1893 2013 120 anni delle Suore di Maria Bambina a Palombara Sabina MOSTRA FOTOGRAFICA “Io sono uno strumento povero, che però nelle mani onnipotenti di Dio può fare le cose più grandi” “Mio buon Gesù, so che l'amore per te non va mai disgiunto da un vero amore del prossimo; da ora in avanti tutto ciò che Dio mi ha concesso non lo considererò più mio, ma datomi per impiegarlo a vantaggio del mio prossimo. Mi terrò molto cara la gioventù, il mio amato oratorio. Per gli analfabeti non risparmierò fatica. I poveri ammalati e infermi saranno veramente la delizia del mio cuore. Soccorrerò più che potrò i poveri. Mio caro Gesù, di tutto questo faccio voto, ma tu aiuta la mia debolezza. Aiutami, buon Gesù, perchè io mi voglio impegnare assai per le tue care creature, e questo per amor tuo. Maria SS., a te mi raccomando di cuore, insegnami tu ad amare il prossimo.” Omnia possum in eo qui me confortat. Santa Bartolomea 1829 2 PREFAZIONE Questo opuscolo nasce con un duplice obiettivo: rendere lode al Signore per la stimata opera di educatrici svolta dalle religiose dell’Istituto della Carità, dette di Maria Bambina, nella nostra comunità di Palombara Sabina e desiderare di dire “grazie” a tante suore, che si sono impegnate al massimo delle proprie possibilità, spendendosi generosamente a servizio dell’intera popolazione. Non possiamo dimenticare l’alto profilo professionale a favore degli innumerevoli bambini che hanno frequentato la scuola dell’infanzia S. Giuseppe. Il senso dell’accoglienza delle Suore, la loro adeguata preparazione, l’affettuosa vicinanza alle necessità delle famiglie, hanno fatto da forte collante in entrambe. Si è creato un circuito positivo di collaborazione di cui hanno certamente beneficiato migliaia di bambini palombaresi. Non possiamo dimenticare neanche la stretta collaborazione delle suore con le attività pastorali della parrocchia diversificandosi nel corso della storia. La loro, si è qualificata sempre come collaborazione illuminata e corresponsabile nell’ambito della catechesi, della promozione della donna, dell’assistenza agli ammalati e alle famiglie bisognose, delle attività oratoriane, dell’animazione liturgica, della partecipazione agli organismi parrocchiali. Un’attività di ampio respiro che ha saputo sapientemente adattarsi alle diverse situazioni. La comunità ha assaporato per centoventi anni il dono e l’impegno di tante e generose religiose, che hanno attualizzato il carisma del loro istituto qui a Palombara Sabina. L’affetto e la stima di cui godono in forma incondizionata ne sono una chiara testimonianza. Purtroppo, per una forte contrazione delle vocazioni, anche questo Istituto è costretto a rivedere i suoi programmi educativi, a restringere la propria presenza sul territorio. Subisce questa “decisione storica” anche la casa religiosa di Palombara che si vede costretta a chiudere i battenti. Resta dentro, un velo di tristezza che, ovviamente, non può intaccare i due obiettivi di cui abbiamo parlato in precedenza. E’ vero che, umanamente parlando, resta l’amaro nel cuore per questa chiusura, ma, alla luce della fede faremo del tutto perché non venga a mancare in forma definitiva l’opera educatrice a favore dei nostri bambini e ragazzi. Gesù ci ha abituati a guardare in alto. Lo facciamo nella certezza che anche questo sogno si realizzerà. Alle suore attualmente presenti suor Stefanina, suor Rinaldina, suor Cecilia, suor Pierluisa, suor Giampiera vada l’abbraccio affettuoso e il grazie cordiale di tutti noi e l’augurio di ogni bene che accompagniamo con la benedizione della Madonna della Neve. Palombara Sabina 2 giugno 2013. Festa del Corpus Domini. Mons. Bruno Marchetti, parroco 3 SALUTO DEL SINDACO Non poteva la mia voce non unirsi al coro di tutti i palombaresi che con sincero rammarico hanno accolto la notizia della prossima partenza delle Suore dal paese dove sono nato e cresciuto. Personalmente valuto tra le pagine più belle gli anni in cui ho frequentato l’asilo di via dei Sabini: sono ricordi di recite, canzoni e divertimenti, immagini sfuocate ma vive quelle che ancora ho presenti, nonostante il tempo trascorso. In quel clima sereno, rafforzato dall’affettuosa presenza delle mie suore ho imparato a riconoscere i buoni consigli che mi hanno poi accompagnato negli anni a venire. Sono le mie parole le stesse che molti palombaresi di varie generazioni, oggi possono ripetere, riconoscendo quanto sia stata importante per la nostra comunità la presenza silenziosa di chi ha distribuito amore disinteressato e carità cristiana giungendo dove, molto spesso le istituzioni erano e sono ancor oggi carenti. Le religiose che si sono avvicendate in questi 120 anni hanno saputo cogliere le richieste di aiuto materiale, ma soprattutto spirituale da parte di chi si trovava in situazione di disagio ed hanno saputo ascoltare chi chiedeva una parola di incoraggiamento per poter affrontare le difficoltà della vita e rafforzare con il loro esempio la fede cristiana. L’Amministrazione Comunale da me presieduta, riconoscendo i meriti e l’importante presenza delle religiose nel nostro paese, si è attivata affinché le decisioni della Congregazione venissero disattese, ma inutilmente. Non mi resta quindi, a nome di tutta la cittadinanza, che rivolgere un caldo e doveroso ringraziamento alle suore oggi presenti, la Madre Superiora, Suor Stefanina e le consorelle suor Rinaldina, suor Cecilia, suor Pierluisa e suor Giampiera e con esse tutte le suore che le hanno precedute. Come Sindaco ritengo doveroso ricordare anche le Suore palombaresi che, pur non avendo insegnato a Palombara hanno comunque tratto linfa ed esempio nella frequentazione dell’Istituto da bambine e adolescenti. Paolo Della Rocca Sindaco di Palombara 4 INTRODUZIONE Sono trascorsi 120 anni