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NOTIZIE DALL’EUROPA E DAL MONDO
L’ARMATA BRANCALEONE PERDE I
FINANZIAMENTI PER LA CICLABILE DEI COLLI
Gianni Sandon, presidente della Commissione ambiente
del Parco dei Colli Euganei e Francesco Miazzi, portavoce
del comitato Lasciateci Respirare, stigmatizzano il
comportamento dei Comuni euganei e della Direzione del
Parco Colli che non hanno saputo fare squadra per
concorrere con un progetto condiviso al bando regionale
che assegnava 35 milioni per la realizzazione di piste
ciclabili.
“Un bando - scrive Sandon - impostato, apprezzabilmente,
nella direzione di privilegiare (con contributi da 300.000 a
1,8 milioni di euro) interventi preferibilmente di
completamento, ad alta fruibilità, in aree di pregio
ambientale, in sede propria, lunghi almeno 5 km,
presentati da più Comuni… Pareva pensato apposta per
realizzare quegli interventi da tempo sollecitati per
completare e migliorare l’anello ciclabile dei Colli Euganei”.
La Commissione ambiente del Parco, presieduta da Sandon, venuta a conoscenza del
bando, già prima della sua pubblicazione si era messa all’opera e aveva presentato al
Comitato Esecutivo un preciso elenco di interventi riguardanti in particolare i Comuni di
Teolo, Este, Monselice e Montegrotto. Nonostante molteplici incontri e confronti, nessun
accordo era stato però raggiunto tra Ente Parco e Comuni del comprensorio euganeo.
“E’ andata a finire - continua Sandon - che ogni Comune ha presentato un proprio progetto
(magari pagando dei progettisti esterni) e che il Parco ne ha presentato uno, pescato
all’ultimo momento, riguardante i Comuni di Este, Baone e Cinto”. Risultato finale: nessun
progetto è stato accolto dalla Regione.
“Chi fa da sé non ce la fa, è il commento di Miazzi: la mancata collaborazione tra le
amministrazioni locali, l’assenza di un forte ruolo di stimolo e di coordinamento da parte
del Parco sono state determinanti per l’esclusione. D’altra parte l’Europa non fa
beneficienza: vengono finanziate, come è giusto, le iniziative progettuali che rispondano
alle necessità collettive esplicate nei bandi, in modo efficace e sostenibile e con un “valore
aggiunto” europeo.
E questo valore non può certo dirsi che manchi, al nostro territorio: l’eccezionale bellezza e
singolarità dei colli, la presenza del più grande centro termale europeo, il patrimonio
storico e architettonico, la vicinanza con la città del Santo e con Venezia sono degli
attrattori straordinari soprattutto per il turismo straniero.
Ma se manca un progetto di qualità che sviluppi le potenzialità dell’idea, in cui tutti gli altri
attori la esprimano in maniera completa in un contesto di progettazione estesa… Be’, ė
chiaro che la cosa ė destinata a morire sul nascere. Un altro segno dell’inadeguatezza e
della miopia della politica locale nell’attrarre risorse, soprattutto sul fronte regionale ed
europeo”.
Sia Sandon che Miazzi denunciano inoltre, in questa sconfortante vicenda, improvvide
interferenze da parte di politici regionali, che hanno contribuito a far perdere un
finanziamento a portata di mano. Non è quindi la ricorrente ammantata mancanza di
risorse economiche che rende impossibile la realizzazione di interventi utili al territorio,
quanto piuttosto la superficialità ed il pressapochismo che contraddistingue troppo spesso
l’azione dei nostri amministratori locali.
Ci si augura che questo insuccesso serva almeno da lezione; ma sarà bene che i cittadini
tengano alto il livello di attenzione e di denuncia degli episodi di inefficienza
amministrativa, affinché chi governa si senta costantemente sotto giudizio e sia chiamato
pubblicamente a rispondere dei propri errori.
(sintesi dei commenti di Gianni Sandon e Francesco Miazzi, a cura della redazione di Ecopolis)
(da Ecopolis Newsletter di Legambiente Padova - giugno 2015)
FAMIGLIA INGLESE EXTRALARGE A CACCIA DEL “MADE IN VENETO”
BORGORICCO (PD): Ha fatto tappa a
Borgoricco la famiglia inglese Sullivan,
che vive nei pressi di Londra e ha un
incarico da parte di una fiera londinese
che segue il “made in Italy” di fare
ricerche sui prodotti agroalimentari
italiani consumati dalla popolazione
inglese.
