AUSL RAVENNA Rassegna stampa del 19/10/2011 La proprietà intellettuale degli articoli è delle fonti (quotidiani o altro) specificate all'inizio degli stessi; ogni riproduzione totale o parziale del loro contenuto per fini che esulano da un utilizzo di Rassegna Stampa è compiuta sotto la responsabilità di chi la esegue; MIMESI s.r.l. declina ogni responsabilità derivante da un uso improprio dello strumento o comunque non conforme a quanto specificato nei contratti di adesione al servizio. INDICE AUSL RAVENNA 19/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna RAVENNA Sono 328 i progetti per... 6 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Come ridurre infortuni, malattie e incidenti sul lavoro 7 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Aiutare i bambini disabili in riabilitazione, ecco il progetto per il servizio civile 8 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Bollani suonerà per beneficenza 9 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna ALVARO Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna , contesta l'enfasi «con cui sono stati cele... 10 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Giunta Casadio, cinque mesi ai raggi x «Poche mosse. E tutte sbagliate» 11 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Cesena Nozze d'argento per due coppie di amici 12 19/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Promozione tra i bambini delle letture e della musica 13 19/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Lavoro a 88 disabili grazie al Siil 14 19/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna «Senza delibere i primi 150 giorni, dovremmo restituire i gettoni» 15 19/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna SE' dura ma si può battere. Penso ad aziende come la Riba. Oppure a un'agenzia comunale per gli a"tti. O anche al rifacimento del Pronto Soccorso dell' ospedale civile di Faenza 16 19/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna La Voce Artistica Un convegno di arte e scienza 18 19/10/2011 La Voce di Romagna - Forli Commissione Sanità del PDCI Federazioni di... 19 19/10/2011 La Voce di Romagna - Forli Area Vasta Romagnola, specchietto per le... 20 AREA VASTA E REGIONE 19/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Che l'esercizio fisico faccia bene alla... 22 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Cesena «Buoni rapporti con il Comune Stiamo lavorando con gli Scout» 23 19/10/2011 Corriere di Romagna Teatro civile per parlare di morte 24 19/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini VALMARECCHIA 25 19/10/2011 La Nuova Ferrara - Nazionale Tanta solidarietà grazie alla sagra del pesce azzurro 26 SANITÀ NAZIONALE 19/10/2011 La Repubblica - Genova Arriva l'influenza pronte 400mila dosi per la vaccinazione 28 19/10/2011 La Repubblica - Genova Esenti ticket, 70mila tessere non recapitate 29 19/10/2011 La Repubblica - Genova Sanità, tutti contro Montaldo anche il centrosinistra boccia i tagli 31 19/10/2011 La Repubblica - Torino "Sanità, Monferino taglia personale e Zanon assume 40 amministrativi" 32 19/10/2011 La Stampa - NAZIONALE "Vi dicono matti e non lo siete" 33 19/10/2011 Il Messaggero - ROMA Maxitruffa con false visite a disabili 35 19/10/2011 Il Messaggero - ROMA Mamma salva la figlia di 15 mesi donandole un pezzo di fegato 36 19/10/2011 Il Messaggero - ROMA Fazio: tbc al Gemelli un caso di buona sanità e di ottima gestione 37 19/10/2011 Il Giornale - Milano Una «casa» dentro la Mangiagalli per i genitori dei bimbi prematuri 38 19/10/2011 Il Giornale - Genova L'assessore certifica la crisi della Sanità: «Può cadere Burlando» 39 19/10/2011 Avvenire - Nazionale Fazio: «Dal 2014 ticket con quoziente familiare» 41 19/10/2011 Il Sole 24 Ore - Sud Sanità vicina al giro di boa nel risanamento dei conti 42 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Fatture Ssn, crescono i ritardi 43 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Gli igienisti sulle barricate: Piano vaccini sotto tiro 45 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Il web informerà sui farmaci 46 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Regioni, prime prove di Patto 48 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Corsie più «umane» per i piccoli ma libri e musica ancora latitano 49 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Aborto, il dottore che obietta fa carriera 51 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Riordino territorio, palla alle Regioni 53 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Fare il medico allunga la vita: quasi 1,5 anni di più in camice 55 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Enpam: età della pensione a 68 anni, aumento di contributi e minori rendite 56 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' «Addio alla coesione sociale» 58 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' Generalisti e pediatri in fuga dal lavoro 60 AUSL RAVENNA 14 articoli 19/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 13 (diffusione:30000) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato RAVENNA Sono 328 i progetti per... RAVENNA Sono 328 i progetti per l'inserimento lavorativo di persone con disabilità e 23 quelli di persone in situazione di svantaggio o difficoltà realizzati nel 2010 dal Siil (Sostegno integrato per l'inserimento lavorativo). "Solo nel 2010 abbiamo avuto un incremento delle prese in carico del 37,8% per un totale di 129 persone - spiega Emiliano Galanti, presidente di Fare Comunità, consorzio che gestisce il servizio - Tra queste ben 88 hanno trovato il lavoro". Il Siil è un servizio gratuito della Provincia di Ravenna che, dal 1998, sostiene e accompagna le imprese e le persone disabili nell'inserimento lavorativo. "Fanno riferimento al Siil gli iscritti alla lista di collocamento provinciale in base alla Legge 68/1999 - evidenzia Galanti - Un'apposita commissione stabilisce, per ogni singola persona, quando vi sono le condizioni per realizzare un percorso di inserimento lavorativo ed è appunto il Siil a realizzare la mediazione tra la persona e l'azienda attraverso l'apporto di tutor individuali". "L'integrazione tra soggetti pubblici e privati nei servizi di sostegno all'inserimento lavorativo dei disabili ha radici storiche spiega Francesco Rivola, assessore provinciale alla formazione professionale - Nel momento in cui le funzioni del collocamento - anche dei disabili- sono state trasferite dal Ministero del Lavoro alle Province è stato normale per la Provincia di Ravenna valorizzare le esperienze positive". Dati alla mano nel 2010 sono state 235 le aziende che hanno instaurato relazioni con il Siil e 218 quelle che hanno realizzato progetti con il servizio. In molti casi il rapporto con il Siil ha portato alla stipula di contratti a tempo determinato (64,4%) e nel 17,8% dei casi anche a rapporti a tempo indeterminato. L'attività del Siil è per la Provincia un investimento, infatti annualmente la Provincia impegna nel progetto tra 700 e 800mila euro. AUSL RAVENNA 6 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 14 (diffusione:165207, tiratura:206221) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato L'EVENTO LA SICUREZZA COMPORTAMENTALE: COSÌ SI MOTIVA L'ATTEGGIAMENTO SICURO NELLE ORGANIZZAZIONI Come ridurre infortuni, malattie e incidenti sul lavoro MISSION Steve Elettro System è una azienda fondata nel gennaio 1995 a Molinella e poi, nel gennaio 1996, trasferitasi a Conselice. Mission Steve Elettro System nasce da un'idea, ovvero da un progetto, come tanti, nato parlando tra due cugini, uno dei quali è l'attuale titolare, con l'obiettivo di soddisfare tutte le esigenze in materia di sicurezza ed automazione in ambito civile ed industriale, proponendosi come 'specialist' del settore. Con un obiettivo ben specifico però: differenziarsi per qualità di servizio, competenza e serietà professionale. Ovvero diventare una azienda top level. Entrambi provenienti da una formazione teorica e pratica pluriennale nel settore dell'automazione industriale presso importanti aziende dell'indotto bolognese, il passo dei fondatori è stato quasi naturale. Purtroppo, la nascita di questa azienda è stata posticipata a causa di un incidente stradale che ha visto la scomparsa di uno dei potenziali fondatori. Superato lo sconforto, a distanza di circa tre anni, Roberto Carlini, ha deciso così di realizzare il progetto in solitario, per poi trovarsi di fronte alla necessità di una espansione in tempi brevi. «Ci siamo trasferiti da Molinella a Conselice - ha spiegato Roberto Carlini - ove abbiamo trovato le migliori condizioni di crescita che ci eravamo prefissati. Il nostro obiettivo è stato raggiunto grazie alla costante formazione tecnica del personale selezionato, nel frattempo assunto, nonché al passaparola dei nostri clienti. In tempi brevi, abbiamo raggiunto notorietà nel settore, grazie alle caratteristiche professionali e a quelle dei prodotti che noi proponiamo e forniamo». Le conoscenze professionali? «Sì sono importantissime; nel corso del tempo, ci vengono richieste pure nel settore del conto lavorazione industriale elettromeccanica, con risultati di eccellenza nella qualità e nel servizio. I nostri clienti appartengono al mondo dell'automazione industriale, del packaging, della lavorazione del tabacco, della trasformazione del terreno, delle attrezzature per centri Spa. Tra questi, nel nostro portafoglio, in conto lavorazione e in conto pieno, ci sono, fra le altre, TetraPak, Dale, Curti, Meccanica Imolese, Marposs». MISSION Steve Elettro System si sviluppa su una struttura di 500 metri quadrati, in un'area di circa duemila metri quadrati, completamente autonoma, che consente di modificare la logistica interna ed esterna adeguandola alle esigenze del cliente. E la crisi? «Nel corso degli anni - ha concluso Carlini - abbiamo incontrato molti momenti di difficoltà dovuti alle crisi cicliche del settore che si sono succedute, ma siamo sempre riusciti ad affrontarle, differenziando le offerte di lavoro, riducendo i costi di gestione e le spese superflue». AUSL RAVENNA 7 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 15 (diffusione:165207, tiratura:206221) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato AUSL DUE LE PROPOSTE DELL'AZIENDA Aiutare i bambini disabili in riabilitazione, ecco il progetto per il servizio civile L'AUSL anche quest'anno si rivolge ai ragazzi tra i 18 e i 28 anni con due progetti per il servizio civile. Sono disponibili due posti per l'iniziativa 'Supercalifragilistichespiralidoso' che ha l'obiettivo di migliorare l'accoglienza e la permanenza dei bambini disabili durante la riabilitazione, e tre posti per 'Ospedale fonte di vita', che promuove il patrimonio artistico di proprietà dell'Ausl e vuole organizzare eventi pubblici culturali. Il termine per le domande è il 21 ottobre (vanno inviate a: AuslRavenna, via De Gasperi 8, 48121). AUSL RAVENNA 8 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 21 (diffusione:165207, tiratura:206221) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato AL 'MASINI' Bollani suonerà per beneficenza LA GRANDE musica italiana con l'Istituto oncologico romagnolo contro il cancro. Uno dei massimi esponenti italiani del jazz, il pianista Stefano Bollani sarà ospite del teatro Masini, il 9 dicembre, per un concerto organizzato per raccogliere fondi da destinare allo Ior, l'Istituto oncologico romagnolo. L'evento è organizzato in collaborazione tra Casa della Musica e Supersound. AUSL RAVENNA 9 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 9 (diffusione:165207, tiratura:206221) ALVARO Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, contesta l'enfasi «con cui sono stati celebrati i pretesi successi delle politiche ambientali del Comune di Ravenna certificati dalle graduatorie sull'Ecosistema urbano 2010». Scrive: «La registrazione Emas ottenuta dal Comune nel 1999, non certifica la qualità delle politiche ambientali dell'amministrazione, ma più modestamente le pratiche ecologiche introdotte a Palazzo Merlato. Siccome lo frequento spesso, avrei molto da dire al riguardo. Per esempio, il Comune non ricorre alla rigenerazione dei consumabili per le stampanti dei propri computer, che l'Ausl invece realizza in tutti i suoi uffici. Che la registrazione Emas sia entusiasmante è contraddetto dal fatto che sulle 1036 attribuite in Italia a tutto il 2009, oltre il 20% riguarda enti pubblici. Nella graduatoria dell'Ecosistema urbano, Ravenna non è nella top ten di tutte le città capoluogo di provincia, bensì al 16°. A settembre dell'anno scorso, Ravenna era al 5° posto. L'attuale posizione solo relativamente alta è merito soprattutto dei primi posti assoluti ottenuti: quello per numero di aziende in possesso della certificazione ambientale Iso 14001, non certo merito del Comune e quello per la certificazione ambientale interna agli uffici comunali, della cui irrilevanza ho già detto. Le graduatorie stroncano i successi nella dotazione di verde pubblico. Siamo al 65° posto per il verde fruibile, ora distinto dall'insieme del verde, per il quale siamo al 12° (2.991 ettari, in massima parte pinete, che il Comune ha solo devastato). Grottesco il 32° posto per le Ztl, nelle quali a Ravenna circolano liberamente migliaia di autoveicoli autorizzati e centinaia di maxiautobus di Atm». AUSL RAVENNA 10 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato ALVARO Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna , contesta l'enfasi «con cui sono stati cele... 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Ravenna Pag. 9 (diffusione:165207, tiratura:206221) Pdl, Lega e Udc attaccano i vertici della Provincia: «Il primo bilancio? Deludente» LE TRE FORZE di opposizione in consiglio provinciale (Pdl, Lega e Udc) parlano a una sola voce per denunciare «l'immobilismo che ha caratterizzato i primi 150 giorni della giunta Casadio». Quello delle minoranze - che ieri hanno voluto convocare una conferenza stampa unitaria - è un attacco a tutto campo contro l'amministrazione di centrosinistra: dalla questione delle autorizzazioni a impianti ritenuti impattanti sul territorio (come la centrale a biomasse di Russi o il gassificatore di Roncalceci) all'aumento delle aliquote Rc auto. «LA PRIMA novità è la sintonia fra i tre gruppi di opposizione», ci tiene a sottolineare il capogruppo del Pdl Massimo Mazzolani. Che infatti tira subito fuori dal mazzo un tema caro innanzitutto al Carroccio: «La Regione Romagna è un nostro obiettivo comune - assicura. - Già oggi alcuni servizi funzionano in un ambito di area vasta, ma questo principio va esteso a molti altri settori». Altro punto di contatto, l'ordine del giorno sull'agricoltura, votato all'unanimità dal consiglio comunale, su iniziativa dell'opposizione. Anche se dall'odg è stata stralciata la parte sulle responsabilità del mondo cooperativo e della grande distribuzione organizzata. «È uno dei pochi provvedimenti di qualche rilievo adottati in questi mesi di immobilismo», polemizza il leghista Rudi Capucci. Rincara Gianfranco Spadoni dell'Udc: «Nell'ultima riunione di giunta c'erano solo due punti all'ordine del giorno: purtroppo questa è la dimostrazione che la Provincia, così com'è, non sa svolgere le sue funzioni. Anche perché questa maggioranza è divisa». LA CONTESTATISSIMA centrale di Russi è un altro bersaglio degli strali del centrodestra. «La Provincia - dice il capogruppo della Lega Gianluigi Forte - ha incaricato i suoi legali di sostenere il ricorso di Power Crop al Consiglio di Stato, dopo la sospensiva del Tar. Che l'azienda ricorra è del tutto normale, ma per quale motivo l'amministrazione provinciale spende soldi pubblici per tutelare gli interessi di una società privata?». «Anche per quanto riguarda il rigassificatore di Roncalceci, che deve essere ancora autorizzato, ci sarebbe molto da dire - aggiunge Mazzolani. - Vogliono farlo passare per un progetto di scarsa entità, ma non lo è. Inoltre non ci sono ancora i contratti con gli agricoltori che dovrebbero produrre le biomasse». FORTI critiche dall'opposizione anche alla decisione di aumentare le aliquote Rc auto. Forte sottolinea che «il governo ha modificato i criteri di applicazione delle tariffe Ipt, in senso vantaggioso per le Province: a Ravenna, ad esempio, il gettito sarà di 7,5 milioni in più all'anno. Eppure l'amministrazione ha ritenuto necessario aumentare anche l'aliquota Rc auto». Francesco Monti AUSL RAVENNA 11 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Giunta Casadio, cinque mesi ai raggi x «Poche mosse. E tutte sbagliate» 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Cesena Pag. 8 (diffusione:165207, tiratura:206221) Nozze d'argento per due coppie di amici IN QUESTI giorni si torna a parlare di Area Vasta Romagnola come la panacea di tutti i mali della nostra sanità mentre si aggrava il degrado delle strutture sanitarie operanti nel nostro territorio e continua la fuga di valenti medici dal nostro nosocomio. Non a caso si allarga la forbice fra il dare e l'avere a tutto sfavore del Bufalini. Per questo, a nostro avviso, è prioritario portare il discorso e l'analisi sullo stato del nostro ospedale e della nostra sanità. Alcuni esempi: Pronto Soccorso: gli spazi angusti a ridosso uno dell'altro con personale ed attrezzature inadeguate addirittura senza un locale per ospitare i famigliari dei pazienti. Eppure è sufficiente andare a Rimini, Ravenna, Forlì per capire il ruolo di questa struttura in un ospedale moderno. Laboratorio unico di Pievesistina: quando finirà lo spreco del canone d'affitto ad un privato per il 'palazzone' denunciato anche da sindacati e giornali locali dove vi è ancora una parte vuota che doveva ospitare l'anatomia patologica dei quattro ospedali? Ma il laboratorio unico, fra l'altro, con le nuove potenzialità delle sue moderne attrezzature non doveva avviare ricerche ed analisi complesse e specialistiche oltre a svolgere milioni di analisi di routine? Dissesto finanziario: quali le cause del pesante passivo accumulato dalla nostra Usl il cui bilancio 2010 al capitolo passività registra una perdita di esercizio degli ultimi anni di oltre 69 milioni di euro? I tagli del governo non giustificano questo dissesto che sa anche di sprechi, incapacità di amministrare, di burocrazia e di autoritarismo. Per noi ci sono responsabilità gravi della direzione generale, del sindaco che ha sempre approvato e giustificato senza alcuna conoscenza, tutte le scelte della dirigenza della Usl. Che succede al Bufalini? Che succede alla nostra Usl? Di questo