da quando le Suore di Santa Maria Bambina sono arrivate a Palombara Sabina, pronte a offrire con amore ed abnegazione la loro vita alla Comunità palombarese, persone costantemente portatrici della parola di Cristo nei gesti, nelle parole e nelle azioni di carità verso i più deboli, anziani, bambini. La notizia che nel prossimo mese di Luglio l’esiguo gruppo delle Suore rimaste nell’Istituto, se ne andrà dal nostro paese, ha sorpreso e lasciato tutti sgomenti. La loro partenza ci priverà di una presenza alla quale eravamo abituati, talvolta “senza apprezzarne” il valore e l’importanza. Per più di un secolo le consorelle hanno preso per mano centinaia di bambini conducendoli amorevolmente verso una vita improntata a quei valori che il mondo moderno, oscurato dall’egoismo e dall’individualismo, sta perdendo. Fino ad oggi, nonostante il peso degli anni, le abbiamo incontrate “frettolose” per le vie del paese, riservate ma sempre sorridenti, pronte ad un saluto, ad una parola di conforto, ad un aiuto per chi ne aveva bisogno, senza chiedere nulla in cambio. A chi s’interroga sul motivo di questa decisione, vissuta da molti come un abbandono, la sola risposta risiede nella mancanza di persone pronte a dedicare la propria vita agli altri, in nome dell’amore di Cristo. Appena circolata la notizia, la Comunità Parrocchiale si è rivolta sia alla Superiora Provinciale dell’Ordine che alla Superiora Generale con la speranza che la decisione potesse essere rivista o quanto meno rinviata, poiché in questo momento, particolarmente difficile, la nostra cittadina necessita della loro presenza, portatrice di quella luce capace di diradare la nebbia dell’indifferenza e del vuoto morale. La risposta delle Madri Superiore, purtroppo, ha confermato i timori di chi sperava in un ripensamento, infatti, entrambe hanno ribadito che, a causa della mancanza delle vocazioni, non c’è possibilità di ricambio con suore più giovani. Per questo motivo l’Ordine sta pensando ad una riorganizzazione generale delle Case, concentrando la presenza delle consorelle nei luoghi che più necessitano della loro presenza, a discapito di comunità meno problematiche, come appunto nel nostro paese. La Superiora Provinciale ha sottolineato che anche le consorelle già anziane hanno bisogno di un meritato riposo “quando l’età avanza e la salute diventa precaria è doveroso da parte dei superiori offrire loro un ambiente più 5 idoneo alla loro situazione” di conseguenza la decisione presa è da ritenersi irrevocabile. Delle tante religiose transitate in questi anni, non si ricordano tutti i nomi, ma resta soprattutto la memoria di quello che abbiamo ricevuto. Le abbiamo viste in mezzo a noi sempre attive, disponibili e per questo con infinita riconoscenza ora le vogliamo ringraziare e lasciare anche a loro un ricordo che addolcirà nella lontananza, i giorni futuri che le attendono. Un ringraziamento deve essere doverosamente rivolto soprattutto a Dio che ci ha concesso la loro presenza per oltre un secolo, un grazie per averci permesso di incontrare tante donne umili, ma straordinarie che con le loro opere di misericordia e carità ci hanno stimolato e aiutato a camminare verso Cristo. suor EUGENIA Capitolo 1 Storia dell’Ordine religioso L’ordine religioso delle Suore di carità fu fondato nel 1832 da Bartolomea Capitanio, una giovane che aprì a Lovere (BG) una Casa, chiamata dai compaesani ”Conventino”, per tutti coloro che necessitavano di aiuto, di amore 6 e di accoglienza. Nella Carta di fondazione, Bartolomea tracciava le linee essenziali e le finalità dell’ordine religioso che, secondo l’esempio lasciato da Cristo, rivolgeva le proprie cure alla gioventù, all’assistenza ai malati e all’inserimento delle persone nella Chiesa locale. Otto mesi dopo l’istituzione della casa da Lei chiamata “Amata casa di carità”, Bartolomea moriva, lasciando alla sua unica consorella Caterina Gerosa, già matura negli anni, il compito di continuare l’Opera. Fedele all’intuizione della sua fondatrice, Caterina, assumendo con la professione religiosa il nome di Suor Vincenza, condusse l’Istituto al suo consolidamento interno e ad un notevole sviluppo, tanto che alla sua morte, nel 1847, esistevano già venticinque comunità con 156 consorelle. Il nome acquisito di ”Suore di Maria Bambina” è dovuto ad un miracolo avvenuto nel 1884, quando una novizia, gravemente ammalata, guarì toccando l’immagine della Madonna Bambina. Da allora il simulacro fu venerato in tutta la Congregazione e le Case dell’Istituto presero questo nome. Dal 1860 le Suore della Congregazione sono presenti in tutto il mondo e con la generosità e ricchezza del loro amore aiutano a dare un futuro dignitoso a tutti coloro che vivono nella povertà, nel disagio e nell’emarginazione. SANTUARIO di LOVERE 7 Istituto delle Suore di Maria Bambina a Palombara Sabina Nel 1779, su richiesta dell’allora Arciprete di Palombara Sabina, don Agostino Binachi, viene istituita una scuola affidata alle cure delle Suore Carmelitane Teresiane dette “Maestre Pie”, che si doveva dedicare all’educazione delle ragazze. Affinché si realizzasse questo progetto, l’arciprete aveva donato tutti i suoi beni e all’inaugurazione della scuola partecipò il Cardinale Corsini che aveva caldeggiato l’iniziativa. Non si ricordano le singole religiose che gestirono la scuola, ma è documentato che venne subito frequentata da “un numero ben grande di fanciulle”. Non sappiamo quanti anni l’Istituto religioso sia stato attivo a Palombara, è certo però che nel 1893 è stato sostituito dall’Ordine delle Suore di Maria Bambina. In quell’anno, infatti, su richiesta di Monsignor Lorenzo Bernasconi, giunse a Palombara il primo gruppo delle Suore della Carità. Il sacerdote, spinto dalla necessità di dotare il paese di ”una