Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza 16-31 MAGGIO 2007 - ANNO XXVI N.10 CRISTIANI OGGI QUINDICINALE DELLE CHIESE CRISTIANE EVANGELICHE “ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA” L’O SS E RVATO R I O E VAN G E L I CO Dimorare in Gesù “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, Egli lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo rimonda affinché ne dia di più” (Giovanni 15:1,2) a un rapido esame dei Vangeli, rileviamo subito che Gesù Cristo è la Vita, D pertanto è giovevole dimorare in Lui: “…Io sono la via, la verità e la vita…” (Giovanni 14:6). Si tratta dunque non di polemizzare su questa dichiarazione, ma di farne la constatazione secondo le condizioni che Gesù stesso ci pone. Due discepoli di Giovanni il battista, sollecitati dal loro stesso maestro, vedendo passare Gesù, lo raggiunsero e gli chiesero: “…Rabbì (che, interpretato, vuol dire: Maestro), ove dimori? Egli rispose loro: Venite e vedrete…” (Giovanni 1:38, 39). Quegli uomini non erano certamente interessati al domicilio di Gesù, cercavano ben altro! Seguendolo, conclusero la loro pretestuosa curiosità col dimorare addirittura in Cristo stesso, cioè ascoltando la Sua Parola e considerando il suo modo di agire: trovarono in Lui la vita (cfr. Giovanni 1:35-39). Se non si conosce Gesù Cristo in modo personale e per esperienza diretta, è un fatto privo di consistenza dichiararsi cristiani. Si può simpatizzare per il personaggio Gesù, senza peraltro appartenergli nella misura da Lui prospettata. Infatti, Gesù prega così per gli effettivi credenti: “Padre… che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi…” (Giovanni 17:21). Con questo è resa chiara l’idea e la consistenza del dimorare in Cristo per definirci appartenenti Lui. Con l’allegoria della vite e del vignaiuolo, Gesù ci ha molto aiutato a comprendere il significato del dimorare in Lui, per essere resi partecipi di ogni Suo bene, presente ed eterno (cfr. Giovanni 15:1-11). Con questa raffigurazione, Egli ripete per ben tredici volte il concetto del dimorare, abitare in Lui, confermando così la Sua stessa disponibilità a dimorare in noi. Noi non entreremmo mai nelle nostre abitazioni terrene se ci dovessimo fermare sulla soglia. segue a pagina 2 Vorremmo vedere Gesù Alle persone che sono in cerca d’aiuto, di gioia, di pace, di salvezza vogliamo indicare Gesù il Salvatore, Colui che è pronto ad accogliere tutti quelli che si accostano a Lui Nel Vangelo secondo Giovanni leggiamo la storia di alcuni proseliti greci, ossia dei pagani convertiti al giudaismo, che “…avvicinatisi a Filippo… gli fecero questa richiesta: "Signore, vorremmo vedere Gesù"…” (12:21). Non sappiamo per quale motivo queste persone volessero “vedere Gesù”, il testo non lo lascia intendere, ma verosimilmente possiamo affermare che, giunti a Gerusalemme per adorare durante la festa, abbiano sentito parlare di Lui. Da alcuni avranno sicuramente ascoltato parole come: “È un grande Profeta, un Maestro, un Guaritore, il Messia”; da altri considerazioni diametralmente opposte: “È un fomentatore, un fanatico, un bestemmiatore, un peccatore”. continua a pagina 2 Il tocco di Gesù “Se uno porta nel lembo della sua veste della carne consacrata, e con quel suo lembo tocca… qualsiasi altro cibo, quelle cose diventeranno forse consacrate?… No! Se uno è impuro… e tocca qualcuna di quelle cose, questa diventerà impura?… Sì, diventerà impura!” (Aggeo 2:12-13) Il profeta Aggeo sta parlando delle disposizioni cerimoniali che dovevano preservare la purezza di chi si accostava a Dio secondo l’antica legge mosaica. Queste prescrizioni, così antiche e così lontane dal modo di concepire le cose ai giorni d’oggi, non fanno altro che ricordare all’uomo una realtà inconfutabile, una legge alla quale l’uomo non può sottrarsi, una legge naturale: se qualcosa di pulito tocca qualcosa di sporco, non lo pulisce, ma entrambe le cose si sporcano. È però anche una legge spirituale, confermata dall’esperienza: se qualcosa o qualcuno che è puro, tocca qualcosa o qualcuno che è impuro, non lo purifica, ma entrambi si contaminano. La legge imponeva a chi era impuro di non farsi toccare: “…griderà: Impuro! Impuro!… se ne starà solo…” (Levitico 13:45-46). continua a pagina 3 I N Q U E STO N U M E RO Osservatorio Evangelico Dimorare in Gesù ............................................................................. pag.1,2 Vorremmo vedere Gesù ......................................................... pag.1,2 Il tocco di Gesù ....................................................................................... pag.1,3 XLII Assemblea Generale ADI ........................................ pag.4,5 Cronaca Internazionale ............................................................ pag.4 Cronaca Italiana ....................................................................... pag.5,6,8 Sei città rifugio .............................................................................................. pag.6 Il Centro Comunitario Evangelico “Villaggio Resegone” ........................................................................ pag.7 La testimonianza Gesù ha custodito la mia vita ............................................... pag.8 PAGINA 2 CRISTIANI OGGI L’OSSERVATORIO EVANGELICO prosegue dalla prima pagina Dimorare in Gesù Se la porta d’ingresso è spalancata, dalla soglia potremmo vedere e stimare solo parzialmente il contenuto dell’abitazione, però non ne godremmo mai il beneficio, l’utilità, il conforto. Perché ciò accada, dobbiamo oltrepassare la soglia ed entrare decisamente. Così è del considerare Cristo e del dimorare in Lui. Egli richiede la totale partecipazione a quel che Egli è. Con questo suo insegnamento, Gesù pone delle precise condizioni per farci ottenere dei benefici preziosi: “Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto” (Giovanni 15:7). L’orizzonte di tutto ciò che è bene, sia di naturale sia di soprannaturale, si spalanca così davanti al credente. Purtroppo, molti cosiddetti cristiani rimangono in uno stato di bisogno, di povertà, di impotenza, di insuccesso perché ritengono troppo impegnativa, inattuabile, richiedente comunque uno stato di santità irraggiungibile la condizione del dimorare in Cristo. Ma Gesù è per il credente un potente aiuto. Sta all’uomo di varcare la soglia che lo separa da Dio, per vederlo entrare in azione a beneficio di chi è intenzionato a restare con Lui. E così prega il Padre: “…santificali nella verità: la tua parola è verità… per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità” (Giovanni 17:17, 19). Se da peccatori noi dimoriamo in Cristo, affidandoci completamente alla Sua opera di redenzione, noi veniamo santificati: “Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunziata” (Giovanni 15:3). Ritrovandoci pienamente uniti a Gesù, aderendovi come il tralcio al tronco della vite, si è abilitati a compiere il proposito, il mandato divino di annunciare l’Evangelo, che vivifica e salva il mondo. In ciò consiste il frutto della vigna, tralcio per tralcio. È Gesù che trasmette la linfa vitale al tralcio che intende restargli fedele. Staccati dalla vite si diviene secchi, incapaci di produrre il bene e il Vignaiuolo, cioè il Padre, non può considerarci parte della Sua vigna, ovvero del Suo Regno. Tuttavia, Gesù, nel presentare questa allegoria, e prima di prevedere un tragico distacco del tralcio dalla vite, ovvero dalla grazia divina, prospetta un’assistenza, una cura amorosa del Vignaiuolo nei riguardi del tralcio intenzionato a produrre del frutto: ogni tralcio che dà frutto, il Padre lo pota affinché ne dia di più (cfr. Giovanni 15:2). Questa potatura fa inevitabilmente pensare ad un’operazione dolorosa: le cesoie dell’amore e della giustizia di Dio passano sul credente con lo scopo di renderlo capace di produrre un frutto sempre più abbondante. Dio si prende cura dei Suoi “tralci”, dei Suoi figli, e li rende strumenti di grandi benedizioni per quanti intendono nutrirsi del frutto da loro prodotto. Vale dunque l’impegno di dimorare incondizionatamente nella “vite”, in Cristo: “…Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto…” (Giovanni 15:5). È incoraggiante pensare che Gesù, con le Sue molteplici virtù, voglia dimorare in noi (cfr. I Pietro 2:9). Gesù ci prospetta un “programma” di vita, per noi e per coloro a cui noi siamo mandati, di valore inestimabile, pertanto l’impegno di dimorare in Lui richiede il crederlo, il dargli fiducia piena, la disposizione ad ascoltarlo per conoscerlo, apprezzarlo, amarlo come Egli ci ama, servirlo, illuminando così il mondo con quella luce che da Lui passa nella nostra anima: “Voi siete la luce del mondo…” (Matteo 5:14)! La garanzia della crescita spirituale è certa se dimoriamo in Cristo: “…Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Giovanni 14:23). Se tutto questo ha sapore di rinuncia e di sacrificio, non sarà mai paragonabile alla gioia che colmerà l’anima di chi è disposto a dimorare in Gesù: “Queste cose vi ho detto, affinché la mia allegrezza dimori in voi, e la vostra allegrezza sia resa completa” (Giovanni 15:11). Germano Giuliani 16-31 MAGGIO 2007 Vorremmo vedere Gesù continua dalla prima pagina Del resto, il Signore Gesù ha sempre diviso l’opinione pubblica. Senz’altro questi discorsi li avranno incuriositi, ma non accontentandosi di ciò che hanno sentito, vogliono “vedere Gesù” con i loro occhi, conoscerlo direttamente, incontrarlo personalmente. E tu, caro lettore, hai avuto un incontro diretto con Gesù? Hai fatto un’esperienza personale con Lui? Oppure segui solo una religione, una tradizione e vai avanti per “sentito dire”? Conoscere Gesù è essenziale per il nostro futuro eterno, per ricevere salvezza. Infatti, sta scritto: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giovanni 17:3). La vita eterna è “conoscenza” di Dio, non una semplice conoscenza concettuale, accademica e teorica ma quella che è frutto dell’esperienza e che è possibile tramite la lettura della Parola di Dio, che lo Spirito Santo applica nel cuore di chiunque ricerca il Signore con tutto sé stesso. Gesù si rivela in questo meraviglioso Libro, fonte esclusiva e incontaminata della conoscenza di Dio. Alle persone che sono in cerca d’aiuto, di gioia, di pace, di salvezza vogliamo indicare, così come fecero Filippo ed Andrea, Gesù il Salvatore, Colui che è pronto ad accogliere tutti coloro che si accostano a Lui, che ha detto: “…colui che viene a me, non lo caccerò fuori” (Giovanni 6:37). Anzi, Egli stesso ci invita: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Gesù è morto per questo: “…se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto” (Giovanni 12:24). Proprio perché è stato “innalzato”, morendo sulla croce, Egli è in grado di raggiungere e liberare tutti quelli che si rivolgono a Lui: “…egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio…” (Ebrei 7:25). Alla fine del nostro testo leggiamo, però, che Gesù “…se ne andò e si nascose da loro” (Giovanni 12:36), un atteggiamento che potrebbe apparire in contraddizione