Presente e futuro della terapia di supporto in oncologia
Roma 22-23 giugno 2006
La malattia metastatica ossea:
la radioterapia
Prof. R. Maurizi Enrici
Cattedra di Radioterapia
Università “La Sapienza”-Roma
“Dimensioni” del problema
alcune premessse…
Ottimizzazione terapie oncologiche
Aumento aspettativa di vita
Incremento tempi di sopravvivenza
Aumento incidenza metastasi
L’osso è una delle più frequenti sedi di metastatizzazione
“Dimensioni” del problema
Frequenza M+ ossee neoplasie stadio avanzato
Mammella
Prostata
65-75%
65-75%
Tiroide
60%
Vescica
40%
Polmone
30-40%
Rene
20-25%
Melanoma
14-45%
Coleman RE, Cancer, 1997
Dimensioni” del problema
CRANIO
VERTEBRE
CERVICALI
OMERO
COSTE
VERTEBRE
LOMBARI
RADIO
ULNA
BACINO
TIBIA
La colonna toracica è la
sede più frequente (70%
dei casi) seguita dal tratto
lombosacrale (20%) e dal
tratto cervicale (10%).
FEMORE
FIBULA
Il coinvolgimento di sedi
multiple è più frequente nei
pazienti con carcinoma
della mammella o della
prostata
“Dimensioni” del problema
K mammario
K prostatico
Prevalenza
65 - 75%
65 - 75%
Sopravv. mediana
24 mesi
40 mesi
Sopravv. a 5 anni
20%
25%
Coleman RE. Cancer 1997; Mundy GR. Cancer
1997; Mundy GR. Hosp Pract 1999
“Dimensioni” del problema
Carcinoma mammario
Sopravvivenza
100
80
60
40
37%
20
13%
0
0
1
solo metastasi ossee
2
3
4
5
metastasi extrascheletriche
“Dimensioni” del problema
CENSIMENTO A.I.R.O. 2000
•
•
•
•
21 Centri di Radioterapia
Pazienti trattati  20818
Trattamenti palliativi 6088 (29%)
RT metastasi ossee  3386
16% pazienti trattati
palliativi
55% trattamenti
“Dimensioni” del problema
Questi pazienti possono vivere per
molti anni dopo l’esordio della
metastasi, per questo è importante la
strategia terapeutica da adottare al
fine di ridurre le complicanze
METASTASI OSSEE-COMPLICANZE
Qualità di vita
•
•
•
•
Dolore osseo severo
Impotenza funzionale
Fratture patologiche
Compressione midollo spinale o radici
nervose
• Alterazione ematopoiesi da
infiltrazione midollo osseo
• Ipercalcemia
Dolore osseo
Il dolore
Il dolore è il sintomo più comune della
metastasi ossea ed è di solito il primo
sintomo avvertito dai pazienti.
Inizialmente di tipo transitorio, in
seguito tende a peggiorare con
esacerbazioni notturne o durante il
riposo
Il dolore
 Il dolore osseo è presente nel 28-45%
dei pazienti affetti da cancro e nel 70%
di quelli con malattia in fase avanzata.
 La presenza di dolore non è correlata
con il tipo di tumore, la sede, il numero
e l’entità delle metastasi, il sesso e l’età
dei pazienti
Il dolore
Caratteristica del dolore vertebrale:
 Presenza di un dolore locale, sordo
e continuo aggravato dal movimento
 Dolore muscolare riflesso
 Dolore riferito agli arti
Il dolore
Il dolore di tipo radicolare si sviluppa
tardivamente.
Quello che origina dalle radici toraciche
è spesso bilaterale e viene descritto
dai pazienti come una costrizione di
tipo acuto irradiata a cintura attorno
al torace e all’addome.
Il dolore
Il dolore radicolare a partenza cervicale si
irradia lungo il braccio, mentre a livello
della regione lombare interessa gli arti
inferiori.
