CINEFORUM F.I.C.
1° RASSEGNA 18° EDIZIONE 2011-2012
Proiezioni presso la Multisala Movie Planet
BELLINZAGO NOVARESE
Viale della libertà 231
Inizio delle proiezioni alle ore 21,00
Cari soci e socie, il cineforum è diventato maggiorenne, ha compiuto 18 anni. Ha lasciato la sua casa
d’origine, ha preso residenza alla multisala, e ad aiutarlo a celebrare la sua emancipazione quest’anno gli
vengono in aiuto un buon numero di film dedicati proprio al rapporto degli adulti con i ragazzi e le ragazze
d’oggi. Su questo argomento sono ben dieci i titoli, tra i primi 25 (a cui aggiungeremo altri film in aprile,
maggio, giugno) che, preferendo i toni della commedia e del realismo a quelli della tragedia, ci
affascineranno per le ottime regie, interpretazioni e contenuti.
Iniziamo subito con ANGELE E TONY della regista belga Alix Delaporte, in cui una madre che cerca casa
e amore per sè e per suo figlio troverà di più, imparerà un lavoro e la verità delle relazioni nella vita. Anche i
fratelli Dardenne, suoi conterranei, abbandonano i finali tragici per raccontarci IL RAGAZZO CON LA
BICICLETTA, che rincorre un padre incapace di prendersi cura di lui e trova invece una “madre” coraggiosa
e accogliente. I due titoli saranno intervallati da POETRY di Lee Chang-dong, dove una nonna troverà aiuto
nella poesia per affrontare la meschina realtà delle azioni del nipote, dei suoi compagni di scuola e dei loro
genitori. In TUTTI PER UNO di Romain Goupil saranno proprio i ragazzi stessi ad aiutarsi reciprocamente
per proteggere la bambina clandestina; mentre in I RAGAZZI STANNO BENE di Lisa Cholodenko sarà
Ioni, nata da inseminazione artificiale, che al compimento dei 18 anni e incalzata dal fratello farà le
ricerche per scoprire l’identità del padre, figura assente nella coppia lesbica delle loro genitrici. Anche in
CIRKUS COLUMBIA un padre, esiliato per 20 anni dalla Bosnia in guerra, cerca di riavvicinarsi ad un
figlio a lui sconosciuto. Ed ancora in CORPO CELESTE la trentenne regista Alice Rohrwacher racconta del
ritorno di una ragazzina dalla laica Svizzera alla Calabria intrisa di tradizioni arcaiche e religiose. Nella
rassegna dedicata alle donne, il film iraniano di Jafar Panahi OFFSIDE racconterà la voglia di
emancipazione delle ragazze, attraverso la metafora dello sport a loro precluso. Incontriamo ancora un
ragazzino clandestino africano nel capolavoro di Aki Kaurismäki: LE HAVRE, dove l’anziano Marcel
Max si prodigherà ad aiutarlo a raggiungere la madre in Inghilterra, senza però trascurare di
occuparsi anche della moglie malata. Ed infine il premiatissimo THE TREE OF LIFE di Terrence Malik
altro non è se non la storia del rapporto di un ragazzo col padre burbero e di noi tutti col “Padre creatore” del
mondo.
Oltre al tema dei giovani, come vedete dal programma, i soci e le socie COOP ci affiancano ancora a Marzo
nella rassegna dedicata alle donne: oltre al già citato Offside, proponiamo la commedia delle domestiche
spagnole “DONNE DEL 6° PIANO, la cui vitalità scuote negli anni 60 una noiosa coppia borghese,
continuiamo con LE STELLE INQUIETE di Emanuela Piovano un frammento felice della vita di Simone
Weil, una straordinaria meteora che ha attraversato i turbolenti anni dei conflitti in Europa, concludiamo con
un’altra regia al femminile (sono 6 in rassegna), quella di Donatella Maiorca in VIOLA DI MARE, storia
d’amore al femminile in una Sicilia violenta e patriarcale, commentata dalle musiche di Gianna Nannini.
Un’altra regia femminile è quella di Paola Randi in INTO PARADISO, la commedia più insolita,
strampalata e sofisticata vista da molto tempo in qua nel nostro cinema italiano: ma personaggi altrettanto
surreali li troviamo anche nel francese L’INCREDIBILE PIANO DI BAZIL, dove una banda di adulti non
cresciuti da la caccia ai fabbricanti d’armi. Chiudiamo l’anno celebrando la dichiarazione dei diritti umani
con l’evento speciale del bellissimo TAMBIEN LA LLUVIA, di Iciar Bollain sulla guerra dell’acqua in
Bolivia, premiato da Amnesty Int. nelle apparizioni dei festival di Torino, Pesaro e Milano. E’ senza
distribuzione italiana ma noi lo recuperiamo in collaborazione col Comitato Italiano contratto acqua.
Abbiamo poi dei grandi registi con le loro ultime uscite: dall’Italia Nanni Moretti che in HABEMUS
PAPAM psicanalizza la paura di accettare un incarico di responsabilità scegliendo il Vaticano come location,
e Paolo Sorrentino con THIS MUST BE PLACE, che affida al grande Sean Penn il ruolo di un decadente
Rock star, in viaggio negli Stati Uniti alla ricerca di se stesso sulle tracce della memoria del padre.
Viaggeremo ancora, ma nel Mediteraneo mare di migranti, nel documentario IL COLORE DEL VENTO di
Bruno Bigoni accompagnati dalla musica di “Crueza de Mà” di De Andrè. Abbiamo poi John Landis , quello
di “The Blues Brothers”, che ritorna alla regia con LADRI DI CADAVERI, una commedia noir con due
simpatici mostri, serial killer atipici, assassini non per disordine mentale ma per soldi. Sul tema della morte,
ma in chiave grottesca, vedremo anche KILL ME PLEASE, di Olias Barco, un lucidissimo delirio del
suicidio assistito in una clinica specializzata. Proietteremo ancora i fratelli Coen che con EL GRINTA ci
regalano un western con humour nero e citazioni dei grandi classici supportate da immagini splendide.
L’unico film veramente “duro” della prima rassegna, (ma alcuni lo giudicano un film pieno di speranza) sarà
BIUTIFUL del messicano A.G. Inarritu, ambientato in una Barcellona di disperati in cui un padre sfrutta tutti
pur di aiutare i suoi figli. Mi rimangono ancora due righe per ricordarvi che vedremo UNA SCONFINATA
GIOVINEZZA di Pupi Avati, dedicato all’amore che sopravvive all’alzhaimer e alla perdita di memoria. Il
tema dell’alzhaimer presente anche nel film Poetry ritorna per la terza volta in rassegna, in LA
SEPARAZIONE di Ashgar Farhadi, storia di una coppia in crisi vorrebbe che lasciare il paese, film iraniano
premiatissimo al festival di Berlino, che la Sacher di Moretti distribuirà nei prossimi mesi, quando la cura del
doppiaggio sarà terminata e potrà restituire la bellezza dell’interpretazione originale.
Ricordatevi di tenere sempre il nostro programma bene in vista così da non dimenticarvi gli appuntamenti
che sono sempre al giovedì eccetto due martedì, il 6 e il 13 dicembre.
Buona visione Paolo Rizzi
Giovedì 22 settembre 2011
ANGELE E TONY di Alix Delaporte
Belgio 2010, 85 min. con Clotilde Hesme, Gregory
Gadebois prix Michel d’Ornano miglior opera prima
IL FILM: Normandia. Angèle è una giovane donna allo sbando.
