1893
2013
120 anni
delle
Suore di
Maria Bambina
a
Palombara Sabina
MOSTRA
FOTOGRAFICA
“Io sono uno strumento povero, che però nelle mani
onnipotenti di Dio può fare le cose più grandi”
“Mio buon Gesù, so che l'amore per te
non va mai disgiunto da un vero amore del prossimo;
da ora in avanti tutto ciò che Dio mi ha concesso
non lo considererò più mio,
ma datomi per impiegarlo a vantaggio del mio prossimo.
Mi terrò molto cara la gioventù, il mio amato oratorio.
Per gli analfabeti non risparmierò fatica.
I poveri ammalati e infermi
saranno veramente la delizia del mio cuore.
Soccorrerò più che potrò i poveri.
Mio caro Gesù, di tutto questo faccio voto,
ma tu aiuta la mia debolezza.
Aiutami, buon Gesù,
perchè io mi voglio impegnare assai per le tue care creature,
e questo per amor tuo.
Maria SS., a te mi raccomando di cuore,
insegnami tu ad amare il prossimo.”
Omnia possum in eo qui me confortat.
Santa Bartolomea 1829
2
PREFAZIONE
Questo opuscolo nasce con un duplice obiettivo: rendere lode al Signore per la stimata opera di educatrici svolta dalle religiose dell’Istituto della Carità, dette di Maria Bambina,
nella nostra comunità di Palombara Sabina e desiderare di dire “grazie” a tante suore, che
si sono impegnate al massimo delle proprie possibilità, spendendosi generosamente a servizio
dell’intera popolazione.
Non possiamo dimenticare l’alto profilo professionale a favore degli innumerevoli
bambini che hanno frequentato la scuola dell’infanzia S. Giuseppe. Il senso dell’accoglienza
delle Suore, la loro adeguata preparazione, l’affettuosa vicinanza alle necessità delle famiglie, hanno fatto da forte collante in entrambe. Si è creato un circuito positivo di collaborazione di cui hanno certamente beneficiato migliaia di bambini palombaresi.
Non possiamo dimenticare neanche la stretta collaborazione delle suore con le attività
pastorali della parrocchia diversificandosi nel corso della storia. La loro, si è qualificata
sempre come collaborazione illuminata e corresponsabile nell’ambito della catechesi, della
promozione della donna, dell’assistenza agli ammalati e alle famiglie bisognose, delle attività
oratoriane, dell’animazione liturgica, della partecipazione agli organismi parrocchiali.
Un’attività di ampio respiro che ha saputo sapientemente adattarsi alle diverse situazioni.
La comunità ha assaporato per centoventi anni il dono e l’impegno di tante e generose
religiose, che hanno attualizzato il carisma del loro istituto qui a Palombara Sabina. L’affetto
e la stima di cui godono in forma incondizionata ne sono una chiara testimonianza.
Purtroppo, per una forte contrazione delle vocazioni, anche questo Istituto è costretto
a rivedere i suoi programmi educativi, a restringere la propria presenza sul territorio. Subisce questa “decisione storica” anche la casa religiosa di Palombara che si vede costretta a
chiudere i battenti.
Resta dentro, un velo di tristezza che, ovviamente, non può intaccare i due obiettivi di
cui abbiamo parlato in precedenza. E’ vero che, umanamente parlando, resta l’amaro nel
cuore per questa chiusura, ma, alla luce della fede faremo del tutto perché non venga a mancare in forma definitiva l’opera educatrice a favore dei nostri bambini e ragazzi. Gesù ci ha
abituati a guardare in alto. Lo facciamo nella certezza che anche questo sogno si realizzerà.
Alle suore attualmente presenti suor Stefanina, suor Rinaldina, suor Cecilia, suor
Pierluisa, suor Giampiera vada l’abbraccio affettuoso e il grazie cordiale di tutti noi e
l’augurio di ogni bene che accompagniamo con la benedizione della Madonna della Neve.
Palombara Sabina 2 giugno 2013.
Festa del Corpus Domini.
Mons. Bruno Marchetti, parroco
3
SALUTO DEL SINDACO
Non poteva la mia voce non unirsi al coro di tutti i palombaresi che con sincero rammarico hanno accolto la notizia della prossima partenza delle Suore dal paese dove sono nato e
cresciuto.
Personalmente valuto tra le pagine più belle gli anni in cui ho frequentato l’asilo di via dei
Sabini: sono ricordi di recite, canzoni e divertimenti, immagini sfuocate ma vive quelle che
ancora ho presenti, nonostante il tempo trascorso. In quel clima sereno, rafforzato
dall’affettuosa presenza delle mie suore ho imparato a riconoscere i buoni consigli che mi
hanno poi accompagnato negli anni a venire.
Sono le mie parole le stesse che molti palombaresi di varie generazioni, oggi possono
ripetere, riconoscendo quanto sia stata importante per la nostra comunità la presenza silenziosa di chi ha distribuito amore disinteressato e carità cristiana giungendo dove, molto
spesso le istituzioni erano e sono ancor oggi carenti. Le religiose che si sono avvicendate
in questi 120 anni hanno saputo cogliere le richieste di aiuto materiale, ma soprattutto
spirituale da parte di chi si trovava in situazione di disagio ed hanno saputo ascoltare chi
chiedeva una parola di incoraggiamento per poter affrontare le difficoltà della vita e rafforzare con il loro esempio la fede cristiana.
L’Amministrazione Comunale da me presieduta, riconoscendo i meriti e l’importante presenza delle religiose nel nostro paese, si è attivata affinché le decisioni della Congregazione venissero disattese, ma inutilmente. Non mi resta quindi, a nome di tutta la cittadinanza,
che rivolgere un caldo e doveroso ringraziamento alle suore oggi presenti, la Madre Superiora, Suor Stefanina e le consorelle suor Rinaldina, suor Cecilia, suor Pierluisa e suor
Giampiera e con esse tutte le suore che le hanno precedute.
Come Sindaco ritengo doveroso ricordare anche le Suore palombaresi che, pur non avendo insegnato a Palombara hanno comunque tratto linfa ed esempio nella frequentazione
dell’Istituto da bambine e adolescenti.
