CONSIGLIO PROVINCIALE DI MILANO
Processo verbale dell'adunanza dell’8 giugno 2006
Addì, otto giugno duemilasei, in Milano, nell'Aula consiliare di via Vivaio n. 1, si è riunito il Consiglio
provinciale per la trattazione degli argomenti iscritti agli ordini del giorno ordinario e supplementari
dall’uno al diciannove, diramati in data 12, 19, 26, 31 gennaio, 2, 9, 23 febbraio, 4, 12, 20 aprile, 4, 11,
16, 23, 25, 30 maggio e 8 giugno 2006 con atti provinciali n. 3861/2006/2.1/2004/4662.
A norma dell'art. 34 dello Statuto, la Presidenza dell'adunanza viene assunta dal Presidente del
Consiglio provinciale, Vincenzo Ortolina.
Partecipa alla seduta il Vice Segretario generale della Provincia, Dr.ssa Liana Bavaro.
Alle ore 15.52 il Presidente del Consiglio invita il Vice Segretario a procedere all'appello nominale dei
presenti.
Rispondono all'appello i seguenti trentuno Consiglieri:
Ortolina Vincenzo
Albetti Roberto
Angiuoni Pierluigi
Barbaro Mario
Bruschi Marco detto Max
Calaminici Arturo
Caputo Roberto
Casati Ezio
Cavicchioli Arianna
Clerici Michele
Colli Ombretta
Dapei Bruno
De Gaspari Mario
Del Nero Paolo
Esposito Francesco
Foglia Giuseppe
Fortunati Ombretta
Frassinetti Paola
Gavazzi Attilio
Greco Luigi
Guerra Luca
Maestri Pietro
Malinverno Marco
Mauri Matteo
Meroni Fabio
Musciacchio Camilla
Nobili Ernesto
Pezzoni Alessandro
Pioli Pier Mauro
Pozzati Vittorio
Scarano Giuseppe
E’ altresì presente l’Assessore provinciale Benelli.
Assenti giustificati i Consiglieri Censi, Grimoldi e Modugno.
Constatato che l’adunanza è valida per legalmente deliberare, il Presidente del Consiglio, dichiarata
aperta la seduta, così si esprime: “Credo sia inevitabile, Consiglieri, aprire questa seduta ricordando il
Caporal Maggiore Allessandro Pibiri, l’ennesima vittima italiana della guerra in Iraq. Il Caporal
Maggiore della gloriosa Brigata Sassari è caduto nell’adempimento del suo dovere, mentre era in corso
un pattugliamento del territorio si è udito uno scoppio improvviso e il mezzo su cui viaggiavano cinque
militari italiani è saltato in aria. Il Caporal Maggiore Pibiri aveva soltanto venticinque anni. Qualunque
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sia la legittima opinione politica di ognuno di noi sulla missione irachena, il numero di vittime ci deve
far riflettere. Questa guerra, è la mia personale convinzione, è nata male e, se possibile, gestita anche in
modo peggiore.
Ma un altro lutto in questi giorni ci ha colpito, la scomparsa di Rolando Pallanti, Assessore ai servizi
sociali del Comune di Brugherio. Una storia la sua che comincia negli anni ‘70, dal mondo della scuola
alle fabbriche, all’attività sindacale, Pallanti fu sempre un interlocutore disponibile e un politico attento
nel salvaguardare le esigenze di tutti. Un male incurabile lo aveva colpito mesi fa, mentre era al lavoro,
sul campo a Brugherio, anche se lui aveva continuato a combattere, si era curato, ed era tornato sui
banchi della Giunta a conferma di un attaccamento indefesso al proprio dovere anche politico.
Chiedo a questo punto a tutti voi di unirvi insieme a me in un minuto di silenzio per le vittime.”
Nel frattempo sono entrati in aula l’Assessore Carlino, il Segretario generale, avv. Princiotta, ed i
Consiglieri Ariazzi, De Nicola, Gaiardelli e Patta. (presenti 35)
Il Consiglio osserva un minuto di silenzio.
Presidente del Consiglio: “Vi ringrazio. E’ il momento degli interventi liberi, ex art. 83, se qualcuno si
vuole iscrivere. Mi insospettiva il fatto che non si fosse ancora iscritto nessuno. Do la parola a Dapei.”
Consigliere Dapei: “Me la prendo la parola. Grazie Presidente. Come molti colleghi avranno saputo,
ieri si è tenuta una conferenza stampa presso la Regione Lombardia di Assessori, Consiglieri
provinciali, comunque esponenti politici di Verdi, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista, per
esternare la loro contrarietà al progetto di nuova tangenziale che il CIPE ha inserito nell’elenco delle
opere strategiche nazionali, su proposta della società TEM S.p.A.
La volontà politica del Presidente Penati a favore di questo progetto è nelle cose, siede come socio per
il 48% in quella società e ha votato a favore della formalizzazione della proposta di progetto al CIPE. I
rappresentanti della Provincia nel c.d.a. di TEM non hanno mai votato in maniera distonica rispetto agli
altri soci, Gavio, Banca Intesa, ecc. Il Presidente Penati non più di un anno fa ha proposto a questa
assemblea addirittura la ricapitalizzazione di quella società, quindi non l’uscita della Provincia da TEM
S.p.A. ma addirittura di investire ulteriori danari pubblici in quel progetto, in quella società, che, lo
ricordiamo, ha come oggetto sociale esclusivamente la promozione, la progettazione, la realizzazione e
la gestione della nuova tangenziale est esterna, e più in generale dell’anello di tangenziali….Il
Presidente Penati ha portato in Consiglio una proposta, peraltro approvata anche con il nostro voto, per
proseguire in quell’iter. Peraltro, in questi due lunghi anni di amministrazione Penati non si è fatto un
passo avanti in nessun’altra direzione, non risulta, almeno non in Consiglio o in Commissione, notizia
di progetti alternativi, comunque li si voglia chiamare. Noi non siamo pregiudizialmente legati al nome
di Autostrada, chiamiamolo anche Alfredo, l’importante che ci sia la possibilità per il territorio e per i
cittadini di realizzare quel diritto alla mobilità che progressivamente viene negato dalle circostanze che
non cambiano da paese a paese, cioè il traffico che cresce e le infrastrutture che sono insufficienti.
Noi rispettiamo le scelte politiche di tutti, che peraltro ci sembrano anche abbastanza coerenti rispetto a
quello che ciascuna forza politica ha sempre detto, in coerenza con quello che noi abbiamo fatto in
cinque anni di Amministrazione Colli e in coerenza con il programma che abbiamo presentato alle
provinciali, ma anche e soprattutto in coerenza con quel programma politico presentato e approvato
dalla maggioranza dei cittadini della Provincia di Milano in occasione delle recenti elezioni politiche,
noi diciamo al Presidente Penati di non perdere altro tempo, di guardare in faccia la realtà, di prendere
atto del fatto che non esiste una strategia per fare che può condividere con i suoi attuali alleati e di
guardare all’interno del Consiglio se ci sono i numeri, e ci sono, per dare il via libera definitivo a
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queste opere, così come la Regione Lombardia aspetta da tempo, così come il Governo nazionale
aspetta da tempo, e così come soprattutto aspettano da tempo i cittadini della Provincia di Milano.”
Assume la presidenza dell’adunanza il Vice Presidente Vicario del Consiglio Cavicchioli.
Consigliere Patta: “Io francamente sono colpito dall’intervento del collega Dapei, perché si segue un
metodo strabiliante, si costruisce un equivoco per poi fare una proposta equivoca. Mi sembra davvero
particolare questo. Dov’è l’equivoco costruito dall’interpretazione che Dapei dà dei fatti? Forse qui si
dimentica che questa Amministrazione Provinciale, con delibera del febbraio 2005, ha bocciato il
progetto approvato dalla delibera del CIPE. Quindi, dentro l’Amministrazione Provinciale e le forze
politiche dell’Amministrazione Provinciale, la valutazione sul progetto di cui alla delibera CIPE è
assolutamente unanime e condivisa. I colleghi dell’opposizione si vadano a rileggere la delibera che
questa maggioranza ha prodotto, con le valutazioni e i pareri negativi che vengono dati su quel
progetto.
E’ stata fatta una conferenza stampa che nasce dal fatto che alcuni di noi pensano che prima di
procedere alla costruzione di un nuovo progetto sia indispensabile che venga ritirata la delibera del
CIPE. Non c’è divergenza invece tra di noi sul fatto che occorra costruire un altro progetto, e stiamo
procedendo a ragionare insieme, forse i colleghi dell’opposizione avrebbero ragione, non sono
informati, stiamo ragionando con le Amministrazioni locali, con i Sindaci, con il territorio, proprio su
un’ipotesi di nuovo progetto. Esistono delle proposte conosciute, fatte dall’associazione dei Comuni
tempo fa, esistono non dei progetti ma delle riflessioni prodotte dalla maggioranza, è in corso, sia
all’interno della maggioranza che con i territori, una riflessione per arrivare ad un progetto che superi
quello attualmente approvato dal CIPE, che noi riteniamo assolutamente inadeguato. Perché
inadeguato? Per le cose che abbiamo sempre sostenuto in quest’aula, anche quando abbiamo
ricapitalizzato TEM, i colleghi dell’opposizione si vadano a leggere le delibere. Intanto c’è un vizio che
per la politica talvolta non vuole dire niente, ma da un punto di vista reale ha un significato forte, il
CIPE ha approvato il progetto solo in via tecnica, non c’è una lira di quel miliardo e 500 milioni di euro
necessari per realizzare quell’opera.
Siamo stati sempre contrari, perché quel progetto, quell’autostrada fino a quattro corsie, con quelle
caratteristiche è una ferita nel territorio ad impatto ambientale, sociale, agricolo, ecosistemico,
naturalistico, folle. Folle! Io capisco che voi non vi fate problemi per qualche tonnellata di asfalto in
più, e che di ciò che questo produce nel territorio, nelle popolazioni, nelle produzioni agricole, negli
ecosistemi, non vi interessi, quindi siete per fare tanto, purché si faccia. Noi su questo abbiamo detto
no. Non accettiamo quella ferita devastante sul territorio realizzata in quel modo. Siamo contrari, e
siamo sempre come maggioranza, come tutta la maggioranza, contrari a quel progetto perché quel
progetto ha quelle caratteristiche in quanto è stato costruito contro il parere delle popolazioni, non
ascoltando le popolazioni, contro il parere delle due Province interessate, non accettando nessuna
riflessione, nessuna forma di partecipazione, nessun concorso di idee che arrivasse dal basso.
Noi, prego andare a rileggere, affermiamo fin dal programma che questa Amministrazione ha assunto
nel suo insediamento, che avremmo costruito i progetti necessari per quanto riguarda il sistema
viabilistico e trasportistico, in una relazione con le popolazioni, con le Amministrazioni, come
procediamo in tutte le questioni. Quindi non c’è niente di nuovo, lo abbiamo ribadito, era già presente
nel nostro programma, era presente nella delibera con cui questa Amministrazione rigetta il progetto
deliberato dal CIPE, era presente di nuovo nella delibera con cui noi abbiamo ricapitalizzato TEM.
Per chiudere, l’equivoco è evidente, la proposta equivoca della minoranza che pensa di aggiungere o di
sostituire dei voti è risibile, non la considero neanche una provocazione, mi sembra una cosa che non
trova fondamento né senso da nessuna parte.”
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Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Barzaghi.
Consigliere Clerici: “Presidente, nel commemorare quel povero soldato caduto a Nassiriya, lei ha
aggiunto, facendo una considerazione sulla guerra, che a parer suo non tutto era giusto. Per carità, è
un’opinione assolutamente legittima, come altre sono legittime. Però c’è qualche cosa che è accaduto
oggi e che credo sia trasversale, dovrebbe vedere tutti i Gruppi unanimemente felici nel celebrare la
dipartita da questo pianeta di un macellaio, indegno di essere chiamato uomo. Non so se tutti sanno,
però finalmente quel bravissimo tagliatore di teste, che risponde al nome di Al Zarqawi, è stato preso a
fucilate finalmente e credo che il fatto, non sto condannando le opinioni del Signor Al Zarqawi, che
potrebbe anche aver condotto una lotta a suo parere partigiana, ma il modo in cui l’ha condotta è da
assoluto macellaio, indegno di essere chiamato uomo. Per cui io credo che in quest’aula tutti in questo
momento dovremmo gioire del fatto che è stata eliminata una persona che sulle televisioni di tutto il
mondo sgozzava la gente e tutti l’abbiamo visto.”
Riassume la presidenza dell’adunanza il Presidente del Consiglio Ortolina.
Presidente del Consiglio: “E’ una notizia che ho appreso da lei adesso, sono stato impegnatissimo
stamattina, grazie. Scusate, sono costretto a dichiarare chiuse le iscrizioni, perché il numero degli
iscritti è diventato altissimo. La parola a Casati.”
Consigliere Casati: “Grazie Presidente. Volevo anch’io intervenire brevemente su quelli che sono stati i
primi due interventi, quelli del capo Gruppo Dapei e del capo Gruppo Patta, per affermare quello che
abbiamo più volte, io almeno ho più volte, ribadito in questo ambito, cioè che penso anch’io che si
debba arrivare ad una soluzione condivisa per un quadrante della mobilità che non è soltanto… Quando
in questo territorio abbiamo in mente il come muoverci, abbiamo in mente soltanto le strade, le
automobili, il mezzo privato, fa meno scalpore pensare che questa città non ha nemmeno una linea
tranviaria che colleghi il suo aeroporto di città con il centro, che distano quattro o cinque km, ed è uno
scandalo inverosimile.
Stavo pensando che in questo ambito della mobilità automobilistica abbiamo uno scenario abbastanza
pieno di linee sulla carta, perché per alcuni casi se ne parla da molto ma non abbiamo nemmeno un
progetto, che sono la Pedemontana, la quarta corsia della Bergamo-Milano, la TEM e Bre.Be.Mi. Mi
pare che con sfumature magari diverse, ma nella sostanza quasi tutte le forze politiche, o meglio per
quello che conosco tutte le forze politiche, su buona parte di Pedemontana siamo tutti d’accordo, la
quarta corsia della Bergamo-Milano si sta facendo, sulla TEM abbiamo posizioni che sono quelle che
diceva il Consigliere Patta, abbiamo un progetto che ci vede protagonisti come ente, all’interno di TEM
noi ci siamo, abbiamo un capitale importante, l’abbiamo ricapitalizzata, ma la scelta è stata quella
soprattutto di dire: noi lì stiamo perché all’interno di questa società possiamo modificare quel progetto
che il territorio non vuole.
Da ultimo, su Bre.Be.Mi, sostanzialmente diciamo: vediamo come funziona la mobilità con questi
scenari realizzati, poi in ultima istanza si può ragionare anche su questo. E’ argomento di questi giorni
che addirittura la società Serenissima, la Provincia di Brescia, ecc., stanno ragionando di spostare a
nord il tracciato di Bre.Be.Mi, oltre l’attuale A4, approfittando del fatto che per un pezzo Pedemontana
gli va incontro e quindi forse si utilizzerebbe meno terreno. Però non abbiamo conoscenza, non
abbiamo approfondimenti, non sappiamo qual è la questione.
Faccio un’ulteriore riflessione politica. La prima, questo forse è il momento giusto perché la classe
politica prenda atto e prenda decisione perché è lontana da condizionamenti elettoralistici, perché da un
lato c’è qualcuno che dice facciamola, facciamola, facciamola, anzi siamo pronti, abbiamo i soldi e
questo protagonista urlatore da due scranni, dal Governo della Regione e dallo scranno senatoriale
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adesso dice: dobbiamo avere garanzie da questo Governo che i fondi per le opere esistano. Ma le
garanzie, i fondi, non c’erano prima della tornata elettorale? Nessun atto di Governo ha tolto quei
fondi, se i fondi c’erano ci sarebbero stati anche ora, perché nessuna decisione ha portato a modifiche
di questo genere.
Quindi mi viene il dubbio che quello che noi dicevamo qui, che erano degli esigui segni su una cartina,
erano solo quelli, l’unico finanziato è Bre.Be.Mi, perché c’è il partner privato, non che questo a me
scandalizzi, anzi tutt’altro, però sappiamo benissimo che l’ammontare economico copre circa il 50% di
quello che occorre per realizzare quell’opera, il resto pare lo dovesse mettere l’ANAS, ma mi pare di
capire che ANAS potrebbe cambiare sigla e chiamarsi AVIS, ha bisogno di un po’ di trasfusioni
economiche. In questo momento una cosa è certa: ANAS potrà anche avere i progetti ma sicuramente
non ha un centesimo di euro, nemmeno per finire i progetti che ha in corso. Questo ci deve fare
assolutamente pensare su una serie di situazioni.
Poi ribadisco il mio concetto iniziale, questo è il momento per il quale la politica può affrontare
vivamente, pienamente e senza condizionamenti di accontentare o scontentare una propria posizione,
ma probabilmente scevra e svuotata da questi contenuti, può trovare una soluzione per questo
quadrante provinciale che ha assolutamente bisogno di risposte, che però non sono le risposte tirate con
un righello maldestro su una cartina, in contrasto con i territori, sulla testa delle persone che ci abitano,
ma il più possibile condivise.”
Nel frattempo sono entrati in aula i Consiglieri Accame, Elli e Re. (presenti 38)
Consigliere Barbaro: “Volevo che il collega Dapei ascoltasse una modesta riflessione rispetto a questo
annoso problema, affermando con rispetto che noi abbiamo ereditato una situazione pesantissima, e
non mettetevi “a mugugnare”, dal Governo Berlusconi, che in cinque anni si è limitato solo ed
esclusivamente a fare enunciazioni. Vi ricordo che l’Europa ha aperto nei confronti dell’Italia… Si può
parlare, Presidente? Nei confronti dell’Italia ha aperto delle contestazioni per gravissime inadempienze
di molte Regioni italiane, che entro e non oltre il 2003, 31 dicembre 2003, dovevano presentare dei
progetti per quanto riguarda la viabilità, la mobilità, che non significa soltanto, come ricordava il
collega Patta, gettare qualche tonnellata in più di cemento. Dimentichiamo che in Italia, senza nessuna
retorica, per il PM10, adesso sono tutti tranquilli nel periodo primaverile ed estivo, e non sempre, in
Italia muoiono 31.000 persone per tumore ai polmoni, per malattie cardiovascolari dovute al PM10.
Nessuno parla di riconversione, quindi di spostare, l’abbiamo detto tantissime volte, dal traffico privato
al traffico pubblico. Il Signor Berlusconi si era impegnato a realizzare, è una mia opinione, la rispetti
anche se non ti piace, Elli, senza sarcasmo, senza battute fuori posto. Vi eravate impegnati a realizzare
la quarta rete metropolitana, dovevate far pervenire i 192 milioni di euro, sono saltati, sono andati a
Canossa. Il dunque qual è? Che sono vuote le casse dell’ANAS, e non solo le casse dell’ANAS, sono
vuote le casse dello Stato.
Allora, una prima riflessione, laddove abbiamo trovato l’accordo politico quasi all’unanimità con la
Pedemontana, il 90%, 85% di Amministrazioni comunali, quindi gli enti locali, i cittadini, hanno
trovato l’accordo per la realizzazione di questa infrastruttura, ci vogliono circa 6 miliardi di euro, la
legge finanziaria 2006 approvata dal precedente Parlamento ha stanziato 60 milioni di euro. 60 milioni
di euro! Complessivamente per Bre.Be.Mi, tangenziale est e Pedemontana ci vogliono oltre 6 miliardi
di euro. Qualcuno ci dica, per favore, dove andiamo a reperire i 6 miliardi di euro. Però, al di là dei 6
miliardi di euro, il problema vero è che dobbiamo cercare di invertire, è stato detto più volte, la
filosofia, dal trasporto pubblico a potenziare il privato.
