====== INVESTIRE INFORMATI ================
Informazione sulla gestione del risparmio.
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------------------------------------------Archivio dal 06-05-2010 al 19-05-2010
2010-10
EDITORIALI
- Bond Argentini: cosa conviene fare?
http://investire.aduc.it/editoriale/bond+argentini+cosa+conviene+fare_17560.php
ARTICOLI
- CDS... parametro veramente affidabile?
http://investire.aduc.it/articolo/cds+parametro+veramente+affidabile_17531.php
- Speculazione o deviazione finanziaria?
http://investire.aduc.it/articolo/speculazione+deviazione+finanziaria_17519.php
- Ha ancora senso investire in titoli di stato italiani?
http://investire.aduc.it/articolo/ha+ancora+senso+investire+titoli+stato+italiani_17510.php
- Non ne possiamo più di QUESTA finanza! Urgono riforme radicali
http://investire.aduc.it/articolo/non+ne+possiamo+piu+questa+finanza+urgono+riforme_17490.php
COMUNICATI
- Censura Web. Aduc chiede aiuto: raccolta straordinaria fondi per causa 'Consumatori contro Fabio Oreste'
http://investire.aduc.it/comunicato/censura+web+aduc+chiede+aiuto+raccolta_17564.php
- Prestiti di Banca Santander, testimonial d'eccezione per una pubblicità ingannevole
http://investire.aduc.it/comunicato/prestiti+banca+santander+testimonial+eccezione_17496.php
NOTIZIE
- Mutui immobiliari. 125 milioni di contributi dallo Stato per il tetto del 4%
http://investire.aduc.it/notizia/mutui+immobiliari+125+milioni+contributi+dallo_117894.php
- Usura dilaga. Indagine Eurispes
http://investire.aduc.it/notizia/usura+dilaga+indagine+eurispes_117869.php
- Mutui. Oltre 10.000 sospesi per far fronte a difficolta' famiglie
http://investire.aduc.it/notizia/mutui+oltre+10+000+sospesi+far+fronte+difficolta_117718.php
LETTERE
- Buoni fruttiferi legati all'inflazione
http://investire.aduc.it/lettera/buoni+fruttiferi+legati+all+inflazione_220197.php
- Arca Cedola Corporate Bond
http://investire.aduc.it/lettera/arca+cedola+corporate+bond_220194.php
- Nav vendita etf
http://investire.aduc.it/lettera/nav+vendita+etf_220181.php
- Obbligata ad aprire un c/c?
http://investire.aduc.it/lettera/obbligata+aprire_220180.php
- Errato valore di riscatto polizze Ina Assitalia
http://investire.aduc.it/lettera/errato+valore+riscatto+polizze+ina+assitalia_220179.php
- Obbligazioni deutsche Bank
http://investire.aduc.it/lettera/obbligazioni+deutsche+bank_220106.php
- Offerta argentina e cause alla banca
http://investire.aduc.it/lettera/offerta+argentina+cause+alla+banca_220138.php
- Polizze dormienti postevita
http://investire.aduc.it/lettera/polizze+dormienti+postevita_220129.php
- Bancomat non eroga il contante richiesto
http://investire.aduc.it/lettera/bancomat+non+eroga+contante+richiesto_220127.php
- Da FIP a PIP (a Fondo Negoziale)
http://investire.aduc.it/lettera/fip+pip+fondo+negoziale_220126.php
- Rimborso premio assicurazione sulla vita cardif
http://investire.aduc.it/lettera/rimborso+premio+assicurazione+sulla+vita+cardif_220125.php
- Surroga mutuo e polizza
http://investire.aduc.it/lettera/surroga+mutuo+polizza_220122.php
- Vincolo conto corrente per pagare il mutuo
http://investire.aduc.it/lettera/vincolo+conto+corrente+pagare+mutuo_220121.php
- Assicurazione legata a mutuo
http://investire.aduc.it/lettera/assicurazione+legata+mutuo_220120.php
- Consiglio di come investire i dei sodi a lungo termine
http://investire.aduc.it/lettera/consiglio+come+investire+dei+sodi+lungo+termine_220072.php
- c/c oppure libretto?
http://investire.aduc.it/lettera/oppure+libretto_220054.php
- Polizza di assicurazione sulla vita provvedo banca monte paschi
http://investire.aduc.it/lettera/polizza+assicurazione+sulla+vita+provvedo+banca_220053.php
- L'azienda non versa il TFR nel fondo
http://investire.aduc.it/lettera/azienda+non+versa+tfr+nel+fondo_220051.php
- Piano "My Way" Banca del Salento
http://investire.aduc.it/lettera/piano+my+way+banca+salento_220034.php
- Gli esperti finanziari
http://investire.aduc.it/lettera/esperti+finanziari_220032.php
- Bond argentini US040114gd65
http://investire.aduc.it/lettera/bond+argentini+us040114gd65_220023.php
- Portafoglio ADUC
http://investire.aduc.it/lettera/portafoglio+aduc_220022.php
- Revoca polizza
http://investire.aduc.it/lettera/revoca+polizza_220004.php
- Gestioni patrimoniali Bnl
http://investire.aduc.it/lettera/gestioni+patrimoniali+bnl_220001.php
- Polizze unit linked
http://investire.aduc.it/lettera/polizze+unit+linked_219992.php
- Investimento sicuro
http://investire.aduc.it/lettera/investimento+sicuro_219964.php
- Tutela dossier titoli in caso di default
http://investire.aduc.it/lettera/tutela+dossier+titoli+caso+default_219961.php
- Deposito amministrato
http://investire.aduc.it/lettera/deposito+amministrato_219929.php
- Default Italia
http://investire.aduc.it/lettera/default+italia_219919.php
- Premi di polizza versati ma non contabilizzati
http://investire.aduc.it/lettera/premi+polizza+versati+ma+non+contabilizzati_219902.php
- Azioni Alitalia - conversione in titoli di statohttp://investire.aduc.it/lettera/azioni+alitalia+conversione+titoli+stato_219889.php
- Situazione ISE-ISEE e polizze
http://investire.aduc.it/lettera/situazione+ise+isee+polizze_219862.php
- Obbligo di comprare un prodotto per ottenere il mutuo
http://investire.aduc.it/lettera/obbligo+comprare+prodotto+ottenere+mutuo_219842.php
- Fondo pensione - decesso
http://investire.aduc.it/lettera/fondo+pensione+decesso_219834.php
- ZOPA: una storia kakfiana tutta italiana...
http://investire.aduc.it/lettera/zopa+storia+kakfiana+tutta+italiana_219833.php
- Carta Agos Attiva - Anatocismo
http://investire.aduc.it/lettera/carta+agos+attiva+anatocismo_219832.php
- Depositi vincolati
http://investire.aduc.it/lettera/depositi+vincolati_219830.php
------------------------------------------EDITORIALI
19-05-2010 13:36
Bond Argentini: cosa conviene fare?
Appena è stata ufficializzata la nuova proposta di scambio per i Bond Argentini abbiamo
diramato un comunicato stampa nel quale si consigliava, in sostanza, di aderire.
Qualche lettore è rimasto spiazzato da questa posizione (sebbene sia la logica conseguenza di ciò
che avevamo già detto nel 2005, all'epoca del primo swap, ed è forse il caso di fare ulteriori precisazioni.
Non v'è alcun dubbio che l'Argentina abbia commesso (e stia perpetrando) un enorme sopruso nei confronti
dei risparmiatori, il punto –però– è valutare cosa sia più conveniente fare in termini economici e di
probabilità. Proviamo a distinguere i diversi casi.
I possessori di obbligazioni che hanno già aderito all'offerta del 2005. Per ragioni, fondamentalmente
giuridiche, l'offerta è aperta anche a chi aveva già aderito alla precedente. In sostanza, chi ha già i nuovi
bond emessi nel 2005 non ha ragione di aderire.
Chi non ha aderito nel 2005 e non ha aderito alla TFA per la causa all'ICSID. Deve scegliere se
intraprendere (o aderire ad) azioni giudiziarie nei confronti dell'Argentina oppure accettare la nuova offerta.
La strada dell'azione giudiziaria è molto articolata e varia in base allo specifico titolo che si è acquistato
(identificato dal codice ISIN). Per alcuni titoli sono in corso class action (due delle quali, promosse dall'Aduc
attraverso l'avv. Pietro Adami) e per altri è possibile avviare azioni individuali in USA (per alcuni) e in
Germania (per altri).
Nei pochi casi in cui sono in corso class action praticabili dai risparmiatori italiani ( per chi vuole
approfondire, a questo link l'elenco completo degli ISIN per i quali sono in corso class action), ha senso
rischiare di non aderire all'OPSV. E' ragionevole pensare che dopo la chiusura dell'OPSV l'Argentina possa
proporre offerte transattive per chiudere definitivamente tutte le questioni giudiziarie pendenti. La cosa va
valutata attentamente con i legali che seguono la class action. Non tutte le class action sono uguali.
Avviare oggi un'azione individuale contro l'Argentina ci sembra una strada poco praticabile per la maggior
parte degli investitori. Tecnicamente è ancora possibile, ma si tratta di una strada che presuppone
l'assunzione di rischi e tempi che non sono alla portata della generalità degli investitori. Mediamente
parlando, noi siamo convinti che la strada più logica per chi si trova in questa situazione sia aderire
all'offerta.
Chi ha aderito alla TFA per la causa all'ICSID (molte decina di migliaia in Italia, secondo i dati dell'ABI) si
trova nella condizione di fare una scommessa sul successo di questa causa. Ovviamente, nel caso in cui
creda che la causa possa andar bene non dovrebbe aderire alla nuova offerta dell'Argentina. Le valutazioni
fornite dalla TFA sono molto caute.
Le decisioni dell'ICSID non sono del tutto scevre da considerazioni politiche. L'esito di questo procedimento
dipenderà anche dalle conseguenze che lo stesso potrebbe avere sull'Argentina. In altre parole, le
probabilità di successo saranno tanto maggiori quanto maggiori saranno gli aderenti all'ultima proposta
dell'Argentina. L'iniziativa della TFA ha un altro problema non di poco conto. Per come è stata avviata la
procedura, la possibilità di transare la controversia è molto remota: o bene bene, o male male.
Noi siamo stati da sempre scettici sul successo di questa iniziativa. Dal momento che non ha costi per
il risparmiatore abbiamo sempre suggerito di aderire. Ad oggi, però, non ci sentiamo di suggerire di
scommettere sul suo successo rinunciando alla proposta dell'Argentina. Riteniamo che sia più sensato
scegliere il certo e non l'incerto.
Alessandro Pedone
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ARTICOLI
13-05-2010 19:25
CDS... parametro veramente affidabile?
Il pacchetto di aiuti varato domenica sera ha contribuito a rilanciare i mercati azionari mondiali
ed ha prodotto un effetto immediato anche sui CDS la percezione di un rischio default degli
stati sovrani in misura significativa in appena due giorni.
I CDS, ormai in pochi sono rimasti a non saperlo, sono diventati, dopo l'inefficacia dei rating
dimostrata nel caso Lehman Brothers, un parametro di riferimento molto importante per la
misurazione del rischio d'insolvenza degli emittenti. Ma cosa sono i CDS?
I Credit Default Swap sono contratti derivati su crediti che consentono di trasferire il rischio di credito relativo
a una determinata attività finanziaria sottostante da un soggetto che intende acquisire copertura dal suddetto
rischio a un soggetto che intende prestarla; in buona sostanza rappresentano il costo di assicurazione per
coprirsi dal rischio di default di uno Stato o di un'azienda.
Questi parametri possono veramente aiutarci per prendere decisioni di investimento sulle obbligazioni
emesse da Stati Sovrani? Gli eventi dell'ultima settimana ci permettono di comprendere come si muovono
questi parametri e per semplicità abbiamo riportato una tabella che evidenzia i prezzi dei CDS per una serie
di Paesi nel mondo e per ognuno viene indicato: il valore attuale, il valore del CDS di venerdi' 7 maggio, il
valore al 31 dicembre 2009 e quello ad inizio 2008.
Come possiamo vedere tutti i paesi dell'area euro hanno messo a segno una sensibile diminuzione dei loro
CDS, soprattutto Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna (gli ormai noti Piigs), che venerdi' 7 maggio
hanno visto un'impennata dei rispettivi valori. Oggi, i soliti noti riportano parametri ridotti del 30% o più e tutto
questo in soli due giorni. Nello specifico il rischio di default per il Portogallo e la Grecia si è magicamente
dimezzato in appena 48 ore.
Un parametro così variabile può essere utilizzato per compiere scelte d'investimento?
