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Anno 2 - numero 8 - Agosto 2012
LA FESTA DELLA MADONNA DEL POZZO
Segui in diretta la Processione di S. Maria del Pozzo sul sito internet
www.capursowebtv.it domenica 26 agosto dalle ore 8.45
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EDITORIALE
Anno 2 - numero 8 - Agosto 2012
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nche quest’anno è arrivato il grande giorno; il giorno che tutti i capursesi attendono: la festa della Madonna del Pozzo!
Questo numero del Magazine, infatti, è dedicato
a Colei che ha insegnato a tutti come Amare voglia dire avere coraggio ed avere la capacità di donarsi.
Oltre la Storia del ritrovamento della Sacra
Effige, in questo numero, saranno presenti
tante testimonianze di
capursesi e non, che ci
racconteranno le loro
emozioni e sensazioni
sulla Festa.
Potrete trovare, inoltre, interviste e tante
piccole curiosità.
Anche noi di Capurso
Web Tv siamo molto
devoti alla Madonna
del Pozzo e quindi, in
questo editoriale, permetteteci di esprimere
la nostra accorata preghiera.
Tu, Madonna del Pozzo, sei la più grande
tra gli artisti della vita;
Tu, senza pennelli, hai
dipinto l’esistenza come uno sfolgorante caleidoscopio di colori.
Senza scalpello hai scolpito in maniera mirabile
la magia del vivere; Tu, senza pentagramma, sei
riuscita a creare una dolce musica che avvolge
e coinvolge arrivando, così, al cuore della gente.
Entri in tutti noi senza far rumore ma con una immensa forza esplosiva che solo l’Amore sa dare.
Sei capace di esortare, consolare e trasformare la
sofferenza in speranza, il dolore in gioia.
Tu, SS. Maria del Pozzo, ti presenti come
modello per coloro che
non accettano passivamente le avverse
circostanze della vita.
Tu hai combattuto, hai
affrontato gli ostacoli
con la certezza che i
tuoi privilegi di Madre
di Dio, non Ti avrebbero esentato dai dolori e
dalle afflizioni di tutte
le madri della terra.
Ti preghiamo, quindi,
di aiutarci a portare il
pesante fardello delle
tribolazioni quotidiane; camminaci accanto e ascoltaci quando
ti confidiamo le nostre
ansie, i nostri dolori, le
nostre speranze. Dai al
mondo certezze vista
la grande incertezza
del futuro. Sussurraci
parole d’ Amore, donaci Amore, perché se Tu sei con noi… niente e
nessuno ci farà paura.
Buona festa a tutti dalla redazione di Capurso
Web Tv.
Redazione
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DIRETTORE RESPONSABILE:
Angelo Ambriola
Registrazione al tribunale di Bari
al n°R.G. 1566/2010 e N° Reg. Stampa 25
EDITORE:
Associazione di Promozione Sociale
Via Colle, 12 - 70010 CAPURSO (BA)
[email protected]
REDAZIONE:
Adriano Guglielmi | Elena De Natale | Enzo Pagone
Federica Valentini | Francesco Lepore
Francesco Urbano| Giancarlo Di Fronzo
Gino Pastore | Giuseppe Buono | Giuseppe Lonero
Laura Migliaccio | Lucrezia Macchia
Martina Marchionna | Michele Rizzo | Miki Albergo
Teresa Campobasso | Valeria Davoli
HA COLLABORATO: Umberto Rizzo
FOTO:
In copertina Festa Madonna del Pozzo 1969. Foto di
Angelo Saponara ritoccata a mano ad acquerello
Archivio privato Redazione Capurso Web Tv
Archivio privato Umberto Di Cosola
Archivio privato Umberto Rizzo
Archivio Santuario S. Maria del Pozzo
Giancarlo Di Fronzo
TIRATURA: 3000
PROSSIMA USCITA:
20 settembre 2012
Chiuso in tipografia il
23 Agosto 2012, alle ore 18,00
Impaginazione & Stampa:
TIPOGRAFIA LONGO s.n.c.
Castellana Grotte (BA)
Via Gorizia, 31 - 70019 Triggiano (Ba)
Tel. 3471367502
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PROMOLAB RACCONTA
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LA “NOSTRA FESTA GRANDE” TRA INNOVAZIONE
E TRADIZIONI ESPORTATA OLTRE CONFINE
In diretta su Capurso Web Tv domenica 26 dalle ore 8.45 la “Processione della Madonna del Pozzo”
C
apurso, un paese in festa nell’ultima domenica di agosto, ogni anno da 307 anni. Fede,
emozioni, folklore. Ognuno dentro di sé si
prepara a vivere i quattro giorni dedicati alla Madonna in maniera particolare. Qualcuno ha addirittura gli stessi rituali, orari e posti che rispetta
puntualmente per salutare la Vergine al suo passaggio per le vie del paese. Passano gli anni, il
tempo, ma certe cose non cambiano. Abbiamo
affrontato un viaggio alla riscoperta della festa
degli anni passati. Con un pizzico di invidia e nostalgia spulciando tra le foto d’archivio abbiamo
notato quanto la festa di un tempo fosse lontana
da quella che viviamo oggi. Erano tempi quelli in
cui il forte attaccamento alla Madonna portava
generosi benefattori a offrire in beneficenza ingenti somme di denaro con cui si organizzavano
grandi festeggiamenti in suo onore. Folle quasi
oceaniche si riversavano tra le strade di Capurso,
da ogni parte della provincia, spinte dalla fede,
dalla tradizione e dalla curiosità di conoscere i
prodotti tipici artigianali ed enogastronomici del
nostro paese. Sicuramente erano tempi diversi,
in cui ci si muoveva a piedi o coi “sciarabbàll” prima, con le biciclette, le corriere e i treni dopo.
Oggi la società sta cambiando, tutto è in evoluzione, ma non dobbiamo perdere le nostre tradizioni, le nostre radici.
La festa patronale per noi capursesi, e soprattutto pugliesi, rappresenta il momento di unione,
gioia, condivisione. La rivalutazione e soprattutto
la conservazione di questo patrimonio è fondamentale, sapendosi certamente adeguare anche
alle necessità del tempo. Tiranno per certi versi
se si pensa alle non facili condizioni economiche
in cui versa il Paese ultimamente, benevolo se
si pensa al progresso tecnologico che oggi è alla
portata di tutti. Seguendo queste semplici riflessioni abbiamo voluto provarci lo scorso anno e
vogliamo rifarlo quest’anno. Vogliamo esportare
la “Nostra Festa Grande”, così come è definita,
dando la possibilità a quanti non possono intervenire a Capurso di viverla intensamente. Anche
noi di Promolab716 a.p.s., al pari di tanti altri che
sono impegnati a vario titolo nella buona riuscita
dei festeggiamenti, daremo il nostro contributo
serio, spontaneo e sincero, con quel pizzico di innovazione che non guasta, consci della sacralità
della fede, degli usi, costumi e tradizioni da salvaguardare e tramandare alle nuove generazioni.
