DON FELICE VERSO GLI ALTARI
La chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione di don Felice Canelli
C
arissimi,
con gioia grande vi comunico che il 30 NOVEMBRE 2013 si chiuderà ufficialmente l’Inchiesta
Diocesana sul Servo di Dio Don Felice Canelli.
È un tappa importante per il processo di Beatificazione, che continuerà il suo corso a Roma
presso la Congregazione delle Cause dei Santi.
È l’occasione quindi per ritrovarci tutti insieme (Vescovo, sacerdoti, diaconi, religiosi/e, fedeli laici) in
CATTEDRALE ALLE 16.30 per la CELEBRAZIONE DI CHIUSURA che presiederò io stesso alla
presenza del Postulatore don Pierluigi Cameroni.
Sono sicuro che l’affetto e la stima che nutriamo verso Don Felice ci farà essere numerosi a pregare per il
buon proseguimento della Causa e perché il Signore ci conceda un miracolo per intercessione del Servo di Dio.
Intensifichiamo la nostra preghiera affinché il SERVO DI DIO DON FELICE possa raggiungere gli onori
degli altari per diventare, non solo per chi l’ha conosciuto, esempio da imitare per tutti:
• per la sua disponibilità ad ascoltare e a vivere la Parola di Dio fino a diventarne trasparenza e
testimonianza viva;
• per la sua vita sacramentale, in special modo eucaristica;
• per la sua devozione vibrante verso la Madonna da lui venerata in particolar modo con il titolo di Beata
Maria Vergine col titolo di Soccorso;
• per la sua generosità, infaticabilità e creatività nell’animazione pastorale della parrocchia di Croce Santa e
della nostra amata Diocesi;
• per la sua grande sensibilità sociale concretizzatasi nella divulgazione della Dottrina Sociale della Chiesa
e nel preparare cristiani laici che diventassero protagonisti nella vita della nostra collettività civile.
La Celebrazione di chiusura dell’Inchiesta Diocesana sarà preceduta da una Veglia la sera prima e seguita
da una Messa di Ringraziamento la sera dopo presso la Chiesa di Croce Santa. Il tutto si svolgerà secondo il
seguente PROGRAMMA:
Venerdì, 29 novembre - ore 20.00
VEGLIA di PREGHIERA a CROCE SANTA presieduta dal Parroco e animata da Suor Francesca Caggiano,
vice-postulatrice
Sabato, 30 novembre - ore 16.30
CELEBRAZIONE DI CHIUSURA DELL’INCHIESTA DIOCESANA IN CATTEDRALE
Domenica, 1° dicembre - ore 19.00
CELEBRAZIONE EUCARISTICA di RINGRAZIAMENTO a Croce Santa, presieduta da Don Pierluigi
Cameroni, Postulatore della Causa.
Nell’attesa di vivere insieme questo evento di grazia, vi saluto e vi benedico
XMons. Angelo Lucio Renna, Vescovo
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Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
ADVENIAT
L’
invocazione del profeta “Se tu squarciassi i cieli!” è anche la nostra, Signore
Gesù! Anche noi abbiamo bisogno di te. I cieli che ci sovrastano sono bui. Anzi,
ancor meglio, siamo avvolti dal buio. Te ne parliamo non perché Tu non sappia
quello che succede sulla nostra terra; ma perché Tu sei il nostro confidente, il
nostro salvatore, l’unica nostra speranza.
Perciò “a Te, Signore, eleviamo la nostra anima, Dio nostro, in Te confidiamo: fa’ che
non restiamo confusi” da quanto intorno a noi e dentro di noi si va verificando. Camminiamo sulle fangose
e polverose strade del mondo, sperando cieli nuovi e terra nuova. A volte ci sentiamo assalire da un senso
profondo di smarrimento. Ci sembra di girovagare a vuoto; senza motivo e senza meta.
Avvolti da cose, persone, fatti, eventi che non favoriscono la speranza, ci sentiamo assalire da tante
paure: della vita e della morte, dell’amore e dell’odio, della gioia e della tristezza, del lavoro e del riposo,
della moltitudine e della solitudine. L’elenco potrebbe continuare, ma Tu sai molto bene che si tratta di un
vuoto esistenziale causato dal crollo interiore dell’entusiasmo e dalla confusione di una convivenza che si
fa sempre più difficile, conflittuale, aggressiva.
Cosa ci sta succedendo, Signore? Come credenti sappiamo che “l’orizzonte del cristiano è di grande
respiro, poiché la sua speranza coglie il fine, il senso stesso del vivere” (cfr. Venite e vedete, Catechismo
dei giovani 2, p.399).
Ma Tu, che scruti la mente e il cuore dell’uomo, sai leggere dentro di noi il dubbio circa il fine, l’affievolimento
del senso della vita. I sociologi ci descrivono come persone frenetiche, ansiose, superficiali, dal pensiero
debole e dagli ancor più deboli sentimenti. Il nostro mondo, infatti, nella sua logica strana, persegue scopi e
mete, negli orizzonti dei quali sembrano esclusi l’amore, la vita, la giustizia, la pace e tutto quanto Tu ci hai
insegnato e testimoniato nei 33 anni di vita terrena e nei circa 2000 anni di storia della Chiesa
Spesso ci sentiamo rimproverare la tendenza ad analizzare la grande storia dell’umanità, e le piccole storie di
ciascuno di noi. Ma come tacere dinanzi ai fenomeni raccapriccianti di vite stroncate nel grembo materno, di fiori
recisi quando sono ancora in boccio, di esistenze giovani avvelenate da paradisi artificiali, di ingiustizie perpetrate
ai danni dei più deboli, di esodi interminabili di fratelli e sorelle che anelano la terra promessa, di disoccupazioni
che corrodono la vita di tante famiglie, di tradimenti a tutti i livelli, di terrorismi accesi da torti subiti e rivolti contro
vittime innocenti, di malasanità, di micro e macro criminalità, di abusi sessuali su bimbi, giovani, donne e uomini.
Quanti segnali di morte in questa nostra società malata! A livello socio-politico non si capisce niente!
Vediamo affollare la scena nazionale da personaggi strani che sembrano voler irridere il nostro popolo,
giustificando le loro omissioni e i loro personali interessi e vizi, con
una valanga di parole non collegate da un senso logico e, soprattutto,
incapaci di dare sicurezze. Il popolo muore e loro stanno a disquisire
su fatti personali, incuranti di coloro che agonizzano a causa dello loro
incapacità di animare la collettività, di assicurare un posto di lavoro a
tutti, di farsi carico degli affanni della collettività, perché impegnati solo a
salvaguardare le loro iperboliche, stratosferiche compensazioni, mentre
la gran parte dei cittadini deve spartirsi le briciole che sopravanzano ai
loro lauti banchetti, feste e festini di ogni genere.
Anche nella nostra Santa madre Chiesa si annidano germi negativi
che infettano le coscienze e distruggono aneliti di santità! Papa Francesco sollecita continuamente i credenti alla responsabilità di una testimonianza credibile di vita evangelica. È terminato l’Anno della Fede
e, nella nostra Chiesa diocesana, è iniziato l’Anno della Speranza che
intendiamo approfondire valorizzando l’illuminata ed illuminante lettera
enciclica del papa emerito “Spe salvi”, alla quale ho aggiunto il mio piccolo contributo per la comune riflessione “Le ali della speranza”. Siamo
convinti, Signore, che la tua Parola è Via, Verità, Vita; ma quante volte
fingiamo di dimenticarcene e agiamo difformemente da essa. In ciascuno
continua a pag. 29
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
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UN LAICO IN… MISSIONE
Chi, come, dove,
quando e perché: brevi
pensieri disordinati del
primo laico missionario
della nostra diocesi nei
giorni precedenti la sua
partenza per Cotiakou
cercato di fare le cose con impegno, fosse
anche giocare a biliardino. E di partite
a biliardino ne ho fatte ed ancora ogni
tanto ancora ne faccio quando qualche
ragazzo all’Epicentro Giovanile sfida
il “vecchio”… purtroppo con successo.
Lo confesso, per quanto mi sia impegnato, non sono mai stato un gran
giocatore di calcio balilla, calcetto o
di Mauro Camillo
ping-pong; fortunatamente ho capito ben
hi? Mauro. Come? Volonta- presto che lo slogan dell’Epicentro “stare
riamente inviato. Perché? È insieme in un modo diverso” riguardava
l’unica cosa che posso fare. anche la maniera di stare al gioco.
Capirete bene che, per arrivare a parCome quadro mi potrebbe bastare
ma sono sicuro che da un articolo scritto lare di questo prossimo cambiamento di
dal primo laico missionario inviato dalla vita, non posso evitare di parlare di quella
Diocesi di San Severo a ridosso della che è stata la mia palestra.
Il 3 novembre parto per un viaggio
sua partenza per il Benin, sicuramente
ci si aspetta di più. Allora proverò a che è già cominciato da tanti anni e che
concentrarmi e, con tanta difficoltà, a mi porterà dove da sempre mi sento
parlare di me. Come dicevo, mi chiamo chiamato. Il mio cammino verso la terra
Mauro e nasco a San Severo ormai ben d’Africa credo sia cominciato fin da bamtrentadue anni fa. Fortuna che, quando bino quando divoravo ore di documentari
ci si diverte, il tempo passa in fretta. Eh naturalistici alla TV in compagnia dei
sì, perché se ripenso alla mia vita, posso miei genitori. Allora dicevo che sarei
dire serenamente di essermi sempre andato prima o poi a fare un safari per
seriamente divertito. “Serenamente” vedere i ghepardi. Crescendo, l’Africa
perché è il mio stato d’animo attuale e ha cambiato modo di parlarmi ed io il
“seriamente” perché ho costantemente modo di ascoltarla.
Quando don Nico d’Amicis, mio
professore di religione all’ITC di San
Severo, rientrò per la prima volta
dalla nascente missione diocesana di
Wansokou, il Continente dei ghepardi
divenne improvvisamente la culla
dell’umanità. E la cosa mi affascinò
a tal punto che il viaggio in missione
divenne il mio obiettivo. Ma non
subito. Ho avuto, infatti, la fortuna di
cominciare a lavorare quasi immediatamente dopo il diploma ed i primi
stipendi li ho spesi sicuramente per
viaggi, però Maldive e Cuba non le
ho vissute come vacanze missionarie.
Nel nostro mondo è tanto facile farsi distrarre ed io mi sono fatto distrarre
per qualche anno. Poi però il viaggio
Il Vescovo, Mons. Lucio Renna consegna a Mauro
in missione con don Nico ed altri tre
Camillo la croce ed il mandato missionario durante la
ragazzi del centro è arrivato nel 2007.
C
veglia missionaria in Cattedrale, la sera del 26 Ottobre
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Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
E da lì non sono potuto tornare indietro.
Non è cambiato il mondo con quel
viaggio ma forse sono cambiati gli occhiali attraverso i quali lo guardavo. La
cultura del servizio, che avevo già ben
compreso all’Epicentro, ha preso un respiro molto più ampio che mi ha portato
a fare altre esperienze di volontariato
e contemporaneamente di preghiera e
discernimento vocazionale.
Pian piano ho provato a dare la risposta alle tante domande che mi erano sorte
e devo dire che avevo raggiunto davvero
un bell’equilibrio. Ero soddisfatto della
mia vita: lavoro sicuro, famiglia tutto
bene ed Epicentro alla grande. Ma si
dice che quando credi di avere tutte le
risposte, la vita ti cambia le domande e
per me è stato così.
Chiedevo a Dio ben altro ed invece
a gennaio mi è arrivata la proposta di
partire in missione.
Non ho potuto rispondere altro che
sì. Non perché fossi obbligato o per dare
uno scossone alla mia vita, ma perché ho
sentito che la mia vocazione era venuta a
chiamarmi fin dentro casa, proprio in un
momento di serenità per portare il giusto
scompiglio e quel po’ di meraviglia che
devono essere presenti nella vita di un
cristiano pensante.
Adesso, alla vigilia di questa partenza, vado con piedi incerti, verso mete
sconosciute e per strade sconosciute.
Spero solo di riuscire a ben interpretare
i segni che la Provvidenza mi vorrà
dare per essere libero di seguire la mia
vocazione e la strada che il Signore ha
da sempre pensato per me.
NOTIZIE DA COTIAKOU
C
arissimi,
stiamo costruendo una
chiesa. È più grande di
quella che avevamo prima, in questa
“c’è spazio per tutti”. È senza pareti,
non ha mura, ma solo delle colonne di
ferro che sorreggono il tetto in lamiera.
È una chiesa nella quale si può trovare
rifugio dalle intemperie. Che si tratti
di pioggia violenta o di sole cocente,
la nuova chiesa è lì aperta, è sempre
accessibile perché non ha porte.
Stiamo costruendo una chiesa che ha
tanti banchi in cemento perché tutti possano avere il proprio posto ed ognuno
possa “accomodarsi”, sentirsi comodo,
a suo agio. È una chiesa con un lungo
corridoio centrale che servirà non solo
per il passaggio della processione introitale alla Messa, magari solennizzata con
l’incenso, ma sarà la pista dove i bambini, tentati dal lungo spazio, andranno
sicuramente a correre e a giocare.
È una chiesa fatta di materiali poveri,
come povera è la nostra supplica che
sale al cielo. Ma è una chiesa semplice,
decorosa, ordinata… È una chiesa che
stiamo costruendo grazie all’aiuto di
alcuni amici e questo ci ricorda che ogni
“Chiesa” non cresce mai soltanto con i
propri sforzi, ma nasce dal Signore, si
sviluppa nella solidarietà con gli altri e
continua a cresce nella comunione vera.
Questa è la “Chiesa” che vogliamo
e cerchiamo di “costruire” anche nei
cuori della gente di Cotiakou. Ogni
cuore un pezzo di questa Chiesa…
Dove ci sia spazio per tutti, dove non
ci siano pareti, né porte, ma colonne
che aiutino gli altri a ripararsi da ogni
intemperia sotto il proprio tetto. Cuori
con tanti posti a sedere, dove nessuno
si senta scomodo, o rifiutato, o estraneo,
ma tutti a proprio agio. Cuori dove i
bambini non siano visti come fastidio,
ma dove possano essere se stessi e
sprigionare la propria gioia di vivere.
Cuori semplici, poveri, ma limpidi e
ordinati. Cuori senza doppi fini, ma tesi
alla solidarietà libera e generosa. Cuori
più grandi di prima, dove ci sia molto
più spazio per Dio e per il prossimo.
Preghiamo insieme fratelli, perché
questa Chiesa dei cuori si realizzi non
solo a Cotiakou, ma in tutte le nostre
Chiese, Comunità e in ognuno di noi.