Tania e Mike Sullivan sono molto noti
nel Regno Unito, non solo perché
hanno 13 figli, ma anche perché hanno
un
seguitissimo
blog
dove
(www.largerfamilylife.com),
pubblicano i risultati dei loro viaggi.
Nel fine settimana Tania e Mike sono stati ospiti della famiglia Barduca per visitare la loro
azienda di produzione di insalatine confezionate, seguire il ciclo di lavorazione e conoscere
bene il prodotto e il territorio. È stato anche girato un video.
I Sullivan, con 11 dei loro 13 figli, la più grande di 15 anni e il più piccolo di 15 mesi, si
fermeranno in Italia per un intero mese. Nella tappa nostrana Alessia e Laura Barduca con
Valentina, amica e interprete, hanno fatto conoscere ai loro ospiti il Camposampierese con
la campagna veneta e la centuriazione romana. La famiglia Sullivan ha anche potuto
gustare le specialità venete e porterà in Inghilterra le più note ricette locali.
(da Il Mattino di Padova.it - giugno 2015)
PAPA FRANCESCO, L'ENCICLICA "VERDE":
"SALVATE IL PIANETA DALL'UOMO"
CITTA' DEL VATICANO
Lettera Enciclica “Laudato si’” del Santo Padre Francesco
sulla cura della casa comune".
C'è il simbolo papale del Pontefice argentino, il suo motto
("Miserando atque eligendo"), e quasi 200 pagine di testo con
tanto di citazioni e note. Un'introduzione, sei capitoli, due
preghiere finali.
L'Espresso ieri pomeriggio ha pubblicato una versione
integrale
dell'Enciclica
già
battezzata
come
"verde",
ambientalista, di Jorge Mario Bergoglio, tre giorni prima della
presentazione ufficiale in Vaticano.
Un testo che, al di là di qualche variazione e limatura finale, sarà molto simile a quello
definitivo. Dopo l'uscita del settimanale, il portavoce della Sala stampa della Santa Sede,
padre Federico Lombardi, ha rilasciato una dichiarazione: "È stato pubblicato il testo
italiano di una bozza dell'Enciclica del Papa "Laudato si'". Si fa presente che non si tratta
del testo finale, e che la regola dell'embargo rimane in vigore". Non una smentita del testo
anticipato, dunque, di cui presentiamo qui ampi estratti.
NOSTRA SORELLA TERRA
"Laudato si', mì Signore", cantava San Francesco d'Assisi. In questo bel cantico ci
ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo
l'esistenza. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell'uso
irresponsabile e dell'abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che
eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La distruzione
dell'ambiente umano è qualcosa di molto serio.
Il Patriarca Bartolomeo si è riferito particolarmente alla necessità che ognuno si penta del
proprio modo di maltrattare il pianeta. Su questo punto, egli si è espresso ripetutamente
in maniera ferma e stimolante, invitandoci a riconoscere i peccati contro la creazione.
Perché "un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro
Dio". Credo che Francesco sia l'esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di
una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. È il santo patrono di tutti quelli che
studiano e lavorano nel campo dell'ecologia".
IL MIO APPELLO
“La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di
unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché
sappiamo che le cose possono cambiare. Alcuni assi portanti che attraversano tutta
l'Enciclica. Per esempio: l'intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la
convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; l'invito a cercare altri modi di
intendere l'economia; la grave responsabilità della politica internazionale; la cultura dello
scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. Esistono forme di inquinamento che
colpiscono quotidianamente le persone. C'è da considerare anche l'inquinamento prodotto
dai rifiuti. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito
di immondizia"….. continua QUI la lettura di questo articolo
(da Repubblica.it - giugno 2015)
Sull’Enciclica di Papa Francesco, leggete anche
“Enciclica Laudato si’, operazione white-washing”
scritto da Andrea Strozzi su Il Fatto Quotidiano di ieri
Vacanze al mare con trivelle?
Questo è il panorama che vuole regalarti Renzi.
Digli NO, scegli il mare!
Ciao Amici,
Vi piacerebbe vedere delle
piattaforme petrolifere in
alcuni dei paesaggi marini
più belli d'Italia?
Fare una nuotata vicino a un
pozzo?
Vi fareste un selfie con dei
gabbiani sporchi di petrolio?
