Agorà www.agoraonline.too.it ANNO V NR. 9. 31 DICEMBRE 2003 € 1,25 Ballabile S. Lucia del Mela e il rischio terremoti 31 dicembre 2002 AGORÀ ● IENA RIDENS A “Piaccio alle donne? Saranno le zoccole” Inizia in questo numero una straordinaria iniziativa di Agorà che vi preparerà interviste esclusive ai vips della politica, del costume e della cultura luciese. Scopriamo in questa prima puntata i piccoli segreti della vita quotidiana di Ianciolo della Facciata, che, per l’occasione, ci spalanca le porte della sua splendida dimora santaluciota. di Alessandro Pompa I n una splendida mattina invernale ci rechiamo a casa di uno dei più sensuali e accattivanti esponenti del “new look” della politica luciese. Un personaggio conturbante, già al centro di infuocati dibattiti nei salotti femminili a causa delle sue recenti affermazioni circa i rapporti sessuali non protetti tra animali di razze e di schieramenti politici diversi. Parliamo di lui, di Ianciolo della Facciata, consigliere minorato di S. Lucia del Mela. Ci riceve nel suo consueto abbigliamento con le zoccole ai piedi e un paio di cause largacce, mentre i raggi del sole del mattino gli carezzano gli occhi assonnati. Entrati nella sua sfarzosa dimora, ci mette subito a nostro agio, facendoci accomodare nella veranda, davanti alla piscina, nel cuore della vegetazione tropicale del suo giardino: merli imperiali di qua, fagiani reali di là, scimmie antropomorfe a destra, varani di Kamasutra a sinistra, e così via con altre cose belle e lussureggianti. “Ho il pollice verde”, ci spiega sornione Ianciolo “e poi mi piace circondarmi dei doni che i vari capi di Stato mi hanno fatto in questi anni. Quella serpe che si sta imbrancicando per quella palmara tropicale, ad esempio, me l’ha portata Odlum, quello nero che è venuto a S. Lucia due anni fa. Quel montone barbaresco che si mancia quelle carabuce di fave, invece, è un regalo dell’attuale sindeco Pandolfo”. Un uomo amato da tutti, Ianciolo. Ma a cosa deve tanto successo e tanto fascino? “Innanzitutto alla natura che mi ha creato così”, confessa lui, imbarazzato. Quando gli chiediamo cosa non vorrebbe cambiare mai di ciò che ha, Ianciolo della Facciata risponde senza dubbi, “l’ucello. Quello tropicale che mi ha regalato per il mio compleanno il mio capo dei minorati Lino. Luis a che adoro i uccelli tropicali”. Secondo Ianciolo, il suo successo con le donne è dovuto al suo capo di abbigliamento preferito: le zoccole. “Indosso le zoccole praticamente da quando ho nato”, ci dice mostrandoci il paro di zoccole 51 che comodamente indossa “credo che siano una cosa insuperabile, le zoccole”. Entriamo nella sfera privata di questo personaggio politico santaluciese che il mondo ci invidia. Come trascorre il suo tempo libero l’uomo Ianciolo. 2 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 “Mi alzo alla mattina alle cinque”, ci confida mentre il suo sguardo si perde nell’intrico dei rami della sua piccola foresta domestica, dove una famigliola di koala regalatagli dal sindeco di Guatieri si inerpica per i rami “e faccio un po’ di yoga, quanto mi allargo un attimo il cervello. Poi mazzo una crapa e me la rosto al forno, per colazione. Dopodiché via con una corsetta salutare fino al piano degli archi dove mi mangiò un caffè. Dopo faccio nun altro po’ di jogging, correndo anfino al mio tabacchino”. Ma quando è nata in Ianciolo questa grande passione per il parapendio, perché tutti ormai sanno che Ianciolo, oltre a windsurf, free-climbing, hockey e scrivere poesie e poemetti brevi, adora mollarsi con il suo fido aliante dalla Melia, per gustare l’ebrezza del rischio. “Sì, amo librarmi dalla colla verso il paese. Non so quando mi ha nato nella testa questa pensata, ma però oramai mi ha nato e ogni tanto mi piace mollarmi nell’infinito sopra il ciome ranne. Una volta, nell’atterrare al ghiano al campo, però, ho calcolato male le distanze e mi ho rotto i iangolari e hanno trovato il pretolio”. A cosa pensa Ianciolo della Facciata quando si parla di abusivismo? A questa domanda pungente, il grande consigliere risponde con un rutto di disappunto. Poi ribadisce, dopo essersi scafoliato il naso, sempre per disappunto. “E’ inutile che copriamo il sole con la radiglia”, sbotta “qui abbiamo un sindaco Pandolfo che è abusivo. Ma non voglio fare nomi e cognomi, per rispetto a Pandolfo. Senza nomi e cognomi, dunque. Pandolfo”. Parole criptiche, dense di risentimento. A chi si riferisce Ianciolo, quando, fra l’altro, nel suo ultimo libro “Una pala nelle ianghe di questi amministratori” (Ed. Lino Calderone Grosso, pp. 559. Prezzo al pub. 27 euri), cita un certo ceto politico che, secondo quanto scrive lo stesso autore, avrebbe permesso che un discendente del popolo dei uzzi della colla diventasse assessore della foresta? “Sono cose pesanti da dicere, lo so” precisa Ianciolo mentre accarezza il leopardo che fa le fusa mentre si incolloria ai suoi piedi 51, regalo di Lino Calderone quando era salito a sindaco, tanti anni fa. “Sono cose brutte, lo so”, continua “ma qui ci troviamo di fronte a un discendente dei uzzi che fa l’assessore della foresta, e questa cosa l’avete puntualmente segnalata anche voi del giornalino àgora, diversi mesi fa. Questo iene conflitto di interessi, in quanto questo assessore forestale, in questi anni, ha praticato una politica di avvantaggiamento della popolazione uzza della colla, provocando vari debiti in bilancio. Ad esempio, c’è una delibera, firmata dal sindaco Pandolfo, e che noi abbiamo contestato in consiglio, dove si assegnano somme, cito testicolarmente “per l’acquisto di una ruota per far correre gli ulzi nei momenti di svago”, del valore di 1.500 euri. Ma che faggiamo, coglioniamo?”. Per concludere un saluto a tutti i suoi ammiratori, Ianciolo: “buon natale, buon anno, buon tutto, mi raccomando la pirazza. A presto”. Qui Pompa, molte grazie. A Sommario 31 dicembre 2002 n. 9 anno V Ballabile Dossier rifiuti I numeri della raccolta della spazzatura Il rischio terremoti a S. Lucia del Mela Copertina 6 Ballabile S. Lucia del Mela e i rischi del terremoto Scuola sensibile Lo stato di sicurezza degli istituti scolastici 7 Aree di ricovero e posti letto Cosa prevede il piano di protezione civile 8 Terremoti, anno zero Attualità 12 Mettiti di Ato Il consiglio comunale polemico con la società che gestirà le discariche 14 Dossier I rifiuti nell’Ato 16 Babbi Natale Il 2002 degli amministratori 17 2003, pensaci te L’anno che verrà, tra previsioni e auspici 18 Guardia marketing I rischi di chiusura per la guardia medica 19 E ora si comunica! In vista delle elezioni il sindaco cambia strategia 21 Norimulsion Il ministero dell’Ambiente boccia il progetto Eurogen per il nuovo pon- Agorà tile 22 E l’alto rischio va in Gazzetta 23 Padre Parisi dieci anni dopo Ricordato il frate francescano 24 Siamo tutti invalidi Notizie messinesi, promemoria luciesi Rubriche 2 Iena ridens 4 Posta e parole Votando s’impara 5 la claque 9 Mosaico 25 La bacheca 27 Gare & fornitori ONLINE Sito internet: www.agoraonline.too.it E-mail: [email protected] 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 3 Agorà [email protected] periodico di politica attualità cultura Direttore responsabile: Giuseppe Spadaro A cura di: Francesco Carrozza Filippo De Mariano Santina Mazzù Letterio Carrozza Filippo G. De Mariano Santina Alleruzzo Redazione: Via Garibaldi n. 19 Santa Lucia del Mela Editore, stampa e distribuzione: associazione culturale “Girasole” Via Garibaldi n. 19 Santa Lucia del Mela Sito internet: www.agoraonline.too.it E-mail: [email protected] Registrazione Tribunale di Barcellona P. G. n. 32/98 ANNO V N. 9 31 DICEMBRE 2002 Questo numero è stato chiuso in redazione il 29 dicembre 2003 Prezzo: 1,25 euro 4 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 A POSTA E PAROLE via Garibaldi n. 19 98046 - Santa Lucia del Mela Un palo per vincere le elezioni P arlate bene bene e avete ragione, ma essere un paese isolato dal mondo è brutto, parlate di un ripetitore Omnitel mai messo, per poi trovarsene uno Tim e uno Wind sul cucuzzolo della montagna... Siamo nel 2003, le elezioni si avvicinano, dite a chi comanda che i voti dei giovani si guadagnano facendo installare un palo con una luce rossa… Saluti. Filippo, internet Fare un giornale F initela di farei pessimisti e tirate avanti! Un giornale è un seme che fa crescere una comunità, anche se tutto sembra restare come prima. L’apatia prima o poi se ne andrà via. Soprattutto se il prodotto finale è di ottima qualità, come nel vostro caso, e se si dà spazio a qualsiasi intervento. Per conto mio, che vedo le cose dal di fuori,state facendo un lavoro preziosissimo ed encomiabile. Tenete duro! Franco Biviano, Pace del Mela I luoghi della Giudecca N ell’articolo “Soldi soldi soldi” pubblicato sul numero scorso era contenuta un’ inesattezza a proposito della Giudecca. L’ antico quartiere ebraico, secondo la ricostruzione che è alla base dell’ accordo tra il comune e la Charta delle Judeche per la redazione di un progetto di massima di recupero dell’area, non coincide con quello arabo-normanno, come era scritto nell’articolo, ma è compreso tra la piazza San Francesco, la piazzetta Candelora, la chiesa Annunziata e il vallone di Mangarruna, come dimostra l’opuscolo dell’ amministrazione comunale sul recupero del centro storico. Ci scusiamo dell’errore. Votando S’IMPARA PROMEMORIA PER ELETTORI CHE DIVENTANO SMEMORATI NELLA CABINA ELETTORALE DOMENICO NANIA (Alleanza nazionale) C’era un siciliano su Telepadania. Sabato 23 novembre c’era il senatore Nania su Telepadania. Per l’etere celtico è stato diffuso un intervento a Palazzo Madama del rappresentante del nostro collegio nel quale si lodavano la coerenza della Lega, il suo (della Lega) impegno per difendere l’unità della nazione (questa possiamo anche passargliela) e così via. Ecco perché c’era Nania su Telepadania. Ha parlato bene della Lega in Senato, così la tv della Lega lo ha omaggiato con l’inserimento nel palinsesto. Il guaio, però, è che Nania, oltre che parlare bene della Lega, ha parlato male della sinistra e per farlo ha infilato un paio di gaffe agghiaccianti, almeno per la loro profondità storica (chiamiamola così). Punto primo. Rispondendo a un senatore che aveva chiesto di usare l’italiano “devoluzione” in luogo dell’inglese “devolution”, Nania ha detto: “…devoluzione, certo. Accetto subito il tuo invito a usare l’italiano, non devi certo dirlo a me…”. Già, infatti veniva subito in mente quel signore che, negli anni Venti, si mise in testa che dovevano esserci parole italiane dappertutto, anche a costo di far diventare “St. Louis Blues” “Tristezza di San Luigi” e il “jazz” “giazzo”. Punto secondo. Preso dall’enfasi, Nania ha continuato: “Non devi certo dirlo a me, casomai a Veltroni che,quando era segretario del tuo partito, organizzò un congresso con lo slogan inglese I care!”