7
Tre è un numero magico. Tre persone in una sola:
Padre, Figlio, Spirito Santo pensano all'anima nostra.
Tre navicelle: la Nina, la Pinta, la Santa Maria portarono
Colombo alla scoperta dell'America. Tre donne nell'aldilà:
Francesca da Rimini, Piccarda Donati, Pia dei Tolomei consentono a
Dante di “volgersi al segno di maggior disio”, ovvero Beatrice. Tre
donne nell'aldiqua: Maria Lanzetta, Caterina Girasole, Elisabetta
Tripodi ci salveranno dalla 'ndrangheta.
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
02
UNA STORIA
BACICO E MEZZARICCHI:
A PIEDI, MANO
NELLA MANO DALLA
GERMANIA A FOCÀ
Bacico sapeva sognare, quest'arma gli aveva permesso di
sopravvivere a tre terribili
anni di guerra. E il suo era un sogno
monotematico, la campagna che saliva al Chianu, il mare sconfinato, la
sua casa e davanti alla porta la sua
giovane moglie alle cui braccia era
stato strappato per essere portato in
Africa, in Grecia e poi in Francia. Ed
era in nel sud della Francia il 7 settembre del 43. Era sera, stava seduto
sulla sua branda con gli occhi spalancati a rincorrere il solito sogno.
Passarono in fila un gruppo di nuovi
soldati, giunti da chi sa dove. Uno
attirò la sua attenzione, ma fu un attimo, le braccia di sua moglie lo riportarono al sogno. La sera dell'8,
Bacico rivide il soldato e questi gli
rimase in testa durante la notte e non
ci fu verso di mandarlo via. Prima
dell'alba una certezza fulminante:
“mezzaricchi, mezzaricchi..” gridò
forte. E una voce gli rispose: “bacico,
bacico.. I due paesani si erano riconosciuti. Venivano entrambi da
Focà. Misero le brande vicine. E
all'alba del 9 settembre si ritrovarono
insieme prigionieri dei tedeschi, divenuti nemici a causa dell'armistizio del
giorno avanti. Furono caricati sullo
stesso vagone, scesero nella stessa
stazione, entrarono insieme nella
camerata del campo di concentramento nel quale vennero internati.
Occuparono i piani diversi di uno
stesso letto a castello. E insieme
sognarono la loro terra e le loro
mogli, fra le sofferenze indicibili
inflitte loro dai tedeschi. Quando i
tedeschi scapparono e i russi li cacciarono a forza dalle baracche.
Bacico e Mezzaricchi si presero per
mano e marciarono in silenzio verso
sud. E le mani se le lasciarono solo
davanti alle case di Focà. Ripresero
le loro vite e le loro famiglie e lottarono per vivere, perché in Calabria
sopravvivere era una guerra. E al tramonto delle loro esistenze passarono
i caldi pomeriggi estivi all'ombra
delle robinie della piazza di Focà. In
silenzio e mano nella mano come un
tempo, quando a piedi camminarono dalla Germania fino a Focà.
Le Chevalier
U
delle proprie funzioni. Scomodare
una città, spendere denaro facendo credere che si intende amministrare e svolgere un servizio per
cinque anni, e dopo pochi mesi
andarsene in Parlamento, vuol
dire sfruttare la propria posizione.
Se poi questa candidatura viene
addirittura utilizzata per andare in
I MERCATI DELLA POLITICA
DI PIETRO E I VOTI VENDUTI
Il leader di Italia dei Valori, a
Catanzaro per una manifestazione
elettorale, critica duramente la
politica
regionale: “Qui in
Calabria invertendo l'ordine degli
addendi la somma non cambia,
qualunque sia la Giunta regionale
in carica. Ogni volta che qualcuno
va a fare politica, si scopre che la fa
per interessi personali. Tant'è vero
che deve sempre arrivare la magistratura”.
Il leader di Italia dei valori ha , poi,
ricordato i motivi che hanno por-
tato la Città alle urne dopo solo un
anno dalle ultime amministrative,
a causa delle dimissioni dell’allora
sindaco Michele Traversa, che ha
optato per lo scranno di
Montecitorio. Per questo, Di
Pietro ha lanciato un appello agli
elettori: “Non è non andando a
votare che si risolvono i problemi,
specie in realtà come queste.
Significa mandare a votare solo il
voto venduto, comprato, strumentalizzato. A Catanzaro c'è la prova
provata di un utilizzo strumentale
CARTOLINE PER LA PADANIA
*
Parlamento, vuol dire che si è fatto
tutto per costruire la propria carriera. Questo si chiama furto politico della buona fede dei cittadini.
Bisogna porre fine a questo intrallazzo”.
Tutto giusto, ma non completo.
Antonio Di Pietro ha dimenticato
di dire che il voto da mercato afflligge anche il Centro- Nord. Come
dimostrò a suo tempo Napoleone
Colajanni. Chi fosse costui,
Antonio Di Pietro non lo sa.
di Antonio Calabrò
TRAMONTO SULLO STRETTO
Tutti lo chiamiamo Jude, solo per Pasquino il suo nome è
Stalin. Ma è una labrador all’antica il nuovo redattore de la
Riviera, una signorina che ama la carta stampata più del web.
Specializzata in gossip, è attratta più dal petto villoso dei lupini
che non dai dorsali dei molossi. Quando si arrabbia non
abbaia. Ringhia scoop. Non potevamo adottare un piccolo
leone, considerato il cuore mite del nostro Editore.
Il carro del sole ha superato la Sicilia lasciando i
tenui colori di Esperia. Il
mare è un banco di marmo
sul quale scivolano navi
pigre. La città sta distesa
sulla costa come una
Maya insolente, mentre di
fronte l’Etna accende i suoi
fuochi e libera colori fumosi che si allontano verso
Est. Si respira il mare e le
misteriose creature che lo
abitano. Tramonto sullo
Stretto in una serata di fine
Aprile.
IL DITO NELL’OCCHIO
CARO SCULLI
i disputa sul campo del
Marassi la partita GenoaSiena. È questione di vita
o di morte per il Genoa, che al
nono minuto del secondo tempo
insacca dal Siena quattro reti. A
questo punto gli ultrà genoani
non reggono più. Vanno all'assalto. Si avvicinano, ai bordi del
terreno di gioco, minacciano l'invasione di campo, impongono ai
calciatori di togliersi la maglia
genoana della quale non sarebbero più degni. Due soli calciatori non si piegano: Frey e il calabrese Sculli. Il quale opera il
prodigio. Per nulla intimidito, va
verso gli ultrà con la testa alta,
come criniera di leone, che non
conosce domatore. Apre il dialogo, non contratta, placa gli ultrà
e la partita può riprendere e
avere la sua pacifica conclusione.
Non ci sarebbe da applaudire e
portare agli onori del merito
sportivo il giovane Sculli? A noi
così sembra, ma così non sembra
all'inviata speciale del “Corriere
della Sera”, Gaia Piccardi. La
quale, pur essendo Sculli molto
conosciuto dalle Alpi a Capo
Passero, pur non avendo, quindi,
per la sua identificabilità, bisogno di patronimici, sente la necessità di sottolineare che il bomber
del Genoa è “il nipote del boss
di Africo Giuseppe Morabito
detto u tiradrittu”. Il che è un
codardo espediente per gettare
fango sull'immacolata maglia di
Sculli e sulla sua vita specchiata
della quale non ha nulla da rimproverarsi: né il luogo di nascita,
né il padre né la madre né il
nonno. In carcere, e che va
lasciato in pace.
S
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
03
Parlando
di...
ATTUALITÀ
NORDICI & SUDICI
DI GIOACCHINO CRIACO
I Calabresi. Solo testimoni
davanti alle telecamere
N
on è che se s'incontra
un tedesco gli si parla,
obbligatoriamente,
del nazismo. O della pedofilia a un belga, dei desaparecidos a un argentino, della coca
a un colombiano. Il discorso
con noi calabresi ha ormai
superato ogni limite della
decenza, non resta altro termine per definire il rapporto
stampa-Calabria se non quello della parodia. Parlare con
un calabrese, per ogni bravo
giornalista italiano si riduce al
solito tema. La 'ndrangheta.
Obiettivamente, non se ne
può più. Non perché non c'è
o non rappresenta un problema, ma perché non è più possibile che noi veniamo ridotti
solo a testimoni di una delle
nostre piaghe sociali, a burattini inebetiti che davanti a
una telecamera sono costretti a recitare il solito insulso
copione. Sei un calabrese che
produce vino, si ma la 'ndrangheta? Ti chiede il giornalista. Fai il formaggio più delizioso al mondo, si ma la
ndrangheta? Sei un asso in
astronomia, un tocco di
figliolo o figliola, percorri i
cento metri piani in 9 secondi
netti, si ma la 'ndrangheta? E
basta, cambiate disco. Siete
proprio sicuri che la 'ndrangheta faccia così tanta
audience da sfidare il senso
del ridicolo e porre sempre la
stessa domanda ai calabresi,
o un po' ci marciate? Non vi
da un po' di nausea mettere
su una sedia lo scrittore di
turno o il magistrato o il testimone di giustizia o la donna
coraggiosa e tormentarlo con
la stessa insopportabile
richiesta? Almeno foste
informati su quali siano i termini dell'argomento, del
quale dimostrate quasi sempre un'ignoranza totale e vi
bevete ogni genere di panzana vi venga rifilata o vorreste
rifilare al pubblico una panzana tutta vostra se il testimone calabrese vi regge il moccolo. Smettetela di trattarci
da subumani e se avete bisogno di fenomeni da baraccone cambiate copione che il
pubblico è stufo. E se non lo
è il pubblico lo siamo noi
stanchi di recitare il solito
ruolo e dare un brivido al
giornalista d'assalto convinto
di confezionare servizi
memorabili con la pelle calabrese. Soprattutto smettiamola noi di reggere il gioco e
di prestarci a pure speculazioni, alle quali la risoluzione
dei nostri problemi non interessa. Non andiamo più a
sederci nei salotti televisivi a
svendere la nostra terra per
vendere un libro in più o per
allungare di qualche mese
una nostra vuota popolarità.
La mafia è sangue e dolore,
come lo sono le tante cose
ingiuste che calpestano la
nostra terra che è luogo problematico al quale una rappresentazione stereotipata
può solo aggiungere un po'
di beffa, oltre al danno già
presente.
PASQUINO CRUPI
SOLIDARIETÀ CIRCONFERNZIALE
Il prof. Luigi Gullo, fine giurista, uno dei più
grandi avvocati d’Italia, ci ha più volte ricordato che tutte le questioni di diritto sono questioni opinabili. E tra le questioni opinabili rientra, al di là d’ogni legittimo dubbio, la decisione
del magistrato di interdire dai pubblici uffici il
sottosegretario Alberto Sarra oltre che l’incredibile rinvo a giudizio dell’on. Saverio Zavvetieri
del quale qui accanto pubblichiamo la risentita
e motivata dichiarazione. I fatti attribuiti al sottosegretario Alberto Sarra risalgono a 7 anni
or sono, e farebbero riferimento a pressioni
esercitate su Renato Carullo al fine di favorire
un primario piuttosto che un altro. Non
avrebbe dovuto intervenire più la prescrizione
che l’interdizione?
In ogni caso, posto che i tribunali siano infalli-
bili, la verità giudiziaria dovrà venire dal
processo, dal dibatimento e dalla sentenza del
collegio giudicante. Ma il Pd, che per bocca solo per bocca- del commissario regionale
D’Attorre pur si dichiara garantista -e per la
deputata Laganà lo è davvero- non ha pazienza e anticipa il giudizio, ovviamente, di condanna: fuori, perciò, Alberto Sarra e fuori il
Governatore, che lo ha alzato alla carica, un
tantino ininfluente, di sottosegretario. E al
Governatore, che perde il pelo ma non il vizio
della solidarietà circonferenziale, cioé circondante solo la sua persona, vogliamo rimproverare di non aver detto una sola parola in difesa
di Sarra. E questo è un peccato morale non
opinabile come l’opinabile interdizione dai
pubblici uffici.
ELEZIONI COMUNALI A CATANZARO
Lo manda Tallini
ergio Abramo non è un industriale,
come si suole dire con frase fritta,
prestato alla politica. È un industriale che vede l’avvenire di sé e della
città di Catanzaro nel raccordo discorde
tra imprenditoria e politica. Non sappiamo stabilire su scala geografica calabrese se il rischio è quello della dipendenza
x
dell’economia
dalla politica o della dipendenza della politica dall’economia. Il dato
oggettivo, comunque, è questo come
oggettivo è il dato che un imprenditore ambrosiano alla guida del
governo, fin l’altro ieri, ha portato
non le sue aziende, ma l’Italia sull’orlo della bancarotta.
Sergio Abramo- i calabresi hanno
S
il primato dell’equilibrio- spera di fare meglio, di più e il
contrario. Spera, insomma, di potere fare il bene della
città di Catanzaro e il bene delle sue aziende, anche se per ora sembra che non
si occupi più delle sue aziende
almeno a livello manageriale,
essendo in atto presidente di
Sorical. E trova forza a questa sua
speranza nella leva Tallini. Il suo
Archimede che costringe ad
aggiornare la famosa frase: datemi
un Tallini e vi solleverò Catanzaro. È
stato accontentato. Tallini è tutto,
Sergio Abramo, candidato a sindaco
del Pdl, è quasi nulla, e sicuramente non è da dimenticare che
Abramo è stato sinda-
DOMENICA
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LA RIVIERA
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la Riviera
DIAVOLO NERO
SAVERIO ZAVETTERI
ED IO CHE C’ENTRO
Mi spiace per la pesante misura cautelare
adottata nei confronti di Alberto Sarra dal
Gip del Tribunale di Catanzaro nell'ambito
di una indagine giudiziaria riguardante presunte minacce nei confronti dell'allora DG
dell'Asl di Reggio Calabria Dott. Carullo di
cui non riesco a valutarne la necessità a sette
anni di distanza da quanto detta indagine ha
preso le mosse, e che, incidentalmente, mi
vede coinvolto per un presunto reato di concussione.
Osservo intanto che la linea difensiva fin
qui adottata e tendente a mescolare le carte
tra accusa (Carullo) e difesa (Sarra) non ha
prodotto altri risultati, giusti o sbagliati che
siano, se non quelli che conosciamo e di
co per due consiliature.
Domenico Tallini è un ex picchiatore fascista, ma vogliamo
passare sopra a questo peccato di gioventù. Se non il contraltare, non reggendo il paragone, è sicuramente l’opposto di Michele Traversa, le cui dimissioni da sindaco portano il segno del sottile lavoro di logoramento di Tallini per
conto terzi. Ossia, per conto del Governatore, che inutilmente aspira a diventare il padrone della Calabria. Da
assessore regionale con delega al personale non sembra
che abbia lasciato traccia e che lascerà traccia. Il suo piccolo mondo antico è Catanzaro e nel consiglio comunale
della Città siede da 25 anni in nome del rinnovamento. E
qui, in questa Città, è riuscito ad un’impresa che appariva
impossibile: la saldatura nella sua persona di popolo minuto e lobbisti. Si capisce che, quando si mescolano pecore e
lupi, sono le pecore a rimetterci la lana e la carne.
Ancorché lo spietato populismo di Domenico Tallini tenda
a mascherare questo imbroglio da tanti anni ormai.
Lo manda Tallini. È Tallini, l’anima nera della politica
catanzarese, che manda avanti Sergio Abramo. Non c’è
bisogno di grattare per trovare l’ex picchiatore fascista.
Sergio Abramo è già nel registro della liquidazione come
uomo politico autonomo. Non vincerà.
Ma se ciò dovesse accadere, più prima che poi, sarà liquidato da Domenico Tallini.
certo non accettabili per il sottoscritto.
“Per quanto riguarda la proposta di rinvio a
giudizio avanzata contestualmente nei confronti dalla mia persona unitamente ad altri,
e tuttora ferma all'esame del Gip che si pronuncerà nell'audizione del 24 maggio, non
faccio alcun commento pur non nascondendo la mia sorpresa ed il mio stupore.
Mi preme comunque aggiungere che non
consentirò a nessuno di coinvolgermi né
direttamente né indirettamente in vicende,
fatti o reati che mi vedono totalmente disinteressato ed estraneo e di cui ignoravo perfino l'esistenza fino allo scorso 12 novembre,
data in cui mi è stata notificata la prima
informazione di garanzia dalla Procura di
Catanzaro, ed annuncio fin d'ora che
provvederò opportunamente a tutelare la
mia immagine ed onorabilità in tutte le sedi
abilitate.
POLAROID
TANTI AUGURI ANTONELLA
Antonella Grippo s’è decisa al salto, che per lei non è nel buio,
ma nell’azzurro. Si sposa con la testa all’indietro.
Riprendendosi Francesco La Perla, che fu il suo primo
amore. Siccome il primo amore non si scorda mai, non ha
potuto dimenticare. E da oggi incipit vita nova. I nostri migliori
auguri e complimenti per la ferrea memoria.
ATTILIO TUCCI, O DEL
MULINO A VENTO
Se il fumo non mi annebbia gli
occhi, ciò che leggo su un
volantino dei sostenitori della
lista, guidata da Giovanni
Riccio a Caulonia, corrisponde
esattamente alla biografia politica dell'ex museale assessore provinciale ed ex
consigliere provinciale, dr. Attilio Tucci,
un medico che non ha mai voluto curare se stesso, né ad altri affidandosi per
scoprire che cosa lo spinga a mutare e a
mutarsi. E, poi, nato in un mulino a
vento, questo spiegherebbe tutto senza
il soccorso della psicoanalisi.
Che cosa imputano i redattori del volantino al dr. Attilio Tucci, del PD?
Primo, sei stato consigliere comunale
nella maggioranza, retta da Ilario
Ammendolia, e lo sei stato fino al 6 aprile 2012. Non hai mai avanzato critiche.
E solo ora t'accorgi del fallimento?
Secondo, ti sei ripresentato nelle liste
del Pd come candidato a consigliere
provinciale. Avevi ad avversario, anzi a
nemico, il pdielllino Campisi, da te
ingiuriato come il qualificato rappresentante di “una destra sociale, economica
e politica e culturale di natura conservatrice” e, poiché Dio il sale in zucca l'ha
messo in testa solo a te, su una candida
maglietta bianca avevi scritto: io ho un
cervello e voto Tucci.
E allora spiegaci: perché ti ritrovi nella
stessa lista dei -secondo te- derecebrati?
Che cosa replica a tutto ciò il dr. Attilio
Tucci? Mi vogliono demonizzare.
Non è vero: manca la materia prima.
Per diventare un demonio, secondo la
consolidata dottrina cattolica, prima
bisogna essere stati angeli. Ma il mulino
a vento, ove ebbe culla il dr. Attilio
Tucci, per quanto forte abbia spirato,
non ha ha avuto la forza di spingerlo
fino all'alto dei cieli.
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DOMENICA
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La Riviera per la Locride
* LA STELLA GIALLA E VOLTARELLI
CORSIVO 8
Il senatore c'era
(in spirito)
5 aprile a Roccella per
tenere a battesimo la
nascita
dell'Associazione “La Stella
gialla in difesa della
Costituzione”. Cera tanta
gente. C'erano tanti sindaci.
Non svettava l'assenza della
signora Maria Carmela
Lanzetta, sindaca di
Monasterace, che, invece
d'essere invitata al festival
delle canne al vento, si
trovava a Marzabotto, la
città martire, la città ove
furono falciate dai nazisti
1.830 persone. E questo a
conferma che i morti non
tornano per dire ai vivi di
stare al loro paese. Svettava,
però, l'assenza del sen.
