Cari amici
Mi trovo qui a cercare di preparare la nota del mese.
Questa volta non mi vengono idee particolarmente interessanti. Sarà colpa del periodo di lavoro particolarmente intenso
che non ci permette di soffermarci a riflettere ed esprimere la nostra sensibilità consentendoci di cogliere quei messaggi e
segnagli che ci vengono dalla vita quotidiana. Eppure intorno a noi sono successe cose sconvolgenti.
Forse è per questo. Le cose che sono successe sono così importanti per il nostro futuro che ancora, nel pieno della
deflagrazione, non riusciamo ad apprezzarne l’impatto. E’ come quando ci succede qualcosa di traumatico; devono passare
alcuni secondi prima che ci si possa rendere conto di quello che è successo.
Il terremoto in Giappone con le sue conseguenze, la rivoluzione nei Paesi del Mediterraneo ed in particolare la guerra in
Libia, il problema della immigrazione, ci obbligano ad una pausa di riflessione.
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Anch’io mi ritiro a riflettere. Non riesco in questo momento a fare diversamente. Intanto la vita del club va avanti e nelle
righe successive trovate il programma del mese. Gli incontri spaziano su vari argomenti.
Il primo martedì avremo il Presidente del Consiag. L’incontro rientra in un programma di esplorazione delle realtà della
città; abbiamo avuto l’ASM, avremo il Consiag e successivamente, nel mese di maggio ci occuperemo di mobilità.
Il secondo incontro rende omaggio alla bravura e alla generosità del nostro socio Mario Marchi e di sua moglie Elisabetta
che ci presenteranno l’ultima loro opera sulla Terrasanta.
Il terzo incontro, che sarà un interclub vedrà ospiti la squadra dei Cavalieri del Rugby.
Infine il quarto incontro, che scade il giorno successivo al lunedì di Pasqua lo dedicheremo a un “leggero” reportage
fotografico delle San Blas Island.
Spero di non deludervi e di avere sempre la vostra gradita presenza.
Per il momento, arrivato a tre quarti del mio percorso, sento di dovervi tutti ringraziare per la vicinanza.
Foresto Guarducci
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PROGRAMMA DEL MESE DI APRILE
Incontro con il Presidente del Consiag Paolo Abati che ci illustrerà la
realtà che presiede.
Martedì 5 Aprile
Conviviale diurna
Hotel Palace
ore 13,00
Mario Marchi ed Elisabetta Cafissi ci dedicheranno una proiezione dei luoghi sacri della
Terrasanta cercando di recuperare nelle immagini e nelle emozioni la vita e la passione di
Gesù e non trascurando i luoghi sacri alle altre due grandi religioni monoteistiche.
Martedì 12 Aprile
Conviviale serale
Conservatorio di
San Niccolò
ore 20,15
Interclub con i Cavalieri del Rubgy
Sarà una serata dedicata allo sport in una delle sue espressioni ancora,
forse, non particolarmente inquinate da interessi economici; staremo a
vedere
Valendomi della collaborazione di persone a me vicine, data la giornata non
particolarmente impegnativa, cercherò di portarvi immagini laiche di vita ancora un po’
fuori dal nostro tempo e di mari incontaminati.
Martedì 19 Aprile
Conviviale serale
Hotel Palace
ore 20,15
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Martedì 26 Aprile
Conviviale diurna
Hotel Palace
ore 13,00
A tutte le conviviali sono attesi i soci, le gentili signore, gli ospiti e i soci del Rotaract.
P.S.: Stiamo mettendo a punto il programma della gita in Puglia.
Alcuni di voi avrebbero gradito la gita “lunga”, di una settimana; altri, la maggioranza, secondo un nostro
sondaggio, non essendoci quest’anno ponti e avendo esigenze lavorative hanno chiesto di limitare il periodo
di assenza da Prato.
Ne è scaturito il programma di massima che si allega al presente bollettino. Va tenuto presente che esso
potrà subire, nella versione definitiva, alcuni cambiamenti che vi saranno tempestivamente comunicati così
come il costo a persona.
