DELLA
ANNO XXXV
11 SETTEMBRE 2010
E 1,20
nizia un nuovo anno scolastico e tra i plotoni di esecuzione di chi vorrebbe eliminare le contraddizioni
della riforma, le rimostranze del mondo del precariato, la
demotivazione degli insegnanti… ritorno alla scuola da professore di religione. Siccome
entro come “precario” solidale
ai tanti che ogni anno aspettano in quale istituto potranno vivere del loro lavoro intellettuale, mi abituerò ad entrare in
classe e riannodare le passioni
tristi di tanti giovani alla speranza che qualcuno voglia ascoltare ancora un’esperienza
di vita e di cultura.
I giovani si annoiano a scuola quando essa diventa un meccanismo, ne sono invece affascinati quando trovano ogni mattina in classe un docente che
comunichi la sua umanità, la
sua cultura, la sua ipotesi e
muove la loro libertà a cercare
la risposta ai loro perché.
Ciò che tu sai, nel momento
in cui lo trasmetti ad altri, lo
veicoli tramite il tuo “io”: proprio per questo è impossibile
dare una vera e propria oggettività ad una lezione in classe.
Se per strumento del mio lavoro intendessi i libri, e li facessi “parlare” al mio posto
(come molto spesso accade anche all’insegnante più accorto,
vuoi per stanchezza, vuoi per
sua comodità e convenienza),
allora la lezione diventa tecnicismo, un “do ut des” (“ti faccio
leggere il libro con me, poi tu
me lo ripeti”), un procedimento
meccanico in cui manca la libertà dell’umano, perché il mio “io”
non entra in gioco di fronte alla
classe.
La lezione, invece, dovrebbe
non essere meccanica o tecnica
(fattori che spengono l’interesse e l’entusiasmo del discente),
ma una “traditio” – una consegna da un’umanità (il docente)
ad un’altra (la classe) –, non
solo di un apprendimento, ma
anche della modalità umana
con cui si è giunti a tale apprendimento.
Ciò che l’insegnante veicola
maggiormente con la sua persona è l’approccio alla materia
dell’apprendimento, come io mi
pongo di fronte ad essa e come
agisco: in una parola il metodo.
Non esistono formule, più o
meno “magiche”: per insegnareimparare a studiare non c’è un
aggettivo valido per tutti, perché il metodo è personale.
Tanto più importante diventa allora la modalità con cui l’insegnante trasmette il proprio
metodo, guidando ciascuno nella classe alla ricerca del proprio,
instaurando un confronto aperto, nel vivo del lavoro, sul “come
fare a…”.
È solo tramite un’interazione
personale che avviene la trasmissione di tutti i fattori determinanti per l’apprendimento.
Quindi fare l’insegnante vuol
dire essere continuamente chiamato e ri-chiamato ad esprimere se stesso, la propria libertà,
il proprio sapere e metodo; ad
essere attento e vigile sulla realtà di chi sta di fronte, perché
se la mia umanità non tiene
conto dell’altra che ho di fron-
33
DIOCESI
DI
COMO
PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A.
SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV.
IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO
I
La fiducia
in aula
te, la “traditio” (cioè la consegna tramite interazione) non è
possibile. Solo l’umano veicola
il sapere.
Dice Hannah Arendt: “L’insegnamento è una tradizione che
tu comunichi in modo sempre
diverso”.
Mi accingo ad entrare in classe, sento tutta l’emozione e l’urgenza educativa, sento già le
coppie di 26 occhi che mi squadreranno e mi interrogheranno
in ogni classe, sui miei tic e le
mie movenze (quanti prof. ho
imitato nella mia vita) e poi
appena comincerò a fare l’appello e li chiamerò per nome, mi
verrà spontaneo non pensare
più ai problemi della riforma e
le parole d’ordine della scuola,
per immergermi nel vissuto e
trasmettere una speranza di
vita e di curiosità che, a quasi
50 anni, mi resta ancora dentro come il primo giorno di scuola, grazie ai miei migliori insegnanti.
FRANCO TASSONE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
RIAPRONO LE SCUOLE:
LE PREOCCUPAZIONI NON MANCANO
MA IL PENSIERO È AI GIOVANI
VILLA GUARDIA
ECONOMIA
SOLIDALE CON
“L’ISOLA CHE C’È”
tutto pronto ormai con
il tradizionale appuntamento della fiera
che avrà luogo all’interno del parco comunale di Villa Guardia. Circa
170 gli espositori previsti.
È
A PAGINA 14
COMO
UN AUTUNNO
DA GRANDI OPERE
A PAGINA 15
COMO
S. ANNA: AVANTI
TRA LE POLEMICHE
A PAGINA 16
MASLIANICO
IN KOSOVO
DIVENTA REALTÀ
IL SOGNO
DI MONS. SOPI
A PAGINA 29
RAMPONIO
VERNA
UNA GUIDA
PER CONOSCERE
IL PAESE
A PAGINA 19
CITTIGLIO
DA 22 ANNI
«AMICI
DI SAN BIAGIO»
A PAGINA 27
MORBEGNO
UN NUOVO STILE
DI ACCOGLIENZA:
NASCE LA
«CASA DI LIDIA»
A PAGINA 28
CHIAVENNA
VALORIZZARE
IL PATRIMONIO
LOCALE
A PAGINA 29
MORBEGNO
RIFLESSIONI
SULL’AFFIDO
A PAGINA 31
VALMALENCO
UNA RELIQUIA DI
DON GNOCCHI
A PAGINA 31
P A G I N A
2
RIFLESSIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
COME NASCE UN QUOTIDIANO
NOVITÀ IN LIBRERIA
VISTO, SI STAMPI
COPPIA E FAMIGLIA
E
cco un volume (scritto da due giornaliste di Avvenire) per imparare tutto - ma proprio tutto - quello che c’è da sapere sui
giornali! Un libro che racconta le professionalità impegnate
nella realizzazione del giornale, le diverse competenze necessarie, i tempi delle notizie. La prima parte del volume inizia
e finisce in edicola, con il quotidiano nelle mani del lettore. Tra i due
estremi i tanti lavori della redazione, popolata dai giornalisti e dai
loro termini gergali: timoni, menù, cucina, pesci e gamberi, usati con
accezioni metaforiche. Termini che ben si prestano a venir
giocosamente interpretati dalla fantasia del disegnatore che arricchisce il volume di utili e divertenti illustrazioni.La seconda parte
del manuale si propone come una guida al linguaggio giornalistico e
alla scoperta dei vari elementi che danno forma a ogni pagina. Infine,
un’ampia appendice con un excursus negli altri media: i periodici, la
televisione e la radio, Internet.
CACCIA
AL GRANDE
ELEFANTE
ROSSANA SISTI - NICOLETTA MARTINELLI (illustrazioni di STEFANO MISESTI), Visto, si stampi, San Paolo, pagine 128, euro 17.00
PROPOSTE PER I RAGAZZI
PSICOLOGICAMENTE
Più di 60 esperienze e osservazioni divertenti da fare in prima persona su se stessi o con gli amici per comprendere meglio che cosa è la
psicologia scientifica e come funzionano lo spirito umano, la memoria, la lettura, la visione o la comunicazione. E’ quanto offre questo
libro, scritto da un professore di psicologia dell’Università Charles
De Gaulle–Lille 3 e illustrato da un insegnante di arti plastiche.
Diamo la parola all’autore: “Qual è il segreto? L’organizzazione della nostra memoria.
Noi vi accumuliamo tante di quelle informazioni che è necessario organizzarle in un
modo o in un altro. … Voi dovete semplicemente equipaggiarvi con qualcosa che può
essere utile alla psicologia scientifica: una
penna, un foglio, un cronometro e pochi altri
oggetti che si trovano facilmente in ogni
casa. Dovrete poi armarvi di pazienza ...”.
Organizzare la memoria e avere pazienza:
che binomio!
a cura di ELENA CLERICI
Questo romanzo è stato paragonato per lo stile ed il ritmo a Le avventure di
Huckleberry Finn di Mark
Twain; l’autrice è una delle
scrittrici inglesi per ragazzi
più note al mondo. Protagonisti della storia sono Tad e
Cissie, due adolescenti americani di fine Ottocento coinvolti in una grande fuga attraverso gli Stati Uniti, in
treno e sul fiume, per salvare l’elefante indiano Khush e
le loro stesse vite. Molte le
avventure e gli incontri: ma
il succo della storia è che ciascuno deve trovare il suo posto nel mondo. GILLIAN
CROSS, Caccia al grande elefante, San Paolo,
pagine 256, euro 15,00.
STEPHAN RUSINEK, Psicologicamente, San Paolo, pagine 194, euro 13,00.
L’ORCHESTRA
DEGLI ANIMALI
Protagonista di questo albo per i più
piccini è un’orchestra di animali di
ogni tipo, scimmie, topi, lupi, leoni …
, tutti diretti verso il posto più bello
che c’è: ma il trenino su cui viaggia la
fantastica banda corre, corre, e non si
ferma mai, perchè tutto il mondo – ed
anche la tua casa! - è il posto più bello che c’è. Gli autori sono una
coppia artisticamente affiatata, nota per aver creato la serie del
topo Topazio edita da San Paolo. ALBERTO BENEVELLI – illustrazioni di LORETTA SEROFILLI, L’orchestra degli animali, San Paolo, pagine 36, euro 12,50.
a cura di AGOSTINO CLERICI
Si tratta di una catechesi-riflessione sul sacramento del matrimonio, con la sottolineatura di
alcune tematiche particolari alla luce della parola di Dio: l’incontro, l’innamoramento, il dono,
la croce, la fedeltà, le nozze eterne. Attingendo
ai racconti biblici di Isacco e Rebecca, Giacobbe
e Rachele, Tobia e Sara e alle pagine di Genesi
1-3, viene tracciato il disegno di Dio sul matrimonio. L’autore - sacerdote e parroco - sottolinea la relazione
degli sposi con l’amore di Gesù Cristo e il dono del battesimo;
analizza le peculiarità del nuovo rito del matrimonio, addita la
fedeltà come sostegno della vita matrimoniale e descrive l’unione nuziale con Dio come segno di ciò che attende ogni creatura
umana.Un intero capitolo è dedicato a figure di santi presenti
nelle litanie del rito del matrimonio, con l’aggiunta delle coppie
Luigi e Zeliè Martin e Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi. PAOLO RICCIARDI, Sposi per sempre. Riscoprire il matrimonio
cristiano, Paoline, pagine 208, euro 14,00.
Il presupposto alla base di questo libro è che le
quattro stagioni della natura (inverno, primavera, estate, autunno) presentano un’analogia
con i cambiamenti che si verificano nel matrimonio. La prima parte dell’opera descrive e
spiega le quattro stagioni del matrimonio e aiuta ogni coppia a identificare la stagione che sta
attraversando. Nella seconda parte l’autore presenta sette strategie pratiche per gestire emozioni, atteggiamenti e azioni per passare da una stagione all’altra. La terza parte risponde ad alcune
domande specifiche sull’argomento. Infine, una
“guida” per utilizzare il volume in gruppo. GARY CHAPMAN, Le 4
stagioni del matrimonio, Elledici, pagine 176, euro 12,00.
Vivere in coppia oggi è una sfida. Uomini e donne sono consapevoli della fragilità del legame:
la durata del rapporto dipende da una serie di
fattori non sempre facilmente gestibili. Quando un rapporto non funziona, si cambia, come si
cambia l’auto o il vestito. Non c’è tempo per
fermarsi a riflettere sulle naturali difficoltà che
ogni incontro tra persone presenta, sia coppia,
famiglia, amicizie. In tanti casi si preferisce la
fuga dall’impegno, inseguendo meteore e paradisi artificiali. Questo libro offre riflessioni sui
tanti segnali che rilevano situazioni di crisi di
coppia. Pone interrogativi e apre orizzonti di ragionamento che
aiutino uomini e donne a mettere al centro della relazione, con
coscienza e responsabilità, l’autenticità dei sentimenti. GIUSEPPE BELOTTI - SALVATORE PALAZZO, L’alfabeto delle coppie in crisi, Elledici, pagine 144, euro 10,00.
Quali sono gli elementi che riducono la nostra
vita di coppia a essere spesso banale? Può amare l’altro chi non ama se stesso? Ecco un libro che
insegna a vivere in maniera sana la vita a due.
Jeanine Solotareff ci conduce alla scoperta di un
mondo straordinario, quello della voglia di esistere in sincerità innanzitutto con se stessi: liberi dalla vanità, dal bisogno di essere perfetti,
dalle menzogne che quotidianamente ci raccontiamo per sentirci all’altezza di un sogno; liberi,
perché l’armonia del nostro vivere possa davvero
realizzarsi e, cosa ancor più straordinaria, realizzarsi nella vita a due, fino a che morte non ci separi. Dalla passione dell’innamoramento fino alla quotidianità della
vecchiaia in coppia, questo libro descrive le tappe e i meandri del
cammino a due senza negare le difficoltà, ma non cedendo mai a uno
psicologismo banale. JEANINE SOLOTAREFF, La vita a due e
ciò che ne consegue, San Paolo, pagine 314, euro 18.00.
VENTIQUATTRESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO C
Parola
FRA
noi
ES 32,7-11.13-14
SAL 50
1TM 1,12-17
LC 15,1-32
Noi siamo i figli,
un po’ il minore
e un po’ il maggiore
di ANGELO SCEPPACERCA
QUARTA SETTIMANA
del Salterio
IL PADRE, VERO PROTAGONISTA
Q
uello di Luca è un Vangelo pieno di gioia.
Anche oggi inizia con
una bellissima notizia: i peccatori si avvicinavano a Gesù per ascoltarlo. Al contrario di scribi e farisei.
Sarà per via di quella sola pecora cercata e delle altre novantanove lasciate nel deserto. Il paradiso è tutto qui, in un peccatore che si accosta al perdono del
padre ed entra nella festa del ritrovamento. Alla gioia di Dio e
degli angeli si unisce, finalmente, anche quella della pecorella
che si era persa. Ora manca solo
la nostra gioia per essere sempre
cercati e ritrovati dal Signore.