Uscita dal carcere dopo aver scontato una pena, perché ritenuta
responsabile di un incidente costato la vita al marito, non può
prendersi personalmente cura del figlio, che viene affidato dai
giudici ai nonni paterni. Tony è un pescatore abituato al sacrificio,
che vive con la madre vedova da quando suo padre è scomparso in
mare durante una battuta di pesca. Entrambi in cerca di un legame,
si trovano grazie ad un annuncio. Il primo incontro non sarà dei più
felici…
NOTE DI REGIA: «Volevo raccontare una storia d’amore.
Un’emozione forte per Angèle, che scopre un sentimento che non
ha mai provato. E così anche per Tony. Volevo che si assistesse a
questa cosa. Che si vibrasse insieme a loro. Che fossimo dentro al
loro desiderio. Che ce ne importasse qualcosa. Che ci toccasse.
Angèle era nella mia mente da tanto, con la sua storia, la sua personalità.
LA RECENSIONE: «Un' autrice, che promette bene per il cinema francese, Alix Delaporte. (...) La cifra è un
realismo quieto, la misura è tranquilla, i personaggi, portati alla luce dopo esser stati studiati fino in fondo,
sembrano, anzi sono, persone vere, in cornici - un paesino di pescatori in Normandia - espresse sempre in
climi autentici, con sapori concreti. L'evoluzione di quel rapporto a due, via via sempre più convinto, in
atmosfere del tutto quotidiane e all'insegna della verità. Mai gridate, comunque, sommesse, in più momenti,
addirittura interiorizzate. (Gian Luigi Rondi – Il Tempo)
Giovedì 29 settembre 2011
POETRY di Lee Chang-dong
Corea 2010, 135 min Con: Ahn Nae-sang - Da-wit Lee Hira Kim - Yong-taek Kim - Yoon Hee-Jeong
IL FILM:Mija è una donna di 66 anni che vive con suo nipote, un
ragazzo che frequenta il liceo in una piccola città di provincia
attraversata dal fiume Han, nella Corea del Sud. E' eccentrica e
piena di curiosità. Il caso la porta a frequentare un corso di scrittura
poetica e, per la prima volta nella sua vita, a scrivere una poesia.
Mija cerca la bellezza anche nel suo ambiente, al quale fino ad
allora, non aveva prestato un'attenzione particolare. Ma il suo sogno
di scrivere poesia deve fare i conti con una realtà dolorosa e
sordida, a cui si rifiuta di prestare il fianco, che immagina diversa e
finisce per trasfigurare forse per l'Alzheimer che la sta aggredendo.
Una realtà a cui si ribella con la ricerca della bellezza.
LA RECENSIONE: Roberto Escobar:Come si scrive una poesia? La
domanda è tra le più ardue, e tra le meno sensate, eppure Mija (Yun Jung-hee) vorrebbe trovarle una
risposta. Occorrono gli occhi, per scrivere una poesia. L’ispirazione può stare ovunque e lei, quieta e solare,
si impegna a usarli, i suoi occhi, e a interrogare la poesia eventuale che si nasconde nelle piccole cose del
mondo. Giorno dopo giorno, sguardo dopo sguardo, su un taccuino annota situazioni e pensieri. Ma la
poesia continua a sfuggirle. Intanto, nella sua storia entra quella della ragazzina suicida. Mija viene a sapere
che alla sua scelta disperata la ragazzina è stata spinta dalle violenze di un gruppo di compagni, e che
Wook il nipote è tra i responsabili. Che cosa farà ora, la piccola signora elegante e leggera? Metterà a
tacere la sua coscienza? Lascerà che Wook resti cieco e indifferente alla colpa? E dov’è mai la poesia, in
questo orrore? È qui che Mija scopre quanto grande sia, davvero, la capacità degli occhi di “vedere” il
mondo, e di “sentirne” la presenza. Giorno dopo giorno, sguardo dopo sguardo, la ragazzina torna viva in lei
e nelle sue emozioni. E sceglie, e decide, assumendo su di sé il dolore dell’una e la responsabilità dell’altro,
insieme.
Giovedì 6 ottobre 2011
IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA
di Jean-Pierre Dardenne - Luc Dardenne
It. Fr.Be. 2011, 87 min Con: Cécile De France - Egon Di
Mateo - Fabrizio Rongione -Jérémie Renier - Olivier
Gourmet - Thomas Doret
Il FILM:Cyril ha quasi dodici anni e una sola idea fissa: ritrovare il
padre che lo ha lasciato temporaneamente in un centro di
accoglienza per l’infanzia. Incontra per caso Samantha, che ha un
negozio da parrucchiera e che accetta di tenerlo con sé durante i
fine settimana. Cyril non è del tutto consapevole dell’affetto di
Samantha, un affetto di cui ha però un disperato bisogno per
placare la sua rabbia.
LA RECENSIONE:Dov'era il padre? Dove sono i padri nelle storie di
cronaca e nella vita quotidiana. Cyril, che finisce in un istituto. Qui
viene a trovare ogni tanto il bambino una giovane parrucchiera,
Samantha, che si offre di ospitarlo nei fine settimana. Cyril accetta
soltanto per poter evadere dall'istituto e una volta fuori, montare sull'unico ricordo lasciatogli dal padre, una
bici da cross, e mettersi alla sua ricerca. L'immagine di questo bambino tormentato che rincorre su una
bicicletta la possibilità di una vita normale, l'amore del padre, l'amicizia, ha la semplicità e la forza del cinema
di un tempo. La grandezza dei registi belgi sta nel non usare mai un trucco, una parola, un gesto che possa
sfiorare il melodramma. In fondo a strade sbagliate e porte chiuse, dopo l'ultimo straziante negarsi del padre,
il bambino capisce qual è la vera strada di casa e torna da Samantha, l'unica persona che ha dimostrato di
sceglierlo e amarlo. Curzio maltese
Giovedì 13 ottobre 2011
TUTTI PER UNO di Romain Goupil
Francia 2010, 90 min Con: Alice Butaud - Clémence
Charpentier - Dramane Sarambounou - Florence Muller Hippolite Girardot - Hélène Babu - Jules Ritmanic Jérémie Yousaf - Linda Doudaeva - Louka Masset Romain Goupil - Valeria Bruni Tedeschi
Il FILM: è centrato su un gruppo di scolari parigini di CM2
(l'equivalente della quinta elementare italiana), nel 2009. Milana, di
origine cecena, è amica di Blaise, Alice, Claudio, Ali e Youssef. Ma
quest'ultimo, che non ha i documenti, viene espulso. Poi, la
minaccia tocca a Milana: i bambini giurano allora di restare sempre
insieme e organizzano un complotto per nasconderla.
LA RECENSIONE: uscito con successo in Francia, ha per
protagonista alcuni bambini delle elementari, di etnie e provenienze
diverse, compagni di scuola a Parigi. Quando uno di loro, Youssef,
viene rimpatriato perché clandestino, i piccoli decidono di
proteggere l'amica Milana, cecena, che corre lo stesso rischio,
perché la sua famiglia è senza documenti, "sans papiers". La bambina viene così ospitata in casa da due
compagni, Blaise e Alice, aiutata dalla loro mamma, Cendrine, contraria alla politica dei respingimenti. Ma i
pericoli per Milana continuano a esserci e i bambini, molto scaltri malgrado la tenera età, mettono in atto un
piano per difenderla.Il film si apre con il racconto di una donna che ricorda la sua infanzia: "Era il 2008 o il
2009, avevo dieci anni, non ricordo chi fosse il presidente" dice la donna. "Ho deciso di far iniziare e finire il
film nel 2067 - spiega Romain Goupil - perché la mia speranza è che nel futuro riguardando a questi anni, ci
chiederemo come è stato possibilecomportarsi in maniera così abominevole, maltrattare questi bambini che
vengono da situazioni di guerra e povertà, invece di dargli un futuro migliore".
