A S S O C I A Z I O N E A M I C I D E I Associazione Amici dei Musei c.p. 162, 67100 l’Aquila centro Anno II / I Trimestre n°3 2007 Tribunale dell’Aquila n°553 del Registro Giornali 18.03.2006 Periodico Trimestrale Gratuito E D I T O R E Il punto RUZZO B A N I O E S U FARE M L’opinione di CCIA EUGENIO CO Il personaggio ONTI GUIDO VISC scienza Comunicare la TTICHE DIDA ESPERIENZE I CHIETI NEI MUSEI D Archeologia LTI FRUTTI O M O N A R G POCO ara Speciale Pesc SCORSO O L O C E S L E OVA D LA CITTÀ NU orio Museo e territ DISSETA E H C A N G A T LA MON Architettura D’ARTE DISTILLATI M U S E I D ’ A B R U Z Z O F I D A M IL PUNTO Se raccontiamo la verità possiamo essere certi che prima o poi ci scopriranno. (Oscar Wilde) Nelle moderne società democratiche sembra che le conseguenze della ricerca scientifica siano troppo importanti per essere lasciate nelle sole mani degli scienziati, ma d’altro canto è pur vero che nei rapporti tra scienza e società il loro contributo sia imprescindibile. In questo numero MU6 parla di scienza con gli specialisti. 2 Il punto Luigi Capasso Fare Museo in Abruzzo. 3 L’opinione di a cura di Angela Ciano Eugenio Coccia 4 Articolando 7 Il personaggio a cura di Angela Ciano Guido Visconti 8 Comunicare la scienza di Jessika Romano Esperienze didattiche nei musei di Chieti 10 Archeologia di Jessika Romano Poco grano molti frutti 11 Speciale Pescara La città nuova del secolo scorso 15 Museo e territorio di Annunziata Taraschi La montagna che disseta 17 Architettura di Marco Morante e Maura Scarcella Distillati d’arte 18 Sulle strade dei beni In provincia di Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo 20 Infomu6 Il nuovo museo / mostre / progetti libri / convegni / attività 22 Extract MUSEI n.3 Periodico Trimestrale ideato da Germana Galli Progetto grafico Con il contributo della Regione Abruzzo Ad.Venture / Compagnia di comunicazione impaginazione a cura di Marco D’Aroma Editore Foto Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo Casella postale 162, 67100 L’Aquila centro [email protected] www.mu6abruzzo.it www.mu6abruzzo.eu Webmaster Claudia Valentini Direttore Responsabile L. D’Angelo pag 3, 5, 7, 12, Archivio F. De Ruyt pag 10 Maurizio Anselmi pag 15 Archivio Comune di Pescara pag 17 Sergio Camplone pag 17 Ninì Pirandello pag 20 Stampa Walter Capezzali Poligrafica Mancini Sambuceto / Chieti Coordinamento editoriale Traduzioni Germana Galli Redazione Angela Ciano, Franco Dus, Jessika Romano, Filippo Tronca. Monica Fagnano Distribuzione Spedizione postale Fare Museo in Abruzzo La definizione di Museo è ormai affinata e condivisa, tanto da assumere valore globale. Sono definiti non solo i concetti generali che dettano le filosofie museali, ma anche le regole che codificano le relazioni fra musei e territori, le modalità di interazione fra le componenti di ricerca e quelle museografiche, le norme di conservazione e schedatura, persino i rapporti e le proporzioni fra gli spazi dedicati all’esposizione e quelli da destinarsi ai servizi o all’accoglienza. Questo sforzo di codificazione è anche uno strumento di valutazione, che serve a computare facilmente quanto ciascun museo sia adeguato al modello teorico ritenuto ideale, cioè ai cosiddetti standard. Tutti gli operatori sono d’accordo nell’individuare, perfezionare, testare ed applicare questa modellistica su scala planetaria in fase di progettazione, di gestione e di valutazione dell’attività museale al di là di ogni confine geografico o tematico. Vorrei qui, tuttavia, sussurrare il dubbio – da più parti recentemente sollevato – che la pedissequa applicazione di standard condivisi possa avere come contro altare una omologazione che rischia di globalizzare il prodotto museale e, in fin dei conti, di svuotare il museo di quel sapore localistico che ne configura il carattere e che ne giustifica la visita. Insomma, una certa corrente museografica moderna – che noi stessi abbiamo propugnato – vorrebbe che ciascun museo fosse un luogo tanto peculiare da risultare unico e, perciò stesso, irrinunciabile. Questa unicità rende necessaria l’esistenza stessa del museo e al contempo ne rende utile anche la sua conoscenza. Sull’altare della peculiarità sarebbe giusto anche immolare qualcosa della standardizzazione. Insomma, il motto finale potrebbe essere: meno standard, più carattere. A quest’idea consegue necessariamente che la caratterizzazione dipende non solo dal tema museale, ma anche dalla sua indole, non solo dal luogo nel quale il museo è inserito, ma anche dalla gente con la quale il museo interagisce e della quale – alla fine – il museo fa parte. Allora sembrerebbe legittima e stimolante la domanda: in cosa è peculiare fare museo in Abruzzo? Certamente il luogo, le genti, la storia hanno qui peculiarità tali da sembrare caratteristiche talora uniche. Queste caratteristiche sono già acquisite all’immaginario collettivo, tanto da rappresentare quasi un’attesa nel pubblico che si avvicina al nostro territorio. È opinione universalmente condivisa che fra queste peculiarità alcune sembrano essere divenute imprescindibili: l’ambiente naturale (l’Abruzzo è sede della prima area naturalistica protetta della storia d’Europa e ciò rappresenta un carattere antico e ben conservato in questo territorio), la storia antica (i Sanniti e le loro tribù hanno lasciato tracce visibili e lungamente valorizzate che hanno creato interessi diffusi in tutta Europa), l’antropologia e l’etnologia (le genti d’Abruzzo, la loro storia biologica, le loro tradizioni popolari e culturali sono un patrimonio caratteristico e conservato che ha prodotto riflessi che spaziano dalla gastronomia alla struttura architettonica dei borghi storici, alla peculiare distribuzione e tipologia dell’antropizzazione territoriale). Queste peculiarità devono trovare opportuni ed ampi spazi museali, sia perché solo il museo è luogo di memoria e, quindi, garanzia di stratificazione storica per il futuro, sia perché il museo è luogo di attrazione nel quale altri devono riconoscere facilmente il motivo della visita. Sono le peculiarità del territorio che devono essere conservate e valorizzate nel museo e sono le stesse che il visitatore si attende di incontrare per non sentirsi deluso dalla visita. Nella mia opinione basata su queste premesse, quindi, fare museo in Abruzzo vuol dire anzitutto seguire, accondiscendere queste peculiarità imprescindibili, configurando un piano programmatico nel quale anche le risorse disponibili siano convogliate con privilegio verso la musealizzazione delle peculiarità territoriali. Fare museo in Abruzzo, tuttavia, è anche molto stimolante, anzitutto grazie proprio alla possibilità di agire in un territorio conservato, impregnato di storia e ben caratterizzato sul piano scientifico e culturale, ma anche perché esiste un reale – ed ancora ampiamente disatteso – bisogno di musei che viene percepito dagli operatori come lontananza dal punto di saturazione. Uno stimolo ulteriore viene anche dalle potenzialità di sperimentazione, tipiche di un luogo e di un territorio non saturato. Infatti, se è vero che il museo è luogo della memoria, necessario alla stratificazione delle conoscenze, è altrettanto vero che il museo è fucina per lo sviluppo del futuro immaginabile che potrebbe essere reso possibile. Cosicché in Abruzzo più che altrove il museo diviene anche luogo di sperimentazione di nuovi metodi per la trasmissione del sapere ai giovani, ma anche laboratorio di esperimenti di comunicazione. Giacché il museo è anche luogo di interazione con il territorio, esso deve divenire punto di riferimento anche per la popolazione ed anzi essere in qualche modo riflesso dei caratteri territoriali ed antropologici. Su questo punto, in Abruzzo più che altrove, la strada appare ancora ampiamente da percorrere, ma l’obiettivo non può essere che quello del museo come luogo di tutti, cioè aperto e condiviso. Copertina MU2 Foto della cosiddetta testa di Silla Archivio Sopraintendenza Archeologica dell’Abruzzo Prof. Luigi Capasso © MU6 / 2006 stampato in italia DIRETTORE DEL CENTRO MUSEALE D’ATENEO DELL’UNIVERSITÀ “GABRIELE D’ANNUNZIO” DI CHIETI E PESCARA M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A L’OPINIONE DI a cura di Angela Ciano Eugenio Coccia Ha da poco compiuto cinquanta anni ed è già uno scienziato di fama internazionale. Voce calma e pacata, Eugenio Coccia è alla guida dei Laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dal 16 giugno 2003. Tre anni e mezzo di duro lavoro e di polemiche a non finire, basti pensare alla querelle sulla costruzione della terza galleria. Oggi però la situazione sembra essersi placata e grazie anche agli importanti esperimenti che si stanno svolgendo nelle viscere della montagna più alta dell’Appennino, il laboratorio è tornato ad essere famoso per quello che fa. Un luogo sovrastato da 1400 mt di roccia dove, 750 scienziati provenienti da tutto il mondo portano avanti esperimenti importantissimi per la conoscenza umana e dove sono di casa personalità come Rubia e Zichichi fondatore del laboratorio del Gran Sasso, il più grande al mondo. Questo spiega i 17mila visitatori l’anno, dato che ne fa il secondo laboratorio più visitato in Europa. Perciò ci piace pensare a questo posto come a un vero museo della scienza. Direttore le piace la definizione di Galleria di Scienza? Si mi piace. Anche se un’opera scientifica non è detto che sia bella; non mi spingerei a paragonare un’opera scientifica ad un’opera d’arte, però abbiamo immagini della nostra epoca che spesso stimolano il nostro senso estetico. Ma arte e scienza hanno un punto in comune ed è l’armonia, la ricerca scientifica non fa altro che trovare le armonie segrete dell’universo attraverso equazioni, particelle e così via. Einstein diceva “L’Universo è un mistero e questo mistero è al centro della vera scienza e della vera arte”. dedicata ai Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in effetti da Borexino, che misurerà i neutrini emessi dal sole, agli esperimenti LV Dete di Zichichi, per misurare i neutrini emessi dalle supernove, a quello del nobel Rubia, fino all’ultimo che qualche mese fa ha avuto il suo momento importante. Un esperimento che si sta compiendo in collaborazione con il CERN di Ginevra che serve a rivelare il fenomeno dell’oscillazione dei neutrini e quindi capire se hanno massa attraverso un fascio di neutrini che viaggia per 750 km nella terra dal Cern al Gran Sasso. Insomma arte e scienza possono camminare insieme… in fondo sono entrambe fattori di conoscenza Sono due scienze o due modi di fare arte. Perché entrambe aumentano la conoscenza e accrescendo la conoscenza aumenta la sensibilità nei confronti del mondo. Vorrei però sottolineare che la scienza influenza l’arte perché essa cambia il modo di percepire le cose, basti pensare a come è cambiato il modo di pensare alla terra come centro e punto dell’universo. Insomma arte e scienza si congiungono nella dimensione del mistero dell’esistenza. tutto questo come lo spiegate e dimostrate alla gente… ai tanti visitatori che vengono ai laboratori Il nostro laboratorio è sempre stato aperto alla gente, a tutti coloro che vogliono avvicinarsi e capire quello che facciamo. Abbiamo una media di circa 17mila visitatori l’anno anche se adesso, causa gli importanti lavori delle gallerie autostradali, il numero è diminuito perché siamo aperti al pubblico solo sabato e domenica Ed è questo mistero che gli scienziati, che lavorano nelle viscere del Gran Sasso, cercano di svelare con le loro ricerche e la loro passione… In questo momento sono tanti gli esperimenti che si stanno portando avanti e tutti hanno un unico comune denominatore lo studio dei neutrini… e quindi la ricerca della materia …cacciatori di neutrini… questa è una bella definizione che ha intitolato un album della rivista Quark …ho sentito che i fine settimana sono prenotati per i prossimi sei mesi… È proprio così. In effetti questa galleria di scienza attrae molto, per questo oltre alla normale apertura al pubblico abbiamo realizzato altre iniziative come l’open day che generalmente si svolge la prima domenica di maggio. Un giorno intero dedicato alle famiglie durante il quale si può assistere ad exhibit, a conferenze e partecipare a piccoli esperimenti. Ci sono poi una serie di giornate, nei mesi da settembre a dicembre, dedicate agli studenti delle scuole elementari abruzzesi, il concorso anch’io scienziato che ogni anno raccoglie 700 partecipanti, la collaborazione con la Princeton University dove, ogni anno, mandiamo per uno stage estivo una ventina di giovani studenti e tante altre iniziative rivolte soprattutto ai più giovani, per introdurli nel mondo della scienza. Abbiamo una nuova sala espositiva, molto più grande della precedente capace di ospitare intere scolaresche e conferenze e stiamo collaborando con il Comune di Teramo per la realizzazione del Museo della Fisica e dell’Astrofisica. Direttore ma a lei piace l’arte? Si moltissimo adoro le intuizioni di Rembrandt e Goya. A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA , 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A , B O O K & W I N E ( N U O V O MU3 ARTICOLANDO FONDAZIONE CARICHIETI E ALESSANDRO MANZONI Nel 2004 la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti istituisce il CASM, Centro Abruzzese di Studi Manzoniani, che opera in collaborazione con l’Università G.d’Annunzio di Chieti e la Casa del Manzoni di Milano con l’obiettivo di 1874) che hanno per tema ancora I Promessi Sposi, per l’Agenda 2006 invece i pastelli di Carlo Cattaneo si ispirano a Gli Inni Sacri. L’Agenda Manzoniana 2007 riproduce le tavole che il M° Bruno Caruso ha eseguito nel corso dell’anno precedente per illustrare la Storia della Colonna Infame. “Crudi e terribili” come lo stesso autore li definisce, i disegni di Bruno Caruso interpretano un’opera complessa che non ha mai incontrato il favore degli illustratori. La Storia della Colonna Infame è una vigorosa monografia storica, svolta secondo acute argomentazioni giuridiche, psicologiche e morali. L’opera è tratta dal processo contro i presunti untori della peste del 1630 che si concluse con la condanna a morte degli accusati e con l’erezione, sul luogo dove l’esecuzione era avvenuta, di una colonna a ricordo della loro infamia. Tutta la storia si sviluppa con un ritmo incalzante, dove il rigore del ragionamento è unito ad una dolorosa riflessione sulla fragilità umana. Un capolavoro letterario in cui Manzoni, condotto dallo spirito religioso, sostiene che i giudici erano stati guidati da insane passioni e colpevole ignoranza opponendosi alle conclusioni dell’illuminista Pietro Verri, il primo ad accostarsi alle carte processuali, che nel suo opuscolo Osservazioni sulla Tortura, aveva attribuito il fatto all’oscurantismo “A TAVOLA CON GLI IMPRESSIONISTI ITALIANI” SANTA MARIA DEI RACCOMANDATI L’AQUILA È stato un successo insperato. Neanche gli organizzatori speravano in un consenso di pubblico così importante. Eppure la mostra sulle incisioni di Goya e Picasso dedicate alla Tauromachia, conclusasi alla fine dello scorso mese gennaio, con circa mille visitatori paganti, ha avuto un ottimo riscontro. Spronati anche da questi risultati al complesso espositivo di Santa Maria dei Raccomandati a L’Aquila si pensa al prossimo evento d’arte. Chiuso il museo per il mese di febbraio a causa di interventi di manutenzione e messa a norma dell’edificio, l’amministrazione comunale sta lavorando ad un’importante mostra che arriverà in Abruzzo a marzo. Si tratta di “L’elogio della tavola tra conversazione, elogio e mondanità – pittori italiani dell’800 e dei primi del ‘900 nelle collezioni pubbliche e private italiane”. Si tratta di una mostra che raccoglie le opere collegate al tema della tavola e dei momenti conviviali dei maggiori artisti tra cui gli impressionisti italiani. Un nome su tutti: Giuseppe de Nittis che è in mostra con un serie di famosi dipinti. L’evento di cui non si ha ancora la certezza delle date, ma dovrebbe partire i primi di marzo, è organizzato da Modena Antiquaria e nel mese di febbraio, dal 16 al 25, è una delle mostre collaterali dell’importante fiera di antiquariato dell’Emilia Romagna. promuovere studi e ricerche su Alessandro Manzoni. L’iniziativa trae origine da una preziosa donazione che la Fondazione riceve nel 2002 da parte di Alfredo Paglione, famoso gallerista e mecenate, il quale sceglie di celebrare le sue origini abruzzesi donando alla sua terra una collezione di 58 acquerelli realizzati da Aligi Sassu per illustrare I Promessi Sposi. Gli stessi acquerelli vengono pubblicati nell’Agenda 2004 inaugurando una felice tradizione destinata a restituire dignità pittorica ai personaggi, ai luoghi, alle rime di uno degli autori più conosciuti e amati della letteratura italiana. Ogni anno la Fondazione dedica l’agenda ed il calendario ad un capolavoro di Manzoni affidandone l’illustrazione ad un artista di chiara fama. L’Agenda 2005 viene illustrata con le 12 tavole litografiche di Gallo Gallina (1798- MU4 dei tempi e allo spregevole uso della tortura negli interrogatori giudiziari. Un testo difficile adatto ad un autore impegnato quale Bruno Caruso si dimostra da sempre battendosi contro la sopraffazione, la guerra, la violenza, la fame, la mafia: dal 1953 al 1958 esegue una serie di disegni di denuncia sul Manicomio di Palermo e intraprende una campagna contro le pratiche medievali, la camicia di forza, il letto di contenzione ed avvia con Franco Basaglia un’opera di revisione della psichiatria; è legato da profonda amicizia a Leonardo Sciascia uno degli autori più autorevoli del Novecento che ha restituito valore, con letture di assoluto rilievo, alla Colonna Infame osteggiata dall’incomprensione di una parte della critica. L’Agenda che la Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti ha realizzato per il 2007 è frutto di una scelta mirata, un connubio autorevole tra arte e letteratura, un vero pezzo da collezione degno della raccolta cui appartiene. J.R. T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O , L A S C O L A S T I C A ( C O R S O S . G I O R G I O , 3 9 ) / N A P O L I , L A C I T T À D E L L A S C I E N Z A / B O L O G N A , L I B ARTICOLANDO DIPENDENTI DEI MUSEI CON STIPENDI DA FAME ANCHE IN ABRUZZO NASCE L’ECOMUSEO Povera arte, anzi poverissima arte! In Italia, il paese che detiene il 60 % dei beni culturali al mondo, l’arte è trattata malissimo, sempre peggio, E’ di qualche settimana fa un’inchiesta che farebbe gridare allo scandalo in ogni altra nazione tranne che da noi, dove si scopre che un direttore di un museo come gli Uffizi di Firenze guadagna la iperbolica cifra di 1600 euro al mese,quando alla National Gallery ne guadagnerebbe ben 14mila. Un traguardo, badate bene, raggiunto dopo ben 25 anni di onorata carriera che lo ha portato alla più alta carica di uno di posti più visitati al mondo con un milione e mezzo di presenze l’anno, e non se la passano meglio i direttori degli altri poli museali, pochi in verità, italiani. E se è questa la paga di un direttore provate ad immaginare quale può essere quella di E’ la Regione Piemonte quella all’avanguardia in Italia nell’istituzione e funzionamento degli ecomusei. Con oltre quaranta