Il figlio maggiore, frustrato
dall’eccessiva misericordia del
padre verso il fratello cacciatosi da solo nella sciagura, è perfetta figura di quelli che non
erano contenti di Gesù – scribi
e farisei – per il suo rapporto coi
peccatori. La presunzione di
essere migliori ci intestardisce
nel non voler entrare in casa per
unirci alla festa.
Più che i figli, il vero protagonista è il padre nei confronti di
entrambi. Noi siamo i figli, un
po’ il minore e un po’ il maggiore. Entrambe queste figure di
peccatori che portiamo nel cuore devono tornare al padre ed
entrare nella sua gioia per somigliargli. Clemente d’Alessandria, per far capire con quale
amore Dio ci ama, dice: “Dio è
Padre, ma la tenerezza con cui
ci ama lo fa diventare madre”.
Il grande quadro di Rembrandt raffigura il padre che
accoglie il figlio tornato. È bellissimo fin nei dettagli. Impressionanti le mani del padre poste
sulle spalle del figlio, inginocchiato di fronte a lui: una è di
uomo, robusta, l’altra di donna,
più sottile. L’amore del Padre è
paterno e materno insieme,
perché la misericordia ha bisogno di entrambi i cuori. È il momento decisivo: il figlio, vestito
di stracci logori, è in ginocchio
dinnanzi al padre, dopo averne
mangiato le sostanze. Il
padre lo accoglie con
gesto affettuoso e protettivo. Sulla destra,
osserva la scena il figlio
maggiore, sullo sfondo
due figure non identificate. Noi che guardiamo siamo all’altezza
del figlio pentito, forse
nella stessa condizione, certamente con
identico bisogno. Le
mani del Padre misericordioso non sono
uguali, una è maschile
ed una femminile. Dio
è tutto, padre e madre.
I suoi occhi sono quelli
di un cieco. Il Padre,
per amore, li ha consumati nel guardare l’orizzonte in
attesa del ritorno del figlio.
Fra tante, le parole di Agostino: “Ci hai fatti per Te, e il nostro cuore è insoddisfatto fino a
quando non riposa in Te”. Un
Dio così, scrive Chiara Lubich,
“desidera vedere il suo figlio
tutto nuovo, non vuole più ricordarlo come era prima; e, non
solo lo vuole perdonare, ma arriva persino a dimenticare il suo
passato. Questo è il suo amore
per lui, nella parabola. Così è
l’amore del Padre per noi nella
vita: ci perdona e dimentica”.
CHIESA
PRIMOPIANO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
«
P
reparare la prossima visita di Benedetto XVI (16-19
settembre) e far
comprendere al
meglio il ruolo della fede e
della Chiesa nella vita quotidiana”. Sono questi gli obiettivi di “Heart speaks unto
heart – La visita di Benedetto
XVI nel Regno Unito”, l’opuscolo presentato il 15 giugno
a Londra dall’arcivescovo
Vincent Nichols, presidente
della Conferenza episcopale di
Inghilterra e Galles, e che sarà
distribuito in tutte le parrocchie di Inghilterra, Galles e
Scozia il prossimo fine settimana. Per mons. Nichols “in
questo campo c’è un vuoto di
conoscenze da parte dell’opinione pubblica che il testo cerca di colmare rispondendo a
domande del tipo ‘perché il
Papa incontrerà la Regina?’,
‘cosa viene a dirci il Papa della nostra società?’, ‘cosa ha da
dire sulla protezione dei minori?’. Risposte che saranno
utili a coloro che vogliono capire un po’ di più di queste
giornate storiche”. “Si tratta,
infatti, della prima volta che
un Papa visita il Regno Unito
su invito della Regina – si legge nell’opuscolo che per titolo
porta le parole dello stemma
cardinalizio di Newman,
“Heart speaks unto heart” (cor
ad cor loquitur) – e per questo
è una visita di Stato”. Rispetto al viaggio di Giovanni Paolo II del 1982, questo di Benedetto XVI sarà diverso: “il Pontefice prenderà, infatti, parte
ad incontri ecumenici ed
interreligiosi e presiederà la
beatificazione del card. John
Henry Newman. Ma come
ospite di Sua Maestà verrà,
innanzitutto, ad incontrare la
popolazione del Regno Unito.
Tra Santa Sede e Regno Unito – prosegue il testo - ci sono
state relazioni diplomatiche
sin dal 1479 ma il riconoscimento formale risale alla Prima guerra mondiale. Governo britannico e Santa Sede
oggi lottano insieme contro la
povertà, per la difesa dell’ambiente, per promuovere lo sviluppo economico, inclusa anche la remissione del debito
dei Paesi poveri”. “La fede cristiana ha permeato la nostra
società e cultura di questi ultimi 2000 anni. Non è possibile, quindi, capire chi siamo, da
dove veniamo senza una conoscenza della nostra fede storica che vive in tanti fedeli che
in essa trovano il significato
ultimo della loro vita e delle
loro azioni. La tradizione
giudaico-cristiana continua ad
essere una fonte di valori di
cui oggi noi abbiamo un chiaro bisogno. Questa tradizione
ha molto da offrire al bene
comune”. Ecco una sintesi delle risposte alle principali domande riportate nell’opuscolo.
PERCHÉ IL PAPA
INCONTRERÀ
LA REGINA?
“Sua Maestà sa che il Papa
ha un messaggio per il popolo
britannico sul rinnovamento
delle basi morali della società, tema che le è particolarmente caro…” Quale capo della chiesa di Inghilterra, anche
la Regina, come il Papa, coopera “a promuovere la tolleranza tra le persone delle varie fedi”. Nella risposta si richiama il fatto che Elisabetta
II è anche regina degli Scozzesi, ma non è capo della Chiesa presbiteriana o Riformata
che ha sempre insistito sulla
indipendenza dal controllo reale: “Capo della chiesa di Scozia è solo Cristo. Una distin-
P A G I N A
3
OPUSCOLO DEI VESCOVI PER PREPARARE LA VISITA DEL PAPA
BENEDETTO XVI
PELLEGRINO
IN GRAN BRETAGNA
zione che il Papa apprezzerà”
si legge nel testo. “Questa visita sarà un momento di guarigione della memoria e per
forgiare relazioni basate sul
interessi comuni e mutuo rispetto”.
e non trascura il fatto che in
alcuni casi coloro che avevano l’autorità sbagliarono nel
non fermare l’abuso non appena questo era stato scoperto. La Chiesa deve confrontarsi con questi errori e adottare
delle misure concrete ad ogni
livello. Non ci si può rilassare”.
COSA VIENE A DIRCI
IL PAPA DELLA
NOSTRA SOCIETÀ?
PERCHÉ LA
BEATIFICAZIONE
DEL CARD. NEWMAN
E COSA RAPPRESENTA
PER NOI?
“Il Pontefice, e la Chiesa
tutta, ha a cuore il cambiamento della società. Preoccuparsi della giustizia sociale e
della coesione non appartiene
solo ai politici. Quest’ultimi
sollevano grandi questioni etiche circa l’uso e l’abuso del
potere e del denaro ad ogni
livello. La Chiesa non pretende di avere tutte le risposte
ma il suo insegnamento offre
un approfondimento e una direzione”.
PERCHÉ CI SONO
CHIESE DIVERSE?
“Le divisioni sono parte della lunga storia della Cristianità” e non solo in Inghilterra. “Divisioni che esistono
ancora oggi” e che l’ecumenismo “cerca di superare per
trovare un modo di vivere in
armonia e in unità visibile. La
chiave dell’ecumenismo sta
nella convinzione condivisa
che Cristo è la verità che noi
tutti cerchiamo”. Questo fa sì
che “i cristiani preghino sempre più insieme, studino insieme ciò che ancora li divide e
accettino reciprocamente gli
errori che si commettono”.
Nella risposta si illustrano
anche le liturgie ecumeniche
a Westminster e a Lambeth
palace, in programma nel
viaggio.
CHE DIRÀ
DELLA PROTEZIONE
DEI BAMBINI?
“La Chiesa cattolica è scioccata e prova vergogna per lo
scandalo degli abusi sui minori
compiuti dal clero e da religiosi
“Benedetto XVI dichiarerà
John H. Newman beato durante una cerimonia all’aeroporto di Coventry, rompendo
una delle sue regole, poiché
normalmente non presiede le
beatificazioni. I beati sono visti come modelli per un Paese o per un luogo particolare,
i santi, invece sono esempi
offerti a tutta la Chiesa… Da
Newman arrivano tante lezioni, a fianco della sua ricerca
per la verità, il suo impegno
per l’istruzione, c’è anche la
cura per le persone, il suo
istinto pastorale essendo stato parroco per 30 anni.
Newman è un uomo che ha
tanto da insegnarci”.
IL PROGRAMMA DELLA VISITA DAL 16 AL 19 SETTEMBRE
A pochi giorni dal suo inizio, il programma del viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito presenta gli orari e le tappe dell’itinerario
del Pontefice nelle quattro giornate (giovedì 16/domenica 19 settembre) che trascorrerà in Gran Bretagna. Nel suo diciassettesimo viaggio internazionale, che avrà come tema “Cor ad cor loquitur”
(“Il cuore parla al cuore”) ispirato al motto cardinalizio di John
Henry Newman, il Papa visiterà quattro città: Edimburgo,
Glasgow, Londra e Birmingham. Sedici in tutto i discorsi previsti,
comprese omelie e saluti.
Prima giornata. Il Santo Padre partirà giovedì 16 dall’aeroporto
di Roma Ciampino poco dopo le ore 8 e giungerà intorno alle 10.30
allo scalo internazionale di Edimburgo, dove avrà luogo l’accoglienza ufficiale. Quindi raggiungerà il palazzo reale di
Holyroodhouse per la cerimonia di benvenuto. Successivamente la
visita alla regina Elisabetta II; al termine, nel parco del palazzo
reale, il Pontefice pronuncerà il primo discorso rivolgendosi alle
autorità del Paese. La mattinata si concluderà con il pranzo nella
residenza arcivescovile. Nel pomeriggio, Benedetto XVI si trasferirà a Glasgow per presiedere la prima messa del viaggio nel
Bellahouston park. Sarà un momento di preghiera e di spiritualità molto importante per i cattolici del Paese, anche in considerazione del fatto che proprio quel giorno ricorre la festa di san Ninian,
patrono ed evangelizzatore della Scozia. A conclusione della celebrazione, dall’aeroporto internazionale di Glasgow, il Papa partirà alla volta di Londra dove giungerà in serata.
Seconda giornata. Una messa celebrata in privato dal Pontefice
nella cappella della nunziatura apostolica a Wimbledon aprirà la
seconda giornata del viaggio nel Regno Unito. Alle ore 10, l’incontro con il mondo dell’educazione cattolica del Paese nella cappella
e nel campo sportivo del Saint Mary’s university college, a
Twickenham. Subito dopo, nella Waldegrave drawing room dello
stesso college, Benedetto XVI si rivolgerà ai capi e ai responsabili
delle altre comunità religiose presenti nel Paese. La visita all’arcivescovo di Canterbury, nel Lambeth palace, aprirà il pomeriggio
di venerdì. Poco dopo le ore 17, il viaggio vivrà uno dei suoi momenti più significativi con l’incontro tra il Papa e gli esponenti della
società civile, del mondo accademico, culturale e imprenditoriale,
i membri del corpo diplomatico e i leader religiosi, nella
Westminster hall. Sarà un’occasione di riflessione per tutte le componenti più attive e autorevoli della società inglese, alle quali il
Pontefice rivolgerà un discorso ad ampio raggio, che toccherà i
temi più attuali della vita sociale e culturale del Regno Unito.
Anche la successiva celebrazione ecumenica, che avrà luogo nella
Westminster abbey, costituirà un momento importante di verifica
e di dialogo nei rapporti tra la comunità cattolica e la comunione
anglicana.
Terza giornata. L’incontro con il primo ministro David Cameron,
nel palazzo arcivescovile, sarà il primo di una serie di colloqui che
Benedetto XVI terrà con i maggiori esponenti politici inglesi (sabato 18). Dopo l’appuntamento con il premier, il Papa vedrà il vice
primo ministro Nick Clegg e il leader dell’opposizione. Alle ore 10,
la messa del Pontefice nella cattedrale del Preziosissimo sangue
di nostro Signore Gesù Cristo. Nel pomeriggio, alle 17, dopo la
visita alla casa di riposo St Peter’s residence, il momento centrale
del viaggio - la beatificazione del cardinale Newman - avrà un
prologo nella veglia di preghiera che Benedetto XVI presiederà
nell’Hyde park. Nel suo discorso, il Papa anticiperà quelli che saranno i temi spirituali e pastorali dell’omelia del giorno successivo
quando, dopo essersi congedato dalla nunziatura apostolica, partirà in elicottero dal Wimbledon park alla volta dell’eliporto nei
pressi del Cofton park di Rednal, a Birmingham, dove celebrerà la
messa e proclamerà beato il grande pensatore e teologo.
Quarta giornata. La mattinata di domenica si concluderà con la
visita all’oratorio di San Filippo Neri, a Edgbaston, e il pranzo con
i vescovi di Inghilterra, Galles e Scozia, e con i membri del seguito
papale nel refettorio della Francis Martin house dell’Oscott college.
Agli stessi presuli Benedetto XVI rivolgerà un discorso nell’incontro previsto nel primo pomeriggio, prima di raggiungere l’aeroporto
internazionale di Birmingham, dove avrà luogo la cerimonia di
congedo. La partenza è prevista intorno alle ore 18.45, mentre l’arrivo allo scalo romano di Ciampino avverrà alle 22.30.
La visita di Benedetto XVI nel Regno Unito arriva a quasi trent’anni
dal precedente viaggio di Giovanni Paolo II, che si svolse dal 28
maggio al 6 giugno 1982: “I viaggi di quest’anno del Santo Padre,
quello di Malta, del Portogallo, di Cipro - spiega p. Federico
Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana - sono stati viaggi
molto positivi. Noi ci auguriamo che anche questo viaggio sia veramente una manifestazione della bellezza, della positività del servizio del Santo Padre nella società, tanto più in tempi in cui abbiamo anche avuto momenti di contestazione. L’auspicio è di poter
ripresentare con efficacia il lato positivo, fondamentale che la Chiesa
dà a una società di oggi, una società moderna, pluralistica, diciamo
pure secolarizzata, che non dimentichi ma che anzi sappia apprezzare in modo nuovo il contributo positivo che la fede offre”.
