====== INVESTIRE INFORMATI ================ Informazione sulla gestione del risparmio. Edito da ADUC, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori. Redazione: Via Cavour 68, 50129 Firenze Tel: 055.290606 (ore 15-18, da lun. a ven.) Fax: 055.2302452 URL: http://investire.aduc.it A cura di: - Alessandro Pedone, pianificatore finanziario - Giuseppe D'Orta, consulente finanziario indipendente Sede Aduc Investire Informati di Napoli Viale Albino Albini 22, 80127 Napoli Tel 081.5609649 - Fax 081.5792531 Email: [email protected] ------------------------------------------Il numero integrale è scaricabile a questi indirizzi in formato TXT o PDF: http://investire.aduc.it/generale/files/file/newsletter/Investire-2010-10.txt http://investire.aduc.it/generale/files/file/newsletter/Investire-2010-10.pdf ------------------------------------------Archivio dal 06-05-2010 al 19-05-2010 2010-10 EDITORIALI - Bond Argentini: cosa conviene fare? http://investire.aduc.it/editoriale/bond+argentini+cosa+conviene+fare_17560.php ARTICOLI - CDS... parametro veramente affidabile? http://investire.aduc.it/articolo/cds+parametro+veramente+affidabile_17531.php - Speculazione o deviazione finanziaria? http://investire.aduc.it/articolo/speculazione+deviazione+finanziaria_17519.php - Ha ancora senso investire in titoli di stato italiani? http://investire.aduc.it/articolo/ha+ancora+senso+investire+titoli+stato+italiani_17510.php - Non ne possiamo più di QUESTA finanza! Urgono riforme radicali http://investire.aduc.it/articolo/non+ne+possiamo+piu+questa+finanza+urgono+riforme_17490.php COMUNICATI - Censura Web. Aduc chiede aiuto: raccolta straordinaria fondi per causa 'Consumatori contro Fabio Oreste' http://investire.aduc.it/comunicato/censura+web+aduc+chiede+aiuto+raccolta_17564.php - Prestiti di Banca Santander, testimonial d'eccezione per una pubblicità ingannevole http://investire.aduc.it/comunicato/prestiti+banca+santander+testimonial+eccezione_17496.php NOTIZIE - Mutui immobiliari. 125 milioni di contributi dallo Stato per il tetto del 4% http://investire.aduc.it/notizia/mutui+immobiliari+125+milioni+contributi+dallo_117894.php - Usura dilaga. Indagine Eurispes http://investire.aduc.it/notizia/usura+dilaga+indagine+eurispes_117869.php - Mutui. Oltre 10.000 sospesi per far fronte a difficolta' famiglie http://investire.aduc.it/notizia/mutui+oltre+10+000+sospesi+far+fronte+difficolta_117718.php LETTERE - Buoni fruttiferi legati all'inflazione http://investire.aduc.it/lettera/buoni+fruttiferi+legati+all+inflazione_220197.php - Arca Cedola Corporate Bond http://investire.aduc.it/lettera/arca+cedola+corporate+bond_220194.php - Nav vendita etf http://investire.aduc.it/lettera/nav+vendita+etf_220181.php - Obbligata ad aprire un c/c? http://investire.aduc.it/lettera/obbligata+aprire_220180.php - Errato valore di riscatto polizze Ina Assitalia http://investire.aduc.it/lettera/errato+valore+riscatto+polizze+ina+assitalia_220179.php - Obbligazioni deutsche Bank http://investire.aduc.it/lettera/obbligazioni+deutsche+bank_220106.php - Offerta argentina e cause alla banca http://investire.aduc.it/lettera/offerta+argentina+cause+alla+banca_220138.php - Polizze dormienti postevita http://investire.aduc.it/lettera/polizze+dormienti+postevita_220129.php - Bancomat non eroga il contante richiesto http://investire.aduc.it/lettera/bancomat+non+eroga+contante+richiesto_220127.php - Da FIP a PIP (a Fondo Negoziale) http://investire.aduc.it/lettera/fip+pip+fondo+negoziale_220126.php - Rimborso premio assicurazione sulla vita cardif http://investire.aduc.it/lettera/rimborso+premio+assicurazione+sulla+vita+cardif_220125.php - Surroga mutuo e polizza http://investire.aduc.it/lettera/surroga+mutuo+polizza_220122.php - Vincolo conto corrente per pagare il mutuo http://investire.aduc.it/lettera/vincolo+conto+corrente+pagare+mutuo_220121.php - Assicurazione legata a mutuo http://investire.aduc.it/lettera/assicurazione+legata+mutuo_220120.php - Consiglio di come investire i dei sodi a lungo termine http://investire.aduc.it/lettera/consiglio+come+investire+dei+sodi+lungo+termine_220072.php - c/c oppure libretto? http://investire.aduc.it/lettera/oppure+libretto_220054.php - Polizza di assicurazione sulla vita provvedo banca monte paschi http://investire.aduc.it/lettera/polizza+assicurazione+sulla+vita+provvedo+banca_220053.php - L'azienda non versa il TFR nel fondo http://investire.aduc.it/lettera/azienda+non+versa+tfr+nel+fondo_220051.php - Piano "My Way" Banca del Salento http://investire.aduc.it/lettera/piano+my+way+banca+salento_220034.php - Gli esperti finanziari http://investire.aduc.it/lettera/esperti+finanziari_220032.php - Bond argentini US040114gd65 http://investire.aduc.it/lettera/bond+argentini+us040114gd65_220023.php - Portafoglio ADUC http://investire.aduc.it/lettera/portafoglio+aduc_220022.php - Revoca polizza http://investire.aduc.it/lettera/revoca+polizza_220004.php - Gestioni patrimoniali Bnl http://investire.aduc.it/lettera/gestioni+patrimoniali+bnl_220001.php - Polizze unit linked http://investire.aduc.it/lettera/polizze+unit+linked_219992.php - Investimento sicuro http://investire.aduc.it/lettera/investimento+sicuro_219964.php - Tutela dossier titoli in caso di default http://investire.aduc.it/lettera/tutela+dossier+titoli+caso+default_219961.php - Deposito amministrato http://investire.aduc.it/lettera/deposito+amministrato_219929.php - Default Italia http://investire.aduc.it/lettera/default+italia_219919.php - Premi di polizza versati ma non contabilizzati http://investire.aduc.it/lettera/premi+polizza+versati+ma+non+contabilizzati_219902.php - Azioni Alitalia - conversione in titoli di statohttp://investire.aduc.it/lettera/azioni+alitalia+conversione+titoli+stato_219889.php - Situazione ISE-ISEE e polizze http://investire.aduc.it/lettera/situazione+ise+isee+polizze_219862.php - Obbligo di comprare un prodotto per ottenere il mutuo http://investire.aduc.it/lettera/obbligo+comprare+prodotto+ottenere+mutuo_219842.php - Fondo pensione - decesso http://investire.aduc.it/lettera/fondo+pensione+decesso_219834.php - ZOPA: una storia kakfiana tutta italiana... http://investire.aduc.it/lettera/zopa+storia+kakfiana+tutta+italiana_219833.php - Carta Agos Attiva - Anatocismo http://investire.aduc.it/lettera/carta+agos+attiva+anatocismo_219832.php - Depositi vincolati http://investire.aduc.it/lettera/depositi+vincolati_219830.php ------------------------------------------EDITORIALI 19-05-2010 13:36 Bond Argentini: cosa conviene fare? Appena è stata ufficializzata la nuova proposta di scambio per i Bond Argentini abbiamo diramato un comunicato stampa nel quale si consigliava, in sostanza, di aderire. Qualche lettore è rimasto spiazzato da questa posizione (sebbene sia la logica conseguenza di ciò che avevamo già detto nel 2005, all'epoca del primo swap, ed è forse il caso di fare ulteriori precisazioni. Non v'è alcun dubbio che l'Argentina abbia commesso (e stia perpetrando) un enorme sopruso nei confronti dei risparmiatori, il punto –però– è valutare cosa sia più conveniente fare in termini economici e di probabilità. Proviamo a distinguere i diversi casi. I possessori di obbligazioni che hanno già aderito all'offerta del 2005. Per ragioni, fondamentalmente giuridiche, l'offerta è aperta anche a chi aveva già aderito alla precedente. In sostanza, chi ha già i nuovi bond emessi nel 2005 non ha ragione di aderire. Chi non ha aderito nel 2005 e non ha aderito alla TFA per la causa all'ICSID. Deve scegliere se intraprendere (o aderire ad) azioni giudiziarie nei confronti dell'Argentina oppure accettare la nuova offerta. La strada dell'azione giudiziaria è molto articolata e varia in base allo specifico titolo che si è acquistato (identificato dal codice ISIN). Per alcuni titoli sono in corso class action (due delle quali, promosse dall'Aduc attraverso l'avv. Pietro Adami) e per altri è possibile avviare azioni individuali in USA (per alcuni) e in Germania (per altri). Nei pochi casi in cui sono in corso class action praticabili dai risparmiatori italiani ( per chi vuole approfondire, a questo link l'elenco completo degli ISIN per i quali sono in corso class action), ha senso rischiare di non aderire all'OPSV. E' ragionevole pensare che dopo la chiusura dell'OPSV l'Argentina possa proporre offerte transattive per chiudere definitivamente tutte le questioni giudiziarie pendenti. La cosa va valutata attentamente con i legali che seguono la class action. Non tutte le class action sono uguali. Avviare oggi un'azione individuale contro l'Argentina ci sembra una strada poco praticabile per la maggior parte degli investitori. Tecnicamente è ancora possibile, ma si tratta di una strada che presuppone l'assunzione di rischi e tempi che non sono alla portata della generalità degli investitori. Mediamente parlando, noi siamo convinti che la strada più logica per chi si trova in questa situazione sia aderire all'offerta. Chi ha aderito alla TFA per la causa all'ICSID (molte decina di migliaia in Italia, secondo i dati dell'ABI) si trova nella condizione di fare una scommessa sul successo di questa causa. Ovviamente, nel caso in cui creda che la causa possa andar bene non dovrebbe aderire alla nuova offerta dell'Argentina. Le valutazioni fornite dalla TFA sono molto caute. Le decisioni dell'ICSID non sono del tutto scevre da considerazioni politiche. L'esito di questo procedimento dipenderà anche dalle conseguenze che lo stesso potrebbe avere sull'Argentina. In altre parole, le probabilità di successo saranno tanto maggiori quanto maggiori saranno gli aderenti all'ultima proposta dell'Argentina. L'iniziativa della TFA ha un altro problema non di poco conto. Per come è stata avviata la procedura, la possibilità di transare la controversia è molto remota: o bene bene, o male male. Noi siamo stati da sempre scettici sul successo di questa iniziativa. Dal momento che non ha costi per il risparmiatore abbiamo sempre suggerito di aderire. Ad oggi, però, non ci sentiamo di suggerire di scommettere sul suo successo rinunciando alla proposta dell'Argentina. Riteniamo che sia più sensato scegliere il certo e non l'incerto. Alessandro Pedone ------------------------------------------- ARTICOLI 13-05-2010 19:25 CDS... parametro veramente affidabile? Il pacchetto di aiuti varato domenica sera ha contribuito a rilanciare i mercati azionari mondiali ed ha prodotto un effetto immediato anche sui CDS la percezione di un rischio default degli stati sovrani in misura significativa in appena due giorni. I CDS, ormai in pochi sono rimasti a non saperlo, sono diventati, dopo l'inefficacia dei rating dimostrata nel caso Lehman Brothers, un parametro di riferimento molto importante per la misurazione del rischio d'insolvenza degli emittenti. Ma cosa sono i CDS? I Credit Default Swap sono contratti derivati su crediti che consentono di trasferire il rischio di credito relativo a una determinata attività finanziaria sottostante da un soggetto che intende acquisire copertura dal suddetto rischio a un soggetto che intende prestarla; in buona sostanza rappresentano il costo di assicurazione per coprirsi dal rischio di default di uno Stato o di un'azienda. Questi parametri possono veramente aiutarci per prendere decisioni di investimento sulle obbligazioni emesse da Stati Sovrani? Gli eventi dell'ultima settimana ci permettono di comprendere come si muovono questi parametri e per semplicità abbiamo riportato una tabella che evidenzia i prezzi dei CDS per una serie di Paesi nel mondo e per ognuno viene indicato: il valore attuale, il valore del CDS di venerdi' 7 maggio, il valore al 31 dicembre 2009 e quello ad inizio 2008. Come possiamo vedere tutti i paesi dell'area euro hanno messo a segno una sensibile diminuzione dei loro CDS, soprattutto Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna (gli ormai noti Piigs), che venerdi' 7 maggio hanno visto un'impennata dei rispettivi valori. Oggi, i soliti noti riportano parametri ridotti del 30% o più e tutto questo in soli due giorni. Nello specifico il rischio di default per il Portogallo e la Grecia si è magicamente dimezzato in appena 48 ore. Un parametro così variabile può essere utilizzato per compiere scelte