Diceva Bruno Dapei, dopo due lunghi anni di…, è aperto un dialogo non facile, complesso, difficile
con i Comuni, per cercare di trovare sintesi rispetto ad un intervento che necessita, non solo nel
quadrante est, ma nella Lombardia centrale, non è un problema solo di Bre.Be.Mi. Se dovessimo
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realizzare Bre.Be.Mi e tangenziale est abbiamo risolto i problemi della viabilità? No, non ricordando
che Milano, tra i tanti punti, più di 600, 700.000 macchine giorno non è in grado di ricevere, c’è il caos.
Allora noi ci mettiamo a posto, Forza Italia, il Polo, si mette con la coscienza a posto dicendo: se noi
realizziamo TEM e Bre.Be.Mi abbiamo risolto tutti i problemi della viabilità. Questo non è il nostro
pensiero, noi siamo convinti che le opere si devono realizzare con il pieno consenso dei Comuni, non
possono essere imposte queste opere dall’alto, come ha fatto il precedente Governo.”
Nel frattempo è uscito dall’aula il Consigliere Dapei. (presenti 37)
Presidente del Consiglio: “Io domando scusa, dobbiamo rispettare un attimo le regole. Io ho detto
chiaramente che le iscrizioni erano chiuse, anche perché questo non diventi un oggetto di discussione
che impegna metà Consiglio. L’art. 83 deve essere contenuto nel tempo di un’ora, si sono iscritti
Esposito, Maestri e Accame, mi spiace ma le iscrizioni sono chiuse con Meroni. Prego Gavazzi.
(Interventi fuori microfono). Chiedo scusa, infatti mi pareva di aver visto il suo cognome in effetti,
d’accordo.”
Consigliere Gavazzi: “Mi spiace che sia uscito il Consigliere Barbaro perché gli suggerivo un altro tipo
di soluzione a quel tipo di problema del traffico, è quello di andare a Lourdes, senza offesa per nessuno
perché sono solo i miracoli se non si fanno le strade che possono risolvere quel tipo di problema.
Leggo ancora, sempre, quel fatto peccaminoso commesso da questa Amministrazione. Anche se vi
faccio la fotocopia, il problema è se la capite.
Con l’emendamento al punto 70 dell’ordine del giorno del 22 novembre 2005, si è perpetrato un
gravissimo strappo alle garanzie democratiche che in questa Provincia sono state sempre salvaguardate
sin dal dopoguerra. Con questo atto, l’Amministrazione di sinistra centro guidata da Penati ha tolto la
maschera, mettendo allo scoperto il vero volto antidemocratico che è insito nel DNA della sinistra
quando governa. Come promesso, ho già provveduto a divulgare nelle varie Amministrazioni della
Brianza copia sia della delibera n. 70 che dell’emendamento scandaloso approvato da tutti i Gruppi di
maggioranza presenti in Consiglio provinciale: D.S., Margherita, Italia dei Valori, Rifondazione
Comunista, Verdi per la Pace e Comunisti Italiani.
Signor Presidente, oltre a questo che io reputo un fatto grave e continuerò a ripeterlo fino a quando non
sarà posto un rimedio a questo fatto, ho ricevuto adesso la modifica del calendario dell’ordine dei
lavori del Consiglio e mi sento veramente arrabbiato. Come è possibile cambiare continuamente il
calendario dell’adunanza del Consiglio? Si parla del martedì e giovedì, si parla di orari, si fanno due
mattinate. Ma la gente lavora! Mi scusi, mi vuole spiegare, indipendentemente che la decisione va ai
capi Gruppo, ma un po’ di rispetto per i Consiglieri. Come si può stabilire di convocare due Consigli,
visto e considerato anche la grande mole di delibere cui andiamo incontro nelle discussioni, e si
convoca il Consiglio alle 9,30 fino alle 14? Non riesco a capire con quale criterio si fa un discorso del
genere.
Io non sono dipendente della Provincia di Milano, io sono un Consigliere eletto che si adegua alle
regole stabilite dal Consiglio provinciale, dai regolamenti e dallo Statuto. Se viene stabilito che i
Consigli vengano convocati, di norma, al martedì e al giovedì, di norma dalle 14 in avanti, non riesco a
capire perché adesso si convoca al mattino. Io mi rivolgo a lei Presidente, perché al di là del discorso di
lavoro, al di là di altri impegni, noi tutti prendiamo gli impegni e non possono essere sottoposti al
vaglio se in una commissione si decide di cambiarli. Perlomeno dateci una spiegazione, non tout court:
ti presenti giovedì mattino.
Io le chiedo onestamente, caro Presidente, di giustificare la mia assenza in quanto non voglio essere
sottoposto come un burattino, che mi si decide quando bisogna cambiare le convocazioni del Consiglio.
Perlomeno lo faccia per tempo, lei me lo dice, signor Presidente, lei, signor Presidente, dice: faremo
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questo. Capisco che c’è la conferenza dei capi Gruppo, non do la colpa al mio capo Gruppo, ma mi
dissocio profondamente da questo modo di agire.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Gatti. (presenti 38)
Presidente del Consiglio: “La risposta se l’è già data, questa è una decisione della conferenza dei capi
Gruppo, di fatto non contestata da alcuno. Di norma significa che eccezionalmente si possono fare
eccezioni, l’attenzione è quella di evitare ovviamente cambi continui, però la discussione che è emersa
in conferenza capi Gruppo ha giustificato questo spostamento. Tra l’altro, nella consapevolezza di tutti
che i Consiglieri hanno delle prerogative e quando c’è il Consiglio i Consiglieri teoricamente hanno
tutte le prerogative per potervi partecipare dal mattino. Però, insisto, la conferenza dei capi Gruppo è
sovrana, io non posso che rimettermi alla conferenza capi Gruppo. La parola a Barbaro.”
Consigliere Barbaro: “Consiglierei al collega Gavazzi di andare anche lui in qualche santuario perché
non dà esempi di lucidità né politica né… ecc. Hai raccomandato di recarmi a Lourdes, non giochiamo
con queste cose, per carità.”
Nel frattempo è uscito dall’aula il Segretario Generale, avv. Princiotta.
Presidente del Consiglio: “Mezzo minuto di replica.”
Consigliere Gavazzi: “No, non chiedo scusa. Chiedo scusa per l’intervento, ma mai mi sarei permesso
una cosa del genere. Io ho chiesto scusa anticipatamente per la metafora usata. Ho detto semplicemente
che, oltre alle proposte fatte dal Consigliere Barbaro per risolvere i problemi del traffico di Milano, ci
sarebbe una terza ipotesi che è quella di andare a Lourdes, non il Consigliere Barbaro, la soluzione del
problema sarebbe il miracolo. Ho chiesto scusa per l’accostamento, ma mai mi sarei permesso una cosa
del genere.”
Consigliere Foglia: “Io voglio dire poche cose, solo poche parole prendendo spunto dalla questione
sollevata qui dal capo Gruppo di Forza Italia, che ha preso molte pagine di un solo quotidiano, almeno
nella cronaca di oggi. Non voglio assolutamente banalizzare la questione della viabilità, delle
infrastrutture, della TEM, io vorrei semplicemente dire che l’argomento è sicuramente difficile. E’
notorio che ci sono sensibilità diverse nell’approccio a questa tematica, è notorio che anche in questo
Consiglio provinciale ci sono state occasioni nelle quali ognuno ha cercato di perfezionare il proprio
punto di vista. Ma è notoria anche una vecchia questione, che noi siamo fortemente in ritardo e siamo
fortemente in imbarazzo a discutere della tangenziale esterna est, perché abbiamo comunemente
riconosciuto che l’approccio a quel problema fatto a suo tempo da questo Consiglio provinciale fu un
approccio assolutamente sbagliato, suicida e fuori da ogni logica. Nel senso che poteva essere
consentito ai tempi dei podestà o in vacanza del Sindaco da parte del Prefetto agire d’imperio nei
confronti delle comunità locali, mai ci si sarebbe aspettati che un ente pubblico che normalmente
collabora con i Comuni intervenisse su quel fronte, in quella circostanza, con le modalità che sappiamo,
che hanno comportato una sola cosa rispetto a chi si lamenta oggi dell’incapacità di decidere, di
produrre assolutamente alcuna decisione, di produrre fratture alle volte insanabili con quelle comunità.
Sappiamo quanto sia più difficile rimettere insieme una frattura che non creare i presupposti perché non
si laceri quell’arto o quell’arteria.
Dunque è vero che noi abbiamo dovuto ricominciare da zero, con un pregiudizio di fondo da parte
anche di quei Comuni, un pregiudizio nei confronti di un ente che si era comportato nei loro confronti
in un modo direi scorretto istituzionalmente. Adesso non veniamo qui a dire che ci sono polemiche, ci
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sono discussioni, ci mancherebbe altro. Quando non ci sono state polemiche? Quando non ci sono state
discussioni da parte del governo della Provincia, il risultato prodotto è stato il nulla di fatto assoluto.
Stiamo ragionando perché serve sicuramente un provvedimento di larga condivisione, non può esserci,
l’abbiamo ripetuto dal nostro punto di vista tante volte, soltanto un provvedimento che ci caratterizzi
per essere riusciti a disegnare il tracciato di una strada, ci devono essere una serie concatenata di
interventi che favoriscano complessivamente il problema del trasporto e della viabilità. Dunque,
parallelamente al tema delle autostrade, delle tangenziali, il tema del trasporto pubblico, il tema dello
sviluppo delle metropolitane, delle metrotramvie. Io non sto dicendo che allora è giustificato che nel
frattempo chiunque possa dire ciò che vuole e possa continuare a reiterare le proprie antiche posizioni.
Non è accaduto questo, mi pare, chi ha partecipato alla conferenza stampa di ieri lo ha precisato prima,
si è trattato semplicemente di ribadire e di verificare compiutamente anche con il Governo se è vero
quello che è stato sottolineato prima, che questi fondi a disposizione ci sono, se il CIPE effettivamente
era così pronto a finanziare quell’opera e con anche sfumature diverse, a segnalare che il problema
continua ad esserci.
Poiché noi pensiamo, mi è stato suggerito poco fa, sulla base di una visita che una delegazione di
questo Consiglio ha fatto nella Rhur, qualcuno di voi ha anche partecipato le settimane scorse, il tema
della viabilità non debba essere un demone che incombe sulle teste di ognuno ma possa essere trattato
in modo che una strada, una ferrovia, concorra alla riqualificazione essa stessa dell’ambiente, quindi
non solo della qualità della vita generica, della possibilità personale di spostarsi da un luogo all’altro
senza avere grandi possibilità ma che possa qualificare e caratterizzare meglio anche l’ambiente. Lo
studio che si sta facendo e che si sta proponendo riguarda proprio la chiusura di questo difficile cerchio.
Io aggiungo una cosa, per approfittare della questione, è proprio l’occasione – questo lo dico io – che il
Presidente di questa Provincia, l’Assessore ai trasporti e l’Assessore al territorio di questa Provincia,
forniscano a questo Consiglio aggiornamenti trasparenti, siccome li conosciamo quasi tutti ma è
opportuno che siano ufficializzati, rispetto allo stato dell’arte. Ripeto, Presidente, Assessore alla
viabilità e Assessore al territorio comunemente vengano in questo Consiglio a dire il punto della
situazione è questo, così noi saremo in grado poi di convocare insieme magari una conferenza stampa
per dire se siamo soddisfatti o meno di quanto sta facendo il governo di questo ente.”
Nel frattempo sono entrati in aula l’Assessore Casati ed il Consigliere Tranquillino. (presenti 39)
Consigliere Bruschi: “Mi è consentita una battuta iniziale? Ho qui il verbale dell’11 maggio, dove
avevo avuto un piacevole duelletto con l’Assessore Carlino. Mi spiace non ci sia il Consigliere Nobili,
perché volevo fargli leggere il verbale, visto che mi aveva accusato di avere insultato l’Assessore
Carlino: dallo stenografico non risulta nessun insulto ma una presa di posizione politica diversa.
Detto questo, mi tocca rispondere ad alcune delle affermazioni che sono state fatte in quest’aula a
proposito della questione TEM. Il capo Gruppo Foglia ha, o spero abbia sul tavolo e l’ha sicuramente il
Presidente Ortolina, non la richiesta che gli Assessori vengano a parlarci ma la richiesta che chi ha in
mano il volante di TEM in questo momento, cioè il Presidente di TEM Antonio Duva e
l’amministratore delegato Asperti, vengano a riferire almeno in commissione nel più breve tempo
possibile, se non addirittura in Consiglio, cosa effettivamente dal giorno della loro nomina TEM ha
fatto e sta facendo.
Io ricordo a chi dice qui “si ingenerano degli equivoci”, “l’opposizione vuole ingenerare degli
equivoci”, che gli equivoci nascono all’interno del governo di questo ente, preso nella sua accezione
più ampia, non certo all’interno dell’opposizione che una linea coerente, per quanto la si possa
giudicare sbagliata, ha sempre preso.
Se Duva e Asperti vanno ai convegni spiegando che la TEM va fatta e che quel progetto lì va bene, se
Duva e Asperti quel progetto lì trasmettono al CIPE, l’unico in quest’aula della maggioranza che ha
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diritto di parlare e di lamentarsi è il Consigliere Gatti che queste cose le ha dette al momento della
ricapitalizzazione di TEM, quando l’opposizione è venuta qua a spiegare: badate che state
ricapitalizzando una cosa nostra, che abbiamo costituito noi per fare quelle cose e la state
ricapitalizzando per fare quelle cose e non altre. Allora qua c’è un problema politico che possiamo,
vogliamo risolvere tutti insieme. Vengano in quest’aula i vertici di TEM, a meno che loro non ci
rispondano che non sono più della Provincia, che sono di ASAM, per cui bisogna parlare con Sapelli e
ci dicano cosa hanno fatto in questi anni. Ci dicano qual è il loro mandato, vengano in questo Consiglio
a ricevere un mandato, perché delle due l’una: se il loro mandato è stato in questo periodo quello di
seguire il processo di TEM così come si è venuta configurando, allora evidentemente qualcosa c’è che
non va, non in quest’aula ma là, in altri banchi che non sono i banchi dei Consiglieri, ognuno dei quali
risponde giustamente alla propria coscienza e alle proprie idee.
Io non sono d’accordo con Nello Patta, però ha la sua chiara linea di principio e di indirizzo, posso non
essere d’accordo con Gatti, posso non essere d’accordo con Foglia ma quello è il loro indirizzo.
Qualcuno invece sta ingenerando degli equivoci, perché se do ad una controllata un mandato, poi non
posso dire “vediamo”, e lascio stare i giornali che oggi mi dicono che il progetto TEM è uno di quelli
su cui questa Amministrazione sta spingendo. Allora mi spiego come mai una famosa proposta (che
attualmente è in discussione in sottocommissione per poi andare in commissione) che vuole restituire a
quest’aula il diritto di deliberare, magari come non mi va bene, ma il diritto sacrosanto di deliberare, sia
stata rimandata di sei mesi, Presidente Ortolina. Forse comincio veramente a spiegarmelo, fatta salva la
buona fede di tutti i colleghi Consiglieri che in quest’aula portano generosamente le proprie idee.
Allora Presidente sentiamo, ma presto, io mi aspetto di vedere domani o dopodomani una sua risposta
che mi dice: guardi Consigliere Bruschi, tra una settimana Duva e Asperti verranno in prima
commissione o in commissione territorio a spiegarci cosa stanno facendo. Visto che dovrebbero aver
ricevuto un mandato da quest’aula, questo mandato non l’hanno mai ricevuto, da qualcuno l’avranno
ricevuto visto che, vi ripeto, a tutti i convegni cui partecipano, e c’è vasta documentazione di stampa
che già un anno fa circa il Consigliere Dapei vi aveva presentato, ebbene vanno in giro a dire che
quello è il progetto, quella è TEM, quella va fatta.
E mi limito a questo per stare nei tempi, senza aggiungere considerazioni... scusami Barbaro ma da uno
che a New York, la patria delle metropolitane prende soltanto il taxi, che è un trasporto mi consentirai
semiprivato, non mi sento di ascoltare una paternale sul passaggio tra il trasporto pubblico e privato
perché tra un taxi e un automezzo privato c’è ben poca differenza. Colleghi Consiglieri, veniamo quasi
tutti qua in Consiglio in macchina, cominciamo a meditare su quelle che sono le abitudini di trasporto
di noi italiani, con una consapevolezza; badate che la terra celeberrima per il suo ambientalismo,
l’Olanda, ha una rete di tangenziali intorno ad Amsterdam che è il decuplo della rete di tangenziali che
c’è intorno a Milano. Un motivo ci sarà e non è certo la voglia di asfalto e di depauperamento del
territorio. Evidentemente c’è una logica dietro che è una logica veramente ambientalista.”
Nel frattempo sono entrati in aula gli Assessori Dioli e Ponti.
Consigliere Guerra: “Io volevo intervenire in merito alla conferenza stampa fatta da alcuni Gruppi
politici della maggioranza sulla questione TEM e quindi Bre.Be.Mi. Mi limitavo a fare queste
considerazioni, la prima, Barbaro, è che ci sono degli elementi politici comuni che uniscono tutta
questa maggioranza, cioè il fatto che la delibera del CIPE è stata bocciata dall’Amministrazione
Provinciale. Questo è un dato politico di cui bisogna tenere conto.
La seconda questione che unisce la maggioranza è la mancanza di finanziamento che questo progetto
ha, avrebbe, quindi lì sì lo scopo della conferenza stampa di verificare se questa voce è veritiera e di
verificare qual è la volontà del nuovo Governo in merito al tema delle grandi opere pubbliche che
intende portare avanti. C’è un altro elemento comune, che è il ruolo della Provincia, quindi tutta la
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questione della ricapitalizzazione TEM sul discorso che faceva il collega Casati, quindi il ruolo della
Provincia di incidere su quel settore mettendosi anche in gioco e cercando di incidere nei rapporti di
forza all’interno della TEM stessa. Poi c’è un quarto elemento politico di unità, che è quello su cui tutti
i partiti della maggioranza concordano, che è il coinvolgimento e il concorso delle idee che deve partire
assolutamente dagli enti locali, cioè da quei Comuni che devono poi supportare e sopportare questa
mega opera.
Io penso che questi siano innanzi tutto degli elementi politici che sono condivisi da tutta la
maggioranza, quindi sono degli elementi che non prestano adito a nessuna strumentalizzazione e a
nessun tentativo di alcuni partiti della maggioranza di smarcarsi, di fare delle differenziazioni o
quant’altro. Sono cose tra l’altro ribadite all’interno della conferenza stampa, per cui non si scopre
nulla di nuovo. Quello forse che ci può differenziare sono le diverse idee sulle proposte alternative alla
TEM, per cui ci sono forze politiche che accolgono in toto il progetto presentato da Polinomia, altre
forse politiche che lo accolgono in parte, ma questo fa parte delle dinamiche, che all’interno di una
maggioranza ci sono e dal libero confronto che si attua dentro una maggioranza.