istituzioni museali collegate in rete ed una legge antesignana che risale al 1985, oggi questo territorio è un esempio da seguire. Così sta facendo l’Abruzzo che sull’esempio del Piemonte si sta dotando dei necessari strumenti normativi, come la legge che istituisce gli ecomusei, ne stabilisce i compiti e gli obiettivi, individuando gli organismi in grado di gestire queste strutture. “Una norma - ha spiegato il consigliere regionale Gianni Melilla estensore della legge - che possa favorire l’emergere delle identità territoriali dando concretamente impulso alle funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di beni naturali, culturali e demoetnoantropologici che formano l’ambiente e il tessuto connettivo delle comunità locali”. Quella di eco-museo è un’idea di nuova concezione e in continua evoluzione: secondo la più recente ed accredita versione internazionale, è da intendersi come ”un’istituzione culturale che assicuri in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti”. Si è parlato di ecomusei nel corso di un workshop organizzato dal Parco Nazionale Gran Sasso - Monti della Laga , una giornata di studi con l’obiettivo di approfondire le opportunità dischiuse dal complesso sistema eco-museale dell’area protetta, attraverso il confronto con altre esperienze di livello regionale e nazionale. “Da questo punto di vista ha detto il Presidente dell’Ente Walter Mazzitti - il Parco, in virtù della scelta di istituire un insieme di 11 eco-musei equamente distribuiti negli 11 distretti in cui è articolato, potrebbe assumere un ruolo pilota, con l’obiettivo strategico della costruzione di una rete di ecomusei dell’area protetta, intesa come spazio espositivo diffuso, dinamico ed interattivo, ad alta vocazione didattica ed educativa, ma soprattutto come strumento di empowerment di comunità, attraverso la valorizzazione e la mobilitazione degli elementi identificativi peculiari dei diversi luoghi”. tante altre figure che lavorano in questo settore. I restauratori italiani, i più bravi al mondo, a fine carriera guadagnano dai 1200 ai 1300 euro mensili nonostante i compiti e le responsabilità che si hanno quando si va a ad operare su opere immortali. Ma il caso degli Uffizi non è che una goccia nel mare della povertà delle strutture museali italiane dove avere un ufficio stampa è un lusso impossibile da concedersi e dove i sovrentidenti si muovo sul terittorio spesso a loro spese, perché il fondo benzina che ricevono è talmente esiguo che spesso si estingue nei primi tre mesi dell’anno. Alla base di questa vistosa anomalia, soprattutto se si paragona alla situazione di tutti gli altri paesi europei, ci sarebbe il nostro sistema burocratico che, a parte i poli museali, non prevede direttori per gli altri 464 musei italiani ma soltanto dei funzionari con mansioni direttive; questo significa che si tratta di funzionari statali il cui stipendio procede per scatti all’interno di tabelle fisse che variano da Regione a Regione. Burocrazia che può sempre essere modificata in favore dell’unica vera risorsa che l’Italia può ancora vantare e che, nonostante tutto, la rende ancora una delle mete più ambite dai turisti. MU6 T-SHIRT BUONO D’ORDINE T-SHIRT DESIDERO RICEVERE N° COLORE BIANCO TAGLIA MEDIA T-SHIRT MU6 NERO LARGE EXTRA-LARGE PAGHERÒ IL CORRISPETTIVO DI € 15,00 + SPESE DI SPEDIZIONE € 5,00 IN CONTRASSEGNO AL POSTINO AL RICEVIMENTO DELLA MERCE. COGNOME E NOME INDIRIZZO CAP PROV CITTÀ RECAPITO TELEFONICO * CON L’ACQUISTO DELLA MAGLIETTA RICEVERÒ GRATUITAMENTE LA RIVISTA MU6 SENZA ALCUNA SPESA AGGIUNTIVA. DATA FIRMA Da inviare a: Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo, Casella postale 162, 67100 L’Aquila centro B R E R I A P I C K W I C K ( G A L L E R I A 2 A G O S T O 1 9 8 0 , 3 / C ) / W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E - MU5 IL PERSONAGGIO a cura di Angela Ciano Guido Visconti INTERVISTA Viene spontaneo. Quando si incontra il prof.Guido Visconti, metereologo di fama internazionale, si finisce sempre a parlare di come sarà il tempo. Forse perché per l’uomo moderno avere informazioni di questo tipo è diventata una necessità, o forse perché quando si vivono situazioni climatiche anomale come quelle di questo inverno che sta per terminare, non c’è organo di stampa che non riporti il suo parere e i suoi studi. Eppure Guido Visconti dal 1994 professore ordinario di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia presso l’Università dell’Aquila e dal 2001 direttore del CETEMPS il centro per la previsione di eventi meteo severi, con una sensibilità per le arti in generale formatasi negli anni sessanta, parla volentieri di quello che gli piace leggere, soprattutto letteratura americana della beat generation, e ascoltare. Non segue molto l’arte. No, non ricordo l’ultimo museo che ho visitato, o l’ultima mostra. Non vado spesso se non a qualche evento che riguarda la mia città, L’Aquila. Ricordo con piacere alcuni musei di Boston che ho visitato quando lavoravo negli Stati Uniti e sa... nei fine settimana non c’era molto da fare e allora si andava alla scoperta della città. Insomma con l’arte ho un rapporto scarsissimo. Ma cosa ne pensa del rapporto arte - scienza? Ma... non saprei vede oggi ci sono delle immagini, delle fotografie di cel- lule o nanostrutture che vengono spacciate come arte ma io credo che l’arte sia una cosa diversa... ...secondo lei è la scienza ad influenzare l’arte... Si, ma in maniera negativa. Secondo me l’ispirazione dell’artista non ha niente a che fare con la scienza; forse questa influenza è stata decisiva nei secoli passati, penso a personaggi come Leonardo e alla sua epoca. Oggi c’è la pretesa da parte della scienza di egemonizzare, quasi tutte le riviste scientifiche, almeno le più importanti, pubblicano immagini spettacolari ma si sente che manca l’intuizione dell’artista. Professore parliamo di quello che fa, sapere il tempo che farà sembra essere diventata una priorità, i cambiamenti climatici che si stanno verificando anche nella stagione in corso, hanno effetto sull’uomo e sul suo operato? Certamente pensi allo stress degli sciatori in questo periodo, molti vivono delle vere e proprie crisi di astinenza! Ma questo è solo l’aspetto meno grave di quanto i cambiamenti climatici in atto influiscano sulle abitudini dell’uomo basti pensare al pericolo che corrono le riserve d’acqua, ai danni per le colture; a livello globale questo inverno dal clima mite ha cambiato le abitudini degli orsi per esempio, senza contare che periodi molto lunghi di alta pressione determinano innalzamenti dei limiti degli inquinanti nell’atmosfera e accumulo di tensione anche per le persone. Provi a riflettere su quanto può essere liberatoria una giornata di pioggia dopo molti giorni di clima secco. In effetti questa intervista arriva nella prima vera giornata invernale della stagione e le sen- sazioni per me sono proprio quelle che lei sta descrivendo… questa sensazione è in relazione con il concetto di “determinismo climatico”, che io non condivido in toto, secondo il quale lo sviluppo di una società è determinato dal clima. Un concetto razzista che spiega come le popolazioni che vivono al nord abbiano sviluppato modi, stili di vita e tecnologie per proteggersi dal freddo mentre quelle che vivono ai tropici, con un tipo di condizioni climatiche molto poco variabili, non hanno il concetto del tempo o del divenire. Un concetto molto difficile da smontare che non ha niente a che vedere, per esempio, con le grandi catastrofi naturali di questi ultimi anni, che producono morti e danni ingenti perché toccano una società molto debole sotto l’aspetto delle infrastrutture. Pensi ai flussi migratori verso le zone costiere in ogni parte del mondo, oppure alla vulnerabilità del sistema delle telecomunicazioni. Eventi tanto drammatici sono sempre accaduti. Si pensi all’ultima glaciazione, avvenuta ventimila anni fa, e poi al ritorno improvviso del ghiaccio dopo ottomila anni, un evento che è stato un vero e proprio terremoto per l’uomo. La civiltà mesopotamica è scomparsa a causa di un periodo lunghissimo di siccità. Se si verificassero oggi eventi di questo tipo si tornerebbe all’età della pietra. Anche queste informazioni ci arrivano dagli scavi archeologici e voi come le elaborate? Da quasi tutti gli scavi si riesce a ritrovare anche la storia delle variazioni climatiche che hanno interessato e modificato una civiltà. Tra le cause della scomparsa di quella Greca o Romana, tanto per citare le più cono- sciute, c’è anche lo sfruttamento intensivo del territorio. Ma per arrivare ad una vicenda e ad un’area più vicina a noi come la Piana di Navelli sarebbe interessante capire, attraverso gli scavi che si stanno facendo, quali fenomeni naturali sono stati registrati da una zona che era un lago e che aveva abbondanza d’acqua. Noi, invece, stiamo studiando la vicenda del Fucino e del suo prosciugamento. Il lago che esisteva prima dell’intervento umano aveva creato un microclima molto piacevole per l’uomo, per i romani questa era una località balneare; il suo prosciugamento ha cambiato completamente il clima su un’area molto vasta che arriva fino alle nostre coste. Abbiamo effettuato una simulazione con e senza lago e nella seconda ipotesi abbiamo scoperto che è aumentato il flusso delle piogge proprio sulla costa abruzzese. Anche storie di questo tipo dovrebbero far riflettere l’uomo sugli interventi che si effettuano sulla natura, invece la storia ancora una volta non insegna. Purtroppo quello che sta accadendo a livello globale è evidente a tutti, tutti ne parlano ma nessuno fa nulla. Io sono molto pessimista sul futuro e sul fatto che in tutto il mondo, compreso nei paesi come Cina e India che adesso stanno conoscendo lo sviluppo e il benessere che noi abbiano acquisito, si possa frenare l’aumento indiscriminato di produzione di anidride carbonica che è alla base del fenomeno del riscaldamento della terra. Penso invece che nel giro di 50 anni il nostro habitat sarà molto diverso, dobbiamo soltanto prepararci ai cambiamenti. R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA , MU7 Comunicare la Scienza ESPERIENZE DIDATTICHE NEI MUSEI DI CHIETI di Jessika Romano Non credo ci sia enigma o situazione estrema che possa sconvolgere l’inossidabile archeologo Indiana Jones tranne forse la missione di (Indiana Jones) dover trasmettere le proprie conoscenze ad un manipolo di spietati e irriducibili bambini in età scolare inclini a sferrare ripetuti attacchi con domande in grado di destabilizzare le più consolidate teorie. Tra la premura di pubblicare sempre di più e la fatica di procurarsi le risorse necessarie ai propri studi, la vita del ricercatore non è facile anche senza l’impegno ulteriore di un nuovo mestiere da imparare. Comunicare la scienza è infatti una professione complessa che prevede, oltre al bagaglio tecnico-scientifico di base, una seria formazione in ambito pedagogico che non si può improvvisare. Molti non si sentono portati al ruolo di comunicatori, e forse non lo sono, in fondo hanno scelto un altro mestiere; a molti altri questo ruolo potrebbe non piacere magari perché si sentono in qualche misura “declassati”. La necessità della comunicazione tuttavia rimane e il prezzo di non comunicare, o di farlo male, diventa sempre più alto. Implicita in questa premessa è l’idea che le principali risorse dei musei, ovvero le loro collezioni, siano ricche di valore e quindi degne di essere conservate, innanzitutto per le informazioni che racchiudono. L’informazione può essere di natura intellettuale, estetica, sensoriale o emotiva a seconda dell’oggetto e di quanto vi è "Nulla mi può turbare, sono uno scienziato". associato, resta il fatto che tutti i musei hanno a che fare con la produzione, l’organizzazione e la diffusione di informazioni attraverso mostre, visite guidate, percorsi tematici, laboratori didattici progettati per raccontare storie. La mente umana sembra essere fatta apposta per costruire narrazioni, che sono il nostro modo più naturale per ricevere informazioni. Le immagini mentali create dalle storie sono preziosi riferimenti cognitivi in quanto organizzano le esperienze dando loro coerenza formale: se un racconto è avvincente costringe ad ascoltare fino alla fine ed è un ottimo alleato della memoria. Qualunque sia il mezzo, il formato, lo scopo e il contenuto, comunicare la scienza vuol dire saperla trasformare in una storia senza trascurare la veridicità dei fatti. Piegare un discorso scientifico a un racconto significa prendere per mano qualcuno e accompagnarlo da ciò che sa già a ciò che non sa ancora, facendo diventare naturale un discorso che non lo è. Tuttavia il visitatore di un museo, sia esso adulto o bambino, non ha sempre un motivo o un interesse particolare per prestare attenzione a ciò che gli si racconta. La sua attenzione deve essere conquistata con argomentazioni interessanti e una comunicazione efficace: una buona storia oltre a trasmettere informazioni deve suscitare emozioni. Comunicare la scienza è compito arduo ed è indispensabile che gli operatori di questo settore siano preparati e motivati a compiere quel passaggio fondamentale dal “comunicare qualcosa”, tipico della comunicazione fra specialisti, al “comunicare A TAVOLA CON I DINOSAURI L’idea di fare un pic-nic con un animale preistorico potrebbe essere inquietante soprattutto se il pensiero corre verso quelli di grandi dimensioni e per giunta carnivori il cui pasto potremmo essere proprio noi! Niente paura “A tavola con i dinosauri” è il titolo accattivante di una delle numerose attività didattiche che il Museo di Storia delle Scienze Biomediche di Chieti propone alle scuole. Il laboratorio introduce gli studenti ad un particolare settore della Paleontologia che studia le scorie organiche lasciate dagli animali del passato al fine di valutare l’importanza dei fossili come fonte di informazioni biologiche sulle antiche forme di vita. Se si sceglierà di partire “Alla scoperta degli antenati dell’Uomo” saranno i calchi dei crani dei principali protagonisti della nostra storia biologica e dei prodotti della loro cultura ad illustrare le tappe dell’evoluzione umana. L’Antropologia archeologica mostra invece le tecniche di indagine impiegate nello studio dei resti antichi prove- nienti da scavi archeologici per determinare il sesso, l’età alla morte, nonché le possibili alterazioni morfologiche delle ossa conseguenti a determinate patologie o attività lavorative. Tra le proposte didattiche, riservate agli studenti di scuola secondaria superiore, interessanti sono le esercitazioni tecniche sulla preparazione e sull’analisi dei campioni da esaminare al microscopio: un Viaggio nel misteri del vetrino che avvicina i ragazzi ai microcosmi della scienza. Il cammino attraverso l’inizio e l’evoluzione della vita sul nostro pianeta affronta anche i temi della Comunicazione arcaica, delle espressioni e dei costumi del Teatro delle origini. L’esplorazione a ritroso nel linguaggio primitivo serve a ricercare il valore ancestrale dei suoi “segni” ed individuare il punto di passaggio da Natura a Cultura. Da un punto di vista medico-scientifico sono le mummie l’archivio biologico a cui attingere informazioni, mentre una piccola sezione del Museo riguarda la terapia del dolore attraverso i secoli. Le visite guidate, introdotte da appositi audiovisivi prodotti dal Museo, accompagnano i visitatori attraverso due itinerari tematici: il primo parla dell’evoluzione della terra e della vita, con particolare riferimento al mondo animale, diffondendo la consapevolezza che lo sviluppo non è stato sempre graduale e lineare, ma ha subito spesso battute d’arresto improvvise e repentine accelerazioni che hanno portato alla scomparsa di alcune specie; il secondo ricostruisce le tappe salienti delle trasformazioni dell’Uomo dalle sue origini, tanto sul piano biologico che sul piano culturale. A di là dell’interesse che i singoli argomenti sono in grado di suscitare quello che più colpisce è l’approccio pluridisciplinare che ogni attività comporta stimolando approfondimenti nelle diverse aree del sapere dalla biologia alla fisica o alla chimica, dalla storia alla filosofia, dall’antropologia alla religione. Il Museo di Storia delle Scienze Biomediche apre una finestra importante sulle origini e sull’evoluzioni della vita e offre un panorama dettagliato sugli strumenti di indagine e sui risultati conseguiti, restituendo dignità a “forme di vita a cui Dio non aveva dato l’anima”. info Museo di Storia delle Scienze Biomediche Piazza Trento e Triste – 66100 Chieti Info e prenotazioni: [email protected] LE STANZE DELLE MERAVIGLIE Il Museo d’Arte Costantino Barbella di Chieti, ubicato nell’ala nobile del seicentesco Palazzo Martinetti Bianchi, si è costituito circa trent’anni fa per accogliere i patrimoni artistici del Comune e dell’Amministrazione Provinciale di Chieti. È stata questa l’occasione della creazione di un’imponente raccolta di opere d’arte che, accresciuta nel tempo da lasciti e donazioni, comprende opere dal secolo XIV ai giorni nostri. Non si tratta di un museo tematico ma di una galleria d’arte, che espone opere frutto di espressioni artistiche diverse e di provenienze disparate, dove gioca un ruolo fondamentale il fattore umano che evoca i fantasmi dei luoghi, delle cose, degli artefici, dei MU8 committenti e dei collezionisti. La nascita e lo sviluppo di questa collezione conserva la memoria del lungo processo evolutivo che il Museo Barbella ha subito nel tempo, partendo da un’esposizione che privilegiava la valenza estetica dell’opera fino a raggiungere la possibilità di iscrivere tali opere all’interno di un disegno progettuale più ampio e sempre più aperto alle istanze di comunicazione. Questa istituzione vanta una lunga tradizione nella didattica museale, affidata da sempre ad operatori professionisti e rivolta principalmente alle scuole, che rientra fra le opportunità formative e divulgative offerte al territorio. Dal 2005 il progetto Dire, Fare, Creare delinea un percorso di crescita che coinvolge parola, manualità e pensiero. I laboratori Dire, Fare, Creare rappresentano un primo viaggio nell’espressività artistica, attraverso le parole dell’arte, la conoscenza delle tecniche grafico-pittoriche di base, la manipolazione delle materie plastiche e la scoperta di materiali e strumenti che permettano ai bambini di sperimentare le proprie capacità espressive. I suggerimenti e gli stimoli accompagnano la libera espressione artistica e l’esperienza manipolativa. L’atmosfera giocosa e l’approccio creativo alle varie attività mettono i ragazzi a proprio agio e in grado di liberare la loro fantasia. Tutti i laboratori prevedono la visita guidata di una sezione del museo e la consegna di un quaderno didattico, riserva- to agli insegnanti, con gli approfondimenti degli argomenti trattati. Per l’anno scolastico 2006-7 l’escursione nel mondo e nei modi dell’arte parte alla scoperta di Segni, Forme e Disegni della Natura , un tema intramontabile per artisti di ogni tempo. Gli incontri si concludono con la consegna , a ciascuno dei partecipanti, di un diploma di artista che vale a dire “Ora l’artista sei tu!”