DELLA ANNO XXXV 11 SETTEMBRE 2010 E 1,20 nizia un nuovo anno scolastico e tra i plotoni di esecuzione di chi vorrebbe eliminare le contraddizioni della riforma, le rimostranze del mondo del precariato, la demotivazione degli insegnanti… ritorno alla scuola da professore di religione. Siccome entro come “precario” solidale ai tanti che ogni anno aspettano in quale istituto potranno vivere del loro lavoro intellettuale, mi abituerò ad entrare in classe e riannodare le passioni tristi di tanti giovani alla speranza che qualcuno voglia ascoltare ancora un’esperienza di vita e di cultura. I giovani si annoiano a scuola quando essa diventa un meccanismo, ne sono invece affascinati quando trovano ogni mattina in classe un docente che comunichi la sua umanità, la sua cultura, la sua ipotesi e muove la loro libertà a cercare la risposta ai loro perché. Ciò che tu sai, nel momento in cui lo trasmetti ad altri, lo veicoli tramite il tuo “io”: proprio per questo è impossibile dare una vera e propria oggettività ad una lezione in classe. Se per strumento del mio lavoro intendessi i libri, e li facessi “parlare” al mio posto (come molto spesso accade anche all’insegnante più accorto, vuoi per stanchezza, vuoi per sua comodità e convenienza), allora la lezione diventa tecnicismo, un “do ut des” (“ti faccio leggere il libro con me, poi tu me lo ripeti”), un procedimento meccanico in cui manca la libertà dell’umano, perché il mio “io” non entra in gioco di fronte alla classe. La lezione, invece, dovrebbe non essere meccanica o tecnica (fattori che spengono l’interesse e l’entusiasmo del discente), ma una “traditio” – una consegna da un’umanità (il docente) ad un’altra (la classe) –, non solo di un apprendimento, ma anche della modalità umana con cui si è giunti a tale apprendimento. Ciò che l’insegnante veicola maggiormente con la sua persona è l’approccio alla materia dell’apprendimento, come io mi pongo di fronte ad essa e come agisco: in una parola il metodo. Non esistono formule, più o meno “magiche”: per insegnareimparare a studiare non c’è un aggettivo valido per tutti, perché il metodo è personale. Tanto più importante diventa allora la modalità con cui l’insegnante trasmette il proprio metodo, guidando ciascuno nella classe alla ricerca del proprio, instaurando un confronto aperto, nel vivo del lavoro, sul “come fare a…”. È solo tramite un’interazione personale che avviene la trasmissione di tutti i fattori determinanti per l’apprendimento. Quindi fare l’insegnante vuol dire essere continuamente chiamato e ri-chiamato ad esprimere se stesso, la propria libertà, il proprio sapere e metodo; ad essere attento e vigile sulla realtà di chi sta di fronte, perché se la mia umanità non tiene conto dell’altra che ho di fron- 33 DIOCESI DI COMO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO I La fiducia in aula te, la “traditio” (cioè la consegna tramite interazione) non è possibile. Solo l’umano veicola il sapere. Dice Hannah Arendt: “L’insegnamento è una tradizione che tu comunichi in modo sempre diverso”. Mi accingo ad entrare in classe, sento tutta l’emozione e l’urgenza educativa, sento già le coppie di 26 occhi che mi squadreranno e mi interrogheranno in ogni classe, sui miei tic e le mie movenze (quanti prof. ho imitato nella mia vita) e poi appena comincerò a fare l’appello e li chiamerò per nome, mi verrà spontaneo non pensare più ai problemi della riforma e le parole d’ordine della scuola, per immergermi nel vissuto e trasmettere una speranza di vita e di curiosità che, a quasi 50 anni, mi resta ancora dentro come il primo giorno di scuola, grazie ai miei migliori insegnanti. FRANCO TASSONE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ RIAPRONO LE SCUOLE: LE PREOCCUPAZIONI NON MANCANO MA IL PENSIERO È AI GIOVANI VILLA GUARDIA ECONOMIA SOLIDALE CON “L’ISOLA CHE C’È” tutto pronto ormai con il tradizionale appuntamento della fiera che avrà luogo all’interno del parco comunale di Villa Guardia. Circa 170 gli espositori previsti. È A PAGINA 14 COMO UN AUTUNNO DA GRANDI OPERE A PAGINA 15 COMO S. ANNA: AVANTI TRA LE POLEMICHE A PAGINA 16 MASLIANICO IN KOSOVO DIVENTA REALTÀ IL SOGNO DI MONS. SOPI A PAGINA 29 RAMPONIO VERNA UNA GUIDA PER CONOSCERE IL PAESE A PAGINA 19 CITTIGLIO DA 22 ANNI «AMICI DI SAN BIAGIO» A PAGINA 27 MORBEGNO UN NUOVO STILE DI ACCOGLIENZA: NASCE LA «CASA DI LIDIA» A PAGINA 28 CHIAVENNA VALORIZZARE IL PATRIMONIO LOCALE A PAGINA 29 MORBEGNO RIFLESSIONI SULL’AFFIDO A PAGINA 31 VALMALENCO UNA RELIQUIA DI DON GNOCCHI A PAGINA 31 P A G I N A 2 RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 COME NASCE UN QUOTIDIANO NOVITÀ IN LIBRERIA VISTO, SI STAMPI COPPIA E FAMIGLIA E cco un volume (scritto da due giornaliste di Avvenire) per imparare tutto - ma proprio tutto - quello che c’è da sapere sui giornali! Un libro che racconta le professionalità impegnate nella realizzazione del giornale, le diverse competenze necessarie, i tempi delle notizie. La prima parte del volume inizia e finisce in edicola, con il quotidiano nelle mani del lettore. Tra i due estremi i tanti lavori della redazione, popolata dai giornalisti e dai loro termini gergali: timoni, menù, cucina, pesci e gamberi, usati con accezioni metaforiche. Termini che ben si prestano a venir giocosamente interpretati dalla fantasia del disegnatore che arricchisce il volume di utili e divertenti illustrazioni.La seconda parte del manuale si propone come una guida al linguaggio giornalistico e alla scoperta dei vari elementi che danno forma a ogni pagina. Infine, un’ampia appendice con un excursus negli altri media: i periodici, la televisione e la radio, Internet. CACCIA AL GRANDE ELEFANTE ROSSANA SISTI - NICOLETTA MARTINELLI (illustrazioni di STEFANO MISESTI), Visto, si stampi, San Paolo, pagine 128, euro 17.00 PROPOSTE PER I RAGAZZI PSICOLOGICAMENTE Più di 60 esperienze e osservazioni divertenti da fare in prima persona su se stessi o con gli amici per comprendere meglio che cosa è la psicologia scientifica e come funzionano lo spirito umano, la memoria, la lettura, la visione o la comunicazione. E’ quanto offre questo libro, scritto da un professore di psicologia dell’Università Charles De Gaulle–Lille 3 e illustrato da un insegnante di arti plastiche. Diamo la parola all’autore: “Qual è il segreto? L’organizzazione della nostra memoria. Noi vi accumuliamo tante di quelle informazioni che è necessario organizzarle in un modo o in un altro. … Voi dovete semplicemente equipaggiarvi con qualcosa che può essere utile alla psicologia scientifica: una penna, un foglio, un cronometro e pochi altri oggetti che si trovano facilmente in ogni casa. Dovrete poi armarvi di pazienza ...”. Organizzare la memoria e avere pazienza: che binomio! a cura di ELENA CLERICI Questo romanzo è stato paragonato per lo stile ed il ritmo a Le avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain; l’autrice è una delle scrittrici inglesi per ragazzi più note al mondo. Protagonisti della storia sono Tad e Cissie, due adolescenti americani di fine Ottocento coinvolti in una grande fuga attraverso gli Stati Uniti, in treno e sul fiume, per salvare l’elefante indiano Khush e le loro stesse vite. Molte le avventure e gli incontri: ma il succo della storia è che ciascuno deve trovare il suo posto nel mondo. GILLIAN CROSS, Caccia al grande elefante, San Paolo, pagine 256, euro 15,00. STEPHAN RUSINEK, Psicologicamente, San Paolo, pagine 194, euro 13,00. L’ORCHESTRA DEGLI ANIMALI Protagonista di questo albo per i più piccini è un’orchestra di animali di ogni tipo, scimmie, topi, lupi, leoni … , tutti diretti verso il posto più bello che c’è: ma il trenino su cui viaggia la fantastica banda corre, corre, e non si ferma mai, perchè tutto il mondo – ed anche la tua casa! - è il posto più bello che c’è. Gli autori sono una coppia artisticamente affiatata, nota per aver creato la serie del topo Topazio edita da San Paolo. ALBERTO BENEVELLI – illustrazioni di LORETTA SEROFILLI, L’orchestra degli animali, San Paolo, pagine 36, euro 12,50. a cura di AGOSTINO CLERICI Si tratta di una catechesi-riflessione sul sacramento del matrimonio, con la sottolineatura di alcune tematiche particolari alla luce della parola di Dio: l’incontro, l’innamoramento, il dono, la croce, la fedeltà, le nozze eterne. Attingendo ai racconti biblici di Isacco e Rebecca, Giacobbe e Rachele, Tobia e Sara e alle pagine di Genesi 1-3, viene tracciato il disegno di Dio sul matrimonio. L’autore - sacerdote e parroco - sottolinea la relazione degli sposi con l’amore di Gesù Cristo e il dono del battesimo; analizza le peculiarità del nuovo rito del matrimonio, addita la fedeltà come sostegno della vita matrimoniale e descrive l’unione nuziale con Dio come segno di ciò che attende ogni creatura umana.Un intero capitolo è dedicato a figure di santi presenti nelle litanie del rito del matrimonio, con l’aggiunta delle coppie Luigi e Zeliè Martin e Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. PAOLO RICCIARDI, Sposi per sempre. Riscoprire il matrimonio cristiano, Paoline, pagine 208, euro 14,00. Il presupposto alla base di questo libro è che le quattro stagioni della natura (inverno, primavera, estate, autunno) presentano un’analogia con i cambiamenti che si verificano nel matrimonio. La prima parte dell’opera descrive e spiega le quattro stagioni del matrimonio e aiuta ogni coppia a identificare la stagione che sta attraversando. Nella seconda parte l’autore presenta sette strategie pratiche per gestire emozioni, atteggiamenti e azioni per passare da una stagione all’altra. La terza parte risponde ad alcune domande specifiche sull’argomento. Infine, una “guida” per utilizzare il volume in gruppo. GARY CHAPMAN, Le 4 stagioni del matrimonio, Elledici, pagine 176, euro 12,00. Vivere in coppia oggi è una sfida. Uomini e donne sono consapevoli della fragilità del legame: la durata del rapporto dipende da una serie di fattori non sempre facilmente gestibili. Quando un rapporto non funziona, si cambia, come si cambia l’auto o il vestito. Non c’è tempo per fermarsi a riflettere sulle naturali difficoltà che ogni incontro tra persone presenta, sia coppia, famiglia, amicizie. In tanti casi si preferisce la fuga dall’impegno, inseguendo meteore e paradisi artificiali. Questo libro offre riflessioni sui tanti segnali che rilevano situazioni di crisi di coppia. Pone interrogativi e apre orizzonti di ragionamento che aiutino uomini e donne a mettere al centro della relazione, con coscienza e responsabilità, l’autenticità dei sentimenti. GIUSEPPE BELOTTI - SALVATORE PALAZZO, L’alfabeto delle coppie in crisi, Elledici, pagine 144, euro 10,00. Quali sono gli elementi che riducono la nostra vita di coppia a essere spesso banale? Può amare l’altro chi non ama se stesso? Ecco un libro che insegna a vivere in maniera sana la vita a due. Jeanine Solotareff ci conduce alla scoperta di un mondo straordinario, quello della voglia di esistere in sincerità innanzitutto con se stessi: liberi dalla vanità, dal bisogno di essere perfetti, dalle menzogne che quotidianamente ci raccontiamo per sentirci all’altezza di un sogno; liberi, perché l’armonia del nostro vivere possa davvero realizzarsi e, cosa ancor più straordinaria, realizzarsi nella vita a due, fino a che morte non ci separi. Dalla passione dell’innamoramento fino alla quotidianità della vecchiaia in coppia, questo libro descrive le tappe e i meandri del cammino a due senza negare le difficoltà, ma non cedendo mai a uno psicologismo banale. JEANINE SOLOTAREFF, La vita a due e ciò che ne consegue, San Paolo, pagine 314, euro 18.00. VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C Parola FRA noi ES 32,7-11.13-14 SAL 50 1TM 1,12-17 LC 15,1-32 Noi siamo i figli, un po’ il minore e un po’ il maggiore di ANGELO SCEPPACERCA QUARTA SETTIMANA del Salterio IL PADRE, VERO PROTAGONISTA Q uello di Luca è un Vangelo pieno di gioia. Anche oggi inizia con una bellissima notizia: i peccatori si avvicinavano a Gesù per ascoltarlo. Al contrario di scribi e farisei. Sarà per via di quella sola pecora cercata e delle altre novantanove lasciate nel deserto. Il paradiso è tutto qui, in un peccatore che si accosta al perdono del padre ed entra nella festa del ritrovamento. Alla gioia di Dio e degli angeli si unisce, finalmente, anche quella della pecorella che si era persa. Ora manca solo la nostra gioia per essere sempre cercati e ritrovati dal Signore. Il figlio maggiore, frustrato dall’eccessiva misericordia del padre verso il fratello cacciatosi da solo nella sciagura, è perfetta figura di quelli che non erano contenti di Gesù – scribi e farisei – per il suo rapporto coi peccatori. La presunzione di essere migliori ci intestardisce nel non voler entrare in casa per unirci alla festa. Più che i figli, il vero protagonista è il padre nei confronti di entrambi. Noi siamo i figli, un po’ il minore e un po’ il maggiore. Entrambe queste figure di peccatori che portiamo nel cuore devono tornare al padre ed entrare nella sua gioia per somigliargli. Clemente d’Alessandria, per far capire con quale amore Dio ci ama, dice: “Dio è Padre, ma la tenerezza con cui ci ama lo fa diventare madre”. Il grande quadro di Rembrandt raffigura il padre che accoglie il figlio tornato. È bellissimo fin nei dettagli. Impressionanti le mani del padre poste sulle spalle del figlio, inginocchiato di fronte a lui: una è di uomo, robusta, l’altra di donna, più sottile. L’amore del Padre è paterno e materno insieme, perché la misericordia ha bisogno di entrambi i cuori. È il momento decisivo: il figlio, vestito di stracci logori, è in ginocchio dinnanzi al padre, dopo averne mangiato le sostanze. Il padre lo accoglie con gesto affettuoso e protettivo. Sulla destra, osserva la scena il figlio maggiore, sullo sfondo due figure non identificate. Noi che guardiamo siamo all’altezza del figlio pentito, forse nella stessa condizione, certamente con identico bisogno. Le mani del Padre misericordioso non sono uguali, una è maschile ed una femminile. Dio è tutto, padre e madre. I suoi occhi sono quelli di un cieco. Il Padre, per amore, li ha consumati nel guardare l’orizzonte in attesa del ritorno del figlio. Fra tante, le parole di Agostino: “Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è insoddisfatto fino a quando non riposa in Te”. Un Dio così, scrive Chiara Lubich, “desidera vedere il suo figlio tutto nuovo, non vuole più ricordarlo come era prima; e, non solo lo vuole perdonare, ma arriva persino a dimenticare il suo passato. Questo è il suo amore per lui, nella parabola. Così è l’amore del Padre per noi nella vita: ci perdona e dimentica”. CHIESA PRIMOPIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 « P reparare la prossima visita di Benedetto XVI (16-19 settembre) e far comprendere al meglio il ruolo della fede e della Chiesa nella vita quotidiana”. Sono questi gli obiettivi di “Heart speaks unto heart – La visita di Benedetto XVI nel Regno Unito”, l’opuscolo presentato il 15 giugno a Londra dall’arcivescovo Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, e che sarà distribuito in tutte le parrocchie di Inghilterra, Galles e Scozia il prossimo fine settimana. Per mons. Nichols “in questo campo c’è un vuoto di conoscenze da parte dell’opinione pubblica che il testo cerca di colmare rispondendo a domande del tipo ‘perché il Papa incontrerà la Regina?’, ‘cosa viene a dirci il Papa della nostra società?’, ‘cosa ha da dire sulla protezione dei minori?’. Risposte che saranno utili a coloro che vogliono capire un po’ di più di queste giornate storiche”. “Si tratta, infatti, della prima volta che un Papa visita il Regno Unito su invito della Regina – si legge nell’opuscolo che per titolo porta le parole dello stemma cardinalizio di Newman, “Heart speaks unto heart” (cor ad cor loquitur) – e per questo è una visita di Stato”. Rispetto al viaggio di Giovanni Paolo II del 1982, questo di Benedetto XVI sarà diverso: “il Pontefice prenderà, infatti, parte ad incontri ecumenici ed interreligiosi e presiederà la beatificazione del card. John Henry Newman. Ma come ospite di Sua Maestà verrà, innanzitutto, ad incontrare la popolazione del Regno Unito. Tra Santa Sede e Regno Unito – prosegue il testo - ci sono state relazioni diplomatiche sin dal 1479 ma il riconoscimento formale risale alla Prima guerra mondiale. Governo britannico e Santa Sede oggi lottano insieme contro la povertà, per la difesa dell’ambiente, per promuovere lo sviluppo economico, inclusa anche la remissione del debito dei Paesi poveri”. “La fede cristiana ha permeato la nostra società e cultura di questi ultimi 2000 anni. Non è possibile, quindi, capire chi siamo, da dove veniamo senza una conoscenza della nostra fede storica che vive in tanti fedeli che in essa trovano il significato ultimo della loro vita e delle loro azioni. La tradizione giudaico-cristiana continua ad essere una fonte di valori di cui oggi noi abbiamo un chiaro bisogno. Questa tradizione ha molto da offrire al bene comune”. Ecco una sintesi delle risposte alle principali domande riportate nell’opuscolo. PERCHÉ IL PAPA INCONTRERÀ LA REGINA? “Sua Maestà sa che il Papa ha un messaggio per il popolo britannico sul rinnovamento delle basi morali della società, tema che le è particolarmente caro…” Quale capo della chiesa di Inghilterra, anche la Regina, come il Papa, coopera “a promuovere la tolleranza tra le persone delle varie fedi”. Nella risposta si richiama il fatto che Elisabetta II è anche regina degli Scozzesi, ma non è capo della Chiesa presbiteriana o Riformata che ha sempre insistito sulla indipendenza dal controllo reale: “Capo della chiesa di Scozia è solo Cristo. Una distin- P A G I N A 3 OPUSCOLO DEI VESCOVI PER PREPARARE LA VISITA DEL PAPA BENEDETTO XVI PELLEGRINO IN GRAN BRETAGNA zione che il Papa apprezzerà” si legge nel testo. “Questa visita sarà un momento di guarigione della memoria e per forgiare relazioni basate sul interessi comuni e mutuo rispetto”. e non trascura il fatto che in alcuni casi coloro che avevano l’autorità sbagliarono nel non fermare l’abuso non appena questo era stato scoperto. La Chiesa deve confrontarsi con questi errori e adottare delle misure concrete ad ogni livello. Non ci si può rilassare”. COSA VIENE A DIRCI IL PAPA DELLA NOSTRA SOCIETÀ? PERCHÉ LA BEATIFICAZIONE DEL CARD. NEWMAN E COSA RAPPRESENTA PER NOI? “Il Pontefice, e la Chiesa tutta, ha a cuore il cambiamento della società. Preoccuparsi della giustizia sociale e della coesione non appartiene solo ai politici. Quest’ultimi sollevano grandi questioni etiche circa l’uso e l’abuso del potere e del denaro ad ogni livello. La Chiesa non pretende di avere tutte le risposte ma il suo insegnamento offre un approfondimento e una direzione”. PERCHÉ CI SONO CHIESE DIVERSE? “Le divisioni sono parte della lunga storia della Cristianità” e non solo in Inghilterra. “Divisioni che esistono ancora oggi” e che l’ecumenismo “cerca di superare per trovare un modo di vivere in armonia e in unità visibile. La chiave dell’ecumenismo sta nella convinzione condivisa che Cristo è la verità che noi tutti cerchiamo”. Questo fa sì che “i cristiani preghino sempre più insieme, studino insieme ciò che ancora li divide e accettino reciprocamente gli errori che si commettono”. Nella risposta si illustrano anche le liturgie ecumeniche a Westminster e a Lambeth palace, in programma nel viaggio. CHE DIRÀ DELLA PROTEZIONE DEI BAMBINI? “La Chiesa cattolica è scioccata e prova vergogna per lo scandalo degli abusi sui minori compiuti dal clero e da religiosi “Benedetto XVI dichiarerà John H. Newman beato durante una cerimonia all’aeroporto di Coventry, rompendo una delle sue regole, poiché normalmente non presiede le beatificazioni. I beati sono visti come modelli per un Paese o per un luogo particolare, i santi, invece sono esempi offerti a tutta la Chiesa… Da Newman arrivano tante lezioni, a fianco della sua ricerca per la verità, il suo impegno per l’istruzione, c’è anche la cura per le persone, il suo istinto pastorale essendo stato parroco per 30 anni. Newman è un uomo che ha tanto da insegnarci”. IL PROGRAMMA DELLA VISITA DAL 16 AL 19 SETTEMBRE A pochi giorni dal suo inizio, il programma del viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito presenta gli orari e le tappe dell’itinerario del Pontefice nelle quattro giornate (giovedì 16/domenica 19 settembre) che trascorrerà in Gran Bretagna. Nel suo diciassettesimo viaggio internazionale, che avrà come tema “Cor ad cor loquitur” (“Il cuore parla al cuore”) ispirato al motto cardinalizio di John Henry Newman, il Papa visiterà quattro città: Edimburgo, Glasgow, Londra e Birmingham. Sedici in tutto i discorsi previsti, comprese omelie e saluti. Prima giornata. Il Santo Padre partirà giovedì 16 dall’aeroporto di Roma Ciampino poco dopo le ore 8 e giungerà intorno alle 10.30 allo scalo internazionale di Edimburgo, dove avrà luogo l’accoglienza ufficiale. Quindi raggiungerà il palazzo reale di Holyroodhouse per la cerimonia di benvenuto. Successivamente la visita alla regina Elisabetta II; al termine, nel parco del palazzo reale, il Pontefice pronuncerà il primo discorso rivolgendosi alle autorità del Paese. La mattinata si concluderà con il pranzo nella residenza arcivescovile. Nel pomeriggio, Benedetto XVI si trasferirà a Glasgow per presiedere la prima messa del viaggio nel Bellahouston park. Sarà un momento di preghiera e di spiritualità molto importante per i cattolici del Paese, anche in considerazione del fatto che proprio quel giorno ricorre la festa di san Ninian, patrono ed evangelizzatore della Scozia. A conclusione della celebrazione, dall’aeroporto internazionale di Glasgow, il Papa partirà alla volta di Londra dove giungerà in serata. Seconda giornata. Una messa celebrata in privato dal Pontefice nella cappella della nunziatura apostolica a Wimbledon aprirà la seconda giornata del viaggio nel Regno Unito. Alle ore 10, l’incontro con il mondo dell’educazione cattolica del Paese nella cappella e nel campo sportivo del Saint Mary’s university college, a Twickenham. Subito dopo, nella Waldegrave drawing room dello stesso college, Benedetto XVI si rivolgerà ai capi e ai responsabili delle altre comunità religiose presenti nel Paese. La visita all’arcivescovo di Canterbury, nel Lambeth palace, aprirà il pomeriggio di venerdì. Poco dopo le ore 17, il viaggio vivrà uno dei suoi momenti più significativi con l’incontro tra il Papa e gli esponenti della società civile, del mondo accademico, culturale e imprenditoriale, i membri del corpo diplomatico e i leader religiosi, nella Westminster hall. Sarà un’occasione di riflessione per tutte le componenti più attive e autorevoli della società inglese, alle quali il Pontefice rivolgerà un discorso ad ampio raggio, che toccherà i temi più attuali della vita sociale e culturale del Regno Unito. Anche la successiva celebrazione ecumenica, che avrà luogo nella Westminster abbey, costituirà un momento importante di verifica e di dialogo nei rapporti tra la comunità cattolica e la comunione anglicana. Terza giornata. L’incontro con il primo ministro David Cameron, nel palazzo arcivescovile, sarà il primo di una serie di colloqui che Benedetto XVI terrà con i maggiori esponenti politici inglesi (sabato 18). Dopo l’appuntamento con il premier, il Papa vedrà il vice primo ministro Nick Clegg e il leader dell’opposizione. Alle ore 10, la messa del Pontefice nella cattedrale del Preziosissimo sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Nel pomeriggio, alle 17, dopo la visita alla casa di riposo St Peter’s residence, il momento centrale del viaggio - la beatificazione del cardinale Newman - avrà un prologo nella veglia di preghiera che Benedetto XVI presiederà nell’Hyde park. Nel suo discorso, il Papa anticiperà quelli che saranno i temi spirituali e pastorali dell’omelia del giorno successivo quando, dopo essersi congedato dalla nunziatura apostolica, partirà in elicottero dal Wimbledon park alla volta dell’eliporto nei pressi del Cofton park di Rednal, a Birmingham, dove celebrerà la messa e proclamerà beato il grande pensatore e teologo. Quarta giornata. La mattinata di domenica si concluderà con la visita all’oratorio di San Filippo Neri, a Edgbaston, e il pranzo con i vescovi di Inghilterra, Galles e Scozia, e con i membri del seguito papale nel refettorio della Francis Martin house dell’Oscott college. Agli stessi presuli Benedetto XVI rivolgerà un discorso nell’incontro previsto nel primo pomeriggio, prima di raggiungere l’aeroporto internazionale di Birmingham, dove avrà luogo la cerimonia di congedo. La partenza è prevista intorno alle ore 18.45, mentre l’arrivo allo scalo romano di Ciampino avverrà alle 22.30. La visita di Benedetto XVI nel Regno Unito arriva a quasi trent’anni dal precedente viaggio di Giovanni Paolo II, che si svolse dal 28 maggio al 6 giugno 1982: “I viaggi di quest’anno del Santo Padre, quello di Malta, del Portogallo, di Cipro - spiega p. Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana - sono stati viaggi molto positivi. Noi ci auguriamo che anche questo viaggio sia veramente una manifestazione della bellezza, della positività del servizio del Santo Padre nella società, tanto più in tempi in cui abbiamo anche avuto momenti di contestazione. L’auspicio è di poter ripresentare con efficacia il lato positivo, fondamentale che la Chiesa dà a una società di oggi, una società moderna, pluralistica, diciamo pure secolarizzata, che non dimentichi ma che anzi sappia apprezzare in modo nuovo il contributo positivo che la fede offre”. P A G I N A 4 SOCIETÀ INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 BENEDETTO XVI A CARPINETO ROMANO PER IL BICENTENARIO DELLA NASCITA L’attualità dell’insegnamento di Leone XIII L a visita apostolica a Carpineto Romano per il bicentenario della nascita di Vincenzo Gioacchino Pecci, Papa Leone XIII, avvenuta il 2 marzo 1810, e la riflessione prima dell’Angelus da Castel Gandolfo dedicata al Messaggio per la Gmg di Madrid. Questi i due momenti centrali di oggi, domenica 5 settembre per Benedetto XVI. Un “uomo di grande fede e di profonda devozione”. Così il Papa ha descritto Leone XIII, nella messa a Carpineto Romano. “Ogni Pastore – ha detto - è chiamato a trasmettere al popolo di Dio non delle verità astratte, ma una ‘sapienza’, cioè un messaggio che coniuga fede e vita, verità e realtà concreta”. “Il Papa Leone XIII – ha continuato -, con l’assistenza dello Spirito Santo, è stato capace di fare questo in un periodo storico tra i più difficili per la Chiesa, rimanendo fedele alla tradizione e, al tempo stesso, misurandosi con le grandi questioni aperte”. Poi un richiamo al magistero sociale di Leone XIII, “reso celeberrimo e intramontabile dall’enciclica Rerum novarum, ma ricco di molteplici altri interventi che costituiscono un corpo organico, il primo nucleo della dottrina sociale della Chiesa”. Il Papa ha riflettuto “sulla spinta di promozione umana apportata dal Cristianesimo nel cammino della civiltà, e anche sul metodo e lo stile di tale apporto, conformi alle immagini evangeliche del seme e del lievito: all’interno della realtà storica i cristiani, agendo come singoli cittadini, o in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo, favorendo lo sviluppo delle potenzialità interne alla realtà stessa. È questa la forma di presenza e di azione nel mondo proposta dalla dottrina sociale della Chiesa, che punta sempre alla maturazione delle coscienze quale condizione di valide e durature trasformazioni”. Inquadrando l’epoca storica in cui visse Leone XIII, il Santo Padre ha ricordato: “L’Europa risentiva allora della grande tempesta napoleonica, seguita alla Rivoluzione francese. La Chiesa e numerose espressioni della cultura cristiana erano messe radicalmente in discussione”. Il magistero della Chiesa, ha osservato il Pontefice, “fu sospinto e aiutato dalle riflessioni e dalle esperienze locali ad elaborare una lettura complessiva e prospettica della nuova società e del suo bene comune”. Furono “decine e decine di santi e beati, dalla fine del Settecento agli inizi del Novecento, a cercare e sperimentare, con la fantasia della carità, molteplici strade per attuare il messaggio evangelico all’interno delle nuove realtà sociali”. Per il Papa, “furono senza dubbio queste iniziative, con i sacrifici e le riflessioni di questi uomini e donne a preparare il terreno della Rerum novarum e degli altri documenti sociali di Papa Pecci”. Dunque, “in un’epoca di aspro anticlericalismo e di accese manifestazioni contro il Papa, Leone XIII seppe guidare e sostenere i cattolici sulla via di una partecipazione costruttiva, ricca di contenuti, ferma sui principi e capace di apertura”. “Un Papa molto anziano, ma saggio e lungimirante, poté così introdurre nel XX secolo – ha sostenuto Benedetto XVI - una Chiesa ringiovanita, con l’atteggiamento giusto per affrontare le nuove sfide”. Rientrato a Castel Gandolfo, Benedetto XVI, prima di recitare l’Angelus, ha richiamato il Messaggio rivolto ai giovani del mondo per la XXVI Giornata mondiale della gioventù, (Madrid, agosto 2011). Il tema scelto per il Messaggio riprende un’espressione della Lettera ai Colossesi dell’apostolo Paolo: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”. “È decisamente – ha ammesso il Pontefice una proposta contro-corrente! Chi, infatti, oggi propone ai giovani di essere ‘radicati’ e ‘saldi’? Piuttosto si esalta l’incer- tezza, la mobilità, la volubilità… tutti aspetti che riflettono una cultura indecisa riguardo ai valori di fondo, ai principi in base ai quali orientare e regolare la propria vita”. Il cuore del Messaggio sta nelle espressioni “in Cristo” e “nella fede”. “La piena maturità della persona, la sua stabilità interiore – ha spiegato il Papa -, hanno il fondamento nella relazione con Dio, relazione che passa attraverso l’incontro con Gesù Cristo. Un rapporto di profonda fiducia, di autentica amicizia con Gesù è in grado di dare ad un giovane ciò di cui ha bisogno per affrontare bene la vita: serenità e luce interiore, attitudine a pensare positivamente, larghezza d’animo verso gli altri, disponibilità a pagare di persona per il bene, la giustizia e la verità”. “La Santa Sede segue la vicenda” di Sakineh “con attenzione e partecipazione”. Lo ha dichiarato, sempre domenica 5 settembre, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla vicenda della donna iraniana condannata alla lapidazione, dopo che si è parlato di un appello rivolto dal figlio alla comunità internazionale e al Vaticano. “La posizione della Chiesa, contraria alla pena di morte, è nota e la lapidazione è una sua forma particolarmente brutale – ha chiarito padre Lombardi -. Quando la Santa Sede è richiesta in modo appropriato perché intervenga su questioni umanitarie presso autorità di altri Paesi, come è avvenuto molte volte in passato, essa usa farlo non in forma pubblica, ma attraverso i propri canali diplomatici”. COLPO D’OCCHIO DRAMMA E LEGGENDA I minatori del Cile e Stachanov I n questi giorni si parla di minatori. Per due vicende diverse. Una drammatica, attuale, in corso, e perciò ampiamente documentata, con tanto di riprese televisive. L’altra leggendaria, lontana nel tempo, e perciò senza alcuna documentazione che ne attesti la veridicità, tanto da far sorgere il sospetto che si tratti appunto di una leggenda. Della prima vicenda ha parlato anche il Papa nell’Angelus domenicale, quando in spagnolo ha rivolto il suo pensiero ai 33 minatori rimasti intrappolati nella miniera di San José in Cile. Un dramma che rischia di andare per le lunghe - tre, quattro mesi -, nell’attesa angosciante e piena d’incognite, soprattutto per i sepolti vivi, che si apra una via di salvezza per riportarli alla luce. Un dramma che, inevitabilmente, richiama alla mente un altro dramma vissuto nell’era televisiva, quello di Vermicino, e che rischia di trasformarsi, come allora, in uno spettacolo di forte impatto e di sicura presa, tale da tenere incollati alla Tv gli occhi di milioni di spettatori. C’è insomma la possibilità, tutt’altro che remo- ta, che l’antro sotterraneo in cui sono scampati i 33 minatori cileni diventi un set televisivo per una sorta di “Grande fratello” cinico e impietoso in cui i sepolti vivi siano chiamati a recitare, volenti o nolenti, la loro parte di protagonisti. Sì, perché si è aperto il dibattito se una simile eventualità possa aiutare o meno a superare le possibili reazioni provocate dal- la lunga permanenza in condizioni di disagio estremo. Qualcuno dei minatori si è già rifiutato di mostrarsi davanti alla telecamera calata nel cunicolo, ma altri potrebbero stare al “gioco”. Del resto si è visto, ed è ormai risaputo, che pochi, pur nelle condizioni più drammatiche, resistono al fascino di apparire in Tv… Anche il discorso qui rischia di apparire cinico per non voler essere ipocrita. Speriamo solo che i responsabili della comunicazione, soprattutto televisiva, ricordino almeno in questa vicenda che prima dello spettacolo, prima della cronaca, prima del tornaconto in termini di guadagno personale o di share , viene il rispetto per la dignità della persona. È passato quasi un sessantennio, molte cose sono cambiate, il mezzo televisivo e internet hanno prevalso sui giornali stampati, ma il magistrale (per chi lo abbia visto e lo ricordi) film di Billy Wilder “L’asso nella manica” (titolo originale “The big carnival”) è tuttora attuale. L’ombra del giornalista cinico e spregiudicato, interpretato da Kirk Douglas, pronto a sfruttare a proprio vantaggio la tragedia del minatore prigioniero nelle viscere della terra, è sempre dietro l’angolo. Oltre che dei 33 minatori cileni, in questi giorni si è parlato di un minatore, anzi, del minatore per eccellenza, perché entrato nella leggenda e citato dai vocabolari, non solo della lingua italiana. Il 31 agosto di 75 anni fa Aleksej Grigorievic Stachanov estraeva in un sol giorno centodue tonnellate di carbone in una miniera dove i suoi colleghi ne estraevano abitualmente sette al giorno. Un primato. Peccato che allora non ci fosse il Guinness a registrarlo, ma la propaganda sovietica che sfruttò subito l’impresa di Stachanov per invitare i compagni a fare altrettanto. Una leggenda alimentata dal regime per aumentare la produttività dei lavoratori? Non è escluso, tanto che alla morte di Stachanov (novembre 1977) molti commentatori si domandarono se fosse stato Stachanov a inventare lo stacanovismo o lo stacanovismo a inventare Stachanov. PIERO ISOLA SOCIETÀ P A G I N A 5 FATTIePROBLEMI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 GIOVANI E SOCIETÀ LE PAROLE DI BENEDETTO XVI Il lavoro e la vita U na famiglia, un lavoro sicuro, scoprire l’amore sono tutte aspirazioni che qualsiasi padre nutre per i propri figli. Tanto che quando, nel Messaggio per la XXVI Giornata mondiale della gioventù, Benedetto XVI invita i giovani ad andare oltre questi obiettivi, molti quotidiani, se non si scandalizzano, trovano quantomeno stravagante una tale proposta. Ma come può il posto sicuro non essere l’obiettivo di una vita? È sul lavoro che le nostre società occidentali, la nostra Europa costruisce tutto il suo modello sociale, il suo sistema di inclusione, e il Papa dice ai giovani di guardare a qualcosa di più importante, perché la vita non ruota attorno ad esso. “Sì la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande”, scrive ai giovani il Papa. Un breve paragrafo, che non è rivolto soltanto ai giovani, dovrebbe spronare ogni educatore che sia un genitore, un insegnante oppure un operatore del mondo delle comunicazioni o un personaggio pubblico – perché volenti o nolenti dal calciatore al politico – con il loro stile di vita educano gli altri a guardarsi dentro e domandarsi cosa è davvero importante da trasmettere alle nuove generazioni. C’è un senso della vita da ri- cercare dietro e dentro a tutte le altre aspirazioni degli uomini e delle donne, altrimenti non si riuscirà a far crescere persone mature capaci di costruire la loro vita confrontandosi nella quotidianità con le gioie, senza rimanerne bruciati, e con i dolori, senza finirne schiacciati. Per questo un lavoro sicuro o un amore romantico non sono sufficienti. Prive di quell’oltre rischiano di diventare illusioni, invece che sostegni concreti. Nel suo messaggio, inoltre, Benedetto XVI non si limita a gettare il sasso, ma propone una strada, quella di Gesù, con le parole di Paolo ai Colossesi – “Radicati e fondati in Cristo, saldi della fede” – sottolineando, poi l’importanza della fede che non si rinchiude nel privato, ma si riversa nel mondo. proprio in quel nutrire di senso la vita diventa “la luce” che caratterizza un lavoro che non si lascia ingannare dal profitto, e un I problemi hanno una storia... L amore che non vede solo la propria soddisfazione personale. A partire da quel senso un giovane può gettare le basi del proprio futuro guardando al lavoro o alla famiglia come vocazione. Spiega ancora il Papa: “Quanti cristiani sono stati e sono una testimonianza vivente della forza della fede che si esprime nella carità: sono stati artigiani di pace, promotori di giustizia, animatori di un mondo più umano, un mondo secondo Dio; si sono impegnati nei vari ambiti della vita sociale, con competenza