d'investimento? Ormai i Credit Default Swap hanno perso la loro funzione originaria; oggi assomigliano più ai numeri del tappeto verde di una roulette su cui scommettere per fare profitti che non a strumenti idonei a quantificare il reale costo di una copertura e quindi a definire il rischio di un paese sovrano. La scarsa trasparenza e complessità di questi strumenti fa sì che siano utilizzati essenzialmente a fini speculativi, in particolare proprio da coloro che non hanno nulla da assicurare. Non vogliamo porre sul patibolo questi strumenti, ma riteniamo che una maggiore regolamentazione di questo mercato, al fine di renderlo più trasparente, stabile ed efficiente sarebbe utile. Ma questo, almeno per il momento, risulta praticamente improponibile, considerando che il 90% del mercato è in mano solamente ad alcune potenti banche mondiali. Pensare che i CDS, come sono oggi strutturati e commercializzati, ci aiutino a fare scelte di portafoglio, senza portare a degli errori, è assai ingenuo. I fatti ormai verificatisi più volte sul mercato dimostrano come i CDS piacciano soprattutto agli speculatori, specialmente quando vogliono e riescono ad accordarsi su quale sarà la prossima vittima. Filippo Sgherri 12-05-2010 10:12 Speculazione o deviazione finanziaria? In questi giorni sui media si sta scatenando la caccia allo speculatore, visto in chiave negativa come l’untore di manzoniana memoria. Gli speculatori sarebbero i “cattivi” che in questo momento stanno affamando la Grecia e che rischiano di fare altrettanto con altre nazioni. Sarebbero gli stessi, “cattivi”, che durante la precedente crisi avrebbero messo a repentaglio la sopravvivenza stessa del nostro sistema finanziario. La realtà è diversa. Se vogliamo fare un ragionamento sensato è necessario distinguere fra speculazione finanziaria e deviazioni prodotte dall’attuale sistema finanziario. Che cos’è la speculazione finanziaria? Il termine “speculare” si usa anche in ambito umanistico. Si suol dire “questa è una speculazione filosofica”, riferendosi ad argomentazioni che non poggiano su solide basi. L’etimologia della parola deriva da specula (vedetta) e da specere (scrutare) e fa quindi riferimento a colui che stava di vedetta per guardare più lontano i movimenti delle truppe nemiche. Speculare, quindi, significa guardare più lontano degli altri. Naturalmente, in filosofia come in finanza, nel tentare di “guardare più lontano di altri” si può aver ragione, ma si può anche aver torto. Si parla di “speculazione filosofica” proprio in riferimento ad argomentazione che non sono affatto acclarate e che anzi poggiano su fondamenta poco solide, proprio perché sono frutto di un tentativo di spostare il pensiero oltre le frontiere comuni. Così in finanza si compie un’operazione speculativa quando ci si assumono forti rischi, poiché si prendono posizioni basandosi su aspettative che vanno oltre ciò che mediamente gli altri operatori “vedono”. Mentre un investitore, solitamente, prende posizioni sulla base di solide aspettative (ad esempio: acquista azioni poiché crede nella capacità di produrre utili delle aziende che ha acquistato), lo speculatore si muove sulla base di aspettative molto meno solide. L’investitore è molto interessato all’andamento dell’attività sottostante il titolo che ha acquistato. Al contrario, allo speculatore interessa il movimento del titolo, non il titolo stesso o l’attività che vi sta dietro (ed a volte opera contro di essa). L’attività di speculazione è un’attività - per sua natura - altamente rischiosa. Le scommesse si vincono e si perdono. Quando si vince si guadagna - anche bene - e quando si perde si rimettono soldi - anche tanti. In entrambi i casi, le probabilità di vincere sono - mediamente - simili alle probabilità di perdere. A prescindere dai giudizi etici circa un’attività che è esclusivamente orientata a fare delle scommesse per guadagnare prescindendo dalle sorti delle attività sulle quali si scommette, l’attività di speculazione è fondamentale per i mercati finanziari. Senza la speculazione finanziaria non potrebbero esistere gli investimenti finanziari così come li conosciamo oggi. Gli speculatori finanziari garantiscono ai mercati il servizio più importante: la liquidità. Se un investitore acquista un’attività finanziaria, ha la ragionevole certezza che in un qualsiasi momento futuro potrà rivenderla ad un prezzo di mercato. Chi gli offre questa “ragionevole certezza”? Gli speculatori. La maggioranza delle negoziazioni sui mercati avvengono per mano di quei soggetti che non sono realmente interessati a titoli sottostanti, ma che stanno compiendo scommesse su tali titoli. Se non vi fossero loro, i mercati sarebbero drammaticamente meno liquidi. Dovremmo ripensare completamente tutte le logiche di negoziazione delle attività finanziarie (il che potrebbe non essere necessariamente negativo, ma dobbiamo ripensare tutto da zero: vasto programma, direbbe il Generale Charles De Gaulle). Se un titolo non fosse facilmente vendibile in futuro, chi sarebbe disposto a comprarlo oggi? In altri termini, gli speculatori sono essenziali al funzionamento dei mercati finanziari. Il problema, quindi, non risiede nell’attività di speculazione in sé, bensì nell’inadeguata regolamentazione della stessa. Affinché la speculazione non si trasformi in una deviazione della finanza sono necessari almeno due requisiti. 1. Se perdi paghi, altrimenti non scommetti. Non può esistere una condizione nella quale se scommetto e vinco prendo una montagna di soldi e se perdo paga la collettività. Questo non è speculare, questo è tradire ogni logica di mercato. Le speculazioni finanziarie devono essere possibili solo all’interno di precise dimensioni che assicurino la solvibilità di chi compie le scommesse. Nell’ultima crisi del 2007/2008 questa condizione è stata violata. Le grandi istituzioni finanziarie hanno assunto rischi ai quali non erano in grado di far fronte. Qui il problema non è della speculazione finanziaria, ma della deviazione di un sistema finanziario il quale, al fine di speculare, si è inventato marchingegni talmente complessi da essere fuori controllo. I sistemi di incentivi delle grandi banche (tutti ancora in essere) fanno sì che agli operatori convenga fare scommesse, anche azzardate, tanto se vincono si prendono enormi bonus, se perdono, perde la banca. Questo non è tollerabile. 2. Investitore e speculatore devono giocare allo stesso tavolo. La speculazione ha senso (dal punto di vista della collettività) nella misura in cui serve ai mercati finanziari i quali hanno (o dovrebbero avere) come scopo primario mettere in comunicazione coloro che svolgono attività produttive con coloro che desiderano investire in dette attività. Gli strumenti che utilizza la speculazione devono essere compatibili con l’attività d’investimento e non devono essere in grado, neppure potenzialmente, di creare complicazioni all’attività d’investimento. Facciamo un esempio che molti comprendono. La possibilità di vendere un titolo anche se non si è precedentemente comprato (così detto: short selling) è utile nella misura in cui crea liquidità sul mercato. Se questa attività è correttamente regolamentata (cioè prima di eseguire l’operazione devo trovare un soggetto che presta il titolo, quindi - materialmente - un titolo sottostante all’operazione deve esistere) nulla da eccepire, ma se si possono immettere ordini di vendita per quantità illimitate, allora si può generare un disturbo al sistema il quale non porta alcun vantaggio, ma solo svantaggi. Ci sarebbero tanti altri esempi, più tecnici, di meccanismi finanziari che sono utili esclusivamente per l’attività di speculazione e che sono potenzialmente dannosi al sistema in quanto tale. Questi strumenti devono essere regolamentati e limitati. In sintesi. La speculazione finanziaria, all’interno di questo contesto economico, è utile e va bene, ma deve essere la speculazione al servizio dell’investimento e non viceversa. Alessandro Pedone 11-05-2010 17:32 Ha ancora senso investire in titoli di stato italiani? - Contagio Grecia: una nuova “influenza suina della finanza”? - Brividi a New York… tutto a causa di un tasto sbagliato? - Piazza affari rischia il tracollo… No, scusate, ci siamo sbagliati. Il sunto della scorsa settimana può racchiudersi in pochi titoli di giornale che evidenziano il nervosismo degli operatori di borsa, o quanto meno un’eccessiva dose di “ansia finanziaria”, dovuta in larga misura ad una serie di notizie circolate in maniera incontrollata. E, come per tutte le influenze che si rispettino, non è tardato ad arrivare il vaccino: il maxi-piano varato nella notte tra domenica e lunedì dall’Ecofin si è dimostrato efficace, quanto meno nel breve termine: le borse infatti hanno da subito sviluppato forti anticorpi, facendo registrare un pò in tutto il mondo rialzi da record. Tutto risolto allora? Non proprio… le solite preoccupazioni circa la difficile situazione del debito di alcuni paesi europei restano e non tarderanno a farsi risentire, una volta passata questa ondata di euforia. Tra i “paesi incriminati” (i PIIGS – Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna – come si usa chiamarli nel linguaggio finanziario) è stata inserita anche l’Italia, facendo nascere tra gli investitori e in tutti noi cittadini del Belpaese, timori circa le capacità dell’Italia di sostenere questa pesante macchina del debito. Dopo la Grecia sarà il nostro turno? Sarà meglio disfarsi dei Titoli di Stato italiano e proteggerci con quelli di emittenti più solidi, magari Francia o Germania? Queste le preoccupazioni che ci manifestano in molti in questo periodo. E allora vediamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Puntualizziamo subito che l’Italia non è nella stessa situazione in cui si trova il paese ellenico. Uno dei grossi problemi della Grecia (forse il principale) è che oltre ad un debito pubblico elevatissimo c’è una situazione di mancanza di crescita e le prospettive per il futuro rimangono pessimistiche (anche perché tagliando stipendi e pensioni sarà difficile che si rilancino i consumi, ma, come si suol dire: in casi estremi…). Da questo punto di vista l’Italia non può essere assimilata alla Grecia: sicuramente ha problemi strutturali che debbono essere risolti, ma la crescita è positiva (anche se moderatamente) e l’infrastruttura industriale del nostro paese non è certo paragonabile a quella greca (con tutto il rispetto…). Da considerare inoltre che il nostro Paese ha un grande punto di forza rispetto alla maggior parte degli altri Paesi sviluppati: gli italiani sono notoriamente un popolo di risparmiatori. Se è vero che suddividendo il debito pubblico italiano per ogni cittadino, su ogni testa gravano circa 30.000 euro di debito, c'è anche da sottolineare che il risparmio pro-capite è pari a circa 140.000 euro. Questo dato, soprattutto se visto in prospettiva, è molto rassicurante; ed è anche il motivo per cui il nostro sistema bancario, supportato da cotanta mole di risparmio e da un'economia basata principalmente su attività reali, è stato solo marginalmente colpito dalla crisi: infatti non si è reso necessario l'intervento statale a salvataggio di nessun istituto bancario o finanziario (com'è accaduto in molti altri Stati ritenuti più solidi di noi, uno su tutti l'Inghilterra, il cui governo ha più volte messo mano al portafogli per evitare il fallimento delle principali banche del paese). Too big to fail Citiamo il titolo di un famosissimo libro di Andrew Ross Sorkin che calza a pennello con la situazione italiana. In linea di massima il too big to fail (la pratica di investire in istituti bancari o istituzioni finanziarie ritenute, come si suol dire “troppo grandi per fallire”) è stata smentita dai fatti, nel corso della crisi e soprattutto con il fallimento di Lehman Brother. Parlando del nostro Paese, tuttavia, la “massima” continua ad avere un senso: il debito pubblico italiano ammonta a 1700 miliardi di euro, una cifra impressionante. Ma i nostri debiti (per così dire), sono per oltre la metà in mano a Stati o istituti bancari o finanziari esteri: gli interessi che quindi ruotano intorno al sistema Italia sono immensamente più grandi rispetto a quelli