?
Lunedì 2 aprile a Cosenza il decennale della morte di Mancini vedrà sul
palco dei relatori eminenti ex (?)
fascisti, che non hanno mai ritrattato
le loro indegnità contro il fausto leader
socialista. Gli onori di casa sono a cura
dell'ignoto nipote, depositato fin dalla
nascita non su una culla ma su una
poltrona. Per l'ultima -da non perderesarebbe capace di far commemorare
Cristo dal Diavolo.
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
02
UNA STORIA
LA MATA HARI
DELLA LOCRIDE
inquecento lire per un
grillo notturno. Un capitale per un bambino nel 70.
Questo pagava la Mata Hari
della Locride per un grillo canterino che gli serviva a superare le
lunghe notti della sua insonnia,
passate a rammentare rocambolesche avventure in giro per il
mondo. La Mata Hari comparve
dal nulla negli anni sessanta,
aveva una certa età, i capelli
biondi e un forte accento
straniero. Chi aveva la fortuna di entrarle in casa
scopriva un mondo
misterioso fatto di
profumi esotici, di
vasi dorati e quadri
alle pareti. Aveva i
tappeti per terra
quando parecchie
case avevano ancora i pavimenti in
cemento. Andava e
veniva dalla Locride
per viaggi misteriosi
dei quali nessuno
mai conosceva la
meta. A volte si diceva
che fosse una profuga
ebrea, altre una nazista in
fuga e altre ancora una
spia. Certo è che nessuno
mai ha saputo il
suo nome, che
nella borsetta
portava sempre una pistola.
Certo è che nessuno si è mai spiegato
come ci fosse venuta a
finire nella Locride. E nessuno poi spiegò bene come
fosse morta, quando la trovarono lunga distesa dentro casa
sua. E nessuno seppe dare
spiegazioni del piccolo tesoro
trovato nascosto nell’imbottitura delle sue sedie. L’unica
cosa certa fu che i grilli notturni videro cessare la propria
caccia e i bambini smisero
di ingozzarsi di gelati con i
suoi soldi. E certo è che il
suo corpo giace sepolto in
una tomba senza nome, nel
cimitero di uno dei paesi
più strani della Locride.
Le Chevalier
C
Luigi Tuccio e suoi affini
L’onore secondo la ‘ndrangheta e la politica
ossono i politici mutuare le categorie dei
loro giudizi dalle categorie della cultura
ndranghetista? Per dare risposta, più che
probabile, alla nostra domanda ritorniamo sul
caso Tuccio. Che riassumiamo brevemente.
Luigi Tuccio viene messo nel mirino dello schieramento di centrosinistra per i rapporti di parentela,
giuridicamente inesistenti, visto che solo nell’uso
comune può essere considerata “suocera” la signora Giuseppa Cotroneo, essendo la figlia sua
Giampiera Nocera, “compagna” e non “moglie”
dell’assessore. La “terribile” suocera avrebbe assicurato appoggio al latitante Domenico Condello.
Dopo un bombardamento di più giorni Luigi
Tuccio decide di dimettersi da assessore all’urbanistica, dando prova di non credere nello stato di
diritto che pure sembra invocare. Ma vuole lasciare morti sul suo cammino e, come al poker, rilancia
sugli altrui scheletri.
E qui comincia la commedia dei sinonimi.
Luigi Tuccio è affine ai suoi accusatori più di quanto egli pensi. Gli accusatori di Tuccio sono a lui affini più quanto sospettino. L’uno e gli altri ritengono che una persona , per essere onorata e onorabile, non debba avere parenti pregiudicati fino alla
settima generazione. E sul punto, oltre gli asini,
cascano anche i cavalli.
Che cosa dice il codice della ‘ndrangheta? Che un
giovane può essere “rialzato”, cioè può ricevere
l’onore di fare parte dell’Onorata Società, se nella
sua razza fino alla settima generazione non c’è un
parente, che sia stato carabiniere o poliziotto.
Non c’è dubbio che per traslazione questo principio ‘ndranghetista viene applicato anche al campo
della politica. Non s‘era mai sentito che i maestri
della purezza prelevassero l’idea-guida della loro
damnatio dalla cultura ‘ndranghetista, davvero
pervasiva, oltre che diffusa.
P
CARTOLINE PER LA PADANIA
*
IL NUOVO
NUOVO ALBUM
I Quartaumentata
tra “Sirene e naviganti”
“Sirene e Naviganti” il nuovo album dei
Qartaumentata è un progetto di undici
brani che vanta la collaborazione di
artisti famosi del calibro di Spagna,
Saule, Margarida Guerreiro.
Concepito tra le calette di Icaria,
“Sirene e naviganti” si
racconta “navigando”, attraverso un
cammino simbolico,
un'analogia tra il
viaggio di Ulisse e il
viaggiare contemporaneo.
di Antonio Calabrò
PENTEDATTILO,
A UN PALMO DA DIO
na mano di roccia viva protesa verso
U
Dio. Un bastione caduto dalla Luna,
o sbucato dalle profondità, un avviso ai
LA COLONNA DI ERCOLE
RIDATECI COLA ,
IL RE DEGLI ZINGARI
resunta lupara bianca per il re
degli Zingari. Del gitano poco
nomade che stanziava ad
Ardore non si hanno notizie da
sabato. Nessuno mostra lo scalpo di
Cola Berlingeri, nickname Cavallo di
Ritorno, cugino primordiale di Toro
Seduto. Furti di giorno e tarantelle
grigliate oltre i tramonti, lungo notti
illuminate da vecchie lampadine
senza risparmio energetico, collegate abusivamente a cavi pubblici.
Cola Berlingeri amava la Fiesta,
quella col sedile leopardato ce l’aveva
nel sangue. Come la sua gente, che
con lunghe vesti e oro antico da un
lato, gilet e bretelle dall’altro, finisce
sempre dentro interminabili note
d’organetto e, senza patire fatica,
regala la luna alle periferie.
Il re degli zingari, quattro figli, è
scomparso nel mese dell’accoppiamento. La sua tribù ora non canta
più. Ulula nella notte, diversa e crudele, come un’antica madre.
Ridateglielo.
Ridateci questo apache reggino.
Alla fine, in un mondo che gira,
anche Cola Berlingeri è di passaggio.
Ma Cavallo di Ritorno no. Lui è
noir.
Ritornerà. Per sette volte chiederà il
riscatto, dopo avervi rubato perfino
l’eterno riposo.
P
Ps. Dato che si tratta di una scomparsa e le ricerche sono in corso, la
Riviera segnala ai lettori che questo
articolo è andato in stampa venerdì
30 marzo alle ore 12 e 10
naviganti, uno sperone piantato nelle costole del cielo. E dalle sue feritoie naturali,
dalle sue ferite di sangue scolorito dal
tempo, dai suoi anfratti ombreggiati, le
voci le urla gli ululati di dolori atavici, e i
fantasmi disperati, e la potenza della terra.
Un set da milioni di dollari, uno studio
d’artista eccentrico, un gran varietà gotico,
la mano verso il creatore, protesa verso
Dio, che invisibile la sfiora. Pentedattilo, il
regno delle ombre vive.
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
03
Parlando
di...
ATTUALITÀ
NORDICI & SUDICI
DI GIOACCHINO CRIACO
La Calabria ai tempi della ginestra
Pochi di voi sanno persino
quanti tipi di ginestra crescono spontanei sul nostro territorio, figurarsi quanti conosceranno gli utilizzi di questa
pianta meravigliosa, buona
per fare tessuti, carta, profumi, medicine. Salubre per
l’ambiente per la sua capacità di fissare l’azoto dell’aria, idonea a ridurre il propagarsi degli incendi, buona
per contenere le dispersioni
del terreno durante la pioggia e utili per il suo drenaggio. C’era un tempo in cui in
Calabria la lavorazione della
ginestra costituiva un capitolo economico importante e
nei tanti suoi ruscelli la pianta stava a macerare nell’acqua per settimane. Era una
Calabria contadina, che
però non è mai diventata
industriale e ha rinunciato
alle sue produzioni in cambio di un posto in treno o in
nave che ha portato lontano
i suoi figli per farne degli
operai. Ora non è questione
se sia meglio fare il contadino o l’operaio, ma il mondo
sviluppato va verso forme
nuove di produzione. Si
cerca una decrescita industriale a favore di una crescita economica basata su sistemi produttivi più in sintonia
con la natura e il rispetto
ambientale. Non vorrei farvi
tornare a battere sui sassi la
ginestra, piuttosto vorrei
farvi conoscere quanto ci
fosse più un sistema produttivo buono nel passato
rispetto a oggi. E quanto fossero presenti più iniziative
economiche un tempo
rispetto alla Calabria attuale.
Allora alle ragazze che nel
letto si lamentavano della
ruvidezza delle lenzuola di
ginestra le mamme dicevano
“dormi figlia che bella ti fai”.
Ed era vero perché la ginestra migliorava la circolazione sanguigna, massaggiando
la cute e cedendole numerose e salutari sostanze organolettiche. Addirittura fra le
ginestre spinose, che producono uno dei fiori più profumati in natura, ci s’infilava
per un doloroso quanto
purificante salasso. Non per
nulla si chiamavano salassare, le spine ghermivano le
carni facendole sanguinare il
giusto necessario a nettarle
dalle tossine altrimenti non
eliminabili. Voi non tornerete a coltivare il grano, l’ulivo,
la vite, il gelsomino, il bergamotto.
Non tornerete a far nulla
perché 150 anni di stop culturale vi hanno devastato il
cervello. Continuerete a
stare sui divani in attesa di
inutili sussidi che contribuiranno ancor di più ad atrofizzarvi la mente. Perché a
voi, cari sudici, non bisognerebbe farvi camminare in
mezzo alle salassare, ma
appendervi a testa in giù.
LA NOVITÀ
Cornetto agli
agrumi, the original.
Made in Calabria
La presentazione-degustazione, pensata per valorizzare
le arance di Calabria e tutelare i lavoratori coinvolti, si
è svolta martedì 27, presso il bar Riviera a Locri. Un
modo genuino per fare una salutare colazione con cornetti ripieni di marmellata delle arance di Calabria.
L’obiettivo dell’agrumetto: dare il giusto prezzo alla
frutta locale, eliminando il circolo perverso che porta il
produttore a guadagnare 8 centesimi di chilo di merce.
La nascita della brioche agli agrumi è stata ideata della
SAOR, Azienda di Gioiosa Jonica guidata da Rocco
Criserà, della Frujt presidente Francesco Macrì, e della
Coldiretti Calabria, presidente Pietro Molinaro, per
dare la giusta importanza agli agrumi e stimolare la
nascita di buone pratiche.
I prodotti, realizzati per il lancio dal Bar Riviera, nella
variante alla marmellata con l’arancia, il bergamotto, il
mandarino, il mix di agrumi e molto altro, hanno conquistato il palato degli ospiti.
H
ILARIO AMMENDOLIA
o espresso la mia vicinanza militante
alla dottoressa Lanzetta sindaco di
Monasterace. Tre colpi di pistola sono
stati sparati contro la sua macchina.
Una ennesima intimidazione mafiosa contro un
sindaco della Locride. Con Lei, nei mesi scorsi,
siamo stati insieme in prefettura , ricevuti dal comitato per l’ordine e la sicurezza.
Sempre a Monasterace questa estate, in una pubblica assemblea, c’erano tutti i sindaci della
Locride per manifestare la solidarietà alla dottoressa Lanzetta quando il fuoco è arrivato a due passi
dalla sua camera da letto. Con noi Pasquale
Brizzi sindaco di Sant’Ilario, comune il cui consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni
mafiose.
Io conosco bene entrambi, avendo lavorato con
loro nell’assemblea dei sindaci della locride.
E’ difficile l’impegno politico nella nostra Terra. Il
tessuto democratico è fragile o quasi inesistente. I
partiti, nella migliore delle ipotesi, sono comitati
elettorali che danno qualche flebile segnale di vita
in occasione delle elezioni.. La politica manca, ed i
poteri forti fanno da padroni. La mafia, per quanto possa sembrare incredibile, è un potere forte i
cui tentacoli penetrano nelle carni della nostra
società.
La politica ha valori da difendere, i politicanti si
curvano a tutti i venti pur di sopravvivere. Così
succede che un sindaco viene ucciso dalla ndrangheta e viene cancellato dalla memoria collettiva
della Locride, un ex sindaco viene arrestato, quin-
RICORRENZE
ADRIANA
MUSELLA
SI CONVERTIRÀ
ALL’ISLAMISMO
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
04
la Riviera
DIAVOLO NERO
LA RIFLESSIONE
Non è un movente politico
Cosa dovrebbe fare un sindaco?
di assolto, e poi muore di crepacuore. Anche
in questo caso silenzio assoluto.
Ho letto le motivazione dello scioglimento del
consiglio comunale di Sant’Ilario.
Io non sono un giurista, ma è evidente il contrasto tra la Costituzione e la procedura sommaria con cui si scioglie un consiglio comunale sospendendo la democrazia.
Per un solo istante io mi soffermerò sui motivi che stanno alla base del decreto di accesso
che ha portato a sciogliere il consiglio comunale di Sant’Ilario: “...a seguito di un rapporto redatto dalle locali forze dell’ordine che aveva evidenziato una
serie di frequentazioni tra componenti degli organi politici e personaggi collegati alla criminalità…”.
Già nei processi è difficile arrivare alla verità,
immaginate quando tutto è affidato ad un rapporto di polizia, con tutta la stima ed il rispetto per gli appartenenti alle forze di polizia,
quanto ardua diventa la strada. Per un solo
istante, immaginate qualora il ministro Scelba
avesse avuto i poteri di sciogliere un comune in
seguito ad un rapporto, quante amministrazioni
di sinistra sarebbero sopravvissute? Crotone,
Siderno, Melissa, S. Giovanni in Fiore?
Che significa la parola “frequentazione” in un
paese dove la ndrangheta esiste ?
Cosa dovrebbe fare un sindaco ? Affacciarsi
alla finestra ogni mattina e vedere chi c’è per
strada? Comprarsi una macchina con i vetri
oscurati e passare veloce per le vie del Paese?
Mandare un vigile comunale in avanscoperta
per verificare chi c’è in un bar prima di entrarci? Addestrare un cane capace di fiutare da
lontano l’odore dei mafiosi?
Una cosa è parlare di ndrangheta in un bel convegno tra gli applausi degli addetti ai lavori,
una cosa ben diversa è abitare in un paese
dove la ndrangheta esiste, dove i rapporti si
fondano su intrecci secolari, si frequentano gli
stessi locali, le stesse Chiese, le stesse strade!
Io credo che un sindaco non debba avere collusioni di alcun tipo con la mafia così come
non dovrebbe averle un magistrato, eppur succede, ma nessuno si sognerebbe di sciogliere un
tribunale perché un magistrato o un cancelliere è stato visto prendere un caffè con un pregiudicato! Nella peggiore delle ipotesi ci sarebbe un processo disciplinare con tutte le garanzie di difesa. Nessuno metterebbe sotto processo sommario una caserma perché un militare è stato visto in compagnia di una persona
con la fedina penale dubbia!. Un sindaco no!
Il sindaco, o qualunque persona normale ma
Una bella e inedita / novella si sferra, / corre
gli oceani, / corre la terra. / i monti supera, /
divora i piani, / sorvola i baratri; / e indomita /
di lido in lido / come di turbine / manda il suo
grido, / come di turbine / l’alito spande:/ ella si
converte, o popoli, / Adriana la Grande.
L’abbiamo letta sull’Ansa nazionale questa
novella, subito diffusa dalla rinomata BBC
inglese. Ed è rimbalzata sull’ autorevole New
York Times. I giornali arabi se ne sono immediatamente impadroniti e Al jazeera, l’ha posta
trionfalmente in prima sgargiante pagina,
accompagnandola con un Sia lodato Allah,
debole, che vive in un piccolo paese è solo una
pedina che una classe dirigente compromessa
e corrotta butta nelle ganasce di un giustizialismo plebeo per salvare se stessa.
Infine le collusioni evidenti, interessate, tese a
portare reciproci profitti sono reati e come tali
andrebbero giudicati.
Per il resto esiste, prima ancora delle leggi
scritte, un principio evangelico che dice “visitare i carcerati”. Infine una domanda: è possibile che la ndrangheta sia diventata così stupida da “colludere” nelle piazze o nelle pubbliche strade. Chi vuole commettere reati, ovviamente, prende tutte le precauzione e non si va
certamente a colludere in luoghi pubblici.
Perché dico queste cose? Perché parto da
Monasterace e arrivo a Sant’Ilario ?
Perché io credo nella libertà e nella democrazia.
Diceva Errigo Boldrini comandante partigiano: “noi lottiamo per difendere la nostra
libertà, la libertà degli indifferenti, la libertà
di coloro che oggi ci combattono”.
Sono passati tanti anni ma questo insegnamento è sempre attuale! Questo insegnamento distingue coloro che amano la Politica dai
politicanti dozzinali.
anche se risulta che Lui non fa miracoli.
Dunque, Adriana Musella, che sulla nota questione trova permissivo e concessivo il cattolicesimo, s’è convertita all’islamismo, religione
dura e severa. Ma è novella o notizia? Noi,
come ognuno sa, dubitiamo di tutto, e per ciò
stesso abbiamo chiesto lumi alla nipote di
Mubarak, che ha risposto: è notizia. Vera, verisima. Abbiamo sbagliato ad essere increduli.
Passare dal fondamentalismo antimafia al fondamentlismo islamico è la cosa più naturale del
mondo. Anche il primo d’Aprile.
Fried Fish
Alberto Musy è consigliere
comunale a Torino. Più di una
settimana fa è stato ferito gravemente e versa in condizioni,
che i medici dicono serie. Del
suo attentatore non si hanno notizie e,
perciò, è arduo stabilire quale il
movente dell’agguato e del ferimento.
Ma sembra che debba escludersi il
movente politico, nonostante sia
Alberto Musy un uomo politico.
Trasferiamoci in Calabria, che è terra
nella quale si ripercuotono, con scadenza significativa, lettere di minaccia
a pubblici amministratori e persino a
parlamentari, soprattuto quando
quet’ultimi sono in crisi di visibilità e
anche di ricandibilità.
Non solo lettere, ma pure, di tanto in
tanto, incendi ai beni dei Comuni.
Degli epistolari scrittori minacccianti e
dei piromani non si acchiappa l’identità. Ma da noi non è arduo stabilire
quale sia il movente delle nefaste azioni. Il coro unanime dei solidarizzanti
non ha dubbi. Tutto si può escludere
tranne che il movente non sia politico.
Il che porta a questo corollario che
non ha bisogno di dimostrazione: chi
fa politica in Calabria è il santo patrono del territorio d’appartenenza.
E, per ciò stesso, ogni atto criminale
si pone come azione indotta a fermare
il cambiamento e, addiritttura, la
‘ndrangheta.
Tantissimi anni fa, nel 1985, ad Africo
Giacomo Mancini concluse un convegno sul pentitismo. A fine lavori, rivolto a un gentile capitano dei carabinieri,
disse: “Ma possibile che in Calabria c’è
solo il delitto di mafia? Nessuno più
ruba? Nessuno più lancia occhiate?”.
Il capitano non rispose.
Calabria pura.
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
05
La forma è quella della colomba, ma l'interno è un tripudio di
gusti per differenti palati! Dalla
colomba glassata con le mandorle a quella ricoperta di cioccolato, passando per l'esotica colomba fruttata a base di mango,
papaya, ananas e pesca. Non
resta che scegliere!
Nel 572, Re Alboino, occupata la città di
Pavia, il giorno della vigilia di Pasqua,
prima di trafiggere gli abitanti con la spada
ed appiccare il fuoco alla città, ricevette da
popolo stesso, molti regali, tra i quali dei
pani dolci preprati da un vecchio artigiano.
Gioiosa Jonica Via Lazio, 46
info: 0964 51542
La colomba, dolce pasquale per
eccellenza con un impasto lievitato naturalmente insaporito da
morbido scorzone d' arancio all'
interno. Ingredienti di prima
scelta e lavorazione che rispetta,
tempi e canoni imposti dalle
ricette tradizionali, ne fanno un
dolce di cui noi andiamo fieri.
Siderno
Via Amendola, 115
info: 339 2610405
L'attenzione alla qualità dei prodotti dalla scelta delle materie
prime alla cura nel seguire le
lavorazioni degli stessi in tutte le
loro fasi fanno della nostra
colomba, lavorata con il medoto
classico, arricchita con gocce di
cioccolato e ricoperta dalla glassatura con le mandorle, un dolce
irresistibile.
Roccella Jonica Via XXV Aprile
info: 0964 863028
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
06
a
al
Il vecchio rivolgendosi al Re disse:
“Sire, sono venuto a porgerti queste colombe, quale tributo di pace nel giorno di
Pasqua”. Il re assaggiò i pani, che gli piacquero così tanto da indurlo a sentenziare:
“Pace sia!”
Eleganti e raffinate confezioni racchiudono il meglio della tradizione
dolciaria. Uova di finissimo cioccolato lavorate seguendo antiche ricette
e colombe pasquali realizzate con le
migliori materie prime rendono i
nostri prodotti “unici”, il tutto racchiuso in eleganti confezioni, idee
regalo ideali.