Paolo Della Rocca
Sindaco di Palombara
4
INTRODUZIONE
Sono trascorsi 120 anni da quando le Suore di Santa Maria Bambina sono arrivate a
Palombara Sabina, pronte a offrire con
amore ed abnegazione la loro vita alla Comunità palombarese, persone costantemente portatrici della parola di Cristo nei
gesti, nelle parole e nelle azioni di carità
verso i più deboli, anziani, bambini.
La notizia che nel prossimo mese di Luglio l’esiguo gruppo delle Suore rimaste nell’Istituto, se ne andrà dal nostro paese, ha
sorpreso e lasciato tutti sgomenti. La loro partenza ci priverà di una presenza alla quale
eravamo abituati, talvolta “senza apprezzarne” il valore e l’importanza. Per più di un
secolo le consorelle hanno preso per mano centinaia di bambini conducendoli amorevolmente verso una vita improntata a quei valori che il mondo moderno, oscurato
dall’egoismo e dall’individualismo, sta perdendo. Fino ad oggi, nonostante il peso degli anni, le abbiamo incontrate “frettolose” per le vie del paese, riservate ma sempre
sorridenti, pronte ad un saluto, ad una parola di conforto, ad un aiuto per chi ne aveva
bisogno, senza chiedere nulla in cambio. A chi s’interroga sul motivo di questa decisione, vissuta da molti come un abbandono, la sola risposta risiede nella mancanza di persone pronte a dedicare la propria vita agli altri, in nome dell’amore di Cristo. Appena
circolata la notizia, la Comunità Parrocchiale si è rivolta sia alla Superiora Provinciale
dell’Ordine che alla Superiora Generale con la speranza che la decisione potesse essere
rivista o quanto meno rinviata, poiché in questo momento, particolarmente difficile, la
nostra cittadina necessita della loro presenza, portatrice di quella luce capace di diradare la nebbia dell’indifferenza e del vuoto morale. La risposta delle Madri Superiore,
purtroppo, ha confermato i timori di chi sperava in un ripensamento, infatti, entrambe
hanno ribadito che, a causa della mancanza delle vocazioni, non c’è possibilità di ricambio con suore più giovani. Per questo motivo l’Ordine sta pensando ad una riorganizzazione generale delle Case, concentrando la presenza delle consorelle nei luoghi
che più necessitano della loro presenza, a discapito di comunità meno problematiche,
come appunto nel nostro paese. La Superiora Provinciale ha sottolineato che anche le
consorelle già anziane hanno bisogno di un meritato riposo “quando l’età avanza e la
salute diventa precaria è doveroso da parte dei superiori offrire loro un ambiente più
5
idoneo alla loro situazione” di conseguenza la decisione presa è da ritenersi irrevocabile.
Delle tante religiose transitate in questi anni, non si ricordano tutti i nomi, ma resta
soprattutto la memoria di quello che abbiamo ricevuto. Le abbiamo viste in mezzo a
noi sempre attive, disponibili e per questo con infinita riconoscenza ora le vogliamo ringraziare e lasciare anche a loro un ricordo che addolcirà nella lontananza, i giorni futuri che le attendono. Un ringraziamento deve essere doverosamente rivolto soprattutto a Dio che ci ha concesso la loro presenza per oltre un
secolo, un grazie per averci permesso di incontrare tante donne umili, ma straordinarie che con le loro opere di misericordia e carità ci hanno stimolato e aiutato a camminare verso Cristo.
suor EUGENIA
Capitolo 1
Storia dell’Ordine religioso
L’ordine religioso delle Suore di carità fu fondato nel 1832 da Bartolomea Capitanio, una giovane che aprì a Lovere (BG) una Casa, chiamata dai
compaesani ”Conventino”, per tutti coloro che necessitavano di aiuto, di amore
6
e di accoglienza. Nella Carta di fondazione, Bartolomea tracciava le linee essenziali e le finalità dell’ordine religioso che, secondo l’esempio lasciato da
Cristo, rivolgeva le proprie cure alla gioventù, all’assistenza ai malati e
all’inserimento delle persone nella Chiesa locale. Otto mesi dopo l’istituzione
della casa da Lei chiamata “Amata casa di carità”, Bartolomea moriva, lasciando alla sua unica consorella Caterina Gerosa, già matura negli anni, il
compito di continuare l’Opera. Fedele all’intuizione della sua fondatrice, Caterina, assumendo con la professione religiosa il nome di Suor Vincenza, condusse l’Istituto al suo consolidamento interno e ad un notevole sviluppo, tanto che
alla sua morte, nel 1847, esistevano già venticinque comunità con 156 consorelle.
Il nome acquisito di ”Suore di Maria Bambina” è dovuto ad un miracolo
avvenuto nel 1884, quando una novizia, gravemente ammalata, guarì toccando
l’immagine della Madonna Bambina. Da allora il simulacro fu venerato in tutta
la Congregazione e le Case dell’Istituto presero questo nome. Dal 1860 le Suore
della Congregazione sono presenti in tutto il mondo e con la generosità e ricchezza del loro amore aiutano a dare un futuro dignitoso a tutti coloro che vivono nella povertà, nel disagio e nell’emarginazione.
SANTUARIO di LOVERE
7
Istituto delle Suore di Maria Bambina
a Palombara Sabina
Nel 1779, su richiesta dell’allora Arciprete di Palombara Sabina, don Agostino
Binachi, viene istituita una scuola affidata alle cure delle Suore Carmelitane
Teresiane dette “Maestre Pie”, che si doveva dedicare all’educazione delle ragazze. Affinché si realizzasse questo progetto, l’arciprete aveva donato tutti i
suoi beni e all’inaugurazione della scuola partecipò il Cardinale Corsini che aveva caldeggiato l’iniziativa. Non si ricordano le singole religiose che gestirono
la scuola, ma è documentato che venne subito frequentata da “un numero ben
grande di fanciulle”. Non sappiamo quanti anni l’Istituto religioso sia stato attivo a Palombara, è certo però che nel 1893 è stato sostituito dall’Ordine delle
Suore di Maria Bambina. In quell’anno, infatti, su richiesta di Monsignor Lorenzo Bernasconi, giunse a Palombara il primo gruppo delle Suore della Carità.