Questo è il futuro che vuole darci il Governo: facciamoci sentire!
Difendi con noi il mare dalle piattaforme petrolifere, FIRMA ORA
La strategia energetica italiana punta tutto su fonti vecchie e sporche come il petrolio. Una
scelta assurda, che arricchisce le tasche dei petrolieri e rovina l'ambiente per
poche gocce di oro nero: le riserve certe di petrolio sotto i nostri fondali, infatti,
equivalgono a meno di 2 mesi dei consumi nazionali.
Dobbiamo difendere i fondali dall'aggressione delle piattaforme e
dimostrare al Governo che insieme siamo più forti dei petrolieri:
UNISCITI A NOI !!!
Nelle ultime settimane sono stati autorizzati nuovi pozzi di ricerca e produzione nel
Canale di Sicilia e in Adriatico - e nuove aree sono state concesse per la ricerca di
greggio e gas. Panorami mozzafiato come quelli di Capo Rizzuto, Otranto, Vasto, Venezia
rischiano di rovinarsi per sempre. Quella percorsa dal Governo è una strada a
senso unico: da uno sversamento di petrolio non si torna indietro!
SCEGLI IL MARE. Difendi il nostro patrimonio marino nazionale dagli
interessi economici di pochi: FIRMA ORA PER DIRE NO ALLE TRIVELLE
Grazie per quello che farai per difendere il nostro mare dalle trivelle.
(da Greenpeace Italia - giugno 2015)
HEARTH – IL LINGUAGGIO E LE VIE DELLA
TERRA
Piticchio di Arcevia – 20-21 giugno 2015
… è un percorso che ha lo scopo di sviluppare diversi
punti di vista, un modo per portare alla luce e toccare
con mano le diverse realtà del nostro territorio, che
hanno il comune interesse per un vivere più etico e sano.
Il cuore e la terra, la vita e la natura: è questo il nodo
essenziale su cui approfondire la conoscenza e ricercare
quella sensibilità che è stata troppe volte messa da
parte, per una rinascita condivisa di
una spiritualità
comune, in cui la relazione con il prossimo, l'ambiente e
noi stessi sia feconda e volta al bene…
Incontri, Laboratori, Film, Degustazioni; Percorsi e racconti
per riscoprire la bellezza dell’armonia tra Uomo e
Ambiente.
In collaborazione con La Terra e Il Cielo, a Piticchio di Arcevia (Ancona).
L’evento è organizzato dall’Associazione “Amici di Piticchio” e con il patrocinio
del Comune di Arcevia.
(scarica QUI il dépliant con tutti i dettagli dell’evento)
(da La Terra e Il Cielo - giugno 2015)
“BIOLOGICO, LA PAROLA ALLA SCIENZA”:
IL NUOVO LIBRO PER CHIARIRE LE IDEE E SMENTIRE LE FALSE
CREDENZE SULL’AGRICOLTURA BIOLOGICA
Diffondere studi che di solito restano circoscritti nell’ambito scientifico
“Biologico, la parola alla scienza” è il nuovo libro firmato da
Roberto Pinton, segretario di AssoBìo (l’associazione delle imprese di
trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici), che raccoglie
più di 70 ricerche pubblicate dalle riviste scientifiche più accreditate.
Nell’anno dell’Expo, l’autore vuole dare uno spunto di riflessione sul
mondo del biologico, smentendo qualche falsa credenza e fornendo
una solida base scientifica agli aspetti salienti di questo tipo di
proposta alimentare.
«Non vogliamo che l’Expo si riduca a una visita turisticogastronomica tra il padiglione della Cina e quello degli Stati Uniti – spiega Pinton – ma che
si fermi un attimo a pensare sull’origine e sulla composizione del cibo che mette in tavola.
Per questo abbiamo voluto rendere accessibili al pubblico studi che di solito restano
circoscritti nell’ambito strettamente scientifico, fornendo una raccolta di dati sicuri e
attendibili». Gli studi, effettuati in università europee e oltreoceano, sono sintetizzati e
raccolti per argomento. Si parla di nutrizione, del periodo prenatale e infanzia, dell’impatto
dei pesticidi sulla salute, di micotossine e di ambiente.
