Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
16-31 MAGGIO 2007 - ANNO XXVI N.10
CRISTIANI OGGI
QUINDICINALE DELLE CHIESE CRISTIANE EVANGELICHE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA”
L’O SS E RVATO R I O E VAN G E L I CO
Dimorare
in Gesù
“Io sono la vera vite e il
Padre mio è il vignaiuolo.
Ogni tralcio che in me non
dà frutto, Egli lo toglie via; e
ogni tralcio che dà frutto, lo
rimonda affinché ne dia di
più” (Giovanni 15:1,2)
a un rapido esame dei Vangeli, rileviamo subito che Gesù Cristo è la Vita,
D
pertanto è giovevole dimorare in Lui: “…Io
sono la via, la verità e la vita…” (Giovanni
14:6). Si tratta dunque non di polemizzare
su questa dichiarazione, ma di farne la constatazione secondo le condizioni che Gesù
stesso ci pone.
Due discepoli di Giovanni il battista, sollecitati dal loro stesso maestro, vedendo
passare Gesù, lo raggiunsero e gli chiesero:
“…Rabbì (che, interpretato, vuol dire:
Maestro), ove dimori? Egli rispose loro:
Venite e vedrete…” (Giovanni 1:38, 39).
Quegli uomini non erano certamente
interessati al domicilio di Gesù, cercavano
ben altro!
Seguendolo, conclusero la loro pretestuosa curiosità col dimorare addirittura in
Cristo stesso, cioè ascoltando la Sua Parola
e considerando il suo modo di agire: trovarono in Lui la vita (cfr. Giovanni 1:35-39).
Se non si conosce Gesù Cristo in modo
personale e per esperienza diretta, è un fatto privo di consistenza dichiararsi cristiani.
Si può simpatizzare per il personaggio Gesù, senza peraltro appartenergli nella misura
da Lui prospettata.
Infatti, Gesù prega così per gli effettivi
credenti: “Padre… che siano tutti uno; che
come tu, o Padre, sei in me e io sono in te,
anch’essi siano in noi…” (Giovanni 17:21).
Con questo è resa chiara l’idea e la consistenza del dimorare in Cristo per definirci
appartenenti Lui.
Con l’allegoria della vite e del vignaiuolo,
Gesù ci ha molto aiutato a comprendere il
significato del dimorare in Lui, per essere
resi partecipi di ogni Suo bene, presente ed
eterno (cfr. Giovanni 15:1-11).
Con questa raffigurazione, Egli ripete per
ben tredici volte il concetto del dimorare,
abitare in Lui, confermando così la Sua
stessa disponibilità a dimorare in noi.
Noi non entreremmo mai nelle nostre
abitazioni terrene se ci dovessimo fermare
sulla soglia.
segue a pagina 2
Vorremmo
vedere Gesù
Alle persone
che sono
in cerca d’aiuto,
di gioia, di pace,
di salvezza
vogliamo
indicare Gesù
il Salvatore,
Colui che è
pronto
ad accogliere
tutti quelli
che si accostano
a Lui
Nel Vangelo secondo Giovanni leggiamo la
storia di alcuni proseliti greci, ossia dei pagani
convertiti al giudaismo, che “…avvicinatisi a
Filippo… gli fecero questa richiesta: "Signore,
vorremmo vedere Gesù"…” (12:21).
Non sappiamo per quale motivo queste persone volessero “vedere Gesù”, il testo non lo
lascia intendere, ma verosimilmente possiamo
affermare che, giunti a Gerusalemme per adorare durante la festa, abbiano sentito parlare di
Lui.
Da alcuni avranno sicuramente ascoltato
parole come: “È un grande Profeta, un Maestro,
un Guaritore, il Messia”; da altri considerazioni
diametralmente opposte: “È un fomentatore, un
fanatico, un bestemmiatore, un peccatore”.
continua a pagina 2
Il tocco di Gesù
“Se uno porta nel lembo della sua veste della carne consacrata, e con quel suo
lembo tocca… qualsiasi altro cibo, quelle cose diventeranno forse
consacrate?… No! Se uno è impuro… e tocca qualcuna di quelle cose, questa
diventerà impura?… Sì, diventerà impura!” (Aggeo 2:12-13)
Il profeta Aggeo sta parlando delle disposizioni cerimoniali che dovevano preservare la
purezza di chi si accostava a Dio secondo
l’antica legge mosaica.
Queste prescrizioni, così antiche e così
lontane dal modo di concepire le cose ai giorni d’oggi, non fanno altro che ricordare
all’uomo una realtà inconfutabile, una legge
alla quale l’uomo non può sottrarsi, una legge naturale: se qualcosa di pulito tocca qualcosa di sporco, non lo pulisce, ma entrambe
le cose si sporcano.
È però anche una legge spirituale, confermata dall’esperienza: se qualcosa o qualcuno
che è puro, tocca qualcosa o qualcuno che è
impuro, non lo purifica, ma entrambi si contaminano.
La legge imponeva a chi era impuro di non
farsi toccare: “…griderà: Impuro! Impuro!…
se ne starà solo…” (Levitico 13:45-46).
continua a pagina 3
I N Q U E STO N U M E RO
Osservatorio Evangelico
Dimorare in Gesù ............................................................................. pag.1,2
Vorremmo vedere Gesù ......................................................... pag.1,2
Il tocco di Gesù ....................................................................................... pag.1,3
XLII Assemblea Generale ADI ........................................ pag.4,5
Cronaca Internazionale ............................................................ pag.4
Cronaca Italiana ....................................................................... pag.5,6,8
Sei città rifugio .............................................................................................. pag.6
Il Centro Comunitario Evangelico
“Villaggio Resegone” ........................................................................ pag.7
La testimonianza
Gesù ha custodito la mia vita ............................................... pag.8
PAGINA 2
CRISTIANI OGGI
L’OSSERVATORIO EVANGELICO
prosegue
dalla prima pagina
Dimorare in Gesù
Se la porta d’ingresso è spalancata, dalla soglia potremmo vedere e
stimare solo parzialmente il contenuto dell’abitazione, però non ne
godremmo mai il beneficio, l’utilità, il conforto.
Perché ciò accada, dobbiamo oltrepassare la soglia ed entrare decisamente. Così è del considerare Cristo e del dimorare in Lui.
