DON FELICE VERSO GLI ALTARI La chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione di don Felice Canelli C arissimi, con gioia grande vi comunico che il 30 NOVEMBRE 2013 si chiuderà ufficialmente l’Inchiesta Diocesana sul Servo di Dio Don Felice Canelli. È un tappa importante per il processo di Beatificazione, che continuerà il suo corso a Roma presso la Congregazione delle Cause dei Santi. È l’occasione quindi per ritrovarci tutti insieme (Vescovo, sacerdoti, diaconi, religiosi/e, fedeli laici) in CATTEDRALE ALLE 16.30 per la CELEBRAZIONE DI CHIUSURA che presiederò io stesso alla presenza del Postulatore don Pierluigi Cameroni. Sono sicuro che l’affetto e la stima che nutriamo verso Don Felice ci farà essere numerosi a pregare per il buon proseguimento della Causa e perché il Signore ci conceda un miracolo per intercessione del Servo di Dio. Intensifichiamo la nostra preghiera affinché il SERVO DI DIO DON FELICE possa raggiungere gli onori degli altari per diventare, non solo per chi l’ha conosciuto, esempio da imitare per tutti: • per la sua disponibilità ad ascoltare e a vivere la Parola di Dio fino a diventarne trasparenza e testimonianza viva; • per la sua vita sacramentale, in special modo eucaristica; • per la sua devozione vibrante verso la Madonna da lui venerata in particolar modo con il titolo di Beata Maria Vergine col titolo di Soccorso; • per la sua generosità, infaticabilità e creatività nell’animazione pastorale della parrocchia di Croce Santa e della nostra amata Diocesi; • per la sua grande sensibilità sociale concretizzatasi nella divulgazione della Dottrina Sociale della Chiesa e nel preparare cristiani laici che diventassero protagonisti nella vita della nostra collettività civile. La Celebrazione di chiusura dell’Inchiesta Diocesana sarà preceduta da una Veglia la sera prima e seguita da una Messa di Ringraziamento la sera dopo presso la Chiesa di Croce Santa. Il tutto si svolgerà secondo il seguente PROGRAMMA: Venerdì, 29 novembre - ore 20.00 VEGLIA di PREGHIERA a CROCE SANTA presieduta dal Parroco e animata da Suor Francesca Caggiano, vice-postulatrice Sabato, 30 novembre - ore 16.30 CELEBRAZIONE DI CHIUSURA DELL’INCHIESTA DIOCESANA IN CATTEDRALE Domenica, 1° dicembre - ore 19.00 CELEBRAZIONE EUCARISTICA di RINGRAZIAMENTO a Croce Santa, presieduta da Don Pierluigi Cameroni, Postulatore della Causa. Nell’attesa di vivere insieme questo evento di grazia, vi saluto e vi benedico XMons. Angelo Lucio Renna, Vescovo 2 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 ADVENIAT L’ invocazione del profeta “Se tu squarciassi i cieli!” è anche la nostra, Signore Gesù! Anche noi abbiamo bisogno di te. I cieli che ci sovrastano sono bui. Anzi, ancor meglio, siamo avvolti dal buio. Te ne parliamo non perché Tu non sappia quello che succede sulla nostra terra; ma perché Tu sei il nostro confidente, il nostro salvatore, l’unica nostra speranza. Perciò “a Te, Signore, eleviamo la nostra anima, Dio nostro, in Te confidiamo: fa’ che non restiamo confusi” da quanto intorno a noi e dentro di noi si va verificando. Camminiamo sulle fangose e polverose strade del mondo, sperando cieli nuovi e terra nuova. A volte ci sentiamo assalire da un senso profondo di smarrimento. Ci sembra di girovagare a vuoto; senza motivo e senza meta. Avvolti da cose, persone, fatti, eventi che non favoriscono la speranza, ci sentiamo assalire da tante paure: della vita e della morte, dell’amore e dell’odio, della gioia e della tristezza, del lavoro e del riposo, della moltitudine e della solitudine. L’elenco potrebbe continuare, ma Tu sai molto bene che si tratta di un vuoto esistenziale causato dal crollo interiore dell’entusiasmo e dalla confusione di una convivenza che si fa sempre più difficile, conflittuale, aggressiva. Cosa ci sta succedendo, Signore? Come credenti sappiamo che “l’orizzonte del cristiano è di grande respiro, poiché la sua speranza coglie il fine, il senso stesso del vivere” (cfr. Venite e vedete, Catechismo dei giovani 2, p.399). Ma Tu, che scruti la mente e il cuore dell’uomo, sai leggere dentro di noi il dubbio circa il fine, l’affievolimento del senso della vita. I sociologi ci descrivono come persone frenetiche, ansiose, superficiali, dal pensiero debole e dagli ancor più deboli sentimenti. Il nostro mondo, infatti, nella sua logica strana, persegue scopi e mete, negli orizzonti dei quali sembrano esclusi l’amore, la vita, la giustizia, la pace e tutto quanto Tu ci hai insegnato e testimoniato nei 33 anni di vita terrena e nei circa 2000 anni di storia della Chiesa Spesso ci sentiamo rimproverare la tendenza ad analizzare la grande storia dell’umanità, e le piccole storie di ciascuno di noi. Ma come tacere dinanzi ai fenomeni raccapriccianti di vite stroncate nel grembo materno, di fiori recisi quando sono ancora in boccio, di esistenze giovani avvelenate da paradisi artificiali, di ingiustizie perpetrate ai danni dei più deboli, di esodi interminabili di fratelli e sorelle che anelano la terra promessa, di disoccupazioni che corrodono la vita di tante famiglie, di tradimenti a tutti i livelli, di terrorismi accesi da torti subiti e rivolti contro vittime innocenti, di malasanità, di micro e macro criminalità, di abusi sessuali su bimbi, giovani, donne e uomini. Quanti segnali di morte in questa nostra società malata! A livello socio-politico non si capisce niente! Vediamo affollare la scena nazionale da personaggi strani che sembrano voler irridere il nostro popolo, giustificando le loro omissioni e i loro personali interessi e vizi, con una valanga di parole non collegate da un senso logico e, soprattutto, incapaci di dare sicurezze. Il popolo muore e loro stanno a disquisire su fatti personali, incuranti di coloro che agonizzano a causa dello loro incapacità di animare la collettività, di assicurare un posto di lavoro a tutti, di farsi carico degli affanni della collettività, perché impegnati solo a salvaguardare le loro iperboliche, stratosferiche compensazioni, mentre la gran parte dei cittadini deve spartirsi le briciole che sopravanzano ai loro lauti banchetti, feste e festini di ogni genere. Anche nella nostra Santa madre Chiesa si annidano germi negativi che infettano le coscienze e distruggono aneliti di santità! Papa Francesco sollecita continuamente i credenti alla responsabilità di una testimonianza credibile di vita evangelica. È terminato l’Anno della Fede e, nella nostra Chiesa diocesana, è iniziato l’Anno della Speranza che intendiamo approfondire valorizzando l’illuminata ed illuminante lettera enciclica del papa emerito “Spe salvi”, alla quale ho aggiunto il mio piccolo contributo per la comune riflessione “Le ali della speranza”. Siamo convinti, Signore, che la tua Parola è Via, Verità, Vita; ma quante volte fingiamo di dimenticarcene e agiamo difformemente da essa. In ciascuno continua a pag. 29 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 3 UN LAICO IN… MISSIONE Chi, come, dove, quando e perché: brevi pensieri disordinati del primo laico missionario della nostra diocesi nei giorni precedenti la sua partenza per Cotiakou cercato di fare le cose con impegno, fosse anche giocare a biliardino. E di partite a biliardino ne ho fatte ed ancora ogni tanto ancora ne faccio quando qualche ragazzo all’Epicentro Giovanile sfida il “vecchio”… purtroppo con successo. Lo confesso, per quanto mi sia impegnato, non sono mai stato un gran giocatore di calcio balilla, calcetto o di Mauro Camillo ping-pong; fortunatamente ho capito ben hi? Mauro. Come? Volonta- presto che lo slogan dell’Epicentro “stare riamente inviato. Perché? È insieme in un modo diverso” riguardava l’unica cosa che posso fare. anche la maniera di stare al gioco. Capirete bene che, per arrivare a parCome quadro mi potrebbe bastare ma sono sicuro che da un articolo scritto lare di questo prossimo cambiamento di dal primo laico missionario inviato dalla vita, non posso evitare di parlare di quella Diocesi di San Severo a ridosso della che è stata la mia palestra. Il 3 novembre parto per un viaggio sua partenza per il Benin, sicuramente ci si aspetta di più. Allora proverò a che è già cominciato da tanti anni e che concentrarmi e, con tanta difficoltà, a mi porterà dove da sempre mi sento parlare di me. Come dicevo, mi chiamo chiamato. Il mio cammino verso la terra Mauro e nasco a San Severo ormai ben d’Africa credo sia cominciato fin da bamtrentadue anni fa. Fortuna che, quando bino quando divoravo ore di documentari ci si diverte, il tempo passa in fretta. Eh naturalistici alla TV in compagnia dei sì, perché se ripenso alla mia vita, posso miei genitori. Allora dicevo che sarei dire serenamente di essermi sempre andato prima o poi a fare un safari per seriamente divertito. “Serenamente” vedere i ghepardi. Crescendo, l’Africa perché è il mio stato d’animo attuale e ha cambiato modo di parlarmi ed io il “seriamente” perché ho costantemente modo di ascoltarla. Quando don Nico d’Amicis, mio professore di religione all’ITC di San Severo, rientrò per la prima volta dalla nascente missione diocesana di Wansokou, il Continente dei ghepardi divenne improvvisamente la culla dell’umanità. E la cosa mi affascinò a tal punto che il viaggio in missione divenne il mio obiettivo. Ma non subito. Ho avuto, infatti, la fortuna di cominciare a lavorare quasi immediatamente dopo il diploma ed i primi stipendi li ho spesi sicuramente per viaggi, però Maldive e Cuba non le ho vissute come vacanze missionarie. Nel nostro mondo è tanto facile farsi distrarre ed io mi sono fatto distrarre per qualche anno. Poi però il viaggio Il Vescovo, Mons. Lucio Renna consegna a Mauro in missione con don Nico ed altri tre Camillo la croce ed il mandato missionario durante la ragazzi del centro è arrivato nel 2007. C veglia missionaria in Cattedrale, la sera del 26 Ottobre 4 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 E da lì non sono potuto tornare indietro. Non è cambiato il mondo con quel viaggio ma forse sono cambiati gli occhiali attraverso i quali lo guardavo. La cultura del servizio, che avevo già ben compreso all’Epicentro, ha preso un respiro molto più ampio che mi ha portato a fare altre esperienze di volontariato e contemporaneamente di preghiera e discernimento vocazionale. Pian piano ho provato a dare la risposta alle tante domande che mi erano sorte e devo dire che avevo raggiunto davvero un bell’equilibrio. Ero soddisfatto della mia vita: lavoro sicuro, famiglia tutto bene ed Epicentro alla grande. Ma si dice che quando credi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia le domande e per me è stato così. Chiedevo a Dio ben altro ed invece a gennaio mi è arrivata la proposta di partire in missione. Non ho potuto rispondere altro che sì. Non perché fossi obbligato o per dare uno scossone alla mia vita, ma perché ho sentito che la mia vocazione era venuta a chiamarmi fin dentro casa, proprio in un momento di serenità per portare il giusto scompiglio e quel po’ di meraviglia che devono essere presenti nella vita di un cristiano pensante. Adesso, alla vigilia di questa partenza, vado con piedi incerti, verso mete sconosciute e per strade sconosciute. Spero solo di riuscire a ben interpretare i segni che la Provvidenza mi vorrà dare per essere libero di seguire la mia vocazione e la strada che il Signore ha da sempre pensato per me. NOTIZIE DA COTIAKOU C arissimi, stiamo costruendo una chiesa. È più grande di quella che avevamo prima, in questa “c’è spazio per tutti”. È senza pareti, non ha mura, ma solo delle colonne di ferro che sorreggono il tetto in lamiera. È una chiesa nella quale si può trovare rifugio dalle intemperie. Che si tratti di pioggia violenta o di sole cocente, la nuova chiesa è lì aperta, è sempre accessibile perché non ha porte. Stiamo costruendo una chiesa che ha tanti banchi in cemento perché tutti possano avere il proprio posto ed ognuno possa “accomodarsi”, sentirsi comodo, a suo agio. È una chiesa con un lungo corridoio centrale che servirà non solo per il passaggio della processione introitale alla Messa, magari solennizzata con l’incenso, ma sarà la pista dove i bambini, tentati dal lungo spazio, andranno sicuramente a correre e a giocare. È una chiesa fatta di materiali poveri, come povera è la nostra supplica che sale al cielo. Ma è una chiesa semplice, decorosa, ordinata… È una chiesa che stiamo costruendo grazie all’aiuto di alcuni amici e questo ci ricorda che ogni “Chiesa” non cresce mai soltanto con i propri sforzi, ma nasce dal Signore, si sviluppa nella solidarietà con gli altri e continua a cresce nella comunione vera. Questa è la “Chiesa” che vogliamo e cerchiamo di “costruire” anche nei cuori della gente di Cotiakou. Ogni cuore un pezzo di questa Chiesa… Dove ci sia spazio per tutti, dove non ci siano pareti, né porte, ma colonne che aiutino gli altri a ripararsi da ogni intemperia sotto il proprio tetto. Cuori con tanti posti a sedere, dove nessuno si senta scomodo, o rifiutato, o estraneo, ma tutti a proprio agio. Cuori dove i bambini non siano visti come fastidio, ma dove possano essere se stessi e sprigionare la propria gioia di vivere. Cuori semplici, poveri, ma limpidi e ordinati. Cuori senza doppi fini, ma tesi alla solidarietà libera e generosa. Cuori più grandi di prima, dove ci sia molto più spazio per Dio e per il prossimo. Preghiamo insieme fratelli, perché questa Chiesa dei cuori si realizzi non solo a Cotiakou, ma in tutte le nostre Chiese, Comunità e in ognuno di noi. Aspettando con gioia Mauro, che verrà a spendere un pezzetto della sua vita qui a Cotiakou, insieme a don Leonardo Di Ianni e alla comunità di Cotiakou, vi auguro buon nuovo anno pastorale 2013-2014 e buona chiusura del mese missionario. Cotiakou, 26-10-2013 don Angelo Valente LA NUOVA CASA DELLA MISSIONE DI COTIAKOU C arissimi amici della missione, l’incontro con gli operatore pastorali del nostro settore di Tanguieta è stata l’occasione per mostrare la nuova casa della missione ai nostri amici sacerdoti, suore e religiosi che ne hanno apprezzato la funzionalità e la bellezza. Domani cominceremo a “traslocare” nella nuova casa e quindi è ovvio che sentiamo il bisogno, anche a nome della comunità di Cotiakou, di ringraziare prima di tutto il nostro Vescovo, Mons. Lucio Renna con la Diocesi di San Severo, e quanti hanno reso possibile la realizzazione di questa opera che sarà la base per l’evangelizzazione di questo territorio. Il Signore benedica il vostro impegno e ci faccia la grazia di saper riconoscere i frutti di tanta generosità. Ecco il resoconto di quanto è stato e speso per le realizzazioni fatte a Cotiakou Diocesi di San Severo per la casa............................................