Ormai i Credit Default Swap hanno perso la loro funzione originaria; oggi assomigliano più ai numeri del
tappeto verde di una roulette su cui scommettere per fare profitti che non a strumenti idonei a quantificare il
reale costo di una copertura e quindi a definire il rischio di un paese sovrano.
La scarsa trasparenza e complessità di questi strumenti fa sì che siano utilizzati essenzialmente a fini
speculativi, in particolare proprio da coloro che non hanno nulla da assicurare. Non vogliamo porre sul
patibolo questi strumenti, ma riteniamo che una maggiore regolamentazione di questo mercato, al fine di
renderlo più trasparente, stabile ed efficiente sarebbe utile. Ma questo, almeno per il momento, risulta
praticamente improponibile, considerando che il 90% del mercato è in mano solamente ad alcune potenti
banche mondiali.
Pensare che i CDS, come sono oggi strutturati e commercializzati, ci aiutino a fare scelte di portafoglio,
senza portare a degli errori, è assai ingenuo. I fatti ormai verificatisi più volte sul mercato dimostrano come i
CDS piacciano soprattutto agli speculatori, specialmente quando vogliono e riescono ad accordarsi su quale
sarà la prossima vittima.
Filippo Sgherri
12-05-2010 10:12
Speculazione o deviazione finanziaria?
In questi giorni sui media si sta scatenando la caccia allo speculatore, visto in
chiave negativa come l’untore di manzoniana memoria.
Gli speculatori sarebbero i “cattivi” che in questo momento stanno affamando la Grecia e che rischiano di
fare altrettanto con altre nazioni. Sarebbero gli stessi, “cattivi”, che durante la precedente crisi avrebbero
messo a repentaglio la sopravvivenza stessa del nostro sistema finanziario.
La realtà è diversa.
Se vogliamo fare un ragionamento sensato è necessario distinguere fra speculazione finanziaria e deviazioni
prodotte dall’attuale sistema finanziario.
Che cos’è la speculazione finanziaria?
Il termine “speculare” si usa anche in ambito umanistico. Si suol dire “questa è una speculazione filosofica”,
riferendosi ad argomentazioni che non poggiano su solide basi.
L’etimologia della parola deriva da specula (vedetta) e da specere (scrutare) e fa quindi riferimento a colui
che stava di vedetta per guardare più lontano i movimenti delle truppe nemiche.
Speculare, quindi, significa guardare più lontano degli altri. Naturalmente, in filosofia come in finanza, nel
tentare di “guardare più lontano di altri” si può aver ragione, ma si può anche aver torto. Si parla di
“speculazione filosofica” proprio in riferimento ad argomentazione che non sono affatto acclarate e che anzi
poggiano su fondamenta poco solide, proprio perché sono frutto di un tentativo di spostare il pensiero oltre le
frontiere comuni.
Così in finanza si compie un’operazione speculativa quando ci si assumono forti rischi, poiché si
prendono posizioni basandosi su aspettative che vanno oltre ciò che mediamente gli altri operatori
“vedono”.
Mentre un investitore, solitamente, prende posizioni sulla base di solide aspettative (ad esempio: acquista
azioni poiché crede nella capacità di produrre utili delle aziende che ha acquistato), lo speculatore si muove
sulla base di aspettative molto meno solide.
L’investitore è molto interessato all’andamento dell’attività sottostante il titolo che ha acquistato. Al contrario,
allo speculatore interessa il movimento del titolo, non il titolo stesso o l’attività che vi sta dietro (ed a volte
opera contro di essa).
L’attività di speculazione è un’attività - per sua natura - altamente rischiosa. Le scommesse si vincono e si
perdono. Quando si vince si guadagna - anche bene - e quando si perde si rimettono soldi - anche tanti. In
entrambi i casi, le probabilità di vincere sono - mediamente - simili alle probabilità di perdere.
A prescindere dai giudizi etici circa un’attività che è esclusivamente orientata a fare delle scommesse per
guadagnare prescindendo dalle sorti delle attività sulle quali si scommette, l’attività di speculazione è
fondamentale per i mercati finanziari.
Senza la speculazione finanziaria non potrebbero esistere gli investimenti finanziari così come li conosciamo
oggi. Gli speculatori finanziari garantiscono ai mercati il servizio più importante: la liquidità.
Se un investitore acquista un’attività finanziaria, ha la ragionevole certezza che in un qualsiasi momento
futuro potrà rivenderla ad un prezzo di mercato.
Chi gli offre questa “ragionevole certezza”? Gli speculatori.
La maggioranza delle negoziazioni sui mercati avvengono per mano di quei soggetti che non sono realmente
interessati a titoli sottostanti, ma che stanno compiendo scommesse su tali titoli.
Se non vi fossero loro, i mercati sarebbero drammaticamente meno liquidi.
Dovremmo ripensare completamente tutte le logiche di negoziazione delle attività finanziarie (il che potrebbe
non essere necessariamente negativo, ma dobbiamo ripensare tutto da zero: vasto programma, direbbe il
Generale Charles De Gaulle).
Se un titolo non fosse facilmente vendibile in futuro, chi sarebbe disposto a comprarlo oggi? In altri termini,
gli speculatori sono essenziali al funzionamento dei mercati finanziari.
Il problema, quindi, non risiede nell’attività di speculazione in sé, bensì nell’inadeguata regolamentazione
della stessa.
Affinché la speculazione non si trasformi in una deviazione della finanza sono necessari almeno due
requisiti.
1. Se perdi paghi, altrimenti non scommetti. Non può esistere una condizione nella quale se scommetto e
vinco prendo una montagna di soldi e se perdo paga la collettività. Questo non è speculare, questo è tradire
ogni logica di mercato. Le speculazioni finanziarie devono essere possibili solo all’interno di precise
dimensioni che assicurino la solvibilità di chi compie le scommesse. Nell’ultima crisi del 2007/2008 questa
condizione è stata violata. Le grandi istituzioni finanziarie hanno assunto rischi ai quali non erano in grado di
far fronte. Qui il problema non è della speculazione finanziaria, ma della deviazione di un sistema finanziario
il quale, al fine di speculare, si è inventato marchingegni talmente complessi da essere fuori controllo. I
sistemi di incentivi delle grandi banche (tutti ancora in essere) fanno sì che agli operatori convenga fare
scommesse, anche azzardate, tanto se vincono si prendono enormi bonus, se perdono, perde la banca.
Questo non è tollerabile.
2. Investitore e speculatore devono giocare allo stesso tavolo. La speculazione ha senso (dal punto di
vista della collettività) nella misura in cui serve ai mercati finanziari i quali hanno (o dovrebbero avere) come
scopo primario mettere in comunicazione coloro che svolgono attività produttive con coloro che desiderano
investire in dette attività. Gli strumenti che utilizza la speculazione devono essere compatibili con l’attività
d’investimento e non devono essere in grado, neppure potenzialmente, di creare complicazioni all’attività
d’investimento. Facciamo un esempio che molti comprendono. La possibilità di vendere un titolo anche se
non si è precedentemente comprato (così detto: short selling) è utile nella misura in cui crea liquidità sul
mercato. Se questa attività è correttamente regolamentata (cioè prima di eseguire l’operazione devo trovare
un soggetto che presta il titolo, quindi - materialmente - un titolo sottostante all’operazione deve esistere)
nulla da eccepire, ma se si possono immettere ordini di vendita per quantità illimitate, allora si può generare
un disturbo al sistema il quale non porta alcun vantaggio, ma solo svantaggi. Ci sarebbero tanti altri esempi,
più tecnici, di meccanismi finanziari che sono utili esclusivamente per l’attività di speculazione e che sono
potenzialmente dannosi al sistema in quanto tale. Questi strumenti devono essere regolamentati e limitati.
In sintesi. La speculazione finanziaria, all’interno di questo contesto economico, è utile e va bene, ma
deve essere la speculazione al servizio dell’investimento e non viceversa.
Alessandro Pedone
11-05-2010 17:32
Ha ancora senso investire in titoli di stato italiani?
- Contagio Grecia: una nuova “influenza suina della finanza”?
- Brividi a New York… tutto a causa di un tasto sbagliato?
- Piazza affari rischia il tracollo… No, scusate, ci siamo sbagliati.
Il sunto della scorsa settimana può racchiudersi in pochi titoli di giornale che evidenziano il nervosismo degli
operatori di borsa, o quanto meno un’eccessiva dose di “ansia finanziaria”, dovuta in larga misura ad una
serie di notizie circolate in maniera incontrollata.
E, come per tutte le influenze che si rispettino, non è tardato ad arrivare il vaccino: il maxi-piano varato nella
notte tra domenica e lunedì dall’Ecofin si è dimostrato efficace, quanto meno nel breve termine: le borse
infatti hanno da subito sviluppato forti anticorpi, facendo registrare un pò in tutto il mondo rialzi da record.
Tutto risolto allora? Non proprio… le solite preoccupazioni circa la difficile situazione del debito di alcuni
paesi europei restano e non tarderanno a farsi risentire, una volta passata questa ondata di euforia.
Tra i “paesi incriminati” (i PIIGS – Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna – come si usa chiamarli nel
linguaggio finanziario) è stata inserita anche l’Italia, facendo nascere tra gli investitori e in tutti noi cittadini del
Belpaese, timori circa le capacità dell’Italia di sostenere questa pesante macchina del debito.
Dopo la Grecia sarà il nostro turno? Sarà meglio disfarsi dei Titoli di Stato italiano e proteggerci con quelli di
emittenti più solidi, magari Francia o Germania? Queste le preoccupazioni che ci manifestano in molti in
questo periodo. E allora vediamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.
Puntualizziamo subito che l’Italia non è nella stessa situazione in cui si trova il paese ellenico. Uno dei grossi
problemi della Grecia (forse il principale) è che oltre ad un debito pubblico elevatissimo c’è una situazione di
mancanza di crescita e le prospettive per il futuro rimangono pessimistiche (anche perché tagliando stipendi
e pensioni sarà difficile che si rilancino i consumi, ma, come si suol dire: in casi estremi…). Da questo punto
di vista l’Italia non può essere assimilata alla Grecia: sicuramente ha problemi strutturali che debbono essere
risolti, ma la crescita è positiva (anche se moderatamente) e l’infrastruttura industriale del nostro paese non
è certo paragonabile a quella greca (con tutto il rispetto…).
Da considerare inoltre che il nostro Paese ha un grande punto di forza rispetto alla maggior parte
degli altri Paesi sviluppati: gli italiani sono notoriamente un popolo di risparmiatori. Se è vero che
suddividendo il debito pubblico italiano per ogni cittadino, su ogni testa gravano circa 30.000 euro di debito,
c'è anche da sottolineare che il risparmio pro-capite è pari a circa 140.000 euro. Questo dato, soprattutto se
visto in prospettiva, è molto rassicurante; ed è anche il motivo per cui il nostro sistema bancario, supportato
da cotanta mole di risparmio e da un'economia basata principalmente su attività reali, è stato solo
marginalmente colpito dalla crisi: infatti non si è reso necessario l'intervento statale a salvataggio di nessun
istituto bancario o finanziario (com'è accaduto in molti altri Stati ritenuti più solidi di noi, uno su tutti
l'Inghilterra, il cui governo ha più volte messo mano al portafogli per evitare il fallimento delle principali
banche del paese).
Too big to fail
Citiamo il titolo di un famosissimo libro di Andrew Ross Sorkin che calza a pennello con la situazione italiana.
In linea di massima il too big to fail (la pratica di investire in istituti bancari o istituzioni finanziarie ritenute,
come si suol dire “troppo grandi per fallire”) è stata smentita dai fatti, nel corso della crisi e soprattutto con il
fallimento di Lehman Brother.
Parlando del nostro Paese, tuttavia, la “massima” continua ad avere un senso: il debito pubblico italiano
ammonta a 1700 miliardi di euro, una cifra impressionante. Ma i nostri debiti (per così dire), sono per oltre la
metà in mano a Stati o istituti bancari o finanziari esteri: gli interessi che quindi ruotano intorno al sistema
Italia sono immensamente più grandi rispetto a quelli che girano intorno alla Grecia (e comunque l' Europa si
è mobilitata e continua ad adoperarsi per salvarla). Il debito pubblico italiano rappresenta, come quello
tedesco, circa il 24% dei titoli di Stato a breve termine. Un default dell'Italia metterebbe a serio rischio anche
altri Stati dell'Unione e allora sì che potremmo parlare di pandemia! Altro che influenza! Questo per dire che
anche se l'ipotesi del fallimento dello Stato italiano è estremamente remota, in caso di difficoltà, è
ragionevole attendersi quanto meno l'aiuto degli altri paesi dell'Unione che verrebbero altrimenti trascinati nel
baratro.