Egli richiede la totale partecipazione a quel che Egli è.
Con questo suo insegnamento, Gesù pone delle precise condizioni
per farci ottenere dei benefici preziosi: “Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto” (Giovanni
15:7). L’orizzonte di tutto ciò che è bene, sia di naturale sia di soprannaturale, si spalanca così davanti al credente.
Purtroppo, molti cosiddetti cristiani rimangono in uno stato di bisogno, di povertà, di impotenza, di insuccesso perché ritengono troppo
impegnativa, inattuabile, richiedente comunque uno stato di santità irraggiungibile la condizione del dimorare in Cristo.
Ma Gesù è per il credente un potente aiuto. Sta all’uomo di varcare la
soglia che lo separa da Dio, per vederlo entrare in azione a beneficio di
chi è intenzionato a restare con Lui. E così prega il Padre: “…santificali
nella verità: la tua parola è verità… per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità” (Giovanni 17:17, 19).
Se da peccatori noi dimoriamo in Cristo, affidandoci completamente
alla Sua opera di redenzione, noi veniamo santificati: “Voi siete già puri a
causa della parola che vi ho annunziata” (Giovanni 15:3).
Ritrovandoci pienamente uniti a Gesù, aderendovi come il tralcio al
tronco della vite, si è abilitati a compiere il proposito, il mandato divino di
annunciare l’Evangelo, che vivifica e salva il mondo.
In ciò consiste il frutto della vigna, tralcio per tralcio. È Gesù che trasmette la linfa vitale al tralcio che intende restargli fedele. Staccati dalla
vite si diviene secchi, incapaci di produrre il bene e il Vignaiuolo, cioè il
Padre, non può considerarci parte della Sua vigna, ovvero del Suo
Regno.
Tuttavia, Gesù, nel presentare questa allegoria, e prima di prevedere
un tragico distacco del tralcio dalla vite, ovvero dalla grazia divina, prospetta un’assistenza, una cura amorosa del Vignaiuolo nei riguardi del
tralcio intenzionato a produrre del frutto: ogni tralcio che dà frutto, il
Padre lo pota affinché ne dia di più (cfr. Giovanni 15:2).
Questa potatura fa inevitabilmente pensare ad un’operazione dolorosa: le cesoie dell’amore e della giustizia di Dio passano sul credente con
lo scopo di renderlo capace di produrre un frutto sempre più abbondante.
Dio si prende cura dei Suoi “tralci”, dei Suoi figli, e li rende strumenti
di grandi benedizioni per quanti intendono nutrirsi del frutto da loro prodotto. Vale dunque l’impegno di dimorare incondizionatamente nella
“vite”, in Cristo: “…Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta
molto frutto…” (Giovanni 15:5).
È incoraggiante pensare che Gesù, con le Sue molteplici virtù, voglia
dimorare in noi (cfr. I Pietro 2:9). Gesù ci prospetta un “programma” di
vita, per noi e per coloro a cui noi siamo mandati, di valore inestimabile,
pertanto l’impegno di dimorare in Lui richiede il crederlo, il dargli fiducia
piena, la disposizione ad ascoltarlo per conoscerlo, apprezzarlo, amarlo
come Egli ci ama, servirlo, illuminando così il mondo con quella luce che
da Lui passa nella nostra anima: “Voi siete la luce del mondo…” (Matteo
5:14)!
La garanzia della crescita spirituale è certa se dimoriamo in Cristo:
“…Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi
verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Giovanni 14:23).
Se tutto questo ha sapore di rinuncia e di sacrificio, non sarà mai
paragonabile alla gioia che colmerà l’anima di chi è disposto a dimorare
in Gesù: “Queste cose vi ho detto, affinché la mia allegrezza dimori in
voi, e la vostra allegrezza sia resa completa” (Giovanni 15:11).
Germano Giuliani
16-31 MAGGIO 2007
Vorremmo
vedere Gesù
continua dalla prima pagina
Del resto, il Signore Gesù
ha sempre diviso l’opinione
pubblica.
Senz’altro questi discorsi li
avranno incuriositi, ma non
accontentandosi di ciò che
hanno sentito, vogliono
“vedere Gesù” con i loro
occhi, conoscerlo direttamente, incontrarlo personalmente.
E tu, caro lettore, hai avuto un incontro diretto con
Gesù? Hai fatto un’esperienza
personale con Lui? Oppure
segui solo una religione, una
tradizione e vai avanti per
“sentito dire”?
Conoscere Gesù è essenziale per il nostro futuro eterno, per ricevere salvezza.
Infatti, sta scritto: “Questa è
la vita eterna: che conoscano
te, il solo vero Dio, e colui
che tu hai mandato, Gesù
Cristo” (Giovanni 17:3).
La vita eterna è “conoscenza” di Dio, non una semplice
conoscenza concettuale, accademica e teorica ma quella che è
frutto dell’esperienza e che è possibile tramite la lettura della
Parola di Dio, che lo Spirito Santo applica nel cuore di chiunque
ricerca il Signore con tutto sé stesso. Gesù si rivela in questo
meraviglioso Libro, fonte esclusiva e incontaminata della conoscenza di Dio.
Alle persone che sono in cerca d’aiuto, di gioia, di pace, di
salvezza vogliamo indicare, così come fecero Filippo ed Andrea,
Gesù il Salvatore, Colui che è pronto ad accogliere tutti coloro
che si accostano a Lui, che ha detto: “…colui che viene a me,
non lo caccerò fuori” (Giovanni 6:37).
Anzi, Egli stesso ci invita: “Venite a me, voi tutti che siete
affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28).
Gesù è morto per questo: “…se il granello di frumento
caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce
molto frutto” (Giovanni 12:24).
Proprio perché è stato “innalzato”, morendo sulla croce, Egli
è in grado di raggiungere e liberare tutti quelli che si rivolgono
a Lui: “…egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo
di lui si avvicinano a Dio…” (Ebrei 7:25).
Alla fine del nostro testo leggiamo, però, che Gesù “…se ne
andò e si nascose da loro” (Giovanni 12:36), un atteggiamento che potrebbe apparire in contraddizione con quanto affermato finora.