occorre, dunque, oggi discutere con la massima urgenza nelle istituzioni e nella città fra le forze politiche e sociali. Non vorremmo che altrimenti l'Area Vasta da molti strombazzata fosse intesa come fuga in avanti o specchietto per le allodole. Commissione Sanità del Pdci Federazioni di Cesena e Ravenna AUSL RAVENNA 12 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato LA STORIA DA 25 ANNI FESTEGGIANO INSIEME LA RICORRENZA 19/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 12 LUGO. L'assessore Marco Scardovi e le responsabili del servizio Nives Benati e Lisa Nani ricordano l'importanza formativa della musica fin dai primi mesi di vita (0-6 anni). Sulla scia del progetto "Nati per leggere", con il quale si vuole rimarcare come l'alfabetizzazione precoce sia determinante nello sviluppo del bambino, prende il via anche "Nati per la musica". «L'obiettivo è di promuovere la musica in maniera non occasionale fin dai primi mesi di vita e far vivere il bambino in una comunità e in un ambiente familiare musicalmente ricco e stimolante - sottolinea Scardovi -, coinvolgendo tutte le risorse disponibili sul territorio a livello istituzionale (biblioteche, scuole di musica, asili nido, scuole dell'infanzia), a livello professionale (musicisti, musico terapeuti, insegnanti di musica, pediatri, operatori sociosanitari) e associativo, operativi nella nostra comunità». Il progetto è nato anche nella consapevolezza del forte incremento, in costante aumento, nella "F. Tris i" dei prestiti, che hanno raggiunto quota 52.000 (1.6 pro capite ) dei quali 20.000 per la sola sezione Ragazzi. «Un risultato - aggiunge Scardovi - ottenuto anche grazie alla disponibilità delle operatrici, in un ambiente completamente rinnovato con arredamento in legno, di aspetto gradevole e soprattutto atossico». "Nati per la musica" si basa sul coordinato impegno di musicisti, insegnanti di musica della "Malerbi" (già protagonisti del progetto "Ospedale fonte di vita"), pediatri, bibliotecari, tutti insieme per un progetto comune di alfabetizzazione musicale per la città. «Interessare i bambini fin dalla tenera età alla musica significa investire per un loro futuro migliore - spiega la Benati -, soffermandosi sul calendario del progetto, curato da un comitato scientifico rappresentativo di autorevoli esperti della materia». Dopo i laboratori interattivi (centinaia le prenotazioni), sabato si tiene una giornata di studio ospitata dalle ore 9 al Salone estense (relatori il pediatra Stefano Gorini, la terapista della riabilitazione Laura Rossi, docenti di musica ed operatori del settore). Sono già oltre la capienza (105) della sala le adesioni di genitori. I laboratori riprenderanno in novembre (19, 26 e 3 dicembre) tutti alle 10,30 con "Concerto per piccole orecchi e", "Coccole e filastrocche sonore", "Pezzettino di musica". Amalio Ricci Garotti AUSL RAVENNA 13 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Promozione tra i bambini delle letture e della musica 19/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 6 Lavoro a 88 disabili grazie al Siil Funziona il sostegno integrato nella provincia di Ravenna RAVENNA. Sono 328 i progetti per l'inserime nto lavorativo di persone con disabilità e 23 quelli di persone in situazione di svantaggio o difficoltà realizzati nel 2010 dal Siil (Sostegno integrato per l'inserimento lavorativo). «Solo nel 2010 - spiega Emiliano Galanti, presidente di Fare Comunità, consorzio che gestisce il servizio - abbiamo avuto un incremento delle prese in carico del 37,8% per un totale di 129 persone. Tra queste ben 88 hanno trovato il lavoro più adatto a loro». Il Siil è un servizio gratuito della Provincia di Ravenna che, dal 1998, sostiene e accompagna le imprese e le persone disabili nell'i nse ri me nto lavorativo. «Fanno riferimento al Siil gli iscritti alla lista di collocamento provinciale in base alla Legge 68/1999 evidenzia Galanti -. Un'apposita commissione (composta da tecnici della provincia e dei servizi sociali e sanitari) stabilisce, per ogni singola persona, quando vi sono le condizioni per realizzare un percorso di inserimento lavorativo ed è appunto il Siil a realizzare la mediazione tra la persona e l'azienda attraverso l'apporto di tutor individuali che seguono l'intero percorso del disabile o dell'utente svantaggiato. Il tutto, ovviamente, in rete con servizi territoriali, Asp di Ravenna-Cervia e Russi, Unione dei Comuni Bassa Romagna, Servizi sociali associati del Faentino, Ausl-Dsm e Inail». «L'i ntegraz ione tra soggetti pubblici e privati nei servizi di sostegno all'inser imento lavorativo dei disabili non ha tanto radici 'ide olo gich e' quanto 'sto riche' - evidenzia Francesco Rivola, assessore provinciale alla Formazione professionale, mercato del lavoro e servizi per l'impiego -. Nel momento in cui le funzioni del collocamento anche dei disabili - sono state trasferite dal ministero del Lavoro alle province, alla fine degli anni '90, è stato normale per la Provincia di Ravenna valorizzare le esperienze positive che si erano sviluppate sul territorio». Dati alla mano, nel 2010 sono state 235 le aziende che hanno instaurato relazioni con il Siil e 218 quelle che, effettivamente, hanno realizzato progetti veri e propri con il Servizio. In molti casi il rapporto ha portato alla stipula di contratti a tempo determinato (64,4%) e nel 17,8% dei casi anche a rapporti a tempo indeterminato. «Un grande successo prosegue il presidente di Fare Comunità - che conforta le scelte fatte che si basano sull'analisi delle singole situazioni per l'elaborazione di progetti personalizzati». Il lavoro del Siil però non si f e r m a a l m o m e n t o dell 'assunzione: «Sviluppiamo con continuità tirocini formativi e di orientamento - conclude il presidente di Fare Comunità - e offriamo il supporto dei tutor e di operatori specializzati anche nella fase successiva all'inserimento». AUSL RAVENNA 14 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Bilancio soddisfacente per il servizio gestito dal consorzio Fare Comunità 19/10/2011 Corriere di Romagna - Ravenna Pag. 5 Provincia, opposizione compatta all'attacco: «Energia, manca una visione generale per gli impianti» RAVENNA. A 150 giorni dalla nascita della giunta del presidente Claudio Casadio, i partiti d'opposizione seduti in consiglio provinciale, coesi e in piena sintonia, si dicono pronti a proseguire uniti sui contenuti, lontani da strumentalizzazioni, per il bene del territorio. Dalla Lega Nord, assente da piazza Caduti dagli anni Novanta, arriva un ordine del giorno condiviso prima con Pdl e Udc poi con tutti i gruppi sullo sviluppo delle attività produttive relative ai prodotti agroalimentari tipici dei comuni della provincia. L'agricoltura appare come uno dei terreni sui quali l'oppos izione vuole muoversi per arrivare all'istituzione della Regione Romagna bocciando sonoramente l'idea della Provincia unica, definita «ipotesi balorda» da Gianluigi Forte, capogruppo della Lega Nord. Una Regione di fatto già delineata dalle politiche di area vasta, dal servizio di trasporto pubblico, un soggetto amministrativo che non avrebbe più bisogno di Province, enti per la Lega da rendere più efficienti, per Mazzolani (Pdl) e Spadoni (Udc) da eliminare perché pachidermi ci. Una Provincia che va rimodellata, vicina alle imprese, e non un ente "passacarte". Il coro delle critiche si sposta poi sul presidente Casadio, che «è un accentratore o non si fida della propria giunta». «C'è difficoltà a convocare i consigli provinciali - ricorda Spadoni - per mancanza di delibere. Non ricordiamo in questi mesi atti degni di nota se non provvedimenti come quello dell'aumento dell'aliqu ota Rc auto. Se dovessimo raccontare per iscritto cosa è avvenuto in questi mesi, consegneremmo in bianco e dovremmo restituire il gettone di presenza». Se il rinnovamento deve avvenire dall'i nter no, affrontando «brutte eredità» - si veda la questione del personale per Rudi Capucci, vicepresidente del consiglio provinciale, e gli altri consiglieri di opposizione, su temi come la produzione di energia non c'è un progetto complessivo. «Per Russi, Roncalceci, il porto - precisa Forte - si parla di impianti senza visione generale. Non siamo contro lo sviluppo, ma qual è il ritorno per il territorio? L'a ut orizzazione per Roncalceci ancora non c'è. L'interesse privato non può essere a carico del pubblico. Il consigliere regionale della Lega Manfredini ha chiesto che si chiarisca in aula perché si usano soldi pubblici per il ricorso contro i cittadini e in favore della centrale a biomasse di Russi. Quanto agli incarichi legali, con quali criteri vengono scelti?». (c.b.) AUSL RAVENNA 15 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato «Senza delibere i primi 150 giorni, dovremmo restituire i gettoni» 19/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 19 (diffusione:30000) e Claudio Casadio era il sosia di Trotzki, il suo successore lo è di Giovanni Gentile: non solo nelle fattezze e nella barba, anche nel nome e pure, per i modi, nel cognome. Quando intervisti Giovanni Malpezzi lo vedi che si confessa: le mani spesso sono giunte, il capo reclinato e c'è sempre una guancia che pare a disposizione. Ti vien da dire: atto di dolore e vai in pace. Del resto con quella faccia da bravuomo cosa potrà mai aver fatto di male nella vita a parte il Piano Sosta? Lo devono aver pensato anche gli elettori nel 2010 anno di gloria malpezziana quando gli tributarono il 54 per cento dei voti per eleggerlo sindaco. Quasi doppiato il rappresentante dell'opposizione. Un trionfo. Anche se per molti la vittoria vera fu alle primarie con De Tollis su Ds; non quella di un Malpezzi su Red Bull contro una Minardi. Sono passati quasi due anni da quel 2010. Il laboratorio, il cambiamento, i giovani, le sforbiciate all'apparato... Ebbene quelle erano le opere (annunciate), e oggi vediamo solo le omissioni. Capita. Eppure su Malpezzi i faentini continuano a credere, come è giusto che sia. Perchè, con la brutte facce che si vedono in giro, si pretende almeno l'onestà. La mano sul fuoco non la si mette mai per nessuno ma sotto questo profilo il nostro sindaco pare davvero una garanzia. Che voto si darebbe nei suoi primi 18 mesi? Non sta a me, che siano gli altri a giudicare. Certo però con questa crisi è difficile ricevere applausi. A chi si ispira tra i predecessori? A De Giovanni. Lo conoscevo, suo figlio era un mio grande amico e compagno di scuola, ho frequentato la loro casa, papà De Giovanni era una grande persona. I faentini si sono fatti la seguente idea: Malpezzi farebbe tutto quello che ha promesso ma ha le mani legate dalla sua stessa maggioranza. E' vero? E' un'immagine che può fare anche comodo oggi che le casse comunali sono vuote. Ma è un teorema che non condivido. Il mio consenso deriva da un preciso progetto politico dentro al Pd, che è l'80 per cento del consiglio di maggioranza, e mi sta supportando con lealtà e impegno". Invece si dice che anche qui a Faenza all'interno della maggioranza le due anime del Pd, quella Ds e quella ex Margherita, diano delle sacrosante litigate. Falso? Sì è falso. Tra l'altro la parola 'litigare' non mi appartiene per niente, chi mi conosce lo sa bene. Si discute, come dappertutto, ma non si litiga. Mi sembra una favola. Allora esprima due desideri. Due desideri? Il primo è che per gli oltre mille lavoratori in cassa integrazione, tra cui le donne dell'Omsa, si trovi la soluzione e il lavoro. E l'altro? L'altro è una priorità da risolvere nell'ambito sanità, con la riqualificazione del Pronto Soccorso di Faenza. Non mi dirà che le sembra in condizioni ottimali, con la gente cha passa di fianco ai feriti in barella. E poi vogliamo portare a Faenza la tecnica del parto indolore, non è possibile che nel 2011 le ragazze debbano andare ancora fino a Ravenna per usufruirne. C'è anche un problema case popolari. Sì perche negli ultimi anni Faenza è passata da 53mila a 58mila abitanti, e ci sono tante famiglie che fanno richiesta di un alloggio. A Faenza ci sono circa 900/1000 appartamenti sfitti. Vorremmo arrivare a creare un'Agenzia per l'affitto, con l'Acer nel ruolo di locatario a fare da garante con i privati che mettono i locali a disposizione. Ma poi gli assegnatari delle case sono quasi sempre stranieri. E spesso non è giusto perchè si tratta di persone che in patria la casa ce l'ha, ma poi qui in graduatoria risulta nullatenente e sopravanza gli italiani... Anche qui i dati dicono però una cosa totalmente diversa: l'80 per cento dui coloro cui viene assegnata la casa è di nazionalità italiana. E anche sui contributi per gli affitti non si possono certo fare distinzioni di razza, le pare? Parliamo di centro storico e piano soste. Lei in campagna elettorale disse che il centro storico era una priorità assoluta. Ma adesso se fate pagare in tutti i parcheggi dentro le mura, il centro si svuoterà ancora di più. Dovete stare attenti e guardare Forlì... ... cosa c'entra Forlì? Come esempio negativo. A Forlì hanno commesso tutti gli errori possibili e immaginabili, l'ultimo è l'installazione di Sirio, e il centro è un deserto impressionante. Sono scappati tutti, negozianti compresi. Non vogliamo fare nulla di simile e tantomeno far scappare la gente, ci mancherebbe. Anzi, col nostro progetto vogliamo recuperare 400 posti a beneficio di chi risiede e di chi ha AUSL RAVENNA 16 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato SE' dura ma si può battere. Penso ad aziende come la Riba. Oppure a un'agenzia comunale per gli a"tti. O anche al rifacimento del Pronto Soccorso dell' ospedale civile di Faenza 19/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 19 (diffusione:30000) AUSL RAVENNA 17 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato l'attività in centro storico. Insomma, è questo il nostro obiettivo. La gente non ne può più della crisi, ha meno soldi in tasca, ed è anche una delle ragioni che porta a contestare l'obolo che si intuisce dal piano sosta. Voi per restare fiduciosi cosa fate? Io sono ottimista e realista per natura. E gaurdo con piacere anche alle tante realtà positive espresse da aziende del territorio, adesso mi viene in mente la "Riba" ma gli esempi sarebbero tantissimi, col rischio di lasciar fuori qualcuno e quindi mi fermo subito qui. Senta, adesso tra i problemi - se vogliamo - secondari c'è anche quello dei pini settecenteschi a fianco del rettilineo di Errano: dicono che avete intenzione di abbatterli perche non ci sono i soldi per potarli e curarli. Ma non è vero! E' vero invece che ogni tanto che ne cade uno con grande pericolo per chi passa sulla strada. Ed è vero che abbiamo fatto fare una perizia che ha stabilito che alcuni alberi sono malati e vanno abbattuti. Ma non sono più di tre o quattro. A proposito del rettilineo di Errano: lei ogni tanto va a lavorare in bicicletta... Ma no, di solito uso la bici quando voglio fare un po' di movimento. Il ciclismo è il mio sport preferito, e Pantani era... il mio grande campione. 19/10/2011 La Voce di Romagna - Ravenna Pag. 12 (diffusione:30000) Le corde vocali degli artisti analizzate dagli esperti a domani a domenica al teatro Alighieri si svolgerà l'VIII edizione del Convegno Internazionale di Foniatria e Logopedia "La Voce Artistica", promosso dall' Azienda Usl e la Fondazione Ravenna Manifestazioni. L'evento è organizzato dal professor Franco Fussi, responsabile del Centro Audiologico Foniatrico della Uslravennate, affermatosi in campo nazionale e internazionale come Centro di riferimento per i disturbi della voce professionale. Anche quest'anno il programma è ricco di interventi scientifici, didattici ed artistici. In particolare fra gli interventi di carattere scientifico si segnalano francesi Coulombeau e Perouse sulla fonochirurgia; lo statunitense Izdebski sui traumi vocali, il parigino Paolo Zedda sulla dizione; il dott. Franco Fussi sulla stroboscopia laringea e sull'affaticamento vocale. Numerosi gli artisti di fama che si esibiranno nelle pause delle relazioni scientifiche e didattiche: Karima, Roberto Amadè, Patrizia Laquidara, Linda Valori, Ala Berht. Nel denso programma infatti spiccano appuntamenti di rilievo come "Snoopy, il concerto - Tributo a Larry Grossman", con la partecipazione straordinaria del compositore Larry Grossman oppure il Dinner Show con LaLa McCallan in "VivaLaDiva!" che avrà luogo al teatro Socjale di Piangipane e non ultimo il nuovo concerto in anteprima "Aria" di e con Albert Hera, poliedrico vocalista sulle orme di Bobby McFerrin e Demetrio Stratos. Si succederanno appuntamenti pomeridiani con Nathan Martin, vocal coach delle star dei musical londinesi, che terrà uno stage pratico sulla costruzione della voce per il musical theatre avvalendosi della collaborazione di cantanti e attori noti al grande pubblico tra cui i protagonisti delle produzioni italiane di Cats, Jesus Christ, La Bella e la Bestia, Rugantino, Rent, Happy days, Alice. E ancora uno stage sulla voce attoriale condotto da Kristin Linklater, creatrice del metodo didattico "La Voce Naturale", una sessione su come realizzare senza danni gli effetti distorti delle voci estreme del Metal, le tecniche del BeatBox e della Ventriloquia. Per la vocalità pop è previsto uno stage con Brett Manning, creatore di un attualissimo metodo di canto in voga negli Usa. AUSL RAVENNA 18 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato La Voce Artistica Un convegno di arte e scienza 19/10/2011 La Voce di Romagna - Forli Pag. 37 (diffusione:30000) Commissione Sanità del PDCI Federazioni di Cesena e Ravenna tologica dei quattro ospedali? Dissesto finanziario: quali le cause del pesante passivo accumulato dalla nostra USL il cui bilancio 2010 al capitolo passività registra una perdita di esercizio degli ultimi anni di oltre 69 milioni di euro? I tagli del governo non giustificano questo dissesto che sa anche di sprechi, incapacità di amministrare, di burocrazia e di autoritarismo. Non vorremmo che l'Area Vasta da molti strombazzata fosse specchietto per le allodole. In questi giorni si torna a parlare di Area Vasta Romagnola come la panacea di tutti i mali della nostra sanità mentre si aggrava il degrado delle strutture sanitarie operanti nel nostro territorio e continua la fuga di valenti medici dal nostro nosocomio. Non a caso si allarga la forbice fra il dare e l'avere a tutto sfavore del Bufalini. Per questo, a nostro avviso, è prioritario portare il discorso e l'analisi sullo stato del nostro ospedale e della nostra sanità. Alcuni esempi: Pronto Soccorso: gli spazi angusti a ridosso uno