Domenica 14 giugno 2009 SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE Anno LIII n° 22 • euro 1 FONDATO NEL 1957 POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA Scuola La storia Due o tre cose a Elezioni amministrative Testimonianze Vincere per poco I dati della consultazione in città e nei comuni nel territorio della diocesi A PAGINA 4 Il Punto Giugno ai seggi • N.T. P assata l’ondata delle elezioni europee e delle amministrative (capitolo però ancora aperto nella nostra provincia con i ballottaggi per i sindaci di Sassuolo, Mirandola e Vignola), il prossimo 21 e 22 giugno i modenesi, come il resto degli italiani, saranno chiamati a pronunciarsi su tre quesiti referendari che riguardano proprio la materia elettorale. Referendum sui quali, complice anche l’infuocata campagna elettorale delle elezioni appena concluse, si sa ancora ben poco. Eppure le questioni che pongono questi referendum, non sono del tutto irrilevanti. Il primo quesito riguarda il premio di maggioranza nazionale per la Camera dei deputati: esso intende abolire le “coalizioni” e stabilire che vince il premio di maggioranza - che garantisce 340 seggi - il partito che ottiene più voti. Tratta del premio di maggioranza regionale per il Senato anche il secondo quesito con il quale s’intendono abolire le “coalizioni”, stabilendo che vince il premio regionale - che garantisce il 55% dei seggi di ciascuna regione - il partito che ottiene più voti. Infine, il terzo quesito sulla disciplina della candidature per abolire le cosiddette “candidature multiple”, ossia la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni in liste aventi il medesimo contrassegno, con successiva eventuale opzione nel caso di elezione in più di una circoscrizione. La materia può apparire del tutto tecnica, anche se in realtà i temi proposti riguardano poi le rappresentanze politiche, argomento al quale si dovrebbe attribuire una importanza non secondaria in un sistema democratico come è quello italiano. Le voci che invitano a sostenere, avversare o boicottare il referendum disertando le urne e facendo così saltare il quorum, hanno iniziato a farsi sentire con maggiore insistenza e forza già da lunedì 8 giugno, appena chiusi i seggi delle elezioni europee e di quelle amministrative. Voci discordanti, spesso all’interno delle stesse formazioni politiche, che non sempre aiutano a formarsi una reale opinione in merito alla reale competizione referendaria. Ora, quello che soprattutto occorre per formarsi un’idea sui quesiti referendari è cercare di sgombrare la mente dalle possibili suggestioni che possono ancora risentire del clima elettorale di questi giorni, un clima che, ancora una volta, è stato particolarmente teso e in cui non sono mancati “colpi bassi” dall’una e dall’altra parte. Infatti, così come nei giorni scorsi pare essere almeno in parte saltato il sistema del voto “ideologico”, quello dato per pura appartenenza ad un partito, senza eccessive preoccupazioni, così dovrebbe essere anche per i referendum del 21 giugno prossimi: cercare di informarsi, capire e decidere di conseguenza senza inseguire proclami o, peggio, diktat, che giugno dalle forze politiche che, mai come in questo caso, sono parte direttamente chiamati in causa e quindi fin troppo coinvolte, in una sorta di paradossale conflitto d’interessi. Insomma, l’auspicio è che domenica 21 e lunedì 22 giugno ad esprimersi siano, consapevolmente, gli elettori liberi da qualsivoglia condizionamento o suggerimento partitico che rischia di apparire davvero alquanto interessato. Assistenza iniziale gratuita proposito di.. Costume e costumi alla corte del duca Franco Fondriest parla della scuola modenese, alla vigilia della pensione A PAGINA 8 Le Serate Estensi: giochi, cortei, musica, mostre e pubblicazioni A PAGINA 15 Mons. Gildo Manicardi ha aperto i lavori del Congresso Eucaristico, con una approfondita lettura del Sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio. Domenica 14, alle ore 17.30 in piazza Grande, la solennità del Corpus Domini con la messa presieduta dal Cardinale Piovanelli, seguita dalla processione per le vie del centro • mariapia cavani L unedì 8 giugno ha preso il via in IV Congresso eucaristico diocesano “Lo riconobbero nello spezzare il pane e partirono senza indugio”. L’introduzione è stata affidata a mons. Gildo Manicardi, rettore del Collegio Capranica di Roma, che ha partecipato al recente sinodo dei vescovi incentrato sulla parola di Dio. Dal Sinodo “La Parola di Dio nella Via e nella missione della Chiesa” mons. Manicardi ha preso spunto per il suo intervento su “La Bibbia nella vita pastorale della parrocchia”. Mons. Manicardi ha ricordato l’esperienza del Sinodo come ricca di coralità e di consenso, Tra Bibbia e pastorale estremamente significativa perché dopo la Dei Verbum non c’erano più statai nella Chiesa altri pronunciamenti sulla Parola. Il tema. già più volte caldeggiato in precedenti Sinodi, è stato scelto da Benedetto XVI, particolarmente adatto a presiedere un Sinodo su questo tema, per la sua esperienza dal Concilio. La consapevolezza è che la dei Verbum si è fatta spazio sufficiente nel cuore della Chiesa, non sono uscite contestazioni sulla posizione del Concilio sulla Scrittura: la Chiesa cattolica è salda su quella posizione. E il destino della bibbia nell’umanità dipende in non piccola parte dai cattolici, che possono dare una voce di competenza territorialmente ben distribuita, diocesi teologi esegeti e gruppi biblici sono dappertutto. La Bibbia poliglotta donata al papa, la presenza di un rabbino di Haifa e del Patriarca di Costantinopoli sono il segnale che la chiesa cattolica ha la Bibbia insieme con altri che pensano diversamente. Il Sinodo ha avuto anche una impor- info point impresa per aspiranti e neo imprenditori Mi metto in proprio Cultura Sport Info point impresa Lapam Tel 059 893222 [email protected] - www.lapam.mo.it tante dimensione teologica, non solo pastorale. La possibilità di fare meglio sta nel percepire il dono della Parola di Dio che si rivela, delle scritture e dare una spinta perchè le comunità crescano in questa direzione. Mons. Manicardi ha poi individuato tre fondamentali nodi teologici. Diversi significati di parola di Dio “I pastori devono educare il popolo di Dio a cogliere i diversi significati dell’espressione “Parola di Dio: questo dice il Sinodo, nella Propositio 3. E’ il principio dell’analogia della Parola di Dio: il magistero, la tradizione della I servizi Lapam per le imprese • Assistenza civilistica e amministrativa (affari generali) • Assistenza fiscale e tributaria • Open Box: tenuta contabilità via internet • Tenuta libri paga e rapporti di lavoro • Cedo Web: elaborazione cedolini via internet • Consulenza assicurativa • Diritto contrattuale e societario • Ambiente, Sicurezza & Qualità • Consulenza contributiva e pensionistica • Formazione • Finanziamenti e altri servizi finanziari • Medicina del lavoro e dello sport • Servizio internazionalizzazione • Tutela sindacale • Centro Assistenza Tecnica al Commercio 2 NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 Congresso Eucaristico Chiesa, l’omelia nella messa, la catechesi sono parola di io. La Parola non è la Bibbia, semplicemente. La prima cosa è il verbo eterno di Dio, il Figlio il figlio è il verbo eterno, la Bibbia parola di dio: c’è un collegamento, ma ci sono differenze all’interno di una unità. L’uomo Gesù è parola di Dio: non possiamo dire la Bibbia parola di dio senza considerare il Cristo. La Parola è presente nella creazione, la Bibbia va messa in correlato con tutto ciò che esiste. Leggiamo la Bibbia in un mondo in cui tutto ciò che è creato viene da Dio. È parola di Dio anche il dinamismo di rivelazione che parte col popolo d’Israele, ha un punto alto nei profeti, un punto altissimo col verbo che si fa carne. E’ parola di dio quando parla Isaia, come quando parla Gesù, ma in un modo più forte. Per essere appassionati delle Scritture non bisogna essere tutti ristretti sul libro, ma avere la percezione che la parola di Dio è più grande non deve portare alla banalizzazione o marginalizzazione delle scritture. La Parola di Dio trascende la Sacra Scrittura, ma la comprende in modo singolare. E’ necessario quindi realizzare una pastorale in cui si capisca bene che le Scritture contengono il rivelarsi di Dio in modo singolare. Non ci sono parole più alte della scrittura, anche il magistero vi è sottomesso. Il sinodo ha visto realizzate le intenzioni della Dei Verbum, ma sarebbe opportuna una maggiore profondità delle comunità, opportuno educare il popolo a cogliere i diversi significati. Compito per la parrocchia è dare ai fedeli il senso che la Parola nella sua pienezza trascende la Scrittura, è Cristo stesso, c’è nell’universo, negli accadimenti della storia. La parola biblica torna viva nella liturgia Il Concilio ha voluto mettere i fedeli in contatto diretto con la Scrittura. Il Vaticano II riflette sulla rivelazione e dice che se il Signore ha donato le Scritture alla Chiesa, è opportuno avere la ricchezza dei fedeli nutriti direttamente dalla scrittura. Non significa solo leggere personalmente le Scritture, ma avere, ad esempio, una Liturgia della Parola proclamata nella lingua parlata in ciascun paesee in cui si percorre la maggior parte dei testi. La Parola di Dio ritorna viva nella liturgia, la lettura è un atto supremo che torna a dare esistenza alla Bibbia: da sola è carta, ma esiste solo quando uno la legge almeno con gli occhi. Quando si leggono le scritture è Dio che parla, il momento più alto è quando viene proclamata, la Parola diventa parola, diventa suono. È Cristo che parla quando nella chiesa si leggono le scritture, la Lectio Divina è secondaria rispetto all’ascolto nell’Eucarestia. Si deve fare di più per la scrittura proclamata nelle liturgie, ad esempio bilanciare la scrittura sui partecipanti. Come prepariamo i ragazzi che con la cresima se ne vanno? E’ necessario fornire una sorta di attrezzatura biblica al ragazzo che fa catechismo. La dimensione dialogica della rivelazione Dialogo significa avere domanda e risposta, intervento e reazione. Gesù che parla è parola di Dio ed è anche risposta e anche qui è rivelazione. La suprema rivelazione di Gesù nella morte in croce non è solo iniziativa di Dio, ma è anche risposta di Cristo. Appartiene alla rivelazione non solo la parola che parla ma anche la risposta. cristo rivela l’uomo all’uomo vivendo da uomo e patendo la paura della morte. Il “fiat” di Maria è interno alla rivelazione stessa di dio. La possibilità di riflettere nel mondo cristiano sulla rivelazione che comporta al suo interno il cammino dell’uomo è molto interessante, anche se appena all’inizio. Qui viene fuori il vero umanesimo teologico, in una realtà che ha anche incertezze e confusioni. Mons. Manicardi ha poi suggerito tre direttrici teologiche per un incontro vero con la Parola di Dio Unità tra Parola di Dio ed Eucarestia Nel Sinodo si è fatta viva l’esigenza di superare la dicotomia tra parola ed eucarestia presente nella riflessione teologica e nella pastorale. L’Eucarestia è il riepilogo sommo della scrittura. Senza il riconoscimento di Cristo nell’eucarestia e della Parola come sacramento, la rivelazione rimane incompiuta la visione della duplice mensa della parola e del pane ha poi bisogno della carità per non essere ritualistico-centrica. In che modo Gesù è pane della vita? È la sua persona, è lui Parola e carne eucaristica. Allora le comunità hanno bisogno di pensare su questo, profondamente.. non si concepisce l’Eucarestia senza le parole del Signore ed esse non possono non condurti a “Questo è il mio corpo..”