Assessorato Servizi Educativi,
Istruzione, Formazione e Università
UNA SCUOLA
PER TUTTI
L’esperienza dei laboratori di integrazione alunni disabili - ID
a cura di Licia Martini
Comune di Imola
Settore Scuole
Servizio Diritto allo Studio
Via Pirandello, 12
40026 Imola – Bo
Tel. 0542-602354
[email protected]
Assessorato Servizi Educativi,
Istruzione, Formazione e Università
UNA SCUOLA PER TUTTI
L’esperienza dei laboratori di integrazione alunni disabili - ID
A cura di Licia Martini
Comune di Imola – Settore Scuole
Servizio Diritto allo Studio
>
INDICE
> presentazione
PAG. 3
> premessa
PAG. 6
> laboratorio di abilità sociali
PAG. 9
> laboratorio di cucina
PAG. 13
> laboratorio ludico-comunicativo
PAG. 17
> laboratorio di psicomotricità
PAG. 21
> laboratorio andiamo a cavallo
PAG. 25
Fabrizio Castellari e Licia Martini
Comune di Imola
Donata Chiarini
Servizio di Neuropsichiatria dell’età evolutiva dell’AUSL di Imola
Maria Nitti
Cooperativa Seacoop
Silvia Ravanelli
Cooperativa Grilloparlante
Daniele Trombetti
Cooperativa Seacoop
Alessandra Ronchi
Cooperativa Grilloparlante
Romina Dal Pane
Centro Ippico Sportivo Imolese
2
PRESENTAZIONE
<
> l’idea e gli organizzatori
Il progetto Integrazione alunni disabili (in breve ID) prende avvio nel
1998 grazie al Dipartimento di Neuropsichiatria dell’Età evolutiva
dell’Azienda Sanitaria Locale. Collaborano all’iniziativa il Comune di
Imola, il Distretto scolastico n. 33, gli Istituti Scolastici e le Cooperative
Sociali Grilloparlante e Seacoop.
Il progetto nasce come proposta di integrazione per gli alunni con bisogni educativi speciali, in situazione di disabilità, ma nel tempo si conferma occasione per tutti coloro che vi partecipano di fare esperienze
ed attività piacevoli ed utili a rafforzare in modo positivo la propria
identità, a scoprire le risorse e le capacità di ognuno, a ricevere un aiuto
nel proprio percorso di crescita.
> i laboratori del progetto
Il progetto si articola, oggi, in cinque laboratori:
> abilità sociali
> cucina
> ludico-comunicativo
> psicomotricità
> andiamo a cavallo.
I laboratori sono situazioni in cui ogni bambino può esplorare le proprie risorse, maturare, acquisire competenze attraverso linguaggi diversi
(il movimento, la rappresentazione con materiali, la narrazione, il segno grafico), il contatto con la natura e gli animali, la realizzazione di
esperienze pratiche. Il progetto dei laboratori propone spazi ed attività
che rispecchiano le differenze dei partecipanti, ma nel contempo crea-
3
no delle aree di esperienza condivise in cui ognuno può contribuire alla
realizzazione di un obiettivo comune: per tutti è possibile partecipare
con motivazione, con interesse e senza eccessive angosce, sentendo accolti i propri bisogni.
> il metodo di lavoro
L’attenzione al fare, che dà una forte impronta ai laboratori, consente
a chi partecipa di sperimentare e scoprire in sé e nei propri compagni
capacità che a volte rimangono in ombra nell’esperienza scolastica e
in tal modo permette di rafforzare le capacità individuali e di gruppo:
cosa so fare ed esprimere, che contributo posso dare al lavoro comune. Il collegamento dei laboratori con la programmazione dell’attività
scolastica crea poi un utile legame tra il fare e la didattica, rafforzando
ulteriormente il percorso di inclusione. La classe o il piccolo gruppo
acquistano forza e fiducia nelle proprie risorse relazionali e conoscenza
delle differenze individuali che vengono esplorate, valorizzate ed utilizzate in un contesto di reciprocità: i compagni diventano così la prima
risorsa per l’integrazione e per stare bene nel gruppo.
