Edizione 2006-2007
Consigli per la prevenzione
Polizie comunali associate da 25 anni
Volontariato al servizio dei cittadini
Attrezzature e competenze nel soccorso
FCTSA
Federazione Cantonale Ticinese
Servizi Ambulanze
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Impressum
Editore
Edimen Sagl, Lugano
Direttore editoriale
Pietro Izzi
Redattore responsabile
Stefano Pescia
In redazione
per la Polizia cantonale:
- Marco Frei
- Mario Ritter
per le Polizie comunali:
- Ivano Jotti
- Dimitri Bossalini
per la FCTCP:
- Giampiero Butti
- Michele Casari
- Michele Fattorini
- Lionello Sacchi
- Alain Zamboni
per la FCTSA:
- Luciano Anselmi
- Roberto Cianella
- Stefano Dell’Orto
- Sandro Muschietti
- Giuseppe Savary
Amministrazione e pubblicità
Edimen Sagl.
Via Monte Boglia 1 - CP 4622
CH-6904 Lugano
Tel. +41 (0)91 970 24 36
Fax +41 (0)91 970 24 39
[email protected]
Grafica e impaginazione
Adriano Sigg - Edimen Sagl.
Stampa
TBS, La Buona Stampa sa
CH-6963 Pregassona
Sommario
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Editoriale
Saluto dei responsabili
Consigli sulla prevenzione dei furti
La violenza: atti delittuosi molto garvi
Sicurezza nella terza età
Combattiamo la pornografia infantile
Scuola Cantonale di Polizia
UNIMATOS: le nuove uniformi della Polizia cantonale
Agente di Polizia: la sicurezza al servizio dei cittadini
La Polizia comunale
I 25 anni dell’Associazione delle Polizie comunali ticinesi
Distribuzione dei Corpi delle Polizie comunali sul territorio
Soluzioni d’allarme wireless di Swissphone
Il nuovo sito Internet dei pompieri ticinesi
La formazione di un milite pompiere
A salvaguardia dei propri polmoni
Volontaria pompiere: sicurezza e buon senso
Autopompe e autobotti
Il servizio di soccorso stradale UPSA Ticino
Vasto incendio ad Avegno
Da Airolo a Chiasso
Servizio «Catering» 365 giorni all’anno
In Ticino oltre 1’900 interventi nel 2005
SCUDO: avere il desiderio di rimanere e curarsi a domicilio
Come e quando chiamare il 144
La patologia cardiovascolare
I sanitari del tunnel più lungo del mondo
Casapool: piscine, whirlpool e saune
Soccorritrici professionali: per gli altri con competenza
Perché devo pagare l’autoambulanza?
La Guardia Aerea Svizzera
Come diventare soccorritori volontari
Una corsa contro il tempo
Numeri utili
per una vista precisa a tutte le distanze per tutte le condizioni di luce
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INTERNATIONAL CALL CENTER:
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+41 (0)91 973 32 64
Editoriale
“SOS” il piacere di crescere informando
anche perché ci hanno permesso di
offrire ai lettori un’interessante
panoramica di informazioni di un
mondo tanto utile, per gli importanti
benefici che porta alla comunità,
quanto misterioso.
Stefano Pescia, redattore responsabile
e Pietro Izzi, direttore della Edimen Sagl
Il desiderio di dialogare con la popolazione attraverso una pubblicazione,
unica nel suo genere nel nostro
Cantone e in Svizzera, è stata una
novità editoriale che ha saputo confermare con successo l’obiettivo della sua nascita.
La scelta di creare un affidabile gruppo redazionale, in collaborazione con
la Polizia Cantonale, la Federazione
Cantonale Ticinese dei Corpi
Pompieri e la Federazione Cantonale
Ticinese Servizi Ambulanze, ci ha
permesso di privilegiare la qualità
dei contenuti proposti da professionisti di ognuno dei tre Enti di sicurezza
pubblica e di soccorso in Ticino.
A loro, in particolare, esprimiamo il
nostro più apprezzato ringraziamento
In questa seconda edizione dell’annuario abbiamo voluto completare e
approfondire quel concetto di sicurezza, che è il giustificato desiderio
comune di ogni cittadino, con numerosi consigli che spaziano dalla prevenzione dei furti fino alla sicurezza
nella terza età, dalla scuola di polizia, alla formazione di un pompiere,
fino ai requisiti e alle modalità per
diventare soccorritori volontari.
Inoltre, abbiamo completato “SOS”
aggiungendo una parte dedicata
all’ACPTI e alle polizie comunali, la
cui Associazione festeggia quest’anno il 25° di fondazione e uno spazio
specifico riservato alla guardia Aerea
Svizzera REGA.
L’idea di proporre un nuovo annuario
di utilità pubblica come “SOS” e il
positivo riscontro che abbiamo ricevuto da lettori e inserzionisti, ha stimolato tutti a pensare al prossimo
anno. Le tematiche non mancano
certamente e così con entusiasmo e
impegno abbiamo voluto rinforzare
questo prodotto. Ecco perché “SOS”
2007 non sarà più un annuale ma si
arricchirà di un ulteriore edizione di
primavera che affiancherà la pubblicazione autunnale.
Stefano Pescia
redattore responsabile
5
I nostri sapori.
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I Nostrani del Ticino sono la riscoperta dei
sapori locali e provengono esclusivamente da
aziende ticinesi che ne garantiscono la qualità,
la freschezza e la genuinità.
In Ticino per il Ticino è l’impegno concreto e
coerente nel sostenere agricoltori, allevatori e
produttori alimentari della nostra regione.
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Saluto dei responsabili
Ten. Ivano Jotti - presidente APCTI
Magg. Giampiero Butti - presidente FCTCP
Dott. Luciano Anselmi - presidente FCTSA
Premetto che mi è doveroso rivolgere
un sentito ringraziamento alla redazione dell’annuario “SOS” per aver dato
l’opportunità all’ACPTI e alle polizie
comunali di presentarsi ai suoi lettori.
L’Associazione delle Polizie comunali
ticinesi festeggia quest’anno il 25º di
fondazione. Essa raggruppa i delegati
di 46 Corpi di polizia comunale (dal
più piccolo al più grande e numeroso)
in rappresentanza di 51 Comuni, per
un totale a tutt’oggi di 323 agenti,
che operano sul territorio nel contesto della sicurezza pubblica. Quel
concetto di sicurezza che è il desiderio comune di ogni cittadino ticinese e
di cui fanno parte anche i Corpi
Pompieri ed i servizi di pronto intervento e soccorso preospedaliero.
Sovente l’agente di polizia comunale
è chiamato fianco a fianco con i servizi sopraccitati, in particolare durante i
loro interventi. A tale proposito mi
preme sottolineare come alcuni corpi
di polizia comunale recentemente si
siano dotati, e altri lo stanno facendo,
di un defibrillatore a dimostrazione
della buona intesa e di una attiva collaborazione. Nell’ambito della sicurezza l’agente di polizia comunale riveste
un ruolo molto importante. Infatti, con
la sua costante presenza sul territorio
comunale a stretto contatto con la
gente, la sua disponibilità, la professionalità e le conoscenze, costituisce
per ogni cittadino un punto di riferimento, un aggancio in qualsiasi
momento. A voi cari lettori, un cordiale saluto a nome di tutti gli agenti di
polizia comunale, e buona lettura.
La pubblicazione della prima edizione
della rivista “SOS” ha riscontrato un
ampio interesse da parte della popolazione ticinese. Ci rallegriamo in
quanto, a nostro avviso, si tratta di
un segnale forte che conferma il
desiderio di conoscere meglio le
organizzazioni di primo intervento
denominate “luci blu”. Abbiamo quindi deciso, assieme ai nostri partner
di primo intervento (Polizia cantonale
e Servizi ambulanze), di collaborare
con l’editore nella preparazione della
seconda edizione. Dopo una prima
presentazione dei centri di soccorso
cantonali attivi in Ticino, nel presente
numero e in quelli futuri approfondiremo delle tematiche particolari e specialistiche con lo scopo di informare
e sensibilizzare ulteriormente il lettore. Mi preme ricordare che i pompieri, nella stragrande maggioranza, prestano il loro non sempre facile servizio a beneficio della comunità quali
volontari. E’ un’attività accessoria
che essi svolgono con grande impegno e dedizione. Grazie a questa condizione essi riescono a fornire le loro
molteplici prestazioni sull’intero territorio. Proprio recentemente si è concluso il corso cantonale per la formazione di base per nuovi incorporati
che ha visto la partecipazione di ben
84 giovani di età compresa tra i 18 e
i 30 anni. Un segnale questo a conferma che l’attività di pompiere continua ad esercitare un forte fascino
tra i giovani. Concludo questo mio
breve saluto augurandovi una piacevole lettura.
Il mondo del soccorso preospedaliero, al di là dell’ambulanza che sfreccia con sirene e luci blù rimane ancora un oggetto misterioso agli occhi
del grande pubblico. Ogni iniziativa
che possa contribuire a meglio illustrare l’attività svolta quotidianamente da oltre 100 soccorritori professionisti e quasi 500 soccorritori volontari non può pertanto che essere salutata positivamente. In questo ambito,
e sulla scorta del successo riscontrato con la prima edizione di «SOS», la
FCTSA ed i servizi ambulanza si sono
nuovamente resi disponibili per collaborare con l’editore. L’intenzione è
quella di creare un canale privilegiato
con il lettore in maniera da poter veicolare informazioni sul variegato ed
interessante mondo del soccorso
preospedaliero ticinese. Dopo le presentazioni sui diversi servizi ambulanza presentate nello scorso numero (i cui contenuti sono disponibili su
www.fctsa.ch), ci soffermeremo su
alcuni aspetti particolari che ruotano
attorno alla formazione, di base o
continua, per professionisti o laici del
soccorso e alcuni progetti innovativi
a livello svizzero. Un annuario esempio del clima ottimo tra i cosiddetti
partner delle luci blù presenti in
Ticino; non capita infatti sovente a
livello svizzero che i diversi attori sulla scena dell’emergenza cerchino di
sviluppare sinergiche forme di collaborazione a pieno beneficio dell’utenza finale. Ma di questo parleremo
nella terza edizione dell’annuario...
Buona lettura a tutti.
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Polizia cantonale - 117
Questi reati sono molto frequenti e avvengono ovunque
Consigli sulla prevenzione dei furti
I furti sono in cima alle statistiche: nelle abitazioni, per strada, nei negozi,
durante i viaggi, sul posto di lavoro, nei luoghi affollati, ecc.
Generalmente i ladri sorprendono le loro vittime in qualsiasi occasione.
Dove si trovano soldi o oggetti di valore che sono messi
in circolazione, il rischio aumenta. Sovente i ladri agiscono da soli per meglio ingannare la vigilanza o sviare l’attenzione delle loro vittime. A volte agiscono anche in
gruppi organizzati allo scopo di distrarre più facilmente
le vittime. I ladri approfittano di tutte le occasioni e
approfittano dell’opportunità del momento, ma spesso
pure della sbadataggine delle loro vittime che sono disattente ed imprudenti.
Introduzioni furtive
I ladri che si introducono nelle abitazioni senza scasso,
approfittano non solo delle occasioni ma anche della
sbadataggine delle loro vittime che, lasciando aperte
porte e finestre, facilitano loro il compito.
Alcune misure semplici di prudenza bastano per evitare
questo genere di delitti.
Così ci si protegge dall’introduzione furtiva:
• Porte chiuse agli estranei. Non fate entrare sconosciuti in casa vostra se non siete convinti. Una catena
di sicurezza o una spranga d’arresto renderanno più
sicure le vostre porte.
• Chiudere. Prima di uscire di casa, chiudete accuratamente porte e finestre.
• Oggetti di valore in cassaforte. Depositate gli oggetti
di valore e i documenti importanti nella cassaforte o
in una cassetta di sicurezza.
• I nascondigli per le chiavi spesso non sono nascondigli.
Attenzione ai nascondigli per le chiavi apparentemente
sicuri. Lo zerbino, la bucalettere, il vaso di fiori, ecc.
non sono nascondigli sicuri contro i ladri.
Illustrazione: © SKP PSC 2005
Furto con scasso in locali privati
“Perché proprio da me?”, si chiedono spesso coloro
che hanno avuto la casa svaligiata dai ladri.
Queste persone, spesso, non sanno che i ladri, prima
di agire, valutano attentamente i propri obiettivi e i relativi rischi e che le loro scelte dipendono da vari fattori.
Adottando un comportamento adeguato e delle semplici misure tecniche, è possibile ridurre al minimo il
rischio di scassi.
Già tenendo un comportamento corretto è possibile
ridurre il rischio di furto con scasso:
• Osservate. Prima di uscire di casa, come pure al rientro, verificate se qualcuno mostra attenzione per la
vostra abitazione.
• Non segnalare l’assenza. Non lasciate chiari indizi
dell’assenza: biglietti sulla porta, posta che si accumula per giorni, messaggi sulla segreteria telefonica, ecc.
• La cassaforte. Deve essere immurata o ancorata al
pavimento.
• Misure di carattere tecnico. Porte, finestre e lucernari sono spesso ostacoli facili da superare per gli
scassinatori. Informatevi con l’aiuto del nostro prospetto sulle possibilità di proteggere meglio i propri locali.
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Polizia cantonale - 117
Usata senza scrupoli danneggia l’integrità fisica di una persona
La violenza: atti delittuosi molto gravi
Con o senza armi, e contro chiunque, la violenza ha per scopo la possibilità di arricchirsi, o la sofferenza di una persona. Anche un danneggiamento è un atto di violenza contro dei beni materiali altrui, di privati o di enti pubblici. La violenza non è
quindi usata solo contro le persone. Il movente è sempre diverso. Nella violenza contro le cose lo scopo è la loro distruzione. Il motivo? Sfogare la violenza, a volte perché alterati da uno stato di ubriachezza, o perché sotto l’influsso di stupefacenti o
semplicemente per fare una bravata.
I figli, vittime e autori
Collaborate anche voi con la Polizia. Parlate con i vostri
figli e spiegate loro cosa sono gli atti di violenza e quali
le conseguenze. Rendeteli vigili e attenti e nel contempo
responsabili. Evitate che vostro figlio si esponga a rischi
inutili, così che non ceda alla tentazione, per lo più indotta da amicizie dubbie, di commettere una violenza o un
crimine contro la proprietà o l’integrità delle persone.
Confidatevi con i vostri figli così da riuscire a conoscere
i luoghi che frequentano, cosa fanno, chi sono i loro
amici. Prestate attenzione a comportamenti strani o
sospetti. Intervenite duramente dove è necessario e
indicate, dove occorre, “la retta via”.
Atti di vandalismo
Ogni giorno siamo confrontati con atti di vandalismo:
vetrine rotte, automobili con la carrozzeria rigata, copertoni tagliati, muri imbrattati, graffiti, ecc. Non esitate a
denunciare questa fastidiosa mancanza di rispetto.
Impedite con la vostra denuncia che questo atto possa
succedere di nuovo. Date alla Polizia la possibilità di
punire gli autori. La vostra segnalazione potrebbe portare all’identificazione dell’autore.
Gioventù e violenza
Per ogni giovane la criminalità e la violenza hanno una
propria storia. Né la nazionalità, né l’appartenenza
sociale da sole spiegano la tendenza alla delinquenza.
Sono molti gli aspetti che svolgono un ruolo importante:
i genitori svolgono il loro ruolo di modello? Le persone
di riferimento hanno il coraggio di stabilire limiti chiari e
di imporli ai giovani? Gli educatori sono in grado, anche
nelle difficoltà, di capire e risolvere i conflitti senza ricorrere alla violenza?
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Foto: © SKP PSC 2005
Prevenzione
Non esistono ricette e misure semplici contro la violenza giovanile. Un importante contributo può essere però
fornito dalle figure educative più vicine al giovane come
i genitori e gli insegnanti.
• Aiuto solidale. È importante che i giovani abbiano
fiducia in se stessi, che sviluppino una propria volontà
e, se necessario, sappiano anche dire chiaramente di
“no”. Per far questo hanno bisogno del sostegno e
della collaborazione dei genitori, degli insegnanti e di
persone di riferimento, di fiducia che facciano parte
del loro ambiente e delle istituzioni pubbliche.
• Svolgere la funzione di esempio. È necessario fornire
esempi di sincerità, correttezza e tolleranza. I giovani
violenti e criminali spesso hanno subito violenze essi
stessi. In questo modo imparano: i problemi si risolvono con la violenza fisica e psicologica.
• Parlare della violenza. I colloqui e i giochi di ruolo
possono aiutare a capire situazioni difficili (ricatti di
altri scolari, bande che vogliono provocare o compagni
che vengono picchiati davanti ai nostri occhi) e a
gestirle agendo nel modo giusto.
• Riconoscere i segnali. Segnali di allarme che possono denotare l’esistenza di violenza nella scuola:
– Rifiuto della scuola.
– Comportamento alimentare anormale e disturbi nervosi del giovane.
– Progressivo isolamento del giovane.
• Reazioni adeguate a lievi mancanze. Una reazione
adeguata, ma chiara, di fronte ad azioni illecite di piccola entità può impedire un’”escalation”. I giovani
hanno bisogno di limiti.
• Riconoscimento tempestivo della violenza. Spesso i
primi reati si commettono in gruppo, in una comunità
o in banda. Gli adulti devono imparare a riconoscere
tempestivamente queste involuzioni e a reagire correttamente.
Le statistiche testimoniano che anche in Svizzera la
violenza nella famiglia è un dato di fatto.
Una forma di comportamento improntata al rispetto e al
dialogo non è ovvia nell’ambito familiare. Da 30’000 a
40’000 bambini in Svizzera vivono situazioni di violenza
in famiglia, violenza rivolta direttamente contro il bambino o contro altri membri della famiglia.
A causa dei grandi cambiamenti sociali, alla scuola
viene delegata una responsabilità sempre maggiore
per quanto riguarda l’educazione e lo sviluppo della
personalità dei bambini. A scuola, tuttavia, i bambini e
i giovani vengono anche a contatto con problemi sociali e culturali. La pressione psicologica per aumentare il
rendimento e la competizione sono spesso molto forti.
Non tutti sono in grado di sopportarla. Molto spesso gli
adolescenti e i giovani cercano di liberarsene con la violenza o altri comportamenti devianti.
Lo sapevate che un quarto dei colpevoli di reati penali è
composto da bambini e giovani?
Nella fase di sviluppo di un bambino, l’influenza della
famiglia e della scuola diminuisce progressivamente,
mentre si intensificano significativamente i contatti
con i coetanei durante il tempo libero e aumenta l’influenza dei media.
Nell’età che va dai dieci ai dodici anni, le influenze
esterne superano quelle della famiglia e della scuola.
Una prevenzione che voglia avere prospettive di successo deve iniziare ora e durare fino al termine della scuola
dell’obbligo, rivolgendo una particolare attenzione al settore delle attività extra-scolastiche.
Lo sapevate che i giovani fra i 15 e i 18 anni sono la
fascia più a rischio per quanto riguarda la predisposizione alla violenza?
Anche fra le mura di casa...
La vita di famiglia non sempre è idilliaca. Il solo fatto di convivere con
altre persone in uno spazio circoscritto è fonte di potenziale conflittualità. Negli ultimi tempi si moltiplicano le
notizie che parlano di «violenza domestica». Ma davvero
la violenza tra persone unite da un legame affettivo è
improvvisamente aumentata?