Il sacerdote, spinto dalla necessità di dotare il paese di ”una scuola e di insegnanti, che alle dottrine umane sapessero aggiungere quelle di un dignitoso
viver civile e del saggio operare per il bene reciproco, alimentato dal soffio di
spiritualità, che diventano così le doti del cittadino cristiano” richiedeva la presenza di persone qualificate che assicurassero l’insegnamento nelle classi elementari e l’aiuto per le opere parrocchiali. Egli aveva capito, infatti, quanto fosse importante essere affiancato nella sua missione spirituale dalla presenza delle
Suore. In quegli anni, in un paese essenzialmente abitato dal ceto contadino,
l’analfabetismo era assai diffuso e si rendeva urgente incrementare la frequentazione della scuola elementare allora diretta da laici. Il primo drappello di religiose, giunto l’8 gennaio 1893, era costituito da solo cinque sorelle:
Madre Ignazia Stefanini, con le maestre suor Clementina Greco D’Alceo, suor
Alessandrina Paghini, suor Maria Falcetti, suor Maria Sala e suor Marcellina
Rovelli. A queste, nell’autunno dello stesso anno, si aggiunse Suor Gonzaga
Amigoni, che rimarrà a Palombara per trentasette anni, lasciando un’impronta
forte della sua presenza nella comunità palombarese.
8
Capitolo 2
Le Suore e la comunità palombarese
Attività di insegnamento
L’ordine delle Suore di Maria Bambina, rispondendo alla Regola della propria
fondazione, dimostrò nel giro di pochi anni di saper intervenire in tutti quei settori in cui era necessario aiuto, formazione e accoglienza. Dopo soli due anni,
nel 1895, si rese necessario ampliare l’Opera, con l’apertura dell’asilo
“Umberto I” che si rivelò fiorente sin dagli inizi, una presenza preziosa per la
maggioranza della popolazione che lavorava in campagna. Per molti, a quei
tempi, era già considerato un lusso poter far frequentare la scuola elementare ai
bambini, spesso utilizzati in campagna a quell’età, quindi maggiormente apprezzato era avere la possibilità di lasciare i figli ancora piccoli alle cure amorevoli delle Suore, che, non limitandosi alla custodia, erano pronte nella loro opera educativa a favorire la crescita umana e morale delle persone, che ha inizio
proprio nei primi anni della vita. La scuola elementare cessò nel 1939 per mancanza di insegnanti religiosi qualificati e restò aperta solo la scuola materna che
intorno agli anni ’50 iniziò a chiamarsi “San Giuseppe”. Questa ha funzionato
ininterrottamente fino al 2003, poi a causa della mancanza di vocazioni, la
scuola ha ceduto alla parrocchia l’impegno per la gestione della stessa. Fino al
2010 la sola suor Pierluisa, ha mantenuto una classe d’asilo, affiancata da due
insegnanti laiche. Servizio
che, come volontariato, ha
continuato ad espletare fino ad
oggi come insegnante di religione nelle tre classi della materna.
Agli inizi del 1900 le
giovani generazioni cominciavano a sentire l’esigenza di
adeguarsi alle novità di un
Bambini SCUOLA MATERNA
con suor FRANCESCA - 1945
mondo che stava rapidamente
9
cambiando. Palombara rimaneva però ancorata a vecchi modelli, con una mentalità restia ad accettare il nuovo e difficoltà per molti di trovare
un’occupazione che fosse più redditizia del lavoro nei campi. Sono questi gli
anni in cui alcuni giovani, attirati dalla speranza di una vita migliore, emigravano in America in cerca di fortuna. Mentre i maschi che intendevano proseguire
gli studi andavano in Seminario, per le ragazze la situazione era più complicata.
Per loro era impensabile continuare gli studi, uscire “dalle pareti domestiche” e
dedicarsi a qualcosa di più formativo che le aiutasse a crescere. Le Suore, cogliendo questa esigenza, nel 1908 aprirono una “Scuola di lavoro per le giovinette” destinata al mondo femminile, in modo da avviare le giovani adolescenti
verso quelle attività che sarebbero state utili per il loro futuro. Naturalmente la
presenza delle religiose non si limitava a formare quelle capacità manuali, preziose per la qualità dei lavori prodotti, ma mirava a formare la persona secondo
lo spirito d’amore che nasce dai valori presenti nella religione. Nel 1969, in
seguito all’obbligatorietà
della Scuola Media, la
“scuola di lavoro” fu chiusa come istituto legalmente riconosciuto, ma molte
giovani continuarono ad
essere presenti “all’asilo”
dalle Suore in Via dei SaSCUOLA di LAVORO con suor DOLORES
bini, per apprendere l’arte
del ricamo, del cucito e della maglieria. Le suore accompagnavano tante giovani verso il loro futuro di madri e spose cristiane; non di poco conto fu avere come insegnante la presenza capace di Suor Bartolomea. Le ragazze più brave,
oltre a preparare il proprio corredo, si applicavano anche in lavori su commissione, naturalmente ricevendo un piccolo riconoscimento pecuniario. Racconta
Bice: ”Sono praticamente cresciuta dalle Suore, con le mie compagne eravamo
impegnate dalla mattina alla sera e sotto la guida di suor Bartolomea e di suor
Amabile eravamo diventate vere ricamatrici. Quando il tempo lo permetteva,
10
sedute
nella
terrazza
inferiore
dell’asilo, vicino alla piccola grotta
della Madonna di Lourdes, ognuna con
il proprio telaio, tra battute e confidenze, (alcune erano già fidanzate), ci applicavamo nel preparare al meglio il
nostro corredo. Per un certo periodo
abbiamo lavorato anche per un maglificio di Roma. Il signor Angelo che laSCUOLA di LAVORO con
vorava a Pomezia ci portava giacche o
suor BARTOLOMEA
cinture alte di lana tessuta dove noi
ricamavamo motivi floreali. Quanto ci sembrava gratificante ricevere per il nostro lavoro ogni quindici giorni, come paga, circa cinquanta lire!” Si parla degli
anni 60-70, quindi un periodo vicino a noi, ma sono molte oggi le donne che ricordano quell’apprendistato che le ha tanto aiutate una volta diventate mogli e
madri. Per le ragazze era anche un modo di incontrarsi e stare insieme.
Attività extrascolastiche
Fin dai primi anni del novecento, precedentemente alla “scuola di lavoro per giovinette” le suore avevano aperto, nei locali dell’asilo il”Ricreatorio festivo”, una
sorta di oratorio al femminile, per intrattenere le ragazze la domenica pomeriggio.