Volendo comunque ipotizzare uno scenario di questo tipo, investire in titoli di Stato tedeschi, francesi o
di altri paesi europei certo non metterebbe al sicuro i nostri risparmi a causa del caos che irrimediabilmente
si scatenerebbe: la nostra economia è legata mani e piedi, sia con quella dei paesi UE, sia con quella degli
altri Stati che detengono titoli del debito pubblico italiano. Inoltre, la corsa agli sportelli porterebbe al tracollo
dell'intero sistema bancario italiano: e allora i nostri soldi, anche se investiti in Titoli di Stato esteri, che fine
farebbero? Una soluzione ipotizzabile per coprirsi dal rischio default italiano potrebbe essere quella di
portare fisicamente i propri soldi in paesi extra-euro e investirli, magari, in titoli con altra valuta. Altra idea
potrebbe essere acquistare beni fisici come l'oro. Capite da soli, però, che queste contromisure sarebbero
utili solo di fronte ad uno scenario assolutamente catastrofico, che potrebbe solo essere legato ad una
situazione mondiale altrettanto critica, magari a causa di un conflitto bellico.
Riprendiamo la domanda da cui siamo partiti: ha ancora senso investire in titoli di Stato italiano?
Fintanto che i titoli di Stato italiani daranno rendimenti superiori a quelli di altri paesi, quali Francia e
Germania, la nostra risposta è sì. Il rischio paese che corriamo investendo in titoli italiani in luogo di quelli
francesi o tedeschi è simile: in caso di reale default di uno di questi stati (e non parliamo certo della piccola
Grecia...), la diversificazione sarà stata pressoché inutile, perché a calare a picco probabilmente sarà l'intera
Europa, tristemente a braccetto.
Giulia Coppolaro
07-05-2010 12:14
Non ne possiamo più di QUESTA finanza! Urgono riforme radicali
Ieri è stata una giornata campale per la borsa italiana ed in particolare per le banche, con
perdite anche dell'8% in un sol giorno.. A scatenare il putiferio sarebbe stato un rapporto di una agenzia di
stampa (Moody's, la stessa che dette la stura alla speculazione sulla lira del '92) nel quale ci sarebbe scritto
una banalità: qualora i titoli di stato italiani si deprezzassero fortemente le banche italiane ne risentirebbero.
Ma vaaa??? Davveeero??? Che “notizione”! Nessuno, ovviamente, legge il rapporto di Moody's ma tutti
iniziano a vendere e sulle vendite iniziano le “notizie” che “giustificherebbero” le vendite. Notizie più o meno
vere fra le quali quella -inverosimile– secondo la quale Standard&Poor's starebbe per abbassare il rating
all'Italia. Sarebbe bastato leggere lo stesso rapporto di Moody's per rendersi conto che non è in discussione
la solidità del sistema bancario italiano che (seppur con tutti i suoi difetti) è uno dei più solidi fra i Paesi
sviluppati. Ma sappiamo come funzionano i mercati: le vendite e gli acquisti non si fanno ormai più sulla base
dei dati, ma prevalentemente sulla base dell'umore, dei “si dice” e dei... trading system.
Passano poche ore e sui listini americani accade il finimondo. L'indice americano Dow Jones subisce la sua
più grande caduta all'interno di un solo giorno dal 1987: circa il 10%!
Cosa è successo? Come al solito i giornalisti si affrettano a “spiegare” i movimenti dei mercati. Le agenzia di
stampa si affollano di dotte spiegazioni che darebbero la colpa alla Banca Centrale Europea la quale non
sarebbe sufficientemente attiva nel fronteggiare la crisi dell'Euro. Secondo questi dotti operatori, la credibilità
dell'euro potrebbe bloccare la ripresa economica globale ormai in atto.
Qualche ora dopo si scopre che sarebbe stata tutta colpa di un operatore di CitiGroup che invece di
schiacciare sul computer il tasto “m”, che sta per “milion”, avrebbe schiacciato il tasto “b”, per “bilion”, e
avrebbe causato il “panic selling” (????). Poverino... tutti sappiamo che nella tastiera la “m” e la “b” sono
troppo vicine. Se proprio non si riesce a fare una riforma del sistema finanziario, almeno facciamo una legge
per modificare il layout della tastiera dei computer usati dal sistema finanziario...
L'ultima crisi finanziaria ha dimostrato in maniera inequivocabile che gli errori dell'”economia virtuale”, cioè
della finanza, si ripercuotono in maniera drammatica nell'economia reale.
La finanza, ormai, è qualcosa di troppo rilevante per il benessere dell'intero pianeta. Non è più possibile
lasciarla fare. Passata la crisi finanziaria del 2007/2008, grazie ad un pesantissimo intervento pubblico, non
ancora terminato, le banche hanno continuato a fare esattamente quello che facevano prima: fare soldi con
la finanza tornando a “giocare” con gli stessi strumenti che hanno determinato la crisi.
E' evidente che qualunque radicale riforma del sistema finanziario non può che essere globale. L'Italia da
sola non potrebbe fare ovviamente nulla, ma neppure l'Europa da sola potrebbe fare molto (e comunque
sarebbe incapace di fare alcunché). La riforma deve partire dagli Stati Uniti e il Presidente Obama ci sta
provando con tutte le sue forze, ma le lobby del sistema finanziario sono le più potenti al mondo.
Una riforma dovrebbe partire da tre cardini che appaiono banalità, ma che sono invece eresie per il sistema
finanziario:
1) Le banche facciano le banche e le società d'investimento facciano le società d'investimento. Il
mestiere delle banche è quello di prestare soldi alle imprese ed a chi ne ha bisogno. Questa attività è
diventata ormai marginale per i profitti delle grandi banche che sono diventate dei giganteschi hedge fund. E'
l'ora di dire basta!
2) Si compra e si vende solo ciò che si possiede. Sembra assurdo, ma quello che appare evidente nel
mondo reale non lo è affatto in finanza dove è normale poter vendere quello che non si ha. Non si tratta solo
di short-selling scoperto, ma soprattutto di una serie di prodotti derivati, come i CDS, i quali, di fatto, vendono
un'assicurazione che non esiste (come si può vendere, credibilmente, un'assicurazione contro il default di
uno stato come gli USA?).
3) Deve esserci un rapporto massimo fra capitale sociale e rischi assunti nei mercati finanziari. Non è
tollerabile che grandi istituzioni finanziarie assumano rischi che poi non possono gestire. Gradualmente è
indispensabile che si stabilisca un rapporto massimo fra capitale sociale e rischi assunti dalle società che
investono nei mercati finanziari. Questo rapporto potrà essere 1 a 7, o al massimo 1 a 10, ma deve esserci
un limite bene preciso.
E' chiaro che l'introduzione di queste tre regole dovrebbe essere graduale, ma ormai appare evidente che se
non si affronta il problema alla radice, la finanza ci scapperà di mano.
Alessandro Pedone
------------------------------------------COMUNICATI
19-05-2010 18:22
Censura Web. Aduc chiede aiuto: raccolta straordinaria fondi per causa 'Consumatori contro Fabio
Oreste'
L'Aduc si batte contro la censura sul web e per questo siamo sempre in questo o
quell'altro tribunale d'Italia a difendere i diritti dei navigatori per esprimersi in liberta'.
Ma tutto questo ha un costo, in generale e nello specifico.
Nei giorni scorsi il tribunale di Firenze ha accolto il reclamo che avevamo presentato dopo la pronuncia con
cui era stato disposto l'oscuramento di un forum dove i consumatori scrivevano sulla loro esperienza
(negativa) con la societa' di consulenza finanziaria di tal Fabio Oreste.
La riapertura del forum, pero', per decisione inspiegabile del giudice, ha avuto per noi un costo
economico notevole: siamo stati condannati al 50% delle spese legali della controparte. In attesa dei
prossimi gradi di giudizio, dovremo quindi far fronte al pagamento di 3.650,40 Euro, una cifra non
indifferente per le nostre disponibilita'.
L'Aduc non riceve alcun finanziamento pubblico ne' ospita pubblicità a pagamento. Grazie a varie iniziative,
anche giudiziarie, abbiamo ottenuto sentenze che costituiscono buona parte della giurisprudenza italiana in
materia di libertà di espressione sul web.
Per questo facciamo appello a chi come noi ha a cuore la liberta' di espressione su web perche'
contribuisca economicamente nella comune battaglia.
Qui per dare contributi specifici
Qui il nostro canale web contro la Censura
08-05-2010 10:56
Prestiti di Banca Santander, testimonial d'eccezione per una pubblicità ingannevole
Insieme per vincere. Prestiti personali da pole position. Con questo slogan si
presenta la promozione Prestiti Personali GORED di Banca Santander, che si avvale di un testimonial
d'eccezione: la Ferrari. L'offerta è diffusa in rete, visibile a questo indirizzo da cui si accede alla pagina dei
preventivi gratuiti dove si legge in bell'evidenza:
Tan 7,90% (Tan)/Fino a 30.000 euro, in 120 mesi/Taeg max 8,50%.
Peccato che riempiendo i campi, per ottenere un preventivo, per diverse composizioni di finanziamento, il
Taeg massimo supera il 9% e il 10% (*).
Il Taeg è il tasso effettivo globale del finanziamento, include il costo per interessi (Tan) e tutti gli altri oneri
(spese di incasso, di apertura, ecc.). Per questo motivo la legge impone di evidenziarlo al consumatore,
perché possa confrontare in modo omogeneo eventuali finanziamenti alternativi.
Indicando un Taeg inferiore al reale, come ha fatto Santander, si falsa la realtà per attrarre il consumatore: si
tratta evidentemente di un caso di pubblicita' ingannevole che abbiamo denunciato all'Antitrust.
*Per esempio: nella combinazione di prestito da 2000 euro (finalizzato ad acquisto vacanze) da rimborsare in
30 rate, 9,74%; in 18 rate, 10,34%.
------------------------------------------NOTIZIE
15-05-2010 15:25 Mutui immobiliari. 125 milioni di contributi dallo Stato per il tetto del 4%
Lo Stato ha rimborsato quasi 125 milioni di euro in seguito al decreto anticrisi 185/2008 che ha posto un tetto
del 4% agli interessi da versare nel corso del 2009 sui finanziamenti prima casa a tasso non fisso. Il Governo
aveva stanziato 330 milioni sulla base dei propri calcoli ma, grazie al crollo dell'Euribor (dal 5% dell'epoca e'
passato all'attuale 1%) l'esborso per le casse dello Stato e' stato meno oneroso.
La cifra e' stata comunicata al quotidiano IlSole24Ore. Ma rischia di essere provvisoria perche' molte banche
non hanno ancora completato l'iter dei rimborsi. Poi c'e' la questione che, grazie anche ad una circolare del
ministero dell'Economia, le disposizioni si applicavano anche per i mutui che non fossero a tasso fisso per
l'intera durata dell'ammortamento, quindi anche ai misti. Interpretazione confermata dall'Abi ma che ogni
banca ha interpretato a proprio modo. Ora il parere favorevole dell'Ombudsman all'applicazione estensiva
del tasso del 4%,, sollecitato da parte di un risparmiatore che si era visto vietare l'agevolazione, potrebbe
aprire uno spiraglio e le altre banche dovrebbero adeguarvisi.
14-05-2010 10:33 Usura dilaga. Indagine Eurispes
Il Belpaese si sta rilevando sempre piu' 'incravattato'. Ostaggio, nella morsa della crisi
economica, dell'usura e della criminalita' organizzata. A rilevarlo e', in una indagine, l'Eurispes che definisce
l'usura un 'credito in nero' e stila una particolare classifica delle regioni piu' a rischio secondo l'Iru, l'Indice di
rischio usura.
Secondo questo particolare indice, particolarmente a rischio risultano essere le province della Calabria (tutte
nelle prime sei posizioni della graduatoria), della Campania (a rischio 'Alto' tutte le province, ad esclusione di
Napoli), e della Sicilia (quattro province a rischio 'Alto', cinque province a rischio 'Medio-Alto'). Nella
categoria identificata come a rischio 'Medio' risultano essere, invece, la provincia di Perugia, quella di Viterbo
e, in generale, quasi tutte quelle Centro Italia, mentre costituiscono una minoranza le province del
Mezzogiorno e del Nord-Ovest.
Al ridursi ulteriore dell'Iru e della classe di rischio usura 'Basso', il contributo delle province appartenenti alle
diverse aree geografiche cambia nuovamente, con una presenza sempre piu' significativa delle province del
Nord-Ovest e del Centro e la totale assenza di province del Mezzogiorno.
