7 Tre è un numero magico. Tre persone in una sola: Padre, Figlio, Spirito Santo pensano all'anima nostra. Tre navicelle: la Nina, la Pinta, la Santa Maria portarono Colombo alla scoperta dell'America. Tre donne nell'aldilà: Francesca da Rimini, Piccarda Donati, Pia dei Tolomei consentono a Dante di “volgersi al segno di maggior disio”, ovvero Beatrice. Tre donne nell'aldiqua: Maria Lanzetta, Caterina Girasole, Elisabetta Tripodi ci salveranno dalla 'ndrangheta. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 02 UNA STORIA BACICO E MEZZARICCHI: A PIEDI, MANO NELLA MANO DALLA GERMANIA A FOCÀ Bacico sapeva sognare, quest'arma gli aveva permesso di sopravvivere a tre terribili anni di guerra. E il suo era un sogno monotematico, la campagna che saliva al Chianu, il mare sconfinato, la sua casa e davanti alla porta la sua giovane moglie alle cui braccia era stato strappato per essere portato in Africa, in Grecia e poi in Francia. Ed era in nel sud della Francia il 7 settembre del 43. Era sera, stava seduto sulla sua branda con gli occhi spalancati a rincorrere il solito sogno. Passarono in fila un gruppo di nuovi soldati, giunti da chi sa dove. Uno attirò la sua attenzione, ma fu un attimo, le braccia di sua moglie lo riportarono al sogno. La sera dell'8, Bacico rivide il soldato e questi gli rimase in testa durante la notte e non ci fu verso di mandarlo via. Prima dell'alba una certezza fulminante: “mezzaricchi, mezzaricchi..” gridò forte. E una voce gli rispose: “bacico, bacico.. I due paesani si erano riconosciuti. Venivano entrambi da Focà. Misero le brande vicine. E all'alba del 9 settembre si ritrovarono insieme prigionieri dei tedeschi, divenuti nemici a causa dell'armistizio del giorno avanti. Furono caricati sullo stesso vagone, scesero nella stessa stazione, entrarono insieme nella camerata del campo di concentramento nel quale vennero internati. Occuparono i piani diversi di uno stesso letto a castello. E insieme sognarono la loro terra e le loro mogli, fra le sofferenze indicibili inflitte loro dai tedeschi. Quando i tedeschi scapparono e i russi li cacciarono a forza dalle baracche. Bacico e Mezzaricchi si presero per mano e marciarono in silenzio verso sud. E le mani se le lasciarono solo davanti alle case di Focà. Ripresero le loro vite e le loro famiglie e lottarono per vivere, perché in Calabria sopravvivere era una guerra. E al tramonto delle loro esistenze passarono i caldi pomeriggi estivi all'ombra delle robinie della piazza di Focà. In silenzio e mano nella mano come un tempo, quando a piedi camminarono dalla Germania fino a Focà. Le Chevalier U delle proprie funzioni. Scomodare una città, spendere denaro facendo credere che si intende amministrare e svolgere un servizio per cinque anni, e dopo pochi mesi andarsene in Parlamento, vuol dire sfruttare la propria posizione. Se poi questa candidatura viene addirittura utilizzata per andare in I MERCATI DELLA POLITICA DI PIETRO E I VOTI VENDUTI Il leader di Italia dei Valori, a Catanzaro per una manifestazione elettorale, critica duramente la politica regionale: “Qui in Calabria invertendo l'ordine degli addendi la somma non cambia, qualunque sia la Giunta regionale in carica. Ogni volta che qualcuno va a fare politica, si scopre che la fa per interessi personali. Tant'è vero che deve sempre arrivare la magistratura”. Il leader di Italia dei valori ha , poi, ricordato i motivi che hanno por- tato la Città alle urne dopo solo un anno dalle ultime amministrative, a causa delle dimissioni dell’allora sindaco Michele Traversa, che ha optato per lo scranno di Montecitorio. Per questo, Di Pietro ha lanciato un appello agli elettori: “Non è non andando a votare che si risolvono i problemi, specie in realtà come queste. Significa mandare a votare solo il voto venduto, comprato, strumentalizzato. A Catanzaro c'è la prova provata di un utilizzo strumentale CARTOLINE PER LA PADANIA * Parlamento, vuol dire che si è fatto tutto per costruire la propria carriera. Questo si chiama furto politico della buona fede dei cittadini. Bisogna porre fine a questo intrallazzo”. Tutto giusto, ma non completo. Antonio Di Pietro ha dimenticato di dire che il voto da mercato afflligge anche il Centro- Nord. Come dimostrò a suo tempo Napoleone Colajanni. Chi fosse costui, Antonio Di Pietro non lo sa. di Antonio Calabrò TRAMONTO SULLO STRETTO Tutti lo chiamiamo Jude, solo per Pasquino il suo nome è Stalin. Ma è una labrador all’antica il nuovo redattore de la Riviera, una signorina che ama la carta stampata più del web. Specializzata in gossip, è attratta più dal petto villoso dei lupini che non dai dorsali dei molossi. Quando si arrabbia non abbaia. Ringhia scoop. Non potevamo adottare un piccolo leone, considerato il cuore mite del nostro Editore. Il carro del sole ha superato la Sicilia lasciando i tenui colori di Esperia. Il mare è un banco di marmo sul quale scivolano navi pigre. La città sta distesa sulla costa come una Maya insolente, mentre di fronte l’Etna accende i suoi fuochi e libera colori fumosi che si allontano verso Est. Si respira il mare e le misteriose creature che lo abitano. Tramonto sullo Stretto in una serata di fine Aprile. IL DITO NELL’OCCHIO CARO SCULLI i disputa sul campo del Marassi la partita GenoaSiena. È questione di vita o di morte per il Genoa, che al nono minuto del secondo tempo insacca dal Siena quattro reti. A questo punto gli ultrà genoani non reggono più. Vanno all'assalto. Si avvicinano, ai bordi del terreno di gioco, minacciano l'invasione di campo, impongono ai calciatori di togliersi la maglia genoana della quale non sarebbero più degni. Due soli calciatori non si piegano: Frey e il calabrese Sculli. Il quale opera il prodigio. Per nulla intimidito, va verso gli ultrà con la testa alta, come criniera di leone, che non conosce domatore. Apre il dialogo, non contratta, placa gli ultrà e la partita può riprendere e avere la sua pacifica conclusione. Non ci sarebbe da applaudire e portare agli onori del merito sportivo il giovane Sculli? A noi così sembra, ma così non sembra all'inviata speciale del “Corriere della Sera”, Gaia Piccardi. La quale, pur essendo Sculli molto conosciuto dalle Alpi a Capo Passero, pur non avendo, quindi, per la sua identificabilità, bisogno di patronimici, sente la necessità di sottolineare che il bomber del Genoa è “il nipote del boss di Africo Giuseppe Morabito detto u tiradrittu”. Il che è un codardo espediente per gettare fango sull'immacolata maglia di Sculli e sulla sua vita specchiata della quale non ha nulla da rimproverarsi: né il luogo di nascita, né il padre né la madre né il nonno. In carcere, e che va lasciato in pace. S DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 03 Parlando di... ATTUALITÀ NORDICI & SUDICI DI GIOACCHINO CRIACO I Calabresi. Solo testimoni davanti alle telecamere N on è che se s'incontra un tedesco gli si parla, obbligatoriamente, del nazismo. O della pedofilia a un belga, dei desaparecidos a un argentino, della coca a un colombiano. Il discorso con noi calabresi ha ormai superato ogni limite della decenza, non resta altro termine per definire il rapporto stampa-Calabria se non quello della parodia. Parlare con un calabrese, per ogni bravo giornalista italiano si riduce al solito tema. La 'ndrangheta. Obiettivamente, non se ne può più. Non perché non c'è o non rappresenta un problema, ma perché non è più possibile che noi veniamo ridotti solo a testimoni di una delle nostre piaghe sociali, a burattini inebetiti che davanti a una telecamera sono costretti a recitare il solito insulso copione. Sei un calabrese che produce vino, si ma la 'ndrangheta? Ti chiede il giornalista. Fai il formaggio più delizioso al mondo, si ma la ndrangheta? Sei un asso in astronomia, un tocco di figliolo o figliola, percorri i cento metri piani in 9 secondi netti, si ma la 'ndrangheta? E basta, cambiate disco. Siete proprio sicuri che la 'ndrangheta faccia così tanta audience da sfidare il senso del ridicolo e porre sempre la stessa domanda ai calabresi, o un po' ci marciate? Non vi da un po' di nausea mettere su una sedia lo scrittore di turno o il magistrato o il testimone di giustizia o la donna coraggiosa e tormentarlo con la stessa insopportabile richiesta? Almeno foste informati su quali siano i termini dell'argomento, del quale dimostrate quasi sempre un'ignoranza totale e vi bevete ogni genere di panzana vi venga rifilata o vorreste rifilare al pubblico una panzana tutta vostra se il testimone calabrese vi regge il moccolo. Smettetela di trattarci da subumani e se avete bisogno di fenomeni da baraccone cambiate copione che il pubblico è stufo. E se non lo è il pubblico lo siamo noi stanchi di recitare il solito ruolo e dare un brivido al giornalista d'assalto convinto di confezionare servizi memorabili con la pelle calabrese. Soprattutto smettiamola noi di reggere il gioco e di prestarci a pure speculazioni, alle quali la risoluzione dei nostri problemi non interessa. Non andiamo più a sederci nei salotti televisivi a svendere la nostra terra per vendere un libro in più o per allungare di qualche mese una nostra vuota popolarità. La mafia è sangue e dolore, come lo sono le tante cose ingiuste che calpestano la nostra terra che è luogo problematico al quale una rappresentazione stereotipata può solo aggiungere un po' di beffa, oltre al danno già presente. PASQUINO CRUPI SOLIDARIETÀ CIRCONFERNZIALE Il prof. Luigi Gullo, fine giurista, uno dei più grandi avvocati d’Italia, ci ha più volte ricordato che tutte le questioni di diritto sono questioni opinabili. E tra le questioni opinabili rientra, al di là d’ogni legittimo dubbio, la decisione del magistrato di interdire dai pubblici uffici il sottosegretario Alberto Sarra oltre che l’incredibile rinvo a giudizio dell’on. Saverio Zavvetieri del quale qui accanto pubblichiamo la risentita e motivata dichiarazione. I fatti attribuiti al sottosegretario Alberto Sarra risalgono a 7 anni or sono, e farebbero riferimento a pressioni esercitate su Renato Carullo al fine di favorire un primario piuttosto che un altro. Non avrebbe dovuto intervenire più la prescrizione che l’interdizione? In ogni caso, posto che i tribunali siano infalli- bili, la verità giudiziaria dovrà venire dal processo, dal dibatimento e dalla sentenza del collegio giudicante. Ma il Pd, che per bocca solo per bocca- del commissario regionale D’Attorre pur si dichiara garantista -e per la deputata Laganà lo è davvero- non ha pazienza e anticipa il giudizio, ovviamente, di condanna: fuori, perciò, Alberto Sarra e fuori il Governatore, che lo ha alzato alla carica, un tantino ininfluente, di sottosegretario. E al Governatore, che perde il pelo ma non il vizio della solidarietà circonferenziale, cioé circondante solo la sua persona, vogliamo rimproverare di non aver detto una sola parola in difesa di Sarra. E questo è un peccato morale non opinabile come l’opinabile interdizione dai pubblici uffici. ELEZIONI COMUNALI A CATANZARO Lo manda Tallini ergio Abramo non è un industriale, come si suole dire con frase fritta, prestato alla politica. È un industriale che vede l’avvenire di sé e della città di Catanzaro nel raccordo discorde tra imprenditoria e politica. Non sappiamo stabilire su scala geografica calabrese se il rischio è quello della dipendenza x dell’economia dalla politica o della dipendenza della politica dall’economia. Il dato oggettivo, comunque, è questo come oggettivo è il dato che un imprenditore ambrosiano alla guida del governo, fin l’altro ieri, ha portato non le sue aziende, ma l’Italia sull’orlo della bancarotta. Sergio Abramo- i calabresi hanno S il primato dell’equilibrio- spera di fare meglio, di più e il contrario. Spera, insomma, di potere fare il bene della città di Catanzaro e il bene delle sue aziende, anche se per ora sembra che non si occupi più delle sue aziende almeno a livello manageriale, essendo in atto presidente di Sorical. E trova forza a questa sua speranza nella leva Tallini. Il suo Archimede che costringe ad aggiornare la famosa frase: datemi un Tallini e vi solleverò Catanzaro. È stato accontentato. Tallini è tutto, Sergio Abramo, candidato a sindaco del Pdl, è quasi nulla, e sicuramente non è da dimenticare che Abramo è stato sinda- DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 04 la Riviera DIAVOLO NERO SAVERIO ZAVETTERI ED IO CHE C’ENTRO Mi spiace per la pesante misura cautelare adottata nei confronti di Alberto Sarra dal Gip del Tribunale di Catanzaro nell'ambito di una indagine giudiziaria riguardante presunte minacce nei confronti dell'allora DG dell'Asl di Reggio Calabria Dott. Carullo di cui non riesco a valutarne la necessità a sette anni di distanza da quanto detta indagine ha preso le mosse, e che, incidentalmente, mi vede coinvolto per un presunto reato di concussione. Osservo intanto che la linea difensiva fin qui adottata e tendente a mescolare le carte tra accusa (Carullo) e difesa (Sarra) non ha prodotto altri risultati, giusti o sbagliati che siano, se non quelli che conosciamo e di co per due consiliature. Domenico Tallini è un ex picchiatore fascista, ma vogliamo passare sopra a questo peccato di gioventù. Se non il contraltare, non reggendo il paragone, è sicuramente l’opposto di Michele Traversa, le cui dimissioni da sindaco portano il segno del sottile lavoro di logoramento di Tallini per conto terzi. Ossia, per conto del Governatore, che inutilmente aspira a diventare il padrone della Calabria. Da assessore regionale con delega al personale non sembra che abbia lasciato traccia e che lascerà traccia. Il suo piccolo mondo antico è Catanzaro e nel consiglio comunale della Città siede da 25 anni in nome del rinnovamento. E qui, in questa Città, è riuscito ad un’impresa che appariva impossibile: la saldatura nella sua persona di popolo minuto e lobbisti. Si capisce che, quando si mescolano pecore e lupi, sono le pecore a rimetterci la lana e la carne. Ancorché lo spietato populismo di Domenico Tallini tenda a mascherare questo imbroglio da tanti anni ormai. Lo manda Tallini. È Tallini, l’anima nera della politica catanzarese, che manda avanti Sergio Abramo. Non c’è bisogno di grattare per trovare l’ex picchiatore fascista. Sergio Abramo è già nel registro della liquidazione come uomo politico autonomo. Non vincerà. Ma se ciò dovesse accadere, più prima che poi, sarà liquidato da Domenico Tallini. certo non accettabili per il sottoscritto. “Per quanto riguarda la proposta di rinvio a giudizio avanzata contestualmente nei confronti dalla mia persona unitamente ad altri, e tuttora ferma all'esame del Gip che si pronuncerà nell'audizione del 24 maggio, non faccio alcun commento pur non nascondendo la mia sorpresa ed il mio stupore. Mi preme comunque aggiungere che non consentirò a nessuno di coinvolgermi né direttamente né indirettamente in vicende, fatti o reati che mi vedono totalmente disinteressato ed estraneo e di cui ignoravo perfino l'esistenza fino allo scorso 12 novembre, data in cui mi è stata notificata la prima informazione di garanzia dalla Procura di Catanzaro, ed annuncio fin d'ora che provvederò opportunamente a tutelare la mia immagine ed onorabilità in tutte le sedi abilitate. POLAROID TANTI AUGURI ANTONELLA Antonella Grippo s’è decisa al salto, che per lei non è nel buio, ma nell’azzurro. Si sposa con la testa all’indietro. Riprendendosi Francesco La Perla, che fu il suo primo amore. Siccome il primo amore non si scorda mai, non ha potuto dimenticare. E da oggi incipit vita nova. I nostri migliori auguri e complimenti per la ferrea memoria. ATTILIO TUCCI, O DEL MULINO A VENTO Se il fumo non mi annebbia gli occhi, ciò che leggo su un volantino dei sostenitori della lista, guidata da Giovanni Riccio a Caulonia, corrisponde esattamente alla biografia politica dell'ex museale assessore provinciale ed ex consigliere provinciale, dr. Attilio Tucci, un medico che non ha mai voluto curare se stesso, né ad altri affidandosi per scoprire che cosa lo spinga a mutare e a mutarsi. E, poi, nato in un mulino a vento, questo spiegherebbe tutto senza il soccorso della psicoanalisi. Che cosa imputano i redattori del volantino al dr. Attilio Tucci, del PD? Primo, sei stato consigliere comunale nella maggioranza, retta da Ilario Ammendolia, e lo sei stato fino al 6 aprile 2012. Non hai mai avanzato critiche. E solo ora t'accorgi del fallimento? Secondo, ti sei ripresentato nelle liste del Pd come candidato a consigliere provinciale. Avevi ad avversario, anzi a nemico, il pdielllino Campisi, da te ingiuriato come il qualificato rappresentante di “una destra sociale, economica e politica e culturale di natura conservatrice” e, poiché Dio il sale in zucca l'ha messo in testa solo a te, su una candida maglietta bianca avevi scritto: io ho un cervello e voto Tucci. E allora spiegaci: perché ti ritrovi nella stessa lista dei -secondo te- derecebrati? Che cosa replica a tutto ciò il dr. Attilio Tucci? Mi vogliono demonizzare. Non è vero: manca la materia prima. Per diventare un demonio, secondo la consolidata dottrina cattolica, prima bisogna essere stati angeli. Ma il mulino a vento, ove ebbe culla il dr. Attilio Tucci, per quanto forte abbia spirato, non ha ha avuto la forza di spingerlo fino all'alto dei cieli. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 05 DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 06 DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 07 La Riviera per la Locride * LA STELLA GIALLA E VOLTARELLI CORSIVO 8 Il senatore c'era (in spirito) 5 aprile a Roccella per tenere a battesimo la nascita dell'Associazione “La Stella gialla in difesa della Costituzione”. Cera tanta gente. C'erano tanti sindaci. Non svettava l'assenza della signora Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace, che, invece d'essere invitata al festival delle canne al vento, si trovava a Marzabotto, la città martire, la città ove furono falciate dai nazisti 1.830 persone. E questo a conferma che i morti non tornano per dire ai vivi di stare al loro paese. Svettava, però, l'assenza del sen. Sisinio Zito, che ha sempre qualcosa di più importante da presiedere. A dire la verità, nessuno s'è accorto della sua assenza. Apparente o reale? A constatare che il sindaco di Roccella, prof. Giuseppe Certomà, miracolosamente senza badante, ha parlato senza redini, dovremmo rispondere che l'assenza di Zito era reale. Ma, poiché dobbiamo considerare che il senatore ex non è un corpo, ma uno spirito, non c'è dubbio che quella sua assenza era apparente. E, infatti, lo spirito suo alitava, soffiava nel cuore di ciascuno, avvolgeva i cuori e le menti, annunciava il suo regno in cui c'è posto solo per l' Associazione Culturale Jonica. L'aquila reale alla quale dare precedenza. Per i passeri, come La Stella Gialla, che intende difendere i calabresi in carne ossa, non i sassofoni, fatti di rame, c'è sempre tempo. 2 A Roccella, mercoledì scorso, sono stati mossi i primi passi della prima, vera, Resistenza Meridionale: “La stella gialla”. Le teste sono tante per fortuna, e così diverse da rendere il tutto squisitamente apolitico. Il sogno è comune però, così come l’amore per la nostra terra. I simboli utilizzati, invece, tutti da discutere. I primi incontri saranno fondamentali per tracciare le linee guida. Non mancate. «Come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore...» ILARIO AMMENDOLIA a Resistenza vive ovunque una persona umana è vittima della violenza. La Resistenza continua ovunque una persona è in carcere, in questo carcere, senza processo. Noi, noi della Stella Gialla, abbiamo celebrato il nostro 25 aprile senza retorica, senza fanfare, senza bande musicali. Il sentiero è più stretto rispetto al 1945, il terreno di lotta è più scivoloso, più infido, più agevole per le imboscate. Vogliamo una Calabria senza ndrangheta. Sogniamo una Calabria dove la Costituzione Repubblicana non sia una parola vuota. L La ndrangheta non si sconfigge né con le truppe speciali, né con i professionisti dell’antimafia. Non usiamo questa parola in senso dispregiativo. Il nostro rispetto è massimo per tutti. Tuttavia ci rifiutiamo di pensare che la risposta ad un fenomeno drammatico e doloroso, che ha causato più morti della guerra dei sei giorni o della guerriglia nel Nord Irlanda, possa essere delegato alle forze dell’ordine o alla magistratura. Esiste un dovere della Politica, oggi latitante. Oggi, sul banco degli imputati c’è la ndrangheta, ma accanto alla ndrangheta deve sedere questa politica screditata, questo Stato, almeno per come s’è presentato nel Sud. “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.” “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Questo c’è scritto nella Costituzione, questo è ignorato nella Locride, in Calabria. E’ ignorato ovunque si chiudono le scuole o vengono degradate a mero parcheggio, quando si lasciano i ragazzi senza lavoro, quando gli ospedali diventano lazzaretti, le carceri lager, quando le strade diventano impraticabili, quando i tribunali non rendono giustizia, quando i treni vengono soppressi, quando i partiti politici diventano casta alla ricerca di potere e di denaro. “La libertà personale è inviolabile.” Questo è un rivoluzionario principio della Costituzione che viene umiliato quando si detengono persone senza processo. Quando si effettuano arresti di massa come a Platì, senza poi arrivare ad una sola condanna. Quando la giustizia diventa spettacolo che si alimenta dal circuito mediatico piuttosto che dalla composta serenità, e in un ambiente asettico e sterilizzato dalla propaganda, che si dovrebbe trovare nei tribunali. Ribadiamo: la ndrangheta non è figlia di osso, mastrosso e carcagnosso come sostiene qualche autore di libri ad alta diffusione nazionale. La ndrangheta nasce nella storia e si nutre dalle mammelle di questa società. Quando la società è impregnata di violenza , di avidità, di brama di potere, la ndrangheta DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 08 ne diventa lo specchio . Da ciò nasce il nostro impegno di cambiare la società, sterilizzando il ventre da cui la ndrangheta nasce. Non possiamo consentire oltre la criminalizzazione del nostro popolo. Non è una questione etica ma politica. La criminalizzazione è funzionale all’emarginazione. Un ultima cosa: noi non siamo “anti” dell’antindrangheta. Noi siamo “combattenti” per la Costituzione. Negli anni 50 un ministro dell’interno ha dichiarato che la “Costituzione è una trappola”. E’ vero! La Costituzione, esaltata nei riti ma ignorata nei fatti, se giustamente interpretata ed attuata ,rappresenta il nostro naturale terreno di lotta . Lotta non di pochi ma di tutti perchè il dettato costituzionale“la sovranità appartiene al popolo” non sia una parola priva di significato. Ora un dubbio: forse noi siamo una sparuta minoranza di visionari incapaci di mettersi in sintonia con la globalizzazione del mondo moderno? Non solo è possibile ma questo dubbio mi rode il cervello. Bucharin, grande rivoluzionario russo, poco prima di essere fucilato dal potere stalinista, dichiarò che avrebbe voluto scrivere un libro “sull’uomo”. “Uomo” : un grande mistero. Tuttavia noi abbiamo creduto e crediamo nell’umanità. L’umanità è stata la nostra religione! Qualora ci fossimo sbagliati fateci andar via con le nostre illusioni! PEPPE VOLTARELLI NELLA LOCRIDE Trionfa la modernità antica FABIO NOCE BOVALINO (REGGIO CALABRIA) i è svolto presso l'auditorium dell'Istituto di Istruzione Superiore F. LA CAVA di Bovalino l'incontro tra l'artista e cantautore calabrese Peppe Voltarelli e i numerosi studenti degli istituti superiori della Locride. Numerosi gli argomenti trattati durante il faccia a faccia: dalla musica all'importanza del dialetto, si è citato l'oramai celebre caso del testo di Onda Calabra e soprattutto il coraggio di parlare senza alcun timore dando voce alla Calabria che vuole cambiare. La tappa dell'istrionico trovatore calabrese, deve considerarsi inserita nella serie di incontri che Voltarelli sta associando a tutte le località toccate dal suo spettacolo teatrale “Il viaggio, i padri, l'appartenenza”. Non solo studenti presenti al dibattito, ma anche numerosi cittadini seguono con attenzione le parole dell'artista, grazie anche al prezioso aiuto del coordinatore Ruggero Brizzi. L'incontro è iniziato con Peppe Voltarelli che ha ripercorso le tappe della sua carriera, da quando giovane si trasferì per studiare a Bologna, dove fondò Il Parto delle Nuvole Pesanti, fino ad oggi oramai affermato cantautore solista, non solo a livello nazionale ma anche europeo (il suo ultimo lavoro “Ultima notte a Malà Strana” ha vinto la Targa Tenco 2010 come miglior album in dialetto) . L'artista si è poi soffermato su S numerose tematiche sociali, denunciandole con simpatia e ironia, mettendo in mostra una personalità molto forte. Dall'importanza della scuola, che oggi viene meno su tanti aspetti; ha poi coinvolto il pubblico con una bellissima versione chitarra acustica/voce di “Onda Calabra”, oramai famosissimo pezzo composto per il docu/film “Doichlandia”, del famoso regista saracenaro Giuseppe Gagliardi. Una sorta di diario di un viaggio musicale compiuto da una band calabrese e raccontato attraverso le facce degli emigranti in Germania; ha esortato i giovani a non considerare l'arte competitiva e a intraprendere altra vie o percorsi per arrivare a un successo che sia duraturo nel tempo. Durante l'incontro ha omaggiato la scuola di una copia del dvd “La leggenda di Tony Vilar”, sempre del regista Giuseppe Gagliardi. Film dove lo stesso Voltarelli interpreta un cantante andato in Argentina per rintracciare il leggendario cantautore Tony Vilar e cercare le ragioni del suo declino. Ha eseguito, poi, altri due pezzi: “Turismo in quantità” e “Il paese dei ciucci”, due modi per legare la poesia d'autore italiana alla protesta e denuncia, con ironia. Un incontro, questo, voluto fortemente da La Riviera per sensibilizzare i giovani alle varie tematiche sociali. Peppe Voltarelli si è esibito con il suo spettacolo “Il viaggio, i padri, l'appartenenza” il 27 aprile al teatro Siracusa di Reggio Calabria e il 28 al Teatro Politema di Lamezia Terme. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 09 Parlando di... PRIMO PIANO Braccia sottratte alla pallacanestro PASQUINO CRUPI Medioevo è assai lontano da noi -solo cronologicamente, però. A me sembra che né il sindaco dr. Demetrio Arena, messo nella vigna a far da palo, né il Governatore dr. Giuseppe Scopelliti, che lì ce l'ha messo, possano colmare tale fratturante distanza e ascoltare dagli intellettuali dell'evo di mezzo che impropreria non sunt argumenta, che gli improperi non sono argomenti. Per ragioni di cultura. Infatti, alla riunione del Gran Consiglio del Pdl a Reggio il pulcino ha qualificato come “cialtroni” i lievi oppositori del centrosinistra e la chioccia ha rincarato la dose, dicendoli “straccioni”. Sono questi “cialtroni” e sono questi “straccioni” le e pallide ombre, EVIDENZA che con il sole dietro spalle tramano e Guardatelo il dr. Giuseppe Scopelliti quanto è alto. La le complottano contro il natura lo aveva fatto per giocare alla pallacanestro, e ciò modello Reggio e contro il modello fece per qualche tempo. Ma da noi la vita è un errore Calabria, l'uno e l'altro di calcolo. E così gli accadde, andando contro natura, di usciti dalle mani del fare prima il sindaco, poi il governatore. Le sue braccia, dr. Giuseppe Scopelliti. Il quale, per quanto siano lunghe, sono troppo corte per non potendo oltrepasabbracciare la Calabria. Può così solo abbracciare i suoi sare il Padre Eterno, l’ha dovuto soltanto famigli politici. È sempre qualcosa. O, forse, tutto. imitare, creandoli dal fango. Desidererei sapere dal Governatore e dal sindaco Demetrio Arena, vittime della sindrome di Fort Apache, se tra i “cialtroni” e gli “straccioni” ci siano anche i magistrati, che, chiedendo il rinvio a giudizio per il Governatore, oggettivamente complottano contro le Il magnifiche sorti e progressive di Reggio e della Calabria, e se, una volta di più, tra i “cialtroni” e gli “straccioni” vi sia anche il Ministro degli Interni, che ha inviato al Comune la Commissione d'accesso, detta assurda dal Signor Sindaco. Sono sicuro che questa mia sete di sapere non sarà soddisfatta. Pazienza. Ma fa specie che al complotto sembra prestare fede Angelino Alfano. Il quale non ha dubbi che il Governatore Scopelliti, con il modello Reggio, ha saputo offrire “ gioventù, energia e forza di governo ad un centrodestra calabrese che ha trovato in lui un riferimento importante”. E come no? Comunque, fa di peggio il Governatore, quando abbandonato il turpiloquio, si esibisce nell'illustrazione della sua opera politica di coordinatore regionale al quale andrebbe dato vanto d’ aver costruito un PDL saldo, robusto in crescita. Ma davvero? Sotto la guida illuminata del dr. Giuseppe Scopelliti sono andati via dal PDL e dal gruppo parlamentare del PDL Santo Versace, Giancarlo Pittelli, Michele Traversa si dimette da sindaco, e scricchiola il laboratorio Calabria se alle elezioni amministrative di Catanzaro l'Udc si stacca dall’alleanza con il PDL e va per suo conto alla conquista del Comune. E peggio fa ancora quando esalta la sua opera di Governatore, che ha acceso un lume sulla Calabria tutta al buio. Grazie a cui viene illuminata una scena che più spietata non poteva essere: una famiglia su tre versa in povertà, un giovane su due è disoccupato. I forestali invadono Catanzaro Perché elencare ancora? Guardatelo il dr. Giuseppe Scopelliti quanto è alto. La natura lo aveva fatto per giocare alla pallacanestro, e ciò fece per qualche tempo. Ma da noi la vita è un errore di calcolo. E così gli accadde, andando contro natura, di fare prima il sindaco, poi il governatore. Le sue braccia per quanto siano lunghe sono troppo corte per abbracciare la Calabria. Può così solo abbraccare i suoi famigli politici. È sempre qualcosa. O. forse, tutto. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 10 DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 11 Parlando di... Locride 3° Congresso regionale del PDCI calabrese LA LANTERNA DI DIOGENE La leggenda di Orione tra “cani latranti”, stelle cadenti e “Ossessionati” Orgogliosi di esserci RODRIGO DI CASTIGLIA icono che i comunisti sono vecchi, ma la platea congressuale dei Comunisti Italiani, riuniti a Vibo Valenzia queso 22 aprile per la celebrazione del 3° Congresso regionale era fatta più di giovani che di vecchie guardie. Dicono che i comunisti sono stati sconfitti dalla Storia -sconfitti, però, non vinti, chiarirà Orazio Licandro, coordinatore nazionale della Segreteria del PDCI- ma gli economisti più accorti, soprattutto di scuola borghese, ammoniscono che, se il capitalismo, ora incarnatosi nella forma del capitalismo finanziario, vuole uscire dalla crisi, deve tornare alle “ricette” di Karl Marx. Dicono che il vecchio Marx, che invero aveva capito il capitalismo più dei capitalisti, sbagliò profondamente quando lanciò la previsione della proletizzazione crescente della popolazione, e questo è sotto gli occhi di tutto. È proprio sul rovesciamento di queste dicerie dell'untore che scatta l'orgoglio comunista, che, tuttavia, non s'accontenta di affermare: “La storia, l'insieme della realtà, che abbiamo attorno ci dà ragione”. Si chiedono i comunisti a congresso, animati dalla salda relazione introduttiva del segretario regionale Michelangelo Tripodi, come mai accade e può accadere che tutto dà loro ragione e che pochi sono gli elettori del loro Partito. Che al momento non può fare grandi cose, ma al cui interno si respira aria pulita. Si capisce che questo nodo non può essere sciolto da un congresso regionale, che comunque risposte plausibili ha dato. D Ma si capisce altrettanto bene che senza la risposta a quel nodo, anzi a quella contraddizione, il cammino della rinascità sarà difficile, e sarà difficile uscire dal pelago alla vita. Lo ha detto Michelangelo Tripodi nella relazione introduttiva e lo ha ribadito Orazio Licandro nelle sue conclusioni: è un gran fatto che i comunisti siano ancora vivi, nonostante l'accerchiamento, la cancellazione degli apparati mediatici e della grande stampa, gli sbarramenti odiosi, la santa alleanza tra il Pd e il Pdl e l'inquinamento morale della società, che rende come fuori dal mondo quelli che ancora credono negli ideali. Dove è centrale il partito-bottega, il partito ideale stenta a fare trionfare le proprie impostazioni. Sanno tutto questo i comunisti. Ma non deflettono. Non sono stati mai i tesserati d'un partito, ma gli animati da una fede. Sono stati abituati dalla loro storia, mai rettilinea e facile, più alle sconfitte che alle vittorie. Dalle sconfitte si sono sempre rialzati. È questo il sentimento poderoso dei comunisti calabresi al loro 3° Congresso regionale. Uomini d'acciaio per come vogliono essere, hanno anche un cuore. Quando la conclusione dei lavori è salutata dalle note di Bandiera Rossa, scendono lacrime dagli occhi. Per la meta lontana, che a molti o forse a tutti non sarà dato vedere? Ma anche questo fa l'umanità piena dei comunisti: lavorare per la fioritura di frutti di cui non godranno né l'odore né il sapore. In ogni caso, Michelangelo Tripodi, riconfermato segretario regionale dei Comunisti Italiani, gran lavoratore, avrà il compito duro di guidare i comunisti non semplicemente alla battaglia, che non li spaventa, ma alla vittoria per la quale ci vogliono consensi e voti. GIUSEPPE LAROSA Tra i miti classici che adoro trova posto il gigante Orione e la sua leggenda, si narra che fosse il figlio di Nettuno ed era un bravissimo cacciatore e nelle sue battute di caccia si faceva accompagnare da un "cane latrante" di nome Sirio, molto bravo ed astuto e senza mai fermarsi inseguiva "bestie" di tutti i generi. Purtroppo Orione morì per mano della sua stessa amata Artemide, che avendo una mira infallibile gli scagliò un dardo che lo trafisse alle spalle. Ma Zeus per il pentimento ed il dolore della dea, pose Orione ed il suo "cane latrante" Sirio, anch'esso mutato in stella, nella costellazione dello Scorpione. Insieme al mito di Orione ed al suo "cane latrante" mi piacerebbe associare un famoso romanzo di Fëodor Dostoevskij, I Demoni (titolo che molte volte è cambiato anche in "Ossessionati"), un romanzo dove tutti fingono di essere qualcosa. In una frase tratta da questo splendido romanzo c'è scritto a proposito delle finzioni e delle verità che «Per rendere la verità più verosimile, bisogna assolutamente mescolarvi un po' di menzogna», questa modalità è tipica specie per chi "si vende" come eroe, prendiamo ad esempio senza nessuna riferimento "casuale", quelli finti dell'antimafia che in nome di chissà cosa si presentano come eroi infallibili, non criticabili, addirittura se ti permetti di dirgli una cosa rispondono con la solita frase di circostanza : "ti querelo". Anche se gli dici che magari ha preso qualche chilo di troppo a causa del troppo mangiare, di colpo scatta la minaccia di querela. E tra menzogne, false verità navigano, navigano anche nel mare in tempesta essi navigano, tanto c'è sempre qualcuno che li ascolta finchè esiste questo qualcuno e quando tutto si spegnerà ed il sipario calerà tra i meandri dell'oblio chi sarà la prossima persona da querelare? A mio avviso si quereleranno da soli. TEMPO D'ELEZIONI VISTE DA ROSARBINO CICCIO DE MARCO Tempo d'elezioni. Tempo immobile, cioè tempo di promesse. La loro qualità, che è sempre mirabolante, la ratifica Rosarbino, l'immortale protagonista “Mio caro patre” di Ciccio De Marco, figlio del gran poeta Ciardullo. Il giovane, Rosarbino, partito dal suo paese cosentino di Torzano per fare il soldato a Milano, scrive al padre delle lettere sulla vita