Numero Quattordici | Ottobre Novembre Duemilaquattordici | Euro 2,50 L a B e r g a m o C u r i o s a La rivista bimestrale della Bergamo che... www.bergame.it 1 editoriale Tiziano Piazza Direttore responsabile IN VOLO, USCIAMO DALLO STORMO! E R A M R E F ON C DA Paganessi Auto s.r.l. Via Serio, 17 - 24020 CASNIGO (BG) Tel. 035.72.41.00 - Fax 035.72.40.52 E-mail: [email protected] 2 R Recentemente, mi è venuto in mente un libro che ho letto molto tempo fa e che mi è rimasto impresso: “Il gabbiano Jonathan Livingstone” di Richard Bach. Questo libro parla della voglia di lottare, di rischiare per ottenere ciò in cui si crede, e che spesso, invece, per paura di fallire o di essere giudicati, non si tenta neppure di intraprendere. Protagonista è un gabbiano che scopre la bellezza di librarsi nel cielo, a differenza dei suoi compagni, ai quali interessa solo poter volare per procurarsi il cibo. È la metafora della vita: la ricerca della libertà, quella libertà che ti rende unico, inconfondibile, non omologabile. Il gabbiano Jonathan comprende che un gabbiano non vive solo di cibo, ma della luce e del calore del sole, della brezza del vento, delle onde spumeggianti del mare e della freschezza dell’aria… Lui desidera solo poter volare e coinvolgere in questa gioia anche i suoi amici, che però non lo capiscono, perché pensano solo a quei valori materiali nei quali intravedono l’unica ragione di vita e arrivano persino a cacciarlo dallo stormo. Ma lui continua a volare, e a gioire delle nuove emozioni che percepisce solo volando. Lui non è un ribelle, ma un giovane gabbiano che fa quello che si sente, segue il suo istinto, il suo cuore. Dovremmo tutti avere il coraggio di simili azioni, senza la paura di rimanerne delusi. Solo così riusciremo a percepire tutte quelle cose che ci faranno sentire vivi, e saremo capaci di far volare lontano quel gabbiano che è nascosto nel nostro cuore. Quel gabbiano parlava di cose molto semplici. Diceva che è giusto che un gabbiano voli libero nel cielo, essendo nato per la libertà, e che è suo dovere lasciar perdere e superare tutto ciò che intralcia, che si oppone alla sua libertà, vuoi il perbenismo, vuoi antiche abitudini, vuoi qualsiasi altro stile di vita che ingessa e frena la libera iniziativa. Sorge una voce dagli altri gabbiani: “Scavalcare anche la Legge dello Stormo?”. “L’unica vera legge è quella che porta alla libertà”, disse Jonathan. “Altra legge non c’è”. Quindi, basta stare timorosi in gruppo, come fanno certi ciclisti, ma andiamo in fuga; raccogliamo le nostre forze, andiamo via veloci, lanciamoci verso il traguardo. Lo scatto in avanti è già un successo. 1 l di a ca p7 sk m 0 y r pi o un n ni es ng sa BU ZZ LIS ON A I LA BERGAMO CHE EDIZIONI ERBIA SRL via Serio, 2/A Albino (BG) Direttore Responsabile TIZIANO PIAZZA [email protected] Segreteria [email protected] Web www.bergame.it Hanno collaborato Enula Bassanelli, Federico Biffignandi, Paolo Ghisleni, Sara Nicoli, Claudia Patelli, Silvia Pezzera Impaginazione e grafica www.linoolmostudio.it Stampa Edizioni Erbia S.r.l. Fotografi Fabrizio Brena, Foto Studio Fossati (Albino), LO Studio (linoolmostudio.it), Andrea Mora, mons. Valentino Ottolini, “Maurizio Torri - Sportdimontagna.com” 4 8 14 18 22 28 32 SPECIALE BANCA POPOLARE DI BERGAMO Giorgio Frigeri, una vita in banca SPECIALE CONI BERGAMO I 100 anni del CONI Ricorrenze I PRODIGI DEL SANTO JESUS Una festa tra fede e tradizione Istruzione A SCUOLA DI VOLO Istituto aeronautico “Antonio Locatelli” 38 44 50 54 58 64 70 74 80 86 90 Aziende di qualità LABORATORIO ORTOVIT L’avanguardia in ortodonzia SPECIALE FONDAZIONE CREDITO BERGAMASCO Collezione Molinari Pradelli Teatro CIRCOLO MAYR-DONIZETTI Quarant’anni in musica Protagonisti PIACERE MIO In onda Gianni Decimo Sport invernali FAMIGLIA PASINETTI I pionieri dello sci bergamasco SPECIALE ABBONATO BEATO Nuova campagna abbonamenti ATB Sport LISA BUZZONI La campionessa di skyrunning Aziende DE MITRI - PROFILES INDUSTRY Leader nei paraspigoli e nei profili SPECIALE CONFARTIGIANATO Export, la sfida del futuro Energia e risparmio SUNSAVING Progettare l’efficienza energetica Cleaning service VAVASSORI PULIZIE L’evoluzione del pulito SPECIALE PARCO DELLE OROBIE BERGAMASCHE Sulle tracce dell’orso Celebrazioni CENT’ANNI FA LA GRANDE GUERRA Associazione Cimeetrincee Volontariato COOPERATIVA “LA FENICE” La cultura della solidarietà © COPYRIGHT BERGAMÈ: TESTI ED IMMAGINI DELLA PRESENTE PUBBLICAZIONE NON POSSONO ESSERE RIPRODOTTI CON MEZZI GRAFICI, MECCANICI, ELETTRONICI O DIGITALI SENZA PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE SCRITTA DELL’EDITORE. OGNI VIOLAZIONE SARA’ PERSEGUITA A NORMA DI LEGGE BERGAMÈ, PERIODICO BIMESTRALE DI INFORMAZIONE LOCALE ISCRIZIONE PRESSO TRIBUNALE DI BERGAMO N° 15 DEL 2012 IL 15/06/12 Crediti fotografici: Per le immagini senza crediti, l’Edizioni Erbia ha cercato di rintracciare i titolari dei diritti fotografici, senza riuscire a reperirli. Ovviamente, è a disposizione per l’assolvimento di quanto occorre nei loro confronti. 2 3 LA BERGAMO... DELL’ECONOMIA UNA VITA IN BANCA GIORGIO FRIGERI Entrato in banca nel 1957 come stagista, ha sviluppato una carriera prestigiosa, e ora è il presidente della Banca Popolare di Bergamo SPECIALE È un gentiluomo, elegante, fine e riservato, con uno spirito solidale, impegnato anche in ambito sociale. Per BergaMè, Giorgio Frigeri apre le porte del suo ufficio di Piazza Vittorio Veneto, a Bergamo. Sono nato il 15 aprile 1941, a cinque anni ero già a scuola e a 18 anni e due mesi ero già diplomato in Ragioneria, al mitico “Vittorio Emanuele”. La prima volta che misi piede in banca fu due anni prima, a 16 anni, nel 1957, per uno stage estivo di due mesi fra la terza e la quarta ragioneria. Allora, il lavoro non mancava. Era una sostituzione di personale che andava in vacanza, e mi misero al casellario rischi. Ripetei lo stage fra la quarta e la quinta ragioneria. Una bella opportunità, che mi permise di entrare in contatto con la realtà della banca, anche se per attività minimali. Quando mi diplomai, nel 1959, fu naturale per me bussare alla Banca Popolare di Bergamo: già la conoscevo e già loro mi conoscevano. Il mio primo incarico fu proprio al casellario rischi. Quindi, la laurea in Economia e Commercio, all’Università Cattolica di Milano. Mia mamma mi ripeteva spesso che se non avessi fatto l’università non sarei mai stato nessuno. Nessun problema, lavoro in banca al mattino e università alla sera: erano i primi corsi serali di allora, un’università a tutto campo, con gli stessi professori dei corsi diurni. Tanta fatica, fra straordinari in banca ed esami annuali, ma in cinque anni mi laureo. Io fui il terzo laureato in tutta la Banca Popolare di Bergamo. E così inizia la scalata ai vertici della banca. Venni subito instradato nei ranghi della Direzione Generale, quindi segreteria generale, segreteria fidi, qualche esperienza legale, e poi ebbi la fortuna di essere affiancato a Giuseppe Banfi, che poi sarebbe diventato direttore generale, per una dozzina d’anni; divenni, in pratica, il suo più fedele e stretto collaboratore, condividendo con lui i progetti che avrebbero di lì a poco portato la Banca Popolare di Bergamo a diventare una grande banca. La mia carriera 4 PROFESSIONISTA COMPETENTE, È ALLA GUIDA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELLA BANCA POPOLARE DI BERGAMO DAL 24 MARZO 2014. MA NON È SOLO UOMO DI BANCA è stata ricca di incarichi: sempre più erano importanti man mano che la banca cresceva di importanza. Quindi, Direttore di Area dal 1981 al 1986, poi Direttore Centrale nel 1986, Vice-Direttore Generale dal 1991 e nel 1992 la nomina a Direttore Generale: insomma, una formazione completa. Fui io a seguire la fusione con il Credito Varesino, acquisito pochi anni prima: un’operazione delicata, che portò forti vantaggi alla banca, tanto che in tre anni raddoppiammo la nostra forza. Lasciata la Direzione Generale, nel 2000 sono stato nominato Consigliere di Amministrazione con deleghe e membro del Comitato Esecutivo della banca stessa e nel 2003 ho ricoperto la carica di Consigliere di Amministrazione e membro del Comitato Esecutivo di Banche Popolari Unite (BPU). Quindi, sono stato Consigliere di Gestione di UBI Banca; Presidente di UBI Pramerica e di altre società del Gruppo, VicePresidente di Centrobanca e Presidente di B@nca 24-7 e Consigliere di UBI Sistemi 5 e Servizi. Ora sono anche Vice-Presidente del Consiglio di Gestione di UBI Banca. Al di fuori dell’ambiente bancario sono stato Presidente di SPM e Consigliere di SESAB. Ora presiedo l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero. E, ora, presidente della Banca Popolare di Bergamo. Quando mi è stato proposto questo incarico, non ci ho pensato due volte, ho accettato volentieri. È stata una grande soddisfazione, un incarico arrivato alla soglia dei 73 anni, che ha arricchito ulteriormente la mia carriera. Peraltro, andando a sostituire un personaggio come Emilio Zanetti (ha lasciato dopo 29 anni, nominato presidente onorario), un uomo di una grande esperienza. Ma anch’io ho una certa esperienza in fatto di banca: alla “Bergamo” ho vissuto per ben 55 anni, masticando banca tutti i giorni; questo mi sta avvantaggiando nel nuovo incarico. Forte di una lunga esperienza bancaria, ha ben chiaro cosa fare. Serve una ricetta semplice, ma concreta. Il primo obiettivo è far capire al territorio che la banca è presente, lavora, guarda alle esigenze della clientela. Quindi, forte presidio delle aree, perché sul territorio di nostra matrice la gente senta la vicinanza della banca, soprattutto in questi momenti di crisi economica, dove ad essere colpite sono le soprattutto famiglie e le aziende. Dobbiamo essere pronti a rispondere alle richieste del territorio, dando appoggio e sostegno. Ma anche accrescere il senso di appartenenza alla banca, con uno spirito di servizio, offrendo serietà e moralità: questo è il valore di una banca che vuole essere banca di territorio. Il secondo obiettivo è monitorare la banca, perché è una realtà soggetta ad una regolamentazione complessa e mutevole, che cambia ogni 6 anno. Spesso si fa fatica a sapere su quale modifica è conveniente investire, perché già si sa che ne sta arrivando un’altra. Pertanto, serve un continuo monitoraggio, perché la banca deve essere perfettamente a posto. Terzo obiettivo, dobbiamo mantenere uno standing di qualità della banca, guardare al suo interno, al personale, provvedere ad una formazione continua. Insomma, i valori del successo sono fiducia, qualità, trasparenza. Solo così si trattano bene i clienti. Mai consigli interessati, ma consigli giusti, corretti. Grande attenzione alle aziende. Il vero problema sono le imprese. La nostra mission è quella di innovare e trovare nuove proposte da presentare alle imprese. Infatti, noi ci possiamo rilanciare, se le imprese riprendono ad occupare e a produrre. Quindi, siamo alla continua ricerca di formule nuove, plafond particolarmente innovativi, servizi “extra”, sui quali abbiamo avviato delle nuove piste di servizio, molto vicine alle imprese. Oggi, ad esempio, le imprese hanno bisogno di essere formate per seguire la strada dell’internazionalizzazione: a loro offriamo servizi che aiutano a studiare i mercati, a come fare un test di analisi o un progetto per andare all’estero. Solo con idee chiare si può partire. Bisogna capire, poi, che il rapporto fra capitale e finanziamenti di un’impresa deve essere equilibrato: non è possibile che le imprese italiane siamo le meno capitalizzate, non esiste, non è più così. Quindi, da un lato gli imprenditori devono riprendere a rischiare, ad investire un po’ di capitale; poi, vengano pure in banca, anche di notte, noi siamo qui per assisterli, a ragionare con loro, ad aiutarli a crescere. Se loro stanno bene, anche noi stiamo bene, anche gli operai e gli impiegati stanno bene, si ricrea una strada di crescita che porta ad investire di nuovo soprattutto nell’innovazione. Qualcosa, però, deve smuoversi dall’alto. Per il 2015 siamo legati alle prospettive del governo e dell’Europa. Io mi auguro che il governo faccia queste benedette riforme, ma soprattutto abbia la forza di andare fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno, compreso i sindacati. La Spagna ha fatto le riforme che servivano, ha sofferto, ma adesso si sta riprendendo; anche la Germania a suo tempo le ha fatte; ora tocca a noi. La crescita dipende da questo fermo atteggiamento del governo. Non si può più solo annunciare le riforme, bisogna realizzarle concretamente, portandole avanti in termini di regolamenti. E, se è colpa della burocrazia, interveniamo pesantemente. Soprattutto è fondamentale la riforma del lavoro, perché vuol dire stimolare l’occupazione senza tanti vincoli e garanzie. Certo, qualcuno se ne approfitterà, lo so, ma, se non partiamo così, non riusciremo più a risollevarci. E poi non possiamo più aspettare il sostegno esterno, della UE o della Banca Centrale Europea. Una volta tanto dobbiamo dimostrare di essere capaci di camminare da soli. Ma dietro le quinte, l’uomo di banca ha uno spirito solidale. “Quando uno sposa l’ideale del volontariato, ispirato al cattolicesimo, quello serio, non lo perde più. Già da ragazzo frequentavo i gesuiti in San Giorgio. Ho cominciato a 16 anni ad andare a visitare le famiglie delle case popolari, in via Carnovali. Il sociale mi ha sempre coinvolto. Alternandomi, ho guidato per circa 15 anni la Conferenza di San Vincenzo, impegnandomi in tante iniziative di carità e assistenza. Poi, pensando che si potesse fare di più nel volontariato, e visto che non mi piaceva stare fermo, ho guardato più in là. C’era l’Opera Bonomelli che aveva bisogno di una mano. Nessun problema, è stata la mia seconda sfida. Ormai, dal 1986 ne sono il presidente. Si è lavorato tanto, in pochi anni è stata trasformata da semplici stanzoni, dove la gente andava alla sera per mangiare un piatto di minestra e trovare un letto per dormire, in qualcosa di più dignitoso, più strutturato. Un progetto importante, reso possibile dal sostegno di tante persone, benefattori, istituzioni e associazioni. Come Zaira Cagnoni, allora assessore ai Servizi Sociali del Comune di Bergamo; Gianfranco Mazzoleni che era presidente della MIA e amministrava anche l’Eca; il Patronato San Vincenzo; l’Opera Agostino Vismara. Ora, è una bella struttura, con 33 persone a libro paga, e tanti servizi, che non si fermano solo alla semplice accoglienza, ma sviluppano anche progetti di reinserimento sociale e occupazionale. Insomma, si offre una speranza concreta, una prospettiva di rilancio. C..P . 7 UN SECOLO DI STORIA SPORTIVA CHE VIVE IN UN ABBRACCIO INFINITO. 100 ANNI DI EMOZIONI, DI ESALTAZIONI, DI GLORIA: UN MAGICO INCANTESIMO CHE RIEVOCA SUCCESSI E CAMPIONI, UOMINI E DONNE CHE HANNO FATTO DELLO SPORT IL LORO STILE DI VITA SPECIALE SONO C M Y CM MY CY CMY K ANNI TANTI AUGURI CONI Si dice CONI e si legge “storia dello sport italiano”. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, infatti, rappresenta dal 1914 l’organizzazione nazionale che veglia su tutte le attività sportive italiane e, di conseguenza, su tutti gli atleti azzurri che gareggiano in Italia e nel mondo. LA STORIA Il CONI nacque tra il 9 e il 10 giugno di cento anni fa, a Milano, con l’obiettivo di potenziare lo sport italiano, favorendo le diverse federazioni sportive, al fine di consentire ai propri atleti di partecipare alle Olimpiadi. Sempre con puro spirito olimpico, vero dna del CONI, che punta da sempre a promuovere tutti quei valori che vengono Lo sport bergamasco fa festa, è il centenario del CONI 8 9 acquisiti praticando sport, di qualunque disciplina si tratti. Il percorso di avvicinamento a quel 1914 è stato lungo. Dopo che nel 1894 venne costituito il “Comitato Interministeriale dei Giochi Olimpici” (futuro Comitato Internazionale Olimpico), nel 1904 si formò un Comitato temporaneo per preparare la partecipazione dell’Italia ai Giochi di St.Louis (USA). Nel 1907, si costituì il primo Comitato Nazionale Olimpico (CNO), riconosciuto dal CIO l’anno seguente: fu questo che preparò la partecipazione dell’Italia ai Giochi di Londra (1908) e di Los Angeles (1912). Quindi, nel 1914, la nascita del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), che ebbe come primo presidente il marchese Carlo Compans de Brichanteau, deputato del Regno d’Italia, che rimase in carica sino al 1920. Nel periodo fascista, poi, il CONI venne riconosciuto come ente di diritto pubblico, il che significò anche la fondazione dei comitati regionali e provinciali, i quali sussistono a tutt’oggi, seppur con qualche modifica strutturale. Il secondo dopoguerra, però, segnò un momento molto difficile per il CONI, che tra il 1944 e il 1946 rischiò di essere liquidato. Giulio Onesti fu nominato Commissario Straordinario, incaricato di liquidare l’ente, ma, insieme a personaggi come Adriano Ossicini, Bruno Zauli, Mario Mazzuca, Bruno Fabjan, Mario Saini, Marcello Garroni, Luigi Chamblant, Sisto Favre, riuscì a salvare il Comitato e a rilanciarlo con particolari formule del tutto nuove per l’epoca. Ideò, infatti, la gestione dei concorsi-pronostici sugli avvenimenti sportivi, attraverso la SISAL, con l’introduzione del Totocalcio, passato nel 1948 alla gestione diretta del CONI, essendo venuti a mancare i contributi statali. Nel 1965, Onesti ottenne dal Parlamento l’approvazione della legge per la ripartizione degli introiti del Totocalcio, suddivisi al 50% fra CONI e Stato. Sotto la presidenza di Giulio Onesti, 10 il CONI ottenne risultati prestigiosi: organizzò, nel 1956, a Cortina d’Ampezzo, le Olimpiadi Invernali; e quattro anni dopo, nel 1960, le Olimpiadi di Roma. Nel 1966, il CONI istituì la Scuola Centrale per i maestri dello sport e due anni più tardi lanciò i Giochi della Gioventù, per promuovere lo sport tra i giovanissimi. Il CONI, insomma, è parte integrante della storia italiana ed ecco perché nel 2014, anno del Centenario, i vertici hanno voluto organizzare a livello nazionale eventi prestigiosi, che proseguiranno fino a giugno 2015. LE CELEBRAZIONI UFFICIALI Lo scorso 11 giugno, allo Stadio “Dei Marmi”, a Roma, si è tenuta la festa nazionale, a cui hanno partecipato tutti i vertici dello sport italiano e non solo, e ovviamente gli atleti che hanno fatto grande l’Italia fino meno recenti per i quali è rimasta intatta la gratitudine, ma perché il CONI appartiene a tutti gli italiani e tutti gli italiani possono riconoscersi in questa istituzione della nazione e della Repubblica. È un periodo nel quale sto frequentando parecchi centenari, addirittura quello del bicentenario dell’Arma dei Carabinieri, nata addirittura prima dell’Unità d’Italia. Il CONI è nato prima della nostra Repubblica, prima che l’Italia conoscesse la Prima Guerra Mondiale e prima di quel primo dopoguerra che sfociò in un regime autoritario, quando al CONI fu imposto un segretario dal partito unico fascista. Siamo particolarmente vaccinati contro l’irruzione nello sport della retorica dei nazionalismi. Una cosa, però, è la retorica, altra è l’orgoglio nazionale verso quelle atlete e quegli atleti che concorrono con il Tricolore sul petto: bisogna guardarsi dalla strumentalizzazione politica di ogni partito, ma dobbiamo sollecitare il massimo dell’attenzione della poli- Da sinistra: Giuseppe Pezzoli, Thomas Bach, Giorgio Napolitano e Giovanni Malagò ad oggi. Giovanni Malagò, presidente del CONI, ha detto: “Il futuro dell’Italia si deve legare ai cinque cerchi. Il CONI e la bandiera olimpica sono nati nel 1914 a distanza di pochi mesi. Prendo questa coincidenza come un segno del destino, se sapremo fare squadra tutti insieme, con la nostra città, con il governo e con il Presidente della Repubblica, che rappresenta l’unità del paese”. Giorgio Napolitano ha raccolto l’assist del presidente, osservando: “Sono qui perché nel CONI si riconoscono non solo i nostri atleti e campioni, quelli di tempi recenti e tica per il mondo dello sport, per le sue energie e le sue straordinarie sensazioni”. Alle celebrazioni c’era anche il presidente del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) Thomas Bach, il quale ha speso buone parole verso lo sport italiano: “Oggi, festeggiamo insieme 100 gloriosi anni di ospitalità, di passione, di eccellenza. E forse potremo ancora vedere, qui a Roma, un altro capitolo da scrivere della storia olimpica di questa formidabile organizzazione. Sono molto felice di essere qui, sotto tutti i punti di vista, mi piace sempre essere in Italia ed incontrare 11 NOTTE DI STELLE 100 ANNI DA SOGNO L’11 ottobre, al PalaCreberg, “CONIMUSIC”, gran gala dello sport: brillano le stelle di 100 anni di vibranti emozioni. Le luci illuminano la storia, i riflettori del PalaCreberg esaltano un orgoglioso tricolore, mai così splendente. È la notte delle stelle, la festa del centenario del CONI. In programma, sabato 11 ottobre, alle 20.30, “CONIMUSIC”, un gran gala dello sport, una serata da applausi, celebrata da TV e media, con uno spettacolo “disegnato” su misura per esaltare i campioni bergamaschi che hanno scritto a tinte forti la storia dello sport italiano, regalando prestigio all’Italia, esportando l’immagine migliore dell’eccellenza sportiva bergamasca. A chiamare sul palco a turno i protagonisti di un secolo di imprese, rievocando immagini indelebili e trionfi custoditi negli annali, sono la giornalista RAI Alma Grandin e il giornalista sportivo Maurizio Bucarelli. A loro il compito di sottolineare le gesta indimenticabili dei vari Felice Gimondi, Giacomo Agostini, Costantino Rocca, Daniela Masseroni, Paoletta Magoni e di tanti altri campioni. Non un malinconico amarcord, ma un flash-back carico di significati per esaltare il passato e lanciare il guanto di sfida al futuro. “Impossibile chiamare sul palco tutti i campioni bergamaschi, sono tantissimi – sottolinea il delegato CONI Bergamo Giuseppe Pezzoli – Ne abbiamo scelti una decina, al di là del loro sport di riferimento, per rappresentare idealmente tutti gli sportivi bergamaschi e tutte le federazioni: campioni olimpici e paraolimpici, campioni del mondo, d’Europa e d’Italia, che vanno ad abbracciare 100 anni di competizioni. Del resto, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano racchiude tutti sotto un’unica 12 LOCANDINA_33x70_esec.pdf 18-07-2014 15:56:42 bandiera, l’inno di Mameli, interpretato per l’occasione dall’”Anghelion Gospel Choir” di Nembro. Certamente, sorgerà in tutti i partecipanti un soave afflato, da condividere con emozione sincera e brividi di gloria, complice quel senso di appartenenza che è un comune denominatore”. Ad arricchire l’evento celebrativo per i 100 anni del CONI, un grande concerto con artisti del calibro di P.Lion, Emanuel Briccoli, Ilio Balduzzi e Gli Epoca, Elena Bertocchi, Ephemera (Michele Mutti), Anghelion Gospel Choir, Paolo Manzolini. Nel corso della serata, verrà dato un riconoscimento ai past- president del CONI Bergamo Alfredo Calligaris, Mario Mangiarotti e Valerio Bettoni. Inoltre, tutti i grandi campioni dello sport bergamasco invitati sul palco riceveranno una scultura commemorativa dei 100 anni del Coni, realizzata dall’artista Fabio Agliardi. Di contro, l’artista fiorentino dell’intarsio Enrico Robotti consegnerà al CONI Bergamo una sua opera, realizzata appositamente per la Festa del Centenario. Dunque, musica e parole, aneddoti e trionfi, uomini e sport: una magia infinita. gli amici del CONI. L’Italia è l’unico Paese dove sono stato due volte da quando sono stato eletto. Mi congratulo con il CONI per il Centenario e gli rendo i miei omaggi per lo sforzo che lo sport italiano ha fatto in questi 100 anni per tutto il movimento olimpico”. e questo ci ha fatto tanto piacere. Alterneremo lo sport con tanta musica, per intrattenere il pubblico che, voglio sottolinearlo, potrà partecipare all’evento gratuitamente, fino ad esaurimento posti. A tal proposito, ci tengo a ringraziare tantissimo tutti i sostenitori che si sono messi a disposizione, per aiutarci ad organizzare questo evento, e anche il Comune di Bergamo che ci ha dato il patrocinio e la disponibilità del PalaCreberg. La serata di gala non è un evento singolo, ma si configura come il “gran finale” di una giornata che prevede al pomeriggio una serie di manifestazioni sportive che si terranno presso la Cittadella dello Sport, a cui potranno partecipare bambini e ragazzi che intendono avvicinarsi a qualche particolare sport. La nostra organizzazione cercherà di allestire dimostrazioni ed esibizioni di diverse discipline: in questo, abbiamo ottenuto la partecipazione, oltre che delle Federazioni coinvolte, anche del CSI, del CAI e dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia. Il tutto per veicolare il messaggio che ritengo racchiuda lo scopo del CONI e spieghi al meglio cosa è lo sport e cosa hanno significato questi cento anni: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo”, disse Nelson Mandela, e questo è da sempre il nostro “credo”, la molla che ci guida nel nostro agire”. “CONIMUSIC”, LA FESTA BERGAMASCA C M Y CM MY CY CMY K Ora tocca a Bergamo spegnere le cento candeline del CONI. Sabato 11 ottobre, alle 20.30, al PalaCreberg, il CONI Bergamo organizza “CONIMUSIC”, il gran gala dello sport “made in Bergamo”: sul palco saliranno i campioni bergamaschi che hanno scritto la storia dello sport italiano, raccontando le loro imprese, le loro vittorie e il loro legame col CONI. Le premiazioni saranno animate da un concerto-spettacolo, a cui prenderanno parte apprezzati artisti. “Sarà una bellissima serata di festa – spiega il delegato provinciale CONI Bergamo Giuseppe Pezzoli – Coinvolgeremo una quarantina di atleti olimpici e paralimpici, oltre a campioni bergamaschi che si sono distinti nella loro carriera agonistica, portando in alto nel mondo il nome di Bergamo. Ad alcuni di loro, i più rappresentativi, faremo raccontare esperienze e aneddoti e chiederemo di spiegare la loro idea di sport. Tutti quelli contattati hanno dato ampia disponibilità, C..P . 