> l’impegno del Comune
Il Comune di Imola, condividendo la finalità e la proposta operativa dei
laboratori di Integrazione alunni disabili -ID, attraverso il Servizio Diritto allo Studio, ha deciso di finanziare in modo continuativo queste attività. Da iniziativa sperimentale il progetto è entrato nella normalità del
fare scuola, è diventato parte rilevante di quelle risorse aggiuntive che
servono per rispondere ai bisogni educativi di tutti, anche dei bambini
e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze con maggiori difficoltà.
> come sono gestiti i laboratori
Attualmente, i cinque laboratori, coordinati dal Servizio Diritto allo
Studio, sono condotti da operatori specializzati provenienti dalle cooperative Grilloparlante e Seacoop e dal C.I.S.I.- Centro Ippico Sportivo
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Imolese e prevedono, per le situazioni più complesse, un confronto e la
possibilità di una supervisione da parte del Dipartimento di Neuropsichiatria dell’Età evolutiva dell’Azienda Sanitaria Locale di Imola.
> i risultati
Ogni anno, mediamente, oltre 70 bambini e ragazzi in situazione di
disabilità, frequentanti le scuole primarie e secondarie di 1° grado, partecipano con i propri compagni di classe ai laboratori, che si svolgono
presso spazi appositamente allestiti, all’interno delle scuole di provenienza, oppure in sedi dedicate.
Il presente opuscolo vuole essere una sintetica illustrazione dei laboratori, così come si sono definiti ed articolati in questi anni, rivolto alle
famiglie, ai docenti, agli educatori e a quanti operano nell’ambito della
disabilità.
Fabrizio Castellari
Vicesindaco
Assessore ai Servizi Educativi, Istruzione, Formazione e Università
Licia Martini
Responsabile Servizio Diritto allo Studio
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>
PREMESSA
I bambini disabili protagonisti di una parte di vita scolastica programmata per loro, i compagni presenti, ma ospiti, invitati a turno a collaborare coi bambini disabili e ad assistere alle loro realizzazioni: questo
lo scenario che immaginammo, come Servizio di Neuropsichiatria Infantile nel 1998, scenario ardito, quasi una fantasia. E’ stato merito
delle Scuole e del Comune di Imola, realizzare questa fantasia. Dalla
collaborazione di operatori scolastici, delle cooperative sociali, dell’AUSL e dell’Amministrazione Comunale sono nati i laboratori ID, laboratori per l’integrazione scolastica degli alunni disabili. Gli attori dei
laboratori ID sono in gran parte cambiati, ma i laboratori continuano
ad esistere per intrinseca vitalità, perché trovano una profonda ragione
nell’esistenza della scuola e nell’obiettivo dell’integrazione.
Il principio alla base dei laboratori fu prendere come punto di riferimento le esperienze concrete:
> il movimento del corpo per apprenderne il significato simbolico e
comunicativo e il suo uso per realizzazioni fantastiche nel laboratorio
di psicomotricità;
> l’uso degli ingredienti e della loro miscelazione per apprendere le trasformazioni, i rapporti di causalità, le misure, nel laboratorio di cucina;
> la drammatizzazione delle situazioni di un testo, per poterle poi disegnare, realizzare con i pupazzi, cogliere, alla fine, il significato delle
parole che lo esprimono, nel laboratorio ludico-comunicativo.
Un secondo principio è stato quello del piccolo gruppo come sede possibile di una socializzazione reale, perchè solo nel piccolo gruppo il bambino può sentirsi celebrato come individuo e gli altri sono percepiti
come sostegno e non minaccia all’identità.
IL terzo elemento caratterizzante mirava alla ripetizione delle attività, per
consolidare e verificare le acquisizioni raggiunte, così che i tempi della
proposta educativa fossero commisurati al progresso degli allievi.
L’ ultimo significativo elemento era l’enfasi sull’osservazione e l’ado-
6
zione di sistemi specifici di valutazione per i diversi laboratori, al fine di
monitorare i progressi conseguiti.