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Conviviale del 1 marzo:
“Confronto fra le ragioni della scienza il sentimento di fede sul mondo che ci
circonda e sulla nostra esistenza presso il Conservatorio di San Niccolò ”
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Conviviale del 15 marzo:
“InterClub con il Rotary Club F. Lippi sui 150 anni dall’Unità d’Italia:
relatore il Prof. Conti”
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Fatterelli e riflessioni di Gianni Limberti
GARIBALDI IN FUGA PER LA VAL DI BISENZIO E PRATO
Passato Carmignanello, ove già si intravede la Rocca di Cerbaia dominar dall'alto, dalla Statale 325 si scende verso
il fiume Bisenzio e si attraversa un ponte in ferro che conduce sulla sponda sinistra. Fra le poche case della
frazioncina, Cerbaia, troviamo ancora le tracce di un caratteristico insediamento, esempio quasi integro del
passaggio dal mondo agricolo (il mulino) allo sviluppo industriale (il lanificio). Un ampio margone ancor oggi
raccoglie le acque del Bisenzio convogliandole verso quello che un tempo era il Mulino conosciuto con il
soprannome del proprietario, il “Pispola”. Dall'altra parte di una piazzetta (che proprio “Mulino di Pispola” si
chiama) un grandissimo stabilimento industriale abbandonato, l'ex Lanificio Romei, che più di un secolo fa sorse
qui per utilizzare la forza dell'acqua che faceva funzionare anche il mulino.Una targa sulla facciata di una casa che
si vede aver subito molto rimaneggiamenti e poca manutenzione, ricorda che proprio in questo mulino fu ospitato
nell'agosto del 1849 Giuseppe Garibaldi.
Il 3 novembre 1848 ci sono le elezioni per il Consiglio
generale elettivo che, come prevede lo Statuto
recentemente concesso dal Granduca, dovrà affiancare il
Senato nello svolgimento della funzione legislativa e
consultiva. A Prato saranno confermati i due deputati
uscenti, il moderato Giovan Battista Mazzoni e il
democratico Giuseppe Mazzoni, decisamente orientato a
rivendicare il più completo riconoscimento e la piena
tutela dei diritti del cittadino. La campagna elettorale è
caratterizzata da imponenti agitazioni sociali. La Guardia
Civica, nata per proteggere il popolo, si trova a far da
bersaglio del crescente malumore popolare. C'è un senso
generale di insicurezza : alcuni industriali, come ad
esempio quelli della Fonderia della Briglia, reclutano sorveglianti privati per timore di danneggiamenti ai macchinari. Si
scatenano vere e proprie “rivolte della fame” : le plebi inferocite dalla crisi e infiammate dalla propaganda reazionaria, si
abbandonano ad atti vandalici, a dimostrazioni tumultuose, a saccheggi e ruberie. Il ricordo di quei grandi disordini è rimasto
nella memoria collettiva : ancor oggi per una gran confusione si dice “È successo un Quarantotto”. Con il nuovo anno gli
avvenimenti precipitano. Il Granduca (7-8 febbraio 1849) fugge e si rifugia a Gaeta ma il popolo, soprattutto i contadini,
scende in piazza – a Prato il 21 febbraio – con violente manifestazioni a favore del ritorno del Granduca. Gli scontri
raggiungono il culmine nella giornata del 12 aprile, quando proprio i contadini a Firenze rimettono al loro posto gli stemmi
granducali. Il 28 luglio, con l'appoggio delle armi austriache, ritorna Leopoldo II. A Prato l'occupazione austriaca si protrarrà
dal maggio 1849 al giugno 1850. Il 3 luglio 1849 cade Roma. Garibaldi, inseguito da coloro che hanno conquistato la “città
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eterna”, fugge cercando di raggiungere Venezia che ancora resiste agli austriaci. Nei pressi delle Valli di Comacchio i suoi
barconi vengono intercettati, è costretto a nascondersi e fuggire. In queste terre desolate e malsane la moglie Anita, che lo
ha seguito in tante avventure, muore fra le sue braccia. Con Garibaldi c'è il Capitano Giovanbattista Culiolo detto “Capitan
Leggero”. Dalle paludi di Comacchio i due vanno a Modigliana, dove un sacerdote, don Giovanni Verità, li nasconde per due
giorni, il 20 e 21 agosto, e poi li fa accompagnare a Palazzuolo sul Senio. Il 24 agosto si fermano a S. Lucia presso il Passo
della Futa.
