Roma, 5/03/2004
Conferenza stampa della Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Piccoli fumatori crescono.
Non perdere l’autobus della salute.
Lascia il fumo al capolinea
Le cifre dicono che quel
(pericoloso) fil di fumo
dei pantaloni corti
è una grave realtà.
Il Movimento Italiano
Genitori (MOIGE) lancia
una Campagna informativa:
un pullman multimediale
e un teatro di burattini
per una lezione itinerante
nelle Scuole italiane.
D’accordo Ministero
della Pubblica Istruzione,
Istituto di Medicina
Sociale, SIP, FIMP e
Psicoterapeuti. Si parte...
cartella stampa
Gli Internisti
Ospedalieri, da
quell’osservatorio
Questa cartella contiene interviste, cifre e documentazione
privilegiato che è la
sulla Campagna del Moige.
corsia, sentono ogni
giorno il polso della
I giornalisti interessati ad avere ulteriori informazioni
Salute degli italiani. E,
e foto del pullman multimediale
con il conforto delle
e del teatro di burattini possono contattare l’Ufficio stampa del Moige: cifre dell’Istat,
disegnano la carta
tel. 0666192122 e-mail: [email protected]
geografica degli italiani
sani o con qualche
problema. La sintesi è
una bella notizia: gli
italiani stanno meglio
in Salute e meritano un
elogio per aver
Questa cartella stampa è stata curata nei testi e nella grafica da
cominciato ad
applicare le regole
della Prevenzione. Se
mangiassero e se
fumassero di meno, se
camminassero di più,
se si stressassero di
Via Cortina d’Ampezzo, 190 - 00135 Roma
meno, starebbero
Tel. 06 3058014/06 35511025 - Fax 06 35059343
meglio.
E-mail: [email protected]
Intervista a
Maria Rita Munizzi
Presidente del Moige Movimento Italiano
Genitori
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Munizzi: “Perché il MOIGE
lancia la Campagna antifumo”
U
na Campagna di prevenzione contro il
fumo rivolta soprattutto ai ragazzi tra gli
8 e i 13 anni ci è sembrata indispensabile perché i minori sono più soggetti
degli adulti ai fenomeni di dipendenza.
Non possiamo dimenticarci che il fumo di sigaretta
vede protagonisti anche i minori, con danni incalcolabili per la loro salute”, ha affermato Maria Rita Munizzi,
Presidente Nazionale del Moige-Movimento Italiano
Genitori, organizzazione presente da anni con iniziative di sensibilizzazione e di orientamento volte ad aiutare i genitori nel loro compito educativo, presentando
in una conferenza stampa a Roma “Lascia il fumo al
capolinea”, la Mostra teatro itinerante che, a partire
dall’8 marzo, girerà per tre anni per le scuole di 50
città d’Italia, coinvolgendo studenti, docenti e genitori
in un originale percorso informativo di prevenzione al
fumo.
Perché il Moige quest’anno ha deciso di lanciare
una mostra teatro itinerante per la prevenzione del
fumo tra i ragazzi?
Secondo l’OMS, il fumo di sigaretta è responsabile di
11.000 morti al giorno ed è la principale causa di morti
evitabili al mondo. I minori sono più soggetti degli
adulti ai fenomeni di dipendenza pertanto come genitori abbiamo ritenuto utile e necessaria una campagna
di prevenzione rivolta soprattutto ai bambini e ragazzi
tra gli 8 e i 13 anni, così come raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che non fumano
ancora o che sono tentati dalla “prima sigaretta” per
evitare che acquisiscano questa abitudine dannosa
per la loro salute.
In che cosa consiste la Mostra teatro itinerante e
interattiva di prevenzione?
Il progetto, che durerà tre anni, è molto articolato: ne
sono protagonisti Pol e Mon, due personaggi a cartoni animati che rappresentano il polmone sano ed il
polmone malato a causa del fumo e prevede in primo
luogo una mostra itinerante su un bus a due piani che
attraverserà, in tre anni, tutta Italia, fermandosi presso
scuole elementari e medie e anche in alcune piazze.
La mostra illustra in maniera divertente, ma anche
scientificamente corretta, gli effetti e i danni del fumo
sull’organismo umano e prevede pannelli illustrativi e
macchine didattiche interattive. Fa da corollario alla
mostra uno spettacolo di burattini con le storie di Pol
e Mon. Ai due protagonisti s’ispira anche il materiale
divulgativo che verrà offerto ai ragazzi, rappresentato
da un libriccino con una storia di Pol e Mon a fumetti
e da un allegro adesivo. L’iniziativa prevede inoltre un
sito internet, www.lasciailfumoalcapolinea.it, per avere
ulteriori notizie sulla prevenzione del fumo minorile.
Quando e in che modo, secondo lei, i genitori
Campagna MOIGE
Intervista a Maria Rita Munizzi
dovrebbero parlare con i propri figli per prevenire
il rischio del fumo?
È bene innanzitutto non fumare alla loro presenza, poi
occorre parlare con i bambini fin da piccoli del fumo e
dei danni che comporta per la salute, ad esempio
quando si vede qualcuno fumare, sottolineando che
fumare non aumenta il fascino, l’intelligenza o la simpatia di una persona, ma comporta solo rischi per la
salute e perciò decidere di fumare non è una scelta
“furba” anche se gli altri lo fanno. È bene che i bambini sappiano anche che non iniziare è molto più facile
che smettere.
E se i genitori stessi (o uno dei due) sono fumatori, magari forti fumatori?
Anche se i genitori fumano è opportuno che ammettano onestamente, senza cercare alibi, che si tratta di
una abitudine, dannosa alla salute, fornendo ai bambini tutte le spiegazioni in merito. Potranno poi essi
stessi testimoniare quanto sia difficile smettere, una
volta acquisita l’abitudine, anche se si è consapevoli
dei rischi.
Quali suggerimenti si possono dare ai genitori che
si trovino a dover affrontare il problema di un
figlio che fuma?
Gli atteggiamenti repressivi sono controproducenti, è
importante mantenere aperto il dialogo e fornire tutte
le informazioni medico-scientifiche sugli effetti del
fumo sulla salute in tutti i suoi aspetti mostrando, se
possibile, anche visivamente i danni causati dal fumo.
Intervista a
On. Valentina Aprea
Sottosegretario
all’Istruzione
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Aprea: “Al MOIGE il sostegno
della Pubblica Istruzione”
D
al prossimo anno sono previsti, nella
scuola secondaria di primo grado,
anche obiettivi specifici di apprendimento relativi all’educazione, alla convivenza civile e alla salute, tra cui l’informazione e la prevenzione sul tabagismo e i danni
che procura”, ha dichiarato l’Onorevole Valentina
Aprea, Sottosegretario all’Istruzione, in occasione
della Conferenza Stampa a Roma di presentazione
della Campagna del Moige sul fumo tra i preadolescenti. L’Onorevole Aprea ha sottolineato che iniziative come quella del Moige “devono essere valorizzate
da tutte le Istituzioni che hanno a cuore la salute dei
cittadini, anche di quelli più giovani”.
Come valuta l’attuale legislazione italiana sul
fumo, con riferimento in particolare alla tutela della salute dei non fumatori?
Mi sembra che negli ultimi anni si stiano registrando
positivi passi in avanti. Certo, c’è ancora molta strada
da fare, soprattutto sul piano culturale e comportamentale, dei singoli ma non solo, di rispetto delle normative esistenti.
Lei ha alle spalle una forte esperienza come direttrice didattica. Quale era il suo atteggiamento di
fronte alla realtà del fumo tra i ragazzi?
Credo non bisogni mai abbassare la guardia, soprat-
tutto nelle scuole, in considerazione di almeno due
peculiarità: da un lato, la giovanissima età dei fumatori (potenziali o di recente “iniziazione”), dall’altro la
presenza di una dinamica emulativa, legata anche a
processi di integrazione-esclusione in certi gruppi di
pari, condizionati dal fumare o meno. Per questo,
occorre un approccio di prevenzione che non si esaurisca nelle informazioni di carattere medico-scientifico,
ma che riesca a considerare anche le dinamiche di
emulazione spesso sottostanti al “primo tiro” di sigaretta.
Campagne mirate come quella del Moige in che
misura possono contare sul sostegno del Ministero e, in generale, delle Istituzioni?
Credo che queste iniziative debbano essere valorizzate da tutte le Istituzioni che hanno a cuore la salute
dei cittadini, anche di quelli più giovani e – per questo
– forse più indifesi rispetto al fenomeno. Tale impegno
congiunto tra Istituzioni e Società civile, del resto,
concretizza perfettamente il principio di sussidiarietà
recentemente inserito nella nostra Carta Costituzionale e può trovare la massima efficacia realizzativa in
rapporti diretti sul territorio, tra espressioni della
Società civile e le Istituzioni scolastiche autonome che
in quel territorio operano.
Non pensa che l’impegno culturale sulla preven-
Campagna MOIGE
Intervista a Valentina Aprea
zione e sull’educazione nel campo della salute
dovrebbe essere potenziato tra le fasce d’età più
giovani, a partire dalle comunità scolastiche di
base? In che modo gli insegnanti e i docenti sono
sensibilizzati? Quali strumenti la scuola ha e di
quali dovrebbe ancora dotarsi per affrontare questi temi, trasformandoli in un capitolo permanente
di educazione civica?
Le “Indicazioni Nazionali per i piani di studio personalizzati”, adottate sin dal prossimo anno in tutte le classi della scuola primaria e nel primo anno della scuola
secondaria di primo grado, prevedono anche obiettivi
specifici di apprendimento relativi all’educazione e alla
convivenza civile, ricomprendendo in essa educazione alla salute, all’affettività, alla cittadinanza, alimentare, stradale, ambientale. In particolare, per quanto
riguarda gli obiettivi specifici di apprendimento di educazione alla salute della scuola secondaria di primo
grado, sono numerosi i punti attinenti al tabagismo:
dalla conoscenza delle malattie del sistema respiratorio e cardiocircolatorio, all’incidenza del fumo attivo e
passivo, alla realizzazione di progetti di prevenzione.
Credo che le nuove “Indicazioni Nazionali” da un lato
costituiscano un preciso riconoscimento della rilevanza di questa problematica, sin dalla prima adolescenza, dall’altro suggeriscano anche precisi strumenti,
che le scuole – nella loro autonomia didattica e organizzativa – potranno utilizzare.