No! La violenza nella coppia e nella famiglia è sempre
esistita. Da tempo le case delle donne e i consultori
cercano di attirare l’attenzione sul fenomeno. E’ però
aumentata la sensibilità del grande pubblico ed inoltre il
modo di pensare nella società si è modificato. La violenza fra mura domestiche non viene più considerata un
problema relazionale che riguarda solo due persone, ma
è diventata una questione che tocca tutti e che non
deve più essere tollerata. La protezione nei confronti della violenza è
un diritto di ogni individuo, e vale
anche in casa propria. Lo Stato e
la polizia vogliono provvedere a
garantire questa protezione.
...la violenza è un reato!
Chi picchia esercita violenza.
Chi esercita violenza è punibile.
Ecco perché la polizia interviene quando viene sollecitata.
Per ordine dello Stato protegge le vittime e
interroga gli autori. In un opuscolo ottenibile gratuitamente nei posti di Polizia è illustrata la tematica della
«violenza domestica» e vi sono considerate sia la vittima
che l’autore.
La «violenza domestica» si manifesta sotto forma di:
• violenza psichica
• violenza fisica
• violenza sessuale
• violenza economica
Ecco alcuni esempi di comportamenti violenti che contravvengono direttamente alle norme del Codice penale svizzero:
• picchiare
• rinchiudere
• oltraggiare, intimidire, minacciare con delle armi
• utilizzare delle armi
Della «violenza domestica» fanno già parte azioni malvagie come:
• trascurare
• privare del denaro
• perseguitare
• sorvegliare in modo eccessivo
• isolare una persona, per esempio vietandole i contatti
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Polizia cantonale - 117
Le persone anziane sono oggi vittime soprattutto della piccola criminalità
Sicurezza nella terza età
Alcune misure preventive per combattere un sentimento di paura e insicurezza.
Prevenzione
A casa
- è opportuno che l’entrata dell’autorimessa, l’ingresso
di casa e la tromba delle scale siano ben illuminati.
- Non si deve mai aprire la porta agli sconosciuti.
- Anche di giorno, chiudete a chiave le porte dell’autorimessa, quella di casa e dell’appartamento.
- Notate delle persone sospette che si aggirano nei dintorni di casa vostra o del vostro quartiere? Non esitate a chiamare la Polizia. È meglio chiamare la Polizia
per un falso allarme piuttosto che non chiamarla e poi
sapere che la persona sospetta ha aggredito un
vostro conoscente o addirittura vostro figlio.
Sulla strada come pedoni
- Evitate i vicoli bui ed i parchi deserti, se possibile cercate di essere in gruppo o almeno con qualche persona che conoscete.
- Meglio allungare il tragitto dando la preferenza a strade illuminate e meno deserte.
- Utilizzando bancomat, postomat o tesori notturni,
accertate di non essere osservati da estranei.
In ogni caso è meglio prelevare denaro di giorno evitando le ore notturne.
- Non fate gli eroi, in caso d’aggressione, cedete i vostri
oggetti di valore: non mettete in alcun modo a repentaglio la vostra vita.
Attenzione al telefono!
- Non date troppa confidenza agli sconosciuti che vi
chiedono informazioni via telefono.
- Quando i bambini rimangono soli in casa, insegnate
loro, rispondendo al telefono, a dire: «Adesso la mamma e/o il papà non può venire al telefono».
- In caso di telefonate anonime o telefonate moleste,
avvisate la Società di telecomunicazioni.
- L’uso del telefono per molestare o inquietare le persone è punibile a querela di parte.
Con poche misure preventive ed un comportamento
adeguato è possibile ridurre notevolmente il pericolo di
cadere vittima di atti criminali:
- Evitare la calca. Fate attenzione alla folla, è il luogo
ideale per i borseggiatori! Sorprendono le loro vittime
nei supermercati, alle fermate dei mezzi di trasporto
pubblici, nelle stazioni, negli aeroporti, ecc. Prestate
la massima attenzione nei luoghi affollati!
- Porte chiuse agli estranei. Non aprite la porta a persone sconosciute senza esservi prima accertati della
loro identità chiedendo in modo chiaro “Chi è” e le
loro intenzioni chiedendo “Cosa vuole”. Una spranga
d’arresto o una catena di sicurezza sulla porta, vi permette di aprire uno spiraglio mantenendovi al sicuro e
proteggendovi da spiacevoli sorprese.
- Chiudere sempre l’automobile. Chiudete sempre a
chiave la vostra automobile, anche se vi allontanate
solo per qualche minuto. Oggetti di valore lasciati in
vista in auto sono un facile bottino e attirano i ladri.
Si sa che l’occasione fa l’uomo ladro!
- Non firmare subito i contratti. Prima di firmare un
contratto, leggete attentamente le condizioni e chiedete consiglio a persone esperte.
- Viaggiare con prudenza. Quando siete in viaggio siate
prudenti con il denaro, le borse, le borsette, i documenti personali e di viaggio. La sbadataggine e l’ingenuità sono cattivi compagni di viaggio. Tenete sempre
sott’occhi i vostri bagagli!
Aiutate la polizia
Quando notate qualcosa di sospetto, o siete testimoni
di un reato, chiamate la Polizia (112-117) in modo particolare quando:
- Notate qualche cosa di sospetto;
- Siete testimoni di un avvenimento delittuoso;
- Vi sentite in pericolo;
- Avete subito un reato.
Cercate di non lasciarvi sfuggire particolari importanti:
- Il numero di targa della vettura sospetta, eventualmente il colore e la marca;
- La direzione di fuga e quanti erano i sospetti;
- Prestate particolare attenzione ai connotati dell’autore, statura, colore capelli, età, corporatura, la lingua
con la quale si è espresso, come era vestito, segni
particolari (tatuaggi, cicatrici,…).
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SORVEGLIANZE
SERVIZI SPECIALI
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Polizia cantonale - 117
Reati su Internet
Combattiamo la pornografia infantile
Nel corso del mese di settembre 2002 si eseguì un intervento congiunto
tra tutti i corpi di polizia della Svizzera nel contesto di un’operazione
alla quale venne assegnato il nome in codice di “Genesis”.
«SCOCI»
All’inizio del 2003 l’Ufficio federale di polizia ha costituito e reso operativo, a Berna, lo SCOCI (Servizio di coordinamento per la lotta contro la criminalità in Internet)
che si occupa di raccogliere ed esaminare tutte le
segnalazioni riguardanti i reati commessi in Internet.
Lo SCOCI si occupa anche di controllare e segnalare
alle Autorità cantonali ed estere i siti che permettono di
accedere a materiale proibito, come ad esempio la pornografia dura, gli atti di cruda violenza su esseri umani
o che trattano argomenti quali l’estremismo, la discriminazione razziale eccetera. Ogni cittadino, per mezzo di
un formulario elettronico presente sul sito
www.scoci.ch, ha facoltà di segnalare al Servizio preposto un sito illegale oppure altre situazioni illecite quali lo
spam, il phishing eccetera.
I servizi inquirenti statunitensi avevano infatti precedentemente arrestato delle persone ed erano intervenuti in
una società del Texas attiva nella messa in circolazione
in Internet di materiale pedopornografico. Per mezzo di
un formulario elettronico presente sul sito della società
era possibile attivare abbonamenti per un determinato
periodo di tempo che permettevano di accedere a siti
contenenti materiale di pornografia infantile. L’indagine
americana aveva permesso di risalire ai numeri delle
carte di credito e ai nominativi delle persone che avevano sottoscritto degli abbonamenti in rete proprio con lo
scopo di avere libero accesso a immagini e filmati
riguardanti la pornografia infantile. I clienti erano sparsi
in 61 paesi tra i quali, appunto, la Svizzera.
L’operazione, la prima di questo genere e portata nel
nostro paese, si rilevò senza precedenti sia per numero
di persone coinvolte che per materiale illegale rinvenuto.
Vennero infatti indagate oltre 1000 persone, eseguite
circa 1100 perquisizioni, trovati e sequestrati centinaia
di migliaia di files proibiti scaricati da Internet.
Sicuramente “Genesis” segnò in tutti (politici, magistrati, polizia e opinione pubblica), un importante cambiamento nella percezione del problema legato alla pornografia minorile in Internet. Ci si rese conto, come d’altra
parte è accaduto in altre tipologie di reato, che la
Svizzera non era “un’isola felice”.
Campagna nazionale “Stop alla
pornografia infantile su Internet”
Nel nostro paese è attualmente in corso una campagna
di prevenzione denominata “Stop alla pornografia infantile su Internet”, programmata sull’arco di 3 anni (20052007), che è stata concepita e prodotta dall’Ufficio di
Prevenzione della Criminalità svizzero su mandato della
Conferenza dei Dipartimenti di Giustizia e Polizia.
La campagna di prevenzione si concentra appunto su
Internet e, tra altri, ha come scopo anche quello di sensibilizzare adulti e minorenni a un corretto uso di
Internet. Un canale privilegiato, quest’ultimo, per coloro
che vogliono cercare e acquisire materiale pornografico
illegale per loro uso e consumo o per metterlo a disposizione di altri utenti interessati alla tematica. Nelle chat
o nei gruppi di discussione, inoltre, può succedere che
degli adulti cerchino di entrare in contatto con dei minorenni a scopi sessuali.
Internet è una comunità globale che rispecchia, sia in positivo sia in negativo, quella reale. Per analogia bisogna
essere coscienti che qualche potenziale pericolo esiste.
Pretendere però di difendersi ad esempio non collegandosi a Internet, significa escludere noi stessi e i nostri figli
dalle tante, interessanti e utili opportunità che, purtroppo,
assieme a qualche rischio evitabile, la rete offre.
15
Files proibiti 2002-2006
Polizia cantonale - 117
1’000’000
422’229
100’000
14’178
10’000
2’046
1’000
256
96
100
Il nostro Cantone non è immune al problema della pornografia infantile. Difatti, in questi anni, sono state indagate una settantina di persone sospettate d’aver cercato e scaricato da Internet files di pornografia concernente minorenni o comunque proibiti.
Come confermano i due grafici che seguono i files proibiti trovati in Ticino dalla polizia cantonale su computers
o altri supporti elettronici nel corso delle perquisizioni
sono migliaia. Ciò dimostra come anche alle nostre latitudini siano attivi degli individui che cercano in Internet
e salvano per il loro piacere personale, fotografie e filmati che ritraggono dei bambini o degli adolescenti
nudi, ripresi nelle loro parti intime o che, peggio, sono
sessualmente abusati.
È essenziale non dimenticare mai che la pornografia
infantile in Internet non va banalizzata e tenere sempre
presente che dietro ogni immagine vi è stato, da qualche parte nel mondo, un abuso su un minorenne.
La polizia cantonale, che lavora in stretta e costante colUn ispettore della polizia cantonale mentre
sta esaminano con uno speciale software
un PC di un indiziato.
Filmati
animali
Immagini
animali
Filmati
violenza
Immagini
violenza
Filmati
pedofilia
1
Perquisizioni/sequestri 2002-2006
Perquisizioni
75
PC/HD
analizzati
PH/HD
sequestrati
Ticino
76
10
Immagini
pedofilia
Di conseguenza, come nella vita quotidiana, non dobbiamo ignorare questi pericoli, ma conoscerli e imparare e
insegnare ai nostri figli ad evitarli.
Ricordiamoci sempre che in Internet le persone possono essere diverse da quelle che dicono di essere.
La parola d’ordine per tutti, quindi, è diffidare.
Bisogna quindi sforzarsi di educare i bambini
e gli adolescenti raccomandando loro:
• Non svelate a sconosciuti nome o cognome,
indirizzo o numero di telefono;
• Non rispondete a coloro che vi fanno domande
sulle abitudini, sul corpo, sul sesso;
• Non rimanete in una chat se qualcuno vi infastidisce
o vi fa sentire a disagio;
• non incontrate persone conosciute in chat.
Bisogna far capire ai bambini che in Internet si possono
trovare cose fantastiche, ma anche sgradevoli. Se viene
scoperto o visto qualche cosa di spiacevole è quindi
bene informare e chiedere consiglio ai genitori. Nel caso
non si riesca a parlare subito con loro è una buona idea
rivolgersi ad altri adulti di cui si ha fiducia come ad
esempio altri familiari o docenti.
CD/DVD
sequestrati
155
61
511
laborazione con lo SCOCI, ha creato, dal settembre
2004, un gruppo specialistico che si occupa in generale
di reati elettronici e in particolare di quelli commessi in
Internet e una grossa parte del lavoro è dedicata alla
lotta contro la pedopornografia.
Altri reati
Altro importante capitolo è quello legato alle truffe in
Internet come falsi annunci di vincite al gioco del lotto o
delle lotterie, richieste d’aiuto per trasferire grosse somme di capitali con promesse di facili guadagni e il phishing. Il phishing è un tipo di imbroglio concepito per
“rubare” l’identità di un utente ottenendo informazioni
riservate quali password, numeri di carta di credito e
altri dati personali che vengono poi utilizzati a scopi illeciti. Viene attuato mediante messaggi di posta elettronica che sembrano effettivamente provenire ad esempio
da un istituto di credito o da una società che emette
carte di credito. Questi messaggi e-mail e i siti web sui
quali l’utente viene poi dirottato paiono autentici e molte persone cadono nell’inganno di rispondere e quindi
fornire dati personali. Come già evidenziato in precedenza occorre essere molto cauti e diffidare, per cui una
buona regola è quella di mai rispondere a questo genere
di mail, mai fornire dati personali a sconosciuti, mai attivare eventuali link presenti sui messaggi di posta elettronica perché potrebbero portare a siti appositamente concepiti per acquisire illecitamente dati privati.
17
Polizia cantonale - 117
Mai come quest’anno il Centro di Formazione è stato messo alla prova
Scuola cantonale di Polizia
Ben 60 aspiranti agenti partecipano alla
scuola cantonale di polizia, senza calcolare i 13 agenti di polizia che hanno
svolto la scuola abbreviata e sono diventati a tutti gli effetti agenti di polizia il
23 giugno 2006 giorno della cerimonia
di promozione svoltasi a Monte Carasso
presso il Convento delle Agostiniane.
Oggi sempre di più si usa affermare che la formazione è
uno strumento indispensabile per ogni processo di riforma, di riorganizzazione, di innovazione e di miglioramento
della qualità dei servizi erogati al cittadino, dove per il
personale è la risorsa primaria su cui investire, anche e
soprattutto attraverso percorsi formativi mirati.
Il servizio formazione della polizia cantonale si occupa:
– della formazione di base degli aspiranti agenti di polizia;
– dell’aggiornamento degli agenti di polizia cantonale
e delle polizie comunali;
– della formazione dei quadri;
– della gestione del Centro di Formazione della Polizia (CFP);
– della coordinazione dei docenti e istruttori;
– della gestione delle iscrizioni ai corsi interni e esterni;
– dell’allestimento e aggiornamento del piano di formazione;
– della gestione delle piazze di lavoro, di tiro, aule
e infrastrutture esterne;
– dell’organizzazione e condotta della SCP;
– della gestione amministrativa e finanziaria;
– della coordinazione enti esterni;
(Polizie comunali, ISP, Polizia ferroviaria, CEFOS,
privati, etc.) e
– della coordinazione delle aree interne
in materia di formazione
Leggenda delle
abbreviazioni
Organizzazione
del servizio formazione
Formazione
base
18
SCP
SPG
Gend/com
PG
ISP
SM/SG
RMS
Circol
CEFOS
Scuola Cantonale Polizia
Scuola Polizia Giudiziaria
Gendarmeria/Polizie Comunali
Polizia Giudiziaria
Istituto Svizzero di Polizia
Stato Maggiore / Servizi Generali
Reparti Mobili Speciali
Circolazione
Centro Formazione dello Stato
Responsabile
coordinatore
Segretariato
Formazione
permanente
Formazione
quadri
Formazione
specialistica
Coordinazione
Pol com
SCP
Gend/com
Gend/com
RMS
base
Intervento
di polizia
SPG
PG
PG
circol
permanente
Psicologia
ISP
SM / SG
PG
continua
Etica e diritti
dell’uomo
esterna
ISP
SG
quadri
Polizia
comunitaria
SM
specialistica
Informatica
Obiettivi della formazione
Per i prossimi anni gli obiettivi principali del servizio formazione sono stati così definiti:
1. Consolidare il programma della formazione di base
in sintonia con il brevetto professionale federale
2. Consolidare il programma di formazione dei quadri
in sintonia con gli sviluppi della certificazione
federale di “Poliziotto II”
3. Riprogrammare i contenuti della formazione
permanente
4. Riassestare dal punto di vista organizzativo
e logistico il Centro di Formazione della Polizia
5. Completare in misura del 50% i documenti di
supporto didattico per la formazione
in tutti gli ambiti principali.
Il Concetto generale di formazione, elaborato a livello svizzero e che verosimilmente entrerà completamente in funzione nel corso dei prossimi due anni,
porterà a radicali cambiamenti nello scenario della
formazione di polizia. Sicuramente i benefici di questi cambiamenti si potranno vedere a
corto termine, allorquando i primi collaboratori che avranno seguito la formazione completa saranno operativi nei vari
Livello gerarchico Competenze di base
ruoli. Sono scenari che implicheranno un
Livello di base
1
Conoscenze e competenze tecnico-specialistiche
lavoro di ristrutturazione sia dei pro2
Competenze sociali
grammi di formazione, sia dei contenuti
3
Capacità di comunicazione
4
Servizio orientato all’utenza
dei vari corsi, ma sopratutto una riquali5
Disponibilità ai cambiamenti (flessibilità)
ficazione dei formatori.
6
Propensione al rendimento
7
Propensione al ragionamento concettuale
Se da un lato tutto può sembrare inte8
Propensione all’apprendimento continuo
ressante e stimolante dall’altro lato le
Livello intermedio
1-8 +
conseguenze non saranno di poco conto,
9
Capacità a lavorare per obbiettivi
proprio in considerazione delle attività
10
Capacità di pianificazione e gestione delle risorse
amministrative e del lavoro burocratico
Livello superiore
1-10 +
che questo cambiamento porterà.
11
Capacità dirigenziali
Formazione e percorso di carriera
Interventi formativi
Interventi organizzativi
Conoscenze giuridico-legali
Responsabile area formazione
Gruppo di lavoro progettazione
formazione permanente e di base
Progettazione formazione continua
e regolamento promozioni
Progettazione formazione di base
Competenze tecnico-specialistiche
Lingue
Informatica
Espressione verbale e scritta
Area
formazione
Formazione
permanente
(aggiornamento)
Interventi formativi - organizzativi
Competenze sociali e di comunicazione
Formazione manageriale orientata
alla programmazione e alla gestione
Formazione manageriale orientata
alla leadership strategica
Formazione per formatori
Area
organizzazione
Formazione
continua
(quadri)
Lavoro di gruppo e gestione delle dinamiche
Posizioni di lavoro e analisi di procedure
Definizioni delle strategie
medio e lungo termine
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Polizia cantonale - 117
UNIMATOS
Al fine di rafforzare l’identificazione dell’agente di polizia da parte del pubblico, la
polizia cantonale si doterà, a partire dai primi mesi del 2007, di una nuova uniforme, identica a quella delle polizie romande. Queste tenute, eleganti, confortevoli,
pratiche e economiche, devono permettere agli agenti di adattare facilmente il loro
equipaggiamento alle condizioni metereologiche e di migliorare la loro sicurezza
zione di abiti di lavoro sono state incaricate di presentare un prototipo. Nove progetti d’uniforme sono stati
sottoposti ad una rigorosa selezione. Tra questi sono
stati scelti i migliori prodotti per elaborare l’uniforme
definitiva, tenendo conto dei bisogni specifici di ogni
Corpo di Polizia.