Verrà un tempo che Garibaldi tornerà ad essere innalzato a gloria : i percorsi e le tappe dell'Eroe dei Due Mondi saranno
segnati da lapidi commemorative. Sulla Futa, a S. Lucia si legge, fra l'altro QUI CORSE E SCHIVÒ / GRANDISSIMO PERICOLO /
NELLA SUA LUNGA ODISSEA. Nell'Osteria che si trova in quella località entrano alcuni soldati austriaci. Narrano le cronache (o
le leggende) che la figlia dell'oste, Teresa, riesce a distrarre i soldati in maniera che i due fuggitivi non sono riconosciuti. Non è
dato sapere in che maniera Teresa riuscì a distrarli.
Dal Passo della Futa sono accompagnati a Montecuccoli dove vengono ospitati per la notte dalla famiglia Cambi. Sulla
facciata della loro casa si legge A MEMORIA DELLA FEDELTÀ E PROTEZIONE TROVATA DALL'EROE LA VILLA VIENE
DENOMINATA LA FIDA. La mattina del 26, sotto una pioggia torrenziale, passando per l'antica strada che scende dalla Rocca,
raggiungono la piccola frazione di Cerbaia. Nel luogo dove il Bisenzio riceve le acque del Gricigliana vi è il mulino di proprietà
di Luigi Biagioli detto “Pispola”, che li accoglie e li ospita. Il mulino fu costruito lì perché in quel punto del fiume poteva essere
tratta abbondante acqua e perché i suoi primi proprietari, i conti Alberti, possedevano lì vicino la loro fortificazione, la Rocca
di Cerbaia. I conti Bardi, successori degli Alberti, tennero il mulino fino al XVIII secolo, con annessa gualchiera : un
macchinario di legno per la lavorazione della lana, azionato ad acqua. L'impianto fu poi dato in affitto a Carlo Biagioli, i cui
discendenti in seguito l'acquistarono.
La mattina dopo l'arrivo dei fuggiaschi, il 27
agosto, l'ingegner Enrico Sequi, che si trova in quei
luoghi per dirigere i lavori sulla strada maestra
della vallata – probabilmente la costruzione del
ponte che scavalca il torrente Gricigliana – era
stato a caccia ed entrando nel mulino vede i due
stranieri. Mostra loro un giornale che ha in tasca e
che parla di Garibaldi e della sua presunta cattura.
Notando l'interesse dei due e incuriosito dal
trovare in quel mulino due forestieri, chiede se
hanno notizie sulla situazione romana e se sanno
dove si trovi l'Eroe. Il generale gli si avvicina e
abbracciandolo esclama : Amico, Garibaldi è fra le
tue braccia !. Sono attimi di grande turbamento ed
emozione, ma subito il Sequi si mette a
disposizione per aiutarli nella fuga. Saltato a cavallo si precipita a Prato da un amico fidato, il dott. Franceschini. Trovati amici
che promettono aiuto, presi gli opportuni accordi, torna al mulino per condurre i due verso Prato secondo il piano
concordato.
Il mugnaio Biagioli avrà in seguito noie dalla polizia per aver ospitato Garibaldi nel suo mulino. Ma dopo l’Unificazione
dell’Italia gli sarà reso merito e verrà ricompensato con una grossa somma di denaro. Con questo capitale impianterà proprio
di faccia al vecchio mulino, un lanificio tessile. È questo un esempio interessante in cui il mulino e il lanificio convivono,
ricevendo la forza motrice dello stesso margone, che ancor oggi esiste e porta acqua abbondante e limpida, non più utilizzata
per le suddette attività, da tempo cessate, ma buona per annaffiare orti e giardini.
Lo stabilimento tessile, il più antico della valle del Bisenzio, divenne in seguito proprietà di Cesare Romei che intorno al 1900
lo ampliò dotandolo dei reparti di carbonizzo, stracciatura, follatura, cardatura e filatura. I discendenti del “Pispola”
continuarono invece a gestire il mulino ed a fornire farina al vicino forno dove, durante la pausa di lavoro, anche gli operai del
lanificio andavano a comprare il pane. Durante la prima guerra mondiale fu emanata una legge che obbligava a macinare il
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proprio grano nel comune di residenza, per cui da Carmignanello non si poteva andare a macinare nel mulino di Pispola, che,
essendo al di là del Bisenzio, era nella giurisdizione del comune di Barberino. Ma molti, scoraggiati dalla distanza del Mugello,
continuavano a andarci lo stesso, la notte, di nascosto, rischiando di vedersi sequestrare grano o farina. Il mulino di Pispola
ha cessato di lavorare attorno al 1952
Lasciata Cerbaia, Garibaldi e il “Leggero” a Vaiano
vengono rifocillati nella casa della famiglia
Bardazzi. Anche sulla facciata di questa casa vi è
una lapide – ornata in occasione delle recenti feste
dell'Unità d'Italia con festoni luminosi tricolori :
RICORDINO I POSTERI COME IN QUESTA CASA DEI
BARDAZZI SOSTASSE PER BREVE ORA NELLA NOTTE
DAL 26 AL 27 AGOSTO 1849 GIUSEPPE GARIBALDI
QUANDO REDUCE DAL GIANICOLO PORTAVA NEL
SUO POVERO CAPO PROSCRITTO I FUTURI DESTINI
D'ITALIA.