. Ancora tanto resta da fare per far passare la consapevolezza che alla duplice mensa della parola e del pane siamo nutriti da un unico Cristo. Questa è una sensibilità non piena di tutti i credenti. Siamo sicuri che non si possa fare di più, oltre alla strada già percorsa? Incontro con la Parola nella lettura della Sacra Scrittura “Questo sinodo – si dice nella propositio 7 – ripropone con forza a tutti i fedeli l’incontro con Gesù, Parola di Dio fatta carne, come evento di grazia che riaccade nella lettura e nell’ascolto delle Sacre Scritture”. Il Sinodo non propone dunque la Lectio, ma l’incontro con Cristo parola viva. E raccomanda che ogni fedele abbia la Bibbia: da noi fa sorridere, ma ci sono milioni di cattolici che non si possono permettere la bibbia, che ha il costo di tre stipendi. La questione dell’Antico testamento nella Bibbia cristiana Di questo rapporto con le scritture fa parte la questione dell’Antico Testamento e la relazione con il Popolo ebraico. Due sono le questioni, la prima teologica: insistiamo oggi che il popolo ebraico ha una lettura vera della scrittura, come pure è vera quella cristiana. Ci sono forme di antisemitismo che nascono dalla lettura superficiale dell’Antico testamento: è necessaria quindi una sua conoscenza più approfondita, attraverso il lavoro nelle parrocchie. C’è bisogno di un lavoro con la gente, perché diventi in grado di capire le cose non in senso fondamentalistico. Ecco la questione pastorale: la parrocchia deve avere qualcosa che somigli ad una scuola biblica. Se si fanno gruppi di preghiera, servono anche incontri in cui si verifichi la percezione ermeneutica dei fedeli, se no si corrono i rischi di una lettura superficiale o fondamentalista. Mettiamo un libro sacro in mano alla gente e abbiamo il dovere di insegnare le istruì per l’uso. Da questo percorso conseguono – ha proseguito mons. Manicardi – due attenzioni gravide di conseguenze. Parola di Dio e carità verso i poveri “Uno dei tratti caratteristici della Scrittura – propositio 11 – è la rivelazione della predilezione di Dio per i poveri”. La Bibbia è in funzione della carità: più si ama più si legge la Bibbia e se la si legge senza che l’amore cresca, allora qualcosa non va nella lettura. Parola di Dio e poveri è un altro binomio inscindibile, come quello con l’eucarestia. La Parola non ammette che un credente passi accanto al bisogno senza reagire. Cristo legge il povero non solo come sacramento della giustizia, ma di se stesso. Parola di Dio, Bibbia e legge naturale La propositio 13 su Bibbia e legge naturale, bibbia e coscienza, libertà e diritti: per il futuro è impor tante. “Anche nutrendosi della Parola di Dio la conoscenza della legge naturale aumenta e permette il progresso della coscienza morale”. Per quanto riguarda la Parola di Dio nella vita della Chiesa, mons. Manicardi si è soffermato in particolare sull’ambito liturgico, sottolineando tre punti Parola di Dio e liturgia La Propositio 14 sottolinea come la liturgia luogo privilegiato di espressione della Parola. per questo sono richieste alcune attenzioni, come u posto visibile e di onore in chiesa per il Libro della Scritura. E’ poi incoraggiato l’uso del silenzio nella liturgia, perché si veda che stiamo ascoltando. Si auspicano anche celebrazioni della Parola sulle letture domenicali, in modo che i testi della domenica “funzionino”: senza ripetizione non c’è memorizzazione e profondità di conoscenza. Si sottolinei il legame tra Parola di dio e perdono, con liturgie penitenziali per l’esame di coscienza e lasciando poi il tempo per confessarsi con tutta calma. Sarebbe op- portuno anche valorizzare lezionari ed evangeliari, lettori e cantori, salmo responsoriale, invitare lettori e lettrici a comprendere ciò che leggono. Si invita inoltre a non leggere nella liturgia testi poetici alternativi. Attualizzazione omiletica Qualcuno ha anche chiesto un direttorio sul tema, ma la propositio 15 propone una terna di domande per la preparazione dell’omelia: Che cosa dicono le letture proclamate? Che cosa dicono a me personalmente? Che cosa devo dire alla comunità, tenendo conto della sua situazione concreta? Ministeri a servizio della parola e lettorato alle donne Il tema dell’apertura del ministero di lettore alle donne è auspicato nella propositio 17: portare il lettorato fuori dalla preparazione al sacerdozio, istituendo momenti formativi appositi, sottolinea il ruolo centrale dei laici – e delle donne – nella trasmissione della fede. Dopo la relazione di mons. Manicardi, si è svolto il lavoro di gruppo. NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 3 Congresso Eucaristico Un anno ‘sacerdotale’ per la diocesi La sintesi dei lavori dei gruppi che hanno analizzato, da diversi punti di vista, il tema del nuovo anno pastorale. Un contributo alla riflessione e tante proposte concrete che saranno valutate D opo la relazione di mons. Manicardi si sono formati i gruppi di lavoro che, con un intervallo per il pranzo e l’adorazione, si sono poi riuniti in assemblea per condividere il risultato della riflessione. Dal momento che - come ha sottolineato il Vicario generale mons. Losavio - il prossimo anno pastorale sarà dedicato a sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale, i sei gruppi di lavoro hanno approfondito temi che serviranno a delineare il cammino della diocesi per il prossimo anno. Il primo gruppo, quello sul sacerdozio comune, aveva come coordinatori don Massimo Nardello e Paolo Seghedoni. Il dibattito è stato ampio, e come punto di partenza c’era la poca conoscenza da parte dei fedeli dei sacerdozio battesimale. Spunto per il confronto è stata Romani 12: l’appartenere a Dio in cristo Gesù, che stabilisce anche la relazione con il sacerdozio ministeriale. Tre aggettivi sono stati scelti per definire il sacerdozio ministeriale: affettuoso, capace di relazioni profonde e di favorirne la dinamica nelle comunità; comprensibile, che parli una lingua chiara tutti e non in ecclesialese; profetico. Due aggettivi anche per il sacerdozio comune: ecclesiale, che si esplicita nel popolo di Dio senza esclusioni e senza lasciare spazio all’individualismo; corresponsabile, per stare dentro la comunità senza la logica di erogare servizi per poi “andare a casa”. Sono necessari piccoli gruppi in cui crescere, con itinerari formativi nuovi, sperimentazioni in cui i laici adulti crescono. Anche in collaborazione con associazioni e movimenti, ma con criteri di ecclesialità. Serve ripartire, dalle relazioni, non abusare del termine fraternità, ma viverla, mettendo al centro la persona e le relazioni. Ripartire dal cammino spirituale di ognuno e valorizzare la sofferenza di chi è malato, con la mediazione dei ministri straordinari dell’eucarestia. Diventa importante anche valorizzare e mettere in comune le esperienze belle della diocesi; i sacerdoti potrebbero poi incontrarsi in piccoli gruppi, a livello vicariale col vescovo, per parlare anche delle difficoltà, aprendosi in modo fraterno, per superare le divisioni. Il secondo gruppo, con la guida di don Giacomo Morandi ed Egidio Iotti, ha considerato la relazione tra diaconi, presbiteri e vescovo. Il tema è solo in apparenza interno al mondo clericale, ma in ogni organizzazione complessa, se funziona bene chi ha responsabilità, sono evidenti anche le ricadute concrete sul resto. L’introduzione è partita dalla Lumen Gentium, per sottolineare pienezza del ministero episcopale e l’unicità dal sacramento dell’ordine: manca però la consapevolezza che all’interno dell’ordine ci sono varietà di gradi e ciò ha conseguenza diretta sulla realtà pastorale. L’unicità dell’ordine dovrebbe emergere nella vita ordinaria, rendersi visibile attraverso segni e momenti concreti, per far capire il diaconato. Il rapporto presbiteri/diaconi non è sempre facile, manca la piena consapevolezza dello specifico del diacono e lo si definisce spesso solo in funzione della storia. Anche se forse è meglio non dare schemi rigidi, per lasciarlo con caratteristiche di duttilità e flessibilità. L’unicità del sacramento si traduce nella fraternità sacramentale e nella corresponsabilità. La fraternità è però assai debole e fragile nel concreto, la comunione va custodita e ricostruita, perché attraverso di essa passa l’evangelizzazione: è fragile, deve passare attraverso la conversione personale. Torniamo alla vita cristiana autentica e l’anno sacerdotale sia quello in cui si riflette su questo. Poi da qui nasceranno momenti pubblici di comunione, usando gli strumenti ordinari per relazioni, incontri, conoscenza reciproca, momenti di preghiera e formazione aperti anche ai diaconi, valorizzando ciò che unisce, nel rispetto dei ruoli. E’ stata sollecitata una riflessione nel presbiterio sulle priorità del ministero sacerdotale qui oggi a Modena. Il ministro ordinato non può essere ostacolo alla ministerialità diffusa dei laici, ma deve promuoverla, rispettarla, scoprirla. Potrebbero servire schede di catechesi sul ministero ordinato nei suoi fondamenti, la valorizzazione dei momenti di incontro tra presbiteri e diaconi, e anche istituire settimanalmente la giornata sacerdotale, come pausa di riposo o preghiera. Quale prete oggi è il quesito che si è posto il terzo gruppo, guidato da don Sergio Casini e Alessandro Monzani. Alcuni punti di attenzione evidenziati: la vita comunitaria dei sacerdoti tra loro e con la propria comunità è luogo di discernimento e scelta. Serve la formazione permanente, l’aver cura di sé dal punto di vista spirituale e culturale. Le direttive diocesane siano aperte e sia lasciata ampia possibilità in loco di discernimento delle priorità. A ciò si aggiunge l’invito a pensare alla pastorale e alle parrocchie a partire non solo dal calo del numero dei sacerdoti, ma anche da un ripensamento delle ministerialità laicali, sapendo che è più difficile contare sul volontariato puro. Valorizzare sperimentazioni esistenti e pensane di nuove a cui chiedere indicazioni. Avere attenzione da parte della diocesi e individuare forme di sostegno per i sacerdoti in situazioni difficili, oggettive o personali, pensare a quali strumenti darsi. Il quarto gruppo ha riflettuto sulla corresponsabilità tra preti e laici, con la guida di don Giuliano Gazzetti e Giancarlo Barozzi. La problematica è vissuta e pensata, forse anche sofferta. Ogni collaborazione fa riferimento a Cristo e alla comunione con lui, che ci rende capaci di relazioni di collaborazione. Ogni carenza va quindi ricondotta al piano spirituale. Prevale un atteggiamento individualistico, che minaccia la comunione. La sfida è quella di arginare il fenomeno e diventare comunità alternative in cui si vive la comunione. Prima che alla corresponsabilità, ci si chiede però come mai non si riesce più a educare alla responsabilità. Gruppi, associazioni e movimenti sono insieme ricchezza e problema. L’ecclesialità è richiamata dal Magistero, ma si associa ad una crisi di appartenenza alla Chiesa. Suggerimenti: valorizzare le competenze nelle parrocchie, di prete e laici sposi e giovani, competenze professionali da mettere in campo. Creare luoghi in cui si possa vivere la corresponsabilità, il consiglio pastorale insieme a gruppi che si creano ad hoc: non solo usare laici per necessità. Si pone il problema del discernimento dei carismi in primo luogo, poi di progettare insieme con senso di fiducia, accettando gli sbagli, imparando a lavorare per piccoli gruppi. Che tipo di uomo è capace di passare da collaborazione a corresponsabilità? Il credente in grado di assicurare questo stile è quello che mette al centro la comunione, preoccupato non di affermare le sue ragioni, ma di non rompere la comunione. Se i preti saranno chiamati a fare deleghe per le cose che i laici possono assumere, il criterio è quello di scegliere persone capaci di comunione. C’è necessità di vincolo e disciplina per le progettazioni parrocchiali, anche se sono minacciate dal peccato dell’egoismo, personale e comunitario. Se saremo capaci di diventare discepoli e lasciarci re- dimere, allora avremo comunità capaci di corresponsabilità. Il tema cruciale delle parrocchie senza parroco residente è stato affrontato nel gruppo 5, con don Paolo Soliani e Doria Spallanzani come referenti. Il comune denominatore è la necessità comunque di avere un referente parrocchiale, una persona per coordinare, animare, comunicare iniziative che non possono cessare. Occorre inoltre chiarirsi bene le idee su quali siano davvero le priorità del sacerdote, per non trovare un prete muratore che non confessa mai. E quindi chiarezza maggiore anche sul ruolo dei laici ed il loro ruolo. E’ stata inoltre evidenziata la distinzione tra parrocchia e comunità; ci sono adempimenti fondamentali, come liturgia e sacramenti, formazione, carità, ma la vita di relazione spesso completamente assente per forza di cose. C’è bisogno di un pastore che accompagni anche la vita relazionale. Il referente deve inoltre fare da collegamento anche con le iniziative diocesane, che spesso si disperdono. Uno dei 66 diaconi potrebbe “adottare” una comunità e seguirla per alcuni anni. Attenzione alle sagre: molte le iniziative folkloristiche ed emerge poco l’aspetto del sacro: servono forse punti precisi, linee guida per integrare i messaggi di evangelizzazione coi momenti di aggregazione. Serve inoltre considerare l’aspetto sociale della presenza della comunità e la presenza di archivi e beni culturali che sono da recuperare. La vita catechistica è il grosso interrogativo: se i bambini sono pochi, meglio creare un gruppo più ampio o lasciare l’iniziazione nella vita nella comunità stessa? I tempi sono cambiati