e professionalità, contribuendo efficacemente al bene di tutti”. Aiutare i giovani a guardare in alto, andando oltre il lavoro diventa un compito primario per chi vorrà fornire agli uomini e alle donne di domani gli strumenti adeguati a costruire una società migliore. ANDREA CASAVECCHIA CORSIVO di AGOSTINO CLERICI DA COMO A TRIESTE... E C’È DI PEGGIO Succedono cose strane. A leggere un quotidiano dalla prima all’ultima pagina, ti accorgi che c’è spazio per tutto e per il contrario di tutto. Una logica vera non c’è... Veniamo a qualche notizia. Non hanno fatto parlare il senatore Dell’Utri, invitato a Parolario a presentare i presunti diari del Duce. E pensare che a certi brigatisti rossi - assassini o mandanti - hanno dato addirittura le aule di università per accreditare le loro malefatte con altisonanti proclami ideologici. Il diritto di parola per argomentare sulla storia è a fasi alterne? Dipende dal colore delle idee? Dipende dalla violenza messa in piazza dai contestatori? Se è per questo, non hanno fatto parlare neanche il Papa all’università di Roma: Toni Negri sì, Benedetto XVI no. A Venezia hanno presentato un film su Vallanzasca, il bandito della Comasina. Lo ha diretto uno che per tanti anni ha vestito - in una popolare fiction televisiva - i panni del commissario antimafia per eccellenza. Si può fare un film sulla vita di un delinquente? Probabilmente sì, è libertà di pensiero. Ma allora perché tanta cagnara? E perché uno che di cognome fa Placido si difende dicendo che «in Parlamento c’è di peggio»? Vallanzasca è pluriomicida, reo confesso, autore di sequestri e rapine, condannato a quattro ergastoli e a 260 anni di reclusione. Il regista Placido ci può, per favore, fare il nome di chi siede in Parlamento ed è «peggio» di Vallanzasca? Altrimenti, si metta in lizza per un film intitolato Parole al vento... Sulla pista di Misano domenica pomeriggio è morto un pilota giapponese di soli 19 anni. Un incidente, non certo un omicidio. Eppure, sa di macabro ed è ributtante il pensare che tutti i piloti abbiano continuato le gare, non solo quella in cui c’è scappato il morto, ma anche la successiva. C’è chi ha vinto, ha esultato, ha impennato la moto con tracotanza da bullo. Lo chiamano sport, ma è ormai sol- tanto un’impresa in cui girano tanti soldi, e che non si ferma mai, nemmeno di fronte ad un cadavere. Anzi, il corpo del povero Tomizawa è stato tolto dall’asfalto come un detrito che ostacolava il proseguimento della corsa... La morte rimossa in fretta, perché, come ha dichiarato il “campione” Giacomo Agostini, «facciamo i piloti, mica i farmacisti»! Nelle stesse ore a Trieste compariva per la prima volta qualcos’altro di macabro: una parte dello stadio era occupata da migliaia di tifosi virtuali. Un telone colorato dava l’impressione che ci fosse tanta gente, ed il presidente della Triestina ha assicurato che presto ci sarà anche un tifo diffuso artificialmente con un audio registrato. E già. I tifosi del calcio ora se li contendono le televisioni, non più gli stadi. La campagna abbonamenti è un’altra. I derby sono quelli per i diritti televisivi delle partite. I soldi girano altrove. Per la cronaca, la Triestina ha vinto sul campo uno a zero con 3.800 tifosi paganti e ben 10.000 finti. Un’impresa sportiva degna dei nostri tempi. a scuola sta vivendo una stagione non facile. Sarebbe tuttavia semplicistico e demagogico leggere i reali problemi ignorando la storia che li ha generati. Solo alcune provocazioni alla luce di alcune “antiche ma attuali” provocazioni di Luigi Sturzo, che ci mettono di fronte a tre problemi generatori di irrisolti conflitti. Innanzitutto, lo statalismo. Un giorno un amico di Sturzo, colpito dalle sue aspre critiche nei confronti della scuola monopolizzata dello Stato, chiese che cosa egli avrebbe fatto per riformarla. E la sua risposta fu «di aprire le finestre e fare entrare una buona corrente d’aria di libertà, altrimenti vi si morirà asfissiati». Certo, Sturzo ben conosceva le ragioni storiche della scuola di Stato in Italia. Egli non intendeva minimamente proporne l’abolizione; chiedeva solo che il sistema scolastico venisse riformato «senza improvvisazione e con sani criteri didattici e sociali». Ma il punto principale era, a suo avviso, «quello dell’orientamento dell’opinione pubblica verso la libertà scolastica e contro il monopolio di Stato». Tutto ciò nella convinzione che «finché la scuola in Italia non sarà libera, neppure gl’italiani saranno liberi: essi saranno servi, servi dello Stato, del partito, delle organizzazioni pubbliche e private di ogni specie […], La scuola vera, libera, gioiosa, piena di entusiasmi giovanili, sviluppata in un ambiente adatto, con insegnanti impegnati alla nobile funzione di educatori, non può germogliare nell’atmosfera pesante creata dal monopolio burocratico statale». * * * Poi, il primato del sapere sul “pezzo di carta”. Scrive nel 1950: «Occorre capovolgere la situazione: sia lo studio, non il diploma ad aprire le porte dell’impiego». Ed ecco la sua proposta: «Ogni scuola, quale che sia l’ente che la mantenga, deve poter dare i suoi diplomi non in nome della repubblica, ma in nome della propria autorità; sia la scoletta elementare di Pachino o di Tradate, sia l’università di Padova o di Bologna, il titolo vale la scuola. Se una tale scuola ha una fama riconosciuta, una tradizione rispettabile, una personalità nota nella provincia o nella nazione, anche nell’ambito internazionale, il suo diploma sarà ri- cercato, se, invece, è una delle tante, il suo diploma sarà uno dei tanti». Nel 1950 scrive: «Un italiano andato in America, mi scriveva scandalizzato che là non c’è un ministero della pubblica istruzione. Gli risposi, a giro di posta, che, perciò, l’americano è un popolo libero e l’italiano no. Comprendo bene che l’Italia, senza lo stato (e il suo ministero della pubblica istruzione) sarebbe senza scuole sufficienti per una popolazione così densa e così povera; perciò bisogna rassegnarsi alla scuola di stato, come il minor male, evitando, però, che resti così accentrata, burocratizzata e monopolizzata come l’abbiamo ereditata dai fascisti e come, purtroppo, sembra che venga tramandata (auspice la democrazia cristiana) ai nostri posteri». * * * Infine, un reale pluralismo di metodi e di istituzioni scolastiche. L’alone di simpatia e di fiducia che circondarono le varie iniziative all’estero della Montessori e la diffusione del suo metodo, il premio Nobel, tutto servì a far mettere in prima linea nel mondo la figura di questa italiana: «Mi son più volte domandato perché da quarantacinque anni ad oggi, il metodo Montessori non sia stato diffuso nelle scuole italiane. Allora come oggi, debbo dare la stessa risposta: si tratta di vizio organico del nostro insegnamento: manca la libertà; si vuole l’uniformità; quella imposta da burocrati e sanzionata da politici. Forse c’è di più: una diffidenza verso lo spirito di libertà e di autonomia della persona umana, che è alla base del metodo Montessori. Si parla tanto di libertà e di difesa della libertà; ma si è addirittura soffocati dallo spirito vincolistico di ogni attività associata dove mette mano lo Stato». Una domanda, ora, all’attuale Ministro: perché non cominciare a “tagliare” tanta inutile burocrazia scolastica? Avremmo più insegnanti, meno documenti inutili, un pizzico di libertà in più. Perché non provare? FUORI dal CORO ARCANGELO BAGNI IRAQ: BAGHDAD RICORDA MADRE TERESA E SI PREPARA AL SINODO PER IL MEDIO ORIENTE Nonostante i pericoli di violenza e attentati anche a Baghdad è stato celebrato il centenario della nascita di Madre Teresa di Calcutta. A darne notizia è il sito Baghdadhope che informa che la celebrazione è avvenuta nei giorni scorsi nella cattedrale latina di Saint Joseph. Erano presenti oltre alle Suore Missionarie della Carità che dal 1991 gestiscono a Baghdad, non lontano dalla cattedrale, un orfanotrofio che accoglie circa 30 bambini orfani e con gravi disabilità, molte altre religiose dei diversi ordini presenti in Iraq. Con loro mons. Shlemon Warduni, patriarca vicario caldeo della città e padre Ghadir che ha celebrato la messa e ricordato la figura di Madre Teresa. Sempre nei giorni scorsi si sono svolte altri due importanti eventi: il primo ha riguardato circa 250 giovani riunitisi nella chiesa caldea del Sacro Cuore di Baghdad per discutere dell’imminente Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente, che si terrà in Vaticano, dal 10 al 24 ottobre, il secondo ha invece interessato i responsabili della fraternità di “Carità e Gioia” fondata nel 1989 da mons. Faraj Paulus Rahho, l’arcivescovo caldeo di Mosul rapito ed ucciso nel 2008 e da Imad Haseeb che ancora la guida insieme a mons. Warduni. La fraternità che ha sede a Mosul, Baghdad, Bassora, Dohuk ed Erbil si occupa nella capitale di sostenere materialmente e spiritualmente circa 150 persone disabili. P A G I N A 6 SOCIETÀ EUROP A EUROPA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 I GIOVANI, LA FEDE E IL LAVORO EUROPA E GMG 2011: MADRID SI AVVICINA A lla fine del mese di agosto del 2010, duecento giovani provenienti da tutta la Francia si sono riuniti sulla collina di Taizé. Accolti dal priore tedesco della Comunità, Frère Alois, sono venuti con Mgr. Benoît de Rivière per prepararsi alle prossime Giornate mondiali della gioventù, che si terranno tra meno di un anno in Spagna. L’anziano priore generale dei Domenicani, l’inglese Timothy Radcliffe, si è rivolto a loro in una meditazione sul modo di rivolgersi ai giovani di oggi. Francesi, tedeschi e inglesi si sono ritrovati per preparare un evento che si terrà in Spagna. A oltre venti anni di distanza dalle prime Giornate mondiali della gioventù in Europa tenute nel 1989 a Santiago di Compostela, il sentimento europeo è diventato più naturale tra i giovani. Un sondaggio ha dimostrato che gli aspetti più caratterizzanti per i giovani che partecipano alle Gmg sono gli incontri con gli altri giovani (48%) oltre all’esperienza spirituale (38%). Il ritorno della Gmg in Spagna nel 2011 sarà un evento di massa. A Madrid sono attesi tra gli 1,5 e i 2 milioni di giovani per la messa finale con Benedetto XVI sullo spiazzo dei “Cuatro Vientos”. La più grande delegazione estera sarà quella proveniente dall’Italia, seguita dai 50.000-60.000 giovani della Francia. Venerdì 19 agosto, i giovani parteciperanno al Cammino della Croce, che commemorerà la Passione del Cristo. Questa celebrazione offrirà l’occasione di scoprire la ricchezza della cultura e delle tradizioni spagnole, mettendo in scena le Confraternite che passano in processione il Venerdì Santo nelle strade spagnole. Ma i giovani vedranno anche un Paese che è stato duramente colpito dalla crisi economica. La bolla immobiliare è scoppiata e il sistema finanziario, con le casse di risparmio come veicoli di trasmissione del finanziamento locale e regionale, è fortemente scosso. In Spagna, la disoccupazione ha raggiunto il 20,1 % nel giugno 2010. È il livello più alto all’interno dell’Unione europea. Tra i giovani la situazione è ancora peggiore: oltre il 40% delle persone di età compresa tra i 16 e i 24 anni è senza lavoro. La maggior parte di questi giovani continua a studiare pur restando disponibile sul mercato del lavoro, ma la cifra resta spaventosa. Nel 2010, il tasso di disoccupazione dei giovani nell’Unione europea è raddoppiato rispetto al 2009. Con il 19,6 %, quasi un giovane su cinque è senza lavoro, secondo le cifre di Eurostat relative al mese di luglio. La situazione è simile in tutti i Paesi sviluppati. Secondo un documento di lavoro dell’Ocse in vista del prossimo forum sull’impiego, i giovani sono stati toccati in modo molto grave dalla crisi economica globale. Nella zona Ocse, “il tasso di disoccupazione dei giovani (15-24) è aumentato di 6,5 punti percentuali tra la fine del 2007 e la fine del 2009 per arrivare quasi al 20 % (livello destagionalizzato). Ci sono attualmente circa 15 milioni di giovani disoccupati nella zona Ocse, ossia circa 4 milioni in più rispetto alla fine del 2007”. Gli autori del documento prevedono “che il tasso di disoccupazione resti a un livello elevato per i prossimi due anni e numerosi giovani disoccupati saranno esposti a una disoccupazione a lungo termine”. A livello mondiale, il rapporto del Bureau International de Travail (Bit) (Ufficio internazionale del lavoro), Tendances mondiales de l’emploi des jeunes, del mese scorso ha indicato che, dei 620 milioni di giovani economicamente attivi di età compresa tra i 15 e i 24 anni, 81 milioni erano senza lavoro alla fine del 2009 - la cifra più alta mai raggiunta. Il tasso di disoccupazione dei giovani a livello mondiale è passato dall’11,9% del 2007 al 13% del 2009. Quindi, l’incontro dei giovani di tutto il mondo che si terrà il prossimo anno in Spagna si rivela un’occasione particolarmente favorevole per una riflessione sulla fede, in quanto - per riprendere il tema scelto dal Papa per le Gmg - è in un contesto difficile che essa si afferma e noi ci radichiamo e ci fondiamo nel Cristo (cfr. Col 2,7). Nel suo intervento, Padre Timothy Radcliffe raccomandava ai giovani di rendere presenti il volto del Cristo, le sue orecchie, la sua bocca e le sue mani. Un Cristo che si mostra nei momenti di tristezza, che ascolta le testimonianze degli sforzi non ricompensati ma che proclama tuttavia la sua speranza e che tocca anche questi giovani in Spagna in Europa e in tutto il mondo, che non trovano lavoro! Chiese europee Svzzera - Germania SVIZZERA: PELLEGRINAGGIO “TWITTER” AD EINSIEDELN Si è svolto domenica 29 agosto, ad Einsiedeln, in Svizzera, il primo pellegrinaggio organizzato tramite il “social network” Twitter. Circa 60 persone hanno seguito per ore l’abate Martin Werlen da Pfäffikon all’abbazia, che costituisce uno delle più importanti mete di turismo spirituale della Svizzera. Si tratta del primo pellegrinaggio del genere organizzato dall’abate e per molti pellegrini - molti dei quali giovani - è dunque una nuova esperienza. La visita alla chiesa dell’abbazia, guidata da padre Werlen, si è svolta in modo anticonvenzionale: per una volta era ammesso fotografare e ricevere messaggi in tempo reale tramite il social network. L’abate di Einsiedeln ha spiegato la ragione dell’iniziativa: “Twitter è uno strumento di comunicazione. E nel campo della comunicazione, le abbazie sono sempre state all’avanguardia. Per questo è ovvio che anche oggi partecipino e trasmettano questa cultura”. Padre Werlen ha espresso soddisfazione per il successo: “sono venute persone che altrimenti non avrebbero mai partecipato a un pellegrinaggio. Molte di esse non appartengono ad alcuna comunità religiosa o non hanno rapporti stretti con la Chiesa”. GERMANIA:: LA PASSIONE DI OBERAMMERGAU Uno spettacolo che si ripete da quasi 4 0 0 anni: è la Rappresentazione della Passione di Oberammergau, un paes i n o della Baviera, in cui ogni dieci anni si adempie una promessa nata durante la guerra dei Trent’anni. Nel 1633, gli abitanti provati dal conflitto e dalla peste fecero voto di rappresentare la morte e la resurrezione di Cristo. La promessa fu mantenuta per la prima volta in occasione della Pentecoste del 1633. Nella metà del Settecento, l’evento era conosciuto in tutta l’area tedesca e attirava molti visitatori. Quest’anno si celebra la 41ma rappresentazione della Passione: oltre 2000 interpreti partecipano allo spettacolo che combina prosa, musica e canti per una durata di cinque ore, che si svolge in giorni prestabiliti dal 15 maggio al 3 ottobre nel teatro all’aperto. Alla rappresentazione della storia di Gesù di Nazareth dal suo arrivo a Gerusalemme fino alla Resurrezione, partecipa circa la metà degli abitanti di Oberammergau. Lo spettacolo della Passione di Oberammergau si svolgerà quest’anno per un totale di 102 giornate: un evento unico dal punto di vista turistico, culturale e religioso, che ha acquisito fama internazionale. (Info: www.passionsspiele 2010.de) fonte: SIR Europa STEFAN LUNTE INGHILTERRA CRESCE L’ATTESA PER LA VISITA DI BENEDETTO XVI ancano pochi giorni alla visita di Benedetto XVI La prima visita di Stato di un Papa in Scozia e in Inghilterra dopo la Riforma protestante. Quella di Giovanni Paolo II nel 1982 fu, infatti, una visita pastorale. Benedetto XVI sarà ospite della Regina Elisabetta dal 16 al 19 settembre. “Un evento storico” l’ha definita Lord Christopher Patten, incaricato del primo Ministro britannico per la visita papale nel Regno Unito, in una conferenza stampa tenuta insieme all’arcivescovo cattolico, mons. Vincent Nichols. “La nuova coalizione di governo guarda a questa visita come ad un momento speciale per tutti, cristiani, cattolici e non”. Di questo storico viaggio il Sir ha parlato con mons. Andrew Summersgill, coordinatore della visita per conto della Conferenza episcopale inglese. Che visita sarà questa di Benedetto XVI in terra inglese? ”Si tratta di un viaggio nel corso del quale il Pontefice avrà modo di incontrare una società M molto secolarizzata. Tante persone avranno modo di conoscere la fede cristiana per la prima volta. Una convinzione che si è rafforzata anche in questi mesi di lavoro condiviso con i rappresentanti dello Stato inglese, un lavoro impegnativo ma molto interessante”. La prima visita di Stato di un Papa dopo la Riforma… ”Sarà un momento significativo sottolineato dal fatto che il primo appuntamento di Benedetto XVI è proprio con la Regina. Il Papa è ospite dello Stato e non solo della Chiesa Cattolica locale”. Il Papa e la Regina sono in una situazione molto simile perché la Regina è capo di Stato ma è anche governatore supremo della Chiesa di Inghilterra e il Papa è il successore di Pietro ma è anche un capo di Stato. Potranno capirsi a vicenda”. Il fatto che la Gran Bretagna sia considerata una delle società più secolarizzate del mondo occidentale renderà difficile la visita del Papa? ”Per molti credo che sia difficile capire la profondità della Chiesa Cattolica e il ruolo del Santo Padre che è, nello stesso tempo, leader religioso e capo di Stato, una situazione unica nella comunità internazionale. Molti non sanno perché Benedetto XVI, di solito visto come un leader religioso, venga ricevuto come capo di Stato. D’altra parte il secolarismo aiuta la visita del Papa perché vi è molta curiosità nei confronti del Pontefice. Ci si domanda chi è questa persona, perché viene in Inghilterra e cosa dirà. Durante il mio lavoro mi sono reso conto che c’è molta gente che non è religiosa ma che lavora duramente per il buon esito di questa visita”. Se la secolarizzazione diffusa può diventare un terreno fruttuoso per la parola del Papa, come può il Pontefice sfruttare questa possibilità? ”Penso che il Papa, parlando molto chiaramente e direttamente, come sempre, possa raggiungere la società britannica perché questo è proprio il modo tipico in cui comunicano gli inglesi, molto diretto. Credo anche che darà testimonianza della sua fede, di quanto questa sia importante per lui come perso- na e come pastore. Noi inglesi siamo interessati alle convinzioni personali e a che cosa apre al dialogo”. Come vi state preparando spiritualmente alla visita? ”Abbiamo chiesto a tutti di pregare per il successo del viaggio e abbiamo messo a punto una preghiera ad hoc per questa visita che è stata stampata così che i fedeli possano recitarla dopo la Messa o portarla a casa. Abbiamo ricevuto messaggi di posta elettronica di parrocchiani che hanno detto di pregare per la visita e molti di loro faranno novene che termineranno proprio il 15 settembre alla vigilia dell’arrivo del Papa. Il Papa viene in pellegrinaggio qui in Inghilterra ma anche chi va a incontrarlo nelle diverse occasioni è un pellegrino. Sono state preparate un milione di copie del messale per la visita del Papa. Il libretto contiene i testi liturgici e alcuni articoli sulla visita. Le copie saranno sufficienti per ogni casa e anche per chi parteciperà agli eventi come la messa di Bellahouston, a Glasgow, la veglia di Hyde Park e la beatificazione di John Henry Newman”. Come vedono gli anglicani la visita del Papa? ”L’arcivescovo di Canterbury e i suoi predecessori sono stati molte volte in Vaticano, Giovanni Paolo II aveva incontrato l’allora arcivescovo Robert Runcie nella cattedrale di Canterbury ma è la prima volta che il Papa va, si può dire, a casa dell’arcivescovo a Lambeth palace, ricambiando quindi così le visite che ha ricevuto. È un momento importante di dialogo il fatto che sia il Papa ad andare in casa anglicana questa volta. Gli anglicani con i quali ho lavorato in questi mesi a Lambeth Palace e Westminster Abbey vedono il Papa come un fratello e un padre spirituale”. Mentre come accoglieranno il Papa i media inglesi? ”Penso che ci sarà una certa varietà nella copertura. La televisione sta lavorando duramente per mandare in onda tutta la visita mentre per i giornali lo spazio che daranno al Papa e il modo in cui lo tratteranno sarà diverso. Credo che sarà fondamentale la prima giornata e l’impressione che i giornalisti avranno. Se sarà buona allora anche la copertura sarà buona”. CHIESA P A G I N A 7 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 SABATO 4 SETTEMBRE I RELIGIOSI A NUOVA OLONIO AGENDA del VESCOVO GIOVEDÌ 9 A Como, al mattino, Consiglio episcopale. VENERDÌ 10 A Como, restituzione della visita pastorale da parte dei giovani della zona Valtellina Superiore; a Como, in Vescovado, nel pomeriggio, momento di preghiera con gli ordinandi diaconi. SABATO 11 A Como, in Cattedrale, alle ore 10.00, ordinazioni diaconali; a Como, alle ore 21.00, fiaccolata dal Santuario del Sacro Cuore (Opera don Guanella) al Santuario Madonna del Prodigio in Garzola. DOMENICA 12 A Bormio, restituzione della visita pastorale da parte della zona Valtellina Superiore. LUNEDÌ 13 A Como, mattino e pomeriggio, udienze e colloqui personali. MERCOLEDÌ 15 A Como, al mattino, in Vescovado incontro con i sacerdoti ordinati nell’anno 1973; a Como, presso la cappella dell’Ospedale Valduce, alle ore 15.30, prima professione religiosa ed anniversari (25°, 50° e 60° di professione). Amare Cristo e spendersi nella missione per amore suo A mare Cristo e spendersi nella missione per amor suo…Santi nella vita di speciale consacrazione…; titoli così impegnativi sono risuonati, anche gioiosi nella Assemblea Sinodale della Vita Consacrata diocesana, tenutasi a Nuova Olonio, nella Casa don Guanella, sabato 4 settembre, con la variegata presenza di Religiosi, Religiose, membri di Istituti Secolari e dell’Ordo Virginum, più due Eremiti dislocati, in solitudine in Valtellina. E in comunione di preghiera, presenti in spirito certamente pure le Claustrali delle due Comunità che sono in diocesile Benedettine e le Visitandine - “fonte di grazia e certezza di sicura fede” così presentate nella introduzione dell’incontro tanto importante, dal Vicario Episcopale monsignor Attilio Mazzola. Che, come inizio, pur nelle diversità dei carismi, ha invitato “tutti e tutte a riconoscersi nell’unica sequela di Cristo” e a “leggersi insieme nella pastorale della santità”. Perché è proprio questa che , in questo scorcio di tempo, continua a condurre l’interessante itinerario della Vita Consacrata comense, in tutte le sue sfaccettature. E il Vescovo monsignor Diego Coletti, che era accompagnato da Vicario Generale e Vicari Episcopali, ha valorizzato l’incontro con una robusta “lectio divina, ispirata all’epistola paolina per i Filippesi, facendo un significativo uso personale delle più belle espressioni di san Paolo, per esternare sinceramente il suo interesse alla iniziativa in corso. Quel suo pressante invito a “leggere e rileg- GIOVEDÌ 16 Visita pastorale alla zona Lario: Torno e Bellagio. DALLA Curia NOMINE E PROVVEDIMENTI • don Rodolfo Olgiati, amministratore parrocchiale di Pognana. tutto ha lucidato l’idea di missione, guardando all’esempio di Gesù, chiamando in causa anche san Paolo, ma ricordando che il regno di Dio è sempre questione di mezzi poveri”. Anche la “prospettiva del carisma”, l’ha ridimensionata, invitando a non mettere il fondatore al posto di Cristo. Provocatorie, poi, alcune sue proposte “nel quotidiano concreto” riguardo il problema di scelte nuove, “nell’invenzione di una pastorale moderna”. È stato durante i lavori di gruppo che le difficoltà, le speranze, le originalità dei presenti si sono rivelate in tutta sincerità. Quale testimonianza nella società d’oggi, come valorizzare le risorse attuali, in che modo il carisma d’Istituto si realizza dentro il cammino di sinodalità; dove rivedere, correggere il rapporto persona-comunità nel portare avanti la missione specifica… interrogativi sinceri con CIA MARAZZI COMO L’11 E IL 12 SETTEMBRE A Como, al mattino, consiglio episcopale; nel pomeriggio, a Bergamo, consulta regionale su sette e nuove religioni. DA VENERDÌ 17 A DOMENICA 19 gere la parola di Dio… far conoscere Gesù… rinnovare la passione per il Padre e per gli altri verso il Padre..” l’ha consegnato non tanto come inevitabile dovere di una brava vita consacrata, ma come spinta di crescita spirituale, vocazionale. E rievocando la nota passione per la corsa nell’esperienza di Paolo, ai presenti ha consigliato di controllarne in tempo la direzione, per non sbagliare strada… Oceanica, invece, sia per la profondità che per l’ampiezza, la”lectio magistralis” del teologo dehoniano padre Luigi Guccini. Dopo un flash di lettura delle risposte avute dalle Comunità diocesane, a suo tempo interpellate sull’argomento, in termini semplici e concreti, sempre sull’onda della pastorale della santità, padre Guccini ha tracciato un profilo dei “Consacrati per il Vangelo, a servizio della fede oggi”: “Prima di risposte altrettanto sincere. Anche il confronto con padre Guccini, in sede di riunione comunitaria, è stato ferrato; nel sottofondo delle sue repliche si è evidenziata la sua competenza, la sua passione religiosa, specialmente quando ha insistito su una buona revisione del concetto di spiritualità, di missione, di consacrazione, anche di un irrinunciabile rapporto con i laici. Il rilancio delle risonanze l’ha però fatto il Vescovo con le sue sintetiche raccomandazioni, a mò di “compiti da portare a casa”. Infatti ha così suggerito: per una vera rifioritura vocazionale coltivare profondamente il cristocentrismo; sullo sfondo della radicalità evangelica però non mortificare il carisma; sul modello della Trinità vivere intensamente la vita fraterna; inventare con coraggio e fantasia nuovi stili di vita, di missione, in autenticità evangelica. In fondo, anche le comunicazioni-avvisi in conclusione hanno avuto questo sapore; l’annuncio della apertura di una nuova missione diocesana in Perù; l’inizio di un possibile, “seminario minore” in Alta Valtellina; un cordiale pensiero di gratitudine per monsignor Gaetano Gatti che tanto ha dato alla realtà della Vita Consacrata diocesana e a suor Petronilla che dall’Usmi comense, in obbedienza è stata trasferita dal suo Istituto in Palestina per altro servizio. E a tutti una consegna del Vescovo: cancellare la stanca parola “ormai” dal linguaggio corrente. Anche questo può essere un passo avanti per la Vita Consacrata diocesana. La tua luce sulla città S abato 11 settembre alle ore 21.00, con partenza dal santuario guanelliano del Sacro Cuore, si svolgerà la fiaccolata, presieduta dal Vescovo Diego, che porterà, in preghiera, fino al santuario della Madonna del Prodigio in Garzola, dove sarà celebrata la Santa Messa. Domenica 12 settembre, alle ore 10.15, ci sarà la celebrazione eucaristica; nel pomeriggio, alle ore 15.00, la recita del Santo Rosario e la benedizione eucaristica, in particolare per gli anziani e i malati. Ecco cosa scrive monsignor Coletti: «I prossimi 11 e 12 settembre torna un appuntamen- APOSTOLATO DELLA PREGHIERA INTENZIONE GENERALE Perché nelle regioni meno sviluppate del mondo l’annuncio della Parola di Dio rinnovi il cuore delle persone, incoraggiandole ad essere protagoniste di un autentico progresso sociale. INTENZIONE MISSIONARIA Perché aprendo il cuore all’amore, si ponga fine alle tante guerre e ai conflitti che ancora insanguinano il mondo. INTENZIONE DEI VESCOVI Perché la comunità cristiana sostenga gli infermi, aiutandoli a comprendere, celebrare e vivere il mistero dell’Eucaristia come fonte di salute, conforto e vita. to che mi auguro possa diventare una tradizione condivisa e significativa per i fedeli della città e della diocesi di Como. La sera di sabato 11 saliremo in preghiera dal Santuario del Sacro Cuore – dove riposano le spoglie terrene del beato Luigi Guanella, ormai prossimo alla santificazione – al Santuario di Garzola... Il giorno dopo, domenica 12, ci saranno altri momenti di preghiera e riflessione, con la celebrazione eucaristica, la recita del rosario, e la benedizione di anziani e malati. Il programma illustra con precisione la ricchezza di que- ste due giornate. Sarebbe bello che la partecipazione, anche solo ad alcuni degli appuntamenti proposti, fosse ampia e numerosa. Tutti dovrebbero sentirsi invitati, chiamati a vivere tali particolari e forti occasioni di preghiera». CHIESA P A G I N A 8 CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 DAL 18 AL 20 SETTEMBRE LA VISITA ALLA DIOCESI DI COMO DEL PATRIARCA LATINO DI GERUSALEMME MONS. TWAL A COMO E SONDRIO D opo l’incontro con i seminaristi e i Superiori del Seminario di Beit Jala del mese di luglio, la nostra Diocesi si prepara ad accogliere il Patriarca Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine monsignor Fouad Twal. La sua presenza in Italia, a pochi giorni dall’apertura del Sinodo delle Chiese Orientali, offre l’opportunità di una visita di grande valore spirituale e civile. È l’incontro con il Vescovo della Chiesa Madre di Gerusalemme e con tutte le sue responsabilità ma anche con le contraddizioni a cui ogni giorno deve far fronte. Alla vigilia del Sinodo voluto dal Papa, sarà occasione di riflessione e di preghiera! Un invito a tutti per una partecipazione corale in uno dei momenti indicati nel programma, in modo particolare sarà significativo invitare tutti coloro che si sono recati pellegrini in Terra Santa per rivivere l’intensità di quella esperienza. L’annuncio della visita del patriarca di Gerusalemme, fu dato lo scorso luglio da monsignor Coletti durante la Messa di saluto a chiusura dell’esperienza comasca dei seminaristi di Beit-Jala. «La vostra è una testimonianza di fede vera e grande nonostante le sofferenze quotidiane», disse in Vescovo Diego nell’omelia. Un legame di amicizia che si rinsalda sempre di più e che vide l’incontro fra il nostro vescovo e il patriarca Twal nel settembre 2009 in Terra Santa. Nelle ultime settimane, sul fronte della pace nella martoriata terra di Israele, stanno giungendo notizie positive, che possono far ben sperare sulla risoluzione del conflitto in quell’area. In agosto, monsignor Twal, a Budapest, nel corso dell’omelia per la solennità di santo Stefano di Ungheria, ha tracciato un quadro riassuntivo sulla situazione dei cristiani in Terra Santa. Vi proponiamo una sintesi qui di seguito, che può aiutare a comprendere meglio le circostante particolari in cui è costretta a vivere e operare la Chiesa madre di Gerusalemme. «In Terra Santa - ha detto Sua Beatitudine monsignor Fouad Twal possiamo vantare la presenza di una famiglia tutta particolare, la Santa Famiglia di Nazareth. Per noi cristiani, è una forte esperienza quella di essere lì, dove Gesù è nato e cresciuto come uomo, dove ha vissuto ed insegnato, dove è stato crocifisso e sepolto e dove è risorto dai morti. La Chiesa di Terra Santa, proprio per questo, è la Chiesa Madre, composta ancora dai discendenti della primissima comunità fondata da Gesù Cristo stesso. È la memoria collettiva vivente di Gesù, di Maria, degli Apostoli e della prima Chiesa. È un tesoro prezioso per tutta la Chiesa universale. È una Chiesa locale che custodisce la fede e i Luoghi Santi e li presenta ai pellegrini di tutti i paesi e di tutti i tempi. È una Chiesa che vive un’esperienza unica nella storia e si deve aprire una strada di vita assolutamente nuova: una minoranza cristiana che vive, condividendo l’appartenenza al mondo arabo, con la più numerosa minoranza di musulmani, in uno Stato d’Israele costituito in gran maggioranza da Ebrei. Il nostro cuore però è allo stesso tempo addolorato perché, proprio in questo paese di Gesù, è attualmente in corso un moderno conflitto geo-politico in cui siamo tutti coinvolti: l’interminabile conflitto Palestina-Israele. Dopo 2010 anni di cristianesimo e a 62 anni dalla fondazione dello Stato di Israele, la situazione rimane molto difficile, soprattutto per le persone della Terra Santa, appartenenti a due popoli e a tre religioni, che continuano a soffrire. Pensia- mo alle ingiustizie di cui sono vittima soprattutto gli arabi palestinesi: umiliazioni quotidiane, limitazioni di libertà di spostamento, di movimento, di possibilità di studio, di lavoro, di viaggio, di cure mediche; pensiamo al muro di separazione, lungo più di 700 km e alto circa 8 m, che di fatto isola la popolazione locale. I cristiani palestinesi non hanno nemmeno accesso ai Luoghi Santi, visto che è molto difficile ottenere i permessi per motivi di sicurezza. Noi cristiani di Terra Santa siamo circa il 2% della popolazione complessiva, quasi tutti arabi palestinesi e giordani, più una percentuale molto ridotta di stranieri, nonché alcune centinaia di cristiani cattolici di lingua ebraica, cioè di ebrei convertiti. A Gerusalemme, nonostante il numero esiguo dei cristiani, c’è una ricchezza molto grande di riti e di liturgia, sono presenti più di cento congregazioni religiose, impegnate nel settore educativo, sociale oppure contemplativo. Un fenomeno degli ultimi anni è poi una presenza massiccia, in Terra Santa, di immigrati cristiani da altri popoli, per la maggior parte operai, impiegati, badanti, che a volte diventano più numerosi dei cristiani locali, vivendo in una situazione molto precaria, senza alcuna protezione legale. Venite per favore in Terra Santa per testimoniare la nostra comunione ecclesiale e pregare insieme per più giustizia e più pace per tutti i popoli. In Terra Santa stiamo sperimentando, a volte, un venir meno della speranza. Un’intera generazione di Israeliani e Palestinesi è cresciuta testimoniando e sperimentando violenza, occupazione, separazione, e odio. È diventato sempre più difficile immaginare un futuro di convivenza, più facile è incolpare gli altri, più difficile è perdonare. Eppure sappiamo che l’unica soluzione al conflitto è quella che riconosce la dignità intrinseca di tutte le persone che vivono in questa terra, israeliani e palestinesi, cristiani, ebrei e musulmani. Ogni uomo è infatti creato a immagine di Dio, ed in quanto tale, è investito di dignità assoluta. La Chiesa Madre di Gerusalemme sta vivendo una prova faticosa, quando il nostro futuro si profila quasi senza discendenza. Molti cristiani, di solito i più giovani e i più preparati, a causa della difficile situazione, lasciano il paese, emigrano altrove, in ricerca di un avvenire più sicuro e più umano. Si tratta di un fenomeno molto preoccupante, che indebolisce la nostra comunità cristiana, già piccola. Siamo consapevoli di essere “la Chiesa del Calvario”, del rifiuto, del “piccolo gregge”, ma nello stesso tempo anche la Chiesa della Risurrezione, dell’incontro, della possibile comunione. È questa la nostra vocazione e la nostra speranza. Il nostro avvenire è nelle mani di Dio. Per questo non temiamo, nonostante le prove: perché la nostra speranza non è fondata su certezze umane, ma sulla Parola di Dio. E il Signore ce lo ha promesso: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20)». CHIESA P A G I N A 9 CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 IL 31 AGOSTO IN SEMINARIO CON IL VESCOVO IN CAMMINO, INSIEME... I preti della Diocesi riuniti con il Vescovo per una giornata di spiritualità. Adeguato il luogo, là dove è il cuore pulsante della formazione sacerdotale: il Seminario. Propizio anche il giorno: la festa del Santo Patrono, momento altamente simbolico e in più anche felicemente sgombro da quegli impegni pastorali che talvolta ostacolano una partecipazione numerosa alle convocazioni presbiterali. Così, per il secondo anno consecutivo si è rivelata felice intuizione quella di riunire tutto il presbiterio diocesano dopo la pausa estiva: le 250 cartellette predisposte per i partecipanti non sono state sufficienti! Questa volta si è voluto dare all’incontro del 31 agosto un carattere prettamente spirituale. Per le cose pastorali e organizzative – si è detto – ci sarà tempo in seguito, in altri appuntamenti (per esempio gli incontri di inizio ottobre). Foto William Ecco allora la proposta di una riflessione alta sulla vita spirituale dei preti – grazie a don Ennio Apeciti –, la prima di una serie che ci accompagnerà durante l’intero anno pastorale (cfr. vedi il box riepilogativo del programma di formazione del clero). E poi, nel pomeriggio, prima di scendere insieme in Cattedrale per il pontificale del Santo Patrono, una serie di notizie e comunicazioni attinenti al cammino presbiterale per l’anno pastorale a venire. Don Ennio Apeciti, sacerdote della Diocesi di Milano esperto di