L’uniforme è stata presentata il 1° ottobre 2004 alla
conferenza latina dei capi di Dipartimento giustizia e
polizia, che ha approvato la proposta.
La nuova uniforme permette all’ agente di adattare la
tenuta alle condizioni ambientali garantendo nel contempo la medesima visibilità ed il medesimo aspetto generale. Confezionato con materiali innovativi e tecnicamente all’avanguardia, la nuova uniforme è più elegante,
pratica, confortevole e molto più semplice nella manutenzione. La semplificazione dell’uniforme e il raggruppamento delle ordinazioni permettono di realizzare dei
risparmi importanti rispetto alle dotazioni attuali.
La Conferenza dei Comandanti RBT (Romandia, Berna e
Ticino) ha dato mandato, nel settembre 2003, ad un
gruppo di lavoro denominato UNIMATOS, di presentare
un progetto di nuova uniforme comune.
UNIMATOS è un progetto d’acquisto in comune di materiale ed equipaggiamento adottato dalla Conferenza latina dei capi di Dipartimento di giustizia e polizia, con lo
scopo di realizzare economie in questo ambito.
L’acquisizione della nuova uniforme ne è la prima tappa.
La sicurezza dell’agente è rafforzata dall’utilizzo, su differenti capi d’abbigliamento, di bande e zone rifrangenti.
L’appartenenza cantonale dell’agente è evidenziata dagli
stemmi e dalle mostrine propri ad ogni Corpo di Polizia.
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La Polizia cantonale abbandona così la ormai centenaria divisa marrone per ritornare al colore d’origine.
Infatti, come descritto nel “Bollettino del Cantone
Ticino” nr. 17 del 26 aprile 1807, la prima uniforme
della Compagnia assoldata permanente era di colore
blu con colletto, rivolte e paramani rossi. Nel corso
degli anni l’uniforme divenne verde (1856 – inizio
1900) e, poco dopo la prima guerra mondiale, fu introdotto il colore marrone che ancora oggi, sebbene evoluto, è in dotazione al Corpo. Sulla base di un capitolato
preciso, undici ditte Svizzere specializzate nella confe-
I cantoni romandi hanno già equipaggiato ca. 3’500
agenti. In Ticino, a partire da luglio 2006, sono stati
equipaggianti i 30 agenti dell’attuale Scuola Cantonale
di Polizia, mentre il Corpo ne sarà dotato all’inizio della
primavera 2007.
L’equipaggiamento di base per un agente comprende
una giacca tipo parka, due giubbotti in pile (polaire), 3
pantaloni, 6 polo a manica corte, 6 polo a manica lunga
e 2 berretti.
A termine la Polizia cantonale diverrà comproprietaria, in
unione con le polizie romande, dei diritti d’autore relativi
a questa nuova uniforme.
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Polizia cantonale - 117
In forte crescita la presenza di donne nei corsi iniziati quest’anno
Agente di polizia:
la sicurezza al servizio dei cittadini
Ha effettuato la scuola di polizia nel 2003. Una formazione impegnativa,
della durata di un anno, che offre una base di conoscenze completa
composta di corsi pratici nel territorio e altri teorici.
Quando siamo in servizio lavoriamo
sempre in coppia, la formazione che
abbiamo ricevuto viene ogni anno rinforzata da numerosi corsi di aggiornamento. Il nostro obiettivo primario, continua
Jenny, è quello di lavorare e garantire la
sicurezza, non solo al cittadino, ma
anche a noi stessi.
Per la simpatica signorina Scano diventare agente di polizia non era il classico
sogno nel cassetto anche perché in
famiglia suo padre esercita già questa
attività. Prima del grande cambiamento,
ci racconta, per quattro anni ero attiva
nei villaggi turistici come coreografa.
Un mondo indubbiamente diverso dove
si lavora molto e si riposa poco. Un
cambiamento drastico che comunque si
è rivelato un indubbio aiuto. Non credo,
puntualizza Jenny, che la nostra sia una
professione che possono svolgere tutti.
La formazione per diventare agente di polizia non
pone distinzioni tra l’uomo e la donna. Tutti, ci conferma Jenny Scano, seguono lo stesso programma e
gli stessi esami e, anche le possibilità di carriera
offerte, si pongono sullo stesso piano. L’unica piccola differenza è costituita dal test fisico d’entrata.
Naturalmente per una donna, che mira a crescere
professionalmente nella polizia, significa pure mettere in discussione le proprie aspettative nella vita privata. Una realtà con la quale si è confrontati anche
a formazione ultimata. I turni di servizio hanno una
durata di otto ore e trenta e variano dalle ore 3.45
alle 12.15, dalle ore 11.45 alle 20.15 e l’ultimo turno inizia alle ore 19.45 e termina alle 4.15. Il turno
che preferisco? Diciamo che il servizio di pattuglia
del pomeriggio è quello che mi piace meno, ci dice
sorridente Jenny, quello notturno non mi causa alcun
problema. Siamo in Svizzera, un isolotto dove la criminalità è fortunatamente ancora contenuta.
Prima di entrare in polizia credo che sarebbe utile
avere già alle spalle un’esperienza lavorativa.
È vero che è molto variato, ogni giorno è diverso, i
reparti mobili in particolare sono composti da molti
giovani ma è pure una professione che richiede flessibilità mentale per affrontare situazioni differenti e
disponibilità a effettuare dei turni irregolari.
Il desiderio di diventare agente di polizia (informazioni direttamente alla Scuola Cantonale di Polizia a
Giubiasco), sembra stuzzicare un interesse in crescendo tra i giovani e soprattutto tra le donne come
dimostra la loro numerosa presenza, ben quindici,
alla Scuola di Polizia 2006/2007.
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domenica (novembre-marzo) ... ore 14. 00-18.00
Polizia comunale
Un ventaglio di compiti sempre più impegnativi e diversificati
La Polizia comunale
Capita che taluni vedano nell’agente di polizia quella persona che è pronta
ad infliggere contravvenzioni ed a redarguire l’utente scorretto.
È purtroppo un concetto limitativo della nostra attività.
Uno dei nostri incarichi principali è di garantire la sicurezza degli abitanti, mantenendo un controllo attivo nel
Comune ed intervenendo laddove scorgiamo dei fenomeni irrispettosi dei regolamenti e delle leggi vigenti.
La prevenzione deve comunque prevalere sull’ambito
repressivo, ed è questo primo aspetto che ci sta particolarmente a cuore, ritenendo che se è svolto in modo
confacente, dovremmo limitare gli interventi coercitivi.
Per poter compiere nel migliore dei modi la propria missione, la Polizia deve attuare un approccio costruttivo e
cordiale con il cittadino. Garantire una buona disponibilità nel consigliare, nel rispondere a quesiti o insicurezze
soggettive è uno dei compiti che una polizia urbana
deve svolgere con assiduità.
Siamo consapevoli che taluni interventi e alcune inchieste,
scaturiscono da segnalazioni che giungono spontaneamente dal cittadino, questo non fa che evidenziare l’importanza dell’aspetto comunicativo e di ascolto. Per quanto
attiene alla collaborazione con le vicine Polizie comunali e
la Polizia cantonale, i rapporti sono intensi e costruttivi, in
particolare nel verificare e intervenire laddove i fenomeni
delittuosi prevaricano i confini comunali. In questo ambito
è in vigore dal 2000 una convenzione di “collaborazione
intercomunale delle polizie”, elaborata dai comandanti dei
diversi corpi della regione e sottoscritta dai rispettivi
Esecutivi. Sicurezza con il cittadino, per il cittadino.
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I 25 anni dell’Associazione
delle Polizie comunali ticinesi
nenti del corpo, sono stati i punti cardine per l’elaborazione dello statuto. L’idea veniva sottoposta ai colleghi
di tutto il Cantone, raccogliendo un generale consenso,
seppur con qualche riserva da parte dei corpi cittadini;
perplessità poi chiarite in un incontro fra i comandanti
delle città ed i membri del Comitato promotore.
Le origini
Negli anni ottanta, con la progressiva chiusura dei posti
secondari di gendarmeria, si assiste nei comuni ticinesi
al potenziamento degli effettivi delle polizie comunali
che tendono a ricucire, sul territorio cantonale, lo spazio
lasciato scoperto dalla gendarmeria.
Ne consegue la necessità di definire a livello cantonale
la funzione di agente di polizia comunale, con l’emanazione di precise deleghe di competenza.
Si arriva così alla fine dell’anno 1980 (17.10.1980),
quando un’improvvida quanto discussa decisione dipartimentale di suddividere per categorie di competenze
l’attività delle polizie comunali sollevava una vivace e
motivata reazione da parte della maggioranza dei
Comuni ticinesi. Nasceva così, fra i vari corpi di polizia
comunale, la convinzione della necessità, nell’interesse
reciproco, di migliorare i contatti con l’Autorità cantonale.
La costituzione
Nel gennaio 1981, con il sostegno delle rispettive autorità comunali, i colleghi Daniele Olgiati, Eugenio Marazzi,
Ettore Paltenghi, Aroldo Poretti, Pier Luigi Balemi e
Alberto Lotti si riunivano per la prima volta, e costituivano un Comitato promotore per gettare le basi di un’associazione delle polizie comunali ticinesi.
L’esigenza di omogeneizzare l’operatività dei reparti di
polizia comunale, di incentivare lo scambio reciproco
di esperienze di intervento e di organizzazione dei settori di lavoro, di promuovere il miglioramento delle qualità professionali degli agenti, nonché la volontà di rafforzare lo spirito di unione e di solidarietà fra i compo-
26
L’assemblea costitutiva si tenne il 7 novembre 1981
a Giubiasco, alla presenza di una trentina di ufficiali
e funzionari, con l’approvazione dello Statuto della
neocostituita:
Associazione dei Capi delle polizie comunali ticinesi
Primo presidente veniva eletto il Cap Adriano Meoli della
comunale di Chiasso. Quali membri di comitato venivano scelti Daniele Olgiati (Vice Presidente), Eugenio
Marazzi (Segretario-cassiere), Sanzio Ruspini, Alberto
Lotti, Pier Luigi Balemi e Riccardo Carobbio.
Durante l’incontro, i presenti hanno sottolineato l’importanza delle relazioni con le Autorità e con tutte le organizzazioni similari di polizia, come pure la necessità di organizzare e promuovere incontri, assemblee, conferenze,
visite e corsi di perfezionamento per migliorare la preparazione degli operatori di questo importante e difficile
servizio di polizia territoriale. Una necessità resa ancor
più evidente dai nuovi e sempre più vasti compiti d’istituto che le polizie comunali sono chiamate a compiere.
L’assemblea costitutiva si è da subito data scadenze
operative precise, assumendo impegni di interscambio
importanti per il futuro.
All’Associazione aderiscono in seguito un’ottantina di
agenti appartenenti a tutti i corpi di polizia del Cantone.
Fra i primi temi esaminati dal Comitato vi è stata la tanto discussa suddivisione delle deleghe, nel frattempo
rivista e modificata nei suoi contenuti con il consenso di
tutte le parti in causa. Si trattava di un primo, significativo quanto importante passo verso la collaborazione
con il Dipartimento (“allora ancora di polizia”) e le istituzioni in genere; rapporti poi consolidati nel tempo.
Comitato Associazione delle Polizie comunali ticinesi
Attività
Presidente:
Vengono organizzate le prime giornate d’informazione,
i primi sondaggi interni e viene creato il “Foglio d’informazione” quale strumento di collegamento fra i
vari associati.
Nel 1990, l’Associazione entra di diritto nella
Commissione per l’intensificazione della collaborazione
fra la Polizia cantonale e le polizie comunali (CICP).
Sanzio Ruspini, membro della Commissione sin dal
1976 e suo presidente durante il quadriennio
1992/1996, viene affiancato da Daniele Olgiati e in
seguito da Eugenio Marazzi e Ivano Jotti. Quest’ ultimo
è attualmente in carica.
Nel luglio 1984, il Presidente Adriano Meoli lascia
l’Associazione, per assumere altre funzioni al di fuori
della Polizia e viene sostituito nell’aprile 1986 dal
collega Brenno Grisetti. Quale Presidente gli subentra
il collega Daniele Olgiati, mentre Sanzio Ruspini diventa
Vice Presidente.
Vice Presidente:
Segretario:
Cassiere:
Membri:
Il nuovo vessillo
dell’APCTI
Ivano Jotti
Cdt Polizia comunale Ascona
Roberto Torrente
Cdt Polizia comunale Lugano
Dario Righeschi
Coordinatore
Polizie Comunali Ticinesi
Andrea Ronchetti
Cdt Polizia comunale Locarno
Brenno Grisetti
Cdt Polizia comunale Mendrisio
Ivano Beltraminelli
Cdt Polizia comunale Bellinzona
Nicolas Poncini
Cdt Polizia comunale Chiasso
Dimitri Bossalini
Cdt Polizia comunale Paradiso
Giorgio Bergamasco
Cdt Polizia comunale Losone
Franco Tschopp
Cdt Polizia comunale Malvaglia
Nell’aprile 1994, dopo un’interessante e costruttiva discussione in occasione dell’assemblea di Biasca, vengono apportate alcune modifiche statutarie e viene approvata la nuova e attuale denominazione:
Associazione delle polizie comunali ticinesi
Nell’aprile 1998, Pier Luigi Balemi lascia il Comitato,
sostituito da Ivano Jotti.
Nel mese di maggio 2000, dopo 19 anni, lasciano il
Comitato il Presidente Daniele Olgiati, Sanzio Ruspini
(Vice Presidente) e Alberto Lotti.
Vengono sostituiti da Roberto Torrente, Giorgio
Bergamasco e Gianfranco Tamagni.
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Polizia comunale
Nel 2002, lascia il Comitato Riccardo Carobbio.
Gli subentra, in rappresentanza dei piccoli corpi, Franco
Tschopp. Nel 2004 parte anche Gianfranco Tamagni,
sostituito da Ivano Beltraminelli.
Sotto la saggia e competente guida di Daniele Olgiati,
l’Associazione ha conosciuto un periodo molto intenso e
proficuo dal profilo dell’immagine e del prestigio della
polizia comunale. Vengono organizzate giornate di perfezionamento professionale, conferenze e incontri culturali, pomeriggi di studio con i capi dei dicasteri di polizia
dei comuni a cui partecipano pure eminenti personalità
politiche, giuristi, funzionari dello Stato, colleghi e altri
professionisti del ramo.
Nel 1999 Olgiati elabora uno studio sulla partecipazione
delle polizie comunali nell’ambito dell’educazione stradale nelle scuole elementari, dell’infanzia e medie.
Nomina un suo membro in seno alla Commissione cantonale d’educazione, partecipando attivamente alla preparazione dei programmi teorici e pratici, tendenti a fornire agli allievi le basi fondamentali di un corretto comportamento nella circolazione.
Le polizie comunali (37) si sono occupate - nel 1998 - di
questa importante tematica, toccando 9476 allievi delle
scuole elementari, 5153 delle scuole d’infanzia oltre ad
alcune classi di scuole medie.
Con la pubblicazione trimestrale del Foglio d’informazione, gli associati vengono capillarmente informati sulle
modifiche di leggi, ordinanze ecc., che toccano tutti i
campi d’azione della polizia locale.
Vengono intensificati i contatti con la CICP, presieduta
da Silvio Martinoli che si è sempre battuto per valorizzare la figura dell’agente di polizia comunale: in sede di
assunzione, formazione (di base e permanente) e deleghe di competenze concesse dal Dipartimento.
Nel 1992, con il consenso dell’autore, l’Associazione
si assume l’onere e il prestigio di dare alle stampe la
“Cronistoria della polizia ticinese”: uno studio che
descrive minuziosamente due secoli di vita della
polizia ticinese.
L’importante lavoro di ricerca, portato avanti con competenza e determinazione da Silvio Martinoli, è stato premiato dal successo editoriale che ha portato più volte
alla ristampa del libro, l’ultima nel maggio 2004.
Nel 1996, l’Associazione sostiene attivamente l’azione
della CICP nella ricerca del consenso per l’organizzazione nel Cantone Ticino di un’unica scuola di polizia.
Un traguardo raggiunto in particolare grazie all’impegno e alla disponibilità dell’allora Consigliere di Stato
Alex Pedrazzini che aveva creduto nel progetto sin
dall’inizio e che ha contribuito a segnare un’importante svolta nella storia della polizia ticinese.
La prima scuola inizierà a Castione il 1° settembre
1997: una data memorabile.
Nel 1999, l’Associazione stipula un’assicurazione collettiva di protezione giuridica in materia penale per gli
agenti e i veicoli delle polizie comunali.
Un altro passo avanti importante perché ciò garantisce l’assistenza e il patrocinio legale, in casi penali,
dell’agente che ne avesse bisogno nell’ambito della
sua delicata funzione.
29
Polizia comunale
Dal maggio 2000 l’Associazione è presieduta dal
collega Ivano Jotti. Fanno parte del Comitato Roberto
Torrente (Vice Presidente), Eugenio Marazzi (segretariocassiere), Brenno Grisetti, Ivano Beltraminelli, Giorgio
Bergamasco e Franco Tschopp.
L’attività associativa continua intensamente, con la presentazioni di temi d’attualità come gli accordi bilaterali
tra la Svizzera e l’Unione Europea, la nuova Legge sulla
prostituzione, la violenza domestica, gli aggiornamenti
sulle modifiche LCStr e relative ordinanze, la pedofilia, il
disagio giovanile, ecc.
Il Comitato è pure chiamato, in fase di consultazione, a
dare il suo preavviso a diverse proposte di modifiche di
Leggi federali e cantonali. Non mancano le visite ai più
importanti Corpi di polizia municipale della vicina penisola, con lo scopo di approfondire le conoscenze logistiche e organizzative dei colleghi italiani.
Interessante è stato l’approccio alla problematica della
sicurezza integrata presentato dai colleghi bergamaschi,
che comprende pure la figura dell’agente di quartiere quale presidio fisso dell’Ente sul territorio e che molto si avvicina al modello “prossimità” da noi ancora alla ricerca di
una soluzione nel rispetto delle tradizioni, delle prerogative e degli indirizzi più prossimi ai bisogni del cittadino.
Una tematica che si auspica possa anche da noi trovare
presto la sua giusta collocazione.
Con l’assemblea del 18 maggio 2005, lascia il Comitato
anche Eugenio Marazzi, socio e segretario-cassiere dell’associazione fin dalla fondazione.
Su proposta del Comitato l’Assemblea accetta di allargare il Comitato da 7 a 10 membri. Entrano a far parte
di quest’ultimo: Andrea Ronchetti che fungerà da cassiere, Dario Righeschi, quale segretario, Nicolas Poncini
e Dimitri Bossalini, quali membri.
Il Comitato si dà subito obiettivi precisi, dedicando la
dovuta attenzione alla riforma della Legge sulla Polizia
cantonale in consultazione, segnatamente per quanto
attiene le competenze di polizia giudiziaria delegabili
alle polizie comunali.
Con il 25° di fondazione l’Associazione intende degnamente condecorare questo significativo traguardo, presentando alla cittadinanza il nuovo vessillo
dell’Associazione in occasione dei festeggiamenti indetti a Bellinzona il 23 settembre 2006.