con quanto affermato finora. Dobbiamo sapere, tuttavia, che Dio si nasconde solo da coloro che non si accostano a Lui con fede e con sincerità di cuore, perché “…senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (Ebrei 11:6). A tutti coloro che non si fermano al sentito dire, ma desiderano “vedere Gesù”, il Signore promette esaudimento certo: “Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi, dice il Signore…” (Geremia 29:13, 14). Samuele Prudente 16-31 MAGGIO 2007 CRISTIANI OGGI PAGINA 3 Il tocco di Gesù continua dalla prima pagina I religiosi non volevano essere toccati da coloro che ritenevano peccatori e li scansavano con disprezzo: “…Fatti in là, non ti avvicinare perché io sono più santo di te…” (Isaia 65:5). Malgrado queste prescrizioni, nonostante la dura realtà dell’esperienza umana, il Vangelo narra di una povera donna, disperata a motivo di una lunga malattia debilitante, contro la quale nulla poterono i rimedi dei medici. Ebbene questa donna, “avendo udito parlare di Gesù, venne dietro tra la folla e gli toccò la veste, perché diceva: “Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva"” (Marco 5:27). Solamente sfiorando la veste di Gesù, ella sperimenta qualcosa di miracoloso, di soprannaturale. Lei, ammalata ed impura secondo la religione, ha toccato il Puro ed è stata da Lui guarita e purificata! Il tocco di Gesù purifica Non solo quella poverina, ma anche altri hanno sperimentato questa benedetta realtà. Il Vangelo racconta di un lebbroso, emarginato, allontanato da tutti per timore del contagio, che si avvicinò a Gesù, Gli si prostrò dinanzi e gli rivolse questa preghiera: “…Signore, se vuoi, Tu puoi purificarmi” (Matteo 8:2). Come risposta a questa preghiera, “Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: "Lo voglio, sii purificato"” (Matteo 8:3). Vi sono impurità visibili, ma anche impurità non visibili all’occhio umano eppure altrettanto dolorose, ancor più profonde, come quelle che sporcavano la vita di una donna conosciuta nella sua città per la sua condotta peccaminosa. Anche questa donna, piangendo, si strinse ai piedi di Gesù, ottenendo sì, il giudizio e il disprezzo dei benpensanti - “…Costui, se fosse profeta, saprebbe che donna è questa che Lo tocca…” ma sentendosi rivolgere anche delle meravigliose parole dal Salvatore: “I tuoi peccati sono perdonati… La tua fede ti ha salvata; va' in pace” (Luca 7:48, 50). Il tocco di Gesù guarisce Quante cose contagiano, causano malattie e gravi mali. Alcuni si illudono di poter vivere una vita assolutamente sana, “asettica”, lontana da ogni causa di infermità. Purtroppo il male e la malattia riescono a su- perare ognuna di queste barriere e a raggiungere qualunque uomo con il loro tocco di dolore. Molti però, sia in passato sia ai giorni nostri, possono testimoniare che il tocco di Gesù è in grado di sconfiggere ogni malattia, portando guarigione: “…portavano gli infermi nelle piazze e Lo pregavano che li lasciasse toccare almeno il lembo della Sua veste. E tutti quelli che Lo toccavano erano guariti” (Marco 6:56). Il tocco di Gesù libera L’uomo di ogni tempo è sempre in cerca di nuove sensazioni, di nuove esperienze. Molti cercano di scandagliare tutto quello che il mondo offre e, talvolta, senza accorgersene, diventano prigionieri di trasgressioni e perversioni sessuali, di stati d’estasi procurati con sostanze stupefacenti e perfino di demenze e terribili tormenti interiori causati dalla familiarità che acquisiscono con pratiche e rituali magici, esoterici ed occulti. Avvicinarsi a queste cose, pensando di poterle solamente “toccare” fugacemente per fare una nuova eccitante esperienza e poi liberarsene, è purtroppo un’illusione. La realtà ci presenta una moltitudine imprigionata da svariati legami, il Vangelo, però, ci presenta Colui che con il Suo tocco può spezzare ogni catena e liberare da ogni schiavitù e dipendenza: “Quelli che erano tormentati da spiriti immondi erano guariti; e tutta la folla cercava di toccarlo, perché da Lui usciva un potere che guariva tutti” (Luca 6:19). Il tocco di Gesù porta vita I Vangeli raccontano anche di un triste corteo che accompagnava nel suo dolore una povera vedova, la quale piangeva disperata la morte del suo unico figliolo. Molti hanno perfino paura a “toccare” l’argomento della morte e quando questa gli passa vicino, cercano di tenersi il più possibile lontano da “quel triste corteo”. Gesù, invece, “…avvicinatosi, toccò la bara…” e pronunciò queste semplici ma potenti parole che scardinarono le porte del regno della morte: “…"Ragazzo, dico a te, àlzati!" Il morto si alzò e si mise seduto, e cominciò a parlare. E Gesù lo restituì a sua madre” (Luca 7:14, 15). Il tocco di Gesù porta benedizione Un noto esponente politico, lo scorso anno, dopo l’orrendo crimine commesso nei confronti di un piccolo bambino, che ha sconvolto l’opinione pubblica, ha affermato che la società italiana ha bisogno di ribadire un tabù: i bambini non devono essere toccati, non devono essere esposti alla violenza criminale. Purtroppo, dopo quel crimine e anche dopo quelle forti affermazioni, molti altri bambini sono stati raggiunti da mani criminali. Forse anche perché molte altre mani sono state nell’indifferenza e si sono affaccendate in questioni ritenute più importanti. Un giorno anche i discepoli pensarono che Gesù avesse cose più importanti da fare che rivolgere le Sue attenzioni ai bambini: “Gli presentavano dei bambini perché li toccasse; ma i discepoli sgridavano coloro che glieli presentavano. Gesù, veduto