Il dolore
A prescindere dalla
componente organica,
che determina limitazione
della mobilità e della
autonomia, il dolore
cronico è caratterizzato
da una forte componente
psicologica che porta
alla depressione
Il dolore
Il dolore ha un notevole impatto psico-sociale
in quanto:
 rendendolo dipendente, priva il paziente della
propria autonomia, dignità e del proprio ruolo
all’interno del nucleo familiare
 può determinare un danno economico
personale, per l’impossibilità a lavorare
 rappresenta un costo per la società per i ripetuti
accessi ospedalieri
Il dolore
Adeguato trattamento analgesico
Buon controllo del dolore
METASTASI OSSEE-COMPLICANZE
Qualità di vita
•
•
•
•
Dolore osseo severo
Impotenza funzionale
Fratture patologiche
Compressione midollo spinale o radici
nervose
• Alterazione ematopoiesi da
infiltrazione midollo osseo
• Ipercalcemia
Le fratture patologiche
 Spontanee, avvengono
anche in assenza di trauma
 Compaiono nel 8-30%
dei pazienti
Le sedi più frequenti
1.
2.
3.
4.
Rachide
Bacino
Femore prossimale
Omero prossimale
Rare distalmente al gomito e
al ginocchio
METASTASI OSSEE-COMPLICANZE
Qualità di vita
•
•
•
•
Dolore osseo severo
Impotenza funzionale
Fratture patologiche
Compressione midollo spinale o radici
nervose
• Alterazione ematopoiesi da
infiltrazione midollo osseo
• Ipercalcemia
COMPRESSIONE MIDOLLARE
Compressione midollare
 La compressione midollare è
una seria complicanza
 Le vertebre dorsali sono
quelle maggiormente coinvolte
 La massa metastatica può
crescere posteriormente ed
estendersi nello spazio epidurale
Compressione midollare
 La pressione trasmessa al midollo induce un
danno meccanico, ischemia e stasi venosa e la
compressione determina un progressivo deficit
neurologico distalmente alla lesione
 L’esordio è subdolo con vaghi dolori, debolezza
agli arti e parestesie
Compressione midollare
 A quadro conclamato possono comparire
disturbi sfinterici, perdita della sensibilità, sino a
paraplegia e tetraplegia
 L’esordio può essere:
- Acuto (<48 ore) nel 22% dei casi
- Nel 61% dei casi progredisce in 7-10 giorni
verso la paraplegia o tetraplegia
- Nell’11% dei casi ha un andamento insidioso
con durata sino ad 1 mese
Compressione midollare
Immagine RM di compressione midollare
Compressione midollare
Rischio di morte per
paralisi respiratoria
Rm di metastasi vertebrale di tumore tiroideo di tipo follicolare in pz di 75 aa;
evidenza di voluminosa metastasi del corpo di D2 e D3 con compressione
midollare
Compressione midollare
La diagnosi deve essere
il più TEMPESTIVA possibile
per evitare danni irreversibili
Compressione midollare
La diagnosi deve essere
il più TEMPESTIVA possibile
per evitare danni irreversibili
Emergenza oncologica
METASTASI OSSEE-COMPLICANZE
Qualità di vita
•
•
•
•
Dolore osseo severo
Impotenza funzionale
Fratture patologiche
Compressione midollo spinale o radici
nervose
• Alterazione ematopoiesi da
infiltrazione midollo osseo
• Ipercalcemia
La infiltrazione midollare
 In caso di massivo coinvolgimento
osseo,
con invasione midollare, possono
manifestarsi piastrinopenia, anemia e
neutropenia
 Sono più frequenti nel carcinoma della
mammella, prostata, polmone, surrene,
tiroide e rene
METASTASI OSSEE-COMPLICANZE
Qualità di vita
•
•
•
•
Dolore osseo severo
Impotenza funzionale
Fratture patologiche
Compressione midollo spinale o radici
nervose
• Alterazione ematopoiesi da