Capurso Web Tv sul proprio sito internet raggiungibile all’indirizzo web www.capursowebtv.it,
trasmetterà in diretta dalle ore 8.45 di domenica
26 agosto la partenza del Corteo delle Autorità
Civili e Militari e della delegazione del Comitato Feste Patronali
da Palazzo di Città, l’arrivo al
Santuario e il Solenne Pontificale officiato da S.E. Mons. Filippo
Santoro, arcivescovo di Taranto,
che si terrà sul sagrato della Reale Basilica (ore 9). Subito dopo
le nostre quattro telecamere
seguiranno, sempre in diretta,
l’uscita della processione della
Sacra Effige e le fasi iniziali, fin
quando quest’ultima raggiungerà Piazza Umberto I dopo aver
percorso Via Madonna del Pozzo. Il collegamento verrà poi sospeso per riprendere nel pomeriggio alle ore 16.45 circa, orario
in cui si prevede che il lungo corteo arrivi in Via
Ortolabruna. Di qui, fino alla conclusione con
il rientro della Statua in Basilica, è prevista una
lunga diretta no-stop, in cui verranno proposti
video riassuntivi delle due giornate che precedono la domenica, interviste ad ospiti ed autorità
in studio (allestito per l’occasione in un gazebo
sul piazzale della Reale Basilica) e lungo tutto il
percorso processionale.
Tutti gli altri eventi qui di seguito elencati verranno ripresi e riproposti in differita con dei servizi
curati dalla nostra redazione.
Il programma domenicale dei festeggiamenti
prevede, inoltre, in serata la tradizionale processione del Carro Trionfale, animato quest’anno
dal Corteo Storico (quest’ultimo si ripeterà anche giovedì 30 in occasione dell’anniversario del
ritrovamento del Quadro di S. Maria del Pozzo), e
a conclusione, quando ormai le luminarie curate
dal Cav. Giuseppe Paulicelli di Capurso staranno
per spegnersi o quasi, a tarda sera si terranno i
fuochi pirotecnici della ditta Bruscella & Pellicani
di Modugno in Via Cellamare nei pressi dello stadio comunale.
Due i concerti bandistici che allieteranno le giornate di domenica 26 e di lunedì 27, rispettivamente “Città di Rutigliano” e “Città di Noicattaro”, mentre le processioni del quadro di venerdì
24 e di lunedì 27, così come parte della processione domenicale mattutina della Madonna e il
Carro Trionfale in serata, saranno accompagnate
dalla banda cittadina “Amici della Musica”.
Novità di quest’anno il concerto del cantautore
Sergio Caputo, offerto dal Comune di Capurso
e dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di
Bari, che si terrà sabato 25 in Piazza Umberto I
alle 21.30.
Immancabile il Luna Park nella
zona 167 organizzato dal nostro
compaesano Franco Davoli. Da
segnalare, infine, nella giornata
di sabato 25 la “Giornata della Donazione” sangue a cura
dell’Avis Capurso. Per l’occasione è stata organizzata un’insolita iniziativa quest’anno, ma allo
stesso tempo ricca di significato: sabato mattina alle ore 11
in Piazza Umberto verrà scattata una foto collettiva di tutti
i donatori e simpatizzanti Avis.
Questi dovranno presentarsi
rigorosamente indossando una
maglietta rossa, per sottolineare sempre più l’importanza del
gesto della donazione.
Parafrasando impropriamente quest’ultimo nobile concetto è d’obbligo ricordare a tutti che è
importante sostenere economicamente e in ogni
modo l’organizzazione della Festa, e per questo
il Comitato Feste Patronali preposto. La buona
riuscita, la crescita e il voler tornare ai fasti d’un
tempo, che possiamo oggi solo ammirare in fotografia, dipende soprattutto da tutti noi. Buona
festa a tutti.
Johnny Calabrese
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STORIA MADONNA DEL POZZO
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UN VIAGGIO ATTRAVERSO IL RINVENIMENTO DELL’ICONA
DI SANTA MARIA DEL POZZO
Scopriamo la sua storia attraverso il racconto originale di un frate Alcantarino del 1800
L
a piccola Terra di Capurso, in
Provincia di Bari, Feudo dei
Principi Pappacoda, nel 1705 divenne celebre in tutto il Regno
delle due Sicilie per il rinvenimento dell’Immagine miracolosa
della Vergine, nel Pozzo detto di
“Santa Maria” in contrada “Piscino”. Si trattava di una Immagine
di stile greco, simile a tante altre
presenti nelle laure sacre diffuse
sulla costa pugliese fin dall’VIII
secolo d.C. Quell’evento fu tanto più straordinario quanto più
si pensi alla semplicità dei suoi
protagonisti e alla modesta realtà
sociale in cui esso si verificò. Ma
lasciamo parlare un autore anonimo del 1800, un Alcantarino
che così descriveva l’avvenimento: - Negli anni dal parto della
Santissima Vergine Maria 1705
aggravato da mortale infermità,
in modo tale, che spedito si vide,
ed abbandonato da medici il pio
Reverendo Sacerdote D. Domenico Tansella della terra di Capurso
in Provincia di Bari, quando costui credevasi di rendere al suo
Creatore I’indispensabil tributo,
gli comparve in visione la Beatissima Vergine Maria, di unita
col glorioso S. Pietro d’Alcantara,
dicendogli, che riacquisterebbe la
vita, che pericolava, e Ia pristina
sanità, se bevuto avesse dell’acqua del pozzo, detto di Santa
Maria, colà nel territorio di quel
Reverendo Capitolo, chiamato
il Piscino, situato distante dalla
porta di detta terra un terzo di
miglio circa, verso I’Oriente, e
qualora promettesse erigere a
suo culto una cappella interina, e
quindi in progresso di tempo, un
monistero del rigido Istituto di S.
