubén Ochandiano Anno: 2010 messico 138 min IL FILM: Uxbal vive nella Barcellona sgretolata degli immigrati clandestini e dei miserabili, in un pertugio di casa con scarafaggi, assieme ai due amatissimi piccini: è separato dalla moglie, bruttina e amata, ma fragile, alcolista e promiscua. È un sensitivo che riesce a mettersi in contatto coi morti e a farli parlare, il che gli frutta qualche soldo dai parenti disperati, il suo lavoro è mettere in contatto africani e cinesi con chi li sfrutterà col lavoro nero. LE RECENSIONE: Guai ad azzardare con Alejandro Gonzáles Iñárritu, 47 anni, che il suo film in concorso, Biutiful è un po' cupo: «Niente affatto, anzi è molto positivo, pieno di speranza». Certo dipende dai punti di vista: già da subito sappiamo che il protagonista Uxbal ha un cancro alla prostata con metastasi al fegato e alle ossa, e urina sangue, tra l'altro in un gabinetto sporchissimo. Ha la bella faccia ispida e mal lavata del brutto e bravo Javier Bardem che nella vita (forse da rasato e deodorato) ha conquistato l'amore di Penelope Cruz e che nel film sopporta con sguardi dolenti e gesti teneri una tal mole di disgrazie, da essersi già accaparrato, secondo qualche esperto, il premio al miglior attore. Spettatori divisi, chi opta per la Palma d'Oro che pare sempre più adatta alla tragedia che alla commedia, chi pensa che almeno un raggio di sole, a Barcellona, poteva capitare. Giovedì 16 febbraio 2012 LA SEPARAZIONE di Asghar Farhad Iran 123 min Concorso al Festival del Cinema di Berlino, è vincitore dei premi: “Orso d’Oro al Miglior Film” ,“Orso d’Argento alla Migliore Interpretazione Femminile”, (Sareh Bayat, Sarina Farhadi, Leila Hatami) , “Orso d’Argento alla Migliore Interpretazione Maschile” FILM:I narra di Nader e Simin che hanno ottenuto il visto per lasciare l’Iran, ma Nader si rifiuta di partire e abbandonare il padre affetto da Alzheimer.Simin intende chiedere il divorzio per partire lo stesso con la figlia Termeh e, nel frattempo, torna a vivere da sua madre. Ben presto Nader si troverà coinvolto in una rete di bugie, manipolazioni e confronti, mentre la sua separazione va avanti e sua figlia deve scegliere da che parte stare e quale futuro avere.LA RECENSIONE: Asghar Faradhi conferma con questo film le doti di narratore già manifestate con About Elly. Faradhi sa, come i veri autori, aggirare lo sguardo rapace della censura proponendoci una storia che innesca una serie di domande sotto l'apparente facciata di un conflitto familiare. Non ci sono "buoni" o "cattivi" tra i personaggi del film di Farhadi, tutti splendidamente interpretati, ma solo esseri umani, che nel loro insieme mostrano alle platee occidentali un volto inedito dell'Iran, sicuramente problematico, ma distante dai soliti luoghi comuni. Giovedì 23 febbraio 2012 LE HAVRE di Aki Kaurismäki. Con Jean-Pierre Léaud, Kati Outinen, Elina Salo, Evelyne Didi, André Wilms. Commedia, durata 103 min. - Finlandia, Francia, Germania 2011 IL FILM:Il lustrascarpe Marcel Marx vive a Le Havre tra la casa che divide con la moglie Arletty e la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove esercita di preferenza il proprio lavoro. Il caso lo mette contemporaneamente di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che Arletty è malata gravemente e l'incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall'Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l'aiuto dei vicini di casa Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra. LA RECENSIONE: Le Havre è una commedia chapliniana nei temi e nelle modalità narrative. Semplice fino all'ingenuità nel plot e nella messa in scena, è un film dallo spirito contagiosamente positivo che affronta un