infiltrazione midollo osseo
• Ipercalcemia
Le cause dell’ipercalcemia
 In piccola parte è causata dal riassorbimento
del calcio dall’osso per azione litica diretta
delle cellule metastatiche
 Per la maggior parte dei casi è mediata dai
fattori
attivanti gli osteoclasti (in primis il
paratormone) da parte delle cellule
neoplastiche
 La gravità dipende più dalla velocità di
aumento del calcio ionizzato che dal suo grado
di elevazione
Ipercalcemia
Si manifesta nel 20 - 30 % dei pazienti
 È associata ad una cattiva prognosi
 Talvolta non è correlata alla presenza
di metastasi ossee
Stewart AF, “Hypercalcemia Associated with Cancer”, N
Engl J Med 352;4, 2005
I sintomi dell’ipercalcemia
Generali
Disidratazione, perdita di peso,
anoressia, prurito, polidipsia
Neuromuscolari
Affaticabilità, letargia, debolezza
muscolare, iporeflessia,stato
confusionale, psicosi, convulsioni, coma
Gastrointestinali
Nausea, vomito, stipsi, ileo paralitico
Renali
Poliuria, insufficienza renale
Cardiaci
Bradicardia, allungamento dell’intervallo
PR, accorciamento dell’intervallo QT,
aritmie atriali o ventricolari
METASTASI OSSEE-COMPLICANZE
Qualità di vita
•
•
•
•
Dolore osseo severo
Impotenza funzionale
Fratture patologiche
Compressione midollo spinale o radici
nervose
• Alterazione ematopoiesi da
infiltrazione midollo osseo
• Ipercalcemia
METASTASI OSSEE-COMPLICANZE
Qualità di vita
QUALITA’
•
•
•
•
Dolore osseo severo
Impotenza funzionale
Fratture patologiche
Compressione midollo spinale o radici
nervose
• Alterazione ematopoiesi da
infiltrazione midollo osseo
• Ipercalcemia
DI VITA
La “Qualità di vita”
Con il termine "qualità dI vita”
ci si riferisce ad un complesso
di stati oggettivi e di percezioni soggettive
della salute, che sono pertinenti al dominio
fisico, psicologico e sociale (inteso come
attività di vita quotidiana) di ciascuno
Gli strumenti più usati
 Questionari a risposta multipla autocompilativi
 Strumenti specifici
- per malattia (FLIC, EORTC, FACT)
- per organo o trattamento (moduli EORTC e FACT)
- batterie di sintomi (RSCL, LCSS)
FLIC = Functional Living Index-Cancer
FACT = Functional Assessment of Cancer Therapy
RSCL = Rotterdam Symptoms Checklist
LCSS = Lung Cancer Symptom Scale
Performance Status delle pazienti
con metastasi ossee
PS
40,0%
30,0%
0
1
2
3
4
~ il 22 % delle
pazienti ha PS
ECOG tra 2 e 4
20,0%
10,0%
0,0%
Cazzaniga ME. et al. “Uso di analgesici e impatto del dolore sulla vita quotidiana in pazienti
con carcinoma mammario e metastasi ossee.Risultati dello studio MOON”,
XII Congresso Nazionale SICP, aprile 2005
Impatto del dolore sulla Q.o.L.
70%
La QoL risulta
compromessa
a causa del dolore
nel 34.8% dei casi
61,9%
60%
50%
40%
30%
17,4%
20%
13,9%
10%
3,5%
0,2%
0%
In grado di svolgere attività normale
Necessita di presidi ortopedici
Non in grado di svolgere attività normale
Altro
Necessita di aiuto da parte di altre persone
Cazzaniga ME. et al. XII Congresso Nazionale SICP, aprile 2005
Quality of Life and pain among prostate
cancer patients with bone metastases
264 pazienti
 Età mediana 76 anni
 48% con M+ ossee
 Valutazione
- QoL (questionari SF-8 e FACT-P)
- Dolore
- Eventi scheletrici
Kurth H. et al., Abstract 4747, ASCO 2005
I pazienti affetti da M+ ossee
presentavano
 Peggiore qualità di vita sia valutata
con il SF-8 (p<0.05) che il FAC-P (p<0.05)
 Maggiore incidenza di dolore
(50% vs 29%; p<0.001).