Sisinio Zito, che ha sempre
qualcosa di più importante
da presiedere. A dire la verità, nessuno s'è accorto della
sua assenza. Apparente o
reale?
A constatare che il sindaco
di Roccella, prof. Giuseppe
Certomà, miracolosamente
senza badante, ha parlato
senza redini, dovremmo
rispondere che l'assenza di
Zito era reale. Ma, poiché
dobbiamo considerare che il
senatore ex non è un corpo,
ma uno spirito, non c'è dubbio che quella sua assenza
era apparente. E, infatti, lo
spirito suo alitava, soffiava
nel cuore di ciascuno, avvolgeva i cuori e le menti,
annunciava il suo regno in
cui c'è posto solo per l'
Associazione Culturale
Jonica. L'aquila reale alla
quale dare precedenza. Per i
passeri, come La Stella
Gialla, che intende difendere i calabresi in carne ossa,
non i sassofoni, fatti di rame,
c'è sempre tempo.
2
A Roccella, mercoledì scorso, sono stati mossi i primi passi della
prima, vera, Resistenza Meridionale: “La stella gialla”. Le teste sono
tante per fortuna, e così diverse da rendere il tutto squisitamente apolitico. Il sogno è comune però, così come l’amore per la nostra terra.
I simboli utilizzati, invece, tutti da discutere. I primi incontri saranno
fondamentali per tracciare le linee guida. Non mancate.
«Come potevamo
noi cantare con il piede
straniero sopra il cuore...»
ILARIO AMMENDOLIA
a Resistenza vive ovunque una
persona umana è vittima della
violenza. La Resistenza continua ovunque una persona è in
carcere, in questo carcere, senza processo. Noi, noi della Stella Gialla, abbiamo
celebrato il nostro 25 aprile senza retorica, senza fanfare, senza bande musicali.
Il sentiero è più stretto rispetto al 1945,
il terreno di lotta è più scivoloso, più
infido, più agevole per le imboscate.
Vogliamo una Calabria senza ndrangheta.
Sogniamo una Calabria dove la
Costituzione Repubblicana non sia una
parola vuota.
L
La ndrangheta non si sconfigge né con
le truppe speciali, né con i professionisti
dell’antimafia. Non usiamo questa
parola in senso dispregiativo. Il nostro
rispetto è massimo per tutti. Tuttavia ci
rifiutiamo di pensare che la risposta ad
un fenomeno drammatico e doloroso,
che ha causato più morti della guerra
dei sei giorni o della guerriglia nel Nord
Irlanda, possa essere delegato alle forze
dell’ordine o alla magistratura. Esiste un
dovere della Politica, oggi latitante.
Oggi, sul banco degli imputati c’è la
ndrangheta, ma accanto alla ndrangheta deve sedere questa politica screditata,
questo Stato, almeno per come s’è presentato nel Sud.
“È compito della Repubblica rimuovere
gli ostacoli di ordine economico e sociale,
che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana.”
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.
Questo c’è scritto nella Costituzione,
questo è ignorato nella Locride, in
Calabria. E’ ignorato ovunque si chiudono le scuole o vengono degradate a
mero parcheggio, quando si lasciano i
ragazzi senza lavoro, quando gli ospedali diventano lazzaretti, le carceri lager,
quando le strade diventano impraticabili, quando i tribunali non rendono giustizia, quando i treni vengono soppressi,
quando i partiti politici diventano casta
alla ricerca di potere e di denaro.
“La libertà personale è inviolabile.”
Questo è un rivoluzionario principio
della Costituzione che viene umiliato
quando si detengono persone senza
processo. Quando si effettuano arresti
di massa come a Platì, senza poi arrivare ad una sola condanna. Quando la
giustizia diventa spettacolo che si alimenta dal circuito mediatico piuttosto
che dalla composta serenità, e in un
ambiente asettico e sterilizzato dalla
propaganda, che si dovrebbe trovare nei
tribunali.
Ribadiamo: la ndrangheta non è figlia
di osso, mastrosso e carcagnosso come
sostiene qualche autore di libri ad alta
diffusione nazionale. La ndrangheta
nasce nella storia e si nutre dalle mammelle di questa società. Quando la
società è impregnata di violenza , di avidità, di brama di potere, la ndrangheta
DOMENICA
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ne diventa lo specchio .
Da ciò nasce il nostro impegno di cambiare la società, sterilizzando il ventre da
cui la ndrangheta nasce.
Non possiamo consentire oltre la criminalizzazione del nostro popolo.
Non è una questione etica ma politica.
La criminalizzazione è funzionale all’emarginazione.
Un ultima cosa: noi non siamo “anti” dell’antindrangheta.
Noi siamo “combattenti” per la
Costituzione.
Negli anni 50 un ministro dell’interno ha
dichiarato che la “Costituzione è una
trappola”.
E’ vero! La Costituzione, esaltata nei riti
ma ignorata nei fatti, se giustamente
interpretata ed attuata ,rappresenta il
nostro naturale terreno di lotta . Lotta
non di pochi ma di tutti perchè il dettato
costituzionale“la sovranità appartiene al
popolo” non sia una parola priva di significato.
Ora un dubbio: forse noi siamo una sparuta minoranza di visionari incapaci di
mettersi in sintonia con la globalizzazione del mondo moderno? Non solo è possibile ma questo dubbio mi rode il cervello.
Bucharin, grande rivoluzionario russo,
poco prima di essere fucilato dal potere
stalinista, dichiarò che avrebbe voluto
scrivere un libro “sull’uomo”.
“Uomo” : un grande mistero. Tuttavia noi
abbiamo creduto e crediamo nell’umanità. L’umanità è stata la nostra religione!
Qualora ci fossimo sbagliati fateci andar
via con le nostre illusioni!
PEPPE VOLTARELLI NELLA LOCRIDE
Trionfa la modernità antica
FABIO NOCE
BOVALINO (REGGIO CALABRIA)
i è svolto presso l'auditorium dell'Istituto di Istruzione
Superiore F. LA CAVA di Bovalino l'incontro tra l'artista
e cantautore calabrese Peppe Voltarelli e i numerosi studenti degli istituti superiori della Locride.
Numerosi gli argomenti trattati durante il faccia a faccia: dalla musica all'importanza del dialetto, si è citato l'oramai celebre caso del testo
di Onda Calabra e soprattutto il coraggio di
parlare senza alcun timore dando voce alla
Calabria che vuole cambiare.
La tappa dell'istrionico trovatore calabrese,
deve considerarsi inserita nella serie di incontri
che Voltarelli sta associando a tutte le località
toccate dal suo spettacolo teatrale “Il viaggio, i
padri, l'appartenenza”.
Non solo studenti presenti al dibattito, ma
anche numerosi cittadini seguono con attenzione le parole
dell'artista, grazie anche al prezioso aiuto del coordinatore
Ruggero Brizzi.
L'incontro è iniziato con Peppe Voltarelli che ha ripercorso le
tappe della sua carriera, da quando giovane si trasferì per studiare a Bologna, dove fondò Il Parto delle Nuvole Pesanti, fino
ad oggi oramai affermato cantautore solista, non solo a livello
nazionale ma anche europeo (il suo ultimo lavoro “Ultima
notte a Malà Strana” ha vinto la Targa Tenco 2010 come
miglior album in dialetto) . L'artista si è poi soffermato su
S
numerose tematiche sociali, denunciandole con simpatia e
ironia, mettendo in mostra una personalità molto forte.
Dall'importanza della scuola, che oggi viene meno su tanti
aspetti; ha poi coinvolto il pubblico con una bellissima versione chitarra acustica/voce di “Onda Calabra”, oramai famosissimo pezzo composto per il docu/film “Doichlandia”, del
famoso regista saracenaro Giuseppe
Gagliardi. Una sorta di diario di un viaggio
musicale compiuto da una band calabrese e
raccontato attraverso le facce degli emigranti
in Germania; ha esortato i giovani a non considerare l'arte competitiva e a intraprendere
altra vie o percorsi per arrivare a un successo
che sia duraturo nel tempo.
Durante l'incontro ha omaggiato la scuola di
una copia del dvd “La leggenda di Tony Vilar”,
sempre del regista Giuseppe Gagliardi. Film
dove lo stesso Voltarelli interpreta un cantante andato in Argentina per rintracciare il leggendario cantautore Tony Vilar e cercare le ragioni del suo declino.
Ha eseguito, poi, altri due pezzi: “Turismo in quantità” e “Il
paese dei ciucci”, due modi per legare la poesia d'autore italiana alla protesta e denuncia, con ironia.
Un incontro, questo, voluto fortemente da La Riviera per sensibilizzare i giovani alle varie tematiche sociali.
Peppe Voltarelli si è esibito con il suo spettacolo “Il viaggio, i
padri, l'appartenenza” il 27 aprile al teatro Siracusa di Reggio
Calabria e il 28 al Teatro Politema di Lamezia Terme.
DOMENICA
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Parlando
di...
PRIMO PIANO
Braccia sottratte
alla pallacanestro
PASQUINO CRUPI
Medioevo è assai lontano da noi -solo cronologicamente, però. A me sembra che né il sindaco dr. Demetrio
Arena, messo nella vigna a far da palo, né il
Governatore dr. Giuseppe Scopelliti, che lì ce l'ha
messo, possano colmare tale fratturante distanza e ascoltare
dagli intellettuali dell'evo di mezzo che impropreria non sunt
argumenta, che gli improperi non sono argomenti. Per ragioni di
cultura. Infatti, alla riunione del Gran Consiglio del Pdl a
Reggio il pulcino ha qualificato come “cialtroni” i lievi oppositori del centrosinistra e la chioccia ha rincarato la dose, dicendoli
“straccioni”.
Sono
questi “cialtroni” e
sono questi “straccioni” le e pallide ombre,
EVIDENZA
che con il sole dietro
spalle tramano e
Guardatelo il dr. Giuseppe Scopelliti quanto è alto. La le
complottano contro il
natura lo aveva fatto per giocare alla pallacanestro, e ciò modello Reggio e contro
il
modello
fece per qualche tempo. Ma da noi la vita è un errore
Calabria, l'uno e l'altro
di calcolo. E così gli accadde, andando contro natura, di usciti dalle mani del
fare prima il sindaco, poi il governatore. Le sue braccia, dr.
Giuseppe
Scopelliti. Il quale,
per quanto siano lunghe, sono troppo corte per
non potendo oltrepasabbracciare la Calabria. Può così solo abbracciare i suoi sare il Padre Eterno,
l’ha dovuto soltanto
famigli politici. È sempre qualcosa. O, forse, tutto.
imitare, creandoli dal
fango. Desidererei
sapere dal Governatore e dal sindaco Demetrio Arena, vittime
della sindrome di Fort Apache, se tra i “cialtroni” e gli “straccioni” ci siano anche i magistrati, che, chiedendo il rinvio a giudizio
per il Governatore, oggettivamente complottano contro le
Il
magnifiche sorti e progressive di Reggio e della Calabria, e se,
una volta di più, tra i “cialtroni” e gli “straccioni” vi sia anche il
Ministro degli Interni, che ha inviato al Comune la
Commissione d'accesso, detta assurda dal Signor Sindaco. Sono
sicuro che questa mia sete di sapere non sarà soddisfatta.
Pazienza. Ma fa specie che al complotto sembra prestare fede
Angelino Alfano. Il quale non ha dubbi che il Governatore
Scopelliti, con il modello Reggio, ha saputo offrire “ gioventù,
energia e forza di governo ad un centrodestra calabrese che ha
trovato in lui un riferimento importante”. E come no?
Comunque, fa di peggio il Governatore, quando abbandonato il
turpiloquio, si esibisce nell'illustrazione della sua opera politica
di coordinatore regionale al quale andrebbe dato vanto d’ aver
costruito un PDL saldo, robusto in crescita. Ma davvero? Sotto
la guida illuminata del dr. Giuseppe Scopelliti sono andati via
dal PDL e dal gruppo parlamentare del PDL Santo Versace,
Giancarlo Pittelli,
Michele Traversa si dimette da sindaco, e scricchiola il laboratorio Calabria se alle elezioni amministrative di Catanzaro l'Udc
si stacca dall’alleanza con il PDL e va per suo conto alla conquista del Comune. E peggio fa ancora quando esalta la sua
opera di Governatore, che ha acceso un lume sulla Calabria
tutta al buio. Grazie a cui viene illuminata una scena che più
spietata non poteva essere: una famiglia su tre versa in povertà,
un giovane su due è disoccupato. I forestali invadono Catanzaro
Perché elencare ancora?
Guardatelo il dr. Giuseppe Scopelliti quanto è alto. La natura lo
aveva fatto per giocare alla pallacanestro, e ciò fece per qualche
tempo. Ma da noi la vita è un errore di calcolo. E così gli accadde, andando contro natura, di fare prima il sindaco, poi il governatore. Le sue braccia per quanto siano lunghe sono troppo
corte per abbracciare la Calabria. Può così solo abbraccare i
suoi famigli politici.
È sempre qualcosa. O. forse, tutto.
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Parlando
di...
Locride
3° Congresso regionale
del PDCI calabrese
LA LANTERNA DI DIOGENE
La leggenda di Orione
tra “cani latranti”, stelle
cadenti e “Ossessionati”
Orgogliosi
di esserci
RODRIGO DI CASTIGLIA
icono che i comunisti sono vecchi, ma la platea congressuale
dei Comunisti Italiani, riuniti a
Vibo Valenzia queso 22 aprile
per la celebrazione del 3° Congresso
regionale era fatta più di giovani che di
vecchie guardie.
Dicono che i comunisti sono stati sconfitti
dalla Storia -sconfitti, però, non vinti,
chiarirà Orazio Licandro, coordinatore
nazionale della Segreteria del PDCI- ma
gli economisti più accorti, soprattutto di
scuola borghese, ammoniscono che, se il
capitalismo, ora incarnatosi nella forma
del capitalismo finanziario, vuole uscire
dalla crisi, deve tornare alle “ricette” di
Karl Marx.
Dicono che il vecchio Marx, che invero
aveva capito il capitalismo più dei capitalisti, sbagliò profondamente quando lanciò la previsione della proletizzazione
crescente della popolazione, e questo è
sotto gli occhi di tutto.
È proprio sul rovesciamento di queste
dicerie dell'untore che scatta l'orgoglio
comunista, che, tuttavia, non s'accontenta
di affermare: “La storia, l'insieme della
realtà, che abbiamo attorno ci dà
ragione”. Si chiedono i comunisti a congresso, animati dalla salda relazione introduttiva del segretario regionale
Michelangelo Tripodi, come mai accade e
può accadere che tutto dà loro ragione e
che pochi sono gli elettori del loro Partito.
Che al momento non può fare grandi
cose, ma al cui interno si respira aria pulita. Si capisce che questo nodo non può
essere sciolto da un congresso regionale,
che comunque risposte plausibili ha dato.
D
Ma si capisce altrettanto bene che senza
la risposta a quel nodo, anzi a quella contraddizione, il cammino della rinascità
sarà difficile, e sarà difficile uscire dal pelago alla vita.
Lo ha detto Michelangelo Tripodi nella
relazione introduttiva e lo ha ribadito
Orazio Licandro nelle sue conclusioni: è
un gran fatto che i comunisti siano ancora
vivi, nonostante l'accerchiamento, la cancellazione degli apparati mediatici e della
grande stampa, gli sbarramenti odiosi, la
santa alleanza tra il Pd e il Pdl e l'inquinamento morale della società, che rende
come fuori dal mondo quelli che ancora
credono negli ideali. Dove è centrale il
partito-bottega, il partito ideale stenta a
fare trionfare le proprie impostazioni.
Sanno tutto questo i comunisti. Ma non
deflettono. Non sono stati mai i tesserati
d'un partito, ma gli animati da una fede.
Sono stati abituati dalla loro storia, mai
rettilinea e facile, più alle sconfitte che alle
vittorie. Dalle sconfitte si sono sempre
rialzati. È questo il sentimento poderoso
dei comunisti calabresi al loro 3°
Congresso regionale. Uomini d'acciaio
per come vogliono essere, hanno anche
un cuore. Quando la conclusione dei
lavori è salutata dalle note di Bandiera
Rossa, scendono lacrime dagli occhi. Per
la meta lontana, che a molti o forse a tutti
non sarà dato vedere? Ma anche questo
fa l'umanità piena dei comunisti: lavorare
per la fioritura di frutti di cui non godranno né l'odore né il sapore. In ogni caso,
Michelangelo Tripodi, riconfermato segretario regionale dei Comunisti Italiani,
gran lavoratore, avrà il compito duro di
guidare i comunisti non semplicemente
alla battaglia, che non li spaventa, ma alla
vittoria per la quale ci vogliono consensi e
voti.
GIUSEPPE LAROSA
Tra i miti classici che adoro trova posto il
gigante Orione e la sua leggenda, si
narra che fosse il figlio di Nettuno ed era
un bravissimo cacciatore e nelle sue battute di caccia si faceva accompagnare da
un "cane latrante" di nome Sirio, molto
bravo ed astuto e senza mai fermarsi
inseguiva "bestie" di tutti i generi.
Purtroppo Orione morì per mano della
sua stessa amata Artemide, che avendo
una mira infallibile gli scagliò un dardo
che lo trafisse alle spalle. Ma Zeus per il
pentimento ed il dolore della dea, pose
Orione ed il suo "cane latrante" Sirio,
anch'esso mutato in stella, nella costellazione dello Scorpione.
Insieme al mito di Orione ed al suo
"cane latrante" mi piacerebbe associare
un famoso romanzo di Fëodor
Dostoevskij, I Demoni (titolo che molte
volte è cambiato anche in
"Ossessionati"), un romanzo dove tutti
fingono di essere qualcosa. In una frase
tratta da questo splendido romanzo c'è
scritto a proposito delle finzioni e delle
verità che «Per rendere la verità più verosimile, bisogna assolutamente mescolarvi un
po' di menzogna», questa modalità è tipica specie per chi "si vende" come eroe,
prendiamo ad esempio senza nessuna
riferimento "casuale", quelli finti dell'antimafia che in nome di chissà cosa si presentano come eroi infallibili, non criticabili, addirittura se ti permetti di dirgli
una cosa rispondono con la solita frase
di circostanza : "ti querelo". Anche se gli
dici che magari ha preso qualche chilo di
troppo a causa del troppo mangiare, di
colpo scatta la minaccia di querela. E tra
menzogne, false verità navigano, navigano anche nel mare in tempesta essi navigano, tanto c'è sempre qualcuno che li
ascolta finchè esiste questo qualcuno e
quando tutto si spegnerà ed il sipario
calerà tra i meandri dell'oblio chi sarà la
prossima persona da querelare? A mio
avviso si quereleranno da soli.
TEMPO D'ELEZIONI
VISTE DA ROSARBINO
CICCIO DE MARCO
Tempo d'elezioni. Tempo immobile, cioè
tempo di promesse. La loro qualità, che è
sempre mirabolante, la ratifica Rosarbino,
l'immortale protagonista “Mio caro patre”
di Ciccio De Marco, figlio del gran poeta
Ciardullo. Il giovane, Rosarbino, partito dal
suo paese cosentino di Torzano per fare il
soldato a Milano, scrive al padre delle lettere sulla vita nuova e assurda in terra lombarda. E in una di queste lettere racconta
con tono di meraviglia le promesse d'un
candidato.