. info Museo d’Arte Costantino Barbella Palazzo Martinetti-Bianchi Via C. De Lollis, 10 - 66100 Chieti Tel. 0871 4083352 o 330873 [email protected] 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A , B O O K & W I N E ( N U O V O T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O , ESPERIENZE E MUSEI IL LUOGO DELLA MEMORIA Al di là delle numerose declinazioni semantiche che assume il termine “museo” nel corso dei secoli, ciò che progressivamente si consolida con il passare del tempo è il rimando simbolico al passato che definisce una precisa relazione tra le opere e lo spazio che le accoglie. Questo legame rimane a lungo finalizzato esclusivamente alla creazione di un ambiente in grado di stimolare, attraverso la contemplazione delle opere in esso contenute, la riflessione creativa di un ambiente e lo sviluppo della conoscenza. A partire dalla seconda metà dello scorso secolo il museo acquista una dimensione nuova determinando cambiamenti rilevanti anche nella progettazione degli spazi, che inizia ad essere guidata da funzionalità multiple, contemplando esigenze conservative, espositive e aggregative. In questo senso l’esperienza del Museo Archeologico della Civitella di Chieti mette in evidenza come sia possibile offrire una risposta soddisfacente alla nuova componente di intrattenimento, contenuta implicitamente nella domanda culturale, attraverso una diversa concezione degli spazi e del loro rapporto con il contesto sociale di appartenenza. Il Museo Archeologico della Civitella, realizzato nell’area che sino a circa vent’anni fa ospitava lo stadio comunale, sorge all’interno del parco archeologico dell’anfiteatro romano di Chieti. La nuova istituzione, aperta al pubblico il 18 dicembre 2000, mostra i reperti e i documenti utili alla ricostruzione della nascita e dello sviluppo della città e del territorio di sua influenza. Un luogo della memoria capace di destare meraviglia grazie alle suggestioni provocate dai suoni e dalle immagini, un percorso emozionale che si snoda attraverso i ricordi destati dall’incontro con il passato. Le visite guidate, affidate a personale specializzato, seguono i tre percorsi tematici in cui è articolato il racconto espositivo: L’inizio della storia urbana rivela la nascita e lo sviluppo della città di Teate attraverso le lastre e le statue in terracotta policroma che decoravano i templi della Civitella, Da Roma a Ieri rappresenta un viaggio nella macchina del tempo che ripercorre momenti e monumenti che hanno segnato la vita della città dall’epoca romana fino al secolo scorso, La terra dei Marrucini illustra le ragioni strategiche della fortuna di Teate. La Sala polifunzionale e il Laboratorio di restauro offrono gli ambienti idonei alle attività didattiche che prevedono un alto grado di coinvolgimento degli studenti attraverso la manipolazione di reperti originali, la sperimentazione delle fasi operative e del metodo scientifico dello scavo archeologico, l’apprendimento delle tecniche antiche come il mosaico, una delle forme d’arte più affascinanti, o la pittura rupestre densa di rimandi simbolici. Il Museo della Civitella parla di “antichità come futuro” e propone incontri, che si svolgono nel centro storico della città, per sfogliare le grandi pagine di pietra dei monumenti antichi, di rileggerli e posizionarli nel tessuto urbano moderno. Collocarsi nello spazio e nel tempo è indispensabile per comprendere quanto profonde siano le radici della storia di Chieti e del suo territorio. info Museo Archeologico Nazionale La Civitella Via Generale Pianell – Chieti Info e prenotazioni: 0871 402220 INCONTRIAMOCI AL MUSEO Nella società dell’informazione un museo archeologico svolge un ruolo importante nella creazione del senso di identità culturale di una comunità rispetto al territorio, concorrendo agli obiettivi che la società si pone. E’ tuttavia pericoloso dare per scontato che gli sia garantito un posto nelle società del futuro e si rende necessaria, pertanto, un’apertura, un dialogo concreto con le istituzioni scolastiche e le amministrazioni locali attraverso la stipula di accordi e progetti comuni tali da soddisfare le esigenze della collettività. Prima di parlare bisogna ascoltare: per riuscire a farsi capire, è indispensabile capire. Sembra questo lo spirito che anima la programmazione delle attività al Museo Archeologico Nazionale di Villa Frigerj dove i Servizi Educativi della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo in accordo con la Direzione del museo, propongono visite guidate e percorsi tematici che raccontano interessanti pagine di storia locale tra protostoria e tardoantico e svelano al pubblico itinerari suggestivi in cui si fondono percorsi intellettuali, scientifici e creativi. I laboratori didattici, affidati nella conduzione ad archeologi con competenze in ambito educativo e preliminarmente sperimentati con gruppi di insegnanti all’interno di workshop, privilegiano il metodo deduttivo permettendo di estrapolare le informazioni direttamen- te dagli oggetti nel loro contesto attraverso giochi di ruolo: Scopriamo il mestiere dell’archeologo, simulazione di scavo finalizzata all’apprendimento dei metodi di ricerca sul campo; Sveliamo l’identità dei reperti, schedatura di reperti al fine di trasmettere il sistema di classificazione; Investigatori al museo, ricerca di materiali con l’aiuto di indizi; Sulle tracce della preistoria, sperimentazione delle diverse tecniche di decorazione con l’argilla; Nell’officina delle lucerne o dei doni votivi, modellazione di lucerne romane o statuine in argilla a stampo; Prove di scrittura, lettura di epigrafi romane e trascrizione dei testi su tavolette cerate; Un banchetto aristocratico, esperienza di un momento conviviale in età preromana; Alla scoperta di gustose ricette, ambientato in una cucina romana con antiche ricette; La spesa della matrona tra merci e mercati, una giornata al mercato a fare acquisti con assi e sesterzi. I progetti didattici di educazione al patrimonio archeologico, incentrati su temi di comune interesse e impostati sulla metodologia della ricerca-azione, si realizzano in convenzione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Abruzzo e le Istituzioni Scolastiche ai sensi dell’Accordo-Quadro ’98 e del Regolamento dell’Autonomia Scolastica (DPR.275/99) e prevedono attività di formazione per gli studenti e per i docenti. La lungimiranza degli operatori del settore e degli amministratori locali vuole che esista un protocollo operativo tra i Servizi Educativi della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo e l’Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Chieti, rappresentato dalla Dott.ssa Carmelina di Cosmo, che sancisce l’attivazione di servizi di trasporto aggiuntivi, rispetto alla quota annualmente assegnata a ciascuna scuola, per gli istituti scolastici aderenti alle attività didattiche del Museo Archeologico Nazionale di Villa Frigerj. La convenzione prevede che i Servizi Educativi della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo si possano avvalere della preziosa collaborazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Chieti per il monitoraggio quantitativo e qualitativo sui progetti didattici di educazione al patrimonio archeologico attuati con le scuole del territorio del Comune di Chieti, sulle ricadute delle attività poste in essere, sulle esigenze e sui bisogni delle scuole in un’ottica di miglioramento dell’offerta formativa. Questa iniziativa ha senza dubbio esteso sensibilmente il numero di adesioni alle attività del museo incrementando l’affluenza, peraltro gia considerevole. Nell’anno scolastico 2005-06 sono stati più di 9.200 i fruitori di servizi didattici e i dati più recenti danno il chiaro segnale che l’importanza del Museo Archeologico Nazionale di Villa Frigerj non risiede soltanto nel fatto di custodire il Guerriero di Capestrano o di essere un prestigioso deposito di informazioni, quanto piuttosto nel criterio in cui gestisce queste informazioni per favorirne la conoscenza, o, e la cosa è forse ancora più significativa, nel modo in cui aiuta il suo pubblico ad usufruire del patrimonio culturale al fine di acquisire nuovo sapere. La linea guida tracciata dai Serivizi Educativi della Soprintendenza Archeologica è stata seguita anche da altri musei della regione come quello di Campli, che presenta la lunga ed affascinante storia della pianura di Campovalano, e la sezione archeologica del Castello di Celano Piccolomini che da qualche anno ospita la Collezione Torlonia di Antichità del Fucino. info Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, Villa Frigerj Villa Comunale - Chieti Info e prenotazioni: 333 6405713 LA SCOLASTICA (CORSO S. GIORGIO, 39) / NAPOLI, LA CITTÀ DELLA SCIENZA / BOLOGNA, LIBRERIA PICKWICK (GALLERIA 2 AGOSTO 1980, 3/C) / MU9 ARCHEOLOGIA di Jessika Romano Poco grano molti frutti 50 ANNI DI RICERCHE AD ALBA FUCENS ... Pomisque rependit aristas (Sil. VIII, 506-507) Le parole di Silio Italico, il quale descrive Alba come un sito che “compensa con i frutti la mancanza di grano”, riassumono brillantemente i risultati delle ricerche archeologiche condotte ad Alba Fucens a partire dalla missione belga (1949-1979) a cui si deve l’inizio di un progresso scientifico giunto fino a noi. Se agli archeologi belgi è toccato in sorte di assistere a ritrovamenti di eccezionale valore e contribuire alle scoperte che avrebbero segnato inevitabilmente il futuro dell’archeologia in Abruzzo, ai contemporanei spetta indubbiamente l’eredità maggiore. Oltre ai resti della cultura materiale di Alba la missione belga ci ha trasmesso una ricchissima documentazione costituita da foto, giornali di scavo, disegni, appunti che consentono di ricostruire con precisione i contesti di riferimento ma anche le impressioni, il clima che animava quelle scoperte. Il percorso espositivo della mostra racconta la storia delle ricerche ad Alba Fucens attraverso i volti, le parole, le vicende personali dei protagonisti di MU1 0 quella che si è rivelata un’emozionante avventura. Fernand De Visscher, professore di Diritto Romano all’Università di Lovanio e direttore dell’Academia Belgica a Roma nell’immediato dopoguerra, cercando per il Belgio un’area in cui promuovere la ricerca archeologica, accolse con entusiasmo l’indicazione del professor Giuseppe Lugli, dell’Università di Roma, che suggeriva il sito di Alba Fucens per la sua importanza. Complice dell’audace impresa era l’archeologo Franz De Ruyt, collega dell’Università di Lovanio, che il 25 aprile 1949 effettuava il primo saggio e dopo pochi giorni poteva già annotare: "l’11 maggio, ecco una bella iscrizione: un miliario coricato su una strada antica. Abbiamo trovato la Via Valeria e il centro dell’antica città! Gioia". Non è difficile credere che il motore di questo viaggio sia stato l’entusiasmo di questi due personaggi che incoraggiati dai risultati già nell’anno successivo aumentarono l’equipe con l’arrivo di due nuovi collaboratori: Siegfried De Laet dell’Università di Gand e Joseph Mertens destinato a divenire l’artefice principale degli scavi di Alba. L’iniziativa inaugurò una stagione di proficua collaborazione italo-belga grazie anche all’impegno costante di Valerio Cianfarani, Soprintendente archeologo alle Antichità di Abruzzo e Molise. Lo scavo di Alba Fucens è stato il primo grande scavo sistematico di un centro antico nella regione che ha garantito trenta anni di studi condotti senza soluzione di continuità ed una notevole produzione bibliografica dedicata alla ricostruzione dell’impianto urbanistico, alla descrizione dell’area forense, allo studio di numerose epigrafi e opere d’arte di pregio. Il risultato degli scavi di Alba va ben oltre gli straordinari ritrovamenti di carattere monumentale e storico artistico: queste ricerche hanno soprattutto il merito di aver avviato una nuova e più complessa lettura sui rapporti tra il centro del potere, Roma, e le popolazioni italiche aprendo il dibattito sul fenomeno della romanizzazione. Le indagini archeologiche hanno dimostrato che Alba Fucens, città fondata alla fine del IV secolo a.C., in vista delle acque del Fucino, al confine tra le popolazioni degli Equi e dei Marsi, è stata la chiave di penetrazione romana in Abruzzo, il centro d’irradiazione dell’alfabeto e della lingua latina, delle merci e dei modelli culturali, della strutturazione razionale del territorio basata sulla centuriazione. Alla vigilia della ripresa degli scavi tante sono le novità che completano il panorama delle conoscenze e che aprono inedite riflessioni sulle evidenze del terremoto tardoantico e sulle ultime fasi di vita di un sito che “si erge in un paesaggio di prestigiosa grandezza”. Chissà quanti avrebbero scommesso su un raccolto tanto abbondante! info Mostra a cura di Adele Campanelli Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo in collaborazione con L’Academia Belgica Catalogo a cura di Adele Campanelli Synapsi Edizioni, 2006 Roma, Academia Belgica 31 ottobre / 10 dicembre 2006 Bruxelles, Museo del Cinquantenario 22 dicembre 2006 / 4 marzo 2007 W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E SPECIALE PESCARA La città nuova del secolo scorso I musei di Pescara costituiscono una realtà dai molti aspetti. Nella differente origine e storia delle strutture, nella varia natura delle raccolte che esse conservano ed espongono, e ancora nella diversità dei servizi rivolti all’utenza possiamo individuare gli elementi che danno spessore alla loro offerta culturale. I Musei Civici - Museo “Basilio Cascella”, Museo delle Meraviglie Marine (ex Museo Ittico) e Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna” - ognuno con la propria specificità, si propongono, quali luoghi di tutela e valorizzazione di una porzione significativa del patrimonio culturale cittadino. E tale “mission” si va sempre più consolidando attraverso iniziative che permettono di fruire dei loro spazi in modo nuovo e diverso, dalla didattica alle mostre temporanee alle performances artistiche e teatrali e ad altro ancora. Molto interessanti sono le esperienze delle due strutture gestite dalle omonime fondazioni, Il Museo delle Genti d’Abruzzo e il Museo delle ceramiche “Paparella Treccia”, come anche quella del Mediamuseum, di più recente costituzione. Il quadro è degnamente completato dalla Casa Natale di Gabriele d’Annunzio, museo storico di Pescara che ci piace idealmente collegare all’edificio dell’ex liquorificio AURUM, nato come sede del Kursaal nei primi anni del ‘900 ed oggi destinato a nuove funzioni culturali. I musei - non va dimenticato - sono istituzioni permanenti al servizio dei cittadini: nei musei pescaresi vive e si rinnova una risorsa senza dubbio importante per la crescita della città. Assessore alla Cultura del Comune di Pescara Adelchi De Collibus Basilio Cascella, Il bagno della pastora, 1900 (particolare) MUSEO CIVICO BASILIO CASCELLA Per chi si trova a percorrere Viale G. Marconi, la lunga arteria di Pescara Porta Nuova che sbocca sul Ponte Risorgimento, il Museo “Basilio Cascella” è quasi una sorpresa e una scoperta. Poco prima di giungere al fiume, racchiusa entro un muro di mattoni scuri e un po’ coperta alla vista da una pianta di acacia appena sporgente sulla strada, compare discreta la facciata di questo edificio sorto nel 1895 come abitazione e laboratorio del maestro Basilio. Dal cancello d’ingresso fa capolino un grande pannello con la suggestiva immagine che lo ritrae insieme ai primi due figli Tommaso e Michele. Siamo a due passi dalla parte più antica della città; dalla vicina Piazza Unione si dipartono le vie del centro storico che conducono ad altri due importanti luoghi culturali di Pescara: la Casa Natale di Gabriele d’Annunzio e il Museo delle Genti d’Abruzzo. Eppure, nell’anno della sua fondazione, lo stabilimento cromolitografico di Cascella risultava lontano dal centro cittadino, in una zona praticamente deserta, mentre oggi è circondato da palazzi che costeggiano una strada intensamente trafficata. Il Museo, nella sua versione attuale dopo il restauro e l’ampliamento realizzati nel 2004, si sviluppa su due livelli. Gli ambienti raccolti dell’originario laboratorio-abitazione si susseguono uno dopo l’altro al piano terra, conducendo il visitatore lungo un gradevolissimo labirinto nel quale egli può apprezzare mano a mano la cospi- Basilio, Tommaso e Michele Cascella, 1907 cua raccolta di opere di Basilio (18601950) - artista versatile e moderno che si espresse nella pittura, nella ceramica dipinta, nella litografia e nell’editoria d’arte -, dei figli Michele (18921989) - pittore di fama internazionale e Gioacchino (1903-1982) - specialista nella pittura su ceramica - e dei nipoti Andrea (1919-1990) e Pietro (1921), apprezzati scultori; subito dopo, il percorso si apre nella grande sala dedicata al primogenito Tommaso (18901968), anch’egli pittore, custode fedele della tradizione familiare e principale fautore della costituzione dell’attuale Museo Civico istituito nel 1975; infine, al piano superiore, un'altra grande sala ospita opere di tutti i componenti della famiglia, oltre ad esporre alcune pregiate matrici litografiche e diverse copie delle riviste ideate e prodotte da Basilio a cavallo fra ‘800 e ‘900, l’Illustrazione Abruzzese e La Grande Illustrazione. La collezione comprende anche alcuni lavori del figlio di Andrea, Marco (1972) e dei figli di Pietro, Tommaso Jr. (1951) e Jacopo (1974). Molto già è stato detto e scritto sulla straordinaria esperienza artistica della famiglia Cascella, che appartiene alla storia più nobile di Pescara, poiché testimonia la vivacità culturale che ha contrassegnato questa città agli inizi del ‘900 e, allo stesso tempo, è il luogo da cui si è dipanata nel corso di più di un secolo e fino ad oggi una vera dinastia di artisti, alcuni dei quali di fama internazionale. Il recente ampliamento dei locali ha reso possibili alcune iniziative di valorizzazione del Museo. Sono state rea- lizzate delle mostre temporanee, una dedicata in particolare al grafico e stampatore d’arte pescarese Nicola D’Arcangelo. Attività didattiche sono state avviate già dal 2005, una delle quali, d’intesa con il Liceo Artistico Statale d’Arte “G. Misticoni” di Pescara, si sta sviluppando nel 2006-07 anche attraverso una serie di incontri pomeridiani con gli adulti. La pubblicazione del catalogo delle cartoline della Grande Guerra di Tommaso Cascella, nel dicembre 2006, costituisce un interessante contributo agli studi sull’opera di questo artista. Infine, un impegno specifico è rivolto all’incremento delle iniziative rivolte ai giovani: una di queste è l’inserimento del Museo nel circuito de “La Notte dei Musei”, manifestazione che propone l’apertura notturna gratuita di numerosi musei in tutta Europa con lo svolgimento di spettacoli e performances artistiche. La prossima edizione è prevista il 19 maggio 2007. Anna Rita Severini Responsabile del Servizio Cultura Turismo e Politiche giovanili del Comune di Pescara info Museo Civico “Basilio Cascella” Viale Marconi 45, Pescara Tel. 085/4283515 www.muvi.org/museocascella e-mail: [email protected] Orari (dal 1/9 al 30/6) Martedì e giovedì: 9-13; 16-18,30 Mercoledì-venerdì-sabato-domenica: 9-13 Lunedì: chiuso Orari (dal 1/7 al 31/8) Martedì-domenica: 18,00-23,00 