M.na di Gioiosa Jonica
P.zza Zaleuco info: 0964 416463
Per una Pasqua all'insegna del
gusto prodotti di alta pasticceria,
specialità uniche della tradizione
dolciaria italiana. Le nostre
colombe artigianali hanno un
cuore tenero ripieno di crema
pasticcera, cioccolato e pistacchi
di bronte, ricoperte di fine glassa
e scaglie di mandorle.
Caulonia Marina
Piazza Bottari, 1
info: 0964 82993
Specialisti nella produzione di
dolci tipici delle feste, proponiamo una vasta gamma di colombe pasquali. Da quelle classiche,
a quelle arricchite con ingredienti sfiziosi, come il cioccolato o i frutti delicati, alle
Golosone ricoperte di cioccolato
fondente o glassa.
Bianco
Piazza Marconi, 3
info: 0964 911338
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
07
MOSTRI NEL PARADISO
Gas a Gioia Tauro. Carbone a Saline. Eolico a Piani della Lopa (Bagaladi). I sofisti dell’ energia “pulita” stanno
svendendo la Calabria, gli ambientalisti tacciono e non si comprende il motivo. Destra e sinistra inciuciano, le voci
dissonanti svaniscono e i calabresi vili subiscono in cambio di sussidi sempre più simili a sporche elemosine.
Pale in faccia
alla Calabria
GIOACCHINO CRIACO
nità reggina, che vantaggi avremo? E quali sono i
vantaggi per i quali è legittimo barattare i capolavoerché ci siamo fatti fare questo? E quanto ri unici che la natura ci ha donato? La vita si può
altro male ancora lasceremo che ci facciano? sempre e continuamente ridurre a valori economiNon ci è bastato lo schifo di quarant’anni fa ci? Che faremo, ci lasceremo costruire addosso la
della Liquichimica di
centrale a carbone di Saline e poi il
Saline, lo scempio del quinto cenrigassificatore di Gioia Tauro?
tro siderurgico di Gioia? Chi
Ovvio che si. Perché siamo un
siamo, noi Riviera, noi stampa, noi
popolo in regressione culturale
ambientalisti, noi calabresi? Che Il nostro territorio sta
irreversibile, fenomeno tipico dei
razza di cialtroni siamo diventati? subendo trasformazioni, paesi colonizzati. Tutto ci faremo
Per capire la nostra pochezza basta
fare, contenti pure. Perché la
scendere dai Campi di Bova, nel- frutto di menti a corto
nostra terra è diventata barattabil’ora di un tramonto colorato cari- raggio. Il cambiamento
le. Bastano le magiche paroline,
co del profumo della ginestra spi- climatico e
sviluppo e occupazione e cediamo
nosa. Lo sguardo s’intrappola in un
a tutto. Ma la distruzione non è né
mare a specchio che rimanda al paesaggistico è oramai
sviluppo né occupazione. Questo è
cielo gli ultimi scampoli di luce, poi irreversibile. E noi?
quello a cui collaboriamo, lo scems’incastra nella cupola bianca
pio della nostra terra e in cambio
dell’Etna e si avvinghia al pugno Lambiti dal fuoco
di nulla perché qualche migliaio di
chiuso di Pentedattilo proteso a sfi- politico faremo la fine
posti di lavoro non possono valere
dare l’azzurro con la bellezza
perdite ambientali di valore
immensa che la natura ha dato ai del castagno: al rogo.
incommensurabile.
nostri luoghi. Un attimo ancora ed
Non possiamo trattare la nostra
ecco che il colpo arriva potente ad annullare tutto, a terra da papponi, per avere qualcosa in tasca perché
stringere lo stomaco e far montare la rabbia. Il fiele alla lunga non avremo nulla. Dobbiamo decidere un
trasborda quando gli occhi si fermano ai Piani della modello di sviluppo che rispetti i beni che abbiamo,
Lopa e girano insieme alle pale d’acciaio di 26 mt. un modello che sia strutturale, che duri. La strada
Montate su torri lucenti alte 55 mt. Il
imboccata non è quella giusta e non bisobello svanisce sommerso dalla mostruo- LA COPERTINA gna essere degli antimoderni per non
sità dei mulini a vento lunari del parco
volerla. Per non volere le pale eoliche, le
eolico costruito sui Piani della Lopa, nel comune di centrali a carbone, i rigassificatori, bisogna avere un
Bagaladi. Certo tutto è sicuramente in regola, po’ d’amore per se stessi, per la propria terra, per il
costruito nel rispetto delle leggi, ci saranno vantaggi futuro dei propri figli e avere un minimo di senso
economici per le popolazioni dei comuni del circon- estetico. Rinunciamo all’uovo marcio che ci stanno
dario. E io? Io che ritenevo impagabile lo spettaco- rifilando e alleviamo una gallina che in futuro ci
lo della natura, io che non sono abitante nei comu- potrà dare uova fresche. Oggi ci stanno fregando e
ni del circondario? Voi calabresi che non abitate nel noi Riviera, noi stampa, noi politica, noi
triangolo Bagaladi-Melito-Montebello? Noi comu- Legambiente, noi gente, dove siamo?
P
ESSENZIALE
PIANA
Il rigassifictore di Gioia Tauro
’ ormai certo, a Gioia Tauro si
E
farà il rigassificatore. Lo si farà
senza quasi opposizione perché
poche sono le voci in disaccordo. Si
promette sviluppo economico, occupazione, ricadute importanti sul territorio. Le solite prebende in cambio di
uno scempio ambientale certo.
L’impianto di Gioia, a parte qualche
ricaduta occupazionale, sarà un’en-
nesima ferita fatta alla Calabria perché benefici veri non ce ne saranno.
Nella nostra regione passa già un
grande gasdotto che porta il metano
dal nord Africa, lo porta ma non per
noi, lo fa transitare sul nostro territorio a vantaggio di posti lontani da noi,
perché da noi si fanno i gasdotti e i
rigassificatori e la Calabria continua a
essere la regione meno metanizzata
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
08
la Riviera
CENTRALE A CARBONE
EDITORIALE
DI JIM BRUZZESE
I tingiuti di Saline Cicatrici
apprima furono le bioproteiD
ne
chimiche
della
Liquichimica, poi le riparazioni
dell’OGR. Ora, ci risiamo, sarà la
volta dell’elettricità. A Saline si
replica il miraggio, gli svizzeri di
REPOWER vogliono convertire
i reperti industriali calabresi per
farne una modernissima centrale
elettrica a carbone. La promessa
è allettante, come al solito. Si
creeranno un migliaio di posti di
lavoro, che per una terra disperata come la nostra sarebbero una
manna, anzi no una goccia nel
mare. Si continua a percorrere
una strada sbagliata, quella dell’industrializzazione a tutti i costi.
Si chiudono gli occhi sui fallimenti delle politiche industriali nel
sud, debacle colossali, dalla
Campania, alla Puglia, alla
Basilicata, alla Sicilia, passando
per la Calabria.
Fiat, Ilva, Quinto centro siderurgico, Petrolchimico. Nomi diversi
per fallimenti identici, che hanno
alimentato speranze e costruito
disastri ambientali enormi.
Perché la centrale di Saline
dovrebbe mutare la tendenza?
Perché è di ultima generazione,
con una resa maggiore di almeno
il dieci per cento rispetto alle centrali tradizionali, con un basso
tasso di emissioni di zolfo e anidride carbonica, con un’accurata
attenzione all’impatto ambientale affidata ad architetti seri del
calibro di Rota e Kisar. Dicono.
Sarà, ma intanto verranno inondati di cemento trecentoventimila quadri di terreno, verrà sparata in cielo una torre di centottanta metri, verranno costruiti trentacinque chilometri di elettrodotti sino a Rizziconi per il collegamento alla rete nazionale di trasmissione, verranno costruite
nuove banchine nel porto ormai
fatiscente per l’attracco delle
grandi navi carbonifere. Ecco,
alla faccia del basso impatto
ambientale. Non bisogna essere
dei beceri e integralisti soldati
ambientali, come in fondo noi
siamo, per avere dubbi sulla
bontà della centrale di Saline.
Continuiamo a vedere la rincorsa
della nostra politica verso scelte
che contrastano mortalmente
con la vocazione della nostra
terra.
Abbiamo il futuro dell’energia,
non si chiama petrolio, ne carbone. E’ il sole. Forse è meglio non
far tingere di nero il nostro futuro. E, quasi quasi, vien voglia di
dire a gli svizzeri di portare il carbone a casa loro.
DA SINISTRA: Impianto eolico ai Piani di Lopa
La centrale a carbone di Saline Joniche
Un rigassificatore simile a quello che dovrebbe essere
impiantato a Gioia Tauro
Nuccio Barillà, storico leader di Legambiente
COMPETENZE
Avviso a Legambiente
a Nuccio Barillà. Abbiamo,
E
giusto qualche tempo fa,
salutato con gioia l’ingresso del
d’Italia. Il gas passa da noi, ma entra
in pochissime delle nostre case perché manca la rete. Il gas di Gioia non
sarà per i calabresi, ci daranno qualche contentino giusto per farci
ingoiare l’ennesimo boccone amaro
e per tenerci buoni accettando di
continuare a essere terra di transito
per il benessere altrui. Sarà un’altra
enclave in territorio straniero, come
lo è il porto che serve ormai solamente a trasbordare beni da una
nave enorme ad altre più piccole che
li porteranno altrove, lasciando fuori
dal porto il solito deserto. L’impianto
non rappresenterà un progetto di
sviluppo per noi perché non ci verrà
costruito intorno nulla, come sempre, noi daremo la terra e le braccia
e il gas riscalderà altre case.
calabrese Barillà nella segreteria
nazionale di Legambiente. La
nostra soddisfazione era e per la
persona, che ha spesso una vita
per l’affermazione delle cause
ambientali, e per l’importanza
concreta del fatto. Avevamo sperato che tale evento avesse potuto contribuire a dare maggior
visibilità alle problematiche
ambientali calabrese. La speranza continuiamo ad averla, però
stiamo vivendo un momento di
passaggio importante e vorremmo che le voci ambientaliste si
facessero più forti. Le questioni
sono tante, Saline, Gioia, l’eolico
e per questo avvisiamo Nuccio
Barillà: da Roma continui a
guardare la Calabria e faccia
sentire la voce forte dell’ambiente, che ultimamente, in verità,
sembra troppo sottotono.
di silenzio
eimila tonnellate di rifiuti
radioattivi sotto la botola.
In migliaia marciarono nell’ottobre 2009 a Cetraro, pensando di stare a Chernobyl.
Aggrappati ai tazebao, in comadato d’uso gratuito prestati dai
sindacati e dai partiti del centrosinistra calabrese, urlavano, contro le navi dei veleni, mai pensate come presunte allora e oggi
solo ectoplasmi. Urlavano un
mieloso tormentone che aveva
note in comune più con “A
K’ant live” che non con “Be bop
a lula She’s my baby”. Chi si
ferma è perduto e perciò non si
sono fermati.
Telecomandati a distanza dai
loro massimi fattori, girano
quotidianamente interi feudi
calabresi, come i servi della
gleba, alla ricerca di un metro
quadro di amianto da innalzare
agli onori della cronaca su facebook, dove la poltroneria spesso
sostituisce l’azione e fa smorfie
al pensiero. Comunque, c’è speranza da condividere, sperando
di affiliare.
Dicevo: un metro quadro d’amianto. E sul rigassificatore,
che equivale a una centrale
nucleare? A Gioia Tauro stanno
per installare un mostro che, per
pericolosità, supera quei reattori
che a Fukushima sono stati
inghiottiti dal Pacifico, una creatura rifiutata dall’intera nazione,
e gli escamiciados svaniscono
dentro cicatrici di omertà.
Farfugliano, invece, i loro massimi fattori come se qualche
dente d’oro si sia impigliato,
traversando la bocca, nelle
corde vocali. E non concedono
più in comodato d’uso gratuito
le loro bandiere.
Le sventoleranno in fronte al
sole alla prima occasione. Per
un cassonetto dei rifiuti dato alle
fiamme dalla mafia?
S
MESSAGGI POLITICI ELETTORALI PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012
la Rivieracomunica
LA PROPRIA DISPONIBILITÁ A DIFFONDERE SULLA PREDETTA TESTATA GIORNALISTICA MESSAGGI POLITICI
ELETTORALI ALLE CONDIZIONI SOTTO RIPORTATE
Non si praticano provvigioni di agenzia, sconti quantità nè altri
sconti. La pubblicazione degli avvisi é consentita fino al 4
maggio 2012 compreso, salva eventuale estensione in relazione a votazioni di ballottaggio. Il pagamento dovrà essere contestuale all’accettazione dell’ordine di pubblicazione.
Le richieste di inserzione elettorale, con gli specifici dettagli
relativi alla data di pubblicazione ed eventuali posizioni di
rigore, soggetto richiedente ecc. dovranno pervenire almeno 3
giorni lavorativi prima della data richiesta di pubblicazione
presso: Pi Greco Comunication srl - Telefono 0964342679
Fax 0964383549- e-mail: [email protected]
È stato predisposto un codice di autoregolamentazione disponibile presso la Ns. Sede di Siderno la Riviera srl Corso della Repubblica
- Galleria Tasso info 0964383478 - [email protected]
I messaggi politici elettorali dovranno recare la dicitura “messaggio elettorale”
INDETTE PER I GIORNI 6 E 7 MAGGIO 2012
ed eventuale ballottaggio del 20 e 21 maggio
Ai sensi e per gli effetti della delibera n°43/12/CSP dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
09
DALLA COPERTINA
Il caso non è chiuso come se si addice alle
indagini contro ignoti. Non è chiuso il caso
di Platì e dello sgombero coatto di tre famiglie,
avvenuto a sole non alto, il 22 marzo
BANDITI
A PLATI
PASQUINO CRUPI
l caso non è chiuso come se si addice alle indagini contro ignoti. Non
è chiuso il caso di Platì e dello
sgombero coatto di tre famiglie,
avvenuto a sole non alto, il 22
marzo. Il giorno primo entrava la primavera, il giorno dopo nel paese aspromontano ritornava l’inverno con i suoi fortunali. Insomma, la tempesta giudiziaria
che mai non cessa nei confronti dei platiesi. I quali, come i morti, non hanno più
né voce né vita. A Platì ormai il linguaggio è quello delle perquisizioni notturne,
delle manette, della confisca dei beni,
delle sirene, delle camionette di carabinieri e polizia, degli acuti di gola dei
commissari di pubblica sicurezza - quello di Siderno e di Locri - che hanno voluto in prima persona essere sul luogo dell’immane delitto di voler riporre la testa
sotto un tetto, sotto il loro tetto.
Un’operazione brillante certamente, ma
altrettanto certamente dilapidatrice
delle sostanze finanziarie dello Stato,
quella che ha visto in azione a Platì un
mucchio inverecondo di camionette e
carabinieri e poliziotti, teutonicamente
armati. Per far che? Per rendere certo il
diritto dello Stato di punire. Ma dove e
I
ESSENZIALE
La vicenda dello sgombero
per confisca si trascina dal
1999. Ma solo ora, cioé
mentre si paventa lo
spostamento dell’Agenzia
per i beni confiscati, la
famiglia di Domenico
Romeo è costretta a lasciare
manu militari la casa
incriminata.
chi, pretendendo di leggere nella mente
delle tre famiglie estradate, cioè messe
sulla strada, ha concluso che non sarebbe bastato un usciere, ma dispiegate
forze dell’ordine?
Sono storie che vengono da lontano. E
in proposito vogliamo raccontare quella
della famiglia Romeo. Lui si chiama
Domenico, ed è bracciante, la moglie
Francesca Sergi, è casalinga ed enormemente ammalata. Hanno due figli den-
tro la maggiore età: un maschio e una questo non è, ne deriva una altra conclufemmina. Lo sciagurato platiese acqui- sione, assai efferata: che Saverio
sta, or molto tempo fa, un terreno mar- Romeo, inquinato di ndrangheta, ricotoriato, ossia che male si presta a diven- nosce la validità di quella scrittura privatare casa d’abitazione, da Saverio ta alla quale i magistrati fino alla Corte
Romeo, con fedina penale macchiata e di Cassazione tolgono ogni validità, chiuindividuato da carabinieri e magistratura dendosi in un formalismo, cieco della
come degno di misure preventive. A tal realtà sostanziale.
punto che gli vengono confiscati tre fab- Ecco, lo Stato, infine, ha della carità.
bricati. E su questo non abbiamo nulla Prima ha buttato la famiglia di
da osservare, non conoscendo le carte. Domenico Romeo sulla pubblica via
Comunque, è proprio da questa confi- insieme ad altre due famiglie e poi le ha
sca, decisa anche con l’autorevole parere fatto ricoverare in alcune case popolari
del giudice Vincenzo Giglio, ora in gale- di Platì. Senza acqua e senza luce. Tanto
ra, che si lacera la scheggia dell’incredu- i poveri si lavano a fiume e vanno a letto
lità.
quando il sole declina i suoi raggi. E noi
In altre parole, la confisca
intanto ci chiediamo se è
PRIMO
PIANO
s’abbatte anche su un terrelegittimo e se è giusto asseno che Saverio Romeo aveva alienato ai gnare alle famiglie sgomberate le case
coniugi Romeo e su cui i coniugi Romeo popolari che dovrebbero rimanere
hanno costruito la loro casetta: appena disponibili per gli aventi diritto e che di
tre vani. E a prova del giusto titolo di questo diritto sono privati. Possibile che
proprietà i coniugi Romeo esibiscono a Platì i tutori della legge violino la
una scrittura privata.
legge?
Faccio una pausa. Nel mondo contadino Attenzione. Questa storia dello sgomla parola data valeva come un contratto bero inizia nel 1999. Siamo nel 2012.
stipulato di fronte al notaio. Il mondo Sono passati 13 anni. Ci congratuliamo
contadino non c’è più. Ci sono giudici con l’attenzione concentrata e finalizzata
cittadini per i quali la scrittura privata a sgomberare tre relitti di casa. Ma ci
non ha valore giuridico. Giusto. Ha viene la tentazione di pensare che siamo
anche il profilo di una messinscena? Se in presenza d’uno sgombero ad orologequesto è, siamo alla bancarotta della ria. Poiché è un dato oggettivo che esso
logica più comune. Poiché dobbiamo viene promosso e attuato proprio nel
immaginare che Domenico Romeo con momento in cui sull’Agenzia per i beni
i suoi sudati risparmi, mangiando di pesa la concreta possibilità del suo trameno, vestendo di meno, costruisce la sferimento a Roma o in qualche imporsua casa su un terreno di cui non è pro- tante città siciliana. Che a Reggio, la
prietario. E il cui prorietario effettivo, detta Agenzia lavori e colga risutati non
Saverio Romeo, potrebbe rivendicarne è un ottimo argomento contro chi ne
la restituzione quando che voglia. Ma, se vuole lo spostamento?
La democrazia secondo Rosario Sergi
RODERIGO DI CASTIGLIA
vevamo chiesto al magistrato
Romano De Grazia un incontro, per
discutere di Platì, o presso la redazione de «la Riviera» o in qualche pubblico
locale del paese del brigante Ferdinando
Mittiga, certamente meno feroce dei suoi
uccisori, che, dopo averlo ammazzato a tradimento, gli tagliarono la testa. Di tutta evidenza, dopo un primo fievole gradimento,
il magistrato Romano De Grazia ci ha
ripensato e a Platì ci è arrivato con una piccola corte. Era il venerdì 23 marzo. Il giorno
prima, 22 marzo, di buon mattino, arrivano
a Platì camionette di carabinieri, poliziotti,
guardie di finanze. L’assetto è di guerra in
questo paese che cerca pace e non la trova,
e che può vantare - strano vanto - una generazione che non ha conosciuto la serenità.
Sono colà per dare esecuzione ad un’ordinanza di sgombero di tre case confiscate
dentro cui vivono famiglie che ancor non
hanno capito che devono avviare le pratiche
per cambiare cognome. Poiché altrove non
A
accade, ma siccome a Platì siamo in colonia
e la pena e anche la confisca dei beni dipendono da come ti chiami.
Ora noi ci saremmo aspettati dal De Grazia
e da quelli che gli fanno da “pali” a Platì un
minimo di parola sul caso di cui stiamo
discorrendo, su donne e bambini sbalzati
dalla casa alla strada. Niente. Facile è, però,
parlare di democrazia in astratto, cioè della
democrazia che in astratto è nulla. Facile è
parlare di difesa di diritti in astratto, e concretamente sospesi a Platì. Ma è un po’ più
difficile parlare di rispetto della democrazia
e di difesa dei diritti in presenza di situazioni concrete. Da che parte stanno Romano
De Grazia, la loquace giovinetta di Siderno,
i “pali” di Platì? Dalla parte delle madri e
dei bambini messi sulla strada o dalla parte
della lex, dura lex, ma semper lex?