C’è stata una formazione iniziale per gli educatori e gli insegnanti coinvolti sui contenuti dei laboratori e sulla disabilità in generale da parte
del servizio di neuropsichiatria dell’età evolutiva; ci sono stati incontri
di programmazione e verifica in itinere del funzionamento dei laboratori. Molte le difficoltà incontrate e superate. Altri laboratori si sono
aggiunti nel corso del tempo (quello di fattoria, con l’esperienza diretta
dell’accudimento degli animali; quello delle abilità sociali, con l’insegnamento esplicito delle modalità dell’interazione sociale).
Il Servizio di Neuropsichiatria dell’età evolutiva col tempo si è ritirato:
la scuola ha gestito senza più intermediazioni le attività dei laboratori,
programmando con gli stessi conduttori dei laboratori le attività; le cooperative sociali che mettono a disposizione i conduttori dei laboratori
hanno fatto proprio il significato dell’esperienza, garantendo continuità agli interventi.
I bambini con disabilità hanno così trovato degli ambienti dove imparare è piacevole e il rapporto coi normodotati più facile; i bambini
normodotati da parte loro desiderano partecipare alle attività dei laboratori, perchè tutti i bambini hanno in fondo bisogno di essere creativi
col corpo ed apprendere dall’esperienza vissuta, tutti i bambini vivono
l’emozione e la facilitazione di un racconto agito, piuttosto che soltanto ascoltato, tutti i bambini imparano quando giocano a fare i cuochi sul
serio.
Come servizio che si occupa di infanzia, di tutta l’infanzia e non solo
dell’handicap, vorremmo che quelli che organizzano e fanno, o beneficiano, direttamente o indirettamente, dei laboratori ID fossero consapevoli del piccolo tesoro che questa comunità ha saputo costruire e
mantenere, di quanto sia originale, fecondo e utile a tutti.
Donata Chiarini
Servizio di Neuropsichiatria dell’età evolutiva dell’AUSL di Imola
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laboratorio di
ABILITÀ SOCIALI
<
Maria Nitti
Cooperativa Seacoop
Il laboratorio di abilità sociali è un insieme di esperienze ed attività che favoriscono nei partecipanti l’acquisizione delle abilità necessarie per adattarsi al mondo, per intraprendere e sostenere in modo significativo interazioni
sociali con i coetanei e con gli adulti.
Le abilità sociali sono fondamentali per lo sviluppo della personalità e della
capacità di instaurare relazioni interpersonali soddisfacenti e significative.
Sono il “saper essere” che consente di lavorare in gruppo, comunicare, ascoltare, interagire nelle differenze, saper gestire i conflitti.
Uno dei principi fondamentali del laboratorio è che le competenze sociali e
le abilità di base possano essere insegnate attraverso interventi specifici ed
adeguati, anche ai bambini che spontaneamente non presentano tali competenze.
9
> come
L’attività viene svolta in un’aula all’interno della scuola, alla presenza
di un operatore esperto che si occupa dell’accoglienza del bambino e
dei compagni, della predisposizione dei materiali e della conduzione e
supervisione dell’attività stessa.
L’attività è rivolta a tutti i bambini della classe in cui sia presente un
compagno in situazione di disabilità. Gli alunni sono divisi in gruppi
composti ciascuno da 4-5 bambini, i quali si alternano a seconda della programmazione prevista e concordata con gli insegnanti di classe. Il bambino in situazione di disabilità è presente per tutta la durata
dell’attività ed ha la possibilità di condividere l’esperienza con i propri
compagni.
L’operatore seleziona le situazioni che realmente e concretamente appartengono alla vita quotidiana, al fine di favorire nel bambino l’utilizzo delle competenze apprese in modo spontaneo ed autonomo, in
risposta alle richieste del suo ambiente.
Lo strumento didattico utilizzato è il gioco di gruppo, durante il quale i partecipanti mettono in pratica, apprendono ed utilizzano diverse
abilità sociali, quali partecipare correttamente, condividere, rispettare
i turni, comunicare con modalità appropriate. L’esperienza del laboratorio consente di riconoscere le emozioni in sé e negli altri, diventare
consapevoli di come le emozioni influenzano il comportamento e riuscire a gestirle in modo appropriato.