Spesso l’agricoltura biologica è illustrata come un mondo
bucolico
«Il libro è pensato per tre categorie di lettori. In primis,
le persone che dovrebbero avere un buon livello di
cultura alimentare, come i medici e in particolare i
pediatri, la cui informazione, purtroppo, non è sempre
aggiornata. Si dice sempre che ai bambini dovrebbe
essere proposta una dieta variegata, che basta
mangiare un po’ di tutto, ma si dovrebbe fare
attenzione alla qualità della materia prima. E qui si
arriva all’agricoltura biologica, un mondo dove sono assenti i pesticidi e molte altre
sostanze chimiche di sintesi dannose per la salute.
Un altro gruppo è quello delle soubrette del mondo scientifico, cioè quegli studiosi che non
conoscono l’argomento oppure l’hanno orecchiato in maniera distratta, quando non
mentono sapendo di mentire. Sto parlando di chi sostiene che l’agricoltura biologica sia
contaminata da micotossine cancerogene, argomentazione risibile per gli esperti e non a
caso abbondantemente smentita dagli studi da noi pubblicati. Infine, ci rivolgiamo ai
media, che illustrano l’agricoltura biologica come un mondo bucolico popolato da Nonne
Papere e figli dei fiori. La comunità biologica è in realtà all’avanguardia e in Italia è il
settore più avanzato del sistema agroalimentare».
La comunità biologica è all’avanguardia e in Italia è il
settore più avanzato dell’agroalimentare
Il volume è utile e prezioso per tutti gli operatori che
vogliono
tenersi
aggiornati. Per
chi
desidera
degli
approfondimenti, entro la fine del mese verranno pubblicati, sul sito di Assobìo, i lavori
completi da cui sono stati tratti i riassunti presenti nel libro. “Biologico, la parola alla
scienza” è solo alla prima edizione. Verrà infatti rivisto e integrato con nuovi studi non
appena verranno pubblicati. Il testo è in italiano e inglese, perché intende fornire un
contributo alla conoscenza del fenomeno agricoltura biologica non solo a livello nazionale.
Biologico, la parola alla scienza, di Roberto Pinton, 128 pagine, Editore AssoBìo,
2015.In vendita online a € 9,80, e dai prossimi giorni nei punti vendita di prodotti
biologici e nelle librerie.
(da Il Fatto Alimentare - giugno 2015)
NO ALL' OLIO DI PALMA NELLA NUTELLA:
E NEI BIOCOMBUSTIBILI?
La ministra francese, Ségolène Royal, invitata a Canal + ha consigliato di smettere di
consumare la Nutella perché contiene olio di palma. E per quello presente nei
biocombustibili, cosa dice? Scriviamo alla ministra dell’ecologia per chiedere di impedire la
conversione ad olio di palma della raffineria della Total de La Mède. NO all'olio di palma
nella Nutella: e nei biocombustibili? Chiediamo di fermare il progetto della raffineria di
biodiesel de La Mède di Total.
La ministra dell’ecologia Ségolène Royal durante
la trasmissione Le Petit Journal di lunedì 15
giugno su Canal Plus
•
•
•
AGISCI
INFORMAZIONI
(QUI puoi guardare il video)
LETTURA
"Bisogna
smettere
di
mangiare
Nutella”. Durante la trasmissione Le Petit
Journal di lunedì 15 giugno su Canal+, la
ministra dell’ecologia Ségolène Royal ha fatto questa dichiarazione lapidaria dopo una
premessa piuttosto gratificante: “Dobbiamo ripiantare gli alberi urgentemente, è in corso
una deforestazione massiccia che causa anche il riscaldamento globale”. Ed ha concluso:
"Dobbiamo utilizzare altre materie prime”.
Nel frattempo, la compagnia petrolifera statale francese Total ha in progetto la
riconversione della raffineria de La Mède, in Provenza, in raffineria ad olio di palma. Il
biodiesel prodotto dovrebbe aiutare a proteggere il clima - ma è il contrario. Le foreste
pluviali abbattute per fare nuove piantagioni di palma da olio, distruggono la biodiversità,
minacciano le persone che vi abitano ed aumentano il riscaldamento globale.
In Italia abbiamo una grande raffineria, già convertita ad olio di palma a Marghera, di
proprietà di ENI. Presto anche quella di Gela subirà lo stesso destino. Attendiamo
ancora che la politica italiana si faccia carico di questo problema concretamente, in modo
competente ed esaustivo.