Kurth H. et al., Abstract 4747, ASCO 2005
Bisphosphonates for breast cancer
(Cochrane Review)
Sono stati identificati 117 reports (papers
o abstract) che avevano come end-point
primario eventi scheletrici, dolore, qualità
di vita e sopravvivenza.
Dopo la prima analisi, 37 sono stati valutati
in dettaglio e 19 studi randomizzati inclusi
nella review.
Pavlakis N et al., The Cochrane Library, Issue 2, 2005
Le conclusioni degli autori
L’utilizzo di bifosfonati (ev o per os):

il rischio di eventi scheletrici

l’incidenza di eventi scheletrici

il tempo alla comparsa di eventi scheletrici

il dolore nelle donne con M+ ossee evidenti
Pavlakis N et al., The Cochrane Library, Issue 2, 2005
Radioterapia con fasci esterni
INDICAZIONI
• Trattamento sintomatico dolore
• Prevenzione e terapia fratture
patologiche
• Sindrome da compressione midollare
Radioterapia con fasci esterni
INDICAZIONI
La radioterapia è un trattamento
eccellente per il dolore osseo da
metastasi isolate o multiple con una
risposta parziale nell’80-90% dei
pazienti, e risposta completa nel
50%.
Radioterapia - Meccanismo
d’azione
 Effetto citocida sulle cellule neoplastiche
con riduzione dei fenomeni meccanici e
biologici coinvolti nel danno osseo
 Apoptosi delle cellule normali
radiosensibili con inibizione dei mediatori
chimici e riduzione della stimolazione degli
osteoclasti
Radioterapia-Obiettivi
• Controllo dolore
• Diminuzione assunzione
analgesici
• Controllo progressione
malattia
Radioterapia-Obiettivi
Un approccio terapeutico di tipo
sintomatico deve essere volto a:
 Prevenire l’insorgenza di fratture patologiche
Migliorare
la
mobilità
e
le
funzioni
del
movimento fisico del paziente
Mantenere un accettabile livello di qualità
della
vita
Prolungare
la
sopravvivenza
(quando
possibile)
DOSI E FRAZIONAMENTO
Il problema più dibattuto, in
ambito radioterapico,
riguarda la scelta della dose
totale e del frazionamento.
DOSI E FRAZIONAMENTO
30Gy/10f
32Gy/8f
8Gy/1f
RT
16Gy/2f
40Gy/16f
(short course)
18G/3f
20Gy/4f
Studi randomizzati
frazionamento convenzionale vs trattamenti
ipofrazionati
Autore
Tong (1982)
Dose/n° fraz.
% risposte
% CR
Durata (sett.)
20Gy/5f
90%
53%
26
40,5Gy/15f
92%
61%
29
20Gy/2f
48%
---
---
24Gy/6f
47%
---
---
Rasmusson (1995) 15Gy/3f
69%
---
50 (90%)
66%
---
50 (65%)
Madsen (1983)
30Gy/10f
Dutch Bone Metastasis Study (1999)
8Gy/1f vs 24Gy/6f (1171 pazienti)
8Gy/1f
24Gy/6f
Risposta
64%
60%
Risposta completa
37%
33%
Durata risposta
20 settimane
24 settimane
Ritrattamento
25%
7%
Fratture
4%
2%
Bone Pain Trial Working Party (1999)
8Gy/1f vs 20Gy/5f (761 pazienti)
8Gy/1f
20Gy/5f
Risposta
78%
78%
Risposta completa
57%
58%
R.C. a 12 mesi
25%
36%
Ritrattamento
23%
10%
Studi randomizzati
trattamenti in seduta unica vs trattamenti ipofrazionati
Autore
Price (1986)
Cole (1989)
Gaze (1997)
Nielsen (1998)
Dose/n° fraz.