ciò, si indignò e disse loro: "Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il regno di Dio è per chi assomiglia a loro…". E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani su di loro” (Marco 10:13-16). Quanto mai oggi i nostri bambini e, di conseguenza, le nostre famiglie, hanno bisogno di essere raggiunti dal tocco di Gesù, che porta benedizione. La tua casa non ha bisogno della benedizione di un uomo, non ha bisogno della benedizione impartita dalla religione, ma di quella del Signore, dell’Iddio vivente! Qualunque sia la tua condizione, il tuo bisogno, lasciati toccare da Gesù! Cerca di toccare almeno il lembo della Sua veste. Mauro Stevanato CRISTIANI OGGI PAGINA 4 16-31 MAGGIO 2007 XLII ASSEMBLEA “Soltanto, dal punto al continuiamo a camminare per Chianciano Terme è da diversi anni il gradevole scenario dei nostri Incontri fraterni a carattere nazionale, come quello Giovanile ADI-IBI ed il Convegno dei Monitori. Non ha fatto eccezione l’appuntamento che vede riuniti i pastori in rappresentanza delle comunità “Assemblee di Dio in Italia” sparse su tutto il territorio nazionale. Dal 25 al 28 aprile si è svolta, infatti, la XLII Assemblea Generale che, a scadenza biennale, è non devono sorprenderci con la distrazione e la superficialità, ma trovarci pronti con un rinnovato impegno nella santificazione. Con tale bisogno e consapevolezza, i quasi quattrocento pastori partecipanti hanno cominciato e terminato ogni giornata di lavori, offrendo il culto al Signore ed ascoltando la predicazione della Parola di Dio. Fin dal primo culto serale, con un crescendo Siamo “vasi” non ad uso decorativo, ma formati dalla mano del Sommo Vasaio per essere riempiti ed utilizzati. È necessario, perciò, svuotarci della superbia e della nostra autosufficienza per dipendere da Dio ed essere ripieni dello Spirito Santo. Il vaso, ovvero ciascuno di noi, è di terra e corre il pericolo di rompersi o anche soltanto di lesionarsi con il triste risultato di diventare inuti- tenuta per adempiere i necessari impegni amministrativi. Nonostante l’importanza di questi doveri, il modo più appropriato per descrivere ciò che è avvenuto non è tanto riportare dati e numeri, quanto invece affidarci alla sintesi efficace e veritiera della Parola di Dio predicata in questi giorni, dalla quale ancora una volta si è attinto per definire il filo conduttore che ha legato lo svolgimento di ogni attività. Il tema scelto per quest’Assemblea è stato tratto dalla Seconda Epistola di Pietro: “…studiatevi d’esser trovati… immacolati ed irreprensibili nella pace” (3:14). L’obiettivo fondamentale è rimasto quello di glorificare il Signore offrendogli il nostro culto e così rinsaldare la comunione fraterna. I tempi difficili nei quali viviamo, che hanno tutte le evidenze per essere definiti gli “ultimi”, nei successivi, il Signore ha benedetto i cuori dei convenuti servendosi di Ray Westbrook, pastore delle Assemblies of God di Gran Bretagna e Irlanda, gradito ospite nei culti speciali. Attraverso il Salmo 133, primo dei testi considerati, è stato sottolineato quale sia la natura e la necessità della vera comunione fraterna, condizione fondamentale affinché possiamo continuare a sperimentare l’opera di Dio. La sera successiva, dopo un’intensa giornata di lavori, la Parola di Dio non ha mancato di leggere e soddisfare il bisogno profondo di ciascuno: “Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché l’eccellenza di questa potenza sia di Dio e non da noi” (2 Corinzi 4:7). Con questo verso della Seconda Epistola di Paolo ai Corinzi, abbiamo potuto ricordare che la benedizione di Dio ha uno scopo primario: quello di essere impiegata per il servizio cristiano. lizzabile; questo è stato il soggetto affrontato la sera successiva, analizzando il testo biblico di I Re 19. Come avvenne ad Elia, lo scoraggiamento può paralizzare la nostra vita spirituale e rendere vano il nostro servizio, ma il Signore è fedele ed è in grado, con la Sua Parola, di riedificarci, donarci nuove forze e rinnovata fiducia in Lui. L’ultimo servizio di culto è stato svolto il giorno 28, di mattina, con la celebrazione della Cena del Signore. L’annuncio della morte del Signore è sempre un momento d’intensa commozione. La Persona di Cristo è stata al centro della meditazione della Parola di Dio, che ha tratto spunto, in particolare, dal verso 18 del capitolo 1 dell’Epistola di Paolo ai Colossesi: “…affinché in ogni cosa abbia il primato”. Cristo Gesù è il Capo della Chiesa, Colui che ne CRONACA INTERNAZIONALE VIETNAM: demolito l’ultimo edificio delle Assemblee di Dio nel paese Dei dieci edifici posseduti sin dal 1975 dalle chiese delle Assemblee di Dio in Vietnam ne restava solo uno, nella città costiera di Vung Tau, ma è stato distrutto come gli altri nove. La chiesa proprietaria dell’edificio da ora in avanti vivrà nella clandestinità. Da Ho Chi Minh City (Saigon), il presidente delle Assemblées de Dieu du Vietnam, Samuel Lam, chiede di pregare per i credenti del Vietnam, specialmente per i membri della chiesa recentemente distrutta. da R.T. CRISTIANI OGGI 16-31 MAGGIO 2007 PAGINA 5 GENERALE ADI quale siamo arrivati, la stessa via” (Filippesi 3:16) cura ogni singolo membro, per il benessere di tutto il corpo. Verso Lui dobbiamo tendere, alla Sua benedetta Parola ubbidire e sottometterci per sperimentare che, come “…tutte le cose sussistono in lui” (Colossesi 1:17), anche noi siamo vincitori solo in virtù della perfetta opera di redenzione che Cristo ha portato a compimento. Queste