Aspettando con gioia Mauro, che
verrà a spendere un pezzetto della sua
vita qui a Cotiakou, insieme a don
Leonardo Di Ianni e alla comunità di
Cotiakou, vi auguro buon nuovo anno
pastorale 2013-2014 e buona chiusura
del mese missionario.
Cotiakou, 26-10-2013
don Angelo Valente
LA NUOVA CASA DELLA MISSIONE
DI COTIAKOU
C
arissimi amici della missione, l’incontro con gli operatore pastorali
del nostro settore di Tanguieta è stata l’occasione per mostrare la
nuova casa della missione ai nostri amici sacerdoti, suore e religiosi
che ne hanno apprezzato la funzionalità e la bellezza.
Domani cominceremo a “traslocare” nella nuova casa e quindi è ovvio che
sentiamo il bisogno, anche a nome della comunità di Cotiakou, di ringraziare
prima di tutto il nostro Vescovo, Mons. Lucio Renna con la Diocesi di San
Severo, e quanti hanno reso possibile la realizzazione di questa opera che sarà
la base per l’evangelizzazione di questo territorio.
Il Signore benedica il vostro impegno e ci faccia la grazia di saper riconoscere i frutti di tanta generosità.
Ecco il resoconto di quanto è stato e speso per le realizzazioni fatte a Cotiakou
Diocesi di San Severo per la casa............................................€ 180.000,00
Diocesi di San Severo per la recinzione..................................€ 40.000,00
Quaresima di carità..................................................................€ 31.450,00
Avvento di Fraternità...............................................................€ 7.685,00
Comune di Apricena per missione Cotiakou...........................€ 5.165,00
Parr. S. Stefano - Qualiano (AV) per casetta provvisoria........€ 10.000,00
Evento Teatro: Ass. Culturale “Dietro le Quinte”...................€ 3.500,00
Ufficio Missionario Dioc. e Ass. Culturale “il Baobab”.........€ 42.200,00
(“Un mattone per Cotiakou”................................................€ 38.800,00)
(Varie.....................................................................................€ 3.400,00)
TOTALE.................................................................................€ 320.000,00
Il Progetto della casa è stato realizzato gratuitamente dagli Ingegneri
Mariano e Martino - Lesina
La Parrocchia SS. Martino e Lucia - Apricena ha offerto materiale e posa
per l’impianto fotovoltaico
Grazie ancora di cuore
don Angelo Valente e don Leonardo Di Ianni
Seguiteci per vedere qualche foto e avere le ultime notizie sulla pagina
facebook: www.facebook.com/missionedicotiakou
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
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PER IL SERVIZIO A TUTTI
Ordinato un nuovo diacono in Diocesi
“Mi è stata usata misericordia”
di Filomena Miucci
“O
ra o Padre, ascolta
la nostra preghiera:
guarda con bontà
questo tuo figlio, che noi consacriamo
come diacono perché serva al tuo altare nella santa Chiesa. Sia pieno di ogni
virtù: sincero nella carità, premuroso
verso i poveri e i deboli, umile nel loro
servizio, retto e puro di cuore, vigilante
e fedele nello spirito. L’esempio della
sua vita, generosa e casta, sia un richiamo costante al Vangelo e susciti
imitatori nel tuo popolo santo.” (dalla
preghiera di ordinazione dei diaconi).
Così, a nome di tutto il popolo di Dio,
dei sacerdoti, e dei diaconi presenti,
Mons. Lucio Renna, nostro Vescovo,
si è espresso nella preghiera di consacrazione dell’accolito Federico Ferrucci, nel rito di ordinazione diaconale.
Sabato 19 ottobre 2013, nella Cattedrale a San Severo, sono convenuti
numerosi i fedeli provenienti soprattutto dalla parrocchia della Beata Maria Vergine del Rosario in Apricena,
guidati dal parroco don Girolamo
Capita, dove Federico svolge da due
anni il servizio pastorale.
Non è mancata la comunità di
Santa Maria della Strada in Torremaggiore, parrocchia d’origine del
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Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
neo-diacono, e la comunità di San
Giuseppe Artigiano in San Severo,
con il parroco don Salvatore Camillo, che ha accompagnato il seminarista
Marco della Malva al quale è stato
conferito il ministero dell’Accolitato.
Parole paterne e affettuose sono state
proferite dal Vescovo, che nell’omelia
ha delineato i tratti salienti di Federico,
“uomo chiamato da Dio a proclamare
la Parola di speranza a tutte le genti”.
Mons. Renna ha consegnato a Federico l’esortazione paolina che invita ad
annunciare la Parola, ad esortare e a
correggere fraternamente, affinché la
Parola di Cristo possa entrare nella vita
di tutti. A questo ha aggiunto l’invito a
perseverare nella preghiera, come proponeva il Vangelo nella liturgia.
Molto bene è espressa nella preghiera di ordinazione diaconale, l’esortazione al servizio a cui il diacono
è chiamato: farsi prossimo a tutti in
modo particolare ai più deboli e poveri
della società. Fin dall’età apostolica,
si distingue ed appare in particolare
rilievo il ministero diaconato, sempre
tenuto in grande considerazione nella
Chiesa. Ciò è attestato esplicitamente
dall’apostolo Paolo sia nella lettera ai
Filippesi, dove rivolge il suo saluto non
solo ai vescovi, ma anche ai diaconi
(Fil 1,1), sia in una lettera indirizzata
a Timoteo, in cui illustra le qualità e le
virtù che sono indispensabili ai diaconi
perché possano mantenersi all’altezza
del ministero loro affidato (1 Tm 3,813). Sant’Ignazio d’Antiochia afferma
chiaramente che l’ufficio del diacono
non è altro che il “ministero di Gesù
Cristo, il quale prima dei secoli era
presso il Padre, ed è apparso alla fine
dei tempi”. Ed ancora gli autori dei
primi secoli della Chiesa mentre ribadiscono l’importanza del ministero dei
diaconi, spiegano in maniera diffusa
le molteplici e gravi funzioni loro affidate, e dichiarano apertamente quale
prestigio hanno essi ottenuto presso
la comunità cristiane e quale efficace
contributo hanno dato all’apostolato. Il
diacono è definito come “l’orecchio, la
bocca, il cuore e l’anima del vescovo”.
(Didascalia Apostolorum II, 44,4)
Il diacono sta a disposizione del
vescovo, per servire a tutto il popolo
di Dio ed aver cura dei malati e dei
poveri; a lui inoltre, è affidato l’ufficio
di portare la santa Eucaristia agli ammalati costretti a casa, di amministrare
il Battesimo, assistere e benedire il
Matrimonio, presiedere il Rito delle
Esequie, attendere alla predicazione
della parola di Dio secondo l’espressa
volontà del vescovo.
I fedeli hanno vissuto un momento
di grande commozione stringendosi
intorno al Vescovo, a Federico a Marco e a tanti sacerdoti presenti vivendo
questo momento di partecipazione
all’Eucaristia, come comunione fraterna, oltre che di partecipazione sentita con affetto verso il nuovo diacono.
Ringraziamo il Padre per questo
grande dono concesso alla nostra
Chiesa diocesana, nella persona di
don Federico, lo accompagniamo con
la nostra preghiera affinché svolga
il servizio diaconale sull’esempio di
Cristo che non è venuto per “farsi
servire ma per servire”.
CAVALIERI E DAME
Nuovi cavalieri per la Delegazione di San Severo dell’Ordine
Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
I
l Signor Cardinale Edwin Frederick O’Brien, Gran Maestro
dell’Ordine Equestre del Santo
Sepolcro di Gerusalemme, ha nominato
Cavalieri e Dame della Delegazione di
San Severo, guidata dal Commendatore
Pietro Urbano Mimmo. Sui mantelli
bianchi per i Cavalieri e su quelli neri
per le Dame la croce gerosolimitana
(di Gerusalemme) giganteggia sul lato
sinistro. Era la croce di Goffredo di
Buglione, l’emblema cavalleresco cristiano più antico. La croce più grande,
rosso carminio e quattro più piccole,
rappresentano le “cinque piaghe” della
crocifissione. Mentre la consegna degli
“speroni” e l’imposizione della “spada” all’investitura, richiamano i risvolti
propriamente equestri e militari dell’Ordine, di natura fortemente religiosa:
derivazione ideale di quel gruppo scelto
di cavalieri, a cui Goffredo di Buglione
per primo, affidò il compito di custodire
in pace e difendere in guerra la Chiesa
del Santo Sepolcro in Terra Santa.
La solenne cerimonia di investitura, che ha visto anche la promozione
al “grado superiore” di benemeriti
confratelli e consorelle, si è svolta
domenica 13 ottobre 2013 nella Cattedrale di San Severo. La Celebrazione
Eucaristica è stata presieduta dal nostro
Vescovo, Mons. Lucio Angelo Renna,
Grand’Ufficiale e Priore della Delegazione. Hanno presenziato al solenne
rito del plurisecolare Ordine, oltre alle
massime autorità civili (il sindaco di
San Severo, Gianfranco Savino; il
vice sindaco di San Nicandro, Costantino Ciavarella ed il sindaco di Rignano Garganico, Vito Di Carlo) religiose
e militari, il Cav. di Gran Croce, Rocco
Saltino, Luogotenente per l’Italia
Meridionale Adriatica ed il Preside
della Sezione Foggia, Grand’Ufficiale
Francesco Saverio Lozupone.
Così il responsabile della Delegazione di San Severo dell’OESSG, Pietro Urbano Mimmo: «Essere membri
dell’Ordine significa assumere, per
sempre, l’impegno di vera testimonianza
di Fede, di vita cristiana esemplare nella
quotidianità e di impegno caritativo
continuo, volto al sostegno delle comunità cristiane di Terra Santa, da attuare
con discrezione, come previsto che sia il
vero impegno caritativo cristiano. Tutte
le consorelle ed i confratelli entrano
nell’Ordine per svolgere un’attività di
servizio a favore della Chiesa Cattolica».
Ad essere nominati a Cavaliere sono
stati: Nicola De Pilla; Michele Guerrieri; Gino Marchesani; Vincenzo
Pacentra; Alfredo Stelluto. Il conferimento del grado di Dama di Commenda
è stato per Giovanna Maria Costanza
Anna Di Conza. Mentre a Mons. B.
Paolo Pesante e Mons. Pietro Eduardo Russo è stato conferimento il grado
di Commendatore. (B. P.)
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
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IN DIFESA DELLE DONNE
“Le Rose spezzate” di Mons. Renna, per dire basta al “femminicidio”
di Beniamino Pascale
sta organizzando un incontro pubblico
che dovrebbe vedere la partecipazione
di un noto magistrato, della famiglia
Rea e della criminologa Roberta
Bruzzone.
Alle vittime di ciò che oggi viene
definito impropriamente “femminicidio”, oltre alla sua attività pastorale,
mons. Renna ha dedicato un opuscolo
con testi da musicare. «Questo libretto - dice il Vescovo - stampato dalle
Grafiche Sales, “Melania e le Rose
spezzate” si presta ad enfatizzare la
questione lasciando, magari, deluso
chi cerca versi poetici. Sono testi da
mettere in musica per le innocenti
vittime, come nel caso di Fabiana, la
“bambina” di Corigliano Calabro.
“La Rosa”, il simbolo ultimo di questi
barbari omicidi, è Melania Rea, visto
che tutto è iniziato così facendomi entrare in profonda amicizia con la sua
famiglia. Ma le altre “Rose spezzate”,
(Sarah, Yara, Melissa, Roberta e le
altre ragazze menzionate nel libretto - “Venni dall’Est…” - ndr) sono
tutte le donne vittime di questa spirale
inaudita di violenza che affonda le
radici nel vuoto esistenziale».
Oggi si è concordi nell’individuare
nel cosiddetto “vuoto esistenziale”, la
on la ratifica da parte
di Camera e Senato,
l’Italia è la 5ª nazione che ha aderito alla
“Convenzione di Istan bul” che rende
paritetica la violenza sulle donne alla
violazione dei diritti umani, con tutto
ciò che ne deriva (per rendere, però,
operativa la cosa, serve ancora la sottoscrizione di altre 5 nazioni).
C
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Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
Da tempo, giornali e telegiornali
“aprono” con le tristi e sconvolgenti
notizie che riguardano a vario titolo
la violenza sulla donne, quando conosciuta o denunciata. Sull’argomento,
le dichiarazioni e le riflessioni del
nostro vescovo, Mons. Lucio Renna,
particolarmente sensibile alla tematica, che ritorna spesso nelle sue omelie
e nelle partecipazioni pubbliche e che
genesi di episodi inqualificabili, compiuti ai danni specialmente di donne
e bambini, che non di rado terminano
con la soppressione fisica dei malcapitati (crimini stigmatizzati coi termini
di femminicidio ed infanticidio),
episodi che il più delle volte trovano
terreno fertile in conflitti familiari o
in patologie occultate o sottostimate
di un partner.
«Fino a non molto tempo fa - riprende Mons. Renna - in Italia si era
radicati nei più alti valori sociali e
religiosi; oggi, invece, si va affermando prepotentemente una “cultura
della morte”, che esclude Dio ed il
rispetto del dono della propria come
dell’altrui vita, così che l’esistenza
di tutti è sempre più esposta ai feroci
contraccolpi
indotti nella
mentalità e
nel costume
dalla perdita
della fede e
dall’oscuramento dell’etica, con la
devianza giovanile al ricorso alla
droga, al sesso senza freni, alla micro
e macro criminalità; infine, il disgregarsi di tante famiglie andate in
frantumi per colpa
dell’arroganza e
della soperchieria
di un coniuge che
generalmente, e
non a caso, è quello di sesso maschile che non sembra
accettare il ruolo
della donna che,
da sempre, ha pari
dignità. Melania mi
ha colpito in modo
particolare - evidenzia
il Pastore della Diocesi perché sapeva difendersi.
Era una donna forte, moglie e mamma consapevole del suo ruolo. Cosa
sia successo veramente lo
sa solo l’assassino della
“bella fata bruna”, così
come nel casi di Yara,
Sarah e tutte le altre innocenti vittime di carnefici
che si sono arrogati “il
diritto” di sopprimere la
vita. L’eufemismo femminicidio, nasce ora (si dice
nel ‘92, neologismo che
individua ogni forma di
discriminazione e violenza posta in essere contro
la donna, ndr), ma solo
dal 1970 si è cominciato a rendere
più specifico un termine indicato genericamente con violenza. Situazioni
veramente aberranti subumane di
terribile schiavitù, riguardano le ragazze venute dall’Est o dal continente
africano. È femminicidio anche la violenza della dignità psicologica e fisica
della donna, da parte degli sfruttatori.