Giovedì 20 ottobre 2011
I RAGAZZI STANNO BENE
di Lisa Cholodenko.
Con Annette Bening, Julianne Moore, Mark Ruffalo, Mia
Wasikowska, Josh Hutcherson.
Commedia, durata 104 min. - USA 2010. - Lucky Red
IL FILM:Nic e Jules sono una perfetta coppia lesbica di mezza età.
Profondamente innamorate l'una dell'altra, hanno costruito col
tempo un sereno ambiente familiare assieme ai due figli
adolescenti, Joni e Laser. Quando Joni compie diciotto anni, è il
fratello minore a farle pressioni perché si rivolga alla banca del
seme e scopra l'identità del donatore segreto con cui condividono il
patrimonio genetico. Inizialmente scettica, Joni si mette sulle tracce
del padre e scopre che questi è Paul, un dongiovanni che gestisce
un ristorante biologico alla periferia di Los Angeles. Quando per
caso le due madri vengono a conoscenza del fatto, non resta che
introdurre Paul all'intero nucleo familiare.
LA RECENSIONE: Il preciso rifiuto da parte di Lisa Cholodenko di
descrivere questo nucleo familiare come un'anomalia o come un
microcosmo militante e dissociato, non dev'essere interpretato come una visione favolistica o un eccesso di
umanesimo; al contrario, la regista americana problematizza l'identità della coppia attraverso un progetto
che ribalta intelligentemente la tipica prospettiva delle commedie sull'omosessualità. The Kids Are All
Right racconta un'anomalia, un incidente di percorso nel rapporto di coppia, per enfatizzare la normalità
dell'Amore. Si direbbe proprio che è il modo del tutto convenzionale di affrontare una storia su un nucleo
familiare non convenzionale l'idea forte del film. Che, ovviamente, se funziona è grazie soprattutto ad un
ottimo processo di scrittura e ad un cast eccezionale. La Cholodenko si serve delle migliori celebrità
americane (per lo meno, di quelle più convincenti fra le star aperte al circuito indipendente) Piuttosto, la sua
storia appassiona e diverte perché riesce a far vibrare i suoi personaggi con tutte le tenere debolezze
dell'agire umano e a parlare di turbamenti, gay porn e amore saffico senza piegarsi né alla risata grassa
della farsa né al ghigno infantile della pruderie.
Giovedì 27 ottobre 2011
CIRKUS COLUMBIA di Danis Tanovic
Con: Almir Mehic - Boris Ler - Ermin Bravo - Jelena
Stupljanin - Mario Knezovic - Miki Manojlovic - Milan
Strljic - Mira Furlan - Svetislav Goncic 2010 , 113 min
Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Slovenia,
Bosnia-Herzegovina, Serbia e distribuito in Italia
da Archibald Enterprise Film
IL FILM: Bosnia ed Erzegovina, 1991. Il comunismo è caduto e
Divko Buntic dopo un esilio di 20 anni in Germania, arriva con la sua
Mercedes nel villaggio dove è cresciuto, accompagnato dalla
giovane fidanzata Azra e con le tasche piene di marchi tedeschi.
Cash e il cugino Ivanda, il recentemente e "democraticamente"
eletto sindaco, aiutano Divko a sfrattare la moglie abbandonata
Lucija e il loro figlio ventenne Martin. Dopo essere scampati
all'arresto per una rissa durante lo sfratto, Martin e Lucija vengono
sistemati in un piccolo appartamento. Dopo aver preso possesso
della vecchia casa, Divko tenta un avvicinamento con Martin, il figlio
che non aveva mai conosciuto.
LA RECENSIONE:in questa deliziosa commedia ambientata nel lasso di tempo fra la caduta del
comunismo e lo scoppio della guerra civile, il regista riesce a rievocare con grazia e umorismo proprio
quel fuggevole momento della vita in cui ancora si ignora quanto il destino possa rivelarsi crudele. (...) Nei
panni di Divko spicca Miki Manojlovic, interprete straordinario sul doppio registro comico e drammatico;
sua moglie è l'eccellente Mira Furlan, che lavora da tempo in USA, Martin è impersonato dall'inedito e
convincente Boris Ler. Intorno a loro altri buoni attori (...) Alessandra Levantesi Kezich
Giovedì 3 novembre 2011
LADRI DI CADAVERI di John Landis
Gran Bretagna, 2010, 91 min. Con: Simon Pegg, Andy
Serkis, Isla Fisher, Tom Wilkinson, Tim Curry, Jessica
Hynes, Hugh Bonneville, David Schofield,
IL FILM: Nella Scozia del primo Ottocento, l'Illuminismo europeo si
rifrange all'interno di una società in cui il popolo si entusiasma di
fronte alle esecuzioni sommarie di piazza e i medici davanti alle
dissezioni dei cadaveri negli atenei. I due più importanti anatomisti
di Edimburgo, il dottor Knox e il dottor Monroe, hanno approcci
scientifici e appoggi politici alquanto diversi. Quando il più
tradizionalista Monroe impiega le sue conoscenze per far emanare
un'ordinanza che gli accorda l'utilizzo di tutti i cadaveri “freschi” di
esecuzione, il dottor Knox si trova costretto a tenere le sue lezioni
con i corpi in putrefazione sottratti dai profanatori di tombe. Ma alla
domanda di un mercato in crisi risponde l'offerta fornita da William
Burke e William Hare, due truffatori provenienti dall'Irlanda del Nord
che dapprima vendono a Knox dei conoscenti morti per cause
naturali e, successivamente, si improvvisano assassini seriali...
LA RECENSIONE: «(...) il ritorno alla regia di John Landis. Un rientro brillante, con una commedia noir (...)
La sfida era di riuscire a rendere simpatici, ma comunque credibili, due mostri due serial killer atipici,
assassini non per disordine mentale ma per soldi: per cinque sterline non esitavano, in assenza di materiale
«naturalmente» disponibile, a procurarsi cadaveri freschi tra i miserabili della città. Landis, autore di pellicole
come The Blues Brothers (...) ci riesce con bravura e genialità, strappando risate anche nelle scene più
crude. E ironizzando implicitamente sulle non infrequenti contraddizioni del progresso scientifico.
Richiamandosi ad analoghe commedie macabre, in particolare Sangue blu e La signora omicidi, il regista
prende una storia sinistra e le conferisce grande arguzia e stile, raggiungendo il giusto equilibrio narrativo e
comico. Gaetano Vallini - L'Osservatore Romano)
Giovedì 10 novembre 2011
CORPO CELESTE di Alice Rohrwacher
Italia 2011 98 min
Con: Anita Caprioli - Renato
Carpentieri - Salvatore Cantalupo - Yle Vianello
IL FILM: Una ragazzina cresciuta in Svizzera torna a vivere con la
madre in una Calabria sospesa tra modernità e tradizioni arcaiche.