La storia dei difensori in astratto di Platì
non finisce qui. Continua con un bardo
della democrazia, nato e cresciuto a Platì,
un paese - dichiara il nostro Rosario Sergi- “povero di Democrazia”. E avrebbe dovuto
dire “espropriato di ogni forma di democra-
zia”, se oggettivamente non avesse fatta
propria tutta la letteratura casermaria su
Platì. Avevamo avuto l’impressione, in più
incontri e in più conversari, che il platiese
illustre avesse voglia di candidarsi a sindaco
alla testa d’una lista che riassumesse il cuore
piagato di Platì. Aveva anche lanciato di
recente un manifesto programmatico in cui
diceva di voler procedere, sulle note dell’organo, con la chiesa, con gli oratoriani, con
tutti i cittadini, con le istituzioni, con i rappresentanti del territorio, con i partiti politici, con i sindaci del comprensorio, con le
associazioni del territorio.
E nell’elenco mancava solo Obama. Ma di
fatto sì è ritrovato a marciare dietro la
banda dei carabinieri, con alla testa
Romano De Grazia, sicuramente lieta l’anima sua per lo sgombero, poema eccelso di
come lo Stato insegni la democrazia a Platì.
E in proposito da che parte sta Rosario
Sergi? La domanda aspetta risposta, preso
atto che sui “ nuovi zingari” di Platì non ha
mosso parola.
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
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DOMENICA 18 MARZO 2012
LA RIVIERA
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Parlando
di
ATTUALITÀ
Approvato all’unanimità il bilancio 2012 del Consorzio di Bonifica Alto Ionio Reggino
Reggio, al via un
progetto per pazienti
dializzati. Ma i posti
tecnici c’erano già
Costa: «Un atto
di grande rilevanza» È
pochi mesi dall’insediamento – commenta Arturo
Costa presidente del
Consorzio – questo
rappresenta un atto di grande
significato e rilevanza perchè negli
effetti delle cifre impegnate produrrà benefici alle imprese agricole ed in generale a tutto il territorio. Si avvia così una stagionedi
scelte positive che il Consorzio
dovrà compiere per tenere fede
alla sua missione ed alle funzioni
ad esso assegnate dalla Legge. Un
modello quello consortile che
intercetta a tutto tondo le potenzialità del territorio, proponendosi
sempre di più quale esempio di
governance per la gestione delle
acque e per la tutela del territorio.
Un contributo essenziale-rimarca
Costa – è venuto da tutti i componenti il Consiglio dei Delegati che
hanno dato un contributo di
prim’ordine a fare in modo di
razionalizzare cifre ed investimenti. Il Consorzi –prosegue –persegue interessi comuni, che hanno
un rilievo individuale ma lo trascendono e l’azione di programmazione e spesa consolidata con il
documento di bilancio, cura la
soddisfazione di questi interessi.
Di rilievo -conclude Costa – è laresponsabile e costruttiva intesa con
le amministrazioni comunali che
sono interlocutori importanti
perché intercettano le esigenze ed
i bisogni dei territori come una
A
sorta di cerniera tra società eistituzioni. Adesso proseguiremo con
sempre maggiore vigore e determinazione la gestione diopere
destinate al risanamento dei territori, allo sviluppo dell’agricoltura
quale fattore di crescita
economica e sociale.
stato necessario un progetto. Un
progetto presentato in pompa
magna addirittura dal governatore Scopelliti che renderà fruibili 8 posti
tecnici di dialisi che in realtà, al reparto
di Nefrologia dell’ospedale Riuniti, c’erano già ma non venivano utilizzati. E per questo motivo 36 pazienti
erano costretti a migrare tre volte a settimana oltre lo Stretto per un
trattamento che dura dalle 3 alle 5 ore. 20 di loro continueranno a
farlo, gli altri 16 finalmente smetteranno di affrontare anche il sacrificio della traversata. Ci saranno dei medici nella loro città che rinunceranno al proprio giorno libero e, in due turni, con un supplemento di
lavoro straordinario, azioneranno quei macchinari rimasti abbandonati a raccogliere la polvere per troppo tempo. Una soluzione che permetterà di rimediare alle carenze di personale, con cui il reparto di
Nefrologia – un reparto ai vertici fra i centri specialistici di eccellenza
(secondo in Italia dopo l’istituto Mario Negri di Bergamo e terzo in
Europa) – deve fare i conti da una decina di anni: mancano, infatti, cinque medici e quattro infermieri. Per anni questa soluzione, la più sensata e piuttosto semplice da praticare, non è stata trovata e si è sprecata la possibilità di seguire almeno 16 pazienti, consentendo anche un
risparmio per le casse della Regione Calabria di 508 mila euro l’anno.
Non poco, considerata la crisi della sanità calabrese.
Maria Giovanna Cogliandro
IL CONVEGNO
I disturbi specifici
dell’apprendimento
Si è discusso dei “Disturbi specifici di apprendimento”
(denominati anche Dsa) nel convegno promosso
dall’Istituto comprensivo statale “P. Coluccio – O.
Filocamo”, su impulso della dirigente scolastica Maria
Giuliana Fiaschè in collaborazione con la dottoressa
Caterina Coluccio. L’iniziativa, articolata in due sessioni,
ha richiamato nel gremito Convento dei Minimi di
Roccella autorità ed esperti in ambito medico, pedagogico e scolastico, docenti e genitori, proponendo un
approccio ampio e diversificato della problematica nella
quale rientrano la dislessia, la disgrafia, la disortografia
e la discalculia. Si tratta di difficoltà nella correttezza e
rapidità di lettura, nella scrittura, nel calcolo e l’elaborazione dei numeri, che si riscontrano tra il 2 e il
5 per cento della popolazione in età scolare. “Quello dei Dsa è un problema che si manifesta in crescita; per questo abbiamo sentito il dovere di creare occasioni di contatto anche con i genitori in un
clima di serena collaborazione per trovare insieme delle soluzioni, con l’auspicio che i nostri alunni,
che passano tanti anni dietro i banchi di scuola, si ritrovino da adulti a riconoscere che quegli anni
sono stati per loro costruttivi per la loro personalità e la loro vita relazionale”, ha spiegato nel suo discorso introduttivo la dirigente scolastica Maria Giuliana Fiaschè. Apprezzamenti per l’iniziativa convegnistica, quale “occasione di crescita culturale e sociale” e per l’attivismo dell’istituto comprensivo
e della sua dirigente sono stati espressi dal sindaco
Giuseppe Certomà, dall’assessore comunale alla
Pubblica Istruzione Gabriele Alvaro e del direttore
sanitario dell’Ospedale di Locri Antonio Previte. I
lavori sono stati brillantemente moderati dalla dottoressa Giovanna Campolo neuropsichiatra ed hanno
permesso al pubblico di ascoltare diversi e validi contributi di esperti della materia. Tra questi la dottoressa
Giusi Foti, neuropsichiatra infantile che ha inquadrato la tematica dal punto di vista clinico, distinguendo
tra i disturbi di apprendimento specifici e quelli non
specifici, i metodi diagnostici concludendo con un significativo video che ha invitato il pubblico ad
immedesimarsi nei panni di un bambino dislessico. E
ancora la presidente dell’ Aid Calabria ( l’associazione delle famiglie di bambini con dislessia) Maria
Pia Scarfuro che ha offerto una toccante ed efficace testimonianza della travagliata esperienza nel
mondo scolastico come madre di due bambini dislessici. La neuropsichiatra infantile Caterina
Coluccio che ha fornito un aiuto all’organizzazione del convegno, a sua volta si è soffermata sul tema
“Dalla valutazione al trattamento: come aiutare il dislessico”. Altro rilevante contributo medico-specialistico quello del dottor Gianfranco Suraci, neuropsichiatra infantile, che si è occupato dell’aspetto “Emozioni di apprendimento”.
S.P.
POLISTENA
Verità e verità
MARIA BOETI
Ci sono donne che non si rassegnano a perdere
la battaglia, anche se era troppo evidente fin
dall' inizio che non avrebbero trionfato. Eppure
era così elementare vincere! Che fascino il
mistero! Ci sono storie d'amore che senza il
mistero crollerebbero nel giro di 24 h. L'amore
è sempre fragile, anche quello che dura da anni,
e velarlo è un lavoro arduo. Con la continua
domanda da parte di una società troppo abituata al cicaleccio: prima o poi si saprà la verità. Ma
quale verità? La verità è che esiste la vita privata che non può essere vita pubblica! Prevalere
senza combattere e riuscire a rispondere senza
parlare è stato un lavoro inumano!!! Ma probabilmente il dolore del passato è avvenuto per
addestrare al presente. Da una parte c'era chi
tesseva trame dall' altra chi pacata stava ferma.
Ma come non ci si rende conto che quel che
eccede, riduce. Quando avviene la diminuzione
ci possono essere dietro mille motivi, e capire
vuol dire risolvere. Ma se non si è all' altezza di
capire e si rimane in un continuo stato di autostima illusoria lì neppure il Padreterno può far
nulla. E' la concezione sbagliata di se stessi, che
non fa distinguere la verità. Facciamo un esempio: quante volte in una coppia sposata con figli
la moglie tradisce (non stiamo qui a discutere
per quale motivo), quando poi rientra in sé ed
in famiglia, la collettività sparla, e dice a lui: <
ma perché non la lasci, fosse capitato a me io
non l' avrei più accettata nuovamente in casa >.
Il marito come scusa risponde che lo fa per l'
educazione dei figli, per non sfasciare la famiglia, perché altrimenti dovrebbe darle metà del
patrimonio, oppure perché dovrebbe intraprendere una nuova relazione con un' altra donnaccia, e via dicendo. Non è vero! Assolutamente
falso. Lo fa perché ne è innamorato. Malgrado
il tradimento ne è innamorato. Se non la vuole
è perché non sente davvero nulla per lei. Perché
ha una vera e propria caduta d' interesse verso
di lei. E, se ci sono incontri, sta vestito e quindi
protetto. Non la vuole, e non c'è nulla che gli
possa far cambiare idea. A questo punto, subentra la parte interiore della donna. Nessuna
donna al mondo accetta di essere rifiutata!
Quando questo accade scatta una vendetta
senza fine. Non lo accetta per se stessa e non lo
accetta per il giudizio della società. Una donna
rifiutata è una scarpa vecchia. Non è una questione di bellezza e non si tratta della burrasca
di una notte è che non è riuscita a fargli perdere la testa. Non riesce a far prendere forma alla
storia nell' intimità e alla fine dopo aver fatto
fughe in avanti deve congedarsi. Tutto questo è
intollerabile! Sente che non solo non viene
accettata come corpo ma non viene accettata
nella sua interezza, non viene accettata emotivamente. E, per quanto stupida sia, sente che
non è desiderata, questo per qualsiasi donna è
veleno! Il distacco e la chiusura dell'uomo l'
amareggia. Ecco perchè si vendica. Non è desiderata sotto l' aspetto tattile né riesce a suscitare l' infatuazione erotica. Il tatto significa vicinanza e la donna sperimenta l' emozione del
<sì mi desidera> <no non mi desidera>. Si
rende conto che non è riuscita a farsi amare
dalla mascolinità dell'uomo, dal suo potere fisico e sociale, dal fatto che è temibile e gelido ma
con lei diventa un tesoro. Ecco perché, l'erotismo femminile è profondamente influenzato
dal successo e dall'applauso che la comunità in
cui vive, le fa. Il massimo, è quando si sbarazza
di tutte le rivali e domina il territorio, territorio
che è il corpo e la mente dell'uomo che ama.
Fatto questo ha vinto! Quale chiusa per il finale: ci sono storie d'amore che sono come un film
giallo si pensava all' inizio d' intuire il colpevole,
invece…
DOMENICA
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DOMENICA
01 APRILE 2012
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Parlando
di...
Locride
Risiko a
Bovalino
Stefania Ballista con
uno dei suoi "pelosi"
GIOIOSA JONICA
Concerto in
beneficienza a
favore dell’Aiva
anuela Cricelli e Peppe
Platani, Martin e Luana, Mr
Muscolo e i suoi Estrogeni,
tutti all'auditorium comunale, in via
Rubina, nei pressi della centrale Piazza
M
CONTESSA LARA
artita di Risiko in corso a
Bovalino. I territori sono divisi, le
armate disposte, la parola ai dadi.
In Consiglio comunale l’opposizione dichiara guerra alla maggioranza, il Presidente fatica a mantenere l’ordine, il pubblico assiste e fa la hola. I vicesindaci dell’alternanza discutono animatamente: Vadalà chiede alcuni chiarimenti a
Maesano, il quale rimprovera al Sindaco la
poca disponibilità al dialogo, ma è a sua
volta rimproverato da Rocca - terzo (?)
vicesindaco, per aver preferito dare le
dimissioni a dicembre. Mittiga ascolta, e
osserva, ma non raccoglie. Savica, che
pensa, pur opponendosi, al Viceregno,
insorge e infiamma gli animi. Dopo tre ore
e mezzo di Consiglio non ci sono vincitori
né vinti. Tutti stremati. Poi arriva la comunicazione che il progetto “Sistema di videosorveglianza del Comune di Bovalino – Un
occhio alla sicurezza”, presentato nell’ambito del Programma operativo nazionale
“Sicurezza per lo sviluppo”, è stato ammesso al finanziamento con decreto
dell’Autorità di gestione del 16 marzo 2012.
Stavolta sono d’accordo tutti, cittadini, politici, commercianti specialmente; un po’
P
Vittorio Veneto a Gioiosa Ionica, per
esibirsi a favore dell' Aiva - L' Oasi di
Stefania. Il ricavato della manifestazione verrà devoluto interamente a
favore dei cani ospiti dell'oasi e a tutti i
randagi in stallo. L'Associazione nasce
nel 2006 a Gioiosa Ionica (RC) grazie a
un gruppo di amici, amanti degli animali, stanchi di assistere a continui
abbandoni e maltrattamenti degli animali. L'attuale rifugio ospita attualmente circa 35 cani, ma si potrebbe fare
ancora di più. Tanto per iniziare non
perdiamoci l'appuntamento di domenica 1 aprile, dalle ore 21.00 in poi.
meno i rapinatori. E dopo la politica e l’ordine pubblico, si battaglia sul volontariato.
Tommaso Mittiga rende disponibile una
sala del municipio per gli incontri del
Centro servizi al volontariato che, da qualche settimana, ha realizzato in provincia un
nuovo percorso per fornire supporto alle
associazioni che intendono collaborare con
i comuni e le istituzioni. E che Dio gliela
mandi buona. Per i giornali, infatti, esiste
una Protezione Civile di cui “anche”
Ferdinando Rocca, attuale vicesindaco, fa
parte, ed una Protezione Civile di cui
“anche” Francesco Perrone, consigliere di
minoranza, fa parte. Entrambe senza sede,
senza divise, senza mezzi. La prima, costituita in via ufficiosa a maggio, vanta un
nutrito gruppo di persone ma attende
segnali dall’amministrazione per l’atto di
nascita ufficiale, la seconda, costituita in
questi giorni, si definisce a mezzo stampa
“già operativa” e attende, date le quattro
adesioni (un po’ pochine), i tesseramenti.
Ma i volontari, a prescindere da chi “anche”
si tessera nell’associazione, non dovrebbero
essere apartitici, apolitici, e (soprattutto)
affiatati? Non vince né l’una né l’altra, per
questo. La battaglia è vinta dalla stampa
che, sempre e comunque, scrive, o giù di lì.
E la partita continua…
OPUSCOLO INFORMATIVO
LA LADOS RISPONDE A «LA RIVIERA»
Caro direttore, non era nostra intenzione offendere i grafici de la Riviera che invitiamo,
piuttosto, a darci una mano. La Lados non ha avuto contributi per realizzare il libretto di
cui avete parlato lo scorso numero, se non 500 euro per la stampa. Il libretto è stato realizzato gratuitamente da ragazzi che nella vita non fanno i grafici, fanno tutt’altro lavoro.
L’intento era di far conoscere gli scopi della nostra associazione, i motivi per cui sostenere
la donazione del sangue, le tappe della nostra storia. Si sta preparando, ad esempio, nel
prossimo mese di maggio, la festa per i nostri 35 anni di attività; e asseriamo con orgoglio
che, da quando operiamo sul territorio, il numero dei donatori è aumentato del 5%.
Grande anche la soddisfazione per aver avuto un’ispezione dei Nas, presso la nostra sede
in via strada Cavalleria 27 a Marina di Gioiosa, per la verifica del servizio ambulanza. Il
controllo, effettuato dalle forze dell’ordine su tutta la provincia, ci ha confermato a norma
tutti i nostri mezzi.
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
14
la Riviera
MOSCHETTA
SUCCULENTI CAVI IN RAME
ANTONELLA ITALIANO
Di furti se ne è parlato tanto in questo periodo. Ma basta con le
gioiellerie, con i supermercati, con le banche; già visto, già scritto, già sentito! E i ladri, che nel loro continuo pianificare, desiderano infondo anch’essi un po’ di notorietà, si sono adeguati,
inventando qualcosa di originale. Obiettivo: Moschetta. Bottino:
cavi in rame della linea telefonica Telecom. Unica arma: una diabolica perseveranza. Così da agosto 2011, ogni mese, i cittadini di
questo splendido paesino, a pochi chilometri dalla costa locrese,
si ritrovano puntualmente senza linea telefonica. Un grave
danno agli anziani di Moschetta, spesso in pessimi rapporti con i
cellulari, e bisognosi di assistenza immediata. Un grave danno
alle attività commerciali, considerata l’elevata intensità turistica
della zona; ai ristoranti dunque, agli alberghi, agli agriturismo,
che vestono numerosi le colline della Locride. Un grave danno
alle scuole elementari, all’asilo, al museo. Tutti senza adsl e senza
telefono. Sei le incursioni “ladresche” registrate ad oggi, e il timore diffuso è che questi fantasiosi, quanto poveri, Lupin ne preparino delle altre.
Il furto di fine gennaio, ad esempio, ha tagliato fuori dalle comunicazioni tutta la Contrada, e solo dopo diversi solleciti, e due
mesi di attesa, la compagnia telefonica si è decisa ad effettuare
l’ennesimo intervento di ripristino del sistema. Nel frattempo,
però, si è giunti a metà marzo. E come potrete già immaginare,
ROCCELLA
proprio qualche giorno fa, ancora
un altro colpo. Ottima intuizione
degli operatori sarà stata la sostituzione dei cavi in rame, con quelli in alluminio, nell’area della fiumara, in assoluto la meta prediletta. Geni di conseguenza i ladri,
nel decidere di cambiare zona.
Ringraziano tutti, ma prediligono
il rame. Si mobilita l’associazione
Pro Moschetta, tramite una petizione popolare promossa dalla
stampa, preannunciando blocchi
e proteste. Cosa fare? Migliorare
la vigilanza della periferia?
Rinunciare al telefono e ad internet? Sostituire tutti i cavi in rame
con quelli in alluminio e rischiare di spostare il “caso Moschetta”
ad altre zone? La soluzione va ricercata insieme, e l’associazione
chiede l’intervento del sindaco di Locri, Giuseppe Lombardo, e
dei suoi assessori alla pubblica istruzione e al turismo, campi
direttamente colpiti dal disagio. Una periferia splendida ed operosa come quella di Moschetta deve uscire da questo triste giogo.
Subito. Non facciamoci rubare, con i cavi, anche la dignità di cittadini.
GRUPPO BURRACO YMCA
Porto delle
Grazie:
lavori in
corso
Consentire l’immediata fruizione del
porto “Delle Grazie” in termini di operatività per le forze dell’ordine e di approdo sicuro e semplice per i diportisti e i
pescatori. E’ questo l’impegno che il
vicepresidente della Provincia di Reggio
Calabria, Giovanni Verduci ha ribadito
al termine del sopralluogo effettuato
nella struttura portuale roccellese, nuovamente interessata dall’insabbiamento nell’area di mare antistante l’imboccatura.
Giuseppe Mezzatesta, è stato accolto al
suo arrivo dal sindaco di Roccella
Giuseppe Certomà, dal suo vice sen.
Sisinio Zito, dal comandante dell’Ufficio
circondariale marittimo Antonio Ripoli,
dal responsabile della Squadriglia navale
della Fiamme Gialle, Marco Giuffrida,
dal consigliere provinciale Pierfrancesco
Campisi. Verduci ha spiegato gli interventi che l’Ente Provincia si è assunto l’onere di realizzare: il dragaggio dell’imboccatura del porto; l’acquisto di un pontone
galleggiante da utilizzare per eventuali
interventi di dragaggio; l’acquisto di
attrezzatura per la manutenzione quotidiana.
Il sindaco di Roccella, Giuseppe Certomà
ha espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro e la sensibilità manifestata dall’esecutivo guidato dal presidente Raffa,
evidenziando che “è la prima volta che
l’Amministrazione provinciale dimostra
interesse verso la difesa e lo sviluppo del
porto di Roccella”.
Stefania Parrone
Dalla passione
per il burraco del
gruppo YMCA,
iscritto all'
Federazione italiana
FIBUR, nasce il
primo Torneo che si
terrà oggi, alle 15,30,
presso il BEAT
WINE, Corso della
Repubblica, Siderno.
Il nostro in bocca al
lupo a tutti partececipanti.