Effettivi degli agenti di Polizia comunale anno 2006: 325 unità
120
110
100
90
80
70
60
50
40
30
20
0
30
Agno/Bioggio/Manno
Airolo
Ascona
Bellinzona
Biasca
Bodio
Brissago
Cadempino
Cadro
Canobbio
Capriasca
Caslano
Castel San Pietro
Chiasso
Claro
Coldrerio
Collina d’Oro
Comano
Cureglia
Faido
Giubiasco
Gravesano
Intercomunale Gordola
Lamone
Ligornetto
Locarno
Losone
Lugano
Malvaglia
Massagno
Melide
Mendrisio
Morcote
Muralto/Minusio
Origlio
Paradiso
Ponte Tresa
Porza
Rancate
Riva San Vitale
Rivera
Savosa
Sonvico
Stabio
Taverne
Vacallo
Vezia
10
Distribuzione dei Corpi
delle Polizie comunali
sul territorio
Agno/Bioggio/Manno
✆ 091 610 20 10
Comano
✆ 091 941 84 56
Airolo
Cureglia
✆ 091 966 91 91
Ascona
Faido
✆ 091 873 52 23
Bellinzona
Giubiasco
✆ 091 850 99 45
Biasca
Gravesano
✆ 091 610 44 41
Paradiso
✆ 091 994 24 65
Bodio
Lamone
✆ 091 966 09 55
Ponte Tresa
✆ 091 606 53 03
Brissago
Ligornetto
✆ 091 647 15 75
Porza
✆ 091 941 81 81
Cadempino
Locarno
✆ 091 756 33 11
Rancate
✆ 091 640 44 60
Cadro
Losone
✆ 091 785 76 76
Riva San Vitale
✆ 091 648 13 06
Canobbio
Lugano
✆ 091 800 81 11
Rivera
✆ 091 946 13 10
Capriasca
Malvaglia
✆ 091 870 11 45
Savosa
✆ 091 960 19 79
Caslano
Massagno
✆ 091 960 35 60
Sonvico
✆ 091 936 03 19
Castel San Pietro
Melide
✆ 091 640 10 80
Stabio
✆ 091 641 69 80
Chiasso
Mendrisio
✆ 091 640 32 32
Taverne
✆ 091 935 75 15
Claro
Morcote
✆ 091 986 00 01
Tenero/Contra
✆ 091 880 80 80
Coldrerio
Muralto/Minusio
✆ 091 735 89 89
Vacallo
✆ 091 695 27 03
Collina d’Oro
Origlio
✆ 091 945 15 44
Vezia
✆ 091 966 53 34
✆ 091 873 81 20
✆ 091 759 81 52
✆ 091 821 88 88
✆ 091 816 30 11
✆ 091 873 20 84
✆ 091 786 81 65
✆ 091 966 93 82
✆ 091 936 00 57
✆ 091 936 30 60
✆ 091 936 03 69
✆ 091 611 83 62
✆ 091 646 15 62
✆ 091 695 09 91
✆ 091 863 11 60
✆ 091 646 15 84
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è comunque sempre disponibile e assicura
nel giro di pochi secondi una reperibilità inimitabile in tutta la Svizzera. I segnali radio pos-
sono essere ricevuti chiaramente fino negli
scantinati profondi e nei tunnel. Una speciale
chiamata di gruppo permette di raggiungere
contemporaneamente tutte le persone che si
desidera. E questo è importante, se si deve
agire con rapidità. A seguito della crescente
necessità di mobilità e della riduzione delle
risorse, è aumentata anche la richiesta di soluzioni per la mobilitazione ancora più sicure
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Pompieri - 118
Il nuovo sito Internet
La Federazione cantonale ticinese dei corpi pompieri
ha un nuovo sito internet consultabile all’indirizzo
“www.pompieriticino.ch”. Il sito è stato realizzato in collaborazione con alcuni militi pompieri attivi professionalmente nell’ambito informatico.
Il nuovo portale offre tutte le informazioni utili e necessarie per conoscere l’attività e la storia dei pompieri in
Ticino. Il sito contiene pure un accesso “Intranet”
accessibile unicamente da parte dei corpi pompieri affiliati alla nostra Federazione.
La FCTCP ringrazia Foto Franjo e RealPress
per aver gentilmente messo a disposizione la maggior parte delle fotografie
35
Pompieri - 118
La formazione
di un milite pompiere
È stata recentemente uniformata grazie
anche all’introduzione del nuovo
“Concetto cantonale per l’istruzione dei
pompieri 2003-2013” edito dalla
Federazione cantonale ticinese dei corpi
pompieri (FCTCP).
Nella fase di allestimento di questo documento sono
state tenute in considerazione tutte le particolarità della
struttura organizzativa dei pompieri a livello cantonale
basata ancora prevalentemente sul principio del volontariato. In effetti, la maggior parte dei corsi d’istruzione
si svolgono nel tempo libero (la sera, il sabato e la
domenica). A livello federale i corsi si svolgono durante i
normali giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì). I militi
che vi partecipano devono quindi imperativamente ottenere un congedo dal proprio datore di lavoro (vacanze o
recupero ore). Per evidenti motivi, la formazione di un
pompiere avviene in modo graduale nel tempo secondo
una logica ben precisa.
Formazione interna
L’aspirante pompiere partecipa ai corsi di formazione e
di aggiornamento organizzati dal Comando del rispettivo
Corpo pompieri. Di regola, durante i primi sei mesi di
appartenenza al Corpo, un aspirante pompiere prende
conoscenza di tutte le attrezzature in dotazione al Corpo
pompieri e conosce il loro impiego specifico.
36
Corso di aggiornamento per furieri
Impiego cannone autobotte
Esercizio di spegnimento con estintori
Esercitazione del ritmo
della condotta
di un capo gruppo
Allestimento di un dispositivo
di lotta contro gli incendi
boschivi
Estricazione di un paziente
tramite cuscini
di sollevamento
Formazione regionale/interregionale
Alcuni corsi di formazione e di aggiornamento sono
organizzati a livello regionale o interregionale (ad esempio la formazione di addetti ai controlli e alla manutenzione degli apparecchi di protezione della respirazione).
Questo aspetto è legato in particolare alla razionalizzazione dell’organizzazione dei corsi e al contenimento
della spesa. Organizzare dei corsi di formazione dove vi
sono militi provenienti dalle diverse regioni favorisce
inoltre lo scambio di esperienze e favorisce i rapporti
interpersonali.
Formazione cantonale
I corsi cantonali (in media 10 – 12 ogni anno) sono organizzati dalla Federazione cantonale ticinese dei corpi
pompieri con il supporto logistico dei centri di soccorso
cantonali (Biasca, Bellinzona, Locarno, Lugano,
Mendrisio e Chiasso). La formazione è quindi unificata
per tutte le categorie di corpi pompieri (centri di soccorso cantonali, corpi pompieri regionali e locali, corpi pompieri di montagna e corpi pompieri aziendali). Oltre al corso di formazione di base per nuovi incorporati (aspiranti
pompieri), vengono organizzati dei corsi di formazione o
di aggiornamento per specialisti e per i quadri (ad esempio i corsi di formazione per capi gruppo, corsi per aiuti
di condotta e lavoro di Stato maggiore, ecc.).
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Pompieri - 118
Formazione intercantonale
La procedura di selezione dei candidati “istruttori federali” è condotta dalla Coordinazione svizzera dei pompieri e si svolge a livello intercantonale. Per gestire al
meglio tutta la formazione, la Svizzera è stata suddivisa
in quattro regioni. Una di esse è composta dai cantoni
latini e dal Cantone Ticino. I nostri militi partecipano
quindi alle selezioni assieme ai colleghi latini. Di regola
il corso si svolge Oltralpe ed ha una durata di tre giorni.
Formazione federale
Esercitazione
di un evento importante
a livello federale
alla stazione FFS di Friborgo
Procedura di selezione
per candidati
istruttori federali
I contenuti dei corsi federali per la formazione di specialisti ed esperti (ad esempio: la gestione di grandi eventi,
eventi chimici, ecc.) sono pianificati dalla Coordinazione
svizzera dei pompieri e dalla Federazione svizzera dei
pompieri. I pompieri che superano tutti i corsi a livello
cantonale e i test di selezione, possono partecipare al
corso federale di formazione per istruttori. Concluso
questo corso, al milite viene assegnata la qualifica di
“istruttore federale”.
L’importanza della tematica
merita sicuramente un approfondimento.
Nelle prossime edizioni della rivista «SOS»
entreremo più nel dettaglio di alcuni corsi.
39
Pompieri - 118
Tutti i segreti dei pompieri per sopravvivere in mezzo al fumo
A salvaguardia dei propri polmoni
Ma come fanno a respirare i pompieri quando penetrano in un appartamento invaso
dal fumo? Spesso leggiamo sui giornali che “per intervenire i pompieri hanno dovuto utilizzare le speciali maschere antigas”.
Si tratta di un’affermazione non del tutto esatta. La
maschera antigas è un apparecchio filtrante, cioé un
dispositivo che permette di respirare l’aria circostante
filtrata dalle impurità. La maschera antigas presenta
però dei limiti in quanto non è in grado di sopperire alla
carenza d’ossigeno. La combustione provoca l’emanazione di monossido e diossido di carbonio, oltre che un
insieme di altri gas tossici e particelle sospese. Il tutto
riduce sensibilmente la percentuale d’ossigeno nell’aria
e, se a questo uniamo il calore, non si potrà trovare
alcun filtro per maschere antigas che possa permettere
di proteggere la respirazione. Quando l’ossigeno scende
sotto il 17%, il corpo umano può subire delle lesioni gravi fino addirittura a raggiungere la morte. Ergo non in
tutte le situazioni un filtro per la respirazione risulta
essere il mezzo più appropriato.
Ecco che allora si rende necessario ripiegare su dispositivi indipendenti dall’atmosfera ambiente. Ve ne sono di
diversi tipi, ma il pompiere utilizza principalmente gli
apparecchi per la protezione della respirazione ad aria
compressa che chiama familiarmente “APR”.
L’APR è una cadola da portare sulle spalle nella quale è
istallata una bombola d’aria compressa a 300 bar in un
volume di 6.7 litri. L’aria contenuta nella bombola attraversa un riduttore di pressione e viene convogliata verso
la maschera indossata dal milite. Ad ogni inspirazione
all’interno della maschera si apre una valvola che permette ai polmoni di ricevere aria fresca, mentre con
l’espirazione l’aria viziata viene restituita all’ambiente
circostante. I gas tossici non possono penetrare nell’organismo grazie ad una leggera sovrapressione tra
maschera e viso.
Due pompieri muniti di APR
escono da uno scantinato
dopo aver spento un incendio.
40
Con un APR il pompiere dispone di una riserva di 1800
litri d’aria respirabile, corrispondente circa a 40 minuti
di autonomia sotto un ragionevole sforzo fisico.
Su alcuni apparecchi si può addirittura montare una
seconda bombola raddoppiando di conseguenza la
durata dell’autonomia. Tuttavia bisogna tenere conto
che il consumo d’aria varia sensibilmente da persona
a persona: più un milite è allenato, minore è il suo fabbisogno d’ossigeno. È dunque fondamentale per il
pompiere essere in buono stato di salute.
L’APR è uno strumento fondamentale per il buon esito
dell’intervento, ma in ogni caso indispensabile quando il
milite deve lavorare con veleni respiratori. Esso non viene solo usato nei locali chiusi invasi dal fumo, ma
anche all’aria aperta quando questa non dà sufficienti
garanzie di purità.
Un pompiere munito di APR
assicura una scala mentre un compagno
sale sul tetto dello stabile
Tuttavia l’impiego dell’apparecchio non è permesso a
tutti, ma solo a coloro che ne sono ritenuti idonei. Tutti i
pompieri hanno l’obbligo di sottoporsi periodicamente
ad un controllo medico che valuti la capacità fisica al
porto dell’APR.
L’impiego di un apparecchio può provocare dei disturbi
fisiologici traducibili in problemi fisici, sensoriali e relazionali. Il corpo deve sopportare il peso dell’APR (circa
7 kg per un monobombola), il campo visivo si riduce,
l’udito resta disturbato dai rumori dell’apparecchio, l’olfatto non può più percepire gli odori (e perciò i pericoli)
dell’ambiente circostante, non è possibile avvertire la
temperatura esterna tramite la pelle del viso e diventa
difficile comunicare con i compagni: l’insieme di questi
elementi sommato ad altri fattori (ansia dell’intervento,
sensazione di claustrofobia, ambiente ostile e sconosciuto) è origine di un motivo di stress che può portare
il portatore ad un aumento del consumo d’aria ed alla
perdita dell’autocontrollo e della lucidità. Vi sono
comunque delle soluzioni per saper gestire autonomamente queste situazioni: la più appropriata è la frequenza delle esercitazioni.
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Pompieri - 118
Una scelta di utilità pubblica dove ci si compensa ognuno nel proprio ruolo.
Volontaria pompiere: sicurezza e buon senso
Ragionare velocemente e nell’interesse della squadra sono qualità che si devono
integrare, senza sottovalutare le sensazioni che vengono trasmesse dal proprio istinto.
Dai colleghi, ci racconta la signora Airoldi, sono subito
stata accolta bene e soprattutto mi avevano trasmesso
la disponibilità nel sostenermi in ogni situazione. Il mio
carattere deciso per non farmi trattare troppo da donna
e il desiderio di voler effettuare gli stessi compiti dei
miei colleghi, pur cosciente dell’importanza della forza
fisica necessaria negli interventi di un pompiere, hanno
poi consolidato questo rapporto di reciproco rispetto.
Un po’ come in tutte le attività anche in quella di pompiere volontario è l’esperienza uno dei fattori dominanti
anche se le decisioni devono essere perse rapidamente. E spesso essere donna, con quella sensibilità e
visione della realtà in diverse occasioni più pratica di
quella di un uomo, si rileva un fattore vincente in un
lavoro dove l’affiatamento del gruppo è fondamentale.
Mi ricordo, racconta Francesca Airoldi, che in un intervento ho notato la presenza della cassetta di un gatto all’esterno di una casa completamente chiusa perché i proprietari erano in vacanza. Un particolare che mi ha fatto
riflettere e che ci ha permesso di trovare in breve tempo
il vicino in possesso della chiave per entrare in casa.
Il desiderio di aiutare il prossimo è fortunatamente una
delle apprezzabili motivazioni che animano la volontà e
la disponibilità di molte persone. Dopo la patente, un
ulteriore corso per samaritani e poi l’incognita della
scelta. La Croce Verde, ci dice, mi sembrava un po’ troppo perché non sapevo come avrei reagito di fronte a delle persone che stavano male. Poi, dopo una prima prova
informativa, la decisione definitiva inizialmente avvenuta
per un interesse di coppia. Un amico comune poi, continua, mi aveva confermato che vi erano già altre donne
e, conoscendomi, era convinto che non avrei avuto alcun
problema. Un saggio consiglio per una persona coraggiosa che non ha paura dell’altezza, del buio, che non
soffre di claustrofobia, che è disponibile ad effettuare
dei turni di lavoro irregolari, lavorare in una squadra,
generalmente composta da otto persone e soprattutto
per chi non teme il fuoco, tanto che da sedici anni la
simpatica signora Francesca Airoldi, madre di una bambina di pochi mesi, è una dei preziosi volontari del corpo
pompieri di Lugano.
Dal 1990 gli interventi effettuati da Francesca sono stati numerosi, come i ricordi che spesso ti accompagnano
per anni. Una notte, ci racconta ancora, siamo andati da
una signora anziana alla quale era scoppiato il televisore e le era bruciato il salotto. Per consolare la signora in
lacrime ho cercato di dirle che in questi casi era soprattutto importante non farsi male e che per i danni ci
avrebbe poi pensato l’assicurazione. La signora mi diede una risposta che mi ha rattristato… Da quando è
morto mi marito ho tolto l’assicurazione incendio perché
non avevo più soldi… Il fuoco spesso e purtroppo cancella dei ricordi personali che non si potranno ricomperare. Pensiamoci.
All’interno del corpo pompieri si può anche crescere.
Sono partita come pompiere e da cinque anni sono
diventata caporale e mi va bene così conferma Airoldi.
Mi occupo pure di organizzare dei corsi di istruzione. Se
siete interessati a conoscere l’affascinante mondo dei
pompieri, con i suoi regolari corsi di perfezionamento
rivolgetevi al Corpo pompieri Lugano telefonando alla
sede principale di via Trevano (091 800 81 51).
Stefano Pescia
43
Pompieri - 118
Veicoli utilizzati
Autopompe e autobotti
I primi progetti di pompe montate su carri risalgono agli inizi del 1500 e i primi prototipi entrano in servizio nel 1600. Le prime pompe azionate a vapore fanno la loro
comparsa in Francia nel 1870 e le prime autopompe a vapore entrano in servizio
agli inizi del 1900; visto il tempo di impiego di questi mezzi qualche anno dopo
cominciarono ad entrare in servizio le prime autopompe a motore. Lo sviluppo e
l’impiego su larga scala in Europa di questi mezzi si deve alle decisioni di
Napoleone Bonaparte di estendere all’intero impero la cultura e l’importanza di
uomini addetti allo spegnimento di incendi.
Autopompa - Veicolo munito di una pompa per aumentare la pressione dell’acqua pescata da laghi e fiumi.
Autobotte - Veicolo munito di una pompa per aumentare la pressione e di un serbatoio contenente
acqua. Con questo mezzo si può usufruire di diversi
servizi quali:
• servizio condotte
• servizio protezione della respirazione
• salvataggi
• servizio segnaletica stradale
• piccoli attrezzi da pioniere
• illuminazione
Negli ultimi cento anni l’evoluzione di questi imponenti
mezzi ha subito un importante passo avanti adattandosi
alle reali esigenze dei pompieri, alla geografia del territorio e alle costruzioni.
I primi modelli di autopompe a motore erano essenzialmente dei mezzi dotati di una pompa che permetteva di pescare acqua da fiumi e laghi e dare la
pressione necessaria alle condotte di spegnimento
dei pompieri. Il veicolo era sì valido ma necessitava
di un tempo di preparazione e messa in funzione
abbastanza lungo, calcolando che non era sempre
scontata la vicinanza dell’acqua.
Da non dimenticare che la velocità che poteva raggiungere non superava i 40 km/h.
Autobotte Mercedes Rosenbauer,
in dotazione ai Corpi civici pompieri di
Lugano, Locarno, Biasca.
Bellinzona e Mendrisio.
44
Oggi, le autopompe sono state sostituite dalle autobotti
e anche se il principio è lo stesso, (dare acqua alle condotte di spegnimento) si hanno a disposizione, grazie ad
un serbatoio, diverse migliaia di litri di acqua.
In Ticino i pompieri dispongono di autobotti con serbatoi
della capienza di 1500 litri fino a 4000 litri d’acqua.
Esiste inoltre la possibilità di erogare direttamente dall’autobotte non solo acqua ma anche schiuma di spegnimento, anche in questi casi tramite appositi serbatoi.
La possibilità di avere direttamente e subito acqua o
schiuma, permette ai pompieri un notevole risparmio di
forze ed energia sin dai primi minuti dall’arrivo sul luogo
dell’incendio.
Pompa a vapore Merryweater,
anno di costruzione 1885.
Bisogna considerare che l’acqua a disposizione direttamente dal serbatoio dell’autobotte non è comunque sufficiente. Basti pensare che una pompa a pieno regime
può erogare ca. 2000 litri al minuto e per garantire un
continuo approvvigionamento si rende necessario collegare il veicolo alla rete degli idranti pubblici. Così facendo il continuo apporto d’acqua può essere garantito
senza limite di tempo.
L’autobottte non è solo un grande mezzo di spegnimento (così definito dai pompieri), ma funge anche da trasporto uomini. Il materiale in essa contenuto da la possibilità di svolgere svariate missioni, tra le quali la protezione della respirazione (utilizzo di apparecchi muniti di
maschera e bombola d’aria compressa) e i salvataggi
(impiego delle scale di cui il mezzo è dotato).