€ 180.000,00 Diocesi di San Severo per la recinzione..................................€ 40.000,00 Quaresima di carità..................................................................€ 31.450,00 Avvento di Fraternità...............................................................€ 7.685,00 Comune di Apricena per missione Cotiakou...........................€ 5.165,00 Parr. S. Stefano - Qualiano (AV) per casetta provvisoria........€ 10.000,00 Evento Teatro: Ass. Culturale “Dietro le Quinte”...................€ 3.500,00 Ufficio Missionario Dioc. e Ass. Culturale “il Baobab”.........€ 42.200,00 (“Un mattone per Cotiakou”................................................€ 38.800,00) (Varie.....................................................................................€ 3.400,00) TOTALE.................................................................................€ 320.000,00 Il Progetto della casa è stato realizzato gratuitamente dagli Ingegneri Mariano e Martino - Lesina La Parrocchia SS. Martino e Lucia - Apricena ha offerto materiale e posa per l’impianto fotovoltaico Grazie ancora di cuore don Angelo Valente e don Leonardo Di Ianni Seguiteci per vedere qualche foto e avere le ultime notizie sulla pagina facebook: www.facebook.com/missionedicotiakou Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 5 PER IL SERVIZIO A TUTTI Ordinato un nuovo diacono in Diocesi “Mi è stata usata misericordia” di Filomena Miucci “O ra o Padre, ascolta la nostra preghiera: guarda con bontà questo tuo figlio, che noi consacriamo come diacono perché serva al tuo altare nella santa Chiesa. Sia pieno di ogni virtù: sincero nella carità, premuroso verso i poveri e i deboli, umile nel loro servizio, retto e puro di cuore, vigilante e fedele nello spirito. L’esempio della sua vita, generosa e casta, sia un richiamo costante al Vangelo e susciti imitatori nel tuo popolo santo.” (dalla preghiera di ordinazione dei diaconi). Così, a nome di tutto il popolo di Dio, dei sacerdoti, e dei diaconi presenti, Mons. Lucio Renna, nostro Vescovo, si è espresso nella preghiera di consacrazione dell’accolito Federico Ferrucci, nel rito di ordinazione diaconale. Sabato 19 ottobre 2013, nella Cattedrale a San Severo, sono convenuti numerosi i fedeli provenienti soprattutto dalla parrocchia della Beata Maria Vergine del Rosario in Apricena, guidati dal parroco don Girolamo Capita, dove Federico svolge da due anni il servizio pastorale. Non è mancata la comunità di Santa Maria della Strada in Torremaggiore, parrocchia d’origine del 6 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 neo-diacono, e la comunità di San Giuseppe Artigiano in San Severo, con il parroco don Salvatore Camillo, che ha accompagnato il seminarista Marco della Malva al quale è stato conferito il ministero dell’Accolitato. Parole paterne e affettuose sono state proferite dal Vescovo, che nell’omelia ha delineato i tratti salienti di Federico, “uomo chiamato da Dio a proclamare la Parola di speranza a tutte le genti”. Mons. Renna ha consegnato a Federico l’esortazione paolina che invita ad annunciare la Parola, ad esortare e a correggere fraternamente, affinché la Parola di Cristo possa entrare nella vita di tutti. A questo ha aggiunto l’invito a perseverare nella preghiera, come proponeva il Vangelo nella liturgia. Molto bene è espressa nella preghiera di ordinazione diaconale, l’esortazione al servizio a cui il diacono è chiamato: farsi prossimo a tutti in modo particolare ai più deboli e poveri della società. Fin dall’età apostolica, si distingue ed appare in particolare rilievo il ministero diaconato, sempre tenuto in grande considerazione nella Chiesa. Ciò è attestato esplicitamente dall’apostolo Paolo sia nella lettera ai Filippesi, dove rivolge il suo saluto non solo ai vescovi, ma anche ai diaconi (Fil 1,1), sia in una lettera indirizzata a Timoteo, in cui illustra le qualità e le virtù che sono indispensabili ai diaconi perché possano mantenersi all’altezza del ministero loro affidato (1 Tm 3,813). Sant’Ignazio d’Antiochia afferma chiaramente che l’ufficio del diacono non è altro che il “ministero di Gesù Cristo, il quale prima dei secoli era presso il Padre, ed è apparso alla fine dei tempi”. Ed ancora gli autori dei primi secoli della Chiesa mentre ribadiscono l’importanza del ministero dei diaconi, spiegano in maniera diffusa le molteplici e gravi funzioni loro affidate, e dichiarano apertamente quale prestigio hanno essi ottenuto presso la comunità cristiane e quale efficace contributo hanno dato all’apostolato. Il diacono è definito come “l’orecchio, la bocca, il cuore e l’anima del vescovo”. (Didascalia Apostolorum II, 44,4) Il diacono sta a disposizione del vescovo, per servire a tutto il popolo di Dio ed aver cura dei malati e dei poveri; a lui inoltre, è affidato l’ufficio di portare la santa Eucaristia agli ammalati costretti a casa, di amministrare il Battesimo, assistere e benedire il Matrimonio, presiedere il Rito delle Esequie, attendere alla predicazione della parola di Dio secondo l’espressa volontà del vescovo. I fedeli hanno vissuto un momento di grande commozione stringendosi intorno al Vescovo, a Federico a Marco e a tanti sacerdoti presenti vivendo questo momento di partecipazione all’Eucaristia, come comunione fraterna, oltre che di partecipazione sentita con affetto verso il nuovo diacono. Ringraziamo il Padre per questo grande dono concesso alla nostra Chiesa diocesana, nella persona di don Federico, lo accompagniamo con la nostra preghiera affinché svolga il servizio diaconale sull’esempio di Cristo che non è venuto per “farsi servire ma per servire”. CAVALIERI E DAME Nuovi cavalieri per la Delegazione di San Severo dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme I l Signor Cardinale Edwin Frederick O’Brien, Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, ha nominato Cavalieri e Dame della Delegazione di San Severo, guidata dal Commendatore Pietro Urbano Mimmo. Sui mantelli bianchi per i Cavalieri e su quelli neri per le Dame la croce gerosolimitana (di Gerusalemme) giganteggia sul lato sinistro. Era la croce di Goffredo di Buglione, l’emblema cavalleresco cristiano più antico. La croce più grande, rosso carminio e quattro più piccole, rappresentano le “cinque piaghe” della crocifissione. Mentre la consegna degli “speroni” e l’imposizione della “spada” all’investitura, richiamano i risvolti propriamente equestri e militari dell’Ordine, di natura fortemente religiosa: derivazione ideale di quel gruppo scelto di cavalieri, a cui Goffredo di Buglione per primo, affidò il compito di custodire in pace e difendere in guerra la Chiesa del Santo Sepolcro in Terra Santa. La solenne cerimonia di investitura, che ha visto anche la promozione al “grado superiore” di benemeriti confratelli e consorelle, si è svolta domenica 13 ottobre 2013 nella Cattedrale di San Severo. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal nostro Vescovo, Mons. Lucio Angelo Renna, Grand’Ufficiale e Priore della Delegazione. Hanno presenziato al solenne rito del plurisecolare Ordine, oltre alle massime autorità civili (il sindaco di San Severo, Gianfranco Savino; il vice sindaco di San Nicandro, Costantino Ciavarella ed il sindaco di Rignano Garganico, Vito Di Carlo) religiose e militari, il Cav. di Gran Croce, Rocco Saltino, Luogotenente per l’Italia Meridionale Adriatica ed il Preside della Sezione Foggia, Grand’Ufficiale Francesco Saverio Lozupone. Così il responsabile della Delegazione di San Severo dell’OESSG, Pietro Urbano Mimmo: «Essere membri dell’Ordine significa assumere, per sempre, l’impegno di vera testimonianza di Fede, di vita cristiana esemplare nella quotidianità e di impegno caritativo continuo, volto al sostegno delle comunità cristiane di Terra Santa, da attuare con discrezione, come previsto che sia il vero impegno caritativo cristiano. Tutte le consorelle ed i confratelli entrano nell’Ordine per svolgere un’attività di servizio a favore della Chiesa Cattolica». Ad essere nominati a Cavaliere sono stati: Nicola De Pilla; Michele Guerrieri; Gino Marchesani; Vincenzo Pacentra; Alfredo Stelluto. Il conferimento del grado di Dama di Commenda è stato per Giovanna Maria Costanza Anna Di Conza. Mentre a Mons. B. Paolo Pesante e Mons. Pietro Eduardo Russo è stato conferimento il grado di Commendatore. (B. P.) Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 7 IN DIFESA DELLE DONNE “Le Rose spezzate” di Mons. Renna, per dire basta al “femminicidio” di Beniamino Pascale sta organizzando un incontro pubblico che dovrebbe vedere la partecipazione di un noto magistrato, della famiglia Rea e della criminologa Roberta Bruzzone. Alle vittime di ciò che oggi viene definito impropriamente “femminicidio”, oltre alla sua attività pastorale, mons. Renna ha dedicato un opuscolo con testi da musicare. «Questo libretto - dice il Vescovo - stampato dalle Grafiche Sales, “Melania e le Rose spezzate” si presta ad enfatizzare la questione lasciando, magari, deluso chi cerca versi poetici. Sono testi da mettere in musica per le innocenti vittime, come nel caso di Fabiana, la “bambina” di Corigliano Calabro. “La Rosa”, il simbolo ultimo di questi barbari omicidi, è Melania Rea, visto che tutto è iniziato così facendomi entrare in profonda amicizia con la sua famiglia. Ma le altre “Rose spezzate”, (Sarah, Yara, Melissa, Roberta e le altre ragazze menzionate nel libretto - “Venni dall’Est…” - ndr) sono tutte le donne vittime di questa spirale inaudita di violenza che affonda le radici nel vuoto esistenziale». Oggi si è concordi nell’individuare nel cosiddetto “vuoto esistenziale”, la on la ratifica da parte di Camera e Senato, l’Italia è la 5ª nazione che ha aderito alla “Convenzione di Istan bul” che rende paritetica la violenza sulle donne alla violazione dei diritti umani, con tutto ciò che ne deriva (per rendere, però, operativa la cosa, serve ancora la sottoscrizione di altre 5 nazioni). C 8 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 Da tempo, giornali e telegiornali “aprono” con le tristi e sconvolgenti notizie che riguardano a vario titolo la violenza sulla donne, quando conosciuta o denunciata. Sull’argomento, le dichiarazioni e le riflessioni del nostro vescovo, Mons. Lucio Renna, particolarmente sensibile alla tematica, che ritorna spesso nelle sue omelie e nelle partecipazioni pubbliche e che genesi di episodi inqualificabili, compiuti ai danni specialmente di donne e bambini, che non di rado terminano con la soppressione fisica dei malcapitati (crimini stigmatizzati coi termini di femminicidio ed infanticidio), episodi che il più delle volte trovano terreno fertile in conflitti familiari o in patologie occultate o sottostimate di un partner. «Fino a non molto tempo fa - riprende Mons. Renna - in Italia si era radicati nei più alti valori sociali e religiosi; oggi, invece, si va affermando prepotentemente una “cultura della morte”, che esclude Dio ed il rispetto del dono della propria come dell’altrui vita, così che l’esistenza di tutti è sempre più esposta ai feroci contraccolpi indotti nella mentalità e nel costume dalla perdita della fede e dall’oscuramento dell’etica, con la devianza giovanile al ricorso alla droga, al sesso senza freni, alla micro e macro criminalità; infine, il disgregarsi di tante famiglie andate in frantumi per colpa dell’arroganza e della soperchieria di un coniuge che generalmente, e non a caso, è quello di sesso maschile che non sembra accettare il ruolo della donna che, da sempre, ha pari dignità. Melania mi ha colpito in modo particolare - evidenzia il Pastore della Diocesi perché sapeva difendersi. Era una donna forte, moglie e mamma consapevole del suo ruolo. Cosa sia successo veramente lo sa solo l’assassino della “bella fata bruna”, così come nel casi di Yara, Sarah e tutte le altre innocenti vittime di carnefici che si sono arrogati “il diritto” di sopprimere la vita. L’eufemismo femminicidio, nasce ora (si dice nel ‘92, neologismo che individua ogni forma di discriminazione e violenza posta in essere contro la donna, ndr), ma solo dal 1970 si è cominciato a rendere più specifico un termine indicato genericamente con violenza. Situazioni veramente aberranti subumane di terribile schiavitù, riguardano le ragazze venute dall’Est o dal continente africano. È femminicidio anche la violenza della dignità psicologica e fisica della donna, da parte degli sfruttatori. Ce ne sono tante lungo la SS.16, nella nostra zona, tanto per indicare quelle più vicine o come nell’ultimo episodio a San Severo, andato a buon fine per la vittima che ribellandosi al suo aguzzino che la costringeva a pro- stituirsi, ha rischiato di bruciare con la sua casa in pieno centro storico. Psicologicamente - conclude mons. Renna - l’uomo si sente più forte ed autoritario e l’onda della forza bruta lo porta a sopprimere le creature deboli ed indifese. Gli uomini non so per quale tipo di logica o per quale tipo di reazione, vengono a trovarsi quasi impreparati dinanzi ad una presenza nuova della donna nella società.» Femminicidio (feminicidio) è per Marcela Lagarde: “La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine (maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale)”. Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 9 A PROPOSITO DELLA “LUMEN FIDEI” Una breve riflessione sulla prima enciclica di Papa Francesco a Luce della fede: con quest’espressione, la tradizione della Chiesa ha indicato il grande dono portato da Gesù, il quale, nel Vangelo di Giovanni, così si presenta: “Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre” (Gv 12,46). Anche san Paolo si esprime in questi termini: “E Dio, che disse: ‘Rifulga la luce dalle tenebre’, rifulge nei nostri cuori” (2 Cor 4,6). Nel mondo pagano, affamato di luce, si era sviluppato il culto al dio Sole, Sol invictus, invocato nel suo sorgere. Anche se il sole rinasceva ogni giorno, si capiva bene che era incapace di irradiare la sua luce sull’intera esistenza dell’uomo. Il sole, infatti, non illumina tutto il reale, il suo raggio è incapace di arrivare fino all’ombra della morte, là dove l’occhio umano si chiude alla sua luce. “Per la sua fede nel sole - afferma san Giustino Martire - non si è mai visto nessuno pronto a morire”. Consapevoli dell’orizzonte grande che la fede apriva loro, i cristiani chiamarono Cristo il vero sole, “i cui raggi donano la vita”. A Marta, che piange per la morte del fratello Laz- «L 10 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 zaro, Gesù dice: “Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?” (Gv 11,40). Chi crede, vede; vede con una luce che illumina tutto il percorso della strada, perché viene a noi da Cristo risorto, stella mattutina che non tramonta…». È questo l’incipit della prima enciclica di Papa Francesco, “Lume Fidei”, scritta “a quattro mani”, come lui stesso ha definito il lavoro iniziato da Benedetto XVI: «Lui me l’ha consegnata - ha fatto notare il Sommo Pontefice - ed è un documento forte». Una fede con al centro la Scrittura e la Tradizione: questa potrebbe essere una prima chiave di lettura per intendere la “Luce della Fede”. La fede dono di Dio, con il battesimo; la fede, virtù teologale, implica anche fare esperienza con Dio, con la Persona di Cristo, nel suo amore e nel suo perdono; quindi, fede che implica la conversione. L’enciclica è suddivisa in quattro capitoli. Nel primo è improntata sul legame fede ed amore. Il secondo capitolo va in profondità sul forte legame fede e verità. Il terzo capitolo dà valore alla fede dentro la prospettiva ecclesiale, a partire dal compito di custodirla e trasmetterla. Il quarto capitolo implementa il legame, anzi l’apporto ampio e globale della fede al bene comune. La fede: che tipo di luce dà? Luce calda o fredda? Intensa o tiepida? Domande molto significative, come nell’attuale “cultura del provvisorio”, come l’ha definita Papa Francesco. Se nel recente passato “la fede appariva come luce illusoria, che impediva all’uomo di coltivare l’audacia del sapere” (LM, 2) ed era “associata al buio”, destinata a convivere con “la luce della ragione”, oggi invece si dà più evidenza alla “luce soggettiva”? Inoltre: “Chi si è aperto all’amore di Dio, ha ascoltato la sua voce ed ha ricevuto la sua luce, non può tenere questo dono per sé. Poiché la fede è ascolto e visione, essa si trasmette anche come luce”. La forza e l’eccezionalità di questo documento, risiedono nel fatto che il pontificato lasciato da Benedetto XVI a Papa Francesco, si prolunga e si fonde in modo ideale. Così come, quella bellissima e significativa immagine dell’abbraccio tra Papa Bergoglio ed il suo predecessore emerito. (B. P.) Il ritorno La parabola del Padre Misericordioso in un libro di Rosalba Manes di Don Domenico Niro onsacrata dell’Ordo Virginum nella nostra diocesi dal 2001, biblista e docente di Nuovo Testamento, Rosalba Manes ha di recente pubblicato questo volume per le edizioni San Paolo. Il testo riprende la celebre parabola del Padre Misericordioso di Luca 15 e la attualizza per noi facendone apprezzare tutta la ricchezza e novità. Il ritorno del figlio minore al Padre è in realtà il cammino di ciascun uomo verso un Dio “che non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva” e che “è venuto perché gli uomini abbiano la vita in abbondanza”. Il libro è dedicato “a quanti sono in ricerca, a quanti hanno nostalgia di casa, a quanti sono disposti a scoprire che la vita è una festa”. Rosalba ci parla della voglia di libertà dell’uomo, della bellezza del ritorno, della festa, della costruzione di relazioni umane di qualità, della “terapia della riconciliazione”. “La parabola di Luca 15, illustrando i comportamenti dei suoi protagonisti, legge l’interiorità del cuore dell’uomo, ferito dall’egoismo e profondamente assetato d’amore; nel contempo legge nel cuore di Dio che è fedele alla sua natura di Padre e sempre veglia sull’uomo, ne accoglie il ritorno e offre sempre nuove opportunità di rilancio della propria storia personale e dell’amicizia con Lui” (p.78). C Rosalba Manes, “Il ritorno. La sfida della riconciliazione nella parabola del figliol prodigo”, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2013 Auguri dall’AC C arissimi ragazzi dopo un tempo di allegria e spensieratezza, in cui vi siete divertiti a giocare, ad andare al mare e qualcuno al campo ACR, arriva il tempo dell’impegno. L’anno scolastico appena iniziato non deve essere per voi un anno di passaggio nella scuola, ma un anno speso bene a scuola. Per i bambini e ragazzi delle ELEMENTARI. Il vostro entusiasmo, specie di chi è alla prima esperienza, deve accompagnarvi ogni giorno. La gioia che avete quando scoprite nuove cose sia così grande da farvi dimenticare la fatica di svegliarvi un po’ presto al mattino. Siate sempre attenti in classe e mai pigri a casa. La vostra voglia di imparare usatela bene e diventate amici di tutti, non lasciando fuori nessuno. Per i ragazzi delle MEDIE. Sono questi gli anni decisivi: se li saprete vivere bene ne guadagnerete presto tutti i vantaggi; se li sprecherete, facendo prevalere l’atteggiamento di indifferenza verso ogni cosa che poi sfocia in maleducazione nei confronti dei vostri insegnanti, resterete segnati a vita! Non spaventatevi di questa cosa, ma piuttosto imparate a stupirvi delle cose, ad approfondire gli argomenti, a ricercare le cose belle. Non nascondetevi mai dietro al fatto che “fanno tutti così”, voi cominciate a fare meglio! Per i “giovanissimi” delle SUPERIORI. Gli anni belli sono questi! Non solo divertimento, nuovi amici di altri paesi con cui incontrarsi anche fuori dall’orario scolastico, insegnanti nuovi quasi ogni anno! Sono gli anni belli perché ora maturate e formate la vostra personalità. Lo studio diventa sempre più serio e impegnativo, ma non di solo studio vive l’uomo! Siate svegli a vivere le esperienze della vostra età nella maniera giusta, ascoltando professori e genitori. Declinate il sapere appreso a scuola negli incontri che la vita vi riserva. Imparate ad interessarvi ad ogni cosa, a far crescere in voi il senso di responsabilità. La vostra vita è importante, datevi la possibilità di arricchirla vivendo questo tempo con l’entusiasmo dei piccoli e non con la noia dei grandi! Per i “giovani” dell’UNIVERSITÀ. Voi che dovreste aver già superato ciascuna delle fasi precedenti, dovreste avere il cuore disponibile alla volontà di Dio: Uni-versus, ossia “protesi verso l’Uno” quindi orientati a DIO. Siate scrupolosi nello studio, non sia la ricerca del massimo profitto a guidarvi, ma la ricerca del vero nelle cose. Non dimenticate mai di avere gli occhi aperti sul mondo ed orientate le vostre scelte con saggezza, facendovi aiutare da qualche buon consiglio. Ma soprattutto non dimenticate mai da dove arrivate e chi vi ha accompagnato, e un sano spirito di “restituzione” guidi i vostri passi. Azione Cattolica “don Domenico Lombardi” Lesina Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 11 LA FAMIGLIA IN… SETTIMANA A Torino, dal 12 al 15 settembre per la 47ª edizione delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani, per parlare di “famiglia, speranza e futuro per la società italiana”. Per la nostra diocesi c’erano Severino Carlucci (Direttore diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro) e Michele Marino (Referente diocesano per la Pastorale familiare) di Severino Carlucci e Settimane Sociali dei Cattolici Italiani sono ormai un evento che si ripete da oltre cento anni. Promotore della prima settimana sociale fu Giuseppe Toniolo, un protagonista del movimento cattolico a cavallo tra i XIX ed il XX secolo, forse, il maggiore esponente del pensiero sociale cri- L 12 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 stiano dell’inizio del secolo scorso. Interprete e critico acuto sia del capitalismo, sia del comunismo. Egli guarda al momento economico come uno dei luoghi etico-sociali e, insieme, etico-politici privilegiati della storia. Toniolo rigetta sia le distorsioni della concorrenza generata dal capitalismo, sia lo schema massimalista e utopico generata dall’ideologia marxista. L’alternativa che delinea non è la tradizionale “terza via”, ma un progetto di democrazia orientata al perseguimento del bene comune, facendo leva sul solidarismo e sulla cooperazione, raccordando la difesa dei diritti al richiamo dei doveri, salvaguardando il primato della persona e del lavoro umano nei processi produttivi, ribadendo la necessità di ispirare l’azione dei singoli e delle comunità ai valori morali. Gli oltre cento anni di Settimane Sociali sono sinonimo di un secolo di impegno dei cattolici per la nostra nazione. È necessario alimentare la consapevolezza, non solo tra i cattolici ma in tutti gli italiani, che la presenza cattolica, come pensiero, cultura, esperienza politica e sociale, è stata fattore fondamentale e imprescindibile nella storia del nostro Paese. Agli occhi della storia non si può non riconoscere che i cattolici hanno dato un apporto fondamentale alla società italiana e alla sua crescita nella prospettiva del bene comune. Già all’indomani della fondazione dello Stato unitario, nella seconda metà dell’ottocento, nonostante siano stati esclusi e per altri versi auto-esclusisi dalla vita politica dell’Italia, a causa delle note vicende risorgimentali e post-risorgimentali, i cattolici misero in atto un enorme sforzo nella formazione di generazioni di italiani ai sentimenti di appartenenza, di lealtà allo Stato, patriottismo, sviluppando quel sentire morale e quell’etica civile che costituiscono il presupposto per un’ordinata convivenza. Ciò è stato profetico perché si avverasse quel progetto politico, che ha visto la sua concretezza dopo la seconda guerra mondiale, per il quale la casa comune non poteva essere costruita senza la società civile o addirittura contro la società civile. Infatti, le Settimane Sociali costituirono momenti significativi di elaborazione di idee e di progetti nel campo dell’educazione cristiana e civica che trovarono, poi, attuazione nella quotidianità. Le Settimane Sociali sono state un insostituibile luogo di formazione dei cattolici preparandoli all’impegno nel sociale e nel politico in quanto è proprio dei cristiani laici impegnarsi nelle realtà terrene. La riflessione emersa nei lavori che si sono svolti a Torino ha visto come protagonista la “Famiglia” quale cellula fondamentale per la società e, quindi, risorsa sociale per il mondo. La dimensione familiare della persona ha ricadute sociali di assoluto rilievo: è nella famiglia che si nasce, è in essa che si viene educati ai valori della vita, è attraverso di essa che si ottiene una protezione primaria nei momenti di fragilità, come la malattia e la vecchiaia. È nella famiglia che l’essere umano scopre e manifesta pienamente la sua identità di persona, è l’unico luogo di comunicazione totale, nel quale si è chiamati per nome, e non in base a un titolo o al rango, perché in essa si vive e si agisce per come propriamente si è, prima che per il ruolo sociale che si riveste. La famiglia, luogo della generazione e punto di incontro fra le generazioni, occupa una posizione centrale nei processi di sviluppo, come è riconosciuto anche dalle istituzioni internazionali. Nel suo messaggio inaugurale Papa Francesco ha sottolineato che: «Come Chiesa offriamo una concezione della famiglia, che è quella del libro della Genesi, dell’unità nella differenza tra uomo e donna, e della sua fecondità… Vogliamo riaffermare che la famiglia, così intesa, rimane il primo e principale soggetto costruttore della società e di un’economia a misura d’uomo, e come tale merita di essere fattivamente sostenuta.» Significativa e molto apprezzata la prolusione del Card. Angelo Bagnasco, presidente dei Vescovi italiani, che ha portato il discorso sulla relazione tra i sessi e ricordato che «Oggi si è giunti a negare che la persona nasce sessuata, questo significa mortificare, non liberare la nostra umanità. Occor- re evitare il rischio che l’umano venga polverizzato da un indistinto egualitarismo che cancella la roccia della differenza sessuale e quella generazionale, eliminando così la possibilità di essere padre e madre, figlio e figlia.» Molto applaudito è stato il discorso del presidente del Consiglio Enrico Letta. Sia Carlucci che Marino sono a disposizione delle Parrocchie e dei movimenti presenti nella nostra diocesi per approfondire quanto è emerso nella Settimana di Torino. Abbonato è… meglio Oltre la Porta si propone come strumento dell’intera diocesi di San Severo, per la comunicazione e l’evangelizzazione “dentro e fuori” la porta della Chiesa e della casa. È necessario, però, il tuo contributo ed il tuo sostegno, anche economico. Non ti chiediamo un’offerta, ma di abbonarti al Giornale della tua Diocesi, di sostenerlo anche trovando nuovi abbonati. 