P A G I N A
4
SOCIETÀ
INTERNIESTERI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
BENEDETTO XVI A CARPINETO ROMANO PER IL BICENTENARIO DELLA NASCITA
L’attualità dell’insegnamento di Leone XIII
L
a visita apostolica a
Carpineto Romano per
il bicentenario della nascita di Vincenzo Gioacchino Pecci, Papa Leone
XIII, avvenuta il 2 marzo 1810,
e la riflessione prima dell’Angelus da Castel Gandolfo dedicata al Messaggio per la Gmg di
Madrid. Questi i due momenti
centrali di oggi, domenica 5 settembre per Benedetto XVI.
Un “uomo di grande fede e di
profonda devozione”. Così il
Papa ha descritto Leone XIII,
nella messa a Carpineto Romano. “Ogni Pastore – ha detto - è
chiamato a trasmettere al popolo di Dio non delle verità
astratte, ma una ‘sapienza’, cioè
un messaggio che coniuga fede
e vita, verità e realtà concreta”.
“Il Papa Leone XIII – ha continuato -, con l’assistenza dello
Spirito Santo, è stato capace di
fare questo in un periodo storico tra i più difficili per la Chiesa, rimanendo fedele alla tradizione e, al tempo stesso, misurandosi con le grandi questioni aperte”. Poi un richiamo al
magistero sociale di Leone XIII,
“reso celeberrimo e intramontabile dall’enciclica Rerum
novarum, ma ricco di molteplici altri interventi che costituiscono un corpo organico, il primo nucleo della dottrina sociale della Chiesa”. Il Papa ha riflettuto “sulla spinta di promozione umana apportata dal Cristianesimo nel cammino della
civiltà, e anche sul metodo e lo
stile di tale apporto, conformi
alle immagini evangeliche del
seme e del lievito: all’interno
della realtà storica i cristiani,
agendo come singoli cittadini, o
in forma associata, costituiscono una forza benefica e pacifica di cambiamento profondo,
favorendo lo sviluppo delle
potenzialità interne alla realtà
stessa. È questa la forma di
presenza e di azione nel mondo
proposta dalla dottrina sociale
della Chiesa, che punta sempre
alla maturazione delle coscienze quale condizione di valide e
durature trasformazioni”.
Inquadrando l’epoca storica
in cui visse Leone XIII, il Santo Padre ha ricordato: “L’Europa risentiva allora della grande tempesta napoleonica, seguita alla Rivoluzione francese. La
Chiesa e numerose espressioni
della cultura cristiana erano
messe radicalmente in discussione”. Il magistero della Chiesa, ha osservato il Pontefice, “fu
sospinto e aiutato dalle riflessioni e dalle esperienze locali ad
elaborare una lettura complessiva e prospettica della nuova
società e del suo bene comune”.
Furono “decine e decine di santi e beati, dalla fine del Settecento agli inizi del Novecento,
a cercare e sperimentare, con la
fantasia della carità, molteplici strade per attuare il messaggio evangelico all’interno delle
nuove realtà sociali”. Per il
Papa, “furono senza dubbio queste iniziative, con i sacrifici e le
riflessioni di questi uomini e
donne a preparare il terreno
della Rerum novarum e degli
altri documenti sociali di Papa
Pecci”. Dunque, “in un’epoca di
aspro anticlericalismo e di accese manifestazioni contro il
Papa, Leone XIII seppe guidare e sostenere i cattolici sulla
via di una partecipazione
costruttiva, ricca di contenuti,
ferma sui principi e capace di
apertura”. “Un Papa molto anziano, ma saggio e lungimirante, poté così introdurre nel XX
secolo – ha sostenuto Benedetto XVI - una Chiesa ringiovanita, con l’atteggiamento giusto
per affrontare le nuove sfide”.
Rientrato a Castel Gandolfo,
Benedetto XVI, prima di recitare l’Angelus, ha richiamato il
Messaggio rivolto ai giovani del
mondo per la XXVI Giornata
mondiale della gioventù, (Madrid, agosto 2011). Il tema scelto per il Messaggio riprende
un’espressione della Lettera ai
Colossesi dell’apostolo Paolo:
“Radicati e fondati in Cristo,
saldi nella fede”. “È decisamente – ha ammesso il Pontefice una proposta contro-corrente!
Chi, infatti, oggi propone ai giovani di essere ‘radicati’ e ‘saldi’? Piuttosto si esalta l’incer-
tezza, la mobilità, la volubilità… tutti aspetti che riflettono
una cultura indecisa riguardo
ai valori di fondo, ai principi in
base ai quali orientare e regolare la propria vita”. Il cuore del
Messaggio sta nelle espressioni “in Cristo” e “nella fede”. “La
piena maturità della persona,
la sua stabilità interiore – ha
spiegato il Papa -, hanno il fondamento nella relazione con
Dio, relazione che passa attraverso l’incontro con Gesù Cristo. Un rapporto di profonda fiducia, di autentica amicizia con
Gesù è in grado di dare ad un
giovane ciò di cui ha bisogno per
affrontare bene la vita: serenità e luce interiore, attitudine a
pensare positivamente, larghezza d’animo verso gli altri,
disponibilità a pagare di persona per il bene, la giustizia e la
verità”.
“La Santa Sede segue la vicenda” di Sakineh “con attenzione e partecipazione”. Lo ha
dichiarato, sempre domenica 5
settembre, il direttore della
Sala Stampa vaticana, padre
Federico Lombardi, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla vicenda della donna
iraniana condannata alla
lapidazione, dopo che si è parlato di un appello rivolto dal figlio alla comunità internazionale e al Vaticano. “La posizione della Chiesa, contraria alla
pena di morte, è nota e la
lapidazione è una sua forma
particolarmente brutale – ha
chiarito padre Lombardi -.
Quando la Santa Sede è richiesta in modo appropriato perché
intervenga su questioni umanitarie presso autorità di altri Paesi, come è avvenuto molte volte in passato, essa usa farlo non
in forma pubblica, ma attraverso i propri canali diplomatici”.
COLPO D’OCCHIO DRAMMA E LEGGENDA
I minatori del Cile e Stachanov
I
n questi giorni si parla di
minatori. Per due vicende
diverse. Una drammatica,
attuale, in corso, e perciò
ampiamente documentata,
con tanto di riprese televisive.
L’altra leggendaria, lontana nel
tempo, e perciò senza alcuna documentazione che ne attesti la
veridicità, tanto da far sorgere
il sospetto che si tratti appunto di una leggenda. Della prima vicenda ha parlato anche il
Papa nell’Angelus domenicale,
quando in spagnolo ha rivolto
il suo pensiero ai 33 minatori
rimasti intrappolati nella miniera di San José in Cile. Un
dramma che rischia di andare
per le lunghe - tre, quattro mesi
-, nell’attesa angosciante e piena d’incognite, soprattutto per
i sepolti vivi, che si apra una
via di salvezza per riportarli
alla luce. Un dramma che, inevitabilmente, richiama alla
mente un altro dramma vissuto nell’era televisiva, quello di
Vermicino, e che rischia di trasformarsi, come allora, in uno
spettacolo di forte impatto e di
sicura presa, tale da tenere incollati alla Tv gli occhi di milioni di spettatori. C’è insomma la
possibilità, tutt’altro che remo-
ta, che l’antro sotterraneo in cui
sono scampati i 33 minatori
cileni diventi un set televisivo
per una sorta di “Grande fratello” cinico e impietoso in cui i
sepolti vivi siano chiamati a
recitare, volenti o nolenti, la
loro parte di protagonisti. Sì,
perché si è aperto il dibattito se
una simile eventualità possa
aiutare o meno a superare le
possibili reazioni provocate dal-
la lunga permanenza in condizioni di disagio estremo. Qualcuno dei minatori si è già rifiutato di mostrarsi davanti alla
telecamera calata nel cunicolo,
ma altri potrebbero stare al
“gioco”. Del resto si è visto, ed è
ormai risaputo, che pochi, pur
nelle condizioni più drammatiche, resistono al fascino di apparire in Tv… Anche il discorso qui rischia di apparire cinico per non voler essere ipocrita.
Speriamo solo che i responsabili della comunicazione, soprattutto televisiva, ricordino
almeno in questa vicenda che
prima dello spettacolo, prima
della cronaca, prima del tornaconto in termini di guadagno
personale o di share , viene il
rispetto per la dignità della persona. È passato quasi un
sessantennio, molte cose sono
cambiate, il mezzo televisivo e
internet hanno prevalso sui
giornali stampati, ma il magistrale (per chi lo abbia visto e
lo ricordi) film di Billy Wilder
“L’asso nella manica” (titolo originale “The big carnival”) è tuttora attuale. L’ombra del giornalista cinico e spregiudicato,
interpretato da Kirk Douglas,
pronto a sfruttare a proprio
vantaggio la tragedia del minatore prigioniero nelle viscere
della terra, è sempre dietro l’angolo.
Oltre che dei 33 minatori
cileni, in questi giorni si è parlato di un minatore, anzi, del
minatore per eccellenza, perché
entrato nella leggenda e citato
dai vocabolari, non solo della
lingua italiana. Il 31 agosto di
75 anni fa Aleksej Grigorievic
Stachanov estraeva in un sol
giorno centodue tonnellate di
carbone in una miniera dove i
suoi colleghi ne estraevano abitualmente sette al giorno. Un
primato. Peccato che allora non
ci fosse il Guinness a registrarlo, ma la propaganda sovietica
che sfruttò subito l’impresa di
Stachanov per invitare i compagni a fare altrettanto. Una
leggenda alimentata dal regime
per aumentare la produttività
dei lavoratori? Non è escluso,
tanto che alla morte di Stachanov (novembre 1977) molti
commentatori si domandarono
se fosse stato Stachanov a inventare lo stacanovismo o lo
stacanovismo a inventare Stachanov.
PIERO ISOLA
SOCIETÀ
P A G I N A
5
FATTIePROBLEMI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
GIOVANI E SOCIETÀ LE PAROLE DI BENEDETTO XVI
Il lavoro e la vita
U
na famiglia, un lavoro sicuro, scoprire
l’amore sono tutte
aspirazioni che qualsiasi padre nutre per
i propri figli. Tanto che quando,
nel Messaggio per la XXVI
Giornata mondiale della
gioventù, Benedetto XVI invita i giovani ad andare oltre questi obiettivi, molti quotidiani, se
non si scandalizzano, trovano
quantomeno stravagante una
tale proposta.
Ma come può il posto sicuro
non essere l’obiettivo di una
vita? È sul lavoro che le nostre
società occidentali, la nostra
Europa costruisce tutto il suo
modello sociale, il suo sistema
di inclusione, e il Papa dice ai
giovani di guardare a qualcosa
di più importante, perché la
vita non ruota attorno ad esso.
“Sì la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un
terreno sicuro sotto i piedi è un
problema grande e pressante,
ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui
si è alla ricerca della vita più
grande”, scrive ai giovani il
Papa.
Un breve paragrafo, che non
è rivolto soltanto ai giovani,
dovrebbe spronare ogni educatore che sia un genitore, un insegnante oppure un operatore
del mondo delle comunicazioni
o un personaggio pubblico –
perché volenti o nolenti dal calciatore al politico – con il loro
stile di vita educano gli altri a
guardarsi dentro e domandarsi cosa è davvero importante da
trasmettere alle nuove generazioni.
C’è un senso della vita da ri-
cercare dietro e dentro a tutte
le altre aspirazioni degli uomini e delle donne, altrimenti non
si riuscirà a far crescere persone mature capaci di costruire la
loro vita confrontandosi nella
quotidianità con le gioie, senza
rimanerne bruciati, e con i dolori, senza finirne schiacciati.
Per questo un lavoro sicuro o un
amore romantico non sono sufficienti. Prive di quell’oltre rischiano di diventare illusioni,
invece che sostegni concreti.
Nel suo messaggio, inoltre,
Benedetto XVI non si limita a
gettare il sasso, ma propone
una strada, quella di Gesù, con
le parole di Paolo ai Colossesi –
“Radicati e fondati in Cristo,
saldi della fede” – sottolineando, poi l’importanza della fede
che non si rinchiude nel privato, ma si riversa nel mondo. proprio in quel nutrire di senso la
vita diventa “la luce” che caratterizza un lavoro che non si lascia ingannare dal profitto, e un
I problemi
hanno una storia...
L
amore che non vede solo la propria soddisfazione personale.
A partire da quel senso un
giovane può gettare le basi del
proprio futuro guardando al lavoro o alla famiglia come vocazione. Spiega ancora il Papa:
“Quanti cristiani sono stati e
sono una testimonianza vivente della forza della fede che si
esprime nella carità: sono stati
artigiani di pace, promotori di
giustizia, animatori di un mondo più umano, un mondo secondo Dio; si sono impegnati nei
vari ambiti della vita sociale,
con competenza e professionalità, contribuendo efficacemente al bene di tutti”.
Aiutare i giovani a guardare
in alto, andando oltre il lavoro
diventa un compito primario
per chi vorrà fornire agli uomini e alle donne di domani gli
strumenti adeguati a costruire
una società migliore.
ANDREA CASAVECCHIA
CORSIVO
di AGOSTINO CLERICI
DA COMO A
TRIESTE... E
C’È DI PEGGIO
Succedono cose strane. A
leggere un quotidiano dalla
prima all’ultima pagina, ti
accorgi che c’è spazio per tutto e per il contrario di tutto.
Una logica vera non c’è...