problema attuale come quello dell'emigrazione, più che mai all'ordine del giorno nella Francia sarkozyana, con leggerezza ma non con superficialità. Un mondo ancora umano fatto di bicchieri di vino bianco e di calvados. E, poi, la baguette e i formaggi, l’uovo a colazione, la pioggia, le nuvole, il vento e i gabbiani, il buon senso e la concretezza degli umili, la mitologia del fallimento… E abbiamo sempre bisogno di miracoli. RASSEGNA DI 4 FILM DEDICATI ALLE DONNE I soci e le socie della sezione COOP di Oleggio si uniscono nuovamente con noi nel progetto di promozione di una minirassegna di quattro film dedicati alle donne. Anche per loro l’ingresso è scontato a 4 euro. Giovedì 1 marzo 2012 LE DONNE DEL 6° PIANO di P. Le Guay Con: Annie Mercier - Audrey Fleurot - Berta Ojea Carmen Maura - Concha Galàn -Fabrice Luchini - Lola Dueñas - Marie Armelle Deguy - Muriel Solvay - Natalia Verbeke - Nuria Sole - Sandrine Kiberlain 2011- 106 min IL FILM: Parigi, anni 60. Jean-Louis Joubert, agente di cambio rigoroso e padre di famiglia un po' “rigido”, scopre che un allegro gruppo di belle cameriere spagnole vive al sesto piano del suo palazzo borghese. Maria, la giovane donna che lavora a casa sua, gli apre le porte di un universo esuberante e folkloristico, diametralmente opposto alle buone maniere e all’austerità del suo ambiente. Colpito da queste donne piene di vita, Jean-Louis si lascia andare e per la prima volta assapora con emozione i piaceri più semplici. Ma si può davvero cambiare vita a una certa età? LA RECENSIONE: (Nepoti)Non è difficile capire come mai Le donne del sesto piano sia stato un fenomeno d'incassi in Francia. Una commedia raffinata e popolare, allegra, di buoni sentimenti, ma senza retorica (Mereghetti): L’idea vincente di questa commedia piacevole e simpatica, infatti, è nella sua capacità di raccontare il confronto tra due mondi che si incontrano ogni giorno ma che sembrano incapaci di capirsi e di parlarsi: lo scontro tra due culture sostanzialmente opposte, una accogliente e aperta, l’altra sospettosa e chiusa. Raccontato con affetto ma anche senza dimenticare la voglia di lasciare il segno di qualche bella e profonda unghiata. Giovedì 8 marzo 2012 LE STELLE INQUIETE di Emanuela Piovano Con: Danilo Bertazzi - Dil Gabriele Dell'Aiera - Fabrizio Rizzolo - Isabella Tabarini - Lara Guirao - Marc Perrone Italia 2011, 87 min IL FILM: Un magico interludio estivo, come un dono segreto, si offre ad una giovane donna di fama in un momento triste della Storia quando lei accetta con riluttanza l’invito di una coppia di piccoli proprietari terrieri. Ispirato ad un vero episodio della breve vita della carismatica filosofa francese Simone Weil, questa è la magica storia del suo incontro con il suo ospite, Gustave, il filosofo contadino, che più tardi pubblicherà uno dei suoi più famosi manoscritti, “L’ombra e la grazia” tratto dai suoi diari. Grazie all’incanto di questa terra “di fate” sotto il sole della campagna coltivata a vite, Simone, Gustave e sua moglie Yvette vivono un’intimità unica e preziosa. E così l’attrazione, la complicità, e la gelosia, lasciano posto all’amore e alle risa, e il potere della pura gioia sembra per un attimo fermare il tempo in uno dei periodi più bui della Storia. LA RECENSIONE: Solo Rossellini in Europa 51, e forse non molti lo sanno, aveva provato finora a raccontare la personalità eccessiva e contorta di Simone Weil. Solo che quello della Bergman era un personaggio che si ispirava alla filosofa mentre Emanuela Piovano si confronta con Simone in carne ed ossa. E per farlo adotta un’ottica lontana dall’agiografia. Questione delicata e rischiosissima quella del realismo nei biopic. Basta pochissimo