. A parte il fatto che ognuno si sceglie lo slogan che vuole, però questi ultimi accorati pensieri di Nania hanno richiamato alla mente un altro signore che negli anni ’60 scriveva sulla lavagna della scuola di Barbiana I CARE e spiegava a un gruppo di ragazzi seduti attorno a un unico tavolo che quella era una frase inglese che in italiano poteva essere tradotta con “mi sta a cuor,e mi interessa” ed era l’esatto contrario “del ‘me ne frego’ che usava quel bischero di Benito Mussolini”. Ecco, forse Veltroni doveva scrivere “me ne frego” dietro la tribuna del congresso dei Ds per fare contento Nania. Ora, Veltroni ha i suoi difetti, per carità, ma Nania non riesce proprio a nascondere da quale passato proviene. F.D.M. P er un disguido nel numero scorso il testo della rubrica “la claque” è apparso in un corpo più grande e interrotto a metà. Vi riproponiamo qui di seguito il testo completo, scusandoci per l’errore. «È difficile immaginare una coppia più improbabile di quella formata da S. Lucia del Mela e un qualunque rappresentante del mondo ebraico. Tanto quest’ultimo ha fondato storicamente la propria (complicata) esistenza sulla conoscenza (la Sapienza), tanto l’altra si è beata della propria mente buia. Tanto uno ha diffuso cultura in tutta la sua (sparpagliata) popolazione, tanto l’altra l’ha imbalsamata nelle mani di pochi ricchi (almeno fin quando anche quelli non hanno cominciato a fregarsene). Tanto uno rappresenta (anche) persone deboli, perseguitate, senza pace, che sanno camminare a testa alta (senza nemmeno rinunciare per un attimo all’ironia, all’autoironia), tanto l’altra è popolata di persone pronte aa sbeffeggiare i più deboli, i senza pace, senza nemmeno pensare di rinunciare alla violenza (che è diversa dall’ ironia, mentre l’ autoironia che cazzo è?). Tanto uno ha saputo sopravvivere (letteralmente) agli stereotipi, tanto l’altra fabbrica stereotipi. Davvero,che strana coppia». la claque La claque dimezzata IL CLONE di Filippo De Mariano A mali estremi, estremi rimedi. Mentre si avvicinano le nuove elezioni, l’uomo più occhieggiato continua a essere Nino Mercadante. Tutto dipenderà da lui. La parte con la quale deciderà di schierarsi sarà quella vincente: un vero e proprio ago della bilancia. Questo è il male estremo. Il rimedio di uguale misura che ci sentiamo di proporre è il seguente: cloniamo Mercadante (e lasciamo in pace pecore e bambini, che sono quanto di più innocente ci sia al mondo). Manipoliamone il codice genetico in modo da crearne una copia, della quale modificheremo il dna quel tanto che basta per fare in modo che stia sempre con lo schieramento opposto a quello con il quale starà l’originale. In questo modo, anziché un ago, avremo due pesi, uguali e contrari, sui piatti della bilancia. Perfetto equilibrio. Ora che ci pensiamo, si potrebbe ulteriormente variare il codice genetico della copia in modo che, almeno quella, capisca che, più che essere pagato per fare l’assessore, dovrebbe essere lui a pagare perché gli fanno fare quel mestiere. Ma adesso forse stiamo esagerando, ci stiamo facendo prendere dall’entusiasmo. L’idea di partenza è comunque quella. Invitiamo tutti i Severino Antinori del mondo a S. Lucia e mettiamoli al lavoro. Solo allora la politica, liberata dal gravame mercadantiano, potrà tornare a dispiegarsi in tutta la sua nobiltà. Proprio in questo momento ci sopraggiunge un dubbio. E se per caso anche dopo la clonazione tutto continuasse come sempre, dovremmo concluderne che non è Mercadante il (solo) problema? Prove di precariato UNA TELEFONATA DI PADRE PIPPO INSANA L’ articolo “Prove di precariato” apparso sullo scorso numero ha suscitato, tra le tante altre cose, una cortese telefonata di padre Pippo Insana, alla quale è giusto dare qui un breve seguito. Padre Pippo Insana sostiene che quell’articolo conteneva molte imprecisioni e distorceva i concetti di “cooperativa sociale” e “persone svantaggiate”. Le quali ultime andrebbero aiutate, non affossate. Quanto alle cooperative sociali, non è vero che “assumono” dei dipendenti, quindi non è neppure vero che li “licenziano”, poiché si tratta di soci della cooperativa, che tali restano comunque. La necessità di semplificare per risultare comprensibili, mista a un’immancabile dose di ignoranza, può anche produrre inesattezze formali. Non determina però inesattezze sostanziali. Nemmeno nell’articolo in questione. La situazione di fatto che si è venuta a creare all’inizio di agosto è quella che è stata descritta. E il fatto che sia stata portata a conoscenza dei lettori non è un tentativo di creare altri problemi a quelle persone che si sono trovate improvvisamente senza lavoro, anzi. Padre Pippo Insana ci ha spiegato ancora che le somme che la cooperativa gestisce per le spese sono tutte documentabili presso il commercialista. Non c’è bisogno di andare nel suo studio a verificarlo: ci fidiamo. Ma anche questo non smentisce nulla di ciò che è stato scritto, e cioè che una buona parte dei soldi che il Comune versa alla cooperativa non servono a pagare gli stipendi degli operai. È bene ribadire infine che il punto centrale di quell’articolo, che non è stato contestato da padre Pippo Insana e al quale non hanno fatto riferimento nemmeno altre interpretazioni circolate in giro, decisamente malmostose, è uno solamente: perché una delibera di giunta di fine luglio proroga l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti per 30 giornate lavorative a quattro operai e ai primi di agosto, quando i 30 giorni sono appena iniziati, viene disattesa senza che né prima né dopo sia stata approvata dalla giunta una delibera di revoca della precedente? Su questo, e solo su questo, avremmo gradito che qualcuno ci desse una risposta. Non ce l’hanno data, purtroppo. Filippo De Mariano 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 5 COPERTINA EMERGENZE / L’INCUBO DEI TERREMOTI Ballabile Cosa rischia S. Lucia in caso di terremoti? Le inquietudini degli ultimi mesi e la realtà per nulla rassicurante A l di là di tutte le spiegazioni che la scienza può fornire e delle previsioni che può tentare, cosa dobbiamo pensare di fronte a tutti i fenomeni sismici che si sono verificati negli ultimi due mesi: scosse di terremoto, eruzioni vulcaniche con abbondante espulsione di ceneri, depositatesi anche a molti chilometri di distanza dall’ Etna, acque marine in ebollizione, scosse più o meno lievi in mare, tra le Eolie e Ustica, e sui Nebrodi? La paura di chi abita in un paese piccolo, collocato al centro di quest’area “inquieta”, con un centro storico ampio e malandato, oltre che comprensibile, è anche fondata? A giudicare dagli ultimi provvedimenti adottati dal sindaco, qualche dubbio è meglio farselo venire. Il 6 dicembre Santino Pandolfo ha firmato una determinazione con la quale ha affidato all’ingegnere Angelo Mancuso uno studio preliminare di verifica sismica degli edifici di proprietà del comune. Ci vorranno settemila euro, ma solo dopo avere compulsato quei disegni, quelle carte e quelle previsioni di reazione di fronte a forze sismiche, sarà possibile avere un’idea un po’ più chiara di quale sorte potrebbe toccare alle scuole di S. Lucia (dalle materne alle medie) e al palazzo comunale di piazza Duomo. Quello di via Pietro Nenni, invece, non desta problemi: essendo stato costruito di recente, rispetta le norme antisismiche. Quanto al resto, però, l’impressione è quella di un comune che all’improvviso, spinto dalla drammaticità degli ultimi eventi, prova a correre ai ripari, sperando che non debba mai vivere 6 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 momenti come quelli toccati a S. Giuliano o ad altri comuni molisani o etnei. L’unico strumento che il comune ha a disposizione per far fronte a emergenze dovute a fattori naturali è il piano di protezione civile (vedi in questa pagina, in alto). Non sarebbe certo sufficiente di fronte a calamità di grande portata, anche perché è stato pensato soprattutto per frane o alluvioni, ma anche in caso di terremoto sarebbe l’unica risorsa interna alla quale fare riferimento. La situazione delle scuole non è chiarissima: sulla documentazione prevista dalla legge la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo non ha saputo darci risposte certe (vedi scheda nella pagina precedente), però l’ha richiesta agli uffici comunali. Quindi, se esiste, prima o poi verrà fuori. Nel nostro territorio non è stata rilevata la presenza di faglie sismogenetiche, in grado cioè di provocare terremoti. Sono presenti Scuola sensibile LO STATO DI SICUREZZA DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI DI S. LUCIA La scuola è in possesso del certificato di agibilità statica? La scuola è in possesso del certificato di prevenzione incendi? Ci sono scale di sicurezza? Ci sono porte antipanico? Le prove di evacuazione sono effettuate? * Gli impianti elettrici sono a norma? * Se sì, a quando risale l’ultima? Q uelle che leggete qui a fianco sono le domande che abbiamo posto alla dirigente scolastica e alla segreteria dell’istituto comprensivo di S. Lucia del Mela. Non abbiamo ottenuto risposte circostanziate per ogni domanda e relativa a ciascuno dei tre edifici che costituiscono l’istituto. La dirigente scolastica, professoressa Trifiletti, trovandosi a S. Lucia dallo scorso anno, non era al corrente di eventuali adempimenti effettuati in anni precedenti, ci ha però dichiarato che dall’anno scorso sta raccogliendo tutti i dati relativi alla sicurezza degli edifici. Ci ha dichiarato che l’impianto elettrico delle elementari XXV Aprile è stato rinnovato di recente, che sono stati predisposti i piani di evacuazione per tutti gli edifici e che sono state installate le porte antipanico. Sull’argomento esiste comunque, secondo la dirigente scolastica, un’ampia sensibilità. Aree di ricovero e posti letto AREE DI RICOVERO COSA PREVEDE IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE PER GLI UOMINI 803 posti letto e 35.550 metri quadrati di aree di ricovero. Tanto può essere ricavato dal comune di S Lucia nel proprio territorio in caso di calamità. Lo dice il piano comunale di protezione civile, pensato però per emergenze meno “totali” di un terremoto: alluvioni, frane, incendi. Sono tre le aree di ricovero disponibili, tutte di proprietà del comune: il campo sportivo, con i suoi undicimila metri quadrati; il parcheggio di quella stessa struttura, che ha una superficie di tremila metri quadrati; i 1.550 metri quadrati del parcheggio dell’asilo nido. Arriviamo così a 15.550 metri quadrati, a cui bisogna aggiungere i ventimila metri quadrati di un’area in contrada Portella Trono, di proprietà privata, individuata nel piano comunale di protezione civile per la raccolta del bestiame. Nove sono invece le strutture in cui sarebbe possibile ricavare posti letto per la popolazione. Gli spazi più vasti sono rappresentati dalla scuola media, dalla vicina palestra e dal centro diurno anziani, con i loro 170 posti a testa. Pochi di meno, 150, possono essere ricavati nella scuola elementare XXV Aprile. Per il resto, piccole disponibilità sparse in giro per il paese: 30 posti-letto