Una questione chiara però, e sfioro appena il tema sollevato dal collega Bruschi in merito a Duva e
Asperti, il Consiglio provinciale ha il suo ruolo di indirizzo politico, per cui sarà questo Consiglio
provinciale a dire a chi rappresenta l’Amministrazione nelle società, nelle S.p.A., che è il Consiglio
provinciale che dà mandato politico per quanto riguarda le opere pubbliche e, in questo caso, TEM e
Bre.Be.Mi, ed è chiaro che il Presidente della Provincia deve guardare a questa maggioranza, per cui
quella proposta velata lanciata dal collega Dapei, che si offriva sul grido del “noi siamo il partito del
fare, per cui se mancano pezzi all’interno della maggioranza ci siamo noi”, ancora di più confermano i
dubbi miei, è una proposta che cadrà certamente nel vuoto.
Chiudo con una battuta, rispondendo al collega Gavazzi, in merito al dotto proclama che
quotidianamente ci legge. Io faccio fatica a capirlo, anzi la invito a chiedere alla Signora Moratti di
ripristinare il ruolo dell’insegnante di sostegno così potrò avere uno strumento in più per capire la dotta
citazione che lei ogni giorno ci legge. Un consiglio, le consiglierei di sostituire il termine “togliere la
maschera” con “gettare la maschera”, mi sembra un termine che potrebbe andare meglio.”
Consigliere Malinverno: “Intervengo anch’io utilizzando questo spazio sull’argomento della TEM, mi
spiace che il capo Gruppo Patta non sia in questo momento non sia presente, perché dopo aver assistito
ai diversi interventi, sorgono spontanee alcune domande. Scusa, non ti avevo visto Patta, mi spiaceva
non vederti, adesso che ti vedo sono felice. Se questa maggioranza effettivamente è così compatta e
unita sulle questioni della tangenziale est esterna, mi pongo due domande retoriche. Primo, che bisogno
c’era che solo alcune delle forze politiche di questa maggioranza facessero quella conferenza stampa,
se tutto è così chiaro e tranquillo.
In secondo luogo, perché quella conferenza stampa non l’ha fatta direttamente Penati. Ma, visto che il
Presidente del Consiglio è espressione di questa maggioranza politica, perché Penati personalmente
non ha parlato con Prodi in forma pubblica, invitandolo a non finanziare quel progetto di tangenziale
est esterna. Cioè, ci sono delle cose che veramente rischiano di cadere un po’ nel ridicolo.
Lo dico sinceramente ai colleghi della maggioranza, io non sono d’accordo con l’atteggiamento, non
con l’argomento politico ma con l’atteggiamento del capo Gruppo di Forza Italia Dapei, nel senso che
il capo Gruppo di Forza Italia, che è una persona seria e onesta, ha sempre questa spinta solerte a dire
siccome noi siamo per fare, ma non per fare le cementificazioni, per brutalizzare l’ambiente o per fare
cose turpi, perché fino a prova contraria nessuno ha mai teorizzato e progettato interventi di lapidazione
del territorio, ma ha posto sul piatto un problema politico, cioè siccome tutti gli atti di indirizzo e di
amministrazione di questo ente vanno nella direzione del sostegno alla realizzazione di questa opera,
vediamo poi l’argomento e la questione su quale opera, il problema di fondo è capire se oggi c’è la
volontà da parte di questo Presidente, di perseguire questo obiettivo oppure no. Su questo si apre la
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discussione, quindi la disponibilità delle forze per il fare, cioè per fare un’opera che almeno io ritengo,
così come ha anche sostenuto Dapei e credo che sosteniamo in molti, che è un’opera veramente
importante, insieme alla Bre.Be.Mi, insieme alla Pedemontana, se abbiamo a cuore o abbiamo
comunque consapevolezza della situazione del sistema viabilistico e di tutto il sistema delle
infrastrutture della nostra area metropolitana.
Io vorrei invitare la maggioranza a questa riflessione, cioè in primo luogo che vi state rendendo conto
concretamente che non è sui no che si fa una politica di governo, perché voi in campagna elettorale
avete fatto ampiamente sfoggio di una virulenza politica di opposizione a quel progetto della Giunta
Colli, come ha ricordato con le motivazioni legittime esposte dal capo Gruppo Foglia, però noi stessi
qui in Consiglio non abbiamo mai discusso quali fossero effettivamente i nodi problematici e critici di
quella proposta. Al di là della questione della metodologia, ma i nodi critici del progetto della
precedente Amministrazione noi non li abbiamo mai discussi, è per quello che dico che l’opposizione
alle proposte non fa una politica di governo ed è la dimostrazione.
Comunque concludo dicendo questo, ci dovete spiegare a questo punto, per capire in definitiva che
siete contrari al finanziamento di quell’opera e se non ci sono i fondi per il finanziamento di
quell’opera siete contenti che non ci siano. Allora io vi dico se è vero tutto quello che avete asserito
dobbiamo assolutamente portare in Consiglio provinciale una delibera che disimpegni totalmente la
Provincia dalla TEM. Allora, per quale motivo avete ricapitalizzato la TEM? Per quale motivo abbiamo
messo dei soldi dentro la TEM? Per quale motivo abbiamo sobillato il bilancio di questo ente per
trovare i finanziamenti per sostenere operazioni che dalla Serravalle ad Asam hanno concentrato tutta
la politica finanziaria di questo ente che riguardava comunque la realizzazione anche e soprattutto di
quella infrastruttura. Devi pagare anche gli stipendi, bisognava pensarci prima. (Intervento fuori
microfono). … Se tutto questo è vero, il problema è che se non ci fossero stati problemi non ci
sarebbe stata la necessità di fare una conferenza stampa di sole tre forze politiche, se non ci fossero
stati problemi non saremmo neanche qui a discutere. Io credo che i problemi ci siano e siano seri. Dico
una cosa, adesso è arrivato il momento della verità, avete il Governo nazionale che finanzia le opere,
anche quelle del trasporto pubblico. Vi auguro cinque anni di proficuo governo, attenderemo le opere
sulle infrastrutture, sul potenziamento del trasporto pubblico, sulle metropolitane e sulle metrotramvie.”
Presiede l’adunanza il Vice Presidente Vicario del Consiglio Cavicchioli.
Nel frattempo è uscito dall’aula l’Assessore Barzaghi.
Consigliere Meroni: “Grazie Presidente, io non entro nel merito delle varie conferenze stampa per il
semplice fatto che penso che il Presidente Penati pensi di alcune forze estreme quello che ha dichiarato
Prodi ad un giornale tedesco, che è riportato oggi su Repubblica, che alcune forze politiche di questa
maggioranza fanno solo un po’ di folclore, quindi Prodi e Penati considerano queste conferenze stampa
come qualcosa di aggiuntivo al dibattito politico. Noi saremmo piuttosto interessati e contenti se si
venisse con un progetto, o perlomeno con quello che ha in testa il Presidente Penati per illustrarci cosa
vuole fare del tema delle infrastrutture sul nostro territorio. Quando parlo di nostro territorio non mi
riferisco solo ed esclusivamente alla Brianza, ma bensì alla Provincia di Milano. Albetti, è grave, se
parlo io di Milano vuol dire che è grave!
Io intervengo per un semplice motivo, Presidente, mi spiace non ci sia l’Assessore Barzaghi perché
volevo ricordare che il 25 noi saremo chiamati a votare un referendum confermativo e l’Assessore
Barzaghi ha pensato bene di mettere in distribuzione questo mese a tutte le scuole, quindi edizione
speciale per le scuole e gli istituti superiori della Provincia di Milano questo simpatico libretto dove
parla della Costituzione italiana, con la sua presentazione. Vorrei che si aprisse perlomeno un dibattito
il prossimo Consiglio provinciale sulle piccole nefandezze che l’Assessore presenta come
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presentazione, in più vorrei capire molto bene di chi si è avvalso per redigere questa informativa,
laddove si fa il paragone di questo importantissimo referendum che tutti dovremmo essere chiamati ad
andare a votare per confermare quella che è comunque una modifica fatta in piena libertà e in piena
democrazia, e di non appoggiare invece alcune tesi che ci riportano alla vecchia Jugoslavia o addirittura
a scenari di guerra.
Io non so se questa è una forma di propaganda che preferisce l’Assessore Barzaghi, perché ha qualche
ricordo e quindi ha qualche problema di ricordo negativo della sua esistenza. Io voglio solamente dire,
caro Assessore, che prima di usare certe affermazioni che lei usa, divulgando questa sua idea della
Provincia di Milano, che sarebbe meglio che oggi, visto che è in edicola a soli € 2,50 un librettino
accompagnato con il giornale Libero, che faccia spendere qualche soldo alla Provincia di Milano e
veda come si fa un’informativa sopra le parti, dove vengono sì criticate anche alcune posizioni che ha
votato il Governo Berlusconi, il Governo della Casa della Libertà, ma mette anche in evidenza quali
sono le reali diversità che ci sono state fra questa modifica della Costituzione, fatta con un Parlamento
legittimato, con una modifica della Costituzione fatta al termine della legislatura del 2001 con pochi
voti appannaggio dell’allora maggioranza. Questa è disinformazione culturale che lei trasmette a
quindici giorni dalla votazione di questo referendum. Lei ne è onorato, io spero che tutte queste
vergognose parole che lei ha pensato di avallare con la sua presentazione le si rivolgano contro, se non
in quest’aula bensì dove andrà a parlare di questo obbrobrio culturale che ha voluto distribuire come
Provincia di Milano.”
Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Barzaghi.
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Esposito per l’ultimo intervento. (Intervento fuori microfono).
No, Esposito era già inserito nella prima lista. Io ribadisco che per quello che mi riguarda Esposito era
l’ultimo intervento.”
Consigliere Esposito: “Mi rimetto alla Presidenza, se non posso intervenire non intervengo.”
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “A me è stato lasciato detto dal Presidente che il suo era
l’ultimo intervento, io a questo mi attengo.”
Consigliere Esposito: “La ringrazio, Presidente, ringrazio anche il collega Meroni, che mi ha anticipato
su questa notizia che riguardava il collega Assessore Barzaghi. E’ un intervento che io faccio questo
con un po’ di dispiacere. Dispiacere perché ho avuto modo di conoscere Barzaghi in questi primi due
anni di legislatura e non posso non convenire su una civiltà di rapporti e su una serenità di giudizio. C’è
probabilmente qui un problema che riguarda un po’ la storia dell’Assessore, la storia politica, è una
concezione dello Stato e delle istituzioni che probabilmente ha una sua legittimità in una cultura di lotta
e di governo, per la quale poi quando si assume una funzione istituzionale si stenta ad assumere un
ruolo che tenga conto del fatto che dobbiamo essere gli Assessori di tutta la Provincia.
Però, ripeto, è soltanto un’osservazione rispetto alla quale io non posso che prendere atto del fatto e con
dispiacere che l’istituzione Provincia, attraverso il nostro Assessore, l’Assessore Barzaghi, produce
degli eventi e promuove delle iniziative per le quali, con la presenza anche di studenti delle superiori, i
quali spesso sono mossi anche da una partecipazione chiassosa e legata all’adolescenza e alla naturale
età… No, non sono comunisti, quando uno è adolescente non c’entra niente il comunismo, noi
facevamo gli scioperi per l’Alto Adige tanto tempo fa.
Comunque, auspicherei, se fosse possibile, è una richiesta che faccio all’Assessore, se al di là di altre
iniziative sulle quali io ho sempre espresso il dissenso, fosse possibile in vista di questo referendum che
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è importante, evitare che la Provincia attraverso un suo Assessore scenda in campo per orientare e
sostenere una tesi legittima ma che è una delle tesi in campo.
Anche perché, e torniamo al tema di cui si è parlato prima sulla viabilità, quella del referendum è anche
un’occasione per affrontare i problemi di natura politica profonda, di decisione politica, di potestà
politica, perché ci sono temi che la riforma del Titolo V propone in questa nuova veste della seconda
parte, che attengono ad argomenti di carattere e di interesse nazionale, per i quali bisognerà prima o poi
che tutti quanti decidiamo se, come per esempio sull’energia, sulle grandi infrastrutture, alcune potestà
debbano essere ricondotte alla responsabilità politica, che debba decidere un interesse … le o
comunque sovra territoriale o se invece sia auspicabile un metodo per il quale la modernità diventa più
difficile da perseguire e si debba, prima di decidere, ascoltare tutti perdendo di vista l’obiettivo politico
che è all’ordine del giorno. Dico questo per dire che mi hanno colpito le argomentazioni dei colleghi
sulla viabilità e sulle opere della grande viabilità della Regione Lombardia.
Chiudo dicendo che non ho dubbi riguardo al fatto che la sinistra sia attenta all’ascolto del territorio, lì
dove il centrodestra è meno attento, è una tesi che viene sostenuta magari nella realizzazione dei
villaggi solidali nei Comuni di Brugherio e Cernusco, vengono meno ascoltati di quello di Cologno,
quindi ci sono Comuni più ascoltati e Comuni meno ascoltati rispetto a decisioni. Detto questo e colta
questa contraddizione, dico soltanto che sono passati due anni, il nostro capo Gruppo ha sollevato un
problema, il vice capo Gruppo, il collega Bruschi, ha parlato delle posizioni dell’amministratore
delegato e del presidente in conferenze pubbliche, sono passati due anni e noi vorremmo prima o poi
assistere ad una delibera e una decisione in ordine alla viabilità, all’edilizia scolastica e alle competenze
per le quali la Provincia è chiamata ad esistere, anche se il Presidente Penati dice che la Provincia va
superata.
Ho l’impressione che queste cose si risolveranno quando Penati deciderà di decidere al di là delle
conferenze stampa. Il problema e le contraddizioni verranno prima o poi fuori, se Penati decide di
decidere o se una conferenza stampa dove qualcuno cerca di porre un problema programmatico di parte
della maggioranza potrà prevalere. Queste contraddizioni prima o poi in politica… verranno fuori,
basta attendere.”
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Per quello che mi risulta, l’art. 83 si concludeva con
l’intervento di Esposito. Maestri? (Interventi fuori microfono) Contro parere mio, per cui andiamo
avanti.”
Consigliere Maestri: “Grazie Presidente, visto che si tollerano interventi più lunghi e si tollerano
tranquillamente e spesso interventi per fatto personale che non esistono, credo che si possa
tranquillamente per una volta tollerare due…”
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Questa però è la deregulation totale, ci tengo a sottolinearlo.”
Consigliere Maestri: “Sì certo, visto che la deregulation è funzionata fino adesso. Mi spiace intervenire
contro il suo parere, ma credo che in questo caso vada fatto in ogni caso.
Intervenivo naturalmente rispetto all’intervento del collega Meroni, perché credo che non avesse senso
che ci fosse un intervento da parte dell’Assessore per fatto personale, ma perché credo che questa sia
una discussione politica, quindi la prendo come una discussione politica, per questo chiedo di
intervenire non per un dispetto. Cerco di intervenire il meno possibile normalmente sull’art. 83, però in
questo caso credevo di doverlo fare. Credevo di doverlo fare perché le cose che solleva il Consigliere
Meroni sono importanti anche se travisate.
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Il travisamento sta sulle cose che scrive sull’Assessore Barzaghi, invece le cose importanti sono sul
merito. Per quanto riguarda le prime, io non vedo nessuna nefandezza, non vedo nessun riferimento alla
ex Jugoslavia o a cose di questo genere.
L’Assessore Barzaghi nel presentare un libretto, di cui brevemente poi dirò la mia, fa alcune
affermazioni, che naturalmente sono opinabili, che ovviamente io condivido e sono riflessioni su questa
riforma che è stata legittimamente fatta da un Governo e non per questo è una riforma giusta, è stata
legittimamente fatta una riforma che porta indietro le lancette della storia, che stravolge la nostra
Costituzione repubblicana, su cui i cittadini saranno invitati a esprimersi.
L’Assessore Barzaghi ha detto la sua nell’introduzione a un libretto, e qui vengo al merito, che ha il
merito di mettere a disposizione degli studenti soprattutto che sono un po’ più intelligenti di come li
dipinge il Preside Esposito, che ne fa una massa di vocianti e chiassosi quindicenni incapaci di
comprendere, probabilmente si riferisce a quelli di cui lui è Preside, immagino, è forse anche quello
uno dei motivi, invece credo che questo libretto abbia finalmente l’opportunità di mettere a
disposizione dei cittadini e dei cittadini, delle studentesse e degli studenti la possibilità di capire cosa è
quella riforma, mettendo i testi a confronto e mettendo anche nero su bianco per cosa bisognerà andare
a votare. Non solo per cosa bisognerà andare a votare, e per questo è importante anche che nel
sessantesimo anniversario di quel 2 giugno che ci ha dato oltre che la forma repubblicana di questo
nostro Stato anche una nuova Costituzione dopo gli anni del fascismo, dell’occupazione nazifascista e
soprattutto della resistenza, grazie a quel 2 giugno e grazie a questi sessant’anni, oggi possiamo
continuare a parlare anche agli studenti di quella Costituzione.
E’ importante questo libretto, è importante perché dà l’opportunità di capire cosa sta dietro una riforma,
soprattutto cosa sta dietro e cosa è stato dietro quella Costituzione.
In questo senso non ci vedo nessuna nefandezza, non ci vedo nessuno spreco di denaro pubblico ma
un’operazione che un Assessore all’istruzione fa e giustamente mette a disposizione dei cittadini e delle
cittadine di questa Provincia. Mi scuso ancora con la Presidente Cavicchioli, davvero non volevo essere
arrogante, mi scusi.”
Nel frattempo è entrato in aula l’Assessore Mezzi.
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Non era tema di arroganza ma giustamente, come si diceva, di
regole. Accame.”
Consigliere Accame: “Cercherò anch’io di essere breve come il collega Maestri, così non sforiamo
troppo nel tempo. Io ero contento che in aula ci fosse l’Assessore Benelli, che purtroppo non vedo più,
perché l’Assessore Benelli, facendo l’Assessore alla cultura, ha sicuramente molto chiaro di quanto
sono i costi del suo settore, cioè cosa costa organizzare degli eventi e delle mostre nel settore culturale
o espositivo. Ciò non toglie che il mio intervento non è rivolto all’Assessore Benelli, bensì
all’Assessore Vimercati, che oggi non ho visto in aula, ma immagino impegnato in questioni più
importanti a livello nazionale, perché se rivolgo questa interrogazione spero di ottenere risposta,
altrimenti dovrà ricorrere a dei mezzi scritti.
Volevo dei chiarimenti circa la mostra che è stata organizzata del design, dal titolo “Made in design” a
New York. Perché chiedo questo? Ho letto su qualche rivista prestigiosa internazionale del settore che
è stata organizzata una mostra molto simile nello stesso periodo, sempre nella città di New York, ad un
costo molto, molto limitato, inferiore a € 200.000.
Orbene, io non so se è da voci che mi sono state riportate o da erronee valutazioni, per cui penso che
l’Assessore Vimercati possa venire a spiegarci in aula, pare che invece i costi dell’evento organizzato
dalla Provincia, evento nobilissimo che esalta sicuramente il marketing territoriale della città di Milano
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e della sua Provincia, di cui c’è necessità a livello internazionale, però che i costi siano stati molto,
molto più consistenti.
Io non voglio fare un’ipotesi di quello che è costato perché francamente non lo so, chiaro è che io, che
seguo molto questa tematica, perché è una tematica di cui ho hobby personale nella mia conoscenza, di
rassegne stampa che abbiano parlato di questa mostra importante ve ne sono state veramente poche, io
non ho trovato cenno sui giornali di questo evento. Altrettanto non ho trovato cenno in relazioni
positive della delegazione del Consiglio che è stata inviata, forse anche con qualche membro della
Giunta, nella città di New York per alcuni giorni per promuovere questo evento.