per scivolare nella ricostruzione da fiction ed allontanarsi dal senso del cinema. Piovano lo sa e supera l’ostacolo con astuzia. Le donne sono portatrici di diritti, esperte nel lavoro di cura delle persone e dell’ambiente, capaci di buona gestione economica e di relazioni sociali. Risolvere le questioni di genere migliorerà il mondo. Nelle serate verranno raccolti fondi per progetti di solidarietà in favore delle donne. Giovedì 15 marzo 2012 VIOLA DI MARE di Donatella Maiorca. Con Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Ennio Fantastichini, Giselda Volodi, Maria Grazia Cucinotta. Drammatico, durata 105 min. - Italia 2009 IL FILM: Un'isola intorno alla Sicilia, seconda metà dell'800. Angela e Sara crescono insieme ma le loro infanzie sono difficili: la prima subisce i soprusi di un genitore violento; la seconda perde il padre in guerra, mentre la guerra la strapperà all'amica e alla sua terra. Al suo ritorno, Angela si innamora di Sara e inizia il suo ostinato corteggiamento, da cui nascerà una relazione che, con il suo sviluppo inusuale, intaccherà riti millenari. LA RECENSIONE: Viola di mare è il secondo film di Donatella Maiorca. Per il ritorno al cinema dopo tanta tv sceglie una storia difficile per il periodo storico che sta vivendo il nostro Paese: tratto dal romanzo "Minchia di Re" di Giacomo Pilati, racconta di due donne che si amano e, in qualche modo, spezzano le ritualità di una terra sempre uguale a se stessa. Angela e Sara, piegando ai propri scopi quei modelli consolidati, realizzano il loro sogno d'amore: grazie al potere del padre violento e al senso di colpa di un prete, Angela diventa Angelo. Colonna sonora di Gianna Nannini, un luogo e un tempo in cui il continuo conflitto tra tradizione e modernità è trasposto nelle scene di violenza, un modo di comunicare che sembra improntare una terra spigolosa e dura come le sue rocce. Solide le interpretazioni: la Solarino algida e mascolina, la Ragonese sempre più brava e un Fantastichini sempre al livello dei suoi altissimi standard Giovedì 22 marzo 2012 OFFSIDE di Iafar Panahi Con Safar Samandar, Shayesteh Irani, Ida Sadeghi, Golnaz Farmani. Drammatico, Iran 2006 durata 93 min. IL FILM: Nel giorno della partita di qualificazione per i Mondiali di calcio fra Iran e Bahrain, una ragazza cerca di mimetizzarsi in mezzo a un pullman di tifosi per riuscire ad entrare allo stadio, dove le iraniane non sono ammesse per questioni di buoncostume. Dopo aver acquistato a caro prezzo un biglietto da un bagarino, la ragazza osserva le varie strategie adottate dalle tante altre donne presenti per riuscire a eludere la sicurezza. Solo che, una volta varcati i cancelli, viene presa dal panico e riconosciuta dai militari che la conducono in una zona di detenzione situata nell'ultimo anello dello stadio, dove anche altre ragazze smascherate sono in attesa di essere prelevate dalla polizia. LA RECENSIONE: Federico Pontiggia l’Unità : Condannato dal regime di Ahmadinejad a 6 anni di reclusione (è ai domiciliari) e 20 di divieto d’esercizio della professione, Jafar Panahi nel 2006 inquadrava con “Offside” la poco sportiva segregazione delle donne iraniane: il calcio, e non solo, non è salubre se fruito in presenza di uomini. E il regista si ritrova davvero in fuorigioco: il titolo illumina uno slittamento di poetica, che fa di questo quarto il suo film più ilare, ironico e accessibile. Nella protagonista diretta en travesti allo stadio (...) Panahi fotografa un Paese sulla corsia di sorpasso della contemporaneità e insieme fermo con le ruote bucate dall’autoritarismo retrogrado. Un impasse, segnalato da luci d’emergenza politica e civile che rischiarano continuità (attenzione al