in fretta ed è necessario essere altrettanto veloci. Don Simone Bellisi e Teresa Piccinini hanno coordinato il sesto gruppo, sulla pastorale vocazionale. Il problema è di tutta la comunità: avvertiamo come operatori l’impegno e l’urgenza della pastorale vocazionale? Poco, e se si considera, si demanda ad altri la soluzione, alla provvidenza. I sacerdoti sono chiamati ad essere più santi per essere più credibili e ad essere aiutati dai laici in incombenze delegabili, per conservare le mansioni spirituali. La pastorale vocazionale va vissuta in famiglia con scelte di impegno e servizio, col presentare altri modelli di vita. Pregando per le vocazioni altrui, facendo discernimento, incoraggiando la direzione spirituale. Come coinvolgere le comunità parrocchiali nella riflessione? Quali soggetti, iniziative, esperienze? Pare meglio indirizzare le iniziative esistenti in direzione vocazionale, invitare la comunità alla preghiera quotidiana, e sia presente sempre una preghiera nelle celebrazioni della domenica. Il CPG deve accentuare la sensibilità su questi temi. Come far conoscere e stimolare la partecipazione alle iniziative diocesane? Poche adesioni: serve conosce- Riflessioni sulla re e sperimentare le iniziative, le famiglie devono stimolare i ragazzi. Curare il gruppo chierichetti, come importante vivaio di cammino vocazionale. servirebbe anche avere un animatore vocazionale in ogni parrocchia. Serve una programmazione che tenga conto di iniziative diocesane, una specifica formazione dei catechisti. Mons. Losavio ha sottolineato come il tema della comunione sia emerso con forza in tutti i gruppi e che sia quindi un tema fondamentale per il cammino del prossimo anno pastorale. Parola “Prendete, questo é il mio corpo...” ( Marco 14,22 ) D G.G. omenica é il “Corpus Domini” la festa del Corpo e del Sangue di Cristo, cara alla tradizione cristiana. Nella messa si ascolta un brano dal Vangelo secondo Marco in cui si racconta l’ultima cena del Signore Gesù con i suoi Apostoli. Da quell’ultima cena nasce la messa, la celebrazione della Pasqua del Signore; si fa memoria della morte in croce e della risurrezione di Gesù. Con il suo sangue Dio rinnova la sua alleanza. C’é un’alleanza precedente, antica, a cui occorre fare riferimento per comprendere le parole e i gesti di Gesù: quella che, con la mediazione di Mosè, Dio ha voluto realizzare con il popolo ebraico. Mosé prende il sangue delle vittime sacrificate e ne versa la metà sull’altare (dalla parte di Dio) e l’altra metà serve per aspergere il popolo. Dio si é scelto e protegge un popolo, Israele; questo popolo riconosce Dio come l’unico Signore e si sente prediletto da Lui. Con Gesù c’é la realizzazione di una nuova alleanza, definitiva, che supera i modi di quella antica: non passa più attraverso il sangue di animali sacrificati, non é più esclusiva di un solo popolo, cambia la legge... Questa nuova alleanza si realizza attraverso la Pasqua, la croce, la morte e la risurrezione di Gesù. Egli é la vittima sacrificata a causa del peccato degli uomini, è colui che si dà totalmente per amore dell’uomo. Il Calvario é l’altare su cui viene versato il suo sangue e tutti gli uomini - nessuno escluso - in tutti tempi, sono aspersi di questo sangue. Il sangue é il sangue di Cristo, figlio di Dio. Il popolo amato da Dio é tutta l’umanità. La nuova legge e il comandamento dell’amore. Tutto é rinnovato! L’ultima cena é il momento in cui tutto questo viene vissuto in termini di anticipazione, affinché tutto sia, dopo la risurrezione, ricordato, creduto, ripetuto - riattualizzandolo - per sempre, fino agli ultimi tempi. Cristo, nell’ultima cena, si dà all’umanità come vero cibo e vera bevanda: “Prendete, questo é il mio corpo. Questo é il mio sangue dell’alleanza, che é versato per molti”. Per sistemare per sempre il rapporto tra l’uomo e Dio, era necessario il suo sacrificio, il suo “spezzarsi”. Gesù indica anche le conseguenze di questa nuova alleanza: un rapporto profondo dell’uomo con Dio, attraverso Lui stesso, vero cibo e vera bevanda. Nasce la possibilità di una comunione profonda tra Dio e l’uomo, qualcosa di inimmaginabile. L’unico cibo e l’unica bevanda fondano inoltre un incredibile rapporto di comunione tra gli uomini,che non possono non riconoscersi come fratelli. Andare a messa allora porta con sé la piena consapevolezza di tutto questo. Insieme alla gioia per essere stati chiamati, insieme alla festa che in ciascuna messa e da ciascuna messa dovrebbe scaturire e manifestarsi. Come mai tanto spesso questa gioia e questa festa non vengono espresse? 4 NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 Congresso Eucaristico “Una settimana di Grazia” Al termine della prima giornata del Congresso Eucaristico, la messa in Duomo per gli operatori pastorali S ignore Gesù, la Chiesa di Modena-Nonantola, che celebra il Congresso Eucaristico diocesano, ti adora e ti ringrazia, perché nell’incarnazione, assumendola “ natura umana, hai condiviso la vita di ogni persona e, nella notte in cui venivi tradito, hai istituito l’Eucaristia per rimanerci sempre vicino, affinché possiamo trovare nella Messa la grazia per essere fedeli al tuo Vangelo. Ti chiediamo, come dono del Congresso Eucaristico per la nostra Diocesi, le grazie che l’apostolo Paolo chiedeva per la comunità di Corinto:ti chiediamo che tutti sappiamo riconoscerci come tuoi discepoli, senza divisioni ed esclusioni reciproche. Ti chiediamo che lo scambio di pace sia frutto ed espressione vera di quanto abbiamo nel cuore, affinché le nostre celebrazioni siano animate da un vero spirito di comunione. Ti chiediamo che ognuno di noi sappia mettere i doni e i carismi ricevuti dal tuo Spirito a servizio dell’intera comunità, affinché cresca come Corpo di Cristo. Ed infine, o Signore, ti chiediamo di poterti riconoscere nello spezzare il pane, per andare senza indugio ad annunciarti alle persone che incontriamo ogni giorno”. Il testo della preghiera composta in occasione del Congresso Eucaristico diocesano ha concluso la serie delle preghiere dei fedeli durante la Messa celebrata in Duomo per i membri dei Consigli pastorali parrocchiali e vicariali, oltre che del Consiglio diocesano e, più in generale, per tutti gli operatori pastorali al termine della giornata di programmazione del prossimo anno pastorale, la prima delle intense giornate del Congresso Eucaristico diocesano. La celebrazione eucaristica era presieduta dall’arcivescovo mons. Benito Cocchi; insieme a lui, numerosi sacerdoti provenienti da zone diverse della diocesi, oltre al vicario generale mons. Poalo Losavio e ai vicari episcopali don Sergio Casini e don Giacomo Morandi. “ A conclusione di questa prima giornata – ha detto mons. Cocchi all’inizio della celebrazione – desideriamo ringraziare per la presenza dei sacerdoti, degli operatori pastorali e dei membri Mons. Cocchi: “Grazie ai tanti laici che hanno compiti diversi nelle comunità, operano nel silenzio, senza clamore e contribuiscono a mantenere viva la parrocchia; sono un dono per la nostra Chiesa” dei Consigli pastorali; tanti laici che svolgono compiti diversi nelle loro comunità, che spesso operano nel silenzio e senza clamore e che costituiscono un dono grande per la nostra chiesa di Modena. Preghiamo perché possano continuare nel loro impegno e perché anche altri, vedendo il loro esempio, possano comprendere quanto è bello lavorare e impegnarsi per la nostra Chiesa”. Ringraziamenti che l’arcivescovo, citando anche le recenti parole di Benedetto XVI sull’impegno dei laici (), ha ripreso anche nell’omelia e rivolto a quanti “contribuiscono a mantenere viva la parrocchia” e a coloro che “svolgono un’opera sempre utile e necessaria perché le nostre comunità siano custodite e accoglienti”. Poi, nel commentare le letture (l’inizio della seconda lettera di S.Paolo ai Corinzi e il vangelo di Matteo sulle Beatitudini) mons. Cocchi ha detto che “la Parola di Dio è sempre portatrice di novità per chiunque l’accolga: essa giungerà al cuore di ognuno e a ciascuno il Signore suggerirà quanto me- glio per il servizio nella comunità. Nella prima lettura S. Paolo ci ricorda che, nella tribolazione, Dio è fonte di ogni consolazione e ci consola perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione. Anche nel vangelo delle Beatitudini, una delle pagine più note e care della Bibbia, Gesù dichiara condizioni di vita che istintivamente saremmo portati a respingere. Ma Gesù invece dice : “Beati…” e questo ci assicura che Egli non ci abbandona nelle difficoltà, ma ci sostiene e ci sorregge. Questo noi lo sperimentiamo nella vicinanza a Gesù, davanti all’Eucaristia. Questo Congresso eucaristico – ha detto ancora l’arcivescovo – sia per noi una settimana di grazia, un grande dono che il Signore ci fa: dipende da noi farlo diventare un dono fruttuoso. Il Signore ci invita a “venire in disparte” e a stare con Lui; preghiamo allora per una buona riuscita di questo nostro Congresso eucaristico, non tanto per motivi trionfalistici – ha concluso mons. Cocchi – ma perché possiamo vivere in pienezza questo dono”. Elezioni Amministrative Vincere per poco Le elezioni amministrative a Modena e in provincia: il centro sinistra tiene ma complessivamente perde punti N ulla sembra cambiato, ma in realtà molto è cambiato. Questa tornata di elezioni amministrative ha prodotto un effetto strano, confermando da una parte una situazione politica che a Modena si diceva, fino a ieri (cioè fino a lunedì 8 giugno) del tutto “scontata” e, d’altra parte, inducendo un cambiamento, ammesso che lo si voglia o lo si riesca a leggere neanche troppo nascosto tra le righe, nella considerazione che il potere locale (ogni accezione del termine qui è assolutamente positiva) ha di se stesso. Dunque a Modena città viene riconfermato per un soffio, con il 50, 1%, il sindaco uscente Giorgio Pighi e la coalizione di centro sinistra che lo ha sostenuto. Nel dettaglio, il Pd si attesta al 45,01%, il Popolo della Libertà al 20,76 per cento e, in analogia con quanto avvenuto a livello nazionale anche per le elezioni Europee, fanno un notevole balzo in avanti nei consensi dei modenesi la Lega Nord al 10,99% e l’Italia dei valori al 4,99 per cento. Lusinghiera anche l’affermazione della lista dei “grillini“ Modena a cinque stelle che con il 3,51% si piazza davanti anche al 3,19 % dell’Unione di Centro. Anche la Provincia di Modena vede riconfermato il presidente uscente Emilio Sabattini che raccoglie il 52,4% dei consensi con il Pd al 41,02% e il Pdl al 22,14% . Nell’ente di viale Martiri è ancora più netta, rispetto al Comune di Modena, l’affermazione della Lega Nord che raggiunge il 14,58% dei consensi e dell’Italia dei valori che arriva ad un netto 6 %. Le percentuali che si sono re- gistrate per comune capoluogo e Provincia, di poco superiori al 50 % per la coalizione di centro sinistra, si sono verificate anche negli altri principali comuni modenesi a iniziare da Carpi, che riconferma il sindaco uscente Enrico Campedelli con il 56,62 % (tra i comuni maggiori è l’affermazione più netta), Formigine che vede il sindaco Richeldi tornare in municipio con il 52,16% , Castelfranco Emilia che indica come neosindaco Stefano Reggianini con il 53,91% dei consensi e Fiorano, dove il sindaco uscente Claudio Pistoni raggiunge un ragguardevole 70,92%. Fin qui le affermazioni dei sindaci al primo turno, che non sono forse sufficienti, nel centro sinistra, a compensare la delusione per il ballottaggio (in un caso almeno ampiamente preventivata) al quale vanno tre tra i principali comuni modenesi. A Sassuolo il 21 giugno, si contenderanno la carica di primo cittadino il sindaco uscente Graziano Pattuzzi, che ha raccolto il 45,76% dei voti e il candidato di centro destra Luca Caselli, che ha totalizzato il 43,92% delle preferenze. Anche a Mirando- la il centro sinistra che sostiene Maino Benatti (47,25%) dovrà vedersela con il candidato del Pdl-Lega Nord Lorenzo Bergamini, che ha raggiunto il 31,46% delle preferenze. Infine, il dato di Vignola, dove la candidata del centro sinistra Daria Denti (44,89%) andrà al ballottaggio contro il candidato della Lega Nord Graziano Fiorini (18,89%, in corsa al primo turno senza il Pdl). A fronte di questa situazione che vede comunque un calo nella percentuale dei consensi, chi si è candidato a governare per i prossimi cinque anni non potrà far finta di niente. Vincere sugli avversari politici per pochi voti (a Modena sarebbero bastati 120 in meno e Giorgio Pighi sarebbe andato al ballottaggio) non offre alcuna sicurezza e dovrebbe indurre ad azioni e scelte politiche che siano il più ponderate e misurate possibili, perché