Intervista a
Pier Luigi Tucci
Presidente della
Federazione Italiana
Medici Pediatri (FIMP)
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Tucci: “La prima educazione
in famiglia. Parola di pediatra”
P
er il pediatra la parola d’ordine è: difendere il nascituro e il bambino dal fumo
passivo”, ha detto il dottor Pier Luigi
Tucci, Presidente della Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri), in occasione della Conferenza Stampa a Roma di presentazione della Campagna del Moige sulla prevenzione
del fumo tra i preadolescenti. Il dottor Tucci ha aggiunto: “Prima ancora che si manifesti nella preadolescenza l’accesso più o meno occasionale alla sigaretta, il
medico deve essersi rivolto per tempo e non occasionalmente ai genitori, responsabilizzandoli e avviandoli alla cultura della prevenzione in famiglia”. Il dottor
Tucci, oltre a insistere su questi temi, ha cercato di
illuminare le contraddizioni che rendono complesso il
fenomeno del fumo giovanile e fanno accogliere come
benvenute iniziative di prevenzione ed educazione
come la Campagna del Moige.
Quali sono secondo lei i motivi che spingono i
preadolescenti verso la sigaretta?
Si tratta di fattori imitativi legati ai comportamenti degli
adulti, che si inquadrano in due standard psicologici
differenti: da una parte c’è la consuetudine famigliare,
per cui il ragazzo trova normale il fumo perché vede i
genitori che fumano; dall’altra c’è il modello offerto dai
personaggi di successo, attori, cantanti o sportivi che
siano, propagato dai Media, modello che spinge all’e-
mulazione. Da una parte, insomma, funziona l’esempio della norma; dall’altra il desiderio di acquisizione di
uno status symbol.
In base alla sua esperienza sul campo, i genitori si
rendono prontamente conto che i figli hanno
cominciato a fumare?
Di solito non se rendono conto, prima di tutto perché
è tipico dell’adolescente vivere anche l’accesso al
fumo come un fatto trasgressivo: e la trasgressione
per definizione non si confessa ai propri genitori. In
secondo luogo, può succedere che i genitori, specialmente se di una certa età, interpretino il fumo giovanile come spesso si faceva ai loro tempi, venti, trenta o
quarant’anni fa: una specie di rito di iniziazione all’età
adulta da guardare quasi con benevolenza. Oggi, d’altro canto, è cresciuta anche negli adulti una sensibilità verso i problemi della salute e della prevenzione
che può portare a una diversa interpretazione del
fenomeno.
Succede mai che il pediatra si accorga o venga a
sapere che il giovanissimo fuma, mentre i genitori
non ne sono a conoscenza?
Difficile che succeda. Il pediatra sta pur sempre “dall’altra parte”, rispetto al preadolescente; è un’incarnazione istituzionale del controllo famigliare. Al pediatra
spetta, una volta che il problema si manifesti, cercare
Campagna MOIGE
Intervista a Pier Luigi Tucci
di capire se il ragazzo fuma occasionalmente o se lo
fa già in modo abituale. In quest’ultimo caso in particolare, bisognerebbe scavare per capire che cosa
motiva il ragazzo. Che cosa c’è dietro la trasgressione? Quale eventuale disagio più profondo? Per il
pediatra e per la pediatria è comunque importante
incidere a monte con l’informazione e la prevenzione
proprio sul versante famigliare, rivolgendosi ai genitori e agendo su tre punti:
Difendere il nascituro e il bambino dai rischi del
fumo passivo.
1.
Poiché il fumo è a pieno titolo un agente
inquinante, bisogna inquadrare il discorso
educativo nel contesto del più vasto orizzonte dei
rischi ambientali.
2.
Convincere a comprendere l’importanza di quanto
i propri stili di vita possano danneggiare gli altri.
3.
Intervista a
Giuseppe Saggese
Direttore della Clinica
Pediatrica II
Ospedale S. Chiara
Università di Pisa
e Presidente della Società
Italiana di Pediatria (Sip)
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Saggese: “Spiegare ai ragazzi
che il fumo non è un vizio
ma una cronica dipendenza”
P
erché fa male cominciare presto con
il fumo?”. Questa la domanda rivolta
al professor Giuseppe Saggese,
Direttore della Clinica Pediatrica II
dell’Ospedale S. Chiara dell’Università di Pisa e Presidente della Società Italiana di
Pediatria (SIP), in occasione della Conferenza
Stampa a Roma di presentazione della Campagna
di prevenzione del fumo tra i giovanissimi lanciata
dal Moige.
Vorrei innanzitutto ribadire che il fumo fa male a tutte
le età e che il fumo è la principale tra le cause prevenibili di malattia, disabilità e morte. Al fumo è infatti
associata una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari, compreso l’infarto, di neoplasie maligne,
come tumore del polmone, del cavo orale e della laringe, dell’esofago, del pancreas, della vescica, del rene,
di malattie polmonari croniche. Fumare sigarette a
basso contenuto di catrame non comporta una riduzione del rischio, perché esse sono fumate in numero
maggiore rispetto alle sigarette tradizionali. Inoltre, il
fumatore tende a inalare più profondamente il fumo di
queste sigarette con facilitazione alla deposizione di
cancerogeni a livello dei polmoni. Dunque il fumo fa
male e i costi associati al trattamento delle conseguenze del fumo sono impressionanti, sia a livello dei
singoli che di salute pubblica. Ecco, quindi, l’importanza di questa campagna promossa dal Moige, a cui
la Società Italiana di Pediatria ha dato ben volentieri il
suo patrocinio. Veniamo più specificatamente alla
domanda. Intanto, iniziare precocemente a fumare
comporta una cattiva prognosi circa l’abitudine al
fumo in età adulta; infatti, la maggior parte dei fumatori ha iniziato prima dei 18 anni di età, mentre se un
ragazzo non ha fumato entro questa età più difficilmente inizierà più tardi. Il numero di sigarette fumate
al giorno è di solito più elevato in chi ha iniziato precocemente a fumare e inoltre la durata dell’abitudine
condiziona l’insorgenza delle malattie legate al fumo.
Ad esempio, il rischio di tumore al polmone è 4 volte
maggiore in chi inizia a fumare prima dei 15 anni
rispetto a coloro che hanno iniziato dopo questa età;
questo indipendentemente dal numero di sigarette
consumate. Vorrei sottolineare un altro punto. Il fumo
deve essere considerato una vera e propria condizione cronica di dipendenza e non un semplice “vizio”. E’
inoltre dimostrato che fumare apre la strada per l’abuso di altre droghe. Ad esempio, uno studio di alcuni
colleghi francesi ha messo in evidenza come tra l’inizio del fumo di sigaretta e l’abuso di cannabinoidi vi è
un intervallo inferiore a un anno sia nei ragazzi che
nelle ragazze. Anche gli altri comportamenti a rischio
sono più frequenti nei giovani fumatori.
Perché e in quale misura fa male anche il fumo
passivo?
Campagna MOIGE
Intervista a Giuseppe Saggese
Direi per vari motivi. Ad esempio, il catrame isolato dal
fumo di tabacco ambientale può, al pari di quello isolato dal fumo attivo, determinare danni al Dna delle
cellule. E’ stato infatti dimostrato che soluzioni di
catrame raccolto da fumo ambientale producono
perossido d’idrogeno che, penetrando nelle cellule
delle cavie da laboratorio, è in grado di lesionarne il
Dna. Questo è solo uno dei meccanismi attraverso il
quale il fumo passivo può determinare danni biologici.
Inoltre, l’esposizione al fumo materno durante la gravidanza è stato associato alla riduzione del peso e
della circonferenza cranica alla nascita, a una diminuzione persistente della funzionalità polmonare e a un
aumento del rischio di infezioni respiratorie acute delle
basse vie aeree. In bambini di età scolare (5-16 anni),
è stato osservato che l’esposizione al fumo passivo si
associa a un rischio aumentato, dose-dipendente, di
sintomi asmatici e probabilmente di iperreattività bronchiale. La cotonina, un sensibile marker biologico di
esposizione al fumo passivo, è misurabile in vari liquidi biologici. In uno studio su bambini asmatici, è stato
dimostrato che l’eliminazione totale (e non parziale)
del fumo all’interno delle mura domestiche è in grado
di ridurre sensibilmente i livelli di cotonina urinaria.
Anche esperienze fatte in locali pubblici, con aree
riservate per fumatori e per non fumatori, hanno dimostrato che la riduzione dell’esposizione al fumo passivo non supera il valore del 50%, valore del tutto insoddisfacente per proteggere i bambini e gli adolescenti
dai danni del fumo.
Secondo la sua esperienza, perché un ragazzo, un
preadolescente comincia a fumare: ha già stimoli
per entrare dalla porta del vizio o si tratta soltanto
di emulazione? E se si tratta di emulazione quali
sono i modelli di riferimento?
Intanto una precisazione: il termine “preadolescente”
non dovrebbe essere usato. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’adolescenza va dai
10 ai 20 anni, al di sotto si parla di bambini in senso
stretto. Quindi anche i ragazzi delle medie sono adolescenti a tutti gli effetti e maggiormente a rischio sia
per le rapide modificazioni ormonali che si verificano a
questa età sia perché le loro capacità critiche non
sono ancora del tutto sviluppate con più facile accettazione di stili di vita non idonei. Veniamo alla domanda. I motivi per cui un adolescente inizia a fumare
rimangono non del tutto chiari. Sicuramente entrano in
gioco fattori personali, familiari e sociali. Da un punto
di vista personale una situazione di disagio con scarso interesse nella scuola, comportamenti ribelli e antisociali, scarsa stima di sé, depressione, tratti caratteriali, scarsa religiosità, adozione di altri comportamenti a rischio sono sicuramente fattori favorenti l’inizio del
fumo. Tra gli aspetti familiari vorrei ricordare l’emarginazione sociale, il maltrattamento in età infantile, una
scarsa coesione del nucleo familiare, abitudine al
fumo o all’alcool in altri membri della famiglia. Infine, i
comportamenti emulatori possono rappresentare la
molla che fa iniziare la dipendenza, così il fumo negli
amici è sicuramente uno dei motivi per cui un adolescente sperimenta la sigaretta, anche per essere identificato e accettato all’interno del gruppo. Tra gli aspetti sociali ed emulativi, penso debba rientrare anche
l’immagine stereotipata che ci viene dai Media del
fumo, cioè quella di un abitudine associata ad adulti
“vincenti” e a situazioni “gratificanti”. Tutto questo può
identificare il fumo come una sorta di “rito di iniziazione” in grado di traghettare il bambino a un “ruolo” adulto o può anche avere un effetto sull’immagine di sé
che l’adolescente ritiene di restituire agli altri. A questo
proposito, vorrei ricordare come veramente pochi pro-
Campagna MOIGE
Intervista a Giuseppe Saggese
grammi tra quelli seguiti dai ragazzi affrontino in
maniera corretta il problema “fumo”, stigmatizzandone
l’uso.