scuola e di insegnanti, che alle dottrine umane sapessero aggiungere quelle di un dignitoso viver civile e del saggio operare per il bene reciproco, alimentato dal soffio di spiritualità, che diventano così le doti del cittadino cristiano” richiedeva la presenza di persone qualificate che assicurassero l’insegnamento nelle classi elementari e l’aiuto per le opere parrocchiali. Egli aveva capito, infatti, quanto fosse importante essere affiancato nella sua missione spirituale dalla presenza delle Suore. In quegli anni, in un paese essenzialmente abitato dal ceto contadino, l’analfabetismo era assai diffuso e si rendeva urgente incrementare la frequentazione della scuola elementare allora diretta da laici. Il primo drappello di religiose, giunto l’8 gennaio 1893, era costituito da solo cinque sorelle: Madre Ignazia Stefanini, con le maestre suor Clementina Greco D’Alceo, suor Alessandrina Paghini, suor Maria Falcetti, suor Maria Sala e suor Marcellina Rovelli. A queste, nell’autunno dello stesso anno, si aggiunse Suor Gonzaga Amigoni, che rimarrà a Palombara per trentasette anni, lasciando un’impronta forte della sua presenza nella comunità palombarese. 8 Capitolo 2 Le Suore e la comunità palombarese Attività di insegnamento L’ordine delle Suore di Maria Bambina, rispondendo alla Regola della propria fondazione, dimostrò nel giro di pochi anni di saper intervenire in tutti quei settori in cui era necessario aiuto, formazione e accoglienza. Dopo soli due anni, nel 1895, si rese necessario ampliare l’Opera, con l’apertura dell’asilo “Umberto I” che si rivelò fiorente sin dagli inizi, una presenza preziosa per la maggioranza della popolazione che lavorava in campagna. Per molti, a quei tempi, era già considerato un lusso poter far frequentare la scuola elementare ai bambini, spesso utilizzati in campagna a quell’età, quindi maggiormente apprezzato era avere la possibilità di lasciare i figli ancora piccoli alle cure amorevoli delle Suore, che, non limitandosi alla custodia, erano pronte nella loro opera educativa a favorire la crescita umana e morale delle persone, che ha inizio proprio nei primi anni della vita. La scuola elementare cessò nel 1939 per mancanza di insegnanti religiosi qualificati e restò aperta solo la scuola materna che intorno agli anni ’50 iniziò a chiamarsi “San Giuseppe”. Questa ha funzionato ininterrottamente fino al 2003, poi a causa della mancanza di vocazioni, la scuola ha ceduto alla parrocchia l’impegno per la gestione della stessa. Fino al 2010 la sola suor Pierluisa, ha mantenuto una classe d’asilo, affiancata da due insegnanti laiche. Servizio che, come volontariato, ha continuato ad espletare fino ad oggi come insegnante di religione nelle tre classi della materna. Agli inizi del 1900 le giovani generazioni cominciavano a sentire l’esigenza di adeguarsi alle novità di un Bambini SCUOLA MATERNA con suor FRANCESCA - 1945 mondo che stava rapidamente 9 cambiando. Palombara rimaneva però ancorata a vecchi modelli, con una mentalità restia ad accettare il nuovo e difficoltà per molti di trovare un’occupazione che fosse più redditizia del lavoro nei campi. Sono questi gli anni in cui alcuni giovani, attirati dalla speranza di una vita migliore, emigravano in America in cerca di fortuna. Mentre i maschi che intendevano proseguire gli studi andavano in Seminario, per le ragazze la situazione era più complicata. Per loro era impensabile continuare gli studi, uscire “dalle pareti domestiche” e dedicarsi a qualcosa di più formativo che le aiutasse a crescere. Le Suore, cogliendo questa esigenza, nel 1908 aprirono una “Scuola di lavoro per le giovinette” destinata al mondo femminile, in modo da avviare le giovani adolescenti verso quelle attività che sarebbero state utili per il loro futuro. Naturalmente la presenza delle religiose non si limitava a formare quelle capacità manuali, preziose per la qualità dei lavori prodotti, ma mirava a formare la persona secondo lo spirito d’amore che nasce dai valori presenti nella religione. Nel 1969, in seguito all’obbligatorietà della Scuola Media, la “scuola di lavoro” fu chiusa come istituto legalmente riconosciuto, ma molte giovani continuarono ad essere presenti “all’asilo” dalle Suore in Via dei SaSCUOLA di LAVORO con suor DOLORES bini, per apprendere l’arte del ricamo, del cucito e della maglieria. Le suore accompagnavano tante giovani verso il loro futuro di madri e spose cristiane; non di poco conto fu avere come insegnante la presenza capace di Suor Bartolomea. Le ragazze più brave, oltre a preparare il proprio corredo, si applicavano anche in lavori su commissione, naturalmente ricevendo un piccolo riconoscimento pecuniario. Racconta Bice: ”Sono praticamente cresciuta dalle Suore, con le mie compagne eravamo impegnate dalla mattina alla sera e sotto la guida di suor Bartolomea e di suor Amabile eravamo diventate vere ricamatrici. Quando il tempo lo permetteva, 10 sedute nella terrazza inferiore dell’asilo, vicino alla piccola grotta della Madonna di Lourdes, ognuna con il proprio telaio, tra battute e confidenze, (alcune erano già fidanzate), ci applicavamo nel preparare al meglio il nostro corredo. Per un certo periodo abbiamo lavorato anche per un maglificio di Roma. Il signor Angelo che laSCUOLA di LAVORO con vorava a Pomezia ci portava giacche o suor BARTOLOMEA cinture alte di lana tessuta dove noi ricamavamo motivi floreali. Quanto ci sembrava gratificante ricevere per il nostro lavoro ogni quindici giorni, come paga, circa cinquanta lire!” Si parla degli anni 60-70, quindi un periodo vicino a noi, ma sono molte oggi le donne che ricordano quell’apprendistato che le ha tanto aiutate una volta diventate mogli e madri. Per le ragazze era anche un modo di incontrarsi e stare insieme. Attività extrascolastiche