10
> obiettivi
Il laboratorio consente di:
> facilitare l’apprendimento di quelle abilità necessarie per intraprendere e sostenere in modo significativo interazioni sociali con i pari e
con gli adulti;
> aumentare l’autonomia personale;
> acquisire la capacità di lavorare in piccolo gruppo;
> potenziare la capacità di ascolto, rispettando l’alternanza dei turni;
> saper “stare con gli altri” attraverso la partecipazione ad attività comuni.
> per chi
Il laboratorio offre ai bambini con difficoltà relazionali e cognitive, ma
più in generale a tutti coloro che vi partecipano, l’opportunità di realizzare esperienze significative per sviluppare e rafforzare comportamenti
sociali autonomi, adeguati ai diversi contesti di relazione e di attività.
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laboratorio di
CUCINA
<
Silvia Ravanelli
Cooperativa Grilloparlante
Le esperienze di cucina fanno parte della quotidianità e da sempre la cucina è
uno spazio ricco di implicazioni emotivo/affettive radicate nel vissuto di ciascun bambino e di relazioni interpersonali che innescano dinamiche psichiche
importanti.
Per fare in modo che queste attività diventino esperienze didatticamente e
culturalmente utili, nella realizzazione del laboratorio l’attenzione è posta in
particolare alla cooperazione e collaborazione tra i tutti i bambini, anche in
situazione di difficoltà e disabilità, allo scambio continuo di aiuto finalizzato a
realizzare un prodotto frutto del lavoro di ciascuno e di tutti insieme.
Attraverso il laboratorio di cucina si cerca di rafforzare il senso di responsabilità e di condivisione, le abilità diverse e specifiche di ognuno, il rispetto di tempi,
di regole e delle consegne date.
13
> come
Il laboratorio si svolge in un’aula mensa attrezzata in modo da consentire il più possibile a tutti i partecipanti un utilizzo autonomo degli
spazi dedicati alle diverse attività (cucinare, mangiare, lavare).
Si seguono alcune procedure, annotate anche in un cartellone, come:
> lavarsi le mani
> mettersi il grembiule
> leggere la ricetta alla lavagna
> reperire gli ingredienti e gli strumenti
> pesare, mescolare
> infornare
> apparecchiare
> disegnare e…
> degustare il proprio lavoro
tutte azioni che includono competenze pratiche, motorie e cognitive.
La ricetta scritta alla lavagna prevede anche il supporto grafico di alcuni
disegni, per facilitare la comprensione dei bambini che non leggono.
Ogni compito viene di norma suddiviso tra gli alunni, tenendo in considerazione le varie abilità e/o difficoltà.
Il prodotto, quando possibile, viene portato anche nella classe dei bambini per trasportare un po’ del “risultato” del laboratorio in aula, valorizzando così il lavoro svolto e stimolando anche la curiosità.
Il laboratorio permette quindi di trattare tematiche proprie a discipline
diverse quali l’educazione all’immagine, la scrittura e la lettura, le misure di peso e capacità, l’educazione alimentare, fornendo interessanti
spunti per un successivo approfondimento in classe.
14
> obiettivi
Tra gli obiettivi specifici e formativi del laboratorio si ricordano:
> s timolare la relazione, attivare l’interazione e favorire l’integrazione
> e sprimersi e comunicare attraverso linguaggi non verbali
> a scoltare, leggere e comprendere le fasi del procedimento
> r ispettare i tempi e le modalità di lavoro degli altri
> interagire e cooperare con i compagni
>p
ercepire le diverse parti del corpo e usarle nel modo corretto
> s viluppare abilità motorie, di motricità fine, di coordinazione oculomanuale
> a ccrescere le capacità di attenzione e concentrazione
> f avorire la socializzazione
> a vvicinare alla conoscenza di testi diversi come i testi regolativi delle
ricette
> c omprendere l’uso degli strumenti e gestirli.