Dal lato della domanda, mette in rilievo lo studio Eurispes, l'usura in questo momento riguarda sia le famiglie
che le imprese, dato che le necessita' di finanziamento possono avere origine sia da esigenze di consumo
che da esigenze legate all'attivita' produttiva. Ovviamente tra le imprese, le piu' colpite sono quelle mediopiccole e tra queste, in particolare, quelle operanti nei settori che, per motivi legati alla congiuntura
economica o all'evoluzione strutturale dell'intero sistema economico, sono in crisi e piu' facilmente si trovano
in condizioni di difficolta' nel reperire finanziamenti.
Ad essere maggiormente colpita dall'usura, sempre secondo la ricerca, risulta essere la categoria dei
commercianti, ma il raggio d'azione del fenomeno interessa numerosi altri soggetti: famiglie bisognose,
anziani, piccoli commercianti e piccoli imprenditori, fasce piu' deboli della popolazione.
Insomma, conclude l'Eurispes, l'usura e' un fenomeno diffuso in tutta Italia, anche se risulta piu' marcato nel
Mezzogiorno ma la maggior parte dei casi continua a rimanere sommersa e negli ultimi anni il numero delle
denunce risulta addirittura in diminuzione. Questo nonostante, specie nell'ultimo decennio, sia aumentato il
numero di denunce per estorsione, rivolte quasi sempre a esponenti della criminalita' organizzata.
Infine la ricerca punta sula rapporto tra italiani e banche defindendolo un 'rapporto costoso'.
'Di solito - conclude l'Eurispes - le vittime dell'usura sono famiglie e aziende in difficolta' economiche, alle
quali e' precluso il credito bancario, in ragione della consapevolezza da parte della banca della presumibile
insolvenza di chi chiede prestiti. Questi soggetti trovano, infine, credito presso canali non ufficiali'. Una
'incapacita' dell'attuale sistema bancario di farsi carico delle difficolta' delle famiglie', si sottolinea, che ha
fatto si' che queste siano considerate dai cittadini 'come soggetti cui rivolgersi per far fronte a spese
altrimenti insostenibili per il proprio reddito e risparmio, ma non in grado di farsi carico pienamente dei loro
problemi o delle loro necessita''.
06-05-2010 14:29 Mutui. Oltre 10.000 sospesi per far fronte a difficolta' famiglie
"In meno di due mesi, tra febbraio e marzo 2010, le banche hanno sospeso mutui per 1
miliardo di euro a oltre 10mila famiglie. Gia' a quota 66 milioni di euro, nel primo periodo di avvio
dell'iniziativa la liquidita' in piu' per far fronte alla crisi. Sono stati infatti 10.281 i contratti di mutuo - per un
debito residuo di 969 milioni di euro - che hanno usufruito di questa opportunita'. Ogni famiglia avra' dunque
a disposizione in media 6.600 euro in piu'". In una nota, l'Abi diffonde i primi dati del monitoraggio sulla
sospensione dei mutui, illustrati oggi a Roma nel corso della Tavola rotonda "Il Piano famiglie - primi esiti" cui
hanno partecipato rappresentanti dell'Abi, della Cei, dell'Anci, del Dipartimento Famiglia della Presidenza del
Consiglio, della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, delle Associazioni dei consumatori che
hanno sottoscritto l'accordo del 18 dicembre 2009.
Commentando i primi risultati il Presidente dell'ABI Corrado Faissola ha sottolineato "Siamo molto soddisfatti
che questo strumento di concreto supporto alle famiglie abbia prodotto in soli due mesi un risultato cosi'
importante dimostrando che il lavoro comune tra l'industria e i principali soggetti pubblici e privati puo' offrire
risposte per le famiglie e la societa'".
Nel dettaglio, la soluzione piu' frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l'intera rata (93% dei
casi). La causa piu' frequente che ha determinato la necessita' di ricorrere a questa opportunita' nelle
posizioni "in bonis" (senza ritardi nei pagamenti) e' stata la sospensione dal lavoro o riduzione dell'orario
(Cig, mobilita' ecc.). Nelle posizioni con ritardo nei pagamenti, invece, la cessazione del rapporto di lavoro
subordinato. Dal punto di vista "territoriale", il maggior numero di domande ammesse e' al Nord con il 58%,
seguono Sud e isole con il 23% e il Centro al 19%.
Durante l'incontro e' stata presentata la Guida Diamo credito alla tua voglia di ripartire, un opuscolo sul
funzionamento delle iniziative che l'Abi promuove insieme a istituzioni pubbliche e private: sospensione dei
mutui, anticipo dell'indennita' di cassa integrazione guadagni straordinaria, fondo nuovi nati, prestiti per
studenti universitari, programmi di microcredito, accesso ai fondi per la prevenzione dell'usura.
In particolare, l'Accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui realizzato lo scorso dicembre tra
Abi e Associazioni dei consumatori, e' diretto ad offrire uno strumento immediato di aiuto alle famiglie. Le
caratteristiche principali sono: - sospensione per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi
nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi; - mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l'acquisto,
costruzione o ristrutturazione dell'abitazione principale; - clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro
annui, che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita
dell'occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione).
L'iniziativa costituisce la misura minima alla quale le banche associate potevano aderire, ferma restando la
piena liberta' di ciascuna banca di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall'Accordo.
Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato.
Il Piano e' partito il 1 febbraio e i clienti potranno presentare richiesta per attivare la sospensione fino al 31
gennaio 2011, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 al 31 dicembre 2010.
------------------------------------------LETTERE
19-05-2010 00:00 Buoni fruttiferi legati all'inflazione
Buongiorno! In ottobre 2008,ho investito 5000 euro in buoni fruttiferi indicizzati all'inflazione presso le
poste.Ora scadenza mi e stato detto che ho guadagnato 5025 euro (poiche' l'inflazione era alta al momento
dell'acquisto e poi si e' abbassata). Da loro mi e 'stato consigliato di tenere ulteriormente i soldi fermi perche'
l'inflazione sta salendo. Cosa mi consigliate? vale la pena tenerli ancora li'? Ipotizzando un aumento
dell'indice FOI, cosa ci potrei guadagnare? O perlomeno per avere un rendimento almeno del 1% quanto
tempo dovrei tenerli e l'indice FOI a quanto dovrebbe salire per recuperare lo scarsissimo o meglio niente
rendimento?? fatemi un po di chiarezza (vorrei evitare ulteriormente la fregatura).
Elena, da Torino (TO)
Risposta:
In generale i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione rispondono in modo efficiente all’esigenza di
proteggere un capitale dall’inflazione. Sono strumenti garantiti dallo Stato italiano, che non presentano costi
di sottoscrizione o di uscita e quindi danno la tranquillità di poter rientrare in possesso del capitale investito in
qualsiasi momento senza correre rischi di oscillazioni di prezzo (come nel caso delle obbligazioni). A fronte di
questo, il rendimento è estremamente esiguo: la serie da lei sottoscritta (Serie I33) presenta un tasso di
rendimento REALE (aggiuntivo all’inflazione) lordo, dopo 10 anni, pari allo 0,42%.
Se il suo obiettivo è sostanzialmente quello di proteggere i suoi risparmi dall’inflazione avendo la garanzia di
rientrarne in possesso senza dover sostenere costi aggiuntivi, allora lo strumento è rispondente all’esigenza;
se cerca un rendimento superiore (accettando però maggiori livelli di rischio) allora non è lo strumento
adatto, magari può orientarsi verso i titoli di Stato italiani indicizzati all’inflazione, che, però, a fronte di un
maggior rendimento, sono soggetti ad oscillazioni di prezzo.
Ha risposto Giulia Coppolaro
------------------19-05-2010 00:00 Arca Cedola Corporate Bond
Fortunatamente sono uscito da un assicurazione vita, che grazie ai vs consigli mi sono reso conto essere
piena di costi accessori senza avere ingenti perdite, ora mi trovo ad avere a disposizione 20000 euro da
investire.
la mia banca la Popolare dell'Emilia Romagna mi ha suggerito di investirli in ARCA CEDOLA CORPORATE
BOND III ma non ne sono convinto, preferirei invece investire in parte in obbligazioni della banca stessa(5
anni 2,5%) e in parte in buoni postali indicizzati all'inflazione, cosa ne pensate?
secondo voi ARCA CEDOLA CORPORATE BOND III e un buon prodotto?
grz per la vs cortesia
Roberto, da Soliera (MO)
Risposta:
La prima cosa da fare quando ci si accinge ad effettuare un investimento è chiarire qual è il nostro obiettivo,
ossia cosa si ricerca da quell’investimento. Arca Cedola Corporate Bond III è un fondo comune di
investimento e, come tale, non ha scadenza e non garantisce la restituzione del capitale investito. Presenta
inoltre commissioni di gestione annue pari allo 0,7% (che pesano negativamente sulle prospettive di
rendimento) , che non dovremmo sostenere se acquistassimo un’obbligazione. Il rischio connesso a questa
tipologia di investimento è decisamente maggiore rispetto a quello che sosterremmo investendo in Titoli di
Stato o Buoni Fruttiferi Postali (che sono comunque garantiti dallo Stato). Non esiste un investimento che sia
corretto in assoluto, ma la scelta deve essere coerente con l’obiettivo che ci poniamo. Questo articolo le
potrà essere d’aiuto:
http://investire.aduc.it/comunicato/decalogo+investitore+finanziario+non+esperto_5630.php
Ha risposto Giulia Coppolaro
------------------19-05-2010 00:00 Nav vendita etf
Ho comprato quote di un etf emerging markets ishares, ai prezzi 38,35-38,60-39,22 e 37,98. La nav di
vendita sara' la sommatoria della media di queste quote? Quindi 38,35+38,60+39,22+37,98= 154,15/4= Nav
vendita 38,53?
Grazie.
Roberto, da Scilla (RC)
Risposta:
Il NAV misura il valore di una singola quota di un fondo comune di investimento, nel caso specifico di un
ETF. Si calcola dividendo il totale delle attività che formano il portafoglio (al netto delle passività) per il
numero delle quote in circolazione. Viene ricalcolato ad ogni chiusura di Borsa e quindi non dipende dal
prezzo al quale l’ETF viene scambiato nel corso della giornata e infatti solitamente ne diverge. Se lei ha
acquistato tutte le quote dell’ETF lo stesso giorno il NAV di acquisto sarà il medesimo; discorso analogo per
quanto riguarda il momento in cui andrà a disinvestire: venderà al prezzo di mercato di quel momento e al
NAV di quel giorno a prescindere da quanto ha pagato per l’acquisto.
Ha risposto Giulia Coppolaro
------------------19-05-2010 00:00 Obbligata ad aprire un c/c?
Vi scrivo per avere conferma se quello che mi è stato detto è vero.
Ho una polizza pensionistica fatta presso le Banca Regionale Europea (UBI Banca) emessa dalla Allianz
Subalpina.
Il conto corrente presso la banca è quello dei miei genitori, ma io sono cointestataria e ho anche la firma.
Fino allo scorso anno non ci sono mai stati problemi, io davo i soldi ai miei genitori e loro mi pagavano la
rata. Quest'anno sono stata contattata dal direttore della banca il quale mi ha detto che per continuare a
tenere quel tipo di polizza devo aprire un nuovo c/c presso la loro filiale, non basta più essere cointestataria
di un conto (un conto base costa 1,00 euro al mese + 34,00 di bollo a fine anno = 46,00euro come minimo).
Sono andata ad una agenzia Allianz per chiedere se potevo trasferire la polizza da loro, ma purtroppo mi è
stato detto che quel tipo di polizze sono fatte e gestite esclusivamente dalle banche.
Mi spiacerebbe estinguere la polizza poichè essendo stata stipulata nel 1990 ha ancora le agevolazioni
fiscali che le attuali non hanno più.
Ora volevo sapere se è "giusto" questo atteggiamento della banca?
Sono quindi obbligata ad aprire un secondo c/c presso questa banca?
Ci sarebbe modo di trasferirla presso la mia banca (Intesa Sanpaolo)?
Luisa, da Bibiana (TO)
Risposta:
E' possibile che si tratti di una politica commerciale della banca.
Se vuole esserne certa, chieda spiegazioni per iscritto.
Chieda come mai fino ad oggi non era necessaria l'apertura del conto corrente ed invece oggi le cose sono
cambiate e non è sufficiente un conto cointestato.
Chieda qual'è la motivazione per cui è assolutamente necessaria l'apertura di un altro conto corrente. Se vi è
una ragione valida e plausibile le sarà fornita adeguata informazione, altrimenti ne può trarre le dovute
conclusioni.