Pietro d’Alcantara. Tutto attentamente ascoltò in visione il buon
Sacerdote, tutto promise di eseguire, ed a suo tempo osservò il
tutto, mentre riscosso egli appe-
na da una tal visione, cercò subito
dell’acqua di quel pozzo indicatogli
dalla Vergine, e soddisfatto nelle sue
brame da’ suoi congiunti, tosto che
n’ebbe bevuto, prodigiosamente all’
istante risanò. Ricuperata dunque
in tale stupendo modo la temporale
salute, per corrispondere con grata
riconoscenza al singolare benefizio
ricevuto dalla Vergine Santissima,
diè subito principio, a proprie spese,
alla fabbrica di una piccola Chiesa in
un suo podere, lontano dalla nomata porta passi 50 circa, all’Oriente;
(...) e con ogni sollecitudine s’applicò
per ridurla al suo termine. lntanto
nell’ultima Domenica d’Agosto del
medesimo anno 1705, tempo, in cui
tal Cappella perfezionata non era,
egli il Sacerdote Tanzella insieme
con un suo fratello per nome Lorenzo, e con tal altro Michelangelo
Portincasa, e Giambattista Conversa
pittore, si condusse al cennato pozzo
della Vergine additatogli (...), dentro
cui trovò pennelleggiata alla greca
una bellissima lmmagine di Maria
nell’intonaco (...). Colmi di giubilo, e
di stupore i soprannomati col Reverendo Tanzella in vedere si prodigiosa Immagine, genuflessi divotamente l’adorarono; indi si deliberarono
distaccarla dal muro: ed oh prodigio!
nell’atto che il pittore Conversa adoperavasi con ogni possibil diligenza
per ciò effettuare, ecco che si vide da
se stessa miracolosamente dal muro
del pozz separare, e darsi nelle mani
del pio Sacerdote, che con riverenza ricevendola, trasferì nella novella Chiesa da lui eretta; e perché Ia
medesima in tutto perfezionata non
era, come si è detto, pensò tenerla
riposto dentro una scala della sagrestia della medesima. Ma che! la
Vergine stessa svelossi, e si pubblicò
con nuovi strepitosi portenti, onde il
divoto Sacerdote accelerò il disbrigo
di tal novella Chiesa, la quale ridotta finalmente a perfezione nel mese
di Febbraio dell’anno 1706 ottenne
CURIOSITÀ
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I’assenso della felice memoria di D. Muzio Gaeta
Seniore, (allora Arcivescovo in Bari, e Patriarca di
Gerusalemme) di benedirla, come in fatti si benedisse sotto il titolo di essa Beatissima Vergine, e
di S. Lorenzo; ed espose alla pubblica venerazione sì miracolosa Immagine di Maria. Sparsa che
fu per ogni dove Ia fama della prodigiosa Invenzione di una tale Immagine della Gran Madre di
Dio dentro il nomato pozzo, e delle continue grazie, che a divoti fedeli ella compartiva, concorrer
si videro da luoghi, eziandio i più remoti, i popoli
per adorare, e riverire sì Gran Signora, ed implorare aiuto e soccorso nelle loro sì spirituali, come
temporali indigenze, offerendo a lei delle ricche
oblazioni, in modo, che nel breve giro di anni sette si giunse ad accumulare tra oro, argento, ed
altro la somma di ducati diecimila e più; onde il
mentovato Patriarca deliberò nell’anno 1713 destinare quattro sacerdoti capitolari della medesima terra, per Ia buona amministrazione di detta
cappella. Aumentandosi poi di giorno in giorno il
concorso de’popoli, e ricordevole il pio Sacerdote
Tanzella della promessa fatta dalla Santissima
Vergine nella surriferita visione, e della volontà
della medesima di erigersi un monistero del rigido Istituto di S. Pietro d’Alcantara, pensò dar
principio all’impresa, e col soccorso del Principe
D. Lorenzo Pappacoda, e del suo figlio D. Niccolò,
passato che fu quegli all’altra vita, come anche
del citato altre volte Monsignor Gaeta seniore;
e del suo successore D. Muzio Gaeta juniore,
dopo i varj contrasti, e gagliarde opposizioni
di alcuni, che durarono per lo spazio di anni 24
circa (cosi disponendo lddio per altri suoi consigli) nelI’anno 1737, alla perfine si giunse aI termine da Dio prefisso, con ottenersi dalla s.m. di
Benedetto XIII assoluto e decisivo Breve, onde
potersi fondare in detta terra di Capurso un monistero della riforma fatta da S. Pietro d’Alcantara; come felicemente effettuossi in un fondo
di Lorenzo, fratello del buon Sacerdote Tanzella,
vicino alla medesima cappella (...). In tali circostanze di cose intanto si diede tosto principio da
detti Padri all’edifizio del nuovo Convento di loro
Istituto in un piano intermedio tra il pozzo, e la
riferita Cappella, e colla possibile sollecitudine
si proseguì la grande opera in modo che a’ 24
Agosto del 1748, vigilia del giorno festivo di essa
Vergine in quell’anno, coll’intervento di tutto il
Clero, Religiosi, e popolo, con magnifica pompa
fu traslata la prodigiosa Immagine dalla sopradetta Cappella processionalmente da quattro religiosi Sacerdoti alla Chiesa interina del novello
Convento: e finalmente a’ 27 Agosto dell’anno
1778 da questa alla propria Chiesa, ove al presente esposta alla venerazione de’ divoti fedeli si
adora, fu trasferita.
Il Convento e l’annessa Basilica, sia pure costruiti
in tempi diversi, costituiscono uno degli esempi
più tipici dell’architettura tardo - barocca. Il Convento, nella sua essenzialità di linee, è pregevole
per l’agile fuga di archi del suo loggiato e per l’armonica composizione del porticato che abbraccia il chiostro, quasi a invitare al raccoglimento e
alla meditazione.
Umberto Rizzo
Testo di Umberto Rizzo tratto dal libro
Festa della Madonna del Pozzo di Capurso
Anno 2000
Perché la Basilica è detta Reale?
L
a Basilica è detta “Reale” perché di Regio Patronato, in
quanto era prerogativa dei Reali elevare con tale titolo le
chiese più importanti del tempo. A conferirle dignità regale,
contribuirono certamente anche le visite di Principi e Sovrani
effettuate in più di un’occasione a Capurso, tra questi i Borboni del Regno delle due Sicilie. Per volontà di Papa Pio IX, il 20
dicembre 1853, venne insignita del titolo di Basilica minore.
Il 23 giugno 1854 lo stesso Pio IX aggregava la chiesa di Santa
Maria del Pozzo alla patriarcale Arcibasilica Lateranense.