Ce ne sono tante lungo la SS.16, nella
nostra zona, tanto per indicare quelle
più vicine o come nell’ultimo episodio
a San Severo, andato a buon fine per
la vittima che ribellandosi al suo
aguzzino che la costringeva a pro-
stituirsi, ha rischiato di bruciare con
la sua casa in pieno centro storico.
Psicologicamente - conclude mons.
Renna - l’uomo si sente più forte ed
autoritario e l’onda della forza bruta
lo porta a sopprimere le creature deboli ed indifese. Gli uomini non so per
quale tipo di logica o per quale tipo
di reazione, vengono a trovarsi quasi
impreparati dinanzi ad una presenza
nuova della donna nella società.»
Femminicidio (feminicidio) è per
Marcela Lagarde: “La forma estrema
di violenza di genere contro le donne,
prodotto della violazione dei suoi diritti
umani in ambito pubblico e privato,
attraverso varie condotte misogine
(maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro,
economica, patrimoniale, familiare,
comunitaria, istituzionale)”.
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
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A PROPOSITO DELLA “LUMEN FIDEI”
Una breve riflessione sulla prima enciclica di Papa Francesco
a Luce della fede: con
quest’espressione, la
tradizione della Chiesa ha indicato il grande dono portato da
Gesù, il quale, nel Vangelo di Giovanni, così si presenta: “Io sono venuto
nel mondo come luce, perché chiunque
crede in me non rimanga nelle tenebre”
(Gv 12,46). Anche san Paolo si esprime
in questi termini: “E Dio, che disse:
‘Rifulga la luce dalle tenebre’, rifulge
nei nostri cuori” (2 Cor 4,6).
Nel mondo pagano, affamato di luce,
si era sviluppato il culto al dio Sole,
Sol invictus, invocato nel suo sorgere.
Anche se il sole rinasceva ogni giorno,
si capiva bene che era incapace di irradiare la sua luce sull’intera esistenza
dell’uomo. Il sole, infatti, non illumina
tutto il reale, il suo raggio è incapace di
arrivare fino all’ombra della morte, là
dove l’occhio umano si chiude alla sua
luce. “Per la sua fede nel sole - afferma
san Giustino Martire - non si è mai visto
nessuno pronto a morire”.
Consapevoli dell’orizzonte grande che la fede apriva loro, i cristiani
chiamarono Cristo il vero sole, “i cui
raggi donano la vita”. A Marta, che
piange per la morte del fratello Laz-
«L
10
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
zaro, Gesù dice: “Non ti ho
detto che, se credi, vedrai la
gloria di Dio?” (Gv 11,40).
Chi crede, vede; vede con
una luce che illumina tutto
il percorso della strada,
perché viene a noi da Cristo
risorto, stella mattutina che
non tramonta…».
È questo l’incipit della
prima enciclica di Papa
Francesco, “Lume Fidei”,
scritta “a quattro mani”,
come lui stesso ha definito
il lavoro iniziato da Benedetto XVI: «Lui me l’ha
consegnata - ha fatto notare
il Sommo Pontefice - ed è un
documento forte».
Una fede con al centro la Scrittura
e la Tradizione: questa potrebbe essere
una prima chiave di lettura per intendere la “Luce della Fede”. La fede dono
di Dio, con il battesimo; la fede, virtù
teologale, implica anche fare esperienza con Dio, con la Persona di Cristo, nel
suo amore e nel suo perdono; quindi,
fede che implica la conversione.
L’enciclica è suddivisa in quattro
capitoli. Nel primo è improntata sul
legame fede ed amore. Il secondo capitolo va in profondità sul forte legame
fede e verità. Il terzo capitolo dà valore
alla fede dentro la prospettiva ecclesiale, a partire dal compito di custodirla e
trasmetterla. Il quarto capitolo implementa il legame, anzi l’apporto ampio
e globale della fede al bene comune.
La fede: che tipo di luce dà? Luce
calda o fredda? Intensa o tiepida?
Domande molto significative, come
nell’attuale “cultura del provvisorio”,
come l’ha definita Papa Francesco. Se
nel recente passato “la fede appariva
come luce illusoria, che impediva
all’uomo di coltivare l’audacia del
sapere” (LM, 2) ed era “associata al
buio”, destinata a convivere con “la
luce della ragione”, oggi invece si dà
più evidenza alla “luce soggettiva”?
Inoltre: “Chi si è aperto all’amore di
Dio, ha ascoltato la sua voce ed ha
ricevuto la sua luce, non può tenere
questo dono per sé. Poiché la fede è
ascolto e visione, essa si trasmette
anche come luce”.
La forza e l’eccezionalità di questo
documento, risiedono nel fatto che il
pontificato lasciato da Benedetto XVI
a Papa Francesco, si prolunga e si fonde in modo ideale. Così come, quella
bellissima e significativa immagine
dell’abbraccio tra Papa Bergoglio ed
il suo predecessore emerito. (B. P.)
Il ritorno
La parabola del Padre Misericordioso in un
libro di Rosalba Manes
di Don Domenico Niro
onsacrata dell’Ordo Virginum nella
nostra diocesi dal 2001, biblista e docente di Nuovo Testamento, Rosalba
Manes ha di recente pubblicato questo volume
per le edizioni
San Paolo. Il
testo riprende la celebre
parabola del
Padre Misericordioso di
Luca 15 e la
attualizza per
noi facendone
apprezzare
tutta la ricchezza e novità. Il ritorno
del figlio minore al Padre
è in realtà il
cammino di ciascun uomo verso un Dio “che non
vuole la morte del peccatore, ma che si converta
e viva” e che “è venuto perché gli uomini abbiano la vita in abbondanza”. Il libro è dedicato “a
quanti sono in ricerca, a quanti hanno nostalgia
di casa, a quanti sono disposti a scoprire che la
vita è una festa”.
Rosalba ci parla della voglia di libertà dell’uomo, della bellezza del ritorno, della festa, della
costruzione di relazioni umane di qualità, della
“terapia della riconciliazione”. “La parabola di
Luca 15, illustrando i comportamenti dei suoi
protagonisti, legge l’interiorità del cuore dell’uomo, ferito dall’egoismo e profondamente assetato
d’amore; nel contempo legge nel cuore di Dio che
è fedele alla sua natura di Padre e sempre veglia
sull’uomo, ne accoglie il ritorno e offre sempre
nuove opportunità di rilancio della propria storia
personale e dell’amicizia con Lui” (p.78).
C
Rosalba Manes,
“Il ritorno. La sfida della riconciliazione nella parabola del
figliol prodigo”,
San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2013
Auguri dall’AC
C
arissimi ragazzi
dopo un tempo di allegria e
spensieratezza, in cui vi siete divertiti
a giocare, ad andare al mare e qualcuno
al campo ACR, arriva il tempo dell’impegno. L’anno scolastico appena iniziato non deve essere per voi un anno di
passaggio nella scuola, ma un anno speso bene a scuola.
Per i bambini e ragazzi delle ELEMENTARI.
Il vostro entusiasmo, specie di chi è alla prima esperienza,
deve accompagnarvi ogni giorno. La gioia che avete quando
scoprite nuove cose sia così grande da farvi dimenticare la
fatica di svegliarvi un po’ presto al mattino. Siate sempre attenti
in classe e mai pigri a casa. La vostra voglia di imparare usatela
bene e diventate amici di tutti, non lasciando fuori nessuno.
Per i ragazzi delle MEDIE.
Sono questi gli anni decisivi: se li saprete vivere bene ne
guadagnerete presto tutti i vantaggi; se li sprecherete, facendo
prevalere l’atteggiamento di indifferenza verso ogni cosa che
poi sfocia in maleducazione nei confronti dei vostri insegnanti,
resterete segnati a vita! Non spaventatevi di questa cosa, ma
piuttosto imparate a stupirvi delle cose, ad approfondire gli argomenti, a ricercare le cose belle. Non nascondetevi mai dietro
al fatto che “fanno tutti così”, voi cominciate a fare meglio!
Per i “giovanissimi” delle SUPERIORI.
Gli anni belli sono questi! Non solo divertimento, nuovi
amici di altri paesi con cui incontrarsi anche fuori dall’orario
scolastico, insegnanti nuovi quasi ogni anno! Sono gli anni
belli perché ora maturate e formate la vostra personalità. Lo
studio diventa sempre più serio e impegnativo, ma non di solo
studio vive l’uomo! Siate svegli a vivere le esperienze della
vostra età nella maniera giusta, ascoltando professori e genitori.
Declinate il sapere appreso a scuola negli incontri che la vita
vi riserva. Imparate ad interessarvi ad ogni cosa, a far crescere
in voi il senso di responsabilità. La vostra vita è importante,
datevi la possibilità di arricchirla vivendo questo tempo con
l’entusiasmo dei piccoli e non con la noia dei grandi!
Per i “giovani” dell’UNIVERSITÀ.
Voi che dovreste aver già superato ciascuna delle fasi
precedenti, dovreste avere il cuore disponibile alla volontà
di Dio: Uni-versus, ossia “protesi verso l’Uno” quindi
orientati a DIO. Siate scrupolosi nello studio, non sia la
ricerca del massimo profitto a guidarvi, ma la ricerca del
vero nelle cose. Non dimenticate mai di avere gli occhi
aperti sul mondo ed orientate le vostre scelte con saggezza,
facendovi aiutare da qualche buon consiglio. Ma soprattutto
non dimenticate mai da dove arrivate e chi vi ha accompagnato, e un sano spirito di “restituzione” guidi i vostri passi.
Azione Cattolica
“don Domenico Lombardi” Lesina
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
11
LA FAMIGLIA
IN…
SETTIMANA
A Torino, dal 12 al 15
settembre per la 47ª
edizione delle Settimane
Sociali dei Cattolici Italiani,
per parlare di “famiglia,
speranza e futuro per la
società italiana”. Per la
nostra diocesi c’erano
Severino Carlucci (Direttore
diocesano di Pastorale
Sociale e del Lavoro) e
Michele Marino (Referente
diocesano per la Pastorale
familiare)
di Severino Carlucci
e Settimane Sociali dei
Cattolici Italiani sono ormai un evento che si ripete
da oltre cento anni. Promotore della
prima settimana sociale fu Giuseppe
Toniolo, un protagonista del movimento cattolico a cavallo tra i XIX
ed il XX secolo, forse, il maggiore
esponente del pensiero sociale cri-
L
12
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
stiano dell’inizio del secolo scorso.
Interprete e critico acuto sia del capitalismo, sia del comunismo. Egli
guarda al momento economico come
uno dei luoghi etico-sociali e, insieme,
etico-politici privilegiati della storia.
Toniolo rigetta sia le distorsioni della
concorrenza generata dal capitalismo,
sia lo schema massimalista e utopico
generata dall’ideologia marxista.
L’alternativa che delinea non è la
tradizionale “terza via”, ma un progetto di democrazia orientata al perseguimento del bene comune, facendo leva
sul solidarismo e sulla cooperazione,
raccordando la difesa dei diritti al
richiamo dei doveri, salvaguardando
il primato della persona e del lavoro
umano nei processi produttivi, ribadendo la necessità di ispirare l’azione
dei singoli e delle comunità ai valori
morali.
Gli oltre cento anni di Settimane
Sociali sono sinonimo di un secolo
di impegno dei cattolici per la nostra
nazione. È necessario alimentare la
consapevolezza, non solo tra i cattolici
ma in tutti gli italiani, che la presenza cattolica, come pensiero, cultura,
esperienza politica e sociale, è stata
fattore fondamentale e imprescindibile nella storia del nostro Paese.
Agli occhi della storia non si può
non riconoscere che i cattolici hanno
dato un apporto fondamentale alla
società italiana e alla sua crescita nella
prospettiva del bene comune. Già
all’indomani della fondazione dello
Stato unitario, nella seconda metà
dell’ottocento, nonostante siano stati
esclusi e per altri versi auto-esclusisi
dalla vita politica dell’Italia, a causa
delle note vicende risorgimentali e
post-risorgimentali, i cattolici misero
in atto un enorme sforzo nella formazione di generazioni di italiani ai
sentimenti di appartenenza, di lealtà
allo Stato, patriottismo, sviluppando
quel sentire morale e quell’etica civile
che costituiscono il presupposto per
un’ordinata convivenza. Ciò è stato
profetico perché si avverasse quel
progetto politico, che ha visto la sua
concretezza dopo la seconda guerra
mondiale, per il quale la casa comune
non poteva essere costruita senza la
società civile o addirittura contro la
società civile.
Infatti, le Settimane Sociali costituirono momenti significativi di
elaborazione di idee e di progetti nel
campo dell’educazione cristiana e
civica che trovarono, poi, attuazione
nella quotidianità.
Le Settimane Sociali sono state
un insostituibile luogo di formazione
dei cattolici preparandoli all’impegno
nel sociale e nel politico in quanto è
proprio dei cristiani laici impegnarsi
nelle realtà terrene.
La riflessione emersa nei lavori
che si sono svolti a Torino ha visto
come protagonista la “Famiglia” quale
cellula fondamentale per la società e,
quindi, risorsa sociale per il mondo.
La dimensione familiare della persona ha ricadute sociali di assoluto
rilievo: è nella famiglia che si nasce,
è in essa che si viene educati ai valori
della vita, è attraverso di essa che si
ottiene una protezione primaria nei
momenti di fragilità, come la malattia
e la vecchiaia.
È nella famiglia che l’essere umano scopre e manifesta pienamente
la sua identità di persona, è l’unico
luogo di comunicazione totale, nel
quale si è chiamati per nome, e non
in base a un titolo o al rango, perché
in essa si vive e si agisce per come
propriamente si è, prima che per il
ruolo sociale che si riveste. La famiglia, luogo della generazione e punto
di incontro fra le generazioni, occupa
una posizione centrale nei processi di
sviluppo, come è riconosciuto anche
dalle istituzioni internazionali.
Nel suo messaggio inaugurale
Papa Francesco ha sottolineato che:
«Come Chiesa offriamo una concezione della famiglia, che è quella del
libro della Genesi, dell’unità nella
differenza tra uomo e donna, e della
sua fecondità… Vogliamo riaffermare
che la famiglia, così intesa, rimane il
primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a
misura d’uomo, e come tale merita di
essere fattivamente sostenuta.»
Significativa e molto apprezzata la
prolusione del Card. Angelo Bagnasco, presidente dei Vescovi italiani, che
ha portato il discorso sulla relazione
tra i sessi e ricordato che «Oggi si è
giunti a negare che la persona nasce
sessuata, questo significa mortificare,
non liberare la nostra umanità. Occor-
re evitare il rischio che l’umano venga
polverizzato da un indistinto egualitarismo che cancella la roccia della differenza sessuale e quella generazionale,
eliminando così la possibilità di essere
padre e madre, figlio e figlia.»