spiri- PROGRAMMA DI FORMAZIONE DEL CLERO ANNO PASTORALE 2010-2011 INCONTRO SPIRITUALE DI INIZIO ANNO PROGRAMMAZIONE ANNUALE Martedì 31 agosto – Seminario Lettura del testo di T. Radcliffe Venite a me, voi che siete oppressi commentato da don Ennio Apeciti A livello vicariale i contenuti di questo incontro saranno ripresi in tre incontri di spiritualità sacerdotale (23 novembre, 22 febbraio, 17 maggio), animati dai Vicari Foranei, sulla base di alcune schede di approfondimento predisposte da don Ennio. FORMAZIONE TEOLOGICO-PASTORALE Martedì 5 ottobre – Nuova Olonio (ore 10.00-16.00) Monsignor Diego Coletti Lettura del Documento CEI sul decennio 2010-2010 Programmazione pastorale dell’anno 2010-2011 (fino a Cristo Re) Restituzione dell’Assemblea Diocesana del 25 settembre 2010 Martedì 11 gennaio – Seminario (ore 10.00-16.00) Martedì 25 gennaio – Colda (ore 10.00-16.00) Prof. Chiara Giaccardi Educazione e comunicazione mass-mediale Martedì 8 marzo – Seminario (ore 10.00-16.00) Martedì 22 marzo – Colda (ore 10.00-16.00) Monsignor Franco Giulio Brambilla Educazione, famiglia, scuola e territorio RITIRI SPIRITUALI Martedì 14 dicembre – Capiago/Piona/Colda (ore 10.00-16.00) Meditazioni di monsignor Andrea Caelli e don Marco Cairoli Martedì 5 aprile – Capiago/Piona/Colda (ore 10.00-16.00) Meditazioni di monsignor Andrea Caelli e don Marco Cairoli INCONTRI DEL PRESBITERIO VICARIALE • Sono previsti sei incontri di programmazione pastorale (19 ottobre, 9 novembre, 11 o 25 gennaio, 8 febbraio, 8 o 22 marzo, 3 maggio) animati dai Vicari Foranei, sulla base di alcune schede di approfondimento predisposte dagli Uffici Pastorali e articolate sui temi dei gruppi di lavoro dell’Assemblea Diocesana del 25 settembre (1. iniziazione cristiana; 2. catecumenato; 3. pastorale giovanile; 4. preparazione al matrimonio; 5. scuole di formazione; 6. formazione socio-politica). • Tre incontri di spiritualità sacerdotale (23 novembre, 22 febbraio, 17 maggio): animati dai Vicari Foranei, sulla base di alcune schede di approfondimento predisposte da don Ennio Apeciti. tualità, ha dato il “la” alla riflessione, introdotta dal Vescovo con una meditazione sul capitolo sesto degli Atti degli Apostoli. Don Ennio ha preso spunto dal testo – a suo tempo fatto pervenire ai sacerdoti – del ritiro predicato dal domenicano Timothy Radcliffe al clero della Diocesi di Dublino (dicembre 2009), per poi prodursi in una ricca e articolata lectio della pericope del “giovane ricco” (Mc 10 e parall.) in rapporto alla vita sacerdotale. Certosino nelle annotazioni, profondo nell’interpretazione del testo, puntuale e ficcante nelle applicazioni al contesto presbiterale, l’ora abbondante della meditazione di don Ennio è scorsa via su un uditorio attento e partecipe, che del relatore ha saputo apprezzare anche la trasparente bonomia, condita sovente con qualche caustica battuta. La ricchezza della relazione di don Ennio potrà essere opportunamente ripresa, e completata, in altri appuntamenti di tipo spirituale previsti a livello di vicariato (anche per questo cfr. il box di cui sopra). Inoltre don Apeciti sarà il predicatore degli Esercizi spirituali del clero che si terranno a Pellio Intelvi dal prossimo 21 novembre. I punti che hanno maggiormente colpito gli uditori? Il primato dell’amore di Dio; l’apostolato della bontà; la frequentazione assidua dell’amicizia con Cristo (percorri spesso il sentiero di casa dell’amico, perché l’erba non ne cancelli il tracciato); la necessità di una misura alta di santità (per il prete, meno della santità c’è la mediocrità, giammai la normalità); la ricerca, nella sequela, di un ulteriore inteso non come ciò-che-manca, ma come ciò-che-è-oltre, come ciò che segna il passaggio dal molto al tutto, dall’osservanza delle cose all’unificazione della vita; il non equivocare l’umanità del prete – che giustamente lo avvicina ad ogni altro fratello e sorella – con lo scadimento nella mediocrità e nella sciatteria; la riscoperta della povertà GLI APPUNTAMENTI PER IL PROSSIMO ANNO Il pomeriggio della Giornata di spiritualità per il clero diocesano è stato riservato ad alcune importanti comunicazioni riguardanti la vita del presbiterio. Ne diamo conto in maniera sintetica. • L’inizio ufficiale dell’anno pastorale 2010-2011 è fissato alla prima domenica di Avvento. Le indicazioni pastorali, sortite dall’Assemblea diocesana del 25 settembre, verranno rese note il prossimo 8 ottobre, in occasione della convocazione delle “comunità apostoliche” (preti, religiosi, operatori pastorali laici) in differenti punti della Diocesi. • È stato illustrato il programma di formazione del clero per l’anno pastorale 2010-2011, articolato in incontri diocesani di formazione, due ritiri spirituali nei tempi forti di Avvento e Quaresima, convocazioni del presbiterio di Vicariato (cfr. il box in margine a questa pagina). La scelta del Vicariato come unità territoriale di base sulla quale imperniare il cammino di formazione spirituale e pastorale del clero rappresenta una primo passo concreto verso quella ridefinizio-ne dell’organizzazione territoriale della Diocesi, sulla quale da tempo è avviata una riflessione nell’Assemblea dei Vicari Foranei. Il nuovo assetto territoriale, infatti, dovrebbe prevedere l’individuazione di Vicariati più piccoli (rispetto agli attuali) e di Zone pastorali più grandi (rispetto alle attuali), affidando agli uni i compiti formativi e organizzativi dei preti e alle altre gli analoghi compiti per i laici. Naturalmente si tratta di un progetto molto complesso, sul quale il Vescovo intende procedere con molta gradualità e cautela, sfruttando in primo luogo l’occasione rappresentata dalla Visita Pastorale in corso. • Due importanti appuntamenti segneranno l’anno pastorale 2010-2011: la canonizzazione del Beato Luigi Guanella e la ricorrenza del IV° centenario della nascita del papa Innocenzo XI Odescalchi. Il programma dei due eventi sarà reso noto in seguito. • Si terranno il prossimo 21 settembre, nei diversi vicariati, i collegi elettivi per designare i nuovi membri del rinnovato Consiglio Presbiterale. • In vista dell’ormai prossima operazione di rinnovo grafico, si richiede ai parrocI e ai membri dei Consigli Pastorali parrocchiali un rinnovato sforzo di promozione e diffusione del Settimanale della Diocesi di Como. • È stata avviata nella zona Valtellina Superiore l’esperienza del Seminario minore aperto. Una piccola comunità di ragazzi delle scuole superiori che si ritrovano per una settimana al mese presso una casa delle Suore di Maria Bambina, sotto la guida di un sacerdote e di una coppia responsabile. • È attivo presso l’Ufficio amministrativo della Curia il neonato Ufficio tecnico che, raccogliendo al suo interno un’equipe di laici esperti del settore, sotto la guida dell’Economo don Marco Mangiacasale si pone al servizio delle parrocchie per tutte le questioni. • Una serie di comunicazioni ha riguardato le scelte e le situazioni particolari di alcuni con-fratelli: l’invio dei sacerdoti fidei donum nelle missioni diocesane in Camerun (don Alessandro Alberti) e in quella di prossima apertura in Perù (don Savio Castelli e don Umberto Gosparini); l’invio a Roma per il completamento degli studi di don Andrea Stabellini, don Marco Nogara e don Enzo Ravelli; l’avvio ormai prossimo di una forte esperienza di spiritualità monastica e pastorale da parte di don Sergio Tettamanti; la scelta, concordata con il Vescovo, di un tempo di riflessione e di rinnovamento spirituale da parte di alcuni sacerdoti. • Il Vescovo ha anche ragguagliato l’assemblea in merito alla Visita pastorale, alla Lettera alla città in occasione della solennità di Sant’Abbondio, al furto sacrilego compiuto nella chiesa di Casanova Lanza. come temperanza nell’uso delle cose, condita di distacco e di dono; la differenza fra “stipendio” e “sostentamento”… e molto, molto altro ancora. Per finire, poi, con la “chicca” spirituale di san Vincenzo dè Paoli (lasciami fare adagio, perché ho fretta), che ha dato il titolo alla meditazione. Don Apeciti ha poi concluso con le parole di Agostino: si iste et ille, cur non ego?...Se loro ci sono riusciti, perché non possiamo riuscirci noi?. mons. ANGELO RIVA P A G I N A 10 A cqua: nelle tue mani il dono di Dio per tutti: è il titolo scelto per la quinta “Giornata per la salvaguardia del creato” dello scorso primo settembre. Sei vescovi, fra cui monsignor Diego Coletti, e un centinaio di fedeli (fra loro una piccola delegazione della diocesi di Como) si sono ritrovati al parco geologico Bletterbach di Redagno/Aldino per poi proseguire lungo il Sentiero del Creato di Monte San Pietro per arrivare al Santuario di Pietralba (sette stazioni, come sette sono i giorni della Creazione). Bletterbach era il punto di partenza per questa iniziativa ecumenica. Si tratta di un bellissimo canyon, nel cuore dell’Alto Adige, dove è possibile ammirare le diverse stratificazioni di pietre: porfido, arenaria della Val Gardena (materiale utilizzato per la costruzione del duomo di Bolzano), Werfen, Dolomia… La forra del Bletterbach è un vero e proprio libro aperto nel quale leggere la vita sulla terra nel corso di milioni di anni. A partire dall’era glaciale, in 15mila anni, il fiume ha scavato una gola profonda 400 metri e lunga otto chilometri. Uno spettacolo imponente, riconosciuto dal 2009 come patrimonio Unesco, che fa riflettere sul dono della natura consegnato nelle nostre mani. Il vescovo di Bolzano-Bressanone Karl Golser, monsignor Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia e presidente della Commissione episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, hanno evidenziato il significato della Giornata per la salvaguardia del creato, indicando che occorre salvaguardare il Creato per promuovere la pace. «È necessario riflettere sul tema dell’acqua quale bene prezioso che spesso diviene causa di dispute economiche, quando non di guerre vere e proprie», così il vescovo Golser. Anche gli altri vescovi, monsignor CHIESA CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 A PIETRALBA IL 1° SETTEMBRE ACQUA, DONO DI DIO PER TUTTI Luigi Bressan di Trento, monsignor Diego Coletti di Como, monsignor Giuseppe Andrich di Belluno-Feltre e monsignor Francis Xavier Vira Arpondratana da Chian Mai, in Thailandia, e diversi rappresentanti delle confessioni cristiane hanno illustrato i vari aspetti riguardanti la Giornata per la salvaguardia del creato. «Siamo soliti pensare ai conflitti per l’acqua come avvenimenti lontani dalle nostre latitudini – ha osservato Massimiliano De Franceschi, ricercatore presso l’Università di Trento e seminarista – ma d’estate, anche da noi, si consumano “lotte” interne a difesa degli interessi turistici piuttosto che agricoli. L’acqua è un bene primario, fonte di vita e di sussistenza sotto molti punti di vista. Il problema sta nel consumo e nell’abuso. Quotidianamente, nelle nostre zone, una persona può arrivare a utilizzare 150-200 litri di acqua al giorno: 75 litri è la quantità minima, per rispondere alle esigenze prima- rie… La questione si pone sui “costi” indiretti. Per produrre un litro di latte servono 1000 litri di acqua. Anche per i microchips di computer e telefonini, 32 grammi di tecnologia, servono 32 litri di acqua. Lo sforzo su cui concentrarsi è la lotta alla dispersione e un uso migliore del patrimonio acqua». Al Santuario di Pietralba i vescovi e i rappresentanti delle confessioni cristiane hanno letto un messaggio, in cui, tra l’altro, è stato evidenziato il significato e il valore dell’acqua come bene universale per l’umanità e l’impegno per questo bene comune. Si sono soffermati inoltre sulle diverse iniziative promosse dalla rete interdiocesana per i “Nuovi stili di vita”. «Il primo passo è concepire come imperativo morale nuovi stili di vita – si legge nel messaggio – cambi di abitudini, ristrutturazioni che riducano le necessità di energia o la ottengano da fonti rinnovabili non inquinanti. Inoltre i cristiani contribuiscano perché ciò divenga cultura quotidiana condivisa e venga applicata una politica anche localmente contraria a sprechi e favorevole a uno sviluppo sostenibile che guardi al futuro anche di chi verrà dopo di noi». In particolare, monsignor Coletti, al quale è stato affidato il commento della terza tappa del cammino che ha portato al santuario di Pietralba, ha messo in evidenza come «l’acqua sia l’elemento fondamentale in cui siamo formati in quanto uomini e in quanto cristiani. Nasciamo nell’acqua e rinasciamo nell’acqua del Battesimo. In questa splendida giornata di sole ci è facile ringraziare per la bellezza del Creato e pensare alla sua salvaguardia. Dobbiamo pensare, però, che spesso, dietro alle catastrofi e ai furiosi cambiamenti climatici c’è l’intervento umano… Ciascuno deve assumersi la propria parte di responsabilità. Ci è chiesto di governare il Creato, senza spadroneggiare… Siamo anche noi creature nelle mani di Dio: non ci viene chiesto di consumare, ma di condividere». Un’osservazione che ci sembra ben sintetizzata nell’espressione che il vescovo thailandese monsignor Vira Arpondratana ci spiega con grande semplicità. «Nella nostra lingua la parola “natura”, “creato”, nasce dall’incontro fra due parole: tammah, cha… Che significano: “fonte della vita è la Parola di Dio”». E.L. PELLEGRINAGGIO LUNGO IL DANUBIO I Vescovi europei per il Creato I l 1 settembre, circa 50 delegati delle Conferenze Episcopali Europee provenienti da oltre 15 paesi sono partiti dalla Basilica di Esztergom, in Ungheria, per un pellegrinaggio di speranza per tutto il creato avente come destinazione il Santuario di Mariazell in Austria, passando per la Slovacchia, dove siamo stati accolti dall’Arcivescovo di Bratislava, Mons. Stanislav Zvolenský. L’iniziativa è stata ispirata dal Messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2010, dal titolo: Se vuoi coltivare la pace, proteggi il creato. L’idea di un pellegrinaggio è stata scelta come azione che simboleggia il cammino di riflessione, formazione e conversione, che sono necessarie se l’umanità vuole affrontare le dimensioni della sfida ambientale. Un pellegrinaggio è tanto un’espressione di fede quanto un impegno per il cambiamento. È stata dedicata una particolare attenzione al tema dell’acqua, un elemento della creazione che è ricco di significati biblici e sacramentali. Anche Papa Benedetto XVI ha espresso preoccupazione sul tema dell’acqua: “L’accaparramento delle risorse, specialmente dell’acqua, può provocare gravi conflitti tra le popolazioni coinvolte. Un pacifico accordo sull’uso delle risorse può salvaguardare la natura e, contemporaneamente, il benessere delle società interessate.” (CV n. 51). I delegati hanno dedicato una particolare attenzione all’iniziativa ecumenica congiunta del Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile (Conic), soste- nuta da alcune Conferenze Episcopali cattoliche in Europa, intitolata Dichiarazione Ecumenica sull’Acqua come Diritto Umano e Bene Pubblico. L’acqua è anche un elemento propulsore condiviso e fondamentale di fede e sta diventando una risorsa scarsa per molti esseri umani. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata al problema dell’energia e al bisogno di risparmiarla, dove possibile. È stata sottolineata l’importanza dell’uso delle fonti rinnovabili di energia, quali l’energia eolica, l’energia solare, i bio-combustibili, la biomassa, le piccole installazioni idroelettriche (smallhydro), le tecnologie che sfruttano le onde marine e altri combustibile non di origine fossile. Si è concordato che è necessario affrontare il problema dei rifiuti attraverso la prevenzione, il riciclo, e incoraggiando lo sviluppo di tecnologie efficienti. Si è tuttavia sottolineato il bisogno di una valutazione completa e rigorosa dell’impatto ambientale netto di tutte le dimensioni di tali tecnologie. Una tematica fondamentale è la conversione della mente e del cuore tramite un’educazione che porti al cambiamento nei modelli di comportamento umano consolidati. Nella speranza di ispirare un rinnovato impegno rispetto alle dimensioni spirituali e morali della questione ecologica, i delegati hanno attirato l’attenzione sul ricco patrimonio di valori che nasce dalla tradizione biblica, patristica e teologica radicata nella ragione umana e che viene proposta all’umanità attraverso la dottrina sociale della Chiesa. Questi principi includono: • L’impegno nei confronti del bene comune di tutti, riconoscendo che il bene di ciascuno di noi dipende dal benessere di tutti. • Il rispetto per la destinazione universale dei beni della terra, respingendo tutti i tentativi di dominare ingiustamente, consumare eccessivamente, limitare o commercializzare quei beni donati da Dio dai quali ciascuna persona dipende per la propria esistenza. • La sussidiarietà, notando che le azioni intraprese a livello locale coinvolgendo le famiglie, le parrocchie e le scuole sono essenziali per il futuro dell’ambiente globale. • La solidarietà, inclusa la disponibilità a sacrificare i guadagni personali e a breve termine a beneficio degli altri, in particolare i poveri e gli indifesi. • La giustizia distributiva, assicurandosi che coloro che inquinano meno, come ad esempio i poveri e gli indifesi, non siano i più colpiti dalle conseguenze della crisi ambientale. • La giustizia intergenerazionale, agendo ora con prudenza e precauzione nell’interesse dell’esistenza stessa delle generazioni future. • Il libro della natura è uno e indivisibile. Il rispetto dell’ecologia della persona umana è integralmente connesso al rispetto del creato. «Rivolgiamo un appello ai giovani, alle famiglie, alle comunità parrocchiali, ai monasteri, alle scuole, ai seminari e alle università - si legge nell’appello finale delle Chiese europee - affinché rinnovino il loro impegno nei con- fronti della vocazione di avere cura della nostra dimora terrena incoraggiando la diffusione, lo studio e l’attuazione di questi principi che offrono un’indicazione chiara e persuasiva di speranza per l’umanità. In particolare, rivolgiamo un appello per dare vita a preghiere e azioni comuni con altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane, come il servizio di preghiera ecumenico che si è tenuto a St. Pölten come parte integrante di questo di pellegrinaggio. In particolare, incoraggiamo le chiese locali a impegnarsi nell’iniziativa del “Creation Time” (tempo per il creato) sostenuta dalla III Assemblea Ecumenica Europea che si è tenuta a Sibiu (Romania) nel 2007, che ha raccomandato che il periodo fra il 1 settembre e il 4 ottobre – festa di S. Francesco d’Assisi – venga dedicato a preghiere e iniziative speciali su questo tema, come già stanno facendo alcune Chiese e Conferenze Episcopali. Incoraggiamo inoltre un dialogo più ampio all’interno della comunità politica, del quale abbiamo sperimentato il reciproco beneficio nel corso di questo pellegrinaggio. In questo pellegrinaggio di speranza per tutto il creato, siamo consapevoli che in qualche modo abbiamo rievocato il viaggio santo di speranza e gioia intrapreso da Maria quando ha attraversato fiumi e montagne per andare a proclamare l’alba di una nuova creazione alla cugina Elisabetta. Siamo consapevoli che in quel viaggio Maria è diventata l’immagine della Chiesa futura, la Chiesa pellegrina che porta la speranza del mondo nel proprio grembo attraverso le montagne della storia umana. Mentre concludiamo oggi il nostro pellegrinaggio, a imitazione di Maria e sotto la guida illuminata del Cardinale Christoph Schönborn, portiamo nel bel Santuario alpino di Mariazell la nostra speranza di una nuova comprensione delle “grandi cose” che il Signore ha fatto per noi nel dono del creato e del bisogno di dire un nuovo “sì” a quella che è stata la nostra prima vocazione. Proprio come abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio ecologico nel cuore dell’Europa, nella bellissima Basilica dell’Assunzione di Esztergom e lo abbiamo concluso nel Santuario della Natività di Maria di Mariazell, così proseguiamo il nostro pellegrinaggio terreno portando la speranza escatologica della Chiesa, secondo cui dove lei è andata tutto il creato la seguirà». CHIESA CHIESAMONDO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 N ell’ultimo anno sulla spinta dell’enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI, il tema della salvaguardia del creato è entrato sempre più nel dibattito pastorale delle nostre diocesi. Ci sono però Paesi e Chiese dove già da anni il tema della salvaguardia del creato è un punto centrale della pastorale quotidiana, perché al rapporto tra uomo e natura è legata la sopravvivenza stessa di intere popolazioni. E’ il caso del Guatemala dove svolge il suo servizio fra Simone Della Monica, missionario comboniano, orginario della nostra diocesi. Ecco come racconta l’esperienza del Vicariato Apostolico del Peten, nella sua ultima lettera arrivata al Centro Missionario. “Nel Vicariato Apostolico del Peten l’impegno a favore della popolazione contadina ha una lunga e buona tradizione, con vari programmi di formazione e consulenza che hanno riguardato anche in questioni giuridiche per poter ottenere i titoli di proprietà delle terra che tardano rendendo insicuro il lavoro della gente. I contadini vivono soprattutto della produzione per l’auto consumo e alcuni prodotti per la commercializzazione. Una regione particolare dove il terreno nei primi anni da buoni raccolti ma che rapidamente si impoverisce e viene eroso dalle abbondanti piogge torrenziali. La gente è cosi tentata ad abbandonare il terreno per cercare zone vergini dove tagliare il bosco, bruciare e seminare. Questa modo di procedere prepara la venuta di grandi possidenti che comprano la terra già libera da trasformare in pascoli per mucche da carne. Una mucca ha bisogno di circa 0,7 ettari di pascolo all’anno, mentre nello stesso terreno si possono ottenere 10 quintali di mais GUATEMALA L’ESPERIANZA DI FRA SIMONE DELLA MONICA LA PASTORALE DELLA TERRA o 6 quintali di fagioli utili alla alimentazione di una famiglia: le vacche anche qui sono trattate meglio delle persone. Senza dimenticare che eliminando il bosco si modifica il clima, diminuiscono le piogge, seccano le sorgenti e i corsi d’acqua. Chi vende la terra, sperando di trovare altra libera, scopre, invece, come ce ne sia più perché la metà del territorio di questa regione è stata dichiarata riserva ecologica. Non resta altro che vendere la loro forza lavoro con un guadagno che non riesce a sostenere la famiglia. Il Programma Agricolo della parrocchia è coordinato da una commissione di 7 agricoltori e da un agronomo (pagato dalla parrocchia) che in questi ultimi anni hanno fatto attività di scambio di semi e di esperienze per introdurre nuovi prodotti nella regione e una nuova cultura agricola. Si organizzano beri si arricchisce il terreno, non si taglia e brucia ma si lascia che tutto il materiale vegetativo tagliato resti nel terreno generando humus. Si dispongono le piante secondo le curve di livello e ciò permette di evitare che la terra buona della superficie sia portata via dalle piogge, si conservano le sorgenti. Con un appezzamento diversificato diminuiscono anche insetti e animali nocivi che trovano un diverso equilibrio, si limita l’uso di agenti chimici, pesticidi. Questa attività aiuta varie famiglie e vogliamo continuare per coinvolgere altre persone e migliorare la situazione delle famiglie e dell’ambiente. La parrocchia ha ottenuto in questi anni aiuti esterni di circa 10.000 euro all’anno di cui il 60% si investe nel salario dell’agronomo, il 20% per la formazione e corsi, il 20% per comprare semi o piante”. 11 PAKISTAN Appello Caritas Passano le settimane, ma in Pakistan crescono i bisogni, aumentano le vittime e le zone colpite dalle pesanti piogge delle scorse settimane. In un contesto così difficile Caritas Pakistan, con il sostegno delle altre Caritas, tra cui Caritas Italiana, ha avviato un nuovo piano di intervento che prevede un impegno di 10,6 milioni di euro per i prossimi sei mesi. A beneficiarne sono 360.000 persone, appartenenti soprattutto alle fasce più vulnerabili, che ricevono cibo, tende, medicinali, oltre che assistenza sanitaria e infrastrutturale. Alla luce dei bisogni crescenti e dei nuovi impegni, la Caritas Italiana rinnova l’appello ad aiutare le popolazioni colpite, ricordando in una nota diffusa oggi che la Caritas italiana sta concentrando gli aiuti su 4.795 famiglie, circa 30.000 persone, in cinque diocesi colpite (Multan, Quetta, Faisalabad, Rawalpindi/ Islamabad e Hyderabad), alle quali è garantita la distribuzione di tende, cibo, articoli non alimentari di prima necessità, oltre che assistenza sanitaria e medica. Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: Pakistan. Anche la Conferenza Episcopale Italiana si è attivata stanziando un milione di euro sin dall’inizio di questa emergenza e invitando le comunità ecclesiali alla preghiera e al sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dalla Caritas Italiana. Missione non è solo dare ma anche ricevere, uno scambio di esperienze umane e pastorali tra Chiese e Paesi lontani. Ecco come in Guatemala la Chiesa prova a far fronte alla carenza di sacerdoti puntando sulla formazione di laici chiamati ad essere “missionari” nelle proprie comunità LA LETTERA “Missionari” in parrocchia I n luglio abbiamo avuto un mese intenso di corsi per agenti pastorali. Dal 1 al 3 luglio si è realizzato un corso per “missionari”, titolo con cui un gruppo di 35 laici, uomini e donne, che da anni hanno ricevuto formazione e che ora a livello della loro zona si preoccupano di animare le comunità. La parrocchia è divisa in 7 zone ed in ogni zona ci sono 5 “missionari”. Due volte all’anno si organizza per loro un incontro di 3 giorni nel centro di formazione centrale della parrocchia per rivedere il programma dell’anno e per ricevere formazione su temi di attualità (...). Durante la tre giorni un pomeriggio abbiamo dato spazio anche ad una passeggiatapellegrinaggio. Ci siamo recati ad una località a una ora di distanza in dove si trova una grotta detta “Grotta del Padre”. La tradizione dice che più di duecento anni fa dei missionari Domenicani sono arrivati qui venendo dal sud dove era in atto un processo di evangelizzazione ad opera appunto dei Domenicani. Ar- visite di gruppo in terreni dove è presente la pianta che si vuole conoscere e sul campo si fanno le osservazioni e si spiegano le tecniche e gli accorgimenti appropriati. Successivamente si aiuta gli interessati con la distribuzione di semi o piane perché li possano seminare nel proprio terreno. Ci sono esperienze che sono già produttive, per esempio, nel caso del limone, una famiglia ha attualmente un guadagno dalla vendita del limone e ciò migliora l’alimentazione o permette ai figli di pagare gli studi. In un altro villaggio una famiglia che ha piantato alcuni manghi sta raccogliendo per sé e per i vicini che acquistano questa frutta volentieri. Il cambio di mentalità che si vuole raggiungere è che la gente diversifichi la produzione nel proprio terreno. Con piante diverse non solo annuali ma al- P A G I N A rivati a questa grotta avrebbero battezzato i primi cristiani locali in questa regione che non era ancora evangelizzata perché i popoli locali avevano respinto più volte gli spagnoli e il loro dominio. In questa regione il terreno è calcareo, detto carsico, e dunque ricco di grotte; le grotte nella religiosità indigena sono un luogo sacro, al limite fra il giorno e la notte, fra la vita e la morte, l’oriente è simbolizzato dal colore nero. Nell’attualità si realizzano celebrazioni e preghiere nelle grotte in determinati periodi dell’anno. Nella seconda e terza settimana di luglio si sono realizzati corsi di tre giorni con altri gruppi di persone che si stanno preparando per essere nuovi “catechisti della comunità” o “catechisti della Parola”. Il loro servizio sarà quello di dirigere le celebrazioni e spiegare i testi biblici nei differenti villaggi in assenza del sacerdote. Riuniscono per esempio la comunità ogni domenica e realizzano la celebrazione della Parola, la dove c’è anche un Ministro Straordinario dell’Eucaristia, si distribuisce la comunione. In tutta la parrocchia a gennaio abbiamo iniziato a preparare questi nuovi catechisti, perciò ci sono 4 corsi in Q’eqchi (lingua parlata dall’80% della popolazione della zona ndr) e uno in spagnolo a cui partecipano in tutto circa 300 persone che si sono impegnate ad assistere a tre corsi annuali di formazione. In questo secondo corso abbiamo trattato il tema intitolato: Antropologia. Abbiamo cercato di dare elementi di auto-conoscenza per- ché questi futuri leader possano conoscersi meglio nelle loro reazioni o modi di fare e possano gestirsi nella comunità e aiutare anche gli altri. Si è sviluppato anche il tema del rapporto con la natura dando un visione ecologica di quello che sta succedendo in questo ambiente dove la gente vive immersa nella natura e non si rende conto che i suoi comportamenti stanno causando cambiamenti che possono essere irreversibili. Come conclusione si è illustrato il tema del “genere”, la relazione uomo – donna, l’importanza di valorizzare la complementarietà e di riconoscere la dignità della donna in una cultura ancora marcatamente maschilista. Ho partecipato a due corsi nelle zone Q’eqchi, non ho fatto molto ma con l’aiuto dell’agronomo che lavora nella parrocchia abbiamo presentato il tema della relazione con la natura ponendola nella prospettiva della creazione come dono di Dio da conservare e migliorare per noi e le generazioni future. Il tema ha suscitato interesse. I partecipanti contribuiscono alle spese con un po’ di mais e fagioli e con 10 Quetzales (moneta locale, un Euro circa), la parrocchia completa con un fondo per la formazione dei catechisti. FR. SIMONE DELLA MONICA Leggi tutte le lettere dalla missione su www.centromissionariocomo.it CHIESA P A G I N A 12 CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 UFFICIO DIOCESANO PER LA LITURGIA SABATO 2 OTTOBRE CRESIMA DEGLI ADULTI IN SAN GIACOMO Si avvicina la data della prossima celebrazione destinata ai cresimandi adulti, in calendario per sabato 2 ottobre (ore 16.30), preceduta dal momento preparatorio, che in questo caso è previsto nella serata di martedì 28 settembre p.v. (ore 20.30-22.30). È necessario che l’iscrizione degli eventuali candidati avvenga al più presto, perché qualora non si raggiunga un numero sufficiente di cresimandi, la celebrazione non avrà luogo. Il successivo appuntamento utile sarà sabato 4 dicembre. L’iscrizione deve avvenire presso l’Ufficio diocesano per la liturgia, dal lunedì al venerdì, ore 9.00 - 12.30 (tel. 031.3312. 216 / 252). UFFICIO PER IL CATECUMENATO FUTURI CATECUMENI ADULTI I parroci che hanno incontrato per la prima volta nei mesi scorsi persone adulte intenzionate a diventare cristiane si mettano in contatto con l’Ufficio diocesano per il Catecumenato, presentando il profilo dell’interessato. È urgente che la segnalazione avvenga in tempi brevi, così che, dopo gli accertamenti e le valutazioni del caso, siano date le indicazioni necessarie per proseguire il cammino, in vista dell’eventuale Ammissione tra i Catecumeni, programmata per la prima Domenica di Avvento del nuovo anno liturgico. Per ulteriori informazioni: tel. 031. 3312. 216 / 252; dal lunedì al venerdì, ore 9.00 - 12.30. PER GIOVANI E ADULTI DI COMO E DINTORNI ITINERARIO DI PREPARAZIONE ALLA CRESIMA Inizierà mercoledì 3 novembre l’itinerario offerto anche quest’anno alle persone che, già battezzate e ora maggiorenni, devono completare la loro iniziazione con il sacramento della Confermazione (che sarà loro conferito dal Vescovo nella veglia di Pentecoste, sabato 11 giugno 2011). Si ricorda che le modalità e la durata del percorso concretizzano quanto indicato dai Vescovi italiani, dove chiedono che in questi casi «si costituisca un gruppo di ricerca nella fede», il cui cammino sia ritmato dalla celebrazione del mistero di Cristo nell’anno liturgico e porti, attraverso la fruttuosa celebrazione del sacramento, ad un più convinto inserimento nella Chiesa e alla condivisione della sua testimonianza. Per ulteriori informazioni: Ufficio diocesano per la liturgia, 031. 3312. 216 / 252; dal lunedì al venerdì, ore 9.00 - 12.30. Al medesimo Ufficio potranno rivolgersi anche gli Incaricati per la catechesi nelle zone (o, in loro assenza, i Vicari foranei) intenzionati ad avviare percorsi di questo tipo, o che semplicemente desiderassero saperne di più. S ono ormai prossime alla ripresa le attività didattiche della Scuola diocesana di Musica e Sacra Liturgia “Luigi Picchi”. I corsi si svolgono a Como, presso l’istituto Canossa, via Balestra 10. Le iscrizioni si ricevono presso l’Ufficio per la liturgia (lunedì e venerdì, ore 10.00- 13.00, tel. 031/ 33.12.216 oppure presso la sede della scuola nei sabati di apertura, entro la metà di ottobre di ciascun anno. Sino al 2008 erano attive anche due sezioni in Valtellina (Sondrio) e in Valchiavenna (Campo Mezzola). Si auspica la riapertura in tempi brevi di almeno una sede per la provincia di Sondrio! La Scuola si svolge tutti i sabati (non coincidenti con feste o date particolari), da inizio ottobre a fine maggio. Le attività di programma che impegnano in lezioni di gruppo gli alunni di ciascun biennio hanno MINISTRI STRAORDINARI DELLA COMUNIONE I zone hanno provveduto. Si chiede ai Vicari foranei delle zone in cui il tema non è ancora stato messo all’ ordine del giorno di prendere contatto tempestivamente con l’Ufficio, in modo che il Responsabile diocesano o un suo rappresentante possa prendere parte all’ incontro. È giusto che si tratti l’argomento in coincidenza con l’avvio di un nuovo triennio, in vista di un più armonico e corresponsabile inserimento di queste figure nella pastorale. Si è predisposta una traccia per orientare e rendere più fruttuosa la riflessione. l prossimo 30 settembre si concluderà per tutti i ministri straordinari della Santa Comunione operanti in Diocesi il mandato triennale conferito dall’ Ordinario diocesano. È il momento di presentare le richieste di rinnovo e quelle relative agli eventuali nuovi candidati. Le domande per il triennio 2010 - 2013 dovranno essere rivolte all’Ordinario (ma recapitandole all’Ufficio per la liturgia) entro il 30 settembre 2010. È compito dei Parroci – sentito il Consiglio pastorale – e delle Superiore (o Superiori) delle Case religiose – consultato il Cappellano – motivare la richiesta, presentare i candidati, specificare se hanno già esercitato o meno sul posto o in altra sede e indicarne con completezza le generalità. Le persone prescelte devono sottoscrivere la dichiarazione di libero assenso, con la disponibilità a svolgere gratuitamente il ministero e l’impegno a partecipare alle iniziative di formazione e di aggiornamento promosse a livello diocesano. Per semplificare la procedura, si è preparato uno specifico modulo (allegato e scaricabile dal sito della Diocesi). I ministri straordinari saranno istituiti dai Parroci con l’apposito rito liturgico (Benedizionale, n° 2013 ss.) e presentati per la prima volta o ripresentati alla comunità nella domenica 21 novembre 2010, solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo (ricorrenza individuata fin dal 1988 come altamente significativa per compiere il gesto e sensibilizzare tutti i fedeli a condividere la sollecitudine pastorale verso gli infermi). Se si tratta di nuovi candidati, questi dovranno seguire lo specifico corso di preparazione (articolato in sei incontri, previsti nell’ arco di tempo dall’ autunno 2010 alla primavera 2011; temi, date, luoghi di raduno saranno resi noti a domande pervenute). In analogia con quanto deliberato dai Vescovi italiani per i ministeri istituiti del lettorato e dell’ accolitato, vengano presentate per il ministero straordinario della Comunione solo persone che abbiano compiuto i 25 anni. Con il 75° anno di età termina l’incarico (salvo proroghe da valutare caso per caso in base a ben motivate necessità pastorali). Si ricorda inoltre che nella nostra Diocesi non è consentito di “incaricare volta per volta un fedele per la distribuzione dell’Eucaristia”. L’Ufficio per la liturgia è a disposizione (lunedì venerdì mattina, ore 10.00- 13.00, tel. 031/33. 12. 