Dobbiamo sapere, tuttavia, che Dio si nasconde solo da coloro che non si accostano a Lui con fede e con sincerità di cuore,
perché “…senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si
accosta a Dio deve credere che Egli è, e che ricompensa tutti
quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6).
A tutti coloro che non si fermano al sentito dire, ma desiderano “vedere Gesù”, il Signore promette esaudimento certo:
“Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con
tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi, dice il
Signore…” (Geremia 29:13, 14).
Samuele Prudente
16-31 MAGGIO 2007
CRISTIANI OGGI
PAGINA 3
Il tocco
di Gesù
continua dalla prima pagina
I religiosi non volevano essere toccati da coloro che ritenevano peccatori e li scansavano con
disprezzo: “…Fatti in là, non ti avvicinare perché io sono più santo di te…” (Isaia 65:5).
Malgrado queste prescrizioni, nonostante la
dura realtà dell’esperienza umana, il Vangelo
narra di una povera donna, disperata a motivo di
una lunga malattia debilitante, contro la quale
nulla poterono i rimedi dei medici. Ebbene questa
donna, “avendo udito
parlare di Gesù, venne
dietro tra la folla e gli
toccò la veste, perché
diceva: “Se riesco a toccare almeno le sue vesti,
sarò salva"” (Marco
5:27).
Solamente sfiorando la
veste di Gesù, ella sperimenta qualcosa di miracoloso, di soprannaturale.
Lei, ammalata ed impura secondo la religione, ha
toccato il Puro ed è stata
da Lui guarita e purificata!
Il tocco di Gesù
purifica
Non solo quella poverina, ma anche altri hanno
sperimentato questa benedetta realtà.
Il Vangelo racconta di
un lebbroso, emarginato,
allontanato da tutti per
timore del contagio, che si
avvicinò a Gesù, Gli si
prostrò dinanzi e gli rivolse questa preghiera:
“…Signore, se vuoi, Tu puoi purificarmi”
(Matteo 8:2).
Come risposta a questa preghiera, “Gesù, tesa
la mano, lo toccò dicendo: "Lo voglio, sii purificato"” (Matteo 8:3).
Vi sono impurità visibili, ma anche impurità
non visibili all’occhio umano eppure altrettanto
dolorose, ancor più profonde, come quelle che
sporcavano la vita di una donna conosciuta nella
sua città per la sua condotta peccaminosa.
Anche questa donna, piangendo, si strinse ai
piedi di Gesù, ottenendo sì, il giudizio e il disprezzo dei benpensanti - “…Costui, se fosse profeta,
saprebbe che donna è questa che Lo tocca…” ma sentendosi rivolgere anche delle meravigliose
parole dal Salvatore: “I tuoi peccati sono perdonati… La tua fede ti ha salvata; va' in pace”
(Luca 7:48, 50).
Il tocco di Gesù guarisce
Quante cose contagiano, causano malattie e
gravi mali. Alcuni si illudono di poter vivere una
vita assolutamente sana, “asettica”, lontana da
ogni causa di infermità.
Purtroppo il male e la malattia riescono a su-
perare ognuna di queste barriere e a raggiungere
qualunque uomo con il loro tocco di dolore.
Molti però, sia in passato sia ai giorni nostri,
possono testimoniare che il tocco di Gesù è in
grado di sconfiggere ogni malattia, portando guarigione: “…portavano gli infermi nelle piazze e
Lo pregavano che li lasciasse toccare almeno il
lembo della Sua veste. E tutti quelli che Lo toccavano erano guariti” (Marco 6:56).
Il tocco di Gesù libera
L’uomo di ogni tempo è sempre in cerca di
nuove sensazioni, di nuove esperienze.
Molti cercano di scandagliare tutto quello che
il mondo offre e, talvolta, senza accorgersene,
diventano prigionieri di trasgressioni e perversioni sessuali, di stati d’estasi procurati con sostanze
stupefacenti e perfino di demenze e terribili tormenti interiori causati dalla familiarità che acquisiscono con pratiche e rituali magici, esoterici ed
occulti. Avvicinarsi a queste cose, pensando di
poterle solamente “toccare” fugacemente per fare
una nuova eccitante esperienza e poi liberarsene,
è purtroppo un’illusione.
La realtà ci presenta una moltitudine imprigionata da svariati legami, il Vangelo, però, ci presenta Colui che con il Suo tocco può spezzare
ogni catena e liberare da ogni schiavitù e dipendenza: “Quelli che erano tormentati da spiriti
immondi erano guariti; e tutta la folla cercava
di toccarlo, perché da Lui usciva un potere che
guariva tutti” (Luca 6:19).
Il tocco di Gesù porta vita
I Vangeli raccontano anche di un triste corteo
che accompagnava nel suo dolore una povera
vedova, la quale piangeva disperata la morte del
suo unico figliolo.
Molti hanno perfino paura a “toccare” l’argomento della morte e quando questa gli passa vicino, cercano di tenersi il più possibile lontano da
“quel triste corteo”. Gesù, invece, “…avvicinatosi, toccò la bara…” e pronunciò queste semplici
ma potenti parole che scardinarono le porte del
regno della morte: “…"Ragazzo, dico a te, àlzati!" Il morto si alzò e si
mise seduto, e cominciò a
parlare. E Gesù lo restituì
a sua madre” (Luca 7:14,
15).
Il tocco di Gesù
porta benedizione
Un noto esponente politico, lo scorso anno, dopo
l’orrendo crimine commesso nei confronti di un piccolo bambino, che ha
sconvolto l’opinione pubblica, ha affermato che la
società italiana ha bisogno
di ribadire un tabù: i bambini non devono essere
toccati, non devono essere
esposti alla violenza criminale.
Purtroppo, dopo quel
crimine e anche dopo quelle forti affermazioni, molti
altri bambini sono stati
raggiunti da mani criminali. Forse anche perché molte altre mani sono state
nell’indifferenza e si sono affaccendate in questioni ritenute più importanti.
Un giorno anche i discepoli pensarono che
Gesù avesse cose più importanti da fare che
rivolgere le Sue attenzioni ai bambini: “Gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i
discepoli sgridavano coloro che glieli presentavano. Gesù, veduto ciò, si indignò e disse loro:
"Lasciate che i bambini vengano da me; non
glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi
assomiglia a loro…". E, presili in braccio, li
benediceva ponendo le mani su di loro” (Marco
10:13-16).