ogni tentazione di autosufficienza è inevitabilmente destinata a scontrarsi con il risultato conseguito. Questo lo sanno i politici ma lo sanno (e tendono a ricordarselo) anche gli elettori. Così negli altri comuni I n sintesi, ecco i risultati delle elezioni amministrative negli altri comuni presenti nel territorio della diocesi di Modena-Nonantola. In pianura, a Bastiglia diventa sindaco Sandro Fogli (54,86%) a Campogalliano rimane sindaco Stefania Zanni (62,03%), cosi come Soliera vede in Giuseppe Schena (63,52%) il nuovo primo cittadino. Anche Nonantola riconferma Pier Paolo Borsari (58,91%) e a Ravarino sindaco è Marino Gatti (67,96%). A Bomporto affermazione della lista civica “Per Bomporto” che esprime ora il sindaco Alberto Borghi (44,12%); a Cavezzo vince Stefano Draghetti (47,78%) mentre Filippo Molinari (51,78%) è il nuovo sindaco di Medolla. S.Felice vede affermarsi Alberto Silvestri (44,28%) e S.Prospero Mario Ferrari (51,88%). Nella pedemontana a Maranello si riconferma il sindaco uscente Luciana Bursi (51,6%) mentre a Castelvetro Giorgio Montanari ottiene il 54,75% dei voti. Sindaco donna a Castelnuovo Rangone, dove Maria Laura Reggiani totalizza il 54,87%, dei voti e a Marano con Emilia Muratori (68,32%). S.Cesario elegge sindaco Valerio Zanni (58,47%), Savignano Germano Caroli (53,47%) della lista “no cave” Insieme per Savignano e Spilamberto Francesco Lamandini (57,97%). Infine l’Appennino, dove Montecreto e Frassinoro passano al centro destra e Fanano torna al centro sinistra. Sindaco di Fanano è Lorenzo Lugli (53,64%), Frassinoro premia Gianni Fontana (34,64%) e Montecreto Maurizio Cadegiani (55,41%). A Fiumalbo vince il giovane Alessio Nizzi (47,75%), a Guiglia Monica Amici (51,10%) e a Lama Mocogno Luciana Serri (58,93%). Sindaco di Montese è Luciano Mazza (58,28%), di Pievepelago Corrado Ferroni (38,68%) e di Polinago Armando Cabri (53,99%) Infine, sindaco del comune più piccolo della provincia di Modena, Riolunato, è ora Giancarlo Cargioli (74,71%). NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 5 Diocesi Familiari del clero Anna Cavazzuti presidente Nazionale A nna Cavazzuti, già segretaria dell’Ufficio Ministeri della nostra diocesi e collaboratrice di don Sandri a Verica, è stata eletta presidente Nazionale dell’Associazione Familiari del Clero, nel convegno voltosi il mese scorso, che ha visto anche la riconferma ad assistente nazione di don Irvano Maglia, vicario episcopale della diocesi di Cremona. La Cei ha già confermato le nomine; conosciamo meglio l’associazione ed il compito di Anna. Anna, è neo presidente di un’Associazione ancora poco conosciuta…che cosa significa essere Familiari del Clero oggi? In che cosa consiste esattamente il vostro servizio? E’ vero: siamo una piccola realtà e quindi può essere che l’Associazione sia poco conosciuta. Essere Familiari del Clero significa essere consapevoli di rispondere ad una chiamata del Signore, ad una vocazione. Per i familiari, genitori, si tratta di scoprire una nuova vocazione dentro quella del matrimonio, della paternitàmaternità, cioè la chiamata ad essere accanto al figlio sacerdote con l’affetto, la preghiera, l’aiuto concreto con rispetto, riservatezza e con l’unico desiderio che risponda fedelmente e con generosità alla propria vocazione e missione di ministro del vangelo e della Chiesa. Anche i familiari che non hanno un vincolo di parentela col sacerdote sono chiamati a scoprire che il servizio che offrono al sacerdote è una chiamata e non semplicemente un lavoro. Stando nella casa parrocchiale o nell’ufficio parrocchiale, il familiare ha certamente l’opportunità di “partecipare” al ministero del sacerdote, ha la possibilità di facilitare la missione del sacerdote nei suoi aspetti pratici e di relazione con la comunità a lui affidata. Il nostro servizio particolare è La ricorrenza dei 50 anni dei campi vocazionali proposti in diocesi vizio al Signore e alla Chiesa e ad assumere gli atteggiamenti necessari per il loro servizio ecclesiale, ad esempio: equilibrio umano (equilibrio tra ‘testa e cuore’), rettitudine morale, forte spiritualità; aiutare i familiari a cogliere i cambiamenti in atto. A fine aprile abbiamo fatto un Corso di aggiornamento per Presidenti e Assistenti diocesani, sul tema “I Familiari del Clero di fronte al cambiamento”. Il lavoro di riflessione e scambio fatto insieme avrà poi una ricaduta nei gruppi diocesani. Nello stesso tempo si coltiva la relazione tra gli associati proprio come aiuto alla crescita umana, spirituale, vocazionale. Quale ritiene c sia il bisogno più sentito oggi dai sacerdoti e il modo migliore di sostenere il loro ministero? Forse sarebbe opportuno metterci in ascolto dei sacerdoti perché da loro sia espresso il bisogno più urgente, oggi. Mi pare comunque di poter dire che oggi il sacerdote non cerca più in primo luogo la Familiare per far da mangiare, pulire la casa, ecc… anzi di queste cose sembra fare volentieri a meno: c’è sempre la mensa, la famiglia che ospita, il forno a microonde che in pochi secondi può riscaldare quanto la mamma o chi per lei ha portato e lasciato nel frigo… c’è la lavanderia che da mattina a sera riconsegna tutto… E ciò può mandare in crisi anche noi familiari! Potremmo essere tentati di pensare che la nostra presenza, il nostro servizio non è più necessario. Se pensiamo solo al fare materiale può essere così! Ma sarebbe troppo sbrigativo fermarci su questi pensieri e chiuderci magari nello scoraggiamento. Non possiamo dimenticare che il progetto del Creatore ha stabilito che due esseri viventi, l’uomo e la donna, fossero la sua Immagine, fossero la pienezza, sebbene nel limite della natura umana. Per il solo fatto di essere diversi si è di reciproco aiuto e completezza, prima ancora per ciò che possiamo fare. E’ il nostro ‘essere’ che deve diventare ‘presenza’ collaborante al compiersi della missione del sacerdote e della Chiesa. Credo che oggi più di ieri il sacerdote abbia bisogno di vivere profonda umanità oltre che una profonda spiritualità e carità pastorale. La persona o le persone chiamate a vivere con il sacerdote, a fare “famiglia” con lui, possono sicuramente essergli di aiuto a vivere relazioni equilibrate, serene, aperte. Certo anche noi Familiari abbiamo uno sforzo da fare: cogliere il cambiamento e trovare risposte nuove per vivere e stare accanto al sacerdote e nelle nostre comunità cristiane in modo significativo, testimoniando amore per la missione della Chiesa e dei suoi Ministri. Seminario in festa • Gianluca Zaccanti M di ‘accompagnare’ il sacerdote nella sua vita concreta, quotidiana. C’è un servizio materiale: accudire la casa, provvedere al mangiare, alla pulizia, ecc; ma c’è anche un servizio di accompagnamento spirituale: pregare per i sacerdoti e quando è possibile pregare con il sacerdote; c’è un servizio pastorale: a volte può essere un coinvolgimento diretto nelle attività parrocchiale: catechesi, liturgia, visita agli ammalati, a volte può essere un tenere in ordine la chiesa (fiori, tovaglie…). Tutto questo vissuto con fede e spirito di servizio cioè con gli atteggiamenti vissuti da Maria verso il suo figlio Gesù. Infatti l’Associazione ha in Lei il modello perfetto di collaborazione all’apostolato sacerdotale. Maria, la madre, si pone in un rapporto singolare col Figlio condividendo i suoi sentimenti e la volontà di obbedire in tutto al progetto del Padre, qualsiasi cosa chieda, anche il dono della vita. Anche quando Maria avrà sempre meno occasioni di essere accanto al Figlio per le ‘cure domestiche’, gli sarà comunque accanto con la sua condivisione dell’obbedienza al progetto di Dio, fino alla croce. Siete riuniti in Associazione: in che modo vi accompagnate e sostenete nel vostro servizio? L’Associazione esiste in quanto esistono i gruppi diocesani. Poi ci sono un coordinamento regionale e nazionale che hanno proprio il compito di aiutare i familiari a prendere consapevolezza sempre più profonda, nella luce della fede, della specifica missione che hanno nella Chiesa; aiutarli a vivere il loro lavoro quotidiano come ser- artedì 26 maggio, memoria di S. Filippo Neri, la comunità del seminario ha festeggiato una ricorrenza molto particolare: nel 1959, ovvero 50 anni fa, sono stati organizzati i primi campi vocazionali. La serata è iniziata con una solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Paolo Losavio vicario generale. Con lui hanno concelebrato numerosi sacerdoti. Gioia e spiritualità sono stati alcuni dei temi emersi durante l’omelia; parole che ben sposano la storia dei campi vocazionali della nostra diocesi. L’Eucarestia è stata un forte momento di ringraziamento al Signore per i tanti dono da lui ricevuti in “questa lunga stagione” di campi vocazionali vissuti prima a Fiumalbo e poi a La Santona. Al termine della celebrazio- ne eucaristica in seminario mons. Guido Vigarani, che ha organizzato il primo campo vocazionale nel 1959, ha portato la propria testimonianza; dalle parole pronunciate sono emerse la gioia e la passione che hanno caratterizzato il suo impegno. Prima della cena, consumata insieme all’interno del seminario stesso, sono state mostrate moltissime fotografie che hanno raccontato la storia di questi cinquant’anni…una storia di fede, di gioia, di spiritualità, di amicizia. Alcuni ragazzi uscendo dal seminario, al termine della serata, così hanno commentato “sono passati davvero tanti anni ma la nostra amicizia è proprio nata in questi campi vocazionali, ed anche il nostro cammino di fede non può prescindere da quei giorni belli passati insieme alla luce della fede e dell’amicizia”. Ringraziando il Signore per tutti questi suoi doni, un grazie anche a coloro che hanno pensato ed organizzato questa serata di fede, di amicizia e di ricordo, che per tanti di noi è stata “un bel tuffo nel passato”. Volontari della sofferenza Unire la sofferenza all’Eucaristia I l Centro volontari della sofferenza di Modena propone il consueto incontro di preghiera e fraternità, il prossimo 21 giugno preso la parrocchia di Corlo. “Unire la sofferenza all’Eucarestia” il tema di riflessione proposto da don Dino Lucchi: il tema è stato scelto in sintonia con il Congresso Eucaristico diocesano che si sta svolgendo in questi giorni. Il programma della giornata prevede l’accoglienza dei partecipanti alle ore 16, l’adorazione alle 16.30 e la Messa alle ore 17, seguita da un momento di condivisione. Chi non dispone di un mezzo proprio per raggiungere Corlo può comunicare la richiesta alla segreteria del CVS entro il 17 giugno prossimo, allo 059/391317. Uff. Missionario anim. e formazione Messa il 15 giugno L a Messa missionaria del mese di giugno sarà celebrata lunedì 15 giugno alle ore 19.30 presso la parrocchia della Madonnina. La Messa sarà presieduta dal vescovo Benito e sarà l’occasione per salutare i tanti giovani (e meno giovani!) che quest’estate faranno una breve esperienza in missione. Alla messa parteciperanno anche don Maurizio Setti e Anna Maria Melini, missionari modenesi in Brasile. Dopo la messa è previsto una cena insieme. Pellegrinaggi Iscrizioni in corso L ’Ufficio Pellegrinaggi informa che sono ancora disponibili alcuni posti per alcuni pellegrinaggi organizzati nei prossimi mesi: a Berlino e Dresda, dal 5 al 13 luglio, guidato da don Luciano Benassi; in Terra Santa, dall’1 all’8 Agosto, guidato da don Franco Borsari e per il pellegrinaggio Diocesano in Siria, che si svolgerà dal 2 al 9 ottobre. Informazioni ed iscrizioni presso l’Ufficio, lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12, Tel 059/2133863. Pastorale familiare Credo la vita eterna M artedì 16 giugno è in calendario l’ultimo appuntamento con il cammino di Credo la vita eterna, per chi ha perso un figlio o una persona cara. Al Centro famiglia di Nazareth alle ore 18 l’incontro biblico con don Michele Zecchin, seguito alle 19 dalla celebrazione eucaristica. La cena in condivisione concluderà la serata. L’Agenda della Diocesi L’Agenda della Diocesi Domenica 14 giugno ore 17.30 in Piazza Grande Celebrazione del Corpus Domini Martedì 16 giugno ore 18 al CF Credo la vita eterna Venerdì 19 giugno (fino a domenica 21) Esercizi spirituali per i diaconi e i candidati 6 NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 Azione Cattolica Paola Bignardi, ex presidente nazionale, al Festincontro diocesano dell’Azione cattolica che si è svolto nella parrocchia di Gesù Redentore. “La crisi dell’educazione porta con sé anche possibili guadagni” • Andrea Cavallini E ’ stato l’intervento di Paola Bignardi a dare il tono al Festincontro dell’Azione cattolica diocesana. L’appuntamento di sabato scorso, presso la