poche parole non riassumono come sono state lette ed approvate, descrizione accurata e trasparente delle molte attività che le nostre chiese sostengono, hanno fatto emergere un bisogno impellente: nell’anno in cui ricorre il centenario del movimento pentecostale italiano non dobbiamo cibarci di ricordi, ma vi è la necessità che la visione spirituale rimanga quella del principio, cioè quella biblica, e ogni credente viva per diretta esperienza l’opera profonda dello il desiderio di essere sollevato dall’incarico di Presidente e Legale Rappresentante delle Assemblee di Dio in Italia, servizio che ha svolto nell’arco di trent’anni con sacrificio, umiltà e assoluta dedizione e fedeltà. L’Assemblea ha eletto Felice Antonio Loria, pastore delle chiese di Cosenza e Caccuri (KR), come nuovo Presidente delle A.D.I. e a lui va, insieme agli altri pastori che compongono il Con- dovrebbero la profonda opera di edificazione, esortazione e consolazione che lo Spirito Santo ha prodotto per mezzo della Parola divina, rafforzando la convinzione che, se continueremo a fondare esclusivamente su di essa la dottrina ed anche la nostra condotta di vita, senza alcun compromesso, sperimenteremo la pienezza e la potenza dello Spirito Santo come promesso dalla Scrittura. Difatti, tutte le relazioni che in questi giorni Spirito Santo, il Quale santifica, guida e glorifica Cristo rendendoci testimoni fedeli dell’Evangelo. La XLII Assemblea Generale è stata segnata dal dispiacere e dal profondo rammarico che ha colto i presenti quando il pastore Francesco Toppi, pur rimanendo attivo nel ministerio cristiano, nell’insegnamento presso l’Istituto Biblico Italiano, nella conduzione del quindicinale “Cristiani Oggi” e la stretta collaborazione con “Risveglio Pentecostale”, organo ufficiale ADI, ha espresso siglio Generale delle Chiese, il saluto della nostra redazione e la promessa di preghiere affinchè svolgano un proficuo lavoro per l’edificazione del popolo di Dio. Ringraziamo il Signore per l’esempio di quei servitori che hanno speso la propria vita senza riserve per l’Opera di Dio, esempio che ci spinge con decisione a stare “…in questa maniera fermi nel Signore…” (Filippesi 4:1). La redazione CRONACA ITALIANA VALENZA (AL): Giornata dedicata all’evangelizzazione Il 24 marzo i credenti delle province di Alessandria, Asti e Cuneo si sono incontrati nella cittadina di Valenza, in provincia di Alessandria, per dedicare un’intera giornata all’evangelizzazione. La cittadina di Valenza, con i suoi 20.339 abitanti, costituisce un campo d’evangelizzazione particolarmente importante, perché anche se vi sono già delle realtà evangeliche di vecchia data, non esiste una chiesa di fede pentecostale. Per questo da alcuni anni la chiesa di Alessandria sta evangelizzando con culti all’aperto e distribuzione di opuscoli. Quello che si è voluto fare con questa giornata è stato dare un segno di testimonianza forte, nella speranza di aprire presto un locale di culto: non c’era mai stata una così massiccia distribu- zione di volantini e un culto con la partecipazione di oltre 200 credenti. La mattina i diversi gruppi di credenti delle chiese delle tre province hanno evangelizzato per le strade di Valenza, distribuendo circa ottomila volantini e invitando al culto di evangelizzazione del pomeriggio, che si è tenuto alle ore 16:00, nell’auditorium dell’Hotel Ianua. Al culto, dopo essere stati edificati dal coro composto per l’occasione dai membri delle chiese della provincia di Alessandria, abbiamo goduto del ministerio di Alessandro Cravana, pastore a Brescia e Cremona. Il messaggio di salvezza annunciato è stato tatto dal Primo libro delle Cronache, capitolo 4, verso 10: “Iabes invocò il Dio d'Israele, dicendo: "Benedicimi, ti prego; allarga i miei confini; sia la tua mano con me e preservami dal male in modo che io non debba soffrire!" E Dio gli concesse quanto aveva chiesto”. Siamo stati invitati a riflettere sulle richieste di quest’uomo, esaudito da Dio perché chiede col cuore e con tanta aspettativa di fede. Dio ha sicuramente un piano per gli abitanti di Valenza! Natale Brancato CRISTIANI OGGI PAGINA 6 16-31 MAGGIO 2007 Sei città rifugio Dio ha provveduto, ancora oggi, un rifugio sicuro per l’uomo, un asilo che offre salvezza e perdono: Cristo Gesù! Prima che il popolo d’Israele prendesse possesso della terra promessa, Dio gli aveva dato delle disposizioni precise, da osservare scrupolosamente, tra queste ve ne era una che riguardava le cosiddette “città rifugio” (cfr. Numeri 35:9-15). Egli stabilì che sei città, tre ad est del Giordano e tre ad ovest, servissero da rifugio per chiunque avesse ucciso involontariamente una persona. Esse avevano lo scopo di mettere al sicuro il responsabile, finché l’accaduto non fosse stato esaminato e giudicato. Le città rifugio non erano un escamotage per dare riparo agli assassini ed ai criminali, ma un sistema divinamente stabilito per rendere giustizia a coloro che non avevano ucciso intenzionalmente. Amorevolmente, Dio aveva voluto provvedere un luogo dove colui che aveva sbagliato fosse al riparo da chi desiderava vendicarsi dell’accaduto, in genere un familiare o un parente prossimo. Una volta nella terra promessa, Dio ribadì a Giosuè la necessità di costituire queste città (cfr. Giosuè 20:1-9). Oggi da queste disposizioni traiamo delle preziose lezioni spirituali. La Bibbia afferma che tutti “…hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23) e che “…non c’é un giusto neppure uno” (Romani 3:10), perciò Dio ha provveduto per l’uomo un rifugio sicuro, inespugnabile, eterno: Cristo Gesù, che offre salvezza e perdono ad ogni uomo, che vuole essere il rifugio di ogni anima bisognosa di protezione, del colpevole che cerca scampo. Le peculiarità delle città rifugio sono ricche di significato spirituale. to da Dio, ma la gente non vi pose mente. Soltanto Gesù é l’arca di salvezza, la città rifugio divinamente stabilita, perciò Dio ti rivolge un invito amorevole: “…Entra benedetto dal Signore, perché te ne stai fuori?