dell'altro con personale ed attrezzature inadeguate addirittura senza un locale per ospitare i famigliari dei pazienti. Eppure è su.ciente andare a Rimini, Ravenna, Forlì per capire il ruolo di questa struttura in un ospedale moderno. Laboratorio unico di Pievesistina: quando finirà lo spreco del canone d'a.tto ad un privato per il "palazzone" dove vi è ancora una parte vuota che doveva ospitare l'anatomia pa- AUSL RAVENNA 19 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Commissione Sanità del PDCI Federazioni di... 19/10/2011 La Voce di Romagna - Forli Pag. 37 (diffusione:30000) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Area Vasta Romagnola, specchietto per le... Area Vasta Romagnola, specchietto per le allodole? AUSL RAVENNA 20 AREA VASTA E REGIONE 5 articoli 19/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Pag. 18 (diffusione:30000) Che l'esercizio fisico faccia bene alla salute è evidente. Ma ci si può ugualmente impegnare per massimizzarne i benefici e diminuirne gli eventuali effetti collaterali. E' proprio questo l'obiettivo del seminario formativo «Professionisti di stili di vita salutari», indirizzato a medici, dietisti, fisioterapisti, laureati in scienze motorie, e organizzato dal dottor Paolo Mazzuca della UOS Diabetologia/Endocrinologia (responsabile d.ssa A.C. Babini), nell'ambito dell'Unità Operativa di Medicina Interna II diretta del dottor Giorgio Ballardini. L'evento è promosso e realizzato da Ausl Rimini, Polo Universitario, Facoltà di Scienze Motorie, UNI.Rimini, Polisportiva Comunale Riccione, nell'ambito del progetto «Lifestyle Gym» mirato ad una corretta somministrazione di attività fisica specialmente alle persone malate del cosiddetto «diabete del benessere». Prima parte teorica, domani 20 ottobre nell'Aula 1 di piazzetta Teatini 10, Rimini, seconda parte venerdì 21 alla Sala Conferenze dello Stadio del Nuoto di Riccione in via Monte Rosa. Si tratta - spiega l'Ausl - di accrescere la formazione di figure professionali integrate multidisciplinari, capaci di intervenire con la massima competenza, anche in caso di pazienti a rischio e con patologie dismetaboliche (come il diabete mellito e l'obesità) per aiutarli ad adottare adeguati stili di vita dal punto di vista alimentare e motorio, attraverso la prescrizione e somministrazione delle giuste dosi di esercizio fisico e di un adatto programma di educazione alimentare. A Riccione ci sarà un tirocinio pratico su come somministrare l'esercizio fisico ed il programma di educazione alimentare secondo l'esperienza del progetto Lifestyle Gym. Segreteria organizzativa e informazioni, telefono 0541.304913 - email [email protected]. AREA VASTA E REGIONE 22 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Che l'esercizio fisico faccia bene alla... 19/10/2011 QN - Il Resto del Carlino - Cesena Pag. 15 (diffusione:165207, tiratura:206221) «SIAMO nati un paio di anni fa da un gruppo di giovani che volevano fare qualcosa di proprio, così da avere un po' più di autonomia rispetto al centro islamico, per organizzare le proprie attività dal momento che comunque il centro ha delle sue regole ben precise». Soufiane Radouane è presidente dell'AGIR, l'associazione giovanile islamica della Romagna. Di cosa si occupa la vostra associazione? Quali sono le vostre attività? «Non ci occupiamo solo di cose religiose ma anche di volontariato, di attività sociali. Ultimamente abbiamo organizzato una donazione di sangue per mostrare la nostra appartenenza e dare un contributo alla città stessa. A breve cominceremo un corso di arabo. L'anno scorso l'abbiamo organizzato solo per i bambini, quest'anno anche per gli adulti, musulmani e non. Come simbolo di apertura abbiamo organizzato anche una cena aperta alla popolazione italiana. Siamo in questa sede da dieci giorni». Quanti siete? E da dove venite? «Finora siamo una trentina, dai 17-18 anni fino ai 27. Io sono marocchino, vivo a Forlì da dieci anni. Siamo tutti i musulmani ma arriviamo da diversi Paesi, soprattutto dell'Africa del Nord. Però ci sono anche italiani che si sono convertiti. A Ravenna ci sono ragazzi con i genitori africani ma nati qua in Italia, a Forlì, invece, sono tutti ragazzi venuti in Italia negli scorsi anni». I vostri rapporti con le altre associazioni giovanili? «Abbiamo avuto una bellissima esperienza coi boy scout di Forlimpopoli. Loro hanno visto il nostro sito su internet, stavano facendo una ricerca sull'Islam ed hanno deciso di contattare noi. D'altronde, per chiedere del legno bisogna andare dal falegname, per chiedere dell'Islam bisogna andare dai musulmani. Anche se raramente si ragiona così. Quest'anno vogliamo continuare questa collaborazione». Qual è il vostro rapporto con il Comune? «L'AGIR non ha mai avuto problemi con l'amministrazione. Abbiamo collaborato per una serie di incontri. Facciamo anche parte della consulta di stranieri del Comune, come associazione di volontariato». C'è dialogo con la Chiesa? «Abbiamo ottimi rapporti. In particolare ocn la parrocchia di corso Diaz. Abbiamo organizzato incontri e parlato delle cose in comune tra le nostre due religioni». E il rapporto con i forlivesi? «Il 70% la popolazione mostra un po' di timore e diffidenza. Noi abbiamo cercato di fare degli incontri per farci conoscere. Solo che alle volte a questi incontri si sono presentate 5 persone, questo fa rimanere male. Agli ultimi 3 incontri abbiamo chiesto anche il patrocinio del Comune». Livia Satullo AREA VASTA E REGIONE 23 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato «Buoni rapporti con il Comune Stiamo lavorando con gli Scout» 19/10/2011 Corriere di Romagna Pag. 17 Teatro civile per parlare di morte SAVIGNANO. E' tutto pronto per gli appuntamenti programmati per festeggiare il compleanno dell'hospice di Savignano, che compie 10 anni. "Tanti saluti" è lo spettacolo che si terrà domani, alle 20.30, al cinema "Moder no". Si tratta di un progetto di teatro civile clownesco di Giuliana Musso con Beatrice Schiro, Gianluigi Meggiopili e la stessa Giuliana Musso e la regia di Massimo Somaglino. Lo spettacolo affronta il tema del morire ai nostri tempi: racconti di medici, infermieri, familiari e utenti si intrecciano esplorando argomenti delicati, a volte considerati addirittura "ta bù" da una medicina orientata alla guarigione. E' possibile prenotare i posti per lo spettacolo, per i quali è richiesta una donazione, telefonando ai numero 0541-809952 o 054724616. Il ricavato della serata servirà ad acquistare un ecografo portatile. Partendo da alcune scene dello spettacolo, con l'aiuto dell'autrice-attrice Giuliana Musso e degli altri conduttori, venerdì 21 ottobre, all'ospedale Bufalini a Cesena, si terrà un workshop per addetti ai lavori, medici e volontari. Un momento di approfondimento e confronto tra sanitari sul tema del fine vita e del ruolo delle cure palliative. I conduttori del workshop, attraverso la descrizione di esperienze professionali, presenteranno i dati della loro attività e stimoleranno la discussione tra i partecipanti. Gli eventi sono realizzati grazie al contributo dell'Istituto Oncologico Romagnolo e di Romagna Est Banca di Credito Cooperativo. Miriam Fusconi AREA VASTA E REGIONE 24 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato SAVIGNANO 19/10/2011 La Voce di Romagna - Rimini Pag. 40 (diffusione:30000) Sanità, dopo il passaggio un'altra sfida Zanchini: Usciti da un isolamento professionale, ora ragioniamo come un grande policlinico provinciale" anità e ospedale in Altavalmarecchia: su questi due binari si svolgerà oggi pomeriggio alle 17,45 in Teatro Sociale, l'incontro con Carlo Lusenti, assessore regionale alle Politiche per la salute, a cui parteciperanno il promotore dell'iniziativa, il sindaco Lorenzo Marani, Roberto Piva, vice presidente della Commissione Politiche per la salute del Consiglio regionale e Marcello Tonini, Direttore generale Ausl Rimini. Confermata la presenza degli altri sindaci dell'alta valle. Un tema molto sentito nei sette Comuni, tant'è vero che fu uno dei più dibattuti prima del referendum, con avvertimenti da parte del fronte del No che vale la pena ricordare, almeno il più utilizzato: "Se andiamo in Emilia Romagna chiuderà l'ospedale". A distanza di soli due anni, l'ospedale invece è vivo e vegeto e l'attenzione della Regione e dell'Ausl di Rimini non sembra essere certamente poca (anche sul piano economico, visto che si sono accollati i costi della ristrutturazione e nessun servizio è stato cancellato). Ma oggi c'è in ballo anche un'altra questione, quella dei servizi socio-sanitari, che fanno parte delle funzioni associate su cui si è aperto il dibattito in questi giorni. "A nome mio ma anche in veste di Coordinatore del Nucleo di Cure Primarie dei medici di famiglia dell'Alta Valmarecchia", interviene a proposito Stefano Zanchini: "Per chi come me ha lottato prima per il referendum, poi per il passaggio in Emilia-Romagna al grido di "Unavalmarecchia", risulta assolutamente logico e naturale avere una visione d'insieme e quindi sostenere una gestione associata dei servizi che coinvolga gli 11 comuni. Dal punto di vista sociosanitario". commenta Zanchini, "il passaggio in Emilia-Romagna ha significato per noi uscire da un isolamento professionale, da un'enclave cui eravamo relegati, da una sopravvivenza organizzativa e strutturale ormai a termine. Per noi medici di famiglia, sono stati due anni molto impegnativi perché abbiamo dovuto colmare un gap fatto di informatizzazione, di aggiornamento continuo, di interscambi professionali, di adeguamento ad una visione della sanità più concreta e attuale. Ma se è vero che non si finisce mai di imparare, noi abbiamo fatto il massimo sforzo nell'esclusivo interesse dei cittadini e della comunità. Siamo ormai già lontani dal vecchio concetto dell'ospedale vicino a casa dove si faceva un po' di tutto, dobbiamo immaginare la rete ospedaliera della Provincia di Rimini come un grande policlinico in grado di soddisfare la stragrande maggioranza dei bisogni di salute dei suoi abitanti. Essere quindi pronti ad andare a Rimini per gravi patologie cardiovascolari o per la chirurgia maggiore, a Santarcangelo per il seno o a Cattolica e Riccione per altre specialistiche, assistiti da una rete di emergenza-urgenza più competente e veloce. E' in questo contesto che l'ospedale di Novafeltria deve rinascere in una visione nuova per offrire prestazioni di qualità a tutti i cittadini della Provincia (chirurgia della mano, venosa, erniaria, ecc). Che poi i sindaci lavorino in concerto per pretendere, senza timori né prevaricazioni, determinati servizi essenziali (Rsa, Tac, Riabilitazione...) è doveroso e importante ed è così che trova concretezza e fattiva attuazione il progetto di "Unavalmarecchia"in ambito sociosanitario. Le nuove norme governative impongono determinate scelte e quindi, pur attento e orgoglioso della nostra specificità ma seguendo la logica che l'unione fa la forza e migliora le prestazioni, immagino e auspico disponibilità e collaborazione fra gli undici comuni della Valle per associare funzioni e servizi". Il direttore generale dell'Ausl, Tonini, tornerà oggi a Novafeltria assieme all'assessore regionale Lusenti AREA VASTA E REGIONE 25 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato VALMARECCHIA 19/10/2011 La Nuova Ferrara - Ed. Nazionale Pag. 20 (diffusione:10740, tiratura:14040) Tanta solidarietà grazie alla sagra del pesce azzurro FILO Finanziare e sostenere la ricerca contro il cancro tramite l'Istituto oncologico romagnolo (Ior) è l'obiettivo dei 150 volontari di Filo che da 26 anni a questa parte organizzano la "Sagra del pesce azzurro". Quella splendida manifestazione che si tiene tutti gli anni a maggio al parco Coatti di Filo. Quella tre giorni che vede la partecipazione di famiglie intere provenienti dalla Romagna e dal Bolognese, oltre che da tutto il territorio argentano. Anche quest'anno in occasione della 26ª edizione, i promotori della lodevole iniziativa, con Enrico Natali in testa, si sono superati, tant'è che, nei giorni scorsi, dopo aver fatto i conti, a sorpresa si sono accorti che la sagra ha prodotto un utile di ben 11mila euro. E con il solito principio di trasparenza che caratterizza questa gente, nei giorni scorsi si è tenuta l'assemblea dei soci, che, di comune accordo, tengono ad informare a tutti coloro che hanno contribuito partecipando a questa kermesse, che «degli 11mila euro, 9000 li abbiamo destinati all'istituto oncologico - precisa Natali - poi, altri 1000 euro all'Ant per l'assistenza domiciliare e 400 euro alla pubblica assistenza Valle Pega che opera su tutto il territorio argentano. E siccome nella nostra scuola manca sempre del materiale didattico, abbiamo deciso di dare 250 euro proprio per questo genere di acquisto». L'ottimo risultato che Natali ha ufficializzato è anche il frutto di aver aperto gli stand la domenica a pranzo. «Indubbiamente c'è stato un ottimo riscontro, visto che era il primo anno che tenevamo aperto a mezzogiorno, e aggiungo che l'esperienza sarà ripetuta l'anno prossimo con un'altra novità: chiunque lo vorrà, in particolare le compagnie di amici, potranno prenotare. Come organizzeremo il servizio? Questo - chiude Natali - lo faremo presente non appena saremo pronti per l'edizione 2012». (g.c.) AREA VASTA E REGIONE 26 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato FILO SANITÀ NAZIONALE 23 articoli 19/10/2011 La Repubblica - Genova Pag. 5 (diffusione:556325, tiratura:710716) Arriva l'influenza pronte 400mila dosi per la vaccinazione (g. fil.) PARTE la campagna antinfluenzale, da lunedì prossimo e fino al 31 dicembre (salvo il prolungamento in caso di necessità). E per assicurare la vaccinazione gratuita ad anziani, bambini, adulti affetti da malattie croniche, il settore Prevenzione della Regione ha già incamerato circa 400 mila dosi, di cui 180 mila solo per gli utenti della Asl Tre Genovese. Oltre a tutti gli over 65, l'elenco degli aventi diritto comprende bambini di età superiore ai sei mesi, ragazzi ed adulti sotto i 65 anni, ma con patologie croniche: asmatici ed altre malattie dell'apparato respiratorio, cardiopatici (congenitio acquisiti), diabetici, affetti da insufficienza renale, malati tumorali ed altri, tutte le persone di qualunque età ricoverate presso strutture per lungodegenti. I vaccini saranno somministrati presso gli ambulatori dei6 distretti sanitari della Asl Tre (per quanto riguarda il Genovesato), nelle altre strutture del resto della Liguria. Inoltre, le dosi possono essere iniettate dagli stessi medici di famiglia, presso i propri studi, oppure a domicilio. La vaccinazione riguarda i soggetti a rischio: medici e personale sanitario (compresi i loro familiari); appartenenti alle forze di polizia e militari, vigili del fuoco, categorie socialmente utili (rischio legato allo svolgimento della loro attività); personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani. Nello stesso arco di tempo l'Asl Tre offre ai propri utenti anche l'opportunità della vaccinazione pneumococcica (non va ripetuta ogni anno ma è sufficiente un richiamo dopo 5 anni). Foto: Una vaccinazione SANITÀ NAZIONALE 28 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato La campagna parte lunedì prossimo L'operazione 19/10/2011 La Repubblica - Genova Pag. 5 (diffusione:556325, tiratura:710716) Assalto agli sportelli della Asl, che scarica le responsabilità su Postel In migliaia hanno preso d'assalto le sedi delle Asl per avere il documento GIUSEPPE FILETTO SETTANTAMILA lettere non recapitate. Tanti sono i pazienti della Asl Tre Genovese che, per reddito inferiore ai 36 mila euro annui e per patologie croniche, avrebbero dovuto ricevere l'avviso per la richiesta del tesserino di esenzione del ticket. Una comunicazione che avrebbe dovuto tranquillizzarli, in modo da diluire l'afflusso agli sportelli. Finora, però, non l'hanno ricevuto e da lunedì scorso hanno preso d'assalto i distretti sanitari, formando estenuanti code. Con una media per ciascuna sede di 150 utenti in più rispetto al normale flusso. Complessivamente 2000 pazienti al giorno. «Per quanto riguarda la nostra sede della Fiumara, soltanto 30 di questi avrebbero dovuto venire da noi- spiega il direttore Massimo Blondett, direttore del distretto Medio-Ponente - il resto, cioè il 90% di questi, avrebbe dovuto attendere a casa la lettera di avviso». Così non è stato e secondo quanto spiega il direttore generale della Asl Tre, Corrado Bedogni, il disservizio sarebbe dovuto ad un ritardo di Postel: «Da parte nostra abbiamo trasmesso gli elenchi telematici, i file informatici, Postel avrebbe dovuto stamparli e spedirli agli utenti; ci siamo informati e ci hanno detto che non sono ancora partiti». Ieri, per l'intera giornata Repubblica ha cercato spiegazioni presso i vertici della società che cura il ramo telematico di Poste Italiane, ma soltanto a sera è giunta una telefonata da parte dell'ufficio stampa, con la quale si sostiene che "non è pervenuta alcuna segnalazione di ritardi da parte della Asl". Nulla di più. Non una parola per spiegare le ragioni del mancato recapito delle lettere. Oltre i 70 mila esenti ticket che attendono la comunicazione, ce ne solo altri 120 mila (quelli inseriti negli elenchi del ministero dell'Economia e delle Finanze) che aspettano il tesserino direttamente a casa. Poi ci sono i 15 mila che non producono dichiarazione di reddito e quindi non sono inseriti in alcun elenco, ma che comunque devono recarsi agli sportelli. A tutti, Corrado Bedogni spiega che non c'è scadenza, che il tesserino per l'esenzione del ticket si può fare in qualunque momento, anche se la normativa entra in vigore dal primo novembre. Al di là delle raccomandazioni, chi ha bisogno dell'esenzione subito, si reca alla Asl di appartenenza, e ieri l'assalto agli sportelli del Cup-Anagrafe non si è fatto attendere, tanto che tutti i distretti sanitari hanno assunto provvedimenti di emergenza, da via Bainsizza alla "Doria" di Molassana, da via Assarotti al Celesia, da via Solimana via Buffa.I direttori assicurano di avere provveduto a rinforzare il personale. Tutto questo non basta, a sentire i sindacalisti della Fials. «È un disastro dal punto di vista organizzativo denuncia Anna Maria Spiga -: se attrezzano gli sportelli, ma non rimpolpano gli organici, si risolve ben poco». In ogni modo, Blondett garantisce di avere attrezzato tutti gli 8 sportelli della Fiumara con sistemi informatizzati in grado di soddisfare questo tipo di utenza, più l'allargamento dell'orario fino alle 14,30. «Stiamo resistendo - assicura Filippo