nuova e assurda in terra lombarda. E in una di queste lettere racconta con tono di meraviglia le promesse d'un candidato. Mio caro patre, scrivo la presente, ppe dirti ca la tussa m'è passata. La quale, ieri sira, urtimamente in piazza, s'era fatta n'adunata: Supra il parco parrava n'avocato a na fulla de popolo ncantato. Parrava ccu la bocca e ccu le manu! Cumu gridava forte, patre mio! Popolo, dicìa, popolo sanu, sono venutu n'atra vota io: Io chi so che hai tu trivuli e pene e aspietti sempre chillu chi nun vene! Tu vai trovannu pane! Pane e basta? Ma io te dugnu puru la vitella. Io te dugnu formaggiu, risu, pasta, prisuttu, latticini e mortatella! Tuttu te dugnu, tuttu, tuttu, tuttu! Non più tu mangirai lu pane asciuttu! Io so che hai la casa piccirilla, -dicìa sempre gridannu l'avocatoe na casa tu avrai quantu na villa. Quello chi fino ad oggi t'è mancato e chi te manca, ti lu dugnu io. Statti tranquillu, tu, popolo mio. Ccà siamo tutti guali. La vilanza nun penna più dal pizzo del signore. Io ti porto la pace e l'abbondanza... e tu lu sai ca parro con il core. Papà, quello era pazzo o era ciuotu. Dava tutte sse cose ppe nu votu! DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 12 PI / A colloquio con Giuseppe Fornazar “La libertà è il valore che ha sempre contraddistinto il popolo caraffese” LISTA N.1 UNITI PER CARAFFA CANDIDATO A SINDACO: FORNAZAR GIUSEPPE CANDIDATI: Alecci Pasquale Calella Filippo Cama Pietro Minnici Giovanni Scarfone Giuseppe Volonà Maria Grazia I ncontriamo Giuseppe Fornazar (architetto ed insegnante candidato alle elezioni amministrative di Caraffa del Bianco) nel suo paese, affacciati innanzi la splendida vista che si può ammirare da Piazza Municipio. Risponde con entusiasmo alle nostre domande e quando ci descrive un posto insiste per farcelo visitare, trasformandosi in una perfetta guida tra le vie del suo amato comune. Dott. Fornazar, cosa ha pensato quando le hanno proposto di candidarsi come capolista alle elezioni del 6 e 7 maggio per il rinnovo del consiglio comunale di Caraffa del Bianco? Ho subito pensato che viviamo un momento storico dove i problemi della politica sono diventati sempre più complicati. Soprattutto per i piccoli comuni. Tuttavia il desiderio di poter contribuire in modo attivo al conseguimento di risultati importanti per tutta la collettività mi ha spinto ad accettare questo ruolo non facile. Mi sono sempre impegnato nel sociale e spero di riuscire ad esprimere, se sarò eletto, impegno, correttezza, entusiasmo e la mia voglia di occuparmi dei problemi della gente. Lei ha vissuto una sorta di emigrazione al contrario. Nel senso che, a quarantanni, si è trasferito da Bergamo per lavorare in Calabria. Non stavo male a Bergamo. Ma l'amore per il mia terra, per la mia gente, mi ha sempre “tormentato”… da buon meridionale! Non mi sono mai staccato con il pensiero da Caraffa, dagli amici che mi tenevano informato riguardo le iniziative, le cose che accadevano. E quando ho avuto l'opportunità sono ritornato in Calabria. Ma è stata una scelta dettata dall'amore verso il mio paese, non certo dalla politica… quella è arrivata dopo. Adesso lei è capolista della coalizione “Uniti per Caraffa”. Avete qualche partito politico di riferimento? La nostra è una lista civica. Non abbiamo “sponsor politici” o partiti che ci rappresentano. Siamo un gruppo omogeneo nel senso che abbiamo la stessa visione del paese che vogliamo costruire. Abbiamo la stessa idea di cultura, di legalità, di rispetto delle regole, di impegno nel sociale ecc… Pensiamo che bisogna programmare e trovare delle buone soluzioni ai problemi della comunità evitando il “particulare” del singolo per prediligere il bene di tutti. Insomma, pensiamo che un'amministrazione deve essere “voce” della maggior parte dei cittadini, non altro. Vede, le mie non sono frasi vuote, slogan politici. A Caraffa, ad esempio, l'estate scorsa è stata inaugurata la struttura socio-sanitaria “S.CO.ME.V.” (Studio Comunale Medici Volontari), le cui attività sono svolte da personale medico volontario che offre alla comunità il servizio di assistenza sanitaria per le patologie cardiologi- che e vascolari. Penso rappresenti un bell'esempio di bene comune. Quali sono i problemi che deve affrontare l'amministrazione di un piccolo comune? L' impegno di ogni primo cittadino è, innanzitutto, quello di garantire alla popolazione i servizi essenziali. Quotidianamente, poi, bisogna confrontarsi con il problema spopolamento. Bisogna dare un motivo, un'opportunità ai giovani affinché non abbandonino il paese. E non è facile. Ma Caraffa, che dista solo 9 km dal mare e 10 dalla montagna, ha le potenzialità per sfruttare la sua posizione (che le consentirebbe di diventare centro turistico riconvertendo gli antichi palazzi in costruzioni ricettive adeguate), le sue risorse, la sua agricoltura ed i suoi prodotti, la sua naturale vocazione a diventare polo centrale di uffici e scuole anche per i paesi limitrofi. E poi non bisogna dimenticare il recupero dei beni culturali ed il rafforzamento delle nostre strutture (dallo Studio dei Medici Volontari alle strutture sportive, dalle Scuole all'Ufficio Postale BIOGRAFIA fino al potenziamento della Guardia Medica). In un recente articolo apparso sulla Gazzetta del Sud, c'era scritto che nella storia di Caraffa del Bianco sono tanti i Nato il 10/11/1971, è momenti in cui ritorna laureato in Architettura. con forza la parola Attualmente insegna pres“libertà”. Cosa ne pensa? so l'I.C. di Gioiosa Jonica Penso che sia il valore Grotteria. E' alla sua prima che ha sempre contraddicandidatura politica. Da stinto il popolo caraffese. sempre impegnato nel E lo dico con orgoglio. sociale è stato promotore Rocco Verduci (a cui è stata dedicata una statua di varie iniziative culturali in bronzo davanti al anche come segretario Palazzo Comunale) è dell’attivissima ProLoco di nato a Caraffa ed è stato Caraffa del Bianco. E’ non solo uno dei Martiri di Gerace, ma anche il Presidente, oltre che uno simbolo di un messaggio dei fondatori, della universale: quello della Cooperativa Sociale libertà, della fratellanza e “ Ligonìa”. Per di più, è della giustizia. Anche segretario del Consiglio Roberto Saviano, nel suo libro “Vieni via con me”, Pastorale di Caraffa del dopo l'incipit (“ho tra le Bianco. mani una bandiera italiana”) dice: “ mi tornano spesso alla mente i martiri calabresi Michele Bello, Rocco Verduci, Gaetano Ruffo, Domenico Salvadori, Pietro Mazzoni. Avevano tra i ventitré ed i ventotto anni. Si erano formati tutti a Napoli, dove avevano studiato Giurisprudenza. Il nonno di Verduci era stato uno dei fondatori della Repubblica Partenopea”. Cioè, già il nonno di Verduci, come pure il padre Antonio, avevano nel loro animo la luce della libertà. E poi come non ricordare i padri-fondatori di Caraffa, la famiglia Sotira. In una targa in ricordo dei Sotira sono scolpite queste parole: “L'Amministrazione di Caraffa del Bianco ricorda la famiglia Sotira che, nel secolo XVI, liberandosi dal dominio del Duca di Sant'Agata, fondò questa comunità permeata, sin dall'origine, da valori di libertà e cultura”. Diciamo che sono momenti storici che segnano l'identità di un popolo. E questo i cittadini di Caraffa non lo dimenticheranno mai. GIUSEPPE FORNAZAR DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 13 Parlando di... PROBLEMI “PUBBICI”? RIVOLGETEVI ALLA LADOS Cosa sia l'assistenza “pubbica” proprio non lo sappiamo, ma la Lados di Marina di Gioiosa, di certo, ce lo saprà spiegare. Le rivolgiamo dunque, speranzosi di una celere risposta, l'angoscioso quesito, senza nascondere che, leggendo il manifesto diffuso dall'Associazione, un qualche pensiero malizioso l'abbiamo anche fatto. Perché questa “assistenza pubbica”, se da un lato ci incuriosisce, dall'altro ci lascia un po' perplessi. Quasi arrossiamo: pubblica da pube? E che servizio sarebbe? Quello di depilare? Che lo facciano le autoambulanze è la notizia del 2012. Ma forse si tratta di un errore tipografico. O di un lapsus freudiano, visto che la Lados di Tedesco non sbaglia mai. La Lados infatti di refusi grafici non ne fa. Lo ha pre- Locride BENESTARE The Rocc’s Festival ANTONELLA ITALIANO Un consiglio comunale denso di punti all'ordine del giorno, incredibilmente lungo e, come al solito, agguerrito. E il consigliere di minoranza, nonché decennale sindaco, Enzo Rocca, non risparmia nessuno, men che meno il segretario comunale. Dieci e lode alla pazienza di quest'ultimo. Il sindaco Rosario detta i tempi: cinque minuti per l'intervento del consigliere singolo, quindici minuti se parla a nome del gruppo. Enzo si oppone: «Discutere per soli cinque minuti equivale a non discutere. E per quanto riguarda il secondo punto all'ordine del giorno, cioè la nomina di due vicepresidenti del consiglio mi oppongo, ne basta uno». Incredibile. Ce l'ha fatta in un minuto e mezzo! Il voto contrario di Enzo Rocca, in ogni caso, non può essere accolto perché è lo statuto a prevederne due. Ma come mai lui non lo sapeva? Ce lo spiega il sindaco: «È la prima volta che a Benestare il presidente è diverso dal Primo cittadino ed è la chiara volontà, di questa amministrazione, di voler dare un ruolo istituzionale all'assise». Enzo per contro si astiene da tutte le votazioni. I sette voti favorevoli bastano però a confermare Daniele Nastasi presidente del consiglio comunale e Giuseppe Parisi vicepresidente vicario. Il terzo sarà eletto nella prossima seduta. Quando si discute del premio letterario “L'aria delle fate” di Renata Ceravolo, concorsi di poesia in vernacolo, Enzo chiede delucidazioni e la presentazione del regolamento interno. Poi chiede che, tra i finanziamenti, venga incluso anche il “Premio Tosatti”, com'era durante la sua amministrazione. E nel frattempo che fa? Si astiene dalla votazione. Quando si passa ai finanziamenti per le associazioni la battaglia tra il vice sindaco ed Enzo Rocca si fa cruenta. Il sindaco, dopo averli a lungo osservati, chiede la parola. Si alza, guarda Enzo dritto in faccia, precisa: «Respingo l'accusa di avere ridotto il Comune alla mercé di quattro associazioni vicine, politicamente, al sottoscritto. I componenti non perseguono scopi di lucro. Li guardo quando, dopo una giornata di lavoro, montano palco, scenari e provano gli spettacoli, e non finirò mai di ringraziarli, senza di loro Benestare sarebbe un paese morto». Enzo prova a ribattere ma stavolta Rosario è definitivo: «L'associazionismo è un punto saldo del nostro programma elettorale. Non c'è nulla da discutere». Nessuno si sente di replicare in effetti. Bravo sindaco. Poi si passa alle dichiarazioni rilasciate, sempre dal consigliere Rocca, ad un programma televisivo: dalle illazioni sull'impianto di telefonia mobile, all'amianto, alla spesa dei soldi pubblici, alla sparizione di alcune carte d'identità dagli uffici del Comune. Un punto increscioso quest'ultimo. Per Enzo la colpa sarebbe di Rosario. Il Sindaco lo guarda sbalordito: «Enzo ma quand'eri sindaco tu facevi personalmente le guardia agli uffici?». Rosario, dopo oltre quattro ore di consiglio, ci strappa ancora un sorriso. GERACE Chi dice bugie? Alla gara tra borghi, mandata in diretta su Rai2 da “Mezzogiorno in famiglia” la squadra di Gerace conquista la semifinale prevista per maggio. La stampa scrive: “L'appassionante gara ha galvanizzato la piazza geracese collegata in diretta”. Il sindaco Giuseppe Varacalli dichiara: «Tra qualche settimana avremo di nuovo la possibilità di aprire la porta di casa nostra al pubblico di Rai 2 e potremo far vedere quanto sia affascinante que- sta città». Un cittadino scrive: «Una vera delusione. Se non fosse stato per la banda, e altri gruppi di turisti passati per caso in visita al paese, la piazza sarebbe stata quasi vuota. Spero che nella prossima puntata si respiri un clima diverso: maggiore presenza della nostra gente ed una migliore esposizione dei nostri pregiatissimi prodotti; in caso contrario ritengo che sia davvero inutile lamentarsi d'essere sempre dimenticati da tutti». Noi crediamo al cittadino. Ci spiace per gli altri. lara SIDERNO Son previsioni nere E come dare torto al sindaco di Siderno? La crisi ormai bussa alle nostre porte. E le sfonda. La proiezione provvisoria delle assegnazioni finanziarie per il 2012, infatti, lascia poche speranze alle nostre cittadine, e ancor meno all'immaginazione. È il regalo che ci arriva dal governo centrale. Il quale si giustifica col dire “è solo una previsione, fatta per consentire agli enti locali di avere un riferimento qualitativo sul quale avviare la costruzione ed approvazione del bilancio 2012”. Alla città di Siderno, secondo la proiezione, andrebbero circa tre milioni di euro, di meno e non di più. Ma come è possibile? Solo per pagare gli stipendi degli impiegati sono necessari circa tre milioni e mezzo di euro. Si adira il Primo cittadino, Riccardo Ritorto, e dichiara alla stampa: «A fronte di queste cifre e di queste prospettive c'è da restare amareggiati e scoraggiati. La crisi attuale non può ricadere sulle finanze delle Amministrazioni comunali e non può ridurre all'impotenza la gestione delle stesse. Ci rendiamo conto che l'attuale situazione economica richiede risparmi e sacrifici, ma così facendo si scarica sui Comuni il maggiore peso di un contesto di crisi che non indica soluzioni, non dà occupazione, non fa crescere le amministrazioni e costringe gli amministratori a non poter fornire adeguate risposte ai numerosi cittadini che richiedono legittimamente e quotidianamente lavoro, servizi e speranza di un futuro migliore». Il futuro migliore, secondo le nostre personalissime “proiezione”, sarebbe, ora come ora, sopravvivere. Si salvi chi può dunque. A.I ASSOCIAZIONE YUPPI DU COMPANY, BENESTARE Lettera del Presidente Egr. Direttore, in qualità di Presidente dell'Associazione “The Yuppi du Company” con sede a Benestare, a seguito delle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa dal consigliere di minoranza del Comune di Benestare, Vincenzo Rocca, ed al dibattito scaturito durante la seduta Consiliare del 20/04 u.s. tra lo stesso consigliere di minoranza ed ex Sindaco del Comune di Benestare e l'attuale sindaco, Rosario Rocca, è necessario fare alcune precisazioni. In primo luogo, l'Associazione di cui sono presidente dal Gennaio 2011 è un'associazione apolitica, apartitica e senza finalità di lucro, che ha come principale scopo quello di attuare iniziative ed attività di tipo culturale, teatrale, ludico-ricreative, sportive e sociali in genere, nel territorio del Comune di Benestare. Pertanto, la prima doverosa precisazione è relativa al fatto che le critiche politiche non devono mai avere come obiettivo quello di colpire l'altrui persona, sia fisica e sia giuridica, trascendendo così in attacchi di scarso interesse per la comunità, alla quale, sono certa, interessa unicamente l'attenzione dei propri politici verso i reali problemi della società e le proprie esigenze. In tal senso, è evidente che alcune accuse mosse all'Associazione di essere stata favorita dal Sindaco attuale perchè vicina allo stesso per ragioni di parentela, con alcuni associati, non è corretta, in quanto non corrisponde a verità e, soprattutto, è strumentale essendo facile che, in un piccolo paese, le relazioni di amicizia e di parentela si sovrappongano e si incrocino. Infatti, anche in passato (dal 2001 al 2010) nella stessa Associazione - ma con altra Amministrazione - ci sono stati intrecci di parentela o di rapporti di amicizia o di vicinanza personale tra esponenti della stessa e dell'Amministrazione di allora, ma nessuno ha mai pensato di farne oggetto di critiche o attacchi politici e/o personali. Infine, per quanto riguarda l'aspetto economico, voglio precisare che la nostra Associazione beneficia, così come avvenuto in passato (ad esempio durante le Amministrazioni con Sindaco Vincenzo Rocca), di contributi, che non devono - così come non dovevano essere giustificati con emissione di documenti fiscali e contabili particolari, se non quelli di semplice rendicontazione che tengo a precisare - sono sempre stati redatti, nel rispetto delle leggi vigenti in materia. Pertanto, rivolgo un invito a quanti hanno fatto allusioni o avanzato critiche all'Associazione affinchè evitino attacchi superflui e gratuiti alla stessa, tenendo conto che, da oltre dieci anni, operiamo sul territorio del Comune di Benestare, con importanti iniziative rivolte essenzialmente alla promozione e valorizzazione delle risorse culturali, storiche e sociali dello stesso Comune, con grande apprezzamento da parte dell'intera comunità benestarese. Tanto si doveva. Romeo Sabina DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 14 murosamente sottolineato sul nostro stesso settimanale qualche tempo addietro, quando le rimproverammo di aver dedicato ben poca cura ai suoi prodotti editoriali. Il biglietto da visita è importante, sostenevamo, al pari dell'ammirevole lavoro dei volontari. Ma, per i ladossiani, fummo troppo prevenuti. E fummo giornalisti cattivi e insensibili alle tematiche sociali. E fummo impietosi con i ragazzi che lavoravano su manifesti, opuscoli e volantini a tempo perso. Del resto “Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, ci fecero capire. Occhio Lados, non potete confondere pube da cui pubbica e pubblica da cui pubblica. Siccome il porco pensa sempre al brago, i disguidi di stampa non c’entrano affatto. Se mi sbaglio, corriggetemi, come disse un grande Papa. Contessa Lara la Riviera BOVALINO Lì requiescant i frati ELPIDOS Nell'ottobre del 2010 l'Associazione Onlus “Nuovi orizzonti Solidali”, in collaborazione con la parrocchia San Nicola di Bari di Bovalino e l'Amministrazione comunale ha celebrato con una importante manifestazione il cinquantennio della presenza francescana a Bovalino. Durante la serata, oltre alla presentazione del libro