Quanto mai oggi i nostri bambini e, di conseguenza, le nostre famiglie, hanno bisogno di
essere raggiunti dal tocco di Gesù, che porta
benedizione.
La tua casa non ha bisogno della benedizione
di un uomo, non ha bisogno della benedizione
impartita dalla religione, ma di quella del Signore,
dell’Iddio vivente!
Qualunque sia la tua condizione, il tuo bisogno, lasciati toccare da Gesù! Cerca di toccare
almeno il lembo della Sua veste.
Mauro Stevanato
CRISTIANI OGGI
PAGINA 4
16-31 MAGGIO 2007
XLII ASSEMBLEA
“Soltanto, dal punto al
continuiamo a camminare per
Chianciano Terme è da diversi anni il gradevole scenario dei nostri Incontri fraterni a carattere
nazionale, come quello Giovanile ADI-IBI ed il
Convegno dei Monitori. Non ha fatto eccezione
l’appuntamento che vede riuniti i pastori in rappresentanza delle comunità “Assemblee di Dio in
Italia” sparse su tutto il territorio nazionale.
Dal 25 al 28 aprile si è svolta, infatti, la XLII
Assemblea Generale che, a scadenza biennale, è
non devono sorprenderci con la distrazione e la
superficialità, ma trovarci pronti con un rinnovato impegno nella santificazione.
Con tale bisogno e consapevolezza, i quasi
quattrocento pastori partecipanti hanno cominciato e terminato ogni giornata di lavori, offrendo
il culto al Signore ed ascoltando la predicazione
della Parola di Dio.
Fin dal primo culto serale, con un crescendo
Siamo “vasi” non ad uso decorativo, ma formati
dalla mano del Sommo Vasaio per essere riempiti
ed utilizzati.
È necessario, perciò, svuotarci della superbia e
della nostra autosufficienza per dipendere da Dio
ed essere ripieni dello Spirito Santo.
Il vaso, ovvero ciascuno di noi, è di terra e
corre il pericolo di rompersi o anche soltanto di
lesionarsi con il triste risultato di diventare inuti-
tenuta per adempiere i necessari impegni amministrativi.
Nonostante l’importanza di questi doveri, il
modo più appropriato per descrivere ciò che è
avvenuto non è tanto riportare dati e numeri,
quanto invece affidarci alla sintesi efficace e veritiera della Parola di Dio predicata in questi giorni,
dalla quale ancora una volta si è attinto per definire il filo conduttore che ha legato lo svolgimento di ogni attività.
Il tema scelto per quest’Assemblea è stato
tratto dalla Seconda Epistola di Pietro: “…studiatevi d’esser trovati… immacolati ed irreprensibili nella pace” (3:14).
L’obiettivo fondamentale è rimasto quello di
glorificare il Signore offrendogli il nostro culto e
così rinsaldare la comunione fraterna.
I tempi difficili nei quali viviamo, che hanno
tutte le evidenze per essere definiti gli “ultimi”,
nei successivi, il Signore ha benedetto i cuori dei
convenuti servendosi di Ray Westbrook, pastore
delle Assemblies of God di Gran Bretagna e
Irlanda, gradito ospite nei culti speciali.
Attraverso il Salmo 133, primo dei testi considerati, è stato sottolineato quale sia la natura e la
necessità della vera comunione fraterna, condizione fondamentale affinché possiamo continuare a sperimentare l’opera di Dio.
La sera successiva, dopo un’intensa giornata
di lavori, la Parola di Dio non ha mancato di leggere e soddisfare il bisogno profondo di ciascuno:
“Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra,
affinché l’eccellenza di questa potenza sia di
Dio e non da noi” (2 Corinzi 4:7).
Con questo verso della Seconda Epistola di
Paolo ai Corinzi, abbiamo potuto ricordare che la
benedizione di Dio ha uno scopo primario: quello
di essere impiegata per il servizio cristiano.
lizzabile; questo è stato il soggetto affrontato la
sera successiva, analizzando il testo biblico di I
Re 19.
Come avvenne ad Elia, lo scoraggiamento può
paralizzare la nostra vita spirituale e rendere
vano il nostro servizio, ma il Signore è fedele ed
è in grado, con la Sua Parola, di riedificarci,
donarci nuove forze e rinnovata fiducia in Lui.
L’ultimo servizio di culto è stato svolto il giorno 28, di mattina, con la celebrazione della Cena
del Signore.
L’annuncio della morte del Signore è sempre
un momento d’intensa commozione.
La Persona di Cristo è stata al centro della meditazione della Parola di Dio, che ha tratto spunto, in particolare, dal verso 18 del capitolo 1 dell’Epistola di Paolo ai Colossesi: “…affinché in
ogni cosa abbia il primato”.
Cristo Gesù è il Capo della Chiesa, Colui che ne
CRONACA INTERNAZIONALE
VIETNAM: demolito l’ultimo edificio delle Assemblee di Dio nel paese
Dei dieci edifici posseduti sin dal 1975 dalle
chiese delle Assemblee di Dio in Vietnam ne restava solo uno, nella città costiera di Vung Tau, ma è
stato distrutto come gli altri nove. La chiesa proprietaria dell’edificio da ora in avanti vivrà nella
clandestinità.
Da Ho Chi Minh City (Saigon), il presidente delle Assemblées de Dieu du Vietnam, Samuel Lam,
chiede di pregare per i credenti del Vietnam, specialmente per i membri della chiesa recentemente
distrutta.
da R.T.
CRISTIANI OGGI
16-31 MAGGIO 2007
PAGINA 5
GENERALE ADI
quale siamo arrivati,
la stessa via” (Filippesi 3:16)
cura ogni singolo membro, per il benessere di
tutto il corpo.
Verso Lui dobbiamo tendere, alla Sua benedetta Parola ubbidire e sottometterci per sperimentare che, come “…tutte le cose sussistono in lui”
(Colossesi 1:17), anche noi siamo vincitori solo
in virtù della perfetta opera di redenzione che
Cristo ha portato a compimento.