Molto applaudito è stato il discorso
del presidente del Consiglio Enrico
Letta.
Sia Carlucci che Marino sono a
disposizione delle Parrocchie e dei
movimenti presenti nella nostra diocesi per approfondire quanto è emerso
nella Settimana di Torino.
Abbonato è… meglio
Oltre la Porta si propone come strumento dell’intera diocesi di San Severo,
per la comunicazione e l’evangelizzazione “dentro e fuori” la porta della
Chiesa e della casa.
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Fatti e fai un regalo utile, che dura un intero anno:
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Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
13
SALUTE E CRISI
La relazione del direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della Salute, don Luca de Rosa,
al convegno “Come garantire la salute in un tempo di crisi” tenutosi a San Severo e promosso
dall’Associazione Medici Cattolici Italiani
di don Luca de Rosa
L
a crisi della nostra epoca
non è soltanto una crisi
economica e sociale, ma è
soprattutto alla radice, nelle sue cause
più profonde, una crisi etica e prima
ancora antropologica, cioè dell’uomo.
L’aumento vertiginoso della tecnologia induce ad un mondo virtuale,
astratto, immateriale, ma non deve
mettere a tacere uno straordinario bisogno di Dio, presente in ogni uomo,
sul quale tutti dobbiamo interrogarci.
Oggi è fortissimo il bisogno di senso,
di orientamento, di un pensiero, in
grado di interrogare se stesso e gli
altri. Per un’adeguata lettura e interpretazione del contesto, nel quale in-
serire l’azione pastorale della Chiesa
e dare risposte alle domande dell’uomo è opportuno conoscere la cultura
dell’uomo del nostro tempo e porre la
domanda: cosa è cambiato e cosa sta
cambiando nella nostra società?
I SEGNI DEL CAMBIAMENTO:
1. La globalizzazione, l’industrializzazione e l’urbanizzazione, (aspetto sociale ed
economico), il passaggio da
una vita patriarcale a una società anonima, dove prevale
il potere della tecnologia, che
offre grandi potenzialità, ma,
se non si avverte il senso del
In ricordo di don Aristide
di Natina Mascolo-Vaira*
I
l 27 Ottobre scorso,
presso il convento
di S. Maria delle Grazie,
in San Nicandro Garganico, è stata ricordata la
figura di mons. Aristide
d’Alessandro, .
Questo sacerdote ha
onorato la diocesi di
Lucera, la città di San
Nicandro Garganico e
la Chiesa tutta, per il suo
apostolato di carità. È
stato un grande oratore
sacro, nonché scrittore.
Seppur insignito quale
Vicario Foraneo, Cameriere segreto di Sua
Santità e Monsignore,
per tutta la vita è rimasto
sempre povero, umile
terziario francescano,
amato dal popolo.
*terziaria OFS ,
Fraternità Giullari di Dio, S. Nicandro G.co
14
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
limite, può rendere l’uomo più
schiavo;
2. La forte spinta alla secolarizzazione con la moltiplicazione
degli orientamenti culturali e
religiosi ha provocato il pluralismo delle idee e dei comportamenti, spesso diversificati e
discordanti tra loro;
3. La fine della modernità con la
crisi delle ideologie della fine
del secolo scorso ha determinato il passaggio alla postmodernità, che viene chiamata
società liquida, dove non ci
sono valori di riferimento
(aspetto morale) e spesso domina l’utilitarismo;
4. L’affermarsi del consumismo, che con lo sviluppo
tecnologico ha consentito una
elevata produzione di beni di
consumo e ha determinato
la corsa dell’uomo “tecnicus” al benessere immediato.
Le conseguenze sono che la
tecnologia produce tre forme
di riduzionismo, che hanno
un’incidenza della vita umana:
• La riduzione ontologica (l’essere),
l’uomo “tecnicus” ritiene di essere
diventato autosufficiente, ma in
realtà è un uomo solo;
• La riduzione cosmologica (l’universo), tutto si può conoscere e
sperimentare, viene esaltato l’aspetto quantitativo delle cose, ma
non qualitativo;
• La riduzione assiologica (i valori),
l’uomo “tecnicus“ colloca al primo
posto gli aspetti materiali, immediati, terreni, mettendo da parte i
valori spirituali: “la coscienza vive
una mancanza di significato” (scriveva il filosofo M. Heidegger).
Si sperimenta una crisi di senso,
che ha il suo inizio nel modo di
intendere l’essere umano e che è
diventata perciò crisi dell’uomo
(aspetto antropologico).
Le conseguenze si avvertono nella
crisi della morale, che non dà valori,
norme e diventa solamente descrittiva.
Si vive in tal modo nell’individualismo, che provoca la deformazione del
concetto di libertà, che spesso è intesa
male ed è vissuta male, come autonomia assoluta. Si è giunti al punto tale
da esaltare la libertà, da farne un assoluto, soprattutto per quanto riguarda
la famiglia, l’economia e la politica.
La libertà è fondamentale per l’uomo,
ma la libertà presuppone la verità;
errore del nostro tempo consiste nello
spezzare il nesso tra verità e libertà.
Se l’uomo cerca un senso, è perché
Dio esiste. Dobbiamo riproporre la
grande verità sulla persona umana:
l’uomo è essenzialmente un essere
relazionale; egli è sempre alla ricerca
di questa relazione fondamentale con
Dio, per costruire la relazione con gli
altri uomini e vivere in società.
I SEGNI DI SPERANZA:
1. Il senso religioso e il senso
morale non sono completamente scomparsi, ma hanno
subito delle profonde modificazioni, sulle quali è possibile
ancora agire con la proposta
della fede cristiana, che si
manifesta nella nuova evangelizzazione;
2. La crisi morale provoca alla
costruzione di altre gerarchie
di valori e prevale il senso
della domanda etica: la questione morale, intesa in tutti i
suoi molteplici significati, sta
diventando il problema centrale del nostro tempo; stiamo
vivendo un ritorno all’etica;
3. È forte il senso dei diritti umani, dell’uguaglianza sociale,
della parità tra uomo e donna,
CIBO PER I POVERI
A San Severo, presso il Centro Commerciale “Leclerc”, una
raccolta alimentare della Caritas Diocesana
di Mario Bocola
La Caritas Diocesana di San Severo, diretta da don Andrea Pupilla si è
fatta promotrice di una raccolta di prodotti alimentari per la Casa Accoglienza “Mafalda d’Errico” con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto alle
persone che vivono in stato di indigenza.
La raccolta dei generi alimentari ha avuto luogo presso lo Shopping Center
“LECLERC” di via M. Zannotti a San Severo.
Durante l’intera giornata, grazie alla generosità di tante persone che hanno
fatto dono alla Caritas di generi di prima necessità, sono stati raccolti: 230
Kg. di pasta, 40 Kg. di farina, 135 lt. di latte, 40 confezioni di alimenti per
l’infanzia, 150 scatolette di tonno, 20 confezioni di carne in scatola, 130
barattoli di pomodori pelati e/o salsa, 30 Kg. di zucchero, 30 barattoli di
legumi in scatola, 50 confezioni di biscotti.
La Caritas ringrazia sentitamente per la lodevole iniziativa la direzione
del centro commerciale “Leclerc”, l’Azione Cattolica Diocesana, il gruppo
scout “Assoraider” della parrocchia Croce Santa di San Severo per la collaborazione e tutte le persone che hanno voluto donare qualcosa da destinare
a chi è nel bisogno.
della libertà di pensiero e di
associazione;
4. Si avverte una crescente domanda di etica nell’economia, al fine di una maggiore
giustizia sociale, soprattutto
nell’ambito della cura della
salute dei cittadini, da considerare persone e non numeri;
5. È molto sentita in alcuni settori
della società, soprattutto tra i
giovani, l’esigenza di coltivare
determinati valori nel gruppo
mediante iniziative di volontariato sociale, ricco di ispirazione etica, che si sviluppa
particolarmente nell’attenzione nei confronti delle persone
povere e deboli, più segnate
dalla fragilità fisica, psichica
e morale;
6. Una maggiore sensibilità ver-
so il problema ecologico nella
salvaguardia del creato, che
renda l’uomo custode e non
più sfruttatore delle risorse
ambientali, nella ricerca di
nuovi stili di vita, basati sulla
condivisione e sulla solidarietà.
Risulta opportuno far leva su questi segni di speranza, per costruire una
comunità umana e sociale solidale e
fraterna, che metta al centro il valore
della persona umana e promuova i
diritti umani. La Chiesa ha un compito
importante di essere lievito dall’interno della società, per la promozione di
valori umani autentici, capaci di preparare il terreno ai valori cristiani, perché possano incidere profondamente
nel tessuto sociale del nostro tempo.
Per chi volesse scrivermi:
[email protected]
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
15
L’INCHIESTA: VIAGGIO IN DIOCESI
Un viaggio alla scoperta della nostra diocesi:
La parrocchia Sacra Famiglia in San Severo
a cura di don Enzo Borrino
D
ire cos’è una Parrocchia e
perché in un quartiere c’è
una Parrocchia è un’impresa non da poco. Ciascuno la vede alla
sua maniere, la intende “secondo la sua
esperienza”, la guarda “pensando alle
persone che ha incontrato”, la giudica,
la innalza, la abbassa, la stima, la rifiuta.
Nella “Christifidele Laici”, al numero 26, la Parrocchia viene definita
come “la Chiesa che vive in mezzo alle
case dei suoi figli e delle sue figlie”,
ma tra le tante definizioni che tentano
di descrivere la realtà parrocchiale, ne
preferisco una citata da Papa Giovanni
XXIII, forse la meno tecnica e la meno
canonica, ma la più suggestiva: La
Parrocchia è la “Fontana del Villaggio”, quella che dona l’acqua capace
di dissetare la sete spirituale insita nel
cuore di ogni uomo.
Da quasi trent’anni anni nel quartiere “Fortore” c’è una fontanella. Certo,
in certi periodi o in certe persone, l’acqua sgorga più o meno copiosa, almeno
Don Vincenzo Borrino,
nato il 28 Maggio 1946,
dopo aver studiato presso
i seminari di San Severo,
Manfredonia, Benevento
è stato ordinato sacerdote
il 3 Settembre 1972 da
mons. Angelo Criscito e
parroco della parrocchia
Sacra Famiglia di San
Severo il 1° aprile 1985.
16
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
in maniera visibile, sono
i limiti umani, ma la fede
mi parla di una Presenza
e di un’azione dello Spirito che ha portato e porta
consolazione e salvezza.
Quasi trent’anni non
sono né molti né pochi,
sono storia di un cammino fatto insieme, memoria
di tanti avvenimenti lieti o
meno lieti, ricordo di persone che hanno lavorato in e per questa
“vigna” del Signore. Nella memoria
sono conservati tanti avvenimenti:
l’incremento demografico ed urbanistico del rione “Fortore”, la crescita
nel sentirsi sempre più Comunità, la
soddisfazione per la costruzione della
Chiesa e poi dell’Oratorio…
Per alcuni, una
Parrocchia vale l’altra, senza pensare
all’importanza di
appartenere a una
comunità che abbraccia le famiglie
di un determinato
territorio, le segue
nella crescita spirituale dei figli, nei
momenti più belli
e importanti della vita e nei momenti
della tristezza e del dolore.
La Parrocchia, ogni Parrocchia, è
soprattutto comunità viva, comunità di
uomini, donne, giovani e Bambini in
cammino verso un ideale comune che
tutti sorregge e anima: fa costruzione
del regno di Dio.
Il Concilio ci ha ricordato che la Parrocchia non è solamente e unicamente
una comunità racchiusa in un territorio
ben delimitato; neppure va intesa come
un ente che offre servizi e prestazioni,
ma è “una piccola parte di popolo di
Dio in cammino”. E ci ha ricordato che
il Parroco non va considerato solo come
“il rappresentante” del Vescovo, ma
anche come “il pastore proprio” della
viva comunità parrocchiale locale, per
la quale dà tutto se stesso.
Le date più significative della “Sacra Famiglia” in S. Severo
• Natale 1984 erezione canonica della Parrocchia Sacra Famiglia
voluta dal Vescovo Mons. Angelo Criscito;
• 1° Aprile 1985 nomina del primo Parroco, don Vincenzo Borrino,
attualmente ancora parroco della “Sacra Famiglia”;
• 28 dicembre 1986 benedizione e posa della prima pietra della Chiesa
alla presenza del Vescovo Mons. Carmelo Cassati;
• 26 maggio 1995 benedizione e posa della prima pietra delle opere
parrocchiali da parte del Vescovo Mons. Cesare Bonicelli;
• 1° ottobre 2000 dedicazione della chiesa e consacrazione dell’altare
con il Vescovo Mons. Michele Seccia;
• Natale 2009 indizione dell’Anno Giubilare della Parrocchia (20092010) da parte del nostro Vescovo Mons. Lucio A. M. Renna.
Attività e “numeri” della “Sacra Famiglia”
ella parrocchia opera l’Oratorio “Arcobaleno dell’amicizia” che aderisce all’ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia) e svolge diverse con attività a misura di ragazzi, fra le quali pattinaggio, rollerblade,
skate e giocoleria, mini basket e calcetto.
Due i cori parrocchiali: uno “storico”, diretto dal maestro Lucia Di Lella e composto principalmente dai ragazzi della parrocchia, e dal 2010, spinti anche dalla presenza in chiesa del nuovo organo a canne, un secondo coro
composto principalmente da adulti diretto dal maestro Olga Gorgoglione.
Oltre al gruppo Scout, in parrocchia sono presenti anche il Gruppo Maria Regina della Pace; il Gruppo Divina
Misericordia; l’Anspi don Bosco; il Gruppo Caritas con centro di ascolto che ogni prima domenica del mese presta
il proprio servizio presso la mensa della Caritas diocesana preparando e distribuendo cibo, lo stesso gruppo provvede
anche alla distribuzione viveri e indumenti in parrocchia. La “Sacra Famiglia” di San Severo può contare anche su un
gruppo di adulti collaboratori che seguono le strutture parrocchiali per lavori ordinari e straordinari di manutenzione.
Poco meno di 6.000 le anime della parrocchia, dove lo scorso anno sono stati amministrati circa 50 battesimi,
poco meno di 70 cresime (fra le quali
una quindicina di adulti) e circa 80 di
Prime Comunioni. Una quarantina i funerali celebrati e solo 4 o 5 i
matrimoni (Perché - dice don Enzo molti si spostano in altre parrocchie,
facilitati dai parroci che li ospitano).