Autopompa a motore FIAT 15 TER,
anno di costruzione 1914.
Con il passare degli anni la lotta contro gli incendi si è
fatta sempre più complicata. Il pericolo di confrontarsi
con incendi particolarmente pericolosi, con sostanze
tossiche e fumi nocivi è praticamente quotidiano. Di
conseguenza le autobotti, come tutti gli altri mezzi in
dotazione, vengono adattate e migliorate per far fronte
alle esigenze moderne.
Oggi affrontare un incendio o un qualsiasi altro evento
che richiede l’intervento dei pompieri, senza questo prezioso e valido automezzo sarebbe impensabile.
Possiamo dormire sonni tranquilli!
Autobotte
IVECO Eurofire,
anno costruzione 2000.
Fonte: Corpo civici pompieri Lugano
45
Pubbliredazionale
Il servizio del soccorso stradale
UPSA Ticino
Cosa succederà nel 2007?
Novità 2007
L’anno 2006 non è ancora terminato che già si prendono delle importanti decisioni per l’anno 2007.
Bisogna fissare obiettivi quantificabili e controllabili per stilare un
bilancio del servizio in generale e
delle prestazioni dei soccorritori,
decidere delle ristrutturazioni per
contenere i costi di funzionamento e
ridurre così il tariffario a favore degli
utenti. Questa costituirebbe la prassi ordinaria, ma per il prossimo
anno la gestione di questo servizio
costituirà un’incognita a motivo della ristrutturazione in corso.
Il lungo e delicato lavoro per definire
termini e condizioni per un accordo
di collaborazione tra i tre enti proposti al servizio soccorso stradale –
TCS, USIC e UPSA – è ormai terminato e in tempi brevi dovrebbe essere firmato dai rispettivi vertici.
Si procederà quindi alla costituzione
della nuova Commissione paritetica
che avrà il compito di gestire questa
nuova organizzazione di soccorso
stradale in Ticino, che comprenderà
in grandi linee i seguenti elementi:
– Un’unica centrale d’allarme
che riceve tutte le richieste di
intervento e li trasmette alle ditte
di picchetto nella zona interessata;
– Tutte le risorse dei 3 enti formano
così un pool unico a disposizione
della centrale d’allarme per
eseguire in tempi molto brevi e
con mezzi idonei ogni tipo di
intervento: panne e incidenti di
veicoli leggeri e pesanti su tutte le
strade del nostro Cantone.
– Un unico tariffario,
approvato dal competente ufficio
dell’Amministrazione cantonale.
Bisognerà investire ingenti risorse
per far conoscere i nostri recapiti al
più vasto pubblico possibile.
Principalmente per tutti i conducenti
ticinesi, ma anche per i numerosi
confederati che spesso soggiornano
in Ticino, come pure per tutti quei
conducenti che giornalmente attraversano il nostro Paese.
Grazie all’ottima collaborazione che
già esiste con diverse organizzazioni
e con tutti i servizi cantonali che
operano nel settore, in particolar
modo la Polizia stradale cantonale,
siamo certi che questi delicati
momenti di rodaggio saranno superati nel migliore dei modi.
46
Perché questa
sinergia territoriale?
La riflessione è più che giustificata
e pertinente. Oggi non mancano in
Ticino le ditte private che assicurano questo tipo di prestazioni. Tutte
le assicurazioni nazionali offrono a
pagamento un servizio di assistenza
nel caso di panne e/o d’incidente.
Ogni conducente pertanto conosce il
numero di telefono che deve chiamare per usufruire di questo servizio. La particolarità sta nel fatto che
il soccorritore che interviene non è
della compagnia d’assicurazione
medesima, bensì una ditta privata
convenzionata.
Da qui la preoccupazione dei 3 enti
– TCS, USIC e UPSA – di voler organizzare un valido e efficiente servizio
di soccorso stradale in Ticino, per
meglio servire i propri clienti e tutti
coloro che, loro malgrado, sono nel
bisogno. L’UPSA è fiduciosa nel progetto, e la serietà dei partner come
il TCS e l’USIC, accompagnata dalla
competenza e professionalità, contribuirà a condurre tutti gli automobilisti a una meta sicura.
Pompieri - 118
Un intervento che ha richiesto grande impiego di uomini, mezzi e materiali
Vasto incendio ad Avegno
Martedì 30 maggio 2006 poco prima delle ore 6, il picchetto del Corpo Civici
Pompieri di Locarno è stato allarmato per l’incendio della falegnameria Margaroli,
attualmente adibita a deposito di motoscafi. Giunto sul posto, vista la gravità della
situazione l’ufficiale di picchetto ha immediatamente allarmato i rinforzi.
La carenza di acqua nella zona, che ha obbligato i pompieri a subire l’intervento nei primi minuti, è stata risolta
con la stesura di una condotta di trasporto sulla lunghezza di circa un chilometro, dal fiume Maggia fino alla
zona del sinistro.
I pompieri sono stati confrontati, nei primi minuti dell’intervento, con la violenza delle fiamme, e al forte sviluppo di calore e fumo, al forte vento da nord e alla difficoltà di approvvigionamento idrico. Questi fattori hanno inizialmente impegnato i pompieri su due fronti principali:
da un lato la lotta alle fiamme, per contenere l’incendio
e impedire il propagarsi dello stesso al lato ancora non
attaccato dello stabile; dall’altro la messa in atto del
piano di intervento previsto per la zona, nota per la
carenza di acqua. Come detto il forte vento ha alimentato le fiamme e non ha certo aiutato il lavoro dei pompieri. Il tetto, in carpenteria metallica, è collassato a causa
del calore sviluppatosi. Dopo il crollo i pompieri sono
stati impegnati a contrastare le fiamme e a impedire la
propagazione verso la zona non ancora interessata dall’incendio e agli stabili posti verso monte.
Visto il denso fumo i pompieri hanno impiegato gli apparecchi per la protezione della respirazione e hanno lottato
contro le fiamme impiegando principalmente condotte a
schiuma. Per abbassare la temperatura nell’epicentro dell’incendio è stato impiegato un elicottero, il quale, tramite
diversi lanci, ha permesso di ridurre il calore. In un secondo tempo sono state utilizzate anche le due autoscale del
Corpo per effettuare lo spegnimento dall’alto permettendo poi ai militi di avvicinarsi vieppiù alla zona maggiormente colpita e di aver infine ragione delle fiamme.
L’incendio è stato domato verso le dieci, anche se lo spegnimento degli ultimi focolai si è protratto più a lungo.
Il traffico è stato perturbato lungo la strada della valle
Maggia: nei primi minuti dal fumo che impediva la visibilità sul tratto nei pressi dell’incendio ed in seguito dall’attraversamento del campo stradale delle condotte di
alimentazione stese dai pompieri.
Sul posto la Polizia Cantonale per gli accertamenti del
caso, un equipaggio del servizio ambulanze SALVA, gli
incaricati del Consorzio Depurazione Acque di Locarno.
Pure intervenuta una squadra della SES, per disinserire
la corrente dalla vicina cabina elettrica e permettere ai
pompieri di intervenire in tutta sicurezza.
Ingenti i danni: circa il 60% del capannone è andato
completamente distrutto, ed il resto è stato danneggiato
dal fumo. Da rilevare che il fumo denso e acre ha creato
una comprensibile apprensione nella popolazione, ma il
pericolo è stato molto contenuto. Tra i pompieri si
lamenta un leggero contuso, curato e già dimesso dal
Pronto Soccorso dell’ospedale La Carità di Locarno.
Sconosciute infine le cause del sinistro.
Mezzi e materiali impiegati
Corpo civici pompieri di Locarno
- 1 Veicolo comando
- 1 Centrale operativa mobile
- 1 Veicolo di primo soccorso
- 1 Autobotte pesante
- 1 Autobotte leggera
- 1 Autoscala 30 metri
- 1 Scala meccanica
motorizzata 22 metri
- 1 Veicolo Polvere/CO2
- 2 veicoli leggeri
(trasporto uomini e materiale)
- 2 Motopompe tipo 2
- 1000 metri di tubi da 75 mm
- 400 metri di tubi da 55 mm
Heli Rezia
- 1 elicottero Ecureuil
- 1 benna Bamby-bucket
47
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Pompieri - 118
Da Airolo a Chiasso...
10 aprile 2006 - Incendio di un deposito a Legiuna
spento in 4 ore e mezzo grazie all’intervento di 18 militi
e 6 automezzi.
Incendio di un appartamento a Bellinzona, spento in 3
ore e mezzo da 9 militi con 4 automezzi.
3 e 4 aprile 2006 - Vasto incendio di bosco a Lavertezzo
e Monti di Ditto che ha impegnato ben 67 pompieri provenienti dai Corpi di Locarno (sezione montagna e urbani), Tenero, Gordola e Cugnasco per oltre 29 ore.
Utilizzati 7 automezzi e 4 elicotteri (3 civili e 1 militare).
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Pompieri - 118
21 aprile 2006 - Incidente stradale con ribaltamento di
un autocarro a Biasca: lo sgombero ha richiesto 4 ore
con l’ausilio di 11 militi e 5 automezzi.
17 luglio 2006 - Incendio di un’automobile a Rodaglio
estinto in 2 ore con 12 pompieri e 3 veicoli.
10 agosto 2005 - Salvataggio di un ciclista imprigionato
sotto un'automobile a Leontica. Impegnati 10 militi e 3
veicoli sull’arco di 2 ore.
25 settembre 2005 - Una mucca cade in una piscina a
Ludiano. Impegnati per 3 ore, 13 uomini con l’ausilio di
3 veicoli, una motopompa e 1 elicottero civile.
1
3
2
1) 16 aprile 2006 - Salvataggio a Sorengo di un operaio
caduto all’interno di uno stabile da un’altezza di 4-5
metri. Impegnati 5 militi e 2 veicoli in collaborazione con
la Croce Verde di Lugano.
2) 5 maggio 2006 - Recupero di una persona rimasta
bloccata su una gru ad una altezza di 25 metri.
Sono intervenuti 15 pompieri con 5 veicoli e la Croce
Verde di Lugano.
3) Servizio di prevenzione dei militi UIT (Unità di
Intervento Tecnico) in collaborazione con il GTS (Gruppo
Tecnico di Soccorso) della Croce Verde di Lugano durante la 9ª edizione del Rally di Lugano.
51
Pompieri - 118
Servizio «Catering» 365 giorni all’anno.
Ogni Corpo pompieri si occupa, in modo autonomo, di garantire la sussistenza ai
militi che sono impegnati in qualsiasi tipo di intervento (sia esso di breve, media o
lunga durata), in occasione di corsi d’istruzione e durante le esercitazioni.
Di regola, il Corpo dispone di personale attivo quale milite pompiere che, fortunatamente, ha una formazione
nell’ambito culinario o ha la passione per la cucina.
Queste persone sono evidentemente reperibili durante
tutto l’anno (giorno, notte e festivi).
Dietro a questo importante e indispensabile “servizio“,
si nasconde una struttura organizzativa ben definita e
collaudata. Infatti, a dipendenza della situazione (condizioni meteo, orari, durata dell’intervento, località, ecc.),
è necessario adeguare il tipo di alimentazione.
Per questo motivo il Corpo pompieri dispone di una rete
capillare di negozianti disposti, anche durante la notte, la
domenica ed i giorni festivi, a fornire la merce richiesta
(pane fresco, carboidrati, carne, salumi, verdure, ecc.).
È basilare per i militi in intervento un giusto e corretto
apporto di calorie. La copiosa sudorazione, indotta dal
caldo e dallo sforzo, provoca una forte perdita di liquidi
52
e di sali minerali, generando un senso di spossatezza.
In particolari situazioni, soprattutto dove si impiegano
gli apparecchi di protezione della respirazione e le tute
chimiche, la perdita di liquidi diventa importante: si può
arrivare a perderne un litro in circa mezzora. Quando la
perdita di liquidi supera il 2% del peso corporeo, l’efficienza fisica cala drasticamente.
Da qui l’importanza di una corretta assunzione di liquidi.
Acqua, anzitutto, ma anche sali minerali per reintegrare
le perdite. A questo proposito sono particolarmente indicate le bevande isotoniche.
Sulla base delle esperienze maturate fino ad oggi i pompieri si sono organizzati ed hanno addirittura equipaggiato alcuni veicoli d’intervento con una riserva minima di
bevande. A dipendenza della durata dell’intervento viene deciso se attivare o meno il servizio “sussistenza”
per la preparazione di una pietanza calda o fredda.
Falsi allarmi purtroppo sempre più frequenti non solo nel nostro Cantone
In Ticino oltre 1’900 interventi nel 2005
Nel corso degli ultimi decenni, la casistica ha conosciuto
degli importanti cambiamenti nella tipologia degli interventi.
La tabelle che alleghiamo mostrano la ripartizione degli
interventi per tipo. Non viene fatta una distinzione sul
numero degli interventi per categoria di corpi pompieri
(centri di soccorso cantonali di categoria A, corpi pompieri
di categoria B e corpi di supporto locale di categoria C).
Oltre evidentemente agli incendi, un aspetto che risalta
immediatamente da queste tabelle è l’alto numero di falsi
allarmi, fenomeno sempre più frequente nell’attività pompieristica non solo ticinese. Sotto questo cappello rientrano tutte le richieste d’intervento d’urgenza che vengono in
seguito annullate durante il tragitto per il luogo dell’evento
oppure situazioni dove, all’arrivo dei mezzi sul luogo, si
constata che il nostro intervento non è più necessario.
Una fetta importante di queste richieste concerne gli apparecchi automatici di detezione incendi installati negli uffici,
negozi, imprese, ecc.. Queste apparecchiature, sensibili al
fumo e/o al calore, reagiscono immediatamente al minimo
impulso sganciando l’allarme per i pompieri. Importante è
anche il numero degli interventi antinquinamento e chimici. Una migliore visione della tipologia di questi eventi è
evidenziata nella seconda tabella.
Nella tipologia “diversi” rientrano una quantità importante di interventi (urgenti o programmati) come ad
esempio: l’impiego dell’autoscala per lavori diversi, i
salvataggi di animali, la disinfestazione (vespe e calabroni), l’evacuazione di persone infortunate in luoghi
difficilmente accessibili.
Interventi 2005
• Incendi
606
- Immobili (309)
- Bosco (129)
- Autoveicoli (100)
- Sterpaglie (58)
- Discariche mat. (10)
• Allarmi impianti
automatici (TUS, falsi allarmi, ecc.)
• Inquinamenti e chimici
• Diversi
• Allagamenti
• Soccorsi stradali
TOTALE
413
376
419
133
21
1968
(nel 2004: 1834)
Interventi antinquinamento
e chimici 2005
Le richieste di intervento pervenute alla Stazione protezione aria, acqua e
suolo sono state 471. In 376 casi è stato chiesto anche l’intervento dei
pompieri per un totale di 400 rapporti (328 dai corpi pompieri di categoria A, 71 dalla categoria B e 1 dalla categoria C).
TIPOLOGIE D’INTERVENTO:
• Incidente stradale
• Cause ignote
• Guasto meccanico
• Prevenzione
• Immissione acque non trattate
• Negligenza personale
• Versamento durante il trasporto
• Versamento in fase di carico/scarico
• Impianto non conforme
• Incendio
• Fenomeno naturale
• Affondamento natanti
109
103
94
23
23
16
15
11
10
5
5
3
RICHIESTE PER PRESUNTO INQUINAMENTO DI:
• Suolo
305
• Corso d’acqua
68
• Laghi Ceresio e Verbano
32
• Aria
11
• Locale serbatoi
1
RESPONSABILE:
• Autore identificato
• Autore ignoto
• Fenomeno naturale, prevenzione
235
133
49
53
essere anziano
essere handicappato
essere ammalato
essere a disagio
in famiglia
avere il desiderio
di rimanere e curarsi
a domicilio
Vecchiaia
mi mancano le forze, ho paura di
cadere, perdo la memoria, mi sento
solo, sono sempre più dipendente dai
miei famigliari, sono preoccupato per
il futuro
Malattia / Infortunio
soffro di una malattia cronica, mi è
appena stata diagnosticata una malattia tumorale, ho subíto un intervento chirurgico, ho ferite da medicare,
mi sento indebolito
Fine di vita
necessito di cure giornaliere, mi faccio
parecchie domande, sulle cure palliative e sulla terapia del dolore, mi preoccupo per la mia famiglia, spesso mi
vengono dubbi - paure
Disagio
vivo un momento difficile, non riesco
ad affrontare i miei impegni famigliari,
ho appena partorito, cerco consigli
per il mio bambino
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ALVAD - Associazione Locarnese e Valmaggese di assistenza e cura a domicilio
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SCuDO è un’associazione di diritto
privato ma opera su mandato pubblico in conformità alla Legge sull’assistenza e cura a domicilio LACD del 16
dicembre 1997 entrata in vigore il 1°
gennaio 2000.
Il mandato
Il nostro compito è di consentire la
permanenza a domicilio delle persone
residenti nel suo comprensorio e confrontate a malattia, infortunio, disabilità, maternità, vecchiaia o difficoltà
socio-familiari, offrendo loro le necessarie prestazioni.
Interveniamo a 360°
con professionalità
Abbiamo delle équipes multidisciplinari di infermieri in cure generali e con
specializzazioni diverse, consulenti
materno-pediatriche, aiuto familiari e
ausiliarie a disposizione per ascoltarvi
e offrirvi:
• consulenza e sostegno per affrontare
le problematiche di mantenimento a
domicilio
• cure di base e cure specialistiche
prescritte dal medico
• cure palliative e accompagnamento
in fin di vita
• aiuto per mantenere la maggior indipendenza nelle varie attività dell’economia domestica
• consulenza per genitori e bambini
Cosa pagate e cosa vi viene
offerto
• le cure di base e quelle infermieristiche prescritte da un medico sono
coperte al 90% dalle casse malati.
• tutte le altre prestazioni (economia
domestica, accompagnamento,...)
vengono fatturate all’utente sulla base di una tariffa calcolata in funzione
del reddito; parte di queste prestazioni vengono talvolta rimborsate alle
assicurazioni complementari e dalla
prestazione complementare AVS
• le trasferte prima e dopo l’intervento
sono a carico del Servizio
• l’attività di coordinamento e di attivazione delle risorse è gratuita
• la consulenza Genitore e bambino è
pure gratuita
Lavoro di rete, collaborazioni
Operiamo in stretta collaborazione con
i medici e con vari serizi di appoggio in
particolare:
Pro Senectute (consulenza sociale e
pasti a domicilio)
Pro Infirmis (consulenza sociale e
servizi speciali)
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(cure palliative)
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Centri diurni
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Ambulanze - 144
Il servizio pubblico d’emergenza sanitaria è attivo tutto l’anno, 24 ore su 24.
Come e quando chiamare il 144
Attraverso questo numero gratuito, raggiungibile da qualsiasi apparecchio fisso o
mobile, è possibile risolvere tutte le situazioni di urgenza o di emergenza
indicate dai cittadini grazie una semplice telefonata.
Come chiamare il 144?
Appena ricevuta la chiamata di soccorso, gli operatori
del 144 valutano la situazione e inviano il mezzo e l’equipaggio più appropriato di soccorso sanitario.
Il paziente deve essere raggiunto nel minor tempo possibile. Per garantire un servizio efficiente e tempestivo
è necessario che i cittadini chiamino il 144 nel più breve tempo possibile dall’inizio della situazione d’urgenza.