E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA , 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A , MU11 MUSEO D’ARTE MODERNA VITTORIA COLONNA Il Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna”, inaugurato nel 2002, è il più giovane fra i musei civici di Pescara. Ha sede nell’edificio costruito nel 1953 su progetto dell’architetto razionalista Eugenio Montuori, ricordato, fra l’altro, come coprogettista del nuovo centro della città di Sabaudia (1933-34) e della “Galleria di testa” della Stazione Termini a Roma (1947). Prima di ospitare il Museo, esso ha avuto nel tempo diverse destinazioni: è stato inizialmente spazio ricreativo e turistico per poi divenire sede dell’Azienda di Soggiorno e Turismo e infine ospitare le facoltà di Lingue e Letterature Straniere e di Economia e Commercio della “Libera Università Gabriele d’Annunzio” nata nel 1962. Successivamente, l’edificio è stato ristrutturato dall’architetto Gaetano Colleluori secondo criteri adeguati alla nuova destinazione di spazio espositivo ed inaugurato come Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna” il 6 luglio 2002. La sua attuale collezione permanente è costituita dalla donazione GangaiStoppato e dalla donazione Francesco Benini. La prima raccoglie n.29 opere di artisti contemporanei, per la mag- gior parte italiani, fra i quali ricordiamo Brindisi, Bueno, Calabria, Carrà, Guidi, Guttuso, Manzù, Maccari, Mirò, Picasso. La seconda consiste nell’opera intitolata “Butteri” del pittore macchiaiolo Ulisse Pichi, allievo di Giovanni Fattori. Seppure dotato di una collezione permanente tuttora modesta, il Museo ha al suo interno ampi spazi per mostre temporanee ed eventi culturali; vi svolgono regolarmente durante l’anno esposizioni d’arte nelle sale al piano superiore appositamente attrezzate, e varie manifestazioni ospitate nella sala convegni: conferenze, dibattiti, presentazioni di libri, incontri di studio, concerti. Alla prestigiosa mostra di inaugurazione, intitolata “Chagall. Da Picasso a Léger”, ne sono seguite diverse altre di notevole rilievo artistico, quali le personali di Massimo Campigli e Ennio Calabria (2003), Enrico Benaglia (2004) e Matteo Basilè (2006), le mostre “Sensi contemporanei”, sezione abruzzese della Biennale d’Arte di Venezia (2005), “Donna. Immagini del femminile da Boldini a oggi” (2005-2006), “La Divina Commedia illustrata dagli artisti ungheresi” (2006). Ma, come già detto, il Museo è anche luogo di dibattito e approfondimento culturale ad ampio raggio. Dal 2003 ospita il Festival delle Letterature, giornate di incontri con scrittori ed operatori del mondo letterario, e dal 2004 la rassegna Politiche della Bellezza, basata su incontri domenicali a tema con tavole rotonde, proiezioni video ed esecuzione di brani musicali. Fra gli altri servizi, vanno segnalati in particolare due postazioni internet e uno spazio denominato Scaffale del Libero Scambio, una piccola biblioteca della quale i visitatori usufruiscono liberamente attraverso la consultazione e lo scambio autogestito dei testi: le persone interessate possono quindi lasciare propri libri e prelevarne altri disponibili nello Scaffale, i cui titoli vengono annotati su un apposito registro. Il Museo si è dunque proposto sin dalla sua nascita come spazio dinamico di incontro, conoscenza, emozione per i cittadini che vogliano seguire le sue numerose iniziative. Ed è facilitato in questa sua vocazione dalla posizione senza dubbio favorevole nel pieno centro cittadino, vicino all’area pedonale di Piazza della Rinascita e Corso Umberto I, e di fronte al frequentato lungomare che, a brevissima distanza, si apre su Largo Mediterraneo e sulla suggestiva fontana “La nave”, opera dello scultore Pietro Cascella. A. R. S. info Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna” Lungomare Matteotti 131, Pescara Tel. 085/4283759 - fax 085/36195 www.muvi.org/museovittoriacolonna e-mail: [email protected] Orari (dal 1/10 al 30/6) Lunedì-domenica: ore 9,00-13,00; 16,00-20,00 Orari (dal 1/7 al 30/9) Lunedì-domenica: ore 9,00-13,00; 18,00-23,00 MUSEO DELLE MERAVIGLIE MARINE Il museo che, più di 25 anni fa, il Comune di Pescara ha dedicato al mare sta in questi anni rinnovando la sua identità, attraverso la completa riprogettazione dei contenuti e degli allestimenti all’interno di un edificio oggetto anch’esso di restauro a fini museali. Come è noto, la nuova struttura troverà posto nell’ex Istituto Professionale “U. Di Marzio”, situato non lontano dalla sede originaria, al piano terra del Mercato Ittico, che ha visto nascere ed incrementarsi, a partire dalla fine degli anni ’50, una straordinaria collezione di fossili, conchiglie, esemplari ittici, attrezzi da pesca, grazie all’appassionato impegno di Guglielmo Pepe, allora direttore del Mercato. E’ da questo patrimonio di reperti e di conoscenze tecniche che ha preso le mosse l’avventura del Museo Ittico, divenuto civico nel 1981 ed affermatosi negli anni successivi come una delle realtà museali cittadine in assoluto più frequentate. A tale risultato hanno senz’altro contribuito l’acquisizione di reperti di notevole rilievo scientifico - in particolare la collezione di scheletri di cetacei del Mediterraneo, fra i quali un esemplare di capodoglio, rinvenuto sul litorale di Ortona (CH) nel 1984, ed uno di balenottera comune, arenatasi presso Olbia (SS) nel 1987 - e le attività di recupero, conservazione e studio delle specie in esso documentate. Ma l’avventura continua e si rinnova. Un percorso espositivo completamente rimodulato, su progetto del prof. Francesco Stoppa, intende ora trasporre nei linguaggi della moderna rappresentazione museale i contenuti del vecchio museo e la valenza scientifica dei suoi repertori, integrandoli in un articolato discorso sulle grandi tematiche relative al mare: la formazione ed evoluzione dell’ambiente marino, le tipologie di specie animali che ne fanno parte, il mare come luogo di meraviglie naturali MU1 2 B O O K & W I N E ( N U O V O T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O , L A S C O L A S T I C A ( C O R S O S . G I O R G I O , 3 9 ) / N A P O L I , L A C I T T À D E L L A S C I E N SPECIALE PESCARA e come contesto culturale di vita e di lavoro dell’uomo. È inoltre prevista la realizzazione di un laboratorio per il trattamento degli esemplari, con particolare attenzione agli animali marini protetti, che dovrà proseguire le attività di ricerca e studio già avviate nella vecchia sede come unità operativa regionale del Centro Studi Cetacei. Tutti questi temi saranno sintetizzati nella prima sezione del Museo di prossima apertura, il cui allestimento è stato progettato dagli architetti Lucio Rosato ed Ermanno Flacco; la direzione scientifica dei lavori è stata affidata al dott. Vincenzo Olivieri. Conoscenza e suggestione saranno i veicoli offerti al visitatore: si partirà della storia degli oceani per poi riflettere sulle prospettive future dell’ambiente marino; si presenteranno le diverse forme di vita animale nel mare (cetacei, pesci, conchiglie, tartarughe, uccelli marini), ma pari attenzione sarà riservata al mare come risorsa per l’uomo, all’attività peschereccia, alle tradizioni marinare. Pur trattandosi per ora di un allestimento parziale, non sarà trascurato l’aspetto didattico. Una sezione sarà dedicata al “museo com’era”, con immagini, ambientazioni e reperti riferiti all’esposizione originale e vi saranno, inoltre, un spazio per attività di laboratorio, una piccola biblioteca e una videoteca specialistica. Lo sviluppo futuro interesserà i due piani superiori dell’edificio che è in una posizione particolarmente felice, nella zona portuale a nord del fiume Pescara con un’ampia veduta sul mare. A pochi passi si innalza la stele con la statua della Madonnina, cui va la devozione dei pescatori; e lungo la golena, dietro le lunghe reti distese ad asciugare, stanno allineati i numerosi pescherecci che ogni giorno riportano a terra il pesce da vendere nel vicino Mercato Ittico. Il Museo potrà così continuare ad essere, come e più che in passato, punto di riferimento scientifico per gli studiosi, ma anche luogo di conoscenza per scolaresche e turisti e, soprattutto, centro di aggregazione per la marineria locale, da sempre partecipe appassionata delle sue vicende. A. R. S. info Museo delle Meraviglie Marine Lungofiume Paolucci, Pescara www. muvi.org/museodellemeravigliemarine e-mail: [email protected] (in ristrutturazione) ET ALIA Pescara e Gabriele d’Annunzio. Pescara e il suo nume tutelare, il vate la cui personalità ha sempre permeato la cultura di una città moderna, la più giovane d’Abruzzo e tra le più giovani d’Italia, colta e intraprendente. Una città che custodisce gelosamente il ricordo più intimo del poeta. La Casa Natale di Gabriele d’Annunzio è, infatti, l’anima segreta, il percorso recondito, quello meno famoso di una personalità che ha inciso profondamente sulla storia del nostro paese. Più del Vittoriale in questa dimora storica, uno dei primi segni della formazione della città di Pescara dovuta all’unificazione dell’omonima fortezza con la vicina Castellamare Adriatica, sono custoditi i ricordi dell’infanzia, della amata madre, degli anni spensierati della giovinezza, dei primi passi come scrittore e poeta. Dichiarata monumento storico nel 1927 per volere dello stesso d’Annunzio che intendeva commemorare così la madre Luisa De Benedictis, la casa dall’ impianto settecentesco ha subito numerosi restauri nel corso degli anni che non hanno alterato però l’originaria tipologia di casa borghese ottocentesca di provincia con le tipiche decorazioni parietali interne. Il primo importante restauro fu avviato dallo stesso d’Annunzio che rimase sempre legato a questo posto sacro per lui come un “Santuario”. Solo però dopo la seconda guerra mondiale e a seguito degli interventi per riparare i danni subiti dall’evento bellico, la casa natale del vate prese la fisionomia di percorso espositivo e dunque meta turistica. Una meta che oggi permette anche un tuffo nella Pescara più antica, quella degli albori. La casa conserva, soprattutto nei piani superiori, mobili d’epoca e decorazioni parietali con l’originale sequenza delle stanze tutte illustrate da didascalie tratte dal Notturno, nel quale il poeta ricorda le persone e le cose a lui care. Il museo è allestito al primo piano dell’edificio dove i documenti d’archivio, le fotografie e i cimeli sono corredati da pannelli didattici nei quali si possono trovare notizie sulla famiglia del poeta, sulle amicizie e i luoghi della sua terra. Tanti i riferimenti al forte legame che ebbe con il pittore Francesco Paolo Michetti, all’esperienza del cenacolo di Francavilla al Mare e ai paesi abruzzesi presenti nelle sue opere letterarie. Non mancano immagini e documenti sugli avvenimenti che lo videro protagonista di episodi clamorosi durante la prima guerra mondiale e nell’impresa di Fiume. Il museo offre anche una ricostruzione storico – architettonica dell’antica fortezza di Pescara e del suo successivo sviluppo urbanistico, fino all’unificazione con Castellamare Adriatica avvenuta nel 1927 e voluta dallo stesso d’Annunzio. Continuando a curiosare tra le vie e le piazze del centro storico e primo agglomerato della odierna Pescara ci si imbatte in uno degli edifici più belli della città. Villa Urania è un palazzetto in un purissimo stile liberty che ospita una delle più belle e complete collezioni dell’arte della ceramica di Castelli, centro alle pendici del Gran Sasso in provincia di Teramo. La collezione Paparella Treccia Devlet, del Museo Villa Urania raccoglie circa 150 opere di eccezionale livello prodotte dai maestri ceramisti N Z A / B O L O G N A , L I B R E R I A P I C K W I C K ( G A L L E R I A 2 A G O S T O 1 9 8 0 , 3 / C ) / W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z - MU13 SPECIALE PESCARA castellani nel corso di tre secoli, dal XVI al XVIII. Piatti, vasi, brocche e vasellame da farmacia raccolti, in tanti anni di appassionata ricerca, da Raffaele Paparella Treccia e da sua moglie Margherita Devlet e donati al Comune di Pescara. L’esposizione crea un percorso emozionante che ritesse la storia e l’evoluzione artistica di questa arte fin dal 1534, anno al quale risale un importantissimo documento che testimonia come da Castelli provenissero oggetti, in particolare vasellame da farmacia, vivacemente dipinti. Testimonianza diretta della bellezza dei manufatti castellani è proprio questo museo dove quasi tutti i pezzi sono stati realizzati da artisti della famiglia Pompei che riprendono la lezione sobria della ceramica rinascimentale, dai Grue che invece fanno esplodere le fantasmagorie di forme e racconti del barocco e dai Fuina, che adattano le loro terrecotte smaltate ai leziosi e maliziosi eccessi della pittura roccocò. Tra i più antichi manufatti la collezione Paparella vanta un bellissimo vaso biansato raffigurante un suonatore di violino immerso in un paesaggio rarefatto e al tempo stesso idilliaco e sul verso una donna che allatta un bambino su uno sfondo di castelli fiabeschi. Un’opera databile tra il 1590 e il 1600 e che testimonia il passaggio dell’arte castellana dallo stile “compendiario”, caratterizzato da una semplicità di forme e colori, a quello “istoriato” che, invece, da vita ad oggetti dalla ricca policromia barocca realizzati dalla famiglia Grue, ed in particolare da Francesco (1618 - 1673) e Carlo Antonio (1655 - 1723) rispettivamente padre e figlio. I due illustri maestri castellani, nel corso del seicento e dei primi anni del settecento, realizzarono in terra d’Abruzzo opere d’arte commissionate da nobili e reali di tutta Europa, creazioni di “acqua, terra e fuoco” che raccontano con esplosioni fantasmagoriche di forme oro e colori, le idee del barocco. Tra le opere custodite nel museo di Villa Urania un bellissimo Piatto da Pompa di Francecso Grue che rappresenta Attilio Regolo che combatte il serpente africano; ma il fiore all’occhiello di questa collezione sono le opere di suo figlio Carlo MU1 4 Antonio interprete sensibile e fantasioso dello stile barocco. Dallo sfavillare di luci e colori di oggetti bellissimi e senza tempo, Pescara e i suoi musei ci conducono in un altro posto dove si può ritrovare l’anima vera, le radici comuni del popolo abruzzese. Il Museo delle Genti d’Abruzzo un museo demo-etno-antropologico "fuori le regole", nel quale gli oggetti costituiscono l'occasione per un discorso a tutto campo sull'uomo abruzzese, la cui identità culturale è stata plasmata dalle montagne (65% del territorio) e dal conseguente tipo di economia legata prevalentemente alla pastorizia ovina transumante. Un’esposizione che parte dalla preistoria ed è basata sulla continuità culturale e sulla formazione prime 7 sale. Il completamento si attuerà entro il 2000 con 15 sale espositive e una sezione dei ceti urbani e Risorgimento nell'ex carcere, che completerà le componenti sociali delle genti d'Abruzzo. Inoltre si hanno sale espositive per mostre, una sala multifunzionale, un caffè culturale, sale didattiche, il Centro Ceramologico. Città attenta alle radici del suo popolo ma anche città proiettata verso il futuro. Per questo a ben rappresentare il volto attuale di Pescara è il Media Museum. Un luogo che non si pone semplicemente come raccolta di reperti della memoria, ma come luogo multimediale, in grado di legare passato e presente con il futuro dell’immagine audiovisiva. Il percorso espositivo è pescarese, il pittore Basilio Cascella mentre tre sale sono dedicate ad un altro importantissimo scrittore del novecento, nato a Pescara: Ennio Flaiano. Di Flaiano il Media Museum espone testimonianze della sua vita, della sua produzione artistica che riunisce reperti fotografici, cimeli, libri, sceneggiature, copioni riguardanti le molteplici attività dello scrittore, sceneggiatore, autore teatrale e giornalista. Non manca poi una mostra permanente dell’artista Manfredo Acerbo e del suo legame con il mondo del cinema. A conferma della dinamicità di questo luogo che “indaga” le tante sfaccettature dello spettacolo, il Me. Mus. offre al pubblico un osservatorio multimediale di cinema, teatro e televisione, una sala registrazione ed una montaggio, set per riprese interne, aule per corsi professionali e laboratori e... dulcis in fundo una ricca mediateca. Insomma dalle origini al futuro Pescara è tutto questo e tanto altro ancora. A. C. etnica avvenuta prevalentemente nell'età del bronzo. Si ferma ovviamente alla Rivoluzione Industriale del secondo dopoguerra, quando le macchine rendono antieconomico questo tipo di economia, durato millenni, basato sull'autoproduzione di oggetti e di quanto può occorrere alla sopravvivenza del gruppo. Un "museo-discorso" che si svolge nelle sale attraverso cartelli di sintesi concettuale, con una linea di lettura rapida e sintetica ed una di approfondimento. Diviene civico nel 1982, con la donazione delle raccolte al Comune di Pescara da parte delle associazioni fondatrici. Come sede si sceglie quanto resta dell'antica fortezza cinquecentesca di Pescara, in fase di crollo, che viene attentamente restaurata. La cura dell'allestimento museografico è stata affidata al noto cattedratico di museografia dell'Università "La Sapienza", Prof. Arch. Franco Minissi, che ha curato, oltre l'effetto scenico, anche quello didattico. Questo museo, del tutto innovativo, viene inaugurato nel 1991 nelle sue una suggestiva macchina interattiva che coinvolge il visitatore negli itinerari storici e tecnici della visione in movimento, dalle lontane meraviglie delle lanterne magiche, alle avventure multiformi del linguaggio filmico, fino ai nuovi sviluppi dell’immagine sintetica e virtuale. Nei suoi quattromila metri quadrati di esposizione il Me. Mus. raccoglie macchine d’epoca per la proiezione, uno dei primissimi esemplari di lanterna magica e vari tipi di proiettori; c’è poi una sezione dedicata, e non poteva essere altrimenti, a Gabriele d’Annunzio e al suo rapporto con la scrittura drammaturgica e lo spettacolo. Sono raccolte testimonianze dei film, di cui il grande pescarese firmò la sceneggiatura, come Cabiria e di rappresentazioni teatrali quali la Figlia di Iorio, La Nave, La Fiaccola sotto il moggio e tante altre. Nella sala dedicata alla Figlia di Iorio è conservato il costume indossato dall’attrice Sara Vergani nel suo debutto romano nel 1922. Ci sono poi sezioni dedicate all’arte fotografica di un altro grande info Museo Casa Natale di Gabriele d'Annunzio Corso Manthoné 111 - 65127 Pescara Tel. 085.60391 e-mail: [email protected] Orario Feriale: 9.00 - 14.00 Festivo: 9.00 - 13.00 Museo Villa Urania Antiche Maioliche di Castelli Via Piave 139 – 65123 Pescara Tel/fax 085.4223426 www.muvi.org/museopaparellatreccia [email protected] Aperto al pubblico dal martedì al sabato Orario estivo: dalle 16.30 alla 19.30 Orario invernale: dalle 15.30 alle 18.30 Museo delle Genti d'Abruzzo Via delle Caserme 22 - 65127 Pescara Tel. 085.45.100.26 MediaMuseum Piazza Alessandrini, 34 - 65127 Pescar Tel. 085 4517898/4510812 fax: 085 4517909 e-mail: [email protected] Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U MUSEO E TERRITORIO di Annunziata Taraschi La montagna che disseta CENTRO PER LE ACQUE DI SAN PIETRO quanta era consuetudine