Che differenza c’è tra maschi e femmine?
Vediamo intanto di capire l’entità del fenomeno, che è
veramente preoccupante. La grande maggioranza
degli adolescenti oggi fuma almeno occasionalmente
e l’età media alla prima sigaretta si è ridotta negli anni.
Negli ’80 e ’90 si è assistito a un drammatico incremento del fumo nelle ragazze, tanto che oggi l’uso
della sigaretta è abbastanza simile nei due sessi,
anche se alcune indagini, sia nazionali che europee,
denunciano addirittura una maggiore percentuale di
fumatori, sia occasionali che abituali, nelle ragazze
rispetto ai ragazzi. Un altro dato impressionante è
quello relativo ai ragazzi che dichiarano di aver già
provato a smettere di fumare: circa il 9% dei quattordicenni e il 38% dei diciottenni.
In quale modo i genitori e la scuola possono dare
un esempio positivo?
Abbiamo detto l’importanza dei comportamenti emulatori negli adolescenti. Sicuramente i genitori e gli insegnanti rappresentano delle figure di riferimento per i
giovani, per cui l’abitudine al fumo in queste persone
può rappresentare sia un modello da perseguire sia
una giustificazione “morale” alla sigaretta. Si tratta
quindi di dare un esempio “concreto”, rinunciando
quantomeno a fumare in presenza dei giovani. Si tratta poi di rispettare le regole da parte di tutti. A scuola,
come in tutti i locali pubblici, è vietato fumare ma questo deve essere valido per i ragazzi come per gli insegnanti e l’altro personale scolastico. Altrimenti, se gli
insegnati fumano in sala dei professori o nei corridoi,
non si può pretendere che i ragazzi non lo facciano
anche loro, magari nei bagni. A questo proposito, le
scuole italiane non sono assolutamente smoke-free,
in quanto circa un terzo degli alunni delle superiori
dichiara di fumare all’interno dell’edificio scolastico.
Anche se non dovrebbe essere così, capita che il
medico fumi. Quanto può essere negativo per il
bambino e il ragazzo vedere che il suo medico
fuma?
Direi che è lo stesso problema a cui accennavo prima,
ma ancora più grave. Il pediatra è, o almeno dovrebbe essere, per il bambino e l’adolescente una figura di
riferimento autorevole, soprattutto sui temi di educazione alla salute. Non si può dire che “non si deve
fumare perché fa male” o “di smettere di fumare” con
la sigaretta in bocca: è una smentita “di fatto” di quanto si sta affermando, ancor più grave in quanto viene
effettuata da un “esperto”, per cui si è portati a pensare “se fuma lui, vuol dire che poi tanto male non fa”.
Intervista a
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Federico
Bianchi di Castelbianco
Psicoterapeuta
dell’età infantile
e Direttore dell’Istituto
di Ortofonologia di Roma
Bianchi di Castelbianco: “Fumo
come segno di trasgressione”
l preadolescente che fuma vuole fare
l’adulto ma, allo stesso tempo, fumando intende trasgredire alle norme degli
adulti”. Con questo paradosso soltanto
apparente il dottor Federico Bianchi di
Castelbianco, psicoterapeuta dell’età infantile e
Direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma, si è
rivolto ai giornalisti in occasione della Conferenza
Stampa a Roma di presentazione della Campagna del
Moige su fumo e preadolescenti. Dopo aver analizzato i motivi per cui i giovanissimi si avvicinano al fumo,
il dottor Bianchi di Castelbianco ha spiegato perché
una campagna anti-fumo nelle scuole è importante e
può funzionare.
“I
percepita dal giovanissimo come uno stimolo anziché
un deterrente alla trasgressione. Quindi il messaggio
va ben calibrato.
Che cosa può spingere un ragazzo al fumo, occasionale o abitudinario?
Due spinte fondamentali. La prima è costituita dal
modello degli adulti. Non tanto perché gli adulti fumino, quanto perché fumare è da adulti. Consideriamo il
fatto che oggi i bambini e i ragazzi sono indotti, specialmente dalle mode diffuse attraverso la pubblicità, a
fare i piccoli adulti. Aspirano ad avere il telefonino, a
inforcare gli occhiali scuri, a mostrarsi, insomma, più
grandi di quanto non dica l’anagrafe. La seconda spinta viene dalla loro massima aspirazione: la trasgressione. C’è un aspetto delicato, nell’affrontare la questione del divieto del fumo, in quanto la proibizione è
Quale atteggiamento dovrebbero tenere secondo
lei i genitori di fronte al figlio che fuma?
Spiegare e non demonizzare. Spiegare i rischi e i
danni di natura fisica che il fumo si porta dietro. Senza
alcun moralismo, che verrebbe sepolto sotto valanghe
di immagini diffuse dai Media o entrerebbe in contraddizione, magari, con l’abitudine al fumo di uno o di
entrambi i genitori. Si rischia col moralismo di essere
ridicoli. E, soprattutto, di non raggiungere risultati.
Anche trenta o quarant’anni fa la sigaretta finiva
tra le mani dei preadolescenti. In che cosa è cambiato il quadro?
Allora quella dei ragazzi era soltanto un’annusata furtiva al mondo degli adulti. Si fumava di nascosto,
doveva rimanere un segreto tra coetanei. L’idea della
trasgressione era sotto traccia. Oggi invece è sempre
più esibita, sempre più pesante e potenzialmente pericolosa, perché può spingere ad altre trasgressioni più
gravi.
È utile una campagna antifumo come quella del
Moige, che andrà per le scuole?
Sì, per un motivo: lascia un’impronta chiara, visiva,
Campagna MOIGE
Intervista a Federico Bianchi di Castelbianco
della patologia fisica. L’immagine esplicativa di un polmone bucato colpisce l’occhio e resta sicuramente
nella memoria prensile del ragazzo. L’idea del danno
provocato dal fumo può essere riattivata ogni volta
che il ragazzo si troverà di fronte il cartello “vietato
fumare” esposto nei locali pubblici, dall’ambulatorio al
cinema, dalla pizzeria al bar.
Intervista a
Giovanni Maria Pirone
Direttore Generale
dell’Istituto Italiano
di Medicina Sociale
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Pirone: “Non demonizzare
ma dare ampia informazione”
B
isogna mirare a produrre un flusso continuo d’informazione tra i giovani, senza
demonizzare il fumatore ma cercando di
modificare il concetto che esso ha del
benessere”, ha detto il dottor Giovanni
Maria Pirone, Direttore Generale dell’Istituto Italiano di
Medicina Sociale, in occasione della Conferenza
Stampa a Roma di presentazione della Campagna del
Moige sulla prevenzione del fumo tra i preadolescenti.
“In tal senso – ha proseguito Pirone – l’importanza di
questa campagna è data dal fatto che coinvolge anche
i genitori, impegnati quotidianamente nell’affrontare i
problemi dei figli”. Pirone ha affrontato poi i temi della
prevenzione e della sensibilizzazione al rischio-fumo tra
i giovani nella società italiana.
In un Paese come l’Italia che soltanto da poco si è
dotato di una legislazione più completa sulla tutela
dei non fumatori, quali ostacoli anche comportamentali e culturali si frappongono al discorso della
prevenzione al fumo?
Gli ostacoli alla prevenzione sono soprattutto di ordine
psicologico-sociale, per la diffusissima concezione che
fumare sia segno di forza, di autonomia, di indipendenza, oltre che essere, soprattutto tra i giovanissimi, un
atteggiamento derivato dal desiderio di sfida e di trasgressione delle regole imposte dalla famiglia e dalla
società. Il ragazzo che non fuma è considerato dai
coetanei un debole, succube delle persone adulte che lo
circondano; ma in realtà spesso è proprio dietro alla
sigaretta che si nascondono le insicurezze, la difficoltà
ad emergere senza per questo differenziarsi all’interno
del gruppo rischiando di rimanere isolati.
Campagne come quella organizzata dal Moige sono
importantissime. Ma sono sufficienti?
L’importanza di questa campagna è data dal fatto che
nasce dal basso, coinvolgendo i genitori che sono impegnati quotidianamente nell’affrontare i problemi dei figli.
Non sono però sufficienti se non sono inserite in strategie d’azione globali, che comportino un flusso continuo
di informazioni, e soprattutto che non demonizzino il
fumatore ma cerchino di modificare il concetto che esso
ha del benessere, affrontando gli aspetti psicologici della
questione, piuttosto che orientarsi alla colpevolizzazione
e alla repressione.
Quali sono i luoghi, le istituzioni, le situazioni ideali
necessarie per fare prevenzione al fumo tra i giovanissimi?
La scuola e la famiglia sono in prima linea, soprattutto
attraverso la proposta di modelli positivi. Ma è importante proporre stili di vita adeguati nei luoghi di ritrovo dei
più giovani, ad esempio le discoteche, e coinvolgere i
Mass media in una comunicazione responsabile che
proponga anch’essa modelli positivi di comportamento.
mod. C04.1A
ver. 01.5
MOIGE
Il fumo tra infanzia e adolescenza
L'indagine è stata condotta telefonicamente all'interno di un campione di 400 soggetti
d’età compresa tra gli 8 e i 13 anni, nei giorni 13-16 febbraio 2004.
SWG trieste
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Relazione
Trieste, 17 febbraio 2004
Metodologia
Il nostro Istituto ha realizzato un'indagine quantitativa telefonica per mezzo di un questionario strutturato.
Lo strumento di rilevazione utilizzato è il telefono (sistema CATI - Computer Assisted Telephone Interview): nel corso dell'intervista telefonica i dati
sono riportati immediatamente sull'elaboratore elettronico (sistema C.A.T.I. - Computer Assisted Telephone Interview) e sono sottoposti a una
procedura di correzione a posteriori al fine di correggere eventuali incongruenze e di sostituire eventuali dati mancanti.
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Contestualmente alla rilevazione dei dati viene attivato un meccanismo di controllo esterno, che permette di correggere eventuali errori sfuggiti
all'attenzione del rilevatore.
Ogni rilevazione è preceduta da una fase pilota volta a mettere in luce e ad eliminare eventuali problemi nella somministrazione del questionario.