Io penso che sia importante fare delle promozione di marketing territoriale, sia importante cercare di
esportare la nostra cultura e sono convinto che questo tipo di iniziative debbano essere il fiore
all’occhiello e ripetersi anche più volte nel corso dell’anno politico, però rimango perplesso se questi
costi vengono a lievitare in maniera esorbitante.
Io ringrazio l’Assessore Benelli, che è tornata in aula, ma non era a lei che mi rivolgevo. Prego il
Presidente del Consiglio, la Vice Presidente, che attualmente è sullo scranno più alto di quest’aula, di
chiedere all’Assessore Vimercati, quando avrà tempo e quando sarà meno impegnato nei suoi nuovi
impegni governativi, di venirci a riferire esattamente cosa è successo, quanto è stato speso e come mai
è stato speso, perché questo mi lascia forti perplessità.”
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Ricordo sempre che la forma dell’interrogazione scritta è
quella che rende ufficiale e impone nei tempi previsti agli Assessori competenti di rispondere.”
Il Vice Presidente Vicario del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 1/20 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Interrogazione presentata in data 12
gennaio 2006 dal Consigliere Frassinetti, in merito alla soppressione del servizio di vigilanza diurno
nei Centri Scolastici del “Gallaratese”, di “Corsico” e di “San Donato”.
Vice Presidente Vicario del Consiglio: “Vista la presenza dell’Assessore Carlino, passiamo al punto
1/20, firmataria la Consigliere Frassinetti. Vuole fare una presentazione o attendiamo la risposta?
Attendiamo la risposta, prego Assessore.”
Assessore Carlino: “Grazie Presidente. Come già indicato nella risposta scritta del 2 marzo 2006 alla
sua interrogazione, è stato ripristinato, poco tempo dopo la sua iniziale sospensione, il servizio di
vigilanza non armata nei centri scolastici interessati, cioè quelli del Gallaratese, di Corsico e di San
Donato. Dopo la risposta formale del mio predecessore Giorgio Calò, il settore provveditorato, gli
Assessori Barzaghi e Calò hanno raccolto in un incontro le doglianze di alcuni dirigenti scolastici degli
istituti ospitati in quei centri. Su intervento dell’Assessore Calò, il settore provveditorato ha compiuto
ogni sforzo per venire incontro alle più urgenti esigenze delle scuole più esposte, giungendo a
riassegnare il servizio di vigilanza armata ai centri scolastici dal 2 maggio scorso al termine dell’anno
scolastico.
A ulteriore commento di quanto riferito e precedentemente trasmessole, ritengo opportuno precisare
che, come lei saprà, con l’entrata in vigore dell’autonomia scolastica, la competenza sulla materia è
attribuita ai dirigenti scolastici, mentre la facoltà e il dovere di tutelare l’ordine pubblico con i mezzi
necessari sono stretta prerogativa delle forze di sicurezza a ciò demandate dall’ordinamento dello Stato.
I vigilanti incaricati dalla Provincia, che indossino o meno uniformi, che portino o meno armi, hanno
poteri limitati alla tutela dei beni e non possono avvalersi di mezzi coattivi per imporre il ristabilimento
o il mantenimento dell’ordine pubblico comunque inteso.
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Inoltre faccio rispettosamente presente che il programmato taglio alle spese correnti della Provincia
ammonta a circa 30 milioni di euro, mezzo milione circa dei quali saranno a carico dei servizi di
vigilanza, che devono pertanto essere ristrutturati e ridimensionati in proporzione in ogni loro
componente. Riconfermo infine la disponibilità della Direzione centrale di settore e mia a partecipare a
un tavolo di confronto che coinvolga scuole, polizia municipale, Giunta o i suoi componenti a ciò
competenti e le forze dell’ordine, che studi un piano organico di sicurezza per i centri scolastici.
Il settore provveditorato a tale proposito ha manifestato la sua disponibilità a sostenere l’impegno
necessario all’installazione di una video sorveglianza perimetrale. Mi risulta che analoghe disponibilità,
se posso permettermi di sconfinare nell’ambito di competenza del collega Barzaghi, siano emerse
dall’edilizia scolastica per quanto concerne gli allarmi anti intrusione.
Credo di interpretare il pensiero dei colleghi della Giunta nel dire che non è nostra intenzione
assumerci responsabilità e arrogarci poteri che non ci spettano, ma certamente non intendiamo neppure
lasciare una risorsa preziosa come le scuole priva di un interlocutore importante e tradizionalmente
attento e presente.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Lombardi. (presenti 40)
Consigliere Frassinetti: “Io sono solo parzialmente soddisfatta della risposta all’interrogazione,
ringrazio comunque gli Assessori che hanno redatto la risposta stessa. Vorrei sapere innanzitutto cosa
succede all’inizio dell’anno scolastico che si aprirà, perché so che fino al 10 giugno è garantita questa
vigilanza, ma poi le scuole sono preoccupate di quello che succederà. Non sono d’accordo che si debba
entrare nella forbice di responsabilità, presidi da una parte e normali agenti di sicurezza e forze di
ordine pubblico dall’altra, perché andremmo a vanificare il ruolo della Provincia, che è quello di
supporto spesso prezioso e unico in questo campo. Non si può logicamente trasformare il personale
della Provincia in un personale che vada a sostituire gli agenti di ordine pubblico, però qui va
evidenziata l’eccezionalità delle scuole sottoposte a questa vigilanza. Non è infatti un servizio che si
richiede per tutti i 229 edifici, si richiede per quei complessi scolastici che per dimensioni, ubicazione e
la componente studentesca che li riguarda danno dei problemi particolari.
Questa esigenza e questa domanda viene proprio dalle scuole, dai professori, dai genitori, dagli
studenti, relativamente alle possibilità e alle risorse da investire. Anche qui si tratta di scelte politiche,
perché ricordo, nello scorso mandato, che non era stato necessario uno sforzo così forte per riuscire ad
appagare ed accontentare le istanze delle scuole, avevamo anche predisposto un servizio di vigilanza,
che offrivano i carabinieri in pensione e i poliziotti in pensione fuori dalle scuole più turbolente, negli
orari di entrata e di uscita. Era stato molto apprezzato da alcune scuole anche con presidi appartenenti
allo schieramento di sinistra, uno per tutti è l’Istituto San Dionigi, che è in una zona abbastanza critica,
che credo sia dopo Corvetto, vicino a Rogoredo. Quella scuola aveva apprezzato molto questo servizio.
Sono tanti i modi nei quali la Provincia può andare a supplire situazioni di eccezionalità.
Quindi sicuramente non può essere compito della Provincia quello di mantenere l’ordine pubblico al di
fuori delle scuole ma, sicuramente, quando l’edilizia scolastica degli anni ‘70 ha creato questi mostri, e
questa sicuramente non è colpa di nessuno di noi, seduti in questo momento in quest’aula, ma esistono
delle vere e proprie cattedrali nel deserto, di questo bisogna prendere atto e fino a quando esistono
queste cattedrali nel deserto, dove c’è l’intrusione di esterni, spesso adulti, più anziani degli studenti
che frequentano le scuole, esiste un problema di intrusione della droga, esiste un continuo furto di
ciclomotori e molte volte di violenze e di minacce, soprattutto per gli studenti del biennio, cioè dell’età
che va dai quattordici ai sedici anni.
E’ stato possibile dare, con poco sforzo, il massimo servizio e il massimo sollievo agli istituti scolastici,
io spero e penso che questa sia la linea che la Provincia dovrà condurre anche prossimamente.”
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Riassume la presidenza dell’adunanza il Presidente del Consiglio Ortolina.
Presidente del Consiglio: “C’è un’altra interrogazione presentata in data 16 gennaio 2006 del
Consigliere Bruschi in merito alla situazione assicurativa provinciale. Do ancora la parola al neo
Assessore, prego.”
Assessore Carlino: “Sì, ma prima volevo rispondere alla Signora Frassinetti che siamo a conoscenza
delle problematiche - Consigliere Frassinetti mi scusi - da lei sottolineate, ci stiamo lavorando e
sicuramente per l’inizio dell’anno scolastico troveremo la soluzione appropriata.”
Nel frattempo è entrato in aula il Consigliere Dapei. (presenti 41)
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 1/22 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Interrogazione presentata in data 16
gennaio 2006 dal Consigliere Bruschi, in merito alla situazione assicurativa provinciale.
Assessore Carlino: “Riguardo all’interrogazione del Consigliere Bruschi, confermo innanzitutto quanto
esposto nella risposta scritta del 2 marzo dal mio predecessore Giorgio Calò, nella quale si precisavano
due punti:
1) le compagnie risultate aggiudicatarie, gli importi e la durata dei contratti che qui non sto a ripetere;
2) i criteri e le procedure di assegnazione delle polizze.
Preciso che il periodo interessato va dal 31 marzo 2005 al 31 dicembre 2009, fatta eccezione per la
polizza libro matricola RC Auto hard, la cui scadenza è fissata al 31 dicembre 2007.
Oggi vorrei fornire alcuni dettagli sulle polizze, per illustrare come tutelino l’ente e quali miglioramenti
e risparmi siano stati conseguiti.
La polizza all Risk Property riguarda immobili, contenuto e apparecchiature elettroniche. Si è
conseguito un risparmio del 23% rispetto al precedente contratto, con l’aggiunta di alcune garanzie
assicurative, quali:
- il differenziale storico artistico relativo ai maggiori danni che beni dotati di particolare storico
artistico possano subire a seguito di sinistro e che eccedono le normali spese di ricostruzione o il
ripristino di carattere meramente funzionale;
- spese extra che la Provincia potrebbe dover sostenere per essere in grado di continuare la propria
attività quale descritta in polizza, in seguito a danno o distruzione delle proprietà assicurate;
- elevazione del massimale ricorso terzi, danni materiali diretti cagionati a cose di terzi.
La polizza tutela legale presta una garanzia per la copertura delle spese di perizia, assistenza, patrocinio
e difesa tra giurisdizionale e giudiziale. Sono stati elevati i massimali assicurati per i Dirigenti,
adeguandoli a quelli degli Assessori e Consiglieri, ed è stata introdotta la clausola fondo spese che
consente l’anticipo indennizzo per il pagamento del legale incaricato.
La polizza responsabilità civile terzi e dipendenti si riferisce a tutte le attività svolte dall’ente con i
seguenti massimali:
- responsabilità RCT 18 milioni di euro per sinistro;
- responsabilità RCO 8 milioni di euro per il sinistro, con il limite di 3 milioni per il prestatore.
Si è ottenuta una riduzione del premio a fronte dell’accettazione pressoché integrale del capitolato, che
comporta per la Provincia un contratto assicurativo estremamente completo e tutelante.
La garanzia RC patrimoniale si riferisce alla responsabilità civile verso terzi per perdite patrimoniali
involontariamente cagionate a terzi, nonché alle responsabilità amministrativa e contabile, queste
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ultime operative solo a fronte della corresponsione di una quota individuale a seguito di adesione
volontaria, e qui di seguito indicata per categoria, le raggruppo perché sono diverse:
- Presidente, Direttore Generale, vice Direttori Generali e Segretario Generale, premio annuo lordo di
adesione € 418, massimale 5 milioni di euro;
- Avvocato, premio annuo lordo € 436, massimale 2,5 milioni;
- Dirigente amministrativo, premio annuo lordo € 242, massimale 5 milioni;
- Dirigente tecnico, premio annuo lordo di adesione € 540, massimale 5 milioni.
Il massimale è da intendersi per assicurato, per sinistro, per anno. Si è registrato un lieve sconto del
premio, a fronte di condizioni sostanzialmente invariate rispetto al precedente contratto. La polizza
prevede inoltre una sezione Merloni che, dietro specifica richiesta del responsabile del procedimento,
estende con costo a carico dell’ente la garanzia alla responsabilità derivante dalla legge 109 dell’11
febbraio 1994, modificata dal D.L. 101 del 3 aprile 1995, legge 216 del 2 giugno 1995 e successive
modifiche, legge Merloni, attraverso l’emissione di apposito certificato per ogni singolo intervento.
Per la polizza infortuni si è conseguito un risparmio sulla base d’asta di circa il 40%, nonostante sia
stata introdotta la figura dei volontari della protezione civile.
Per la polizza kasko dipendenti in missione il costo è rimasto pressoché invariato rispetto alla polizza
precedente, ma l’eliminazione della franchigia in caso di sinistro comporta per la Provincia un notevole
risparmio e per i dipendenti un beneficio consistente nel rimborso di unica soluzione.
Con la polizza libro matricola RC hard, assicurazione autoveicoli dell’ente, in un unico contratto sono
stati accorpati contratti precedentemente separati, con una notevole semplificazione gestionale per
l’ente. Inoltre, le tariffe applicate sulla garanzia RCA sono estremamente competitive rispetto agli
andamenti di mercato.
Per quanto attiene alla garanzia all risk opere d’arte, comprendente un complesso di beni stimato in più
di 8 milioni di euro, si è ottenuto un risparmio sulla base d’asta di circa il 35% con incremento delle
garanzie.
Si sottolinea altresì come importante innovazione l’introduzione di un’apposita sezione con condizione
tassi prefissati per la copertura delle mostre organizzate dalla Provincia.
A margine del programma assicurativo dell’ente si è pensato infine di garantire, oltre che agli
amministratori, ai dirigenti, agli avvocati, sulla base della polizza RC patrimoniale, anche ai dipendenti
che fossero interessati l’opportunità di tutelarsi per danni patrimoniali eventualmente cagionati per
colpa grave, prevedendo la possibilità per funzionari, tecnici, posizioni organizzative tecniche
amministrative, di aderire alla copertura con quota a carico.
Se la cosa è molto lunga e dettagliata, posso mandare se vuole per iscritto quanto esposto da me oggi.”
Nel frattempo è entrato in aula il Vice Presidente della Provincia Mattioli.
Consigliere Bruschi: “Ringrazio l’Assessore Carlino, ringrazio soprattutto l’Assessore Calò perché è
vero che la risposta a questa interrogazione è stata data cinque mesi dopo, ma l’Assessore Calò mi
aveva risposto prontamente per le vie brevi scritte. Volentieri attendo il documento complessivo e per
ora mi dichiaro soddisfatto.”
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 28 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Approvazione dei processi verbali delle
adunanze consiliari del 12 e 14 luglio, 15 e 22 settembre e 22 novembre 2005.
Presidente del Consiglio: “Ci sono considerazioni su questi verbali? Prego Dapei.”
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Consigliere Dapei: “Grazie Presidente. L’altra volta c’è stata una sospensione per un chiarimento sui
verbali e di questo ringrazio l’Ufficio di Presidenza e la maggioranza, credo che sia stato messo a frutto
il tempo che ci siamo presi e il prezioso contributo del Segretario Dottoressa Bavaro e dell’Avvocato
Caruso mi sembra che possano tranquillizzare chi si era inizialmente – sono fra questi – rammaricato di
non vedere allegati al verbale tutti gli atti che permettono di comprendere fino in fondo cosa è successo
quel giorno, senza i quali non sarebbe stato più di tanto comprensibile e permettono di meglio
indirizzare una lettura veloce a chi non ha tempo e voglia di sfogliarsi tutte le 75 pagine del verbale.
A norma di regolamento quindi, rispetto alla iniziale proposta di verbale da sottoporre in votazione, la
richiesta era che fosse ben desumibile dalla lettura dello stesso che c’è stata un’iniziale contestazione
rispetto alla mancata notificazione dell’ordine dei lavori, una contestazione sul fatto che si definiva più
proposte di diversi proponenti, che mancasse il parere della commissione competente, che il parere
comunque sulla proposta complessiva, poi anche sugli emendamenti via via presentati e anche di quelli
approvati non fosse data da chi ne avesse titolo e neppure da chi avesse titolo a sostituirlo per quella
specifica funzione.
Abbiamo a cuore che risulti dal verbale che precedentemente alla presentazione dell’emendamento poi
messo in votazione erano stati presentati altri emendamenti aggiuntivi, sostitutivi e/o abrogativi a
termini di regolamento e che sia stato messo in votazione non quello più anziano di età ma quello che
recava le firme più autorevoli della maggioranza. Abbiamo a cuore che risulti bene dal verbale che i
proponenti a quel punto hanno chiesto il ritiro della delibera, quindi se queste nostre richieste di
integrazione hanno trovato, come ci sembra dalla documentazione sul banco, grazie alla sensibilità
dell’Ufficio di Presidenza e al lavoro indefesso dei nostri tecnici a supporto, che di nuovo ringrazio, a
questo punto possiamo ritenerci soddisfatti perché con queste precisazioni il verbale a questo punto
permette di capire bene che cosa è successo, che è l’unica cosa che avevamo a cuore.”
Presidente del Consiglio: “Dobbiamo procedere a questo punto alla votazione dei verbali del 12 e 14
luglio, 15 e 22 settembre, 22 novembre.”
Il Presidente del Consiglio pone quindi in votazione l’argomento n. 28 dell’ordine del giorno.
Il Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico.
Durante la votazione è temporaneamente assente il Segretario generale; svolge le sue funzioni il Vice
Segretario generale.
Assenti al momento della votazione il Presidente della Provincia Penati e i Consiglieri Accame, Albetti,
Arrigoni, Caputo, Censi, Clerici, Colli, De Nicola, Elli, Esposito, Frassinetti, Gavazzi, Grimoldi,
Malinverno, Meroni, Modugno e Musciacchio.
E così risultano presenti 28 Consiglieri.
Sono altresì presenti gli Assessori: Barzaghi, Benelli, Carlino, Casati, Dioli, Mattioli, Mezzi, Ponti.
Terminate le operazioni di voto, dichiara approvati i processi verbali con ventisette voti a favore e un
astenuto (Consigliere Del Nero).
Il Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
Successivamente il Presidente del Consiglio pone in trattazione lo:
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ARGOMENTO N. 29 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Approvazione dei processi verbali delle
adunanze consiliari del 28 aprile, 12, 19, 31 maggio e 14 giugno 2005.
Presidente del Consiglio: “Ci sono dichiarazioni su questi verbali? Non ci sono dichiarazioni su questi
verbali, metto in votazione l’approvazione dei verbali suddetti.”
Il Presidente del Consiglio pone quindi in votazione l’argomento n. 29 dell’ordine del giorno.
Il Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico.
Durante la votazione è temporaneamente assente il Segretario generale; svolge le sue funzioni il Vice
Segretario generale.
Assenti al momento della votazione il Presidente della Provincia Penati e i Consiglieri Accame,
Arrigoni, Bruschi, Caputo, Censi, Clerici, Colli, De Nicola, Elli, Esposito, Frassinetti, Gavazzi,
Grimoldi, Malinverno, Meroni, Modugno e Musciacchio.
E così risultano presenti 28 Consiglieri.
Sono altresì presenti gli Assessori: Barzaghi, Benelli, Carlino, Casati, Dioli, Mattioli, Mezzi, Ponti.
Non partecipano al voto il Presidente del Consiglio Ortolina ed il Consigliere Albetti.
Terminate le operazioni di voto, dichiara approvati i processi verbali con venticinque voti a favore e un
astenuto (Consigliere Del Nero).
Il Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 26 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Approvazione dello schema di convenzione
tra la Provincia di Milano ed il Comune di Cinisello Balsamo per l’apertura dello Sportello di
orientamento scolastico e riorientamento sul territorio.
Presidente del Consiglio: “Do la parola finalmente all’Assessore Barzaghi, che abbiamo “licenziato”
l’altra volta causa la mancanza di corrente. Prego Assessore.”