Veniamo a qualche notizia. Non hanno fatto parlare il senatore Dell’Utri, invitato a Parolario a presentare i presunti diari del Duce. E pensare che a certi
brigatisti rossi - assassini o
mandanti - hanno dato addirittura le aule di università per accreditare le loro
malefatte con altisonanti
proclami ideologici. Il diritto di parola per argomentare sulla storia è a fasi alterne? Dipende dal colore delle idee? Dipende dalla violenza messa in piazza dai
contestatori? Se è per questo, non hanno fatto parlare neanche il Papa all’università di Roma: Toni Negri
sì, Benedetto XVI no.
A Venezia hanno presentato un film su Vallanzasca,
il bandito della Comasina.
Lo ha diretto uno che per
tanti anni ha vestito - in
una popolare fiction televisiva - i panni del commissario antimafia per eccellenza. Si può fare un film
sulla vita di un delinquente? Probabilmente sì, è libertà di pensiero. Ma allora perché tanta cagnara? E
perché uno che di cognome
fa Placido si difende dicendo che «in Parlamento c’è di
peggio»? Vallanzasca è pluriomicida, reo confesso, autore di sequestri e rapine,
condannato a quattro ergastoli e a 260 anni di reclusione. Il regista Placido ci
può, per favore, fare il nome
di chi siede in Parlamento
ed è «peggio» di Vallanzasca? Altrimenti, si metta in
lizza per un film intitolato
Parole al vento...
Sulla pista di Misano domenica pomeriggio è morto
un pilota giapponese di soli
19 anni. Un incidente, non
certo un omicidio. Eppure,
sa di macabro ed è ributtante il pensare che tutti i piloti abbiano continuato le
gare, non solo quella in cui
c’è scappato il morto, ma
anche la successiva. C’è chi
ha vinto, ha esultato, ha
impennato la moto con tracotanza da bullo. Lo chiamano sport, ma è ormai sol-
tanto un’impresa in cui girano tanti soldi, e che non
si ferma mai, nemmeno di
fronte ad un cadavere. Anzi,
il corpo del povero Tomizawa è stato tolto dall’asfalto
come un detrito che ostacolava il proseguimento della
corsa... La morte rimossa in
fretta, perché, come ha dichiarato il “campione” Giacomo Agostini, «facciamo i
piloti, mica i farmacisti»!
Nelle stesse ore a Trieste
compariva per la prima volta qualcos’altro di macabro:
una parte dello stadio era
occupata da migliaia di tifosi virtuali. Un telone colorato dava l’impressione che ci
fosse tanta gente, ed il presidente della Triestina ha assicurato che presto ci sarà
anche un tifo diffuso artificialmente con un audio registrato. E già. I tifosi del calcio ora se li contendono le televisioni, non più gli stadi.
La campagna abbonamenti
è un’altra. I derby sono quelli per i diritti televisivi delle partite. I soldi girano altrove. Per la cronaca, la Triestina ha vinto sul campo
uno a zero con 3.800 tifosi
paganti e ben 10.000 finti.
Un’impresa sportiva degna
dei nostri tempi.
a scuola sta vivendo una
stagione non facile. Sarebbe tuttavia semplicistico e demagogico leggere i reali problemi ignorando la storia che li ha generati. Solo alcune provocazioni
alla luce di alcune “antiche ma
attuali” provocazioni di Luigi
Sturzo, che ci mettono di fronte a tre problemi generatori di
irrisolti conflitti.
Innanzitutto, lo statalismo.
Un giorno un amico di Sturzo,
colpito dalle sue aspre critiche
nei confronti della scuola monopolizzata dello Stato, chiese che cosa egli avrebbe fatto
per riformarla. E la sua risposta fu «di aprire le finestre e
fare entrare una buona corrente d’aria di libertà, altrimenti vi si morirà asfissiati».
Certo, Sturzo ben conosceva le
ragioni storiche della scuola di
Stato in Italia. Egli non intendeva minimamente proporne
l’abolizione; chiedeva solo che
il sistema scolastico venisse
riformato «senza improvvisazione e con sani criteri didattici e sociali». Ma il punto principale era, a suo avviso, «quello dell’orientamento dell’opinione pubblica verso la libertà scolastica e contro il monopolio di Stato». Tutto ciò nella
convinzione che «finché la
scuola in Italia non sarà libera, neppure gl’italiani saranno liberi: essi saranno servi,
servi dello Stato, del partito,
delle organizzazioni pubbliche
e private di ogni specie […], La
scuola vera, libera, gioiosa,
piena di entusiasmi giovanili,
sviluppata in un ambiente
adatto, con insegnanti impegnati alla nobile funzione di
educatori, non può germogliare nell’atmosfera pesante creata dal monopolio burocratico
statale».
* * *
Poi, il primato del sapere sul
“pezzo di carta”. Scrive nel
1950: «Occorre capovolgere la
situazione: sia lo studio, non
il diploma ad aprire le porte
dell’impiego». Ed ecco la sua
proposta: «Ogni scuola, quale
che sia l’ente che la mantenga, deve poter dare i suoi diplomi non in nome della repubblica, ma in nome della
propria autorità; sia la scoletta elementare di Pachino o di
Tradate, sia l’università di
Padova o di Bologna, il titolo
vale la scuola. Se una tale
scuola ha una fama riconosciuta, una tradizione rispettabile, una personalità nota
nella provincia o nella nazione, anche nell’ambito internazionale, il suo diploma sarà ri-
cercato, se,
invece, è
una delle
tante, il suo
diploma
sarà uno dei
tanti». Nel
1950 scrive:
«Un italiano andato
in America,
mi scriveva
scandalizzato che là
non c’è un
ministero
della pubblica istruzione. Gli risposi, a giro di posta, che, perciò, l’americano è un popolo libero e l’italiano no. Comprendo bene che l’Italia, senza lo
stato (e il suo ministero della
pubblica istruzione) sarebbe
senza scuole sufficienti per una
popolazione così densa e così
povera; perciò bisogna rassegnarsi alla scuola di stato,
come il minor male, evitando,
però, che resti così accentrata,
burocratizzata e monopolizzata come l’abbiamo ereditata dai
fascisti e come, purtroppo, sembra che venga tramandata
(auspice la democrazia cristiana) ai nostri posteri».
* * *
Infine, un reale pluralismo di
metodi e di istituzioni scolastiche. L’alone di simpatia e di fiducia che circondarono le varie iniziative all’estero della
Montessori e la diffusione del
suo metodo, il premio Nobel,
tutto servì a far mettere in prima linea nel mondo la figura
di questa italiana: «Mi son più
volte domandato perché da
quarantacinque anni ad oggi,
il metodo Montessori non sia
stato diffuso nelle scuole italiane. Allora come oggi, debbo
dare la stessa risposta: si tratta di vizio organico del nostro
insegnamento: manca la libertà; si vuole l’uniformità; quella
imposta da burocrati e sanzionata da politici. Forse c’è di più:
una diffidenza verso lo spirito
di libertà e di autonomia della
persona umana, che è alla base
del metodo Montessori. Si parla tanto di libertà e di difesa
della libertà; ma si è addirittura soffocati dallo spirito vincolistico di ogni attività associata
dove mette mano lo Stato». Una
domanda, ora, all’attuale Ministro: perché non cominciare a
“tagliare” tanta inutile burocrazia scolastica? Avremmo più insegnanti, meno documenti inutili, un pizzico di libertà in più.
Perché non provare?
FUORI
dal
CORO
ARCANGELO BAGNI
IRAQ: BAGHDAD RICORDA MADRE TERESA
E SI PREPARA AL SINODO PER IL MEDIO ORIENTE
Nonostante i pericoli di violenza e attentati anche a Baghdad è
stato celebrato il centenario della nascita di Madre Teresa di
Calcutta. A darne notizia è il sito Baghdadhope che informa che la
celebrazione è avvenuta nei giorni scorsi nella cattedrale latina di
Saint Joseph. Erano presenti oltre alle Suore Missionarie della
Carità che dal 1991 gestiscono a Baghdad, non lontano dalla cattedrale, un orfanotrofio che accoglie circa 30 bambini orfani e con
gravi disabilità, molte altre religiose dei diversi ordini presenti in
Iraq. Con loro mons. Shlemon Warduni, patriarca vicario caldeo
della città e padre Ghadir che ha celebrato la messa e ricordato la
figura di Madre Teresa. Sempre nei giorni scorsi si sono svolte
altri due importanti eventi: il primo ha riguardato circa 250 giovani riunitisi nella chiesa caldea del Sacro Cuore di Baghdad per
discutere dell’imminente Sinodo dei vescovi per il Medio Oriente,
che si terrà in Vaticano, dal 10 al 24 ottobre, il secondo ha invece
interessato i responsabili della fraternità di “Carità e Gioia” fondata nel 1989 da mons. Faraj Paulus Rahho, l’arcivescovo caldeo
di Mosul rapito ed ucciso nel 2008 e da Imad Haseeb che ancora la
guida insieme a mons. Warduni. La fraternità che ha sede a Mosul,
Baghdad, Bassora, Dohuk ed Erbil si occupa nella capitale di sostenere materialmente e spiritualmente circa 150 persone disabili.
P A G I N A
6
SOCIETÀ
EUROP
A
EUROPA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
I GIOVANI, LA FEDE E IL LAVORO
EUROPA E GMG 2011:
MADRID SI AVVICINA
A
lla fine del mese di
agosto del 2010, duecento giovani provenienti da tutta la
Francia si sono riuniti sulla collina di Taizé. Accolti dal priore tedesco della
Comunità, Frère Alois, sono
venuti con Mgr. Benoît de
Rivière per prepararsi alle prossime Giornate mondiali della
gioventù, che si terranno tra
meno di un anno in Spagna.
L’anziano priore generale dei
Domenicani, l’inglese Timothy
Radcliffe, si è rivolto a loro in una
meditazione sul modo di rivolgersi ai giovani di oggi.
Francesi, tedeschi e inglesi si
sono ritrovati per preparare un
evento che si terrà in Spagna.
A oltre venti anni di distanza
dalle prime Giornate mondiali
della gioventù in Europa tenute
nel 1989 a Santiago di Compostela, il sentimento europeo è
diventato più naturale tra i giovani. Un sondaggio ha dimostrato che gli aspetti più caratterizzanti per i giovani che partecipano alle Gmg sono gli incontri
con gli altri giovani (48%) oltre
all’esperienza spirituale (38%).
Il ritorno della Gmg in Spagna
nel 2011 sarà un evento di massa. A Madrid sono attesi tra gli
1,5 e i 2 milioni di giovani per la
messa finale con Benedetto XVI
sullo spiazzo dei “Cuatro
Vientos”. La più grande delegazione estera sarà quella proveniente dall’Italia, seguita dai
50.000-60.000 giovani della
Francia. Venerdì 19 agosto, i giovani parteciperanno al Cammino della Croce, che commemorerà la Passione del Cristo. Questa celebrazione offrirà l’occasione di scoprire la ricchezza della
cultura e delle tradizioni spagnole, mettendo in scena le
Confraternite che passano in
processione il Venerdì Santo nelle strade spagnole.
Ma i giovani vedranno anche
un Paese che è stato duramente
colpito dalla crisi economica. La
bolla immobiliare è scoppiata e
il sistema finanziario, con le casse di risparmio come veicoli di
trasmissione del finanziamento
locale e regionale, è fortemente
scosso. In Spagna, la disoccupazione ha raggiunto il 20,1 % nel
giugno 2010. È il livello più alto
all’interno dell’Unione europea.
Tra i giovani la situazione è
ancora peggiore: oltre il 40% delle persone di età compresa tra i
16 e i 24 anni è senza lavoro. La
maggior parte di questi giovani
continua a studiare pur restando disponibile sul mercato del
lavoro, ma la cifra resta spaventosa. Nel 2010, il tasso di disoccupazione dei giovani nell’Unione europea è raddoppiato rispetto al 2009. Con il 19,6 %, quasi
un giovane su cinque è senza
lavoro, secondo le cifre di
Eurostat relative al mese di luglio. La situazione è simile in
tutti i Paesi sviluppati. Secondo un documento di lavoro
dell’Ocse in vista del prossimo
forum sull’impiego, i giovani
sono stati toccati in modo molto grave dalla crisi economica
globale. Nella zona Ocse, “il tasso di disoccupazione dei giovani (15-24) è aumentato di 6,5
punti percentuali tra la fine del
2007 e la fine del 2009 per arrivare quasi al 20 % (livello
destagionalizzato). Ci sono attualmente circa 15 milioni di
giovani disoccupati nella zona
Ocse, ossia circa 4 milioni in più
rispetto alla fine del 2007”. Gli
autori del documento prevedono “che il tasso di disoccupazione resti a un livello elevato per
i prossimi due anni e numerosi
giovani disoccupati saranno
esposti a una disoccupazione a
lungo termine”.
A livello mondiale, il rapporto del Bureau International de
Travail (Bit) (Ufficio internazionale del lavoro), Tendances
mondiales de l’emploi des
jeunes, del mese scorso ha indicato che, dei 620 milioni di giovani economicamente attivi di
età compresa tra i 15 e i 24 anni,
81 milioni erano senza lavoro
alla fine del 2009 - la cifra più
alta mai raggiunta. Il tasso di
disoccupazione dei giovani a livello mondiale è passato
dall’11,9% del 2007 al 13% del
2009.
Quindi, l’incontro dei giovani
di tutto il mondo che si terrà il
prossimo anno in Spagna si rivela un’occasione particolarmente favorevole per una riflessione
sulla fede, in quanto - per riprendere il tema scelto dal Papa per
le Gmg - è in un contesto difficile che essa si afferma e noi ci
radichiamo e ci fondiamo nel
Cristo (cfr. Col 2,7). Nel suo intervento, Padre Timothy
Radcliffe raccomandava ai giovani di rendere presenti il volto
del Cristo, le sue orecchie, la sua
bocca e le sue mani. Un Cristo
che si mostra nei momenti di tristezza, che ascolta le testimonianze degli sforzi non ricompensati ma che proclama tuttavia la
sua speranza e che tocca anche
questi giovani in Spagna in Europa e in tutto il mondo, che non
trovano lavoro!