I campioni da noi contattati sono campioni per quote, estratti dalla lista dei nominativi riportati sugli elenchi telefonici dell’intera rete nazionale.
I metodi usati per l’individuazione delle unità finali sono di tipo casuale, come per i campioni probabilistici, e riguardano tre livelli di stratificazione:
•
zona geografica;
•
classe di ampiezza demografica del comune;
•
sesso.
Tutti e tre i parametri sono uniformati ai dati forniti dall’ISTAT (Censimento Generale della Popolazione e Annuario Statistico Italiano).
Sulla base di questi parametri sono stati localizzati dei Comuni-campione, all’interno dei quali i rilevatori svolgono le interviste prefissate, nell’ambito
delle indicazioni emerse dalla stratificazione di cui sopra.
Le quote riguardano quindi le unità finali (il singolo individuo) da intervistare.
Questa indagine è stata condotta all'interno di un campione di 400 soggetti d’età compresa tra gli 8 e i 13 anni.
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Campione
Sesso:
maschio
femmina
52
48
8-10
11-13
47
53
elementare in corso
media inferiore in corso
49
51
nord-ovest
nord-est
centro
sud
isole
20
17
17
33
13
Età:
Scolarità:
Zona:
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I risultati
Dom. 1 - Parliamo di fumo. Secondo te fumare è soprattutto:
una cosa pericolosa per la salute
uno spreco di soldi
una cosa da grandi
una cosa divertente
89
10
1
0
Dom. 2 - Secondo te, per quale delle seguenti ragioni di solito si inizia a fumare:
perché fumare fa sentire più grandi
per curiosità
per imitazione dei propri amici
perché fumare fa sentire più importanti
per imitazione dei propri genitori
non sa/ non risponde
37
33
17
6
3
4
Dom. 3 - E tu hai mai provato a fumare una sigaretta?
non hai mai provato
sì, ma non ti è piaciuto
sì e ti è piaciuto
non sa/ non risponde
95
3
1
1
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Dom. 4 - E chi ti ha dato la tua prima sigaretta:
un amico/a
hai preso tu la sigaretta dal pacchetto di un
genitore/parente/amico
hai acquistato per conto tuo un pacchetto
77
23
0
Dom. 5 - Per quanto ne sai il fumo danneggia:
entrambi
i polmoni
il cuore
nessuno dei due
52
45
2
1
Dom. 6 - E secondo te è vero che stare in ambienti dove c'è qualcuno che fuma fa male alla salute?
sì
no
non sa/ non risponde
98
1
1
Dom. 7 - E sempre secondo te il fumo peggiora molto poco o per niente le prestazioni sportive di una persona?
molto
abbastanza (NON STIMOLARE)
poco
per niente
non sa/ non risponde
83
3
8
2
3
pag. 6
Dom. 8 - Qualcuno ti ha mai parlato dei danni del fumo o comunque hai ricevuto delle informazioni al riguardo?
sì
no
76
24
Dom. 9 - E da quale dei seguenti soggetti hai ricevuto le informazioni in tuo possesso sui danni causati dal fumo:
dai tuoi genitori
a scuola
da TV e giornali
da amici
altro
Percentuali di risposte affermative
68
55
46
12
9
Dom. 10 - Che tu sappia, smettere di fumare:
sì può fare, ma solo facendosi aiutare
non è difficile, ma bisogna volerlo
è difficilissimo, quasi impossibile
è molto facile, si può smettere quando si vuole
non sa/ non risponde
32
31
22
13
2
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Dom. 11 - Di solito per i fumatori fumare è un piacere. Secondo te chi fuma:
dovrebbe rinunciare a questo piacere e smettere
comunque
dovrebbe smettere solo in caso di problemi di salute
dovrebbe continuare a fumare finché ne ha voglia
78
19
3
Dom. 12 - A quale età pensi che si possa cominciare a fumare? (NON STIMOLARE)
prima dei 18 anni
tra i 18 e i 30 anni
dopo i 30 anni
a nessuna età: non si dovrebbe iniziare mai
non sa/ non risponde
14
40
5
35
6
Dom. 13 - I tuoi genitori fumano?
no
sì, tuo padre
sì entrambi
sì, tua madre
60
20
11
9
Dom. 14 - E i tuoi fratelli/sorelle fumano?
sì
no
non ha fratelli/sorelle
5
85
10
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Dom. 15 - E tra i tuoi amici più cari, i compagni di scuola, insegnanti, c'è qualcuno che fuma in tua presenza?
sì
no
29
71
Dom. 16 - Ti è mai capitato di cercare di convincere qualcuno a smettere di fumare? E se sì, di chi si trattava?
no
tuo padre
un nonno/nonna/altri parenti
un amico/conoscente
tua madre
non risponde
un fratello/sorella
Percentuali di risposte affermative
27
24
20
19
12
11
2
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Note di sintesi
I risultati del sondaggio fanno emergere con estrema nitidezza due importanti fenomeni: il primo è l’ormai diffusa consapevolezza, anche
tra i ragazzini, dei danni provocati dal fumo; il secondo è la copertura ancora incompleta di un terreno assai più scivoloso, quello della
dipendenza.
Per quanto riguarda il primo punto, il compito affidato alle campagne informative sui danni provocati dal fumo sembrerebbe a tutti gli
effetti assolto: 9 ragazzi su 10 sanno che il fumo mette a repentaglio la salute (cui si aggiunge un altro 10% convinto che fumare è una
sciocchezza), più della metà degli intervistati è consapevole che il fumo danneggia sia i polmoni che il cuore, il 45% che fa male di sicuro
ai polmoni e solo l’1% ritiene che non nuoccia a nessuno dei due. Ancora, la quasi totalità del campione è consapevole dei danni
provocati dal fumo passivo e del fatto che il fumo compromette forma fisica e prestazioni sportive.
Per questo motivo, anche se un quarto degli intervistati afferma di non aver mai ricevuto direttamente informazioni sul fumo, appare
evidente come il batage mediatico degli ultimi anni abbia raggiunto i suoi obiettivi.
Si affianca però a questi elementi di certezza un segnale di potenziale pericolo: interrogato sul grado di gravità della dipendenza da
fumo, ben il 44% del campione ritiene che smettere di fumare sia una cosa facile o relativamente facile, percentuale che sale,
raggiungendo il 50%, tra i ragazzi d’età compresa tra gli 11 e i 13 anni (e la distribuzione delle risposte non cambia tra i figli dei fumatori).
Verrebbe dunque da pensare che c’è un altro importante spazio da coprire in termini di comunicazione: quello dell’estrema difficoltà
fisiologica ma soprattutto psicologica di liberarsi dal vizio del fumo. Si tratta di un tema di fondamentale importanza, anche perché ben un
terzo dei ragazzini intervistati (tra le ragazzine quasi il 40%) pensa che si possa cominciare a fumare semplicemente per curiosità, e
pertanto, senza il timore di cadere in una spirale dal difficile ritorno (così come avviene quando si pensa al consumo di droghe pesanti), è
facile che i ragazzi possano immaginare di provare le sigarette per poi smettere una volta esaurita la spinta della curiosità e della novità.
D’altro canto, si tratta di una convinzione che potrebbe essere stata alimentata dalle stesse campagne antifumo ‘indirizzate ai fumatori’,
le quali hanno adottato messaggi d’incoraggiamento centrati sul fatto che abbandonare le sigarette è “possibile”, oltre che necessario.
Sarebbe quindi importante che le campagne volte a scoraggiare i più piccoli dal cominciare a fumare puntassero non tanto sul legame
sigaretta-malattia/morte (una sfera peraltro assai lontana dall’immaginario infantile o adolescenziale), quanto sulle enormi difficoltà legate
all’interruzione, sulle sofferenze e sui sacrifici necessari per riacquisire la ‘libertà’ dalla sigaretta. Soprattutto sapendo che, al rischio di
un’inizio per leggerezza, si aggiunge – in ben 4 casi su 10 – l’aggravante della presenza di almeno un genitore fumatore in casa, ulteriore
fattore di rischio.
SWG S.r.l.
Serena Saltarelli
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NOTA INFORMATIVA AI SENSI DELL’ART. 2 DELLADELIBERA N. 153/02/CSP
DELL’AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI
Soggetto realizzatore: SWG Srl-Trieste
Committente e acquirente: MOIGE
Data di esecuzione: 13 -16 gennaio 2004
Tipo di rilevazione: sondaggio telefonico CATI su un campione nazionale stratificato per quote di 400 individui di età compresa tra gli 8
e i 13 anni (su 4228 contatti), rappresentativi dell’universo della popolazione italiana maggiorenne.
Il documento completo è disponibile sul sito: www.agcom.it
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Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Rapporto OMS
nelle scuole italiane
(nelle classi
prima e terza media
e seconda superiore)
e indagine Istat tra
fumatori ed ex fumatori
Dalla nuvola di fumo
escono le cifre OMS e Istat.
Fumi? Quanto? Da quando?
U
n’indagine è stata condotta nel 20012002 in 289 scuole italiane, fra giovani di
11, 13 e 15 anni, dall’Università di Torino,
Dipartimento di Sanità Pubblica e
Microbiologia, professor Franco Cavallo,
in collaborazione con l’Università di Padova,
Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della
Socializzazione, professor Massimo Santinello, nell’ambito di uno studio transnazionale coordinato dall’OMS. Il
dottor Alessio Vieno del Dipartimento di Psicologia dello
Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di
Padova dice: “I risultati dell’indagine sono in fase di elaborazione definitiva. L’abitudine al fumo nei ragazzi è
trasversale in tutta Italia. Per quanto riguarda le singole
realtà stiamo elaborando i dati per macro regioni. Le differenze ci sono ma statisticamente non sono significative. A titolo orientativo i dati per macro regioni sono: nel
Nord Ovest fumano 10.6 ragazzi da undici a quindici
anni su cento; nel Nord Est 7.2; nel Centro 12.0; nel Sud
9.5 e nelle Isole 10.3”. C’è un dato nazionale: fra i
ragazzi di undici anni 3.43 su cento dichiarano di fumare: lo 0.33 ogni giorno; 1.32 almeno una volta alla settimana; 1.78 meno di una volta alla settimana. Ogni cento
ragazzi di tredici anni, 14 fumano: 3.01 ogni giorno; 4.55
almeno una volta alla settimana; 6.45 meno di una volta
alla settimana. Su cento ragazzi di quindici anni 32.63
dichiarano di fumare: 16.07 ogni giorno; 7.42 almeno
una volta alla settimana; 9.14 meno di una volta alla set-
timana. Fra i ragazzi di undici anni, non c’è differenza fra
maschi e femmine; fra quelli di tredici fumano di più i
maschi; c’è parità fra quelli di quindici anni.