Con un calesse vengono poi accompagnati alla
località detta “Madonna della Tosse”, a poche
miglia da Prato, in attesa dell'arrivo di un'altra
vettura. Esiste ancora – purtroppo quasi illeggibile
per l'incuria – la lapide dettata dal Muzzi nel 1860,
in occasione del conferimento della cittadinanza
onorario di Prato all'Eroe dei due mondi. QUI CERCATO A MORTE COME BELVA FEROCE ASPETTÒ DA PRATO QUEI FIDI CHE
DIRETTI DAL CIELO SUA PREZIOSA VITA PER L'ITALICA INDIPENDENZA TRA MILLE RISCHI SALVARONO. Davanti alla lapide
l'antichissimo tabernacolo in onore della Madonna la cui immagine – oggi perduta – aveva fama di portentose guarigioni nei
casi di pertosse o, popolarmente, tosse cattiva (di qui il nome della località). Una iscrizione ricorda che questo tabernacolo
trecentesco nel 1984 fu donato da Alfio e Lamberto Balli all'Azienda di Turismo di Prato che insieme alla Cassa di Risparmio di
Prato e ad un comitato di cittadini ne curò il restauro. Nelle pareti interne tre bellissimi rilievi ceramici policromi di Leonetto
Tintori con una coppia di sposi (foto), Gesù Bambino in collo alla mamma e un devoto che curiosamente, sporgendosi da una
portiera di automobile – forse volendo dare esempio a chi passa sulla statale – offre un mazzo di fiori.
In tarda notte giunge la vettura per portare Garibaldi e “Leggero” alla
Stazione del Serraglio QUI GARIBALDI SOTTRATTO ALLE AUSTRIACHE
INSIDIE FERMOSSI DUE ORE. Sequi nel frattempo ha convinto i fuggitivi a
non dirigersi verso Genova, obbligati a passare da Pistoia e Lucca piene di
austriaci, ma verso Poggibonsi, la Maremma e il mare. Si sarebbero così
potuti imbarcare per le destinazioni che reputavano più sicure. E intorno
alle due di notte del 27 agosto 1849 un'altra carrozza parte con i due in
direzione Poggibonsi, Colle Val d'Elsa e poi fino al mare.
Nel 1860 il Risorgimento ha raggiunto quasi tutti i suoi obbiettivi (ma non
ancora quello di avere Roma capitale), l'Italia sta per essere unita, e anche Prato celebra Garibaldi ricordandone il passaggio
in città nel '49 e lo elegge cittadino onorario. Luigi Muzzi, celebre epigrafista, detta l'iscrizione alla Madonna della Tosse, si
murano lapidi per ricordare i luoghi del passaggio dell'Eroe. L'antico italico sport di saltare sul carro del vincitore viene
praticato anche in questa occasione. A decine fanno sapere Quando passò per Prato c'ero anch'io ad aiutarlo. In questo
contesto si scatena un'aspra polemica tra Piero Cironi, figura di spicco del Risorgimento, direttore del Giornale L'unità
italiana e il dottor Francesco Franceschini dal quale, come abbiamo visto, si era precipitato a cavallo l'ingegner Sequi per aver
aiuto e consiglio. Ma Cironi sostiene che il ruolo di Franceschini fu molto marginale se non addirittura nullo, e ben altri
[naturalmente della parte politica del Cironi] avevano aiutato il Generale sottraendolo alla caccia degli austriaci..