Risulta dai documenti che nel 1907, per decisione del Consiglio Comunale, si
chiedeva alle suore di chiudere il Ricreatorio, per motivi di igiene. Nella lettera
inviata alla madre Superiora, il Sindaco, pur riconoscendo l’importante azione educativa espletata dalle suore, capaci di infondere nelle giovani “ … principi di
sana moralità come il rispetto per i genitori, l’amore per il lavoro..” sottolineava
che per annullare questa decisione era necessario che le ragazze, per poterne far
parte, presentassero un certificato rilasciato dall’igienista municipale. La richiesta
mostra come a quei tempi l’igiene personale fosse un “optional” e che anche le
suore erano chiamate a curare, oltre all’anima delle giovani anche il corpo!
Negli anni cinquanta si moltiplicavano ovunque le iniziative per adeguarsi
11
alle necessità di un’Italia che si andava economicamente evolvendo:
era il periodo del boom economico
ed il benessere materiale era la meta
a cui tutti aspiravano, trascurando
quella spiritualità che è la caratteristica delle anime semplici e devote.
Per mantenere viva la fede e la devozione nell’animo dei bambini e
dei giovani, le consorelle miravano
a farsi trovare maggiormente presenti nella vita quotidiana della
comunità palombarese, anche nel
colonia estiva con suor DOROTEA
periodo estivo. A Palombara ancora
poche erano le famiglie che si potevano permettere la villeggiatura e anche in
questo caso la presenza delle Suore fu determinante. Con la chiusura delle
scuole le famiglie avevano il problema di dove poter lasciare i figli e per evitare che questi “scorazzassero” liberi per il paese, nacquero le “colonie estive”,
che offrivano ai ragazzi attività di gioco e di svago. La costante presenza delle
Suore era determinante per indirizzare gli stessi ad una forma educativa del
vivere insieme, secondo quello spirito di fraternità su cui si fonda la nostra religione cattolica.
Lo spirito d’iniziativa delle suore ha
evidenziato la testarda volontà delle stesse di
trovare i mezzi più accattivanti per intrattenere
le giovani in modo sano, facendole frequentare
l’Istituto nei giorni festivi. Nel 1965 la Superiora, con i sussidi dell’asilo, acquistò una
macchina Fumeo per proiettare film la domenica e per i bambini durante la settimana. Il
Parroco, appoggiò l’iniziativa e donò lo
Ragazze con suor ROSA,
schermo; due suore furono istruite sul funzioMADRE SUPERIORA
12
namento del proiettore. Si noleggiavano film a carattere istruttivo o religioso e
con questo si cercava di tenere le giovani lontane dalle sale pubbliche e quindi
salvaguardarle dai pericoli morali. Simpaticamente, durante la proiezione del
film, Suor Giuditta, anticipando l’attuale abitudine di “sgranocchiare popcorn”,
vendeva caramelle e dolciumi, naturalmente non va sottolineato il fatto che ciò
che rimaneva dalle spese del noleggio, veniva sempre destinato ad opere benefiche.
suor GIUDITTA - suor MARIA GRAZIA - suor DONATA - suor
ALOISIA - suor MARGHERITA - suor MARIA TERESA suor LIBERATA - suor ANCILLA - suor RINALDINA
Anche quando nel 1993 la Parrocchia ha ritenuto di dover aprire accanto
alla chiesa di Santa Maria l’Oratorio, uno spazio per accogliere nelle ore pomeridiane bambini delle varie età, attrezzando sia
gli spazi aperti che i locali interni, le Suore sono
sempre state disponibili ad affiancare operatori
volontari nella custodia e controllo dei minori.
Non possiamo dimenticare, la”superattiva” Suor
Bernardetta, conosciuta simpaticamente con il
nome di ”Speedy Gonzalez”: bastava voltarsi o
distrarsi un attimo che già era sparita. Per dodici
suor BERNARDETTA
in ORATORIO
anni non ha fatto altro che “spendersi” per i ra13
gazzi e i giovani di Palombara, perché
potessero crescere secondo gli ideali e i
valori cristiani, in un ambiente sano in
cui si respirasse una fede vissuta e gioiosa. Suor Bernardetta si è occupata
dell’organizzazione e della realizzazione
di attività finalizzate a reperire fondi per
ottimizzare la funzionalità dell’Oratorio.
La si vedeva percorrere instancabile
suor BERNARDETTA in ORATORIO
l’erta via degli Ulivi, con il sole o con la
pioggia, due volte al giorno: dalla casa delle Suore all’Oratorio e viceversa, ma
quel ricordo ancor oggi, non più fra i suoi ragazzi, la riempie di nostalgia e di
gratitudine per aver vissuto un pezzo della sua vita in un paese così amato. Suor
Bernardetta si è voluta unire a tutti coloro che rimpiangono la partenza delle
Suore, usando parole che toccano il cuore e che riempiono di orgoglio la gente
che ha ricevuto amore, ma che le ha dato tanto in cambio. Così scrive suor Bernadetta in occasione del ventesimo anniversario dell’apertura dell’Oratorio
“Sento di aver dato la mia piccolezza al Signore e a Palombara dal 1996 al
2008, ma anche di aver ricevuto tanto in sensibilità, accoglienza e desiderio di
collaborazione nell’oratorio e nella catechesi. Ringrazio tutti coloro che hanno
vissuto con me le fatiche apostoliche di quegli anni e chiedo al Signore che faccia splendere il suo volto di amore e di misericordia su ogni abitante di Palombara”
Attività infermieristica
Palombara Sabina agli inizi del novecento rimaneva ancora lontana dallo sviluppo economico e sociale che si stava realizzando in Italia: molte erano le persone
che vivevano nell’indigenza e l’assistenza sanitaria, le cure mediche erano assai
precarie. Nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, la Comunità delle
Suore assunse “l’assistenza dei malati a domicilio”, in modo particolare per i
più poveri, istituendo presso la Casa delle Suore un ambulatorio aperto tutti i
giorni. Gli anni della guerra, 1915-18, videro per la prima volta la partenza di
molti giovani per il fronte. Fu un periodo terribile per le famiglie non pronte ad
14
affrontare i disagi di una guerra vissuta solo attraverso le lettere e i racconti dei
soldati lontani. In quegli anni le Suore divennero gli “angeli del dolore e della
preghiera”, infatti, la Congregazione, sempre presente nei momenti di bisogno,
infondendo attraverso la preghiera un po’ di fiducia, portò aiuto e sostegno alla
popolazione. In modo particolare suor Gonzaga Amigoni e suor Savina Grassi
furono infaticabili nel soccorrere le persone, alternandosi nelle opere di pronto
soccorso e di medicazione. Insostituibile risultò il loro importante aiuto quando
alla fine del conflitto, si diffuse la terribile epidemia della “spagnola”. Continua
e determinante fu l’attività delle Suore in campo medico-infermieristico, tanto
che negli anni Trenta, quando al Colle Coco si aprì il piccolo ma importante Ospedale civile, queste entrarono a far parte del personale ospedaliero restandovi
fino al 1957, dapprima in aiuto al Dott. Cioli, poi del dottor Baldanza
quest’ultimo coadiuvato da Suor Margherita che tutti ricordano per la sua
“dolce” severità. Nel 1976, con l’apertura del nuovo Ospedale SS. Salvatore,
due suore ne fecero parte e furono assegnate rispettivamente una al reparto di
medicina e l’altra a quello di chirurgia, protraendo la loro presenza fino al 1981.
