DELLA ANNO XXXV 8 MAGGIO 2010 E 1,20 DIOCESI DI COMO CONTIENE INSERTO 18 PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO DIOCESI DI COMO PELLEGRINA DAVANTI ALLA SINDONE Un incontro di volti Martedì 4 maggio, due giorni dopo la visita di Benedetto XVI, anche la nostra diocesi è andata pellegrina davanti al Sacro Lino. «La Sindone è un dito puntato alla risurrezione di Cristo», ha detto il vescovo di Como, mons. Diego Coletti, ai 1100 pellegrini che hanno raggiunto Torino con venti pullman SERVIZI ALLE PAGINE 2 - 3 - 4 - 5 ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ Foto Ferdinando Pozzi COMO BADANTI: VERSO UN ALBO PROVINCIALE? alla Provincia la conferma ddella ripresa dei contatti per mettere un po’ d’ordine ad un settore ancora troppo precario. In futuro attivi anche degli sportelli sul territorio per far incontrare domanda e offerta. D A PAGINA 18 COMO CUAMM: MEDICI CON L’AFRICA A PAGINA 19 VISITA PASTORALE LA CRONACA DI TORNO. BLEVIO SI PREPARA ALL’ACCOGLIENZA ALLE PAGINE 15 E 16 COMO LA “MOVIDA” CONTINUA A FAR RUMORE Nei giorni scorsi la costituzione di un comitato di residenti per sostenere la chiusura anticipata dei locali notturni. E il dibattito continua. A PAGINA 21 COMO EPILESSIA: NASCONDERLA NON SERVE CHIESA A BELLAGIO IL MOLO 14 A PAGINA 12 A PAGINA 25 CANTÙ QUALE INTEGRAZIONE: UNA, NESSUNA, CENTOMILA A PAGINA 26 TAVERNERIO FRA LE STELLE, SUL GALBIGA Un incontro pubblico per presentare le attività organizzate presso l’osservatorio di Lenno. SONRIO LA “DISABILITÀ” NEI PROPRI FIGLI La premiazione delle tesi con la Fondazione Melazzini sul tema delle famiglie straniere. A PAGINA 30 SONDRIO RACCONTI DA GAZA... A PAGINA 32 A PAGINA 28 COMO SEI NEO MAMMA? LAVORO: ADDIO A PAGINA 20 COMO COMOCUORE FESTEGGIA 25 ANNI A PAGINA 22 VALLE INTELVI RICORDI DI PRIMA COMUNIONE A PAGINA 29 SONDRIO RISPARMIO ENERGETICO A PAGINA 33 P A G I N A 2 PRIMOPIANO SINDONE2010 IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 BENEDETTO XVI A TORINO PELLEGRINO ALLA SINDONE Dal buio estremo alla luce piena della Risurrezione poltura è ricco di mistero. Intanto, perché Gesù non solo ha condiviso il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. In quel silenzio è disceso agli inferi, cioè “è arrivato fino al punto di entrare nella solitudine estrema e assoluta dell’uomo, dove – ha spiegato il Papa – non arriva alcun raggio d’amore, dove regna l’abbandono totale senza alcuna parola di conforto: gli inferi”. Gesù Cristo, rimanendo nella condizione della morte, nel “tempo-oltreil-tempo”, ha oltrepassato la porta di quella solitudine ultima per guidare anche noi ad oltrepassarla con Lui. Nel silenzio del Sabato Santo è successo l’impensabile: l’Amore è penetrato nel buio estremo della solitudine umana, la Vita è entrata nel regno della morte, affinché, chiunque dovrà passare di là, trovi una mano che lo conduca fuori. Da quel momento non c’è un’esperienza, per quanto angosciosa e tremenda, in cui Dio sia lontano. Questo è il mistero del primo Sabato Santo e di tutti gli altri avvenuti nella storia: più sembra regnare l’oscurità e maggiore è la luce dell’amore, che lì si accende, la luce stessa della Risurrezione. E, così, anche i terribili luoghi di morte, creati dalla violenza e dall’ingiustizia di alcuni potenti, possono essere illuminati da gesti di segno opposto, compiuti da tanti che, nonostante tutto, amano e sperano. Questo può avvenire perché la passione e la morte di Gesù hanno avuto, per la potenza dell’Amore di Dio, un esito di segno opposto. La Sindone di Torino è la testimonianza silenziosa di ogni Sabato Santo della storia: per questo in tanti si sentono fortemente interpellati. Essa parla, innanzitutto, dell’oscurità del rifiuto di Dio e del suo nascondimento; le violenze subite dall’Uomo della Sindone sono immagine eloquente delle tante inflitte ai più deboli. In questo senso: la sofferenza di Cristo è la sofferenza dell’uomo (“Passio Christi. Passio honinis”). Ma, soprattutto, parla della vittoria della vita sulla morte, dell’amore sull’odio, parla della speranza. Ogni traccia di sangue parla d’amore e di vita, specialmente la macchia frutto della ferita del costato, da cui sono sgorgati insieme sangue e acqua, segno della vita di grazia, donata dal Crocifisso Risorto. La Sindone, proprio perché è stata immersa nel buio profondo, è particolarmente luminosa. MARCO DOLDI Foto Afp/Sir ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ L umanità del nostro tempo è diventata particolarmente sensibile al mistero del nascondimento di Dio, specialmente dopo le tragiche Viae Crucis del Novecento: le guerre mondiali, i lager e i gulag, la distruzione di Hiroshima e Nagasaki, i genocidi e i tanti silenziosi stermini. Lo ha rilevato domenica scorsa Benedetto XVI durante la visita al duomo di Torino, dove da settimane è solennemente esposta la Sindone. La liturgia celebra il nascondimento di Dio nel giorno del Sabato santo, del quale un’antica e nota Omelia dice: “Oggi sulla terra c’è grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme”. Dopo la crocifissione, lo sposo è stato sottratto alla vista dei suoi; i Vangeli dicono che Giuseppe d’Arimatea, benestante e membro autorevole del Sinedrio chiese coraggiosamente a Pilato il corpo di Gesù, lo avvolse in un lenzuolo appositamente comperato e lo depose nel sepolcro di sua proprietà. Da quel momento non è più possibile vedere Gesù e il volto di Dio è nascosto. Giorno di silenzio, il Sabato Santo, sembra far parte della spiritualità dell’uomo contemporaneo in maniera quasi esistenziale. Dio è assente, perché è stato cacciato dall’uomo, che pensando di essere finalmente libero, è divenuto il carnefice del suo prossimo. Il Novecento è stato il secolo, in cui maggiormente la dignità della persona è stata violata; ma questo ha alcuni antefatti. Filosofi e pensatori dell’Ottocento hanno teorizzato che Dio fosse un antagonista dell’uomo, hanno diffuso l’ateismo come forma di libertà, come conquista di civiltà. Come venti secoli fa Dio è stato ucciso e, sul finire dell’Ottocento, Nietzsche poteva scrivere: “Dio è morto! E noi l’abbiamo ucciso!”. Eppure, “la creatura – ricorda il Concilio – senza il Creatore svanisce (…). Anzi, l’oblio di Dio rende opaca la creatura stessa” (Gaudium et spes n. 36). Giorno oscuro il Sabato Santo. Ogni volta che qualcuno lo suscita, vengono meno i cardini della civiltà: la pace tra le nazioni, l’uguaglianza di tutti gli uomini, l’intangibilità della persona in tutte le fasi della sua esistenza. Tuttavia, Dio anche se rigettato, non resta inoperoso. “Dio è morto nella carne – continua quell’omelia – ed è sceso a scuotere il regno degli inferi”. E nel “Credo” noi professiamo che Gesù, dopo la sua sepoltura, discese agli inferi e il terzo giorno risuscitò da morte. Il tempo della se- ’ IL PAPA ALLE FAMIGLIE, AI GIOVANI, AI MALATI... B enedetto XVI si è recato domenica 2 maggio in visita pastorale a Torino in occasione della Ostensione della Sindone. Quattro i momenti salienti della visita: la celebrazione eucaristica in piazza San Carlo, l’incontro con i giovani, nella stessa piazza, la venerazione della Sindone nel duomo e l’incontro con gli ammalati nella chiesa della Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo di Torino. Amore senza limiti. Gesù “ci ha dato se stesso come modello e fonte di amore. Si tratta di un amore senza limiti, universale, in grado di trasformare anche tutte le circostanze negative e tutti gli ostacoli in occasioni per progredire nell’amore”. Così Benedetto XVI, nella celebrazione eucaristica in piazza San Carlo. Anche se “c’è sempre in noi una resistenza all’amore e nella nostra esistenza ci sono tante difficoltà che provocano divisioni, risentimenti e rancori”, “il Signore ci ha promesso di essere presente nella nostra vita, rendendoci capaci di questo amore generoso e totale, che sa vincere tutti gli ostacoli. Se siamo uniti a Cristo, possiamo amare veramente in questo modo”. La vita cristiana, ha ammesso il Papa, “non è facile; so che anche a Torino non mancano difficoltà, problemi, preoccupazioni”. Ma pur nelle difficoltà, “proprio la certezza che ci viene dalla fede, la certezza che non siamo soli, che Dio ama ciascuno senza distinzione ed è vicino a ciascuno con il suo amore” rende possibile “affrontare, vivere e superare la fatica dei problemi quotidiani”. Alla Madonna, venerata a Torino quale principale patrona col titolo di Beata Vergine Consolata, il Pontefice, prima di recitare il Regina Cæli, ha affidato la città e tutti coloro che vi abitano: “Veglia, o Maria, sulle famiglie e sul mondo del lavoro; veglia su quanti hanno smarrito la fede e la speranza; conforta i malati, i carcerati e tutti i sofferenti; sostieni, o aiuto dei cristiani, i giovani, gli anziani e le persone in difficoltà. Veglia, o Madre della Chiesa, sui Pastori e sull’intera comunità dei credenti, perché siano ‘sale e luce’ in mezzo alla società”. Come Piergiorgio Frassati. Nell’incontro con i giovani, Benedetto XVI ha sottolineato che “viviamo in un contesto culturale che non favorisce rapporti umani profondi e disinteressati, ma, al contrario, induce spesso a chiudersi in se stessi, all’individualismo, a lasciar prevalere l’egoismo che c’è nell’uomo. Ma il cuore di un giovane è per natura sensibile all’amore vero. Perciò mi rivolgo con grande fiducia a ciascuno di voi e vi dico: non è facile fare della vostra vita qualcosa di bello e di grande, è impegnativo, ma con Cristo tutto è possibile!”. Il Santo Padre ha, poi, indicato come modello un giovane torinese, il beato Piergiorgio Frassati, nel 20° anniversario della beatificazione: “Giovane come voi visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace”. “Cari giovani – ha detto il Papa –, abbiate il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita! ‘Vivere e non vivacchiare’ ripeteva il beato Frassati. Come lui, scoprite che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!”. Il Sabato Santo. La Sindone è “l’Icona del Sabato Santo”, che “è il giorno del nascondimento di Dio”. Lo ha evidenziato il Pontefice, nella sua meditazione in occasione della venerazione della Santa Sindone. “Il Sabato Santo – ha continuato – è la ‘terra di nessuno’ tra la morte e la risurrezione, ma in questa ‘terra di nessuno’ è entrato Uno, l’Unico, che l’ha attraversata con i segni della sua Passione per l’uomo”. La Sindone, allora, “ci parla esattamente di quel momento, sta a testimoniare precisamente quell’intervallo unico e irripetibile nella storia dell’umanità e dell’universo, in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. La solidarietà più radicale”. In quel “tempo-oltre-il-tempo” Gesù è “disceso agli inferi”. Ciò “vuol dire – ha spiegato il Papa – che Dio, fattosi uomo, è arrivato fino al punto di entrare nella solitudine estrema e assoluta dell’uomo, dove non arriva alcun raggio d’amore, dove regna l’abbandono totale senza alcuna parola di conforto”. Cristo, rimanendo nella morte, “ha oltrepassato la porta di questa solitudine, per guidare anche noi ad oltrepassarla con Lui”. Tessere preziose. Rivolgendosi ai malati del Cottolengo, Benedetto XVI ha rilevato: “Voi svolgete un’opera importante: vivendo le vostre sofferenze in unione con Cristo crocifisso e risorto, partecipate al mistero della sua sofferenza per la salvezza del mondo... Non sentitevi estranei al destino del mondo – ha aggiunto –, ma sentitevi tessere preziose di un bellissimo mosaico che Dio va formando anche attraverso il vostro contributo”. PRIMOPIANO SINDONE2010 P A G I N A 3 IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 BENEDETTO XVI A TORINO PELLEGRINO ALLA SINDONE Un incontro con le persone, un incontro fra «Volti» I cona del Sabato Santo, telo sepolcrale che ha avvolto la salma di un uomo crocifisso in tutto corrispondente a quanto i Vangeli ci dicono di Gesù. È tappa che segna il viaggio a Torino, la preghiera del Papa davanti alla Sindone: icona scritta con il sangue di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso e ferito al costato. L’immagine del Sabato Santo, di quella terra di nessuno tra la morte e la resurrezione; giorno del nascondimento di Dio, afferma il Papa, che “fa parte della spiritualità dell’uomo contemporaneo, in maniera esistenziale, quasi inconscia, come un vuoto nel cuore che è andato allargandosi sempre di più”. Così dopo le due guerre mondiali, i lager e i gulag, Hiroshima e Nagasaki, “la nostra epoca è diventata in misura sempre maggiore un Sabato Santo: l’oscurità di questo giorno interpella tutti coloro che si interrogano sulla vita”. La Sindone per papa Benedetto è documento fotografico, ha un positivo e un negativo: “Il mistero più oscuro della fede è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che non ha confini” perché in quella terra di nessuno è entrato colui che si è fatto uomo, “uomo dei dolori, che porta su di sé la pas- sione dell’uomo di ogni tempo e di ogni luogo, anche le nostre sofferenze, le nostre difficoltà, i nostri peccati”. Ed è proprio attorno all’immagine della Sindone che si possono leggere i momenti della visita torinese del Papa. La mattina è celebrazione in piazza San Carlo, messa con i vescovi piemontesi, di fronte a una folla di 25 mila persone, altrettante lungo le vie adiacenti. Il Papa dice: con le nostre sole forze siamo deboli e limitati, “c’è sempre in noi una resistenza all’amore e nella nostra esistenza ci sono tante difficoltà che provocano divisioni, risentimenti e rancori”. La vita cristiana non è facile; anche a Torino “non mancano difficoltà, problemi preoccupazioni: penso in particolare a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell’incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale; penso alle famiglie, ai giovani, alle persone anziane che spesso vivono in solitudine, agli emarginati, agli immigrati”. Difficoltà, problemi; ferite in un certo senso. E ferite sono anche le situazioni di sofferenza, difficoltà e smarrimento vissute dai giovani. Lo ricordano al Papa Vincenzo e Isa- bella, nella festa che il pomeriggio di domenica 2 maggio ha animato piazza San Carlo. Parlano della Sindone come di volto che unisce sofferenza e serenità: “I segni della violenza e delle percosse inflitte sembrano volerci riportare al gran frastuono, alla confusione che molti di noi giovani vivono nelle scelte di vita, a partire da quella della fede cristiana”. Così papa Benedetto parla loro di “scelte definitive, che impegnino per tutta la vita”. Oggi cambiare è diventata la parola d’ordine, “l’esercizio più esaltante della libertà”. Ma è questo il modo giusto di usare la libertà, si chiede il Papa: “È proprio vero che per essere felici dobbiamo accontentarci di piccole e fugaci gioie momentanee, le quali, una volta terminate, lasciano l’amarezza nel cuore? Cari giovani, non è questa la vera libertà, la felicità non si raggiunge così. Ognuno di noi è creato non per compiere scelte provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili, che danno senso pieno all’esistenza”. Propone un modello ai giovani: Pier Giorgio Frassati, beatificato venti anni fa da Giovanni Paolo II. “Visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede testimonianza di fede, sem- plice ed efficace”. Pier Giorgio amava ripetere: “Vivere e non vivacchiare”. Oggi, afferma ancora il Papa, viviamo in “un contesto culturale che non favorisce rapporti umani profondi e disinteressati, ma, al contrario, induce spesso a chiudersi in se stessi, all’individualismo, a lasciar prevalere l’egoismo che c’è nell’uomo. Ma il cuore di un giovane è per natura sensibile all’amore vero”. Così se è vero che non è facile, che è impegnativo fare della vita qualcosa di bello e di grande, è altrettanto vero, afferma Benedetto XVI, che “con Cristo tutto è possibile”. Ferite ancora più evidenti sono quelle che il Papa trova nella cittadella della carità e della sofferenza, il Cottolengo. È l’ultima tappa della visita del Papa a Torino. Ricorda il fondatore san Giuseppe Benedetto Cottolengo che cercò di dare una risposta alla piaga della povertà, accogliendo le persone in difficoltà e privilegiando quelle che non venivano ricevute e curate da altri. Egli “attento a cogliere i segni della paternità di Dio, riconobbe in tutte le situazioni la sua presenza e la sua misericordia e, nei poveri, l’immagine più amabile della sua grandezza”. Diceva: “I poveri sono Gesù non sono una sua immagine. Sono Gesù in persona e come tali bisogna servirli”. Grande apostolo della carità san Giuseppe Cottolengo: “Visitando questi luoghi, incontrando la quotidiana sofferenza nei volti e nelle membra di tanti nostri fratelli accolti qui come nella loro casa, noi facciamo esperienza del valore e del significato più profondo della sofferenza e del dolore”. FABIO ZAVATTARO ESPRESSIONI DI FEDE AUTENTICHE AL COSPETTO DELLA SINDONE Nella terza settimana di ostensione, da sabato 24 a venerdì 30 aprile, sono passati davanti alla Sindone 269.216 pellegrini prenotati. Dall’inizio dell’ostensione sono sfilate davanti alla Sindone 720.436 pellegrini. Altre 82 mila persone circa sono entrate in Duomo dalla porta centrale, per la quale non occorre alcuna prenotazione. Nella navata centrale della cattedrale è possibile, vedendo la Sindone da più lontano, sedersi nei banchi e fermarsi in preghiera. Ad oggi le prenotazioni hanno raggiunto la cifra di 1.751.502 persone. Martedì 4 maggio, poi, nelle diocesi di Torino e Vercelli, ricorreva la memoria liturgica della Sindone, concessa nel 1506 da Papa Giulio II. Alle ore 21.00. in Duomo la solenne concelebrazione eucaristica è stata presieduta dall’arcivescovo Severino Poletto. Alla Messa hanno partecipato anche i volontari, insieme al Comitato organizzatore dell’ostensione e alla Commissione diocesana per la Sindone. Mentre lunedì sera si è tenuta la Veglia di solidarietà «Le piaghe del lavoro». Torino si è svegliata sotto un’altra luce, all’indomani della visita del Santo Padre. Benedetto XVI ha lasciato dietro di sé fiducia verso il futuro e molto entusiasmo, soprattutto fra i più giovani. «È stato davvero emozionante – ricorda Elisabetta Carrera, da poco maggiorenne – Non è facile trovare così tante persone accumunate dallo stesso sentimento. Il Papa ci ha trasmesso il coraggio di fare delle scelte che possano durare nel tempo». Molti nelle parole del Papa, sottolineano l’importanza riservata all’attualità e ai problemi dell’occupazione. «Giovani, lavoro, integrazione: credo che Benedetto XVI abbia lanciato dei segnali importanti – spiega Michele Russo – in particolare quando ha ricordato i santi sociali della città di Torino». Ed ancora Giovanni Abbio, pensionato torinese, ricorda con emozione quando il Papa «ha parlato in favore di tutti i lavoratori». Forti anche le testimonianze di fede, come quelle di Salvatrice Ragusa («il Papa, per me, è Gesù in mezzo a noi»), oppure della signora Caterina Benzi che dice, soddisfatta, «una giornata come questa aumenta ancor di più la mia fede». Sono giunti oggi a Torino i 35 pellegrini di Leggiuno (Varese) partiti a piedi giovedì scorso alla volta della Sindone. Hanno percorso 147 chilometri in cinque tappe: Suvo, Buronzo, Saluggia, Settimo e Torino. Al pellegrinaggio, organizzato dalla parrocchia in collaborazione con il Comune lombardo, hanno partecipato pellegrini dai 10 ai 67 di età. «Siamo venuti a piedi per venerare il Lino – spiegano – per condividere lungo il cammino le nostre ‘passioni’ e la nostra fede; come dice lo slogan che abbiamo scelto: ‘Passi… e Passio’». Nelle note ufficiali è stata sottolineata la visita della nostra diocesi alla presenza del nostro Vescovo Diego. Sempre martedì mattina, alle ore 11.00, davanti alla Sindone si è sostato a pregare don Luigi Verzé, presidente della Fondazione San Raffaele di Milano. Mentre l’arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi, si è recato in pellegrinaggio alla Sindone giovedì 6 maggio. P A G I N A 4 PRIMOPIANO SINDONE2010 IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 LA MEDITAZIONE DEL PAPA A TORINO - 2 MAGGIO 2010 Il mistero più oscuro della fede è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che non ha confini... ari amici, questo è per me un momento molto atteso. In diverse altre occasioni mi sono trovato davanti alla sacra Sindone, ma questa volta vivo questo pellegrinaggio e questa sosta con particolare intensità: forse perché il passare degli anni mi rende ancora più sensibile al messaggio di questa straordinaria Icona; forse, e direi soprattutto, perché sono qui come Successore di Pietro, e porto nel mio cuore tutta la Chiesa, anzi, tutta l’umanità. Ringrazio Dio per il dono di questo pellegrinaggio, e anche per l’opportunità di condividere con voi una breve meditazione, che mi è stata suggerita dal sottotitolo di questa solenne Ostensione: “Il mistero del Sabato Santo”. Si può dire che la Sindone sia l’Icona di questo mistero, l’Icona del Sabato Santo. Infatti essa è un telo sepolcrale, che ha avvolto la salma di un uomo crocifisso in tutto corrispondente a quanto i Vangeli ci dicono di Gesù, il quale, crocifisso verso mezzogiorno, spirò verso le tre del pomeriggio. Venuta la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato solenne di Pasqua, Giuseppe d’Arimatea, un ricco e autorevole membro del Sinedrio, chiese coraggiosamente a Ponzio Pilato di poter seppellire Gesù nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia a poca distanza dal Golgota. Ottenuto il permesso, comprò un lenzuolo e, deposto il corpo di Gesù dalla croce, lo avvolse con quel lenzuolo e lo mise in quella tomba (cfr Mc 15,4246). Così riferisce il Vangelo di san Marco, e con lui concordano gli altri Evangelisti. Da quel momento, Gesù rimase nel sepolcro fino all’alba del giorno dopo il sabato, e la Sindone di Torino ci offre l’immagine di com’era il suo corpo disteso nella tomba durante quel tempo, che fu breve cronologicamente (circa un giorno e mezzo), ma fu immenso, infinito nel suo valore e nel suo significato. Il Sabato Santo è il giorno del nascondimento di Dio, come si legge in un’antica Omelia: “Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme … Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi” (Omelia sul Sabato Santo, PG 43, 439). Nel Credo, noi professiamo che Gesù Cristo “fu crocifisso sotto Ponzio Pi- C lato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, e il terzo giorno risuscitò da morte”. Cari fratelli e sorelle, nel nostro tempo, specialmente dopo aver attraversato il secolo scorso, l’umanità è diventata particolarmente sensibile al mistero del Sabato Santo. Il nascondimento di Dio fa parte della spiritualità dell’uomo contemporaneo, in maniera esistenziale, quasi inconscia, come un vuoto nel cuore che è andato allargandosi sempre di più. Sul finire dell’Ottocento, Nietzsche scriveva: “Dio è morto! E noi l’abbiamo ucciso!”. Questa celebre espressione, a ben vedere, è presa quasi alla lettera dalla tradizione cristiana, spesso la ripetiamo nella Via Crucis, forse senza renderci pienamente conto di ciò che diciamo. Dopo le due guerre mondiali, i lager e i gulag, Hiroshima e Nagasaki, la nostra epoca è diventata in misura sempre maggiore un Sabato Santo: l’oscurità di questo giorno interpella tutti coloro che si interrogano sulla vita, in modo particolare interpel- la noi credenti. Anche noi abbiamo a che fare con questa oscurità. E tuttavia la morte del Figlio di Dio, di Gesù di Nazaret ha un aspetto opposto, totalmente positivo, fonte di consolazione e di speranza. E questo mi fa pensare al fatto che la sacra Sindone si comporta come un documento “fotografico”, dotato di un “positivo” e di un “negativo”. E in effetti è proprio così: il mistero più oscuro della fede è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che non ha confini. Il Sabato Santo è la “terra di nessuno” tra la morte e la risurrezione, ma in questa “terra di nessuno” è entrato Uno, l’Unico, che l’ha attraversata con i segni della sua Passione per l’uomo: “Passio Christi. Passio hominis”. E la Sindone ci parla esattamente di quel momento, sta a testimoniare precisamente quell’intervallo unico e irripetibile nella storia dell’umanità e dell’universo, in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro REGINA CAELI Maria ha contemplato Dio nel volto umano di Gesù... entre ci avviamo a concludere questa solenne celebrazione, ci rivolgiamo in preghiera a Maria Santissima, che a Torino è venerata quale principale Patrona col titolo di Beata Vergine Consolata. A Lei affido questa Città e tutti coloro che vi abitano. Veglia, o Maria, sulle famiglie e sul mondo del lavoro; veglia su quanti hanno smarrito la fede e la speranza; conforta i malati, i carcerati e tutti i sofferenti; sostieni, o Aiuto dei Cristiani, i giovani, gli anziani e le persone in difficoltà. Veglia, o Madre della Chiesa, sui Pastori e sull’intera Comunità dei credenti, perché siano “sale e luce” in mezzo alla società. La Vergine Maria è colei che più di ogni altro ha contemplato Dio nel volto umano di Gesù. Lo ha visto appena nato, mentre, avvolto in fasce, era adagiato in una mangiatoia; lo ha visto appena morto, quando, deposto dalla croce, lo avvolsero in un lenzuolo e lo portarono al sepolcro. Dentro di lei si è impressa l’immagine del suo Figlio martoriato; ma questa immagine è stata poi trasfigurata dalla luce della Risurrezione. Così, nel cuore di Maria, è custodito il mistero del volto di Cristo, mistero di morte e di gloria. Da lei possiamo sempre imparare a guardare Gesù con sguardo d’amore e di fede, a riconoscere in quel volto umano il Volto di Dio. Alla Madonna Santissima affido con gratitudine quanti hanno lavorato per questa mia Visita, e per l’Ostensione della Sindone. Prego per loro e perché questi eventi favoriscano un profondo rinnovamento spirituale. Regina Caeli… M rimanere nella morte. La solidarietà più radicale. In quel “tempo-oltre-il-tempo” Gesù Cristo è “disceso agli inferi”. Che cosa significa questa espressione? Vuole dire che Dio, fattosi uomo, è arrivato fino al punto di entrare nella solitudine estrema e assoluta dell’uomo, dove non arriva alcun raggio d’amore, dove regna l’abbandono totale senza alcuna parola di conforto: “gli inferi”. Gesù Cristo, rimanendo nella morte, ha oltrepassato la porta di questa solitudine ultima per guidare anche noi ad oltrepassarla con Lui. Tutti abbiamo sentito qualche volta una sensazione spaventosa di abbandono, e ciò che della morte ci fa più paura è proprio questo, come da bambini abbiamo paura di stare da soli nel buio e solo la presenza di una persona che ci ama ci può rassicurare. Ecco, proprio questo è accaduto nel Sabato Santo: nel regno della morte è risuonata la voce di Dio. E’ successo l’impensabile: che cioè l’Amore è penetrato “negli inferi”: anche nel buio estremo della solitudine umana più assoluta noi possiamo ascoltare una voce che ci chiama e trovare una mano che ci prende e ci conduce fuori. L’essere umano vive per il fatto che è amato e può amare; e se anche nello spazio della morte è penetrato l’amore, allora anche là è arrivata la vita. Nell’ora dell’estrema solitudine non saremo mai soli: “Passio Christi. Passio hominis”. Questo è il mistero del Sabato Santo! Proprio di là, dal buio della morte del Figlio di Dio, è spuntata la luce di una speranza nuova: la luce della Risurrezione. Ed ecco, mi sembra che guardando questo sacro Telo con gli occhi della fede si percepisca qualcosa di questa luce. In effetti, la Sindone è stata immersa in quel buio profondo, ma è al tempo stesso luminosa; e io penso che se migliaia e migliaia di persone vengono a venerarla – senza contare quanti la contemplano mediante le immagini – è perché in essa non vedono solo il buio, ma anche la luce; non tanto la sconfitta della vita e dell’amore, ma piuttosto la vittoria, la vittoria della vita sulla morte, dell’amore sull’odio; vedo- no sì la morte di Gesù, ma intravedono la sua Risurrezione; in seno alla morte pulsa ora la vita, in quanto vi inabita l’amore. Questo è il potere della Sindone: dal volto di questo “Uomo dei dolori”, che porta su di sé la passione dell’uomo di ogni tempo e di ogni luogo, anche le nostre passioni, le nostre sofferenze, le nostre difficoltà, i nostri peccati - “Passio Christi. Passio hominis” -, da questo volto promana una solenne maestà, una signoria paradossale. Questo volto, queste mani e questi piedi, questo costato, tutto questo corpo parla, è esso stesso una parola che possiamo ascoltare nel silenzio. Come parla la Sindone? Parla con il sangue, e il sangue è la vita! La Sindone è un’Icona scritta col sangue; sangue di un uomo flagellato, coronato di spine, crocifisso e ferito al costato destro. L’immagine impressa sulla Sindone è quella di un morto, ma il sangue parla della sua vita. Ogni traccia di sangue parla di amore e di vita. Specialmente quella macchia abbondante vicina al costato, fatta di sangue ed acqua usciti copiosamente da una grande ferita procurata da un colpo di lancia romana, quel sangue e quell’acqua parlano di vita. E’ come una sorgente che mormora nel silenzio, e noi possiamo sentirla, possiamo ascoltarla, nel silenzio del Sabato Santo. Cari amici, lodiamo sempre il Signore per il suo amore fedele e misericordioso. Partendo da questo luogo santo, portiamo negli occhi l’immagine della Sindone, portiamo nel cuore questa parola d’amore, e lodiamo Dio con una vita piena di fede, di speranza e di carità. Grazie. PRIMOPIANO SINDONE2010 IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 P A G I N A 5 IL PELLEGRINAGGIO DIOCESANO A TORINO - 4 MAGGIO 2010 La verità della Sindone: l’amore che si fa testimonianza N onostante la giornata inclemente, con la pioggia che non ha lasciato un istante di tregua e il clima tutt’altro che primaverile, il pellegrinaggio diocesano alla Sindone è stato vissuto con grandissima partecipazione dai circa 1100 pellegrini arrivati a Torino, a bordo di 20 pullman, e partiti dai diversi angoli della diocesi. Si sono fermati a contemplare il sacro lino, icona della risurrezione di Cristo - come l’ha definito Benedetto XVI nella sua visita del 2 maggio guidati dal vescovo Diego. «Siamo a Torino a poche ore, di fatto, dal pellegrinaggio del Santo Padre», ha sottolineato giungendo in città monsignor Coletti. Il pellegrinaggio diocesano è uno dei moltissimi che in queste settimane, dal 10 aprile al 23 maggio, stanno invadendo pacificamente il capoluogo piemontese: a oggi le prenotazioni hanno superato quota 1 milione 700mila, senza contare chi arriva autonomamente. Le stime degli organizzatori parlano, prudentemente, della possibilità di arrivare a sfiorare i 2 milioni di presenze (giovedì 6 maggio è transitato dai tornelli il visitatore numero 1 milione). Riprendendo le parole di Giovanni Paolo II, il Vescovo ha messo in evidenza come la Sindone sia «testimone muto ed eloquente della passione , morte e risurrezione di Gesù». Un testimone che ci mette in discussione e ci interroga. La sollecitazione rivolta a tutti i fedeli è stata quella di immaginarsi, con Maria e Giovanni, a sostare ai piedi della Croce, per contemplarne il mistero, non perdendo questa occasione speciale di riflessione «non solo per quello che il telo sindonico rappresenta come simbolo, ma anche per la sua verità storica». «L’incontro con la sindone – ha ribadito il vescovo Diego – è un incontro tra volti, è un dito puntato alla concretezza visibile e tangibile dell’amore di Dio». I pellegrini hanno vissuto con sincero entusiasmo e fede genuina questo pellegrinaggio. Lo si è colto nei commenti a bilancio di questa giornata: tutti felici, nonostante la stanchezza, nonostante i vestiti e i piedi zuppi di pioggia. C’è chi si è alzato in ore antelucane, come i gruppi della provincia di Sondrio: sono partiti nel cuore della notte, per essere a Torino puntuali. «In tutti questi anni - ci ha confidato Maurizio Baradello, lontanissime origini comasche e direttore del comitato per l’Ostensione 2010 - ho sempre incontrato grande attenzione, passione e attesa, perchè la Sindone avvicina al mistero della risurrezione. In tutti vediamo forte commozione, anche in chi non te lo aspetteresti». Al suo arrivo a Torino il nostro vescovo è stato accolto da un comitato, inviato dal cardinale Severino Poletto, che, per vari impegni, non poteva essere presente personalmente. Successivamente, a sca- glioni, i vari gruppi – senza problemi organizzativi o ritardi – hanno percorso la via attraverso i giardini reali, alle spalle della cattedrale, fino alla sala della prelettura, anticamera del luogo in cui è esposta la Sindone. C’è stata anche la possibilità di visitare lo stand allestito per i non vedenti: un calco tridimensionale che aiuta a capire l’immagine dell’uomo della Sindone. Al termine della contemplazione della Sindone, il Vescovo, dopo aver firmato il libro delle presenze nella sacrestia provvisoria realizzata dopo l’incendio del 1997, insieme a tanti pellegrini, si è soffermato nella cappella dell’adorazione perpetua, dove per tutta la durata dell’Ostensione è esposto il Santissimo (una cinquantina i volontari che assicurano la presenza di fedeli giorno e notte). Monsignor Coletti ha sottolineato in più occasioni come questa fosse per lui la quinta Ostensione ma, ugualmente, «non c’è mai nulla di scontato. Io stesso mi sono commosso - ha detto a caldo - ho vissuto la preghiera di fronte al sacro lino con grande raccoglimento e guardandomi intorno ho visto gli occhi lucidi di tante persone e qualche lacrima. Questo vuol dire che l’uomo della Sindone sa sollecitarci nel profondo». Per le vie di Torino non passavano inosservate le petto- rine lilla dei circa 4mila volontari che in questi giorni stanno assicurando assistenza. A coordinarli Alessandra Milano, torinese trapiantata nel comasco e chiamata a dirigere la segreteria dei volontari. «Un’esperienza impegnativa ma incredibilmente arricchente». Ce lo conferma anche Carlo Stroppiana, responsabile dell’intero settore volontari e, nella vita di tutti i giorni, referente per la custodia della Sindone. «Ci sono persone che dedicano il proprio tempo a questo servizio - ci dice -. Lo fanno sempre con il sorriso e tutti mi assicurano di sentirsi lieti di questo impegno». Nel pomeriggio i pellegrini hanno vissuto il vero e proprio momento diocesano: tutti i venti gruppi, fino a quel momento scaglionati, si sono ritrovati, alle ore 15.00, all’Ausiliatrice, nel centro di Torino, la splendida chiesa madre dei salesiani. Qui una trentina di sacerdoti, con il Vescovo, ha concelebrato l’Eucarestia. «Siamo giunti al cospetto della Sindone con tanti turbamenti nel cuore, famigliari, sociali, personali - ha esordito monsignor Coletti nell’omelia - ma è nell’incontro con il Signore che possiamo uscire dal turbamento... Da questa reliquia scaturisce la certezza dell’obbedienza di Gesù al Padre: ci mostra quanto Dio ci ama. La Sindone ci sollecita a entrare nella logica dell’amore gratuito, un amore capace di liberare e salvare l’esistenza dell’uomo. La logica della volontà del Padre - ha concluso Coletti - è quella di un amore che redime il corso della storia». Al termine della Messa il Vescovo ha espresso grande riconoscenza per la presenza dei pellegrini e per l’impegno con cui hanno vissuto la giornata. Don Giovanni Illia, responsabile dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi, ha ricordato l’altro grande appuntamento che aspetta la Chiesa di Como: nel mese di luglio, a Lisieux, per ricambiare la peregrinatio che le reliquie di santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo hanno compiuto, nel mese di marzo, nella nostra diocesi. Prima di partire monsignor Coletti ha osservato come «questa “stoffa” così particolare davvero non lasci indifferente non solo chi ha fede, ma anche i non