al campo sportivo, 33 alla scuola elementare Cappuccini, 35 alla scuola materna di via Roma, ancora 30 all’asilo nido e 15 all’istituto Luigi Calderonio. tuttavia varie faglie superficiali di natura asismica: queste scorrono senza essere intralciate da impedimenti che producano accumulo di energia potenziale. Ciò non toglie che la collocazione del comune resta a rischio. Sia nella classificazione del pericolo terremoti stilata dal Servizio sismico nazionale (un organismo della Protezione civile) nel 1984, e poi entrata in vigore, sia in quella riformulata nel 1998 da una commissione istituita all’interno del Servizio sismico nazionale ma mai divenuta operativa, S. Lucia del Mela rientra nella seconda categoria. Le due classificazioni prendono in considerazione tre categorie, CAMPO SPORTIVO 11.000 MQ. CAMPO SPORTIVO 3.000 MQ. PARCHEGGIO ASILO NIDO 1.550 MQ. PER IL BESTIAME CONTRADA PORTELLA TRONO SUPERFICIE TOTALE 20.000 MQ. 35.550 MQ. POSTI LETTO SCUOLA MEDIA 170 PALESTRA SCUOLA MEDIA 170 ISTITUTO LUIGI CALDERONIO 15 SCUOLA ELEMENTARE CAPPUCCINI 33 CENTRO DIURNO ANZIANI SCUOLA MATERNA TOTALE più una quarta - quella dei comuni “non classificati” - per i quali i dati storici e tettonici non permettono di ipotizzare scosse di terremoto. Per i comuni della seconda categoria, invece, il Servizio sismico nazionale prevede, in caso di terremoti, un’ accelerazione massima del terreno in direzione orizzontale pari al nove per cento dell’accelerazione di gravità. Il sima potrebbe avere conseguenze paragonabili a quelle che si verificano in scosse del sesto-settimo grado della scala Mercalli, cioè danneggiamenti da lievi a moderati agli edifici di buona progettazione, e danni notevoli agli edifici costruiti con 170 35 803 materiali scadenti. Il fatto che S. Lucia resti nella seconda fascia, quella di rischio medio-alto, significa che i coefficienti di protezione nella progettazione e costruzione di edifici restano gli stessi: dimensionamento dei pilastri, spessore dei muri, rapporto tra ampiezza delle strade e altezza delle costruzioni, distanza tra gli edifici devono tenere conto della classificazione del Servizio sismico, con variazioni nei parametri a seconda che si tratti di costruzioni in muratura semplice, cemento armato, prefabbricati o legno. Filippo De Mariano Letterio Carrozza 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 7 COPERTINA In questa pagina, le classificazioni del rischio terremoti stilate dal Servizio sismico nazionale nel 1984 e nel 1998 e la cartina del rischio sismico della Sicilia. I valori della legenda e le relative zone colorate sulla carta si riferiscono all’accelerazione massima del suolo. ■ S. LUCIA DEL MELA LE REAZIONI / INTERROGAZIONI E LETTERE APERTE Terremoti, anno zero In una lettera aperta Santo Brunetta denuncia. Il consigliere D’Antoni, con una interrogazione, chiede di conoscere i risultati dei sopralluoghi effettuati negli edifici comunali di Giuseppe Spadaro I l consigliere comunale del Ccd Giovanni D’Antoni, a seguito dei recenti avvenimenti sismici che hanno interessato sia la Sicilia che il Molise, il 3 dicembre ha presentato - dopo avere effettuato un sopralluogo presso gli istituti scolastici “XXV Aprile” e “Pasquale Galluppi e presso la scuola materna di via Roma - al sindaco Pandolfo e al presidente del consiglio comunale Interisano un’ interrogazione con la quale chiede “se risponde a verità che alcuni tecnici comunali si sono recati in queste scuole nei giorni passati per verificare la sicurezza sismica degli edifici”, “di sapere se questa verifica è avvenuta e se è stato stilato verbale di consistenza”, “che gli venga fornita copia del verbale di sopralluogo con gli eventuali provvedimenti intrapresi”. Intanto, l’ex consigliere comunale Santo Brunetta, ritenendo che a S. Lucia del Mela 8 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 in fatto di prevenzione sismica siamo all’anno zero, in unanota sostiene che non si può restare impassibili di fronte allo scatenarsi delle forze della natura che minacciano di colpire l’uomo e le sue cose. Occorre intervenire - sostiene Brunetta per ridurre al minimo i danni. L’ex consigliere comunale si augura anche che, alla luce dei recenti tragici avvenimenti sismici, l’amministrazione comunale appronti un piano di protezione civile, recependo le direttive ministeriali. Secondo Brunetta, il comune deve: “adoperarsi, al più presto, per intraprendere una massiccia campagna di sensibilizzazione dei cittadini, i quali, in caso di sisma, non possono essere lasciati allo sbando; individuare degli spazi dove i cittadini dovranno recarsi per attendere i primi soccorsi e predisporre delle aree all’aperto con relativi servizi per l’ eventuale installazione di strutture abitative di emergenza; fare il censimento relativo alla vulnerabilità sismi- ca degli edifici pubblici strategici, dei monumenti e delle costruzioni non pubbliche ricadenti nel centro storico. Su queste tematiche di rilevante portata, che in questi ultimi giorni hanno toccato il cuore e l’anima di tutti noi, occorre - si legge ancora nella nota - discutere pubblicamente, anche qui a S. Lucia del Mela”. A prendere l’iniziativa, per Brunetta, “dovrà essere il sindaco, il quale, sia si questo sia su altri temi di rilevante importanza, non può continuare a restare trincerato in lunghi inspiegabili silenzi”. “Ci troviamo a operare - conclude Brunetta - in un territorio ad alto rischio sismico; siamo alle prese con un nemico reale, molto insidioso col quale purtroppo dobbiamo fare i conti. Pertanto, di fronte all’evenienza sismica, dobbiamo porci in modo consapevole e responsabile, tenendo d’occhio il territorio ed eliminando ogni fattore di rischio”. M os A i c o EUROGEN / LA SORPRESA DI AEM Nord vs. sud U ltime notizie dal mondo della difesa dell’ ambiente. Mercoledì 23 ottobre a Milano è stato inaugurato dall’Aem, l’azienda elettrica comunale, un “impianto di cogenerazione”. Al taglio del nastro c’erano il sindaco Gabriele Albertini e il presidente della municipalizzata, Giuliano Zuccoli. L’impianto, in poche parole, serve per fare questo: raccoglie i fumi di scarico di una centrale elettrica dell’Aem, impedendo che si disperdano nell’aria, e li trasforma in gas metano per riscaldare le case dei 35mila abitanti del quartiere Promessi Sposi. Si tratta di un impianto che riesce a lavorare fumi dalla temperatura di 400 gradi centigradi, quindi è costato parecchio, ma consente un risparmio energetico e salvaguarda l’ambiente “bloccando” tutti quegli scari- a cura di Filippo De Mariano chi. Fin qui tutto bello, ma non si capisce cosa c’entri la notizia con noi. Eppure un nesso c’è. L’Aem è uno dei soci del consorzio Edipower, proprietario della centrale Eurogen di S. Filippo del Mela. E Giuliano Zuccoli è anche presidente di Edipower, oltre che dell’Aem. Quind, chi a Milano addirittura annulla le emissioni di fumi nell’atmosfera per produrre metano, in Sicilia vorrebbe peggiorare la qualità dei fumi che ogni gorno si disperdono nell’aria introducendo l’ orimulsion. Qualche differenza tra nord e sud, in fondo, continua a esserci. Giuliano Zuccoli LA CITAZIONE Allarmi mazionali «Si chiama orimulsion ed è un combustibile prodotto in Venezuela. Una miscela di bitume e acqua che costa meno dell’olio combustibile e del metano ma che in compenso è altamente inquinante. A fare da cavia dell’orimulsion era stata la centrale di Cerano, vicino a Brindisi. Il combustibile era così corrosivo, dicono gli ambientalisti locali, che aveva bruciato le turbine dell’impianto. Adesso l’Enel, con il consenso del ministero dell’Ambiente, vuole introdurre l’orimulsion nella centrale veneta di Porto Tolle, vicino al parco naturale del Delta, ma la popolazione è in rivolta. Proteste anche nel sassarese per il minacciato arrivo del combustibile nella centrale di Fiume Santo. E intanto vari esperti fanno sapere che se una petroliera dovesse avere un incidente durante il trasporto, non sarebbe possibile ripulire il mare dlal’orimulsion. Al contrario del petrolio, ha un peso specifico che gli impedisce di galleggiare». “L’espresso” del 7 novembre 2002, p. 80 DIPENDENTI COMUNALI Buoni pasto senza trattenuta C ambia il meccanismo di funzionamento dei buoni pasto. Da novem- bre, per i rientri pomeridiani viene utilizzata solo la quota a carico del Comune, mentre cessa la trattenuta che veniva operata sullo stipendio dei dipendenti. A chiederlo erano stati gli stessi impiegati comunali. RICORSI Pit, avvocato non faccia l’esoso S e l’avvocato Pasqualino Di Marco non sarà tipo da parcella esigente, il comune di S. Lucia farà ricorso contro il decreto della Regione che ha tagliato i finanziamenti per il Pit “La via dell’argilla per la produttività”. Possono anche andare in questo modo le cose. In estate, la giunta regionale aveva assegnato i fondi per i Piani integrati territoriali approvati in base a delle graduatorie provinciali. Erano però finanziamenti parziali, quelli, visto che non c’era stato nessun Pit che non si fosse visto escludere qualche progetto. Con il rischio conseguente di snaturare l’impatto complessivo dei piani. Settimane di proteste, trattative, ancora proteste e infine la deci- sione dell’Anci Sicilia, l’associazione dei comuni, di portare tutte le carte al Tar. Pure S. Lucia, comune capofila del Pit realizzato dagli aderenti al consorzio Tirreno Ecosviluppo 2000, ha scelto la via giudiziaria. Lo ha fatto però a modo suo. Al modo, cioè, di chi non ha soldi. La giunta ha individuato un amministrativista del foro di Palermo, l’avvocato Pasqualino Di Marco, e gli ha affidato l’incarico di presentare il ricorso perché il Pit “La via dell’argilla per la produttività” abbia finanziati anche i progetti esclusi. Però Di Marco dovrà accettare il compenso minimo, altrimenti non se ne farà nulla 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 9 INCARICHI DITELO CON I NUMERI 0.7, il domani muore prima di mai Geologia, per imprevedibile che tu sia... A S S. Lucia abita lo 0,7 per cento della popolazione della provincia di Messina. Secondo i risultati dell’ultimo censimento generale della popolazione condotto dall’Istat, sono 4.700 le persone che nel mese di ottobre 2001 risiedevano nel nostro comune. Le donne sono in maggioranza (il 51,6 per cento): 2.427 contro i 2.273 uomini. La densità abitativa per chilometro quadrato, infine, è del 56,7 per cento. POPOLAZIONE RESIDENTE TOT. M F DENSITÀ PER KMQ. 4.700 2.273 2.427 56,7% anta Lucia non deve scivolare via. Troppe zone del paese in passato - ma anche nel presente - hanno dato preoccupazioni, quindi meglio provare a capire quali rischi si corrono. Visto poi che c’è già un geologo che ha ricevuto un incarico per studiare l’assetto di alcune aree del paese, meglio affidargli anche l’analisi di qualche sito supplementare. Così il sindaco Santino Pandolfo ha incaricato Francesco Munafò di redigere uno studio dell’assetto idrogeologico delle vie Federico D’Aragona e Cesare Battisti, dell’area a valle