parrocchia di Gesù Redentore, è stata l’occasione per l’associazione di fare il punto sul tema Il compito urgente di educare dell’educazione, in linea con l’Ac nazionale (a seguito del recente convegno delle presidenze di Roma ‘Chi ama educa’) e con la Chiesa modenese, come un ideale ponte verso il Congresso Eucaristico. E Paola Bignardi, ex presidente nazionale dell’Azione cattolica e grande esperta di temi educativi, non ha tradito le attese, con una relazione appassionata e ricca di spunti, sottolineati anche dall’ampio dibattito. Dopo un lungo silenzio, oggi tutti parlano di educazione – ha esordito Bignardi – e questo è positivo, anche se i toni sono spesso pessimistici. E’ chiaro che si attraversa un periodo di crisi, ma dalla crisi possono nascere prospettive positive”. Bignardi ha citato Papa Benedetto: “Il Santo Padre, scrivendo alla diocesi di Roma, ha parlato profeticamente del ‘compito urgente di educare’: preferisco parlare di urgenza educativa, più che di emergenza”. Sono tre, secondo Bignardi, le realtà che mandano segnali di difficoltà in ordine all’educazione: la famiglia, la scuola e la comunità cristiana, incluso il mondo associativo e l’Ac. Ma, a fianco delle difficoltà (“la difficoltà dei genitori di fare ai figli proposte di vita e di dare regole chiare”; “una scuola che si irrigidisce su atteggiamenti disciplinari e che rimane lontana dalla vita dei ragazzi”; “noi che, nelle nostre comunità, non riusciamo più a parlare della bellezza dell’educare”; “una generazione adulta disorientata e spaesata, che fatica a guidare le nuove generazioni all’interno della complessità e della frammentazione del nostro tempo”; “noi adulti rinunciamo a educare perché ci manca l’energia e perché ci sentiamo concorrenti di ‘educatori occulti’ più capaci di noi, come la televisione e internet”), non mancano nemmeno possibili guadagni: “Questo tempo ci apre la possibilità di scoprire la bellezza e il valore dell’educare, come esperienza di relazione che accetta la diversità dell’altro. L’educazione è la possibilità per ciascuno di diventare se stesso, di esprimere la propria novità. Un altro guadagno è di vivere l ’e d u c a z i o n e come distacco: il distacco nella libertà. Del resto la vita nasce ‘distaccandosi’ e anche questa strada ci fa scoprire la bellezza e il gusto di educare”. Bignardi ha concluso con una speranza: “Forse tra qualche anno, trovandoci a parlare di educazione, lo faremo non più pensando a una emergenza, ma a una sfida raccolta. Se così sarà, questa crisi sarà stata benedetta: noi cristiani abbiamo la responsabilità di elaborare questa prospettiva e di renderla presente a tutti”. Per finire, nel corso del dibattito, Paola Bignardi ha affrontato un altro tema molto stimolante: “L’educazione al servizio oggi nelle nostre comunità, e nella nostra associazione, è soprattutto la preparazione delle persone sotto il profilo pratico: non si parla più di vocazione educativa, ma è necessario tornare a farlo, per rimotivare al servizio educativo”. Dopo l’intervento di Paola Bognardi il Festincontro dell’Azione cattolica diocesana è proseguito con la recita del vespro, insieme al vicario generale mons. Paolo Losavio, e con la cena insieme seguita dalla festa. “E’ stata un’occasione bella per ritrovarsi insieme tra generazioni diverse, ma soprattutto è stato proficuo ascoltare le parole di Paola – spiega il presidente diocesano, Paolo Seghedoni – che ci hanno richiamato, come associazione, a fare un salto di qualità circa il tema dell’educazione e a riscoprire la nostra ‘vocazione’ di laici impegnati nella vita della nostra Chiesa locale”. Nostro Tempo: Settimanale cattolico modenese Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Redazione via Formigina, 319 Modena [email protected] Realizzazione e impaginazione: MediaMo – Moka Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Marcella Caluzzi , Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, Manuela Fiorini, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Nardo Masetti, don Massimo Nardello, Giulia Vellani Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, don Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rosanna Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: Marcella Ascari, Giulia Battilani, Francesca Venturelli, Gabriele Venturelli, Gianluca Zaccanti Fotografie: archivio Diocesi, MediaMo, Moka, Sir, Raffaele Campana, Luigi Ottani Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n° 3000 copie Progetto grafico: Sergio Bezzanti Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 Modena: Registrazione Tribunale di Modena n.333 del 19-9-57 Iscritto all’Albo Nazionale della Stampa n.00736 vol.8 Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Abbonamento ordinario giugno/dicembre 20 euro – Versamenti sul conto corrente postale n. 14614416 – Nostro Tempo – casella postale 357 Modena 3 Per la pubblicità su Nostro Tempo contattare MediaMo Tel 059/350269 – fax 059/347326 [email protected] NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 Sulla tua dichiarazione dei redditi o sul modello CUD 7 8 NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 Scuola Due o tre cose a proposito di… Al termine dell’anno scolastico il punto sulla situazione della scuola italiana, con un’attenzione particolare alla situazione modenese U na chiacchierata a ruota libera sui temi della scuola e dell’istruzione al termine di questo anno scolastico e di un impegno professionale di quasi 40 anni spesi all’interno delle istituzioni scolastiche pubbliche. Franco Fondriest, “storico” direttore didattico (figura ora denominata dirigente scolastico), nell’ottavo Circolo di Modena, lascia il suo ufficio con la fine di quest’anno scolastico e si prepara alla pensione. La chiacchierata con lui diventa l’occasione per parlare in tutta libertà sullo stato di salute della scuola italiana e, in particolare, di quella modenese. Fondriest, partiamo innanzitutto con un primo giudizio sulla scuola primaria degli ultimi anni… La scuola italiana primaria è sempre stata un’ottima scuola, ai vertici delle classifiche mondiali. E’ sicuramente la scuola più inclusiva del mondo e questo è insieme una difficoltà, ma anche un vantaggio. Ad esempio, per l’inserimento degli alunni disabili Modena, che dalla metà degli anni ’70 grazie a figure importanti come quella di Sergio Neri, è stata una città pilota, ha sperimentato una notevole ricchezza. Per la crescita morale e sociale dei bambini, l’integrazione, il conoscere fin da piccoli le differenze e l’accettazione del diverso sono una grandissima e bellissima cosa, perché si crea davvero tanta accoglienza e tanto affetto nei confronti dei bambini con disabilità. C’è poi il discorso dell’ inclusione degli alunni stranieri e su questo occorre fare molta attenzione. Il principio generale che chiunque abiti in un unico territorio va nella stessa scuola per me è un principio sanissimo e di grande civiltà ed è quello che costruisce il nostro futuro di convivenza. Gli stranieri tendono a vivere nella loro realtà, creando così dei ghetti e l’unico mondo che li porta ad avvicinarsi a noi italiani è la scuola. Avvicinati poi i bambini, che imparano a crescere insieme, si contattano anche gli adulti. E’ chiaro che questa integrazione presenta delle difficoltà e occorre dire che essa funziona ed è efficace solo quando le presenze degli stranieri sono in numero non prevalente rispetto agli italiani, perché altrimenti si creano comunque classi ghetto che penalizzano sia italiani sia gli stranieri. Qual è il livello di preparazione degli insegnanti della nostra scuola primaria? Modena è ormai diventata un grande centro di formazione per insegnanti di mezza Italia: molti vengono qui a dare il concorso, perché qui ci sono più posti, c’è più tempo pieno (a Modena la percentuale di richieste è dell’85 per cento), perché nascono più bambini anche per merito degli immigrati. Poi, però, molto rapidamente questi insegnanti tendono a tornarsene a casa loro e questa situazione compromette moltissimo l’aspetto della continuità didattica, la possibilità di avere figure di riferimento ma anche la qualità stessa dell’insegnamento. Noi, ad esempio, dalla terza alla quinta elementare, sviluppiamo programmi di conoscenza della storia locale, con la convinzione che per sentire tua una città dovresti anche conoscerla. Ora, il problema è che spesso abbiamo insegnanti che non conoscono neppure loro la storia locale e, molto spesso, non riusciamo a investire su di loro sapendo che non rimangono. Questa situazione, quando si è in due insegnanti sulla classe (la maggior parte dei casi) finisce per ricadere sull’insegnante definiamolo “storico” che deve farsi carico anche del collega. E qui emerge il tema dell’aggiornamento degli insegnanti: qual è la situazione? In Italia a fine anni ’90 è stato fatta una cosa abominevole in fase di stipula del contratto di lavoro: è stato tolto l’obbligo di aggiornamento agli insegnanti, anche se devo dire che molti insegnanti sono stati molto più intelligenti dei sindacati che li hanno rappresentati, dei partiti e del governo (allora di centro sinistra) e hanno continuato ad aggiornarsi. Nonostante quel che si dice, l’attaccamento che molti insegnanti hanno verso il loro lavoro, la dignità della loro professione, il miglioramento delle loro competenze è ancora molto forte; a Modena ancora oggi la scuola è una cosa importante e gli insegnanti sono consapevoli del loro ruolo e quindi si preparano Abbiamo tanti docenti che, senza che venga loro riconosciuto, continuano per fortuna ad aggiornarsi; il problema è che non tutti lo fanno e questo è disdicevole. In quasi tutte le professioni l’aggiornamento dà crediti a punteggi: l’insegnamento credo sia l’unica professione dove è stato tolto l’obbligo dell’aggiornamento. Cosa può significare il concetto di meritocrazia applicato al mondo della scuola? E’ un tema delicato e l’unico che ha cercato di mettervi mano, il ministro Luigi Berlinguer, è stato rimosso e messo fare altro. E’ chiaro che la questione va affrontata: ci sono diverse esperienze europee che possono insegnare; in alcuni paesi europei, ad esempio, gli insegnanti appartengono a classi diverse di sviluppo di carriera alle quali si accede attraverso concorsi o crediti conseguiti nel tempo. Riforma Gelmini: a inizio anno scolastico il dibattito è stato molto acceso: cosa c’è che non va e cosa invece funziona? Il ministro Gelmini ha proposto alcune sciocchezzuole come quella del grembiule e quella del maestro unico. Tale figura, ad esempio, non è più attuale: il maestro unico va bene quando è sano, non fa figli (un tempo l’insegnante era prevalentemente maschio, ora no) e resta cinque anni. Ora la situazione è cambiata. La proposta della Gelmini coglie però una difficoltà: il modulo ha comportato uno spreco di insegnanti enorme; la legge sul modulo metteva un terzo insegnante in due classi dove non ce n’era bisogno e congelava a livello nazionale i posti a tempo pieno, di cui già negli anni ’90 c’era bisogno (e noi tutti gli anni, con tutti i governi che si sono succeduti, abbiamo sempre dovuto ingaggiare una vera e propria guerra per avere i posti a tempo pieno). Il modulo ha comportato quindi una proliferazione eccessiva di figure sulla classe stessa, perché tre insegnanti, più quello di inglese, più quello di religione più eventualmente quello di sostegno sono francamente troppi. Io credo che quella del maestro unico sia una risposta poco pertinente a un problema reale, perché ridurre il numero di persone che stanno nelle classi è una cosa assolutamente sana. Ma la riforma Gelmini non riguardava solo il maestro unico… Sulle altre cose il ministro dell’Istruzione non fa riforme, fa dei tagli. E io credo siano tagli per buona parte condivisibili. Ci sono in Italia 1700 istituti sottodimensionati con meno di 300 bambini ma con preside, segreteria, impiegati…: questi istituti sono fuori legge da 10 anni e anche chiudere le scuole piccole, a meno che non siano in località isolate o su isole, è una cosa sanissima, non mi sembra scandaloso. Chi si straccia ora le veste forse non ricorda che nella riforma Berlinguer le elementari e le medie, che ora sono 5 più 3 anni, passavano a 7 anni e quindi sarebbe stata una riduzione di circa il 15 per cento di insegnanti. Che lo Stato razionalizzi la spesa è una cosa positiva: non credo dovrebbe scandalizzare nessuno. I costi dell’istruzione, appunto, con le risorse statali in calo anche verso la scuola: come rimediare? Ormai le risorse statali sulla scuola, oltre agli stipendi degli insegnanti, sono risibili; lo Stato non ci dà quasi più niente e come