Contemporaneamente operava la “suora infermiera nelle famiglie” che assicurava l’assistenza a domicilio alle persone anziane, malate e sole. Tra le suore infermiere ricordiamo Suor Adelia che si recava a casa degli ammalati per eseguire i
prelievi del sangue o fare iniezioni. L’intervento
naturalmente non si limitava alle cure mediche,
ma era la presenza rassicurante di una persona
amica che sapeva ascoltare, fare compagnia e
alleviare la sofferenza fisica e psicologica di chi
aveva bisogno di aiuto. Ufficialmente l’attività
si è interrotta nel 1997, ma a tutt’oggi le poche
suore rimaste continuano a prodigarsi per aiutare le persone sole, offrendo anche materialmente
aiuto, donando quelle parole di speranza e di
fiducia che vengono direttamente da Dio e che
costituiscono un rimedio importante contro la
malattia della solitudine.
suor ADELIA
con un’anziana
15
Catechesi
Le Suore di Maria Bambina, dal loro arrivo a Palombara si sono sempre impegnate nelle attività di catechesi ai bambini e ai giovani nelle due parrocchie di
San Biagio e Sant’Egidio. Questo impegno è stato costante negli anni ed ha
affiancato l’insegnamento dei catechisti laici con i quali hanno particolarmente
curato la preparazione alla Prima Comunione ed alla Cresima. Ancor oggi Suor
Pierluisa e Suor Giampiera seguono dei gruppi di bambini cercando di arrivare
ad un dialogo costruttivo anche con le loro famiglie, bisognose loro stesse di
catechesi, affinché ne supportino l’azione.
suor PIERLUISA - suor GIAMPIERA
con i bambini di prima comunione e le catechiste
Capitolo 3
SCUOLA MATERNA “San Giuseppe”
Nel silenzio di via dei Sabini, chi ha l’occasione di passare, può ascoltare le voci gioiose dei bambini della scuola materna, una serena oasi rimasta fortunatamente fuori dal via vai delle automobili e noi tutti vorremmo continuare a
sentirle. L’asilo ha accolto dal 1895 i piccoli alunni, attuali nonni o genitori,
generazioni che si sono avvicendate senza sosta. Dai documenti reperiti, risulta
16
che dal 1893 al 2004
(mancano i dati del 1895,
1897,1912), abbiano frequentato la scuola materna
circa 3900 bambini che
sempre hanno trovato il sorriso confortante di suore
pronte ad essere madri pazienti, educatrici attente e
disponibili ad aiutare, attraverso i piccoli, anche le fasuor ROMANA con i bambini
della SCUOLA MATERNA - 1967
miglie che glieli affidavano.
Quando la scuola materna fu istituita, si chiamava asilo perché a quei tempi
offriva appunto “asilo” ai bambini che venivano affidati alle cure delle Suore,
essendo i genitori impegnati nel lavoro. Le religiose intrattenevano classi molto numerose, ma curavano l’educazione, il comportamento, anche se non si
trattava di una vera e propria attività propedeutica alla scuola elementare, come avviene oggi. A quei tempi i bambini erano molto diversi, dovremmo dire
meno “svegli”, ma erano più ubbidienti, rispettosi della maestra e forse più
desiderosi di imparare. Negli ampi spazi della scuola oltre a giocare insieme, i
piccoli allievi disegnavano, imparavano canzoni, poesie, esercitandosi ad usare
la lingua italiana, agli inizi
del "900 illustre sconosciuta,
ma soprattutto erano impegnati nelle recite. Queste ultime sono state da allora il
fiore all’occhiello della scuola materna San Giuseppe:
grande era la partecipazione
di genitori e parenti agli spettacoli allestiti in occasione
delle festività natalizie, ricorsuor ANCILLA con i bambini
renze di varia natura o al terdella SCUOLA MATERNA
17
mine dell’anno scolastico.
Con il passare del tempo, le insegnanti sempre professionalmente
qualificate, hanno equiparato la
scuola alla legislazione vigente,
svolgendo l’attività didattica secondo una Programmazione annuale. Accanto all’aspetto ludico si
cercava di sviluppare la manualità,
di far esercitare i piccoli in schede
didattiche di prescrittura/prelettura
e di abituarli all’uso corretto della
suor RINALDINA con i bambini
della SCUOLA MATERNA
e la superiora, suor GIOVANNA
lingua italiana, pur non mortificando il dialetto palombarese, utilizzato nella comunicazione comune. Chi non conserva i “lavoretti” eseguiti per
la festa della mamma o del
babbo? Nel famoso cestino,
antenato dell’attuale zainetto,
con la tazza ed il bicchiere
usato per mangiare, ogni bami bambini della SCUOLA MATERNA in oratorio
bino portava a casa il disegno
eseguito alla mattina in classe. Le “preghierine” quotidiane, le storie di Gesù e della Madonna, storie semplici
ma sempre con una morale
più o meno esplicita, intrattesuor JOLANDA con i bambini
della SCUOLA MATERNA
al TERMINILLO
18
nevano gli alunni preparandoli ad essere
educati, sinceri, buoni, perché diversamente ”piange l’Angelo custode”.
L’impronta religiosa accompagnava puntualmente il bambino per abituarlo a comportamenti corretti con i compagni e con
gli adulti.