Quando chiamare il 144?
Chiama immediatamente il 144 in caso di:
– malore
– incidente stradale, domestico, sportivo, sul lavoro
– ogni situazione certa o presunta di pericolo di vita
– richiesta di ambulanza per ricoveri programmati
Quando non chiamare il 144?
Non è necessario chiamare il 144 nel caso di:
– necessità di consulenze mediche (per questo bisogno
componi il 091/800 18 28)
– per informazioni riguardo i servizi sanitari fuori orario
(per questo bisogno componi il 091/800 18 28 )
– per richieste riguardanti i Servizi di Aiuto Domiciliare
(per questo bisogno componi il 0840/22 44 22 )
– per richieste di tipo informativo o amministrativo (per
questo bisogno componi il 091/800 18 32 )
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Comporre su qualsiasi telefono il numero “ 1 - 4 - 4 “
senza prefisso locale.
La chiamata è gratuita: non occorre gettone o tessera.
Attendere risposta dalla centrale operativa 144.
Rispondere con calma e precisione
alle seguenti domande:
– Dov’è esattamente l’urgenza
– Qual è il numero di telefono dal quale stai chiamando
– Qual è il problema.
Spiegare esattamente cosa è successo
– Sesso del paziente ed età (anche approssimativa).
– Il paziente è cosciente?
– Il paziente respira?
Dov’è esattamente l’urgenza
Ovviamente è fondamentale per la centrale operativa
144 capire esattamente dove è richiesto un intervento.
Per quel che riguarda l’ambito urbano (città, paese), il
problema è relativamente semplice perché in chiunque
è ben radicato il concetto di stradario.
Sarà quindi sufficiente comunicare all’operatore:
– località
– indirizzo
– numero civico
Può essere utile indicare la presenza di punti di riferimento evidenti (distributore di benzina, negozio, ...).
Ascolta attentamente l’operatore e rispondi ad eventuali
domande che permettano di definire in maniera più precisa il luogo dell’emergenza.
Diverso è l’approccio alle richieste provenienti dall’ambito extraurbano. Se si è in autostrada o in una grande
strada extraurbana, sono fondamentali i dati della direzione, del chilometraggio e di eventuali punti di riferimento. Nel caso di richieste fuori dall’abitato, l’operatore ha
la necessità di avere informazioni dettagliate che descrivano la strada da percorrere per raggiungere il luogo.
Qui è riprodotta la prima scheda che l’operatore di Ticino Soccorso compila quando voi chiamate il 144
Qual è il numero di telefono
dal quale stai chiamando
La comunicazione tra il chiamante e la centrale operativa 144 può interrompersi in ogni momento per problemi
di ordine tecnico. Oppure il chiamante può riappendere
senza aver dato all’operatore tutte le informazioni del
caso. Per l’operatore è assolutamente indispensabile
avere un recapito telefonico da richiamare per poter
rispondere alla chiamata d’emergenza.
Qual è il problema?
Spiegare esattamente cosa è successo
Chi telefona deve fornire alla centrale operativa 144 il
maggior numero possibile di informazioni.
Esempi di informazioni importanti sono:
– Quanti veicoli sono coinvolti nell’incidente stradale?
– Da quanto tempo il soggetto è incosciente?
– Che tipo di sostanza ha ingerito?
– La persona sul motorino aveva il casco?
– Ci sono strade interrotte nelle vicinanze?
– Sussiste pericolo d’incendio?
È opinione molto diffusa pensare che le domande poste
dall’operatore della centrale operativa 144 siano una
perdita di tempo e ritardino l’intervento dell’ambulanza.
“Ma perché quando telefono per avere un’ambulanza mi
fanno tutte quelle domande? Io che ho bisogno subito e
quelli stanno a perdere tempo! Cosa gli interessano
quelle informazioni? Che mi mandino subito i soccorsi e
basta!”. Questo modo di pensare è legato al fatto di
non capire come le informazioni richieste permettano di
individuare esattamente quali sono i bisogni del chiamante. Occorre tenere presente che il sistema di allarme tra la centrale operativa 144 e i servizi d’ambulanza
è informatizzato e non necessita di alcuna comunicazione verbale per inviare i soccorsi. Grazie a questa tecnologia, le ambulanze partono automaticamente e l’operatore può rimanere in contatto telefonico con il chiamante, raccogliere tutte le informazioni necessarie e impartire quelle istruzioni atte a preservare e a migliorare le
condizioni di salute del paziente.
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Ambulanze - 144
L’ambulanza abbisogna di un certo lasso di tempo per
raggiungere il luogo d’intervento. Nei primi minuti siete
voi che mettendo in pratica le indicazioni impartite dall’operatore potere assicurare al paziente condizioni
compatibili con la vita. Nei casi più estremi l’operatore
sarà in grado di guidarvi nella messa in pratica di una
respirazione artificiale e di un massaggio cardiaco.
Cosa fare in attesa dell’ambulanza?
Sesso del paziente ed età
Se non conoscete il paziente, indicate l’età approssimativa della persona che abbisogna di soccorso.
L’informazione sull’età aiuta l’operatore della centrale
operativa 144 a capire quale problema può mettere più
probabilmente in pericolo la vita del paziente. E’ infatti
scientificamente dimostrato che alcune cause di malessere sono legate di più ad una fascia di età piuttosto
che a un’altra. Questa informazione permette quindi
all’operatore di consigliare le misure più idonee. Lo
stesso discorso vale per il sesso del paziente. Alcuni
problemi hanno una possibilità maggiore di presentarsi
più in pazienti maschili che femminili, e viceversa.
Il paziente è cosciente?
Il paziente respira?
Il vostro ruolo è assolutamente importante fino a che i
soccorsi sono giunti sul posto. Seguite e mettete in atto
le istruzioni impartite dall’operatore della centrale 144.
Solo grazie al vostro aiuto il paziente avrà qualche possibilità di sopravvivere alla fase critica.
Non lasciatevi prendere dal panico, rimanete calmi e
seguite le indicazioni dell’operatore.
Anche nella situazione più critica, non mettete a repentaglio la vostra vita per prestare i primi soccorsi.
Proteggetevi e seguite le indicazioni della centrale 144.
In sintesi ricorda queste poche righe:
“Allarma il 144, rispondi a tutte le domande che ti vengono poste, rimani in linea, metti in atto le istruzioni
impartite dall’operatore della centrale operativa. Non
metterti in situazione di pericolo e proteggi il paziente”.
Solo così potrai contribuire alla sopravvivenza di chi si
trova in situazione d’emergenza.
Sandro Muschietti
Direttore di Ticino Soccorso 144
La conoscenza dello stato di coscienza e respirazione
del paziente sono parametri assolutamente indispensabili per l’operatore della centrale operativa 144 per
impartire al chiamante le corrette istruzioni delle manovre da compiere per assicurare la sopravvivenza della
persona in situazione d’emergenza. L’operatore è una
persona altamente istruita nell’ambito della medicina
d’urgenza e può indicarvi quali manovre mettere in pratica per cercare di mantenere in vita il paziente.
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Ambulanze - 144
In Svizzera costituisce il 39,8% dei decessi
La patologia cardiovascolare
Allestito un piano cantonale di intervento
in caso di arresto cardiaco improvviso (ACI) e defibrillazione precoce.
È oramai un’evidenza epidemiologica incontestabile che
la patologia cardiovascolare rappresenta la causa di
morte più frequente nei paesi occidentali, in Svizzera
costituisce il 39,8% dei decessi.
La manifestazione più drammatica di queste affezioni
è sicuramente l’arresto cardiaco improvviso con un’incidenza che si situa tra 0,36 e 1,28 casi per 1000
abitanti.
In Ticino questo significa essere confrontati con tale
patologia quasi una volta al giorno.
Il ritmo cardiaco presente nei primi istanti dell’arresto
mostra nel 75-80% dei casi, una fibrillazione ventricolare con un’ottima risposta alla defibrillazione.
Purtroppo però senza manovre di rianimazione di base
(BLS: Basic Life Support) e defibrillazione rapida (AED),
le possibilità di sopravvivenza diminuiscono drasticamente nella misura del 7-10% ogni minuto che passa
Un momento della cerimonia
di consegna dei defibrillatori
La nostra realtà
Nel nostro Cantone si contano annualmente circa 300
arresti cardiaci improvvisi (ACI) con una sopravvivenza
globale del 14%, che aumenta fino al 28% in caso di
fibrillazione ventricolare.
Il sistema d’emergenza territoriale ticinese generalmente giunge sul paziente colpito da ACI mediamente in 9
minuti. I tempi di arrivo sul luogo sono influenzati da
diversi fattori quali la distribuzione della popolazione, il
tipo di territorio, le caratteristiche dell’organizzazione dei
servizi di soccorso sanitario e altre variabili.
Considerando quanto detto in precedenza è facilmente
comprensibile che l’intervallo medio attuale per raggiungere il paziente da parte dei servizi di soccorso professionali non permetta di ottenere degli alti tassi di
sopravvivenza.
Da un punto di vista epidemiologico, in riferimento ai
dati raccolti tramite il Registro cantonale sulle rianimazioni gestito dalla FCTSA, si evince che il maggior numero di ACI avvengono a domicilio ed il 68% di esse si
manifestano durante le ore diurne.
Il Progetto ticinese
Nel 2001, in risposta ad una mozione presentata in
Gran Consiglio dal dott. Alessandro Del Bufalo, il
Dipartimento della Sanità e della Socialità ha dato mandato alla Federazione Cantonale Ticinese Servizi
Autoambulanze (FCTSA) di elaborare una proposta di
strategie operative finalizzate a migliorare la presa a
carico e di conseguenza anche la sopravvivenza per questa infausta patologia. Lo studio di fattibilità si è concluso nel corso del 2005, in relazione alle più attuali
conoscenze scientifiche sulla tematica e alle peculiarità del contesto cantonale, sono stati definiti i
seguenti obiettivi:
1. aumentare la sopravvivenza
portandola dal 28% al 50%
2. assicurare al cittadino che in caso di ACI
gli venga somministrata una defibrillazione
entro un tempo massimo di 5 minuti
3. creare i presupposti tecnici, organizzativi,
culturali e scientifici per il raggiungimento
degli obiettivi previsti.
61
Ambulanze - 144
La strategia e le attività
Gli aspetti salienti della strategia prevista per il raggiungimento degli obiettivi esposti sopra possono essere
sintetizzati nei seguenti elementi:
1. migliorare l’informazione alla popolazione
in merito al riconoscimento dei segni dell’ACI e
alle modalità di allarme dei servizi di soccorso ufficiali (Ticino Soccorso 144)
2. Formare un numero sempre crescente di persone
alle tecniche di rianimazione (BLS) e
di defibrillazione (DAE).
3. Equipaggiare di apparecchi defibrillatori semiautomatici i partner istituzionali dell’urgenza, le imprese private, le associazioni, le società e le singole persone
adeguatamente formate e disponibili (first responder)
4. Creare una rete di defibrillatori distribuiti sul territorio
Cantonale, coordinata e gestita da
Ticino Soccorso 144.
5. Promuovere iniziative pubbliche o private
che possano contribuire al raggiungimento
degli obiettivi previsti
6. Valutare l’impatto delle azioni intraprese
attraverso lo svolgimento di ricerche specifiche.
Foto di gruppo
alla consegna dei defibrillatori
con l’On. Patrizia Pesenti,
i corpi di polizia e i corpi dei pompieri
62
Quello ticinese è, attualmente, il primo ed unico Progetto
del genere in Svizzera. Alla realizzazione di queste azioni
partecipano attivamente tutti i Servizi di soccorso preospedaliero cantonali. La supervisione scientifica è assicurata
dalla Commissione medica della FCTSA. Per quanto attiene alla conduzione del progetto è stato stipulato un accordo di collaborazione tra la FCTSA e la SSFS/SUPSI.
I destinatari
Il Progetto si indirizza, indistintamente a:
– Enti pubblici: scuole, uffici statali o parastatali,
enti di pronto intervento
– Strutture private: banche, assicurazioni, aziende,
alberghi, ristoranti, centri commerciali
– Strutture del settore sociosanitario: studi medici,
farmacie, dentisti, cure a domicilio
– Professioni o gruppi a rischio
– Associazioni sportive e ricreative
– Organizzatori di eventi con grande affluenza
di persone e/o con attività a rischio
– Singole persone o gruppi di persone interessati alla
tematica.
Sinergia con i partner del soccorso
Lo scorso 23 giugno ha avuto luogo, presso il centro di
formazione della Protezione civile di Rivera la cerimonia
di consegna dei defibrillatori ai corpi di polizia e pompieri che hanno deciso di aderire al Progetto.
Alla presenza della Consigliera di Stato Avv. Patrizia
Pesenti i seguenti corpi polizia e pompieri hanno ottenuto la certificazione di qualità quale strutture abilitate
alla rianimazione e alla defibrillazione precoce:
Claudio Benvenuti
responsabile del progetto
Mendrisiotto
Luganese
Bellinzonese e Valli
Locarnese
Ticino
Polizia comunale
di Mendrisio
Polizia comunale
di Massagno
Polizia comunale
di Bellinzona
Polizia comunale
di Locarno
Polizia cantonale
Corpo civici pompieri
di Mendrisio
Polizia comunale
di Collina d’Oro
Posto di polizia
di Giubiasco
Polizia comunale
di Losone
Polizia ferroviaria Ticino
Polizia comunale
di Rancate
Corpo pompieri
di Melide
Posto di polizia
di Biasca
Polizia comunale
Minusio / Muralto
Polizia comunale
di Vacallo
Corpo pompieri
di Caslano
Centro d’intervento
del San Gottardo
Polizia comunale
di Brissago
Polizia comunale
di Cureglia
Corpo pompieri
Alta Leventina
Polizia comunale
di Gordola
Polizia comunale
di Lugano
Corpo pompieri
Biasca e Valli
Polizia comunale
di Melide
Polizia comunale
di Savosa
Polizia comunale
di Cadempino
Polizia comunale
di Comano
I defibrillatori sono stati messi gratuitamente a disposizione dalla FCTSA. Ad oggi possiamo affermare con soddisfazione ed orgoglio che la sempre migliore collaborazione tra le diverse strutture di soccorso ha portato il
Ticino ad essere il primo Cantone in Svizzera ad aver
concretizzato un Progetto di questo genere.
Da un punto di vista operativo i diversi corpi saranno
direttamente allarmati dalla Centrale Ticino Soccorso
144 attraverso l’invio di un messaggio SMS contenente
le informazioni sul luogo di intervento e sul tempo stimato di arrivo dell’ambulanza. Senza obbligo di intervento, la pattuglia di polizia oppure il servizio pompieri disponibili si recano sul luogo e in attesa dell’arrivo dell’ambulanza potranno iniziare le prime misure rianimatorie.
Stato: ottobre 2006
Il Comitato della FCTSA ed il Consiglio della Fondazione
Ticinocuore ringraziano sentitamente tutte le persone
che con entusiasmo e disponibilità hanno aderito al
Progetto. Ricordiamo che qualora vi fossero altri corpi
Polizia o Pompieri interessati di annunciarsi presso il
responsabile di progetto.
Informazioni supplementari possono essere richieste a:
Fondazione TicinoCuore, c/o FCTSA
Piazza 5 Vie 1, CH-6932 Breganzona
Tel. 0041 (0)91 9603663 - Fax 0041 (0)91 9601810
Rif. Bancario: BSI - Lugano, cto A344018A
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ma anche per • trasferimenti di malati
in ospedali del cantone o in Svizzera
Preparati • dove mando l’ambulanza?
a rispondere • qual’è il tuo numero telefonico?
alle seguenti • qual’è il problema / cosa è successo?
(quanti sono i feriti / malati?)
domande
• età e sesso del / dei pazienti?
• risponde se lo chiami, reagisce se lo tocchi?
• respira, come respira?
Cerca di mantenere la calma e segui
le istruzioni che l’operatore darà.
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non ritarda la partenza dei soccorsi!
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quali, i diversi soccorritori diplomati che lavorano nell’ambito dei cantieri del
Consorzio TAT, si stanno abituando. Comprendendone il significato, condividono parte dell’attività degli scavi sotterranei con i protagonisti principali di questa ciclopica
opera nel massiccio del S.Gottardo.
È cominciato tutto quasi per caso, per interesse verso
una realtà che presto, si presagiva, avrebbe rivoluzionato e modificato la vita sociale e professionale, quasi
monotone, di una regione splendida quale quella delle
tre valli, e della sua popolazione, ricca di spunti creativi
straordinari, spesso negati alla visibilità dal potere
mediatico e sociale delle cittadine, dalla già internazionale notorietà.
Era il 2001, procedevano da tempo i lavori di perforazione del lotto 452 di Faido-Polmengo. A luglio avevano raggiunto i 2’550 mt di scavo della discenderia.
Ci si informava della quantità di professionisti che avrebbe abitato nella regione durante l’esecuzione dell’opera.
Si sapeva che sarebbe durata oltre un decennio, che
avrebbero scavato il tunnel più lungo del mondo...
Si cercavano dei dati legati ai problemi medici e sanitari
con i quali un servizio ambulanza avrebbe dovuto fare i
conti per eseguire la propria missione con le medesime
garanzie di cure qualitative e sostenibili, diritto di ogni abitante del cantone, sia egli permanente o di passaggio.
Le raccomandazioni della SUVA, la consulenza di un
medico del lavoro ed il buon dialogo da subito instaurato con i responsabili della sicurezza del Consorzio TAT,
hanno permesso di identificare una serie di elementi
determinanti la strutturazione di un concetto sanitario
per i cantieri sotterranei, che oggi possiamo con certezza definire vincente.
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ISO 90
Ambulanze - 144
La convenzione sottoscritta tra il Consorzio TAT e la
Federazione Cantonale Ticinese dei Servizi Ambulanza è
ormai realtà da 5 anni e rappresenta la base contrattuale
del servizio sanitario sui cantieri di Faido-Polmengo e
Bodio-Pollegio. Il concetto guida è legato alla formazione
sanitaria di tutto il personale del Consorzio a due livelli di
approfondimento: un corso base comprendente nozioni
semplici per il sostegno delle funzioni vitali (Basic Life
Support), approfondimenti mirati alla casistica specifica di
malesseri o infortuni in ambito di cantieri sotterranei, nonché l’informazione ed addestramento alle procedure di
sicurezza e salvataggio contemplate dai piani specifici.
Un secondo livello, riservato ad un numero ristretto di
operai, eleva la formazione alle funzioni di Nothelfer
(Soccorritore Aziendale), figura presente in ciascuna
delle sciolte di minatori che lavorano ai fronti di scavo
24 ore su 24.
La scelta di formare e mantenere con aggiornamenti
periodici le competenze del personale nell’auto-salvataggio, è dettata da due determinanti chiave del soccorso sanitario in ambito di grandi cantieri sotterranei: la
progressiva lunghezza dello scavo che allontana l’eventuale infortunato dalle risorse di soccorso disponibili
all’aperto e l’insostenibilità costi-benefici di un posizionamento permanente del soccorso sanitario specializzato, all’interno degli scavi sotterranei.
Il presidio delle infermerie di cantiere da parte di un
soccorritore diplomato nella fascia oraria diurna feriale
e la messa in rete delle risorse sanitarie d’urgenza e
soccorso disponibili sul territorio, attraverso il coordinamento della Centrale d’allarme cantonale Ticino
Soccorso 144, permettono così di far fronte alle esigenze sanitarie extra-ospedaliere del personale impiegato
nei due lotti principali AlpTransit 452 e 554.