L'appello unilaterale della ministra
chiediamo urgentemente di agire
riconversione della raffineria de La
produzione per i biocombustibili nella
per i consumatori non è dunque sufficiente, le
politicamente e concretamente per fermare la
Mède, fermare l'importazione e gli incentivi di
UE. Unitevi alla nostra petizione!
(da Salviamo la Foresta - giugno 2015)
PREPARIAMOCI AL FUTURO: LA
NUOVA RISTORAZIONE SCOLASTICA
TARGATA SLOW FOOD
Scommettiamo tutto su bambini e territorio. Perché
siamo certi sia la scommessa vincente. Chi di noi
non desidera valorizzare le risorse del proprio
territorio? E chi non vuole il meglio per i propri figli,
nipotini, amici, cari? E allora perché non unire
questi due bisogni e farne una soluzione?
È quello che stiamo facendo negli Appennini con il
progetto “Pensa che mensa… nel Parco”: unire le forze per realizzare qualcosa di molto
logico e che in effetti non dovrebbe essere complicato, ma che invece norme, vincoli e
mercato rendono difficile realizzare.
E allora ecco che una bella squadra composta dalle Condotte Slow Food di Forlì, del
Casentino, del Mugello e versante Fiorentino, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi,
Monte Falterona e Campigna ha avviato questo progetto dopo un lungo percorso di
indagini e ricerche, sotto la supervisione di Slow Food Italia. Due grandi ostacoli separano
la domanda dall’offerta: l’impossibilità da parte delle piccole imprese agricole di affrontare
da sole il mercato, e una domanda, quella delle mense scolastiche, obbligata a vincoli
burocratici incapaci di percepire le difficoltà delle piccole imprese.
Il progetto dunque, raggiunge diversi obiettivi: supporto alle produzioni agricole locali
affinché possano accedere al mercato e remunerare i produttori, e l’educazione alimentare
delle nuove generazioni, dei genitori, degli insegnanti e di tutta la comunità che ruota
intorno al Parco. Finalmente adesso “Pensa che mensa … nel Parco” porta a scuola
l’eccellenza agricola del territorio. E così 12 Comuni e 258.700 pasti annui consumati nelle
scuole del Parco possono diventare il volano per una nuova economia. E la volontà è quella
di estendere l’iniziativa a tutto il territorio e ad altre strutture.
“Pensa che mensa… nel Parco” è un progetto inserito all’interno di Oltreterra, una nuova
avventura che abbiamo avviato nelle montagne appenniniche. Oltreterra nasce da un’idea
della Condotta Slow Food di Forlì in collaborazione con la condotta Slow Food del
Casentino, le associazioni di promozione locale presenti nei Comuni del Parco Foreste
Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, e del Parco stesso.
L’intento? Sostenere le migliori idee già realizzate nei territori montani (in Italia e
all’estero) e replicarle. Oltreterra (www.oltreterra.it) è un’azione locale interna agli Stati
generali delle Comunità dell’Appennino, progetto esteso su tutto il territorio nazionale e
sostenuto da Slow Food Italia.
Se volete saperne di più, l’appuntamento è per il 25 giugno allo Slow Food nel nostro
padiglione a Expo Milano 2015. Vi aspettiamo dalle 13 per una giornata interamente
dedicata a presentare la nostra esperienza con la rete degli Orti in Condotta e il lavoro
sulle mense scolastiche per promuovere l’educazione alimentare!
(da Slow Food - giugno 2015)
COLPO DI GRAZIA PER
L'ELETTRODOTTO DOLOCAMIN
La commissione nazionale per la
Valutazione di Impatto Ambientale
(VIA)
ha
definitivamente
archiviato l'elettrodotto aereo tra Dolo e Camin voluto da Terna spa. Il progetto aveva
subito una pesante battuta di arresto già nel giugno 2013, quando il Consiglio di Stato
aveva dato ragione al ricorso dei comitati della Riviera del Brenta e di alcuni Comuni con il
quale si puntava ad ottenere l'interramento. La sentenza emessa dai giudici della sesta
sezione imponeva di fatto a Terna spa di presentare un progetto completamente nuovo e
un nuovo Studio di Impatto ambientale, oltre a eventuali altre osservazioni.
Nonostante formale richiesta, nessuna risposta è
però giunta da Terna nei termini stabiliti per legge, e
per questo motivo lo scorso 16 giugno la Direzione
Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni ambientali
con una nota ufficiale ha definitivamente archiviato il
procedimento. Ora per Terna è davvero tutto da rifare.