Cosa rappresentano la campana e l’ombrello
portati in processione?
E
ssi rappresentano le insegne del privilegio conferito alla Basilica per la sua aggregazione all’Arcibasilica Lateranense. L’ombrello dalle fasce rosse e gialle e il campanello processionale precedono la statua.
Perché l’icona della Madonna del Pozzo è stata
incoronata in oro?
S
i deve al nobile patrizio Alessandro Pallavicini, che volle, attraverso un suo lascito, incoronare in oro le immagini di Madonne più celebri per antichità, culto e miracoli. Anche Capurso,
in virtù della fama dei miracoli operati dalla Madonna del Pozzo,
volle tributare alla Madre di Dio tale riconoscimento. L’avvenimento ebbe luogo il 20 Maggio 1852 per mano del Cardinale
Mattei. Il 13 giugno dello stesso anno, la Madonna del Pozzo
venne eletta Protettrice principale di Capurso.
Come era e come è la statua lignea della Madonna del Pozzo?
F
ino al 1996 la statua lignea
della Madonna del Pozzo,
opera di un artigiano anonimo della prima metà del ‘800,
rappresentava colori diversi da
quelli attuali. L’opera sapiente
e attenta del restauro, avvenuto quell’anno, ha riportato alla
luce i colori originali dell’immagine che viene portata in processione.
A che epoca risale la tradizione del Carro Trionfale?
S
in dalla prima metà del 1700 era in uso concludere la processione serale della festività della
Madonna del Pozzo, con la processione del Carro
Trionfale, il primo di una lunga serie di Carri Trionfali in tutta la Puglia. L’attuale Carro è il sesto in
ordine di tempo. Costruito nel 1936 dal giovane
artigiano capursese Francesco Porcelli e dipinto da
Padre Samuele Puri, decoratore delle volte della
Basilica. Più volte, detto Carro, è stato oggetto di
restauro da parte di diversi artigiani. L’ultimo intervento risale allo scorso anno, per mano dell’artigiano Beppe Coppi di Turi. Esso viene trainato con delle funi, durante il suo percorso, da una compagnia
di pellegrini di Bisceglie, tradizione quest’ultima
che si tramanda di padre in figlio.
Processione del carro trionfale
A cura di Federica Valentini e Michele Rizzo
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I SIMBOLI DELLA FESTA
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I MADONNARI
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LE LUMINARIE
e luminarie, altro elemento della festa, nel passato venivano
realizzate da bravissimi artigiani
del circondario, tra questi ricordiamo i F.lli Faniuolo di Putignano e
Pignataro di Noicattaro, i quali “gareggiavano” fra loro per realizzare
le più belle. Inizialmente esse erano
I
l Madonnaro, artista girovago,
disegna con gessetti colorati le
figure religiose che si festeggiano nel paese dove si trova. Il disegno viene realizzato sull’asfalto
o su uno slargo e l’artista mentre
disegna attira l’attenzione della
gente, la quale, fermandosi ad
ammirare l’opera realizzata elar-
alimentate a gas acetilene, ed elettricamente con l’avvento dell’energia elettrica, perfezionata oggi con
le lampadine a led. Attualmente la
ditta che si occupa di realizzare le luminarie per le nostre festività è quella del Cav. Giuseppe Paulicelli che ha
sede in Capurso.
IL PALLONE
AEROSTATICO
gisce una piccola offerta. Capurso
ha una lunga tradizione in materia
di Madonnari, tanto è vero che un
capursese qualche anno fa è stato
premiato a una rassegna nazionale che si tiene a Mantova. Questa
tradizione si è quasi del tutto persa
nel tempo, sostituita dai più moderni “writer” (graffitari).
I FUOCHI PIROTECNICI
L
a tradizione del lancio di palloni aerostatici durante i festeggiamenti risale anch’essa
alla fine del 1700. Si è consolidata
anche a Capurso ad opera di due
fratelli, Gennaro e Giuseppe Cespites, che tra i primi anni del 1900 e
fino al 1958 hanno realizzato dei
bellissimi aerostati. Essi avevano
imparato questa tradizione dal
I
fuochi pirotecnici rappresenta- tamente i fratelli Antonio e Giuno l’epilogo dei festeggiamenti. seppe Lorusso, più volte premiati,
Nel passato, Capurso vantava anche in concorsi internazionali.
una lunga tradizione di artigiani Successivamente questa tradizioche producevano i “fuochi”. Tra ne è passata nelle mani del nipoquesti chi ha dato maggior lustro te Cav. Antonio e mantenuta da
alla nostra cittadina sono stati cer- quest’ultimo fino al 1956.
padre Vincenzo. Dal 1958 in avanti
la tradizione è passata nelle mani
dell’artista Carlo Macci detto Carletto (all’epoca ragazzo di bottega
dei Cespites) e da lui al figlio Gino,
che ancora oggi si occupa della realizzazione e del loro lancio.
A cura di
Federica Valentini
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LA FESTA VISTA DA...
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LA FESTA DELLA MADONNA DEL POZZO VISTA DA…
Pensieri, riflessioni, testimonianze che offrono svariati punti di vista della “Nostra Festa Grande”
A
bbiamo raccolto in queste pagine diverse testimonianze di
autorità e gente comune da
sempre coinvolta attivamente in svariati modi nei festeggiamenti in onore
di S. Maria del Pozzo. La scelta non è
stata casuale: abbiamo voluto offrire
diversi punti di vista di una festa unica per fede e devozione, interessando
diverse categorie, dal commerciante
all’autorità, dal mastro artigiano al
parroco, dal pellegrino all’organizzatore dei festeggiamenti, dallo storico
ai musicisti. Evviva Maria!
“LA GRANDE FESTA”
S
i avvicina l’immancabile appuntamento
con la grande festa!
Non uso l’aggettivo
grande per enfatizzare il sostantivo
“festa“ in rapporto
alla cornice delle
manifestazioni
esterne,
ovvero
bande, fuochi ed
altro, ma la “grande
festa” è quella che
ognuno di noi porta nel cuore per tutto l’anno,
nelle sue più svariate attività personali: nel lavoro, nel tempo libero, nella famiglia ed in tutti i
contesti della vita civile.