13 LA BERGAMO... DELLE RICORRENZE SPECIALI I PRODIGI DEL SANTO JESUS Fede e tradizione in una festa che mantiene intatta nel tempo la devozione popolare A Bergamo l’autunno non inizia il 21 settembre, ma una settimana prima, il 15 settembre, festa del “Santo Jesus”, un evento atteso ogni anno con grande ansia e trepidazione, in particolare dagli abitanti della città, particolarmente devoti alla preziosa effige. Una vera e propria festa di comunità, molto sentita e partecipata, che sa unire profonda fede e sincera devozione popolare. Merito anche di un rinnovato interesse, promosso soprattutto negli ultimi anni, dal 2008, dopo l’arrivo nella chiesa di S. Maria Immacolata delle Grazie del nuovo parroco mons. Valentino Ottolini, che ha dato un grande impulso al recupero e al rilancio delle celebrazioni per il Santo Jesus. Tanto che ora è operativo anche un Centro Culturale delle Grazie, che punta a mantenerne vivo il ricordo e la venerazione. 14 “Ogni anno, cerchiamo di promuovere nuove iniziative religiose e ricerche storiche – spiega mons. Valentino Ottolini – Ma anche approfondimenti e incontri culturali, mostre d’arte, serate musicali con brani scritti per il Santo Jesus, conferenze teologiche e di sindonologia, visite guidate alla chiesa delle Grazie, a cura del Coordinatore del Centro Culturale delle Grazie prof. Fabrizio Brena e dell’Archivista Parrocchiale dott. Andrea Mora. Senza dimenticare gli appuntamenti religiosi, sempre molto partecipati e vissuti dalla comunità: apertura della cappella, ostensione dell’icona, Messa solenne, processione per le vie della parrocchia con l’effigie miracolosa”. Un po’di storia La tradizione vuole che il 26 febbraio 1422, a seguito della predicazione di San Bernardino da Siena, che allora risiedeva a Bergamo come guardiano del convento di San Francesco in Città Alta, un uditore, un certo Pietro d’Alzano, rimasto colpito dalle parole di pace del Santo (la città era dilaniata da lotte tra avverse fazioni), decidesse di donare un campo ed alcune case per edificare una chiesa da dedicare a S. Maria delle Grazie e un convento da affidare ai Frati Minori Osservanti Riformati di S. Francesco. Il 27 giugno 1422 venne posta la prima pietra della chiesa, consacrata poi il 27 aprile 1427 (di questa chiesa si possono ammirare gli affreschi rimasti nella cappella del Sacro Cuore, opposta alla cappella del Santo Jesus). Anche il convento venne presto costruito: ne restano oggi poche vestigia nel chiostro delle Grazie, l’attuale Oratorio. All’esterno del muro di cinta che delimitava il convento venne dipinta l’immagine di Gesù caduto a terra, mentre porta la croce verso il Calvario. È bello immaginare quante persone, passando all’esterno del muro di cinta del Convento, andando dal Borgo Palazzo al Borgo San Leonardo, avranno ammirato la figura del Cristo Portacroce, nell’atto di cadere sotto il peso del duro tronco, che con la mano destra poggiata sopra un masso di pietra quasi cercasse di sostenersi per non stramazzare a terra. Tale immagine diventò ben presto il centro non solo di intensa devozione, ma anche di numerosi prodigi. LA VENERATA IMMAGINE DEL “SANTO JESUS” SI TROVA NELLA BELLA E SPAZIOSA CAPPELLA CHE SI APRE ALLA DESTRA DEL PRESBITERIO DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI S. MARIA IMMACOLATA DELLE GRAZIE, IN BERGAMO. UN SANTUARIO NEL SANTUARIO Il primo prodigio: 1544 Il 1° maggio 1544 il volto dell’immagine del Cristo Portacroce viene visto sanguinare da numerosi testimoni. Il vescovo coadiutore Vittore Soranzo, da poco chiamato a governare la diocesi per conto del cardinal Pietro Bembo, vescovo titolare, fa istituire una commissione di inchiesta su tale miracolo, chiamando a deporre diversi testimoni, che riferiscono anche di guarigioni prodigiose avvenute davanti a tale immagine. Gli atti dell’inchiesta si trovano negli archivi del Sant’Uffizio a Roma, e sono stati pubblicati a cura di Massimo Firpo e Sergio Pagano nel 2004, insieme con i processi inquisitoriali a cui fu sottoposto il Soranzo, che era stato in seguito accusato di eresia e condannato all’abiura. Il secondo prodigio: 1575 Il 5 aprile 1575 il Cristo dipinto di nuovo sudò prodigiosamente sangue (il fatto è descritto nell’opuscolo “Della origine della serafica Religione Francescana”, di Padre Francesco Gonzaga, Ministro Generale dell’ordine di San Francesco e Vescovo di Mantova, edito nel 1587). L’arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo, che in qualità di Delegato apostolico stava visitando la diocesi di Bergamo, fatte le più accurate investigazioni, sancì la genuinità del miracolo. 15 Il terzo prodigio: 1608 Il 15 settembre 1608, alle 10 del mattino, due ragazzi, Francesco e Domenica Brecci, fermatisi a pregare davanti al cancelletto della cappelletta, videro la figura di Cristo alzarsi in piedi, spostare la croce dalla spalla sinistra alla destra e nuovamente sudare sangue, mentre il mantello, in origine rosso e blu, divenne bianco bordato di oro; apparve un’aureola attorno al suo capo e i segni della Passioni sulle mani e sui piedi. L’immagine del Cristo Portacroce si trasfigurò quindi nel Cristo Risorto. Questo evento prodigioso, chiamato “della trasfigurazione prodigiosa”, è stato illustrato da Padre Candido Brugnoli, insegnante di teologia al convento delle Grazie e poi Definitore dell’Ordine, che vi ha dedicato il libro L’immagine del Re supremo del 1669, e la sezione “Le virtù miracolose della Croce” del trattato Alexicacon (Difesa dai Malefìci) del 1668. La cappella del Santo Jesus Così trasfigurata, l’icona miracolosa del Santo Jesus anche in seguito continuò a dispensare grazie. E, per corrispondere alla continua e intensa devozione dei fedeli, attorno all’immagine venne eretta una cappella, addossata al muro del convento. Nell’opuscolo “Breve notizia dell’Immagine di Nostro Signore detta il Gesù delle Grazie in Bergamo”, edito nel 1890 dalla tipografia S.Alessandro in Bergamo, si narra della grande devozione dei bergamaschi verso l’effige, tanto che si pensò di “… innalzare alla santa Immagine un nobile ed ornato altare, con decorosa Cappelletta ed adiacente oratorio onde provvedere insieme al maggior comodo di chi voleva trattenersi a far le sue preghiere”. “…dopo i prodigi, cominciarono a comparire nella 16 Cappelletta più frequenti le tavole votive,… ne furono coperte le pareti...”. “…verso la metà del 1700 venne eretto, dirimpetto alla Cappella, alto e spazioso portico, il quale, nell’anno 1811 in cui si rifacevan le strade di circonvallazione, per ordine del Governo fu demolito, appunto per ampliarvi la strada che in quel sito era troppo angusta”. La chiesetta-oratorio del “buon Gesù delle Grazie”, che sorgeva all’angolo delle attuali vie Taramelli e Camozzi, per vari decenni ha attirato la devozione di quanti, passando dal IL VOLTO DI GESÙ Il volto del Gesù delle Grazie si ispira alla tipologia della tradizione del cristianesimo orientale, come si rileva anche dalla Sindone di Torino, forse all’origine di tutta l’iconografia orientale del volto di Cristo. È un volto di grande dolcezza, per chi lo guarda, e di grande consolazione. Proprio per approfondire questo aspetto iconografico, lo scorso anno, presso il Centro Culturale delle Grazie, si è svolta una conferenza sul tema “Presenza di particolari sindonici sul Santo Jesus di Bergamo”, a cura di Nello Balossino, Vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia di Torino, e di Sergio Rabellino e Alex Cordero, del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino. È stata analizzata l’immagine della Sindone e affrontato uno studio fotografico-informatico del Santo Jesus di Bergamo. Il confronto dell’immagine sindonica con quella del Jesus evidenziò che su quest’ultima sono presenti particolarità ed elementi che richiamano quelle del “sacro telo” torinese. Certamente, interessanti coincidenze, sulle quali però non sono state formulate ipotesi, ma fornite solo delle segnalazioni. Borgo San Leonardo al Borgo Palazzo lungo il percorso esterno alle Muraine, sostavano volentieri davanti all’immagine di Gesù Sofferente. Ma venne purtroppo anche il tempo della demolizione della chiesetta, per, come si legge su L’Eco di Bergamo del 22-23 marzo 1889 “…l’allargamento che si dovrà fare della via che dalla circonvallazione mette al Macello, le nuove costruzioni del locale dalla Casa di Ricovero, il rettifilo che è andato diventando sempre più conveniente in quella località, fece sorgere il pensiero di trasportare la venerata immagine del “Santo Jesus” in luogo migliore e più adatto…”. Quindi, “…nella Chiesa parrocchiale di S. Maria Immacolata delle Grazie, per essere collocata nella cappella a destra del presbiterio...”. Il 5 aprile 1889, pertanto, la cappella che custodiva l’affresco fu abbattuta, e l’immagine fu strappata dal muro. Dopo una solenne processione, venne collocata nell’apposita cappella della Chiesa di S.Maria Immacolata delle Grazie (consacrata come santuario diocesano nel 1875, sostituiva una precedente chiesa intitolata alla Beata Vergine delle Grazie, annessa al convento dei Frati Minori), e collocata su un pregevole altare ligneo, opera di Caterina Caniana, proveniente dalla chiesa delle Monache Francescane di Rosate in Città Alta, ora distrutta. “È quasi naturale chiedersi cosa significhi oggi il miracolo della trasfigurazione di Cristo – continua il parroco mons. Valentino Ottolini – Cosa dimostra il Cristo che, da inginocchiato sotto il peso della croce, si alza e se la pone sulla spalla indossando la tunica bianca del Risorto? Ci dimostra che bisogna portare con dignità la croce e con fierezza camminare con Cristo, la vera vita, per compiere grandi cose. La festa del Santo Jesus ha la forza di recuperare un’antica tradizione di fede e di devozione cittadina. Occorre ogni giorno incarnare e rendere vivo il suo messaggio, per essere veri cristiani al servizio del bene comune”. SANTO JESUS 2014 “Quest’anno la festa del Santo Jesus si è celebrata dal 6 al 15 settembre – sottolinea mons. Valentino Ottolini – A parte le funzioni religiose, avviate con l’apertura della cappella e la Messa solenne davanti all’icona (6 settembre) e succedutesi con la Messa cantata e la processione (13 settembre) e conclusesi con la solenne concelebrazione nell’ora del miracolo (15 settembre), sono state diverse le iniziative musicali e culturali, promosse in collaborazione con il Lions Club “Città dei Mille” e Bergamo on Pipes”, particolarmente gradite e apprezzate dalla platea dei fedeli: esibizione di cornamuse e percussioni della “Orobian Pipe Band” (6 settembre), anteprima delle serate musicali del Teatro alle Grazie (8 settembre), conferenza di mons. Goffredo Zanchi del Seminario di Bergamo e del prof. Fabrizio Brena sul tema “Il Santo Jesus e il vescovo di Bergamo Soranzo (1544 – 1558)” (10 settembre), elevazione musicale con lettura drammatizzata dalla “Scrittura Rossa” di Bonvesin de la Riva (1274 circa), per la regia di Virginio Zambelli (15 settembre). Inoltre, nel chiostro si è svolta la mostra di giovani artisti “BergArte” (6 – 7 settembre), la mostra di pittura “Quattro nell’Armonia” (dal 9 al 14 settembre). E grande partecipazione alle visite guidate al chiostro e alla chiesa delle Grazie, a cura di Fabrizio Brena e Andrea Mora”. C..P . 17 LA BERGAMO... DELLE SCUOLE DI QUALITÀ SCUOLA PARITARIA “ANTONIO LOCATELLI” ISTITUTO TECNICO – LICEO AERONAUTICO A SCUOLA DI VOLO Unica realtà scolastica ad indirizzo aeronautico esistente sul territorio bergamasco Era il 1990 quando il prof. Giuseppe Di Giminiani, già insegnante di matematica nei licei della Bergamasca, si convinse che Bergamo aveva bisogno di una scuola diversa dalle altre sia come indirizzo scolastico che, soprattutto, come modo di approcciarsi agli studenti e di indirizzare loro verso una condotta rigorosa tra i banchi e nella vita di tutti i giorni. E, così, dopo anni di progetti su quest’idea, che aveva cominciato a frullargli in testa ad inizio degli anni ‘80, il prof. Di Giminiani riuscì a fondare l’Istituto Aeronautico Paritario “A. Locatelli”. La prima sede fu istituita a Sorisole, dove l’Istituto rimase fino al 1993, quando si trasferì nella vicina Ponteranica; poi, dopo altri tre anni fuori dalla città, si trasferì definitivamente in via Carducci 1, dove ancora oggi funziona a ritmi elevati, tanto da 18 qualificarlo come l’Istituto Aeronautico più apprezzato del nord Italia. “Vedevo un sistema scolastico in costante calo e così decisi che bisognava fare qualcosa per il bene dei nostri giovani – spiega il preside Giuseppe Di Giminiani - Scelsi di dar vita ad un Istituto Aeronautico sia per il fascino di cui questo tipo di scuola gode da sempre sia per l’offerta formativa che ritenevo, e ritengo, completa e soprattutto specifica, tanto da dare modo agli studenti che si diplomano da noi di trovare subito posti di lavoro prestigiosi. La scelta di creare una scuola per come la vedevo io, ovvero che si rifacesse un po’ di più al sistema applicato quando ero io studente, nacque anche dal fatto che la qualità dei professori, la loro preparazione, ma ancor di più la loro capacità di intraprendere rapporti umani costruttivi con gli allievi, stava venendo meno in modo vistoso. Volevo una scuola in cui il rapporto tra professore e studente fosse molto stretto: intendo dire che ritenevo molto importante per la crescita personale di ogni studenti che questi avessero una guida importante, come deve essere un professore, che potesse insegnar loro non solo la didattica, ma anche la disciplina, il modo di comportarsi, la voglia di imparare, il sacrificio e l’educazione, oltre al rispetto delle regole, dei compagni e del proprio dovere di studente”. Negli anni, l’Istituto, come del resto tutte le altre scuole, ha dovuto inseguire le tendenze e i cambiamenti dettati dagli sviluppi imposti dalla società, e così molto è cambiato, anche se l’impianto di base, le fondamenta su cui si è sempre sorretta, sono rimaste sempre le stesse. “Già ai tempi della fondazione eravamo piuttosto avanti rispetto alle altre scuole – ricorda il preside - Il badge per l’ingresso a scuola degli studenti era già un meccanismo ben avviato da noi, mentre adesso chi lo introduce sembra che abbia scoperto l’acqua calda. Per il resto, il cambiamento maggiore è stato dettato dall’introduzione della tecnologia e dell’informatizzazione degli strumenti didattici. Da cinque anni, ormai, dotiamo ogni studente, sin dal primo giorno della 1^ classe, di un Ipad, TANTI I “PLUS” DELLA SCUOLA: INFORMATIZZAZIONE DEGLI STRUMENTI DIDATTICI, PARTICOLARE ATTENZIONE AL RAPPORTO FRA SCUOLA E MONDO DEL LAVORO, ALTA PROFESSIONALITÀ DEI DOCENTI, RESPONSABILIZZAZIONE DEGLI STUDENTI, STRETTO RAPPORTO FRA SCUOLE E FAMIGLIE, DISPONIBILITÀ DI UN “COLLEGE” COME ALLOGGIO ma soprattutto sono ormai quattro anni che registriamo ed archiviamo tutte le lezioni di ogni corso, in modo tale che chiunque possa rivederle. Un’iniziativa rivolta fatto soprattutto agli studenti, che così possono andare a riprendersi alcuni concetti che sono sfuggiti loro in classe oppure a quegli studenti che si assentano e possono, da casa, rivedere ciò che è stato spiegato in classe. Siamo l’unica scuola in Italia che ha adottato questo sistema e tutto questo non può che essere motivo di orgoglio, autostima e incentivo per continuare a migliorarci. Oltre a questo aspetto, abbiamo potenziato anche l’insegnamento delle lingue, diventato ormai obbligatorio, e poi, dall’anno scolastico 2013-2014 abbiamo inserrito la grande novità del Liceo Coreutico. Si tratta di un corso organizzato in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza, Istituto di Alta Cultura. Il piano di studi prevede una ripartizione tra discipline curriculari, insegnate da docenti del liceo scientifico “A. Locatelli”, e discipline coreutiche, insegnate da docenti diplomatisi presso l’Accademia 19 GLI INDIRIZZI DELL’ISTITUTO “L’Istituto Aeronautico “A. Locatelli” vuole essere un centro educativo, che si prefigge la crescita culturale e umana degli alunni e l’instaurarsi di rapporti di stima e rispetto reciproci fra coloro che vi operano”. Da sinistra: Giuseppe Di Giminiani e Maria Teresa Ruta Nazionale di Danza. L’orario curricolare è articolato in cinque giorni con chiusura al sabato. Per quest’anno scolastico abbiamo 15 alunni iscritti, tutte ragazze: mi piace dire che, se all’Istituto Aeronautico i nostri ragazzi imparano a volare nei cieli, al Liceo Coreutico imparano a volare sul palco, danzando al ritmo di musica classica e contemporanea”. Dietro a queste novità, però, come accennato, l’impalcatura rimane sempre la stessa. “Noi vogliamo essere diversi dagli altri – continua Di Giminiani – E per farlo vogliamo essere attenti all’evoluzione dei ragazzi, accompagnandoli nel loro percorso di crescita personale. Dobbiamo farci carico anche dei loro problemi fuori dalla scuola, perchè riteniamo che la scuola debba fare anche questo, e pensiamo che la vita quotidiana fuori dai banchi possa influenzare anche il rendimento didattico. Questo vale soprattutto per i tanti studenti che vengono da altre province o addirittura altre regioni d’Italia e sfruttano il nostro convitto di Madone per alloggiare più vicini alla scuola. Sono adolescenti ancora in cerca di un’identità precisa ed è normale che stare fuori casa nove mesi all’anno non sia facile, anche perchè in tanti sentono il peso della responsabilità per i genitori che li mantengono sia con la retta scolastica che con l’alloggio e le spese di vita quotidiana. Succede spesso che io stesso mi fermi a cenare con loro, proprio lì nei loro alloggi, per far sentire la nostra presenza, per rassicurarli e capire eventuali difficoltà. Con orgoglio dico che conosco nomi, cognomi e situazioni personali e famigliari di ogni nostro studente; 20 Istituto Tecnico Aeronautico “Compito dell’istituto è quello di formare il “Perito Aeronautico” per la “Navigazione Aerea” e per l’”Assistenza alla Navigazione Aerea” (Progetto Alfa). Coloro che frequentano questo indirizzo di studi devono acquisire la conoscenza di norme e regole del traffico aereo, dei sistemi di navigazione, delle leggi della meccanica del volo, della meteorologia aeronautica e del funzionamento delle apparecchiature radio-elettriche: sono tutti elementi necessari per la preparazione del personale addetto a fornire i servizi di assistenza al volo. La scuola si propone di far acquisire ai ragazzi un sicuro metodo di lavoro ed una buona cultura di base per affrontare gli studi universitari di qualsiasi facoltà”. Liceo Scientifico Indirizzo Aeronautico “Per offrire una migliore bilanciatura fra le materie umanistiche e quelle tecnico-scientifiche, dall’anno 2002-2003, presso la sede dell’istituto è stata attivata una sezione di Liceo Scientifico ad Indirizzo Aeronautico, organizzata secondo il modello del Liceo Scientifico Tradizionale. A parità di obiettivi didattici e formativi, e con lo stesso carico settimana dell’indirizzo tecnico, la nuova proposta didattica è rivolta ad una più ampia formazione scolastica, caratterizzata da una programmazione diversificata e comprendente materie tipicamente culturali, quali il latino, la filosofia e la storia dell’arte, opportunamente inserite nel quadro di una migliore educazione della mente”. questo grazie anche ad uno “stage” iniziale, in cui conosciamo i ragazzi e cominciamo ad inquadrarli, a capire i loro pregi e i loro difetti, le loro attitudini, le loro tendenze, le loro capacità e i loro punti deboli. Con tutto questo non vogliamo dire che coccoliamo i nostri alunni, perché noi diamo loro molto, ma pretendiamo anche moltissimo. E poi c’è la questione della loro responsabilizzazione: aver scelto di dare loro la divisa, è successo a fine anni ‘90, ha significato dire loro, senza ricordarlo ogni giorno, che rappresentano un Istituto e un polo importante per Bergamo. Indossare l’uniforme per le strade della città dà modo a loro di essere riconosciuti, identificati, apprezzati, ma anche osservati e spinti indirettamente a comportarsi in un certo modo. Solitamente chi sceglie la nostra scuola ha già dentro di sé la vocazione per questo tipo di percorso e ha già una struttura personale di base, che gli permette di essere pronto a seguire un certo tipo di comportamento”. Parlando invece dell’aspetto prettamente didattico, i numeri, la quantità e la qualità dell’offerta formativa sono sicuramente invidiabili. “Possiamo contare su un bacino di circa 600 alunni – prosegue Di Giminiani – Un bacino costante, se non in crescita, alimentato ogni anno dall’ingresso di circa 120 alunni. Il 30% di questi nuovi innesti proviene da fuori provincia e si affida al “college” come alloggio, sfruttando per altro il servizio-navetta che la nostra scuola mette a disposizione per il tragitto college-scuola. La nostra offerta formativa dà la possibilità di scegliere o per il Liceo Scientifico o per l’Istituto Tecnico: la tendenza dei ragazzi è di scegliere l’Istituto Tecnico, soprattutto perchè il corso non prevede l’insegnamento del latino, ma anche perchè ci sono materie più pratiche e, appunto, tecniche, che attirano maggiormente. Per quanto riguarda i professori, il nostro corpo docenti è formato da una settantina di insegnanti, tutti professionisti, ed è impreziosito dalle lezioni di alcuni personaggi importanti come il Col. Mario Giuliacci. Ci affidiamo anche a loro, non solo per la loro preparazione specifica, ma anche per la loro esperienza, cioè per il loro dover fare i conti anche con responsabilità che vanno al di là del mestiere, come l’essere un personaggio pubblico e dover affrontare la notorietà oppure le telecamere durante una diretta tv. A tal proposito, è giusto sottolineare che i nostri ragazzi sono protagonisti di una trasmissione di meteorologia che va in onda su SeilaTv: questa opportunità serve a loro per mettere in pratica quello che imparano sui banchi di scuola, preparando la trasmissione e dovendo fare i conti con l’emozione e l’ansia di parlare davanti ad una telecamera in modo estremamente corretto e dettagliato”. La curiosità è capire quel è il futuro degli studenti, una volta che si diplomano. “Quasi tutti seguono la carriera indirizzata dal nostro liceo – sottolinea Di Giminiani – Infatti, solo il 4-5% dei nostri studenti sceglie altre strade. Chi prosegue diventa pilota, ingegnere aerospaziale, assistente di volo, controllore di volo o anche osservatore meteo. All’aeroporto “Il Caravaggio” di Orio al Serio, ad esempio, ci sono una decina di nostri ex-alunni che svolgono il ruolo di controllori di volo. In loro c’è passione per la disciplina e, in qualche caso, anche una spinta della famiglia ad intraprendere questo tipo di carriera”. Il prossimo 19 ottobre, poi, si svolgerà la consueta cerimonia di consegna dei diplomi che, ogni anno, rappresenta un modo per ritrovarsi, per condividere la fine di un’esperienza, dando vita ad uno show da star.