Intanto Opzione Zero intende chiedere l'immediato ripristino dei luoghi
danneggiati dai vari cantieri aperti e poi abbandonati.
(da Comitato Opzione Zero - giugno 2015)
L'ACRILAMIDE NEGLI ALIMENTI E'
CANCEROGENO?
ARRIVA FINALMENTE IL PARERE
DELL'EFSA
L'acrilamide nei cibi aumenta il rischio di
cancro? L'Efsa ha espresso l'atteso parere
scientifico sull'acrilamide nell'alimentazione e
ha definito la presenza di acrilamide nei
cibi come motivo di preoccupazione per la salute pubblica.
Un anno fa l'Efsa aveva dato il via ad una consultazione pubblica online con l'obiettivo
di raccogliere pareri sul proprio documento scientifico dedicato alla presenza di acrilamide
negli alimenti. Ora l'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha pubblicato il
proprio parere scientifico sull'acrilamide. Il parere rappresenta un aggiornamento di una
precedente valutazione dell'Efsa dell'esposizione alimentare all'acrilamide, valutazione che
risaliva al 2011. L'Efsa ha espresso il proprio parere basandosi su nuovi dati sui tenori di
acrilamide negli alimenti e sui consumi alimentari. Secondo il parere dell'Efsa, l'acrilamide
può aumentare il rischio di sviluppare il cancro per tutte le fasce di età.
Secondo gli studi su questa sostanza condotti sugli animali, l'acrilammide e il suo
metabolita, la glicidammide, sono genotossiche e cancerogene: danneggiano cioè il DNA e
provocano il cancro. Le prove desunte da studi sull'uomo che l'esposizione alimentare
all'acrilammide provochi il cancro sono invece limitate e poco convincenti.
Al momento per quanto riguarda l'uomo le prove sono limitate, ma l'Efsa ricorda
comunque che l'allarme per la salute riguarda tutti i consumatori di qualsiasi fascia di età,
con particolare riferimento ai bambini, che rischiano di essere i maggiori consumatori di
prodotti che contengono acrilamide. L'acrilamide infatti è presente in alimenti molto
comuni consumati anche dai bambini, come prodotti fritti a base di patate, patatine fritte
a bastoncino o croccanti, biscotti, cracker, pani croccanti e pane morbido, fette biscottate,
oltre che nel caffè.
Cos'è l'acrilamide e perché è presente nei cibi? L'Efsa spiega che l'acrilammide è una
sostanza chimica che si forma naturalmente nei prodotti alimentari amidacei durante la
normale cottura ad alte temperature (frittura, cottura al forno e alla griglia e anche
lavorazioni industriali a più di 120° con scarsa umidità). Si forma per lo più a partire da
zuccheri e aminoacidi (principalmente un aminoacido chiamato asparagina) che sono
naturalmente presenti in molti cibi. Il processo chimico che causa ciò è noto come
"reazione di Maillard" e conferisce al cibo quel tipico aspetto di "abbrustolito" che lo rende
più gustoso (ma forse più pericoloso per la salute).
La presidentessa del gruppo di esperti scientifici, dott.ssa Diane Benford, ha dichiarato:
"La pubblica consultazione ci ha aiutato a mettere a punto il parere scientifico. In
particolare abbiamo chiarito ulteriormente la nostra valutazione degli studi sugli effetti
dell'acrilammide negli esseri umani e la nostra descrizione delle principali fonti alimentari
di acrilammide per i consumatori. Sono inoltre stati incorporati nel parere scientifico finale
anche studi recenti dei quali siamo venuti a conoscenza nel corso della pubblica
consultazione".
Il problema dell'acrilamide riguarda soprattutto la cottura ad alte temperature. Come
spiega l'Efsa, una volta ingerita, l'acrilammide viene assorbita dal tratto gastrointestinale,
distribuita a tutti gli organi e ampiamente metabolizzata. La glicidammide è uno dei
principali metaboliti che risultano da questo processo ed è la più probabile causa di
mutazioni genetiche e tumori riscontrati in studi su animali.
Oltre al cancro, il gruppo di esperti ha esaminato anche i possibili effetti nocivi
dell'acrilammide sul sistema nervoso, sullo sviluppo pre e post natale e sul sistema
riproduttivo maschile. Questi effetti, sulla base dei correnti livelli di esposizione, non sono
stati ritenuti motivo di preoccupazione.