Aspettiamo quell’ultima domenica di agosto
come un faro che illumina il percorso della nostra vita e che ci aiuta a ripartire nelle attività di
un nuovo anno. Ecco perché è una grande festa:
perché durante tutto l’anno ci rivolgiamo ala Madonna per pregarla ed onorarla, per tutto l’anno
ci rechiamo presso il suo Santuario, per tutto
l’anno volgiamo a lei un particolare ricordo….
ma, nell’ultima domenica di agosto, esplode il
L
a festa della Madonna della Madonna del Pozzo ha rappresentato
per me sempre un momento di
grande intensità. Nel periodo dell’infanzia, i ricordi sono legati al risveglio
domenicale, con il fascino destato dai
tanti devoti, specie biscegliesi,che invadevano letteralmente il paese. Un
gruppo di loro, per tanti anni ha trovato ospitalità nei pressi di casa mia, ed
io personalmente mi occupavo della
loro accoglienza offrendo spazio all’interno del giardino di casa perché po-
nostro senso di appartenenza e di devozione alla
Madonna del Pozzo.
Che sia quindi una grande festa del cuore, di un
cuore grato alla Madonna per il suo aiuto e la sua
protezione… soltanto con questo spirito potrà
essere una “grande festa” anche esteriore, senza ipocrisia ma nella veridicità dei gesti esteriori
che compiamo. È importante per ciascuno di noi
riscoprire il valore dell’affidamento alla Madonna: se non facciamo questo non possiamo predisporci a vivere con entusiasmo e collaborazione
la “grande festa”.
I momenti più belli che portiamo nel cuore, sia
chi vive stabilmente a Capurso e sia chi per diversi motivi vive lontano dal nostro paese, sono
legati, sicuramente, oltre che agli affetti familiari
più cari, all’immagine della Madonna, alla processione del mattino e del Carro Trionfale, ai pellegrini che cantano…
Colgo l’occasione per salutare i nostri concittadini residenti in Italia e all’Estero e per rivolgere a
loro il più sentito ringraziamento per il sostegno
che sempre esprimono per il Comitato Feste con
le loro lettere e il loro supporto economico.
Vivere ed aspettare la festa per esplodere di entusiasmo e di riconoscenza verso la Madonna significa quindi anche sostenerla, incentivarla ed
animarla con il nostro contributo di emozioni e
di risorse anche materiali.
La “grande festa” dipende da tutti noi che la
tessero riposarsi. Ma non si può prescindere
dal ricordare i momenti legati alla processione della mattina e del carro serale. Oggi da
Sindaco, provo sempre le stesse emozioni e
sono impegnato insieme al comitato feste
patronali e ai frati del Santuario ad offrire
la massima e calorosa accoglienza nei confronti di tutti i devoti, cercando di tener vivo
e valorizzare il patrimonio che per la nostra
comunità rappresenta la festa della Madonna del pozzo”.
Francesco Crudele - Sindaco di Capurso
viviamo in prima persona, dalle famiglie, dai
commercianti, da tutti gli operatori sul territorio. Non ricordiamoci di questo appuntamento
soltanto qualche giorno prima, ma aiutiamo la
festa a crescere superando pregiudizi e diffidenze, cercando di viverla in maniera disinteressata
affinché tutti i gesti esteriori che compiamo siano
autentici.
Stiamo vivendo un momento storico difficile, che
mira alla sostenibilità per le generazioni future
ma che mette in crisi il presente, caratterizzato
da tanta precarietà e pochi punti di riferimento. L’impostazione programmatica della festa di
quest’anno guarda anche a questa realtà con
molta attenzione, mirando a soddisfare l’aspetto
esteriore tradizionale ma con sobrietà e rispetto
verso una società sempre più in difficoltà economica e cercando di dare il buon esempio evitando sprechi e sperpero di denaro.
Spero che tutti siano consapevoli di questa difficile realtà che anche il Comitato Feste vive
nell’organizzare i festeggiamenti e che possano
essere sensibili ad aiutarlo in questa impresa che
diventa ogni anno sempre più difficile ed onerosa.
Un grazie a quanti colgono l’invito a collaborare e
un augurio a tutti di una “grande festa”.
Riccardo Lorusso
Presidente Comitato Feste Patronali
CAPURSO AMA I TUOI SANTI PATRONI!
C
arissimi capursesi,
mi rivolgo a voi, abitanti di questa terra, perché ancora una
volta ci viene richiesto di riconoscere il Bene che è stato affidato a noi
tutti: la Sacra famiglia di Nazareth.
S. Maria del Pozzo e San Giuseppe
sono eletti madre e padre di questa
cittadina da ormai tre secoli. Forse
è necessario mettere in luce ciò che
molti danno per scontato. La paternità e la maternità dei nostri Patroni
non è un privilegio ma un dono che
richiede impegno. Maria e Giuseppe
ci chiedono, in questi giorni, di farli
rientrare nella nostra vita. Preghiere,
invocazioni, suppliche sono il cibo di
queste ore di festa per poter partecipare alle celebrazioni (S. Messa,
Confessione) delle nostre chiese e
nel vivere le nostre processioni. La
nostra gioia si manifesta attraverso
l’apparato tradizionale ed essenziale di Luminarie, Concerti Bandistici,
Fuochi Pirotecnici e tutto ciò che la
creatività può donare. E’ nelle feste
dei nostri Patroni che ci viene ridetto d’essere capursese, di ritrovare i
nostri parenti ed amici per costituire la famiglia dei figli di Dio. L’augurio è di poter aprire le nostre case
(cioè imparare l’accoglienza, la disponibilità, il servizio, la generosità,
il sacrificio, l’umiltà, il rispetto) agli
innumerevoli fratelli e sorelle che
giungono a Capurso per bussare al
cuore di Dio con l’aiuto della Madre
di Dio. Non rimaniamo a guardare
, ma impegniamoci a vivere diversamente le nostre feste: il Comitato Feste, il Santuario, le Parrocchie
sono luoghi dove si gioca il nostro
futuro. Grazie capursesi che amate
la vostra terra con fede e tradizione
e vorrete donare ai vostri figli le ricchezze dei padri.
Don Franco Ardito
Arciprete Parrocchia SS. Salvatore
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on è facile incidere su carta,
impressioni, emozioni, gioie…
che, soprattutto nei giorni
solenni della festa in onore di Santa
Maria del Pozzo, il mio cuore prova e
sperimenta.
Pur intento a sovrintendere a che
ogni momento dell’intenso programma di celebrazioni scorra sicuro e sereno, non mancano i momenti in cui i
miei occhi si incrociano con quelli dei
tanti pellegrini che giungono ai piedi
della Madre Ss.ma per offrire l’omaggio della loro preghiera e della confidenza del cuore.