Fin dai primi anni del novecento, precedentemente alla “scuola di lavoro per giovinette” le suore avevano aperto, nei locali dell’asilo il”Ricreatorio festivo”, una sorta di oratorio al femminile, per intrattenere le ragazze la domenica pomeriggio. Risulta dai documenti che nel 1907, per decisione del Consiglio Comunale, si chiedeva alle suore di chiudere il Ricreatorio, per motivi di igiene. Nella lettera inviata alla madre Superiora, il Sindaco, pur riconoscendo l’importante azione educativa espletata dalle suore, capaci di infondere nelle giovani “ … principi di sana moralità come il rispetto per i genitori, l’amore per il lavoro..” sottolineava che per annullare questa decisione era necessario che le ragazze, per poterne far parte, presentassero un certificato rilasciato dall’igienista municipale. La richiesta mostra come a quei tempi l’igiene personale fosse un “optional” e che anche le suore erano chiamate a curare, oltre all’anima delle giovani anche il corpo! Negli anni cinquanta si moltiplicavano ovunque le iniziative per adeguarsi 11 alle necessità di un’Italia che si andava economicamente evolvendo: era il periodo del boom economico ed il benessere materiale era la meta a cui tutti aspiravano, trascurando quella spiritualità che è la caratteristica delle anime semplici e devote. Per mantenere viva la fede e la devozione nell’animo dei bambini e dei giovani, le consorelle miravano a farsi trovare maggiormente presenti nella vita quotidiana della comunità palombarese, anche nel colonia estiva con suor DOROTEA periodo estivo. A Palombara ancora poche erano le famiglie che si potevano permettere la villeggiatura e anche in questo caso la presenza delle Suore fu determinante. Con la chiusura delle scuole le famiglie avevano il problema di dove poter lasciare i figli e per evitare che questi “scorazzassero” liberi per il paese, nacquero le “colonie estive”, che offrivano ai ragazzi attività di gioco e di svago. La costante presenza delle Suore era determinante per indirizzare gli stessi ad una forma educativa del vivere insieme, secondo quello spirito di fraternità su cui si fonda la nostra religione cattolica. Lo spirito d’iniziativa delle suore ha evidenziato la testarda volontà delle stesse di trovare i mezzi più accattivanti per intrattenere le giovani in modo sano, facendole frequentare l’Istituto nei giorni festivi. Nel 1965 la Superiora, con i sussidi dell’asilo, acquistò una macchina Fumeo per proiettare film la domenica e per i bambini durante la settimana. Il Parroco, appoggiò l’iniziativa e donò lo Ragazze con suor ROSA, schermo; due suore furono istruite sul funzioMADRE SUPERIORA 12 namento del proiettore. Si noleggiavano film a carattere istruttivo o religioso e con questo si cercava di tenere le giovani lontane dalle sale pubbliche e quindi salvaguardarle dai pericoli morali. Simpaticamente, durante la proiezione del film, Suor Giuditta, anticipando l’attuale abitudine di “sgranocchiare popcorn”, vendeva caramelle e dolciumi, naturalmente non va sottolineato il fatto che ciò che rimaneva dalle spese del noleggio, veniva sempre destinato ad opere benefiche. suor GIUDITTA - suor MARIA GRAZIA - suor DONATA - suor ALOISIA - suor MARGHERITA - suor MARIA TERESA suor LIBERATA - suor ANCILLA - suor RINALDINA Anche quando nel 1993 la Parrocchia ha ritenuto di dover aprire accanto alla chiesa di Santa Maria l’Oratorio, uno spazio per accogliere nelle ore pomeridiane bambini delle varie età, attrezzando sia gli spazi aperti che i locali interni, le Suore sono sempre state disponibili ad affiancare operatori volontari nella custodia e controllo dei minori. Non possiamo dimenticare, la”superattiva” Suor Bernardetta, conosciuta simpaticamente con il nome di ”Speedy Gonzalez”: bastava voltarsi o distrarsi un attimo che già era sparita. Per dodici suor BERNARDETTA in ORATORIO anni non ha fatto altro che “spendersi” per i ra13 gazzi e i giovani di Palombara, perché potessero crescere secondo gli ideali e i valori cristiani, in un ambiente sano in cui si respirasse una fede vissuta e gioiosa. Suor Bernardetta si è occupata dell’organizzazione e della realizzazione di attività finalizzate a reperire fondi per ottimizzare la funzionalità dell’Oratorio. La si vedeva percorrere instancabile suor BERNARDETTA in ORATORIO l’erta via degli Ulivi, con il sole o con la pioggia, due volte al giorno: dalla casa delle Suore all’Oratorio e viceversa, ma quel ricordo ancor oggi, non più fra i suoi ragazzi, la riempie di nostalgia e di gratitudine per aver vissuto un pezzo della sua vita in un paese così amato. Suor Bernardetta si è voluta unire a tutti coloro che rimpiangono la partenza delle Suore, usando parole che toccano il cuore e che riempiono di orgoglio la gente che ha ricevuto amore, ma che le ha dato tanto in cambio. Così scrive suor Bernadetta in occasione del ventesimo anniversario dell’apertura dell’Oratorio “Sento di aver dato la mia piccolezza al Signore e a Palombara dal 1996 al 2008, ma anche di aver ricevuto tanto in sensibilità, accoglienza e desiderio di collaborazione nell’oratorio e nella catechesi. Ringrazio tutti coloro che hanno vissuto con me le fatiche apostoliche di quegli anni e chiedo al Signore che faccia splendere il suo volto di amore e di misericordia su ogni abitante di Palombara” Attività infermieristica Palombara Sabina agli inizi del novecento rimaneva ancora lontana dallo sviluppo economico e sociale che si stava realizzando in Italia: molte erano le persone che vivevano nell’indigenza e l’assistenza sanitaria, le cure mediche erano assai precarie. Nel 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, la Comunità delle Suore assunse “l’assistenza dei malati a domicilio”, in modo particolare per i più poveri, istituendo presso la