LA RECENSIONE: Se una regista nemmeno trentenne è capace di
creare con pochi mezzi e tante idee un film come Corpo Celeste, si
può essere ottimisti sul futuro del cinema italiano. Corpo celeste,
molto liberamente tratto dal romanzo della Ortese, è la storia del
ritorno a casa di una giovane famiglia calabrese tutta al femminile,
madre e due figlie, dopo dieci anni in Svizzera. Ma soprattutto è il
romanzo di crescita della piccola Marta, 13 anni, del suo sguardo
straniero e smarrito sui riti di una comunità adulta che ha perso ogni
ragione di stare insieme, ogni identità e ne cerca il surrogato in un
vuoto conformismo ammantato di parvenza religiosa. La circostanza
narrativa che la scoperta della ragazzina avvenga attraverso un
corso di catechismo improntato ai più sconci luoghi comuni televisivi
non deve ingannare. Corpo celeste è già diventato un piccolo culto
per le associazioni anti clericali, per quanto la regista si affanni a ripetere a ragione che non si tratta di un
film contro la Chiesa e tanto meno contro la religione. Semmai è un film contro la vera religione dell'Italia
contemporanea, il conformismo televisivo e l'opportunismo politico, che sono la negazione stessa di ogni
spiritualità. Non per caso uno dei pochi personaggi positivi della storia è un prete di villaggio, il bravissimo
Renato Carpentieri, che rivela a Marta la follia di Gesù, il genio più anticonformista della storia dell'umanità.
Un paese che ha perso il suo dio, la propria identità e va a cercarsi una ragione di stare insieme davanti a
uno schermo televisivo, intonando canzoncine e slogan dementi ma alla moda («Mi sintonizzo con Dio, è la
frequenza giusta»).
Un bellissimo film civile. Un'altra prova del talento della regista è la capacità, come per Garrone, di far
recitare allo stesso livello professionisti eccelsi come Cantalupo, Carpentieri e Anita Caprioli, con dilettanti
dalla resa sbalorditiva.
Giovedì 17 novembre 2011
IL GRINTA di Joel e Ethan Coen
Usa, 2011, 110 min.
Con: Hailee Steinfeld, Jeff
Bridges, Matt Damon, Josh Brolin, Barry Pepper, Dakin
Matthews, Jarlath
Conroy, Paul
Rae,Domhnall
Gleeson, Leon Russom.
IL FILM: Mattie Ross è una quattordicenne fermamente
intenzionata a portare dinanzi al giudice, perché venga condannato
alla pena capitale, Tom Chaney l'uomo che ha brutalmente
assassinato suo padre. Per far ciò ingaggia lo sceriffo Rooster
Cogburn non più giovane e alcolizzato ma ritenuto da tutti un uomo
duro. Cogburn non vuole la ragazzina tra i piedi ma lei gli si impone.
Così come, in un certo qual modo, gli verrà imposta la presenza del
ranger texano LaBoeuf. I tre si mettono sulle tracce di Chaney che,
nel frattempo, si è unito a una pericolosa banda...
LA RECENSIONE: «Panorami struggenti, personaggi scolpiti,
pistole, cavalli e duelli al sole. Il Grinta, remake dell'omonimo
western del '69, è ricco di tali e tante fiammate epiche, raffinate
citazioni e saette di humour nero da rendere letteralmente estasiasti gli spettatori come noi nostalgici del
cinema classico e della sua primigenia solennità. I fratelli Coen, del resto, erano gli unici registi
contemporanei in grado di riavvicinarsi con classe e convinzione al romanzo di Charles Portis – più che al
film di Hathaway con John Wayne (...) Con la pertinente complicità della fotografia di Roger Deakins e le
musiche di Carter Burwell, II Grinta scavalca le angustie e i complessi dell'immaginario anni Duemila e si
riunisce per via diretta ai poemi di Ford, Hawks, Walsh e ai tormentati e rabbiosi neowestern del più giovane
e disilluso Sam Peckinpah (Sfida nell'Alta Sierra). (Valerio Caprara - Il Mattino)
Giovedì 24 novembre 2011
HABEMUS PAPAM di Nanni Moretti
Italia, 2011, 104 min.
Con Michel Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato
Scarpa,Margherita
Buy, Franco
Graziosi, Camillo
Milli, Roberto Nobile,Ulrich von Dobschütz, Gianluca
Gobbi.
IL FILM: Alla morte del vecchio Papa si riunisce il Conclave per
eleggere il nuovo pontefice della Chiesa cattolica. Ma il prescelto, il
cardinal Melville, è preda di dubbi e fortissime ansie e per questo
cade in subitanea depressione per il timore di non essere in grado
di salire degnamente al soglio pontificio. Il Vaticano chiama allora
uno psicanalista, il professor Brezzi, perché assista Melville e lo
aiuti a risolvere i suoi problemi...
LA RECENSIONE: « Fumata bianca, bianchissima per il bellissimo
commosso film in cui Moretti racconta da psicanalista laico la crisi di
un papa e l’angoscia contagiosa di essere inadeguato al compito.
Incontro scontro col mondo, disperato e brillante, dove l’arte, il
teatro, magari Cechov più di tutti può dare ragione di vita. Politico, morale ma in senso lato, Moretti offusca il
suo super ego ai fini di un pamphlet di assoluta forza: cast magnifico e un Piccoli prodigioso. Da vedere»
(Maurizio Porro – Corriere della Sera).
….Perché è un film (forse) senza fede, ma ci crede: lo psicanalista Moretti lo dice esplicitamente: “Non
credo”, ma il Moretti regista mostra un quasi Papa che crede (“Ha problemi con la fede? No”) e dei Cardinali
che credono e che - è una commedia (umana) - confessano all’unisono la propria riluttanza a farsi Pastori. In
altre parole, Nanni dà immagini e suoni al dettato di Voltaire: “Non sono d'accordo con te, ma darei la vita
per consentirti di esprimere le tue idee”. E la sua vita, almeno quella artistica e pubblica, è il cinema.
Federico Pontiggia Il cinematografo
Giovedì 1 DICEMBRE 2011
IL COLORE DEL VENTO di Bruno Bigoni
Italia 2011, 137 min.
IL FILM; Il colore del vento è l'ultimo documentario di Bruno Bigoni,
diario di persone e di viaggio su una nave mercantile che solca il
Mediterraneo. Più che road movie, “ship movie”, perché la troupe
stessa si è mossa sull'imbarcazione vettore di tutta la storia.
Barcellona, Tangeri, Sousse, l'isola di Lampedusa e Bari, la “perla
dell'Adriatico” Dubrovnik, il Libano di Sidone e l'attracco finale a
Genova. Di solito rotte di ricche crociere ma “per il colore del vento”
sono anche sentieri marini di tragedie e speranze, cadute e risalite
sulle note di “Crueza de Mä” di Fabrizio De Andrè. Ogni porto è una
storia fatta di persone che fa parlare il mare, i suoi figli e le sue
musiche... La nave della storia di Bigoni e dei suoi protagonisti
cammina spedita, alimentata dal forte sentimento e dalla sete di
conoscenza.
IL REGISTA: BRUNO BIGONI: Nel 1972 è tra i soci fondatori del
Teatro dell’Elfo con cui lavora per anni come attore. Nel 1979 è tra
gli ideatori e fondatori della rassegna Filmmaker di Milano. Nel 1983
gira (in co-regia con Kiko Stella) Del 1993 è Veleno, lungometraggio
di finzione presentato in concorso al Festival di Locarno e vincitore del premio Anteprima ’93 come miglior
film indipendente italiano. Oggi è un altro giorno in co-regia con Beppe De Santis (1°Premio assoluto. Libero
Bizzarri); Amleto…frammenti con attori portatori di handicap (Premio Fedic-54° Mostra del Cinema di
Venezia); Faber omaggio a Fabrizio De André; I sogni degli elfi, viaggio nella storia del Teatro dell’Elfo;
Comizi d’amore 2000 omaggio a P.P.Pasolini; Cuori all’assalto (Primo premio miglior documentario italiano
al Libero Bizzarri 2003); Riccardo III lungometraggio realizzato con detenuti e studenti all’interno della II
Casa Circondariale di Bollate; Chiamami Mara (2005) sul tema del transessualismo e discriminazione
sessuale; Don Chisciotte e… (2006) rivisitazione del classico di Miguel de Cervantes; L’Attimo assoluto
(2009), tra i vincitori del Bando “Fuori formato” della Provincia di Milano.