Ogni anno, prima di rivolgere il saluto
ai pellegrini che attendono l’apertura delle porte di bronzo della Basilica, sosto per qualche attimo, insieme
ai pochi collaboratori a quell’ora presenti (ore 4 del mattino!), davanti alla
Statua della Madonna per affidare la grande giornata di festa, i frati, i collaboratori, gli ammalati, i giovani… e per “raccomandare” tutti coloro che a
Lei si rivolgeranno quali devoti e figli nel sostare per qualche attimo davanti
al suo trono.
Sono diversi gli anni che mi vedono a servizio di questo Santuario, eppure
ogni volta è come se mi trovassi a vivere tutto come la prima volta! Mi sento
devoto tra i tanti devoti, conquistato dai canti e le preghiere che con gioia si
sciolgono e s’innalzano al Signore per mezzo di Maria, Madre nostra.
Nonostante il cambio generazionale e i mutamenti sociali, l’amore verso
la Madonna resta un punto fermo e forte, elemento di identificazione di
un popolo che vede nella sua presenza un’ancora sicura di salvezza. Maria
continua ad essere la stella, la bussola del cammino dell’uomo del nostro
tempo!
Auguro a tutti, serenità e pace, forza e speranza!
Padre Francesco Piciocco
Rettore Basilica S. Maria del Pozzo
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VIVIAMO CON
MARIA NELLA CARITÀ
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arità. Condivisione. Sono le
parole più ripetute dal vescovo
nella visita pastorale alle nostre comunità, ed ora la nostra eredità. Ogni anno in me c’è attesa per
questa festa, della nostra Madonna
del Pozzo, che ha fatto tanti passi in
avanti per certi aspetti, ma che continua a non essere la festa dei più
poveri. Agosto è un mese duro (e
non solo per il caldo) soprattutto per
i poveri. La festa deve poter diventare ( e in questo il Santuario deve
avere un ruolo importante) l’uscire
dalla febbre della competizione per
comprendere meglio la condizione
dei più deboli. Abbassare la saracinesca della Caritas, stabilire che tutti
sono “finti poveri” (e noi con l’abito
chi siamo, poveri finti?), celebrare
tonnellate di Eucarestie e riti vari
che non diventano poi la solidarietà
e la carità, a che serve?...sarà che
sono un sognatore, ma sogno una
festa dove tutti facciano festa.
Don Bernardino Palmieri
Parroco Parrocchia
San Francesco da Paola
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on l’avvicinarsi della Festa
della Madonna del Pozzo
ogni anno le sensazioni e le
emozioni che si ripetono nel mio
cuore sono indescrivibili. Sono
molto legato alla Vergine, e può
sembrare strano, ma puntualmente sogno la Madonna il mese
di luglio e agosto ogni anno. Lo
considero un segno. Sono ormai
quarant’anni che porto la Statua
in processione, dopo che per ben
due volte, da un incidente stradale
prima e un altro sul lavoro dopo,
mi sono salvato. Il mio primo pensiero in quei momenti era rivolto
a Lei: “Madonna mè aiuteme!”.
Oggi questa mia devozione si sta
tramandando ai miei figli maschi:
Mario, Michele e Gaetano. E’ già
da qualche anno che mi affiancano nel portare la Madonna e l’anno scorso è stata anche la prima
volta per mio nipote Umberto junior. Mia figlia Anna, invece, porta
il cero da parecchio tempo.
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er me la Festa della
Madonna del Pozzo,
significa ritornare
con la mente al passato, quando la festa, per
un piccolo paese come il
nostro, era l’evento che
rappresentava un momento di aggregazione e
socializzazione. Il ricordo
Umberto Di Cosola delle luminarie, le bande,
i fuochi pirotecnici, i palloni
aerostatici, gli artisti di strada (ricordo particolarmente
la figura di “Piripicchio”), le
bancarelle con le merci varie e la folla dei fedeli erano tutti elementi integranti
della festa che rendevano
quei giorni unici e irripetibili.
Umberto Rizzo
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er me la festa della Madonna
del Pozzo è rivivere ogni anno
un intreccio di emozioni che mi
riportano all’infanzia: ricordo il fumo
della carne arrostita per le strade, i
pellegrini che sostavano di notte con
i traini, le giostre che non si fermavano mai, i parenti in arrivo. Nel tempo
molte cose sono cambiate si da più
spazio alle manifestazioni folkloristiche che alla fede. Ogni anno il montaggio e l’uscita del carro mi fa fare
cattivo sangue ma nello stesso tempo mi rende felice e appagato del
lavoro fatto. Il lancio della meravigliosa mongolfiera dello scorso anno
ha provocato in me una felicità immensa: con lei sono volati i sogni e le
speranze di tutti noi, sogni che mi auguro almeno per i giovani si possano
realizzare. Come capursese verace mi auguro che la nuova generazione
non perda mai il centro di questa festa: Lei, Maria del Pozzo.
Gino Macci
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nche se molto spesso la vita
ci conduce lontano dal nostro
paese natio, in realtà esso resta e resterà sempre nel nostro cuore. Personalmente ho avuto, negli
anni, il piacere di ritornarci anche in
veste di direttore di complessi bandistici che si sono esibiti in occasione
della grande festa della Madonna del
Pozzo. E’ un modo per rivivere tante
situazioni accadute nel periodo giovanile quando, all’ombra del santuario della Madonna e sotto la guida di
Padre Nunzio, scomparso ormai da
qualche anno, molti di noi sono cresciuti formandosi anche ai valori cristiani. E’ suggestivo rincontrare molti
di quegl’amici di gioventù in occasione della stessa festa che ci univa tanti
anni fa. Per concludere inutile aggiungere che sotto il profilo professionale,
quando si esegue un concerto a Capurso, l’impegno è al massimo livello
anche in ragione dell’uditorio sicuramente molto preparato e partecipe.
Un saluto affettuoso a tutti i miei compaesani.