% risposte
% CR
Durata (sett.)
8Gy/1f
82%
35%
57
30Gy/10f
71%
27%
59
8Gy/1f
88%
---
---
24Gy/6f
85%
---
---
10Gy/1f
84%
39%
11,5
22,5Gy/5
89%
42%
11
8Gy/1f
62%
15%
28 (62%)
20Gy/4f
71%
15%
28 (62%)
RADIOTERAPIA-RISULTATI

Effetto antalgico/palliativo  75%
 Picco risposta  12-20 settimane
 Durata risposta  3-12 mesi
 Ricalcificazione lesioni  25%
RADIOTERAPIA-RISULTATI
• Controllo del dolore completo o parziale
rispettivamente nel 30-60% e 70-80% dei casi
(McQuay HJ Clin Oncol 1997; Ratanatharathorn V Int J
Radiant Oncol Biol Phis 1999; Saarto T Eur J Pain 2002)
• Il controllo del dolore ottenuto già dai primi giorni di
trattamento è legato ad una rapida riduzione di
mediatori chimici del dolore (Poulsen HS Cancer
Treatment Rev 1989; Mercadante S Pain 1997; Saarto T Eur
J Pain 2002)
• Il controllo del dolore che si ottiene da 2 a 8 settimane
dalla fine del trattamento radioterapico coincide con
l’inizio del processo di ricalcificazione delle lesioni
osteolitiche (Poulsen HS Cancer Treatment Rev 1989;
Saarto T Eur J Pain 2002)
RADIOTERAPIA-RISULTATI
• Controllo del dolore completo o parziale
rispettivamente nel 30-60% e 70-80% dei casi
(McQuay HJ Clin Oncol 1997; Ratanatharathorn V Int J
Radiant Oncol Biol Phis 1999; Saarto T Eur J Pain 2002)
• Il controllo del dolore ottenuto già dai primi giorni di
trattamento è legato ad una rapida riduzione di
mediatori chimici del dolore (Poulsen HS Cancer
Treatment Rev 1989; Mercadante S Pain 1997; Saarto T Eur
J Pain 2002)
• Il controllo del dolore che si ottiene da 2 a 8 settimane
dalla fine del trattamento radioterapico coincide con
l’inizio del processo di ricalcificazione delle lesioni
osteolitiche (Poulsen HS Cancer Treatment Rev 1989;
Saarto T Eur J Pain 2002)
Radioterapia
Frazionamenti
Nonostante i molteplici studi proposti in passato
sul frazionamento di dosi, il protocollo
convenzionale adottato prevede la
somministrazione di 30 Gy in 10 frazioni
applicabili in 2 settimane.
Pazienti collaboranti,in buone condizioni
generali con aspettativa di vita lunga
Radioterapia
Frazionamenti
In alcune situazioni cliniche può essere
opportuno utilizzare trattamenti più
brevi che riducono i disagi per il
paziente e i suoi familiari
Pazienti non collaboranti,in cattive condizioni generali
con aspettativa di vita breve
INCIDENZA FRATTURE
PATOLOGICHE DOPO RT
2 - 10%
Tong D Cancer, 1982
8%
Bates T Int J Rad Oncol Biol Phys, 1992
10%
Nielsen OS Radiother Oncol, 1992
5%
Uppelschoten JM Radiother Oncol, 1992
8%
Mandoliti G Rays, 1997
5%
Steenland E Radiother Oncol, 1999
2 - 4%
COMPRESSIONE MIDOLLARE
• Compressione/infiltrazione neoplastica
midollo spinale, radici nervose e/o cauda