femminile) e novità (comicità) del suo cinema. Da applausi. Giovedì 29 marzo 2012 THIS MUST BE PLACE di Paolo Sorrentino. Con Sean Penn, Tom Archdeacon, Toni Servillo, Frances McDormand, Robert De Niro. Drammatico, durata 118 min. - Italia, Francia, Irlanda 2011 IL FILM: Cheyenne è stato una rockstar nel passato. All'età di 50 anni si veste e si trucca come quando saliva sul palcoscenico e vive agiatamente, grazie alle royalties, con la moglie Jane a Dublino. La morte del padre, con il quale non aveva più alcun rapporto, lo spinge a tornare a New York. Scopre così che l'uomo aveva un'ossessione: vendicarsi per un'umiliazione subita in campo di concentramento. Cheyenne decide di proseguire la ricerca dal punto in cui il genitore è stato costretto ad abbandonarla e inizia un viaggio attraverso gli Stati Uniti. LA RECENSIONE:Il testo della canzone dei Talking Heads che dà il titolo al film e riveste un ruolo in una delle scene più importanti e intense rappresenta una sorta di sintesi di questa opera in cui Sorrentino torna al lucido intimismo degli esordi sotteso costantemente da una ricerca che si fa percorso di vita.. Sean Penn è straordinario nel disegnare, ancorandolo alla realtà, un personaggio che potrebbe ad ogni inquadratura dissolversi nel grottesco o nella caricatura. Quest'uomo che fa di tutto per essere riconosciuto e, al contempo, nega pervicacemente con tutti la propria identità ha la complessità di quelle figure che si imprimono con forza nell'immaginario cinematografico. Un personaggio che, anche se lo nega (“Non sto cercando me stesso. Sono in New Mexico non in India”) compie un lungo viaggio per ri/trovare un posto dentro di sé. Ingresso soci 4,00 euro Con tessera annuale FIC dal costo di 5,00 euro Ingressi non soci 7,00 euro Per informazioni telefonare a 340.5273720 www.cineforumoleggio.it Movie Planet 0321 927419 www.movieplanetbellinzago.it e mail [email protected] CINEFORUM F.I.C. 1° RASSEGNA 18 EDIZIONE 2011-2012 Giovedì 22 settembre 2011 ANGELE E TONY Giovedì 29 settembre 2011 POETRY Giov 6 ottobre 2011 IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA Giovedì 13 ottobre 2011 TUTTI PER UNO Giovedì 20 ottobre 2011 I RAGAZZI STANNO BENE Giovedì 27 ottobre 2011 CIRKUS COLUMBIA Giovedì 3 novembre 2011 LADRI DI CADAVERI Giovedì 10 novembre 2011 CORPO CELESTE Giovedì 17 novembre 2011 IL GRINTA Giovedì 24 novembre 2011 HABEMUS PAPAM Giovedì 1 dicembre 2011 IL COLORE DEL VENTO Mart. 6 dicembre 2011 L’ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL Mart. 13 dicembre 2011 TAMBIEN LA LLUVIA di Alix Delaporte di Lee Chang-dong dei frat.Dardenne di Romain Goupil di Lisa Cholodenko. di Danis Tanovic di John Landis di Alice Rohrwacher di Joel e Ethan Coen di Nanni Moretti di Bruno Bigoni di Jean-Pierre Jeunet. di Iciar Bollain Anno 2012 Giovedì 12 gennaio 2012 KILL ME PLEASE di Olias Barco Giovedì 19 gennaio 2012 THE TREE OF LIFE di Terrence Malick Giovedì 26 gennaio 2012 INTO PARADISO di Paola Randi Giovedì 2 febbraio 2012 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati Giovedì 9 febbraio 2012 BIUTIFUL di A. G. Iñárritu Giovedì 16 febbraio 2012 LA SEPARAZIONE di Asghar Farhadi Giovedì 23 febbraio 2012 LE HAVRE di Aki Kaurismaki Quattro film dedicati alle donne in collaborazione con i soci e le socie della sezione COOP di Oleggio Giovedì 1 marzo 2012 Giovedì 8 marzo 2012 Giovedì 15 marzo 2012 Giovedì 22 marzo 2012 LE DONNE DEL 6° PIANO LE STELLE INQUIETE VIOLA DI MARE OFFSIDE di Philipe Le Guay di Emanuela Piovano di Donatella Maiorca di Iafar Panahi Giovedì 29 marzo 2012 THIS MUST BE PLACE di Paolo Sorrentino. Approfondimenti su www.cineforumoleggio.it Contatti telefonare al 3405273720 e mail : [email protected]