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L’aumento vertiginoso della tecnologia induce ad un mondo virtuale, astratto, immateriale, ma non deve mettere a tacere uno straordinario bisogno di Dio, presente in ogni uomo, sul quale tutti dobbiamo interrogarci. Oggi è fortissimo il bisogno di senso, di orientamento, di un pensiero, in grado di interrogare se stesso e gli altri. Per un’adeguata lettura e interpretazione del contesto, nel quale in- serire l’azione pastorale della Chiesa e dare risposte alle domande dell’uomo è opportuno conoscere la cultura dell’uomo del nostro tempo e porre la domanda: cosa è cambiato e cosa sta cambiando nella nostra società? I SEGNI DEL CAMBIAMENTO: 1. La globalizzazione, l’industrializzazione e l’urbanizzazione, (aspetto sociale ed economico), il passaggio da una vita patriarcale a una società anonima, dove prevale il potere della tecnologia, che offre grandi potenzialità, ma, se non si avverte il senso del In ricordo di don Aristide di Natina Mascolo-Vaira* I l 27 Ottobre scorso, presso il convento di S. Maria delle Grazie, in San Nicandro Garganico, è stata ricordata la figura di mons. Aristide d’Alessandro, . Questo sacerdote ha onorato la diocesi di Lucera, la città di San Nicandro Garganico e la Chiesa tutta, per il suo apostolato di carità. È stato un grande oratore sacro, nonché scrittore. Seppur insignito quale Vicario Foraneo, Cameriere segreto di Sua Santità e Monsignore, per tutta la vita è rimasto sempre povero, umile terziario francescano, amato dal popolo. *terziaria OFS , Fraternità Giullari di Dio, S. Nicandro G.co 14 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 limite, può rendere l’uomo più schiavo; 2. La forte spinta alla secolarizzazione con la moltiplicazione degli orientamenti culturali e religiosi ha provocato il pluralismo delle idee e dei comportamenti, spesso diversificati e discordanti tra loro; 3. La fine della modernità con la crisi delle ideologie della fine del secolo scorso ha determinato il passaggio alla postmodernità, che viene chiamata società liquida, dove non ci sono valori di riferimento (aspetto morale) e spesso domina l’utilitarismo; 4. L’affermarsi del consumismo, che con lo sviluppo tecnologico ha consentito una elevata produzione di beni di consumo e ha determinato la corsa dell’uomo “tecnicus” al benessere immediato. Le conseguenze sono che la tecnologia produce tre forme di riduzionismo, che hanno un’incidenza della vita umana: • La riduzione ontologica (l’essere), l’uomo “tecnicus” ritiene di essere diventato autosufficiente, ma in realtà è un uomo solo; • La riduzione cosmologica (l’universo), tutto si può conoscere e sperimentare, viene esaltato l’aspetto quantitativo delle cose, ma non qualitativo; • La riduzione assiologica (i valori), l’uomo “tecnicus“ colloca al primo posto gli aspetti materiali, immediati, terreni, mettendo da parte i valori spirituali: “la coscienza vive una mancanza di significato” (scriveva il filosofo M. Heidegger). Si sperimenta una crisi di senso, che ha il suo inizio nel modo di intendere l’essere umano e che è diventata perciò crisi dell’uomo (aspetto antropologico). Le conseguenze si avvertono nella crisi della morale, che non dà valori, norme e diventa solamente descrittiva. Si vive in tal modo nell’individualismo, che provoca la deformazione del concetto di libertà, che spesso è intesa male ed è vissuta male, come autonomia assoluta. Si è giunti al punto tale da esaltare la libertà, da farne un assoluto, soprattutto per quanto riguarda la famiglia, l’economia e la politica. La libertà è fondamentale per l’uomo, ma la libertà presuppone la verità; errore del nostro tempo consiste nello spezzare il nesso tra verità e libertà. Se l’uomo cerca un senso, è perché Dio esiste. Dobbiamo riproporre la grande verità sulla persona umana: l’uomo è essenzialmente un essere relazionale; egli è sempre alla ricerca di questa relazione fondamentale con Dio, per costruire la relazione con gli altri uomini e vivere in società. I SEGNI DI SPERANZA: 1. Il senso religioso e il senso morale non sono completamente scomparsi, ma hanno subito delle profonde modificazioni, sulle quali è possibile ancora agire con la proposta della fede cristiana, che si manifesta nella nuova evangelizzazione; 2. La crisi morale provoca alla costruzione di altre gerarchie di valori e prevale il senso della domanda etica: la questione morale, intesa in tutti i suoi molteplici significati, sta diventando il problema centrale del nostro tempo; stiamo vivendo un ritorno all’etica; 3. È forte il senso dei diritti umani, dell’uguaglianza sociale, della parità tra uomo e donna, CIBO PER I POVERI A San Severo, presso il Centro Commerciale “Leclerc”, una raccolta alimentare della Caritas Diocesana di Mario Bocola La Caritas Diocesana di San Severo, diretta da don Andrea Pupilla si è fatta promotrice di una raccolta di prodotti alimentari per la Casa Accoglienza “Mafalda d’Errico” con l’obiettivo di offrire un aiuto concreto alle persone che vivono in stato di indigenza. La raccolta dei generi alimentari ha avuto luogo presso lo Shopping Center “LECLERC” di via M. Zannotti a San Severo. Durante l’intera giornata, grazie alla generosità di tante persone che hanno fatto dono alla Caritas di generi di prima necessità, sono stati raccolti: 230 Kg. di pasta, 40 Kg. di farina, 135 lt. di latte, 40 confezioni di alimenti per l’infanzia, 150 scatolette di tonno, 20 confezioni di carne in scatola, 130 barattoli di pomodori pelati e/o salsa, 30 Kg. di zucchero, 30 barattoli di legumi in scatola, 50 confezioni di biscotti. La Caritas ringrazia sentitamente per la lodevole iniziativa la direzione del centro commerciale “Leclerc”, l’Azione Cattolica Diocesana, il gruppo scout “Assoraider” della parrocchia Croce Santa di San Severo per la collaborazione e tutte le persone che hanno voluto donare qualcosa da destinare a chi è nel bisogno. della libertà di pensiero e di associazione; 4. Si avverte una crescente domanda di etica nell’economia, al fine di una maggiore giustizia sociale, soprattutto nell’ambito della cura della salute dei cittadini, da considerare persone e non numeri; 5. È molto sentita in alcuni settori della società, soprattutto tra i giovani, l’esigenza di coltivare determinati valori nel gruppo mediante iniziative di volontariato sociale, ricco di ispirazione etica, che si sviluppa particolarmente nell’attenzione nei confronti delle persone povere e deboli, più segnate dalla fragilità fisica, psichica e morale; 6. Una maggiore sensibilità ver- so il problema ecologico nella salvaguardia del creato, che renda l’uomo custode e non più sfruttatore delle risorse ambientali, nella ricerca di nuovi stili di vita, basati sulla condivisione e sulla solidarietà. Risulta opportuno far leva su questi segni di speranza, per costruire una comunità umana e sociale solidale e fraterna, che metta al centro il valore della persona umana e promuova i diritti umani. La Chiesa ha un compito importante di essere lievito dall’interno della società, per la promozione di valori umani autentici, capaci di preparare il terreno ai valori cristiani, perché possano incidere profondamente nel tessuto sociale del nostro tempo. Per chi volesse scrivermi: [email protected] Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 15 L’INCHIESTA: VIAGGIO IN DIOCESI Un viaggio alla scoperta della nostra diocesi: La parrocchia Sacra Famiglia in San Severo a cura di don Enzo Borrino D ire cos’è una Parrocchia e perché in un quartiere c’è una Parrocchia è un’impresa non da poco. Ciascuno la vede alla sua maniere, la intende “secondo la sua esperienza”, la guarda “pensando alle persone che ha incontrato”, la giudica, la innalza, la abbassa, la stima, la rifiuta. Nella “Christifidele Laici”, al numero 26, la Parrocchia viene definita come “la Chiesa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie”, ma tra le tante definizioni che tentano di descrivere la realtà parrocchiale, ne preferisco una citata da Papa Giovanni XXIII, forse la meno tecnica e la meno canonica, ma la più suggestiva: La Parrocchia è la “Fontana del Villaggio”, quella che dona l’acqua capace di dissetare la sete spirituale insita nel cuore di ogni uomo. Da quasi trent’anni anni nel quartiere “Fortore” c’è una fontanella. Certo, in certi periodi o in certe persone, l’acqua sgorga più o meno copiosa, almeno Don Vincenzo Borrino, nato il 28 Maggio 1946, dopo aver studiato presso i seminari di San Severo, Manfredonia, Benevento è stato ordinato sacerdote il 3 Settembre 1972 da mons. Angelo Criscito e parroco della parrocchia Sacra Famiglia di San Severo il 1° aprile 1985. 16 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 in maniera visibile, sono i limiti umani, ma la fede mi parla di una Presenza e di un’azione dello Spirito che ha portato e porta consolazione e salvezza. Quasi trent’anni non sono né molti né pochi, sono storia di un cammino fatto insieme, memoria di tanti avvenimenti lieti o meno lieti, ricordo di persone che hanno lavorato in e per questa “vigna” del Signore. Nella memoria sono conservati tanti avvenimenti: l’incremento demografico ed urbanistico del rione “Fortore”, la crescita nel sentirsi sempre più Comunità, la soddisfazione per la costruzione della Chiesa e poi dell’Oratorio… Per alcuni, una Parrocchia vale l’altra, senza pensare all’importanza di appartenere a una comunità che abbraccia le famiglie di un determinato territorio, le segue nella crescita spirituale dei figli, nei momenti più belli e importanti della vita e nei momenti della tristezza e del dolore. La Parrocchia, ogni Parrocchia, è soprattutto comunità viva, comunità di uomini, donne, giovani e Bambini in cammino verso un ideale comune che tutti sorregge e anima: fa costruzione del regno di Dio. Il Concilio ci ha ricordato che la Parrocchia non è solamente e unicamente una comunità racchiusa in un territorio ben delimitato; neppure va intesa come un ente che offre servizi e prestazioni, ma è “una piccola parte di popolo di Dio in cammino”. E ci ha ricordato che il Parroco non va considerato solo come “il rappresentante” del Vescovo, ma anche come “il pastore proprio” della viva comunità parrocchiale locale, per la quale dà tutto se stesso. Le date più significative della “Sacra Famiglia” in S. Severo • Natale 1984 erezione canonica della Parrocchia Sacra Famiglia voluta dal Vescovo Mons. Angelo Criscito; • 1° Aprile 1985 nomina del primo Parroco, don Vincenzo Borrino, attualmente ancora parroco della “Sacra Famiglia”; • 28 dicembre 1986 benedizione e posa della prima pietra della Chiesa alla presenza del Vescovo Mons. Carmelo Cassati; • 26 maggio 1995 benedizione e posa della prima pietra delle opere parrocchiali da parte del Vescovo Mons. Cesare Bonicelli; • 1° ottobre 2000 dedicazione della chiesa e consacrazione dell’altare con il Vescovo Mons. Michele Seccia; • Natale 2009 indizione dell’Anno Giubilare della Parrocchia (20092010) da parte del nostro Vescovo Mons. Lucio A. M. Renna. Attività e “numeri” della “Sacra Famiglia” ella parrocchia opera l’Oratorio “Arcobaleno dell’amicizia” che aderisce all’ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia) e svolge diverse con attività a misura di ragazzi, fra le quali pattinaggio, rollerblade, skate e giocoleria, mini basket e calcetto. Due i cori parrocchiali: uno “storico”, diretto dal maestro Lucia Di Lella e composto principalmente dai ragazzi della parrocchia, e dal 2010, spinti anche dalla presenza in chiesa del nuovo organo a canne, un secondo coro composto principalmente da adulti diretto dal maestro Olga Gorgoglione. Oltre al gruppo Scout, in parrocchia sono presenti anche il Gruppo Maria Regina della Pace; il Gruppo Divina Misericordia; l’Anspi don Bosco; il Gruppo Caritas con centro di ascolto che ogni prima domenica del mese presta il proprio servizio presso la mensa della Caritas diocesana preparando e distribuendo cibo, lo stesso gruppo provvede anche alla distribuzione viveri e indumenti in parrocchia. La “Sacra Famiglia” di San Severo può contare anche su un gruppo di adulti collaboratori che seguono le strutture parrocchiali per lavori ordinari e straordinari di manutenzione. Poco meno di 6.000 le anime della parrocchia, dove lo scorso anno sono stati amministrati circa 50 battesimi, poco meno di 70 cresime (fra le quali una quindicina di adulti) e circa 80 di Prime Comunioni. Una quarantina i funerali celebrati e solo 4 o 5 i matrimoni (Perché - dice don Enzo molti si spostano in altre parrocchie, facilitati dai parroci che li ospitano). Presenti ed attivi anche alcuni Ministri straordinari dell’Eucarestia