dell’asilo nido e di quella che circonda le scuole elementari XXV Aprile. Dieci anni di frane 3 luglio 1992 COMPOSIZIONE PERCENTUALE SUL TOT. PROVINCIALE M per 100/MF F per 100/MF 0,7% 48,4% 51,6% 16 novembre 1994 Fonte: Istat 22 marzo 1995 PROGETTI Lo sportello di Arianna I l Comune chiederà che venga finanziato un progetto preparato dall’organizzazione di volontariato “Spazio Libero” di Ribera (Agrigento) e che la giunta ha fatto proprio nella seduta del 5 novembre. Il piano, denominato “Arianna”, prevede la creazione di uno sportello che informi sulle attività e sui servizi disponibili in favore delle famiglie. Se la richiesta di finanziamento sarà accolta, il Comune dovrà contribuire alla realizzazione del progetto con una quota di cinquemila euro. 8 agosto 1996 2 gennaio 1997 19 settembre 1997 MANIFESTAZIONI ESTIVE Siae? Ahi, ahi, ahi… 13 novembre 1997 S Agosto 2002 aldo salato per i diritti d’autore delle manifestazioni estive del 2002. La somma stanziata inizialmente no né stata sufficiente a coprire le spese, così alla Siae sono stati destinati altri 3.324,63 euro. Duemila euro sono stati prelevati dal bilancio comunale, il resto è stato attinto al finanziamento che aveva concesso l’Aapit, l’azienda provinciale per l’incremento turistico. Il pianista “Come tutti sappiamo, al Senato e alla Camera, dove risiede la volontà popolare, quando c’è scarsa presenza in Aula è perché lavorano le Commissioni”. Mimmo Nania, seduta del Senato di martedì 5 novembre 2002 10 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 Un nubifragio provoca gravi danni alle colture e ad alcune aziende agricole. Le prime piogge autunnali causano una frana nel centro storico. Un tratto della strada sottostante alla chiesa Annunziata cede. Una frana tra le contrade Santa Maria e Portella Trono provoca lo sbancamento di un costone roccioso, mettendo a rischio la stabilità di un traliccio dell’Enel. Il maltempo fuori stagione produce il crollo parziale dell’antico frontale del cimitero. Smottamento in contrada Todaro. Rischiano civili abitazioni, strade e linea elettrica. Il pericolo interessa anche il corso dei due torrenti. Si verificano alcuni smottamenti lungo la strada provinciale S. Lucia-Pizzo Croce. Un nubifragio allaga alcune strade vicine ai torrenti Mela e Floripotema creando disagi alla circolazione. Crolla un tratto di muro lungo la strada di contrada Misericordia che collega l’ex scuola alla chiesetta. AMMINISTRATORI E INDENNITÀ/1 Il sindaco illumina il Natale C’è da annullare un appalto L F CONSOLIDAMENTO CIMITERO, SI CAMBIA DITTA e luminarie natalizie quest’anno vi sono piaciute di più? Se la risposta è no, be’, sappiate che non vi meritereste niente. Se invece propendete per il sì, è giusto che sappiate che quelle luci le ha pagate il sindaco. È quasi come se avesse preso i soldi dalla propria tasca. Quasi, perché in realtà i 516,46 euro necessari non li ha fatti entrare affatto nelle tasche e li ha lasciati alla tesoreria del Comune perché li spendesse per gli abbellimenti di fine anno. Oltre che di un caso di buon cuore, si tratta di una delle conseguenze della celeberrima spaccatura all’interno della giunta sugli aumenti delle indennità di carica. Santino Pandolfo è tra coloro che vi hanno rinunciato e una quota dell’aumento rifiutato (l’equivalente di un milione di lire) è stato impiegato per le luci natalizie. Già nei mesi precedenti Pandolfo aveva destinato altre somme a un progetto per il recupero scolastico di un minore. ermi tutti: è stato un “mero errore di calcolo”! Con questa motivazione l’ufficio tecnico del comune ha annullato l’esito della gara d’appalto per i lavori di consolidamento del cimitero, finanziati dalla Regione per un miliardo 180 milioni delle vecchie lire. Il 22 maggio, all’apertura delle buste con le offerte, i tecnici del comune avevano aggiudicato l’incanto all’impresa edile di Giuseppe Monaco. Una settimana dopo, il 30 maggio, la ditta Di Giorgi sas aveva presentato un ricorso chiedendo l’annullamento della gara. A distanza di sei mesi, l’undici dicembre, l’ufficio tecnico ha deciso di sospendere in autotutela l’esito della gara d’appalto e di aggiudicarla proprio alla Di Giorgi sas. Era stato un errore di calcolo a originare il ricorso e la sospensione dell’iter per l’inizio dei lavori. AMMINISTRATORI E INDENNITÀ/2 MURI E VERANDE Pandolfo e Vella per il recupero Tu abusi, io demolisco P D roprio il progetto per il recupero scolastico di un minore appartenente a una famiglia svantaggiata è stato ulteriormente beneficiato dalle quote delle indennità di carica rifiutate dal sindaco e da due assessori. Pandolfo ha riservato mille euro a questo obiettivo, e a lui si è accodata l’assessore alla Pubblica Istruzione e Cultura, Lidia Vella, che ha destinato 1.104,13 euro allo stesso scopo. ue muri di troppo hanno suscitato le ire dei vigili urbani e dell’ufficio tecnico comunale. È accaduto in una abitazione della via VIII Settembre, dove sono stati costruiti due muri perimetrali per chiudere una veranda, originariamente prevista. Dopo il sopralluogo dei vigili urbani, l’ufficio tecnico ha emesso un’ordinanza, che porta la data del 6 dicembre, con la quale è stata intimata la demolizione di quelle opere abusive. Offerte di lavoro AAA... AAA... cambia cambia la la tua tua vita! vita! Stai Stai cercando cercando un’attività un’attività indipendente, indipendente, da da svolgere svolgere presso presso ilil tuo tuo domicilio? domicilio? Una Una professione professione che che ti ti permetta permetta di di gestirti gestirti la la vita, vita, ii sogni sogni ee le le entrate? entrate? Se Se la la risposta risposta èè sì, sì, telefona telefona al al nunumero mero 02/30330200 02/30330200 oppure oppure fax fax 02/700512129 02/700512129 opoppure pure visita visita ilil sito sito www.completobenessere.net. www.completobenessere.net. Lavora Lavora da da casa casa .. Part-time/ Part-time/ full-time. full-time. Guadagna Guadagna da da 500-2000 500-2000 euro euro al al mese mese 10-15 10-15 ore ore per per settimana. settimana. Tel: Tel: 020230330201 30330201 // 0549-941971 0549-941971 oppure oppure www.workfromhome-b-c-studio.com. www.workfromhome-b-c-studio.com. 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Quest’ultimo argomento era stato proposto dal gruppo di minoranza con una richiesta di convocazione del consiglio comunale alla, a giudizio dei consiglieri firmatari dell’atto, non è stata data esecuzione nei tempi previsti dal regolamento consiliare. Proprio le polemiche sulla convocazione hanno aperto la seduta del consiglio. Lino calderone ha spiegato che la richiesta di convocazione del suo gruppo era stata determinata dall’allarmismo diffusosi nella comunità per la chiusura della guardia medica. Nei giorni tra la presentazione della richiesta e la convocazione del consiglio, ha continuato Calderone, il problema è stato risolto senza che qualcuno facesse sentire la voce di S. Lucia del Mela, dal momento che il sindaco Pandolfo non ha partecipato a una riunione tenutasi a Palermo, delegando il sindaco di Torregrotta. Il solito atteggiamento, secondo il capogruppo di minoranza, dell’amministrazione che chiude i problemi in un cassetto senza discuterne con i consiglieri e con i cittadini. Immediate le reazioni dal fronte opposto. Il presidente Interisano ha ribattuto che più volte ha sollecitato Calderone a fornirgli un elenco di personalità da invitare in consiglio per discutere dell’argomento senza ricevere mai risposta. Il sindaco Pandolfo, invece, ha cominciato con una stoccata al consigliere 12 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 Marchese, dicendosi stupito del fatto che la richiesta di convocazione del consiglio fosse stata firmata anche da un medico come Marchese, che dovrebbe conoscere bene i termini della questione. Pandolfo ha poi ricordato che all’inizio del suo mandato aveva già impedito la chiusura della guardia medica di S. Lucia del Mela e il suo accorpamento a quella di S. Filippo, in questa occasione, invece, i sindaci della zona si sono riuniti in un comitato e hanno delegato il sindaco di Torregrotta a rappresentarli in tutte le riunioni. Pandolfo ha poi affermato che la guardia medica di S. Lucia non sarà chiusa, ma anzi verrà aperto anche un consultorio familiare; inoltre, i locali del centro diurno anziani saranno concessi gratuitamente all’Asl per crearvi un centro di accoglienza per malattie mentali. Il consigliere Carmelo Bella ha contestato questa scelta della giunta di offrire i locali gratuitamente e ha dichiarato che dell’argomento si sarebbe dovuto discutere anche in consiglio comunale. D’Antoni ha poi chiesto che i consiglieri preparassero un documento congiunto sul problema della possibile chiusura della guardia medica. Alle sue parole hanno fatto seguito quelle del consigliere Giunta che ha fatto notare come D’Antoni non possa da solo costituire un gruppo consiliare, dal momento che sono necessarie tre persone per farlo; quanto alla minoranza, secondo Giunta ha ancora una volta portato in discussione in consiglio un argomento senza conoscerne i termini. Reazione di D’Amico, per il quale in questi anni il consiglio in quanto tale non ha mai prodotto proposte: è stata sempre e sol ola minoranza a suggerirne qualcuna. Inoltre, a suo giudizio, la scelta dell’amministrazione di concedere i locali del centro diurno anziani gratis è stato un errore, considerando i problemi finanziari del comune. Rizzo, dai banchi della maggioranza, ha replicato che su questo argomento l’opposizione ha colto l’occasione per dare inizio alla campagna elettorale. In una fase di costante taglio alle spese sanitarie, la scelta dell’amministrazione di affidare gratuitamente quei locali potrà avere solo riflessi positivi. Stizzita la reazione di Carmelo Bella, per il quale non si sta parlando in un argomento da campagna elettorale, da di un problema reale che riguarda tutti i cittadini. A ruota, D’Amico ha annunciato che il gruppo di minoranza chiederà la convocazione di altri consigli comunali, ma non certo per fare campagna elettorale: casomai è il sindaco a escogitare manovre elettoralistiche, dal momento che ha tenuto tutto il consiglio all’oscuro della vicenda del centro diurno. D’Amico ha anche ricordato che Pandolfo, oltre a non consentire con il suo atteggiamento la discussione dei problemi della comunità in consiglio, non ha ancora presentato la relazione semestrale. A porre fine alla questione hanno pensato i consiglieri Amalfi e Gitto, che hanno suggerito di far cessare le polemiche su argomenti così seri e di passare alla redazione del documento da inviare alle autorità che decideranno le sorti della guardia medica di S. Lucia del Mela. QUESTIONE RIFIUTI. Altro tema di stretta attualità che il consiglio comunale ha dovuto affrontare nella serata del 10 dicembre è stato quello dell’ approvazione dello statuto della società d’ambito che gestirà la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti del comune di S. Lucia