che girano intorno alla Grecia (e comunque l' Europa si è mobilitata e continua ad adoperarsi per salvarla). Il debito pubblico italiano rappresenta, come quello tedesco, circa il 24% dei titoli di Stato a breve termine. Un default dell'Italia metterebbe a serio rischio anche altri Stati dell'Unione e allora sì che potremmo parlare di pandemia! Altro che influenza! Questo per dire che anche se l'ipotesi del fallimento dello Stato italiano è estremamente remota, in caso di difficoltà, è ragionevole attendersi quanto meno l'aiuto degli altri paesi dell'Unione che verrebbero altrimenti trascinati nel baratro. Volendo comunque ipotizzare uno scenario di questo tipo, investire in titoli di Stato tedeschi, francesi o di altri paesi europei certo non metterebbe al sicuro i nostri risparmi a causa del caos che irrimediabilmente si scatenerebbe: la nostra economia è legata mani e piedi, sia con quella dei paesi UE, sia con quella degli altri Stati che detengono titoli del debito pubblico italiano. Inoltre, la corsa agli sportelli porterebbe al tracollo dell'intero sistema bancario italiano: e allora i nostri soldi, anche se investiti in Titoli di Stato esteri, che fine farebbero? Una soluzione ipotizzabile per coprirsi dal rischio default italiano potrebbe essere quella di portare fisicamente i propri soldi in paesi extra-euro e investirli, magari, in titoli con altra valuta. Altra idea potrebbe essere acquistare beni fisici come l'oro. Capite da soli, però, che queste contromisure sarebbero utili solo di fronte ad uno scenario assolutamente catastrofico, che potrebbe solo essere legato ad una situazione mondiale altrettanto critica, magari a causa di un conflitto bellico. Riprendiamo la domanda da cui siamo partiti: ha ancora senso investire in titoli di Stato italiano? Fintanto che i titoli di Stato italiani daranno rendimenti superiori a quelli di altri paesi, quali Francia e Germania, la nostra risposta è sì. Il rischio paese che corriamo investendo in titoli italiani in luogo di quelli francesi o tedeschi è simile: in caso di reale default di uno di questi stati (e non parliamo certo della piccola Grecia...), la diversificazione sarà stata pressoché inutile, perché a calare a picco probabilmente sarà l'intera Europa, tristemente a braccetto. Giulia Coppolaro 07-05-2010 12:14 Non ne possiamo più di QUESTA finanza! Urgono riforme radicali Ieri è stata una giornata campale per la borsa italiana ed in particolare per le banche, con perdite anche dell'8% in un sol giorno.. A scatenare il putiferio sarebbe stato un rapporto di una agenzia di stampa (Moody's, la stessa che dette la stura alla speculazione sulla lira del '92) nel quale ci sarebbe scritto una banalità: qualora i titoli di stato italiani si deprezzassero fortemente le banche italiane ne risentirebbero. Ma vaaa??? Davveeero??? Che “notizione”! Nessuno, ovviamente, legge il rapporto di Moody's ma tutti iniziano a vendere e sulle vendite iniziano le “notizie” che “giustificherebbero” le vendite. Notizie più o meno vere fra le quali quella -inverosimile– secondo la quale Standard&Poor's starebbe per abbassare il rating all'Italia. Sarebbe bastato leggere lo stesso rapporto di Moody's per rendersi conto che non è in discussione la solidità del sistema bancario italiano che (seppur con tutti i suoi difetti) è uno dei più solidi fra i Paesi sviluppati. Ma sappiamo come funzionano i mercati: le vendite e gli acquisti non si fanno ormai più sulla base dei dati, ma prevalentemente sulla base dell'umore, dei “si dice” e dei... trading system. Passano poche ore e sui listini americani accade il finimondo. L'indice americano Dow Jones subisce la sua più grande caduta all'interno di un solo giorno dal 1987: circa il 10%! Cosa è successo? Come al solito i giornalisti si affrettano a “spiegare” i movimenti dei mercati. Le agenzia di stampa si affollano di dotte spiegazioni che darebbero la colpa alla Banca Centrale Europea la quale non sarebbe sufficientemente attiva nel fronteggiare la crisi dell'Euro. Secondo questi dotti operatori, la credibilità dell'euro potrebbe bloccare la ripresa economica globale ormai in atto. Qualche ora dopo si scopre che sarebbe stata tutta colpa di un operatore di CitiGroup che invece di schiacciare sul computer il tasto “m”, che sta per “milion”, avrebbe schiacciato il tasto “b”, per “bilion”, e avrebbe causato il “panic selling” (????). Poverino... tutti sappiamo che nella tastiera la “m” e la “b” sono troppo vicine. Se proprio non si riesce a fare una riforma del sistema finanziario, almeno facciamo una legge per modificare il layout della tastiera dei computer usati dal sistema finanziario... L'ultima crisi finanziaria ha dimostrato in maniera inequivocabile che gli errori dell'”economia virtuale”, cioè della finanza, si ripercuotono in maniera drammatica nell'economia reale. La finanza, ormai, è qualcosa di troppo rilevante per il benessere dell'intero pianeta. Non è più possibile lasciarla fare. Passata la crisi finanziaria del 2007/2008, grazie ad un pesantissimo intervento pubblico, non ancora terminato, le banche hanno continuato a fare esattamente quello che facevano prima: fare soldi con la finanza tornando a “giocare” con gli stessi strumenti che hanno determinato la crisi. E' evidente che qualunque radicale riforma del sistema finanziario non può che essere globale. L'Italia da sola non potrebbe fare ovviamente nulla, ma neppure l'Europa da sola potrebbe fare molto (e comunque sarebbe incapace di fare alcunché). La riforma deve partire dagli Stati Uniti e il Presidente Obama ci sta provando con tutte le sue forze, ma le lobby del sistema finanziario sono le più potenti al mondo. Una riforma dovrebbe partire da tre cardini che appaiono banalità, ma che sono invece eresie per il sistema finanziario: 1) Le banche facciano le banche e le società d'investimento facciano le società d'investimento. Il mestiere delle banche è quello di prestare soldi alle imprese ed a chi ne ha bisogno. Questa attività è diventata ormai marginale per i profitti delle grandi banche che sono diventate dei giganteschi hedge fund. E' l'ora di dire basta! 2) Si compra e si vende solo ciò che si possiede. Sembra assurdo, ma quello che appare evidente nel mondo reale non lo è affatto in finanza dove è normale poter vendere quello che non si ha. Non si tratta solo di short-selling scoperto, ma soprattutto di una serie di prodotti derivati, come i CDS, i quali, di fatto, vendono un'assicurazione che non esiste (come si può vendere, credibilmente, un'assicurazione contro il default di uno stato come gli USA?). 3) Deve esserci un rapporto massimo fra capitale sociale e rischi assunti nei mercati finanziari. Non è tollerabile che grandi istituzioni finanziarie assumano rischi che poi non possono gestire. Gradualmente è indispensabile che si stabilisca un rapporto massimo fra capitale sociale e rischi assunti dalle società che investono nei mercati finanziari. Questo rapporto potrà essere 1 a 7, o al massimo 1 a 10, ma deve esserci un limite bene preciso. E' chiaro che l'introduzione di queste tre regole dovrebbe essere graduale, ma ormai appare evidente che se non si affronta il problema alla radice, la finanza ci scapperà di mano. Alessandro Pedone ------------------------------------------COMUNICATI 19-05-2010 18:22 Censura Web. Aduc chiede aiuto: raccolta straordinaria fondi per causa 'Consumatori contro Fabio Oreste' L'Aduc si batte contro la censura sul web e per questo siamo sempre in questo o quell'altro tribunale d'Italia a difendere i diritti dei navigatori per esprimersi in liberta'. Ma tutto questo ha un costo, in generale e nello specifico. Nei giorni scorsi il tribunale di Firenze ha accolto il reclamo che avevamo presentato dopo la pronuncia con cui era stato disposto l'oscuramento di un forum dove i consumatori scrivevano sulla loro esperienza (negativa) con la societa' di consulenza finanziaria di tal Fabio Oreste. La riapertura del forum, pero', per decisione inspiegabile del giudice, ha avuto per noi un costo economico notevole: siamo stati condannati al 50% delle spese legali della controparte. In attesa dei prossimi gradi di giudizio, dovremo quindi far fronte al pagamento di 3.650,40 Euro, una cifra non indifferente per le nostre disponibilita'. L'Aduc non riceve alcun finanziamento pubblico ne' ospita pubblicità a pagamento. Grazie a varie iniziative, anche giudiziarie, abbiamo ottenuto sentenze che costituiscono buona parte della giurisprudenza italiana in materia di libertà di espressione sul web. Per questo facciamo appello a chi come noi ha a cuore la liberta' di espressione su web perche' contribuisca economicamente nella comune battaglia. Qui per dare contributi specifici Qui il nostro canale web contro la Censura 08-05-2010 10:56 Prestiti di Banca Santander, testimonial d'eccezione per una pubblicità ingannevole Insieme per vincere. Prestiti personali da pole position. Con questo slogan si presenta la promozione Prestiti Personali GORED di Banca Santander, che si avvale di un testimonial d'eccezione: la Ferrari. L'offerta è diffusa in rete, visibile a questo indirizzo da cui si accede alla pagina dei preventivi gratuiti dove si legge in bell'evidenza: Tan 7,90% (Tan)/Fino a 30.000 euro, in 120 mesi/Taeg max 8,50%. Peccato che riempiendo i campi, per ottenere un preventivo, per diverse composizioni di finanziamento, il Taeg massimo supera il 9% e il 10% (*). Il Taeg è il tasso effettivo globale del finanziamento, include il costo per interessi (Tan) e tutti gli altri oneri (spese di incasso, di apertura, ecc.). Per questo motivo la legge impone di evidenziarlo al consumatore, perché possa confrontare in modo omogeneo eventuali finanziamenti alternativi. Indicando un Taeg inferiore al reale, come ha fatto Santander, si falsa la realtà per attrarre il consumatore: si tratta evidentemente di un caso di pubblicita' ingannevole che abbiamo denunciato all'Antitrust. *Per esempio: nella combinazione di prestito da 2000 euro (finalizzato ad acquisto vacanze) da rimborsare in 30 rate, 9,74%; in 18 rate, 10,34%. ------------------------------------------NOTIZIE 15-05-2010 15:25 Mutui immobiliari. 125 milioni di contributi dallo Stato per il tetto del 4% Lo Stato ha rimborsato quasi 125 milioni di euro in seguito al decreto anticrisi 185/2008 che ha posto un tetto del 4% agli interessi da versare nel corso del 2009 sui finanziamenti prima casa a tasso non fisso. Il Governo aveva stanziato 330 milioni sulla base dei propri calcoli ma, grazie al crollo dell'Euribor (dal 5% dell'epoca e' passato all'attuale 1%) l'esborso per le casse dello Stato e' stato meno oneroso. La cifra e' stata comunicata al quotidiano IlSole24Ore. Ma rischia di essere provvisoria perche' molte banche non hanno ancora completato l'iter dei rimborsi. Poi c'e' la questione che, grazie anche ad una circolare del ministero dell'Economia, le disposizioni si applicavano anche per i mutui che non fossero a tasso fisso per l'intera durata dell'ammortamento, quindi anche ai misti. Interpretazione confermata dall'Abi ma che ogni banca ha interpretato a proprio modo. Ora il parere favorevole dell'Ombudsman all'applicazione estensiva del tasso del 4%,, sollecitato da parte di un risparmiatore che si era visto vietare l'agevolazione, potrebbe aprire uno spiraglio e le altre banche dovrebbero adeguarvisi. 