TORNEO DELLE PALME
GROTTERIA
Teatro Onlus
Alcuni giovani di Grotteria lavorano, da
qualche anno, sul progetto: il Teatro
Grotteria onlus. Il presidente del gruppo, Domenica Femia, dichiara: «Siamo
riusciti a farci conoscere in tutta la
Locride, e abbiamo potuto contare
sempre sull'interesse di un pubblico
meraviglioso. Non posso però negare
che, nonostante quanto fatto di buono,
ci sia stato a Grotteria qualcuno che
non ha accolto con benevolenza la
nostra associazione. Signorotti che stentano ad uscire dal loro guscio di cartone
e non aspirano certamente a migliorare
sé stessi né, tanto meno, le sorti di
Grotteria». Se non fosse così, non
sapremmo spiegarci, difatti, il furto
spregevole di materiale scenografico ai
danni del Gruppo Teatro. L'intera
comunità grotterese ha, però, fatto sentire la sua vicinanza e il suo calore.
Conclude Femia: «Grotteria si nutre di
un passato nobile ed illustre, una storia
che, ancora oggi, consente a tutti noi di
sentirci partecipi e orgogliosi». Tutti i
cittadini possano aiutare i giovani di
Grotteria donando il 5 per mille. A.I.
Ardore
Mediare, la
scelta migliore
Controversie civili o commerciali?
Mettetevi d'accordo! Lo dice lo Stato. Da
un anno, infatti, è obbligatorio in Italia il
tentativo della mediazione, perché
potrebbero esistere fra le parti “in causa”
interessi comuni e compatibili.
Rimboccatevi le maniche contendenti,
sotterrate l'ascia di guerra, rispolverate il
vostro buon senso e smettetela di litigare,
angosciando i vostri avvocati. Mediate per
almeno due buoni motivi: la convenienza
economica, essendo la procedura conciliativa molto meno costosa di un procedimento giurisdizionale; la durata del procedimento, in quanto la conciliazione
obbliga le parti a giungere ad una risoluzione del conflitto entro il termine massi-
mo di quattro mesi, contro i quattro anni
previsti dalla giustizia ordinaria, se tutto
va bene. Inoltre, ci si muoverebbe in un
clima di collaborazione e reciproca intesa,
e i partecipanti sarebbero garantiti dalla
riservatezza del procedimento. Di questo
e di altro si è parlato nel convegno tenutosi, lo scorso sabato 31 marzo, ad Ardore
Marina presso la locale Biblioteca, organizzato, con il patrocinio della
Amministrazione comunale, della associazione “Altera Quaestio” e dall'organismo di mediazione “Adr Logos”, questi
ultimi accreditati presso il Ministero della
Giustizia.
A.I.
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BIBLIOTECA MERIDIONALISTA
Da mito a benefattore. Nulla di alto, di elevato, di duraturo fu
costruito ad Africo senza il suo storico parroco. È ancora
presto per scrivere la storia, di don Stilo, ma si è in tempo per
fermare i crociati , che lo vogliono santo. Anche se non subito.
Don Stilo
e la vera storia
dell’esodo
ROCCO PALAMARA
Mi ricordo quando ero studente
negli anni ’60 e viaggiavo sul treno
lungo la costa Jonica. Allora capitava spesso che altri viaggiatori forestieri mi ripetessero la litania su
don Stilo “Benefattore e Padre
degli africoti”. Dicevano che era
merito suo se ci avevano ricostruito
in sostituzione di quello distrutto
sull’Aspromonte; che aveva avuto
la preveggenza di farcelo fare nelle
più progredite marine, invece che
nella montagna; che aveva fatto
costruire le scuole per istruirci; e
che persino se il treno si fermava ad
Africo era merito suo.
Il mito don Stilo
Tutte frottole da male informati,
in realtà.
Passato il tempo e morto (ma
non in odore di santità) don Stilo,
la leggenda del “Padre, lungimirante, benefattore”, se non del santo,
viene riproposta dai suoi irriducibili ammiratori, stavolta in pagine
web, in libri e persino in manifestazioni di tipo culturale a lui dedicate, come quella di certi “poeti riconoscenti” di Africo e dintorni.
Costoro non mancano persino di
bacchettare gli altri africesi che non
sarebbero – a sentir loro - abbastanza devoti alla sua memoria, dato
ESSENZIALE
“
Avrei preferito
lasciare in pace i
morti, ma se i
trapassati, questi,
ricorrendo a vecchie
menzogne, sono
portati da altri come
esempi di vita per
perpetuare falsi miti,
diviene doveroso
informare i giovani
della verità
che non gli hanno ancora dedicato
una via, né innalzato una pubblica
statua.
Quel che è peggio però è il fatto
che nella loro forsennata opera di
pompaggio attribuiscano a don
Stilo conquiste che appartengono
invece a tutto il popolo di Africo,
che ha lottato e pagato per raggiungerle.
Contro l’incredibile furto della
Storia di un popolo, cui anche io
appartengo, mi è doveroso fare un
quadro veritiero del personaggio in
questione e ricostruire il percorso
dei fatti.
Don Stilo e l’esodo
La storia dell’esodo è complessa,
non riducibile a facili semplificazioni, ma precisa e chiara nei suoi passaggi.
Nel mese di Ottobre del 1951, al
culmine dell’alluvione, una frana
causata da un torrente ostruito
dilagò nel centro abitato del vecchio
paese
di
Africo
sull’Aspromonte meridionale, travolgendo alcune case e causando
tre morti.
Successe durante la notte, col fare
del giorno quasi tutti gli abitanti,
abbandonarono il paese riparando
in un posto più sicuro. Da lì partì
per Reggio una delegazione di cittadini per chiedere aiuti e disposizioni presso la Prefettura.
Gli stessi tornarono con l’ordine
per la popolazione di allontanarsi
dal sito pericoloso e riparare a
Bova, a 16 chilometri di distanza,
dove avrebbe ricevuto gli aiuti
necessari. I più allora si misero in
cammino per quel paese, che rag-
giunsero con qualche aiuto e non Stato si faceva carico anche di noi, e
poche difficoltà, e dove vennero non solo degli africoti, e ciò era
alloggiati alla meglio nelle scuole molto incoraggiante.
elementari.
Nei mesi seguenti i più furono traTra i delegati che qualche giorno sferiti nel vecchio seminario di Bova
prima erano andati a Reggio, oltre Marina e nei baraccamenti costruiti
al segretario comunale e al briga- in aggiunta, dove successivamente
diere, c’era anche l’allora giovane furono concentrati tutti i casalinoviparroco don Giovanni Stilo. Ed ti sfollati .
ecco allora lo spunto per il primo
Fin qui la prima fase dell’esodo
“miracolo” da attribuire al prete: con i due popoli (quello di Africo e
“Merito suo se è arrivato quell’ordi- quello di Casalinuovo) in movimenne della Prefettura!”
to ma in modo distinto e separato e
Figuriamoci! E se non ci fosse don Stilo profugo insieme agli altri
andato lui a Reggio? Le autorità dalla parte africota .
avrebbero ordinato alla gente di
Egli, come abbiamo visto, non
tornare sotto le frane? E la gente ci ebbe nessun ruolo per quanto
sarebbe tornata?
riguarda l’esodo della frazione di
C’è da dire inoltre che il proget- Casalinuovo, che – attenzione! –
to di trasferire l’abitato di Africo in equivaleva per numero di abitanti
un posto più sicuro non era nem- alla stessa Africo.
meno nuovo dato che risaliva agli
Altri problemi ci furono col
anni ’30, quando altre frane si erano governo che, passata la prima
abbattute sul paese.
emergenza, voleva negare ai casaliProseguendo nell’esodo gli africo- noviti lo status di profughi.
ti rimasero solo alcuni giorni a Bova
Per ottenere il diritto si dovettero
dove, data la mancata solidarietà fare lotte molto dure, con tanta
dei locali (errore che costerà a Bova gente incarcerata e manifestazioni
S. la decadenza), furono trasferiti in in cui si portava un unico ed elovari centri di raccolta di Reggio e quente cartello con la scritta “O LA
provincia.
CASA O LA TOMBA”. Alla fine le
A quel punto però si mossero autorità - visto inutile il tentativo di
anche gli abitanti di Casalinuovo, ricacciarci indietro - ricorsero a un
paese a 4 chilometri da Africo, sotterfugio per appianare le cose
distinto per popolazione ma acco- con buona pace di tutti: mandarono
munato dalle stesse misere condi- dei geologi per un sopralluogo a
zioni di vita e dall’appartenenza allo Casalinuovo e questi, prendendo a
stesso Comune.
pretesto un insignificante torrentelIl territorio di Casalinuovo era lo asciutto che costeggia la parte a
stato devastato non meno dell’altro; monte dell’abitato, “certificarono”
i morti, periti nelle campagne, che da lì l’acqua piovana avrebbe,
erano stati 6, il doppio di quelli di nel tempo, “segato” la montagna e
Africo, ma nessuna casa era caduta, fatto franare il paese (!). Una panper cui – a differenza
zana, si può dire, ma
CRONACHE
dei primi - venne a
servì per il riconosciMERIDIONALI
mancare l’autorizzamento dello “stato di
zione prefettizia per lo sfollamento. necessità”, secondo gli standard di
Allora l’iniziativa la presero i più legge; e fu così che anche ai casalipoveri tra i paesani, a cominciare da noviti venne riconosciuto il diritto a
Giuseppe Palamara, futuro sindaco una nuova casa in un nuovo paese.
comunista, e Paolo Modafferi,
In tutte quelle lotte con epicenmastro stagnaro, che posero a tutti tro il campo profughi di Bova
la domanda/ risposta: «E noi che ci Marina non si vide mai Don Stilo.
stiamo a fare quassù se non ci è Egli anzi era ritenuto ostile alla
rimasto più niente?».
causa dei casalinoviti che nelle eleI due, con le loro famiglie, furono zioni comunali del 1956 e del 1960
i primi a lasciare Casalinuovo espri- votarono in massa contro il candimendo una speranza:
dato a sindaco da lui sostenuto, che
«Qualcuno ci deve aiutare pure a era poi un suo stesso fratello.
noi!» e, superato una frana apocalitDesignato il sito del nuovo paese
tica che isolava completamente il (nell’attuale Africo Nuovo) vennepaese, raggiunsero pure essi Bova, ro, già nel 1953, costruite le prime
dove furono alloggiati nelle stesse case e un buon numero di baracche
scuole appena sgombrate dagli afri- prefabbricate donate dalla Croce
coti.
rossa svedese; e le prime famiglie di
Tutti i casalinoviti vennero allog- africoti e di casalinoviti furono là
giati nello stesso edificio scolastico, trasferite. Poi tutto si fermò per
dove si arrivò a stipare 15 famiglie quasi un decennio, con la maggior
per ogni aula. Ma i disagi erano parte della gente ancora alloggiata
nulla a confronto con i patimenti nei campi profughi.
passati nel vecchio e isolato paese.
L’ attesa – a parte i disagi di vivere
La cosa più interessante era che lo nelle baracche - non fu proprio
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LA RIVIERA
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la Riviera
tranquilla, perché ci furono altri
scioperi e agitazioni, ma solo quando tentavano di sospendere quei
sussidi. Nessuno più dubitava della
ricostruzione delle case che, si sapeva, sarebbe avvenuta prima o poi
(come in effetti fu).
L’alluvione del 1951 e quella successiva del 1953, oltre ad Africo e a
Casalinuovo,
danneggiarono
anche altri centri della Calabria,
come ad esempio Canolo e Ciminà
a cui il governo – proprio come a
noi – alla fine fece rifare case e
paese .
E se le case le fecero a tutti, com’è
che a noi – a sentire gli estimatori di
don Stilo - non le avrebbero costruite se non ci fosse stato lui?
La scelta della “marina”
Nel tripudio di riconoscimenti, un
altro dei “meriti” attribuiti a don
Stilo è quello sulla scelta dell’ubicazione in “marina” del nuovo paese.
“Liberando il popolo dalle capre e
portandolo nella civiltà”, si dirà.
Scelta tutto sommato lungimirante, solamente che non fu
affatto don Stilo a farla.
La scelta della “marina” fu
invece fatta, sin dal primo
momento, dalla quasi totalità
del popolo di Casalinuovo, e
successivamente anche dalla
parte più povera della popolazione di Africo, uscita vincente
dopo ripetuti referendum
popolari.
Portavoce delle esigenze
popolari presso il governo
fu allora il deputato
comunista Eugenio
Musolino, che in
un’interrogazione parlamentare
del
25
marzo
1952
(appena 6 mesi dopo l’alluvione)
insistendo sul luogo prescelto:
“Lacco della Quercia” nel territorio
di Bianco (lo stesso in cui è ora
Africo Nuovo), ricevette la risposta
affermativa del governo nella persona del Sottosegretario di Stato
per i Lavori Pubblici, Ludovico
Camangi. Don Stilo invece nel
Febbraio del 1952 si ribatteva ancora nelle sue ambiguità e scriveva a
Fanfani per la scelta della ricostruzione in montagna; cambiando idea
solo successivamente.
Egli in quel frangente critico stava
col partito dei notabili, di cui era
parte, e con i padroni delle mandrie. Le uniche categorie in condizioni di fare una vita decente lassù.
Don Stilo benefattore
Chiarito - con quello già detto il capitolo su Don Stilo “guida del
popolo” e “padre fondatore di
Africo Nuovo”, passo ora all’altra
favola, del don Stilo “benefattore”
ed “educatore ”.
Tornando ai primi tempi del
nuovo paese, la creazione del mito
produceva un tornaconto all’interessato, il quale con i paesani faceva
valere le sue relazioni esterne e se
arrivava qualcosa per il paese, tipo i
cantieri-scuola, poteva vantarsi che
era per merito suo e grazie alle sue
amicizie; mentre agli altri faceva
intendere che aveva tutto il paese
disposto a seguirlo come un sol
uomo; e ciò valeva anche in termini
elettorali.
Questo lo aiutò a tessere la sua
formidabile rete di amicizie nel
mondo delle istituzioni,
della politica e del clero,
che furono la base
del suo potere nel
sottogoverno dell’era democristiana.
Esse, per incominciare, gli furono utili
per iniziare la costruzione del suo grande
complesso
scolastico
“Serena Juventus” proprio nella nuova Africo:
per elevare culturalmente il Suo popolo disse lui - e ripetuto a pappagallo dai suoi vecchi e
nuovi estimatori .
Perché costituiva un ottimo investimento per lui
medesimo - dicono i fatti –
dato che le lezioni non erano
affatto gratis ma a pagamento,
ed ancor di più remunerativi
risultarono successivamente i famigerati “Diplomi Facili” per i quali,
come si sa, l’istituto divenne famoso
in tutta Italia.
Ma, come si dice, non si vive di
solo pane, perché i diplomi si rivelarono anche eccellente merce per lo
scambio di favori nel Sistema clientelare. Tra i beneficiati, oltre a varie
migliaia di asini sguinzagliati a far
danni per mezza Italia, vi furono il
fior fiore dei mafiosi calabro - siciliani, tra i quali don Coppola, nipote di
Frank Tre Dita, e ben due futuri sindaci di Palermo (tra i famigerati
autori dello scempio edilizio, negli
anni ’60 e ’70 , di quella città).
Per quanto ci riguardò come
ragazzi di Africo, la maggior parte
preferimmo viaggiare piuttosto, e
con i treni raggiungere le più economiche scuole pubbliche negli altri
paesi.
Al dunque, per il “don Stilo educatore”: molto business e beneficenza zero!
Lavoro & diritti
E se allora non ci ha agevolati
nello studio, che era il suo mestiere
di prete e di insegnate, in che cos’altro avrebbe favorito il “suo” Popolo
don Stilo? Prendiamo il problema
del lavoro, mai risolto ad Africo
Nuovo, ma assai più grave all’inizio,
nel 1953. A quel tempo persino i
comunisti del paese si rivolsero a lui,
per la creazione di una cooperativa
agricola - pastorale, che avrebbe
dovuto sostenere una sessantina di
famiglie. Nello spirito della “nuova
frontiera” dove ci si doveva aiutare
l’un l’altro senza badare alle differenze ideologiche, gli stessi pensarono di appoggiarsi al prete, ritenuto e
forse a ragione, l’unico che per cultura e amicizie era nelle possibilità
di accedere ai contributi pubblici.
Si acquistarono così, grazie a quei
contributi, ben 180 ettari di terreno,
sufficienti – si riteneva - per sostenere le decine di famiglie dei soci; ma
quando si trattò di raccogliere i frutti, lui li lasciò tutti a bocca asciutta,
salvo alcuni suoi fidi che favorì (si fa
per dire) facendogli comprare parte
di quella terra che, in quanto soci,
era già di loro proprietà.
Il suo stile era sempre lo stesso:
ricavare per sé la parte del leone,
accontentare gli amici e fregarsene
di tutti gli altri.
In una seconda fase, dopo il 1963,
quando con l’arrivo ad Africo
Nuovo degli ultimi profughi dei
campi si cominciò una lunga stagione di lotte (per il lavoro, il diritto allo
studio ed i servizi che ancora mancavano), don Stilo non fu per nulla
accanto al “suo” popolo che, senza
di lui, diede invece prova di quella
grande combattività e partecipazione che ci è da tutti riconosciuta.
Io, che feci parte di tutte quelle
lotte, non lo vidi mai né nelle fasi
preparatorie, né sul campo, salvo
una volta che ricordo molto bene:
Don Stilo arrivò, buon ultimo, quando da molte ore stavamo bloccando
un treno e la ferrovia, ed i carabinieri cercavano di trattare per lo sgombero. Si fece avanti lui cercando di
fare la primadonna e disse : “Io rappresento il popolo di Africo!” ma fu
subito redarguito da Rosario
Bruzzaniti, vicesindaco comunista,
che gli disse : “ Voi qua rappresentate
la vostra sola ed unica persona!”.
Dopo di allora (offeso?) non si
vide più nelle manifestazioni, né si
ricordano suoi interessamenti per
“riscattarci”, almeno dalla repressione, presso i suoi amici e compari
magistrati ed i carabinieri (quest’ultimi li teneva in pugno, giacché
poteva farli trasferire) i quali, per
quelle manifestazioni, ci schedarono
e denunciarono in massa, a partire
dai ragazzini.
Bisogna dire che il nostro modo
DOMENICA
deciso e collettivo di reclamare i
diritti non appassionava don Stilo,
uomo dei particolarismi e campione
delle raccomandazioni. Nel suo
modo arcaico di intendere i rapporti le cose si dovevano chiedere con
ossequio ai dispensatori: a Dio e ai
santi per le cose celesti e a Lui
medesimo per quelle della “sua”
Africo.
Il suo modo di fare, legittimo se
rapportato tra privati, risultava
però devastante in un contesto pubblico, dove il suo favoritismo intrigante calpestava la giustizia e spaccava la comunità .
Padre degli africoti?
Altro che Padre degli africoti! Egli
fu l’uomo delle divisioni; ad esempio
sul punto del lavoro nell’Ente
Forestale (maggior risorsa di
Africo) mentre il popolo compatto
faceva gli scioperi nel segno di “Più
LAVORO PER TUTTI”, strappando di volta in volta delle giornate lavorative per la comunità, egli si
incuneava negli spazi aperti e, tramite i suoi amici negli uffici di Reggio,
faceva assumere stabilmente i suoi
fidi.
Dato però che i posti erano razionati a rimetterci erano gli altri paesani con le porzioni di lavoro a loro
spettanti (Per l’alto numero di disoccupati vigeva la turnazione di 2 mesi
per volta). Si coniò allora ad Africo
una nuova parolaccia: “I RACCOMAMNDATI”, riferita ai ladri del
lavoro altrui, “grazie” a don Stilo.
Con gli stessi metodi, negli anni
tra ‘60 e ‘70, fece assegnare a parenti e suoi fidi quasi tutti i posti pubblici del paese ed, almeno in un caso,
uno che il posto già lo aveva dovette lasciarlo con la prepotenza. Mi
riferisco al bravo e competente
medico condotto dott. Nucera di
Condofuri, che dovette sloggiare
per lasciare posto a un nipote del
prete, appena laureato.
Senza andare a rinvangare nel
capitolo mafia, che tutti già conoscono, ed i rapporti solidali con i fascisti di Ordine Nuovo (che per lui , nel
1971, occuparono e devastarono
l’Università di Messina), questo era
dunque l’Uomo a cui dovremmo
essere anche grati, e che qualcuno
di cui sopra, in un recente libro, ha
osato mettere appena un gradino
sotto San Leo, tra i figli di Africo.
Blasfemia di cui gli lascio la completa paternità, a memoria del
fondo raggiungibile dai lecchini
come lui, dei quali - purtroppo - è
piena la storia della Calabria.
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LA RIVIERA
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In redazione:
M ARIA E LENA F ILIPPONE, DOMENICO
M ACRÌ, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO,
A NTONELLA I TALIANO
Editorialista: G IOACCHINO C RIACO
Art Director: P AOLA D ’ ORSA
Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI
Anna Laura Tringali, Mara
Rechichi, Ruggero Brizzi,
Benjamin Boson, Nik Spatari,
Angelo Letizia, Marilene Bonavita,
Francesca Rappoccio, Mario
Labate, Franco Crinò, Marco
Andronaco, Isabella Galimi ,Maria
Teresa D’Agostino, Giovanna
Mangano.