“ Quest’anno presenzierà Roby Facchinetti e la cantante Roberta Bonanno– conclude Di Giminiani - Tutti agli ordini di quella che ormai è diventata la nostra madrina, ovvero Maria Teresa Ruta, che dal 2012 presenta la serata di gala, che si tiene al PalaCreberg. È il decimo anno che organizziamo questo evento, a cui hanno preso parte personaggi importanti, del calibro di Massimo Boldi, Cristina Parodi e Iva Zanicchi. L’obiettivo è promozionale: veicolare il messaggio valoriale e professionale che il nostro Istituto vuole lanciare su tutto il territorio nazionale”. Federico Biffignandi Scuola Paritaria “A.Locatelli” Istituto Tecnico – Liceo Aeronautico Via Carducci, 1 24100 Bergamo Tel. 035.401584 www.istitutoaeronautico.it 21 LA BERGAMO CHE… LOVES THE NATURE Porte aperte per il Parco delle Orobie Bergamasche all’Expo 2015 SULLE TRACCE DELL’ORSO SPECIALE 22 IL PROGETTO DI PARTECIPAZIONE DEL PARCO ALL’ESPOSIZIONE UNIVERSALE DI MILANO È PATROCINATO DIRETTAMENTE DA EXPO. IL SIMBOLO È L’ORSO, UN ANIMALE DA SEMPRE VISSUTO SULLE OROBIE, CHE RAPPRESENTA IL FASCINO DI UNA STORIA ANTICA La carta di Bergamo da giocare per l’Expo 2015, in tema di ambiente e turismo, si muove “Sulle tracce dell’orso”. Questo il nome del progetto ideato e promosso dal Parco delle Orobie Bergamasche per far conoscere e apprezzare le bellezze delle Orobie ai turisti che parteciperanno all’Expo 2015. Come? Partendo dall’immagine dell’orso bruno come simbolo del territorio delle Orobie. Come già successo in Trentino e in altri Paesi europei e americani, dove l’orso è il simbolo di quei territori, il Parco delle Orobie Bergamasche ha voluto valorizzare le caratteristiche ambientali e naturalistiche delle Orobie, particolarmente idonee per l’orso, che qui, in mezzo ai boschi che sono tornati ad espandersi con lo spopolamento delle zone alpine, può trovare un’elevata disponibilità di fonti alimentari. Caratteristiche che non solo hanno permesso all’orso di tornare a transitare sulle montagne bergamasche negli ultimi anni, ma che hanno consentito di individuare itinerari turistici modulati… “Sulle tracce dell’orso”, cioè percorsi culturali, enogastronomici, naturalistici che, con un forte coinvolgimento delle amministrazioni locali, gli enti territoriali, le 23 L’ORSO È DI CASA A BERGAMO documentata l’uccisione di un orso da parte di don Angelo Molinari. La presenza dell’orso viene anche confermata da una serie di editti e avvisi emanati dalle autorità e da toponimi come “Passo dell’orso” (Dossena), “Baita dell’orso” (San Pellegrino), “Cà dell’orso” (Rota Imagna), frazione “Orso” (San Pellegrino), “Piazza dell’orso” (Alzano Lombardo), “Valle dell’orso” (Valgoglio, Lovere, Oneta, Rogno). L’iconografia e l’araldica riportano spesso immagini di orso: gli stemmi dei paesi di Schilpario e Vilminore di Scalve, il dipinto della casa Milesi a Cassiglio, il portale della chiesa di Santa Maria Maggiore di Bergamo con scene di caccia a orsi e lupi e lo stemma delle famiglie Tiraboschi (Oltre il Colle, Oneta, Serina), Alzani (Alzano Lombardo), Albertoni (Vertova). L’ultimo orso catturato risale al 1914. Da allora non si Attraverso fonti storiche (archivio storico de “L’Eco di Bergamo”, archivio di Stato, registri parrocchiali, verbali delle autorità sanitarie e di pubblica sicurezza dal 1750 al 1850, pubblicazioni specifiche riguardanti editti, premi in denaro per catture e uccisioni, richieste di autorizzazioni alla caccia e racconti popolari), si ha notizia che l’alta Val Brembana è la zona dove l’orso era più diffuso: 11 Comuni erano interessati dalla sua e l’uccisione di un cucciolo avvenuta il 15 marzo 1914 a Foppolo (Corriere della Sera XXXIX n. 77, 18 marzo 1914) testimonia l’ultima riproduzione sulle Orobie ed in tutta l’area alpina lombarda; negli anni successivi, in alta Valtellina ed in Val Camonica, si accerta la presenza di alcuni orsi, ma si trattava comunque sempre di individui adulti verosimilmente provenienti dal Trentino o dalla bassa Engadina (Oriani A., Atti del convegno “Il territorio lombardo: prospettive di ricerca storiconaturalistica dal Medioevo all’età contemporanea, Natura, 1996). Si ha notizia che già nel 1500 si commerciava carne di orso per uso commestibile a Gromo in Val Seriana. Uno dei primi avvistamenti documentati (un’orsa con due cuccioli) risale al 1761, in Val di Scalve; nel 1778, per la prima volta, viene presenza e si è reperita la documentazione di ben 70 orsi accertati, tra il 1707 ed il 1914, su 81 complessivamente rintracciati nell’attuale provincia di Bergamo. Per la prima metà dell’800 sono stati reperiti pochissimi dati e nella seconda metà la specie non era ormai più comune come un secolo prima: sono stati accertati infatti solo una decina di individui. La piccola popolazione dell’alta Val Brembana era contigua alla vitale popolazione ancora ampiamente diffusa sul versante valtellinese delle Orobie e beneficiava di questa presenza (Oriani A., Indagine storica sulla distribuzione dell’orso bruno nelle Alpi Lombarde e in Svizzera, Il Naturalista Valtellinese, Morbegno, 1991). In alta Val Brembana l’orso si riproduceva 24 hanno più notizie certe della sua presenza, per cui se ne può presumere l’estinzione in provincia di Bergamo. Ma attenti. Grazie al progetto Life Ursus, promosso dal Parco Adamello-Brenta, tra il 1999 e il 2002, vengono rilasciati in Trentino nove orsi provenienti dalla Slovenia: viene ricostituita così una piccola popolazione (attualmente di circa 30 esemplari), la quale tende ad ampliare l’areale, espandendosi in Lombardia nelle province di Brescia, Bergamo e Sondrio. Ed eccoci al 2008, quando la Provincia di Bergamo, dopo quasi cent’anni di assenza, vede l’arrivo di un orso sulle sue montagne; le indagini genetiche rivelano l’esistenza di un solo individuo negli anni 2008 e 2009, l’orso JJ5, giovane maschio proveniente dal Trentino, di un secondo individuo non genotipizzato (cioè, è stato possibile accertare l’appartenenza del campione biologico alla specie orso, ma non ad un individuo preciso) nell’anno 2010 e, infine, dell’orso M7 nell’autunno 2012 e nell’autunno 2013. Inoltre, recentissima la “visita” di un altro esemplare, nel settembre scorso, a Piazzatorre, in Val Brembana. Calorosa è stata l’accoglienza agli orsi che si sono susseguiti in territorio bergamasco dal 2008 a oggi, testimoniata da numerosi servizi della stampa locali, che hanno confermato il valore dell’orso come “animale bandiera”, simbolo di un ambiente incontaminato, ma non solo. Nell’immaginario collettivo, infatti, questo straordinario animale rappresenta varie condizioni: orso come specie ombrello: l’orso ha esigenze ecologiche elevate, richiedendo habitat vasti e di qualità, conservare i suoi habitat vuol dire tutelare tutte le altre specie che in essi vivono; orso come specie indicatrice: l’orso è considerato un ottimo bioindicatore di naturalità e qualità dell’ambiente, preservare gli habitat dove vive vuol dire tutelare territori di notevole importanza; orso come specie chiave: l’orso occupa una posizione importante per l’equilibrio dell’ecosistema, la scomparsa dell’orso può far mancare un elemento fondamentale per l’ambiente. 25 A sinistra Chiara Crotti e Claudia Rota, collaboratrici del Parco delle Orobie associazioni e i privati, possono diventare un’opportunità di rilancio per un territorio ricco di risorse turistiche, che però fanno ancora fatica ad esprimersi in tutto il loro potenziale. Il progetto è stato diretto dallo stesso presidente del Parco Yvan Caccia e sviluppato dalle collaboratrici del Parco Chiara Crotti e Claudia Rota. Expo 2015 per lo sviluppo delle Orobie “L’Esposizione Universale del 2015 è un appuntamento imperdibile ed irripetibile per Bergamo e per le sue istituzioni, scuole comprese – spiega il presidente del Parco delle Orobie Bergamasche Yvan Caccia - Le caratteristiche naturali, culturali, storiche, paesaggistiche e ambientali che rendono unico il Parco sono in perfetta sintonia con lo spirito e la filosofia che ispirano questo grande evento internazionale, riassunte nello slogan “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, e possono rappresentare un’occasione per sperimentare in concreto i grandi temi trasversali all’Expo stessa: innovazione, sostenibilità e partecipazione. Icona che unirà le tre valli bergamasche (Valle Brembana, Valle Seriana e Valle di Scalve, ndr) e mascotte del progetto è appunto l’orso, animale simbolo dell’incredibile biodiversità del Parco delle Orobie Bergamasche, attorno al quale sono stati costruiti alcuni percorsi guidati e iniziative inedite per creare nuove opportunità per far scoprire il patrimonio che lo rende unico a livello ambientale. L’Expo 2015 è un’opportunità unica di riscatto per un territorio caratterizzato da enormi potenzialità attrattive durante tutto il corso dell’anno, dal trekking allo sci, dagli eventi culturali alle sagre enogastronomiche, capaci di soddisfare tutti i gusti e le più 26 svariate esigenze del turista moderno, ma che non riescono ad esprimersi completamente. Le presenze turistiche sulle Orobie, infatti, sono solo un terzo rispetto a quelle della vicina Valtellina e ben undici volte meno rispetto al Lago di Garda. Solo 445.000 sono infatti le presenze turistiche registrate ogni anno nelle tre valli, a fronte di un bacino d’utenza potenzialmente molto più elevato, soprattutto se si considera che ogni anno circa 8 milioni di passeggeri sbarcano all’aeroporto di Orio al Serio, distante meno di un’ora dalle principali mete turistiche del Parco. A questo deficit turistico bisogna aggiungere una polverizzazione di Enti a cui è affidata la gestione del territorio: Regione, Provincia, Comunità Montane, Parco e 44 Comuni, pari a circa un Ente ogni 890 abitanti. Una frammentazione amministrativa che si riflette anche in una forte disomogeneità comunicativa, riscontrabile sia nella grafica che nei contenuti, che genera confusione nell’informazione e nell’offerta dei servizi. Il risultato è una mancanza di ricettività di qualità che è sia causa che conseguenza di un progressivo invecchiamento e spopolamento di un territorio abitato da poco più di 45.000 persone con una bassa densità demografica”. “Il Parco delle Orobie Bergamasche, invece, ha fatto un salto in avanti – aggiunge Yvan Caccia - Ha avuto la prontezza e l’intelligenza di sfruttare un’occasione unica di rilancio per il futuro di Bergamo, quale è appunto Expo 2015, e, insieme a 44 Comuni, ha presentato un progetto di promozione turistica, partendo proprio dal suo ambiente naturale, scrigno di tesori dal forte potere attrattivo, con mascotte l’orso. Un progetto ad hoc, dedicato proprio alla partecipazione del Parco all’Expo, “vetrina” ideale per promuovere e pubblicizzare il Parco stesso e le attività delle sue valli, legate fondamentalmente a una centenaria tradizione alimentare, ad una radicata tutela dell’ambiente e ad una storia, fatta di cultura, arte e tradizioni. Chiaro l’obiettivo: mettere in mostra le Orobie con tutti i loro IL COMMENTO L’obiettivo del Parco è portare l’attenzione su quelle aree dove è testimoniata la presenza storica dell’orso. Il progetto mette in luce la significativa coincidenza tra le località in cui un tempo era presente la specie e i luoghi di passaggio recente grazie a un’evoluzione attuale che ha portato ad una situazione ambientale più simile a quella storica, limitatamente al territorio alpino. Infatti, l’abbandono della montagna, che si è verificato dagli anni ’50, ha portato ad un’espansione dei boschi e ad un recupero della naturalità dell’ambiente; inoltre, vi è stato un recupero notevole delle comunità di ungulati selvatici sia come numero di specie, sia come densità delle popolazioni. Si intende, quindi, valorizzare e sostenere il territorio delle Orobie Bergamasche, che possiede caratteristiche ambientali idonee all’orso; esso, infatti, può trovare un’elevata disponibilità di fonti alimentari diversificate. Tali caratteristiche permettono di individuare itinerari turistici che si muovono… “Sulle tracce dell’orso”, cioè percorsi culturali, enogastronomici, naturalistici studiati e definiti in collaborazione con le amministrazioni comunali, gli enti territoriali, i privati e, più in generale, tutti i soggetti attivi dei territori vallari. In sintesi, il progetto “Sulle tracce dell’orso” si configura come un vero e proprio progetto di “Distretto Turistico” e vede un vero coinvolgimento di tutti i portatori d’interesse oggi scollegati tra loro (salvo qualche raro esempio, vedi Promoserio o Alto Brembo), per tentare di fare “sistema”, convinti che l’Esposizione Universale del 2015 sia un appuntamento imperdibile ed irripetibile per il rilancio delle nostre valli. “tesori”, ad oggi ancora poco conosciuti, per creare un turismo consapevole, ecosostenibile e di qualità. E la bontà del progetto è stata apprezzata, tanto che Expo l’ha condiviso e la Regione ne ha finanziato i primi passi con un finanziamento pari a 380.000 euro di cui 40.000 a sostegni di azioni di comunicazione. L’orso porta il Parco all’Expo 2015 Simbolo della naturalità della Valle Brembana, Valle Seriana e Valle di Scalve è l’orso. La presenza storica dell’orso in Bergamasca è radicata nella cultura locale, la sua immagine è una costante nelle tradizioni, nella geografia (nella toponomastica), nell’arte, nell’araldica e nell’onomastica e in molti altri aspetti culturali bergamaschi. Del resto, l’orso è uno degli animali che ha lasciato i segni più profondi nella cultura umana: i culti, su di esso incentrati, affondano le loro radici nella preistoria, attraversano il mondo classico con i miti greci dell’Arcadia e di Artemide, che nell’ambiente celto-romano diventa la dea Artio (la radice Art identifica ancora oggi l’orso in varie lingue celtiche e si pensi che i nomi Arturo e Bernardo non sono altro che la variante del nome Orso rispettivamente nelle lingue celtiche ed anglosassoni) e giungono fino ai giorni nostri con alcune “relitte” feste dell’orso che si celebrano alla fine dell’inverno e che, cristianizzate, si stemperano nelle feste della Candelora e del Carnevale (Oriani A., Indagine storica sulla distribuzione dell’orso bruno nelle Alpi Lombarde e in Svizzera, Il Naturalista Valtellinese, Morbegno, 1991). La mascotte ufficiale, l’orso, ha sempre fatto parte della storia di questi luoghi e negli ultimi anni è tornato ad abitare le montagne bergamasche. Quindi, attorno all’orso, alla sua storia, ai suoi spostamenti e al suo habitat sono stati costruiti alcuni percorsi guidati e iniziative turistiche, per far scoprire il Parco delle Orobie Bergamasche. C..P . Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche 27 LA BERGAMO CHE…CHE CELEBRA LA STORIA CENT ’ A LA G NNI FA R GUER RA ANDE Fra le tante i nizi ognun a a cop ative comme morat rire un Obietti iv o dei c vo: raff i nque a e, una super rontar -most nni (19 e la vit ra 14-191 a di og 8) in cu , articolata in gi e qu ella di i cent’an si articolò la cinque most re ann ni fa Prima uali, Guerra Mondi ale. 28 La passione è il motore di ogni cosa. Senza di essa molte realtà storico-culturali non esisterebbero nemmeno, concedendo un piatto panorama alla vita di ogni giorno. E il cuore dell’Associazione Storica Cimeetrincee è formato proprio da un piccolo esercito di appassionati volontari, riunitosi attorno all’interesse nei confronti della Prima Guerra Mondiale. Lo sanno bene i ragazzi della “Ridotta Lombardia”, come amano definirsi in chiave scherzosa, ovvero alcuni iscritti lombardi di questa importante associazione. Con la preziosa collaborazione del gruppo Alpini di Azzano S. Paolo, dell’A.N.A. di Bergamo e della Commissione del Premio I.F.M.S., portano avanti da mesi un progetto del tutto particolare e innovativo, iniziato ben prima delle manifestazioni commemorative sulla Grande Guerra che oggi spuntano numerose A pag. 28 I componenti della “Ridotta Lombardia”, presso la sede degli alpini di Azzano S. Paolo presso le nostre istituzioni. “Cent’anni fa…la Grande Guerra”, è il prodotto del loro lavoro di squadra, assolutamente volontario e dal carattere itinerante. Si tratta di una mostra nuova, realizzata sia in pannelli espositivi che rivista, dedicata alle terribili vicende della Prima Guerra Mondiale, di cui ricorre proprio nel 2014 il suo centenario. Nuova appunto, perché incentrata su un solo anno per volta (ora tocca al 1914), per giungere così a un perfetto raffronto tra la vita di oggi e quella di cento anni addietro. I colori vivi e intensi delle cartoline, messe a disposizione dai collezionisti del gruppo insieme a fotografie inedite, restituiscono il carattere originario dei tempi e attirano l’attenzione del visitatore. Ciò dimostra che la condivisione è un altro elemento fondamentale di questa iniziativa, capace di andare oltre le difficoltà e le divergenze di pensiero. Una mostra visiva, quindi, retta da immagini che permettono d’immergersi in una storia fondamentale e ancora attuale del nostro recente passato. Ridotti all’essenziale i testi, 29 scelta dovuta al desiderio di raggiungere il maggior numero di persone possibile, non soltanto i pochi ed esperti addetti ai lavori. A Mauro Marchi, bergamasco di Cene, va il merito d’aver ideato tale iniziativa, raccogliendo a sé un gruppo eterogeneo di appassionati provenienti dai quattro angoli della Lombardia, mossi dalla passione comune per un periodo storico tanto complesso. Ogni componente possiede un compito specifico, in base alle proprie capacità o interessi. Fra essi alcuni esperti di oggettistica militare, come Daniele Terzi, Danilo Ganzerla ed Elio Parsani, coadiuvati dai grafici Danilo Morell, Eugenio Ghisalberti e Fabrizio Peli. I testi e la ricerca storica vengono affidati a Daniele Lissoni, Fabio Terzi, Gianfranco Sonzogni, Luca Agosti, Michele Tofanelli e Marco Baggi. Quest’ultimo, affiancato dal ben più famoso Alberto Merisio, ricopre anche il ruolo di illustratore. Scrittori, storici, grafici, collezionisti e appassionati, uniti dalla medesima voglia di creare qualcosa d’innovativo che permetta di ricordare cosa accadde “Cent’anni fa”. Perché lavorando sulle coscienze d’oggi è COS’È CIMEETRINCEE L’Associazione Storica Cimeetrincee è nata nel 2007 da un’idea di tre persone, Daniele Girardini, Riccardo Fortunato e Roberto Belvedere. Tre amici uniti dal desiderio di condividere le proprie conoscenze sulla Grande Guerra. Obiettivo primario dell’associazione è quello di divulgare e promuovere lo studio della Prima Guerra Mondiale, nei suoi diversi aspetti, per tutti coloro che si avvicinano all’argomento. Essa mette a disposizione un’immensa banca dati, gratuita e perfettamente fruibile per ogni genere di ricerca. Oltre a questo, pone tra i suoi principali obiettivi la preservazione della memoria, affinché tragedie portate dalle guerre non accadano mai più. Sul sito www.cimeetrincee.it (on-line dal lontano 2002) si può trovare tale documentazione, in costante aggiornamento. Trattati, testimonianze, immagini, disegni e itinerari di una storia da mantenere sempre viva, come recita d’altronde il suo motto “Per non dimenticare”. Dal 2010, inoltre, l’associazione ha uno spazio espositivo permanente, presso il poligono di tiro di S. Nicolò del Lido di Venezia. Nel medesimo anno ha ricevuto il premio I.F.M.S. (International Federation of Mountain Soldiers), indetto dal Gruppo Alpini di Azzano S. Paolo, con la motivazione di essere divenuta un punto di riferimento irrinunciabile per le ricerche 28 giugno 1914, l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria, viene a� a� inato storico-militari sul web. da alcuni nazionalisti Serbi. L'Europa su� 'orlo del baratro. Altro punto forte di tale passione, le numerose iniziative legate al mondo della scuola. Da diversi anni, infatti, Cimeetrincee organizza incontri con le scolaresche (sia elementari che medie), raccontando, attraverso i cimeli storici, curiosità e nozioni sulla Grande Guerra. In particolare, molti di questi incontri sono stati tenuti dallo stesso Mauro Marchi, in strutture di tutta la Bergamasca, anche prima di formare il gruppo di lavoro della mostra. Una risorsa aggiunta, dunque, per la scuola, che può contare soprattutto sull’appoggio della “Ridotta Lombardia”, attivissima su tali eventi del territorio. Un modo nuovo per integrare il lavoro degli insegnanti e formare le coscienze del futuro. 1914 L’attentato di Sarajevo LL’attentato attentato di diSarajevo Sarajevo 4 possibile scongiurare eventi tragici come quelli passati, da cui l’uomo sembra non voler imparare mai. La mostra tematica 2014 ha già iniziato a viaggiare nei Comuni aderenti all’iniziativa. Dopo la sua inaugurazione, a luglio, ad Azzano San Paolo, la mostra si è spostata, ad agosto, a Gromo. Ora, andrà a Grumello del Monte , mentre a novembre farà tappa ad Albino e poi a Bergamo. Oltre alla ventina di pannelli, fanno bella mostra reperti storici esposti dai componenti del gruppo. Molto importanti, inoltre, le iniziative collaterali alla mostra, fra cui presentazioni librarie (nel gruppo sono presenti alcuni scrittori), incontri con le scolaresche e altre proposte legate all’argomento. Un percorso lungo cinque anni (tanto durò la Grande Guerra), che impegnerà a fondo il tempo libero dei partecipanti all’impresa, e non solo. Gli stessi visitatori si vedranno coinvolti in tale progetto, in una crescita culturale e personale. Per chi volesse incontrare la storia non ci sono più scuse. E il caro vecchio adagio “Per non dimenticare”, non è mai stato tanto attuale. 3 2014: È L’ANNO DEL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA (1914-1918). PER “RIDOTTA LOMBARDIA”, UN GRUPPO DI SOCI DELL’ASSOCIAZIONE STORICA CIMEETRINCEE, NON SIGNIFICA SOLO COMMEMORARE L’EPOPEA DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE, MA ANCHE GUARDARE AL FUTURO, PROMUOVENDO OCCASIONI DI INCONTRO CON I GIOVANI, IN PARTICOLARE LE SCOLARESCHE L'Arciduca Francesco Ferdinando e la moglie Sofia hanno appena preso posto sulla ve�ura Dopo il fallito a�entato della ma�nata, le uniche misure di sicurezze prese furono quelle di posizionare uno dei funzionari militari di Francesco Ferdinando sul predellino della ve�ura a sinistra come protezione delle stesso arciduca. Inoltre, venne deciso inspiegabilmente di non richiamare i con�ngen� dell'esercito che stazionavano fuori dalle ci�à, affidandosi soltanto alla protezione dell'esigua forza di polizia di Sarajevo. L'Arciduca Francesco Ferdinando e la moglie Sofia all'uscita del Municipio di Sarajevo Prussia Orienale Visibilmente teso e stanco dopo esser scampato a un primo a�entato nella ma�nata, l'arciduca erede al trono si congeda da un ricevimento programmato all'interno del Municipio di Sarajevo e si dirige verso la ve�ura su cui poco dopo troverà la morte. N I BE E D R G M SE Z O A I L'a�entato di Sarajevo in un'illustrazione dell'epoca Lo studente serbo Gavrilo Princip spara con una pistola semiautoma�ca Browning Mod. 1910, calibro 7,65×17 mm, colpendo a morte l'arciduca Francesco Ferdinando e la moglie Sofia. Subito dopo l'a�entato, il governo austriaco, deciso a stroncare senza remore il nazionalismo slavo, inviò alla Serbia un Ul�matum con il quale pra�camente le imponeva di farsi complice della monarchia danubiana nell'opera di repressione e prevenzione contro gli Slavi ribelli. Di fronte allo scontato rifiuto da parte della Serbia, l'Austria – Ungheria passò senza esitazione alla dichiarazione di guerra, il 28 luglio 1914, un mese esa�o dopo l'a�entato di Sarajevo. O m ar e na do re vu ol dire a Museo A lpino SezioneA.N.A. B e r g a m o Come si presenta oggi l'angolo di Sarajevo dove avvenne l'a�entato. Un piccolo museo posto al piano terra dell'edificio ricorda che da quella ci�à dei Balcani scaturì la fiammata che incendiò l'intera Europa. Dopo la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia, come un effe�o domino, in virtù del complesso sistema di alleanze vigen�, tu�e le cancellerie dei principali sta� Europei procede�ero a consegnarsi reciprocamente le varie dichiarazioni di guerra. Fu così che l'Europa, nel mese di agosto 1914, si ritrovò in guerra. I.F.M.S 30 Commissione Premio IFMS Gruppo Alpini Azzano San Paolo L'a�entatore Gavrilo Princip viene arrestato dalla polizia di Sarajevo All'a�entato presero parte almeno 6 nazionalis� serbi, membri della �Mlada Bosna” (Giovane Bosnia), un gruppo poli�co che mirava all'unificazione di tu� gli "jugoslavi" (Slavi del sud). Essi dovevano operare divisi in vari gruppi, ma solo Nedeljko Čabrinović ed in seguito Gavrilo Princip riuscirono materialmente a recare offesa al corteo imperiale. Se Čabrinović fallì, colpendo con una bomba l'auto che seguiva quella dell'arciduca, ebbe miglior fortuna Princip, che riuscì a uccidere a colpi di pistola Francesco Ferdinando e la moglie. A sinistra: un pannello della mostra C..P . 6 3 Il capogruppo degli alpini di Azzano S. Paolo, Mauro Bettoni, alla consegna del premio I.F.M.S. 2014 e alla contemporanea presentazione della mostra “Cent’anni fa…” dei soci lombardi di Cimeetrincee. Alla sua sinistra, lo storico e scrittore Marco Cimmino. 4 Marco Baggi e Mauro Marchi 5 Associazione Storica Cimeetrincee www.cimeetrincee.it 5 Lo storico (e sindaco di Albino) Fabio Terzi 6 Inaugurazione della mostra “Cent’anni fa…”, presso la sede degli alpini di Azzano S. Paolo. 31 25 LA BERGAMO... CHE FA VOLONTARIATO ANNI DI SOLIDARIETÀ Un lavoro fatto bene è un lavoro che fa bene! Fino ad una trentina di anni fa i termini “terzo settore”, “privato sociale”, “no profit”, “onlus” erano sconosciuti ai più. Le Cooperative sociali stavano nascendo, anche se confinate ai margini del mondo economico. Da allora, le cose sono cambiate e la cooperazione sociale è diventata un settore importante dell’economia nazionale, oltre che un’area sociale interessante per molte persone che vi hanno trovato lavoro e passioni. La storia della Cooperativa Sociale onlus La Fenice è un esempio di questa trasformazione e racconta di un gruppo di persone che ha deciso di mettersi alla prova nel settore dell’educazione e dell’integrazione sociale, promuovendo la realizzazione di interessanti iniziative, talvolta anche fronteggiando difficoltà non indifferenti, in ogni caso cercando di fornire una interpretazione e un contributo al sistema del nostro welfare. La storia La società cooperativa sociale onlus “La Fenice” nasce ad Albino, nel 1989, anni 32 ancora pionieristici per il mondo delle cooperative. Un po’ alla volta la cooperativa delinea la sua “mission”, orientata all’azione di ideare e gestire senza scopo di lucro servizi socio-assistenziali ed educativi, perseguendo la promozione umana e l’integrazione sociale dei cittadini, nel contesto dell’interesse generale della collettività. Da subito sono chiaramente definiti i valori fondanti della “mission”: attenzione alla persona, importanza di soci, lavoratori, utenti e committenza; valore dell’imprenditorialità che implica sia la capacità di rispondere ai bisogni del territorio con buoni progetti sia la valorizzazione del patrimonio societario (un riguardo preciso alla sostenibilità economica, mantenendo gli impegni anche quando i margini economici sono piuttosto ristretti); forte convinzione della collaborazione con l’amministrazione pubblica; esclusivo interesse verso la propria territorialità, attraverso l’ascolto continuo delle domande che emergono dal territorio della Val Seriana. La cooperativa nasce intorno a un progetto speciale, l’inserimento di studenti con disabilità alla scuola media superiore, un progetto che allora aveva ancora un carattere sperimentale e che solo nel 1992 la Corte Costituzionale legittimerà facendo diventare un diritto riconosciuto la frequenza delle scuole superiori con programmi individualizzati. Quel progetto indica anche la scelta di campo originaria fatta dalla cooperativa per la gestione di servizi educativi a favore delle persone con disabilità o in situazione di disagio, lavorando in convenzione con i Comuni del territorio (e, successivamente, con la Società Servizi Valseriana, braccio operativo dell’Ambito dei Comuni per la gestione del Fondo Sociale) e con l’ASL (a quei tempi ancora USSL), puntando alla realizzazione di programmi individualizzati nel campo dell’assistenza educativa nei diversi ordini di scuola: il completamento dei programmi di alfabetizzazione della scuola dell’obbligo, la maturazione dell’identità personale e l’orientamento post-scolastico. Su queste strade la cooperativa individua anche forme di gestione, quali l’Associazione Temporanea di Impresa con altre cooperative del territorio, promuovendo reti di intervento che possano offrire solidità e strategie gestionali diversificate, volta per volta più adatte ai servizi in appalto. Nuove “strade” negli anni ‘90 Negli anni ’90, nascono nuove piste e nuovi impegni: l’Assistenza Domiciliare Minori (intervento ai minori in difficoltà e integrazione di studenti con disabilità sensoriali nelle scuole, per conto della Provincia di Bergamo) e, nel 1993 (per durare fino al 2006), la gestione dei programmi educativi del Centro di Riabilitazione Motoria di Albino, un istituto residenziale della C.R.I. dedicato alla disabilità grave e medio-grave, dove, accanto alla riabilitazione fisiatrica, si promuove la riabilitazione psicosociale, mediante attività di gruppo e laboratori di animazione musicale e psicomotoria. Sono anni di apertura verso nuove strade: nel 1994, si avvia la gestione dei C.S.E. (Centri Socio-educativi, LAVORA CON GLI