del Mela e di altri della zona (vedi dossier nelle pagine seguenti). Lino Calderone ha chiesto in apertura di discussione un rinvio dell’argomento per consentirne un migliore approfondimento, dato che nella bozza di statuto sottoposta al consiglio ci sono dei punti non ben definiti (importo della quota sociale da versare, denominazione della società, normativa di riferimento). La richiesta del capogruppo di minoranza è stata messa ai voti e respinta, si è quindi proceduto alla discussione vera e propria dell’argomento. Carmelo Bella ha contestato la legge regionale che impone la creazione degli ambienti territoriali per la gestione dei rifiuti, perché contrasta con gli interessi della collettività luciese. Secondo Bella, la Regione non può imporre certe scelte ai comuni: o questi sono liberi di scegliere - e non è questo il caso - oppure sia la Regione a decidere direttamente senza chiedere il consenso formale dei singoli paesi. Le parole di Bella hanno trovato d’accordo il sindaco Pandolfo. La momentanea armonia tra amministrazione e opposizione è stata subito interrotta da Lino calderone, il quale ha dichiarato che il problema della società d’ambito è stato volutamente sottaciuto per mesi. Dalla documentazione che solo poche ore prima del consiglio comunale è stato possibile consultare, infatti, risulta che si sono già svolte delle riunioni sull’argomento, durante le quali è stato definito chiaramente lo scadenzario degli adempimenti da compiere. Tutto il materiale, però, è stato portato davanti al consiglio comunale solo all’ultimo momento, quando c’è solo da votare a favore dell’adesione alla società d’ambito oppure di farsi commissariare dalla Regione. Per queste ragioni calderone ha deciso di lasciare l’aula e di non partecipare alla discussione e alla votazione sul tema. La scelta di Calderone ha suscitato le proteste di Rizzo, per il quale in questo modo il consiglio comunale dimostra di non volere prendere una decisione quando si trova di fronte a questioni delicate. Lo stesso Rizzo, peraltro, ha mostrato molte riserve sulla procedura che è stata imposta ai comuni. Di fronte a questa situazione di impasse, il presidente del consiglio comunale Interisano ha provato a “interpretare la volontà di tutti i consiglieri” proponendo di non mettere a votazione la delibera e di inviare il verbale della seduta consiliare agli organi che dovranno gestire la costituzione della società d’ambito. Dal momento che la scelta per il consiglio sarebbe obbligata, secondo Interisano la soluzione migliore consiste nel non accettare certe imposizioni. I consiglieri presenti in aula (undici) si sono schierati tutti dalla parte del presidente e hanno approvato la sua proposta. Filippo De Mariano Agorà ONLINE Attenzione! Il sito internet di Agorà è cambiato www.agoraonline.too.it PRIMO PIANO AGENDA Le notizie più importanti del mese Tutti gli aggiornamenti sulle notizie di S. Lucia del Mela FORUM SONDAGGI NEWSLETTER Le vostre opinioni. In libertà Le domande della redazione, le vostre risposte Abbonarsi gratuitamente per ricevere sulla casella e-mail gli aggiornamenti di “Agorà online”, le anticipazioni sull’edizione cartacea e l’anteprima di alcuni articoli che saranno pubblicati sul giornale IL NUOVO SONDAGGIO Santino Pandolfo o Lino Calderone: quale sindaco preferite? .too.it I RISULTATI DEI SONDAGGI Cinque anni col sindaco Pandolfo: siete soddisfatti o delusi? Soddisfatti 0% Delusi 100% Cinque anni di amministrazione comunale, un assessore da promuovere. Marcaione Mercadante Vaccarino Vella 50% Cinque anni di amministrazione comunale: un assessore da bocciare. Marcaione Mercadante 50% Vaccarino 50% Vella 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 13 DOSSIER Rifiuti, cosa cambierà con l’Ato Guida ai nuovi doveri del cittadino che “deve” fare la raccolta differenziata Gli impianti La società d’ambito Esisteranno tre tipi di impianti, destinati ad altrettante finalità: Nr. impianto Funzione Gestore 1 trattamento della frazione residuale a valle della raccolta differenziata Ato 2 selezione e valorizzazione della frazione secca Ato 3 produzione di compost Sub-Ato FORMA Società per azioni oppure consorzio coordinato dalla Provincia QUOTE Provincia: max 10% Comuni: in relazione agli abitanti Socio privato (eventuale): max 49% Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti NEI COMUNI QUOTA DI RIFIUTI NON RICICLABILI RACCOLTA DIFFERENZIATA ISOLE ECOLOGICHE CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA RIFIUTI ORGANICI Contenitori per: carta, plastica, metalli, legno, vetro, pile, farmaci Avanzi di cucina Scarti del giardino Materiali biodegradabili FRAZIONE SECCA COMPOST (CONCIME) IMPIANTO 2 NELL’ATO IMPIANTO 3 NEL SUB-ATO Rifiuti ingombranti o pericolosi: elettrodomestici oli pneumatici IMPIANTO 1 NELL’ATO Gli uomini CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE da 5 a 7 membri. Uno per la Provincia e uno in rappresentanza dei comuni con meno di diecimila abitanti AMMINISTRA- scelto dai soci pubblici TORE DELEall’interno del Cda GATO 14 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 PERSONALE DIRETTORE GENERALE - proveniente dai comuni - ditte che gestiscono in appalto - lsu/lpu - disoccupati da più di due anni COSTI scelto dal socio priva- TASSA RSU to percentuale copertura del servizio: dalle tasse; quota residua: dai comuni tariffa uguale per tutti i comuni I servizi da svolgere L’ato 2 ⇒ raccolta differenziata I COMUNI S. Lucia del Mela, secondo le cartografie elaborate dall’ufficio del Commissario regionale per l’emergenza rifiuti, appartiene al sub-ato 4a. In esso sono compresi i seguenti comuni: Barcellona Pozzo di Gotto Basicò Brolo Castroreale Condrò Falcone Fondachelli Fantina Furnari Gioiosa Marea Gualtieri Sicaminò Leni Librizzi Lipari Malfa Mazzarrà Sant’Andrea Merì Milazzo Monforte San Giorgio Montagnareale Montalbano Elicona Novara di Sicilia Oliveri Pace del Mela Patti Piraino Roccavaldina Rodì Milici Rometta San Filippo del Mela San Pier Niceto San Piero Patti Santa Lucia del Mela Santa Marina Salina Sant’Angelo di Brolo ⇒ esercizio di servizi di raccolta, tra- ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ ⇒ sporto, recupero, riciclaggio e smaltimento di rifiuti solidi urbani pericolosi e non pericolosi, di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, spazzamento delle vie, delle aree e degli edifici pubblici, scerbamento e sterramento di strade e aree comunali e provinciali aperte al pubblico, pulzia delle caditoie stradali, dentro e fuori i centri urbani, dei rifiuti abbandonati lungo i litorali marini e nelle aree naturali protette progettazione, costruzione e gestione di impianti per il trattamento, la valorizzazione e la collocazione temporanea e definitiva di rifiuti progettazione, realizzazione e gestione di ogni altro impianto per il trattamento dei rifiuti bonifica di siti contaminati da attività di smaltimento dei rifiuti risanamento ambientale di territorio danneggiato dalla presenza di discariche abusive la società, inoltre, può effettuare su richiesta dei singoli comuni soci e della Provincia ulteriori servizi ambientali da regolare con una convenzione aggiuntiva sono ammessi affidamenti a esterni solo in casi eccezionali e imprevedibili. Saponara Spadafora Terme Vigliatore Torregrotta Tripi Valdina Venetico Villafranca Tirrena I DATI DEL SUB-ATO Superficie: 1.058 kmq. Popolazione (1999): 224.843 Dati territoriali (in kmq): superficie urbanizzata 66 superficie agricola agrumeto 42 seminativo 49 superficie vincolata ambientali 23 paesaggistici 506 idrogeologici 665 Dati infrastrutturali (in km): rete ferroviaria 63 rete autostradale 53 rete stradale principale 48 secondaria 433 Produzione rifiuti (tonn. per anno 1999): totale 211.781 pro-capite 481 Gli impianti dell’ato 2 Il consiglio d’amministrazione SELEZIONE-VALORIZZAZIONE DELLA FRAZIONE SECCA DEI RIFIUTI (PLASTICA, VETRO, CARTA, ALLUMINIO, FERRO, LEGNO): Patti o a San Piero Patti (l’area Asi di Milazzo e Giammoro ospiterà l’impianto che servirà il solo comune di Messina). PRESIDENTE ANDREA PARATORE (AN) TRATTAMENTO DELLE COMPONENTI UMIDE-ORGANICHE PER OTTENERE IL COMPOST: Milazzo e Mazzarrà S. Andrea. CONSIGLIERI MARIO MANGANO (FORZA ITALIA) SANTI GANGEMI (UDC) MARIO MELLINA (AN) ANTONIO TRIMBOLI (CENTROSINISTRA) CARMELO PANTÈ (CENTROSINISTRA) ANGELO GERACI (CENTROSINISTRA) 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 15 ATTUALITÀ L’ANNO CHE SE NE VA / RICORDI E POLEMICHE Babbi Natale Il 2002 degli amministratori. Divisi sui soldi. E in attesa delle elezioni F orse l’immagine più triste che si possa consegnare a una comunità è quella della sua leadership spaccata in due sulla di per sé già imbarazzante questione dei soldi da incassare per il lavoro che svolge (o non svolge). Eppure il 2002 ci consegna proprio questo, insieme - per fortuna - a qualche altra cosa. Proprio quando è scattato il countdown verso le elezioni, proprio quando c’era da mostrarsi uniti e compatti, pronti a chiedere ancora una volta la fiducia per continuare ad amministrare per altri cinque anni, i quattro uomini e la donna che dal 1998 rappresentano S. Lucia del Mela hanno cominciato a prendere strade diverse. Siccome il gioco si fa duro, ognuno diventa duro a modo suo. Dal gennaio del 2002 in avanti ognuno ha fatto di testa propria. E poco importa se all’esterno è stata offerta l’immagine di una compagine amministrativa che ha smesso di essere tale (sempre che prima lo sia stata) per diventare una canea in cui ognuno latra cose sue e a tutto è interessato tranne che alle conseguenze che potranno produrre le proprie scelte. L’aumento delle indennità è stato solo l’inizio. Dopo che Marcaione e Mercadante hanno marcato in quel modo la loro estraneità dagli altri tre amministratori, è stato un susseguirsi di prese di distanze. Delibere in cui un assessore si asteneva perché non conosceva un atto che lui stesso aveva approvato qualche anno prima; altre che registravano il voto contrario di un altro assessore con la nobilissima motivazione che i componenti di una commissione li aveva scelti tutti il sindaco senza chiedere niente (magari un nome) a lui. In tutto questo a perderci sono forse anche i due quasi transfughi, Marcaione e Mercadante, ma un prezzo lo paga anche il sindaco. Se è vero che altri due assessori, Vaccarino e Vella, si sono sempre mantenuti allineati, resta lo smacco di non aver saputo imporre 16 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 una condotta comune a tutti. Se ancora nei primi anni Pandolfo era sembrato in grado di esercitare (se è possibile usare questa espressione) una “forza morale” nei confronti dei suoi collaboratori, col passare del tempo anche questa è sfumata. E la spaccatura sull’aumento delle indennità è stata solo l’occasione più evidente in cui si è avuta la certezza di tutto ciò. Così da mesi dal palazzo parte l’ immagine di due cordate: una attaccata ai soldi oltre ogni ragionevole limite, e che estende il proprio