14-05-2010 10:33 Usura dilaga. Indagine Eurispes Il Belpaese si sta rilevando sempre piu' 'incravattato'. Ostaggio, nella morsa della crisi economica, dell'usura e della criminalita' organizzata. A rilevarlo e', in una indagine, l'Eurispes che definisce l'usura un 'credito in nero' e stila una particolare classifica delle regioni piu' a rischio secondo l'Iru, l'Indice di rischio usura. Secondo questo particolare indice, particolarmente a rischio risultano essere le province della Calabria (tutte nelle prime sei posizioni della graduatoria), della Campania (a rischio 'Alto' tutte le province, ad esclusione di Napoli), e della Sicilia (quattro province a rischio 'Alto', cinque province a rischio 'Medio-Alto'). Nella categoria identificata come a rischio 'Medio' risultano essere, invece, la provincia di Perugia, quella di Viterbo e, in generale, quasi tutte quelle Centro Italia, mentre costituiscono una minoranza le province del Mezzogiorno e del Nord-Ovest. Al ridursi ulteriore dell'Iru e della classe di rischio usura 'Basso', il contributo delle province appartenenti alle diverse aree geografiche cambia nuovamente, con una presenza sempre piu' significativa delle province del Nord-Ovest e del Centro e la totale assenza di province del Mezzogiorno. Dal lato della domanda, mette in rilievo lo studio Eurispes, l'usura in questo momento riguarda sia le famiglie che le imprese, dato che le necessita' di finanziamento possono avere origine sia da esigenze di consumo che da esigenze legate all'attivita' produttiva. Ovviamente tra le imprese, le piu' colpite sono quelle mediopiccole e tra queste, in particolare, quelle operanti nei settori che, per motivi legati alla congiuntura economica o all'evoluzione strutturale dell'intero sistema economico, sono in crisi e piu' facilmente si trovano in condizioni di difficolta' nel reperire finanziamenti. Ad essere maggiormente colpita dall'usura, sempre secondo la ricerca, risulta essere la categoria dei commercianti, ma il raggio d'azione del fenomeno interessa numerosi altri soggetti: famiglie bisognose, anziani, piccoli commercianti e piccoli imprenditori, fasce piu' deboli della popolazione. Insomma, conclude l'Eurispes, l'usura e' un fenomeno diffuso in tutta Italia, anche se risulta piu' marcato nel Mezzogiorno ma la maggior parte dei casi continua a rimanere sommersa e negli ultimi anni il numero delle denunce risulta addirittura in diminuzione. Questo nonostante, specie nell'ultimo decennio, sia aumentato il numero di denunce per estorsione, rivolte quasi sempre a esponenti della criminalita' organizzata. Infine la ricerca punta sula rapporto tra italiani e banche defindendolo un 'rapporto costoso'. 'Di solito - conclude l'Eurispes - le vittime dell'usura sono famiglie e aziende in difficolta' economiche, alle quali e' precluso il credito bancario, in ragione della consapevolezza da parte della banca della presumibile insolvenza di chi chiede prestiti. Questi soggetti trovano, infine, credito presso canali non ufficiali'. Una 'incapacita' dell'attuale sistema bancario di farsi carico delle difficolta' delle famiglie', si sottolinea, che ha fatto si' che queste siano considerate dai cittadini 'come soggetti cui rivolgersi per far fronte a spese altrimenti insostenibili per il proprio reddito e risparmio, ma non in grado di farsi carico pienamente dei loro problemi o delle loro necessita''. 06-05-2010 14:29 Mutui. Oltre 10.000 sospesi per far fronte a difficolta' famiglie "In meno di due mesi, tra febbraio e marzo 2010, le banche hanno sospeso mutui per 1 miliardo di euro a oltre 10mila famiglie. Gia' a quota 66 milioni di euro, nel primo periodo di avvio dell'iniziativa la liquidita' in piu' per far fronte alla crisi. Sono stati infatti 10.281 i contratti di mutuo - per un debito residuo di 969 milioni di euro - che hanno usufruito di questa opportunita'. Ogni famiglia avra' dunque a disposizione in media 6.600 euro in piu'". In una nota, l'Abi diffonde i primi dati del monitoraggio sulla sospensione dei mutui, illustrati oggi a Roma nel corso della Tavola rotonda "Il Piano famiglie - primi esiti" cui hanno partecipato rappresentanti dell'Abi, della Cei, dell'Anci, del Dipartimento Famiglia della Presidenza del Consiglio, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, delle Associazioni dei consumatori che hanno sottoscritto l'accordo del 18 dicembre 2009. Commentando i primi risultati il Presidente dell'ABI Corrado Faissola ha sottolineato "Siamo molto soddisfatti che questo strumento di concreto supporto alle famiglie abbia prodotto in soli due mesi un risultato cosi' importante dimostrando che il lavoro comune tra l'industria e i principali soggetti pubblici e privati puo' offrire risposte per le famiglie e la societa'". Nel dettaglio, la soluzione piu' frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l'intera rata (93% dei casi). La causa piu' frequente che ha determinato la necessita' di ricorrere a questa opportunita' nelle posizioni "in bonis" (senza ritardi nei pagamenti) e' stata la sospensione dal lavoro o riduzione dell'orario (Cig, mobilita' ecc.). Nelle posizioni con ritardo nei pagamenti, invece, la cessazione del rapporto di lavoro subordinato. Dal punto di vista "territoriale", il maggior numero di domande ammesse e' al Nord con il 58%, seguono Sud e isole con il 23% e il Centro al 19%. Durante l'incontro e' stata presentata la Guida Diamo credito alla tua voglia di ripartire, un opuscolo sul funzionamento delle iniziative che l'Abi promuove insieme a istituzioni pubbliche e private: sospensione dei mutui, anticipo dell'indennita' di cassa integrazione guadagni straordinaria, fondo nuovi nati, prestiti per studenti universitari, programmi di microcredito, accesso ai fondi per la prevenzione dell'usura. In particolare, l'Accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui realizzato lo scorso dicembre tra Abi e Associazioni dei consumatori, e' diretto ad offrire uno strumento immediato di aiuto alle famiglie. Le caratteristiche principali sono: - sospensione per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi; - mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l'acquisto, costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale; - clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell'occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione). L'iniziativa costituisce la misura minima alla quale le banche associate potevano aderire, ferma restando la piena liberta' di ciascuna banca di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall'Accordo. Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato. Il Piano e' partito il 1 febbraio e i clienti potranno presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31 gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010. ------------------------------------------LETTERE 19-05-2010 00:00 Buoni fruttiferi legati all'inflazione Buongiorno! In ottobre 2008,ho investito 5000 euro in buoni fruttiferi indicizzati all'inflazione presso le poste.Ora scadenza mi e stato detto che ho guadagnato 5025 euro (poiche' l'inflazione era alta al momento dell'acquisto e poi si e' abbassata). Da loro mi e 'stato consigliato di tenere ulteriormente i soldi fermi perche' l'inflazione sta salendo. Cosa mi consigliate? vale la pena tenerli ancora li'? Ipotizzando un aumento dell'indice FOI, cosa ci potrei guadagnare? O perlomeno per avere un rendimento almeno del 1% quanto tempo dovrei tenerli e l'indice FOI a quanto dovrebbe salire per recuperare lo scarsissimo o meglio niente rendimento?? fatemi un po di chiarezza (vorrei evitare ulteriormente la fregatura). Elena, da Torino (TO) Risposta: In generale i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione rispondono in modo efficiente all’esigenza di proteggere un capitale dall’inflazione. Sono strumenti garantiti dallo Stato italiano, che non presentano costi di sottoscrizione o di uscita e quindi danno la tranquillità di poter rientrare in possesso del capitale investito in qualsiasi momento senza correre rischi di oscillazioni di prezzo (come nel caso delle obbligazioni). A fronte di questo, il rendimento è estremamente esiguo: la serie da lei sottoscritta (Serie I33) presenta un tasso di rendimento REALE (aggiuntivo all’inflazione) lordo, dopo 10 anni, pari allo 0,42%. Se il suo obiettivo è sostanzialmente quello di proteggere i suoi risparmi dall’inflazione avendo la garanzia di rientrarne in possesso senza dover sostenere costi aggiuntivi, allora lo strumento è rispondente all’esigenza; se cerca un rendimento superiore (accettando però maggiori livelli di rischio) allora non è lo strumento adatto, magari può orientarsi verso i titoli di Stato italiani indicizzati all’inflazione, che, però, a fronte di un maggior rendimento, sono soggetti ad oscillazioni di prezzo. Ha risposto Giulia Coppolaro ------------------19-05-2010 00:00 Arca Cedola Corporate Bond Fortunatamente sono uscito da un assicurazione vita, che grazie ai vs consigli mi sono reso conto essere piena di costi accessori senza avere ingenti perdite, ora mi trovo ad avere a disposizione 20000 euro da investire. la mia banca la Popolare dell'Emilia Romagna mi ha suggerito di investirli in ARCA CEDOLA CORPORATE BOND III ma non ne sono convinto, preferirei invece investire in parte in obbligazioni della banca stessa(5 anni 2,5%) e in parte in buoni postali indicizzati all'inflazione, cosa ne pensate? secondo voi ARCA CEDOLA CORPORATE BOND III e un buon prodotto? grz per la vs cortesia Roberto, da Soliera (MO) Risposta: La prima cosa da fare quando ci si accinge ad effettuare un investimento è chiarire qual è il nostro obiettivo, ossia cosa si ricerca da quell’investimento. Arca Cedola Corporate Bond III è un fondo comune di investimento e, come tale, non ha scadenza e non garantisce la restituzione del capitale investito. Presenta inoltre commissioni di gestione annue pari allo 0,7% (che pesano negativamente sulle prospettive di rendimento) , che non dovremmo sostenere se acquistassimo un’obbligazione. Il rischio connesso a questa tipologia di investimento è decisamente maggiore rispetto a quello che sosterremmo investendo in Titoli di Stato o Buoni Fruttiferi Postali (che sono comunque garantiti dallo Stato). Non esiste un investimento che sia corretto in assoluto, ma la scelta deve essere coerente con l’obiettivo che ci poniamo. Questo articolo le potrà essere d’aiuto: http://investire.aduc.it/comunicato/decalogo+investitore+finanziario+non+esperto_5630.php Ha risposto Giulia Coppolaro ------------------19-05-2010 00:00 Nav vendita etf Ho comprato quote di un etf emerging markets ishares, ai prezzi 38,35-38,60-39,22 e 37,98. La nav di vendita sara' la sommatoria della media di queste quote? Quindi 38,35+38,60+39,22+37,98= 154,15/4= Nav vendita 38,53? Grazie. Roberto, da Scilla (RC) Risposta: Il NAV misura il valore di una singola quota di un fondo comune di investimento, nel caso specifico di un ETF. Si calcola dividendo il totale delle attività che formano il portafoglio (al netto delle passività) per il numero delle quote in circolazione. Viene ricalcolato ad ogni chiusura di Borsa e quindi non dipende dal prezzo al quale l’ETF viene scambiato nel corso della giornata e infatti solitamente ne diverge. Se lei ha acquistato tutte le quote dell’ETF lo stesso giorno il NAV di acquisto sarà il medesimo; discorso analogo per quanto riguarda il momento in cui andrà a disinvestire: venderà al prezzo di mercato di quel momento e al NAV di quel giorno a prescindere da quanto ha pagato per l’acquisto. Ha risposto Giulia Coppolaro ------------------19-05-2010 00:00 Obbligata ad aprire un c/c? Vi scrivo per avere conferma se quello che mi è stato detto è vero. Ho una polizza pensionistica fatta presso le Banca Regionale Europea (UBI Banca) emessa dalla Allianz Subalpina. Il conto corrente presso la banca è quello dei miei genitori, ma io sono cointestataria e ho anche la firma. Fino allo scorso anno non ci sono mai stati problemi, io davo i soldi ai miei genitori e loro mi pagavano la rata. Quest'anno sono stata contattata dal direttore della banca il quale mi ha detto che per continuare a tenere quel tipo di polizza devo aprire un nuovo c/c presso la loro filiale, non basta più essere cointestataria di un conto (un conto base costa 1,00 euro al mese + 34,00 di bollo a fine anno = 46,00euro come minimo). Sono andata ad una agenzia Allianz per chiedere se potevo trasferire la polizza da loro, ma purtroppo mi è stato detto che quel tipo di polizze sono fatte e gestite esclusivamente dalle banche. Mi spiacerebbe estinguere la polizza poichè essendo stata stipulata nel 1990 ha ancora le agevolazioni fiscali che le attuali non hanno più. Ora volevo sapere se è "giusto" questo atteggiamento della banca? Sono quindi obbligata ad aprire un secondo c/c presso questa banca? Ci sarebbe modo di trasferirla presso la mia banca (Intesa Sanpaolo)? Luisa, da Bibiana (TO) Risposta: E' possibile che si tratti di una politica commerciale della banca. Se vuole esserne certa, chieda spiegazioni per iscritto. Chieda come