STRUMENTI DELL’IMPRESA SOCIALE, CERCANDO DI MIGLIORARE, ATTRAVERSO LE SUE COMPETENZE, IL TERRITORIO IN CUI OPERA. FORTE DI UN CENTINAIO DI SOCI, GARANTISCE UNA RETE DI INTERVENTI E SERVIZI RIVOLTI A DIFFERENTI FASCE DI ETÀ E DI CONDIZIONI DI BISOGNO E DI FRAGILITÀ diventati oggi C.D.D., Centri Diurni per Disabili) di Nembro e Gandino, due centri diurni per la disabilità grave, gestione proseguita fino all’oggi tranne che per il triennio 1997-99. Nel 1995, poi, la C.R.I. di Bergamo chiede alla cooperativa di prendere in mano la gestione del Centro di Riabilitazione Equestre “Pim pi caalì” di Torre Boldone, destinato a chiudere per difficoltà economiche. La cooperativa, in accordo con l’Associazione delle famiglie nel frattempo costituitasi, riesce ad evitare la fine dell’esperienza gloriosa dell’ippoterapia a Bergamo (il centro era nato nel 1981, grazie alle cure del compianto prof. Baldis) e, attraverso una grande ristrutturazione, rimette in gioco il centro, ancor oggi frequentato da un centinaio di persone (riabilitazione equestre e animazione del tempo libero). Nel 1998, nasce a Fiobbio la prima Comunità 33 Alloggio per Handicap, oggi Comunità Socio-Sanitaria Deinos. Poi, accanto alla residenzialità per la disabilità grave, ecco un servizio di “residenzialità leggera”, gli Alloggi protetti, nove appartamenti dislocati ad Albino e Nembro, e riservati a persone a rischio di emarginazione o a disabili parzialmente autonomi. Da qui nasce, nel 2002, la cooperativa “Chimera”, che si dedica alla residenzialità, come spinoff de La Fenice, rappresentando un segnale preciso della volontà di non far crescere una “grande cooperativa”, ma di contribuire allo sviluppo di “nuove responsabilità su nuovi progetti”. Per questo, a quel tempo, si conviene sull’opportunità di una nuova amministrazione per le nuove responsabilità derivate dai progetti di residenzialità. Servizi per la prima infanzia e i minori Nello 1998, si apre la nuova strada dei servizi educativi per la prima infanzia. In Val Gandino, amministrazioni comunali e associazioni del volontariato locale chiedono alla cooperativa di collaborare per sviluppare il progetto Sentieri sensibili, primo nucleo del nido comunale per 40 bambini, che crescerà nel giro di pochi anni e affidato in appalto alla cooperativa. L’idea di un servizio per bambini fino a tre anni viene esportato anche a Ranica dove, su richiesta dell’amministrazione comunale nasce La 34 tana dei cuccioli, un servizio per la prima infanzia, molto utile per le famiglie che, pur non avendo bisogno di un nido, ritengono importante che i propri figli crescano insieme ad altri bambini, diversificando i ruoli educativi degli adulti. La progettazione sui minori è il risultato di esperienze di “scuola attiva” e di gestione del tempo libero dell’infanzia, messe in campo dai soci negli anni ’70 e ’80. In questo ambito sono nate numerose proposte: Scuola Popolare di Musica Amadeus di Nembro (in seguito diventata autonoma dalla Cooperativa), Spazi-Gioco e/o SpaziCompiti, animazione del tempo libero, Centri Ricreativi Estivi e programmi specifici per adolescenti e giovani. Con gli anni 2000, la Cooperativa apre nel 2006 un proprio nido ad Albino, La Casa dei bambini; e nel 2008, ad Alzano, Il Guscio, rilevandolo da una cooperativa in difficoltà. Si fa largo l’idea che la formula dell’appalto non sia una buona soluzione; infatti, durano al massimo tre anni, mentre gli investimenti nei servizi hanno bisogno di tempi più lunghi per lasciar intravedere dei risultati. Ecco, quindi, la formula dell’accreditamento regionale dei servizi, sperimentata per i due CDD di Nembro e Gandino. Nuovi investimenti per nuovi servizi Un passo importante per la Cooperativa, nel 2000, è l’ingresso nel consorzio provinciale del SOL.CO e nel 2001 la fondazione del Consorzio Il Sol.Co del Serio. Del 2000 è anche la partecipazione all’iniziativa Progetto Fertilità del Ministero del Lavoro per la costituzione di nuove cooperative. Negli stessi anni si procede al risanamento di una cooperativa sociale di tipo B, la Lottovolante, nata all’interno dell’ospedale psichiatrico di Borgo Palazzo, per individuare spazi di inserimento lavorativo per i malati psichiatrici. La cooperativa si trasferisce ad Albino e diventa partner de La Fenice in progetti occupazionali per persone di fasce deboli: pulizie, trasporti e gestione di impianti sportivi. Tra il 2004 e il 2007 vengono aperte due nuove Comunità Alloggio, la Kairòs dedicata ai “casi a cavaliere”, e la Guido e Maurizio Perani dedicata alle persone con sindrome autistica. Sono investimenti importanti che arricchiscono il sistema dei servizi residenziali per la disabilità, facendo della Val Seriana un territorio capace di rispondere in maniera articolata ai bisogni della popolazione. Nel 2007, il Comune di Bergamo promuove una gara in Financing Project per ristrutturare la palazzina exFilati Lastex a Redona e insediare due importanti servizi: il nido, che il quartiere di Redona chiede da trent’anni, e una Comunità Alloggio per persone con disabilità, l’unica della città. La coop. La Fenice vince la gara con un progetto che prevede anche due alloggi protetti (sul modello di quelli già collaudati in Val Seriana) e un Centro Benessere aperto al quartiere. Per problemi amministrativi, il progetto partirà solo nel 2014. La “pista” culturale La cooperativa, poi, guarda anche alla cultura. L’acquisto del Convento quattrocentesco della Ripa è una nuova svolta che permette di aprire, ad Albino, il progetto Diaforà: promuovere la costituzione di un Centro di studio, di ricerca e di formazione sulla differenza. Obiettivo: far rinascere la sua antica vocazione di centro propulsore di vitalità economica e motore delle risorse del territorio, testimonianza oggi dei rapporti che i luoghi religiosi intrattenevano con le comunità e il territorio circostante, segno della loro capacità progettuale e dell’attenzione anche politica che riservavano all’educazione e alla cultura. Questo progetto vede l’adesione dei Comuni di Albino, Clusone, Ardesio e Nembro, dell’associazione Promoserio e dell’associazione Arte-LavoroTerritorio, oltre alle cooperative Chimera e Lottovolante. Il progetto, dal titolo Val Seriana: un sistema che fa differenza, è sostenuto dalla Provincia di Bergamo e nel 2012 ottiene un cospicuo finanziamento dalla Fondazione Cariplo, diventando il volano di varie iniziative in Val Seriana: finanziamento di quattro percorsi di ricerca, guidati dal prof. Carlo Sini, su economia, arte e biologia, e psicologia e musica giovanile; gestione integrata di alcuni musei etnoantropologici della valle; rappresentazione teatrale sull’antico mondo delle filande; mostra fotografica sul lavoro che si rinnova in Val Seriana; convegno nazionale sulle nuove tecnologie nella didattica; conferenze sul tema della differenza; corso sulle differenze geo-morfologiche della valle; corso di formazione sulla conservazione e manutenzione programmata degli edifici antichi. Nasce anche l’associazione Diaforà, con il compito di approfondire la ricerca di risorse e collaborazioni, in vista del ripensamento della nozione stessa di identità, interrogata a partire dalla differenza per evitare il rischio della semplificazione. In un’ala del Convento partono i lavori di ristrutturazione per la realizzazione di un ostello, da utilizzare anche come foresteria per il centro Diaforà. L’ostello, sostenuto dalla Regione Lombardia, prevede 50 posti-letto con annessa sala-ristorante. L’inaugurazione è in programma per questo mese di ottobre, mentre la gestione è affidata alla cooperativa sociale Diagramma (neonata cooperativa di giovani under 35). “La Fenice” oggi (con un fondino colorato) La Fenice, una bella storia di 25 anni, soprattutto perché, raccontata in sintesi come abbiamo fatto, dimentica i passaggi difficili, stempera le battute d’arresto, scavalca gli appalti persi. “Occorre però sottolineare – rimarca il presidente Fabrizio Persico - che la crescita che oggi abbiamo registrato viene da un paio di punti fermi: innanzitutto, 35 Silvia Pezzera da 25 Anni leader nella fornitura e posa iam o IL , tra TU ttia O mo PA e RQ re UE cup T er iam o del parquet igh realizzare”. Oggi, la cooperativa è alle prese con tre strade da percorrere: la prima è la riapertura del Convento al territorio e il ripristino della sua agibilità dopo cinquant’anni di chiusura, così da far proseguire il progetto Diaforà. Il tema della differenza è nevralgico per il nostro tempo e la cultura fa essa stessa differenza. Se è vero che la cultura non può essere soltanto un costo, ma deve davvero diventare un investimento, capace di restituire le risorse profuse, allora vanno individuate prospettive nuove di lettura del paesaggio, occorre imparare a valorizzare la cultura materiale, occorre ripensare le radici del passato per avere memoria del futuro. Dopo il progetto Val Seriana servono nuove risorse per inoltrarsi su questa pista. La seconda strada va nella direzione della prosecuzione della ricerca sulla sindrome autistica, già avviata e adesso da continuare con nuove idee da sperimentare e esperienze da ripensare: Diaforà è anche la volontà di rimettere al centro la questione delle pratiche. La terza strada intende proseguire il tema del lavoro, sulla base delle iniziative già avviate nel progetto Val Seriana: si tratta di approfondire le nuove opportunità che in questi tempi di crisi possono aprirsi nella Valle Seriana. C’è qui l’idea forte che investire nella cultura sia investire nel futuro. E “futuro” vuol dire “giovani”, ai quali Diaforà guarda con particolare attenzione. lev la valorizzazione del patrimonio di idee, persone, professionalità, competenze che in cooperativa sono confluite. Certamente, non sono mancati gli entusiasmi, ma il ringraziamento è soprattutto al valore delle intelligenze che si sono trovate insieme, a volte per coincidenza o per affinità elettive o per la simpatia che si è subito tradotta in capacità di lavorare insieme. E questo va detto ancora più forte oggi, a distanza di quattro mesi dalla morte del nostro vice-presidente, il M° Carlo Dal Lago, protagonista splendido e pieno di grazia di tante vicende dentro questa storia”. “Il secondo punto - prosegue Persico riguarda la territorialità, la consapevolezza cioè che la cooperativa ha sempre considerato importante mantenere profonde radici nella comunità in cui lavora, riconoscerne i bisogni e cercare di interpretarne le domande, collaborando con l’ente pubblico per trovare le risposte”. Oggi, la rete di servizi è ampia e diversificata: centri diurni e residenziali, comunità alloggio, servizi di assistenza specialistica e di sostegno alla famiglia, nidi e centri per la prima infanzia, spazi di aggregazione giovanile e per l’inserimento lavorativo oltre ai luoghi per l’iniziativa culturale, formativa e per il tempo libero. La cooperativa può contare su un centinaio di soci, attivi e dinamici. Inoltre, con le tre consociate Chimera, Lottovolante e Diagramma, dà lavoro a più di 200 dipendenti. “Fare il presidente non è difficile – prosegue Persico – quando intorno ci sono collaboratori intelligenti e autonomi, capaci di interpretare le risorse della cooperativa in funzione dei progetti condivisi che sono da PROSSIMA APERTURA LABORATORIO E SHOWROOM A CASNIGO, VIA SERIO CONTATTACI Tel: 329 8345179 sig. Cagnoni Paolo www.2cparquet.com [email protected] SEDE LEGALE via V. Emanuele II nr. 23 24121 Bergamo Coop. La Fenice via Duca D’Aosta, 17 24021 Albino (BG) Tel. 035.752876 Fax 035.0349822 [email protected] 36 37 LABORATORIO LA BERGAMO… DELLE AZIENDE DI QUALITA’ SPECIALIZZATO IN ORTODONZIA FISSA E MOBILE, “ORTOVIT” È UNA STRUTTURA ALL’AVANGUARDIA, UN PUNTO DI RIFERIMENTO TECNICO SUL TERRITORIO, PER LA PRODUZIONE DI DISPOSITIVI VOLTI A CORREGGERE LE MALFORMAZIONI DENTALI E SCHELETRICHE L’A V A N G U A R D I A IN ORTODONZIA 38 ORTOVIT Come raggiungere il successo puntando su un bel sorriso Laboratorio odontotecnico specializzato in ortodonzia, “Ortovit” ha sede a Gorle. È una struttura all’avanguardia che, fin dalla sua fondazione, ha puntato sulla qualità dei suoi prodotti, sui metodi e le tecniche di lavorazione e sui materiali utilizzati. Abbiamo intervistato il fondatore del laboratorio, Camillo Viotti, per conoscere meglio l’attività che vi si svolge. Quando è stato fondato il laboratorio? Nel 1968: inizialmente, è nato come laboratorio odontotecnico, dedicato all’odontotecnica generale, per poi specializzarsi in ortodonzia e, nel 1979, assumere l’attuale denominazione “Ortovit”. In altre parole, una graduale evoluzione che ha portato la struttura a dedicarsi all’ortodonzia, cioè a quella branca dell’odontoiatria focalizzata sulla correzione delle malformazioni dentali e scheletriche. Come è proseguita l’attività del laboratorio? Poco tempo dopo la fondazione, negli anni ‘70, il laboratorio ha compiuto passi notevoli. In particolare, dal 1970 al 1973, abbiamo seguito il laboratorio dell’istituto “Beretta” di Bologna, diretto dal professor May, per apprendere le nuove tecniche utilizzate nell’ambito dell’ortodonzia. Tre anni dopo, nel 1976, poi, ci siamo recati a Madrid, per seguire il laboratorio odontotecnico del professor Cervera, per conoscere le metodologie utilizzate in Spagna. E proprio l’esperienza spagnola ci ha spinto ad utilizzare nuove tecniche e ad utilizzare materiali di nuova concezione, che abbiamo introdotto nel nostro territorio. Oltre alla Spagna, anche gli Stati Uniti erano all’avanguardia nell’ortodonzia, per cui nel 1979 mi sono recato oltre-oceano, perché avevo capito che la tecnologia specializzata sarebbe provenuta da quel Paese. 39 Ma il suo percorso formativo non si è fermato, vero? Esattamente. Un anno dopo, nel 1980, ho seguito un corso di formazione nei laboratori dell’Azienda TP Orthodontics a La Porte, negli Stati Uniti, per apprendere la fabbricazione di nuovi dispositivi. Quindi, ho ricevuto l’esclusiva per l’Italia per la costruzione del “Positioner”, un apparecchio individuale di riposizionamento dentale. È stato l’anno della svolta che, sul piano tecnico, ci ha aperto le porte dei massimi esperti e delle strutture all’avanguardia, quelle più aggiornate a livello mondiale. L’attività del laboratorio, quindi, è cresciuta ulteriormente. A coronare questo traguardo, nel 1981, è stato un evento speciale: a Roma, ho ricevuto dal prof. Cervera la medaglia d’oro per la messa a punto di nuove tecniche ortodontiche. Fu una piacevole sorpresa e, nell’occasione, arrivai quasi a commuovermi. Poi, l’attività del laboratorio ha continuato ad espandersi… Nel 1988, in seguito alla collaborazione con 40 il dottor Per Varde, un esperto ortodontista svedese, siamo giunti alla messa a punto del “Water Byte System”, un nuovo sistema di rilevamento del morso di costruzione, per una migliore definizione del “Tooth Positioner”. Poi, negli anni ‘90, entra in “Ortovit” mia figlia Alessandra, che segue le mie orme: insieme abbiamo seguito un corso di aggiornamento riguardante le apparecchiature mobili per la correzione delle labiopalatoschisi, tenuto del prof. Latham all’University of Western Ontario, in Canada, nel 1999. Negli anni precedenti, intanto, mi sono dedicato anche all’insegnamento, come professore all’Università degli Studi Policlinico di Milano (1994/1995) e all’Università degli Studi Policlinico di Bari (1998/1999 e 1999/2000). Sono state esperienze che mi hanno dato molto, sia a livello professionale che umano; infatti, era motivo di grande soddisfazione potermi trovare davanti a 200 medici specialisti, ai quali insegnare l’utilizzo delle tecniche ortodontiche relativamente alla costruzione di nuovi dispositivi: per me è stato un forte stimolo, che mi ha spinto ad andare sempre più alla ricerca di nuovi materiali e metodi. Inoltre, sono stato relatore di diversi corsi di aggiornamento e conferenze: a Parigi, 41 Cagliari, Zagabria e Chieti. Le ultime evoluzioni del laboratorio, infine, sono storia più recente. Ad esempio, avete avviato un’importante collaborazione con la Germania… Sì, insieme agli Stati Uniti, la Germania è il Paese maggiormente all’avanguardia in ortodonzia. Così, nel 2003, abbiamo stipulato con la ditta tedesca ScheuDental un contratto per la costruzione e la commercializzazione di un dispositivo orale denominato “T.A.P.”, per la cura delle roncopatie associate ad apnea notturna. Generato da un’ostruzione delle vie aeree durante il sonno, questo fenomeno può ripetersi numerose volte nel corso della notte, causando momentanee mancanze di ossigeno, con possibili conseguenze per l’organismo. Infine, nel 2011, Ortovit, unitamente ad un gruppo di laboratori distribuiti sul territorio nazionale, ha messo a punto una nuova sistemica per la Da qualche mese stiamo producendo protettori dentali, denominati anche paradenti individuali, per le persone che praticano sport, per proteggere i denti e la struttura buccale da possibili traumi. Nel nord-Europa e in Francia, indossarli è già obbligatorio, mentre da noi non lo è ancora. La loro applicazione, però, è estremamente importante: stiamo organizzando una campagna per portare a conoscenza dei medici dello sport e delle società sportive la grande utilità di questi prodotti, che possono difendere i denti ma anche evitare disarticolazioni alla mandibola. Dispositivi che, appunto, essendo individuali, vengono costruiti in base alla propria e unica conformazione della bocca e non standardizzati. Ognuno, infatti, ha una struttura buccale diversa e applicare prodotti standard può causare anche danni scheletrici. Per informare gli atleti di questa opportunità, l’11 ottobre 2014 prenderemo parte, al PalaCreberg di Bergamo, a “CONIMUSIC”, la festa del Centenario del CONI, allestendo un nostro stand e tenendo incontri ad-hoc. Per concludere, quali sono le prospettive per il futuro? Il prossimo futuro sarà caratterizzato da una nuova modalità di costruzione dei dispositivi, basata principalmente sul sistema 3D: a breve, infatti, sarà possibile effettuare addirittura scansioni intraorali direttamente nella bocca del paziente che si reca dal dentista evitando così la “presa dell’impronta dentale” con il sistema tradizionale della pasta e del portaimpronte. produzione e commercializzazione dei nuovi dispositivi chiamati “Allineatori Invisibili Arc Angel”, dedicati prevalentemente all’ortodonzia in dentizione adulta. Il progetto che stiamo seguendo si avvale della collaborazione in rete con altri laboratori specializzati “Arc Angel”. Recentemente state dedicando particolare attenzione anche al mondo dello sport… 42 Paolo Gh isleni Via Roma, 67 24020 Gorle (BG) Tel. 035.293418 Fax. 035.300212 www.ortovit.it 43 LA BERGAMO… DELLE MOSTRE D’ARTE INCANTI BAROCCHI A L PA L A Z Z O C R E B E R G SPECIALE Sempre intensa l’attività della Fondazione Credito Bergamasco nella promozione dell’arte e della cultura L’esposizione, che va in scena nel Palazzo Storico del Credito Bergamasco, dal 4 al 24 ottobre, si struttura in una straordinaria selezione di opere d’arte antica, raccolte dal raffinato uomo di cultura durante tutta la sua vita. C’è di mezzo l’Appennino e il Po, ma il dettaglio geografico non rappresenta una barriera. Anzi... pare quasi un ponte ideale fra Firenze e Bergamo, città artisticamente accomunate dai “passaggi” del grande direttore d’orchestra Francesco Molinari Pradelli, là al Teatro Comunale qui al Teatro Donizetti. Una sublime collezione Bolognese di origine, ma cosmopolita nell’animo, nonché direttore d’orchestra in più edizioni del Festival del Maggio Musicale Fiorentino, dal 1942 al 1974, Francesco Molinari Pradelli era un fine uomo di cultura, che sapeva spaziare dalla musica, alla scultura e alla pittura, convinto 44 che godere della bellezza di un’opera d’arte costituisse qualcosa di più del semplice appagamento dei sensi, ma fosse anche occasione di ascolto e riscoperta di sé stessi e della realtà circostante. Il Bello soggettivo, e non quello suggerito dai manuali di storia dell’arte, è la fiamma che muoveva la sua ansia di collezionista di opere d’arte. Non casualmente, a formare la sua collezione concorrono nomi di pittori poco noti al grande pubblico, scelti da Molinari Pradelli per l’appagamento estetico che gli suscitavano, e da vero collezionista si circondava di opere che potessero riservargli le stesse emozioni stratificate che gli venivano dall’ascolto di una sinfonia o dalla lettura di una poesia. Un omaggio alla personalità del grande direttore d’orchestra bolognese scomparso nel 1996, per tutta la vita innamorato della pittura, che ebbe però con Firenze un rapporto BERGAMO RENDE OMAGGIO AL GRANDE DIRETTORE D’ORCHESTRA BOLOGNESE FRANCESCO MOLINARI PRADELLI CON LA MOSTRA “CAPOLAVORI DELLA COLLEZIONE FRANCESCO MOLINARI PRADELLI. DAGLI UFFIZI A PALAZZO CREBERG” Dall’alto in senso orario • Sacra Famiglia con Sant’Anna - Sebastiano Ricci, 1708 circa • Ratto d’Europa - Guido Cagnacci, 1650-1655 circa • Socrate vessato da Santippe (particolare) - Luca Giordano, 1662-1665 circa Nella pagina precedente: Angelo Piazzoli 45 durato oltre trent’anni, a partire dal 1942, come direttore dell’orchestra del Teatro Comunale. Ancora oggi qualcuno racconta che quando il maestro Molinari Pradelli usciva da un teatro, a fine concerto, ci fosse sempre almeno un antiquario ad attenderlo per proporgli dipinti e opere d’arte. Ma lui sceglieva solo quelli che lo colpivano, non andava alla ricerca della firma prestigiosa o delle opere di museo. Era un collezionista spregiudicato, che si faceva guidare solo dal proprio istinto. Agiva sulla spinta che univa al piacere del possesso e all’apprezzamento estetico il desiderio di conoscenza, sollecitato dalle visite ai musei e alle mostre nelle città in cui il “podio” e la sua bacchetta lo portavano. Era un uomo di grandissima sensibilità, innamorato della pittura, non uno specialista del settore. Ciò nonostante, negli anni era riuscito a mettere insieme dipinti di grande “poesia” e valore, che la critica ha rivalutato successivamente. A partire dagli anni ’50, poi, coltivò una crescente passione per la pittura, raccogliendo dapprima dipinti dell’Ottocento, poi del periodo barocco, mosso da un’attrazione, per quegli anni, del tutto originale verso il genere della natura morta, i cui studi erano allora alle origini. Molinari Pradelli, però, non prediligeva solo il barocco, ma amava anche la scuola emiliana, veneta, lombarda e napoletana. Tra i pezzi forti della sua collezione, due quadri di Luca Giordano, un Sebastiano Ricci, il Ratto di Europa di Cagnacci e tele di Carlo Magini, Luca Forte, Giuseppe Ruoppolo, Jacopo da Empoli, oltre a nature morte di grande qualità. “La Bellezza salverà il mondo”. Questo sembra essere l’afflato che muove dalle splendide tele raccolte nel corso della vita da Francesco Molinari Pradelli. Una mostra di brividi ed emozioni La collezione in mostra a Palazzo Creberg, curata da Simone Facchinetti e Angelo Piazzoli, si compone di 16 opere. Assieme alle celebri nature morte, sono stati selezionati bozzetti, paesaggi e dipinti 46 ELENCO DEGLI ARTISTI IN MOSTRA • Jacopo Negretti detto Palma il • • • • • • • • • • • • • • Giovane Pietro Faccini Alessandro Turchi detto l’Orbetto Anonimo caravaggesco “Maestro del vasetto” Jacopo Chimenti detto l’Empoli Luca Forte Guido Cagnacci Luca Giordano Marcantonio Franceschini Sebastiano Ricci Vittore Ghislandi detto Fra’ Galgario Bartolomeo Nazari Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro Carlo Bonavia Gaetano Gandolfi di figura. Tra tutti spicca l’intenso Ratto d’Europa di Guido Cagnacci, di una bellezza esaltante, con la fanciulla rapita da Zeus che spicca sull’azzurro del cielo, splendido nudo carnale e spirituale insieme. È stato detto che il maestro d’orchestra aveva l’orecchio assoluto. Tramite una sguardo alla sua collezione si può estendere la considerazione anche all’occhio, esercitato a riconoscere e scegliere la bellezza. Nella selezione delle opere particolare risalto è stata data alle scuole veneta e lombarda, tramite i nomi di Jacopo Palma il Giovane, Fra’ Galgario e Bartolomeo Nazari. Quest’ultimo, nato a Clusone e operante a Venezia nel corso del Settecento, è presente con un superbo autoritratto. “La mostra è un inno alla bellezza di rara intensità – afferma il Segretario Generale della Fondazione Creberg Angelo Piazzoli - La Fondazione Creberg è orgogliosa di presentarla al pubblico, quale segno della sua passione verso il territorio in cui vive e opera, nella ferma convinzione che per poter riemergere dagli abissi della crisi – che per la nostra civiltà occidentale ha assunto una connotazione non soltanto economica ma anche sociale, etica e culturale – è indispensabile un’opera attenta e costante di promozione della cultura. Peraltro, durante la mostra verrà distribuito un album che illustra, con dettagli di grande impatto visivo, i capolavori della collezione Molinari Pradelli”. “Non si tratta di una mostra qualsiasi – continua Angelo Piazzoli – È una mostra di altissima qualità, recentemente esposta a Firenze, presso la Galleria degli Uffizi. Chi l’avrebbe mai detto, o solo pensato, pochi anni fa: una grande mostra “dalla Galleria degli Uffizi al Palazzo Storico del Credito Bergamasco”. Invece, ecco qui il nostro regalo. Peraltro, doveroso tributo a un personaggio di caratura internazionale, che già nel 1939, giovanissimo, calcò il palcoscenico del Teatro Donizetti. La sua partecipazione è puntualmente registrata dalle cronache del tempo anche per la stagione lirica del 1941. Inoltre, nel corso del dopoguerra, la sua presenza a Bergamo divenne più assidua. Nel 1952, infatti, diresse Arlecchino Re e nel 1954 si cimentò con Lucia di Lammermoor, interpretata da una star internazionale quale Maria Callas. In tali occasioni le scenografie furono realizzate rispettivamente da Erminio Maffioletti e Trento Longaretti, artisti cari al pubblico del Palazzo Creberg. Nella prefazione all’album della mostra, lo storico dell’arte Angelo Mazza spiega chiaramente quali sono stati i momenti in cui si è formata la collezione di Francesco Molinari Pradelli, ancora oggi rimasta indivisa grazie alle generose cure degli