per gli abitanti dei piccoli paesi di montagna, bere direttamente dai ruscelli che portavano a valle l’acqua gelida delle nevi appena sciolte; essi utilizzavano delle foglie di bardana, chiamate in dialetto li cùppë che, arrotolate su loro stesse, assumevano la forma di recipienti concavi simili a bicchieri. Prima di bere si recitava la seguente frase: “L’acqua corrente non fa male alla gente - la beve il serpente - la guarda Iddio - la posso bere anch’io”; è affascinante osservare come attraverso questi atti quotidiani si sia tramandato per secoli il valore sacro attribuito all’acqua fin dall’antichità. All’interno del museo, il riferimento alle grotte, agli eremi, alle fonti sacre del nostro territorio è costante e fondamentale; la perdita del rapporto con i luoghi ha contribuito a creare ‘l’illusione che l’acqua sia un bene scontato e illimitato’, e a provocare un consumo eccessivo Da Isola del Gran Sasso, seguendo la direzione che porta alle sorgenti del Ruzzo, e continuando verso destra, quasi a voler raggiungere le cime montuose, si arriva, alla fine della strada asfaltata, in un piccolo paese chiamato San Pietro. Siamo in provincia di Teramo, a 850 metri di altitudine, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Una chiesetta dedicata al Santo Apostolo dà il nome al borgo montano, dall’abitato prevalentemente ottocentesco dove le casupole, strette le une alle altre, si proteggono vicendevolmente sotto l’ombra dei Monti Brancastello e Prena. Le abbondanti acque sorgive che si originano alle pendici di questi due monti, dissetano l’intera provincia di Teramo. È per questo motivo che l’Ente Parco ha voluto creare, proprio a San Pietro, il primo Museo in Italia sulla risorsa più importante e vitale dell’uomo: l’acqua. Considerata elemento primordiale dell’universo fin dall’antica dottrina cosmogonica greca, l’acqua è ancora oggi al centro di ricerche biologiche che confermano il suo ruolo fondamentale nell’origine della terra e delle diverse forme di vita. Sostanza ovunque presente (nell’universo, nel pianeta, nel corpo), essa è un punto d’intersezione cruciale tra storia della natura e storia dell’uomo. Il Centro di San Pietro, anche grazie all’aiuto dei mezzi più nuovi e coinvolgenti della museografia, si sofferma proprio sui diversi piani di studio e sulle plurime immagini e funzioni dell’acqua. All’interno della struttura si attraversano diverse sezioni di approfondimento: l’acqua e l’energia, l’acqua e la montagna, l’acqua e la roccia, l’acqua e l’esplorazione, l’acqua nel culto, nella poesia e nel mito. Uno spazio speciale è dedicato al territorio del Parco e alle sue sorgenti che da sempre hanno condizionato il modo di vivere delle comunità locali. Fino agli anni cin- di questa risorsa rispetto alla sua disponibilità. Porre l’attenzione sull’acqua ‘insostituibile ma esauribile’ è uno degli obiettivi del percorso didattico; pannelli informativi, trattando la situazione dell’acqua nel resto del mondo, aiutano a riflettere sull’idea di bene condiviso: tutto quello che facciamo noi, nel nostro piccolo ambiente, coinvolge necessariamente altri paesi lontani e meno fortunati in una catena indissolubile di nessi. Oltre ai suoi obiettivi didattici il centro di San Pietro è una base importante per lo studio e la ricerca attraverso l’osservazione delle acque nei diversi ecosistemi. Alcune conoscenze apprese durante la visita al museo possono essere integrate percorrendo dei sentieri escursionistici all’aperto, che si diramano dal paese. Si può così meglio considerare l’esempio offerto dagli antichi abitanti di questo territorio che vivendo in simbiosi con la natura, hanno saputo rapportarsi al suo bene più prezioso, considerarlo e rispettarlo. Una di queste escursioni, così come altri strumenti informativi delle sale interne, è stata adibita esclusivamente per i non vedenti. info Centro per le Acque del Gran Sasso e Monti della Laga San Pietro di Isola del Gran Sasso d’Italia (TE) tel. e fax 0861.976070 Chiuso nel periodo invernale Ente responsabile: Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Via del Convento, 67010 Assergi (L’Aquila) tel. 0862 6052205 fax 0862 606675 [email protected] U S TA , 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A , B O O K & W I N E ( N U O V O T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O , MU15 Ad.Venture AD.MEDIA L’ARTE DELL’EDITORIA D’ARTE A.E.I.U.O., IONIA EDIZIONI - ROMA | CLAUDIO ABATE | CARLA ACCARDI | ACCADEMIA AMERICANA A ROMA | ACCADEMIA DI FRANCIA A ROMA, VILLA MEDICI | AMBASCIATA DI FRANCIA | MARCO BAGNOLI | BIZHAN BASSIRI | ACHILLE BONITO OLIVA | ENRICO CASTELLANI | GERMANO CELANT | BRUNO CORÀ | ENZO CUCCHI | NICOLA DE MARIA | GIANNI DESSÌ | GALLERIA ALESSANDRO BAGNAI FIRENZE | FUORIUSO | MARCO GASTINI | MILTON GENDEL | GUIDA EDITORI NAPOLI | INCONTRI INTERNAZIONALI D’ARTE - ROMA | ISABELLA STEWART GARDNER MUSEUM - BOSTON (USA) | ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA BELGRADO | ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA - EDINBURGO | ISTITUTO ITALO LATINOAMERICANO | IVAM VALENCIA | JANNIS KOUNELLIS | KUNSTVEREIN EDIZIONI - MONACO | LOGOS ART - MODENA | MAGAZZINO D’ARTE MODERNA - ROMA | MARIO MERZ | ORE D’ARIA, ARTI CONTEMPORANEE - ROMA | MIMMO PALADINO | MUSEO PECCI - PRATO (FI) | ALFREDO PIRRI | MICHELANGELO PISTOLETTO | PORTIKUS EDIZIONI - FRANCOFORTE | OLIVIERO RAINALDI | RIZZIERO ARTE - Non possiamo dire se è stata lei o siamo stati noi, ma come nel migliore degli incontri è scoppiata una passione vera che, dopo tanti anni di esperienza, ci accompagna con la stessa intensità. Umiltà e professionalità si sono affinate negli anni consentendoci oggi di fare il nostro mestiere: restituire l’arte all’arte. La strada è stata lunga ma lo è ancora, davanti a noi. Prima individualmente poi insieme, tracciando percorsi tra editoria e produzione artistica, passando attraverso infinite strette di mano con artisti, critici e istituzioni culturali, varcando porte di accesso a gallerie e musei, abbiamo camminato attraverso le intricate vie dell’arte. PESCARA | SACE | SKIRA EDIZIONI | ETTORE SPALLETTI | TEKNÉ ASSOCIAZIONE PER L’ARTE CONTEMPORANEA - ROMA | GRAZIA TODERI | TRINITY FINE ART - MILANO, LONDRA | UMBERTO SALA EDITORI - E se in passato tutto ciò ci ha consentito di adoperarci per moltissimi lavori, oggi questa preziosissima rete di conoscenze diventa la nostra tela bianca, sulla quale risultiamo professionisti in grado di progettare in essa l’intero ciclo di vita di un evento o di un allestimento, di un catalogo o di un libro d’arte. PESCARA | JAN VERCRUYSSE | VISTAMARE - PESCARA | VOLUME! ROMA | FRANZ WEST | ZERYNTHIA - VIA RAVENNA 3/1 - 65122 PESCARA - TEL. 0854219183 - [email protected] MU1 6 ROMA | GILBERTO ZORIO | ARCHITETTURA di Marco Morante e Maura Scarcella Distillati arte d’ Dismesso per oltre un trentennio, recentemente in uso nel ’95, per “Fuori uso”, mostra di arte contemporanea. Per molti l’ex liquorificio Aurum di Pescara fa pensare a quella fortunata edizione della manifestazione nata nel 1990 su iniziativa di Cesare Manzo e dell’Associazione Culturale ArteNova. Per alcuni rimanda al calpestìo sui vetri rotti nelle scorribande notturne, con birre e sigarette, di conquista ed appropriazione. Per altri, più avanti negli anni, l’Aurum ha rappresentato il lavoro, strenuamente difeso e poi inesorabilmente perso negli anni ‘70. Per tutti l’Aurum è un Luogo, urbanisticamente nodale, morfologicamente evidente, serio matericamente, classico nella iterazione delle bucature arcuate, straordinariamente moderno nella grande intelaiatura che disegna il fronte del Kursaal sul cortile interno. L’Aurum è uno dei maggiori riferimenti urbani per Pescara, come la stele dannunziana, lo stadio, la stazione, l’insieme fiume/asse attrezzato/municipio, come Piazza Salotto, come il Gran Sasso, la Maiella ed il mare! Sofferta è la trafila dei passaggi di proprietà della struttura: inizialmente la famiglia Pomilio, poi la Sangemini, poi l’acquisizione pubblica da parte della Provincia, il passaggio all’Università, poi al Comune, poi di nuovo all’Università, quindi finalmente, nel 2003, l’acquisizione definitiva da parte del Comune ed il sollecito avvio dei lavori di restauro e rivitalizzazione come struttura museale e di rappresentanza. L’edificio dell’ex Aurum, spazio non propriamente concepito per l’arte, ha da sempre mostrato la sua volontà di essere luogo di incontro e di vita per la città. Tanto negli anni della sua prima costruzione che nel periodo di attività come distilleria, grazie anche alla sua struttura a corte aperta funzionale per la produzione e perfetta per consentire all’edificio versatilità d’uso: dal ruolo di moderno anfiteatro a quello di piazza pubblica fino a centro culturale. Esempio di ordine e serenità, l’edificio si presenta oggi quale risultato della giustapposizione di tre interventi distinti e successivi: la realizzazione del Kursaal nel 1910, con lo scopo di ordinare e qualificare l’intera area della Pineta (allora marginale rispetto alla città) ed il suo rapporto con il mare; l’ampliamento dell’Aurum nel 1939 su progetto di Michelucci; infine negli anni ’50 la costruzione delle due ali simmetriche ai lati del Kursaal. Tale stratificazione ne fa una sorta di mutante nell’atto eterno di compiere la sua metamorfosi tra classicismi, liberty e proto-razionalismi, cristallizzazione dei tempi in cui fu concepito. La forma del luogo su cui sorge l’Aurum è dettata anche dal complesso sistema della viabilità che vi converge: viale D’Avalos, viale D’Annunzio e una strada oggi interrotta. L’ipotesi del ripristino di una percorrenza anulare intorno all’edificio lo potenzierebbe quale perno urbano e lo ergerebbe a porta di accesso alla città per chi viene dal mare. All’interno il percorso espositivo è organizzato in modo da sottolineare quello architettonico ideato da Michelucci. Tenterà di diventare nuovo simbolo per la città di Pescara avvicinando arte/cultura/quotidianità, attirando il pubblico più disparato con installazioni mediatiche e proposte commerciali che convivano con le diverse forme d’arte. “È il nostro piccolo Colosseo, - afferma l’assessore all’urbanistica Tommaso di Biase - il paragone serva a farne percepire il grande valore culturale! Esso merita un uso all’altezza del proprio blasone. La grande vocazione di Pescara è quella di cavalcare l’onda della contemporaneità. Dovrà essere un grande centro per l’arte contemporanea, che raccolga i semi della vivacità artistica della Pescara degli anni ’70. Non a caso la città oggi vanta un artista della fama di Ettore Spalletti”. In effetti c’era anche Spalletti nel sopralluogo in cantiere con il sindaco D’Alfonso, l’assessore Mancini ed il presidente Del Turco in dicembre, a sincerarsi sullo stato dei lavori e sull’adeguatezza dei luoghi affinché esso possa diventare un “contenitore” di mostre internazionali di alto livello. L’inaugurazione è prevista per marzo 2007, poi dunque la fase più insidiosa, quella della messa in moto di una macchina preziosa da mandare a regime. Che tali difficoltà non siano sottovalutate traspare dalle parole dell’assessore alla cultura Adelchi De Collibus che ripete più volte: “Dobbiamo fare attenzione a non trasformarlo in un condominio di velleità!” e continua “È un manufatto stupendo ed immenso, sicuramente le due ali del primo piano potranno essere adibite ad esposizione, il corpo del Kursaal si presta più che degnamente alla rappresentanza per eventi legati non solo alle attività del museo. Stiamo lavorando per fare in modo che tutto ciò possa essere fatto quadrando i conti”. E poi, ovviamente, d’Annunzio... anche questa volta il suo zampino… fu lui a dare il nome, ai primi del ‘900, al liquore, specialità abruzzese tra le più apprezzate. L’Aurum nasce dall'accostamento fra un distillato di vini pregiati e uno di agrumi. Le sue origini risalgono al tempo dei romani, e così d'Annunzio pensò alla parola latina per l'arancio - aurantium - il frutto dell'oro, per poi trasformarla nella definizione perfetta: Aurum. Oggi, grazie ai restauri che si stanno completando, il complesso dell’exAurum può tornare a produrre... non più liquori ma cultura, ed a vivere... non più come opificio ma come museo. LA SCOLASTICA (CORSO S. GIORGIO, 39) / NAPOLI, LA CITTÀ DELLA SCIENZA / BOLOGNA, LIBRERIA PICKWICK (GALLERIA 2 AGOSTO 1980, 3/C) MU17 SULLE STRADE DEI BENI NUOVA VESTE PER IL “MUSEO GEOPALEONTOLOGICO ALTO AVENTINO” Palena - Castello Ducale Dopo un difficile periodo che ha visto il "Museo Geopaleontologico Alto Aventino" ospitato con un piccolo campione di reperti presso una sede temporanea, è prevista, nei prossimi mesi, l’esposizione completa delle collezioni presso il Castello Ducale di Palena, sede ufficiale oggi rinnovata ed ampliata, a seguito di lavori di ristrutturazione, effettuati nell'ambito di un progetto più ampio di valorizzazione del polo museale, finanziato dalla Regione Abruzzo. La visita del Museo inizia dalla "Sala della Conoscenza", dove i processi dinamici della Terra sono spiegati come propri di un organismo vivente: “Gaia”. Si ripercorrono in parallelo la storia geologica e l’evoluzione della vita, illustrata attraverso alcuni fossili caratteristici. Questo settore è arricchito da un nuovo spazio dedicato agli elefanti, dove saranno esposte una zanna di quasi tre metri di lunghezza e la mandibola di un Mammuthus meridionalis, rinvenuto negli anni ’70 a Giuliano Teatino e per l’occasione gentilmente restituito dall’Università di Napoli che eseguì lo scavo e lo studio dei reperti. Per quanto oggi possa sembrare difficile da immaginare, la nostra regione durante il Quaternario (circa gli ultimi due milioni di anni nella storia della terra), era abitata nelle sue conche interne (antichi laghi) e nelle pianure fino alla fascia costiera, da grandi mammiferi, quali elefanti, rinoceronti ed ippopotami. Durante la vostra visita al Museo avrete modo di conoscere Erminio Di Carlo, sco- pritore di gran parte dei fossili qui esposti, ed attualmente gestore del museo. È lui che con grande pazienza ed amore ha recuperato in discariche, cave e detriti molti reperti, alcuni dei quali di grandissimo valore scientifico. Nella "Sala Aventino" è illustrata la storia geologica e gli aspetti paleoambientali e paleontologici del territorio del Monte Porrara, della Maiella meridionale, dei Monti Pizzi e del paesaggio collinare attraversato dal Fiume Aventino. Una vetrina è dedicata ai pesci fossili del Miocene medio MU1 8 di Torricella Peligna, di recente scoperta e di grande interesse scientifico, che hanno restituito specie nuove tra cui l’Abruzzoichtys erminioi dedicato alla regione di provenienza e al suo scopritore. Sempre nel settore dedicato al territorio, dalla deliziosa loggetta che guarda verso il Monte Porrara e verso la Maiella, è possibile fare una lettura geologica del paesaggio con l’ausilio di semplici pannelli illustrati. Il nucleo principale del Museo si raggiunge nelle "Sale Palena", dove sono esposti ed illustrati gli importanti reperti provenienti dal giacimento di Capo di Fiume: pesci, piccoli mammiferi, piume di uccelli, resti vegetali, molluschi, echinidi e crostacei del Miocene superiore, circa 7 milioni di anni fa. Il loro studio ha permesso di definire le caratteristiche dell'ambiente di vita e fossilizzazione: una laguna con acque piuttosto calme, protette dalle onde del mare da una barra sabbiosa sommersa. Tra i resti paleobotanici qui esposti si hanno alcuni esemplari particolarmente ben conservati: una palma, il Calamus; resti di pino con fascetti a tre aghi, il Pinus taedaeformis, e numerose altre foglie e piante erbacee. Si giunge così al reperto più famoso del museo: lo scheletro di Prolagus, un piccolo mammifero, oggi estinto, molto simile all’attuale Lepre fischiante o Pica, il suo scheletro, perfettamente conservato nella roccia, misura circa 18 cm. di lunghezza. La seconda Sala Palena è tutta dedicata all'ittiofauna fossile del giacimento di Capo di Fiume. Questa costituisce una delle più interessanti associazioni del Miocene superiore dell’antico Mediterraneo. La laguna e le antistanti acque costiere, erano infatti densamente popolate da molti pesci i cui resti hanno permesso di riconoscere oltre venti specie diverse, alcune delle quali per la prima volta rinvenute allo stato fossile. Tra le più significative vi è lo Spratelloides gracilis (oggi estinto nel Mediterraneo) che è la specie più diffusa nel giacimento ed è stata ritrovata nei suoi diversi stadi di sviluppo e il Lates niloticus, un predatore di grandi dimensioni che oggi popola le acque interne del continente africano. La nuova esposizione avrà, infine, uno spazio più ampio per il settore “Geologiocando”, dedicato alla divulgazione in forma ludica. Completano il nuovo allestimento un magazzino scientifico e la sala per proiezioni e convegni, spazio comune al polo museale del Castello. Il Museo Geopaleontologico Alto Aventino va considerato come un sistema integrato, al Geosito di Capo di Fiume e alle sorgenti dell'Aventino, dove brevi percorsi attrezzati con pannelli didattici, guidano i visitatori alle osservazioni dirette sul campo. Silvano Agostini & Maria Adelaide Rossi PESCARA CHIETI CHIETIL’AQUILAPESCARATERAMOCHIETIL’ IL MOTORE DEL SOLE IN RIVA AL LAGO Penne - Riserva naturale Lago di Penne L’allarme della Comunità europea sull’effetto serra, a cui i tg hanno dato grande rilievo, beninteso dopo truculenti fatterelli di cronaca, è una eco lontana sulla riva del lago di Penne. Eppure è qui, nella quiete laboriosa della Riserva naturale, che è possibile trovare una piccola risposta alla catastrofe avanzante. È chiusa in quella che sembra una banale cabina dell’Enel e che invece è una fuel cell che produce energia dalla scissione dell’idrogeno, l’inesauribile combustibile delle stelle. Può produrre energia pulita per due famiglie ed è al centro del progetto Energia per la terra, che vuole trasformare la Riserva, con i suoi spazi espositivi e il Centro di educazione ambientale in un sistema autosufficiente alimentato, oltre che dalla fuel cell, anche da pannelli solari, una caldaia a biomasse, una palla eolica, un termocamino a legna. “Il cuore della fuell cell – spiega Damiano Ricci della cooperativa Cogecstre che gestisce la Riserva - è costituito da membrane dette Pem. Per una differenza di potenziale il protone con carica positiva riesce a passare attraverso la membrana, l’elettrone, che ha carica negativa, è costretto ad un altro percorso. In questo ciclo si genera energia. Il protone si ricombina con il proprio elettrone, riottenendo l’atomo di idrogeno che associandosi all’ossigeno presente nell’aria forma nuovamente una molecola d’acqua”. Il combustibile del futuro può essere prodotto anche a partire dal metano e carbone, ma solo estraendolo dall’acqua si evita l’emissione di gas serra. Il problema è che il suo costo è di circa il doppio di quello estratto dal metano. Una soluzione a cui lavorare è utilizzare pannelli fotovoltaici per alimentare un elettrolizzatore che scinde la molecola di acqua. In attesa che la tecnologia ponga rimedio alle devastazioni che la sua miope applica- zione ha causato, seguiamo Sara Cacciuto, educatrice ambientale, lungo il sentiero delle farfalle. È