Presenti ed attivi anche alcuni Ministri straordinari dell’Eucarestia
che portano comunione a casa degli
ammalati la domenica quando il parroco
che va durante la settimana è impegnato
in parrocchia per le altre celebrazioni.
N
Parrocchia Sacra Famiglia
Via Padre Matteo da Agnone
71016 - San Severo (Fg)
Tel. 0882224158
Pubblicità Sales
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
17
UNA SFIDA DA ACCETTARE
L’esperienza di un campo di lavoro per alcuni giovani di San Severo
di Ada Carano
I giovani della parrocchia Madonna della
Divina Provvidenza, in
San Severo, al campo di
lavoro a Bose, assieme
al loro parroco, Don
Luigi Rubino
I
campi di lavoro sono esperienze di volontariato. Nello
specifico, partecipare ad un
campo significa contribuire alla
realizzazione di qualcosa che sia
di utilità sociale in diversi settori,
lavorare insieme ad un progetto; e
quando un’attività simile si svolge
in una comunità religiosa, il lavoro si
fonde con la spiritualità, la riflessione,
il confronto fra i vari partecipanti, diventando un’occasione di fratellanza
e conoscenza con persone provenienti
da varie parti del mondo.
Alcuni giovani della parrocchia
Madonna della Divina Provvidenza
abbiamo colto con entusiasmo l’occasione di trascorrere quest’esperienza
presso la comunità monastica di Bose,
fondata nel 1963 da Enzo Bianchi,
che ogni anno propone campi di lavoro per dare ai giovani la possibilità
di partecipare maggiormente alla vita
della comunità e conoscerla dal di
dentro condividendo con i monaci i
momenti più importanti. Così, pronti
18
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
a metterci alla prova, abbiamo soggiornato in un’accogliente casa nel
comune di Magnano, in provincia di
Biella, dall’8 al 15 Giugno scorso,
accompagnati dal nostro parroco don
Luigi Rubino.
Ogni mattina, ci veniva distribuito il lavoro. Alcuni si sono occupati
dell’orto, altri della biblioteca e, la
maggior parte del gruppo si è cimentato nella preparazione di marmellate
e confetture. Il resto della giornata è
stato ritmato dalla preghiera comune
(mattino, mezzogiorno e sera) e, nel
pomeriggio da un incontro di riflessione biblica, guidato da un fratello o una
sorella della comunità, a cui faceva seguito il confronto e la discussione tra i
membri del gruppo. Il pranzo e la cena
condivisi, poi, con persone diverse e i
momenti liberi, sono diventati occasioni di scambio e conoscenza tra di
noi, nonché della vita della comunità
attraverso la visita di alcune realtà e
attività di lavoro come il laboratorio di
ceramiche e quello delle icone.
In questo modo abbiamo avuto
occasione di osservare da vicino lo
svolgimento di varie attività lavorative e di conoscere giovani di altre parti
d’Italia, giunti come noi a Bose per il
campo di lavoro; ma abbiamo avuto
pure la possibilità di conoscere fratelli
e sorelle della comunità monastica, di
età diverse, italiani e non, provenienti
da varie realtà, e di essere da loro arricchiti attraverso l’ascolto delle loro
storie, l’amorevole attenzione a ogni
nostro bisogno, la continua disponibilità, interesse e dedizione nei confronti
di ciascuno. Questo ha aiutato molti
noi ad avere una visione nuova e positiva della realtà monastica.
Questa nuova esperienza che
abbiamo condiviso ci ha dato la possibilità e la gioia di dare un piccolo
apporto alla comunità di Bose, di
arricchire la nostra formazione umana
e cristiana, di scoprire nuove realtà
e amicizie, ma anche di divertirci in
maniera sana e semplice soprattutto
nei momenti liberi vissuti tra di noi.
UNA VACANZA “SPECIALE”
La settimana del Vescovo con i seminaristi della Diocesi
di Marco della Malva
C
ome di consueto, anche
nell’estate 2013, i seminaristi della Diocesi, accompagnati dal rettore del seminario
diocesano don Francesco De Vita, e
dalle suore della congregazione delle
Missionarie del Catechismo, suor
Rosenda e suor Rosalinda, hanno trascorso alcuni giorni insieme al nostro
Vescovo, per quest’anno, presso l’Isola
San Domino nell’arcipelago delle Isole
Tremiti. I giorni passati insieme sono
stati carichi di momenti di allegria e
fraternità, di preghiera e di attenta formazione spirituale ed umana. Nell’Anno della Fede, gli incontri formativi
hanno avuto come argomento cardine:
la Fede, vissuta in piena comunione
con la Carità e la Speranza. Partendo
dall’icona biblica della Samaritana (Gv
4, 1-26), il Vescovo ci ha presentato
la dimensione nuova che il credente è
chiamato a vivere: la Luce.
Punti di riferimento degli incontri
sono stati Abramo e Maria, figure
bibliche nelle quali la luce della fede
ha trovato piena accoglienza. In questi
“colossi della vita spirituale” abbiamo
cercato di trovare dei punti di confronto per poter analizzare la nostra
fede di giovani credenti in cammino.
Una fede basata, come per Abramo
Il nostro Vescovo, Monsignor Lucio Renna, con il rettore del seminario di San Severo,
don Francesco De Vita, le suore ed il gruppo dei seminaristi a Tremiti
e Maria, sull’accettazione piena del
progetto di Dio, una fede fatta di rinunce, di cammino, alle volte di non
comprensione ma certamente di totale
fiducia ed abbandono in un Dio che si
fida di noi e non ci abbandona nella
nostra condizione umana, ma tramite
la fede ci offre una stella polare da
seguire nelle tempestose burrasche
della nostra vita. A testimonianza di
ciò, Mons. Lucio Renna ci ha presentato l’autore
Max Thurian,
il quale afferma
che: «Con noi
Dio è onnipotente, col nostro
si la sua potenza si esplica» e
il nostro si illuminato e preceduto dal si di
Dio, di Maria e
di Cristo, diviene un dinamico
cammino di rin-
novamento spirituale che ci conduce
al volto di Cristo. Il messaggio cristiano fatto di fede, carità e speranza,
che tutti noi, nessuno escluso, siamo
chiamati a portare, non è solo informativo, ma performativo. La spiritualità
del credente, che permea e forma la
vita di ogni cristiano, dev’essere un
cammino fatto nella maturità libera
e profonda che sfocia nella vita di
preghiera, ed è Maria che come madre
ci guida nella progressiva conformazione a Cristo Gesù.
Il Vescovo ha concluso i nostri
giorni di permanenza con la domanda:
“come possiamo diventare noi uomini
nuovi in Cristo?”. Non so se siamo
riusciti a trovare una risposta a tale
quesito, ma sono fermamente convinto del fatto che le risposte rendono
saggi, ma domande di questo calibro
ci rendono più credenti, sapendo che
la nostra meta, che è la santità, è un
lungo e quotidiano cammino di conversione e di ascesi verso la vetta della
Santa Montagna.
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
19
PARROCCHIE INSIEME
Le parrocchie di Serracapriola e Chieuti assieme in campi-scuola
di Giuseppe Galante
estate della comunità
parrocchiale di Santa
Maria in Sylvis e San
Mercurio martire in Serracapriola, è
stata caratterizzata da due appuntamenti di campi-scuola per ragazzi e giovanissimi. Il primo campo, inter-parrocchiale, ha visto coinvolti i ragazzi della
catechesi di III, IV, V elementare e I,
II, III media della nostra parrocchia
e di quella di San Giorgio Martire in
Chieuti. Infatti, da alcuni anni, su invito
del parroco di Chieuti, don Antonio
Soccio, vi è questa collaborazione tra
le nostre parrocchie, concretizzatasi
quest’anno con il campo-scuola dall’8
al 14 luglio, a Vitulano (BN).
Con lo slogan “Tutti per Tutti”, è
stata lanciata la sfida a pensare che
proprio tutti dobbiamo prenderci
cura di tutti… gli altri in un “Tutti”,
che riguarda ciascuno. Tre sono stati
i temi principali affrontati con un
primo filone educativo, la comunità
e la memoria; un secondo un filone
biblico, gli Atti degli Apostoli; ed un
terzo teologico: la Chiesa.
Le giornate sono state dense e ricche di momenti, come la preghiera, le
attività di gruppo, i servizi, i giochi e
un po’ di tempo libero.
Particolare apprezzamento ha riscosso l’ultimo giorno di campo, che ci ha
visti tutti riuniti, ragazzi e genitori, prima per condividere i lavori fatti durante
la settimana e alcuni giochi di gruppo,
poi con la celebrazione Eucaristica ed
L’
20
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
infine con il pranzo al ristorante.
Vorrei ringraziare don Antonio
Soccio, che ogni anno instancabilmente, si fa carico dell’organizzazione,
don Renato Orlando, che sempre ci
sostiene e sprona in tutto questo, gli
educatori, il seminarista Giorgio Rico,
Rosangela Tartaglia, Nunzia Paglione, Giorgia Occhionero per Chieuti;
Mario D’Adamo, Daniela D’Ercole
per Serracapriola; il team dei cuochi,
Maria Gallinaro e i coniugi Antonio
e Anna de Felice, per la loro preziosissima collaborazione; infine, un grazie a
tutti i genitori e i ragazzi, che ancora una
volta hanno creduto a questa proposta
educativa, rispondendo al nostro invito.
Penso di poter affermare in questo
caso, che l’unione fa la forza e noi di
Serracapriola e Chieuti lo constatiamo
da alcuni anni, più che mai.
Altrettanto intensa e ricca di emozioni, è stata l’esperienza del neo - Gruppo
Giovani Parrocchiale “Carlo Acutis” di
Serracapriola, intitolato a questo ragazzo di Milano, figura affascinante e profonda, per il quale è iniziato il processo
di beatificazione e canonizzazione.
Il Gruppo è costituito da giovani
adolescenti del post - cresima, che hanno
terminato il cammino della catechesi
e che continuano ad approfondire la
propria umanità e fede, con incontri
formativi settimanali, con iniziative di carattere parrocchiale e sociale, all’insegna
dell’unità e dello stare insieme. Con loro,
dal 3 al 7 agosto, presso l’oratorio della
parrocchia di Sant’Erasmo in Bojano,
abbiamo vissuto un campo estivo, il primo dopo quasi vent’anni a Serracapriola,
per questa fascia di età e che ha visto 20
ragazzi entusiasti e affiatati.
Il tema proposto, anche alla luce del
messaggio di papa Francesco, ai giovani
di tutto il mondo con la GMG in Brasile,
è stato “La Chiesa…se non io chi?”.
Con i ragazzi abbiamo riflettuto sulla
parabola del buon Samaritano, facendo
nostro l’invito di Gesù, a prestare attenzione al nostro prossimo e nello stesso
tempo a farci prossimi dei nostri fratelli
e sorelle più bisognosi, che incontriamo
sul nostro cammino. Abbiamo presentato e fatto conoscere meglio, alcune
figure di testimoni concreti dei nostri
giorni, come don Oreste Benzi, lo
stesso Carlo Acutis e Papa Francesco.
Molto emozionanti ed arricchenti
sono state l’esperienza del servizio presso
la casa di riposo per anziani di Bojano e
l’escursione a piedi, durante la quale si è
condivisa la fatica del cammino e l’acqua
da bere. Altro aspetto molto bello, che ci
ha fatti sentire ancora di più “Chiesa”, è
stato il fraternizzare dei nostri ragazzi con
quelli della parrocchia che ci ha ospitati,
con i quali abbiamo condiviso momenti
formativi e ludici, instaurando legami
di amicizia molto intensi. Un grazie di
cuore, a don Giovanni Di Vito, nostro
compaesano e parroco a Bojano, per la
disponibilità e l’accoglienza, al nostro
parroco don Renato Orlando, per il suo
sostegno e la sua visita, agli educatori
che mi hanno affiancato nella guida di
questo gruppo giovani e con i quali
abbiamo organizzato e proposto questo
campo: la catechista Lorenza Risoldi,
il giovane Mario D’Adamo, la comunità
Scout Serracapriola 1, nelle persone di
Mercurio Di Siro, Mimmo Paolantonio, Giuseppe Signorile e Francesca
Gaggiano e la signora Giovanna Risoldi,
già catechista in parrocchia, per il prezioso
aiuto in cucina. Il mio augurio, forte anche
dell’entusiasmo dei ragazzi, è quello di
ripetere questa bellissima esperienza, a
Dio piacendo, l’anno prossimo.
CAMMINA, CAMMINA…
Insieme sulla strada per un “campo itinerante”, attraversando
i centri della nostra Diocesi, i giovani dell’Azione Cattolica
di Sonia Nardella
T
utto iniziò con le parole di
Papa Francesco “Fa pena
vedere tante parrocchie
chiuse, bisogna uscire, bisogna andare
incontro agli altri per portare la luce
e la gioia della nostra fede. Bisogna
uscire sempre con l’amore e la tenerezza di Dio”. Il Papa ci invita ad essere
missionari, a non aspettare immobili
nelle nostre parrocchie gli altri, ma ad
andare loro incontro, e cosi abbiamo
scommesso su una nuova (per noi)
esperienza: un campo strada itinerante
per il settore giovani di Azione Cattolica e per gli educatori Acr, un cammino
a piedi, che ci ha portato nelle nostre
strade, nelle nostre parrocchie, tra i
nostri giovani. Una scommessa vinta!
Il gruppo al nastro di partenza non
era numeroso, ma non ci siamo scoraggiati e il 17 Giugno, con scarpe comode
e zaino in spalla siamo partiti per la
prima tappa, e giorno dopo giorno
abbiamo raggiunto quasi tutti i paesi
della nostra Diocesi, accompagnati da
don Antonio di Domenico Assistente
Acr e unitario dell’AC diocesana.
Per raccontarvi tutto quello che è
successo e che abbiamo vissuto servirebbero molte più pagine, forse un
libro, ma proverò comunque a raccontarvi le emozioni che sono impresse
ancora nella mente e nel cuore.
La nostra giornata cominciava con la
sveglia che suonava presto, anzi prestissimo, ma ci trovava assonnati solo per
pochi minuti, poi la voglia di camminare con gli altri e raggiungere la tappa
successiva si faceva posto tra le nostre
emozioni, e allora preparato lo zaino e
fatta una buona colazione si partiva. Le
prime ore del cammino procedevano
tranquillamente, il fresco del primo
mattino ci permetteva di camminare
facilmente, il sole
(molto caldo) poi,
ci rallentava un
po’ e a volte ci
scoraggiava ma
era un cammino
condiviso con gli
altri ragazzi e allora ci si faceva
forza a vicenda e
si raggiungeva la
meta!