Chiese europee
Svzzera - Germania
SVIZZERA:
PELLEGRINAGGIO
“TWITTER” AD
EINSIEDELN
Si è svolto domenica 29 agosto, ad Einsiedeln, in Svizzera, il primo pellegrinaggio organizzato tramite il “social
network” Twitter. Circa 60
persone hanno seguito per ore
l’abate Martin Werlen da
Pfäffikon all’abbazia, che costituisce uno delle più importanti mete di turismo spirituale della Svizzera. Si tratta del
primo pellegrinaggio del genere organizzato dall’abate e per
molti pellegrini - molti dei quali giovani - è dunque una nuova esperienza. La visita alla
chiesa dell’abbazia, guidata da
padre Werlen, si è svolta in
modo anticonvenzionale: per
una volta era ammesso fotografare e ricevere messaggi in
tempo reale tramite il social
network. L’abate di Einsiedeln
ha spiegato la ragione dell’iniziativa: “Twitter è uno strumento di comunicazione. E nel
campo della comunicazione, le
abbazie sono sempre state all’avanguardia. Per questo è ovvio che anche oggi partecipino
e trasmettano questa cultura”.
Padre Werlen ha espresso soddisfazione per il successo: “sono
venute persone che altrimenti
non avrebbero mai partecipato a un pellegrinaggio. Molte di
esse non appartengono ad alcuna comunità religiosa o non
hanno rapporti stretti con la
Chiesa”.
GERMANIA::
LA PASSIONE DI
OBERAMMERGAU
Uno spettacolo che si ripete da
quasi
4 0 0
anni: è
la Rappresentazione
della
Passione di
Oberammergau,
un paes i n o
della
Baviera, in cui ogni dieci anni
si adempie una promessa nata
durante la guerra dei
Trent’anni. Nel 1633, gli abitanti provati dal conflitto e
dalla peste fecero voto di rappresentare la morte e la resurrezione di Cristo. La promessa fu mantenuta per la prima
volta in occasione della Pentecoste del 1633. Nella metà
del Settecento, l’evento era
conosciuto in tutta l’area tedesca e attirava molti visitatori. Quest’anno si celebra la
41ma rappresentazione della
Passione: oltre 2000 interpreti partecipano allo spettacolo
che combina prosa, musica e
canti per una durata di cinque
ore, che si svolge in giorni
prestabiliti dal 15 maggio al
3 ottobre nel teatro all’aperto.
Alla rappresentazione della
storia di Gesù di Nazareth dal
suo arrivo a Gerusalemme
fino alla Resurrezione, partecipa circa la metà degli abitanti di Oberammergau. Lo spettacolo della Passione di
Oberammergau si svolgerà
quest’anno per un totale di
102 giornate: un evento unico
dal punto di vista turistico,
culturale e religioso, che ha
acquisito fama internazionale. (Info: www.passionsspiele
2010.de)
fonte: SIR Europa
STEFAN LUNTE
INGHILTERRA
CRESCE L’ATTESA PER LA VISITA DI BENEDETTO XVI
ancano pochi giorni alla visita di Benedetto XVI La
prima visita di
Stato di un Papa
in Scozia e in Inghilterra
dopo la Riforma protestante.
Quella di Giovanni Paolo II nel
1982 fu, infatti, una visita pastorale. Benedetto XVI sarà
ospite della Regina Elisabetta
dal 16 al 19 settembre. “Un
evento storico” l’ha definita
Lord Christopher Patten, incaricato del primo Ministro britannico per la visita papale nel
Regno Unito, in una conferenza stampa tenuta insieme all’arcivescovo cattolico, mons.
Vincent Nichols. “La nuova coalizione di governo guarda a
questa visita come ad un momento speciale per tutti, cristiani, cattolici e non”. Di questo
storico viaggio il Sir ha parlato
con mons. Andrew Summersgill, coordinatore della visita
per conto della Conferenza
episcopale inglese.
Che visita sarà questa di
Benedetto XVI in terra inglese?
”Si tratta di un viaggio nel
corso del quale il Pontefice avrà
modo di incontrare una società
M
molto secolarizzata. Tante persone avranno modo di conoscere la fede cristiana per la prima volta. Una convinzione che
si è rafforzata anche in questi
mesi di lavoro condiviso con i
rappresentanti dello Stato inglese, un lavoro impegnativo
ma molto interessante”.
La prima visita di Stato di
un Papa dopo la Riforma…
”Sarà un momento significativo sottolineato dal fatto che il
primo appuntamento di Benedetto XVI è proprio con la Regina. Il Papa è ospite dello Stato e non solo della Chiesa Cattolica locale”. Il Papa e la Regina sono in una situazione molto simile perché la Regina è
capo di Stato ma è anche governatore supremo della Chiesa di
Inghilterra e il Papa è il successore di Pietro ma è anche un
capo di Stato. Potranno capirsi
a vicenda”.
Il fatto che la Gran
Bretagna sia considerata
una delle società più
secolarizzate del mondo occidentale renderà difficile
la visita del Papa?
”Per molti credo che sia difficile capire la profondità della
Chiesa Cattolica e il ruolo del
Santo Padre che è, nello stesso
tempo, leader religioso e capo
di Stato, una situazione unica
nella comunità internazionale.
Molti non sanno perché Benedetto XVI, di solito visto come
un leader religioso, venga ricevuto come capo di Stato. D’altra parte il secolarismo aiuta la
visita del Papa perché vi è molta curiosità nei confronti del
Pontefice. Ci si domanda chi è
questa persona, perché viene in
Inghilterra e cosa dirà. Durante il mio lavoro mi sono reso
conto che c’è molta gente che
non è religiosa ma che lavora
duramente per il buon esito di
questa visita”.
Se la secolarizzazione diffusa può diventare un terreno fruttuoso per la parola del Papa, come può il Pontefice sfruttare questa possibilità?
”Penso che il Papa, parlando
molto chiaramente e direttamente, come sempre, possa raggiungere la società britannica
perché questo è proprio il modo
tipico in cui comunicano gli inglesi, molto diretto. Credo anche che darà testimonianza della sua fede, di quanto questa sia
importante per lui come perso-
na e come pastore. Noi inglesi
siamo interessati alle convinzioni personali e a che cosa apre al
dialogo”.
Come vi state preparando
spiritualmente alla visita?
”Abbiamo chiesto a tutti di
pregare per il successo del viaggio e abbiamo messo a punto una
preghiera ad hoc per questa visita che è stata stampata così
che i fedeli possano recitarla
dopo la Messa o portarla a casa.
Abbiamo ricevuto messaggi di
posta elettronica di parrocchiani che hanno detto di pregare per
la visita e molti di loro faranno
novene che termineranno proprio il 15 settembre alla vigilia
dell’arrivo del Papa. Il Papa viene in pellegrinaggio qui in Inghilterra ma anche chi va a incontrarlo nelle diverse occasioni è un pellegrino. Sono state
preparate un milione di copie del
messale per la visita del Papa.
Il libretto contiene i testi liturgici e alcuni articoli sulla visita.
Le copie saranno sufficienti per
ogni casa e anche per chi parteciperà agli eventi come la messa di Bellahouston, a Glasgow,
la veglia di Hyde Park e la
beatificazione di John Henry
Newman”.
Come vedono gli anglicani
la visita del Papa?
”L’arcivescovo di Canterbury e
i suoi predecessori sono stati
molte volte in Vaticano, Giovanni Paolo II aveva incontrato l’allora arcivescovo Robert Runcie
nella cattedrale di Canterbury
ma è la prima volta che il Papa
va, si può dire, a casa dell’arcivescovo a Lambeth palace, ricambiando quindi così le visite
che ha ricevuto. È un momento
importante di dialogo il fatto che
sia il Papa ad andare in casa
anglicana questa volta. Gli anglicani con i quali ho lavorato in
questi mesi a Lambeth Palace e
Westminster Abbey vedono il
Papa come un fratello e un padre spirituale”.
Mentre come accoglieranno il Papa i media inglesi?
”Penso che ci sarà una certa
varietà nella copertura. La televisione sta lavorando duramente per mandare in onda tutta la
visita mentre per i giornali lo
spazio che daranno al Papa e il
modo in cui lo tratteranno sarà
diverso. Credo che sarà fondamentale la prima giornata e l’impressione che i giornalisti avranno. Se sarà buona allora anche
la copertura sarà buona”.
CHIESA
P A G I N A
7
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
SABATO 4 SETTEMBRE I RELIGIOSI A NUOVA OLONIO
AGENDA
del
VESCOVO
GIOVEDÌ 9
A Como, al mattino, Consiglio episcopale.
VENERDÌ 10
A Como, restituzione della visita pastorale da parte
dei giovani della zona Valtellina Superiore; a Como,
in Vescovado, nel pomeriggio, momento di preghiera
con gli ordinandi diaconi.
SABATO 11
A Como, in Cattedrale, alle
ore 10.00, ordinazioni diaconali; a Como, alle ore
21.00, fiaccolata dal Santuario del Sacro Cuore (Opera don Guanella) al Santuario Madonna del Prodigio in Garzola.
DOMENICA 12
A Bormio, restituzione
della visita pastorale da
parte della zona Valtellina
Superiore.
LUNEDÌ 13
A Como, mattino e pomeriggio, udienze e colloqui
personali.
MERCOLEDÌ 15
A Como, al mattino, in Vescovado incontro con i sacerdoti ordinati nell’anno
1973; a Como, presso la
cappella dell’Ospedale Valduce, alle ore 15.30, prima
professione religiosa ed
anniversari (25°, 50° e 60°
di professione).
Amare Cristo e spendersi nella missione per amore suo
A
mare Cristo e spendersi nella missione
per amor suo…Santi
nella vita di speciale
consacrazione…; titoli così impegnativi sono risuonati, anche gioiosi nella Assemblea Sinodale della Vita Consacrata diocesana, tenutasi a
Nuova Olonio, nella Casa don
Guanella, sabato 4 settembre,
con la variegata presenza di
Religiosi, Religiose, membri di
Istituti Secolari e dell’Ordo Virginum, più due Eremiti dislocati, in solitudine in Valtellina.
E in comunione di preghiera,
presenti in spirito certamente
pure le Claustrali delle due Comunità che sono in diocesile Benedettine e le Visitandine
- “fonte di grazia e certezza di
sicura fede” così presentate nella introduzione dell’incontro
tanto importante, dal Vicario
Episcopale monsignor Attilio
Mazzola. Che, come inizio, pur
nelle diversità dei carismi, ha
invitato “tutti e tutte a riconoscersi nell’unica sequela di Cristo” e a “leggersi insieme nella
pastorale della santità”. Perché
è proprio questa che , in questo
scorcio di tempo, continua a condurre l’interessante itinerario
della Vita Consacrata comense,
in tutte le sue sfaccettature. E
il Vescovo monsignor Diego Coletti, che era accompagnato da
Vicario Generale e Vicari Episcopali, ha valorizzato l’incontro con una robusta “lectio divina, ispirata all’epistola paolina per i Filippesi, facendo un
significativo uso personale delle più belle espressioni di san
Paolo, per esternare sinceramente il suo interesse alla iniziativa in corso. Quel suo pressante invito a “leggere e rileg-
GIOVEDÌ 16
Visita pastorale alla zona
Lario: Torno e Bellagio.
DALLA
Curia
NOMINE E
PROVVEDIMENTI
• don Rodolfo Olgiati,
amministratore parrocchiale di Pognana.
tutto ha lucidato l’idea di missione, guardando all’esempio di
Gesù, chiamando in causa anche san Paolo, ma ricordando
che il regno di Dio è sempre
questione di mezzi poveri”. Anche la “prospettiva del carisma”, l’ha ridimensionata, invitando a non mettere il fondatore al posto di Cristo. Provocatorie, poi, alcune sue proposte
“nel quotidiano concreto” riguardo il problema di scelte
nuove, “nell’invenzione di una
pastorale moderna”. È stato
durante i lavori di gruppo che
le difficoltà, le speranze, le originalità dei presenti si sono rivelate in tutta sincerità. Quale
testimonianza nella società
d’oggi, come valorizzare le risorse attuali, in che modo il carisma d’Istituto si realizza dentro il cammino di sinodalità; dove rivedere, correggere il rapporto persona-comunità nel
portare avanti la missione specifica… interrogativi sinceri con
CIA MARAZZI
COMO L’11 E IL 12 SETTEMBRE
A Como, al mattino, consiglio episcopale; nel pomeriggio, a Bergamo, consulta regionale su sette e nuove religioni.
DA VENERDÌ 17
A DOMENICA 19
gere la parola di Dio… far conoscere Gesù… rinnovare la
passione per il Padre e per gli
altri verso il Padre..” l’ha consegnato non tanto come inevitabile dovere di una brava vita
consacrata, ma come spinta di
crescita spirituale, vocazionale.
E rievocando la nota passione
per la corsa nell’esperienza di
Paolo, ai presenti ha consigliato di controllarne in tempo la
direzione, per non sbagliare
strada…
Oceanica, invece, sia per la
profondità che per l’ampiezza,
la”lectio magistralis” del teologo dehoniano padre Luigi
Guccini. Dopo un flash di lettura delle risposte avute dalle
Comunità diocesane, a suo tempo interpellate sull’argomento,
in termini semplici e concreti,
sempre sull’onda della pastorale della santità, padre Guccini
ha tracciato un profilo dei “Consacrati per il Vangelo, a servizio della fede oggi”: “Prima di
risposte altrettanto sincere.
Anche il confronto con padre
Guccini, in sede di riunione comunitaria, è stato ferrato; nel
sottofondo delle sue repliche si
è evidenziata la sua competenza, la sua passione religiosa,
specialmente quando ha insistito su una buona revisione del
concetto di spiritualità, di missione, di consacrazione, anche
di un irrinunciabile rapporto
con i laici. Il rilancio delle risonanze l’ha però fatto il Vescovo
con le sue sintetiche raccomandazioni, a mò di “compiti da portare a casa”. Infatti ha così suggerito: per una vera rifioritura
vocazionale coltivare profondamente il cristocentrismo; sullo
sfondo della radicalità evangelica però non mortificare il
carisma; sul modello della Trinità vivere intensamente la
vita fraterna; inventare con coraggio e fantasia nuovi stili di
vita, di missione, in autenticità
evangelica. In fondo, anche le
comunicazioni-avvisi in conclusione hanno avuto questo sapore; l’annuncio della apertura di
una nuova missione diocesana
in Perù; l’inizio di un possibile,
“seminario minore” in Alta Valtellina; un cordiale pensiero di
gratitudine per monsignor Gaetano Gatti che tanto ha dato
alla realtà della Vita Consacrata diocesana e a suor Petronilla
che dall’Usmi comense, in obbedienza è stata trasferita dal
suo Istituto in Palestina per
altro servizio. E a tutti una consegna del Vescovo: cancellare la
stanca parola “ormai” dal linguaggio corrente. Anche questo
può essere un passo avanti per
la Vita Consacrata diocesana.
