A S S O C I A Z I O N E
A M I C I
D E I
Associazione Amici dei Musei c.p. 162, 67100 l’Aquila centro
Anno II / I Trimestre n°3 2007
Tribunale dell’Aquila n°553 del Registro Giornali 18.03.2006
Periodico Trimestrale Gratuito
E D I T O R E
Il punto
RUZZO
B
A
N
I
O
E
S
U
FARE M
L’opinione di
CCIA
EUGENIO CO
Il personaggio
ONTI
GUIDO VISC
scienza
Comunicare la
TTICHE
DIDA
ESPERIENZE
I CHIETI
NEI MUSEI D
Archeologia
LTI FRUTTI
O
M
O
N
A
R
G
POCO
ara
Speciale Pesc
SCORSO
O
L
O
C
E
S
L
E
OVA D
LA CITTÀ NU
orio
Museo e territ
DISSETA
E
H
C
A
N
G
A
T
LA MON
Architettura
D’ARTE
DISTILLATI
M U S E I
D ’ A B R U Z Z O
F
I
D
A
M
IL PUNTO
Se raccontiamo la verità possiamo essere certi
che prima o poi ci scopriranno.
(Oscar Wilde)
Nelle moderne società democratiche sembra che le conseguenze della ricerca scientifica siano troppo
importanti per essere lasciate nelle sole mani degli scienziati, ma d’altro canto è pur vero che nei
rapporti tra scienza e società il loro contributo sia imprescindibile. In questo numero MU6 parla
di scienza con gli specialisti.
2
Il punto
Luigi Capasso
Fare Museo in Abruzzo.
3
L’opinione di
a cura di Angela Ciano
Eugenio Coccia
4
Articolando
7
Il personaggio
a cura di Angela Ciano
Guido Visconti
8
Comunicare la scienza
di Jessika Romano
Esperienze didattiche nei musei di Chieti
10
Archeologia
di Jessika Romano
Poco grano molti frutti
11
Speciale Pescara
La città nuova del secolo scorso
15
Museo e territorio
di Annunziata Taraschi
La montagna che disseta
17
Architettura
di Marco Morante e Maura Scarcella
Distillati d’arte
18
Sulle strade dei beni
In provincia di Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo
20
Infomu6
Il nuovo museo / mostre / progetti
libri / convegni / attività
22
Extract
MUSEI n.3
Periodico Trimestrale ideato da Germana Galli
Progetto grafico
Con il contributo della Regione Abruzzo
Ad.Venture / Compagnia di comunicazione
impaginazione a cura di Marco D’Aroma
Editore
Foto
Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo
Casella postale 162, 67100 L’Aquila centro
[email protected]
www.mu6abruzzo.it
www.mu6abruzzo.eu
Webmaster Claudia Valentini
Direttore Responsabile
L. D’Angelo pag 3, 5, 7, 12,
Archivio F. De Ruyt pag 10
Maurizio Anselmi pag 15
Archivio Comune di Pescara pag 17
Sergio Camplone pag 17
Ninì Pirandello pag 20
Stampa
Walter Capezzali
Poligrafica Mancini
Sambuceto / Chieti
Coordinamento editoriale
Traduzioni
Germana Galli
Redazione
Angela Ciano, Franco Dus,
Jessika Romano, Filippo Tronca.
Monica Fagnano
Distribuzione
Spedizione postale
Fare Museo
in Abruzzo
La definizione di Museo è ormai affinata e condivisa, tanto da assumere valore globale. Sono
definiti non solo i concetti generali che dettano le filosofie museali, ma anche le regole che
codificano le relazioni fra musei e territori, le modalità di interazione fra le componenti di ricerca e
quelle museografiche, le norme di conservazione e schedatura, persino i rapporti e le proporzioni fra
gli spazi dedicati all’esposizione e quelli da destinarsi ai servizi o all’accoglienza. Questo sforzo di
codificazione è anche uno strumento di valutazione, che serve a computare facilmente quanto
ciascun museo sia adeguato al modello teorico ritenuto ideale, cioè ai cosiddetti standard. Tutti gli
operatori sono d’accordo nell’individuare, perfezionare, testare ed applicare questa modellistica su
scala planetaria in fase di progettazione, di gestione e di valutazione dell’attività museale al di là
di ogni confine geografico o tematico. Vorrei qui, tuttavia, sussurrare il dubbio – da più parti
recentemente sollevato – che la pedissequa applicazione di standard condivisi possa avere come
contro altare una omologazione che rischia di globalizzare il prodotto museale e, in fin dei conti, di
svuotare il museo di quel sapore localistico che ne configura il carattere e che ne giustifica la visita.
Insomma, una certa corrente museografica moderna – che noi stessi abbiamo propugnato –
vorrebbe che ciascun museo fosse un luogo tanto peculiare da risultare unico e, perciò stesso,
irrinunciabile. Questa unicità rende necessaria l’esistenza stessa del museo e al contempo ne rende
utile anche la sua conoscenza. Sull’altare della peculiarità sarebbe giusto anche immolare qualcosa
della standardizzazione. Insomma, il motto finale potrebbe essere: meno standard, più carattere.
A quest’idea consegue necessariamente che la caratterizzazione dipende non solo dal tema museale, ma
anche dalla sua indole, non solo dal luogo nel quale il museo è inserito, ma anche dalla gente con la
quale il museo interagisce e della quale – alla fine – il museo fa parte.
Allora sembrerebbe legittima e stimolante la domanda: in cosa è peculiare fare museo in Abruzzo?
Certamente il luogo, le genti, la storia hanno qui peculiarità tali da sembrare caratteristiche talora
uniche. Queste caratteristiche sono già acquisite all’immaginario collettivo, tanto da rappresentare
quasi un’attesa nel pubblico che si avvicina al nostro territorio. È opinione universalmente
condivisa che fra queste peculiarità alcune sembrano essere divenute imprescindibili: l’ambiente
naturale (l’Abruzzo è sede della prima area naturalistica protetta della storia d’Europa e ciò
rappresenta un carattere antico e ben conservato in questo territorio), la storia antica (i Sanniti e
le loro tribù hanno lasciato tracce visibili e lungamente valorizzate che hanno creato interessi
diffusi in tutta Europa), l’antropologia e l’etnologia (le genti d’Abruzzo, la loro storia biologica, le
loro tradizioni popolari e culturali sono un patrimonio caratteristico e conservato che ha prodotto
riflessi che spaziano dalla gastronomia alla struttura architettonica dei borghi storici, alla peculiare
distribuzione e tipologia dell’antropizzazione territoriale). Queste peculiarità devono trovare
opportuni ed ampi spazi museali, sia perché solo il museo è luogo di memoria e, quindi, garanzia di
stratificazione storica per il futuro, sia perché il museo è luogo di attrazione nel quale altri devono
riconoscere facilmente il motivo della visita. Sono le peculiarità del territorio che devono essere
conservate e valorizzate nel museo e sono le stesse che il visitatore si attende di incontrare per non
sentirsi deluso dalla visita.
Nella mia opinione basata su queste premesse, quindi, fare museo in Abruzzo vuol dire anzitutto
seguire, accondiscendere queste peculiarità imprescindibili, configurando un piano programmatico
nel quale anche le risorse disponibili siano convogliate con privilegio verso la musealizzazione delle
peculiarità territoriali.
Fare museo in Abruzzo, tuttavia, è anche molto stimolante, anzitutto grazie proprio alla possibilità
di agire in un territorio conservato, impregnato di storia e ben caratterizzato sul piano scientifico e
culturale, ma anche perché esiste un reale – ed ancora ampiamente disatteso – bisogno di musei
che viene percepito dagli operatori come lontananza dal punto di saturazione. Uno stimolo
ulteriore viene anche dalle potenzialità di sperimentazione, tipiche di un luogo e di un territorio
non saturato. Infatti, se è vero che il museo è luogo della memoria, necessario alla stratificazione
delle conoscenze, è altrettanto vero che il museo è fucina per lo sviluppo del futuro immaginabile
che potrebbe essere reso possibile. Cosicché in Abruzzo più che altrove il museo diviene anche luogo
di sperimentazione di nuovi metodi per la trasmissione del sapere ai giovani, ma anche laboratorio
di esperimenti di comunicazione.
Giacché il museo è anche luogo di interazione con il territorio, esso deve divenire punto di
riferimento anche per la popolazione ed anzi essere in qualche modo riflesso dei caratteri territoriali
ed antropologici. Su questo punto, in Abruzzo più che altrove, la strada appare ancora
ampiamente da percorrere, ma l’obiettivo non può essere che quello del museo come luogo di tutti,
cioè aperto e condiviso.
Copertina
MU2
Foto della cosiddetta testa di Silla
Archivio Sopraintendenza Archeologica dell’Abruzzo
Prof. Luigi Capasso
© MU6 / 2006 stampato in italia
DIRETTORE DEL CENTRO MUSEALE D’ATENEO
DELL’UNIVERSITÀ “GABRIELE D’ANNUNZIO” DI CHIETI E PESCARA
M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A
L’OPINIONE DI
a cura di Angela Ciano
Eugenio Coccia
Ha da poco compiuto cinquanta anni ed è già uno
scienziato di fama internazionale. Voce calma e pacata,
Eugenio Coccia è alla guida
dei Laboratori nazionali del
Gran Sasso dell’Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare
dal 16 giugno 2003. Tre anni
e mezzo di duro lavoro e di
polemiche a non finire, basti
pensare alla querelle sulla
costruzione della terza galleria. Oggi però la situazione
sembra essersi placata e grazie anche agli importanti
esperimenti che si stanno
svolgendo nelle viscere della
montagna più alta
dell’Appennino, il laboratorio
è tornato ad essere famoso
per quello che fa. Un luogo
sovrastato da 1400 mt di roccia dove, 750 scienziati provenienti da tutto il mondo portano avanti esperimenti importantissimi per la conoscenza
umana e dove sono di casa
personalità come Rubia e
Zichichi fondatore del laboratorio del Gran Sasso, il più
grande al mondo. Questo
spiega i 17mila visitatori
l’anno, dato che ne fa il
secondo laboratorio più visitato in Europa. Perciò ci piace
pensare a questo posto come
a un vero museo della scienza.
Direttore le piace la definizione di Galleria di
Scienza?
Si mi piace. Anche se un’opera scientifica non è detto che sia bella; non mi
spingerei a paragonare un’opera scientifica ad un’opera d’arte, però abbiamo
immagini della nostra epoca che spesso stimolano il nostro senso estetico.
Ma arte e scienza hanno un punto in
comune ed è l’armonia, la ricerca
scientifica non fa altro che trovare le
armonie segrete dell’universo attraverso equazioni, particelle e così via.
Einstein diceva “L’Universo è un mistero e questo mistero è al centro della
vera scienza e della vera arte”.
dedicata ai Laboratori del Gran Sasso
dell’Istituto Nazionale di Fisica
Nucleare, in effetti da Borexino, che
misurerà i neutrini emessi dal sole,
agli esperimenti LV Dete di Zichichi,
per misurare i neutrini emessi dalle
supernove, a quello del nobel Rubia,
fino all’ultimo che qualche mese fa ha
avuto il suo momento importante. Un
esperimento che si sta compiendo in
collaborazione con il CERN di Ginevra
che serve a rivelare il fenomeno dell’oscillazione dei neutrini e quindi capire
se hanno massa attraverso un fascio di
neutrini che viaggia per 750 km nella
terra dal Cern al Gran Sasso.
Insomma arte e scienza possono camminare
insieme… in fondo sono entrambe fattori di
conoscenza
Sono due scienze o due modi di fare
arte. Perché entrambe aumentano la
conoscenza e accrescendo la conoscenza aumenta la sensibilità nei confronti del mondo. Vorrei però sottolineare che la scienza influenza l’arte
perché essa cambia il modo di percepire le cose, basti pensare a come è
cambiato il modo di pensare alla terra
come centro e punto dell’universo.
Insomma arte e scienza si congiungono nella dimensione del mistero dell’esistenza.
tutto questo come lo spiegate e dimostrate
alla gente… ai tanti visitatori che vengono
ai laboratori
Il nostro laboratorio è sempre stato
aperto alla gente, a tutti coloro che
vogliono avvicinarsi e capire quello che
facciamo. Abbiamo una media di circa
17mila visitatori l’anno anche se adesso, causa gli importanti lavori delle
gallerie autostradali, il numero è diminuito perché siamo aperti al pubblico
solo sabato e domenica
Ed è questo mistero che gli scienziati, che lavorano nelle viscere del Gran Sasso, cercano di
svelare con le loro ricerche e la loro passione…
In questo momento sono tanti gli
esperimenti che si stanno portando
avanti e tutti hanno un unico comune
denominatore lo studio dei neutrini…
e quindi la ricerca della materia
…cacciatori di neutrini…
questa è una bella definizione che ha
intitolato un album della rivista Quark
…ho sentito che i fine settimana sono prenotati per i prossimi sei mesi…
È proprio così. In effetti questa galleria
di scienza attrae molto, per questo
oltre alla normale apertura al pubblico
abbiamo realizzato altre iniziative
come l’open day che generalmente si
svolge la prima domenica di maggio.
Un giorno intero dedicato alle famiglie
durante il quale si può assistere ad
exhibit, a conferenze e partecipare a
piccoli esperimenti. Ci sono poi una
serie di giornate, nei mesi da settembre a dicembre, dedicate agli studenti
delle scuole elementari abruzzesi, il
concorso anch’io scienziato che ogni
anno raccoglie 700 partecipanti, la collaborazione con la Princeton University
dove, ogni anno, mandiamo per uno
stage estivo una ventina di giovani studenti e tante altre iniziative rivolte
soprattutto ai più giovani, per introdurli nel mondo della scienza.
Abbiamo una nuova sala espositiva,
molto più grande della precedente
capace di ospitare intere scolaresche e
conferenze e stiamo collaborando con
il Comune di Teramo per la realizzazione del Museo della Fisica e
dell’Astrofisica.
Direttore ma a lei piace l’arte?
Si moltissimo adoro le intuizioni di
Rembrandt e Goya.
A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA , 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A , B O O K & W I N E ( N U O V O
MU3
ARTICOLANDO
FONDAZIONE
CARICHIETI E
ALESSANDRO
MANZONI
Nel 2004 la Fondazione Cassa di
Risparmio della Provincia di Chieti
istituisce il CASM, Centro Abruzzese di
Studi Manzoniani, che opera in
collaborazione con l’Università
G.d’Annunzio di Chieti e la Casa del
Manzoni di Milano con l’obiettivo di
1874) che hanno per tema ancora I
Promessi Sposi, per l’Agenda 2006 invece
i pastelli di Carlo Cattaneo si ispirano a
Gli Inni Sacri.
L’Agenda Manzoniana 2007 riproduce le
tavole che il M° Bruno Caruso ha eseguito
nel corso dell’anno precedente per
illustrare la Storia della Colonna Infame.
“Crudi e terribili” come lo stesso autore li
definisce, i disegni di Bruno Caruso
interpretano un’opera complessa che non
ha mai incontrato il favore degli illustratori.
La Storia della Colonna Infame è una
vigorosa monografia storica, svolta
secondo acute argomentazioni
giuridiche, psicologiche e morali. L’opera
è tratta dal processo contro i presunti
untori della peste del 1630 che si
concluse con la condanna a morte degli
accusati e con l’erezione, sul luogo dove
l’esecuzione era avvenuta, di una colonna
a ricordo della loro infamia. Tutta la
storia si sviluppa con un ritmo
incalzante, dove il rigore del
ragionamento è unito ad una dolorosa
riflessione sulla fragilità umana.
Un capolavoro letterario in cui Manzoni,
condotto dallo spirito religioso, sostiene
che i giudici erano stati guidati da insane
passioni e colpevole ignoranza
opponendosi alle conclusioni
dell’illuminista Pietro Verri, il primo ad
accostarsi alle carte processuali, che nel
suo opuscolo Osservazioni sulla Tortura,
aveva attribuito il fatto all’oscurantismo
“A TAVOLA CON GLI
IMPRESSIONISTI ITALIANI”
SANTA MARIA
DEI RACCOMANDATI
L’AQUILA
È stato un successo insperato. Neanche
gli organizzatori speravano in un
consenso di pubblico così importante.
Eppure la mostra sulle incisioni di Goya e
Picasso dedicate alla Tauromachia,
conclusasi alla fine dello scorso mese
gennaio, con circa mille visitatori paganti,
ha avuto un ottimo riscontro. Spronati
anche da questi risultati al complesso
espositivo di Santa Maria dei
Raccomandati a L’Aquila si pensa al
prossimo evento d’arte. Chiuso il museo
per il mese di febbraio a causa di
interventi di manutenzione e messa a
norma dell’edificio, l’amministrazione
comunale sta lavorando ad un’importante
mostra che arriverà in Abruzzo a marzo. Si
tratta di “L’elogio della tavola tra
conversazione, elogio e mondanità –
pittori italiani dell’800 e dei primi del ‘900
nelle collezioni pubbliche e private
italiane”. Si tratta di una mostra che
raccoglie le opere collegate al tema della
tavola e dei momenti conviviali dei
maggiori artisti tra cui gli impressionisti
italiani. Un nome su tutti: Giuseppe de
Nittis che è in mostra con un serie di
famosi dipinti.
L’evento di cui non si ha ancora la
certezza delle date, ma dovrebbe partire i
primi di marzo, è organizzato da Modena
Antiquaria e nel mese di febbraio, dal 16
al 25, è una delle mostre collaterali
dell’importante fiera di antiquariato
dell’Emilia Romagna.
promuovere studi e ricerche su
Alessandro Manzoni.
L’iniziativa trae origine da una preziosa
donazione che la Fondazione riceve nel
2002 da parte di Alfredo Paglione, famoso
gallerista e mecenate, il quale sceglie di
celebrare le sue origini abruzzesi
donando alla sua terra una collezione di
58 acquerelli realizzati da Aligi Sassu per
illustrare I Promessi Sposi.
Gli stessi acquerelli vengono pubblicati
nell’Agenda 2004 inaugurando una felice
tradizione destinata a restituire dignità
pittorica ai personaggi, ai luoghi, alle
rime di uno degli autori più conosciuti e
amati della letteratura italiana.
Ogni anno la Fondazione dedica l’agenda
ed il calendario ad un capolavoro di
Manzoni affidandone l’illustrazione ad un
artista di chiara fama.
L’Agenda 2005 viene illustrata con le 12
tavole litografiche di Gallo Gallina (1798-
MU4
dei tempi e allo spregevole uso della
tortura negli interrogatori giudiziari.
Un testo difficile adatto ad un autore
impegnato quale Bruno Caruso si
dimostra da sempre battendosi contro
la sopraffazione, la guerra, la violenza,
la fame, la mafia: dal 1953 al 1958 esegue
una serie di disegni di denuncia sul
Manicomio di Palermo e intraprende una
campagna contro le pratiche medievali,
la camicia di forza, il letto di contenzione
ed avvia con Franco Basaglia un’opera di
revisione della psichiatria; è legato da
profonda amicizia a Leonardo Sciascia
uno degli autori più autorevoli del
Novecento che ha restituito valore, con
letture di assoluto rilievo, alla Colonna
Infame osteggiata dall’incomprensione
di una parte della critica.
L’Agenda che la Fondazione Cassa di
Risparmio della Provincia di Chieti ha
realizzato per il 2007 è frutto di una scelta
mirata, un connubio autorevole tra arte e
letteratura, un vero pezzo da collezione
degno della raccolta cui appartiene.
J.R.