Assessore Barzaghi: “Grazie Presidente. Il D.Lgs. 112/98, art. 139, ha attribuito alle Province nuovi
compiti relativi all’istruzione secondaria superiore, tra cui l’effettuazione di interventi integrati di
orientamento scolastico e professionale, e di prevenzione della dispersione scolastica. L’assessorato
all’istruzione e all’edilizia scolastica della Provincia di Milano ha posto pertanto l’orientamento
scolastico e la lotta alla dispersione tra i propri obiettivi prioritari di intervento e ha elaborato il
progetto ORIP (Orientamento, Riorientamento, Innovazione, Progettualità).
Tale progetto si propone, in sintesi, di:
1. fornire risposte concrete alle esigenze di orientamento e riorientamento delle scuole medie e
superiori di Milano e Provincia, per favorire scelte consapevoli in linea con i bisogni e le
aspettative delle persone coinvolte;
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2.
individuare le proposte più idonee e le modalità di attuazione più efficaci per rispondere alle
esigenze formative e orientative di studenti, docenti e genitori.
Per attuare il progetto ORIP è necessario attivare un sistema di relazione scuola, famiglia e territorio,
che presuppone l’interazione di una pluralità di soggetti interni ed esterni alla scuola, a partire dalle
realtà delle Amministrazioni comunali.
Nell’ambito del progetto si intendono aprire dunque degli sportelli, veri e propri sportelli di
orientamento scolastico e riorientamento in ciascun ambito territoriale, negli undici ambiti territoriali
della Provincia di Milano. Tali sportelli diventeranno punto di riferimento per le scuole, per gli
operatori coinvolti, gli studenti, le loro famiglie, in relazione con i centri per l’impiego, i centri per il
lavoro, con l’agenzia e quant’altro è sul terreno della ricerca e del lavoro.
Quindi un orientamento in entrata dalle scuole medie, interno soprattutto nel biennio per quanto
riguarda le scelte e il riorientamento in opposizione alla dispersione scolastica e in uscita per quanto
riguarda poi le scelte o per l’università, oppure per quanto riguarda il lavoro.
Gli sportelli già avviati sono cinque, più uno in attuazione, e sono quelli presso il centro scolastico di
Bollate, che riguarda Bollate e Rho, il centro scolastico di San Donato Milanese, che riguarda la zona
sud, l’ITCP di Gorgonzola che riguarda la zona nord est della Martesana, quello di Milano presso il
CIDI, storica organizzazione che si è occupata di orientamento e per il prossimo anno, in
collaborazione con il Comune di Monza, verrà aperto anche lo sportello per Monza e il territorio della
Brianza.
In sinergia con il Comune di Cinisello Balsamo, che opera da diversi anni, quindi non ci sostituiamo al
lavoro di questa Amministrazione Comunale, ma appunto lavorando e apprendendo dal lavoro che è
stato fatto, dalla rete che è stata costruita, si intende ora avviare insieme, Provincia di Milano e Comune
di Cinisello Balsamo, uno sportello di orientamento presso il Parco Nord. Lo sportello provvede
all’erogazione di un servizio di orientamento sul territorio dell’ambito territoriale 2, quello relativo alla
zona di Sesto e dintorni, che possa fornire un supporto qualificato alle esigenze di orientamento e
riorientamento degli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie di primo grado e delle scuole
secondarie di secondo grado, e che sia in grado di supportare le scuole e i docenti per gestire al meglio i
processi di orientamento.
Per regolare i rapporti con il Comune è stata elaborata questa convenzione che oggi presentiamo a
questo Consiglio, una convenzione che in sintesi prevede:
1. lo svolgimento dell’attività di orientamento presso la sede dello sportello, presso le scuole o
telefonicamente oppure on line;
2. la messa a disposizione da parte della Provincia dei locali in cui avrà sede lo sportello, un’aula
più un’auletta, più i servizi igienici presso il centro scolastico Parco Nord e l’assunzione di oneri
relativi alla manutenzione e alla fornitura di servizi relativi all’energia elettrica, riscaldamento,
impianto telefonico e pulizie;
3. la presenza presso lo sportello per la gestione integrata del servizio di orientamento, in collaborazione con la Provincia, di personale dipendente del Comune di Cinisello Balsamo per un
totale complessivo di venti ore settimanali. Questo è il senso concreto dell’integrazione
dell’attività del Comune di Cinisello con quella della Provincia. Di conseguenza, la
corresponsione da parte della Provincia al Comune di Cinisello di un contributo annuale di €
19.600 per lo svolgimento del servizio da parte di personale qualificato del Comune, impiegato
presso il Comune di Cinisello, di cui € 17.600 per la normale retribuzione e € 2.000 quale
indennità da corrispondere al personale medesimo, ai sensi dell’art. 14, comma 3, del contratto
nazionale di lavoro 22 gennaio 2004, importi lordi comprensivi degli oneri a carico dei datori di
lavoro;
21
4.
il rimborso al Comune di eventuali spese aggiuntive, carburante e straordinari, eventualmente
sostenute dal proprio personale per l’espletamento di questo servizio, essendo questo un servizio
aperto al territorio, alle scuole, alla realtà delle famiglie;
5. l’utilizzo da parte del Comune degli ambienti dello sportello esclusivamente per le finalità
previste in questa convenzione;
6. la durata annuale della convenzione, eventualmente rinnovabile.
Abbiamo avuto un’interessante discussione all’interno dell’ottava commissione con diversi Consiglieri,
sono emersi alcuni suggerimenti nel dibattito, di cui abbiamo tenuto conto nell’integrazione alla stessa
convenzione.
Le integrazioni sono tre:
1. l’apertura dello sportello non è considerata in maniera rigida, ma verrà determinata in funzione
proprio delle esigenze dell’utenza stessa, d’accordo con il personale incaricato;
2. è stato inserito un ultimo articolo che prevede l’adozione di idonee misure di monitoraggio alla
fine dell’anno scolastico, in modo tale che insieme, Provincia e Comune di Cinisello, possiamo
valutare l’efficacia dell’intervento, quindi in questo modo poter monitorare e fare valutazioni in
merito all’eventuale rinnovo, quindi in base ai dati oggettivi poter fare questo ragionamento;
3. una correzione dovuta ad un errore materiale relativo alla ripetizione del numero degli articoli.
Questo è il senso della convenzione che sottoponiamo all’attenzione di questo Consiglio, grazie.”
Nel frattempo è uscito dall’aula il Vice Presidente della Provincia Mattioli.
Presidente del Consiglio: “E’ aperta la discussione generale su questa proposta di deliberazione. Prego
Esposito, quindici minuti massimo.”
Consigliere Esposito: “La ringrazio Presidente e ringrazio anche l’Assessore Barzaghi di questa
illustrazione e di questa delibera che riguarda la convenzione con il Comune di Cinisello Balsamo, per
l’apertura di questo sportello. In commissione, ha già accennato l’Assessore Barzaghi, abbiamo
discusso anche in maniera interessante circa l’impostazione dell’apertura di questi sportelli periferici
all’interno del progetto più ampio, che è quello di orientamento e riorientamento, che era stato già
illustrato lo scorso anno.
Personalmente ho già detto in commissione un po’ delle mie perplessità in ordine alla filosofia di
approccio al servizio orientamento e all’efficacia di questi sportelli all’interno di un progetto del quale
attendiamo di avere qualche riscontro operativo e positivo. Mi sono riservato in Consiglio provinciale
di fare alcune domande, spero e sono certo che l’Assessore Barzaghi potrà rispondere a queste
riflessioni, che mi sono trascritto, in ordine a quella discussione. Sono già stati aperti degli sportelli a
Bollate, San Donato, Gorgonzola e CIDI di Milano. La domanda era questa, io credo che qualche mese
di vita o qualche anno di vita a Bollate o San Donato e a Gorgonzola siano stati fatti con la presenza di
questi sportelli, la domanda era se un monitoraggio è stato fatto circa l’efficacia di questi servizi e di
questi sportelli, o di taluno di questi sportelli. Prima domanda, che è ovviamente la premessa per
valutare il voto e l’assenso su questo ulteriore sportello, quinto sportello nella Provincia di Milano.
La seconda domanda è appunto questa, che l’Assessore Barzaghi ha già accennato avere una risposta
nella storia del CIDI. Io mi sono permesso, ma mi riservo di verificare se il CIDI, come associazione di
formazione degli insegnanti, agenzia storica insieme a… e tante altre, ENAIP, ACLI, ce ne sono
accreditate dal Ministero molte, molte anche in Provincia di Milano. La domanda è questa: perché il
CIDI e non altri e la modalità di conferimento e di scelta, se ha in qualche modo registrato una proposta
di evidenza pubblica. Questa è la seconda domanda.
La terza riguarda l’interesse che gli sportelli dovrebbero avere per l’orientamento destinato alle
secondarie di primo grado. Il decreto 112/98 parla di una competenza conferita alle Province per la
22
scuola secondaria superiore ed ai Comuni per quanto attiene l’orientamento dei ragazzi della
secondaria di primo grado. La domanda è questa, perché si preferisce qui un intervento diretto, perché
sostanzialmente lo sportello è anche e soprattutto un intervento diretto, al di là dell’efficacia e della
fruibilità dei servizi, si preferisce qui un intervento diretto e non si opta per quella che è la filosofia che
questa maggioranza ha più volte formalizzato in ordine alla preferenza per reti e servizi, coordinamento
di Comuni, coordinamento quindi di servizi municipali e comunali più che non risposta diretta al
servizio attraverso uno sportello, che ha come destinatario l’utenza e le sue esigenze.
Dico questo perché mi sembrerebbe che i Comuni avrebbero fortemente gradito, per una competenza
che istituzionalmente è a loro destinata, ma soprattutto per qualche sofferenza di carattere finanziario
recente, a fronte di un patto di stabilità importante e comunque impegnativo, che qualche migliaio di
euro, che poi è la spesa che nei diritti allo studio mediamente i Comuni di media grandezza destinano
all’orientamento per le secondarie di primo grado, io credo che in questo caso il coordinamento di
questi servizi e un intervento di armonizzazione e di valutazione delle eccellenze che ci sono per il
trasferimento e la trasferibilità dei servizi di eccellenza in altri Comuni all’interno di un coordinamento
sarebbe stata una filosofia credo più efficace e più in linea con l’approccio che la maggioranza ha
sempre in qualche modo enunciato rispetto alla risposta diretta ai servizi e anche rispetto al criterio
della cosiddetta efficacia dei servizi.
Da questo punto di vista io mi sono permesso di suggerire a Barzaghi che lo sportello debba essere
anche e soprattutto qui a Cinisello, se non è stato fatto altrove prima, debba essere concepito in maniera
lata, come sportello non tanto aperto a soddisfare un’esigenza diretta, quanto uno sportello periferico
che promuova nei singoli territori quel coordinamento che la Provincia in questo caso non ha inteso
fare e che gli sportelli in maniera trasferita e delegata potrebbero fare come sportelli provinciali nei vari
territori.
Diciamo che io concepisco, noi concepiamo, così come l’abbiamo in qualche modo enunciata in
commissione, una filosofia per cui lo sportello è promozione di orientamento e di iniziative di
orientamento, con un taglio di sussidiarietà di servizio, più che non di intervento diretto e di risposta.
Anche perché, e qui arriva l’altra domanda, € 19.000 all’anno, tre presumibili mezze giornate di
risposta al servizio in un territorio vasto come il sestese e il cinisellese ed altri Comuni, tenendo
presente la collocazione del Parco Nord e quindi la fruibilità del servizio, per una risposta diretta a
esigenze che di solito, per l’esperienza che abbiamo, trovano risposta nel Comune quando va male, ma
quando va bene nella scuola di riferimento, nell’istituto, nell’istituzione scolastica, altrimenti i tassi di
fruibilità di questi servizi esterni abbiamo visto, dopo decenni di esperienza, sono estremamente bassi,
ritengo che una spesa di questo genere, oltre che non essere all’altezza dell’obiettivo, rischi di essere
una spesa un po’ dispersa, non produttiva, fermo restando che, altra eccezione, sicuramente i costi non
sono quelli riferiti ai 19.000 euro o ai 20.000 euro, ma a costi ovviamente aggiuntivi, che vanno in
qualche modo calcolati dagli eventuali straordinari del personale, alla formazione stessa del personale,
così come in convenzione si dice, alla pulizia dei locali, alla stessa manutenzione, qui si dice
manutenzione, quindi si intende straordinaria e ordinaria e allo stesso carburante per le cosiddette
missioni territoriali del personale.
Quindi io presumo che i costi alla fine non saranno quelli indicati in convenzione, ma dovranno per la
Provincia sicuramente essere almeno duplicati e quindi non sarà questo un intervento in economia.
Da questo punto di vista gli stessi orari di apertura dello sportello, per i quali si rinvia all’esigenza degli
utenti, sono orari per i quali mi aspetto di vedere la proposta del Comune di Cinisello e vedere poi il
monitoraggio finale. Non vorrei essere buon profeta nel vedere utenze soltanto territorialmente vicine
attingere e tendenzialmente di natura secondaria superiore, attingere a questo servizio di sportello che
nell’ispirazione nativa mi pare, ripeto, ricondurre ad un’esigenza di risposta diretta al bisogno.
Queste sono le cose che abbiamo detto sostanzialmente in commissione, per le quali però, considerando
che l’orientamento è una preoccupazione anche delle forze di minoranza o di opposizione che si
23
sforzano di proporre qualcosa di alternativo, di parallelo, di costruttivo a quello che viene
dall’Assessore e dalla maggioranza, è per questo che noi all’interno di un interesse che abbiamo per le
operazioni e per le iniziative di orientamento preventivamente destinate ad evitare la tendenziale forte
dispersione scolastica, della quale si è detto due anni fa in commissione, ma per la quale non vediamo
adesso, dopo due anni, nessuno degli effetti benefici annunciati qualche anno fa con questo progetto.
In attesa di questi effetti positivi e per non porre ostruzionismo ad un’iniziativa che comunque
concepita e declinata in maniera anche intelligente potrebbe evolvere in maniera positiva, a nome del
Gruppo, ho sentito l’amico Dapei e gli amici, penso che potremmo esprimere, e anticipo
un’impostazione di voto, un’astensione su questa iniziativa per raccogliere quel che di positivo, tese e
attese le eccezioni che abbiamo fatto, si potranno poi raccogliere alla fine.”
Presidente del Consiglio: “Ovviamente al termine della discussione generale daremo uno spazietto
ancora all’Assessore per rispondere alle obiezioni che sono state sollevate. Frassinetti.”
Consigliere Frassinetti: “Grazie Presidente. Io sarò molto più breve del collega Esposito, ma il voto di
astensione, che è frutto anche della decisione di Alleanza Nazionale su questo argomento, ha delle
motivazioni che sinteticamente possono essere rappresentate su una mancanza, a mio avviso, di
sistematicità su questo argomento. Se l’orientamento è sicuramente una delle funzioni più importanti
che deve svolgere la Provincia, anche secondo il dettato legislativo che vede proprio l’ente come
elemento di supporto nell’istruzione, io sono sempre perplessa alla diversificazione degli strumenti in
questo senso. Noi sappiamo che ci sono vari campi negli ambiti differenziati dell’istruzione, chiamati
“Orientami”, che verso l’estate o entro settembre danno l’opportunità ai genitori, alle famiglie e agli
studenti delle medie inferiori di andare a visitare le scuole del territorio. Sono delle iniziative, delle
giornate aperte che le scuole da tempo organizzano, secondo me molto efficaci. Cosa può rappresentare
lo sportello di aggiuntivo a questo tipo di iniziativa?
Mi chiedo poi, Assessore Barzaghi, il ruolo del CISEM in questo progetto. L’attività più importante del
CISEM, che è un organo che costa anche molto in termini di risorse all’Assessorato all’istruzione e
edilizia scolastica, soprattutto nel suo ambito 1, quello adibito al monitoraggio sul territorio, che offre
un prezioso lavoro di immagazzinamento di dati relativi alle tendenze che esistono nelle iscrizioni
scolastiche e anche all’entità del pendolarismo, che spesso è, insieme alla dispersione scolastica, uno
dei pericoli, degli allarmi che vengono a esserci per quanto riguarda la dispersione. Mi chiedo che ruolo
abbia il CISEM e ricordo che al riguardo già quando ero Assessore all’istruzione io avevo fatto
stampare, insieme all’Assessore alla formazione, un opuscolo che vedo che la Provincia, giustamente,
ha riproposto, che si chiama “Orientami” e che è stato un supporto importantissimo, spedito a tutte le
famiglie che hanno dei figli che frequentano la terza media inferiore.
Sicuramente lo sforzo in questo campo è molto importante, temo però che ci sia una sovrapposizione di
strumenti che ne vanifichino un po’ l’efficacia. Questa è la mia perplessità, comunque questo voto di
astensione è sicuramente propositivo, nel senso che io spero che questi sportelli possano essere meglio
coordinati, anche con l’integrazione dei campi “Orientami” e con l’attività del CISEM che, ripeto, è
adibito quasi esclusivamente a favorire un giusto orientamento nelle scuole. Siccome il CISEM
impegna molte risorse della Provincia, che l’assessorato all’istruzione potrebbe anche usare in altre
iniziative e invece giustamente vengono devolute a questo ente per questa consultazione molto
importante, mi chiedo se avere a bilancio ulteriori risorse sempre per la stessa voce non sia, secondo
me, dispersivo in questo senso.”
Nel frattempo è uscito dall’aula l’Assessore Mezzi.
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Presidente del Consiglio: “Io non ho altri iscritti a parlare, pertanto darei la parola all’Assessore per una
breve replica e un commento alle obiezioni che ha sentito. Prego Assessore Barzaghi.”
Assessore Barzaghi: “Grazie Presidente. Vorrei ringraziare i due Consiglieri che sono intervenuti e che
hanno annunciato un’astensione propositiva, se così posso dire, usando le parole della Consigliere
Frassinetti, che mi paiono essere un incoraggiamento pur da un ambito diverso, da un’opposizione, un
incoraggiamento diverso rispetto al lavoro che stiamo sviluppando, che è seguito attentamente dalla
stessa commissione e sarà costantemente riportato all’interno della commissione.
La prima cosa da cui vorrei partire è che l’Amministrazione Provinciale attraverso questi sportelli non
intende semplicemente sviluppare un intervento di informazione, cosa giusta e sacrosanta che
dobbiamo fare, che bisogna fare e che viene fatta costantemente, e cioè l’informazione, l’orientamento
sulla scelta o meno del ragazzo in una certa direzione, il rapporto con la scuola media che ha la
titolarità. Quando noi parliamo di rapporto di entrata, parliamo di un rapporto di collaborazione con la
scuola media. Appunto, questa è l’impostazione corretta che mi pare vada assolutamente ribadita, e
cioè l’informazione riportata correttamente, il riorientamento qualora la scelta sia stata sbagliata,
fornendo quelle correzioni anche sul piano della stessa informazione.
Ma questo è un punto, a mio parere, ancora non centrato sulla priorità e sull’esigenza di sistematicità di
un intervento che riguarda l’orientamento. Parlo cioè del fatto che attraverso questo intervento
sull’orientamento ci poniamo l’obiettivo, ma l’abbiamo detto anche nel programma presentato in
commissione ormai un anno e mezzo fa, e che abbiamo ribadito come priorità, e della lotta alla
dispersione scolastica e all’abbandono come terreno centrale di intervento, che oggi è ad un livello
molto elevato e molto pesante. Ho qui i dati Istat che ci dicono che noi oggi siamo a livello nazionale
con una dispersione scolastica che va dal 20 al 25%, con delle punte che arrivano fino al 40% e oltre
nella scuola secondaria superiore, soprattutto nel biennio.