Mio caro patre, scrivo la presente,
ppe dirti ca la tussa m'è passata.
La quale, ieri sira, urtimamente in piazza,
s'era fatta n'adunata:
Supra il parco parrava n'avocato
a na fulla de popolo ncantato.
Parrava ccu la bocca e ccu le manu!
Cumu gridava forte, patre mio!
Popolo, dicìa, popolo sanu, sono venutu
n'atra vota io:
Io chi so che hai tu trivuli e pene
e aspietti sempre chillu chi nun vene!
Tu vai trovannu pane! Pane e basta?
Ma io te dugnu puru la vitella.
Io te dugnu formaggiu, risu, pasta,
prisuttu, latticini e mortatella!
Tuttu te dugnu, tuttu, tuttu, tuttu!
Non più tu mangirai lu pane asciuttu!
Io so che hai la casa piccirilla, -dicìa sempre gridannu l'avocatoe na casa tu avrai quantu na villa.
Quello chi fino ad oggi t'è mancato
e chi te manca, ti lu dugnu io.
Statti tranquillu, tu, popolo mio.
Ccà siamo tutti guali. La vilanza
nun penna più dal pizzo del signore.
Io ti porto la pace e l'abbondanza...
e tu lu sai ca parro con il core.
Papà, quello era pazzo o era ciuotu.
Dava tutte sse cose ppe nu votu!
DOMENICA
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LA RIVIERA
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PI
/ A colloquio con Giuseppe Fornazar
“La libertà è il valore che ha sempre
contraddistinto il popolo caraffese”
LISTA N.1
UNITI PER CARAFFA
CANDIDATO A SINDACO:
FORNAZAR GIUSEPPE
CANDIDATI:
Alecci Pasquale
Calella Filippo
Cama Pietro
Minnici Giovanni
Scarfone Giuseppe
Volonà Maria Grazia
I
ncontriamo Giuseppe Fornazar (architetto ed insegnante candidato alle elezioni amministrative di
Caraffa del Bianco) nel suo paese, affacciati innanzi
la splendida vista che si può ammirare da Piazza
Municipio. Risponde con entusiasmo alle nostre
domande e quando ci descrive un posto insiste per farcelo visitare, trasformandosi in una perfetta guida tra le vie del suo
amato comune.
Dott. Fornazar, cosa ha pensato quando le hanno proposto di
candidarsi come capolista alle elezioni del 6 e 7 maggio per il
rinnovo del consiglio comunale di Caraffa del Bianco?
Ho subito pensato che viviamo un momento storico dove i problemi della politica sono diventati sempre più complicati.
Soprattutto per i piccoli comuni. Tuttavia il desiderio di poter
contribuire in modo attivo al conseguimento di risultati
importanti per tutta la collettività mi ha spinto ad accettare questo ruolo non facile. Mi sono sempre impegnato nel
sociale e spero di riuscire ad esprimere, se sarò eletto,
impegno, correttezza, entusiasmo e la mia voglia di
occuparmi dei problemi della gente.
Lei ha vissuto una sorta di emigrazione al contrario. Nel senso che, a quarantanni, si è trasferito da
Bergamo per lavorare in Calabria.
Non stavo male a Bergamo. Ma l'amore per il mia
terra, per la mia gente, mi ha sempre “tormentato”…
da buon meridionale! Non mi sono mai staccato con il
pensiero da Caraffa, dagli amici che mi tenevano informato riguardo le iniziative, le cose che accadevano. E
quando ho avuto l'opportunità sono ritornato in Calabria.
Ma è stata una scelta dettata dall'amore verso il mio paese,
non certo dalla politica… quella è arrivata
dopo.
Adesso lei è capolista della coalizione “Uniti per Caraffa”. Avete qualche partito politico di riferimento?
La nostra è una lista civica. Non
abbiamo “sponsor politici” o partiti
che ci rappresentano. Siamo un
gruppo omogeneo nel senso che
abbiamo la stessa visione del paese
che vogliamo costruire. Abbiamo
la stessa idea di cultura, di legalità, di rispetto delle regole, di
impegno nel sociale ecc…
Pensiamo che bisogna programmare e trovare delle
buone soluzioni ai problemi
della comunità evitando il
“particulare” del singolo per
prediligere il bene di tutti.
Insomma, pensiamo che
un'amministrazione deve
essere “voce” della maggior
parte dei cittadini, non altro.
Vede, le mie non sono frasi
vuote, slogan politici. A
Caraffa, ad esempio, l'estate
scorsa è stata inaugurata la
struttura
socio-sanitaria
“S.CO.ME.V.”
(Studio
Comunale Medici Volontari),
le cui attività sono svolte da
personale medico volontario
che offre alla comunità il servizio di assistenza sanitaria
per le patologie cardiologi-
che e vascolari. Penso rappresenti un bell'esempio di bene comune.
Quali sono i problemi che deve affrontare l'amministrazione
di un piccolo comune?
L' impegno di ogni primo cittadino è, innanzitutto, quello di
garantire alla popolazione i servizi essenziali. Quotidianamente,
poi, bisogna confrontarsi con il problema spopolamento. Bisogna
dare un motivo, un'opportunità ai giovani affinché non abbandonino il paese. E non è facile. Ma Caraffa, che dista solo 9 km dal
mare e 10 dalla montagna, ha le potenzialità per sfruttare la sua
posizione (che le consentirebbe di diventare centro turistico riconvertendo gli antichi palazzi in costruzioni ricettive adeguate), le
sue risorse, la sua agricoltura ed i suoi prodotti, la sua naturale
vocazione a diventare polo centrale di uffici e scuole anche per i
paesi limitrofi. E poi non bisogna dimenticare il recupero dei beni
culturali ed il rafforzamento delle nostre strutture (dallo Studio
dei Medici Volontari alle
strutture sportive, dalle
Scuole all'Ufficio Postale
BIOGRAFIA
fino al potenziamento
della Guardia Medica).
In un recente articolo
apparso sulla Gazzetta
del Sud, c'era scritto che
nella storia di Caraffa
del Bianco sono tanti i
Nato il 10/11/1971, è
momenti in cui ritorna
laureato in Architettura.
con forza la parola
Attualmente insegna pres“libertà”. Cosa ne
pensa?
so l'I.C. di Gioiosa Jonica Penso che sia il valore
Grotteria. E' alla sua prima
che ha sempre contraddicandidatura politica. Da
stinto il popolo caraffese.
sempre impegnato nel
E lo dico con orgoglio.
sociale è stato promotore
Rocco Verduci (a cui è
stata dedicata una statua
di varie iniziative culturali
in bronzo davanti al
anche come segretario
Palazzo Comunale) è
dell’attivissima ProLoco di
nato a Caraffa ed è stato
Caraffa del Bianco. E’
non solo uno dei Martiri
di Gerace, ma anche il
Presidente, oltre che uno
simbolo di un messaggio
dei fondatori, della
universale: quello della
Cooperativa Sociale
libertà, della fratellanza e
“ Ligonìa”. Per di più, è
della giustizia. Anche
segretario del Consiglio
Roberto Saviano, nel suo
libro “Vieni via con me”,
Pastorale di Caraffa del
dopo l'incipit (“ho tra le
Bianco.
mani una bandiera italiana”) dice: “ mi tornano spesso alla mente i
martiri calabresi Michele
Bello, Rocco Verduci, Gaetano Ruffo, Domenico Salvadori,
Pietro Mazzoni. Avevano tra i ventitré ed i ventotto anni. Si erano
formati tutti a Napoli, dove avevano studiato Giurisprudenza. Il
nonno di Verduci era stato uno dei fondatori della Repubblica
Partenopea”. Cioè, già il nonno di Verduci, come pure il padre
Antonio, avevano nel loro animo la luce della libertà. E poi come
non ricordare i padri-fondatori di Caraffa, la famiglia Sotira. In
una targa in ricordo dei Sotira sono scolpite queste parole:
“L'Amministrazione di Caraffa del Bianco ricorda la famiglia
Sotira che, nel secolo XVI, liberandosi dal dominio del Duca di
Sant'Agata, fondò questa comunità permeata, sin dall'origine, da
valori di libertà e cultura”. Diciamo che sono momenti storici che
segnano l'identità di un popolo. E questo i cittadini di Caraffa
non lo dimenticheranno mai.
GIUSEPPE
FORNAZAR
DOMENICA 29 APRILE
2012
LA RIVIERA
13
Parlando
di...
PROBLEMI “PUBBICI”? RIVOLGETEVI ALLA LADOS
Cosa sia l'assistenza “pubbica” proprio non lo sappiamo, ma la Lados di Marina di Gioiosa, di certo, ce lo
saprà spiegare. Le rivolgiamo dunque, speranzosi di una celere risposta, l'angoscioso quesito, senza
nascondere che, leggendo il manifesto diffuso dall'Associazione, un qualche pensiero malizioso l'abbiamo
anche fatto. Perché questa “assistenza pubbica”, se da un lato ci incuriosisce, dall'altro ci lascia un po' perplessi. Quasi arrossiamo: pubblica da pube? E che servizio sarebbe? Quello di depilare? Che lo facciano
le autoambulanze è la notizia del 2012. Ma forse si tratta di un errore tipografico. O di un lapsus freudiano, visto che la Lados di Tedesco non sbaglia mai. La Lados infatti di refusi grafici non ne fa. Lo ha pre-
Locride
BENESTARE
The Rocc’s
Festival
ANTONELLA ITALIANO
Un consiglio comunale denso di punti all'ordine del giorno, incredibilmente lungo e,
come al solito, agguerrito. E il consigliere di
minoranza, nonché decennale sindaco, Enzo
Rocca, non risparmia nessuno, men che
meno il segretario comunale. Dieci e lode
alla pazienza di quest'ultimo. Il sindaco
Rosario detta i tempi: cinque minuti per l'intervento del consigliere singolo, quindici
minuti se parla a nome del gruppo. Enzo si
oppone: «Discutere per soli cinque minuti
equivale a non discutere. E per quanto
riguarda il secondo punto all'ordine del giorno, cioè la nomina di due vicepresidenti del
consiglio mi oppongo, ne basta uno».
Incredibile. Ce l'ha fatta in un minuto e
mezzo! Il voto contrario di Enzo Rocca, in
ogni caso, non può essere accolto perché è lo
statuto a prevederne due. Ma come mai lui
non lo sapeva? Ce lo spiega il sindaco: «È la
prima volta che a Benestare il presidente è
diverso dal Primo cittadino ed è la chiara
volontà, di questa amministrazione, di voler
dare un ruolo istituzionale all'assise». Enzo
per contro si astiene da tutte le votazioni. I
sette voti favorevoli bastano però a confermare Daniele Nastasi presidente del consiglio comunale e Giuseppe Parisi vicepresidente vicario. Il terzo sarà eletto nella prossima seduta. Quando si discute del premio letterario “L'aria delle fate” di Renata
Ceravolo, concorsi di poesia in vernacolo,
Enzo chiede delucidazioni e la presentazione
del regolamento interno. Poi chiede che, tra
i finanziamenti, venga incluso anche il
“Premio Tosatti”, com'era durante la sua
amministrazione. E nel frattempo che fa? Si
astiene dalla votazione. Quando si passa ai
finanziamenti per le associazioni la battaglia
tra il vice sindaco ed Enzo Rocca si fa cruenta. Il sindaco, dopo averli a lungo osservati,
chiede la parola. Si alza, guarda Enzo dritto
in faccia, precisa: «Respingo l'accusa di avere
ridotto il Comune alla mercé di quattro associazioni vicine, politicamente, al sottoscritto.
I componenti non perseguono scopi di lucro.
Li guardo quando, dopo una giornata di
lavoro, montano palco, scenari e provano gli
spettacoli, e non finirò mai di ringraziarli,
senza di loro Benestare sarebbe un paese
morto». Enzo prova a ribattere ma stavolta
Rosario è definitivo: «L'associazionismo è un
punto saldo del nostro programma elettorale. Non c'è nulla da discutere». Nessuno si
sente di replicare in effetti. Bravo sindaco.
Poi si passa alle dichiarazioni rilasciate, sempre dal consigliere Rocca, ad un programma
televisivo: dalle illazioni sull'impianto di
telefonia mobile, all'amianto, alla spesa dei
soldi pubblici, alla sparizione di alcune carte
d'identità dagli uffici del Comune. Un punto
increscioso quest'ultimo. Per Enzo la colpa
sarebbe di Rosario. Il Sindaco lo guarda sbalordito: «Enzo ma quand'eri sindaco tu facevi personalmente le guardia agli uffici?».
Rosario, dopo oltre quattro ore di consiglio,
ci strappa ancora un sorriso.
GERACE
Chi dice bugie?
Alla gara tra borghi, mandata in
diretta su Rai2 da “Mezzogiorno in
famiglia” la squadra di Gerace conquista la semifinale prevista per
maggio. La stampa scrive:
“L'appassionante gara ha galvanizzato la piazza geracese collegata in
diretta”. Il sindaco Giuseppe
Varacalli dichiara: «Tra qualche settimana avremo di nuovo la possibilità di aprire la porta di casa nostra
al pubblico di Rai 2 e potremo far
vedere quanto sia affascinante que-
sta città». Un cittadino scrive: «Una
vera delusione. Se non fosse stato
per la banda, e altri gruppi di turisti
passati per caso in visita al paese, la
piazza sarebbe stata quasi vuota.
Spero che nella prossima puntata si
respiri un clima diverso: maggiore
presenza della nostra gente ed una
migliore esposizione dei nostri pregiatissimi prodotti; in caso contrario ritengo che sia davvero inutile
lamentarsi d'essere sempre dimenticati da tutti». Noi crediamo al cittadino. Ci spiace per gli altri.
lara
SIDERNO
Son previsioni nere
E come dare torto al sindaco di Siderno? La
crisi ormai bussa alle nostre porte. E le sfonda. La proiezione provvisoria delle assegnazioni finanziarie per il 2012, infatti, lascia
poche speranze alle nostre cittadine, e ancor
meno all'immaginazione. È il regalo che ci
arriva dal governo centrale. Il quale si giustifica col dire “è solo una previsione, fatta per
consentire agli enti locali di avere un riferimento qualitativo sul quale avviare la costruzione ed approvazione del bilancio 2012”.
Alla città di Siderno, secondo la proiezione,
andrebbero circa tre milioni di euro, di meno
e non di più. Ma come è possibile? Solo per
pagare gli stipendi degli impiegati sono
necessari circa tre milioni e mezzo di euro. Si
adira il Primo cittadino, Riccardo Ritorto, e
dichiara alla stampa: «A fronte di queste
cifre e di queste prospettive c'è da restare
amareggiati e scoraggiati. La crisi attuale non
può ricadere sulle finanze delle
Amministrazioni comunali e non può ridurre all'impotenza la gestione delle stesse. Ci
rendiamo conto che l'attuale situazione economica richiede risparmi e sacrifici, ma così
facendo si scarica sui Comuni il maggiore
peso di un contesto di crisi che non indica
soluzioni, non dà occupazione, non fa crescere le amministrazioni e costringe gli amministratori a non poter fornire adeguate risposte
ai numerosi cittadini che richiedono legittimamente e quotidianamente lavoro, servizi e
speranza di un futuro migliore». Il futuro
migliore, secondo le nostre personalissime
“proiezione”, sarebbe, ora come ora, sopravvivere. Si salvi chi può dunque.
A.I
ASSOCIAZIONE YUPPI DU COMPANY, BENESTARE
Lettera del Presidente
Egr. Direttore,
in qualità di Presidente dell'Associazione
“The Yuppi du Company” con sede a
Benestare, a seguito delle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa dal consigliere di
minoranza del Comune di Benestare,
Vincenzo Rocca, ed al dibattito scaturito
durante la seduta Consiliare del 20/04 u.s.
tra lo stesso consigliere di minoranza ed ex
Sindaco del Comune di Benestare e l'attuale sindaco, Rosario Rocca, è necessario fare
alcune precisazioni. In primo luogo,
l'Associazione di cui sono presidente dal
Gennaio 2011 è un'associazione apolitica,
apartitica e senza finalità di lucro, che ha
come principale scopo quello di attuare iniziative ed attività di tipo culturale, teatrale,
ludico-ricreative, sportive e sociali in genere,
nel territorio del Comune di Benestare.
Pertanto, la prima doverosa precisazione è
relativa al fatto che le critiche politiche non
devono mai avere come obiettivo quello di
colpire l'altrui persona, sia fisica e sia giuridica, trascendendo così in attacchi di scarso
interesse per la comunità, alla quale, sono
certa, interessa unicamente l'attenzione dei
propri politici verso i reali problemi della
società e le proprie esigenze. In tal senso, è
evidente che alcune accuse mosse
all'Associazione di essere stata favorita dal
Sindaco attuale perchè vicina allo stesso per
ragioni di parentela, con alcuni associati,
non è corretta, in quanto non corrisponde a
verità e, soprattutto, è strumentale essendo
facile che, in un piccolo paese, le relazioni di
amicizia e di parentela si sovrappongano e si
incrocino. Infatti, anche in passato (dal 2001
al 2010) nella stessa Associazione - ma con
altra Amministrazione - ci sono stati intrecci di parentela o di rapporti di amicizia o di
vicinanza personale tra esponenti della stessa e dell'Amministrazione di allora, ma nessuno ha mai pensato di farne oggetto di critiche o attacchi politici e/o personali. Infine,
per quanto riguarda l'aspetto economico,
voglio precisare che la nostra Associazione
beneficia, così come avvenuto in passato (ad
esempio durante le Amministrazioni con
Sindaco Vincenzo Rocca), di contributi, che
non devono - così come non dovevano essere giustificati con emissione di documenti fiscali e contabili particolari, se non
quelli di semplice rendicontazione che tengo a precisare - sono sempre stati redatti,
nel rispetto delle leggi vigenti in materia.
Pertanto, rivolgo un invito a quanti hanno
fatto allusioni o avanzato critiche
all'Associazione affinchè evitino attacchi
superflui e gratuiti alla stessa, tenendo conto
che, da oltre dieci anni, operiamo sul territorio del Comune di Benestare, con importanti iniziative rivolte essenzialmente alla promozione e valorizzazione delle risorse culturali, storiche e sociali dello stesso Comune,
con grande apprezzamento da parte dell'intera comunità benestarese. Tanto si doveva.
Romeo Sabina
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
14
murosamente sottolineato sul nostro stesso settimanale qualche tempo addietro, quando le rimproverammo di aver dedicato ben poca cura ai suoi prodotti editoriali. Il biglietto da visita è
importante, sostenevamo, al pari dell'ammirevole lavoro dei volontari. Ma, per i ladossiani,
fummo troppo prevenuti. E fummo giornalisti cattivi e insensibili alle tematiche sociali. E fummo
impietosi con i ragazzi che lavoravano su manifesti, opuscoli e volantini a tempo perso. Del resto
“Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, ci fecero capire. Occhio Lados, non potete
confondere pube da cui pubbica e pubblica da cui pubblica. Siccome il porco pensa sempre al
brago, i disguidi di stampa non c’entrano affatto. Se mi sbaglio, corriggetemi, come disse un
grande Papa.
Contessa Lara
la Riviera
BOVALINO
Lì requiescant i frati
ELPIDOS
Nell'ottobre del 2010 l'Associazione Onlus “Nuovi orizzonti Solidali”,
in collaborazione con la parrocchia San Nicola di Bari di Bovalino e
l'Amministrazione comunale ha celebrato con una importante manifestazione il cinquantennio della presenza francescana a Bovalino.