equina
• 97% dei casi  localizzazione extradurale
EMERGENZA ONCOLOGICA
• Corretta diagnosi dei sintomi precoci
• Pronta terapia aggressiva
Approccio diagnostico-terapeutico multidisciplinare
• DIAGNOSI PRECOCE
• TRATTAMENTO IMMEDIATO
Obiettivo
• evitare la paraplegia
(se presente da più di 24 ore, consente solo ridotte
possibilità di recupero neurologico  max 10-13%)
• 85-90% dei casi 
coinvolgimento colonna
vertebrale
• 70% lesioni osteolitiche
• 10% rachide cervicale
• 70% rachide dorsale
• 20% rachide lombo-sacrale
Byrne 1992, Siegal 1995, Nelson 2000
INCIDENZA
• 20% dei pazienti con metastasi vertebrali presenta
compressione midollare (Findlay 1987, Dumm 1980)
•  frequenza: mammella e polmone; linfoma, mieloma,
prostata, sarcoma
• U.S.A.  18.000 - 20.000 nuovi casi/anno (De Vita
1997)
• RT-Perugia   60 pazienti/anno (5% intera casistica)
• RT-Rovigo  19 pazienti nel 2004 (16% metastasi
ossee)
Segni e sintomi
SINTOMATOLOGIA
Primo sintomo
(%)
Sintomo alla
diagnosi (%)
Segno alla
diagnosi (%)
DOLORE
96
96
63
Ipostenia
6
76
87
Anomalie dei riflessi
0
0
65
Disturbi autonomici
0
57
57
Ipoestesia
1
51
78
Atassia
2
5
7
Byrne 1992, Nelson 2000, Quinn 2000
Fattori prognostici
MAGGIORI
Diagnosi e terapia precoci
Minori
• Capacità motoria dopo la terapia
• Istologia
• Velocità di insorgenza del deficit
neurologico
• Radiosensibilità
• Risposta agli steroidi
• Condizioni generali del paziente
Katagiri 1998, Rades 1999, Solberg 1999, Rades 2000, Mc Donald 2000
Finalità del trattamento
• Controllare il dolore
• Preservare o ripristinare le capacità
motorie e sfinteriche
• Migliorare la qualità di vita
• Aumentare la sopravvivenza
Iter terapeutico  LINEE GUIDA
 RADIOTERAPIA + DESAMETAZONE
OPZIONE
TERAPEUTICA
STANDARD
 CHIRURGIA + RADIOTERAPIA
Dubbio diagnostico
Instabilità del rachide
Compressione da frammenti ossei
Pregressa RT o progressione durante la RT
FRAZIONAMENTI
“Split-course”
15Gy/3f  split 4 gg  15Gy/5f
Accelerato
30Gy/10f (3Gy/seduta)
“Short course”
8Gy  split 7 gg  8Gy
STUDI MULTICENTRICI AIRO
FRAZIONAMENTI
• Accelerato (3Gyx10)
• Split-course (5Gy x 3; 3Gy x 5)
• Short-course (8Gy x 2)
• 275 pz  accelerato e split-course (fase II)
• 52 pz  short-course (fase I-II)
• 300 pz  short-course vs split-course (fase
III)
Radioterapia + Desametasone efficaci nella
maggioranza dei casi (diagnosi precoce!)
Il frazionamento breve della dose (short-course)
efficace quanto il più protratto (split-course) senza
tossicità aggiuntiva
Chirurgia  casi selezionati (5-10%)
laminectomia semplice trattamento inadeguato!
(exeresi tumorale con approccio posteriore, anteriore e/o
laterale + stabilizzazione del rachide).