Martedì 6 dicembre 2011
L’ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL
di Jean-Pierre Jeunet.
Con Dany Boon, André Dussollier, Nicolas Marié, JeanPierre Marielle, Yolande Moreau. Commedia, durata 105
min. - Francia2009. - Eagle Pictures
IL FILM: Quando è ancora bambino, Bazil riconosce fra le foto che
documentano la morte del padre, saltato in aria con una mina
antiuomo durante una missione in Marocco, il marchio di una
fabbrica di armamenti. Da grande, mentre fa il turno di notte a un
videonoleggio, viene colpito alla fronte da una pallottola volante
durante una sparatoria. Salvo per miracolo, Bazil si ritrova senza
casa e senza lavoro, con la sola certezza che il proiettile che lo ha
colpito e che ancora sta nella sua testa proviene da un'altra fabbrica
d'armi. Dopo qualche notte trascorsa lungo la Senna e qualche
giorno passato a fare l'artista di strada, viene invitato da un barbone
a entrare a far parte di una famiglia di clochard creativi che vivono in
un mondo di materiali riciclati. Assieme a loro, Bazil medita la sua
vendetta contro i potenti signori della guerra.
LA RECENSIONE: L'esplosivo piano di Bazil è un lungo gioco, una recita di adulti bambini piena di idee
fantasiose e affidata a un gruppo di grandi caratteristi guidati da un attore dalle fenomenali capacità mimiche
come Dany Boon. L'espressività del creatore di Giù al nord trasforma Bazil in un eroe tenero e romantico a
metà fra Chaplin e Bugs Bunny. In una tale avventura dalle possibilità infinite e surreali, Jeunet può
dispiegare tutto il suo fantasioso arsenale di idee estrose e di brillanti creazioni
EVENTO SPECIALE IN OCCASIONE
DELLA GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI UMANI
In colaborazione col Comitato Italiano Contratto Mondiale sull’acqua
Martedì 13 dicembre 2011
TAMBIEN LA LLUVIA di Iciar Bollain
interpretato da Gael García Bernal, Luis Tosar, Najwa
Nimri, Emma
Suárez, Karra
Elejalde, Raúl
Arévalo, Carlos Santos, Carlos Aduviri, Dani Currás.
Francia, Spagna, Messico - (Spagna) -1 04 min
Vincitore di 3 premi Goya - Premio Amnesty Int.
festival di Pesaro
IL FILM Un regista e un cinico produttore impegnati sul set
sudamericano di un film revisionista sulla figura di Cristoforo
Colombo. Un folto gruppo di comparse locali che si preparano
ad una violenta rivolta, guidata un uomo che già durante il
casting ha imposto la propria personalità di leader, arrivando
a ottenere un ruolo importante. Incentrato su due pagine di
storia, una leggendaria come l'approdo di Colombo nelle
Americhe, l'altra conosciuta come la Guerra dell'Acqua di
Cochabamba, esplosa nel 2000, quando gli abitanti di una
città boliviana decisero di riprendersi la loro acqua, che stava
per essere privatizzata da due multinazionali
LA RECENSIONE: La Bollaìn, già apprezzata nel 2003 con l'intenso Ti do i miei occhi, mostra in
questa pellicola tutta la magia, il potere, la potenza del cinema. Perché attraverso di esso si può
raccontare una storia che ha più di seicento anni, e
allo stesso tempo, insistere su un parallelismo ben
riuscito tra il mondo dello spettacolo e quello del
nord del mondo, che si comportano esattamente
come i Conquistadores al servizio della regina
Isabella. Di certo, oggi, non si è più alla mercè di
una famiglia reale, ma ci si vende ugualmente per
denaro, attraverso vie facili che spesso e volentieri
calpestano il più debole, all'insegna della
prepotenza. Il cinema che racconta il cinema. La
macchina da presa che svela i suoi trucchi (nella
troupe c'è anche chi gira un documentario sul film),
riesce ad essere più vera del vero. Bollaìn coglie l'amarezza e la sofferenza di una città piegata
dallo straniero; sottolinea l'arroganza e la presunzione dell'invasore. E grazie ai due volte attori nel
film girato "realmente" e in quello di finzione al suo interno, si sviluppa una forte dicotomia tra il
personaggio interpretato e quello fuori dal set..
MOTIVAZIONE PREMIO AMNESTY INTERNATIONAL "Con una narrazione estremamente
efficace, sorretta da una sceneggiatura attenta, il film
affronta il modo originale il tema cruciale dell'accesso
a un diritto umano fondamentale, l'acqua, la cui
richiesta risuona a ogni latitudine del mondo. È un film
che, mettendo in relazione passato e presente,
fotografa in maniera incisiva la società sudamericana,
con particolare sensibilità etica, un efficace ritmo
cinematografico e un notevole impegno culturale e
sociale. Merita il premio per la lucidità, il senso di
responsabilità e l'impegno con cui presenta e analizza
i grandi cambiamenti in atto nel continente
latinoamericano".
Buon 2012 a tutti e tutte… tranquilli il mondo non finirà
Giovedì 12 gennaio 2012
KILL ME PLEASE di Olias Barco – Belgio, 2010,
92 min. Con: Aurélien Recoing, Bouli Lanners, Virginie
Efira, Benoît
Poelvoorde, Virgile
Bramly, Saul
Rubinek, Daniel Cohen, Zazie De Paris, Muriel Bersy
Festival del Film di Roma – Miglior Film
IL FILM: Il dottor Kruger è un medico che ha deciso di rendere la
morte un dolce peso e di dare un senso al suicidio. Per questo ha
istituito una clinica per coloro che hanno scelto di porre termine alla
propria vita sa soli, per malattia, depressione o semplice male di
vivere. Tuttavia, una serie di paradossi ed eventi grottescamente
drammatici, renderà consapevole il dottor Kruger di quanto la “libera
scelta” sia solo una pura illusione...