questo uno dei luoghi in cui si svolgono le esperienze proposte nei campi avventura del WWF ospitati nella Riserva. “Ai ragazzi – spiega Sara - facciamo capire che questo luogo non gli appartiene, sono solo ospiti del regno delle farfalle, e non è importante vederle, possederle con gli occhi, la loro presenza è nei profumi di piante e fiori che costeggiano il sentiero.” Se poi uno vuole ammirare tutte le farfalle in rigida parata in punta di spillo, può visitare il museo. Un altro sentiero ha scavato la terra sotto una grande quercia che mostra le sue fiabesche radici divelte. Un buon posto per vedere il mondo dal punto di vista dei lombrichi e per lanciarsi in riflessioni epistemologiche: l'energia non è una sostanza, è una relazione, si annida nei legami che tengono uniti gli atomi e che rendono solidali gli uomini. Produrre energia significa liberare senza violente ed inquinanti combustioni tali legami, significa spezzare le catene chimiche e mentali. “Questo sentiero - osserva Sara - ha fatto violenza all’albero, però ha creato un luogo pieno di significato. Anche la diga ha distrutto gli ecosistemi del vecchio fiume. Però ora c’è un bellissimo lago e qui nidifica la nittìcora, un airone che arriva in primavera e riparte alla fine dell'estate per svernare nell'Africa equatoriale.” Apprezzano tale artificio umano anche altre 160 specie di uccelli, numerosi animali tra cui la lontra. E’ ancora Sara a consigliarci l’itinerario, lo stesso che percorre insieme ai suoi ragazzi under 14. Sveglia all’alba, tutti in sella delle mountain bike e via pedalando direzione Gran Sasso. La prima e ultima tappa si conclude, dopo una sorta di cronoscalata, nell’incantevole Valle D’Angri attraversata dall’ancora cristallino fiume Tavo. Sulle radure svettano pareti delle falesie su cui arrampicarsi, tutto intorno verde e silenzio. Oppure, se per pigrizia si è afflitti da sindrome di Kyoto, si può scendere a mare in automobile alla ricerca dei trabocchi, ragni di legno e funi che sfidano da generazioni le tempeste e che non sono mai stati così indifesi. Filippo Tronca Servizio Geologico e Paleontologico Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo info info "Associazione Culturale Majella Madre" Per informazioni e prenotazioni visite Tel. 349.2547251 RISERVA REGIONALE NATURALE LAGO DI PENNE Direzione Via Collalto 1, 65017 Penne (Pescara) INFO 085.8279489 - 085.8215003 www.cogecstre.com / W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R LA TORRE DELLE STELLE TERAMO L’AQUILA L’AQUILAPESCARATERAMOCHIETIL’AQUILA Aielli - Museo del cielo Tanti secoli fa sulla sua sommità gli scherani del Conte Roggero da Celano si allarmavano se vedevano brillare un lontano punto luminoso, che non era una stella, ma un falò acceso da altri soldati in segno di pericolo. Oggi sulla torre di Aielli, convertita in Osservatorio astronomico e Museo del cielo si può stare pacificamente con il naso all’insù, perchè non sono imminenti scorribande di eserciti nemici. Fiore all’occhiello del Parco Regionale Sirente-Velino, la Torre delle stelle è gestita dall’Unione Astrofili “Filippo Angelitti” ed è meta per turisti in cerca di stelle ben diverse da quelle che si sposano nei castelli romani o prendono il sole a Porto Cervo. “Qui si incontrano persone tra loro sconosciute - racconta Carlo Maccallini che ci fa da guida – e dopo una notte passata ad osservare il cielo con il telescopio MEADE LX200, ci ritroviamo quasi sempre attorno a un tavolo a discutere del senso della vita”. Le conversazioni notturne spaziano anche sotto i cieli tolemaici. Filippo Angelitti, nativo di Aielli, fu infatti un grande astronomo dantesco: cieco ad un occhio scrutava il cielo per capire a cosa si riferiva il sommo poeta quando nel Purgatorio cantava di “quattro stelle non viste mai fuor ch'a la prima gente.” Il cielo in una stanza: anche questo si può trovare nella torre. Dentro una cupola di sei metri un sofisticato proiettore riproduce la volta celeste. Ecco apparire lo Scorpione e il Cigno, brilla Cassiopea che si vantò d'essere più bella di tutte le figlie di Poseidone che irato scagliò un serpente a devastare l'Etiopia. E poi il cacciatore Orione, re dei cieli d’inverno con Alnitak, Alnilam e Mintaka che ne cingono i fianchi. Il cosmo può anche apparire come uno sco- lapasta di aria cristallizzata che racchiude un disco di terra e di acqua, e da cui filtra la luce del fuoco di cui è fatto l’universo, attraverso forellini che noi chiamiamo stelle. “La volta celeste – confuta questa teoria Carlo - non è altro che la superficie immaginaria sulla quale vediamo proiettarsi le stelle del cielo notturno, lontanissime, quindi tutte apparentemente alla stessa distanza dall’osservatore.” Qualcuno chiede a Carlo il segno zodiacale: “Sono nato il 15 settembre, quindi appartengo al segno della Vergine. In realtà, per un fenomeno chiamato precessione degli equinozi, i riferimenti celesti cambiano nel tempo e quando sono nato il sole era proiettato sulla costellazione del Leone”. Tipica convinzione della Vergine e del Leone. Astronomi ed astrologhi condividono però una battaglia: quella contro l’inquinamento luminoso. Ciò che fa rabbia è che il 40% dell'energia utilizzata per l'illuminazione pubblica va sprecata, perché i lampioni proiettano luce anche verso l’alto, dove serve solo a spegnere le stelle. “Basta recarsi di notte – spiega Carlo - in un posto completamente buio e guardare il cielo: sarà subito chiaro quale delitto stiamo commettendo contro noi stessi.” La torre domina la conca del Fucino spesso coperta di nebbia bassa che sembra un lago spumeggiante. Da nord scorre invece il torrente La Foce, che nei millenni ha scavato uno straordinario canyon che separa il massiccio della Serra di Celano da quello del Sirente. Nel canyon, alzando lo sguardo, il cielo è un nastro blu tra orizzonti di pietra e se si è fortunati si può incrociare il silenzioso planare delle aquile che qui nidificano. Per secoli, cullati dal gorgogliare della Fonte degli innamorati, trovavano la pace i monaci celestiniani che dimoravano in un convento abbarbicato sulle rocce. Questo itinerario è però possibile solo da giugno ad ottobre. In alternativa si può restare ad Aielli davanti a fumanti maccheroni alla carrettiera: pasta fatta in casa, pomodoro fresco, aglio e peperoncino. La bontà è una cosa semplice. Filippo Tronca LA PORTA DEL CIELO IN CIMA ALLA COLLINA Teramo - Osservatorio astronomico di Collurania In cima ad uno dei colli intorno a Teramo non spunta, come è normale, una torre o un campanile, bensì un’opaca cupola vitrea tra antiche sequoie. È l’Osservatorio Astronomico di Collurania, fatto costruire a fine ‘800 dall’ astronomo teramano Vincenzo Cerulli, scienziato con gli occhi rivolti al cielo e i piedi radicati nella sua terra. Attratto per ragioni speculative dall’oscurità della notte: in questi luoghi infatti non c’era inquinamento luminoso, la città non brulicava di luci, fari ed insegne, le falene non andavano a morire sui lampioni. Cerulli donò l’Osservatorio allo Stato nel 1917 e fu quasi un messaggio di pace in anni in cui i giovani del luogo erano strappati dai loro cieli stellati e mandati a crepare come topi nelle trincee. Nella sala della cupola svetta come un totem il grande telescopio Cooke, un gioiello di tecnologia di fine Ottocento. Seguiva il moto orario delle stelle con un sistema a caduta di pesi e grazie ad esso Cerulli scoprì che i famosi canali di Schiapparelli che solcano la superficie di Marte altro non sono che illusioni dell’osservatore che integra visivamente macchie scure dai confini confusi, spinto forse dal sogno di dimostrare che non siamo soli nell’universo. Collurania ospita un museo ed un centro di ricerche, che dopo anni difficili si è affermato a livello europeo per mole e qualità dei risultati ottenuti. I ricercatori interrogano quotidianamente le stelle per comprendere l’età dell’universo e il suo destino. A Collurania è stata scoperta la supernova SN2000E, esplosione di una stella avvenuta circa cento milioni di anni fa e la cui luce ha attraversato distanze siderali nello spazio e nel tempo. Questa e altre supernovae indicano che l’espansione dell’Universo sta accelerando. Anche lei, come i nostri ritmi di vita entropici e stressanti. L’accelerazione dell’espansione cosmica sembra suggerire che la forza di gravità è contrastata da un’altra forma di energia, che gli scienziati non hanno ancora individuato e che hanno battezzato “energia oscura”. Compito per ora dei filo- sofi o dei poeti è dire se questa espansione porterà alla morte dell’universo e al suo spegnersi nel nulla assoluto o se al contrario è solo la sistole di un eterno respiro. Ciò che si sa con certezza scientifica lo dobbiamo a strumenti che sono l’evoluzione di quelli, oramai in pensione, conservati nel museo. Troviamo un astrografo per fotografare il cielo. Su una lastra ci sono tanti puntini scuri. Non sono grani di polvere, ma stelle. È il negativo dell’Universo, un trattino è l’impronta di una galassia. E poi interferometri, micrometri e spettroscopi. Sorprende un fotometro con le sue cellule, bulbi di quarzo nel cui nucleo un filo di tungsteno, eccitato dalla luce di una stella, ne misurava colori ed intensità. Infine il telescopio Salmoiraghi, ribattezzato il “cercatore di comete”. Guardandoci dentro si rivivono le emozioni di Cerulli quella notte in cui scoprì un pianetino che chiamò poi Interamnia o ritrovò nella volta celeste una cometa di cui si erano perse le tracce. Fuori è intanto apparsa una bella luna piena ed è dunque la notte peggiore per l’osservazione degli astri. In compenso se si sale fino a Mezzanotte, grappolo di case vicino all’Osservatorio si possono godere le colline del teramano che galleggiano nella luce e il Gran Sasso brillare di neve. Campo Imperatore, a proposito, è uno dei luoghi privilegiati per l’osservazione astronomica ed infatti c’è un altro importante Osservatorio dotato di telescopio infrarosso AZT24. Gli astrofili organizzano campeggi notturni su a Fonte Vetica. Nei meandri del Gran Sasso, nel Laboratorio di Fisica Nucleare, gli uomini cercano di strappare al Sole i suoi segreti che intanto qualche chilometro più su asciuga i ghiacciai e secca fontanelle e piste da sci, come vaticinarono inascoltati gli aruspici di Kyoto. Scendendo invece lungo la Val Vomano, è bene fermarsi a Caprafico, dove sono scienziati nel cucinare le mazzarelle: coratelle di agnello speziate avvolte in foglie di lattuga avvolte da giri di budello. Insomma, un po’ come le cosmografie stratiformi degli antichi. Una delizia che rende piacevole la nostro soggiorno in questo angolo di Via Lattea. info info OSSERVATORIO ASTRONOMICO TORRE DELLE STELLE Salita Castello - 67041 Aielli (Aq) INFO 347 7961503 www.torredellestelle.net OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI COLLEURANIA "v.CERULLI" Via Mentore Maggini, 64100 - Teramo INFO 39-0861210490 www.oa-teramo.inaf.it Filippo Tronca R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA G I U S TA , 1 7 / 2 1 ) / L I B R E R I A C O L A C C H I ( V I A A N D R E A B A F I L E , 1 7 ) / P E S C A R A , MU19 INFO MU6 ILMUSEONUOVOLETTEREINBREVECONVEG IL MUSEO NUOVO MOSTRE LA FISICA E L’ASTROFISICA IN UN MUSEO ENRICO BENAGLIA GEOGRAFIA DELLE EMOZIONI MUSEO D’ARTE MODERNA VITTORIA COLONNA SISTEMA MUSEALE Il Museo d’Arte civico di Teramo, nell’ambito di una politica culturale tesa a valorizzare l’arte moderna e contemporanea, ha programmato per la primavera 2007 una ampia rassegna espositiva dell’artista Enrico Benaglia attraverso la quale, tra le altre cose, sarà palesato il “terremoto” concettuale e visivo che l’arte del Novecento ha provocato sui tradizionali concetti dello spazio e del tempo. I tratti distintivi dell’opera di Benaglia si riferiscono infatti alla ricerca di spazi “altri”, quelli che non a tutti appaiono chiaramente perché risiedono nella memoria e nel sogno. Si tratta di luoghi in qualche modo esistenti anche se collocati al di fuori della normale toponomastica e che si riesce a percepire o in virtù di una sensibilità particolarmente orientata o grazie all’aiuto di un rivelatore, di un manifestatore come è il nostro artista: stanze che si possono penetrare soltanto grazie alla magia che pervade tutte intere le tele e le sculture di Enrico Benaglia. Artista che già dagli anni ’70 appare caratterizzato da maturo e personalissimo linguaggio formale, Benaglia in tempi più recenti rinuncia alla visione neutrale e trasognata del mondo per scoprire le potenzialità sconvolgenti dell’osservazione della realtà. Tale ribaltamento è ben visibile attraverso la lettura di cicli monotematici, non solo conseguenti l’uno all’altro in una logica ferrea, ma che lo vedono fortemente agganciato alla ricognizione sul Mito. Già col ciclo del 2000 sui Quartieri dell’anima il pittore esce dal teatro e dalla finzione scenografica per creare un’inedita storia di un’architettura minore sulla “sua” Roma, scritta col pennello e con il potere seduttivo di uno stile poco conosciuto ma incisivo attraverso il quale crea palazzi sospesi nel sogno. Nel 2002 continua a raccontare la città, scegliendo questa volta un secondo luogo a fortissima vocazione spirituale: Il giardino. E così, questa volta, raccoglie tra le mura del giardino segreto, che è parte del celeberrimo giardino all’italiana, le sue figurine di carta, i suoi filanti e fragili alter ego permettendo loro di muoversi a piacimento per mettere in scena le passioni più alte dell’uomo. E, ancora, con il ciclo Partendo con nostalgia, in cui un ragazzo lascia la città tenendo gelosamente una locomotiva sotto il braccio, Benaglia s’inoltra verso un mondo mai da lui raccontato prima, la campagna. Stavolta è presente in lui il desiderio di giocare col mito cambiando le carte in tavola o quanto meno di scompigliarle, cercando la via per un sorriso. Enrico Benaglia è certamente uno degli artisti le cui composizioni possono lievitare in una mente scientifica e consentire all’osservatore una felice sintesi tra poesia, freschezza e scienza. L’elemento fondamentale e catalizzatore di tale sintesi è la bidimensionalità delle opere in bronzo, la cui terza dimensione non è il movimento, ancorché suggerito dalla leggerezza, ma il forte senso di equilibrio che pervade le sue realizzazioni artistiche. Nei quadri come nelle sculture, Benaglia sperimenta e risolve con levità uno spazio allusivo, ma vigorosamente connotato e ritmato da “corpi” e sagome laminate in un vibrante scenario ricco di notazioni oniriche e di memorie collettive. Irene De Nigris Mostra “L’Arte e la Tartaruga: Omaggio a Plinio De Martiis” La Provincia di Chieti è caratterizzata da un patrimonio culturale complesso ed articolato, composto da 47 musei e numerosi siti di interesse storico ed archeologico distribuiti in tutto il territorio. Si tratta di realtà assai eterogenee, caratterizzate da un legame profondo con lo spazio geografico e culturale di cui fanno parte che hanno affiancato al ruolo di recupero, tutela e conservazione del patrimonio anche attività di produzione e divulgazione culturale, nell’ambito delle quali occupa un primo posto l’attività didattica. I diversi musei esistenti, insieme ai siti archeologici e ai monumenti costituiscono una risorsa territoriale in grado di soddisfare tutte le esigenze dei diversi target di pubblico, esprimendo una forte necessità di dialogare tra loro per trasformare la peculiarità di ciascuno in elemento di forza e coesione. Il progetto per la realizzazione di un Rete Museale nasce dalla consapevolezza che la condivisione, il coordinamento e l’integrazione dei servizi e delle iniziative, permette di valorizzare ogni singola realtà, mettendone in evidenza tutti i punti di forza e rielaborando, in chiave strategica, le carenze organiche e strutturali che, a volte, impediscono di sfruttare a pieno tutte le potenzialità esistenti. La finalità è quella di realizzare una rete dalle caratteristiche policentriche, basata su servizi comuni, con una dimensione tale da definire un livello qualitativamente più elevato dell’intera offerta culturale del territorio. Accanto all'azione centrale dell'Istituzione Provinciale vi è, in tutto il territorio, una forte spinta verso l'iniziativa programmatica rivolta ai dei beni culturali determinata dalla presenza di 6 Comunità Montane, di 3 Patti Territoriali e di 10 Pro Loco. Pertanto, l'introduzione di un modello di funzionamento basato sulla logica della rete ottimizzerebbe tutti i singoli progetti ideati per garantire la fruizione, la conservazione e la promozione del patrimonio locale. Si tratta di avviare un percorso che miri a creare tutte le sinergie necessarie per rendere compatibili i vari progetti esistenti in modo da evitare la dispersione delle risorse, per favorire la cooperazione e la copianificazione di iniziative strategiche in grado di garantire continuità, nel lungo periodo, agli investimenti destinati al potenziamento dell’offerta di servizi qualitativamente soddisfacenti. Tra gli obiettivi primari individuati dal progetto della rete vi sono il miglioramento della qualità e quantità dei servizi offerti, la condivisione e la razionalizzazione delle risorse, lo scambio di dati, materiali ed esperienze, il raggiungimento organico degli standard di qualità, la promozione comune finalizzata ad incentivare la conoscenza dei singoli musei e della rete, in funzione dell'incremento del numero dei visitatori, la valorizzazione del territorio. In quest’ottica matura la convinzione che sia doveroso portare avanti l’impegno nel promuovere la costituzione di un Rete Museale, cercando di creare un raccordo fra tutte le competenze in grado di partecipare a questo processo innovativo che sarà capace di diffondere e veicolare, anche oltre i confini della realtà provinciale, la qualità della' offerta culturale locale. Umberto Aimola info Museo d’Arte della Città di Teramo Viale Bovio, 4 – 64100 Teramo Tel / fax 0861.250873 Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna” Lungomare Matteotti 131, Pescara Tel. 085/4283759 - fax 085/36195 www.muvi.org/museovittoriacolonna e-mail: [email protected] ORARIO Tutti i giorni compresi i festivi: 9.00-13.00; 16.00-19.00 Chiuso Lunedì Orari Lunedì-domenica: ore 9,00-13,00; 15,30-20,30 TERAMO TERAMO È ancora tutto da fare. Ma ha tutte le premesse per diventare uno dei luoghi più suggestivi del sistema museale abruzzese. Stiamo parlando del Museo della Fisica e dell’Astrofisica in corso di allestimento a Teramo. Sorgerà nell’area dismessa di una fabbrica di ceramiche poi divenuta centro sociale nel quartiere “Gammarana”. Qui l’amministrazione comunale teramana ha recuperato e riqualificato gli immobili con un lavoro durato circa sette anni che ha permesso di restituire alla città una zona altrimenti dismessa e abbandonata all’incuria e ai vandali. Sono state realizzati tre blocchi, tre edifici a diversa destinazione ma con un unico comune denominatore: fare cultura. In uno di questi sarà allestito a cura dei laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare il Museo della Fisica e dell’Astrofisica. Sarà un luogo interattivo, spiegano, che avrà spazi espositivi, laboratori ma anche momenti di sperimentazione dei fenomeni legati ai campi