eredi”. C..P . A p. 46: Natura morta di frutta e fiori - Luca Forte, 1640-1650 circa Sopra: Estasi di Santa Maria Maddalena (particolare) Marcantonio Franceschini, 1680 circa SEDE E ORARI DELLA MOSTRA Palazzo Storico del Credito Bergamasco Largo di Porta Nuova, 2 - Bergamo Dal 4 al 24 ottobre 2014 Da lunedì a venerdì (8.20 – 13.20 e 14.50 – 15.50) Sabato 4, 11 e 18 ottobre (14.30 – 20.30) con visite guidate gratuite ogni ora, a partire dalle 14.30 Domenica 5, 12 e 19 ottobre (10.30 – 19.30) con visite guidate gratuite alle 10.30, alle 11.30 e ogni ora a partire dalle 14.30 Ingresso libero Per informazioni: www.fondazionecreberg.it 47 PROGETTO “GRANDI RESTAURI” PALMA IL VECCHIO IN VETRINA È ormai diventata una consuetudine vedere in anteprima opere d’arte restaurate provenienti dal territorio e riportate al loro splendore grazie al sostegno della Fondazione Credito Bergamasco Negli ultimi anni la Fondazione Creberg ha recuperato e restaurato molti capolavori bisognosi di cure, che vengono poi presentati al pubblico presso il Palazzo Storico del Creberg. La formula di ospitare in sede queste opere, restaurate o in via di restauro, prima di farle tornare nel loro luogo d’origine, sta ottenendo grande successo, con visite frequenti e numerose. Un’operazione di servizio alla comunità, per valorizzare il patrimonio storico e artistico del territorio e, più in generale, promuovere l’arte e la cultura. In contemporanea con l’esposizione “Capolavori della collezione Francesco Molinari Pradelli. Dagli Uffizi a Palazzo Creberg”, la Fondazione Credito Bergamasco presenta al pubblico, presso la Sala Consiliare di Palazzo Creberg, due capolavori di Palma il Vecchio in corso di restauro. Si tratta del Polittico della presentazione della Vergine della Parrocchia S.Maria Annunciata di Serina e dell’Adorazione dei pastori della Parrocchia San Lorenzo Martire di Zogno. Questi restauri – curati e sostenuti dalla Fondazione stessa – si inseriscono nel più ampio progetto relativo alla prima mostra internazionale dedicata a Palma il Vecchio, promossa dalla Fondazione Creberg, e in locandina nella prossima primavera, in 48 occasione di Expo 2015. Le predette opere, infatti, saranno riposizionate, al termine del restauro, nelle chiese di origine, offrendo possibilità di percorsi territoriali paralleli alla grande mostra, volti alla valorizzazione culturale, turistica ed economica delle località stesse. Durante tre weekend (4-5, 11-12 e 1819 ottobre) saranno presenti i Maestri restauratori, i quali illustreranno ai visitatori le tecniche e gli esiti degli interventi di ripristino, rispondendo direttamente ai quesiti del pubblico. “Nelle nostre esposizioni – spiega il Segretario Generale della Fondazione Creberg Angelo Piazzoli - il pubblico può interloquire con i restauratori, ammirare le opere da vicino (come mai per esse è stato possibile) e approfondire le tematiche storico-artistiche tramite le visite guidate al nostro “laboratorio di restauro permanente”, rintracciato in uno dei più significativi ambienti di rappresentanza dell’Istituto di Credito, la Sala Consiliare. Questa modalità operativa fa sì che, come si diceva, periodicamente presso il Palazzo Storico del Credito Bergamasco vengano organizzate esposizioni, al fine di far conoscere i lavori in corso. Sul piano della comunicazione questa scelta si è dimostrata di particolare importanza e di grande efficacia. Migliaia di persone sono accorse a vedere capolavori della pittura sottoposti a interventi conservativi. I vantaggi sono evidenti: chiunque può entrare in un luogo generalmente riservato (di norma accessibile solo agli addetti ai lavori), chiunque può conoscere le operazioni alle quali le opere sono state sottoposte, rendendosi conto direttamente dei risultati conseguiti. Del resto, la sensibilizzazione verso il nostro patrimonio storico-artistico passa attraverso la sua conoscenza. Perciò i Maestri restauratori vengono costantemente messi a disposizione durante numerosi e periodici incontri pubblici; i principali esiti degli interventi e delle ricerche diagnostiche preliminari sono raccolti in specifiche pubblicazioni; la divulgazione è capillare e frequente in un’operazione che non è solo di ripristino ma, nel contempo, culturale e sociale. Nello specifico, nella Sala Consiliare del Palazzo Storico, dal 2008 ad oggi sono transitati oltre venti dipinti bisognosi di cure, ripristinati in modo rigoroso da professionisti qualificati sotto l’autorevole direzione dei competenti funzionari della Soprintendenza preposta; e le connesse iniziative espositive hanno avuto un crescente successo tanto che negli ultimi anni – per ogni occasione espositiva semestrale (ottobre/maggio) – si sono contati in media da 12.000 a 15.000 visitatori, con punte di assoluta straordinarietà (16.000 persone) per l’ostensione dell’”Ultima Cena” di Allori, capolavoro monumentale “dimenticato” al Palazzo della Ragione di Bergamo Alta e pressoché sconosciuto al grande pubblico, ora riscoperto da Bergamo proprio grazie alle nostre iniziative”. Dopo varie opere di Giovan Battista Moroni, numerosi di dipinti di Lorenzo Lotto, uno splendido Moretto, il dipinto di Alessandro Allori, tocca ora alle due suggestive ed emozionanti opere bergamasche di Palma il Vecchio: il Polittico della presentazione della Vergine della Parrocchia S.Maria Annunciata di Serina (restauratori, Alberto Sangalli e Minerva Tramonti Maggi) e l’Adorazione dei pastori della Parrocchia San Lorenzo Martire di Zogno (restauratrice, Eugenia De Beni). “Queste opere – prosegue Piazzoli - saranno riposizionate, al termine del restauro (inizio 2015), nelle chiese di origine, offrendo possibilità di percorsi territoriali paralleli alla grande mostra, volti alla valorizzazione culturale, turistica ed economica delle località stesse; un’occasione non solo per Bergamo, ma per tutta la Bergamasca che potrà essere scoperta dal turismo nazionale e internazionale e riscoperta dagli stessi abitanti, troppo spesso indifferenti alla bellezza che li circonda”. A p. 48: Adorazione dei pastori - Zogno, Parrocchia San Lorenzo Martire Sopra: Polittico di Serina - Parrocchia S.Maria Annunciata (particolare prima e dopo il restauro) C..P . 49 LA BERGAMO… DELLA BUONA MUSICA COMPLEANNO PER IL CIRCOLO MUSICALE MAYR-DONIZETTI “Tutto ciò che vale merita l’attesa. Nell’attesa possiamo sognare. Ma non basta! Se ognuno di noi facesse qualcosa di utile, il sogno si potrebbe trasformare in realtà”. I 40 anni di storia del Circolo Musicale Mayr-Donizetti stanno a indicare che ciò è possibile Ente senza fini di lucro, attivo sul territorio bergamasco dal 1975, organizza periodicamente, in collaborazione con istituzioni e altre associazioni, concerti ed eventi artistici rivolti a tutta la comunità, così da poter diffondere la cultura musicale in modo ampio ed efficace. Nei primi anni, il Circolo aveva un carattere familiare. Era un punto d’incontro tra quelli che conoscevano il pentagramma con quelli che suonavano “ad orecchio”. 50 Venivano proposti piccoli concerti a cadenza settimanale, in cui si esibivano soprattutto artisti locali. E spesso si esibivano anche spettatori che si cimentavano in arie d’opera improvvisate. Il pubblico dell’epoca, comunque, ha assistito nientemeno che al debutto di artisti poi diventati famosi, come Denia Mazzola Gavazzeni, Marzio Giossi, Fabio Armiliato, Alberto Gazale, Stefano Secco, Fernanda Costa e José Cura. In seguito, il Circolo si è evoluto, introducendo serate con selezioni d’opera in forma di concerto. Recentemente, le rappresentazioni si sono progressivamente strutturate, quando anche scene e costumi sono diventati la norma della proposta musicale, che ora si caratterizza nell’allestimento di opere liriche (“opere in musica”), trovando apprezzamento da parte di pubblico e critica. Se i numeri contano qualcosa, quest’anno, il Circolo Musicale Mayr-Donizetti festeggia il 40° anniversario di fondazione con una stagione operistica di grande richiamo ed interesse, presso l’appena rinnovato Teatro San Giovanni Bosco di Bergamo (Colognola), consolidandosi come crogiolo di nuove voci. La “locandina 2014” prevede un concerto e cinque opere in forma integrale e scenica, con allestimenti originali (ricorrendo il 90º anniversario della morte di Giacomo Puccini, grande attenzione sarà data al compositore lucchese): CHI È DAMIANO MARIA CARISSONI Direttore musicale, concertatore al pianoforte e direttore d’orchestra Diplomato in pianoforte con il massimo dei voti presso l’Istituto musicale G.Donizetti di Bergamo con Carlo Pestalozza, ha conseguito il diploma di Musica Corale e Direzione di Coro presso il Conservatorio G.Verdi di Milano. Ha seguito il corso triennale di direzione d’orchestra con Gelmini e nel 2009 si è diplomato in direzione d’orchestra con Agiman, sempre presso il Conservatorio di G.Verdi di Milano. Ha tenuto concerti come solista e in varie formazioni cameristiche e, dopo aver seguito i corsi di perfezionamento dei maestri Jablonski, Masi, Carnelli (per musica da camera), Soresina, Scalera, Rovaris (basso continuo), da più di vent’anni si esibisce soprattutto come accompagnatore al pianoforte, presso diverse associazioni liriche e in città italiane, svizzere, tedesche, ed ha effettuato varie tournèe in Giappone (fra i più importanti concerti quello alla Casals Hall di Tokio).Ha accompagnato in concerto, tra gli altri, artisti di fama internazionale, quali Aldo Protti, Carlo Zardo, Denia Gavazzeni Mazzola, Josè Cura, Pietro Ballo, Salvatore Licitra, Ambrogio Maestri, Alberto Gazale, Franco Vassallo, Svetla Vassileva, Stefano Secco, Silvio Zanon, Ivan Inverardi, Fabio Armiliato, Daniela Dessì. È stato maestro collaboratore di sala e palcoscenico in diversi teatri italiani, lavorando con vari direttori, tra cui Gavazzeni, Marin, Carminati, Rovaris, Campanella, Tolomelli, Desderi, Martinenghi e con artisti come Serra, Ricciarelli, Dara, Alaimo, La Scola, Florez, Antonacci, Scarabelli. È stato secondo maestro del coro e maestro di sala al Nuovo Teatro Piccolo di Milano e al Teatro Valli di Reggio Emilia per l’opera Così fan tutte di Mozart (regia di G. Strelher), maestro di palcoscenico presso il Teatro F. Parenti di Milan, oltre che maestro di sala e maestro suggeritore in varie produzioni all’estero (Austria per La traviata e Tosca, Danimarca per Rigoletto ed altre). Ha collaborato, come pianista, in RAI, in programmi di Paolo Limiti. E, come pianista accompagnatore, con diverse scuole di canto, come quelle di Giulietta Simionato, Katia Ricciarelli, Renata Scotto, Franco Corelli e Carlo Bergonzi. Recentemente, è stato pianista accompagnatore in una Master Class tenuta dal soprano Daniela Dessì a Brescia. Dal 2000 collabora con la Scuola Civica di Milano. E ricopre la cattedra di accompagnatore al pianoforte, presso il Conservatorio L. Marenzio di Brescia (1° posto al concorso ministeriale statale). Nel 2008 ha conseguito a pieni voti il diploma in direzione d’orchestra e da allora è sempre più attivo in questa veste. 51 PROGRAMMA venerdì 24 ottobre 2014 concerto pucciniano (omaggio a Giacomo Puccini, con arie e scene d’opera); venerdì 14 novembre 2014 Madama Butterfly di Giacomo Puccini; venerdì 12 dicembre 2014 Manon Lescaut di Giacomo Puccini; venerdì 13 febbraio 2015 Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi; venerdì 20 marzo 2015 Norma di Vincenzo Bellini; venerdì 17 aprile 2015 Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart. È possibile accedere agli spettacoli con l’abbonamento alla stagione (70 €) o con singoli biglietti d’ingresso (18 €). La serata inaugurale di venerdì 24 ottobre 2014 sarà, invece, come tradizione, ad ingresso libero. Come sempre il pubblico sarà accompagnato alla comprensione dei titoli dal direttore di palcoscenico e musicologo prof. Valerio Lopane, che curerà le note di regia, diffuse tramite newsletter periodiche. “Chiari gli obiettivi del Circolo – spiega il presidente Federico Gamba, che nel 1975 era già presente come “voltapagine” – Innanzitutto, proporre il genere operistico in Bergamasca. Quindi, garantire, con prezzi contenuti, l’accesso al mondo del melodramma anche ad un pubblico giovanissimo, e sostenere l’accesso di un numero crescente di giovani artisti (anche tramite audizioni conoscitive), in produzioni nuove ed originali, affidate alla guida del maestro Damiano Maria Carissoni (direttore musicale) e del regista Valerio Lopane (direttore di palcoscenico). E ancora, favorire l’incontro tra giovani artisti e personalità affermate del mondo dell’opera; promuovere un legame tra il mondo dell’arte e le scuole del territorio, mediante stage. Di rilievo sono le collaborazioni con l’I.F.P. Istituto scolastico Sistema (trucco e acconciatura degli artisti), che si avvia al quarto anno, e la collaborazione con il Liceo Musicale Secco Suardo (collaborazioni musicali), avviata nel 2014, i cui gli allievi, sotto la guida dei docenti e della direzione artistica del Circolo, hanno l’occasione di far emergere il loro talento. La 52 particolare cura degli allestimenti è apprezzata da un pubblico eterogeneo e competente, ma anche dagli stessi artisti, che possono così confrontarsi tra loro e perfezionare la dizione e l’arte scenica, oltre naturalmente agli aspetti musicali”. “Il Circolo – continua Gamba – intende anche dar spazio a letture registiche nuove ed originali che, pur nel rispetto della volontà degli autori, invitano il pubblico ad una fruizione consapevole, nuova e profonda del melodramma, stimolando il dibattito culturale. E proprio la 40ª Stagione operistica coinvolge personalità affermate del mondo dell’opera, a cui sono affiancati giovani artisti, espressioni del territorio locale. Anche tra le maestranze particolare attenzione è rivolta a giovani che intendono frequentare accademie e scuole di settore. Da oltre cinque anni, poi, le “stagioni” del circolo sono riconosciute da giovani artisti e studenti di conservatorio, come autentico trampolino verso il mondo dell’opera. Ciò è confermato dai numerosi accessi e contatti, anche dall’estero, sui portali di Youtube (www.youtube.com/mayrdonizetti), Facebook (www. facebook.com/groups/ mayrdonizetti) e del sito web del Circolo (www.mayrdonizetti.it), che offrono una significativa selezione delle produzioni”. “Moltissima cura è posta nella scelta dei cast – sottolinea il direttore musicale, nonché concertatore al pianoforte e direttore d’orchestra, Damiano Maria Carissoni Particolare attenzione è rivolta ai giovani, soprattutto se legati al nostro territorio. Questa funzione di crogiolo di nuova linfa è particolarmente sentita dal Circolo, che vede come risultato lusinghiero il fatto che alcuni giovani artisti, che hanno debuttato sul palcoscenico del “Mayr-Donizetti”, hanno esteso poi la propria carriera presso enti importanti, anche stranieri. Per esempio, Gabriele Sagona e Diego Cavazzin stanno ora avendo successo in molti enti lirici prestigiosi. Lo stesso vale per il baritono Roberto Maietta che, dopo aver debuttato al “Mayr-Donizetti” in Carmen, Bohème, La figlia del reggimento e Don Giovanni, ha recentemente debuttato al Teatro Carlo Felice di Genova. Un altro giovane artista che ha mosso i primi passi da noi e ha appena ottenuto un importante incarico in Giappone è il basso Fulvio Valenti. Tra gli artisti già noti che collaborano stabilmente con il “Mayr-Donizetti” ricordiamo Carlo Morini, Michele Govi, Luigi Albani, Linda Campanella, Matteo Peirone, Angela Alessandra Notarnicola, Livio Scarpellini, Giovanni Guerini. Una menzione a parte va al soprano giapponese Yuko Sakaguchi che, da me notata al Conservatorio di Milano, dapprima ha debuttato presso il circolo in diversi ruoli (Lucia di Lammermoor, L’elisir d’amore, La Traviata, Rigoletto, Norma (Adalgisa), La Bohème (Musetta), L’italiana in Algeri (Elvira), Don Pasquale, La serva padrona, La figlia del reggimento), mentre ora è protagonista nei più grandi teatri nipponici”. Il Circolo è stato, in qualche modo, una grande opportunità anche per lo stesso Damiano Maria Carissoni (spesso impegnato con master class periodiche presso la Kansai Opera di Osaka e diverse università giapponesi), e per il direttore di palcoscenico e musicologo Valerio Lopane, che sta attualmente perfezionando un incarico musicologico nientemeno che a Cambridge. CHI È VALERIO LOPANE Direttore di palcoscenico, musicologo e regista Dopo la maturità classica al Liceo Classico “Paolo Sarpi” di Bergamo, si laurea, a pieni voti, alla facoltà di Storia della Musica, Storia del Teatro e Discipline dello Spettacolo, presso la Facoltà di Lettere dell’Università Statale di Milano, dove redige, con il coordinamento dei professori Francesco Degrada ed Emilio Sala, una tesi sulla vocalità tenorile ottocentesca, incentrata su un cantante bergamasco dal titolo: “Luigi Bolis, una voce nella crisi del belcantismo italiano”, poi pubblicata nel 2005, per il centenario della morte del grande tenore. Intraprende l’attività di musicologo nel 1995, collaborando subito con il Circolo MayrDonizetti. Nel 1998 ottiene una borsa di studio e frequenta corsi di Storia della Musica, Armonia, Contrappunto e Vociologia presso la Frei Universität di Berlino, dove sostiene esami e scrive saggi sull’opera italiana e la vocalità tenorile. Critico musicale per quotidiani e periodici, ha tenuto diversi corsi di storia della musica e collabora, poi, con la Fondazione Umberto Giordano, scrivendo saggi e tenendo conferenze sulla vocalità verista tardo-ottocentesca; inoltre, conferenze sulla figura del ferrarese Aureliano Pertile, ricerche sul tenore bergamasco Alessandro Dolci; studi monografici sul soprano vicentino Marcella Pobbe. Dal 1998 è musicologo e regista per l’Associazione Amici della Lirica Giulietta Simionato di Filago (BG) e per l’Associazione musicale KALOS di Zevio, Città della Callas (VR). È regista per il teatro di Valeggio sul Mincio, il centro congressi europei di Montegrotto Terme e l’associazione benefica Tiziana di Casalserugo (PD). Sara N icoli 53 LA BERGAMO… DEI PROTAGONISTI G I A N N I D E C I M O P R E S E N TA PIACERE ” MIO È nato a Bergamo mercoledì 2 agosto 1978, sotto il segno del Leone, con ascendente in Vergine; lo stesso giorno e lo stesso mese dell’indimenticabile Corrado Mantoni, il suo esempio di stile, eleganza e ironia, un uomo di spettacolo come non ce ne sono più. È cresciuto a Caprino Bergamasco, “la piccola Parigi d’Italia”, secondo una felice definizione del poeta scapigliato Antonio Ghislanzoni; un piccolo paese della Valle San Martino, oggi poco considerato, ma squisito dal punto di vista paesaggistico, dalla finissima architettura e di notevole spessore storico e culturale. Gianni Decimo, però, ha vissuto fin da subito la sua Città, a cominciare da Bergamo Alta, dove ha frequentato con successo il prestigioso liceo classico statale Paolo Sarpi, prendendo la maturità nel 1997. È cominciata qui, subito dopo il liceo, la sua passione per il mondo della televisione, con una piccola 54 ” In onda, in tutto il nord Italia, sul canale 116 del digitale terrestre produzione Mediaset dal titolo Laboratorio 5, a cura di Maurizio Costanzo (all’epoca direttore di rete, ndr), per la ricerca e la formazione di giovani talenti da istruire giorno dopo giorno, affinché divenissero i professionisti della televisione del futuro. Gianni, però, non si é limitato a frequentare la scuola aziendale di Cologno Monzese, per quanto importante, formativa e prestigiosa fosse, e, secondo la migliore tradizione artistica italiana, per lo meno quella di una volta, ha vinto lo storico Festival di Castrocaro Terme voci & volti nuovi; la finale in cui l’artista bergamasco si aggiudicò il primo posto per la categoria volti nuovi fu trasmessa in prima serata da Rai Uno sabato 7 luglio 2001. Quella sera ad accompagnare Gianni Decimo sul palco, conferendogli il “patentino” della conduzione televisiva, c’erano Amadeus, Alessandro Greco, Tosca D’Aquino, Samantha De Grenet, il Duo Battaglia & Miseferi, Luca Barbarossa, Paola & Chiara e Iva Zanicchi. “Erano tempi - ci racconta - in cui la televisione italiana prendeva una pessima piega, il cui amaro scotto stiamo ancora pagando: ! quella del Grande Fratello e dei suoi miserevoli derivati. Programmi avvilenti per chi vi partecipa e squalificanti per la dignità e l’autostima di chi li guarda; squallide storture di questo assurdo tempo fondate sulla volgarità. All’epoca si trattava, per me, di scegliere se finire nel tritacarne di questi meccanismi beceri, scalmanati e sempre più gaglioffi, o deviare verso una tv locale, ma di contenuto”. Arrivò così Bergamo Tv, storica emittente fondata nel 1976, dove Gianni ha condotto La classe non é acqua, programma d’interviste realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo; più di recente é stato anche l’autore, sempre per Bergamo Tv, de Il Bepi Quiss, fortunatissimo gioco a premi, molto seguito, condotto da Tiziano Incani in arte Il Bepi. Davvero interessante e degna di nota, poiché proiettata nell’immediato futuro della comunicazione multimediale, é stato l’esperimento con Sei la Tv (giovanissimo Gruppo Editoriale nato a Treviolo nel 2011, ndr), dove Gianni ha condotto tre edizioni di Piacere Mio e un’edizione de La Fisica del Miao; in totale quasi cento puntate in due anni, tutte trasmesse in mondovisione via internet e sul canale 216 del digitale terrestre. Accanto a sé ha voluto un cast di tutto rispetto: il Prof. Aristide Malnati dottore in lettere classiche, archeologo, specializzato in egittologia e papirologia; la dottoressa in fisica teorica Monica Marelli, divulgatrice scientifica; Francesca Aceti, oggi apprezzata fotomodella internazionale e ragazza immagine; Stefania Cattaneo, conduttrice televisiva e oggi esperta meteo nel gruppo di Paolo Corazzòn; Elena Morali di Italia Uno, dove ha partecipato a Colorado e La Pupa & il secchione. Da qualche giorno Gianni Decimo ha cambiato editore ed é tornato in tv sul canale 116 del digitale terrestre con una nuova edizio- L’ARTISTA DI BERGAMO TORNA IN TV CON IL SUO PROGRAMMA D’INTERVISTE ne, riveduta e corretta, di Piacere mio. Lo incontriamo a Vigevano nei nuovissimi studi di TelePAVIA, emittente nata nel 2010, il cui segnale é ormai capillarmente diffuso in tutto il nord Italia, fino a Reggio nell’Emilia; la scommessa del direttore generale Marco Pugno é quella di diventare la tv di riferimento proprio del nord Italia. Di cosa tratta questa nuova edizione, Gianni? “È una trasmissione d’interviste dal taglio divulgativo in cui ospitiamo giovani talenti emergenti in diversi campi della vita sociale: dallo sport alla cultura, dall’arte allo spettacolo, dalla scienza alla moda. Una tantum inviteremo anche personaggi molto noti e già affermati nella loro arte; sarà interessante confrontare come si emergeva ieri e come invece ci si afferma oggi. Banditi calcio e politica, non li seguo e non m’interessano”. Sarai solo nella conduzione? “Accanto a me ci sarà una ragazza bellissima, elegante e molto fine. È diplomata in ragioneria, laureata in psicologia, studentessa di criminologia presso l’Università di Torino. Arriva da Gianna Tani Web Channel e sarà una bella sorpresa per tutti. Si chiama Cristina Anzanello”. CRISTINA ANZANELLO È nata a Treviglio il 12 febbraio 1991, sotto il segno dell’Acquario. È diplomata in ragioneria, laureata in psicologia, studentessa di criminologia presso l’Università di Torino. Ha debuttato su Gianna Tani Web Channel e affiancherà Gianni Decimo nella conduzione di Piacere mio. 55 Come mai proprio TelePAVIA? “In un momento come questo in cui la televisione italiana é ferma da anni, non investe, non rischia, non cambia una virgola nei palinsesti e non lancia volti nuovi, Media Team Communication con sede a Vigevano è un piccolo grande miracolo in fatto di coraggio, sperimentazione, creatività e lungimiranza. Farà molta strada, ve lo posso garantire, é davvero una bella scommessa. Se io fossi un imprenditore del nord Italia desideroso di dare visibilità alla mia azienda, investirei qui in pubblicità”. tina ti svegli artista, stai giocando a fare l’adolescente; ma se vuoi essere un professionista devi studiare molto. Secondo, di farsi sempre pagare senza accettare mai, per nessuna ragione al mondo, di lavorare gratis; la preparazione e lo studio costano tanti anni di fatica e di sacrifici alle famiglie. Se un editore vuole una consulenza artistica o d’autore, deve pagarla; gratis ci lavori lui, se lo ritiene edificante. Bisogna fare molta attenzione a quei barattieri che s’improvvisano editori, offrendo un quarto d’ora di falsa gloria in cambio di niente”. Che tipo di televisione é la tua? “Parlata e non urlata, per certi aspetti di nicchia ma con un linguaggio intellegibile e accessibile a tutti, senza dubbio divulgativa; volendo trovare una definizione che contenga tutte le altre direi una televisione cultural chic, il cui obiettivo é la fruibilità dei contenuti”. Chi sono i tuoi telespettatori? “Se dovessi citare le ricerche di mercato, direi liceali, universitari, professionisti in genere, di cultura medio alta; io prendo queste statistiche con beneficio d’inventario e mi piace pensare che a seguirmi sia gente che dalla televisione esige prima di tutto rispetto. Basta farsi un giro sulle principali televisioni commerciali italiane per capire che di rispetto ce n’é ben poco per il telespettatore, che viene considerato un sottoproletario del prodotto. È una cosa deprimente e diabolica allo stesso tempo, se consideriamo il disegno che ci sta dietro: panem et circenses”. A chi devi la riconoscenza per quello che fai oggi? “Senza dubbio a mio padre Angelo che andava in fabbrica per farmi studiare. Alla mia fidanzata Orietta il cui talento impreziosisce i miei programmi e la mia persona”. Pensi alle nozze con Orietta? “Ci stiamo organizzando per sposarci presso la Città del Vaticano”. Appuntamento dunque con Gianni Decimo, ogni mercoledì sera alle 21.10 su TelePAVIA, canale 116, con PIACERE MIO. Chi volesse può anche visitare il suo sito internet personale all’indirizzo www.giannidecimo.com Quando sei a casa cosa guardi in tv? “Rai Tre, Rai Storia, Rai News”. Nel tempo libero