T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O , L A S C O L A S T I C A ( C O R S O S . G I O R G I O , 3 9 ) / N A P O L I , L A C I T T À D E L L A S C I E N Z A / B O L O G N A , L I B
ARTICOLANDO
DIPENDENTI
DEI MUSEI
CON STIPENDI
DA FAME
ANCHE IN ABRUZZO
NASCE L’ECOMUSEO
Povera arte, anzi poverissima arte! In Italia,
il paese che detiene il 60 % dei beni
culturali al mondo, l’arte è trattata
malissimo, sempre peggio, E’ di qualche
settimana fa un’inchiesta che farebbe
gridare allo scandalo in ogni altra nazione
tranne che da noi, dove si scopre che un
direttore di un museo come gli Uffizi di
Firenze guadagna la iperbolica cifra di 1600
euro al mese,quando alla National Gallery
ne guadagnerebbe ben 14mila. Un
traguardo, badate bene, raggiunto dopo
ben 25 anni di onorata carriera che lo ha
portato alla più alta carica di uno di posti
più visitati al mondo con un milione e
mezzo di presenze l’anno, e non se la
passano meglio i direttori degli altri poli
museali, pochi in verità, italiani. E se è
questa la paga di un direttore provate ad
immaginare quale può essere quella di
E’ la Regione Piemonte quella all’avanguardia in Italia nell’istituzione e funzionamento
degli ecomusei. Con oltre quaranta istituzioni museali collegate in rete ed una legge
antesignana che risale al 1985, oggi questo territorio è un esempio da seguire. Così sta
facendo l’Abruzzo che sull’esempio del Piemonte si sta dotando dei necessari strumenti
normativi, come la legge che istituisce gli ecomusei, ne stabilisce i compiti e gli obiettivi,
individuando gli organismi in grado di gestire queste strutture. “Una norma - ha spiegato il
consigliere regionale Gianni Melilla estensore della legge - che possa favorire l’emergere
delle identità territoriali dando concretamente impulso alle funzioni di ricerca,
conservazione, valorizzazione di beni naturali, culturali e demoetnoantropologici che
formano l’ambiente e il tessuto connettivo delle comunità locali”. Quella di eco-museo è
un’idea di nuova concezione e in continua evoluzione: secondo la più recente ed accredita
versione internazionale, è da intendersi come ”un’istituzione culturale che assicuri in forma
permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le
funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali,
rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti”.
Si è parlato di ecomusei nel corso di un workshop organizzato dal Parco Nazionale Gran
Sasso - Monti della Laga , una giornata di studi con l’obiettivo di approfondire le
opportunità dischiuse dal complesso sistema eco-museale dell’area protetta, attraverso il
confronto con altre esperienze di livello regionale e nazionale. “Da questo punto di vista ha detto il Presidente dell’Ente Walter Mazzitti - il Parco, in virtù della scelta di istituire un
insieme di 11 eco-musei equamente distribuiti negli 11 distretti in cui è articolato,
potrebbe assumere un ruolo pilota, con l’obiettivo strategico della costruzione di una rete
di ecomusei dell’area protetta, intesa come spazio espositivo diffuso, dinamico ed
interattivo, ad alta vocazione didattica ed educativa, ma soprattutto come strumento di
empowerment di comunità, attraverso la valorizzazione e la mobilitazione degli elementi
identificativi peculiari dei diversi luoghi”.
tante altre figure che lavorano in questo
settore. I restauratori italiani, i più bravi al
mondo, a fine carriera guadagnano dai 1200
ai 1300 euro mensili nonostante i compiti e
le responsabilità che si hanno quando si va
a ad operare su opere immortali. Ma il caso
degli Uffizi non è che una goccia nel mare
della povertà delle strutture museali
italiane dove avere un ufficio stampa è un
lusso impossibile da concedersi e dove i
sovrentidenti si muovo sul terittorio spesso
a loro spese, perché il fondo benzina che
ricevono è talmente esiguo che spesso si
estingue nei primi tre mesi dell’anno. Alla
base di questa vistosa anomalia,
soprattutto se si paragona alla situazione di
tutti gli altri paesi europei, ci sarebbe il
nostro sistema burocratico che, a parte i
poli museali, non prevede direttori per gli
altri 464 musei italiani ma soltanto dei
funzionari con mansioni direttive; questo
significa che si tratta di funzionari statali il
cui stipendio procede per scatti all’interno
di tabelle fisse che variano da Regione a
Regione. Burocrazia che può sempre essere
modificata in favore dell’unica vera risorsa
che l’Italia può ancora vantare e che,
nonostante tutto, la rende ancora una delle
mete più ambite dai turisti.
MU6 T-SHIRT
BUONO D’ORDINE T-SHIRT
DESIDERO RICEVERE N°
COLORE
BIANCO
TAGLIA
MEDIA
T-SHIRT MU6
NERO
LARGE
EXTRA-LARGE
PAGHERÒ IL CORRISPETTIVO DI € 15,00 + SPESE DI SPEDIZIONE € 5,00
IN CONTRASSEGNO AL POSTINO AL RICEVIMENTO DELLA MERCE.
COGNOME E NOME
INDIRIZZO
CAP
PROV
CITTÀ
RECAPITO TELEFONICO
*
CON L’ACQUISTO DELLA MAGLIETTA RICEVERÒ GRATUITAMENTE LA RIVISTA MU6
SENZA ALCUNA SPESA AGGIUNTIVA.
DATA
FIRMA
Da inviare a: Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo, Casella postale 162, 67100 L’Aquila centro
B R E R I A P I C K W I C K ( G A L L E R I A 2 A G O S T O 1 9 8 0 , 3 / C ) / W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E -
MU5
IL PERSONAGGIO
a cura di Angela Ciano
Guido Visconti
INTERVISTA
Viene spontaneo. Quando si
incontra il prof.Guido Visconti,
metereologo di fama internazionale, si finisce sempre a
parlare di come sarà il tempo.
Forse perché per l’uomo
moderno avere informazioni di
questo tipo è diventata una
necessità, o forse perché
quando si vivono situazioni climatiche anomale come quelle
di questo inverno che sta per
terminare, non c’è organo di
stampa che non riporti il suo
parere e i suoi studi. Eppure
Guido Visconti dal 1994 professore ordinario di Fisica
dell’Atmosfera e Oceanografia
presso l’Università dell’Aquila
e dal 2001 direttore del
CETEMPS il centro per la previsione di eventi meteo severi,
con una sensibilità per le arti
in generale formatasi negli
anni sessanta, parla volentieri
di quello che gli piace leggere, soprattutto letteratura
americana della beat generation, e ascoltare. Non segue
molto l’arte.
No, non ricordo l’ultimo museo che ho
visitato, o l’ultima mostra. Non vado
spesso se non a qualche evento che
riguarda la mia città, L’Aquila. Ricordo
con piacere alcuni musei di Boston che
ho visitato quando lavoravo negli Stati
Uniti e sa... nei fine settimana non
c’era molto da fare e allora si andava
alla scoperta della città. Insomma con
l’arte ho un rapporto scarsissimo.
Ma cosa ne pensa del rapporto arte - scienza?
Ma... non saprei vede oggi ci sono
delle immagini, delle fotografie di cel-
lule o nanostrutture che vengono spacciate come arte ma io credo che l’arte
sia una cosa diversa...
...secondo lei è la scienza ad influenzare l’arte...
Si, ma in maniera negativa. Secondo
me l’ispirazione dell’artista non ha
niente a che fare con la scienza; forse
questa influenza è stata decisiva nei
secoli passati, penso a personaggi
come Leonardo e alla sua epoca.
Oggi c’è la pretesa da parte della
scienza di egemonizzare, quasi tutte le
riviste scientifiche, almeno le più
importanti, pubblicano immagini spettacolari ma si sente che manca
l’intuizione dell’artista.
Professore parliamo di quello che fa, sapere il
tempo che farà sembra essere diventata una
priorità, i cambiamenti climatici che si stanno
verificando anche nella stagione in corso,
hanno effetto sull’uomo e sul suo operato?
Certamente pensi allo stress degli
sciatori in questo periodo, molti vivono delle vere e proprie crisi di astinenza! Ma questo è solo l’aspetto meno
grave di quanto i cambiamenti climatici in atto influiscano sulle abitudini
dell’uomo basti pensare al pericolo
che corrono le riserve d’acqua, ai danni
per le colture; a livello globale questo
inverno dal clima mite ha cambiato le
abitudini degli orsi per esempio, senza
contare che periodi molto lunghi di
alta pressione determinano innalzamenti dei limiti degli inquinanti nell’atmosfera e accumulo di tensione
anche per le persone. Provi a riflettere
su quanto può essere liberatoria una
giornata di pioggia dopo molti giorni
di clima secco.
In effetti questa intervista arriva nella prima
vera giornata invernale della stagione e le sen-
sazioni per me sono proprio quelle che lei sta
descrivendo…
questa sensazione è in relazione con il
concetto di “determinismo climatico”,
che io non condivido in toto, secondo
il quale lo sviluppo di una società è
determinato dal clima. Un concetto
razzista che spiega come le popolazioni che vivono al nord abbiano sviluppato modi, stili di vita e tecnologie per
proteggersi dal freddo mentre quelle
che vivono ai tropici, con un tipo di
condizioni climatiche molto poco
variabili, non hanno il concetto del
tempo o del divenire. Un concetto
molto difficile da smontare che non ha
niente a che vedere, per esempio, con
le grandi catastrofi naturali di questi
ultimi anni, che producono morti e
danni ingenti perché toccano una
società molto debole sotto l’aspetto
delle infrastrutture. Pensi ai flussi
migratori verso le zone costiere in ogni
parte del mondo, oppure alla vulnerabilità del sistema delle telecomunicazioni. Eventi tanto drammatici sono
sempre accaduti. Si pensi all’ultima
glaciazione, avvenuta ventimila anni fa,
e poi al ritorno improvviso del ghiaccio
dopo ottomila anni, un evento che è
stato un vero e proprio terremoto per
l’uomo. La civiltà mesopotamica è
scomparsa a causa di un periodo lunghissimo di siccità. Se si verificassero
oggi eventi di questo tipo si tornerebbe all’età della pietra.
Anche queste informazioni ci arrivano dagli
scavi archeologici e voi come le elaborate?
Da quasi tutti gli scavi si riesce a ritrovare anche la storia delle variazioni
climatiche che hanno interessato e
modificato una civiltà. Tra le cause
della scomparsa di quella Greca o
Romana, tanto per citare le più cono-
sciute, c’è anche lo sfruttamento
intensivo del territorio. Ma per arrivare
ad una vicenda e ad un’area più vicina
a noi come la Piana di Navelli sarebbe
interessante capire, attraverso gli scavi
che si stanno facendo, quali fenomeni
naturali sono stati registrati da una
zona che era un lago e che aveva
abbondanza d’acqua. Noi, invece, stiamo studiando la vicenda del Fucino e
del suo prosciugamento. Il lago che
esisteva prima dell’intervento umano
aveva creato un microclima molto piacevole per l’uomo, per i romani questa
era una località balneare; il suo prosciugamento ha cambiato completamente il clima su un’area molto vasta
che arriva fino alle nostre coste.
Abbiamo effettuato una simulazione
con e senza lago e nella seconda ipotesi abbiamo scoperto che è aumentato il flusso delle piogge proprio sulla
costa abruzzese.
Anche storie di questo tipo dovrebbero far
riflettere l’uomo sugli interventi che si effettuano sulla natura, invece la storia ancora una
volta non insegna.
Purtroppo quello che sta accadendo a
livello globale è evidente a tutti, tutti
ne parlano ma nessuno fa nulla. Io
sono molto pessimista sul futuro e sul
fatto che in tutto il mondo, compreso
nei paesi come Cina e India che adesso stanno conoscendo lo sviluppo e il
benessere che noi abbiano acquisito,
si possa frenare l’aumento indiscriminato di produzione di anidride carbonica che è alla base del fenomeno del
riscaldamento della terra. Penso invece
che nel giro di 50 anni il nostro habitat
sarà molto diverso, dobbiamo soltanto
prepararci ai cambiamenti.
R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA ,
MU7
Comunicare
la
Scienza
ESPERIENZE DIDATTICHE NEI MUSEI DI CHIETI
di Jessika Romano
Non credo ci sia enigma o situazione estrema
che possa sconvolgere l’inossidabile archeologo
Indiana Jones tranne forse la missione di
(Indiana Jones)
dover trasmettere le proprie conoscenze ad un
manipolo di spietati e irriducibili bambini in
età scolare inclini a sferrare ripetuti attacchi con domande in grado di destabilizzare le più consolidate teorie. Tra la premura di pubblicare sempre di più e la fatica di procurarsi le risorse necessarie
ai propri studi, la vita del ricercatore non è facile anche senza l’impegno ulteriore di un nuovo
mestiere da imparare. Comunicare la scienza è infatti una professione complessa che prevede, oltre
al bagaglio tecnico-scientifico di base, una seria formazione in ambito pedagogico che non si può
improvvisare. Molti non si sentono portati al ruolo di comunicatori, e forse non lo sono, in fondo
hanno scelto un altro mestiere; a molti altri questo ruolo potrebbe non piacere magari perché si
sentono in qualche misura “declassati”. La necessità della comunicazione tuttavia rimane e il prezzo di non comunicare, o di farlo male, diventa sempre più alto. Implicita in questa premessa è
l’idea che le principali risorse dei musei, ovvero le loro collezioni, siano ricche di valore e quindi
degne di essere conservate, innanzitutto per le informazioni che racchiudono. L’informazione può
essere di natura intellettuale, estetica, sensoriale o emotiva a seconda dell’oggetto e di quanto vi è
"Nulla mi può turbare,
sono uno scienziato".
associato, resta il fatto che tutti i musei hanno a che fare con la produzione, l’organizzazione e la
diffusione di informazioni attraverso mostre, visite guidate, percorsi tematici, laboratori didattici
progettati per raccontare storie. La mente umana sembra essere fatta apposta per costruire narrazioni, che sono il nostro modo più naturale per ricevere informazioni. Le immagini mentali create
dalle storie sono preziosi riferimenti cognitivi in quanto organizzano le esperienze dando loro coerenza formale: se un racconto è avvincente costringe ad ascoltare fino alla fine ed è un ottimo alleato
della memoria.
Qualunque sia il mezzo, il formato, lo scopo e il contenuto, comunicare la scienza vuol dire saperla
trasformare in una storia senza trascurare la veridicità dei fatti.
Piegare un discorso scientifico a un racconto significa prendere per mano qualcuno e accompagnarlo da ciò che sa già a ciò che non sa ancora, facendo diventare naturale un discorso che non lo è.
Tuttavia il visitatore di un museo, sia esso adulto o bambino, non ha sempre un motivo o un interesse particolare per prestare attenzione a ciò che gli si racconta. La sua attenzione deve essere conquistata con argomentazioni interessanti e una comunicazione efficace: una buona storia oltre a
trasmettere informazioni deve suscitare emozioni. Comunicare la scienza è compito arduo ed è indispensabile che gli operatori di questo settore siano preparati e motivati a compiere quel passaggio
fondamentale dal “comunicare qualcosa”, tipico della comunicazione fra specialisti, al “comunicare
A TAVOLA CON I DINOSAURI
L’idea di fare un pic-nic con un animale preistorico potrebbe essere inquietante soprattutto se il pensiero corre
verso quelli di grandi dimensioni e per
giunta carnivori il cui pasto potremmo
essere proprio noi!
Niente paura “A tavola con i dinosauri”
è il titolo accattivante di una delle
numerose attività didattiche che il
Museo di Storia delle Scienze
Biomediche di Chieti propone alle
scuole. Il laboratorio introduce gli studenti ad un particolare settore della
Paleontologia che studia le scorie
organiche lasciate dagli animali del
passato al fine di valutare l’importanza
dei fossili come fonte di informazioni
biologiche sulle antiche forme di vita.
Se si sceglierà di partire “Alla scoperta
degli antenati dell’Uomo” saranno i
calchi dei crani dei principali protagonisti della nostra storia biologica e dei
prodotti della loro cultura ad illustrare
le tappe dell’evoluzione umana.
L’Antropologia archeologica mostra
invece le tecniche di indagine impiegate nello studio dei resti antichi prove-
nienti da scavi archeologici per determinare il sesso, l’età alla morte, nonché le possibili alterazioni morfologiche delle ossa conseguenti a determinate patologie o attività lavorative.
Tra le proposte didattiche, riservate
agli studenti di scuola secondaria
superiore, interessanti sono le esercitazioni tecniche sulla preparazione e
sull’analisi dei campioni da esaminare
al microscopio: un Viaggio nel misteri
del vetrino che avvicina i ragazzi ai
microcosmi della scienza.
Il cammino attraverso l’inizio e
l’evoluzione della vita sul nostro pianeta affronta anche i temi della
Comunicazione arcaica, delle espressioni e dei costumi del Teatro delle origini. L’esplorazione a ritroso nel linguaggio primitivo serve a ricercare il
valore ancestrale dei suoi “segni” ed
individuare il punto di passaggio da
Natura a Cultura. Da un punto di vista
medico-scientifico sono le mummie
l’archivio biologico a cui attingere
informazioni, mentre una piccola
sezione del Museo riguarda la terapia
del dolore attraverso i secoli.
Le visite guidate, introdotte da appositi audiovisivi prodotti dal Museo,
accompagnano i visitatori attraverso
due itinerari tematici: il primo parla
dell’evoluzione della terra e della vita,
con particolare riferimento al mondo
animale, diffondendo la consapevolezza che lo sviluppo non è stato sempre
graduale e lineare, ma ha subito spesso battute d’arresto improvvise e
repentine accelerazioni che hanno portato alla scomparsa di alcune specie;
il secondo ricostruisce le tappe salienti
delle trasformazioni dell’Uomo dalle
sue origini, tanto sul piano biologico
che sul piano culturale. A di là dell’interesse che i singoli argomenti sono in
grado di suscitare quello che più colpisce è l’approccio pluridisciplinare che
ogni attività comporta stimolando
approfondimenti nelle diverse aree del
sapere dalla biologia alla fisica o alla
chimica, dalla storia alla filosofia, dall’antropologia alla religione. Il Museo
di Storia delle Scienze Biomediche
apre una finestra importante sulle origini e sull’evoluzioni della vita e offre
un panorama dettagliato sugli strumenti di indagine e sui risultati conseguiti, restituendo dignità a “forme di
vita a cui Dio non aveva dato l’anima”.
info
Museo di Storia delle Scienze Biomediche
Piazza Trento e Triste – 66100 Chieti
Info e prenotazioni: [email protected]
LE STANZE DELLE MERAVIGLIE
Il Museo d’Arte Costantino Barbella
di Chieti, ubicato nell’ala nobile del
seicentesco Palazzo Martinetti Bianchi, si è costituito circa trent’anni
fa per accogliere i patrimoni artistici
del Comune e dell’Amministrazione
Provinciale di Chieti.
È stata questa l’occasione della creazione di un’imponente raccolta di
opere d’arte che, accresciuta nel tempo
da lasciti e donazioni, comprende
opere dal secolo XIV ai giorni nostri.
Non si tratta di un museo tematico ma
di una galleria d’arte, che espone
opere frutto di espressioni artistiche
diverse e di provenienze disparate,
dove gioca un ruolo fondamentale il
fattore umano che evoca i fantasmi dei
luoghi, delle cose, degli artefici, dei
MU8
committenti e dei collezionisti.
La nascita e lo sviluppo di questa collezione conserva la memoria del lungo
processo evolutivo che il Museo
Barbella ha subito nel tempo, partendo da un’esposizione che privilegiava
la valenza estetica dell’opera fino a
raggiungere la possibilità di iscrivere
tali opere all’interno di un disegno
progettuale più ampio e sempre più
aperto alle istanze di comunicazione.
Questa istituzione vanta una lunga tradizione nella didattica museale, affidata da sempre ad operatori professionisti e rivolta principalmente alle scuole,
che rientra fra le opportunità formative
e divulgative offerte al territorio.