mai fino ad oggi non era necessaria l'apertura del conto corrente ed invece oggi le cose sono cambiate e non è sufficiente un conto cointestato. Chieda qual'è la motivazione per cui è assolutamente necessaria l'apertura di un altro conto corrente. Se vi è una ragione valida e plausibile le sarà fornita adeguata informazione, altrimenti ne può trarre le dovute conclusioni. Nel caso in cui la banca non voglia fornire le spiegazioni, potrà rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario: http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php Ha risposto Roberto Cappiello ------------------19-05-2010 00:00 Errato valore di riscatto polizze Ina Assitalia OGGETTO: LIQUIDAZIONE POLIZZE INA ASSITALIA In data 9feb2010 è stata liquidata la polizza n° xxx intestata a xxx xxx, con un importo di €9246,15 anziché €12234,70 e la polizza n° xxx intestata a xxx xxx, con un importo di €3892,13 anziché €4725,06 come riconosciuto dall'agenzia. Dopo una verbale richiesta di verifica della liquidazione, l'agente consapevole dell'errore suggerisce inizialmente di procedere all'annullamento del riscatto e restituzione della somma percepita, per poi comunicare che la direzione stava provvedendo alla risoluzione dell'inconveniente, nominando come referente un altro funzionario. Dopo numerosi tentativi di contatti telefonici, e-mail e sms, a distanza di tre mesi non si riesce a recuperare la somma spettante, con continue promesse di esaudire la richiesta. Abbiamo già richiesto chiarimenti all'INA ASSITALIA via fax, è possibile fare una lettera con la quale si richiedono legalmente le somme spettanti? Carlo, da Guidonia Roma (RM) Risposta: deve formalizzare una richiesta di chiarimento all'Ina (raccomandata con avviso di ricevimento) sotto forma di vero e proprio reclamo. Se sono trascorsi 45 giorni senza aver ricevuto alcuna risposta, potete chiedere l'intervento dell'ISVAP (Istituto di Vigilanza delle Assicurazioni Private). Guardi questo link: http://www.isvap.it/isvap/imprese_jsp/PageGenerica.jsp? numObj=191573&nomeSezione=PER_IL_CONSUMATORE Inoltre il fac-simile del reclamo lo trova qui: http://www.isvap.it/isvap_cms/docs/F2180/Allegato2_Guida%20ai %20reclami.pdf Ha risposto Roberto Cappiello ------------------18-05-2010 10:04 Obbligazioni deutsche Bank Egr. Signori ho letto il vostro articolo sul collocamento Unicredit delle obbligazioni DEUT BK (XS0491548870)e sono un pò preoccupato perchè ho acquistato 10.000 euro il 16/04 e mi sono state addebitate sul conto corrente il 04/05/2010 però a oggi 14/05 non vedo sul sito on-line della banca il movimento del titolo e il controvalore, ho domandato chiarimenti alla banca e mi hanno detto che si potrà vedere fra qualche mese!!Strano perchè mi era stato detto che venivano collocate all'inizio di maggio, e ricordo che con altre obbligazioni il controvalore si vedeva dopo alcuni giorni dall'addebito. Chiedo gentilmente a voi se quello che mi ha detto la banca è vero oppure devo prendere provedimenti!! (la banca mi ha detto che se voglio posso vendere il titolo)ci sarebbero dei costi per vendere? Oppure mi conviene aspettare? (non vorrei la sorpresa di vedere il controvalore al di sotto di 100). Chiedo gentilmente un vostro consiglio. Distinti Saluti Roberto, da Sasso Marconi (BO) Risposta: Quello che le ha detto la banca riguardo ai tempi necessari per vedere e negoziare on-line il titolo è corretto. La ragione è che dal momento della chiusura del collocamento (29/04/2010) Unicredit prevede una tempistica massima di tre mesi per far ammettere il titolo alla negoziazione su Euro TLX; da quel momento l’obbligazione potrà essere scambiata in condizioni di trasparenza al prezzo quotato su EuroTLX, che si aggiorna in tempo reale in base alle condizioni di mercato di domanda e offerta. Nel periodo che intercorre tra il termine del collocamento e l’ammissione a quotazione è possibile negoziare l’obbligazione al prezzo fornito da Unicredit e quindi in condizioni di scarsa trasparenza. Per questo motivo le sconsigliamo di vendere il titolo in questo momento, ma di aspettare l’ammissione a negoziazione su Euro TLX. Da quel momento potrà valutare se vendere o meno l’obbligazione, in quanto il prezzo sarà sempre consultabile semplicemente accedendo al sito www.eurotlx.com e digitando il codice ISIN. Riguardo alla sua preoccupazione di trovarsi il prezzo sotto 100, è un’ipotesi altamente probabile per le ragioni che avrà letto nell’articolo http://investire.aduc.it/articolo/collocamento+unicredit+obbligazioni+deutsche+bank_17342.php , ma purtroppo non è vendendo ora che evita la discesa del prezzo rispetto a quanto pagato in collocamento, perché comunque Unicredit gli applicherebbe il prezzo di mercato, che è minore di 100. Giulia Coppolaro ------------------18-05-2010 00:00 Offerta argentina e cause alla banca Ho intrapreso le vie legali con la banca che mi aveva proposto questi bond. Con il nuovo concambio, è mia intenzione aderire. Gradirei conoscere il vostro consiglio in merito a questa mia decisione e se la stessa non inficia il corso legale in corso. Il legale a cui ho affidato il patrocinio, non ha le idee chiare, mentre da informazioni avute dalla mia attuale banca mi dicono che i percorsi sono indipendenti e non si contrappongono. Vittorio, da 28100 Novara Risposta: Aderendo all'offerta, rinuncia a qualsiasi pretesa nei confronti dell'Argentina mentre può sempre rivalersi sulla banca. ------------------18-05-2010 00:00 Polizze dormienti postevita Buongiorno, sono il beneficiario di una polizza "dormiente" con Poste Vita, stipulata il 28.2.2006 da un parente che è deceduto il 28.5.2006. Alla mia richiesta di liquidazione del 31 luglio 2009, mi fu risposto che "in base alla legge 27 ott 2008 n.166" avevo perso il diritto alla riscossione della polizza. Apprendo che il caso dovrebbe essere risolto in base all'articolo 2, comma 4, decreto legge 40 del 25 marzo 2010, e che a breve si dovrebbe ricevere il pagamento da parte di Poste Vita. Ho contattato telefonicamente Poste Vita il 21.4.2010 e ancora il 11.5.2010, e mi viene sempre risposto che "stanno partendo le lettere con le informazioni su come richiedere il rimborso". Questi sono ora i dubbi: 1) Il beneficiario, pur avendo già richiesto a suo tempo il rimborso, inviando tutti i documenti necessari (incluso l'originale della polizza, mai restituito) deve ora richiedere nuovamente il rimborso? 2) Se non si riceve a breve la lettera di informazioni da Poste Vita, quali azioni conviene intraprendere? 3) Quali sono i tempi entro i quali richiedere nuovamente il rimborso? 4) Qualcuno ha già ricevuto il rimborso, o almeno la lettera di informazioni su come richiedere nuovamente il rimborso da Poste Vita Piera, da Noverasco Di Opera (milano) Risposta: Se ha inviato tutti i dati e la documentazione necessaria al pagamento della polizza, nulla potrà essere ancora richiesto. Le Poste, a quanto ci risulta, stanno effettivamente provvedendo ad evadere le richieste di riscatto. La legge 166 del 2008 aveva bloccato tutto e soltanto dopo il decreto legge dello scorso 19 marzo è stato possibile evadere le richieste. Le assicurazioni hanno circa un anno e mezzo di arretrato, quindi, cui far fronte, e per forza di cose lo smaltimento procede a rilento. Deve solo pazientare un po'. ------------------18-05-2010 00:00 Bancomat non eroga il contante richiesto gentile aduc,vi espongo un problema verificatosi con la mia banca(bccc):il giorno 01/05/2010 di sabato mattina mi reco presso lo sportello automatico della mia banca x fare un prelievo di 250 € ;l'operazione va in porto,mi tira fuori la carta(maestro),mi tira fuori lo scontrino,ma non mi tira fuori i SOLDI. il lunedi successivo entro in banca e mi dicono che forse si è verificato una caduta di linea ecc.addebitandomi lo stesso la cifra sul mio conto e che dovrò aspettare l'apertura dell'atm per fare il conto cassa e se riscontreranno eccedenze mi faranno il rimborso sul conto;fino adesso ancora non ho ricevuto alcuna telefonata e a questo punto mi chiedo quali sono i tempi e come funzionano queste cose e soprattutto se rivedrò i miei soldi. Gianluca, da Sabaudia (LT) Risposta: Nel tempo intercorso tra la sua domanda e la nostra risposta, certamente la banca ha effettuato la quadratura. Se da ciò non deriva un'eccedenza di contante rispetto alle scritture contabili, sarà ben difficile ottenere il rimborso. Presenti reclamo, poi potrà eventualmente rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario: http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php Facciamo però notare che l'ombudsman bancario, che fino a sei mesi fa si occupava dei ricorsi sul tema, respingeva le domande dei clienti quando dall'esame delle contabili dell'apparecchiatura che gestisce il bancomat non risultavano contanti in eccesso. ------------------18-05-2010 00:00 Da FIP a PIP (a Fondo Negoziale) Nel dicembre 2001 ho sottoscritto una polizza FIP (Annua e Attiva Più di Ina Assitalia) con scadenza nel 2018, polizza che, anche seguendo i vostri consigli, ho portato in riduzione nel 2005. Il consulente con cui ho sottoscritto la polizza mi ha proposto recentemente di migrare la posizione sul PIP INA Assitalia Primo. Io sono molto tentata da questa opzione anche perchè, se non erro, dopo tre anni di permanenza nel PIP potrei nuovamente migrare la posizione dal PIP a un fondo negoziale, che ha costi di gestione più bassi (esiste un fondo negoziale in italia che permette l'adesione anche ai lavoratori autonomi, che è il mio caso). Chiedo un vostro parere e anche se posso in ogni caso aderire da subito al fondo negoziale avendo per 3 tre anni le due posizioni in contemporanea (PIP migrato da FIP e fondo negoziale) fino al momento in cui convolgerò il PIP nel fondo negoziale già aperto. Monica, da 36061 Bassano Del Grappa Risposta: Può già trasferire la posizione previdenziale in altro prodotto, nel suo caso recuperando anche una parte dei costi pre-contati: http://investire.aduc.it/articolo/trasferimento+della+posizione+previdenziale+fip_9477.php. La portabilità era garantita anche dalla normativa precedentemente in vigore, infatti, e l'Isvap era intervenuta per renderla più agevole. Non deve necessariamente sottoscrivere una nuova polizza per poi attendere due anni (non tre) per trasferirsi altrove. Se, invece, la polizza sottoscritta nel 2001 non è un PIP, comunque non ha senso sottoscrivere un PIP trasferendo la posizione. Anzi, nemmeno si può parlare di trasferimento poiché l'operazione sarebbe costituita dal riscatto anticipato della prima polizza (con tanto di penali) per poi utilizzare il danaro ricevuto per sottoscrivere quella nuova. Ricapitolando: se la polizza in suo possesso è un PIP, può trasferire la posizione al fondo di categoria. Se invece non è un PIP, il trasferimento non è possibile ma è solo possibile estinguerla per versare poi il danaro nel fondo pensione (senza passare per il nuovo PIP, operazione che non ha senso). Ovviamente è possibile tenere anche più posizioni aperte, ma se la polizza è di tipo PIP conviene trasferirla al fondo pensione. ------------------- 18-05-2010 00:00 Rimborso premio assicurazione sulla vita cardif gentile aduc nel ottobre 2007 ho sottoscritto un mutuo a tasso fisso con bnl. mi hanno fatto sottoscrivere una polizza assicurativa sia a me che a mia moglie (intestatari del mutuo). ora che devo chiudere il mutuo, in quanto ho venduto la casa, mi hanno risposto che posso chiedere un rimborso del premio non goduto ma che mi tornera' circa il 50% di quello versato (totale versato 7000 euro) ma io ho pagato usufruito solo due anni e mezzo di tale copertura. nel contratto assicurativo che una formula matematica che mi restituisce meno del 50% del premio precedentemente versato. ho contattato la cardif assicurazioni tramite email ma non mi risponde nessuno. volevo sapere come mi devo comportare e se il decreto bersani sulle assicurazioni private puo' aiutarmi a recuperare il rimanente premio o se devo perdere tutti quei soldi. con l'occasione porgo cordiali saluti Stefano, da Cerro Veronese (VR) Risposta: A novembre 2008, Ania ed Abi hanno sottoscritto un protocollo grazie al quale è possibile trasferire il proprio mutuo da una banca