DI PIÙ UN TEMPO ERA
MIA QUESTA FESTA
Di più l’amavo e l’aspettavo da bambino questa Festa
Perché sono nato in una traversa di via Madonna del Pozzo
Con i pellegrini che li sentivo arrivare già prima dell’alba
Con le bancarelle tutte già schierate e illuminate dal venerdì
Con tutti quegli odori di un consumato pretesto di speranza e di fede
Di più un tempo si rabbrividiva davvero per questa Festa
Perché tutto era più sincero e più povero più sentito e apprezzato
Compresa l’orchestra e le bande i madonnari e gli imbonitori
Le olive alla calce i sedani il formaggio punto coi vermi e le preghiere
Di più sono cresciuto da bambino nella meravigliosa casa di Maria
Al fianco dei vari Padre Nunzio Padre Salvatore e Padre Edoardo
Da loro ho imparato l’amore per questo luogo e per questo culto
La bellezza e la grandezza di questa fede che ancora sgorga rigogliosa
Da ogni meandro non solo paesano ma da luoghi ben più noti e lontani
Di più amo pregare con discrezione questa nostra dolcissima Madre
Quando la Sua splendida casa è quasi vuota e messa in penombra
Quando l’odore mistico dell’alba mi accompagna e nessun rumore
Osa distogliere un momento d’amore così intimo e dal credo profondo.
Lillino Patano
Beppe Carbonara
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appiamo bene che il Patrono
di Capurso è San Giuseppe.
Però la festa della Madonna del
Pozzo per i capursesi è molto sentita
con fede: c’è molta partecipazione
religiosa nei quattro giorni che precedono i festeggiamenti. Capurso
accoglie molti pellegrini da tutti i paesi limitrofi e a loro, il Santuario della Madonna dà molta accoglienza. Io
personalmente sono il “Capobanda”
della banda cittadina di Capurso; per
me la giornata più emozionante è la
domenica quando esce la statua della Madonna: c’è una marea di fedeli
che pregano e seguono la processione. L’altra fase emozionante è la sera
verso le ore 22.00 quando dal pozzo
del Carro Trionfale esce l’immagine della Madonna accompagnata dalla
banda che suona l’inno di “Viva Maria”.
Domenico Masciopinto
È
GIOIA DEL COLLE E LA
MADONNA DEL POZZO
ancora vivo nel cuore di tutti noi gioiesi e devoti della Madonna del
Pozzo la visita del simulacro della Vergine di Capurso nella nostra città
nel settembre del 2010 che ha rafforzato ancora di più la devozione
alla Regina di Misericordia.
Anche a Gioia del Colle l’ultima domenica di agosto è dedicata ai festeggiamenti in onore della Madonna del Pozzo presso la Chiesa di San Francesco,
curati dalla Confraternita del Purgatorio. La nostra festa prevede la novena
con la recita del Santo Rosario il triduo con la celebrazione della Santa
Messa e da diverse celebrazioni eucaristiche il giorno della festa.
L’immagine lignea custodita in chiesa in uno dei sette altari laterali, risale
all’incirca alla fine del 1700 ed è vestita in occasione della festa con un
abito bianco e un mantello rosso in stile barocco completamente lavorati
con fili d’oro e pietre preziose.
Storico è anche un nutrito gruppo di fedeli che ogni anno sin dalle prime ore
del mattino si reca a Capurso in occasione della festa e della solenne processione alla quale devotamente partecipa.
Sia la Vergine Maria per quanti con fede la invocano, Colei che indica la strada per giungere al pozzo dell’Acqua Viva che è Cristo Gesù e Nostro Signore.
Carmine Candeloro
Presidente Confraternita del Purgatorio - Gioia del Colle
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n incontro sempre molto atteso e sempre diverso, quello dell’ultima domenica
di agosto con la Mamma del Pozzo nel
giorno della sua festa.
Una giornata intensa, carica di emozioni, di preghiere di ringraziamento,
di suppliche e di sacrifici
offerti a lei: la Mamma di
sempre.
Vivere la festa della Madonna del Pozzo per un
pellegrino di Bisceglie significa calarsi nel profondo
della propria coscienza,
rispolverare un rapporto
profondo e confidenziale
con quella Madonna che
ha accompagnato la vita
di ogni singolo devoto che
dalla nascita è stato consegnato alla protezione di
Santa Maria del Pozzo. Un
viaggio nel ricordo di cari
dipartiti che hanno tramandato un amore sviscerato verso quella Madre miracolosa da avere
come riferimento in tutti i momenti della vita e
da ringraziare nel giorno della sua festa anche
a costo di qualche piccolo sacrificio che diventa
pegno d’amore per la protezione ricevuta e per
la continua assistenza che Lei esercita su chi le
si raccomanda.
Un giorno preparato con largo anticipo e con
fervore che ha inizio il venerdi’ che precede la
festa, con la partenza dei pellegrini che a piedi raggiungono il Santuario e termina il giorno
dell’ottava con la conclusione dei festeggiamenti
che onorano anche nella città di Bisceglie la Vergine del Pozzo.
Vari momenti scandiscono la giornata dell’ ultima domenica di agosto: quando non sono ancora sorte le prime luci dell’alba, l’arrivo in Basilica
è il primo momento toccante, in cui la compa-
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gnia fa il suo ingresso rigorosamente prostrata
sul pavimento portandosi al ritmo del canto
popolare dinnanzi all’effige della Vergine. La
S. Messa, la visita al Pozzo
di S. Maria, la lunga processione per le vie di Capurso
e infine il rientro in chiesa
del simulacro e il canto di
saluto alla Madonna sono
momenti vissuti con grande
partecipazione emozionale
in cui il rapporto tra il devoto e la Madre diventa via via
più stretto. Dopo il meritato
riposo, è la volta del tiro del
carro dove lo spirito energico e gioioso dei biscegliesi
manifesta la gratitudine per
la giornata appena trascorsa
e nello stesso tempo il desiderio che la festa di S.Maria
del Pozzo continui nei festeggiamenti nella città di provenienza, portando nel cuore
la speranza che l’esperienza appena trascorsa
abbia rafforzato l’amore verso la Madonna e la
consapevolezza di diventare sempre persone
migliori.
Luciano Capurso
Presidente Ass. Madonna del Pozzo Bisceglie
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i siamo,la festa della Madonna si avvicina e come ogni anno si rinnova la mia tradizione… vivo questi giorni con lo stesso fervore di
sempre che non è quello di un comune cittadino ma quello di un
commerciante di frutta secca da diverse generazioni. Già da bambino aiutavo mio padre nella preparazione dell’allestimento del banco vendita: si
lavorava notte e giorno con grande fatica per fa sì che tutto si presentasse
alla perfezione e questo, con il passare del tempo non è cambiato. Tutto si
ripete ogni anno nella stessa maniera e la cosa più bella è vedere come la
tradizione si rinnova nella dedizione e nella passione dei miei figli.