Dal 2005 il progetto Dire, Fare, Creare
delinea un percorso di crescita che
coinvolge parola, manualità e pensiero.
I laboratori Dire, Fare, Creare rappresentano un primo viaggio nell’espressività artistica, attraverso le parole dell’arte, la conoscenza delle tecniche grafico-pittoriche di base, la manipolazione delle materie plastiche e la scoperta
di materiali e strumenti che permettano ai bambini di sperimentare le proprie capacità espressive. I suggerimenti
e gli stimoli accompagnano la libera
espressione artistica e l’esperienza
manipolativa. L’atmosfera giocosa e
l’approccio creativo alle varie attività
mettono i ragazzi a proprio agio e in
grado di liberare la loro fantasia.
Tutti i laboratori prevedono la visita guidata di una sezione del museo e la consegna di un quaderno didattico, riserva-
to agli insegnanti, con gli approfondimenti degli argomenti trattati. Per
l’anno scolastico 2006-7 l’escursione nel
mondo e nei modi dell’arte parte alla
scoperta di Segni, Forme e Disegni della
Natura , un tema intramontabile per
artisti di ogni tempo. Gli incontri si concludono con la consegna , a ciascuno
dei partecipanti, di un diploma di artista che vale a dire “Ora l’artista sei tu!”.
info
Museo d’Arte Costantino Barbella
Palazzo Martinetti-Bianchi
Via C. De Lollis, 10 - 66100 Chieti
Tel. 0871 4083352 o 330873
[email protected]
1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A , B O O K & W I N E ( N U O V O T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O ,
ESPERIENZE E MUSEI
IL LUOGO DELLA MEMORIA
Al di là delle numerose declinazioni
semantiche che assume il termine
“museo” nel corso dei secoli, ciò che
progressivamente si consolida con il
passare del tempo è il rimando simbolico al passato che definisce una precisa relazione tra le opere e lo spazio
che le accoglie. Questo legame rimane
a lungo finalizzato esclusivamente alla
creazione di un ambiente in grado di
stimolare, attraverso la contemplazione delle opere in esso contenute, la
riflessione creativa di un ambiente e lo
sviluppo della conoscenza. A partire
dalla seconda metà dello scorso secolo
il museo acquista una dimensione
nuova determinando cambiamenti rilevanti anche nella progettazione degli
spazi, che inizia ad essere guidata da
funzionalità multiple, contemplando
esigenze conservative, espositive e
aggregative. In questo senso
l’esperienza del Museo Archeologico
della Civitella di Chieti mette in evidenza come sia possibile offrire una
risposta soddisfacente alla nuova componente di intrattenimento, contenuta
implicitamente nella domanda culturale, attraverso una diversa concezione
degli spazi e del loro rapporto con il
contesto sociale di appartenenza. Il
Museo Archeologico della Civitella,
realizzato nell’area che sino a circa
vent’anni fa ospitava lo stadio comunale, sorge all’interno del parco
archeologico dell’anfiteatro romano di
Chieti. La nuova istituzione, aperta al
pubblico il 18 dicembre 2000, mostra i
reperti e i documenti utili alla ricostruzione della nascita e dello sviluppo
della città e del territorio di sua
influenza. Un luogo della memoria
capace di destare meraviglia grazie alle
suggestioni provocate dai suoni e dalle
immagini, un percorso emozionale che
si snoda attraverso i ricordi destati
dall’incontro con il passato.
Le visite guidate, affidate a personale
specializzato, seguono i tre percorsi
tematici in cui è articolato il racconto
espositivo: L’inizio della storia urbana
rivela la nascita e lo sviluppo della
città di Teate attraverso le lastre e le
statue in terracotta policroma che
decoravano i templi della Civitella, Da
Roma a Ieri rappresenta un viaggio
nella macchina del tempo che ripercorre momenti e monumenti che hanno
segnato la vita della città dall’epoca
romana fino al secolo scorso, La terra
dei Marrucini illustra le ragioni strategiche della fortuna di Teate. La Sala
polifunzionale e il Laboratorio di
restauro offrono gli ambienti idonei
alle attività didattiche che prevedono
un alto grado di coinvolgimento degli
studenti attraverso la manipolazione di
reperti originali, la sperimentazione
delle fasi operative e del metodo
scientifico dello scavo archeologico,
l’apprendimento delle tecniche antiche
come il mosaico, una delle forme
d’arte più affascinanti, o la pittura
rupestre densa di rimandi simbolici. Il
Museo della Civitella parla di “antichità come futuro” e propone incontri,
che si svolgono nel centro storico della
città, per sfogliare le grandi pagine di
pietra dei monumenti antichi, di rileggerli e posizionarli nel tessuto urbano
moderno.
Collocarsi nello spazio e nel tempo è
indispensabile per comprendere quanto profonde siano le radici della storia
di Chieti e del suo territorio.
info
Museo Archeologico Nazionale La Civitella
Via Generale Pianell – Chieti
Info e prenotazioni: 0871 402220
INCONTRIAMOCI AL MUSEO
Nella società dell’informazione un
museo archeologico svolge un ruolo
importante nella creazione del senso
di identità culturale di una comunità
rispetto al territorio, concorrendo agli
obiettivi che la società si pone. E’ tuttavia pericoloso dare per scontato che
gli sia garantito un posto nelle società
del futuro e si rende necessaria, pertanto, un’apertura, un dialogo concreto
con le istituzioni scolastiche e le
amministrazioni locali attraverso la stipula di accordi e progetti comuni tali
da soddisfare le esigenze della collettività. Prima di parlare bisogna ascoltare: per riuscire a farsi capire, è indispensabile capire. Sembra questo lo
spirito che anima la programmazione
delle attività al Museo Archeologico
Nazionale di Villa Frigerj dove i
Servizi Educativi della Soprintendenza
Archeologica dell’Abruzzo in accordo
con la Direzione del museo, propongono visite guidate e percorsi tematici
che raccontano interessanti pagine di
storia locale tra protostoria e tardoantico e svelano al pubblico itinerari suggestivi in cui si fondono percorsi intellettuali, scientifici e creativi. I laboratori didattici, affidati nella conduzione ad
archeologi con competenze in ambito
educativo e preliminarmente sperimentati con gruppi di insegnanti all’interno di workshop, privilegiano il
metodo deduttivo permettendo di
estrapolare le informazioni direttamen-
te dagli oggetti nel loro contesto attraverso giochi di ruolo: Scopriamo il
mestiere dell’archeologo, simulazione
di scavo finalizzata all’apprendimento
dei metodi di ricerca sul campo;
Sveliamo l’identità dei reperti, schedatura di reperti al fine di trasmettere il
sistema di classificazione; Investigatori
al museo, ricerca di materiali con
l’aiuto di indizi; Sulle tracce della preistoria, sperimentazione delle diverse
tecniche di decorazione con l’argilla;
Nell’officina delle lucerne o dei doni
votivi, modellazione di lucerne romane
o statuine in argilla a stampo; Prove di
scrittura, lettura di epigrafi romane e
trascrizione dei testi su tavolette cerate; Un banchetto aristocratico, esperienza di un momento conviviale in età
preromana; Alla scoperta di gustose
ricette, ambientato in una cucina
romana con antiche ricette; La spesa
della matrona tra merci e mercati, una
giornata al mercato a fare acquisti con
assi e sesterzi. I progetti didattici di
educazione al patrimonio archeologico, incentrati su temi di comune interesse e impostati sulla metodologia
della ricerca-azione, si realizzano in
convenzione tra la Soprintendenza per
i Beni Archeologici per l’Abruzzo e le
Istituzioni Scolastiche ai sensi
dell’Accordo-Quadro ’98 e del
Regolamento dell’Autonomia
Scolastica (DPR.275/99) e prevedono
attività di formazione per gli studenti e
per i docenti.
La lungimiranza degli operatori del
settore e degli amministratori locali
vuole che esista un protocollo operativo tra i Servizi Educativi della
Soprintendenza Archeologica
dell’Abruzzo e l’Assessorato alla
Cultura e Pubblica Istruzione del
Comune di Chieti, rappresentato dalla
Dott.ssa Carmelina di Cosmo, che sancisce l’attivazione di servizi di trasporto
aggiuntivi, rispetto alla quota annualmente assegnata a ciascuna scuola,
per gli istituti scolastici aderenti alle
attività didattiche del Museo
Archeologico Nazionale di Villa Frigerj.
La convenzione prevede che i Servizi
Educativi della Soprintendenza
Archeologica dell’Abruzzo si possano
avvalere della preziosa collaborazione
dell’Ufficio Scolastico Provinciale di
Chieti per il monitoraggio quantitativo
e qualitativo sui progetti didattici di
educazione al patrimonio archeologico
attuati con le scuole del territorio del
Comune di Chieti, sulle ricadute delle
attività poste in essere, sulle esigenze
e sui bisogni delle scuole in un’ottica
di miglioramento dell’offerta formativa.
Questa iniziativa ha senza dubbio esteso sensibilmente il numero di adesioni
alle attività del museo incrementando
l’affluenza, peraltro gia considerevole.
Nell’anno scolastico 2005-06 sono stati
più di 9.200 i fruitori di servizi didattici
e i dati più recenti danno il chiaro
segnale che l’importanza del Museo
Archeologico Nazionale di Villa Frigerj
non risiede soltanto nel fatto di custodire il Guerriero di Capestrano o di
essere un prestigioso deposito di
informazioni, quanto piuttosto nel criterio in cui gestisce queste informazioni per favorirne la conoscenza, o, e la
cosa è forse ancora più significativa,
nel modo in cui aiuta il suo pubblico
ad usufruire del patrimonio culturale
al fine di acquisire nuovo sapere.
La linea guida tracciata dai Serivizi
Educativi della Soprintendenza
Archeologica è stata seguita anche da
altri musei della regione come quello
di Campli, che presenta la lunga ed
affascinante storia della pianura di
Campovalano, e la sezione archeologica del Castello di Celano
Piccolomini che da qualche anno
ospita la Collezione Torlonia di
Antichità del Fucino.
info
Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo,
Villa Frigerj
Villa Comunale - Chieti
Info e prenotazioni: 333 6405713
LA SCOLASTICA (CORSO S. GIORGIO, 39) / NAPOLI, LA CITTÀ DELLA SCIENZA / BOLOGNA, LIBRERIA PICKWICK (GALLERIA 2 AGOSTO 1980, 3/C) /
MU9
ARCHEOLOGIA
di Jessika Romano
Poco grano
molti frutti
50 ANNI DI RICERCHE AD ALBA FUCENS
... Pomisque rependit aristas (Sil. VIII,
506-507)
Le parole di Silio Italico, il quale
descrive Alba come un sito che “compensa con i frutti la mancanza di
grano”, riassumono brillantemente i
risultati delle ricerche archeologiche
condotte ad Alba Fucens a partire dalla
missione belga (1949-1979) a cui si
deve l’inizio di un progresso scientifico
giunto fino a noi.
Se agli archeologi belgi è toccato in
sorte di assistere a ritrovamenti di
eccezionale valore e contribuire alle
scoperte che avrebbero segnato inevitabilmente il futuro dell’archeologia in
Abruzzo, ai contemporanei spetta
indubbiamente l’eredità maggiore.
Oltre ai resti della cultura materiale di
Alba la missione belga ci ha trasmesso
una ricchissima documentazione costituita da foto, giornali di scavo, disegni,
appunti che consentono di ricostruire
con precisione i contesti di riferimento
ma anche le impressioni, il clima che
animava quelle scoperte.
Il percorso espositivo della mostra racconta la storia delle ricerche ad Alba
Fucens attraverso i volti, le parole, le
vicende personali dei protagonisti di
MU1 0
quella che si è rivelata un’emozionante
avventura.
Fernand De Visscher, professore di
Diritto Romano all’Università di
Lovanio e direttore dell’Academia
Belgica a Roma nell’immediato dopoguerra, cercando per il Belgio un’area
in cui promuovere la ricerca archeologica, accolse con entusiasmo
l’indicazione del professor Giuseppe
Lugli, dell’Università di Roma, che suggeriva il sito di Alba Fucens per la sua
importanza. Complice dell’audace
impresa era l’archeologo Franz De
Ruyt, collega dell’Università di
Lovanio, che il 25 aprile 1949 effettuava il primo saggio e dopo pochi giorni
poteva già annotare: "l’11 maggio, ecco
una bella iscrizione: un miliario coricato su una strada antica. Abbiamo trovato la Via Valeria e il centro dell’antica città! Gioia". Non è difficile credere
che il motore di questo viaggio sia
stato l’entusiasmo di questi due personaggi che incoraggiati dai risultati già
nell’anno successivo aumentarono
l’equipe con l’arrivo di due nuovi collaboratori: Siegfried De Laet
dell’Università di Gand e Joseph
Mertens destinato a divenire l’artefice
principale degli scavi di Alba.
L’iniziativa inaugurò una stagione di
proficua collaborazione italo-belga grazie anche all’impegno costante di
Valerio Cianfarani, Soprintendente
archeologo alle Antichità di Abruzzo e
Molise.
Lo scavo di Alba Fucens è stato il
primo grande scavo sistematico di un
centro antico nella regione che ha
garantito trenta anni di studi condotti
senza soluzione di continuità ed una
notevole produzione bibliografica
dedicata alla ricostruzione dell’impianto urbanistico, alla descrizione dell’area forense, allo studio di numerose
epigrafi e opere d’arte di pregio.
Il risultato degli scavi di Alba va ben
oltre gli straordinari ritrovamenti di
carattere monumentale e storico artistico: queste ricerche hanno soprattutto il merito di aver avviato una nuova e
più complessa lettura sui rapporti tra il
centro del potere, Roma, e le popolazioni italiche aprendo il dibattito sul
fenomeno della romanizzazione.
Le indagini archeologiche hanno
dimostrato che Alba Fucens, città fondata alla fine del IV secolo a.C., in vista
delle acque del Fucino, al confine tra
le popolazioni degli Equi e dei Marsi, è
stata la chiave di penetrazione romana
in Abruzzo, il centro d’irradiazione dell’alfabeto e della lingua latina, delle
merci e dei modelli culturali, della
strutturazione razionale del territorio
basata sulla centuriazione.
Alla vigilia della ripresa degli scavi
tante sono le novità che completano il
panorama delle conoscenze e che
aprono inedite riflessioni sulle evidenze del terremoto tardoantico e sulle
ultime fasi di vita di un sito che “si
erge in un paesaggio di prestigiosa
grandezza”.
Chissà quanti avrebbero scommesso
su un raccolto tanto abbondante!
info
Mostra a cura di Adele Campanelli
Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo
in collaborazione con L’Academia Belgica
Catalogo a cura di Adele Campanelli
Synapsi Edizioni, 2006
Roma, Academia Belgica
31 ottobre / 10 dicembre 2006
Bruxelles, Museo del Cinquantenario
22 dicembre 2006 / 4 marzo 2007
W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E
SPECIALE PESCARA
La città nuova
del secolo scorso
I musei di Pescara costituiscono una realtà dai molti aspetti.
Nella differente origine e storia delle strutture, nella varia natura delle raccolte che esse conservano
ed espongono, e ancora nella diversità dei servizi rivolti all’utenza possiamo individuare gli elementi
che danno spessore alla loro offerta culturale.
I Musei Civici - Museo “Basilio Cascella”, Museo delle Meraviglie Marine (ex Museo Ittico) e
Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna” - ognuno con la propria specificità, si propongono,
quali luoghi di tutela e valorizzazione di una porzione significativa del patrimonio culturale cittadino. E tale “mission” si va sempre più consolidando attraverso iniziative che permettono di fruire dei
loro spazi in modo nuovo e diverso, dalla didattica alle mostre temporanee alle performances artistiche e teatrali e ad altro ancora.
Molto interessanti sono le esperienze delle due strutture gestite dalle omonime fondazioni, Il Museo
delle Genti d’Abruzzo e il Museo delle ceramiche “Paparella Treccia”, come anche quella del
Mediamuseum, di più recente costituzione.
Il quadro è degnamente completato dalla Casa Natale di Gabriele d’Annunzio, museo storico di
Pescara che ci piace idealmente collegare all’edificio dell’ex liquorificio AURUM, nato come sede del
Kursaal nei primi anni del ‘900 ed oggi destinato a nuove funzioni culturali.
I musei - non va dimenticato - sono istituzioni permanenti al servizio dei cittadini: nei musei pescaresi vive e si rinnova una risorsa senza dubbio importante per la crescita della città.
Assessore alla Cultura del Comune di Pescara
Adelchi De Collibus
Basilio Cascella, Il bagno della pastora, 1900 (particolare)
MUSEO CIVICO BASILIO CASCELLA
Per chi si trova a percorrere Viale G.
Marconi, la lunga arteria di Pescara
Porta Nuova che sbocca sul Ponte
Risorgimento, il Museo “Basilio
Cascella” è quasi una sorpresa e una
scoperta.
Poco prima di giungere al fiume, racchiusa entro un muro di mattoni scuri
e un po’ coperta alla vista da una pianta di acacia appena sporgente sulla
strada, compare discreta la facciata di
questo edificio sorto nel 1895 come
abitazione e laboratorio del maestro
Basilio. Dal cancello d’ingresso fa
capolino un grande pannello con la
suggestiva immagine che lo ritrae
insieme ai primi due figli Tommaso e
Michele.
Siamo a due passi dalla parte più antica della città; dalla vicina Piazza
Unione si dipartono le vie del centro
storico che conducono ad altri due
importanti luoghi culturali di Pescara:
la Casa Natale di Gabriele d’Annunzio
e il Museo delle Genti d’Abruzzo.
Eppure, nell’anno della sua fondazione, lo stabilimento cromolitografico di
Cascella risultava lontano dal centro
cittadino, in una zona praticamente
deserta, mentre oggi è circondato da
palazzi che costeggiano una strada
intensamente trafficata.
Il Museo, nella sua versione attuale
dopo il restauro e l’ampliamento realizzati nel 2004, si sviluppa su due
livelli. Gli ambienti raccolti dell’originario laboratorio-abitazione si susseguono uno dopo l’altro al piano terra,
conducendo il visitatore lungo un gradevolissimo labirinto nel quale egli
può apprezzare mano a mano la cospi-
Basilio, Tommaso e Michele Cascella, 1907
cua raccolta di opere di Basilio (18601950) - artista versatile e moderno che
si espresse nella pittura, nella ceramica dipinta, nella litografia e nell’editoria d’arte -, dei figli Michele (18921989) - pittore di fama internazionale e Gioacchino (1903-1982) - specialista
nella pittura su ceramica - e dei nipoti
Andrea (1919-1990) e Pietro (1921),
apprezzati scultori; subito dopo, il percorso si apre nella grande sala dedicata al primogenito Tommaso (18901968), anch’egli pittore, custode fedele
della tradizione familiare e principale
fautore della costituzione dell’attuale
Museo Civico istituito nel 1975; infine,
al piano superiore, un'altra grande sala
ospita opere di tutti i componenti
della famiglia, oltre ad esporre alcune
pregiate matrici litografiche e diverse
copie delle riviste ideate e prodotte da
Basilio a cavallo fra ‘800 e ‘900,
l’Illustrazione Abruzzese e La Grande
Illustrazione.
La collezione comprende anche alcuni
lavori del figlio di Andrea, Marco
(1972) e dei figli di Pietro, Tommaso Jr.
(1951) e Jacopo (1974).
Molto già è stato detto e scritto sulla
straordinaria esperienza artistica della
famiglia Cascella, che appartiene alla
storia più nobile di Pescara, poiché
testimonia la vivacità culturale che ha
contrassegnato questa città agli inizi
del ‘900 e, allo stesso tempo, è il luogo
da cui si è dipanata nel corso di più di
un secolo e fino ad oggi una vera dinastia di artisti, alcuni dei quali di fama
internazionale.