LA RECENSIONE: «Vincitore (facile) dell'ultimo Festival di Roma,
Kill Me Please del francese Olias Barco è un grottesco, lucidissimo
delirio sul suicidio assistito che tiene in vita il grande cinema. Tra
farsa e ironia, il regista Olias Barco che il suicidio l'ha tentato più
volte causa recensioni negative! Il film ci porta in una clinica
specializzata in trapasso, diretta dal dottor morte Krueger e popolata da depressi, falliti, malati terminali,
schizzati. L'umanità è varia, ma qui parrebbe accomunata dal desiderio di farla finita: problema, l'istinto di
sopravvivenza dove lo mettiamo? Ne succederanno di tutti i colori, nonostante il film sia in bianco e nero,
perché è un dramma da camera (da bara?) dove la morale rimane alla finestra e lo humour sale a patti con
la storia: l'importante - sostiene Barco - è raccontarsi fino alla fine, andare in scena oltre l'osceno. Se siete
pronti a morire dal ridere, è il vostro film, altrimenti, rimane (solo) un capolavoro. » (Federico Pontiggia - Il
Fatto Quotidiano)
Giovedì 19 gennaio 2012
THE TREE OF LIFE di Terrence Malick
Usa, 2011, 138 min. con Brad Pitt, Sean Penn, Joann Going
Palma d’oro al festival di Cannes
IL FILM: Un affascinante romanzo di formazione che esplora le
vicende di una famiglia americana, gli O'Brien e del loro figlio
maggiore Jack, dall’innocenza dell’infanzia alle disillusioni dell’età
adulta, raccontate attraverso lo sguardo potente, visionario e
simbolico di Malick…
LA RECENSIONE: «(...) L'opinione di chi scrive è che The tree of
life sia il più straordinario dei film visti in concorso, ma anche un
capolavoro contenuto e quasi imprigionato in una crisi mistica di
arduo fascino. Nell'essenza del racconto centrale, il film è un
Amarcord texano di rara poesia, una delle più potenti storie sulla
famiglia raccontate al cinema in questi anni. Senza mai scadere
nell'univocità del Bene contro Male, ma con uno sguardo carico di
una pietas d'altri tempi, anzi d'altre ere. Qui si dispiega il genio
dell'autore della Sottile linea rossa. Oltre alle grandiose
interpretazioni, nell'ordine, della star più sottovalutata dalla critica mondiale, un memorabile Brad Pitt (il
padre), della splendida rivelazione Jessica Chastain (la madre), della geniale Fiona Shaw (la nonna) e del
solito grande Sean Penn (Jack adulto). Ma la mano del regista riesce a fondere alla perfezione le star con un
cast di dilettanti, come i maestri del neorealismo. Dove è più difficile avventurarsi è nel prologo e nell'epilogo
filosofico-scientifico-religiosi, che avvolge la piccola grande vicenda degli O'Brien in una parabola di miliardi
di anni, dal Big Bang alla futura morte del pianeta, passando per i dinosauri. (Curzio Maltese – la
Repubblica)
Giovedì 26 gennaio 2012
INTO PARADISO di Paola Randi
Italia, 2010, 104 min. Con: Gianfelice Imparato,Saman
Anthony, Eloma Ran Janz, Giovanni Ferreri, Peppe
Servillo, Shatzi Mosca.
IL FILM: Alfonso è un ricercatore universitario: timido, impacciato e
drammaticamente precario. Alla notizia del suo licenziamento,
decide di rivolgersi ad un vecchio amico d'infanzia, un politico in
ascesa, nella speranza di ricevere una raccomandazione. Ottenuto
il favore, viene coinvolto in una resa dei conti tra camorristi e,
costretto a scappare, si rifugia nel piccolo appartamento sul tetto di
Gayan, un ex campione di cricket srilankese. La convivenza forzata
tra i due permetterà la nascita di una solidarietà umana che
cambierà le loro vite...
LA RECENSIONE: «(...) la commedia più insolita, strampalata e
sofisticata vista da molto tempo in qua nel nostro cinema: Into
Paradiso dell'esordiente Paola Randi, 40enne milanese che viene
da pittura, teatro e videoarte. Insolita per l'ambientazione (...).
Strampalata perché cala situazioni classiche (...) in mondi di grande esuberanza espressiva (...). Sofisticata
perché su questo impianto non inedito innesta un gusto delle psicologie, dell'ambientazione, dei dettagli,
ovvero una quantità di idee visive e di racconto, forse unica per il nostro cinema. Senza entrare nei dettagli,
basti dire che Into Paradiso (...) usa la biologia molecolare e le telenovelas, le regole del cricket e quella
della cucina srilankese, per orchestrare dialoghi e situazioni, con uno sguardo lieve ma non banale su quella
convivenza fra mondi e culture che è uno degli snodi fondamentali della modernità. (...) Ma è un rischio che
si corre volentieri: fare cinema significa anche trovare l'economia giusta, di racconto e di produzione. E Into
Paradiso, col suo cast senza stelle e la sua andatura senza inciampi finisce per essere più comico, poetico e
inventivo di film con ben altre strutture e ambizioni alle spalle.» (Fabio Ferzetti - Il Messaggero)
.
Giovedì 2 febbraio 2012
UNA SCONFINATA GIOVINEZZA
di Pupi
Avati, Italia, 2010, 98 min.
con Fabrizio Bentivoglio, Francesca Neri, Gianni Cavina
IL FILM: Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita
coniugale serena e senza serie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti
delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del
Messaggero e lei docente di Filologia Medioevale alla Gregoriana.
L’unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di
matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha
compromesso la loro unione ma l’ha al contrario rinsaldata. L’oggi
però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa
preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di
memoria che mano a mano si accentuano andando a
compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi
delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare...
LA RECENSIONE: «(...) Gli eventi sono narrati dalla voce fuori
campo della moglie che prima decide di andarsene, poi torna e
vede il suo amore coniugale mutarsi in amore materno per l'uomo tornato bambino. Alla fine il malato fugge
inseguendo l'infanzia (un cane, un amico che sapeva resuscitare le persone), si perde nella campagna,
scompare. L'analisi della malattia che disgrega la mente è condotta con esattezza, pudore e sobrietà; tutta la
parte della regressione all'infanzia è intensamente poetica. Il film è recitato benissimo. Oltre ai protagonisti
molto bravi, bisogna ricordare Serena Grandi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio, diretti in modo magistrale.»
(Lietta Tornabuoni – la Stampa)
Giovedì 9 febbraio 2012
BIUTIFUL di Alejandro González Iñárritu
Con: Blanca Portillo - Cheikh Ndiaye - Eduard Fernández - Félix Cubero Guillermo Estrella - Hanaa Bouchaib - Javier Bardem - Maricel Álvarez - Rubén
Ochandiano Anno: 2010 messico 138 min
IL FILM: Uxbal vive nella Barcellona sgretolata degli immigrati clandestini e dei
miserabili, in un pertugio di casa con scarafaggi, assieme ai due amatissimi
piccini: è separato dalla moglie, bruttina e amata, ma fragile, alcolista e
promiscua. È un sensitivo che riesce a mettersi in contatto coi morti e a farli
parlare, il che gli frutta qualche soldo dai parenti disperati, il suo lavoro è mettere
in contatto africani e cinesi con chi li sfrutterà col lavoro nero.
LE RECENSIONE: Guai ad azzardare con Alejandro Gonzáles Iñárritu, 47 anni,
che il suo film in concorso, Biutiful è un po' cupo: «Niente affatto, anzi è molto
positivo, pieno di speranza». Certo dipende dai punti di vista: già da subito sappiamo che il protagonista
Uxbal ha un cancro alla prostata con metastasi al fegato e alle ossa, e urina sangue, tra l'altro in un
gabinetto sporchissimo. Ha la bella faccia ispida e mal lavata del brutto e bravo Javier Bardem che nella vita
(forse da rasato e deodorato) ha conquistato l'amore di Penelope Cruz e che nel film sopporta con sguardi
dolenti e gesti teneri una tal mole di disgrazie, da essersi già accaparrato, secondo qualche esperto, il
premio al miglior attore. Spettatori divisi, chi opta per la Palma d'Oro che pare sempre più adatta alla
tragedia che alla commedia, chi pensa che almeno un raggio di sole, a Barcellona, poteva capitare.