Durante la serata, oltre alla presentazione del libro celebrativo della
ricorrenza scritto da Gianni Carteri “Semi di speranza frutti d'amore”
50 anni di presenza francescana a Bovalino (1956-2010), è stata presentata l'idea progettuale, da parte dell'attuale Amministrazione
comunale, di costruzione dei loculi cimiteriali all'interno della chiesetta del cimitero comunale per la definitiva sepoltura dei frati francescani nel frattempo deceduti.
Proprio da qui si vuole partire per dire che finalmente i frati francescani, dopo più di cinquant'anni dalla loro venuta a Bovalino, hanno
un luogo certo ed appropriato dove dimoreranno nel momento in cui
passeranno a miglior vita. Non fossimo a Bovalino, si tratterebbe di
qualcosa di scontato, se paragonato alle attività, alle iniziative pastorali, religiose e non, poste in essere dai frati susseguitesi durante i cinquant'anni di permanenza nello stesso Comune. Infatti, della concessione di un'area cimiteriale da destinare alla costruzione di una cappella per la sepoltura comune dei sacerdoti francescani, per molti anni
sepolti in tombe separate ed appartenenti a famiglie private, la
Comunità francescana ne aveva, più volte, fatto richiesta alle varie
LOCRI
FOTO NOTIZIA
Attacchi alle poste
Qualche tempo fa arrivò in direzione una
missiva. Scriveva a la Riviera un certo
Oreste Cappelleri, cittadino di Roccella
Jonica, insegnante in pensione. Era irritato
con tutti, ma in particolar modo con le
poste di Locri, con i postmat di Locri e
soprattutto con la direttrice di Locri. Tutto
è finito nel silenzio fino a qualche giorno fa,
quando in redazione torna il postino con
un'altra lettera per il direttore. Chi scrive è
Paolo Spagnolo ed è arrabbiato, pensate un
po', con le poste di Locri. Della direttrice in
particolare dice “presa dalla vendita di prodotti finanziari (assicurazioni, buoni postali
fruttiferi ecc), cellulari, elettrodomestici,
carte sim e tutto quello che per lei fa badget
per le proprie tasche, dimostra molto spesso una totale mancanza di memoria etc
etc”. I toni sono duri, troppo duri, esagerati. Lo stile delle due lettere è lo stesso. Ce
ne accorgiamo dall'uso della punteggiatura
ad esempio. Le frasi incidentali, quelle cioè
che racchiuse tra le virgole chiariscono il
senso del discorso, come in questo caso,
sono una costante per i due amici Oreste e
Paolo. L'uso delle virgolette è un rebus per
i giornalisti stessi, c'è chi usa «…», chi preferisce “…”, i più timidi invece '…'. “Quei
due” invece hanno le idee molto chiare e
usano sempre e solo i doppi apici. Andiamo
avanti. Le parentesi contengono precisazioni (ma non è detto) a volte solo elenchi, o
esclamazioni, o pensieri. I segni dei testi
sono tratti somatici al pari dei lineamenti
del viso. Riconoscibili, quasi unici per ognuno di noi. Al nostro direttore, raffinata
penna calabrese, questo particolare non è
sfuggito. Un consiglio però te lo diamo,
caro Oreste Cappelleri (?), anche noi giornalisti usiamo pseudonimi ma, attento, ogni
pseudonimo ha il suo stile. Dunque tienilo
presente la prossima volta che ti trasformerai in Paolo Spagnolo o in chi per te e,
soprattutto, scrivi scrivi scrivi, è il miglior
allenamento.
A.I.
amministrazioni comunali, purtroppo con alterne fortune tanto che fino a poco tempo fa la
problematica era rimasta attuale.
Il 24 Aprile, dopo molteplici difficoltà e ritardi
burocratici, la comunità di Bovalino e le autorità
civili hanno posto rimedio a questa loro grave
mancanza trasferendo le spoglie dei frati Padre
Costante Dalli Cani, Padre Donato De Piccoli,
Padre Adriano Pasi nei loculi costruiti nella chiesetta del cimitero comunale grazie alla collaborazione fattiva dell'associazione NOS,
dell'Amministrazione comunale e della comunità bovalinese. Pur, non essendo ancora conclusa la fase di costruzione dei loculi, tanto che è
aperta in parrocchia la sottoscrizione pubblica
per la raccolta degli ulteriori fondi necessari per l'ultimazione dei lavori possiamo dire che, oggi, la comunità francescana ha raccolto il frutto dell'amore che ha dato a questa terra “irrigata, dissetandola e
fecondandola, detergendola e rafforzandola” e dell'amore che i
Bovalinesi - a volte forse a fasi alterne o in ritardo - le hanno dimostrato. Infine, il pensiero più bello è che i frati, susseguitesi durante questi
anni, hanno saputo trasmettere con la propria umiltà, caparbietà ed
accoglienza, i principi di vita cristiana, divenendo così la “colonna portante” di Bovalino.
La musica al
potere. Ebbene
si il nostro caro
e amato
musicista,
Peppe De Luca
degli Invece,
entra nel consiglio comunale
di San Luca.
ARDORE
A scuola di Sindaco
Piccoli Campisi crescono. Nasce così ad Ardore la
“Scuola Anci per giovani amministratori” rivolta agli
under 35 impegnati, o che intendono impegnarsi, nell'amministrazione delle città e dei comuni italiani. Lo
comunica ai giornali l'assessore all'ambiente e alle politiche giovanili, Bruno Sansotta, in qualità di componente nazionale dell'Anci giovani (associazione
nazionale comuni italiani): «L'idea nasce da
una riflessione all'interno del gruppo politico e dirigente Anci, che ci ha portato a
sentire la necessità di strutturare la formazione dei giovani. Attraverso questa
scuola, l'Anci vuole contribuire a sviluppare, consolidare e diffondere un corpus di conoscenze utile a governare la
crescente complessità del sistema delle
comunità locali». Le attività didattiche
saranno incentrate su un corso di formazione specialistica di 208 ore, pre-
PLACANICA
E’ tempo di
differenziare
Cassonetti antiestetici e maleodoranti
tutti via da Placanica! Riparte la raccolta differenziata porta a porta grazie
ad un contributo regionale di 32 mila
euro. Sarà operativa già nei prossimi
mesi e riguarderà tutte le abitazioni di
centro e frazioni. Il sindaco, Rocco
Mario Clemeno, promette posti di
lavoro ai cittadini: «L'iniziativa - dichiara - garantirà qualche nuova entrata
alle famiglie per via dell'impiego temporaneo di nuovo personale». Ma i cittadini, ci chiediamo, ne saranno all'altezza? Riusciranno a separare meticolosamente, e ogni giorno, umido, plastica, carta e indifferenziata? È quello
che auguriamo non solo a loro, ma a
tutti noi cittadini calabresi che un po'
pecchiamo di senso civico. E, soprattutto, non vorremmo che il sindaco
Clemeno fosse costretto a riportare in
strada gli “antiestetici” cassonetti.
lara
ceduto da un corso di inserimento residenziale di 44 ore e
strumenti interattivi come: casi didattici, simulazioni, role playing. Tali moduli disciplinari verranno
svolti rispettivamente dall'Università degli studi
di Torino, dall'Università degli studi di Roma
“Tor Vergata” e dalla Seconda Università degli
studi di Napoli, la partecipazione al corso è gratuita e il bando di concorso e il modulo di adesione reperibili dal sito www.comune.ardore.rc.
L'Assessore Sansotta conclude: «L'attenzione
rivolta dall'Anci in tal senso è lodevole ed
io non posso che compiacermi di tale
iniziativa soprattutto nel momento
in cui ne diffondo la notizia ai giovani della Locride». Munitevi dunque dei documenti necessari e
ricordate, aspiranti, che è un corso
a numero chiuso. Se vi affrettate
sarete a cavallo, a parte un ulteriore, secondario, dettaglio cari
“giovani della Locride”: vincere
le elezioni.
A.I.
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
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DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
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REGGIO CALABRIA
World Tour 2012
A Reggio lo sapevano in pochi, e coloro che si
trovavano per caso a spasso lungo il chilometro più
bello d’Italia, non conoscendo la portata dell’evento
a cui stavano assistendo, tiravano dritto.
I mostri sacri
del
windsurd
mondiale
MARIA GIOVANNA COGLIANDRO
rano stati promessi fuochi e fiamme. Si parlava di una
“capillare copertura mediatica” e addirittura di coinvolgere “un canale satellitare visibile all’interno del pacchetto Sky” che avrebbe consentito di seguire l’evento in diretta o almeno in differita. Ci sarebbe stata anche un’emittente
radiofonica a livello interregionale che avrebbe trasmesso
sulle sue frequenze le emozioni a caldo di una manifestazione
sportiva di caratura mondiale. Ma come ho detto, “avrebbe”,
“sarebbe”. Il condizionale, si sa, è la forma verbale dell’incertezza, del dubbio, della possibilità. Ma serve comunque a
creare aspettative. A fare scena. Nessun canale Sky ha trasmesso l’evento, né tantomeno un’emittente radiofonica a
livello interregionale ha dato voce alla manifestazione. In
pochi sapevano e in molti continuano ad ignorare che lungo
la costa antistante la città della Fata Morgana, nelle acque
belle e ventose dello Stretto, si è svolta, tra il 19 e il 24 aprile,
la prestigiosa Windsurf World Cup 2012, il campionato del
mondo di windsurf acrobatico. Un evento che avrebbe dovuto ingolosire gli sportivi più ghiotti poiché costituiva un appetitoso antipasto dei Giochi olimpici di Londra, grazie alla presenza della supercampionessa Alessandra Sensini, che offre
all’Italia concrete speranze di medaglia. I migliori windsurfisti
del mondo, sia uomini che donne, in equilibrio sulla tavola si
sono sfidati nello specchio d’acqua prospiciente il Lido comunale di Reggio Calabria, unica tappa in Italia. Un centinaio di
atleti si sono misurati nella specialità slalom, una gara davvero spettacolare, con un percorso tra più boe da affrontare alla
massima velocità a poca distanza dalla riva, così da consentire
a un potenziale pubblico di ammirare da vicino sfide all'ultima
virata. Un potenziale, appunto. Perché a Reggio lo sapevano
in pochi, e coloro che si trovavano per caso a spasso lungo il
chilometro più bello d’Italia, non conoscendo la portata dell’evento a cui stavano assistendo, tiravano dritto. “Una vetrina in termini di presenze turistiche dal momento che saranno
oltre cento gli atleti che giungeranno a Reggio”, così si era
detto. Peccato, però, che, a causa di una scarsissima pubblicità,
le presenze turistiche siano coincise con le sole presenze degli
atleti. Ma bisogna ritenersi fortunati considerando che il massimo dei testimonial di eccezione offerti siano stati Michele
Cucuzza e Rocco Scirocco.
E
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
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LA MANIFESTAZIONE
Una manifestazione di altissimo
livello sportivo che ha richiamato
a Reggio Calabria i migliori atleti
al mondo accolti sulla spiaggia
del Lido Comunale dal pubblico
delle grandi occasioni
REGGIO CALABRIA
PWA
World
Tour
IL PODIO
2012
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
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uindici anni, tanto è trascorso da quando a Riva del Garda nel 1997 ebbe
luogo l'ultimo evento PWA (Professional Windsurfing Association) in Italia.La
PWA organizza ogni anno il Tour Mondiale, che è formato da un insieme di
tappe dislocate nelle più prestigiose e rinomate località Surfistiche del pianeta. Una
manifestazione internazionale che ogni anno richiama centinaia di atleti provenienti
da tutto il mondo.
Reggio Calabria per sei giorni e' stata al centro dell'attenzione dei media, dei turisti e
dei praticanti di questo meraviglioso sport.
La disciplina protagonista è stata lo “SLALOM”. Si tratta di una competizione, tra
un percorso a più boe. Lo slalom è una disciplina di velocità: attualmente dopo due
grandi esplosioni negli anni ottanta e novanta è tornato a essere largamente praticato.
Le tavole e le vele sono più performanti.
Possono essere usate anche con vento leggero. Il tipo di manovre eseguibili e la velocità stessa sono il piacere che ricerca chi pratica lo slalom, consentendo di uscire spesso e di divertirsi senza dover fare manovre impossibili.
La regata “Slalom” è una gara altamente spettacolare che si è svolta non molto
distante dalla spiaggia, consentendo così un elevato coinvolgimento emotivo del pubblico che richiamato dall'alta spettacolarità dell'evento ha seguito le regate non solo
dalla spiaggia ma anche dalla platea naturale del più suggestivo lungomare d'Italia.
Uno strutturato lavoro quello portato avanti dal Comitato Organizzativo Locale, con
il Patrocinio e la collaborazione della Regione Calabria, della Provincia di Reggio
Calabria, dal Comune di Reggio Calabria e dalla preziosa collaborazione della società
sportiva Windsurf dello stretto con il suo presidente Roberto Raffa.
Bjorn Dunkerbeck, Antoine Albeau, gli italiani Andrea Cucchi, Andrea Rosati,
Alberto Menegatti, Karin Jaggi, l'italiana Laura Linares sono solo alcuni dei nomi
degli oltre 75 atleti che hanno dato spettacolo sulle acque dello stretto.
I primi due giorni di regata (19-20/05) non hanno offerto le migliori condizioni
meteo, il vento si e' fatto attendere infatti fino al terzo giorno, quando il vento da
nord, tra i 9-13 nodi, ha consentito l'inizio delle gare.
Subito una bella soddisfazione per l'italiana Laura Linares, che si e' distinta
vincendo la sua eliminatoria con distacco, e aggiudicandosi il posto
nella prima finale donne, dove pero' una scelta azzardata della
vela (troppo piccola), non le consentira' di andare oltre
Q
l'ottava posizione. Intanto gli uomini hanno messo a punto la loro attrezzatura in attesa della loro heat, ma un improivviso calo del vento ha rimandato tutto all'indomani.
Poco vento anche il giorno 4.
Il giorno 5 e' stato caratterizzato da una lunga attesa che pero' alle 16:30 ha premiato
con un bel vento teso da nord 10-15 nodi, che ha consentito lo svolgimento della
seconda eliminatoria femminile, in cui a dettare legge e' stata la svizzera Karin Jaggi,
che si e' aggiudicata anche la finale.
I giganti del vento intanto davano il via alle danze e subito si sono messi in mostra
Antoine Albeau e Bjorn Dunkerbeck, nomi che ai piu' dicono poco, ma che hanno
semplicemente scritto la storia di questo sport!
Il giorno 6 ha tenuto tutti col fiato sospeso, il vento infatti si e' steso sul campo di
regata soltanto alle 18:00, quando col sole che iniziava a sdraiarsi sulle eolie, e con
l'etna che innevato e imponente si stagliava sullo sfondo hanno avuto luogo le altre
due eliminatorie femminili, e la finale che ha visto imporsi la francese Valerie
Arrighetti seguita dalla eterna Karin Jaggi (che grazie alla vittoria in gara 1 si e' aggiudicata il titolo), e da Laura Linares che quindi porta a casa il 4 posto assoluto. Tra gli
uomini la battaglia e' stata tra Dunkerbeck Albeau e Costa Hoevel, ma alla fine a
tagliare la linea del traguardo per primo e' stato Bjorn Dunkerbeck che ha cosi' portato a casa la tappa Italiana.
Tanto folklore passione e uno scenario incantevole hanno accompagnato la kermesse,
che dà appuntamento a tutti al prossimo anno per la seconda edizione.
Aloha
IMMAGINI
I primi classificati dello Slalom
Da sinistra: Karin Jaggi e
BjörnDunkerbeck
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
19
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Labate, Franco Crinò, Marco
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Teresa D’Agostino, Giovanna
Mangano.
Lettere, note e schermaglie
L’OPINIONE
Pd, fuori Laganà, Lo Moro e
Villecco; dentro Tripodi, Lanzetta e
Girasole? Ma è discussione
ALDO VARANO
casi delle sindache di Monasterace,
Rosarno e Isola Capo Rizzuto,
Lanzetta Tripodi e Carolina
Girasole, vengono guardati con
attenzione dalle donne del Pd e della
sua area. I democrat, come gli altri partiti, sono in sofferenza per le candidature delle prossime politiche.
Se ci sarà una riforma e i cittadini sceglieranno, nessun problema: viene eletto chi prende più preferenze, uomo o
donna che sia. Ma la convinzione diffusa è che la riforma non si farà e che in
ogni caso anche una nuova legge lascerebbe alle centrali romane un ampio
margine di discrezionalità e, nei fatti, la
possibilità di determinare l'elenco degli
eletti.
In più, nel Pd è definitiva la decisione di
candidare alternandoli un uomo e una
donna. Se c'è la preferenza (fin quando
non verranno decise le quote) scelgono
i cittadini.
Ma con l'attuale sistema si nominano,
più o meno, tanti uomini e tante donne
scelti dai partiti. Le tre sindache verranno privilegiate?
La Lanzetta la Tripodi e Carolina
Girasole andranno in Parlamento, simboli della resistenza alla 'ndrangheta?
I gesti fin qui consumati, e in politica i
gesti sono fondamentali perché creano
orientamento, sembrano muoversi, univoci e convergenti, in questa direzione.
Bersani ha aderito alla campagna che
ha trasformato (con grande successo
mediatico) la festa dell'8 marzo in una
festa dedicata alle donne antindrangheta. E a nessuno è sfuggito il concentrarsi
del Pd attorno, prima, alla sindaca
Tripodi per i fatti di Rosarno, poi alla
Lanzetta e alla Girasole.
Le parlamentari del Pd si sono fiondate
in missione a Monasterace per esprimere solidarietà e vicinanza alla pluriminacciata. L'Antimafia è arrivata in
Calabria su iniziativa della democrat on.
Garavini che ha spinto su Pisanu.
E a suggellare una vera e propria strategia che privilegia l'attacco alla 'ndrangheta come problema centrale e fondamentale della Calabria, ha messo la propria faccia in riva al mare trasparente
del Bronzi, Bersani in persona.
Legittimo ritenere che le tre sindache
siano già in lista in postazioni vincenti.
Anche perché come prendersi, una
volta accettata questa logica, la responsabilità di sceglierne una e non le altre?
Apparentemente il Pd problemi non ne
ha. Tre donne sono già a Montecitorio.
Semplicissimo: fuori, Maria Grazia
Laganà, Doris Lo Moro e Rosa
Villecco; dentro, Lanzetta Tripodi e
Girasole.
Ma a guardare meglio le cose si complicano. Non è detto che il Pd calabrese
confermi i sette posti ottenuti la volta
scorsa.
E incombe un problema di distribuzione territoriale.
Due sindache-simbolo in provincia di
Reggio, se sono poco rispetto alle valu-
I
tazioni Pd per la gravità del fenomeno
con epicentro nel Reggino, sono troppo
rispetto all'equilibrio complessivo. Tre
deputati in provincia di Reggio o si sposta al senato l'on. Minniti o non lo si
candida? E a Crotone scatta la Girasole
e si chiede a Oliverio di fare un passo
indietro o di tentare di riacchiappare il
seggio della senatrice Bianchi saltata dal
cs al cd?
E le altre province? Le tre donne-simbolo territorialmente coprono molto
meno di mezza Calabria.
Escludono Cosenza, Catanzaro, il
Vibonese. Si potrebbe teorizzare che la
sindaca di Rosarno parli molto a Vibo e
Catanzaro come dimostrano le voglie e
le tendenze di quel territorio ostile alla
città metropolitana di Reggio che sta
spingendo le sue estreme periferie a
guardare in modo naturale ad altri
accorpamenti.