Casa delle Suore un ambulatorio aperto tutti i giorni. Gli anni della guerra, 1915-18, videro per la prima volta la partenza di molti giovani per il fronte. Fu un periodo terribile per le famiglie non pronte ad 14 affrontare i disagi di una guerra vissuta solo attraverso le lettere e i racconti dei soldati lontani. In quegli anni le Suore divennero gli “angeli del dolore e della preghiera”, infatti, la Congregazione, sempre presente nei momenti di bisogno, infondendo attraverso la preghiera un po’ di fiducia, portò aiuto e sostegno alla popolazione. In modo particolare suor Gonzaga Amigoni e suor Savina Grassi furono infaticabili nel soccorrere le persone, alternandosi nelle opere di pronto soccorso e di medicazione. Insostituibile risultò il loro importante aiuto quando alla fine del conflitto, si diffuse la terribile epidemia della “spagnola”. Continua e determinante fu l’attività delle Suore in campo medico-infermieristico, tanto che negli anni Trenta, quando al Colle Coco si aprì il piccolo ma importante Ospedale civile, queste entrarono a far parte del personale ospedaliero restandovi fino al 1957, dapprima in aiuto al Dott. Cioli, poi del dottor Baldanza quest’ultimo coadiuvato da Suor Margherita che tutti ricordano per la sua “dolce” severità. Nel 1976, con l’apertura del nuovo Ospedale SS. Salvatore, due suore ne fecero parte e furono assegnate rispettivamente una al reparto di medicina e l’altra a quello di chirurgia, protraendo la loro presenza fino al 1981. Contemporaneamente operava la “suora infermiera nelle famiglie” che assicurava l’assistenza a domicilio alle persone anziane, malate e sole. Tra le suore infermiere ricordiamo Suor Adelia che si recava a casa degli ammalati per eseguire i prelievi del sangue o fare iniezioni. L’intervento naturalmente non si limitava alle cure mediche, ma era la presenza rassicurante di una persona amica che sapeva ascoltare, fare compagnia e alleviare la sofferenza fisica e psicologica di chi aveva bisogno di aiuto. Ufficialmente l’attività si è interrotta nel 1997, ma a tutt’oggi le poche suore rimaste continuano a prodigarsi per aiutare le persone sole, offrendo anche materialmente aiuto, donando quelle parole di speranza e di fiducia che vengono direttamente da Dio e che costituiscono un rimedio importante contro la malattia della solitudine. suor ADELIA con un’anziana 15 Catechesi Le Suore di Maria Bambina, dal loro arrivo a Palombara si sono sempre impegnate nelle attività di catechesi ai bambini e ai giovani nelle due parrocchie di San Biagio e Sant’Egidio. Questo impegno è stato costante negli anni ed ha affiancato l’insegnamento dei catechisti laici con i quali hanno particolarmente curato la preparazione alla Prima Comunione ed alla Cresima. Ancor oggi Suor Pierluisa e Suor Giampiera seguono dei gruppi di bambini cercando di arrivare ad un dialogo costruttivo anche con le loro famiglie, bisognose loro stesse di catechesi, affinché ne supportino l’azione. suor PIERLUISA - suor GIAMPIERA con i bambini di prima comunione e le catechiste Capitolo 3 SCUOLA MATERNA “San Giuseppe” Nel silenzio di via dei Sabini, chi ha l’occasione di passare, può ascoltare le voci gioiose dei bambini della scuola materna, una serena oasi rimasta fortunatamente fuori dal via vai delle automobili e noi tutti vorremmo continuare a sentirle. L’asilo ha accolto dal 1895 i piccoli alunni, attuali nonni o genitori, generazioni che si sono avvicendate senza sosta. Dai documenti reperiti, risulta 16 che dal 1893 al 2004 (mancano i dati del 1895, 1897,1912), abbiano frequentato la scuola materna circa 3900 bambini che sempre hanno trovato il sorriso confortante di suore pronte ad essere madri pazienti, educatrici attente e disponibili ad aiutare, attraverso i piccoli, anche le fasuor ROMANA con i bambini della SCUOLA MATERNA - 1967 miglie che glieli affidavano. Quando la scuola materna fu istituita, si chiamava asilo perché a quei tempi offriva appunto “asilo” ai bambini che venivano affidati alle cure delle Suore, essendo i genitori impegnati nel lavoro. Le religiose intrattenevano classi molto numerose, ma curavano l’educazione, il comportamento, anche se non si trattava di una vera e propria attività propedeutica alla scuola elementare, come avviene oggi. A quei tempi i bambini erano molto diversi, dovremmo dire meno “svegli”, ma erano più ubbidienti, rispettosi della maestra e forse più desiderosi di imparare. Negli ampi spazi della scuola oltre a giocare insieme, i piccoli allievi disegnavano, imparavano canzoni, poesie, esercitandosi ad usare la lingua italiana, agli inizi del "900 illustre sconosciuta, ma soprattutto erano impegnati nelle recite. Queste ultime sono state da allora il fiore all’occhiello della scuola materna San Giuseppe: grande era la partecipazione di genitori e parenti agli spettacoli allestiti in occasione delle festività natalizie, ricorsuor ANCILLA con i bambini renze di varia natura o al terdella SCUOLA MATERNA 17 mine dell’anno scolastico. Con il passare del tempo, le insegnanti sempre professionalmente qualificate, hanno equiparato la scuola alla legislazione vigente, svolgendo l’attività didattica secondo una Programmazione annuale. Accanto all’aspetto ludico si cercava di sviluppare la manualità, di far esercitare i piccoli in schede didattiche di prescrittura/prelettura e di abituarli all’uso corretto della suor RINALDINA con i bambini della SCUOLA MATERNA e la superiora, suor GIOVANNA lingua italiana, pur non mortificando il dialetto palombarese, utilizzato nella comunicazione comune. Chi non conserva i “lavoretti” eseguiti per la festa della mamma o del babbo? Nel famoso cestino, antenato dell’attuale zainetto, con la tazza ed il bicchiere usato per mangiare, ogni bami bambini della SCUOLA MATERNA in