che portano comunione a casa degli ammalati la domenica quando il parroco che va durante la settimana è impegnato in parrocchia per le altre celebrazioni. N Parrocchia Sacra Famiglia Via Padre Matteo da Agnone 71016 - San Severo (Fg) Tel. 0882224158 Pubblicità Sales Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 17 UNA SFIDA DA ACCETTARE L’esperienza di un campo di lavoro per alcuni giovani di San Severo di Ada Carano I giovani della parrocchia Madonna della Divina Provvidenza, in San Severo, al campo di lavoro a Bose, assieme al loro parroco, Don Luigi Rubino I campi di lavoro sono esperienze di volontariato. Nello specifico, partecipare ad un campo significa contribuire alla realizzazione di qualcosa che sia di utilità sociale in diversi settori, lavorare insieme ad un progetto; e quando un’attività simile si svolge in una comunità religiosa, il lavoro si fonde con la spiritualità, la riflessione, il confronto fra i vari partecipanti, diventando un’occasione di fratellanza e conoscenza con persone provenienti da varie parti del mondo. Alcuni giovani della parrocchia Madonna della Divina Provvidenza abbiamo colto con entusiasmo l’occasione di trascorrere quest’esperienza presso la comunità monastica di Bose, fondata nel 1963 da Enzo Bianchi, che ogni anno propone campi di lavoro per dare ai giovani la possibilità di partecipare maggiormente alla vita della comunità e conoscerla dal di dentro condividendo con i monaci i momenti più importanti. Così, pronti 18 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 a metterci alla prova, abbiamo soggiornato in un’accogliente casa nel comune di Magnano, in provincia di Biella, dall’8 al 15 Giugno scorso, accompagnati dal nostro parroco don Luigi Rubino. Ogni mattina, ci veniva distribuito il lavoro. Alcuni si sono occupati dell’orto, altri della biblioteca e, la maggior parte del gruppo si è cimentato nella preparazione di marmellate e confetture. Il resto della giornata è stato ritmato dalla preghiera comune (mattino, mezzogiorno e sera) e, nel pomeriggio da un incontro di riflessione biblica, guidato da un fratello o una sorella della comunità, a cui faceva seguito il confronto e la discussione tra i membri del gruppo. Il pranzo e la cena condivisi, poi, con persone diverse e i momenti liberi, sono diventati occasioni di scambio e conoscenza tra di noi, nonché della vita della comunità attraverso la visita di alcune realtà e attività di lavoro come il laboratorio di ceramiche e quello delle icone. In questo modo abbiamo avuto occasione di osservare da vicino lo svolgimento di varie attività lavorative e di conoscere giovani di altre parti d’Italia, giunti come noi a Bose per il campo di lavoro; ma abbiamo avuto pure la possibilità di conoscere fratelli e sorelle della comunità monastica, di età diverse, italiani e non, provenienti da varie realtà, e di essere da loro arricchiti attraverso l’ascolto delle loro storie, l’amorevole attenzione a ogni nostro bisogno, la continua disponibilità, interesse e dedizione nei confronti di ciascuno. Questo ha aiutato molti noi ad avere una visione nuova e positiva della realtà monastica. Questa nuova esperienza che abbiamo condiviso ci ha dato la possibilità e la gioia di dare un piccolo apporto alla comunità di Bose, di arricchire la nostra formazione umana e cristiana, di scoprire nuove realtà e amicizie, ma anche di divertirci in maniera sana e semplice soprattutto nei momenti liberi vissuti tra di noi. UNA VACANZA “SPECIALE” La settimana del Vescovo con i seminaristi della Diocesi di Marco della Malva C ome di consueto, anche nell’estate 2013, i seminaristi della Diocesi, accompagnati dal rettore del seminario diocesano don Francesco De Vita, e dalle suore della congregazione delle Missionarie del Catechismo, suor Rosenda e suor Rosalinda, hanno trascorso alcuni giorni insieme al nostro Vescovo, per quest’anno, presso l’Isola San Domino nell’arcipelago delle Isole Tremiti. I giorni passati insieme sono stati carichi di momenti di allegria e fraternità, di preghiera e di attenta formazione spirituale ed umana. Nell’Anno della Fede, gli incontri formativi hanno avuto come argomento cardine: la Fede, vissuta in piena comunione con la Carità e la Speranza. Partendo dall’icona biblica della Samaritana (Gv 4, 1-26), il Vescovo ci ha presentato la dimensione nuova che il credente è chiamato a vivere: la Luce. Punti di riferimento degli incontri sono stati Abramo e Maria, figure bibliche nelle quali la luce della fede ha trovato piena accoglienza. In questi “colossi della vita spirituale” abbiamo cercato di trovare dei punti di confronto per poter analizzare la nostra fede di giovani credenti in cammino. Una fede basata, come per Abramo Il nostro Vescovo, Monsignor Lucio Renna, con il rettore del seminario di San Severo, don Francesco De Vita, le suore ed il gruppo dei seminaristi a Tremiti e Maria, sull’accettazione piena del progetto di Dio, una fede fatta di rinunce, di cammino, alle volte di non comprensione ma certamente di totale fiducia ed abbandono in un Dio che si fida di noi e non ci abbandona nella nostra condizione umana, ma tramite la fede ci offre una stella polare da seguire nelle tempestose burrasche della nostra vita. A testimonianza di ciò, Mons. Lucio Renna ci ha presentato l’autore Max Thurian, il quale afferma che: «Con noi Dio è onnipotente, col nostro si la sua potenza si esplica» e il nostro si illuminato e preceduto dal si di Dio, di Maria e di Cristo, diviene un dinamico cammino di rin- novamento spirituale che ci conduce al volto di Cristo. Il messaggio cristiano fatto di fede, carità e speranza, che tutti noi, nessuno escluso, siamo chiamati a portare, non è solo informativo, ma performativo. La spiritualità del credente, che permea e forma la vita di ogni cristiano, dev’essere un cammino fatto nella maturità libera e profonda che sfocia nella vita di preghiera, ed è Maria che come madre ci guida nella progressiva conformazione a Cristo Gesù. Il Vescovo ha concluso i nostri giorni di permanenza con la domanda: “come possiamo diventare noi uomini nuovi in Cristo?”. Non so se siamo riusciti a trovare una risposta a tale quesito, ma sono fermamente convinto del fatto che le risposte rendono saggi, ma domande di questo calibro ci rendono più credenti, sapendo che la nostra meta, che è la santità, è un lungo e quotidiano cammino di conversione e di ascesi verso la vetta della Santa Montagna. Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 19 PARROCCHIE INSIEME Le parrocchie di Serracapriola e Chieuti assieme in campi-scuola di Giuseppe Galante estate della comunità parrocchiale di Santa Maria in Sylvis e San Mercurio martire in Serracapriola, è stata caratterizzata da due appuntamenti di campi-scuola per ragazzi e giovanissimi. Il primo campo, inter-parrocchiale, ha visto coinvolti i ragazzi della catechesi di III, IV, V elementare e I, II, III media della nostra parrocchia e di quella di San Giorgio Martire in Chieuti. Infatti, da alcuni anni, su invito del parroco di Chieuti, don Antonio Soccio, vi è questa collaborazione tra le nostre parrocchie, concretizzatasi quest’anno con il campo-scuola dall’8 al 14 luglio, a Vitulano (BN). Con lo slogan “Tutti per Tutti”, è stata lanciata la sfida a pensare che proprio tutti dobbiamo prenderci cura di tutti… gli altri in un “Tutti”, che riguarda ciascuno. Tre sono stati i temi principali affrontati con un primo filone educativo, la comunità e la memoria; un secondo un filone biblico, gli Atti degli Apostoli; ed un terzo teologico: la Chiesa. Le giornate sono state dense e ricche di momenti, come la preghiera, le attività di gruppo, i servizi, i giochi e un po’ di tempo libero. Particolare apprezzamento ha riscosso l’ultimo giorno di campo, che ci ha visti tutti riuniti, ragazzi e genitori, prima per condividere i lavori fatti durante la settimana e alcuni giochi di gruppo, poi con la celebrazione Eucaristica ed L’ 20 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 infine con il pranzo al ristorante. Vorrei ringraziare don Antonio Soccio, che ogni anno instancabilmente, si fa carico dell’organizzazione, don Renato Orlando, che sempre ci sostiene e sprona in tutto questo, gli educatori, il seminarista Giorgio Rico, Rosangela Tartaglia, Nunzia Paglione, Giorgia Occhionero per Chieuti; Mario D’Adamo, Daniela D’Ercole per Serracapriola; il team dei cuochi, Maria Gallinaro e i coniugi Antonio e Anna de Felice, per la loro preziosissima collaborazione; infine, un grazie a tutti i genitori e i ragazzi, che ancora una volta hanno creduto a questa proposta educativa, rispondendo al nostro invito. Penso di poter affermare in questo caso, che l’unione fa la forza e noi di Serracapriola e Chieuti lo constatiamo da alcuni anni, più che mai. Altrettanto intensa e ricca di emozioni, è stata l’esperienza del neo - Gruppo Giovani Parrocchiale “Carlo Acutis” di Serracapriola, intitolato a questo ragazzo di Milano, figura affascinante e profonda, per il quale è iniziato il processo di beatificazione e canonizzazione. Il Gruppo è costituito da giovani adolescenti del post - cresima, che hanno terminato il cammino della catechesi e che continuano ad approfondire la propria umanità e fede, con incontri formativi settimanali, con iniziative di carattere parrocchiale e sociale, all’insegna dell’unità e dello stare insieme. Con loro, dal 3 al 7 agosto, presso l’oratorio della parrocchia di Sant’Erasmo in Bojano, abbiamo vissuto un campo estivo, il primo dopo quasi vent’anni a Serracapriola, per questa fascia di età e che ha visto 20 ragazzi entusiasti e affiatati. Il tema proposto, anche alla luce del messaggio di papa Francesco, ai giovani di tutto il mondo con la GMG in Brasile, è stato “La Chiesa…se non io chi?”. Con i ragazzi abbiamo riflettuto sulla parabola del buon Samaritano, facendo nostro l’invito di Gesù, a prestare attenzione al nostro prossimo e nello stesso tempo a farci prossimi dei nostri fratelli e sorelle più bisognosi, che incontriamo sul nostro cammino. Abbiamo presentato e fatto conoscere meglio, alcune figure di testimoni concreti dei nostri giorni, come don Oreste Benzi, lo stesso Carlo Acutis e Papa Francesco. Molto emozionanti ed arricchenti sono state l’esperienza del servizio presso la casa di riposo per anziani di Bojano e l’escursione a piedi, durante la quale si è condivisa la fatica del cammino e l’acqua da bere. Altro aspetto molto bello, che ci ha fatti sentire ancora di più “Chiesa”, è stato il fraternizzare dei nostri ragazzi con quelli della parrocchia che ci ha ospitati, con i quali abbiamo condiviso momenti formativi e ludici, instaurando legami di amicizia molto intensi. Un grazie di cuore, a don Giovanni Di Vito, nostro compaesano e parroco a Bojano, per la disponibilità e l’accoglienza, al nostro parroco don Renato Orlando, per il suo sostegno e la sua visita, agli educatori che mi hanno affiancato nella guida di questo gruppo giovani e con i quali abbiamo organizzato e proposto questo campo: la catechista Lorenza Risoldi, il giovane Mario D’Adamo, la comunità Scout Serracapriola 1, nelle persone di Mercurio Di Siro, Mimmo Paolantonio, Giuseppe Signorile e Francesca Gaggiano e la signora Giovanna Risoldi, già catechista in parrocchia, per il prezioso aiuto in cucina. Il mio augurio, forte anche dell’entusiasmo dei ragazzi, è quello di ripetere questa bellissima esperienza, a Dio piacendo, l’anno prossimo. CAMMINA, CAMMINA… Insieme sulla strada per un “campo itinerante”, attraversando i centri della nostra Diocesi, i giovani dell’Azione Cattolica di Sonia Nardella T utto iniziò con le parole di Papa Francesco “Fa pena vedere tante parrocchie chiuse, bisogna uscire, bisogna andare incontro agli altri per portare la luce e la gioia della nostra fede. Bisogna uscire sempre con l’amore e la tenerezza di Dio”. Il Papa ci invita ad essere missionari, a non aspettare immobili nelle nostre parrocchie gli altri, ma ad andare loro incontro, e cosi abbiamo scommesso su una nuova (per noi) esperienza: un campo strada itinerante per il settore giovani di Azione Cattolica e per gli educatori Acr, un cammino a piedi, che ci ha portato nelle nostre strade, nelle nostre parrocchie, tra i nostri giovani. Una scommessa vinta! Il gruppo al nastro di partenza non era numeroso, ma non ci siamo scoraggiati e il 17 Giugno, con scarpe comode e zaino in spalla siamo partiti per la prima tappa, e giorno dopo giorno abbiamo raggiunto quasi tutti i paesi della nostra Diocesi, accompagnati da don Antonio di Domenico Assistente Acr e unitario dell’AC diocesana. Per raccontarvi tutto quello che è successo e che abbiamo vissuto servirebbero molte più pagine, forse un libro, ma proverò comunque a raccontarvi le emozioni che sono impresse ancora nella mente e nel cuore. La nostra giornata cominciava con la sveglia che suonava presto, anzi prestissimo, ma ci trovava assonnati solo per pochi minuti, poi la voglia di camminare con gli altri e raggiungere la tappa successiva si faceva posto tra le nostre emozioni, e allora preparato lo zaino e fatta una buona colazione si partiva. Le prime ore del cammino procedevano tranquillamente, il fresco del primo mattino ci permetteva di camminare facilmente, il sole (molto caldo) poi, ci rallentava un po’ e a volte ci scoraggiava ma era un cammino condiviso con gli altri ragazzi e allora ci si faceva forza a vicenda e si raggiungeva la meta! Il cammino di tutto il campo è stato accompagnato da un grande compagno di strada, un tipo tosto, che sa il fatto suo, uno a cui Gesù ha affidato la