invece cosa fai? “Roma ormai é casa mia, per motivi di lavoro. Londra anche, per motivi personali”. Cosa consiglieresti a un adolescente che volesse intraprendere questa carriera? “Innanzitutto, di fare gli studi classici, così da avere un solido bagaglio culturale. Se passi la vita a vendere i telefoni e una mat- 56 57 FAMIGLIA PASINETTI LA BERGAMO... CHE PROMUOVE LO SCI ...E SAI CHE NEVE! Realtà “pioniera” nello sviluppo del “circo bianco” nel cuore delle Orobie GRAZIE A 50 ANNI DI ESPERIENZA, LA FAMIGLIA PASINETTI HA LANCIATO IL COMPRENSORIO PRESOLANA-MONTE PORA NELL’OLIMPO DELLE STAZIONI SCIISTICHE LOMBARDE Flussi stranieri come valore aggiunto. Grandi spazi, cime arrotondate, piste soleggiate e panoramiche che uniscono caratteristici villaggi di baite con moderne strutture dotate di tutti i comfort. Il comprensorio sciistico PresolanaMonte Pora è tra i più importanti della Bergamasca. Merito della vastità e varietà dell’areale montano che riesce a soddisfare sia gli sciatori più esigenti, grazie a piste lunghe ed impegnative, sia chi si avvicina per la prima volta al mondo dello sci. Due i poli di riferimento: la Cantoniera della Presolana e il Monte Pora, territorialmente ben distanti fra loro, ma uniti da una storia comune. Quella della famiglia 58 Pasinetti, protagonista da cinquant’anni dello sviluppo sciistico del comprensorio Presolana-Monte Pora. Certo, la Conca della Presolana non ha bisogno di presentazioni particolari. Chi non conosce il Pizzo della Presolana, una delle montagne più belle delle Alpi Orobie, meta ambita di alpinisti e rocciatori; o il Passo della Presolana, chiamato anche “Il Giogo”, che collega la vicina Valle di Scalve; o ancora il Monte Pora, un pianoro fra i più raffiniti a livello sciistico. Tutti elementi che fanno del comprensorio una delle più famose stazioni invernali della Bergamasca. Ma attenti, dietro questo successo turistico c’è il lavoro, forte e caparbio, di una famiglia che, mossa da una grande verve imprenditoriale, ha investito mezzi e risorse su questo angolo di Orobie, lanciandolo in breve alla ribalta del “circo bianco” nazionale ed internazionale. Per conoscere lo stretto rapporto che lega la famiglia Pasinetti al comprensorio Presolana-Monte Pora abbiamo intervistato Lorenzo Pasinetti, amministratore delegato di IRTA (Impianti di Risalita Turismo e Ambiente) spa, che gestisce gli impianti del Monte Pora, nonché socio di NEVE (Nuovo Esercizio Vetture Elettriche) srl, che gestisce gli impianti della Presolana. Quando inizia…a colorarsi di bianco la storia dei Pasinetti? La famiglia Pasinetti ha iniziato ad occuparsi di stazioni invernali dal 1965, al Donico, in Presolana. Merito di papà Alessandro e degli zii Giacinto e Fedele che, tornati da un’esperienza di lavoro in Svizzera, mettono in pratica quanto visto e appreso al di là delle Alpi. Erano contadini, avevano diversi terreni, peraltro mai sviluppati con strutture immobiliari, e su uno di questi installano il primo impianto di risalita, una manovia, cioè un trattore con una corda, che portava in quota gli sciatori. Passano tre anni ed ecco il primo vero impianto di risalita. Così, inizia l’avventura. In Presolana, però, l’attività sciistica era già iniziata da tempo. Già dai primi anni del ‘900; la Presolana era un punto di riferimento per il turismo, sia estivo che invernale. I turisti “pionieri” sono i rappresentanti di alcune delle famiglie più facoltose di Bergamo, che iniziarono a costruire i primi alberghi e le prime case di vacanza, bellissime ville, alcune delle quali si possono ammirare ancora oggi. Nel 1913, poi, il Club Alpino Italiano, organizzò gare nazionali di sci, alle quali seguirono altre manifestazioni sportive molto importanti. Fra queste, la “Coppa Principe di Piemonte”, 59 di vecchie lire. Intanto, continuiamo gli investimenti per l’installazione di nuovi impianti di risalita. Nell’85, viene potenziato l’impianto di innevamento, verso lo Scanapà. Nell’88 viene installata la prima seggiovia quadriposto in Italia, a morsa fissa, collaudata nel 1990. Nel ’92, realizziamo l’impianto di innevamento programmato in Presolana: del resto, il nostro problema è sempre stato la mancanza d’acqua. La società NEVE srl vede mio padre Alessandro come amministratore delegato, con soci il sottoscritto, mio fratello Fulvio e gli zii Giacinto e Pierina. E dopo la Presolana, ecco il Monte Pora… Tutto inizia nella stagione ‘91-’92, quando entriamo in società con i gestori di allora dell’area. Qui, infatti, già dal ’67, erano stati realizzati impianti, in località Cima Pora, da parte di una società formata da un centinaio di soci aderenti, coordinati dalla famiglia Razza, di Milano, che aveva realizzato un grande complesso immobiliare, attualmente esistente. Una chiara speculazione edilizia. Infatti, dopo un avvio convincente, dal punto di vista delle vendite, a cui però si è affiancato un decennio disastroso in termini di innevamento, pian piano l’iniziale spinta immobiliare è andata scemando e la società è entrata in crisi. In questo periodo, nella stagione ’91-’92, siamo subentrati noi, acquisendo, insieme ad un altro socio, il 50% della società, quella relativa al ramo aziendale, cioè la gestione degli impianti di risalita. In seguito, nel 2000, acquisiamo il rimanente 50% della società. Il passo fondamentale per lo sviluppo del Monte Pora, però, arriva nel 2005-2006, quando, con l’entrata in società di Angelo Radici dell’immobiliare Percassi e di un imprenditore della zona, trasformiamo la società da srl a spa. Ed ecco che nasce IRTA (Impianti di Risalita Turismo e Ambiente) I Negli anni ’70 arrivano altri investimenti… Nel ’72, la società “Sciovie Fratelli Pasinetti” ritira, allo Scanapà, la società NEVE (Nuovo Esercizio Vetture Elettriche) srl, proprietaria della “storica” slittovia, che già nel ‘58 era stata trasformata in seggiovia, addirittura collaudata da Ardito Desio. Dall’unione nasce la società NEVE spa. Poi, nelle stagioni ’73 e ’74, i primi esperimenti, in assoluto, di innevamento artificiale. Per non rimanere scottati dalla mancanza di neve, evento che si era manifestato in tutta la sua crudezza nel 1980, decidiamo di acquistare, nella stagione ’81-’82, la prima macchina sparaneve, proveniente dagli Stati Uniti. Dotata di motore diesel, ancora oggi funzionante, era costata 100 milioni O SC DELL MPO L’OLI una gara a livello nazionale, disputatasi il 5 febbraio 1928. Nel 1930, si costituisce la “Pro Castione”, un sodalizio che diede l’avvio ad un’attività promozionale del turismo locale. E nello stesso anno venne fondato anche lo “Sci Club Presolana” che, oltre a piste di discesa e di fondo, realizzò anche un trampolino di salto, in località “Romentarek”: ancora oggi si può notare, ai piedi del Monte Scanapà, la vecchia costruzione che serviva a far muovere la slittovia, una sorta di “chiatta” della neve, montata su pattini, con una navetta che saliva e una che scendeva; poteva trasportare una quindicina di sciatori su due panche. Nel 1938, infine, in Presolana venne installata una slittovia: un evento per Bergamo, perché si trattava del terzo impianto di risalita in Italia. Da allora fu un susseguirsi di iniziative turistiche, che lanciarono la Presolana nel ristretto novero delle più raffinate stazioni invernali della Lombardia. A supporto, nel secondo dopoguerra, l’apertura di una strada carrozzabile, che consentì un facile inserimento nella Conca della Presolana nella maglia stradale della Val Seriana e della Val Borlezza. E il successo aumentò ancora. In questo contesto di turismo invernale ormai consolidato s’inserisce l’imprenditorialità della famiglia Pasinetti. IMPIANTI Monte Pora-Cima Pora M Colle Vareno-Monte Pora H Malga Pora-Pian del N Termen Pian dell'Asen "A" I Pian dell'Asen "B" L Valzelli P Magnolini Q Sella di Vareno G PISTE TIPO Seggiovia quadriposto Seggiovia biposto Seggiovia quadriposto Sciovia biposto Sciovia biposto Seggiovia biposto Sciovia Tappeto DIFFICOLTÀ IMPIANTI IN PRESOLANA 11 Muro del Vareno Nera 12 Crinale Blu 13 Rossa 14 Canalone del Vareno Stradina del Vareno Variante del Vareno Rossa B 15 16 Baby Vareno Blu C 17 Pian dell'Asen sinistra Pian dell'Asen destra Rossa Rossa D Stradina Pian dell'Asen Coppa Europa 1 Blu E Coppa Europa 2 Cima Pora sinistra Rossa Blu-Rossa 24 Cima Pora destra Pratone del Pora 25 Termen Rossa 26 Boschetto Blu 27 Baita Termen Blu 28 Valzelli 29 Magnolini 18 19 20 21 22 23 IMPIANTI A Rossa Rossa Rossa Rossa Rossa Blu IMPIANTI IN MONTE PORA F R PISTE TIPO Sciovia monoposto a Donico V linea B Sciovi monoposto iovia Donico-Paghera Segg iposto adr qu Giogo iov Segg ia Scanapà biposto Sciovia Giogo monoposto Manovia Campo scuola via Pista estiva Bob Mano DIFFICOLTÀ Donico V linea A 1 Donico Blu 2 Donico alto Rossa 3 Bosco Rossa 4 Panoramica Blu 5 Scanapà 1 Rossa 6 Scanapà 2 Rossa 7 Muro del Giogo Rossa Blu 9 Panoramica Scanapà Giogo 10 Muro Scanapà Itinerario sciistico 8 Blu A p. 61: Lorenzo e Fulvio Pasinetti 60 61 passo, diluendo gli investimenti negli anni. Non come Colere o Foppolo, che sono stati costretti a rinnovare tutto insieme. Una scelta ponderata e lungimirante, quindi, che evidenzia la nostra tipologia di gestione, a carattere familiare, che è premiante a lungo andare. A p. 62: Alessandro Pasinetti spa, dove la nostra famiglia è in quota al 60%: 30% NEVE srl, di proprietà della famiglia Pasinetti, più un altro 30% suddiviso fra me e i miei fratelli Fulvio e Giovanna. Il restante 40% vede presente una finanziaria di Angelo Radici dell’immobiliare Percassi e due imprenditori, di cui uno locale. Quanti interventi in questi anni? Tanti. Dal ’98, quando è stato realizzato il rifugio Pian del Termen, al Monte Pora, abbiamo investito circa 20 milioni di euro, soprattutto per l’innevamento e, in particolare, nell’area del Monte Pora. Significativo l’investimento nella stagione 2005-06, quando sono stati rinnovati due impianti, con l’installazione della seggiovia quadriposto a morse fisse “Pian del Termen”, in sostituzione di una vecchia seggiovia monoposto, e la sostituzione della seggiovia biposto “Valzelli”. Inoltre, abbiamo messo in rete l’impianto di innevamento un po’ su tutta l’area; realizzato nuovi sistemi di lettura dei biglietti; migliorato le piste, con nuove semine e livellamenti. La nostra strategia è stata quella di rinnovare il parco impianti gradatamente, passo dopo 62 La verve imprenditoriale della famiglia Pasinetti c’è, è indubbia, ma incombe sempre, ad ogni stagione, la spada di Damocle di Giove Pluvio: la carenza di neve è sempre dietro l’angolo… Il nostro è un lavoro duro, siamo sempre alla mercè del meteo. Tre anni fa, nella stagione 2011-2012, per la mancanza di neve abbiamo perso circa 600.000 euro. La stagione 201213, poi, è partita tardi, sempre per colpa della mancanza di neve. Mentre lo scorso anno è andata abbastanza bene, anche se siamo stati condizionati dal maltempo nei fine settimana. Qual è il target dei turisti in Presolana e sul Monte Pora? Queste località sono frequentate mediamente da 150.000 sciatori all’anno, fra passaggi giornalieri, settimane bianche e turismo da oltre-frontiera, soprattutto Gran Bretagna e Irlanda. In giornata, vengono soprattutto famiglie e giovani. Due località, due target diversi: la Presolana è la “palestra dello sci”, il regno dei bambini. Al Monte Pora, invece, c’è un’offerta più ampia e articolata: tanto sole, piste di diversa difficoltà, il “Pora Park”…e il Rifugio Pian del Termen, che funziona molto bene. All’inizio l’abbiamo dato in gestione a terzi, ora lo gestiamo direttamente noi, con una bella squadra di ragazzi motivati e preparati. E un’ottima cucina, che propone piatti tipici con prodotti esclusivamente del territorio. Qual è il suo sogno nel cassetto? Certamente, sviluppare l’area sciistica della Presolana, ancor di più improntata ai bambini, e destagionalizzare la proposta turistica. Già abbiamo la pista di pattinaggio, l’anello per lo sci di fondo, il tiro con l’arco, il circuito di mini-bike per i bambini, le ciambelle, lo snowpark, la pista di bob estivo, funzionante già dal 1992. Dal 2006, poi, ogni venerdì sera, si può praticare sci in notturna, sulla pista Malga Pora-Pian del Termen. Ma abbiamo in mente altre cose: per esempio, un parco avventura. In verità, l’avevamo già proposto nel 1996, ma l’amministrazione comunale di allora non ce l’ha accettato. Poi, vorremmo potenziare i percorsi per le mountain bike, perché la grande idea è quella di organizzare una gara di regolarità in MTB, cioè replicare quello che si fa in motocicletta, con i controlli orari e le prove speciali in discesa e risalita, o una gara di endurance (24h), cioè di durata, che già da anni vanta un campionato italiano. Ma il grande sogno è realizzare un campo da golf al Monte Pora, sui prati che si aprono davanti al rifugio Pian del Termen. Ormai, il progetto è in fase avanzata, corredato dal necessario accordo di programma, già inoltrato presso la Regione Lombardia: si attende soltanto l’ok; credo che ci vorrà un anno di tempo. Tante opportunità, per attirare ancora di più la clientela… Noi abbiamo puntato sui servizi e non sul consumo del territorio come altre realtà imprenditoriali, che hanno investito per costruire solo case e condomini. Certo, con le case il guadagno arriva subito, ma poi? Noi invece siamo qui a godere di un paesaggio fantastico, di dolci pianori, di prati verdi d’estate e bianchi d’inverno. È una fortuna, in un comprensorio turistico così antropizzato, disporre di un così grande polmone verde, che curiamo e miglioriamo sempre. Bisogna dare atto a mio padre Alessandro e ai miei zii che hanno visto lungo: hanno fatto una scelta lungimirante, che negli anni ha premiato i loro sforzi. Hanno puntato sui servizi, creando quindi molti posti di lavoro. Le nostre società hanno circa 60 dipendenti: una dozzina fissi, mentre gli altri sono stagionali, con contratti a chiamata (impiantisti, personale del rifugio,…). C..P . 63 SPECIALE TB A n o c o n n a “Un a… it v la ia b m ca ato in bene. Pecc non farlo” ABBONATO BEATO Atb, abbonamenti al via. Un servizio capillare, comodo, ecologico. Molte le opzioni per gli utenti. Due studenti, un’aureola disegnata a gesso sullo sfondo di una lavagna e lo slogan “ABBONATO BEATO. Un anno con ATB cambia la vita…in bene”, sono gli ingredienti della campagna di comunicazione ATB 2014, che invita a scegliere tutto l’anno i servizi di trasporto pubblico offerti da ATB. Una campagna dal carattere “urban” che con ironia allude alla beatitudine dell’abbonato ATB, testimone in prima persona dei vantaggi del trasporto pubblico come stile di vita. Alla viralità dell’#PeccatoNonFarlo il compito di diffondere e ribadire il messaggio attraverso le piattaforme social e di coinvolgere l’utenza degli studenti e dei giovani sul loro terreno d’elezione. Il ricorso all’hashtag permette, infatti, sia di evidenziare l’effettiva convenienza della proposta, sia di dare ai ragazzi l’opportunità di essere testimonial della campagna attraverso commenti e foto. 64 LE TIPOLOGIE DI ABBONAMENTO - Abbonamento annuale Studenti: dedicato agli studenti fino a 26 anni non compiuti e scontato del 20% rispetto all’abbonamento ordinario. Gli abbonamenti sono validi 12 mesi a partire dal 1° settembre 2014, 7 giorni su 7 e per un numero illimitato di viaggi nella tratta scelta. ATB ha stipulato una convenzione con alcuni Comuni che danno la possibilità ai propri residenti di avere uno sconto ulteriore per l’acquisto di un abbonamento di: •€ 35 per la tariffa A -una zona •€ 45 per la tariffa B -due zone •€ 50 dalla tariffa C -tre zone alla tariffa intera rete Per usufruire della convenzione è necessario che il genitore o lo studente maggiorenne dichiarino sotto la propria responsabilità la residenza dell’abbonato. I Comuni che aderiscono all’iniziativa sono: Bergamo, Azzano San Paolo, Curno, Grassobbio, Lallio, Mozzo, Orio al Serio, Paladina, Pedrengo, Ponte San Pietro, Scanzorosciate, Seriate, Stezzano, Torre Boldone, Treviolo e Valbrembo. L’elenco dei Comuni è disponibile anche sul sito www. atb.bergamo.it alla pagina “Abbonamento annuale Studenti”. Si consolida inoltre la partnership tra ATB e l’Università degli Studi di Bergamo con l’obiettivo di facilitare la mobilità degli studenti e agevolare le condizioni economiche di acquisto degli abbonamenti annuali studenti, per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto. La novità è infatti rappresentata dall’abbonamento annuale dedicato agli studenti iscritti all’Università degli Studi di Bergamo, che possono acquistare l’abbonamento annuale alla tariffa speciale di € 200. L’abbonamento è disponibile da una a cinque o più zone, valido nella tratta indicata dall’abbonato e cumulabile con la convenzione comunale. Gli studenti interessati devono presentare il modulo di rinnovo abbonamento compilato ed esibire il MAV d’iscrizione all’a.a. 2014/2015. La nuova tipologia di abbonamento è stata introdotta grazie al contributo economico sostenuto dall’Università degli Studi di Bergamo. - Abbonamento annuale Under 14 e Over 65: dedicato ai ragazzi fino ai 14 anni di età (non compiuti alla data di inizio validità dell’abbonamento) e ai 65enni (compiuti), è scontato del 50% rispetto all’abbonamento annuale ordinario, ed ha la stessa validità 7 giorni su 7, festivi compresi, per 12 mesi. - Abbonamento annuale Ordinario: dedicato a chi si sposta per motivi personali o di lavoro e vuole viaggiare 12 mesi pagandone 9, 7 giorni su 7, festivi compresi. - Sconti e vantaggi anche per imprese, studi libero-professionali, esercizi commerciali, associazioni, enti e istituzioni: chi conduce un’attività professionale, collaboratori compresi, può spostarsi in città e nelle aree servite da ATB e TEB a prezzi convenienti grazie all’Abbonamento Impersonale che può essere utilizzato da più persone (non contemporaneamente). - Anche per le famiglie numerose l’abbonamento continua ad essere più conveniente: dal 3° componente in poi, ATB offre uno sconto di oltre il 65% rispetto all’abbonamento ordinario. 65 ABBONAMENTO ANNUALE - Creberg Teatro Con l’abbonamento annuale si ha diritto allo sconto del 15% sul biglietto di ingresso e sull’abbonamento agli spettacoli e ai concerti della stagione Creberg Teatro 2014/2015. Inoltre, è possibile acquistare tre ingressi a spettacoli selezionati dalla Direzione del Creberg Teatro, al prezzo speciale di € 10 l’uno (escluso il costo di prevendita). B-CARD: DOVE E COME ABBONARSI La tessera di riconoscimento “b-card” accompagna tutti gli abbonamenti ATB. È semplice da utilizzare, perché con un unico documento 66 Tutte le informazioni dettagliate su costi, modalità di rinnovo o rilascio degli abbonamenti e sulle speciali iniziative e convenzioni ATB sono disponibili sul sito www.atb.bergamo.it o presso l’ATB Point, in Largo Porta Nuova, 16 a Bergamo, aperto da lunedì a venerdì, dalle 8.20 alle 18.45, e il sabato dalle 9.30 alle 14.30. Per informazioni: 035.236026 oppure [email protected] Per rimanere sempre in contatto con ATB e ricevere tutti gli aggiornamenti e le novità ci si può iscrivere alla Newsletter e alla pagina di Facebook ATB – Azienda Trasporti Bergamo. NUOVE TARIFFE ATB PER L’AREA URBANA DI BERGAMO Sono entrate in vigore le nuove tariffe del trasporto pubblico locale. Recepite le prescrizioni regionali (delibera del 1° agosto 2014), in merito all’adeguamento tariffario per l’anno 2014, l’amministrazione comunale di Bergamo ha provveduto a modificare il prezzo delle tariffe del trasporto pubblico locale per l’area urbana di Bergamo, # ABBONAMENTI - Carrefour Market e Carrefour Express Acquistando un abbonamento annuale si ha diritto a un buono valido 1.000 punti Payback, più un carnet di buoni sconto mensili del valore di € 5 ciascuno per un totale di € 35, spendibili con una spesa minima di € 50 (con scontrino unico) e validi dall’1 ottobre 2014 sino al 30 aprile 2015 nei punti Carrefour Market e Carrefour Express aderenti all’iniziativa. I buoni sono distribuiti all’ATB Point di Largo Porta Nuova e alla Biglietteria della Stazione Autolinee. Per coloro che rinnovano l’abbonamento on-line e presso le filiali del Credito Bergamasco, è possibile ritirarli unicamente all’ATB Point. STUDENTI CAMPAGNA Con l’abbonamento annuale ATB si ha diritto a sconti e vantaggi offerti da Carrefour Market, Carrefour Express, Creberg Teatro fino al 30% del valore dell’abbonamento. ci si sposta su tutti i mezzi, autobus, tram e funicolari, nelle zone scelte. È comoda, perché si paga una volta sola all’ATB Point, alla biglietteria della Stazione Autolinee, presso le filiali Creberg di città e provincia. L’abbonamento ATB si può rinnovare, anche on-line sul sito www.atb.bergamo.it con il servizio ATB@home e direttamente da smartphone con l’App ATB Mobile, senza commissioni né costi aggiuntivi. Il servizio è riservato ai titolari di carte di credito. #PeccatoNonFarlo GLI SCONTI RISERVATI AGLI ABBONATI ATB lo NonFar o Peccat TARIFFE IN VIGORE DAL 1° SETTEMBRE 2014 A una zona B due zone C tre zone D quattro zone E cinque o più zone intera rete Studenti € 240 € 296 € 344 € 400 € 452 € 504 Studenti convenzionati* € 205 € 251 € 294 € 350 € 402 € 454 Dedicati agli studenti fino a 26 anni non compiuti e scontati del 20% rispetto all’abbonamento ordinario. Gli abbonamenti sono validi 12 mesi a partire dal 1° settembre 2014, 7 giorni su 7 e per un numero illimitato di viaggi nella tratta selezionata. ATB ha stipulato una convenzione con alcuni Comuni* che danno la possibilità ai propri residenti di avere uno sconto ulteriore per l’acquisto di un abbonamento di: • €35 per la tariffa A-una zona • €45 per la tariffa B-due zone • € 50 dalla tariffa C-tre zone alla tariffa intera rete * Comuni convenzionati: Bergamo, Azzano S. Paolo, Curno, Grassobbio, Lallio, Mozzo, Orio al Serio, Paladina, Pedrengo, Ponte S.Pietro, Scanzorosciate, Seriate, Stezzano, Torre Boldone, Treviolo, Valbrembo. Tutti gli studenti iscritti all’Università degli Studi di Bergamo possono acquistare l’abbonamento annuale alla tariffa speciale di €200. ABBONAMENTO ANNUALE UNIVERSITÀ # Farlo oNon Peccat TARIFFE IN VIGORE DAL 1° SETTEMBRE 2014 A una zona B due zone C tre zone D quattro zone E cinque o più zone intera rete Studenti iscritti all’Università degli Studi di Bergamo € 200 € 200 € 200 € 200 € 200 - Studenti residenti nei Comuni convenzionati con ATB iscritti all’Università degli Studi di Bergamo € 165 L’abbonamento è disponibile da Una a Cinque o più Zone e vale nella tratta indicata dall’abbonato. Gli studenti interessati devono presentare il MAV d’iscrizione all’a.a. 2014/2015 allegandolo al modulo di rinnovo abbonamento. In collaborazione con € 165 € 165 € 165 € 165 - ABBONAMENTO ANNUALE UNDER 14, OVER 65 E FAMIGLIE arlo # NonF o Peccat TARIFFE IN VIGORE DAL 1° SETTEMBRE 2014 A una zona B due zone C tre zone D quattro zone E cinque o più zone intera rete Under 14 e Over 65 € 150 € 185 € 215 € 250 € 282,50 € 315 TARIFFE IN VIGORE DAL 1° SETTEMBRE 2014 A una zona B due zone C tre zone D quattro zone E cinque o più zone intera rete Dal terzo componente familiare € 105 € 130 € 150 € 170 € 185 € 210 ABBONAMENTO ANNUALE ORDINARIO rlo # PeccatoNonFa TARIFFE IN VIGORE DAL 1° SETTEMBRE 2014 A una zona B due zone C tre zone D quattro zone E cinque o più zone intera rete Ordinario € 300 € 370 € 430 € 500 € 565 € 630 L’abbonamento annuale Under 14 e Over 65 è dedicato ai ragazzi che non hanno compiuto quattordici anni alla data di inizio validità dell’abbonamento, ed alle persone che hanno compiuto i 65 anni. Costa il 50% in meno dell’abbonamento annuale ordinario. ABBONAMENTO ANNUALE FAMIGLIE Gli abbonamenti dedicati alle famiglie numerose sono ancora più convenienti, con uno sconto del 65% rispetto all’abbonamento ordinario dal 3° componente e oltre che si abbona ad ATB. Come gli abbonamenti annuali ordinari le due tipologie valgono 7 giorni su 7 per 12 mesi a partire dal primo giorno del mese di decorrenza. L’abbonamento annuale ordinario è dedicato a chi si sposta per motivi personali o di lavoro e vuole viaggiare 12 mesi, 7 giorni su 7, festivi compresi, pagandone 9. IMPERSONALE L’abbonamento annuale impersonale è dedicato alle imprese, agli studi liberoprofessionali, agli esercizi commerciali, alle associazioni, agli enti e Istituzioni o a chiunque voglia un titolo di viaggio che può essere utilizzato da più persone (non contemporaneamente) per muoversi liberamente in città e nelle aree servite da ATB e TEB a prezzi convenienti. Vale 12 mesi a partire dal primo giorno del mese di decorrenza fino all’ultimo 67 giorno del dodicesimo mese. comprendente Bergamo e i 30 Comuni limitrofi, con un incremento medio dello 0,84%, contenendo in particolare i prezzi dei titoli di viaggio obliterabili. Le variazioni riguardano: i biglietti di una e tre zone che aumentano rispettivamente di 5 e 10 centesimi, e il tesserino 10 corse di una e tre zone che aumenta di 50 centesimi. Rimangono invariati i biglietti e i tesserini 10 corse di due, quattro e cinque zone, i biglietti turistici e quelli dedicati alle comitive. Le variazioni interessano anche gli abbonamenti da uno a quattro zone: i mensili aumentano di 1 euro, gli annuali ordinari di 5 euro e gli annuali studenti di 4 euro. Gianni Scarfone, direttore ATB Il Comune di Bergamo, così come altri Comuni dell’area servita da ATB, intende partecipare, anche quest’anno, alla spesa delle famiglie per l’acquisto degli abbonamenti annuali studenti con un contributo pari a € 35 per la tariffa A, € 45 per la tariffa B ed € 50 per le tariffe successive. “Per quello che riguarda la variazione delle tariffe – spiega l’assessore alla mobilità Stefano Zenoni – si tratta di aumenti imposti dal contratto di servizio e definiti dalla Regione Lombardia, ma l’azienda ha cercato di contenere il più possibile i costi per gli utilizzatori abituali e di distribuire al meglio gli aumenti in modo da ridurre l’impatto sull’utenza. Accanto a questo aumento inevitabile, ATB ha predisposto alcune migliorie che vanno incontro alle richieste dell’amministrazione per il potenziamento del servizio esistente: 21 nuovi autobus in servizio entro il 2014, potenziamento al sabato sera delle linee 6 e 8 e incremento della frequenza della stessa linea 6 nelle mattine feriali (a partire dall’entrata in vigore dell’orario invernale) e, nei prossimi mesi, installazione a bordo degli autobus di nuove emettitrici; tutte migliorie che si affiancano all’applicazione inaugurata poco prima dell’estate e che sta riscontrando buon successo. A breve, inoltre, ATB e l’amministrazione comunale si incontreranno per discutere future soluzioni riguardo il servizio notturno.” 