credenti. La Sindone arriva addirittura a indicare i limiti della scienza: in tanti, umilmente, e con coraggio, riconoscono di non riuscire a capire fino in fondo come quella immagine si sia formata. Questa icona è il segno di un mistero che ci sprona a riscoprire l’importanza dell’incontro personale, faccia a faccia, con i fratelli. È l’invito a riscoprire il gusto, la bellezza dell’investire il proprio tempo nel dialogo con gli altri». Nel tardo pomeriggio, a scaglioni come erano arrivati, i gruppi sono ripartiti per fare ritorno nelle differenti comunità. Sulla bocca di tutti un solo aggettivo: bello! «Perchè mi sono commosso, perchè non pensavo fosse così toccante, perchè quei segni delle piaghe e del sangue ci ricordano che Dio è morto per salvarci e lo ha fatto solo per amore nostro... Se non è bello questo! Adesso speriamo di viverlo nella nostra quotidianità». testo ENRICA LATTANZI foto FERNANDO POZZI P A G I N A 7 RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 LA TESI DI DOTTORATO DI DON EZIO PRATO NOVITÀ IN LIBRERIA MARIOLOGIA IL PRINCIPIO DIALOGICO IN HANS URS VON BALTHASAR P er i tipi di Glossa, la casa editrice della Facoltà Teologica di Milano, è recentemente apparso uno studio di don Ezio Prato (docente presso il nostro Seminario e presso la Facoltà di Milano) dedicato alla riflessione del grande teologo Hans Urs von Balthasar. Il volume (Il principio dialogico in Hans Urs von Balthasar. Oltre la costituzione trascendentale del soggetto, Milano, Glossa, 2010, pp. XXIV-294, euro 25,00) si colloca nel “genere letterario” della ricerca teologica (ripropone, infatti, i contenuti della tesi di dottorato) e risulta perciò denso e articolato, richiedendo una lettura attenta e impegnativa. Ci limitiamo – pertanto – a segnalare due temi di ampio respiro che il testo contribuisce ad affrontare. Il primo si coglie sullo sfondo di quella “svolta antropologica” che ha caratterizzato la teologia cristiana (e segnatamente cattolica) nella seconda metà del secolo scorso. “Svolta antropologica” significa - con molta approssimazione - considerare che ogni affermazione su Dio è anche una affermazione sull’uomo. La chiave antropologica, la luce che la Rivelazione cristiana proietta sull’umano, diventa perciò la via privilegiata per la comprensione del cristianesimo stesso. Il percorso è affascinante ma non privo di rischi ed è stato al centro di un confronto serrato e anche polemico fra i due più importanti teologici cattolici del Novecento: il già citato von Balthasar e Karl Rahner. Mentre – infatti “ quest’ultimo è l’incontrastato protagonista della “svolta”, Balthasar ne è il critico forse più deciso. E qual è il rischio messo in evidenza? Quello di ridurre il cristianesimo alle domande dell’uomo, quello di proporre un cristianesimo “umano, troppo umano”. La ricerca di don Ezio spariglia però un po’ le carte e cerca di evidenziare, con un’ampia analisi dei testi del teologo, come anche in Balthasar ci sia un percorso per l’intelligenza della Rivelazione a partire dall’uomo: il percorso guidato dalla comprensione dell’uomo stesso secondo quel «principio dialogico» che appare nel titolo dello scritto. Il secondo tema si propone invece su uno sfondo ancora più ampio, lo sfondo offerto dallo sviluppo del pensiero moderno, almeno nella sua corrente “vincente”: quella che ha messo in primo piano il ruolo del soggetto. Il soggetto, l’uomo, collocato al centro, è qui inteso essenzialmente a partire dal rapporto con se stesso (“tecnicamente”, come auto-coscienza). I guadagni sono molti ma c’è anche un pericolo mortale: la chiusura dell’uomo in se stesso, un ripiegamento che rende accidentale o superfluo il rapporto con Dio e problematico o impossibile quello con gli altri uomini. Il «principio dialogico» offre – al riguardo – un’alternativa radicale. L’uomo diventa uomo – secondo quest’altra prospettiva – a partire dal rapporto con EZIO PRATO, Il principio dialogico in Hans Urs von Balthasar. Oltre la costituzione trascendentale del soggetto, Milano, Glossa, 2010, pp. XXIV-294, euro 25,00 gli altri (innanzitutto, nella relazione del bambino con la madre), un rapporto che rimanda costitutivamente al legame “verticale” con Dio. La ricerca di don Prato si collega così a una linea della riflessione filosofica (Buber, Rosenzweig, Ebner, etc.) oggi ripresa e avvertita da molti come promettente. Concludiamo senza proporre approfondimenti ulteriori o appunti critici - non è questa la sede - ma con una nota a margine. Il testo di don Ezio, insieme ai molti interventi e ai diversi scritti - saggi e volumi - degli altri docenti (di cui il nostro settimanale dà notizia con una certa puntualità), è un sintomo positivo dello stato di salute del nostro Seminario: luogo in cui si vive, si cresce, si prega, si gioca, si lavora… e si studia. don MARCO CAIROLI SESTA DOMENICA DI PASQUA - ANNO C ABBANDONATI... AL PARACLITO Parola FRA noi AT 15,1-2.22-29 SAL 66 AP 21,10-14.22-23 GV 14,23-29 Lo Spirito di Dio, più che “vicini” ci fa intimi della Trinità di ANGELO SCEPPACERCA SECONDA SETTIMANA del Salterio D a cura di AGOSTINO CLERICI ura il tempo di Pasqua, ma ormai siamo alla vigilia dell’Ascensione e Pentecoste. I dodici, dopo anni di vita in comune con Gesù e soprattutto dopo i fatti di Pasqua, sanno che non possono più vivere senza di lui. Non sempre l’hanno capito, ma sempre hanno sentito di appartenergli. Ora, nella stanza del cenacolo, testimone della grande liturgia che ha preceduto il calvario e dell’incontro con il risorto, ascoltano – turbati – parole di addio come “orfani”, “abbandonati”, “non mi vedrete più”. Rasentano lo sconforto perché si sentono traditi da Gesù che parla di partenza e lontananza dello sposo. Stanno arrivando i giorni in cui tutto crolla. Resta loro un’unica presa, una sola parola: amate! Basta un gesto d’amore per avere ingresso nel cuore del Gesù che ha promesso, Lui e il Padre, di venire ad abitare in noi. Gesù assicura che lo avrebbero rivisto coloro che lo amano. Non una semplice apparizione, ma una straordinaria venuta della Trinità nel cuore di chi si apre alla fede e all’amore e, per questo, può chiamare Dio col nome di “Abbà - Padre” e, quindi, identificare tutti gli uomini come veri fratelli, amati dallo stesso Padre. Abitati da Dio. Basta questo a cambiare e riempire una vita, qualunque cosa si faccia, importante o umile, gioiosa o dolorosa che sia. Andare oltre la logica umana e aver fiducia – fede – in Gesù: non vuole una separazione, ma una vicinanza più grande. L’intimità resta e il legame non s’interrompe. Il salto è vertiginoso. Lo Spirito di Dio, più che “vicini” ci fa intimi della Trinità, ci porta in Dio: avvolti dall’amore del Padre, tutto manifestato nel Figlio, viviamo dello stesso spirito di unità e di comunione. Per questa cima dell’anima Gesù indica la condizione: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. La frase è speculare: mai più le due cose separate, anche perché il “primo” dei comandamenti resta l’amore, l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Anche il nome di Dio è Amore, Deus Caritas est. Il Paràclito ricorda e insegna ogni cosa, come invoca la dolcissima sequenza: “Vieni Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri. Vieni, datore dei doni. Vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto. O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen”. Presentiamo tre volumi appena editi da San Paolo e dedicati ad approfondire la figura di Maria nella teologia cristiana. Il primo libro si rivolge in particolare a quanti desiderano incontrare Maria, madre della salute e icona della salvezza. Il mondo della salute è il luogo in cui l’uomo sperimenta la sofferenza e la malattia, ma è o può essere, nello stesso tempo, il luogo della salute e della salvezza, in cui il malato vive il limite della fragilità, ma avverte anche la solidarietà della cura e della compassione. Maria ha molto da dire al mondo della salute e proprio la sua presenza in tale ambito è la migliore espressione della “Salvezza”. In questa prospettiva sono presi in considerazione, nella prima parte del testo, gli eventi fondamentali della Madre del Signore narrati nei vangeli, e nella seconda parte alcuni temi peculiari che riguardano la Madre del Signore. L’autrice, suor Riccarda Lazzari, delle suore Ministre degli Infermi di San Camillo, è dottore in teologia con specializzazione in Teologia pastorale sanitaria ed è diplomata in Mariologia. RICCARDA LAZZARI, Maria nel mondo della salute, San Paolo, pagine 312, euro 22,00. Questo secondo volume curato da mons. Antonio Staglianò (vescovo di Noto dal 2009 e autore di diverse pubblicazioni di carattere teologico) propone una lettura acuta e sistematica del pensiero di Joseph Ratzinger in tema di mariologia. Il 19 aprile 2005, nella sua prima apparizione come papa alla loggia centrale della basilica di San Pietro, ebbe a dire: «Il Signore ci aiuterà, e Maria, la sua santissima Madre, sta dalla nostra parte». I temi centrali della riflessione del Pontefice illustrati da Staglianò, sono la dimensione personale di Maria che diviene modello della Chiesa proprio in quanto persona; la posizione unificante della Vergine che viene storicamente a trovarsi sul crinale dove converge il moto ascensionale del popolo di Israele e da dove parte il movimento cristiano che si diffonde nel mondo mediante l’opera evangelizzatrice della Chiesa. ANTONIO STAGLIANÒ, Madre di Dio. La mariologia personalista di Joseph Ratzinger, San Paolo, pagine 110, euro 10,00. Il terzo volume mariologico che presentiamo è uno studio completo per avvicinarsi a Maria in maniera autentica e sentirla più inserita nella nostra storia. La grazia giustificante irrompe nella vita di ogni essere umano in maniera inaspettata, per trasfigurare progressivamente la creatura a immagine dell’Uomo nuovo. In Maria di Nazareth l’irruzione della grazia accade fin dal concepimento, rendendola santa e immacolata, capace di rispondere all’invito del Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Tutti i cristiani, anche i fratelli delle confessioni originatesi dalla Riforma, possono rimirare in Maria il paradigma e la manifestazione dell’iniziativa sovrana e misericordiosa del Dio di Gesù Cristo. GIUSEPPE FORLAI, L’irruzione della grazia. Per una rilettura ecumenica del dogma dell’Immacolata, San Paolo, pagine 520, euro 36,00. L’OSTENSIONE DELLA SINDONE IL DIARIO DI GIADA In occasione dell’Ostensione della Sacra Sindone, in corso a Torino sino a domenica 23 maggio,nel book-shop ufficiale della Diocesi di Torino, sarà presente il volume La Tua Sindone, tratto dal diario scritto da Giada Menicagli (giovane livornese nata al cielo il 4 gennaio 2003) in occasione della Ostensione del 14 maggio 1998. Per l’avvenimento, oltre che in GIADA MENICAGLI, lingua italiana, il volume è preLa Tua Sindone, sente nelle seguenti lingue: teEditasca, pagine 72, desca (Deine Sindone), francese euro 10,00 (Ton Saint Suaire), inglese (Yuor Shroud) e spagnola (Tu Sàbana Santa). Nel volume ci sono 2 introduzioni: la prima dell’attuale vescovo di Como,monsignor Diego Coletti (già vescovo a Livorno) e la seconda del vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti. Vi è, inoltre, la premessa del biblista don Piergiorgio Paolini. «Leggere i pensieri di Giada è come sperimentare la purezza e la dolcezza con cui un bambino si rivolge a Dio - scrive mons. Coletti - L’incontro di Giada con la Sindone e tutto ciò che rappresenta, possono insegnarci molto sul nostro compito di cristiani». «Con Giada non ho mai parlato - confessa mons. Giusti - ma ciò che ha saputo donare nella sua breve ma intensa vita è giunto fino a me e sarà un arricchimento per il mio ministero di Vescovo e sicuramente per tutta la Chiesa che è in Livorno... Non ho mai incrociato lo sguardo di Giada, ma forse i suoi occhi li ho riconosciuti tante volte nei fratelli sofferenti che ho incontrato ed in quelli di Cristo sulla croce, per questo anch’io mi farò portatore della sua storia». SOCIETÀ P A G I N A 8 INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 COLPO D’OCCHIO OBAMA ALLA RICERCA DEL TAPPO assata la nube, ecco la marea. Quella grigia di cenere, questa nera di petrolio. Che altro possiamo attenderci? L’invasione delle cavallette? O dei topi?, magari fuorusciti in massa dalle loro tane per qualche imperscrutabile fenomeno nelle viscere della Terra. Cos’altro “vomiterà” il nostro pianeta, quasi un gesto di disgusto per gli attacchi che da secoli si perpetuano all’ambiente? La faccenda rischia di farsi seria (ma già lo è), con venature comiche come sempre accade nelle faccende più serie. In un mondo in cui il progresso tecnologico e scientifico sembra, a volte, rendere tutto possibile, eccoci di fronte ad accadimenti di fronte ai quali, invece, non possiamo far niente. E sì, che sembrerebbe una faccenda di tappi! Ma mettere un tappo sulla bocca del vulcano che erutta vapore e ceneri ancora non si può. Metterne un altro sul pozzo sottomarino che vomita petrolio si potrebbe (è una delle soluzioni prospettate) ma ugualmente per ora non si può, perché, mai come questa volta, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ed ecco l’onda nera riversarsi sulle coste della Louisiana e, paradossalmente, spingersi ancora più in là, attraversare la terra ferma e arrivare fino alla Casa Bianca, a lambire e “macchiare” finanche l’amministrazione Obama. Il presidente si è precipitato in Louisiana, a Venice, a rassicurare i pescatori (“tranquilli, pagherà tutto la British Petroleum”), dopo aver dato lo stop alle trivellazioni marine in tutti gli Stati Uniti. Ma a giudizio degli oppositori e di buona parte dell’opinione pubblica americana si è mosso troppo tardi. Colpa grave in un Paese dove, notoriamente, cadono presto le simpatie per chi non sa prendere decisioni in tempo. Il disastro ormai è fatto, i buoi, anzi i pesci, altro che fuggiti, sono bell’e spacciati. La “macchia nera” lambisce Obama in un momento in cui la sua popolarità a livello nazionale e internazionale è decisamente in ribasso, “merito”, tra l’altro, del via libera presidenziale alla costruzione della superbomba non nucleare (ma dagli effetti parimenti devastanti), il che appare decisamente incoerente per un personaggio omaggiato anzitempo del Nobel per la pace. Aggiungeteci, come contorno, il colpo (basso) di un settimanale scandalistico americano, subito ripreso dall’opposizione e da altri giornali, secondo cui il presidente avrebbe tradito la moglie e il quadro per Obama in questo momento non è dei più rilassanti. Un tappo, uno qualsiasi, potrebbe turare almeno la falla apertasi nel Golfo del Messico. Il portafoglio americano, per ora, è salvo, stando alle dichiarazioni della Bp di accollarsi tutte le spese del disastro (se basteranno i dollari dei pur ricchi petrolieri). Ma anche la Bp, con tutta la sua ricchezza, la sua esperienza, la sua riconosciuta politica “verde” (non per niente ha modificato la ragione sociale in Beyond Petroleum, “Oltre il petrolio), un tappo, un semplice tappo, per dire una soluzione qualsiasi, in questo mondo ipertecnologico e impotente, non sa trovarlo. P PIERO ISOLA IRAQ L’ENNESIMO ATTACCO CONTRO LA PRESENZA CRISTIANA Mosul: strage di studenti cristiani È di 4 morti e 171 feriti il bilancio di un attacco terroristico, avvenuto il 2 maggio, ai danni di un convoglio di bus che portava giovani studenti cristiani dal loro villaggio di Qaraqosh all’Università di Mosul. A confermare la notizia al SIR l’arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Emil Shimoun Nona, dopo che il sito Baghdadhope. blogspot. com aveva riportato il fatto citando il sacerdote padre Rayan Atto di Erbil. L’ateneo è da anni nel mirino di fondamentalisti islamici che vogliono imporre la conversione agli studenti. Sui muri delle aule sono spesso stati rinvenuti dei volantini con minacce rivolte alle ragazze irachene che vestono all’occidentale e che non indossano il velo. Facile bersaglio. L’attentato, ha spiegato l’arcivescovo, “è stato causato da un’esplosione prima e poi da un’autobomba posta lungo la strada, poco prima di entrare in città. La deflagrazione è stata devastante ed ha provocato 4 morti e 171 feriti, 17 dei quali versano in gravi condizioni e, per questo, ora sono nell’ospedale di Erbil. Il convoglio attraversava la zona ogni mattina per portare i giovani, di età compresa tra i 18 e i 26 anni, all’Università di Mosul, e forse proprio per questo sono stati un bersaglio facile per gli attentatori”. “Siamo davanti ad un altro, ennesimo attacco contro i cristiani – ha dichiarato mons. Nona – la violenza continua senza tregua. Il vuoto di potere che si è creato dopo il voto, l’assenza di un nuo- vo governo, le diatribe interne ai partiti non fanno altro che creare un terreno adatto alla violenza”. Secondo quanto riporta Baghdadhope.blogspot. com, la popolazione cristiana di Erbil e dei centri vicini si è mobilitata verso l’ospedale per donare sangue ai feriti. Attacco brutale nell’indifferenza. “Un attacco brutale, senza precedenti”, ha riferito a Fides il sacerdote redentorista padre Bashar Warda, di Erbil: “Siamo scioccati in quanto le vittime non erano soldati o militanti, ma solo studenti che portavano con sé i libri, le penne, i loro sogni di crescere e servire il proprio Paese. I cristiani restano nel mirino, e sono le vittime privilegiate della violenza”. La dinamica dei fatti, secondo padre Warda, “suscita molti punti interrogativi. L’attentato, prima di tutto, è avvenuto su un tratto di strada compreso fra due posti di blocco delle forze di sicurezza. Da cittadino iracheno mi chiedo, e si chiedono tutti: come è possibile? Come svolgono il loro lavoro le forze di sicurezza? I cittadini esigono un’indagine e attendono risposte chiare”. “A differenza di altri attentati avvenuti in passato – ha sottolineato il sacerdote - quello che ci colpisce maggiormente è il silenzio del governo e delle autorità. Non vi è stata alcuna condanna pubblica da parte del governo centrale, nessun comunicato ufficiale, né interventi dei leader politici. Sembra che un attentato di questa portata sia avvenuto nell’indifferenza generale. È inammissibile, e questo genera rabbia nella comunità locale, che si sente indifesa, abbandonata in balia degli estremisti. Esiste una responsabilità determinante del governo nel garantire protezione e sicurezza ai cittadini”. Dello stesso parere anche il vicario patriarcale caldeo di Baghdad, mons. Shlemon Warduni, che al SIR ha espresso la sua condanna e deplorazione: “Siamo veramente addolorati per i feriti e per le giovani vittime. Fino ad ora nessuno tra i responsabili delle Istitu- zioni ci ha rivolto una parola di solidarietà e di scuse. Non abbiamo sentito nessun politico, nessuna istituzione e questo ci procura altro dolore. Veramente non sappiamo che fare davanti a questa violenza. Non è bastata la scorta ad evitare la strage, due macchine una avanti e una dietro il convoglio dei bus che trasportavano i giovani dal loro villaggio di Qaraqosh all’Università di Mosul. Il vuoto di potere del dopo-elezioni non aiuta la sicurezza. E i tempi si allungheranno con la decisione di ricontare i voti espressi a Baghdad”. Intervenga l’Onu. “Urge un intervento delle Nazioni Unite per proteggere i cristiani in Iraq”. Dopo l’attacco a chiederlo è mons. George Casmoussa, arcivescovo siro-cattolico di Mosul. “Abbiamo intenzione di chiederlo. Se le autorità civili e militari non ci tutelano, dobbiamo domandare l’aiuto in sede internazionale”, ha affermato a Fides. “Le minoranze cristiane sono le vittime più facili da colpire, gli innocenti, che non prendono parte alle lotte e ai conflitti intestini, che non portano armi. Nelle loro difficili condizioni, i cristiani hanno reagito pregando per la sicurezza, per la stabilità dell’Iraq e per la riconciliazione”, è la conclusione di padre Bashar Warda, per il quale “è necessario che leader politici e religiosi cristiani si incontrino e diano una prova di unità, assumendo una posizione comune, forte e unificata, sulle questioni che riguardano la vita e i diritti delle minoranze cristiane in Iraq”. NOTA ECONOMICA L’Italia e la crisi del secondo gruppo U na poesia di Evgenij Evtusenko termina così: “E’ vergognoso non essere grandi./ Ciascuno deve esserlo!”. I richiamati versi contengono anche: “Non deve esserci niente di mediocre”. La lettura di questa poesia ha richiamato alla mia mente la fotografia dell’italietta d’oggi, ovvero un Paese che si trova a mezza altezza, quindi nella mediocrità. Mi spiego richiamando una frase di Jorg Decressin, vice di Blanchard, capo economista del Fondo Monetario Internazionale: “L’Italia per un verso è come la Germania e la Francia e per l’altro con Grecia e Portogallo. Ha un alto debito e in questo senso è più vicino alla Grecia, ma ha un deficit di bilancio molto più basso... e un indebitamento esterno molto meno significativo”. I Greci hanno commesso molti errori: ritocchi estetici ai conti pubblici; tolleranza nei confronti di corruzione, economia sommersa evasione fiscale. Detti “difetti” sono presenti, in ampia misura, anche nel nostro Paese. Un esempio per tutti: nel 2001 depenalizzammo il falso in bilancio, ora abbiamo premiato con lo “scudo fiscale” gli evasori. Governo, opposizione, mass media, intellettuali e così via, affermano l’urgenza di ripristinare legalità e affermare valori di giustizia e democrazia. Per molti versi il discorso può essere applicato anche al dissesto economico/finanziario e alla crescita. L’economia mondiale secondo il Fmi crescerà nel corso dell’anno del 4,2%, e lo farà in modo asimmetrico. Veloce in Cina +10% e nelle economie emergenti, più contenuto nelle economie avanzate, Stati Uniti +3,1%, area euro +1%, Italia +0,8%. Piaccia o no ammetterlo, la crescita italiana, nell’area euro, è superiore solo a quella della Grecia. Il nostro Paese, tuttavia, non si trova nella situazione sfavorita del cosiddetto “secondo gruppo” di Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia e ciò per tutta una serie di ragioni. Il disavanzo delle partite correnti, l’indebitamento esterno e il deficit di bilancio, sono meno disastrati. Proseguo la mia analisi ponendo attenzione al rapporto annuale dell’Inps che, a detta del suo Presidente, presenta una avanzo di gestione superiore ai 7 miliardi di euro. Sul piano formale il Bilancio Inps è sicuramente in ordine, ma sulla sostanza mi permetto avanzare preoccupate riserve. Al di là della fondatezza delle mie riserve il bilancio Inps prospetta problemi preoccupanti: platea bassa di lavoratori che contribuiscono al pagamento delle pensioni, mediante il versamento di contributi pensionistici; pensioni che, in prospettiva, si annunciano sempre più inconsistenti e corrisposte ad età sempre più avanzata. I giovani di oggi, ossia i futuri pensionati, godranno di pensioni di valore inferiore alla metà del loro ultimo stipendio. Insomma percepiranno nella quasi totalità pensioni, a supposta parità di costo della vita, equivalenti alle minime odierne. I problemi accennati chiedono alle organizzazioni sindacali, al governo e all’opposizione, interventi atti a ristabilire criteri di equità. Potrei continuare, ma per questione di spazio concludo con un ultimo flash, gli uomini di governo affermano che l’occupazione, in Italia, va meglio che negli altri Paesi dell’Ue. Non è vero, perché noi copriamo una fetta di disoccupati sotto l’etichetta: cassa integrazione e mobilità. I disoccupati sono oltre 2 milioni, i lavoratori che hanno goduto nel 2009 di ammortizzatori sociali, secondo l’Inps, sono stati 4.171.146 e stando agli ultimi dati Istat è in atto una for- te contrazione nei consumi, compresi quelli alimentari. I dati fanno temere una stagnazione caratterizzata da disoccupazione alta, consumi in discesa e difficoltà per industrie, commercio e turismo, in aumento. In questo scenario si inserisce l’ultimo libro di Mario Capanna, che inizia con le seguenti parole: “Non penso dunque sono”, ovvero non esercito l’alta facoltà della mente quando opero, agisco e propongo progetti. Al di là dei contenuti del testo, Capanna inconsapevolmente riafferma la sua fede nel nulla nicciano, come d’altronde è quanto fanno i suoi amici di sinistra e i suoi nemici di Governo. Intendo dire che la società laica, in suoi significativi strati, abbaia alla luna. Il giudizio sarebbe lacunoso se non dicessi che anche larghe fasce di cattolici sono afoni, disimpegnati, incapaci di leggere e interpretare i grandi temi che attraversano l’Italia imbarbarendola e impoverendola. Il destino dei cattolici, nel caso non dovessero comprendere che la “Redenzione è come un soffio diretto all’uomo, che ha la forza di raggiungere tutte le cose”, sarà quello di restare, nelle vicende italiane, marginali e insignificanti. GIANNI MUNARINI SOCIETÀ FATTIePROBLEMI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 P A G I N A 9 LA SANTA SEDE E I «LEGIONARI DI CRISTO» Un carisma da definire « L a necessità di ridefinire il carisma della Congregazione dei Legionari di Cristo, preservando il nucleo vero, quello della ‘militia Christi’, che contraddistingue l’azione apostolica e missionaria della Chiesa e che non si identifica con l’efficientismo a qualsiasi costo; la necessità di rivedere l’esercizio dell’autorità, che deve essere congiunta alla verità, per rispettare la coscienza e svilupparsi alla luce del Vangelo come autentico servizio ecclesiale; la necessità di preservare l’entusiasmo della fede dei giovani, lo zelo missionario, il dinamismo apostolico, per mezzo di un’adeguata formazione”. Questi, in sintesi, i risultati della visita apostolica alla Congregazione dei Legionari di Cristo, effettuata da cinque vescovi incaricati dal Papa, che nei giorni scorsi hanno presentato a quest’ultimo una sintesi della loro relazione. “Il Santo Padre – riferisce un comunicato della Santa Sede, diffuso il 1° maggio – intende rassicurare tutti i Legionari e i membri del Movimento Re-gnum Christi che non saranno lasciati soli: la Chiesa ha la ferma volontà di accompagnarli e di aiutarli nel cammino di purificazione che li attende. Esso comporterà anche un confronto sincero con quanti, dentro e fuori la Legione, sono stati vittime degli abusi sessuali e del sistema di potere messo in atto dal fondatore”. Benedetto XVI indicherà “prossimamente” le modalità di questo accompagnamento”, a cominciare dalla nomina di un suo delegato e di una apposita Commissione di studio. “La condotta di p. Marcial Maciel Degollado (nella foto) ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione”, spiega la Santa Sede, che informa come nel corso della visita “sono stati incontrati personalmente più di 1.000 Legionari e sono state vagliate diverse centinaia di testimonianze scritte”, che hanno fatto riscontrare la presenza di “un gran numero di religiosi esemplari, onesti, pieni di talento, molti dei quali giovani”. “I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti di p. Maciel, confermati da testimonianze incontrovertibili – si legge nel comunicato – si configurano, talora, in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso. Di tale vita era all’oscuro gran parte dei Legionari, soprattutto a motivo del sistema di relazioni costruito da p. Maciel, che abilmente aveva saputo crearsi alibi, ottenere fiducia, confidenza e silenzio dai circostanti e rafforzare il proprio ruolo di fondatore carismatico”, creando così intorno a lui “un meccanismo di difesa che lo ha reso per molto tempo inattaccabile” e ha reso “di conseguenza assai difficile la conoscenza della sua vera vita”. Lo “zelo sincero della maggioranza dei Legionari” ha portato, inoltre, “molti in passato a ritenere che le accuse, viva via divenute più insistenti, non potessero essere che calunnie”. Perciò “la scoperta e la conoscenza della verità circa il fondatore ha provocato, nei membri della Legione, sorpresa, sconcerto e profondo dolore”. IL COMUNICATO SUL SITO DEI LEGIONARI DI CRISTO «Oggi, 1 maggio 2010, noi legionari di Cristo siamo venuti a conoscenza del testo del comunicato sulla nostra congregazione che la Santa Sede ha pubblicato in lingua italiana al termine della riunione dei visitatori apostolici. Ringraziamo di cuore il Santo Padre per la sua paterna sollecitudine verso la nostra congregazione e accogliamo con profonda fede e obbedienza le sue indicazioni. Ringraziamo altresì il lavoro intenso e disinteressato dei visitatori apostolici, e la vicinanza e le preghiere di tante persone di buona volontà che in questo momento ci accompagnano». CORSIVO di AGOSTINO CLERICI LA «LOBBY» DI AUGIAS SU RAITRE Noi cattolici siamo spesso definiti settari e dogmatici, e qualche volta, sia chiaro, rischiamo di esserlo. Forse dovremmo andare a scuola da qualche maestro di tolleranza e democrazia per imparare le «buone maniere» del mondo laico. Non certo, però, dove sono finito io, lunedì, poco dopo mezzogiorno, e cioè su Raitre ad ascoltare uno che la sa lunga, Corrado Augias. Ammetto di essermi arrabbiato nel vedere in studio il conduttore ed il suo intervistato - il giornalista Riccardo Chiaberge - insultare allegramente la mia Chiesa. Mancava qualunque contenzioso nel dibattere temi delicati, su cui sarebbe possibile esprimere più di un dubbio. Il conduttore propinava le sue opinioni come se fossero tesi incontrovertibili, con il consueto sorrisetto aplomb che lo contraddistingue e la calma propria di chi sta dicendo cose risapute, universalmente accolte e, invece, sta solo gettando letame... Naturalmente, il giornalista in studio, autore del volume presentato, faceva da sponda alle domande maliziose del conduttore, abilissimo a trovare conferma delle sue tesi nell’intervistato (che lanciava il suo libro, del resto!). E poi, quella perizia tutta mediatica nel troncare il discorso con i puntini di sospensione per lasciar immaginare all’ignaro telespettatore - alle prese con la digestione o con il boccone ancora infilato alla forchetta - le malefatte indicibili di quella organizzazione a delinquere che è la Chiesa cattolica, foraggiata con le tasse degli italiani. Ecco, improvvisamente, si alza e va a prendere un altro libro sul tavolo; che sia di qualcuno che magari dice cose diverse dal Chiaberge? No, un’altra bordata contro il cattolicesimo italiano, firmata da Massimo Teodori, ed il consiglio di Augias a leggere insieme i due testi, così da non rischiare - questo lo aggiungo io - di sentire un’altra campana e formarsi una coscienza sinfonica. Meglio ascoltare la stessa musica dall’orecchio destro e dall’orecchio sinistro, così sei sicuro di sfug- gire al dogmatismo della Chiesa cattolica! Ce l’ha con l’otto per mille il nostro Augias e gli dà man forte il Chiaberge. Vorrebbero che ci fosse la tassa sul culto come in Germania i nostri libertari! Parlano di scandali di pedofilia in cui è stato coinvolto il cardinale di Vienna. Ne parlano genericamente. Così come fanno riferimento ad una famosa lettera. Quale? Naturalmente spunta anche il pontefice, alias il cardinal Joseph Ratzinger. E, infine, l’operazione più odiosa di tutte. La calunnia è libera, e gli anticlericali sono sempre stati maestri nell’attuarla. Ma perché esercitarsi in quello sport così clericale, alla fin fine di identificare i cattolici buoni, i cattolici veri? Sono quelli che vanno a Messa la domenica, però poi appoggiano la Ru486 e praticano una ingegneria genetica aperta. Gli altri sono tutti cattolici cattivi e, soprattutto, falsi. Si finisce a parlare delle lobby e naturalmente ecco spuntare Comunione e Liberazione e Opus Dei. Toh, io pensavo che i due «laiconi» cominciassero a parlare finalmente di se stessi... Il Vangelo, non la cronaca E ro entrato in chiesa per ascoltare finalmente una parola che mi aiutasse a concludere e a riprendere con coraggio e serenità il cammino settimanale. L’omelia: “La parola di Dio ci invita a cambiare vita, a confessare i nostri peccati, a togliere da noi tutto quello che è giusto. Guardatevi attorno: Dio sembra non contare più nulla per nessuno!”. Circa venti minuti dedicati a raccontare il male dell’uomo, i suoi limiti, il suo peccato. Non una parola di speranza, non un accenno all’amore di Dio che comunque - sta sempre un passo avanti il peccato dell’uomo. Le parole udite mi avevano comunicato una strana sensazione: era come se il celebrante per difendere Dio -o per giustificare la sua esistenzaavesse avuto bisogno di “accusare” l’uomo: più l’uomo è peccatore e più “deve” sentire il bisogno di Dio! Ma non è e non può essere così. Avrei voluto sentire, invece, una parola sull’amore di Dio; la necessità - quasi fisica - di sentire narrare le cose grandi che Dio fa per gli uomini, al di là e oltre ogni peccato. Invece, silenzio! Dio sembrava abitare altre discorsi e altre chiese. * * * Antonio e Carla erano appena rientrati da un incontro per fidanzati. Da tempo non avevano occasione di ritrovarsi assieme a riflettere sulla loro storia che stava assumendo la dimensione della vita coniugale. Avevano sfruttato proprio quella domenica libera per respirare, per tirare il fiato, per ritrovare se stessi e il loro amore alla luce della Parola di Dio. Con speranza si erano recati all’incontro per i fidanzati che la comunità proponeva ogni mese. Speravano in una parola che desse coraggio, in una riflessione che aiutasse a vivere le cose di tutti i giorni ma in una luce di versa, con maggior profondità e serenità. Soprattutto ora che il matrimonio era imminente. Con amarezza, però, constatarono subito che l’incontro andava su altri binari. Nella prima conversazione, il sacerdote non fece altro che svolgere una riflessione incentrata tutta sul peccato, sul rischio di peccare, sulla necessità di evitare il peccato! Nella seconda conversazione, la prospettiva non era stata molto diversa: ancora una lunga riflessione su quello che - come fidanzati e futuri sposi - erano chiamati a “fare per Dio”. Non, innanzitutto e prima di tutto, quel- lo che Dio aveva fatto in loro, nel loro amore, nelle loro storie che si erano incontrate. Avevano sentito insistentemente solo quello che essi dovevano fare per Dio, per non cadere in peccato o per “liberarsi dal peccato”. La conclusione era inevitabile: il peccato è troppo forte perché ci lasci in pace!”