Parodi, responsabile dell'Estremo Ponente - e da domani a Villa De Mari, a Prà, apriremo un punto informativo supportato da personale del volontariato». Inoltre, per evitare intasamenti, ciascun distretto ha allestito più punti di relazione con il pubblico. D'altra parte, i call center del Cup sostengono che da due giorni ricevono migliaia di telefonate, ma confessano di non saper dare rispostea chi chiama: «Non ci è arrivata alcuna comunicazione da parte della Asl e non sappiamo come poter aiutare le persone che chiamano». I numeri 120 MILA I pazienti iscritti negli elenchi del Mef: per reddito e patologie croniche hanno l'esonero del ticket e devono attendere il tesserino a casa 70 MILA Gli esenti ticket a cui la Asl Tre avrebbe dovuto mandare la convocazione Comunicazione che non è arrivata per un ritardo di Postel 15 MILA Pazienti con reddito sotto i 15 mila euro, non iscritti in alcun elenco della Asl. SANITÀ NAZIONALE 29 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Esenti ticket, 70mila tessere non recapitate 19/10/2011 La Repubblica - Genova Pag. 5 (diffusione:556325, tiratura:710716) La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Non riceveranno lettera e devono recarsi agli sportelli @ PER SAPERNE DI PIÙ www.asl3.liguria.it genova.repubblica.it Foto: Pazienti in fila alla Asl SANITÀ NAZIONALE 30 19/10/2011 La Repubblica - Genova Pag. 2 (diffusione:556325, tiratura:710716) Sanità, tutti contro Montaldo anche il centrosinistra boccia i tagli Pontedecimo ridotto, no unanime. E tira aria di rivolta L La sinistra non accetta mediazioni, l'Idv dimostra ogni giorno la sua insoddisfazione (a. zun.) A CHIRURGIA e la cardiologia semi intensiva dell'ospedale Gallino di Pontedecimo (in un padiglione ristrutturato nel 2007 con una spesa di 10 milioni di euro) non devono essere depotenziati: è un ordine del giorno del consiglio regionale, approvato all'unanimità poco dopo le tredici di ieri, quando nell'aula sono ripresi i lavori dopo un tormentato incontro con i dipendenti dell'ospedale della Valpolcevera. Un ordine del giorno, come sostengono in molti, non si nega a nessuno perché non ha una valenza operativa ma è un atto politico e quello di ieri è suonato come un atto di sfiducia all'assessore regionale alla sanità, Claudio Montaldo. Il "no" ai tagli all'ospedale di Pontedecimo arriva sonoro e forte non solo e non tanto dall'opposizione quanto da un compatto Pd, escluso il consigliere imperiese Giancarlo Manti, che esce dall'aula quasi urlando: «non si fa così». Per non parlare del "no" di Idv, Sel e Federazione della sinistra che con Stefano Quaini, Matteo Rossi e Alessandro Benzi annunciano anche che domani saranno in strada con la gente di Pontedecimoa manifestare perché resti integro il presidio ospedaliero. A completare le fosche tinte politiche ci sono i rapporti tesi tra Montaldo e Idv e le voci di una sua possibile candidatura a sindaco di Genova, con il risultato che resterebbe libero l'assessorato in Regione. Quando, all'una e mezza passata di ieri, il consiglio si scioglie (mancavano sia Montaldo che Burlando per altri impegni), il consigliere del Pd Valter Ferrando cerca di rimettere insieme i cocci. E' la sfiducia a Montaldo? «Perché? Non ho mai sentito dire da Montaldo che questi provvedimenti su Pontedecimo andavano presi». Risvolti che comunque non cancellano quel compatto fronte del no e che, come appare nella pagina accanto, solleveranno la reazione di Montaldo stesso. Il quale, forse, non sapeva ancora o aveva appena saputo che quell'ordine del giorno ha rischiato di essere un atto ben più pesante: una mozione contro i tagli a ponente e a favore dello "storno" dei soldi del Galliera proprio per l'ospedale del ponente anelato da tempo ma diventato quasi un modo di dire. Una chimera. La mozione sarebbe stata il vero atto di sfiducia, non solo una bacchettata politica. Ma non c'è stata. Tuttavia i rapporti all'interno della maggioranza di centrosinistra sulle vicende della sanità a ponente saranno difficili da ricucire. «Su 'sta cosa noi non indietreggiamo: l'ospedale di Sampierdarena è già sovraccarico», sintetizza Matteo Rossi. «Il consiglio ha condiviso la nostra proposta di votare un ordine del giorno per stoppare il disegno della Asl 3 - dice Rossi con Quaini e Benzi - Il Gallino, dopo la chiusura del Celesia e dell'ospedale di Busalla ha un bacino di utenza di oltre 120.000 persone tra Valpolcevera e Vallescrivia. Il suo ridimensionamento non ha alcun senso logico, neanche da un punto di vista economico, anzi porterebbe ad un aumento dei costi per le conseguenti fughe verso il basso Piemonte, e si perderebbe un filtro rispetto al Villa Scassi». Il tema del filtroè ripreso da Ferrando del Pd, che nella riunione con i dipendenti dell'ospedale Gallino fa scoppiare una mezza gazzarra quando dice che i servizi per le emergenze vanno concentrate a Sestri e Sampierdarena. © RIPRODUZIONE RISERVATA La scheda BURLANDO L'assessore Montaldo è un fedelissimo del presidente La sfiducia lo travolgerebbe ROSSI Matteo Rossi, della Federazione della Sinistra, è tra i più fieri oppositori delle razionalizzazioni volute da Montaldo FERRANDO Il consigliere Pd, spesso in contrasto con l'assessore, ora cerca una difficile mediazione sul fronte del ponente Foto: IN BILICO L'ospedale Gallino, pietra dello scandalo che ha portato allo scontro all'interno della maggioranza di centrosinistra SANITÀ NAZIONALE 31 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato CRONACA LE SCELTE DEI PARTITI Lo scontro in Regione 19/10/2011 La Repubblica - Torino Pag. 7 (diffusione:556325, tiratura:710716) "Sanità, Monferino taglia personale e Zanon assume 40 amministrativi" Il direttore dell'Aress spiega: "Quelle persone hanno lavorato qui e vogliamo tenerle" MARCO TRABUCCO «L' ASSESSORE Monferino continuaa ripetere che nella sanità piemontese c'è un eccesso di personale tecnico e amministrativo a scapito di quello medico infermieristico. Intanto però l'Aress lancia un bando per assumere altri 40 collaboratori proprio nel settore amministrativo». A lanciare l'accusa è Roberto Placido (Pd) vicepresidente del Consiglio regionale che al riguardo ha annunciato che presenterà nei prossimi giorni un'interpellanza alla giunta. Placido è preciso nel circostanziare la sua denuncia: «Oltre alla ripetute dichiarazioni a mezzo stampa, Monferino ha inserito la sua considerazione sull'eccesso di personale amministrativo anche nella bozza del nuovo piano sanitario al capitolo 8 punto 4». Ma, ed è questo il rilievo principale dell'esponente democratico, evidentemente nella sanità piemontese la mano destra non sa ciò che fa la sinistra: «L'Aress ha lanciato un bando che prevede l'assunzione a tempo determinato - spiega Placido - di ben quaranta assistenti amministrativi. Il bando prevede una spesa di 800 mila euro l'anno per due anni. In totale quindi 1 milione e 600 mila euro, una bella cifra in un momento in cui invece la sanità piemontese subisce tagli ai finanziamenti di ogni genere». E non basta: «Il bando - aggiunge il vicepresidente dell'assemblea di Palazzo Lascaris prevede che il personale non venga assunto per concorso, ma tramite "somministrazione" cioè ricorrendo a società che forniscono lavoro interinale. Insomma senza neanche indire un regolare concorso con le conseguenze che si possono immaginare». Per l'Aress replica a Placido il commissario straordinario Claudio Zanon: «Tutte e quaranta le persone comprese in quel bando hanno lavorato fino ad oggi nella nostra struttura. Il bando è stato fatto proprio per poterle confermare, sia pure purtroppo ancora a termine, visto che avevano operato bene. Se qualcuno invece le vuole licenziare si faccia avanti». © RIPRODUZIONE RISERVATA Foto: IL CONTRASTO L'assessorato alla Sanità. da un lato Monferino vuole ridurre il personale, dall'altro Zanon rinnova i contratti SANITÀ NAZIONALE 32 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Il caso 19/10/2011 La Stampa - Ed. Nazionale - Tutto Scienze Pag. 27 (diffusione:309253, tiratura:418328) "Vi dicono matti e non lo siete" "Troppe diagnosi non provate e così aumentano gli abusi di farmaci" «Le case farmaceutiche fanno un marketing aggressivo per poter vendere di più» FRANCESCO RIGATELLI Tra gli ospiti d'onore della «Settimana della salute mentale» che s'inaugura venerdì a Modena, c'è senza dubbio Allen Frances. Classe 1942, professore emerito alla Duke University negli Stati Uniti, è uno degli psichiatri più importanti del mondo. La sua fama è legata alla direzione della quarta edizione del «Diagnostic and statistical manual of mental disorders» (Dsm IV), cioè la classificazione dei disturbi mentali usata dai medici di tutto il globo, nonché, secondo molti psichiatri europei, una delle più grandi operazioni di egemonia culturale statunitense. Nel 2013, a quasi 10 anni di distanza, è prevista la pubblicazione di una nuova versione. E prima che sia troppo tardi, proprio Allen Frances, il custode del lavoro precedente, ha iniziato una grande battaglia culturale che lunedì, su invito del direttore del dipartimento di Salute mentale dell'Ausl locale Fabrizio Starace, porta anche a Modena con una lezione magistrale alle 9,30 nella chiesa di San Carlo dal titolo «Uso e abuso della diagnosi psichiatrica». In quest'intervista ne anticipa i contenuti e racconta le sfide professionali di uno psichiatra nel 2011. Come probabilmente fa di solito lei, partiamo dall'origine. Perché ha scelto il suo mestiere? «Ero interessato a Freud e a capire le ragioni del perché io e altri facciamo quel che facciamo». Nel suo percorso ha capito se ci sono regole di vita per mantenere la salute mentale? «Niente regole: certo, aiutano l'accettare se stessi, un po' di senso dell'umorismo, il considerare le cose nel lungo periodo, lo stare lontano dalle droghe, l'amore e l'amicizia, il lavoro duro e l'esercizio fisico e mentale». Quali sono i problemi contemporanei per chi svolge la sua professione? «Quello più grande è l'inflazione diagnostica, che fa aumentare il numero dei disturbi da manuale, particolarmente per i bambini. La medicalizzazione della normalità e delle differenze individuali ha portato all'uso eccessivo di trattamenti psicofarmacologici e all'ulteriore discriminazione del paziente psichiatrico. Anche perché i medici sono sempre meno abituati alla diagnosi clinica, quella che oltre ai manuali guarda al rapporto individuale col paziente. Tra le ultime mode dei disturbi ci sono il deficit d'attenzione, il bipolarismo infantile, l'autismo. Le cure più abusate per queste sindromi sono antipsicotici atipici dai possibili effetti collaterali». Quindi non ci sono nuovi disturbi mentali? In generale, pensa che le società americane ed europee siano più o meno sane del passato? «L'aumentare dei disturbi viene dalla modifica delle etichette non da cambiamenti delle persone. Penso che la natura umana muti lentamente o per nulla nel corso del tempo e dubito che sindromi come quelle inerenti lo stress siano più presenti ora che in altre epoche. La vita non è mai stata facile! Le etichette e il modo in cui vengono usate invece può mutare velocemente. Il marketing aggressivo delle case farmaceutiche vende l'idea che le persone sono malate per incoraggiare l'uso di medicine. Intendiamoci, queste ultime possono essere cruciali per persone con disturbi definiti e compromettenti, ma controindicate per coloro per cui il tempo e la psicoterapia sono sufficienti e più sani. La psichiatria è meravigliosa quando si gode i suoi limiti». Come va la sua battaglia per il nuovo Dsm? «È troppo presto per dire se la mia opposizione avrà qualche impatto». In cosa consiste esattamente? «Il Dsm V introduce una serie di nuove diagnosi e riduce i limiti della discrezionalità per le diagnosi già esistenti nel manuale precedente. Considero, però, queste novità non supportate da evidenze scientifiche e insensibili degli abusi che provocherebbero. Nuove diagnosi, infatti, possono essere pericolose come nuove medicine e dovrebbero essere introdotte solo dopo accurate analisi dei possibili rischi. Negli Stati Uniti abbiamo un'agenzia governativa indipendente per approvare la sicurezza e l'efficacia delle medicine, ma non un processo altrettanto valido per controllare le nuove diagnosi e assicurare che siano affidabili e supportate da prove sufficienti». Ci sono delle lobby che influenzano il lavoro sul Dsm? «No: gli esperti che lavorano al Dsm V sono "smart" e ben intenzionati, ma assai ingenui su come il manuale possa essere usato poi nel mondo reale, in particolare sotto la pressione SANITÀ NAZIONALE 33 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato UNO DEGLI PSICHIATRI PIÙ IMPORTANTI DEL MONDO RACCONTA LA SUA BATTAGLIA ALLA SETTIMANA DELLA SALUTE MENTALE DI MODENA 19/10/2011 La Stampa - Ed. Nazionale - Tutto Scienze Pag. 27 (diffusione:309253, tiratura:418328) SANITÀ NAZIONALE 34 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato delle case farmaceutiche». Ci sono altre ingiustizie nella storia recente delle malattie mentali? «Sì, per esempio in alcuni Stati degli Usa le leggi incoraggiano la diagnosi errata dello stupro come un disturbo mentale per facilitare la detenzione preventiva dei criminali in ospedali psichiatrici». In un'intervista a «Wired» lei ha detto che «non esiste una vera definizione delle malattie mentali» e per chiarire il concetto ha aggiunto: «It's bullshit!». Insomma, stronzate... È così? «Fu una scelta povera di parole da parte mia. L'idea era ed è che non esiste una chiara separazione tra disturbo mentale e normalità. Tanto che piccole variazioni nella definizione di una sindrome possono significare grandi cambiamenti per chi viene considerato malato. Così, finché all'eccesso di diagnosi da manuale seguiranno l'ultramedicalizzazione e la discriminazione sociale, è meglio essere cauti nelle modifiche e anteporvi accurate analisi dei rischi». Grazie, professore. «Spero di essere stato utile. E mi chiami Al!». [email protected] Foto: Allen Frances Psichiatra Foto: RUOLO: E' PROFESSORE EMERITO DI PSICHIATRIA ALLA DUKE UNIVERSITY RICERCHE: E' STATO PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PER IL MANUALE SULLE MALATTIE MENTALI «DSM IV» 19/10/2011 Il Messaggero - Roma Pag. 38 (diffusione:210842, tiratura:295190) Maxitruffa con false visite a disabili Chiesto il processo per 24 tra medici e terapisti della onlus Motulesi Alcuni si spacciavano per neurologi ma non si erano mai laureati GIULIO DE SANTIS Avrebbero truffato per oltre un milione di euro il Servizio sanitario nazionale e la Regione Lazio documentando visite a persone autistiche in realtà mai effettuate. Adesso 24 medici, tra neurologi, psichiatri e fisioterapisti apparentanti alla onlus Associazione Laziale Motulesi, rischiano di finire sotto processo per il buco milionario provocato tra il 2008 e il 2010 alle casse statali mentendo su prestazione sanitarie mai svolte nei confronti di persone disabili. Le accuse contestate dal pubblico ministero Patrizia Ciccarese, a seconda delle diverse posizioni, vanno dall'associazione a delinquere alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e appropriazione indebita. Alcuni tra gli imputati sarebbero arrivati persino a farsi passare per neurologi o operatori sanitari senza mai aver conseguito lauree o diplomi in medicina. Il trucco escogitato dagli imputati per ottenere i rimborsi era uno dei più ricorrenti in questo tipo di truffe. I neurologi o gli psicologi di turno autocertificavano di visitare i disabili pur non essendo presenti presso la onlus. Controlli o sedute che pertanto sarebbero state del tutto inventante perché, secondo l'accusa, in quei giorni gli imputati erano in ferie o in malattia. E' il caso per esempio di Mirella Mostarda che, pur essendo in vacanza dal 1 agosto del 2009 al 1 settembre dello stesso anno, avrebbe certificato prestazione mai effettuate proprio in quel mese d'agosto. E meglio della Mostarda avrebbe fatto Osvaldo Di Maio, fisioterapista. L'uomo, pur essendo infortunato tra il 8 maggio del 2009 e il 12 luglio dello stesso anno, dichiara di aver fornito in quei giorni prestazioni sanitarie mai avvenute. In alcuni casi addirittura i medici avrebbero documentato di prestare il loro sostegno a persone autistiche di domenica, dimenticando che la struttura era chiusa per la festiva. «Distrazioni» che, secondo l'accusa, i dottori avrebbero certificato con una convinzione. Che mai nessuno dei disabili avrebbe trovato la forza di denunciarli. Coraggio che invece i pazienti hanno dimostrato trovando la necessaria determinazione per raccontare lo stato di indifferenza in cui erano abbandonati quando si recavano nella struttura. Ad architettare la truffa sarebbero stati i due presidente del comitato della onlus, Giuseppe e Bruno Sorge, avvalendosi del contributo dei responsabili amministrativi e dei direttori sanitari succedutisi tra il 2008 ed il 2010 all'Associazione Laziale Motulesi. Il presunto raggiro emerge a meta del 2010 quando dall'interno della onlus cominciano a partire diverse denunce anonime contro i medici. In particolare le accuse sono di sfruttare i locali per scopi impropri come dormirci. Le denunce diventano più particolareggiate dopo che i carabinieri sorprendono il presidente esecutivo Antonio Sorge nel locale in orario notturno. Insieme a Sorge la notte del controllo i militari trovano anche la sua badante Barbara Emilia Lomanska. Allora i disabili, attraverso le famiglie, trovano la forza di raccontare le sedute di psicologia o gli incontri di fisioterapia mai svolti. Visite a cui invece avrebbero avuto diritto. Erano infatti 93 i progetti di assistenza e riabilitazione convenzionati con la Regione e il Servizio sanitario nazionale a beneficio di altrettanti sfortunati pazienti vittime di gravi handicap. Ragazzi autistici abbandonati a loro stessi nei locali quando invece avrebbero dovuto trovarvi il neurologo o il fisioterapista destinato alla loro sostegno. «Il processo dimostrerà la correttezza dei comportamenti del mio assistito» commenta l'avvocato Alessandro Iannelli, difensore di Bruno Sorge. SANITÀ NAZIONALE 35 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Certificavano l'assistenza a pazienti autistici mentre erano in ferie o in malattia. Danni per un milione IL CASO 19/10/2011 Il Messaggero - Roma Pag. 37 (diffusione:210842, tiratura:295190) Mamma salva la figlia di 15 mesi donandole un pezzo di fegato Al Bambin Gesù il primo caso di trapianto da vivente nel Lazio L'operazione il 5 ottobre entrambe sono in buone condizioni Ogni anno appena 30 interventi pediatrici CARLA MASSI Una