Lettere, note e schermaglie
I COMUNISTI COM’ERANO
Ricordo di Franco Femia
RICORDANDO...
La morte
non è niente
FORTUNATO NOCERA
Il giorno 22 marzo ha concluso la sua
parentesi terrena Franco Femia,
uomo di specchiate virtù morali e
civili, combattente instancabile per la
difesa dei diritti dei lavoratori, disponibile e gentile con i deboli e gli indifesi.
Anche se cagionevole di salute, ha
partecipato ad ogni iniziativa che
riguardasse le lotte dei lavoratori.
Assieme a Virgilio Condarcuri ed
altri comunisti della zona ionica
guidò, negli anni cinquanta del
Novecento, le lotte delle raccoglitrici
di gelsomino che reclamavano un
salario dignitoso e fu in prima fila
negli scioperi a rovescio ed in ogni
altra manifestazione sindacale o politica.
Nato ad Ardore nel 1919, in una
famiglia che sarebbe stata numerosa
se non fosse stata decimata dalla
mortalità infantile, padre falegname
madre bottegaia, crebbe nel culto
della rettitudine, della moralità e del
rispetto verso gli altri.
La sua presa di coscienza politica e
sociale avvenne all'indomani dello
sbandamento conseguente all'armistizio dell' 8 settembre 1943, quando,
militare dell'aviazione di stanza a
Ciampino di Sotto, decise di raggiungere il fratello Aldo, di quattro anni
più giovane, ad Omegna dove erano
emigrati altri suoi famigliari e dove lo
stesso Aldo si era trasferito da
Senago in provincia di Milano, per
sfuggire ai tedeschi.
Aldo, così come il fratello Franco,
aderì immediatamente, già verso la
fine di settembre del 1943, alle brigate partigiane garibaldine, divisione
Redi, X^ Rocco, rifugiandosi nelle
montagne intorno al lago Aorta,
Baita Quarnasotto, da dove partivano le sortite antitedesche,.
Franco a causa del suo stato di salute, non adatto alla dura vita di montagna, scese in pianura e aderì ai
“gruppi di azione patriottica”; tra l'ot-
tobre e il novembre del 1943 cadde
in un rastrellamento tedesco e fu
costretto a lavorare nella fabbrica
TOT di Bellinzago (No) che costruiva armi per gli ex alleati teutonici. Su
ordine del comando partigiano
Franco e gli altri del “gruppo” collaborarono con la Resistenza facendo
opera di sabotaggio in fabbrica e
rischiando così la deportazione.
Intanto Aldo si distingueva per valore ed ardimento nella sua brigata
garibaldina, comandata da Cino
Moscatelli, riportando anche gravi
ferite in uno scontro con il nemico e
guadagnandosi a soli 20 anni il grado
di sergente maggiore. Ma il suo destino era segnato. Cadde da eroe nella
battaglia di Gravellona Toce ( 13 - 15
settembre 1944), per cercare di salvare il suo amico ferito Arturo, fratello
della sua ragazza. Fu raggiunto dai
fascisti e giustiziato sul posto assieme
al suo amico. Di questo personaggio
si è già occupato il nostro giornale
con un brillante articolo di Paolo
Catalano del 25 aprile 2004. Aldo
Femia è stato insignito della
Medaglia d'argento al valore della
Resistenza; il suo paese natale,
Ardore, gli ha dedicato una via del
centro cittadino.
Dopo il 25 Aprile del 1945 Franco
Femia torna in Calabria ed inizia,
nella nostra provincia, la battaglia
politica per l'affermazione dei diritti
dei lavoratori. Fonda, assieme ad
altri comunisti del luogo, la sezione
del P.C.I di Ardore e la sezione del
Sindacato che lo vedono impegnato
al massimo, diventando così il nemico numero uno dei grandi proprietari
terrieri della zona per il suo impegno
a favore dei braccianti. Per questa
sua assidua attività viene anche arrestato
Ma Franco non desiste, mantenendo
fino alla fine la sua fede politica e la
sua determinazione. Come se volesse
continuare l'opera di resistenza del
suo eroico fratello Aldo.
Così erano i comunisti.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo
siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato,
che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai
sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere
un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di
prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di
tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha
sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si
spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla
tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio
dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace
Corrado
Kony 2012
MARIA CLARA PEZZANO
ltimamente sul web si sta diffondendo
U
sempre di più un progetto, dal titolo
“KONY 2012”, condotto da un'organizzazione chiamata “Invisible children” nata per promuovere la lotta contro lo
sfruttamento dei bambini soldato nell'Africa centrale. Il titolo di questo movimento si rifà al nome
del criminale di guerra ugandese Joseph Kony
che, a capo dell'esercito Lord's Resistance Army
(LRA), in 26 anni ha rapito, torturato e schiaviz-
zato più di 60.000 bambini. Trovarlo e farlo giudicare dal tribunale internazionale dell'Aia è la missione dell'attivista per i diritti umani Jason Russell,
fondatore di Invisible Children, che per farlo ha
lanciato questa enorme campagna, coinvolgendo
anche alcuni tra i più noti personaggi dello spettacolo e della politica americana. Nell'ottobre del
2005 la Corte Penale Internazionale ha formulato
il mandato d'arresto per Joseph Kony, tra le accuse stupri, saccheggi, riduzione in schiavitù, induzione allo stupro, omicidi, rapimento e sfruttamento di bambini. Secondo la Corte Penale Kony
DOMENICA 01 APRILE 2012
LA RIVIERA
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ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane
RISPONDE il direttore
KAPPADUE di RUGGERO CALVANO
Il triste declino delle Poste Italiane
Egregio direttore,
sono un insegnante in pensione, so di
essere un privilegiato perché ho una
buona pensione, ma sono irritato.
Questi giorni sono stati un po' faticosi,
prima con il 18 e poi al Pronto Soccorso,
ho incontrato personale molto indaffarato ma gentile ed attento, in alcuni uffici pubblici ho trovato impiegati stanchi
ma affidabili. Ieri però in un Ufficio
Postale ho perso la pazienza. Abito a
Roccella Jonica, e per scelta ho i miei
capelli al naturale: bianchi. Spesso ritiro
piccole somme al postamat con la scheda di mia moglie. Mi sono recato a “ritirare” al postamat di Locri Centro una
somma ma era “momentaneamente
fuori servizio”. Sono allora entrato, nell'ufficio (un po' nervoso) ho ritirato il
ticket dalla macchinetta giunto il mio
turno dopo un attesa di settanta minuti
ho consegnato la scheda all'addetta che
però non mi ha dato i soldi perché la
carta è intestata a mia moglie: e qui
Legge elettorale
niente da eccepire! Ma un collega dell'addetta mi ha suggerito di ritentare al
postamat posto all'esterno dell'ufficio.
Così ho fatto. Ancora “momentaneamente fuori servizio”. Le impiegate non
potevano non saperlo! Mi sono sentito
“frustrato”! Questo postamat e l'altro di
Via Marconi sono quasi sempre fuori
servizio ha esclamato un signore intento
a fumare una sigaretta nell'atrio di entrata dell'ufficio. Io forse sarò permaloso,
ma non è irritante che ci si prenda gioco
degli utenti? Tornai all'interno dell'ufficio e chiesi di farmi parlare con la direttrice e dopo un'attesa di trenta minuti la
direttrice mi sconfessa che il postamat
esterno dell'ufficio fosse “momentaneamente fuori servizio” invitando una persona giovane che si trovava all'interno
dello sportello ad uscire e quindi verificare che ciò che io ho segnalato e cioè se
effettivamente il postamat fosse
“momentaneamente fuori servizio”.
Quest'ultimo uscì e rientrando all'inter-
Una singolare discussione
SAVERIO ZAVETTIERI*
E' alquanto singolare discutere di riforma della legge
elettorale in assenza di un testo di riferimento e di
pure dichiarazioni di intenti che non solo non hanno
il dono della chiarezza ma risultano essere contrastanti e divergenti tra loro”.
Prima di avviare un percorso di confronto nelle
dovute sedi istituzionali sarebbe altresì opportuno che
i maggiori partiti, oltre che a prefigurare per sé immeritati premi di maggioranza, aprano al loro interno, se
si vuole realmente raggiungere il traguardo della riforma e non attardarsi strumentalmente con la solita
melina, un dibattito chiarificatore ed unificante per
rendere credibile un percorso che allo stato, nonostante tutto, non appare tale. Pertanto, pur ribadendo
la necessità di avviare una revisione organica della
Costituzione che potrà avvenire solo per mano di una
nuova Assemblea costituente come socialisti ribadiamo la necessità che una nuova legge elettorale non
perpetui i mali della seconda repubblica ed abbia
come capisaldi rappresentanza, pluralismo e governabilità senza essere disegnata ad uso e consumo delle
forze parlamentari che oggi, secondo i dati, rappresentano appena la metà dell'elettorato italiano.
*“Socialisti Uniti - P.S.I.”
no dell'ufficio confermò quanto da me
sostenuto. Dalle tante lettere di lamentele che si susseguono ormai con regolarità si evince che oggi avvalersi del servizio postale è un rischio da non sottovalutare. Bisogna dire che le Poste Italiane
con il passare del tempo hanno perso
efficienza nei servizi da loro erogati, ma
soprattutto hanno buona parte del personale che è priva dei sani principi morali e materiali (educazione, umiltà, competenza ecc.), soprattutto verso le persone anziane. Invece di buttarsi in nuove
avventure, tipo telefonia perché non far
funzionare, almeno decentemente, ciò
che c'è?. Ma si rende conto l'egregia
responsabile … ecc. del danno che creano all'azienda Poste Italiane con il suo
atteggiamento di porsi nei confronti dell'utenza?
Oreste Cappelleri
Non ho da fare commenti. Anche questa
è questione meridionale.
Ritratti *
di Diego Cataldo
PINO
CARELLA
Autore e conduttore di programmi televisivi a
“Telemia”, realtà televisiva
importante nella nostra
provincia. Il suo programma “Radici” lo porta a
girare realtà ormai perdute
della storia e della
tradizione popolare calabrese. Pino Carella è
anche attore e regista per il
teatro.
L’ANIMA DEL CASTAGNO
Che io sia pazzo lo prova il
fatto che stia qui a scrivere,
convinto che prima o poi vi sorgerà in petto un animo ecologista. Fiducioso che prima o poi
convertirete i vostri appetiti da
fiere in un innocuo appetito
verde e rinuncerete a tanti inutili vizi optando per una salutare vita scevra da inutile consumismo. D'altronde se non fossi
folle non starei qui a menarvela
con gelsomini, ghiande grano
cappelli ed economia verde.
Pazienza, ma visto che in vita
mia ho tanto peccato è giusto
che sconti una parte di colpa
tentando di farvi diventare più
buoni. Dato che non sono un
prete, né un assiduo frequentato di parrocchie, non potrò
sbarrarvi le porte del paradiso
in mancanza della vostra redenzione. Essendo però un vecchio
demonio vi mostrerò, dunque,
uno scorcio d'inferno. Per essere banale vi dirò che comunque
sia, tutti l'inferno l'abbiamo sofferto e incontrato nella vita terrena e, anzi, per chi nella vita
ha patito tanto, l'inferno vero
potrebbe anche rappresentare
una speranza di pace. Ma se
l'inferno esiste, io so cosa ne alimenta il fuoco eterno. Vi ho già
detto che in Aspromonte ho
iniziato a parlare con gli animali e con ognuno di quelli che mi
ha rivolto la parola ho rotto il
patto di alimentazione. Non
mangio chi ha voce e non mangio più carne da anni, vivo bene
anzi tremila volte meglio e sono
felice della mia scelta. Il guaio,
ultimamente, è nato dal fatto
che anche le piante hanno iniziato a parlarmi. Dapprima le
felci poi le eriche, i lecci, le
querce. Il più restio a parlarmi
è stato il pino, sette anni ci ha
messo ad aprir bocca e adesso
che ha rotto il ghiaccio non la
smette più di ronzarmi all'orecchio storie meravigliose. Ma l'esperienza più traumatica ce l'ho
avuta con un castagno. Uno dei
miei fetenti s'è convinto di essere un asso dell'incendio controllato e per pulire la terra dai rovi
usa le fiamme. E io l'inferno
l'ho visto nel suo rogo, che ha
convinto anche il castagno a
parlare e mostrarmi l'anima sua
secolare. Il castagno è troppo
alto perché il fuoco delle sterpaglie ne lambisca i rami, ma
esso ha un tallone d'Achille. Le
radici dell'albero assorbono
anche il minimo calore, lo trasmettono come fili di rame e lo
portano nel cavo del castagno.
Il fuoco cova dentro silenzioso
e quando esplode la sua forza è
incontenibile e il suo incendio
diventa inestinguibile. Il castagno incendiato brucia per settimane, consumandosi lentamente come una candela di cera. E
la sua anima è come una strega
sul rogo, urla e brucia e lancia
maledizioni. E io non so se l'inferno esista, ma se c'è la brace
che ne alimenta il calore è per
forza di legno di castagno.
IL BRIZZOLATO di RUGGERO BRIZZI
rapisce e assolda la sua armata di bambini e li
costringe a uccidere e a odiare. Lo scopo del progetto KONY 2012 è proprio quello di rendere
Kony famoso al fine di trovarlo e di infliggere lui la
punizione che merita. Fin qui nessuna replica, non
fosse che in molti, nel giro di pochi giorni, hanno
messo in discussione la veridicità di questo progetto. C'è da chiedersi se ci si può davvero basare su
un uomo, Jason Russell, che per portare avanti
questa campagna guadagna 90.000 dollari l'anno.
C'è chi afferma che Kony sia morto già più di sei
anni fa e che il suo esercito da allora abbia smesso
di attaccare, quindi perché proprio adesso la decisione di promuovere questo progetto? In un paese
peraltro ricco di petrolio, dove gli USA hanno
deciso di portare “pace e democrazia” con bombe
e armi, il tutto per trovare e condannare una singola persona, che avrebbe avuto l'incontrastato
potere di rapire e di sfruttare da solo più di 60.000
uomini.
CHE AMAREZZA
C'è un dato negli ultimi mesi a cui tv e giornali non badano molto. C'è un dato contro
cui ancora, i nostri politici e i tecnici dei
miracoli, non hanno preso alcun provvedimento. Continuano ciechi, egoisti, prepotenti ed avari ad asfaltare qualsiasi cosa si trovino davanti che sia la dignità di un disoccupato, di un imprenditore, di un militare in
nome dell'Europa che ci guarda e ci tiene
una pistola, con un colpo in canna, puntata
alla tempia. In nome dell'equità(lia).
C'è un dato, che riguarda le pistole e che
meriterebbe molta più attenzione rispetto a
questa diamine di BCE. Negli ultimi due
anni in Italia , più di cinquecento persone,
stando ai dati Istat, si sono tolte la vita per
motivi economici legati alla disoccupazione,
ai debiti o come in molti casi, alla frustrazione di dover licenziare i propri dipendenti e
dover chiudere i cancelli della propria azienda. Il triveneto, la zona più ricca della nostra
penisola, segna il triste primato con oltre 60
imprenditori suicidatisi, ma il sud non è, purtroppo da meno. Leggere le storie di questi
uomini, vittime di speculazioni che accadono
in altri punti del mondo, lascia brividi e amarezza. Vuoti di altruismo, di debolezza e
impotenza di fronte a un interlocutore che
non c'è mai. Che prende tutto e non da
nulla.
A Montalto un uomo si spara un colpo alla
tempia perché non riesce a trovare lavoro, a
Lucca una donna ingerisce liquido tossico
per sgorgare gli scarichi dopo aver perso il
posto, a Trento un piccolo imprenditore,
oppresso dai debiti, cerca di suicidarsi gettandosi sotto un treno merci, nei pressi
della stazione ferroviaria. Ci sono oltre 500
storie, di cui nessuno parla. Oltre 500 morti
che non sono vittime di mafia, che non sono
vittime di guerra. Oltre 500 uomini martiri
di troppa tecnica e di poco amore.
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S E R V I Z I O D I I N F O RM A ZI O N E P E R I C I T T A D I N I , n u m e r o ve r d e :
INDIRIZZO
“ CALABRIA & Europa”
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CLIMATE-ADAPT: un nuovo strumento per le
politiche di adattamento ai cambiamenti climatici
La Piattaforma europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici (CLIMATE-ADAPT), uno strumento web interattivo
sull’adattamento ai cambiamenti climatici, è da oggi disponibile online sul sito dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA)
di Copenhagen. Connie Hedegaard, commissaria incarica-ta
dell’Azione per il clima, ha presenziato con Ida Auken, ministra danese dell’ambiente, e Jacqueline McGlade, direttrice
esecutiva dell’EEA, alla cerimonia di inaugurazione della piattaforma. La Piattaforma europea sull’adattamento ai cambiamenti climatici, accessibile a tutti su internet (http://climateadapt.eea.europa.eu), ha l’obiettivo di coadiuvare i responsabili politici a livello unionale, nazionale e regionale nell’elaborazione di misure e politiche di adattamento ai cambiamenti
climatici. Adattamento significa anticipare gli effetti negativi
dei cambiamenti climatici e adottare misure adeguate per prevenire o minimizzare i danni che ne possono derivare.
CLIMATE-ADAPT, messa a punto con il sostegno della
comunità scientifica e politica europea, aiuterà gli utenti ad
acquisire, divulgare e integrare informazioni in materia di:
cambiamenti climatici attesi in Europa;
vulnerabilità, attuale e futura, di regioni, paesi e settori;
informazioni su attività e strategie di adattamento a livello
nazionale, regionale e transnazionale;
studi di casi e possibili opzioni future in materia di adattamento;
strumenti online a sostegno della pianificazione di interventi di
adattamento;
progetti di ricerca attinenti all’adattamento, documenti orientativi, rapporti, fonti di informazione, link, notizie e manifestazioni.
La commissaria Hedegaard ha dichiarato al riguardo: “La
piattaforma può costituire uno strumento formidabile per aiutare i responsabili politici a individuare le migliori soluzioni a
beneficio dei cittadini. Dobbiamo realizzare progressi sostanziali nella condivisione delle migliori pratiche e delle informazioni sulle pratiche da evitare. Il nuovo strumento interattivo
renderà più efficaci tali sforzi.”
L’impatto dei cambiamenti climatici costituisce una minaccia
significativa a livello sociale, ambientale ed economico per la
società europea e mondiale. Eventi atmosferici sempre più
frequenti ed estremi – piogge e inondazioni, ondate di caldo e
siccità, sciogli-mento dei ghiacciai, aumento delle temperature e del livello del mare – avranno un impatto crescente sui
mezzi di sostentamento, la produzione alimentare, l’approvvigionamento energetico, le infrastrutture e gli ecosistemi: in
altri termini, sull’intera società. La società Munich Re ha stimato che le elevate temperature registrate nell’estate 2003 – e
l’effetto combinato di siccità, stress da calura e incendi – hanno
causato nell’Unione europea perdite per circa 10 miliardi di
euro nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della silvicoltura. Dallo studio PESETA del Centro comune di ricerca
dell’UE è emerso che, in assenza di adattamento ai cambiamenti climatici e ipotizzando che condizioni climatiche previste nel 2080 si verifichino ora, i danni per l’economia dell’UE
sarebbero compresi tra 20 e 65 miliardi di euro. Si tratta di
rischi che ci impongono di agire subito per fare in modo che la
nostra società sia in grado di adattarsi alle conseguenze dei
cambiamenti climatici, di mitigarne gli effetti negativi e di
coglierne gli aspetti positivi. I benefici economici delle azioni
di adattamento sono sempre più evidenti: attualmente il
danno economico che l’UE subisce a causa delle inondazioni
è di 6,4 miliardi di euro all’anno ma, secondo il progetto
ClimateCost del Settimo programma quadro, tale cifra è destinata a moltiplicarsi entro il 2050. Le misure di adattamento
potrebbero evitare tali danni con costi proporzionalmente
molto ridotti.
La piattaforma CLIMATE-ADAPT, che sarà ospitata e gestita dall’Agenzia europea per l’ambiente di Copenhagen, contribuirà alla produzione delle conoscenze di base necessarie
per la definizione di politiche di adattamento scientificamente
fondate. La piattaforma contribuirà alla formulazione di una
strategia unionale organica di adatta-mento ai cambiamenti
climatici che la Commissione intende presentare all’inizio del
2013 con l’obiettivo di coadiuvare gli Stati membri, le organizzazioni transnazionali e gli operatori locali con adeguate azioni a livello di Unione europea.
Brevi dall’Europa
Questa settimana gli Eurodeputati
si riuniscono a Bruxelles
in plenaria.
Mercoledì e giovedì discuteranno il progresso dei paesi
candidati - e aspiranti candidati - quali la Turchia, la
Serbia, il Kosovo e il Montenegro. I deputati si confronteranno anche sulla cosiddetta missione “troika” in
Grecia e voteranno l’accordo tra l’Unione europea e gli
Stati Uniti d’America sul trattamento e sul trasferimen-to
dei dati del codice di prenota-zione (PNR) dei viaggiatori.