216) per eventuali chiarimenti. Tre anni fa si era espressamente chiesto che nella programmazione dei raduni del presbiterio di zona si inserisse un doveroso incontro finalizzato alla verifica e al rilancio del servizio compiuto localmente dai ministri straordinari della Comunione eucaristica. Si tratta di una feconda e operosa realtà che vede impegnate oltre 450 persone! Alcune APERTE LE ISCRIZIONI ALLA “LUIGI PICCHI” SCUOLA DI MUSICA E SACRA LITURGIA luogo dalle ore 14.15 alle ore 15.00; l’esercitazione corale in cui convergono tutti si svolge regolarmente dalle ore 15.00 alle ore 15.45 circa; il tempo individuale per la verifica dello studio dello strumento viene concordato da ciascun alunno con il proprio insegnante. È prevista una quota annuale di iscrizione, suddivisibile in due rate. Alcuni parroci hanno versato la cifra completa o parziale a sostegno dei parrocchiani inviati per lo studio. La Scuola diocesana di Musica e Sacra Liturgia “Luigi Picchi” è l’istituzione più antica tra le scuole diocesane di Como ed è tra le prime in Italia per data di fondazione (1928). Questo fatto si può collocare all’interno di un discorso più ampio, che ha visto la nostra Diocesi, nei tempi preconciliari e postconcilari, in prima linea nelle sperimentazioni di canto in lingua viva e nel mettere in pratica le novità liturgico-pastorali confluite nei dettati del Concilio Vaticano II. Molte comunità cristiane, nella nostra e in altre Diocesi, godono dell’apporto di una nutrita schiera di musicisti, maestri di coro e cantori formati nell’ultimo cinquantennio di lavoro dalla nostra istituzione. Il modello della Scuola di Como, inoltre, ha ispirato similari e fiorenti iniziative intraprese in varie città italiane. La Scuola intende formare operatori sempre più consapevoli, perché la pietà e l’arte siano un segno del primato di Dio e della bellezza di Assemblee oranti in modo autentico. Il numero degli organisti e degli animatori musicali deve essere proporzionato al moltiplicarsi delle celebrazioni liturgiche, cominciando da tutte quelle domenicali e festive. Anche il patrimonio organario delle nostre terre merita di essere valorizzato, ridando eloquenza a strumenti spesso di valore. meglio qualificare la loro opera all’interno della propria Parrocchia. In questa prospettiva i Parroci hanno un ruolo fondamentale nell’individuare, nel motivare e poi nell’accompagnare gli alunni durante l’iter formativo: la loro valorizzazione, con saggia gradualità, si rivelerà motivo di maturazione e fonte di accresciuta consapevolezza per la Comunità tutta. La scuola propone un percorso formativo e didattico mirato a offrire alla Diocesi degli animatori spiritualmente convinti, ecclesialmente motivati e seriamente abilitati dal punto di vista di una professionalità musicale-liturgico-pastorale. Si rivolge prevalentemente a giovani; ma anche ad adulti che intendono Il corso completo di organista, che si conclude con esame pubblico, comprende tre bienni. Ciascun biennio non coincide necessariamente con un numero di anni fissato in modo rigido ma asseconda le diverse potenzialità personali e le situazioni degli alunni (capacità, possibilità di applicazione, età…). Il corso par- Si segnalano, infine, due situazioni specifiche. La prima è costituita da quei nuovi candidati delle province di Como e di Varese (circa 30) che hanno già partecipato a due incontri formativi, tenuti a Como nella scorsa primavera. Per costoro è fissato un terzo appuntamento: sabato 18 settembre, a Como, Istituto Canossa, via Balestra 10, dalle ore 14.30 alle ore 17.30 sul tema La cura pastorale degli infermi. L’altra concerne la provincia di Sondrio, dove l’iniziativa di formazione è partita, sempre la scorsa primavera ma con un numero assai esiguo di adesioni (oltretutto espresse da parrocchie molto distanti tra loro e con persone aventi esigenze di orario difficili da conciliare), così da aver determinato la sospensione degli incontri che saranno ripresi sulla base delle nuove domande pervenute. ziale prevede almeno due bienni, abilitanti alla tastiera e alle competenze fondamentali dell’animazione musicale-liturgica. In entrambi i casi la proposta educativa si svolge con costante attenzione al meglio di una crescita spirituale e tecnica. La Chiesa locale di Como diploma ufficialmente il completamento degli studi, quale garanzia di competenza. I parroci e i responsabili delle comunità facenti capo al Vescovo diocesano, sono tenuti a dare la preferenza agli organisti diplomati presso la Scuola, nei casi in cui sia necessario scegliere tra organisti diplomati, organisti sprovvisti di titolo di studio o organisti diplomati in altre scuole. Tuttavia anche ai frequentatori dei primi due bienni va riconosciuta l’attitudine a riversare la loro esperienza nelle comunità portando un fondamentale prezioso contributo. P A G I N A 14 Como CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 VILLA GUARDIA 18 E 19 SETTEMBRE L’isola che c’è. Va in scena l’economia solidale Torna la prossima settimana la tradizionale fiera provinciale che mette in primo piano il tema della sostenibilità. Circa 170 gli espositori previsti GLI INCONTRI In rete con la finanza etica Tavola rotonda sabato 18 settembre, dalle 10.00 alle 13.00 sintesi a cura di M. Ga. L ’isola che c’è” anno 2010. La fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali inaugura, i prossimi 18 e 19 settembre, la sua settima edizione presso il parco comunale di Villa Guardia. Perché riproporre, ancora, questo evento? A spiegarcelo è Marco Servettini, presidente de “L’isola che c’è”. «Perchè - spiega Marco - in ogni territorio c’è un tessuto sociale vivo che vale la pena mostrare, che porta linfa alla vita reale delle persone, non fatto di cronaca e fiction ma di relazioni, lavoro e speranze. Ci sono nuove attività economiche che provano a creare ricchezza sostenibile per il nostro territorio, gruppi d’acquisto solidale che crescono in numero e coscienza critica, associazioni che si occupano del bene comune e portano avanti progetti nuovi per rispondere ai bisogni che una società in corsa e un’economia in crisi ci impongono di affrontare. La fiera è uno sguardo diverso al nostro territorio, e alle forze vive che con creatività cercano di rispondere al bisogno di qualità della vita e di futuro. La fiera è la proposta di una cultura della partecipazione e della solidarietà che ha bisogno ancora di crescere e di diventare consapevolezza diffusa, patrimonio di tutti. La fiera è anche l’occasione per favorire e attivare quelle relazioni di cui si nutre la forza innovatrice di questo tessuto sociale». «La settima fiera provinciale delle economie e delle relazioni solidali è una straordinaria occasione di incontro, un luogo privilegiato dove rinforzare vecchie relazioni e costruirne di nuove - spiega Martino Villani, direttore del Centro servizi “ ’ per il volontariato di Como, co organizzatore della fiera -. Si tratta di un momento di partecipazione in cui le idee, i valori e i progetti presentati diventano patrimonio di un ampio numero di soggetti in grado di attivarsi, secondo le diverse possibilità di ciascuno di contribuire alla loro realizzazione facendo propri anche i risultati finali. Qui nascono legami e collaborazioni preziose che si sviluppano e crescono nel tempo». La lista della spesa, l’abitudine a comprare, nel posto più comodo, la marca più conosciuta, gesti di ogni giorno dati per scontati. Ma il gesto banale di un acquisto non è “neutro”, costituisce una precisa scelta etica. Succede quando il consumo è consapevole, responsabile, quando si libera dall’automatismo di percorrere una corsia di supermercato, riempire un carrello e passare alla cassa, come se non ci fossero alternative. Le alternative esistono, le scelte si possono operare e le loro conseguenze incidono sulla realtà. Esistono occasioni importanti in cui esperienze e buone prassi possono diventare patrimonio di tutti. La volontà di operare scelte consapevoli e di interrogarsi sul come agire è il punto di partenza comune che avvicina associazioni, volontari e produttori in questo appuntamento che, negli anni, è andato consolidandosi. Saranno circa 170 gli espositori previsti nell’edizione di quest’anno. Per tutta la giornata di sabato, dalle 10.00 alle 23.00 e di domenica, dalle 9.00 alle 23.00, nelle tre aree dislocate all’interno del magnifico parco comunale di Villa Guardia vi sarà esposizione di prodotti, servizi ed esperienze: commercio equo e solidale, finanza etica, grup- Como si muove! Sistemi e tecnologie per la mobilità del futuro Tavola rotonda domenica 19 settembre, dalle 11.00 alle 13.00 Fiera L’isola che c’è - Villa Guardia, Como pi d’acquisto solidale, cooperazione sociale, riciclo e riuso, energie rinnovabili e bioedilizia, agricoltura locale e biologica, artigianato, turismo responsabile, solidarietà internazionale, ambiente, pace, informazione, volontariato, associazionismo. Come è tradizione, sono anche previsti laboratori anche per i bambini, degustazioni, spazio relax e momenti di animazione. Alla sera musica e concerti, oltre a ristorazione con cibo bio, birra artigianale e piatti adatti a tutti. Una novità: quest’anno tra i volontari che si prendono cura della Fiera ci saranno anche giornalisti, fotografi e cineoperatori che aggiorneranno, insieme, nei due giorni della manifestazione un blog News km 0 che informi in diretta su quanto avviene. Tra gli eventi da segnalare una tavola rotonda sulla finanza etica e una sulla Mobilità sostenibile, per capire come scelte alternative siano possibili. Si parlerà di energia, tema ricorrente e cruciale per il consumo responsabile. Il Tavolo Donne al lavoro da tempo troverà qui l’occasione per condividere con il pubblico riflessioni su pregiudizi e stereotipi. Previsto anche un incontro sul tema del tessile, sulla sua produzione e lavorazione, sull’impatto che ha sull’ambiente e le possibili alternative. Infine da alcuni mesi a Como si ragiona attorno al tema dei beni collettivi, sulla loro gestione e sulla necessità di proteggerli, di gestirli come patrimonio comune. Gli incontri e i dibattiti sono aperti a tutti, senza l’ambizione di indicare strade definitive, ma offrendo un contributo, in un libero dialogo che non vuole “convincere” ma aprire a prospettive nuove. L’appuntamento rappresenterà l’occasione per affrontare le difficoltà di una mobilità locale centrata quasi esclusivamente sull’uso dell’auto privata, con i conseguenti traffico, inquinamento e pericolosità, oltre all’inutile e frustrante consumo di tempo e carburante su strade nate e pensate per una quantità di auto minore. I relatori attraverso esperienze in parte già in atto indicheranno possibili alternative “percorribili”. Ci sarà la possibilità di conoscere “Kilometri Kondivisi 2010”, un progetto sperimentale di mobilità sostenibile. A partire dal mese di ottobre sarà messo on line un sito per permettere a tutti gli abitanti della provincia di Como di dare la propria disponibilità a percorrere dei tragitti in auto con altre persone. Beni collettivi e gestione partecipata: dall’acqua all’informazione Incontro sabato 18 settembre, dalle 14.00 alle 17.00 Nel corso del seminario saranno portate ad esempio esperienze che riguardano l’acqua e l’informazione. L’interesse però non sarà tanto quello di apprendere possibili modelli virtuosi quanto, a partire da due esperienze concrete: informazione/comunicazione e acqua appunto, concentrarsi su un approfondimento che tenga al centro la partecipazione e l’assunzione di responsabilità da parte della società civile, nell’attivarsi per la gestione degli stessi. Rivestiamoci di nuovo... Diamo acqua ai telai La filiera del tessile attraverso trame di storia in cambiamento. in apertura: sfilata di abbigliamento sostenibile Seminario domenica 19 settembre, dalle 14.00 alle 16.00 Nel corso del seminario si discuterà, oltre che delle ragioni della crisi, anche della deriva individualistica che porta a consumare abusando delle risorse, umane e ambientali. Attraverso l’esempio di esperienze positive di aziende di nuova generazione orientate al futuro e fondate sui valori e l’esperienza della loro storia, è possibile pensare un’economia diversa che favorisca la centralità dell’uomo nel rispetto delle regole ambientali, etiche e sociali. Tavolo donne: l’immagine della donna tra stereotipo e coscienza Seminario domenica 19 settembre, dalle 17.30 alle 18.30 Il Tavolo donne si propone di creare momenti di scambio e socializzazione su tematiche relative alle politiche di genere sul proprio territorio con uno sguardo che consideri, anche, la multiculturalità del suo contesto. Il fine è principalmente quello di rendersi soggetto di cittadinanza attiva e competente che possa stimolare l’amministrazione ed il territorio su temi ritenuti importanti per diffondere una “cultura di genere”. Lo strumento utilizzato è quello di raggruppare le molte e varie competenze di ogni realtà associativa che vi partecipa al fine di rendere più incisiva e puntuale l’azione di formazione ed informazione alla cittadinanza. Giornalismo solidale. Notizie a km 0 L’associazione L’isola che c’è e AVC-Centro Servizi per il Volontariato di Como hanno deciso di proporre, per l’edizione di quest’anno, l’attivazione di uno spazio di informazione solidale durante Fiera del prossimo 18 e 19 settembre. Questo spazio, che sarà coordinato da “ecoinformazioni” vedrà il coinvolgimento delle redazioni dei media presenti alla manifestazione e di tutti i giornalisti che vorranno parteciparvi. Sarà operativo grazie alla collaborazione di ragazzi e ragazze “Volontari dell’informazione” che durante lo svolgimento della Fiera animeranno con testi, immagini e video uno spazio telematico costruito ad hoc. La produzione giornalistica (indipendentemente dalla diversità dei media utilizzati) sarà finalizzata a rendere evidente le particolarità ideali e relazionali della Fiera e del progetto dell’Isola che c’è offrendo agli espositori ampie possibilità per valorizzare la loro presenza e ai visitatori di intervenire su quanto nella Fiera viene proposto. Ai redattori delle testate coinvolte sarà affidato il compito della redazione in diretta dei materiali. Si costituirà un comitato di direzione formato da un esponente di ciascuna testata. CRONACA P A G I N A Como 15 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 NUTRITO IL PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI Como: autunno da grandi opere B onifica dell’area ex Ticosa, conclusione del primo lotto del cantiere per il rifacimento del nuovo lungolago, asfaltature, nuovo piano della sosta in città, villaggio dello sport a Muggiò. Il “menù” che l’Amministrazione comunale ha pronto per la città per l’autunno ormai alle porte è più che mai destinato, se verrà concretizzato del tutto, ad influire sul futuro di Como e dei suoi abitanti. Il punto della situazione è stato fatto direttamente dal sindaco Stefano Bruni alla vigilia della ripresa dell’attività politico/amministrativa (lunedì 13 settembre è infatti in programma il primo Consiglio Comunale del dopo “vacanze). Sicuramente l’argomento più “sentito” riguarda il recupero dell’area ex Ticosa con la realizzazione del nuovo quartiere il cui progetto è stato approvato a luglio dal Consiglio Comunale: «E’ stato appena comunicato al Comune di Como il parere positivo dell’ASL al posteggio che il progetto Ticosa prevede vicino al Cimitero Monumentale - ha affermato il primo cittadino e siamo in attesa della Sabato 18 settembre alle ore 21 presso l’Auditorium del Collegio Gallio di via Barelli la sezione alpini di Como, in occasione del proprio 90° di fondazione, organizzerà il quarto evento legato all’incontro con gruppi folcloristici dell’arco alpino. Dopo i friulani, i veneti e gli aostani ora è la volta della Banda musicale (Musikkapelle) altoatesina di San CandidoInnichen (BZ). Le prime notizie di un’associazione musicale a San Candido risalgono al 7 settembre 1834 quando il prevosto Prungg incaricò i canonici Mair e Reidler di occuparsi della questione. Nel 1840 l’associazione passò dalla musica ecclesiale a un repertorio più ampio, con musiche territoriali, marce, walzer, polke, e lirica, presentando il repertorio anche fuori dallo stretto territorio della Val Pusteria, Ex Ticosa, lungolago, villaggio dello Sport e posteggi: ecco che cosa il Comune ha in serbo per la città nei prossimi mesi di LUIGI CLERICI scadenza del bando che dovrà individuare il soggetto che eseguirà la bonifica del sito. L’approvazione definitiva del progetto e la bonifica sono due elementi del progetto per la creazione del nuovo quartiere che dovranno “viaggiare” in modo parallelo questo inverno». A settembre dovrebbe tornare d’attualità un altro importante progetto per la Como del futuro ovvero il villaggio dello Sport che dovrebbe sorgere a Muggiò: «Chiederò una valutazione da parte della conferenza Capigruppo - ha affermato Bruni - per non rischiare che questo progetto possa correre gli stessi rischi corsi da quello relativo all’ex Ticosa, ovvero che il trascorre del tem- po possa influire negativamente sull’interesse nella realizzazione dell’opera». Tempi più certi, invece, si profilano per il cantiere relativo al rifacimento del nuovo lungolago e per la posa delle barriere mobili antiesondazione: «L’Amministrazione Comunale attende la relazione da parte dei geologi che definisca quali opere aggiuntive devono essere realizzate per la salvaguardia degli edifici in prossimità della riva - ha sottolineato il Sindaco -. Inoltre nelle prossime settimane predisporremo la gara per la progettazione definitiva dell’elaborato che ha vinto il concorso di idee». Sempre riguardo a questi lavori Stefano Bruni ha sottolineato come la ditta Sacaim abbia cercato di limitare, per quanto possibile, l’impatto del cantiere sui turisti nei mesi estivi con le reti abbassate, ed in parte tolte, in zona Sant’Agostino. Intanto, per quanto concerne il primo lotto di lavori, ovvero quello che va dai giardini a lago a piazza Cavour, il cantiere è pronto ad acquisire i contenuti della variante approvata lo scorso mese di gennaio ed anche i pontili Foto William sono stati collocati. Successivamente saranno posate la pavimentazione e la ringhiera in modo da poter riaprire questo tratto di lungolago per la prossima primavera. Sul fronte della viabilità, mentre sono iniziati i lavori per la realizzazione della terza corsia lungo via Varesina per facilitare l’accesso al nuovo ospedale Sant’Anna, ed a fron- te di un programma asfalti limitato (con il solo intervento per il rifacimento del manto stradale di viale Giulio Cesare previsto nelle ore diurne), interesse, misto a preoccupazione, sta destando in città il nuovo “Piano per la sosta in città”. «La discussione è aperta - ha rilevato Bruni -. Si tratta di uno strumento previsto dal Piano di Governo del UN CONCERTO AL GALLIO PER IL 90° DI FONDAZIONE DELLA SEZIONE ALPINI DI COMO arrivando in città come Innsbruck in Austria. Nel 1870, causa visioni differenti fra i componenti, la banda si divise e successivamente si sciolse. Per alcuni anni la musica si spense. Nel 1888 Eduard Lampörer maestro di Brunico, formò una nuova banda, nominandola “Feuerwehr Musikkappelle” divenuta poi “Bürger - und Feuerwehr - Musik- kappellen” (banda dei cittadini e dei vigili del fuoco). Terminato il primo conflitto mondiale Alois Wie-rer e Josef Rainer ricostituirono la banda di San Candido. Durante il fascismo l’attività cessò nuovamente perché al maestro Emil Schweiger fu proibito di svolgere la propria attività per la quale fu imposto un direttore prove- niente dal meridione che non riuscì a riunire i musicanti, non svolgendo così alcuna attività fra il 1935 e il 1945. Si dovette attendere il Corpus Domini del 1945 per vedere nuovamente la banda all’opera con la partecipazione alla processione. Fino al 1958 fu priva di un maestro, proseguendo l’attività a fatica ma, in quell’anno, Alfred Gasser assunse la guida della Banda e del coro della chiesa, dando loro nuovo impulso. Dal 1993 la bacchetta è nelle mani di Korbinian Hofman appassionato direttore che ha portato novità musicali unendole alle melodie più tradizionali. La Musikkappelle Innichen svolge un grande lavoro durate tutto l’anno per la prepara- zione e i concerti che esegue un po’ ovunque, anche in città importanti e all’estero. Il più giovane componente è il batterista diciassettenne Norman Fauster, mentre il più anziano con i suoi 79 anni è Josef Ploner che da sessantacinque anni partecipa ininterrottamente all’attività della banda. Oggi essa è composta da: 45 musicisti, 5 majorettes, 1 portabandiera, 1 presentatore; presidente è Michael Jud. Il programma di sabato prevede una sfilata per le vie della città vecchia di Como con partenza da Porta Torre verso le 18.00 e conclusione in piazza Cavour dove sarà tenuto un breve concerto di saluto. Dalla piazza il gruppo raggiungerà l’Auditorium individualmente per dare inizio alle ore 21.00 al concerto vero e proprio. Territorio, il PGT che ha sostituito il Piano Regola-tore nella gestione urbanistica delle città. I dettagli saranno affrontati nelle prossime settimane. L’unico punto certo è che Como seguirà la logica di tutte le altre città, ovvero posteggi ad alta rotazione, nonché per i residenti, in centro ed aree per la sosta prolungata all’esterno». OTTOBRE A LOURDES CON L’UNITALSI La sottosezione dell’Unitalsi di Como comunica che sono aperte le iscrizioni per l’annuale pellegrinaggio a Lourdes che si svolgerà in ottobre dal 9 al 15 in treno. In modo particolare il pellegrinaggio è aperto alle persone in difficoltà fisiche: disabili, anziani che saranno accompagnati dai volontari dell’associazione. Per informazioni la sede dell’ Unitalsi in via Rodari 1 è aperta il martedì dalle 14 alle 16, il giovedì dalle 14 alle 18, e il sabato dalle 15 alle 17 telefono 031304430 oppure 346-6345474. CRONACA P A G I N A 16 Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 A DUE SETTIMANE DAL TRASLOCO S. Anna: tra dubbi e certezze M ancano ormai due settimane al trasloco del nuovo ospedale S.Anna che “dovrebbe” partire il prossimo 23 settembre. “Dovrebbe” perché negli ultimi giorni lo stato di agitazione proclamato dal personale dell’Ospedale sulla questione dei parcheggi (i dipendenti lamentano tariffe troppo alte da parte del Comune di San Fermo, gestore del nuovo parcheggio, oltre alla mancanza di marciapiedi e percorsi pedonali adeguati) potrebbe, anche se appare difficile, portare ad uno slittamento. Mentre andiamo in stampa è atteso un intervento del Prefetto che incontrerà le parti per cercare di trovare un accordo. Intanto nell’area di San Fermo continuano i preparativi e già da una settimana è iniziata l’installazione dei vari reparti e il personale ha incominciato a spostarsi per alcune simulazioni nel nuovo nosocomio. Intanto l’azienda ospedaliera ha reso pubblici alcuni numeri sul nuovo Dalla segnaletica mancata alle proteste dei dipendenti per i posti auto. Non sarà indolore il trasferimento del nuovo presidio boratori e le sale operatorie): una serie di contratti pluriennali per un totale di altri 70 milioni di euro. di MICHELE LUPPI Nei giorni scorsi i vertici del S.Anna hanno presentato anche la nuova segnaletica dell’Ospedale e una guida illustrativa che verrà distribuita alla cittadinanza. In totale all’interno della nuova struttura verranno posti 2.500 cartelli per un totale di 800 mila euro. Il progetto della segnaletica è il frutto del lavoro congiunto tra azienda ospedaliera, Politecnico di Milano e l’impresa Cicrespi vincitrice dell’appalto. Per quanto riguarda, invece, la guida è stato realizzato un opuscolo comprendente le principali indicazioni sul nuovo ospedale come l’ubicazione, la suddivisione dei reparti e i numeri utili. La guida, realizzata in circa 200 mila copie, verrà distribuita attraverso i medici di base e allegata alle nuove pagine gialle. S.Anna. In questi ultimi due anni per il solo equipaggiamento della nuova struttura i dirigenti hanno organizzato 177 gare d’appalto per un totale di 60 milioni di euro. “Negli scorsi mesi - ha spiegato il direttore generale, Andrea Mentasti - avevamo paura di non riuscire a rispettare i tempi. Invece, tutte le gare sono state organizzate rispettando i tempi che c’eravamo dati due anni fa. Soltanto in un caso (riguardando la fornitura di elettrobisturi ndr) abbiamo avuto un ricorso e questo è senz’ altro un successo e un buon esempio di sanità pubblica che funziona”. Accanto a questi sono stati affidati anche i contratti per la fornitura ordinaria (dai kit di medicazione, al materiale per i la- UNA GUIDA E LA NUOVA SEGNALETICA I NUMERI DEL NUOVO OSPEDALE Foto William La nuova struttura si estende su un’area di ventidue ettari, pari circa a trenta campi di calcio. La superficie occupata dei pavimenti è di 76 mila metri quadri, superiore a quella del Louvre di Parigi. Per quanto riguarda i reparti, l’edificio avrà quattro piani più un interrato, riservato al personale e ai laboratori. Il primo e secondo piano sono riservati alle degenze mentre al piano terra e al piano “meno 1” si trovano il pronto soccorso, gli ambulatori e le sale per gli esami. In totale l’ospedale avrà 589 posti letto per la degenza ordinaria e il day hospital, 62 posti letto tecnici destinati a rianimazione e tera- ASSEMBLEA ORDINARIA DELL’UNIONE CIECHI IL 18 SETTEMBRE L’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Como ricorda che sabato 18 settembre alle ore 14, in prima convocazione, e alle ore 15 in seconda, è programmata l’assemblea ordinaria presso il salone Braille della sede, in via Raschi 6 a Como. Il programma prevede: - Nomina del Presidente dell’Assemblea, del Vice Presidente. - Nomina dei 3 questori vedenti per le votazioni palesi in sala. - Nomina del Segretario dell’Assemblea. - Lettura, discussione e approvazione della Relazione Programmatica anno 2011. - Lettura, discussione e approvazione del Bilancio Preventivo anno 2011. - Presentazione del progetto Uganda “Guardare lontano” in collaborazione con interventi e testimonianze. - Iniziative a sostegno del Progetto Uganda con la partecipazione del Gruppo Giovani. - Varie ed eventuali L’Uici ricorda a tutti che, per poter partecipare alle votazioni palesi in sala relative soprattutto all’approvazione dei due documenti ufficiali, è necessario essere in regola con il tesseramento associativo. Al termine dei lavori assembleari, la sezione offrirà a tutti i presenti un gustoso e appetitoso rinfresco. Le iscrizioni obbligatorie devono essere comunicate presso l’ufficio Uici di Como telefonando entro e non oltre le ore 18 di giovedì 16 settembre 2010 I soci potranno esaminare presso il medesimo ufficio, negli orari di apertura, il Bilancio Preventivo 2011 dal 1 al 15 settembre 2010. IL NODI VIABILITÀ A far discutere resta ancora il tema della viabilità e in particolare della segnaletica. Nei giorni scorsi il direttore generale Mentasti ha accusato i Comuni e la Provincia di non aver ancora provve- duto alla posa della nuova segnaletica. Per quanto riguarda il presidio di via Napoleona rimarranno alcuni poliambulatori tra cui allergologia, cardiologia, dermatologia, diabetologia, neurologia, oculistica, odontoiatria, urologia e radiologia di base, oltre al centro prelievi. VISITA GUIDATA A VILLA CARLOTTA CON MONDO TURISTICO L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” propone per sabato 18 settembre una visita guidata a Villa Carlotta di Tremezzo e alla mostra su Pietro Lingeri. L’appuntamento con la guida è fissato per le ore 14.30 a Tremezzo, all’ingresso di Villa Carlotta (Statale Regina, 2). Si tratta di una interessante opportunità di visitare Villa Carlotta e il suo giardino abbinandolo alla visita della mostra “Pietro Lingeri architetto della Tremezzina. L’isola degli artisti”. Questo grande architetto, nato e vissuto in Tremezzina, fu un grande esponente del razionalismo, nonché collaboratore di Terragni: la mostra, che sarà visitabile dal 10 settembre al 31 ottobre, ha lo scopo di far conoscere questo artista e le sue opere realizzate in Centro lago, tra cui le Case per artisti sull’Isola Comacina, recentemente valorizzate nell’ambito dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale “Magistri Comacini”. La quota di partecipazione è di 12 euro per i soci; 13 per i non soci, incluso l’ingresso alla villa. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail [email protected]. I mercoledì culturali de “La Martesana” Dopo la pausa estiva riprendono come di consueto gli incontri dal titolo “I mercoledì culturali” organizzati dal Gruppo Culturale “La Martesana”, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura della Città di Erba, La prima serata, prevista per mercoledì 15 settembre, avrà come tema “Il Romanico nelle Venezie - il Veronese, il Vicentino e il Padovano” e sarà presentata del maestro d’arte Francesco Sala. Il secondo appuntamento, in programma per mercoledì 13 ottobre, riguarderà invece “I castelli raccontano. Dalle torri fortificate alle residenze signorili”, a cura dell’arch. Antonello Marieni. Il terzo incontro, mercoledì 10 novembre, vedrà la presenza dell’Associazione Sentieri e Cascine di Casatenovo e del Gruppo Fiera di San Gaetano che, parlando delle fiere in Brianza, illu- pia intensiva, 19 sale operatorie e 64 ambulatori. streranno in particolare “I 60 anni di fiera a Rogoredo. La gente, i ricordi, la festa”. Concluderà infine il ciclo autunnale l’incontro con il dott. Alberto Perego, che illustrerà mercoledì 15 dicembre “I luoghi manzoniani ieri ed oggi”. Tutti gli incontri, ad ingresso libero, avranno inizio alle ore 21.00 presso la Sala Civica della Villa Comunale a Crevenna di Erba (via U. Foscolo 23). Continuano inoltre le visite guidate del Gruppo, che avranno come meta le ville aperte in Brianza (26 settembre 2010), i monasteri di S. Maria del Lavello a Calolziocorte e di S. Maria la Vite a Olginate (9 ottobre 2010), l’Abbazia di Morimondo e Vigevano e le chiese di Gravedona (primavera 2011). Per informazioni: www.associazioneculturale lamartesana.it. CRONACA P A G I N A Como 17 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 VIAGGIO IN SUDAN/2 Caritas Como, un servizio oltre i confini ’ C è una sola strada asfaltata che attraversa il centro di Wau, capitale del Bahr El Ghazal, stato del Sud Sudan. Collega il piccolo aeroporto della città alla casa del governatore, lungo il fiume Jur. E’ stata costruita lo scorso anno in occasione della visita a Wau una delle città più popolose del Sud con i suoi 450 mila abitanti - del presidente sudanese Al-Bashir e del vice presidente nazionale, nonché presidente della regione semiautonoma del Sud Sudan, Salva Kiir. Il motivo della visita, a poche settimane dalle elezioni dell’aprile scorso, era la riapertura della stazione di Wau, chiusa nel 1983 all’inizio della guerra, che avrebbe permesso il ripristino dei collegamenti via rotaia con il nord. Palloncini, festoni e discorsi ufficiali salutarono l’arrivo del treno tra la gioia della Lasciata la capitale Khartoum, raggiungiamo Wau, una delle principali città del Sud Sudan dove da un anno è al lavoro una giovane volontaria comasca Enrica Valentini (in primi piano) nella savana alla periferia di Wau pagina a cura di MICHELE LUPPI gente. Una felicità durata pochi giorni perché a distanza di una settimana i treni erano nuovamente fermi a causa della cattiva manutenzione dei binari. Un fatto che ha alimentato i pensieri di quanti vedevano nella cerimonia l’ennesima passerella della campagna elettorale in corso. E’ proprio dalla stazione di Wau che riprendiamo il nostro viaggio in Sudan alla vigilia di un appuntamento cruciale: il referendum per l’autodeterminazione del Sud fissato per il prossimo gennaio. Una regione che sta cercando di risollevarsi da una guerra durata vent’anni, la più lunga nella storia dell’Africa, grazie al sostegno dei donatori internazionali ma, soprattutto, dei proventi petroliferi. Una realtà in cui lo sviluppo degli ultimi anni sembra poggiare su gambe ancora troppo fragili. Dove molto è stato fatto, ma ancora di più è da fare. “Vedi tutti questi negozi e camion carichi di merci”, mi racconta fra Peppo Redaelli, missiona- rio comboniano, mentre mi accompagna verso la sede della diocesi. “Fino a due o tre anni fa – racconta – non c’era niente”. Wau come tutto il Sud Sudan ha conosciuto negli ultimi anni una grande crescita, alimentata dall’arrivo di commercianti ugandesi e keniani con le loro merci. Durante la guerra che ha visto fronteggiarsi l’esercito nazionale, fedele al governo “arabo” di Khartoum, e i ribelli sud sudanesi del Sud, la città si è trovata isolata. Il centro è rimasto sempre sotto il controllo delle forze governative, come tutte le principali città del sud, ma era sufficiente uscire di pochi chilometri per ritrovarsi nelle aree controllate dai ribelli. Un isolamento che ha avuto delle conseguenze sullo sviluppo della città e sui rapporti tra le comunità. “Allora – racconta fr. Peppo – tutto arrivava per via aerea dal Nord. I beni di prima necessità scarseggiavano e la gente, non potendo coltivare la terra fuori dalla città, soffriva la fame. In questi cinque anni di transizione la situazione è cambiata completamente”. Al centro della diocesi, vicino alla cattedrale (la più grande di tutto il Sudan) incontriamo, Enrica Valentini, giovane volontaria della Caritas diocesana di Como che da un anno vive e lavora a Wau (vedi intervista in basso ndr). Una decisione, quella di inviare una volontaria stabilmente in Africa, che fa parte di un cammino di conoscenza e condivisione, nato con la diocesi di Wau da alcuni anni e cresciuto con le ripetute visite di diversi volontari. Non a caso nell’estate di due anni fa, proprio Wau, fu una delle mete proposte dalla Caritas per le esperienze estive a cui parteciparono una quindicina di giovani. Un cammino continuato nell’Avvento di Carità del 2008 con il sostegno al progetto della radio che sta entrando nel vivo proprio in questi mesi. ENRICA VALENTINI OPERATRICE DI CARITAS COMO E DIRETTORE DI RADIO “VOICE OF HOPE” Una comasca in Sudan per dare voce alla speranza D a un anno Enrica Valentini, operatrice dell’area internazionale di Caritas Como, è arrivata a Wau con un obiettivo tanto grande quanto ambizioso: aprire nella diocesi sud sudanese una radio che possa essere segno di pace e riconciliazione. Non a caso il nome scelto per la nuova emittente sarà “Voice of Hope”, ovvero “Voce di speranza”. La radio aprirà nei primi mesi del 2011 entrando a far parte del Sudan Catholic Radio Network (SCRN), una rete di emittenti promossa dalla conferenza episcopale sudanese per accompagnare la delicata fase del dopoguerra. Nella zona di Wau i cattolici sono circa il 70%, il 5% sono musulmani, il 2-3% protestanti e i restanti sono animisti Enrica Valentini, come è cambiata la situazione in quest’anno a Wau? “C’è stata una grande crescita della città: tante persone sono arrivate a vivere qui da Khartoum, dove si erano rifugiate durante la guerra, o semplicemente dai villaggi vicini in cerca di lavoro. Anche i servizi sono migliorati ma, come nel caso della scuole, alla costru- La volotnaria comasca nell’Ufficio Comunicazione della dicoesi Wau zione di nuovi edifici non è corrisposta la formazione del personale e così molti insegnanti non sono preparati. Questo sviluppo ha portato a Wau ogni tipo di merce. Oggi al mercato si trova veramente di tutto, ma i prezzi sono molto aumentati e questo crea grossi problemi alla maggioranza della popolazione”. Di cosa ti sei occupata in questi dodici mesi? “Al mio arrivo ho passato un periodo di circa un mese a vedere qual era la situazione. Ho visitato parrocchie, centri e attività. Successivamente ho preso in mano l’ufficio comunicazione della diocesi che era chiuso da tempo. I compiti sono tanti e diversi: si va dalla preparazione dei documenti per uso interno all’informare i diversi donatori sui progetti finanziati nella diocesi. Cerchiamo anche, per quanto possibile, di fare un po’ di archiviazione. In questo senso abbiamo creato e gestiamo il nuovo sito della diocesi www.dioceseofwau.org. Ma la maggior parte delle energie da alcuni mesi sono concentrate sulla radio”. A che punto è il progetto? “Wau è una delle due diocesi del Sud Sudan ad non avere ancora un’emittente del network SCRN. Il problema non è solo la struttura e i suoi costi (locali, attrezzature, l’anten- na ecc.) ma anche e, forse soprattutto, formare il personale. E’ così che mentre raccoglievamo i fondi e realizzavamo il progetto per la struttura, abbiamo iniziato i colloqui per il personale. Al momento abbiamo tre operatori che andranno a fare un corso a Juba dove vengono formati gli operatori di tutte le radio. Questo sarà il nucleo fisso che darà vita alla radio e seguirà la formazione degli altri collaboratori”. Quale sarà il bacino di utenza? “L’antenna copre un raggio di 90 km per una popolazione totale di 850 mila persone. Questo significa raggiungere circa un terzo della popolazione delle diocesi, ma in futuro, si potrebbe pensare di installare nuove antenne”. Quale importanza può avere una radio in una realtà come quella di Wau in cui mancano molti servizi essenziali? “L’idea di fondo è quella di contribuire al processo di pace e riconciliazione tra comunità. Uno dei problemi principali per la gente è l’isolamento, sia per le condizioni delle strade, sopratutto nella stagione delle piogge, che per la mancanza di altri mezzi di comunicazione. Arrivano pochissimi giornali, la televisione c’è solo in città e sono pochi ad averla. Mentre la radio è l’unico media che riesce ad arrivare nei villaggi. Poi c’è l’ostacolo della lingua. Da qua la scelta di utilizzare le lingue locali per le trasmissioni ma anche l’arabo e l’inglese, nuova lingua ufficiale del Sud, così da favorirne la diffusione”. Quali tipi di programmi proporrete? “Tutte le radio sono community based, quindi costruite in base alle esigenze delle comunità. Ci saranno programmi pastorali e spirituali, dalla catechesi alla messa, ma anche trasmissioni di formazione in vari ambiti. Pensiamo all’educazione sanitaria e civica. L’intento è quello di migliorare la vita della gente perché fino a