Il recente ampliamento dei locali ha
reso possibili alcune iniziative di valorizzazione del Museo. Sono state rea-
lizzate delle mostre temporanee, una
dedicata in particolare al grafico e
stampatore d’arte pescarese Nicola
D’Arcangelo.
Attività didattiche sono state avviate
già dal 2005, una delle quali, d’intesa
con il Liceo Artistico Statale d’Arte “G.
Misticoni” di Pescara, si sta sviluppando nel 2006-07 anche attraverso una
serie di incontri pomeridiani con gli
adulti.
La pubblicazione del catalogo delle
cartoline della Grande Guerra di
Tommaso Cascella, nel dicembre 2006,
costituisce un interessante contributo
agli studi sull’opera di questo artista.
Infine, un impegno specifico è rivolto
all’incremento delle iniziative rivolte ai
giovani: una di queste è l’inserimento
del Museo nel circuito de “La Notte dei
Musei”, manifestazione che propone
l’apertura notturna gratuita di numerosi musei in tutta Europa con lo svolgimento di spettacoli e performances
artistiche. La prossima edizione è prevista il 19 maggio 2007.
Anna Rita Severini
Responsabile del Servizio Cultura Turismo
e Politiche giovanili del Comune di Pescara
info
Museo Civico “Basilio Cascella”
Viale Marconi 45, Pescara
Tel. 085/4283515
www.muvi.org/museocascella
e-mail: [email protected]
Orari (dal 1/9 al 30/6)
Martedì e giovedì: 9-13; 16-18,30
Mercoledì-venerdì-sabato-domenica: 9-13
Lunedì: chiuso
Orari (dal 1/7 al 31/8)
Martedì-domenica: 18,00-23,00
E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA , 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A ,
MU11
MUSEO D’ARTE MODERNA
VITTORIA COLONNA
Il Museo d’Arte Moderna “Vittoria
Colonna”, inaugurato nel 2002, è il più
giovane fra i musei civici di Pescara.
Ha sede nell’edificio costruito nel 1953
su progetto dell’architetto razionalista
Eugenio Montuori, ricordato, fra l’altro,
come coprogettista del nuovo centro
della città di Sabaudia (1933-34) e
della “Galleria di testa” della Stazione
Termini a Roma (1947).
Prima di ospitare il Museo, esso ha
avuto nel tempo diverse destinazioni: è
stato inizialmente spazio ricreativo e
turistico per poi divenire sede
dell’Azienda di Soggiorno e Turismo e
infine ospitare le facoltà di Lingue e
Letterature Straniere e di Economia e
Commercio della “Libera Università
Gabriele d’Annunzio” nata nel 1962.
Successivamente, l’edificio è stato ristrutturato dall’architetto Gaetano Colleluori
secondo criteri adeguati alla nuova destinazione di spazio espositivo ed inaugurato come Museo d’Arte Moderna “Vittoria
Colonna” il 6 luglio 2002.
La sua attuale collezione permanente è
costituita dalla donazione GangaiStoppato e dalla donazione Francesco
Benini. La prima raccoglie n.29 opere
di artisti contemporanei, per la mag-
gior parte italiani, fra i quali ricordiamo Brindisi, Bueno, Calabria, Carrà,
Guidi, Guttuso, Manzù, Maccari, Mirò,
Picasso. La seconda consiste nell’opera intitolata “Butteri” del pittore macchiaiolo Ulisse Pichi, allievo di
Giovanni Fattori.
Seppure dotato di una collezione permanente tuttora modesta, il Museo ha
al suo interno ampi spazi per mostre
temporanee ed eventi culturali; vi svolgono regolarmente durante l’anno esposizioni d’arte nelle sale al piano superiore appositamente attrezzate, e varie
manifestazioni ospitate nella sala convegni: conferenze, dibattiti, presentazioni di libri, incontri di studio, concerti.
Alla prestigiosa mostra di inaugurazione, intitolata “Chagall. Da Picasso a
Léger”, ne sono seguite diverse altre di
notevole rilievo artistico, quali le personali di Massimo Campigli e Ennio
Calabria (2003), Enrico Benaglia (2004)
e Matteo Basilè (2006), le mostre
“Sensi contemporanei”, sezione abruzzese della Biennale d’Arte di Venezia
(2005), “Donna. Immagini del femminile da Boldini a oggi” (2005-2006), “La
Divina Commedia illustrata dagli artisti ungheresi” (2006).
Ma, come già detto, il Museo è anche
luogo di dibattito e approfondimento
culturale ad ampio raggio. Dal 2003
ospita il Festival delle Letterature,
giornate di incontri con scrittori ed
operatori del mondo letterario, e dal
2004 la rassegna Politiche della
Bellezza, basata su incontri domenicali
a tema con tavole rotonde, proiezioni
video ed esecuzione di brani musicali.
Fra gli altri servizi, vanno segnalati in
particolare due postazioni internet e
uno spazio denominato Scaffale del
Libero Scambio, una piccola biblioteca
della quale i visitatori usufruiscono liberamente attraverso la consultazione e lo
scambio autogestito dei testi: le persone interessate possono quindi lasciare
propri libri e prelevarne altri disponibili
nello Scaffale, i cui titoli vengono annotati su un apposito registro.
Il Museo si è dunque proposto sin
dalla sua nascita come spazio dinamico di incontro, conoscenza, emozione
per i cittadini che vogliano seguire le
sue numerose iniziative.
Ed è facilitato in questa sua vocazione
dalla posizione senza dubbio favorevole nel pieno centro cittadino, vicino
all’area pedonale di Piazza della
Rinascita e Corso Umberto I, e di fronte al frequentato lungomare che, a brevissima distanza, si apre su Largo
Mediterraneo e sulla suggestiva fontana “La nave”, opera dello scultore
Pietro Cascella.
A. R. S.
info
Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna”
Lungomare Matteotti 131, Pescara
Tel. 085/4283759 - fax 085/36195
www.muvi.org/museovittoriacolonna
e-mail: [email protected]
Orari (dal 1/10 al 30/6)
Lunedì-domenica: ore 9,00-13,00; 16,00-20,00
Orari (dal 1/7 al 30/9)
Lunedì-domenica: ore 9,00-13,00; 18,00-23,00
MUSEO DELLE MERAVIGLIE MARINE
Il museo che, più di 25 anni fa, il Comune di Pescara ha dedicato al mare sta in questi anni rinnovando la sua identità, attraverso la completa riprogettazione dei contenuti e degli allestimenti all’interno di un edificio oggetto anch’esso di restauro a
fini museali.
Come è noto, la nuova struttura troverà posto nell’ex Istituto Professionale “U. Di
Marzio”, situato non lontano dalla sede originaria, al piano terra del Mercato Ittico,
che ha visto nascere ed incrementarsi, a partire dalla fine degli anni ’50, una straordinaria collezione di fossili, conchiglie, esemplari ittici, attrezzi da pesca, grazie
all’appassionato impegno di Guglielmo Pepe, allora direttore del Mercato.
E’ da questo patrimonio di reperti e di conoscenze tecniche che ha preso le mosse
l’avventura del Museo Ittico, divenuto civico nel 1981 ed affermatosi negli anni successivi come una delle realtà museali cittadine in assoluto più frequentate.
A tale risultato hanno senz’altro contribuito l’acquisizione di reperti di notevole rilievo scientifico - in particolare la collezione di scheletri di cetacei del Mediterraneo,
fra i quali un esemplare di capodoglio, rinvenuto sul litorale di Ortona (CH) nel 1984,
ed uno di balenottera comune, arenatasi presso Olbia (SS) nel 1987 - e le attività di
recupero, conservazione e studio delle specie in esso documentate.
Ma l’avventura continua e si rinnova.
Un percorso espositivo completamente rimodulato, su progetto del prof.
Francesco Stoppa, intende ora trasporre nei linguaggi della moderna rappresentazione museale i contenuti del vecchio museo e la valenza scientifica dei
suoi repertori, integrandoli in un articolato discorso sulle grandi tematiche
relative al mare: la formazione ed evoluzione dell’ambiente marino, le tipologie
di specie animali che ne fanno parte, il mare come luogo di meraviglie naturali
MU1 2
B O O K & W I N E ( N U O V O T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O , L A S C O L A S T I C A ( C O R S O S . G I O R G I O , 3 9 ) / N A P O L I , L A C I T T À D E L L A S C I E N
SPECIALE PESCARA
e come contesto culturale di vita e di lavoro dell’uomo.
È inoltre prevista la realizzazione di un laboratorio per il trattamento degli esemplari, con particolare attenzione agli animali marini protetti, che dovrà proseguire le
attività di ricerca e studio già avviate nella vecchia sede come unità operativa regionale del Centro Studi Cetacei.
Tutti questi temi saranno sintetizzati nella prima sezione del Museo di prossima apertura, il cui allestimento è stato progettato dagli architetti Lucio Rosato ed Ermanno
Flacco; la direzione scientifica dei lavori è stata affidata al dott. Vincenzo Olivieri.
Conoscenza e suggestione saranno i veicoli offerti al visitatore: si partirà della storia
degli oceani per poi riflettere sulle prospettive future dell’ambiente marino; si presenteranno le diverse forme di vita animale nel mare (cetacei, pesci, conchiglie, tartarughe, uccelli marini), ma pari attenzione sarà riservata al mare come risorsa per l’uomo,
all’attività peschereccia, alle tradizioni marinare.
Pur trattandosi per ora di un allestimento parziale, non sarà trascurato l’aspetto
didattico. Una sezione sarà dedicata al “museo com’era”, con immagini, ambientazioni e reperti riferiti all’esposizione originale e vi saranno, inoltre, un spazio per
attività di laboratorio, una piccola biblioteca e una videoteca specialistica.
Lo sviluppo futuro interesserà i due piani superiori dell’edificio che è in una posizione particolarmente felice, nella zona portuale a nord del fiume Pescara con un’ampia
veduta sul mare. A pochi passi si innalza la stele con la statua della Madonnina, cui
va la devozione dei pescatori; e lungo la golena, dietro le lunghe reti distese ad asciugare, stanno allineati i numerosi pescherecci che ogni giorno riportano a terra il
pesce da vendere nel vicino Mercato Ittico.
Il Museo potrà così continuare ad essere, come e più che in passato, punto di riferimento scientifico per gli studiosi, ma anche luogo di conoscenza per scolaresche e
turisti e, soprattutto, centro di aggregazione per la marineria locale, da sempre partecipe appassionata delle sue vicende.
A. R. S.
info
Museo delle Meraviglie Marine
Lungofiume Paolucci, Pescara
www. muvi.org/museodellemeravigliemarine
e-mail: [email protected]
(in ristrutturazione)
ET ALIA
Pescara e Gabriele d’Annunzio. Pescara
e il suo nume tutelare, il vate la cui
personalità ha sempre permeato la cultura di una città moderna, la più giovane d’Abruzzo e tra le più giovani
d’Italia, colta e intraprendente. Una
città che custodisce gelosamente il
ricordo più intimo del poeta. La Casa
Natale di Gabriele d’Annunzio è,
infatti, l’anima segreta, il percorso
recondito, quello meno famoso di una
personalità che ha inciso profondamente sulla storia del nostro paese.
Più del Vittoriale in questa dimora storica, uno dei primi segni della formazione della città di Pescara dovuta
all’unificazione dell’omonima fortezza
con la vicina Castellamare Adriatica,
sono custoditi i ricordi dell’infanzia,
della amata madre, degli anni spensierati della giovinezza, dei primi passi
come scrittore e poeta. Dichiarata
monumento storico nel 1927 per volere
dello stesso d’Annunzio che intendeva
commemorare così la madre Luisa De
Benedictis, la casa dall’ impianto settecentesco ha subito numerosi restauri
nel corso degli anni che non hanno
alterato però l’originaria tipologia di
casa borghese ottocentesca di provincia con le tipiche decorazioni parietali
interne. Il primo importante restauro
fu avviato dallo stesso d’Annunzio che
rimase sempre legato a questo posto
sacro per lui come un “Santuario”. Solo
però dopo la seconda guerra mondiale
e a seguito degli interventi per riparare
i danni subiti dall’evento bellico, la
casa natale del vate prese la fisionomia di percorso espositivo e dunque
meta turistica.
Una meta che oggi permette anche un
tuffo nella Pescara più antica, quella
degli albori. La casa conserva, soprattutto nei piani superiori, mobili
d’epoca e decorazioni parietali con
l’originale sequenza delle stanze tutte
illustrate da didascalie tratte dal
Notturno, nel quale il poeta ricorda le
persone e le cose a lui care. Il museo è
allestito al primo piano dell’edificio
dove i documenti d’archivio, le fotografie e i cimeli sono corredati da pannelli
didattici nei quali si possono trovare
notizie sulla famiglia del poeta, sulle
amicizie e i luoghi della sua terra. Tanti
i riferimenti al forte legame che ebbe
con il pittore Francesco Paolo Michetti,
all’esperienza del cenacolo di
Francavilla al Mare e ai paesi abruzzesi
presenti nelle sue opere letterarie. Non
mancano immagini e documenti sugli
avvenimenti che lo videro protagonista
di episodi clamorosi durante la prima
guerra mondiale e nell’impresa di
Fiume. Il museo offre anche una ricostruzione storico – architettonica dell’antica fortezza di Pescara e del suo
successivo sviluppo urbanistico, fino
all’unificazione con Castellamare
Adriatica avvenuta nel 1927 e voluta
dallo stesso d’Annunzio.
Continuando a curiosare tra le vie e le
piazze del centro storico e primo
agglomerato della odierna Pescara ci si
imbatte in uno degli edifici più belli
della città. Villa Urania è un palazzetto
in un purissimo stile liberty che ospita
una delle più belle e complete collezioni dell’arte della ceramica di
Castelli, centro alle pendici del Gran
Sasso in provincia di Teramo.
La collezione Paparella Treccia Devlet, del Museo Villa Urania raccoglie circa 150 opere di eccezionale
livello prodotte dai maestri ceramisti
N Z A / B O L O G N A , L I B R E R I A P I C K W I C K ( G A L L E R I A 2 A G O S T O 1 9 8 0 , 3 / C ) / W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z -
MU13
SPECIALE PESCARA
castellani nel corso di tre secoli, dal
XVI al XVIII. Piatti, vasi, brocche e
vasellame da farmacia raccolti, in tanti
anni di appassionata ricerca, da
Raffaele Paparella Treccia e da sua
moglie Margherita Devlet e donati al
Comune di Pescara. L’esposizione crea
un percorso emozionante che ritesse la
storia e l’evoluzione artistica di questa
arte fin dal 1534, anno al quale risale
un importantissimo documento che
testimonia come da Castelli provenissero oggetti, in particolare vasellame
da farmacia, vivacemente dipinti.
Testimonianza diretta della bellezza
dei manufatti castellani è proprio questo museo dove quasi tutti i pezzi sono
stati realizzati da artisti della famiglia
Pompei che riprendono la lezione
sobria della ceramica rinascimentale,
dai Grue che invece fanno esplodere le
fantasmagorie di forme e racconti del
barocco e dai Fuina, che adattano le
loro terrecotte smaltate ai leziosi e
maliziosi eccessi della pittura roccocò.
Tra i più antichi manufatti la collezione
Paparella vanta un bellissimo vaso
biansato raffigurante un suonatore di
violino immerso in un paesaggio rarefatto e al tempo stesso idilliaco e sul
verso una donna che allatta un bambino su uno sfondo di castelli fiabeschi.
Un’opera databile tra il 1590 e il 1600 e
che testimonia il passaggio dell’arte
castellana dallo stile “compendiario”,
caratterizzato da una semplicità di
forme e colori, a quello “istoriato” che,
invece, da vita ad oggetti dalla ricca
policromia barocca realizzati dalla
famiglia Grue, ed in particolare da
Francesco (1618 - 1673) e Carlo
Antonio (1655 - 1723) rispettivamente
padre e figlio. I due illustri maestri
castellani, nel corso del seicento e dei
primi anni del settecento, realizzarono
in terra d’Abruzzo opere d’arte commissionate da nobili e reali di tutta
Europa, creazioni di “acqua, terra e
fuoco” che raccontano con esplosioni
fantasmagoriche di forme oro e colori,
le idee del barocco. Tra le opere custodite nel museo di Villa Urania un bellissimo Piatto da Pompa di Francecso
Grue che rappresenta Attilio Regolo
che combatte il serpente africano; ma
il fiore all’occhiello di questa collezione sono le opere di suo figlio Carlo
MU1 4
Antonio interprete sensibile e fantasioso dello stile barocco. Dallo sfavillare
di luci e colori di oggetti bellissimi e
senza tempo, Pescara e i suoi musei ci
conducono in un altro posto dove si
può ritrovare l’anima vera, le radici
comuni del popolo abruzzese. Il
Museo delle Genti d’Abruzzo un
museo demo-etno-antropologico "fuori
le regole", nel quale gli oggetti costituiscono l'occasione per un discorso a
tutto campo sull'uomo abruzzese, la
cui identità culturale è stata plasmata
dalle montagne (65% del territorio) e
dal conseguente tipo di economia
legata prevalentemente alla pastorizia
ovina transumante. Un’esposizione che
parte dalla preistoria ed è basata sulla
continuità culturale e sulla formazione
prime 7 sale. Il completamento si
attuerà entro il 2000 con 15 sale espositive e una sezione dei ceti urbani e
Risorgimento nell'ex carcere, che completerà le componenti sociali delle
genti d'Abruzzo. Inoltre si hanno sale
espositive per mostre, una sala multifunzionale, un caffè culturale, sale
didattiche, il Centro Ceramologico.
Città attenta alle radici del suo popolo
ma anche città proiettata verso il futuro. Per questo a ben rappresentare il
volto attuale di Pescara è il Media
Museum. Un luogo che non si pone
semplicemente come raccolta di reperti della memoria, ma come luogo multimediale, in grado di legare passato e
presente con il futuro dell’immagine
audiovisiva. Il percorso espositivo è
pescarese, il pittore Basilio Cascella
mentre tre sale sono dedicate ad un
altro importantissimo scrittore del
novecento, nato a Pescara: Ennio
Flaiano. Di Flaiano il Media Museum
espone testimonianze della sua vita,
della sua produzione artistica che riunisce reperti fotografici, cimeli, libri, sceneggiature, copioni riguardanti le molteplici attività dello scrittore, sceneggiatore, autore teatrale e giornalista.
Non manca poi una mostra permanente dell’artista Manfredo Acerbo e del
suo legame con il mondo del cinema.
A conferma della dinamicità di questo
luogo che “indaga” le tante sfaccettature dello spettacolo, il Me. Mus. offre al
pubblico un osservatorio multimediale
di cinema, teatro e televisione, una
sala registrazione ed una montaggio,
set per riprese interne, aule per corsi
professionali e laboratori e... dulcis in
fundo una ricca mediateca. Insomma
dalle origini al futuro Pescara è tutto
questo e tanto altro ancora.
A. C.
etnica avvenuta prevalentemente nell'età del bronzo. Si ferma ovviamente
alla Rivoluzione Industriale del secondo dopoguerra, quando le macchine
rendono antieconomico questo tipo di
economia, durato millenni, basato sull'autoproduzione di oggetti e di quanto
può occorrere alla sopravvivenza del
gruppo. Un "museo-discorso" che si
svolge nelle sale attraverso cartelli di
sintesi concettuale, con una linea di
lettura rapida e sintetica ed una di
approfondimento. Diviene civico nel
1982, con la donazione delle raccolte
al Comune di Pescara da parte delle
associazioni fondatrici. Come sede si
sceglie quanto resta dell'antica fortezza cinquecentesca di Pescara, in fase di
crollo, che viene attentamente restaurata. La cura dell'allestimento museografico è stata affidata al noto cattedratico di museografia dell'Università
"La Sapienza", Prof. Arch. Franco
Minissi, che ha curato, oltre l'effetto
scenico, anche quello didattico.