La seconda plenaria di marzo inizierà mercoledì pomeriggio con un dibattito sui progressi compiuti dalla
Turchia, la Serbia, il Kosovo e il Montenegro verso l’adesione all’UE. Il voto del Parlamento è previsto per il giorno seguente. Un’altra risoluzione verrà votata lo stesso
giorno sulla situazione in Bielorussia.
Martedì, i membri della missione “troika” in Grecia,
composta dalla Commissione, la Banca centrale europea
e il Fondo monetario internazionale, si confronteranno
sugli sforzi fatti per salvare la Grecia e l’attuale situazione economica e finanziaria del paese, con le com-missioni per gli Affari economici e al Lavoro.
ACTA verrà discussa martedì dalla commissione sul
Commercio internazionale.
Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz,
presenterà la posizione del Parlamento sull’Iniziativa dei
cittadini in una conferenza stampa organizzata mercoledì, prima che entri in vigore l’1 aprile.
http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines
La Rappresentanza in Italia della Commissione europea
partner istituzionale del Festival internazionale del giornalismo
La Commissione invita
l’Italia a recepire correttamente la normativa in materia di acque
Per il secondo anno consecutivo la Rappresentanza in Italia della Commissione europea sarà partner istituzionale del Festival internazionale
del giornalismo che si svolgerà a Perugia tra il 25 e il 29 aprile 2012. L’obiettivo, come sempre, è quello di parlare e far parlare d’Europa attraverso una serie di eventi e iniziative che saranno ospitate all’interno del programma dell’importante kermesse che è stata presentata oggi con
una conferenza stampa presso lo Spazio Europa a Roma. Tra le iniziative più importanti, gli workshop su questioni attuali che riguardano noi
tutti come l’energia, democrazia e diritti fondamentali, la crisi e la disoccupazione giovanile, giornalismo e comunicazione e lo stand espositivo e interattivo. Una conferenza, organizzata in collaborazione dell’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e con la partecipazione del
Vice Presidente della Commissione Antonio Tajani e di autorevoli giornalisti e opinionisti rifletterà sul tema del futuro della politica in Europa.
L’evento sarà anche l’occasione della cerimonia di premiazione della seconda edizione del Concorso Premio per i giovani iscritti alle scuole
di giornalismo italiane, realizzato insieme all’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine
dei giornalisti. Media partner del Concorso e del Festival sono Euronews, Presseurop e Euranet.
Bandi in scadenza
Manifestazioni d’interesse - Laboratorio
dell’innovazione e Bando di concorso
riservato agli studenti degli Istituti superiori.
La Regione Calabria promuove il seguente bando pubblico:”Manifestazioni d’interesse -Laboratorio dell’innovazione e Bando di concorso riservato agli studenti degli
Istituti superiori”; Il bando è gestito dal Settore 5 “Cooperazione,
Internazionalizzazione e Politiche di Sviluppo Euro Mediterranee” del Dipartimento
2 Presidenza ed approvato con decreto n. 3308 del 16 marzo 2012 sulle manifestazioni d’interesse per il “Laboratorio dell’innovazione”e per il “Bando di concorso
riservato agli studenti degli Istituti superiori. Il titolo dall’azione è La vostra creatività è
il nostro futuro” nell’ambito delle attività previste nei work plans del progetto
Comunitario: KNOWING MED (Programma di Cooperazione Transnazionale
MED 2007-2013); La pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria (parte terza) è prevista per giorno 30 Marzo. Per informazioni è possibile contattare
l’Avv. Rocco Mercurio tel.0961/852054, e-mail [email protected] qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento sul bando possono essere contattati i seguenti riferimenti: 0961/777809;774339; COSER indirizzo e-mail [email protected].
Scadenza laboratorio per l’innovazione: Trenta giorni dalla pubblicazione sul
Bollettino Ufficiale della Regione Calabria - (parte terza) che è prevista per giorno 30
marzo p.v.
Scadenza bando di concorso per gli studenti: 27 Aprile 2012 - la decorrenza per la
presentazione delle domande inizia dal giorno di pubblicazione sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria - (parte terza) prevista per giorno 30 marzo.
Link:
http://www.regione.calabria.it/allegati/20120328_knowing_gara_creativit_cal_2.do
c
L’Italia non si è conformata alla
legislazione unionale sulla protezione delle acque in quanto il
recepi-mento della direttiva quadro sulle acque nel diritto nazionale è per diversi aspetti lacunoso. Per questo la Commissione,
su raccomandazione del commissario per l’Ambiente, Janez
Poto?nik, ha deciso di inviare un
parere motivato. Qualora l’Italia
non risponda entro due mesi, o
la risposta sia considerata insoddisfacente, la Commissione può adire la Corte di giustizia
dell’Unione europea. La direttiva quadro sulle acque
costituisce la base per la gestione e la protezione delle
acque europee. Essa impone agli Stati membri di creare
e mantenere “piani di gestione dei bacini idrografici”
indicanti le modalità precise per conseguire entro un
lasso di tempo concordato gli obiettivi ecologici, quantitativi e chimici fissati per i bacini idrografici.
L’Italia non ha recepito correttamente una serie di articoli della direttiva quadro sulle acque, tra cui quelli relativi
alla necessità adottare una serie di misure per conseguire
un “buono stato” dei bacini idrografici entro i termini
previsti e conformarsi all’obbligo di mantenere un registro aggiornato delle aree protette.
DOMENICA
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A proposito
di...
La scuola calcio Milan di Vibo Valentia ospite a San Siro
“E' stata una bella ed entusiasmante esperienza
che i ragazzi hanno apprezzato in particolar
modo che speriamo di ripetere presto”, con queste parole il direttore tecnico della scuola calcio
Milan di Vibo Valentia descrive la trasferta che
ha visto un gruppo delle categorie e pulcini ed
esordienti ospiti a Milano, nello stadio San Siro,
della società rossonera. Ed occasione migliore
non poteva essere che la sfida di campionato
con la Roma. “Siamo stati accolti dai dirigenti
rossoneri con grande cordialità - aggiunge
Carlo Lico - ed è stata un'occasione per far
vedere da vicino ai nostri piccoli calciatori un
partita di grande calcio e per potere visitare lo
stadio di San Siro. Naturalmente ne abbiamo
approfittato anche per fare una gita nella città
meneghina”.
E per ammirare grandi campioni come
Ibrahimovic che ancora una volta ha regalato
giocate di grande classe, realizzando il gol della
vittoria.
“Queste visite rientrano nel progetto della scuola calcio Milan - spiega Lico - Fin qui il bilancio
è estremamente positivo sia per la partecipazio-
Sport
La
Juve
Napoli
La corsa scudetto tra Milan e Juve prosegue
senza soste e dopo i rossoneri ieri a Catania,
oggi è il turno della seconda della classe, la
Juventus di Antonio Conte reduce dalla
brillante settimana post 2-0 all'Inter, la rivale più “odiata” di tutte. Oggi per i bianconeri l'impegnativo banco di prova sarà il
Napoli ed è superfluo sottolineare che dall'esito della gara dipenderanno molte
delle speranze di vittoria juventine da
qui alla fine. Che Napoli si troverà di
fronte la Juve? Difficile sbilanciarsi in
tal senso, la squadra di Mazzarri passa
da repentine impennate a rovinosi scivoloni, l'incostanza e l'inconsistenza
difensiva sono ormai un “sigillo”
impresso a fuoco: passare in
pochi istanti dal potenziale +2
all'effettivo -3 sulla Lazio terza
in classifica è il sintomo di questa cattiva tendenza azzurra,
accentuata soprattutto nelle
gare casalinghe al San Paolo.
In trasferta il problema si è
riproposto soprattuto al cospetto
di squadre sulla carta più deboli,
meno invece con le big e proprio su
questo aspetto dovranno fare affidamento i supporter napoletani, pronti
all'invasione in massa dello Juventus
Stadium.
Oggi per i bianconeri
l'impegnativo banco di
prova sarà il Napoli ed
è superfluo
sottolineare che
dall'esito della gara
dipenderanno molte
delle speranze di vittoria
juventine da qui alla fine
per sfatare
il tabù
L'altra gara destinata ad accendere un certo
interesse nella giornata numero 30 è InterGenoa, non tanto per gli obiettivi di classifica dei contendenti, quanto per l'esordio
sulla panchina interista di Andrea
Stramaccioni, terzo allenatore di stagione e
ultima carta estratta dal mazzo della disperazione da Massimo Moratti per condurre
una squadra allo sbando a un finale meno
faticoso e penoso possibile. E' improbabile il presidente nerazzurro abbia chiesto altro al tecnico “golden boy” che ha
strabiliato alla guida dei giovani della
Primavera, col Genoa si vedrà
allora se e come Stramaccioni
sarà in grado di portare a
termine la missione per
cui è stato chiamato,
partendo da una certezza più o meno
positiva: sarà difficile fare peggio di
quanto visto finora.
Procedendo poi per
posizioni di classifica,
nella scala d'importanza della giornata,
in alto si collocano
Siena-Udinese
e
Roma-Novara:
in
Toscana, in una sfida
dalle tonalità cromatiche tutte bianconere, si intrecceranno le mire di
terzo posto friulane alle ansie di bassa
classifica senesi, il rischio allora è che
la paura di perdere dia vita a una
gara contratta e con poche emozioni, rischio
che invece dovrebbe essere scongiurato
quasi del tutto all'Olimpico, dove il brio
“estetico” di Luis Enrique sulla panchina
giallorossa e il Novara all'assoluta ricerca di
qualche punticino utile a mantenere vivo
l'ultimissimo barlume di salvezza, sembrerebbero poter dar vita a una gara a viso
aperto e con prevedibili numerose reti.
Il 30o turno è completato e chiuso da
Bologna-Palermo,
Cagliari-Atalanta,
Fiorentina-Chievo e Lecce-Cesena: tra queste squadre, quelle messo meglio sono
Atalanta, Bologna e Palermo; due di esse,
Bologna e Palermo, si la vedranno tra di
loro oggi al Dall'Ara, mentre l'altra,
l'Atalanta, si recherà in Sardegna per dare
seguito al suo brillante campionato e restare in piena zona Europa League, Cagliari
permettendo ovviamente. Nelle altre sfide,
gli obiettivi in ballo riguarderanno invece
solo la salvezza e in alcuni casi si tratterà di
veri e propri incontri senza appello: il
discorso vale più per Lecce-Cesena (terz'ultima e ultima della graduatoria) che per
Fiorentina-Chievo, due squadre in parte
avvantaggiate da una classifica meno drammatica ma che con un ipotetico passo falso
potrebbero ritrovarsi a dover fare i conti
con un finale di stagione inaspettatamente
denso di dubbi e affanni.
Buon campionato a tutti.
Angelo Letizia
NON È UN PAESE PER VECCHI?
Per noi che scriviamo di calcio è una benedizione che esista l'Inter. Si ha sempre qualcosa da raccontare sulla squadra nerazzurra,
nel bene e nel male. State pur certi che se c'è
di mezzo una storica vittoria, una cocente
sconfitta o un ennesimo esonero, protagonista ne è la Beneamata. Cosa sarà successo
questa volta in casa Inter? Un esonero. Il
secondo della stagione che significa terzo
allenatore, il cui nome come ormai sapete è
Andrea Stramaccioni, tecnico della
Primavera promosso alla guida della prima
squadra. Lunedì scorso quando ci fu la
fumata bianca, si levarono un po' dappertutto grida di giubilo: “L'Inter, finalmente, non
è più un paese per vecchi.” “Vedrete, sarà il
nuovo Guardiola.” “Fuori i vecchietti,
Zanetti, Cambiasso, Stankovic, e dentro gli
sbarbatelli della Primavera così si ritorna a
vincere.” Insomma anche all'Inter, con l'aria
di primavera appena arrivata, inizierebbero
le pulizie di stagione. E invece col passare
dei giorni, anzi delle ore, ci siamo resi conto
che, probabilmente, quello di Moratti era un
sogno di notte di mezza…primavera.
Neanche il tempo di presentare alla stampa
il nuovo mister, che già si fanno i nomi per la
prossima stagione: Bielsa, inseguito già lo
scorso anno e pallino del patron nerazzurro,
la suggestione Zeman, il sogno Guardiola,
Mazzarri, Guidolin, Prandelli, Villas Boas e
Montella. Suggerisco Oronzo Canà e
Roberto Sedinho, il talent scout di Holly e
Benji, e abbiamo fatto tombola. Ma come si
può pensare di programmare un futuro
decente, se non c'è uno stralcio di progetto?
Il dopo Mourinho è stato un fallimento certificato: l'accoppiata Leonardo - Eto'o aveva
mascherato le crepe; il palazzo si è sgretolato non solo per colpa dei vari Benitez,
Gasperini e Ranieri. Oggi Stramaccioni rappresenta un azzardo, lo sappiamo. Ma sap-
piamo anche che a volte bisogna rischiare.
Questa Inter finirà il campionato, dal punto
di vista della classifica, nell'anonimato.
Questi due mesi però, possono tornare utili
per preparare al meglio il prossimo campionato. Stramaccioni sa lavorare con i giovani
e sono questi quelli che vanno valorizzati,
con l'aiuto anche dei senatori. Da giugno si
potrà pensare alla campagna acquisti, ora
sotto con Alvarez, Poli, Ranocchia, Jesus,
Faraoni, Castaignos e magari qualche
Primavera. Da qualche parte bisogna pur
iniziare e farlo adesso potrebbe dire non
perdere ulteriore tempo durante la preparazione estiva. La soluzione ai mali dell'Inter
potrebbe essere in casa. Ma Moratti deve
convincersi che l'Inter non è un paese per
vecchi.
Massimo Petrungaro
DOMENICA
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LA RIVIERA
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ne che per le attestazioni di stima per il lavoro
svolto”. Qualche aneddoto su questa trasferta?
“Uno in particolare, un nostro ragazzo;
Giuseppe, è venuto con un cartello di risposta
all'ormai famoso piccolo interista Filippo, invitando a cambiare squadra, che è stato accolto
con simpatia dal pubblico”.
La settimana scorsa è stato nuovamente presente sui campi dell'oratorio salesiano di Vibo
Valentia, Davide Corti, coordinatore delle
Scuole Calcio Milan per il Centro e Sud Italia, il
quale ha visionato il lavoro fin qui svolto ed i
progressi dei ragazzi, dando le ulteriori indicazioni del progetto sportivo giovanile rossonero,
formulando complimenti allo staff tecnico.
“Devo dire - conclude Lico - che quello che
Corti ci ha detto nella sua visita, lo ha riportato a
Milano, dove hanno riconosciuto che il lavoro
svolto a Vibo è encomiabile, tanto che la collaborazione proseguirà anche per i prossimi anni.
Stando alle indicazioni fornite dal Milan, la prossima gara cui potranno assistere i ragazzi della
scuola calcio vibonese dovrebbe essere MilanGenoa.
ECCELLENZA
Le locridee prima
del rush finale
La scorsa domenica in Eccellenza si è giocata
la dodicesima giornata del girone di ritorno,
oggi invece il torneo osserverà la prima delle
due domeniche di sosta prima del rush finale
con gli ultimi tre turni della stagione regolare.
Campionato, anche quello di Promozione
osserverà i due turni di stop, che si è fermato
per permettere alle varie rappresentative
regionali giovanili di prendere parte al torneo
delle regioni in corso di svolgimento in
Basilicata e anche per la festività della Santa
Pasqua, riprenderà il 15 aprile. Di conseguenza questo secondo stop stagionale, il precedente nelle festività natalizie, ci consente di fare
delle previsioni sulle formazioni della locride
che prendono parte appunto al massimo torneo dilettantistico regionale. Ovviamente ci
riferiamo a Bovalinese, Roccella, Brancaleone
e Siderno, quest’ultime due peraltro delle
matricole, addirittura la formazione di Brando
partecipa alla “serie A” calabrese per la prima
volta. Torneo che per inteso ancora non ha
maturato dal punto di visto matematico nessuna certezza, anche se per la verità la promozione del C. Montalto che ha un vantaggio di ben
otto punti sul Sersale, la vera sorpresa stagionale in positivo, è quasi scontata, comunque i
due team alla trentesima duelleranno nel
catanzarese. Sarà una partita decisiva per la
promozione in serie D ? Oppure Varrà e compagni faranno solo da comparsa ? Dopo le
gare della terza domenica di aprile potremmo
sapere qualcosa di più. Entrambi ironia della
sorte si confronteranno con due formazioni
della locride. La capolista viaggerà alla volta di
Roccella Jonica, mentre i giallo rossi ospiteranno la Bovalinese. Il C. Montalto affronterà una
formazione che dopo aver sbancato il “N.
Coscia” di Guardavalle, unica squadra ad aver
ottenuto il massimo al cospetto dei padroni di
casa, non ha perso le speranze di aggrapparsi al
carro dei play off, che poi non è altro che l’obiettivo stagionale societario. Griglia play off
agguantata proprio a spese dell’ultima antagonista spodestata dalla quinta poltrona.
Comunque quinto posto a ben dodici lunghezze dal secondo, e come è noto nel caso alla fine
della regular season ci dovessero essere dieci o
più punti di differenza la semifinale play off
non vorrebbe giocata, con la migliore classificata ammessa a disputare la finale, contro la
vincente dell’altra semifinale (terza contro
quarta).Ovviamente il Sersale tenterà nelle
prossime due gare di ottenere il massimo (sei
punti), giocherà una volta in trasferta sul difficile terreno del Guardavalle, per arrivare allo
scontro dell’ultima giornata regolare come
detto contro l’attuale antagonista, che possa
essere decisivo per il salto di categoria, ma i
giallo rossi dovranno sperare in una debacle in
entrambi i confronti che giocheranno Varrà e
compagni, alla penultima ospiteranno il
Brancaleone. Sarà difficile che ciò possa accadere. Roccella che può strizzare l’occhio anche
alla quarta poltrona, attualmente occupata
dalla Rossanese, che ha un vantaggio sugli
amaranto di quattro punti e di sei sul
Guardavalle. Oltretutto Rossanese e Roccella
alla penultima si confronteranno in terra
cosentina e questo potrebbe decidere tutto. La
formazione di Tonino Figliomeni si dovrà presentare a Rossano col gap (quattro punti di differenza) diminuito, i rosso blu alla ripresa
saranno impegnati sul difficile terreno
dell’Isola Capo Rizzuto, e con l’obiettivo dei
tre punti. E visto il cammino stagionale esterno di Calabrese e compagni pensare in positivo non è utopia, non si vincono sette gare lontano dal “N. Muscolo” al pari della capolista C.
Montalto, solo per caso, ci sarà dell’altro ovvia-
la Riviera
mente. Una vittoria della formazione di Colle
escluderebbe dalla quarta posizione la truppa
del patron Giannitti. Dicevamo del Sersale che
cercherà strada alla malcapitata Bovalinese,
sempre più fanalino di coda. Gli amaranto per
alimentare qualche piccola speranza saranno
costretti alla vittoria, ma non sarà facile. La
truppa di mister Frascà sta duellando gomito a
gomito col Real San Marco avanti di una lunghezza, per evitare l’ultimo gradino (retrocessione diretta). Ma concludere il torneo al quindicesimo posto non significherà giocare i play
out. Infatti se dopo le trenta giornate fra la
quintultima e la penultima ci dovessero essere
anche in questo caso dieci o più punti di differenza, lo spareggio verrebbe annullato con
conseguente declassamento della peggio in
classifica. Ed attualmente Iervasi e soci sono a
ben dodici lunghezze dalla Palmese, dodicesima. Le altre due locridee, Brancaleone e
Siderno se il torneo fosse finito domenica scorsa avrebbero ottenuto la salvezza diretta, che
poi era l’obiettivo societario di entrambi i team
La formazione di Brando negli ultime tre turni
ha ottenuto altrettante vittorie e dopo un
lungo tentativo è uscita appunto dalle sabbie
mobili dei play out, a due lunghezze appena
però. Galletta e compagni giocheranno due
volte davanti al pubblico amico, comunque
con formazioni di alta classifica, Guardavalle e
Rossanese, gare intervallate dalla trasferta di
Montalto. A differenza del Brancaleone gli
ultimi tre risultati negativi, sconfitta proprio al
“P. Borrello”, pareggio interno e un’altra sconfitta nell’anticipo a Sersale nell’ultimo turno
con rigore sbagliato sul risultato di 0 a 0, hanno
risucchiato verso il basso il Siderno, ad una lunghezza dal quintultimo posto. La formazione
di Laface comunque merita solo elogi per
quello che è riuscita a fare, dopo dodici giornate del girone di andata aveva in classifica
solo sette punti, mentre nelle dodici giornate
dopo il giro di boa i punti sono stati ben diciannove, che sommati ai cinque conquistati dalla
tredicesima alla quindicesima di andata, fanno
trentuno. E alla ripresa avrà un “match point”
da sfruttare, il Real San Marco anche se molto
motivato non dovrebbe avere scampo e al “F.
Raciti” può lasciare le penne, basterà che
Carabetta e compagni giochino con la stessa
cattiveria agonistica messa in campo dopo l’avvento in panca dell’ex tecnico del Bagaladi.