quando la gente sarà ammalata e affamata, la pace non ci sarà”. CRONACA P A G I N A 18 ComoCultura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 LE ULTIME PUBBLICAZIONI DI ALESSANDRO DOMINIONI EDITORE La Pliniana di Torno. Storia di una villa È una delle ville più prestigiose, più affascinanti, ma fors’anche meno conosciute del Lario. Direttamente dal lago se ne può godere a pieno la bellezza, il fascino nobile, avvicinandosi, magari a motore spento, per ascoltare il rumore delle acque che ne accarezzano le mura. È la villa Pliniana, un gioiello che sembra sorgere dalle acque stesse, adagiata su un letto di onde. Proprio alla villa Pliniana è dedicata la ricerca dello studioso comasco Fabio Cani, data alle stampe da Alessandro Dominioni Editore. “La Pliniana di Torno. Storia di una villa e di un mito sul lago di Como” il titolo del lavoro, concretizzatosi in un libro di oltre 120 pagine, ricco di immagini e riproduzioni di stampe alquanto suggestive. “Un’opera - spiega nella prefazione del testo il sindaco di Torno Giovanni Sala - che ricostruisce e riordina con sapiente capacità la storia della villa, la morfologia di questi Il libraio comasco, nonchè editore, si è presentatto alla Fiera del Libro di quest’anno con alcune interessanti pubblicazioni. Le presentiamo in questa pagina pagina a cura di MARCO GATTI luoghi, un’opera che, con dovizia di fotografie e riproduzione di stampe d’epoca, permette di addentraci nel misterioso universo della Pliniana”. Un universo che Fabio Cani aiuta a svelare pian piano. In principio fu l’acqua. Scartabellando tra i documenti della storia il nostro “viaggio” inizia proprio da lì, dalla fonte che alla villa avrebbe poi dato il nome. “Nel territorio di Como vicino al Lario scrive attorno alla metà del I secolo d. C. Plinio i Vecchio - una fonte copio- ALBERTINA NESSI L’isola che c’era I “ l mio nome è Lino, ma per tutti sono stato, e ancora sono, il ‘Cotoletta’…” Inizia così “L’isola che c’era”, il libro di Albertina Nessi, edito da Alessandro Dominioni Editore. Una storia autobiografica. Un fermo immagine che riporta alla luce una delle figure più curiose e affascinanti che hanno popolato il nostro lago. È quel Lino Nessi, per tutti il “Cotolet-ta”, per anni oste e gestore della “Locanda dell’Isola Comacina”. Un racconto che attraversa il tempo, affidato a chi quell’uomo lo ha conosciuto bene, ne ha respirato l’aria, ne ha condiviso le fatiche e l’alone di fascino e mistero che circonda l’isola. È Albertina Nessi l’autrice di queste 250 pagine che si lasciano leggere d’un fiato. Chi se non la figlia stessa del “Cotoletta” poteva regalarci lo storia di un uomo che pare uscire da un romanzo dell’Ottocento. Una narrazione che inizia in prima persona. Albertina Nessi indossa i panni del padre per raccontarne i primi anni di vita, l’amore per i lago, il fascino magnetico delle sue leggende, la guerra, l’arrivo sull’isola a quasi quarant’anni. Quindi la sfida contro il pregiudizio, contro antiche paure e superstizioni. Era un uomo tutto d’un pezzo, il “Cotoletta”, le ferite riportate nell’ultimo conflitto mondiale, ma anche la memoria di una vita semplice e dura, lo avevano temprato nel corpo e nello spirito. Una quercia solida resistente all’increspare della tempesta, ferma dinanzi alle disgrazie inspiegabili che, pian piano, ghermivano le figure che si accostavano all’isola. Qualche tentennamento, momenti di sconfor- sa ad ogni ora si gonfia e ridiscende”. Una curiosità che “cattura” anche l’interesse del nipote, Plinio il Giovane. Questi, qualche anno dopo, non mancherà di esprimere fascino e sorpresa evidenziando la curiosità di questa fonte che: “tre volte al giorno alza e abbassa il suo livello accrescendo o riducendo le sue acque in maniera esattamente determinata. Si tratta di un fenomeno ben visibile e l’osservarlo costituisce una gradevolissima esperienza…” Sempre sul filo dell’acqua corre la storia che precede la villa. Un piccolo insediamento di mulini sorge, infatti, in quel di Torno sfruttando a scopi economici, dal Medioevo al Settecento, la forza e l’energia che la fonte sprigiona. Ma veniamo all’edificio vero e proprio. È Giovanni Anguissola, nobile piacentino e, nel 1564, governatore di Como, ad acquistare i terreni e gli edifici attorno alla fonte. È sua la scintilla che dà il via ai lavori per un’ope- ra di cui non vedrà mai la fine (morirà nel 1578). La costruzione della villa inizia nel 1574. A progettarla l’architetto Giovanni Antonio Piotti da Vacallo. Scarse e frammentarie le informazioni rispetto ai tempi e ai modi di costruzione. Il risultato, però, sarà eccellente. La Pliniana sorge quando la grande stagione delle ville sul Lago di Como è appena agli inizi. Dagli eredi di Anguissola la proprietà dell’edificio passa presto a Pirro Visconti Borromeo, interessato all’edificio di Torno proprio per la sua relazio- to, dubbi, ma mai la fuga. E grazie al Nessi la locanda dell’isola sarebbe presto stata assurta alle cronache mondiali per il fascino indiscusso dei luoghi in cui s’era adagiata, ma anche per la prelibatezza e a cura delle pietanze offerte. Cibo di lago ai cui sapori si sarebbero accostati personaggi celebri della politica, dello spettacolo, dello sport. Il “Cotoletta” “resiste” fino alla scelta di “abdicare”, di lasciare il suo regno a favore di qualcuno che, meglio di lui, sapesse districarsi tra la burocrazia e le scartoffie che, negli ultimi anni, erano riuscite a togliergli il sonno… Quando le ombre calano sulla vita del Nessi ecco affiorare un nuovo punto di osservazione. Una lettura diversa, ma in continuità con la precedente. Nella seconda parte del libro Albertina si appropria direttamente del testimone per raccontare la “sua” isola. L’ambientazione è la stessa, ma lo sguardo è quello di una bambina che si fa donna, cresciuta su un’isola accanto a personaggi dello spettacolo, artisti. Celebre una sua immagine, alla sola età di due anni, in braccio ad un mostro sacro del cinema del calibro di Gregory Peck… E la narrazione continua, senza togliere fascino a quei luoghi, al punto che verrebbe quasi voglia di farvi tappa. Ancora oggi, per respirare quello spirito del ‘Cotoletta’ che mai ha lasciato l’isola. “L’isola che c’era”L’isola del lago di Como”, Albertina Nessi, Alessandro Dominioni Editore, pp 256, 13.50 euro. ne con l’acqua. I Visconti Borromeo ne manterranno la proprietà per qualche decennio apportandovi alcuni interventi di manutenzione. Lo stabile passerà poi di mano in mano, fino agli attuali proprietari, la famiglia Ottolenghi. Il testo prosegue quindi nel descrivere la villa attraverso i secoli. Uno sguardo alle sue caratteristiche architettoniche. Un richiamo all’epoca del turismo romantico, di cui la Pliniana, tra i Sette e l’Ottocento fu meta ambita e ricercata. E la concessione di alcuni fotogram- mi sui visitatori illustri che vi fecero tappa: da Leonardo da Vinci a Giuseppe II, sovrano degli Asburgo; da Alessandro Volta ad Ugo Foscolo, per citarne soltanto alcuni. Senza tralasciare anche qualche richiamo “in rosa” con il riferimento ad una delle vicende più romantiche (e chiacchierate) dell’alta società dell’epoca (siamo a metà dell’Ottocento) di cui la villa fu teatro. Il momento più buio la Pliniana lo vive nel dopoguerra: abbandono, degrado e la ripetuta rinuncia di appropriarsene da parte dello Stato, che l’avrebbe potuta acquisire a prezzo di favore. Il primo passo di un lento riscatto si registra, però, nel 1983 con l’acquisizione da parte della Petrolifera Italo Romena, che inaugurerà la stagione della sua rinascita e promozione. Oggi la villa Pliniana si staglia in tutta la sua bellezza. Un luogo evocatore di gioia, mistero e riservatezza, come ricorda Guido Ottolenghi nella prefazione che introduce il libro. Con un richiamo, doveroso, alla voce dell’acqua che accompagna e seduce ogni visitatore della villa. “È l’acqua - scrive Ottolenghi - l’unico abitatore della villa che non l’ha mai lasciata, e questo forse la rende complessa da possedere per gli uomini”. “La Pliniana di Torno. Storia di una villa e di un mito sul lago di Como”, Fabio Cani, Alessandro Dominioni Editore, 2010, pp 128, ill. 23 euro LECCO EL CANTUN DI BALL E… 100 COSE DA RICORDARE Sulla scorta del successo dell’ “edizione” comasca (“Como la rana, la fontana e 100 cose da ricordare”) Alessandro Dominioni Editore ha deciso di fare tappa anche sulla sponda lecchese per raccogliere qualcuna delle perle più curiose e interessanti che accompagnano alcuni degli angoli più caratteristici della terra manzoniana. “Lecco el cantun di ball e… 100 cose da ricordare” il titolo della pubblicazione, curata da Gianfranco Scotti. “Un percorso ben articolato spiega l’autore nella prefazione - che ci porta dalle cime del Resegone e dalle vette delle Grigne fino alle rive del lago… si passa dai luoghi della tradizione manzoniana… alle industrie che… si sono rese protagoniste dello sviluppo economico del nostro territorio…” Il libro raccoglie, in un centinaio di pagine, curiosità, informazioni, aneddoti e immagini relative alla storia lecchese. Ecco allora che si viene a sapere che della provincia di Lecco si incominciò a parlare già nel 1926, mentre l’elevazione al rango di città risaliva già al 1848. Poi ancora le origini del Cantun di Ball, l’angolo delle chiacchiere, posizionato tra l’odierna piazza Garibaldi e via Cavour. Le testimonianze dei colpi di mortaio francesi cadute sulla città nel 1799, o dell’incidente tramviario del 1943 che costò la vita a 14 persone. Non manca il richiamo anche a qualche curioso personaggio cui la città ha dato i natali: dal mendicante Bogio a Giuseppe Airoldi, inventore delle parole crociate. Senza tralasciare sguardi anche su alcune ville, palazzi, chiese e monumenti. Un libro da gustare pian piano. Un antipasto, chissà, alla portata di qualche appassionato per approfondire con ricerche più mirate la storia di quel ramo del lago di Como... “Lecco el cantun di ball e… 100 cose da ricordare”, Gianfraco Scotti, Alessandro Dominioni Editore, 2010, pp 126, ill, 16.50 euro. CRONACA P A G I N A Como 19 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 OLTRE 40 LARIANI IN PELLEGRINAGGIO IN SIRIA Da Como sulle orme di San Paolo e del monachesimo orientale Il gruppo dei pellegrini di Como e Olgiate ripreso all’esterno della cittadella di Aleppo, la più grande opera militare del mondo musulmano, arroccata su una collina. Da Maalula al Krak dei Cavalieri, da Ugarit ad Aleppo passando per Apamea ed Ebla, da San Simeone a Sergiopoli - Rasafa, da Palmyra fino a Damasco, senza dimenticare la visita dell’antica città nabatea di Bosra, i partecipanti al viaggio hanno visitato e conosciuto realtà affascinanti e ascoltato qualificate testimonianze di CLAUDIO BOTTAGISI L e guide turistiche la definiscono “la terra delle nostre radici”, unitamente alla Palestina. E in effetti i pellegrini che raggiungono la Siria cercano di leggere proprio in quella terra i segni degli inizi della Chiesa e del primitivo monachesimo, pur nella consapevolezza di attraversare regioni “immerse” nell’Islam. I primi passi della Chiesa fuori Gerusalemme furono mossi del resto in questi territori dell’antica provincia romana: lungo la costa fenicia fino ad Antiochia e da Damasco verso l’entroterra che porta ai confini tra la cultura greco-bizantina e quella persiana. Visitare la Siria vuol però dire anche ripercorrere le orme dell’apostolo Paolo e seguire uno tra i più nuovi e interessanti itinerari dell’area mediorientale. È quanto hanno fatto - tra il 20 e il 27 agosto - gli oltre 40 pellegrini lariani che avevano aderito al viaggio proposto dalla parrocchia di San Fedele in Como. E nei loro occhi ora restano le testimonianze delle più antiche civiltà succedutesi in quelle lontane terre, testimonianze rappresentate da splendidi reperti archeologici e da fortezze e “cittadelle” inserite in suggestivi scenari naturali, oltre che da maestosi templi e da tombe rupestri. Da Maalula al Krak dei Cavalieri, da Ugarit ad Aleppo passando per Apamea ed Ebla, da San Simeone a Sergiopoli Rasafa, da Palmyra fino a Damasco, senza dimenticare la visita dell’antica città nabatea di Bosra, i partecipanti al pellegrinaggio (tra loro vi era anche un nutrito gruppo della parrocchia di Olgiate Comasco) hanno conosciuto realtà affascinanti e ascoltato lucide e qualificate testimonianze. Un legame antico, quello che lega Como e la terra lariana alla Siria. Non soltanto perché il vescovo Abbondio fu “ambasciatore” di papa Leone Magno proprio in Oriente, ma TAVERNOLA INCONTRO CON DON FELICE CANTONI Sabato 11 settembre alle ore 20.45 nell’oratorio di Tavernola, don Felice Cantoni, in Italia per un priodo di riposo, si incontrerà con la i fedeli della parrocchia di Tavernola , per parlare della sua esperienza missionaria in Cameroun. Domenica 12 settembre don Cantoni presiederà la celebrazione della S. Messa a Tavernola alle 10.30, Tutti i fedeli che desiderano incontrarlo sono invitati prima del suo ritorno in Cameroun, previsto in ottobre. Un suggestivo scorcio di Palmyra, città straordinariamente ricca, in posizione strategica lungo le vie carovaniere dell’Oriente anche perché la prima lapide sepolcrale cristiana custodita in città e posta nella cripta di San Carpoforo è di un mercante siriano. E quel legame antico ha reso ancora più forti le molte emozioni vissute dai pellegrini negli otto giorni del viaggio. Indimenticabile, ad esempio, rimarrà l’ascolto del Padre nostro recitato in aramaico da padre Tawfiq nella piccola chiesa melchita dei santi Sergio e Bacco a Maalula, così come non possono non aver scavato un solco profondo nelle coscienze dei partecipanti al viaggio le parole di monsignor Giuseppe Nazzaro, vescovo della comunità latina di Aleppo e già custode di Terra Santa, che incontrando la comitiva lariana nella se-de del Vicariato apostolico ha sottolineato come in quella terra si viva un clima di unione delle Chiese in base al principio secondo cui “qui siamo tutti cristiani”. “Le relazioni con i musulmani sono buone - ha detto - e noi siamo liberi di vivere il nostro cristianesimo, nella consapevolezza che nessuno di noi può imporre a un popolo il proprio modo di pensare e di agire. I musulmani ci osservano con rispetto e anche del governo locale, che tra l’altro ci fornisce gratuitamente elettricità e acqua, non posso assolutamente dir male”. “Ma la nostra - ha aggiunto il prelato - è una comunità povera e gran parte degli aiuti li ottengo soltanto quando vengo in Italia”. Quindi una sorta di appello: “Quando tornerete nel vostro Paese raccontate quello che avete visto e parlate della realtà in cui noi viviamo. E dite che la Siria non è un Paese di terroristi. Qui non c’è il petrolio, ci sono soltanto ricordi storici”. Significative anche le riflessioni di volta in vol- VISITA PASTORALE IL VESCOVO A DREZZO E PARÈ Sabato 4 e domenica 5 settembre il vescovo ha ripreso la visita pastorale alla diocesi incontrando le comunità di Drezzo e Parè. Nella foto RR un momento della visita. Sul prossimo numero la cronaca. ta proposte da don Carlo Calori, parroco della “città murata” e guida spirituale della comitiva, della quale facevano parte pure il prevosto di Olgiate, don Lorenzo, e padre Luigi Croserio del Collegio Gallio. “Dal suo incontro con Cristo - ha affermato don Carlo riferendosi a San Paolo e all’avvenimento che a Damasco segnò la svolta della sua vita - è nata una persona nuova. Il Risorto gli ha parlato e l’ha chiamato all’apostolato. Cristo, luce della verità, ha aperto il cuore di Paolo”. E durante la messa celebrata proprio a Damasco al Memoriale di San Paolo il sacerdote ha sottolineato come Dio non aspetti le nostre buone osservanze per venirci incontro, “perché Dio - ha detto - è gratuità”. “Lui ci ha creati - ha aggiunto - perché lo facessimo conoscere e lo facessimo amare, proprio perché il cristianesimo è dare ciò che abbiamo ricevuto. Il tesoro della fede cristiana è la croce di Gesù, perciò chiediamo al Signore di poter assorbire anche noi quanto appreso da San Paolo”. Da ricordare altresì alcuni spunti proposti durante le celebrazioni eucaristiche da padre Luigi. Bello, ad esempio, il messaggio trasmesso dal sacerdote nell’omelia da lui pronunciata ad Aleppo. “Quando non vediamo un gran sole all’orizzonte - ha detto - pensiamo che Dio non ci abbandona, pur se a volte pare correggerci”. Nel cuore di ogni pellegrino rimarranno però impressi anche i molti momenti gioiosi vissuti in Siria. Ancora oggi par di sentire risuonare l’Inno di Mameli, il Va’ pensiero e il Signore delle cime intonati dai comaschi nei maestosi teatri di Palmyra e di Bosra. E altri ricordi si rincorrono, senza dimenticare quell’ultima sollecitazione di don Carlo prima di lasciare Damasco: “Chiediamo a Gesù di poter assorbire quanto appreso qui dall’apostolo Paolo dopo il suo incontro inatteso e sorprendente con il Risorto. Il cristianesimo è missione e Dio ci ha creati perché noi lo facessimo conoscere ed amare”. CRONACA P A G I N A 20 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 L’INGRESSO SABATO 4 SETTEMBRE Capiago accoglie don Fornera apiago, 4 settembre 2010, ore 19.30, una calda e serena sera di fine estate, ragazzi, giovani, famiglie alla guida di decine di biciclette partite da via Serenza, dopo aver percorso le strade del paese, invadono festosamente la piazza della chiesa parrocchiale, già colma di gente. Pullman e moltissime auto affollano strade, parcheggi e prati. La polizia municipale e i volontari del gruppo alpini locale presidiano gli incroci e l’ordinata affluenza di centinaia di persone. Sui muri delle case, ringhiere e ogni dove ci sia spazio è un susseguirsi di nastri bianchi e gialli, coccarde, ghirlande, drappi, manifesti, striscioni. Di fronte al portale di ingresso della chiesa dei SS Vincenzo ed Anastasio è schierata la banda in uniforme insieme al sindaco e alle autorità civili. Numerosi sacerdoti arrivati per l’occasione da molte parrocchie della Diocesi, a partire dalla “lontana” Valtellina fino a Como, seminaristi, religiosi, si dispongono ordinatamente al lato della gradinata che porta al vestibolo della chiesa, dove attende il delegato del vescovo, don Antonio Fraquelli, in mano una pergamena con impressi i sigilli della Curia. Su un tavolo una magnifica veste bianca ornata di prezioso merletto, abilmente lavorata dalle donne del paese e indossata nel lontano 1996 da sua santità papa Giovanni Paolo II, a lato chierichetti schierati con un cuscino rosso sul C Grande gioia per l’arrivo del nuovo parroco, accolto da una folla festante della COMUNITÀ PARROCCHIALE quale sono posate antiche chiavi. ll clima è quello delle grandi occasioni, di quelle che capitano una volta a decennio. Improvvisamente un lungo applauso rompe l’atmosfera di attesa e gli sguardi si volgono tutti in direzione di un’auto che parcheggia ai limiti della piazza. Scende sicura una figura longilinea e sorridente, che saluta, ringrazia, guardando i volti della folla assiepata scopre con emozione la responsabilità grande del ruolo di guida che gli è stato affidato. E’ don Fabio! Il nuovo parroco, don Fabio Fornera. Capiago riceve dal vescovo Diego il dono più bello, una nuova guida per la comunità. La banda suona. La consegna delle chiavi della chiesa parrocchiale è il segno che introduce la celebrazione. L’organo e la corale intonano canti. Don Antonio presenta il nuovo parroco e legge il Decreto di Nomina. Poi il parroco si impegna al ministero della parola di padre e pastore, al ministero della penitenza, dell’eucaristia e dei sacramenti, della carità, con alcuni gesti significativi, il bacio del vangelo, del crocifisso, dell’altare, e l’aspersione della comunità con l’ac- qua del fonte battesimale. Don Fabio presiede la prima celebrazione eucaristica come parroco, nella bella omelia racconta come proprio a Capiago, all’età di 18 anni, nel silenzio della Casa Incontri Cristiani dei padri Dehoniani, ha avuto l’intuizione della sua vocazione sacerdotale. Dunque torna a Capiago con gratitudine ed emozione, iniziando un’esperienza pastorale nuova, confidando nel patto di alleanza che insieme, comunità e parroco, fanno con il Signore, con uguale dignità. “Dobbiamo essere come un fiume in piena, e lo potremo essere solo se alimentati costantemente dalla fonte, vivendo una fraternità concreta, riscoprendo la ricchezza dell’essere discepoli e mettendo davanti a tutto Gesù, che ha dato tutto per noi ed è unica vera fonte. Per vivere bene il nostro essere parrocchia dobbiamo prepararci e creare le condizioni per arrivare fino in fondo, non esistono ricette preconfezionate, l’unica strada concreta è seguire la parola di Dio annunciata fedelmente, vivere l’Eucarestia trasformandoci in corpo di Cristo vivente e il servizio e la carità verso tutti”. Durante la processione offertoriale la comunità fa dono a don Fabio di un camice in pizzo, frutto della maestria, dell’arte e di una tradizione secolare, per il servizio all’altare, e l’Amministrazione Comunale un computer portatile simbolo dell’operosità e del lavoro dell’uomo. Alzheimer: la giornata e la ripresa della attività Il Centro Donatori del Tempo ricorda che in occasione della 17° Giornata Mondiale Alzheimer i volontari saranno a disposizione presso la sede, a Como, in piazza Mazzini 9, sabato 18 settembre dalle 15 alle 19, per dare informazioni e documentazioni sulla malattia dell’Alzheimer e sulle attività del Gruppo reciproco aiuto malattia di Alzheimer e contemporaneamente presso il centro diurno comunale, a Como, in via Volta 83. Saranno presenti, su appuntamento, per consulenze individuali di carattere legale e psicologico la dottoressa Anna Cardinali, avvocato, e la dottoressa Luciana Quaia, psicologa. La giornata anticipa la ripresa delle tradizionali attività del Centro. Nello spcifico si riciorda che: lunedì 4 ottobre dalle 15.00 alle 17.00 riprenderà il pomeriggio di animazione per i malati di Alzheimer e di incontro con i loro familiari, il tradizionale “Caffè del lunedì”, ospiti allo Yacht Club ( Circolo della Vela) a Como in Viale Puecher, 8; mercoledì 6 ottobre dalle 17 alle 19 riprende il “Filo diretto” consulenza telefonica diretta con la dottoressa Luciana Quaia, per i familiari dei malati di Alzheimer, sempre il primo e terzo mercoledì del mese: te. 031-270231; Venerdì 8 ottobre dalle 15.00 alle 17.00 riprende il secondo pomeriggio di animazione, “venerdì - insieme” a Como, in via Volta, 83, presso il centro diurno comunale, sede dell’Università Popolare. Al termine del rito di ingresso i giovani suonano e cantano alternandosi alla corale, per il parroco la prima volta degli “avvisi parrocchiali”, il saluto alle parrocchie valtellinesi presenti in chiesa, ringraziamenti ai numerosi parroci e confratelli presenti. tra cui citiamo don Valerio Modenesi e don Andrea Caelli, don Roberto e don Moreno gli ultimi “giovani” preti capiaghesi doc, e il “nostro” caro Pietro “Benz”, collaboratore liturgico e aiuto pastorale, seminarista “doc a quali- tà garantita” (basta chiedere ai giovani..). La comunità ha un ultimo dono e ringraziamento per don Antonio, che ha coordinato e amministrato nei mesi di assenza del parroco, con autorevolezza e una presenza paterna e rasserenante. Significativo anche il ringraziamento di don Pierino ai genitori di don Fabio “perché se oggi Capiago ha un bel parroco è anche merito loro…” La festa continua sul campo dell’oratorio dove è offerto un curato rinfresco organizzato con professio- 5.)4!,3) 3OTTOSEZIONE DI#OMO ª).#/.42/ $)&/2-!:)/.% 6ENERDÖSETTEMBRE ORE #/-/)STITUTODON,UIGI'UANELLA SALAh!RCOBALENOvENTRATAPERILPARCHEGGIODAVIA4'ROSSI 4EMA !,:(%)-%2 ")3/'.!@#/./3#%2,/ s0ROIEZIONEDIAPOSITIVECONRELATIVASPIEGAZIONETECNICA ,INCONTROSARÌTENUTODA $OTT'IUSEPPE"ELLISSIMO -EDICO5NITALSIANO INCOLLABORAZIONECON ,UCIA-IGLIORINI ED%LISA6ALLI )NFERMIEREPROFESSIONALIE3ORELLEDASSISTENZA5NITALSI 5NITALSI#OMOVIA2ODARITEL LASEDEÒAPERTANEIGIORNIDI sMARTEDÖDALLEALLE sGIOVEDÖDALLEALLE nalità dal comitato nato per organizzare l’evento, con la partecipazione e il lavoro di molte persone. Chi bene inizia è a metà dell’opera, dice la saggezza popolare. Se la parrocchia metterà la stessa passione ed intensità mostrata nell’accogliere don Fabio, in un servizio corresponsabile al suo ministero sacerdotale, accompagnati e guidati dallo Spirito, non potrà che realizzarsi l’auspicio che i ragazzi del paese hanno scritto a grandi lettere su uno striscione: “Con te faremo cose grandi”. AL GALLIO “L’URTO DELLA CARITÀ” PER I 50 ANNI DEL COF La Casa di orientamento femminile di Montano Lucino in occasione del suo 50°anniversario ha organizzato un incontro pubblico con ingresso libero, dal titolo “L’urto della carità”. Una donna vittima dello sfruttamento e un magistrato si trovano a parlare del luogo in cui le loro esperienze hanno trovato un punto comune, il luogo nel quale si pratica la carità e ci si impegna a restituire e far ritrovare la dignità. L’incontro si tiene presso l’Aula Magna del collegio Gallio in via T.Gallio 1 venerdì 10 settembre alle ore 21. Saranno presenti Giuseppe Battarino e Cosmoiu Gianina mentre l’introduzione sarà affidata a Pietro Vagli Viello e all’avv. Giancarlo Leoni. CRONACA P A G I N A Como 21 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/227 TeamWork, a Ponzate una storia di valori a cooperativa Teamwork viene costituita nel 2005, e nasce grazie all’esperienza delle attività socio sanitarie dei Padri Somaschi. Tra i soci fondatori infatti vi sono alcuni dei responsabili delle strutture residenziali somasche che si sono occupate del trattamento di persone con problemi di dipendenza sul territorio della Regione Lombardia. Si tratta di ex tossicodipendenti e alcool dipendenti, ex carcerati, malati di Aids, minori a rischio di devianza e, in minor numero, donne in condizioni di fragilità e/o a rischio di esclusione sociale. La nascita della cooperativa ha inteso rispondere principalmente a due importanti bisogni: - Completare la gamma di interventi in tema di inclusione sociale di soggetti in condizione di svantaggio in un’area non ancora coperta : il lavoro - Trovare uno strumento per superare l’impedimento - dovuto alla natura giuridica della Congregazione stessa- a gestire in prima persona attività di inserimento lavorativo. L’attività della cooperativa è partita con l’assunzione di un gruppo di per- L È nata nel 2005 grazie all’esperienza delle attività socio sanitarie dei Padri Somaschi. Opera sul fronte del recupero di ex tossicodipendenti e alcool dipendenti, ex carcerati, malati di Aids, minori a rischio di devianza e, in minor numero, donne in condizioni di fragilità e/o a rischio di esclusione sociale pagina a cura del Consorzio Eureka Ser vizi alla Cooperazione e al Terzo Settore www.eurekacomo.it sone che per capacità personali e storie formative ed esperienze lavorative pregresse, in qualche caso anche come lavoratori autonomi, potessero garantire una seria professionalità nell’esecuzione dei lavori e al contempo, e rappresentare un nucleo di competenze finalizzate alla formazione di coloro che ne hanno bisogno. I singoli ospiti della cooperativa sono seguiti passo passo da un operatore con il ruolo di coordinatore delle attività lavorative ma anche educative della comunità. In questo momento all’interno della struttura di Ponzate, una villa settecentesca adattata nel tempo a varie destinazioni d’uso, precedentemente sede di Padri Somaschi, vi sono 9 ospiti uomini e una ragazza. Si tratta di una situazione anomala per certi versi poiché il 98% dei soci lavoratori appartiene alla categoria di svantaggiati (ogni lavoratore è al contempo socio della cooperativa). L’obiettivo è quello di un completo recupero dell’autonomia alla vita dei soci lavoratori in un tempo che può andare da uno a due anni durante il quale vengono svolte diversi tipologie di attività: - edilizia, ristrutturazioni di immobili - tinteggiatura, strutture in cartongesso, pavimenti - manutenzione verde, taglio prato, potature - “global service” (montaggio e smontaggio mobili, riparazioni elettriche e idrauliche e altri lavori di manutenzione) Negli ultimi tre anni si è inoltre attivato un nuovo settore di lavoro, legato agli interventi di pulizia in concomitanza con PER SAPERNE DI PIÙ Per saperne di più: Teamwork società cooperativa Via Monte Grappa 1 22038 Ponzate, Como Tel. 031-420318ì Fax. 031-428591 team [email protected] www.somaschi.it l’ingresso tra i soci lavoratori di una figura femminile. Si tratta però di un’attività marginale rispetto al core business della cooperativa. Dopo dodici mesi di lavoro i soci lavoratori hanno diritto ad uno stipendio che si aggira sui 1000/ 1.100 euro ed è basato su un tempo di lavoro settimanale di 38 ore. L’età media degli ospiti della cooperativa è di circa quarant’anni, il 35% è sieropositivo, il 45% viene da esperienze di carcere. Qualcuno di loro ha scontato parte della pena carceraria all’interno della cooperativa e qualcun altro lo sta facendo. L’avere a disposizione in una stessa cooperativa figure professionali così diverse, consente di configurare la cooperativa come una realtà “Global Service”. Ad usufruire dei servizi offerti dalla cooperativa sono in primo luogo gli stessi Padri Somaschi, che creano una sorta di circolo virtuoso tra l’esigenza della manutenzione delle numerose case della Congregazione e il creare opportunità di lavoro a persone in difficoltà. L’obiettivo di più lungo respiro è però quello di costruire una rete di collaborazioni con Aziende, Enti pubblici e privati per poter ampliare le possibilità di inserimento lavorativo e offrire concrete possibilità di riabilitazione ad altri soggetti in condizioni di svantaggio, come le donne vittime della tratta ed i minori a rischio di devianza. La cooperativa, in collaborazione con il Centro Accoglienza di Ponzate, e dopo aver sentito il parere dei Servizi Territoriali di riferimento, può attivare percorsi di inserimento abitativo e sociale attraverso l’utilizzo di 3 appartamenti per un totale di 8 posti letto. Questa disponibilità si inserisce nel considerare il reinserimento non solo dal punto di vista lavorativo, ma declinandolo nel recuperare, apprendere e saper gestire abilità manuali, intellettuali e sociali, nonché nel “riabilitare” all’attività ponendo lo sguardo sull’intero mondo vitale dell’individuo nella delicata fase dell’emancipazione dalla condizione di disagio: la casa, il lavoro, gli affetti, i saperi e l’acquisizione di nuove competenze. Giuridicamente separata dalla cooperativa vi è poi la Comunità Terapeutica residenziale maschile per tossicodipendenti e poliabusatori con modulo di reinserimento. Vengono accolti inoltre soggetti in regime di affidamento ai servizi sociali, sieropositivi, malati di Aids, individui in terapia metadonica. La durata totale del programma è di circa 18 mesi ma in qualche caso sono previsti percorsi personalizzati concordati con i Sert o i servizi di competenza. La comunità è accreditata per l’accoglienza fino a un massimo di 18 ospiti. Obiettivo principale è il recupero dei soggetti attraverso una serie di strumenti quali gruppi psicologici, gruppi educativi, attività sportive e ludico espressive (calcio, nuoto, corsi di inglese e informatica) ma anche attraverso il lavoro. I ragazzi della comunità lavorano tutti i giorni circa 6/7 ore in attività quali: assemblaggio particolari porta pensili per industria del mobile, montaggio attrezzature per cucine e assemblaggio cartelline per l’alta moda. Il lavoro è infatti un aspetto terapeutico che crea in queste persone dall’identità fragile e insicura, un’abitudine ad avere dei punti fermi e delle regole precise Gli ospiti della comunità possono disporre di tre appartamenti (per un totale di 8 posti) adiacenti alla comunità stessa e destinati al reinserimento. Il passo successivo è quello di entrare nella cooperativa e iniziare un percorso lavorativo; riescono in questo passaggio circa il 30% degli ospiti della comunità. P A G I N A 22 CRONACA Bassa&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 SI RINNOVA UNA TRADIZIONE SECOLARE Guanzate: la festa del Santuario Particolarmente intenso il programma del fine settimana. Sacro e profano che si intrecciano in un susseguirsi di celebrazioni ed eventi LE CELEBRAZIONI RELIGIOSE Ecco il programma delle celebrazioni religiose del fine settimana: Tutte le funzioni, se non specificato diversamente, saranno celebrate in Santuario. Venerdì 10 settembre ore 8.30 Santa Messa ore 20.30 celebrazione penitenziale e sante confessioni Sabato 11 settembre ore 8.30 Santa Messa ore 18.00 santa messa pontificale in parrocchia con sua ecc. mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara/Penne ore 20.00 Santa Messa solenne festiva Domenica 12 settembre ore 6.00 fiaccolata e Santo Rosario dalla piazza parrocchiale al Santuario ore 6.40 recita delle lodi ore 7.00 Santa Messa ore 8.00 Santa Messa in chiesa parrocchiale ore 9.30 Santa Messa ore 11.00 Santa Messa solenne presieduta da mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara/Penne ore 15:30 Santa Messa dell’ammalato ore 17:00 Vespri ore 18:00 Santa Messa solenne celebrata da mons. Claudio Stresal, Vicario Episcopale ore 20:30 S.Rosario meditato e benedizione lunedì 13 settembre ore 20.30 Santa Messa di ringraziamento R itorna, come ogni seconda domenica di settembre, la ultra secolare festa del Santuario di Guanzate che quest’anno cade proprio in occasione della ricorrenza del “SS. Nome di Maria”. Nei giorni precedenti alla festa centinaia di pellegrini, come di consueto, sono arrivati al Santuario per le varie celebrazioni. Un susseguirsi di luci, fiori, canti e suoni: tutto diventa preghiera davanti all’affresco della Madonna di S. Lorenzo (detta del Latte) solenne e silenziosa, invitante e materna, ed anche il lungo viale con le cappelle diventa protagonista. Già fin prima del 1497, da quando arrivò il cristianesimo nel piccolo borgo di Vogenzate, la preghiera sgorga più facile generando gioia fiducia. E non solo in occasione della grande festa, ma nel corso di tutto l’anno il richiamo è forte soprattutto per chiedere il dono di un figlio, di un lavoro o di altre grazie… Il portale in bronzo che da 13 anni è collocato nell’ingresso centrale del tempio mariano rappre- TRA MERCATINI E MUSICA Di seguito il programma “profano” delle celebrazioni legate alla festa del Santuario. Venerdì 10 settembre ore 19 apertura ristorante ore 21 ballo di gruppo e latino americano con l’orchestra spettacolo “Pier Ardino Band” senta la preghiera dei santi alla Beata Vergine di San Lorenzo. Lo scultore bergamasco “Toffetti” ha voluto far emergere la centralità di Maria che allatta il Figlio di Dio, la schiera dei vari prelati che qui hanno lasciato il segno della loro preghiera partendo da San Carlo Borromeo, dai beati cardinali Ferrari e Schuster, dal cardinal Montini, fino al cardinal Martini. Santi e arcivescovi che hanno reso amore alla Madre che da secoli genera figli che credono in Gesù Cristo. Particolarmente ricco il calendario degli eventi che hanno introdotto l’appuntamento con la festa mariana. Su tutti da segnalare l’incontro del 9 settembre con Gianna Emanuela, la figlia di FESTA PATRONALE Portichetto e la Madonna della neve C ome ogni anno, in coda all’estate, la festa patronale della Madonna della neve apre le attività del nuovo anno pastorale. E’ un momento molto sentito dalla popolazione di Portichetto, che pone le sue attese e le sue speranze sotto lo sguardo materno di Maria. Quest’anno la festa avrà una cornice inedita perché si svolgerà per la prima volta nel rinnovato oratorio dedicato a Maria Ausiliatrice. E’ si- gnificativo che anche l’ambiente ludico e formativo dei ragazzi e dei bambini sia sotto il patrocinio della Madonna, certi che Ella è la via più sicura e immediata per arrivare al Suo Figlio Gesù. La comunità avrà anche la grazia di beneficiare delle “primizie” sacerdotali in quanto la predicazione di questi giorni sarà tenuta dal sacerdote novello don Fabio Rossi originario di Lomazzo e ora destinato come coadiutore nella parrocchia di Lipomo. Gianni Beretta Molla, la santa di Magenta. Titolo dell’incontro: “Sono nata da una santa e non l’ho conosciuta”. Ad aprire le porte ad una settimana “speciale”, lo scorso 5 settembre, nell’antico Santuario mariano anche la conclusione dei festeggiamenti dell’anno 2010 per il ritorno dell’organo “Pietro Bernasconi”, restaurato dalla bottega organara “Ilic Colzani” di Villa Guardia. Un’elevazione spirituale tenuta dalla Schola Cantorum di Chiasso, con la partecipazione di Emanuele Vezzoli. I festeggiamenti per il “ritorno” dell’organo erano iniziati a maggio, con il concerto di inaugurazione tenuto dal maestro Giancarlo Parodi, docente presso il pontificio istituto di musica sacra del Sabato 11 settembre ore 19 apertura ristorante mercatini, apertura 5° concorso di pittura, pesca di beneficenza ore 21 ballo liscio e anni 60/70 con l’orchestra spettacolo “Pier Ardino Band” Domenica 12 settembre ore 8 colazione in santuario mercatini, 5° concorso di pittura, pesca di beneficenza ore 9 corsa ciclistica esordienti 1° anno 36 Km corsa ciclistica esordienti 2° anno 50 Km ore 12.30 “Pranzo sotto il Tendone” (si richiede prenotazione) ore 14.00 Gran Premio F1 di Monza al