Nel caso in cui la banca non voglia fornire le spiegazioni, potrà rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario:
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php
Ha risposto Roberto Cappiello
------------------19-05-2010 00:00 Errato valore di riscatto polizze Ina Assitalia
OGGETTO: LIQUIDAZIONE POLIZZE INA ASSITALIA
In data 9feb2010 è stata liquidata la polizza n° xxx intestata a xxx xxx, con un importo di €9246,15 anziché
€12234,70 e la polizza n° xxx intestata a xxx xxx, con un importo di €3892,13 anziché €4725,06 come
riconosciuto dall'agenzia.
Dopo una verbale richiesta di verifica della liquidazione, l'agente consapevole dell'errore suggerisce
inizialmente di procedere all'annullamento del riscatto e restituzione della somma percepita, per poi
comunicare che la direzione stava provvedendo alla risoluzione dell'inconveniente, nominando come
referente un altro funzionario.
Dopo numerosi tentativi di contatti telefonici, e-mail e sms, a distanza di tre mesi non si riesce a recuperare
la somma spettante, con continue promesse di esaudire la richiesta.
Abbiamo già richiesto chiarimenti all'INA ASSITALIA via fax, è possibile fare una lettera con la quale si
richiedono legalmente le somme spettanti?
Carlo, da Guidonia Roma (RM)
Risposta:
deve formalizzare una richiesta di chiarimento all'Ina (raccomandata con avviso di ricevimento) sotto forma
di vero e proprio reclamo. Se sono trascorsi 45 giorni senza aver ricevuto alcuna risposta, potete chiedere
l'intervento dell'ISVAP (Istituto di Vigilanza delle Assicurazioni Private). Guardi questo link:
http://www.isvap.it/isvap/imprese_jsp/PageGenerica.jsp?
numObj=191573&nomeSezione=PER_IL_CONSUMATORE
Inoltre il fac-simile del reclamo lo trova qui: http://www.isvap.it/isvap_cms/docs/F2180/Allegato2_Guida%20ai
%20reclami.pdf
Ha risposto Roberto Cappiello
------------------18-05-2010 10:04 Obbligazioni deutsche Bank
Egr. Signori ho letto il vostro articolo sul collocamento Unicredit delle obbligazioni DEUT BK
(XS0491548870)e sono un pò preoccupato perchè ho acquistato 10.000 euro il 16/04 e mi sono state
addebitate sul conto corrente il 04/05/2010 però a oggi 14/05 non vedo sul sito on-line della banca il
movimento del titolo e il controvalore, ho domandato chiarimenti alla banca e mi hanno detto che si potrà
vedere fra qualche mese!!Strano perchè mi era stato detto che venivano collocate all'inizio di maggio, e
ricordo che con altre obbligazioni il controvalore si vedeva dopo alcuni giorni dall'addebito.
Chiedo gentilmente a voi se quello che mi ha detto la banca è vero oppure devo prendere provedimenti!! (la
banca mi ha detto che se voglio posso vendere il titolo)ci sarebbero dei costi per vendere? Oppure mi
conviene aspettare? (non vorrei la sorpresa di vedere il controvalore al di sotto di 100).
Chiedo gentilmente un vostro consiglio.
Distinti Saluti
Roberto, da Sasso Marconi (BO)
Risposta:
Quello che le ha detto la banca riguardo ai tempi necessari per vedere e negoziare on-line il titolo è corretto.
La ragione è che dal momento della chiusura del collocamento (29/04/2010) Unicredit prevede una
tempistica massima di tre mesi per far ammettere il titolo alla negoziazione su Euro TLX; da quel momento
l’obbligazione potrà essere scambiata in condizioni di trasparenza al prezzo quotato su EuroTLX, che si
aggiorna in tempo reale in base alle condizioni di mercato di domanda e offerta.
Nel periodo che intercorre tra il termine del collocamento e l’ammissione a quotazione è possibile negoziare
l’obbligazione al prezzo fornito da Unicredit e quindi in condizioni di scarsa trasparenza. Per questo motivo le
sconsigliamo di vendere il titolo in questo momento, ma di aspettare l’ammissione a negoziazione su Euro
TLX. Da quel momento potrà valutare se vendere o meno l’obbligazione, in quanto il prezzo sarà sempre
consultabile semplicemente accedendo al sito www.eurotlx.com e digitando il codice ISIN.
Riguardo alla sua preoccupazione di trovarsi il prezzo sotto 100, è un’ipotesi altamente probabile per le
ragioni che avrà letto nell’articolo
http://investire.aduc.it/articolo/collocamento+unicredit+obbligazioni+deutsche+bank_17342.php , ma
purtroppo non è vendendo ora che evita la discesa del prezzo rispetto a quanto pagato in collocamento,
perché comunque Unicredit gli applicherebbe il prezzo di mercato, che è minore di 100.
Giulia Coppolaro
------------------18-05-2010 00:00 Offerta argentina e cause alla banca
Ho intrapreso le vie legali con la banca che mi aveva proposto questi bond. Con il nuovo concambio, è mia
intenzione aderire. Gradirei conoscere il vostro consiglio in merito a questa mia decisione e se la stessa non
inficia il corso legale in corso. Il legale a cui ho affidato il patrocinio, non ha le idee chiare, mentre da
informazioni avute dalla mia attuale banca mi dicono che i percorsi sono indipendenti e non si
contrappongono.
Vittorio, da 28100 Novara
Risposta:
Aderendo all'offerta, rinuncia a qualsiasi pretesa nei confronti dell'Argentina mentre può sempre rivalersi
sulla banca.
------------------18-05-2010 00:00 Polizze dormienti postevita
Buongiorno,
sono il beneficiario di una polizza "dormiente" con Poste Vita, stipulata il 28.2.2006 da un parente che è
deceduto il 28.5.2006.
Alla mia richiesta di liquidazione del 31 luglio 2009, mi fu risposto che "in base alla legge 27 ott 2008 n.166"
avevo perso il diritto alla riscossione della polizza.
Apprendo che il caso dovrebbe essere risolto in base all'articolo 2, comma 4, decreto legge 40 del 25 marzo
2010, e che a breve si dovrebbe ricevere il pagamento da parte di Poste Vita.
Ho contattato telefonicamente Poste Vita il 21.4.2010 e ancora il 11.5.2010, e mi viene sempre risposto che
"stanno partendo le lettere con le informazioni su come richiedere il rimborso".
Questi sono ora i dubbi:
1) Il beneficiario, pur avendo già richiesto a suo tempo il rimborso, inviando tutti i documenti necessari
(incluso l'originale della polizza, mai restituito) deve ora richiedere nuovamente il rimborso?
2) Se non si riceve a breve la lettera di informazioni da Poste Vita, quali azioni conviene intraprendere?
3) Quali sono i tempi entro i quali richiedere nuovamente il rimborso?
4) Qualcuno ha già ricevuto il rimborso, o almeno la lettera di informazioni su come richiedere nuovamente il
rimborso da Poste Vita
Piera, da Noverasco Di Opera (milano)
Risposta:
Se ha inviato tutti i dati e la documentazione necessaria al pagamento della polizza, nulla potrà essere
ancora richiesto. Le Poste, a quanto ci risulta, stanno effettivamente provvedendo ad evadere le richieste di
riscatto. La legge 166 del 2008 aveva bloccato tutto e soltanto dopo il decreto legge dello scorso 19 marzo è
stato possibile evadere le richieste. Le assicurazioni hanno circa un anno e mezzo di arretrato, quindi, cui far
fronte, e per forza di cose lo smaltimento procede a rilento. Deve solo pazientare un po'.
------------------18-05-2010 00:00 Bancomat non eroga il contante richiesto
gentile aduc,vi espongo un problema verificatosi con la mia banca(bccc):il giorno 01/05/2010 di sabato
mattina mi reco presso lo sportello automatico della mia banca x fare un prelievo di 250 € ;l'operazione va in
porto,mi tira fuori la carta(maestro),mi tira fuori lo scontrino,ma non mi tira fuori i SOLDI. il lunedi successivo
entro in banca e mi dicono che forse si è verificato una caduta di linea ecc.addebitandomi lo stesso la cifra
sul mio conto e che dovrò aspettare l'apertura dell'atm per fare il conto cassa e se riscontreranno eccedenze
mi faranno il rimborso sul conto;fino adesso ancora non ho ricevuto alcuna telefonata e a questo punto mi
chiedo quali sono i tempi e come funzionano queste cose e soprattutto se rivedrò i miei soldi.
Gianluca, da Sabaudia (LT)
Risposta:
Nel tempo intercorso tra la sua domanda e la nostra risposta, certamente la banca ha effettuato la
quadratura. Se da ciò non deriva un'eccedenza di contante rispetto alle scritture contabili, sarà ben difficile
ottenere il rimborso. Presenti reclamo, poi potrà eventualmente rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario:
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php
Facciamo però notare che l'ombudsman bancario, che fino a sei mesi fa si occupava dei ricorsi sul tema,
respingeva le domande dei clienti quando dall'esame delle contabili dell'apparecchiatura che gestisce il
bancomat non risultavano contanti in eccesso.
------------------18-05-2010 00:00 Da FIP a PIP (a Fondo Negoziale)
Nel dicembre 2001 ho sottoscritto una polizza FIP (Annua e Attiva Più di Ina Assitalia) con scadenza nel
2018, polizza che, anche seguendo i vostri consigli, ho portato in riduzione nel 2005. Il consulente con cui ho
sottoscritto la polizza mi ha proposto recentemente di migrare la posizione sul PIP INA Assitalia Primo. Io
sono molto tentata da questa opzione anche perchè, se non erro, dopo tre anni di permanenza nel PIP potrei
nuovamente migrare la posizione dal PIP a un fondo negoziale, che ha costi di gestione più bassi (esiste un
fondo negoziale in italia che permette l'adesione anche ai lavoratori autonomi, che è il mio caso). Chiedo un
vostro parere e anche se posso in ogni caso aderire da subito al fondo negoziale avendo per 3 tre anni le
due posizioni in contemporanea (PIP migrato da FIP e fondo negoziale) fino al momento in cui convolgerò il
PIP nel fondo negoziale già aperto.
Monica, da 36061 Bassano Del Grappa
Risposta:
Può già trasferire la posizione previdenziale in altro prodotto, nel suo caso recuperando anche una parte dei
costi pre-contati: http://investire.aduc.it/articolo/trasferimento+della+posizione+previdenziale+fip_9477.php.
La portabilità era garantita anche dalla normativa precedentemente in vigore, infatti, e l'Isvap era intervenuta
per renderla più agevole.
Non deve necessariamente sottoscrivere una nuova polizza per poi attendere due anni (non tre) per
trasferirsi altrove.
Se, invece, la polizza sottoscritta nel 2001 non è un PIP, comunque non ha senso sottoscrivere un PIP
trasferendo la posizione. Anzi, nemmeno si può parlare di trasferimento poiché l'operazione sarebbe
costituita dal riscatto anticipato della prima polizza (con tanto di penali) per poi utilizzare il danaro ricevuto
per sottoscrivere quella nuova.
Ricapitolando: se la polizza in suo possesso è un PIP, può trasferire la posizione al fondo di categoria. Se
invece non è un PIP, il trasferimento non è possibile ma è solo possibile estinguerla per versare poi il danaro
nel fondo pensione (senza passare per il nuovo PIP, operazione che non ha senso).
Ovviamente è possibile tenere anche più posizioni aperte, ma se la polizza è di tipo PIP conviene trasferirla
al fondo pensione.
-------------------
18-05-2010 00:00 Rimborso premio assicurazione sulla vita cardif
gentile aduc
nel ottobre 2007 ho sottoscritto un mutuo a tasso fisso con bnl.
mi hanno fatto sottoscrivere una polizza assicurativa sia a me che a mia moglie (intestatari del mutuo).
ora che devo chiudere il mutuo, in quanto ho venduto la casa, mi hanno risposto che posso chiedere un
rimborso del premio non goduto ma che mi tornera' circa il 50% di quello versato (totale versato 7000 euro) ma io ho pagato usufruito solo due anni e mezzo di tale copertura.
nel contratto assicurativo che una formula matematica che mi restituisce meno del 50% del premio
precedentemente versato.
ho contattato la cardif assicurazioni tramite email ma non mi risponde nessuno.
volevo sapere come mi devo comportare e se il decreto bersani sulle assicurazioni private puo' aiutarmi a
recuperare il rimanente premio o se devo perdere tutti quei soldi.
con l'occasione porgo cordiali saluti
Stefano, da Cerro Veronese (VR)
Risposta:
A novembre 2008, Ania ed Abi hanno sottoscritto un protocollo grazie al quale è possibile trasferire il proprio
mutuo da una banca all'altra, potrà mantenere la polizza preesistente cambiando il nome del beneficiario (la
banca), oppure estinguerla ottenendo in questo caso la restituzione del premio non goduto e delle
provvigioni erogate alla banca dall'assicurazione. Le regole valgono anche in caso di estinzione anticipata
del mutuo. Unico neo, non da poco, è che l'accordo non è vincolante per le compagnie e quindi un eventuale
diniego costringerebbe il cliente a cercare di rivalersi mediante le vie legali. Invii un reclamo, cui
l'assicurazione dovrà rispondere entro 45 giorni. In caso di risposta negativa o assente, potrà agire
legalmente ed anche segnalare la mancanza all'Isvap. La stessa Isvap ha da tempo annunciato un
regolamento per disciplinare la materia, ma ancora non è stato emanato.