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Franceschini scrive (in terza persona) la sua verità in un opuscolo : Il 26 agosto 1849 mentre un battaglione di Austriaci
occupava la città di Prato il dottor Franceschini giaceva in letto attaccato da una febbre gastrica. Alle ore 2 ½ pomeridiane
giungeva a cavallo e in tutta fretta all'abitazione di detto Franceschini il giovane Sequi. Appena introdotto, gli svelò di aver
trovato poche ore avanti in Val di Bisenzio, sotto la Rocca di Cerbaia, presso il mugnaio Biagioli, il Generale Garibaldi, il quale
gli aveva espresso il desiderio di essere indirizzato verso il mare, pregandolo in pari tempo ad apprestargli il modo più
conveniente e sicuro di attraversare la campagna di Prato. Non potendo il Franceschini convocare un Consiglio di amici perché
la sua casa era sorvegliata da molta canaglia influenzata e comprata dallo scellerato partito Austro-Clericale, pensò un
istante; balzò dal letto, e vestitosi, e involtosi in un mantello portossi al braccio del bravo Sequi alla casa di Antonio Martini,
uomo di una fede italiana a tutta prova, abilissimo nel trafugare le persone compromesse politicamente, perché molte ne
aveva salvate nella rivoluzione del 1831.
I due con il Martini fissano carrozze, vetturini e itinerari. Il Sequi se ne ritorna dai
due fuggiaschi : l'appuntamento con chi li porterà in salvo è per la mezzanotte al
Tabernacolo della Madonna della Tosse. Il Franceschini se ne ritorna a letto dove
ogni due ore viene informato di quanto si operava. Nel frattempo il Martini nel
dare sfogo al grave incarico assuntosi, consultò altre persone ma chi ricusò, chi
interloquì e consigliò, ma solo Tommaso Fontani Capo Stazione della via Ferrata ne
prese l'incarico. Garibaldi e il suo compagno si trattennero circa due ore alla
Stazione, e quindi girarono per la strada che conduce al Bisenzio, di qui passarono
in un canneto, dietro il muro della Stazione, dove una carrozza li prelevò partendo
per Poggibonsi. Frattanto a Vaiano eransi sparse delle voci ed eran giunti i
Cacciatori Volontari, ma non riuscirono né lì né a Prato a trovare alcunché. Fu
messo in carcere il buon Sequi che nel suo esame si portò eroicamente, per la qual
cosa né Franceschini né Martini furono inquisiti.
Gli articoli del Cironi sull'Unità italiana del 25 ottobre 1860 sono pungenti e sarcastici : Il D. Franceschini fu avvisato dal Sequi
alle 2 ½ pomeridiane del 26 agosto. Egli non potendo convocare amici a consiglio in sua casa, perché era sorvegliata, balzò
dal letto e involtosi in un mantello (vero mezzo per dar nell'occhio il 26 agosto) andò dal Martini ove le cose furon fissate.
Dopo questo il Franceschini se ne tornò a letto dove ogni due ore era informato di quanto si operasse. Così quella casa nella
quale non si potevano far entrare amici a consulta perché era sorvegliata, ora poteva ricevere, senza rovinare la cosa, alle ore
4, alle ore 6, alle ore 8 alle ore 10, con un periodo da dar molto sospetto, la stessa persona, perché la cosa non era da
mandarsi per la bocca di tanti scegliendo quattro diversi individui per riferire.
La polemica durerà ancora a lungo : come accettare senza reagire, da parte del Franceschini, il veder svanire, non
riconosciuto, il suo breve momento di gloria ?
Gianni Limberti
Festeggiano il compleanno
Giovanni Ballerini
2 Aprile
Gianni Limberti
2 Aprile
Stefano Ongaro
6 Aprile
Cesare Carbone
13 Aprile
Mario Muscariello
13 Aprile
Pietro Marcello Santini
15 Aprile
Vincenzo Piraino
19 Aprile
Marco Benesperi
22 Aprile
Massimo Macherelli
26 Aprile
…tanti auguri a tutti!
ROTARY INTERNATIONAL
SEDE MONDIALE:
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(Rotary Club Kirksville, Missouri, Stati Uniti
d'America)
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Pistoia Montecatini Terme "Marino Marini") per
i Rotary Club area Toscana 1:
Prato – Prato “Filippo Lippi” – Empoli Fucecchio
S.Croce sull’Arno, Pistoia Montecatini, Pistoia
Montecatini “Marino Marini”, San Miniato.
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ROTARY CLUB PRATO
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Fax: 0574 445496
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RIUNIONI CONVIVIALI:
HOTEL PALACE – PRATO
Via Pier della Francesca 71
Il 1° e 3° martedì di ogni mese, ore 13.00
Il 2° e 4° martedì alle ore 20,15
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aprile 2 0 1 1 - Rotary Club Prato