piccola di 15 mesi può sperare di crescere, e in buona salute, grazie ad un pezzetto di fegato che le ha donato la mamma. L'operazione, la prima di questo tipo nel Lazio, due settimane fa all'ospedale Bambino Gesù. Dieci ore di intervento, mesi e mesi di p r e p a r a z i o n e . Per la bambina e per la madre di 24 anni. Mamma e figlia arrivano dall'Albania. Prima in un ospedale della Lombardia poi a Roma per il trapianto. L'iter comincia in primavera. «La donna - racconta la dottoressa Manila Candusso epatologa - da subito ha espresso il desiderio di essere donatrice. Non si è mai tirata indietro, mai un dubbio. Sono state fatte le prove di compatibilità, i controlli sul suo stato di salute e si è arrivati all'intervento». Guidato dal professor Jean de Ville. Durante l'operazione, alla mamma, è stata tolta una porzione nella parte sinistra del fegato. Della grandezza e del peso adatti per essere inserita nell'organismo della piccola. «Che sta bene e risponde in modo soddisfacente alle terapie - aggiunge l'epatologa -». Anche la madre è in buone condizioni. Secondo i medici non passeranno troppi giorni perché entrambe possano cominciare una vita serena. Il trapianto da vivente ha permesso di accelerare l'intervento e di non iscrivere la piccola nella lista d'attesa. Le sue condizioni di salute stavano peggiorando di giorno in giorno, era necessario arrivare in tempi brevi in sala operatoria. Riconoscimenti dal presidente della Regione Renata Polverini («Il Bambino Gesù si è confermato un'eccellenza) e dai super addetti ai lavori del Centro nazionale trapianti. «Aumentare gli interventi da vivente - commenta Alessandro Nanni Costa che guida il centro - è uno degli obiettivi della rete trapiantologica. Sono ancora una minoranza in Italia. Se ne contano ogni anno 180 di rene e 25-30 pediatrici. Di cui, solo una quota ridotta, sono pediatrici». Quello da vivente, spiegano i chirurghi, è un trapianto impegnativo tanto quanto quello da cadavere. «E' un risultato importante - aggiunge Nanni Costa -. Sono state riunite due eccellenze: quella del trapianto da persona viva e quella dell'intervento pediatrico. Questo conferma la qualità del Bambino Gesù». SANITÀ NAZIONALE 36 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato LA STORIA Dieci ore in sala operatoria e mesi di preparazione per la madre e la bimba 19/10/2011 Il Messaggero - Roma Pag. 37 (diffusione:210842, tiratura:295190) Il ministro in Senato «Il policlinico ha fatto più di quello che avrebbe dovuto» L'episodio dell'infermiera malata di Tbc al Gemelli «è stato un caso di buona sanità, non di cattiva sanità. E non vedo come le cose potessero essere gestite meglio». Lo sottolinea il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo in audizione in XII Commissione Sanità del Senato. «Il test della tubercolina, infatti, che secondo la letteratura va usato in questi casi, risulta negativo nei neonati. Dunque al Gemelli si è deciso per un approccio che ha consentito di fare la profilassi solo a circa 122 bimbi e non a quasi 1.500». Insomma, per Fazio «il Gemelli, a prescindere da potenziali errori di comunicazione, ha fatto l'errore di essere troppo scrupoloso e di non attenersi solo alla letteratura. Insomma, ha deciso di fare più di quello che avrebbe dovuto, per ridurre la terapia preventiva, che ha potenziali effetti collaterali, solo al 10% dei bimbi». E se a fronte di «4.200 casi di Tbc in Italia al Gemelli i malati sono stati solo due», per Fazio l'epidemia «è stata mediatica, e forse politica. Non si è trattato di un'epidemia sanitaria». Sempre a proposito del caso-Gemelli «per tutti i nati a n t e c e d e n t e mente al 1 dicembre 2010 e di età superiore ai 12 mesi, il test di screening più appropriato è quello cutaneo alla tubercolina». Lo ritiene il Consiglio superiore di sanità (Css) nel parere consegnato ieri al ministro Fazio. Un parere richiesto il 29 settembre scorso dallo stesso ministro della Salute, dopo che il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, aveva chiesto al ministro di ricevere adeguate istruzioni «in merito alla tipologia del test tubercolare da utilizzare sui soggetti eventualmente interessati ad essere sottoposti all'esame, su base volontaria». Foto: Il policlinico Gemelli dal mese scorso al centro del caso Tbc SANITÀ NAZIONALE 37 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Fazio: tbc al Gemelli un caso di buona sanità e di ottima gestione 19/10/2011 Il Giornale - Milano Pag. 6 (diffusione:192677, tiratura:292798) Una «casa» dentro la Mangiagalli per i genitori dei bimbi prematuri La clinica ha aperto una stanza speciale per le famiglie dei bambini che dopo una degenza anche di 8 mesi sono pronti ad essere dimessi Francesca Amé Nel reparto di terapia intensivaneonatale della clinica Mangiagalli di Milano, vivono piccoli lottatori. Alcuni pesano un chilo, altri solo 700 grammi. Non riposano in culle di vimini, ma in incubatrici sofisticate. Sono bimbi nati prematuriche in quel reparto, in quelle incubatrici, dovranno lottare a lungo, anche sette o otto mesi. Accanto a loro, i genitori chiamati al difficile compito di assisterli con lo sguardo, con le carezze, con l'amore. Fondamentale il lavoro dell'ospedale nei mesi e negli anni: 30 anni fa l'80% dei bimbi nati sotto il chilo e mezzo non aveva speranze di sopravvivere, «oggi più del 90% vive, e vive bene» (parola del direttore, il professor Fabio Mosca). Il reparto ha appena creato anche unastanza-casa speciale per quei genitori i cui neonati sono in procinto di tornare a casa dopo una lunga degenzain terapia intensiva. Due letti, un divano, una piccola culla, un bagno indipendente: questo mini-appartamento è comunicante con il reparto. Qui la famiglia può rimanere un paio di giorni prima di tornare a casa, per imparare a prendersi cura da sola del proprio piccolo (spesso dimesso con molte cure da seguire) ma con la tranquillità psicologica di sapere che appena oltre porta c'è un medico o un infermiere cui chiedere consiglio. Qui, come in tutto il centro nascite della Mangiagalli (il più importante d'Italia: 7mila parti all' anno, di cui mille che richiedono il ricovero in patologia neonatale), la carta è stata praticamente abolita: tuttele informazioni cliniche viaggiano su byte e la tecnologiaèmoltoavanzata. Èl'unicaneonatologia italiana a farlo. E sempre qui è stata realizzato una sorta di piccola casa dove i genitori prima di riportare nelle loro vere abitazioni i loro bambini finalmente in grado di poter iniziare una vita normale, possono impratichirsi senza rischi. SelaMangiagalli èin gradosi salvare il 90% dei neonati nati sotto il chilo e mezzo (su mille parti prematurinasconoinmedia 130bambini sotto i 1.500 grammi, di cui 70 sotto il chilo) è anche perché il direttore Fabio Mosca ha voluto accogliere la tecnologia in reparto. L'ultimo passo avanti è di questi giorni: a disposizione dei 50 letti del reparto di terapia intensiva, ma anche dei neonati di tutto il centro nascita, ci sono dieci nuovi carrelli sanitariper la gestione della cartella clinica elettronica deiricoverati. Sono carrelli particolari, dotati diuna batteria di16 ore. Permettonoungran risparmio di tempo ed energie agli infermieri, perché sono in grado di gestire in modo innovativo la cartella clinica del neonato: aiutano a recuperare tempo e sicurezza («controllano» l'operatodelpersonale infermieristicoper mezzodiuna continuainterazione conil pc, che registratutto),a favoredi unacura personalizzata. I carrelli sono stati donati da Philips grazie all'intervento di Aistmar, l'Associazione italiana per lo studio e la tutela della maternità ad alto rischio (attiva dal 1983 grazie all'opera di volontari, www.aistmar.it). Foto: DIFFICOLTÀ Dopo mesi di cure e di terapia intensiva i piccoli tornano a casa e per i genitori non è semplice il distacco dall'ospedale. Senza l'aiuto di medici e infermieri sono mille le paure SANITÀ NAZIONALE 38 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato I PICCOLI LOTTATORI La terapia intensiva neonatale 19/10/2011 Il Giornale - Genova Pag. 1 (diffusione:192677, tiratura:292798) L'assessore certifica la crisi della Sanità: «Può cadere Burlando» La giunta vorrebbe tagliare l'ospedale di Pontedecimo ma i partiti di maggioranza attaccano Montaldo che minaccia nuove elezioni Federico Casabella «Do fastidio perché sono un assessore che non pensa ai casi individuali e ai primariati da assegnare. Se mi sfiduciano non cado solo io ma tutta la giunta e il presidente Burlando che hanno sottoscritto quegli atti». L'assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo è una furia poche ore dopo lo strappo che si è consumato in consiglio regionale in sua assenza quando i partiti di maggioranza, Pd compreso, gli hanno voltato le spalle sostenendo la causa dei lavoratori dell'ospedale Gallino di Pontedecimo che secondo i piani della Regione vedrebbe dismessi i reparti di Chirurgia generale e Cardiologia. Il Gallino è l'ultimo degli ospedali rimasti attivi tra Valpolcevera e Valle Scrivia e copre un bacino di circa 120mila abitanti. Le notizie sulla possibile chiusura hanno messo in allarme lavoratori e popolazione che ieri si sono presentati in consiglio regionale mettendo spalle al muro i gruppi di maggioranza e ottenendo così l'appoggio politico non solo dell'opposizione, ma anche di Idv, Sel, Udc e Federazione della Sinistra al quale si è dovuto aggiungere anche il Pd nonostante alcuni mal di pancia interni. Dopo un vertice tra capigruppo è nato un ordine del giorno sottoscritto da tutti che esclude qualsiasi depotenziamento della struttura. Quel documento martedì prossimo arriverà in Regione sottoforma di mozione e a quel punto Montaldo dovrà dire se sconfesserà la sua linea oppure se andrà avanti affrontando la sua maggioranza a muso duro con alcuni gruppi già pronti a sfiduciarlo: «Il mio problema è che non soddisfo le richieste di molti politici con il vizio della raccomandazione. Un vizio che hanno anche i medici che si attaccano al consigliere o a gruppi di consiglieri per poter ottenere sostegno per le loro posizioni incalza Montaldo che ieri ha parlato a Radio Babboleo News -. A dimettermi non ci penso proprio perché so di aver fatto il mio lavoro con onestà ed impegno». L'assessore sembra circondato visto che la prima a non lesinare critiche al collega è stata la vicepresidente della Giunta Marylin Fusco: «Se il consiglio regionale prende una posizione o un impegno, deve mantenerlo anche se questo comporta che alcune scelte siano riviste». Non sono teneri nemmeno i consiglieri dell'ala sinistra che sostiene Claudio Burlando: «Il ridimensionamento del Gallino non ha alcun senso logico neanche dal punto di vista economico - attaccano il vendoliano Matteo Rossi e il comunista Alessandro Benzi -, anzi porterebbe ad un aumento dei costi per le conseguenti fughe verso il basso Piemonte e si perderebbe l'importante filtro rispetto al Villa Scassi della terapia sub-intensiva». L'operazione Gallino ha altre tinte fosche: gli stessi reparti che vengono dismessi sono stati riqualificati tra il 2007 ed il 2010 con una spesa della Regione superiore ai 10 milioni ed inaugurati nel febbraio 2010 nella classica passerella pre elettorale: «Meglio allora prendere una decisione drastica e chiudere immediatamente la funzione ospedaliera degenziale medica e chirurgica e trasformare l'Ospedale in struttura socio-sanitaria e ambulatoriale, trasferendo in altri ospedali medici e strumentario» è la provocatoria conclusione di Domenico Nato segretario regionale del sindacato dei medici AnaaoAssomed. «Ci troviamo di fronte all'improvvisazione nelle scelte della maggioranza e a tagli indiscriminati che seguono onerosi interventi sulle stesse strutture» liquidano la vicenda i rappresentanti del Pdl Matteo Rosso e Roberto Bagnasco, pronti ad attendere Montaldo al varco. Così come la Lega Nord che già ieri avrebbe voluto discutere e votare la mozione che avrebbe messo in seria difficoltà la giunta: «Il Consiglio ha inviato un messaggio chiaro all'assessore - denuncia Edoardo Rixi, capogruppo del Carroccio -: non toccare l'ospedale. Se non si atterrà a questa volontà Montaldo non potrà che rassegnare le dimissioni». Assessore accerchiato e messo in difficoltà dallo stesso Pd con il consigliere Valter Ferrando che prima difende la posizione di Montaldo poi corregge il tiro spiegando come «in questo ospedale potrebbero trovare spazio altre attività non legate ai sistemi Dea al fine di portare prestazioni sanitarie sui territori liberando nei Dea spazi e risorse». L'ordine del giorno è passato con l'avallo del partito di Montaldo e solo il consigliere Giancarlo Manti ha lasciato l'aula prima del voto. «Se verrò sfiduciato, con me cadrà tutta la giunta e andremo ad elezioni» taglia SANITÀ NAZIONALE 39 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato REGIONE IN DIFFICOLTÀ Martedì la mozione 19/10/2011 Il Giornale - Genova Pag. 1 (diffusione:192677, tiratura:292798) SANITÀ NAZIONALE 40 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato corto Claudio Montaldo chiamato alla resa dei conti tra sei giorni. Federico Casabella Foto: IL «NUOVO» GALLINO Il 24 febbraio 2010 Burlando e Montaldo inauguravano la nuova ala dell'ospedale 19/10/2011 Avvenire - Ed. Nazionale Pag. 10 (diffusione:105812, tiratura:151233) Fazio: «Dal 2014 ticket con quoziente familiare» odulare i nuovi ticket che andranno introdotti, dopo le manovre estive, a partire dal 2014, sulla base di «censo, quoziente familiare e appropriatezza»: è la proposta che il ministero della Salute sta valutando di proporre alle Regioni, come ha spiegato lo stesso ministro Ferruccio Fazio in audizione alla commissione Sanità del Senato. «Il ministero - ha detto - vuole proporre alle Regioni di incamerare i nuovi ticket» già ripristinati dalla manovra di luglio sulla specialistica, mentre per le misure aggiuntive di «compartecipazione della spesa» a partire dal 2014, sta valutando l'ipotesi di modularli anche «ridefinendo l'esenzione». E proprio per il 2014, ha ricordato il ministro, si prevede di ricavare dai nuovi ticket «2mila milioni di euro» che aggiunti agli oltre 800 milioni prima coperti dalle casse dello Stato e ora a carico dei cittadini, portano a «quasi tre miliardi» di nuove entrate. SANITÀ NAZIONALE 41 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato SANITÀ 19/10/2011 Il Sole 24 Ore - Sud - N.38 - 19 Ottobre 2011 Pag. 17 (tiratura:405061) Sanità vicina al giro di boa nel risanamento dei conti Il governo sblocca 450 milioni - Pressing di creditori e sindacati NAPOLI Francesco Prisco La regione Campania "stringe la cinghia" e il governo la premia sbloccando 450 milioni di trasferimenti congelati, relativi alle annualità che vanno dal 2005 al 2007. Restano ancora sub iudice altri 230 milioni della stessa tranche e addirittura 1,9 miliardi vincolati per i disavanzi degli anni 2008 e 2009. Si colgono, insomma, i primi frutti del piano di rientro dal deficit sanitario messo in atto da ormai un anno dalla giunta presieduta da Stefano Caldoro. Ma proprio adesso, per paradosso, comincia il difficile: imprese del comparto e parti sociali chiedono precise garanzie su tempistica e certezza dei pagamenti, livelli di qualità dei servizi e prospettive per i precari di settore. I numeri, una volta tanto, in fatto di sanità stanno dando ragione a Palazzo Santa Lucia. Solo due settimane fa i ministeri dell'Economia e della Sanità hanno sbloccato 450 milioni di fondi congelati da quattro anni a causa del deficit. Il visto governativo all'erogazione è arrivato a seguito dell'approvazione di tre delibere di giunta: quella che riempiva i posti vacanti di direttore generale, quella che modificava la finanziaria regionale (Legge 4/2011) eliminando passaggi ostativi al rientro dal deficit e quella che impone un controllo più stringente sulle esenzioni da ticket. Se entro dicembre l'esecutivo campano approverà anche un provvedimento per la riduzione degli straordinari del personale e un altro per confermare le attuali direttive per il rientro dal deficit, Roma sbloccherà allora anche i rimanenti 230 milioni della tranche 2005-2007. Proprio sul fronte del rientro del disavanzo, fino a questo momento le stime sono incoraggianti: nel 2009 era pari a 773 milioni, l'anno successivo - quello dell'insediamento di Caldoro - è sceso a 491 milioni. A fine 2011 si raggiungerà realisticamente un deficit di 240 milioni, mentre per l'anno prossimo si dovrebbe addirittura scendere a 55 milioni. Risultato che consentirebbe dire addio alle maxi addizionali sia per l'Irpef (+30%) che per l'Irap (+15%). Da gennaio 2012 in poi la regione, sulla base dei risultati ottenuti, punterà allo sblocco di altri 1,9 miliardi di trasferimenti che provengono da varie fonti di finanziamento (dal Fas ai fondi per la sanità 2009-2010), ancora una volta congelati a causa dei disavanzi record delle passate annualità e tenterà di sbloccare il turnover (nell'ultimo biennio sono andate in pensione 1.500 persone senza essere rimpiazzate) . Proprio mentre le risorse si rimettono in moto, da categorie e parti sociali arrivano richieste di garanzie. «Riscontriamo ritardi nel pagamento delle prestazioni - dichiara per esempio Sergio Crispino, presidente di Aiop Campania - che oscillano intorno ai cinque mesi. Se ci aggiungiamo che nel 2010 le cliniche convenzionate hanno incassato sei mensilità su dodici, non riuscirà difficile comprendere come mai il nostro sistema vanti ormai crediti per 500 milioni». Osvaldo Nastasi di Uil chiede che «in tempi certi sia riorganizzata l'offerta sanitaria sul territorio». Rino Brignola di Cisl chiede garanzie «per i 6.500 precari del settore, alcuni dei quali cinquantenni e con funzioni di responsabilità». Francesco Petraglia di Cgil vuole «vederci chiaro su come la regione impiegherà le risorse che ora si sbloccano». © RIPRODUZIONE RISERVATA Foto: DONATELLA PICCONE Foto: Piano di rientro. Imposti forti tagli su strutture pubbliche e private SANITÀ NAZIONALE 42 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Campania. Il deficit cala a 240 milioni e continua la stretta sulla spesa 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 21 (tiratura:40000) Fatture Ssn, crescono i ritardi Record in Calabria: 940 giorni - Per i biomedicali scoperto da 5,4 miliardi Aumentano ancora i giorni di ritardo per i pagamenti delle fatture da parte di Asl e ospedali. Nel settore dei farmaci a giugno si registra un incremento medio del 10% rispetto allo scorso anno, mentre aumentano del 6% ad agosto rispetto ad agosto 2010 per il settore dei