all'altra, potrà mantenere la polizza preesistente cambiando il nome del beneficiario (la banca), oppure estinguerla ottenendo in questo caso la restituzione del premio non goduto e delle provvigioni erogate alla banca dall'assicurazione. Le regole valgono anche in caso di estinzione anticipata del mutuo. Unico neo, non da poco, è che l'accordo non è vincolante per le compagnie e quindi un eventuale diniego costringerebbe il cliente a cercare di rivalersi mediante le vie legali. Invii un reclamo, cui l'assicurazione dovrà rispondere entro 45 giorni. In caso di risposta negativa o assente, potrà agire legalmente ed anche segnalare la mancanza all'Isvap. La stessa Isvap ha da tempo annunciato un regolamento per disciplinare la materia, ma ancora non è stato emanato. Altra strada può essere l'Arbitro Bancario Finanziario: http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php ------------------18-05-2010 00:00 Surroga mutuo e polizza lo scorso anno a dicembre ho acceso un mutuo con una banca. quest'anno a dicembre (trascorso un anno intero) ho fatto la surroga e l'ho trasferito presso un'altra banca. il mutuo comprendeva anche un'assicurazione per la quale ho dovuto chiedere il rimborso. l'assicurazione era di euro 10.100,00 per 25 anni. mi hanno restituito, dopo un anno, quasi 5000,00 euro è normale? a me sembra assurdo potete aiutarmi? Calogero, da Cattolica Eraclea (AG) Risposta: In realtà non dovevano esserci ostacoli al trasferimento della copertura assieme al mutuo, purtroppo molte banche continuano a vessare i clienti negando il cambio del beneficiario della polizza. A novembre 2008, Ania ed Abi hanno sottoscritto un protocollo grazie al quale è possibile trasferire il proprio mutuo da una banca all'altra, potrà mantenere la polizza preesistente cambiando il nome del beneficiario (la banca), oppure estinguerla ottenendo in questo caso la restituzione del premio non goduto e delle provvigioni erogate alla banca dall'assicurazione. Le regole valgono anche in caso di estinzione anticipata del mutuo. Unico neo, non da poco, è che l'accordo non è vincolante per le compagnie e quindi un eventuale diniego costringerebbe il cliente a cercare di rivalersi mediante le vie legali. Invii un reclamo, cui l'assicurazione dovrà rispondere entro 45 giorni. In caso di risposta negativa o assente, potrà agire legalmente ed anche segnalare la mancanza all'Isvap. La stessa Isvap ha da tempo annunciato un regolamento per disciplinare la materia, ma ancora non è stato emanato. Altra strada può essere l'Arbitro Bancario Finanziario: http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php ------------------18-05-2010 00:00 Vincolo conto corrente per pagare il mutuo Ho mutuo ipotecario prima casa e conto corrente nella medesima banca di credito cooperativo. Da qualche tempo la Banca ha aumentato le spese gestione conto cosicchè mi sono trovato un'alternativa di conto corrente in un'altra banca. Volevo chiedere:" sono OBBLIGATO a mantenere il conto corrente per ragioni di rata mutuo?" perchè questo è quello che mi ha risposto la banca in prima battuta una volta che ho richiesto di chiudere il conto corrente. Premetto che nè sull'atto notarile del rogito della casa nè in nessuna altra carta da me firmata compare questo obbligo. Chiudendo il conto corrente come alternativa gli avevo proposto di darmi l'IBAN della banca stessa sul quale avrei provveduto al continuo pagamento mensile delle rate del mutuo, ma da più di un mese nessuna risposta. Andrea, da Quinto Vic.no (vicenza) Risposta: Presenti reclamo, poi potrà eventualmente rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario: http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php In precedenza, l'ombudsman bancario si esprimeva a favore delle banche, mentre ancora non ci sono pronunciamenti del nuovo ABF. SE nel contratto non vi è obbligo di pagare a mezzo addebito sul conto corrente tenuto nella stessa banca, non dovrebbe avere difficoltà alcuna ad ottenere giustizia. Il caso può anche essere sottoposto all'Autirotà Garante della Concorrenza, poiché un simile obbligo si giustifica solo con la volontà di "incastrare" il cliente: http://www.agcm.it ------------------18-05-2010 00:00 Assicurazione legata a mutuo Salve, Avrei bisogno di un consiglio su come muovermi, anche se dubito si possa fare qualcosa ma almeno segnalo un' ingiustizia almeno secondo me. a novembre 2009 ho estinto anticipatamente un mutuo per prima casa, poche settimane dopo ho contattato la banca per sapere se era tutto estinto correttamente e mi hanno confermato di sì, ieri ho visto che mi hanno detratto 2 giorni fa l'importo di 51 euro per l'assicurazione OBBLIGATORIA e vincolata al mutuo che avevo sottoscritto per ottenere il finanziamento. Ho richiesto l'annullamento della polizza e lo storno del movimento ma mi è stato risposto che, essendo già passati 2 giorni non poteva più essere stornato e che, comunque dovevo essere io a preoccuparmi di annullare anche la polizza ( essendo scritto nel contratto ) e loro non sono tenuti ad ricordarmi che oltre all'ipoteca c' è un' assicurazione vincolata obbligatoria ed imposta da loro. Grazie dell'attenzione, Cordiali saluti Stefano, da Montecompatri Risposta: Presenti reclamo, poi potrà eventualmente rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario che ha già disposto che l’estinzione anticipata del finanziamento comporta la risoluzione del contratto di assicurazione e che le ulteriori rate di premio riscosse dall’intermediario, successivamente all’estinzione del finanziamento, devono essere restituite: http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php Ha anche diritto alla restituzione della parte di premio non goduta a seguito dell'estinzione anticipata. A novembre 2008, Ania ed Abi hanno sottoscritto un protocollo grazie al quale è possibile trasferire il proprio mutuo da una banca all'altra, potrà mantenere la polizza preesistente cambiando il nome del beneficiario (la banca), oppure estinguerla ottenendo in questo caso la restituzione del premio non goduto e delle provvigioni erogate alla banca dall'assicurazione. Le regole valgono anche in caso di estinzione anticipata del mutuo. Unico neo, non da poco, è che l'accordo non è vincolante per le compagnie e quindi un eventuale diniego costringerebbe il cliente a cercare di rivalersi mediante le vie legali. Invii un reclamo, cui l'assicurazione dovrà rispondere entro 45 giorni. In caso di risposta negativa o assente, potrà agire legalmente ed anche segnalare la mancanza all'Isvap. La stessa Isvap ha da tempo annunciato un regolamento per disciplinare la materia, ma ancora non è stato emanato. ------------------14-05-2010 00:00 Consiglio di come investire i dei sodi a lungo termine salve vi ringrazio anticipatamente sulla risposta che mi darete, io verrei investire dei soldi di mia figlia ma non so deve e come e quale e' il mio migliore prodotto a lungo termine, grazie Orazio, da Goslar (EE) Risposta: legga qui http://investire.aduc.it/lettera/investimento+sicuro_219964.php ------------------14-05-2010 00:00 c/c oppure libretto? mi domandavo se c/c libretto siano alla pari in fatto di garanzie in caso di fallimento della banca/posta presso cui sono stati aperti. grazie, Stefano, da Rimini Risposta: I conti correnti bancari sono tutelati dal Fondo Interbancario Tutela Depositi le Poste non aderiscono al Fondo, ma dato che sono al 100% una società pubblica — 65% di proprietà del Tesoro, 35% della Cassa depositi e prestiti — su questi prodotti tradizionali opera di fatto una garanzia statale. ------------Ha risposto Matteo Piergiovanni http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php ------------------14-05-2010 00:00 Polizza di assicurazione sulla vita provvedo banca monte paschi Buon giorno innanzitutto complimenti per l'ottimo servizio che eseguite, vorrei porvi un quesito, mi sono fatta mandare da axa mps il duplicato della polizza 54n provvedo, del mio compagno sottoscritta il 1996 e della quale sono state versate 14 rate (una rata all'anno), ogni anno ha versato 1291,14 per cui finora ne ha versati 18075,97 e il valore di riscatto alla data odierna è 21890,57, è stato un investimento abbastanza giusto? ha guadagnato un po'? almeno così sembra.. poi c'è scritto che in ogni momento si può richiedere la liquidazione totale del montante del conto di risparmio previdenziale che può essere pagato in un unica soluzione o sotto forma di rendita, inoltre dice il montante è costituito dai versamenti effettuati, diminuito dell'imposta di assicurazione e delle spese e aumentato dell'interessi calcolati con le modalità indicate dall'art 12 delle condizioni di assicurazione mod a506, che al momento non ho, è meglio che me lo faccia mandare? Allora i 21890,57 vanno decurtati dei suddetti importi? Premetto che questo investimento gli è stato consigliato dal fratello che è direttore alla Monte Paschi, come prodotto sicuro e redditizio... voi cosa ne pensate? E' meglio che lo tenga o lo disdica? ah il premio pagato è 1291,14, ivi comprese imposta 31,49 e spese 103,4. Grazie mille e scusate se mi sono dilungata. Oribold, da Viadana (MN) Risposta: ne abbiamo parlato qui http://investire.aduc.it/lettera/polizza+provvedo+mps_89420.php Le suggeriamo di riscattare il prodotto in maniera tale da evitare di continuare a subirne gli elevati costi e di leggere qui per capire come orientarsi utilizzando strumenti efficienti --------------Ha risposto Matteo Piergiovanni http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php ------------------13-05-2010 00:00 L'azienda non versa il TFR nel fondo Buongiorno, ho cercato nel sito le schede riguardanti il TFR, ma non le trovo più. Sto cercando di capire come posso agire con la mia azienda. Ho chiesto di versare il mio TFR in un fondo aperto con cadenza trimestrale. Già a fine 2007 i versamenti che risultavano nel fondo non mi erano chiari. L'azienda mi risponde che avrebbe verificato. A metà 2008 mi accorgo che non hanno più versato nulla, però scopro che legalmente sono obbligati solo al versamento annuale. Effettuano un versamento cumulato, ma l'amministratore del fondo mi fornisce solo le quote nette e non riesco a capire a che mensilità corrispondono. Chiedo all'azienda le distinte, ma si dimenticano sempre di girarmele. Dopo aver reclamato con l'amministratore del fondo, riesco ad avere finalmente un riepilogo delle quote lorde e tutti i versamenti fatti dalla mia azienda: mancano metà quote dell'anno 2007 e metà dell'anno 2008 (ovvero manca un intero anno!). Mentre il 2009 è perfetto. Ho chiesto riscontro all'azienda, ma ovviamente hanno sempre qualcosa di più urgente da fare. Come mi devo comportare? C'è un obbligo legale dell'azienda di sistemare subito la mia posizione? C'è qualcuno che vigila su queste situazioni? Grazie. Barbara, da Albignasego (PD) Risposta: Deve rivolgersi ad un patronato, avvocato o altro soggetto che potrà mettere in atto le azioni necessarie. In ogni caso non deve temere poiché nei casi di omesso versamento è comunque operativo il fondo di garanzia: http://www.investire.aduc.it/articolo/tfr+contributi+nei+fondi+pensione+operativo+fondo_13490.php ------------------13-05-2010 00:00 Piano "My Way" Banca del Salento Ciao sono Luca,ho 30 anni è abito in provincia di Perugia, e sono uno di tanti truffati con il piano My Way. Nel anno 2000 acquistai questo prodotto pensando ad un piano d'accantonamento, successivamente anno 2006, avendo versato circa € 3000.00, mi resi conto che era un vero e proprio mutuo feci un reclamo e chiesi l'estinzione. Ora la banca, ormai MPS mi chiede circa € 6000,00. Nell'anno giugno 2008 ho acquistato un appartamento (PRIMA CASA) e preso un mutuo con il M.P.S., con rate regolarmente pagate, stamane mi hanno chiamato dicendo che la mia posizione è da ridefinire dato che sono segnalato come debitore del gruppo M.P.S. possono togliermi il mutuo di casa? cosa rischio e cosa posso fare per uscire da questa situazione così scomoda? Allego documenti MPS in mio possesso. Certo di una Vs celere risposta porgo distinti saluti Luca, da Bastia Umbra (PG) Risposta: Per il mutuo può stare tranquillo. Se lei paga regolarmente il mutuo non possono certo revocare il mutuo e