Ma è discutibile che la cosa venga accettata.
E pur mettendo nel conto i seggi di
Cesare Marini e del senatore Bruno,
saltato dal cs al centro-centro, il quadro
non si ricompone.
Ma c'è un disagio più di fondo e, forse,
di maggior spessore. E' un mal sottile
che i dirigenti di quel partito, D'Attorre
e Bersani, farebbero male a sottovalutare, perché è presente e si espande ed è
questione insieme politica e di orientamento culturale.
Sono sempre più fitti, intanto, i riferimenti al partito delle vedove (con allusione all'elezione delle on. Laganà e
Villecco) che in passato si fermavano
alle sussurrate cattiverie femminili (e
non solo).
Ora affiorano come argomento tra i
movimenti femminili (e non solo).
Fasce d'insofferenza, inoltre, hanno
fatto capolino tra donne che, pur non
arrivando a esplicito dissenso, hanno in
realtà contrapposto all'antindrangheta
dell'8 marzo altri simboli come, per
esempio, la “Malanova” violentata dal
branco, considerata simbolo specifico di
una condizione fino a organizzare affollati presidi in tribunale e grande spazio
sul web.
E anche su quanto accade nei Comuni,
al netto di una solidarietà convinta verso
le sindache vittime, viene guardato in
modo vigile. Il problema non è semplice.
La donne del Pd sembrano chiedersi
cosa siano in realtà gli sbandierati uguali
diritti tra uomini e donne se le donne
riescono a emergere solo se si trovano
in una condizione straordinaria (talvolta
anche dolorosa) o speciale come quella
disegnata dai simboli.
Niente spazio per le donne che affollano l'altra metà del cielo? Donne importanti del Pd di tutta la Calabria, sarebbe
facile compilare un lungo elenco, sarebbero costrette a guardarsi intorno chiedendosi perché il Pd carichi le scelte
simboliche soltanto sul genere femminile accantonando le centinaia di migliaia
di donne che vivono l'insieme delle traversie e il quotidiano calabrese in tutte
le pieghe della società.
Uno sguardo alla politica...
SAVERIO ZAVETTIERI
Mentre l'Italia continua a scivolare verso un declino inarrestabile che la ricetta del governo Monti
non riesce ad arrestare essendosi cacciato nel pantano della 'politica politicante' - che vede gli attori
non protagonisti rimasti sulla scena esercitarsi non
già per fronteggiare la crisi generale del paese, ma
indaffarati nei soliti giochi di prestigio che non
incantano più nessuno e servono solo a conservare se stessi con l'intero bottino - l'UDC si scioglie
ancora una volta per poter imbarcare reduci della
prima e della seconda Repubblica, da sempre sulla
scena politica in posti chiave con risultati non
certo brillanti, restando uguale a se stessa ma un
po' più forte per poter così meglio supportare le
ambizioni esorbitanti del suo leader indiscusso
Casini. Quanto questa sia stata una scelta indovinata o azzardata saranno gli effetti che essa è
destinata a produrre sui precari equilibri di governo e sull'iter delle riforme e della stessa legge elettorale a dircelo nei prossimi giorni stante le certe reazioni di segno opposto dei maggiori partner della
maggioranza. Il Pdl, infatti, per bocca di Alfano
preannuncia per dopo le amministrative un “sorpresone”. Una sorta di proposta rivoluzionaria
capace di cambiare il corso degli eventi politici e
forse della storia del paese e potrebbe mandare in
soffitta qualunque sforzo e lavoro comune fin qui
svolto sul cammino delle pseudo riforme.
In sostanza, fino ad ora, si è scherzato ma d'ora in
poi o con un nuovo messia o con un Berlusconibis o con l'Assemblea costituente aggiungiamo noi,
si deve fare sul serio. Il PD resta un partito di
gerarchi legato ai vecchi riti, gravato com'è dal
pesante patrimonio politico e culturale e di personale ereditato dal PCI e dalla DC. Un marchio,
questo, che non è riuscito a scrollarsi di dosso in
tutti questi anni da Veltroni in poi, restando succube delle elaborazioni e delle regioni del compromesso storico senza mettere in atto alcuna revisione critica, ideale e progettuale degna di questo
nodo e, soprattutto, senza alcun approdo sulla
sponda di un socialismo democratico di stampo
europeo.
La Lega, investita da un imprevisto, per loro,
ciclone giudiziario proprio sul terreno più sensibile
della natura morale e del costume politico di cui si
è pasciuta fin dalla nascita con lo slogan di
“Roma ladrona”, si presenta in pubblico millantando una unità di facciata se pur con la scopa in
mano - ovviamente finalizzata ad un uso interno senza però sanare la frattura politica ed il tradimento consumato a danno dei propri elettori e
solo per tenere di poter tenere in piedi la 'ditta' con
un semplice giro di poltrone tra Bossi e Maroni.
Vendola e Di Pietro si muovono senza meta come
personaggi in cerca d'autore. Risultano ormai
obsoleti ed usurati e sono messi in crisi dall'avanzata dirompente del “Movimento 5 stelle” che ne
mette in discussione il ruolo e boccia il loro tentativo patetico di puntellare, in concorso con il PD,
un sistema politico ormai al collasso che ha privato i cittadini di ogni diritto elementare e di scelta
trasferendo questi ai partiti divenuti collettori di
ogni potere possibile.
E Pannella dove si è cacciato e perché' sta zitto
dinanzi allo sfascio che abbiamo davanti mentre
il Presidente della Repubblica si ostina ad affidare
il grande compito di riforma della costituzione e
delle istituzioni a soggetti palesemente inabili ed
incapaci di riformare se stessi nelle regole minime
di democrazia e trasparenza e rinunciare ad una
quota di rimborso elettorale esorbitante ed utile per
operazioni di dubbia moralità? L'unica risposta
ormai ineludibile se si vuole rilegittimare la politica, rendere protagonisti i cittadini e riunificare il
paese restituendo loro il diritto di voto, di parola e
di partecipazione, rimane l'elezione di una
Assemblea costituente di 100 parlamentari con
metodo proporzionale con il compito di riscrivere
la Costituzione e rinnovare il patto cittadini-stato
nell'arco di 12 massimo 24 mesi, come chiesto con
forza dalla petizione popolare promossa dai
'Riformisti Italiani' di Stefania Craxi.
Saverio Zavettieri
Segretario nazionale dei 'Socialisti Uniti - P.S.I.'
Pronta la lettera di richiesta
d'impegno per il rispetto in
Calabria del risultato
referendario sulla
ripubblicizzazione del servizio
idricoindirizzata ai candidati
sindaco delle città calabresi
Come annunciato nei giorni
scorsi, il Coordinamento
Calabrese Acqua Pubblica
Bruno Arcuri ha preparato la
lettera per la «Richiesta d'impegno per il rispetto in
Calabria del risultato
referendario sulla
ripubblicizzazione
del servizio idrico», indirizzata a
tutti i candidati
sindaco dei
Comuni interessati da questa tornata elettorale.
In seguito alla vittoria
nella consultazione referendaria dello scorso
giugno, ed in considerazione delle gravi irregolarità che caratterizzano la gestione del
servizio idrico in Calabria, da noi più volte
denunciato dal ed ultimamente ribadito dalla
stessa Corte dei Conti. Con questa richiesta
chiediamo ai futuri sindaci delle nostre città di
impegnarsi, una volta eletta/o, a modificare lo
Statuto Comunale.
Affinché la gestione del servizio idrico sia
concretamente effettuata da un soggetto pubblico, favorendo nelle forme più opportune la
partecipazione della cittadinanza, in modo da
giungere ad una modalità di gestione pubblica
e partecipata. Ed a proporre la questione del
rispetto dell'esito referendario dello scorso
giugno nelle sedi più opportune, a cominciare
dall'ANCI e dagli incontri tra gli amministratori locali; ponendo in evidenza le numerose
specifiche contraddizioni che caratterizzano la
gestione del ciclo delle acque nella nostra
Regione, in particolare per quanto riguarda i
rapporti con la So.Ri.Cal., che hanno arrecato
significativi danni economici a molte amministrazioni comunali.Perché si scrive acqua ma
si legge democrazia.
Coordinamento Calabrese
Acqua Pubblica Bruno Arcuri
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
20
HANNO COLLABORATO
Francesco Laddarina, Ian
Zimirri, Giuseppe Patamia,
Alessandra Bevilacqua,Bruno
Gemelli, Carmelo Carabetta,
Valentina Elia, Antonio
Cormaci, Mario Labate,
Giulio Romeo, Ilario
Ammendolia, Sara
Caccamo, Giuseppe
Fiorenza, Daniele Mangiola,
Sara Caccamo.
Le COLLABORAZIONI non precedute dalla
sottoscrizione di preventivi accordi tra
l’editore e gli autori sono da intendersi
gratuite.
FOTOGRAFIE e ARTICOLI inviati alla
redazione, anche se non pubblicati, non
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EDITORE - La Riviera S.r.l. Sede legale - Via dei Tigli, 27 - 89048 Siderno
(RC) 0964383478
ASSOCIATO- Unione Stampa Periodica Italiana, Croanache Italiane
RISPONDE il direttore
KAPPADUE di RUGGERO CALVANO
Sui marciapiedi di Siderno
Caro Pasquino,
riguardo al "caso marciapiedi" di
Siderno, si vorrebbe sapere qualcosa di
più sulla "Urban Regeneration" degli
ultimi venti anni. Sub specie intuitionis.
Sub specie cogitationis. Sub specie
abstractionis. Sub specie volitionis.
Vedete un po' voi... Intanto, perché non
proporre un dibattito in Consiglio comunale sulla Estetica della Forma, a cominciare dai comunicati alla stampa di maggioranza e di minoranza? Ah, saperlo...
Fabrizio Spinella
La poesia
A MORTI
I COLA
Caro Fabrizio, dato che vuoi sapere qualcosa di più, perché ci affliggi in lingua latina
con le quattro prove dell’esistenza dei marciapiedi martoriati? Una in meno delle prove
di S. Tommaso intorno all’esistenza di Dio. Io son un di quelli che ancora credono nel
primato della politica, e, allora , ben venga un dibattito in Consiglio. Sarebbe un dibattito sub specie populi. Ma forse sarebbe meglio, se la volontà popolare non è da considerarsi recintata tra le pareti del Consiglio comunale, un referendum. Frattanto che il
Sindaco Ritorto decida, certo è che chi si occupa di restauro urbano, deve necessariamente occuparsi della tutela, conservazione, uso razionale e rispettoso di un sistema di
beni, architettonici e paesistici, diffusi sul territorio, uniti e correlati tra loro .
Non si chiamava Cola, ma fa lo stesso, visto il riserbo che ha circondato
la morte d’un ricco venziano ottantenne , mentre in amore era intrecciato in un fastoso hotel di Milano
con tre belle ragazze. Questo il nostro
inno per la penna di Giuseppe
Morabito.
Ritratti *
di Diego Cataldo
SALVINO
NUCERA
Mi dìssiru chi Cola 'u fimminaru,
cacciaturi di pilu, gran guerrieru,
c'a botta sempri 'n canna, pronta o' sparu…
murìu 'n battaglia… e lu fattu è veru!
Intellettuale di grande
serietà morale, emerge
nella questione grecanica per il suo disinteresse
e la dignità scientifica
della ricerca, mai affidata ad improvvisazione e
superficialità.
Tra le sue numerose
opere, piace ricordare il
romanzo Chalonero. In
schietta lingua grecanica.
Fu quandu si cacciau l'urtimu spilu,
c'a morti 'nfama lu spittava o' palu!
'U fici siccu, propriu supr'o pilu…
mentri chi suspirava: “Mi ndi calu!”
Si ndi calàu o 'nfernu? Non mmi pari,
rissi Rosina, fici tri rispiri,
era filìci… u 'ntisi sussurrari,
stirandu l'anchi, vegnu… pi murìri!…
E nci 'mpizzau li pinni! Ma pariva
nda facci, 'n'angiuleddhu chi vulava…
cu l'occhi menzi chiusi surridiva
cuntentu, 'mparadisu si truvava!
Chi bella fini! Bardo cavaleri,
muristi 'n campu apertu, ndo pugnari…
Requiamaterna, vecchiu buttaneri,
cchiù mmegghiu morti non putivi fari!!
IL BRIZZOLATO
Vendesi
Bar Caffetteria
sito a Roccella J.
in via Roma
info: 3683630731
Stop ai verdi di parata
Non si diventa ambientalisti
organizzando ogni tanto una
raccolta di buste di plastica su
una spiaggia o in mezzo a un
bosco, con tanto di telecamere e
giornalisti al seguito. L'anima
verde è una cosa seria, mica un
mestiere. E' una filosofia di vita
che richiede dedizione, fatica,
lotta. L'ambiente non è una
moda, politicamente corretta,
che fa tanto radical chic. Non è
una medaglia da mostrare ai
compagnucci di merenda o una
bandiera per nutrire stupidi
orgogli. Soprattutto, l'economia
verde è una risorsa collettiva,
un'opportunità di crescita naturale e non un'occasione per piccoli ed egoistici vantaggi. Non
basta dirsi ambientalisti per
esserlo e il rispetto per la natura
non ha, o non dovrebbe avere,
colori politici. La battaglia per
mantenere integro l'ambiente
calabrese è l'unica che ci resta
per avere un futuro, ma guerriglieri verdi in giro se ne vedono
pochi o, meglio, quelli genuini
sono tanti ma viaggiano in ordine sparso e quelli organizzati,
purtroppo, in buona parte pensano più all'immagine che alla
sostanza del tema. Io che vivo in
Aspromonte da parecchi anni,
ad esempio, di bandiere verdi ne
ho viste veramente poche se non
quelle dei pochi e solitari amanti
della natura, ma un'organizzazione, di quelle che vanno per la
maggiore, nei romitori aspromontani non l'ho mai beccata.
Vabbé che chi ha un'anima verde
la conoscenza del territorio ce
l'ha infissa di natura nel codice
genetico, ma una salutare scarpinata da queste parti a certi guerriglieri dell'ambiente non farebbe male. Si renderebbero conto
dello stato dell'arte, si rinfrescherebbero la conoscenza verde
immensa che possiedono con
una piccola esperienza sul
campo. Il verde è un bene
immenso, la cui tutela comunque migliora la vita di tutti. Può
dare opportunità a tanti se coltivata nel modo giusto, invece al
momento da visibilità a pochi, a
piccoli gruppi che si lustrano
l'immagine e ci fondano piccole
carriere politiche. Il verde è di
tutti, e di tutti dev'essere la fatica
di tutelarlo e i pochi che meritoriamente hanno fatto più degli
altri non possono però arrogarsi
il diritto di appropriarsene e
decidere cosa denunciare e cosa
invece tacere.
di RUGGERO BRIZZI
Siamo solo noi, uomini comuni
Nei pressi della stazione metro di South Kennington non passa molta gente di notte.
Giusto qualche giamaicano a mendicare qualcosa e degli alcolizzati diretti al free shop
poco distante a comprare qualche vino in cartone. Stavo seduto li sotto a chiacchierare del
nulla, tra l'altro di un nulla in inglese che è ancora peggio. Il romano, appena conosciuto,
si dimostrava simpatico. Le poche persone a passare erano solo giovani ebbri e vecchi
ricercatori di tabacco. Carlos invece non chiese nulla. Aveva una borsa a tracolla che sembrava abbastanza pesante. Capelli lunghi neri e un basco sporco in testa, barba e pochi
denti, solo a destra. Gli si creava la bava ai lati della bocca, ma riusciva ancora a sputare
saliva parlando. Mi sembrò una persona da ascoltare forse perché quando seppe che ero
italiano la prima cosa che disse non fu pasta, pizza, spaghetti, mafia, mandolino o
Umberto Tozzi. No. Disse con accento veneto-portoghese: “Siamo solo noi, che non
abbiamo più niente da dire, vogliamo solo vomitare. Siamo solo noi, quelli che ormai non
credono più a niente, se ne fregano sempre”. Una citazione che meritava attenzione. Mi
esclusi dai semifighetti francesi e dai buon italiani, prestandogli attenzione. Non poteva
essere solo uno di passaggio. Niente è a caso. Avrei avuto qualcosa da imparare. Supposi.
Di origine portoghese, sposato in veneto per 11 anni, due bambini, ladro di professione,
consumatore di droghe pesanti, lucido più di un uomo medio di questo mondo, conoscitore di 5 lingue, rancoroso con il portogallo, la famiglia, la sua ex donna, la famiglia della
sua ex donna, il sistema, gli inglesi, il mondo. Mi sorprese per la tranquillità con cui mi
disse che rubava per vivere, confessione stessa che gli impose, per ragioni psicologiche
strane, di non rubarmi nulla. Era un viaggiatore Carlos. Amante delle donne, della droga e
di Vasco Rossi. Quello del 1980-1990 per intenderci. Annegato nella merda dei problemi
familiari e della coca de lima mi confessò le sue due uniche soddisfazioni nella vita nel
giro di pochi minuti, dopo aver raccolto da terra le bottiglie lasciate li da chi nella vita non
ha poi così tanti problemi. Era un gesto nobile quello. Non di sottomissione. Era il
momento in cui il ricco era sputtanato dal povero. Raccolse una bottiglia di Black Tower e
guardò in faccia il fighetto francese che l'aveva lasciata li. Sorrise alla sua vita morta. Mi
disse, con il suo solito accento inglese-veneto-portoghese, che vedere Inter-Giuve e rompere il suo matrimonio tornando a casa una sera erano state le due cose più belle della sua
vita. Venne via per pochi metri con me. Sino alla fermata del bus. Sorseggiava la sua lattina
dicendomi che probabilmente quando suo figlio farà 12 anni si lascerà morire d'overdose.
Se non lo farà prima senza programmarlo. Lo salutai e non volle nulla. Mi ringraziò per
averlo ascoltato e si avvicinò, nell'alba londinese, a tre persone sedute su un scaletta. Lo
salutai pensando che avessi incontrato il protagonista di qualche libro di Bukowski. Presi
l'autobus e feci solo in tempo a vedere uno dei tre sferrare un destro sul volto di Carlos.
Non ebbe reazione. L'N73 girò e non seppi mai più nulla.
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
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DOMENICA
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la Riviera
Sport
Il tempo è
galantuomo
ECCELLENZA
Il Montalto conquista
la serie D a Roccella
FRANCESCO CRIACO
Abbiamo anticipato che il
Montalto poteva festeggiare la
promozione domenica scorsa,
così è stato. Non ci siamo sbagliati anche se la conquista del
campionato è avvenuta al “N.
Muscolo” di Roccella, con la
locale squadra che si giocava
l'ultima possibilità per disputare i play-off. È stata sicuramente una delusione la squadra del
patron Giannitti, che si vede
esclusa dall'obiettivo minimo
che si era prefissa. Speriamo
che il presidente la passione
per il calcio non l'abbia persa, e
che il prossimo anno, se aspira
realmente al salto di categoria,
sappia scegliere allenatore e
giocatori di grande personalità,
che onorano la maglia che
indossano per amore e non per
soldi. In coda le cose si sono
messe molto bene sia per il
Brancaleone, sia per il Siderno.
Dopo le vittorie di entrambi,
domenica scorsa, il traguardo
della salvezza ormai è a portata
di mano. Non possiamo di
certo dire così della Palmese.