biomedicali. Le ultime rilevazioni di Farmindustria e Assobiomedica confermano l'allarme lanciato nelle ultime settimane dalle imprese fornitrici che hanno sottolineato la forte penalizzazione soprattutto delle piccole e medie imprese di settore: lo scoperto ad agosto calcolato da Assobiomedica è di oltre 5,4 miliardi (a cui se ne aggiungono nel 2011 circa 2 per i farmaci), con la Campania e il Lazio che da sole ne assorbono quasi il 30% e hanno rispettivamente 779 e 395 giorni di ritardo per i pagamenti delle fatture. Le imprese farmaceutiche. I dati elaborati da Farmindustria a giugno 2011 mostrano una variazione rispetto all'anno precedente del 10%, anche se in realtà a giugno del 2010 la variazione era stata negativa: -7% circa rispetto al periodo precedente. I primi due trimestri dell'anno secondo i dati di Farmindustria, sono tra i peggiori dal 2004 a oggi, "battuti" solo dal dato di dicembre 2010 che ha sfiorato il 13% di variazione in aumento e di giugno 2006 che ha raggiunto un incremento del 12 per cento. L'incremento è poi tanto più significativo se si considera che negli ultimi anni (dal 2007, ma in modo significativo nel 2008 e 2009) si è sempre registrato un decremento abbastanza marcato nei tempi di pagamento, che ha sfiorato a giugno 2009 il 15 per cento in meno. Dal punto di vista dei ritardi delle singole Regioni a giugno 2011, a fronte di una media italiana di 236 giorni, spicca su tutti la Calabria che raggiunge i 711 giorni, seguita dal Molise con 689 giorni. Altre cinque Regioni sono al di sopra della media: Campania (335), Lazio (296), Veneto (265), Puglia (262) ed Emilia Romagna (260). Nei limiti invece sono la Valle d'Aosta che paga le sue fatture farmaceutiche entro 46 giorni seguita dal Friuli Venezia Giulia che di giorni ne impiega 84 e, sempre al di sotto dei cento giorni, il Trentino Alto Adige (97). Le imprese biomedicali. Il trend per Regione dei ritardi dei pagamenti rilevato da Assobiomedica mostra ad agosto un netto peggioramento rispetto a inizio anno: si passa da una media di 286 giorni di ritardo a gennaio a una di 305 ad agosto, il "peggiore" dal 2008. Ma analizzando la situazione a livello regionale si nota, in particolare ad agosto rispetto al mese di luglio, un miglioramento complessivo di tutte le Regioni del Nord e al Centro di Toscana e Marche mentre nel Sud riducono i giorni di attesa solo Abruzzo, Basilicata e Calabria. Ma quest'ultima in realtà rispetto a gennaio è, dopo il Molise, la Regione che ha peggiorato di più la sua situazione e la prima ad aver superato, dal 1990 a oggi, il muro dei 900 giorni con un ritardo ad agosto di ben 940 giorni, circa 2 anni e sei mesi. Non va meglio tuttavia in Molise dove i giorni di ritardo sono 856, ma con un peggioramento di ben 80 giorni rispetto a gennaio e di una settimana solo nell'ultimo mese. Elevato anche il ritardo della Campania che non peggiora la sua situazione ad agosto rispetto a luglio, ma allunga le attese di 22 giorni rispetto all'inizio dell'anno. In sostanza, tutte le Regioni con piani di rientro per le quali le ultime manovre hanno previsto la non esigibilità del credito, peggiorano la loro situazione, tranne l'Abruzzo, mentre sul versante opposto chi riduce costantemente le attese da gennaio ad agosto sono solo cinque Regioni: Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Abruzzo e Basilicata. Ma la valutazione di Assobiomedica non si ferma ai giorni di ritardo e l'associazione delle imprese dei biomedicali analizza gli effetti dei mancati pagamenti dal punto di vista del fatturato scoperto in ogni singola Regione. Così il ritardo record della Calabria pesa a esempio "solo" per l'8,3% (circa 450 milioni) sul totale degli scoperti, mentre il più contenuto ritardo della Campania (779 giorni) vale il doppio: il 16,7% (quasi 907 milioni) di scoperto. Il Sud più il Lazio aggregati pesano per il 57,5% di scoperto (3,11 miliardi), mentre tra le altre Regioni i problemi di bilancio maggiori li creano Emilia Romagna (8,7% di scoperto) e Veneto (8,4 per cento). Le imprese dei servizi. Sul versante delle imprese dei servizi il Taiis, il loro tavolo interassociativo, ha messo a punto un focus sul 2008-2009 da cui risultano tempi medi di pagamento alle aziende fornitrici del Ssn di 247 giorni. Notevole secondo il Taiis è il divario a livello regionale nel biennio con tempi particolarmente lunghi in Molise (676), Calabria (652), Campania (618), Lazio (484) e SANITÀ NAZIONALE 43 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Tempi di rimborso sempre più lunghi in quasi tutte le Regioni per i fornitori di Asl e ospedali 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 21 (tiratura:40000) SANITÀ NAZIONALE 44 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Puglia (422). Sono anche di rilievo, ma più contenuti, i ritardi di Piemonte (286), Emilia Romagna (287) e Veneto (248). Tre Regioni a statuto speciale invece, Friuli Venezia Giulia (90), Trentino Alto Adige (106) e Valle d'Aosta (132) sono nel triennio le Regioni con tempi medi di pagamento (3-4 mesi) più bassi a livello nazionale. P.D.B. Imprese biomedicali: ritardi di pagamento ad agosto 2011 Imprese farmaceutiche: tempi di pagamento trimestrali a giugno 2011 Scoperto del mercato dispositivi medici (valori x 1.000 ad agosto 2011) Regione Stima scoperto dispositivi medici V. d'Aosta 5.902 0,1% 108 Piemonte 433.119 8,0% 280 Liguria 137.329 2,5% 203 Lombardia 290.393 5,4% 111 Trentino A.A. 27.971 0,5% 89 Veneto 456.344 8,4% 287 Friuli 47.732 0,9% 98 Emilia R. 469.520 8,7% 295 Toscana 298.272 5,5% 249 Marche 88.038 1,6% 172 Umbria 54.460 1,0% 168 Abruzzo 117.283 2,2% 211 Molise 112.383 2,1% 856 Lazio 693.222 12,8% 395 Campania 906.901 16,7% 779 Basilicata 21.512 0,4% 134 Puglia 400.715 7,4% 325 Calabria 449.081 8,3% 940 Sicilia 275.579 5,1% 285 Sardegna 133.578 2,5% 316 Nazionale 5.419.336 100,0% 305 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 24 (tiratura:40000) Gli igienisti sulle barricate: Piano vaccini sotto tiro Dagli operatori 12 osservazioni Troppe declinazioni regionali, il nodo dei costi, il problema del copayment, il nuovo Piano nazionale a lungo latitante pure se, stando agli ultimi annunci del ministro della Salute Fazio, il documento è ormai pronto per essere licenziato. Intanto, i professionisti si rimboccano le maniche e fanno sentire la loro voce. A cominciare dai pediatri Sip e dai Mmg Fimmg, che stanno lavorando a una proposta di calendario vaccinale per l'età adulta, da coniugare possibilmente con quella già messo a punto nei mesi scorsi dalla Siti. Interventi che mirano a colmare una lacuna importante del nuovo Pnv, che nella sua ultima versione, forse nell'imbarazzo dei costi (inevitabile prevedere il copayment) non contempla le vaccinazioni dai 18 anni in su. E intanto continuano ad arrivare le osservazioni degli addetti ai lavori. Da ultimo, la settimana scorsa, la nota inviata dal presidente Siti Antonio Boccia al ministro. Tra le 12 Osservazioni sul Pnv, la richiesta di un documento nazionale che uniformi gli interventi, piuttosto che favorire il fai-da-te regionale; la pretesa di coinvolgimento delle società scientifiche; maggior rilievo ai "richiami" nell'adolescenza e in età adulta; la citazione esplicita di soluzioni di copayment nel Pnv; la valorizzazione dei Dipartimenti di prevenzione come strumento primario per organizzare le campagne sul territorio; l'introduzione di una doppia valutazione (oltre a quella dell'Iss) sull'opportunità di introdurre nuovi vaccini; l'estensione dell'anti-varicella a tutte le Regioni; la citazione di nuove e possibili strategie come rotavirus, meningococco coniugato quadrivalente, Hpv nei maschi e influenza nei bimbi; l'inserimento di calendari per l'età adulta; l'impiego dell'Hta come strumento nelle scelte di politica vaccinale; l'inserimento di obiettivi effettivamente raggiungibili (dettagliando le modalità per raggiungerli); maggiore chiarezza su quali prestazioni siano inserite nei Lea e quali lasciate alle scelte regionali. B.Gob. SANITÀ NAZIONALE 45 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato LE RICHIESTE DELLA SITI 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 13 (tiratura:40000) Il web informerà sui farmaci No alla pubblicità su tv e giornali, sì a siti e opuscoli per i pazienti Lo spot libero sui farmaci etici stile Usa resta vietato. Ma per le imprese farmaceutiche sarà possibile aprire siti Internet - con contenuti da farsi convalidare in anticipo - per informare i cittadini su caratteristiche del medicinale, prezzi, test clinici e contenuti del "bugiardino". Le aziende potranno anche inviare brochure, opuscoli e materiale cartaceo ai pazienti che ne faranno richiesta o facendoli distribuire direttamente da medici e farmacisti. Il tentativo di far cadere il tabù sui farmaci solo su ricetta è contenuto nella nuova proposta (un regolamento e una direttiva) che la Commissione Ue ha presentato la scorsa settimana, rimettendo mano ai testi lanciati nel 2008 tra mille polemiche e finiti poi nel mirino dell'Europarlamento che li aveva praticamente bocciati con una pioggia di emendamenti. Le nuove proposte di Bruxelles introducono una serie di paletti sia sul numero delle informazioni che sul tipo di canali di comunicazione destinati ai consumatori. Così, le informazioni ai pazienti vengono limitate a quelle riportate sull'etichetta e sul foglietto illustrativo, a quelle relative ai prezzi e alle prove cliniche, oltre alle istruzioni per l'uso. Le informazioni, inoltre, «devono soddisfare - spiega la Commissione - criteri qualitativi riconosciuti. A esempio, non devono essere parziali; devono rispondere alle esigenze e alle aspettative dei pazienti; basarsi su evidenze scientifiche, essere fattualmente corrette, non fuorvianti e comprensibili e in linea di principio verificate dalle autorità competenti prima della divulgazione». Per quanto riguarda i canali, le informazioni delle imprese sui loro farmaci potranno essere riportate su siti Internet ufficialmente registrati e, se specificatamente richieste dai cittadini le informazioni potranno essere inviate sotto forma di opuscoli e brochure. Che potranno essere distribuiti anche da medici e farmacisti. Vietata, invece, la pubblicazione su tv e media, compresi i giornali medici. Le informazioni non ancora approvate durante l'iter di approvazione del farmaco dovranno essere autorizzate previamente dalle agenzie nazionali del farmaco prima che l'impresa farmaceutica possa divulgarle al pubblico. «Tuttavia i Paesi membri in cui ciò può porre problemi costituzionali - spiega ancora la Commissione - potranno imporre controlli ex-post allorché i medicinali siano già autorizzati a livello nazionale». In caso di farmaci approvati, invece, con l'iter di autorizzazione centralizzato a livello europeo il controllo sulla qualità delle informazioni spetterà all'Agenzia Ue sui farmaci, l'Ema, che avrà 60 giorni per rispondere. Trascorsi i quali saranno considerate automaticamente valide. Le proposte della Commissione passeranno ora al vaglio del Parlamento di Strasburgo e del Consiglio dei ministri Ue. Critiche sul testo arrivano dall'associazione europea dei consumatori (Beuc). Nel mirino la possibilità per le imprese di scegliere su quali medici fare informazione e il fatto che sia consentita la distribuzione di opuscoli da parte di medici e farmacisti: «I legislatori europei - avverte Monique Goyens , direttore del Beuc hanno ancora la possibilità di distinguere meglio tra informazione e comunicazione promozionale». Positive, invece, le reazioni degli industriali Ue del farmaco: «La società moderna già offre su Internet una grande quantità di informazioni sui farmaci, ora - avverte un comunicato di Efpia - bisogna fare in modo che queste siano anche di qualità». Marzio Bartoloni I contenuti principali della direttiva e del regolamento Quali informazioni potranno essere diffuse. Informazioni riportate sull'etichetta e sui foglietti informativi; informazioni relative ai prezzi; informazioni sui test pre-clinici e clinici del medicinale in questione; informazioni per un uso corretto del medicinale Quali canali di comunicazione sono autorizzati. Le aziende farmaceutiche potranno realizzare siti web ufficialmente registrati o potranno pubblicare materiale cartaceo e opuscoli che potranno essere consegnati ai pazienti su specifica richiesta dei cittadini. Anche medici e farmacisti potranno distribuire materiale e brochure Quali requisiti devono rispettare. Le informazioni devono essere oggettive e imparziali, basate su evidenze scientifiche, aggiornate, affidabili, corrette sul piano fattuale e non fuorvianti, comprensibili e chiare e devono inoltre soddisfare i bisogni e le aspettative dei pazienti Prevista un'autorizzazione preventiva. Le informazioni non ancora approvate nel contesto dell'autorizzazione alla commercializzazione devono essere autorizzate SANITÀ NAZIONALE 46 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato La Commissione Ue modifica la proposta sull'informazione ai cittadini sui medicinali etici 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 13 (tiratura:40000) SANITÀ NAZIONALE 47 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato previamente dalle autorità nazionali prima che l'impresa farmaceutica possa divulgarle al pubblico. Tuttavia i Paesi membri in cui ciò può porre problemi costituzionali potranno imporre controlli ex-post allorché i medicinali siano autorizzati a livello nazionale. Le autorità nazionali fungeranno in generale da filtro tra le imprese che forniscono informazioni e i pazienti. In caso di farmaci approvati con l'iter centralizzato il controllo sulle informazioni spetta all'Agenzia Ue sui farmaci che avrà 60 giorni per rispondere Vietati televisione, radio e altri mass media. Non è consentita la trasmissione di informazioni sui medicinali soggetti a prescrizione attraverso mass media quali tv, radio o stampa, compresa quella medica www.24oresanita.com ON LINE I testi dei provvedimenti Ue 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 8 (tiratura:40000) Regioni, prime prove di Patto Stop ai finanziamenti finalizzati - «Nurse pratictioner» per le professioni Sette richieste dalle Regioni per il nuovo Patto per la salute che verrà: abolizione della quota di finanziamento finalizzato, utilizzo "ufficiale" della Tuc (la tariffa unica convenzionale) per il pagamento delle prestazioni in mobilità, più competenze alle professioni con il "nurse pactitioner", riorganizzazione di guardie mediche e continuità assistenziale, utilizzo degli specializzandi nel Ssn, fondo per gli investimenti secondo le indicazioni del Dlgs sull'armonizzazione dei sistemi contabili (federalismo fiscale), differenziazione netta tra dirigente medico-professionale e quello con funzioni manageriali. E oltre a questi punti le Regioni mettono sul tavolo il mancato rispetto secondo il "vecchio" Patto del finanziamento Ssn e chiedono la "restituzione" degli 834 milioni per i ticket sulla specialistica. Così i tecnici della commissione Salute delle Regioni hanno cominciato l'elenco dei desiderata che dovranno poi essere articolati nel nuovo Patto per la salute, chiesto d ai governatori con estrema urgenza al Governo per ridefinire in modo chiaro gli ambiti dell'assistenza sanitaria che giudicano stravolti con le decisioni "unilaterali" - è il loro giudizio - prese con le ultime manovre. Un elenco da cui non mancano i punti ancora in sospeso del vecchio Patto ancora in vigore dall'avvio di un sistema di monitoraggio dei fattori di spesa alla razionalizzazione della rete ospedaliera, dall'accreditamento alla farmaceutica, dalla verifica dei Lea al nuovo sistema informativo sanitario. Le indicazioni rappresentano la base su cui le Regioni hanno avviato un'analisi che, una volta condivisa da tutti, sarà condensata in un documento da presentare al ministero della Salute. I "nuovi" argomenti. Secondo le Regioni lo scenario federalista in cui si muoverà il nuovo patto richiede anzitutto l'abolizone della quota di finanziamento finalizzato del Fsn per Arpa, Aids, fibrosi cistica, Croce Rossa ecc. con la messa a disposizione delle Regioni delle risorse dedicate: saranno le singole amministrazioni, come rientra nelle loro competenze, a provvedere a queste finalità Poi è necessario codificare ufficialmente nel Patto il pagamento delle prestazioni in mobilità tra le Regioni, ai privati equiparati, alle aziende ospedaliere e alle Asl per mezzo della tariffa unica convenzionale (Tuc) che ora è lasciata ai singoli accordi interregionali. E questa volta al capitolo delle professioni le Regioni chiedono di inserire la previsione di ampliamento delle competenze di quelle sanitarie non mediche che potranno così alleggerire grazie a una maggiore professionalità l'organizzazione dell'assistenza sanitaria oggi del tutto in capo ai medici (introduzione del cosiddetto nurse practitioner). Un argomento delicato, ma su cui le Regioni si lamentano di avere le mani legate rispetto a decisioni ancora tutte centrali è quello della riorganizzazione del servizio di guardia medica e continuità assistenziale con la ridefinizione della convenzione di Mmg e pediatri di libera scelta per mezzo della stipula di propri accordi a livello regionale con queste categorie di medici. Gli assessori insistono poi - e chiedono sia codificato nel Patto - per l'utilizzo degli specializzandi nel funzionamento del Ssn e sempre per i medici chiedono sia definita la differenziazione tra il ruolo di dirigente medico e dirigente medico con mansioni manageriali. Infine il capitolo degli investimenti. Il Dlgs di attuazione del federalismo fiscale sull'omogeneizzazione dei bilanci prevede, all'articolo 20 sulla trasparenza dei conti sanitari e finalizzazione delle risorse per il finanziamento dei singoli servizi sanitari regionali, che la spesa per investimenti sanitari sia codificata «con separata evidenza degli interventi per l'edilizia sanitaria finanziati ai sensi dell'articolo 20, della legge n. 67 del 1988». In pratica, la costituzione di un vero e proprio fondo per gli investimenti che non si confonda con il programma pluriennale di ammodernamento. P.D.B. SANITÀ NAZIONALE 48 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Assessori al lavoro per definire l'elenco delle richieste da inserire nel nuovo documento 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 5 (tiratura:40000) Corsie più «umane» per i piccoli ma libri e musica ancora latitano Appena un terzo delle strutture organizza attività ludico-creative più stimolanti Ireparti pediatrici italiani