bar della festa ore 15.00 Giochi per bambini ore 16.15 “Nutella Party” ore 17.30 Premiazioni 5° Concorso di Pittura ore 18.45 Apertura ristorante ore 21.00 Ballo liscio e musica a richiesta con l’orchestra spettacolo “Pier Ardino Band” ore 22.45 Estrazione lotteria ore 23.00 Spettacolo pirotecnico Vaticano. «In tale occasione - spiega Ivan Bancora, uno degli organisti del Santuario, nonché membro del “Comitato per il restauro dell’organo” abbiamo sentito suonare questo strumento nella sua totalità, enfatizzando anche suoni e melodie non proprie dei nostri giorni». «La ricollocazione di questo strumento - prosegue Bancora - non solo impreziosisce il Santua- IL PROGRAMMA rio, ma eleva lo spirito alla devozione alla Madre di Dio. Il restauro dell’organo, fortemente voluto dalla comunità, sposa sia l’importanza di aver recuperato un bene storico di altissima importanza per il tempio mariano, sia la centralità della preghiera presentata a Dio e a Maria mediante l’accompagnamento dei canti liturgici con l’organo». Ecco il programma delle celebrazioni a Portichetto. Giovedì 9 settembre: ore 20.30 adorazione, S. Rosario e omelia Venerdì 10 settembre: ore 20.30 adorazione,S. Rosario e omelia Sabato 11 settembre: ore 14.30 SS. Confessioni Domenica 12 settembre: ore 10.30 S. Messa solenne, seguirà aperitivo in oratorio per la comunità; ore 14.30 processione mariana, benedizione e consacrazione dei bambini a Maria; ore 15,40 incanto dei canestri,pesca di beneficenza, pozzo di S. Patrizio,giochi per i ragazzi; ore 19 spaghettata in oratorio; Lunedì 13 settembre: ore 20.30 S. Messa per tutti i defunti GUANZATE I 90 ANNI DI CONSACRAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE La comunità parrocchiale di Guanzate, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, propone, nell’ambito dei festeggiamenti per il 90° di consacrazione della chiesa parrocchiale, un concerto del coro e orchestra Ars Cantus (circa 150 elementi). Direttore Giovanni Tenti. L’appuntamento è fissato per sabato 18 settembre, alle ore 21, presso la chiesa parrocchiale S. Maria Assunta, in piazza S. Cristoforo 2. CRONACA Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 CONSACRATA LA CATTEDRALE DI PRISTINA Scomparso nel 2006 il vescovo era molto legato alla diocesi di Como. A Maslianico celebrò la sua prima messa negli anni Sessanta di MICHELE LUPPI Alla posa delle prima pietra nel 2003 era presente anche una delegazione arrivata da Maslianico, la parrocchia in cui il giovane Sopi, per tutti rimasto “don Marco”, aveva celebrato la sua prima messa nei lontani anni sessanta e in cui aveva trascorso diverse estati durante i suoi anni di studio all’Istituto Propaganda Fide di Roma. Anni in cui nacque con la parrocchia e l’allora parroco, don Alessandro Riva, un’amicizia fatta di lettere e incontri, di celebrazioni e visite reciproche. Un legame che negli anni si è esteso anche ad altre par- LA BANDA DELL’ARMA DEI CARABINIERI A CAMPIONE D’ITALIA La storica presenza a Campione d’Italia di un nucleo dei Carabinieri costituisce un’occasione ulteriore per celebrare l’anniversario dell’Arma con una manifestazione di particolare rilevanza pubblica. ¨ L’11 settembre, infatti, un concerto-evento porterà nell’enclave la Banda dei Carabinieri, che con i suoi 102 orchestrali accuratamente selezionati rappresenta nel mondo un’immagine italiana particolarmente apprezzata e amata attraverso una complessa struttura in grado di interpretare un repertorio che spazia dalle più celebri composizioni orchestrali a brani originali per banda, comprendendo musiche classiche e moderne oltre alle tradizionali marce militari. Il consenso critico e di pubblico è parte integrante della storia della Banda dei Carabinieri che per il concerto di Campione d’Italia - in piazzale Maestri Campionesi - ha predisposto un programma rappresentativo di una illustre tradizione musicale come è quella della formazione bandistica dei Carabinieri, la cui notorietà è assolutamente internazionale. Il concerto nell’enclave sarà speciale anche perché gli elementi della Banda, diretta dal tenente colonnello Massimo Martinelli, si presenteranno con le storiche uniformi, e un programma specificamente predisposto che avrà le accennate caratteristiche di un evento da ricordare. Manifestazione libera e gratuita. In caso di maltempo il concerto si terrà presso il Salone delle Feste del Casinò Municipale di Campione d’Italia. Per maggiori informazioni Azienda turistica telefono 004191-6495051. rocchie della diocesi di Como come Borgonuovo di Piuro e Torno. La scomparsa dei due promotori mise in crisi il 23 La nuova cattedrale di Pristina dedicata a Madre Teresa. In basso mons. Sopi in una foto d’archivio In Kosovo il sogno di mons. Sopi diventa realtà I l sogno di mons. Mark Sopi, vescovo del Kosovo con un passato da seminarista in Italia e una lunga amicizia con la nostra diocesi, è divenuto realtà. Domenica 5 settembre, a Pristina, è stata consacrata la cattedrale che aveva voluto come segno della rinascita dopo le violenze della guerra. Purtroppo, mons. Sopi non era presente alle celebrazione, morto a causa di un malore improvviso, l’11 gennaio del 2006. Assente anche l’altro grande artefice di questo progetto, il presidente Ibrahim Rugova, morto dieci giorni dopo l’amico vescovo. Il “Ghandi dei Balcani”, così era spesso definito Rugova per la sua politica non violenta di resistenza, aveva voluto donare alla Chiesa del Kosovo un terreno per la costruzione, nel cuore della capitale, di questo santuario dedicato a Madre Teresa, i cui genitori erano nativi proprio del Kosovo. Questo in un Paese dove oltre il 90% della popolazione è di fede mussulmana. P A G I N A progetto della cattedrale che si interruppe, per essere poi ripreso dal nuovo vescovo, mons. Dode Gjergji, che nel 2007 die- de materialmente il via alla costruzione. Un impegno ingente per un piccola Chiesa, circa 65 mila fedeli in Kosovo e altrettanti nella diaspora in Europa e Stati Uniti, non solo da un punto di vista finanziario. Sono stati proprio i membri della diaspora a dare un contributo importante alla costruzione della Chiesa; un sostegno arrivato anche dai non cattolici. “Il primo miracolo Madre Teresa l’ha già fatto racconta mons. Lush Gjergji, vicario generale della Chiesa del Kosovo perché alla celebrazione di domenica erano presenti anche S.E Amfilohije, metropolita di Montenegro della Chiesa Ortodossa Serba e, attualmente, amministratore dell’eparchia di Raska e Prizren in Kosovo, e il mufti Naim Ternava, presidente della Comunità Islamica del Kosovo. Attorno alla figura di Madre Teresa si sono così incontrati simbolicamente i popoli che fino a pochi anni fa si combattevano”. Un segno importante considerando il non facile cammino ecumenico e di riconciliazione all’interno del Kosovo, su cui pesano ancora come macigni la guerra e le vicende politiche degli ultimi anni. Perché se i fedeli ortodossi sono quasi esclusivamente serbi, i cattolici sono principalmente albanesi. “Questo santuario - ha concluso il vicario generale - non è costruito di ferro e cemento ma con il cuore e la gratitudine di tanti. Per questo le porte del Santuario saranno sempre aperte per ogni uomo senza alcuna distinzione di etnia o religione perché sull’esempio di Madre Teresa possa diventare un segno di perdono e riconciliazione”. INCONTRO IL 12 SETTEMBRE A VILLA BATTISTERO Da Canzo 50 anni di iniziative per l’ambiente I l Gruppo Naturalistico della Brianza, con il sostegno della Regione Lombardia e della Fondazione CARIPLO, organizza un incontro dal titolo «Da Canzo 50 anni di proposte e iniziative per proteggere il nostro ambiente», che si terrà domenica 12 settembre alle ore 17.00, presso il Battistero di Villa Meda di Canzo, nell’ambito della tradizionale “Biofera”. Sarà l’occasione per il sodalizio brianzolo, una delle prime associazioni ambientaliste in tutta Italia, per riflettere sui suoi primi cinquanta anni di impegno a favore della natura “di casa nostra” e di porre le basi per le azioni future. Interverranno il geom. Cesare del Corno, presidente del sodalizio, il dott. Franco Grassi (già Dirigente dell’Unità Operativa Pianificazione Ambientale e Gestione Parchi di Regione Lombardia), l’avv. Giuliano Sala (già Assessore Regionale), il dott. Luigi Cagnolaro (già Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano), la dott.ssa Fiammetta Lang (Presidente della Sezione di Como di Italia Nostra); moderatore sarà il giornalista Emilio Magni, socio fondatore del Gruppo. La storia dell’associazione è infatti cominciata nel 1960, proprio a Canzo, quando un piccolo gruppetto di amici, capeggiati dal giornalista di origine svizzera Giorgio Achermann, ha dato forma concreta al desiderio di fare qualcosa per proteggere il patrimonio ambientale della nostra zona. Achermann aveva visto con lungimiranza i problemi di uno sviluppo poco rispettoso dell’ambiente, dello sfruttamento dissennato del territorio e aveva sintetizzato efficacemente il motivo dell’agire del Gruppo nel motto: “Difendiamo oggi il mondo di domani”, oggi più che mai attuale. Una cinquantennale azione, quella del Gruppo Naturalistico della Brianza, caratterizzata da una fitta trama di rapporti di dialogo con le Autorità e con il mondo accademico, che le ha permesso di ottenere brillanti risultati. Tra le “storiche” conquiste (oggi ormai una realtà consolidata) del Gruppo Naturalistico della Brianza possiamo ricordare la proposta di una legge regionale per la tutela della flora spontanea e della fauna minore, le iniziative per la salvaguardia del lago del Segrino, le azioni per la conservazione delle popolazioni di Anfibi dei nostri laghi, la lotta all’uccellagione, al tiro al piccione, agli incendi boschivi, ai rumori, agli automezzi fuoristrada sui sentieri. Ricordiamo anche il forte contributo del sodalizio all’istituzione di aree protette regionali quali i Parchi delle Groane, delle Orobie Valtellinesi, della Brughiera Briantea, nonché l’impegno costante nella divulgazione natura-listica e nell’educazione ambientale con l’organizzazione di incontri, convegni, mostre, uscite sul territorio, la creazione del Sentiero Geologico “Giorgio Achermann” in val Ravella a Canzo e la pubblicazione della rivista “Natura e Civiltà”. Per informazioni: tel. 031-681821; e-mail [email protected]. S.F. CRONACA P A G I N A 24 Prealpi IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 SABATO 12 SETTEMBRE Due fotogrammi del film del film Napo Torriano, il prigioniero del Baradello (1910), tratto da A.Bernardini, “Il cinema muto italiano, 1910 i film dei primi anni”, Bianco e Nero, Nuova Eri, 1996 Olgiate saluta don Lorenzo Calori Il sacerdote lascia la comunità dopo 34 anni di ministero. Una grande festa nell’ambito delle celebrazioni dei canestri IL PROGRAMMA DELLA FESTA Ecco il programma della festa di saluto a don Lorenzo e della festa dei Canestri fissata per il 12 settembre. Venerdì 10 settembre, ore 18 S. Messa in chiesa parrocchiale con i preti olgiatesi, i vicari che si sono avvicendati nella parrocchia e i preti della zona animata dal Coro dei giovani; a seguire: cena con i preti in casa della giovane ore 21 spettacolo teatrale sabato 11 settembre, ore 18 S. messa a Somaino animata dal Coro di Somaino; a seguire: aperitivo in salone oratorio; U n saluto caldo, affettuoso, commosso, come si confà ad un padre di famiglia. Con un’emozione forte e viva nel cuore la comunità olgiatese si appresta a concedere il suo grazie a don Lorenzo Calori, parroco di Olgiate per 34 anni, con la festa di saluto programmata per il 12 settembre, nell’ambito della tradizionale festa dei canestri. Sulle pagine dell’ultima edizione di “Vita Olgiatese” il fraterno saluto di don Lorenzo ai fedeli con i quali, in questi anni, ha condiviso il suo ministero. Nell’elencare le molteplici attività alle quali la parrocchia sarà chiamata nelle prossime settimane e nei prossimi mesi don Lorenzo scrive, tra l’altro: “…A questo punto vi sarete resi conto che, come si usa dire, sto menando morto il “sciur Paul”. A Ronago tutti ne parlavano con grande rispetto, e quando lo nominavano quasi abbassavano la voce. La sua vita, si può paragonare, forse, a quella di un monaco. Un monaco laico, il cui monastero è stato l’azienda messa su dal padre Gian Battista nel 1923 (l’anno della nascita di Giuseppe, il fratello minore di tre anni, divenuto medico missionario) per lanciare la produzione del miele su base industriale, cui si sono aggiunti altri prodotti dolciari e derivati. Un’impresa che si è affermata a livello nazionale ed estero. Il fratello maggiore dott. Francesco seguiva gli aspetti amministrativi e commerciali dell’azienda, il dott. Carlo era il creatore dei gusti e dei sapori delle caramelle. Il signor Paolo era l’anima vitale che faceva girare la fabbrica. Era lui che organizzava il lavoro degli operai, che riparava i macchinari e ne metteva a punto il funzionamento, che teneva il con- È domenica 12 settembre SS. Messe in parrocchiale celebrate da don Lorenzo Calori, ore 9.30 S. Messa animata dal Coro della Fontanella; ore 11 S. Messa animata dal Coro parrocchiale; altre SS: Messe: ore 7.30 e 17 in chiesa parrocchiale; a Somaino ore 9.30, a S. Gerardo ore 9 ore 12.30 aperitivo in Pineta; ore 12.45 pranzo in Pineta (su prenotazione); ore 16 grande festa in oratoriop; ore 17.30 merenda e intrattenimento musicale del Corpo Musicale Olgiatese sabato sera e domenica nel salone parrocchiale banco raccolta e offerta canestri Nel salone san Pio X presso l’oratorio maschile vi sarà anche una pesca di beneficenza, apertura sabato dopo la S. Messa prefestiva e domenica dopo la S. Messa delle ore 7.30. Presso l’oratorio maschile la sera di sabato e la domenica pomeriggio, fino a tarda sera, sarà anche allestito un crotto. il can per l’aia, perché non toccherà più a me fare queste cose con voi, ma soprattutto perché perderei di vista l’essenziale per un prete e per un cristiano. Il cristiano non è colui che fa tante cose magari anche buone, cristiano è colui che è unito a Cristo come il tralcio è unito alla vite e allora, solo allora, in forza della linfa vitale che gli viene dalla vite, può portare frutto, altrimenti non può che essere bruciato. Non sono io e nemmeno la Chiesa, come organizzazione umana, che può salvare il mondo, il mondo è già salvato e orientato alla salvezza definitiva per la morte e resurrezio- ne di Cristo. Sarà sempre e solo per la misericordia di Dio e non per le nostre opere che possiamo sperare nella salvezza nostra e di tutto il mondo, qui, e per l’eternità… Il cristiano è colui che crede nell’amore di Dio riversato nei nostri cuori dallo Spirito santo: Gesù è questo amore di Dio in- carnato e donato a noi, Gesù che anche noi, come Maria, dobbiamo accogliere, custodire, donare. Questo il cristiano e ancora più il prete! Lo sono stato con voi e per voi in questi lunghi anni di mia permanenza ad Olgiate? Preferisco non tentare una risposta nemmeno per me stesso, ma lasciare tutto alla misericordia di Dio e alla vostra carità con cui mi avete sempre accolto e sopportato. Una cosa so, e mi è sempre stata insegnata fin dalla fanciullezza, che nella volontà di Dio, interpretata in questo caso dal mio vescovo, troverò la mia pace, non solo, ma nella celebrazione quotidiana dell’Eucaristia, sollevando l’unico “Pane vivo che si offre a noi” e fissando il Lui lo sguardo della RONAGO LA SCORSA SETTIMANA Paolo Ambrosoli l’addio ad un re “dolce” A presiedere la cerimonia funebre il vescovo di Como, mons. Diego Coletti di MARIO MASCETTI trollo dei magazzini, che si assicurava della puntualità delle forniture e delle spedizioni, che aveva sott’occhio in ogni momento ogni reparto: quello in cui si invasava il miele, quello della cera “Ambra”, quello della produzione delle caramelle, quello della lana d’acciaio “Sirio”, quello dove si assemblavano le cassette di legno per gli imballaggi, l’officina degli automezzi… Era il punto di riferimento per risolvere ogni problema, per pren- dere qualsiasi decisione. Negli ultimi decenni, con il minore dei fratelli, il dottor Sandro (l’ottavo dei figli di G. Battista e di Palmira Valli), ha seguito la progressiva ristrutturazione logistica della fabbrica e l’ammodernamento degli impianti secondo le nuove tecnologie, per stare al passo con i tempi e rimanere competitivi sul mercato. I dipendenti ricordano con ammirazione e affetto il signor Paolo come esempio di dedizione al lavoro, con i tratti di signorilità, di riservatezza, di delicata attenzione e rispetto verso tutte le persone e le cose, così come era stato il padre G. Battista. Un modo di essere e di vivere, secondo valori essenziali, che ha cercato di trasmettere ai fi- Un momento della cerimonia funebre gli, insieme con l’adorata moglie Nanà, che di poco lo ha preceduto nell’ultimo viaggio terreno, come ha testimoniato il figlio Gianfranco. Ma il signor Paolo, soprattutto dopo quel 27 marzo 1987, in cui da Lira in Uganda ha avuto la notizia del sacrificio della vita di padre Giuseppe, nella sua generosità ha sentito il dovere morale di contribuire in modo determinante alla continuità dell’opera del fratello missionario, sostenendo con grande impegno di mezzi e risorse la fondazione “Dr. Ambrosoli Memorial hospital” di Kalongo. Nel dare l’ultimo commosso saluto, lo ha ricordato padre Egidio Tocalli, il missionario-medico valtellinese, che ha raccolto l’eredità del Servo di Dio padre Giuseppe. Egli ha anche riferito che padre Arnaldo Baritussio, postulatore della causa di fede posso continuare a irradiare ancora su di voi, carissimi, come su tutti, la Grazia del Signore che è luce e forza di vita per tutti… Carissimi olgiatesi, tanti anni fa il vescovo (non importa il nome!) mi ha mandato a voi a portarvi e a testimoniare Cristo crocifisso e risorto, presente nella Parola e nell’Eucaristia, io ve l’ho portato, quanto l’abbia testimoniato lasciatelo al giudizio della misericordia di Dio e alla vostra benevolenza, ora continuate il cammino col nuovo parroco (non importa il nome!) certi che l’amore che Dio ha riversato nei nostri cuori non si spegne con la lontananza ma si purifica dalle scorie e si rafforza nella preghiera, che vi assicuro e vi chiedo, in Cristo”. beatificazione di padre Giuseppe, ha potuto dare al signor Paolo, pochi giorni prima che morisse, la notizia di una guarigione straordinaria avvenuta in Uganda, che se riconosciuta come miracolosa aprirebbe la strada alla beatificazione del missionario ronaghese, di cui tutti coloro che lo hanno conosciuto desiderano gioire. Il rito funebre nella chiesa parrocchiale di Ronago è stato presieduto dal vescovo mons. Diego Coletti. Con lui hanno concelebrato don Mario Ziviani, parroco della comunità di Uggiate Trevano e Ronago, don Tullio Salvietti, parroco di Monte Olimpino dove risiedeva Paolo Ambrosoli, don Eugenio Verga, ultimo parroco di Ronago, e una schiera di missionari comboniani, confratelli di padre Giuseppe. Commovente, al momento dell’avvio del corteo funebre dalla casa paterna con annesso lo stabilimento, il suono della sirena, ultimo saluto in terra, per la chiamata in cielo, questa volta per essere nella pace eterna. CRONACA Lago&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 P A G I N A 25 GUIDE Ramponio Verna da conoscere Quattro pieghevoli che svelano le bellezze di questo piccolo paese della Valle Intelvi di SILVIA FASANA R iscoprire il proprio territorio, la propria storia, le proprie tradizioni, i propri monumenti artistici, per proporli a residenti e turisti. È questo lo spirito dell’interessante iniziativa editoriale che ha visto protagonista il Comune di Ramponio Verna, con il contributo degli assessorati alla Cultura della Regione Lombardia, della Provincia di Como e del Comune di Como, della Comunità Montana Lario Intelvese, dei Musei Civici di Como e dell’Associazione Culturale Terra Insubre. Si tratta di un raccoglitore contenente quattro pieghevoli che raccontano ciascuno una “fetta” di questo piccolo paese della Valle Intelvi. I testi sono di Silvia Fasana, Benedetta Gianoli, Marco Lazzati, Marina Uboldi, Donata Volpi; il progetto grafico è di Nodo - Como. Si parte dal passato remoto della Valle Intelvi con l’altura del Caslè: in questo luogo, nei pressi di un masso con coppelle poco lontano dalla “bolla”, sono recentemente venute alla luce tracce di frequentazione umana risalenti all’Età del Rame (2600 a.C. circa), mentre sulla vetta del monte sono stati rinvenu- ti i resti di un “castelliere” protostorico, ovvero un ampio recinto fortificato costruito con pietre a secco che racchiudeva capanne di abitazione, legato ad un probabile insediamento di allevatori-pastori e datato tra il 1200 e l’800 a.C. circa (dall’Età del Bronzo Finale all’inizio della Prima Età del Ferro). Dal 2004 le indagini sulla zona sono svolte con continuità dai Musei Civici di Como; l’area del castelliere è stata inoltre attrezzata con pannelli didattici e aree di sosta ed è stato creato un percorso di visita dedicato. Proseguendo nel nostro ideale viaggio nello spazio, nel tempo e nella memoria, passiamo al Santuario di S. Pancrazio, straordinario punto di riferimento religioso non solo per il paese, ma anche per tutta la Valle Intelvi, ritrovo ogni anno di molti devoti per la tradizionale festa di maggio. Il nucleo più antico dell’edificio sacro (secondo una tradizione leggenda- ria, la cappella di un antico castello) risale probabilmente alla prima metà del Mille; di questa costruzione rimangono la piccola abside semicircolare, parte della navata, inglobate ora nella cappella laterale sinistra dedicata al santo e il robusto campanile. La chiesa fu ricostruita dal Quattrocento e ampliata nei secoli successivi; al suo interno si conservano opere molto interessanti come gli affreschi absidali cinquecenteschi attribuiti ai Solari di Verna, la secentesca Madonna con Bambino del ramponiese Tommaso Orsolino (che lavorò a lungo a Genova e alla Certosa di Pavia) e i meravigliosi stucchi settecenteschi della cappella di San Pancrazio, ascritti tradizionalmente a Diego Carloni o più propriamente alla sua scuola. La chiesa è anche nota per il famoso “Giuramento di San Pancrazio” per la liberazione dell’Italia, sottoscritto la notte del 14 dicembre 1943 da un DONGO gruppo di partigiani al comando del capitano Ugo Ricci, ospiti del parroco don Carlo Scacchi. Ma non solo San Pancrazio: Ramponio Verna è il Comune in Valle Intelvi che può vantare il maggior numero di chiese e oratori: ben otto. Il terzo pieghevole ci presenta appunto le chiese del paese, luoghi dove il patrimonio di fede e devozione della popolazione si è fuso nei secoli con la bellezza delle espressioni dell’arte. A Ramponio, oltre al Santuario di S. Pancrazio e al vicino oratorio settecentesco di S. Gaetano, si possono osservare la Parrocchiale di S. Benedetto e l’”Oratorio Bolla”, piccolo gioiellino barocco dedicato a S. Giovanni Nepomuceno, patrono della Boemia, che ci rimanda all’emigrazione degli artisti locali nel Centro Europa. A Verna invece sorgono la chiesa di S. Ambrogio (la cui dedicazione è stata messa in relazione con la dipendenza di questa lo- Lariosoccorso: nuovo corso Lariosoccorso presenta un nuovo corso per aspiranti volontari soccorritori che prenderà il via il prossimo ottobre. “Abbiamo sempre profondamente creduto - spiegano i volontari nell’opera che quotidianamente svolgiamo ma riteniamo anche che sia indispensabile e fondamentale l’aiuto di tutti voi. Nessuno deve sentirsi escluso, anzi, ma in dovere di intraprendere un cammino, un’esperienza unica che sa insegnare davvero una vocazione nell’aiuto di chi sta nel bisogno. Le opportunità per rendersi utili coinvolgono molti campi: dal prestare servizio come centralinista, al soccorritore per servizi secondari, al servizio di urgenza ed emergenza 118. Non solo, ci sono possibilità anche per dare una mano come accompagnatore per i servizi sociali, come autista per gli stessi. Tante possibilità ma sempre con un unico intento: stare vicini a chi è nel bisogno. Serve solo un po’ di passione e amore per il prossimo. Non sentiamoci esclusi o non in grado. Provare non costa nulla anzi, la certezza sarà quella di appassionarsi e sapere che, anche con un piccolo gesto, sapremo esser vicini alle persone in difficoltà. Abbiamo bisogno anche di te nella nostra grande famiglia che conta più di 100 volontari, 7 dipendenti e... tanta voglia di fare…. Per informazioni potete rivolgervi in orari d’ufficio presso la sede Lariosoccorso di Dongo, in via Statale oppure telefonando direttamente al numero 0344 - 81118. calità, attorno al secolo IX, dal monastero milanese di S. Ambrogio), l’oratorio della B.V. Assunta, con fronte affrescato e campanile a vela. Lungo la strada per raggiungere il monte Caslè, dopo una breve deviazione, si incontra la cappella della Madonna di Lourdes detta “Cappelletta della Madonna della nostra bandiera”, edificata dai soldati che stavano realizzando le opere militari dell’”Occupazione Avanzata Frontiera Nord” (erroneamente conosciuta come “Linea Cadorna”) e proseguendo ancora si giunge infine al seicentesco oratorio di S. Antonio ai Monti a pianta centrale. Nel quarto pieghevole è ancora l’arte protagonista, in particolare quella Moderna. Si parla infatti del Maestro Piero Gauli, classe 1916, di origine milanese ma particolarmente legato a Ramponio Verna, celebre per le sue opere “di Corrente” e le sue ceramiche, in parte da lui donate alla comunità e conservate nel Museo in Piazza Solari di Verna, inaugurato nel 2003. Gauli è da annoverare tra i maggiori artisti contemporanei che continuano la secolare tradizione dei Magistri Comacini che hanno segnato la storia dell’arte in tutta Europa. Spiega il sindaco di Ramponio Verna, Donata Volpi: «Siamo orgogliosi di far conoscere ed apprezzare il nostro piccolo paese nella ricchezza e nella varietà dei suoi aspetti. Ci piacerebbe che questi quattro pieghevoli siano solo i primi di una serie, perché il nostro territorio merita sempre nuovi approfondimenti». Queste pubblicazioni rappresentano un’ottima guida per una visita non affrettata e non banale a Ramponio Verna; per informazioni, ci si può rivolgere al Comune, via Galilei 1, tel. 031-848225, fax 031-847829; e-mail: [email protected]. GRAVEDONA TUMORI: SERATA DI SOLIDARIETÀ IL 10 SETTEMBRE Presso il Centro Sportivo di Gravedona, venerdì 10 settembre si tiene una serata di solidarietà a favore della Delegazione Alto Lario della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori per l’acquisto di un nuovo ecografo. La serata prevede alle 19.00 da un’incontro di calcio femminile tra ASD Lenno e Lumin. Alle 20.30 un incontro di calcio maschile Il biglietto d’entrata, abbinato all’estrazione di una sottoscrizione a premi, è di 5 euro. Possibile cenare (al coperto). CRONACA P A G I N A 27 ValliVaresine IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 CITTIGLIO UN’ASSOCIAZIONE PER SALVAGUARDARE LA STORICA CHIESA Da 22 anni “amici” di San Biagio A nche quest’anno il Gruppo Amici di San Biagio in collaborazione con la Pro Loco di Cittiglio e con il valido apporto del locale Gruppo Alpini, e di tanti altri volontari hanno riproposto l’ultimo week-end d’agosto la “Gnoccata a San Biagio”, la popolare manifestazione che da 22 anni serve a raccogliere fondi per finanziare i lavori per il restauro della chiesetta romanica di San Biagio che è uno degli edifici sacri più antichi della Valcuvia. In tutti questi anni, di lavori alla chiesa ne sono stati fatti tanti, segno della riuscita della “Gnoccata a San Biagio” e della risposta e della Anche quet’anno la “gnoccata” di San Biagio ha permesso di raccogliere fondi per i lavori di manutenzione e restauro della chiesa pagina a cura di ANTONIO CELLINA sensibilità della gente che ha apprezzato l’iniziativa e ha potuto concretamente vedere dal 1990 sino ad oggi, l’evolversi dei lavori. Prossimamente avranno inizio all’interno della chiesa i lavori per ripristinare il pavimento e, nel contempo, rendere visibile e fruibili al pubblico parte dei reperti storici messi in luce dagli scavi archeologici che, a partire dal 2006 e sino al 2009, si sono susseguiti nell’edificio romanico. Complessivamente questo intervento è stimato in circa 60.000 euro. È proprio dello scorso mese di luglio la notizia che anche la Banca Popolare di Bergamo – che ha una filiale proprio a Cittiglio – ha elargito a favore dei lavori alla chiesa di San Biagio un importante finanziamento di 10.000 euro. “Un contributo significativo – commentano gli Amici di San Biagio – che dimostra come l’istituto bancario sia vicino e sensibile alle esigenze del territorio e capace di rispondere in maniera concreta e significativa alle sue necessità”. Tale con- PROTEZIONE CIVILE BRINZIO Un’estate intensa N elle ultime settimane le squadre di protezione civile della Valcuvia sono state protagoniste di diversi avvenimenti. Innanzitutto le celebrazioni per festeggiare S. Lorenzo patrono dei volontari antincendio. L’occasione è stata la festa patronale di Cuveglio l’8 agosto che - per il secondo anno – è stata allargata a tutti i volontari dei paesi valcuviani. È così che i volontari hanno animato la celebrazione eucaristica in collegiata, dedicata in particolar modo ai volontari defunti. Al termine della S. Messa, dopo la lettura della preghiera del Volontario, l’arciprete di Canonica don Gianluigi Bollini ha benedetto i mezzi operativi radunati sul piazzale ed in particolare il nuovo modulo Polaris della squadra AIB di Cuveglio. Oltre al sindaco di Cuveglio Giorgio Piccolo sono intervenuti alla cerimonia anche Vittorio Chiesa, comandante del Corpo Forestale dello Stato di Varese e Sandro Bardelli della Comunità Montana. Domenica scorsa, 5 settembre, invece il Gruppo di Cassano Valcuvia ha festeggiato i 15 anni di attività ed inaugurato la sua nuova sede. Il ritrovo è stato per la celebrazione della S. Messa nella parrocchiale di Cassano, presieduta da don Samuele Bongiolatti, alla presenza delle autorità e dei tanti volontari delle squadre della zona. Al termine, in corteo assieme alla locale banda musicale, tutti si sono ritrovati davanti alla nuova sede della protezione civile dove si è svolta la cerimonia ufficiale. Sono intervenuti il sindaco di Cassano Valcuvia, Marco Magrini; il coordinatore COAV della Comunità Montana, Dario Bevilacqua; il coordinatore Cassanese, Dante Bezzo-lato; il comandante del Corpo Forestale dello Stato, Vittorio Chiesa e l’onorevole Giuseppe Zamberletti – invitato d’onore alla cerimonia – il quale, forte della sua esperienza, ha ripercorso le fasi iniziali della nascita della protezione civile in Italia ricordando i fatti e le circostanze che ne hanno suggerito la fondazione. Al termine, dopo la benedizione il tradizionale taglio tributo si somma a quelli che la parrocchia di Cittiglio ha ottenuto a partire dal 2008, prima dalla Fondazione per il Varesotto Onlus (25.000 euro) e, successivamente, dalla Regione Lombardia (12mila euro) per il completamento del restauro della chiesa di San Biagio. Da oggi sarà, poi, più facile conoscere la storia della chiesa, le risultanze degli scavi archeologici, lo sviluppo dei lavori e le indicazioni sulle manifestazioni legate alla chiesetta di San Biagio collegandosi su internet, al blog accessibile all’indirizzo: http://sanbiagiocitti glio.blogspot.com/ appositamente aperto dal Gruppo Amici di San Biagio. del nastro della nuova sede che ha ufficialmente reso operativa la nuova sede cassanese. Sta per concludersi l’esperienza estiva delle squadre AIB della Comunità Montana Valli del Verbano che quest’anno hanno dato supporto ed aiuto nella lotta agli incendi boschivi ai volontari della regione Liguria, secondo un accordo stilato a livello regionale. Per il mese di agosto e inizio settembre i volontari dei paesi valcuviani hanno garantito la copertura delle due postazioni ad Arenzano e a Borghetto di Vara, nella sorveglianza antincendio del territorio. Prossimo impegno, invece, per la protezione civile di zona sarà sabato prossimo, 11 settembre, con un’esercitazione mattutina dedicata alla ricerca di persone disperse su territori non limitati (bosco, montagna, paese), con il supporto di Unità Cinofile italiane ed estere. L’esercitazione si svolgerà nel territorio del Comune di Castelveccana in una zona poco nota e non coperta dalla frequenza del ponte radio di Comunità Montana. La Madonna del Rosario Come ogni anno, la prima domenica di settembre, si è celebrata con solennità a Brinzio la ricorrenza della Madonna del Rosario. Ad aprire quest’anno la festa è stato, lo scorso giovedì 2 settembre, il vescovo, mons. Diego Coletti, che ha presieduto alle 20.30 la celebrazione Eucaristica nella chiesa parrocchiale. Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato che ogni cristiano è invitato, sull’esempio di Maria, a cogliere la bellezza del messaggio di Gesù e a farsi portatore della Buona Notizia presso i fratelli. Gli appuntamenti si sono poi susseguiti sino alla processione con la statua della Vergine che si è snodata domenica pomeriggio – dopo la celebrazione della S. Messa pomeridiana - lungo il consueto percorso che tocca oltre la via Roma anche il nuovo quartiere residenziale sorto lungo la via intitolata alla memoria di don Serafino Faletti. “ Portare la statua della Madonna lungo le nostre strade che percorriamo ogni giorno per motivi diversi, significa – ha fatto presente il parroco don Enrico Molteni – sentirci vicini a Maria in tutto ciò che siamo chiamati a vivere ogni giorno”. CITTIGLIO: CORI E TEATRO All’oratorio di Cittiglio sono programmati due appuntamenti: Questa sera, sabato 11 settembre, ore 21.00 esibizione del coro Arnica di Laveno Mombello e del coro Prealpi don Luigi Colnaghi di Cocquio Trevisago. Sabato prossimo, 18 settembre, sempre alle ore 21.00 spettacolo dialettale di Cabaret offerto dalla compagnia “I TeMa Bi.