La squadra ormai è rassegnata
ai play-out e la società non riesce a spiegarsi come sia potuta
succedere una cosa del genere
dopo che, a inizio stagione,
aveva allestito una squadra di
primo ordine. In bocca al lupo!
ECCELLENZA
Adesso si può dire C2 salvo clamorosi,
ma quasi impossibili, episodi negativi,
l'Hinterreggio per la prima volta nella
sua storia calcistica approda nei campionati professionistici. Il distacco sulla
secondo adesso è di cinque punti, e a
due gare dalla fine del torneo i festeggiamenti possono quindi iniziare.
Lascia questa categoria l'Interpiana,
ormai matematicamente retrocessa
dopo la sconfitta di mercoledì, nel recupero infrasettimanale. Non erano queste le aspettative della squadra pianegina, ma le varie vicissitudini societarie
hanno portato al fallimento totale della
stessa. Anche la Valle Grecanica è con
un piede in eccellenza. Qui la società
non è fallita, anzi fino all'ultimo so è
cercato di salvare la baracca con diversi cambi di allenatore, ma a nulla è servito ormai i calciatori entravano in
campo demotivati e senza un briciolo di
orgoglio. Quindi auguri per un pronto
ritorno nell'interregionale.
F.C.
In promozione girone B la situazione in
vetta è cambiata. Il Catona ora è veramente favorito dalla promozione in Eccellenza,
dopo la vittoria di domenica scorsa, i ragazzi di mister Barillà ci credono e vogliono
regalare questo sogno ai propri sostenitori.
Pure il Bocale ci crede, anche dopo il
pareggio di Oppido contro la Mamer e aver
perso la vetta della classifica in favore del
Catona. Ora i ragazzi di mister Casciano
sperano in un passo falso della capolista
per poter recuperare lo svantaggio di due
punti che lo separa dalla testa della classifi-
PROMOZIONE
Gioiosa e Silvano,
tutta un’altra storia
ca. Il Marina di Gioiosa rimane sempre ad
un puto dai play-off. Domenica scorsa ha
affrontato una grande squadra come il San
Calogero e ha vinto meritatamente. Questa
settimana affronta invece un'altra grande, il
Bocale, e sarà veramente una grande
impresa se riesce a battere la vice capolista
nel suo stesso rettangolo di gioco. Infine c'è
il Gioiosa Ionica, ormai da diverso tempo
fuori da ogni lotta. Un po' di rammarico
per questa squadra partita con propositi
ambiziosi, che ha pagato lo scotto della
categoria essendo una matricola, e per lun-
Il tempo è galantuomo. Anche nel calcio.
Che poi, se volete, è un po' come dire che la
vendetta è un piatto che va servito freddo. E'
stata questa la settimana delle rivincite,
della ribalta per chi in passato ha dovuto
subire. Chelsea, Borriello e Bayern Monaco
- in perfetto ordine cronologico - si son presi
con tutti gli interessi una rivincita più che
meritata. E ora tutti, più o meno velatamente, a salire sul carro dei vincitori. Ma andiamo con ordine. Il Chelsea allenato dal
nostro Roberto Di Matteo approda in finale di Champions League vendicando la
semifinale del 2009, quando il Barcellona
allo scadere con il gol di Iniesta e una serie
di aiutini da parte dell'arbitro Ovrebo, la
estromise dalla finale di Roma. Nel doppio
confronto di quest'anno meritava più la
squadra di Guardiola, ma il rigore sbagliato
da Messi, l'uno due di Ramirez, e il tanto
vituperato catenaccio all'italiana, mandano
a Monaco di Baviera i Blues a giocarsi la
finalissima. A Monaco i londinesi se la
vedranno contro i padroni di casa del
Bayern, che dopo due anni si vendicano di
Mourinho. E' dolce questa volta il prato del
Bernabeu a differenza di quel 22 maggio
2010, quando lo Special One alzò al cielo la
Coppa dalle grandi orecchie in faccia ai
bavaresi. Il rigore decisivo di Schweinsteiger
gela un intero stadio e un Mourinho che ha
seguito la lotteria dei rigori in ginocchio,
quasi a voler invocare un aiuto divino. Ma
questa volta gli dei voltano le spalle al portoghese, che ci riproverà il prossimo anno a
vincere la terza Champions con tre squadre
diverse. Dovrà accontentarsi della Liga e
scusate se è poco. Ma la copertina, forse,
spetta a Marco Borriello. Entrato a quindici
minuti dalla fine, un suo gol regala una vittoria decisiva nella corsa scudetto alla
Juventus. Mai amato dalla tifoseria juventina per il gran rifiuto di due stagioni fa, l'attaccante napoletano, sempre difeso e coccolato da Antonio Conte, si regala il suo più
bel pomeriggio da quando a gennaio è arrivato a Vinovo. Oggetto di contestazione ha
saputo aspettare, lavorando duro e non
creando mai polemiche nei confronti di chi,
ingiustamente, non lo riteneva all'altezza di
poter indossare la maglia bianconera. Ma al
minuto 79 ha risposto come un centravanti
deve fare, col gol, che mantiene inalterato il
distacco di tre punti dal Milan a quattro
giornate dalla fine. E se scudetto sarà manca ormai solo la matematica - bisognerà
anche ringraziare il signor Borriello. Il
tempo, anche nel calcio, è galantuomo.
Chiedere a Chelsea,
Bayern Monaco e
Borriello.
Massimo
Petrungaro
ghi tratti del campionato si pensava ad un
crollo totale. Ma con l'avvento di mister
Silvano le cose sono cambiate, in positivo
intendiamoci. Con lui la squadra si è
espressa in modo superlativo, non sentendo più il peso della matricola, i ragazzi lo
capivano e cercavano sempre di attenersi al
suo modo di interpretare il calcio. Peccato,
perché se Silvano avesse preso la squadra a
inizio campionato, adesso molto probabilmente avremmo parlato del Gioiosa Ionica
in altri termini.
F.C.
DOMENICA
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APRILE
2012
LA RIVIERA
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A proposito
A SIDERNO LE FINALI DEI GIOCHI DELLA GIOVENTÙ
di...
L'Amministrazione Comunale di Siderno guidata dal Sindaco, Riccardo Ritorto, esprime soddisfazione per essere riuscita a programmare, presso il campo sportivo comunale “F.Raciti”, le finali provinciali dei Nuovi Giochi della Gioventù che si svolgeranno il prossimo 23
maggio 2012 . Per l'Amministrazione Comunale si tratta di un evento di straordinaria importanza per la promozione dello sport tra i giovani. Il Coni, infatti, per interessare a tappeto tutti gli studenti delle scuole medie ha previsto la partecipazione per classe e non individuale.
Di ogni scuola parteciperanno la prima, la seconda e la terza classe campione d'Istituto. Ogni scuola sarà presente con circa settanta alunni. Le scuole ammesse alla finale di Siderno sono 26 con una presenza di circa 2000 persone.
Sport
IL CENTENARIO
Il
PREMIO BENEMERENZA
2011/2012 ALLA BOVALINESE
presidente della lega
nazionale dilettanti comitato calabria dott.
Saverio mirarchi lo scorso 18
aprile 2012 ha comunicato il conferimento del “premio benemerenza 2011/12” alla bovalinese,
per il raggiungimento del traguardo dei cento anni di affiliazione.
Il prossimo 12 maggio 2012 a
roma si svolgera' la cerimonia di
consegna del premio ai rappresentanti della societa'.
Nel prendere atto con orgoglio e
soddisfazione della prestigiosa
benemerenza conferita, il premio
viene dedicato a tutti i calciatori,
dirigenti e tifosi che hanno scritto
la storia calcistica di bovalino dal
1911 ad oggi.
Particolare riconoscimento merita l'opera svolta da enzo dicembre, rocco la cava, vincenzo marzano, vincenzo orlando e franco
vottari che, con la loro iniziativa e
la pubblicazione del libro “bovalino cent'anni di passione” hanno
promosso l'evento del centenario
realizzatosi lo scorso 10 agosto
2011, curato dall'apposito comitato, i cui singoli componenti si ringraziano uno per uno, insieme
all'amministrazione comunale di
bovalino che, con gli assessori sergio delfino e vincenzo maesano,
ha messo a disposizione le strutture ed i mezzi necessari per lo
svolgimento dell'evento.
Menzione a parte merita il prof.
Franco de domenico, per tanti
anni dirigente e geloso custode
della memoria calcistica bovalinese, che con i propri suggerimenti
e la fattiva collaborazione offerta
ha consentito che la manifestazione uscisse dall'ambito cittadino, assumendo rilievo nazionale.
Un ringraziamento di cuore va a
tonino raffa ed annamaria implatini, che hanno magistralmente
condotto la splendida serata “la
notte delle stelle” in piazza camillo costanzo, a titolo gratuito e
dimostrando vera amicizia.
L'omaggio finale va rivolto alle
numerosissime “vecchie glorie”
che hanno entusiasticamente
partecipato alla manifestazione,
arrivando anche da lontano, ed ai
tanti calciatori, dirigenti e tifosi
che non ci sono piu', le cui gesta e
la cui passione resteranno indelebili nella memoria calcistica di
bovalino.
la dirigenza della Asd bovalinese
Escursioni del 5-6 maggio 2012
Africo Antico,
tutto da scoprire
Sono aperte le iscrizioni all'escursione del 5 e 6
maggio ad Africo Antico.
L'escursione si inserisce nell'ambito delle attività di
recupero del borgo realizzate negli ultimi anni ad
Africo Antico da diversi soggetti (Ente Parco
Nazionale dell'Aspromonte, Comune di Africo,
Dipartimento PAU dell'Università Mediterranea
di Reggio Calabria, Associazione “Santu Leu
Apricus, ecc.) con alcuni dei quali il CAI ha collaborato. Per conoscere questa esperienza percorreremo, insieme agli attori di questa rinascita,
alcuni sentieri dell'area. Il 5 maggio coincide con
la ricorrenza di San Leo, patrono di Africo, mentre la domenica raggiungeremo Puntone della
Chiesa, eccezionale punto panoramico. Si pernotterà alla Porta del Parco di Carrà e la logistica sarà
curata dall'Associazione “Santu Leu Apricus”.
BASKET
Campus Audax Bovalino
FRANCESCO MANGLAVITI
2° classificato gara Percorsi e 4° classificato gara Forme anni 8 Spadaro
Francesco; 3° classificato gara Percorsi e
5° classificato gara Forme anni 8 Romano
Francesco, la palestra ha raggiunto il 3°
posto nella classifica a squadre. Questo fa
capire quanto conta lo sport tra i giovani,
dare il giusto insegnamento per ottenere
un vero e proprio traguardo, svolto da un
duro lavoro in palestra, dove tanti pensano ai facili risultati, ma in questa giornata
BOTRICELLO
ARTI MARZIALI
Domenica 22 Aprile, nei locali del
Palazzetto di Botricello, si sono svolte le
gare a livelllo Regionale PERCORSOFORME dove le varie palestre hanno
avuto modo di affrontarsi tra cui è spiccato il Team Takwondo del M.o. Vincitorio
Giuseppe con gli allievi di 8-11 anni
Bruno Simone, Arcidicono Giorgio,
Spadaro Francesco, Romano Francesco,
conclusa con i seguenti piazzamenti: 1°
classificato gara Percorsi e 3° classificato
gara Forme anni 11 Bruno Simone; 1°
classificato gara Percorsi e 4° classificato
gara Forme anni 8 Arcidiacono Giorgio;
è stato di spicco il lavoro di squadra, che
è stato un grande risultato. In questa
domenica di sport hanno vinto i giovani
all'insegna di questa Arte Marziale e
disciplina Olimpica, il Taekwondo, merita un grande plauso.
Il Campus Audax Bovalino si rilancia nel campionato maschile di categoria Under 13 battendo la compagine locrese dell'Eutimo con il
punteggio di 65 a 41.
Il campionato in questione, permette alle società per raggiungere il
numero minimo di 10 giocatori, l'utilizzo anche delle ragazze, trasformandosi in un campionatto misto.
La cosa più bella è notare che il
divario fisico e tecnico tra maschi e
femmine non si evidenzia in modo
rilevante e schiacciante, forse per
questione di età, o forse perchè,
almeno sulla costa jonica, si iniziano
a vedere i risultati del lavoro svolto dalle società sulle
ragazze. Proprio insieme all'Eutimo Locri, il Campus
ha inserito le proprie ragazze nei campionati Under
15 e Under 13 femminili, come unici rappresentanti
della costa jonica, andando a giocare i due campionati contro le squadre di Reggio, città che possiede
un ampio bacino per il reclutamento, e che propone
il basket come lo sport principale insieme al calcio.
Mentre nel campionato Under 15 le cose sono
andate male per un divario fisico e tecnico evidente,
il campionato Under 13 femminile ha dato merito a
noi e all' Eutimo, di aver lavorato in modo positivo
andando a raccoglier risultati e prestazioni di tutto
rispetto, visto che andare a competere con squadre
reggine per il campionato, era una cosa non pensabile all'inizio della stagione.
E' da sottolineare anche l'aiuto che ci è arrivato dalla
nuova società di basket di Gioiosa jonica, con delle
buone giocatrici che aumentano numero e quantità
di squadra e progetto.
Si parla di progetto perchè, provare a lavorare con i
vari centri di basket, per formare un gruppo unico
femminile che possa un domani pensare di andare a
Reggio e vincere un campionato, fino a ieri era pura
utopia, invece da oggi questa aspirazione c'è, ed è
giusto che ci sia. L'altra speranza è continuare a
crescere, sia a livello numerico come squadra, sia
come supporters sugli spalti, iniziando a introdurre
nella mentalità del paese la cultura del basket, sport
nobile troppo spesso emarginato e a lungo sottovalutato.
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
24
CATONA “GIMKANA TRUCK 2012”
la Riviera
Domenica 29 Aprile a partire dalle ore 10.30 sul Lungomare di Catona (RC), si rinnova l'appuntamento con la manifestazione motoristica “Gimkana Truck 2012”, organizzata dall'Officina Giustra e dall'Associazione Fenix, con il contributo della Provincia di Reggio
Calabria. Alla manifestazione prenderanno parte oltre 50 truck e consisterà in una esibizione di abilità nella guida di trattori stradali.
Avverrà anche la premiazione di “Mister Truck” cioè della motrice che da un'apposita giuria sarà ritenuta la più curata esteticamente.
Tutto il perimetro della pista sarà servito da un impianto di amplificazione, con uno speaker dedicato. Una giornata all'insegna dello sport,
nata per creare un momento di socializzazione e rivalutare una figura molto spesso sottovalutata o connotata negativamente come quella dell' autotrasportatore. Uno spettacolo da non perdere...il rombo dei motori farà tremare la terra!!!
REGGIO CALABRIA
Regata
“Fata Morgana”
Il 21 e 22 Aprile il vento non è mancato
all'appuntamento con il Trofeo della Fata
Morgana e nelle due giornate si sono disputate
tutte le tre prove previste in calendario con
condizioni di vento diversificate.
Passione,condivisione con gli appassionati del mare, contatto con la natura, sport, turismo, agonismo, qualsiasi sia il motivo che spinge ad
andare a vela, se a questa passione ci si mette anche Reggio, “il campo di regata più bello al mondo dove il vento non ti tradisce mai”, il
risultato è un vero spettacolo. Il 21 e 22 Aprile il vento non è mancato all'appuntamento con il Trofeo della Fata Morgana e nelle due giornate si sono disputate tutte le tre prove previste in calendario con condizioni di vento diversificate. A vincere la Classifica Generale classe
Regata/Crociera è stato l'armatore reggino Giuffrè con l'imbarcazione “Profilo” dello Yacht Club Reggio Calabria seguito dalla imbarcazione “ Paluch III “ dell'armatore Francesco Badessa del Circolo Tennis e Vela di Milazzo. A seguire “ Pablavela” dell'armatore Paola
Chilà dell'Associazione Velica Pasquale Chilà. Nella Classifica Gran Crociera primo “Bluette” dell'armatore Mario Zappia del NIC
Catania , seguito dal reggino “ Hakuna Matata” dell'armatore Giuseppe Iero dello Yacht Club Reggio e dall'armatore Enzo Ricordo con
“Vieniviaconme” del Windsurf dello Stretto. Occorre sottolineare come alla manifestazione abbia partecipatao una nutrita squadra del
Liceo scientifico A. La premiazione è avvenuta al Circolo Velico Reggio alla presenza di tutte le autorità e dei numerosi partecipanti al
Vincitore assoluto Profilo dell'armatore Giuseppe Giuffrè Yacht Club Reggio Calabria è andato il primo trofeo Fata Morgana
1° TORNEO PULCINI D’ORO
La Scuola Calcio Audax Gioiosa
Jonica 2011 di Mario e Rocco
Loccisano e di Cristian Ierinò
organizza il 1° Torneo Pulcini d’Oro
E' in fase di organizzazione anche
un viaggio di fine anno a Cesenatico
Scuola Calcio
Casignana,
quando lo sport
opera nel sociale
Continua senza interruzione l'attività della Scuola Calcio
“Sasà Minnici” di Casignana. Tra allenamenti, partite di campionato e tante altre iniziative, il campo sportivo “Rocco
Nicita” , da settembre, è diventato per i ragazzini dai 5 ai 12
anni il cuore pulsante dei loro paesi. La struttura sportiva,
difatti, è posta in un luogo intermedio tra Casignana, S.Agata
e Caraffa del Bianco. Ed è proprio da questi tre paesi che provengono la maggior parte degli iscritti, anche se non mancano
ragazzini di Bianco e finanche di Ardore. “Il
grande merito della riuscita di questo progetto va
al prof. Pino Filastro - ci dice il dott. Rocco
Romeo, presidente della Società - noi non avevamo l'esperienza necessaria per affrontare quest'avventura.
Ecco perché abbiamo pensato di rivolgerci direttamente ad un responsabile tecnico della
F.I.G.C. affinché ci consigliasse e ci guidasse a
programmare quest'annata sportiva. Il prof.
Filastro ha accolto il nostro invito e dopo averci
aiutato all'inizio della stagione ogni tanto torna
ad incontrare i dirigenti, i nostri giovani tecnici
ma soprattutto i bambini”. La Scuola Calcio di
Casignana, tra l'altro, partecipa a tutte le attività
federali con le categorie Piccoli Amici, Pulcini ed
Esordienti, ben figurando anche contro società
tradizionalmente molto attrezzate. Per di più, dopo ogni festività la Scuola Calcio promuove un seguitissimo torneo. E'
stato così a Natale, a Carnevale e, naturalmente, a Pasqua. Ed
è proprio durante quest'ultimo torneo che si è registrata la gradita presenza del prof. Filastro. Al momento si sta pianificando anche un progettino tra Scuola Calcio ed Istituto
Scolastico.
Il lavoro pomeridiano che si svolge al campo sportivo, difatti,
è integrante a tutte le attività curriculari della scuola. E' risaputo, difatti, che il gioco del calcio è un validissimo strumento
di educazione e di formazione. Per questo la Scuola Calcio
“Sasà Minnici” di Casignana sta volgendo un'attenzione particolare al processo di integrazione, socializzazione e ad ogni
aspetto formativo dei bambini dei tre paesi che, tra l'altro,
sono gli stessi che frequentano di mattina l'Istituto Scolastico.