Secondo l'Efsa, la scelta degli ingredienti, il metodo di conservazione e la temperatura alla
quale il cibo è cucinato possano influire sulla quantità di acrilamide nei diversi tipi di
alimenti e quindi sul livello di esposizione alimentare.
Il cibo è l'unica fonte di acrilamide?
La risposta dell'Efsa è no. Infatti l'acrilammide è presente anche nel fumo di tabacco, che è
pertanto una fonte non alimentare di esposizione per fumatori e non fumatori (tramite il
fumo passivo). Per i fumatori il fumo di tabacco è una fonte di esposizione all'acrilammide
più importante dei cibi. Infine, l'acrilammide ha un'ampia varietà di usi industriali non
alimentari e pertanto per alcune persone l'esposizione sul luogo di lavoro può avvenire
mediante assorbimento cutaneo o inalazione.
Consulta QUI il parere scientifico dell'Efsa sull'acrilamide. QUI maggiori
informazioni. Scarica QUI l'opuscolo "L'acrilamide negli alimenti".
(da Greenme.it - giugno 2015)
FERMIAMO IL TRATTATO CHE
CANCELLA LA NOSTRA DIVERSITÀ
Per le centinaia di associazioni unite nella campagna
“STOP TTIP”, questa settimana avrebbe dovuto avere
come protagonista il voto di parere del parlamento
europeo del 10 giugno.
Ma mentre si ribadivano con ogni mezzo le
sollecitazioni ad aderire alla raccolta di firme per
fermare il Trattato (fino al 15 ottobre si firma qui:
stop-ttip-italia.net),
il
9
pomeriggio,
improvvisamente, il tema è stato tolto dall’ordine del
giorno dell’indomani e rimandato a data da destinarsi, per via degli oltre 200
emendamenti, che consigliavano una seduta dedicata.
I commentatori contrari al trattato interpretano questa decisione in modo diverso: c’è chi
la vede come il segnale che la pressione da parte dei parlamentari dei gruppi Socialisti e
Democratici, oltre che della società civile (sono oltre due milioni le firme raccolte in
Europa, e l’Italia sta per raggiungere la soglia prevista, ma ancora non l’ha fatto…firmate!)
sta dando i suoi effetti e finalmente i nostri parlamentari si rendono conto di aver bisogno
di tempo per capire e prendere posizioni ponderate. C’è chi invece teme che questo sia un
ulteriore tentativo di togliere il Trattato da sotto i riflettori: cancellarlo dall’ordine del
giorno per tornare a muoversi nella penombra delle azioni di lobbying da parte delle poche
grandi aziende che – in caso di approvazione – ne sarebbero le uniche beneficiarie.
Abbiamo più volte parlato, qui, delle tante ragioni per opporsi a un trattato
intercontinentale che – in ambito agroalimentare – favorirebbe decisioni e politiche a
supporto della produzione agricola industriale.
Ma ancora non se ne sta parlando abbastanza e la maggior parte dei cittadini (e
dei politici eletti!) non ha idea di cosa sia il TTIP. L’appello è ai mezzi di informazione
e alle comunità locali: bisogna creare occasioni di informazione alla cittadinanza, per
difendere, in Italia, in Europa e negli Usa sia la qualità delle produzioni alimentari, e
dunque l’ambiente e la salute pubblica, sia la qualità delle democrazie.
(da Slow Food - giugno 2015)
FESTAMBIENTE IN SACCISICA: QUANDO LA FESTA È ECOLOGICA
Prende il via la 7.a edizione di Festambiente della Saccisica che si terrà - dal 18 al
21 giugno 2015 - presso la cinquecentesca Villa Roberti Bozzolato a Brugine, una
ambientazione d’eccezione, nel cuore di un vasto parco, a 15 km da Padova e a 25
km da Chioggia.
L’evento, organizzato dal Circolo Legambiente
della Saccisica, come gli altri ecofestival estivi
promossi dai circoli associativi sul territorio
nazionale,
unisce
intrattenimento
e
approfondimenti sull’attualità, musica dal vivo,
cultura e degustazione di cibi biogici e di
prodotti tipici, laboratori, mostre e proposte
dedicate a stili di vita sostenibili.
Festambiente è ecologica anche perché utilizza
stoviglie compostabili, differenzia i rifiuti ed è
certificata AzzeroCO2.