ECCO LO STUDIO DELL’OMS NEL TESTO UFFICIALE
Il consumo di tabacco è una delle minacce più grandi
per la salute dell’uomo, essendo responsabile di oltre
quattro milioni di decessi ogni anno nel mondo (Health
21, 1999). Il fumo di tabacco è inoltre correlato ad alcune delle malattie invalidanti più frequenti di questo secolo, dalle patologie cardio-circolatorie al tumore del polmone, della laringe e dell’esofago. Alcune condizioni
infantili patologiche come la SID (Sudden Death
Syndrome) o il basso peso alla nascita, così come alcune tra le più comuni allergie, sono imputabili al consumo
di tabacco durante la gravidanza (WHO, 1998). Nel
periodo preadolescenziale e per tutta l’adolescenza le
relazioni sociali subiscono cambiamenti radicali ed i pari
acquisiscono un’importanza sempre maggiore. E’ spesso proprio all’interno del gruppo che i giovani vengono
iniziati al fumo e all’uso di altre sostanze.
La valutazione dell’estensione del fenomeno è un passo
necessario e fondamentale per la definizione di politiche
di salute pubblica.
Ai ragazzi è stato chiesto di indicare se fumano e, nel
caso di risposta affermativa, con quale frequenza (tutti i
giorni, almeno una volta alla settimana o meno). In
tabella sono riportati i risultati del campione relativa-
Campagna MOIGE
mente al consumo di tabacco. Si osserva che la maggioranza dei ragazzi intervistati, in ciascuna delle fasce
d’età considerate, dichiara di non fumare, ma la percentuale di non fumatori si riduce all’aumentare dell’età,
passando dal 96,6% per gli undicenni all’86% per i tredicenni, al 67,4% per i quindicenni. La frequenza di
fumatori che dichiara di fumare ogni giorno cresce in
misura evidente nel passaggio tra i 13 ed i 15 anni di età
attestandosi, per i più grandi, intorno al 16%.
le donne di 75-79 anni. A sorpresa il dato risale a 4.4
nelle donne di 80 anni e oltre.
Per gli uomini, invece, l’andamento è inverso: la quota di
fumatori precoci cresce tendenzialmente con l’età, dal
6.4 per cento nella fascia 14-24 anni a circa il 10 per
cento fra gli anziani (65-74 anni) per scendere di nuovo
al 6 per cento circa dai 75 anni in poi.
Fra i giovani fumatori ed ex fumatori (14-24 anni) l’incidenza dei fumatori precoci in Italia è di 7.2 (8.6 tra le
donne e 6.4 tra gli uomini).
TABELLA – “ATTUALMENTE, QUANTO FUMI?”
QUANDO HAI ACCESO LA PRIMA SIGARETTA?
ECCO LE RISPOSTE ALL’ISTAT
Secondo l’Istat (“Condizioni di salute e ricorso ai servizi
sanitari” – Anni 1999-2000) su cento fumatori ed ex
fumatori, 6.2 sono fumatori precoci e cioè hanno acceso
la sigaretta prima dei quattordici anni: fra gli uomini i
fumatori precoci rappresentano il 7.5 mentre fra le
donne sono il 3.7.
La quota delle fumatrici precoci, nelle donne che fumano e in quelle che hanno smesso di fumare, decresce
con l’aumentare dell’età: dall’8.6 per cento tra le donne
giovani (14-24 anni) si passa al 4.1 tra i 25 e i 34 anni e
al 4.5 nella fascia 35-44 anni per scendere fino all’1.2 fra
A livello territoriale, considerando i fumatori e gli ex
fumatori, vi è una maggiore prevalenza di fumatori precoci nelle regioni dell’Italia Meridionale (7.5) e Insulare
(7.0). In particolare l’indice dei fumatori precoci dai 14
anni in su è più alto in Sardegna (9.0). Seguono
Campania (8.6); Calabria (7.4); Basilicata (7.3); Puglia e
Liguria (6.6); Piemonte (6.5); Sicilia (6.2); Toscana (6.1);
Marche (6.0); Molise (5.9); Emilia Romagna (5.8);
Veneto (5.6); Abruzzo (5.5); Lazio e Valle d’Aosta (5.4);
Lombardia (5.3). In Trentino Alto Adige l’indice dei fumatori precoci è di 4.7 (Trento 5.3 e Bolzano 4.2); in Umbria
è di 4.5; in Friuli Venezia Giulia è di 4.2.
Per quanto riguarda i fumatori e gli ex fumatori nel loro
complesso (dai 14 agli 80 anni e oltre), l’incidenza di
quanti hanno cominciato prima dei 14 anni è più alta
nelle aree metropolitane (6.6).
Fra i giovani dai 14 ai 24 anni che hanno confessato
all’Istat di aver cominciato a fumare precocemente e
cioè prima dei 14 anni, 7.2 donne aggiungono che in
famiglia fumava solo la madre. I maschi (5.7) hanno
detto che in famiglia fumava solo il padre. Quando in
famiglia fumavano entrambi i genitori, hanno cominciato
a fumare precocemente 6.4 donne e 4.2 uomini.
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Istruzioni per l’uso
Così la Campagna nelle scuole.
Dal bus al teatro. Le tappe
l progetto è occasione per:
- centrare l’attenzione sulle conseguenze derivanti dal fumo nei minori e
sui suoi danni;
- promuovere presso i minori momenti
di riflessione sull’importanza della prevenzione del
fumo attivo e passivo;
- compiere un’opera di sensibilizzazione fra i genitori,
educatori e parti sociali mediante la mostra interattiva
e la distribuzione di una documentazione informativa
illustrata.
I
STRUMENTI OPERATIVI
Mostra interattiva
La mostra avrà carattere itinerante e interesserà tutto
il territorio nazionale grazie al suo allestimento su un
Bus bipiano, con una superficie espositiva di circa 50
mq; affronterà il tema del fumo nei minori con l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi alla prevenzione.
Teatro dei burattini
Strettamente connesso alla mostra ci sarà, come
parte integrante del progetto, il teatro dei burattini con
le mascotte della campagna Pol & Mon, che impersonano il polmone sano e il polmone malato a causa del
fumo. La teatralità dei personaggi-burattini mirerà a
trasferire un messaggio sereno e lucido di prevenzione, tarato e preparato accuratamente (e testato con
un focus group) per i minori.
Mostra-bus interattiva e Teatro dei Burattini:
i vantaggi psico-pedagogici per la Campagna
Sono state scelte per questa campagna di prevenzione le modalità della Mostra-bus interattiva e del Teatro
dei Burattini al fine di raggiungere in maniera efficace
i bambini e i ragazzi delle fasce di età alle quali l’iniziativa è rivolta.
L’allestimento della mostra in un bus a due piani consente di attirare l’interesse e la curiosità dei ragazzi
già semplicemente per il luogo insolito nel quale la
mostra è organizzata: anche chi non fosse o non
volesse mostrarsi interessato all’argomento accetterà
di salire a “dare un’occhiata” al bus.
Il carattere “itinerante” inoltre tende a coinvolgere
maggiormente i ragazzi, facendoli sentire parte di un’iniziativa ad ampio raggio, che li unisce idealmente ai
loro coetanei sparsi su tutto il territorio nazionale.
La modalità interattiva della mostra rende più pregnante il messaggio rispetto ad esempio a una conferenza o a una lezione formale in quanto gli input che
vengono forniti vengono vissuti come una scoperta
personale e non come un’acquisizione passiva imposta dall’esterno. Questo fa sì che i ragazzi si facciano
a loro volta portavoce del messaggio che hanno autonomamente elaborato presso coetanei, parenti ed
amici.
Campagna MOIGE
Per quanto riguarda il Teatro dei Burattini, infine, i vantaggi offerti da questa modalità espressiva sono molteplici: in primo luogo la presentazione ludica del messaggio e il carattere di novità e diversità rispetto alle
consuete attività scolastiche garantiscono il gradimento da parte del giovane pubblico al quale l’iniziativa è
rivolta; in secondo luogo, la forma dialogata e recitata,
unita all’animazione scenica, mantiene più viva l’attenzione assicurando la doppia stimolazione visiva e
uditiva e facilitando così la ricezione e memorizzazione del messaggio in maniera gradevole; inoltre la “personalizzazione” del polmone sano e del polmone
malato, impersonati appunto dai due burattini, rende
più concreto e diretto il messaggio rispetto a un
approccio più tecnico e stimola la curiosità dei ragazzi, spingendoli ad approfondire gli aspetti medici e
scientifici che sono proposti nella Mostra-bus.
Durata del progetto
Il progetto “Lascia il fumo al capolinea” ha durata triennale, con partenza l’8 marzo 2004.
Il primo anno toccherà città dell’Italia Centrale, in ogni
città si fermerà più di un giorno per permettere a più
scuole di usufruire dell’iniziativa. Il secondo anno sarà
la volta del Sud Italia e il terzo anno il bus si recherà
nel Nord Italia.
In tre anni saranno raggiunte oltre 50 delle principali
città italiane, viaggiando e sostando per 120 giorni
nelle città di riferimento stabilite, per far sì che centinaia di plessi scolastici ricevano la visita di Pol & Mon
in tour.
Articolazione dal progetto
Ogni anno scolastico nelle principali città definite dal
programma la Mostra-bus si recherà nei piazzali interni antistanti l’istituto, che ovviamente avranno manife-
stato la disponibilità a ospitare l’iniziativa, e aprirà le
porte della sua mostra interattiva a tutte le classi, che
insieme al loro docente potranno visitarla, ricevere
informazioni e materiale informativo.
Dopo aver visionato la mostra, presso i locali della
scuola sarà allestito un teatrino mobile per burattini
con il quale si darà inizio alla rappresentazione teatrale con le due figure chiave della prevenzione dei danni
da fumo: Pol & Mon. Essi rappresentano il polmone
sano ed il polmone malato a causa del fumo: interagiranno tra loro argomentando e parlando del fumo, con
il fine ultimo di offrire ai giovani spettatori occasioni di
sana riflessione sul fumo e i danni che ne derivano.
Il percorso informativo cui parteciperanno gli alunni
delle classi 3-4-5 elementare e 1-2-3 media inferiore
sarà articolato in una parte della durata di circa 15-20
minuti per visitare la mostra interattiva sul bus ed una
parte di 25-30 minuti dedicata al teatrino dei burattini.