sua Chiesa, pur sapendolo uomo come tutti: l’apostolo Pietro. Alcuni amici sacerdoti e non, ci hanno fatto conoscere l’esperienza dell’incontro di Pietro con Cristo, e riflettere su quanto la figura dell’apostolo possa essere vicino a noi, più di quanto possa sembrare; ognuno di loro ci ha trasmesso la propria vicinanza, la propria amicizia e la propria esperienza di incontro con Dio. Una volta raggiunta la meta, non senza fatica, ci abbandonavamo all’accoglienza fraterna dei parroci (che hanno fatto le veci di veri padri), e delle comunità che ci aspettavano e che hanno vissuto con noi un pezzo di strada. Abbiamo condiviso con loro pensieri, cibo, risate, momenti di festa e di riflessione: ci siamo sentiti vera Chiesa di fratelli! Le emozioni sono state tante e sono difficili da raccontare, ma questo gruppo si è veramente sentito unito e ci è sembrato quasi di essere catapultati a circa duemila anni fa, sulle strade della Palestina, le Sue strade, e a percorrerle da apostoli in missione per portare il Suo annuncio e gridare con gioia che l’incontro con Lui rende bella, anzi bellissima la nostra vita. ABBONATO È… MEGLIO Oltre la Porta si propone come strumento dell’intera diocesi di San Severo, per la comunicazione e l’evangelizzazione “dentro e fuori” la porta della Chiesa e della casa. È necessario, però, il tuo contributo ed il tuo sostegno, anche economico. Non ti chiediamo un’offerta, ma di abbonarti al Giornale della tua Diocesi, di sostenerlo anche trovando nuovi abbonati. L’abbonamento ad Oltre la Porta, per un intero anno, è di 11,00 euro, che puoi versare in parrocchia o direttamente sul conto corrente postale n° 20464731, intestato a: Oltre la Porta - mensile diocesano. Fatti e fai un regalo utile, che dura un intero anno: l’abbonamento ad Oltre la Porta Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 21 GIOVANI AD ASSISI Per le vie di Chiara e Francesco il gruppo giovani della parrocchia Maria SS. della Libera e San Sebastiano in San Severo D al 6 al 10 agosto noi giovani del Gruppo Karol, accompagnati dal nostro instancabile parroco don Giovanni Pistillo e dalla premurosa Suor Umberta Donina, insieme ad alcune giovani famiglie della parrocchia, ci siamo recati in pellegrinaggio nella terra in cui vissero Francesco e Chiara. Dopo un anno di riflessione sulla vita e sugli insegnamenti di questi due giovani Santi, abbiamo avuto il piacere di conoscere i luoghi che li videro impegnati nella loro opera di evangelizzazione. Nel nostro pellegrinaggio ci hanno accompagnato con le loro catechesi itineranti Suor Marcella e Suor Claudia delle Francescane dell’Addolorata; Suor Anna delle Francescane Missionarie di Maria e un fra Andrea della Porziuncola. Abbiamo conosciuto gli ambienti di Chiara e Francesco, ripercorrendo cronologicamente la vita di questi due santi, sollecitati dalle riflessioni e dalle meditazioni che ci venivano rivolte. Suor Marcella ci ha invitato a riflettere su cosa significhi essere giovane oggi; sul valore della persona; sulla necessità di capire che valiamo non per ciò che possediamo, ma per ciò che siamo. Don Giovanni, dinanzi al battistero in cui venne battezzato Francesco, ci ha invitato a rinnovare le nostre promesse battesimali, ricordandoci che con il Battesimo siamo diventati figli di Dio, e ciascuno di noi 22 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 vale molto, perché Cristo ha donato la propria vita per riscattare ciascuno di noi. Quale gioia, poi, pregare sull’umile tomba di Frate Francesco! Nel monastero di S. Damiano, Suor Claudia ci ha tenuto una riflessione sulla “Vocazione di Chiara e Francesco”: sulla chiamata all’Amore, sulla necessità di sentirsi amati. Ci ha spiegato che il Signore ci chiama all’Amore, ci chiama alla felicità così come siamo. Ci ama con tutti i nostri limiti e le nostre miserie. Presso l’Eremo delle Carceri, con Suor Anna abbiamo meditato sul valore della preghiera, su cosa significhi pregare! Nella Porziuncola, invece, Suor Claudia ci ha tenuto una catechesi sulla Misericordia di Dio, che deve essere la certezza della nostra vita, la consapevolezza che nonostante i nostri limiti e i nostri sbagli, Dio ci ama sempre con lo stesso Amore. Sr Claudia ci ha ricordato che il Signore non ama solo le persone belle, buone e che vanno in Chiesa, ma anche i “lontani” e attende ansioso, come descritto nella parabola del Padre Misericordioso. Al termine della catechesi, abbiamo incontrato Fra Andrea, un giovanissimo frate, che ci ha raccontato la sua vita, le sue esperienze e il valore che nella sua vita ha avuto la Misericordia di Dio: prima studente universitario e barista in locali notturni, poi laureato in fisica nucleare e ricercatore presso l’Università. Lontano da Dio. Sente una pressante chiamata a seguirlo, ad abbandonare le sue certezze per affidare a Dio tutta la sua vita. Abbandona il posto da ricercatore universitario, lascia la sua ragazza ed i suoi affetti per seguire Gesù tra i figli di S. Francesco. Al termine della catechesi, fra Andrea ci ha invitati ad “essere aquile non polli”, a vivere la vita puntando in alto. Prima della ripartenza per San Severo, abbiamo condiviso un momento di amicizia e fraternità con le suore e due giovani sacerdoti, don Michele e don Paolo, della diocesi di Ragusa, trascorrendo una piacevole serata, che sicuramente non dimenticheremo. Siamo tornati a casa stanchi, ma certamente ricchi di serenità grazie ai momenti e alle Parole che ci hanno accompagnato e che ci accompagneranno per la nostra vita. Un grazie particolare va al nostro parroco don Giovanni che ci segue sempre nelle nostre “avventure” con tanta disponibilità ed attenzione, organizzando momenti di grande spiritualità e guidandoci con cura paterna. Un grazie altrettanto grande a Suor Umberta che ci è sempre vicina con amore e sollecitudine, condividendo ogni momento della nostra vita con grande rispetto e discrezione. Uno speciale ringraziamento a Sr Marcella, Sr Claudia, Sr Anna e Fra Andrea che in modo gratuito ci hanno testimoniato la bellezza della Fede in Cristo e la grandezza del Suo Amore! Sono stati davvero “doni” della Provvidenza. Un ringraziamento particolare va alle Suore Francescane Missionarie di Maria che hanno aperto la propria casa per ospitarci con grande accoglienza e amore. Infine ringraziamo l’autista, Giuseppe d’Angelo, dell’Agenzia Viaggi Travel way dei fratelli Campobasso, che ci ha accompagnato in quei santi luoghi con grande disponibilità e professionalità, condividendo con noi le esperienze vissute. I responsabili del Gruppo Giovani Karol NASINSÙ Il Grest 2013 della Libera e San Sebastiano A nche quest’anno la nostra comunità parrocchiale, amorevolmente guidata da Mons. Giovanni Pistillo, ha organizzato le tradizionali attività estive rivolte ai ragazzi delle scuole elementari e medie. Così, il nostro oratorio si è riempito di ragazzi: più di 100 iscritti., diventando “casa” per molti. Ogni pomeriggio dalle 16:30 alle 20:30 ci si ritrovava insieme ai numerosi e pazienti educatori, guidati da Suor Umberta Donina, per vivere momenti di fede, gioco e divertimento. Tema del Grest è stato: “Guarda il cielo e conta le stelle”. È di fronte all’immensità del cielo che l’uomo, nonostante si senta infinitamente piccolo, si riscopre ancora capace di meravigliarsi, di percepire e immaginare l’infinito. La cornice narrativa del Grest ha preso spunto dal romanzo breve per ragazzi “C’è nessuno?” di J. Gaarder. Il racconto tratta di un incontro magico tra un bambino che sperimenta la bellezza dell’attesa del fratellino che sta per nascere e un bambino che proviene da un pianeta lontano, una storia al confine tra la realtà e il sogno. Il racconto della storia si è alternato a momenti di gioco e di attività artistiche, laboratoriali e ricreative. Quest’anno, per la gioia di molti, si sono organizzati veri e propri tornei sportivi (calcio, pallavolo, basket, calciobalilla e ping-pong) e una volta alla settimana il tanto atteso “water day”, per sopportare meglio il caldo estivo. Appuntamento quotidiano che non poteva mancare è stato il crucigrest, cruciverba musicato in cui i ragazzi si sfidavano a squadre. Abbiamo invitato i ragazzi a tirar su la testa, anzi a mettersi “nasinsù”, per guardare il cielo e contare le stelle, ma rimanendo con i piedi per terra. Contemplando il firmamento del cielo, abbiamo cercato di insegnare loro a guardare oltre, a cercare il senso del creato e a restare affascinati dalla sua grandezza, bellezza e armonia che rimanda a Dio Creatore. È stato detto loro della promessa che Dio fa all’uomo, del desiderio divino che si traduce in vita per tutti, a tal punto che per il Padre tutto rientra in un Disegno più grande, dalle stelle sopra di noi al più piccolo fra gli uomini. Tutti siamo importanti, tanto che noi siamo considerati da Dio come le stelle del cielo. È così che Dio ci ha pensati ed è così che Dio ci vuole. Abbiamo invitato i ragazzi a sentirsi un po’ delle “stars”, gente che vuole il massimo dalla vita e che però sa mettersi alla scuola della “stella polare”, della stella fissa che indica un cammino costellato di bontà e di amore, di condivisione e di compassione, dove non esiste chi resta isolato ed escluso, dove non c’è chi è fuori dal gioco. A conclusione del Grest, abbiamo vissuto il Family day, un momento dedicato alla famiglia. Genitori e figli si sono radunati nel cortile parrocchiale per partecipare alla Santa Messa, momento di lode e di ringraziamento, per contemplare insieme il cielo: fermarsi per guardare le stelle e ringraziare il Signore per il dono della vita e della Famiglia. Durante l’omelia, don Giovanni, ci ha invitati a vivere “nasinsù”, come hanno fatto gli Apostoli Pietro e Paolo, che pur avendo lo sguardo rivolto a Dio, al Cielo, hanno predicato la Buona Notizia rimanendo con i piedi per terra, operando tra le “genti”. Al termine della Celebrazione eucaristica genitori e figli si sono sfidati in giochi e tornei. Successivamente i ragazzi hanno insegnato ai propri genitori l’inno del Grest. La stella polare che ci orienta quando siamo “nasinsù” ha un nome ed è Gesù, Colui che è nato sotto il segno di una stella luminosa per essere “luce del mondo”, faro che irradia calore e mostra la direzione per chiunque voglia seguirlo. Grazie a tutti per questa splendida avventura. Buon anno da vivere “nasinsù” e arrivederci al Grest 2014. Il gruppo degli educatori Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 23 CAMPI, MA NON SOLO Cronache estive della Parrocchia Gesù Divino Lavoratore di Antonio Monteleone A nche quest’anno a giugno in oratorio abbiamo organizzato il Grest. Per la prima volta pure di pomeriggio. I bambini, quasi 140, hanno vissuto un’esperienza davvero indimenticabile: attraverso le mille avventure dei fratelli Pevensie (Peter, Susan, Edmund e Lucy), hanno “abitato” per tre intense settimane la magnifica terra di Narnia. Come avete potuto intuire, tema dell’Estate Ragazzi sono state “Le cronache di Narnia - il leone, la strega e l’armadio” (che i ragazzi guardavano attraverso varie puntante, giorno per giorno). Questo testo fiabesco, scritto da C. S. Lewis, vuole rimandare intenzionalmente il famoso leone Aslan alla figura di Cristo. Ciò che è nato dalla fantasia di Lewis, ne siamo certi, non è altro che una riproduzione in chiave fiabesca della storia più bella del mondo: la storia biblica. Gli oltre 25 educatori, incoraggiati dalla signora Rosanna Di Pumpo, hanno quindi sottolineato le idee portanti che emergono dal romanzo, 24 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 cioè i contenuti essenziali della nostra fede: l’eterna lotta tra bene e male; la possibilità di ricominciare da capo e l’importanza del perdono; la necessità di un Redentore; il dovere morale di combattere il male e che l’amore è la forza più grande del mondo. Parallelamente a questo, i bambini si sono divertiti molto pregando, con attività, giocando, facendo uscite in paese e passando pomeriggi interi a giocare a calcetto e a fare laboratori manuali (plastilina, pasta di sale, ecc…). Come al solito durante la seconda settimana le nostre brave cuoche (Rosanna, Assunta e Lina) ci hanno preparato un pranzo da leccarsi i baffi. L’ultimo giorno, infine, i bambini hanno organizzato un bellissimo spettacolo per i loro genitori. Dal 28 luglio al 3 agosto abbiamo vissuto, giovanissimi e ragazzi di Acr, guidati dal nostro parroco don Renato Borrelli, dal nostro grande animatore Andrea Lariccia e da 8 educatori, una bellissima esperienza di campo estivo ad Acerenza (PZ), immersi in un grande parco verde e ospitati in suggestivi bungalow in legno. Ecco come ce ne parla Andrea: «“Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi non rischia la certezza per l’incertezza, chi rinuncia ad inseguire un sogno”. Sembra che Pablo Neruda avesse pensato a noi quando compose questi versi, o perlomeno ai ragazzi e alle ragazze di ogni tempo che sentono forte dentro di sé l’energia degli ideali, in forza dei quali la vita si allarga fino a contemplare orizzonti vastissimi e impensati. Inseguire i propri sogni, evitando di confondere quelli diurni, come ci insegnava don Tonino Bello, con quelli illusori di gloria, propinati come autentici da tanta cultura odierna. Tra tutte le esperienze vissute durante il campo estivo 2013 dai ragazzi di Gesù Divino Lavoratore ad Acerenza, una in particolare porterò per sempre dentro di me: la serata sotto le stelle! Un’intera serata passata col naso all’insù a scrutare i segreti del cielo notturno, cercando di penetrare almeno un po’ in quel misterioso intreccio che forma le costellazioni. Allenare l’occhio della meraviglia, imparare che l’altro non è soltanto un essere da aiutare, ma una persona di cui costantemente meravigliarsi, così diversa da non poter dire altro che wow…!”