Altra strada può essere l'Arbitro Bancario Finanziario:
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php
------------------18-05-2010 00:00 Surroga mutuo e polizza
lo scorso anno a dicembre ho acceso un mutuo con una banca. quest'anno a dicembre (trascorso un anno
intero) ho fatto la surroga e l'ho trasferito presso un'altra banca. il mutuo comprendeva anche
un'assicurazione per la quale ho dovuto chiedere il rimborso.
l'assicurazione era di euro 10.100,00 per 25 anni. mi hanno restituito, dopo un anno, quasi 5000,00 euro è
normale? a me sembra assurdo potete aiutarmi?
Calogero, da Cattolica Eraclea (AG)
Risposta:
In realtà non dovevano esserci ostacoli al trasferimento della copertura assieme al mutuo, purtroppo molte
banche continuano a vessare i clienti negando il cambio del beneficiario della polizza. A novembre 2008,
Ania ed Abi hanno sottoscritto un protocollo grazie al quale è possibile trasferire il proprio mutuo da una
banca all'altra, potrà mantenere la polizza preesistente cambiando il nome del beneficiario (la banca),
oppure estinguerla ottenendo in questo caso la restituzione del premio non goduto e delle provvigioni
erogate alla banca dall'assicurazione. Le regole valgono anche in caso di estinzione anticipata del mutuo.
Unico neo, non da poco, è che l'accordo non è vincolante per le compagnie e quindi un eventuale diniego
costringerebbe il cliente a cercare di rivalersi mediante le vie legali. Invii un reclamo, cui l'assicurazione
dovrà rispondere entro 45 giorni. In caso di risposta negativa o assente, potrà agire legalmente ed anche
segnalare la mancanza all'Isvap.
La stessa Isvap ha da tempo annunciato un regolamento per disciplinare la materia, ma ancora non è stato
emanato.
Altra strada può essere l'Arbitro Bancario Finanziario:
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php
------------------18-05-2010 00:00 Vincolo conto corrente per pagare il mutuo
Ho mutuo ipotecario prima casa e conto corrente nella medesima banca di credito cooperativo. Da qualche
tempo la Banca ha aumentato le spese gestione conto cosicchè mi sono trovato un'alternativa di conto
corrente in un'altra banca. Volevo chiedere:" sono OBBLIGATO a mantenere il conto corrente per ragioni di
rata mutuo?" perchè questo è quello che mi ha risposto la banca in prima battuta una volta che ho richiesto
di chiudere il conto corrente. Premetto che nè sull'atto notarile del rogito della casa nè in nessuna altra carta
da me firmata compare questo obbligo. Chiudendo il conto corrente come alternativa gli avevo proposto di
darmi l'IBAN della banca stessa sul quale avrei provveduto al continuo pagamento mensile delle rate del
mutuo, ma da più di un mese nessuna risposta.
Andrea, da Quinto Vic.no (vicenza)
Risposta:
Presenti reclamo, poi potrà eventualmente rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario:
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php
In precedenza, l'ombudsman bancario si esprimeva a favore delle banche, mentre ancora non ci sono
pronunciamenti del nuovo ABF. SE nel contratto non vi è obbligo di pagare a mezzo addebito sul conto
corrente tenuto nella stessa banca, non dovrebbe avere difficoltà alcuna ad ottenere giustizia.
Il caso può anche essere sottoposto all'Autirotà Garante della Concorrenza, poiché un simile obbligo si
giustifica solo con la volontà di "incastrare" il cliente: http://www.agcm.it
------------------18-05-2010 00:00 Assicurazione legata a mutuo
Salve,
Avrei bisogno di un consiglio su come muovermi, anche se dubito si possa fare qualcosa ma almeno
segnalo un' ingiustizia almeno secondo me. a novembre 2009 ho estinto anticipatamente un mutuo per
prima casa, poche settimane dopo ho contattato la banca per sapere se era tutto estinto correttamente e mi
hanno confermato di sì, ieri ho visto che mi hanno detratto 2 giorni fa l'importo di 51 euro per l'assicurazione
OBBLIGATORIA e vincolata al mutuo che avevo
sottoscritto per ottenere il finanziamento. Ho richiesto l'annullamento della polizza e lo storno del movimento
ma mi è stato risposto che, essendo già passati 2 giorni non poteva più essere stornato e che, comunque
dovevo essere io a preoccuparmi di annullare anche la polizza ( essendo scritto nel contratto ) e loro non
sono tenuti ad ricordarmi che oltre all'ipoteca c' è un' assicurazione vincolata obbligatoria ed imposta da loro.
Grazie dell'attenzione,
Cordiali saluti
Stefano, da Montecompatri
Risposta:
Presenti reclamo, poi potrà eventualmente rivolgersi all'Arbitro Bancario Finanziario che ha già disposto che
l’estinzione anticipata del finanziamento comporta la risoluzione del contratto di assicurazione e che le
ulteriori rate di premio riscosse dall’intermediario, successivamente all’estinzione del finanziamento, devono
essere restituite:
http://sosonline.aduc.it/scheda/arbitro+bancario+finanziario_16598.php
Ha anche diritto alla restituzione della parte di premio non goduta a seguito dell'estinzione anticipata.
A novembre 2008, Ania ed Abi hanno sottoscritto un protocollo grazie al quale è possibile trasferire il proprio
mutuo da una banca all'altra, potrà mantenere la polizza preesistente cambiando il nome del beneficiario (la
banca), oppure estinguerla ottenendo in questo caso la restituzione del premio non goduto e delle
provvigioni erogate alla banca dall'assicurazione. Le regole valgono anche in caso di estinzione anticipata
del mutuo. Unico neo, non da poco, è che l'accordo non è vincolante per le compagnie e quindi un eventuale
diniego costringerebbe il cliente a cercare di rivalersi mediante le vie legali. Invii un reclamo, cui
l'assicurazione dovrà rispondere entro 45 giorni. In caso di risposta negativa o assente, potrà agire
legalmente ed anche segnalare la mancanza all'Isvap. La stessa Isvap ha da tempo annunciato un
regolamento per disciplinare la materia, ma ancora non è stato emanato.
------------------14-05-2010 00:00 Consiglio di come investire i dei sodi a lungo termine
salve vi ringrazio anticipatamente sulla risposta che mi darete, io verrei investire dei soldi di mia figlia ma non
so deve e come e quale e' il mio migliore prodotto a lungo termine, grazie
Orazio, da Goslar (EE)
Risposta:
legga qui http://investire.aduc.it/lettera/investimento+sicuro_219964.php
------------------14-05-2010 00:00 c/c oppure libretto?
mi domandavo se c/c libretto siano alla pari in fatto di garanzie in caso di fallimento della banca/posta presso
cui sono stati aperti.
grazie,
Stefano, da Rimini
Risposta:
I conti correnti bancari sono tutelati dal Fondo Interbancario Tutela Depositi le Poste non aderiscono al
Fondo, ma dato che sono al 100% una società pubblica — 65% di proprietà del Tesoro, 35% della Cassa
depositi e prestiti — su questi prodotti tradizionali opera di fatto una garanzia statale.
------------Ha risposto Matteo Piergiovanni
http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php
------------------14-05-2010 00:00 Polizza di assicurazione sulla vita provvedo banca monte paschi
Buon giorno innanzitutto complimenti per l'ottimo servizio che eseguite, vorrei porvi un quesito, mi sono fatta
mandare da axa mps il duplicato della polizza 54n provvedo, del mio compagno sottoscritta il 1996 e della
quale sono state versate 14 rate (una rata all'anno), ogni anno ha versato 1291,14 per cui finora ne ha
versati 18075,97 e il valore di riscatto alla data odierna è 21890,57, è stato un investimento abbastanza
giusto? ha guadagnato un po'? almeno così sembra.. poi c'è scritto che in ogni momento si può richiedere la
liquidazione totale del montante del conto di risparmio previdenziale che può essere pagato in un unica
soluzione o sotto forma di rendita, inoltre dice il montante è costituito dai versamenti effettuati, diminuito
dell'imposta di assicurazione e delle spese e aumentato dell'interessi calcolati con le modalità indicate
dall'art 12 delle condizioni di assicurazione mod a506, che al momento non ho, è meglio che me lo faccia
mandare? Allora i 21890,57 vanno decurtati dei suddetti importi? Premetto che questo investimento gli è
stato consigliato dal fratello che è direttore alla Monte Paschi, come prodotto sicuro e redditizio... voi cosa ne
pensate? E' meglio che lo tenga o lo disdica? ah il premio pagato è 1291,14, ivi comprese imposta 31,49 e
spese 103,4. Grazie mille e scusate se mi sono dilungata.
Oribold, da Viadana (MN)
Risposta:
ne abbiamo parlato qui http://investire.aduc.it/lettera/polizza+provvedo+mps_89420.php
Le suggeriamo di riscattare il prodotto in maniera tale da evitare di continuare a subirne gli elevati costi e di
leggere qui per capire come orientarsi utilizzando strumenti efficienti
--------------Ha risposto Matteo Piergiovanni
http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php
------------------13-05-2010 00:00 L'azienda non versa il TFR nel fondo
Buongiorno,
ho cercato nel sito le schede riguardanti il TFR, ma non le trovo più.
Sto cercando di capire come posso agire con la mia azienda.
Ho chiesto di versare il mio TFR in un fondo aperto con cadenza trimestrale. Già a fine 2007 i versamenti
che risultavano nel fondo non mi erano chiari. L'azienda mi risponde che avrebbe verificato. A metà 2008 mi
accorgo che non hanno più versato nulla, però scopro che legalmente sono obbligati solo al versamento
annuale. Effettuano un versamento cumulato, ma l'amministratore del fondo mi fornisce solo le quote nette e
non riesco a capire a che mensilità corrispondono.
Chiedo all'azienda le distinte, ma si dimenticano sempre di girarmele.
Dopo aver reclamato con l'amministratore del fondo, riesco ad avere finalmente un riepilogo delle quote
lorde e tutti i versamenti fatti dalla mia azienda: mancano metà quote dell'anno 2007 e metà dell'anno 2008
(ovvero manca un intero anno!). Mentre il 2009 è perfetto.
Ho chiesto riscontro all'azienda, ma ovviamente hanno sempre qualcosa di più urgente da fare.
Come mi devo comportare? C'è un obbligo legale dell'azienda di sistemare subito la mia posizione? C'è
qualcuno che vigila su queste situazioni?
Grazie.
Barbara, da Albignasego (PD)
Risposta:
Deve rivolgersi ad un patronato, avvocato o altro soggetto che potrà mettere in atto le azioni necessarie. In
ogni caso non deve temere poiché nei casi di omesso versamento è comunque operativo il fondo di
garanzia: http://www.investire.aduc.it/articolo/tfr+contributi+nei+fondi+pensione+operativo+fondo_13490.php
------------------13-05-2010 00:00 Piano "My Way" Banca del Salento
Ciao sono Luca,ho 30 anni è abito in provincia di Perugia, e sono uno di tanti truffati con il piano My Way.
Nel anno 2000 acquistai questo prodotto pensando ad un piano d'accantonamento, successivamente anno
2006, avendo versato circa € 3000.00, mi resi conto che era un vero e proprio mutuo feci un reclamo e chiesi
l'estinzione. Ora la banca, ormai MPS mi chiede circa € 6000,00.
Nell'anno giugno 2008 ho acquistato un appartamento (PRIMA CASA) e preso un mutuo con il M.P.S., con
rate regolarmente pagate, stamane mi hanno chiamato dicendo che la mia posizione è da ridefinire dato che
sono segnalato come debitore del gruppo M.P.S.
possono togliermi il mutuo di casa? cosa rischio e cosa posso fare per uscire da questa situazione così
scomoda?
Allego documenti MPS in mio possesso.
Certo di una Vs celere risposta porgo distinti saluti
Luca, da Bastia Umbra (PG)
Risposta:
Per il mutuo può stare tranquillo. Se lei paga regolarmente il mutuo non possono certo revocare il mutuo e
certamente non le tolgono la casa, stia tranquillo!