@strò di Gavirate. Questo spettacolo rientra tra quelle della rassegna provinciale di teatro dialettale “La Sciloria”. GEMONIO: MUSEO BODINI Il museo Bodini di Gemonio raccoglie in queste settimane alcune opere dell’artista – scultore e fotografo americano Dennis Oppenheim e le rende visibili al pubblico le domeniche 12 e 19 settembre (10.30 - 12.30 / 15.00 - 18.30). Un’occasione particolare per incontrare un artista contemporaneo le cui opere sono esposte nei principali musei d’arte moderna del mondo. VERGOBBIO IN FESTA Quarta edizione di “Vergobbio in festa” che porterà la piccola frazione di Cuveglio ad essere per un giorno fulcro di tante attività ed iniziative culturali. Dalle ore 10.00 alle ore 19.00, di domani, domenica 12 settembre, infatti, le strade di Vergobbio saranno riservate ai pedoni che con calma potranno intrattenersi lungo le vie e nelle corti del borgo per ammirare ciò che gli organizzatori sono riusciti a mettere in mostra, nella bella scenografia dell’architettura rurale del posto. Un’occasione per scoprire una località poco conosciuta perché lontana dalla strada provinciale: angoli e scorci che hanno mantenuto l’aspetto e la rusticità di un tempo. Quest’anno, in particolare, si potrà ammirare all’inizio della strada principale che porta alla frazione la vecchia stazione del tram, rimessa a nuovo con tutte le sue belle decorazioni in stile liberty, mentre in tre punti del paese sono programmati altrettanti appuntamenti di spettacolo che vedranno al Prato Viola alle ore 14.30 il Teatro dei Burattini, al parcheggio Restelli dalle ore 18.00 “Happy Hour in Musica” con Rock italiano d’autore e alle ore 21.00, presso il parcheggio pizzeria 14esima strada uno spettacolo teatrale in dialetto con la compagnia dei quattro venti di Arcisate. BRENTA Dal 3 all’8 settembre a Brenta si è svolta la tradizionale festa della Beata Vergine delle Grazie di S. Quirico. La festa – che è una delle più antiche della Valcuvia - è organizzata dalla Parrocchia di Brenta, dall’Associazione Amici di San Quirico, dalla Pro Loco e dall’Oratorio di Brenta. P A G I N A 28 Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 MORBEGNO IL CONVEGNO DI SABATO 11 SETTEMBRE ALLE ORE 15.00 PRESSO L’AUDITORIUM SANT’ANTONIO Lidia: il dono dell’accoglienza S abato 11 settembre, alle ore 15.00, presso l’Auditorium Sant’Antonio di Morbegno, si svolgerà il convegno: “La Casa di Lidia si apre all’accoglienza – Verso una nuova esperienza dell’abitare in provincia di Sondrio”. Il convegno si colloca nell’ambito del progetto “Casa di Lidia”, nuovissima realtà di accoglienza in Valtellina e Valchiavenna, frutto dell’impegno di Caritas diocesana e Fondazione Caritas “Solidarietà e servizio”, nata dalla collaborazione con la parrocchia di Morbegno. In questi giorni, presso la struttura “Casa di Lidia”, ben visibile all’incrocio fra via Ganda e la Statale 38, c’è già stata l’apertura, al piano terra, della nuova sede del Centro di Ascolto Caritas. L’intero progetto sarà inaugurato in febbraio, in occasione della visita pastorale alla zona Bassa Valtellina del vescovo monsignor Diego Coletti. Il convegno dell’11 settembre sarà presieduto da monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas Italiana. Dopo i saluti del- le autorità, monsignor Battista Galli (Vicario Episcopale per la provincia di Sondrio) terrà una breve riflessione introduttiva. Seguiranno gli interventi di: Lucia Angelini (assistente sociale) su “Uno sguardo al terri- torio provinciale”; Gianpaolo Barbetta (docente presso l’Università Cattolica di Milano e membro di Fondazione Cariplo) su “Il ruolo dei soggetti privati nelle politiche della casa”; Renato Ferrario (presidente della Coope- rativa Arcobaleno di Lecco) e Gloria Fumagalli (operatrice della Cooperativa Arcobaleno di Lecco) su “Housing sociale in provincia di Lecco”; Mauro Magatti (docente presso l’Università Cattolica di Milano e referente dell’associazione Eskenosen di Como) su “Famiglie accolgono famiglie: l’esperienza dell’associazione Eskenosen di Como”. Al termine ci sarà una visita guidata alla “Casa”. IL PROGETTO CASA DI LIDIA «Da tempo, intorno al cantiere di “Casa di Lidia”, si è creata molta curiosità e attenzione – ci confida Massimiliano Cossa, direttore di Fondazione Caritas “Solidarietà e servizio” –. Ed è giusto così, perché si tratta di un intervento notevole e, soprattutto, è ancora vivo nella città di Morbegno, a cinque anni di distanza dalla sua morte, il ricordo della professoressa Lidia Gerosa, che in quella casa ha vissuto e che l’ha lasciata in eredità alla parrocchia, insieme ad altri beni, perché fossero utilizzati per opere di carattere solidale». Lidia Gerosa è una di quelle figure luminose del laicato cattolico che hanno sempre lavorato in umiltà e silenzio, seminando, nel quotidiano, germi di sincero impegno per il bene di tutti. Sabato, all’inizio del convegno, sarà proiettato un video nel quale, attraverso interviste e pensieri, sarà tracciato un profilo della Gerosa. «La capacità di dono, il sentimento di condivisione, il senso di una generosità fraterna e disinteressata sono stati la cifra distintiva della sua vita», sottolinea Massimiliano, che ha imparato a conoscere Lidia pro- prio grazie a questo progetto. «Penso che sarà illuminante per tutti ricordarla e guardare al suo esempio», chiosa il direttore della Fondazione Caritas. «In totale – spiega Cossa – l’intera operazione metterà a bilancio circa 800mila euro, fra acquisto della casa dalla parrocchia, restauro e messa in opera della struttura. La fondazione Cariplo ha dato la disponibilità di un finanziamento davvero considerevole; molto generose anche le offerte giunte dai privati; la Caritas, inoltre, destinerà due annualità provenienti dai fondi otto per mille; mentre la fondazione Caritas “Solidarietà e servizio” ha previsto lo stanziamento di fondi propri». ACCOGLIERE: UN IMPEGNO MULTIFORME L’incontro di sabato è il primo passo – dopo quello molto concreto e oneroso della realizzazione pratica della “Casa di Lidia” – verso l’affermarsi di una sensibilità diffusa sul tema dell’accoglienza. «Con il progetto della “Casa” – si legge nella brochure che sarà distribuita l’11 settembre – si vuole offrire un’opportunità per le nostre parrocchie, per la comunità civile, di lavorare e riflettere insieme sul tema dell’accoglienza: accogliere significa ricevere qualcuno con benevolenza, accettarlo, ascoltarlo. Accogliere significa anche accorciare le distanze, mettere a proprio agio e dare pari dignità a chi ti sta davanti: significa entrare in relazione fraterna». «Le relazioni del convegno – illustra Cossa – saranno brevi ed incisive. Permetteranno da una parte di capire la situazione della provincia di Sondrio sulla questione “emergenza abitativa”, dall’altra offriranno una visione d’insieme su esperienze e progetti messi in campo in altre realtà lombarde. Un confronto che è sempre costruttivo e che aiuta ad aprire gli orizzonti e a elaborare idee nuove». Chi sono i destinatari dell’appuntamento di sabato? «Direi che è interessante per tutti – ci risponde Massimiliano –. Per gli operatori della Caritas certamente, ma anche per tutti coloro che conoscevano Lidia e che vedranno cosa è stato possibile fare grazie alla sua generosità, per le istituzioni, per gli assistenti sociali, per il mondo civile in generale, perché la “Casa” è nel cuore di Morbegno quindi è una parte viva del tessuto cittadino e provinciale». L’intero progetto, inoltre, ha permesso la valorizzazione delle risorse locali ed è il primo progetto del genere realizzato in diocesi da Caritas e Fondazione Caritas. LA REALTÀ DEL TERRITORIO «La sofferenza abitativa – chiarisce Lucia Angelini, che aprirà il convegno sabato – si sta facendo sentire anche in Valtellina e Valchiavenna. L’Osservatorio sociale dell’Ente Provincia ha registrato un effettivo aumento degli sfratti (erano una quarantina nel 2006, sono quasi raddoppiati nel 2008). Costante anche la richiesta di alloggi popolari, come confermano i dati Aler». La crisi economica non ha lasciato scampo neanche alla provincia di Sondrio, come testimoniano le richieste arrivate al Fondo diocesano “Famiglie-Lavoro”, che ha risposto positivamente a una sessantina di domande fra Valtellina e Valchiavenna. «La “Casa di Lidia” – conclude l’arciprete di Morbegno don Andrea Salandi – è stata lasciata in eredità perché fosse utilizzata per scopi sociali. Questi bisogni ci sono anche da noi, non solo nelle grandi città, e coinvolgono indifferentemente italiani o stranieri. La sfida arriva adesso, nella gestione: tutti, parrocchia e volontariato in primis, si sentono coinvolti nell’essere di aiuto per il suo buon funzionamento». La “Casa” sarà attiva dal prossimo mese di ottobre, con i primi ingressi. Non passa inosservata una coincidenza che la Caritas definisce giustamente provvidenziale: “Lidia” è anche il nome di un personaggio degli Atti degli Apostoli, ricordata per aver ospitato San Paolo, durante la predicazione a Filippi: «donna che onorava Dio e stava in ascolto». CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 TRADIZIONI TERRITORIO DA SCOPRIRE E VALORIZZARE In festa a Uschione D omenica 29 agosto si è svolta a Uschione la festa più attesa dell’anno. In mattinata, sulla strada che parte da Prata sono salite le moto: il raduno della Vespa 50, è stato un’occasione di ritrovo per i compaesani appassionati di motori, ma anche per molte altre persone della frazione montana di Chiavenna, che hanno potuto gustare i piatti tipici della cucina locale. Nelle attività di valorizzazione del paese si sono impegnate le associazioni attive in paese, legate al Consorzio, ma soprattutto molti giovani, con lo scopo di recuperare la memoria storica di Uschione: il presidente della Gioventù uschionese infatti è il trentunenne chiavennasco Emanuele Del Grosso. Uschione è un piccolo paese di mezza costa situato su un pianoro a 800 metri sul livello del mare. Si trova sul versante orientale della Valchiavenna ed è collegato con là città del Mera da una secolare mulattiera a gradoni. Si può raggiun- gere con una piacevole passeggiata di un’ora partendo dalla località “Al deserto”, oppure in bicicletta o con mezzi a motore passando dalla strada che sale da Prata Camportaccio. Documentato sin dal Medioe- vo, il paese si divide in tre contrade e una corte che corrispondono ai tre principali cognomi ancora presenti. Come rilevano gli osservatori più attenti, l’architettura è contraddistinta da un’armoniosa semplicità, do- CONCERTO UN CONCERTO MOLTO APPREZZATO «Le campane di Piuro»... vuta all’utilizzo quasi esclusivo di murature in pietra locale a vista o parzialmente intonacate. Gli edifici sono spesso alti, soprattutto se risalgono al tardo Ottocento o al Novecento, mentre sono più modesti quelli dei secoli precedenti. In molti casi le case sono abbinate a cascine utilizzate per l’essiccazione delle castagne, raccolte nelle selve che circondano il paese. Salendo da Chiavenna lungo la mulattiera si incontra la contrada Zarucchi. Le case successive appartengono alla corte della famiglia Fagetti. Da lì sale un sentiero verso la contrada Nesossi. La terza contrada è quella dei Pighetti. Arrivati al vecchio fabbricato delle scuole comunali, un sentiero conduce al monumento ai Caduti delle due Guerre mondiali e al cimitero. In paese ci sono un Circolo, luogo di aggregazione per i compaesani, e naturalmente una chiesa, dedicata all’Ascensione di Cristo. Fu rifatta tra il 1890 e il 1893, utilizzando sito e parte dell’edificio precedente. P A G I N A 29 USCHIONE, IL PAESE RINASCE SUI SENTIERI DELLE AMARENE È decisamente interessante la proposta che vede protagonista la comunità di Uschione, anche grazie alla presenza di alcune importanti realtà associative, e il Comitato di gestione della caccia del comprensorio alpino di Chiavenna guidati dal presidente Luigi Galperti. Sulla base di un progetto curato da Mario Pighetti, rappresentante degli agricoltori all’interno del Comitato, si sta sviluppando un percorso di rilievo che, per alcuni versi, ricorda quello dedicato alle ciliegie di Verceia. L’obiettivo è la piantumazione di diversi angoli del paese, in modo da ricreare un ambiente originale e tipico del passato. «Vogliamo riportare questa antica coltivazione di amarene lungo i sentieri del paese di Uschione - spiega Pighetti -. Si tratta di un’idea ricca di contenuti e crediamo di poterla portare avanti con il contributo di singoli e associazioni. Il progetto legato ai sentieri delle amarene è un’ulteriore dimostrazione di questa sensibilità. La scelta di puntare sulle amarene non è casuale. Per secoli questa è stata una produzione tipica della frazione. Erano apprezzate per il particolare sapore e la bellezza del frutto. Il segreto della loro fama, secondo i racconti, stava in alcuni accorgimenti produttivi e di trasporto che gli abitanti avevano adottato. La caratteristica principale delle amarene di Uschione era il sapore moderatamente aspro rispetto a quelle di altre località. La grandezza del frutto era maggiore grazie alla cura che gli abitanti dedicavano alle piante: gli alberi venivano potati regolarmente durante la stessa fase di raccolta dei frutti, con una continua selezione dei rami. In questo modo nel tempo gli amareni vedevano crescere il tronco, portatore di grandi quantità di linfa, mentre la ramificazione, sempre limitata, permetteva che le sostanze energetiche non si disperdessero, ma si accumulassero maggiormente nei frutti. Durante la maturazione delle amarene le piante assumevano un colore prevalentemente rosso, visto che avevano più frutti che foglie. L’altezza limitata agevolava la raccolta. DUE GIORNI DI “SAMOLACO IN GIOCO” Due giorni di sport, giochi e attività culturali per la prima edizione di “Samolaco In Gioco”. La manifestazione, in programma sabato 18 e domenica 19 settembre, è sorta con il patrocinio del Comune di Samolaco, affiancato da Amici di Paiedo, Amici di San Pietro, AC Valchiavenna, Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco Compagnia Nuova Era, Corpo Musicale, Gruppo Sportivo e Parrocchiale di Somaggia, Mera Athletic Club e Oratorio di San Pietro e si terrà in località Ponte Nave a Casenda. Giochi e gare per tutte le età nel cartellone della manifestazione: corsa dei sacchi, tiro alla fune, calciobalilla, Quarantotto, staffetta in bicicletta, torneo di calcio per bambini, Pentolaccia, AttaccaBottoni, torneo di pallavolo e gara di ballo. Oltre alle gare, previste esibizioni musicali con il Corpo Musicale di Samolaco in apertura di manifestazione, la scuola di ballo e il gruppo “Bei Matei” al sabato sera e le Sbandieratici di Sondrio a chiudere. Sul fronte culturale previste escursioni guidate a San Giovanni All’Archetto-San Fedelino, Sant’AndreaPaiedo- Cappelle e incisioni rupestri del Bason, l’attraversata dei maggenghi da Paiedo a Piazza Caprara fino a Santa Teresa e il tragitto che collega piazza Bedogna, la Ca’ Pipeta e la torre di Segname. Le gite si terranno con un minimo di sei partecipanti. Occorre prenotarsi contattando il comune. Durante la due giorni previste le aperture del museo del Culumbèe dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00 della giornata di domenica e il mercatino dell’artigianato e dei prodotti tipici in entrambi i giorni. S’INAUGURA IL BELVEDERE DI DALOO S traordinaria partecipazione per la duplice rappresentazione dell’opera lirica in forma di concerto “Die Glocken von Plurs-Le campane di Piuro” di ErnstHermann Seyffardt. Sabato e domenica, nel suggestivo ambiente di Belfòrt, Antonello Puglia ha portato in scena l’opera “Le campane di Piuro”, composizione di Seyffard eseguita per l’unica volta nel 1912. Antonello Puglia, musicologo e direttore di coro, sondriese sposato a Chiavenna, ha lavorato per due anni sul manoscritto per trascrivere la musica ridu- cendola ad un’esecuzione in forma di concerto, lavoro che ha fatto con grande entusiasmo e soddisfazione. Dal testo dell’opera, scritto in tedesco, il musicologo ha tradotto in un agile libretto la trama della vicenda e la traduzione dei testi cantati, riducendo l’opera a circa un’ora, puntando sull’apprezzamento della musica più che sulla storia. A rendere ancora più personale la fatica di Puglia è stata la scelta di utilizzare gruppi valtellinesi e valchiavennaschi per l’esecuzione: l’orchestra sinfonica Francesco Rogantini, di Sondrio, che comprende una quaranti- na di elementi in età medio giovane, gruppo di provata esperienza e ottime capacità; la Corale Laurenziana di Chiavenna diretta da Ezio Molinetti, la Corale di Prosto di Nardo Del Barba. Solo i cantanti solisti sono di via: nel ruolo di Mariella il mezzosoprano Caterina Tartaglione, Nicolò il tenore Luca Favaron, il sacerdote Ruffo interpretato dal baritono Enrico Maria Marabelli e Annetta il soprano Normanna Dacquati. È stato un evento di arte e cultura di grande livello, che ha chiuso la “Dieci giorni Piuro-Bregaglia” con enorme successo. La festa di S. Michele a Daloo, il piccolo paese situato nel territorio comunale di San Giacomo Filippo, è un appuntamento che di anno in anno si sta affermando per la qualità dell’organizzazione: tutti i soci mettono a disposizione le proprie capacità professionali e le proprie attitudini per la promozione di una giornata divertente, nel rispetto delle tradizioni e delle ricette di piatti locali. Il ricavato viene destinato alle spese necessarie alla salvaguardia e manutenzione dell’ambiente montano del territorio del Consorzio di Daloo. Per secoli Daloo è stato abitato per tutto l’anno. Dopo il l950 ha conosciuto un graduale spopolamento. Oggi, dopo la realizzazione di una pista forestale che consente un collegamento con San Giacomo Filippo, le sue antiche case sono state quasi tutte recuperate dai proprietari o dai loro eredi. Domenica scorsa notevole è stata l’affluenza alla sagra di San Michele, favorita anche dalla bella giornata di sole. Dopo la celebrazione della Santa Messa è stato inaugurato il nuovo belvedere Il Consorzio dell’alpeggio situato sopra Chiavenna ha dato il via alle opere nelle scorse settimane. Le nuove strutture permetteranno agli escursionisti e ai proprietari delle abitazioni di godere al meglio la vista dallo splendido punto panoramico che dà sulla valle del Mera, in tutta sicurezza. Il progetto, portato avanti da diversi anni dai vertici del Consorzio, è stato finanziato in parte dalla Comunità montana della Valchiavenna, con un contributo di 45mila euro, mentre la croce è stata donata dal gruppo che riunisce le famiglie di Daloo e, in particolare, da un carpentiere del posto. A CHIAVENNA LE OPERE DI BUTTA C’è anche una mostra di pittura fra le iniziative ospitate a Chiavenna nel periodo della Sagra dei crotti. È stata inaugurata nei giorni scorsi a palazzo Pestalozzi l’esposizione di Roberto Butta. Nelle opere è evidente il legame con l’ambiente del Lario. Butta è nato nel 1961 a Bellano. Autodidatta, libero, assolutamente non condizionato da scuole o tendenze, si afferma come fecondo ed eclettico artista. «Si può essere bravi a dipingere una casa, una montagna, un albero o qualsiasi altra cosa - sottolinea Butta -. Si può arrivare alla perfezione, tanto da farli sembrare veri, ma questo alla fine significa solo essere bravi a dipingere. La pittura, la mia pittura, è ben altro, è una scelta di vita, una ricerca di se stessi, uno scrutarsi dentro e far fluire sulle tele l’intensità di quelle emozioni e di quei sentimenti che gli altri non vedono e non conoscono, è un esprimere se stessi sfruttando il gesto tecnico e facendosi trasportare da sfumature incantate di un lago o di una notte imbiancata di neve». La mostra è aperta fino al 12 settembre dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00; weekend dalle ore 10.00 alle ore 20.00. P A G I N A CRONACA 30 SondrioCultura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 CASTIONE ANDEVENNO IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO ANNUALE Società Storica in assemblea S L’incontro ha fornito l’occasione per fare il punto sulle attività svolte, ricordare i soci scomparsi e presentare le pressime iniziative culturali ed editoriali di CIRILLO RUFFONI me l’approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo, si sono svolte le relazioni di natura storica. Monsignor Mario Giovanni Simonelli ha illustrato, con grande vivacità e con l’aiuto di numerose immagini, le più recenti scoperte archeologiche che sono state effettuate nel territorio di Castione, in particolare i reperti di età neolitica trovati durante i lavori per la sistemazione delle strade del fondovalle. Un altro sito interessante si è rivelato il ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ econdo la consuetudine in vigore ormai da molto tempo, la Società Storica Valtellinese ogni anno sceglie una sede diversa per tenere la propria assemblea ordinaria. In questo modo la riunione si trasforma in un piccolo convegno nel quale vengono approfonditi vari aspetti legati alla storia e alla cultura di quel paese e, nello stesso tempo, i soci possono visitare chiese, monumenti, palazzi, edifici caratteristici, che solitamente non sono accessibili al pubblico. Quest’anno la scelta è caduta su Castione Andevenno, un centro antico, che domenica 29 agosto ha messo a disposizione per l’assemblea la propria chiesa di San Rocco, ora non più utilizzata e adibita a sala per attività culturali. La presidente Augusta Corbellini ha introdotto i lavori rendendo omaggio ai soci che ci hanno lasciato nel corrente anno, tra i quali ricordiamo in particolare monsignor Ugo Pedrini, Giovanni Giorgetta e padre Camillo De Piaz. Quali attività svolge la Società Storica? Anzitutto la pubblicazione del Bollettino, ricco di studi e recensioni, tanto da superare ormai le 400 pagine. Quest’anno, però, come ha ricordato la presidente, l’abolizione delle agevolazioni postali ha inciso pesantemente sui costi di spedizione, tanto di richiedere un ridimensionamento delle attività, che pure vivono grazie al semplice spirito di volontariato. Lo stesso avviene per la collana dei to-ponimi, che continua le sue pubblicazioni ed è arrivata al volume n. 35, grazie all’attività disinteressata di molti ricercatori, godendo così dell’apprezzamento non solo degli studiosi, ma anche della gente comune. La presidente ha ricordato poi le attività svolte (in particolare dai soci Giulio Perotti e Simonetta Coppa), in occasione della ricorrenza dei 350 anni dalla nascita del pittore di Caspano Giacomo Parravicini detto il Gianolo. A lui verrà dedicato un apposito convegno, il 25 settembre, per fare il punto sugli studi che riguardano la sua opera. Per l’occasione verrà pubblicato anche il catalogo di tutte le opere da lui eseguite nella nostra provincia. La presidente ha inoltre ringraziato in modo particolare i soci Franca Prandi e Francesco Palazzi, che provvedono all’apertura settimanale della sede di Sondrio ed anche al riordino del ricco archivio della Società stessa. Dopo gli adempimenti di natura burocratica, co- Mulìn de la Rusina, un antico mulino nella località Vendulo, ora restaurato, vicino al quale c’è un masso con numerose incisioni, che verosimilmente è servito come ara sacrificale. Nel territorio di Castione sono state trovate inoltre delle rupi incise, con numerosi massi e ciotoli evidentemente lavorati. Dopo i primi rilievi effettuati da Pierluigi Annibaldi ed un primo studio, questi giacimenti culturali sono in attesa di una maggiore valoriz- zazione. Se si considera che nella rassegna dei reperti archeologici effettuata nel 1985 dalla studiosa Muffatti Musselli non compariva quasi nulla di Castione, ha concluso monsignor Simonelli, risulta chiaro come nei nostri paesi, soprattutto in quelli del versante retico, ci sia ancora molto da scoprire e da studiare. Simone Panzeri e Francesco Palazzi hanno invece illustrato alcuni documenti del periodo medioevale, dai quali emer- gono interessanti notizie sull’antico centro, chiamato Andevenno poi Castione, dalla presenza di un castello, sulle antiche famiglie, l’origine dei cognomi, la natura del territorio, la distribuzione degli insediamenti, i loro nomi e così via. Breve, ma interessante l’intervento di don Remo Bracchi, che ha invitato i ricercatori che si occupano dei dialetti a fermare l’attenzione sui suffissi ed ha fornito, come esempio, un lungo elenco di aggettivi che hanno i suffissi “-ivo, iva”, un tempo molto utilizzati per indicare le caratteristiche di un territorio. Giovanna Virgilio ha presentato una ricerca effettuata nell’ambito della Comunità Montana di Sondrio sulla pittura murale devozionale. Dalla capillare rassegna degli affreschi, fatti realizzare sulle abitazioni da umili committenti, sono emersi alcuni dati interessanti. I pittori erano in genere di modesto livello, ma si ispiravano agli esempi degli autori più famosi. In qualche caso conosciamo anche il loro nome, come quello di Francesco Ambrosioni che veniva da Branzi, in Val Brembana. A Franca Prandi è toccato infine il compito di presentare il volume dei toponimi del territorio comunale di Albosaggia, edito recentemente. La ricerca, piuttosto voluminosa, è il frutto dell’attività di vari ricercatori (purtroppo Salvatore Paruscio, che ha curato la raccolta vera e propria, non era presente per motivi di salute) e costituisce uno specchio del territorio e delle attività che sono state svolte nel corso dei secoli. Risultano così frequenti i riferimenti alla coltivazione delle castagne, della vite, dei cereali, oppure agli animali un tempo presenti sul territorio, come i lupi e gli orsi. Dopo il pranzo si sono svolte le visite alla chiesa parrocchiale, al palazzo e alla villa Parravicini che i proprietari hanno gentilmente aperto ai partecipanti all’assemblea. MONTAGNA ORIGINALE PROPOSTA DEL FAI CON IL PROGETTO «CARAVAGGIO DREAMS» Musica e immagini al Castel Grumello a Delegazione sondriese del FAI (il Fondo Ambiente Italiano) intende approfondire il discorso iniziato a marzo sul connubio tra musica e fotografia. Ha pertanto richiamato a Sondrio il fotografo Pino Ninfa, già protagonista nella Giornata di Primavera a Castello Masegra di una performance multimediale insieme al Trio di Franco D’Andrea, per un nuovo evento che si terrà a Castel Grumello di Montagna sabato 11 settembre (ore 20.30), organizzato in collaborazione con Ambria Jazz. “Caravaggio Dreams” è il nome del progetto che vede riuniti il quartetto d’archi Alborada (Anton Berowski, violino; Sonia Peana, violino; Nico Ciricugno, viola; piero Salvatori, violoncello) e il fotografo milanese. Un omaggio, nel 400° anni- L po la performance, alla quale seguirà una degustazione di vini locali, le immagini resteranno in mostra a Castel Grumello dal 12 al 26 settembre, tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 18.00. versario della morte, al grandissimo artista italiano e alla sua ricerca della luce nella pittura. Sulle note del quartetto scorreranno le immagini di Pino Ninfa per rac- MORBEGNO: VISITA DEL CHIOSTRO DI SANT’ANTONIO Martedì 14 settembre alle ore 20.45, monsignor Sergio Lanza, docente di Teologia Pastorale presso la Pontificia Università Lateranense e assistente generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Giulio Perotti, ricercatore della Società Storica Valtellinese, condurranno la visita guidata a “Il chiostro di Sant’Antonio a Morbegno: una finestra sull’Europa”. contare storie legate a varie parti del mondo e soprattutto alle township di Kliptown e Soweto in Sudafrica, dove particolari ambientazioni riescono a creare atmosfere caravaggesche. Ninfa ha scelto di ritrarre personaggi tratti dalla strada e i luoghi più emarginati, prestando grande attenzione al risvolto umano e sociale. Ecco dunque il filo conduttore che lega l’artista del passato alla realtà contemporanea. “Queste luci – dice Ninfa – hanno creato storie, che a volte paiono arrivare da qualche palcoscenico dove si racconta la vita”. “Ci è piaciuta, in Pino Ninfa, la non spettacolarizzazione del disagio” commenta Ida Oppici, curatrice dell’iniziativa per conto del FAI. “L’artista non punta mai il dito in tono accusatorio, ma pone il problema in maniera garbata, cercando di mettere in rilievo l’aspetto positivo, la dignità umana che riluce anche in mezzo alla miseria”. All’inizio della serata il prof. Fausto Florenzano, docente di Educazione Artistica della scuola secondaria di primo grado Sassi-Torelli di Sondrio terrà una breve introduzione su Caravaggio. Do- Pino Ninfa è un fotografo particolarmente appassionato al mondo del jazz, del quale ha immortalato i più grandi protagonisti e i più importanti festival, quali Umbria Jazz. Sviluppa progetti sul territorio nazionale ed internazionale legati allo spettacolo e al reportage, con un profondo interesse per la musica e il sociale. Dal 1998 è fotografo ufficiale dell’Heineken Jammin’ Festival. Il quartetto d’archi Alborada ha un repertorio che privilegia la musica contemporanea, spaziando tra autori come Eric Satie, Michael Nyman, Alberto Ginastera, John Cage, Philip Gall e Paolo Fresu e composizioni originali. Attualmente collabora con musicisti di fama internazionale quali Paolo Fresu, Sheila Jordan, Billy Drummond, Roberto Cipelli, Attilio Zanchi, Rita Marcotulli, Maria Pia De Vito, Daniele di Bonaventura, Angelo Adamo. CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 P A G I N A 31 MORBEGNO UN INCONTRO IL PROSSIMO 18 SETTEMBRE Raccontare l’affido... L a cooperativa sociale Ippogrifo su bando della Fondazione Cariplo e in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato Lavops, i cinque Uffici di Piano di Sondrio, Tirano, Bormio, Morbegno e Chiavenna, l’amministrazione provinciale e diverse associazioni e realtà di volontariato del mandamento di Morbegno promuovono sabato 18 settembre dalle ore 15.00 alle 18.00 a Morbegno presso la colonia fluviale Ti racconto l’affido: accoglienza e affido familiare come percorsi di solidarietà. Alcuni bambini e ragazzi del nostro territorio hanno bisogno di essere accolti da famiglie disponibili ad accompagnarli e sostenerli per un certo periodo della loro vita. L’affido familiare è una forma temporanea di accoglienza di un minore nella propria famiglia. È un gesto di solidarietà e di aiuto, sia per il minore che viene accolto sia per la sua famiglia, che non è temporaneamente in grado di occuparsi di lui. Accompagnare un minore per un periodo della sua vita è un’esperienza positiva che arricchisce anche la famiglia affidataria. L’affido può essere a tempo pieno, quando il minore ha bisogno di una casa in cui vivere giorno e notte, o a tempo parziale, quando al minore occorre un sostegno soltanto diurno. Esiste inoltre una forma di accoglienza meno impegnativa rispetto all’affido, l’appoggio familiare, rivolta a famiglie che possono trarre beneficio dall’affiancamento di altre famiglie che possono dare la loro disponibilità per alcune ore al giorno o per qualche giorno la settimana, per accompagnare il minore a scuola, per aiutarlo nei compiti o facilitare l’inserimento del nucleo familiare in un territorio nuovo. TERRITORIO NOTIZIE IN BREVE SALE OPERATORIE AD ATTIVITÀ LIMITATA A MORBEGNO Per lavori di ristrutturazione delle sale operatorie dell’Ospedale di Morbegno le attività odontoiatriche in anestesia generale per i pazienti disabili non collaboranti saranno effettuate temporaneamente nell’Ospedale di Sondrio, evitando così qualunque disagio o inutile attesa per i pazienti. È importante chiarire che tale temporanea modifica riguarda solo i trattamenti in anestesia generale, poiché è invariata la possibilità di accesso alle terapie ambulatoriali, cioè per i consueti trattamenti odontoiatrici in anestesia locale e per quelli in monitoraggio cardiocircolatorio necessari per i pazienti a rischio. Tutte le informazioni necessarie sui trattamenti in anestesia generale possono essere richieste alla caposala degli ambulatori di Odontostomatologia dell’Ospedale di Sondrio, Paola Spini, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.00 alle ore 16.00. Telefono diretto 0342/521465. Alla riapertura delle sale operatorie, il servizio sarà ripristinato presso l’Ospedale di Morbegno e ne sarà data tempestiva comunicazione. SERVIZIO VETERINARIO L’Asl della provincia di Sondrio comunica che il Dipartimento di Prevenzione Veterinario ha tra- ZONA PASTORALE MEDIA VALTELLINA • Sabato 18 settembre - ore 7.00 da piazzale Foianini: Pellegrinaggio vocazionale alla Sassella. sferito la sede del proprio Distretto “Sondrio Centro” da via Besta a via Stelvio, 35 (ex palazzo della profilassi). Pertanto potranno presentarsi alcune difficoltà nella erogazione delle prestazioni dovute. In particolare si prevede di garantire il completo ripristino delle attività istituzionali a partire dal giorno 13 settembre. Nel periodo di tale trasferimento, le eventuali necessità urgenti dovranno venire presentate alla sede centrale del Dipartimento Veterinario medesimo, sito in via Nazario Sauro, 38 a Sondrio al numero telefonico 0342-555871. • Domenica 19 settembre - ore 11.15 a Sondrio/ Collegiata: Santa Messa presieduta da Sua Beatitudine Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme. • Martedì 21 settembre 2010 - ore 9.45 a Valle di Colorina: incontro del clero zonale. • Le parrocchie della zona possono comunicare i nominativi dei cresimandi adulti telefonando a don Ferruccio al 333.42.11.260; oppure 0342.524716. P A G I N A 32 CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 5 SETTEMBRE GRANDE PARTECIPAZIONE SANTUARIO MADONNA DI TIRANO APERTURE ESTIVE • Il Santuario-Basilica della Madonna di Tirano osserverà l’apertura continuata dalle ore 7.00 alle ore 19.00 anche nel mese di settembre. Malati a Tirano L ’ NOVENA IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELL’APPARIZIONE DA LUNEDÌ 20 A MARTEDÌ 28 SETTEMBRE • • • • • • • ore 5.30: recita del Santo Rosario e litanie mariane ore 6.00: Santa Messa (con omelia e preghiera alla Madonna di Tirano) ore 7.30: Santa Messa ore 9.00: Santa Messa alla Cappella dell’Apparizione ore 16.00: Santa Messa (solo mercoledì 22 settembre) ore 17.30: recita del Santo Rosario ore 18.00: Santa Messa Confessioni: dalle ore 5.30 alle ore 12.00; dalle ore 14.30 alle ore 19.00 PELLEGRINAGGIO DALLA VALPOSCHIAVO Domenica 26 settembre: giungerà per l’ultima Santa Messa vespertina delle ore 18.00 (e non 18.30). GIORNATA DELL’APPARIZIONE MERCOLEDÌ 29 SETTEMBRE • ore 5.30: recita del Santo Rosario e litanie mariane • ore 6.00: Santa Messa (con omelia e preghiera alla Madonna di Tirano) • ore 7.30: Santa Messa • ore 9.00: Santa Messa alla Cappella dell’Apparizione • ore 10.30: Santa Messa presieduta dal Vescovo Diego Coletti • ore 15.00: recita del Santo Rosario, litanie mariane, benedizione eucaristica • ore 16.00: Santa Messa • ore 17.30: recita del Santo Rosario • ore 18.00: Santa Messa • ore 20.30: processione; a seguire, concerto della Banda cittadina PROBLEMI NELLA SCUOLA DELLA PROVINCIA DI SONDRIO Mancano ormai pochi giorni all’inizio del nuovo anno scolastico. Anche la provincia di Sondrio, come nel resto d’Italia, sta vivendo momenti di fortissima tensione. «A giugno le scuole si erano chiuse per gli studenti – scrivono le organizzazioni sindacali – mentre per il personale erano sul tappeto almeno tre questioni rilevanti previste dalla manovra economica: il blocco delle anzianità; la prospettiva di una rateizzazione dell’indennità di buonuscita; il blocco delle assunzioni; tagli agli organici effettuati nei mesi precedenti». In questi mesi l’intera operazione ha comportato, per la scuola Valtellinese e Valchiavennasca, una riduzione di oltre 100 posti per quanto riguarda i docenti e una sessantina di posti per quanto riguarda il personale ausiliare e tecnico amministrativo. «Una situazione al limite della sostenibilità – prosegue la Cisl – che ha conseguenze a livello occupazionale (sono circa 60 in meno le nomine effettuate quest’anno rispetto a quelle dello scorso anno per il personale docente e una cinquantina per il personale ATA). Inoltre, a fronte di un aumento degli alunni diversamente abili, vi è stata una riduzione dei posti di sostegno di ben 14 unità». Secondo quanto affermato dai rappresentanti dei docenti alla rientro in classe non mancheranno problemi. Si è così aperto un tavolo di confronto in cui si richiede la partecipazione di enti e istituzioni per non far venir meno la qualità della scuola valtellinese e valchiavennasca. RIAPERTA LA SUPERSTRADA ALL’ALTEZZA DI VARENNA La carreggiata nord della strada statale 36 “del Lago di Como e dello Spluga”, interdetta al traffico a seguito di una frana verificatasi a fine gennaio in località Pino di Varenna (Lecco) è stata riaperta al traffico. L’Anas - mediante una prima operazione di messa in sicurezza - aveva provveduto all’installazione di un bypass che ha consentito la circolazione lungo la statale 36, in entrambi i sensi di marcia. «Abbiamo rispettato pienamente il cronoprogramma - ha dichiarato il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci -. La conclusione dei lavori di protezione della sede stradale della strada statale 36 da caduta massi (dal km 70,000 al km 70,200), consegnati lo scorso 5 luglio all’impresa Dolomiti Rocce S.r.l., era fissata per il 2 settembre e tale data è stata assolutamente rispettata. Restano da completare solo le lavorazioni secondarie (ripristino della pavimentazione, della segnaletica orizzontale e verticale, rimozione del by-pass esistente, dei new-jersey etc.), che saranno ultimate domani mattina. Per il completo ripristino dell’arteria stradale, l’Anas ha investito quasi 1 milione e 400mila euro - tutti a carico del proprio bilancio –, adottando la migliore soluzione esistente sul mercato, al fine di mettere in sicurezza il versante montuoso mediante un intervento specializzato e puntuale consistito nella fornitura e posa in opera oltre 400 metri di barriere paramassi ad alto assorbimento di energia». Nei prossimi giorni alcuni tecnici dell’impresa Dolomiti Rocce S.r.L. saranno ancora presenti all’interno dei sentieri che costeggiano la statale per terminare il ripristino dello stato dei luoghi anteoperam. L’Anas ricorda che durante lo svolgimento dei lavori, in accordo con gli enti e le istituzioni locali , sono state adottate misure di limitazione al traffico volte a ridurre i disagi all’utenza stradale: durante tutte le domeniche comprese tra la metà del mese di luglio e l’intero mese di agosto, infatti, in concomitanza con il periodo estivo, è stato messo in atto un “piano anti-code”, ampiamente condiviso con gli enti territorialmente competenti. Tale strategia - che ha visto la chiusura dell’arteria stradale in direzione nord, all’altezza dello svincolo di Abbadia Lariana, per permettere al flusso veicolare di scorrere lungo due corsie di marcia in direzione sud, verso Milano - è stata adottata in relazione agli intensi flussi di traffico che, durante i weekend estivi, hanno interessato la Valtellina. ASSOCIAZIONE ALZHEIMER SONDRIO Settembre ricco di appuntamenti per l’Associazione Alzheimer e demenze della provincia di Sondrio. Venerdì 17 settembre dalle ore 20.30 alle 22.30 presso la sala Vitali del Credito Valtellinese a Sondrio è in programma una serata pubblica presieduta dalla psicologa Paola Ortelli sul tema “Alzheimer e quotidianità: come affrontare le malattie dementigene nella vita di tutti i giorni”. L’incontro sarà anche occasione per annunciare la ripresa delle attività del Cafè Alzheimer. L’Associazione ha inoltre in programma un percorso di formazione destinato a tutti coloro che vogliono conoscere meglio la problematica della demenza e di come la si possa affrontare in un contesto domestico e, comunque, non strutturato. Gli incontri si terranno presso la sede dell’Associazione Amici Anziani di Sondrio in via Maffei, 40, dalle ore 20.30 alle 22.30, nelle seguenti date: martedì 21 e 28 settembre; giovedì 23 e 30 settembre. L accoglienza era fissata per le ore 9.30, ma già diverso tempo prima i fedeli affluivano sul sagrato della basilica della Madonna di Tirano. Così è iniziata la giornata provinciale dell’ammalato lo scorso 5 settembre. E tutti, pellegrini, ammalati, volontari dell’Unitalsi, hanno reso ancora una volta grande testimonianza di fede recandosi sul luogo dell’Apparizione mariana; anche a prezzo di un viaggio difficile per le proprie condizioni di salute. I primi ad arrivare, soprattutto tiranesi e degli immediati dintorni hanno pazientato la messa delle ore 10.30, loro dedicando così testimonianza di una fede chiara e tenace. Sergio Bonvini, segretario provinciale della sottosezione Unitalsi ha commentato il servizio offerto ai malati come: «adempiere in