celebrativo della ricorrenza scritto da Gianni Carteri “Semi di speranza frutti d'amore” 50 anni di presenza francescana a Bovalino (1956-2010), è stata presentata l'idea progettuale, da parte dell'attuale Amministrazione comunale, di costruzione dei loculi cimiteriali all'interno della chiesetta del cimitero comunale per la definitiva sepoltura dei frati francescani nel frattempo deceduti. Proprio da qui si vuole partire per dire che finalmente i frati francescani, dopo più di cinquant'anni dalla loro venuta a Bovalino, hanno un luogo certo ed appropriato dove dimoreranno nel momento in cui passeranno a miglior vita. Non fossimo a Bovalino, si tratterebbe di qualcosa di scontato, se paragonato alle attività, alle iniziative pastorali, religiose e non, poste in essere dai frati susseguitesi durante i cinquant'anni di permanenza nello stesso Comune. Infatti, della concessione di un'area cimiteriale da destinare alla costruzione di una cappella per la sepoltura comune dei sacerdoti francescani, per molti anni sepolti in tombe separate ed appartenenti a famiglie private, la Comunità francescana ne aveva, più volte, fatto richiesta alle varie LOCRI FOTO NOTIZIA Attacchi alle poste Qualche tempo fa arrivò in direzione una missiva. Scriveva a la Riviera un certo Oreste Cappelleri, cittadino di Roccella Jonica, insegnante in pensione. Era irritato con tutti, ma in particolar modo con le poste di Locri, con i postmat di Locri e soprattutto con la direttrice di Locri. Tutto è finito nel silenzio fino a qualche giorno fa, quando in redazione torna il postino con un'altra lettera per il direttore. Chi scrive è Paolo Spagnolo ed è arrabbiato, pensate un po', con le poste di Locri. Della direttrice in particolare dice “presa dalla vendita di prodotti finanziari (assicurazioni, buoni postali fruttiferi ecc), cellulari, elettrodomestici, carte sim e tutto quello che per lei fa badget per le proprie tasche, dimostra molto spesso una totale mancanza di memoria etc etc”. I toni sono duri, troppo duri, esagerati. Lo stile delle due lettere è lo stesso. Ce ne accorgiamo dall'uso della punteggiatura ad esempio. Le frasi incidentali, quelle cioè che racchiuse tra le virgole chiariscono il senso del discorso, come in questo caso, sono una costante per i due amici Oreste e Paolo. L'uso delle virgolette è un rebus per i giornalisti stessi, c'è chi usa «…», chi preferisce “…”, i più timidi invece '…'. “Quei due” invece hanno le idee molto chiare e usano sempre e solo i doppi apici. Andiamo avanti. Le parentesi contengono precisazioni (ma non è detto) a volte solo elenchi, o esclamazioni, o pensieri. I segni dei testi sono tratti somatici al pari dei lineamenti del viso. Riconoscibili, quasi unici per ognuno di noi. Al nostro direttore, raffinata penna calabrese, questo particolare non è sfuggito. Un consiglio però te lo diamo, caro Oreste Cappelleri (?), anche noi giornalisti usiamo pseudonimi ma, attento, ogni pseudonimo ha il suo stile. Dunque tienilo presente la prossima volta che ti trasformerai in Paolo Spagnolo o in chi per te e, soprattutto, scrivi scrivi scrivi, è il miglior allenamento. A.I. amministrazioni comunali, purtroppo con alterne fortune tanto che fino a poco tempo fa la problematica era rimasta attuale. Il 24 Aprile, dopo molteplici difficoltà e ritardi burocratici, la comunità di Bovalino e le autorità civili hanno posto rimedio a questa loro grave mancanza trasferendo le spoglie dei frati Padre Costante Dalli Cani, Padre Donato De Piccoli, Padre Adriano Pasi nei loculi costruiti nella chiesetta del cimitero comunale grazie alla collaborazione fattiva dell'associazione NOS, dell'Amministrazione comunale e della comunità bovalinese. Pur, non essendo ancora conclusa la fase di costruzione dei loculi, tanto che è aperta in parrocchia la sottoscrizione pubblica per la raccolta degli ulteriori fondi necessari per l'ultimazione dei lavori possiamo dire che, oggi, la comunità francescana ha raccolto il frutto dell'amore che ha dato a questa terra “irrigata, dissetandola e fecondandola, detergendola e rafforzandola” e dell'amore che i Bovalinesi - a volte forse a fasi alterne o in ritardo - le hanno dimostrato. Infine, il pensiero più bello è che i frati, susseguitesi durante questi anni, hanno saputo trasmettere con la propria umiltà, caparbietà ed accoglienza, i principi di vita cristiana, divenendo così la “colonna portante” di Bovalino. La musica al potere. Ebbene si il nostro caro e amato musicista, Peppe De Luca degli Invece, entra nel consiglio comunale di San Luca. ARDORE A scuola di Sindaco Piccoli Campisi crescono. Nasce così ad Ardore la “Scuola Anci per giovani amministratori” rivolta agli under 35 impegnati, o che intendono impegnarsi, nell'amministrazione delle città e dei comuni italiani. Lo comunica ai giornali l'assessore all'ambiente e alle politiche giovanili, Bruno Sansotta, in qualità di componente nazionale dell'Anci giovani (associazione nazionale comuni italiani): «L'idea nasce da una riflessione all'interno del gruppo politico e dirigente Anci, che ci ha portato a sentire la necessità di strutturare la formazione dei giovani. Attraverso questa scuola, l'Anci vuole contribuire a sviluppare, consolidare e diffondere un corpus di conoscenze utile a governare la crescente complessità del sistema delle comunità locali». Le attività didattiche saranno incentrate su un corso di formazione specialistica di 208 ore, pre- PLACANICA E’ tempo di differenziare Cassonetti antiestetici e maleodoranti tutti via da Placanica! Riparte la raccolta differenziata porta a porta grazie ad un contributo regionale di 32 mila euro. Sarà operativa già nei prossimi mesi e riguarderà tutte le abitazioni di centro e frazioni. Il sindaco, Rocco Mario Clemeno, promette posti di lavoro ai cittadini: «L'iniziativa - dichiara - garantirà qualche nuova entrata alle famiglie per via dell'impiego temporaneo di nuovo personale». Ma i cittadini, ci chiediamo, ne saranno all'altezza? Riusciranno a separare meticolosamente, e ogni giorno, umido, plastica, carta e indifferenziata? È quello che auguriamo non solo a loro, ma a tutti noi cittadini calabresi che un po' pecchiamo di senso civico. E, soprattutto, non vorremmo che il sindaco Clemeno fosse costretto a riportare in strada gli “antiestetici” cassonetti. lara ceduto da un corso di inserimento residenziale di 44 ore e strumenti interattivi come: casi didattici, simulazioni, role playing. Tali moduli disciplinari verranno svolti rispettivamente dall'Università degli studi di Torino, dall'Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e dalla Seconda Università degli studi di Napoli, la partecipazione al corso è gratuita e il bando di concorso e il modulo di adesione reperibili dal sito www.comune.ardore.rc. L'Assessore Sansotta conclude: «L'attenzione rivolta dall'Anci in tal senso è lodevole ed io non posso che compiacermi di tale iniziativa soprattutto nel momento in cui ne diffondo la notizia ai giovani della Locride». Munitevi dunque dei documenti necessari e ricordate, aspiranti, che è un corso a numero chiuso. Se vi affrettate sarete a cavallo, a parte un ulteriore, secondario, dettaglio cari “giovani della Locride”: vincere le elezioni. A.I. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 15 DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 16 REGGIO CALABRIA World Tour 2012 A Reggio lo sapevano in pochi, e coloro che si trovavano per caso a spasso lungo il chilometro più bello d’Italia, non conoscendo la portata dell’evento a cui stavano assistendo, tiravano dritto. I mostri sacri del windsurd mondiale MARIA GIOVANNA COGLIANDRO rano stati promessi fuochi e fiamme. Si parlava di una “capillare copertura mediatica” e addirittura di coinvolgere “un canale satellitare visibile all’interno del pacchetto Sky” che avrebbe consentito di seguire l’evento in diretta o almeno in differita. Ci sarebbe stata anche un’emittente radiofonica a livello interregionale che avrebbe trasmesso sulle sue frequenze le emozioni a caldo di una manifestazione sportiva di caratura mondiale. Ma come ho detto, “avrebbe”, “sarebbe”. Il condizionale, si sa, è la forma verbale dell’incertezza, del dubbio, della possibilità. Ma serve comunque a creare aspettative. A fare scena. Nessun canale Sky ha trasmesso l’evento, né tantomeno un’emittente radiofonica a livello interregionale ha dato voce alla manifestazione. In pochi sapevano e in molti continuano ad ignorare che lungo la costa antistante la città della Fata Morgana, nelle acque belle e ventose dello Stretto, si è svolta, tra il 19 e il 24 aprile, la prestigiosa Windsurf World Cup 2012, il campionato del mondo di windsurf acrobatico. Un evento che avrebbe dovuto ingolosire gli sportivi più ghiotti poiché costituiva un appetitoso antipasto dei Giochi olimpici di Londra, grazie alla presenza della supercampionessa Alessandra Sensini, che offre all’Italia concrete speranze di medaglia. I migliori windsurfisti del mondo, sia uomini che donne, in equilibrio sulla tavola si sono sfidati nello specchio d’acqua prospiciente il Lido comunale di Reggio Calabria, unica tappa in Italia. Un centinaio di atleti si sono misurati nella specialità slalom, una gara davvero spettacolare, con un percorso tra più boe da affrontare alla massima velocità a poca distanza dalla riva, così da consentire a un potenziale pubblico di ammirare da vicino sfide all'ultima virata. Un potenziale, appunto. Perché a Reggio lo sapevano in pochi, e coloro che si trovavano per caso a spasso lungo il chilometro più bello d’Italia, non conoscendo la portata dell’evento a cui stavano assistendo, tiravano dritto. “Una vetrina in termini di presenze turistiche dal momento che saranno oltre cento gli atleti che giungeranno a Reggio”, così si era detto. Peccato, però, che, a causa di una scarsissima pubblicità, le presenze turistiche siano coincise con le sole presenze degli atleti. Ma bisogna ritenersi fortunati considerando che il massimo dei testimonial di eccezione offerti siano stati Michele Cucuzza e Rocco Scirocco. E DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 17 LA MANIFESTAZIONE Una manifestazione di altissimo livello sportivo che ha richiamato a Reggio Calabria i migliori atleti al mondo accolti sulla spiaggia del Lido Comunale dal pubblico delle grandi occasioni REGGIO CALABRIA PWA World Tour IL PODIO 2012 DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 18 uindici anni, tanto è trascorso da quando a Riva del Garda nel 1997 ebbe luogo l'ultimo evento PWA (Professional Windsurfing Association) in Italia.La PWA organizza ogni anno il Tour Mondiale, che è formato da un insieme di tappe dislocate nelle più prestigiose e rinomate località Surfistiche del pianeta. Una manifestazione internazionale che ogni anno richiama centinaia di atleti provenienti da tutto il mondo. Reggio Calabria per sei giorni e' stata al centro dell'attenzione dei media, dei turisti e dei praticanti di questo meraviglioso sport. La disciplina protagonista è stata lo “SLALOM”. Si tratta di una competizione, tra un percorso a più boe. Lo slalom è una disciplina di velocità: attualmente dopo due grandi esplosioni negli anni ottanta e novanta è tornato a essere largamente praticato. Le tavole e le vele sono più performanti. Possono essere usate anche con vento leggero. Il tipo di manovre eseguibili e la velocità stessa sono il piacere che ricerca chi pratica lo slalom, consentendo di uscire spesso e di divertirsi senza dover fare manovre impossibili. La regata “Slalom” è una gara altamente spettacolare che si è svolta non molto distante dalla spiaggia, consentendo così un elevato coinvolgimento emotivo del pubblico che richiamato dall'alta spettacolarità dell'evento ha seguito le regate non solo dalla spiaggia ma anche dalla platea naturale del più suggestivo lungomare d'Italia. Uno strutturato lavoro quello portato avanti dal Comitato Organizzativo Locale, con il Patrocinio e la collaborazione della Regione Calabria, della Provincia di Reggio Calabria, dal Comune di Reggio Calabria e dalla preziosa collaborazione della società sportiva Windsurf dello stretto con il suo presidente Roberto Raffa. Bjorn Dunkerbeck, Antoine Albeau, gli italiani Andrea Cucchi, Andrea Rosati, Alberto Menegatti, Karin Jaggi, l'italiana Laura Linares sono solo alcuni dei nomi degli oltre 75 atleti che hanno dato spettacolo sulle acque dello stretto. I primi due giorni di regata (19-20/05) non hanno offerto le migliori condizioni meteo, il vento si e' fatto attendere infatti fino al terzo giorno, quando il vento da nord, tra i 9-13 nodi, ha consentito l'inizio delle gare. Subito una bella soddisfazione per l'italiana Laura Linares, che si e' distinta vincendo la sua eliminatoria con distacco, e aggiudicandosi il posto nella prima finale donne, dove pero' una scelta azzardata della vela (troppo piccola), non le consentira' di andare oltre Q l'ottava posizione. Intanto gli uomini hanno messo a punto la loro attrezzatura in attesa della loro heat, ma un improivviso calo del vento ha rimandato tutto all'indomani. Poco vento anche il giorno 4. Il giorno 5 e' stato caratterizzato da una lunga attesa che pero' alle 16:30 ha premiato con un bel vento teso da nord 10-15 nodi, che ha consentito lo svolgimento della seconda eliminatoria femminile, in cui a dettare legge e' stata la svizzera Karin Jaggi, che si e' aggiudicata anche la finale. I giganti del vento intanto davano il via alle danze e subito si sono messi in mostra Antoine Albeau e Bjorn Dunkerbeck, nomi che ai piu' dicono poco, ma che hanno semplicemente scritto la storia di questo sport! Il giorno 6 ha tenuto tutti col fiato sospeso, il vento infatti si e' steso sul campo di regata soltanto alle 18:00, quando col sole che iniziava a sdraiarsi sulle eolie, e con l'etna che innevato e imponente si stagliava sullo sfondo hanno avuto luogo le altre due eliminatorie femminili, e la finale che ha visto imporsi la francese Valerie Arrighetti seguita dalla eterna Karin Jaggi (che grazie alla vittoria in gara 1 si e' aggiudicata il titolo), e da Laura Linares che quindi porta a casa il 4 posto assoluto. Tra gli uomini la battaglia e' stata tra Dunkerbeck Albeau e Costa Hoevel, ma alla fine a tagliare la linea del traguardo per primo e' stato Bjorn Dunkerbeck che ha cosi' portato a casa la tappa Italiana. Tanto folklore passione e uno scenario incantevole hanno accompagnato la kermesse, che dà appuntamento a tutti al prossimo anno per la seconda edizione. Aloha IMMAGINI I primi classificati dello Slalom Da sinistra: Karin Jaggi e BjörnDunkerbeck DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 19 La www.larivieraonline.com gerenza [email protected] [email protected] Tel 0964/383478 la Riviera COLLABORATORI Direttore responsabile P ASQUINO C RUPI Direttore Editoriale E RCOLE M ACRÌ In redazione: M ARIA E LENA F ILIPPONE, DOMENICO M ACRÌ, MARIA G IOVANNA C OGLIANDRO, A NTONELLA I TALIANO Editorialista: G IOACCHINO C RIACO Art Director: P AOLA D ’ ORSA Impaginazione: E UGENIO F IMOGNARI Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana AmministratoreUnico Rosario Vladimir Condarcuri Anna Laura Tringali, Mara Rechichi, Ruggero Brizzi, Benjamin Boson, Nik Spatari, Angelo Letizia, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Franco Crinò, Marco Andronaco, Isabella Galimi ,Maria Teresa D’Agostino, Giovanna Mangano. Lettere, note e schermaglie L’OPINIONE Pd, fuori Laganà, Lo Moro e Villecco; dentro Tripodi, Lanzetta e Girasole? Ma è discussione ALDO VARANO casi delle sindache di Monasterace, Rosarno e Isola Capo Rizzuto, Lanzetta Tripodi e Carolina Girasole, vengono guardati con attenzione dalle donne del Pd e della sua area. I democrat, come gli altri partiti, sono in sofferenza per le candidature delle prossime politiche. Se ci sarà una riforma e i cittadini sceglieranno, nessun problema: viene eletto chi prende più preferenze, uomo o donna che sia. Ma la convinzione diffusa è che la riforma non si farà e che in ogni caso anche una nuova legge lascerebbe alle centrali romane un ampio margine di discrezionalità e, nei fatti, la possibilità di determinare l'elenco degli eletti. In più, nel Pd è definitiva la decisione di candidare alternandoli un uomo e una donna. Se c'è la preferenza (fin quando non verranno decise le quote) scelgono i cittadini. Ma con l'attuale sistema si nominano, più o meno, tanti uomini e tante donne scelti dai partiti. Le tre sindache verranno privilegiate? La Lanzetta la Tripodi e Carolina Girasole andranno in Parlamento, simboli della resistenza alla 'ndrangheta? I gesti fin qui consumati, e in politica i gesti sono fondamentali perché creano orientamento, sembrano muoversi, univoci e convergenti, in questa direzione. Bersani ha aderito alla campagna che ha trasformato (con grande successo mediatico) la festa dell'8 marzo in una festa dedicata alle donne antindrangheta. E a nessuno è sfuggito il concentrarsi del Pd attorno, prima, alla sindaca Tripodi per i fatti di Rosarno, poi alla Lanzetta e alla Girasole. Le parlamentari del Pd si sono fiondate in missione a Monasterace per esprimere solidarietà e vicinanza alla pluriminacciata. L'Antimafia è arrivata in Calabria su iniziativa della democrat on. Garavini che ha spinto su Pisanu. E a suggellare una vera e propria strategia che privilegia l'attacco alla 'ndrangheta come problema centrale e fondamentale della Calabria, ha messo la propria faccia in riva al mare trasparente del Bronzi, Bersani in persona. Legittimo ritenere che le tre sindache siano già in lista in postazioni vincenti. Anche perché come prendersi, una volta accettata questa logica, la responsabilità di sceglierne una e non le altre? Apparentemente il Pd problemi non ne ha. Tre donne sono già a Montecitorio. Semplicissimo: fuori, Maria Grazia Laganà, Doris Lo Moro e Rosa Villecco; dentro, Lanzetta Tripodi e Girasole. Ma