oratorio bino portava a casa il disegno eseguito alla mattina in classe. Le “preghierine” quotidiane, le storie di Gesù e della Madonna, storie semplici ma sempre con una morale più o meno esplicita, intrattesuor JOLANDA con i bambini della SCUOLA MATERNA al TERMINILLO 18 nevano gli alunni preparandoli ad essere educati, sinceri, buoni, perché diversamente ”piange l’Angelo custode”. L’impronta religiosa accompagnava puntualmente il bambino per abituarlo a comportamenti corretti con i compagni e con gli adulti. Molte sono state le occasioni che hanno suor CECILIA con un bambino visto il coinvolgimento delle famiglie e della comunità palomba rese: ce lo confermano articoli celebrativi dei giornalisti locali, Giuseppe Catenacci, Alberto Pompili e del prof. Silvi, ma ne hanno memoria le stesse famiglie che più volte hanno lavorato con i figli per realizzare piccoli capolavori. Nel 1995, ad esempio, le Suore programmarono un concorso che aveva come tema “Biancaneve”: numerosi furono i lavori prodotti e la Commissione premiò i piccoli e grandi costruttori che avevano presentato ammiratissimi castelli in miniatura. Per citare altre esperienze che hanno reso la scuola materna un fulcro importante della comunità palombarese, abbiamo chiesto aiuto a suor Jolanda che avendo insegnato nel nostro paese dal 1989 per alcuni anni, ricorda come la collaborazione con i genitori sia stata meravigliosa: “…tutti si sono lasciati coinvolgere nelle varie attività previste dalla programmazione, con generosità ed intraprendenza”. Le uscite didattiche, così racconta suor Jolanda, terminavano con “i momenti insieme”, ad esempio la raccolta delle castagne nel bosco dei “cento padroni” a Moricone, era stata festeggiata con la castagnata nel terrazzo della scuola. Alcune mamme coadiuvavano le suore accompagnando i bambini nelle gite invernali: al Terminillo, allo Zoo di Roma, alla mostra dei cento presepi, per citarne solo qualcuna. La Superiora Suor Giovanna riuscì a far partecipare la scuola all’udienza del Papa Giovanni Paolo II e grande fu suor Jolanda con i papà dei bambini l’emozione quando il Papa riconobbe 19 la presenza del nostro Istituto, citandolo come “Scuola San Giuseppe”. Suor Giovanna, terminato il suo servizio a Palombara come Superiora è stata poi nominata Superiora del Collegio Etiopico all’interno del Vaticano. Altro momento pieno di gioia e allegria suor PIERLUISA con i bambini risale al 1995 quando, dudella SCUOLA MATERNA rante la Sagra delle cerase, i bambini si sono esibiti in costume per le strade del paese, eseguendo in Piazza la Tarantella. L’anno successivo, con il coinvolgimento di molti genitori, è stato allestito un carro allegorico su cui troneggiava Pinocchio e tra la felicità dei piccoli ha vinto il secondo premio. Ricorda suor Jolanda che le varie celebrazioni durante l’anno liturgico finivano talvolta con il “pane e pomodoro: ”Tutto ci aiutava a creare un clima familiare che ci permetteva di svolgere con entusiasmo il nostro servizio e di crescere nella comunione e stima reciproca. I ricordi - continua suor Jolanda - sono tanti e mi rimane nel cuore una grande gratitudine che esprimo davanti al Signore. Chiedo oggi che sia Lui a colmare il vuoto che senz’altro ci sarà e che sia un vuoto colmo della sua consolazione”. Sicuramente anche per noi ci sarà il vuoto lasciato da chi ha saputo accogliere non solo i bambini, ma anche i loro genitori, aiutandoli nel percorso di crescita cristiana in cui tutti i membri sono chiamati a rendere forte e salda la famiglia, oggi sempre più disorientata e confusa. 20 Suor Gonzaga Amigoni Nei 120 anni dalla fondazione dell’Istituto si sono avvicendate tante consorelle, ma tra queste un discorso più ampio va doverosamente rivolto a Suor Gonzaga, la cui presenza è stata incisiva, forte, ancora viva in molte persone che l’hanno conosciuta direttamente o attraverso il ricordo di parenti o di amici. Era nata in provincia di Bergamo nel 1864 ed era entrata nell’Ordine della Beata Capitanio nel 1889. Piccola di statura, esile nella persona, con un viso di bambina, possedeva quel carisma che attrae le persone, umile e semplice negli atteggiamenti, suor GONZAGA emanava una forza interiore che soggiogava chi la conosceva: ”un grande cuore in un piccolo corpo”, così la definiva chi la conobbe. Essendo maestra elementare abilitata, giunse a Palombara nell’autunno del 1893, dove ottenne l’insegnamento in una Prima elementare maschile. Non volle mai seguire il percorso scolastico nelle altre classi, ma ottenne di restare nella prima maschile resa sempre più numerosa dalla presenza dei ripetenti. Viveva per i suoi alunni a cui regalava pennini, astucci e piccoli oggetti, doni preziosi a quei tempi così avari nei confronti dei bambini. Era però l’amore che profondeva a piene mani in quei piccoli cuori il dono più grande che offriva ai bambini che restavano legati a Lei anche in età matura. Fu la vera madre spirituale per tutti, un angelo custode per tre generazioni di scolari. I piccoli portavano ai loro compagni ed ai grandi i “bigliettini della suora” in cui suor Gonzaga invitava a partecipare alla santa Messa e ai Sacramenti e quel “biglietto” era un “comando da eseguire” per chi lo riceveva! Durante la guerra 1915-18 Suor Gonzaga mantenne la corrispondenza tra i soldati al fronte e le loro famiglie, in tal modo per le madri e per le spose e le fidanzate, la suora divenne la confidente silenziosa e la depositaria di tante ansie e di altrettante speranze. In alcune famiglie si conservano quelle lettere scritte in modo ordinato, con una grafia curata affinché risultasse facilmente leggibile. Lo stesso faceva nei confronti di chi era emigrato in America e le sue 21 “letterine” erano intessute di espressioni di fede e di incitamento a credere nella