Questo mette in discussione anche, da un certo punto di vista, una certa didattica che viene portata
avanti nelle scuole, dunque si pone la necessità di ripensare globalmente e complessivamente la
didattica, lo stesso orientamento, la relazione tra docenti e studenti, la relazione con le famiglie, la
relazione con la classe ed il Consiglio di classe. Insomma, un intervento di tipo strutturale e sistemico
da questo punto di vista che getta una luce che va più in là della semplice informazione e pone la
necessità di un intervento in profondità sulle cause che portano a questa dispersione. Se pensate che nel
2004/2005 nella Provincia di Milano soltanto nella scuola secondaria superiore abbiamo avuto 3.800
abbandoni, cosa diversa dalla dispersione, semplicemente e crudamente abbandoni, noi abbiamo l’idea
esattamente di cosa stiamo discutendo e della necessità di un intervento in questa direzione.
Ovviamente, il problema di una collaborazione interistituzionale, di una collaborazione con i centri
giovani, con Informagiovani, con le Amministrazioni Comunali, con tutte le realtà che operano sul
territorio e con tutte le realtà istituzionali, parlo dell’Ufficio Scolastico regionale, parlo del CSA, parlo
della Regione Lombardia, parlo del Comune di Milano e di tutte le altre Amministrazioni Comunali, è
assolutamente fondamentale e auspicabile se vogliamo raggiungere una penetrazione del nostro tipo di
intervento. Senza questo livello di collaborazione, ovviamente anche l’intervento della Provincia è un
intervento ancora limitato di cui ci rendiamo conto perché non è possibile affrontare una realtà così
complessa, articolata e pesante, soltanto attraverso un intervento dell’Amministrazione Provinciale.
Dunque poniamo, abbiamo posto e porremo con forza anche domani nell’incontro con il Direttore
Regionale Dutto il problema di una collaborazione costante, di una sinergia costante tra i diversi livelli
istituzionali perché senza questa, ripeto, anche il nostro intervento è un intervento molto limitato.
Sugli effetti io vorrei richiamarmi anche qui all’oggettività del nostro intervento, all’oggettività dei
dati, alla necessità di dare anche a voi delle risposte in termini esaurienti, positivi e oggettivi e non
soltanto parlare delle intenzioni. Quindi ci presenteremo nelle prossime settimane, nei prossimi mesi,
con un bilancio complessivo degli attuali sportelli, in modo tale da poter dare delle risposte esaurienti,
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dei bilanci in base ai risultati scolastici. Sì perché dobbiamo aspettare il risultato degli scrutini per
verificare effettivamente se siamo riusciti in qualche modo a contenere, a limitare questo fenomeno
della dispersione scolastica.
E’ vero che gli abbandoni sono anche durante tutto l’anno, ma il momento clou è esattamente quando ci
troviamo di fronte al momento dello scrutinio finale e della selezione da questo punto di vista. Ma
posso già anticipare, dalle riunioni che anche questa mattina abbiamo tenuto con tutti gli Assessori
lombardi, che ho l’onore di poter coordinare, e a cui abbiamo posto il punto della dispersione scolastica
e dell’orientamento come proposta di intervento in tutte le Province lombarde. Lì già abbiamo potuto
portare come risultato positivo dell’intervento che stiamo effettuando la realtà di molti sportelli che
hanno già visto centinaia e centinaia di richieste di intervento. Ciascuno sportello ha ricevuto centinaia
di richieste di intervento da parte di scuole, di famiglie, di insegnanti, di consigli di classe, ai quali
abbiamo dovuto rispondere anche con interventi di personale specializzato, di psicologi, con interventi
che appunto entrassero nel merito del processo relazionale tra la famiglia e il ragazzo e il docente e la
scuola stessa, ecc., cioè entrare nel merito di un rapporto molto complesso e difficile, soprattutto in
questa fase della società che vede una difficoltà in questo senso, proprio sul piano della didattica e del
percorso relazionale. Quindi io mi aspetto degli esiti positivi da questo punto di vista, ma che vi vorrei
presentare alla luce di dati importanti e oggettivi.
Poi vorrei poter dire che lo sportello svolge effettivamente un intervento anche diretto, come appunto
veniva detto precedentemente, ma fa un lavoro anche di coordinamento e di messa in rete, cioè le due
cose viaggiano e dovrebbero viaggiare esattamente insieme. E’ organizzato in questi termini, dentro
l’ufficio, c’è un responsabile, un referente a livello di zona che coordina l’attività e che garantisce
questo punto di riferimento costante, poi c’è l’attività della messa in rete con tutte le realtà istituzionali
territoriali che sono presenti sul territorio, in modo particolare un rapporto con le scuole, in modo tale
che questo tipo di rapporto sia vivificato dai referenti in ogni singola scuola, che possono portare
esattamente quella che è la situazione di ogni singola scuola con le loro esigenze e i loro bisogni.
Quindi costantemente monitorare, avere il polso della situazione e intervenire a ragion veduta, con
questo rapporto efficace che vada in questa direzione.
Per quanto riguarda la risposta alla sollecitazione, sia di un intervento diretto, sia di un intervento di
coordinamento direi che prenderemmo in considerazione entrambi gli elementi, cioè l’intervento diretto
se la richiesta non viene soddisfatta da nessun altro e allora interviene la Provincia con l’aiuto dello
psicologo e così via, e dall’altra parte l’intervento di coordinamento, di organizzazione, di messa in
rete, di raccordo con tutti i diversi strumenti. Per cui ha ragione la Consigliera Frassinetti, non c’è in
questo senso una sovrapposizione o una concorrenzialità dei diversi strumenti o delle diverse istanze o
istituzioni che intervengono, ma la necessità che abbiamo posto al tavolo con la Regione Lombardia,
con il CSA, ecc., è stato quella di trovare una sinergia e un tavolo comune in modo tale che tutti i
diversi strumenti concorrano alla definizione di un progetto comune, concorrano a un intervento
comune e siano dunque in grado di dare delle risposte efficaci.
E’ evidente che se ci fossero sovrapposizioni, concorrenzialità, strumenti diversificati ognuno dei quali
interviene senza una logica di sistema, è evidente che allora questo sì sarebbe un aspetto
profondamente negativo, ma appunto in questo senso noi non intendiamo muoverci. Così, anche
sull’opuscolo “Iter” – “Iter” l’abbiamo chiamato da tempo, ho trovato già che la precedente
Amministrazione l’aveva chiamato “Iter” – uno strumento utilissimo che abbiamo poi messo sul sito,
quindi è diventato anche questo per le scuole uno strumento molto importante di orientamento che si
affianca agli altri strumenti. Così come per quanto riguarda l’attività del CISEM devo dire che a breve,
tra qualche giorno, potremo annunciare al Consiglio in modo particolare e alla stampa questo lavoro
straordinario che il CISEM ha sviluppato in collaborazione con gli Istituti Demoscopici di Inchiesta
dell’università, per dare un quadro, una fotografia esatta di quella che è la situazione delle scuole di
Milano e della Provincia, una sorta di Istat dell’istruzione per quanto riguarda la scuola milanese, in
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modo tale che noi tutti possiamo avere uno strumento fondamentale, oggettivo, perché fatto su 3.500
inchieste, quindi con un campione molto, molto significativo, estremamente partecipato da parte di
tutte le scuole, dove appunto dovrà emergere quello che è lo stato reale oggi della scuola pubblica e
non solo della scuola pubblica, anche delle scuole paritarie e di tutte le scuole sul territorio, in modo
tale che tutti quanti possiamo utilizzare questo strumento di conoscenza. Quindi anche sul problema
della dispersione scolastica, sul problema dell’orientamento, ma su tutte le altre tematiche, cioè come
l’utenza, come le famiglie, come gli studenti, come i docenti vedono esattamente oggi la scuola, che
tipo di esigenze e di domande pongono e che tipo di risposte bisogna dare in questa direzione.
Allora capite bene che affiancando tutti questi strumenti, utilizzando il CISEM, utilizzando gli
strumenti come quello di Iter, utilizzando il sito, cioè lavorando in questa direzione, possiamo forse
raggiungere un risultato significativo proprio nella direzione che tutti vogliamo auspicare.
Infine, per quanto riguarda il problema del CIDI, ho già detto in commissione che il CIDI rappresenta
un’associazione storica, da tutti conosciuta, che ha un livello di competenza, di professionalità, di
preparazione non soltanto sul tema della formazione degli insegnanti, ma proprio sul tema specifico
dell’orientamento. Il CIDI è stata l’unica associazione, tra l’altro accreditata presso il Ministero e
accreditata presso la Regione, che si è presentata con un progetto, con una proposta di collaborazione
con la Provincia di Milano, e che noi abbiamo ritenuto molto importante perché aiutava la Provincia di
Milano proprio in questa ottica di collaborazione con altre realtà, non sostituendosi come Provincia ad
altre realtà già presenti che fanno un intervento sul territorio, ma appunto affiancandoci,
generalizzando, proponendo un progetto più complessivo di raccordo tra tutte le realtà associative. Se
altre si dovessero presentare, sarebbe interessante che ci fossero altre possibilità di collaborazione in
questa direzione.
Sull’aspetto economico se ci saranno costi aggiuntivi, io penso che siamo di fronte non semplicemente
ad una proposta di intervento ex novo, in una situazione in cui non c’è stato mai fino ad oggi un
intervento. No, qui siamo di fronte ad un intervento che il Comune di Cinisello e tutta la zona Nord ha
già realizzato, quindi con un’esperienza accumulata significativa in questa direzione, che noi come
Provincia utilizziamo per portarlo a sintesi e per poterlo collegare con gli altri sportelli e con gli altri
interventi. Dunque con un’esperienza anche di costi e con un’esperienza di intervento e di esperienze
nelle varie direzioni dell’orientamento che mi paiono essere un’assoluta garanzia in questa direzione.”
Nel frattempo è uscita dall’aula l’Assessore Benelli.
Presidente del Consiglio: “Non ci sono altri iscritti. Prego Esposito, per una breve considerazione.”
Consigliere Esposito: “Diciamo che sostanzialmente è la dichiarazione di voto formale, che avevo già
preannunciato, avendola concordata con l’amico Dapei e gli amici di Gruppo. Prendo atto con piacere
del taglio che ha dato l’Assessore, riconoscendo i potenziali limiti dell’intervento sul tema
orientamento della Provincia, se non affiancati questi interventi e questo intervento ad altri interventi di
altre istituzioni, a partire dalla Direzione regionale e soprattutto ai Comuni. Quindi mi fa piacere
registrare una sorta di tendenziale trionfalismo rispetto ad un progetto annunciato qualche anno fa
risolutore, invece registrare il taglio più prudente, ispirato ad un principio di precauzione per il quale
rimandiamo una prima lettura ai monitoraggi, se ben fatti, perché anche quelli vanno fatti in maniera
completa e comparata, per una lettura di quelle centinaia di contatti che consentano una sintassi e una
intelligenza dei dati. Gli interlocutori io riconfermo e sono d’accordo, ma vorrei mettere l’enfasi,
soprattutto debbano essere i Comuni e le autonomie scolastiche.
Ci sono progetti, e qui è un auspicio e un invito anche all’Assessore Barzaghi, se già da adesso non
possa pensare nella prospettiva dell’intervento sul tema orientamento e antidispersione, già pensare
come la Provincia ha fatto ad altri interventi articolati con un bando per assegnare risorse finanziarie a
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progetti territoriali che hanno molto ben fatto nel passato nel territorio della Provincia e che stanno
camminando, a partire dal Progetto Vela, dell’amico Brisci, di qualche lustro fa, per finire alle recenti
iniziative briantee in quel di Monza, di cui Arrigoni è informato insieme ad altri. Ecco, quindi anche
risorse finanziarie a fronte della eccellenza di progetti. Riconfermo quindi, da questo punto di vista, una
posizione di attesa rispetto ai monitoraggi e rispetto all’iniziativa che in maniera costruttiva, con
Frassinetti, ci fa dire che ci asteniamo.”
Nel frattempo è uscito dall’aula il Consigliere Meroni. (presenti 40)
Dopodiché, chiusa la discussione, il Presidente del Consiglio sottopone ai voti del Consiglio il
provvedimento proposto dalla Giunta.
Il Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico.
Durante la votazione è temporaneamente assente il Segretario generale; svolge le sue funzioni il Vice
Segretario generale.
Assenti al momento della votazione il Presidente della Provincia Penati e i Consiglieri Arrigoni,
Bruschi, Caputo, Censi, Colli, Grimoldi, Malinverno, Meroni, Modugno, Musciacchio.
E così risultano presenti 35 Consiglieri.
Sono altresì presenti gli Assessori: Barzaghi, Carlino, Casati, Dioli, Ponti.
Terminate le operazioni di voto, dichiara approvata la deliberazione con ventiquattro voti a favore e
undici astenuti (Consiglieri Accame, Albetti, Clerici, Dapei, Del Nero, De Nicola, Elli, Esposito,
Frassinetti, Gavazzi, Lombardi).
Il Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
Il Presidente del Consiglio pone quindi in trattazione lo:
ARGOMENTO N. 27 DELL’ORDINE DEL GIORNO – Piano direttore del comparto immobiliare
provinciale di Limbiate/Mombello.
Presidente del Consiglio: “Questa proposta viene presentata in sintonia fra l’Assessore Ponti e
l’Assessore Casati. A chi do prima la parola? All’Assessore Ponti, prego ha la parola.”
Assessore Ponti: “La delibera che viene presentata da me e dall’Assessore Casati si riferisce al piano
direttore del comparto immobiliare di proprietà della Provincia di Milano in Limbiate, nell’area
specifica di Mombello. Così come abbiamo seguito sin dal suo inizio la discussione e lo sviluppo di
una progettualità che si riferisce a queste aree con l’Assessore Casati, io cercherà di illustrare al
Consiglio provinciale la metodologia in termini di approccio e in termini di primo esito di lavoro,
mentre il collega Casati entrerà più nel merito di riferimenti specifici di natura territoriale e di natura
patrimoniale.
Va detto innanzitutto che prima di giungere all’incontro, alla proposta di deliberazione di questa sera,
ci sono stati ovviamente una serie di momenti e di incontri che hanno portato allo sviluppo di questa
progettualità, che è una progettualità in termini di indirizzo, anche se poi viene già declinata con una
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progettualità legata a tempi brevi, poi sarà più preciso di me l’Assessore Casati, in tempi medi e anche
da una prima impostazione di progettualità di prospettiva.
Gli incontri che si sono succeduti si sono svolti prima in sede tecnica, perché vi è stato un
coordinamento tra Direttori di più settori, del quale parlerò successivamente, dopodiché vi è stata una
prima deliberazione per parte della Giunta che ha preso atto della prima parte del lavoro che consisteva
in alcune linee di indirizzo. Quindi si è proposto sempre alla Giunta, all’esecutivo, una proposta legata
ad un piano direttore che rispetto alla prima indicazione contiene ed individua con più precisione le
azioni, i tempi e anche le risorse che vengono messe a disposizione. Si è poi proceduto all’illustrazione
di questo tema anche all’interno della commissione patrimonio, presieduta dal Presidente Pioli, alla
quale hanno partecipato molti Consiglieri provinciali.
Giungiamo ora all’illustrazione all’interno del Consiglio provinciale stesso. Credo che l’occasione di
oggi sia legata all’opportunità di poter cogliere, con una visione unitaria, questa progettualità e di avere
quindi sott’occhio una proposta che tende ad integrare interventi che tra di loro potevano non essere
connessi e quindi portare ad una progettualità meno chiara. Come si è sviluppato questo lavoro? Il
lavoro si è sviluppato prioritariamente con la progettualità che è passata attraverso il gruppo di lavoro
presieduto dal Dott. Valtorta che è alla mia destra, con l’Ing. Co che assiste come tecnico l’Assessore
Casati, e con la collaborazione di più Assessori.
Questa delibera che presentiamo con l’Assessore Casati, di fatto è una delibera che ha avuto un
contributo importante da parte di più Assessori della Giunta provinciale, che desidero intanto
ringraziare. Essi hanno portato un proprio contributo con riferimento specifico alle deleghe e ai compiti
loro assegnati. A questo gruppo di lavoro hanno partecipato l’Assessore Barzaghi perché all’interno di
questa proprietà c’è una presenza importantissima in termini di sviluppo di istituti, quindi in termini di
formazione, che poi merita un ulteriore approfondimento, ha partecipato l’Assessore Daniela Benelli
perché particolarmente il tema che si riferisce alla Villa Pusterla ha bisogno di una progettualità, di un
esito che guardi ai traguardi e alla progettualità culturale, ha partecipato l’Assessore Dioli in quanto
all’interno di questo compendio vi sono una serie di strutture sia sportive che vocate all’aggregazione
giovanile, così come ha partecipato anche l’Assessore Mezzi in quanto il tema ambientale e di
riferimento ad una progettualità di rete in termini di connessione di parchi, rispetto a questo argomento
ha indubbiamente una valenza significativa. Quindi una delibera scritta nel particolare da due
Direzioni, da due Assessori, ma che ha una collaborazione di più ampio respiro.
Perché è stato necessario procedere in questo modo? Era necessario procedere in questo modo
innanzitutto perché ci troviamo di fronte ad un’area che rappresenta in termini patrimoniali l’area più
vasta in disponibilità dell’Amministrazione Provinciale. Secondariamente, quest’area sino ad oggi non
ha avuto una progettualità coerente ad un disegno in termini di impostazione e di prospettiva, anzi la
prima immagine che ciascun Consigliere provinciale che ha visitato quest’area può cogliere è
un’immagine di degrado, nel senso che quest’area, che prima era molto più vasta in termini di
disponibilità dell’Amministrazione, arrivava a circa cento ettari in termini complessivi di estensione, ha
avuto prima una significativa riduzione in funzione della riforma sanitaria, per la quale una buona parte
del territorio è stato assegnato allora alle USSL, poi alle ASL e Aziende Ospedaliere.
Ulteriormente vi sono state una serie di dismissioni all’interno di questa proprietà molto importante, vi
sono stati immobili che hanno perso la loro funzione e quindi l’area in termini complessivi ha avuto un
periodo di abbandono che ha portato indubbiamente ad una situazione anche delicata sotto questo punto
di vista.
Quindi la prima osservazione è che un’attenzione così specifica, una ricognizione così puntuale era
necessaria per due ordini di motivi. Il primo, perché ci troviamo di fronte ad un’area che ha una
complessità significativa, e il secondo perché vi sono delle difficoltà di natura oggettiva legate alla
condizione particolare nella quale si trova e al fatto che le proprietà all’interno di un comparto che ha
ancora una sua unitarietà, perché è un’area tuttora cintata, sono diventate più di una. Ho citato le
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Aziende Ospedaliere, così come l’ASL, così come l’Amministrazione Comunale di Limbiate ha
convenzionato altri spazi e quindi ci troviamo di fronte anche ad una necessità di ricongiungere dal
punto di vista istituzionale più iniziative, più progetti che diano a quest’area una sua vocazione in
termini di indirizzo.
Da che cosa siamo partiti? Siamo partiti indubbiamente prima di tutto da un’attività di natura
ricognitiva, perché, per quanto gli atti siano depositati non era più chiaro, in conseguenza di una serie
di reiterate iniziative e di atti formali, quali fossero effettivamente le proprietà di ciascuno perché tra
comodati, cessioni, permute, disponibilità in termini di uso di aree, non era più nemmeno chiaro chi
governasse alcuni spazi di questo territorio, e siamo ripartiti ovviamente dalle questioni più importanti.
In termini complessivi le presenze che mi sembrano più significative sono senz’altro legate al
patrimonio artistico e monumentale che è rappresentato dalla Villa Pusterla.