di cui si occuperà il museo. Con un filo conduttore trasmettere ai più giovani l’amore per una materia tanto affascinante quanto poco conosciuta. Davanti al museo stesso verrà posizionato un monumento alla Fisica e all’Astrofisca. Una scultura dell’artista tramano Italo Rodomonti noto al grande pubblico proprio per il legame tra la sua arte e la scienza. UNA PINACOTECA PER TEOFILO PATINI CASTEL DI SANGRO Finalmente un museo interamente dedicato a Teofilo Patini. A distanza di più di un decennio dall’ importante mostra che ne riconobbe il genio e la grande novità della sua arte, quella del 1989 svoltasi al Forte Spagnolo dell’Aquila, adesso esiste anche una Pinacoteca che raccoglie documenti, immagini e opere di uno dei più importanti pittori dell’ottocento italiano. E proprio nel suo paese natale: Castel di Sangro. Inaugurata proprio alla fine dello scorso anno, in occasione dell’arrivo delle spoglie dell’artista, insieme ad un monumento a lui dedicato, conserva alcune delle opere più rappresentative di un pittore che ha saputo rappresentare, grazie agli insegnamenti veristi dei fratelli Palizzi e della scuola napoletana, il dramma e la condizione dei contadini abruzzesi. La loro lotta quotidiana per la sopravvivenza (Bestie da Soma) e spesso i volti e le espressioni della gente più semplice. Per questo l’apertura di una Pinacoteca a lui intitolata, dopo lo stadio del centro montano, segna la fine di un lungo percorso e l’inizio di un nuovo cammino di riscoperta e recupero storico. Un luogo che diventa identità di una comunità tesa nello sforzo di promuovere un territorio. Per il sindaco di Castel di Sangro, infatti, la realizzazione di questa Pinacoteca ha significato un impegno notevole per l’amministrazione comunale ma essa, per la Presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, da avvio ad un percorso importante di celebrazione di una grande personalità artistica abruzzese e di valorizzazione e promozione turistica di un territorio e dell’intero Abruzzo. MU2 0 MOSTRE PROGETTI CHIETI PESCARA Nelle sale del Museo d’Arte Moderna “Vittoria Colonna” di Pescara sarà inaugurata nella primavera del 2007 la mostra “L’Arte e la Tartaruga: da Rauschenberg a Kounellis, da Manzoni a Schifano. Omaggio a Plinio De Martiis”. Il percorso espositivo, progettato dalla dott.ssa Silvia Pegoraro, intende illustrare l’attività della famosa Galleria “La Tartaruga” di Plinio De Martiis, abruzzese di Giulianova (TE) che, negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, intraprese a Roma la singolare e densa esperienza di fotografo, attore, impresario teatrale e gallerista. Nata nel 1954, “La Tartaruga” fu luogo di intenso scambio artistico nel particolare clima politico e culturale della Roma postbellica, restando attiva fino alla fine degli anni ‘60. Vi esposero grandi artisti italiani (Schifano, Rotella, Afro ed altri) e stranieri, soprattutto americani, lanciati in Europa per la prima volta proprio da Plinio De Martiis (Rauschenberg, Twombly, Rothko, De Kooning, Kline). All’inizio degli anni ’60, la galleria era ormai un luogo emblematico dell’arte nella “dolce vita” romana. Col tempo divenne una sorta di laboratorio permanente, luogo di incontro per grandi intellettuali e scrittori dell’epoca. De Martiis ne seppe rinnovare continuamente l’identità con iniziative originali, esaltandone la vocazione di spazio di ricerca artistica. In particolare, ne arricchì la collezione invitando ogni artista che esponeva a realizzare cartelli-insegne relativi alle loro mostre; oggi l’intera raccolta è conservata presso l’Istituto Nazionale per la Grafica. La mostra si articolerà come segue: - Sezione I: Gli artisti e la “Tartaruga” Selezione di opere dei maggiori artisti che hanno esposto alla “Tartaruga” tra il 1954 e il 1968 - Sezione II: I “cartelli” della “Tartaruga” Collezione di cartelli-insegna realizzati dagli artisti in occasione delle loro mostre - Sezione III: Plinio De Martiis fotografo Selezione di fotografie di Plinio De Martiis che documentano l’attività della “Tartaruga” nel contesto della “dolce vita” romana degli anni ’50 e ’60. Si tratta dunque di un’occasione preziosa per conoscere o meglio apprezzare un’esperienza artistica di grande spessore nella storia culturale del nostro Paese. La mostra, organizzata grazie ad un apposito finanziamento della Regione Abruzzo, sarà aperta dal 3 marzo al 20 maggio. info Mostra “L’Arte e la Tartaruga: da Rauschenberg a Kounellis, da Manzoni a Schifano. Omaggio a Plinio De Martiis” 3/3/07 - 20/5/07 B O O K & W I N E ( N U O V O T R I B U N A L E ) / L I B E R N A U TA ( V I A T E R A M O , 2 7 ) / T E R A M O , L A S C O L A S T I C A ( C O R S O S . G I O R G I O , 3 9 ) / N A P O L I , L A C I T T À D E L L A GNOMOSTREATTIVITÀLIBRISOTTOLALENTE LIBRI CALLING ON THE COMPOSER STANLEY E JULIE ANNE SADIE, LONDON, YALE UNIVERSITY PRESS, 2005 Spesso quando si ha a che fare con i beni culturali e particolarmente con il patrimonio documentario di rilevanza storico artistica conservato nei musei, negli archivi e nelle biblioteche si constata che molte delle attività svolte sono legate alla comunicazione. Tutti gli sforzi che vengono fatti per acquisire e studiare le fonti devono tradursi necessariamente in un atto comunicativo che permea, o dovrebbe permeare, gli spazi e le attività di ciascun ente di conservazione. Dalle indicazioni sulla disposizione e organizzazione delle sale espositive dei musei, al modo di disporre e alle forme le didascalie, ai pannelli illustrativi che tentano la ricostruzione dei contesti, agli strumenti multimediali, tutto si confronta con la questione cruciale di far passare un messaggio a partire dal riconoscimento che il famoso triangolo della comunicazione (mittente, mezzo, destinatario) da luogo a problematiche complesse a seconda del mezzo considerato (nel nostro caso gli oggetti museali) ma anche e soprattutto in relazione alle conoscenze dei destinatari che vanno nei musei proprio per apprendere e comprendere e non solo per vedere cose che senza un consapevole lavoro di mediazione culturale degli operatori, “parlano” assai poco. La questione della comunicazione dei beni culturali diventa assai più evidente quando si tratta di produrre informazione che si trasferisce in depliant, in un catalogo o in volume. Strumenti indispensabili che possono essere il prodotto dell’attività dei museo ma anche uno strumento che vuole far conoscere e stimolare le persone ad andare a visitare i musei e quindi si pone nella corretta ottica di non sostituire il “virtuale” al reale ma di spingere a confrontarsi con esso per godere di un’esperienza che non è solo cognitiva. A questo proposito una nuova pubblicazione internazionale ha inserito il Museo Musicale d’Abruzzo dell’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona tra i luoghi della memoria da visitare. Recentemente la Yale University Press di Londra ha pubblicato un bel volume dal titolo Calling on the Composer. A Guide to European Composer Houses and Museums, curato da Stanley e Julie Anne Sadie. Stanley Sadie, morto da poco, è stato peraltro l’editore famoso che ha promosso la pubblicazione del Grove’s Dictionary of Music and Musicians: la più importante enciclopedia musicale in lingua inglese e, in sostanza, del mondo. All’interno del volume citato un posto non secondario trova proprio il Museo Tosti cui sono dedica- te ben due pagine (380-382): si pensi che al Museo Bellini di Catania è dedicata una sola pagina. Su complessivi 24 musei italiani, nel Mezzogiorno se ne trovano solo quattro ovvero Ischia (Museo Walton), Palmi (Museo Cilea), Catania (Museo Bellini), Bari (Museo Piccinni) e infine Ortona con Tosti. A parte le informazioni di servizio e una foto del Museo la scheda riassume brillantemente sia la vita di Tosti che l’allestimento del Museo. Ciò che colpisce è la capacità comunicativa degli autori che rendono con poche parole quanto il visitatore potrà vedere: “…molti dei suoi manoscritti sono mostrati assieme a quelli pubblicati, specialmente da Ricordi, con le affascinanti copertine Art Noveau…” Stanley e Julie Ann Sadie nell’introduzione hanno chiarito il fatto che il lavoro nasceva dalla constatazione che non esistevano strumenti del genere dedicati ai musei dei musicisti europei e che le stesse pubblicazioni turistiche e per altri versi musicologiche, erano spesso carenti di informazioni che potessero riferirsi ad un pubblico in crescita che alimenta il turismo musicale. Nell’introduzione viene chiarito che non tutti i musei sono propriamente tali, ovvero conservano la documentazione originale spesso nelle abitazioni d’origine dei compositori ma sono presenti anche quelli che mostrano foto e documenti in copia e che comunque rendono un servizio alla cultura musicale. Il privilegio di essere inseriti in tale volume, aumenta non solo la visibilità di Ortona e del Museo tostiano essendo peraltro scritto in inglese e quindi accessibile ai più, ma costituisce un riconoscimento ai tanti anni di lavoro e alla sensibilità delle Amministrazioni Comunali che grazie all’Istituto Nazionale Tostiano hanno capito molti anni fa come fosse importante custodire le memoriabilia del compositore ortonese via via cresciute nel tempo, tanto da consentire recentemente un allestimento nuovo e contestualizzato degli oggetti e documenti in modo da introdurre il visitatore ad un mondo, quello ottocentesco, che per molti versi è distante dalla contemporaneità. E questo è proprio il nostro principale problema comunicativo: come far comprendere soprattutto alle scuole di ogni ordine e grado quel mondo attraverso pochi oggetti e molti documenti che posso parlare solo grazie alla mediazione culturale. Differentemente dai musei della scienza e della tecnica dove l’esperienza tattile e l’esplorazione e al centro dell’esperienza del visitatore, noi dobbiamo studiare nuove formule per proporre un approccio globale (che sfrutti tutti i sensi) al Museo Musicale per farne un’esperienza memorabile nel senso letterale tanto da invitare a tornare per fare una sorta di viaggio all’indietro nel tempo. La pubblicazione della Yale University Press ci aiuta oltre che gratificarci. La presenza del Museo mantiene viva quella fiamma di conoscenza che rappresenta una ricchezza attuale e non solo del passato e che attira oltre agli italiani anche molti stranieri, soprattutto giapponesi, che amano Tosti e lo coltivano musicalmente. Tutto ciò dimostra ancora una volta che i beni culturali possano diventare uno strumento che concorre anche alla crescita economica oltre che culturale e sociale di un territorio. CONVEGNI ATTIVITÀ PIATTAFORME TRANSREGIONALI E PIANI STRATEGICI DELLE CITTÀ BOLOGNA É ASSOLUTAMENTE FIERA… Esperti di fama internazionale, esponenti del governo, amministratori regionali e sindaci si sono dati appuntamento a L’Aquila lo scorso gennaio per parlare di “Piattaforme transregionali e piani strategici delle città – abitare città e territori tra competitività e coesione”. Parte dall’Abruzzo, dunque, la sfida a ridisegnare un nuovo territorio e un nuovo sviluppo per il territorio. Proprio per porre le basi per la massima valorizzazione di un area accreditata come vero e proprio “snodo” rispetto ai grandi corridoi transeuropei e transanazionali, la Regione ha messo in campo uno sforzo progettuale teso a costruire l’Abruzzo del futuro ben inserito nelle iniziative italiane ed europee. In questo contesto il nuovo Abruzzo sarà ridisegnato partendo dallo sviluppo delle città con particolare riferimento al problema della casa e delle infrastrutture urbane con una rivoluzione culturale nella pianificazione che punta alla creazione di una governance fondata non solo sulle regole ma anche su una leale collaborazione tra gli enti, con il superamento del dualismo costa – zone interne e l’individuazione di nuovi modelli di sviluppo che affiancano alle risorse pubbliche, sempre meno disponibili, quelle private. Organizzato dalla Regione Abruzzo, assessorato ai Lavori Pubblici, il convegno pone l’Abruzzo come protagonista nelle strategie di sviluppo del futuro in un contesto ampio che coinvolge l’ambito europeo e il bacino Adriatico e del Mediterraneo. …di presentare le nuove tendenze dell’arte moderna e contemporanea internazionale. Alla 31ª edizione di ArteFiera Art First (26-29/01/07)hanno partecipato oltre 200 prestigiose gallerie provenienti da tutto il mondo a cui si sono aggiunti musei, editori e istituzioni ufficializzando così la crescita della manifestazione che si è ormai guadagnata una posizione di leadership nel settore. Il segreto di questo successo risiede nell’esclusivo parterre espositivo e nel ricco programma tempestato di effetti speciali e di numerosi eventi collaterali che hanno coinvolto l’intera città. Lo sfavillante appuntamento del 2007 ha proposto itinerari suggestivi destinati ad esaltare la bellezza dell’arte moderna con le antiche cornici quali Palazzo Re Enzo, Museo Civico, Cortile Archiginnasio, Cortile Palazzo D’Accursio, Museo della Sanità a Santa Maria della Vita, Museo della Musica, Museo Medievale, Museo Palazzo Poggi, Marconi Business Lounge. In un contesto così importante la presenza di MU6, il giornale dei musei d’Abruzzo, ha ottenuto un significativo riscontro di pubblico testimoniato dal gradimento del formato e dall’interesse verso le prossime uscite. Preziosi sono stati i contatti stabiliti con i musei e le istituzioni di altre regioni, così come le collaborazioni nate dall’incontro con autorevoli critici e case di distribuzione. Molto apprezzate sono state anche le magliette con il logo del giornale e l’omaggio al maestro Fontana. Bilancio positivo per un’esperienza impegnativa che ha premiato la qualità ed il coraggio dell’impresa: MU6 rappresenta una goccia nel mare delle proposte di ArteFiera 2007 ma come si dice gutta cavat lapidem! (la goccia scava la roccia) BOLOGNA L’AQUILA Gianfranco Miscia Responsabile Archivio e Biblioteca dell’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona NOTTE DEI MUSEI 2007 SABATO 19 MAGGIO 2007 www.nuitdesmusees.culture.fr EXTRACT F Page 04 Museums should be organized according to models which favour local peculiarities and unique characteristics, as for example in Abruzzo, where the land, ancient history, natural environment, anthropology and ethnology represent a typical heritage with specific expressions. These features of the territory should be preserved and enhanced in museums where the space of memory is opened to the future. The land of Abruzzo is very suitable for this purpose since historic, scientific and cultural resources are plentiful and museums could also become places for experimentation in new forms of communication and transmission of knowledge. The interaction with the surrounding territory is another important aspect, since research and popularization of results could strengthen the link between culture and economy. Page 03 The international scientist Eugenio Coccia is the manager of the National Laboratories of nuclear physics of Gran Sasso since June 2003; important experiments for human knowledge are carried out under 1400 meters of rock by 750 scientists from all over the world and the place is visited by 17.000 people every year. Can we define the laboratories a “science gallery”? Yes, art and science are both ways of knowledge and share the research for harmony in the mysteries of life; researchers are now concentrating on neutrinoes in collaboration with the Cern of Geneve. How do you explain the large number of visitors? This “science gallery” enjoys a general interest so we promote activities such as open days, days for families or schools, conferences and students exchanges with Princeton University; we also have a new exhibition hall and we are planning a Museum of Physics and Astrophysics in collaboration with the administration of Teramo. Page 04 The Foundation of the Savings Bank of the Province of Chieti established the CASM, Abruzzi Center for Manzoni Studies, in 2004, in collaboration with the D’Annunzio University and the Manzoni House in Milan, to promote studies and researches concerning the great Italian writer. The idea originated from the donation of a collection by Alfredo Paglione in 2002: the 58 watercolours were painted by Aligi Sassu and concern “The Betrothed”. Every year the Foundation dedicates its diary and calendar to a masterpiece by Manzoni illustrated by famous artists: the 12 lithographic panels by Gallo Gallina 2005, the pastels by Carlo Cattaneo in 2006 and the panels by Bruno Caruso in 2007. This choice shows a valuable union between art and literature. MU2 2 A recent survey showed dramatic figures in the wages of all those work in the fields of art and museums in Italy; even general managers of the main Italian Museums, such as the Uffizi in Florence, receive very low wages, as well as Italian restorers, who are the best in the world. Funds for museum activities are very limited and are often finished in the first three months of the year. The situation is astonishing if compared to European standards and the whole system should be reformed to favour a great resource for tourism in Italy. Do you think men should be more careful in exploiting nature? It is a global phenomenon and I hardly believe we could slow down global warming: our habitat will be very different in fifty years and we should only be prepared to changes. The Piemonte Region is in the forefront of the establishment and management of Eco-museums, with more than forty connected institutions and a forerunner law which dates back to 1985; the Abruzzo Region is following this example with a law to favour local resources and stimulate research and preservation of natural and cultural heritage of communities. This new concept of preservation of the environment and human lifestyles was studied by a workshop in the National Park of Gran Sasso in connection with the preserved area, where eleven eco-museums will constitute a net of information concerning the peculiarities of the territories. Museums preserve precious information of different types which should widely spread by exhibitions, guided visits, theme routes, didactic laboratories to communicate scientific contents in the form of stories based on true facts. Interesting presentations and effective explanations which link information with emotions can capture the attention of visitors of museums and arouse their enthusiasm. It is a difficult shift from specialized language to popular language, but it is really necessary to transfer knowledge. The exhibition of engravings by Goya and Picasso concerning Tauromachy, which closed last January at Santa Maria dei Raccomandati in L’Aquila, was a great success and gave impulse to the next art event. It will be an important exhibition of works related to the theme of the pleasures of the table expressed by the major Italian artists and impressionists in particular. The event will take place at the beginning of March and is organized by Modena Antiquaria. Page 07 The international meteorologist Guido Visconti is Professor at the University of L’Aquila and the manager of the centre for weather forecast, who likes reading American literature of the beat generation. What do you think about the