68 69 LA BERGAMO…CHE FA SKYRUNNING QUANDO LA GARA È... I N FA M I G L I A LISA BUZZONI Casa, lavoro e poi di corsa sui sentieri di montagna “Mi definirei una “mamma atletica”. Perché, per riuscire a fare tutto, bisogna correre! Le giornate hanno solo 24 ore; ho una famiglia, una bimba di due anni, un lavoro, la passione per lo sport e per la natura, amo la vita all’aria aperta. Ho deciso di concentrarmi sulla corsa in montagna (skyrunning). Per farcela...è bene essere allenate!”. La vitalità di Lisa Buzzoni è contagiosa. Successi e medaglie riempiono il suo 70 cui sono cresciuta”. Dal karatè alla montagna. A un certo punto, infatti, lo sport in palestra ha iniziato ad andarle stretto. “Preferivo l’aria aperta, stare a contatto con la natura. Nello stesso periodo, ho conosciuto colui che sarebbe diventato mio marito, Paolo, che già praticava lo skyrunning. Ho provato anche io a calzare le scarpette da corsa, un po’ per gioco. Era il 2006”. Da quel momento quelle scarpe non se le è più tolte. E i risultati sono arrivati. Non è raro, in una stessa gara, È UNA DELLE PIÙ FORTI SKYRUNNER ITALIANE. GRINTA E SPIRITO DI SACRIFICIO NON LE MANCANO. LA SUA CLASSE STA EMERGENDO IN TUTTA LA SUA FRESCHEZZA. ORMAI, È AL TOP DELLA SPECIALITÀ vederli entrambi (marito e moglie) salire sul primo gradino del podio: “Tra noi è sempre una sfida in famiglia!”. Due anni fa è nata Irene, che già segue le orme di mamma e papà. “È abituata alla montagna, corre nei prati, gioca nei ruscelli”. Alle gare è sempre presente. “Sta imparando a fare il tifo a tutti i concorrenti! Per portarla con noi abbiamo due possibilità. Ci alterniamo mio marito ed io (uno corre una domenica, l’altro quella successiva) oppure ci seguono i nonni, anch’essi appassionati, che nel tempo della competizione stanno con Irene e poi si passa il resto della giornata insieme”. Lisa e Paolo però raramente corrono insieme durante la settimana. “Abbiamo ritmi decisamente differenti e quindi sarebbe poco allenante per lui e troppo per me. Mio marito comunque mi dà dei consigli e solitamente ci confrontiamo a tavola...”. La specialità di Lisa in cucina sono le lasagne. Sforna un sacco di torte preparandole con Irene (“Ci divertiamo entrambe!”). Perito chimico in una ditta di Orio al Serio, ha la mattina libera e rientra tardi la sera: “Faccio un orario che può essere definito una sorta di secondo turno”. Di solito la tv in casa Gotti- curriculum di atleta delle corse a fil di cielo. Lo scorso anno, rientrata dopo la maternità, ha inanellato una serie di vittorie in gare come la Maga Skyrace in Val Serina, la Roncobello Laghi Gemelli e la Maratona delle Alpi in Valchiavenna, tanto per citarne alcune. Nel 2014, ha replicato il successo a Roncobello e in Valchiavenna. Da quattro anni vive a Villa d’Almè, sposata con uno skyrunner altrettanto quotato, Paolo Gotti. “Inizio a sentirmi a casa in quel di Bruntino, anche se rimango affezionata a San Pellegrino, il paese in 71 CHI È LISA BUZZONI Lisa Buzzoni è nata il 23 febbraio 1987, cresciuta a San Pellegrino Terme e residente a Bruntino (Villa d’Almè) da 4 anni. Sposata con Paolo Gotti, ha una bambina di 2 anni, Irene. Ha praticato per anni il karatè per poi passare agli sport di montagna, la corsa e lo scialpinismo. Campionessa italiana di skyrunning a coppie nel 2008 e 2009; nel 2011, seconda all’Orobie Vertical (Valbondione), ottava alla Valmalenco Valposchiavo valida come campionato europeo; prima alla mezza maratona del Sentiero 4 Luglio (Corteno Golgi – Aprica); prima alla Tre Laghi Tre Rifugi (Valbondione); prima all’Orobie Skyraid (Presolana); prima alla skyrace del Trofeo Kima (Valmasino); prima al Trofeo Longo (Carona). Si è fermata un anno per la maternità e poi nel 2013 seconda alla Skyrace del Segredont (Vertova); prima alla Cancervo Venturosa (San Giovanni Bianco); terza alla ResegUp (da Lecco al Resegone); prima alla skyrace del Gir di Mont (Premana); prima alla Maratona delle Alpi (Valchiavenna); prima alla Roncobello Laghi Gemelli; prima alla Maga Skyrace (Serina); diciassettesima alla finale del mondiale di skyrunning a Limone sul Garda. 72 Buzzoni resta spenta. “Non la guardiamo molto e in materia di film sono poco preparata. Generalmente mi addormento durante il primo tempo! Mi piace invece leggere, scegliendo libri che raccontano storie di alpinisti oppure argomenti storici”. Sui sentieri scarica le tensioni degli impegni quotidiani. “Correre è il mio modo per trovare tranquillità e riequilibrare corpo e mente. Riesco a staccare dalla frenesia della nostra società. Amo anche la competizione, ma di base c’è il piacere della corsa all’aria aperta, lontano dal traffico”. In gara Lisa Buzzoni è una che non molla mai, da sola contro tutte, la maggior parte delle volte; poi però capita anche di correre in coppia e scoprire il valore dell’amicizia fuso con l’agonismo. Come quella volta che sui monti di Valbondione si è messa in gioco insieme a Stephanie Jimenez. “Io e lei in coppia vincemmo la skyrace Tre Laghi Tre Rifugi nel 2011. La prima staffettista faceva la salita e la seconda frazionista – io in questo caso – portava a termine la salita nel tratto più in quota per poi affrontare la lunga discesa dal Rifugio Barbellino a Valbondione. La mia compagna era in testa quando mi ha dato il cambio. Le nostre avversarie, che personalmente non avevo mai battuto, erano in ritardo solo di pochi secondi. Erano le favorite. Ricordo di avere dato tutto per portare a casa una bellissima vittoria in coppia con una grande atleta che tutt’ora è un’amica. Quella gara mi è rimasta nel cuore”. Tesserata fino allo scorso anno per la formazione bergamasca Altitude Race, ora è approdata in una squadra di livello internazionale, il Team La Sportiva. “Far parte di questo gruppo è uno stimolo non indifferente. Nessuno pretende risultati, si fa quello che si può cercando di dare il meglio. Con me ci sono atleti più esperti e altri più giovani, ci si confronta e ci si scambia suggerimenti. Sono felice, è un bel team”. Ma come si fa a stringere i denti e sopportare la fatica per tutta la gara? “Basta pensare che in realtà...ti stai divertendo un sacco!”. Enula Bassanelli Claudio Rota si racconta ...ripercorrendo il sentiero della memoria con riflessioni, testimonianze, episodi, storie, vicende ed eventi, in parte vissuti Edizioni Erbia ha riunito due libri in un solo volume di trecentoquaranta pagine, dove le immagini testimoniamo, valorizzano e completano i testi Offerta “Promozione C.A.I.” ad euro 20,00 con cofanetto e spese di spedizione inclusi Per aderire all’offerta inviare copia del Bonifico all’indirizzo seguente indicando Nome, Cognome ed indirizzo per spedizione del volume: [email protected] Dati per effettuare bonifico bancario: Destinatario: Edizioni Erbia S.r.l. Banca Popolare di Bergamo – Filiale di Seriate – Iban: IT34W 05428 53510 0000 0000 4221 73 www.demitri.it www.demitri.it LA BERGAMO... CHE LAVORA E PRODUCE SOLUZIONI…DI PROFILO Un’azienda leader nella produzione e vendita di paraspigoli e profili per l’edilizia L’UNICO PRODUTTORE CON IL MARCHIO EUROPROFILES IN ITALIA CHE OFFRE QUALITA’ 74 Presente da trent’anni nel mercato dell’edilizia, ha acquisito clienti e commesse sempre più importanti, sia in Italia che all’estero, divenendo portabandiera del “made in Italy” nel proprio settore. Qualità, innovazione, sicurezza ed investimenti in nuovi prodotti e nuove tecnologie produttive, sono alla base della strategia imprenditoriale dell’azienda che, ad oggi, si contraddistingue sul mercato italiano come unico membro di EUROPROFILES e come produttore certificato con il logo di qualità. Il comparto delle finiture per edilizia è un settore in continua evoluzione e le richieste di materiali di qualità e di nuova concezione sono alla base delle necessità del mercato. Un mercato che ogni giorno esige soluzioni, spesso e volentieri calibrate sulle richieste dei singoli operatori. Fra le molteplici categorie di prodotto, il paraspigolo è divenuto una componente indispensabile per la finitura nelle varie lavorazioni di intonaco, cartongesso ed isolamento termico a cappotto. La “DE MITRI profiles industry” di Albano Sant’Alessandro ha perfettamente compreso l’importanza del proprio prodotto all’interno dei vari cicli applicativi e ha reso disponibile alla propria clientela una vasta gamma di prodotti tecnici, da utilizzare anche in fasi di lavorazione diverse da quelle solitamente riscontrabili, al fine di ottimizzare risultati, tempo e fatica per i propri clienti. Del resto, la “DE MITRI profiles industry” è un’azienda fortemente specializzata che ha saputo distinguersi sul territorio nazionale ed approcciare con successo il mercato internazionale, sempre innovandosi e mantenendo un presidio tecnologico all’avanguardia. Ne sono dimostrazione i numerosi brevetti depositati. Quest’anno, inoltre, ricorre il 30° anniversario della fondazione dell’azienda. La storia Era il lontano 1994, quando Fernando De Mitri diede il via alla sua avventura imprenditoriale, sviluppando l’attività del padre Giuseppe che nel 1984 aveva avviato Giuseppe De Mitri un’impresa individuale artigiana, per la produzione di profilati per l’edilizia, con sede sotto la sua abitazione, a Pedrengo. Aveva 26 anni. Prima, però, aveva vestito per sei anni la divisa di Carabiniere, un’esperienza che lo aveva formato e maturato. Fernando trasferisce le sue competenze e la sua verve imprenditoriale nell’attività 75 IL “PROFILO” SPORTIVO DI FERNANDO DE MITRI Fernando De Mitri e lo sport: un binomio molto stretto ad Albano Sant’Alessandro, che corre sui binari del sostegno economico a tanti eventi sportivi, nazionali ed internazionali, e della sponsorizzazione di squadre ed atleti che praticano sport a livello agonistico. E, infatti, da diversi anni il logo “DE MITRI profiles industry” campeggia sui brand exposure di bordo campo degli stadi, come a San Siro (Milano); sulle maglie di squadre di calcio: si pensi alla Tritium nel campionato di Lega Pro Prima Divisione 2011-2012 e 2012-2013; sulle maglie di squadre di pallavolo, come la De Mitri Urbino, che ha militato nei campionati di serie B2, B1 e A femminile; sulle canotte di atlete di beach-volley, che partecipano al campionato nazionale; e perfino sui fianchi dei bolidi della Formula 1 della motonautica, che partecipano al campionato italiano e del mondo delle categorie endurance e off-shore. Non solo imprenditorialità industriale, quindi, ma anche vicinanza al mondo dello sport, con il sostegno all’attività agonistica e la promozione di importanti eventi sportivi. 76 DE MITRI E LO SPORT 77 paterna che, in breve, guadagna subito un notevole impulso. In pochi anni, la produzione cresce e si diversifica, si rende necessario rintracciare nuovi spazi e così, nel 1997, la “DE MITRI” si trasferisce in un capannone in via Galvani, ad Albano Sant’Alessandro. Si acquistano nuovi macchinari, i dipendenti sono ormai una dozzina. L’azienda struttura il processo produttivo, affina e amplia la gamma dei prodotti, specializzandosi sempre di più e trovando apprezzamento a livello nazionale ed internazionale. Logico un ulteriore salto in avanti, con un altro trasferimento, in spazi più grandi e funzionali. Ecco, quindi, che nel 2005 la “DE MITRI” si trasferisce nella nuova sede di via Spallanzani, da dove ora continua la sua produzione di profili e paraspigoli, distinguendosi per gamma completa, soluzioni innovative e specializzazione assoluta. professionisti del settore. Innovatrice, perché, se da un lato siamo all’ascolto delle esigenze del mercato che per caratteristica intrinseca è sempre in evoluzione, dall’altro cerchiamo di anticiparle. Flessibile, perché grazie all’investimento continuo in moderni impianti e l’impiego di tecnologie all’avanguardia consentiamo la massima personalizzazione e rapidità di realizzazione. Quali sono gli ingredienti giusti per differenziarsi sul mercato? I clienti finali hanno bisogno di operare con aziende serie e affidabili, in grado di rispettare i tempi previsti e le modalità concordate, quindi standard qualitativi Qual è oggi la vostra mission? La nostra mission segue una strada a doppia corsia: da un lato l’ampliamento della gamma di prodotti già disponibili e l’introduzione di nuovi prodotti ad hoc, per essere sempre al passo con le richieste del mercato; dall’altro, l’affermazione del brand “DE MITRI profiles industry” anche all’estero. Del resto, la crisi dell’edilizia e del settore immobiliare in Italia è forte ed evidente: la strada obbligata è l’internazionalizzazione del mercato. Ormai, il 50% della nostra produzione va oltre frontiera. E, recentemente, abbiamo aperto un canale di vendita per l’Africa. Chi è il vostro cliente finale? Il nostro target principale sono tanto i professionisti del settore (progettisti, architetti, designer, etc.) quanto industria, grossisti, magazzini e rivendite di materiale edile. Entrambi, ovviamente, sia a livello nazionale che internazionale. Se dovesse descrivere la “DE MITRI” con tre aggettivi quali userebbe? E perché? Affidabile, innovatrice, flessibile. Affidabile, perché con una rete capillare di rivenditori e agenti garantiamo il giusto supporto ai 78 sempre di alto livello. A dimostrazione della nostra affidabilità, basta dire che la “DE MITRI profiles industry” è l’unica azienda italiana che fa parte di “Europrofiles”, un super-gruppo di aziende europee del settore. Parliamo di prodotti. Quali sono i vostri prodotti di punta? La nostra core competence è centrata sui profili, con particolare attenzione ai profili per intonaci premiscelati, cartongesso e sistema a cappotto, a cui l’azienda ha dedicato numerose gamme prodotto, accompagnate da attenti studi e ricerche, per fornire soluzioni sempre innovative e di rilevanza pratica. Attualmente, la gamma dei prodotti “DE MITRI profiles industry” conta oltre 140 articoli. Come si sono evoluti i prodotti negli anni? Le evoluzioni hanno riguardato soprattutto l’aspetto tecnologico e applicativo. Siamo sempre all’avanguardia nell’ideazione di soluzioni nuove ed esclusive, con all’attivo una serie di importanti brevetti ed invenzioni d’innovativa realizzazione. Oltre ai tradizionali paraspigoli per intonaco e cartongesso con fori piccoli, medi e grandi, offriamo anche paraspigoli martellati e bocciardati per cartongesso e rasature: paraspigoli innovativi, coperti da brevetto. Inoltre, paraspigoli a 4, 5, 6 maglie retinati rinforzati; paraspigoli e parabordi flessibili modellabili per archi e semicerchi; paraspigoli in alluminio e PVC con applicata rete in fibra di vetro certificata; paraspigoli in PVC rompigoccia con applicata rete in fibra di vetro certificata. Inoltre, i principali processi produttivi vengono testati e certificati, con particolare riferimento alla qualità, alle leghe utilizzate ed alla componentistica dei materiali. Macchinari importanti, dunque? Tutto viene realizzato nello stabilimento aziendale, grazie ad attrezzature sofisticate e ad avanzati macchinari a controllo numerico, che consentono di monitorare l’intero processo produttivo, oltre che realizzare prodotti particolari su richiesta dei nostri clienti. Nessuna speculazione sul costo prodotto, per offrire sempre il meglio: materie prime rigorosamente certificate, garanzia di elevate performances di resistenza e stabilità nel tempo; processi produttivi, lavorazioni e qualità testate; sezioni opportunamente studiate e spessori importanti, per assicurare un’ottima resistenza meccanica e tenuta del profilo. Come è strutturata la sua azienda? L’alta qualità e la vasta scelta non sono gli unici vantaggi, perchè la “DE MITRI profiles industry” offre altri indispensabili servizi. Il reparto commerciale, altamente preparato, è in grado di comprendere, consigliare e soddisfare qualsiasi esigenza del cliente; inoltre, in contatto diretto con l’azienda attraverso una rete informatica dedicata, gestisce gli ordini, per garantire le consegne nel rispetto dei tempi. Il settore della logistica, poi, ampliato e flessibile secondo i più moderni criteri organizzativi, garantisce magazzino e consegne tempestive, ottimizzando i carichi. Un ulteriore valore aggiunto è l’alto livello di professionalità conseguito, grazie a cospicui investimenti nell’ambito della formazione del personale. Quali sono i progetti per il futuro? Puntare sempre alla qualità. L’azienda cerca di comprendere le esigenze del cliente e mantenere le promesse. Inventa, progetta, concretizza idee e costruisce prodotti per migliorare la tecnica di posa e di costruzione: soluzioni innovative che qualificano il lavoro, dettagli che fanno la differenza e soddisfano il cliente. C..P . DE MITRI profiles industry via Spallanzani n° 11 (angolo via Galvani) 24061 - Albano Sant’Alessandro (Bg) Tel. 035.582032 79 SPECIALE EXPORT LA SFIDA DEL FUTURO L’internazionalizzazione al centro del dibattito della 27^ Conferenza Organizzativa È l’internazionalizzazione delle imprese artigiane il tema della 27^ Conferenza Organizzativa di Confartigianato Bergamo, tenutasi venerdì 19 settembre, presso l’auditorium di via Torretta Inunmondosemprepiùconnessopossiamo ancora credere che l’internazionalizzazione non ci tocchi? È la domanda provocatoria proposta in occasione dell’annuale meeting dedicato alla definizione delle linee politico-programmatiche per lo sviluppo e la trasformazione delle imprese artigiane, 80 che negli scorsi anni ha avanzato riflessioni su temi come le aggregazioni, la persona, il welfare. La Conferenza Organizzativa 2014, dal titolo “Impresa e mercato globale: Davide contro Golia?”, ha visto la compartecipazione e l’intervento di esperti e docenti dell’Università degli Studi di Bergamo, la presentazione dei risultati di un sondaggio realizzato in collaborazione con Confartigianato Lombardia, nonchè testimonianze dirette di imprenditori. “Il termine internazionalizzazione – afferma il presidente Angelo Carrara - dovrebbe ormai rientrare nella nostra terminologia quotidiana, senza più meravigliarci. La divisione tra mercato interno ed internazionale, che oggi perdura, è solo formale più che sostanziale e bisogna ormai considerare il mercato come un unico contenitore con diverse sfaccettature; insomma, operare in modo globale. Ma la domanda sulla quale le nostre imprese artigiane devo riflettere è: l’internazionalizzazione è un concetto imprescindibile o possiamo farne a meno?”. Alla base del dibattito c’è stato un lungo e importante percorso di ricerca e analisi, svolto dall’Ufficio Internazionalizzazione di Confartigianato Bergamo, che opera per impostare strategie, nuovi servizi e UN ARGOMENTO STRATEGICO, DI IMPORTANZA DECISIVA, ALLA LUCE DEGLI ATTUALI CAMBIAMENTI SOCIOECONOMICI. UNA TEMATICA DI STRIDENTE ATTUALITÀ, CHE PUÒ CONDIZIONARE IL DESTINO DI MOLTE AZIENDE, ANCHE DEL TERRITORIO BERGAMASCO progetti studiati ad hoc per sostenere questo “cambiamento di mentalità” che va nella direzione del mercato internazionale. Un progetto studiato con la collaborazione dal tavolo di lavoro coordinato dal membro di giunta Lorenzo Pinetti, che così è intervenuto nel corso dell’assemblea: “Le condizioni del lavoro oggi fanno sì che non esista una ricetta specifica per il buon funzionamento di quest’ultimo. È un bene riflettere sul concetto di internazionalizzazione, che può riaccendere la speranza e la voglia di mettersi in gioco. Infatti, ogni giorno, siamo di fronte a scenari nuovi e imprevedibili, che creano situazioni destabilizzanti per le imprese, le quali tuttavia possono reagire dotandosi di strumenti nuovi e innovativi, ma senza dare nulla per scontato, ad esempio le agevolazioni che i mezzi di comunicazione possono offrire. Insomma, come recitava lo slogan della scorsa Assemblea Generale, cambiamo prospettiva, e facciamolo di nuovo, subito e insieme”. Un valido spunto per le imprese artigiane che vogliono riproporsi e rilanciarsi, cui ha fatto seguito l’intervento del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, prof. Stefano Paleari: “Viviamo in una società nella quale, al giorno d’oggi, bisogna affermare la propria identità in un concetto globale, investendo risorse nel futuro e, di certo, non nel passato, soprattutto in un Paese che ha più bisogno di realtà che di illusione. Ma per fare questo dobbiamo crescere, e crescere non è facile”. 81 Il direttore di Confartigianato Bergamo Stefano Maroni e il rettore dell’Università di Bergamo Stefano Paleari Il Magnifico Rettore, poi, ha continuato, lanciando una provocazione su tre fattori chiave che portano un Paese alla crescita: la demografia, intesa come crescita demografica; la natura compositiva, ossia chi consuma di più cresce maggiormente rispetto agli altri Paesi; e infine l’innovazione, che significa ottenere maggiori risultati con il minore impiego possibile di risorse. Paleari, inoltre, ha asserito: “Per quanto riguarda l’innovazione, ci sono zone del Paese che ci hanno visto lungo, una di questi è il territorio bergamasco, che si configura leader in molti settori innovativi. Caso, questo, dimostrato dalla “Settimana per l’Energia”, di prossimo svolgimento”. Il Rettore, infine, si è detto soddisfatto del connubio tra Università di Bergamo e Confartigianato, che perdura ormai da 5 anni: un’alleanza nata per portare avanti insieme un progetto di formazione. A seguire, la Conferenza ha visto l’intervento del docente dell’Università degli Studi di Bergamo e presidente Cyfe (Center For Young & Family Enterprise) Lucio Cassia, che ha affrontato il tema dell’interdipendenza, sottolineando come questo termine possieda un valore maggiore rispetto al simile concetto di indipendenza, in quanto nessuno più ha la capacità di vivere autonomamente e senza scambi con altre entità. Infatti, ciascuno è interdipendente da qualcun altro, basti pensare alla costruzione di un aereo Boeing 82 787, i cui componenti sono prodotti in diversi Paesi. “Viviamo in un mondo definibile interconnesso – ha affermato Cassia – nel quale sarebbe impensabile fare a meno di ricevere prodotti e servizi da altri Paesi. L’internazionalizzazione ci tocca, eccome. E non possiamo tornare indietro”. Il professor Cassia ha continuato, spiegando che l’uso della combinazione “ci tocchi” nella domanda provocatoria, può altresì significare “tocca a me”, nella misura in cui per ogni impresa è arrivato il proprio turno di internazionalizzarsi. Infine, l’utilizzo strategico del morfema “ancora” sta ad indicare come tutti fino ad ora abbiamo preso consapevolezza della questione, tuttavia senza metterla in pratica. Si è quindi passati all’analisi dell’utilizzo della metafora “Davide contro Golia”, il leggendario scontro biblico tra un giovane pastore che uccide un gigante, durante la battaglia tra israeliti e filistei. In altre parole, il più piccolo che vince sul più grande; l’innovatore che vince sul conservatore, il più determinato sul più esitante. È questo l’esempio chiave che le imprese di oggi devono seguire: avere la caparbietà di usare strumenti innovativi per battere i competitors e farsi valere. Infatti, l’innovazione è il fulcro attorno al quale ruota l’internazionalizzazione, e con la capacità di innovare, sostenuta dal “fare rete”, si può comunicare e fare accoppiare le idee. Ed eccoci alla seconda parte della Conferenza Organizzativa, che ha visto l’intervento della dott.ssa Licia Redolfi, ricercatrice dell’Osservatorio Mpi Confartigianato Lombardia, che ha presentato il risultato di un sondaggio web che ha coinvolto 324 imprenditori. Dall’analisi è emerso che sul territorio operano settori molti dinamici sul mercato estero: in particolare, il legno-arredo e la Il presidente di Confartigianato Bergamo Angelo Carrara UNO SGUARDO SU EXPO 2015 Un meeting nato per offrire alle imprese la possibilità di conoscere il mondo della green economy. È in quest’ottica che si svilupperà la 6^ edizione della “Settimana per l’Energia”, la manifestazione in favore dello sviluppo sostenibile per le imprese e per il territorio, promossa da Confartigianato Bergamo, in collaborazione con Confindustria Bergamo e il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia e Comune di Bergamo. L’evento, che avrà luogo dal 19 al 26 ottobre, si snoderà tra convegni, seminari, incontri a tema, visite guidate a impianti d’eccellenza, laboratori sull’efficienza energetica e spettacoli, dedicati in modo particolare ai ragazzi delle scuole. “Fin dalla prima edizione – sottolinea il presidente di Confartigianato Bergamo Angelo Carrara - l’obiettivo principale è stato quello di dare la possibilità alle imprese di conoscere nuove opportunità di sviluppo nel settore dell’energia, che spesso viene etichettata unicamente come un costo aziendale. Al contrario, se sfruttata intelligentemente, può trasformarsi in un importante investimento per competitività e crescita del nostro sistema territoriale, peraltro coinvolto ampiamente nel programma della manifestazione. Ma quest’anno, in modo particolare, la “Settimana per l’Energia” ha deciso di ampliare questi concetti all’ambito internazionale, estendendo lo sguardo verso il più importante evento del nostro Paese degli ultimi anni, ovvero l’Expo di Milano 2015. Peraltro, già il 2014 è l’“anno europeo dell’economia verde”, una straordinaria occasione per rilanciare la competitività delle imprese italiane e dell’economia generale, a partire dalla sostenibilità ambientale e dalla green economy, e offrire una interessante prospettiva lavorativa anche ai giovani. Insomma, un ulteriore stimolo per motivare il percorso della “Settimana per l’Energia”, che cresce d’interesse ad ogni edizione”. Il programma prenderà il via il 19 ottobre con un convegno co-organizzato con