Un totale di 45-50 minuti, che non disturba il normale
svolgimento del programma scolastico, ma densi e stimolanti in quanto consentono ai nostri bambini di
sapere di più sulla prevenzione dei danni da fumo,
acquisendo una maggiore consapevolezza e vivendo
un’esperienza fortemente originale, caratterizzante e
coinvolgente.
Le tappe previste per marzo 2004 sono:
6 gg. Roma
1 g. Ancona
2 gg. Macerata
2 gg. Pescara
1 g. L’Aquila
2 gg. Rimini
3 gg. Bologna
Le tappe previste per ottobre /novembre 2004 sono:
Campagna MOIGE
Roma, Perugia, Macerata, Pescara, Firenze, Siena,
Campobasso, Viterbo, Pisa, La Spezia.
Nel 2005 e 2006 Pol & Mon visiteranno:
Napoli, Avellino, Caserta, Foggia, Potenza, Matera,
Cosenza, Bari, Taranto, Reggio Calabria, Palermo,
Agrigento, Enna, Lecce, Salerno, Crotone, Gela,
Catania, Paola, Siracusa. Milano, Como, Udine,
Mestre-Venezia, Torino, Parma, Genova, Bergamo,
Brescia, Bolzano, Vicenza, Verona, Alessandria,
Novara.
Sito dedicato
Semplice, diretta ed essenziale sarà la sezione
Internet che farà parte della campagna. Punto di partenza sarà la creazione di un sito specialistico dedicato all’informazione sulle problematiche connesse al
fumo attivo e passivo. Il sito dedicato www.lasciailfumoalcapolinea.it mirerà ad offrire informazioni sull’importanza, per i minori, di non fumare.
Le finalità del sito sono:
- offrire informazioni sui danni da fumo;
- divulgare informazioni sulla ricerca dei danni da
fumo;
- rispondere alle domande dei minori sul tema;
- seguire l’itinerario del bus;
- creare una community tra minori interessati al tema.
Target/Partecipanti/Audience
Il target principale è costituito dai minori 8-13 anni
(fascia particolarmente raccomandata dall’Oms per
una efficace prevenzione), ma anche assistenti sociali, genitori, poiché la tematica informativa interessa in
modo più o meno diretto un’audience molto ampia.
In particolare per i ragazzi di 3, 4 e 5 elementare, pre-
sumibilmente ancora non toccati direttamente dalle
problematiche del fumo attivo, si tratterà di un intervento di prevenzione primaria volto a dissuaderli dall’intraprendere successivamente l’abitudine di fumare
e a renderli consapevoli dei danni del fumo passivo;
per i ragazzi di 1-2-3 media inferiore, fascia di età
durante la quale alcuni minori acquisiscono già l’abitudine al fumo, verrà svolta una duplice prevenzione:
primaria, come nel caso precedente, e secondaria,
essendo inclusi soggetti a rischio.
Il progetto è realizzato con il patrocinio di:
-
Ministero dell’Istruzione
Federazione Italiana Medici Pediatri
Istituto Italiano di Medicina Sociale
Società Italiana di Pediatria
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Per chi vuole
saperne di più
www.lasciailfumoalcapolinea.it
Tutto sul fumo. Con l’obiettivo
di informare i più giovani
P
arte integrante della Campagna sarà
costituita dal sito Internet www.lasciailfumoalcapolinea.it, che offrirà una serie
di servizi d’informazione e documentazione sul fumo e sulla sua nocività,
soprattutto tra le generazioni più giovani.
Arricchito da una funzionale ma piacevole cornice grafica, che mette in primo piano le immagini di Pol &
Mon, gli originali testimonial della Mostra-teatro itinerante, il sito consente innanzitutto di seguire l’itinerario
del bus, che – non dimentichiamolo – si snoderà attraverso le scuole di tutt’Italia nel corso di tre anni. Verrà
dunque fornito il calendario aggiornato e dettagliato
dell’itinerario, corredato dei nomi degli istituti scolastici che saranno via via visitati dal bus.
Ad apertura di pagina elettronica, però, è subito chiaro che il sito non ha soltanto una funzione pratica di
diario di viaggio: la barra dei link interni rimanda a contenitori che hanno lo scopo di approfondire l’informazione sul tema del fumo, con linguaggio semplice ma
scientificamente corretto.
Dopo aver cliccato su “Presentazione del sito” e averne letto i contenuti, conviene dunque dirigersi su
“Salute in fumo”, nel quale si condensano le analisi dei
danni provocati dal fumo sui vari apparati e distretti
dell’organismo umano, secondo le indicazioni fornite
dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità).
I danni del fumo in gravidanza così come si ripercuoteranno sui nascituri; i rischi e i danni del fumo passivo; il fumo e lo sport (con l’esame dettagliato delle
deficienze che il fumo arreca alle prestazioni degli
sportivi): questi i capitoli in cui è suddiviso il contenitore “Il fumo e i ragazzi”, sempre accompagnato dai dati
dell’Oms, relativi ad approfondite indagini campionarie
tra i giovani.
Fornendo in “Contatti” l’indirizzo e-mail per scrivere
agli esperti del Moige, si mira a soddisfare la curiosità
e il bisogno di informazione che la Campagna potrà
suscitare negli studenti interessati dal progetto della
Mostra-Teatro itinerante. Su questa base, si potrà
mirare alla creazione di una community tra ragazze e
ragazzi di tutt’Italia.
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
La sceneggiatura
del dialogo fra Pol e Mon
Pol & Mon, le loro avventure,
battuta per battuta,
per convincere a non fumare
L
o spettacolo dei pupazzi animati inizia
con la canzone che sarà replicata alla
fine.
Pol entra correndo e trascinandosi dietro Mon, visibilmente affaticato e fuori
forma.
Pol – Forza Mon, non farti trascinare!
Mon – (ansima e sta floscio sulle gambe) Stai scherzando (tossisce) Cough cough… non mi sono mai
sentito così in forma!
Pol – Se lo dici tu! Comunque voglio raccontarti una
storia vera. Molto interessante!
Mon – Di che si tratta?
Pol – E’ la storia di una pianta che viene
dall’America, pensa, all’inizio credevano che fosse
terapeutica, curativa, poi è diventata così importante
che un tizio si è inventato una macchina per far
prima…
Mon – A far che?
Pol – Ma le sigarette, stiamo parlando del tabacco!
Lo sai che basta fumare una sigaretta a settimana,
quando si è ragazzi, per diventare dipendenti dal
fumo?
Mon – E che vuol dire dipendenti?
Pol – Che chi fuma ne sente il bisogno e può avere
disturbi come ansia, nervosismo, insonnia…
Mon – Ma perché ce l’hai tanto con il tabacco, che
t’ha fatto il tabacco?
Pol – A me niente, piuttosto è a te che ha fatto
qualcosa, da quando fumi mi sembri un
altro!
Mon – Sono ganzo eh… hai visto?
Pol – Ho visto che non ce la fai a correre!
Mon – Esagerato! Per un po’ di tossetta!
Pol – Tossetta? Sembrava che avessi l’asma!
Mon – Beh, qualche inconveniente c’è, però mi fa
sentire grande!
Pol – Perché sei diventato più alto?
Mon – Spiritoso!
Pol – Non scherzo, chi fuma fa arrivare meno ossigeno a tutto il corpo, che funziona peggio, quindi, in
qualche modo, si cresce anche di meno!
Mon – Quanto la fai tragica! Adesso non sono più
timido! Eppoi per qualche sigaretta non cade mica il
mondo!
Pol – Ma se non fumassi avresti più fiato!
Mon – A che mi serve il fiato se non parlo con nessuno, te l’ho detto, senza sigarette mi sento un
imbranato… non ho il coraggio di…
Pol – Essere te stesso?
Mon – Beh, ecco… se accendo una sigaretta almeno mi sento più sicuro… mi sento grande , te l’ho
detto!
Pol – Un gran frescone, ecco cosa sei…
Mon – Non cominciamo a offendere!
Campagna MOIGE
Pol – Ma sì, lasciatelo dire da chi ti conosce, quando
non fumavi eri te stesso, non imitavi nessuno, adesso ti atteggi a fare la star, mi sembri uno della tv, il
braccio sul fianco, l’occhio spento…
Mon – Non è vero!
Pol – Ma sì! Guardati allo specchio, hai gli occhi che
sembrano due palline da ping pong fritte!
Mon – Sei bello tu, l’uomo che non ha paura di niente! Per te è facile parlare, mica hai i miei problemi!
Pol – Tutti hanno dei problemi, solo che fumare non
è una soluzione! Parlare e confrontarsi, discutere fa
risolvere i problemi, NON fumare! Quando ti accendi
una sigaretta che fai?
Mon – Come che faccio, fumo no?
Pol – Non dicevo in quel senso, dico, riesci a parlare
meglio?
Mon – Beh, mi sembra di sì!
Pol – Ti sembra o è così?
Mon – Se fumo almeno una mano è occupata, non
so mai dove metterle le mani!
Pol –Sì, ma riesci meglio nello studio?
Mon – Beh, ecco… insomma…tante volte non riesco
a capire quello che leggo…
Pol – Infatti il fumo disturba la concentrazione!
Mon – Ma a me non mi sembra una cosa grave!
Pol – Non aiuta neppure la concentrazione, a che ti
serve fumare?
Mon – Uffa, ma che è un processo? Ti ci metti pure
tu!
Pol – E che amico sarei se non ti dicessi la verità?
Mon – Ma quale verità, anche l’aria è inquinata!
Pol – Ragione di più per non peggiorare la situazione… eppoi, la sigaretta di che sa?
Mon – Non so… è buona, è forte, mi fa sentire…
Pol – Grande, l’ho capito, ma che sapore ha? Sa di
spaghetti?
Mon – No!
Pol – Di lasagne?
Mon – Ma che dici!
Pol – Sa di pollo arrosto con le patate?
Mon – Beh, non somiglia a niente che si mangia!
Pol – Tu dici che è buono…
Mon – E’ buono perché poi ti abitui al sapore…
Pol – Dici che è buono ma non mi sai spiegare il
sapore… la prima volta che hai fumato, che hai
senti?
Mon – Veramente la prima volta a momenti svengo,
non riuscivo a respirare…
Pol – Eppoi?
Mon – Eppoi ho tenuto duro e adesso mi piace!
Pol – Che vuol dire “Ho tenuto duro”?
Mon – Vuol dire che sono riuscito a non vomitare e a
mandare giù il fumo!