sono colorati e "animati" ma poco stimolanti: latitano i progetti con gli animali, così come quelli di lettura e di musica. E la scuola, che dovrebbe essere obbligatoria, manca in più della metà dei casi. Lo spaccato emerge da una ricerca promossa dall'Associazione culturale pediatri e dalla Società italiana scienze infermieristiche pediatriche attraverso un questionario on line con 60 domande proposto alle circa 500 pediatrie del Servizio sanitario nazionale. Hanno risposto 111 operatori sanitari (85 infermieri e 26 medici) di altrettante strutture (all'82% reparti pediatrici di ospedali generali e al 18% nosocomi pediatrici), pari al 20% del totale. Nel leggere i dati è dunque d'obbligo la cautela: la compilazione del questionario è avvenuta a titolo volontario, per cui si presume che a rispondere sia stato personale già sensibile al tema dell'umanizzazione in corsia. L'obiettivo di Acp e Sisip era quello di indagare se e quanto l'assistenza pediatrica fosse diventata più "umana". A un primo livello sembrerebbe proprio di sì: il 90% dei reparti ha attivato interventi di umanizzazione riguardanti le strutture, consistenti soprattutto in pareti colorate, arredi per l'infanzia, immagini di personaggi delle favole e dei cartoni animati disegnati da adulti e bambini. «I colori sono importanti», commentano Paolo Siani , presidente Acp, e Filippo Festini , presidente Sisip. «Servono a migliorare la comunicazione e a evocare emozioni, riducono la percezione di medicalizzazione e contribuiscono a valutare la qualità del servizio». L'80,2% delle strutture segnala anche iniziative sul personale: clown e animatori sono ormai diffusi nella stragrande maggioranza dei reparti, in media per 3,6 volte a settimana. Scarse, invece, le attività ludico-creative più stimolanti: progetti di lettura sono presenti in meno di un reparto su tre (e nel 60% dei casi la lettura è "frontale"); iniziative di musica sono avviate soltanto nel 26% (al 73,9% è musica dal vivo); la pet therapy è contemplata solamente in 13 strutture su cento. Siani e Festini ricordano l'importanza di questo tipo di interventi: «Leggere storie, donare libri, stimolare la fantasia dei piccoli ricoverati con personaggi fantastici che vedono nel corridoio e nelle stanze di degenza è importante quasi quanto una risonanza magnetica o una terapia antibiotica». Il motivo è semplice, anche se molti ancora paiono non rendersene conto: «Quando un bambino entra in ospedale perde i suoi punti di riferimento, la stanza che lo accoglie è anonima, la deve condividere in genere con altri bambini che non conosce (il 43% dei reparti ha più della metà di stanze a 2 letti e il 10% di stanze a 4 o più letti, ndr ), interrompe le sue normali attività scolastiche e i ritmi della sua vita vengono stravolti». Non si può curare un bimbo senza ricordarsene. La scuola è presente soltanto nel 47% del campione considerato, la ludoteca nel 66%, uno spazio esterno attrezzato nel 37% appena dei reparti. E sono ancora poche le strutture che attuano un sistema di valutazione interno dei progetti di intervento che coinvolgano operatori sanitari, famiglie e i piccoli degenti. Così come è scarso (26%) il coinvolgimento delle famiglie, che pure accompagnano i bambini durante tutto il ricovero. Senza considerare che il 77,4% del personale che attua i programmi di umanizzazione è rappresentato da volontari non retribuiti (anche se al 75% il personale del reparto partecipa). Ci sono in sintesi molti margini per migliorare e per continuare a lavorare su questo fronte. Magari abbandonando l'improvvisazione e passando a interventi più ragionati. O apportando modifiche all'organizzazione. «Odio essere svegliato alle 6.30 del mattino! Le terapie iniziano troppo presto"», si lamenta in un questionario di valutazione un bimbo ricoverato in una pediatria napoletana. Gli orari dei pasti, soprattutto la cena alle 18, contribuiscono ad accentuare la separazione tra l'esterno "sano" e l'interno "malato". I menu non sono sempre a misura dei più piccoli. «L'accoglienza dei bambini e degli adolescenti in ospedale - ammoniscono i presidenti Acp e Sisip - può essere garantita solo a condizione che tutte le componenti dell'ospedale, assistenziale e organizzativo-gestionale, siano sensibilizzate a questa problematica e operino in piena sinergia. È inoltre necessario negli ospedali che hanno attivato un processo di umanizzazione compiere periodiche attività di verifica, non solo da parte di esperti appositamente formati, ma anche da parte dei bambini ricoverati e dai loro genitori. L'obiettivo a cui dobbiamo tendere è quello di SANITÀ NAZIONALE 49 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato RICERCA ACP-SISIP SU 111 OSPEDALI 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 5 (tiratura:40000) SANITÀ NAZIONALE 50 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato avere ospedali ad alta tecnologia con elevato livello di umanizzazione delle cure». Vale in generale quello che Siani ha detto in apertura dei lavori congressuali: «Noi crediamo al sostegno della genitorialità, alla collaborazione con gli infermieri, alla cura che va oltre la malattia. Siamo consapevoli che un medico serio e preparato oltre alle patologie deve guardare all'ambiente, alla famiglia e alle condizioni in cui un bambino cresce. Grazie alle letture, al gioco, al lavoro dei clown dottori, alle attività dei volontari, sappiamo che potremo curare meglio i piccoli ospiti delle nostre corsie». M.Per. Interventi sulle strutture Interventi umaniz. strutture 90,1 9,9 Pareti colorate 62,2 37,8 Disegni o pitture 75,7 24,3 Le seguenti % si riferiscono solo ai reparti per i quali è stato risposto sì alla prima domanda (n = 69) Realizzati da adulti e bambini 33,0 67,0 Realizzati da soli adulti 42,0 58,0 Su progetto ospedale 20,0 80,0 Su progetto esterno 23,0 77,0 Finanziato da ospedale 14,0 86,0 Finanziato da esterno 32,0 68,0 Computer e media 13,0 Divise colorate 5,8 Progetti di lettura Sì % No % Progetti di lettura 29,7 70,3 Media volte la settimana 1,9 Le seguenti % si riferiscono solo ai reparti per i quali è stato risposto sì alla prima domanda (n = 33) Lettura dialogica 21,2 78,8 Lettura frontale 60,6 39,4 Lettura recitata 48,5 51,5 Richiesto coinvolgimento genitori 41,7 (n = 20) 58,3 Partecipazione genitori ottima 10% Partecipazione genitori buona 80% Partecipazione genitori scarsa 10% Interventi sul personale Sì % No % Interventi umaniz. rig. il personale 80,2 19,8 Clown 67,6 32,4 Volontari animazione 42,3 57,7 Volontari gioco 58,6 41,4 Volontari disegno 50,5 49,5 Volontari canto 21,6 78,4 Altro 26,1 73,9 Media ore la settimana 13,9 ore Media volte la settimana 3,6 volte Progetti di musica Si % No % Progetti di musica 26,1 73,9 Media volte la settimana 2,1 Le seguenti % si riferiscono solo ai reparti per i quali è stato risposto si alla prima domanda (n = 29) Musica registrata 25,0 75,0 Musica dal vivo 79,3 20,7 Altro 7,4 92,6 Progetti con gli animali Sì % No % Progetti con animali 13,5 86,5 Le seguenti % si riferiscono solo ai reparti per i quali è stato risposto si alla prima domanda (n = 15) Cani N = 8 Conigli N = 3 Cavie N = 2 Tartarughe N = 1 Gatti N = 1 Personale che attua questi programmi È retribuito 22,6 77,4 Sì % No % È stato formato 77,4 22,6 Il personale del reparto partecipa con loro alle attività 75,3 24,7 Le famiglie vengono coinvolte 26,3 73,7 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 4 (tiratura:40000) Aborto, il dottore che obietta fa carriera Il 21 e 22 di ottobre i ginecologi non obiettori di tutta Italia si incontrano per la prima volta a Roma. L'obiezione di coscienza è prevista dall'articolo 9 della legge 194/78, la legge che ha legalizzato l'aborto in Italia e che, a poco più di trent'anni dalla sua introduzione, ne ha praticamente dimezzato i tassi di incidenza. Riconoscendo allora il diritto all'obiezione di coscienza si tutelava chi già lavorava negli ospedali prima dell'approvazione della legge, e che non poteva certo essere obbligato a operare contro le proprie convinzioni etiche o religiose. Molti (la gran parte) di quei ginecologi sono ormai in pensione, ma il ricorso all'obiezione di coscienza è andato progressivamente aumentando, ostacolando gravemente l'applicazione della legge. Il concetto di obiezione di coscienza riporta la mente alle battaglie non violente, al pacifismo. È stato un diritto conquistato faticosamente in tempi di servizio militare obbligatorio: si riconosceva a un giovane il diritto di non imbracciare un fucile, il diritto di rifiutare la guerra. Era comunque una scelta difficile e faticosa: a esempio, il servizio civile durava più a lungo del servizio militare. È ovvio che l'obiezione di coscienza ha perso significato e non è più ammissibile da quando non c'è più la leva obbligatoria: oggi sarebbe quantomeno singolare assumere un militare che non vuole fare la guerra e si rifiuta di usare le armi! Tutto ciò, inspiegabilmente, non vale per la legge 194, anzi: i ginecologi possono essere assunti negli ospedali pubblici, anche se decideranno di non svolgere appieno una parte del loro lavoro, cioè l'interruzione di gravidanze indesiderate; nel caso della legge 194 chi obietta è premiato, e in generale ha la strada spianata per una luminosa carriera; il ginecologo non obiettore, invece, viene spesso relegato a fare solo le interruzioni di gravidanza, è isolato, vive in stato d'assedio, considerato alla stregua di un volgare "macellaio". Succede così che alcuni arrivano alla scelta dell'obiezione spinti anche dalla disperazione, da una sorta di "mobbing" esercitato da superiori e colleghi, o anche dal desiderio di dare una svolta alla loro professione. Nel 2005 si era dichiarato obiettore il 58,7% dei ginecologi italiani, il 45,7% degli anestesisti, il 38,6% del personale non medico. Nel 2009 queste percentuali sono salite al 70,7% per i ginecologi (con punte che superano l'85%), al 51,7% per gli anestesisti e al 44,9% per il personale non medico. In molte regioni italiane gli ospedali sono costretti a ricorrere a medici esterni convenzionati per assicurare un livello minimo di applicazione della legge. Minimo, giacché le liste di attesa sono lunghissime, e spesso passa più di un mese dal momento in cui la donna decide di interrompere la gravidanza al momento in cui viene eseguito l'intervento, con notevole incremento del rischio di complicazioni. In alcuni casi vengono assunti ginecologi proprio per colmare il "buco nero" della 194; tuttavia è un dato di fatto che molti di loro, subito dopo l'assunzione, vengono folgorati dalla crisi di coscienza, e obiettano. Questa situazione assume colorazioni drammatiche quando si tocca il tema dell'aborto "terapeutico", cioè quello che si esegue dopo il 90 giorno di gestazione, nella gran parte dei casi dopo che sia stata posta la diagnosi di un'anomalia del feto. I ginecologi non obiettori che si occupano di aborti terapeutici sono praticamente una specie in via di estinzione; in molte strutture, quando andranno questi medici in pensione, non vi sarà più nessuno in grado di dare una risposta a una donna che decida e chieda di non avere un figlio malformato. Fare il ginecologo significa "curare" le donne, quelle donne che talvolta si trovano di fronte a scelte dure, difficili, dolorose, essendo presente, rispondendo a questa domanda di cura, senza esprimere giudizi o emettere sentenze: chi non può o non vuole svolgere questo ruolo, questa parte ineliminabile della sua professione, non dovrebbe lavorare nella struttura pubblica. Potrà essere il ginecologo scelto dalle donne che condividono le sue posizioni etiche e religiose, ma non di quelle che, rivolgendosi a una struttura pubblica, non possono scegliere, ma hanno diritto alla tutela della loro salute e a una piena assistenza. Invece oggi arriviamo alle assurde conseguenze "logiche" di questa politica: si invoca l'obiezione di coscienza (la cosiddetta "clausola di coscienza") persino per i medici ai quali viene richiesta la prescrizione della pillola del giorno dopo, nonché per i farmacisti che, per legge, non potrebbero in alcun modo rifiutarsi di dispensare un farmaco prescritto da un medico. Si tratta di una situazione insostenibile, che sta riaprendo SANITÀ NAZIONALE 51 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato LA DENUNCIA DEI GINECOLOGI DELLA LAIGA 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 4 (tiratura:40000) SANITÀ NAZIONALE 52 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato sacche di aborto clandestino (non dobbiamo dimenticare le donne morte in questi ultimi tempi per l'assunzione impropria di farmaci che possono indurre l'aborto) soprattutto tra le donne meno tutelate, le immigrate, le minorenni. Di fatto l'obiezione di coscienza è diventata la testa d'ariete con cui si tenta di impedire l'applicazione della legge e l'esercizio del diritto delle donne alla loro salute fisica e psichica. Il 21 e 22 ottobre i ginecologi non obiettori si incontrano a Roma per dire che è tempo di cambiare, che è tempo di ridare dignità alla loro professione, rivendicando con orgoglio quella scelta etica che li porta a stare vicino comunque alle donne che a loro si rivolgono. Silvana Agatone Anna Pompili Concetta Grande Libera Associazione ginecologi per l'applicazione della legge 194 Il boom delle obiezioni negli ultimi cinque anni (%) 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 3 (tiratura:40000) Riordino territorio, palla alle Regioni Piena autonomia e altolà alla negoziazione stile-suk: sul fronte del riordino delle cure primarie le Regioni ci tengono a rivendicare la regìa del territorio. Una partita che, tengono a sottolineare, si giocherà tutta in sede di rinnovo della convenzione ma rispetto alla quale i tecnici già tengono a mettere i classici puntini sulle "i": nessun cedimento sulla partecipazione alle Uccp laddove una Regione ne preveda l'istituzione, pur con l'esigenza di mantenere la capillarità degli studi sul territorio. Poi, paletti chiari sulla concessione dei fattori di produzione solamente a quanti accetteranno la piena continuità assistenziale. Le 38 ore inserite nero su bianco nella bozza originaria del riordino e stralciate dopo l'incontro in sede di ministero, insomma, dovrebbero con ogni probabilità tornare a essere tema di discussione. Infine: il possibile passaggio alla dipendenza, stralciato dall'ultima versione del testo: per il momento, obbligate dalla scarsità di risorse, le Regioni soprassiedono ma senza cancellare del tutto il tema dall'agenda dei prossimi anni. Perché, spiegano, c'è in ballo una migliore qualità dell'assistenza. Almeno a parole, dopo vent'anni di trattativa incentrata sull'organizzazione dell'attività, le concessioni che le Regioni sono orientate a fare ai medici si limitano agli obiettivi di salute, alla gestione del paziente e alla presa in carico delle maggiori problematiche, dalla cronicità alla domiciliarità. Ma le aperture, a ben vedere, non si fermano qui: porte aperte al coordinamento in capo ai Mmg dell'attività multiprofessionale da erogare nelle Uccp, con l'assegnazione di obiettivi di budget vincolanti e l'ipotesi (se tornerà in ballo la questione dipendenza), di prevedere percorsi di carriera per quanti si assumeranno l'onere del management. Quanto al resto, con tutte le difficoltà di un riordino ancora molto lontano, l'ossatura del documento di restyling che il ministero della Salute si è impegnato a limare dopo l'incontro con sindacati e tecnici regionali, c'è ormai tutta e ai medici non dispiace: forme organizzative sia monoprofessionali che multiprofessionali, continuità dell'assistenza, graduatoria unica per l'accesso alla professione, ridefinizione della struttura del compenso. B.Gob. I temi sul piatto Aspetti organizzativi in discussione Disomogeneità organizzativa: - tra Regioni; - all'interno di ogni Regione; - differenze tra centri urbani e centri rurali Difficoltà di integrazione verticale e virtuale Assegnazione obbligatoria a forme organizzative, secondo modelli individuati dalle singole Regioni: monoprofessionali (aggregazioni funzionali territoriali) che condividono obiettivi, strumenti di valutazione della qualità assistenziale, Linee guida, audit ecc.; - multiprofessionali (Unità complesse di cure primarie) che erogano prestazioni assistenziali tramite il coordinamento e l'integrazione dei professionisti delle cure primarie e del sociale Possibilità a livello regionale di modulare il limite massimo di assistiti per medico Garanzia dell'attività assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana attraverso il coordinamento operativo e l'integrazione professionale Adempimento del debito informativo, adesione all'assetto organizzativo e al sistema informativo definiti da ciascuna Regione come requisito essenziale e indispensabile per l'acquisizione e il mantenimento della convenzione Possibilità di stabilire specifici accordi con i medici operanti nelle forme organizzative multiprofessionali, secondo modalità e in funzione di specifici obiettivi definiti in ambito regionale, per l'erogazione di specifiche attività assistenziali con particolare riguardo ai pazienti affetti da patologia cronica Possibilità, per le Regioni, di prevedere l'inquadra- mento dei medici convenzionati nel ruolo della dirigenza medica Valorizzazione delle professioni sanitarie non mediche Aspetti economici in discussione Quota per ciascun assistito o quota per ciascuna ora prestata sulla base di variabili legate a: - complessità della casistica degli assistiti, come corrispettivi delle funzioni e attività assistenziali; eventuali funzioni complementari a quelle assistenziali Possibilità, per le aziende, di provvedere alla dotazione strutturale, strumentale e di servizi delle forme organizzative multiprofessionali (Uccp). Fornitura: in forma diretta - erogazione delle risorse finanziarie necessarie all'acquisizione degli stessi beni e servizi con impegno orario dei medici di almeno 38 ore settimanali Forme di finanziamento a budget per le forme organizzative multiprofessionali Criticità del sistema Insufficiente realizzazione di percorsi di continuità SANITÀ NAZIONALE 53 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato LA REVISIONE DELLE CURE PRIMARIE La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato 54 SANITÀ NAZIONALE Pag. 3 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 18/10/2011 (tiratura:40000) dell'assistenza 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 3 (tiratura:40000) Fare il medico allunga la vita: quasi 1,5 anni di più in camice Il risultato è legato alla