. E’ l’amore di Dio più forte del peccato dell’uomo? * * * Marco, dieci anni, si sta preparando alla confermazione. Incontri di catechesi, esperienze, momenti di preghiera. Sente tante parole, comprende che deve fare molto per amare Dio; comprende che quello che la catechista dice è serio: lui e i suoi amici stanno per fare una scelta importante e che -dunque- essi devono metterci tutto il loro impegno. Di qui la necessità di confessare i peccati, di chiedere a Dio perdono per tutto quello che non è stato fatto o che è stato fatto male. Ecco allora i lunghi esami di coscienza per “scovare” i peccati che - magari - non si pensava nemmeno di avere fatto. E Dio, a Marco, sembrava sempre di più così lontano, come un volto freddo, come una presenza sempre più sfumata, quasi un controllore da mettere a tacere esibendo la lista dei propri peccati. E’ diffusa la tendenza - e più di quanto non si pensi - a dare il primo posto all’uomo, alle sue mancanze, ai suoi peccati. Ma la conversione - in prospettiva cristiana - diventa possibile solo se viene annunciata prima la misericordia di Dio, il suo amore ostinato e senza pentimenti. Solo allora l’uomo potrà riconoscersi peccatore perché ha incontrato l’amore di un Dio - quello di Gesù che va oltre ogni peccato dell’uomo. Non l’incontro tra una divinità offesa e un uomo minacciato, ma l’abbraccio di un padre che incontra nuovamente il figlio. Figlio che era tale anche quando era lontano da casa. Basterebbe leggere il Vangelo per non cadere in erronee prospettive. Leggere il Vangelo, appunto! Non la cronaca! FUORI dal CORO ARCANGELO BAGNI ASILO: EUROSTAT, “261MILA RICHIEDENTI NEL 2009 NEI PAESI ADERENTI ALL’UNIONE” “L’Unione europea ha registrato 261mila domande di asilo nel corso del 2009”: uno studio di Eurostat, ufficio statistico comunitario, rende nota la situazione paese per paese e chiarisce inoltre quali risposte hanno avuto i singoli richiedenti, “provenienti principalmente da Afghanistan” (20.400 casi, ossia l’8% del totale), Russia (20.100), Somalia, Iraq, Kosovo. “Il maggior numero di richiedenti asilo è stato registrato in Francia”, chiarisce la pubblicazione di Eurostat (47.600 domande), seguita da Germania (31.800), Regno Unito (30.300), Svezia (24.200), Belgio (21.600), Italia (17.500), Paesi Bassi (16.100), Grecia (15.900), Austria (15.800). In rapporto alla popolazione nazionale, il tasso più elevato di richiedenti è stato registrato a Malta, quindi Cipro, Svezia, Belgio e Austria. In alcuni casi, i richiedenti erano prevalentemente di una nazionalità: ad esempio il 60% dei richiedenti asilo rivoltisi a Malta erano somali, quelli in Lituania erano per oltre la metà russi e lo stesso vale per la Polonia. Su 229.500 decisioni di prima istanza assunte nell’Ue27 (relative però alle domande del 2008), 167mila circa sono state respinte (73%); 27.600 richiedenti (12%) si sono visti riconoscere lo statuto di “rifugiati”, 26.200 (11%) hanno avuto una protezione sussidiaria e 8.900 (4% dei casi complessivi) una autorizzazione di soggiorno per “ragioni umanitarie”. P A G I N A 10 SOCIETÀ EUROP A EUROPA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 COSÌ IL CARD. JOSIP BOZANI, ARCIVESCOVO DI ZAGABRIA EUROPA E IMMIGRATI: IL CONTRIBUTO DELLA CHIESA P ubblichiamo un ampio stralcio dell’intervento del card. Josip Bozani, arcivescovo di Zagabria e vicepresidente Ccee, con il quale si è aperto il 27 aprile a Malaga l’ottavo Congresso europeo sulle Migrazioni dal titolo “L’Europa delle persone in movimento. Superare le paure. Disegnare prospettive”. Le persone, che devono lasciare i loro Paesi e cercare altrove la possibilità di vivere meglio, hanno anche loro, prima di tutto, un grande bisogno di sentirsi amate. Proprio per questo hanno bisogno di avere con loro la famiglia, per sentirsi forti quando si trovano ad affrontare le paure che genera l’inserimento in una nuova realtà. Proprio per questo devono essere accolti come persone e non essere trattati come cose, schiavi o utensili. Ne consegue una conclusione che sembra ovvia. Per superare le paure si deve essere in un ambiente dove l’amore sia un’esperienza reale. Proprio per questo, le questioni che riguardano le migrazioni dovrebbero essere sempre correlate alla dimensione comunitaria e famigliare delle persone e non troveranno mai una soluzione se affrontati soltanto dal punto di vista della giustizia e delle leggi. (…) Un migrante che arriva in un luogo a lui sconosciuto, fuggito da guerre o persecuzioni, con fame o semplicemente per sviluppare le sue competenze in un nuovo lavoro o per ricercare un posto che gli permette di mantenere la sua famiglia, porta la sua visione del mondo e una propria esperienza religiosa, ma allo stesso tempo, trova una nuova realtà che è invitato a conoscere e ad amare per poter guardare al futuro. È qui che le comunità, soprattutto le comunità cristiane, dovrebbero anche dare un contributo molto importante. Accogliendo uno straniero, una comunità deve essere in grado di apprezzare quello che lui porta, ma anche fargli scoprire la sua nuova casa e dargli l’opportunità di vivere dentro la cultura locale. Una persona che arriva, però, non viene da solo. Ci sono spesso altre persone del suo Paese che sono già lì e che costituiscono una certa comunità in mezzo e accanto alla società nazionale dove arrivano. E così c’è un dialogo culturale fra persone e fra comunità. Volere integrare non significa voler diluire l’altro per essere come noi. L’incontro di persone crea un dialogo. Se volere che l’altro sia uguale a noi è un errore, è altrettanto sbagliato trascurare l’identità culturale della società che accoglie gli immigrati, sia perché uno si chiude in una specie di ghetto sia perché si vuole che essa cambi per diventare simile a quella da dove si viene, come se la società potesse essere una cosa neutra. La Chiesa è convinta che si possa difendere la persona che immigra e non dimenticare le persone del Paese che ospita. Questo è il motivo per il quale i governi devono, in nome del bene comune e della giustizia, definire politiche migratorie finalizzate a tutelare l’identità e il bene delle loro comunità senza dimenticare la dignità di ogni persona. Questo significa anche una responsabilità nell’impegnarsi a cercare modi per aiutare i Paesi d’origine a svilupparsi. (…) Lo scopo, non lo dimentichiamo, è quello di potere portare a tutti, a quelli che accompagnano i migranti e, soprattutto, vorrei sottolineare, a coloro che sono la ragione del nostro essere qui, gli immigrati stessi e le comunità in cui arrivano, un segno di speranza e di rinnovato impegno. Sia la logica della carità a guidare il nostro modo di guardare la realtà e di pensare al futuro, tenendo conto di tutti gli aspetti della verità della migrazione. È questa apertura alla verità che rende la carità l’unica forza sociale capace di generare pace e di pieno sviluppo. Chiese europee Belgio - Francia Belgio: giovani per la pace Domenica 25 aprile, nel cuore di Bruxelles, ha avuto luogo la seconda edizione dell’evento “Do it 4 peace” (“Fallo per la pace”). Un’iniziativa dei “Giovani per un Mondo unito” della comunità dei Focolari del Belgio. “Durante un pomeriggio assolato - si legge nella nota degli organizzatori - si sono susseguiti balli, musiche, canti ed animazioni per bambini, e tutto questo ha dato vita ad un isolotto di fraternità all’interno della città. Il festival è stato così l’espressione di un sogno di unità nella diversità e il frutto della collaborazione tra diversi Paesi”. Giovani animati dagli stessi ideali, infatti, sono arrivati dai Paesi Bassi e dall’Italia per lavorare insieme con giovani del Libano, del Congo, del Marocco, della Slovacchia, della Vallonia e delle Fiandre. “I passanti, attirati dall’entusiasmo dei giovani e dalle loro animazioni, li hanno visti e sentiti trasmettere i loro ideali vissuti nella vita quotidiana”. Durante la festa sono stati lanciati due progetti: una petizione intitolata “Arms down” (“Abbasso le armi”) tramite l’organizzazione “Religioni per la Pace” ed una colletta di fondi per sostenere un progetto destinato a promuovere la fraternità tra cristiani, musulmani ed ebrei. L’obiettivo dell’evento è stato quello di mostrare che le differenze, lungi dal costruire un ostacolo, potrebbero divenir fonte di un arricchimento reciproco. Francia: documento sulla musica cristiana Dopo due anni di lavoro, la Conferenza episcopale di Francia ha pubblicato un documento dedicato alle moderne mu- siche cristian e (Mac) nell’ambito della pastorale giovanile. Il term i n e Mac designa quella musica prodotta con un’intenzione esplicitamente cristiana, dietro cui si celano molti musicisti che il gruppo di lavoro, guidato da mons. Pierre Benoît, ha incontrato e scoperto. “Con questo documento dichiara - il nostro desiderio è di prendere coscienza dell’esistenza e della ricchezza di queste musiche”. Il progetto è partito da una riflessione sul nesso tra giovani e liturgia, e sull’esperienza liturgica che possono fare nella Chiesa. Avendo la musica spesso un posto importante tra le giovani generazioni, l’obiettivo è stato quello di scoprire quei gruppi volenterosi di trasmettere un messaggio cristiano, per aiutare i vescovi e più in generale i responsabili e gli animatori dei giovani, a vederci più chiaro circa l’uso della musica nell’esperienza spirituale. “Dietro l’interesse mostrato verso le musiche cristiane - sottolinea mons. Benoît si gioca anche una riconciliazione con una certa cultura rock. L’evangelizzazione si realizza anche in questa prospettiva”. Il gruppo di lavoro, oltre ad aver distinto i differenti utilizzi che vengono fatti di queste musiche ha anche suggerito una serie di proposte per prenderle in considerazione. PER MIGLIORARE IL RAPPORTO CITTADINI - ISTITUZIONI UE MEDIATORE EUROPEO: PIÙ TRASPARENZA E SERVIZIO hiede “più trasparenza” e “maggiore attenzione verso i cittadini” ed è convinto che una “buona amministrazione” a livello comunitario possa effettivamente avvicinare gli europei alle istituzioni dell’Unione. Il Mediatore europeo, Nikiforos Diamandouros, ha presentato il 29 aprile il Rapporto, intitolato “Compendio 2009”, sulla sua attività, segnalando alcune “sfide e opportunità” che devono essere colte per avvicinare l’Europa comunitaria ai cittadini dei 27 Stati membri. C diritto a una buona amministrazione e il diritto all’accesso ai documenti. Intendo accrescere i miei sforzi per assicurarmi che questi diritti siano presi in seria considerazione” dalle istituzioni comuni. Il giurista greco ha spiegato che “è un periodo entusiasmante per guidare questa istituzione: una delle principali attività del Mediatore per i prossimi cinque anni sarà infatti quella di contribuire a far sì che l’Ue garantisca effettivamente” alle persone, alle famiglie, alle imprese, alle associazioni, “quanto è stabilito nel Trattato di Lisbona”. RISPETTARE LA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DENUNCE E INCHIESTE Diamandouros, eletto nel ruolo di Ombudsman (come viene chiamato il Mediatore o “difensore civico” dell’Unione) nel 2003, ha esposto nella sede dell’Europarlamento il Rapporto annuale affermando: “La Carta dei diritti fondamentali è ormai giuridicamente vincolante” grazie all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona; “essa conferisce ai cittadini il Nel rapporto si legge che le denunce pervenute al Mediatore (che è un organismo indipendente eletto dal Parlamento Ue) sono state 3.098 nel 2009, contro le 3.406 del 2008. “Nell’80% dei casi abbiamo risposto positivamente alle richieste dei cittadini, aprendo un’inchiesta interna, oppure trasferendo il dossier all’istituzione competente o fornendo i chiarimenti richiesti”. Le inchieste avviate verso amministrazioni comuni- tarie sono state 339 e ne sono state chiuse 318. Il Mediatore ha puntualizzato che “la maggior parte delle inchieste condotte nel 2009 hanno riguardato la Commissione (56% dei casi), seguita dal Parlamento, dall’Ufficio europeo di selezione del personale, dal Consiglio e dalla Corte di giustizia”. Le denunce più comuni hanno riguardato la “mancanza di trasparenza”, “il rifiuto di dare informazioni”, l’abuso di potere, ritardi di vario genere, procedure insoddisfacenti, negligenza. “Nella metà dei casi trattati”, ha specificato Nikiforos Dimandouros, “l’istituzione chiamata in causa ha accettato una soluzione amichevole con il richiedente”. GERMANIA E SPAGNA IN CIMA ALLA CLASSIFICA Il documento del “difensore civico” segnala anche quali sono i Paesi dai quali proviene il maggior numero di denunce: la Germania è in testa con 413 casi in un anno, seguita da Spagna (389), Polonia e Francia (235), Belgio (207), Italia (183), Regno Unito (176), Portogallo (102). In proporzione al numero degli abitanti, invece, in cima alla classifica si colloca il Lussemburgo, seguito da Malta, Cipro e Belgio. Nel commentare il Rapporto, Diamandouros ha segnalato una serie di casi concreti in cui è intervenuto: ha citato un caso riguardante la Commissione, uno sulla Banca centrale di Francoforte, uno sull’Ufficio antifrode. Spesso i cittadini si lamentano dell’Ufficio per la selezione del personale che lo scorso anno ha ad esempio “accettato di consentire a tutti i candidati di conoscere l’esito delle prove dei concorsi sostenuti per accedere a posti di lavoro” banditi dalle istituzioni di Strasburgo, Bruxelles, Lussemburgo. Ma il Mediatore ha riconosciuto anche di “aver lodato la Commissione per il sostegno dimostrato a un cittadino tedesco in un caso relativo ai diritti dei passeggeri”. UNA “DICHIARAZIONE” CON RUOLO E COMPITI “Il numero delle denunce irricevibili sono diminuite, so- prattutto grazie a una guida interattiva, pubblicata sul sito internet del Mediatore, che indica ai cittadini, alle imprese o alle organizzazioni non governative i temi di competenza, come - ed eventualmente a chi - rivolgersi nel caso si ritenga di essere stati lesi in un proprio diritto”. In effetti il sito dell’istituzione (che ha sede a Strasburgo), www.ombudsman.europa.eu, è uno strumento essenziale per guidare i cittadini o chi li rappresenta per rivolgersi al “difensore” così da far valere un diritto che si ritiene leso. Sempre nel 2009 è stata adottata una “dichiarazione” sintetica che specifica ruolo e compiti di questo ufficio: “Il Mediatore europeo - vi si legge - si propone di dare un esito equo alle denunce sporte contro le istituzioni dell’Unione europea, incoraggia la trasparenza e promuove una cultura amministrativa del servizio. Mira a costruire la fiducia attraverso il dialogo tra i cittadini e Ue e a favorire i più elevati standard di condotta nelle istituzioni dell’Unione”. (fonte: SIR EUROPA) CHIESA P A G I N A 11 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 AGENDA del VESCOVO 1 MAGGIO NELLA BASILICA DI SANT’ABBONDIO IN COMO Il rito di ammissione GIOVEDÌ 6 A Como, in Seminario, dalle ore 10.00, festa degli anniversari sacerdotali; a Como, nel pomeriggio, udienze e colloqui personali. DA VENERDÌ 7 A DOMENICA 9 Visita pastorale alla zona Lario: Torno, Blevio; a Bellagio: Molo 14. LUNEDÌ 10 A Milano, incontro della Commissione per il decennio sull’Educare. Vicari Foranei (fino a martedì 11). MARTEDÌ 11 A Como, alle ore 20.45, conferenza sull’educare con il Soroptimist presso la Sala Bianca del Teatro Sociale. A Como, al mattino, in Vescovado, incontro con i sacerdoti ordinati negli anni 1967 e 1968; nel pomeriggio, udienze e colloqui personali GIOVEDÌ 13 A Como, al mattino, in Vescovado, Consiglio Episcopale; nel pomeriggio, udienze e colloqui personali; a Como, alle ore 21.00, in Duomo, pontificale per la festa della dedicazione della Cattedrale. VENERDÌ 14 SABATO 15 Visita pastorale alla zona Lario: Torno, Zelbio e Veleso. SABATO 15 Al mattino pellegrinaggio diocesano a Caravaggio con l’Unitalsi I SACERDOTI INCONTRANO IL VESCOVO • mercoledì 12 maggio: al mattino, in Vescovado, classi di ordinazione 1967 e 1968; • giovedì 20 maggio: al pomeriggio, in Vescovado, classi di ordinazione 1957 e 1958; • lunedì 31 maggio: al mattino, in Vescovado, classe di ordinazione 1993. A nche quest’anno nel pomeriggio di sabato 1 maggio la stupenda basilica di sant’Abbondio si è riempita di fedeli per il rito di ammissione agli Ordini sacri, presieduto dal Vescovo, di sei seminaristi del Seminario Diocesano: Mattia Barbieri della parrocchia sant’Antonino in Albate, Alberto Dolcini della parrocchia san Bartolomeo e Cristo re in Tavernola, Alberto Monti della parrocchia san Siro in Lomazzo, Michele Pitino della parrocchia San Martino in Tirano, Nicola Schivalocchi della parrocchia San Gallo in Premadio e Davide Pozzi della parrocchia san Bartolomeo in Domaso. Questi sei giovani sono da tre anni in cammino e, avendo ricevuto il parere favorevole dei propri formatori, hanno scelto di esprimere pubblicamente davanti alla Chiesa la propria volontà di proseguire con maggior decisione il proprio cammino. Alla presenza di una numerosa rappresentanza di parenti, amici e fedeli provenienti, con i parroci, dalle parrocchie di origine dei sei candidati, il Vescovo ha accolto il loro “eccomi” e li ha ufficialmente accettati tra i candidati a ricevere il sacramento dell’Ordine. Il Vescovo ha colto l’occasione di questa importante giornata per raccomandare a tutti di intensificare la preghiera per le vocazioni perché non manchino mai, per le nostre parrocchie e per tutto il mondo, uomini disposti a donare la propria vita per continuare, nel sacerdozio, l’azione salvifica di Cristo. Inoltre non ha dimenticato di ringraziare gli educatori del Seminario per il loro importante lavoro, fatto nel silenzio del “dietro le quinte”. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ MERCOLEDÌ 12 A COMO IL 28 APRILE, L’INCONTRO DEGLI ISTITUTI SOSTENTAMENTO CLERO DELLA LOMBARDIA Mercoledì 28 aprile, presso il Seminario Diocesano si è svolto il secondo incontro tra gli Istituti per il Sostentamento del Clero Lombardi. Hanno presenziato rappresentanti di tutti gli Istituti (Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Vigevano, con la presenza anche di Torino). L’incontro ha fatto seguito a quello svoltosi il 24 novembre a Lodi con lo scopo di uno scambio di esperienze ed un approfondimento di tematiche di carattere tecnico comuni agli Istituti nello svolgimento delle proprie attività istituzionali. Ha salutato gli intervenuti S.E. monsignor Diego Coletti il quale, sottolineando l’interesse per queste iniziative, ha evidenziato come il lavoro svolto dagli Istituti vada oltre il, pur importante, aspetto amministrativo del sostentamento economico ai Sacerdoti, in quanto l’ottenimento di utili nei bilanci annuali consente di utilizzare meno quote dell’otto per mille che possono essere così messe a disposizione per le altre attività Ecclesiali, in particolare le opere caritative. L’incontro è poi proseguito con l’approfondimento dei due temi all’ordine del giorno: la “Valorizzazione e gestione del patrimonio immobiliare” e i “ Contratti di locazione”. Ogni Istituto ha proposto le modalità con le quali affronta tali tematiche, traendo elementi utili per la propria attività dalle esperienze degli altri. Al termine si è concordato di ritrovarsi il prossimo autunno a Milano, ipotizzando l’invito ad intervenire al nuovo Direttore dell’Istituto Centrale, per affrontare anche il tema complessivo del Sostentamento del Clero e delle problematiche ad esso connesse. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ La domanda di ammissione agli ordini e ministeri di PIETRO BIANCHI Seminarista di V Teologia IL SEMINARIO SI RACCONTA N el cammino di formazione proposto dal seminario, sono presenti alcuni momenti o tappe significative che scandiscono il percorso di noi giovani che ci prepariamo al sacerdozio. Non si tratta di una scalata trionfale per salire sempre più in alto, quanto piuttosto di una interiorizzazione che mira a una intimità sempre più profonda con Cristo pastore e maestro. In particolare, è durante il secondo anno di teologia, che si affronta il primo passaggio decisivo: la domanda di ammissione tra i candidati al diaconato e al presbiterato, vissuta da sei giovani pochi giorni fa, nella basilica di sant’Abbondio. È sicuramente un momento emozionante e allo stesso tempo impegnativo. Il rito di ammissione manifesta pubblicamente, alla presenza del Vescovo, l’orientamento vocazionale di coloro che aspirano al diaconato e al presbiterato, ed esprime l’accettazione della loro offerta da parte della Chiesa. Diviene così anche un momento di verifica personale sul proprio cammino e di consolidamento della libertà per assumere con consapevolezza la scelta del presbiterato come tendenzialmente definitiva. Durante il rito, si chiede loro espressamente la volontà di por- tare a termine la preparazione per essere pronti ad assumere nella Chiesa il ministero, e di impegnarsi nella formazione spirituale per divenire fedeli ministri di Cristo e del suo corpo che è la Chiesa. Si conclude così il biennio filosofico e ci si prepara ad affrontare i tre anni della teologia con fede rinnovata, maggior slancio e responsabilità. Il terzo anno di teologia è caratterizzato dal conferimento del lettorato, altra tappa importante che sottolinea la disponibilità a un rapporto privilegiato con la Parola di Dio attraverso la lectio divina, la preghiera sulla Parola e l’esegesi. Il quarto anno invece è qualificato dal conferimento dell’accolitato: un ministero che invita il giovane ad una conformazione più piena con Cristo che ogni giorno si dona nell’Eucaristia. Viene qui richiesta la maturazione di una spiritualità “eucaristica”, nella logica del dono totale di sé, della gratuità e della comunione. Momenti importanti che segnano il graduale consolidarsi della vocazione, fino a quando… “A suo tempo, associati al nostro ministero, essi serviranno la Chiesa, e con la Parola e i Sacramenti edificheranno le comunità alle quali saranno mandati.” (dal rituale per l’ammissione agli ordini). P A G I N A 12 CHIESA CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 LA CONSULTA DELLE AGGREGAZIONI LAICALI: IL 16 MAGGIO IN PIAZZA SAN PIETRO A ROMA IL REGINA COELI CON IL PAPA PER ESPRIMERE VICINANZA E SOSTEGNO A BENEDETTO XVI La Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, organismo che raduna sessantasette associazioni e movimenti ecclesiali italiani, invita quanti appartengono e si riconoscono nel mondo dell’associazionismo cattolico a partecipare a Roma alla recita del Regina Coeli, domenica 16 maggio, in piazza San Pietro. «Vogliamo in questo modo stringerci visibilmente intorno a Benedetto XVI come figli col padre – dicono dalla Consulta nazionale –, desiderosi di sostenerlo nel suo impegnativo ministero, esprimendogli affetto e gratitudine per la sua passione per Cristo e per l’umanità intera”. L’appello, lanciato domenica 2 maggio, è stato raccolto da tutte le associazioni e dai movimenti che appartengono alla nostra Consulta diocesana delle aggregazione laicali che, attraverso “Il Settimanale”, lo rilancia a tutte le realtà e ai fedeli laici della diocesi di Como. Per l’occasione Comunione e Liberazione ha già messo a disposizione di tutti i fedeli comaschi pullman e treni speciali. «La sede di Cl di Como – scrive l’associazione in un comunicato – ha prenotato un pullman che partirà da Como verso 23.00 di sabato notte; rientro previsto nella serata di domenica. La quota varierà a seconda del riempimento del pullman (circa 50,00 euro). La segreteria regionale, invece, organizza treni speciali con cuccetta all’andata e posto a sedere al ritorno. La partenza da Milano è prevista indicativamente per le ore 00.30 del 16 maggio. Ripartenza da Roma, Stazione S. Pietro, nel pomeriggio del 16 maggio con arrivo a Milano in tarda serata (fino ad esaurimento posti; costo 65.00 euro). Per le iscrizioni e le informazioni rivolgersi alla sede di Cl, in viale Cesare Battisti 8, telefono 031-3370486». Come detto, la possibilità di usufruire di questi mezzi è allargata a chiunque intenda partecipare non solo agli iscritti all’associazione. Per tutti – anche per coloro che raggiungeranno Roma con altri mezzi – l’appuntamento è in piazza San Pietro tra le ore 10.30 e le 11.00. «Il 16 maggio a Roma – prosegue l’invito della Consulta Nazionale - intendiamo consegnare nelle mani di Maria la nostra fedeltà al Santo Padre per il bene della Chiesa, nella quale facciamo esperienza della misericordia, unica risposta adeguata al bisogno di giustizia, che emerge dal cuore di ciascuno in questi momenti. Ci guida l’umile certezza testimoniata dalle parole del Papa: “È nella comunione della Chiesa che incontriamo la persona di Gesù Cristo, egli stesso vittima di ingiustizia e di peccato. Egli porta ancora le ferite del suo ingiusto patire”. Con questa consapevolezza invitiamo tutti alla preghiera in piazza San Pietro, grati al Signore che ci ha donato Benedetto XVI come guida nel nostro cammino di fede». All’appello ha risposto anche l’Azione cattolica nazionale e diocesana: tutti gli associati sono invitati a unirsi a questo momento di preghiera. «Un modo – ha ricordato il presidente nazionale di Azione cattolica, Franco Miano – per rendere visibile la vicinanza di tutta la Chiesa al Santo Padre nella sofferenza che prova. Il pensiero va anche alle vittime degli abusi recentemente emersi. La presidenza nazionale dell’Azione cattolica invita anche le associazioni diocesane e parrocchiali a dilatare sul territorio momenti particolari, per rendere ancora più corale il senso e il significato di questo gesto, nella convinzione della forza che assume la preghiera di fronte alla debolezza umana». Qualora non fosse possibile recarsi a Roma la Consulta Nazionale invita a promuovere localmente, momenti di preghiera in contemporanea al Regina Coeli di Roma, per rendere effettivo lo spirito di comunione. Per l’occasione l’Azione Cattolica metterà a disposizione su proprio sito internet (www.azionecat tolica.it) una traccia per eventuali iniziative da organizzare sul territorio. DOMENICA 9 MAGGIO A BELLAGIO RITORNA L’APPUNTAMENTO CON IL MOLO 14 Una presenza importante per una sfida entusiasmante D omenica 9 maggio, a Bellagio, torna il tradizionale appuntamento per i pre-adolescenti della diocesi: il Molo 14. Dal 1989 il raduno, a cui sono invitati tutti i quattordicenni, è un momento di vita pastorale molto importante, pensato come occasione di verifica del percorso affrontato fino a questo punto e di lancio per il futuro, nel periodo assai delicato del passaggio dalla “pre-adolescenza all’adolescenza”. Anche quest’anno si ripropone la formula ormai consolidata di un’ambientazione “marinara”, con i ragazzi divisi in “rematori”, “mozzi”, “cambusieri”, pronti a “vaccinarsi” contro varie malattie (i peccati) che possono compromettere la salute degli uomini di mare. I gruppi portano ciascuno il proprio “diario di bordo”, dove è contenuta la “testimonianza” del percorso fatto e dove sono state indicate le “intenzioni” per il futuro. «La presenza al Molo14 – spiega don Emanuele Corti, delegato diocesano per la Pastorale dei Giovani – è sempre molto significativa. È un momento di incontro irrinunciabile, entrato a far parte del cammino di formazione dei giovanissimi delle nostre parrocchie. Anche quest’anno saranno oltre un centinaio le realtà presenti. Questo significa che dove c’è la “cura dell’ordinario”, anche l’appuntamento “straordinario” diventa il compimento del cammi- no parrocchiale ed è stimolo a proseguire». L’impianto della giornata resta quello tradizionale… «Certo. Insieme si condivide la metafora della navigazione su una barca che è sia la propria comunità sia la Chiesa e, in questi contesti, si è alla ricerca del proprio cammino». C’è una parte del Molo 14 che ti sembra particolarmente importante? «Per essere maggiormente incisivo, nel Molo 14 ci sono vari momenti simbolici. La consegna di “Come in uno specchio”, un opuscolo che contiene una piccola “regola di vita”, contiene diversi suggerimenti, per il lavoro “di gruppo” in parrocchia e per il lavoro “personale”, perché questa è l’età in cui ciascuno si affer- ma con le proprie peculiarità». L’adolescenza è un’età complessa. Oggi viviamo forte l’appello a un impegno collettivo per la cosiddetta “sfida educativa”. Come si inserisce l’appuntamento del Molo 14 in tale quadro generale? «Come dicevo, il fatto che il Molo 14 faccia sempre registrare una partecipazione sentita e numerosa ci richiama a un’attenzione particolare per questa età che, come tutti sappiamo, non è facile ma ci chiede di non “scoraggiarci” aprioristicamente. I nostri ragazzi sono grazia di Dio e noi adulti dobbiamo impegnarci con tutte le nostre risorse nell’accompagnamento degli adolescenti. È un’età sensibile, ci sono cambiamenti importanti nelle abitudini, nella scuola, nella cerchia degli amici e familiare. È un’ età vulnerabile e ci chiede un’attenzione in più». Ma è davvero così difficile educare? «Il cambiamento dei contesti è palese. Ma anche noi educatori siamo figli di questo tempo per cui abbiamo gli strumenti per comprenderlo. Il Signore ci ha messo qui, in questo momento storico e ci dà la grazia di accompagnare questi giovani. L’arte di educare è entusiasmante, ci chiede di metterci in gioco e non possiamo fare gli spettatori, non possiamo delegare questo compito così bello». ENRICA LATTANZI P A G I N A 13 CHIESA PELLEGRINAGGI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 VERSO LISIEUX/2 PREPARARSI ALL’INCONTRO CON SANTA TERESINA R iprendiamo la narrazione della vita di santa Teresa di Gesù Bambino nel punto in cui l’abbiamo lasciata. La fonte principale di queste righe è il contributo di padre Descouvemont, reperibile in lingua francese nel Dictionnaire de Spiritualité Ascetique et Mystique (DSAM 15, 576583). È il 9 aprile 1888, Teresa varca la porta della clausura. Le rimangono da vivere meno di dieci anni ed avrà completato la sua corsa «da gigante» su questa terra. La vita in convento le presenta subito piccole e grandi difficoltà: aridità spirituale ed assenza di gusto nella preghiera, una priora che sembra ritenere indispensabile di doverla umiliare sovente ed anche in pubblico, le consorelle che le sottolineano in maniera sacarstica la sua poca sveltezza nei lavori manuali regalandole l’agrodolce soprannome di grande biquette, spilungona. Il 28 maggio dello stesso anno fa la sua confessione generale davanti al gesuita p. Pichon che la rassicura: «dichiaro che mai lei ha commesso un solo peccato mortale. Ringrazi il buon Dio di ciò che fa per lei, perché, se l’abbandonasse, invece di essere un piccolo angelo, le diverrebbe un piccolo demonio». Teresa non fatica a credergli ed incomincia a carpire il segreto di quella “piccolezza” che diventerà la sua chiave personale per conoscere e scoprire la Grazia e la misericordia di Dio. Purtroppo qualche mese più tardi il confessore verrà inviato in Canada, in una missione: «in tal modo l’avevo conosciuto solo per rimanerne priva. Ridotta a ricevere da lui una let- tera l’anno su dodici che gliene scrivevo, il cuore mio si volse ben presto verso il Direttore dei direttori, e fu lui ad istruirmi in quella scienza nascosta ai sapienti e ai saggi che egli si degna di rivelare ai più piccoli» (MS A 71 r°). Nello stesso periodo la salute del sig. Martin subisce un violento scossone ed il sabato 23 giugno 1888, la sua arteriosclerosi cerebrale lo fa uscire di casa in un viaggio senza meta e scompare senza avvertire nessuno. Sarà ritrovato a Le Havre qualche giorno più tardi, ma la situazione è ormai compromessa. Riuscirà, tuttavia, ad assistere alla presa d’abito dell’amata ultimogenita il 10 gennaio dell’anno seguente prima di essere ricoverato per sempre presso la casa del Bon Saveur di Caen. L’8 settembre 1890 Teresa pronuncia i voti definitivi, a diciassette anni e mezzo. Due anni dopo la sorella Paolina, Madre Agnese di Gesù, viene eletta priora del Carmelo ed affida alla sorella l’incarico di collaborare per la formazione delle due novizie presenti alle quali si aggiungeranno una ventenne parigina piuttosto vivace e Celina, la quarta sorella, decisa ad entrare in monastero dopo la morte del padre, avvenuta il 29 luglio 1894. Tra loro nascerà una forte amicizia che consentirà a Teresa di prendere maggiormente coscienza ed affinare alcune sue intuizioni spirituali. La stessa Madre Agnese le suggerisce di ideare poemetti e piccole commediole per festeggiare i compleanni, gli anniversari ed allietare le feste comunitarie. Teresa cercherà di farlo con la preoccupazione di raccontare soprattutto le scoperte che continuamente fa sul «carat- PELLEGRINAGGIO ECUMENICO Dal 18 al 20 giugno tere del buon Dio» e su ciò che egli si aspetta dalle sue figlie fedeli. Sono i testi che andranno a comporre la sua opera, insieme a numerose lettere scritte a partire dall’anno 1884. Il materiale è raccolto nelle edizioni delle sue Opere Complete ed è facilmente reperibile nelle edizioni in lingua italiana pubblicate a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. I tre manoscritti autobiografici (MS A, B e C) redatti negli ultimi anni della sua vita sono offerti ai lettori anche sotto il titolo di “Storia di un’anima”. Alla fine del 1894, Teresa scopre – meditando su due testi dell’Antico Testamento (Prv 9,4; Is 66,12-13) – che Dio le domanda una totale fiducia nel suo amore misericordioso. Invece che rattristarsi per le sue debolezze e per la sua incapacità di salire la lunga scala delle opere di perfezione, capisce che può percorrere la via che conduce fino al Cielo lasciandosi portare, come un bambino, dalle braccia di Gesù. È l’intuizione della «piccola via» dell’infanzia spirituale, nodo centrale della sua esperienza e del suo insegnamento che avremo modo di approfondire in seguito. La sera del giovedì santo del 1895, nell’atto di coricarsi, un fiotto di sangue sale dai polmoni fin sulle sue labbra. È il segno evidente della tubercolosi che la condurrà fino alla morte. La gioia che la infiamma all’idea di andare presto in Cielo scomparirà brutalmente, facendole sperimentare il buio di una totale assenza di Dio. Il dubbio della fede si impone in maniera ostinata e Teresa ha la vivida impressione che dopo la morte ci sarà soltanto il nulla ad attenderla. Soltanto la priora ed il suo confessore raccolgono le sue confidenze. In presenza delle sue sorelle dalla sua bocca emergerà soltanto qualche discreta allusione: «il mio Cielo è sorridere a questo Dio che adoro / anche quando lui vuole nascondersi per provare la mia fede». Il buio non le impedisce di comporre una delle pagine più belle e più note dei suoi scritti, durante il ritiro spirituale del 1896. A partire dal testo della lettera ai Corinzi, Teresa comprende che la Chiesa è un corpo formato da molte membra e che questo corpo ha anche un cuore. Comprende che quello è il suo posto, la sua vocazione. L’unica cosa che vuole e che le basta è di amare il suo Sposo alla follia, di essere – nel cuore della Chiesa, sua Madre – l’Amore. Dall’aprile 1897 la malattia si aggrava, in maggio compone le sue ultime poesie. All’inizio di PELLEGRINAGGI DIOCESANI Tutte le informazioni sul sito www.diocesidicomo.it o telefonando il mercoledì mattina all’Ufficio diocesano pellegrinaggi allo 031-3312232 PELLEGRINAGGI MARIANI • Lourdes - Nevers (in pullman): lunedì 2 - domenica 8 agosto • Fatima 10-14 settembre • Lourdes con l’Unitalsi: sabato 9 - venerdì 15 ottobre (in treno) domenica 10 - giovedì 14 ottobre (in aereo) • Lourdes con l’Unitalsi (per i giovani): martedì 27 luglio - lunedì 2 agosto • Caravaggio con l’Unitalsi: sabato 15 maggio • Dongo con l’Unitalsi: Giornata dell’ammalato 25 settembre SANTUARI DI FRANCIA: DAL 20 AL 24 SETTEMBRE • Il programma prevede la partenza da Semogo (So) e tappe a La Salette, Dardilly, Ars, Nevers, Paray Le Monial, Cluny, Lione, Annecy (rientro a Semogo). Quota (a seconda dei partecipanti): da 570 a 605 euro. giugno riceve l’ordine di riprendere la stesura dei suoi ricordi e racconta le intuizioni avute negli ultimi tempi sulla carità fraterna. Le righe sono scritte a matita. Sul letto dell’infermeria, a fine luglio, il quaderno rimarrà incompiuto. Nei due mesi successivi soltanto l’acuirsi di una sofferenza che terminerà la sera del 30 settembre 1897 con un ultimo sguardo al Crocifisso: «Oh! Lo amo… Mio Dio… io vi amo!». a cura di don MICHELE GIANOLA DAL 3 AL 9 LUGLIO 2010 IL VESCOVO DIEGO CI VUOLE IN PELLEGRINAGGIO A LISIEUX • Il 3 luglio, di buon mattino, partiremo alla volta di Nevers e in serata celebreremo la Messa presso l’urna che custodisce il corpo di Santa Bernadette, la veggente di Lourdes. • Il 4 luglio riprenderemo il nostro cammino alla volta di Chartres dove sosteremo per la visita alla cattedrale e per il pranzo. Proseguiremo verso il santuario di Nostra Signora di Montligeon dove celebreremo la Messa e da qui ci sposteremo ad Alençon. • Il 5 luglio saremo ad Alençon lungo la mattinata e nel primo pomeriggio. Potremo così visitare, riflettere e pregare sui luoghi di origine della famiglia Martin e dell’infanzia di Teresina. Nel tardo pomeriggio partiremo alla volta di Lisieux. • Il 6 luglio saremo a Lisieux, la meta del nostro pellegrinaggio per sostare sui luoghi della fanciullezza, della giovinezza e della vocazione di Teresina. Pregheremo nella basilica-santuario a Lei dedicata e nella cripta che custodisce le reliquie dei suoi genitori. • Il 7 luglio dopo aver celebrato la Messa continueremo il nostro cammino visitando Caen, Bayeux, Arromanche (la spiaggia dello sbarco) per giungere in serata a Mont Saint-Michel. • L’8 luglio dopo aver visitato Mont Saint Michel inizieremo il viaggio di ritorno puntando su Tours dove giungeremo in tarda mattinata per il pranzo e dove sosteremo sulla tomba di San Martino per celebrare i Vespri. In serata saremo a Clermont-Ferrand per pernottare. • Il 9 luglio da Clermont-Ferrand passeremo a Lione dove celebreremo la Messa presso il Santuario di Notre Dame de La Fourvière, a seguire il pranzo e il rientro. Iscrizioni al più presto o presso il proprio parroco o direttamente all’agenzia I viaggi di Oscar, via Pretorio 9, Como, telefono 031-304524. P A G I N A 14 CHIESA VOCAZIONI IL SETTIMANALE DELLA DIO2CESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 ESERCIZI SPIRITUALI UN’OPPORTUNITÀ PER I GIOVANI... CALENDARIO MAGGIO-GIUGNO 2010 CENTRO DIOCESANO VOCAZIONI Tutte le info su www.cdvcomo.it 9 MAGGIO MOLO 14 A BELLAGIO 15 MAGGIO PELLEGRINAGGI VOCAZIONALI Ossuccio - Madonna del Soccorso (ore 7.00); Cavona (ore 7.00); Dongo (ore 7.30); Tirano (venerdì ore 20.45); Livigno / Bormio / Pradelle di Pedenosso (ore 7.00); Lezzeno (ore 8.00); Mese (ore 7.00); Olcio - Santa Maria (ore 7.00); Sondrio - Sassella (ore 7.00); Bassa Valtellina; Como - San Giorgio (ore 7.30) 16 MAGGIO GIORNATA VOCAZIONALE C ome ogni anno, la primavera è tempo di programmazione delle attività estive. Che bello se un’attenzione particolare venisse data alla proposta degli Esercizi Spirituali per 18enni! “Noi non abbiamo 18enni”, “I nostri 18enni non sono pronti a un’esperienza così forte”, “Purtroppo in quel periodo i 18enni mi servono per animare il Grest”… Quante obiezioni come queste sentiamo fare spesso. Ma non possiamo provare ad avere un po’ più di stima e di fiducia verso i nostri giovani? Non possiamo osare un po’ di più nelle proposte che facciamo loro? Non possiamo avere un po’ più a cuore il loro cammino spirituale, prima dei nostri programmi pastorali? Nel box in questa pagina trovate alcune indicazioni sugli Esercizi. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito diocesano alla pagina www.dio cesidicomo.it\cdv, nell’area degli Esercizi per 18enni, dove è possibile trovare anche una scheda di presentazione, pensata appositamente per un incontro con i giovani ai quali viene fatta la proposta. Come Centro Diocesano Vocazioni siamo a disposizione per aiutarvi nella realizzazione di tale incontro, anche attraverso la testimonianza di giovani che hanno già vissuto l’esperienza degli Esercizi. don ROBERTO BARTESAGHI GRANDE CONCORSO MINISTRANTI 2010 Il 30 aprile è scaduto il termine per la partecipazione al Grande Concorso Ministranti 2010. Sul prossimo numero del Settimanale sarà pubblicata la presentazione del Gruppo Ministranti vincitore del concorso di quest’anno. Tutte le altre presentazioni dei gruppi partecipanti saranno prossimamente pubblicate sul sito www. cdvcomo.it! Gruppi vocazionali: GOV (ragazzi); SICAR (ragazze); Strade per Scegliere (giovani); Venite e Vedrete (verso il Seminario) 11 GIUGNO PELLEGRINAGGIO PER I NOVELLI Rosario e adorazione eucaristica al Santuario della Madonna del Soccorso alla vigilia delle Ordinazioni Sacerdotali. Inizio ore 20.45 alla prima cappella 12 GIUGNO ORDINAZIONI SACERDOTALI 17-20 GIUGNO ESERCIZI SPIRITUALI PER 18ENNI Cfr. box nella pagina. 23-26 GIUGNO CAMPO GOV Cfr. box nella pagina GUANELLIANI ALTRI ISTITUTI Altre info su www.giovaniguanelliani.it DISCOTECA DEL SILENZIO Como - Santuario Sacro Cuore (ore 20.30 Santa Messa, segue l’esposizione eucaristica fino alle ore 4.00), il 5-6 giugno WEEK-END VOC “ITINERARIO DAMASCO” Como – CPF S. Giuseppe il 5-6 giugno PREGHIERA VOC Como – Santuario Sacro Cuore il 19 maggio CENACOLO DI PREGHIERA PER I SACERDOTI Incontro di preghiera per la santificazione dei sacerdoti, il terzo sabato del mese. Como, Santuario Sacro Cuore, 15 maggio PIME Altre info su www.pimemilano.com CAMMINO GIOVANI E MISSIONE 1 CAMMINO GIOVANI E MISSIONE 2 CAMMINO BIBLICO: MAESTRO DOVE ABITI? Sabato 5 e domenica 6 giugno Presso Villa Grugana, Calco (Lc) - “Tuttinsieme”; conclusione dei “Cammini giovani del Pime” FIGLIE DELLA PRESENTAZIONE LECTIO DIVINA SUL LIBRO DEL CANTICO DEI CANTICI Il 29 maggio: Epilogo (8,5 - 14), “La forza indistruttibile dell’amore”, sabato pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 19.30 Sacra Famiglia, via Dante 94 - Como GIM (GIOVANI IMPEGNO MISSIONARIO) MISSIONARI COMBONIANI Altre info su www.giovaniemissione.it IN CAMMINO CON IL LIBRO DELL’ESODO, CON OSTINATA SPERANZA Domenica 16 maggio, a Venegono Superiore (Va), dalle ore 9.00 alle ore 18.00. Porta con te la Bibbia. Tema dell’incontro: “Non avrai altri dei” (Es 19-24) FIGLIE DELLA REGINA DEGLI APOSTOLI Per giovani oltre i 20 anni in ricerca vocazionale: preghiera e riflessione sulla consacrazione secolare. Affi (Vr), Villa Elena (via Persico, 23): 29-30 maggio. Info: telefono 045-7235024 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 P A G I N A 15 BLEVIO SABATO 8 MAGGIO LA VISITA DI MONS. DIEGO COLETTI La comunità del paese lacustre si appresta ad abbracciare il pastore tanto atteso. Tra gli appuntamenti in programma l’incontro con gli ammalati, gli anziani e i giovani VISITA AL BORGO DEI SETTE PRESEPI “ L a settimana prossima vengo a trovarvi!”: Forse un amico, un vicino di casa, un collega di lavoro con la sua famiglia; una visita attesa, che non pesa ma ci attiva per una buona accoglienza. Una visita attesa dunque; va sempre preparata. Però, dentro questa visita attesa ci può essere anche qualche cosa che ci “costringe” a verificare, rivedere e magari sistemare il nostro modo abituale di vivere. Le occasioni di incontro non mancano nella vita della famiglia parrocchiale, anzi ne sono una parte essenziale: vi- site gradite, aspettate, incoraggiate; visite che portano la gioia del vivere ed altre invece fatiche e sofferenze. Visite che a volte si vorrebbero evitare, ma mai banali e inutili. Visite di gente, incontro con persone: questo è quello che conta! La nostra famiglia parroc- chiale vivrà la visita pastorale del nostro vescovo: una visita annunciata, attesa, preparata dunque. Una domanda che ha accompagnato il nostro cammino di preparazione, è stata questa: “Quale è il significato della visita pastorale?” Abbiamo cercato un aiuto Storia:“dagli ovili alle ville da favola” Anche se non esistono documenti storici circa la nascita di Blevio, essa può essere con ogni probabilità fatta risalire all’epoca romana.Casolari sparsi lungo la strada militare romana che dalla punta di Villa Geno, serpeggiando a mezza costa lungo il lago, arrivava fino a Bel-lagio. Si tratta della Strada Regia, purtroppo interrotta da qualche decennio da una frana proprio in territorio di Blevio. Essi erano abitati da pastori, e questo avvalorerebbe la tesi che fa derivare Blevio dal vocabolo latino “belevium”(ovile). La prima notizia certa di Blevio, risale al 1094, anno in cui, secondo quanto riportato in”Historiae Patriae”, dello storico Comasco Paolo Giovio, il Vescovo Reginaldo donò alla Chiesa di Como le rendite di sue proprietà in Blevio. In un documento dell’Archivio Capitolare Comense del 1297, Blevio viene citato come Comune Nei secoli successivi, Blevio, che faceva parte del Contado della Pieve di Nesso, seguì la sorte comune a tutte le comunità di questa sponda del lago, passando prima al feudo di Lucrezia di Barnabò Crivelli e successivamente al Marchesato di Nesso dei Casnedi, che si estin- PROGRAMMA Sabato 8 maggio ore 10.30: Arrivo a Blevio e saluto agli Amministratori comunali. A seguire visita ad anziani e ammalatioti. se nel 1787. Ma per Blevio era allora iniziata una nuova fase della sua storia! Infatti, intorno alla metà del ‘700, il Viceré di Milano Ranieri stabilì la sua residenza estiva sulle rive del nostro lago, nella Villa del Pizzo di Cernobbio, e tra la nobiltà si diffuse la voglia di fare altrettanto. La sponda bleviana, che si trova proprio di fronte, divenne ricercata e preziosa. Le grandi ville sorsero una dopo l’altra impadronendosi, con i loro grandi parchi, di tutta la riva e lasciando ai Bleviani soltanto un breve sbocco, nei pressi della antica Chiesa, indispensabile per i pescatori e per i trasporti lacuali. Con l’affermarsi della grande borghesia continuarono a sorgere ville di grande prestigio, che ospitarono letterati ed artisti. Lo sviluppo edilizio, però, non cambia molto la vita dei Bleviani; forse porta qualche alternativa al duro lavoro agricolo, così come lo sviluppo dell’industria serica nel territorio comasco. Nel secondo dopoguerra Blevio ha iniziato una nuova fase della sua storia, che stiamo ancora scrivendo noi. Ore 15:00 Incontro con bambini e ragazzi Ore 18.00: S.Messa nella chiesa di S. Francesco d’Assisi. Ore 16.00 Incontro con le religiose della zona Lario. Ore 19.15: Cena con i giovani Ore 17.15 Incontro con i ragazzi della Cresima. Ore 20:30 Incontro con la comunità nel libro degli Atti degli Apostoli e abbiamo trovato: Dopo alcuni giorni Paolo disse a Barnaba: “Ritorniamo a far visita ai fratelli di tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno” E nella lettera a Timoteo si dice: “Custodisci il buon deposito, rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l’hai appreso”. Il vescovo viene per vedere come stiamo anche di salute, ma soprattutto per vedere se siamo stati capaci di custodire il buon deposito che abbiamo ricevuto e che abbiamo conosciuto; il buon deposito che è diventato parte di noi. Ed è quello spiegato bene , sempre nel libro degli apostoli, dove si dice che i fratelli erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere”. Il vescovo viene per dire che è in cammino con noi. Si fa nostro compagno di viaggio, magari anche per dirci che così non andiamo bene o per dirci di andare avanti. Il vescovo viene per dirci che lui sta davanti per aprire una strada. Non perché è il più bravo, ma perché ha ricevuto questo compito e tenta di farlo, per lui e per noi. Il vescovo viene a trovarci per dirci che dobbiamo essere uomini fino in fondo, fedeli alla nostra umanità, per essere così fedeli alla nostra fede. Carissimo vescovo Diego, noi ti aspettiamo, vieni in mezzo a noi portando te stesso, la tua parola, la tua fede; vieni portando a tutti noi, gente in cammino sulle strade del nostro tempo, il Signore Gesù in modo che possa così abitare nelle nostre case, nelle esperienze, nelle nostre situazioni. don ALESSANDRO ZANZI PARROCO DI BLEVIO LA COMUNITA’ SI PRESENTA... Blevio, chiamato anche il Borgo “delle sette città” o “dei sette Presepi”, attende la visita pastorale del nostro vescovo Diego per sabato 8 Maggio. Blevio ha circa 1250 abitanti e una serie di caratteristiche comuni agli altri paesi del lago. Molte le persone anziane e parecchie di esse con i conseguenti problemi di salute e di solitudine; e molte giovani coppie di sposi (27 su 39 matrimoni celebrati) sono costrette ad “emigrare”, sia perché i nuovi insediamenti edilizi hanno prezzi inabbordabili per la gente comune, sia perché sul territorio le possibilità di lavoro sono minime. I bleviani sono gente laboriosa e generosa, che ama il proprio paese, anche se forse, almeno in qualche occasione, con un poco di nostalgia per i tempi passati. La loro generosità soprattutto si vede sia nell’attenzione e nella vicinanza a persone portatrici di particolari bisogni, sia nel sostenere la sistemazione delle opere parrocchiali, le cui spese sono state tutte sostenute con il contributo della gente. Esistono in Blevio 14 Associazioni (e forse sono anche un poco troppe), che con le loro attività e proposte segnano i vari momenti della vita del paese: tempo libero, attività sportive e ricreative, sociali e culturali. La parrocchia è ben inserita nel tessuto sociale del paese, ne fa parte e contribuisce al suo camminare; essa però ha i suoi momenti, le sue proposte, la sua vitalità. La frequenza alle funzioni religiose è buona, le persone impegnate nella solidarietà e nella carità ci sono; ci sono anche quelle impegnate in lavori vari (manutenzione, pulizie, segreteria, iniziative e feste varie); e non mancano i catechisti, gli animatori in oratorio e molte persone impegnate nel coro. Tuttavia esiste una qualche difficoltà. Osservando attentamente si coglie la fatica di sentire e vivere la comunità. In questi tempi di diffuso generalizzato individualismo, si coglie la difficoltà di convincere noi stessi che vivere la fede non è un fatto privato e che la comunità parrocchiale deve ritrovare il senso del suo essere e del suo esserci. E’ un cammino che deve portarci ad ascoltare e a capire cosa ci dice la storia, la storia della nostra gente, delle nostre esperienze, del nostro territorio, delle nostre comunità, che sono composte da persone di grande umanità e di grande dignità, che vanno sì accompagnate sulla strada di Cristo, ma prima vanno accettate e rispettate per quello che sono dentro e poi per quello che fanno. Da tempo, non soltanto la comunità parrocchiale ma tutta la comunità in generale, (è previsto infatti anche un incontro con gli amministratori comunali) attende questo evento, che sicuramente sarà coinvolgente, anche per il fatto che il vescovo Diego dimostra chiaramente e sempre di sentirsi davvero uno di noi. P A G I N A 16 Domenica 2 maggio il Vescovo ha incontrato la comunità di Torno. La pioggia ha impedito la processione del Santo Chiodo, tenuta all’interno della chiesa, ma non l’abbraccio caloroso della comunità al Vescovo A l termine della messa celebrata nella storica Basilica di S. Giovanni, prima della benedizione finale, il nostro vescovo Diego, ha fatto distribuire da un gruppo di bambini, una sacra immagine di Cristo con il costato trafitto dalla lancia e con una preghiera sul retro. Ha quindi invitato tutti i fedeli che gremivano il santuario a recitarla con lui, dicendo che gli era molto cara e invitando tutti a impararla a memoria per poterla recitare con frequenza (vedi testo nel box). E’ terminato così il primo momento di incontro con la comunità di Torno. Il Vescovo era stato accolto sulla porta del santuario dal sindaco Giovanni Sala con accanto tutti i rappresentanti dei comuni dell’Unione dei Comuni “Lario e Monti” e la presidente dell’Unione stessa M. Luisa Cribioli. Il sindaco Sala, nelle sue parole di benvenuto e di ringraziamento, ha detto tra l’altro: “Oggi per noi tornaschi è una doppia festa, perché, oltre alla sua visita, festeggiamo anche il Santo Chiodo, la cui tradizione è per noi antica e assai viva.” Anche la presidente M. Luisa Cribioli, a nome di tutti i colleghi dell’Unione, ha rivolto al Vescovo un vivo apprezzamento per le sue parole di speranza e per il suo interessamento alle nostre comunità.Prima dell’inizio della S. Messa, all’interno del Santuario, anche don Alberto prevosto di Torno, si è rivolto al vescovo Diego dicendo: “Eccellenza, la visita pastorale che si accinge a compiere in mezzo alla nostra comunità e nella nostra zona pastorale, ha in questa solenne celebrazione eucaristica, la sua sorgente e il suo culmine. Abbiamo coscienza che essa sarà l’esperienza e non solo l’occasione di una reciproca testimonianza attraverso la quale, CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 LA VISITA PASTORALE ALLA COMUNITA’ DI TORNO CRONACA DI UNA GIORNATA SPECIALE come singoli e come comunità, saremo invitati a trasmettere e a condividere con Lei ciò che noi abbiamo ricevuto in dono da Cristo nella Chiesa.Vorremmo raccontarle di come, nonostante i nostri limiti, cerchiamo di testimoniare il dono della fede; di come abbiamo sperimentato nella nostra carne, che l’incontro con Cristo è capace di rinnovarci e di trasformare la nostra esistenza, rendendola capace anche di opere di carità e di come le svolte della vita dipendano dagli incontri che accadono. E poi vorremmo ascoltar la sua parola per essere sostenuti e confermati nella fede - l’esperienza di un dono ricevuto - che proprio perché continuamente accolto e ridonato ci educa a stare nella vita! E ancora vorremmo davvero essere aiutati da Lei a tenere gli occhi fissi su Gesù, maestro e modello per ogni uomo - questo non solo perché siamo suoi discepoli, ma perché certi che la vita con Lui permette all’uomo di essere più uomo - e andare oltre l’emergenza, oggi anche educativa, per cogliere tutte le opportunità che questa emergenza ci presenta. Ci auguriamo e le auguriamo di cuore che al termine di questa visita, congedandosi da noi possa dire: “Torno”. LA PREGHIERA DEL VESCOVO Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che per volontà del Padre e con l’opera dello Spirito Santo morendo hai dato la vita al mondo, per il santo mistero del tuo Corpo e del tuo sangue liberami da ogni colpa e da ogni male, fa che sia sempre fedele alla tua legge e non sia mai separato da Te. Alla messa è seguito un incontro con tutta la gente presso l’oratorio; un incontro cordiale e amichevole. Nella serata, purtroppo a causa del tempo inclemente, non si è potuta svolgere la tradizionale processione del Santo Chiodo per le vie del paese. La processione si è svolta all’interno del santuario e la visita si è conclusa con il l’affettuoso saluto del vescovo, che è stato un arrivederci. La comunità di Torno attende. FOTOSERVIZIO ZAMBRA P A G I N A 18 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 PER QUALIFICARE E REGOLAMENTARE IL SERVIZIO Badanti: verso un albo provinciale? L a popolazione anziana in provincia di Como cresce. 114.273 risultavano gli anziani sopra i 65 anni al 31 dicembre 2008. Interessante il dato scorporato per fasce d’età: 60.703 residenti tra i 65 e i 74 anni, 39.809 tra i 75 e gli 84 e 13.761 over 85. I dati relativi all’ambito territoriale di Como (che abbraccia 24 Comuni della provincia, tra cui Como come ente capifila, per un totale di circa 145 mila abitanti), ci dicono che, al 2008, la fascia di popolazione tra i 65 e i 74 anni era l’11,7%, quella tra i 75 e gli 80 il 5,45%, quella tra gli 81 e gli 85 il 3,12%, e quella sopra gli 86 2,32%, pari, in quest’ultimo caso, a più di 3350 anziani. Un’età sempre più avanzata, si sa, fa il paio con uno stato di salute progressivamente più precario, che sovente sfocia nella non autosufficienza. Nel merito dell’assistenza vale la pena ricordare gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio case di riposo della provincia di Como. Al 25 marzo scorso in tutta la provincia risultavano 56 case di riposo accreditate, con una capacità di 4431 posti letto e con un piccolo esercito di 1703 anziani in lista d’attesa per una collocazione. Il futuro della gestione della non autosufficienza non può, però, né deve fer- Dalla Provincia la conferma della ripresa dei contatti per mettere un po’ di ordine ad un settore prezioso ma ancora troppo precario pagina a cura di MARCO GATTI [email protected] marsi alle RSA. Ben lo sanno lo stesso Ufficio di Piano, l’Asl, le singole amministrazioni, il mondo del terzo settore, accomunati dalla percezione di quanto sia urgente, oggi, investire idee, energie e risorse sul fronte della domiciliarità. Passi in questo senso se ne stanno compiendo. Lo stesso Ufficio di Coordinamento del Piano di Zona di Como reputa come elemento prioritario “il rafforzamento di servizi socio sanitari e socio assistenziali con riferimento alla domiciliarità, al fine di favorire la permanenza a domicilio della persona non autosufficiente”. L’intenzione c’è. Le risposte concrete, però, ancora si presentano in forma disorganica, talvolta slegate l’una dall’altra. L’ultimo passo, per restare all’Ufficio di Piano di Como, è il bando pubblico per l’assegnazione di un “buono sociale domicilia- rità” a beneficio di anziani e disabili residenti nell’ambito territoriale di Como. Altri servizi sono erogati direttamente dai Comuni. Iniziative importanti ma che si presentano prive di un reale coordinamento, di una strategia mirata ed efficace. Coordinamento a cui saranno chiamati i Cead, i famosi centri per l’assistenza domiciliare istituiti dalla Regione in ogni distretto. Come sempre accade, nell’attesa che il Pubblico faccia, fino in fondo, la propria parte, il singolo cittadino è stato, negli anni , costretto ad organizzarsi a suo modo. La crescita esponenziale della figura delle badanti, straniere e sovente non in regola, è la risposta più concreta e tempestiva trovata dalla popolazione per sopperire alle carenze del sistema. Difficile sapere, oggi, quante siano le bandanti in regola o in nero, presenti sul nostro territorio. Vero è che la loro presenza rappresenta una risorsa preziosa per molte famiglie, sgravate così dal peso di un accudimento personale. Non a caso l’ultima sanatoria ministeriale ha riguardato proprio il mondo delle badanti e delle colf domestiche, una stra- tegia per farle uscire dal sommerso. Poco più di tremila le domande di regolarizzazione presentate in provincia di Como, anche se un’ampia fetta di sommerso sembra ancora persistere, pur essendo difficilmente quantificabile. La Romania è, per quanto riguarda la presenza femminile, la comunità più numerosa presente sul nostro territorio, ufficialmente 2464 unità al 31 dicembre 2008, prima della regolarizzazione. Facile immaginare, oggi un numero più consistente. Donne per lo più impegnate proprio sul fronte dell’assistenza domestica. Ma che cosa si sta compiendo, oggi, per regolamentare e qualificare questo settore? Più di un anno fa, nell’ambito di un convegno sull’immigrazione, l’assessore provinciale ai Servizi Sociali Simona Saladini lanciò l’idea di costituire un albo provinciale che raccogliesse badanti e collaboratrici domestiche e ne definisse adeguati percorsi di formazione. Uno strumento che permettesse, appunto, di monitorare, sostenere e qualificare il settore. Il progetto, ambizioso e interessante, rimase lettera morta a seguito delle note vicissitudini in cui “IN RETE PER IL MONDO” UN “VECCHIO” PROGETTO DI CGIL, CISL, UIL, CARITAS, ACLI E API-COLF È “vecchio” di due anni, ma non ha perso attualità il progetto “In rete per il mondo” elaborato due anni fa dalle sedi comasche di Cgil, Cisl, Uil, Caritas, Acli e Api-Colf. Un progetto integrato di formazione e orientamento per assistenti familiari proposto agli Uffici di Piano ma da questi pressoché ignorato, preferendo altre vie. Un documento che, comunque, in questa fase di riprogettazione potrebbe tornare utile, non fosse altro per gli spunti che offre. Spunti che non si discostano dalla linea che si va definendo a livello provinciale. La struttura principale del progetto prevede la suddivisione delle azioni da compiere in diversi ambiti: - accoglienza e orientamento: attraverso l’organizzazione di sportelli volti ad accogliere il soggetto coinvolto, dalla famiglia all’assistente familiare e a svolgere il primo colloquio “filtro” d’orientamento ai servizi del territorio. Lo sportello fornisce informazioni di carattere generale su tutti i servizi svolti ai migranti e una prima consulenza specifica in ambito socio-assistenziale; - formazione: il progetto prevede l’organizzazione di un ampio percorso formativo che si occupi in primo luogo della formazione di base e successivamente di percorsi specializzati; - inserimento lavorativo (incontro domanda e offerta lavorativa); - consulenza fiscale: informazioni sul contratto collettivo nazionale del lavoro domestico; redazione del contratto di lavoro tra le parti; gestione buste paga; legge sull’immigrazione; - counselling psicologico e mediazione culturale. Spunti, in buona parte già condivisi, da cui ripartire al fine di rendere un servizio realmente efficace e dignitoso. l’assessore fu coinvolto. Totalmente scagionata e ritornata al suo incarico, con Simona Saladini la macchina ha ricominciato a mettersi in moto. «Da qualche tempo abbiamo ripreso contatti con gli Uffici di Piano del territorio e con le organizzazioni sindacali - ci fanno sapere dall’assessorato provinciale ai Servizi Sociali -. L’obiettivo che ci prefiggiamo, nel breve termine, è la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con le parti coinvolte, al fine di strutturare, da un lato, un adeguato percorso di formazione per chi ha scelto questo lavoro, e dall’alto di istituire un albo provinciale che ne raccolga i nominativi. Il passo successivo sarà quello di individuare, in ogni ambito territoriale, un apposito sportello presso cui questi albi saranno depositati. A questi sportelli potrà rivolgersi il cittadino che manifesti la necessità di una badante, ma anche le badanti stesse che desiderino accedere a percorsi for- mativi o offrire la propria disponibilità lavorativa. Si tratta di un modo per far incontrare domanda e offerta, ma anche per rompere quella coltre di solitudine che spesso accompagna chi svolge questo impiego. Persone che possono trovarsi senza lavoro da un giorno all’altro, per la morte o il trasferimento dell’assistito, e devono ricorrere al passa parola per la ricerca di un nuovo impiego». Diamoci dei tempi. «Entro metà giugno - ci confermano - il progetto dovrebbe essere meglio definito nelle sue diverse articolazioni, dopo di che potremo metterlo in atto. L’intenzione è di partire con un percorso di formazione già dal prossimo settembre. L’idea è poi quella di favorire una sorta di formazione continua, laddove sia possibile. In seguito, d’intesa con gli Uffici di piano, i sindacati e le associazioni del territorio impegnate su questo fronte cercheremo di costituire gli sportelli territoriali». UN LAVORO CONDOTTO NELL’OMBRA... “Il lavoro nell’ombra. Traiettorie di ricerca sulle condizioni delle assistenti domiciliari straniere a Como” il titolo della ricerca, realizzata cinque anni fa, ma ancora estremamente attuale, da Patrizia Cappelletti per conto dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas di Como. Un viaggio dentro un mondo per buona parte ancora sconosciuto e sommerso al quale la stessa Caritas da tempo dedica attenzione e interesse. “La Famiglia R. , residente in un quartiere periferico della città di Como, si è trovata nella condizione di dover trovare un sostegno part time da affiancare alla mamma anziana, diabetica e cardiopatica. Attraverso il passa-parola, si è venuti a sapere che una conoscente aveva assunto un’assistente domiciliare albanese e che l’esperienza si stava rivelando positiva. Ci si è quindi rivolti alla stessa donna albanese per avere qualche informazione e la donna ha proposto un’amica polacca sui 55/60 anni, residente in città da tempo e con una buona conoscenza di italiano”… Come la famiglia R. anche la famiglia T. ha assunto una badante per l’anziana madre, mentre la famiglia S. si avvale dei servizi di assistenza domiciliare da diversi anni. Sono queste soltanto alcune delle tante storie raccolte in questo volumetto. La fotografia di una realtà viva e presente che chiede attenzione e dignità. CRONACA P A G I N A 19 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 PADRE E FIGLIA IN VIAGGIO DA COMO AL SUDAN Medici «con» l’Africa E ssere “Medici con l’Africa”. Sta tutto nella parola “con” il senso e la vocazione del CUAMM, associazione nata a Padova sessant’anni fa, che lavora per promuovere il diritto alla salute, anche nelle zone più isolate e impervie del pianeta. Regioni come quella di Yirol, provincia del Sud Sudan, verso il confine con l’Uganda. Una cittadina, raggiungibile solo dopo ore di jeep lungo una pista che corre per chilometri nel cuore della savana. E’ qui che, per circa un mese, hanno prestato il loro servizio un infermiera e un chirurgo membri di Medici con l’Africa – Como Onlus. Quest’ultima è un’associazione comasca formata da una decina di medici e chirurghi che hanno vissuto esperienze in Africa con il CUAMM e che si sono riuniti per sostenere le attività dell’associazione padovana organizzando nel nostro territorio attività di formazione e sensibilizzazione. Negli scorsi mesi hanno tenuto un seminario alla facoltà di medicina della Bicocca e all’Insubria di Varese, mentre collaborano a Como con l’ambulatorio per extracomunitari e senza fissa dimora. Ma c’è un particolare che Allegato a “Il Settimanale” trovate un opuscolo che illustra le iniziative dell’associazione Comasca e il modo in cui aiutarla a fare sì che il diritto alla salute, diventi un diritto di tutti rende la storia di questi due volontari ancora più affascinante. Massimo e Veronica Brenna sono infatti padre e figlia. “Siamo partiti in dicembre per il Sudan – racconta Veronica, diplomata in infermeria al S.Anna di Como e pronta a prendere servizio nel nosocomio di via Napoleona - perché mio padre doveva sostituire temporanemente la chirurga del CUAMM in servizio nella struttura di Yirol: l’unico medico di tutto l’Ospedale”. Il centro con i suoi 50 posti letto e il piccolo pronto soccorso, serve la popolazione delle zone circostanti (circa 100 mila persone), abitate in prevalenza da pastori semi-nomadi. Nonostante la presenza di alcuni volontari italiani l’ospedale, aperto nel 2007, rimane una struttura pubblica e la quasi totalità del personale è locale. “La formazione – racconta Massimo Brenna, medico chirurgo in forze all’Ospedale Beata Vergine di Mendrisio e diversi anni passati in Africa sulle spalle – è uno dei principali problemi del continente africano. Basti pensare che negli ultimi cinquant’anni, anche a causa delle guerre e dell’AIDS, l’età media nell’Africa sub-sahariana si è abbassata. Formare il personale medico e paramedico, in particolare infermieristico, diventa dunque fondamentale”. Proprio accanto alla struttura di Yirol sta nascendo, con il contributo del CUAMM una scuola per infermieri. “Molti infermieri – racconta Veronica Brenna – provengono dal vicino Uganda, perché il personale sudanese è poco preparato. Su alcuni non siamo nemmeno sicuri che avessero realmente un diploma perché hanno raccontato di averlo perso durante la guerra che per vent’anni ha visto contrapposto il nord al sud del Paese”. Ancora più difficile è trovare medici sudanesi. L’unica università di medicina del Paese si trova nella capitale Karthoum e le tensioni politiche ancora presenti in Sudan rendono diffici- Pastori semi-nomadi del Sud Sudan le la presenza negli ospedali del Sud di medici provenienti dal Nord. La guerra è finita nel 2005 con la firma di un accordo di pace ma le tensioni sono rimaste in varie zone del Paese. Nel gennaio del 2011 è previsto un referendum in cui il Sud Sudan potrà scegliere se diventare indipendente: un appuntamento che per molti potrebbe causare nuovi scontri. Nel frattempo, nonostante la presenza di diversi organismi internazionale, il Paese fatica ad imboccare la via dello sviluppo. “Nonostante la fine delle ostilità e il tentativo di smilitarizzazione delle varie milizie – racconta il dottor. Brenna – la maggioranza degli uomini continuano a tenere dei fucili e non è raro dover curare ferite provocate da armi da fuoco”. Accanto a questi vi sono problemi e malattie comuni a molte realtà Il dottor Massimo Brenna visita un paziente a Yirol africane: la malaria, la tubercolosi ma anche semplici problemi di igiene. “Ci sono molte donne – racconta Veronica Brenna – che facevano diversi chilometri per poter venire a partorire nel nostro ospedale”. “Il caso del Sudan – conclude Massimo Brenna – comferma come il diritto alla salute non è solo un problema medico ma di ricchezza o, forse, dovrem- mo dire di qualità della vita. In molti casi, in Africa ma non solo, non è la malattia ad uccidere ma tutto un’insieme di concause che possono andare dalla malnutrizione, alla mancanza di strutture o, anche, di strade. Perché parlando di diritto alla salute si finisce così quasi inevitabilmente a parlare di politica e di sviluppo”. MICHELE LUPPI CRONACA P A G I N A 20 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 DATI CHE FANNO RIFLETTERE Sei neo mamma? Lavoro addio... Sono state 315 le donne comasche che hanno lasciato il loro lavoro nel 2009, a causa della maternità, durante primo anno di vita del bambino. Un fenomeno preoccupante di MARCO GATTI I l dato, fatto circolare nei giorni scorsi dalla Cgil di Como, - relativo al report 2009 su maternità e lavoro in Lombardia, riguardante i congedi e i riposi parentali e le dimissioni nel primo anno di vita del bambino - è di quelli che fanno pensare. 