dissenso dagli altri tre anche su questioni non venali; l’altra - con l’aggiunta del presidente del consiglio comunale Interisano - impegnata in una specie di rincorsa al buon samaritano. Adozioni a distanza, finanziamento di progetto per il recupero scolastico di minori, da ultimo l’ illuminazione delle strade per il Natale. Ci sono quattro babbi natale che provano a portare un po’ di felicità a chi ne ha bisogno e due orchi che non vogliono sentire ragioni. Pandolfo in quest’anno ha potuto almeno mitigare la delusione per questa spaccatura con il Pit - finanziato in parte - e con il Prusst, elevato a medium con cui trasmettere qualche subliminale messaggio elettorale. E se il mezzo è il messaggio, questo significa che Pandolfo consegna alla comunità che ha guidato in questi anni un lavoro fatto a metà. Ma a lui va contestata anche una pessima scelta degli uomini. Se al precedente sindaco veniva imputata, accanto all’ esasperato verticismo, la mancanza di collaboratori competenti, questo sindaco ci ha proposto collaboratori perlopiù incapaci di lasciare un segno (positivo) e, in conseguenza, una assunzione sulla persona dello stesso sindaco di ogni responsabilità: un verticismo alla rovescia, insomma. Magari non premeditato, ma indotto dalle circostanze. Non è stato un gran passo avanti. Filippo De Mariano L’ANNO CHE VERRÀ / PREVISIONI E AUSPICI 2003, pensaci te Si ripartirà dalle elezioni. L’occasione giusta per dare sfogo agli istinti più autentici. Prima e dopo, potrebbe restare tutto identico a se stesso L a polvere lavica che da un po’ di tempo fa tappezzeria insieme alle solite trasandatezze dell’arredo urbano potrebbe essere qualcosa in più di un evento della natura. Potrebbe trattarsi di un simbolo. Certamente di tono millenario, ma la sua presenza qui e ora potrebbe non essere per nulla casuale. Nel momento in cui un paese abituato a strascinarsi funereo si accinge a vivere l’unico momento in cui emerge un barlume di vitalità, piombano su tutto e su tutti abbondanti dosi di cenere nera, quasi a frenare quel periodico, inutile impulso alla vita che gli umani definiscono campagna elettorale. Un modo come un altro per far capire a tutti che è inutile stare dietro ai soliti riti delle elezioni? Può darsi. Certo che se di questo si tratta, è stato congegnato tutto molto bene. Anche perché le notizie che vengono ancora solo sussurrate sono la migliore conferma alle fantasie apocalittiche. Ecco, il 2003 si annuncia in questo modo. L’anno nuovo non può non suscitare speranze nuove anche in chi è abituato alla monotonia delle delusioni passate. Eppure in questo scorcio di tempo a cavallo tra dicembre di un anno vecchio e gennaio di uno che sta per cominciare è difficile trovare qualcosa di interessante davanti a cui riscaldare le rituali speranze di inizio anno. Nonostante le elezioni. Anzi, proprio a causa delle elezioni. Troppo tristi, troppo piatte le notizie che circolano. Santino Pandolfo o Lino Calderone: come si fa a scegliere? Questa è la volta buona che a maggio in cabina entreranno tanti amleto. Ogni elettore porterà con sé al seggio il certificato d’ordinanza e un teschio davanti al quale interrogarsi su uno degli arcani più seri della luciesità contemporanea. Perché un conto è scegliere tra due ex sindaci, quando almeno uno dei due non amministra più da un certo numero di anni, ma altro è decidere trovandosi davanti gli ultimi due sindaci. E invece il 2003 si annuncia proprio in questo modo, con questo bel regalo. Chi se la sente di preferire uno all’altro? E soprattutto: un anno che si annuncia con simili premesse, potrà mai regalare qualcosa di positivo? È difficile andare avanti: persino le parole si bloccano di fronte a un bivio del genere. Chi nel ’94 aveva votato per Calderone e dopo se ne era pentito a tal punto da avergli preferito, nel ’98, Pandolfo, adesso cosa dovrebbe fare: rivotare Calderone? Autolesionismo puro. E chi non sopportava Calderone, tanto che non lo aveva votato nel ’94 e nemmeno nel ’98, dovrebbe votare Pandolfo? E se non vuole farlo? Deve chiedere aiuto allo spirito di Sacher von Masoch? Nel frattempo, in attesa del “redde rationem”, ci si consola con queste voci: l’uomo più corteggiato è (pensa te!) Nino Mercadante, che non ha ancora deciso: si sta solo offrendo a tutti. Restiamo tutti in ansia della sua decisione (decisiva, ovviamente). Marcaione - l’altro amministratore che nell’ultimo anno ha mostrato “disagi” - dice che non vuole parlare di politica, ma solo di sport (che non è male come frase, specie se detta dal vice sindaco di un comune - pessimo per quanto possa essere: andrebbe scolpita su una targa da mettere in municipio). Quanto agli altri, si parla, si discute, si fanno riunioni... Ecco: le riunioni e le discussioni e le coalizioni e i partiti non c’entrano e no i partiti c’entrano eccome… tutto questo non fa un po’ noia? Caro 2003, non si potrebbe fare in modo che venga risparmiato a tutti questo stillicidio di chiacchiere, tanto alla fine bisognerà scegliere tra Santino Pandolfo e Lino Calderone. Ma pure tu, 2003, come pretendi che le persone scelgano tra l’uno e l’altro: guarda che non è facile… Come si fa a scegliere tra gli ultimi due che ti hanno deluso (sempre che prima ti sia illuso, ovviamente). Forse la soluzione sta proprio in quella coppia (illusione-delusione) e nel meraviglioso prefisso dis. D’ora in poi solo disillusione: così il 2003 potrà essere un anno almeno normale; così la campagna elettorale e le elezioni passeranno senza soffrire troppo; così, chiunque diventerà sindaco, noi si continuerà a vivere banalmente e con la giusta dose di insensibilità. Sì, ci toccherà fare così e pensare, ogni tanto, a una frase di Guido Ceronetti: “Temevamo il peggio: è venuto” (che come frase non è male; starebbe bene su una lapide, da applicare al muro esterno del municipio). Filippo De Mariano TEMEVAMO IL PEGGIO... Sopra, Santino Pandolfo, attuale sindaco; sotto, Lino Calderone, sindaco dal 1994 al 1998 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 17 ATTUALITÀ SPESA SANITARIA / ARRIVANO I TAGLI Guardia marketing La guardia medica con più “clienti” resterà aperta. Le altre vicine le saranno accorpate. E le centrali 118 in provincia diminuiranno da 12 a cinque di Filippo De Mariano Q uante persone si sono servite della guardia medica di S. Lucia nel 2001? E nel 2002? La domanda può sembrare peregrina, ma non lo è. Bisogna attaccarsi anche ai particolari per capire cosa potrà succedere di qui a qualche mese. La Regione sta tagliando le spese sanitarie e ad andarci di mezzo sono i “presidi territoriali di emergenza” (Pte), cioè i 118, cioè il servizio delle ambulanze, e i “presidi di continuità assistenziale”, cioè le guardie mediche. Il direttore generale dell’Asl 5 dovrà avere pronto entro fine novembre - inizio dicembre il nuovo piano di distribuzione di ambulanze e guardie mediche. Un piano che 15.000 in dieci km I CRITERI PER GLI ACCORPAMENTI DELLE GUARDIE MEDICHE Popolazione residente assistita compresa tra 10.000 e 15.000 abitanti. Distanza tra comuni limitrofi non superiore a 10 chilometri. Accorpamenti Nell’eventualità di accorpamenti resterà in funzione il presidio con maggiori accessi registrati nell’anno precedente. 18 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 dovrà avere tanti segni meno rispetto alla situazione attuale. Le centrali operative del 118, intanto, in tutta la provincia dovranno passare da 12 a cinque. Meno sette, quindi. E Milazzo è riuscita a non perdere la disponibilità di ambulanze con medici a bordo, a vantaggio di Barcellona. Ci sono poi le guardie mediche. Che andranno accorpate il più possibile. Unici criteri da seguire: una guardia medica che si rivolga a dieci - quindicimila abitanti e che comprenda comuni distanti tra loro non più di dieci chilometri. Delle vecchie guardie mediche da accorpare, quali chiuderanno e quale resterà aperta? Il decreto firmato dall’ assessore Ettore Cittadini il 30 settembre, e che modifica quello del 12 agosto, è chiaro: “Nell’eventualità di accorpamento dei presidi di continuità assistenziale resterà in funzione quello con maggiori accessi registrati nell’anno precedente”. La guardia medica di S. Lucia ha abbastanza “mercato” per contendere a quelle di S. Filippo, Pace o di chissà quale altro comune la titolarità della nuova sede unica? Lo sapremo presto. Intanto i sindaci protestano. Vari incontri si sono svolti per protestare contro le scelte dell’assessore Cittadini, compreso un corteo a Palermo con consegna simbolica delle fasce tricolori. Contestazioni rivolte all’ assessore: le misure decise colpiscono i servizi meno costosi in sé e trascurano invece le voci di spesa più corpose, a cominciare dal personale. STRATEGIE / SE IL SINDACO RITROVA LA PAROLA E ora si COMUNICA! Un opuscolo esalta il Prusst. Tra slogan e urla da stadio. Perché adesso bisogna fare goal di Filippo De Mariano E venne la stagione del comunicatore. Se una volta Parigi valeva bene una messa, oggi il Prusst vale bene una messa in mostra. Se cinque secoli fa un Borbone ugonotto optò per la conversione pur di diventare Enrico IV e dare inizio a una dinastia plurisecolare e potentissima (valeva una messa, eccome, quella Parigi!), oggi c’è da rinnovare la successione a un piccolo trono. Si desidera una successione a se stessi, in particolare. Da Santino I a Santino II. Allora mettiamoci in mostra, usando pudicamente la veletta del Prusst. Perché, diciamocelo: è proprio il Prusst quello che vogliamo osannare o la persona che ce lo ha “regalato”? La seconda che hai detto (forse), anche perché sul primo ci restano troppe incertezze. Le meraviglie del centro storico: cominciamo da loro. Sono quelle la cosa più importante. Sicuro? In giorni in cui i terremoti ci ricordano che basterebbero alcuni secondi di sussulti ben assestati per renderlo polvere, diventa pretenzioso esaltare ciò che potrà essere fatto su un mucchio caduco come quello. Ma il punto fondamentale sta in quel “potrà”: è comunque tutto potenziale. Di caduco, oltre al centro storico “in sé”, c’è il Prusst “in sé”. Allora per mettersi in mostra bisogna lodare qualche altra cosa “in sé”. Il finanziamento, per esempio. Arrivano i soldi, tanti soldi. Esaltiamoci. Esultiamo. È un po’ come i tifosi allo stadio, il cui unico scopo è “sentire la propria vo- “ Gli slogan “Il nostro centro storico è stato da sempre abbandonato a un destino di degrado” “Quest’amministrazione ha cercato di porre un argine a questa tendenza” “S. Lucia del Mela non sarà più condannata all’incuria” “Le sue sorti sono cambiate” “Una rinascita urbanistica e socio-economica l’attende” “Le opere saranno sicuramente finanziate” ce” (ne parlava anni fa Sandro Onofri in un articolo ora contenuto in “Cose che succedono”, Einaudi). Ci sono i soldi? Allora urliamo forte, il più che sia possibile, in modo che la voce copra tutto il resto. E c’è modo migliore di urlare di un opuscolo? No, se si esclude un avvilente particolare (non presentare le