BergamoScienza, meccanica, per un totale del 58%. Queste aziende effettuano soprattutto l’export diretto di beni e servizi, specialmente in Svizzera, Francia e Germania, ma vorrebbero raggiungere anche i Paesi del cosiddetto BRICS: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. Inoltre, dal 2004 al 2014, si è registrata una forte crescita di export verso i Paesi extra Unione Europea, anche se di certo non mancano le difficoltà, dovute particolarmente alla dimensione d’impresa e alle questioni burocratiche. Un ulteriore dato importante riguarda la percentuale di imprese bergamasche che ha utilizzato i servizi di internazionalizzazione dell’associazione per la ricerca di partner o per la realizzazione di missioni aziendali all’estero: un bel 40%, che supera la media lombarda che si attesta al 33,8%. In seguito all’intervento di Redolfi, il docente dell’Università degli Studi di Bergamo Gianpaolo Baronchelli ha illustrato il panorama del mercato internazionale in termini di opportunità e difficoltà: “Non dobbiamo trascurare le notevoli opportunità che può offrire il mercato internazionale, come l’ampliamento dei clienti, dei fornitori e dei finanziatori, l’aumento della vendita definita e-commerce e le tempistiche dei pagamenti, per le quali di certo in Italia siamo avvantaggiati (tempistiche più lunghe rispetto agli altri Paesi UE). Ma non dobbiamo altresì trascurare le difficoltà: prima fra tutte la concorrenza sui mercati esteri. Tutti gli imprenditori possono fare internazionalizzazione. Basta essere vincenti, competenti e audaci, avere prodotti unici e innovativi, oltre che soddisfacenti, e ampliare il network”. Lorenzo Pinetti e Lucio Cassia 83 Quindi internazionalizzarsi per cogliere le opportunità e superare le difficoltà, ha concluso Baronchelli. La dott.ssa Mara Brumana, ricercatrice universitaria, ha poi presentato il tema “Imprese famigliari e internazionalizzazione”: “Queste sono una delle forme maggiormente diffuse di organizzazione e sono caratterizzate da famiglie, proprietà e business. Negli ultimi anni, peraltro, si è registrata una crescita di questo tipo di impresa, anche se i dati mostrano che è solo con la presenza di un membro esterno che vi è propensione agli investimenti all’estero, in genere prediligendo l’Europa Occidentale” Nel contesto di questo progetto elaborato dalla dott.ssa Brumana, Giampiero Borgonovo, direttore finanziario della Calvi Holding s.r.l., multinazionale nei settori meccanico e metallurgico, ha presentato il caso della sua azienda, nata negli anni ‘50 con una dimensione molto piccola e ora divenuta leader a livello mondiale, grazie all’internazionalizzazione, all’innovazione di prodotti e servizi e all’importanza del cliente finale. A conclusione della Conferenza, all’interno del programma “testimonianze di imprenditori”, sono intervenuti due rappresentanti di aziende che si sono evolute al quale seguiranno altre convention di formazione e aggiornamento sulle principali tematiche energetiche. All’argomento sviluppo sostenibile e conseguente valorizzazione delle risorse per il futuro dell’energia sarà dedicato il convegno conclusivo del 25 ottobre, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo, parte attiva dell’organizzazione tecnico-scientifica, unitamente a Bergamo Sviluppo, agli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, all’Ufficio Scolastico per la Lombardia e a BergamoScienza. Invece, nei giorni 20, 21 e 22 ottobre i protagonisti saranno i ragazzi delle scuole, che verranno coinvolti con un seminario organizzato dall’Ufficio Scolastico Territoriale, inerente le professioni future dei giovani, con corredo di una visita guidata alla centrale idroelettrica Enel di Zogno e uno spettacolo a tema per le scuole primarie e le scuole medie inferiori. Oltre a scuole e professionisti, anche la cittadinanza sarà chiamata ad assistere a incontri ed eventi, nelle piazze della città di Bergamo. Tra queste, un “road-show sull’efficienza energetica”, uno scenografico allestimento sulla produzione e, appunto, l’efficienza energetica, aperto per l’intera durata della Settimana dell’Energia. Fuori provincia è prevista una visita guidata al “Parco Tecnologico Padano” (Cascina Codazza, a Lodi), con presentazione del progetto “Expo Factory”, a cui seguirà un convegno sul biogas; e un convegno a “Lario Fiere” (Erba – Como), in occasione della Mostra Mercato dell’Artigianato. “L’annuale “Settimana per l’Energia” – continua il presidente Carrara - si è consolidata nel tempo come esempio tangibile di sinergia e cooperazione tra le eccellenze del territorio bergamasco, coinvolgendo trasversalmente i diversi attori politici, economici e sociali, in un insieme definito “Sistema Bergamo”. Ma è altresì sempre importante il contributo di tutti coloro che credono nello sviluppo sostenibile e nello sviluppo “smart” delle imprese e dell’economia del territorio. Si pensi al successo dell’edizione 2013, traducibile in questi numeri: 12 convegni in Bergamo e uno fuori provincia, 20 eventi dedicati alle scuole, tra i quali un convegno, uno spettacolo e 18 laboratori, 7 eventi collaterali in aggiunta alle iniziative in locandina. I partecipanti, poi, sono stati oltre 4.000, dei quali circa 2.000 studenti. Inoltre, ben 76 i relatori di convegni, tra cui esperti, docenti, moderatori e rappresentanti di istituzioni; e 21 gli enti e gli organismi che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione in qualità di partner o sponsor”. grazie all’internazionalizzazione. Remigio Cantamesse, della ditta C.M.G. Quadri, che si occupa di progettazione e applicazione nel campo dell’elettromeccanica; e Pietro Trapletti, della Balsamo s.r.l., ditta di noleggio di veicoli con conducente in favore di personaggi famosi. A moderare il dibattito c’era il direttore di Confartigianato Bergamo Stefano Maroni. Bilancio positivo per questa 27^ Conferenza Organizzativa, che ha lanciato un assist alle piccole e medie imprese artigiane che vogliono “osare fuori confine”, per mettersi in gioco, per valorizzarsi e crescere professionalmente, attuando il grande progetto dell’internazionalizzazione. Una strategia da attuare per emergere da una società che ragiona ancora in termini di mercato interno ed esterno, in un epoca nella quale, invece, è utile, se non necessario, operare in modo globale. Quindi, proviamo a rispondere alla domanda iniziale: “in un mondo sempre più connesso possiamo ancora credere che l’internazionalizzazione non ci tocchi?”. Silvia Pezzera Il direttore di Confartigianato Bergamo Stefano Maroni 84 85 LA BERGAMO... CHE RISPARMIA ENERGIA SUNSAVING progetta L’EFFICIENZA Fornire energia elettrica puntando al risparmio energetico e rendere anche più efficiente il processo produttivo delle aziende 86 LA CRISI ECONOMICA HA SPINTO IL MONDO PRODUTTIVO AD INVESTIRE NELL’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO DELLA FILIERA PRODUTTIVA Suntrading e Sunsaving di Nicola Scandella e Alessandro Petrò, organizzano il prossimo 16 ottobre, presso la Sala Mosaico (exBorsa Merci), a Bergamo, il convegno “Progettare l’efficienza”, per presentare modalità, regole e casi concreti di risparmio energetico in ambito aziendale e pubblico. Un convegno per incontrarsi, per condividere esperienze e competenze, per mettere in pratica quel concetto di rete tanto perseguito oggi in ambito imprenditoriale come soluzione alla crisi economica. Un convegno strategico, ideato e promosso, per permettere a diverse realtà del territorio di confrontarsi, portando sul tavolo una serie di esperienze concrete di efficientamento e di risparmio energetico, ovviamente in ottica sostenibile. Sunsaving, nata nel 2011 come estensione logistico-operativa di Suntrading, è una società ESCo (Energy Service Company) che si occupa di studiare e progettare meccanismi di efficientamento energetico nei processi produttivi. Un lavoro in crescita, nato grazie ai problemi messi a nudo dalla crisi economica e dalla concreta esigenza di migliorare i piani energetici aziendali, il che ha permesso a Suntrading e Sunsaving di passare in poco più di due anni da un fatturato iniziale di 10 milioni di euro fino agli attuali 80 milioni, con margini di crescita ancora ampi. Ad aprire il convegno saranno Nicola Scandella e Alessandro Petrò, dirigenti di Suntrading, che lasceranno poi la parola ad altri relatori che forniranno una panoramica sulle regole e le modalità di efficientamento energetico in Italia, per poi passare ad illustrare alcuni esempi concreti. Daniele Rossetti di Icenova presenterà una “case history”, focalizzandosi sull’intervento effettuato per le piscine di Villongo con l’installazione di un cogeneratore. Farà anche una panoramica sull’attuale situazione legislativa che riguarda questo settore, per esporre le possibilità di efficientamento che un’impresa può cogliere, al fine di migliorare la propria attività produttiva. “Ritengo sia molto positivo scambiarsi idee in queste occasioni - spiega Rossetti - soprattutto perché il convegno è molto specifico e consente a diversi attori di capire meglio questo mondo. È fondamentale 87 sottolineare che, nel caso delle piscine di Villongo, si parli di piccole quantità di cogenerazione, ma bisogna rapportare le quantità a diversi contesti, e tutto questo non fa che ampliare ovviamente il bacino di interesse da parte delle altre aziende. Nel caso specifico delle piscine di Villongo, spiegheremo quali sono i vantaggi che può offrire un simile sistema: è una tecnologia che permette di produrre in contemporanea energia termica ed elettrica, utilizzando gas metano come materia prima, non per produrre solo calore, ma anche energia elettrica. In questo modo si abbassano i consumi, ma soprattutto i costi, ottimizzando l’uso dell’energia”. In programma altri interventi, che completeranno la panoramica su quello che è possibile fare oggi per risparmiare energia. È molto importante spiegare con casi concreti quali sono le soluzioni e le opportunità che le aziende hanno a disposizione per ridurre i consumi energetici. Ci sono diverse vie che possono essere perseguite, ad esempio, i TEE (Titoli di Efficienza Energetica), che incentivano l’investimento energetico e sono molto sfruttati: hanno raggiunto, infatti, i 10 milioni da febbraio 2013 a luglio 2014. A questo punto si inserisce molto bene il ruolo delle ESCo, come Sunsaving, impresa specializzata nell’identificazione e conseguimento del risparmio energetico, la quale spiegherà la sua operatività: realizzazione del progetto, determinazione dei costi, valutazione dei risultati, analisi dei risparmi prima e dopo l’intervento. L’efficientamento riguarda in primis le aziende, ma dovrebbe soprattutto 88 riguardare le amministrazioni pubbliche, le quali, tuttavia, sembrano spesso essere ancora troppo distanti dall’attualità dei fatti per capire quanto un tale investimento possa far ottenere, sul lungo periodo, risparmi consistenti e lanciare, così, alla cittadinanza un messaggio importante per la diminuzione delle emissioni nell’atmosfera. Di questo aspetto relazionerà al convegno l’Ing. Diego Ardizzone dello Studio Ardizzone: “Il convegno farà emergere un dato: oggi esistono molte proposte, ma poche di qualità. Quasi tutte, infatti, si concentrano sul risparmio. Il concetto, però, in ambito di Pubblica Amministrazione, è fuorviante. Dietro alla realizzazione di un intervento, infatti, ci sta uno studio dettagliato della volontà e della necessità: il piano economico è il frutto di un’analisi approfondita degli impianti attuali e di quelli futuri. Ad esempio, i costi che comporta l’illuminazione pubblica sono facilmente ricavabili in termini di energia, ma tutto quello che serve per realizzare concretamente gli impianti, troppo spesso finisce in secondo piano, rischiando così di far saltare il piano economico. È impossibile basarsi su dati statistici, perché, per quanto le analisi siano state effettuate su 100 Comuni, le variazioni, sia di risparmio che di costo, sono estremamente sensibili. I costi, a loro volta variabili a seconda delle norme e delle necessità, e dipendono dal momento in cui si decide di intervenire. Intervenendo su impianti vecchi, ad esempio, è impensabile allestire corpi illuminanti nuovissimi su un sostegno fatiscente che, quindi, va cambiato, e ciò comporta costi aggiuntivi. Al contrario, riqualificare impianti relativamente recenti è più economicamente vantaggioso. Sunsaving fa parte di quelle realtà che operano in modo serio perché considera ogni minimo particolare che bisogna valutare nel momento in cui si interviene per efficientare un impianto. Ogni Amministrazione Pubblica deve rendersi conto che non può migliorare qualcosa senza sapere cosa effettivamente si va a fare. Parte degli amministratori di aziende, pubbliche e private, hanno ancora una visione poco lungimirante, perché la loro visione è limitata a pochi anni di distanza; si fanno abbagliare dal risparmio immediato che attira nel breve periodo, ma questo rischia di essere controproducente in futuro”. Uno dei casi più significativi che verranno presentati al convegno sarà quello di Smi Group di San Giovanni Bianco uno dei maggiori produttori di macchine per l’imbottigliamento e l’imballaggio secondario. Suntrading non ha solo provveduto a fornire energia elettrica all’azienda, ma tramite Sunsaving ha valutato risparmi derivanti da una riqualificazione degli impianti. Come? Attraverso uno studio dettagliato, in cui sono stati presi in considerazione numerosi fattori ed è stata analizzata a lungo la tipologia di attività dell’azienda. Sunsaving ha stabilito quali fossero le modifiche necessarie: è stato installato un nuovo impianto di riscaldamento, sono stati isolati gli edifici e sono stati rinnovati gli impianti di illuminazione. L’esperienza di risparmio di una terza realtà bergamasca e le conclusioni di Nicola Scandella, amministratore del gruppo Suntrading, concluderanno il convegno. L’efficienza energetica, dunque, sarà al centro dei diversi interventi che hanno in sé l’obiettivo di creare consapevolezza, produrre conoscenza e “Progettare l’efficienza”. Appuntamento per il 16 ottobre, ore 17, alla Sala Mosaico di Via Petrarca 10 (Piazza della Liberta), a Bergamo. Federico Biffignandi SUNSTRADING & SUNSAVING VI INVITANO AL CONVEGNO SALA MOSAICO (EX BORSA MERCI) VIA PETRARCA 10 - P.ZA DELLA LIBERTÀ PROGETTARE L’EFFICIENZA GIOVEDÌ 16 OTTOBRE INCENTIVI, REGOLE E SOLUZIONI PER “UN’IMPRESA COMPIUTA”. ORE 17.30 IL CONVEGNO PRESENTERÀ REGOLE, MODALITÀ E ALCUNI CASI CONCRETI DI RISPARMIO ED EFFICIENTAMENTO ENERGETICO IN AMBITO AZIENDALE E PUBBLICO. 89 LA BERGAMO... DEL CLEANING SERVICE I R O S S A VAV PULIZIE PULITO L E D E N O I Z U L O V E L’ Soddisfare le esigenze del cliente, garantendo la massima serietà e professionalità. È questa la filosofia che guida “Vavassori Pulizie s.n.c.”, impresa di Nembro che, da 28 anni su tutto il territorio di Bergamo, effettua pulizie distinguendosi per efficienza ed elevati standard di qualità. Con un’esperienza quasi trentennale e personale qualificato, offre una vasta gamma di servizi, prestando particolare attenzione ad adoperare detergenti e attrezzature, prodotti e metodi all’avanguardia e che possano garantire la perfetta igiene di qualsiasi locale, da mio fratello Stefano e da mia moglie Floriana, tre soci che, con incarichi e ruoli diversi, gestiscono l’azienda. L’impresa conta sulla collaborazione di una trentina di dipendenti che, grazie alla formazione acquisita, garantiscono l’ottimizzazione delle prestazioni e la qualità del servizio. Dal febbraio 2003, poi, l’attività si è insediata in una nuova struttura, trasferendosi da Alzano Lombardo a Nembro, dove è oggi operativa una sede funzionale a garantire ottima organizzazione e capacità di intervento. La formazione professionale del personale è sempre stata una priorità della società che nella nuova sede ha attrezzato un’apposita sala-corsi per la preparazione tecnica dei dipendenti. pubblico e privato. Abbiamo intervistato il responsabile commerciale dell’azienda, Vincenzo Tiraboschi, per conoscere meglio l’attività e l’ampia offerta che propone. DA 28 ANNI L’IMPRESA “VAVASSORI PULIZIE” DI NEMBRO EFFETTUA SERVIZI DI PULIZIE, DISTINGUENDOSI PER SERIETÀ, PROFESSIONALITÀ E PUNTUALITÀ favorisce la creatività, Un ambiente pulito e sano enti, ma soprattutto il l’accoglienza di ospiti e cli rna benessere di chi vi soggio Quando è nata “Vavassori Pulizie”? “Vavassori Pulizie s.n.c.” è nata nel 1986 come ditta individuale di Floriana Vavassori. Nel tempo, l’azienda si è ampliata e si è trasformata fino ad assumere l’attuale struttura sociale, composta da me, 90 91 Qual è la filosofia che guida il vostro lavoro? L’impresa garantisce serietà, professionalità e tempestività: la nostra filosofia trova la sua ragion d’essere nella fornitura di un servizio efficiente e di elevato standard qualitativo. In modo particolare, prestiamo attenzione alla formazione continua del personale, mirata non solo alla preparazione tecnicopratica relativa all’esecuzione dei singoli interventi, perfettamente aderenti alle normative vigenti in tema di sicurezza, ma informata altresì di nozioni fondamentali, quali correttezza, disponibilità e cortesia sul luogo di lavoro, che meglio rappresentano la nostra cultura aziendale di fondo. Altro aspetto che ci caratterizza è l’offerta di servizi “personalizzati”, cioè pensati in base alle esigenze del singolo cliente, che può puntualmente verificare il lavoro svolto. In che modo? Quando ci viene chiesto di effettuare interventi ordinari e periodici, predisponiamo delle tabelle di lavoro, relative ad ogni cliente: queste vengono compilate dal nostro dipendente che annota l’attività svolta. Concluso l’intervento, inviamo al cliente un’informativa contenente una dettagliata reportistica, per una corretta e precisa informazione sul lavoro effettuato, in modo che possa esserne verificata l’effettiva realizzazione. Inoltre, il cliente può contare sulla presenza degli stessi dipendenti per lo svolgimento di lavori ordinari, in modo da costruire un rapporto di fiducia. Una qualità che è stata certificata anche da molti riconoscimenti, non è vero? Sì, l’Associazione Artigiani di Bergamo, dal 1996 ininterrottamente, ci concede il riconoscimento di “pulitore qualificato”, attestato rilasciato alle aziende impegnate in attività di formazione continua. 92 Un traguardo raggiunto anche grazie a uno sguardo sempre attento alle novità tecnologiche e di prodotto, attraverso visite a fiere di settore nazionali ed estere, e la frequentazione di corsi specializzati. Così, possiamo mantenerci continuamente aggiornati sulle più moderne tecnologie. La nostra azienda, poi, nel dicembre 2009 ha ottenuto il riconoscimento di “eccellenza” previsto dal progetto “BenchArt” promosso da Regione Lombardia, classificandosi al 3° posto nella categoria “Qualità e Innovazione nei Servizi” per le imprese artigiane che adottano un sistema di gestione aziendale efficiente. Vavassori Pulizie inoltre è stata riconosciuta come azienda di eccellenza artigiana nell’ambito ValSeriana Industry dall’agenzia di sviluppo locale della Valseriana Promoserio, nata dalla sinergia di pubbliche amministrazioni, imprese, aziende, associazioni di categoria ed operatori turistici del territorio seriano. Da sempre attenti ai temi della qualità, altra importante certificazione che abbiamo ricevuto per la progettazione e l’erogazione di servizi di pulizie è quella rilasciata da Cersa, organismo di Certificazione, in data 6/12/2013, in cui viene attestato che “Vavassori Pulizie S.n.c.” applica un sistema di gestione per la qualità conforme alle norme UNI EN ISO 9001:2008. Attraverso questa qualifica, siamo certi di dare un valore aggiunto alla nostra azienda, al nostro personale e ai nostri clienti. Che tipo di servizi offrite? La nostra offerta è ampia e si rivolge dal pubblico al privato: uffici di piccole, medie e grandi dimensioni, negozi, centri commerciali e boutique, ma anche edifici industriali, fabbriche, cantieri, palestre, mense, scuole, magazzini e strutture sanitarie. La società è specializzata in servizi di alta qualità che comprendono anche la disinfezione, la disinfestazione e l’igienizzazione di superfici ad alta frequenza di passaggio, come centri commerciali, aree vendita e gallerie commerciali. l servizi di igienizzazione sono garantiti anche durante gli orari extra-lavorativi, prima dell’apertura o dopo la chiusura delle attività: rivolgersi a specialisti del settore per mantenere perfettamente pulito e igienizzato il luogo di lavoro garantisce benessere e salute agli stessi fruitori degli ambienti. Tra i servizi offerti dalla nostra impresa, infine, ci sono anche le pulizie straordinarie, come fine cantieri, ristrutturazioni, lavori urgenti a causa di incendi e allagamenti, ecc. Inoltre, una squadra specializzata esegue, per ogni genere di pavimentazione, trattamenti rigeneranti di vecchie pavimentazioni e trattamenti protettivi di vecchi e nuove pavimentazioni: l’azienda è particolarmente efficace anche quando i normali prodotti di pulizia non porterebbero grandi risultati o quando le superfici sono talmente vaste che non potrebbero essere trattate con metodi tradizionali. 93 Accanto alle pulizie industriali, vi dedicate anche ai condomini? Esattamente: è un settore nel quale vantiamo grande autorevolezza, con interventi ordinari e periodici, con un servizio personalizzato per ogni condominio, volto a garantire la massima igienizzazione delle parti comuni. Inoltre, offriamo anche il servizio di trasporto dei rifiuti condominiali dal locale immondizia al ciglio della strada, seguendo scrupolosamente il calendario di raccolta rifiuti di ogni singolo Comune. Particolare cura viene data anche nella disinfezione dei locali immondizia dopo aver trasportato all’esterno i rifiuti e bidoni, che in seguito al loro svuotamento vengono puliti e ripristinati. Va evidenziato, poi, che l’azienda non manca di sensibilità sociale… Sì, in quanto l’azienda crede nello sport come strumento di aggregazione e di formazione per i giovani. Quindi, da anni, continuano le molteplici sponsorizzazioni Vavassori Pulizie nel settore sportivo giovanile. È una testimonianza di una forte passione ed entusiasmo per lo sport locale, quale atletica, ciclismo, nuoto e basket. Per concludere, quali progetti avete per il prossimo futuro? Continuare l’azione intrapresa a favore di un ambiente sempre più “green”: il nostro parco auto già ora funziona al 50% a metano. E, poi, utilizziamo detergenti concentrati, atti a diminuirne l’ingombro nei trasporti e, quindi, la parte inquinante nel trasporto stesso. A breve, infine, verrà rinnovato il locale lavanderia con nuove lavatrici e asciugatrici, per un minor impiego di corrente elettrica e di acqua, grazie a cicli più brevi, ma più efficaci. Inoltre, la professionalità di tali macchine permetteranno una migliore qualità del cotone lavato. Ora, “Vavassori Pulizie s.n.c.” si pone come importante soluzione per tutte quelle aziende e imprese che necessitano di un 94 servizio di pulizia professionale con prestazioni di qualità, seguendo le tecniche più innovative ed impegnandosi per la massima soddisfazione del cliente anche, e soprattutto, sotto il profilo della fiducia. Grazie alla filosofia aziendale basata sull’attenzione alla clientela, l’azienda è in grado di offrire un livello elevato di servizi, unitamente alla garanzia di ottima capacità organizzativa e professionalità nello svolgimento del lavoro. La fine dell’anno si avvicina, è generalmente motivo per valutare i propri fornitori, allora perchè non chiedere una consulenza gratuita alla “Vavassori Pulizie s.n.c.”? … per i nuovi clienti che sottoscriveranno un contratto per tutto il 2015, le forniture igieniche saranno omaggiate. Paolo Gh isleni Vavassori Pulizie s.n.c. via Lombardia, 12B 24027 Nembro (BG) Tel. 035.470473 www.vavassoripulizie.it [email protected] 95 POINT Oltre alla normale distribuzione nelle edicole di Bergamo e provincia, BERGAMÈ si può richiedere presso i seguenti Bergamè Point: BERGAMO Viale Vittorio Emanuele II, 23 ALBINO Via Serio, 2/A PONTE NOSSA ufficio IAT ValSeriana e Val di Scalve Promoserio, via Europa 111/c ROVETTA Via Papa Giovanni XIII, 15 CLUSONE Via San Vincenzo de Paoli, 4 nel prossimo numero ENRICO ROBOTTI La magia dell’intarsio ONORE Via Spluss, 240 Si consiglia una telefonata di preavviso al numero 0346 74844 al fine di assicurarsi l’apertura degli uffici. SCAME 50 anni di soluzione elettriche E R A M R E F N O C DA GIUSEPPE BERERA SITO INTERNET WWW.BERGAME.IT I NUMERI PRECEDENTI DI BERGAMÈ SI POSSONO RICHIEDERE AL COSTO DI 3€ TELEFONANDO AL NUMERO 0346 74844 Belmont, il nuovo cuore di Foppolo MOTO CLUB CARETER 50 anni di motociclismo SPAZIO AUTISMO BERGAMO Da 20 anni a fianco delle famiglie ABBONAMENTI PER ABBONAMENTI E PUBBLICITÀ POTETE CONTATTARCI A: Email: [email protected] Telefono: 0346 74844 Paganessi Auto s.r.l. Via Serio, 17 - 24020 CASNIGO (BG) Tel. 035.72.41.00 - Fax 035.72.40.52 E-mail: [email protected] 96 97 Capolavori della collezione Francesco Molinari Pradelli DRIVEPD Dagli Uffizi a Palazzo Creberg Il Palazzo Creberg apre le sue porte per una visita ai Capolavori della collezione di Francesco Molinari Pradelli. Il celebre direttore d’orchestra ha raccolto, durante la sua vita, una straordinaria selezione di opere d’arte antica. Le principali scuole pittoriche italiane sono rappresentate, da quella napoletana a quella emiliana, da quella veneta a quella lombarda. Un inno alla bellezza di rara intensità. Bergamo, Largo Porta Nuova 2 4 - 24 ottobre 2014 98 Orari: Da lunedì a venerdì, durante l’apertura della filiale (8.20 – 13.20 e 14.50 – 15.50); sabato 4, 11 e 18 ottobre dalle ore 14.30 alle ore 20.30 (per chi lo desidera, visite guidate gratuite dedicate con inizio alle ore 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30 - 19.30); domenica 5, 12 e 19 ottobre dalle ore 10.30 alle ore 19.30 (per chi lo desidera, visite guidate gratuite dedicate con inizio alle ore 10.30 - 11.30 - 14.30 - 15.30 - 16.30 - 17.30 - 18.30). Ingresso libero www.fondazionecreberg.it In collaborazione con