Giovedì 16 febbraio 2012
LA SEPARAZIONE di Asghar Farhad
Iran 123 min
Concorso al Festival del Cinema di Berlino, è vincitore dei premi: “Orso d’Oro al
Miglior Film” ,“Orso d’Argento alla Migliore Interpretazione Femminile”, (Sareh
Bayat, Sarina Farhadi, Leila Hatami) , “Orso d’Argento alla Migliore
Interpretazione Maschile” FILM:I narra di Nader e Simin che hanno ottenuto il
visto per lasciare l’Iran, ma Nader si rifiuta di partire e abbandonare il padre
affetto da Alzheimer.Simin intende chiedere il divorzio per partire lo stesso con la
figlia Termeh e, nel frattempo, torna a vivere da sua madre. Ben presto Nader si
troverà coinvolto in una rete di bugie, manipolazioni e confronti, mentre la sua
separazione va avanti e sua figlia deve scegliere da che parte stare e quale
futuro avere.LA RECENSIONE: Asghar Faradhi conferma con questo film le doti
di narratore già manifestate con About Elly. Faradhi sa, come i veri autori, aggirare lo sguardo rapace della
censura proponendoci una storia che innesca una serie di domande sotto l'apparente facciata di un conflitto
familiare. Non ci sono "buoni" o "cattivi" tra i personaggi del film di Farhadi, tutti splendidamente interpretati,
ma solo esseri umani, che nel loro insieme mostrano alle platee occidentali un volto inedito dell'Iran,
sicuramente problematico, ma distante dai soliti luoghi comuni.
Giovedì 23 febbraio 2012
LE HAVRE di Aki Kaurismäki.
Con Jean-Pierre Léaud, Kati Outinen, Elina Salo,
Evelyne Didi, André
Wilms. Commedia, durata 103 min. - Finlandia, Francia, Germania 2011
IL FILM:Il lustrascarpe Marcel Marx vive a Le Havre tra la casa che divide con la
moglie Arletty e la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni,
dove esercita di preferenza il proprio lavoro. Il caso lo mette
contemporaneamente di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che
Arletty è malata gravemente e l'incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato
dall'Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l'aiuto
dei vicini di casa Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e
raggiungere la madre in Inghilterra.
LA RECENSIONE: Le Havre è una commedia chapliniana nei temi e nelle
modalità narrative. Semplice fino all'ingenuità nel plot e nella messa in scena, è
un film dallo spirito contagiosamente positivo che affronta un problema attuale come quello dell'emigrazione,
più che mai all'ordine del giorno nella Francia sarkozyana, con leggerezza ma non con superficialità. Un
mondo ancora umano fatto di bicchieri di vino bianco e di calvados. E, poi, la baguette e i formaggi, l’uovo a
colazione, la pioggia, le nuvole, il vento e i gabbiani, il buon senso e la concretezza degli umili, la mitologia
del fallimento… E abbiamo sempre bisogno di miracoli.
RASSEGNA DI 4 FILM DEDICATI ALLE DONNE
I soci e le socie della sezione COOP di Oleggio si uniscono
nuovamente con noi nel progetto di promozione di una
minirassegna di quattro film dedicati alle donne.
Anche per loro l’ingresso è scontato a 4 euro.
Giovedì 1 marzo 2012
LE DONNE DEL 6° PIANO di P. Le Guay
Con: Annie Mercier - Audrey Fleurot - Berta Ojea Carmen Maura - Concha Galàn -Fabrice Luchini - Lola
Dueñas - Marie Armelle Deguy - Muriel Solvay - Natalia
Verbeke - Nuria Sole - Sandrine Kiberlain 2011- 106
min
IL FILM: Parigi, anni 60. Jean-Louis Joubert, agente di cambio
rigoroso e padre di famiglia un po' “rigido”, scopre che un allegro
gruppo di belle cameriere spagnole vive al sesto piano del suo
palazzo borghese. Maria, la giovane donna che lavora a casa sua,
gli apre le porte di un universo esuberante e folkloristico,
diametralmente opposto alle buone maniere e all’austerità del suo
ambiente. Colpito da queste donne piene di vita, Jean-Louis si
lascia andare e per la prima volta assapora con emozione i piaceri
più semplici. Ma si può davvero cambiare vita a una certa età?
LA RECENSIONE: (Nepoti)Non è difficile capire come mai Le donne del sesto piano sia stato un fenomeno
d'incassi in Francia. Una commedia raffinata e popolare, allegra, di buoni sentimenti, ma senza retorica
(Mereghetti): L’idea vincente di questa commedia piacevole e simpatica, infatti, è nella sua capacità di
raccontare il confronto tra due mondi che si incontrano ogni giorno ma che sembrano incapaci di capirsi e di
parlarsi: lo scontro tra due culture sostanzialmente opposte, una accogliente e aperta, l’altra sospettosa e
chiusa. Raccontato con affetto ma anche senza dimenticare la voglia di lasciare il segno di qualche bella e
profonda unghiata.
Giovedì 8 marzo 2012
LE STELLE INQUIETE di Emanuela Piovano
Con: Danilo Bertazzi - Dil Gabriele Dell'Aiera - Fabrizio
Rizzolo - Isabella
Tabarini - Lara
Guirao
- Marc
Perrone Italia 2011, 87 min
IL FILM: Un magico interludio estivo, come un dono segreto, si offre
ad una giovane donna di fama in un momento triste della Storia
quando lei accetta con riluttanza l’invito di una coppia di piccoli
proprietari terrieri. Ispirato ad un vero episodio della breve vita della
carismatica filosofa francese Simone Weil, questa è la magica storia
del suo incontro con il suo ospite, Gustave, il filosofo contadino, che
più tardi pubblicherà uno dei suoi più famosi manoscritti, “L’ombra e
la grazia” tratto dai suoi diari. Grazie all’incanto di questa terra “di
fate” sotto il sole della campagna coltivata a vite, Simone, Gustave
e sua moglie Yvette vivono un’intimità unica e preziosa. E così
l’attrazione, la complicità, e la gelosia, lasciano posto all’amore e
alle risa, e il potere della pura gioia sembra per un attimo fermare il
tempo in uno dei periodi più bui della Storia.
LA RECENSIONE: Solo Rossellini in Europa 51, e forse non molti
lo sanno, aveva provato finora a raccontare la personalità eccessiva e contorta di Simone Weil. Solo che
quello della Bergman era un personaggio che si ispirava alla filosofa mentre Emanuela Piovano si confronta
con Simone in carne ed ossa. E per farlo adotta un’ottica lontana dall’agiografia. Questione delicata e
rischiosissima quella del realismo nei biopic. Basta pochissimo per scivolare nella ricostruzione da fiction ed
allontanarsi dal senso del cinema. Piovano lo sa e supera l’ostacolo con astuzia.
Le donne sono portatrici di diritti, esperte nel lavoro di cura
delle persone e dell’ambiente, capaci di buona gestione
economica e di relazioni sociali. Risolvere le questioni di genere
migliorerà il mondo. Nelle serate verranno raccolti fondi per
progetti di solidarietà in favore delle donne.
Giovedì 15 marzo 2012
VIOLA DI MARE di Donatella Maiorca.
Con Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Ennio
Fantastichini, Giselda Volodi, Maria Grazia
Cucinotta. Drammatico, durata 105 min. - Italia 2009
IL FILM: Un'isola intorno alla Sicilia, seconda metà dell'800. Angela
e Sara crescono insieme ma le loro infanzie sono difficili: la prima
subisce i soprusi di un genitore violento; la seconda perde il padre
in guerra, mentre la guerra la strapperà all'amica e alla sua terra. Al
suo ritorno, Angela si innamora di Sara e inizia il suo ostinato
corteggiamento, da cui nascerà una relazione che, con il suo
sviluppo inusuale, intaccherà riti millenari.