Molte sono state le occasioni che hanno
suor CECILIA con un bambino
visto il coinvolgimento delle famiglie e
della comunità palomba rese: ce lo confermano articoli celebrativi dei giornalisti locali, Giuseppe Catenacci, Alberto Pompili e del prof. Silvi, ma ne hanno
memoria le stesse famiglie che più volte hanno lavorato con i figli per realizzare piccoli capolavori. Nel 1995, ad esempio, le Suore programmarono un concorso che aveva come tema “Biancaneve”: numerosi furono i lavori prodotti e
la Commissione premiò i piccoli e grandi costruttori che avevano presentato
ammiratissimi castelli in miniatura. Per citare altre esperienze che hanno reso la
scuola materna un fulcro importante della comunità palombarese, abbiamo
chiesto aiuto a suor Jolanda che avendo insegnato nel nostro paese dal 1989 per
alcuni anni, ricorda come la collaborazione con i genitori sia stata meravigliosa:
“…tutti si sono lasciati coinvolgere nelle varie attività previste dalla programmazione, con generosità ed intraprendenza”. Le uscite didattiche, così racconta
suor Jolanda, terminavano con “i momenti insieme”, ad esempio la raccolta delle castagne nel bosco dei “cento padroni” a Moricone, era stata festeggiata con
la castagnata nel terrazzo della scuola.
Alcune mamme coadiuvavano le suore accompagnando i bambini nelle
gite invernali: al Terminillo, allo Zoo
di Roma, alla mostra dei cento presepi, per citarne solo qualcuna. La Superiora Suor Giovanna riuscì a far
partecipare la scuola all’udienza del
Papa Giovanni Paolo II e grande fu
suor Jolanda con i papà dei bambini
l’emozione quando il Papa riconobbe
19
la presenza del nostro Istituto,
citandolo
come
“Scuola San Giuseppe”.
Suor Giovanna, terminato
il suo servizio a Palombara
come Superiora è stata poi
nominata Superiora del
Collegio
Etiopico
all’interno del Vaticano.
Altro
momento
pieno di gioia e allegria
suor PIERLUISA con i bambini
risale al 1995 quando, dudella SCUOLA MATERNA
rante la Sagra delle cerase, i
bambini si sono esibiti in costume per le strade del paese, eseguendo in Piazza la Tarantella. L’anno successivo, con il coinvolgimento di molti genitori, è
stato allestito un carro allegorico su cui troneggiava Pinocchio e tra la felicità
dei piccoli ha vinto il secondo premio. Ricorda suor Jolanda che le varie celebrazioni durante l’anno liturgico finivano talvolta con il “pane e pomodoro:
”Tutto ci aiutava a creare un clima familiare che ci permetteva di svolgere
con entusiasmo il nostro servizio e di crescere nella comunione e stima reciproca. I ricordi - continua suor Jolanda - sono tanti e mi rimane nel cuore
una grande gratitudine che esprimo davanti al Signore. Chiedo oggi che sia
Lui a colmare il vuoto che senz’altro ci sarà e che sia un vuoto colmo della
sua consolazione”. Sicuramente anche per noi ci sarà il vuoto lasciato da chi
ha saputo accogliere non
solo i bambini, ma anche i
loro genitori, aiutandoli nel
percorso di crescita cristiana
in cui tutti i membri sono
chiamati a rendere forte e
salda la famiglia, oggi sempre più disorientata e confusa.
20
Suor Gonzaga Amigoni
Nei 120 anni dalla fondazione dell’Istituto si sono
avvicendate tante consorelle, ma tra queste un discorso più ampio va doverosamente rivolto a Suor
Gonzaga, la cui presenza è stata incisiva, forte, ancora viva in molte persone che l’hanno conosciuta
direttamente o attraverso il ricordo di parenti o di
amici. Era nata in provincia di Bergamo nel 1864
ed era entrata nell’Ordine della Beata Capitanio nel
1889. Piccola di statura, esile nella persona, con un
viso di bambina, possedeva quel carisma che attrae
le persone, umile e semplice negli atteggiamenti,
suor GONZAGA
emanava una forza interiore che soggiogava chi la
conosceva: ”un grande cuore in un piccolo corpo”, così la definiva chi la conobbe. Essendo maestra elementare abilitata, giunse a Palombara nell’autunno
del 1893, dove ottenne l’insegnamento in una Prima elementare maschile. Non
volle mai seguire il percorso scolastico nelle altre classi, ma ottenne di restare
nella prima maschile resa sempre più numerosa dalla presenza dei ripetenti. Viveva per i suoi alunni a cui regalava pennini, astucci e piccoli oggetti, doni preziosi a quei tempi così avari nei confronti dei bambini. Era però l’amore che
profondeva a piene mani in quei piccoli cuori il dono più grande che offriva ai
bambini che restavano legati a Lei anche in età matura. Fu la vera madre spirituale per tutti, un angelo custode per tre generazioni di scolari. I piccoli portavano ai loro compagni ed ai grandi i “bigliettini della suora” in cui suor Gonzaga invitava a partecipare alla santa Messa e ai Sacramenti e quel “biglietto” era
un “comando da eseguire” per chi lo riceveva!
Durante la guerra 1915-18 Suor Gonzaga mantenne la corrispondenza tra i soldati al fronte e le loro famiglie, in tal modo per le madri e per le spose e le fidanzate, la suora divenne la confidente silenziosa e la depositaria di tante ansie
e di altrettante speranze. In alcune famiglie si conservano quelle lettere scritte
in modo ordinato, con una grafia curata affinché risultasse facilmente leggibile.
Lo stesso faceva nei confronti di chi era emigrato in America e le sue
21
“letterine” erano intessute di espressioni di fede e di incitamento a credere nella
protezione di Gesù e della Madonna della Neve, della quale era estremamente
devota. La sua premura a contattare i palombaresi lontani è continuata anche
nel periodo seguente il suo ritorno a Palombara, nel 1940. Abbiamo recuperato
una lettera datata 3 marzo 1943, indirizzata ad un certo Enrichetto prigioniero
di guerra in Africa. Suor Gonzaga incoraggia il giovane soldato a sopportare le
difficoltà “… offri al Signore il digiuno (che ti … faranno fare) offrilo in penitenza … perché finisca la guerra … non c’è altro mezzo che la preghiera per
far ritornare la pace”. Quanta gioia riempiva il cuore di chi riceveva queste lettere in cui si veniva rassicurati anche dalle notizie riguardanti i propri cari.