pieno allo scopo dell’associazione, cioè essere vicini anche spiritualmente agli ammalati. Per fare ciò, viaggiamo, dormiamo e viviamo integralmente con loro ogni pellegrinaggio dai più distanti ai più brevi. L’importante per noi è essere un servizio per loro e non un peso. Nessuno di noi viene pagato, per non pesare sul bilancio dell’associazione anche noi, come i malati, paghiamo la nostra quota». E da osservatore nota quanto il malato ’ abbia bisogno di momenti come questi. «Alla partenza di un pellegrinaggio, per Tirano o altrove, l’ammalato parte con le sue sofferenze, fisiche e spirituali, ma quando si è sul viaggio del ritorno sono più sereni, accettano la loro condizione e sorridono». Bonvini è convinto che sia una medicina psicologica che dà serenità. «C’è tanta gente sola e nel pellegrinaggio incontra gente che sente vicina e che li aiuta con gratuità. L’ammalato è molto sensibile e si accorge dell’amore disinteressato e allora si commuove». «Per noi è sempre una gioia venire qui – spiega un’ anziana coppia della provincia di Bergamo – ci sentiamo molto legati alla Madonna di Tirano e ogni tanto ritorniamo, due o tre volte l’anno da diversi anni. Siamo venuti autonomamente per meglio gestire i tempi». Unendo al pellegrinaggio una gita al lago di Poschiavo si sono ritagliati una domenica diversa e «tutta per noi». Solo chi ha provato la sofferenza trova con facilità la gioia di non essere solo e la preghiera è un grosso aiuto e sollievo. Accompagnare i malati qui al santuario «da una emozione forte, indescrivibile – assicura Raffaella, dama che da dieci anni accompagna i malati al santuario della Madonna della Salute, come spesso è stata ri- cordata nel corso della giornata -. Dà gratificazione perché senti che stai facendo del bene e aiuti i sofferenti». Alle ore 10.30 non c’erano più posti liberi sul sagrato e gli ultimi arrivati hanno dovuto seguire la celebrazione da dentro il santuario. A celebrare il Rito è stato il rettore del santuario monsignor Aldo Passerini, coadiuvato da don Giuseppe Rossotti Assistente ecclesiastico della Unitalsi valtellinese, che ha iniziato salutando e ringraziando fedeli e autorità presenti. Una celebrazione vissuta con intensità dall’assemblea molto toccata dalla Liturgia domenicale e dal salmo responsoriale il cui ritornello sembra andare al centro del sentimento del bisognoso perché significativo dell’abbandono alla volontà di Dio che induce la sofferenza: Signore, sei stato per noi rifugio di generazione in generazione. Don Aldo ha voluto sottolineare come Maria sia Madre e Maestra, correndo col pensiero alle nozze di Cana. «Per seguire Cristo bisogna fare delle scelte e dare con amore, senza limiti. Maria è l’esempio di questo dare perdendo tutti i suoi progetti [passo necessario] per dire il suo sì». Parlando della sofferenza che spesso accompagna il corso della vita di ognuno ha voluto ricordare quella sopportata da monsignor Maggiolini che «si era affidato alla Madonna di Tirano dalla quale era sicuro di ricevere aiuto. In un’occasione ricevetti una sua telefonata e mi disse che: la Madonna di Tirano è potente». In Lei difatti riconosceva il merito di un decorso di malattia rallentato e molto alleviato nel dolore. Appositi locali, antistanti la basilica sono stati riservati per il pranzo al sacco e la chiusura al traffico della piazza ha contribuito al raccoglimento dei fedeli anche nel pomeriggio quando si è tenuta la celebrazione mariana e la benedizione di tutti i malati. ROBERT WALTER NAZZARI SEMOGO: IL SALUTO A DON GIANFRANCO Con il passare degli anni, il luogo in cui abitualmente si trascorrono le vacanze diventa così familiare che si intrecciano legami di amicizia e si condividono le esperienze delle persone che lì vivono stabilmente. È così, per noi, a Semogo, in quella porzione di Chiesa diocesana, affidata per un decennio a don Gianfranco Ciaponi, da qualche giorno cappellano all’ospedale di Sondalo. Tornare in Valdidentro, nelle giornate serene d’estate o con i fiocchi di neve in primavera, significava incontrarlo nella “sua” chiesa ristrutturata, preciso e puntuale nelle celebrazioni liturgiche, aperto all’accoglienza dei preti e dei missionari semoghini di ritorno a casa per un periodo di riposo, sempre attento alla dimensione diocesana, attraverso la preghiera e la partecipazione attiva. «Quando nell’anno duemila venni tra voi si era appena concluso il “Grande Giubileo”, che ci conduceva alle soglie del “Terzo Millennio”. Giovanni Paolo II nella sua Lettera Enciclica “Novo Millennio Ineunte”, scritta dopo il Giubileo del 2000, rivolgeva l’invito a tenere “lo sguardo più che mai fisso sul volto del Signore”, a far diventare le nostre comunità cristiane “autentiche scuole di preghiera” e a “fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione”. Queste parole mi rimasero impresse, e cercai di imprimerle bene nella mente e nel cuore. Con fiducia mi misi all’opera in questa missione, cercando insieme a voi di camminare su questo sentiero. Certamente non sono mancate difficoltà e ostacoli, momenti di fatica e anche di sofferenza; ma quando si prende sul serio il Vangelo non ci si deve fermare. “Con lo sguardo fisso su Gesù”…, perché poi è Lui che sta davanti e bisogna seguirlo, con decisione e senza paura». Queste parole, scritte da don Gianfranco per il bollettino parrocchiale “Nuovi Orizzonti”, ci sembrano descrivere bene l’avventura umana e spirituale di un prete che, nelle sua azione pastorale, pur con i limiti e le fragilità di ogni uomo, ha messo il Signore al primo posto, anche quando questo poteva significare fatica e incomprensione. A lui, con il grazie per un pezzo di strada fatto insieme, nonostante la distanza che ci separava per la maggior parte dell’anno, l’augurio sincero di essere ancora e di nuovo seminatore di speranza, con la certezza che “ciò che deve guidare la vita di un prete, come di ogni fedele cristiano, è la ricerca del bene che viene indicato dal Vangelo e dalla Parola della Chiesa”. LETTERA FIRMATA P A G I N A 33 SPORT CALCIO DAL 1970 UN SOLO PRESIDENTE COMASCO, MARIO BERETTA NUOVO COACH PER IL COMO Dopo la retrocessione in serie B arrivata lo scorso mese di maggio, che ha scritto la parola "fine" su un periodo ricco di soddisfazioni per la Como Nuoto (anche se, nelle ultime stagioni, le difficoltà erano cresciute in modo esponenziale) è iniziata quella che può essere definita l'operazione "risalita". Primo tassello di questo nuovo corso è stata la presentazione ufficiale, lo scorso 2 agosto, del nuovo allenatore della Como Nuoto Stefano Piccardo. Nella sede della società in viale Geno, con stampa, dirigenti ed alcuni giocatori presenti, ha infatti avuto luogo il primo incontro ufficiale a Como del neo allenatore ligure. Nella bellissima cornice che si affaccia sul primo bacino del lago di Como sono stati ribaditi i concetti alla base dell’accordo triennale tra la Como Nuoto e Stefano Piccardo ovvero rivitalizzare i settori giovanili per dare in futuro nuovo slancio alla prima squadra, quest’anno impegnata nel campionato di serie B. Como non ama il Como Analisi storica dopo le critiche cittadine ad Antonio Di Bari ma negli ultimi 40 anni un solo concittadino è stato presidente del club lariano Corrado (che proprio di Como non è) seguito da Giangerolamo Barzaghi (Seveso - 2006/07), Enzo Angiuoni (2007/08) ed Antonio Di Bari (dal 2008 ad oggi). Come si vede l'unico nome comasco è stato quello di Mario Beretta. Negli ultimi 40 anni c'è stato sicuramente tempo e spazio per qualche "personaggio" di Como di occuparsi della squadra e della società, ma di fatto la voglia e l'intenzione concreta non c'è stata. Invece, in questo periodo di tempo, proprio "made in Como" sono state le critiche più feroci all'attività dei diversi presidenti lariani che, nel bene o nel male, hanno contribuito alla storia del Como. Purtroppo, rileviamo, questa è una consuetudine esclusivamente comasca in quanto in altre località, anche vicine al capoluogo (un solo nome, Cantù), gente del posto non lesina aiuti alla locale squadra di basket i cui importi sono ben più consistenti rispetto a quelli di una squadra di calcio come il Como. pagina a cura di LUIGI CLERICI N el corso della scorsa estate, decaduta ufficialmente la vicenda "Ciuccarello" e con la coppia Di Bari-Rivelli confermata alla guida della società, in seguito ad alcuni pensieri espressi proprio da Antonio Di Bari sulle voci che periodicamente vedono questo o quello personaggio comasco sul punto di entrare a far parte del gruppo dirigente della società azzurra (e che, sempre periodicamente, svaniscono come neve al sole) non sono mancate feroci critiche da parte della città verso l'attuale numero 1 del Como. A prescindere dal fatto che, inogni caso, Di Bari lo scorso mese di maggio, ha rischiato di giocarsi buona parte della credibilità che si era costruito con tre anni di ottimi risultati che, con le dovute differenze, a Como non si vedevano dall'epoca Preziosi, con la vicenda Ciuccarello e con il famoso tormentone "dovete fidarvi". Per fortuna, alla fine, non si è del tutto fidato anche lui e insieme con il socio Rivetti ha posto le basi per proseguire la sua avventura Antonio Di Bari, presidente del Como dal 2008, ha rilevato la società da Enzo Angiuoni alla guida del Como, nel quale dovrebbe "entrare" anche un imprenditore locale anche se, andando a spulciare la secolare storia del Como, se evitiamo di occuparci, per ovvi motivi storici dei primi 50 anni, negli ultimi 10 lustri soltanto un presidente del Como era della città: Mario Beretta. Tutti gli altri, sia amati (più o meno dai tifosi) che non apprezzati (dalla città che, è inutile nasconderlo, ha sempre ritenuto una scocciatura il Como, soprattutto se squadra di successo perché questo provoca traffico, disordine... insomma crea disagio ai fine settimana dal laborioso comasco) non erano certo nativi della città o della provincia. Dagli anni '70, infatti, quando ai vertici di viale Sinigaglia c'era la dirigenza "made in Meda" con al vertice Alfredo Tragni, alla presidenza del Como si sono succeduti la prima "era" Beretta (80/83), Benito Gattei (Lugano, 1984 -1991). Dopo di lui ancora Beretta (1992-1997), poi Enrico Preziosi (campano, 1997-2003), Aleandro Dall'Oglio (Milano 2004/05), il fallimento con il curatore fallimentare IL CAMPIONATO Quattro punti in due partite Quattro punti in due partite è il bilancio del Como che, dopo la sconfitta interna con il Ravenna all'esordio, ha conquistato una vittoria ed un pareggio. Il successo è arrivato al secondo appuntamento in quel di Verona con gli azzurri MOUNTAIN BIKE A LIVIGNO SI È DISPUTATA LA 17^ MARATONA capaci di infliggere due gol agli ambiziosi scaligeri (2-0 il risultati finale). 1-1, invece, è stato il risultato del match disputato domenica scorsa allo stadio Sinigaglia tra il Como ed il Pergocrema con gli azzurri che si sono fatti rimontare. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ PALLANUOTO ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 GHISALLO EVANS DONA LA MAGLIA IRIDATA In un caldo venerdì dello scorso mese di agosto, il 6 in particolare, Cadel Evans, l’australiano campione del mondo di ciclismo in carica, ha donato la sua maglia al museo del Ghisallo. «E’ un regalo che sottolinea ancora una volta l’importanza di questo luogo per tutto il ciclismo internazionale, dobbiamo ringraziare Evans per il suo gesto» ha commentato in proposito il consigliere regionale comasco Luca Gaffuri, presente durante la visita del campione del mondo al Ghisallo. «Come più volte ho ribadito con il mio collega Carlo Spreafico, il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo è uno strumento importante per diffondere la cultura ciclistica e valorizzare questo sport, tradizionale per le nostre zone. Serve un impegno, anche da parte di Regione Lombardia, affinché la sua apertura sia assicurata durante tutto l’anno. In questo si potrebbe pensare al coinvolgimento delle associazioni di ciclismo comasche e lecchesi, un in un’ottica partecipativa». CANOTTAGGIO IN UNGHERIA Al 1° posto Cattaneo e Benzoni Niente "laurea" L'atleta bergamasco della Full Dynamics ha concluso il percorso con 6 minuti in meno rispetto al vincitore 2009 S otto uno splendido sole è il bergamasco Johnny Cattaneo a dominare la XVII edizione della marathon di mountain bike del piccolo Tibet. Alle sue spalle Mike Felderer e Julio Caro Silvia. Tra le donne vittoria senza eguali per Michela Benzoni. Pronostici sovvertiti nella gara maschile, causa problemi meccanici per Mike Felderer, che durante i quattro giorni del tour ha dominato in tutte le altre tappe. A trarne vantaggio il compagno di squadra Johnny Catta- È anche vero che questa marathon è una delle poche competizioni che premia non solo il più forte ma anche il biker più completo”. Al secondo posto un tenace Il podio della Pedaleda 2010 Mike Felneo, il quale da metà gara derer che nonostante i prosi è imposto alla testa del blemi meccanici, è riuscigruppo dettando il ritmo to nel finale a rimontare le fino alla fine. Il bergaposizioni perse durante masco ha terminato la sua l’assistenza tecnica, chiuprova in 3:43.49,4, oltre dendo la sua prestazione sei minuti in meno rispetin 3:48.39,3. Peccato per to allo scorso anno. “La l’altoatesino il quale duPedaleda è una gara dura rante i giorni precedenti ed è per questo che mi alla Pedaleda aveva dato sono un po’ trattenuto nei prova delle sue ottime congiorni precedenti - ha detdizioni fisiche. Terzo posto to Cattaneo a fine gara -. per il colombiano del team TX Active-Bianchi, Julio Caro Silvia (3:49.33,1), che sulle ultime salite ha staccato l’ex iridato Massimo De Ber-tolis e l’austriaco Uwe Hochenwarter, finiti rispettivamente al quarto e quinto posto. Degno di nota anche il decimo posto assoluto (3: 58.36,1) del livignasco Mattia Longa che si conferma ancora una volta fra i migliori giovani biker italiani sulle lunghe distanze. Regina indiscussa per la gara femminile la bergamasca in forze al Lissone Mtb, Michela Benzoni, che già dai primi chilometri di gara non ha avuto avversarie aggiudicandosi assieme a Mike Felderer anche il Gran Premio della Montagna, dedicato ad Andreas Cusini (sito al 27° chilometro - zona Passo Eira). I due oltre al GPM si aggiudicano anche il primo posto della classifica generale del Tour La Pedaleda. Nessun successo, ma tanta esperienza, per 3 comaschi ai mondiali universitari S ono arrivate ad un passo dalla "laurea" ai mondiali universitari i tre atleti della Canottieri Lario, Sabrina Noseda, Alessandro Adduci e Marius Wurzel a Szged, in Ungheria, su un campo di gara difficile e che presentava inoltre un fastidioso vento trasversale. Per i tre portacolori lariani, comunque, la soddisfazione di aver raggiunto la finale e di aver disputato un Mondiale "in crescendo" dopo un esordio in batteria certo non esaltante. La neocampionessa del mondo Under 23, Sabrina Noseda, era impagnata nel doppio leggero con l'altra iridata del quattro di coppia, Deborah Battaglin. Alla fine è arrivato un onorevole sesto posto. E' stata la Polonia l'avversario insuperabile per il quattro senza senior maschile che schierava il reduce dai mondiali Under 23, Marius Wurzel, capovoga, e Alessandro Adduci, la suo ritorno in una competizione internazionale con il body azzurro al numero quattro (completavano l'equipaggio Simone Tonini e Michele Savriè). Alla fine arriva un quinto posto a meno di 9" dai primi (la Polonia, appunto). P A G I N A 34 MASSMEDIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 GRAVEDONA In scena in festival di Piano U n pubblico attento ed entusiasta ha accolto con calorosi applausi la pregevole performance del giovane pianista francese François Dumont (nella foto) che si è tenuta domenica scorsa presso la Sala Centrale del Palazzo Gallio di Gravedona all’interno della programmazione della rassegna Festival Pianomaster. In occasione delle celebrazioni del bicentenario dalla nascita del compositore polacco Fryderyc Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810 – Parigi 1849) Dumont ha scelto di interpretarne un ricco e accattivante repertorio spaziante dalla Sonata n°3 in Si minore Op.58 (vedi scheda) alla enigmatica Polacca - Fantasia del 1846: un programma di sala ben strutturato e di immediata fruizione che ha accompagnato il pubblico alla scoperta di alcuni tra i più celebri e interessanti brani della letteratura per pianoforte della prima metà dell’Ottocento. La Sonata n°3, ad esempio, è un componimento della maturità dell’artista che, nella sua costruzione molto classica, trasuda vitalità nonostante appartenga ad un periodo della vita privata di Chopin caratterizzato da precarie condizioni fisiche e LA GENTE E I MEDIA Dopo tanto conformismo Siamo richiamati a “produrre un nuovo pensiero” e a “esprimere nuove energie”, a intraprendere un “discernimento” caratterizzato da “realismo”, a immaginare “soluzioni nuove”. Frammenti, ripresi dalla “Caritas in Veritate” e posti, non a caso, nel documento preparatorio della 46ª Settimana Sociale. Riletti, quasi in controluce, nel torrente delle notizie agostane hanno rafforzato il desiderio di guardare oltre, senza per questo estraniarsi dalla realtà. “Produrre un nuovo pensiero”, proprio a ragione di tanta turbolenza politica e mediatica, è l’impegno oggi da riamare e sostanziare anche sul piano dell’informazione. Senza presunzione e senza timore. Tra il non dire - che è altro rispetto al silenzio - e il lasciarsi trascinare nel vortice di parole e immagini, un’alternativa deve essere possibile, anzi doverosa. Per amore della gente. È la fiducia nella intelligenza e nel buon senso di molte persone, che tengono insieme e fanno crescere il nostro Paese, a incoraggiare percorsi professionali e culturali alternativi a quelli che oggi appaiono vincenti secondo la statistica. Merita rispetto tanta gente semplice, seria e serena, che in una quotidianità operosa e non priva di difficoltà e problemi si attende anche dai media un aiuto nella ricerca della verità e nella costruzione del bene comune. A fronte di polemiche, grida e show cresce l’esigenza di “un nuovo pensiero”. Senza uscire dalla cronaca, dalla storia, dal mondo. A guida di questo movimento interiore è l’etica, che rimanda al primato della coscienza, alle sue più profonde radici, alla sua resistenza a pressioni e condizionamenti. È la coscienza retta, che la maggioranza della gente non ha rimosso, a portare in alto lo sguardo, a cercare strade alternative a quelle offerte dall’effimero e dall’apparenza. È sempre questa coscienza a chiedere che, oltre la denuncia del male, si indichi o almeno si tratteggi la direzione verso il bene. È ancora questa coscienza a chiedere ai media non un incentivo a schierarsi da una parte o dall’altra ma uno stimolo a pensare, valutare e decidere con lungimiranza e saggezza. Un passo, questo, che chiede a tutti un supplemento di competenza, di sensibilità di capacità di lettura dei segni dei tempi. Vale tutto ciò ancor più per chi opera nei campi della comunicazione: non si può rimanere al palo dell’autoreferenzialità mentre la vita, i problemi e la speranza sono altrove. “Ribelli per amore” venivano chiamati coloro che nella Resistenza lottavano con la forza delle idee contro la violenza. “Ribelli per amore” - la definizione non vuole essere forzata perché richiama anche sacrifici estremi - è oggi la scelta di quanti intendono rompere con “un nuovo pensiero” la crosta del conformismo e della mediocrità. Un impegno di non poco conto ma é la gente a chiederlo. Per rendersene conto basta stare sulle strade, nelle case, nei supermercati, negli ospedali, delle scuole, nei luoghi di lavoro e di incontro… Qualcuno ha delle risposte. Il Vangelo ha parole chiare, inequivocabili e di estrema attualità su conformismo e non conformismo. Nella concretezza e alla loro luce, la Chiesa italiana sta indicando due percorsi che si pongono al servizio e nella prospettiva di “un pensiero nuovo”: l’impegno educativo con gli Orientamenti pastorali per il decennio in corso e l’impegno per la città con l’imminente Settimana Sociale dedicata alla speranza, al futuro, alle nuove generazioni. C’è in questa tappa del cammino delle Chiesa italiana la volontà di “produrre un nuovo pensiero”, di “esprimere nuove energie”, di intraprendere un “discernimento” caratterizzato da “realismo”, di immaginare “soluzioni nuove”. C’è, in questa scelta, un dono di fiducia, di progetto e di cultura. Anche per i media si presenta un’occasione per cercare nuove strade, nuovi linguaggi, nuove immagini per raccontare la realtà, per camminare con tanta gente che, non avendo mai smesso di pensare, sa distinguere la ricerca della verità e del bene comune dalla ricerca di qualcosa d’altro. PAOLO BUSTAFFA psichiche: l’aggravarsi della tisi e la rottura della relazione con la scrittrice francese George Sand. L’Allegro iniziale è basato su un tema di carattere sinfonico, ben scandito ritmicamente e su una seconda idea tematica molto cantabile, mentre lo Scherzo successivo richiede all’interprete un raffinato e sapiente uso del “jeu perlé”. Lo splendido Largo in si maggiore è caratterizzato da un’elegantissima linea melodica che viene rielaborata in diversi momenti con il supporto di audaci e inaspettate modulazioni. Il tema del Finale,molto ritmato e in forma di Rondò, è introdotto con un effetto drammatico di grande efficacia da quattro serie di accordi in ottave. Il giovane e già affermato talento francese, attualmente allievo effettivo della prestigiosa International Piano Academy – Lake Como di Dongo, ne ha dato un’interessante ed attenta interpretazione ponendo particolare cura, grazie ad una solida tecnica, alla ricerca del fraseggio e del suono e riuscendo anche ad eludere le non poche difficoltà create dalla pessima acustica offerta dalla sala. Per chi volesse ascoltare dal vivo François Dumont ed altri talenti della International Piano Academy – Lake Como sono in programma due momenti musicali presso il Conservatorio di Lugano, in via Soldino 9, per sabato 11 settembre: il primo alle ore 18:00 e il secondo alle ore 21:00. Entrambi i concerti sono ad ingresso libero. Chopin Sonata n. 3 in si minore op. 58 per pianoforte L a Sonata n. 3 in si minore, op. 58 è stata composta da Fryderyk Chopin (1810-1849) durante l’estate del 1844, poco prima della separazione definitiva da George Sand, mentre progrediva implacabilmente la malattia che lo avrebbe portato alla morte. La Sonata op. 58 fu pubblicata dall’editore J. Meissonnier nel 1845 a Parigi e contemporaneamente a Lipsia e Londra. Al contrario della Sonata n. 2, op. 35 (v. Settimanale della Diocesi del 31 luglio 2010), una composizione tragica e cupa, la Sonata in si minore è una pagina risplendente di vita ed energia. E’ suddivisa nei tradizionali quattro movimenti. L’Allegro maestoso, nel tempo di 4/4 – primo movimento – introdotto da arpeggi di taglio quasi sinfonico, espone un tema principale formato da brevi incisi di quattro battute. Il secondo tema, in re maggiore (“Sostenuto e molto espressivo”), è concepito in stile quasi beethoveniano. Lo sviluppo ha un aspetto simile all’improvvisazione e i temi non vengono particolarmente elaborati. Come già nella seconda Sonata, Chopin tralascia deliberatamente la riesposizione del tema principale e accentra la sua attenzione sul secondo tema, trasposto nella tonalità di si maggiore. Il secondo movimento – Scherzo (Molto Vivace), nel ALL'ASCOLTO tempo di 3/ 4 - è in forma tripartita. La seconda par- GRAMMA te, in si maggiore, è caratterizzata da lunghi accordi tenuti. Il Largo, in 4/4 – terzo movimento – nella tonalità di si maggiore, è una sorta di “Lied”. Introdotto da solenni ottave, espone un tema prettamente cantabile, dall’andamento sognante. Termina con una “Coda”, trasognata e serena. Il finale – Presto non tanto, in 6/8 – strutturato secondo la forma del “Rondò”, contrasta con il carattere introspettivo dei movimenti che lo hanno preceduto. Ad ogni ripetizione del tema, i ritornelli esprimono con sempre più intensa frenesia la loro gioia di vivere. Il ritmo s’intensifica progressivamente, le terzine della mano destra volteggiano sopra le biscrome (note del valore di 1/32) della mano sinistra sino a esplodere come fuochi d’artificio negli accordi finali. GUIDA PEN TA a cura di ALBERTO CIMA ELENA OREGGIONI Tele IL comando Domenica 12. A sua immagine, Rai1, 10,30. Ricomincio da capo, C5, 11,00. Commedia originale e gradevole con Bill Murray condannato a rivivere lo stesso giorno. L’uomo e il diavolo, La7, 14,00. Film classico con G. Philipe. Il seme del tamarindo, Rai3, 16,40. Film d’avventura con J. Andrews e Omar Sharif. Il giro del mondo in 80 giorni, It1, 19,00. Film d’avventura con J.Chan. Raffaella Carrà e Corrado, Rai Storia, 21,00. I grandi della tv, documenti. Colorado, It1, 21,10. Varietà. Pronto Elisir, Rai3, 22,20. Programma di medicina con M.Mirabella. Presa diretta, Rai3, 21,00. Evasori, inchiesta. Niente di personale, La7, 21,30. Speciale Ambrosoli. Segue alle 23,45. Un eroe borghese con F. Bentivoglio. Il papà di Giovanna, C5, 23,30. Bel film di Pupi Avati. Lunedì 13. Romeo e Giulietta finalmente sposi. R4, 16,55. Commedia. L’infedele, La7, 21,10. Attualità con Gad Lerner. Vi presento Joe Black, R4, 21,10. Film drammatico sulla morte che ha il fascino di Brad Pitt. Frantic, Rai3, 21,10. Film giallo di Polanski ambientato a Parigi. Lo spaccacuori, C5, 21,10. Film commedia con Ben Stiller. Le 4 giornate di Napoli, Rai Storia 21,00. Film storico. Certo, certissimo, anzi… probabile, Iris, 22,40. Con C.Cardinale. Martedì 14. Showtime, R4, 21,10. Film commedia con De Niro. Io canto, Camale5, 21,10. Presenta J. Scotti. Ballarò, Rai1, 21,05. Attualità politica. La guerra dei mondi, It1, 21,10. Fantascienza con Tom Cruise. La casa degli spiriti, R4, 23,10. Film di B. August con M. Streep. Correva l’anno, Rai3, 23,15. Dalla ricostruzione al made in Italy. Mercoledì 15. Boeing, boeing, La7, 14,00. Film commedia con T. Curtis. A proposito di Schmidt, La7, 21,10. Film drammatico con un ottimo Jack Nicholson. Out of fire, R4, 21,10. Thriller con Denzel Washington. Oro Nero, Rai Storia 21,00. Documentario. Giovedì 16. Visita del papa alla regina Elisabetta II, Rai1, 11,55. La congiura degli innocenti, R4, 16,40. Un giallo anomalo di Hitchcock. Ho sposato uno sbirro 2, Rai1, 21,10. Fiction. Solo 2 ore, Rai3, 21,05. Film d’azione con B. Willis. Ben Hur, La7, 21,10. Miniserie. C’era una volta, Rai3, 22,55. Non vale, documentario. Venerdì 17. Viva Evita, Rai Storia, 21,00. Documenti. I migliori anni, Rai1, 21,10. Musicale con C. Conti. NCIS, Rai2, 21,05. Telefilm. Il giudice e il commissario, R4, 21,10. Tv poliziesco francese. Star Trek II: L’ira di Khan, Rai4, 21,10. Continua l’epopea galattica. Nessuna verità, It1, 21,10. Film di spionaggio di R. Scott con Di Caprio e R. Crowe. Tv7, Rai1, 23,35. Attualità. Sabato 18. Sulla via di Damasco , Rai2, 10,15. Riprende la rubrica religiosa di don G. D’Ercole. Lemony snicket, It1, 19,00. Film fantastico per ragazzi. Ti lascio una canzone, Rai1, 21,20. Spettacolo musicale con A. Clerici. Cercatori di Tesori: la scoperta di Troia, Rai3, 21,05. Doc. di Superquark. Cold case, Rai2, 21,05. Sempre interessanti i casi affrontati. Harry Potter e il calice di fuoco, It1, 21,10. Fantasy allo stato puro, un po’ paurosa. L’ispettore Barnaby, La7, 21,30. Il villaggio in miniatura. Tel. Poliziesco. Tg2 Dossier, Rai2, 23,35. il settimanale il settimanale a cura di TIZIANO RAFFAINI P A G I N A 35 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010 NEI SUOI INTERVENTI SEMPRE PENSIERI POSITIVI SALVATORE FURIA, METEREOLOGO E POETA S alvatore Furia, 85 anni, tutti i giorni fino all’ultimo ha trasmesso in RAI e su altre radio private il meteo della Lombardia, finendo sempre con una frase positiva; ad esempio se il tempo non sarà bello conclude: “Pensieri positivi nonostante il meteo”. Lo avevamo intervistato poco prima della sua scomparsa, avvenuta poco prima di ferragosto: forse l’ultima intervista rilasciata. Ve ne proponiamo alcuni stralci, in parte anticipati da La Prealpina. “Le persone - diceva - desiderano la positività e gradiscono le parole che uso, perché cerco di partecipare la meteorologia alla gente. Ad esempio inserisco nelle previsioni frasi desuete: “dal monte al piano” per indicare che la previsione va da oltre colle alla pianura; oppure invece di dire “serale” dico “serotino”, oppure parlo di “acclivi innevati” o “sconsigliamo fuoripista”, o ancora “clima favorevole alla fienagione”... Le previsioni meteo sono un servizio pubblico, le persone mi telefonano per avere le previsioni di pioggia se ad esempio devono fare le gettate di cemento o riparare i tetti e io dico in trasmissione se ci sono due o tre giorni liberi per tali lavori”. Ma tutto ciò gli costava parecchio tempo: lavorava a preparare il meteo dalle 18 alle 22, rifacendo più volte il testo, finchè arrivavano tutti i modelli matematici dagli Stati Uniti: “Ma sono sempre di minore durata diceva -, prima arrivavano alle 48-72 ore”. Chiamava il suo bollettino “tecnico-umanistico”: “Oggi ad esempio - dice - ho concluso con “fiorisce l’erica carnea, assieme all’elleboro nero e al bucaneve” oppure aggiungo, a seconda della stagione, che fra 15 giorni sarà primavera”. Chi lo ascoltava iniziava così la giornata rincuorato da frasi poetiche o da promesse di tempi migliori. Abbiamo iniziato dalla meteorologia, che è il settore più noto al pubblico grazie alle trasmissioni radio; ma Salvatore Furia era soprattutto astronomo e naturologo. La sua storia sembra una favola diventata realtà. Siciliano, arriva a Varese nel 1940, il I ottobre; il 3 ottobre sale con una vecchia e pesante bicicletta da donna sulla cima della montagna che sovrasta il Sacro Monte, dove dal 1902 esiste un Grand Hotel. Lì incontra il proprietario Giulio Moneta, di cui diventerà amico. “Mi prese un senso di stupore - diceva - quando dalla vetta che oggi non c’è più (c’è una palazzina della RAI perché la posizione è ideale per posizionarvi le an- tenne) vidi l’intero orizzonte delle catene montuose fino alla Pianura Padana. Quanto verde, quanti alberi... anche se non portavano i frutti tipici della Sicilia. Mi innamorai subito di quel posto, chiamato Punta Paradiso”. Due anni dopo Salvatore Furia fu deportato civile in Germania ma nel ’45, rientrato, si recò subito a Punta Paradiso, dove trovò scolpita su un abete una madonnina, un ex voto di un altro deportato in Germania. Ormai aveva deciso: lì sarebbe sorto un osservatorio panoramico. Ne parlò con il sindaco di Varese Lino Oldrini. Ma poco dopo rimase una notte intera sulla vetta ad ammirare le stelle, fulgide più che mai nel cielo: pensò allora che l’osservatorio sarebbe stato astronomico. “Dopo 50 anni il sogno è diventato realtà grazie a diversi impulsi di generosità; la Provvidenza mi mandava persone che avevano la mia stessa religione cristiana e tutte credevano nei miei progetti, accettando la mia impostazione ideale”. Sulla cima del monte ora sorgono un osservatorio astronomico, uno paesaggistico e una cittadella con tre osservatori astronomici. Il terreno gli fu donato da Sofia Zambeletti alla quale fece la promessa di una riserva sulla montagna per la conservazione di tante specie: ora il centro studi botanici e la serra con semi di montagna trapiantati permettono di arricchire le specie delle Alpi calcaree lombarde. Ad esempio i narcisi erano spariti, ora ce ne sono 12.000. Il patrimonio realizzato, secondo gli accordi presi a suo tempo con i sindaci Oldrini prima e Ossola poi, è stato ceduto al Comune, ma la gestione resta della Società astronomica Schiaparelli, da lui fondata. “Più di 5.000 ragazzi sono passati dalla cittadella, stando in media sei mesi ognuno: me li ricordo tutti, vengono sempre a trovarmi. Quando sorsero gli impianti erano gli anni della gioventù bruciata e noi davamo ai giovani un’alternativa valida, che li coinvolgeva pienamente”. Ci eravamo congedati con un’ultima notizia a cui teneva molto: “Il nostro osservatorio sismico permette di rilevare i fenomeni naturali con una velocità incredibile. Ad esempio abbiamo rilevato il recente terremoto del Cile a Varese alle 7,48 ora italiana, con una precisione notevole”. Grazie, professor Furia, per tutto quanto ha fatto per Varese e per l’Italia. ALMA PIZZI (per gentile concessione del periodico RMFonline.it ) PAROLE, PAROLE, PAROLE (65) Classe Dal verbo latino “cladere”, che significa “chiamare”. Quando venivano chiamate varie categorie di persone, a ciascuna di esse veniva attribuita una “classis”, chiamata. Da qui il significato odierno di “classe”. In latino “classis” significa anche “flotta”, forse per la chiamata dei rematori e marinai. Oggi la parola distingue i gruppi di studenti di una scuola; oppure è un aggettivo di distinzione. Si dice che una persona, un artista, un attore o attrice “è di classe”. Una scuola, un periodo della storia dell’arte è “classico”. Nelle ideologie politiche e sindacali si distingue il “marxismo”, ovvero il materialismo dialettico e storico, che fa della “lotta di classe” il motore della evoluzione della storia umana. La “lotta di classe” porterebbe alla instaurazione della “società senza classi”, fatta di “uomini generici”, cioè tutti identici, senza note individuali, formanti un “massa”, non un popolo di persone. Ai partiti marxisti si sono contrapposti i partiti “popolari”, che propongono, appunto, un “popolo” e non una “ massa”. Il metodo della “lotta di classe” è stato esteso dalla cultura marxista alla “questione femminile”: le donne sarebbero la classe oppressa, la cui lotta le porterebbe ad abolire la distinzione dei sessi in ogni campo. Anche in campo psichiatrico sono stati aboliti i manicomi perché le persone che vi erano recluse erano solo vittime di una oppressione “classista”, da cui dovevano essere liberate. Così è stata abolita la “malattia mentale” con una riforma cha di fatto abbandona gli ammalati di mente alle sole risorse “del territorio”, che è come dire “delle famiglie”, se ci sono. Ma queste reclamano un più efficace intervento pubblico a loro sussidiario. ATTILIO SANGIANI Pianta erbacea perenne alta da 30 a 80 cm. e provvista di un robusto rizoma. Fiorisce tra agosto e settembre (l’esemplare in fotografia si trova poco sotto la vetta del monte Boletto). Il nome specifico origina dal greco Asclepio, dio della medicina, per i romani Esculapio GENZIANA DI ESCULAPIO Gentiana asclepiadea Foto AC - Il Settimanale DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: AGOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. T ELEFONO 031-26.35.33 FAX REDAZIONE 031-30.00.33 FAX SEGRETERIA 031-31.09.325 E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a a: Il Settimanale della Diocesi di Como • Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio. TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected] Stampa: A. G. Bellavite S.r .l. - Missaglia (Lc) S.r.l. 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Gli show da telenovela fanno rabbrividire il cuore di chi pensa e spera ancora, come me, che una nazione si possa fondare su basi solide di rispetto reciproco e sul sano interscambio culturale, sociale ed economico. Io da Cattolico e da elettore del PDL dico e grido al capo del governo: Presidente Berlusconi si fermi!!! Si, si fermi a riflettere sui risvolti di impatto morale che una propaganda simile arreca alle nuove generazioni, che vedono nei propri coetanei merce di acquisto anche nella professione di fede. Si fermi Presidente perché l’amicizia con una Nazione non può costare il calpestio di un credo che è spina dorsale del nostro paese. Si fermi Presidente perché Roma e l’Italia sono il centro del Cristianesimo che non si conquista con pochi soldi in cambio di una promessa di lavoro! Si fermi Presidente perché chi sta scrivendo crede anche nel PDL, ma non può accettare che la Croce e chi la rappresenta sulla terra, vengano dopo un interesse, qualsiasi esso sia. Presidente, mi sento offeso e da Cattolico le chiedo: si fermi, si fermi a riflettere! Le elezioni si possono vincere o perdere ma la fede in Cristo risorto no! A qualsiasi costo, come ricordò Giovanni Paolo II a Tor Vergata nel 2000, durante il raduno con i giovani. Bene ha fatto il cardinal Bagnasco ad auspicare coerenza e compattezza in politica da parte di noi cattolici; ora é giunto il momento di rivendicare ciò che ci appartiene con fatti concreti. Ad ognuno lascio questo spunto di riflessione semplice ed al cuore di ogni Cristiano, lascio le immagini di giovani comprati con pochi soldi, con il corano fra le mani, perché possano essere la molla per il riscatto che contrasti il relativismo che porterà la nostra vita ad un cardiogramma piatto. ROBERTO TODESCHINI Camnago Volta INFORMATIVA PER GLI ABBONATI La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza al D.Lgs. 196/2003. Per i diritti di cui all’art. 7 (aggiornamento, cancellazione, ecc.) e per l’elenco di tutti i responsabili del trattamento, rivolgersi al Titolare del Trattamento presso la sede di viale Cesare Battisti 8, 22100 Como, tel. 031-263533. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati a società esterne per la spedizione del periodico e per l’invio di materiale promozionale.