Queste poche parole non riassumono come
sono state lette ed approvate, descrizione accurata e trasparente delle molte attività che le nostre
chiese sostengono, hanno fatto emergere un
bisogno impellente: nell’anno in cui ricorre il
centenario del movimento pentecostale italiano
non dobbiamo cibarci di ricordi, ma vi è la necessità che la visione spirituale rimanga quella del
principio, cioè quella biblica, e ogni credente viva
per diretta esperienza l’opera profonda dello
il desiderio di essere sollevato dall’incarico di
Presidente e Legale Rappresentante delle Assemblee di Dio in Italia, servizio che ha svolto nell’arco di trent’anni con sacrificio, umiltà e assoluta dedizione e fedeltà.
L’Assemblea ha eletto Felice Antonio Loria,
pastore delle chiese di Cosenza e Caccuri (KR),
come nuovo Presidente delle A.D.I. e a lui va,
insieme agli altri pastori che compongono il Con-
dovrebbero la profonda opera di edificazione,
esortazione e consolazione che lo Spirito Santo
ha prodotto per mezzo della Parola divina, rafforzando la convinzione che, se continueremo a
fondare esclusivamente su di essa la dottrina ed
anche la nostra condotta di vita, senza alcun
compromesso, sperimenteremo la pienezza e la
potenza dello Spirito Santo come promesso dalla
Scrittura.
Difatti, tutte le relazioni che in questi giorni
Spirito Santo, il Quale santifica, guida e glorifica
Cristo rendendoci testimoni fedeli dell’Evangelo.
La XLII Assemblea Generale è stata segnata
dal dispiacere e dal profondo rammarico che ha
colto i presenti quando il pastore Francesco Toppi, pur rimanendo attivo nel ministerio cristiano,
nell’insegnamento presso l’Istituto Biblico Italiano, nella conduzione del quindicinale “Cristiani
Oggi” e la stretta collaborazione con “Risveglio
Pentecostale”, organo ufficiale ADI, ha espresso
siglio Generale delle Chiese, il saluto della nostra
redazione e la promessa di preghiere affinchè
svolgano un proficuo lavoro per l’edificazione del
popolo di Dio.
Ringraziamo il Signore per l’esempio di quei
servitori che hanno speso la propria vita senza
riserve per l’Opera di Dio, esempio che ci spinge
con decisione a stare “…in questa maniera fermi
nel Signore…” (Filippesi 4:1).
La redazione
CRONACA ITALIANA
VALENZA (AL): Giornata dedicata all’evangelizzazione
Il 24 marzo i credenti delle province di Alessandria, Asti e Cuneo si sono incontrati nella cittadina di Valenza, in provincia di Alessandria, per
dedicare un’intera giornata all’evangelizzazione.
La cittadina di Valenza, con i suoi 20.339 abitanti, costituisce un campo d’evangelizzazione
particolarmente importante, perché anche se vi
sono già delle realtà evangeliche di vecchia data,
non esiste una chiesa di fede pentecostale. Per
questo da alcuni anni la chiesa di Alessandria sta
evangelizzando con culti all’aperto e distribuzione di opuscoli.
Quello che si è voluto fare con questa giornata è stato dare un segno di testimonianza forte,
nella speranza di aprire presto un locale di culto:
non c’era mai stata una così massiccia distribu-
zione di volantini e un culto con la partecipazione
di oltre 200 credenti.
La mattina i diversi gruppi di credenti delle
chiese delle tre province hanno evangelizzato
per le strade di Valenza, distribuendo circa ottomila volantini e invitando al culto di evangelizzazione del pomeriggio, che si è tenuto alle ore
16:00, nell’auditorium dell’Hotel Ianua.
Al culto, dopo essere stati edificati dal coro
composto per l’occasione dai membri delle chiese della provincia di Alessandria, abbiamo goduto del ministerio di Alessandro Cravana, pastore
a Brescia e Cremona.
Il messaggio di salvezza annunciato è stato
tatto dal Primo libro delle Cronache, capitolo 4,
verso 10: “Iabes invocò il Dio d'Israele, dicendo:
"Benedicimi, ti prego;
allarga i miei
confini; sia
la tua mano
con me e
preservami
dal male in
modo che io
non debba soffrire!" E Dio gli concesse quanto
aveva chiesto”. Siamo stati invitati a riflettere
sulle richieste di quest’uomo, esaudito da Dio
perché chiede col cuore e con tanta aspettativa
di fede. Dio ha sicuramente un piano per gli abitanti di Valenza!
Natale Brancato
CRISTIANI OGGI
PAGINA 6
16-31 MAGGIO 2007
Sei città rifugio
Dio ha provveduto, ancora oggi, un rifugio sicuro per l’uomo,
un asilo che offre salvezza e perdono: Cristo Gesù!
Prima che il popolo d’Israele prendesse possesso della terra promessa, Dio gli aveva dato delle
disposizioni precise, da osservare scrupolosamente, tra queste ve ne era una che riguardava le cosiddette “città rifugio” (cfr. Numeri 35:9-15).
Egli stabilì che sei città, tre ad est del Giordano
e tre ad ovest, servissero da rifugio per chiunque
avesse ucciso involontariamente una persona.
Esse avevano lo scopo di mettere al sicuro il
responsabile, finché l’accaduto non fosse stato
esaminato e giudicato.
Le città rifugio non erano un escamotage per
dare riparo agli assassini ed ai criminali, ma un
sistema divinamente stabilito per rendere giustizia
a coloro che non avevano ucciso intenzionalmente. Amorevolmente, Dio aveva voluto provvedere
un luogo dove colui che aveva sbagliato fosse al
riparo da chi desiderava vendicarsi dell’accaduto,
in genere un familiare o un parente prossimo.
Una volta nella terra promessa, Dio ribadì a
Giosuè la necessità di costituire queste città (cfr.
Giosuè 20:1-9). Oggi da queste disposizioni traiamo delle preziose lezioni spirituali.
La Bibbia afferma che tutti “…hanno peccato e
sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23) e
che “…non c’é un giusto neppure uno” (Romani
3:10), perciò Dio ha provveduto per l’uomo un
rifugio sicuro, inespugnabile, eterno: Cristo Gesù,
che offre salvezza e perdono ad ogni uomo, che
vuole essere il rifugio di ogni anima bisognosa di
protezione, del colpevole che cerca scampo.