Per il MyWay, se l'ha sottoscritto fuori dalla sede della banca con un promotore finanziario ha ottime
possibilità di farlo dichiarare nullo giudizialmente per l'assenza della clausola dello ius poenitendi (diritto di
ripensamento).
------------------13-05-2010 00:00 Gli esperti finanziari
Vi scrivo per ricevere chiarimenti sull’ articolo apparso sab. 8-5-10 sul sole24ore in prima pagina a firma
Roberto Perotti (rating e hedge falsi bersagli) che noto essere docente alla Bocconi.
Nella parte finale dell’articolo a pag. 14 si legge che i mercati hanno emesso il verdetto finale sulla Grecia in
quanto (parole testuali) “assumendo una stima conservativa di un aumento medio del 6% sul debito totale di
circa 300 mld questo significa un aumento della spesa per interessi di quasi 20 mld all’anno. Piu’ della meta’
del pacchetto di aiuti se ne e’ dunque andato in pochi giorni solo per la maggiore spesa per interessi, e un
default e’ ora quasi inevitabile”.
Se il mio lessico non difetta mi sembra una di quelle conclusioni che se fatte in sede di esame universitario
meriterebbero una sono bocciatura.
- l’aumento dei tassi richiesti sul mercato non incide sui titoli gia’ in circolazione e quindi non aumenta il
flusso cedolare richiesto
- la Grecia e’ previsto che per almeno 12-15 mesi non vada sui mercati internazionali e quindi i tassi che
offrono ora i suoi Bond non hanno rilevanza alcuna sul suo debito
- l’unico aggravio e’ il 5% su 20 dei 45mld prestati perche’ 25 saranno usati per il rimborso dei titoli in
scadenza 2010 il che’ significa questi sono “neutri” cioe’ trasferiscono 25mld di debito greco dai mercati agli
stati UE con tassi comparabili.
Se la Grecia rispettera’ le misure annunciate il deficit 2010(comprensivo di interessi) sara’ del 9% avremo
quindi un disavanzo di 25MLD
Riassumendo la grecia avra’ 45 mld che utilizzera’ integralmente e copriranno il 2010 sia dal versante
rimborsi che da quello disavanzo e avra’ un debito/pil che dal 125% lievitera’ di circa 27/28 Mld (25 di
disavanzo + 5% interessi) che portera’ il debito al 135%.
Considerando infine un calo del pil del 4%, diminuendo il denominatore a tutti par chiaro che il precedente
rapporto si alzera’ a circa il 141%.
O io ho letto un articolo che intendeva qualcosa di diverso da cio’ che e’ scritto o la sonora bocciatura mi
sembra d’ obbligo.
Gradirei un vostro giudizio
Alberto
Risposta:
pubblichiamo volentieri la sua lettera ma, se ce lo consente, ci asteniamo dal dare le bocciature richieste.
Nell'articolo di Perotti, a nostro modesto avviso, ci sono diverse cose non condivisibili ed altre condivisibili
così come nelle sue argomentazioni ci sembra di leggere, se abbiamo bene compreso e senza voler fare
alcuna bocciatura, delle considerazioni discutibili.
Ognuno tenga le proprie, non v'è dubbio che i titoli Greci, in questo momento, non sono titoli adatti ad
investitori inesperti.
Questo è il punto che preme sottolineare ad Aduc Investire Informati.
------------------13-05-2010 00:00 Bond argentini US040114gd65
mio padre è titolari di 37000usd di bond sopra citati. all'indomani dello swap sono venuto a conoscenza di
numerose class action oltroceano- ora gentilmente vi chiedo cosa devo fare: avendo aderito a tfa proseguire
il cammino con loro. tentare la strada d'oltroceano o accettare lo swap? grazie anticipatamente
Alessandro, da Casalbuttano (CR)
Risposta:
la nostra posizione è che si possa sperare ben poco dalle azioni legali contro l'argentina, per questo
suggeriamo di aderire alla OPSV.
Visto che ha aderito alla TFA dovrebbe forse sentire anche il loro parere.
Non si sono ancora pronunciati ma il 6 Maggio hanno diramato un comunicato per dire che avrebbero preso
una posizione entro il 12 maggio.
------------------13-05-2010 00:00 Portafoglio ADUC
Buongiorno,
come sta il portafoglio ADUC?
Grazie cordiali saluti
Giulio, da Trento (TN)
Risposta:
continua ad essere in linea con i risultati degli anni passati.
Appena riusciamo a prendere un po' di tempo, faremo il solito aggiornamento sul sito. Il concetto, ormai, è
comunque abbastanza chiaro, ci sembra.
------------------12-05-2010 00:00 Revoca polizza
Salve, ho bisogno di un consiglio legale.
Ho acquistato casa e per accendere il mutuo "che Banca" mi ha chiesto di aprire un polizza sulla casa. A
parole non mi ha dato vincoli. A questo punto ho sottoscritto una polizza con allianz "casatua" e
presentandola a Che Banca quest'ultima mi ha riferito che dovevo sottoscriverla con altra compagnia (che fa
anche parte del gruppo allianz). Ora ho provveduto ad inviare revoca (entro i 30 giorni) ad allianz per la
polizza "casa tua". Innanzitutto volevo sapere se ho diritto alla restituzione del premio versato in quanto in
caso contrario mi troverei a pagare per quest'anno due polizze per colpe altrui (che Banca). Mi risulta che se
la revoca avviene nei trenta giorni dalla sottoscrizione del contratto ho diritto alla restituzione. (o mi sbaglio?)
Grazie Giovanni
Giovanni, da Caggiano (SA)
Risposta:
ha 30 giorni di tempo dalla firma della proposta per recedere dalla stessa e ulteriori 30 giorni dal
perfezionamento del contratto per recedere dalla polizza
------------------12-05-2010 00:00 Gestioni patrimoniali Bnl
Spett. ADUC
Avendo da diversi decenni rapporti di conto con la BNL (di Rimini), nel 1999 sono stato invitato a
sottoscrivere "GESTIONE PATRIMONIALI" con diversi gradi di rischio azionario (10% - 20% - 30% - 50%),
quindi diversificando come da loro richiesto.
Dopo circa un decennio dalla sottoscrizione il risultato è stato il seguente: NESSUN INTERESSE
PERCEPITO E, ADDIRITTURA, PERDITA DI CAPITALE.
Alle mie contestazioni la Banca, sottraendosi alle sue responsabilità, ha tentato sempre di giustificarsi
attribuendo il risultato all'andamento del mercato ed alle mie scelte, dimenticandosi che, per consigliare e
seguire tale investimento (anche nella sua movimentazione, a difesa delle eventuali variazioni sfavorevoli del
mercato), mi era stato designato un "Private Banker" che si è però (visti i risultati) particolarmente distinto
per incapacità e latitanza.
Potete Voi fare qualcosa per denunciare questi comportamenti niente affatto professionali? Vi sono stati
segnalati altri casi simili al mio? Esiste, secondo Voi, la possibilità che io possa chiedere un risarcimento
danni?
Resto in attesa di leggerVi in merito per conoscere quali iniziative, anche con la Vostra collaborazione, potrei
intraprendere a tutela dei miei (ed immagino non solo miei) interessi.
In ogni caso mi tengo a Vostra disposizione per eventuale invio di documentazione, se da Voi richiesta.
Anticipando i ringraziamenti, Vi porgo distinti saluti.
Guelfo, da Rimini
Risposta:
le Gestioni Patrimoniali sono tra i prodotti finanziari più costosi in quanto prevedono la inutile moltiplicazione
di commissioni ad esclusivo beneficio di chi vende il prodotto.
Tuttavia avendo lei dato mandato ad una società ed avendo firmato un contratto ha di fatto accettato tutte le
condizioni in esso contenute, pertanto non c'è possibilità di riavere quanto perso sul mercato a meno che lei
riesca a dimostrare un comportamento fraudolento dell'istituto nei suoi confronti intentando una causa
legale.
-------------------Ha risposto Matteo Piergiovanni
http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php
------------------12-05-2010 00:00 Polizze unit linked
Salve, io sono uno dei tanti correntisti che ha stipulato una polizza unit linked, la Patavium Dinamic offerta
dalla banca di Cred. Coop. Piove di Sacco (PD), il nome intero era Progetto Vita Galileo Unico di una società
di Verona, la Risparmio & Previdenza.Ci tengo a sottolineare che sono stati loro (banca) a contattarmi e non
io a chiedere di fare questo schifo di investimento sotto forma di polizza.Il 29/12/2000 investii x fortuna solo
5.000/00 euro e vidi da subito i miei soldi che si svalutavano mese x mese, quando chiesi spiegazioni alla
mia banca mi dissero che è il mercato che va male e non si poteva fare niente se non aspettare. Questa
polizza aveva una durata di 5 anni e a scadenza il capitale era di 3.350/00 euro, l'ho lasciata andare avanti
fino al 22/08/2007, si era ripresa un pò ma in maniera lentissima, x paura di una ricaduta mi sono fatto
disinvestire la polizza e ho portato a casa 3.717/00 euro, dopo i 5 anni si poteva chiuderla in qualsiasi
momento senza penali, almeno questo. La mia domanda è se si può in qualche maniera tentare di
recuperare i soldi persi visto che queste polizze-investimenti si sono rivelate delle mezze truffe.......!
Distinti Saluti
Tiziano, da Fossò (VE)
Risposta:
non c'è possibilità di riavere quanto perso in quanto avendo firmato un contratto ha di fatto accettato tutte le
condizioni in esso contenute, a meno che lei riesca a dimostrare un comportamento fraudolento dell'istituto
nei suoi confronti intentando un'azione legale.
------------------Ha risposto Matteo Piergiovanni
http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php
------------------11-05-2010 00:00 Investimento sicuro
Sono da poco uscito dal mercato azionario, nonostante non abbia ad oggi recuperato tutte le perdite degli
anni scorsi!
visto l'attuale situazione ho pensato bene di rifugiarmi su qualche prodotto sicuro (tasso fisso, zero rischi o
rischi minimi); la banca mi ha proposto delle obbligazioni a tasso fisso di enti sovrani, come la banca stessa
(intesa-sanpaolo) oppure obbligazioni statali. oppure btp o simili a tassi 3,75%, 4,25% a media scadenza. ho
sentito anche le poste, le quali mi hanno proposto tra l'altro le loro obbligazioni di poste italiane.
volevo chiedervi: secondo la vs. esperienza, quale e' il "prodotto" migliore e piu' sicuro al momento su cui si
possa investire a medio termine? quale da il rendimento migliore netto? potreste indicarmi alcuni prodotti da
voi consigliati?
p.s. ho letto anche dei bond, che cosa sono? dove si acquistano? meglio degli altri?
Federico, da Citta' Di Castello (PG)
Risposta:
il prodotto migliore su cui investire semplicemente non esiste, il ragionamento va fatto al contrario: date le
caratteristiche del singolo si scelgono gli strumenti finanziari a lui più adatti.
Pertanto non conoscendola non siamo in grado di fornirle una risposta esauriente.
Le suggeriamo di leggere qui per comprendere come va utilizzato il sito
http://investire.aduc.it/info/Iniziainvestire.php
--------------Ha risposto Matteo Piergiovanni
http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php
------------------10-05-2010 00:00 Tutela dossier titoli in caso di default
Cara Aduc, ho intenzione, vista l'attuale situazione finanziaria, di acquistare bund tedeschi, che saranno
custoditi nel mio dossier titoli,esistente nella banca popolare, di cui sono cliente.In caso di
default della banca o del debito sovrano italiano, che fine fanno i miei bund?
Enrico, da Altamura (BA)
Risposta:
I titoli resterebbero in ambo i casi i suoi ma, in caso di default nazionale (ribadiamo che si tratta di un evento
estremamente improbabile) potrebbero essere presi dei provvedimenti (blocco dei depositi, conversione
forzosa in una nuova valuta, ad esempio) che colpirebbero gli intermediari italiani ma anche le dipendenze in
Italia di intermediari esteri.
Ribadiamo che tale ragionamento è davvero "estremo" e lo indichiamo per completezza della risposta. Non
vuole, quindi, dire che attribuiamo probabilità al suo verificarsi.
------------------08-05-2010 00:00 Deposito amministrato
Nel caso ipotetico di default dell'Italia (Argentina - e Grecia? - docet) i miei titoli depositati sul deposito
amministrato della mia banca che fine faranno? Grazie per la consulenza.
Antonio, da Genova (GE)
Risposta:
se l'Italia va in default la sua banca è andata in default da un pezzo. Comunque allo stato attuale è un'ipotesi
assai remota. Gli strumenti finanziari dei clienti sono comunque di loro appartenenza e costituiscono
patrimonio separato da quello dell'intermediario. Resterebbe da verificare il loro valore in una ipotesi tanto
estrema.