Sempre ad Enrichetto, suor Gonzaga scriveva”la tua Giulia ogni giorno viene
da noi a prendere il latte, sta proprio bene con il vostro figlioletto” e concludeva”la Madonna t’aiuti a star allegro”. Le sue parole erano un conforto che
faceva sentire amato, ricordato e protetto dalla fede di una grande madre, chi
era lontano, solo e in continuo pericolo. Le altre suore lasciavano suor Gonzaga libera nel suo copioso lavoro di corrispondenza anzi, a volte, erano costrette
ad aiutarla per far fronte alle numerose richieste dei palombaresi.
Nel 1930, non potendo continuare l’insegnamento per raggiunti limiti d’età, fu
trasferita nella Comunità di San Sepolcro, ma il suo cuore restava legato a Pa-
funerale suor GONZAGA
22
lombara e da lì continuò il suo apostolato con le tanto desiderate letterine, una
guida sicura e sempre ben accetta “dai suoi figlioli”. Il suo desiderio di ritornare fu esaudito nel 1940: fu accolta con gioia ed amore da tutti e, nonostante
l’età, riprese il suo apostolato con “ardore e spirito giovanile”. Tutto il paese
si unì per festeggiare con grande solennità i suoi 80 anni. Nel novembre del
1945 una caduta rovinosa pose fine alle sue “corse apostoliche”, ma non alla
sua penna ed alla sua parola. Si spense il 4 agosto 1947 e la sua salma fu esposta per due giorni nella sala dell’asilo, visitata da una folla incessante e venerata come una santa. Come in vita fu circondata da uomini e da giovani, così da
uomini e da giovani la sua bara fu portata a spalla fino al cimitero di San Francesco.
Il 4 agosto 1948 la sua salma, riesumata e benedetta al Cimitero dal parroco
don Ippolito Ippoliti, fu accolta dalla popolazione al bivio delle Immagini.
Sorretta a spalla dagli ex alunni fu accompagnata, alla presenza di autorità comunali e religiose in corteo, alla Chiesa di San Biagio. Qui la salma venne tumulata in un sarcofago nella Cappella della Madonna di Lourdes, vicino alla
Madonna della Neve, nel cui nome aveva educato generazioni di bambini e
guidato verso il bene tanti adulti.
traslazione salma suor GONZAGA
23
Capitolo 4
Suore di Palombara
Palombara ha generosamente contribuito negli anni alle vocazioni religiose. Si
contano, infatti, trentasei suore locali. Quel piccolo seme iniziale, gettato con
fiducia da Bartolomea a Lovere, in una terra lontana da noi, fatto fruttificare da
altre giovani donne, generose nello spendere la loro vita per gli altri nella comunità di Palombara, è stato raccolto e sparso di nuovo, da altre ragazze palombaresi in luoghi diversi, per testimoniare l’amore di Cristo per gli uomini.
Due anni dopo l’arrivo delle suore a Palombara, nel 1895, infatti, le prime due
suore Palombaresi entreranno nell’Istituto delle Suore di
Maria Bambina. Sono:
suor Leontina Possenti
e
suor Rosa Pochetti
Seguiranno:
suor Augusta Mattei - suor Elena Tommasi
sorella Angela Ortenzi - suor Emilia Greco
suor Cecilia Bassotti - suor Pierina Ausili
suor PIERINA
AUSILI
le tre sorelle De Paolis:
NZA
INCE
V
r
suo
suor DOMENICA
suor
ALE
SSAN
DRIN
A
Suor Lorenzina Bernasconi: apprezzata per il suo fervore, l’amore incondizionato verso tutti, la sensibilità estrema verso il dolore altrui, l’accoglienza assoluta per i poveri, l’umiltà edificante, la pazienza infinita, lo spirito materno. Fu
24
missionaria a Buenos Aires e nominata provinciale
d’America nel 1919. Fondò: ospedali, scuole, seminari,
case per anziani, opere parrocchiali. Morì nel 1965
A
RENZIN
suor LO CONI
S
B ERNA
suor Gabriella Massimi
suor Anna Bernasconi
suor Angela Di Pasquale
suor Giuseppina Pochetti
suor Rosina Della Rocca
suor Laurina Imperiali
suor G
IUSE
POCH PPINA
ETTI
ENA
ADDAL
M
r
o
u
s
ELI
RAFFA
suor STEFANINA
CURTI
suo
DE r ROSA
ANG
ELI
S
suor Stefanina Curti
suor Rosa De Angelis
suor Raffaella Di Stefano
suor Maddalena Raffaeli
suor Gaetanina Annessi
sorella Caterina Calandrini
suor Giuseppina Conti
suor G
AETA
ANNE NINA
SSI
INA
IUSEPP
suor G NTI
CO
25
suor Clarice Ausili
suor Liberata Pompili
suor Egle Pochetti
RICE
suor CLA
I
L
SI
U
A
suor LIBER
ATA
POMPILI
suor EGLE
POCHETTI
le due sorelle Catena:
suor Redenta
e suor Amalia
TA
EDEN
suor R ENA
CAT
suor Eugenia Massimi
suor Rosaria Di Stefano
suor A
MAL
CATEN IA
A
Sono quattro
le suore viventi:
suor Alessandra Ranaldi
suor Duilia Troiani
suor Egidia Paparelli
GENIA
suor EU IMI
MASS
suor Rinaldina
Di Benedett
26
suor RO
SARIA D
I ST
EFANO
L’ultima comunità a Palombara
Attualmente l’Istituto è composto da cinque suore: suor Stefanina, Madre
Superiora, suor Rinaldina, suor Cecilia, suor Pierluisa, suor Giampiera.
Suor Rinaldina ha incontrato in modo decisivo
il Signore 65 anni fa, sfidando le sicurezze, i divieti familiari, le proposte diverse e più facili da
seguire. Anche se non di nascita, è sicuramente
palombarese d’adozione e dopo più di trenta anni, per il paese è diventata un’istituzione: sa tutto
di tutto, chiede, indaga, consiglia, sottolinea, vuol
dire sempre la sua, ma la sua simpatia è davvero
travolgente e preziosa. Impegnata nella scuola
materna, non ha, come tutte le consorelle, trascurato le altre opere di carità, costante nella vita delle persone che conosceva e di
cui si preoccupava se le sapeva in difficoltà.