Questo museo, del tutto innovativo,
viene inaugurato nel 1991 nelle sue
una suggestiva macchina interattiva
che coinvolge il visitatore negli itinerari storici e tecnici della visione in
movimento, dalle lontane meraviglie
delle lanterne magiche, alle avventure
multiformi del linguaggio filmico, fino
ai nuovi sviluppi dell’immagine sintetica e virtuale. Nei suoi quattromila
metri quadrati di esposizione il Me.
Mus. raccoglie macchine d’epoca per la
proiezione, uno dei primissimi esemplari di lanterna magica e vari tipi di
proiettori; c’è poi una sezione dedicata, e non poteva essere altrimenti, a
Gabriele d’Annunzio e al suo rapporto
con la scrittura drammaturgica e lo
spettacolo. Sono raccolte testimonianze dei film, di cui il grande pescarese
firmò la sceneggiatura, come Cabiria e
di rappresentazioni teatrali quali la
Figlia di Iorio, La Nave, La Fiaccola sotto il
moggio e tante altre. Nella sala dedicata
alla Figlia di Iorio è conservato il
costume indossato dall’attrice Sara
Vergani nel suo debutto romano nel
1922. Ci sono poi sezioni dedicate
all’arte fotografica di un altro grande
info
Museo Casa Natale di Gabriele d'Annunzio
Corso Manthoné 111 - 65127 Pescara
Tel. 085.60391
e-mail: [email protected]
Orario Feriale: 9.00 - 14.00 Festivo: 9.00 - 13.00
Museo Villa Urania
Antiche Maioliche di Castelli
Via Piave 139 – 65123 Pescara
Tel/fax 085.4223426
www.muvi.org/museopaparellatreccia
[email protected]
Aperto al pubblico dal martedì al sabato
Orario estivo: dalle 16.30 alla 19.30
Orario invernale: dalle 15.30 alle 18.30
Museo delle Genti d'Abruzzo
Via delle Caserme 22 - 65127 Pescara
Tel. 085.45.100.26
MediaMuseum
Piazza Alessandrini, 34 - 65127 Pescar
Tel. 085 4517898/4510812 fax: 085 4517909
e-mail: [email protected]
Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U
MUSEO E TERRITORIO
di Annunziata Taraschi
La montagna che disseta
CENTRO PER LE ACQUE DI SAN PIETRO
quanta era consuetudine per gli
abitanti dei piccoli paesi di montagna, bere direttamente dai
ruscelli che portavano a valle
l’acqua gelida delle nevi appena
sciolte; essi utilizzavano delle
foglie di bardana, chiamate in dialetto li cùppë che, arrotolate su loro
stesse, assumevano la forma di
recipienti concavi simili a bicchieri. Prima di bere si recitava la
seguente frase: “L’acqua corrente non fa male alla gente - la beve il
serpente - la guarda Iddio - la
posso bere anch’io”; è affascinante osservare come attraverso questi atti quotidiani si sia tramandato per secoli il valore sacro attribuito all’acqua fin dall’antichità.
All’interno del museo, il riferimento alle grotte, agli eremi, alle fonti
sacre del nostro territorio è costante e fondamentale; la perdita del
rapporto con i luoghi ha contribuito a creare ‘l’illusione che l’acqua
sia un bene scontato e illimitato’, e
a provocare un consumo eccessivo
Da Isola del Gran Sasso, seguendo la direzione che porta alle sorgenti del Ruzzo,
e continuando verso destra, quasi a voler raggiungere le cime montuose, si arriva,
alla fine della strada asfaltata, in un piccolo paese chiamato San Pietro. Siamo in
provincia di Teramo, a 850 metri di altitudine, all’interno del Parco Nazionale del
Gran Sasso e dei Monti della Laga. Una chiesetta dedicata al Santo Apostolo dà il
nome al borgo montano, dall’abitato prevalentemente ottocentesco dove le casupole, strette le une alle altre, si proteggono vicendevolmente sotto l’ombra dei
Monti Brancastello e Prena. Le abbondanti acque sorgive che si originano alle
pendici di questi due monti, dissetano l’intera provincia di Teramo.
È per questo motivo che l’Ente Parco ha voluto creare, proprio a San Pietro, il
primo Museo in Italia sulla risorsa più importante e vitale dell’uomo: l’acqua.
Considerata elemento primordiale dell’universo fin dall’antica dottrina cosmogonica greca, l’acqua è ancora oggi al centro di ricerche biologiche che confermano
il suo ruolo fondamentale nell’origine della terra e delle diverse forme di vita.
Sostanza ovunque presente (nell’universo, nel pianeta, nel corpo), essa è un
punto d’intersezione cruciale tra storia della natura e storia dell’uomo.
Il Centro di San Pietro, anche grazie all’aiuto dei mezzi più nuovi e coinvolgenti
della museografia, si sofferma proprio sui diversi piani di studio e sulle plurime
immagini e funzioni dell’acqua. All’interno della struttura si attraversano diverse
sezioni di approfondimento: l’acqua e l’energia, l’acqua e la montagna, l’acqua e
la roccia, l’acqua e l’esplorazione, l’acqua nel culto, nella poesia e nel mito. Uno
spazio speciale è dedicato al territorio del Parco e alle sue sorgenti che da sempre
hanno condizionato il modo di vivere delle comunità locali. Fino agli anni cin-
di questa risorsa rispetto alla sua disponibilità.
Porre l’attenzione sull’acqua ‘insostituibile ma esauribile’ è uno degli obiettivi del
percorso didattico; pannelli informativi, trattando la situazione dell’acqua nel
resto del mondo, aiutano a riflettere sull’idea di bene condiviso: tutto quello che
facciamo noi, nel nostro piccolo ambiente, coinvolge necessariamente altri paesi
lontani e meno fortunati in una catena indissolubile di nessi.
Oltre ai suoi obiettivi didattici il centro di San Pietro è una base importante per lo
studio e la ricerca attraverso l’osservazione delle acque nei diversi ecosistemi.
Alcune conoscenze apprese durante la visita al museo possono essere integrate
percorrendo dei sentieri escursionistici all’aperto, che si diramano dal paese. Si
può così meglio considerare l’esempio offerto dagli antichi abitanti di questo territorio che vivendo in simbiosi con la natura, hanno saputo rapportarsi al suo
bene più prezioso, considerarlo e rispettarlo.
Una di queste escursioni, così come altri strumenti informativi delle sale interne,
è stata adibita esclusivamente per i non vedenti.
info
Centro per le Acque del Gran Sasso e Monti della Laga
San Pietro di Isola del Gran Sasso d’Italia (TE) tel. e fax 0861.976070
Chiuso nel periodo invernale
Ente responsabile: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Via del Convento, 67010 Assergi (L’Aquila) tel. 0862 6052205 fax 0862 606675
[email protected]
U S TA , 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A , B O O K & W I N E ( N U O V O T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O ,
MU15
Ad.Venture
AD.MEDIA
L’ARTE DELL’EDITORIA D’ARTE
A.E.I.U.O., IONIA EDIZIONI - ROMA |
CLAUDIO ABATE | CARLA ACCARDI |
ACCADEMIA AMERICANA A ROMA |
ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA,
VILLA MEDICI | AMBASCIATA DI
FRANCIA | MARCO BAGNOLI | BIZHAN
BASSIRI | ACHILLE BONITO OLIVA |
ENRICO CASTELLANI | GERMANO
CELANT | BRUNO CORÀ | ENZO CUCCHI
| NICOLA DE MARIA | GIANNI DESSÌ |
GALLERIA ALESSANDRO BAGNAI FIRENZE | FUORIUSO | MARCO GASTINI
| MILTON GENDEL | GUIDA EDITORI NAPOLI | INCONTRI INTERNAZIONALI
D’ARTE - ROMA | ISABELLA STEWART
GARDNER MUSEUM - BOSTON (USA) |
ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA BELGRADO | ISTITUTO ITALIANO DI
CULTURA - EDINBURGO | ISTITUTO
ITALO LATINOAMERICANO | IVAM VALENCIA | JANNIS KOUNELLIS |
KUNSTVEREIN EDIZIONI - MONACO |
LOGOS ART - MODENA | MAGAZZINO
D’ARTE MODERNA - ROMA | MARIO
MERZ | ORE D’ARIA, ARTI CONTEMPORANEE - ROMA | MIMMO PALADINO |
MUSEO PECCI - PRATO (FI) | ALFREDO
PIRRI | MICHELANGELO PISTOLETTO |
PORTIKUS EDIZIONI - FRANCOFORTE |
OLIVIERO RAINALDI | RIZZIERO ARTE -
Non possiamo dire se è stata lei o siamo stati noi, ma come nel migliore degli incontri
è scoppiata una passione vera che, dopo tanti anni di esperienza, ci accompagna con la
stessa intensità. Umiltà e professionalità si sono affinate negli anni consentendoci oggi
di fare il nostro mestiere: restituire l’arte all’arte.
La strada è stata lunga ma lo è ancora, davanti a noi.
Prima individualmente poi insieme, tracciando percorsi tra editoria e produzione artistica,
passando attraverso infinite strette di mano con artisti, critici e istituzioni culturali, varcando
porte di accesso a gallerie e musei, abbiamo camminato attraverso le intricate vie dell’arte.
PESCARA | SACE | SKIRA EDIZIONI |
ETTORE SPALLETTI | TEKNÉ
ASSOCIAZIONE PER L’ARTE
CONTEMPORANEA - ROMA | GRAZIA
TODERI | TRINITY FINE ART - MILANO,
LONDRA | UMBERTO SALA EDITORI -
E se in passato tutto ciò ci ha consentito di adoperarci per moltissimi lavori, oggi questa
preziosissima rete di conoscenze diventa la nostra tela bianca, sulla quale risultiamo
professionisti in grado di progettare in essa l’intero ciclo di vita di un evento o di un
allestimento, di un catalogo o di un libro d’arte.
PESCARA | JAN VERCRUYSSE |
VISTAMARE - PESCARA | VOLUME! ROMA | FRANZ WEST | ZERYNTHIA -
VIA RAVENNA 3/1 - 65122 PESCARA - TEL. 0854219183 - [email protected]
MU1 6
ROMA | GILBERTO ZORIO |
ARCHITETTURA
di Marco Morante e Maura Scarcella
Distillati
arte
d’
Dismesso per oltre un trentennio,
recentemente in uso nel ’95, per “Fuori
uso”, mostra di arte contemporanea.
Per molti l’ex liquorificio Aurum di
Pescara fa pensare a quella fortunata
edizione della manifestazione nata nel
1990 su iniziativa di Cesare Manzo e
dell’Associazione Culturale ArteNova.
Per alcuni rimanda al calpestìo sui
vetri rotti nelle scorribande notturne,
con birre e sigarette, di conquista ed
appropriazione.
Per altri, più avanti negli anni, l’Aurum
ha rappresentato il lavoro, strenuamente difeso e poi inesorabilmente
perso negli anni ‘70.
Per tutti l’Aurum è un Luogo, urbanisticamente nodale, morfologicamente
evidente, serio matericamente, classico nella iterazione delle bucature
arcuate, straordinariamente moderno
nella grande intelaiatura che disegna il
fronte del Kursaal sul cortile interno.
L’Aurum è uno dei maggiori riferimenti
urbani per Pescara, come la stele dannunziana, lo stadio, la stazione,
l’insieme fiume/asse attrezzato/municipio, come Piazza Salotto,
come il Gran Sasso, la Maiella ed il
mare!
Sofferta è la trafila dei passaggi di proprietà della struttura: inizialmente la
famiglia Pomilio, poi la Sangemini, poi
l’acquisizione pubblica da parte della
Provincia, il passaggio all’Università,
poi al Comune, poi di nuovo
all’Università, quindi finalmente, nel
2003, l’acquisizione definitiva da parte
del Comune ed il sollecito avvio dei
lavori di restauro e rivitalizzazione
come struttura museale e di rappresentanza.
L’edificio dell’ex Aurum, spazio non
propriamente concepito per l’arte, ha
da sempre mostrato la sua volontà di
essere luogo di incontro e di vita per la
città. Tanto negli anni della sua prima
costruzione che nel periodo di attività
come distilleria, grazie anche alla sua
struttura a corte aperta funzionale per
la produzione e perfetta per consentire
all’edificio versatilità d’uso: dal ruolo
di moderno anfiteatro a quello di piazza pubblica fino a centro culturale.
Esempio di ordine e serenità, l’edificio
si presenta oggi quale risultato della
giustapposizione di tre interventi
distinti e successivi: la realizzazione
del Kursaal nel 1910, con lo scopo di
ordinare e qualificare l’intera area
della Pineta (allora marginale rispetto
alla città) ed il suo rapporto con il
mare; l’ampliamento dell’Aurum nel
1939 su progetto di Michelucci; infine
negli anni ’50 la costruzione delle due
ali simmetriche ai lati del Kursaal.
Tale stratificazione ne fa una sorta di
mutante nell’atto eterno di compiere
la sua metamorfosi tra classicismi,
liberty e proto-razionalismi, cristallizzazione dei tempi in cui fu concepito.
La forma del luogo su cui sorge l’Aurum
è dettata anche dal complesso sistema
della viabilità che vi converge: viale
D’Avalos, viale D’Annunzio e una strada
oggi interrotta. L’ipotesi del ripristino di
una percorrenza anulare intorno all’edificio lo potenzierebbe quale perno
urbano e lo ergerebbe a porta di accesso alla città per chi viene dal mare.
All’interno il percorso espositivo è
organizzato in modo da sottolineare
quello architettonico ideato da
Michelucci. Tenterà di diventare nuovo
simbolo per la città di Pescara avvicinando arte/cultura/quotidianità, attirando il pubblico più disparato con
installazioni mediatiche e proposte
commerciali che convivano con le
diverse forme d’arte.
“È il nostro piccolo Colosseo, - afferma
l’assessore all’urbanistica Tommaso di
Biase - il paragone serva a farne percepire il grande valore culturale! Esso
merita un uso all’altezza del proprio
blasone. La grande vocazione di
Pescara è quella di cavalcare l’onda
della contemporaneità. Dovrà essere
un grande centro per l’arte contemporanea, che raccolga i semi della vivacità artistica della Pescara degli anni ’70.
Non a caso la città oggi vanta un artista della fama di Ettore Spalletti”.
In effetti c’era anche Spalletti nel
sopralluogo in cantiere con il sindaco
D’Alfonso, l’assessore Mancini ed il
presidente Del Turco in dicembre, a
sincerarsi sullo stato dei lavori e sull’adeguatezza dei luoghi affinché esso
possa diventare un “contenitore” di
mostre internazionali di alto livello.
L’inaugurazione è prevista per marzo
2007, poi dunque la fase più insidiosa,
quella della messa in moto di una
macchina preziosa da mandare a regime. Che tali difficoltà non siano sottovalutate traspare dalle parole dell’assessore alla cultura Adelchi De
Collibus che ripete più volte:
“Dobbiamo fare attenzione a non trasformarlo in un condominio di velleità!”
e continua “È un manufatto stupendo
ed immenso, sicuramente le due ali del
primo piano potranno essere adibite ad
esposizione, il corpo del Kursaal si presta più che degnamente alla rappresentanza per eventi legati non solo alle
attività del museo. Stiamo lavorando
per fare in modo che tutto ciò possa
essere fatto quadrando i conti”.
E poi, ovviamente, d’Annunzio... anche
questa volta il suo zampino… fu lui a
dare il nome, ai primi del ‘900, al
liquore, specialità abruzzese tra le più
apprezzate.
L’Aurum nasce dall'accostamento fra un
distillato di vini pregiati e uno di agrumi. Le sue origini risalgono al tempo
dei romani, e così d'Annunzio pensò
alla parola latina per l'arancio - aurantium - il frutto dell'oro, per poi trasformarla nella definizione perfetta: Aurum.
Oggi, grazie ai restauri che si stanno
completando, il complesso dell’exAurum può tornare a produrre... non
più liquori ma cultura, ed a vivere...
non più come opificio ma come
museo.
LA SCOLASTICA (CORSO S. GIORGIO, 39) / NAPOLI, LA CITTÀ DELLA SCIENZA / BOLOGNA, LIBRERIA PICKWICK (GALLERIA 2 AGOSTO 1980, 3/C)
MU17
SULLE STRADE DEI BENI
NUOVA VESTE PER IL
“MUSEO GEOPALEONTOLOGICO
ALTO AVENTINO”
Palena - Castello Ducale
Dopo un difficile periodo che ha visto il
"Museo Geopaleontologico Alto Aventino"
ospitato con un piccolo campione di reperti
presso una sede temporanea, è prevista,
nei prossimi mesi, l’esposizione completa
delle collezioni presso il Castello Ducale di
Palena, sede ufficiale oggi rinnovata ed
ampliata, a seguito di lavori di ristrutturazione, effettuati nell'ambito di un progetto
più ampio di valorizzazione del polo
museale, finanziato dalla Regione Abruzzo.
La visita del Museo inizia dalla "Sala della
Conoscenza", dove i processi dinamici della
Terra sono spiegati come propri di un organismo vivente: “Gaia”. Si ripercorrono in
parallelo la storia geologica e l’evoluzione
della vita, illustrata attraverso alcuni fossili
caratteristici. Questo settore è arricchito da
un nuovo spazio dedicato agli elefanti,
dove saranno esposte una zanna di quasi
tre metri di lunghezza e la mandibola di un
Mammuthus meridionalis, rinvenuto negli
anni ’70 a Giuliano Teatino e per
l’occasione gentilmente restituito
dall’Università di Napoli che eseguì lo
scavo e lo studio dei reperti. Per quanto
oggi possa sembrare difficile da immaginare, la nostra regione durante il Quaternario
(circa gli ultimi due milioni di anni nella
storia della terra), era abitata nelle sue conche interne (antichi laghi) e nelle pianure
fino alla fascia costiera, da grandi mammiferi, quali elefanti, rinoceronti ed ippopotami.
Durante la vostra visita al Museo avrete
modo di conoscere Erminio Di Carlo, sco-
pritore di gran parte dei fossili qui esposti,
ed attualmente gestore del museo. È lui
che con grande pazienza ed amore ha recuperato in discariche, cave e detriti molti
reperti, alcuni dei quali di grandissimo
valore scientifico.
Nella "Sala Aventino" è illustrata la storia
geologica e gli aspetti paleoambientali e
paleontologici del territorio del Monte
Porrara, della Maiella meridionale, dei
Monti Pizzi e del paesaggio collinare attraversato dal Fiume Aventino. Una vetrina è
dedicata ai pesci fossili del Miocene medio
MU1 8
di Torricella Peligna, di recente scoperta e
di grande interesse scientifico, che hanno
restituito specie nuove tra cui
l’Abruzzoichtys erminioi dedicato alla regione di provenienza e al suo scopritore.
Sempre nel settore dedicato al territorio,
dalla deliziosa loggetta che guarda verso il
Monte Porrara e verso la Maiella, è possibile fare una lettura geologica del paesaggio
con l’ausilio di semplici pannelli illustrati.