La Villa Pusterla è una villa napoleonica per eccellenza, una villa di grandissimo pregio dal punto di
vista architettonico ed anche di grande pregio dal punto di vista paesaggistico. La stessa villa che
attualmente è utilizzata dall’Istituto Agrario è una villa che aveva già subito dei rimaneggiamenti, degli
interventi che ovviamente, purtroppo, in anni in cui non c’era quell’attenzione che oggi indubbiamente
c’è, ha portato anche a snaturare un contesto così pregiato. La villa domina senz’altro in termini di
qualità, di prestigio, questa proprietà. Vi sono ben tre istituti scolastici, vi è all’interno una chiesa con
un ex convento, vi è un centro ricreativo aziendale importante, vi è il Centro Formentano, c’è un centro
di formazione, c’è anche un’azienda agricola che ovviamente è convenzionata con la scuola di agraria.
Queste indicazioni di massima, che danno anche un primo riferimento in termini di consistenza a
questa proprietà, appunto mi riconducono al tema legato al contributo che è stato portato da parte dei
colleghi Assessori. Il contributo che è stato portato dall’Assessore Barzaghi e dalla sua struttura è un
contributo che ha dato un primo progetto di orientamento per la definizione e la produzione di un
progetto di massima legato alla ricollocazione dell’Istituto di Agraria. E’ un Istituto che senz’altro
promuove una formazione di eccellenza ma si trova in una situazione delicatissima dal punto di vista
strutturale, devo dire anche di grandi difficoltà.
Quindi è necessaria una sua ricollocazione all’interno di queste proprietà, con l’idea tra l’altro di non
costruire nulla di nuovo ma di recuperare l’esistente, e questo è uno dei concetti di fondo importanti
che si è cercato di seguire, e con la necessità quindi poi di mettere in disponibilità per il definitivo
restauro della Villa Pusterla.
Con l’Assessore Daniela Benelli si è sviluppata e proseguirà nel tempo una discussione che cercherà di
dare una funzione dal punto di vista culturale importante a questa villa, posto che all’interno del
progetto legato alla nuova Provincia, ma in perfetta sintonia con Milano, si sta sviluppando una
progettualità di raccordo e di sviluppo di iniziative culturali di sistema legata alle ville storiche della
Brianza e del Milanese.
Molto interessante è il contributo che viene dal settore pianificazione parchi, perché all’interno di
questa proprietà vi sono ovviamente molte aree a verde, alcune utilizzate ad uso agricolo, vi è una parte
di parco ancora interessante, anche se in parte degradato. Queste aree non sono mai state inserite a
sistema all’interno del Parco delle Groane, ma credo sia arrivato il momento che almeno alcune parti,
quelle utili alla definizione di un corridoio ecologico, vengano orientate in questo senso. Su questo
tema ha lavorato l’Architetto Lopez.
Va detto che in una progettualità di rete ecologica, le aree di Limbiate finiscono per essere un punto di
ricongiungimento e di snodo importante rispetto ad un inquadramento complessivo di parchi che parte
dal sistema dei parchi delle brughiere del Comasco, quindi che si avvicina alla Brianza, per arrivare al
Parco delle Groane, scendono sino ad arrivare alle aree che sto citando e di lì ripartono verso il Parco
del Grugnotorto e quindi verso il Parco Nord. E’ quindi facilmente intuibile che lo sviluppo di una
progettualità di recupero orientata a saldare una rete importante, lo sviluppo di una rete ciclabile
significativa, può dare dei risultati importanti in termini di fruibilità e di tutela dell’ambiente.
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Questi sono alcuni macro temi sui quali si è ragionato, per i quali si è arrivati ad una conclusione di
natura tecnica, che tra l’altro è stata illustrata all’interno della commissione, con anche degli
audiovisivi e delle slide, che hanno dato l’occasione ai tecnici di fornire una progettualità di
inquadramento significativa.
Vado a concludere questa mia parte per dare la possibilità al collega Casati di portare il contributo
legato alla vostra discussione, significando almeno due cose. La prima, l’attenzione riservata a
quest’area è anche un’attenzione legata allo sviluppo della nuova Provincia di Monza e Brianza. Ho
detto anche perché io credo sia innanzitutto un dovere del Consiglio provinciale, dell’Amministrazione
Provinciale di Milano, creare le condizioni perché quest’area non solo venga valorizzata ma intanto
venga recuperata da un degrado nel quale sta, per cui credo che indubbiamente la Provincia di Milano
deve avere cura di tutelare e recuperare una proprietà che è rimessa alla nostra e vostra attenzione.
Riguarda però la Provincia di Monza e Brianza perché, come tutti voi sapete, la legge istitutiva prevede
che in linea di massima, anche se poi vi sarà una percentuale da definire, le proprietà immobiliari che
stanno sul territorio della nuova Provincia devono passare in termini di disponibilità alla Provincia di
Monza e Brianza.
Peraltro ho significato questo per aggiungere che Limbiate si trova in una condizione particolarmente
favorevole rispetto ad una metodologia di approccio che riguarda il futuro di queste due nuove realtà
provinciali, Milano in termini di riconfigurazione e Brianza come nuova area. Sapete bene che
Limbiate si trova su un punto di confine delle due Province, è fortemente interconnesso perché tra
l’altro si trova sull’asse con Varese, che passa per la futura Provincia di Monza e Brianza e arriva in
Milano, è ben servita dal punto di vista infrastrutturale, infrastrutture che peraltro devono essere
migliorate, quindi una delle ipotesi che si vorrebbero prendere in considerazione in termini di scenario
è immaginare che queste aree, questi luoghi, la progettualità che si sviluppa su questo compendio
immobiliare sia una progettualità condivisa tra le due Province, e questo è anche uno dei motivi per i
quali l’Assessore Daniela Gasparini ha dato un suo contributo come Assessore che segue i rapporti tra
tutti i Comuni della Provincia di Milano.
Tenevo a sottolineare questa opportunità, perché è un’opportunità sulla quale riflettere, nel senso che
indubbiamente c’è una dimensione organizzativa ma poi ci sarà anche una dimensione di relazione
importante che deve essere sviluppata.
La seconda osservazione sintetica che volevo fare è un’informazione di fatto, nel senso che ovviamente
questa proposta è stata illustrata in Limbiate ed è stata anticipatamnete illustrata all’Amministrazione
Comunale che ha recepito in termini di indirizzo positivamente la proposta che è stata individuata. Ci
tenevo a dirvi queste cose e chiudere questo mio primo intervento ringraziando anche coloro i quali
hanno lavorato per mettere a disposizione di tutti noi un lavoro che è dettagliato, che è ritornato anche
nel particolare a verificare una serie di situazioni e quindi desidero ringraziare particolarmente
Giuseppe Valtorta, come l’Architetto Cò e gli altri Direttori che hanno partecipato a questo lavoro.
Grazie per la vostra attenzione.”
Nel frattempo è entrato in aula il Segretario Generale, avv. Princiotta.
Presidente del Consiglio: “Bene, do ora la parola all’Assessore Casati Bruno, prego Assessore.”
Assessore Casati: “Dopo che il collega Ponti ha inquadrato il piano, la mia è proprio una
sintetizzazione molto breve dello stesso. In buona sostanza, è lo schema della delibera. Delibera, diceva
già Gigi Ponti, a due voci dirette, la sua e la mia, e a quattro voci indirette, quelle degli Assessori le cui
idee sono andate a convergere dentro l’impianto di questa delibera. L’intento, lo ripeto, è quello di
consegnare a Monza Provincia una realtà ordinata, ripulita, riprogettata e offerta con degli interventi
che sono già stati avviati e con degli interventi, appunto il piano, che sono già stanziati in bilancio.
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Questo nell’intento di far diventare questa che è la collina di Mombello, il cuore del progetto, una città
della scuola e delle culture, della psichiatria innovativa, città giardino del verde, delle associazioni e
città dello sport.
Detto tutto questo, il piano direttore è a maglie larghe, noi arriviamo al piano direttore con cinque atti
concreti ai quali poi seguono i sette punti del piano. I cinque atti concreti sui quali poi prendono slancio
i sette punti del piano, lo faccio solo per titoli perché alcuni di questi sono già passati in delibera
all’interno del Consiglio:
1. il restauro conservativo della Cappella gentilizia, che, dopo gli esterni, va al recupero degli interni;
2. abbiamo deliberato accogliendo la richiesta dei Lions, il rinnovo del diritto di superficie per i cani
guida dei ciechi, questo è il secondo centro nazionale, ora gli amici dei Lions possono investire
senza alcun patema d’animo;
3. abbiamo concluso con il Comune di Limbiate un accordo che ha un doppio contenuto, la vendita al
Comune di dodici appartamenti e la stipula, sempre con il Comune, di una convenzione per la
concessione in uso per nove anni del grande complesso immobiliare sportivo, cosiddetto ex Cral,
realtà molto viva e molto partecipata, quale polo sportivo ricreativo, dove però produrre degli
interventi robusti per € 600.000 in direzione del ripristino del teatro, del rifacimento degli
spogliatoi, della costruzione della pista;
4. le opere di demolizione delle macerie del Palomar Cafè, distrutto dall’incendio, dopo che abbiamo
chiuso il contenzioso con l’assicurazione;
5. ultimo, piccolo ma interessante, è rientrata nella proprietà, ritornataci dal comodato con l’ASL, la
cosiddetta Palazzina Minori, che è un elemento utile nel giro di scambio e permute che il piano
richiede.
Questo è il già fatto, poi c’è la base dei sette punti successivi che, anche qui solo per titoli, sono:
1. il recupero che ci proponiamo di Villa Pusterla, è obiettivo di medio periodo metterci mano e a
lungo chiudere la partita del recupero. L’idea fondante sarebbe quella di utilizzare la villa quale
polo interprovinciale, una specie di villa a due bandiere, con un progetto di destinazione d’uso da
definire e da inserire, la villa recuperata e destinata, nei percorsi artistici, culturali e ambientali
delle due Province. La villa ha anche degli stupendi giardini storici, anch’essi però da recuperare;
2. è la chiave di volta anche del primo ed è quello che spiega la convergenza di altri assessorati, è la
sistemazione complessiva del polo scolastico, che impone una nuova sede dell’Istituto Tecnico
Agrario. Noi stiamo operando per ottenere dall’Azienda Ospedaliera le aree concesse in comodato
e attivare così un piano di permute e cessioni per arrivare ad un accorpamento degli edifici a nord
della villa stessa;
3. la pianificazione di un corridoio ecologico, rimboschimento, pista ciclabile, prato calpestabile, che
colleghi l’area oasi di Cesano al Parco delle Groane, passando a sud della Villa Pusterla;
4. completare il Centro Formentano, primo piano dell’edificio, che a piano terra vede in offerta il
centro dei donatori, completarlo con degli uffici amministrativi;
5. recuperare un progetto interculturale multi religioso, la chiesa nuova di S. Ambrogio e la palazzina
convitto delle suore con la casa del parroco. Abbiamo aperto con i parroci e con la curia
arcivescovile un confronto molto attento per arrivare, così ci proponiamo, a una convenzione;
6. recuperare strutturalmente a funzioni culturali il teatro sociale;
7. il Laghettone, che è della Provincia, locato dal 2004 fino al 2010 al Comune, in cambio di
interventi.
Il piano direttore è questo, è un mosaico, cinque tesserine del mosaico le abbiamo già poste, sette sono
il piano, alcune sono molto importanti, che sono quelle che dobbiamo collocare. Dobbiamo collocarle,
perché quella della collina di Mombello è una realtà grande che deve ritornare, questo è l’intento mio,
di Gigi Ponti e tutti gli Assessori della Giunta provinciale, ritornare bella e consegnarla nei tempi utili e
necessari alla Provincia di Monza e Brianza.”
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Presidente del Consiglio: “Una duplice relazione, una di taglio un pochino più politico, l’altra di taglio
più tecnico, apriamo a questo punto la discussione generale. Prego Gavazzi.”
Consigliere Gavazzi: “Ho ascoltato, dovrei dire riascoltato, attentamente, per la seconda volta nei
particolari, perché ho assistito alla presentazione in quel di Limbiate, e stasera veramente in modo
sommario, però io penso che i membri della commissione e chi ha seguito conosce qual è la
problematica nella situazione di Limbiate. Logicamente anch’io mi associo ai ringraziamenti al Dott.
Rivolta, all’Architetto Cò, per il lavoro svolto. Dott. Valtorta, non Rivolta, si è capito, perché è messo
in ombra da quell’omino, che c’è in fianco in piedi, che sta mostrando lo stemma di famiglia.
Al di là di questo, veramente si può non banalizzare ma prendere un po’ con ironia la situazione, perché
il lavoro svolto è stato veramente importante, veramente grosso, anche perché finalmente si è messo
mano ad una zona della Brianza e soprattutto ad una proprietà della Provincia che era in situazione di
estremo degrado. Quando parliamo di Villa Pusterla, se non sbaglio è del Piermarini anche questa,
perché da come è formata deve essere del Piermarini, se non sbaglio, perché è un simile. Sì o no? Non
è del Piermarini, però una struttura, vista e presa, così come si vede…
Guardate, io tante volte quando intervengo è impossibile che voi possiate capirmi subito, essendo di
sinistra capite dopo cinque anni. Essendo, viceversa, l’altro Casati non di sinistra, ma abbiamo una
stessa genesi e origine, ci impiega due anni e mezzo, perché ha avuto questa piccola deviazione seguito
da Barbaro. Lo anticipo prima che mi dica qualcosa. Io parlavo della villa dove c’è la scuola, capito?
Quindi, al di là di questo, quando la si vede come struttura e la si sovrappone alla Villa Reale di
Monza, è quasi identica, quindi giustamente la scuola del Piermarini va bene, la si interpreta così. Però
lascia sconforto vedere lo stato di questa villa, perché, vista dall’esterno e vista dal basso, ti dà una
sensazione stupenda di un patrimonio artistico bellissimo, quando arrivi sotto ti accorgi che è
abbandonato, è in una situazione non bella.
Apro una parentesi e la chiudo subito, ho avuto uno scambio democratico e civile con la preside di
questa scuola, che ha espresso dei pareri in merito al sistema di amministrare della precedente
Amministrazione, ha fatto un’opera di lecchinaggio non indifferente alla nuova Amministrazione, al
che mi ero permesso di dire: stia attenta che siccome cambia la Provincia, se cambiano
l’Amministrazione deve cambiare la lingua. Non è che gli abbia detto che doveva cambiare la
posizione, però le ho detto che doveva cambiare la lingua. So che si è precipitata verso l’Assessore
Ponti, Assessore con delega alla Brianza, per chiedere chi era quell’incivile che si è permesso di dire
questo. Mi sono presentato direttamente dopo, ho detto: sono collega di Greco, della Provincia di
Milano.
Dopodiché, al di là delle continue battute…, sì ma te la spiego prima dei cinque anni, perché ti sono
amico e te la spiego prima.
Al di là di tutto, ritornando nel merito, quello che è stato fatto, perlomeno che si sta facendo, dal
restauro della Cappella gentilizia al contratto con i Lions, la vendita dei dodici appartamenti e il
discorso della sistemazione dei centro sportivo, che era utilizzato in parte da società, compreso anche il
laghetto che c’è sopra, questo potrebbe diventare una volta che è utilizzato, vissuto, è un patrimonio
immenso, che è stato abbandonato per anni, ed è un merito che mi sento veramente di fare agli
Assessori che sono intervenuti. Onestamente non capivo la presenza dell’Assessore Dioli in quella
serata, tranne quando ha fatto un accenno al discorso dei pazzi che erano… (Intervento fuori
microfono).
Il problema mio è che non essendo comunista mi ricordo anche quando al Presidente Penati, Assessore
Dioli, lei ha ricordato che la Provincia si interessava dei matti di Mombello. Glielo ha detto sottovoce,
e il Presidente Penati ha detto: ti capisco. Era una battuta interpretata male, non da lei, dal Presidente.
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Ripeto, tutta questa sistemazione e tutto quello che è successo lì dentro, se si va con il piano direttorio
degli altri sette punti, che sono quelli che mancano, più le opere che si stanno facendo e l’accordo
soprattutto fatto con il Comune di Limbiate, perché io ricordo l’intervento del Sindaco di Limbiate, che
aveva posto il segno, l’appunto sul fatto che il suo Comune, se non sbaglio, più del 30% del suo
territorio consisteva sull’area. Quindi l’importanza di avere questa collaborazione, simbiosi
Provincia/Comune, che può portare ad una soluzione.
Perché la sto prendendo così larga? Io la sto prendendo così larga perché questa sinergia va
direttamente nella direzione della futura Provincia di Monza e Brianza, quindi deve essere interpretata
e capita non come un intervento prevaricatore della Provincia o addirittura come un intervento
opportunistico. Alcune interpretazioni malevole, Assessore Casati, ci sarà una parte strumentale, è
inutile nasconderlo, facciamo tutti politica, non è un problema, però se noi guardiamo il fine dovrebbe
essere quello che, scevro da qualsiasi pregiudizio, porta al risultato, al pragmatismo brianzolo, cioè non
mi interessa chi lo dice e chi lo fa, l’importante che tu mi dai il risultato.
Io devo dire che una parte di questo pragmatismo è stato messo in atto e c’è una parte di risultato, i
propositi e le competenze e le professionalità messe in campo mi portano a non dubitare che anche la
seconda parte vada in quella direzione e, come brianzolo, mi apposto dall’altra parte a raccogliere i
frutti. Logicamente, essendo anche da questa parte come parte politica, mi diverte anche fare le
critiche, che sono le cose più importanti e le cose più belle che ci sono nella democrazia perché fanno
da stimolo a fare meglio, poi è un compito istituzionale che ti porta sempre a migliorare il tutto.
Io mi sento di dire che su questa delibera, così come è stata impostata e così come è stata fatta, minimo
bisogna astenersi, ognuno fa la sua parte, ma io, onestamente, da come è stata presentata, io non ho
parlato con i colleghi e non faccio parte della commissione, io esprimerò un voto favorevole, perché è
assurdo che una posizione politica di opposizione in un consesso come quello provinciale possa portare
ad esprimere un giudizio politico su un’opera che si sta facendo, con una prospettiva e una visione
futura che farà parte addirittura di un’altra Provincia.
Quindi io mi sento onestamente e sinceramente di esprimere un voto favorevole, so che quando faccio
tutte queste aperture di credito poi me le devo rimangiare tutte, perché qualche vaccata me la fanno
sempre. Scusate il termine, ma sono proprio le vaccate, perché mi rivolgo a lei, Assessore, con il
cappello in mano ma dall’altra parte cerco sempre di tenermi in guardia con qualcos’altro. Però, ripeto,
quelle che sono le analisi che io posso fare e dedurre dal percorso che sta portando avanti l’Assessore
Ponti, ripeto che ci sono delle cose che mi fanno parecchio incavolare perché capisco che da alcune
parti non c’è lo stesso stato d’animo e la stessa manifesta sincerità nel guardare l’obiettivo, mi sono
ripromesso di andare anche contro il mio modo d’essere, leggermente ipocrita, far finta di non aver
visto certe situazioni che veramente mi danno fastidio. Mi danno fastidio perché non vanno nello
spirito che ho cercato in tutti i modi di esporre, esternare e portare all’interno del Consiglio.