certamente non le tolgono la casa, stia tranquillo! Per il MyWay, se l'ha sottoscritto fuori dalla sede della banca con un promotore finanziario ha ottime possibilità di farlo dichiarare nullo giudizialmente per l'assenza della clausola dello ius poenitendi (diritto di ripensamento). ------------------13-05-2010 00:00 Gli esperti finanziari Vi scrivo per ricevere chiarimenti sull’ articolo apparso sab. 8-5-10 sul sole24ore in prima pagina a firma Roberto Perotti (rating e hedge falsi bersagli) che noto essere docente alla Bocconi. Nella parte finale dell’articolo a pag. 14 si legge che i mercati hanno emesso il verdetto finale sulla Grecia in quanto (parole testuali) “assumendo una stima conservativa di un aumento medio del 6% sul debito totale di circa 300 mld questo significa un aumento della spesa per interessi di quasi 20 mld all’anno. Piu’ della meta’ del pacchetto di aiuti se ne e’ dunque andato in pochi giorni solo per la maggiore spesa per interessi, e un default e’ ora quasi inevitabile”. Se il mio lessico non difetta mi sembra una di quelle conclusioni che se fatte in sede di esame universitario meriterebbero una sono bocciatura. - l’aumento dei tassi richiesti sul mercato non incide sui titoli gia’ in circolazione e quindi non aumenta il flusso cedolare richiesto - la Grecia e’ previsto che per almeno 12-15 mesi non vada sui mercati internazionali e quindi i tassi che offrono ora i suoi Bond non hanno rilevanza alcuna sul suo debito - l’unico aggravio e’ il 5% su 20 dei 45mld prestati perche’ 25 saranno usati per il rimborso dei titoli in scadenza 2010 il che’ significa questi sono “neutri” cioe’ trasferiscono 25mld di debito greco dai mercati agli stati UE con tassi comparabili. Se la Grecia rispettera’ le misure annunciate il deficit 2010(comprensivo di interessi) sara’ del 9% avremo quindi un disavanzo di 25MLD Riassumendo la grecia avra’ 45 mld che utilizzera’ integralmente e copriranno il 2010 sia dal versante rimborsi che da quello disavanzo e avra’ un debito/pil che dal 125% lievitera’ di circa 27/28 Mld (25 di disavanzo + 5% interessi) che portera’ il debito al 135%. Considerando infine un calo del pil del 4%, diminuendo il denominatore a tutti par chiaro che il precedente rapporto si alzera’ a circa il 141%. O io ho letto un articolo che intendeva qualcosa di diverso da cio’ che e’ scritto o la sonora bocciatura mi sembra d’ obbligo. Gradirei un vostro giudizio Alberto Risposta: pubblichiamo volentieri la sua lettera ma, se ce lo consente, ci asteniamo dal dare le bocciature richieste. Nell'articolo di Perotti, a nostro modesto avviso, ci sono diverse cose non condivisibili ed altre condivisibili così come nelle sue argomentazioni ci sembra di leggere, se abbiamo bene compreso e senza voler fare alcuna bocciatura, delle considerazioni discutibili. Ognuno tenga le proprie, non v'è dubbio che i titoli Greci, in questo momento, non sono titoli adatti ad investitori inesperti. Questo è il punto che preme sottolineare ad Aduc Investire Informati. ------------------13-05-2010 00:00 Bond argentini US040114gd65 mio padre è titolari di 37000usd di bond sopra citati. all'indomani dello swap sono venuto a conoscenza di numerose class action oltroceano- ora gentilmente vi chiedo cosa devo fare: avendo aderito a tfa proseguire il cammino con loro. tentare la strada d'oltroceano o accettare lo swap? grazie anticipatamente Alessandro, da Casalbuttano (CR) Risposta: la nostra posizione è che si possa sperare ben poco dalle azioni legali contro l'argentina, per questo suggeriamo di aderire alla OPSV. Visto che ha aderito alla TFA dovrebbe forse sentire anche il loro parere. Non si sono ancora pronunciati ma il 6 Maggio hanno diramato un comunicato per dire che avrebbero preso una posizione entro il 12 maggio. ------------------13-05-2010 00:00 Portafoglio ADUC Buongiorno, come sta il portafoglio ADUC? Grazie cordiali saluti Giulio, da Trento (TN) Risposta: continua ad essere in linea con i risultati degli anni passati. Appena riusciamo a prendere un po' di tempo, faremo il solito aggiornamento sul sito. Il concetto, ormai, è comunque abbastanza chiaro, ci sembra. ------------------12-05-2010 00:00 Revoca polizza Salve, ho bisogno di un consiglio legale. Ho acquistato casa e per accendere il mutuo "che Banca" mi ha chiesto di aprire un polizza sulla casa. A parole non mi ha dato vincoli. A questo punto ho sottoscritto una polizza con allianz "casatua" e presentandola a Che Banca quest'ultima mi ha riferito che dovevo sottoscriverla con altra compagnia (che fa anche parte del gruppo allianz). Ora ho provveduto ad inviare revoca (entro i 30 giorni) ad allianz per la polizza "casa tua". Innanzitutto volevo sapere se ho diritto alla restituzione del premio versato in quanto in caso contrario mi troverei a pagare per quest'anno due polizze per colpe altrui (che Banca). Mi risulta che se la revoca avviene nei trenta giorni dalla sottoscrizione del contratto ho diritto alla restituzione. (o mi sbaglio?) Grazie Giovanni Giovanni, da Caggiano (SA) Risposta: ha 30 giorni di tempo dalla firma della proposta per recedere dalla stessa e ulteriori 30 giorni dal perfezionamento del contratto per recedere dalla polizza ------------------12-05-2010 00:00 Gestioni patrimoniali Bnl Spett. ADUC Avendo da diversi decenni rapporti di conto con la BNL (di Rimini), nel 1999 sono stato invitato a sottoscrivere "GESTIONE PATRIMONIALI" con diversi gradi di rischio azionario (10% - 20% - 30% - 50%), quindi diversificando come da loro richiesto. Dopo circa un decennio dalla sottoscrizione il risultato è stato il seguente: NESSUN INTERESSE PERCEPITO E, ADDIRITTURA, PERDITA DI CAPITALE. Alle mie contestazioni la Banca, sottraendosi alle sue responsabilità, ha tentato sempre di giustificarsi attribuendo il risultato all'andamento del mercato ed alle mie scelte, dimenticandosi che, per consigliare e seguire tale investimento (anche nella sua movimentazione, a difesa delle eventuali variazioni sfavorevoli del mercato), mi era stato designato un "Private Banker" che si è però (visti i risultati) particolarmente distinto per incapacità e latitanza. Potete Voi fare qualcosa per denunciare questi comportamenti niente affatto professionali? Vi sono stati segnalati altri casi simili al mio? Esiste, secondo Voi, la possibilità che io possa chiedere un risarcimento danni? Resto in attesa di leggerVi in merito per conoscere quali iniziative, anche con la Vostra collaborazione, potrei intraprendere a tutela dei miei (ed immagino non solo miei) interessi. In ogni caso mi tengo a Vostra disposizione per eventuale invio di documentazione, se da Voi richiesta. Anticipando i ringraziamenti, Vi porgo distinti saluti. Guelfo, da Rimini Risposta: le Gestioni Patrimoniali sono tra i prodotti finanziari più costosi in quanto prevedono la inutile moltiplicazione di commissioni ad esclusivo beneficio di chi vende il prodotto. Tuttavia avendo lei dato mandato ad una società ed avendo firmato un contratto ha di fatto accettato tutte le condizioni in esso contenute, pertanto non c'è possibilità di riavere quanto perso sul mercato a meno che lei riesca a dimostrare un comportamento fraudolento dell'istituto nei suoi confronti intentando una causa legale. -------------------Ha risposto Matteo Piergiovanni http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php ------------------12-05-2010 00:00 Polizze unit linked Salve, io sono uno dei tanti correntisti che ha stipulato una polizza unit linked, la Patavium Dinamic offerta dalla banca di Cred. Coop. Piove di Sacco (PD), il nome intero era Progetto Vita Galileo Unico di una società di Verona, la Risparmio & Previdenza.Ci tengo a sottolineare che sono stati loro (banca) a contattarmi e non io a chiedere di fare questo schifo di investimento sotto forma di polizza.Il 29/12/2000 investii x fortuna solo 5.000/00 euro e vidi da subito i miei soldi che si svalutavano mese x mese, quando chiesi spiegazioni alla mia banca mi dissero che è il mercato che va male e non si poteva fare niente se non aspettare. Questa polizza aveva una durata di 5 anni e a scadenza il capitale era di 3.350/00 euro, l'ho lasciata andare avanti fino al 22/08/2007, si era ripresa un pò ma in maniera lentissima, x paura di una ricaduta mi sono fatto disinvestire la polizza e ho portato a casa 3.717/00 euro, dopo i 5 anni si poteva chiuderla in qualsiasi momento senza penali, almeno questo. La mia domanda è se si può in qualche maniera tentare di recuperare i soldi persi visto che queste polizze-investimenti si sono rivelate delle mezze truffe.......! Distinti Saluti Tiziano, da Fossò (VE) Risposta: non c'è possibilità di riavere quanto perso in quanto avendo firmato un contratto ha di fatto accettato tutte le condizioni in esso contenute, a meno che lei riesca a dimostrare un comportamento fraudolento dell'istituto nei suoi confronti intentando un'azione legale. ------------------Ha risposto Matteo Piergiovanni http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php ------------------11-05-2010 00:00 Investimento sicuro Sono da poco uscito dal mercato azionario, nonostante non abbia ad oggi recuperato tutte le perdite degli anni scorsi! visto l'attuale situazione ho pensato bene di rifugiarmi su qualche prodotto sicuro (tasso fisso, zero rischi o rischi minimi); la banca mi ha proposto delle obbligazioni a tasso fisso di enti sovrani, come la banca stessa (intesa-sanpaolo) oppure obbligazioni statali. oppure btp o simili a tassi 3,75%, 4,25% a media scadenza. ho sentito anche le poste, le quali mi hanno proposto tra l'altro le loro obbligazioni di poste italiane. volevo chiedervi: secondo la vs. esperienza, quale e' il "prodotto" migliore e piu' sicuro al momento su cui si possa investire a medio termine? quale da il rendimento migliore netto? potreste indicarmi alcuni prodotti da voi consigliati? p.s. ho letto anche dei bond, che cosa sono? dove si acquistano? meglio degli altri? Federico, da Citta' Di Castello (PG) Risposta: il prodotto migliore su cui investire semplicemente non esiste, il ragionamento va fatto al contrario: date le caratteristiche del singolo si scelgono gli strumenti finanziari a lui più adatti. Pertanto non conoscendola non siamo in grado di fornirle una risposta esauriente. Le suggeriamo di leggere qui per comprendere come va utilizzato il sito http://investire.aduc.it/info/Iniziainvestire.php --------------Ha risposto Matteo Piergiovanni http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php ------------------10-05-2010 00:00 Tutela dossier titoli in caso di default Cara Aduc, ho intenzione, vista l'attuale situazione finanziaria, di acquistare bund tedeschi, che saranno custoditi nel mio dossier titoli,esistente nella banca popolare, di cui sono cliente.In caso di default della banca o del debito sovrano italiano, che fine fanno i miei bund? Enrico, da Altamura (BA) Risposta: I titoli resterebbero in ambo i casi i suoi ma, in caso di default nazionale (ribadiamo che si tratta di un evento estremamente improbabile) potrebbero essere presi dei provvedimenti (blocco dei depositi, conversione forzosa in una nuova valuta, ad esempio) che colpirebbero gli intermediari italiani ma anche le dipendenze in Italia di intermediari esteri. Ribadiamo che tale ragionamento è davvero "estremo" e lo indichiamo per completezza della risposta. Non vuole, quindi, dire che attribuiamo probabilità al suo verificarsi. ------------------08-05-2010 00:00 Deposito amministrato Nel caso ipotetico di default dell'Italia (Argentina - e Grecia? - docet) i miei titoli depositati sul deposito amministrato della mia banca che fine faranno? Grazie per la consulenza. Antonio, da Genova (GE) Risposta: se l'Italia va in default la sua banca è andata in default da un pezzo. Comunque allo stato attuale è un'ipotesi assai remota. Gli strumenti finanziari dei clienti sono comunque di loro appartenenza e costituiscono patrimonio separato da quello dell'intermediario. Resterebbe da verificare il loro valore in una ipotesi tanto estrema. -----------Ha risposto Matteo Piergiovanni http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php ------------------08-05-2010 00:00 Default Italia Spett.le Aduc quali sono i rischi