Le peculiarità delle città rifugio sono ricche di
significato spirituale.
to da Dio, ma la gente non vi pose mente.
Soltanto Gesù é l’arca di salvezza, la città rifugio divinamente stabilita, perciò Dio ti rivolge un
invito amorevole: “…Entra benedetto dal
Signore, perché te ne stai fuori?…” (Genesi
24:31). L’omicida doveva soltanto correre verso
CITTÀ STABILITE DA DIO
Le sei città rifugio non erano nate per iniziativa
umana, pensate e studiate dall’uomo, erano state
istituite da Dio. Così é per Cristo, il rifugio eterno,
Egli é tale non per volontà dell’uomo, non per sua
iniziativa, ma per volontà divina.
Noè non costruì l’arca di sua iniziativa, Dio
gliel’ordinò, e durante la costruzione informò la
sua generazione che la pioggia avrebbe sommerso
la terra. L’arca era l’unico rifugio sicuro, preordina-
una di quelle città e la mano del vendicatore non
l’avrebbe colpito, sarebbe stato salvo. Peccatore
vieni, rifugiati nel Signore, in Lui troverai perdono
e consolazione!
Davide trovò sempre rifugio in Dio. Quando fu
liberato dalle mani di Saul compose questo canto:
“Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio
liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio…” (Salmo 18:2).
CITTÀ ACCESSIBILI
Le sei città erano suddivise in due gruppi: tre
erano ad est del Giordano e tre ad ovest. Con un
semplice sguardo alla cartina geografica si constata la loro accessibilità: nessuna località di Israele
era tanto lontana da impedire al malcapitato di
raggiungere una città rifugio, ognuna delle quali
era servita da ottime strade (cfr. Deuteronomio
19:1-4). Allo stesso modo, chiunque desidera realizzare Gesù nella propria vita può farlo. Il Signore
dice: “…io so i pensieri che medito per voi… pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire
e una speranza. Voi m'invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro
cuore; io mi lascerò trovare da voi…” (Geremia
29:11). Come le sei città potevano essere raggiunte facilmente, allo stesso modo Gesù può essere
raggiunto da tutti. Egli è sempre accessibile, in
qualunque frangente della vita dell’uomo, basta
una preghiera sincera.
CITTÀ SICURE
Colui che aveva commesso il reato era in evidente difficoltà, sia per ciò che era accaduto, sia
per la vendetta che poteva sopraggiungere, eppure
gli bastava arrivare in una di quelle città rifugio ed
era al sicuro, protetto da Dio stesso. Nessun vendicatore poteva sfiorarlo, afferrarlo, trascinarlo via,
egli poteva camminare per le strade della città in
piena libertà e sicurezza, tuttavia la sua salvezza
era assicurata solo se restava nei confini cittadini,
qualora ne fosse uscito, avrebbe potuto subire la
vendetta. Allo stesso modo l’avversario dell’anima nostra non può colpire colui che si è rifugiato
in Cristo Gesù. Fintanto che facciamo di Cristo
Gesù la nostra rocca, fintanto che restiamo in
comunione con Lui, entro i confini della Sua
volontà, siamo al sicuro.
Coloro che si rifugiano in Dio, possono esprimersi come il Salmista e dire: “…Dio è per noi un
rifugio, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà”
(Salmo 46:1).
Domenico Modugno
CRONACA ITALIANA
RIVOLI (TO): Giornata dedicata all’evangelizzazione
Desideriamo informare i lettori di Cristiani
Oggi che sabato 24 marzo nella provincia di Torino si è tenuta, per il quarto anno consecutivo,
una giornata d’evangelizzazione alla quale hanno
partecipato circa 200 credenti, provenienti da
tutta la provincia e dalla Valle d’Aosta, che hanno
distribuito circa 50.000 opuscoli evangelistici.
È stata una giornata di benedizioni. Ci siamo
ritrovati alle ore 9:00 nei locali della chiesa A.D.I.
di Rivoli (TO) e, dopo esserci suddivisi in gruppi,
abbiamo raggiunto sedici comuni delle Valli di
Lanzo, in provincia di Torino. Nei comuni di
Balangero, Lanzo e Givoletto sono stati tenuti tre
culti all’aperto, mentre nelle altre tredici località è
stata effettuata una distribuzione di opuscoli,
anche con l’ausilio di banchetti.
Intorno alle ore 13:00 ci siamo trovati nuovamente nella comunità di Rivoli, dove abbiamo
consumato un frugale pasto, quindi abbiamo
concluso la giornata con un culto al Signore.
La predicazione è stata affidata a Giovanni
Serafino, pastore della chiesa di Torino - Via
Cuniberti, che ha letto il testo biblico di II Cronache 29:36 e 30:1-13. In particolare, sono stati
sottolineati i versi 1, 6, 10 e 13, del capitolo 30,
che si
riferiscono all’invio dei
messaggeri del re
Ezechia in
tutto il
regno,
con delle lettere, per incoraggiare il popolo a tornare al Signore. Grazie a questo gesto, alcuni si
umiliarono davanti a Dio e giunsero a Gerusalemme, dove un’immensa assemblea celebrò una
gloriosa Pasqua. Attraverso le Scritture, siamo
stati spronati anche noi ad essere messaggeri del
Signore. Nella guida dello Spirito Santo, infatti,
possiamo portare la Parola di Dio a quanti non
conoscono Gesù, a tutti quelli che sono senza
speranza, nella sofferenza, nel peccato. Infine,
sono state rammentate le parole di Gesù: “Non
dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi
viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli
occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura” (Giovanni 4:35); “La
mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli
operai nella sua mèsse” (Matteo 9:37-38); “Chi
raccoglie durante l'estate è un figlio prudente, ma
chi dorme durante la mietitura è un figlio che fa
vergogna” (Proverbi 10:5).
Il culto si è concluso con questa esortazione e
con un rinnovato impegno, da parte di tutti, a
lavorare per l’annuncio dell’Evangelo nelle località
dove il Signore ci manderà.