Non è che io voglia fare una critica ai miei colleghi o a voi, perché ce ne sono pochi, ma questo fa
capire come la intendiamo noi brianzoli da come la intendono i milanesi, se ne sbattono le palle
altissimamente. Ma non vado a criticarli, perché è una roba che non sentono, è come se parlassero di
Abbiategrasso o di altra roba, io onestamente imposto il navigatore per trovare Abbiategrasso,
altrimenti non so neanche dov’è. Ripeto, se questo che io ho interpretato con la mia sensibilità politica,
va in quella direzione, mi deve dare altrettanto la consapevolezza che certe situazioni debbano essere
considerate scivolate che tanto dopo, essendo come io le considero scivolate, i risultati li daranno
quando si misureranno concretamente in atti, cosa ha prodotto certe scelte e certe situazioni. Sto
parlando a nuora per far capire a suocera, qualcuno mi ha capito e spero che interpreti nel migliore dei
modi quello che io sto dicendo.
Chiudo l’intervento perché mi sono già protratto oltre alcuni termini, dicendo, benissimo, qui entra un
po’ la mia funzione di Assessore all’urbanistica, piano direttore roba favolosa, la squadra che avete
messo in piedi con tutti i funzionari della Provincia, iniziando dal capo supremo, non sto parlando del
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Presidente, parlo di funzionari tutti, vedo sulla porta il Dott. Saporito, che su questo passaggio nella
commissione, cui ho avuto il piacere e l’onore di partecipare, ha inquadrato perfettamente la situazione
e di conseguenza ha portato avanti quel percorso che sta andando avanti e bisogna dare merito perché
se non tracci la strada corri il rischio che ognuno vada per suo conto, anche con tanta buona volontà,
ma alla fine non raggiungiamo il risultato. Quello che è stato fatto dal Dott. Saporito, logicamente da
Valtorta, Cò, e tutti i collaboratori, è andato in quel modo, perché da Assessore all’urbanistica io
divento bravo se i miei collaboratori sono bravi, altrimenti mi fanno fare la figura del citrullo, anche se
non c’entro niente. Però in questa fase sto vedendo che tutto va in quel modo.
Quindi taglio corto e concludo manifestando, ripeto quando finisce glielo spiego cosa ho detto,
manifestando il mio voto favorevole. Per ora il mio, vedo di convincerli e magari manifestiamo il voto
favorevole del Gruppo di Forza Italia, grazie.”
Nel frattempo sono usciti dall’aula gli Assessori Carlino e Dioli ed il Consigliere Clerici. (presenti 39)
Presidente del Consiglio: “La parola a un Consigliere che credo sia già convinto, Pioli prego.”
Consigliere Pioli: “Io voglio fare alcune considerazioni su questa delibera, che ha avuto dei passaggi
significativi, che sono stati qui richiamati e che, Consigliere Gavazzi, glielo voglio ricordare, nelle
commissioni prima e sesta è stata approvata all’unanimità. Perciò non dovrebbero esserci problemi di
espressione di voto o di convincimento. A me pare però che questo atto che la Giunta porta in
Consiglio abbia un obiettivo primario, quello di proseguire nel riappropriarsi del patrimonio pubblico
della Provincia. Riappropriarsi per mettere ordine e trasparenza di fronte ai vari soggetti che nel tempo
si sono insediati e che evidentemente c’è bisogno di regolamentazione.
Fatta questa considerazione, a me è piaciuto il metodo che anche l’Assessore ha richiamato, il metodo,
che poi è sostanza politica in questo caso, che è stato adottato per quanto riguarda questo atto
deliberativo. Innanzitutto mi pare di vedere il bisogno che c’era della conoscenza, dell’approfondimento delle scelte politiche di indirizzo e del supporto tecnico. Io vedo in questi tre elementi il
bisogno, che poi si è esternalizzato concretamente in quel gruppo di lavoro, che ha permesso di fare
una prima griglia dei bisogni che si manifestavano, praticamente un inquadramento generale che
riguardava appunto l’assetto del patrimonio, le necessità scolastiche e l’insediamento di funzioni, si è
detto, di eccellenza.
Questo non è avvenuto soltanto nella Giunta, a mio parere, ma è avvenuto in un confronto e con il
Comune, in una linea politica che vede il privilegiare il rapporto con gli enti locali, ma lo ha visto
anche con l’Azienda Ospedaliera, individuando le proprietà, che io ho sempre detto bisogna
approfondire bene la questione con le ASL, individuando bene le proprietà, perché queste proprietà
furono cedute da leggi che prevedevano alcune funzioni. Perciò bisogna valutare che non diventino
corpi estranei nel momento in cui questi potentati proprietari volessero alienarsi di questo bene. Ha
visto un costante controllo con le associazioni per l’utilizzo consolidato nel tempo, dell’Avis, dei
Lions, delle associazioni sportive e ricreative, degli Alpini, del Centro di Formazione Professionale,
degli organismi della Provincia di Monza e anche di molte assemblee pubbliche che, come
Amministrazione Provinciale e come partiti politici, sono state fatte nell’ultimo anno su questi
argomenti.
Io credo che questo metodo coinvolgente dia indirizzi molto attenti e concreti che hanno permesso poi
di individuare quello che viene chiamato il piano direttore. Non è un piano direttore nato in uno studio
o in un ufficio, ma è nato dal confronto e dalle problematiche che questo confronto ha aperto con tutte
le componenti sociali ed economiche presenti nella zona.
A me piace questo piano direttore, anche se dobbiamo essere molto concreti. Le proposte che questo
piano direttore, di breve, medio e lungo periodo, sono proposte lunghe, sono proposte che ogni anno
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che noi andiamo a fare il bilancio, per poterle realizzare devono trovare sostanza economica, altrimenti
diventano una lettera aperta, una volontà che poi non si traduce in pratica. Ebbene, se a breve periodo
la Cappella è uno dei problemi più rilevanti, la sistemazione della Cappella, l’eliminazione del Palomar
è un altro degli elementi rilevanti, se nel medio periodo la progettazione della nuova scuola per liberare
la Villa da questi compiti è funzionale ad operare nella ristrutturazione di questo bene artistico
rilevante, mi pare anche che la convenzione con le parrocchie per una funzione sociale all’interno di
quella realtà che dovrà essere bene individuata e funzionale alla futura Provincia di Monza ma io
ritengo anche alla Provincia di Milano, per non ripetersi eventi o avvenimenti che hanno in modo
drammatico negli ultimi anni travagliato la nostra realtà.
A me sembra che l’altro elemento nel medio periodo è quello che l’Assessore chiamava il corridoio
ecologico, sono aree pregiate che possono permettere il collegamento con il Parco delle Groane, con il
Comune di Cesano Maderno che il Piano Territoriale prevede vicino a quella zona un polo tecnologico
in un’area comunque urbanizzata, e che permette a valle di poter avere collegamenti con le altre realtà
ambientali che ci sono nella zona. A me pare che questo sia un grande obiettivo, anche perché si
eliminano sogni, speranze, visioni, di immobiliaristi, che sicuramente vedrebbero quella zona come un
punto importante per operazioni di questo tipo. Io credo che su queste scelte noi dobbiamo essere fermi
e nello stesso tempo inflessibili.
In sintesi, io vedo in questi punti l’elemento qualificante del piano direttore:
1. la riorganizzazione del polo scolastico, liberare Villa Pusterla dalla scuola agraria e
l’integrazione delle strutture sportive;
2. la ristrutturazione di Villa Pusterla;
3. il corridoio ecologico;
4. riappropriarsi di quest’area, che non è poco, sono 590.000 mq, riappropriarsi e riconvertirla a
bisogni o iniziative di eccellenza, a bisogni che si manifestano per la futura Provincia di Monza
e per l’attuale Provincia di Milano.
A me fa piacere che gli atti che abbiamo compiuto e che hanno avuto dibattito all’interno di questo
Consiglio, come la convenzione con i Lions, o come la convenzione del Laghettone, o come la
convenzione del Cral, per quanto riguarda il Comune, si inquadrino bene all’interno di questo piano
direttore. A me pare, e termino, che in una realtà così conurbata, non dimentichiamo che arriva il tram
da Milano in quel luogo, questa fortezza che era lontana da Limbiate ma che oggi Limbiate si è
aggirata intorno, dia risposte anche ai problemi sociali che in questa realtà ci sono, come sono
individuati all’interno del piano direttore. E oso dire che per tutte le complessità che quest’area
esprime, per il metodo con cui è stato affrontato il problema, per la collegialità della Giunta, a me
sembra che questo sia un micro esempio per affrontare altri problemi del territorio, che tanto ci
dilaniano e tanto ci confondono. Ci vuole collegialità, conoscenza dei problemi e io credo che dalla
collegialità, dalla conoscenza dei problemi, le soluzioni migliori si possono trovare come in questo
caso.
Termino. Il piano direttore riguarda l’ex ospedale di Mombello, manicomio, io desidererei tanto che un
piano direttore fosse fatto anche per quanto riguarda l’altro grande patrimonio che abbiamo, che è il
Paolo Pini, nel Comune di Milano, coinvolgendo anche su questo il Comune e le associazioni che
all’interno esistono e i cittadini che in quella zona vi gravitano.”
Presidente del Consiglio: “Bene, intervento appassionato. Fortunati, prego.”
Consigliere Fortunati: “Io ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto per le cose che sono già state
dette. Faccio una piccola battuta al collega che ho di fronte perché, anche se sono di sinistra,
combinazione dopo quello che è stato detto in commissione io subito ho capito il senso di questo piano.
Sarà l’eccezione che conferma la regola, però volevo sottolinearlo. Così come volevo sottolineare che
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ormai non si parla più né di matti né di pazzi ma si dovrebbe parlare di disagio mentale da Basaglia in
giù, però è una piccola cosa non ci soffermiamo.
Semplicemente, sarò molto sintetica sulle cose che sono state già dette, volevo solo sottolineare alcuni
aspetti di questo piano che dobbiamo approvare. Anch’io sono assolutamente d’accordo per alcuni
elementi in particolare, quindi non entrerò nel merito più di tanto. Uno, il discorso di questa
progettualità condivisa tra le due prossime Province è un percorso molto importante e anche il
ragionamento che è stato fatto sulla villa e quindi il suo utilizzo, perché mette in campo un percorso di
lavoro comune, che anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni ci troverà vicini, la Provincia di
Milano e quella di Monza e Brianza, come passo secondo me iniziale di un percorso che ci deve vedere
lavorare proficuamente insieme anche nel prossimo futuro.
L’altro aspetto, è quello del metodo, è stato sottolineato, quindi più interlocutori, più assessorati che
hanno lavorato insieme e che lavoreranno insieme su questo piano. Altro aspetto secondo me molto
importante che dovremmo ripercorrere anche su altre situazioni, quindi un altro punto molto positivo.
L’altro ancora è la valorizzazione del patrimonio della Provincia e sottolineo anche il fatto che si stia
andando ad un recupero conservativo e non a nuove costruzioni. Quindi anche da questo punto di vista
valorizziamo il nostro patrimonio, non lo svendiamo, ma dall’altra parte anche cerchiamo di recuperare
un patrimonio importante, cosa che non sempre viene fatta da altre amministrazioni. Io abito a Milano,
in una situazione dove ci sono molte cascine, anche molto belle dal punto di vista artistico, storico e
culturale, che purtroppo invece sono ad un degrado continuo. Qui si tenta invece in questo modo, come
è stato detto da Gavazzi prima, di recuperare un grande patrimonio, le finalità sono anche quelle di tipo
sociale ma non solo, in ogni caso il tentativo qui è di rendere patrimonio artistico fruibile dalla
cittadinanza e dal territorio, quindi anche il recupero di tipo ambientale. In questo senso anche il
ragionamento che veniva fatto sul “corridoio ecologico” e sul discorso delle piste ciclabili mi sembra
particolarmente pregnante. In un momento in cui molto spesso c’è una frammentazione di realtà a
verde che abbiamo, il tentativo invece è quello di rimettere insieme e di permettere al territorio e ai
cittadini di fruire in un modo un po’ più ampio di situazioni che ci sono e che vanno riportate a valore.
Quindi anche quello dell’integrazione degli interventi mi sembra estremamente importante.
Vi ringrazio di questo piano che ci troviamo a dover votare e anche del ragionamento che viene fatto
sull’Istituto di Agraria e sulla partnership con l’azienda agricola, quindi anche da questo punto di vista
un esempio che dobbiamo portare avanti anche in altre situazioni della nostra Provincia.”
Consigliere Bruschi: “Ringrazio il Presidente, parlerò brevi parole. Mi sono sentito indirettamente
tirato in causa dall’intervento del Presidente Pioli che ho avuto modo di ascoltare al piano superiore. E’
vero, un buon metodo, un metodo di condivisione per quanto riguarda la delibera... non posso fare altro
che unire il mio parere al parere autorevolissimo del Consigliere Gavazzi. Mi consentiranno però i
colleghi Consiglieri, altrimenti dovrei votare negativamente a questa delibera, di dissociarla rispetto ad
altri atti, e non me ne vorrà l’Assessore Casati, che sono arrivati dall’assessorato per quanto riguarda la
partita al demanio. Mi spiace, io ho ancora qui la convenzione cani guida dei Lions, ho ancora qui la
cooperativa Yabboq, cui nonostante le varie promesse è stato negato il premio Isimbardi. Annuncio a
quest’aula che settimana prossima arriverà una proposta di regolamento.
Io non so quante siano ancora le associazioni onlus, o come le vogliamo chiamare, che godano di un
diritto di superficie della Provincia di Milano, io voglio che sia questo Consiglio senza scuse legali a
dire: okay, a questa situazione manteniamo un affitto come il precedente, a quest’altra invece per i più
svariati motivi diamo un diritto di superficie a prezzi di mercato. Per cui, nonostante questo accenno
del Presidente Pioli, che peraltro ha fatto un intervento assolutamente esaustivo e brillante, dichiaro il
mio voto favorevole a questo documento, con questa piccola mia personale sottolineatura, che non
volevo non restasse agli atti.”
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Presidente del Consiglio: “Non ho più iscritti a parlare. Gavazzi, per dichiarazione di voto, prego.”
Consigliere Gavazzi: “Visto che non c’è la replica, colgo l’occasione per specificare meglio il mio
pensiero, che sono sicuro che l’Assessore Ponti ha capito benissimo, ma i Consiglieri forse no.
Presidente Pioli, io volutamente non ho menzionato la convenzione con le parrocchie, perché in quella
convenzione io leggo quella parte che non condivido. Non la convenzione, io vedo quella volontà di
questa Amministrazione, quella parte che dicevo che era maggiormente pregnante politicamente, quella
parte di Provincia che già mette cappello sulla futura Provincia Monza e Brianza, quasi a far da tutore,
dicendo noi facciamo la convenzione con le parrocchie perché su quel territorio, su quel tessuto ci
debba essere un incontro multi religioso, se si ricorda bene. Allora, se la Brianza avrà bisogno di
incontri multi religiosi se li deciderà da sola, non c’è bisogno che si metta quel cappello.
Io ho cercato, Assessore Casati, volutamente di saltare quella parte per seguire quello che era il
risultato finale. D’altra parte, capisco, è una maggioranza di sinistra, ha voluto mettere quel tipo di
cappello e l’ho intravisto anche nell’intervento della collega Fortunati, quando diceva – ed è qui che si
è colto ancora di più – progettualità condivisa tra le due future Province. L’Assessore Ponti mi capisce
benissimo, il Dott. Valtorta anche, ma, attenzione, che se i brianzoli si sentono sotto tutela vi mandano
a quel paese. ‘Che banda de terunscei che gh’è in gir!’ Sì, davvero.
Presidente, io non riesco a capire, a me piace far politica con ironia, anche se non guardo Tranquillino,
però cerco sempre di introdurre nei miei concetti e nei miei discorsi quella parte sì che con ironia però,
sempre con il pragmatismo, va nel segno. Ecco quello che dicevo che mi dà fastidio, ma non è quello
che mi porterà a cambiare idea sul risultato. Se si può evitare, lo chiedo con il cappello in mano, cercate
di non dargli colorazione, perché noi brianzoli siamo estremamente permalosi. Difatti, dalla pronuncia
del Presidente Pioli, si capisce che con la Brianza lui è arioso, gli faremo un esame del DNA e risulterà
che magari è anche austriaco. Però, ripeto, per i brianzoli nella situazione com’è bisogna agire, e mi
permetto, Assessore Casati, con il pragmatismo e la sensibilità finora usata dalla coppia di fatto
Valtorta Ponti. Vi do un contentino sulla sinistra, coppia di fatto nel senso di collaborazione, perché
loro conoscono molto bene i nervi scoperti dei brianzoli. State attenti a non ricadere in tranquillinate
varie. Non cadete lì dentro, altrimenti il risultato è nettamente contrario.
Volutamente non ho voluto entrare nemmeno nella parte, l’ha richiamata il Presidente Pioli,
dell’utilizzo di questo patrimonio, che è stato fatto finora, cioè si utilizzava il 5% in malo modo, però
quelle associazioni che ne usufruivano onestamente bisogna solamente ed esclusivamente ringraziarle,
perché con un patrimonio fatiscente hanno portato avanti ugualmente la loro opera, ma non ho voluto
intervenire su quello, proprio per cercare di evitare, toccare con le bacchette, stare molto largo per non
cercare di tradurre in appartenenza partitica certe situazioni. Ripeto, ciò nonostante l’intervento che ha
puntualizzato alcune cose, alcune sensibilità, alcune criticità dal mio punto di vista, fatte dal Presidente
Pioli, quando esaltava e osannava il discorso delle piste ciclabili, togliere l’appetito a qualche
immobiliarista. A me degli immobiliaristi non me ne può fregare di meno, se ho un’idea e se ho uno
scopo ben preciso. Se hanno quelle idee se le tengano e chi se ne frega.
Il discorso però delle piste ciclabili che finiscono contro i muri io continuo a contestarle, perché non è
perché si chiama ciclabile deve avere tutte le medaglie d’oro del caso, deve essere sempre fatto il
ragionamento, è sempre stato anche quando ero Presidente della commissione territorio e l’Assessore
Mezzi era seduto dall’altra parte, gli contestavo sempre le piste ciclabili che campano per aria e non
fanno parte di un concetto di rete. Allora ha senso, altrimenti no. Però non voglio andare nelle criticità,
il Gruppo di Forza Italia, sotto forte pressione del Consigliere brianzolo Gavazzi – metà se ne sono
andati - ha deciso di votare a favore.”
Dopodiché, chiusa la discussione, il Presidente del Consiglio sottopone ai voti del Consiglio il
provvedimento proposto dalla Giunta.
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Il Presidente del Consiglio dà inizio alla votazione con sistema elettronico.
Assenti al momento della votazione il Presidente della Provincia Penati e i Consiglieri Albetti,
Arrigoni, Caputo, Censi, Clerici, Colli, Del Nero, Grimoldi, Lombardi, Malinverno, Meroni, Modugno
e Musciacchio.
E così risultano presenti 32 Consiglieri.
Sono altresì presenti gli Assessori Barzaghi, Casati e Ponti.
Terminate le operazioni di voto, dichiara approvata la deliberazione con trentadue voti a favore.
Il Presidente del Consiglio dà atto del risultato della votazione.
Dopodiché, alle ore 19.23 dell’8 giugno 2006, il Presidente del Consiglio toglie la seduta e significa
che il Consiglio è convocato per giovedì 22 giugno 2006.
Del che si è redatto il presente verbale che viene come in appresso sottoscritto.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Vincenzo Ortolina)
IL SEGRETARIO GENERALE
(Antonino Princiotta)
per gli argomenti nn. 26, 28 e 29 dell’ordine del giorno:
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Vincenzo Ortolina)
IL VICE SEGRETARIO GENERALE
(Liana Bavaro)
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8 giugno 2006 - Città metropolitana di Milano