La tua luce sulla città
S
abato 11 settembre
alle ore 21.00, con partenza dal santuario
guanelliano del Sacro
Cuore, si svolgerà la
fiaccolata, presieduta dal Vescovo Diego, che porterà, in preghiera, fino al santuario della
Madonna del Prodigio in Garzola, dove sarà celebrata la Santa Messa. Domenica 12 settembre, alle ore 10.15, ci sarà
la celebrazione eucaristica; nel
pomeriggio, alle ore 15.00, la
recita del Santo Rosario e la benedizione eucaristica, in particolare per gli anziani e i malati. Ecco cosa scrive monsignor
Coletti: «I prossimi 11 e 12 settembre torna un appuntamen-
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
INTENZIONE GENERALE
Perché nelle regioni meno sviluppate del mondo l’annuncio
della Parola di Dio rinnovi il cuore delle persone, incoraggiandole ad essere protagoniste di un autentico progresso sociale.
INTENZIONE MISSIONARIA
Perché aprendo il cuore all’amore, si ponga fine alle tante guerre e ai conflitti che ancora insanguinano il mondo.
INTENZIONE DEI VESCOVI
Perché la comunità cristiana sostenga gli infermi, aiutandoli
a comprendere, celebrare e vivere il mistero dell’Eucaristia
come fonte di salute, conforto e vita.
to che mi auguro possa diventare una tradizione condivisa e
significativa per i fedeli della
città e della diocesi di Como. La
sera di sabato 11 saliremo in
preghiera dal Santuario del
Sacro Cuore – dove riposano le
spoglie terrene del beato Luigi
Guanella, ormai prossimo alla
santificazione – al Santuario di
Garzola... Il giorno dopo, domenica 12, ci saranno altri momenti di preghiera e riflessione, con la celebrazione eucaristica, la recita del rosario, e la
benedizione di anziani e malati. Il programma illustra con
precisione la ricchezza di que-
ste due giornate. Sarebbe bello
che la partecipazione, anche
solo ad alcuni degli appuntamenti proposti, fosse ampia e
numerosa. Tutti dovrebbero
sentirsi invitati, chiamati a vivere tali particolari e forti occasioni di preghiera».
CHIESA
P A G I N A
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CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
DAL 18 AL 20 SETTEMBRE LA VISITA
ALLA DIOCESI DI COMO DEL PATRIARCA
LATINO DI GERUSALEMME
MONS. TWAL
A COMO
E SONDRIO
D
opo l’incontro
con i seminaristi e i Superiori
del Seminario di
Beit Jala del mese di luglio, la nostra
Diocesi si prepara ad
accogliere il Patriarca
Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine
monsignor Fouad Twal.
La sua presenza in Italia,
a pochi giorni dall’apertura del Sinodo delle Chiese Orientali, offre l’opportunità di una visita di
grande valore spirituale e
civile. È l’incontro con il
Vescovo della Chiesa Madre di Gerusalemme e con
tutte le sue responsabilità ma anche con le contraddizioni a cui ogni giorno deve far fronte. Alla vigilia del Sinodo voluto dal
Papa, sarà occasione di riflessione e di preghiera!
Un invito a tutti per una
partecipazione corale in
uno dei momenti indicati
nel programma, in modo
particolare sarà significativo invitare tutti coloro
che si sono recati pellegrini in Terra Santa per rivivere l’intensità di quella esperienza.
L’annuncio della visita
del patriarca di Gerusalemme, fu dato lo scorso
luglio da monsignor
Coletti durante la Messa
di saluto a chiusura dell’esperienza comasca dei
seminaristi di Beit-Jala.
«La vostra è una testimonianza di fede vera e
grande nonostante le sofferenze quotidiane», disse in Vescovo Diego nell’omelia. Un legame di
amicizia che si rinsalda
sempre di più e che vide
l’incontro fra il nostro vescovo e il patriarca Twal
nel settembre 2009 in
Terra Santa.
Nelle ultime settimane,
sul fronte della pace nella martoriata terra di
Israele, stanno giungendo
notizie positive, che possono far ben sperare sulla risoluzione del conflitto in quell’area. In agosto, monsignor Twal, a
Budapest, nel corso dell’omelia per la solennità
di santo Stefano di Ungheria, ha tracciato un
quadro riassuntivo sulla
situazione dei cristiani in
Terra Santa. Vi proponiamo una sintesi qui di seguito, che può aiutare a
comprendere meglio le
circostante particolari in
cui è costretta a vivere e
operare la Chiesa madre
di Gerusalemme.
«In Terra Santa - ha
detto Sua Beatitudine
monsignor Fouad Twal possiamo vantare la presenza di una famiglia tutta particolare, la Santa
Famiglia di Nazareth. Per
noi cristiani, è una forte
esperienza quella di essere lì, dove Gesù è nato e
cresciuto come uomo,
dove ha vissuto ed insegnato, dove è stato crocifisso e sepolto e dove è risorto dai morti. La Chiesa di Terra Santa, proprio
per questo, è la Chiesa
Madre, composta ancora
dai discendenti della primissima comunità fondata da Gesù Cristo stesso.
È la memoria collettiva
vivente di Gesù, di Maria,
degli Apostoli e della prima Chiesa. È un tesoro
prezioso per tutta la Chiesa universale. È una
Chiesa locale che custodisce la fede e i Luoghi Santi e li presenta ai pellegrini di tutti i paesi e di tutti i tempi. È una Chiesa
che vive un’esperienza
unica nella storia e si
deve aprire una strada di
vita assolutamente nuova: una minoranza cristiana che vive, condividendo l’appartenenza al
mondo arabo, con la più
numerosa minoranza di
musulmani, in uno Stato
d’Israele costituito in
gran maggioranza da Ebrei.
Il nostro cuore però è
allo stesso tempo addolorato perché, proprio in
questo paese di Gesù, è
attualmente in corso un
moderno conflitto geo-politico in cui siamo tutti
coinvolti: l’interminabile
conflitto Palestina-Israele. Dopo 2010 anni di cristianesimo e a 62 anni dalla fondazione dello Stato
di Israele, la situazione
rimane molto difficile, soprattutto per le persone
della Terra Santa, appartenenti a due popoli e a
tre religioni, che continuano a soffrire. Pensia-
mo alle ingiustizie di cui
sono vittima soprattutto
gli arabi palestinesi: umiliazioni quotidiane, limitazioni di libertà di spostamento, di movimento,
di possibilità di studio, di
lavoro, di viaggio, di cure
mediche; pensiamo al
muro di separazione, lungo più di 700 km e alto
circa 8 m, che di fatto isola la popolazione locale. I
cristiani palestinesi non
hanno nemmeno accesso
ai Luoghi Santi, visto che
è molto difficile ottenere
i permessi per motivi di
sicurezza.
Noi cristiani di Terra
Santa siamo circa il 2%
della popolazione complessiva, quasi tutti arabi palestinesi e giordani,
più una percentuale molto ridotta di stranieri,
nonché alcune centinaia
di cristiani cattolici di lingua ebraica, cioè di ebrei
convertiti.
A Gerusalemme, nonostante il numero esiguo
dei cristiani, c’è una ricchezza molto grande di
riti e di liturgia, sono presenti più di cento congregazioni religiose, impegnate nel settore educativo, sociale oppure contemplativo. Un fenomeno
degli ultimi anni è poi
una presenza massiccia,
in Terra Santa, di immigrati cristiani da altri popoli, per la maggior parte
operai, impiegati, badanti, che a volte diventano
più numerosi dei cristiani locali, vivendo in una
situazione molto precaria,
senza alcuna protezione
legale.
Venite per favore in Terra Santa per testimoniare la nostra comunione
ecclesiale e pregare insieme per più giustizia e più
pace per tutti i popoli.
In Terra Santa stiamo
sperimentando, a volte,
un venir meno della speranza. Un’intera generazione di Israeliani e
Palestinesi è cresciuta testimoniando e sperimentando violenza, occupazione, separazione, e odio. È
diventato sempre più difficile immaginare un futuro di convivenza, più
facile è incolpare gli altri,
più difficile è perdonare.
Eppure sappiamo che
l’unica soluzione al conflitto è quella che riconosce la dignità intrinseca
di tutte le persone che vivono in questa terra, israeliani e palestinesi, cristiani, ebrei e musulmani. Ogni uomo è infatti
creato a immagine di Dio,
ed in quanto tale, è investito di dignità assoluta.
La Chiesa Madre di
Gerusalemme sta vivendo una prova faticosa,
quando il nostro futuro si
profila quasi senza discendenza. Molti cristiani, di solito i più giovani
e i più preparati, a causa
della difficile situazione,
lasciano il paese, emigrano altrove, in ricerca di un
avvenire più sicuro e più
umano. Si tratta di un fenomeno molto preoccupante, che indebolisce la
nostra comunità cristiana, già piccola.
Siamo consapevoli di
essere “la Chiesa del Calvario”, del rifiuto, del “piccolo gregge”, ma nello
stesso tempo anche la
Chiesa della Risurrezione, dell’incontro, della
possibile comunione. È
questa la nostra vocazione e la nostra speranza.
Il nostro avvenire è nelle
mani di Dio. Per questo
non temiamo, nonostante
le prove: perché la nostra
speranza non è fondata
su certezze umane, ma
sulla Parola di Dio. E il
Signore ce lo ha promesso: “Io sono con voi tutti i
giorni, fino alla fine del
mondo” (Mt 28,20)».
CHIESA
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CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
IL 31 AGOSTO IN SEMINARIO CON IL VESCOVO
IN CAMMINO, INSIEME...
I
preti della Diocesi
riuniti con il Vescovo
per una giornata di
spiritualità. Adeguato il luogo, là dove è il
cuore pulsante della formazione sacerdotale: il
Seminario. Propizio anche il giorno: la festa del
Santo Patrono, momento
altamente simbolico e in
più anche felicemente
sgombro da quegli impegni pastorali che talvolta
ostacolano una partecipazione numerosa alle convocazioni presbiterali.
Così, per il secondo anno
consecutivo si è rivelata
felice intuizione quella di
riunire tutto il presbiterio diocesano dopo la pausa estiva: le 250 cartellette predisposte per i partecipanti non sono state
sufficienti! Questa volta
si è voluto dare all’incontro del 31 agosto un carattere prettamente spirituale. Per le cose pastorali
e organizzative – si è detto – ci sarà tempo in seguito, in altri appuntamenti (per esempio gli incontri di inizio ottobre).
Foto William
Ecco allora la proposta di
una riflessione alta sulla
vita spirituale dei preti –
grazie a don Ennio Apeciti –, la prima di una serie che ci accompagnerà
durante l’intero anno pastorale (cfr. vedi il box
riepilogativo del programma di formazione del clero). E poi, nel pomeriggio,
prima di scendere insieme in Cattedrale per il
pontificale del Santo Patrono, una serie di notizie
e comunicazioni attinenti al cammino presbiterale per l’anno pastorale a
venire.
Don Ennio Apeciti, sacerdote della Diocesi di
Milano esperto di spiri-
PROGRAMMA DI FORMAZIONE
DEL CLERO
ANNO PASTORALE 2010-2011
INCONTRO SPIRITUALE DI INIZIO ANNO
PROGRAMMAZIONE ANNUALE
Martedì 31 agosto – Seminario
Lettura del testo di T. Radcliffe Venite a me, voi che siete oppressi
commentato da don Ennio Apeciti
A livello vicariale i contenuti di questo incontro saranno ripresi in tre incontri di spiritualità sacerdotale (23 novembre, 22 febbraio, 17 maggio),
animati dai Vicari Foranei, sulla base di alcune schede di approfondimento
predisposte da don Ennio.
FORMAZIONE TEOLOGICO-PASTORALE
Martedì 5 ottobre – Nuova Olonio (ore 10.00-16.00)
Monsignor Diego Coletti
Lettura del Documento CEI sul decennio 2010-2010
Programmazione pastorale dell’anno 2010-2011 (fino a Cristo Re)
Restituzione dell’Assemblea Diocesana del 25 settembre 2010
Martedì 11 gennaio – Seminario (ore 10.00-16.00)
Martedì 25 gennaio – Colda (ore 10.00-16.00)
Prof. Chiara Giaccardi
Educazione e comunicazione mass-mediale
Martedì 8 marzo – Seminario (ore 10.00-16.00)
Martedì 22 marzo – Colda (ore 10.00-16.00)
Monsignor Franco Giulio Brambilla
Educazione, famiglia, scuola e territorio
RITIRI SPIRITUALI
Martedì 14 dicembre – Capiago/Piona/Colda (ore 10.00-16.00)
Meditazioni di monsignor Andrea Caelli e don Marco Cairoli
Martedì 5 aprile – Capiago/Piona/Colda (ore 10.00-16.00)
Meditazioni di monsignor Andrea Caelli e don Marco Cairoli
INCONTRI DEL PRESBITERIO VICARIALE
• Sono previsti sei incontri di programmazione pastorale (19 ottobre, 9
novembre, 11 o 25 gennaio, 8 febbraio, 8 o 22 marzo, 3 maggio) animati dai Vicari Foranei, sulla base di alcune schede di approfondimento predisposte dagli
Uffici Pastorali e articolate sui temi dei gruppi di lavoro dell’Assemblea Diocesana del 25 settembre (1. iniziazione cristiana; 2. catecumenato; 3. pastorale
giovanile; 4. preparazione al matrimonio; 5. scuole di formazione; 6. formazione socio-politica).