315 le donne comasche che hanno lasciato il loro lavoro nel 2009, a causa della maternità, durante primo anno di vita del bambino. Uno smacco alla tanto blasonata parità dei sessi, alla tutela del lavoro femminile. Tra le 315 donne citate 194 avevano un’età compresa tra i 26 e i 35 anni, 83 tra i 36 e i 45 anni, 184 avevano già un altro figlio; la maggior parte, ovvero 166, lavorava in aziende fino a 15 dipendenti, 135 avevano fino a 3 anni di anzianità di servizio, 140 donne lavoravano da 4 a 10 anni. L’aumento della disoccupazione giovanile femminile, che in Lombardia supera il 25%, ha colpito, da quanto emerge dalla ricerca, in particolare le donne con contratti di lavoro parasubordinato e atipico che non rientrano in questi dati, risultando invisibili. Sommando le dimissioni nel primo anno di vita del bambino totalizzate dal 2006 al 2009 si arriva a un numero di oltre 20.000 donne che hanno lasciato il lavoro nella nostra regione. «Como - ci spiega Gabriella Bonanomi, membro della segreteria della Cgil di Como - è oggi una delle province lombarde - in cui le donne più facilmente si trovano a rinunciare al lavoro in caso di maternità, pur avendo titoli di studio elevato, anche a livello universitario. Ciò è espressione di una evidente carenza di servizi a supporto della fami- glia. Servizi che potrebbero rendere meno problematico, per la donna, il momento della maternità. La realtà è che il territorio della provincia di Como offre veramente poco a sostegno del pianeta famiglia». «Dai dati del 2009 - prosegue Gabriella Bonanomi - si evince con chiarezza come il fenomeno dell’abbandono lavorativo da parte di donne in maternità si manifesti soprattutto nelle aziende piccole, laddove i rapporti sono più diretti e meno impersonali rispetto, magari, ad aziende di maggiori dimensioni. Contesti, dunque, in cui non è facile trovare una sostituzione adeguata. E quando ciò avviene, per la donna che ha trascorso a casa il tempo che la legge le consente ricollocarsi non è così facile». Quasi ci fosse una sorta di riserbo, pudore, nel rivendicare lo spazio lecitamente lasciato per qualche mese. Ed ecco che la neo mamma, non di rado, preferisce così licenziarsi e dedicarsi totalmente alla famiglia. «Eppure la legge è molto chiara - continua la sindacalista -. La normativa vigente prevede l’attuazione di buone pratiche in grado di favorire un positivo reinserimento nel mondo del lavoro. Purtroppo si tratta di una legge ancora troppo spesso disattesa, perché molto complessa. Per cui anche il piccolo datore di lavoro che si trova di fronte a queste situazioni sovente rinuncia». Quali soluzioni, allora, per restituire equilibrio, diritti e dignità alle neo mamme lavoratrici? «I dati comaschi e regionali - commenta Gabriella Bonanomi della segreteria della Cgil di Como dimostrano che occorrerebbero interventi strutturali per permettere di conciliare lavoro e maternità. E con ciò mi riferisco a forme di sostegno rivolte alla famiglia in generale, non solo alla donna. I bambini, del resto, sono un bene sociale. Intervenire su questo fronte significa, innanzitutto, affrontare la questione dei nidi, affinchè la loro presenza sia realmente diffusa e capillare sul territorio. E ragionare sul loro costo. Un’altra questione riguarda la necessità di incentivare la paternità, cioè il fatto che anche gli uomini possano usufruire dei benefici concessi dalla legge. Oggi la condivisione del padre nell’utilizzo dell’astensione facoltativa dal lavoro si aggira sempre intorno a una percentuale inferiore al 5%, dato che non cresce negli anni. Ciò significa che le donne si accollano quasi completamente l’onere della cura dei figli e della famiglia, ancora troppo spesso a scapito della carriera. Si tratta di una questione anche economica: secondo l’Istat le donne percepiscono, in media, il 17% in meno dello stipendio degli uomini. Ciò significa che, nel momento in cui ci si trova a decidere chi dei due debba rimanere a casa con i figli, appare quasi automatico che la scelta ricada su chi ha una busta paga più bassa… Eppure basterebbe pensare, a livello legislativo, di incentivare i congedi parentali anche da parte degli uomini, magari attraverso degli sgravi fiscali, rendendoli così una scelta più “appetibile” e conveniente. Occorre, inoltre, lavorare perché nel tempo si ricostruisca e si consolidi quella rete di solidarietà di vicinato di cui conserviamo solo la memoria. Rete necessaria ad accogliere e sostenere chi ha avuto dei figli ma desidera anche restare dentro il mondo del lavoro. Se penso alla provincia di Como mi accorgo di quanto pochi siano gli spazi, al di là dei nidi e della scuole, a cui la famiglia si possa rivolgere nel bisogno. Pensiamo ai momenti in cui la scuola è chiusa, a quando i nidi non funzionano, o magari il bimbo è mala- to… Che si fa? Se dal territorio risposte non arrivano ecco che l’unica possibilità è quella di rimanere a casa. Ma perché non pensare allora, a livello di singole amministrazioni, alla costituzione, per esempio, di un album di baby sitter, con dei prezzi concordati, a cui potersi rivolgere in caso di difficoltà? O ancora, perché non lavorare davvero insieme per far crescere la presenza dei nidi sui territori, consorziandosi tra Comuni, vista l’eccessiva onerosità della loro gestione da parte di una singola amministrazione? Quello di cui c’è bisogno, in buona sostanza, è la costituzione di una vera e propria rete, gestita dal Pubblico, che permetta di rispondere a questo bisogno. Purtroppo i segnali vanno in una direzione diversa. Pensiamo alla scelta di riduzione dei tempi scolastici, opzione che va tutta a discapito delle donne, molte delle quali costrette ad accettare il part time per far fronte a questa novità…» «Se davvero vogliamo considerare la famiglia un bene - conclude Gabriella Bonanomi - allora dobbiamo adoperarci perché tutto quello che gravita attorno ad essa abbia un controllo dei costi. Dal semplice spettacolo teatrale per bambini alle rette dei nidi. Dobbiamo sgravare la famiglia dal peso della crisi. Anche questo è un modo per aiutare la donna e farla sentire meno sola». DAL 24 MAGGIO AL 5 GIUGNO Torna la V edizione di “di Parco in Parco” er il quinto anno consecutivo dal 24 maggio al prossimo 5 giugno torna la manifestazione “di Parco in Parco”, un’iniziativa della Regione Lombardia che vuole valorizzare e far conoscere al pubblico di tutte le età le grandi aree verdi del territorio a pochi passi dalle proprie abitazioni. In occasione della “Giornata europea dei parchi”, lunedì 24 maggio, per due settimane si susseguiranno proposte per grandi e piccoli con l’unico comune denominatore di riscoprire la natura, stare all’aperto e in libertà. Ma anche entrare in contatto con una realtà culturale, manifatturiera, artistica e altro ancora che spesso è così vicino a noi, ma sconosciuta. Complessivamente sono stati predisposti P Si tratta di un’iniziativa della Regione Lombardia che vuole valorizzare e far conoscere al pubblico di tutte le età le grandi aree verdi del territorio a pochi passi dalle proprie abitazioni programmi che spaziano dalle visite nelle riserve naturali agli itinerari enogastronomici, dalle biciclettate nelle oasi faunistiche agli spettacoli teatrali e ai concerti. A Como, in particolare, “di Parco in Parco” verrà vissuta nel parco della Spina Verde dove domenica 6 giugno, a Cavallasca in località Colombirolino, dalle 9 alle 18, si svolge- rà “Sport e ambiente in Spina Verde”. In collaborazione con il Coni di Como, le Federazioni Sportive e le Guardie Ecologiche Volontarie è stata organizzata una festa che, al mattino, vedrà lo svolgimento di una gara provinciale di corsa podistica lungo i sentieri del Parco. Per tutto il giorno sarà possibile provare diversi sport: atletica, tiro con l’arco, mountain bike, orienteering. Nel pome- riggio l’escursione “trekking del Confine” alla scoperta delle trincee della Linea Cadorna lungo il Confine nel Parco Spina Verde, con visita anche all’area umida di Parè e alle sorgenti del Seveso. Previste anche attività di laboratorio con la natura per i più piccoli e chiusura con liberazione di uccelli Rapaci. La partecipazione è gratuita mentre i punti di ritrovo saranno pubblicati a breve sul sito www.spinaverde.it. Nell’ambito di “di Parco in Parco” si svolgeranno anche alcuni eventi speciali come la premiazione delle classi vincitrici del IV concorso “Nei parchi per un anno 2009-2010”, il IV festival della biodiversità (in programma al Parco Nord di Milano), il convegno “Biod – Coltivare la biodiversità. Agricoltura, foreste e territorio: con- servare, innovare, pianificare” (promosso dalle Direzioni Generali Agricoltura e Qualità dell’Ambiente di Regione Lombardia, per discutere sulle attuali conoscenze, sulle possibili scelte, sulle probabili prospettive e cogliere i vantaggi degli investimenti fatti sulla biodiversità, come forza motrice che può contribuire alla creazione di posti di lavoro, generando vantaggi economici e ambientali a medio-lungo periodo) e l’evento “Foreste da vivere”, la manifestazione per promuovere e valorizzare il patrimonio forestale lombardo attraverso spettacoli, mostre, escursioni, eventi sportivi, degustazioni, attività di educazione ambientale e tante altre proposte di svago e di approfondimento. L.CL. CRONACA P A G I N A 21 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 IL DIBATTITO NON SI FERMA La “Movida” continua a far rumore A Como è ormai battaglia tra residenti del centro storico e proprietari dei locali notturni. Venerdì, 30 aprile, nella centrale piazza Mazzini, è stato presentato il primo comitato di residenti della città murata che sostiene attraverso una petizione già firmata da 250 residenti - la chiusura anticipata dei locali notturni, entro la mezzanotte. Un possibile freno alla “movida”, la vita notturna del centro, condannata dai proprietari dei locali che vedono nella limitazione degli orari un freno tale alla propria attività da metterne a rischio l’esistenza. A fare da arbitro sono gli amministratori cittadini, in primis il sindaco Stefano Bruni, che ad oggi non hanno ancora preso una posizione chiara. La questione Movida nasce circa un mese fa quando dall’Ufficio Commercio del Comune di Como trapela, a seguito delle lamentele di diversi residenti del centro, per la prima volta l’idea di una bozza di ordinanza per la chiusura anticipata dei locali. A pochi giorni di distanza, quando ancora il Sindaco non si è espresso sull’argomento, entrano in scena i proprietari dei locali che, attraverso l’ex Consigliere Comunale, Alessandro Nardone e Matteo Basile, presentano a Palazzo Cernezzi una petizione, firmata da oltre tre mila persone, in Nei giorni scorsi la costituzione di un comitato di residenti per sostenere la chiusura anticipata dei locali notturni pagina a cura di MICHELE LUPPI cui chiedono di “ritirare l’ordinanza con la quale s’intende chiudere i locali pubblici a mezzanotte”. E’ così che inizia tra residenti e gestori un braccio di ferro fatto di articoli sui giornali e lamentele. Fino alla scorsa settimana quando gli stessi residenti hanno deciso di organizzarsi per dare più forza alla loro voce. “Ormai è da tempo che i rumori notturni nel centro della città sono diventati insostenibili”, ha commentato Roberto Salvio, portavoce del Comitato, dal 1998 residente in piazza Mazzini. “I locali sono aperti fino alle 2 di notte - ha aggiunto - ma da maggio a settembre, decine di giovani stazionano davanti ai locali e per le vie del centro ben oltre l’orario di chiusura, rendendo di fatto impossibile dormire. Questo non capita solo nei fine settimana ma, sempre più spesso, dal mercoledì alla domenica. E noi la mattina dobbiamo alzarci per andare a lavorare”. Sono esasperati i residenti. I loro racconti parlano di musica alta e di schiamazzi, all’interno di un DANIELE BRUNATI: “LA COMO TURISTICA NON C’ENTRA” clima di degrado in cui non mancano attivi vandalici e, persino, intimidazioni nei confronti di quanti provano a lamentarsi. “Per noi è un pericolo mettere la nostra faccia, ma lo facciamo, perché non se ne può più”, ha detto Rosi Casati che abita in piazza Cavour. “Quante volte - ha aggiunto - mi è capitato di essere additata dai proprietari dei locali, davanti ai loro clienti, come quella che vuole costringerli a chiudere”. Alcuni mesi fa, dopo l’ennesima lamentela agli uffici comunali, Roberto Savio ha chiesto l’intervento dell’ARPA (l’ente regionale per l’ambiente) per valutare il livello dei rumori notturni. “L’esito - spiega Savio, stringendo in pugno il rapporto dell’ente parla di livelli superiori al limite consentito di 50 decibel con punte vicine ai 70. Per questo abbiamo accolto con favore la possibile ordinanza per la chiusura anticipata e rimaniamo sconvolti di fronte alla levata di scudi in senso contrario. Noi chiediamo solo che venga tutelato il nostro diritto al riposo”. Una situazione che - ha detta dei residenti - può portare a veri e propri “danni biologici” ma non solo. “Dormire male - ha spiegato il dott. Adriano Cremona, residente in via Grassi - crea dei problemi al sistema immunitario per non parlare dello stress e delle conseguenze sulla pressione. Specialmente se la situazione persiste nel tempo”. “Inoltre - ha spiegato Massimo Mascetti, presidente della Circoscrizione 7 - negli ultimi anni gli immobili del centro si sono fortemente deprezzati perché nessuno vuole più venirvi ad abitare. Senza dimenticare la fuga di diversi inquilini che preferiscono spostarsi in zone periferiche. Cresce, invece, la popolazione di extracomunitari che sono attirati dal calo degli affitti”. Rimane, però, un’ultima questione toccata solo marginalmente dai residenti: il problema sociale. “La maggior parte di questi giovani - conclude Mascetti - sono adolescenti o, comunque, ragazzi sotto i “Per favore nessuno tiri in ballo il turismo per giustificare l’apertura dei locali nelle ore notturne. Anche perché Como non è Barcellona e noi siamo per una città viva, ma in cui si rispettino le regole”. Daniele Brunati, coordinatore del Consorzio Como Turistica ha deciso di intervenire direttamente nella questione “Movida” schierandosi al fianco dei residenti. Un modo per rispondere a quanti avevano dichiarato che la chiusura dei locali avrebbe compromesso la vocazione turistica della città. “Noi non vogliamo alimentare il divario generazionale - ha spiegato Brunati, intervenendo alla presentazione del Comitato dei residenti - ma siamo convinti che il problema del turismo debba essere trattato al di fuori della questione sull’apertura dei locali nelle ore notturne. Le persone che frequentano i locali non sono turisti ma, in prevalenza, giovani della città o dell’hinterland. Il turismo incide per il 2025% sull’economia cittadina ma solo una piccola parte è legata ai locali notturni. Le persone che vengono a visitare Como lo fanno in particolare per il lago e le sue bellezze paesaggistiche e culturali”. “Senza dimenticare - ha continuato - che anche in grandi città come Milano o Barcellona la vita notturna è concentrata in alcune zone che difficilmente coincidono con il centro storico”. Un ragionamento che culmina in una domanda lapidaria quanto retorica: “E’ meglio salvaguardare l’interesse degli avventori maleducati e degli esercizi che non rispettano le regole o quelli dei residenti che alla mattina si alzano per andare a lavorare e far girare l’economia?”. vent’anni che passano le serate a bere finendo spesso per ubriacarsi. Una situazione favorita dai bassi prezzi degli alcolici in alcuni locali”. INTERVISTA AL SOCIOLOGO COMASCO MAURO MAGATTI Sullo sfondo un conflitto tra generazioni A l di là di quella che è la “questione movida” con la contrapposizione tra esercenti e residenti ci sembra di cogliere una più generale battaglia tra generazioni. Da cosa nasce questa difficoltà di confronto? “Per prima cosa bisogna dire che il conflitto tra generazioni è sempre esistito e quindi non credo si debba enfatizzarlo. Certamente oggi notiamo una separazione tra questi due mondi, quello dei giovani che in questo caso sono spesso giovanissimi, poco più che adolescenti, e gli adulti, in molti casi anziani. Vi è un’incomunicabilità e una mancanza di conoscenza reciproca che può essere superata solo se si riuscirà a definire dei terreni comuni di confronto e dialogo”. E’ per questo che abbiamo la sensazione che non si possa trovare una soluzione condivisa, ma vi debba per forza essere un vincitore e un vinto? “Il semplice fatto di essere mondi separati favorisce la contrapposizione. Ognuno dei due gruppi tende a costituirsi come un gruppo di interesse arroccato sul proprio punto di vista e poco propen- so a cercare una mediazione”. Chi potrebbe svolgere questo ruolo di mediatore? “E’ fondamentale stabilire delle vie di comunicazione, trovando qualcuno capace di ascoltare le due parti e di prendersi in carico il problema creando un luogo di confronto. In questo credo che le istituzioni possano svolgere un ruolo molto importante, ma non sono i soli. Questo, però, presuppone la capacità di venirsi incontro: i giovani non possono pretendere di rimanere nel centro storico fino alle tre di notte così come i residenti non pos- sono pretendere che alle dieci di sera ci sia il silenzio assoluto”. E’ anche un problema di regole che non ci sono o, se ci sono, non vengono fatte rispettare? “E’ necessario chiarire una cosa: non è che si possa regolamentare tutto. Questo credo sia un buon esempio per capire come ciascuno abbia un proprio diritto da salvaguardare ma vi sia, in ogni situazione, anche un altro punto di vista diverso dal nostro. Dobbiamo essere disposti a capire che ci siamo noi ma anche gli altri e che la loro esistenza rap- presenta un limite alla nostra libertà. Una limitazione che non è affatto negativa, tutt’altro, perché rappresenta una componente essenziale dello stare insieme, del far parte di una stessa comunità”. Sullo sfondo emerge però anche un problema sociale più ampio. Quello di una generazione di giovanissimi che bevono sempre prima e sempre di più. Come intervenire? “Di fronte ad un problema demografico con l’invecchiamento della popolazione e la diminuzione del numero dei giovani è sconfortante vedere come non solo i giovani siano pochi, ma siano sempre più abbandonati a se stessi. Questo credo sia solo un piccolo indicatore di un problema sociale più ampio che deve spingerci a farci carico delle nuove generazioni. Un compito che deve interessare tutti dalle famiglie alle Istituzioni, passando per parrocchie e associazioni. E’ una responsabilità da cui non ci si può sottrarre. Ma se il mondo degli adulti preferisce spendere il suo tempo in altre attività, ritenute più importanti. Poi non ci si può lamentare che il mondo giovanile sia abbandonato”. CRONACA P A G I N A Como 22 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 UNA SETTIMANA DI CELEBRAZIONI Comocuore in festa per i 25 anni n cuore che batte da 25 anni”. Con questo slogan l’associazione comasca “Comocuore” si appresta a celebrare 25 anni di vita nel Comasco con una settimana di eventi. “Comocuore onlus - associazione Gianmario Beretta per la lotta contro l’infarto” nasce nel 1985 da un gruppo di amici accomunati dall’idea di lanciare la sfida contro le malattie cardiovascolari. Da allora ad oggi non si contano le vite salvate grazie alle numerose iniziative di sensibilizzazione promosse, gli screening e la diffusione di defibrillatori sul territorio. Proprio grazie all’ “Operazione Salvagente”, lanciata nel 2000 per la diffusione di defibrillatori in ambiente extraospedaliero, sono 135 i defibrillatori ad oggi presenti in alcuni dei luoghi di principale transito del territorio. E tra questi c’è anche il Duomo di Como. Ad esserne dotate, sempre grazie a Comocuore, sono oggi anche tutte le “Croci” legate al servizio di emergenza del 118. «Grazie alla diffusione di questo apparecchio - spiega il dott. Giovanni Ferrari, medico chirurgo, presidente di Comocuore - ad oggi sono 340 i soggetti che è stato possibile salvare con un intervento tempestivo dopo un attacco cardiaco». È proprio la tempestività d’intervento una della chiavi su cui si sono concentrate le campagne di Comocuore U “ L’associazione per la lotta contro l’infarto celebra il quarto di secolo con svariati eventi e lanciando un nuovo screnning. La parola d’ordine è, come sempre, prevenzione in questi anni. Tempestività possibile laddove vi siano gli strumenti adatti per intervenire, ma concretizzabile anche attraverso un’adeguata formazione e sensibilizzazione del territorio. Da qui il via a campagne come “MiniAnne” che hanno permesso di avvicinare migliaia di studenti alla pratica del massaggio cardiaco in situazioni di emergenza. Ma che cosa farà “Comocuore” per salutare degnamente i suoi 25 anni? A spiegarlo è lo stesso Giovanni Ferrari: «Un convegno medico in cui verranno trattati i principali temi della prevenzione e le cure più aggiornate per l’infarto e ictus, una grande tenda per una settima in piazza Cavour. Queste le principali iniziative per festeggiare i 25 anni di Comocuore, con un pensiero a Gianmario Beretta, l’amico cui l’associazione per la lotta contro l’infarto fu dedicata». Il convegno avrà luogo presso il Teatro Sociale nei giorni 6 e 7 maggio e sarà dedicato a medici, infermieri e farmacisti, ma sarà aperto al pubblico nel pomeriggio del 6, alle ore 17.30, per l’inaugurazione con le autorità e la lezione magistrale del 14 MAGGIO ORSOLINE S. CARLO Educare all’aiuto tra famiglie Nell’ambito del ciclo d’incontri “Educazione e famiglie in rete: perchè creare associazioni?” promosso dal Forum delle associazioni familiari di Como per promuovere e sostenere le associazioni che si occupano di questioni familiari, si ricorda che il prossimo incontro è programmato per venerdì 14 maggio, alle ore 20.45, presso l’istituto Orsoline di S. Carlo, in viale Varese, a Como. Si parlerà del tema: “Educare all’aiuto tra famiglie: una risorsa sociale”. Interverrà la dott.ssa Lucia Angelini, assistente sociale e formatrice, con la testimonianza dell’Azione cattolica Equipe famiglia. prof. Giuseppe Mancia, illustre clinico, che aggiornerà i presenti sullo stato della prevenzione e sul rischio di andare incontro ad un incidente cardiovascolare. «Nella giornata successiva di venerdì - prosegue il dott. Ferrari -si svolgeranno diverse sessioni per addetti ai lavori su argomenti che, da sempre, costituiscono campo di interesse per l’associazione. La grande tenda in piazza Cavour ospiterà incontri con la popolazione, conferenze, attività di valutazione del profilo di rischio cardiovascolare, musica e anche teatro… Sempre di musica si parlerà la sera del 7, alle 21, in sant’Abbondio, con un concerto di musica sacra tenuto dal “Coro Città di Como». Comocuore: baluardo della prevenzione e della cura, ma da sempre anche vicino ai temi della cultura e dell’arte. Da qui la scelta di una riedizione, in formato ridotto, del libro “Lo spazio armonico” edito in veste pregiata nel 1987, sui pittori e architetti razionalisti del “Gruppo Como”. Il 25° di Comocuore non sarà, però, solo un momento di festa. Fedele alla tradizione che vuole questo sodalizio una realtà pratica e proiettata verso il futuro questa settimana di eventi sarà anche l’occasione per lanciare AAA, uno screening nella popolazione dai 65 agli 80 anni per la ricerca dell’aneurisma dell’aorta addominale. Una patologia che interessa circa 84 mila persone in Italia, con 27 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno e che si manifesta con un incidenza stimata tra i 4 e l’8% negli uomini e lo 0,5 e l’1% nelle donne oltre i 60 anni. «L’aneurisma - spiega il dott. Ferrari - che è una dilatazione dell’aorta, in questo caso nel tratto addominale, decorre quasi sempre in modo silente fino alla diagnosi occasionale o alla manifestazione clinica delle complicanze. Quando si verifica la rottura l’80% dei pazienti muore prima di raggiungere l’ospedale, dove la mortalità degli interventi in emergenza è del 50%, mentre se il trattamento chirurgico viene programmato la mortalità è del 3%. Oggi la diagnosi di questa patologia è molto semplice, bastano pochi minuti di un esame ecografico dell’addome per metterla in evidenza…» Un modo in più per permettere alla popolazione comasca di stare meglio. GLI EVENTI IN BREVE Ecco, in estrema sintesi, gli eventi in programma per celebrare i 25 anni di Comocuore. Giovedì 6 maggio, presso il Casino Sociale, alle ore 12 workshop “Mini Anne” “Sai salvare una vita?”. Com’è noto MiniAnne è il manichino studiato per apprendere i rudimenti della rianimazione che Comocuore sta portando nelle scuole lombarde affinchè gli studenti sappiano diventare i primi “animatori” in caso di necessità e in presenza di arresto cardiaco. Giovedì 6 e venerdì 7 maggio, presso il Teatro Sociale, convegno “Prevenire e curare le malattie cardiovascolari oggi”. Venerdì 7 maggio: concerto in S. Abbondio del coro “Città di Como”; 6-11 maggio: presso la tensostruttura realizzata in piazza Cavour, una settimana di eventi denominata: “A tutto cuore con la gente”. Si tratterà di un vero e proprio “laboratorio” medico-scientifico al quale tutti potranno accedere per effettuare una sorta di screening del rischio cardiovascolare globale. All’interno della tensostruttura saranno allestite delle vere e proprie “isole” della salute sulle quali saranno presenti medici cardiologi che si alterneranno nei controlli. Quattro le isole previste: l’isola del cuore, l’isola delle arterie, l’isola carotidea e l’isola nutrizionale; domenica 9 maggio: spazio anche al grande schermo per un doppio appuntamento di alto livello: domenica 9 alle 21 nello spazio apposito di piazza Cavour verrà proiettato il film “Questioni di cuore”, lunedì 10 maggio, alla stessa ora, sarà la volta della pellicola “La forza della mente”; domenica 9 maggio lancio del gioco “scopri e vinci con il cuore”. Previsto, lo stesso giorno, anche uno speciale annullo postale. martedì 11 maggio: sempre sotto la tensostruttura avrà luogo il Convegno nazionale degli infermieri CAMNAGO VOLTA IN CAMMINO 1 maggio Festa del lavoro, festa di una comunità che nel lavoro trova momenti di aggregazione, socializzazione e divertimento nello scoprire le bellezze dell'arte nella storia della fede. La giornata, turbata dalle singole preoccupazioni di una possibile pioggia, è iniziata con il sorriso di un sacerdote pronto a dare il benvenuto ad ogni gitante, indaffarato nel trovare la giusta collazione per un viaggio che si annunciava pieno di sorprese. La Venaria Reale di Torino, prima tappa della giornata, ha dato a noi Camnaghesi l'immagine e la magia di un unico mix, dove la natura diventa bellezza architettonica in uno spazio immenso, sovrastato dalla Reggia che, pur non potendola visitare, ha dato a ciascuno una singola emozione del vivere quotidiano di quel tempo. Sì il tempo, che è sembrato scorrere a tutti noi anche in questa giornata dove le paure di una possibile pioggia, lasciavano spazio ad una certezza di sole che ha accompagnato la comitiva al ristorante, adagiato su uno splendido lago. Come in tutte le occasioni, la tavola unisce e sposa argomenti che fanno di una giornata la giornata delle confidenze, delle confessioni e dell'amicizia; è con questo sentimento che siamo ripartiti verso la Sacra di S. Michele. Giunti sul luogo sacro, siamo stati avvolti dalla misticità del luogo e subito si è percepito l'importanza che, nel tempo, ha assunto questo luogo fatto di preghiera, lavoro e dedizione. Arrivata la pioggia nel frattempo, l'ingresso diventava sollievo e felicità per aver demonizzato una giornata che tutti davano impossibile; dopo esserci sistemati nella chiesa ricavata per le celebrazioni di comitive come la nostra, Don Andrea Messaggi, ideatore della giornata ha spiegato nell'omelia già prefestiva, la fede di chi questo luogo ha vissuto nel quotidiano e nell'accoglienza, rifugio di spiritualità nella ricerca di Cristo. Terminata la celebrazione, la visita alla Sacra ha aperto il cuore della fede di ognuno di noi nell’osservare, vedere ed ascoltare la storia che è fede, fede che ogni giorno ha trovato l'alba sino ad oggi, al giorno in cui Camnago ha dato con la propria visita la testimonianza che l'unità di più cuori, passa da chi quel cuore ha donato per la salvezza dell'uomo. Tornati a Camnago, soddisfatti per una giornata davvero carica di spiritualità non ci è restato che ringraziare l'organizzatore instancabile Piero Canu, attento a dare ad ognuno la risposta che ogni gitante attende: Piero ora dove andiamo? ROBERTO TODESCHINI CRONACA P A G I N A 23 Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 CONVEGNO AL DON GUANELLA Dignità e diritti per la disabilità L a Provincia Sacro Cuore - Opera Don Guanella, tramite la propria Commissione Disabili, in collaborazione con l’associazione “Mediterraneo senza Handicap”, organizza per giovedì 13 maggio presso l’Auditorium “Don Guanella” (via T. Grossi 18, Como, ampio parcheggio interno), un convegno che ripropone a livello territoriale lombardo il tema dell’importante convegno internazionale dal titolo “Dignità e diritti di cittadinanza reale della persona con disabilità”, svoltosi a Marsiglia nell’aprile scorso. L’iniziativa si inserisce nel solco della lunga tradizione guanelliana di accoglienza e servizio alle Il 13 maggio un convegno ripropone i contenuti di un interessante incontro svoltosi a Marsiglia nell’aprile scorso persone disabili, in particolare quelle con problemi a livello intellettivo (o, per usare dei possibili sinonimi, mentale o psichico, che don Guanella chiamava affettuosamente “buoni figli”). Oggi, continuando l’intuizione del fondatore, i suoi confratel- li, le sue suore e i laici guanelliani sono ancora in prima linea accanto ai disabili, in particolare in Lombardia con le comunità dei Servi della Carità di Lora (la “Casa di Gino”, presenza storica nella città di Como), di Cassago Brianza (LC), di Voghera (PV), di Nuova Olonio (SO), paese fondato proprio da don Guanella con un gruppo dei suoi “buoni figli”, e delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza di Ardenno (SO) e Verdello (BG). La giornata inizierà alle ore 10.00 con i saluti di don Remigio Oprandi, Superiore provinciale dei Servi della Carità, suor Michela Carrozzino, presidente dell’Associazione “Mediterraneo senza Handicap” e di don Cesa- re Perego, responsabile del Settore Disabili della Provincia Sacro Cuore Opera Don Guanella e coordinatore del Convegno. Seguiranno le relazioni del prof. Adriano Pessina, filosofo, direttore del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (“Etica, disabilità e giustizia nella condizione umana”) e della prof.ssa Matilde Leonardi, neurologa, do- cente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (“Disabilità oggi tra convenzione ONU e classificazione ICF”), con il dibattito; alle ore 12.30 pausa per il pranzo (costo 10 euro, da prenotare). Alle ore 14.00 si riprenderà con gli interventi del prof. Vittore Mariani, pedagogista, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore (“Servizi per la promozione integrale LA RSA COMASCA CON LA CASA DEL GIOVANE PAVESE Guanella: gemellaggio Como-Pavia I l 27 aprile, si è tenuto un gemellaggio tra la RSA “Don Guanella” di Como e la Casa del Giovane di Pavia. È un progetto che ha visto impegnata la comunità pastorale formativa San Giuseppe dell’opera Don Guanella. La Casa del Giovane è una realtà fondata da don Enzo Boschetti e lavora nell’ambito del disagio giovanile. Dopo opportuni contatti tra le due equipe educative qui a Como lo scorso 27 gennaio si era fissato l’appuntamento per il 27 aprile. La finalità era chiara dal principio permettere un confronto tra una generazione (quella anziana) al tramonto e quella Si è svolto il 27 aprile scorso, a conclusione di un progetto che ha visto impegnata la comunità pastorale formativa San Giuseppe dell’opera Don Guanella (giovane) che cerca un inserimento nella realtà sociale, a volte con molte difficoltà. L’obiettivo sembra raggiunto perché i giovani e gli anziani hanno vissuto nella mattina- ta un momento di confronto sul tema del tempo libero. Lo slogan è stato: “Passatempi nei tempi”. Particolare l’abilità di Silvia Bianchi (educatrice della RSA), affiancata dagli animatori Matteo Brumana e Angelo Cassaro. Si è riusciti a far scaturire una discussione in cui tutti sono voluti intervenire e confrontarsi. Lo sport è stato l’elemento comune che ha animato il confronto. Si è parlato di grandi figure del passato e dello sport come veicolo di messaggi di solidarietà e di pace. I giovani hanno voluto visitare il Santuario e pregare sulla tomba di don Luigi Guanella. Colpiti dalla figura LA PROMOZIONE DELLA SALUTE MENTALE: CICLO DI CONFERENZE IN CIRCOSCRIZIONE 7 L’associazione NèP (Nessuno è perfetto), con il patrocinio della Circoscrizione 7 di Como presenta un ciclo di conferenze dedicate alla promozione della salute mentale presso la sede della Circoscrizione 7, in via Collegio dei Dottori 9, a Como, con inizio alle ore 21. “Guarda che ti riguarda” il titolo del percorso. A guidare le serate saranno il dott. Gianmaria Formenti, psichiatra e specialista in psicologia, in qualità di relatore, e Valeria Piccardo in qualità di lettrice. Il primo appuntamento, in programma venerdì 21 maggio, avrà per titolo: “Quando la fantasia diventa delirio: il senso della psicosi”. I prossimi appuntamenti sono in programma con le seguenti date: venerdì 25 giugno Di notte guardando il soffitto: insonnia, ansia, fobie e ossessioni. venerdì 24 settembre Chi troppo… e chi troppo poco: il mondo dei disturbi del comportamento alimentare. venerdì 29 ottobre La depressione è sempre una malattia?. Si ricorda che l’ ssociazione NèP Onlus ha sede in via Vittorio Emanuele 112, Como. Per informazioni: www. associazione nep.it, e-mail [email protected] di questo Santo, si sono promessi di visitare quanto prima il Museo. Il pomeriggio dopo il pranzo ci si è svagati con il Karaoke. Canti di ieri e di oggi si sono susseguiti per un’ora nel salone della RSA. Prima della Messa dopo una bella merenda insieme c’è stato il momento toccante del cuore. Posto in mezzo al salone un cuore grande i giovani e gli anziani hanno messo in risalto le emozioni della giornata e tutti hanno voluto esprimersi in maniera differente su questa giornata, veramente significativa. La Messa è stato un momento forte, dove don Giuseppe Galli ha aiutato a guardare alla luce della Parola di Dio a Gesù, il buon pastore e attraverso Lui al Paradiso con gli occhi di Don Guanella e di Don Enzo Boschetti.. Al termine dell’Eucarestia i giovani hanno lasciato la struttura per il rientro a Pavia. Un arrivederci alla Casa del Giovane è stato l’invito lanciato da don Arturo. Giovani e anziani si sono sicuramente arricchiti di quest’esperienza di confronto in cui il rapporto è stato di dare e avere in maniera reciproca e fatta con molta semplicità uscendo da luoghi comuni. Il cammino è iniziato ora tocca solo portarlo avanti. MICHELE CERUTTI CON I PARKINSONIANI GITA AL SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BOSCO TULLIO CAIROLI: RACCOLTA FONDI Giovedi 6 maggio la sezione di Como dell'associazione Parkin-soniani in collaborazione con la Classe 1941 della Stecca di Como organizzano una gita al Santuario della Madonna del Bosco, il traghetto di Imbersago, Ponte di Paderno d'Adda e una visista alla Chiesa di Sartirana (Merate) progettata dal famoso arch. Mario Botta. La partenza è prevista per le ore 9,15 con il Pullman dalla sede dei Parkinson in Como piazza San Rocco 39 e il ritorno è previsto per le ore 19,00. Le adesioni entro lunedi 3 maggio; il costo della gita è di 40 euro. Per informazioni tel 031-241917 oppure Franzoso 329-4311411 oppure Classe 1941 presso Vittorio Laurora (3338327746) oppure Pia Pullici (031440023). L’associazione “Tullio Cairoli”, benemerita per il sostegno da anni fornito al servizio d’oncologia medica dell’ospedale S. Anna, si propone anche quest’anno alla popolazione di Como per la raccolta di fondi con la consueta vendita di roselline per la festa della mamma. Lo stand sarà allestito in piazza Duomo a Como, sabato 8 maggio, dalle 9 alle 19. Inoltre nella medesima data vi sarà un punto vendita anche nell’atrio del monoblocco dell’ospedale S. Anna di Como. delle persone disabili”) e del dott. Antonio Valentini, pedagogista, responsabile dei servizi per disabili di Nuova Olonio (“Presentazione di un’esperienza”); seguiranno il dibattito e le conclusioni. La partecipazione è gratuita. Per informazioni e iscrizioni (obbligatorie): tel. 333.8641093; email: mariani.vittore@g uanelliani.it. S. F. MONDO TURISTICO E MAMO IN VISITA A VILLA OLMO L’Associazione Culturale “Mondo Turistico”, in collaborazione con il Gruppo MAMO, organizza per sabato 15 maggio una visita guidata per famiglie alla Mostra “Rubens e i fiamminghi”, allestita a Como presso Villa Olmo. L’appuntamento è per le ore 14.30 davanti all’ingresso della Villa. Saranno presenti due guide: una condurrà gli adulti alla scoperta di Rubens, artista barocco caratterizzato dalla pennellata esuberante e dal grande vigore espressivo. La seconda guida invece si prenderà cura dei più piccoli, portandoli alla scoperta di quest’arte ricca di vita, di colori e di movimento. Alla fine del percorso, i bambini potranno sviluppare la loro fantasia e sensibilità dedicandosi ad un laboratorio creativo. La quota di partecipazione è di 12 euro per gli adulti soci, di 13 euro per gli adulti non soci (ingresso incluso), di 9 euro per i bambini figli di soci e di 10 euro per i bambini figli di non soci (compreso l’ingresso e il materiale per il laboratorio). “Mondo Turistico” organizza anche una visita guidata alla Mostra “Rubens e i fiamminghi” per domenica 16 maggio alle ore 18.00; la quota di partecipazione è di 12 euro per i soci, di 13 euro per i non soci. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339-4163108; e-mail: [email protected]. CRONACA P A G I N A Como 24 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/221 Dentro stampa e serigrafia con Lo scopo è quello di inserire in questi settori persone svantaggiate, giovani e adulte difficile fase economica che stiamo vivendo: BiTipo nasce come impresa e cerca spazio nel mercato proprio mentre altre aziende chiudono, riducono il personale e lasciano a casa anche persone disabili che finora avevano trovato una collocazione dignitosa e soddisfacente. Per far fronte a questa doppia sfida, BiTipo conta sull’entusiamo e la competenza dei suoi soci e promotori; si affida però anche all’intelligenza e alla sensibilità di un contesto sociale in grado di dar credito e fiducia a una buona idea. pagina a cura del Consorzio Eureka Ser vizi alla Cooperazione e al Terzo Settore www.eurekacomo.it B “ iTipo” è nata con la precisa intenzione di essere una cooperativa di tipo “B” per occuparsi di inserire al suo interno persone svantaggiate, giovani e adulte, nel settore della stampa e della serigrafia. Le premesse si creano all’interno del “ “Gabbiano” di Cantù, cooperativa che da quasi trent’anni si occupa di persone disabili, favorendo processi di autonomia e di inserimento sociale. Nel corso di tutto il 2007 infatti un gruppo di amici avvia una serie di contatti alla ricerca di un’opportunità da cogliere. L’occasione si presenta alla fine di quello stesso anno quando alcune circostanze favore- voli consentono la concretizzazione del progetto. Siamo nell’aprile 2008 e, grazie al contributo di nove soci fondatori tra i quali figura anche il Gabbiano, si decide di dar vita a questa nuova cooperativa, il cui nome gioca con le parole “tipografia” ma anche “tipo B”, riferendosi alla sua natura di cooperativa sociale finalizzata all’inserimento lavora- ECCO QUALI SERVIZI PUÒ OFFRIRE BiTipo è in grado di realizzare lavori di: Litografia (stampa su carta) · stampa di brochures, volantini, manifesti · stampa di dépliants, cataloghi, libri · stampa di carta da lettera e buste intestate, biglietti da visita Serigrafia (stampa su qualsiasi tipo di materiale) · stampa su legno, pvc e altro materiale. · stampa su abbigliamento sportivo: T-shirt, divise da gioco, felpe, pettorine, tute, k-way, giacconi, borse, cappellini, bandane · stampa su abbigliamento da lavoro · stampa su articoli promozionali · transfer e scritte adesive prespaziate Progettazione grafica di: · logotipo · coordinati aziendali (fogli lettera, biglietti da visita e buste) · brochures, dépliants, manifesti, locandine, volantini · striscioni pubblicitari, cartelli, insegne · decorazione automezzi e vetrine Tampografia (stampa su qualsiasi tipo di materiale con superficie irregolare) · stampa su penne, matite, accendini · stampa su mouse, portapenne · stampa su articoli promozionali e gadgets con superficie non piana Stampa digitale (su carta e pvc) · stampa su pvc adesivo per etichette e cartelli · stampa su banner per striscioni anche stradali · stampa su carta a basse tirature · adesivi prespaziati per decorare automezzi, vetrine, insegne anche luminose. tivo di persone svantaggiate. Viene offerto in comodato d’uso uno stabile e messa a disposizione una sovvenzione iniziale per l’avvio e l’acquisto di alcuni macchinari di stampa tra nuovi e usati. Nel maggio 2008 BiTipo diventa operativa e l’anno successivo essa è già in grado di ampliare il proprio organico operando il primo inserimento lavorativo di una persona disabile, inizialmente sotto forma di tirocinio. L’impegno di BiTipo è significativo soprattutto per la funzione sociale che la cooperativa svolge: accanto alla quotidiana attività imprenditoriale che la vede impegnata nella partecipazione a bandi e progetti e forniture di vario tipo, essa ha rilevanza perché è in grado di dare una concreta possibilità alle persone disabili, di concerto con i servizi territoriali, di effettuare al proprio interno tirocini e borse lavoro, oltre che laboratori di cartotecnica per realtà esterne. Alla base del percorso di inserimento lavorativo vi è in BiTipo la volontà di diversificare, al proprio interno, i servizi offerti a seconda della tipologia di lavoro, con la possibilità di impiegare le persone disabili in attività adeguate alle loro diverse capacità lavorative, quali ad esempio la realizzazione di campionari, calendari o manufatti di cartotecnica (cornici portafoto, agende e quaderni, bomboniere per cerimonie, e molto altro.). La persona disabile è costantemente accompagnata da personale professionale preparato ed esperto in grado di garantire non solo l’adeguatezza del percorso formativo ma anche la qualità finale dei prodotti realizzati. Sta in questa doppia natura la scommessa di BiTipo, come di ogni altra cooperativa sociale. Da una parte, essa nasce con l’obiettivo primario di offrire opportunità di lavoro a persone che difficilmente riescono ad accedere ai contesti lavorativi offerti dal mercato, pur in una zona ricca di lavoro come la nostra. Dall’altra parte, BiTipo ha l’ambizione di essere un’azienda in senso proprio: intende offrire prodotti complessi e di qualità a prezzi di mercato, raggiungere obiettivi di produttività e di redditività tali da poter “reggere” in modo autonomo dal punto di vista economico e produttivo, trovare un equilibrio adeguato tra valore economico e valore sociale. Questa sfida è doppiamente impegnativa perché somma alle difficoltà di ogni inizio attività quelle che derivano dalla A CHI SI RIVOLGE Per la sua specificità, BiTipo rivolge i suoi servizi anzitutto a quelle aziende del territorio che si sentono interessate ad operare in una logica di responsabilità sociale, senza per questo derogare alle esigenze di efficacia ed efficienza quali convenienza, puntualità, qualità, ecc.; si rivolge poi anche alle amministrazioni locali; alle associazioni e alle realtà del territorio appartenenti al mondo del volontariato e della cooperazione, ma anche a gruppi sportivi, oratori, parrocchie, ecc. PER SAPERNE DI PIÙ Per maggiori informazioni e per avere preventivi senza impegno: BiTipo Società Cooperativa Sociale Onlus Strada Provinciale Novedratese 14/16 22060 - NOVEDRATE (CO) Tel. 031.787968 Fax 031.4451842 E-mail: [email protected] CRONACA P A G I N A 25 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 90 MILA I COLPITI IN LOMBARDIA Epilessia: nasconderla non serve È il disturbo cerebrale più comune del mondo ma è anche il più frainteso e trascurato, spesso circondato da pregiudizi e false credenze. L’epilessia, infatti, è molto più diffusa di quanto generalmente si pensi, colpisce almeno 90mila persone in Lombardia, 500mila in Italia, oltre 6milioni in Europa. Probabilmente tutti conoscono qualcuno affetto da questa sindrome anche se spesso non sono informati sulla sua condizione. L’epilessia può colpire chiunque in qualsiasi momento, può insorgere ad ogni età, tuttavia in circa l’80% dei casi le crisi iniziano prima dei 20 anni, nell’infanzia e nell’adolescenza, di solito non può essere guarita ma grazie all’uso dei farmaci può quasi sempre essere facilmente controllata. Proprio per aiutare chi è colpito da questa malattia che condiziona non soltanto molti aspetti della salute ma anche lo stile di vita, ovvero le relazioni sociali, la carriera, lo studio e gli hobby, anche a Como è attiva la Sezione dell’E.L.O. (Epilessia Lombardia Onlus) che si prefigge soprattutto di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulle vere caratteristiche di questa patologia e di impedire che la famiglia si chiuda in sé stessa occultando con tutti i mezzi ai vicini, a volte agli stessi parenti o amici, la persona affetta da epilessia. PERCHÈ SI MANIFESTA “Per comprendere la natura e le manifestazioni delle crisi epilettiche precisa Antonella Di Leo, responsabile della Sezione provinciale di Como dell’ E.L.O. - è necessario conoscere a grandi linee il funzionamento del Sistema Nervoso Centrale. Esso è costituito da tante minuscole unità, le cellule nervose, che come tante piccole pile emettono segnali di tipo elettrico. Le cellule nervose sono collegate fra loro da sottili cavi, e sono raggruppate in centri o insieme di cellule che presiedono alle varie attività dell’organismo. Esistono perciò centri che regolano il movimento, centri che regolano la parola, altri la vista, l’udito, il gusto e l’olfatto, centri per l’equilibrio, la memoria, le emozioni, l’attenzione, centri regolatori del ritmo sonno veglia, e così via. Abitualmente l’attività di questi centri si svolge in maniera coordinata e armonica, Si tratta del disturbo cerebrale più comune al mondo. Anche a Como è attiva una sezione dell’E.L.O. di PAOLO BORGHI adattandosi alle necessità dell’ambiente e regolando di conseguenza il funzionamento dell’organismo. Il soggetto può così muovere un braccio quando desidera afferrare un oggetto, emettere la voce quando desidera parlare, addormentarsi quando è stanco, e così via. La crisi epilettica è scatenata da un’improvvisa iperattività, cioè da un incontrollato eccesso d’attività delle cellule cerebrali. Le crisi di epilessia, quindi, possono essere paragonate ai disturbi di funzionamento di una complicatissima apparecchiatura elettronica, per esempio alle “scariche” di una radio o di un televisore”. ESSERE COLTI DI SORPRESA Il termine “epilessia” deriva dal greco “epilambanein” (essere sopraffatti, essere colti di sorpresa) e sta ad indicare proprio una modalità del sistema nervoso centrale a diversi stimoli. La maggior parte delle crisi epilettiche, che possono essere isolate o in serie, durano da pochi secondi a pochi minuti e sono caratterizzate da una serie di segnali che si manifestano insieme e costituiscono una particolare condizione clinica: la loro classificazione permette di indirizzare ad una cura e determinare la prognosi. Si distinguono epilessie generalizzate e localizzate, sintomatiche (dovute a malformazioni, traumi, tumori) e idiomatiche (causate da un difetto genetico). La diagnosi dipende innanzitutto dalle informazioni ottenute dopo una dettagliata intervista del paziente e dei testimoni della crisi, cui segue un esame neurologico. Bisogna identificare il tipo di crisi (focale o generalizzato) attraverso i sintomi che si sono manifestati, individuando gli eventuali fattori scatenanti. Per effettuare un’indagine accurata delle cause della malattia è necessario una risonanza magnetica in grado di evidenziare la presenza di probabili lesioni responsabili dell’epilessia. Il malato si trova esposto nibili a condividere e migliorare il mondo dell’epilessia e ci rivolgiamo alle persone direttamente coinvolte ma anche alla collettività, a specifiche categorie professionali quali ad esempio gli insegnanti, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, i medici, gli infermieri e le altre professionalità socio - sanitarie - educative operanti sul nostro territorio”. SAPERENE DI PIÙ per una manifestazione che dura pochi attimi ai rischi ambientali legati ad un’improvvisa sospensione della coscienza ed all’esibizione pubblica della sua infermità. Per questo motivo è essenziale che medico e psicologo agiscano congiuntamente sin dall’inizio della patologia epilettica perché un risultato terapeutico brillante è inutile se non si accompagna alla riabilitazione relazionale e sociale del paziente e al sostegno psicologico della famiglia. Oggi esistono diversi farmaci per la terapia dell’epilessia ed in alcuni casi il giusto abbinamento di diversi fra loro porta al controllo delle crisi. In sette casi su dieci si ottiene un controllo della sintomatologia se ad una corretta diagnosi segue la prescrizione di una terapia farmacologia adatta. I soggetti con epilessia devono e possono condurre una vita uguale a quella delle persone senza epilessia. Dopo due anni senza crisi è possibile ottenere il rilascio della patente di guida e una donna con epilessia, anche se in trattamento, può portare a termine una gravidanza senza problemi, purché sia seguita da persona competente. NE È COLPITO L’1% “Recenti studi - spiega Di Leo - dimostrano che almeno l’1% della popolazione italiana è affetta da forme epilettiche, ma nonostante Ippocrate già nel V secolo a.C. affermas- se che l’epilessia non aveva nulla di sacro e di demoniaco, ma la stessa doveva essere considerata come tutte le altre malattie, ancora oggi è motivo d’emarginazione e di pregiudizio sociale. Eppure è una malattia neurologica che non comporta deficit mentale, prova ne è che sia illustri uomini “d’azione” quali Napoleone Buonaparte, Giulio Cesare, Pietro il Grande, che di “pensiero” come Cesare Beccaria, Giacomo Leopardi, Vittorio Alfieri, Dante Alighieri, Leonardo Da Vinci, Vincent Van Gogh, Petrarca, Flaubert, Newton, Caravaggio, Beethoven, furono affetti da forme d’epilessia. Possiamo quindi affermare che questa malattia non impedisce l’espressione del genio che c’è in ognuno di noi!. La Sezione di Como è stata costituita come associazione di volontariato a livello provinciale nel 2002 ed è legata alla Sezione Regionale Lombarda di Milano che da 35 anni si occupa di epilessia. Noi operiamo proprio per creare una nuova e corretta cultura dell’epilessia, contrastando ciò che ancora oggi, nell’immaginario collettivo, viene vissuto come un male oscuro, il “Mà Brutt”. Troppo spesso l’epilessia è tenuta nascosta da chi ne soffre e dai propri familiari, in quanto motivo di vergogna e d’emarginazione. La nostra associazione vuole essere un punto d’informazione, riferimento e supporto in cui trovare persone dispo- La prima volta che si assiste ad una crisi convulsiva si può rimanere impressionati, ma questa sensazione è dovuta solo alla scarsa conoscenza del significato delle crisi che non sono mai dolorose per chi le subisce e mai pericolose per chi vi assiste. Contrariamente a quanto spesso si crede la lingua non “cade all’indietro” e quindi il soggetto non va incontro a soffocamento. Quando un familiare o un conoscente ha una crisi, è necessario non spaventarsi ma assumere un atteggiamento pratico e utile al paziente. Se la perdita di coscienza è preceduta da sintomi premonitori, vi è in genere il tempo per far coricare il soggetto in un luogo dove non si faccia male durante le convulsioni, per esempio un letto, un divano, un tappeto morbido, o anche semplicemente a terra. Se la perdita di coscienza avviene improvvisamente e non si riesce a prevenire la caduta bisogna cercare di evitare altri pericoli. E’ opportuno perciò aprire le vesti strette, specialmente intorno al collo (aprire quindi colletti e cravatte) pulire la bocca dalla saliva per permettere al soggetto di respirare più liberamente, non tenerlo sdraiato sul dorso bensì metterlo su di un fianco per facilitare il deflusso della saliva che potrebbe ostacolare la respirazione. Bisogna evitare di mettere in bocca oggetti di qualsiasi tipo (nell’inutile tentativo di evitare una morsicatura della lingua, la quale, se deve verificarsi, è già avvenu- LA SEDE DI E.L.O. La sede della Sezione provinciale dell’E.L.O. è presso la Biblioteca della Circoscrizione N.8 di Como-Tavernola in via Polano 63 ed è aperta in base alla programmazione dell’attività. Per fissare un appuntamento o ricevere informazioni si può chiamare il 3392949042 o inviare una e-mail ad [email protected] ta) e lasciare che le scosse della convulsione avvengano liberamente senza trattenere gli arti perché questo potrebbe provocare delle fratture o delle lesioni muscolari. Dopo la crisi convulsiva il soggetto può impiegare parecchi minuti a risvegliarsi e potrà essere, all’inizio, confuso e disorientato. In pratica l’unica condizione che impone una cura urgente si verifica quando le crisi convulsive sono molto lunghe, oppure si ripetono l’una dopo l’altra quasi senza interruzione, ma questo accade soprattutto in occasione di brusche interruzioni della cura o in bambini molto piccoli. UNO SPORTELLO DI ASCOLTO “La nostra Sezione aggiunge Antonella Di Leo - dispone di uno sportello d’ascolto e d’orientamento telefonico dove è possibile avere colloqui individuali e familiari soprattutto per conoscere e affrontare tutte le terapie mediche ma anche per risolvere i problemi legati all’inserimento scolastico e lavorativo, alla copertura assicurativa, all’ottenimento dell’invalidità civile e all’esenzione dai ticket sanitari. Inoltre organizziamo incontri d’aggiornamento e di formazione aperti a tutti, con la partecipazione di medici e tecnici ospedalieri del territorio, attività ricreative e socializzanti (corsi di informatica, cucina, ballo, ginnastica, cucito). Siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari disponibili ad aiutarci, secondo le proprie attitudini e disponibilità di tempo, nella promozione e nella realizzazione delle iniziative rivolte alle persone epilettiche, con particolare attenzione al gruppo dei più giovani (uscite serali, passeggiate, feste, corsi, gite ed escursioni). Noi vogliamo far capire che da soli non si può fare nulla, ma tutti insieme ci si può unire e continuare a lottare aiutando chi soffre d’epilessia ed i loro famigliari. Unificandoci possiamo favorire lo sviluppo di nuove ricerche e cercare di eliminare i pregiudizi sociali. Per questo motivo lo slogan della nostra associazione è “Epilessia: nasconderla non serve, affrontarla sì, insieme è meglio!”. CRONACA P A G I N A 26 Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 CANTÙ PERCORSI DI COESIONE SOCIALE Quale integrazione: una, nessuna, centomila uale integrazione: una nessuna, centomila”. Quattro giornate, da giovedì 6 maggio a domenica 9 maggio, (alla Corte San Rocco in via Matteotti a Cantù) dedicate a riflessioni, approfondimenti ed esperienze di integrazione tra e con persone di diverse provenienze e culture. Si tratta del momento conclusivo del progetto per la costruzione di percorsi di coesione sociale finanziati dal Bando Volontariato 2008 con il contributo di Csv Lombardia e Fondazione Cariplo e re- Q “ Quattro giornate, da giovedì 6 a domenica 9 maggio, dedicate a riflessioni, approfondimenti ed esperienze di integrazione tra e con persone di diverse culture. alizzato da Centro di Ascolto di Cantù e Mariano, Associazione ASPEm, Spazio Donne, Il Ponte. La “quattro giorni” con l’inaugurazione di una mostra fotografica a tema, seguita, alle ore 21, dall’incontro “L’informa- CON IL VESCOVO DIEGO UNITALSI A CARAVAGGIO L’Unitalsi diocesi di Como, insieme alla Pastorale della salute , organizzano l’annuale pellegrinaggio al Santuario della beata vergine di Caravaggio sabato 15 maggio, presieduto dal vescovo di Como mons. Diego Coletti. Il programma prevede alle 7.00 la partenza , ore 9.00 accoglienza a Caravaggio, possibilità di confessioni, ore 10.00 passaggio alla fonte, ore 11.00 Santa Messa presieduta dal vescovo Diego, ore 12.15 pranzo, ore 15 funzione mariana ore 16. 30 partenza da Caravaggio per Como. Il pellegrinaggio è aperto in modo particolare alle persone anziane e disabili che saranno accompagnate dai volontari dell’associazione. Per informazioni: Unitalsi 031-304430 la sede di via Rodari 1 è aperta il martedì dalle 14.00 alle 16.00 il giovedì dalle 14.00 alle 18.00. zione che unisce” con Miriam Giovanzana direttore editoriale di Terre di Mezzo. Seguiranno, nelle giornate successive, spettacoli di teatro, animazioni per bambini, musica e diversi momenti di aggregazione aperti a tutti.. «Il progetto - spiega Antonella Albarti del Centro di Ascolto di Cantù e Mariano - ha visto svolgersi in questi mesi già una serie di iniziative: tra ottobre e novembre una rassegna cinematografica sul tema dell’integrazione della seconda generazione di persone immigrate. In seguito abbiamo incontrato le classi delle scuole superiori della zona di Cantù dove si so-no svolti approfondimenti e attività di promozione del volontariato. Per gli adulti a febbraio abbiamo incontrato Lorenzo Guadagnucci, autore di “Lavavetri, il prossimo sono io”. Ai ragazzi abbiamo pro- posto anche un percorso teatrale. Si è formata così una piccola compagnia che rappresenterà il suo spettacolo sabato 8 maggio alle 17.30 in collaborazione con l’associazione Quia Non». IUBILANTES E LA CHIESA DI S. CECILIA “CAMPIONE D’ ITALIA: FESTA DELLA MAMMA ARRIVA IL MERCATINO IN PIAZZA ROMA” Trentacinque espositori e un repertorio merceologico che spazia dall’agroalimentare alla bigiotteria, dalla ceramica alle porcellane. Sarà praticamente impossibile non trovare qualcosa che incuriosisca e interessi al mercatino del prossimo 9 maggio, in piazza Roma, a Campione d’Italia. Complice la ricorrenza della Festa della mamma, l’occasione consentirà di unire al dilettevole l’utile, dato sia il ventaglio di offerte, sia la qualità delle proposte che sono sotto il segno della migliore tecnica artigiana e delle migliori materie prime, oppure riguardano gli ambiti del collezionismo e presentano sia pregevoli pezzi d’antiquariato sia singolarità di modernariato. Il Mercatino campionese della Festa della mamma, voluto dalla locale Azienda turistica che ha chiamato a raccolta espositori che uniscono all’esperienza una rara competenza, costituisce anche una colorita vetrina per una produzione che proprio in circostanze come questa ha modo di imbandire una varietà sorprendente di prodotti in una colorita cornice dove la dimensione umana non è sacrificata dalla serialità e la creatività conserva la prerogativa che le compete. Tanto per gli espositori quanto per i visitatori, insomma, sarà un modo diverso di partecipare alla Festa della mamma: dalle 10 alle 19 l’invito vale per tutti, tale è la dovizia, dalle composizioni floreali ai gioielli, dai profumi alle tovaglie, per tacere degli articoli gastronomici, del più bel mercatino di questa primavera. Per informazioni ulteriori si può telefonare all’Azienda turistica di Campione d’Italia (+41 91 649 50 51). Sabato 8 maggio, alle ore 16.00, l’Associazione culturale Iubilantes propone la visita guidata alla chiesa di Santa Cecilia (o chiesa dell’Adorazione) a Como, in via Cesare Cantù, con lo storico dell’arte prof. Alberto Rovi. La partecipazione è libera; è richiesto un contributo di 5 euro a sostegno delle attività di Iubilantes, in particolare le adozioni a distanza di ragazzi e anziani assistiti dalla Caritas Georgia. Per informazioni: Iubilantes, Via Vittorio Emanuele II° 45, Como; tel. 031.279684; e-mail: [email protected]; sito internet: www.iubi lantes.eu. FINESTRA SUL CAMPIONATO: IL COMO ATTENDE IL LECCO PER CONQUISTARE LA SALVEZZA Saranno 90 minuti decisivi sia per il Como sia per il Lecco quelli in programma domenica allo Stadio Sinigaglia per la 34^ giornata di campionato. Complice la sconfitta rimediata domenica scorsa in quel di Cremona, infatti, gli azzurri devono conquistare la vittoria contro i cugini blucelesti per raggiungere la salvezza ed evitare le “forche caudine” dei play-out. Ma il Lecco non può , a sua volta, perdere perché in caso di sconfitta tante sono le probabilità di finire all’ultimo posto in classifica, ovvero l’unica posizione che comporta la diretta retrocessione in II Divisione. E’ questa la situazione che caratterizza l’ultimo (si spera) match della stagione al quale, salvo ripensamenti dell’ultima ora tuttora al vaglio da parte delle autorità competenti, non potranno assistere i supporter blucelesti perché, contrariamente alla partita d’andata disputata al “RigamontiCeppi”, l’Osservatorio del Viminale per le partite di calcio ha giudicato ComoLecco match ad alto rischio di incidenti e quindi vietato la trasferta ai tifosi ospiti. Il Como arriva a questo incontro dopo essere stato sconfitto allo Zini di Cremona domenica scorsa dalla compagine grigio rossa che, con questa vittoria, vede aumentare le proprie possibilità di chiudere la stagione regolare al secondo posto il che gli permetterebbe di avere qualche vantaggio in vista dell’avvio dei play-off che decreteranno la squadra che farà compagnia al Novara nel prossimo campionato di serie B. Il gol partita per la Cremonese è arrivato al 13° minuto della ripresa per un errore della difesa del Como. Il grigio rosso Fietta, infatti, dopo aver raggiunto il limite dell’area e puntato a fondo campo, lascia partire un cross che il compagno Musetti scaglia in rete. E dire che il Como avrebbe anche avuto una bella occasione per pareggiare: punizione dal limite di Gonnella per fallo su Zerzouri al 67°. Il portiere è battuto ma la traversa respinge il pallone. A nulla ha portato, poi, l’assalto disperato negli ultimi minuti di gioco da parte dei giocatori azzurri. La 34^ ed ultima giornata sarà dunque decisiva per il campionato di Prima divisione rinvia tra sette giorni ogni decisione. In testa come in coda. Un ultima giornata “da brividi”. Attualmente la classifica vede Como e Viareggio a 37 punti, Foligno a 36, Pergocrema 35, Pro Patria 32, Lecco 31 e Paganese 30. Il Viareggio va a Benevento con i campani alla ricerca di punti per entrare nei play-off mentre il Foligno è ospite del Perugia. Il Pergocrema ospita in casa il già salvo Sorrento mentre il Como dovrà mantenere i nervi saldi per battere il Lecco e mettersi al sicuro a quota 40 punti. I blucelesti arrivano sul Lario in profonda crisi e forse anche senza allenatore. Invernizzi, infatti, ha presentato le dimissioni dopo la sconfitta casalinga di domenica col Varese anche se, al momento di andare in stampa, la società sarebbe intenzionata a confermargli la fiducia. Per il Lecco, ricordiamo, una sconfitta domenica e la contemporanea vittoria della Paganese con il già promosso Novara significherebbe la retrocessione in Seconda divisione proprio del Lecco. Diretta, senza quei play-out che il Como vuole a tutti i costi evitare. L.CL. CRONACA Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 P A G I N A 27 SEGNALI SEMPRE INCORAGGIANTI Turismo: avanti così ncora segnali positivi dal fronte turistico in Provincia di Como. Il primo trimestre 2010 ha infatti fatto registrare, per quanto riguarda il settore alberghiero ed extralberghiero, un + 7,47% sul fronte degli arrivi, e un + 9,02% su quello delle presenze. Dato reso ancora più importante dal fatto che in questo periodo, a differenza del 2009, non era incluso il week end pasquale. Per entrare nel dettaglio dei numeri sono stati 118.874 gli arrivi registrati sul Lario da gennaio a marzo 2010, contro i 110.615 dello scorso anno; 225.369 mila invece le presenze, contro le circa 206.765 mila del 2009. A farla da padrone sono stati soprattutto i turisti provenienti dalla Germania e dal Regno Unito. Dalla Germania si è registrato un + 34,37% sul fronte degli arrivi e un 60,46% su quello delle presenze. Per quanto riguarda il Regno Unito: arrivi: + 30,38%, presenze: + 64,61%. Dati positivi anche da Svizzera e Liechtenstein, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Russia. In forte calo il turismo giapponese, con un - 24,67% per quanto riguarda gli arrivi e un - 28,79 per quanto riguarda le presenze. Più contenuta, ma sempre contraddistinta da segni meno, la presenza statunitense (arrivi: -8,84%, presenze: -1,21%). Importante anche il calo dell’Irlanda, con un -41,36% rispetto allo scorso anno per quanto riguarda gli arrivi ed un – 43,05 sul fronte delle presenze. “Siamo di fronte ad un dato parziale ma certamente significativo - il soddisfatto commento dell’assessore provinciale al Turismo Achille Mojoli -. Se il trend attuale dovesse essere confermato sarebbe estremamente importante per la nostra economia. Credo si stiano raccogliendo i frutti non solo della bellezza dei nostri luoghi ma anche di un lavoro sinergico, fatto di numerose iniziative, portato avanti insieme a Camera di Commercio e Associazione albergatori”. A TORNA IL CONCORSO “CER.CO.BAND” PER I NUOVI MUSICISTI COMASCHI CHE QUEST’ANNO DIVENTA ANCHE “ON VIDEO” Dopo il successo dello scorso anno la primavera in città si muove sulle note musicali con la seconda edizione del concorso “Cer.Co.Band”, riservato a musicisti e band composte da giovani under 30 del territorio comasco promosso, nell’ambito del progetto “Musica in Rete”, da parte dei Comuni di Como e Cernobbio. Evento che, quest’anno, si presenta con una novità che caratterizza anche il titolo della stessa iniziativa che è “Cer.Co.Band on video”. Infatti i partecipanti vedranno pubblicata su una sezione del sito www.musicainretecomo.com la propria esibizione che potrà essere votata per proseguire il suo cammino nel concorso. Questa e le altre novità del progetto Musica in Rete sono state presentate la scorsa settimana presso la sala Prove di via Castelnuovo dagli assessori alle Politiche Giovanili del Comune di Como, Maurizio Faverio, e di Cernobbio, Simone Braglia. «”Cer.Co.Band on video è un concorso che presentiamo, sempre in collaborazione con il Comune di Cernobbio, e che si presenta quest’anno con alcune interessanti novità che sicuramente lo renderanno ancora più popolare tra i giovani – ha commentato Maurizio Faverio -. Infatti i video partecipanti saranno soggetti sì alla valutazione di una giuria tecnica ma potranno superare la prima fase di selezione anche grazie al voto on-line. Tutte i brani partecipanti al concorso, confidiamo in circa 40 e che quest’anno dovranno essere esclusivamente originali, saranno infatti ospitati da un’apposita sezione del sito www.musicainretecomo.com ed alla fase finale ne accederanno 15 individuati dalla giuria insieme ai 5 più votati su internet. Spero che questa novità venga apprezzata dai ragazzi». Entusiasta dell’iniziativa anche l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Cernobbio, Simone Braglia: «Questo concorso rappresenta un’opportunità per i giovani da realizzare tramite la musica. E mi preme ricordare, Villa Erba di Cernobbio, a metà del prossimo mese di settembre, ospiterà la Festa della Musica con la finale a livello insubrico di “Cer.Co.Top Band”. A questo evento parteciperanno tutte le band che hanno vinto i singoli concorsi locali di questa seconda edizione, e quindi anche di “Cer.Co.Band on video”, della manifestazione ed avranno anche la possibilità di confrontarsi con gli artisti che si presenteranno alla Festa della Musica oltre a suonare prima del concerto conclusivo della rassegna di Davide Van de Sfroos». All’edizione 2010 del concorso possono quindi accedere tutti i giovani musicisti, cantautori, band e gruppi musicali di ogni genere, con o senza contratti di produzioni. I solisti dovranno avere l’età massima di trent’anni compiuti, mentre le band dovranno avere un’età media non superiore a trent’anni. I partecipanti dovranno essere residenti in provincia di Como; per le band è necessario che più di metà della band sia residente in provincia. Per partecipare è necessario presentare almeno un brano di propria composizione ed avere un repertorio live non inferiore a trenta minuti. Quest’anno, infatti, non sono ammesse cover di canzoni già famose. L’iniziativa è totalmente gratuita e per iscriversi occorre scaricare il regolamento sul sito www.musicainretecomo.com compilare la scheda di adesione ed inviarla entro il 15 maggio a [email protected]. Info: cell. 3355471154; [email protected]. Le band selezionate verranno contattate dall’organizzazione. In palio ci sono numerosi premi: innanzitutto la registrazione gratuita di un proprio brano live alla sala prove di Como (fino a 40 selezionati); la realizzazione di un video-playback gratuito del proprio brano alla sala prove di Como (20 finalisti); la possibilità di tenere un concerto in piazza Cavour all’interno di ES.Co, Estate a Como, la rassegna di eventi estivi della città (6 finalisti). I tre vincitori della fase finale potranno registrare professionalmente un proprio brano e potranno realizzarne il videoclip con il supporto del centro “Gira & Volta”. La finalissima di Cer.Co.Band on video si terrà presso la sala 3D dell’UCI Cinemas di Montano. Il gruppo vincitore riceverà un buono di 500 euro in strumenti musicali e la possibilità di partecipare a Cer.Co.Top.Band all’interno della grande fiera della musica a Villa Erba in programma, come detto, il prossimo mese di settembre. L.CL. CRONACA P A G I N A 28 Lago&Valli IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 TAVERNERIO INCONTRO PUBBLICO VENERDÌ 7 MAGGIO Fra le stelle sul Galbiga Foto Gruppo Astrofili Lariani enerdì 7 maggio, dalle ore 21.15 presso il Centro Civico “Rosario Livatino” di Tavernerio, il Gruppo Astrofili Lariani organizza una serata dal titolo “La stagione 2010 fra le stelle sul monte Galbiga”, durante la quale il Vicepresidente del sodalizio, Marco Papi, presenterà le attività organizzate quest’anno presso l’Osservatorio sul monte Galbiga (o Calbiga), in Comune di Lenno. Si tratta dell’osservatorio amatoriale più “alto” della Lombardia, situato a 1607 metri di altitudine: una singolare particolarità che la nostra provincia può vantare. La struttura è stata realizzata dall’Amministrazione comunale di Lenno, in collaborazione con la Banca di Credito Cooperativo di Lezzeno, la Comunità Montana Lario Intelvese e, appunto, il Gruppo Astrofili Lariani e inaugurata nel 2002. Durante la fase di progettazione - effettuata tramite ripetuti contatti tra l’Associazione e il Comune - venne riservata una particolare attenzione per ridurre al minimo l’impatto ambientale della struttura. Dopo alcuni studi, si decise di costruire l’osservatorio all’interno di una delle trincee della O.A.F.N. (impropriamente conosciuta come “Linea Cadorna”) presenti nella zona, in modo tale che solo la cupola sarebbe stata visibile all’esterno. L’osservatorio dispone di una potente strumentazione di proprietà del Gruppo - un rifrattore da 12 cm di lente e un riflettore Newton-Cassegrain da 30 cm di specchio - installati all’interno della V L’iniziativa è del Gruppo Astrofili Lariani. Nel corso della serata verranno presentate le attività organizzate quest’anno presso l’osservatorio amatoriale più alto della Lombardia, posto a quota 1607 metri, in comune di Lenno SILVIA FASANA cupola. L’attività della specola si suddivide fra ricerca scientifica - per dare un significativo apporto allo studio dell’astronomia - e divulgazione, per far conoscere questa affascinante scienza dalla storia millenaria. Il Gruppo Astrofili Lariani, che ha in gestione la struttura, predispone annualmente un calendario di serate nelle quali l’osservatorio viene aperto al pubblico per osservazioni del cielo, in particolare della Luna. Generalmente queste serate si susseguono con cadenza mensile, tranne nei mesi invernali durante i quali raggiungere l’osservatorio può essere difficoltoso. Particolare attenzione è dedicata anche alle visite delle associazioni e soprattutto delle scolaresche. L’osservatorio può essere raggiunto da S. Fedele Intelvi, seguendo la strada per Pigra, proseguendo fino al Rifugio Boffalora e quindi all’Alpe di Lenno, dove la strada asfaltata finisce. Da qui, in una ventina di minuti ad andatura blanda, si arriva al rifugio Venini-Cor- nelio e, prendendo la strada che passa sul retro del rifugio, dopo altri cento metri si raggiunge l’Osservatorio. Luigi Viazzo, responsabile del settore educazione del Gruppo Astrofili Lariani, ci illustra in sintesi il calendario della stagione 2010. «Per sabato 22 maggio è prevista la prima apertura ufficiale dedicata all’osservazione della Luna e delle meraviglie (galassie ammassi stellari e nebulose) del cielo primaverile, con un’anticipazione di quelle del cielo estivo. Sabato 19 giugno sarà dedicato all’osservazione della Luna al Primo Quarto, di Saturno e, nella seconda parte della serata, delle meraviglie del cielo estivo. Sabato 10 luglio è in programma la terza apertura interamente dedicata all’osservazione dei meravigliosi oggetti del cielo estivo (ammassi e nebulose) e alla caccia dei quattro satelliti galileiani che “danzeranno” nel corso della notte attorno a Giove. Sabato 31 luglio è riservato agli appassionati di cielo profondo alla ricerca di nebulose e ammassi stellari; “fari” puntati anche su Giove e, per i più assidui, appuntamento con le galassie M31-32-33-110 “anticipatrici” del cielo autunnale. Domenica 1 agosto, in occasione della Festa degli Alpini Sezione di Lenno, è prevista, la mattina, un’apertura straordinaria per la visita alla struttura e l’osservazione del Sole (inizio visite e osservazioni a partire dalle ore 10.00). Sabato 28 agosto, sarà dedicato, nella prima parte della serata, a Giove e agli oggetti del cielo estivo. Poi spazio alla Luna e alla geografia selenica. Sabato 18 settembre è prevista la penultima apertura riservata all’osservazione di Giove (che raggiunge in questo mese l’opposizione), alle ombre e i crateri lunari e alle meraviglie del cielo autunnale. Il 9 ottobre, sabato, ultima apertura del 2010, sarà invece dedicato all’osservazione di Giove, delle meravigliose galassie e degli splendidi ammassi stellari del cielo autunnale». In caso di maltempo gli IL 1° MAGGIO E IL CORTEO ACQUATICO PER LA “COLOMBO” È letteralmente “sbarcata” a Como, lo scorso 1° maggio, la