Il cammino di
tutto il campo è stato accompagnato
da un grande compagno di strada, un
tipo tosto, che sa il fatto suo, uno a
cui Gesù ha affidato la sua Chiesa, pur
sapendolo uomo come tutti: l’apostolo
Pietro. Alcuni amici sacerdoti e non,
ci hanno fatto conoscere l’esperienza
dell’incontro di Pietro con Cristo, e
riflettere su quanto la figura dell’apostolo possa essere vicino a noi, più di
quanto possa sembrare; ognuno di loro
ci ha trasmesso la propria vicinanza,
la propria amicizia e la propria esperienza di incontro con Dio.
Una volta raggiunta la meta, non
senza fatica, ci abbandonavamo all’accoglienza fraterna dei parroci (che
hanno fatto le veci di veri padri), e delle
comunità che ci aspettavano e che hanno
vissuto con noi un pezzo di strada. Abbiamo condiviso con loro pensieri, cibo,
risate, momenti di festa e di riflessione:
ci siamo sentiti vera Chiesa di fratelli!
Le emozioni sono state tante e sono
difficili da raccontare, ma questo gruppo si è veramente sentito unito e ci è
sembrato quasi di essere catapultati a
circa duemila anni fa, sulle strade della
Palestina, le Sue strade, e a percorrerle
da apostoli in missione per portare il
Suo annuncio e gridare con gioia che
l’incontro con Lui rende bella, anzi
bellissima la nostra vita.
ABBONATO È… MEGLIO
Oltre la Porta si propone come strumento dell’intera diocesi di San Severo, per la
comunicazione e l’evangelizzazione “dentro e fuori” la porta della Chiesa e della casa.
È necessario, però, il tuo contributo ed il tuo sostegno, anche economico.
Non ti chiediamo un’offerta, ma di abbonarti al Giornale della tua Diocesi, di sostenerlo anche
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Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
21
GIOVANI AD ASSISI
Per le vie di Chiara e Francesco il gruppo giovani della parrocchia
Maria SS. della Libera e San Sebastiano in San Severo
D
al 6 al 10 agosto noi giovani del Gruppo Karol,
accompagnati dal nostro
instancabile parroco don Giovanni Pistillo e dalla premurosa Suor Umberta
Donina, insieme ad alcune giovani
famiglie della parrocchia, ci siamo recati in pellegrinaggio nella terra in cui
vissero Francesco e Chiara. Dopo un
anno di riflessione sulla vita e sugli insegnamenti di questi due giovani Santi,
abbiamo avuto il piacere di conoscere
i luoghi che li videro impegnati nella
loro opera di evangelizzazione.
Nel nostro pellegrinaggio ci hanno
accompagnato con le loro catechesi
itineranti Suor Marcella e Suor
Claudia delle Francescane dell’Addolorata; Suor Anna delle Francescane Missionarie di Maria e un fra
Andrea della Porziuncola.
Abbiamo conosciuto gli ambienti
di Chiara e Francesco, ripercorrendo
cronologicamente la vita di questi due
santi, sollecitati dalle riflessioni e dalle meditazioni che ci venivano rivolte.
Suor Marcella ci ha invitato a riflettere su cosa significhi essere giovane oggi;
sul valore della persona; sulla necessità
di capire che valiamo non per ciò che
possediamo, ma per ciò che siamo. Don
Giovanni, dinanzi al battistero in cui venne battezzato Francesco, ci ha invitato a
rinnovare le nostre promesse battesimali,
ricordandoci che con il Battesimo siamo
diventati figli di Dio, e ciascuno di noi
22
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
vale molto, perché Cristo ha donato la
propria vita per riscattare ciascuno di
noi. Quale gioia, poi, pregare sull’umile
tomba di Frate Francesco!
Nel monastero di S. Damiano,
Suor Claudia ci ha tenuto una riflessione sulla “Vocazione di Chiara e
Francesco”: sulla chiamata all’Amore,
sulla necessità di sentirsi amati. Ci
ha spiegato che il Signore ci chiama
all’Amore, ci chiama alla felicità così
come siamo. Ci ama con tutti i nostri
limiti e le nostre miserie.
Presso l’Eremo delle Carceri, con
Suor Anna abbiamo meditato sul valore
della preghiera, su cosa significhi pregare! Nella Porziuncola, invece, Suor
Claudia ci ha tenuto una catechesi sulla
Misericordia di Dio, che deve essere la
certezza della nostra vita, la consapevolezza che nonostante i nostri limiti
e i nostri sbagli, Dio ci ama sempre
con lo stesso Amore. Sr Claudia ci ha
ricordato che il Signore non ama solo
le persone belle, buone e che vanno in
Chiesa, ma anche i “lontani” e attende
ansioso, come descritto nella parabola
del Padre Misericordioso. Al termine
della catechesi, abbiamo incontrato Fra
Andrea, un giovanissimo frate, che ci ha
raccontato la sua vita, le sue esperienze
e il valore che nella sua vita ha avuto la
Misericordia di Dio: prima studente universitario e barista in locali notturni, poi
laureato in fisica nucleare e ricercatore
presso l’Università. Lontano da Dio.
Sente una pressante chiamata a seguirlo,
ad abbandonare le sue certezze per affidare a Dio tutta la sua vita. Abbandona
il posto da ricercatore universitario,
lascia la sua ragazza ed i suoi affetti per
seguire Gesù tra i figli di S. Francesco.
Al termine della catechesi, fra Andrea ci
ha invitati ad “essere aquile non polli”,
a vivere la vita puntando in alto.
Prima della ripartenza per San Severo, abbiamo condiviso un momento
di amicizia e fraternità con le suore e
due giovani sacerdoti, don Michele
e don Paolo, della diocesi di Ragusa,
trascorrendo una piacevole serata, che
sicuramente non dimenticheremo.
Siamo tornati a casa stanchi, ma
certamente ricchi di serenità grazie
ai momenti e alle Parole che ci hanno
accompagnato e che ci accompagneranno per la nostra vita.
Un grazie particolare va al nostro
parroco don Giovanni che ci segue
sempre nelle nostre “avventure” con
tanta disponibilità ed attenzione, organizzando momenti di grande spiritualità e guidandoci con cura paterna.
Un grazie altrettanto grande a Suor
Umberta che ci è sempre vicina con
amore e sollecitudine, condividendo
ogni momento della nostra vita con
grande rispetto e discrezione.
Uno speciale ringraziamento a Sr
Marcella, Sr Claudia, Sr Anna e Fra
Andrea che in modo gratuito ci hanno
testimoniato la bellezza della Fede in Cristo e la grandezza del Suo Amore! Sono
stati davvero “doni” della Provvidenza.
Un ringraziamento particolare va
alle Suore Francescane Missionarie di
Maria che hanno aperto la propria casa
per ospitarci con grande accoglienza
e amore. Infine ringraziamo l’autista,
Giuseppe d’Angelo, dell’Agenzia
Viaggi Travel way dei fratelli Campobasso, che ci ha accompagnato in quei
santi luoghi con grande disponibilità e
professionalità, condividendo con noi
le esperienze vissute.
I responsabili del
Gruppo Giovani Karol
NASINSÙ
Il Grest 2013 della Libera e San Sebastiano
A
nche quest’anno la nostra
comunità parrocchiale,
amorevolmente guidata
da Mons. Giovanni Pistillo, ha organizzato le tradizionali attività estive
rivolte ai ragazzi delle scuole elementari e medie. Così, il nostro oratorio
si è riempito di ragazzi: più di 100
iscritti., diventando “casa” per molti.
Ogni pomeriggio dalle 16:30 alle
20:30 ci si ritrovava insieme ai numerosi e pazienti educatori, guidati da
Suor Umberta Donina, per vivere
momenti di fede, gioco e divertimento.
Tema del Grest è stato: “Guarda
il cielo e conta le stelle”. È di fronte
all’immensità del cielo che l’uomo,
nonostante si senta infinitamente
piccolo, si riscopre ancora capace di
meravigliarsi, di percepire e immaginare l’infinito.
La cornice narrativa del Grest ha
preso spunto dal romanzo breve per
ragazzi “C’è nessuno?” di J. Gaarder.
Il racconto tratta di un incontro magico tra un bambino che sperimenta
la bellezza dell’attesa del fratellino
che sta per nascere e un bambino che
proviene da un pianeta lontano, una
storia al confine tra la realtà e il sogno.
Il racconto della storia si è alternato a
momenti di gioco e di attività artistiche, laboratoriali e ricreative.
Quest’anno, per la gioia di molti,
si sono organizzati veri e propri tornei
sportivi (calcio, pallavolo, basket, calciobalilla e ping-pong) e una volta alla
settimana il tanto atteso “water day”,
per sopportare meglio il caldo estivo.
Appuntamento quotidiano che non
poteva mancare è stato il crucigrest,
cruciverba musicato in cui i ragazzi si
sfidavano a squadre.
Abbiamo invitato i ragazzi a tirar su
la testa, anzi a mettersi “nasinsù”, per
guardare il cielo e contare le stelle, ma
rimanendo con i piedi per terra. Contemplando il firmamento del cielo, abbiamo
cercato di insegnare loro a guardare
oltre, a cercare il senso del creato e a
restare affascinati dalla sua grandezza,
bellezza e armonia che rimanda a Dio
Creatore. È stato detto loro della promessa che Dio fa all’uomo, del desiderio
divino che si traduce in vita per tutti, a
tal punto che per il Padre tutto rientra in
un Disegno più grande, dalle stelle sopra
di noi al più piccolo fra gli uomini. Tutti
siamo importanti, tanto che noi siamo
considerati da Dio come le stelle del
cielo. È così che Dio ci ha pensati ed è
così che Dio ci vuole.
Abbiamo invitato i ragazzi a sentirsi
un po’ delle “stars”, gente che vuole il
massimo dalla vita e che però sa mettersi alla scuola della “stella polare”,
della stella fissa che indica un cammino
costellato di bontà e di amore, di condivisione e di compassione, dove non
esiste chi resta isolato ed escluso, dove
non c’è chi è fuori dal gioco.
A conclusione del Grest, abbiamo
vissuto il Family day, un momento
dedicato alla famiglia. Genitori e figli
si sono radunati nel cortile parrocchiale
per partecipare alla Santa Messa, momento di lode e di ringraziamento, per
contemplare insieme il cielo: fermarsi
per guardare le stelle e ringraziare il
Signore per il dono della vita e della Famiglia. Durante l’omelia, don Giovanni,
ci ha invitati a vivere “nasinsù”, come
hanno fatto gli Apostoli Pietro e Paolo,
che pur avendo lo sguardo rivolto a
Dio, al Cielo, hanno predicato la Buona
Notizia rimanendo con i piedi per terra,
operando tra le “genti”. Al termine della
Celebrazione eucaristica genitori e figli
si sono sfidati in giochi e tornei. Successivamente i ragazzi hanno insegnato ai
propri genitori l’inno del Grest.
La stella polare che ci orienta
quando siamo “nasinsù” ha un nome
ed è Gesù, Colui che è nato sotto il
segno di una stella luminosa per essere
“luce del mondo”, faro che irradia calore e mostra la direzione per chiunque
voglia seguirlo.
Grazie a tutti per questa splendida avventura. Buon anno da vivere
“nasinsù” e arrivederci al Grest 2014.
Il gruppo degli educatori
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
23
CAMPI, MA NON SOLO
Cronache estive della Parrocchia Gesù Divino Lavoratore
di Antonio Monteleone
A
nche quest’anno a giugno in oratorio abbiamo
organizzato il Grest. Per
la prima volta pure di pomeriggio.
I bambini, quasi 140, hanno vissuto
un’esperienza davvero indimenticabile: attraverso le mille avventure
dei fratelli Pevensie (Peter, Susan,
Edmund e Lucy), hanno “abitato” per
tre intense settimane la magnifica terra
di Narnia. Come avete potuto intuire,
tema dell’Estate Ragazzi sono state
“Le cronache di Narnia - il leone,
la strega e l’armadio” (che i ragazzi
guardavano attraverso varie puntante,
giorno per giorno). Questo testo fiabesco, scritto da C. S. Lewis, vuole
rimandare intenzionalmente il famoso
leone Aslan alla figura di Cristo. Ciò
che è nato dalla fantasia di Lewis, ne
siamo certi, non è altro che una riproduzione in chiave fiabesca della storia
più bella del mondo: la storia biblica.
Gli oltre 25 educatori, incoraggiati
dalla signora Rosanna Di Pumpo,
hanno quindi sottolineato le idee
portanti che emergono dal romanzo,
24
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
cioè i contenuti essenziali della nostra
fede: l’eterna lotta tra bene e male; la
possibilità di ricominciare da capo e
l’importanza del perdono; la necessità
di un Redentore; il dovere morale di
combattere il male e che l’amore è la
forza più grande del mondo. Parallelamente a questo, i bambini si sono
divertiti molto pregando, con attività,
giocando, facendo uscite in paese
e passando pomeriggi interi a
giocare a calcetto e a fare laboratori manuali (plastilina, pasta
di sale, ecc…). Come al solito
durante la seconda settimana le
nostre brave cuoche (Rosanna,
Assunta e Lina) ci hanno preparato un pranzo da leccarsi i
baffi. L’ultimo giorno, infine, i
bambini hanno organizzato un
bellissimo spettacolo per i loro
genitori.
Dal 28 luglio al 3 agosto
abbiamo vissuto, giovanissimi
e ragazzi di Acr, guidati dal
nostro parroco don Renato
Borrelli, dal nostro grande
animatore Andrea Lariccia e
da 8 educatori, una bellissima
esperienza di campo estivo ad
Acerenza (PZ), immersi in un
grande parco verde e ospitati in suggestivi bungalow in
legno. Ecco come ce ne parla
Andrea: «“Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo, chi non
rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno”.
Sembra che Pablo Neruda avesse
pensato a noi quando compose questi
versi, o perlomeno ai ragazzi e alle
ragazze di ogni tempo che sentono
forte dentro di sé l’energia degli
ideali, in forza dei quali la vita si
allarga fino a contemplare orizzonti
vastissimi e impensati. Inseguire i
propri sogni, evitando di confondere
quelli diurni, come ci insegnava don
Tonino Bello, con quelli illusori di
gloria, propinati come autentici da
tanta cultura odierna. Tra tutte le
esperienze vissute durante il campo estivo 2013 dai ragazzi di Gesù
Divino Lavoratore ad Acerenza,
una in particolare porterò per sempre dentro di me: la serata sotto le
stelle! Un’intera serata passata col
naso all’insù a scrutare i segreti del
cielo notturno, cercando di penetrare almeno un po’ in quel misterioso
intreccio che forma le costellazioni.