LA RECENSIONE: Viola di mare è il secondo film di Donatella
Maiorca. Per il ritorno al cinema dopo tanta tv sceglie una storia
difficile per il periodo storico che sta vivendo il nostro Paese: tratto
dal romanzo "Minchia di Re" di Giacomo Pilati, racconta di due
donne che si amano e, in qualche modo, spezzano le ritualità di una
terra sempre uguale a se stessa. Angela e Sara, piegando ai propri
scopi quei modelli consolidati, realizzano il loro sogno d'amore:
grazie al potere del padre violento e al senso di colpa di un prete, Angela diventa Angelo.
Colonna sonora di Gianna Nannini, un luogo e un tempo in cui il continuo conflitto tra tradizione e modernità
è trasposto nelle scene di violenza, un modo di comunicare che sembra improntare una terra spigolosa e
dura come le sue rocce.
Solide le interpretazioni: la Solarino algida e mascolina, la Ragonese sempre più brava e un Fantastichini
sempre al livello dei suoi altissimi standard
Giovedì 22 marzo 2012
OFFSIDE di Iafar Panahi
Con Safar Samandar, Shayesteh Irani, Ida Sadeghi,
Golnaz Farmani. Drammatico, Iran 2006 durata 93 min.
IL FILM: Nel giorno della partita di qualificazione per i Mondiali di
calcio fra Iran e Bahrain, una ragazza cerca di mimetizzarsi in mezzo
a un pullman di tifosi per riuscire ad entrare allo stadio, dove le
iraniane non sono ammesse per questioni di buoncostume. Dopo aver
acquistato a caro prezzo un biglietto da un bagarino, la ragazza
osserva le varie strategie adottate dalle tante altre donne presenti per
riuscire a eludere la sicurezza. Solo che, una volta varcati i cancelli,
viene presa dal panico e riconosciuta dai militari che la conducono in
una zona di detenzione situata nell'ultimo anello dello stadio, dove
anche altre ragazze smascherate sono in attesa di essere prelevate
dalla polizia.
LA RECENSIONE: Federico Pontiggia l’Unità :
Condannato dal regime di Ahmadinejad a 6 anni di reclusione (è ai
domiciliari) e 20 di divieto d’esercizio della professione, Jafar Panahi
nel 2006 inquadrava con “Offside” la poco sportiva segregazione delle
donne iraniane: il calcio, e non solo, non è salubre se fruito in presenza di uomini. E il regista si ritrova
davvero in fuorigioco: il titolo illumina uno slittamento di poetica, che fa di questo quarto il suo film più ilare,
ironico e accessibile. Nella protagonista diretta en travesti allo stadio (...) Panahi fotografa un Paese sulla
corsia di sorpasso della contemporaneità e insieme fermo con le ruote bucate dall’autoritarismo retrogrado.
Un impasse, segnalato da luci d’emergenza politica e civile che rischiarano continuità (attenzione al
femminile) e novità (comicità) del suo cinema. Da applausi.
Giovedì 29 marzo 2012
THIS MUST BE PLACE di Paolo Sorrentino.
Con Sean Penn, Tom Archdeacon, Toni Servillo,
Frances McDormand, Robert De Niro.
Drammatico, durata 118 min. - Italia, Francia, Irlanda 2011
IL FILM: Cheyenne è stato una rockstar nel passato. All'età di 50
anni si veste e si trucca come quando saliva sul palcoscenico e vive
agiatamente, grazie alle royalties, con la moglie Jane a Dublino. La
morte del padre, con il quale non aveva più alcun rapporto, lo
spinge a tornare a New York. Scopre così che l'uomo aveva
un'ossessione: vendicarsi per un'umiliazione subita in campo di
concentramento. Cheyenne decide di proseguire la ricerca dal
punto in cui il genitore è stato costretto ad abbandonarla e inizia un
viaggio attraverso gli Stati Uniti.
LA RECENSIONE:Il testo della canzone dei Talking Heads che dà il
titolo al film e riveste un ruolo in una delle scene più importanti e
intense rappresenta una sorta di sintesi di questa opera in cui
Sorrentino torna al lucido intimismo degli esordi sotteso costantemente da una ricerca che si fa percorso di
vita.. Sean Penn è straordinario nel disegnare, ancorandolo alla realtà, un personaggio che potrebbe ad ogni
inquadratura dissolversi nel grottesco o nella caricatura. Quest'uomo che fa di tutto per essere riconosciuto
e, al contempo, nega pervicacemente con tutti la propria identità ha la complessità di quelle figure che si
imprimono con forza nell'immaginario cinematografico. Un personaggio che, anche se lo nega (“Non sto
cercando me stesso. Sono in New Mexico non in India”) compie un lungo viaggio per ri/trovare un posto
dentro di sé.
Ingresso soci 4,00 euro
Con tessera annuale FIC dal costo di 5,00 euro
Ingressi non soci 7,00 euro
Per informazioni telefonare a 340.5273720
www.cineforumoleggio.it
Movie Planet 0321 927419
www.movieplanetbellinzago.it
e mail [email protected]
CINEFORUM F.I.C.
1° RASSEGNA 18 EDIZIONE 2011-2012
Giovedì 22 settembre 2011
ANGELE E TONY
Giovedì 29 settembre 2011
POETRY
Giov 6 ottobre 2011 IL RAGAZZO CON LA BICICLETTA
Giovedì 13 ottobre 2011
TUTTI PER UNO
Giovedì 20 ottobre 2011
I RAGAZZI STANNO BENE
Giovedì 27 ottobre 2011
CIRKUS COLUMBIA
Giovedì 3 novembre 2011
LADRI DI CADAVERI
Giovedì 10 novembre 2011
CORPO CELESTE
Giovedì 17 novembre 2011
IL GRINTA
Giovedì 24 novembre 2011
HABEMUS PAPAM
Giovedì 1 dicembre 2011
IL COLORE DEL VENTO
Mart. 6 dicembre 2011 L’ESPLOSIVO PIANO DI BAZIL
Mart. 13 dicembre 2011
TAMBIEN LA LLUVIA
di Alix Delaporte
di Lee Chang-dong
dei frat.Dardenne
di Romain Goupil
di Lisa Cholodenko.
di Danis Tanovic
di John Landis
di Alice Rohrwacher
di Joel e Ethan Coen
di Nanni Moretti
di Bruno Bigoni
di Jean-Pierre Jeunet.
di Iciar Bollain
Anno 2012
Giovedì 12 gennaio 2012
KILL ME PLEASE
di Olias Barco
Giovedì 19 gennaio 2012
THE TREE OF LIFE
di Terrence Malick
Giovedì 26 gennaio 2012
INTO PARADISO
di Paola Randi
Giovedì 2 febbraio 2012 UNA SCONFINATA GIOVINEZZA di Pupi Avati
Giovedì 9 febbraio 2012
BIUTIFUL
di A. G. Iñárritu
Giovedì 16 febbraio 2012
LA SEPARAZIONE
di Asghar Farhadi
Giovedì 23 febbraio 2012
LE HAVRE
di Aki Kaurismaki
Quattro film dedicati alle donne in collaborazione con
i soci e le socie della sezione COOP di Oleggio
Giovedì 1 marzo 2012
Giovedì 8 marzo 2012
Giovedì 15 marzo 2012
Giovedì 22 marzo 2012
LE DONNE DEL 6° PIANO
LE STELLE INQUIETE
VIOLA DI MARE
OFFSIDE
di Philipe Le Guay
di Emanuela Piovano
di Donatella Maiorca
di Iafar Panahi
Giovedì 29 marzo 2012
THIS MUST BE PLACE
di Paolo Sorrentino.
Approfondimenti su
www.cineforumoleggio.it
Contatti telefonare al 3405273720
e mail : [email protected]
Scarica

18°edizione2011-12 1 rassegna - Il cineforum "Il posto delle fragole"