relationship between art and science? I rarely visit museums in L’Aquila, while I remember the museums I saw in Boston when I worked in the USA; I believe science has a negative effect on art, because an artist’s inspiration and intuition are unique. Today weather forecast are considered fundamental. What are the consequences of climate changes? Water supplies and cultivations are in danger, animals are changing their natural life cycle, polluting substances are increasing and people feel a growing tension. The concept of “climatic determinism”, which I only partly share, connects the development of a society to the climate, but it is a racist idea, and can not be related to the serious natural disasters of recent years. The migration towards coastal areas in every part of the world and the weakness of telecommunications systems are deeply worrying, but dramatic events, such as glaciations and drought, already happened in the past. What information can you obtain from archaeological excavations? We can trace the history of climatic variations which concerned and modified civilizations and explain the reasons of their disappearance. For example we are studying the Piana of Navelli, the Fucino and its draining, which caused a climatic change up to the coast with an increase in rain. Page 08 The Museum of History of Biomedical Science in Chieti promotes the project “At table with dinosaurs”, a winning didactic activity for students, who will be introduced to the study of paleontology and archaeological anthropology. Other initiatives concern the analysis of samples under the microscope, the study of the beginning and evolution of life on our planet, primitive communication, language and culture, the transformation of man since his origin both in the biological and cultural aspects.The museum also illustrates the phases of the history of the peopling in Abruzzo with a multidisciplinary approach, which involves widening in different areas of knowledge and research. The Art Museum “Costantino Barbella” in Chieti was opened about thirty years ago to house the works of art of the town and its province in a large collection of masterpieces dating back from the fourteenth century to the present days, which was further enriched by legacies and donations. This museum can boast a long tradition in didactic activities carried out by experts and directed to students. Since 2005 the project “Say, Make, Create” promotes an itinerary of growth involving speech, manual ability and thought by laboratories of art expression where children can reveal their imagination. The laboratory of speech shows the peculiarities of art language, the laboratory of manual ability offers an approach to painting, sculpture, drawing and ceramics, while the laboratory of creativity provides exercises of modelling, painting and drawing in different techniques. The theme for this year is “Signs, Forms and Designs of Nature”. The Archaeological Museum “La Civitella” in Chieti,which is placed in the archaeological park of the Roman amphitheatre, performs an important function of cultural response, entertainment and relationship with the social context. It houses finds and documents concerning the foundation and development of the town and its territory illustrated by three theme itineraries from the ancient Teate to Roman times and the features of Marrucini people. These activities aim at retracing the memory of the past in the modern aspects of the town. The polyfunctional hall and the restoration laboratories also allow students to approach original finds, methods of excavations, ancient techniques of mosaic and rock painting. Archaelogical museums hold a fundamental role in creating the sense of cultural identity in the surrounding territory in collaboration with schools and local administration by shared projects and agreements. The National Archaeological Museum Villa Frigerj promotes Education Services based on theme itineraries concerning local history held by archaeologists with simulations of excavations, classification of the finds, research of materials, modelling and decoration, the study of inscriptions, food in pre-Roman times. These didactic activities aim at achieving a general education to appreciate archaeological heritage and acquire knowledge; 9.200 students were involved last year and other museums, such as those in Campli and in Celano, are planning these new forms of communication. These didactic activities aim at achieving a general education to appreciate archaeological heritage and acquire knowledge; 9.200 students were involved last year and other museums, such as those in Campli and in Celano, are planning these new forms of communication. Page 10 The archaeological site of Alba Fucens was brought to light by a group of Belgian researchers in 1949 with discoveries of exceptional value thanks to the first great systematic excavations, which produced intensive studies and rich documentation and bibliography. The urban plan, the forensic area, the numerous epigraphs and remarkable works of art allowed to study in depth the relationship between Italic people and the power of Rome; in fact Alba Fucens, founded at the end of the 4th century near the Fucino Lake, was the centre of irradiation of Latin alphabet and language, Roman cultural standards and goods, the organization of the territory. New excavations will surely bring about further major discoveries. Page 11 The museums in Pescara can boast a remarkable cultural value with different aspects and services. Civic Museums such as the “Basilio Cascella”, the Museum of Sea Wonders and the Modern Art Museum “Vittoria Colonna” summarize the town’s cultural heritage by innovative initiatives with didactic projects, temporary exhibitions, art performances and much more. The Museum of Abruzzi People, the Ceramics Museum “Paparella Treccia” and the Mediamuseum also represent outstanding centres of culture and research, together with the House of Gabriele D’Annunzio, which could be connected with the AURUM building for new cultural aims. Museums in Pescara are a strong resource for the growth of the town on behalf of the citizens. The Museum “Basilio Cascella” is placed in a building dating back to 1895 along Viale G. Marconi in Pescara, short before the river, where the master lived and worked, in the old town centre. The Museum was restored in 2004 and preserves a large collection of the works of art by the master Basilio (1860-1950), who produced painting, ceramics, lithographies and art publishing, his sons S C I E N Z A / B O L O G N A , L I B R E R I A P I C K W I C K ( G A L L E R I A 2 A G O S T O 1 9 8 0 , 3 / C ) / W W W. M U 6 A B R U Z Z O . E U M U 6 / D O V E T R O VA R L O : M U S E I D E L L A R E G I O N E A B R EXTRACT Michele (1892-1989), an international painter, and Gioacchino (1903-1982), d expert in ceramics painting, his grandsons Andrea (1919-1968) and Pietro (1921), both renowned sculptors, the firstborn Tommaso (1890-1968). The collection preserves a large quantity of the works by all the members of the family, which represents an extraordinary art experience and one of the noblest part of the history of the town and its cultural sensibility. Various exhibitions and collaborations with schools have been promoted to attracts the young’s attention, such “The Night of Museums”, which will be held on next May 19th. The Modern Art Museum “Vittoria Colonna” was opened in 2002 and is placed in the building planned in 1953 by the functionalist architect Eugenio Montuori, who had also planned the town of Sabaudia (1933-’34) and the “Main Gallery” of the Termini station in Rome (1947). The permanent collection preserves works of art by contemporary artists and the museum has large halls for meetings, concerts and cultural events, such as the remarkable exhibitions which were held since the opening. The museum is also the seat of the Festival of Literature, the review “Politics of Beauty” and a point of free exchange of books: it can be considered a real dynamic meeting place for those who love culture. The old Ichthyic Museum, which was opened 25 years ago, will have a new seat and organization for the collection of fossils, shells, specimen, fishing equipment which Guglielmo Pepe started at the end of the 1950s. New remarkable scientific finds were added with years of study and research and today a project by Professor Francesco Stoppa will give a functional structure to illustrate the formation and evolution of sea environment, animal species and natural wonders of the sea, together with life and work of men. A didactic laboratory, a specific library and video library will provide a point of reference both for researchers and students. The House of Gabriele D’Annunzio in Pescara is the visible sign of the strong connection between the poet and his birthplace, which today is a museum where the dear memories of childhood and youth are still intense and moving; D’Annunzio considered this house a sort of “sanctuary”, which today recalls the strong personality of the poet, his activities and the life of the town, which had been unified with Castellamare Adriatica short before. Another remarkable building in Pescara is Villa Urania, built in Art Nouveau style, which houses the collection Paparella-Treccia Devlet, about 150 exceptional ceramics by the major masters of Castelli dating back from the sixteenth to the eighteenth century. The history and evolution of this art are fully illustrated since 1534 by objects of the finest elegance and value, which were produced by the eminent masters of the Pompei and Grue families. The roots of Abruzzi people can be retraced in the Museum of Abruzzi Folks, which represents a demographic, ethnic and anthropologic itinerary concerning the cultural identity, economy and traditions of Abruzzi people in all their aspects. This museum also provides a conference hall, a literary café, didactic laboratories, a centre for ceramics. The museum also provides an observatory for cinema, theatre and television, a recording and editing studio, a set for inside filming, courses for professions in cinema and an extremely rich multimedia library. Page 15 The small village of San Pietro is placed in the province of Teramo, at the height of 850 metres of altitude, on the slopes of Mounts Brancastello and Prena, from where plentiful spring waters arise. For this reason the first Museum of Water in Italy was established here in San Pietro: water has a fundamental role in life on earth and represents a crucial point between the history of nature and the history of mankind. This centre analyses the different relationships of water with energy, mountains, rocks, explorations, cults, poetry and myth, with a special section dedicated to the territory of the National Park of Mount Gran Sasso and local communities. In ancient times water had a sacred value while today it is a resource to save and share, as the museum shows with its didactic presentations and research in ecosystems. Open air excursions in the surroundings complete this project, which also provides facilities for the visually-impaired. Page 17 The Aurum building in Pescara, the former distillery, is one of the landmarks of the town and after a long series of owners, has finally been acquired by the municipality, which started a programme of restoration to create a museum and public place with polyfunctional purposes. The original structure was the Kursaal built in 1910 in the middle of the pinewood, with a following extension in 1939 and the addition of two symmetric wings at the end of the 1950s. It will become a new symbol of art, culture and everyday life for all the town, like a “small Colosseum”, where contemporary art will be the protagonist. Page 18 The Geo-paleontologic Museum Alto Aventino will have a new seat in the Ducal Castle of Palena, which restored by the Abruzzo Region; the exposition shows the dynamic processes of earth according to geologic history and the evolution of life which fossils reveal: in fact, during the Quaternary period, our region was inhabited by enormous mammals such as elephants, rhinoceroses and hippopotamuses. You should meet Erminio Di Carlo, the researcher who collected with great passion highly scientific finds. The territories of Mount Porrara, southern Maiella, Mounts Pizzi and the hills crossed by the river Aventino are fully illustrated in detail, with a section dedicated to fossil fish and the important finds discovered at Capo di Fiume, with remarkable specimen of fish, mammals, birds and plants. The museum will also provide a room for didactic activities, scientific archives and a conference hall; this centre is closely linked with the sources of Capo di Fiume and of the river Aventino, where excursions and direct observation are possible. The quiet natural reserve of the Lake of Penne houses a fuel cell which produces energy from hydrogen and is the centre of the project “Energy for earth”, which aims at transforming the reserve in a completely independent system supplied by the fuel cell, solar panels, a biomass boiler, a wind blade, a wood thermo-chimney. Fuel will be produced from methane and coal in the future but only extraction from water can prevent emission of greenhouse gas. The itinerary of butterflies is one of the experiences offered to the young in adventure camps with mountain bikes towards the Gran Sasso, to appreciate the astonishing environment all around. The Modern Art Museum “Vittoria Colonna” in Pescara will house since March 3rd to May 20th 2007 the exhibition “Art and the Turtle: from Rauschenberg to Kounellis, from Manzoni to Schifano. A tribute to Plinio de Martiis.” The event celebrates the activity of Plinio De Martiis, a photographer, actor and manager who was born in Giulianova (in the province of Teramo) and opened the prestigious art gallery “The Turtle” in Rome in 1954. It soon became a point of art debate for the major Italian and foreign artists until the end of the 1960s, the real symbol of art in Rome and a sort of permanent laboratory where intellectuals and writers of that time met. Today the tower of Aielli, which was an ancient guard post, is an astronomic observatory and Museum of the Sky, in the middle of the Park Sirente-Velino, which attract those who love observation of the stars and meditation about the universe. A sophisticated projector reproduces the celestial vault inside a sixmetres dome, to admire all the stars and constellations. One of the main concerns of astronomers is light pollution, which wastes more than 40% of energy and hides the stars. The province of Chieti can boast 47 museums and various sites of historical and archaeological interest spread all over its territory, which will be linked in a coordinate net to share services and increase quality in the cultural offer. All the individual projects concerning local heritage will be connected to prevent the waste of resources and to favour cooperation to reach the best possible standards. The Astronomic Observatory of Collurania is placet on a hill near Teramo and was built at the end of 1800 by the astronomer Vincenzo Cerulli, who donated the place to the state in 1917. The Cooke telescope, which stands out inside the dome, is a real jewel of technology dating back to the end of 1800, and allowed Vincenzo Cerulli to observe the famous canals of Schiapparelli on the surface of Mars. The tower overlooks the basin of Fucino, in the magic scenery of the stream La Foce and its canyon, between the massives of Serra di Celano and Mount Sirente, with the fountain of lovers and the convent of Celestine monks. Page 20 The Museum of Physics and Astrophysics is under construction in Teramo and it will be one of the most impressive cultural places of Abruzzo. The seat will be an old ceramics factory which was restored to become a space for exhibitions, laboratories and experimentation in these specific branches of learning. A picture-gallery dedicated to the works and documents of Teofilo Patini was opened last year in Castel di Sangro, his native town, after the important exhibition held in the Spanish Fortress of L’Aquila in 1989, which recognized the genius of the artist as one of the main figures of Italian 1800. He became a master in portraying the dramatic conditions of peasants in Abruzzo and their everyday struggle for survival. The Civic Art Museum of Teramo planned a wide exhibition dedicated to Enrico Benaglia in spring 2007 to show the changes in the concept of space and time occurred in 1900. His peculiarity can be identified with a research in memory and dream of places seen with magic and delicacy; he developed a personal language in the observation of reality and produced different monothematic cycles, dedicated to the towns, the gardens, the country, in a perfect synthesis among poetry, freshness and science, which is exemplified by the bidimensionality of his sculptures and paintings. International experts, government representatives, regional authorities and mayors met last January in L’Aquila to deal with the theme “Trans-regional platforms and strategic plans for towns – living in towns an territories between competitiveness and cohesion”. A new development for territories starts from Abruzzo with the right insertion in national and European initiatives and a new careful attention to the planning of towns and urban infrastructures; the collaboration among authorities, the overcoming of the opposition between the coast and inland, the location of new models of development represent the main forces necessary for this change, together with the union of public and private resources. The 31st edition of ArteFiera Art First in Bologna was a real great success: the new tendencies of international modern and contemporary art attracted more than 200 prestigious art galleries, museums, publishers and institutions, and has become a leader event in this field. The organization planned a very rich programme and a series of collateral events in the main cultural places of the town which achieved excellent results. Our magazine MU6 was presented in this context and enjoyed important approval by the public for its format and contents; many contacts were established with other regions’ institutions and foundations. The volume “Calling on the Composer. A Guide to European Composer Houses and Museums” by Stanley and Julie Ann Sadie, published by Yale University Press, London, in 2005, mentions the Music Museum “Francesco Paolo Tosti”of Ortona as one of the places to visit for its highly cultural value. This can be considered a valuable acknowledgement for all those who contributed to establish and preserve this museum with passion and effort; moreover also the town of Ortona receives an international prestige and relevance which should be really appreciated. R U Z Z O / C H I E T I , L I B R E R I A D E L U C A ( V I A C . D E L O L L I S , 1 2 / 1 4 ) / N U O VA L I B R E R I A ( P I A Z Z A B A R B A C A N I , 9 VA S T O ) / L ' A Q U I L A , C A F F È P O L A R ( V I A S A N TA MU23 Concept Ad.Venture - Photo© Reporters Associati Gina Lollobrigida “Anna di Brooklin”, 1958 Nutriamo la stessa passione.