protesta contro il trasferimento della storica azienda nautica Colombo (33 dipendenti) da Bene Lario a Capriolo (Brescia). Un corteo di barche, partito da Menaggio, è approdato in piazza Cavour, per unirsi al corteo organizzato per celebrare la Festa del Lavoro. Sui motoscafi dei “pirati” della Colombo c’arano anche il presidente della Comunità montana Marco Braga e il consigliere regionale Luca Gaffuri. “Il corteo acquatico del 1° maggio - spiegano gli organizzatori - che si è unito al corteo tradizionale in piazza Cavour, ha unito l’acqua alla terra. Ha espresso un senso di collegamento tra i lavoratori della Colombo e la loro lotta e tutti coloro che vivono in una situazione di crisi occupazionale. E’ il simbolo di un territorio che deve sapere unire condizioni diverse, per cultura, provenienza, appartenenza... Il lavoro unisce e questo 1° maggio lo ha dimostrato». appuntamenti saranno annullati. Tutte le serate avranno inizio dalle ore 21.00. Gli organizzatori raccomandano di portare con sé abbigliamento invernale, dato che le temperature nelle ore serali possono essere rigide. Per ulteriori informazioni, la sede del Gruppo Astrofili Lariani si trova in via Risorgimento 21 a Tavernerio, presso il Centro Civico “Rosario Livatino”; tel. 328-0976491 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21); e-mail: [email protected]; sito internet: www.astro fililariani.org. In particolare, altre notizie sull’attività dell’osservatorio possono essere reperite alla pagina web http:// www.astrofililariani.org/ osservatoriocalbiga/informazioni. CRONACA Lago&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 P A G I N A 29 GENERAZIONI CHE SI INCONTRANO Prima Comunione il filo dei ricordi P omeriggio di pioggia… Sembra novembre, invece è maggio e si sente ancora volentieri il calore di un focherello. In un pomeriggio inoltrato un gruppo di ragazzini giocano volentieri a oca sul tavolino piccolo, mentre le nonne intorno al tavolo grande sono concentrate a giocare a scala quaranta e ad ascoltare di riflesso la conversazione che si svolge tra le mamme che si sono ritirate in un angolo a preparare la merenda per tutti, e a discutere sul vestito più adatto da far indossare alle ragazzine sotto il saio in occasione della cerimonia della prima Comunione. E da questo soggetto nasce il filo che lega i cambiamenti intercorsi in poco più di cinquanta anni su questo tema. Le nonne posano le carte, i ragazzi, forse stanchi di giocare o attirati dalla torta servita per merenda, si avvicinano ad ascoltare. Le mamme interrompono il dialogo e avvicinano le sedie. Chi incomincia? La domanda: qual è il ricordo più bello della vostra prima Comunione? Naturalmente incomincia la nonna più Il primo incontro con Gesù. Un’esperienza indimenticabile che resta nel cuore. La condivisione in un piovoso pomeriggio di primavera vestito d’autunno di RINA CARMINATI FRANCHI chiacchierona… Torniamo indietro ben sessantasette anni: siamo nel 1943 in pieno tempo di guerra. Quello era l’anno della mia prima Comunione. Metà di noi avevano il babbo militare, ma forse ero io che pativa di più di questa lontananza. Il mio papà era infatti di stanza a Bologna. Continuavo a stressare la mia mamma perché gli scrivesse che almeno per quel giorno venisse a casa e pregavo Gesù perché questo avvenisse. Mia mamma cercava in tutti i modi possibili di farmi capire che il mio papà sarebbe venuto a casa molto volentieri, ma non dipendeva da lui. Ed era anche pericoloso perchè gli aerei mitragliavano i treni che… Ma io mi rifiutavo di sentire ragioni. Il mio più grosso desiderio era che nel momento in cui avrei ricevuto per la prima volta Gesù lui fosse lì dietro di me. E Gesù ascoltò le preghiere di una piccolina. In chiesa avevo ancora gli occhi bagnati dalle lacrime dalla delusione perché, fino ad allora, il miracolo non si era compiuto. Ad un tratto, però, girandomi vidi mio padre entrare dal portone, tutto affannato per il ritardo. Vestito da militare e inzaccherato, ma era proprio lui... Era arrivato in tempo superando ostacoli quasi insormontabili. Questo è il mio ricordo più bello legato alla mia prima Comunione. Ora tocca a una mamma raccontare: negli anni settanta del secolo scorso fu introdotta la regola del saio uguale per tutti i comunicandi. Di solito, quasi per tradizione, i vestitini bianchi con il velo per le bambine ce li prestavamo le une con le altre e questo cambiamento ci sconcertò tanto, perché ci domandavamo cosa avremmo potuto indossare sotto “la divisa bianca”. A questo punto le mamme si misero d’accor- gata. Quando, dopo poco più di un mese andai a cercare il mio vestito “bello” nell’armadione per indossarlo ad andare a Messa, non lo trovai più. Ne chiesi la ragione alla mia mamma, che mi spiegò cosa era successo: una signora povera di un altro paese che aveva tanti figli glielo aveva chiesto in prestito per la sua piccola che doveva fare la prima Comunione, e dato che loro non avevano ancora il saio, lei non avrebbe potuto acquistarlo. La mia mamma glielo prestò volentieri. Ma quando venne il momento di renderlo, la signora le fece sapere che un’altra piccola avrebbe avuto il piacere di metterlo, così lei glielo aveva donato. Si trattava di persone di una Valle notoriamente più povera della nostra e così non riuscimmo nemmeno più sapere quante ragazzine avevano indossato il PELLEGRINAGGIO A PIEDI DA CHERBOURG A MONT ST MICHEL CON IUBILANTES IL 15 MAGGIO IL “DIZZASCO RAGA ROCK FESTIVAL” L’Associazione Amici di Dizzasco e Muronico propone, con il patrocinio del Comune e della parrocchia, il “Dizzasco raga rock festival”. Ecco il programma della manifestazione prevista per sabato 15 maggio presso l’oratorio di Don Bosco di Dizzasco: ore 15.30 apertura manifestazione e presentazione; ore 16.00 suonerà il gruppo Anger della scuola Notasunota di Como; ore 16.30 suonerà il gruppo Crazy Kids della scuola Notasunota di Como; ore 17.00 merenda per tutti; ore 17.30 suonerà il gruppo Atomic Sound della scuola media Ugo Foscolo di Como Borgovico; ore 18.00 question time - Domande ai musicisti. do per un vestitino semplice, anche per ragioni di economia. Ma poco tempo prima dell’evento fece scalpore che il negozio più esclusivo del paese avesse esposto in vetrina un ricco vestito, adatto sì per una festa così bella, ma con un prezzo da mezzo infarto. Nessuna delle nostre famiglie sarebbe stata in grado di spendere una cifra simile. Le donne della mia famiglia passarono così al contrattacco. Con un pezzo di raso la mamma tagliò un bellissimo vestito, la nonna lo confezionò, la cugina lo ricamò rendendolo prezioso e alla mattina del grande giorno, sotto il saio, io avevo un abitino tanto originale e bello da sentirmi tanto elegante da incontrare Gesù. Pensavo di vantarmi con le mie compagne in un prossimo futuro, ma qui accadde una cosa strana che non mi sono mai spie- L’associazione culturale Iubilantes propone dal 15 al 26 luglio 2010 un gradevole pellegrinaggio a piedi da Cherbourg a Mont St Michel per arrivare alla splendida abbazia il 25 luglio, in concomitanza con il grande giubileo compostellano. È un viaggio pensato da Iubilantes per tutti quelli che vogliono provare l’esperienza di un pellegrinaggio a piedi, ma temono un percorso troppo lungo e impegnativo; quelli che vorrebbero andare a Santiago ma temono l’affollamento del Cammino nell’Anno Santo compostellano; quelli che desiderano conoscere il Mar di Normandia e vivere l’emozione della traversata a piedi della baia di Mont St Michel; e quelli che vogliono vivere l’esperienza antica e sempre nuova dei “michelot”, i pellegrini inglesi che dalla Gran Bretagna si recavano in pellegrinaggio nei luoghi dell’Arcangelo Michele. Il programma completo è pubblicato sul sito www.iubilantes.eu. Le iscrizioni dovranno essere fatte al più presto (e comunque non oltre il 23 maggio) telefonando al numero 031-279684 o mandando una mail a [email protected], indicando il proprio nominativo, completo di luogo e data di nascita e versando un acconto di 200 euro, previa contatti con la sede Iubilantes. L’ISM0 CONTRO IL BULLISMO Nuova opportunità per “essere felici a scuola”. Ismo propone infatti l’ultimo laboratorio del progetto di intervento sugli insegnanti mirato a sviluppare la loro capacità di relazione e comunicazione fra colleghi e con gli studenti, presupposto per un efficace rapporto educativo. Obiettivo di questo percorso è la prevenzione del bullismo e del disagio giovanile in Lombardia. L’iniziativa “Essere felici a scuola” a partire dai primi mesi del 2008 ha già coinvolto 185 docenti di 75 scuole elementari, medie inferiori e superiori delle province di Milano, Lodi, Pavia, Como e Bergamo. Il Laboratorio, totalmente gratuito, guidato da formatori professionisti, dura 4 giorni e si svolge al di fuori delle scuole di appartenenza perché le persone possano confrontarsi con esperienze diverse. I professori sono supportati dai formatori nell’attuazione sul campo di quanto appreso nei Laboratori, vengono aiutati a superare le difficoltà che inevitabilmente incontrano, diventando testimoni per i loro colleghi e formando così una comunità di docenti capaci di essere “agenti di relazione”. Il prossimo Laboratorio esperienziale – quello che concluderà il progetto iniziato nel 2008 - si terrà dal 25 al 28 Maggio 2010 a Rota d’Imagna. Per informazioni e iscrizioni al laboratorio contattare Ismo: Elena Meneguzzo [email protected] tel 02-72000497-fax 02-89010721 -p.zza Sant’Ambrogio 16, 20123 Milano. mio vestito. Forse era il castigo perché avevo fatto un piccolo peccato di vanità. Io però conservo ancora una bella foto, che mi è preziosa, con quell’abitino e ora che sono grande penso che se l’avessi tenuto solo per me non lo ricorderei così bene e che quel vestito, confezionato con tanto amore dalle donne della mia famiglia, abbia fatto felice altre piccole nel giorno bellissimo dell’incontro con Gesù... I ragazzi tacciono. Loro non hanno ricordi, ma noi abbiamo, in questo pomeriggio di pioggia, ubbidito a una raccomandazione che ci viene nientemeno dal libro dei salmi : Cio che abbiamo udito e conosciuto - e i nostri padri ci hanno raccontato - non lo terremo nascosto ai nostri figli - racconteremo alle generazioni future - le gloriose e potenti azioni del Signore… A LENNO “COME SOPRAVVIVERE ALLO SPETTACOLO DI FINE ANNO” Venerdi 7 maggio alle ore 21.00 presso la Biblioteca “Vittorio Antonini” di Lenno si terrà la serata: “Come sopravvivere allo spettacolo di fine anno!”, consigli per allievi, genitori , insegnanti per affrontare al meglio il nostro saggio (di danza, musica, teatro...)e... ricominciare se si rivela un disastro. Parlerà la giornalista e ballerina classica Gigliola Foglia. Seguirà una breve presentazione della Collana di libri e giochi “Ballerine” (edita da Il LaboratorioBlu di Como) e dei suoi progetti di solidarietà. ASCOLTO L’associazione Ascolto di Como ricorda l’appuntamento di lunedì 10 maggio, alle ore 21, presso l’Auditorium Collegio Gallio di Como sul tema: “La morte in croce e la resurrezione”. Relatore: mons. Bruno Maggioni. L’iniziativa è nell’ambito del Corso biblico 20092010 su “Il Vangelo di Matteo. P A G I N A 30 Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 SONDRIO LA PREMIAZIONE DELLE TESI CON LA FONDAZIONE MELAZZINI SUL TEMA DELLE FAMIGLIE STRANIERE La «disabilità» nei propri figli L o scorso 23 marzo il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Anna e Michele Melazzini aveva deliberato di conferire il premio per tesi di laurea sulla famiglia ex aequo a Elenora Cortesi e a Francesca Rossi, entrambe laureatesi con il massimo dei voti rispettivamente con le tesi La famiglia immigrata di fronte alla nascita di un figlio disabile: le risorse e le sfide di una difficile transizione e La famiglia affronta l’autismo. Analisi delle relazioni familiari e della loro relazione con l’emotività espressa. Giovedì scorso la sala consiliare della Provincia, intestata allo stesso Melazzini, ha ospitato la presentazione e la premiazione delle due tesi da parte delle autrici introdotte da Francesco Mazza, presidente della Fondazione, e da Delfo Bonenti, direttore sociale dell’Asl di Sondrio. Il primo ha sottolineato come la premiazione manifesti la sollecitudine della Fondazione per le tematiche familiari come indicato nello statuto stesso; il secondo, dopo aver esposto le motivazioni che hanno portato alla premiazione ed aver indicato che nelle tesi la famiglia è vista come un sistema di re- rischio è che il genitore sia tanto preso dalla cura del figlio disabile da abbandonare a se stesso il o gli altri figli sani. A sua volta, Rossi, parlando di autismo, ha osservato che oggi dire autismo è dire tutto, ma anche niente, poiché ancor oggi questa malattia è in corso di definizione dal punto di vista eziologico, lazioni al proprio interno e di interrelazioni con i sistemi esterni e che per ristabilire l’equilibrio familiare bisogna mirare a gestir bene le potenzialità di ciascuna persona, si è soffermato sull’autismo, che ormai ha una lunga storia di studi, che però non sono tuttora pervenuti a soluzioni adeguate alle attese delle famiglie. Concludendo il suo intervento ha ricordato alcuni dati riguardanti persone in età evolutiva seguite dall’Aovv per autismo. Si tratta di dati incompleti - 34 casi nel 2008 e altri 15 che hanno ricevuto solo ricoveri -, poiché le persone escono anche dalla provincia per ricevere assistenza. Per quanto riguarda invece i disabili in famiglie di immigrati, nel 2009 sono stati accertati in provincia 21 casi su un totale di 263 inseriti nelle scuole. Di questi, il gruppo più consistente (dieci) viene dal Marocco; quasi tutti gli altri sono singoli casi appartenenti a differenti nazionalità. Della relazione di Cortesi, molto ricca sotto il profilo tecnico scientifico, ricordiamo che è stata condotta su otto genitori migranti (cinque madri e tre padri), per indagare come viene affrontata la nascita di un figlio disabile. Dalla ricerca è emerso che nelle rappresentazioni grafiche del bambino la madre è una figura molto presente, mentre il padre è marginale. Per comprendere questo dato, la relatrice ha suggerito che la nascita di un bambino disabile richiede più impegno e affetto da parte della madre, mentre il padre sta in disparte, perché si sente ferito nella sua paternità. Inoltre, un essendole attribuita un’eziologia multifattoriale (all’autismo si riconoscono diversi fattori causali), e della nosografia (cioè la descrizione della malattia). Superate ormai le teorie degli anni ’70, ora si è stabilito che l’autismo è dovuto ad una grave e generalizzata compromissione dello sviluppo che genera problematiche familiari, legate ai disturbi relazionali, ai limiti della comunicazione e del linguaggio, ai comportamenti, ecc. Attualmente, i risultati della ricerca scientifica sono approdati a risultati che aprono a nuove e promettenti prospettive cliniche. PI.ME. GLI APPUNTAMENTI DI UNITRE A SONDRIO E A TIRANO Questi gli appuntamenti della prossima settimana presso la sede di Unitre di Sondrio in via Cesare Battisti 29: lunedì 10 alle ore 15.30, un tecnico della Fondazione Fojanini guiderà la proiezione-conferenza del film documentario di Ermanno Olmi, Rupi del Vino, viaggio tra i filari della Valtellina; venerdì 14 alle ore 15.30, Corrado Fabi, già presidente di Confindustria di Sondrio e titolare di IMI Fabi Spa, con proiezioni in power-point illustrerà Il volto della Corea di oggi; lunedì 17 alle ore 15.30, in occasione della chiusura dell’anno accademico, si terrà la sfilata di abiti d’epoca Il nobil vestir in Valtellina e Valchiavenna, progetto realizzato dal Gruppo Sarti dell’Unione Artigiani della provincia di Sondrio e Confartigianato Imprese. Due gli appuntamenti di Unitre di Tirano nello stesso periodo: martedì 11 alle ore 15.00, Enzo Brè, presidente del Circolo filatelico numismatico di Tirano intratterrà su “Tirano - Francobollo che passione!”; martedì 18 alle ore 15.00, Franco Visintin, già direttore tecnico della Rai di Milano, parlerà de Il passo del Bernina dalla via degli xenodochi al trenino rosso. Come sempre, gli incontri si tengono presso la sede del Credito Valtellinese in Piazza Marinoni. VISITA AL SANTUARIO DELL’ASSUNTA A MORBEGNO La Società Storica Valtellinese promuove per sabato 8 alle ore 15.00 la visita al santuario della Madonna Assunta di Morbegno, che sarà guidata da Simonetta Coppa, membro della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico di Milano, e da Giulio Perotti, direttore responsabile del periodico Le Vie del Bene. L’iniziativa è rivolta a tutti e il ritrovo è nei pressi del santuario. SONDRIO IN MEMORIA DI PADRE ABBIATI Guardando ai più poveri associazione Solidarietà Terzo Mondo e La Bottega della Solidarietà di Sondrio, in collaborazione con la Biblioteca civica “Pio Rajna di Sondrio” e gli Amici della Biblioteca di Sondrio, hanno pensato di rendere omaggio alla memoria di padre Giovanni Abbiati, missionario saveriano deceduto in un incidente stradale in Bangladesh il 5 ottobre 2009, organizzando per venerdì 14 maggio alle ore 21.00 un incontro presso la biblioteca sondriese. Sarà presentato il libro “Biglietto di Terza classe” della canadese Heather Wood, della cui vicenda editoriale parlerà in modo più esteso nel corso della serata Massimo Mandelli, che lo editò nel 1994 attraverso l’Officina del libro. Il testo racconta il viaggio di un gruppo di anziani di un villaggio del Bengala in un vagone ferroviario di terza classe attraverso l’India, reso possibile grazie alla generosità di una ricca signora con l’intento di dare un’opportunità di conoscenza alla gente più emarginata ed isolata, aiutandola ad uscire dalla propria limitata miserabile realtà. L ’ Giovanni Abbiati ha tradotto il libro in italiano per contribuire a diffondere la conoscenza della realtà del Bangladesh, cercando di trasmettere le grandi doti di umanità, umiltà, co- raggio e genialità della gente di quella regione e aiutando a superare gli stereotipi negativi. Nel corso della serata si parlerà di viaggi che cambiano la vita. Giovanni Abbiati è partito ragazzo dalla Valtellina, è arrivato nel 1975 nell’altra parte del mondo ed è riuscito a strutturare un’attività di artigianato gestita da donne musulmane insieme a donne hindù e cristiane. Donne che hanno saputo acquisire dignità ed autonomia attraverso il loro lavoro, che ha trovato uno sbocco di mercato nel commercio equo e solidale italiano ed europeo. Desideroso di testimoniare in prima persona non solo carità, povertà ed accoglienza, ha iniziato la sua opera missionaria occupandosi in modo concreto del disagio di migliaia di donne rimaste vedove e sole dopo una gravissima alluvione, per arrivare alla realtà odierna che vede coinvolte circa diecimila donne in 15 gruppi di artigianato. In questi 35 anni i viaggi sono stati molti: di Giovanni in Italia per riuscire a sviluppare i contatti commerciali e a perfezionare l’invio di container di artigianato (fino a 30 all’anno). Di volontari della Bottega della Solidarietà di Sondrio che, per mantenere i contatti diretti, continuativi e propositivi con la realtà delle cooperative, si recano annualmente a proprie spese in Bangladesh. Una di questi è Lidia Perucconi, la più assidua ed appassionata, che porterà la sua testimonianza sulle Donne bengalesi: sguardi, voci e mani. Anche rappresentanti donne delle cooperative artigianali del Bangladesh sono state invitate più volte in Italia per parlare della loro esperienza e di quanto l’attività di artigianato abbia cambiato loro la vita e quella delle loro famiglie. Si sono espresse così: “Ci stimiamo di più”, “Ora abbiamo un posto nella società”, “Con il poco che guadagniamo possiamo mandare i nostri figli a scuola senza pesare sul bilancio della famiglia”, “Abbiamo qualche cosa che ci interessa e facciamo parte di un gruppo”. Sono tutte testimonianze raccolte direttamente dalle artigiane coinvolte nel progetto di padre Giovanni. Benedetto Abbiati, reduce da un recente viaggio in Bangladesh, dove ha raccolto testimonianze toccanti dell’eredità di affetti lasciata dal fratello, parlerà di: Giovanni Abbiati e il Bangladesh. Il viaggio terreno di Giovanni Abbiati si è concluso tragicamente, ma continua in tutti quelli con cui ha lavorato, che l’hanno conosciuto e ai quali ha contribuito a cambiare la vita. Dal 10 al 14 maggio verrà allestita nella Stua della biblioteca un’esposizione di manufatti del Bangladesh. CRONACA P A G I N A Valchiavenna 31 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 MESE UNA MESSA CON IL VESCOVO PER RICORDARE I CENTO ANNI DALLA NASCITA Nel ricordo di suor Tomasina ta la gioia degli organizzatori quando i posti previsti si dimostrarono insufficienti ed insufficienti le seggiole reperite in casa. Il coro parrocchiale San Vittore di Mese, fondato da don Primo, ha animato la santa messa presieduta dal vescovo e concelebrata da ventiquattro sacerdoti, tra i quali i parroci di Uggiate Trevano e di Mese, alcuni parroci della valle, due vicari della diocesi e rappresentanti della comunità religiosa guanelliana e salesiana. Va ricordata la presenza delle autorità civili, i sindaci di Uggiate Trevano, Mese e Piuro e il presidente della Comunità montana. Il parroco di Mese don Casimiro Digoncelli, nel saluto rivolto al vescovo, ha evidenziato come la casa di Mese sia sorta per la Bontà infinita del Signore Gesù e come don Primo l’abbia maturata con ore di Adorazione. Sulla sua scia incontriamo Suor Tomasina, costruita da Gesù Eucaristia e da Gesù Vittima. Nell’omelia mons. Coletti ha ricordato che il concilio Vaticano II ha considerato la santità non un privilegio per pochi, ma una grazia offer- IL CANTAUTORE RON A CHIAVENNA IN RICORDO DI SUOR MARIA LAURA Ci sarà anche Ron a Chiavenna per ricordare suor Maria Laura Mainetti a dieci anni dalla morte. Venerdì 7 maggio, alle ore 21, il cantautore andrà in scena al cineteatro Victoria di Chiavenna portando la sua “testimonianza musicale” in memoria della suora uccisa il 6 giugno del 2000. CHIAVENNA TORNA “LE CHIAVI D’ARGENTO” Torna la rassegna “Le chiavi d’Argento”, giunta alla sua XXIX edizione. Sabato 8 maggio a Chiavenna, nella chiesa di S. Fedele, si esibiranno il “Piccolo Coro Artmemìa” di Torviscosa (Udine), diretto da Denis Monte, e il coro “Torino Vocalensemble” di Torino, diretto da Carlo Pavese. (Si veda approfondimento in Mass Media) UN LIBRO PER I “CENTO DIESIS” DELLA BANDA MUSICALE DI GORDONA All’oratorio parrocchiale San Martino di Gordona verrà presentato, domenica 9 maggio, alle ore 21, il libro “Cento Diesis, oltre un secolo di storia della banda musicale di Gordona”. ta a tutti perché filtrata dai comportamenti e dagli esempi del vivere la carità quotidiana. Sono i santi conosciuti solo a Dio e che testimoniano come sia possibile, quando si vive a contatto con il Signore, diffondere ovunque serenità, speranza e ottimismo. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ M artedì 27 aprile nella cappella dell’Istituto Sacra Famiglia, le suore di don Primo hanno ricordato i cento anni della nascita di suor Tomasina, la giovane che il fondatore aveva accolto, il 27 aprile del 1932, su raccomandazione del parroco don Giovanni Tam, “[…] per vedere se fosse possibile assecondare i voti e le aspirazioni di questa buona giovane”. A ricevere mons. Coletti, con le suore e gli amici dell’associazione di don Lucchinetti, c’era tantissima gente che lo ha accolto con un caloroso applauso di benvenuto. Persone provenienti dalla Valchiavenna e dal paese natale di suor Tomasina. Tutti si sono soffermati sulla tomba della suorina per affidare a lei una preghiera e la richiesta di una raccomandazione da portare alla Vergine. Per quanto fosse prevedibile l’insufficienza degli spazi in chiesa, si confidava nella piazza antistante che, appositamente allestita, avrebbe consentito ad almeno 200 persone di seguire su uno schermo la santa Messa. Grande è sta- All’offertorio sono stati portati all’altare i doni della comunità: il pane e il vino, la copia del certificato di nascita e una lampada per spezzare le tenebre (dono della comunità di Uggiate Trevano) e un porta “candele votive” (dono della comunità di Mese). Al termine della cerimonia commovente e significativo è stato l’abbraccio fra il Vescovo e la superiora generale suor Fedele. Un abbraccio di gratitudine, di speranza e di continuità nella fedeltà alla chiesa e al vescovo sull’esempio del fondatore che, prima di rendere pubblica un’azione pastorale, la presentava al vescovo per l’approvazione. Ora è giusto chiedersi: perché don Primo e suor Tomasina vivono ancora nel ricordo della gente? Guardando i loro volti nella cappella dell’Istituto Sacra Famiglia, dove riposano, e ripensando alle loro vite e al loro abbandono totale a Gesù, si rimane stupiti, ammirati ed attirati fino a piegare le ginocchia. A Mese don Primo e suor Tomasina avevano portato: il sacerdote la Parola di Dio, l’amore per la sua gente e un’ incrollabile fede; la suora la docilità, un animo semplice e umile, uno stato cagionevole di salute, uno scarso quoziente intellettivo e un grande amore per Gesù. Oggi diremmo cose di poco valore, ma che loro trasformarono in santità. MARCO SARTORI CARITAS IL CENTRO DISTRIBUZIONE VIVERI DELLA PARROCCHIA DI MESE Una realtà al servizio della Valle opo aver mosso i primi passi in ambito strettamente parrocchiale, per rispondere cristianamente alle più urgenti richieste di persone che si trovavano in situazione di necessità, la Caritas parrocchiale di Mese offre oggi il proprio servizio a persone in difficoltà economica residenti in tutti i Comuni della Valchiavenna. In accordo con il Centro di Ascolto Caritas di Chiavenna e in collaborazione con la Caritas di Sondrio e il Banco Alimentare della Lombardia, dal luglio 2004 essa ha infatti aperto un servizio di distribuzione vi- D veri agli indigenti dell’intera Valchiavenna contando attualmente sulla disponibilità di quindici volontari (incaricati dell’approvvigionamento, della distribuzione, dei contatti con Enti, della rendicontazione). Tale servizio è realizzato in uno spazio messo gratuitamente a disposizione dal Comune di Mese, precisamente nell’edificio delle ex Scuole Elementari, e viene effettuato ogni martedì mattina dalle ore 8.30 alle ore 9.30. Le segnalazioni delle famiglie che necessitano di aiuto vengono fatte dal Centro di Ascolto (CdA) Caritas di Chiavenna, dal Centro di Aiu- to alla Vita (C.A.V.) di Chiavenna, dai Servizi Sociali di base, dalle Parrocchie: è pertanto a queste istituzioni che deve rivolgersi ogni persona o nucleo familiare in difficoltà economica per accedere al servizio e dunque per poter avere un pacco viveri. Al fine di salvaguardare la privacy degli interessati, la consegna degli alimenti avviene tramite i volontari o gli operatori delle istituzioni sopra nominate; la consegna può essere fatta anche direttamente agli interessati, ma solo in seguito all’accreditamento del nucleo familiare stesso, ovvero dietro presentazione del fo- “LA CASA E’ UN DIRITTO” DODICI APPARTAMENTI A CANONE SOCIALE A CHIAVENNA Dodici appartamenti a canone sociale in un nuovo stabile di via Mosca. Sabato scorso a Chiavenna c’è stato un taglio del nastro atteso da diverse famiglie della città. Affitti medi di circa 100-150 euro, meno della metà dei prezzi di mercato. Bastano poche cifre per spiegare l’importanza del ruolo svolto da Aler in un contesto - la Valchiavenna - dove l’edilizia popolare ha un’importante tradizione. In alcuni casi, per i nuclei familiari con redditi estremamente ridotti, l’affitto è ancora più basso, in altri cresce proporzionalmente al reddito. Al di là di queste variabili, è certo che la richiesta di questo tipo di opportunità è sempre presente in città. Lo ha confermato nel corso dell’inaugurazione il sindaco di Chiavenna Maurizio De Pedrini, affiancato dal vice Gianfranco Cerfoglia e dal presidente della Comunità montana Severino De Stefani. «E’ uno dei momenti più positivi di questa nostra esperienza amministrativa - ha sottolineato il primo cittadino -. Nei nostri primi undici mesi di attività in municipio, la nostra giunta ha raccolto quasi quotidianamente moltissime richieste da parte di cittadini che ci chiedono un aiuto per la casa, un bisogno che spesso è anche un sogno. Spesso diamo per scontato che sia un diritto, in realtà in molti casi è una grande fatica per molte persone che vivono nel nostro comune. Questa situazione dimostra che il lavoro di Aler è sempre prezioso e che ogni sforzo in questa direzione è motivato». E’ stata evidente anche la soddisfazione delle persone che, a volte dopo una lunga attesa, hanno ricevuto le chiavi degli appartamenti. «Dobbiamo rilevare che le case Aler possono contare su un’ottima qualità», ha concluso il sindaco. S.BA glio di segnalazione rilasciato dalle istituzioni sopra nominate. Ogni famiglia può ricevere il pacco viveri ogni quindici giorni. Gli alimenti che vengono distribuiti provengono in parte dalla raccolta che viene effettuata nella Giornata Nazionale della Colletta Alimentare o dalla Comunità Economica Europea; in parte invece sono acquistati grazie al contributo fornito da quei Comuni della Valchiavenna, che hanno risposto positivamente all’appello della Parrocchia di Mese a collaborare; in parte anche grazie al contributo della Parrocchia stessa di Mese, la quale attinge dalle offerte dei parrocchiani. Da segnalare che alcune persone in difficoltà economica di diverso genere sono state quest’anno aiutate anche grazie al Fondo diocesano di solidarietà, frutto della raccolta di offerte promossa dal nostro Vescovo per andare incontro con concreto spirito cristiano ai bisognosi. Attualmente sono seguiti dalla Caritas Parrocchiale di Mese ben quarantaquattro nuclei familiari per un totale di centonove persone, sia immigrate che locali. Dunque anche vicino a noi ci sono persone che tendono una mano, che chiedono di essere sostenute. Lasciamoci tutti interpellare e, per quanto a ciascuno è possibile, aiutiamo ad aiutare! Il gruppo Caritas parrocchiale di Mese P A G I N A 32 CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 SONDRIO INCONTRO CON DON NANDINO CAPOVILLA Racconti da Gaza... L a verità è sempre difficile da affrontare. Perché si scontra con le nostre idee, i nostri pregiudizi, le nostre paure. I condizionamenti che quotidianamente subiamo. La verità richiede libertà. La libertà del cristiano. La libertà del cuore che, sprigionato, può amare e comprendere. Con tre libri “Un parroco all’inferno”, “Via Crucis in Terra Santa”, “Bocche scucite. Voci dai territori occupati” (tutti Edizioni Paoline) e con un video “Piazza pulita. Memoria di un popolo oppresso che vuole resistere” (realizzato per la divulgazione nelle scuole), don Nandino Capovilla, coordinatore nazionale di Pax Christi e referente della campagna “Ponti e non muri”, promossa da Pax Christi International per la pace in Terra Santa, gira l’Italia per divulgare la verità sulla questione palestinese, una verità ignorata dai media oppure oscurata dalla disinformazione. Armato di fede e di passione, lo scorso giovedì 29 aprile ha portato la sua testimonianza a Sondrio, dove ha raccontato quanto accade oggi in Palestina, la terra dove Gesù è nato, è vissuto, è morto in croce. Perché al di là di ogni possibile ragione, la guerra tra Israele e i guerriglieri di Hamas coinvolge una popolazione che non ha commesso crimini, un popolo inerme di uomini, donne, bambini. Non sono soltanto musulmani. Tra loro, infatti, ci sono anche 3.000 cristiani. Per tutti, il dolore e l’umiliazione sono una realtà quotidiana e la Terra Santa un calvario di paura e di insicurezza costanti. La Striscia di Gaza è una prigione a cielo aperto. Il Muro di otto metri, che la separa dal mondo circostante, segna un invalicabile confine, che si estende per decibe di chilometri e rinchiude i suoi abitanti in un tragico isolamento, costringendoli a vivere sotto embargo. Senza corrente elettrica, senza cibo, senza medicine, senza possibilità di fuga. Unica possibilità di sopravvivenza, i rifornimenti che, attraverso i tunnel scavati sottoterra, riescono a oltrepassare la barriera. Centinaia di check points frantumano, invece, la Cisgiordania, isolano i villaggi, spezzano le comunità. Sono ostacoli esasperanti per chi li deve attraversare ogni giorno ed è costretto a sottoporsi a prostranti e umilianti ore di attesa e di controlli per spostarsi, ad esempio, da Betlemme a Gerusalemme, per poter andare al lavoro, a scuola, ad incontrare un amico, una fidanzata, per essere trasportato in ospedale. Il film proiettato da don Naldino mostra anche le immagini di morte e distruzione del conflitto del 2009, quei 22 giorni durante i quali CON IL GRUPPO DOPOTRAUMA, PIANTINE PER LA PRIMAVERA La primavera è ormai arrivata e negli orti iniziano a spuntare le prime piantine. È così anche a Morbegno dove il gruppo Luogo Comune della Cooperativa Insieme, come ogni anno, ha prodotto diverse piantine da orto, piante aromatiche e fiori, ora in vendita. I vegetali sono stati coltivati, all’interno del progetto Dopotrauma, da persone disabili con esiti da trauma cranico, dovuti a incidenti, ictus o aneurisma. L’obiettivo è quello di aiutare queste persone ad accrescere la propria autonomia attraverso il lavoro nell’orto, mentre il ricavato della vendita verrà utilizzato per finanziare l’attività del prossimo anno. Le piante sono prenotabili e acquistabili chiamando i seguenti numeri di telefono: 0342-614587 o 348-7461047. I DIPENDENTI DELLA OXIVAL DI PIATEDA TORNANO AL LAVORO Da lunedì i 33 dipendenti della ditta Oxival di Piateda potranno riprendere il lavoro. La decisione è emersa dal tavolo di confronto di mercoledì 28 aprile chiesto alla Provincia dai sindacati e dal sindaco di Piateda, Aldo Parora, e presieduto dal presidente Massimo Sertori. Alla concertazione hanno preso parte, oltre al Dirigente del Settore Programmazione Integrata, Turismo, Cultura e Ambiente, l’Asl, l’Arpa, e i referenti dell’Azienda. Si è giunti così alla revoca temporanea della precedente sospensiva emanata dagli Uffici di Palazzo Muzio lo scorso 20 aprile, decisa in seguito all’esito dei rilevamenti eseguiti dall’Arpa. Il tavolo, dunque, ha proposto che l’Azienda da subito si attivasse per sottoscrivere un piano di adeguamento attraverso il quale si definiscono tempi e modi per la messa a norma della struttura e del comparto produttivo. La sospensione temporanea del precedente dispositivo resterà in vigore fino al 30 giugno prossimo, entro quella data la ditta Oxival dovrà provvedere alla sistemazione della canna fumari dell’impianto termico e soprattutto all’installazione e messa in esercizio di un idoneo sistema di aspirazione dei fumi delle vasche di ossidazione. Da subito, invece, la ditta fornirà a tutti gli operai i dispositivi di auto protezione necessari a operare in sicurezza e si impegnerà a utilizzare processi chimici a bassa concentrazione. Nel corso di questi due mesi Provincia, Arpa e Amministrazione Comunale di Piateda effettueranno un costante monitoraggio dei lavori. Il 30 giugno, inoltre, si procederà a un sopralluogo di verifica. Entro la fine dell’anno, la ditta Oxival si è impegnata a eseguire tutte le altre prescrizioni richieste dalla Provincia su indicazione dell’Arpa. Soddisfatto il Presidente della Provincia. «In questo momento di crisi - ha dichiarato Massimo Sertori - è più che mai necessario percorrere la via del confronto e della concertazione per non lasciare soli sia i lavoratori e le loro famiglie sia le aziende. Ritengo che attraverso queste modalità e grazie al costante ascolto delle difficoltà sia possibile superare i momenti di difficoltà tutelando in questo caso sia la sicurezza di chi lavora sia il rispetto