relazioni semestrali e spendere soldi per le stampe in carta finto-povera: vogliamo parlarne?). Un breve sguardo - disgustato e biasime- vole quanto serve - al passato (“Il nostro centro storico è stato da sempre abbandonato a un destino di degrado”) e dopo, via con le urla da stadio. Anche perché ormai è tornato il momento del tifo: c’è una successione a se stessi da preparare. “Quest’amministrazione ha cercato di porre un argine a questa tendenza”: rende bene il senso dell’ imponente sforzo architettonico. “S. Lucia del Mela non sarà più condannata all’incuria: l’ala è stata lanciata sulla fascia. “Le sue sorti sono cambiate”: adesso è arrivata sul fondo ed è pronta per crossare. “Una rinascita urbanistica e socio-economica l’attende”: È un po’ come i tifosi allo stadio, il cui unico scopo è “sentire la propria voce” 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 19 ATTUALITÀ Una veduta notturna di S. Lucia del Mela l’attaccante colpisce di testa. Goal. “L’attende” significa che c’è ancora da attendere, ma è comunque goal. Meglio urlare. Il goal dei soldi. Che è un concetto che tutti riescono a capire bene e infatti i lettori dell’opuscolo non avranno dovuto Se vendere parole in attesa dei fatti è l’essenza del comunicare, qui si sta comunicando sforzarsi troppo per intendere cosa vi si diceva. Era scritto tutto in modo molto semplice, qua e là faceva capolino pure qualche freccetta a legare delle paroline, come nelle diapositive di Power Point. Va dato atto, però, che l’opu“Io sono ogni giorno ai comitati scolo non partecipativi ai quali partecipa solo chi omette di dire che i finanziaè in disaccordo con te, perché chi è menti (i soldi) che arriveranno, d’accordo sta a saranno sufficienti solo per casa”. preparare i progetti. Ma subito Roberto Reggi (sindaco di Piacenza), dopo torna il coro da curva Bologna, 25 ottobre 2002, intervento Sud: “Le opere saranno sicuraall’assemblea pubblica organizzata dal mente finanziate”. “Saranno”, comitato “6.30, la sveglia” però “sicuramente”. C’è da aspettare, ma intanto si esulta. E poco importa se il Prusst, qui e ora, si risolve in una venera- s a t u r a 20 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 zione del progetto “in sé”. Una volta spesi i soldi, resteranno quelli: i progetti, non altro. Di certo subito dopo arriveranno altri soldi (quindi altro goal, altra esultanza e magari altro opuscolo), ma per ora questo nostro urlo che copre tutto è scagliato perché il Comune darà dei soldi a dei progettisti perché disegnino il nuovo centro storico, anzi una “rinascita urbanistica”. Tutto qui: soldi a dei progettisti. L’urlo ci ha assordati, ma - speriamo - non accecati. Ma questo importa poco. Se vendere parole in attesa dei fatti è l’essenza del comunicare, qui si sta comunicando. C’è un piccolo trono in ansia e, come dimostra la storia di Parigi e della messa, vale la pena mostrarsi. AMBIENTE / IL MINISTERO CONTRO EUROGEN NOrimulsion La commissione ministeriale boccia il progetto del nuovo pontile. E prende di mira l’ambientalizzazione dei gruppi da 320 megawatt. Ma lascia uno spiraglio. Anzi di più L’ “operazione ormulsion” è fallita. Non sarà costruito nessun nuovo pontile davanti alla centrale Eurogen di S. Filippo per farvi attraccare navi-cisterna cariche di pericolose miscele di olio e acqua di fiume. Almeno per ora. Sì, perché la possibilità che si torni a parlare di orimulsion c’è. “Un progetto respinto può essere integrato e ripresentato”, avverte Legambiente. Eurogen avrà abbastanza da integare, non solo nel progetto sul nuovo pontile, ma anche e soprattutto sul processo di ambientalizzazione dei gruppi da 320 megawatt. La commissione per la Valutazione d’impatto ambientale (Via) del ministero dell’Ambiente, infatti, non solo ha bloccato il piano di variazione del combustibile con cui alimentare gli impianti di Archi, ma ha consegnato a Eurogen una grana ulteriore. La valutazione di impatto ambientale andava chiesta anche per i lavori che sono attualmente in corso per abbattere l’emissione di sostanze inquinanti. L’installazione dei denitrificatori, dei desolforatori e dei ne Via chiarisce che bisogna “riformulare l’istanza di autorizzazione correggendone l’oggetto, costituito dalle modifiche ai gruppi da 320 megawatt e delle relative opere connesse (tra cui ovviamente il terminal marittimo)”. Il terminal marittimo a cui fa riferimento la commissione ministeriale è quello per l’ orimulsio n, L’installazione dei denitrificatori, dei così un’ unica Via deciderà desolforatori e dei depolveratori deve dell’ ambienessere autorizzata dal ministero e dovrà talizzazione e del combustiricevere pure i pareri positivi della bile. È probaRegione e del ministero dei Beni Culturali bile che la decisione depolveratori deve essere autorizzata dal finale, quando verrà, maturerà in un conteministero e dovrà ricevere pure i pareri sto diverso da quello attuale. Già da qualpositivi della Regione e del ministero dei che mese vengono lanciati segnali precisi Beni Culturali. dal mondo dei produttori di energia. Le Tutto da rifare, quindi. Ma secondo il mini- interviste sui giornali di Paolo Scaroni, nuostero, Eurogen stavolta potrà fare tutto con vo presidente dell’Enel, si infittiscono. E il un’unica pratica: il decreto della commissio- leit-motiv è sempre lo stesso: se si vuole abbassare le tariffe dell’energia elettrica bisogna usare combustibili meno costosi del petrolio. Il carbone, per esempio. I mezzi per disarmarne il potenziale inquinante ci sono, assicura Scaroni. E in questa ricerca di combustibili alternativi, accanto al carbone, torna spesso il nome orimulsion (vedi rubrica “Mosaico). Insomma, si sta tastando il terreno. Enel ha appena ceduto la sua terza Genco, Interpower, a una cordata che comprende Energia, società del gruppo Cir della famiglia De Benedetti, e l’Acea, l’azienda elettrica municipalizzata di Roma. Da questo momento in avanti, quindi, il mercato della produzione di energia elettrica è del tutto liberalizzato e potremmo assistere a una corsa verso l’abbattimento delle tariffe. Cosa che sarà possibile solo se i vari elementi della catena produttiva (il combustibile, per dirne una) saranno 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 21 ATTUALITÀ disponibili in grande quantità e a basso costo. Nel frattempo, sui resti della prima “operazione orimulsion”, fallita, danzano con comprensibile festosità, ma anche con accorta circospezione, le associazioni ambientaliste che hanno avversato il progetto di Eurogen mobilitandosi per presentare osservazioni agli uffici della Regione e del ministero. Inviti a mantenere viva la mobilitazione contro nuovi colpi di mano si affiancano a richieste di una revisione complessiva dell’area industriale compresa tra centrale e raffineria. Legambiente chiede “una riconversione totale dell’esistente, per investimenti verso un’industria pulita”e la conseguente “realizzazione di un “parco” o “polo energetico” che produca energia utilizzando il metano, che avvii la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili e produca pannelli solari a idrogeno per trazione”. Italia Nostra auspica che “il metano diventi l’unico combustibile consentito nell’area industriale di Milazzo”. L’associazione Tsc considera molto positivi questi ultimi mesi, durante i quali - oltre alla decisione della commissione Via del ministero dell’Ambiente - sono stati raggiunti “altri due traguardi insperati: la dichiarazione di area a rischio e l’impegno dell’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità, ndr) per l’effettuazione di un’indagine sulla situazione sanitaria e ambientale dei nostri comuni”. A quest’ultimo proposito “l’ingegnere Michele Faberi dell’Oms ha già preso i necessari contatti con le istituzioni locali e regionali per la conduzione dell’ indagine”, annuncia l’associazione di Pace del Mela. Anche la Tsc parla, per il futuro, di una “modifica radicale dell’assetto socioeconomico del comprensorio del Mela” e per questo chiede a tutti i parlamentari di includere il comprensorio nell’elenco dei siti da bonificare con priorità, con apposita previsione da inserire nella legge finanziaria E l’alto rischio va in Gazzetta IL DECRETO CHE ISTITUISCE L’AREA È STATO PUBBLICATO A OTTOBRE U na commissione consultiva e un piano di risanamento ambientale e rilancio economico. L’area ad alto rischio del Mela parte da qui. Il decreto che l’assessore regionale all’Ambiente Bartolo Pellegrino ha firmato il 4 settembre è apparso sulla Gazzetta ufficiale della regione siciliana il 18 ottobre. Cinque articoli in cui si materializzano due decisioni. La prima: l’istituzione di una “commissione Stato-Regione, Provincia, Enti locali”, di cui faranno parte l’assessore regionale all’Ambiente, che ne sarà anche il presidente, il direttore generale del settore Impianti e aree a rischio del ministero dell’Ambiente, il presidente della provincia di Messina, due esperti nominati da Pellegrino, i sindaci dei comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S. Filippo del Mela, S. Lucia del Mela e San Pier Niceto, il presidente dell’Asi, l’area di sviluppo industriale, di Messina. Compito dell’organismo sarà quelo di esprimere pareri su tutto il materiale che enti locali, aziende e associazioni del comprensorio prepareranno in vista del risanamento e, soprattutto, sulla bozza del piano di risanamento che verrà stilato e che sarà poi realizzato con un accordo e dei contratti di programma. Proprio quest’ultimo costituisce la seconda decisione adottata con il decreto. Il “piano di risanamento ambientale e rilancio economico” sarà approvato dall’assessore regionale all’Ambiente e conterrà: dati sulla situazione ambientale, obiettivi di qualità dell’ambiente, obiettivi economici, schede progetto, situazione finanziaria, bozza dell’accordo di programma e bozza dei contratti di programma. Come si nota, resta molto vago il riferimento ai fondi da investire nel risanamento. Ma su questo punto un aiuto sembra poter arrivare dalla legge finanziaria per il 2003 con l’emendamento Naro. Intanto, se non quando cesserà l’alto rischio, sappiamo fino a quando non smetterà di valere: “Le dichiarazioni di area a elevato rischio di crisi ambientale saranno efficaci sino alla dichiarazione dell’avvenuto risanamento decretata da parte dell’assessore per l’Ambiente”. Lo dice l’articolo 4 del “decreto Pellegrino”. L’articolo 5, infine, è l’unico a essere già stato applicato: “Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana”. F.D.M. un documento hanno chiesto che non si tocchino posti di lavoro, specialmente dopo che un decreto di settembre dell’ assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha previsto l’uso di combustibile a basso contenuto di zolfo e la fermata obbligatoria di due dei “Un progetto respinto può essere integrato q u a t t r o gruppi da e ripresentato”, avverte Legambiente 160 megawatt dal 10 attualmente all’esame del parlamento”. gennaio 2003. I lavoratori Eurogen sperano Bene le dichiarazioni d’intenti, quindi, ma poi che l’ ambientalizzazione non sia un ora fate arrivare i soldi, chiedono in sostan- processo per la sola centrale ma per “tutte za gli ambientalisti. le attività produttive dell’area industriale nel A squarciare il velo delle speranze per il quadro di un piano più generale di risanafuturo imponendo un ritorno ai rischi pre- mento ambientale e di sviluppo sostenibile senti ci pensano gli operai di Eurogen. In di tutta la zona tirrenica. 