per le somme depositate sul libretto di risparmio postale in caso di default dell'Italia? Cordiali saluti Francesca, da 50141 Firenze Risposta: se l'Italia dovesse andare in default, ipotesi allo stato attuale assai remota, tutti i conti correnti bancari postali ecc sarebbero congelati, ma come ripetiamo è un'ipotesi al momento assai fantasiosa --------------ha risposto Matteo piergiovanni http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php ------------------07-05-2010 00:00 Premi di polizza versati ma non contabilizzati Nel 1996 ho stipulato con Alleanza Assicurazioni S.p.a. una polizza mista rivalutabile collegata al Rendimento del fondo S. Giorgio. Ho pagato regolarmente le diverse annualita' fino al 2005, anno in cui essendomi accertato che il meccanismo di rivalutazione attribuiva una rivalutazione molto bassa (sotto il 2%), mi e' stato consigliato di non pagare piu' le annualita' e di passare la polizza in uno sto di "riduzione" in cui veniva attribuito un tasso tecnico del 4%, perdendo pero' le garanzie assicurative caso morte. Nel gennaio 2010 mi sono recato presso l'agenzia per chiedere una verifica sullo stato attuale della mia polizza ed ho scoperto che non risultano accreditate due annualita', le ultime due pagate ( 2004 e 2005 ) per un totale di circa 3000 euro. Essendo in possesso delle ricevute di versamento ed avendo pagato le due annualita' con assegno non trasferibile intestato ad Alleanza Assicurazioni Spa, ho chiesto direttamente in agenzia la sistemazione della cosa ma sono piu' di tre mesi che non riesco ad avere notizie certe sul riaccredito delle somme e vengo continuamente dirottato dalla sede locale, a quella regionale, fino alla sede nazionale di Milano. Le risposte sono sempre imprecise e diverse, quindi credo di dover procedere per altre vie per accelerare la pratica e avere le certezze richieste (riaccredito delle somme versate). Potete darmi un'indicazione sulla corretta procedura da seguire? Grazie Stefano, da Avezzano Risposta: Invii un reclamo vero e proprio mediante raccomandata ar. La compagnia ha obbligo di risposta entro 45 giorni dalla ricezione. Se nemmeno il reclamo sortirà effetto potrà rivolgersi all'Isvap, il cui interessamento certamente sistemerà le cose: http://www.isvap.it/isvap/imprese_jsp/PageGenerica.jsp? numObj=191573&nomeSezione=PER_IL_CONSUMATORE ------------------07-05-2010 00:00 Azioni Alitalia - conversione in titoli di statobuongiorno, ho necessità di segnalare il seguente problema, perchè come piccola risparmiatrice, mi sento molto poco tutelata sia dalla mia banca sia dal ministero di economia e finanza. la situazione è questa: a metà agosto 2009 sono stata contattata da un operatore della mia banca (ugf banca) per comunicarmi che c'era l'opportunità di convertire i titoli alitalia, oramai carta straccia e per i quali mi ha detto non ci sarebbe stato più nulla da fare, in titoli di stato, zero coupon con scadenza il 31-12-2012 - chiaramente l'equivalente del valore, rispetto al mio investimento in azioni alitalia, era decisamente minimo, ma considerato che non avevo alternative di scelta..... ho accettato di sottoscrivere la conversione e mi sono precipitata a milano, perchè l'offerta aveva scadenza il 31-08-2009 dopo aver verificato tramite internet banking che nonostante fosse ormai trascorso un considerevole numero di mesi, dal mio dossier titoli emergeva che ero ancora in possesso di azioni alitalia a valore zero, ho contattato la mia banca per segnalare che non aveva ancora aggiornato i terminali. risposta: "in merito ai titoli alitalia. purtroppo mi hanno comunicato che il mef (ministero economia e finanze) ha deciso di sospendere la conversione in titoli di stato zero coupon con scadenza 31/12/2012" "...e' quindi normale che siano "congelati" nel dossier con controvalore zero in attesa che "eventualmente" il ministero prenda ulteriori decisioni". ecco, nessuno mi ha avvisato di questa enorme ed ennesima bufala, non la mia banca di riferimento, non i giornali... la mia domanda e'? ho qualche minimo diritto rispetto ai miei soldi investiti e a quello che mi viene chiesto di firmare che poi mi viene tolto senza neppure avvisarmi? cos'e', forse un modo per sbarazzarsi con un'ennesima sporca manovra degli investitori di alitalia, facendo credere che nel 2012 sarebbe comunque e con certezza stati rimborsati, seppure con una somma decisamente r i d i co l a rispetto al capitale investito?.. e poi nemmeno questo? cosa posso fare per tutelare i miei diritto di risparmiatrice e cittadina italiana? Barbara, da Milano (MI) Risposta: In effetti, la consegna dello speciale titolo di Stato destinato agli azionisti ed agli obbligazionisti Alitalia che hanno accettato l'offerta è stata sospesa e non si sa quando avverrà. La cosa non comporta un danno, però, in quanto il titolo di Stato non sarebbe comunque negoziabile e quindi l'unica mossa è quella di aspettare la scadenza del 31 dicembre 2012 per ottenere il rimborso. Di conseguenza, se anche la consegna tarderà ad avvenire, nulla di sostanziale sarà cambiato. ------------------07-05-2010 00:00 Situazione ISE-ISEE e polizze Per cortesia mi sapete dare una risposta a quanto segue: Lucilla fa una polizza vita mista rivalutabile di euro 5000 a premio unico, lei come contraente e assicurata e Mariella come beneficiaria caso morte.Dopo alcuni mesi o anni Lucilla cede la polizza a Mariella pertanto Mariella diventa contraente e beneficiaria mentre Lucilla rimane l'assicurata. Quando Lucilla farà l'ISEE, nel patrimonio mobiliare la suddetta polizza dovrà dichiararla o no? P.s.Lucilla e Mariella non fanno parte dello stesso nucleo familiare. Mmm, da Villaverla (VI) Risposta: La polizza deve essere dichiarata dal contraente, quindi da Mariella. Lucilla l'ha ceduta e non ha più alcun diritto, sebbene sia il soggetto assicurato. Le regole sugli obblighi di dichiarazione sono in questa risposta: http://investire.aduc.it/lettera/polizze+vita+isee_216370.php ------------------07-05-2010 00:00 Obbligo di comprare un prodotto per ottenere il mutuo mi hanno comunicato per telefono l'approvazione del mutuo, con 2 buste paga tempo indeterminato a garanzia, al 55%, tasso var con tetto max. Ho già versato l'anticipo - che avevo - della casa dopo benestare della banca (rapporti d'amicizia, tutto per tel). a due settimane dalla compravendita mi dicono che devo sottoscrivere un fondo vincolato di ben 40.000(un terzo dell'importo del mutuo!)al 2% per 5 anni altrimenti il mutuo salta, E' legale? cosa posso fare? Cristina, da Roma (RM) Risposta: Non è legale, si tratta di una vera e propria estorsione effettuata ai danni di chi è in procinto di stipulare gli atti di mutuo. Oltre a cercare di farsi valere con i responsabili, dato che da quanto scrive il mutuo è stato già approvato e quindi non possono tirare fuori simili giochini, se non ci riesce e si tratta di sottoscrivere una polizza può anche firmarla e poi, dopo aver stipulato gli atti di compravendita e di mutuo, esercitare il diritto di ripensamento nei trenta giorni consentiti dalla legge. Un comportamento del genere non è proprio il massimo ma a mali estremi, estremi rimedi. ------------------07-05-2010 00:00 Fondo pensione - decesso Buongiorno, in caso di iscrizione di una lavoratrice ad un fondo pensione (Fonchim nel mio caso) è prevista l'erogazione della rendita al sopraggiungere del pensionamento (per le donne attualmente 60 anni). Non mi è chiaro cosa succede in caso di decesso : il capitale versato viene reso disponibile agli eredi o NO ? Su wikipedia ho trovato questo riferimento "In base al D. Lgs. n. 252 del 2005, è previsto il riscatto totale delle posizioni maturate a favore di eredi legittimari e beneficiari designati, in caso di decesso dell'iscritto prima del pensionamento.", ma fa riferimento a PRIMA del pensionamento, e se il decesso avviene dopo il pensionamento? Vi ringrazio anticipatamente per la risposta. Oscar Risposta: al momento in cui sceglie di convertire il capitale accumulato in rendita. Il concetto di rendita "puro" è quello di un capitale periodico "vita natural durante". E' ovvio che al decesso la rendita pura termina. Esistono però anche le rendite reversibili (su uno o più soggetti ai quali si trasferisce la pensione in caso di decesso del pensionato "principale"). E' ovvio che in caso di rendita reversibile l'importo è minore. Gli importi dipendono dall'età, dal sesso, ecc. In sostanza, dall'attesa di vita del/dei soggetto/i che percepirà/anno la pensione. ------------------07-05-2010 00:00 ZOPA: una storia kakfiana tutta italiana... Spett.le ADUC, qui di seguito riporto il link ad un decreto ministeriale del luglio 2009: http://www.ilsole24ore.com/Finanza%20e%20Mercati/2009/07/decreto_zopa.PDF che ha compromesso - finora non rimediabilmente - l'operativita' del Social Lending marcato ZOPA. Evito di riportare qui la rassegna stampa sugli effetti di tale decreto e le opinioni in merito diffuse sui giornali economici: queste ultime, in particolare, non del tutto negative Il mio - molto positivo! - e' il giudizio di un semplice prestatore zopiano entusiasta: che ha visti (per un breve periodo) i propri risparmi remunerati in misura apprezzabile, trasparente ed onesta; di un piccolo investitore che non ha del tutto capito l'inconsueta ed inesorabile rigidita' di Bankitalia e del Ministro del'Economia avverso ad una realta' economica innovativa: una realta' che molto positivamente avrebbe potuto influire sulla vita dei singoli cittadini in questi mesi di crisi economica e finanziaria. Mi piacerebbe conoscere innanzitutto il Vs giudizio: meglio se diverso dal mio! (che mi lascia a corto di spiegazioni plausibili) Altrimenti, non mi dispiacerebbe una Vs indagine, se la riterrete opportuna, su tale questione: come cittadino, consumatore e investitore. sento l'urgenza di qualche lume in piu' su questa vicenda che a me appare piu' vicina al feudalesimo spagnoleggiante che alla realta' progressiva del Web2.0. RingraziandoVi per l'attenzione, invio Distinti saluti Gaetano , da 26020 Palazzo Pignano Risposta: pubblichiamo volentieri la sua lettera. Per quanto riguarda la nostra opinione, nel contesto delle regole attuali dell'intermediazione finanziaria, la Banca d'Italia non poteva che agire come ha agito. In sostanza la Zopa compiva attività regolamentata senza averne l'autorizzazione. Lo facevano in buona fede e per scopi anche apprezzabili, ma resta il fatto che non erano autorizzati. Non vediamo niente da indagare. ------------------- 07-05-2010 00:00 Carta Agos Attiva - Anatocismo E' riscontrabile, nelle norme del contratto Carta Attiva Agos, il reato di anatocismo in caso di mancato pagamento di alcune rate? Grazie Costanzo, da Novara (NO) Risposta: trascurando il fatto che l'anatocismo non è un reato ma un illecito, se la sua domanda è volta a trovare una cavillo legale per non pagare (o pagare meno interessi) su una carta di debito, ci sentiamo - purtroppo - di sconsigliarle questa via perché sarebbe assai ardua ed i rischi sarebbero ben superiori ai possibili vantaggi. ------------------07-05-2010 00:00 Depositi vincolati vorrei conoscere le vs valutazioni sui depositi vincolati Elio Risposta: immaginiamo che la sua domanda riguardi i conti di deposito vincolati tipo: Che Banca!, Conto Arancio, Conto Santander ecc. Riteniamo che siano buone forme alternative per investimenti nel mercato monetario (breve termine). Per importi contenuti (inferiori al limite di garanzia del fondo di tutela dei depositi bancari) sono una valida alternativa ai BOT o comunque alle obbligazioni a breve termine. ------------------------------------------------------------NON DARE PER SCONTATA LA NOSTRA ESISTENZA! Senza il sostegno economico di persone come te non saremmo in grado di informarti. Se ci ritieni utili, sostienici con una donazione da 25, 50, 100, 250, o 500 euro o con un contributo a tua scelta: - con carta di credito sul nostro sito sicuro https://ssl.sitilab.it/aduc.it/ - CC/postale 10411502, IBAN: IT81 F 07601 02800 000010411502 - CC/bancario CRF Ag. 17 Firenze n. 7977, IBAN: IT11 O 06160 02817 000007977C00 (N.B. il carattere a sé stante è la lettera O e non la cifra zero) -------------------------------------------