-----------Ha risposto Matteo Piergiovanni
http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php
------------------08-05-2010 00:00 Default Italia
Spett.le Aduc
quali sono i rischi per le somme depositate sul libretto di risparmio postale in caso di default dell'Italia?
Cordiali saluti
Francesca, da 50141 Firenze
Risposta:
se l'Italia dovesse andare in default, ipotesi allo stato attuale assai remota, tutti i conti correnti bancari postali
ecc sarebbero congelati, ma come ripetiamo è un'ipotesi al momento assai fantasiosa
--------------ha risposto Matteo piergiovanni
http://www.aduc.it/info/mpiergiovanni.php
------------------07-05-2010 00:00 Premi di polizza versati ma non contabilizzati
Nel 1996 ho stipulato con Alleanza Assicurazioni S.p.a. una polizza mista rivalutabile collegata al
Rendimento del fondo S. Giorgio. Ho pagato regolarmente le diverse annualita' fino al 2005, anno in cui
essendomi accertato che il meccanismo di rivalutazione attribuiva una rivalutazione molto bassa (sotto il
2%), mi e' stato consigliato di non pagare piu' le annualita' e di passare la polizza in uno sto di "riduzione" in
cui veniva attribuito un tasso tecnico del 4%, perdendo pero' le garanzie assicurative caso morte. Nel
gennaio 2010 mi sono recato presso l'agenzia per chiedere una verifica sullo stato attuale della mia polizza
ed ho scoperto che non risultano accreditate due annualita', le ultime due pagate ( 2004 e 2005 ) per un
totale di circa 3000 euro. Essendo in possesso delle ricevute di versamento ed avendo pagato le due
annualita' con assegno non trasferibile intestato ad Alleanza Assicurazioni Spa, ho chiesto direttamente in
agenzia la sistemazione della cosa ma sono piu' di tre mesi che non riesco ad avere notizie certe sul
riaccredito delle somme e vengo continuamente dirottato dalla sede locale, a quella regionale, fino alla sede
nazionale di Milano. Le risposte sono sempre imprecise e diverse, quindi credo di dover procedere per altre
vie per accelerare la pratica e avere le certezze richieste (riaccredito delle somme versate). Potete darmi
un'indicazione sulla corretta procedura da seguire?
Grazie
Stefano, da Avezzano
Risposta:
Invii un reclamo vero e proprio mediante raccomandata ar. La compagnia ha obbligo di risposta entro 45
giorni dalla ricezione. Se nemmeno il reclamo sortirà effetto potrà rivolgersi all'Isvap, il cui interessamento
certamente sistemerà le cose: http://www.isvap.it/isvap/imprese_jsp/PageGenerica.jsp?
numObj=191573&nomeSezione=PER_IL_CONSUMATORE
------------------07-05-2010 00:00 Azioni Alitalia - conversione in titoli di statobuongiorno,
ho necessità di segnalare il seguente problema, perchè come piccola risparmiatrice, mi sento molto poco
tutelata sia dalla mia banca sia dal ministero di economia e finanza. la situazione è questa:
a metà agosto 2009 sono stata contattata da un operatore della mia banca (ugf banca) per comunicarmi che
c'era l'opportunità di convertire i titoli alitalia, oramai carta straccia e per i quali mi ha detto non ci sarebbe
stato più nulla da fare, in titoli di stato, zero coupon con scadenza il 31-12-2012 - chiaramente l'equivalente
del valore, rispetto al mio investimento in azioni alitalia, era decisamente minimo, ma considerato che non
avevo alternative di scelta..... ho accettato di sottoscrivere la conversione e mi sono precipitata a milano,
perchè l'offerta aveva scadenza il 31-08-2009 dopo aver verificato tramite internet banking che nonostante fosse ormai trascorso un considerevole numero
di mesi, dal mio dossier titoli emergeva che ero ancora in possesso di azioni alitalia a valore zero, ho
contattato la mia banca per segnalare che non aveva ancora aggiornato i terminali. risposta: "in merito ai
titoli alitalia. purtroppo mi hanno comunicato che il mef (ministero economia e finanze) ha deciso di
sospendere la conversione in titoli di stato zero coupon con scadenza 31/12/2012"
"...e' quindi normale che siano "congelati" nel dossier con controvalore zero in attesa che "eventualmente" il
ministero prenda ulteriori decisioni".
ecco, nessuno mi ha avvisato di questa enorme ed ennesima bufala, non la mia banca di riferimento, non i
giornali... la mia domanda e'? ho qualche minimo diritto rispetto ai miei soldi investiti e a quello che mi viene
chiesto di firmare che poi mi viene tolto senza neppure avvisarmi? cos'e', forse un modo per sbarazzarsi con
un'ennesima sporca manovra degli investitori di alitalia, facendo credere che nel 2012 sarebbe comunque e
con certezza stati rimborsati, seppure con una somma decisamente r i d i co l a rispetto al capitale
investito?.. e poi nemmeno questo? cosa posso fare per tutelare i miei diritto di risparmiatrice e cittadina
italiana?
Barbara, da Milano (MI)
Risposta:
In effetti, la consegna dello speciale titolo di Stato destinato agli azionisti ed agli obbligazionisti Alitalia che
hanno accettato l'offerta è stata sospesa e non si sa quando avverrà. La cosa non comporta un danno, però,
in quanto il titolo di Stato non sarebbe comunque negoziabile e quindi l'unica mossa è quella di aspettare la
scadenza del 31 dicembre 2012 per ottenere il rimborso. Di conseguenza, se anche la consegna tarderà ad
avvenire, nulla di sostanziale sarà cambiato.
------------------07-05-2010 00:00 Situazione ISE-ISEE e polizze
Per cortesia mi sapete dare una risposta a quanto segue:
Lucilla fa una polizza vita mista rivalutabile di euro 5000 a premio unico, lei come contraente e assicurata e
Mariella come beneficiaria caso morte.Dopo alcuni mesi o anni Lucilla cede la polizza a Mariella pertanto
Mariella diventa contraente e beneficiaria mentre Lucilla rimane l'assicurata. Quando Lucilla farà l'ISEE, nel
patrimonio mobiliare la suddetta polizza dovrà dichiararla o no? P.s.Lucilla e Mariella non fanno parte dello
stesso nucleo familiare.
Mmm, da Villaverla (VI)
Risposta:
La polizza deve essere dichiarata dal contraente, quindi da Mariella. Lucilla l'ha ceduta e non ha più alcun
diritto, sebbene sia il soggetto assicurato. Le regole sugli obblighi di dichiarazione sono in questa risposta:
http://investire.aduc.it/lettera/polizze+vita+isee_216370.php
------------------07-05-2010 00:00 Obbligo di comprare un prodotto per ottenere il mutuo
mi hanno comunicato per telefono l'approvazione del mutuo, con 2 buste paga tempo indeterminato a
garanzia, al 55%, tasso var con tetto max. Ho già versato l'anticipo - che avevo - della casa dopo benestare
della banca (rapporti d'amicizia, tutto per tel). a due settimane dalla compravendita mi dicono che devo
sottoscrivere un fondo vincolato di ben 40.000(un terzo dell'importo del mutuo!)al 2% per 5 anni altrimenti il
mutuo salta, E' legale? cosa posso fare?
Cristina, da Roma (RM)
Risposta:
Non è legale, si tratta di una vera e propria estorsione effettuata ai danni di chi è in procinto di stipulare gli
atti di mutuo. Oltre a cercare di farsi valere con i responsabili, dato che da quanto scrive il mutuo è stato già
approvato e quindi non possono tirare fuori simili giochini, se non ci riesce e si tratta di sottoscrivere una
polizza può anche firmarla e poi, dopo aver stipulato gli atti di compravendita e di mutuo, esercitare il diritto
di ripensamento nei trenta giorni consentiti dalla legge. Un comportamento del genere non è proprio il
massimo ma a mali estremi, estremi rimedi.
------------------07-05-2010 00:00 Fondo pensione - decesso
Buongiorno,
in caso di iscrizione di una lavoratrice ad un fondo pensione (Fonchim nel mio caso) è prevista l'erogazione
della rendita al sopraggiungere del pensionamento (per le donne attualmente 60 anni). Non mi è chiaro cosa
succede in caso di decesso : il capitale versato viene reso disponibile agli eredi o NO ? Su wikipedia ho
trovato questo riferimento "In base al D. Lgs. n. 252 del 2005, è previsto il riscatto totale delle posizioni
maturate a favore di eredi legittimari e beneficiari designati, in caso di decesso dell'iscritto prima del
pensionamento.", ma fa riferimento a PRIMA del pensionamento, e se il decesso avviene dopo il
pensionamento?
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
Oscar
Risposta:
al momento in cui sceglie di convertire il capitale accumulato in rendita. Il concetto di rendita "puro" è quello
di un capitale periodico "vita natural durante". E' ovvio che al decesso la rendita pura termina. Esistono però
anche le rendite reversibili (su uno o più soggetti ai quali si trasferisce la pensione in caso di decesso del
pensionato "principale"). E' ovvio che in caso di rendita reversibile l'importo è minore.
Gli importi dipendono dall'età, dal sesso, ecc. In sostanza, dall'attesa di vita del/dei soggetto/i che
percepirà/anno la pensione.
------------------07-05-2010 00:00 ZOPA: una storia kakfiana tutta italiana...
Spett.le ADUC,
qui di seguito riporto il link ad un decreto ministeriale del luglio 2009:
http://www.ilsole24ore.com/Finanza%20e%20Mercati/2009/07/decreto_zopa.PDF
che ha compromesso - finora non rimediabilmente - l'operativita' del Social Lending marcato ZOPA.
Evito di riportare qui la rassegna stampa sugli effetti di tale decreto e le opinioni in merito diffuse sui giornali
economici: queste ultime, in particolare, non del tutto negative
Il mio - molto positivo! - e' il giudizio di un semplice prestatore zopiano entusiasta: che ha visti (per un breve
periodo) i propri risparmi remunerati in misura apprezzabile, trasparente ed onesta; di un piccolo investitore
che non ha del tutto capito l'inconsueta ed inesorabile rigidita' di Bankitalia e del Ministro del'Economia
avverso ad una realta' economica innovativa: una realta' che molto positivamente avrebbe potuto influire
sulla vita dei singoli cittadini in questi mesi di crisi economica e finanziaria.
Mi piacerebbe conoscere innanzitutto il Vs giudizio: meglio se diverso dal mio! (che mi lascia a corto di
spiegazioni plausibili)
Altrimenti, non mi dispiacerebbe una Vs indagine, se la riterrete opportuna, su tale questione: come
cittadino, consumatore e investitore. sento l'urgenza di qualche lume in piu' su questa vicenda che a me
appare piu' vicina al feudalesimo spagnoleggiante che alla realta' progressiva del Web2.0.
RingraziandoVi per l'attenzione, invio
Distinti saluti
Gaetano , da 26020 Palazzo Pignano
Risposta:
pubblichiamo volentieri la sua lettera.
Per quanto riguarda la nostra opinione, nel contesto delle regole attuali dell'intermediazione finanziaria, la
Banca d'Italia non poteva che agire come ha agito. In sostanza la Zopa compiva attività regolamentata
senza averne l'autorizzazione. Lo facevano in buona fede e per scopi anche apprezzabili, ma resta il fatto
che non erano autorizzati.
Non vediamo niente da indagare.
-------------------
07-05-2010 00:00 Carta Agos Attiva - Anatocismo
E' riscontrabile, nelle norme del contratto Carta Attiva Agos, il reato di anatocismo in caso di mancato
pagamento di alcune rate?
Grazie
Costanzo, da Novara (NO)
Risposta:
trascurando il fatto che l'anatocismo non è un reato ma un illecito, se la sua domanda è volta a trovare una
cavillo legale per non pagare (o pagare meno interessi) su una carta di debito, ci sentiamo - purtroppo - di
sconsigliarle questa via perché sarebbe assai ardua ed i rischi sarebbero ben superiori ai possibili vantaggi.
------------------07-05-2010 00:00 Depositi vincolati
vorrei conoscere le vs valutazioni sui depositi vincolati
Elio
Risposta:
immaginiamo che la sua domanda riguardi i conti di deposito vincolati tipo: Che Banca!, Conto Arancio,
Conto Santander ecc.
Riteniamo che siano buone forme alternative per investimenti nel mercato monetario (breve termine).
Per importi contenuti (inferiori al limite di garanzia del fondo di tutela dei depositi bancari) sono una valida
alternativa ai BOT o comunque alle obbligazioni a breve termine.
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