. Un’altra iniziativa che ormai organizziamo da anni, è quella del Minicampo in Oratorio. Durato una settimana, dal 28 agosto al 4 settembre. Obiettivo principale del minicampo è stato quello di formare i nuovi educatori e animatori ACR. Infatti, ogni mattina, don Renato ci indicava come strutturare e preparare il nuovo anno pastorale, con l’aiuto della sintesi del libro “Uffa, che bello!” di don Tonino Lasconi. Inoltre ci siamo dedicati allo studio della metodologia dell’Azione Cattolica Ragazzi. Tutto con un mix di giochi, attività e serate esplosive. Ogni giorno pranzo in Oratorio preparato dalle brave cuoche, e offerto da don Renato. Ogni cosa programmata prima da noi educatori più grandi durante il mese di agosto. Essendo agli sgoccioli del nuovo anno scolastico, abbiamo voluto dedicare appositamente del tempo al gioco e allo svago. Il nostro motto per questa bella settimana è stato “VENITE E VEDRETE!”, proprio per capire cosa significa seguire Gesù Cristo. SULLE ORME DEL FRATICELLO Da Torremaggiore alla “scoperta” del fraticello di Assisi U na parte del gruppo giovani della parrocchia Santa Maria della Strada di Torremaggiore, accompagnato dalla responsabile Annamaria Schiavone e dall’assistente spirituale don Santino Di Biase, ha percorso e, come meglio poteva, rivissuto buona parte del cammino di San Francesco ad Assisi. L’essenziale è stato non comportarsi da semplici turisti, ma da fedeli: non focalizzarsi sulle importantissime opere di Giotto presenti nella basilica di San Francesco, ma piuttosto sulla fede di questo Santo Uomo. Perché Francesco è innanzitutto un Uomo, come dimostra la cripta nella basilica a lui dedicata: un giovane che ha preso la coraggiosa decisione di lasciare tutto per scoprire un Amore trascendente che entra in contatto fisico con Cristo attraverso le stigmate ricevute all’Averna. Proviamo a chiudere gli occhi e a tornare indietro nel tempo, nel 1200. Immaginiamo questo ragazzo, in giro per le campagne umbre, che trova ristoro presso la chiesetta di S. Damiano e, d’improvviso, sente una richiesta dal crocifisso qui esposto: “Ripara la mia Casa”. Compreso il vero significato di questa frase, lascia il lavoro, si oppone duramente al padre e fonda un ordine basato sulla Fede, sulla Speranza e sulla Carità, le tre virtù teologali che don Santino, durante questa esperienza ad Assisi, ci ha aiutato ad approfondire. Da tutti conosciuto come il Giullare di Dio, San Francesco è folle d’amore per il Signore. Amore non inteso in senso carnale, ma spirituale che si innalza ed entra in contatto non solo con gli altri, ma con l’intero creato. Amore inteso come Passione che egli rivive nell’Eremo delle Carceri attraverso gli spazi angusti che egli ricerca per sentirsi in comunione con Gesù. Amore che egli prova anche verso Santa Chiara, una ragazza coraggiosa che, in un’epoca maschilista e corrotta, decide di consacrarsi completamente a Cristo. Soffermandoci sui luoghi dove egli ha vissuto e toccando le mura della Porziuncola abbiamo potuto comprendere appieno lo stile di vita di Francesco: semplice ed essenziale, impregnato di un senso di pace e tranquillità. E proprio vivendo in questa pace e tranquillità ci siamo privati del superfluo senza sentirne la mancanza. Perciò spegnete l’I-phone: fuori c’è un mondo da scoprire. Aprite il vostro cuore agli altri e meditate su cosa fare del vostro futuro. Per il gruppo Giovani, Elsa, Carolina, Myriam, Pierluigi e Antonio Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 25 EPICONGAS Una nuova e coinvolgente iniziativa dei ragazzi dell’Epicentro Giovanile di San Severo D a circa un anno esiste il gruppo Epicongas, nato dalla richiesta di alcuni ragazzi dell’Epicentro Giovanile di avvicinarsi alla musica tramite le percussioni, strumento più antico del mondo, usate ancor prima della parola In alto e a destra: il gruppo Epicongas durante la manifestazione “Di tenda in tenda”. Sopra, nella stessa occasione, don Andrea Pupilla, direttore della Caritas Diocesana e don Leonardo di Mauro, di recente nominato dalla CEI Responsabile del Servizio per gli interventi caritativi a favore dei Paesi del Terzo Mondo, al quale vanno gli auguri della redazione di Oltre la Porta, per l’importante incarico 26 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 nei villaggi per comunicare. Lo strumento ben si concilia con il fine che si vuole raggiungere: l’uso della musica per trasmettere messaggi sociali e arrivare direttamente al cuore delle persone. L’approccio alle percussioni non è quello tipico del conservatorio; è un corso efficace e rapido che fornisce ai partecipanti le nozioni teoriche e pratiche dello strumento, fra cui la lettura di spartiti, le pratiche di improvvisazione, le poliritmie in vari tempi dispari. Il modus operandi è ispirato a quello del maestro Abreu, musicista ed economista venezuelano. Abreu capì che la musica ha un forte potere sociale e può essere utilizzata anche come strumento di prevenzione per allontanare i ragazzi da realtà diseducative. Lo spirito del gruppo è quello di tramandare la conoscenza dello strumento e favorire così l’inclusione sociale attraverso la musica. I componenti di questa lodevole iniziativa sono: Antonio Moscatelli (alla guida del gruppo), Michele de Sinno, Lino Mazzamurro, Rino La Sala, Giuseppe Verrillo, Ruggiero Di Scioscio, Simone Benigni, Felice Micetta, Simone Calabrese, Ernesto Irmici, Federico Salomone. Per ora tutti i ragazzi provengono dall’Epicentro Giovanile, ma Epicongas si è prefissato l’ambizioso obiettivo di inserire ragazzi di altre realtà entro fine anno per favorire la divulgazione di questo sistema. Tra le partecipazioni di Epicongas ricordiamo quella al concerto per il reddito di cittadinanza per gli artisti e quella all’Oda Teatro di Foggia in favore dell’arte. Il 5 ottobre il gruppo si è esibito a San Severo, in piazza Allegato, per l’iniziativa “Di tenda in tenda”. CANTA CHE… TI PASSA Tornata con successo una iniziativa canora della parrocchia Gesù Divino Lavoratore diTorremaggiore di Valentina Celozzi Q uindici anni fa il nostro parroco don Renato Borrelli lanciava nell’Oratorio San Domenico Savio, insieme allo Zecchino d’oro, il festival Voci giovani, per favorire i giovani desiderosi di esprimere il proprio talento cantando le canzoni del cuore. Lo scorso anno ha incaricato due giovani della parrocchia, Valentina Celozzi e Lucia Iannetti, venute su dal piccolo coro dello Zecchino, di presentare il Festival nel Teatro Comunale “Luigi Rossi”, in nuova edizione e con un nuovo nome, Emozioni in voce, trasformandolo in evento cittadino e non solo. La seconda edizione si è svolta in collaborazione con Radio Albatro, col patrocinio dalla Città di Torremaggiore e con la direzione artistica delle stesse giovani della parrocchia, brave a divulgare l’evento su Internet, riuscendo a coinvolgere giovani artisti provenienti da varie città della nostra Regione (Terlizzi, Corato, Barletta, Foggia, Manfredonia, San Severo, San Paolo di Civitate) e dalla Toscana (Camaiore). Il presentatore Emilio Volgarino, anch’egli “cresciuto” in parrocchia e attualmente curatore di eventi artistici e culturali a Roma, ha condotto brillantemente e con versatilità la serata mettendo a loro agio i 22 cantanti divisi nelle categorie interpreti (cover) e inediti. Presidente di giuria il Maestro Luca Pitteri che a fine serata con la commissione ha decretato i vincitori. Per la categoria inediti è risultata vincitrice Jessica Norah Guidi da Camaiore con il brano “Amo il mio robot”. A lei andrà la produzione del master del singolo da parte del produttore Marco Rinalduzzi. Secondi classificati il duo I Wolf da Foggia con il loro brano “Volontà popolare”. Al terzo posto due ragazzi di Torremaggiore: Alessio Russo e Federica Di Cera con il brano “La mia vita” di Ciro Saragnese che li ha accompagnati al pianoforte. Per la categoria interpreti il primo posto è andato ad Annamaria Rubino con il brano “Valerie” di Amy Winehouse, aggiudicandosi l’incisione di un brano cover presso lo studio di registrazione “Kuore Nero” di Foggia. Il secondo posto è stato assegnato a Stefania Minischetti da Torremaggiore, che ha interpretato il brano “Gechi e vampiri” di Gerardina Trovato. Terza classificata Stefania Botta da Barletta con il brano di Leona Lewis “A moment like this”. Il premio della critica è stato assegnato a Grace da Barletta per la sezione inediti con il brano “Inutili pensieri” e a Chiara Mucedola da San Severo, per la sezione interpreti con il brano “Listen” di Beyonce. Entrambe si sono aggiudicate l’inserimento gratuito per 2 mesi all’interno del progetto la “Cupola”, vivaio di artisti con l’obiettivo di mettere in cantiere un progetto discografico. Ospiti della serata i coniugi e maestri di ballo Pino Luciano e Barbara Brescia, il gruppo di ballo della scuola “Sonido Latino” e i campioni italiani di tango Argentino Greta Luna Saccone e Francesco Mastromauro. Dove c’è un sogno, non manca l’emozione del volo. Volate in alto e credete nei vostri sogni. Postilla per gli amici: per i contatti, per visionare foto e per partecipare, fate riferimento al profilo facebook della parrocchia digitando “Divino Lavoratore (senza…Gesù, però solo per necessità dovuta alle omonimia con altri profili) Don Renato Borrelli e il conduttore della manifestazone Emilio Volgarino Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 27 don Luigi Rubino “CURIOSITÀ” LITURGICHE a cura di don Luigi Rubino Gesti ed oggetti della liturgia presentati, brevemente, ai lettori di Oltre la Porta Gli elementi naturali nella liturgia: l’INCENSO incenso fin dall’antichità è legato in maniera forte al culto. La sua presenza è attestata nei riti pagani durante i quali veniva bruciato davanti alle immagini degli déi e all’imperatore ad essi equiparato. Gli egiziani lo usavano come sacrificio agli dèi e per onorare i morti. Per le sue caratteristiche ha sempre simboleggiato la preghiera e la venerazione verso Dio e anche l’onore reso alla persona ritenuta importante, in un’atmosfera resa piacevole dal suo profumo. L’uso dell’incenso è attestato anche nella Sacra Scrittura; nel Tempio di Gerusalemme vi era l’altare dell’incenso o dei profumi, simbolo della preghiera che sale a Dio. Zaccaria, il padre di Giovanni Battista officiava davanti al Signore... gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l’offerta dell’incenso (Luca 1,8). Nei salmi spesso la preghiera e la lode al Signore vengono paragonati al profumo d’incenso che sale verso l’alto: come incenso salga a te la mia preghiera (Sal 140). Nonostante questi significativi precedenti biblici, i primi cristiani guardarono l’incenso con un certo sospetto, perché molto legato con il culto pagano. Anzi l’offerta dell’incenso all’imperatore o ad un idolo pagano divenne il simbolo stesso dell’apostasia dalla fede cristiana. Per questo nei primi secoli del cristianesimo, numerosi cristiani furono martirizzati per essersi rifiutati di compiere questo gesto idolatrico. In seguito, tanto era forte il richiamo sgradevole della persecuzione dei non turificanti, per distinguere il culto cristiano da quello pagano, l’uso dell’incenso dalla liturgia cristiana fu addirittura soppresso. Esso venne ripristinato soltanto dopo l’editto di Costantino e il declino del paganesimo. Nelle celebrazioni cristiane l’in- L’ 28 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 censo mantiene gli stessi significati di venerazione e di preghiera, di onore alle persone e alle cose nel momento della celebrazione. Nella Messa si usa durante la processione d’ingresso, per incensare l’altare all’inizio e all’offertorio, alla proclamazione del Vangelo quale segno di venerazione verso il Maestro che parla all’assemblea, alla elevazione del pane e del vino consacrati per esprimere l’adorazione al Signore. Si incensa il celebrante come rappresentante di Cristo e tutta l’assemblea come partecipante al sacerdozio regale e profetico di Cristo. Anche nella liturgia delle Lodi e dei Vespri è prevista l’incensazione dell’altare, di colui che presiede e del popolo mentre si cantano il Benedictus e il Magnificat. Nel Rito della consacrazione dell’altare l’incenso viene bruciato sull’altare stesso, richiamo alla preghiera che da quel luogo sale a Dio. Lo ritroviamo ancora nell’esposizione del Santissimo Sacramento e al termine della Messa esequiale per incensare il feretro ad indicare l’onore reso a quel corpo che nella vita terrena è stato tempio dello Spirito in quanto consacrato dal battesimo e dalla cresima, e destinato alla risurrezione finale. Ma l’incenso ha pure un valore simbolico dal punto di vista spirituale: richiama l’atteggiamento di offerta e di sacrificio della vita che il credente deve rendere a Dio. L’incensazione che si compie nel rito, per essere vera e non una vuota cerimonia, come spesso lamentavano i profeti nell’Antico Testamento, deve essere segno dello spirito interiore di chi partecipa alla celebrazione che, insieme con Cristo, offre se stesso come profumo di soave odore, sacrificio accetto e gradito a Dio (Fil.4,18) per poter camminare nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore (Ef.5,2). Collaterale a questo significato fondamentale dell’essere profumato, l’incenso assume talvolta nella Scrittura anche il valore