dell’ambiente. Un gesto di responsabilità e di fiducia che chiama tutti gli attori coinvolti in questa delicata questione ad assumersi le proprie responsabilità». VIABILITÀ DI COLLEGAMENTO PER LA VALMASINO Dallo scorso 29 aprile il ponte sul torrente Cavrucco in Valmasino è transitabile. In tarda serata è stato aperto al traffico anche il ponte sul Masino. Le certificazioni comprovanti l’idoneità delle due strutture, attese dopo il collaudo statico della settimana scorsa, sono state consegnate a Palazzo Muzio. Le due opere realizzate in tempi stretti dopo le frane dello scorso dicembre consentiranno di percorrere in tutta sicurezza la pista provvisoria tracciata nei giorni dell’emergenza. Ora sono stati programmati i lavori per la messa in sicurezza della Strada Provinciale, ancora chiusa al traffico. le forze israeliane fecero strage di civili palestinesi disarmati, distruggendo migliaia di abitazioni. Millequattrocento morti, di cui quattrocento bambini, seicentomila tonnellate di macerie. «Un inferno di orrore e distruzione, di lutti, dolore e odio si è abbattuto in quelle ore sulla Striscia di Gaza e sul territorio israeliano adiacente», racconta Manuel Musallam, il parroco che per quattordici anni ha vissuto a Gaza. «Durante l’attacco, cristiani e palestinesi pregavano insieme, uniti cercavano di resistere», racconta ancora. «La loro è stata una resistenza non violenta, evangelica». Anche la tecnologia è venuta in soccorso. Per spezzare l’assedio e creare comunione, il parroco mandava a tutti ogni giorno una frase del Vangelo attraverso il cellulare. «Certo il mondo è stanco di questo conflitto. Il silenzio, però, non si può giustificare. La Chiesa e i cristiani hanno l’obbligo di affrontare e denunciare la grave situazione in Palestina. Cristo crocifisso è il simbolo di tutti gli oppressi. La sua resurrezione è un impegno di riscatto dell’oppresso che ci chiama sempre in causa», dice ancora don Nandino. Pax Christi promuove periodici viaggi di conoscenza in Terra Santa. Questi speciali pellegrinaggi, definiti “di giustizia”, seguono circuiti alternativi a quelli imposti da Israele ai pellegrini cristiani, che escludono la popolazione palestinese. I viaggiatori di Pax Christi, invece, incontrano i palestinesi, cristiani e musulmani. «Non siamo terroristi, vogliamo vivere, amiamo la vita», è l’invocazione che proviene dal giovane popolo di Gaza. (il cinquanta per cento dei palestinesi di Gaza ha meno di quindici anni). We cry in silence, piangiamo in silenzio, ha scritto qualcuno sul muro di un check point. Mentre un gruppo di studenti a Gerusalemme canta la canzone di John Lennon: And one day the world will be one. Un giorno il mondo sarà uno solo. Per tutti. MILLY GUALTERONI PROGETTO SOSPESO PER IL PARCO EOLICO DEL PASSO SAN MARCO Semaforo rosso per il nascituro parco eolico presso il passo san Marco, il giogo che segna il confine fra le province di Sondrio e Bergamo, fra bassa Valtellina e Valbrembana, una zona a protezione speciale e, dal 2000, sottoposta ai vincoli europei di Rete Natura. A restare in sospeso la realizzazione di quattro pali alti 100 metri, per una potenza complessiva di circa 6 Mega watt. Da progetto, dovevano essere edificate fra Bema e Albaredo. Lo stop è arrivato dalla conferenza dei servizi. Oltre all’ente Provincia di Sondrio, si sono espressi negativamente sui quattro generatori (che in un primo tempo dovevano essere addirittura sei) anche l’ente Provincia di Bergamo, il Parco delle Orobie Bergamasche e quello valtellinese, i sindaci di una trentina di Comuni della Bergamasca, che hanno presentato una raccolta firme. Sembrerebbe tutto da rifare. La conferenza è stata perentoria: o si presentano, entro 60 giorni, alternative progettuali che prevedano compensazioni ambientali idonee al territorio come la riduzione del numero o delle dimensioni delle pale o la diminuzione della produzione energetica oppure tutto viene affidato alla Regione Lombardia. Fra due mesi gli enti torneranno a riunirsi per valutare le nuove proposte. Tanti i motivi del no. Oltre alla presenza ingombrante e inquinante dei mezzi pesanti del cantiere, a sollevare perplessità è la potenza, la rumorosità e l’impatto visivo e ambientale delle pale, davvero molto pericolose per la fauna locale, specie quella aviaria. A CONTATTO CON LA NATURA All’interno del progetto In campo, promosso dall’Associazione VentiVenti, proseguono le azioni educative rivolte agli alunni delle scuole primarie del mandamento di Morbegno gestite in collaborazione con la Cooperativa Sociale Insieme. L’intervento si sta realizzando in 10 classi e sta raggiungendo circa 250 bambini e 20 insegnanti. Dal 19 aprile sono partiti gli Orti socio-didattici, ovvero la preparazione e la cura degli spazi per ogni scuola adibiti ad orto in cui bambini, insegnanti, operatori del progetto, genitori e volontari stanno cooperando in un’esperienza di produzione orticola. CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 P A G I N A 33 SONDRIO IL CONVEGNO SULL’ECONOMIA VERDE ORGANIZZATO DA POLITEC VALTELLINA Risparmio energetico: proposte C ome da tradizione, in concomitanza con l’Assemblea Ordinaria dei Soci, il Polo Tecnologico della Valtellina è solito organizzare un convegno su argomenti “caldi” con relatori di spessore. Dopo banda larga e telemedicina, il workshop 2010 - tenutosi venerdì pomeriggio presso la Sala Martinelli della Camera di Commercio di Sondrio - è stato incentrato sul tema dell’Energia. Con l’amministratore delegato di Politec Stefano Besseghini nel ruolo di moderatore, al tavolo dei relatori sono intervenuti Gildo de Gianni (vicepresidente GME), Eros Gotti (presidente EnerGE), Simone Meroni (amministratore delegato di Servitec) e Alessandro Pascucci (FederESCO Italia) - quest’ultimo via skype grazie alla connessione WiMAX gentilmente offerta da Politec Bandalarga -. Visto il grosso impiego di fonti non rinnovabili, i costi elevati e le inevitabili ricadute negative a livello ambientale, i diversi relatori sono stati una- nimi nel promuovere la nascita di una ESCO a livello locale che possa dare efficaci risposte su scale profondamente diverse: dal singolo privato nella propria abitazione, alla grande centrale a ciclo combinato. Sulla scorta delle positive esperienze maturate nel mondo anglosassone, infatti, anche il nostro paese sta riconoscendo un ruolo preminente a delle società di servizi che si occupano della gestione di interventi di risparmio energetico, premiandone l’operato con il riconoscimento della gestione dei cosiddetti certificati bianchi. Politec, in tal senso, si sta attivando per la costituzione di una ESCO territoriale in grado di operare quale punto di accumulazione delle possibilità di intervento, sia nel INAUGURATO A CHIAVENNA IL NUOVO FABBRICATO ALER È stato inaugurato lo scorso 30 aprile il nuovo fabbricato Aler a Chiavenna, in via Giuseppe Mosca 14, composto da 12 appartamenti e 6 autorimesse. L’intervento era iniziato il 24 novembre 2008 ed ha avuto un costo complessivo di 930mila euro, la Regione Lombardia lo ha finanziato per 667mila euro in attuazione del programma regionale per l’edilizia residenziale pubblica 2007-2008. Le opere principali sono state appaltate all’impresa edile GI.MA.CO. Costruzioni s.r.l. di Delebio. La progettazione è stata curata dall’Ufficio tecnico dell’Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale che ha seguito anche la direzione lavori con l’architetto Antonio Saligari ed il geometra Andrea Giugni. All’inaugurazione sono intervenuti il presidente Aler Gildo De Gianni, il sindaco di Chiavenna Maurizio De Pedrini, il presidente della Cm Severino De Stefani e anche i consiglieri regionali Ugo Parolo e Angelo Costanzo. Oltre alla consegna delle chiavi alle famiglie c’è stata la benedizione del parroco don Giuseppe Paggi. “Questo intervento - le parole del presidente De Gianni - offre risposte ad una richiesta di case a canone sociale che per Chiavenna è arrivata a 71 domande. Occorre quindi che lo Stato e la Regione continuino a finanziare l’edilizia sociale al fine di consentire alle Aler di dare risposte concrete ai bisogni abitativi delle fasce deboli della popolazione. Noi faremo fino in fondo la nostra parte nel rendere disponibili alloggi a canone sostenibile, nel migliorare la qualità del nostro patrimonio edilizio riducendo così le spese che le famiglie devono sostenere. In particolare voglio sottolineare che il fabbricato che oggi andiamo a consegnare è stato studiato e realizzato utilizzando le nuove tecniche di contenimento energetico. Infatti è dotato di pannelli solari che contribuiranno al contenimento delle spese per la produzione di acqua calda, con un impianto di riscaldamento a pavimento che crea un comfort interno all’alloggio più alto rispetto ai tradizionali termosifoni”. Secondo De Gianni “la sfida che ci vede protagonisti nel cercare di dare risposte sempre più appropriate alle famiglie potrà essere perseguita con la collaborazione delle amministrazioni comunali. Pertanto ringrazio il sindaco De Pedrini per la condivisione del progetto e per la collaborazione prestata. Un ringraziamento va poi alla nostra Regione, qui rappresentata dai nuovi consiglieri eletti, che ha sostenuto economicamente questo intervento. A loro chiedo anche a nome di tutta la nostra provincia, sempre più attenzione e appostamento di risorse affinché Aler e Comuni possano dare risposte sempre più adeguate a chi richiede un alloggio di edilizia residenziale pubblica”. Infine il presidente De Gianni ha ricordato come la realizzazione di Chiavenna vada di fatto a concludere positivamente una serie di interventi dell’Aler nella zona. “Ci tengo a sottolineare che dal 1976 ad oggi nel quartiere sono stati costruiti da Aler 45 alloggi in affitto e 22 in vendita. Alle famiglie che oggi prendono possesso del fabbricato rivolgo i migliori auguri confidando che possano vivere in armonia questa nuova avventura”. CENTO ANNI DELLA FERROVIA DEL BERNINA: A TIRANO INIZIATIVE CULTURALI DAL 6 AL 9 MAGGIO Cento anni fa entrava in funzione la linea del Bernina, dallo scorso anno parte integrante del Patrimonio mondiale Unesco. Il treno diretto tra St. Moritz e Tirano è circolato per la prima volta il 5 luglio 1910: 61 chilometri di raffinata ingegneria edile davanti al monte più alto dei Grigioni. Da quel momento in poi si è registrato un continuo successo per questa ferrovia che attraversa le Alpi e circola durante tutti i giorni dell’anno. Nel 2010 la ferrovia centenaria mostra il suo lato migliore, con una ricca offerta di eventi lungo tutto l’anno. In questi giorni, dal 6 al 9 maggio, i festeggiamenti si svolgono a Tirano. A SONDRIO IL 7 MAGGIO LA GIORNATA DELL’ECONOMIA Venerdì 7 maggio la Camera di Commercio di Sondrio, a partire dalle ore 15.00, presso la Sala Martinelli, ospita l’ottava giornata dell’economia. Nel corso del pomerigigo saranno presentati i dati congiunturali relativi all’anno 2009. Inoltre ci saranno le relazioni del prof. Alberto Quadrio Curzio e dell’economista Dario Di Vico. Filo conduttore della giornata sarà: Oltre la crisi. Su quali basi? settore pubblico, sia in quello imprenditoriale. Il progetto, comprende inoltre la costituzione di un centro di competenza che sia in grado di interfacciarsi con il mercato nel fornire risposte metodologiche, tecniche e finanziarie. Richiamando una discreta partecipazione di pubblico (una sessantina di spettatori), il workshop di Politec ha permesso ai presenti di farsi un’idea chiara e concreta di quali siano le effettive possibilità offerte da queste società di servizi specializzate nell’effettuare interventi nel settore dell’efficienza energetica. Non solo, il convegno si è pure rivelato un’ottima occasione di confronto per prendere spunto da realtà già operanti e per fotografare quella che è la realtà provinciale. Ciò che ne è emerso ha dipinto un settore privato spesso attento a quelle che sono le innovazioni in ambito tecnologico, energetico e ambientale - soprattutto quando quest’ultime coincidono con un effettivo risparmio sui consumi -, e un settore pubblico dove ancora molto resta da fare, sia in ambito pratico che di sensibilizzazione. Tra le varie conclusioni, degna di nota quella di Gildo De Gianni che, plaudendo all’iniziativa di Politec e sponsorizzando la creazione di una ESCO Territoriale, ha però nel contempo sollecitato le banche locali a facilitare l’accesso al credito per la realizzazione di interventi che riguar- dino l’adattamento delle imprese alle normative vigenti sul risparmio energetico. ESCO è l’abbreviazione o l’acronimo, di “Energy Service Company”, ovvero Società di Servizi Energetici. Storicamente le prime Esco sono nate in America a cavallo del 1980 per rispondere alle esigenze di risparmio energetico e risorse, nei settori pubblici e privati con alti consumi. L’originalità dell’attività della Esco consiste nel fatto che gli interventi materiali e ûnanziari necessari a conseguire gli obiettivi di risparmio energetico sono sostenuti dalle stesse Esco e non dal cliente o utente ûnale. L’utente energetico è sgravato da ogni forma di investimento, e non dovrà preoccuparsi di ûnanziare gli interventi migliorativi dell’efficienza dei propri impianti. La Esco si ripaga l’investimento, e il costo dei servizi erogati, con una parte del risparmio energetico effetto dell’intervento. Il risparmio energetico è quello rilevato a consuntivo e non quello teorico. FONDI E AIUTI DALLA FONDAZIONE PRO VALTELLINA Il Consiglio di Amministrazione della Pro Valtellina, presieduto da Marco Dell’Acqua, ha deliberato i contributi ai progetti presentati nell’ambito del Primo Bando 2010 finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e allo sviluppo della comunità attraverso la promozione artistico-culturale e l’educazione ambientale. Tra le decine di richieste avanzate da associazioni, Enti Pubblici e organizzazioni non profit che operano in Valtellina e Valchiavenna ne sono state selezionate 41 che rispondono ai requisiti indicati dal bando. Sono stati ripartiti 300 mila euro che consentiranno ai beneficiari di realizzare le iniziative presentate, finanziati fino a un massimo del 50% del loro costo complessivo e per un importo non superiore ai 25 mila euro. “Abbiamo ricevuto moltissimi progetti, a conferma del dinamismo e dell’impegno del mondo del volontariato e degli Enti Pubblici nei settori dell’arte e della cultura – sottolinea il presidente Marco Dell’Acqua –. I bisogni sono molti e non si limitano alla conservazione e al restauro dei beni architettonici, cresce la voglia di sperimentare in campo culturale che si realizza attraverso proposte di eventi, di corsi, di visite guidate che coinvolgono bambini, giovani e adulti. Un segnale importante per il nostro territorio che sempre più si apre alla cultura e all’arte. Un discorso a parte merita l’ambiente, al quale pure il bando si rivolgeva: cresce la consapevolezza nei confronti del nostro patrimonio naturalistico e aumentano le iniziative di sensibilizzazione per la sua salvaguardia. Con questi 300 mila euro crediamo di aver dato un aiuto concreto ad associazioni così attive che tanto si impegnano per la crescita del nostro territorio”. Com’è consuetudine, i beneficiari dovranno a loro volta coinvolgere la comunità locale raccogliendo il 20% di quanto loro assegnato che Pro Valtellina destinerà al Fondo patrimoniale per raggiungere i 5 milioni di euro che faranno scattare il premio di Fondazione Cariplo: altri 5 milioni di euro che, aggiungendosi alla dotazione iniziale, faranno lievitare il patrimonio a 15 milioni. Questo Primo Bando 2010 svilupperà donazioni per 60 mila euro ai quali la Pro Valtellina confida di aggiungere i contributi del cinque per mille. “Nell’approssimarsi delle scadenze fiscali – dichiara il presidente Dell’Acqua – non posso esimermi dal sottolineare l’importanza di devolvere il cinque per mille alla nostra fondazione. Un’altra possibilità è rappresentata dalla creazione di fondi: il nostro consigliere Piergiordano Pasini, ad esempio, ne ha creato uno in memoria dei propri genitori. Sarebbe non soltanto un aiuto concreto ma anche un modo per sostenere la nostra attività. La sfida dei cinque milioni di euro deve diventare la sfida di tutti e ciascuno può donare piccole o grandi somme partecipando a un progetto importante per la nostra provincia. Una fondazione ancora più solida dal punto di vista patrimoniale sarà in grado di fornire le risposte che il territorio attende per soddisfare bisogni nei settori del sociale, della cultura, dell’arte e dell’ambiente”. Lo scorso 29 aprile, invece, a Sondrio, si è svolta la cerimonia di consegna dei contributi assegnati da Fondazione AG&B Tirelli e Pro Valtellina nell’ambito del bando congiunto per il settore del sociale. Ventuno contributi a diciannove tra associazioni, scuole e cooperative che operano sul territorio che serviranno a realizzare progetti di sostegno e di aiuto alle persone in stato di bisogno: disabili, anziani, minori e famiglie. L’erogazione era compresa tra i 600 e i 15 mila euro. Ciascun progetto è stato finanziato fino a un massimo del 70% del suo costo totale. Tra le iniziative premiate figurano percorsi di educazione e di istruzione per i figli di genitori in difficoltà economiche, l’accoglienza di persone bisognose attraverso la realizzazione e l’ammodernamento di servizi e strutture, sostegno ai disabili, laboratori. Sono stati chiamati uno ad uno i rappresentanti dei 19 beneficiari: il III Circolo Didattico di Sondrio, l’associazione Tremenda XXL, le cooperative sociali Arca, Insieme, Nicolò Rusca e Verde Agricola, il Centro Risorse Handicap, Aias, Anffas, le associazioni Fiori di Sparta, Prometeo e Quadrifoglio, il Consultorio La Famiglia e il Centro di aiuto alla vita di Sondrio, la scuola dell’infanzia Sacro Cuore, Bambini nel mondo, Fantamici, Alomar e il Gruppo volontariato vincenziano. Aias e Fantamici hanno ricevuto ciascuna due contributi per altrettanti progetti distinti. P A G I N A 34 MASSMEDIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 DUE CORI IN CONCERTO A CHIAVENNA “Le chiavi d’argento” G li organizzatori della rassegna culturale “Le Chiavi d’Argento” – Incontri corali “G. D’Amato” hanno scelto di presentare, per la XXIX edizione del tradizionale concerto vocale che si terrà sabato 8 maggio alle ore 21 presso la chiesa di San Fedele in Chiavenna, due formazioni corali molto rinomate: il “Piccolo coro Artemìa” di Torviscosa (UD) diretto dal M° Denis Monte e accompagnato al pianoforte da Patrizia Dri e il “Torino Vocalensemble” diretto dal M° Carlo Pavese. In apertura di serata i fanciulli di Torviscosa propongono l’esecuzione di quattro canti popolari tradizionali del Friuli (La sclava, Un doi tre, Staimi a tenz, Il calderin) armonizzati per coro a tre voci dal compositore friulano Orlando Dipiazza: una danza, una conta, un canto natalizio e una “villotta” tipiche delle valli dell’Alto Friuli. Terminata la parentesi popolare si procede con una ricca scaletta di pezzi spazianti dal primo Ottocento al Novecento tra cui spiccano “Spring”, un inno alla primavera scritto per coro a tre voci pari dal compositore ungherese Bela Bartok (1881-1945), “Die Nacht”, un emozionante lied di Franz Schubert (1797-1828) su testo di Friedrich Adolf Krummacher, originariamente per coro maschile, proposto a quattro voci pari, “Maria Mater Gratiae”, un delicato mottetto per coro a due voci e pianoforte di Gabriel Faurè (1845-1924) e “Nachthelle”, Lied per solo, coro a quattro voci e pianoforte di Schubert, il cui testo dice: “La notte è lieta e pura, nel più luminoso splendore; le case guardano meravigliate completamente inondate d’argento. Il chiarore in me è così meraviglioso, così pieno e traboccante e dentro rende tutto libero e limpido, completamente senza dolore e rancore. Nella dimora del mio cuore non posso trattenere tutta questa luce, vuole uscire, deve uscire e infrange l’ultima barriera”. In chiusura della prima parte sarà possibile ascoltare tre brani tratti dalla celebre “A Ceremony of Carlos” op. 28 del compositore inglese Benjamin Britten (1913-1976). Il giovane ensemble di Torino diretto da Carlo Pavese ha scelto di approfondire un repertorio meno frequentato, ma alquanto suggestivo, quasi del tutto dedicato ad autori contemporanei. Un orientamento di studio, questo, che per l’efficacia della profondità interpretativa, ha porta- to il gruppo all’attenzione del panorama corale internazionale. Dopo una raffinata apertura dedicata a Felix Mendelssohn Bartholdy, con l’esecuzione del Salmo “Warum toben die Heiden” Op.78 n°1 per doppio coro, sarà possibile ascoltare: “O domine” per mezzosoprano e coro di Thomas Jennefelt (1954), “Ave Maria” per doppio coro di Sven D. Sarmströn (1942), “Four Shakespeare Songs” di Jakko Mäntyjärvi (1963) e “Water night” di Eric Whitacre (1970). Di quest’ultimo giovane autore americano, personalità di spicco nell’ambito della coralità mondiale, è già stato possibile conoscere ed apprezzare lo stile suggestivo dalle complesse architetture accordali grazie all’esecuzione di un altro suo brano, “Sleep”, avvenuta nella scorsa edizione della rassegna ad opera del coro “Calycanthus” di Parabiago (MI). Ingresso libero. ELENA OREGGIONI Tele IL comando Domenica 9. Le frontiere dello Spirito, C5,8,50. Intervista a padre Samir islamista sull’importanza del dialogo tra le religioni. A sua immagine, Rai1, 10,30. L’ispettore Barnaby, La7, 13,35. Viaggio nel mondo che non c’è, It1, 14,00. Film tv canadese per ragazzi. Una ragione per vivere e una per morire, R4, 16,15. Western con Bus Spencer. El Cid, La7, 17,00. Film d’avventura con S. Loren. Le carte di Moro, RaiStoria, 21,00. Doc. NCIS, Rai2, 21,00. Telefilm polizieschi. Tutti pazzi per amore 2, Rai1, 21,30. Fiction di successo . I delitti del cuoco, C5, 21,30. Con Bud Spencer. NCIS, Rai2, 21,00. Telefilm. Report, Rai3, 21,30. A misura d’auto. L’auto e gli italiani. La cena per farli conoscere, C5, 23,30. Bel film di Pupi Avati. Speciale Tg1, Rai1, 23,45. Glob l’osceno del villaggio, Rai3, 23,35. Si parla di comunicazione con ironia. Lunedì 10 Montalbano, Rai1, 21,10. Fiction: Il cane di terracotta. L’infedele, La7, 21,10. Attualità con G. Lerner. Chi l’ha visto?, Rai3, 21,05. Attualità. Italia’s got talent, C5, 21,10. Spettacolo alla ricerca di talenti. La 2° guerra mondiale a colori, RaiStoria, 21,00. Doc. Il comandante Florent, R4, 21,10. Poliziesco. Martedì 11. Garibaldi, RaiStoria, 19,00. Doc. Voglia di aria fresca, Rai1, 21,10. Varietà con C.Conti. Ballarò, Rai3, 21.10. Attualità. Vite straordinarie: I Savoia, R4, 21,10. Documenti. Senza traccia, Rai2, 21,05. Guerre, bugie e Tv, RaiStoria 21,00. Doc. Missione Natura, La7, 21,10. Documentari. Mercoledì 12. Il papa e i segreti di Fatima, Rai1, 21,10. Speciale Porta a porta. Scoop, R4, 21,05. Film commedia di Woody Allen. Tetris, La7, 21,10. Attualità. La mia super ex ragazza, Rai4, 21,10. Film commedia con U. Turman. Sfida senza regole, Rai3, 21,10. Thriller di Avnet con Al Pacino e R. De Niro. Giovedì 13. Donne detective 2, Rai1, 21,10. Fiction. Destini incrociati, R4, 21,10. Thriler con H. Ford. Law & Order, Rai3, 21,10. I delitti del cuoco, C5, 21,10. Fiction italiana. SOS Tata, La7, 21,10. Reality istruttivo. Parla con me, Rai3, 23,20. Spettacolo. Venerdì 14. Lo specchio della vita, R4, 16,20. Film drammatico di D. Sirk. Mi man- da Raitre, 21,10. Attualità. Crimini 2, Rai2, 21,05. Film tv giallo. La questura di Perugia è sulle tracce di una banda di criminali. Exit, La7, 21,10. Attualità con I.D’Amico. Don’t say a word, R4, 21,10. Thriller con M.Douglas. CSI, It1, 21,10. Poliziesco. Tv7, Rai1, 23,20. Attualità. Nerone, RaiStoria, 21,00. Fiction della serie Imperium. Sabato 15. Sulla via di Damasco, Rai2, 10,15. Rubrica religiosa. Poirot la parola alla difesa, R4, 15,05. Giallo. Camp rock, It1, 14,10. Film musicale per ragazzi. A sua immagine, Rai, 17,10.Attualità religiosa. Ti lascio una canzone, Rai1, 21,10. Spettacolo con A. Clerici alla ricerca di nuovi talenti. Sky hig, scuola di superpoteri, It1, 21,10. Film fantastico con K. Russel. Ulisse, Rai3, 21,30. Inventori ed invenzioni ( Leonardo, Edison, Marconi e altri). L’ispettore Barnaby, La7, 21,35. poliziesco inglese. Bones, R4,20,30. Telefilm. Tg2 Dossier, Rai2, 23,35. il settimanale il settimanale a cura di TIZIANO RAFFAINI LUGANO: PROSEGUE LA RASSEGNA “CELEBRATING CHOPIN” Un pubblico attento ha accolto con calorosi applausi il quarto concerto della rassegna “Celebrating Chopin – Le forme e gli amici” proposto nel pomeriggio di domenica 25 aprile presso l’Auditorio Stelio Molo di Lugano. “Celebrating Chopin” è un’iniziativa culturale promossa dalla “International Piano Association Switzerland” in collaborazione con RSI Rete Due e la prestigiosa “International Piano Academy – Lake Como” che si propone di far meglio conoscere la figura del celebre compositore polacco e l’ampio panorama culturale – musicale che lo ha stimolato nel suo percorso creativo. Fryderyk Chopin è considerato uno dei massimi esponenti del mondo musicale della prima metà dell’Ottocento e, in particolare, della letteratura per pianoforte a cui dedicò quasi tutte le sue composizioni. Il quarto appuntamento, dall’efficace titolo “Sera, notte e alba”, è stato affidato al pianista sudcoreano Hong – Chun Youn, che ha interpretato un intenso e ben strutturato percorso volto anche ad approfondire una delle forme compositive più care a Chopin: il Notturno. Sono stati eseguiti il Notturno n°4 di J. Field ( Dublino 1782 – Mosca 1837), il Notturno n°6 in re bemolle maggiore di G. Fauré ( Pamiers, Ariège 1845 - Parigi 1924) e il Notturno in Do diesis minore di F. Chopin. Una scelta efficace con la quale è stato possibile apprezzare l’evoluzione della forma del Notturno e il gusto stilistico dei tre compositori: Hong – Chun Youn ne ha dato un’attenta lettura, valorizzando fraseggio e cantabilità delle linee melodiche, ponendo una ricercata cura anche nel suono, sempre morbido e ricco di sfumature. Con energia, creatività interpretativa e ricercatezza timbrica è stata affrontata la celebre Sonatan°3 in si minore op.58 : un turbinio di suoni e temi malinconici hanno conquistato l’attenzione del pubblico in un’atmosfera che raramente si ha la possibilità di percepire durante un concerto. Il prossimo appuntamento con la rassegna è previsto per domenica 30 maggio e avrà come protagonista la promettente giovane pianista russa Iulianna Avdeeva, che propone per l’occasione un repertorio volto ad approfondire la forma Sonata e a confrontarne due magistrali esempi: la Sonata n°2 in si bemolle minore Op. 35 di F. Chopin (comprendente la famosissima “Marcia funebre”) e la Sonata n°1 in fa diesis minore op.11 di R. Schumann. Per ulteriori informazioni ed approfondimenti è presente in rete il sito www.pianoassociation.ch . Tutti i concerti hanno inizio alle ore 17 e sono in diretta radiofonica. ELENA OREGGIONI Bellini Bianca e Fernando B ianca e Fernando è un melodramma in due atti di Vincenzo Bellini (1801-1835) su libretto di Domenico Gilardoni, che si cimentava per la prima volta nel genere operistico. Il suo libretto presenta infatti una struttura più letteraria che teatrale. La prima rappresentazione, che ottenne un grande successo di critica e di pubblico, ebbe luogo al Teatro San Carlo di Napoli il 30 maggio 1826. Di primissimo ordine il cast degli interpreti: Henriette Méric-Lalande (Bianca), Giovanni Battista Rubini (Fernando) e Luigi Lablache (Filippo). Al suo debutto, per un riguardo al principe Ferdinando di Borbone, il titolo fu cambiato in Bianca e Gernando. Il soggetto è stato tratto da Bianca e Fernando alla tomba di Carlo IV, duca d’Agrigento, dramma di Carlo Roti. La partitura, purtroppo incompleta, si trova oggigiorno al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Alcune copie si trovano nello stesso Conservatorio e al Museo belliniano di Catania. Nel 1828, in vista di una ripresa al Teatro Carlo Felice di Genova, Bellini diede origine a una seconda versione. Il libretto fu modificato da Felice Romani (librettista con il quale il musicista collaborò per la maggior parte delle sue opere) e da un anonimo poeta milanese. La partitura della nuova versione può essere ricostruita quasi completamente (è priva dell’allegro della Sinfonia) sulla base di varie fonti, incluse le copie della prima versione su cui Bellini annotò alcune modifiche. Bianca e Fernando, opera poco conosciuta, contiene in nuce vari tratti tipici della personalità del musicista. L’arte di Bellini emerge negli episodi cantabili, come nella Romanza di Bianca Sorgi, o padre. Questo lamento in sol minore, accompa- A L L ' O P E R A gnato dall’arpa, è un c h i a r o esempio della sua GRAMMA vena lirica. Cosa abbastanza inconsueta è fra le poche opere, alle soglie del romanticismo, senza una trama d’amore. Il talento di Bellini, già presente nel compositore venticinquemme, è soprattutto dedito alla vena melodica che conserva, ancora oggi, un’aura di magia. Legato a una concezione musicale antica, basata sul primato del canto, sia esso vocale che strumentale, il compositore siciliano portò prima a Milano e poi a Parigi un’eco di quella cultura mediterranea che l’Europa romantica aveva idealizzato nel mito della classicità. Il giovane Wagner ne fu tanto abbagliato da ambientare, proprio in Sicilia, la sua seconda opera, Il Divieto d’amare, additando la chiarezza del canto belliniano come esempio per gli operisti tedeschi e tentando di seguirlo a sua volta. GUIDA PEN TA Atto I: A tanto duol (cavatina di Fernando); Ah! Che l’alma invade un gel! (concertato). Atto II: Sorgi, o padre (romanza di Bianca); T’inoltra… No! Mia suora più non sei (duetto fra Bianca e Fernando); Tutti siam? (coro); Da gelido sudore (romanza di Carlo). a cura di ALBERTO CIMA P A G I N A 35 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 8 MAGGIO 2010 CHE COSA È «POLITICA»? C aro Direttore, ti scrivo perché ritengo di poter chiarire una volta per tutte ciò che intendo per “politica”. Lo faccio soprattutto anche in considerazione che ritengo giusto sgomberare il campo da ogni equivoco rispetto a ciò che dissi qualche settimana fa sulla politica. Parlare di politica e dei problemi della gente non è certamente cosa da poco! E accade sovente che chi cerca di svolgere veramente, con immensa saggezza, questo determinato ruolo rispettando i dettami della Costituzione Repubblicana, viene quasi ingiustamente deriso o eccessivamente contestato. Anzi, dirò di più: se qualcuno cerca di mettere in campo le sue qualità, viene immediatamente zittito con mille pretesti. Dunque, da questa breve ma logica considerazione, nasce il solito punto interrogativo: “Ma, allora, decidiamoci una volta per tutte! Che cosa vuole questa società? Vorrebbe soltanto far valere gli interessi particolari e schiacciare le persone che studiano e che lavorano con fatica per arrivare alla fine del mese?” GIANNI NOLI - Fino Mornasco TELEVISIONE DISEDUCANTE LE PUPE E I SECCHIONI... entilissimo direttore, vorrei sottoporle un quesito - ma forse la mia domanda è retorica - circa un programma televisivo che va in onda su Italia 1 la domenica sera: “La pupa e il secchione”: non le sembra che si riduca la donna ad “oca” e l’uomo a “imbranato” offrendo così uno spettacolo deleterio e diseducante? Che cosa penseranno i nostri giovani di questo programma? Le ragazze studieranno tutte da “pupe” e i ragazzi tutti da “secchioni”, creando nella realtà quello che è solo uno stereotipo televisivo? Spero ardentemente che non sia così. G LETTERA FIRMATA - Como Ammetto che il programma non l’ho visto e mai lo vedrò. Mi reputo ancora fortunato perché so spendere meglio la mia domenica sera... Caro lettore, in effetti la sua prima domanda è retorica: un simile programma - che conosco per quanto ne hanno scritto i giornali e per quei pochi siparietti che ti costringono a vedere tra un programma e l’altro durante i giorni della settimana - è diseducante, ma è soprattutto stupido. Ed è esattamente ciò che vogliono quelli che lo hanno inventato e che lo mandano in onda, con lo scopo di svagare il pubblico. Essi sanno che possono contare su un uditorio altrettanto stupido e diseducato, e gli indici d’ascolto e di visione la dicono lunga circa il successo di simili programmi. Non so se a guardarli siano i giovani, i bambini, o qualche adulto un po’ frustrato, stanco magari delle polemiche calcistiche... Comunque, lo stereotipo della donna formosa e ignorante e dell’uomo intelligente e imbranato è davvero irreale, e credo che gli stessi concorrenti del programma giochino a stare dentro il format loro imposto. Nella vita vera le cose vanno diversamente: sia chiaro, c’è anche di peggio, ma la realtà è migliore della fiction! PER LA FESTA DELLA MAMMA UNA LETTERA SPECIALE PER RICORDARTI È passato un anno da quando ci hai lasciato e il dolore sempre c’è nel nostro cuore. Quando viene a mancare la presenza della mamma, la vita cambia ed è duro da sopportare. Volevamo fare qualcosa di speciale per ricordarti. Così abbiamo deciso di scrivere due righe per parlare di te. Cara mamma, tu ci hai insegnato, donato, amato. “Mamma” è una semplice parola, eppure è tanto importante da pronunciare. Quante volte noi lo abbiamo invocato. Nei momenti bui della nostra vita, tu c’eri sempre, la tua mano era lì pronta a sorreggerci e a consolarci. Le tue parole erano per noi un incoraggiamento. Ti ammiravamo per la tua dedizione alla famiglia, l’amore per il nostro papà. Tu ci hai insegnato i veri valori della vita: la generosità, la bontà, l’altruismo, l’amore per il prossimo, aiutare, confortare; ma soprattutto la fede in Dio. Ogni mattina ti alzavi molto presto (pioggia - vento - freddo - stanchezza - malattia) per recarti alla S. Messa nella chiesetta di S. Eusebio tanto amata: niente ti ha fermata. E adesso il vuoto. Troviamo conforto solo nella preghiera come tu ci hai sempre raccomandato, con la speranza che un giorno ci ritroveremo, per poterti dire ancora una volta “ti vogliamo bene” con tutto il nostro amore e il nostro grazie. Unica e speciale mamma. Con affetto. Le tue figlie Giuliana, Donatella, Simonetta, M. Rosa LETTERE AL DIRETTORE FAX: 031.3109325 POSTA: V.le Cesare Battisti 8 22100 COMO ✉ E-MAIL: [email protected] INFORMATIVA PER GLI ABBONATI La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. Per i diritti di cui all’art. 7 (aggiornamento, cancellazione, ecc.) e per l’elenco di tutti i responsabili del trattamento, rivolgersi al Titolare del Trattamento presso la sede di viale Cesare Battisti 8, 22100 Como, tel. 031-263533. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati a società esterne per la spedizione del periodico e per l’invio di materiale promozionale. DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: A GOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. T ELEFONO 031-26.35.33 FAX REDAZIONE 031-30.00.33 FAX SEGRETERIA 031-31.09.325 E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a a: Il Settimanale della Diocesi di Como • Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio. TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r .l. - Missaglia (Lc) S.r.l. Registrazione TTribunale ribunale di Como numero 24/76 del 23.12.1976 Pubblicità: La Pr ovincia Essepiemme Pubblicità Via Pasquale Paoli, 21 Provincia 22100 Como - telefono: 031-58.22.11 fax: 031-52.64.50 tariffe: euro 31 a modulo commerciale Prezzo abbonamenti 2010: Annuale euro 50 Europeo ed extraeuropeo euro 50 più spese postali La testata Il settimanale della diocesi di Como fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250. Questo giornale è associato alla FISC (Federazione Italiana USPI (Unione Stampa Periodica Italiana) Settimanali Cattolici) e all’USPI