istituzioni scolastiche siamo pieni di debiti. Noi continuiamo ad investire anche sull’aggiornamento perché abbiamo una forte presenza delle istituzioni: gli enti locali, le Fondazioni e le famiglie che quando abbiamo bisogno ci sono vicine e ci danno una mano. Questo dice che dove c’è una comunità locale coesa e interessata alla scuola, le cose vanno; ormai ci sono studi precisi che dicono che le scuole migliori sono quelle collocate in contesti sociali dove la comunità locale è molto presente. A Modena ancora reggiamo i crediti che abbiamo verso lo Stato perchè le risorse varie che catturiamo sul territorio ci consentono ancora di mantenere un buon livello di scuola. L’esperienza italiana ci insegna che le buone scuole ci sono dove c’è una forte presenza della comunità locale e dove ci sono buoni insegnanti; contano poco il numero di bambini nelle classi, il tempo trascorso a scuola: in Finlandia stanno a scuola poco tempo, hanno classi numerose e sono i migliori al mondo. Nel momento in cui lascia il suo incarico, cosa augura alla scuola di domani? Io credo debba venire un segnale dalle istituzioni, a partire da quelle più alte, perché le diverse forze politiche si mettano d’accordo e diano un futuro alla scuola pubblica italiana. Tra l’altro, tutte queste dinamiche (le scelte politiche del governo, le eccessive strumentalizzazioni dell’opposizione…) c’è il grosso rischio che mettano in fuga le famiglie dalla scuola pubblica e siccome a Modena di gente che ha la possibilità di permettersi la scuola privata c’è ne è molta, la tentazione della fuga diventa molto forte. Credo che Governo e opposizione si siano messi d’impegno per spaventare la gente: sappiamo, tra l’altro, che questo è stato scientificamente pianificato nei paesi anglosassoni, dove la scuola pubblica è quella dei poveri (vedi Usa). Ma attenzione: noi riusciremo a reggere, come sistema Paese, dinamiche non facili come l’immigrazione solo se riusciremo a mantenere una scuola con caratteristiche di qualità, con l’inclusione di cui si diceva prima... Chirac diceva che la scuola è patrimonio della nazione e non appartiene a nessuna parte politica; occorre quindi occorre che le forze politiche si mettano d’accordo per trovare una riforma da fare in modo condiviso. Conto ZeroNet il conto corrente on-line di BPER Messaggio pubblicitario con finalità promozionali. Per tutte le condizioni contrattuali si rinvia ai fogli informativi a disposizione della clientela presso ogni filiale della Banca o sul sito web www.bper.it - maggio 2008 • S.M. il tuo conto è ovunque gratuito, veloce, semplice www.bper.it NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 9 Giovani Una storia che può capitare il mio punto di vista, quello dei ragazzi, quello dell’insegnante e anche quello di chi la storia l’ha vissuta. Perché sì, stavamo recitando e facendo finta, ma le emozioni provate erano vere, per davvero. Chi ha provato a mettersi nei panni di Luca, si è sentito molto male, triste, impaurito, solo, indifeso, dispiaciuto, debole, in imbarazzo, preso in giro, come incastrato dai bulli, senza via di uscita. Chi invece ha recitato la parte di Marco si è sentito forte, potente, grande, appoggiato e protetto dai compagni, non aveva paura di nessuno. Raccontare questa storia ci ha reso tutti molto tristi e per un po’ ci siamo sentiti tutti vittime e abbiamo pensato che non ci potesse essere nessuna soluzione. Ma mettere insieme le menti e le idee ci ha aiutato a non sentirci più incastrati dai bulli. battute che Marco fa su Luca altro non fanno che sostenere il bullo e dargli potere all’interno del gruppo. Forse fanno così per essere accettati o forse per timore. “Mi sono sentito forte perché ero amico del bullo, ho riso con gli altri per non essere escluso dai più forti, non sono intervenuta per paura che Marco potesse comportarsi male anche con me”. Credo che abbiano riso tutti perché hanno avuto paura di Marco e di essere presi di mira come Luca, è più facile stare dalla parte di Marco. Allora abbiamo fatto una prova. Il vantaggio di recitare è anche quello di poter tornare indietro e ripetere la scena modificando qualche piccolo dettaglio. Il gruppo ha provato a non caratteristiche distintive. Le prepotenze che Luca subisce sono dirette e indirette: viene insultato, minacciato, preso in giro, picchiato, vengono danneggiate e nascoste le sue cose, viene isolato ed escluso. Sapendo questo è più facile comprendere lo strano comportamento di Luca. abbiamo recitato mettendoci nei panni di Luca, di Marco e di tutti gli altri personaggi della vicenda. Che grossa fortuna è stata per me avere come compagni nella riflessione un insegnante e tanti giovani attori. Questo mi ha permesso di guardare alla storia mettendo insieme Ci siamo accorti che i protagonisti non sono solo Luca e Marco, ce ne sono altri, altrettanto importanti: il gruppo. I compagni, inizialmente, non intervengono in difesa di Luca e sembrano essere spettatori distanti di quanto succede. In realtà, il loro non fare niente o il loro ridere alle ridere più quando Luca veniva preso in giro da Marco. Non è stato così facile come poteva sembrare; viene di istinto ridere, è difficile resistere, ma questo sforzo ci ha condotto ad una scoperta molto importante: l’empatia, la capacità di comprendere cosa sta provando un’altra O F F E RTA esclusiva 10% BUONO persona. “È più facile non ridere se penso di essere Luca, mi ha aiutato pensare a cosa pensava Luca, quando ci siamo messi nei panni di Luca la scena non ci ha più fatto ridere, pensavamo e sentivamo cosa sentiva Luca”. Questa piccolissima variazione ha portato a tanti cambiamenti. Luca ha sentito la differenza perché non ha più provato vergogna, si è sentito meno solo e appoggiato dagli amici. Marco, invece, non si è più sentito appoggiato dal gruppo, come se il gruppo gli avesse tolto il potere. E come nella storia che abbiamo raccontato, così nella storia che abbiamo recitato, il gruppo, schierandosi dalla parte di Luca, ha fatto cessare le prepotenze. Il ripercorrere questa vicenda ci ha permesso di scoprire che tutti sono dentro alla storia, anche chi sembra esserne fuori e ci ha fatto capire che questa storia può capitare, ma la storia alla fine è molto bella, perché ci insegna che gli anni non contano se tu sei in gruppo perché l’unione ha la forza su tutto, prevale su tutto, il gruppo non gliela fa passare liscia e la forza da sola non fa niente, perché un bullo non si fa avanti se non ha un gruppo dietro. PER I LETTORI DI “NOSTRO TEMPO” SCONTO S U T U T TA L A S P E S A Buono utilizzabile presso l’ipermercato E.Leclerc-Conad di Modena - Strada Morane 500 • Il buono è utilizzabile anche su articoli in promozione, ad eccezione dei prodotti in sottocosto. • I buoni non sono cumulabili tra di loro nè con altri buoni sconto in percentuale sulla spesa, su singoli reparti o su singoli prodotti. • Il buono è applicabile su un massimo di 300 euro ad esclusione di ricariche telefoniche, biglietti e abbonamenti autobus, quotidiani e riviste, farmaci senza ricetta. • Il Buono è utilizzabile solo con Carta Insieme. Se non possiedi Carta Insieme, puoi richiederla al box informazioni,è gratuita ed è utilizzabile subito! • Nel periodo di validità ogni possessore di CARTA INSIEME potrà utilizzare un solo buono sconto. BUONO SCONTO UTILIZZABILE DAL 13 AL 27 GIUGNO L’ I P E R M E R C AT O C H E D I F E N D E L A T U A S P E S A . Strada Morane, 500 - MODENA 0 3 0 6 9 6 P er raccontare una storia di bullismo e per parlare di bullismo ho pensato di chiedere aiuto a chi di dinamiche di gruppo se ne intende. Per questo ho avuto l’idea di confrontarmi con chi passa gran parte della propria giornata all’interno di un gruppo, che è un gruppo di lavoro, perché insieme si imparano tante cose e si lavora tanto, ma che è anche un gruppo di amici, perché insieme si gioca e ci si diverte. Per tutti questi motivi un giorno sono andata a scuola, in una classe quinta della scuola primaria, e mi sono fatta aiutare a raccontare la storia di Luca e di Marco. La storia inizia in autobus, di mattina presto. All’inizio sembra una storia come tante altre, e Luca sembra un ragazzino che, come tanti altri, prende l’autobus per andare a scuola. Che c’è qualcosa di strano lo vediamo non appena Luca arriva alla sua fermata, infatti, quando scende davanti a scuola, fa una faccia preoccupata, poi scappa via, si nasconde ed entra solo quando ormai la campanella è suonata e tutti i compagni sono già in classe. Anche la maestra è già in classe e dalle sue parole di rimprovero capiamo che Luca è solito fare tardi. Forse la mattina fa tardi apposta, per non rischiare di ritrovarsi insieme ai compagni ad aspettare l’apertura del cancello ed essere esposto alle loro prepotenze. Forse, a volte, non ha voglia di andare a scuola e per questo fa tante assenze. Forse è perché è preoccupato che spesso sembra distratto e forse a volte non fa i compiti perché gli hanno nascosto libri e quaderni. Forse arriva a casa affamato e in ritardo perché Marco e i suoi amici gli hanno rubato la merenda, i soldi e lo hanno anche bloccato all’uscita. Forse si sente solo e insicuro e per questo passa le sue giornate guardando la televisione e giocando con i videogiochi, piuttosto che uscire con gli amici. Dopo aver raccontato la storia di Luca e di Marco abbiamo anche provato a riviverla, ci siamo improvvisati attori e 0 2 0 0 0 0 • Marcella Ascari * Per capire meglio questa storia e per capire meglio lo strano comportamento di Luca è necessario introdurre un altro personaggio: Marco, un compagno di classe. Marco è stato bocciato ed è quindi il più grande della classe, non solo di età, ma anche fisicamente; è alto e ha le spalle larghe. È da un po’ di tempo che Marco ha preso di mira Luca, che invece è più piccolino, è impacciato e goffo, ha pochi amici ed è un po’ timido e chiuso. Quello che sta capitando tra Luca e Marco si chiama bullismo. Un bullo è chi fa male intenzionalmente e ripetutamente, sia fisicamente che con le parole, a qualcuno più debole o non in grado di difendersi. In questa storia ci sono una intenzionalità, una sistematicità ed un’asimmetria di potere che del bullismo sono le 6 C’erano una volta una vittima e un bullo…quello che è successo tra Luca e Marco NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 11 dalla Pianura Acquisti al mercato Al via una campagna d’informazione sui mercati ambulanti nella Bassa modenese S aranno distribuiti in questi giorni nei mercati di Camposanto, Cavezzo, Concordia, Finale Emilia, Fino al 14 giugno la terza edizione di ArtiVive Festival Medolla, Mirandola, San Felice, San Possidonio, San Prospero, i totem, le sportine e gli shopper personalizzati per la spesa che si prefiggono di creare un’identità comune nei mercati della Bassa modense, facendoli vivere ai clienti come un momento di festa e di aggregazione. I totem verranno collocati nelle aree mercatali dei nove comuni, mentre sportine e shopper saranno consegnati gratuitamente agli ambulanti, perché li utilizzino con i loro clienti. In corso di distribuzione anche un opuscolo per informare i cittadini dell’iniziativa che rientra nell’ambito di un progetto elaborato dall’Unione Comuni Modenesi Area Nord per realizzare un circuito unico dei mercati della Bassa. Il progetto, realizzato con il coinvolgimento delle associazioni di categoria del commercio su Aree Pubbliche, ha usufruito di un contributo regionale di 200 mila euro e si è classificato al primo posto tra tutti quelli pervenuti in Regione. Era prevista una prima fase nel corso della quale sono stati realizzati una serie di interventi strutturali di recupero e di adeguamento delle aree e delle piazze che ospitano i mercati, come lavori di sistemazione della pavimentazione, interventi di rinnovo dell’arredo urbano e per facilitare gli accessi al mercato, oltre ad opere di po- Un paese in paradiso 1884_Nostro Tempo Modena_102x132 tto giorni di musica, teatro d’avanguardia, performance, maratone fotografiche, cortometraggi ed eventi progettati ad hoc in programma a Soliera fino al prossimo 14 giugno 2009. La terza edizione scorso fine settimana, tra i quali si sono segnalati i due spettacoli di Pensieri Acrobati che hanno proposto una trasposizione teatrale del romanzo di William Faulkner “Santuario”, giovedì 11 giugno la centrale Piazza Lusvardi ospita “Paradise Night”, una kermesse teatrale itinerante che prevede le performance e le esibizioni di Daniele Timpanom, ancora dei Pensieri Acrobati, del Forum Teatro Carpi, di Padre Gutierrez e di altri ancora. Gran finale con la video installazione “Soliera dei miracoli ovvero Affanni e tribolazioni di un giovane profeta di provincia” di me a Marco Andreoli, in scena al cinema teatro Italia alle 21. Sabato 13 giugno, a mezzogiorno, in Piazza Fratelli Sassi, prenderà avvio una maratona fotografica che terrà impegnati gli appassionati per 12 ore con “12 temi e 12 scatti”. Il gran finale di ArtiVive Festival sarà di domenica 14 giugno con la performer americana Carla Bozulich che proporrà uno spettacolo in anteprima nazionale scritto e interpretato insieme ad Elvira Frosini (ore 21, cinema teatro Italia). Chiude la rassegna e lo spettaco- di Arti Vive Festival, in uno spirito di festa pre-estiva, offre spazi di interscambio creativo e promuove progetti artistici inediti, evocando il paradiso, tema conduttore di questa edizione 2009. Dopo gli appuntamenti dello Bruno Strozek Studio. Venerdì 12 giugno la scena sarà tutta per i Motel Connection con il progetto elettronico di Samuel dei Subsonica che alla musica intreccerà il teatro nel nuovo spettacolo dal titolo “Risorgimento Pop”, scritto e interpretato insie- lo-concerto di Ascanio Celestini, “Parole sante”, in piazza Lusvardi, con inizio alle 22. ArtiVive Festival è organizzato dalle associazioni culturali giovanili solieresi e sostenuto dal comune di Soliera e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. O tenziamento dei parcheggi. Alla parte “strutturale” è stato affiancato un piano di comunicazione e marketing che ha preso appunto il via in questi. Attualmente sono 653 gli ambulanti che vendono le loro merci nei mercati dell’Area Nord della provincia di Modena, frequentati ogni settimana da circa 25 mila visitatori provenienti anche dalle province vicine. Questi i giorni di mercato: lunedì (San Felice), martedì (San Possidonio), mercoledì (Finale Emilia e Cavezzo), giovedì (Camposanto e Medolla), venerdì (Concordia e San Felice), sabato (San Prospero e Mirandola), domenica (Cavezzo). 