…” (Genesi 24:31). L’omicida doveva soltanto correre verso CITTÀ STABILITE DA DIO Le sei città rifugio non erano nate per iniziativa umana, pensate e studiate dall’uomo, erano state istituite da Dio. Così é per Cristo, il rifugio eterno, Egli é tale non per volontà dell’uomo, non per sua iniziativa, ma per volontà divina. Noè non costruì l’arca di sua iniziativa, Dio gliel’ordinò, e durante la costruzione informò la sua generazione che la pioggia avrebbe sommerso la terra. L’arca era l’unico rifugio sicuro, preordina- una di quelle città e la mano del vendicatore non l’avrebbe colpito, sarebbe stato salvo. Peccatore vieni, rifugiati nel Signore, in Lui troverai perdono e consolazione! Davide trovò sempre rifugio in Dio. Quando fu liberato dalle mani di Saul compose questo canto: “Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio…” (Salmo 18:2). CITTÀ ACCESSIBILI Le sei città erano suddivise in due gruppi: tre erano ad est del Giordano e tre ad ovest. Con un semplice sguardo alla cartina geografica si constata la loro accessibilità: nessuna località di Israele era tanto lontana da impedire al malcapitato di raggiungere una città rifugio, ognuna delle quali era servita da ottime strade (cfr. Deuteronomio 19:1-4). Allo stesso modo, chiunque desidera realizzare Gesù nella propria vita può farlo. Il Signore dice: “…io so i pensieri che medito per voi… pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi m'invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; io mi lascerò trovare da voi…” (Geremia 29:11). Come le sei città potevano essere raggiunte facilmente, allo stesso modo Gesù può essere raggiunto da tutti. Egli è sempre accessibile, in qualunque frangente della vita dell’uomo, basta una preghiera sincera. CITTÀ SICURE Colui che aveva commesso il reato era in evidente difficoltà, sia per ciò che era accaduto, sia per la vendetta che poteva sopraggiungere, eppure gli bastava arrivare in una di quelle città rifugio ed era al sicuro, protetto da Dio stesso. Nessun vendicatore poteva sfiorarlo, afferrarlo, trascinarlo via, egli poteva camminare per le strade della città in piena libertà e sicurezza, tuttavia la sua salvezza era assicurata solo se restava nei confini cittadini, qualora ne fosse uscito, avrebbe potuto subire la vendetta. Allo stesso modo l’avversario dell’anima nostra non può colpire colui che si è rifugiato in Cristo Gesù. Fintanto che facciamo di Cristo Gesù la nostra rocca, fintanto che restiamo in comunione con Lui, entro i confini della Sua volontà, siamo al sicuro. Coloro che si rifugiano in Dio, possono esprimersi come il Salmista e dire: “…Dio è per noi un rifugio, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” (Salmo 46:1). Domenico Modugno CRONACA ITALIANA RIVOLI (TO): Giornata dedicata all’evangelizzazione Desideriamo informare i lettori di Cristiani Oggi che sabato 24 marzo nella provincia di Torino si è tenuta, per il quarto anno consecutivo, una giornata d’evangelizzazione alla quale hanno partecipato circa 200 credenti, provenienti da tutta la provincia e dalla Valle d’Aosta, che hanno distribuito circa 50.000 opuscoli evangelistici. È stata una giornata di benedizioni. Ci siamo ritrovati alle ore 9:00 nei locali della chiesa A.D.I. di Rivoli (TO) e, dopo esserci suddivisi in gruppi, abbiamo raggiunto sedici comuni delle Valli di Lanzo, in provincia di Torino. Nei comuni di Balangero, Lanzo e Givoletto sono stati tenuti tre culti all’aperto, mentre nelle altre tredici località è stata effettuata una distribuzione di opuscoli, anche con l’ausilio di banchetti. Intorno alle ore 13:00 ci siamo trovati nuovamente nella comunità di Rivoli, dove abbiamo consumato un frugale pasto, quindi abbiamo concluso la giornata con un culto al Signore. La predicazione è stata affidata a Giovanni Serafino, pastore della chiesa di Torino - Via Cuniberti, che ha letto il testo biblico di II Cronache 29:36 e 30:1-13. In particolare, sono stati sottolineati i versi 1, 6, 10 e 13, del capitolo 30, che si riferiscono all’invio dei messaggeri del re Ezechia in tutto il regno, con delle lettere, per incoraggiare il popolo a tornare al Signore. Grazie a questo gesto, alcuni si umiliarono davanti a Dio e giunsero a Gerusalemme, dove un’immensa assemblea celebrò una gloriosa Pasqua. Attraverso le Scritture, siamo stati spronati anche noi ad essere messaggeri del Signore. Nella guida dello Spirito Santo, infatti, possiamo portare la Parola di Dio a quanti non conoscono Gesù, a tutti quelli che sono senza speranza, nella sofferenza, nel peccato. Infine, sono state rammentate le parole di Gesù: “Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura” (Giovanni 4:35); “La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse” (Matteo 9:37-38); “Chi raccoglie durante l'estate è un figlio prudente, ma chi dorme durante la mietitura è un figlio che fa vergogna” (Proverbi 10:5). Il culto si è concluso con questa esortazione e con un rinnovato impegno, da parte di tutti, a lavorare per l’annuncio dell’Evangelo nelle