di purificazione ed espiazione (cfr. Nm 17,12): come infatti il profumo allontana i cattivi odori, così l’incenso può anche indicare la cacciata e l’allontanamento del Maligno da ciò che si incensa/offre; in questo senso, incensare può anche essere inteso nel senso di “benedire”, specialmente se il gesto avviene tracciando segni di croce. di noi, nei vari gruppi o movimenti associativi, nelle comunità parrocchiali e diocesana, notiamo le positività ma anche le negatività in conflitto tra di loro. A volte non si sa che cosa fare perché, pur usando la terapia della correzione fraterna e della carità pastorale, si avvertono i fremiti di reazione allergica al richiamo che, non raramente, sfociano nell’incattivirsi e incaponirsi su posizioni e atteggiamenti non consoni a coloro che dicono di credere in Te, Signore. Non vogliamo tuttavia, Signore, rassegnarci dinanzi all’irrompere massiccio e terribile del male; ma cercare di leggere la nostra storia e individuare segni e semi di speranza. In questo difficile compito, come in tutto del resto, Tu ci sei necessario. Anche se ti invochiamo con le parole del pio israelita: “Marana-thà”, siamo certi della Tua presenza tra noi. Con San Massimo di Torino confessiamo: “La tua luce è un giorno senza tramonto, un giorno senza fine. Ovunque risplendi, ovunque irraggi, ovunque sei senza tramonto. Siamo certi che, una volta apparsa la tua luce, le tenebre del demonio si danno alla fuga e l’oscurità del peccato non ritorna più; le foschie del passato sono disciolte dallo splendore eterno”. Nel Vangelo ci ammonisci: “Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà”. Noi Ti attendiamo. Il mondo Ti attende. La Chiesa Ti attende. L’universo Ti attende. Tu sei il “sempre veniente”. Ma la nostra debole e corta capacità visiva non sempre scorge Te, luce che squarci l’oscurità degli egoismi, della cattiveria, della superbia, del male, del peccato, dell’ignoranza. Tu lo sai, amato Signore, che noi siamo alquanto strani, disattenti e miopi. Infatti tra noi “c’è chi affronta la realtà preparandosi al peggio… c’è chi invece azzarda qualche rischio, nella convinzione che la fortuna premia gli audaci”. Indubbiamente per chi crede in Te “non ha senso parlare di fortuna o sfortuna; egli non guarda al futuro come a un fato indifferente alla sorte delle singole persone” Catechismo dei giovani 2,p.399): egli si avventura negli sterminati orizzonti del tuo amore che salva; e “spera che la vita e la morte, la sofferenza e la tribolazione, la malattia e le catastrofi non sono l’ultima parola della storia, ma che c’è un compimento trascendete per la vita delle persone e il futuro del mondo” (Traccia CEI per Verona, Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo). L’Avvento, stupendo periodo liturgico, ci sollecita a un cammino di conversione della nostra fede in Te, datore della vita; a un cammino di carità verso Te, Amore senza limiti; a un cammino di speranza in Te, nostro unico Salvatore. Vogliamo vivere questo periodo nell’impegno serio di preghiera, di carità, di rinnovamento del nostro mondo interiore. Tu sai, però, che siamo deboli e, quando il buio ci avvolge, continueremo a implorarTi di squarciare le nubi. Continueremo, non solo per noi, ma anche per coloro che non Ti conoscono o non Ti accettano. Molti di costoro, fratelli e sorelle nostre, vivono situazioni di squallore sociale, familiare, morale, civile. I lupi, cioè i profeti del negativo, che Ti vogliono e Ti dicono ormai morto, seminano panico e insegnano compulsivamente che ciascuno deve sentirsi libero daa ogni norma, e disposto a fare come meglio gli torna utile. Per questi carnefici dei valori, degli ideali, dei sentimenti puri e nobili, dell’amore Ti preghiamo, Signore; e per le loro numerose vittime, che languiscono nel torpore morale, nelle tenebre dell’errore, nella disperazione, nell’agonia dell’entusiasmo di vivere. Per tutti “squarcia i cieli e scendi”; entra nelle loro coscienze e risvegliali; entra nei loro cuori e falli vibrare dell’ansia del bene, della luce, dell’autenticità. Ridona a loro e a noi il gusto di vivere nella luce della fede, nell’operosità della speranza, nel calore della carità. Tu, Cristo crocifisso e risorto, verso cui si volge ogni nostro desiderio, sei l’unica nostra speranza! XLucio, Vescovo “Vi sono tre venute del Signore, la prima nella carne, la seconda nell’anima, la terza nell’ora del giudizio… La prima venuta è stata umile e nascosta, la seconda misteriosa e piena d’amore, la terza sarà clamorosa e terribile. Nella prima venuta Cristo è stato giudicato dagli uomini con ingiustizia; nella seconda ci rende giustizia attraverso la sua grazia; nell’ultima giudicherà ogni cosa con equità: Agnello nella prima venuta, leone nell’ultima, Amico pieno di tenerezza nella seconda” (Pierre de Blois) Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 29 L’OTTO PER MILLE IN DIOCESI Come sono stati suddivisi ed assegnati i fondi dell’8xmille in diocesi per il 2013 I ------- Esigenze di culto e Pastorale E.3.... Iniziative Culturali................ €............ 3.000,00 CONTRIBUTO CEI 2013............. €.........513.580,77 F. -------Contrib. Sovvenire.€..........1.170,00 G..------- Altre Assegnazioni.... €...........------------ A..------- Esercizio del culto H..-------- Somme per iniziative pluriennali H.1.... Fondo Dioc. di Garanzia....... €...........------------ A.1.... Chiese nuove....................... €��������������910,77 A.2.... Restauri............................... €..........300.000,00 A.3.... Arredi Sacri nuove parr........ €.......... 15.000,00 A.4... Sussidi liturgici.................... €............ 5.000,00 A.5.... Pietà popolare..................... €............1.000,00 A.6... Formaz. operatori liturgici... €............1.000,00 B. .-------Esercizio cura delle Anime II--------- Per interventi caritativi CONTRIBUTO CEI 2013............ €....... 412.480,12 B.1.... Attività Pastorali.................. €.......... 10.000,00 B.2.... Curia, uffici pastorali............ €.......... 40.000,00 B.3.... Tribunale Eccl. Dioc............. €��������������500,00 B.4.... Mezzi Comun. Sociali........... €............ 5.000,00 B.5.... Istituto Superiore. Sc. Rel.... €.......... 28.000,00 B.6... Facoltà Teol. Ist.Past. Pugl... €............ 5.000,00 B.7.... Archivi e Biblioteche............ €............2.000,00 B.8... Manut. Straor. Canoniche.... €............2.000,00 B.9... Consultorio Familiare.......... €............2.000,00 B.10.. Parr. per necessità straord... €.......... 20.000,00 B.11.. Enti Eccl. Sost. Sacerdoti..... €............2.000,00 B.12.. Clero anziano...................... €............1.000,00 B.13.. Istituti vita consacrata......... €............1.000,00 B.1... Pro extracomunitari............. €......... 30.000,00 B.2... Pro tossicodipendenti.......... €......... 10.000,00 B.3... Pro Anziani.......................... €......... 20.000,00 B.4... Pro portatori di handicap..... €........... 5.000,00 B.5... Pro carcerati........................ €........... 5.000,00 B.6... Pro altri Bisogni................... €......... 57.480,12 B.6... Fondo Antiusura.................. €......... 20.000,00 C.. -------Formazione Clero e Religiosi C.-----Opere caritative Parrocchiali A.-----Distribuzione Persone Bisognose A.1... Da parte della Diocesi.......... €......... 70.000,00 A.2... Da parte delle Parrocchie.... €......... 20.000,00 A.3... Di altri Enti Ecclesiali........... €......... 20.000,00 B.-----Opere caritative Diocesane C.1.... Seminario Regionale........... €.......... 37.000,00 C.2.... Seminario Roma o altrove... €............2.000,00 C.3.... Borse di Studio.................... €...........-----------C.4.... Formaz.Permanente Clero... €............8.000,00 C.5.... Formaz. Diaconi perm......... €...........-----------C.6.... Pastorale Vocazionale.......... €............ 3.000,00 C.1... Pro extracomunitari............. €......... 20.000,00 C.2... Pro tossicodipendenti.......... €........... 5.000,00 C.3... Pro Anziani.......................... €........... 5.000,00 C.4... Pro portatori di handicap..... €........... 5.000,00 C.5... Pro altri Bisognosi............... €......... 40.000,00 D..-------Scopi Missionari D.1... Epicentro – Giov. a rischio.... €......... 10.000,00 D.2... C. A. V.................................. €...........10.000,00 D.3... Capretta.............................. €........... ------------ D.1.... Centro Missionario.............. €............1.000,00 D.2.... Volontari, Missionari, Laici... €............2.000,00 D.3.... Cura Past. 3° mondo in Dioc..€............ 5.000,00 D.4... Sacerdoti Fidei Donum........ €.......... 10.000,00 E -------Catechesi ed Educazione Cristiana E.1.... Oratori e Patronati.............. €............1.000,00 E.2.... Formazione Associaz. Eccl... €............1.000,00 30 TOTALE PROVVISORIO........... €.........513.580,77 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 D.-----Altri Enti Ecclesiali E.-----Altro E.1... Necessità Com. Relig. Ester..€......... 20.000,00 E.2... Casa Accoglienza................. €......... 40.000,00 TOTALE PROVVISORIO............. €....... 412.480,12 AGENDA DEL VESCOVO SETTEMBRE 2013 2/4�����������Udienze 5��������������Assisi: convegno sulla mistica 6/24���������Udienze 25������������San Severo; Cattedrale, pontificale in onore di San Severo vescovo 26/28�������Udienze 29������������Apricena: chiusura anno giubilare parrocchia Sacra famiglia 30������������Udienze OTTOBRE 2013 1/5�����������Udienze 6��������������Apricena: messa in onore della Vergine del Rosario 7��������������San Severo: collegio dei consultori 8/12���������Udienze 14/18�������Udienze 19������������San Severo: Cattedrale, ordinazione diaconale di Federico Ferrucci 20������������Torremaggiore: pontificale in occasione del 30° anniversario dell’incoronazione di Maria SS. della Fontana 21/23�������Udienze 24-26-27��San Severo: visita pastorale parrocchia san Giuseppe Artigiano 28/30�������Udienze 31������������Serracapriola: commemorazione Servo di Dio padre Matteo da Agnone NOVEMBRE 2013 2��������������San Severo: messa al cimitero 4��������������SAn Severo: collegio dei consultori 5/7�����������Udienze 8/10���������San Severo: visita pastorale parrocchia Maria SS. delle Grazie 11/13��������Udienze 14-15-17��San Severo: visita pastorale parrocchia Sacra Famiglia 18/25�������pellegrinaggio in Terra Santa Anniversari, Ricorrenze e compleanni in diocesi NOVEMBRE 2013 8-------Compl. don Franco Pironti, 68 anni 13-----31º anniv. ordinaz. don Josè Rivera 17-----Compl. don Josè Rivera, 62 anni 23-----34º anniv. morte don Felice Canelli 28-----48° anniv. ordinaz. padre Graziano Mainolfi 16° anniv. morte don Camillo Di Pietro DICEMBRE 2013 6-------5° anniv. ordinaz. don Antonio Di Domenico 7-------Compl. don Nicola d’Amicis, 50 anni 12-----Compl. don Luigi Rubino, 46 anni 14-----Compl. don Leonardo Di Ianni, 39 anni, Compl. don Angelo Valente, 39 anni 18-----31º anniv. ordinaz. don Giovanni Marsilio 20-----Compl. don Giuseppe De Francesco, 67 anni 27-----9° anniv. ordinaz. don Francesco Armenti A tutti gli auguri e il ricordo di Oltre la Porta DICEMBRE 2013 7��������������San Severo: Cattedrale, ordinazione diaconale di Umberto Lipartiti 11/13��������Apricena: visita pastorale parrocchia Santi Martino e Lucia 20/22�������San Paolo di Civitate: visita pastorale parrocchia San Giovanni Battista 25������������ San Severo: Cattedrale, solenne Messa di Natale IL VESCOVO RICEVE IN UDIENZA SACERDOTI E FEDELI TUTTI I GIORNI IN CUI È APERTA LA CURIA LUNEDÌ, MERCOLEDÌ E SABATO (ORE 9,30 - 12,30) E, SU RICHIESTA, ANCHE NEGLI ALTRI GIORNI, COMPATIBILMENTE CON GLI IMPEGNI PASTORALI Oltre la Porta Giornale - Diocesi S. Severo Anno XIII n. 3 - 4 Aprile / Ottobre 2013 Iscrizione Tribunale di Foggia n. 4 del 22/02/2001 Editore: Diocesi San Severo www.diocesisansevero.it Direttore responsabile: Antonio Guidone Direttore: Antonio Guidone Comitato di Redazione: Elvira de Felice, don Antonio di Domenico, Amelia Montanaro, Beniamino Pascale. Hanno collaborato a questo numero: Mario Bocola, don Enzo Borrino, Mauro Camillo, Ada Carano, Severino Carlucci, Valentina Celozzi, Marco della Malva, don Luca de Rosa, don Leonardo Di Ianni, Giuseppe Galante, Natina Mascolo Vaira, Filomena Miucci, Antonio Monteleone, Sonia Nardella, don Domenico Niro, mons. Lucio Renna, don Luigi Rubino, Roberto Russo, don Angelo Valente, Elsa, Carolina, Myriam, Pierluigi e Antonio della parrocchia Santa Maria della Strada di Torremaggiore, Azione Cattolica “don Domenico Lombardi” Lesina, Gruppo educatori e Gruppo Giovani Karol Parrocchia Maria Ss. della Libera e San Sebastiano, Ufficio Missionario Diocesano. Redazione: Oltre la Porta – c/o Centro Diocesano Sichem Viale san Giovanni Bosco, 3 - 71016 San Severo (Fg) tel. e fax: 0882 224193 - 0882 681467 SMS 349 4920616 - e-mail: [email protected] Stampa: Grafiche Sales srl Via San Marco Zona CIP - 71016 San Severo (FG) Tel. 0882 335997 - email: [email protected] La collaborazione al giornale è gratuita. Articoli e foto, anche se non pubblicati, non si restituiscono. La redazione si riserva, a termini di legge, di sintetizzare gli articoli e le lettere quando ciò si renda necessario per esigenze tipografiche o di spazio e lascia agli autori delle lettere e degli interventi la responsabilità degli stessi. I dati personali sono trattati in base alla legge 196/03. Questo numero di “Oltre la Porta”, stampato in 1200 copie, è stato chiuso in redazione il 10 Novembre 2013 Oltre la Porta - Aprile / Ottobre 2013 31