Il nucleo principale del Museo si raggiunge
nelle "Sale Palena", dove sono esposti ed
illustrati gli importanti reperti provenienti
dal giacimento di Capo di Fiume: pesci,
piccoli mammiferi, piume di uccelli, resti
vegetali, molluschi, echinidi e crostacei del
Miocene superiore, circa 7 milioni di anni
fa. Il loro studio ha permesso di definire le
caratteristiche dell'ambiente di vita e fossilizzazione: una laguna con acque piuttosto
calme, protette dalle onde del mare da una
barra sabbiosa sommersa. Tra i resti paleobotanici qui esposti si hanno alcuni esemplari particolarmente ben conservati: una
palma, il Calamus; resti di pino con fascetti
a tre aghi, il Pinus taedaeformis, e numerose altre foglie e piante erbacee. Si giunge
così al reperto più famoso del museo: lo
scheletro di Prolagus, un piccolo mammifero, oggi estinto, molto simile all’attuale
Lepre fischiante o Pica, il suo scheletro,
perfettamente conservato nella roccia,
misura circa 18 cm. di lunghezza.
La seconda Sala Palena è tutta dedicata
all'ittiofauna fossile del giacimento di Capo
di Fiume. Questa costituisce una delle più
interessanti associazioni del Miocene superiore dell’antico Mediterraneo. La laguna e
le antistanti acque costiere, erano infatti
densamente popolate da molti pesci i cui
resti hanno permesso di riconoscere oltre
venti specie diverse, alcune delle quali per
la prima volta rinvenute allo stato fossile.
Tra le più significative vi è lo Spratelloides
gracilis (oggi estinto nel Mediterraneo) che
è la specie più diffusa nel giacimento ed è
stata ritrovata nei suoi diversi stadi di sviluppo e il Lates niloticus, un predatore di
grandi dimensioni
che oggi popola
le acque interne
del continente
africano.
La nuova esposizione avrà, infine,
uno spazio più
ampio per il settore
“Geologiocando”,
dedicato alla
divulgazione in
forma ludica. Completano il nuovo allestimento un magazzino scientifico e la sala
per proiezioni e convegni, spazio comune
al polo museale del Castello.
Il Museo Geopaleontologico Alto Aventino
va considerato come un sistema integrato,
al Geosito di Capo di Fiume e alle sorgenti
dell'Aventino, dove brevi percorsi attrezzati
con pannelli didattici, guidano i visitatori
alle osservazioni dirette sul campo.
Silvano Agostini & Maria Adelaide Rossi
PESCARA
CHIETI
CHIETIL’AQUILAPESCARATERAMOCHIETIL’
IL MOTORE DEL SOLE
IN RIVA AL LAGO
Penne - Riserva naturale Lago di Penne
L’allarme della Comunità europea sull’effetto serra, a cui i tg hanno dato grande rilievo, beninteso dopo truculenti fatterelli
di cronaca, è una eco lontana sulla riva
del lago di Penne.
Eppure è qui, nella quiete laboriosa della
Riserva naturale, che è possibile trovare
una piccola risposta alla catastrofe avanzante. È chiusa in quella che sembra una
banale cabina dell’Enel e che invece è una
fuel cell che produce energia dalla scissione dell’idrogeno, l’inesauribile combustibile delle stelle. Può produrre energia pulita
per due famiglie ed è al centro del progetto
Energia per la terra, che vuole trasformare
la Riserva, con i suoi spazi espositivi e il
Centro di educazione ambientale in un
sistema autosufficiente alimentato, oltre
che dalla fuel cell, anche da pannelli solari,
una caldaia a biomasse, una palla eolica,
un termocamino a legna.
“Il cuore della fuell cell – spiega Damiano
Ricci della cooperativa Cogecstre che gestisce la Riserva - è costituito da membrane
dette Pem. Per una differenza di potenziale il
protone con carica positiva riesce a passare
attraverso la membrana, l’elettrone, che ha
carica negativa, è costretto ad un altro percorso. In questo ciclo si genera energia. Il
protone si ricombina con il proprio elettrone,
riottenendo l’atomo di idrogeno che associandosi all’ossigeno presente nell’aria forma
nuovamente una molecola d’acqua”.
Il combustibile del futuro può essere prodotto anche a partire dal metano e carbone, ma solo estraendolo dall’acqua si evita
l’emissione di gas serra. Il problema è che
il suo costo è di circa il doppio di quello
estratto dal metano. Una soluzione a cui
lavorare è utilizzare pannelli fotovoltaici per
alimentare un elettrolizzatore che scinde la
molecola di acqua.
In attesa che la tecnologia ponga rimedio
alle devastazioni che la sua miope applica-
zione ha causato,
seguiamo Sara
Cacciuto, educatrice
ambientale, lungo il
sentiero delle farfalle.
È questo uno dei luoghi in cui si svolgono
le esperienze proposte
nei campi avventura
del WWF ospitati nella
Riserva. “Ai ragazzi –
spiega Sara - facciamo
capire che questo
luogo non gli appartiene, sono solo ospiti
del regno delle farfalle, e non è importante vederle, possederle
con gli occhi, la loro presenza è nei profumi
di piante e fiori che costeggiano il sentiero.” Se poi uno vuole ammirare tutte le farfalle in rigida parata in punta di spillo, può
visitare il museo. Un altro sentiero ha scavato la terra sotto una grande quercia che
mostra le sue fiabesche radici divelte. Un
buon posto per vedere il mondo dal punto
di vista dei lombrichi e per lanciarsi in
riflessioni epistemologiche: l'energia non è
una sostanza, è una relazione, si annida nei
legami che tengono uniti gli atomi e che
rendono solidali gli uomini. Produrre energia significa liberare senza violente ed
inquinanti combustioni tali legami, significa spezzare le catene chimiche e mentali.
“Questo sentiero - osserva Sara - ha fatto
violenza all’albero, però ha creato un luogo
pieno di significato. Anche la diga ha
distrutto gli ecosistemi del vecchio fiume.
Però ora c’è un bellissimo lago e qui nidifica
la nittìcora, un airone che arriva in primavera e riparte alla fine dell'estate per svernare
nell'Africa equatoriale.” Apprezzano tale
artificio umano anche altre 160 specie di
uccelli, numerosi animali tra cui la lontra.
E’ ancora Sara a consigliarci l’itinerario, lo
stesso che percorre insieme ai suoi ragazzi
under 14. Sveglia all’alba, tutti in sella delle
mountain bike e via pedalando direzione
Gran Sasso. La prima e ultima tappa si conclude, dopo una sorta di cronoscalata, nell’incantevole Valle D’Angri attraversata dall’ancora cristallino fiume Tavo. Sulle radure
svettano pareti delle falesie su cui arrampicarsi, tutto intorno verde e silenzio.
Oppure, se per pigrizia si è afflitti da sindrome di Kyoto, si può scendere a mare in
automobile alla ricerca dei trabocchi, ragni
di legno e funi che sfidano da generazioni
le tempeste e che non sono mai stati così
indifesi.
Filippo Tronca
Servizio Geologico e Paleontologico
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo
info
info
"Associazione Culturale Majella Madre"
Per informazioni e prenotazioni visite
Tel. 349.2547251
RISERVA REGIONALE NATURALE LAGO DI PENNE
Direzione Via Collalto 1, 65017 Penne (Pescara)
INFO 085.8279489 - 085.8215003
www.cogecstre.com
/ W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R
LA TORRE DELLE STELLE
TERAMO
L’AQUILA
L’AQUILAPESCARATERAMOCHIETIL’AQUILA
Aielli - Museo del cielo
Tanti secoli fa sulla sua sommità gli scherani del Conte Roggero da Celano si allarmavano se vedevano brillare un lontano punto
luminoso, che non era una stella, ma un
falò acceso da altri soldati in segno di pericolo. Oggi sulla torre di Aielli, convertita in
Osservatorio astronomico e Museo del
cielo si può stare pacificamente con il naso
all’insù, perchè non sono imminenti scorribande di eserciti nemici.
Fiore all’occhiello del Parco Regionale
Sirente-Velino, la Torre delle stelle è gestita
dall’Unione Astrofili “Filippo Angelitti” ed è
meta per turisti in cerca di stelle ben diverse da quelle che si sposano nei castelli
romani o prendono il sole a Porto Cervo.
“Qui si incontrano persone tra loro sconosciute - racconta Carlo Maccallini che ci fa
da guida – e dopo una notte passata ad
osservare il cielo con il telescopio MEADE
LX200, ci ritroviamo quasi sempre attorno a
un tavolo a discutere del senso della vita”.
Le conversazioni notturne spaziano anche
sotto i cieli tolemaici. Filippo Angelitti,
nativo di Aielli, fu infatti un grande astronomo dantesco: cieco ad un occhio scrutava il
cielo per capire a cosa si riferiva il sommo
poeta quando nel Purgatorio cantava di
“quattro stelle non viste mai fuor ch'a la
prima gente.”
Il cielo in una stanza: anche questo si può
trovare nella torre. Dentro una cupola di sei
metri un sofisticato proiettore riproduce la
volta celeste. Ecco apparire lo Scorpione e
il Cigno, brilla Cassiopea che si vantò
d'essere più bella di tutte le figlie di
Poseidone che irato scagliò un serpente a
devastare l'Etiopia. E poi il cacciatore
Orione, re dei cieli d’inverno con Alnitak,
Alnilam e Mintaka che ne cingono i fianchi.
Il cosmo può anche apparire come uno sco-
lapasta di aria cristallizzata che racchiude
un disco di terra e di acqua, e da cui filtra
la luce del fuoco di cui è fatto l’universo,
attraverso forellini che noi chiamiamo stelle. “La volta celeste – confuta questa teoria
Carlo - non è altro che la superficie immaginaria sulla quale vediamo proiettarsi le
stelle del cielo notturno, lontanissime,
quindi tutte apparentemente alla stessa
distanza dall’osservatore.” Qualcuno chiede
a Carlo il segno zodiacale: “Sono nato il 15
settembre, quindi appartengo al segno
della Vergine. In realtà, per un fenomeno
chiamato precessione degli equinozi, i riferimenti celesti cambiano nel tempo e quando sono nato il sole era proiettato sulla
costellazione del Leone”. Tipica convinzione
della Vergine e del Leone.
Astronomi ed astrologhi condividono però
una battaglia: quella contro l’inquinamento
luminoso. Ciò che fa rabbia è che il 40%
dell'energia utilizzata per l'illuminazione
pubblica va sprecata, perché i lampioni
proiettano luce anche verso l’alto, dove
serve solo a spegnere le stelle. “Basta recarsi di notte – spiega Carlo - in un posto
completamente buio e guardare il cielo:
sarà subito chiaro quale delitto stiamo
commettendo contro noi stessi.”
La torre domina la
conca del Fucino
spesso coperta di
nebbia bassa che
sembra un lago
spumeggiante. Da
nord scorre invece
il torrente La Foce,
che nei millenni
ha scavato uno
straordinario canyon che separa il
massiccio della
Serra di Celano da
quello del Sirente.
Nel canyon, alzando lo sguardo, il
cielo è un nastro blu tra orizzonti di pietra e
se si è fortunati si può incrociare il silenzioso planare delle aquile che qui nidificano.
Per secoli, cullati dal gorgogliare della
Fonte degli innamorati, trovavano la pace i
monaci celestiniani che dimoravano in un
convento abbarbicato sulle rocce. Questo
itinerario è però possibile solo da giugno
ad ottobre. In alternativa si può restare ad
Aielli davanti a fumanti maccheroni alla
carrettiera: pasta fatta in casa, pomodoro
fresco, aglio e peperoncino. La bontà è una
cosa semplice.
Filippo Tronca
LA PORTA DEL CIELO
IN CIMA ALLA COLLINA
Teramo - Osservatorio astronomico di Collurania
In cima ad uno dei colli intorno a Teramo
non spunta, come è normale, una torre o un
campanile, bensì un’opaca cupola vitrea tra
antiche sequoie. È l’Osservatorio
Astronomico di Collurania, fatto costruire a
fine ‘800 dall’ astronomo teramano
Vincenzo Cerulli, scienziato con gli occhi
rivolti al cielo e i piedi radicati nella sua
terra. Attratto per ragioni speculative dall’oscurità della notte: in questi luoghi infatti
non c’era inquinamento luminoso, la città
non brulicava di luci, fari ed insegne, le falene non andavano a morire sui lampioni.
Cerulli donò l’Osservatorio allo Stato nel
1917 e fu quasi un messaggio di pace in
anni in cui i giovani del luogo erano strappati dai loro cieli stellati e mandati a crepare come topi nelle trincee.
Nella sala della cupola svetta come un
totem il grande telescopio Cooke, un
gioiello di tecnologia di fine Ottocento.
Seguiva il moto orario delle stelle con un
sistema a caduta di pesi e grazie ad esso
Cerulli scoprì che i famosi canali di
Schiapparelli che solcano la superficie di
Marte altro non sono che illusioni dell’osservatore che integra visivamente macchie
scure dai confini confusi, spinto forse dal
sogno di dimostrare che non siamo soli
nell’universo.
Collurania ospita un museo ed un centro di
ricerche, che dopo anni difficili si è affermato a livello europeo per mole e qualità
dei risultati ottenuti.
I ricercatori interrogano quotidianamente le
stelle per comprendere l’età dell’universo e
il suo destino. A Collurania è stata scoperta
la supernova SN2000E, esplosione di una
stella avvenuta circa cento milioni di anni
fa e la cui luce ha attraversato distanze
siderali nello spazio e nel tempo. Questa e
altre supernovae indicano che l’espansione
dell’Universo sta accelerando. Anche lei,
come i nostri ritmi di vita entropici e stressanti. L’accelerazione dell’espansione
cosmica sembra suggerire che la forza di
gravità è contrastata da un’altra forma di
energia, che gli scienziati non hanno ancora individuato e che hanno battezzato
“energia oscura”. Compito per ora dei filo-
sofi o dei poeti è dire se questa espansione
porterà alla morte dell’universo e al suo
spegnersi nel nulla assoluto o se al contrario è solo la sistole di un eterno respiro.
Ciò che si sa con certezza scientifica lo dobbiamo a strumenti che sono l’evoluzione di
quelli, oramai in pensione, conservati nel
museo. Troviamo un astrografo per fotografare il cielo. Su una lastra ci sono tanti puntini scuri. Non sono grani di polvere, ma
stelle. È il negativo dell’Universo, un trattino è l’impronta di una galassia. E poi interferometri, micrometri e spettroscopi.
Sorprende un fotometro con le sue cellule,
bulbi di quarzo nel cui nucleo un filo di
tungsteno, eccitato dalla luce di una stella,
ne misurava colori ed intensità. Infine il
telescopio Salmoiraghi, ribattezzato il “cercatore di comete”. Guardandoci dentro si
rivivono le emozioni di Cerulli quella notte
in cui scoprì un pianetino che chiamò poi
Interamnia o ritrovò nella volta celeste una
cometa di cui si erano perse le tracce.
Fuori è intanto apparsa una bella luna
piena ed è dunque la notte peggiore per
l’osservazione degli astri. In compenso se si
sale fino a Mezzanotte, grappolo di case
vicino all’Osservatorio si possono godere le
colline del teramano che galleggiano nella
luce e il Gran Sasso brillare di neve. Campo
Imperatore, a proposito, è uno dei luoghi
privilegiati per l’osservazione astronomica
ed infatti c’è un altro importante
Osservatorio dotato di telescopio infrarosso AZT24. Gli astrofili organizzano campeggi notturni su a Fonte Vetica. Nei meandri
del Gran Sasso, nel Laboratorio di Fisica
Nucleare, gli uomini cercano di strappare al
Sole i suoi segreti che intanto qualche chilometro più su asciuga i ghiacciai e secca
fontanelle e piste da sci, come vaticinarono
inascoltati gli aruspici di Kyoto. Scendendo
invece lungo la Val Vomano, è bene fermarsi a Caprafico, dove sono scienziati nel
cucinare le mazzarelle: coratelle di agnello
speziate avvolte in foglie di lattuga avvolte
da giri di budello. Insomma, un po’ come le
cosmografie stratiformi degli antichi. Una
delizia che rende piacevole la nostro soggiorno in questo angolo di Via Lattea.
info
info
OSSERVATORIO ASTRONOMICO TORRE DELLE STELLE
Salita Castello - 67041 Aielli (Aq)
INFO 347 7961503
www.torredellestelle.net
OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI COLLEURANIA "v.CERULLI"
Via Mentore Maggini, 64100 - Teramo
INFO 39-0861210490
www.oa-teramo.inaf.it
Filippo Tronca
R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA , 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A ,
MU19
INFO MU6
ILMUSEONUOVOLETTEREINBREVECONVEG
IL MUSEO NUOVO
MOSTRE
LA FISICA
E L’ASTROFISICA
IN UN MUSEO
ENRICO
BENAGLIA
GEOGRAFIA
DELLE EMOZIONI
MUSEO D’ARTE
MODERNA
VITTORIA
COLONNA
SISTEMA
MUSEALE
Il Museo d’Arte civico di Teramo, nell’ambito di
una politica culturale tesa a valorizzare l’arte
moderna e contemporanea, ha programmato per
la primavera 2007 una ampia rassegna espositiva dell’artista Enrico Benaglia attraverso la
quale, tra le altre cose, sarà palesato il “terremoto” concettuale e visivo che l’arte del Novecento ha
provocato sui tradizionali concetti dello spazio e
del tempo. I tratti distintivi dell’opera di Benaglia
si riferiscono infatti alla ricerca di spazi “altri”,
quelli che non a tutti appaiono chiaramente perché risiedono nella memoria e nel sogno. Si tratta
di luoghi in qualche modo esistenti anche se collocati al di fuori della normale toponomastica e che
si riesce a percepire o in virtù di una sensibilità
particolarmente orientata o grazie all’aiuto di un
rivelatore, di un manifestatore come è il nostro
artista: stanze che si possono penetrare soltanto
grazie alla magia che pervade tutte intere le tele e
le sculture di Enrico Benaglia. Artista che già
dagli anni ’70 appare caratterizzato da maturo e
personalissimo linguaggio formale, Benaglia in
tempi più recenti rinuncia alla visione neutrale e
trasognata del mondo per scoprire le potenzialità
sconvolgenti dell’osservazione della realtà. Tale
ribaltamento è ben visibile attraverso la lettura di
cicli monotematici, non solo conseguenti l’uno
all’altro in una logica ferrea, ma che lo vedono
fortemente agganciato alla ricognizione sul Mito.
Già col ciclo del 2000 sui Quartieri dell’anima il pittore esce dal teatro e dalla finzione scenografica per
creare un’inedita storia di un’architettura minore
sulla “sua” Roma, scritta col pennello e con il potere
seduttivo di uno stile poco conosciuto ma incisivo
attraverso il quale crea palazzi sospesi nel sogno.
Nel 2002 continua a raccontare la città, scegliendo
questa volta un secondo luogo a fortissima vocazione spirituale: Il giardino. E così, questa volta, raccoglie tra le mura del giardino segreto, che è parte
del celeberrimo giardino all’italiana, le sue figurine
di carta, i suoi filanti e fragili alter ego permettendo
loro di muoversi a piacimento per mettere in scena
le passioni più alte dell’uomo. E, ancora, con il
ciclo Partendo con nostalgia, in cui un ragazzo
lascia la città tenendo gelosamente una locomotiva
sotto il braccio, Benaglia s’inoltra verso un mondo
mai da lui raccontato prima, la campagna.
Stavolta è presente in lui il desiderio di giocare col
mito cambiando le carte in tavola o quanto meno
di scompigliarle, cercando la via per un sorriso.
Enrico Benaglia è certamente uno degli artisti le
cui composizioni possono lievitare in una mente
scientifica e consentire all’osservatore una felice
sintesi tra poesia, freschezza e scienza.
L’elemento fondamentale e catalizzatore di tale sintesi è la bidimensionalità delle opere in bronzo, la
cui terza dimensione non è il movimento, ancorché
suggerito dalla leggerezza, ma il forte senso di equilibrio che pervade le sue realizzazioni artistiche. Nei
quadri come nelle sculture, Benaglia sperimenta e
risolve con levità uno spazio allusivo, ma vigorosamente connotato e ritmato da “corpi” e sagome
laminate in un vibrante scenario ricco di notazioni
oniriche e di memorie collettive.