L’attività in prontezza del soccorritore di cantiere, equipaggiato e mobile a bordo di un mezzo tecnico di soccorso (First Rescue Unit TAT), specificamente elaborato
da Tre Valli Soccorso, per il gravoso impiego del soccorso in cantiere, prevede anche tutta una serie di controlli
delle dotazioni di materiale e presidi sanitari e di sicurezza all’interno delle gallerie di Bodio e Polmengo.
67
Pubbliredazionale
Casapool: piscine, whirlpool e saune
Nel maggio del 1990 Dieter e
Donatella Segler-Grandi hanno iniziato la loro attività con le idee chiare. Tra i loro obiettivi principali la
volontà di voler costruire un’immagine di un’azienda solida e disponibile a curare con attenzione la propria
clientela. Una filosofia con i piedi
per terra, che ha permesso alla ditta a conduzione familiare, di profilarsi e crescere con successo. A
sedici anni dalla fondazione questa
strategia di indubbia qualità e di
fiducia si è trasformata in un solida
professionalità apprezzata soprattutto da coloro che, in un rapporto
di lavoro, pongono in primo piano la
serietà e l’affidabilità. Lo dimostrano anche le cifre che indicano come
buona parte della clientela lavora
con Casapool da oltre dieci anni.
Oggi la flessibile struttura della
società opera con sei collaboratori
e si è specializzata in particolare
nella pianificazione, fornitura ed
installazione degli impianti tecnici,
posa, copertura, servizi e manutenzione di piscine, bagni turchi, whirlpool e saune. Attiva con un negozio
a Curio, aperto tutte le mattine,
sabato incluso, o su appuntamento
ed un altro, con un’area d’esposizione, a Giubiasco in via Olgiati 9c.
Un punto di vendita aperto giornalmente dal primo di aprile al 30 settembre dalle ore 9.00 alle 12.00 (il
giovedì dalle 16.00 alle 19.00) e nei
rimanenti mesi il giovedì dalle ore
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16.00 alle 19.00 e il sabato dalle
9.00 alle 12.00 e naturalmente su
appuntamento. Chi si rivolge alla
dinamica azienda ticinese ha pure il
vantaggio di ricevere una consulenza
ed un’assistenza completa. Infatti,
da Casapool si spazia dall’installazione degli impianti tecnici fino al trattamento delle acque ed alla vendita
diretta di accessori diversi. Una pianificazione dalla A alla Z da parte di
una ditta che è pure rappresentante
ufficiale per il Ticino delle marche
Tylö (saune e bagni turchi), Vita Spa
(vasche per idromassaggio) e, che
vanta in esclusiva, anche l’elegante e
pratica scala romana per piscine
modello Lugano.
Casapool Sagl
Curio - Tel. 091 606 53 86
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Ambulanze - 144
Il sistema di controlling tramite check-list permette l’identificazione della localizzazione dei presidi tecnomedici principali, quali i defibrillatori o gli zaini di soccorso, il loro ristabilimento ed il mantenimento in efficienza in un ambiente dalle condizioni di impiego estreme.
Elevati tassi di umidità e temperatura, presenza di particelle volatili in grandi concentrazioni, mettono infatti a
dura prova, non solo i materiali ed i mezzi, ma anche il
fisico dei professionisti dello scavo.
Nella fascia oraria in cui i cantieri non sono presidiati
dal soccorritore professionale, rimane attivo un recapito
telefonico dedicato per consulenza 24h al giorno, raggiungibile permanentemente con la semplice composizione del numero telefonico 144.
In considerazione dell’evidenza che indica come soluzione principale per ridurre le conseguenze dei traumi, una
politica attiva di prevenzione primaria, il concetto sanitario prevede la collaborazione e la consulenza nelle campagne di prevenzione Stop Risk elaborate dal committente AlpTransit ed applicate nell’ambito del Consorzio TAT.
Le tipologie di assistenza extra-ospedaliera eseguita in
questi 5 anni di attività presso i 2 principali cantieri
AlpTransit a sud delle Alpi, vede la consulenza e la valutazione clinica semplice al primo posto, seguita dagli
interventi di soccorso e di medicazione per traumi minori agli occhi, alle estremità. Gli interventi a seguito dei
quali è necessaria un’ospedalizzazione, pur rimanendo
in percentuale molto bassa a confronto di attività analoghe, riguardano traumi con esiti da cadute dall’alto,
cadute di materiale, movimenti e traffico di macchine,
nonché da traumi contusivi ad alta energia.
Rari sono pure i malori e gli incidenti da calore, anche
grazie ad un comportamento corretto del personale in
sotterraneo, verso l’assunzione di acqua in abbondanza. Da annoverare anche gli interventi di soccorso a
beneficio dei visitatori, eseguiti nell’ambito dei picchetti
sanitari in occasione di grandi eventi pubblici sui due
cantieri. L’azione di soccorso sui grandi cantieri di Faido
e Bodio, si può definire difficile e complessa a causa
delle condizioni di lavoro atipiche per il soccorritore:
ambiente caldo-umido, scarsa illuminazione, presenza di
attività di cantiere senza interruzione, specialmente
negli interventi in galleria. I tempi di intervento risultano
dilatati dalla difficoltà e lunghezza di accesso al fronte
dello scavo. Attualmente l’evacuazione dalla maggiore
profondità verso il portale di Bodio prevede oltre 1 ora
di trasporto sotterraneo su rotaia!
Nell’immediato futuro, con la migrazione delle maestranze presso il cantiere di Faido, da dove un migliaio di
uomini proseguiranno i lavori di scavo verso Sedrun,
abbiamo previsto il potenziamento del presidio di un
soccorritore diplomato presso l’infermeria di Polmengo.
Altri interventi di organizzazione mirati, saranno possibili
per incrementare il servizio sanitario in funzione delle
esigenze di sicurezza del personale di TAT.
Con l’entrata in esercizio della Nuova Trasversale
Ferroviaria Alpina nel 2016, saremo pronti e disponibili
ad assumere le competenze in ambito di servizi sanitari
che le FFS vorranno assegnare alla FCTSA.
Stefano Dell’Orto
Capo servizio, Tre Valli Soccorso
Referente Progetto TAT-FCTSA
69
Elenco dei membri della
Associazione Svizzera Maestri Giardinieri
Sezione Ticino
Presidente
Alberto Stierlin, Muzzano
Membri del comitato
Antonio Farenga, Locarno
Francesca Kamber, Aurigeno
Martin Keller, Pregassona
Mauro Poli, Brusino Arsizio
Alessandro Sgarbi, Bellinzona
Francesco Toschini, Lottigna
Recapito
ASMG - Sezione Ticino
Via Piodella 18 - 6933 Muzzano
Tel. 091 968 12 54
Fax 091 968 15 39
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Acerbis Paesaggistica SA
Antonini Luca
Art & Giardini Sagl
AQVA
Bachmann Fredy Giardini-Tennis SA
Bagutti Carlo
Baratella Alfredo
Benicchio Figli di Giulio
Bernasconi Andrea
Bernasconi Sandro
Berta Francesco
Betschon Giardini Sagl
Bettosini Carlo
Bisanti Daniele
Bizzini Fausto SA
Buletti Giardini Sagl
Bürgi Garden Center
Buzzi Martino
Cadorin Renato SA
Camponovo Ennio
Cantoni Michel
Carol Giardini SA
Cassai Mirko
Cattaneo Giovanni
Chiaravalloti Giardini
Compodino SA
Corda Ivano
De Taddeo Claudio
Edengarden Sagl di F.Frioni
Eisenhut Vivai
Farenga Linea Verde SA
Forster Daniele
Frioni Luigi
Galeazzi Alain
Gianinazzi Sisto
Giardiniere Flavio Spigaglia Sagl
Hacker Giardini Sagl
Hochstrasser Cristian
Hofer-Degiorgi SA
Kamber Francesca
Keller-Thomi SA
Kurz Winfried
Lirrigazione Sagl
Lott E.H. SA - Fiori all'ingrosso
Lurati Mauro
Manetti Vivai SA
Moghini Libero
Muser Beat
Negrini Vivai
Nonella Riccardo
Passera Sergio
Pedrazzi Giardini Sagl
Pesenti Maurizio
Petraglio Lorenzo
Pini Enea
Pinta Fiorita di P.Allio
Poli Giardini SA
Pometta Oriano
Pura Ivano
Ranzoni Carlo
Rezzonico Giardini
Rickenbach Stefano
Rigiani Graziano
Scarpellini Giardini-Impianti
Schiess Jürg
Schlatter SA
Schmid Jürg
Schober Bruno
Sgarbi & Pini SA
Stänz Heinz
Stierlin Alberto
Giardini Toschini Sagl
Toschini Lucien
Wistaria Sagl
Zanoli e Brun
Zoller Walter
Zollinger Beat
Via Bellavista
Via Mangara
Via Fontanella 16
Via R.Simen 47
Via Bellavista 3
Zona la Piana
Via Antonietti 9
Via Selva
Via Cantonale
Via Bataa
Via Costa di Dentro 41
Residenza Camarino 17
Bigogno
Via Polar 5
Via ai Pree 14
Casella postale 657
Via in Tirada
Via Cantonale
Via Campo Sportivo
Via Pasquée
Via Nevaca 8a
Via S. Gottardo 24
Via al Carcale 5
Strada di Ronche / CP6
Via Cantonale
Via al Funtì 2
Vairano-Cheggio
Via al Piano
Casa Rosa
Via al Funtì 3
Via Stazione
Via Cioos 6
Via Mondine 31a
Via Riasco 8
Sureggio
Via Trevano 85
La Vigeira
Via Cantonale 15
Via Cesura 18
Via ai Paiardi
Via M. Roggia
Strada Cantonale
Strecia di Casée 3
Pezza Venerdì 14
Via Maderno 25
Via Bartolomeo 4
Via Ronchetti
Via S.Maria 6
Casella postale 28
Via Cantonale
Lungolago Roncaioli
Via al Motto 2
Casella postale 21
Via al Molino 36
Sportivi-Idrosemina
Casa Rosina
Via Cremignone 2
Via Buonamano 6
Via Birreria / CP 22
Via Ubrio 37
Via Piodella 18
Sentiero alle Piode 6
Via Mezzaro 8
Via Molino
Casella postale 33
Via Ciusaretta 10
6930 Bedano
6984 Pura
6932 Breganzona
6648 Minusio
6952 Canobbio
6822 Arogno
6900 Paradiso
6814 Lamone
6818 Melano
6825 Capolago
6614 Brissago
6516 Cugnasco
6927 Agra
6932 Breganzona
6915 Noranco
6512 Giubiasco
6528 Camorino
6721 Ludiano
6989 Purasca
6834 Morbio Inferiore
6939 Arosio
6652 Ponte Brolla
6965 Cadro
6979 Brè s.Lugano
6710 Biasca
6596 Gordola
6968 Sonvico
6653 Verscio
6834 Morbio Inferiore
6575 San Nazzaro
6592 S.Antonino
6954 Bigorio
6834 Morbio Inferiore
6934 Bioggio
6952 Canobbio
6616 Losone
6614 Brissago
6953 Lugaggia
6900 Lugano
6677 Aurigeno
6963 Pregassona
6616 Losone
6592 S.Antonino
6918 Figino
6853 Ligornetto
6807 Taverne
6949 Comano
6616 Losone
6850 Mendrisio
6528 Camorino
6965 Cadro
6670 Avegno
6743 Bodio
6596 Gordola
6500 Bellinzona
6864 Arzo
6827 Brusino Arsizio
6597 Agarone
6596 Gordola
6995 Madonna del Piano
6862 Rancate
6915 Noranco
6719 Aquila
6928 Manno
6927 Agra
6924 Sorengo
6991 Neggio
6612 Ascona
6503 Bellinzona
6616 Losone
6933 Muzzano
6716 Lottigna
6604 Locarno
6648 Minusio
6612 Ascona
6854 S.Pietro di Stabio
6933 Muzzano
091 945 53 26
079 354 13 74
091 950 07 31
091 743 07 76
091 941 26 71
079 621 05 60
091 994 89 69
091 966 08 38
079 621 06 22
079 444 19 74
091 793 20 05
091 859 29 30
091 994 89 45
091 968 18 60
091 993 13 60
091 857 83 84
091 857 27 27
091 870 19 90
079 617 18 16
091 683 77 60
091 609 11 35
091 796 21 25
079 293 99 61
091 972 46 76
078 745 29 14
091 745 03 31
079 445 68 50
091 796 35 67
091 682 48 05
091 795 18 67
091 858 22 85
091 943 59 55
091 683 16 52
091 605 51 12
079 413 82 25
091 791 45 02
091 793 16 51
079 214 62 75
091 971 25 71
091 753 27 60
091 972 28 14
091 791 28 62
079 817 63 21
091 995 14 26
091 647 09 46
091 945 11 73
091 940 64 91
091 791 26 18
091 646 16 16
079 686 26 75
091 943 51 47
091 753 20 01
091 870 22 84
091 745 45 27
078 617 95 35
091 646 42 16
091 996 13 74
091 859 13 83
091 745 40 05
091 608 29 48
091 646 35 14
091 994 67 71
091 872 22 08
091 605 19 32
091 994 61 79
091 966 79 73
091 606 56 65
091 791 28 88
091 825 31 80
091 791 69 75
091 967 12 68
091 871 12 74
091 751 26 56
079 221 60 39
091 792 16 18
091 647 23 02
091 967 13 23
Ambulanze - 144
Aumentate il numero di chiamate che giungono alla centrale operativa 144
Soccorritrici professionali:
per gli altri con competenza
Una nuova opportunità che interessa un numero crescente di donne
anche nel nostro Cantone per un lavoro che offre tante soddisfazioni e
richiede grande sensibilità.
Dopo una scuola di formazione specifica durata nove
mesi anche Ornella inizia a lavorare come soccorritrice
volontaria. Passano ancora alcuni anni poi l’iscrizione a
una scuola professionale della durata di due anni (oggi
sono tre anni misti tra pratica, teoria e stage in cliniche
o ospedali). Il desiderio di continuare con un‘attività di
utilità pubblica pone in secondo piano eventuali difficoltà di conciliare la famiglia, il lavoro e la scuola. È stata
una bella esperienza, ci racconta sorridente, questo è
proprio il mio lavoro. Rispetto ad alcuni anni fa, continua
Ornella Ponti, abbiamo anche il vantaggio di poter avere
a disposizione diversi supporti per effettuare una diagnosi sul posto e attraverso il 144 riceviamo già delle
utili informazioni da parte delle competenti collaboratrici
e collaboratori operativi nella centrale di raccolta delle
chiamate. Un insieme di elementi, navigatore satellitare
sui veicoli compreso, che hanno pure consentito di
aumentare la professionalità dei nostri interventi.
Mi ricordo, ci racconta Ornella, di una chiamata domenicale per soccorrere un ragazzino che aveva effettuato
una brutta caduta in bicicletta. Spaventato, anche per
l’assenza di sua madre, lo abbiamo trasportato in ospedale. Quando sono passata in camera a salutarlo il suo
inatteso “grazie signora, grazie molto per il suo aiuto” è
stato una positiva ricarica morale.
Da soccorritrice volontaria a soccorritrice professionale,
una strada che per Ornella Ponti sembra segnata nel
destino. Si potrebbe aggiungere che la sua scelta è stata influenzata da una tradizione di famiglia. Infatti, diversi anni fa il padre della signora Ponti si occupava, come
volontario, di gestire il servizio ambulanze di Chiasso.
Considerato che nel 1976 le donne non potevano ancora occuparsi degli interventi operativi dell’allora Croce
Verde è ancora una volta il destino a correggere il tiro.
Alcuni anni dopo Ornella incontra il suo futuro marito
che, guarda caso, era dapprima volontario e poi capo
servizio ambulanze. Nel 1985 quando in Ticino le prime
donne hanno iniziato ad affiancare gli uomini in questa
attività, Ornella Ponti non ha perso l’occasione.
Esperienza, grande sensibilità, psicologia e una buona
formazione sono alcuni degli aspetti che accompagnano
la figura della soccorritrice professionale. Una funzione
che per garantire un’ineccepibile professionalità necessita di regolari e differenti corsi di perfezionamento pratici e teorici, in media una quarantina di ore all’anno,
per imparare l’utilizzo di nuove tecniche e apparecchiature. Ad affiancare il lavoro sul territorio ogni soccorritore professionale si occupa pure di diversi compiti amministrativi, di gestione dell’attività e in alcuni casi anche
dell’organizzazione di corsi specifici all’esterno.
Se siete interessati a intraprendere un’attività come
soccorritrice volontaria telefonate direttamente
allo 091 960 36 63.
Stefano Pescia
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manutenzione giardini
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Tel. 091 923 94 94 - Fax 091 922 07 47
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In caso di necessità,
la persona che ha bisogno di
aiuto preme il tasto di allarme
sull’apparecchio o sul bracciale.
L’apparecchio dell’abbonato
seleziona automaticamente
il numero della Centrale
e mette la persona direttamente in comunicazione
telefonica con quest’ultima.
Alla Centrale, operativa 24 ore
su 24, si può controllare visivamente la provenienza della
chiamata.
Tramite l’altoparlante e il
microfono è possibile parlare
con la persona in pericolo,
senza che questa debba raggiungere il telefono e sollevarne
il ricevitore; in case molto grandi potrebbero essere necessari
più altoparlanti. In base alle
indicazioni della cartoteca in
possesso della Centrale, si
organizza l’intervento.
Nella cartoteca ci sono ad
esempio indirizzi e numeri
telefonici di persone da contattare quali parenti, vicini di casa...
Queste persone accettano di
intervenire quando non è
necessaria la presenza del
medico; naturalmente nella cartoteca vengono annotati nome
e numero telefonico del medico di casa, delle infermiere, etc.
TELESOCCORSO
Per non restare da soli
Info: 091 8200 505
www.cvbellinzona.ch
Ambulanze - 144
Perché devo pagare l’autoambulanza?
Grazie alle gentile concessione della rivista “La Borsa della Spesa”, riportiamo di seguito un articolo pubblicato lo
scorso inverno nella rubrica delle domande dei lettori, che a nostro modo di vedere illustra in maniera semplice la
problematica del sistema di finanziamento dei servizi ambulanza.
“A causa di un malore improvviso sono stato trasportato
d’urgenza in ospedale. Quando ho ricevuto il conteggio
delle spese da parte della cassa malati mi sono accorto
che mi è stata rimborsata solo una parte della fattura
per l’autoambulanza: 400 franchi su un totale di 800.
E ciò malgrado io abbia già consumato tutta la franchigia.
Come mai? Io pensavo che la cassa malati avrebbe
pagato tutta la spesa.”
Effettivamente i costi di trasporto e di salvataggio possono pesare parecchio sulle tasche degli assicurati. La
LAMal - Legge sull’assicurazione malattia - non prevede
la loro assunzione in modo completo ma unicamente il
versamento di un contributo (art. 25 lettera g).
L’ordinanza sulle prestazioni riconosciute dalla LAMal
precisa che per i trasporti indicati dal profilo medico questo contributo ammonta al 50 % della spesa ma al massimo 500 franchi per anno civile; per i salvataggi in
Svizzera il 50% delle spese ma al massimo 5’000 franchi per anno civile. Visto il costo spesso elevato di questi interventi i consumatori sono quasi sempre chiamati
a pagare una parte della fattura. A meno che non abbiano una copertura complementare (facoltativa) che assicuri il pagamento dei costi non coperti dall’assicurazione
obbligatoria. Un altro sistema per ottenere il pagamento
integrale dei costi di trasporto (franchigia e partecipazioni escluse) viene offerto dalle Croce Verde di Lugano e
Bellinzona: a chi paga una quota di sostegno (40 franchi
per i singles, 70 per le famiglie a Lugano, almeno 100
franchi a Bellinzona) vengono bonificati i costi di un intervento non integralmente coperti dall’assicurazione di
base o da una eventuale assicurazione complementare.