• Tre incontri di spiritualità sacerdotale (23 novembre, 22 febbraio, 17
maggio): animati dai Vicari Foranei, sulla base di alcune schede di approfondimento predisposte da don Ennio Apeciti.
tualità, ha dato il “la” alla
riflessione, introdotta dal
Vescovo con una meditazione sul capitolo sesto
degli Atti degli Apostoli.
Don Ennio ha preso spunto dal testo – a suo tempo
fatto pervenire ai sacerdoti – del ritiro predicato
dal domenicano Timothy
Radcliffe al clero della
Diocesi di Dublino (dicembre 2009), per poi prodursi in una ricca e articolata lectio della pericope del “giovane ricco” (Mc
10 e parall.) in rapporto
alla vita sacerdotale.
Certosino nelle annotazioni, profondo nell’interpretazione del testo, puntuale e ficcante nelle applicazioni al contesto
presbiterale, l’ora abbondante della meditazione
di don Ennio è scorsa via
su un uditorio attento e
partecipe, che del relatore
ha saputo apprezzare anche la trasparente bonomia, condita sovente con
qualche caustica battuta.
La ricchezza della relazione di don Ennio potrà
essere opportunamente
ripresa, e completata, in
altri appuntamenti di
tipo spirituale previsti a
livello di vicariato (anche
per questo cfr. il box di cui
sopra). Inoltre don Apeciti
sarà il predicatore degli
Esercizi spirituali del clero che si terranno a Pellio
Intelvi dal prossimo 21
novembre.
I punti che hanno maggiormente colpito gli uditori? Il primato dell’amore di Dio; l’apostolato della bontà; la frequentazione assidua dell’amicizia con Cristo (percorri
spesso il sentiero di casa
dell’amico, perché l’erba
non ne cancelli il tracciato); la necessità di una misura alta di santità (per
il prete, meno della santità c’è la mediocrità, giammai la normalità); la ricerca, nella sequela, di un
ulteriore inteso non come
ciò-che-manca, ma come
ciò-che-è-oltre, come ciò
che segna il passaggio dal
molto al tutto, dall’osservanza delle cose all’unificazione della vita; il non
equivocare l’umanità del
prete – che giustamente
lo avvicina ad ogni altro
fratello e sorella – con lo
scadimento nella mediocrità e nella sciatteria; la
riscoperta della povertà
GLI APPUNTAMENTI
PER IL PROSSIMO ANNO
Il pomeriggio della Giornata di spiritualità per
il clero diocesano è stato riservato ad alcune importanti comunicazioni riguardanti la vita del presbiterio. Ne diamo conto in maniera sintetica.
• L’inizio ufficiale dell’anno pastorale 2010-2011
è fissato alla prima domenica di Avvento. Le
indicazioni pastorali, sortite dall’Assemblea
diocesana del 25 settembre, verranno rese note il
prossimo 8 ottobre, in occasione della convocazione delle “comunità apostoliche” (preti, religiosi,
operatori pastorali laici) in differenti punti della
Diocesi.
• È stato illustrato il programma di formazione del clero per l’anno pastorale 2010-2011, articolato in incontri diocesani di formazione, due
ritiri spirituali nei tempi forti di Avvento e Quaresima, convocazioni del presbiterio di Vicariato
(cfr. il box in margine a questa pagina). La scelta
del Vicariato come unità territoriale di base sulla
quale imperniare il cammino di formazione spirituale e pastorale del clero rappresenta una primo
passo concreto verso quella ridefinizio-ne dell’organizzazione territoriale della Diocesi, sulla quale da tempo è avviata una riflessione nell’Assemblea dei Vicari Foranei. Il nuovo assetto territoriale, infatti, dovrebbe prevedere l’individuazione
di Vicariati più piccoli (rispetto agli attuali) e di
Zone pastorali più grandi (rispetto alle attuali),
affidando agli uni i compiti formativi e organizzativi dei preti e alle altre gli analoghi compiti per i
laici. Naturalmente si tratta di un progetto molto
complesso, sul quale il Vescovo intende procedere
con molta gradualità e cautela, sfruttando in primo luogo l’occasione rappresentata dalla Visita
Pastorale in corso.
• Due importanti appuntamenti segneranno l’anno pastorale 2010-2011: la canonizzazione del
Beato Luigi Guanella e la ricorrenza del IV°
centenario della nascita del papa Innocenzo XI
Odescalchi. Il programma dei due eventi sarà
reso noto in seguito.
• Si terranno il prossimo 21 settembre, nei diversi vicariati, i collegi elettivi per designare i
nuovi membri del rinnovato Consiglio Presbiterale.
• In vista dell’ormai prossima operazione di rinnovo grafico, si richiede ai parrocI e ai membri dei
Consigli Pastorali parrocchiali un rinnovato sforzo di promozione e diffusione del Settimanale
della Diocesi di Como.
• È stata avviata nella zona Valtellina Superiore l’esperienza del Seminario minore aperto.
Una piccola comunità di ragazzi delle scuole superiori che si ritrovano per una settimana al mese
presso una casa delle Suore di Maria Bambina,
sotto la guida di un sacerdote e di una coppia responsabile.
• È attivo presso l’Ufficio amministrativo della
Curia il neonato Ufficio tecnico che, raccogliendo al suo interno un’equipe di laici esperti del settore, sotto la guida dell’Economo don Marco Mangiacasale si pone al servizio delle parrocchie per
tutte le questioni.
• Una serie di comunicazioni ha riguardato le
scelte e le situazioni particolari di alcuni con-fratelli: l’invio dei sacerdoti fidei donum nelle missioni diocesane in Camerun (don Alessandro
Alberti) e in quella di prossima apertura in Perù
(don Savio Castelli e don Umberto Gosparini); l’invio a Roma per il completamento degli studi di
don Andrea Stabellini, don Marco Nogara e don
Enzo Ravelli; l’avvio ormai prossimo di una forte
esperienza di spiritualità monastica e pastorale
da parte di don Sergio Tettamanti; la scelta, concordata con il Vescovo, di un tempo di riflessione e
di rinnovamento spirituale da parte di alcuni sacerdoti.
• Il Vescovo ha anche ragguagliato l’assemblea
in merito alla Visita pastorale, alla Lettera alla
città in occasione della solennità di Sant’Abbondio, al furto sacrilego compiuto nella chiesa di
Casanova Lanza.
come temperanza nell’uso
delle cose, condita di distacco e di dono; la differenza fra “stipendio” e “sostentamento”… e molto,
molto altro ancora. Per
finire, poi, con la “chicca”
spirituale di san Vincenzo dè Paoli (lasciami fare
adagio, perché ho fretta),
che ha dato il titolo alla
meditazione.
Don Apeciti ha poi concluso con le parole di Agostino: si iste et ille, cur
non ego?...Se loro ci sono
riusciti, perché non possiamo riuscirci noi?.
mons. ANGELO RIVA
P A G I N A
10
A
cqua: nelle tue mani il
dono di Dio per tutti: è
il titolo scelto per la
quinta “Giornata per
la salvaguardia del
creato” dello scorso primo settembre. Sei vescovi, fra cui
monsignor Diego Coletti, e un
centinaio di fedeli (fra loro una
piccola delegazione della diocesi
di Como) si sono ritrovati al parco geologico Bletterbach di
Redagno/Aldino per poi proseguire lungo il Sentiero del Creato di
Monte San Pietro per arrivare al
Santuario di Pietralba (sette
stazioni, come sette sono i giorni
della Creazione). Bletterbach era
il punto di partenza per questa
iniziativa ecumenica. Si tratta di
un bellissimo canyon, nel cuore
dell’Alto Adige, dove è possibile
ammirare le diverse stratificazioni di pietre: porfido, arenaria
della Val Gardena (materiale
utilizzato per la costruzione del
duomo di Bolzano), Werfen,
Dolomia… La forra del Bletterbach è un vero e proprio libro aperto nel quale leggere la vita sulla
terra nel corso di milioni di anni.
A partire dall’era glaciale, in
15mila anni, il fiume ha scavato
una gola profonda 400 metri e
lunga otto chilometri. Uno spettacolo imponente, riconosciuto
dal 2009 come patrimonio
Unesco, che fa riflettere sul dono
della natura consegnato nelle
nostre mani.
Il vescovo di Bolzano-Bressanone
Karl Golser, monsignor Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia e
presidente della Commissione
episcopale per l’Ecumenismo e il
Dialogo interreligioso, hanno
evidenziato il significato della
Giornata per la salvaguardia del
creato, indicando che occorre salvaguardare il Creato per promuovere la pace. «È necessario riflettere sul tema dell’acqua quale
bene prezioso che spesso diviene
causa di dispute economiche,
quando non di guerre vere e proprie», così il vescovo Golser. Anche gli altri vescovi, monsignor
CHIESA
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
A PIETRALBA IL 1° SETTEMBRE
ACQUA, DONO
DI DIO PER TUTTI
Luigi Bressan di Trento, monsignor Diego Coletti di Como,
monsignor Giuseppe Andrich di
Belluno-Feltre e monsignor
Francis Xavier Vira Arpondratana da Chian Mai, in Thailandia,
e diversi rappresentanti delle
confessioni cristiane hanno illustrato i vari aspetti riguardanti
la Giornata per la salvaguardia
del creato.
«Siamo soliti pensare ai conflitti
per l’acqua come avvenimenti
lontani dalle nostre latitudini –
ha osservato Massimiliano De
Franceschi, ricercatore presso
l’Università di Trento e seminarista – ma d’estate, anche da noi,
si consumano “lotte” interne a
difesa degli interessi turistici
piuttosto che agricoli. L’acqua è
un bene primario, fonte di vita e
di sussistenza sotto molti punti
di vista. Il problema sta nel consumo e nell’abuso. Quotidianamente, nelle nostre zone, una persona può arrivare a utilizzare
150-200 litri di acqua al giorno:
75 litri è la quantità minima, per
rispondere alle esigenze prima-
rie… La questione si pone sui “costi” indiretti. Per produrre un litro di latte servono 1000 litri di
acqua. Anche per i microchips di
computer e telefonini, 32 grammi di tecnologia, servono 32 litri
di acqua. Lo sforzo su cui concentrarsi è la lotta alla dispersione
e un uso migliore del patrimonio
acqua».
Al Santuario di Pietralba i vescovi e i rappresentanti delle confessioni cristiane hanno letto un
messaggio, in cui, tra l’altro, è
stato evidenziato il significato e
il valore dell’acqua come bene
universale per l’umanità e l’impegno per questo bene comune.
Si sono soffermati inoltre sulle
diverse iniziative promosse dalla rete interdiocesana per i “Nuovi stili di vita”. «Il primo passo è
concepire come imperativo morale nuovi stili di vita – si legge nel
messaggio – cambi di abitudini,
ristrutturazioni che riducano le
necessità di energia o la ottengano da fonti rinnovabili non inquinanti. Inoltre i cristiani contribuiscano perché ciò divenga cultura quotidiana condivisa e venga applicata una politica anche
localmente contraria a sprechi e
favorevole a uno sviluppo sostenibile che guardi al futuro anche
di chi verrà dopo di noi».
In particolare, monsignor Coletti,
al quale è stato affidato il commento della terza tappa del cammino che ha portato al santuario
di Pietralba, ha messo in evidenza come «l’acqua sia l’elemento
fondamentale in cui siamo formati in quanto uomini e in quanto cristiani. Nasciamo nell’acqua
e rinasciamo nell’acqua del Battesimo. In questa splendida giornata di sole ci è facile ringraziare per la bellezza del Creato e
pensare alla sua salvaguardia.
Dobbiamo pensare, però, che
spesso, dietro alle catastrofi e ai
furiosi cambiamenti climatici c’è
l’intervento umano… Ciascuno
deve assumersi la propria parte
di responsabilità. Ci è chiesto di
governare il Creato, senza
spadroneggiare… Siamo anche
noi creature nelle mani di Dio:
non ci viene chiesto di consumare, ma di condividere».
Un’osservazione che ci sembra
ben sintetizzata nell’espressione
che il vescovo thailandese monsignor Vira Arpondratana ci spiega con grande semplicità. «Nella
nostra lingua la parola “natura”,
“creato”, nasce dall’incontro fra
due parole: tammah, cha… Che
significano: “fonte della vita è la
Parola di Dio”».
E.L.
PELLEGRINAGGIO LUNGO IL DANUBIO
I Vescovi europei per il Creato
I
l 1 settembre, circa 50 delegati delle Conferenze Episcopali Europee provenienti da
oltre 15 paesi sono partiti
dalla Basilica di Esztergom,
in Ungheria, per un pellegrinaggio di speranza per tutto il creato avente come destinazione il
Santuario di Mariazell in Austria, passando per la Slovacchia,
dove siamo stati accolti dall’Arcivescovo di Bratislava, Mons.
Stanislav Zvolenský. L’iniziativa
è stata ispirata dal Messaggio di
Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2010,
dal titolo: Se vuoi coltivare la
pace, proteggi il creato.
L’idea di un pellegrinaggio è stata scelta come azione che simboleggia il cammino di riflessione,
formazione e conversione, che
sono necessarie se l’umanità vuole affrontare le dimensioni della
sfida ambientale. Un pellegrinaggio è tanto un’espressione di
fede quanto un impegno per il
cambiamento.
È stata dedicata una particolare
attenzione al tema dell’acqua, un
elemento della creazione che è
ricco di significati biblici e sacramentali. Anche Papa Benedetto
XVI ha espresso preoccupazione
sul tema dell’acqua: “L’accaparramento delle risorse, specialmente dell’acqua, può provocare
gravi conflitti tra le popolazioni
coinvolte. Un pacifico accordo sull’uso delle risorse può salvaguardare la natura e, contemporaneamente, il benessere delle società interessate.” (CV n. 51). I delegati hanno dedicato una particolare attenzione all’iniziativa
ecumenica congiunta del Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile (Conic), soste-
nuta da alcune Conferenze
Episcopali cattoliche in Europa,
intitolata Dichiarazione Ecumenica sull’Acqua come Diritto
Umano e Bene Pubblico. L’acqua
è anche un elemento propulsore
condiviso e fondamentale di fede
e sta diventando una risorsa
scarsa per molti esseri umani.