a guardare meglio le cose si complicano. Non è detto che il Pd calabrese confermi i sette posti ottenuti la volta scorsa. E incombe un problema di distribuzione territoriale. Due sindache-simbolo in provincia di Reggio, se sono poco rispetto alle valu- I tazioni Pd per la gravità del fenomeno con epicentro nel Reggino, sono troppo rispetto all'equilibrio complessivo. Tre deputati in provincia di Reggio o si sposta al senato l'on. Minniti o non lo si candida? E a Crotone scatta la Girasole e si chiede a Oliverio di fare un passo indietro o di tentare di riacchiappare il seggio della senatrice Bianchi saltata dal cs al cd? E le altre province? Le tre donne-simbolo territorialmente coprono molto meno di mezza Calabria. Escludono Cosenza, Catanzaro, il Vibonese. Si potrebbe teorizzare che la sindaca di Rosarno parli molto a Vibo e Catanzaro come dimostrano le voglie e le tendenze di quel territorio ostile alla città metropolitana di Reggio che sta spingendo le sue estreme periferie a guardare in modo naturale ad altri accorpamenti. Ma è discutibile che la cosa venga accettata. E pur mettendo nel conto i seggi di Cesare Marini e del senatore Bruno, saltato dal cs al centro-centro, il quadro non si ricompone. Ma c'è un disagio più di fondo e, forse, di maggior spessore. E' un mal sottile che i dirigenti di quel partito, D'Attorre e Bersani, farebbero male a sottovalutare, perché è presente e si espande ed è questione insieme politica e di orientamento culturale. Sono sempre più fitti, intanto, i riferimenti al partito delle vedove (con allusione all'elezione delle on. Laganà e Villecco) che in passato si fermavano alle sussurrate cattiverie femminili (e non solo). Ora affiorano come argomento tra i movimenti femminili (e non solo). Fasce d'insofferenza, inoltre, hanno fatto capolino tra donne che, pur non arrivando a esplicito dissenso, hanno in realtà contrapposto all'antindrangheta dell'8 marzo altri simboli come, per esempio, la “Malanova” violentata dal branco, considerata simbolo specifico di una condizione fino a organizzare affollati presidi in tribunale e grande spazio sul web. E anche su quanto accade nei Comuni, al netto di una solidarietà convinta verso le sindache vittime, viene guardato in modo vigile. Il problema non è semplice. La donne del Pd sembrano chiedersi cosa siano in realtà gli sbandierati uguali diritti tra uomini e donne se le donne riescono a emergere solo se si trovano in una condizione straordinaria (talvolta anche dolorosa) o speciale come quella disegnata dai simboli. Niente spazio per le donne che affollano l'altra metà del cielo? Donne importanti del Pd di tutta la Calabria, sarebbe facile compilare un lungo elenco, sarebbero costrette a guardarsi intorno chiedendosi perché il Pd carichi le scelte simboliche soltanto sul genere femminile accantonando le centinaia di migliaia di donne che vivono l'insieme delle traversie e il quotidiano calabrese in tutte le pieghe della società. Uno sguardo alla politica... SAVERIO ZAVETTIERI Mentre l'Italia continua a scivolare verso un declino inarrestabile che la ricetta del governo Monti non riesce ad arrestare essendosi cacciato nel pantano della 'politica politicante' - che vede gli attori non protagonisti rimasti sulla scena esercitarsi non già per fronteggiare la crisi generale del paese, ma indaffarati nei soliti giochi di prestigio che non incantano più nessuno e servono solo a conservare se stessi con l'intero bottino - l'UDC si scioglie ancora una volta per poter imbarcare reduci della prima e della seconda Repubblica, da sempre sulla scena politica in posti chiave con risultati non certo brillanti, restando uguale a se stessa ma un po' più forte per poter così meglio supportare le ambizioni esorbitanti del suo leader indiscusso Casini. Quanto questa sia stata una scelta indovinata o azzardata saranno gli effetti che essa è destinata a produrre sui precari equilibri di governo e sull'iter delle riforme e della stessa legge elettorale a dircelo nei prossimi giorni stante le certe reazioni di segno opposto dei maggiori partner della maggioranza. Il Pdl, infatti, per bocca di Alfano preannuncia per dopo le amministrative un “sorpresone”. Una sorta di proposta rivoluzionaria capace di cambiare il corso degli eventi politici e forse della storia del paese e potrebbe mandare in soffitta qualunque sforzo e lavoro comune fin qui svolto sul cammino delle pseudo riforme. In sostanza, fino ad ora, si è scherzato ma d'ora in poi o con un nuovo messia o con un Berlusconibis o con l'Assemblea costituente aggiungiamo noi, si deve fare sul serio. Il PD resta un partito di gerarchi legato ai vecchi riti, gravato com'è dal pesante patrimonio politico e culturale e di personale ereditato dal PCI e dalla DC. Un marchio, questo, che non è riuscito a scrollarsi di dosso in tutti questi anni da Veltroni in poi, restando succube delle elaborazioni e delle regioni del compromesso storico senza mettere in atto alcuna revisione critica, ideale e progettuale degna di questo nodo e, soprattutto, senza alcun approdo sulla sponda di un socialismo democratico di stampo europeo. La Lega, investita da un imprevisto, per loro, ciclone giudiziario proprio sul terreno più sensibile della natura morale e del costume politico di cui si è pasciuta fin dalla nascita con lo slogan di “Roma ladrona”, si presenta in pubblico millantando una unità di facciata se pur con la scopa in mano - ovviamente finalizzata ad un uso interno senza però sanare la frattura politica ed il tradimento consumato a danno dei propri elettori e solo per tenere di poter tenere in piedi la 'ditta' con un semplice giro di poltrone tra Bossi e Maroni. Vendola e Di Pietro si muovono senza meta come personaggi in cerca d'autore. Risultano ormai obsoleti ed usurati e sono messi in crisi dall'avanzata dirompente del “Movimento 5 stelle” che ne mette in discussione il ruolo e boccia il loro tentativo patetico di puntellare, in concorso con il PD, un sistema politico ormai al collasso che ha privato i cittadini di ogni diritto elementare e di scelta trasferendo questi ai partiti divenuti collettori di ogni potere possibile. E Pannella dove si è cacciato e perché' sta zitto dinanzi allo sfascio che abbiamo davanti mentre il Presidente della Repubblica si ostina ad affidare il grande compito di riforma della costituzione e delle istituzioni a soggetti palesemente inabili ed incapaci di riformare se stessi nelle regole minime di democrazia e trasparenza e rinunciare ad una quota di rimborso elettorale esorbitante ed utile per operazioni di dubbia moralità? L'unica risposta ormai ineludibile se si vuole rilegittimare la politica, rendere protagonisti i cittadini e riunificare il paese restituendo loro il diritto di voto, di parola e di partecipazione, rimane l'elezione di una Assemblea costituente di 100 parlamentari con metodo proporzionale con il compito di riscrivere la Costituzione e rinnovare il patto cittadini-stato nell'arco di 12 massimo 24 mesi, come chiesto con forza dalla petizione popolare promossa dai 'Riformisti Italiani' di Stefania Craxi. Saverio Zavettieri Segretario nazionale dei 'Socialisti Uniti - P.S.I.' Pronta la lettera di richiesta d'impegno per il rispetto in Calabria del risultato referendario sulla ripubblicizzazione del servizio idricoindirizzata ai candidati sindaco delle città calabresi Come annunciato nei giorni scorsi, il Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri ha preparato la lettera per la «Richiesta d'impegno per il rispetto in Calabria del risultato referendario sulla ripubblicizzazione del servizio idrico», indirizzata a tutti i candidati sindaco dei Comuni interessati da questa tornata elettorale. In seguito alla vittoria nella consultazione referendaria dello scorso giugno, ed in considerazione delle gravi irregolarità che caratterizzano la gestione del servizio idrico in Calabria, da noi più volte denunciato dal ed ultimamente ribadito dalla stessa Corte dei Conti. Con questa richiesta chiediamo ai futuri sindaci delle nostre città di impegnarsi, una volta eletta/o, a modificare lo Statuto Comunale. Affinché la gestione del servizio idrico sia concretamente effettuata da un soggetto pubblico, favorendo nelle forme più opportune la partecipazione della cittadinanza, in modo da giungere ad una modalità di gestione pubblica e partecipata. Ed a proporre la questione del rispetto dell'esito referendario dello scorso giugno nelle sedi più opportune, a cominciare dall'ANCI e dagli incontri tra gli amministratori locali; ponendo in evidenza le numerose specifiche contraddizioni che caratterizzano la gestione del ciclo delle acque nella nostra Regione, in particolare per quanto riguarda i rapporti con la So.Ri.Cal., che hanno arrecato significativi danni economici a molte amministrazioni comunali.Perché si scrive acqua ma si legge democrazia. Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica Bruno Arcuri DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 20 HANNO COLLABORATO Francesco Laddarina, Ian Zimirri, Giuseppe Patamia, Alessandra Bevilacqua,Bruno Gemelli, Carmelo Carabetta, Valentina Elia, Antonio Cormaci, Mario Labate, Giulio Romeo, Ilario Ammendolia, Sara Caccamo, Giuseppe Fiorenza, Daniele Mangiola, Sara Caccamo. Le COLLABORAZIONI non precedute dalla sottoscrizione di preventivi accordi tra l’editore e gli autori sono da intendersi gratuite. FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. I SERVIZI sono coperti da copyright diritto esclusivo di “la Riviera Editore” per tutto il territorio nazionale ed estero. GLI AUTORI delle rubriche in cui si esprimono giudizi o riflessioni personali, sono da ritenersi direttamente responsabili. 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Intanto, perché non proporre un dibattito in Consiglio comunale sulla Estetica della Forma, a cominciare dai comunicati alla stampa di maggioranza e di minoranza? Ah, saperlo... Fabrizio Spinella La poesia A MORTI I COLA Caro Fabrizio, dato che vuoi sapere qualcosa di più, perché ci affliggi in lingua latina con le quattro prove dell’esistenza dei marciapiedi martoriati? Una in meno delle prove di S. Tommaso intorno all’esistenza di Dio. Io son un di quelli che ancora credono nel primato della politica, e, allora , ben venga un dibattito in Consiglio. Sarebbe un dibattito sub specie populi. Ma forse sarebbe meglio, se la volontà popolare non è da considerarsi recintata tra le pareti del Consiglio comunale, un referendum. Frattanto che il Sindaco Ritorto decida, certo è che chi si occupa di restauro urbano, deve necessariamente occuparsi della tutela, conservazione, uso razionale e rispettoso di un sistema di beni, architettonici e paesistici, diffusi sul territorio, uniti e correlati tra loro . Non si chiamava Cola, ma fa lo stesso, visto il riserbo che ha circondato la morte d’un ricco venziano ottantenne , mentre in amore era intrecciato in un fastoso hotel di Milano con tre belle ragazze. Questo il nostro inno per la penna di Giuseppe Morabito. Ritratti * di Diego Cataldo SALVINO NUCERA Mi dìssiru chi Cola 'u fimminaru, cacciaturi di pilu, gran guerrieru, c'a botta sempri 'n canna, pronta o' sparu… murìu 'n battaglia… e lu fattu è veru! Intellettuale di grande serietà morale, emerge nella questione grecanica per il suo disinteresse e la dignità scientifica della ricerca, mai affidata ad improvvisazione e superficialità. Tra le sue numerose opere, piace ricordare il romanzo Chalonero. In schietta lingua grecanica. Fu quandu si cacciau l'urtimu spilu, c'a morti 'nfama lu spittava o' palu! 'U fici siccu, propriu supr'o pilu… mentri chi suspirava: “Mi ndi calu!” Si ndi calàu o 'nfernu? Non mmi pari, rissi Rosina, fici tri rispiri, era filìci… u 'ntisi sussurrari, stirandu l'anchi, vegnu… pi murìri!… E nci 'mpizzau li pinni! Ma pariva nda facci, 'n'angiuleddhu chi vulava… cu l'occhi menzi chiusi surridiva cuntentu, 'mparadisu si truvava! Chi bella fini! Bardo cavaleri, muristi 'n campu apertu, ndo pugnari… Requiamaterna, vecchiu buttaneri, cchiù mmegghiu morti non putivi fari!! IL BRIZZOLATO Vendesi Bar Caffetteria sito a Roccella J. in via Roma info: 3683630731 Stop ai verdi di parata Non si diventa ambientalisti organizzando ogni tanto una raccolta di buste di plastica su una spiaggia o in mezzo a un bosco, con tanto di telecamere e giornalisti al seguito. L'anima verde è una cosa seria, mica un mestiere. E' una filosofia di vita che richiede dedizione, fatica, lotta. L'ambiente non è una moda, politicamente corretta, che fa tanto radical chic. Non è una medaglia da mostrare ai compagnucci di merenda o una bandiera per nutrire stupidi orgogli. Soprattutto, l'economia verde è una risorsa collettiva, un'opportunità di crescita naturale e non un'occasione per piccoli ed egoistici vantaggi. Non basta dirsi ambientalisti per esserlo e il rispetto per la natura non ha, o non dovrebbe avere, colori politici. La battaglia per mantenere integro l'ambiente calabrese è l'unica che ci resta per avere un futuro, ma guerriglieri verdi in giro se ne vedono pochi o, meglio, quelli genuini sono tanti ma viaggiano in ordine sparso e quelli organizzati, purtroppo, in buona parte pensano più all'immagine che alla sostanza del tema. Io che vivo in Aspromonte da parecchi anni, ad esempio, di bandiere verdi ne ho viste veramente poche se non quelle dei pochi e solitari amanti della natura, ma un'organizzazione, di quelle che vanno per la maggiore, nei romitori aspromontani non l'ho mai beccata. Vabbé che chi ha un'anima verde la conoscenza del territorio ce l'ha infissa di natura nel codice genetico, ma una salutare scarpinata da queste parti a certi guerriglieri dell'ambiente non farebbe male. Si renderebbero conto dello stato dell'arte, si rinfrescherebbero la conoscenza verde immensa che possiedono con una piccola esperienza sul campo. Il verde è un bene immenso, la cui tutela comunque migliora la vita di tutti. Può dare opportunità a tanti se coltivata nel modo giusto, invece al momento da visibilità a pochi, a piccoli gruppi che si lustrano l'immagine e ci fondano piccole carriere politiche. Il verde è di tutti, e di tutti dev'essere la fatica di tutelarlo e i pochi che meritoriamente hanno fatto più degli altri non possono però arrogarsi il diritto di appropriarsene e decidere cosa denunciare e cosa invece tacere. di RUGGERO BRIZZI Siamo solo noi, uomini comuni Nei pressi della stazione metro di South Kennington non passa molta gente di notte. Giusto qualche giamaicano a mendicare qualcosa e degli alcolizzati diretti al free shop poco distante a comprare qualche vino in cartone. Stavo seduto li sotto a chiacchierare del nulla, tra l'altro di un nulla in inglese che è ancora peggio. Il romano, appena conosciuto, si dimostrava simpatico. Le poche persone a passare erano solo giovani ebbri e vecchi ricercatori di tabacco. Carlos invece non chiese nulla. Aveva una borsa a tracolla che sembrava abbastanza pesante. Capelli lunghi neri e un basco sporco in testa, barba e pochi denti, solo a destra. Gli si creava la bava ai lati della bocca, ma riusciva ancora a sputare saliva parlando. Mi sembrò una persona da ascoltare forse perché quando seppe che ero italiano la prima cosa che disse non fu pasta, pizza, spaghetti, mafia, mandolino o Umberto Tozzi. No. Disse con accento veneto-portoghese: “Siamo solo noi, che non abbiamo più niente da dire, vogliamo solo vomitare. Siamo solo noi, quelli che ormai non credono più a niente, se ne fregano sempre”. Una citazione che meritava attenzione. Mi esclusi dai semifighetti francesi e dai buon italiani, prestandogli attenzione. Non poteva essere solo uno di passaggio. Niente è a caso. Avrei avuto qualcosa da imparare. Supposi. Di origine portoghese, sposato in veneto per 11 anni, due bambini, ladro di professione, consumatore di droghe pesanti, lucido più di un uomo medio di questo mondo, conoscitore di 5 lingue, rancoroso con il portogallo, la famiglia, la sua ex donna, la famiglia della sua ex donna, il sistema, gli inglesi, il mondo. Mi sorprese per la tranquillità con cui mi disse che rubava per vivere, confessione stessa che gli impose, per ragioni psicologiche strane, di non rubarmi nulla. Era un viaggiatore Carlos. Amante delle donne, della droga e di Vasco Rossi. Quello del 1980-1990 per intenderci. Annegato nella merda dei problemi familiari e della coca de lima mi confessò le sue due uniche soddisfazioni nella vita nel giro di pochi minuti, dopo aver raccolto da terra le bottiglie lasciate li da chi nella vita non ha poi così tanti problemi. Era un gesto nobile quello. Non di sottomissione. Era il momento in cui il ricco era sputtanato dal povero. Raccolse una bottiglia di Black Tower e guardò in faccia il fighetto francese che l'aveva lasciata li. Sorrise alla sua vita morta. Mi disse, con il suo solito accento inglese-veneto-portoghese, che vedere Inter-Giuve e rompere il suo matrimonio tornando a casa una sera erano state le due cose più belle della sua vita. Venne via per pochi metri con me. Sino alla fermata del bus. Sorseggiava la sua lattina dicendomi che probabilmente quando suo figlio farà 12 anni si lascerà morire d'overdose. Se non lo farà prima senza programmarlo. Lo salutai e non volle nulla. Mi ringraziò per averlo ascoltato e si avvicinò, nell'alba londinese, a tre persone sedute su un scaletta. Lo salutai pensando che avessi incontrato il protagonista di qualche libro di Bukowski. Presi l'autobus e feci solo in tempo a vedere uno dei tre sferrare un destro sul volto di Carlos. Non ebbe reazione. L'N73 girò e non seppi mai più nulla. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 21 DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 22 la Riviera Sport Il tempo è galantuomo ECCELLENZA Il Montalto conquista la serie D a Roccella FRANCESCO CRIACO Abbiamo anticipato che il Montalto poteva festeggiare la promozione domenica scorsa, così è stato. Non ci siamo sbagliati anche se la conquista del campionato è avvenuta al “N. Muscolo” di Roccella, con la locale squadra che si giocava l'ultima possibilità per disputare i play-off. È stata sicuramente una delusione la squadra del patron Giannitti, che si vede esclusa dall'obiettivo minimo che si era prefissa. Speriamo che il presidente la passione per il calcio non l'abbia persa, e che il prossimo anno, se aspira realmente al salto di categoria, sappia scegliere allenatore e giocatori di grande personalità, che onorano la maglia che indossano per amore e non per soldi. In coda le cose si sono messe molto bene sia per il Brancaleone, sia per il Siderno. Dopo le vittorie di entrambi, domenica scorsa, il traguardo della salvezza ormai è a portata di mano. Non possiamo di certo dire così della Palmese. La squadra ormai è rassegnata ai play-out e la società non riesce a spiegarsi come sia potuta succedere una cosa del genere dopo che, a inizio stagione, aveva allestito una squadra di primo ordine. In bocca al lupo! ECCELLENZA Adesso si può dire C2 salvo clamorosi, ma quasi impossibili, episodi negativi, l'Hinterreggio per la prima volta nella sua storia calcistica approda nei campionati professionistici. Il distacco sulla secondo adesso è di cinque punti, e a due gare dalla fine del torneo i festeggiamenti possono quindi iniziare. Lascia questa categoria l'Interpiana, ormai matematicamente retrocessa dopo la sconfitta di mercoledì, nel recupero infrasettimanale. Non erano queste le aspettative della squadra pianegina, ma le varie vicissitudini societarie hanno portato al fallimento totale della stessa. Anche la Valle Grecanica è con un piede in eccellenza. Qui la società non è fallita, anzi fino all'ultimo so è cercato di salvare la baracca con diversi cambi di allenatore, ma a nulla è servito ormai i calciatori entravano in campo demotivati e senza un briciolo di orgoglio. Quindi auguri per un pronto ritorno nell'interregionale. F.C. In promozione girone B la situazione in vetta è cambiata. Il Catona ora è veramente favorito dalla promozione in Eccellenza, dopo la vittoria di domenica scorsa, i ragazzi di mister Barillà ci credono e vogliono regalare questo sogno ai propri sostenitori. Pure il Bocale ci crede, anche dopo il pareggio di Oppido contro la Mamer e aver perso la vetta della classifica in favore del Catona. Ora i ragazzi di mister Casciano sperano in un passo falso della capolista per poter recuperare lo svantaggio di due punti che lo separa dalla testa della classifi- PROMOZIONE Gioiosa e Silvano, tutta un’altra storia ca. Il Marina di Gioiosa rimane sempre ad un puto dai play-off. Domenica scorsa ha affrontato una grande squadra come il San Calogero e ha vinto meritatamente. Questa settimana affronta invece un'altra grande, il Bocale, e sarà veramente una grande impresa se riesce a battere la vice capolista nel suo stesso rettangolo di gioco. Infine c'è il Gioiosa Ionica, ormai da diverso tempo fuori da ogni lotta. Un po' di rammarico per questa squadra partita con propositi ambiziosi, che ha pagato lo scotto della categoria essendo una matricola, e per lun- Il tempo è galantuomo. Anche nel calcio. Che poi, se volete, è un po' come dire che la vendetta è un piatto che va servito freddo. E' stata questa la settimana delle rivincite, della ribalta per chi in passato ha dovuto subire. Chelsea, Borriello e Bayern Monaco - in perfetto ordine cronologico - si son presi con tutti gli interessi una rivincita più che meritata. E ora tutti, più o meno velatamente, a salire sul carro dei vincitori. Ma andiamo con ordine. Il Chelsea allenato dal nostro Roberto Di Matteo approda in finale di Champions League vendicando la semifinale del 2009, quando il Barcellona allo scadere con il gol di Iniesta e una serie di aiutini da parte dell'arbitro Ovrebo, la estromise dalla finale di Roma. Nel doppio confronto di quest'anno meritava più la squadra di Guardiola, ma il rigore sbagliato da Messi, l'uno due di Ramirez, e il tanto vituperato catenaccio all'italiana, mandano a Monaco di Baviera i Blues a giocarsi la finalissima. A Monaco i londinesi se la vedranno contro i padroni di casa del Bayern, che dopo due anni si vendicano di Mourinho. E' dolce questa volta il prato del Bernabeu a differenza di quel 22 maggio 2010, quando lo Special One alzò al cielo la Coppa dalle grandi orecchie in faccia ai bavaresi. Il rigore decisivo di Schweinsteiger gela un intero stadio e un Mourinho che ha seguito la lotteria dei rigori in ginocchio, quasi a voler invocare un aiuto divino. Ma questa volta gli dei voltano le spalle al portoghese, che ci riproverà il prossimo anno a vincere la terza Champions con tre squadre diverse. Dovrà accontentarsi della Liga e scusate se è poco. Ma la copertina, forse, spetta a Marco Borriello. Entrato a quindici minuti dalla fine, un suo gol regala una vittoria decisiva nella corsa scudetto alla Juventus. Mai amato dalla tifoseria juventina per il gran rifiuto di due stagioni fa, l'attaccante napoletano, sempre difeso e coccolato da Antonio Conte, si regala il suo più bel pomeriggio da quando a gennaio è arrivato a Vinovo. Oggetto di contestazione ha saputo aspettare, lavorando duro e non creando mai polemiche nei confronti di chi, ingiustamente, non lo riteneva all'altezza di poter indossare la maglia bianconera. Ma al minuto 79 ha risposto come un centravanti deve fare, col gol, che mantiene inalterato il distacco di tre punti dal Milan a quattro giornate dalla fine. E se scudetto sarà manca ormai solo la matematica - bisognerà anche ringraziare il signor Borriello. Il tempo, anche nel calcio, è galantuomo. Chiedere a Chelsea, Bayern Monaco e Borriello. Massimo Petrungaro ghi tratti del campionato si pensava ad un crollo totale. Ma con l'avvento di mister Silvano le cose sono cambiate, in positivo intendiamoci. Con lui la squadra si è espressa in modo superlativo, non sentendo più il peso della matricola, i ragazzi lo capivano e cercavano sempre di attenersi al suo modo di interpretare il calcio. Peccato, perché se Silvano avesse preso la squadra a inizio campionato, adesso molto probabilmente avremmo parlato del Gioiosa Ionica in altri termini. F.C. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 23 A proposito A SIDERNO LE FINALI DEI GIOCHI DELLA GIOVENTÙ di... L'Amministrazione Comunale di Siderno guidata dal Sindaco, Riccardo Ritorto, esprime soddisfazione per essere riuscita a programmare, presso il campo sportivo comunale “F.Raciti”, le finali provinciali dei Nuovi Giochi della Gioventù che si svolgeranno il prossimo 23 maggio 2012 . Per l'Amministrazione Comunale si tratta di un evento di straordinaria importanza per la promozione dello sport tra i giovani. Il Coni, infatti, per interessare a tappeto tutti gli studenti delle scuole medie ha previsto la partecipazione per classe e non individuale. Di ogni scuola parteciperanno la prima, la seconda e la terza classe campione d'Istituto. Ogni scuola sarà presente con circa settanta alunni. Le scuole ammesse alla finale di Siderno sono 26 con una presenza di circa 2000 persone. Sport IL CENTENARIO Il PREMIO BENEMERENZA 2011/2012 ALLA BOVALINESE presidente della lega nazionale dilettanti comitato calabria dott. Saverio mirarchi lo scorso 18 aprile 2012 ha comunicato il conferimento del “premio benemerenza 2011/12” alla bovalinese, per il raggiungimento del traguardo dei cento anni di affiliazione. Il prossimo 12 maggio 2012 a roma si svolgera' la cerimonia di consegna del premio ai rappresentanti della societa'. Nel prendere atto con orgoglio e soddisfazione della prestigiosa benemerenza conferita, il premio viene dedicato a tutti i calciatori, dirigenti e tifosi che hanno scritto la storia calcistica di bovalino dal 1911 ad oggi. Particolare riconoscimento merita l'opera svolta da enzo dicembre, rocco la cava, vincenzo marzano, vincenzo orlando e franco vottari che, con la loro iniziativa e la pubblicazione del libro “bovalino cent'anni di passione” hanno promosso l'evento del centenario realizzatosi lo scorso 10 agosto 2011, curato dall'apposito comitato, i cui singoli componenti si ringraziano uno per uno, insieme all'amministrazione comunale di bovalino che, con gli assessori sergio delfino e vincenzo maesano, ha messo a disposizione le strutture ed i mezzi necessari per lo svolgimento dell'evento. Menzione a parte merita il prof. Franco de domenico, per tanti anni dirigente e geloso custode della memoria calcistica bovalinese, che con i propri suggerimenti e la fattiva collaborazione offerta ha consentito che la manifestazione uscisse dall'ambito cittadino, assumendo rilievo nazionale. Un ringraziamento di cuore va a tonino raffa ed annamaria implatini, che hanno magistralmente condotto la splendida serata “la notte delle stelle” in piazza camillo costanzo, a titolo gratuito e dimostrando vera amicizia. L'omaggio finale va rivolto alle numerosissime “vecchie glorie” che hanno entusiasticamente partecipato alla manifestazione, arrivando anche da lontano, ed ai tanti calciatori, dirigenti e tifosi che non ci sono piu', le cui gesta e la cui passione resteranno indelebili nella memoria calcistica di bovalino. la dirigenza della Asd bovalinese Escursioni del 5-6 maggio 2012 Africo Antico, tutto da scoprire Sono aperte le iscrizioni all'escursione del 5 e 6 maggio ad Africo Antico. L'escursione si inserisce nell'ambito delle attività di recupero del borgo realizzate negli ultimi anni ad Africo Antico da diversi soggetti (Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte, Comune di Africo, Dipartimento PAU dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, Associazione “Santu Leu Apricus, ecc.) con alcuni dei quali il CAI ha collaborato. Per conoscere questa esperienza percorreremo, insieme agli attori di questa rinascita, alcuni sentieri dell'area. Il 5 maggio coincide con la ricorrenza di San Leo, patrono di Africo, mentre la domenica raggiungeremo Puntone della Chiesa, eccezionale punto panoramico. Si pernotterà alla Porta del Parco di Carrà e la logistica sarà curata dall'Associazione “Santu Leu Apricus”. BASKET Campus Audax Bovalino FRANCESCO MANGLAVITI 2° classificato gara Percorsi e 4° classificato gara Forme anni 8 Spadaro Francesco; 3° classificato gara Percorsi e 5° classificato gara Forme anni 8 Romano Francesco, la palestra ha raggiunto il 3° posto nella classifica a squadre. Questo fa capire quanto conta lo sport tra i giovani, dare il giusto insegnamento per ottenere un vero e proprio traguardo, svolto da un duro lavoro in palestra, dove tanti pensano ai facili risultati, ma in questa giornata BOTRICELLO ARTI MARZIALI Domenica 22 Aprile, nei locali del Palazzetto di Botricello, si sono svolte le gare a livelllo Regionale PERCORSOFORME dove le varie palestre hanno avuto modo di affrontarsi tra cui è spiccato il Team Takwondo del M.o. Vincitorio Giuseppe con gli allievi di 8-11 anni Bruno Simone, Arcidicono Giorgio, Spadaro Francesco, Romano Francesco, conclusa con i seguenti piazzamenti: 1° classificato gara Percorsi e 3° classificato gara Forme anni 11 Bruno Simone; 1° classificato gara Percorsi e 4° classificato gara Forme anni 8 Arcidiacono Giorgio; è stato di spicco il lavoro di squadra, che è stato un grande risultato. In questa domenica di sport hanno vinto i giovani all'insegna di questa Arte Marziale e disciplina Olimpica, il Taekwondo, merita un grande plauso. Il Campus Audax Bovalino si rilancia nel campionato maschile di categoria Under 13 battendo la compagine locrese dell'Eutimo con il punteggio di 65 a 41. Il campionato in questione, permette alle società per raggiungere il numero minimo di 10 giocatori, l'utilizzo anche delle ragazze, trasformandosi in un campionatto misto. La cosa più bella è notare che il divario fisico e tecnico tra maschi e femmine non si evidenzia in modo rilevante e schiacciante, forse per questione di età, o forse perchè, almeno sulla costa jonica, si iniziano a vedere i risultati del lavoro svolto dalle società sulle ragazze. Proprio insieme all'Eutimo Locri, il Campus ha inserito le proprie ragazze nei campionati Under 15 e Under 13 femminili, come unici rappresentanti della costa jonica, andando a giocare i due campionati contro le squadre di Reggio, città che possiede un ampio bacino per il reclutamento, e che propone il basket come lo sport principale insieme al calcio. Mentre nel campionato Under 15 le cose sono andate male per un divario fisico e tecnico evidente, il campionato Under 13 femminile ha dato merito a noi e all' Eutimo, di aver lavorato in modo positivo andando a raccoglier risultati e prestazioni di tutto rispetto, visto che andare a competere con squadre reggine per il campionato, era una cosa non pensabile all'inizio della stagione. E' da sottolineare anche l'aiuto che ci è arrivato dalla nuova società di basket di Gioiosa jonica, con delle buone giocatrici che aumentano numero e quantità di squadra e progetto. Si parla di progetto perchè, provare a lavorare con i vari centri di basket, per formare un gruppo unico femminile che possa un domani pensare di andare a Reggio e vincere un campionato, fino a ieri era pura utopia, invece da oggi questa aspirazione c'è, ed è giusto che ci sia. L'altra speranza è continuare a crescere, sia a livello numerico come squadra, sia come supporters sugli spalti, iniziando a introdurre nella mentalità del paese la cultura del basket, sport nobile troppo spesso emarginato e a lungo sottovalutato. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 24 CATONA “GIMKANA TRUCK 2012” la Riviera Domenica 29 Aprile a partire dalle ore 10.30 sul Lungomare di Catona (RC), si rinnova l'appuntamento con la manifestazione motoristica “Gimkana Truck 2012”, organizzata dall'Officina Giustra e dall'Associazione Fenix, con il contributo della Provincia di Reggio Calabria. Alla manifestazione prenderanno parte oltre 50 truck e consisterà in una esibizione di abilità nella guida di trattori stradali. Avverrà anche la premiazione di “Mister Truck” cioè della motrice che da un'apposita giuria sarà ritenuta la più curata esteticamente. Tutto il perimetro della pista sarà servito da un impianto di amplificazione, con uno speaker dedicato. Una giornata all'insegna dello sport, nata per creare un momento di socializzazione e rivalutare una figura molto spesso sottovalutata o connotata negativamente come quella dell' autotrasportatore. Uno spettacolo da non perdere...il rombo dei motori farà tremare la terra!!! REGGIO CALABRIA Regata “Fata Morgana” Il 21 e 22 Aprile il vento non è mancato all'appuntamento con il Trofeo della Fata Morgana e nelle due giornate si sono disputate tutte le tre prove previste in calendario con condizioni di vento diversificate. Passione,condivisione con gli appassionati del mare, contatto con la natura, sport, turismo, agonismo, qualsiasi sia il motivo che spinge ad andare a vela, se a questa passione ci si mette anche Reggio, “il campo di regata più bello al mondo dove il vento non ti tradisce mai”, il risultato è un vero spettacolo. Il 21 e 22 Aprile il vento non è mancato all'appuntamento con il Trofeo della Fata Morgana e nelle due giornate si sono disputate tutte le tre prove previste in calendario con condizioni di vento diversificate. A vincere la Classifica Generale classe Regata/Crociera è stato l'armatore reggino Giuffrè con l'imbarcazione “Profilo” dello Yacht Club Reggio Calabria seguito dalla imbarcazione “ Paluch III “ dell'armatore Francesco Badessa del Circolo Tennis e Vela di Milazzo. A seguire “ Pablavela” dell'armatore Paola Chilà dell'Associazione Velica Pasquale Chilà. Nella Classifica Gran Crociera primo “Bluette” dell'armatore Mario Zappia del NIC Catania , seguito dal reggino “ Hakuna Matata” dell'armatore Giuseppe Iero dello Yacht Club Reggio e dall'armatore Enzo Ricordo con “Vieniviaconme” del Windsurf dello Stretto. Occorre sottolineare come alla manifestazione abbia partecipatao una nutrita squadra del Liceo scientifico A. La premiazione è avvenuta al Circolo Velico Reggio alla presenza di tutte le autorità e dei numerosi partecipanti al Vincitore assoluto Profilo dell'armatore Giuseppe Giuffrè Yacht Club Reggio Calabria è andato il primo trofeo Fata Morgana 1° TORNEO PULCINI D’ORO La Scuola Calcio Audax Gioiosa Jonica 2011 di Mario e Rocco Loccisano e di Cristian Ierinò organizza il 1° Torneo Pulcini d’Oro E' in fase di organizzazione anche un viaggio di fine anno a Cesenatico Scuola Calcio Casignana, quando lo sport opera nel sociale Continua senza interruzione l'attività della Scuola Calcio “Sasà Minnici” di Casignana. Tra allenamenti, partite di campionato e tante altre iniziative, il campo sportivo “Rocco Nicita” , da settembre, è diventato per i ragazzini dai 5 ai 12 anni il cuore pulsante dei loro paesi. La struttura sportiva, difatti, è posta in un luogo intermedio tra Casignana, S.Agata e Caraffa del Bianco. Ed è proprio da questi tre paesi che provengono la maggior parte degli iscritti, anche se non mancano ragazzini di Bianco e finanche di Ardore. “Il grande merito della riuscita di questo progetto va al prof. Pino Filastro - ci dice il dott. Rocco Romeo, presidente della Società - noi non avevamo l'esperienza necessaria per affrontare quest'avventura. Ecco perché abbiamo pensato di rivolgerci direttamente ad un responsabile tecnico della F.I.G.C. affinché ci consigliasse e ci guidasse a programmare quest'annata sportiva. Il prof. Filastro ha accolto il nostro invito e dopo averci aiutato all'inizio della stagione ogni tanto torna ad incontrare i dirigenti, i nostri giovani tecnici ma soprattutto i bambini”. La Scuola Calcio di Casignana, tra l'altro, partecipa a tutte le attività federali con le categorie Piccoli Amici, Pulcini ed Esordienti, ben figurando anche contro società tradizionalmente molto attrezzate. Per di più, dopo ogni festività la Scuola Calcio promuove un seguitissimo torneo. E' stato così a Natale, a Carnevale e, naturalmente, a Pasqua. Ed è proprio durante quest'ultimo torneo che si è registrata la gradita presenza del prof. Filastro. Al momento si sta pianificando anche un progettino tra Scuola Calcio ed Istituto Scolastico. Il lavoro pomeridiano che si svolge al campo sportivo, difatti, è integrante a tutte le attività curriculari della scuola. E' risaputo, difatti, che il gioco del calcio è un validissimo strumento di educazione e di formazione. Per questo la Scuola Calcio “Sasà Minnici” di Casignana sta volgendo un'attenzione particolare al processo di integrazione, socializzazione e ad ogni aspetto formativo dei bambini dei tre paesi che, tra l'altro, sono gli stessi che frequentano di mattina l'Istituto Scolastico. Inoltre, è in fase di organizzazione un viaggio di fine anno, probabilmente a Cesenatico, per partecipare ad uno dei tanti tornei a cui aderiscono e dove si incontrano le Scuole Calcio di tutta Italia. Insomma, per dei paesi dove il rischio maggiore è rappresentato dallo spopolamento, vantare una Scuola Calcio con questa dinamicità e con più di 60 iscritti è quasi un piccolo miracolo. Audax Gioiosa è un nome nuovo nell’importante palcoscenico del calcio giovanile. La Scuola Calcio è nata nel Luglio 2011 con l’obiettivo principale di educare i giovani calciatori ai veri valori del calcio, senza imporre loro l’obbligo della vittoria e privilegiando divertimento, socializzazione e soprattutto lealtà sportiva. Questo torneo è la seconda manifestazione organizzata dall’Audax Gioiosa, dopo il primo torneo “Divertiamoci Insieme”, organizzato per celebrare la nascita della Scuola Calcio. Il 1° Torneo Pulcini d’Oro è un’importante occasione per dimostrare la qualità del lavoro e la voglia dei ragazzi di emergere in un momento calcistico critico a livello nazionale, durante il quale si sente sempre più il bisogno di affidare speranze e sogni a giovani calciatori cresciuti secondo i principi della lealtà sportiva. Al torneo parteciperanno otto società suddivise in due gironi da quattro. Le prime due classificate si affronteranno in semifinali e finale. Il torneo si svolgerà tutto il 1° Maggio, la mattina dalle 9.30 alle 13.00 e il pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00. Ad ospitare la manifestazione saranno le strutture sportive “Ai Campetti” e “Don Milani” site a Gioiosa Jonica. A pranzo tutti i calciatori saranno ospiti dell’Audax Gioiosa e mangeranno tutti insieme, nel nome della socializzazione. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 25 DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 26 la Riviera Biblioteca meridionalista Questione meridionale come questione giovanile* Oggi la nuova questione meridionale si intreccia con una drammatica “questione giovanile”. Si tratta di un tema che riguarda proprio le risorse umane, le intelligenze, le forze di cui dispone il Mezzogiorno e che possono essere messe a disposizione di un progetto nuovo di rilancio e di futuro del nostro Paese, ma soprattutto di futuro per i giovani. opo gli anni dell'esodo biblico che ha investito il mezzogiorno (si calcola che dal 1875 al 1985 oltre 28 milioni di persone abbiano preso la strada dell'emigrazione), oggi questo fenomeno ha ripreso forza e consistenza, ma ad emigrare non sono più le braccia, ma i cervelli. Protagonisti di questa nuova ondata migratoria sono i giovani diplomati e laureati, i cervelli del Sud. La fuga dei cervelli abruzzesi, calabresi, campani, lucani, molisani, pugliesi, sardi e siciliani, è divenuta vera e propria diaspora, bloccando qualsiasi possibilità di migliorare e trasformare il Sud. Oggi la nuova questione meridionale si intreccia con una drammatica “questione giovanile”. Si tratta di un tema che riguarda proprio le risorse umane, le intelligenze, le D forze di cui dispone il Mezzogiorno e che possono essere messe a disposizione di un progetto nuovo di rilancio e di futuro del nostro Paese, ma soprattutto di futuro per i giovani. In tal senso, innanzitutto, riteniamo che occorre lanciare il progetto ambizioso di interrompere il drammatico fenomeno dell'emigrazione giovanile e della fuga dei cervelli, assumendo misure e provvedimenti capaci di incentivare e promuovere nuove forme di lavoro e di occupazione nel Sud per valorizzare lo straordinario capitale umano del Sud. Proponiamo di istituire borse di studio per gli studenti che decidono di studiare lontano dal luogo dove risiede la propria famiglia di provenienza e che garantiscono attraverso un apposito piano programmatico di approfondire lo studio universitario su tematiche d'interesse legate allo sviluppo del proprio luogo di origine e voucher d'inserimento nel mondo del lavoro pubblico e privato se gli studenti rientrano nella propria Regione d'origine al termine degli studi. Come è ovvio si tratterebbe di una misura transitoria, l'obiettivo finale, la grande speranza, per la quale intendiamo spendere l'impegno e la lotta del PdCI, è quella che i giovani possano crescere, formarsi, studiare, nelle scuole e nelle università del Sud e in seguito avere la possibilità concreta di incontrarsi con una opportunità occupazionale, con un lavoro adatto alle loro possibilità, ai loro studi, alle loro capacità e competenze in questa terra. Questa è una grande speranza che va alimentata con una lotta politica coerente ed incessante. In questo senso sembra maturo il tempo di una grande battaglia generale per conquistare il diritto al reddito di cittadinanza per i giovani del Sud. Per questo diciamo questione meridionale come ineludibile questione giovanile. Come questione di difesa della nostra gioventù dalle trame mafiose, che esercitano sempre un'influenza negativa dove manca il lavoro, dove manca il sapere, dove manca la speranza d'un tempo migliore. Il futuro del Sud è legato ai suoi giovani: se questi vanno via allora fra 20 anni avremo un Sud invecchiato e degradato, a cui è stata sottratta qualsiasi speranza di futuro. * Dall’ampio documento conclusivo, approvato all’unanimità dal 3° Congresso regionale , celebrato a Vibo il 22 aprile, pubblichiamo la parte, assai interessante, che punta a definire la questione meridionale come questione giovanile. Noi intenderemmo aprire un dibattito. E intanto ci fa piacere che i comunisti italiani di Calabria non definiscano la questione meridionale come questione criminale. Cerimonia degli addii FRANCOFERRARA Giornalista di polso, non ha fatto mai del suo mestiere di scrivere una scala per salire. Piuttosto, qualche volta s’è azzoppato, come nell’avventura del settimanale “Calabria sera”, che, avendo odore di rosa, visse lo spazio - per dir così- di un mattino. Carlo Parisi ne ricorda lo spirito indomito al “Giornale di Calabria”, una creatura voluta da Giacomo Mancini, e combattuta prima e dopo dai trasformisti che indendevano fare sfoggio su altri quotidiani più assestati. Non è vero che muore giovane chi è caro agli dei, come sosteneva il greco poeta Menandro. Franco Ferrara, infine piegato dal crudo morbo, è trapassato all’età di 61 anni quando ancora poteva dare, e molto, al giornalismo calabrese che ha bisogno non solo di talenti, ma di spiriti indipendenti. Come lo era Franco Ferrara, un moschettiere. Con l’elsa senza spada. PINO SCORDO La perdita subita è per noi motivo di dolore e sincera commozione. Cari Carmelo, Elisa, Carlo e Andrea, Vi siamo sinceramente vicini in questa dolorosa circostanza. Partecipiamo commossi alla tragica scomparsa di Pino. VINCENZOCROCITTI Non fu solo un dirgente scolastico, ma uomo di cultura operativa, d’intensa passione, di vibrata energia, Vincenzo Crocitti, venuto a morte quando nesuno se l’aspettava. Qui a Siderno spese il meglio di sé stesso per fare risplendere ancora di più l’antico Istituto tecnico. Parlando di... Cultura e società CIRCOLO DI RIUNIONE DI LOCRI ITINERARI MEDITERRANEI V enerdì 24 Febbraio 2012, alle ore 18.00, presso il Circolo di Riunione di Locri, in Piazza Stazione, il Prof. Pasquino CRUPI presenta il volume: “ITINERARI MEDITERRANEI. Simboli e immaginario, fra mari, isole e porti, città e paesaggi, ebrei cristiani e musulmani nel Decameron di Giovanni Boccaccio”, edito dalla Città del Sole Edizioni di Reggio Calabria. Coordina la discussione il Prof. Francesco COMMISSO. Saranno presenti il volume: l'Autore Prof. Enrico COSTA e Franco ARCIDIACO, Editore. In questo suo mirabile lavoro, Costa compie un itinerario tra i luoghi del Decameron di Giovanni Boccaccio, un viaggio nella società mercantile del Trecento, paragonabile a una società multietnica e multiculturale fortemente integrata. E di essa, proprio nel momento in cui il globo cominciava a superare i limiti del mare Mediterraneo, Boccaccio, nel Decamerone, fornisce la massima espressione letteraria, quasi a rappresentare il momento di svolta, una cerniera, fra Medio Evo, Umanesimo e Rinascimento. A metà tra libro di viaggio, memorie, saggio geografico, il lavoro di Costa si nutre di suggestioni letterarie, pittoriche, cinematografiche, sociologiche e antropologiche, divenendo una vera e propria miniera di saperi, sapientemente intrecciati in una “contaminatio” scritta per il gusto della scrittura, con la voglia di guardare il reale con occhi partecipi, e di narrarlo con voce inalterata dalla separatezza di saperi e culture. Primo volume de I Quaderni di DeU, che si affiancano, integrandola, alla collana DeUrbanistica (DeU), i Quaderni vogliono essere strumenti di confine, basati sulle contaminazioni culturali, che intendono coprire spazi interstiziali fra discipline e saperi diversi legati a città, ambiente, territorio e paesaggio, per meglio comprendere la dimensione culturale dell'Urbanistica. Enrico Costa è Presidente del Corso di Laurea in “Urbanistica” della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. L’AGOLO DI PARRELLO 3^classe Percorrevo in macchina la tratta Gioiosa JonicaMammola, quando il mio nipotino mi dice: “ Nonno, in quella casa, su una porta, c'è scritto 3° classe. C'è forse una scuola elementare?”. “No, è una stazione abbandonata delle Ferrovie Calabro-Lucane. Sino a pochi decenni fa, in tutte le stazioni delle Calabro-Lucane e delle F.F .S.S. c'erano le sale d'aspetto di 1° - 2° e 3° classe. Nella prima classe sedevano i nobili, nella seconda i professionisti, nella terza “la plebe”. Se un viaggiatore di 1° classe chiamava il ferroviere per un' informazione, quello correva; se invece lo chiamava uno della 3° classe faceva finta di non sentire. Fortunatamente oggi tutto questo, quasi in tutte le stazioni, non esiste più”. “Ma nonno, se noi partiamo col treno, in quale classe dobbiamo aspettare?”. “Vedi Francesco, se noi conosciamo il CapoStazione ci sediamo in 1° classe, se non conosciamo nessuno aspettiamo il treno sotto la pensilina”. PROGETTO ANTIGONE PAROLE SASSI Reggio Calabria il 7, 8 e 12 Maggio 2012Antigone raccontata ai bambini. Una storia che sarà narrata ai bambini di ogni regione da un'attrice diversa e che i bambini a loro volta narreranno con le stesse modalità, contribuendo a salvarla trasmettendone la memoria: in famiglia, agli amici, a scuola. Nella produzione sono coinvolte diciotto giovani attrici professioniste, ciascuna residente in una diversa regione italiana e in forte contatto culturale col territorio d'origine. Il progetto, «Parole e Sassi - un racconto per le nuove generazioni», è dedicato ad Antigone, la figura femminile creata da Sofocle che da più di duemila anni simboleggia il conflitto tra donne e potere, tra sfera privata e sfera pubblica, tra famiglia e stato, tra obbedienza e disobbedienza. L'idea nasce dalla collaborazione di Letizia Quintavalla con Renata Palminiello, Patrizia Romeo, Agnese Scotti e Rosanna Sfragara. Rivolto ai bambini tra gli otto e i dieci anni, il racconto è fatto con parole e sassi. “I Sassi - racconta Letizia Quintavalla - in molte culture hanno un forte significato rituale, hanno a che fare col sacro in senso lato, e nel nostro racconto, nella mescolanza con le parole e i gesti della Narratrice, i sassi, fissando simbolicamente le parole, diventano legame tra pensiero e azione”. Al termine del racconto ogni attrice lascia le parole (il copione) e i sassi ai bambini, perché raccolgano il testimone della narrazione e raccontino la tragedia di Antigone ad altri. L'obiettivo è che questa storia sia raccontata più volte possibile. Il Progetto sarà presentato nella forma di uno spettacolo-laboratorio a Reggio Calabria il 7 maggio presso l'Istituto Comprensivo Archi, l'8 Maggio presso l'Istituto Comprensivo Cardeto e il 12 Maggio presso il Circolo Didattico “P. di Piemonte”. ETNOSOUND “Amuri appena natu” Si intitola “Amuri Appena Natu” il primo lavoro discografico degli EtnoSound, band etno-pop calabrese. Dodici tracce che nascono dalla tradizione, con “incursioni” nella canzone d'autore. Un lungo percorso di ricerca dei suoni e dei testi ha preceduto quest'uscita discografica, ed ecco, alla fine, un album che è frutto di un lavoro corale dell'intera band. Un lavoro durato circa sei mesi, tra composizione dei brani e realizzazione del disco, e che finalmente è pronto per essere ascoltato e ballato nelle piazze calabresi. L'album è caratterizzato dalla presenza degli strumenti “tipici” della tradizione locale, dalla lira alla zampogna “a moderna”, dall'organetto alla zumbettara. Strumenti “arcaici” che si fondono a mera- viglia con il sax e la chitarra acustica. Da “Vorria mu moru”, già proposto dal vivo (e che si preannuncia come uno dei tormentoni dell'estate) a “Tata meu”, un classico della musica popolare calabrese, già riproposto da numerosi gruppi, reinterpretato con uno stile del tutto personale, alla dolce “Mamma”, un testo della poetessa Giusy Staropoli che ha trovato giusta collocazione sulle note del gruppo, solo per citare alcuni brani. L'album è stato registrato e mixato presso gli studi “La Calabresella” di Reggio Calabria, e vanta la collaborazione di Daniele Zerotti all'organetto e del mitico Natino Rappocciolo ai cori. Gli EtnoSound sono: Valentina Tibullo Danze Leonardo Bonavita - Voce e Chitarra Acustica Domenico Macrì Voce, Lira Calabrese, Zumbettara, Zampogna, Pipita e Fischiotti di Canna Andrea Carrano - Sax e organetto Giovanni Iapichino - Percussioni e Tamburi a Cornice Francesco Papasidero Basso Elettrico. DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 28 la Riviera SIDERNO SETTIMANA DELLA FAMIGLIA Siamo prossimi alla Settimana della famiglia che si svolgerà dal 3 al 5 maggio nella Parrocchia di S. Maria dell’Arco a Siderno e che vedrà protagoniste tutte le famiglie della cittadina. Un progetto, questo, che mira a riconsegnare alla famiglia la sua dignità e la sua missionarietà in un momento storico in cui si è sempre più attanagliati dalle crisi economiche, esistenziali e sociali. Ecco perché la nostra attenzione è rivolta alla famiglia nella sua globalità, nelle sue espressioni più totali, dai giovani, agli adulti, ai nonni e i ragazzi. Apriremo la Settimana giorno 3 Maggio alle ore 20.30 con partenza dalla nostra Chiesa, con una piccola Fiaccolata rivolta ai giovani dal tema “Un ponte tra cielo e terra” che si svolgerà lungo alcune vie del paese e che richiamerà ai valori della vita, della fede, della speranza, attraverso un pellegrinaggio incentrato sull’incontro di Gesù con la samaritana, riportato nel Vangelo di Giovanni, per rileggere l’esperienza del nostro incontro con il Signore, il solo che sa guardare in profondità LIONS CLUB LOCRI LOQUI E SPROLOQUI nel nostro cuore e sa darci risposte vere per la nostra sete di felicità. Quali sono le vere attese del cuore dei giovani, oggi? Le domande che ciascuno di noi porta dentro di sé sono spesso scomode, impossibili. Le domande impegnative della vita resteranno sepolte sotto la fatica del lavoro di ogni giorno, sotto gli impegni, gli incontri, le responsabilità, o potranno trovare risposta? Chi potrà darci le risposte che cerchiamo? La testimonianza di Don Mimmo Battaglia, Presidente F.I.C.T. (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche) servirà ad impreziosire la serata e a dare speranza a molti. La nostra attenzione sarà poi rivolta a tutti i “giovani angeli di Siderno” che verranno nominati durante la fiaccolata. Per loro eleveremo a Dio la nostra preghiera affinché il loro ricordo e la loro esperienza possa diventare motivo di riflessione per vivere pienamente la nostra vita. Venerdì 4 Maggio alle ore19.30, presso la Chiesa di S. Maria dell’Arco, invece, presenteremo un momento di riflessione sul tema “I volti del lavoro nella mia città”, un’opportunità per tutti i lavoratori di Siderno per confrontarsi, per condividere problematiche comuni e per cominciare a pensare il lavoro in termini positivi. Interverranno Pasquale Andidero e don G. Dieni come espressione del Movimento Lavoratori dell’Azione Cattolica Regionale (MLAC). Chiuderemo la Settimana Parrocchiale sabato 5 Maggio alle ore 16.00 con un programma di animazione pomeridiana presso il cortile della Canonica dal tema “Un tuffo nel passato … I giochi di ieri”. Protagonisti del pomeriggio, tutti i nonni e i ragazzi per fare un salto nel passato e riscoprire la bellezza dei giochi di una volta. Tutto questo si concluderà con una “spaghettata” all’aperto per tutti. La Settimana della Parrocchia di S. Maria dell’Arco finisce qua,ma non dimentichiamoci che domenica 6 Maggio, presso lo stadio di Locri ci aspetta un’altra importante giornata di festa, dedicata a tutte le famiglie della Diocesi e arricchita dalla presenza del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e arcivescovo metropolita di Genova, che presiederà la Celebrazione Eucaristica delle ore 10.30 Naturalmente siamo tutti invitati a partecipare e soprattutto ad approfittare della preziosità di questi sani momenti di vita insieme. Vi aspettiamo. Monica Scimone Gruppo Famiglia “La