> per chi
Il laboratorio è rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di
1° grado.
All’attività partecipano i bambini in situazione di disabilità con i propri
compagni di classe, realizzando in questo modo un’esperienza di lavoro
comune, di partecipazione e reale integrazione.
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laboratorio LUDICO-COMUNICATIVO
<
Daniele Trombetti
Cooperativa Seacoop
Il laboratorio ludico-comunicativo si presenta come un contesto nel quale è
possibile realizzare esperienze diverse di carattere ludico, espressivo e comunicativo. Si basa sulla rappresentazione di fiabe/racconti, integrata da attività
manuali (costruzione dei costumi per la rappresentazione, ecc.), grafico-pittoriche e di drammatizzazione. Il conduttore, per mezzo di supporti visivi o di
produzione delle sequenze narrative e di un copione, coinvolge i partecipanti
in una drammatizzazione (rappresentazione), dove ciascuno ha un proprio
ruolo. L’utilizzo di canali comunicativi diversi permette a tutti i partecipanti di
trovare uno spazio adeguato alle proprie capacità, di condividere un’esperienza
positiva d’integrazione.
17
> come
Il laboratorio è un progetto che coinvolge gli insegnanti di classe, di sostegno e il dipartimento di neuropsichiatria dell’età evolutiva, che concordano con il conduttore: chi partecipa, i tempi e i contenuti.
L’attività si svolge all’interno delle scuole del comune di Imola, in un’
aula-laboratorio attrezzata con: supporti visivi e uditivi, materiale per
disegnare e realizzare i costumi di scena e per allestire l’ambiente per la
rappresentazione finale dell’attività.
Come filo conduttore del laboratorio sono utilizzate fiabe e racconti
che vengono illustrati dall’operatore e dai bambini. Il ricorso alle favole
consente di spaziare in “luoghi” carichi di emozioni e di empatia; la
fiaba, infatti, è presente in tutte le culture, rappresenta un momento “magico” della comunicazione adulto-bambino ed è uno strumento
linguistico-cognitvo e psicologo molto efficace, che consente di coinvolgere il bambino sia dal punto di vista emotivo che didattico. La fiaba
permette di inventare storie e drammatizzazioni utili a suscitare e favorire lo sviluppo dell’immaginazione, della fantasia e delle emozioni.
18
> obiettivi
Il laboratorio ludico-comunicativo è una risorsa che, integrandosi con
le attività didattiche realizzate dagli insegnanti, aiuta i partecipanti a
sviluppare capacità relative alla scrittura, la lettura, il disegno, l’osservazione e la memorizzazione.
Permette, attraverso il “gioco”, di esprimere/esprimersi utilizzando le
proprie modalità, i propri tempi e le proprie capacità; sviluppa, in chi
partecipa, fiducia in se stesso e quindi una maggiore autostima.
Il percorso serve a stimolare la comunicazione verbale, la collaborazione, l’accettazione e la socializzazione.
> per chi
Il laboratorio è rivolto agli alunni che frequentano la scuola primaria e
secondaria di 1° grado, agli alunni affetti da disturbi generalizzati dello
sviluppo e, più in generale, a tutti gli studenti che, organizzati in piccoli
gruppi o con l’intera classe, con questa esperienza migliorano le proprie
capacità di espressione, integrazione, accettazione, collaborazione e la
propria autostima.
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20
laboratorio di
PSICOMOTRICITÀ
<
Alessandra Ronchi
Cooperativa Grilloparlante
La psicomotricità è un’attività motoria che si modella sul gioco spontaneo e
sulla libera espressività dei bambini, bisognosi di esperienze e di significati che
partano innanzitutto dal corpo, dal corpo in movimento e dalla rete di relazioni che esso instaura (con se stesso, con gli altri, col mondo degli oggetti).
> come
L’attività è rivolta a tutti i bambini della classe in cui sia presente un
compagno in situazione di disabilità. Gli alunni sono divisi in 3-4
gruppi composti ciascuno da 7-8 bambini, che partecipano ognuno ad
un ciclo di attività: il bambino in situazione di disabilità è presente per
tutta la durata dell’attività ed ha la possibilità di condividere l’esperienza con i gruppi fissi e con tutti i compagni.