RISULTATI
• Effetto antalgico  62-63%
• Capacità motoria  71-74%
• Durata mediana risposta  4 mesi
• Sopravvivenza mediana  4,5
mesi
• Tossicità grave: nessuna
FRATTURE PATOLOGICHE
 Incidenza  8-30%
 Mammella, rene, polmone, tiroide  80%
Indicazioni RT
 Consolidamento post-chirurgico con metodiche
ipofrazionate (30Gy/10f)
 Casi non operabili  frazioni singole di 8Gy
(ripetibili al momento della riesacerbazione dei
sintomi)
Radioterapia
Volumi di trattamento
 Local –field (LF):comporta la irradiazione della metastasi
radiologicamente evidente e tessuto osseo circostante
 Wide-field (WFRT): comporta la irradiazione della metastasi
radiologicamente evidenti e dei segmenti ossei limitrofi dove
possono essere localizzate micrometastasi
 Half-Body radiation therapy(HBRT):Comporta la irradiazione di
metà del corpo per la palliazione di metastasi osse diffuse
IRRADIAZIONE EMICORPOREA
• Indicazioni
Metastasi multiple polisintomatiche
Frazione unica 6-8 Gy
• Efficacia
Rapida palliazione (24-48 ore) in più del 70% dei pz
Completa risoluzione dei sintomi nel 20%
• Tossicità acuta
Nausea e vomito
Manifestazioni pneumonitiche (emisoma superiore)
Manifestazioni gastrointestinali (emisoma inferiore)
Upper Wide-field irradiation (C1  L2-3)
Mid-body Wide-field irradiation (L3 - 4  ginocchia)
Lower Wide-field irradiation ( L1  1/3 superiore femori)
DOSE
6 - 8 Gy per l’emicorpo superiore
8 Gy per l’emicorpo inferiore
Radiografia digitale di centraggio
per una metastasi dell’ ala iliaca
e alla sacrale di destra
Contornazione su sezione TC del volume bersaglio della
metastasi dell’ala iliaca e dell’ala sacrale di destra
precedente
Piano di trattamento della metastasi dell’ala iliaca e
dell’ala sacrale di destra precedente
Radiografia digitale di centraggio di metastasi costale
Proiezione sagittale
Radiografia digitale di centraggio di metastasi costale
Proiezione laterale
Piano di trattamento di metastasi costale
Conclusioni
I pazienti con metastasi ossee hanno spesso
un’ aspettativa di vita relativamente lunga
ed è per questo che diventa importante la
strategia terapeutica da adottare al fine di
ridurre le complicanze e di migliorare la
qualità della vita.
Conclusioni
Le possibilità terapeutiche offerte dalla
Radioterapia sono in continua evoluzione.
 Ottimizzazione dei piani di cura
 Miglior distribuzione di dose
 Maggior risparmio dei tessuti sani
Aumento del rapporto terapeutico
Migliore qualità di vita
GRAZIE
Applausi!!
Chirurgia
Per evitare un crollo vertebrale o dare struttura
all’osso danneggiato dalla metastasi vengono
impiantati chirurgicamente aste metalliche,
piastre, viti, fili metallici, chiodi o perni.
Vertebroplastica percutanea
Vertebroplastica
La Vertebroplastica Percutanea è una procedura
terapeutica mini-invasiva per il trattamento delle
fratture vertebrali dolorose che consiste nell’iniezione
attraverso un ago metallico appositamente
conformato, introdotto sotto guida combinata della
TC o Fluoroscopia, di un CEMENTO A BASSA
VISCOSITA’: il polimetilmetacrilato (PMMA), il
quale si diffonde all’interno del corpo vertebrale
fratturato, prevenendo ulteriori cedimenti.
Vertebroplastica
Un ago da biopsia ossea viene introdotto nel corpo della
vertebra (Fig. 1).
Viene iniettato del cemento osseo al fine di stabilizzare
la vertebra e ridurre il dolore legato alla frattura (Fig.
2).
Fig.1
Fig.2
Vertebroplastica
Vengono introdotti pochi ml di cemento che
determinano il consolidamento dell’osso
mentre la temperatura sviluppata durante la
polimerizzazione (circa 90°C) causa la necrosi
del tessuto tumorale con conseguente
risoluzione del dolore (il pz. così smettere
di indossare il busto, ridurre o sospendere
l’assunzione di farmaci analgesici e
migliorare la qualità di vita).
RM di paziente affetto da metastasi ossee vertebrali (prima del
trattamento radioterapico convenzionale 300x10)
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Le metastasi ossee: Complicanze e qualità di vita