Cordata” FOTO NOTIZIA Gemellaggio con il club “Colle Guasco” di Ancona Il Lions Club di Locri, si gemellerà con il Lions Club di Ancona “Colle Guasco”. Il gemellaggio avrà come testimonial Gerado Sacco, il noto orafo calabrese che, per l'occasione, preparerà una sua significativa opera rappresentativa di alcuni elementi simbolo delle due città. Il gemellaggio si concretizzerà domenica 29 aprile alle ore 17, presso il Palazzo della Cultura di Locri, con una variegata manifestazione alla presenza del Vescovo di Locri e Gerace Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, unitamente a varie autorità politiche regionali provinciali e comunali, nonché autorevoli rappresentanti del mondo Lions di Calabria, Campania, Basilicata e delle Marche. L'iniziativa, nata da un incontro tra i presidenti dei due clubs Giuseppe Ventra e Bruno Versace ( che ha origini calabresi essendo nato a Bovalino), è finalizzata a creare un asse tra i soci dei due sodalizi dal punto di vista socio culturale, ma anche per favorire una maggiore conoscenza del territorio della Locrid. A sancire il gemellaggio tra i due clubs sarà una nutrita delegazione del Lions club di Ancona, che guidata dallo stesso presidente Bruno Versace, arriverà nella Locride per presenziare alla cerimonia ufficiale. La delegazione Lions guidata da Bruno Versace si tratterrà per visite programmate nella locride e visiterà anche Reggio Calabria e Scilla. La cerimonia di gemellaggio sarà accompagnata dalla presenza del Governatore del distretto Lions, Michele Roperto, presente con tutto il suo staff e con il vicegovernatore Luigi Buffardi. Lions Club di Locri Poesia, Musica e Sapori nella Tradizione. Domenica 29 aprile a partire dalle ore 20.30, l'Associazione Pro Moschetta, parte attiva nella salvaguardia storica e culturale del territorio organizzerà nella suggestiva Piazza Moschetta una manifestazione culturale denominata “Insieme a Moschetta”. La serata avrà come protagonisti poeti e musicisti del luogo, piacevolmente allietati, dal gruppo folkloristico degli Argagnari. Tutte le incazzature del caso La suscettibilità è qualità italiana. Lo dicono gli Italiani, dimostrandolo. La truffalderia ( perdonate la licenza) è anche qualità italiana. Ma questo lo dicono gli stranieri mentre gli Italiani si difendono. Eppure Totò, il principe, ne aveva fatto il suo cavallo di battaglia, carpendo, ante litteram, il fascino del pacco. Per chi lo fa, il pacco, e per chi lo riceve?ma questa è un'altra storia. Per raccontarla, dovrei parlarvi di noi, il popolo, e vi annoierei troppo presto. Meglio disquisire di potenti (pacchi). Dalle pagine di facebook, il triumviro Roberto Maroni difende la Lega dalle accuse di tangenti in Finmeccanica, << stronzate fangose>>, sottolinea iracondo, << cosa c’entriamo noi con Finmeccanica>>. Appunto, toglietevi di mezzo!Maroni, tuttavia, non ipotizza alcun complotto, cosa di cui, invece, parla il leader del Carroccio (ex – forse). Da Cesare con il senno di poi, ha sempre paura delle trame di palazzo, il zelante sanatùr, e di Bruto ne vede ovunque. Noi, ovunque, invece, ne vediamo di bruti. Comunque, fatti due conti, sono solo canzonette. E Maroni e Bossi s’incazzano. Rosi Mauro torna a Palazzo Madama, d’altra parte lei lo è, una madama di scacchi. E come più è congeniale ( alle madame), piange composta e rimane al suo posto. Nel frattempo il fido Belsito, per il quale non si ragiona più e solo di lingotti e diamanti, ma anche di operazioni attraverso una società di servizi ambientali, attende di essere interrogato dalle procure di Reggio Calabria e di Napoli. Eppure,per dirla (infelicemente) con un noto cantante,questa gente al Sud veniva solo a cagare. Che dire, speriamo che il cesso non si capovolga! Andiamo avanti e fatti altri due conti, sono ancora canzonette. E Mauro e Belsito s’incazzano. Così come accade a Roberto Formigoni, accusato di aver fatto le vacanze con i soldi di. Naturalmente trattasi anche qui di canzonette, dalle Antille, ma pur sempre canzonette. E di complotti. << I poteri>> inveisce Formigoni, << prima hanno fatto fuori Berlusconi,ora vogliono far fuori me>>. Formigoni si sente perseguitato dalle Erinni, sarebbe interessante chiedergli se le misure son le stesse di quelle che inseguivano il Cavaliere. Trattasi ancora di canzonette. Non lo sono invece quelle di Bersani che, per Zeus, ha scoperto l’acqua calda e da Socrate sulle nuvole invoca lo spirito di sacrificio da parte della politica. Ma, diavolo, Bersani ci è o ci fa? I politici fanno quotidianamente dei sacrifici, altrimenti perché sarebbero così incazzati?Loro. E noi? No comment. Lo sproloquio non racconta chi i pacchi li riceve. Filomena Cataldo CASA CIRCONDARIALE LOCRI Concerto dell’Orchestra di Gerace La casa circondariale di Locri ha aperto le porte alla musica con un concerto eseguito dall'”Orchestra di Fiati Città di Gerace” diretta dal maestro Saverio Varacalli. È la prima volta che un'orchestra di fiati entra nelle mura del carcere e come ha sottolineato anche Giuseppe Cusato -sostituto commissario della polizia penitenziaria in quiescenza- l'iniziativa è stata intenzionalmente realizzata nel periodo più Sacro dell'anno: il Tempo Pasquale. Il tempo in cui il genere umano viene risollevato dalla sua caduta e riacquista tutto ciò che aveva perduto con il peccato. L'obiettivo -ha proseguito Cusato- è stato quello di offrire a persone in una condizione di privazione della libertà personale, una opportunità di solidarietà e di speranza per recuperare i legami di libertà, di giustizia e di pace con la comunità civile e poter rientrare a far parte della vita della comunità stessa con altre basi ed altri valori. Cusato -infine- ha evidenziato come gli operatori penitenziari della Casa Circondariale di Locri, a partire dagli agenti di polizia penitenziaria, sono quotidianamente impegnati a garantire, ad ogni costo ed in nome della giustizia e delle leggi dello Stato, la legalità, la sicurezza e porre al cen- tro della loro azione il recupero dell'uomo. Anche i componenti dell’Orchestra hanno espresso la loro soddisfazione per aver portato nel carcere i segni di un linguaggio universale che accomuna tutti, anche perché in situazioni di disagio ambientale la musica svolge un'ottima azione terapeutica. Soddisfatta anche la direttrice della Casa circondariale D.ssa Patrizia Delfino in quanto l'Orchestra «ha portato una ventata di cultura tra le mura del penitenziario concedendo alla persone detenute un momento di svago ma anche spunti di riflessione». DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 29 CINEMA NUOVO Siderno,info:0964/ 342776 Bel Ami - Storia di un seduttore / 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA GOLDEN Roccella J,info:333/ 7672151 nessun film in programmazione questa settimana Parlando di CINEMA VITTORIA Locri,info:339/7153696 The avengers in 3D/ 17.00 - 19.30 - 22.00 CINEMA GARIBALDI Polistena,info:0966/ 932622 Buona giornata/ 16.30 - 19.30 - 22.00 CINEMA POLITEAMA Gioia T.,info:0966/ 51498 Biancaneve/ 18.00 - 21.00 CINEMA ODEON Reggio C.,info:0965/ 898168 To Rome with love/ 18.00 - 20.00 - 22.00 CINEMA AURORA Reggio C.,info:0965/ 45373 The rum diary / 18.10 - 20.20 - 22.30 NUOVA PERGOLA Reggio C.,info:0965/ 21515 The avengers/ 17.30 - 20.20 - 22.50 MULTISALA LUMIERE Reggio C.,info:0965/ 51036 Sala De Curtis The avengers in 3D/ 17.00 - 19.40 - 22.15 Sala Sordi Ho cercato il tuo nome/ 18.30 - 20.30 - 22.30 Sala De Sica Streep dance 2 / 18.40 - 20.40 - 22.40 Sala Mastroianni Leasie,la storia di un amore/ 17.00 Una spia non basta/ 19.00 - 21.00 - 23.00 AL CINEMA Cinema OROSCOPO ILOSOFIA REGGINA ARIETE dal 21 marzo al 20 aprile Dopo il passato periodo di indecisione e domande interiori, potrete porvi il valore di ciò che possedete, sia in senso materiale che sentimentale. Sfoderate le vostre qualità. I primi jorna ra’zzita... L TORO a chiamai un giorno al cellulare e lei rispose soavemente: “Ciao Rocco, come stai!?” Aveva il tipico accento strascinato e cantilenante di Reggio Calabria ma dietro c'era anche qualcosa di più: una bella voce. Scoprii poi che dietro c'era anche un bel viso, insomma una bella ragazza. Un giorno andammo a Scilla a cenare, una passeggiata in riva al mare e…niente! Dopo anni di celibato (ero scapolo convinto) contento e felice “cedia e mi fici 'zzitu”. Ora voi lo non sapete ma lei, me mugghieri, all'inizio non era così. Lei, me mugghieri era dolce, ti guardava con quegli occhi chi pariva nu 'gnedduzzu. Arrossiva se la guardavo, una parolaccia non la diceva neanche sotto tortura. I primi tempi erano solo “Si amore mio”, “Come dici tu amore mio”. Mi mandava gli sms la mattina, non andava a dormire se non prima rientravo dal lavoro, passeggiavamo mano nella mano, occhi negli occhi. Ed io pensavo “come sono fortunato” o, a volta, “chi culu chi eppi mi mi 'mbatti sta figghiola”. Perché io, stupido, non è che mi chiedevo: “Ma com'è chi chista, tantu brava, tantu duci, non esti zita?”. No, io pensavo di avre fatto tredici e, invece, a fici a 'n tridici!!! Si perché lei, me mugghieri, una volta messo l'anello al dito si è trasformata. Già durante i preparativi del matrimonio avevo notato qualcosa di strano, mi purtava i negoziu in negoziu: “Guarda tesoro, non è deliziosa questa alzatina? Guarda Micio, ma questa Gateau mariage non è quella che hai sempre desiderato?” E ieu a vardava, già lì mi l'aviva a scaddari chi non putiva essiri normali sta figghiola. Ma ero 'nnamuratu, a vuliva fari cuntenta. E così mi maritai e finia mi fazzu cucchiari. Si perché se i primi mesi di matrimonio la mattina Lei, me mugghieri, si alzava mezz'ora prima di me, sottoveste di raso nera, vestaglia, per prepararmi il caffè che mi portava a letto, con vassoio e biscottini fatti in casa dalle sue delicate manine. Adesso ieu mi iasu sulu, vaiu in cucina, aspetto che lei, me mugghieri, si iasa dopu menz'ura, e poi preparo il caffè. Lei, me mugghieri, la mattina non ama che le si dal 21 aprile al 20 maggio Molti di voi hanno incontrato persone che non vedevano da tempo, forti gli incontri fra le anime gemelle. Ciò che vi apparteneva...tornerà. GEMELLI dal 21 maggio al 21 giugno In amore son rose rosa. Se non avete ancora incontrato la persona dei sogni, occhio che è dietro la porta! Se invece l'avete incontrata continuerà felicemente. CANCRO dal 22 giugno al 22 luglio Disquilibrio fra gli interessi d’amore e quelli finanziari, forse anche un disaccordo con i patner, ma tutto sarà breve e le cose si chiariranno. LEONE dal 23 luglio al 23 agosto La vostra energia tornerà viva e nello stesso periodo si rafforzanno le amicizie. Novità anche in amore e sul lavoro. Insomma, tutto positivo. VERGINE dal 24 agosto al 22 settembre Sentirete il desiderio di curare la vostra persona con più dedizione ed i piccoli ritardi vi daranno l'opportunità di revisionare gran parte delle cose. parli per un quarto d'ora (idda u dici sempri! E ieu ovviamente chi fazzu? 'nci parru! e così mi prendo la mia personale vendetta: mentre è voltata di spalle per prendere il tazzone io le nascondo il caffè. Appena si gira e non lo vede inizia a guardarsi intorno per cercare la tazzina. La trova ma, nel frattempo, 'nci 'mmucciai u tazzoni ru latti. Perché Lei, me mugghieri, la mattina è un diesel, per carburare ce ne vuole. Ma poi la guardo, ha i capelli arruffati e la faccia assonnata, e capisco solo una cosa: lei me mugghieri, esti na rumpipalli ma ieu, so maritu… 'nci vogghiu beni assai assai… Sicilia e Calabria rischiano un terremoto di 7,5 della scala Richter DAL SITO BRIGANTI E ci vengono ancora a parlare del ponte sullo stretto, continuano a prenderci per i fondelli: a Reggio e a Messina il 70% delle abitazioni non sono state costruite secondo criteri antisismici. Invece d'investire in "sicurezza", invece d'invitare la popolazione a risanare la propria abitazione, questi colonizzatori tosco-padani continuano ad ingannarci. Sapete perché? Perché il ponte dovrà costruirlo l'Impregilo spa, perché ovviamente i nostri ascari (politici e criminali) hanno qualcosa da guadagnare, briciole naturalmente rispetto ai soldoni che si intascheranno i nostri "fratelli" paTani. Sveglia duo siciliani, basta credere alle sciocchezze che vi raccontano politicanti di destra e di sinistra, 151 anni di schiavitù dovrebbero bastarci. È ora di alzare la testa, di difendere il nostro futuro e quello dei nostri figli. Dal sito www.notizie.it leggiamo: «Secondo l'inchiesta giornalistica realizzata da Mario Sanna e Maurizio Torrealta di Rainews24, in Sicilia e in Calabria potrebbero verificarsi dei tremendi terremoti di magnitudo 7.5 della scala Richter, fenomeni molto più potenti rispetto a quello che ha distrutto l'Aquila nel 2009. […] La Commissione Ambiente della Camera ha presentato, a questo proposito, un interrogazione parlamentare che si occupa di trovare una risoluzione, cercando di prevenire, per quanto è possibile, ogni rischio. Alessandro Martelli spiega che, al momento, le nostre strumentazioni non ci permettono di prevedere dove e quando un terremoto si verificherà con precisione, ma è possibile capire quando una zona, abbastanza estesa come dimensioni, rischia di tremare in un certo periodo di tempo (mesi o anni). Ovviamente queste previsioni potrebbero anche non verificarsi. In ogni caso il problema resta, infatti, gli stabilimenti citati, oltre ad aver deturpato il territorio e le coste siciliane, amplificherebbero notevolmente la devastazione in caso di tsunami». BILANCIA SCORPIONE SAGITTARIO CAPRICORNO ACQUARIO PESCI dal 23 settembre al 22 ottobre dal 23 ottobre al 22 novembre dal 23 novembre al 21 dicembre dal 22 dicmbre al 20 gennaio dal 21 gennaio al 19 febbraio dal 20 febbraio al 20 marzo Mercurio è ancora positivo e vi vedrà protagonista in tutte le riunioni, la vostra speciale simpatia vi attirerà nuove amicizie e gradimenti. Novità nel lavoro e avanzamenti. L'influenza positiva del pianeta Giove nel vostro segno vi aiuterà ad ottenere guadagni in società commerciali e in situazioni pendenti che si protraevano nel tempo. Il lavoro sarà molto importante questo mese, ma soprattutto dovrete avere fede in voi stessi e nelle vostre capacità. Cercate di essere felici ed allegri. E’ il momento giusto per concretizzare i vostri piani e, guardando in faccia la realtà, ambire a qualcosa di più di quanto vi siete adattati fino ad adesso. Dovrete servirvi delle vostre capacità comunicative e guadare bene dentro di voi. Non lasciatevi distrarre da altri interessi poco produttivi. DOMENICA Potrete influire con la vostra eloquenza sul parere di persone importanti e raggiungere così i vostri obiettivi. Non dimenticate però di restare con i piedi per terra. 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 30 la Riviera Blob of the week LO STUDIO DEI NIPOTI a Casignana Tantissimi auguri ai novelli sposi Erika e Carmelo che questa nuova vita insieme sia piena di amore e gioia. Vi vogliamo bene i genitori Cosimo e Maria Piterna. A Caulonia, destra e sinistra insieme Ciao amici della Riviera, vorremmo condividere con tutto il mondo la nostra immensa gioia per la nascita di nostra figlia Nailah. Papà Antonio e mamma Teresa... Ps. sarà una attenta lettrice del vostro giornale... Pezzi grossi a Monasterace Ciao sorellina, inizio prima di tutto ad augurarti un buon compleanno in questo giorno in cui compi gli anni, ma approfitto sopratutto di questo momento per esprimere tutta la mia gratitudine nei tuoi confronti.. eh si.. ti dico solo grazie. Grazie per tutto quello che hai fatto per me, per essermi stata a fianco nei momenti più bui della mia vita, per avermi restituito il sorriso che avevo perso...ti voglio bene. Massimo Due grandi amici de “La Riviera” POLAROID Momenti di gloria e qualche chilo in meno La cuoca e la fotografa L a Locride incontra L’India La verità dell’Iride Ah quanta soddisfazione da la vendetta, soprattutto quando non si paga lo scotto di averla conseguita perché ci ha pensato qualcun altro a farlo al posto tuo. Ve la godedi Benjamin Bowson te eh, terroni calabresi? Per più di vent'anni vi siete sciroppati ogni tipo di improperi dai figli del Po. Ladri, scansafatiche, mafiosi, parassiti. E i padani a dire il vero se la sono goduta parecchio e un po' hanno esagerato, credendosi geneticamente al riparo da certi vizi. Ed eccola la nemesi, arrivata senza spargimento di sangue con la faccia bonaria e paciarotta di Francesco Belsito che sui documenti aveva scritto Liguria ma nel petto conteneva un cuore autenticamente calabrese e nelle vene geni terroni. I maranza leghisti ci sono cascati con tutte le scarpe, hanno fatto tesoriere un terrone e l'hanno infilato nei consigli di amministrazione di parecchie holding dello Stato. Come si suol dire hanno affidato la pecora al lupo, e più che un lupo Belsito era una vecchia volpe e le camice verdi le ha insozzate a dovere. Macchine, case, dentisti, per ogni esigenza un obolo di Stato. Il trota, la Mauro, il Bossi. Quando tutto sarà finito probabilmente resteranno poche camice immacolate e dell'esercito del nord spariranno anche i trecentomila kalashnicov che erano pronti a sparare su Roma ma probabilmente erano già stati svenduti a qualche tribù facinorosa della Tanzania. E voi terroni finalmente siete a posto con la coscienza avendola messa in quel posto anche a quel fesso del Lombroso che a quest'ora starà bruciando all'inferno le sue stupide e insulse scartoffie. Però cari terroni fra una risata e l'altra riflettete un attimo. Pensateci bene, siete sicuri che il vostro eroe Belsito abbia agito motu proprio, o non è che forse dietro a lui non ci sia stata la celebre tradizione reggina della tragedia portata a Reggio, oltre che dalla storia, da quella formidabile scuola della mistificazione giunta in città nel settanta insieme ai boia chi molla di Ordine Nuovo? I maranza fatti fuori dai terroni DOMENICA 29 APRILE 2012 LA RIVIERA 31