maggiore pratica di stili di vita sani e prevenzione La speranza di vita a 65 anni negli ultimi venti anni è aumentata per tutta la popolazione, secondo i dati Istat di 2,7 anni per gli uomini e di 2,6 anni per le donne. Ma quella dei medici rispetto all'aspettativa di vita generale è ancora più alta: un medico (od odontoiatra) maschio che ha compiuto 65 anni nel 2007, aveva un'attesa di vita di 1,4 anni in più rispetto alla media generale e una donna medico un anno di più. In sintesi, mentre la vita media di un sessantacinquenne può raggiungere gli 82,9 anni se uomo e gli 86,6 anni se donna, in camice bianco si arriva a 84,3 anni per gli uomini e a 87,6 anni per le donne. Fare il medico a quanto pare fa bene non solo alla salute dei pazienti, ma anche degli stessi dottori. A rilevare il dato è stata l'Enpam che sta analizzando la sua "base previdenziale" in vista della riforma di meccanismi di contributi e pensioni (si veda articolo in questa pagina) . E che attribuisce la vita più lunga dei medici a un fatto culturale ed educazionale. È noto infatti che la povertà e uno scarso livello culturale tendano a generare più facilmente malattie e che i livelli più evoluti di popolazione tendano a stare meglio e a vivere più a lungo. Ma nel caso dei medici si aggiungono anche altri fattori che portano al risultato evidenziato dall'ente previdenziale: i dottori conoscono bene gli effetti degli stili di vita negativi e li evitano spesso più degli altri. E inoltre sono più coscienti delle tecniche di prevenzione che applicano con maggiore regolarità su se stessi. Ci sono poi i fattori generali di miglioramento, quali la riduzione delle malattie infettive, i cambiamenti positivi nelle abitudini alimentari, la riduzione e in assoluto la maggiore attenzione all'inquinamento, che hanno il loro ruolo nel migliorare le condizioni di vita in generale. Un fenomeno culturale e di educazione alla salute, quindi. Con alcune particolarità. A esempio l'attesa di vita più alta è maggiore per gli uomini che per le donne medico. «La donna - spiega Alberto Oliveti, vice-presidente Enpam - ha un'aspettativa più lunga del maschio in assoluto e da sempre a livello di popolazione generale e quindi è naturale che la crescita sia più rallentata. Poi ci sono fattori che sicuramente la "penalizzano" rispetto all'uomo. Un esempio su tutti: la gravidanza. Sicuramente, specie quando è ripetuta, crea maggiori problemi fisici e di stress, anche se del tutto naturali, anche se comunque i risultati finali sono ugualmente estremamente positivi». Secondo Oliveti l'aumento di aspettativa di vita costante in tutta la popolazione dipende in generale dal fatto che ci si ammala realmente di meno e si ha un maggiore ricorso quotidiano ai meccanismi di controllo della salute. «Se penso alla pediatria a esempio - conclude Oliveti - le visite che si fanno adesso per i bambini hanno una scansione molto più frequente di quelle di una volta e nel lungo periodo generano sicuramente una condizione di vita migliore e una minore propensione a contrarre patologie. Contribuiscono ad allungare la vita insomma». La speranza di vita a 65 anni (Istat 2007) SANITÀ NAZIONALE 55 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato ANALISI DEI DATI ISTAT SULL'ASPETTATIVA A 65 ANNI PER UOMINI E DONNE 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 2 (tiratura:40000) Enpam: età della pensione a 68 anni, aumento di contributi e minori rendite L'Enpam sta per dare il via alla maxi-riforma necessaria per rispettare i nuovi criteri di equilibrio dei fondi spostati da 15 a 30 anni dalla Finanziaria del 2009: in pensione più tardi, contributi un po' più elevati (ma dal 2015) e coefficienti di rendimento ritoccati verso il basso. Il risultato sarà la garanzia di una sostenibilità economica a 30 anni e una copertura patrimoniale a 50 anni, fino al 2059. Lo spostamento da 15 a 30 anni del periodo di garanzia aveva fatto scattare l'allarme sul futuro delle pensioni: i conti non ce l'avrebbero fatta per più di 15-20 anni e sarebbero andati in rosso a partire dal 2030 mettendo le pensioni dei medici in serio pericolo. Dopo un passaggio di condivisione e concertazione con tutte le categorie interessate, la riforma potrebbe vedere la luce già prima della fine dell'anno. A chiedere a gran voce la riforma poi sono stati anche negli ultimi mesi la Corte dei conti, la commissione parlamentare bicamerale di controllo sugli enti di previdenza e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che su questo argomento ha inviato la scorsa settimana una lettera all'ente di previdenza. Gli ingredienti della riforma sono l'innalzamento graduale dell'età pensionabile e dell'aliquota contributiva, nuovi coefficienti di adeguamento all'aspettativa di vita e, per i contributi versati dopo il 1 gennaio 2013, un coefficiente di rendimento più contenuto. Ma le nuove regole, per ora, riguarderanno solo medici di medicina generale e pediatri di libera scelta: circa 69mila professionisti in attività che rappresentano però più della metà delle entrate contributive dell'ente. Nelle prossime settimane, tuttavia, è già stata annunciata la presentazione di misure analoghe anche per liberi professionisti, specialisti delle Asl e specialisti accreditati con il servizio sanitario. L'Enpam non si ferma tuttavia a questi aspetti per rivedere l'organizzazione dell'Ente ma, come ha spiegato il suo vice-presidente vicario Alberto Oliveti ha già «modificato il modello organizzativo degli investimenti per assicurare scelte con la maggiore prudenza possibile» in base allo schema che alla Fondazione ha fornito Mario Monti. E questo in risposta a un altro allarme lanciato da Corte dei conti, Commissione bicamerale e ministero del Lavoro che più volte hanno sollecitato l'ente a considerare con estrema prudenza il ricorso a investimenti e strumenti finanziari a rischio, che negli scorsi anni hanno portato perdite consistenti. Soprattutto dopo l'esposto del 18 maggio - che in questi giorni ha portato all'Ente la Guardia di finanza per il controllo dei libri contabili - presentato all'autorità giudiziaria da cinque Ordini dei medici (Bologna, Catania, Ferrara, Latina e Potenza): lo scopo era di far luce sui «complessi investimenti patrimoniali effettuati da Enpam negli ultimi anni». Alla base un dossier elaborato dalla società di consulenza Sri Capital Advisers che, dalla stessa cassa, aveva ricevuto l'incarico di effettuare una radiografia del portafoglio finanziario. I consulenti Sri hanno fatto emergere alcune criticità: il ricorso agli investimenti in Cdo, collateralized debt obbligation (bond strutturati), e un'eccessiva tendenza alla rinegoziazione degli stessi. Sri ha poi ipotizzato una perdita di 400 milioni per l'ente, il cui patrimonio mobiliare ammonta a 7 miliardi (quello complessivo, compresi gli immobili, è di 11 miliardi). «Nell'indagine per truffa, Enpam è parte offesa», dichiara Gaetano Scalise, legale dell'ente. Il Cda della Cassa ha già stabilito che si costituirà parte civile nel caso «dovessero essere verificati episodi poco chiari. Le responsabilità verranno perseguite a qualsiasi livello». Oliveti poi ha anche annunciato «un piano triennale di risparmi con tagli ai costi di gestione per 14 milioni». I cardini della riforma. La prima novità della riforma è l'innalzamento graduale dell'età della pensione di vecchiaia che passerà, di sei mesi in sei mesi, dagli attuali 65 anni a 68 anni dal 2018 in poi. Dal 1º gennaio 2013 entreranno anche in vigore nuovi coefficienti di adeguamento all'aspettativa di vita: chi resterà al lavoro più a lungo sarà premiato e i contributi versati dopo il compimento dell'età della pensione ordinaria di vecchiaia varranno il 20% in più. Chi invece preferirà la pensione anticipata (a partire dai 58 anni con 35 anni di contributi e 30 anni di laurea) avrà una riduzione rispetto alla pensione ordinaria. Le altre misure previste sono una minore valorizzazione dei contributi versati dopo il 1º gennaio 2013 che avranno un coefficiente di rendimento più contenuto (1,4 contro l'1,5 attuale) e SANITÀ NAZIONALE 56 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato RIFORMA PREVIDENZIALE 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 2 (tiratura:40000) SANITÀ NAZIONALE 57 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato l'innalzamento graduale dell'aliquota contributiva dall'attuale 16,5% fino a circa il 26% nel 2026. L'aumento delle aliquote però non scatterà prima di gennaio 2015: le ultime manovre economiche hanno bloccato contratti e convenzioni fino al 2014 e un aumento dei contributi prima di quella data si tradurrebbe in una riduzione della busta paga dei medici. Infine, è stata prevista anche una rivalutazione maggiore delle pensioni più basse e un sistema di correttivi per una migliore valorizzazione dei contributi dei "più giovani", gli under 50. La riforma in breve Innalzamento dell'età pensionabile. Il requisito attuale di 65 anni passerà a 65 anni e sei mesi nel 2013, a 66 anni nel 2014 e così via fino ad arrivare a 68 anni dal 2018 in poi Coefficienti di adeguamento all'aspettativa di vita. Dal 1 gennaio 2013 i contributi versati dopo il compimento dell'età ordinaria pensionabile varranno il 20% in più; chi opterà per la pensione anticipata avrà invece una riduzione rispetto alla quota ordinaria Coefficiente di rendimento. Dopo il 1 gennaio 2013 passerà dall'1,5 attuale all'1,4 Aliquota contributiva. Sarà innalzata gradualmente dall'attuale 16,5% fino al 26% nel 2026 Pensioni più basse. Saranno rivalutate con correttivi per valorizzare i contributi dei più giovani 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 2 (tiratura:40000) «Addio alla coesione sociale» Le cure non sono più uguali per tutti - Le condizioni per il recupero della professione Medici in piazza a Roma la scorsa settimana con lo slogan «La Sanità non si tocca!», per protestare contro i tagli delle manovre che, sostengono le 25 sigle di convenzionati, dipendenti e medici privati riunite in una maxi-intersindacale, colpisce solo i dipendenti. Quattro gli argomenti nel mirino: il prolungamento del blocco dei contratti a 5 anni; lo «scippo» per 2 anni del Tfr che è salario differito; la «minaccia di una mobilità selvaggia e di una ulteriore precarizzazione degli incarichi di lavoro»; la proroga della facoltà per le aziende di pensionamento forzato. «Il sistema - hanno detto uniti - è al collasso». La crisi è per tutti e i medici non chiedono sconti, ma mettono sul piatto una serie di richieste «a costo zero» per il rilancio della professione. «Sicurezza delle cure, lotta al precariato, livelli organizzativi definiti e a cui partecipino i medici, formazione nel Ssn, un diverso rapporto con le aziende per tagliare la burocrazia: sono queste le garanzie che chiediamo al Governo», spiega Costantino Troise (Anaao), che aggiunge anche l'avvio delle contrattazione decentrata i cui fondi sono aziendali, spiega, e non nazionali e non rientrano negli ambiti delle manovre. «Si deve avviare un percorso di rifondazione della professione medica e delle altre professioni - ha detto Riccardo Cassi (Cimo) - che modifichi radicalmente la situazione avviando un confronto con le istituzioni e soprattutto con le Regioni che il federalismo ha reso nostri interlocutori principali, ma verso le quali c'è la totale assenza di riferimenti istituzionali». «I tagli - ha aggiunto Giacomo Milillo (Fimmg) - sarebbero accettabili se fossero mirati a sprechi reali e condivisi, se si mettessero i medici nella condizione di risparmiare sulla medicina difensiva, si spostassero le incombenze amministrative a personale di segreteria a minor costo unitario, si mettesse mano al sistema formativo anche dedicando le risorse che oggi assorbe l'Università a inserire i "formandi" rapidamente e con un reddito dignitoso nel mondo sanitario, si rafforzasse la contrattazione nazionale lasciando a quella periferica ambiti specifici». Tra i settori in cui l'allarme è maggiore ci sono l'emergenza e la continuità territoriale (guardia medica): «Al territorio servono risorse e non tagli - ha detto Fabiola Fini (Smi continuità assistenziale ed emergenza territoriale) - e soprattutto non serve la demedicalizzazione proposta da alcune Regioni per risparmiare». E questa volta in piazza c'erano anche specializzandi e precari. «Dobbiamo imparare a indignarci - ha detto Pierino Di Silverio (Federspecializzandi) - anche per la persistenza di un percorso formativo dei medici inadeguato. Vogliamo una formazione che ci renda medici certificati non solo dal Ssn, ma soprattutto dai cittadini, dal loro stato di salute e dalla loro soddisfazione nei confronti di un Ssn di qualità e di prestazioni efficaci». «La nostra condizione - ha affermato Andrea Filippi (Fp Cgil medici "precari") - è destinata ad aggravarsi con il blocco del turn over che impedisce di mettere a concorso i posti vacanti, anche se la stabilizzazione dei precari non comporterebbe aumenti di spesa, ma di dare maggiore stabilità al sistema e qualità delle cure». Al termine della manifestazione i medici hanno consegnato al Governo le 10.118 firme raccolte con la campagna web «cambiamo la manovra» e una lettera spedita anche a Parlamento e Regioni in cui ribadiscono che «la Sanità è entrata in una fase recessiva, definanziata e impoverita dal punto di vista economico e di risorse professionali, avviata a ricoprire un ruolo povero per i poveri» e affermano che «il diritto alla salute non è più esigibile in ugual modo in tutte le Regioni. Si perde il valore di coesione sociale hanno concluso - assicurato da un Ssn e si distrugge un valore fondamentale di una comunità rendendo diseguale la realizzazione dell'unico diritto che la Costituzione definisce fondamentale: la salute». Paolo Del Bufalo Le perdite retributive di cinque anni (2010-2014) senza contratto (migliaia di euro) Il blocco dei contratti per cinque anni porta a una perdita che va dai quasi 10mila euro delle funzioni apicali ai 3.700 euro dei generalisti con 500 assistiti. In realtà a queste cifre vanno sommate altre perdite: quella previdenziale e sul Tfr, legate alla mancata crescita delle buste paga, il taglio per chi supera i 90mila euro di reddito annuo che può raggiungere anche altri 2mila euro l'anno e il fatto che la massa salariale del contratto 2015 sarà quella del 2009, con un evidente effetto riduttivo delle future percentuali di aumento. Il tutto, come sostengono i SANITÀ NAZIONALE 58 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato Protestano le 25 sigle dell'intersindacale di convenzionati, dipendenti, dirigenti pubblici e privati 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 2 (tiratura:40000) SANITÀ NAZIONALE 59 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato medici, raddoppia praticamente la perdita legata ai soli aumenti contrattuali e porta l'asticella a circa il 20% di effetto negativo. 18/10/2011 Il Sole 24 Ore Sanita' - N.39 - 18 Ottobre 2011 Pag. 2 (tiratura:40000) Generalisti e pediatri in fuga dal lavoro La preoccupazione per una pensione "ridotta" e/o ritardata, sempre più forte negli ultimi anni a causa delle varie manovre che si sono succedute a livello di Governo e degli annunci sulla stretta pensionistica inevitabile all'interno della categoria (si veda altro articolo sulla riforma dell'Enpam) , sta provocando una vera e propria fuga dal lavoro tra medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Una fuga che in questo periodo rischia di aumentare ancora: quando si innalza l'età per la pensione di vecchiaia, chi la sta per raggiungere preferisce andare via prima che entrino in vigore i nuovi requisiti e il termine per dare il preavviso all'Asl dopo le manovre di luglio e quella di ferragosto scade per quest'anno il 31 ottobre prossimo. Una fretta inutile, sottolinea l'Enpam, perché l'intervento sull'età non avrà effetti nel corso del 2012. Una fretta anche dannosa, perché se poco cambia per ora all'ente previdenziale se si anticipa l'età della pensione, il danno maggiore sarebbe per il Ssn che rischia di trovarsi con una carenza di generalisti dopo il pensionamento degli attuali "baby boomer" (nati tra il 1945 e il 1964) all'italiana. Secondo la FnomCeo - il dato è stato di recente confermato dai sindacati dei pediatri di base: si veda Il Sole-24 Ore Sanità n. 36/2011 - il 62% dei medici di medicina generale e il 58% dei pediatri di libera scelta andranno in pensione entro il 2025. Al contrario, finora, i medici di famiglia hanno sempre avuto la tendenza ad andare in pensione tardi, anche negli anni scorsi con ricorsi alla magistratura per rimanere anche oltre i 70 anni. Ma negli ultimi anni, a causa dell'aumento dello stress e delle incombenze oltre che dei rischi previdenziali, hanno cominciato ad andare sempre più in pensione anticipata. Ma le cose stanno cambiando e gli ultimi dati elaborati dall'Enpam parlano chiaro: nel 2001 il 77,58% di generalisti e pediatri optava per restare al lavoro almeno fino a 70 anni. Una percentuale che è andata via via riducendosi passando al 60,41% del 2007 e "crollando" negli ultimi tre anni fino al 47,85% del 2010. Una tendenza che non deve essere assecondata secondo l'Enpam sia per la carenza che potrebbe provocare, ma anche perché la speranza di vita in generale (e quella dei medici in particolare: si veda altro articolo in questa pagina) è molto aumentata e di questo passo l'Ente previdenziale, che non ha problemi di erogazione immediata, si ritroverà a pagare pensioni per un numero crescente di anni. «Per quanto riguarda la nostra riforma - spiega Alberto Oliveti, vice-presidente Enpam - stiamo negoziando una certa gradualità applicativa. Ovvio che se un medico è stanco va benissimo che vada in pensione quando crede opportuno: la professione medica è un lavoro di front office che usura e l'esigenza di vivere al di fuori del contatto col paziente può far venire la voglia di lasciare prima. Ma allo stesso tempo ai medici preoccupati dalla riforma dico di non essere terrorizzati perché ci sarà comunque gradualità applicativa e non credo ci saranno casi in cui andare il giorno dopo o il mese dopo in pensione possa prevedere una riduzione rispetto al mese prima. Anche quando entreranno in vigore le nuove riforme se da un lato si perderà qualcosa in termini di conteggio, dall'altro si guadagnerà in termini di valutazione di ciò che è stato versato negli anni precedenti». Quanti vanno in pensione a 70 anni (Mmg e Pls) SANITÀ NAZIONALE 60 La proprietà intelletuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato IN QUIESCENZA SEMPRE PRIMA