Alba Ambrosecchia Donato Michele
16-31 MAGGIO 2007
CRISTIANI OGGI
PAGINA 7
Il Centro Comunitario Evangelico
“Villaggio Resegone”
Oltre all’attività del “campeggio”, grazie agli edifici provvisti di riscaldamento,
nel corso dell’anno al Centro le chiese possono soggiornare anche per brevi
periodi alla fine della settimana e si possono tenere incontri giovanili e pastorali
Il “Villaggio Resegone” è situato a Rota
D’Imagna, in Valle Imagna, nelle prealpi bergamasche, a ca. 850 m. di altitudine. L’area di
30.000 mq su cui sorge il Centro Evangelico
comprende pinete, spazi per attività sportive e
vari edifici. Esso è per i
credenti della Lombardia,
e non solo, un luogo di
ristoro spirituale e fisico.
Durante il soggiorno al
Centro, l’ascolto della
Parola di Dio, la preghiera
e l’adorazione dei fedeli
contribuiscono all’edificazione ed alla crescita dei
partecipanti in un
ambiente sano e salutare
per ogni età.
La Storia
La ricerca di una struttura dove far nascere un
Centro Comunitario
Evangelico confacente
alle esigenze delle chiese
A.D.I. della Lombardia
risale al 1996, quando in
una riunione pastorale di
zona fu costituita una
commissione per individuare, nella regione, edifici o aree idonee alle
nostre necessità.
Dopo circa 3 anni di
continue ricerche sul territorio, nell’aprile 1999, in
un’altra riunione pastorale di zona, la commissione preposta presentò una
relazione nella quale esprimeva rammarico, dopo aver visitato diversi
luoghi e interpellato vari
proprietari di terreni, per
non aver trovato una soluzione soddisfacente.
In quell’occasione un pastore anziano esortò
tutti ad attendere l’intervento del Signore, perché ciò che non era stato possibile in tre anni,
Dio avrebbe potuto donarcelo in breve tempo,
anche in un mese. Avvenne proprio così!
Chi nutriva nel cuore il forte desiderio di realizzare un “campeggio” non si arrese e proprio
un mese dopo, a maggio del 1999, tramite un
cartellone pubblicitario che proponeva degli
immobili in Valle Imagna, pervenne in contatto
con un’agenzia immobiliare. Il responsabile del-
l’ufficio, dopo aver ascoltato le nostre esigenze,
ci propose una struttura a Rota D’Imagna con
circa 30.000 mq di terreno, pinete, ampi spazi
di prato, un campo da calcio… Era una colonia
estiva per bambini ormai in disuso.
Dopo un primissimo sopralluogo, i responsabili delle chiese lombarde che avevano visitato
la struttura, pensarono concordemente che tutto
procedesse dalla mano miracolosa di Dio, quindi
decisero l’acquisto. Il Signore aveva risposto alle
nostre preghiere.
Immediatamente, tutti i credenti delle chiese
della zona si impegnarono con offerte volontarie
e generose per l’acquisto e la ristrutturazione
dell’immobile. I lavori, iniziati già a novembre
del 1999, proseguirono speditamente, anche se
non senza difficoltà, fino a consentirci di tenere
la dedicazione del nuovo Centro Comunitario
Evangelico delle Assemblee di Dio in Italia
sabato 16 giugno 2001, in concomitanza con
l’inizio dei turni.
Le Attività
Quest’opera, nata per
fede, ha una funzione
spirituale di supporto verso tutti i credenti delle
comunità A.D.I.
L’utilizzo del Centro in
questi anni è stato intenso. Infatti, oltre all’attività
del “campeggio”, grazie
agli edifici provvisti di
riscaldamento, nel corso
dell’anno si può soggiornare per brevi periodi alla
fine della settimana, tenere incontri di chiese,
giovanili, pastorali…
Grazie a Dio siamo
giunti al settimo anno di
attività e per il 2007 sono
stati programmati dieci
turni dal 30 maggio al 25
agosto, suddivisi per
fasce omogenee d’età. I
turni dedicati ai bambini
ed ai ragazzi hanno una
durata inferiore, sette
giorni, mentre tutti gli
altri durano dieci giorni.
Ogni turno è affidato a
due conduttori di chiesa
di provata serietà ed
esperienza ministeriale,
che si avvalgono della
collaborazione di credenti
provenienti dalle chiese
della zona, i quali con
impegno e generosità
svolgono varie mansioni
e rendono possibile il sereno svolgimento del
turno. Tutti offrono la loro collaborazione a titolo gratuito.
Frequentare un Centro Comunitario
Evangelico è sicuramente un’opportunità preziosa, un tempo nel quale, lontano dai ritmi
quotidiani, in un’atmosfera serena, è possibile
rafforzare il proprio rapporto con Dio e rinsaldare i vincoli di comunione fraterna.
Silvano Basile
CRISTIANI OGGI
PAGINA 8
16-31 MAGGIO 2007
L A T E STI M O N IAN ZA
Gesù ha custodito
preziosamente la mia vita
Quella mattina qualcosa è cambiato nella mia vita, era come se il Signore dicesse
anche a me: “Se me lo permetti, io ti benedirò grandemente”, ho deciso allora di
fidarmi maggiormente del Signore
ono lieta di poter affermare, come Giobbe, in
periodo di terapie mi ristabilii completamente,
ravo delle certezze che nessuno era in grado di
Ssentito
riferimento a Dio: “Il mio orecchio aveva
oggi sto benissimo e so che devo esserne ricodarmi. Intorno a me vedevo gli altri prendere
parlare di te ma ora l’occhio mio ti ha
visto. Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere” (Giobbe 42:5).
La mia vita stava trascorrendo serenamente tra scuola,
giochi e amici, quando nell’ottobre del 1992 il Signore permise che la fede dei miei genitori fosse messa alla prova.
Ero piccola, avevo solo cinque anni, non sapevo esattamente che cosa stesse accadendo, ma ricordo che una
mattina fui trasportata d’urgenza all’ospedale civile della
mia città, dove i medici, dopo
una serie di analisi, mi diagnosticarono una grave malattia,
ero affetta da leucemia.
In una circostanza simile lo
sconforto avrebbe potuto prendere il sopravvento, ma così
non fu, perché la fede della
mia famiglia, della mia chiesa
spinse i miei a confidare in Dio:
“…Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le
vostre forze… vi darà anche la via d'uscirne…” (1 Corinzi 10:13).