Allenare l’occhio della meraviglia,
imparare che l’altro non è soltanto
un essere da aiutare, ma una persona
di cui costantemente meravigliarsi,
così diversa da non poter dire altro
che wow…!”.
Un’altra iniziativa che ormai
organizziamo da anni, è quella del
Minicampo in Oratorio. Durato
una settimana, dal 28 agosto al 4
settembre. Obiettivo principale del
minicampo è stato quello di formare
i nuovi educatori e animatori ACR.
Infatti, ogni mattina, don Renato ci
indicava come strutturare e preparare
il nuovo anno pastorale, con l’aiuto
della sintesi del libro “Uffa, che bello!” di don Tonino Lasconi. Inoltre
ci siamo dedicati allo studio della
metodologia dell’Azione Cattolica
Ragazzi. Tutto con un mix di giochi, attività e serate esplosive. Ogni
giorno pranzo in Oratorio preparato
dalle brave cuoche, e offerto da don
Renato. Ogni cosa programmata
prima da noi educatori più grandi
durante il mese di agosto. Essendo
agli sgoccioli del nuovo anno scolastico, abbiamo voluto dedicare
appositamente del tempo al gioco e
allo svago. Il nostro motto per questa
bella settimana è stato “VENITE E
VEDRETE!”, proprio per capire cosa
significa seguire Gesù Cristo.
SULLE ORME DEL FRATICELLO
Da Torremaggiore alla “scoperta” del fraticello di Assisi
U
na parte del gruppo giovani della parrocchia
Santa Maria della Strada
di Torremaggiore, accompagnato dalla
responsabile Annamaria Schiavone
e dall’assistente spirituale don Santino Di Biase, ha percorso e, come meglio poteva, rivissuto buona parte del
cammino di San Francesco ad Assisi.
L’essenziale è stato non comportarsi da semplici turisti, ma da fedeli:
non focalizzarsi sulle importantissime
opere di Giotto presenti nella basilica
di San Francesco, ma piuttosto sulla
fede di questo Santo Uomo.
Perché Francesco è innanzitutto un
Uomo, come dimostra la cripta nella
basilica a lui dedicata: un giovane che
ha preso la coraggiosa decisione di
lasciare tutto per scoprire un Amore
trascendente che entra in contatto fisico con Cristo attraverso le stigmate
ricevute all’Averna.
Proviamo a chiudere gli occhi e a
tornare indietro nel tempo, nel 1200.
Immaginiamo questo ragazzo,
in giro per le campagne umbre, che
trova ristoro presso la chiesetta di S.
Damiano e, d’improvviso, sente una
richiesta dal crocifisso qui esposto:
“Ripara la mia Casa”.
Compreso il vero
significato di questa
frase, lascia il lavoro,
si oppone duramente
al padre e fonda un
ordine basato sulla
Fede, sulla Speranza
e sulla Carità, le tre
virtù teologali che
don Santino, durante
questa esperienza ad
Assisi, ci ha aiutato
ad approfondire.
Da tutti conosciuto come il Giullare di
Dio, San Francesco
è folle d’amore per
il Signore.
Amore non inteso in senso carnale,
ma spirituale che si innalza ed entra
in contatto non solo con gli altri, ma
con l’intero creato.
Amore inteso come Passione che
egli rivive nell’Eremo delle Carceri attraverso gli spazi angusti che egli ricerca
per sentirsi in comunione con Gesù.
Amore che egli prova anche verso
Santa Chiara, una ragazza coraggiosa
che, in un’epoca maschilista e corrotta, decide di consacrarsi completamente a Cristo.
Soffermandoci sui luoghi dove
egli ha vissuto e toccando le mura
della Porziuncola abbiamo potuto
comprendere appieno lo stile di vita
di Francesco: semplice ed essenziale, impregnato di un senso di pace e
tranquillità.
E proprio vivendo in questa pace
e tranquillità ci siamo privati del superfluo senza sentirne la mancanza.
Perciò spegnete l’I-phone: fuori
c’è un mondo da scoprire.
Aprite il vostro cuore agli altri e
meditate su cosa fare del vostro futuro.
Per il gruppo Giovani,
Elsa, Carolina, Myriam,
Pierluigi e Antonio
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
25
EPICONGAS
Una nuova e coinvolgente iniziativa dei ragazzi dell’Epicentro Giovanile di San Severo
D
a circa un anno esiste il
gruppo Epicongas, nato
dalla richiesta di alcuni
ragazzi dell’Epicentro Giovanile di
avvicinarsi alla musica tramite le
percussioni, strumento più antico del
mondo, usate ancor prima della parola
In alto e a destra: il gruppo Epicongas durante
la manifestazione “Di tenda in tenda”.
Sopra, nella stessa occasione, don Andrea
Pupilla, direttore della Caritas Diocesana e
don Leonardo di Mauro, di recente nominato
dalla CEI Responsabile del Servizio per gli
interventi caritativi a favore dei Paesi del
Terzo Mondo, al quale vanno gli auguri della
redazione di Oltre la Porta, per l’importante
incarico
26
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
nei villaggi per comunicare.
Lo strumento ben si concilia con
il fine che si vuole raggiungere: l’uso
della musica per trasmettere messaggi
sociali e arrivare direttamente al cuore
delle persone.
L’approccio alle percussioni non è
quello tipico del conservatorio; è un
corso efficace e rapido che fornisce
ai partecipanti le nozioni teoriche e
pratiche dello strumento, fra cui la
lettura di spartiti, le pratiche di improvvisazione, le poliritmie in vari
tempi dispari.
Il modus operandi è ispirato a
quello del maestro Abreu, musicista
ed economista venezuelano. Abreu
capì che la musica ha un forte potere
sociale e può essere utilizzata anche
come strumento di prevenzione per
allontanare i ragazzi da realtà diseducative.
Lo spirito del gruppo è quello
di tramandare la conoscenza dello
strumento e favorire così l’inclusione
sociale attraverso la musica.
I componenti di questa lodevole
iniziativa sono: Antonio Moscatelli
(alla guida del gruppo), Michele de
Sinno, Lino Mazzamurro, Rino La
Sala, Giuseppe Verrillo, Ruggiero
Di Scioscio, Simone Benigni, Felice
Micetta, Simone Calabrese, Ernesto
Irmici, Federico Salomone.
Per ora tutti i ragazzi provengono
dall’Epicentro Giovanile, ma Epicongas si è prefissato l’ambizioso
obiettivo di inserire ragazzi di altre
realtà entro fine anno per favorire la
divulgazione di questo sistema.
Tra le partecipazioni di Epicongas
ricordiamo quella al concerto per il
reddito di cittadinanza per gli artisti
e quella all’Oda Teatro di Foggia in
favore dell’arte.
Il 5 ottobre il gruppo si è esibito
a San Severo, in piazza Allegato, per
l’iniziativa “Di tenda in tenda”.
CANTA CHE… TI PASSA
Tornata con successo una iniziativa canora della parrocchia Gesù Divino Lavoratore diTorremaggiore
di Valentina Celozzi
Q
uindici anni fa il nostro
parroco don Renato Borrelli lanciava nell’Oratorio San Domenico Savio, insieme allo
Zecchino d’oro, il festival Voci giovani, per favorire i giovani desiderosi di
esprimere il proprio talento cantando
le canzoni del cuore. Lo scorso anno
ha incaricato due giovani della parrocchia, Valentina Celozzi e Lucia Iannetti, venute su dal piccolo coro dello
Zecchino, di presentare il Festival nel
Teatro Comunale “Luigi Rossi”, in
nuova edizione e con un nuovo nome,
Emozioni in voce, trasformandolo in
evento cittadino e non solo.
La seconda edizione si è svolta in
collaborazione con Radio Albatro,
col patrocinio dalla Città di Torremaggiore e con la direzione artistica
delle stesse giovani della parrocchia,
brave a divulgare l’evento su Internet,
riuscendo a coinvolgere giovani artisti
provenienti da varie città della nostra
Regione (Terlizzi, Corato, Barletta,
Foggia, Manfredonia, San Severo,
San Paolo di Civitate) e dalla Toscana
(Camaiore).
Il presentatore Emilio Volgarino,
anch’egli “cresciuto” in parrocchia e
attualmente curatore di eventi artistici
e culturali a Roma, ha condotto brillantemente e con versatilità la serata
mettendo a loro agio i 22 cantanti
divisi nelle categorie interpreti (cover)
e inediti.
Presidente di giuria il Maestro
Luca Pitteri che a fine serata con la
commissione ha decretato i vincitori.
Per la categoria inediti è risultata
vincitrice Jessica Norah Guidi da
Camaiore con il brano “Amo il mio
robot”. A lei andrà la produzione del
master del singolo da parte del produttore Marco Rinalduzzi. Secondi
classificati il duo I Wolf da Foggia
con il loro brano “Volontà popolare”.
Al terzo posto due ragazzi di Torremaggiore: Alessio Russo e
Federica Di Cera con il brano
“La mia vita” di Ciro Saragnese che li ha accompagnati
al pianoforte.
Per la categoria interpreti
il primo posto è andato ad Annamaria Rubino con il brano
“Valerie” di Amy Winehouse,
aggiudicandosi l’incisione di
un brano cover presso lo studio
di registrazione “Kuore Nero”
di Foggia. Il secondo posto è stato
assegnato a Stefania Minischetti da
Torremaggiore, che ha interpretato il
brano “Gechi e vampiri” di Gerardina
Trovato. Terza classificata Stefania
Botta da Barletta con il brano di Leona Lewis “A moment like this”.
Il premio della critica è stato assegnato a Grace da Barletta per la
sezione inediti con il brano “Inutili
pensieri” e a Chiara Mucedola da
San Severo, per la sezione interpreti
con il brano “Listen” di Beyonce.
Entrambe si sono aggiudicate l’inserimento gratuito per 2 mesi all’interno
del progetto la “Cupola”, vivaio di
artisti con l’obiettivo di mettere in
cantiere un progetto discografico.
Ospiti della serata i coniugi e maestri di ballo Pino Luciano e Barbara
Brescia, il gruppo di ballo della scuola
“Sonido Latino” e i campioni italiani
di tango Argentino Greta Luna Saccone e Francesco Mastromauro.
Dove c’è un sogno, non manca
l’emozione del volo. Volate in alto e
credete nei vostri sogni.
Postilla per gli amici: per i contatti, per visionare foto e per partecipare,
fate riferimento al profilo facebook
della parrocchia digitando “Divino
Lavoratore (senza…Gesù, però solo
per necessità dovuta alle omonimia
con altri profili)
Don Renato Borrelli e il conduttore della manifestazone Emilio Volgarino
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
27
don Luigi Rubino
“CURIOSITÀ” LITURGICHE a cura di don Luigi Rubino
Gesti ed oggetti della liturgia presentati, brevemente, ai lettori di Oltre la Porta
Gli elementi naturali nella liturgia: l’INCENSO
incenso fin dall’antichità
è legato in maniera forte
al culto. La sua presenza
è attestata nei riti pagani durante i quali
veniva bruciato davanti alle immagini
degli déi e all’imperatore ad essi equiparato. Gli egiziani lo usavano come
sacrificio agli dèi e per onorare i morti.
Per le sue caratteristiche ha sempre
simboleggiato la preghiera e la venerazione verso Dio e anche l’onore reso alla
persona ritenuta importante, in un’atmosfera resa piacevole dal suo profumo.
L’uso dell’incenso è attestato anche
nella Sacra Scrittura; nel Tempio di Gerusalemme vi era l’altare dell’incenso
o dei profumi, simbolo della preghiera
che sale a Dio. Zaccaria, il padre di
Giovanni Battista officiava davanti al
Signore... gli toccò in sorte di entrare
nel tempio per fare l’offerta dell’incenso (Luca 1,8). Nei salmi spesso la
preghiera e la lode al Signore vengono
paragonati al profumo d’incenso che
sale verso l’alto: come incenso salga
a te la mia preghiera (Sal 140).
Nonostante questi significativi
precedenti biblici, i primi cristiani
guardarono l’incenso con un certo sospetto, perché molto legato con il culto
pagano. Anzi l’offerta dell’incenso
all’imperatore o ad un idolo pagano
divenne il simbolo stesso dell’apostasia
dalla fede cristiana. Per questo nei primi secoli del cristianesimo, numerosi
cristiani furono martirizzati per essersi
rifiutati di compiere questo gesto idolatrico. In seguito, tanto era forte il richiamo sgradevole della persecuzione
dei non turificanti, per distinguere il
culto cristiano da quello pagano, l’uso
dell’incenso dalla liturgia cristiana
fu addirittura soppresso. Esso venne
ripristinato soltanto dopo l’editto di
Costantino e il declino del paganesimo.
Nelle celebrazioni cristiane l’in-
L’
28
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
censo mantiene gli stessi significati di
venerazione e di preghiera, di onore
alle persone e alle cose nel momento
della celebrazione.
Nella Messa si usa durante la processione d’ingresso, per incensare
l’altare all’inizio e all’offertorio, alla
proclamazione del Vangelo quale segno
di venerazione verso il Maestro che
parla all’assemblea, alla elevazione del
pane e del vino consacrati per esprimere
l’adorazione al Signore. Si incensa il
celebrante come rappresentante di Cristo
e tutta l’assemblea come partecipante al
sacerdozio regale e profetico di Cristo.
Anche nella liturgia delle Lodi e dei Vespri è prevista l’incensazione dell’altare,
di colui che presiede e del popolo mentre
si cantano il Benedictus e il Magnificat.
Nel Rito della consacrazione
dell’altare l’incenso viene bruciato
sull’altare stesso, richiamo alla preghiera che da quel luogo sale a Dio.
Lo ritroviamo ancora nell’esposizione del Santissimo Sacramento e
al termine della Messa esequiale per
incensare il feretro ad indicare l’onore
reso a quel corpo che nella vita terrena
è stato tempio dello Spirito in quanto
consacrato dal battesimo e dalla cresima, e destinato alla risurrezione finale.
Ma l’incenso ha pure un valore
simbolico dal punto di vista spirituale:
richiama l’atteggiamento di offerta e di
sacrificio della vita che il credente deve
rendere a Dio. L’incensazione che si
compie nel rito, per essere vera e non una
vuota cerimonia, come spesso lamentavano i profeti nell’Antico Testamento,
deve essere segno dello spirito interiore
di chi partecipa alla celebrazione che,
insieme con Cristo, offre se stesso come
profumo di soave odore, sacrificio accetto e gradito a Dio (Fil.4,18) per poter
camminare nella carità, nel modo che
anche Cristo vi ha amato e ha dato se
stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore (Ef.5,2).