Buona festa a tutti da Pinuccio u’ ncdder!!! Pino Deleonardis
er i massafresi, ogni
anno, si ripete l’appuntamento con “LA NOSTRA MADONNA”.
Ansiosi aspettiamo agosto,
perché per ognuno di noi avvicinarsi al santuario è sentire
l’abbraccio della Madonna...
ed in quei giorni è come se ci
sentissimoalleviati dalle sofferenze.
La tradizione, la fede, l’amore
per la Madonna,la speranza
che lei guidi il nostro cammino ci spinge a Capurso. Sia
per più piccoli e più grandi è
un momento intenso e ricco di profonda emozione e
devozione. Per ragioni non
descrivibili con le sole parole...ma con il cuore il popolo
massafrese sempre più si avvicina alla nostra Signora che
ci protegge con il suo grande
manto.
Anna Leggieri
presidente Ass. Madonna
del Pozzo di Massafra
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ti del culto e dei festeggiamenti che è possibile
approfondire.
Nell’accostarsi alla conoscenza e allo studio di
qualsiasi tipo di fenomeno, non si può prescindere da un approccio squisitamente storico, ecco il
motivo della prima proposta: “La storia della Madonna del Pozzo”, Edizioni LMP, scritto dal prof.
Michele Mariella. Un piccolo opuscolo che riesce
a tracciare sinteticamente la storia del Santuario
dalla miracolosa guarigione del sacerdote don
Domenico Tanzella, grazie all’acqua del pozzo di
S. Maria, sino alla festa d’agosto del 1996, anno
in cui tutti i devoti della Madonna hanno avuto
modo di ammirare la statua lignea professionale,
restaurata dalla dott.ssa Giove-Giuranna.
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na comunità può sentirsi tale anche grazie alle tradizioni religiose che custodisce
e porta avanti con orgoglio nel corso degli anni, tenacemente, e che contribuiscono ad
alimentare il senso di appartenenza dei singoli, a
rinnovare e a tener salda la sua memoria storica
e a rappresentarla agli occhi del mondo.
Per la nostra comunità tutto ciò è rappresentato dal culto della Sant.ma Madonna del Pozzo:
l’arrivo dei pellegrini, la processione penitenziale con i ceri, il carro per le vie del paese accolto
dal lancio dei fiori e dalle urla festanti dei fedeli,
il corteo storico, i colori e i profumi della festa
sono tutte istantanee vivide e suggestive che si
sono ripetute con sfumature diverse nel corso
del tempo, colorate di volta in volta dalle storie
dei partecipanti, dalla loro fede e dalle loro emozioni.
Esistono molte pubblicazioni in merito, ne ho
scelte tre pensando ad altrettanti diversi aspet-
La storia, si sa, è fatta dagli uomini e se si tratta,
come in questo caso, di una storia di fede, le testimonianze dei singoli acquistano maggior valore
perché riescono a darle spessore e tridimensionalità di sentimenti, portandola ad un livello più
umano e più ricco di sfaccettature. “La Madonna del Pozzo di Capurso – Il culto, la festa, gli ex
voto” scritto dalla proff.ssa Anna Maria Tripputi e
edito da Paolo Malagrinò Editore riesce in questo intento attraverso uno studio approfondito e
coinvolgente delle tradizioni e degli ex voto del
Santuario, ognuno legato ad un racconto, ad una
testimonianza di vita e di fede.
L’ultima proposta rappresenta la celebrazione
del culto e dei festeggiamenti anche attraverso
le immagini arricchite da preziose notizie intorno all’invenzione dell’Icona e alla prima comunità custode del Santuario, trovate negli archivi
dell’ordine dei Frati Minori: “Un Pozzo Di Devozione, il culto mariano a Capurso” curato da Michele Bellino, sacerdote dell’Arcidiocesi di BariBitonto e Umberto Rizzo, cultore di storia locale,
ed edito da Gelsorosso.
Valeria Davoli
I sapori della festa
Tra ‘sciarabbàll’ e processioni
Quella della Madonna del Pozzo era ed è
anche una festa per la tavola. Nelle giornate
tra il venerdì e il lunedì come oggi, serpeggiavano per le strade del nostro paese odori
di buona cucina: iniziavano le preparazioni
di piatti per le serate, per la domenica, per i
cuori e per i palati. Il venerdì la processione
del quadro dell’icona apriva i festeggiamenti ed era la giornata in cui si preparavano e
si degustavano, soprattutto tra i capursesi, focacce e parmigiane. Incominciavano
i pellegrinaggi: sopra ai ‘trajènere’, a piedi
o sopra ai ‘sciarabbàll’ i pellegrini accorrevano per la festa. Pronti per partecipare
da protagonisti ai festeggiamenti religiosi,
portavano con loro focacce e parmigiane,
compravano ‘pr’v’lòne’, ‘f’rmàgge pund’ o
‘fradece’ (formaggio con i vermi), ‘u accie’, i
‘nghj’m’ridd’. I ‘frastiere’ rimanevano a Capurso fino al lunedì della festa, riposandosi
e bivaccando sui loro mezzi. Il pranzo della
domenica era ed è sicuramente il momento principale della festa culinaria. Sin dalla
mattina per le vie di Capurso gli odori fanno
pensare ad un momento di appagamento
del palato solo dopo quello dello spirito con
la processione dell’Icona della Madonna del
Pozzo che si tiene in mattinata. Oggi, come
anni fa, il menu della domenica varia da famiglia a famiglia ma nella maggior parte dei
casi e delle case le portate sono le stesse:
orecchiette rigorosamente fatte in casa o
pasta al forno condite con il sugo del ragù,
braciola, agnello arrosto. Certamente la
preparazione del ragù era quella più impegnativa: si iniziava la mattina a soffriggere,
a chiudere le braciole con il filo di cotone, a
far cuocere a fuoco lentissimo per circa due
ore. Il sugo nel tegame, preferibilmente in
terracotta, doveva ‘borbottare’ sui carboni
del ‘frascjìerre’ o della ‘f’rnacèdd’. La domenica per i capursesi non era e non è festa
senza braciola in tavola! In serata poi si portavano le teglie di coniglio o agnello con le
patate ai forni del paese per farle cuocere
e per mangiarle a cena. La festa stava per
concludersi in tavola e nei cuori. Ci si dava
appuntamento all’anno successivo per condividere sapori ed emozioni. Oggi come ieri
in parte si ripetono queste tradizioni anche
per non dimenticare la nostra e le nostre
storie capursesi. Buona festa a tutti!
Teresa Campobasso
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la festa della madonna del pozzo