protezione di Gesù e della Madonna della Neve, della quale era estremamente devota. La sua premura a contattare i palombaresi lontani è continuata anche nel periodo seguente il suo ritorno a Palombara, nel 1940. Abbiamo recuperato una lettera datata 3 marzo 1943, indirizzata ad un certo Enrichetto prigioniero di guerra in Africa. Suor Gonzaga incoraggia il giovane soldato a sopportare le difficoltà “… offri al Signore il digiuno (che ti … faranno fare) offrilo in penitenza … perché finisca la guerra … non c’è altro mezzo che la preghiera per far ritornare la pace”. Quanta gioia riempiva il cuore di chi riceveva queste lettere in cui si veniva rassicurati anche dalle notizie riguardanti i propri cari. Sempre ad Enrichetto, suor Gonzaga scriveva”la tua Giulia ogni giorno viene da noi a prendere il latte, sta proprio bene con il vostro figlioletto” e concludeva”la Madonna t’aiuti a star allegro”. Le sue parole erano un conforto che faceva sentire amato, ricordato e protetto dalla fede di una grande madre, chi era lontano, solo e in continuo pericolo. Le altre suore lasciavano suor Gonzaga libera nel suo copioso lavoro di corrispondenza anzi, a volte, erano costrette ad aiutarla per far fronte alle numerose richieste dei palombaresi. Nel 1930, non potendo continuare l’insegnamento per raggiunti limiti d’età, fu trasferita nella Comunità di San Sepolcro, ma il suo cuore restava legato a Pa- funerale suor GONZAGA 22 lombara e da lì continuò il suo apostolato con le tanto desiderate letterine, una guida sicura e sempre ben accetta “dai suoi figlioli”. Il suo desiderio di ritornare fu esaudito nel 1940: fu accolta con gioia ed amore da tutti e, nonostante l’età, riprese il suo apostolato con “ardore e spirito giovanile”. Tutto il paese si unì per festeggiare con grande solennità i suoi 80 anni. Nel novembre del 1945 una caduta rovinosa pose fine alle sue “corse apostoliche”, ma non alla sua penna ed alla sua parola. Si spense il 4 agosto 1947 e la sua salma fu esposta per due giorni nella sala dell’asilo, visitata da una folla incessante e venerata come una santa. Come in vita fu circondata da uomini e da giovani, così da uomini e da giovani la sua bara fu portata a spalla fino al cimitero di San Francesco. Il 4 agosto 1948 la sua salma, riesumata e benedetta al Cimitero dal parroco don Ippolito Ippoliti, fu accolta dalla popolazione al bivio delle Immagini. Sorretta a spalla dagli ex alunni fu accompagnata, alla presenza di autorità comunali e religiose in corteo, alla Chiesa di San Biagio. Qui la salma venne tumulata in un sarcofago nella Cappella della Madonna di Lourdes, vicino alla Madonna della Neve, nel cui nome aveva educato generazioni di bambini e guidato verso il bene tanti adulti. traslazione salma suor GONZAGA 23 Capitolo 4 Suore di Palombara Palombara ha generosamente contribuito negli anni alle vocazioni religiose. Si contano, infatti, trentasei suore locali. Quel piccolo seme iniziale, gettato con fiducia da Bartolomea a Lovere, in una terra lontana da noi, fatto fruttificare da altre giovani donne, generose nello spendere la loro vita per gli altri nella comunità di Palombara, è stato raccolto e sparso di nuovo, da altre ragazze palombaresi in luoghi diversi, per testimoniare l’amore di Cristo per gli uomini. Due anni dopo l’arrivo delle suore a Palombara, nel 1895, infatti, le prime due suore Palombaresi entreranno nell’Istituto delle Suore di Maria Bambina. Sono: suor Leontina Possenti e suor Rosa Pochetti Seguiranno: suor Augusta Mattei - suor Elena Tommasi sorella Angela Ortenzi - suor Emilia Greco suor Cecilia Bassotti - suor Pierina Ausili suor PIERINA AUSILI le tre sorelle De Paolis: NZA INCE V r suo suor DOMENICA suor ALE SSAN DRIN A Suor Lorenzina Bernasconi: apprezzata per il suo fervore, l’amore incondizionato verso tutti, la sensibilità estrema verso il dolore altrui, l’accoglienza assoluta per i poveri, l’umiltà edificante, la pazienza infinita, lo spirito materno. Fu 24 missionaria a Buenos Aires e nominata provinciale d’America nel 1919. Fondò: ospedali, scuole, seminari, case per anziani, opere parrocchiali. Morì nel 1965 A RENZIN suor LO CONI S B ERNA suor Gabriella Massimi suor Anna Bernasconi suor Angela Di Pasquale suor Giuseppina Pochetti suor Rosina Della Rocca suor Laurina Imperiali suor G IUSE POCH PPINA ETTI ENA ADDAL M r o u s ELI RAFFA suor STEFANINA CURTI suo DE r ROSA ANG ELI S suor Stefanina Curti suor Rosa De Angelis suor Raffaella Di Stefano suor Maddalena Raffaeli suor Gaetanina Annessi sorella Caterina Calandrini suor Giuseppina Conti suor G AETA ANNE NINA SSI INA IUSEPP suor G NTI CO 25 suor Clarice Ausili suor Liberata Pompili suor Egle Pochetti RICE suor CLA I L SI U A suor LIBER ATA POMPILI suor EGLE POCHETTI le due sorelle Catena: suor Redenta e suor Amalia TA EDEN suor R ENA CAT suor Eugenia Massimi suor Rosaria Di Stefano suor A MAL CATEN IA A Sono quattro le suore viventi: suor Alessandra Ranaldi suor Duilia Troiani suor Egidia Paparelli GENIA suor EU IMI MASS suor Rinaldina Di Benedett 26 suor RO SARIA D I ST EFANO L’ultima comunità a Palombara Attualmente l’Istituto è composto da cinque suore: suor Stefanina, Madre Superiora, suor Rinaldina, suor Cecilia, suor Pierluisa, suor Giampiera. Suor Rinaldina ha incontrato in modo decisivo il Signore 65 anni fa, sfidando le sicurezze, i divieti familiari, le proposte diverse e più facili da seguire. Anche se non di nascita, è sicuramente palombarese d’adozione e dopo più di trenta anni, per il paese è diventata un’istituzione: sa tutto di tutto, chiede, indaga, consiglia, sottolinea, vuol dire sempre la sua, ma la sua simpatia è davvero travolgente e preziosa. Impegnata nella scuola materna, non ha, come tutte le consorelle, trascurato le altre opere di carità, costante nella vita delle persone che conosceva e di cui si preoccupava se le sapeva in difficoltà. Suor Cecilia, a Palombara da 25 anni, ha già festeggiato il suo 60° di vita consacrata. Nella nostra Comunità ha sempre dimostrato di mettere tanto amore in ciò che faceva. Nella scuola materna si è occupata dell’accoglienza dei bambini e della responsabilità amministrativa (fino al 2003) e in parrocchia, fino a qualche anno fa, della catechesi ai bambini della scuola elementare, della cura della biancheria e degli arredi sacri nelle chiese, del canto nelle celebrazioni liturgiche. Molto sensibile, è capace di leggere nell’animo umano le gioie e le sofferenze, di condividere dispiaceri e problemi, assicurando a tutti la sua preghiera costante. 