Iniziarono subito a pregare per me e continuarono a farlo anche quando sembrava che la
risposta del Signore non arrivasse. Dopo un
noscente al mio buon Padre celeste.
Sono cresciuta frequentando la chiesa, i centri comunitari estivi, gli incontri fraterni, tutte
occasioni nelle quali ascoltavo l’Evangelo e mi
accorgevo che Dio mi cercava.
Intanto, sono arrivati anche per me gli anni
in cui ci s’interroga su cosa sarà della propria
vita: ero ansiosa e preoccupata, perché deside-
delle decisioni importanti per la loro vita e farlo
con serenità, con la certezza nel cuore che il
Signore sarebbe stato il loro aiuto nei momenti
difficili, che non li avrebbe mai
abbandonati.
Ho iniziato a chiedere a Dio
di infondere in me la stessa
certezza, di togliere da me
ogni ansietà, ogni timore. Il
Signore mi ha risposto una
domenica, mentre ascoltavo la
promessa divina rivolta ad
Abramo: “Io farò di te una
grande nazione, ti benedirò e
renderò grande il tuo nome e
tu sarai fonte di benedizione.
Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra” (Genesi 12:2, 3).
Quella mattina qualcosa è
cambiato nella mia vita, era
come se il Signore dicesse
anche a me: “Se me lo permetti, io ti benedirò grandemente”. Ho deciso allora di fidarmi
maggiormente del Signore, Colui che aveva già
fatto tanto per me, gli ho affidato completamente la mia vita ed Egli l’ha arricchita delle Sue
gloriose benedizioni.
Helga Liloia
CRONACA ITALIANA
ACIREALE (CT): XXI Incontro Giovanile Regionale
Quest’anno il Centro Congressuale “La Perla
Ionica”, ad Acireale (CT), ha accolto i numerosi
giovani, desiderosi di consacrare del tempo al
Signore, dal 7 al 9 aprile per il 21° incontro giovanile regionale, che ha visto la partecipazione di
circa 1400 credenti. Il tema dell’incontro, tratto
dal testo di Ebrei 2:3, “Come scamperemo noi se
trascuriamo una così grande salvezza?”, è stato
sviluppato in due studi.
Nel primo, esposto da Rodolfo Arata, pastore
della chiesa di Palermo – Via NC1, si è parlato
della “Natura della Salvezza”. Il fratello Arata ha
ribadito che Dio Padre non adotta a distanza, ma
inserisce il “nato di nuovo” in una famiglia nuova,
dove avrà gli stessi diritti e doveri degli altri componenti. Come figli di Dio, riscattati da Cristo
Gesù, non dobbiamo più aver timore, perché il
Signore non è il Giudice da temere, il nemico da
sfuggire o l’Individuo da ignorare, ma il Padre che
guida, sostiene e largisce beni (cfr. Luca 11:11Cristiani Oggi - Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”
Direttore Responsabile ai sensi di legge: Francesco Toppi
Comitato di Redazione di Cristiani Oggi - Risveglio Pentecostale: Francesco Toppi, Eliseo Cardarelli, Salvatore
Cusumano, Vincenzo Martucci, Vincenzo Specchi
13), la Madre che consola (cfr. Isaia 66:12,13).
Il secondo studio, presentato da Antonino
Mancuso, pastore a Milena e Campofranco (CL),
ha portato la nostra attenzione sulla “Esperienza
della Salvezza”. La grandezza di quest’esperienza
si può spiegare facilmente con la grandezza del
Suo Autore, ma anche con la sua assoluta necessità. Essa ha inizio con un incontro personale,
reale e spirituale con il Signore Gesù Cristo e
continua fino al Suo ritorno. A conclusione degli
studi abbiamo ringraziato Dio che, nel Suo amore, ha voluto mostrarci la Sua immeritata grazia e
farci considerare a fondo una così “grande” salvezza in Cristo Gesù, una salvezza da afferrare e
compiere, ogni giorno, con timore, attenzione e
perseveranza. Le giornate dell’incontro giovanile
sono iniziate, come sempre, con un culto d’adorazione mattutino. Quest’anno la predicazione
della Parola è stata presentata da Stefano Zedda,
pastore a Catania – Via Mirko e a Letojanni (Me),
Direzione e Amministrazione: Via dei Bruzi, 11
00185 Roma - Tel. 06.491518/491165
e mail: [email protected]
Redazione: Via Monti, 96 - 14100 Asti
Amministrazione: Anna Maria Di Giuseppe
Registrazione n.12/82 del 7/1/1982 Tribunale di Roma
Versamenti sul c/c postale n.72198005
intestato a Cristiani Oggi,
Via dei Bruzi 11 - 00185 Roma
Stampa: Cooperativa Tipografica Operai srl - Vicenza
e da Giuseppe Di
Pasquale,
pastore ad
Altofonte
(Pa).
Nei tre
culti serali la predicazione è stata affidata al
pastore François Mattinà, di origine siciliana, precisamente di Milena (CL), ma nato in Francia,
dove da anni svolge il suo ministerio nella comunità di Montpellier, associata alle Assemblee di
Dio in Francia.
Tutti abbiamo espresso un particolare ringraziamento al Signore per la possibilità donataci di
godere del ministerio del pastore Mattinà, interpretato dal pastore Antonino Mancuso.
Ringraziamo il Signore per la buona riuscita di
quest’incontro e per le Sue copiose benedizioni.
Francesco De Luca
La pubblicazione è distribuita a membri e simpatizzanti
delle Chiese Cristiane Evangeliche A.D.I. ed è sostenuta
da offerte volontarie.
In conformità alla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali, la Redazione di Cristiani Oggi garantisce l’assoluta
riservatezza di quelli di cui è in possesso. Inoltre assicura
i lettori che i loro dati personali sono custoditi in un
archivio elettronico presso la sede del giornale e verranno utilizzati soltanto per inviare la corrispondenza relativa al quindicinale Cristiani Oggi. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i loro autori.
I manoscritti non pubblicati non si restituiscono.
Scarica

Vorremmo vedere Gesù - Assemblee di Dio in Italia