Anche quest’anno le varie iniziative di Festambiente della Saccisica si rivolgono ad un
pubblico ampio. Nell’aia e nel prato della Villa si alterneranno spettacoli di teatro, di
musica e di danza. Non mancherà l’animazione per i bambini.
** SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA MANIFESTAZIONE **
(da Ecopolis Newsletter di Legambiente Padova - giugno 2015)
IN NICARAGUA, IL POPOLO DICE NO AL GRANDE CANALE
Deforestazione
in
grande
scala,
distruzione di aree naturali, espropriazioni.
Un paese diviso in due.
Presto si costruirà un nuovo canale in
Nicaragua che favorirà il traffico per
l’esportazione
di
materie
prime
e
mercanzia su grandi navi container e
petroliere. Intanto, cresce la resistenza al
progetto. Unitevi alla petizione.
Mentre
il
presidente
del
Nicaragua
annuncia l’arrivo di una nuova era con il Canale, i cittadini rispondono “No al Canale!”.
Ci sono già state 45 manifestazioni in difesa della bellezza naturale, le terre, l’acqua ed il
lago. L’ultima manifestazione, sabato scorso, 13 giugno.
Circa 280 km di lunghezza, 520 m di ampiezza e 30 m di profondità – molto più grande del
canale di Panama – queste le dimensioni del Canale che stabilirebbe una comunicazione da
costa a costa, tra l’Oceano pacifico e Atlantico attraverso il mar dei Caraibi.
Effetti negativi sulla natura e gli esseri umani:
100.000 persone soffriranno per espropriazione e trasferimento coatto, senza sapere dove
e quando avverrà, non ci sono state né riunioni né consulta previa. 400.000 ettari di
foresta, con i suoi giaguari, tapiri,lamantini, aquile arpia e scimmie ragno sono minacciati.
Dragheranno il Lago Nicaragua, riserva di acqua dolce dell’America Centrale, per 90 km
per far entrare le grandi navi, danneggiando gravemente i pesci ciclidi e gli squali. “Non ci
sono studi tecnici, ambientali, di fattibilità finanziaria o di proiezione sui benefici, ovvero,
non ci sono le condizioni minime per iniziare il progetto”, chiarisce Monica Lopez
Baldonado, avvocata ambientalista.
Progetto Ambizioso
Non solo il canale e le relative chiuse: strade per il traffico pesante, reti ferroviarie,
oleodotti, zone industriali; porti, aeroporti, idroelettriche, cementifici, acciaierie, fabbriche
di esplosivi e installazioni ausiliarie. Il governo del Nicaragua ha dato in concessione la
costruzione ed amministrazione del Canale ad un impresario cinese, Wang Ying, per 50
anni, prorogabili per altri 50. Non è chiaro come la sua azienda, HKND Hong Kong
Nicaragua Development, registrata nelle isole Cayman, finanzierà la megacostruzione.
FIRMA QUI LA PETIZIONE
(da Salviamo la Foresta - giugno 2015)
… se per caso nel fine settimana dovesse far brutto…
abbiamo da leggere!!
• Altro cemento attorno alla ex Romagnoli?
• Tavolo verde senza una gamba: i comitati lasciano
• Padova, la più inquinata d’Italia nel I. trimestre 2015
da Ecopolis Newsletter di Legambiente Padova – giugno 2015
• Glifosato, il governo italiano fa orecchie da mercante
• Saviano alla corte di Berlusconi
• Combustibili fossili? L'addio senza rimpianti
da Il Cambiamento– giugno 2015
• Referendum (sull’acqua pubblica), 4 anni dopo
• Genuini e resistenti
• Abiti usati, abiti puliti
da Altreconomia – giugno 2015
• L'allevatore che ha sfidato il colosso Perdue a Expo: perche'
l'allevamento intensivo non puo' nutrire il pianeta (VIDEO)
• Mele avvelenate: troppi cocktail di pesticidi nei meleti
da Greenme.it – giugno 2015
• I trucioli nel piatto dell’Expo
• L’altro modo di possedere la terra
• Le due amiche
da OlioOfficina Magazine – giugno 2015
§§§
…la stagione è quella che é…
ma ora sono pronti i meloni…
ed Eleonora ha pensato a noi con le sue
Ricette di Giugno.
… e se venite al Tamiso, i meloni sono dolci e maturi: … squisiti!!!!
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