Suor Cecilia, a Palombara da 25 anni, ha già festeggiato il suo 60° di vita
consacrata. Nella nostra Comunità ha sempre dimostrato di mettere tanto amore in ciò che faceva.
Nella
scuola
materna
si
è
occupata
dell’accoglienza dei bambini e della responsabilità
amministrativa (fino al 2003) e in parrocchia, fino
a qualche anno fa, della catechesi ai bambini della
scuola elementare, della cura della biancheria e
degli arredi sacri nelle chiese, del canto nelle celebrazioni liturgiche. Molto sensibile, è capace di
leggere nell’animo umano le gioie e le sofferenze,
di condividere dispiaceri e problemi, assicurando a
tutti la sua preghiera costante.
27
Suor Pierluisa è con noi da
ormai 17 anni. La sua attività
prevalente
è
stata
l’insegnamento nella scuola
materna, a cui si è dedicata
con abnegazione. L’amore per
i bambini traspare nei gesti,
nei modi, nelle attenzioni con
cui li segue ed è sempre stato
apprezzato tantissimo dai genitori. Il suo impegno in Parrocchia continua come Ministro straordinario dell’Eucarestia agli anziani e ai malati, nelle attività di catechismo in preparazione ai sacramenti, nell’animazione liturgica. Anche di suor Pierluisa vorremmo ricordare l’atteggiamento schivo, umile, riservato di chi lavora per il Regno senza aspettarsi tanti ringraziamenti o approvazioni.
Suor Giampiera, è con noi da pochi anni.
Di lei sappiamo molto poco, perché ancora più
restìa a parlare di sé. Molto preparata e discreta, si è adoperata continuamente per dare una
mano nella Scuola e preparare i bambini e i ragazzi ai sacramenti. Il suo comportamento è di
chi testimonia nel silenzio, nell’offerta di sé,
nella sofferenza quotidiana, la ricerca continua
della conversione, l’amore per il Padre, nella
quotidiana
corrispondenza
al
carisma
dell’Istituto.
28
Suor Stefanina, è giunta nove anni fa da Milano, in
precedenza aveva diretto a Pavia un Istituto scolastico che accoglieva alunni della scuola materna, elementare, media e liceo. Trasferita in questa più piccola comunità, è stata accolta con gioia dalle sette
suore presenti a Palombara. Uno dei tanti doni che il
Signore le ha concesso è stato quello di saper comunicare con il prossimo in modo immediato, semplice,
diretto. Infatti, appena arrivata, suor Stefanina è riuscita ad entrare nel cuore e nelle case della gente di Palombara, che la stima, ha
fiducia in lei e le vuole bene. In questi nove anni la sua famiglia è stata tutta la
comunità palombarese, a cui ha donato le sue giornate e le sue preghiere. Percorrendo senza risparmiarsi le vie del paese, si è soffermata a portare una parola
di conforto spirituale, l’Eucarestia per chi lo chiedeva espressamente, ma anche
aiuto materiale agli anziani, agli ammalati, incoraggiando e supportando
nell’assistenza, i famigliari. Dopo quattro anni dal suo arrivo, nel 2008, ha festeggiato con tutta la comunità palombarese il cinquantesimo anniversario di
vita religiosa, mezzo secolo di vita vissuta con integrità e fedeltà. Il bene non è
mai plateale, ma silenzioso e benefico per chi lo riceve e lo aspetta con ansia.
Questa è stata la discreta presenza della Madre Superiora, che a volte si limitava
a suonare il campanello per far capire a chi l’aspettava che non dimenticava
nessuno. Come tutte le suore, Suor Stefanina ha sempre accompagnato
nell’ultimo viaggio, la persona che frequentava nel periodo della malattia, pronta ad offrire la propria preghiera anche per chi ha subìto il lutto e accetta a fatica
la perdita del proprio caro. La cosa straordinaria che colpisce, di Suor Stefanina è di avere sempre una parola buona per tutti, di non giudicare mai il comportamento delle persone, anzi di saper cogliere il buono “tra le righe” e di trovare
in questo lo stimolo a donarsi con sempre maggiore generosità.
Sono tante le suore che sono transitate per Palombara e di ognuna di loro vorremmo ricordare la presenza attiva, il bene che hanno distribuito a larghe
29
mani tra la gente, un amore silenzioso che ha nutrito il cuore di molte persone, specialmente quelle dimenticate o trascurate anche da parenti e vicini.
Esprimiamo il nostro grazie a Dio per la loro presenza in tutti questi
anni; il nostro grazie all’Istituto per averci permesso di incontrare tante donne
semplici, umili ma straordinarie che con il loro servizio ci hanno spronato a
camminare verso Cristo e ad essere sempre disponibili verso gli altri
Se dalle suore abbiamo imparato quanto il bene fatto agli altri sia una
forma di bene fatta a noi stessi, significa che la loro presenza non è stata inutile e sarà loro conforto sperare che quanto seminato con il loro esempio prima o poi produrrà frutto. Questo è il nostro ringraziamento, rimane forte la
nostra richiesta di continuare a ricordarci nella preghiera
30
Si ringraziano:
il Comune di Palombara Sabina
la Farmasabina - Farmacia Comunale Dott. G. Marroni e Rag. A. Gomelino
la Mu.Sa. – Municipalizzata Sabina Rag. S. Desideri
per aver contribuito alla realizzazione di questa pubblicazione
e tutti coloro che hanno collaborato
Finito di stampare nel mese di Giugno 2013 da Tipolitografia Tommasi
31
1893-2013
In questa Casa di via dei Sabini
per oltre un secolo
le SUORE di MARIA BAMBINA
hanno accolto ed educato con amorevole bontà
tante generazioni di bambini
si sono prodigate per accompagnare verso la maturità
centinaia di giovani adolescenti
molte hanno accolto l’invito vocazionale
preziosa la loro opera a favore
di tutta la nostra comunità
aiutando anziani ammalati bisognosi
illuminando con la luce della preghiera
e dell’amore cristiano ogni situazione della vita
A ricordo
di così tanta generosità e in segno di perenne gratitudine
la Comunità palombarese tutta intera
Pose
29 giugno 2013
32
Scarica

libretto modif - La Palombella