Intanto il Comitato Regionale Calabro della
F.I.G.C. ha stabilito le date dei play off e dei
play out. Semifinale il 6 maggio, finale il 13
dello stesso mese. I play out anche domenica 6
maggio. In caso di eventuale gara di spareggio
(promozione diretta o retrocessione diretta) le
date verrebbero modificate.
Redazione sportiva La Riviera
Alla Fossa dei Leoni B
il derby in notturna
Lo scorso 16 marzo in un venerdì in notturna la Fossa dei Leon B si è
aggiudicata il derbyssimo sidernese contro La Fossa dei Leoni A. I pulcini di mister Mazzone hanno battuto quelli (più grandi di un anno) del
duo Gulloni -Maradona che avevano comunque prevalso nel match
d'andata. Un “clamoroso al Cibali” direbbero quelli del bar dello sport,
un “clamoroso in via Fiume, sede del centro Sportivo Francesco
Romeo, diciamo noi, che abbiamo assistito ad un incontro sentito
soprattutto sugli spalti, a curve rigorosamente separate. L'ago della
bilancia è stato un eurogol del fluidificante di destra Domenico Fuda,
corsa e tecnica di serie superiore. Ma alcune indiscrezioni colte tra i
genitori della curva A, parlano di un netto errore dell'arbitro che
avrebbe visto fuori dall'area un fallo di mano nettamente
dentro.Succede anche nelle serie molto minori. Bisogna farsene una
ragione. A conti fatti, considerata l'età dei calciatori, la Fossa dei leoni
B ha meritato questo derby targato 2012. Alla prossima in via Fiume,
dove lo spettacolo è garantito.
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LOQUI E SPROLOQUI
di Filomena Cataldo
la Riviera
A BUON INTENDITORE...
apita, spesse volte, che lunghi ( non è nel mio stile) ed
articolati loqui non abbiano la stessa efficacia di veraci e
paesani sproloqui. A dimostrare, altresì, che quando le
parole sono azzeccate ne bastano poche. Stiamo accorti a ciò
che qualche orecchio di elefante ( l'uccellino è da tempo che ha
smesso di raccontare a destra e a manca!) mi ha sussurrato di
avere udito. Qua e là. A buon intenditore, dunque.
C
U Comuni fu criatu pemmu servi u cittadinu
No mu manda spertu e spartiatu
'nta nu barri o nu biliardinu.
Sulu 'nta sti posti, a quantu pari, 'ndavi intenti
a lavurari applicati e segretari.
Cosa bona e tantu giusta sarria i rispettari
a fortuna ca si 'ndavi u si poti lavurari,
e se propriu possibili non esti u si salvaguarda almenu
a facci i chilli pochi onesti.
Ca ennu pochi ma 'nci sunnu.
Cultura e società
Giornata FAI 2012 di Primavera. Gioiosa Ionica: I mosaici della Villa Romana del Naniglio
Sraordinaria affluenza al sito archeologico del Naniglio
Che sia l’inizio di una nuova primavera per la Locride
Un successo straordinario. Le giornate FAI di
Primavera del 23, 24 e 25 marzo hanno fatto arrivare presso il sito archeologico del Naniglio
migliaia di visitatori provenienti dalla Calabria e
dalla Sicilia. Il luogo, aperto per la prima volta al
pubblico, dopo i ritrovamenti di nuovi mosaici in
seguito alla recente campagna di scavi, è stato il
secondo bene più visitato in assoluto con oltre
ottomila presenze in tutta Italia. Al primo posto,
nella classifica del FAI, che ha aperto per questa
ventesima edizione 670 luoghi, troviamo la
Necropoli di Tuvixeddu, in provincia di Cagliari.
Quello che è avvenuto a Gioiosa Ionica, durante
le giornate FAI, va interpretato come un segnale
positivo per dare inizio ad una nuova primavera
per la locride. Dietro il successo c’è il lavoro e
l’impegno di tanti. Il primo merito va riconosciuto alla presidente del FAI Calabria, Anna Lia
Paravati Capogreco che, assieme a Vincenzo De
Nittis, capo della delegazione Locride e Piana,
hanno proposto i mosaici della villa romana del
Naniglio al FAI nazionale quale unico luogo da
far vedere in tutta la provincia di Reggio
Calabria. Fondamentale, inoltre, è stata la sensibilità della Soprintendenza archeologica regionale, guidata da Simonetta Bonomi, e la collaborazione della dott.ssa Rossella Agostino, funzionario archeologo della locride, che hanno consentito la fruibilità per l’occasione dell’area
archeologica del Naniglio.
L’impegno dell’Amministrazione Comunale,
guidata dal sindaco Mario Mazza, e
dell’Amministrazione Provinciale, guidata dal
presidente Giuseppe Raffa, hanno completato il
quadro di una sinergia che si è rivelata vincente.
Le giornate FAI sono state una occasione per
tastare il polso dell’interesse collettivo, un messaggio chiaro alle Istituzioni per orientare ulte-
riori investimenti e far proseguire la campagna di
scavi. Interviene sull’argomento l’Assessore alla
cultura del Comune di Gioiosa Ionica, Elio
Napoli, rispondendo ad alcune nostre domande.
Quale messaggio hanno lanciato al territorio della
Locride le giornate FAI?
“Intanto, siamo più che soddisfatti per quello
che è avvenuto. Grazie al FAI il nostro paese,
Gioiosa Ionica, è stato inserito con i mosaici
della villa romana del Naniglio tra i primi quattro beni da visitare in tutta Italia. Un fatto straordinario che ci riempie di orgoglio, come sorprendente è stata l’enorme affluenza al sito. Le giornate FAI ci hanno consegnato un messaggio che
bisogna interpretare nel modo più giusto possibile. La locride ha una potenzialità immensa, ed è
rappresentata dalla sua storia e dalla sua cultura.
Le testimonianze che esistono in questa vasta
area vanno immediatamente messe in
rete, a partire da Monasterace, Gioiosa
Ionica, Locri, Casignana, per puntare
da questa via al riscatto ed allo sviluppo.
Le giornate FAI, inoltre, ci inducono a
riflettere sul valore della cultura quale
strumento di crescita sociale e quale
volano per far partire una nuova primavera nella Locride.”
Ora che farete, dopo il grande afflusso di
visitatori in queste giornate, presso il sito
archeologico del Naniglio per
dare continuità all’evento?
“La parola d’ordine è senz’altro:
dare continuità.
Per fare ciò
abbiamo chiesto
a
l
l
a
Nuccio Ordine,
Stupor mundi
ussia e Brasile premiano l'impareggiabile studioso attivo di Giordano Bruno, un
meridionale che consegnò alle ceneri
ardenti del rogo la fede nelle sue idee. Anche
questa è Calabria, anche se spesso e volentieri la
si dimentica. Nuccio Ordine, calabrese di
Diamante, ordinario di Letteratura italiana
presso l'Università di Cosenza, docente presso
R
Anche questa è Calabria, anche se spesso
e volentieri la si dimentica. Nuccio Ordine,
calabrese di Diamante, ordinario di
Letteratura italiana presso l'Università di
Cosenza, docente presso prestigiose università americane ed europee
Soprintendenza Archeologica Regionale di rendere fruibile il sito garantendo la possibilità delle
visite già a partire dai prossimi giorni. Abbiamo
riscontrato massima disponibilità da parte della
dott.ssa Bonomi e da parte della dott.ssa
Agostino. Credo che nei prossimi giorni firmeremo un protocollo individuando il soggetto che
avrà il compito di tenere sempre presentabile il
bene, cosi come è avvenuto durante le giornate
FAI, e di gestire gli accessi.
E’ già a buon punto, inoltre, la fase di progettazione per mandare in appalto i lavori relativi ad
una serie di interventi nell’area archeologica
afferente alla Villa Romana del Naniglio che
prevedono un finanziamento di un milione di
euro, richiesto dalla Provincia, e concesso dal
Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’auspicio, inoltre, è che possano riprendere al
più presto le campagne di scavi considerato che gli interventi effettuati negli
anni ’80 e quelli più recenti portati
a termine nel 2011 hanno messo
alla luce, secondo gli esperti, meno
del 10% di quello che esisterebbe in
tutto il sito archeologico del
Naniglio”.
A Gioiosa Ionica si stà vivendo un
periodo culturale molto intenso e significativo. A cosa è dovuto questo fervore?
“Sicuramente al fatto che
Gioiosa è un paese che
ha tanta storia, tante
bellezze
naturali,
tante testimonianze
architettoniche, tanti
siti culturali di richiamo, tanta positività e
tanta gioia di vivere,
tanta effervescenza giovanile. Forse nel passato
queste potenzialità sono rimaste inespresse. Il
lavoro che stiamo facendo ed i programmi culturali che stiamo realizzando ci hanno consentito
di essere una realtà di riferimento nell’intera
locride. Le giornate FAI, con la collaborazione e
la bravura degli studenti delle scuole del luogo e
degli studiosi del Circolo di Studi Storici “Le
Calabrie”, hanno dato maggiore risalto alle
nostre potenzialità fino a farci conoscere per
eventi positivi su scala nazionale. Alle migliaia di
visitatori in questi giorni abbiamo offerto, oltre
alla visita ai mosaici della villa romana del
Naniglio, un programma di grande richiamo ed
un itinerario artistico-culturale per fare apprezzare tutte le bellezze storiche che possiede la
nostra cittadina. Allo scopo, sono stati organizzati percorsi guidati alla Chiesa della Madonna
dell’Annunziata, e nel centro storico di Gioiosa
Ionica con le artistiche Piazza Plebiscito in stile
Liberty, la via Cavour- Palazzo Amaduri con i
suoi palazzi storici, e il borgo medievale inframoenia. Nel centro storico, è stato possibile visitare
l’Oratorio
della
Confraternita
dell’Addolorata, la Chiesa di San Rocco, il
Palazzo Amaduri con annessa pinacoteca contenente preziose tele dei secoli XVII-XVIII, la
mostra dei reperti della villa romana del
Naniglio, il Castello Feudale con annesso palazzo baronale (XVI-XVIII sec.) e la scalinata
Barletta, accesso al borgo medievale murato.
Mi preme sottolineare, infine, che la nostra proposta culturale è stata bene accolta dai visitatori
che in migliaia hanno usufruito del servizio
navetta messo a disposizione dal Comune tra l’area archeologica del Naniglio e piazza
Plebiscito”.
REDAZIONALE
prestigiose università americane ed europee,
ha ricevuto il 29 marzo a Mosca dal direttore
dell'Istituto di Filosofia Abdsulam A.
Gusseinov il diploma di Membro D'Onore
dell'Istituto di Filosofia dell'Accademia russa
delle scienze per suoi studi su Giordano Bruno.
E il 12 aprile, a riconferma dell'altezza del suo
ingegno, a Porto Alegre il Rettore
dell'Universidade Federal do Rio Grande do
Sul, Carlos Alexandre Netto, gli conferirà la
laurea honoris causa concessa dalla Facoltà di
Educacao e dall'Instituto de Letras. Ci piace
ricordare tra le sue opere “bruniane”: La cabala dell' asino. Asinità e conoscenza in Giordano
Bruno (1987); La soglia dell'ombra. Letteratura
filosofia e pittura in Giordano Bruno (2003).
Contro il Vangelo armato. Giordano Bruno,
Ronsard e la religione (2007). Caravaggio e
Giordano Bruno (2010). Tutte tradotte in 10 lingue.
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A proposito
di...
Lorna Smith Benjamin, fa tappa a Reggio Calabria
La dottoressa Benjamin, tra i massimi esperti mondiali nella diagnosi e nel trattamento del disturbo di personalità, terrà
nei giorni 18 e 19 Aprile presso l'Auditorium “Monsignor Gangemi” del Santuario San Paolo alla Rotonda di Reggio
Calabria, un workshop teorico-pratico nel quale illustrerà e guiderà all'utilizzo del suo modello: l'Approccio ricostruttivo
interpersonale. Il workshop, organizzato da L'Esperide, da oltre dieci anni attiva sul territorio calabrese e in collaborazione con il Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale di Roma. Le iscrizioni sono aperte fino al 6 Aprile, l'evento è in
accreditamento con gli ordini professionali e al termine dei lavori verranno rilasciati gli attestati di partecipazione.
Cultura e società
Da Nord a Sud
LE NOTE
Reggio, il grande
reporter di
National
Geographic
Antonio Politano
al Blueocean’s
Workshop
di MARA RECHICHI
Dunque, FAI
“La bellezza salverà il
mondo” scrisse
Dostoekskij. E probabilmente non immaginava che il suo “salverà”, futuro, sarebbe stato infinito, come un futuro di là da venire,
eternamente. Stiamo ancora con
questa frase, cui aggiungiamo un
punto interrogativo: la bellezza
salverà il mondo? E, inversamente, il mondo salverà la bellezza?
Nel periodo di recessione in cui ci
troviamo da tempo, abbiamo visto
crollare diversi monumenti, primo
tra tutti la Domus Aurea romana,
segno della nostra incapacità di
conservazione delle preziosità che
la nostra Italia possiede. Dal 1975
però c'è una Fondazione nazionale, senza scopo di lucro, che riesce
a tutelare e valorizzare il nostro
patrimonio artistico e naturalistico. Il FAI (Fondo Ambiente
Italia), da 20 anni, poi, organizza
le Giornate di Primavera, in cui
vengono resi visitabili luoghi che
di norma sono chiusi al pubblico.
Durante lo scorso finesettimana
sono stati più di 600 mila i visitatori in tutta Italia: il luogo più visitato è stata la necropoli di
Tuvixeddu (CA) con 10 mila visitatori e, al secondo posto, s'è classificata la nostra villa romana del
Naniglio di Gioiosa Jonica, con
8mila visitatori. Questi numeri ci
dicono quanto noi cittadini abbiamo sete di bellezza, di cura dei
luoghi che ci appartengono, di
attenzione verso il patrimonio culturale tutto. La mia solita curiosità mi ha portato a frugare nel
sito del FAI per vedere chi sono
quelli del FAI in tutta Italia.
Sapete cosa ho trovato? Che ci
sono 14 Delegazioni regionali, la
cui presidenza è affidata a donne.
La stessa presidente nazionale è
una donna. Facilissimo dedurre
che la sensibilità e la capacità femminili sono perfettamente teorizzabili in relazione alla meritoria
attività del FAI. Prima che cominciate a darmi della femminista
unidirezionale, vi dico subito che:
la presidenza nazionale è al 50%,
presidente donna e vicepresidente
uomo; in Calabria, la Delegazione
regionale ha la presidente donna
e gli altri sei delegati sono, al
50%, tre donne e tre uomini.
Dunque, non importa chi sei, l'importante è che FAI!
Quando il viaggio
diventa fotografia
T
MARIA GIOVANNA COGLIANDRO
orna anche quest’anno l’avventura
fotografica
targata
Blueocean, la società reggina
che, insieme ai grandi reporter di
National Geographic, racconterà
le straordinarie diversità che rendono unica
l’Italia. “Da Nord a Sud. Quando il Viaggio
diventa fotografia” è il titolo dell’edizione 2012
che, per quanto riguarda la tappa della Sicilia e
della Calabria, sarà diretta da Antonio Politano,
giornalista e fotografo, una delle più grandi
firme di National Geographic Italia, oltre che di
Repubblica.
Dott. Politano, Lei si sente più fotoreporter o
più viaggiatore?
L’impulso primario è stato quello per il viaggio.
In realtà, ogni volta che mi muovo per fare un
reportage, io viaggio. Perciò sono inevitabilmente l’uno e l’altro. Un viaggiatore che fa il mestiere di raccontare attraverso immagini e parole.
Si può viaggiare senza fotografare?
Certo, a volte si deve. Perché il rischio è di guardare solo attraverso il mirino per riportare a
casa il ricordo-prova dei luoghi visitati. Bisogna
semplicemente cercare di vivere il momento e
poi magari fermarlo. Un ragionevole suggerimento è di sforzarsi di guardare innanzitutto
con gli occhi, percependo e riempiendosi dell’emozione che si sta vivendo e soltanto dopo iniziare a scattare, studiando soggetti, angolo di
ripresa, luce e così via. Naturalmente, per chi lo
fa di professione, fermare immagini è urgente.
A volte questo mestiere è in conflitto con la sua
ispirazione.
Tra i suoi reportage, ce n’è qualcuno che ricor-
Premio Nazionale
Alla Fattoria della Piana
il “Best Practices”
da con maggiore emozione?
Un’India di una fiera di cammelli e di una festa
religiosa. Giorni e notti a seguire i pellegrini e le
contrattazioni. La stupefazione per quell’universo di misticismo, etnie, stili di vita, accostato per
la prima volta. E perciò con uno sguardo, se possibile, fino a che è possibile, vergine.
Eugene Smith, grande fotografo documentarista statunitense, affermò che a nulla serve una
profondità di campo se non c’è un’adeguata
profondità di sentimento. Che regole bisogna
seguire affinché una foto non sia una muta
riproduzione della realtà ma possa essere considerata arte?
L'azienda Fattoria della Piana, il 15 marzo 2012
presso la Fiera Bioenergy 2012 di Cremona ha
ricevuto il Premio Nazionale “Best Practices”
promosso da Legambiente, Cremona Fiere, la
Fondazione Dlg, l'Anci e l'Uncem.
Quest'anno al Premio “Best Practices” sono arrivate ben 40 candidature, e la Fattoria della Piana
ha trionfato ricevendo il Primo Premio per la
categoria Impianti Biogas.
La Fattoria della Piana è stata premiata per l'inventiva delle soluzioni energetiche applicate
tenendo conto delle caratteristiche del territorio:
il gas è ottenuto dall'utilizzo degli scarti delle
industrie locali, il recupero del calore per i processi produttivi del caseificio e dell'agriturismo,
l'integrazione del fotovoltaico sui tetti in sostituzione delle coperture in eternit, l'utilizzo dei sottoprodotti per la concimazione e l'attività didattica in collaborazione con scuole e università.
Convegno
Ricordando Monsignor
Idelfonso del Tufo
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Protocollo
d’intesa
Freerumble e associazione disabili visivi
la Riviera
Firmato protocollo d'intesa tra l'Associazione Disabili Visivi ONLUS (ADV) e Freerumble, il Social Network audio omnicomprensivo
che si appoggia alla parola. L'ADV e Freerumbe, attraverso specifici accordi operativi promuoveranno un progetto di sviluppo tecnologico al fine di migliorare la comunicazione on line, coinvolgendo, da oggi e in via sperimentale, cinque gallerie d'arte operanti nelle città di
Milano, Bolzano, Roma, Potenza, Napoli. Definiti fin d'ora anche i compiti specifici che l'ADV e Freerumble dovranno portare avanti fin
dalle fasi preliminari. L'ADV garantirà la disponibilità delle sue strutture idonee per la registrazione di audio al fine della corretta comunicazione con i suoi iscritti e Freerumble farà da ponte, coordinando il lavoro tra le gallerie d'arte e l'Associazione.
Sono totalmente d’accordo con Eugene Smith.
Sentimento ed empatia sono le cose di cui andare alla ricerca. Se si riesce a entrare nelle situazioni, se si riesce a essere testimoni senza modificare troppo gli equilibri delle realtà che si accostano si può riuscire a fare della buona fotografia. Naturalmente con il massimo rispetto e la
massima sensibilità ed empatia possibili. L’arte è
un’altra cosa. Se si intende l’arte come un’unione di forma e contenuto di grande forza espressiva, alle volte accade anche nella fotografia.
Cosa pensa di Photoshop?
Va usato con giudizio. In fondo, se lo si usa come
si usava la camera oscura di una volta, va bene;
ma non bisogna abusarne con ritocchi eccessivi,
montaggi, ecc.
Nei quotidiani italiani vi è la singolare abitudine di omettere nome e cognome dei fotografi,
contro ogni correttezza professionale. È come se
gli articoli non venissero firmati. Perché nessuno si ribella?
Pessima abitudine. È un po’ una contraddizione
della fotografia di oggi: da una parte, le si riconosce autorialità; dall’altra, si tende a relegarla
come uno strumento di supporto alle parole. In
effetti, bisognerebbe lottare molto di più, quando accade; ma il mercato, banalmente, lo controllano gli editori. E così…
Oliviero Toscani disse: “L’unica fotografia che
mi sento di escludere è la foto di me stesso
morto”. C’è qualcosa, secondo lei, che non
andrebbe mai fotografata?
Per me è un falso problema. Forse è un paradosso. È come dire che c’è qualcosa di cui non si
dovrebbe mai parlare o vedere. Se serve a raccontare, fare cronaca, testimoniare, naturalmente con il massimo possibile di rispetto e sensibilità di cui parlavo prima, si può e deve scattare.
Parliamo adesso del Bluocean’s workshop. A
partire dal 25 maggio sarà a Reggio per dirigere
due tappe, Sicilia e Calabria, del Bluocean’s
workshop “Da Nord a Sud. Quando il viaggio
diventa fotografia”. Qualche anticipazione?
Nella prima tappa esploreremo la zona più meridionale d’Italia, l’estremo sud-est della Sicilia, tra
memorie barocche, agrumeti, fenicotteri ed echi
africani. Nella seconda tappa ci sposteremo da
un lato all’altro dello Stretto per finire con un
salto alle Eolie, tra Stromboli e Salina, in una
natura potente e d’incanto. Sarà un viaggio e un
momento di confronto e crescita, spero.