Pol – Ma lo sai di che è fatto il fumo della sigaretta?
Mon – Vuoi dire che cosa c’è nel fumo?
Beh… Nicotina, mi pare…
Pol – E altre 4.000 sostanze dannose per l’organismo!
Mon – Esagerato!
Pol – E’ la verità! Contiene sostanze che invecchiano
la pelle, la ingialliscono e la rendono opaca, fanno
venire il tartaro ai denti…
Mon – Che schifo!
Pol – Danneggiano il sistema respiratorio, quello che
impedisce all’organismo di far entrare anche i germi
dal naso…
Mon – E allora?
Pol – E allora ci si ammala più facilmente! Fatti un
giretto sui siti che parlano di fumo e ne saprai quanto
me!
Mon – E che m’importa! Io voglio fumare!
Pol – E ammalarti continuamente, avere raffreddori,
Campagna MOIGE
debolezza, mal di schiena, spossatezza…
Mon – Ma io non mi sento così male!
Pol – Ma non sei in forma come me che non fumo!
Mon – Beh… ecco… però…
Pol – Ti senti ganzo ho capito…
Mon – Pol?
Pol – Sì?
Mon – Ma dici che fumare fa proprio male, io non ce
l’ho il mal di schiena e quello che dici te, solo mi raffreddo più di prima…
Pol – Perché sei giovane e hai cominciato da poco…
ma se continui a fumare l’organismo s’indebolisce, il
fumo può provocare gengiviti, infiammazioni della
bocca… per non dire che succede ai polmoni…
meglio che non te lo dico sennò ti spaventi!
Mon – Pol?
Pol – Sì?
Mon – Tanto smetto quando voglio!
Pol – Ohhh… si… smetti tutte le volte che ne spegni
una!
Mon – Non mi prendere in giro, mica è un vizio, oggi
fumo…
Pol – E domani?
Mon – Non lo so…
Pol – Ma quando vai ai giardini, ad un parco, la
prima cosa che fai non è sentire il profumo dell’aria,
dei fiori?
Mon – Dei fiori?
Pol – Perché, non lo senti il profumo dei fiori?
Mon – Veramente in questo periodo sono raffreddato…
Pol – E così! Per il vizio di fumare non senti il profumo dei fiori… Ma se lo sentissi, dopo una bella
corsa al parco cher faresti?
Mon – Mi accenderei una bella sigaretta!
Pol – Ma tu sei proprio malato!!!! Eppoi non lo sai
che fumare dopo uno sforzo avvelena ancora di più!
Mon – Uffa, sei proprio noioso, ma che sarà mai… a
te non piacciono i dolci?
Pol – Sì, ma con moderazione, eppoi dopo mi lavo i
denti… e soprattutto se li mangio, mica faccio ingrassare chi sta vicino a me!
Mon – Ma che dici?
Pol – Dico che quando fumi potresti dare noia a chi ti
sta vicino!
Mon – La noia sei tu! Se non fosse che siamo legati,
me ne sarei già andato!
Pol – Lo sai che te lo dico perché ti voglio bene!
Mon – Anch’io te ne voglio, ma…
Pol – Se vedessi che faccio una cosa che mi fa
male, non cercheresti di fermarmi?
Mon – Ma certo!
Pol – E allora perché mi dici che sono noioso?
Mon – Perché mi rompi con questa storia del fumo…
ti ho detto che smetto quando voglio!
Pol – Non credere che sia tanto facile!
Mon – E perché? Come ho cominciato, così smetto!
Pol – Non sai che la nicotina dà dipendenza? E’
come la caffeina… dà dipendenza!
Mon – Dà dipendenza?!?!
Pol – Esatto!
Mon – Non pensavo che …
Pol – La dipendenza rende irritabili, nervosi… dà
ansia…
Mon – Ma no, che dici…
Pol – Dà ansia e rende nervosi…
Mon – NON E’ VERO CHE RENDE NERVOSI!
Pol – Rende irritabili…
Mon – NON E’ VERO, IO SONO CALMISSIMO!!!!!!
Pol – Ne sei sicuro?
Mon – Sei tu che m’innervosisci!
Pol – Quanto è che non ti accendi una sigaretta…
Campagna MOIGE
Mon – Tanto!
Pol – Tanto quanto?
Mon – Ma sarà…
Pol – Mezz’ora!
Mon – Che fai, mi controlli?
Pol – Non hai fame, tra un po’ è ora di mangiare!
Mon – Ma ho visto che se ho fame e fumo mi
passa…visto che non fa solo male il fumo?
Pol – Perché non sai che succede al tuo stomaco!
Mon – Che succede al mio stomaco?
Pol – Il fumo agisce sulle pareti dello stomaco e provoca un aumento dei succhi gastrici… ti può venire
l’ulcera!
Mon – Cavolo! Ma a me piace! Mi dà soddisfazione!
Pol – Ah, ti dà soddisfazione! Beh, a me il ballo mi
dà soddisfazione… vediamo se sei bravo come me!
Mon – Accetto la sfida!
SFUMA LA MUSICA BASE
E PARTE UNA MUSICA DIVERTENTE
POL E MON BALLANO MA MON RISENTE
PRESTO DELLO SFORZO E SI FERMA,
TRASCINATO DALL’ALTRO MENTRE TOSSISCE
E CERCA DI DARSI UN TONO CHE LO RENDE
COMICO NELL’ATTEGGIAMENTO FISICO
Pol – Allora? Non mi pare che te la cavi molto bene
col ballo… sei giù di forma?
Mon – (tossendo) Mi ero semplicemente stufato!
Pol – Beh, a me il ballo dà soddisfazione e a te
fumare dà la stessa soddisfazione?
Mon – Sì!
Pol – Come mettere il cappotto quando fa freddo?
Mon – Beh… no!
Pol – Come un bel piatto di lasagne o tortellini?
Mon – Ecco… no!
Pol – Se hai sete e fumi ti passa la sete?
Mon – No!
Pol – Senti, voglio fare un esperimento…
Mon – Esperimento? Ma il fumo non c’entra?
Pol – No! Ascolta: quanto tempo puoi stare senza
bere?
Mon – Beh, qualche ora…
Pol – Gli scienziati dicono che in condizioni normali
si può resistere senza bere fino a tre giorni…sì ma è
meglio non farlo, il nostro corpo è composto per il
97% di acqua!
Mon – E allora?
Pol – Quanto pensi che si può resistere senza respirare?
Mon – Ma… non so, penso… un minuto…
Pol – Esatto, il nostro organismo ha bisogno dell’aria, il primo alimento del nostro corpo è l’aria… e più
è pulita e meglio è!
Mon – Ho capito…
Pol – Davvero?
Mon – Va bene, il fumo fa male… io provo a smettere…
Pol – Bravo! Vedrai come ti sentirai meglio, i profumi,
i sapori, se non fumi si sentono molto meglio.
Mon – Ma se poi non ci riesco?
Pol – L’importante è cominciare… all’inizio è molto
difficile… per quello è molto meglio non cominciare!
Mon – E allora, come faccio?
Pol – Potresti fare un’attività sportiva, avere un
hobby, un interesse… eppoi ci sono qua io, sennò gli
amici a che servono?
Mon – E gli amici che fumano… come faccio?
Pol – Gli amici che fumano vedranno che il ganzo
sei tu… è molto più difficile dire no a una sigaretta
che fumare! Ci vuole una vera forza per smettere…
vedrai che ti sentirai molto più forte di prima!
Campagna MOIGE
Mon – Ma tu mi aiuti?
Pol – Te l’ho detto, gli amici si vedono nel momento
del bisogno!
Mon – E quanto tempo ci vorrà per smettere sul
serio, per non sentire più il bisogno di fumare?
Pol – Ognuno ha il suo tempo, ma vedrai che ce la
farai!
Mon – Dici che se smetto faccio vedere a tutti che
sono ganzo perché ho smesso?
Pol – Se smetti lo devi fare per te stesso, non devi
dimostrare niente a nessuno! Solo se lo farai per te
stesso riuscirai a non fumare più!
Mon – Pol?
Pol – Sì?
Mon – E quando mi viene voglia di fumare che faccio?
Pol – Ogni volta una cosa diversa, puoi farti una corsetta, ascoltare musica, mangiare una caramella,
cantare, fischiare, ballare, che se smetti ce la fai
meglio…
Mon – Annusare i profumi…
Pol – Sììì! Gustare di più un polletto…
Mon – E non mi raffreddo più come adesso!
Pol – Tutto funziona bene, se respiri meglio!
Mon – Allora se smetto sarò libero!
Pol – E potrai cantare a tutta forza…
Mon – Per esempio?
Pol – Per esempio il “Ganzo Rap”!
SFUMA IL SOTTOFONDO MUSICALE
E INIZIA LA CANZONE FINALE
Pol – Come pianta ornamentale,
tu sei bella sei normale
Se diventi sigaretta
Sei la cosa più imperfetta,
più dannosa che ci sia
Tu mi fai male
non riesco a funzionare….
Mon – Se ti tremano i calzoni
Se hai paura di parlare
Certo che può capitare
Però è meglio non fumare
Pol – Se vuoi essere il più forte
Niente devi dimostrare
Se hai paura di parlare
Con la cicca non ti passa!
Solo quando sei te stesso
Sei sicuro di chi sei
Se non fumi sei diverso
Puoi deciderlo da adesso,
guarda bene che diverso
non vuol mica dire fesso!
Sei più grande se non fumi
Sei più vero, sei sincero
Sei più ganzo sei più forte
Sei te stesso, quello vero!!!!!
Sai ci vuole un bel coraggio
Per chi smette di fumare
Deve essere più saggio
E non deve più imitare
Chi fa finta di esser grande
E che fuma per sentirsi
Più sicuro forte e duro
Sigarette e sigarone
Fanno male alla salute
Ingialliscono la cute
anneriscono il polmone
mentre il fumo che fa male
Campagna MOIGE
poi diventa il tuo padrone
Vivi libero e tranquillo
Te lo dice tuo fratello
Sono Pol il tuo gemello
Sono sano forte e bello
E puoi esserlo anche tu!
Mon – Sono Mon ed ho deciso
Fin da ora niente fumo
Perché voglio un bel sorriso
E sentire un bel profumo
Voglio esser colorito
E non giallo limoncello
Se non fumo sono un mito!
Sono ganzo sono bello
Bella Pol! tu m’hai convinto!
Io non voglio più fumare
Bella Pol! Abbiamo vinto!