21
Il laboratorio è realizzato in un apposito spazio all’interno della scuola, opportunamente attrezzato affinché la “sala di psicomotricità” si
presenti come un ambiente caldo, piacevole e accogliente, ricco di materiali morbidi e colorati come grandi cubi e parallelepipedi di gommapiuma... da buttare giù, da lanciare, oppure da utilizzare per costruire,
sprofondarvi dentro o salirci sopra... e, inoltre, materassi, cuscini, peluches e tanti teli e foulards colorati per avvolgersi, nascondersi, travestirsi, inventare.
Nel laboratorio ci sono strutture per scivolare e la spalliera che consente di sperimentarsi nel salto, attività molto importante per i bambini
perchè permette loro di percepire il corpo nella sua globalità e di rendersi conto delle proprie capacità e dei propri limiti.
In questo luogo ogni bambino può esprimersi attraverso le sue modalità, da quelle più inibite a quelle più eccessive e la sua pulsionalità è
accettata e canalizzata.
L’azione, il movimento mettono a contatto il bambino con la realtà:
con le cose, gli altri e prima di tutto con se stesso in rapporto alla realtà.
Il lavoro è impostato sulla globalità dell’essere del bambino, nel rispetto
della sua personalità e delle sue potenzialità in relazione con l’ambiente
familiare e sociale.
I bambini hanno la possibilità di scoprire inattese abilità nei loro compagni, anche quelli in situazione di disabilità e possono sperimentare
davvero che integrazione significa riconoscere e rispettare le differenze
individuali.
22
> obiettivi
Il laboratorio offre un rinforzo allo sviluppo globale di tutti i bambini,
è un mezzo per trovare o ritrovare la fiducia in se stessi e nelle proprie
capacità, per vincere le paure, per vivere il piacere del movimento, per
imparare a giocare…o più semplicemente per ricevere un aiuto in quel
difficile cammino che è la crescita.
L’esperienza del laboratorio consente di rassicurare i bambini aiutandoli a:
>p
rendere fiducia nelle loro personali capacità di azione e di affermazione, per vincere le paure, per vivere il piacere del movimento, per
imparare a giocare…;
> t rovare o ritrovare le esperienze piacevoli proprie del movimento e del
gioco e condividerle con gli altri;
> s trutturare un’immagine di sé, un’identità positiva.
> per chi
La psicomotricità è utile in modo specifico per i bambini con sindromi
psicomotorie e in tutte quelle situazioni in cui l’intervento sul movimento può favorire un miglior adattamento psichico.
In realtà, la psicomotricità è un valido aiuto alla crescita per tutti i
bambini, che durante l’attività del laboratorio possono esprimere e rielaborare, in un clima di contenimento affettivo, la propria storia personale “inscritta” nel corpo.
23
24
laboratorio
ANDIAMO A CAVALLO
<
Romina Dal Pane
Centro Ippico Sportivo Imolese
E’ molto forte l’attrazione che i cavalli suscitano nei bambini: nelle loro fantasie il cavallo è protagonista di sogni, fiabe e desideri. Il cavallo è simbolo di
forza, potenza, velocità, nobiltà, libertà …è caldo, docile, sottomesso, porta e
dondola anche se l’altezza, la sua imponenza o la sua carica istintiva possono
intimorire.
Il laboratorio, attraverso la conoscenza ed il contatto con il cavallo, aiuta i
bambini a conoscere se stessi divertendosi, confrontandosi con potenzialità,
capacità e limiti, aiutando e facendosi aiutare.
Per le sue caratteristiche, il cavallo rappresenta un supporto sia fisico che psicologico perché è un animale vivo, mobile, sensibile, ricettivo con cui entrare in
relazione. Il cavallo diventa così mediatore tra il bambino ed il resto del mondo,
gli offre la possibilità di riconoscere l’importanza della relazione con l’altro e
del rispetto reciproco.