Quali sono, secondo lei, gli scorci più suggestivi
della nostra Calabria?
L’Aspromonte delle fiumare e dei paesi abbandonati, i giganti vegetali della Sila, qualche porzione “vecchia” di città poi invase dal cemento,
la linea della costa quando diventa irregolare e si
fa scogliera.
In occasione del 150° anniversario d’Italia la
rivista National Geographic Italia ha dedicato
un servizio al Quirinale. A “raccontare” la casa
degli italiani proprio lei. Non è sicuramente la
stessa cosa, ma se le venisse proposto di raccontare la quotidianità del nostro Comune, ammesso che riuscisse ad incontrare qualcuno, accetterebbe?
Sì, se si costruisce un progetto fatto di storie.
Lunedì 2 aprile alle ore 17.00 presso la Sala conferenze dell'Episcopio di Locri avrà luogo un convegno su Monsignor Ildelfonso del Tufo vescovo di
Gerace dal 1730 al 1748 e raffinato archivista. La
manifestazione si aprirà con i saluti del Vescovo
Monsignor Giuseppe Morosini e di Mirella
Marra, direttore dell'Archivio di Stato. Padre
Stefano De Fiores, mariologo di fama internazionale, illustrerà il contenuto del Fondo archivistico
relativo a Monsignor del Tufo, attualmente conservato presso la Sezione di Archivio di Stato di
Locri con la denominazione di Fondo Gerace,
proveniente dall'Archivio di Stato di Ascoli
Piceno. Interverranno inoltre il professore
Vincenzo Naymo, docente di Storia moderna
presso la Facoltà di lettere e filosofia
dell'Università degli studi di Messina e il prof.
Vincenzo D'Agostino profondo studioso di storia
locale e componente della Deputazione di Storia
Patria.
Pasqua a Portigliola
La terra ha musica
per coloro
che ascoltano
Portigliola si festeggia la Pasqua
A
con Ecce Musica, una manifestazione che avrà come tema “La terra
ha musica per coloro che ascoltano”.
L'appuntamento è fissato per domenica 8 aprile, dalle ore 21.00 in poi, in
Piazza Garibaldi. Conducono la serata
Rosario e Maria Teresa D'Agostino. Ad
avvicendarsi sul palco: Eugenio
Bennato in trio, Mimmo Cavallaro e
Cosimo Papandrea col Taranproject, e
la chitarra battente di Francesco
Loccisano.
RADIO VENERE
mette in mostra i suoi
dischi migliori.
Premio migliore studente calabrese
Primo Posto a Enrica Sotira
STIGNANO – E’ risultata la più brava studentessa calabrese di lingua straniera e, per questo, ha vinto un premio ambito ovvero un viaggio di studio
di venti giorni, in Germania. Stiamo parlando della giovane Enrica Sotira
della classe 4B dell'istituto Tecnico per il turismo di Marina di Gioiosa
Jonica. Erano in tanti, da tutta la nostra regione, ma la giovane stignanese,
l’ha spuntata su centinaia di altri studenti, piazzandosi al primo posto. A presiedere la commissione è stato il professore Giuseppe Bonadio. Grande soddisfazione, dunque, per la studentessa, per la sua famiglia, ma anche per il
dirigente e i docenti dell’istituto di Marina di Gioiosa e per tutta la comunità
stignanese. (Giuseppe Cavallo)
Per Antonio Tabucchi scrittore di cose, non di parole
È morto a Lisbona, che da tempo era il suo
cuore, Antonio Tabucchi. Aveva 68 anni,
essendo nato a Pisa nel 1943. Di
letteratura portoghese se ne
intendeva, e come. Suo autore
prediletto era lo scrittore portoghese Fernando Pessoa, che
potò sugli altari. La sua scrittura
creativa inizia nel 1975 con il
romanzo Piazza d'Italia e prosegue con le raccolte di racconti,
come Il gioco del rovescio (1981)
e Piccoli equivoci senza importanza (1985). Si
rivelò con il romanzo Requiem (1992). Ma fu
Amici di Maria De Fillippi
Giuseppe Giofrè il
giovane calabrese
Sostiene Pereira (1994) -Premio Campiello- che
sbalzò Antonio Tabucchi sulla platea internazionale. Tra le sue ultime
opere, L'oca al passo (2006) e
Il tempo invecchia in fretta
(2009).
Racconti con figure (2011), che
ha avuto traduzione in 40
lingue. Emerge contro e a dispetto della fungaia dei letterati, che lavorano sulla parola, come scrittore di cose,
come scrittore impegnato, come scrittore che
serve, e che dura.
“Nero-Vinile”, iniziativa unica nel suo genere, si svolgerà nei giorni 4 e 5 aprile dalle ore
16, presso il Gruppo Spontaneo, 3° piano,
sito in Viale Kennedy a Bovalino Marina
(RC).
Una mostra-partecipante, grazie alla quale
il pubblico potrà scegliere un disco, attraverso centinaia di vinili che la radio mette a
disposizione per tutti, portarlo in cabina di
regia e ascoltarlo e discuterlo in diretta sui
98mhz con uno degli speaker.
Uno spazio, dove oltre ai centinaia di vinili
da poter ascoltare su impianti messi a disposizione dalla Radio, ci si potrà immergere in
un viaggio fatto di musica, socialità e confronto anche attraverso seminari, mostre
grafiche e serigrafiche curate da Peppe
Albanese e piccole prestazione live di tantissimi artisti. Il tutto in diretta radiofonica su
www.radiovenere.net
o i 98mhz per la locride. Riassaporare il
gusto di toccare la musica, osservarne le copertine e respirarne il profumo
è la chiave per riuscire ad ascoltarla
a n c o r a
meglio.
Giuseppe Giofrè ,il cucciolo di Amici 11che fa impazzire tutti,maschietti e femminuccie per la
gioia di tutti i gioiesi, è nel gruppo dei sei ballerini che hanno conquistato il pass per l'undicesimo
serale di Amici di Maria De Filippi. E c'è un suo perché.,ha incantato sin dall'inizio il pubblico con
la sua energia,grinta e movimento Questo ballerino goiese , 18enne e nato a Gioia Tauro (in provincia di Reggio Calabria),molto timido ma piuttosto determinato, corona il suo sogno ed è pronto a tutto pur di realizzare i suoi sogni: vivere la sua più grande passione, il ballo. L'aver vissuto in
un piccolo paese e non aver potuto studiare in una buona scuola non gli hanno permesso di avere
una base classica e moderna, motivo per cui,secondo la Celantano,pure se le piace come balla,.
non merita il serale. Lui, però,non dimenticherà i sacrifici fatti dei suoi genitori, che l'hanno fatto
studiare due mesi a Los Angeles, nella Millennium Dance Complex. Da qui matura il suo stile hip
pop, che lo avvicina al mondo di Britney Spears, con la quale vorrebbe ballare in un suo tour internazionale. Tra i suoi cavalli di battaglia, infatti, c'è l'assolo sulle note di “Inside out”, celebre pezzo
della cantante. Nella scuola di Amici, il ballerino è entrato fin da subito nelle “grazie” di Luciano
Cannito, che l'ha voluto senza esitazioni nella squadra blu. Col passare dei mesi (frattura al naso
a parte), l'avventura di Giuseppe si è fatta quasi in discesa, riuscendo a conquistare anche
Garrison, tanto da meritare di concorrere per un posto al serale Un successo di alto livello, grande quanto il suo cuore, quello di Giuseppe, che dà lustro alla famiglia ma anche a tutta la comunità gioiese, più che orgogliosa del suo giovane campione.
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
29
Parlando
di
Cinema
OROSCOPO
ILOSOFIA
REGGINA
ARIETE
dal 21 marzo
al 20 aprile
La fantastica
toponomastica
di Reggio
Sarai molto preso dalla voglia
di sistemare la tua relazione o
di innamorarti, dal desiderio di
chiudere con una storia deludente e girare pagina, o di sposarti! In bocca al lupo.
TORO
dal 21 aprile
al 20 maggio
La toponomastica di Reggio Calabria è uno dei
tanti “vicoli ciechi” della città. Perché al di là della
burocrazia stante dietro la modifica del nome di
una via, sembra quasi che non vi sia la volontà nel
prendere in considerazione eventuali ipotesi.
Ma facciamo un giro per la città. La Via “Reggio
Campi” a chi è dedicata? Forse si vuol rimpiangere un tempo in cui l'urbanizzazione selvaggia
ancora non si era sviluppata nelle alte vie della
città? O le svariate traverse “H”, “I”, “II”, “IV”,
etc… , non si potrebbero convertire in vie facili da
identificare? O la “via Lia” cos'è? La Signora Lia
della canzone di Baglioni?
Ed ancora, “via Sbarre” (superiori, inferiori e
centrale, perché bisogna abbondare!) sarebbe per
caso il ricordo di una vecchia ferrovia con tanto di
passaggio a livello che passava nella zona subito a
sud del centro storico? Possiamo non menziona-
Energico, grintoso, deciso
a farti valere in ogni ambito e colmo di fiducia in te
stesso. Attento, però, a
quale direzione sceglierai
di prendere.
GEMELLI
dal 21 maggio
al 21 giugno
Venere sta per entrare nel
tuo segno e ci rimarrà tanto,
molto a lungo. Il cielo si
prepara a farti trovare una
sorpresa speciale nella tua
vita.
re la “via Petrara”? Le pietre le hanno tolte dal
letto della fiumara o sono ancora lì?
Discorso a parte poi, meritano le vie più importanti della città. Esse sono: Lungomare
Falcomatà, Corso Vittorio Emanuele III, Corso
Garibaldi. Due su tre, a nostro modesto avviso,
sono da cambiare. E ovviamente non può essere
il lungomare dedicato al compianto sindaco di
Reggio, Italo Falcomatà, colui che riuscì a portare a conclusione il progetto del rifacimento della
Via Marina, ora perla della nostra città. La parallela superiore al lungomare Falcomatà, è il corso
Vittorio Emanuele III, nipote del famoso
Vittorio Emanuele II primo re d'Italia. Già solo
questo basterebbe per sostituire la targa del corso
(da meridionali e meridionalisti non possiamo
ignorare la questione del “come” fu colonizzato il
sud Italia per pagare i debiti dei Savoia). Ma
Il Tempio Dorico
di Monasterace
CANCRO
dal 22 giugno
al 22 luglio
Anche se in casa va tutto
bene, ti sentirai offeso dagli
atteggiamenti di qualcuno.
Rispondi, piccato, che non è
vero? Ecco, appunto!
LEONE
ADRIANO SCRIVO DEL SITO BRIGANTI
A pochi metri dalla riva del Mare Jonio, ai piedi del
promontorio Cocinto, sono stati rinvenuti i resti del
tempio Dorico che viene datato dagli archeologi
all'anno 420 aC. L'edificio di cui è rimasta solo la
base, misura 18 per 41 metri ed era provvisto di 36
colonne distribuite nel perimetro esterno. Non si è
ancora certi sulle cause della sua distruzione, si suppone che già in epoca romana le sue pietre furono
usate per la realizzazione di altri edifici, e non si
esclude, vista la vicinanza che l'anfiteatro romano di
Marina di Gioiosa Jonica sia stato parzialmente
costruito con materiale riportato anche da Kaulon.
L'opera archeologica degli ultimi anni ha constatato che il tempio era coperto da tegole di cui scavi
hanno rinvenuto bellissimi esemplari integri.
L'indirizzo religioso è ad oggi indefinito, ma scritti
storici avvicinano la tesi che sia stato edificato in
onore di Giove Homarios. Quello Dorico non era il
dal 23 luglio
al 23 agosto
Scaccia il malumore che ti
annebbia e preparati a vivere
un aprile simpatico e movimentato. Avrai voglia di uscire,
complice la bella stagione.
VERGINE
dal 24 agosto
al 22 settembre
Adesso sei nervoso, ora calmo
e serafico. Più che dagli eventi, però, potrebbe dipendere
dalle contraddizioni insite nei
tuoi atteggiamenti.
solo tempio di Kaulon, resti datati V secolo aC. raccolti in località Tarsenale (o Passoliera) e ricomposti al Museo Nazionale di Reggio Calabria fanno
ricordiamo che Vittorio Emanuele III è il re dell'era Mussolini, è il re che promulgò le leggi razziali
contro gli ebrei, è il re che scappò a gambe levate
da Roma lasciando la nazione abbandonata a se
stessa in balia dei nazisti. E questo non succede
solo a Reggio Calabria perché in tutta Italia, le vie
più importanti sono dedicate a questo tizio. Ma la
palma della via più importante della città spetta al
corso Garibaldi, autentico punto di riferimento
per Reggio Calabria.
Per alcuni Giuseppe Garibaldi rappresenta un
mito, una persona da ringraziare per aver “conquistato” e consegnato il sud Italia in mano ai Savoia
ed a Cavour. Ma ci aspetteremmo che la via principale fosse dedicata, consacrata ad un personaggio che alberghi nei cuori dei reggini, non certo ad
una persona che, pur per chi lo ammira (che
coraggio!), non ha lasciato una traccia in questa
città.
Da tempo ormai si vocifera che esista un flebile
intento di dedicare il corso alla Madonna della
Consolazione, già patrona di Reggio: ottima idea,
da perseguire assolutamente. Ma dalla “flebile”
volontà, bisogna passare ad una “convinta”
volontà. Voi dedichereste mai una via ad un personaggio che in vita sua dichiarò “Al Sud i nemici
non basta ucciderli, bisogna straziarli, bruciarli vivi
a fuoco lento,
E' un paese che bisogna distruggere o almeno spopolare, mandarli in Africa a farsi civili”? No, certamente. Eppure a Reggio Calabria (ed in generale
in molte città del sud) è stato fatto. Se non ci credete possiamo prendere un caffè insieme così ne
parliamo. A me verrebbe più comodo se ci incontrassimo dalle parti di via Nino Bixio.
ammirare ai visitatori la ricostruzione del magnifico
"Tempio della Passoliera".
Altri resti ritrovati nel comune di Monasterace
fanno supporre ad un'altro edificio di culto, ma la
soprintendenza alle Belle Arti, attualmente ed oramai da molti decenni non attua nessuna campagna
di scavi organizzata e risolutiva per portare alla luce
tutti i reperti di una delle città più antiche, gloriose
e ricche di tutta la Magna Grecia.
Attualmente, metà del territorio di Monasterace
Marina, circa 25 ettari, è "bloccato" dalle Belle Arti,
in quanto si è accertato che il sottosuolo è stracolmo di reperti. Facile immaginare lo stato d'animo
della popolazione che vede impraticabile i propri
terreni e le comunicazioni tra i quartieri cittadini
stravolti e obbligati a lunghi percorsi.
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
dal 23 settembre
al 22 ottobre
dal 23 ottobre
al 22 novembre
dal 23 novembre
al 21 dicembre
dal 22 dicmbre
al 20 gennaio
dal 21 gennaio
al 19 febbraio
dal 20 febbraio
al 20 marzo
Avrai una gran voglia di
dimenticare i problemi, di
lasciarti alle spalle le tensioni
per occuparti soltanto di te
stesso, dei tuoi bisogni e della
tua voglia di eventi piacevoli.
Molte situazioni che ti avevano lasciato con il fiato sospeso nel periodo precedente iniziano a risolversi, ad andare
meglio. Sarai allegro e disponibile con chi ti circonda.
Le stelle hanno deciso di
farti irritare: ma, più che le
stelle, saranno gli amici ipocriti, persone che devono
intromettersi in questioni
che non le riguardano.
Mese positivo per tante
situazioni. Frizzante, vivace
e pieno di voglia di divertirti, ti godrai una Pasqua
serena, circondato dai tuoi
affetti più cari.
C’è un buon profumo di
viaggi, di mondanità e di
divertimento. Nonostante
degli impedimenti familiari, trascorrerai un periodo piacevole.
DOMENICA
Vedrai che per ogni problema
troverai una soluzione: Giove
è sempre il tuo portafortuna.
Niente passi falsi nei riguardi
di parenti lontani: potresti
pentirtene.
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
30
CINEMA NUOVO
Siderno,info:0964/ 342776
Posti in piedi in paradiso/
22.00
CINEMA GOLDEN
Roccella J,info:333/ 7672151
Buona giornata/
18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA VITTORIA
Locri,info:339/7153696
The Artist/ 18.00
Ghost rider,spirito di
vendetta (in 3D)/
20.00 - 22.00
CINEMA GARIBALDI
Polistena,info:0966/ 932622
Ti stimo fratello/
16.00 - 19.15 - 21.30
CINEMA POLITEAMA
Gioia T.,info:0966/ 51498
10 regole per fare
innamorare/
18.00 - 21.00
CINEMA ODEON
Reggio C.,info:0965/ 898168
Buona giornata/
18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA AURORA
Reggio C.,info:0965/ 45373
Blob of the week
Magnifica presenza/
dalle 18.10 - 20.30 - 22.30
NUOVA PERGOLA
Reggio C.,info:0965/ 21515
The raven/
18.30 - 20.40 - 22.50
MULTISALA LUMIERE
Reggio C.,info:0965/ 51036
Sala De Curtis
La furia dei Titani (in 3D)/
18.00 - 20.00 - 22.00
Moto GP/ 4 aprile ore 21.00
in diretta via satellite in digitale
con Valentino Rossi
George Harrison,living in
the material world/ 19 aprile
ore 21.00,di Martin Scorsese
Sala Sordi
Ghost rider,spirito di
vendetta (in 3D)/
19.00 - 21.00 - 23.00
Sabato e domenica anche 17.15
Sala De Sica
E’nata una star?/
18.45 - 20.35 - 22.45
Sabato e domenica anche 17.15
Sala Mastroianni
Marigold hotel/
17.40 - 20.10 - 22.30
la Riviera
AL CINEMA
Demetrio “la talpa” di mare
Amarcord Ymca
da sinistra: Enzo Strati, Daniele Tamburini, Cosimo Reale, Francesco
Prochilo, Gabriele Costa, Massimo Ceraudo, Giancarlo Parrello.
in basso: Don Achille De Luca
Tifosi
Chi dorme non piglia pesci...
Maria Chiara Capocasale
... e c’è chi i pesci li sa cucinare
Mario Spina
Girolamo Errigo e Luis Suarez
Silvio Fiorenza ed il pullman
del Barcellona
I ragazzi della scuola calcio Milan di
Vibo Valentia a
San Siro
Benvenuto Vincenzino
un abbraccio affettuosa da tutta la
redazione a papà Massimo e
mamma Teresa
Sei vecchia già di 19 anni, non
andare troppo di fretta non riusciamo a starti dietro. Auguri
Natalia da mamma e papà.
La verità dell’Iride
Permettetemi per una volta di fare il Giovanardi dei poveri e invitarvi a una vita più sana.
Sapete bene che non c'è moralismo nella mia etica, io ho assaggiato abbondantemente
di Benjamin Bowson il paradiso dell'eroina, lo shock della coca, il viaggio degli acidi. Nelle mie vene ci è passato di tutto. Io e i ragazzi americani della mia generazione
siamo cresciuti con la spinta del capitano, senza di lui il sabato
sera non poteva essere affrontato. Poi il capitano si è allargato
alla domenica è piombato sul lunedì e alla fine è diventato il
padrone della settimana. Noi vivevamo in città cavallo, non ci
parlavamo, aspettavamo ore accanto a un telefono in attesa che squillasse e qualcuno ci concedesse un attimo del proprio tempo. E nessuno aveva tempo da dedicare agli altri. L'unico che ci parlava era captain Jack, ci abbindolava con le sue chiacchiere dandoci la forza
di superare la solitudine del sabato sera. Eravamo i figli di una società industrializzata dove tutti erano lanciati alla conquista del benessere e non c'era tempo per i rapporti umani. Voi allora il benessere non sapevate nemmeno pronunciarlo di nome e qualche lira in tasca
per il cinema faceva la vostra felicita. Poi anche per voi è arrivato il benessere e insieme è comparso il capitano, ha dilagato dappertutto risparmiando solo le società contadine non completamente corrotte dalla civiltà industriale. E questo, fino a poco tempo fa, era la
società calabrese, una comunità nel guado con un piede in città e un altro in campagna, con un sistema valoriale non ancora completamente cannibalizzato. Da voi captain Jack è arrivato da poco, per ora lo utilizzate solo per farvi superare il sabato sera, per questo mi
sento di darvi un consiglio. Alzatelo il telefono e chiamate gli altri senza attendere che siano loro a chiamarvi. Non cercate alibi, uscite,
state in mezzo alla gente. Uomini con donne, donne con uomini o come meglio vi aggrada. Amatevi, non lasciate che il capitano si allarghi alla domenica. Mollatela la chimica e se proprio un po' di spinta vi serve, fatevi un buon rosso o una bella verde. Lasciate solo il capitano e soprattutto non ricorrete mai al generale, che si compra solo in farmacia e dietro presentazione di ricetta medica. E perdonatemi se per farvi questa ramanzina ho usato una stupida canzone di Billy Joel.
La spinta del capitano
DOMENICA
01 APRILE 2012
LA RIVIERA
31
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