12-11-2008 16:49 Pagina 1 www.bsgsp.it Le tue radici e il tuo futuro sotto un buon segno. Le tue radici, il tuo futuro. NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 11 dalla Pianura Acquisti al mercato Al via una campagna d’informazione sui mercati ambulanti nella Bassa modenese S aranno distribuiti in questi giorni nei mercati di Camposanto, Cavezzo, Concordia, Finale Emilia, Fino al 14 giugno la terza edizione di ArtiVive Festival Medolla, Mirandola, San Felice, San Possidonio, San Prospero, i totem, le sportine e gli shopper personalizzati per la spesa che si prefiggono di creare un’identità comune nei mercati della Bassa modense, facendoli vivere ai clienti come un momento di festa e di aggregazione. I totem verranno collocati nelle aree mercatali dei nove comuni, mentre sportine e shopper saranno consegnati gratuitamente agli ambulanti, perché li utilizzino con i loro clienti. In corso di distribuzione anche un opuscolo per informare i cittadini dell’iniziativa che rientra nell’ambito di un progetto elaborato dall’Unione Comuni Modenesi Area Nord per realizzare un circuito unico dei mercati della Bassa. Il progetto, realizzato con il coinvolgimento delle associazioni di categoria del commercio su Aree Pubbliche, ha usufruito di un contributo regionale di 200 mila euro e si è classificato al primo posto tra tutti quelli pervenuti in Regione. Era prevista una prima fase nel corso della quale sono stati realizzati una serie di interventi strutturali di recupero e di adeguamento delle aree e delle piazze che ospitano i mercati, come lavori di sistemazione della pavimentazione, interventi di rinnovo dell’arredo urbano e per facilitare gli accessi al mercato, oltre ad opere di po- Un paese in paradiso 1884_Nostro Tempo Modena_102x132 tto giorni di musica, teatro d’avanguardia, performance, maratone fotografiche, cortometraggi ed eventi progettati ad hoc in programma a Soliera fino al prossimo 14 giugno 2009. La terza edizione scorso fine settimana, tra i quali si sono segnalati i due spettacoli di Pensieri Acrobati che hanno proposto una trasposizione teatrale del romanzo di William Faulkner “Santuario”, giovedì 11 giugno la centrale Piazza Lusvardi ospita “Paradise Night”, una kermesse teatrale itinerante che prevede le performance e le esibizioni di Daniele Timpanom, ancora dei Pensieri Acrobati, del Forum Teatro Carpi, di Padre Gutierrez e di altri ancora. Gran finale con la video installazione “Soliera dei miracoli ovvero Affanni e tribolazioni di un giovane profeta di provincia” di me a Marco Andreoli, in scena al cinema teatro Italia alle 21. Sabato 13 giugno, a mezzogiorno, in Piazza Fratelli Sassi, prenderà avvio una maratona fotografica che terrà impegnati gli appassionati per 12 ore con “12 temi e 12 scatti”. Il gran finale di ArtiVive Festival sarà di domenica 14 giugno con la performer americana Carla Bozulich che proporrà uno spettacolo in anteprima nazionale scritto e interpretato insieme ad Elvira Frosini (ore 21, cinema teatro Italia). Chiude la rassegna e lo spettaco- di Arti Vive Festival, in uno spirito di festa pre-estiva, offre spazi di interscambio creativo e promuove progetti artistici inediti, evocando il paradiso, tema conduttore di questa edizione 2009. Dopo gli appuntamenti dello Bruno Strozek Studio. Venerdì 12 giugno la scena sarà tutta per i Motel Connection con il progetto elettronico di Samuel dei Subsonica che alla musica intreccerà il teatro nel nuovo spettacolo dal titolo “Risorgimento Pop”, scritto e interpretato insie- lo-concerto di Ascanio Celestini, “Parole sante”, in piazza Lusvardi, con inizio alle 22. ArtiVive Festival è organizzato dalle associazioni culturali giovanili solieresi e sostenuto dal comune di Soliera e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. O tenziamento dei parcheggi. Alla parte “strutturale” è stato affiancato un piano di comunicazione e marketing che ha preso appunto il via in questi. Attualmente sono 653 gli ambulanti che vendono le loro merci nei mercati dell’Area Nord della provincia di Modena, frequentati ogni settimana da circa 25 mila visitatori provenienti anche dalle province vicine. Questi i giorni di mercato: lunedì (San Felice), martedì (San Possidonio), mercoledì (Finale Emilia e Cavezzo), giovedì (Camposanto e Medolla), venerdì (Concordia e San Felice), sabato (San Prospero e Mirandola), domenica (Cavezzo). 12-11-2008 16:49 Pagina 1 www.bsgsp.it Le tue radici e il tuo futuro sotto un buon segno. Le tue radici, il tuo futuro. 16 NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 Sport - Csi Centri estivi ai binari di partenza A Modena e provincia numerose proposte per l’estate dei giovani •giulia vellani H a preso il via da pochi giorni tra Modena e provincia la ricca stagione di centri estivi diocesani organizzati dal Csi Modena in collaborazione con il Centro di Pastorale Giovanile nell’ambito del progetto formativo “Centri Estivi 2009”. Questi due importanti attori della scena modenese sono da tempo impegnati nella realizzazione di numerose esperienze formative, una risorsa di rilievo per il territorio, uno spazio di attività educative che al bambino consentono, anche durante l’estate, di intraprendere un’esperienza sana e divertente. Sport e non solo. I centri sportivi alternano momenti di movimento con staffette, caccia all’oggetto, caccia al tesoro, palla meta, palla tra due fuochi, a laboratori creativi che stimolano lo sviluppo di diverse abilità quali la pittura, il teatro, la danza. Con un occhio di riguardo per i momenti di preghiera e un apposito spazio dedicato allo svolgimento dei compiti scolastici. Ecco quali sono le prime tappe del progetto targato Csi Modena. Nei mesi di giugno e luglio alla parrocchia della Sacra Famiglia si svolge il centro estivo “Family Adventure: Il grande viaggio di Ulisse” dedicato ai ragazzi nati tra il 1996 ed il 2002 che potranno vivere divertenti avventure e cimentarsi in numerose attività sportive proposte da operatori qualificati Csi e dagli animatori parrocchiali della Sacra Famiglia, mentre ai più piccini sono dedicati giochi di animazione e laboratori teatrali, di creatività, giocoleria, clownerie e baby dance. Sempre a Modena, presso la parrocchia della Beata Vergine Addolorata, è iniziato lo scorso 8 giugno e terminerà a fine mese il “BV-Epicamp”,per i bambini nati tra il 1998 e il 2002. Lo staff di animatori del Csi Modena accompagnerà i partecipanti, per tre settimane, alla scoperta di questo importante personaggio dell’antica Grecia. In programma inoltre diverse attività sportive e didattiche: giochi di movimento e multi-sport, Formazione per animatori, l’ultima tappa del corso G li aspiranti animatori di parrocchie e centri estivi si danno appuntamento sabato 13 giugno presso l’Oratorio Parrocchia di Iola per il primo incontro del corso di formazione organizzato dal Csi Modena tra Zocca e Iola di Montese. L’iniziativa, che rappresenta l’ultima tappa preestiva della proposta formativa realizzata in collaborazione con il Centro di Pastorale Giovanile della Diocesi di Modena, è strutturata su due giornate di formazione che interessano l’area teorico-motivazionale e quella pratica. Sono previste attività di animazione, laboratori, giocghi, con il coinvolgimento di docenti esperti della Commissione Manifestazioni e Parrocchie del Comitato sportivo modenese. Questo il programma della prima giornata formativa: dalle 10 alle 13 laboratorio giochi interculturali (prima parte) “Per valorizzare l’altro”; a seguire pranzo e dalle 15 alle 18 laboratorio di palloncini e trucca- bimbi “Per colorare i momenti di festa” e “Laboratorio di danza - cantare con il corpo”. Il corso si chiude domenica 14 presso la parrocchia di Iola: alle 9.15 S.Messa; dalle 10 alle 12 laboratorio clownerie e improvvisazione “Dal mimo alla recitazione e drammatizzazione”; a seguire pranzo insieme; dalle 15 alle 18 riflessione sul ruolo dell’educatore/animatore dal titolo “Come rapportarsi con i bambini” e laboratorio giochi di animazione e di movimento. laboratori creativi e grafico pittorici, laboratori teatrali e numerose gite. Da Modena ci spostiamo a Piumazzo presso il campo solare Gioia, dove ha preso il via lo scorso 8 giugno, con termine il 17, il centro estivo “Sensilandia” organizzato in collaborazione con la Scuola Materna Parrocchiale e rivolto a bambini e bambine di età compresa tra i 7 e i 9 anni. Il filo conduttore della proposta formativa riguarda la scoperta delle capacità sensoriali del bambino; la tematica sarà sviluppata attraverso una storia fantastica ambientata nel mondo di Sensilandia, terra abitata da buffi personaggi quali Prudito, Augusto, Contatto, Wolfatto, Grandiocchi, che accompagneranno i bambini alla riscoperta dei sensi del proprio corpo. Le attività saranno condotte attraverso gli strumenti della lettura, delle storie animate e della drammatizzazione, i laboratori creativi, grafici e sensoriali, nonché con giochi di socializzazione, conoscenza e movimento. Al termine di ogni settimana i bambini, supervisionati da un nutrito staff di animatori della Commissione del Csi, potranno cimentarsi nella preparazione di un piccolo spettacolo da presentare ai genitori dedicato volta per volta ad uno dei cinque sensi. Per informazioni: segreteria Csi Modena, tel. 059 395357, [email protected], www.csimodena.it. 14 NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 Chiesa e Mondo Attualità Pensionati Cisl Essere in piazza a Roma nella Chiesa Le parole del Papa sulla corresponsabilità dei laici “ U na rinnovata presa di coscienza del nostro essere Chiesa e della corresponsabilità pastorale che in nome di Cristo tutti siamo chiamati a esercitare”: l’invito giunge da Benedetto XVI in apertura del convegno ecclesiale della diocesi di Roma; appuntamento che travalica la dimensione puramente locale per aprirsi, grzie anche alle parole del Pontefice, in una dimensione più universale. “La Chiesa – ha detto il Papa - non è una realtà soltanto spirituale, ma vive nella storia. Essa, secondo la definizione che ne offre il Concilio Vaticano II, è mistero di comunione; comunione di persone che per l’azione dello Spirito Santo formano il Popolo di Dio, che al tempo stesso è il Corpo di Cristo”. Benedetto XVI ha poi chiesto un “cambiamento di mentalità” che porti i laici cristiani a passare “da collaboratori del clero a corresponsabili dell’agire della Chiesa, favorendo il consolidarsi di un laicato maturo e impegnato”. Ciò, ha precisato, “non diminuisce la responsabilità dei parroci”, chiamati a “promuovere la crescita spirituale” di quanti sono attivi nelle parrocchie. Una “corresponsabilità” che chiede di “migliorare l’impostazione pastorale”, “nel rispetto delle vocazioni e dei ruoli dei consacrati e dei laici”. E sulle parole