Ma quanto costa il servizio autoambulanze?
Attualmente sono attivi sul territorio cantonale 5 enti
con un costo annuo totale di circa 20 milioni di franchi,
pari a circa l’1% della spesa sanitaria cantonale. La
metà di questi costi vengono assunti dall’ente pubblico
(10% dal cantone, 40% dai comuni), il resto viene fatturato alle casse malati che poi lo conteggiano all’assicurato secondo i principi spiegati sopra.
Ogni intervento costa in media 1’000 franchi. Una cifra
che comprende anche i costi del tempo di attesa: in
effetti le ambulanze devono essere sempre pronte a
intervenire. A questo proposito è legittimo chiedersi se
il costo del tempo di attesa non dovrebbe essere assunto interamente dal cantone riversando sulle casse malati e sugli assicurati unicamente il costo della prestazione ricevuta. Le autorità federali si sono tuttavia espresse più volte contro questo principio in quanto non conforme a quanto previsto dalla LAMal.
Per giungere a una diversa ripartizione dei costi del
servizio ambulanze sarebbe quindi necessaria una
revisione della Legge sull’assicurazione malattia. Una
prospettiva per ora piuttosto remota: visti i costi relativamente modesti rispetto alla spesa sanitaria globale
il settore della autoambulanze non figura fra le priorità
di intervento dell’Ufficio federale della sanità responsabile del dossier “casse malati”.
73
Ambulanze - 144
Il territorio Svizzero, Vallese escluso, è raggiunto da un elicottero Rega entro 15 minuti.
La Guardia Aerea Svizzera
Dal 1980 l’eliambulanza della Base Ticino si è alzata in volo quasi 10’000 volte
per soccorrere persone di ogni età, in difficoltà in ogni parte del Cantone e del
Moesano. La posizione centrale della base consente di portare la medicina d’urgenza nei posti più remoti e impervi entro pochi minuti di volo.
Il servizio della REGA è garantito 24 ore su 24 da tre
piloti, tre soccorritori professionali, una decina di medici
d’urgenza, una decina di specialisti elicottero del
Soccorso Alpino Svizzero e un meccanico d’elicotteri.
• Privata e indipendente: la Rega è una fondazione privata e non riceve alcun sussidio pubblico. Essa vive
esclusivamente grazie alla fedeltà e alla generosità
delle sostenitrici e dei sostenitori che in tutta la
Svizzera raggiungono gli 1,9 milioni.
• Catena di salvataggio: naturalmente la Rega non opera da sola. Membro della Federazione Cantonale
Ticinese dei Servizi Ambulanze (FCTSA), gode dello
stretto appoggio dei servizi ambulanza terrestri e degli
altri partner del soccorso quali il Soccorso Alpino
Svizzero, la polizia, i pompieri e le altre organizzazioni
di pronto intervento.
• Solidarietà: Con il versamento della quota annua,
sostenitrici e sostenitori, non si assicurano contro le
malattie o gli infortuni, ma hanno, in caso d’emergenza, la certezza di poter contare sulla Rega, giorno
dopo giorno, notte dopo notte, poiché sono loro stessi, con la loro solidarietà, a garantire l’efficienza e la
disponibilità costante della Rega.
74
Modalità d’allarme:
La Rega Ticino viene allarmata dalla Centrale operativa
Rega con sede a Zurigo-Kloten se viene selezionato il
numero 1414, se invece il chiamante compone il 144 e
si trova sul comprensorio Ticinese o del Moesano, la
chiamata viene ricevuta dalla Centrale di Ticino
Soccorso che in base ai protocolli d’intervento può
optare per l’impiego dell’elicottero.
Durante le ore diurne, delle 08.00 fino alle 18.30 l’equipaggio Rega si trova in Base e garantisce una prontezza
al decollo di 5 minuti, negli orari notturni, l’equipaggio si
trova fuori sede ed è pronto ad intervenire in 30 minuti.
L’elicottero „ticinese“ copre il comprensorio del Ticino e
Moesano, ma può valicare questi confini su richiesta
della centrale operativa di Zurigo per andare ad intervenire in un comprensorio di un’altra base se questa fosse già impegnata.
Logistica:
La sede della Base Rega Ticino si trova sull’aeroporto
cantonale di Locarno e dispone di due infrastrutture.
Nella prima trovano posto gli uffici con tutto l’occorrente
per pianificare gli interventi come pure una parte abitativa con delle camere da letto ed un soggiorno con cucina, in modo che, se l’equipaggio dovesse restare in
Base durante la notte, ci sia la possibilità di dormire.
La seconda infrastruttura è dedicata alle apparecchiature di volo, vi si trovano l’Hangar con l’elicottero Agusta A
109 K2 e tutto il materiale operativo e sanitario.
Completano questo secondo edificio una sala teoria e
uno spogliatoio.
I numeri:
Durante l’anno 2005 l’elicottero della Base Ticino è
decollato 436 volte. Gli interventi primari, cioè dove l’elicottero si reca direttamente sul luogo dell’incidente,
sono la maggioranza 80 %, il restante sono interventi
secondari, cioè trasferimenti da ospedale a ospedale.
La casistica degli interventi primari è abbastanza variegata e spazia dagli incidenti in montagna (la grande
maggioranza) via via verso gli incidenti sul lavoro, malattia, incidenti stradali e incidenti sportivi. Per quel che
riguarda i secondari si contano numerosi i trasferimenti
di minacce di parto premature come i rimpatri di turisti
d’oltralpe verso centri specializzati.
Particolarità:
La conformazione del territorio e l’utilizzo di esso fa si
che i mesi estivi sono quelli dove la nostra attività raggiunge le punte, grazie al numero di turisti che affluiscono e popolano i rustici, spesso ubicati lontano da vie di
accesso; oltre all’aumento degli sport avventurosi che
si svolgono in luoghi altrimenti inaccessibili. Da qui il
numero elevato dell’utilizzo del verricello ben 70 volte
che permette di posizionare il medico d’urgenza vicino
al paziente.
Pure in costante crescita gli interventi notturi, 74.
In questo caso il pilota si avvale dei visori notturni NVG
che aumentano la luce residua permettendogli di muoversi in modo sicuro nel nostro territorio.
Oltre ai visori notturni l’equipaggio si avvale di diversi
altri apparecchi utili per l’individuazione del paziente, tra
questi il più usato è un cellulare collegato all’elicottero
che permette al pilota di dialogare in conferenza con la
persona che allarma. Strumento rivelatosi di estrema
importanza per localizzare in modo veloce il chiamante
che spesso non è della zona e perciò non sempre in
grado di fornire delle indicazioni precise per individuarlo.
Basta entrare nel raggio visivo o udibile ed egli può così
dirigerci in modo preciso.
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Volontario d’ambulanza: requisiti, modalità e motivazioni
Come diventare soccorritori volontari
Spirito di gruppo, rispetto, coerenza, flessibilità e solidarietà sono valori che condividi? Disponi di tempo libero che vuoi dedicare ad un’attività di volontariato,
assumendoti un impegno serio e duraturo?
Sei interessato a ciò che il servizio ambulanza della tua
regione ti può offrire?
– Ambiente dinamico e giovanile
– Formazione nel campo del soccorso
– Possibilità di soddisfare il bisogno di sentirsi utili
– Possibilità di socializzare
Allora sei un potenziale soccorritore volontario.
Definizione e ruolo
Il Soccorritore Volontario (SV) è una persona che svolge
la propria attività, non retribuita, dopo aver seguito una
formazione di base riconosciuta dalla Federazione
Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanza, dal
Dipartimento della sanità e della socialità e
dall’Interassociazione Svizzera di Salvataggio. Assolve
essenzialmente un ruolo di assistente del soccorritore
professionale diplomato, del soccorritore diplomato specialista o del medico d’urgenza.
Come candidarsi?
Per candidarsi in qualità di soccorritori volontari occorre
avere un’età compresa tra i 18 anni (compiuti) e i 60
anni, un diploma professionale o un certificato di capacità e godere di una buona salute psicofisica.
Sul nostro sito, www.fctsa.ch, trovate i recapiti dei servizi ambulanza che potete contattare per le informazioni
di dettaglio (date dei corsi, requisiti particolari,...)
La formazione da seguire
Dopo essere stati ammessi come candidati soccorritori volontari occorre seguire la formazione di base (corso per soccorritore volontario d’autoambulanza) e
superare gli esami finali.
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Struttura del corso
• Formazione teorico-pratica in aula
(durata: 150-170 ore).
• Formazione pratica durante i turni in autoambulanza
(durata: ca. 200 ore)
• La frequenza varia a dipendenza del servizio, indicativamente durante il finesettimana o durante le serate.
• Il calendario dei corsi è in accordo
con le vacanze scolastiche
Ulteriori possibilità di formazione dopo il corso di base
• Autista volontario veicoli di salvataggio
• Altre specializzazioni a dipendenza
del servizio ambulanza
Mansioni del soccorritore volontario
– Il soccorritore volontario valuta un paziente secondo
un protocollo prestabilito
– Ventila un paziente che non respira
– Pratica la rianimazione cardiopolmonare, defibrilla
– Assiste nelle manovre di intubazione
– Prepara i medicamenti per il soccorritore professionale
– Rileva i parametri vitali
(misurazione PA, monitorizzazione)
– Collabora nell’esecuzione delle tecniche di soccorso
(stabilizzazioni, fissazioni, ecc..)
– Conosce e utilizza tutto il materiale tecnico-sanitario
in dotazione sui veicoli
– Conosce e utilizza i sistemi di radiocomunicazione e i
sistemi di localizzazione del luogo di intervento (GPS,
cartine topografiche, ecc...)
Impegno richiesto
Essere soccorritore volontario è un impegno prolungato
nel tempo, sia dal punto di vista della formazione permanente e continua, sia per quanto concerne i turni in
autoambulanza (quantità e tipologia).
Annualmente, ogni soccorritore volontario deve:
– prestare un minimo di 220 ore di servizio
(turni in autoambulanza)
– seguire 20 ore di formazione permanente e continua
Tipi di turni
I tipi di turni variano a dipendenza del servizio ambulanza, indicativamente sono concentrati sulla fascia
serale e notturna come pure durante i finesettimana
ed i giorni festivi.
Attività supplementari
Oltre ai turni in autoambulanza, ogni soccorritore volontario è chiamato a svolgere le seguenti attività:
– Picchetto di reperibilità in caso d’incidente maggiore
– Picchetto per manifestazioni particolari
(sport, concerti,...)
– Trasferimenti a media-lunga distanza
Inoltre cura gli aspetti relazionali interni ed esterni al
servizio, è attento alle necessità dei pazienti, dei parenti, dei colleghi e dei partner del soccorso.
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Ambulanze - 144
Il racconto
Una corsa contro il tempo
Ri-animare un paziente, ridare ossigeno al suo cervello
è un po’ come “riacciuffare l’anima” e restituirla al suo legittimo proprietario:
il nostro compito più nobile e nello stesso tempo più arduo.
“Riacciuffami l’anima”: questo è il titolo che il regista
Andrea Canetta della RTSI ha voluto dare al suo documentario sulla Croce Verde Lugano (CVL), trasmesso
poco tempo fa.
sensibile alla mancanza d’ossigeno: per farlo arrivare di
nuovo occorre intervenire con una rianimazione cerebrocardio-polmonare (RCCP). Non sempre ci riusciamo. Ma
a volte può anche finire bene ciò che è cominciato male.
Riacciuffare l’anima è il nostro compito più nobile e nello stesso tempo uno dei più ardui. Circa cento volte
all’anno riceviamo chiamate per pazienti colpiti da arresto cardio-respiratorio (ACR) dove è necessario praticare
la rianimazione cardio-polmonare (RCP).
Fermi il cuore e i polmoni, al cervello, sede biologica dell’anima, non arriva più ossigeno.
Nell’arco di pochi secondi si passa alla perdita di conoscenza profonda - il coma - e dopo pochi minuti i danni
provocati al cervello dalla mancanza di ossigeno possono diventare irreversibili. La nostra rianimazione diventa
così una corsa contro il tempo. Il cervello è l’organo più
È questo il caso di un paziente ottantenne, apparentemente in forma, che un mattino durante la spesa al
supermercato Coop crolla davanti agli scaffali con i legumi. Che spavento per sua moglie! ma anche per il personale dell’emporio, che dopo aver sentito il tonfo
accorre immediatamente e chiama la centrale d’allarme
sanitario 144 di Ticino Soccorso.
L’operatrice identifica con poche domande mirate l’ACR,
invia subito la più vicina autoambulanza e contemporaneamente il veicolo del soccorso specialistico urgente
(SSU), con a bordo un soccorritore- infermiere specialista e un medico.
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ostruita e per posarci uno “stent”, un tubicino a rete
che la mantiene aperta. Il decorso immediato è favorevole: il cuore del paziente riprende a lavorare normalmente. Il giorno dopo il paziente comincia a svegliarsi
progressivamente dal suo coma e recupera completamente tutte le funzioni cerebrali. Questa volta noi siamo
davvero riusciti a “riacciuffare l’anima”.
Alla Coop un inserviente inizia le manovre di rianimazione di base (BLS) con compressioni toraciche (con il
“massaggio cardiaco”) per fare circolare il sangue del
paziente. In questo sforzo viene guidato al telefono dall’operatrice del 144. Nel frattempo sopraggiungono
anche una soccorritrice volontaria della CVL ed un’infermiera che si trovavano per caso nel negozio. Continuano
in tre il BLS, combinando compressioni toraciche con
insufflazioni d’aria nei polmoni (la “respirazione artificiale”) e così mantengono una circolazione del sangue
ossigenato, seppure ridotta, per i due organi più importanti in questo momento: il cervello e il cuore.
Poco dopo giunge l’equipe dell’autoambulanza. I soccorritori professionali riprendono il BLS dai presenti, attaccano il paziente all’apparecchio monitore/defibrillatore
e constatano un disturbo del ritmo elettrico grave, una
fibrillazione ventricolare che impedisce al cuore di svolgere la sua attività regolarmente. Con scariche elettriche controllate “defibrillano” il cuore del paziente, correggendo così il disturbo elettrico, e in seguito somministrano i medicamenti adatti.
Il cuore del paziente riprende a lavorare. L’equipe del
SSU giunto sul posto assicura le vie aeree del paziente
e gli inietta una medicina che riesce a sciogliere il trombo che aveva causato l’infarto. La diagnosi è chiara:
infarto del miocardio acuto (IMA), provocato da un grumo di sangue che ostruiva un’arteria coronaria del cuore interrompendo l’apporto di sangue e quindi di ossigeno al muscolo del cuore stesso.
Chi siamo noi? Siamo tutti quelli che hanno contribuito
a rianimare il paziente: il personale della Coop, l’operatrice della centrale 144 , la soccorritrice volontaria e l’infermiera presenti già casualmente sul posto, gli equipaggi della Croce Verde di Lugano, il personale del
Pronto Soccorso del Civico e del Cardiocentro.
Tutti assieme abbiamo formato quella che è conosciuta
come la “catena di salvataggio”. Tutti gli anelli di questa
catena sono importanti: ogni catena è forte come il suo
anello più debole. In questo caso tutti gli anelli hanno
funzionato al meglio. Il risultato è il paziente rianimato
che è potuto tornare a casa e riprendersi la sua vita.
Per poter vincere la corsa contro il tempo, in casi come
questo è importante essere preparati bene. È importante la formazione: il personale Coop segue regolarmente
dei corsi di rianimazione (organizzati anche dal nostro
ente di soccorso). La Coop è anche dotata di apparecchi defibrillatori (DAE) in quanto aderisce ad un progetto
di defibrillazione precoce promosso dalla Fondazione
Ticino Cuore in collaborazione con la Federazione
Ticinese Servizi Autoambulanze (FCTSA).
È importante la professionalità: la centrale d’allarme
sanitario deve poter identificare rapidamente il problema ed assistere al telefono i presenti, per guidarli nelle
manovre di rianimazione basilari che permettono di guadagnare tempo prezioso.
È importante la tempestività: le equipes delle autoambulanze devono essere pronte in qualsiasi momento a
correre immediatamente sul luogo dell’urgenza con
competenza e attrezzature adeguate. Il lavoro va completato poi presso un ospedale adeguato, per intervenire senza indugio su casi di estrema urgenza.
Guadagnare tempo in casi come questo vuole dire davvero, e letteralmente, guadagnare cervello.. “time is
brain”! Ri-animare vuole dire riacciuffare l’anima e restituirla al paziente, che così potrà tornare a vivere pienamente la sua vita.
Dott. Giuseppe Savary
Direttore Medico
Croce Verde Lugano
Il paziente viene in seguito trasportato al Pronto
Soccorso dell’ospedale Civico di Lugano, dove gli viene
confermata la diagnosi, e successivamente al
Cardiocentro Ticino. Qui viene effettuata quella che noi
in gergo chiamiamo PTCA: in pratica, l’introduzione di un
sondino con un palloncino per riaprire la coronaria
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Numeri utili
Chi chiamare e cosa fare
in caso d’emmergenza
112
117
118
144
1414
145
143
147
Numero generale d’emergenza in Svizzera.
Risponde il comando di polizia più vicino.
Polizia cantonale
Risponde il comando della polizia cantonale.
Pompieri
Risponde il centro di soccorso più vicino.
Emergenza sanitaria
Risponde la centrale cantonale di Ticino Soccorso.
Vi serve
aiuto?
117
Incendio?
Casi urgenti di intossicazione
Assistenza medica gratuita 24/24h.
Telefono amico
Da ascolto a chi si trova in una situazione di crisi.
Pro Juventute
Linea di assistenza telefonica per bambini e giovani.
Chiamate la polizia con il 117!
Dite chi siete.
Cos'è successo, dov'è successo...
Aspettate l’arrivo della Polizia!
Non intervenite
(es. in caso di ladri)
Osservate tutto attentamente,
per fornire indicazioni alla polizia
(es. sulle persone)
Chiamate il 118!
Dite chi siete,
dove brucia e cosa brucia?
Odore
di gas?
Chiudete porte e finestre!
118
REGA
Soccorso aereo svizzero.
Informate gli altri
inquilini e mettetevi
in salvo.
Se vi sono estintori
cercate di spegnere
l’incendio.
Chiudete i rubinetti
del gas di casa e
principale in cantina.
Avvisate gli altri
inquilini, non usate
i campanelli.
Non usate il telefono
di casa o il cellulare!
Abbandonate
l'edificio.
Non accendete luci,
non usate il campanello
e non usate il lift!
Portatevi fuori dalla zona
a rischio e chiamate
i pompieri (118)!
Aprite porte
e finestre.
Emergenza
sanitaria?
144
82
Restare calmi!
1
Osservare
2
Pensare
3
Agire
Attenersi allo schema
del semaforo
Valutare la situazione
Riconoscere i pericoli
Cosa è successo?
Chi è coinvolto?
Chi è colpito?
Pericolo per i soccorritori?
Pericolo per altre persone?
Pericolo per la vittima?
Protezione personale
Prendere le misure di sicurezza necessarie
Prestare i primi soccorsi
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Via Fola • 6963 Pregassona
Telefono +41 (0)91 973 31 71 • Fax +41 (0)91 973 31 72
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