25
> come
Ogni laboratorio è articolato in 5 incontri con accesso settimanale della durata di 2 ore ciascuno; ogni ciclo coinvolge un gruppo composto
da bambini in situazione di disabilità e da alcuni compagni di classe, a
rotazione.
Ciascun incontro è caratterizzato da 2 fasi: la teoria e la pratica. Inizialmente ai partecipanti sono presentati elementi di conoscenza generale
del mondo del cavallo e, con l’uso di schede di lavoro, giochi, osservazioni dirette dell’ambiente, di situazioni e relazioni tra gli animali, possono essere approfonditi argomenti come comportamento e comunicazione del cavallo, alimentazione, gestione della scuderia, morfologia
dell’animale, andature, bardature, ecc…
Successivamente, il gruppo viene coinvolto in un graduale avvicinamento ed approccio al cavallo nell’attività pratica di pulizia, sellaggio
e nella salita. Si sperimenta il contatto diretto con l’accudimento, la
capacità di entrare in sintonia con l’animale attraverso l’equilibrio e
l’adattamento al ritmo dei suoi movimenti alle varie andature, l’esecuzione di giochi ed esercizi, la guida sia in sella che da terra.
Le attività proposte favoriscono il coinvolgimento diretto di tutti i partecipanti, permettendo loro di acquisire elementi di esperienza sui quali
confrontarsi in classe. In particolare il bambino in situazione di disabilità, partecipando a tutti gli incontri, può mettere le abilità acquisite e
la propria esperienza a disposizione dei “nuovi” compagni, assumendo
un ruolo da “esperto” che facilita la sua integrazione e l’inserimento
nel gruppo.
26
> obiettivi
Il laboratorio consente di sviluppare in tutti i partecipanti capacità a
diversi livelli.
Sul piano cognitivo favorisce:
> l’acquisizione di capacità di osservazione e concentrazione;
> il potenziamento dell’orientamento spazio-temporale, apprendimenti di
competenze pratiche, di sequenze di azioni, conoscenza e uso di strumenti.
Sul piano affettivo-relazionale consente di:
> migliorare il controllo emotivo, la tolleranza alle frustrazioni, canalizzare
l’aggressività, la consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni;
> favorire la socializzazione e la comunicazione attraverso la condivisione
con gli altri di spazi, tempi, oggetti, abilità, interessi e quindi sviluppare
sensibilità e rispetto verso l’altro, migliorare il rispetto di regole e turni.
Sul piano psicologico:
> sviluppa la stabilità dell’umore, il comportamento tranquillo e fermo;
>m
igliora il contatto con la realtà in un ambiente “naturale”;
> s viluppa l’autostima, la determinazione, la fiducia in sé e negli altri,
la capacità di affrontare le paure ed accresce l’autonomia.
Sul piano senso-motorio:
> favorisce lo sviluppo di una coscienza e conoscenza dello schema corporeo;
> migliora l’equilibrio, la coordinazione oculo-manuale e visuo-spaziale.
> per chi
Il laboratorio è di particolare utilità per bambini e ragazzi in situazione
di disagio comportamentale, relazionale, deficit cognitivo o con patologie di tipo neuromotorio che frequentano le scuole primarie e secondarie di 1° grado. E’ comunque un’esperienza di crescita e sviluppo di
nuove competenze per tutti coloro che vi partecipano.
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Comune di Imola
Settore Scuole – Dirigente Amedea Morsiani
Servizio Diritto allo Studio – Responsabile Licia Martini
via Pirandello, 12
40026 Imola – BO
tel. 0542 602354
[email protected]
grafica e foto Cardo Riccardo
stampa Nuova Grafica Imola
Novembre 2007
Assessorato Servizi Educativi,
Istruzione, Formazione e Università
UNA SCUOLA
PER TUTTI
L’esperienza dei laboratori di integrazione alunni disabili - ID
a cura di Licia Martini
Comune di Imola
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Via Pirandello, 12
40026 Imola – Bo
Tel. 0542-602354
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