22 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 Come insegnano tutti questi anni, sperare non costa quasi nulla. Se poi le ultime notizie che vengono dal mondo della politica parlano di soldi, allora tanto meglio. Un emendamento alla legge finanziaria presentato dal deputato de collegio di Milazzo, Pippo Naro, è stato approvato a Montecitorio e prevede lo stanziamento di una quota del fondo per lo sviluppo sostenibile a favore delle aree dichiarate a rischio ambientale. È la prima volta che qualcosa di simile avviene. Si tratta ora di vedere se nel testo finale la proposta Naro resterà o meno. Per evitare che si ripeta il caso dell’emendamento fantasma presentato da Nania e Naro alla finanziaria dello scorso anno. F.D.M. RICORDI / LA SCOMPARSA DEL RELIGIOSO Padre Parisi dieci anni dopo Il frate francescano è stato ricordato con una cerimonia di Giuseppe Spadaro P adre Giovanni Parisi, esemplare figura di sacerdote e insigne storico, è stato ricordato nel decimo anniversaio della morte, il 27 ottobre, con una solenne celebrazione eucaristica svoltasi nella chiesa del Sacro Cuore, dove ha esercitato il suo ministero per 33 anni. Alla significativa cerimonia, organizzata dai frati francescani del Tor e dall’ associazione socioculturale “Padre Giovanni Parisi Progetto Mela” con il patrocinio del comune, hanno partecipato il ministro provinciale Tor di Sicilia, padre Vincenzo Santalucia, i sindaci di S. Lucia, Santo Pandolfo, e di Pace del Mela, Carmelo Pagano, il presidente del consiglio comunale, Franco Interisano, la professoressa Trifiletti, dirigente dell’ istituto comprensivo di S. Lucia del Mela, il presidente dell’associazione Libero Rappazzo, altre autorità, la sorella Domenica con molti altri parenti (il fratello, Giuseppe, trattenuto a Roma per motivi di salute, ha inviato un telegramma letto dal professor Nino Parisi) e un numeroso e qualificato pubblico proveniente anche dai paesi vicini, che ha fatto da cornice alla manifestazione. A rendere omaggio e a ricordarne la vita, l’intensa attività pastorale e di ministro generale dell’Ordine, le opere e la proficua attività culturale ed educativa si sono soffermati il ministro provinciale, padre Santalucia, i sindaci Pandolfo e Pagano, la professoressa Trifiletti, Interisano, Rappazzo e Francesco Biviano di pace del Mela. Padre Parisi, nominato per le sue non comuni qualità umane, religiose e culturali ministro generale (1936-1947) dalla santa Sede, ha profuso tutte le sue migliori energie per il bene dell’Ordine rimanendo sempre nell’umiltà e nella semplicità; è stato, tra l’altro, cancelliere e vicario generale della Prelatura di S. Lucia del Mela ed è conosciuto anche come “scrittore brillante, dotto e prolifico”. Oltre venti le opere al suo attivo: fu storico dell’ Ordine, pubblicista, ricercatore, agiografo, e soprattutto storico dell’ amatissima valle del Mela con la trilo- gia “Alla ricerca di Diana Facellina - S. Lucia e il Melan nel mito e nella storia” (1973), “S. Filippo del Mela e l’antico Artemisio” (1978), “Dal Nauloco al Feudo di Trinisi - Profilo storico di Pace del Mela” (1982). Opere di particolare impegno e interesse che riscuotono grandi consensi per chiarezza e documentazione e danno per acquisiti dati storici di rilievo, quali l’identificazione nella piana di Milazzo del Nauloco (ampio bacino navale e centro commerciale antichissimo); l’ubicazione nel territorio luciese del famoso tempio di Diana Facellina, meta di Ulisse errante; l’ ubicazione dell’Artemisio e l’ inquadramento nel territorio delle operazioni militari del 36 avanti Cristo fra Cesare Ottaviano e Pompeo. Nel cinquecentesco chiostro del Sacro Cuore, a cura dei confratelli, nel 1996 è stata scoperta una lapide con un medaglione bronzeo, opera dell’artista Biagio Governali, riproducente le sembianze di padre Parisi, mentre il comune gli ha intitolato la strada parallela alle vie Umberto I e Marconi, che va, costeggiando il convento, dal plesso scolastico “XXV Aprile” alla piazza Milite Ignoto. La liturgia è stata animata dal coro polifonico “S. Maria del Giglio” di Sciacca, diretto dal maestro Giuseppe La Rosa, cui l’amministrazione comunale ha consegnato una targa ricordo in segno di gratitudine. 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 23 ATTUALITÀ PROMEMORIA PER LA CAMPAGNA ELETTORALE Siamo tutti invalidi In questa pagina abbiamo raccolto i testi di due numeri della newsletter del sito messinese www.infocontro.it che raccontano episodi che da sempre sono di estrema attualità anche a S. Lucia del Mela. Visto anche che si avvicinano le elezioni, le quali preannunciano i soliti nomi e la caccia ai solitissimi grandi elettori, è ancora più utile leggere queste righe. E magari rifletterci su. A MESSINA ANCORA FALSI INVALIDI Soldi, voti, sesso newsletter del 30 novembre 2002 D opo l’attuale presidente del Consiglio Comunale di Forza Italia, già coinvolto in una storia di falsi invalidi, adesso tocca al capogruppo a Palazzo Zanca del partito di Berlusconi di entrare nelle indagini della Procura sull’ignobile mercato delle invalidità. Per ottenere il “bollino” di invalido (falso) o addirittura la concessione della prebenda per l’ accompagnamento (circa 800.000 mensili) si doveva pagare, assicurare voti, o, in alternativa, farsi scopare dal segretario della commissione medica. Questi gli elementi scaturiti dall’inchiesta che ha portato a sei arresti e 32 indagati. La Sicilia è la regione con il primato di pensioni di invalidità. In Italia la stima dei falsi invalidi si aggirava (nel ’96) attorno ai 30.000 casi. Per il totale delle pensioni di inabilità (sempre riferite al ’96) lo Stato spendeva 16 mila miliardi. Attraverso accertamenti di favore si ottengono anche assunzioni per le “categorie protette” dentro la pubblica amministrazione. L’ex segretario Giuseppe Astone, negli anni passati, grazie a medici compiacenti ha sistemato un esercito di clienti falsi - invalidi alle Poste. Ma c’è anche un risvolto ignobile nella storia di invalidopoli ed è quello che riguarda la negazione delle invalidità ai disabili veri che non accettano di foraggiare falsi patronati e squallidi politici. Emblematica, per esempio, la decisione della commissione medica dell’Asl 5, presieduta dalla dottoressa D’Andrea Petrelli, che ad una ragazza con sindrome di down (disabilità 100 per cento) negava l’indennità di accompagnamento e, quindi, un adeguato livello di assistenza, previsto dalla legge 508/88. La Meter – Miles onlus chiederà a tutte le associazioni che si occupano di handicap di avviare una campagna di sensibilizzazione e di denuncia nei confronti di coloro che speculano sulla pelle delle persone più indifese. Una analoga richiesta sarà fatta all’assessore comunale ai servizi sociali (di Forza Italia) Giuseppe Santalco. Quanto costano all’Inps di Messina i legali di controparte e i consulenti d’ufficio? GIRI VORTICOSI DI MILIARDI ATTORNO ALLA PREVIDENZA E ALLA SANITÀ newsletter del 1° dicembre 2002 24 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 I n passato, le cifre annuali che l’ Inps di Messina spendeva per gli avvocati delle controparti e per i consulenti tecnici d’ufficio erano molto alte. Oggi non abbiamo dati precisi ma immaginiamo che le cose non siano cambiate di molto. I nomi negli elenchi del Comitato provinciale della previdenza erano di quelli illustri. Da Salvatore Barbera (attuale assessore comunale di Forza Italia) a Tanino Sorbello, da Carmelo Basile a Giuseppe Toscano (ex assessore Dc), da Giuseppe Pracanica a Francesco Tigano, da Paolo Catanoso (ex presidente Iacp) a Francesco Scoglio, da Achille Scarbaci a Nunzio Salvatore Rao. Da sempre, quindi, la politica è stata contigua agli ordini professionali e alla sanità. Una commistione esplosiva che ha portato, negli anni ’90, a sanitopoli e che, in questi giorni, riaffiora in tutta la sua evidenza con le indagini sulle false pensioni di invalidità. LA POLITICA E GLI AFFARI DELLE PENSIONI D’INVALIDITÀ La magistratura non si fermi ai “pesci piccoli” newsletter del 9 dicembre 2002 L’ inchiesta “Rispetto” dei giorni scorsi, che a Messina ha portato a quattro arresti e molti avvisi, non deve fermarsi alla semplice manovalanza. Quell’Antonio Russo, segretario della commissione d’invalidità, può condurre ai vertici della politica messinese. Su l’uomo che speculava sul bisogno della gente i vertici istituzionali di Messina già conoscevano vita, storia e miracoli. Russo era stato persino espulso dalla Massoneria ma continuava ad avere legami con le logge deviate. Ed infatti l’affare dell’invalidità è anche un affare piduista. Bisogna quindi chiedersi il perché da oltre dieci anni nessuno a Messina abbia sentito il dovere (cioè l’obbligo) di sollevare dall’ incarico quel personaggio. Quale potere lo proteggeva e chi poteva ricattare? Oggi per lui il carcere potrebbe essere moto rischioso. Quali e quanti consensi, oltre che soldi, venivano rastrellati attraverso le pensioni d’invalidità? Proviamo a fare qualche conto. Ogni anno a Messina vengono istruite oltre 200 mila pratiche per invalidità. I canali attraverso i quali le pratiche vengono poi presentate all’attenzione delle 13 commissioni sono i Patronati, dalle Acli all’Enasco,dal Claai all’Enpac, dall’Enas all’Inca, e così via. Ogni politico ha un suo patronato di riferimento. Lo stato , per ogni operazione, concede loro il 5 per cento. Tutti i verbali delle 13 commissioni arrivano ad una segreteria centrale Asl a capo della quale c’è un certo signor Previti, fedelissimo dell’ex sottosegretario Astone e collaboratore, a tempo perso, del Gruppo Franza. Delle vicende torbide sull’invalidità messinese erano informati da anni tutti i vertici istituzionali e tutti i partiti, Rifondazione compresa. Perché tutto è rimasto bloccato? Adesso il procuratore Croce e i suoi sostituti hanno le carte per procedere e indagare sino in fondo. Sino ad oggi nessuno ha mai scritto le cose che state leggendo. E non è certo semplice dire tutto. Con tanto potere si può infatti eleggere un sindaco, un deputato, un senatore e tenere prigioniera un’intera città. 31 dicembre 2002 AGORÀ ● 25 26 ● AGORÀ 31 dicembre 2002 31 dicembre 2002 AGORÀ ● “Signore, concedi a noi di essere almeno un poco simili a Nino Caponnetto, miti nel sorriso ma intransigenti nella volontà, rispettosi con tutti e mai disposti ai compromessi, pronti a mettersi in gioco ma senza privilegiare nessuno. Grazie Nino, grazie davvero.” Giancarlo Caselli - Firenze, 8 dicembre 2002 ● AGORÀ 31 dicembre 2002