Inoltre, è in fase di organizzazione un viaggio di fine anno,
probabilmente a Cesenatico, per partecipare ad uno dei tanti
tornei a cui aderiscono e dove si incontrano le Scuole Calcio
di tutta Italia. Insomma, per dei paesi dove il rischio maggiore è rappresentato dallo spopolamento, vantare una Scuola
Calcio con questa dinamicità e con più di 60 iscritti è quasi un
piccolo miracolo.
Audax Gioiosa è un nome nuovo nell’importante palcoscenico del calcio giovanile. La Scuola Calcio è nata
nel Luglio 2011 con l’obiettivo principale di educare i
giovani calciatori ai veri valori del calcio, senza
imporre loro l’obbligo della vittoria e privilegiando
divertimento, socializzazione e soprattutto lealtà
sportiva.
Questo torneo è la seconda manifestazione organizzata dall’Audax Gioiosa, dopo il primo torneo
“Divertiamoci Insieme”, organizzato per celebrare la
nascita della Scuola Calcio.
Il 1° Torneo Pulcini d’Oro è un’importante occasione
per dimostrare la qualità del lavoro e la voglia dei
ragazzi di emergere in un momento calcistico critico a
livello nazionale, durante il quale si sente sempre più
il bisogno di affidare speranze e sogni a giovani calciatori cresciuti secondo i principi della lealtà sportiva.
Al torneo parteciperanno otto società suddivise in due
gironi da quattro. Le prime due classificate si affronteranno in semifinali e finale.
Il torneo si svolgerà tutto il 1° Maggio, la mattina dalle
9.30 alle 13.00 e il pomeriggio dalle 15.00 alle 19.00.
Ad ospitare la manifestazione saranno le strutture
sportive “Ai Campetti” e “Don Milani” site a Gioiosa
Jonica.
A pranzo tutti i calciatori saranno ospiti dell’Audax
Gioiosa e mangeranno tutti insieme, nel nome della
socializzazione.
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
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DOMENICA
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LA RIVIERA
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la Riviera
Biblioteca meridionalista
Questione meridionale
come questione giovanile*
Oggi la nuova questione
meridionale si intreccia con una
drammatica “questione giovanile”.
Si tratta di un tema che riguarda
proprio le risorse umane, le
intelligenze, le forze di cui dispone
il Mezzogiorno e che possono
essere messe a disposizione di un
progetto nuovo di rilancio e di
futuro del nostro Paese, ma
soprattutto di futuro per i giovani.
opo gli anni dell'esodo biblico che
ha investito il mezzogiorno (si calcola che dal 1875 al 1985 oltre 28
milioni di persone abbiano preso
la strada dell'emigrazione), oggi questo fenomeno ha ripreso forza e consistenza, ma ad
emigrare non sono più le braccia, ma i cervelli. Protagonisti di questa nuova ondata migratoria sono i giovani diplomati e laureati, i cervelli del Sud. La fuga dei cervelli abruzzesi,
calabresi, campani, lucani, molisani, pugliesi,
sardi e siciliani, è divenuta vera e propria diaspora, bloccando qualsiasi possibilità di
migliorare e trasformare il Sud.
Oggi la nuova questione meridionale si
intreccia con una drammatica “questione
giovanile”. Si tratta di un tema che riguarda
proprio le risorse umane, le intelligenze, le
D
forze di cui dispone il Mezzogiorno e che
possono essere messe a disposizione di un
progetto nuovo di rilancio e di futuro del
nostro Paese, ma soprattutto di futuro per i
giovani.
In tal senso, innanzitutto, riteniamo che
occorre lanciare il progetto ambizioso di
interrompere il drammatico fenomeno dell'emigrazione giovanile e della fuga dei cervelli, assumendo misure e provvedimenti
capaci di incentivare e promuovere nuove
forme di lavoro e di occupazione nel Sud per
valorizzare lo straordinario capitale umano
del Sud.
Proponiamo di istituire borse di studio per gli
studenti che decidono di studiare lontano dal
luogo dove risiede la propria famiglia di provenienza e che garantiscono attraverso un
apposito piano programmatico di approfondire lo studio universitario su tematiche d'interesse legate allo sviluppo
del proprio luogo di origine e voucher d'inserimento nel mondo del
lavoro pubblico e privato se gli studenti
rientrano nella propria
Regione d'origine al termine degli studi.
Come è ovvio si tratterebbe di una
misura transitoria, l'obiettivo
finale, la grande speranza,
per la quale
intendiamo
spendere l'impegno e
la lotta del PdCI, è
quella che i giovani possano crescere, formarsi, studiare, nelle scuole e nelle università del
Sud e in seguito avere la possibilità concreta
di incontrarsi con una opportunità occupazionale, con un lavoro adatto alle loro possibilità, ai loro studi, alle loro capacità e competenze in questa terra. Questa è una grande
speranza che va alimentata con una lotta
politica coerente ed incessante. In questo
senso sembra maturo il tempo di una grande
battaglia generale per conquistare il diritto al
reddito di cittadinanza per i giovani del Sud.
Per questo diciamo questione meridionale
come ineludibile questione giovanile. Come
questione di difesa della nostra gioventù
dalle trame mafiose, che esercitano sempre
un'influenza negativa dove manca il lavoro,
dove manca il sapere, dove manca la speranza d'un tempo migliore.
Il futuro del Sud è legato ai suoi giovani: se
questi vanno via allora fra 20 anni avremo
un Sud invecchiato e degradato, a cui
è stata sottratta qualsiasi speranza di
futuro.
* Dall’ampio documento conclusivo, approvato all’unanimità dal
3° Congresso regionale , celebrato
a Vibo il 22 aprile, pubblichiamo la
parte, assai interessante, che punta a
definire la questione meridionale
come questione giovanile. Noi
intenderemmo aprire un
dibattito. E intanto ci fa piacere che i comunisti italiani
di Calabria non definiscano la questione
meridionale come
questione criminale.
Cerimonia degli addii
FRANCOFERRARA
Giornalista di polso, non ha fatto mai del suo
mestiere di scrivere una scala per salire.
Piuttosto, qualche volta s’è azzoppato, come nell’avventura del settimanale “Calabria sera”, che,
avendo odore di rosa, visse lo spazio - per dir
così- di un mattino.
Carlo Parisi ne ricorda lo spirito indomito al
“Giornale di Calabria”, una creatura voluta da
Giacomo Mancini, e combattuta prima e dopo
dai trasformisti che indendevano fare sfoggio su
altri quotidiani più assestati.
Non è vero che muore giovane chi è caro agli
dei, come sosteneva il greco poeta Menandro.
Franco Ferrara, infine piegato dal crudo morbo,
è trapassato all’età di 61 anni quando ancora
poteva dare, e molto, al giornalismo calabrese
che ha bisogno non solo di talenti, ma di spiriti
indipendenti. Come lo era Franco Ferrara, un
moschettiere.
Con l’elsa senza spada.
PINO SCORDO
La perdita subita è per noi motivo
di dolore e sincera commozione.
Cari Carmelo, Elisa, Carlo e
Andrea, Vi siamo sinceramente
vicini in questa dolorosa circostanza. Partecipiamo commossi alla tragica scomparsa di Pino.
VINCENZOCROCITTI
Non fu solo un dirgente scolastico, ma
uomo di cultura operativa, d’intensa passione, di vibrata energia, Vincenzo Crocitti,
venuto a morte quando nesuno se l’aspettava. Qui a Siderno spese il meglio di sé
stesso per fare risplendere ancora di più
l’antico Istituto tecnico.
Parlando
di...
Cultura e società
CIRCOLO DI RIUNIONE DI LOCRI
ITINERARI
MEDITERRANEI
V
enerdì 24 Febbraio 2012, alle
ore 18.00, presso il Circolo di
Riunione di Locri, in Piazza
Stazione, il Prof. Pasquino
CRUPI presenta il volume:
“ITINERARI
MEDITERRANEI.
Simboli e immaginario, fra mari, isole e
porti, città e paesaggi, ebrei cristiani e
musulmani nel Decameron di Giovanni
Boccaccio”, edito dalla Città del Sole
Edizioni di Reggio Calabria.
Coordina la discussione il Prof.
Francesco COMMISSO.
Saranno presenti il volume: l'Autore
Prof. Enrico COSTA e Franco
ARCIDIACO, Editore.
In questo suo mirabile lavoro, Costa
compie un itinerario tra i luoghi del
Decameron di Giovanni Boccaccio, un
viaggio nella società mercantile del
Trecento, paragonabile a una società multietnica e multiculturale fortemente integrata. E di essa, proprio nel momento in
cui il globo cominciava a superare i limiti
del mare Mediterraneo, Boccaccio, nel
Decamerone, fornisce la massima espressione letteraria, quasi a rappresentare il
momento di svolta, una cerniera, fra
Medio Evo, Umanesimo e Rinascimento.
A metà tra libro di viaggio, memorie, saggio geografico, il lavoro di Costa si nutre di
suggestioni letterarie, pittoriche, cinematografiche, sociologiche e antropologiche,
divenendo una vera e propria miniera di
saperi, sapientemente intrecciati in una
“contaminatio” scritta per il gusto della
scrittura, con la voglia di guardare il reale
con occhi partecipi, e di narrarlo con voce
inalterata dalla separatezza di saperi e culture.
Primo volume de I Quaderni di DeU, che
si affiancano, integrandola, alla collana
DeUrbanistica (DeU), i Quaderni vogliono essere strumenti di confine, basati sulle
contaminazioni culturali, che intendono
coprire spazi interstiziali fra discipline e
saperi diversi legati a città, ambiente, territorio e paesaggio, per meglio comprendere
la
dimensione
culturale
dell'Urbanistica.
Enrico Costa è Presidente del Corso di
Laurea in “Urbanistica” della Facoltà di
Architettura di Reggio Calabria.
L’AGOLO
DI PARRELLO
3^classe
Percorrevo in
macchina la tratta Gioiosa
JonicaMammola, quando il mio nipotino
mi dice: “ Nonno,
in quella casa, su
una porta, c'è scritto 3° classe. C'è
forse una scuola elementare?”.
“No, è una stazione abbandonata
delle Ferrovie Calabro-Lucane.
Sino a pochi decenni fa, in tutte le
stazioni delle Calabro-Lucane e
delle F.F .S.S. c'erano le sale
d'aspetto di 1° - 2° e 3° classe.
Nella prima classe sedevano i
nobili, nella seconda i professionisti, nella terza “la plebe”. Se un
viaggiatore di 1° classe chiamava
il ferroviere per un' informazione,
quello correva; se invece lo chiamava uno della 3° classe faceva
finta di non sentire.
Fortunatamente oggi tutto questo,
quasi in tutte le stazioni, non esiste
più”. “Ma nonno, se noi partiamo
col treno, in quale classe dobbiamo aspettare?”. “Vedi Francesco,
se noi conosciamo il CapoStazione ci sediamo in 1° classe,
se non conosciamo nessuno
aspettiamo il treno sotto la pensilina”.
PROGETTO ANTIGONE
PAROLE SASSI
Reggio Calabria il 7, 8 e 12 Maggio 2012Antigone raccontata ai bambini. Una storia
che sarà narrata ai bambini di ogni regione da
un'attrice diversa e che i bambini a loro volta
narreranno con le stesse modalità, contribuendo a salvarla trasmettendone la memoria: in
famiglia, agli amici,
a scuola. Nella produzione sono coinvolte diciotto giovani attrici professioniste, ciascuna residente in una diversa regione italiana e
in forte contatto
culturale col territorio d'origine.
Il progetto, «Parole
e Sassi - un racconto per le nuove
generazioni»,
è
dedicato
ad
Antigone, la figura
femminile creata
da Sofocle che da
più di duemila anni simboleggia il conflitto tra
donne e potere, tra sfera privata e sfera pubblica, tra famiglia e stato, tra obbedienza e disobbedienza. L'idea nasce dalla collaborazione di
Letizia Quintavalla con Renata Palminiello,
Patrizia Romeo, Agnese Scotti e Rosanna
Sfragara. Rivolto ai bambini tra gli otto e i
dieci anni, il racconto è fatto con parole e sassi.
“I Sassi - racconta Letizia Quintavalla - in
molte culture hanno un forte significato rituale, hanno a che fare col sacro in senso lato, e
nel nostro racconto, nella mescolanza con le
parole e i gesti della
Narratrice, i sassi, fissando simbolicamente le parole, diventano legame tra pensiero e azione”.
Al termine del racconto ogni attrice
lascia le parole (il
copione) e i sassi ai
bambini, perché raccolgano il testimone
della narrazione e
raccontino la tragedia
di Antigone ad altri.
L'obiettivo è che questa storia sia raccontata più volte possibile.
Il Progetto sarà presentato nella forma di uno spettacolo-laboratorio a Reggio Calabria il 7 maggio presso
l'Istituto Comprensivo Archi, l'8 Maggio presso l'Istituto Comprensivo Cardeto e il 12
Maggio presso il Circolo Didattico “P. di
Piemonte”.
ETNOSOUND
“Amuri
appena natu”
Si intitola “Amuri Appena Natu” il primo
lavoro discografico degli EtnoSound, band
etno-pop calabrese. Dodici tracce che
nascono dalla tradizione, con “incursioni”
nella canzone d'autore. Un lungo percorso
di ricerca dei suoni e dei testi ha preceduto
quest'uscita discografica, ed ecco, alla fine,
un album che è frutto di un lavoro corale
dell'intera band. Un lavoro durato circa sei
mesi, tra composizione dei brani e realizzazione del disco, e che finalmente è pronto
per essere ascoltato e ballato nelle piazze
calabresi. L'album è caratterizzato dalla
presenza degli strumenti “tipici” della tradizione locale, dalla lira alla zampogna “a
moderna”, dall'organetto alla zumbettara.
Strumenti “arcaici” che si fondono a mera-
viglia con il sax e la chitarra acustica.
Da “Vorria mu moru”, già proposto dal
vivo (e che si preannuncia come uno dei
tormentoni dell'estate) a “Tata meu”, un
classico della musica popolare calabrese,
già riproposto da numerosi gruppi, reinterpretato con uno stile del tutto personale, alla dolce “Mamma”, un testo della
poetessa Giusy Staropoli che ha trovato
giusta collocazione sulle note del gruppo,
solo per citare alcuni brani.
L'album è stato registrato e mixato presso
gli studi “La Calabresella” di Reggio
Calabria, e vanta la collaborazione di
Daniele Zerotti all'organetto e del mitico
Natino Rappocciolo ai cori.
Gli
EtnoSound sono: Valentina Tibullo Danze Leonardo Bonavita - Voce e
Chitarra Acustica Domenico Macrì Voce, Lira Calabrese, Zumbettara,
Zampogna, Pipita e Fischiotti di Canna
Andrea Carrano - Sax e organetto
Giovanni Iapichino - Percussioni e
Tamburi a Cornice Francesco Papasidero Basso Elettrico.
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
28
la Riviera
SIDERNO
SETTIMANA
DELLA
FAMIGLIA
Siamo prossimi alla Settimana della famiglia
che si svolgerà dal 3 al 5 maggio nella
Parrocchia di S. Maria dell’Arco a Siderno e
che vedrà protagoniste tutte le famiglie della
cittadina.
Un progetto, questo, che mira a riconsegnare
alla famiglia la sua dignità e la sua missionarietà in un momento storico in cui si è sempre
più attanagliati dalle crisi economiche, esistenziali e sociali. Ecco perché la nostra attenzione
è rivolta alla famiglia nella sua globalità, nelle
sue espressioni più totali, dai giovani, agli adulti, ai nonni e i ragazzi. Apriremo la Settimana
giorno 3 Maggio alle ore 20.30 con partenza
dalla nostra Chiesa, con una piccola Fiaccolata
rivolta ai giovani dal tema “Un ponte tra cielo e
terra” che si svolgerà lungo alcune vie del paese
e che richiamerà ai valori della vita, della fede,
della speranza, attraverso un pellegrinaggio
incentrato sull’incontro di Gesù con la samaritana, riportato nel Vangelo di Giovanni, per
rileggere l’esperienza del nostro incontro con il
Signore, il solo che sa guardare in profondità
LIONS CLUB LOCRI
LOQUI E SPROLOQUI
nel nostro cuore e sa darci risposte vere per la
nostra sete di felicità. Quali sono le vere attese
del cuore dei giovani, oggi? Le domande che
ciascuno di noi porta dentro di sé sono spesso
scomode, impossibili. Le domande impegnative della vita resteranno sepolte sotto la fatica
del lavoro di ogni giorno, sotto gli impegni, gli
incontri, le responsabilità, o potranno trovare
risposta? Chi potrà darci le risposte che cerchiamo? La testimonianza di Don Mimmo Battaglia,
Presidente F.I.C.T. (Federazione
Italiana Comunità Terapeutiche)
servirà ad impreziosire la serata e
a dare speranza a molti. La
nostra attenzione sarà poi rivolta
a tutti i “giovani angeli di Siderno”
che verranno nominati durante
la fiaccolata. Per loro eleveremo
a Dio la nostra preghiera affinché il loro ricordo e la loro esperienza possa diventare motivo di
riflessione per vivere pienamente
la nostra vita. Venerdì 4 Maggio
alle ore19.30, presso la Chiesa di
S. Maria dell’Arco, invece, presenteremo un
momento di riflessione sul tema “I volti del
lavoro nella mia città”, un’opportunità per tutti
i lavoratori di Siderno per confrontarsi, per
condividere problematiche comuni e per
cominciare a pensare il lavoro in termini positivi. Interverranno Pasquale Andidero e don
G. Dieni come espressione del Movimento
Lavoratori dell’Azione Cattolica Regionale
(MLAC). Chiuderemo la Settimana
Parrocchiale sabato 5 Maggio alle ore 16.00
con un programma di animazione pomeridiana presso il cortile della Canonica dal tema
“Un tuffo nel passato … I giochi di ieri”.
Protagonisti del pomeriggio, tutti i nonni e i
ragazzi per fare un salto nel passato e riscoprire la bellezza dei giochi di
una volta. Tutto questo si
concluderà con una “spaghettata” all’aperto per tutti.
La
Settimana
della
Parrocchia di S. Maria
dell’Arco finisce qua,ma
non dimentichiamoci che
domenica 6 Maggio, presso
lo stadio di Locri ci aspetta
un’altra importante giornata di festa, dedicata a tutte le
famiglie della Diocesi e
arricchita dalla presenza del
Cardinale
Angelo
Bagnasco, Presidente della
Conferenza
Episcopale
Italiana (CEI) e arcivescovo metropolita di
Genova, che presiederà la Celebrazione
Eucaristica delle ore 10.30 Naturalmente
siamo tutti invitati a partecipare e soprattutto
ad approfittare della preziosità di questi sani
momenti di vita insieme. Vi aspettiamo.
Monica Scimone
Gruppo Famiglia “La Cordata”
FOTO NOTIZIA
Gemellaggio con il club
“Colle Guasco” di Ancona
Il Lions Club di Locri, si gemellerà con il Lions
Club di Ancona “Colle Guasco”.