località dove il Signore ci manderà. Alba Ambrosecchia Donato Michele 16-31 MAGGIO 2007 CRISTIANI OGGI PAGINA 7 Il Centro Comunitario Evangelico “Villaggio Resegone” Oltre all’attività del “campeggio”, grazie agli edifici provvisti di riscaldamento, nel corso dell’anno al Centro le chiese possono soggiornare anche per brevi periodi alla fine della settimana e si possono tenere incontri giovanili e pastorali Il “Villaggio Resegone” è situato a Rota D’Imagna, in Valle Imagna, nelle prealpi bergamasche, a ca. 850 m. di altitudine. L’area di 30.000 mq su cui sorge il Centro Evangelico comprende pinete, spazi per attività sportive e vari edifici. Esso è per i credenti della Lombardia, e non solo, un luogo di ristoro spirituale e fisico. Durante il soggiorno al Centro, l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l’adorazione dei fedeli contribuiscono all’edificazione ed alla crescita dei partecipanti in un ambiente sano e salutare per ogni età. La Storia La ricerca di una struttura dove far nascere un Centro Comunitario Evangelico confacente alle esigenze delle chiese A.D.I. della Lombardia risale al 1996, quando in una riunione pastorale di zona fu costituita una commissione per individuare, nella regione, edifici o aree idonee alle nostre necessità. Dopo circa 3 anni di continue ricerche sul territorio, nell’aprile 1999, in un’altra riunione pastorale di zona, la commissione preposta presentò una relazione nella quale esprimeva rammarico, dopo aver visitato diversi luoghi e interpellato vari proprietari di terreni, per non aver trovato una soluzione soddisfacente. In quell’occasione un pastore anziano esortò tutti ad attendere l’intervento del Signore, perché ciò che non era stato possibile in tre anni, Dio avrebbe potuto donarcelo in breve tempo, anche in un mese. Avvenne proprio così! Chi nutriva nel cuore il forte desiderio di realizzare un “campeggio” non si arrese e proprio un mese dopo, a maggio del 1999, tramite un cartellone pubblicitario che proponeva degli immobili in Valle Imagna, pervenne in contatto con un’agenzia immobiliare. Il responsabile del- l’ufficio, dopo aver ascoltato le nostre esigenze, ci propose una struttura a Rota D’Imagna con circa 30.000 mq di terreno, pinete, ampi spazi di prato, un campo da calcio… Era una colonia estiva per bambini ormai in disuso. Dopo un primissimo sopralluogo, i responsabili delle chiese lombarde che avevano visitato la struttura, pensarono concordemente che tutto procedesse dalla mano miracolosa di Dio, quindi decisero l’acquisto. Il Signore aveva risposto alle nostre preghiere. Immediatamente, tutti i credenti delle chiese della zona si impegnarono con offerte volontarie e generose per l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile. I lavori, iniziati già a novembre del 1999, proseguirono speditamente, anche se non senza difficoltà, fino a consentirci di tenere la dedicazione del nuovo Centro Comunitario Evangelico delle Assemblee di Dio in Italia sabato 16 giugno 2001, in concomitanza con l’inizio dei turni. Le Attività Quest’opera, nata per fede, ha una funzione spirituale di supporto verso tutti i credenti delle comunità A.D.I. L’utilizzo del Centro in questi anni è stato intenso. Infatti, oltre all’attività del “campeggio”, grazie agli edifici provvisti di riscaldamento, nel corso dell’anno si può soggiornare per brevi periodi alla fine della settimana, tenere incontri di chiese, giovanili, pastorali… Grazie a Dio siamo giunti al settimo anno di attività e per il 2007 sono stati programmati dieci turni dal 30 maggio al 25 agosto, suddivisi per fasce omogenee d’età. I turni dedicati ai bambini ed ai ragazzi hanno una durata inferiore, sette giorni, mentre tutti gli altri durano dieci giorni. Ogni turno è affidato a due conduttori di chiesa di provata serietà ed esperienza ministeriale, che si avvalgono della collaborazione di credenti provenienti dalle chiese della zona, i quali con impegno e generosità svolgono varie mansioni e rendono possibile il sereno svolgimento del turno. Tutti offrono la loro collaborazione a titolo gratuito. Frequentare un Centro Comunitario Evangelico è sicuramente un’opportunità preziosa, un tempo nel quale, lontano dai ritmi quotidiani, in un’atmosfera serena, è possibile rafforzare il proprio rapporto con Dio e rinsaldare i vincoli di comunione fraterna. Silvano Basile CRISTIANI OGGI PAGINA 8 16-31 MAGGIO 2007 L A T E STI M O N IAN ZA Gesù ha custodito preziosamente la mia vita Quella mattina qualcosa è cambiato nella mia vita, era come se il Signore dicesse anche a me: “Se me lo permetti, io ti benedirò grandemente”, ho deciso allora di fidarmi maggiormente del Signore ono lieta di poter affermare, come Giobbe, in periodo di terapie mi ristabilii completamente, ravo delle certezze che nessuno era in grado di Ssentito riferimento a Dio: “Il mio orecchio aveva oggi sto benissimo e so che devo esserne ricodarmi. Intorno a me vedevo gli altri prendere parlare di te ma ora l’occhio mio ti ha visto. Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere” (Giobbe 42:5). La mia vita stava trascorrendo serenamente tra scuola, giochi e amici, quando nell’ottobre del 1992 il Signore permise che la fede dei miei genitori fosse messa alla prova. Ero piccola, avevo solo cinque anni, non sapevo esattamente che cosa stesse accadendo, ma ricordo che una mattina fui trasportata d’urgenza all’ospedale civile della mia città, dove i medici, dopo una serie di analisi, mi diagnosticarono una grave malattia, ero affetta da leucemia. In una circostanza simile lo sconforto avrebbe potuto prendere il sopravvento, ma così non fu, perché la fede della mia famiglia, della mia chiesa spinse i miei a confidare in Dio: “…Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze… vi darà anche la via d'uscirne…” (1 Corinzi 10:13). Iniziarono subito a pregare per me e continuarono a farlo anche quando sembrava che la risposta del Signore non arrivasse. Dopo un noscente al mio buon Padre celeste. Sono cresciuta frequentando la chiesa, i centri comunitari estivi, gli incontri fraterni, tutte occasioni nelle quali ascoltavo l’Evangelo e mi accorgevo che Dio mi cercava. Intanto, sono arrivati anche per me gli anni in cui ci s’interroga su cosa sarà della propria vita: ero ansiosa e preoccupata, perché deside- delle decisioni importanti per la loro vita e farlo con serenità, con la certezza nel cuore che il Signore sarebbe stato il loro aiuto nei momenti difficili, che non li avrebbe mai abbandonati. Ho iniziato a chiedere a Dio di infondere in me la stessa certezza, di togliere da me ogni ansietà, ogni timore. Il Signore mi ha risposto una domenica, mentre ascoltavo la promessa divina rivolta ad Abramo: “Io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra” (Genesi 12:2, 3). Quella mattina qualcosa è cambiato nella mia vita, era come se il Signore dicesse anche a me: “Se me lo permetti, io ti benedirò grandemente”. Ho deciso allora di fidarmi maggiormente del Signore, Colui che aveva già fatto tanto per me, gli ho affidato completamente la mia vita ed Egli l’ha arricchita delle Sue gloriose benedizioni. Helga Liloia CRONACA ITALIANA ACIREALE (CT): XXI Incontro Giovanile Regionale Quest’anno il Centro Congressuale “La Perla Ionica”, ad Acireale (CT), ha accolto i numerosi giovani, desiderosi di consacrare del tempo al Signore, dal 7 al 9 aprile per il 21° incontro giovanile regionale, che ha visto la partecipazione di circa 1400 credenti. Il tema dell’incontro, tratto dal testo di Ebrei 2:3, “Come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza?”, è stato sviluppato in due studi. Nel primo, esposto da Rodolfo Arata, pastore della chiesa di Palermo – Via NC1, si è parlato della “Natura della Salvezza”. Il fratello Arata ha ribadito che Dio Padre non adotta a distanza, ma inserisce il “nato di nuovo” in una famiglia nuova, dove avrà gli stessi diritti e doveri degli altri componenti. Come figli di Dio, riscattati da Cristo Gesù, non dobbiamo più aver timore, perché il Signore non è il Giudice da temere, il nemico da sfuggire o l’Individuo da ignorare, ma il Padre che guida, sostiene e largisce beni (cfr. Luca 11:11Cristiani Oggi - Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Direttore Responsabile ai sensi di legge: Francesco Toppi Comitato di Redazione di Cristiani Oggi - Risveglio Pentecostale: Francesco Toppi, Eliseo Cardarelli, Salvatore Cusumano, Vincenzo Martucci, Vincenzo Specchi 13), la Madre che consola (cfr. Isaia 66:12,13). Il secondo studio, presentato da Antonino Mancuso, pastore a Milena e Campofranco (CL), ha portato la nostra attenzione sulla “Esperienza della Salvezza”. La grandezza di quest’esperienza si può spiegare facilmente con la grandezza del Suo Autore, ma anche con la sua assoluta necessità. Essa ha inizio con un incontro personale, reale e spirituale con il Signore Gesù Cristo e continua fino al Suo ritorno. A conclusione degli studi abbiamo ringraziato Dio che, nel Suo amore, ha voluto mostrarci la Sua immeritata grazia e farci considerare a fondo una così “grande” salvezza in Cristo Gesù, una salvezza da afferrare e compiere, ogni giorno, con timore, attenzione e perseveranza. Le giornate dell’incontro giovanile sono iniziate, come sempre, con un culto d’adorazione mattutino. Quest’anno la predicazione della Parola è stata presentata da Stefano Zedda, pastore a Catania – Via Mirko e a Letojanni (Me), Direzione e Amministrazione: Via dei Bruzi, 11 00185 Roma - Tel. 06.491518/491165 e mail: [email protected] Redazione: Via Monti, 96 - 14100 Asti Amministrazione: Anna Maria Di Giuseppe Registrazione n.12/82 del 7/1/1982 Tribunale di Roma Versamenti sul c/c postale n.72198005 intestato a Cristiani Oggi, Via dei Bruzi 11 - 00185 Roma Stampa: Cooperativa Tipografica Operai srl - Vicenza e da Giuseppe Di Pasquale, pastore ad Altofonte (Pa). Nei tre culti serali la predicazione è stata affidata al pastore François Mattinà, di origine siciliana, precisamente di Milena (CL), ma nato in Francia, dove da anni svolge il suo ministerio nella comunità di Montpellier, associata alle Assemblee di Dio in Francia. Tutti abbiamo espresso un particolare ringraziamento al Signore per la possibilità donataci di godere del ministerio del pastore Mattinà, interpretato dal pastore Antonino Mancuso. Ringraziamo il Signore per la buona riuscita di quest’incontro e per le Sue copiose benedizioni. Francesco De Luca La pubblicazione è distribuita a membri e simpatizzanti delle Chiese Cristiane Evangeliche A.D.I. ed è sostenuta da offerte volontarie. In conformità alla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali, la Redazione di Cristiani Oggi garantisce l’assoluta riservatezza di quelli di cui è in possesso. Inoltre assicura i lettori che i loro dati personali sono custoditi in un archivio elettronico presso la sede del giornale e verranno utilizzati soltanto per inviare la corrispondenza relativa al quindicinale Cristiani Oggi. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i loro autori. I manoscritti non pubblicati non si restituiscono.