di Benedetto XVI interviene con un commento Giorgio Campanini. “Ci si deve tuttavia domandare- scrive lo studioso di Parma - se nella concretezza della pastorale, il ruolo dei laici non si mantenga troppo spesso al livello dei puri esecutori di linee altrove elaborate. Perché vi sia una vera corresponsabilità dei laici è indispensabile un loro serio contributo già al momento della decisione e, cioè, delle scelte di fondo. Non si tratta, qui di applicare meccanicamente gli schemi e i modelli della democrazia politica, ma valorizzare maggiormente i luoghi e i momenti nei quali le decisioni vengono, augurabilmente insieme, discusse, maturate, preparate. Non avrebbe senso una “corresponsabilità” limitata alla fase della semplice esecuzione di quanto altrove deciso. Corresponsabili dell’essere della Chiesa: parole alte e forti – scrive ancora Campanini - rivolte ad un laicato consapevole della sua missione e, insieme, a una gerarchia vescovi e presbiteri - sollecitata a ripensare i propri stili pastorali nel segno della corresponsabilità”. Una manifestazione per difendere il potere d’acquisto delle pensioni, da Modena una folta delegazione E rano 300 i pensionati modenesi della Cisl che giovedì 11 giugno sono andati a Roma per chiedere al governo provvedimenti in difesa del potere d’acquisto delle pensioni, un fondo di solidarietà per i non autosufficienti e servizi migliori per assistenza e sanità. Alla manifestazione, che si è tenuta in piazza del Popolo, hanno partecipato il segretario nazionale della Fnp-Cisl Antonio Uda e il numero uno della Cisl Raffaele Bonanni. «Non è stata una manifestazione di protesta fine a se stessa – afferma il segretario provinciale della Cisl Francesco Falcone - Dal ministro del Welfare Sacconi e dal presidente della Camera Fini ci aspettiamo ora l’impegno istituzionale e la calendarizzazione alla Camera della legge di iniziativa popolare da noi promossa per il fondo di solidarietà verso i non autosufficienti. È chiaro comunque – avverte Falcone - che se le aspettative dei nostri iscritti saranno deluse, la mobilitazione generale e unitaria del sindacalismo dei pensionati avrà un’escalation a settembre». Le ragioni alla base della manifestazione dei pensionati Cisl trovano conferma nei dati Istat, che rivelano la difficile condizione in cui versano milioni di famiglie di pensionati. In Italia una famiglia su cinque è a rischio di vulnerabilità economica; una percentuale elevata se consideriamo che c’è difficoltà persino ad acquistare i farmaci necessari, troppo spesso nemmeno esenti da ticket. «I pensionati sono, loro malgrado, forti consumatori di farmaci a causa delle pluripatologie che la longevità e la mancanza di cultura sanitaria preventiva spesso porta con sé – ricorda il segretario provinciale della Fnp-Cisl Pietro Pifferi - Chi non può adeguatamente curarsi espone la propria salute a ulteriori rischi. Più drammatico ancora è il dato sulla riduzione “indotta” dell’acquisto di beni alimentari che, per molti anziani, è già modesta in condizione di normalità. Le statistiche non dicono se si è indagato sulle difficoltà specifiche delle famiglie con una persona non autosufficiente a carico. In queste realtà vi è infatti una lievitazione di costi economici e, quindi, un conseguente impoverimento a causa delle spese necessarie all’assistenza non fornita dalle istituzioni. C’è poi il ricorso obbligato all’assistente familiare che pesa per un equivalente di due pensioni minime anche in assenza di regolarizzazione». La Fnp, che da anni rivendica poli- tiche economiche e assistenziali adeguate, non si accontenta della quattordicesima, che pur rappresenta un diritto permanente ottenuto su accordo con il governo della scorsa legislatura, né della social card elargita come misura assistenzialistica transitoria. L’impoverimento delle pensioni, pari al 35 per cento negli ultimi 17 anni, contribuisce al circolo vizioso meno consumi-meno produzione - meno Pil - meno occupazione - più persone in area povertà. «Tra le persone più avanti negli anni e, quindi, più in difficoltà, troviamo le donne – aggiunge Lella Creda, componente della segreteria provinciale della Fnp-Cisl. La nostra manifestazione nazionale dell’11 giugno, con la quale abbiamo rivendicato la tutela del reddito, sostegno alla nonautosufficienza e un paniere tarato sui consumi degli anziani, risponde dunque innanzitutto alle donne. Per questo le pensionate modenesi - conclude Lella Creda - erano massicciamente e vistosamente presenti a Roma». Etica della vita Un aiuto per i genitori per elaborare un lutto in gravidanza, circostanza che presenta difficoltà inaspettate • gabriele semprebon* E laborare il lutto per un figlio perso in gravidanza non è facile e primo motivo è la mancanza dell’immagine di chi è morto. Quando si perde una persona cara, la si ricorda com’era: l’inflessione della voce, i sorrisi, gli epi- La morte di un figlio mai visto sodi più importanti, traendo da questo consolazione, ma quando si perde l’embrione manca il vissuto di quella relazione che è tipica delle persone già nate. Freud in “Lutto e melancolia” definisce il lutto come una reazione alla perdita di una persona amata. Questa reazione fatta di tristezza, rabbia, desiderio di solitudine, mancanza di forza, senso di finitezza non è che la conseguenza della consapevolezza dell’incapacità di far rivivere la persona amata. Il tempo poi diluisce le emozioni forti di dolore che sovente si focalizzano dove la persona amata è sepolta. Il Petrarca scrive che il cimitero serve più ai vivi che non ai morti. Per un bambino, concepito ma morto a pochi mesi di gestazione, vale tutto questo? I genitori di un bambino morto che non l’hanno mai visto, toccato e accarezzato riescono ad elaborare il lutto come se avessero visto, toccato, parlato con il figlio e poi questi accompagnato al cimitero, luogo dove lì riposa? Questo passaggio è difficile. Oggi esistono dei metodi che aiutano i genitori a fare questo passaggio. Uno di questi metodi è quello messo a punto dalla dr.ssa Benedetta Foà, psicologa. Lei stessa lo spiega: “Questo metodo è utilizzato sia per la perdita spontanea di un figlio che per l’interruzione volontaria della gravidanza. Quando l’aborto è procurato per la donna è ancora più difficili parlarne. Avere qualcuno con cui parlare del proprio aborto nella verità sentendosi accolto, è essenziale e non così scontato dare un volto ad un bambino che non è mai nato. La maggior parte delle utenti non hanno mai visto il feto, o perchè era troppo piccolo o perchè era troppo doloroso per loro vederlo, e così non hanno nessuna immagine reale, nessun ricordo oggettivo. Questo è il punto che differenzia il loro lutto dagli altri lutti. Infatti di un padre, madre, figli nati si hanno immagini e ricordi, oggetti, fotografie; insomma qualche cosa a cui aggrapparsi nel momento della perdita. Queste mamme che ricordi hanno oltre ai sentimenti ambivalenti che stavano appena nascendo? Quando pensano a lui/ lei cosa vedono? Questo è un punto importantissimo, passare da una situazione di oscurità ad una situazione di chiarezza. E’ tramite l’immaginario che aiuto le mamme a “vedere” il loro figlio abortito. Con una procedura standard le porto in questo viaggio nell’immaginario che le fa incontrare con il figlio. Lasciare andare il bambino, dirgli addio. Questo è il punto più delicato, perché una volta che finalmente si è riusciti a rendere il figlio abortito un essere umano con un nome e un volto, ad esprimergli un sentimento di amore, dobbiamo lasciarlo andare... Tagliare il cordone ombelicale, o meglio lasciare andare in pace questi bambini è un passo importante sia per la madre che per il bambino”. Questo mi sembra un’ottima occasione per chi rimane svuotato di un figlio, riappropriarsi del proprio figlio per dirgli addio..e addio significa a Dio! 16 NostroTempo Domenica 14 giugno 2009 Sport - Csi Centri estivi ai binari di partenza A Modena e provincia numerose proposte per l’estate dei giovani •giulia vellani H a preso il via da pochi giorni tra Modena e provincia la ricca stagione di centri estivi diocesani organizzati dal Csi Modena in collaborazione con il Centro di Pastorale Giovanile nell’ambito del progetto formativo “Centri Estivi 2009”. Questi due importanti attori della scena modenese sono da tempo impegnati nella realizzazione di numerose esperienze formative, una risorsa di rilievo per il territorio, uno spazio di attività educative che al bambino consentono, anche durante l’estate, di intraprendere un’esperienza sana e divertente. Sport e non solo. I centri sportivi alternano momenti di movimento con staffette, caccia all’oggetto, caccia al tesoro, palla meta, palla tra due fuochi, a laboratori creativi che stimolano lo sviluppo di diverse abilità quali la pittura, il teatro, la danza. Con un occhio di riguardo per i momenti di preghiera e un apposito spazio dedicato allo svolgimento dei compiti scolastici. Ecco quali sono le prime tappe del progetto targato Csi Modena. Nei mesi di giugno e luglio alla parrocchia della Sacra Famiglia si svolge il centro estivo “Family Adventure: Il grande viaggio di Ulisse” dedicato ai ragazzi nati tra il 1996 ed il 2002 che potranno vivere divertenti avventure e cimentarsi in numerose attività sportive proposte da operatori qualificati Csi e dagli animatori parrocchiali della Sacra Famiglia, mentre ai più piccini sono dedicati giochi di animazione e laboratori teatrali, di creatività, giocoleria, clownerie e baby dance. Sempre a Modena, presso la parrocchia della Beata Vergine Addolorata, è iniziato lo scorso 8 giugno e terminerà a fine mese il “BV-Epicamp”,per i bambini nati tra il 1998 e il 2002. Lo staff di animatori del Csi Modena accompagnerà i partecipanti, per tre settimane, alla scoperta di questo importante personaggio dell’antica Grecia. In programma inoltre diverse attività sportive e didattiche: giochi di movimento e multi-sport, Formazione per animatori, l’ultima tappa del corso G li aspiranti animatori di parrocchie e centri estivi si danno appuntamento sabato 13 giugno presso l’Oratorio Parrocchia di Iola per il primo incontro del corso di formazione organizzato dal Csi Modena tra Zocca e Iola di Montese. L’iniziativa, che rappresenta l’ultima tappa preestiva della proposta formativa realizzata in collaborazione con il Centro di Pastorale Giovanile della Diocesi di Modena, è strutturata su due giornate di formazione che interessano l’area teorico-motivazionale e quella pratica. Sono previste attività di animazione, laboratori, giocghi, con il coinvolgimento di docenti esperti della Commissione Manifestazioni e Parrocchie del Comitato sportivo modenese. Questo il programma della prima giornata formativa: dalle 10 alle 13 laboratorio giochi interculturali (prima parte) “Per valorizzare l’altro”; a seguire pranzo e dalle 15 alle 18 laboratorio di palloncini e trucca- bimbi “Per colorare i momenti di festa” e “Laboratorio di danza - cantare con il corpo”. Il corso si chiude domenica 14 presso la parrocchia di Iola: alle 9.15 S.Messa; dalle 10 alle 12 laboratorio clownerie e improvvisazione “Dal mimo alla recitazione e drammatizzazione”; a seguire pranzo insieme; dalle 15 alle 18 riflessione sul ruolo dell’educatore/animatore dal titolo “Come rapportarsi con i bambini” e laboratorio giochi di animazione e di movimento. laboratori creativi e grafico pittorici, laboratori teatrali e numerose gite. Da Modena ci spostiamo a Piumazzo presso il campo solare Gioia, dove ha preso il via lo scorso 8 giugno, con termine il 17, il centro estivo “Sensilandia” organizzato in collaborazione con la Scuola Materna Parrocchiale e rivolto a bambini e bambine di età compresa tra i 7 e i 9 anni. Il filo conduttore della proposta formativa riguarda la scoperta delle capacità sensoriali del bambino; la tematica sarà sviluppata attraverso una storia fantastica ambientata nel mondo di Sensilandia, terra abitata da buffi personaggi quali Prudito, Augusto, Contatto, Wolfatto, Grandiocchi, che accompagneranno i bambini alla riscoperta dei sensi del proprio corpo. Le attività saranno condotte attraverso gli strumenti della lettura, delle storie animate e della drammatizzazione, i laboratori creativi, grafici e sensoriali, nonché con giochi di socializzazione, conoscenza e movimento. Al termine di ogni settimana i bambini, supervisionati da un nutrito staff di animatori della Commissione del Csi, potranno cimentarsi nella preparazione di un piccolo spettacolo da presentare ai genitori dedicato volta per volta ad uno dei cinque sensi. Per informazioni: segreteria Csi Modena, tel. 059 395357, [email protected], www.csimodena.it.