Collaterale a questo significato fondamentale dell’essere profumato, l’incenso
assume talvolta nella Scrittura anche il
valore di purificazione ed espiazione
(cfr. Nm 17,12): come infatti il profumo
allontana i cattivi odori, così l’incenso
può anche indicare la cacciata e l’allontanamento del Maligno da ciò che si
incensa/offre; in questo senso, incensare
può anche essere inteso nel senso di “benedire”, specialmente se il gesto avviene
tracciando segni di croce.
di noi, nei vari gruppi o movimenti associativi, nelle comunità parrocchiali e diocesana, notiamo le positività
ma anche le negatività in conflitto tra di loro. A volte non si sa che cosa fare perché, pur usando la terapia
della correzione fraterna e della carità pastorale, si avvertono i fremiti di reazione allergica al richiamo che,
non raramente, sfociano nell’incattivirsi e incaponirsi su posizioni e atteggiamenti non consoni a coloro che
dicono di credere in Te, Signore.
Non vogliamo tuttavia, Signore, rassegnarci dinanzi all’irrompere massiccio e terribile del male; ma cercare di leggere la nostra storia e individuare segni e semi di speranza.
In questo difficile compito, come in tutto del resto, Tu ci sei necessario. Anche se ti invochiamo con le
parole del pio israelita: “Marana-thà”, siamo certi della Tua presenza tra noi. Con San Massimo di Torino
confessiamo: “La tua luce è un giorno senza tramonto, un giorno senza fine. Ovunque risplendi, ovunque
irraggi, ovunque sei senza tramonto. Siamo certi che, una volta apparsa la tua luce, le tenebre del demonio
si danno alla fuga e l’oscurità del peccato non ritorna più; le foschie del passato sono disciolte dallo splendore eterno”.
Nel Vangelo ci ammonisci: “Vigilate dunque, poiché
non sapete quando il padrone di casa ritornerà”. Noi Ti
attendiamo. Il mondo Ti attende. La Chiesa Ti attende.
L’universo Ti attende. Tu sei il “sempre veniente”. Ma la
nostra debole e corta capacità visiva non sempre scorge
Te, luce che squarci l’oscurità degli egoismi, della cattiveria, della superbia, del male, del peccato, dell’ignoranza.
Tu lo sai, amato Signore, che noi siamo alquanto
strani, disattenti e miopi. Infatti tra noi “c’è chi affronta la
realtà preparandosi al peggio… c’è chi invece azzarda
qualche rischio, nella convinzione che la fortuna premia
gli audaci”. Indubbiamente per chi crede in Te “non
ha senso parlare di fortuna o sfortuna; egli non guarda al futuro come a un fato indifferente alla sorte delle
singole persone” Catechismo dei giovani 2,p.399): egli si avventura negli sterminati orizzonti del tuo amore
che salva; e “spera che la vita e la morte, la sofferenza e la tribolazione, la malattia e le catastrofi non sono
l’ultima parola della storia, ma che c’è un compimento trascendete per la vita delle persone e il futuro del
mondo” (Traccia CEI per Verona, Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo).
L’Avvento, stupendo periodo liturgico, ci sollecita a un cammino di conversione della nostra fede in Te,
datore della vita; a un cammino di carità verso Te, Amore senza limiti; a un cammino di speranza in Te, nostro
unico Salvatore. Vogliamo vivere questo periodo nell’impegno serio di preghiera, di carità, di rinnovamento
del nostro mondo interiore. Tu sai, però, che siamo deboli e, quando il buio ci avvolge, continueremo a implorarTi di squarciare le nubi. Continueremo, non solo per noi, ma anche per coloro che non Ti conoscono
o non Ti accettano.
Molti di costoro, fratelli e sorelle nostre, vivono situazioni di squallore sociale, familiare, morale, civile. I
lupi, cioè i profeti del negativo, che Ti vogliono e Ti dicono ormai morto, seminano panico e insegnano compulsivamente che ciascuno deve sentirsi libero daa ogni norma, e disposto a fare come meglio gli torna utile.
Per questi carnefici dei valori, degli ideali, dei sentimenti puri e nobili, dell’amore Ti preghiamo, Signore;
e per le loro numerose vittime, che languiscono nel torpore morale, nelle tenebre dell’errore, nella disperazione, nell’agonia dell’entusiasmo di vivere. Per tutti “squarcia i cieli e scendi”; entra nelle loro coscienze e
risvegliali; entra nei loro cuori e falli vibrare dell’ansia del bene, della luce, dell’autenticità. Ridona a loro e
a noi il gusto di vivere nella luce della fede, nell’operosità della speranza, nel calore della carità. Tu, Cristo
crocifisso e risorto, verso cui si volge ogni nostro desiderio, sei l’unica nostra speranza!
XLucio, Vescovo
“Vi sono tre venute del Signore, la prima nella carne, la seconda nell’anima, la terza nell’ora del
giudizio… La prima venuta è stata umile e nascosta, la seconda misteriosa e piena d’amore, la terza
sarà clamorosa e terribile. Nella prima venuta Cristo è stato giudicato dagli uomini con ingiustizia; nella
seconda ci rende giustizia attraverso la sua grazia; nell’ultima giudicherà ogni cosa con equità: Agnello
nella prima venuta, leone nell’ultima, Amico pieno di tenerezza nella seconda” (Pierre de Blois)
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
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L’OTTO PER MILLE IN DIOCESI
Come sono stati suddivisi ed assegnati i fondi dell’8xmille in diocesi per il 2013
I ------- Esigenze di culto e Pastorale
E.3.... Iniziative Culturali................ €............ 3.000,00
CONTRIBUTO CEI 2013............. €.........513.580,77
F.
-------Contrib. Sovvenire.€..........1.170,00
G..------- Altre Assegnazioni.... €...........------------
A..------- Esercizio del culto
H..-------- Somme per iniziative pluriennali
H.1.... Fondo Dioc. di Garanzia....... €...........------------
A.1.... Chiese nuove....................... €��������������910,77
A.2.... Restauri............................... €..........300.000,00
A.3.... Arredi Sacri nuove parr........ €.......... 15.000,00
A.4... Sussidi liturgici.................... €............ 5.000,00
A.5.... Pietà popolare..................... €............1.000,00
A.6... Formaz. operatori liturgici... €............1.000,00
B. .-------Esercizio cura delle Anime
II--------- Per interventi caritativi
CONTRIBUTO CEI 2013............ €....... 412.480,12
B.1.... Attività Pastorali.................. €.......... 10.000,00
B.2.... Curia, uffici pastorali............ €.......... 40.000,00
B.3.... Tribunale Eccl. Dioc............. €��������������500,00
B.4.... Mezzi Comun. Sociali........... €............ 5.000,00
B.5.... Istituto Superiore. Sc. Rel.... €.......... 28.000,00
B.6... Facoltà Teol. Ist.Past. Pugl... €............ 5.000,00
B.7.... Archivi e Biblioteche............ €............2.000,00
B.8... Manut. Straor. Canoniche.... €............2.000,00
B.9... Consultorio Familiare.......... €............2.000,00
B.10.. Parr. per necessità straord... €.......... 20.000,00
B.11.. Enti Eccl. Sost. Sacerdoti..... €............2.000,00
B.12.. Clero anziano...................... €............1.000,00
B.13.. Istituti vita consacrata......... €............1.000,00
B.1... Pro extracomunitari............. €......... 30.000,00
B.2... Pro tossicodipendenti.......... €......... 10.000,00
B.3... Pro Anziani.......................... €......... 20.000,00
B.4... Pro portatori di handicap..... €........... 5.000,00
B.5... Pro carcerati........................ €........... 5.000,00
B.6... Pro altri Bisogni................... €......... 57.480,12
B.6... Fondo Antiusura.................. €......... 20.000,00
C.. -------Formazione Clero e Religiosi
C.-----Opere caritative Parrocchiali
A.-----Distribuzione Persone Bisognose
A.1... Da parte della Diocesi.......... €......... 70.000,00
A.2... Da parte delle Parrocchie.... €......... 20.000,00
A.3... Di altri Enti Ecclesiali........... €......... 20.000,00
B.-----Opere caritative Diocesane
C.1.... Seminario Regionale........... €.......... 37.000,00
C.2.... Seminario Roma o altrove... €............2.000,00
C.3.... Borse di Studio.................... €...........-----------C.4.... Formaz.Permanente Clero... €............8.000,00
C.5.... Formaz. Diaconi perm......... €...........-----------C.6.... Pastorale Vocazionale.......... €............ 3.000,00
C.1... Pro extracomunitari............. €......... 20.000,00
C.2... Pro tossicodipendenti.......... €........... 5.000,00
C.3... Pro Anziani.......................... €........... 5.000,00
C.4... Pro portatori di handicap..... €........... 5.000,00
C.5... Pro altri Bisognosi............... €......... 40.000,00
D..-------Scopi Missionari
D.1... Epicentro – Giov. a rischio.... €......... 10.000,00
D.2... C. A. V.................................. €...........10.000,00
D.3... Capretta.............................. €........... ------------
D.1.... Centro Missionario.............. €............1.000,00
D.2.... Volontari, Missionari, Laici... €............2.000,00
D.3.... Cura Past. 3° mondo in Dioc..€............ 5.000,00
D.4... Sacerdoti Fidei Donum........ €.......... 10.000,00
E
-------Catechesi ed Educazione Cristiana
E.1.... Oratori e Patronati.............. €............1.000,00
E.2.... Formazione Associaz. Eccl... €............1.000,00
30
TOTALE PROVVISORIO........... €.........513.580,77
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
D.-----Altri Enti Ecclesiali
E.-----Altro
E.1... Necessità Com. Relig. Ester..€......... 20.000,00
E.2... Casa Accoglienza................. €......... 40.000,00
TOTALE PROVVISORIO............. €....... 412.480,12
AGENDA DEL VESCOVO
SETTEMBRE 2013
2/4�����������Udienze
5��������������Assisi: convegno sulla mistica
6/24���������Udienze
25������������San Severo; Cattedrale, pontificale in onore di San
Severo vescovo
26/28�������Udienze
29������������Apricena: chiusura anno giubilare parrocchia Sacra
famiglia
30������������Udienze
OTTOBRE 2013
1/5�����������Udienze
6��������������Apricena: messa in onore della Vergine del Rosario
7��������������San Severo: collegio dei consultori
8/12���������Udienze
14/18�������Udienze
19������������San Severo: Cattedrale, ordinazione diaconale di
Federico Ferrucci
20������������Torremaggiore: pontificale in occasione del 30° anniversario dell’incoronazione di Maria SS. della Fontana
21/23�������Udienze
24-26-27��San Severo: visita pastorale parrocchia san Giuseppe
Artigiano
28/30�������Udienze
31������������Serracapriola: commemorazione Servo di Dio padre
Matteo da Agnone
NOVEMBRE 2013
2��������������San Severo: messa al cimitero
4��������������SAn Severo: collegio dei consultori
5/7�����������Udienze
8/10���������San Severo: visita pastorale parrocchia Maria SS. delle
Grazie
11/13��������Udienze
14-15-17��San Severo: visita pastorale parrocchia Sacra Famiglia
18/25�������pellegrinaggio in Terra Santa
Anniversari, Ricorrenze e
compleanni in diocesi
NOVEMBRE 2013
8-------Compl. don Franco Pironti, 68 anni
13-----31º anniv. ordinaz. don Josè Rivera
17-----Compl. don Josè Rivera, 62 anni
23-----34º anniv. morte don Felice Canelli
28-----48° anniv. ordinaz. padre Graziano Mainolfi
16° anniv. morte don Camillo Di Pietro
DICEMBRE 2013
6-------5° anniv. ordinaz. don Antonio Di Domenico
7-------Compl. don Nicola d’Amicis, 50 anni
12-----Compl. don Luigi Rubino, 46 anni
14-----Compl. don Leonardo Di Ianni, 39 anni,
Compl. don Angelo Valente, 39 anni
18-----31º anniv. ordinaz. don Giovanni Marsilio
20-----Compl. don Giuseppe De Francesco, 67 anni
27-----9° anniv. ordinaz. don Francesco Armenti
A tutti gli auguri e il ricordo di Oltre la Porta
DICEMBRE 2013
7��������������San Severo: Cattedrale, ordinazione diaconale di
Umberto Lipartiti
11/13��������Apricena: visita pastorale parrocchia Santi Martino e Lucia
20/22�������San Paolo di Civitate: visita pastorale parrocchia
San Giovanni Battista
25������������ San Severo: Cattedrale, solenne Messa di Natale
IL VESCOVO RICEVE IN UDIENZA SACERDOTI
E FEDELI TUTTI I GIORNI IN CUI È APERTA LA
CURIA LUNEDÌ, MERCOLEDÌ E SABATO
(ORE 9,30 - 12,30) E, SU RICHIESTA, ANCHE
NEGLI ALTRI GIORNI, COMPATIBILMENTE
CON GLI IMPEGNI PASTORALI
Oltre la Porta
Giornale - Diocesi S. Severo
Anno XIII n. 3 - 4
Aprile / Ottobre 2013
Iscrizione Tribunale di Foggia n. 4 del 22/02/2001
Editore: Diocesi San Severo www.diocesisansevero.it
Direttore responsabile: Antonio Guidone
Direttore: Antonio Guidone
Comitato di Redazione:
Elvira de Felice, don Antonio di Domenico,
Amelia Montanaro, Beniamino Pascale.
Hanno collaborato a questo numero:
Mario Bocola, don Enzo Borrino, Mauro Camillo, Ada
Carano, Severino Carlucci, Valentina Celozzi, Marco della
Malva, don Luca de Rosa, don Leonardo Di Ianni, Giuseppe
Galante, Natina Mascolo Vaira, Filomena Miucci, Antonio
Monteleone, Sonia Nardella, don Domenico Niro, mons.
Lucio Renna, don Luigi Rubino, Roberto Russo, don Angelo
Valente, Elsa, Carolina, Myriam, Pierluigi e Antonio della
parrocchia Santa Maria della Strada di Torremaggiore,
Azione Cattolica “don Domenico Lombardi” Lesina, Gruppo
educatori e Gruppo Giovani Karol Parrocchia Maria Ss. della
Libera e San Sebastiano, Ufficio Missionario Diocesano.
Redazione: Oltre la Porta – c/o Centro Diocesano Sichem
Viale san Giovanni Bosco, 3 - 71016 San Severo (Fg)
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autori delle lettere e degli interventi la responsabilità degli stessi.
I dati personali sono trattati in base alla legge 196/03.
Questo numero di “Oltre la Porta”, stampato in 1200 copie, è
stato chiuso in redazione il 10 Novembre 2013
Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013
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