Irene De Nigris
Mostra “L’Arte e la Tartaruga:
Omaggio a Plinio De Martiis”
La Provincia di Chieti è caratterizzata da un
patrimonio culturale complesso ed articolato, composto da 47 musei e numerosi siti di interesse storico ed archeologico distribuiti in tutto il territorio.
Si tratta di realtà assai eterogenee, caratterizzate
da un legame profondo con lo spazio geografico e
culturale di cui fanno parte che hanno affiancato
al ruolo di recupero, tutela e conservazione del
patrimonio anche attività di produzione e divulgazione culturale, nell’ambito delle quali occupa un
primo posto l’attività didattica. I diversi musei esistenti, insieme ai siti archeologici e ai monumenti
costituiscono una risorsa territoriale in grado di
soddisfare tutte le esigenze dei diversi target di
pubblico, esprimendo una forte necessità di dialogare tra loro per trasformare la peculiarità di ciascuno in elemento di forza e coesione.
Il progetto per la realizzazione di un Rete Museale
nasce dalla consapevolezza che la condivisione, il
coordinamento e l’integrazione dei servizi e delle
iniziative, permette di valorizzare ogni singola realtà, mettendone in evidenza tutti i punti di forza e
rielaborando, in chiave strategica, le carenze organiche e strutturali che, a volte, impediscono di
sfruttare a pieno tutte le potenzialità esistenti. La
finalità è quella di realizzare una rete dalle caratteristiche policentriche, basata su servizi comuni,
con una dimensione tale da definire un livello
qualitativamente più elevato dell’intera offerta culturale del territorio.
Accanto all'azione centrale dell'Istituzione
Provinciale vi è, in tutto il territorio, una forte
spinta verso l'iniziativa programmatica rivolta ai
dei beni culturali determinata dalla presenza di 6
Comunità Montane, di 3 Patti Territoriali e di 10
Pro Loco. Pertanto, l'introduzione di un modello
di funzionamento basato sulla logica della rete
ottimizzerebbe tutti i singoli progetti ideati per
garantire la fruizione, la conservazione e la promozione del patrimonio locale. Si tratta di avviare un
percorso che miri a creare tutte le sinergie necessarie per rendere compatibili i vari progetti esistenti
in modo da evitare la dispersione delle risorse, per
favorire la cooperazione e la copianificazione di iniziative strategiche in grado di garantire continuità,
nel lungo periodo, agli investimenti destinati al
potenziamento dell’offerta di servizi qualitativamente soddisfacenti.
Tra gli obiettivi primari individuati dal progetto
della rete vi sono il miglioramento della qualità e
quantità dei servizi offerti, la condivisione e la razionalizzazione delle risorse, lo scambio di dati, materiali ed esperienze, il raggiungimento organico degli
standard di qualità, la promozione comune finalizzata ad incentivare la conoscenza dei singoli musei e
della rete, in funzione dell'incremento del numero
dei visitatori, la valorizzazione del territorio.
In quest’ottica matura la convinzione che sia doveroso portare avanti l’impegno nel promuovere la
costituzione di un Rete Museale, cercando di creare un raccordo fra tutte le competenze in grado di
partecipare a questo processo innovativo che sarà
capace di diffondere e veicolare, anche oltre i confini della realtà provinciale, la qualità della' offerta
culturale locale.
Umberto Aimola
info
Museo d’Arte della Città di Teramo
Viale Bovio, 4 – 64100 Teramo
Tel / fax 0861.250873
Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna”
Lungomare Matteotti 131, Pescara
Tel. 085/4283759 - fax 085/36195
www.muvi.org/museovittoriacolonna
e-mail: [email protected]
ORARIO Tutti i giorni compresi i festivi:
9.00-13.00; 16.00-19.00 Chiuso Lunedì
Orari
Lunedì-domenica: ore 9,00-13,00; 15,30-20,30
TERAMO
TERAMO
È ancora tutto da fare. Ma ha tutte le premesse
per diventare uno dei luoghi più suggestivi del
sistema museale abruzzese. Stiamo parlando del
Museo della Fisica e dell’Astrofisica in corso di
allestimento a Teramo. Sorgerà nell’area dismessa
di una fabbrica di ceramiche poi divenuta centro
sociale nel quartiere “Gammarana”. Qui
l’amministrazione comunale teramana ha recuperato e riqualificato gli immobili con un lavoro
durato circa sette anni che ha permesso di restituire alla città una zona altrimenti dismessa e
abbandonata all’incuria e ai vandali. Sono state
realizzati tre blocchi, tre edifici a diversa destinazione ma con un unico comune denominatore:
fare cultura. In uno di questi sarà allestito a cura
dei laboratori del Gran Sasso dell’Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare il Museo della Fisica
e dell’Astrofisica. Sarà un luogo interattivo, spiegano, che avrà spazi espositivi, laboratori ma
anche momenti di sperimentazione dei fenomeni
legati ai campi di cui si occuperà il museo. Con
un filo conduttore trasmettere ai più giovani
l’amore per una materia tanto affascinante quanto poco conosciuta. Davanti al museo stesso verrà
posizionato un monumento alla Fisica e
all’Astrofisca. Una scultura dell’artista tramano
Italo Rodomonti noto al grande pubblico proprio
per il legame tra la sua arte e la scienza.
UNA PINACOTECA
PER TEOFILO
PATINI
CASTEL DI SANGRO
Finalmente un museo interamente dedicato a
Teofilo Patini. A distanza di più di un decennio
dall’ importante mostra che ne riconobbe il genio
e la grande novità della sua arte, quella del 1989
svoltasi al Forte Spagnolo dell’Aquila, adesso esiste anche una Pinacoteca che raccoglie documenti,
immagini e opere di uno dei più importanti pittori
dell’ottocento italiano. E proprio nel suo paese
natale: Castel di Sangro. Inaugurata proprio alla
fine dello scorso anno, in occasione dell’arrivo delle
spoglie dell’artista, insieme ad un monumento a
lui dedicato, conserva alcune delle opere più rappresentative di un pittore che ha saputo rappresentare, grazie agli insegnamenti veristi dei fratelli
Palizzi e della scuola napoletana, il dramma e la
condizione dei contadini abruzzesi. La loro lotta
quotidiana per la sopravvivenza (Bestie da Soma)
e spesso i volti e le espressioni della gente più semplice. Per questo l’apertura di una Pinacoteca a
lui intitolata, dopo lo stadio del centro montano,
segna la fine di un lungo percorso e l’inizio di un
nuovo cammino di riscoperta e recupero storico.
Un luogo che diventa identità di una comunità
tesa nello sforzo di promuovere un territorio.
Per il sindaco di Castel di Sangro, infatti, la realizzazione di questa Pinacoteca ha significato un
impegno notevole per l’amministrazione comunale ma essa, per la Presidente della Provincia
dell’Aquila Stefania Pezzopane, da avvio ad un
percorso importante di celebrazione di una grande personalità artistica abruzzese e di valorizzazione e promozione turistica di un territorio e dell’intero Abruzzo.
MU2 0
MOSTRE
PROGETTI
CHIETI
PESCARA
Nelle sale del Museo d’Arte Moderna “Vittoria
Colonna” di Pescara sarà inaugurata nella primavera del 2007 la mostra “L’Arte e la Tartaruga: da
Rauschenberg a Kounellis, da Manzoni a Schifano.
Omaggio a Plinio De Martiis”.
Il percorso espositivo, progettato dalla dott.ssa
Silvia Pegoraro, intende illustrare l’attività della
famosa Galleria “La Tartaruga” di Plinio De
Martiis, abruzzese di Giulianova (TE) che, negli
anni successivi alla seconda guerra mondiale,
intraprese a Roma la singolare e densa esperienza
di fotografo, attore, impresario teatrale e gallerista.
Nata nel 1954, “La Tartaruga” fu luogo di intenso
scambio artistico nel particolare clima politico e culturale della Roma postbellica, restando attiva fino alla
fine degli anni ‘60. Vi esposero grandi artisti italiani
(Schifano, Rotella, Afro ed altri) e stranieri, soprattutto americani, lanciati in Europa per la prima volta
proprio da Plinio De Martiis (Rauschenberg,
Twombly, Rothko, De Kooning, Kline).
All’inizio degli anni ’60, la galleria era ormai un
luogo emblematico dell’arte nella “dolce vita”
romana. Col tempo divenne una sorta di laboratorio permanente, luogo di incontro per grandi intellettuali e scrittori dell’epoca. De Martiis ne seppe
rinnovare continuamente l’identità con iniziative
originali, esaltandone la vocazione di spazio di
ricerca artistica. In particolare, ne arricchì la collezione invitando ogni artista che esponeva a realizzare cartelli-insegne relativi alle loro mostre; oggi
l’intera raccolta è conservata presso l’Istituto
Nazionale per la Grafica.
La mostra si articolerà come segue:
- Sezione I: Gli artisti e la “Tartaruga”
Selezione di opere dei maggiori artisti che hanno
esposto alla “Tartaruga” tra il 1954 e il 1968
- Sezione II: I “cartelli” della “Tartaruga”
Collezione di cartelli-insegna realizzati dagli artisti
in occasione delle loro mostre
- Sezione III: Plinio De Martiis fotografo
Selezione di fotografie di Plinio De Martiis che
documentano l’attività della “Tartaruga” nel contesto della “dolce vita” romana degli anni ’50 e ’60.
Si tratta dunque di un’occasione preziosa
per conoscere o meglio apprezzare
un’esperienza artistica di grande spessore
nella storia culturale del nostro Paese.
La mostra, organizzata grazie ad un apposito finanziamento della Regione Abruzzo,
sarà aperta dal 3 marzo al 20 maggio.
info
Mostra “L’Arte e la Tartaruga: da Rauschenberg
a Kounellis, da Manzoni a Schifano.
Omaggio a Plinio De Martiis”
3/3/07 - 20/5/07
B O O K & W I N E ( N U O V O T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O , L A S C O L A S T I C A ( C O R S O S . G I O R G I O , 3 9 ) / N A P O L I , L A C I T T À D E L L A
GNOMOSTREATTIVITÀLIBRISOTTOLALENTE
LIBRI
CALLING ON THE
COMPOSER
STANLEY E JULIE ANNE
SADIE, LONDON,
YALE UNIVERSITY
PRESS, 2005
Spesso quando si ha a che fare con i beni culturali e particolarmente con il patrimonio documentario di rilevanza storico artistica conservato nei
musei, negli archivi e nelle biblioteche si constata
che molte delle attività svolte sono legate alla
comunicazione. Tutti gli sforzi che vengono fatti
per acquisire e studiare le fonti devono tradursi
necessariamente in un atto comunicativo che permea, o dovrebbe permeare, gli spazi e le attività di
ciascun ente di conservazione. Dalle indicazioni
sulla disposizione e organizzazione delle sale espositive dei musei, al modo di disporre e alle forme le
didascalie, ai pannelli illustrativi che tentano la
ricostruzione dei contesti, agli strumenti multimediali, tutto si confronta con la questione cruciale di
far passare un messaggio a partire dal riconoscimento che il famoso triangolo della comunicazione
(mittente, mezzo, destinatario) da luogo a problematiche complesse a seconda del mezzo considerato
(nel nostro caso gli oggetti museali) ma anche e
soprattutto in relazione alle conoscenze dei destinatari che vanno nei musei proprio per apprendere e
comprendere e non solo per vedere cose che senza un
consapevole lavoro di mediazione culturale degli
operatori, “parlano” assai poco. La questione della
comunicazione dei beni culturali diventa assai più
evidente quando si tratta di produrre informazione
che si trasferisce in depliant, in un catalogo o in
volume. Strumenti indispensabili che possono essere
il prodotto dell’attività dei museo ma anche uno
strumento che vuole far conoscere e stimolare le persone ad andare a visitare i musei e quindi si pone
nella corretta ottica di non sostituire il “virtuale” al
reale ma di spingere a confrontarsi con esso per
godere di un’esperienza che non è solo cognitiva.
A questo proposito una nuova pubblicazione
internazionale ha inserito il Museo Musicale
d’Abruzzo dell’Istituto Nazionale Tostiano di
Ortona tra i luoghi della memoria da visitare.
Recentemente la Yale University Press di Londra
ha pubblicato un bel volume dal titolo Calling on
the Composer. A Guide to European Composer
Houses and Museums, curato da Stanley e Julie
Anne Sadie. Stanley Sadie, morto da poco, è
stato peraltro l’editore famoso che ha promosso la
pubblicazione del Grove’s Dictionary of Music and
Musicians: la più importante enciclopedia musicale in lingua inglese e, in sostanza, del mondo.
All’interno del volume citato un posto non secondario trova proprio il Museo Tosti cui sono dedica-
te ben due pagine (380-382): si pensi che al
Museo Bellini di Catania è dedicata una sola
pagina. Su complessivi 24 musei italiani, nel
Mezzogiorno se ne trovano solo quattro ovvero
Ischia (Museo Walton), Palmi (Museo Cilea),
Catania (Museo Bellini), Bari (Museo Piccinni) e
infine Ortona con Tosti. A parte le informazioni
di servizio e una foto del Museo la scheda riassume brillantemente sia la vita di Tosti che
l’allestimento del Museo. Ciò che colpisce è la
capacità comunicativa degli autori che rendono
con poche parole quanto il visitatore potrà vedere:
“…molti dei suoi manoscritti sono mostrati assieme a quelli pubblicati, specialmente da Ricordi,
con le affascinanti copertine Art Noveau…”
Stanley e Julie Ann Sadie nell’introduzione hanno
chiarito il fatto che il lavoro nasceva dalla constatazione che non esistevano strumenti del genere
dedicati ai musei dei musicisti europei e che le
stesse pubblicazioni turistiche e per altri versi
musicologiche, erano spesso carenti di informazioni che potessero riferirsi ad un pubblico in crescita
che alimenta il turismo musicale. Nell’introduzione
viene chiarito che non tutti i musei sono propriamente tali, ovvero conservano la documentazione
originale spesso nelle abitazioni d’origine dei compositori ma sono presenti anche quelli che mostrano
foto e documenti in copia e che comunque rendono
un servizio alla cultura musicale.
Il privilegio di essere inseriti in tale volume,
aumenta non solo la visibilità di Ortona e del
Museo tostiano essendo peraltro scritto in inglese
e quindi accessibile ai più, ma costituisce un riconoscimento ai tanti anni di lavoro e alla sensibilità delle Amministrazioni Comunali che grazie
all’Istituto Nazionale Tostiano hanno capito molti
anni fa come fosse importante custodire le memoriabilia del compositore ortonese via via cresciute
nel tempo, tanto da consentire recentemente un
allestimento nuovo e contestualizzato degli oggetti
e documenti in modo da introdurre il visitatore ad
un mondo, quello ottocentesco, che per molti versi
è distante dalla contemporaneità. E questo è proprio il nostro principale problema comunicativo:
come far comprendere soprattutto alle scuole di
ogni ordine e grado quel mondo attraverso pochi
oggetti e molti documenti che posso parlare solo
grazie alla mediazione culturale. Differentemente
dai musei della scienza e della tecnica dove
l’esperienza tattile e l’esplorazione e al centro dell’esperienza del visitatore, noi dobbiamo studiare
nuove formule per proporre un approccio globale
(che sfrutti tutti i sensi) al Museo Musicale per
farne un’esperienza memorabile nel senso letterale
tanto da invitare a tornare per fare una sorta di
viaggio all’indietro nel tempo. La pubblicazione
della Yale University Press ci aiuta oltre che gratificarci. La presenza del Museo mantiene viva quella fiamma di conoscenza che rappresenta una ricchezza attuale e non solo del passato e che attira
oltre agli italiani anche molti stranieri, soprattutto
giapponesi, che amano Tosti e lo coltivano musicalmente.
Tutto ciò dimostra ancora una volta che i beni
culturali possano diventare uno strumento che
concorre anche alla crescita economica oltre che
culturale e sociale di un territorio.
CONVEGNI
ATTIVITÀ
PIATTAFORME
TRANSREGIONALI
E PIANI STRATEGICI DELLE CITTÀ
BOLOGNA É
ASSOLUTAMENTE
FIERA…
Esperti di fama internazionale, esponenti del
governo, amministratori regionali e sindaci si
sono dati appuntamento a L’Aquila lo scorso gennaio per parlare di “Piattaforme transregionali e
piani strategici delle città – abitare città e territori
tra competitività e coesione”. Parte dall’Abruzzo,
dunque, la sfida a ridisegnare un nuovo territorio
e un nuovo sviluppo per il territorio. Proprio per
porre le basi per la massima valorizzazione di un
area accreditata come vero e proprio “snodo”
rispetto ai grandi corridoi transeuropei e transanazionali, la Regione ha messo in campo uno
sforzo progettuale teso a costruire l’Abruzzo del
futuro ben inserito nelle iniziative italiane ed europee. In questo contesto il nuovo Abruzzo sarà ridisegnato partendo dallo sviluppo delle città con
particolare riferimento al problema della casa e
delle infrastrutture urbane con una rivoluzione
culturale nella pianificazione che punta alla creazione di una governance fondata non solo sulle
regole ma anche su una leale collaborazione tra
gli enti, con il superamento del dualismo costa –
zone interne e l’individuazione di nuovi modelli di
sviluppo che affiancano alle risorse pubbliche,
sempre meno disponibili, quelle private.
Organizzato dalla Regione Abruzzo, assessorato
ai Lavori Pubblici, il convegno pone l’Abruzzo
come protagonista nelle strategie di sviluppo del
futuro in un contesto ampio che coinvolge
l’ambito europeo e il bacino Adriatico e del
Mediterraneo.
…di presentare le nuove tendenze dell’arte moderna e contemporanea internazionale. Alla 31ª edizione di ArteFiera Art First (26-29/01/07)hanno
partecipato oltre 200 prestigiose gallerie provenienti da tutto il mondo a cui si sono aggiunti
musei, editori e istituzioni ufficializzando così la
crescita della manifestazione che si è ormai guadagnata una posizione di leadership nel settore. Il
segreto di questo successo risiede nell’esclusivo
parterre espositivo e nel ricco programma tempestato di effetti speciali e di numerosi eventi collaterali che hanno coinvolto l’intera città. Lo sfavillante appuntamento del 2007 ha proposto itinerari suggestivi destinati ad esaltare la bellezza dell’arte moderna con le antiche cornici quali Palazzo
Re Enzo, Museo Civico, Cortile Archiginnasio,
Cortile Palazzo D’Accursio, Museo della Sanità a
Santa Maria della Vita, Museo della Musica,
Museo Medievale, Museo Palazzo Poggi, Marconi
Business Lounge.
In un contesto così importante la presenza di
MU6, il giornale dei musei d’Abruzzo, ha ottenuto un significativo riscontro di pubblico testimoniato dal gradimento del formato e dall’interesse
verso le prossime uscite. Preziosi sono stati i contatti stabiliti con i musei e le istituzioni di altre
regioni, così come le collaborazioni nate dall’incontro con autorevoli critici e case di distribuzione.
Molto apprezzate sono state anche le magliette con
il logo del giornale e l’omaggio al maestro
Fontana. Bilancio positivo per un’esperienza
impegnativa che ha premiato la qualità ed il
coraggio dell’impresa: MU6 rappresenta una goccia nel mare delle proposte di ArteFiera 2007 ma
come si dice gutta cavat lapidem!