Il gemellaggio avrà come testimonial Gerado
Sacco, il noto orafo calabrese che, per l'occasione, preparerà una sua significativa opera
rappresentativa di alcuni elementi simbolo
delle due città. Il gemellaggio si concretizzerà
domenica 29 aprile alle ore 17, presso il
Palazzo della Cultura di Locri, con una variegata manifestazione alla presenza del Vescovo
di Locri e Gerace Mons. Giuseppe Fiorini
Morosini, unitamente a varie autorità politiche regionali provinciali e comunali, nonché
autorevoli rappresentanti del mondo Lions di
Calabria, Campania, Basilicata e delle
Marche. L'iniziativa, nata da un incontro tra i
presidenti dei due clubs Giuseppe Ventra e
Bruno Versace ( che ha origini calabresi essendo nato a Bovalino), è finalizzata a creare un
asse tra i soci dei due sodalizi dal punto di vista
socio culturale, ma anche per favorire una
maggiore conoscenza del territorio della
Locrid. A sancire il gemellaggio tra i due clubs
sarà una nutrita delegazione del Lions club di
Ancona, che guidata dallo stesso presidente
Bruno Versace, arriverà nella Locride per presenziare alla cerimonia ufficiale. La delegazione Lions guidata da Bruno Versace si tratterrà
per visite programmate nella locride e visiterà
anche Reggio Calabria e Scilla. La cerimonia
di gemellaggio sarà accompagnata dalla presenza del Governatore del distretto Lions,
Michele Roperto, presente con tutto il suo
staff e con il vicegovernatore Luigi Buffardi.
Lions Club di Locri
Poesia, Musica e Sapori
nella Tradizione.
Domenica 29 aprile a partire dalle ore 20.30,
l'Associazione Pro
Moschetta, parte attiva
nella salvaguardia storica e
culturale del territorio
organizzerà nella suggestiva Piazza Moschetta una
manifestazione culturale
denominata “Insieme a
Moschetta”.
La serata avrà come protagonisti poeti e musicisti del
luogo, piacevolmente allietati, dal gruppo folkloristico degli Argagnari.
Tutte le incazzature del caso
La suscettibilità è qualità italiana. Lo dicono gli Italiani,
dimostrandolo. La truffalderia
( perdonate la licenza) è
anche qualità italiana. Ma
questo lo dicono gli stranieri
mentre gli Italiani si difendono. Eppure Totò, il principe,
ne aveva fatto il suo cavallo di
battaglia, carpendo, ante litteram, il fascino del pacco. Per chi lo fa, il pacco, e per
chi lo riceve?ma questa è un'altra storia. Per raccontarla, dovrei parlarvi di noi, il popolo, e vi annoierei
troppo presto. Meglio disquisire di potenti (pacchi).
Dalle pagine di facebook, il triumviro Roberto Maroni
difende la Lega dalle accuse di tangenti in
Finmeccanica, << stronzate fangose>>, sottolinea iracondo, << cosa c’entriamo noi con Finmeccanica>>.
Appunto, toglietevi di mezzo!Maroni, tuttavia, non
ipotizza alcun complotto, cosa di cui, invece, parla il
leader del Carroccio (ex – forse). Da Cesare con il
senno di poi, ha sempre paura delle trame di palazzo,
il zelante sanatùr, e di Bruto ne vede ovunque. Noi,
ovunque, invece, ne vediamo di bruti. Comunque,
fatti due conti, sono solo canzonette. E Maroni e Bossi
s’incazzano. Rosi Mauro torna a Palazzo Madama,
d’altra parte lei lo è, una madama di scacchi. E come
più è congeniale ( alle madame), piange composta e
rimane al suo posto. Nel frattempo il fido Belsito, per il
quale non si ragiona più e solo di lingotti e diamanti,
ma anche di operazioni attraverso una società di servizi ambientali, attende di essere interrogato dalle procure di Reggio Calabria e di Napoli. Eppure,per dirla
(infelicemente) con un noto cantante,questa gente al
Sud veniva solo a cagare. Che dire, speriamo che il
cesso non si capovolga! Andiamo avanti e fatti altri
due conti, sono ancora canzonette. E Mauro e Belsito
s’incazzano. Così come accade a Roberto Formigoni,
accusato di aver fatto le vacanze con i soldi di.
Naturalmente trattasi anche qui di canzonette, dalle
Antille, ma pur sempre canzonette. E di complotti. << I
poteri>> inveisce Formigoni, << prima hanno fatto
fuori Berlusconi,ora vogliono far fuori me>>.
Formigoni si sente perseguitato dalle Erinni, sarebbe
interessante chiedergli se le misure son le stesse di quelle che inseguivano il Cavaliere. Trattasi ancora di
canzonette. Non lo sono invece quelle di Bersani che,
per Zeus, ha scoperto l’acqua calda e da Socrate sulle
nuvole invoca lo spirito di sacrificio da parte della
politica. Ma, diavolo, Bersani ci è o ci fa? I politici
fanno quotidianamente dei sacrifici, altrimenti perché
sarebbero così incazzati?Loro. E noi? No comment. Lo
sproloquio non racconta chi i pacchi li riceve.
Filomena Cataldo
CASA CIRCONDARIALE LOCRI
Concerto dell’Orchestra di Gerace
La casa circondariale di Locri ha aperto le porte alla musica
con un concerto eseguito dall'”Orchestra di Fiati Città di
Gerace” diretta dal maestro Saverio Varacalli. È la prima
volta che un'orchestra di fiati entra nelle mura del carcere e
come ha sottolineato anche Giuseppe Cusato -sostituto commissario della polizia penitenziaria in quiescenza- l'iniziativa è
stata intenzionalmente realizzata nel periodo più Sacro dell'anno: il Tempo Pasquale. Il tempo in cui il genere umano
viene risollevato dalla sua caduta e riacquista tutto ciò che
aveva perduto con il peccato. L'obiettivo -ha proseguito
Cusato- è stato quello di offrire a persone in una condizione
di privazione della libertà personale, una opportunità di solidarietà e di speranza per recuperare i legami di libertà, di giustizia e di pace con la comunità civile e poter rientrare a far
parte della vita della comunità stessa con altre basi ed altri
valori. Cusato -infine- ha evidenziato come gli operatori penitenziari della Casa Circondariale di Locri, a partire dagli
agenti di polizia penitenziaria, sono quotidianamente impegnati a garantire, ad ogni costo ed in nome della giustizia e
delle leggi dello Stato, la legalità, la sicurezza e porre al cen-
tro della loro azione il recupero dell'uomo.
Anche i componenti dell’Orchestra hanno espresso la loro
soddisfazione per aver portato nel carcere i segni di un linguaggio universale che accomuna tutti, anche perché in situazioni di disagio ambientale la musica svolge un'ottima azione
terapeutica. Soddisfatta anche la direttrice della Casa circondariale D.ssa Patrizia Delfino in quanto l'Orchestra «ha portato una ventata di cultura tra le mura del penitenziario concedendo alla persone detenute un momento di svago ma anche
spunti di riflessione».
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
29
CINEMA NUOVO
Siderno,info:0964/ 342776
Bel Ami - Storia di un seduttore /
18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA GOLDEN
Roccella J,info:333/ 7672151
nessun film in
programmazione questa
settimana
Parlando
di
CINEMA VITTORIA
Locri,info:339/7153696
The avengers in 3D/
17.00 - 19.30 - 22.00
CINEMA GARIBALDI
Polistena,info:0966/ 932622
Buona giornata/
16.30 - 19.30 - 22.00
CINEMA POLITEAMA
Gioia T.,info:0966/ 51498
Biancaneve/ 18.00 - 21.00
CINEMA ODEON
Reggio C.,info:0965/ 898168
To Rome with love/
18.00 - 20.00 - 22.00
CINEMA AURORA
Reggio C.,info:0965/ 45373
The rum diary /
18.10 - 20.20 - 22.30
NUOVA PERGOLA
Reggio C.,info:0965/ 21515
The avengers/
17.30 - 20.20 - 22.50
MULTISALA LUMIERE
Reggio C.,info:0965/ 51036
Sala De Curtis
The avengers in 3D/
17.00 - 19.40 - 22.15
Sala Sordi
Ho cercato il tuo nome/
18.30 - 20.30 - 22.30
Sala De Sica
Streep dance 2 /
18.40 - 20.40 - 22.40
Sala Mastroianni
Leasie,la storia di un
amore/ 17.00
Una spia non basta/
19.00 - 21.00 - 23.00
AL
CINEMA
Cinema
OROSCOPO
ILOSOFIA
REGGINA
ARIETE
dal 21 marzo
al 20 aprile
Dopo il passato periodo di
indecisione e domande interiori, potrete porvi il valore di
ciò che possedete, sia in senso
materiale che sentimentale.
Sfoderate le vostre qualità.
I primi jorna
ra’zzita...
L
TORO
a chiamai un giorno al cellulare e lei
rispose soavemente: “Ciao Rocco, come
stai!?”
Aveva il tipico accento strascinato e cantilenante di Reggio Calabria ma dietro c'era anche
qualcosa di più: una bella voce. Scoprii poi che
dietro c'era anche un bel viso, insomma una
bella ragazza. Un giorno andammo a Scilla a
cenare, una passeggiata in riva al mare e…niente! Dopo anni di celibato (ero scapolo convinto)
contento e felice “cedia e mi fici 'zzitu”.
Ora voi lo non sapete ma lei, me mugghieri,
all'inizio non era così. Lei, me mugghieri era
dolce, ti guardava con quegli occhi chi pariva nu
'gnedduzzu. Arrossiva se la guardavo, una parolaccia non la diceva neanche sotto tortura. I
primi tempi erano solo “Si amore mio”, “Come
dici tu amore mio”. Mi mandava gli sms la mattina, non andava a dormire se non prima rientravo dal lavoro, passeggiavamo mano nella
mano, occhi negli occhi.
Ed io pensavo “come sono fortunato” o, a
volta, “chi culu chi eppi mi mi 'mbatti sta figghiola”. Perché io, stupido, non è che mi chiedevo: “Ma com'è chi chista, tantu brava, tantu
duci, non esti zita?”. No, io pensavo di avre
fatto tredici e, invece, a fici a 'n tridici!!!
Si perché lei, me mugghieri, una volta messo l'anello al dito si è trasformata.
Già durante i preparativi del matrimonio avevo
notato qualcosa di strano, mi purtava i negoziu
in negoziu: “Guarda tesoro, non è deliziosa
questa alzatina? Guarda Micio, ma questa
Gateau mariage non è quella che hai sempre
desiderato?”
E ieu a vardava, già lì mi l'aviva a scaddari chi
non putiva essiri normali sta figghiola. Ma ero
'nnamuratu, a vuliva fari cuntenta. E così mi
maritai e finia mi fazzu cucchiari.
Si perché se i primi mesi di matrimonio la mattina Lei, me mugghieri, si alzava mezz'ora
prima di me, sottoveste di raso nera, vestaglia,
per prepararmi il caffè che mi portava a letto,
con vassoio e biscottini fatti in casa dalle sue
delicate manine.
Adesso ieu mi iasu sulu, vaiu in cucina, aspetto
che lei, me mugghieri, si iasa dopu menz'ura, e
poi preparo il caffè.
Lei, me mugghieri, la mattina non ama che le si
dal 21 aprile
al 20 maggio
Molti di voi hanno incontrato persone che non
vedevano da tempo, forti
gli incontri fra le anime
gemelle. Ciò che vi apparteneva...tornerà.
GEMELLI
dal 21 maggio
al 21 giugno
In amore son rose rosa. Se
non avete ancora incontrato
la persona dei sogni, occhio
che è dietro la porta! Se
invece l'avete incontrata
continuerà felicemente.
CANCRO
dal 22 giugno
al 22 luglio
Disquilibrio fra gli interessi
d’amore e quelli finanziari,
forse anche un disaccordo con
i patner, ma tutto sarà breve e
le cose si chiariranno.
LEONE
dal 23 luglio
al 23 agosto
La vostra energia tornerà viva
e nello stesso periodo si rafforzanno le amicizie. Novità
anche in amore e sul lavoro.
Insomma, tutto positivo.
VERGINE
dal 24 agosto
al 22 settembre
Sentirete il desiderio di curare
la vostra persona con più
dedizione ed i piccoli ritardi vi
daranno l'opportunità di revisionare gran parte delle cose.
parli per un quarto d'ora (idda u dici sempri! E
ieu ovviamente chi fazzu? 'nci parru! e così mi
prendo la mia personale vendetta: mentre è voltata di spalle per prendere il tazzone io le
nascondo il caffè. Appena si gira e non lo vede
inizia a guardarsi intorno per cercare la tazzina.
La trova ma, nel frattempo, 'nci 'mmucciai u
tazzoni ru latti.
Perché Lei, me mugghieri, la mattina è un diesel, per carburare ce ne vuole.
Ma poi la guardo, ha i capelli arruffati e la faccia assonnata, e capisco solo una cosa: lei me
mugghieri, esti na rumpipalli ma ieu, so maritu… 'nci vogghiu beni assai assai…
Sicilia e Calabria rischiano un
terremoto di 7,5 della scala Richter
DAL SITO BRIGANTI
E ci vengono ancora a parlare del ponte sullo
stretto, continuano a prenderci per i fondelli: a
Reggio e a Messina il 70% delle abitazioni non
sono state costruite secondo criteri antisismici.
Invece d'investire in "sicurezza", invece d'invitare
la popolazione a risanare la propria abitazione,
questi colonizzatori tosco-padani continuano ad
ingannarci. Sapete perché? Perché il ponte
dovrà costruirlo l'Impregilo spa, perché ovviamente i nostri ascari (politici e criminali) hanno
qualcosa da guadagnare, briciole naturalmente
rispetto ai soldoni che si intascheranno i nostri
"fratelli" paTani. Sveglia duo siciliani, basta credere alle sciocchezze che vi raccontano politicanti di destra e di sinistra, 151 anni di schiavitù
dovrebbero bastarci.
È ora di alzare la testa, di difendere il nostro
futuro e quello dei nostri figli. Dal sito www.notizie.it leggiamo:
«Secondo l'inchiesta giornalistica realizzata da
Mario Sanna e Maurizio Torrealta di
Rainews24, in Sicilia e in Calabria potrebbero
verificarsi dei tremendi terremoti di magnitudo
7.5 della scala Richter, fenomeni molto più
potenti rispetto a quello che ha distrutto l'Aquila
nel 2009. […] La Commissione Ambiente della
Camera ha presentato, a questo proposito, un interrogazione parlamentare che si occupa di trovare una risoluzione, cercando di prevenire, per
quanto è possibile, ogni rischio.
Alessandro Martelli spiega che, al
momento, le nostre strumentazioni
non ci permettono di prevedere dove
e quando un terremoto si verificherà
con precisione, ma è possibile capire
quando una zona, abbastanza estesa
come dimensioni, rischia di tremare
in un certo periodo di tempo (mesi o
anni). Ovviamente queste previsioni
potrebbero anche non verificarsi. In
ogni caso il problema resta, infatti, gli
stabilimenti citati, oltre ad aver deturpato il territorio e le coste siciliane,
amplificherebbero notevolmente la
devastazione in caso di tsunami».
BILANCIA
SCORPIONE
SAGITTARIO
CAPRICORNO
ACQUARIO
PESCI
dal 23 settembre
al 22 ottobre
dal 23 ottobre
al 22 novembre
dal 23 novembre
al 21 dicembre
dal 22 dicmbre
al 20 gennaio
dal 21 gennaio
al 19 febbraio
dal 20 febbraio
al 20 marzo
Mercurio è ancora positivo e
vi vedrà protagonista in tutte
le riunioni, la vostra speciale
simpatia vi attirerà nuove
amicizie e gradimenti. Novità
nel lavoro e avanzamenti.
L'influenza positiva del pianeta Giove nel vostro segno vi
aiuterà ad ottenere guadagni
in società commerciali e in
situazioni pendenti che si protraevano nel tempo.
Il lavoro sarà molto importante questo mese, ma
soprattutto dovrete avere
fede in voi stessi e nelle
vostre capacità. Cercate di
essere felici ed allegri.
E’ il momento giusto per
concretizzare i vostri piani
e, guardando in faccia la
realtà, ambire a qualcosa
di più di quanto vi siete
adattati fino ad adesso.
Dovrete servirvi delle
vostre capacità comunicative e guadare bene dentro di voi. Non lasciatevi
distrarre da altri interessi
poco produttivi.
DOMENICA
Potrete influire con la vostra
eloquenza sul parere di persone importanti e raggiungere
così i vostri obiettivi. Non
dimenticate però di restare
con i piedi per terra.
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
30
la Riviera
Blob of the week
LO STUDIO DEI NIPOTI a Casignana
Tantissimi auguri ai novelli sposi
Erika e Carmelo che questa nuova
vita insieme sia piena di amore e
gioia. Vi vogliamo bene i genitori
Cosimo e Maria Piterna.
A Caulonia,
destra e sinistra
insieme
Ciao amici della Riviera, vorremmo
condividere con tutto il mondo la
nostra immensa gioia per la nascita
di nostra figlia Nailah. Papà
Antonio e mamma Teresa...
Ps. sarà una attenta lettrice del
vostro giornale...
Pezzi grossi a Monasterace
Ciao sorellina, inizio prima di tutto ad
augurarti un buon compleanno in questo giorno in cui compi gli anni, ma
approfitto sopratutto di questo momento per esprimere tutta la mia gratitudine nei tuoi confronti.. eh si.. ti dico solo
grazie. Grazie per tutto quello che hai
fatto per me, per essermi stata a fianco
nei momenti più bui della mia vita, per
avermi restituito il sorriso che avevo
perso...ti voglio bene. Massimo
Due grandi amici de “La Riviera”
POLAROID
Momenti
di gloria e
qualche
chilo in meno
La cuoca e la fotografa
L a Locride incontra L’India
La verità dell’Iride
Ah quanta soddisfazione da la vendetta, soprattutto quando non si paga lo scotto di
averla conseguita perché ci ha pensato qualcun altro a farlo al posto tuo. Ve la godedi Benjamin Bowson
te eh, terroni calabresi? Per più di
vent'anni vi siete sciroppati ogni
tipo di improperi dai figli del Po.
Ladri, scansafatiche, mafiosi,
parassiti. E i padani a dire il vero
se la sono goduta parecchio e un
po' hanno esagerato, credendosi geneticamente al riparo da certi vizi. Ed eccola la nemesi, arrivata senza spargimento di sangue con
la faccia bonaria e paciarotta di Francesco Belsito che sui documenti aveva scritto Liguria ma nel petto conteneva un cuore autenticamente calabrese e nelle vene geni terroni. I maranza leghisti ci sono cascati con tutte le scarpe, hanno fatto tesoriere un terrone e
l'hanno infilato nei consigli di amministrazione di parecchie holding dello Stato. Come si suol dire hanno affidato la pecora al lupo,
e più che un lupo Belsito era una vecchia volpe e le camice verdi le ha insozzate a dovere. Macchine, case, dentisti, per ogni esigenza un obolo di Stato. Il trota, la Mauro, il Bossi. Quando tutto sarà finito probabilmente resteranno poche camice immacolate e dell'esercito del nord spariranno anche i trecentomila kalashnicov che erano pronti a sparare su Roma ma probabilmente erano già stati
svenduti a qualche tribù facinorosa della Tanzania. E voi terroni finalmente siete a posto con la coscienza avendola messa in quel
posto anche a quel fesso del Lombroso che a quest'ora starà bruciando all'inferno le sue stupide e insulse scartoffie. Però cari terroni fra una risata e l'altra riflettete un attimo. Pensateci bene, siete sicuri che il vostro eroe Belsito abbia agito motu proprio, o non è
che forse dietro a lui non ci sia stata la celebre tradizione reggina della tragedia portata a Reggio, oltre che dalla storia, da quella formidabile scuola della mistificazione giunta in città nel settanta insieme ai boia chi molla di Ordine Nuovo?
I maranza fatti fuori dai terroni
DOMENICA
29 APRILE 2012
LA RIVIERA
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