Ora posso cominciare
Una vita tutta nuova
Sì, cantare, sì ballare
Son sicuro e ne ho la prova
Ci scommetto anche nuotare
Ora provaci anche tu!
Io ho smesso e stanne certo
Non comincerò mai più!
Pol – Come pianta ornamentale,
tu sei bella sei normale
Se diventi sigaretta
Sei la cosa più imperfetta,
più dannosa che ci sia
Tu mi fai male
non riesco a funzionare….
Mon – Se ti tremano i calzoni
Se hai paura di parlare
Certo che può capitare
Però è meglio non fumare.
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Esistono le leggi.
Bisogna applicarle
In molti lo hanno dimenticato
ma è sempre valida la legge
che vieta la vendita ai minori
R
DECRETO 24
2316
EGIO
N.
DICEMBRE
1934,
Testo unico delle leggi sulla protezione ed assistenza
della maternità ed infanzia.
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 febbraio 1935,
n. 47)
Testo aggiornato al 19 febbraio 2003
omissis
Articolo 25
(Art. 24 L. 10 dicembre 1925, n. 2277; articolo 17
L. 13 aprile 1933, n. 298; art. 730 codice penale).
Fermo il disposto dell'art. 730, capoverso, del codice
penale, chi vende o somministra tabacco a
persone minori di anni 16 è punito con la sanzione
amministrativa sino a lire 40.000 (1).
È vietato ai minori degli anni sedici di fumare in luogo
pubblico sotto pena della sanzione
amministrativa di lire 4.000 (1).
omissis
_________________
(1) La sanzione originaria dell'ammenda è stata sostituita, da ultimo, con la sanzione amministrativa dall'art. 32, L. 24 novembre
1981, n. 689. L'importo della sanzione è stato così
elevato dall'art. 3, L. 12 luglio 1961, n. 603, nonché
dall'art. 114, primo comma,
della citata L. 24 novembre 1981, n. 689, in relazione
all'art. 113, primo comma, della stessa legge. Per
effetto dell'art. 10 della
medesima L. 24 novembre 1981, n. 689, l'entità della
sanzione non può essere inferiore a lire 4.000.
Campagna MOIGE di prevenzione del fumo nei preadolescenti
Un Movimento
da tempo
in prima pagina
Cosa è il MOIGE. E le iniziative
a difesa dei diritti dei minori
e dei genitori nella vita sociale
I
l Moige - Movimento Italiano Genitori è
un’organizzazione di promozione
sociale, onlus.
Apartitica e aconfessionale, agisce per
la promozione e la tutela dei diritti dei genitori e dei
minori nella vita sociale.
“Siamo nati per tutelare e sensibilizzare il ruolo del
genitore in tutti gli ambiti di sua peculiare ed inalienabile pertinenza”.
(Maria Rita Munizzi - Presidente Nazionale Moige)
Il Moige è presente sul territorio nazionale in oltre 25
province; le sue iniziative sono realizzate con il sostegno economico di comuni cittadini, di enti, sindacati o
attraverso vere e proprie forme di compartecipazione
e sponsorship con soggetti “profit” sensibili ai temi
d’interesse generale nei quali il Moige interviene con
progetti mirati.
Le principali aree dove il Moige ha svolto e continua a
svolgere con decisione ed impegno la sua attività istituzionale sono le seguenti: televisione e cinema –
scuola – prevenzione pedofilia – salute – Internet.
Obiettivo: aiutare ed orientare i genitori nel loro importante e delicato compito educativo.
IL MOIGE
PER LA FORMAZIONE
E L’ORIENTAMENTO DEI GENITORI
Organizzazione di corsi mirati a offrire ai genitori
una formazione specifica per affrontare le varie tappe
di crescita e sviluppo dei figli e discutere le problematiche educative che si possono presentare nell’ambito
familiare.
Realizzazione del progetto “Bimbo sereno – incontri informativi per neo-genitori”, in collaborazione con
alcune prestigiose strutture ospedaliere, che consente ai genitori in uscita dal reparto maternità di ricevere
informazioni semplici e concrete per la gestione e l’educazione del bambino nei primi mesi di vita.
IL MOIGE PER LA TELEVISIONE E IL CINEMA
Sensibilizzazione dei genitori verso un uso più
attento e consapevole del mezzo televisivo.
Pubblicazione di un ‘libro bianco’ che raccoglie le
proteste e denunce agli organi competenti contro programmi violenti e volgari, che violano il codice tv sui
minori.
Promozione presso il Senato (novembre ’99) di un
progetto di legge di trasformazione del codice d’autoregolamentazione sui programmi tv dedicati ai minori
in una legge con pesanti.
Sanzioni per le reti che trasgrediscono (progetto di
legge al quale hanno aderito oltre 70 senatori di tutte
le forze politiche).
Campagna MOIGE
Attività di monitoraggio dei palinsesti televisivi al fine
di svolgere un’efficace azione di controllo e analisi
della programmazione, specie per i più piccoli.
Attività di formazione dei genitori per una maggiore
conoscenza e migliore lettura dei nuovi linguaggi multimediali.
Istituzione del tv-tel 800-933383, numero verde
nazionale gratuito per segnalare programmi e trasmissioni inadatte ai minori.
IL MOIGE PER LA SCUOLA
Decisa azione di sensibilizzazione dei genitori nel
sottolineare l’importanza dell’impegno attivo di partecipazione negli organi scolastici, ricordando la necessità di far sentire come genitori, l’esigenza di una
scuola migliore; presenza diretta dei genitori con il
Ministero della Pubblica Istruzione.
Nell’ambito del “progetto educazione salute”, organizzazione di iniziative formative e di aggiornamento
per genitori e docenti delle scuole, fornendo ai presidi
un ventaglio titoli ampio, aggiornato e fortemente
mirato alle esigenze del nostro tempo.
IL MOIGE PER LA LOTTA CONTRO LA PEDOFILIA
Realizzazione della prima campagna informativa
nazionale per la prevenzione dalla pedofilia pianificata sulle principali reti televisive, radio nazionali e sui
principali periodici.
Iniziative educativo-formative nella scuola e nei
Mass-media sulla prevenzione della pedofilia.
Campagna informativa per la prevenzione della
pedofilia, con un caravan itinerante presso le scuole
della regione Lazio, con psicologi a disposizione dei
genitori per domande e informazioni sul tema, sito
dedicato www.prevenzionepedofilia.it e numero verde
800-93.33.77.
IL MOIGE PER LA SALUTE E LA SICUREZZA DEI MINORI
Campagna di sensibilizzazione sulle vaccinazioni,
con distribuzione presso studi pediatrici e centri medici di poster ed opuscoli informativi, con istituzione e
gestione di un numero verde 800-908.916 informativo
sulle vaccinazioni, e di un sito dedicato www.vaccinarsi.it che consente la creazione del libretto vaccinale
personale per i figli, ed il ricordo via sms del richiamo
vaccinale.
Campagna nazionale di sensibilizzazione contro la
meningite con numero verde informativo 800-93.33.63
con distribuzione presso studi pediatrici e centri medici di poster ed opuscoli informativi, spot radio e tv e
sito dedicato www.prevenzionemeningite.it.
Campagna informativa sui bambini prematuri, con
numero verde dedicato 800-93.33.43 e documentazione informativa sul progetto presso tutti i reparti dei
neonatologia presenti sul territorio nazionale.
Campagna di sensibilizzazione per l’eradicazione
della poliomielite, con numero verde 800-93.33.88 e
documentazione informativa sul progetto presso studi
ed ambulatori pediatrici, centri vaccinali e ospedali.
Campagna di sensibilizzazione sulla donazione
latte materno, finalizzata a sostenere la donazione di
latte umano al fine di aiutare i bambini prematuri ad
avere una maggiore possibilità di sopravvivenza. Il
numero verde 800-93.33.73 offre indicazioni sulla
donazione e riferimenti sui centri di accolta dislocati
sul territorio.
Campagna di sensibilizzazione della donna in gravidanza e nel puerperio per la prevenzione del tabagismo con numero verde informativo 800-93.33.23 con
distribuzione presso studi pediatrici e ginecologici e
centri medici di poster e opuscoli informativi, spot
radio e tv e sito dedicato www.fumoemamma.it.
Campagna informativa per la prevenzione del fumo
Campagna MOIGE
minorile mediante la realizzazione di una Mostra-teatro interattiva itinerante per le scuole elementari e
medie: l’iniziativa ha il fine di sensibilizzare i minori e,
insieme, genitori, educatori e parti sociali, sull’importanza della prevenzione del fumo attivo e passivo utilizzando come strumenti comunicativi un “Teatro di
burattini” e una “mostra illustrativa”, con la distribuzione di materiale informativo e un sito dedicato
www.lascialilfumoalcapolinea.it.
Campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza in
auto dei bambini con numero verde informativo 80093.15.15 e distribuzione presso studi pediatrici e ginecologici e negozi al elevato transito per mamme di
poster ed opuscoli informativi, pianificazione su media
per genitori, spot radio e sito dedicato www.bimbinauto.it.
IL MOIGE E INTERNET: WWW.GENITORI.IT
Un’altra iniziativa che il Moige sta sviluppando e
costantemente aggiornando è il sito www.genitori.it
che rappresenta, in questo momento in Italia, uno dei
siti internet per genitori più completi in termini di contenuti, visibilità e contatti.
IL MOIGE
ED ENTI, SOCIETÀ CIVILE,
AZIENDE E ISTITUZIONI
Nell’ambito della sue attività istituzionali il Moige collabora con enti, aziende e organizzazioni, con patrocini,
con sostegno a progetti sociali, iniziative istituzionali,
campagne informative, comitati consultivi.
Ecco le realtà: Abbott, Avent, Aventis Pasteur, Burson
Masteller, Chicco-Artsana, Chiron, Fimp-Federazione
Italiana Medici Pediatri, Microsoft, Ministero delle
Comunicazioni, Ministero della Pubblica Istruzione,
Ministero della Salute, Philip Morris, Provincia di
Roma, Regione Abruzzo, Regione Calabria, Regione
Campania, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia,
Regione Lazio, Regione Liguria, Regione Lombardia,
Regione Marche, Regione Molise, Regione Piemonte,
Regione Puglia, Regione Sicilia, Regione Toscana,
Regione Autonoma di Trento, Regione Autonoma
Valle D’Aosta, Regione Veneto, Presidenza del
Consiglio, Sin-Società Italiana Neonatologia, Sony,
Simp-Società Italiana Medicina Perinatale, Università
di Roma La Sapienza-Cattedra di Medicina Sociale,
Wyeth.
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