(la goccia scava la roccia)
BOLOGNA
L’AQUILA
Gianfranco Miscia
Responsabile Archivio e Biblioteca
dell’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona
NOTTE DEI MUSEI 2007
SABATO 19 MAGGIO 2007
www.nuitdesmusees.culture.fr
EXTRACT
F
Page
04
Museums should be organized according to models which favour local peculiarities and unique characteristics, as for
example in Abruzzo, where the land,
ancient history, natural environment,
anthropology and ethnology represent a
typical heritage with specific expressions. These features of the territory
should be preserved and enhanced in
museums where the space of memory is
opened to the future. The land of
Abruzzo is very suitable for this purpose
since historic, scientific and cultural
resources are plentiful and museums
could also become places for experimentation in new forms of communication and transmission of knowledge. The
interaction with the surrounding territory is another important aspect, since
research and popularization of results
could strengthen the link between culture and economy.
Page
03
The international scientist Eugenio Coccia
is the manager of the National
Laboratories of nuclear physics of Gran
Sasso since June 2003; important experiments for human knowledge are carried
out under 1400 meters of rock by 750 scientists from all over the world and the
place is visited by 17.000 people every year.
Can we define the laboratories a “science
gallery”?
Yes, art and science are both ways of
knowledge and share the research for harmony in the mysteries of life; researchers
are now concentrating on neutrinoes in
collaboration with the Cern of Geneve.
How do you explain the large number of
visitors?
This “science gallery” enjoys a general
interest so we promote activities such as
open days, days for families or schools,
conferences and students exchanges
with Princeton University; we also have a
new exhibition hall and we are planning
a Museum of Physics and Astrophysics
in collaboration with the administration
of Teramo.
Page
04
The Foundation of the Savings Bank of
the Province of Chieti established the
CASM, Abruzzi Center for Manzoni
Studies, in 2004, in collaboration with the
D’Annunzio University and the Manzoni
House in Milan, to promote studies and
researches concerning the great Italian
writer. The idea originated from the donation of a collection by Alfredo Paglione in
2002: the 58 watercolours were painted
by Aligi Sassu and concern “The
Betrothed”. Every year the Foundation
dedicates its diary and calendar to a masterpiece by Manzoni illustrated by famous
artists: the 12 lithographic panels by Gallo
Gallina 2005, the pastels by Carlo
Cattaneo in 2006 and the panels by Bruno
Caruso in 2007. This choice shows a valuable union between art and literature.
MU2 2
A recent survey showed dramatic figures
in the wages of all those work in the
fields of art and museums in Italy; even
general managers of the main Italian
Museums, such as the Uffizi in Florence,
receive very low wages, as well as Italian
restorers, who are the best in the world.
Funds for museum activities are very limited and are often finished in the first
three months of the year. The situation is
astonishing if compared to European
standards and the whole system should
be reformed to favour a great resource for
tourism in Italy.
Do you think men should be more careful
in exploiting nature?
It is a global phenomenon and I hardly
believe we could slow down global warming: our habitat will be very different in
fifty years and we should only be prepared to changes.
The Piemonte Region is in the forefront
of the establishment and management of
Eco-museums, with more than forty connected institutions and a forerunner law
which dates back to 1985; the Abruzzo
Region is following this example with a
law to favour local resources and stimulate research and preservation of natural
and cultural heritage of communities.
This new concept of preservation of the
environment and human lifestyles was
studied by a workshop in the National Park
of Gran Sasso in connection with the preserved area, where eleven eco-museums
will constitute a net of information concerning the peculiarities of the territories.
Museums preserve precious information
of different types which should widely
spread by exhibitions, guided visits,
theme routes, didactic laboratories to
communicate scientific contents in the
form of stories based on true facts.
Interesting presentations and effective
explanations which link information with
emotions can capture the attention of
visitors of museums and arouse their
enthusiasm. It is a difficult shift from specialized language to popular language,
but it is really necessary to transfer
knowledge.
The exhibition of engravings by Goya and
Picasso concerning Tauromachy, which
closed last January at Santa Maria dei
Raccomandati in L’Aquila, was a great
success and gave impulse to the next art
event. It will be an important exhibition
of works related to the theme of the
pleasures of the table expressed by the
major Italian artists and impressionists in
particular. The event will take place at the
beginning of March and is organized by
Modena Antiquaria.
Page
07
The international meteorologist Guido
Visconti is Professor at the University of
L’Aquila and the manager of the centre for
weather forecast, who likes reading
American literature of the beat generation.
What do you think about the relationship
between art and science?
I rarely visit museums in L’Aquila, while
I remember the museums I saw in
Boston when I worked in the USA; I
believe science has a negative effect on
art, because an artist’s inspiration and
intuition are unique.
Today weather forecast are considered
fundamental. What are the consequences
of climate changes?
Water supplies and cultivations are in
danger, animals are changing their natural life cycle, polluting substances are
increasing and people feel a growing tension. The concept of “climatic determinism”, which I only partly share, connects
the development of a society to the climate, but it is a racist idea, and can not
be related to the serious natural disasters
of recent years. The migration towards
coastal areas in every part of the world
and the weakness of telecommunications
systems are deeply worrying, but dramatic events, such as glaciations and
drought, already happened in the past.
What information can you obtain from
archaeological excavations?
We can trace the history of climatic variations which concerned and modified civilizations and explain the reasons of their
disappearance. For example we are studying the Piana of Navelli, the Fucino and its
draining, which caused a climatic change
up to the coast with an increase in rain.
Page
08
The Museum of History of Biomedical
Science in Chieti promotes the project
“At table with dinosaurs”, a winning
didactic activity for students, who will be
introduced to the study of paleontology
and archaeological anthropology. Other
initiatives concern the analysis of samples under the microscope, the study of
the beginning and evolution of life on our
planet, primitive communication, language and culture, the transformation of
man since his origin both in the biological and cultural aspects.The museum also
illustrates the phases of the history of the
peopling in Abruzzo with a multidisciplinary approach, which involves widening
in different areas of knowledge and
research.
The Art Museum “Costantino Barbella” in
Chieti was opened about thirty years ago
to house the works of art of the town and
its province in a large collection of masterpieces dating back from the fourteenth
century to the present days, which was
further enriched by legacies and donations. This museum can boast a long tradition in didactic activities carried out by
experts and directed to students. Since
2005 the project “Say, Make, Create” promotes an itinerary of growth involving
speech, manual ability and thought by
laboratories of art expression where children can reveal their imagination. The
laboratory of speech shows the peculiarities of art language, the laboratory of
manual ability offers an approach to
painting, sculpture, drawing and ceramics, while the laboratory of creativity provides exercises of modelling, painting
and drawing in different techniques. The
theme for this year is “Signs, Forms and
Designs of Nature”.
The Archaeological Museum “La Civitella”
in Chieti,which is placed in the archaeological park of the Roman amphitheatre,
performs an important function of cultural response, entertainment and relationship with the social context. It houses
finds and documents concerning the
foundation and development of the town
and its territory illustrated by three
theme itineraries from the ancient Teate
to Roman times and the features of
Marrucini people. These activities aim at
retracing the memory of the past in the
modern aspects of the town. The polyfunctional hall and the restoration laboratories
also allow students to approach original
finds, methods of excavations, ancient
techniques of mosaic and rock painting.
Archaelogical museums hold a fundamental role in creating the sense of cultural identity in the surrounding territory
in collaboration with schools and local
administration by shared projects and
agreements. The National Archaeological
Museum Villa Frigerj promotes Education
Services based on theme itineraries concerning local history held by archaeologists with simulations of excavations,
classification of the finds, research of
materials, modelling and decoration, the
study of inscriptions, food in pre-Roman
times. These didactic activities aim at
achieving a general education to appreciate archaeological heritage and acquire
knowledge; 9.200 students were involved
last year and other museums, such as
those in Campli and in Celano, are planning these new forms of communication.
These didactic activities aim at achieving
a general education to appreciate archaeological heritage and acquire knowledge;
9.200 students were involved last year
and other museums, such as those in
Campli and in Celano, are planning these
new forms of communication.
Page
10
The archaeological site of Alba Fucens
was brought to light by a group of
Belgian researchers in 1949 with discoveries of exceptional value thanks to the first
great systematic excavations, which produced intensive studies and rich documentation and bibliography. The urban
plan, the forensic area, the numerous
epigraphs and remarkable works of art
allowed to study in depth the relationship between Italic people and the power
of Rome; in fact Alba Fucens, founded at
the end of the 4th century near the
Fucino Lake, was the centre of irradiation
of Latin alphabet and language, Roman
cultural standards and goods, the organization of the territory. New excavations
will surely bring about further major discoveries.
Page
11
The museums in Pescara can boast a
remarkable cultural value with different
aspects and services. Civic Museums
such as the “Basilio Cascella”, the
Museum of Sea Wonders and the Modern
Art Museum “Vittoria Colonna” summarize the town’s cultural heritage by innovative initiatives with didactic projects,
temporary exhibitions, art performances
and much more. The Museum of Abruzzi
People, the Ceramics Museum “Paparella
Treccia” and the Mediamuseum also represent outstanding centres of culture and
research, together with the House of
Gabriele D’Annunzio, which could be connected with the AURUM building for new
cultural aims. Museums in Pescara are a
strong resource for the growth of the
town on behalf of the citizens.
The Museum “Basilio Cascella” is placed
in a building dating back to 1895 along
Viale G. Marconi in Pescara, short before
the river, where the master lived and
worked, in the old town centre. The
Museum was restored in 2004 and preserves a large collection of the works of
art by the master Basilio (1860-1950),
who produced painting, ceramics, lithographies and art publishing, his sons
S C I E N Z A / B O L O G N A , L I B R E R I A P I C K W I C K ( G A L L E R I A 2 A G O S T O 1 9 8 0 , 3 / C ) / W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R
EXTRACT
Michele (1892-1989), an international
painter, and Gioacchino (1903-1982), d
expert in ceramics painting, his grandsons Andrea (1919-1968) and Pietro
(1921), both renowned sculptors, the
firstborn Tommaso (1890-1968). The collection preserves a large quantity of the
works by all the members of the family,
which represents an extraordinary art
experience and one of the noblest part of
the history of the town and its cultural
sensibility. Various exhibitions and collaborations with schools have been promoted to attracts the young’s attention,
such “The Night of Museums”, which will
be held on next May 19th.
The Modern Art Museum “Vittoria
Colonna” was opened in 2002 and is
placed in the building planned in 1953 by
the functionalist architect Eugenio
Montuori, who had also planned the town
of Sabaudia (1933-’34) and the “Main
Gallery” of the Termini station in Rome
(1947). The permanent collection preserves works of art by contemporary
artists and the museum has large halls
for meetings, concerts and cultural
events, such as the remarkable exhibitions which were held since the opening. The museum is also the seat of the
Festival of Literature, the review
“Politics of Beauty” and a point of free
exchange of books: it can be considered
a real dynamic meeting place for those
who love culture.
The old Ichthyic Museum, which was
opened 25 years ago, will have a new seat
and organization for the collection of fossils, shells, specimen, fishing equipment
which Guglielmo Pepe started at the end
of the 1950s. New remarkable scientific
finds were added with years of study and
research and today a project by Professor
Francesco Stoppa will give a functional
structure to illustrate the formation and
evolution of sea environment, animal
species and natural wonders of the sea,
together with life and work of men. A
didactic laboratory, a specific library and
video library will provide a point of reference both for researchers and students.
The House of Gabriele D’Annunzio in
Pescara is the visible sign of the strong
connection between the poet and his
birthplace, which today is a museum
where the dear memories of childhood
and youth are still intense and moving;
D’Annunzio considered this house a
sort of “sanctuary”, which today recalls
the strong personality of the poet, his
activities and the life of the town, which
had been unified with Castellamare
Adriatica short before. Another remarkable building in Pescara is Villa Urania,
built in Art Nouveau style, which houses the collection Paparella-Treccia
Devlet, about 150 exceptional ceramics
by the major masters of Castelli dating
back from the sixteenth to the eighteenth century. The history and evolution of this art are fully illustrated since
1534 by objects of the finest elegance
and value, which were produced by the
eminent masters of the Pompei and
Grue families. The roots of Abruzzi people can be retraced in the Museum of
Abruzzi Folks, which represents a demographic, ethnic and anthropologic itinerary concerning the cultural identity,
economy and traditions of Abruzzi people in all their aspects. This museum
also provides a conference hall, a literary café, didactic laboratories, a centre
for ceramics. The museum also provides
an observatory for cinema, theatre and
television, a recording and editing studio, a set for inside filming, courses for
professions in cinema and an extremely
rich multimedia library.
Page
15
The small village of San Pietro is placed
in the province of Teramo, at the height
of 850 metres of altitude, on the slopes of
Mounts Brancastello and Prena, from
where plentiful spring waters arise. For
this reason the first Museum of Water in
Italy was established here in San Pietro:
water has a fundamental role in life on
earth and represents a crucial point
between the history of nature and the
history of mankind. This centre analyses
the different relationships of water with
energy, mountains, rocks, explorations,
cults, poetry and myth, with a special section dedicated to the territory of the
National Park of Mount Gran Sasso and
local communities. In ancient times water
had a sacred value while today it is a
resource to save and share, as the museum shows with its didactic presentations
and research in ecosystems. Open air
excursions in the surroundings complete
this project, which also provides facilities
for the visually-impaired.
Page
17
The Aurum building in Pescara, the former distillery, is one of the landmarks of
the town and after a long series of owners, has finally been acquired by the
municipality, which started a programme
of restoration to create a museum and
public place with polyfunctional purposes. The original structure was the Kursaal
built in 1910 in the middle of the
pinewood, with a following extension in
1939 and the addition of two symmetric
wings at the end of the 1950s. It will
become a new symbol of art, culture and
everyday life for all the town, like a “small
Colosseum”, where contemporary art will
be the protagonist.
Page
18
The Geo-paleontologic Museum Alto
Aventino will have a new seat in the
Ducal Castle of Palena, which restored
by the Abruzzo Region; the exposition
shows the dynamic processes of earth
according to geologic history and the
evolution of life which fossils reveal: in
fact, during the Quaternary period, our
region was inhabited by enormous
mammals such as elephants, rhinoceroses and hippopotamuses. You should
meet Erminio Di Carlo, the researcher
who collected with great passion highly
scientific finds. The territories of Mount
Porrara, southern Maiella, Mounts Pizzi
and the hills crossed by the river
Aventino are fully illustrated in detail,
with a section dedicated to fossil fish
and the important finds discovered at
Capo di Fiume, with remarkable specimen of fish, mammals, birds and plants.
The museum will also provide a room
for didactic activities, scientific archives
and a conference hall; this centre is
closely linked with the sources of Capo
di Fiume and of the river Aventino,
where excursions and direct observation
are possible.
The quiet natural reserve of the Lake of
Penne houses a fuel cell which produces
energy from hydrogen and is the centre of
the project “Energy for earth”, which aims
at transforming the reserve in a completely independent system supplied by
the fuel cell, solar panels, a biomass boiler, a wind blade, a wood thermo-chimney.
Fuel will be produced from methane and
coal in the future but only extraction
from water can prevent emission of
greenhouse gas. The itinerary of butterflies is one of the experiences offered to
the young in adventure camps with
mountain bikes towards the Gran Sasso,
to appreciate the astonishing environment all around.
The Modern Art Museum “Vittoria
Colonna” in Pescara will house since
March 3rd to May 20th 2007 the exhibition “Art and the Turtle: from
Rauschenberg to Kounellis, from Manzoni
to Schifano. A tribute to Plinio de
Martiis.” The event celebrates the activity
of Plinio De Martiis, a photographer, actor
and manager who was born in Giulianova
(in the province of Teramo) and opened
the prestigious art gallery “The Turtle” in
Rome in 1954. It soon became a point of
art debate for the major Italian and foreign artists until the end of the 1960s, the
real symbol of art in Rome and a sort of
permanent laboratory where intellectuals
and writers of that time met.
Today the tower of Aielli, which was an
ancient guard post, is an astronomic
observatory and Museum of the Sky, in
the middle of the Park Sirente-Velino,
which attract those who love observation
of the stars and meditation about the
universe. A sophisticated projector reproduces the celestial vault inside a sixmetres dome, to admire all the stars and
constellations. One of the main concerns
of astronomers is light pollution, which
wastes more than 40% of energy and
hides the stars.
The province of Chieti can boast 47 museums and various sites of historical and
archaeological interest spread all over its
territory, which will be linked in a coordinate net to share services and increase
quality in the cultural offer. All the individual projects concerning local heritage
will be connected to prevent the waste of
resources and to favour cooperation to
reach the best possible standards.
The Astronomic Observatory of Collurania
is placet on a hill near Teramo and was
built at the end of 1800 by the astronomer
Vincenzo Cerulli, who donated the place
to the state in 1917. The Cooke telescope,
which stands out inside the dome, is a
real jewel of technology dating back to the
end of 1800, and allowed Vincenzo Cerulli
to observe the famous canals of
Schiapparelli on the surface of Mars. The
tower overlooks the basin of Fucino, in
the magic scenery of the stream La Foce
and its canyon, between the massives of
Serra di Celano and Mount Sirente, with
the fountain of lovers and the convent of
Celestine monks.
Page
20
The Museum of Physics and Astrophysics
is under construction in Teramo and it
will be one of the most impressive cultural places of Abruzzo. The seat will be an
old ceramics factory which was restored
to become a space for exhibitions, laboratories and experimentation in these
specific branches of learning.
A picture-gallery dedicated to the works
and documents of Teofilo Patini was
opened last year in Castel di Sangro, his
native town, after the important exhibition held in the Spanish Fortress of
L’Aquila in 1989, which recognized the
genius of the artist as one of the main figures of Italian 1800. He became a master
in portraying the dramatic conditions of
peasants in Abruzzo and their everyday
struggle for survival.
The Civic Art Museum of Teramo planned
a wide exhibition dedicated to Enrico
Benaglia in spring 2007 to show the
changes in the concept of space and time
occurred in 1900. His peculiarity can be
identified with a research in memory and
dream of places seen with magic and delicacy; he developed a personal language
in the observation of reality and produced different monothematic cycles,
dedicated to the towns, the gardens, the
country, in a perfect synthesis among
poetry, freshness and science, which is
exemplified by the bidimensionality of
his sculptures and paintings.
International experts, government representatives, regional authorities and mayors met last January in L’Aquila to deal
with the theme “Trans-regional platforms
and strategic plans for towns – living in
towns an territories between competitiveness and cohesion”. A new development
for territories starts from Abruzzo with the
right insertion in national and European
initiatives and a new careful attention to
the planning of towns and urban infrastructures; the collaboration among
authorities, the overcoming of the opposition between the coast and inland, the
location of new models of development
represent the main forces necessary for
this change, together with the union of
public and private resources.
The 31st edition of ArteFiera Art First in
Bologna was a real great success: the new
tendencies of international modern and
contemporary art attracted more than 200
prestigious art galleries, museums, publishers and institutions, and has become
a leader event in this field. The organization planned a very rich programme and a
series of collateral events in the main cultural places of the town which achieved
excellent results. Our magazine MU6 was
presented in this context and enjoyed
important approval by the public for its
format and contents; many contacts were
established with other regions’ institutions and foundations.
The volume “Calling on the Composer. A
Guide to European Composer Houses
and Museums” by Stanley and Julie Ann
Sadie, published by Yale University
Press, London, in 2005, mentions the
Music Museum “Francesco Paolo Tosti”of
Ortona as one of the places to visit for
its highly cultural value. This can be considered a valuable acknowledgement for
all those who contributed to establish
and preserve this museum with passion
and effort; moreover also the town of
Ortona receives an international prestige
and relevance which should be really
appreciated.
R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA
MU23
Concept Ad.Venture - Photo© Reporters Associati
Gina Lollobrigida “Anna di Brooklin”, 1958
Nutriamo la stessa passione.
Scarica

MU6 - N. 03