27 Suor Pierluisa è con noi da ormai 17 anni. La sua attività prevalente è stata l’insegnamento nella scuola materna, a cui si è dedicata con abnegazione. L’amore per i bambini traspare nei gesti, nei modi, nelle attenzioni con cui li segue ed è sempre stato apprezzato tantissimo dai genitori. Il suo impegno in Parrocchia continua come Ministro straordinario dell’Eucarestia agli anziani e ai malati, nelle attività di catechismo in preparazione ai sacramenti, nell’animazione liturgica. Anche di suor Pierluisa vorremmo ricordare l’atteggiamento schivo, umile, riservato di chi lavora per il Regno senza aspettarsi tanti ringraziamenti o approvazioni. Suor Giampiera, è con noi da pochi anni. Di lei sappiamo molto poco, perché ancora più restìa a parlare di sé. Molto preparata e discreta, si è adoperata continuamente per dare una mano nella Scuola e preparare i bambini e i ragazzi ai sacramenti. Il suo comportamento è di chi testimonia nel silenzio, nell’offerta di sé, nella sofferenza quotidiana, la ricerca continua della conversione, l’amore per il Padre, nella quotidiana corrispondenza al carisma dell’Istituto. 28 Suor Stefanina, è giunta nove anni fa da Milano, in precedenza aveva diretto a Pavia un Istituto scolastico che accoglieva alunni della scuola materna, elementare, media e liceo. Trasferita in questa più piccola comunità, è stata accolta con gioia dalle sette suore presenti a Palombara. Uno dei tanti doni che il Signore le ha concesso è stato quello di saper comunicare con il prossimo in modo immediato, semplice, diretto. Infatti, appena arrivata, suor Stefanina è riuscita ad entrare nel cuore e nelle case della gente di Palombara, che la stima, ha fiducia in lei e le vuole bene. In questi nove anni la sua famiglia è stata tutta la comunità palombarese, a cui ha donato le sue giornate e le sue preghiere. Percorrendo senza risparmiarsi le vie del paese, si è soffermata a portare una parola di conforto spirituale, l’Eucarestia per chi lo chiedeva espressamente, ma anche aiuto materiale agli anziani, agli ammalati, incoraggiando e supportando nell’assistenza, i famigliari. Dopo quattro anni dal suo arrivo, nel 2008, ha festeggiato con tutta la comunità palombarese il cinquantesimo anniversario di vita religiosa, mezzo secolo di vita vissuta con integrità e fedeltà. Il bene non è mai plateale, ma silenzioso e benefico per chi lo riceve e lo aspetta con ansia. Questa è stata la discreta presenza della Madre Superiora, che a volte si limitava a suonare il campanello per far capire a chi l’aspettava che non dimenticava nessuno. Come tutte le suore, Suor Stefanina ha sempre accompagnato nell’ultimo viaggio, la persona che frequentava nel periodo della malattia, pronta ad offrire la propria preghiera anche per chi ha subìto il lutto e accetta a fatica la perdita del proprio caro. La cosa straordinaria che colpisce, di Suor Stefanina è di avere sempre una parola buona per tutti, di non giudicare mai il comportamento delle persone, anzi di saper cogliere il buono “tra le righe” e di trovare in questo lo stimolo a donarsi con sempre maggiore generosità. Sono tante le suore che sono transitate per Palombara e di ognuna di loro vorremmo ricordare la presenza attiva, il bene che hanno distribuito a larghe 29 mani tra la gente, un amore silenzioso che ha nutrito il cuore di molte persone, specialmente quelle dimenticate o trascurate anche da parenti e vicini. Esprimiamo il nostro grazie a Dio per la loro presenza in tutti questi anni; il nostro grazie all’Istituto per averci permesso di incontrare tante donne semplici, umili ma straordinarie che con il loro servizio ci hanno spronato a camminare verso Cristo e ad essere sempre disponibili verso gli altri Se dalle suore abbiamo imparato quanto il bene fatto agli altri sia una forma di bene fatta a noi stessi, significa che la loro presenza non è stata inutile e sarà loro conforto sperare che quanto seminato con il loro esempio prima o poi produrrà frutto. Questo è il nostro ringraziamento, rimane forte la nostra richiesta di continuare a ricordarci nella preghiera 30 Si ringraziano: il Comune di Palombara Sabina la Farmasabina - Farmacia Comunale Dott. G. Marroni e Rag. A. Gomelino la Mu.Sa. – Municipalizzata Sabina Rag. S. Desideri per aver contribuito alla realizzazione di questa pubblicazione e tutti coloro che hanno collaborato Finito di stampare nel mese di Giugno 2013 da Tipolitografia Tommasi 31 1893-2013 In questa Casa di via dei Sabini per oltre un secolo le SUORE di MARIA BAMBINA hanno accolto ed educato con amorevole bontà tante generazioni di bambini si sono prodigate per accompagnare verso la maturità centinaia di giovani adolescenti molte hanno accolto l’invito vocazionale preziosa la loro opera a favore di tutta la nostra comunità aiutando anziani ammalati bisognosi illuminando con la luce della preghiera e dell’amore cristiano ogni situazione della vita A ricordo di così tanta generosità e in segno di perenne gratitudine la Comunità palombarese tutta intera Pose 29 giugno 2013 32