Particolare attenzione è stata
inoltre dedicata al problema dell’energia e al bisogno di risparmiarla, dove possibile. È stata
sottolineata l’importanza dell’uso delle fonti rinnovabili di
energia, quali l’energia eolica,
l’energia solare, i bio-combustibili, la biomassa, le piccole installazioni idroelettriche (smallhydro), le tecnologie che sfruttano le onde marine e altri combustibile non di origine fossile. Si è
concordato che è necessario affrontare il problema dei rifiuti
attraverso la prevenzione, il
riciclo, e incoraggiando lo sviluppo di tecnologie efficienti. Si è
tuttavia sottolineato il bisogno
di una valutazione completa e
rigorosa dell’impatto ambientale netto di tutte le dimensioni di
tali tecnologie. Una tematica fondamentale è la conversione della
mente e del cuore tramite un’educazione che porti al cambiamento nei modelli di comportamento
umano consolidati.
Nella speranza di ispirare un rinnovato impegno rispetto alle dimensioni spirituali e morali della questione ecologica, i delegati
hanno attirato l’attenzione sul
ricco patrimonio di valori che nasce dalla tradizione biblica,
patristica e teologica radicata
nella ragione umana e che viene
proposta all’umanità attraverso
la dottrina sociale della Chiesa.
Questi principi includono:
• L’impegno nei confronti del
bene comune di tutti, riconoscendo che il bene di ciascuno di noi
dipende dal benessere di tutti.
• Il rispetto per la destinazione
universale dei beni della terra,
respingendo tutti i tentativi di
dominare ingiustamente, consumare eccessivamente, limitare o
commercializzare quei beni donati da Dio dai quali ciascuna
persona dipende per la propria
esistenza.
• La sussidiarietà, notando che
le azioni intraprese a livello locale coinvolgendo le famiglie, le
parrocchie e le scuole sono essenziali per il futuro dell’ambiente
globale.
• La solidarietà, inclusa la disponibilità a sacrificare i guadagni
personali e a breve termine a beneficio degli altri, in particolare i
poveri e gli indifesi.
• La giustizia distributiva, assicurandosi che coloro che inquinano meno, come ad esempio i poveri e gli indifesi, non siano i più
colpiti dalle conseguenze della
crisi ambientale.
• La giustizia intergenerazionale, agendo ora con prudenza e
precauzione nell’interesse dell’esistenza stessa delle generazioni future.
• Il libro della natura è uno e
indivisibile. Il rispetto dell’ecologia della persona umana è integralmente connesso al rispetto del creato.
«Rivolgiamo un appello ai giovani, alle famiglie, alle comunità
parrocchiali, ai monasteri, alle
scuole, ai seminari e alle università - si legge nell’appello finale
delle Chiese europee - affinché
rinnovino il loro impegno nei con-
fronti della vocazione di avere
cura della nostra dimora terrena
incoraggiando la diffusione, lo
studio e l’attuazione di questi
principi che offrono un’indicazione chiara e persuasiva di speranza per l’umanità.
In particolare, rivolgiamo un appello per dare vita a preghiere e
azioni comuni con altre Chiese e
comunità ecclesiali cristiane,
come il servizio di preghiera
ecumenico che si è tenuto a St.
Pölten come parte integrante di
questo di pellegrinaggio. In particolare, incoraggiamo le chiese
locali a impegnarsi nell’iniziativa del “Creation Time” (tempo
per il creato) sostenuta dalla III
Assemblea Ecumenica Europea
che si è tenuta a Sibiu (Romania) nel 2007, che ha raccomandato che il periodo fra il 1 settembre e il 4 ottobre – festa di S.
Francesco d’Assisi – venga dedicato a preghiere e iniziative speciali su questo tema, come già
stanno facendo alcune Chiese e
Conferenze Episcopali.
Incoraggiamo inoltre un dialogo
più ampio all’interno della comunità politica, del quale abbiamo
sperimentato il reciproco beneficio nel corso di questo pellegrinaggio. In questo pellegrinaggio
di speranza per tutto il creato,
siamo consapevoli che in qualche
modo abbiamo rievocato il viaggio santo di speranza e gioia intrapreso da Maria quando ha attraversato fiumi e montagne per
andare a proclamare l’alba di
una nuova creazione alla cugina
Elisabetta. Siamo consapevoli
che in quel viaggio Maria è diventata l’immagine della Chiesa futura, la Chiesa pellegrina che
porta la speranza del mondo nel
proprio grembo attraverso le
montagne della storia umana.
Mentre concludiamo oggi il nostro pellegrinaggio, a imitazione
di Maria e sotto la guida illuminata del Cardinale Christoph
Schönborn, portiamo nel bel Santuario alpino di Mariazell la nostra speranza di una nuova comprensione delle “grandi cose” che
il Signore ha fatto per noi nel
dono del creato e del bisogno di
dire un nuovo “sì” a quella che è
stata la nostra prima vocazione.
Proprio come abbiamo iniziato il
nostro pellegrinaggio ecologico
nel cuore dell’Europa, nella bellissima Basilica dell’Assunzione
di Esztergom e lo abbiamo concluso nel Santuario della Natività di Maria di Mariazell, così proseguiamo il nostro pellegrinaggio
terreno portando la speranza
escatologica della Chiesa, secondo cui dove lei è andata tutto il
creato la seguirà».
CHIESA
CHIESAMONDO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
N
ell’ultimo anno sulla
spinta dell’enciclica
Caritas in Veritate di
Benedetto XVI, il
tema della salvaguardia del creato è entrato sempre
più nel dibattito pastorale delle nostre diocesi.
Ci sono però Paesi e Chiese
dove già da anni il tema della
salvaguardia del creato è un
punto centrale della pastorale
quotidiana, perché al rapporto
tra uomo e natura è legata la
sopravvivenza stessa di intere
popolazioni.
E’ il caso del Guatemala dove
svolge il suo servizio fra Simone
Della Monica, missionario
comboniano, orginario della
nostra diocesi. Ecco come racconta l’esperienza del Vicariato
Apostolico del Peten, nella sua
ultima lettera arrivata al Centro Missionario.
“Nel Vicariato Apostolico del
Peten l’impegno a favore della
popolazione contadina ha una
lunga e buona tradizione, con
vari programmi di formazione
e consulenza che hanno riguardato anche in questioni giuridiche per poter ottenere i titoli di
proprietà delle terra che tardano rendendo insicuro il lavoro
della gente.
I contadini vivono soprattutto della produzione per l’auto
consumo e alcuni prodotti per
la commercializzazione. Una regione particolare dove il terreno nei primi anni da buoni raccolti ma che rapidamente si
impoverisce e viene eroso dalle
abbondanti piogge torrenziali.
La gente è cosi tentata ad abbandonare il terreno per cercare zone vergini dove tagliare il
bosco, bruciare e seminare.
Questa modo di procedere prepara la venuta di grandi possidenti che comprano la terra già
libera da trasformare in pascoli per mucche da carne. Una
mucca ha bisogno di circa 0,7
ettari di pascolo all’anno, mentre nello stesso terreno si possono ottenere 10 quintali di mais
GUATEMALA L’ESPERIANZA DI FRA SIMONE DELLA MONICA
LA PASTORALE DELLA TERRA
o 6 quintali di fagioli utili alla
alimentazione di una famiglia:
le vacche anche qui sono trattate meglio delle persone.
Senza dimenticare che eliminando il bosco si modifica il clima, diminuiscono le piogge, seccano le sorgenti e i corsi d’acqua. Chi vende la terra, sperando di trovare altra libera, scopre, invece, come ce ne sia più
perché la metà del territorio di
questa regione è stata dichiarata riserva ecologica. Non resta
altro che vendere la loro forza
lavoro con un guadagno che non
riesce a sostenere la famiglia.
Il Programma Agricolo della
parrocchia è coordinato da una
commissione di 7 agricoltori e
da un agronomo (pagato dalla
parrocchia) che in questi ultimi
anni hanno fatto attività di
scambio di semi e di esperienze
per introdurre nuovi prodotti
nella regione e una nuova cultura agricola. Si organizzano
beri si arricchisce il terreno, non
si taglia e brucia ma si lascia
che tutto il materiale vegetativo
tagliato resti nel terreno generando humus. Si dispongono le
piante secondo le curve di livello e ciò permette di evitare che
la terra buona della superficie
sia portata via dalle piogge, si
conservano le sorgenti.
Con un appezzamento diversificato diminuiscono anche insetti e animali nocivi che trovano un diverso equilibrio, si limita l’uso di agenti chimici,
pesticidi. Questa attività aiuta
varie famiglie e vogliamo continuare per coinvolgere altre persone e migliorare la situazione
delle famiglie e dell’ambiente.
La parrocchia ha ottenuto in
questi anni aiuti esterni di circa 10.000 euro all’anno di cui il
60% si investe nel salario
dell’agronomo, il 20% per la formazione e corsi, il 20% per comprare semi o piante”.
11
PAKISTAN
Appello
Caritas
Passano le settimane, ma in
Pakistan crescono i bisogni,
aumentano le vittime e le
zone colpite dalle pesanti
piogge delle scorse settimane.
In un contesto così difficile
Caritas Pakistan, con il sostegno delle altre Caritas, tra cui
Caritas Italiana, ha avviato
un nuovo piano di intervento
che prevede un impegno di
10,6 milioni di euro per i
prossimi sei mesi. A beneficiarne sono 360.000 persone,
appartenenti soprattutto alle
fasce più vulnerabili, che ricevono cibo, tende, medicinali, oltre che assistenza sanitaria e infrastrutturale. Alla
luce dei bisogni crescenti e
dei nuovi impegni, la Caritas
Italiana rinnova l’appello ad
aiutare le popolazioni colpite, ricordando in una nota diffusa oggi che la Caritas italiana sta concentrando gli
aiuti su 4.795 famiglie, circa
30.000 persone, in cinque diocesi colpite (Multan, Quetta,
Faisalabad, Rawalpindi/
Islamabad e Hyderabad), alle
quali è garantita la distribuzione di tende, cibo, articoli
non alimentari di prima necessità, oltre che assistenza
sanitaria e medica. Per sostenere gli interventi in corso si
possono inviare offerte a
Caritas Italiana tramite C/C
POSTALE N. 347013 specificando nella causale: Pakistan. Anche la Conferenza
Episcopale Italiana si è attivata stanziando un milione di
euro sin dall’inizio di questa
emergenza e invitando le comunità ecclesiali alla preghiera e al sostegno delle iniziative di solidarietà promosse dalla Caritas Italiana.
Missione non è
solo dare ma anche
ricevere, uno scambio
di esperienze umane
e pastorali tra Chiese
e Paesi lontani.
Ecco come in
Guatemala la Chiesa
prova a far fronte
alla carenza di
sacerdoti puntando
sulla formazione di
laici chiamati ad
essere “missionari”
nelle proprie comunità
LA LETTERA
“Missionari”
in parrocchia
I
n luglio abbiamo avuto
un mese intenso di corsi per agenti pastorali.
Dal 1 al 3 luglio si è realizzato un corso per “missionari”, titolo con cui un gruppo di 35 laici, uomini e donne, che da anni hanno ricevuto formazione e che ora a
livello della loro zona si preoccupano di animare le comunità. La parrocchia è divisa
in 7 zone ed in ogni zona ci
sono 5 “missionari”. Due volte all’anno si organizza per
loro un incontro di 3 giorni
nel centro di formazione centrale della parrocchia per rivedere il programma dell’anno e per ricevere formazione
su temi di attualità (...). Durante la tre giorni un pomeriggio abbiamo dato spazio
anche ad una passeggiatapellegrinaggio. Ci siamo recati ad una località a una ora
di distanza in dove si trova
una grotta detta “Grotta del
Padre”.
La tradizione dice che più
di duecento anni fa dei missionari Domenicani sono arrivati qui venendo dal sud
dove era in atto un processo
di evangelizzazione ad opera
appunto dei Domenicani. Ar-
visite di gruppo in terreni dove
è presente la pianta che si vuole
conoscere e sul campo si fanno
le osservazioni e si spiegano le
tecniche e gli accorgimenti appropriati. Successivamente si
aiuta gli interessati con la distribuzione di semi o piane perché li possano seminare nel proprio terreno. Ci sono esperienze
che sono già produttive, per
esempio, nel caso del limone,
una famiglia ha attualmente un
guadagno dalla vendita del limone e ciò migliora l’alimentazione o permette ai figli di pagare gli studi. In un altro villaggio una famiglia che ha
piantato alcuni manghi sta raccogliendo per sé e per i vicini che
acquistano questa frutta volentieri.
Il cambio di mentalità che si
vuole raggiungere è che la gente diversifichi la produzione nel
proprio terreno. Con piante diverse non solo annuali ma al-
P A G I N A
rivati a questa grotta avrebbero battezzato i primi cristiani
locali in questa regione che non
era ancora evangelizzata perché i popoli locali avevano respinto più volte gli spagnoli e il
loro dominio.
In questa regione il terreno è
calcareo, detto carsico, e dunque
ricco di grotte; le grotte nella
religiosità indigena sono un
luogo sacro, al limite fra il giorno e la notte, fra la vita e la
morte, l’oriente è simbolizzato
dal colore nero. Nell’attualità si
realizzano celebrazioni e preghiere nelle grotte in determinati periodi dell’anno.
Nella seconda e terza settimana di luglio si sono realizzati corsi di tre giorni con altri
gruppi di persone che si stanno
preparando per essere nuovi
“catechisti della comunità” o
“catechisti della Parola”. Il loro
servizio sarà quello di dirigere
le celebrazioni e spiegare i testi biblici nei differenti villaggi
in assenza del sacerdote. Riuniscono per esempio la comunità ogni domenica e realizzano
la celebrazione della Parola, la
dove c’è anche un Ministro
Straordinario dell’Eucaristia, si
distribuisce la comunione.
In tutta la parrocchia a gennaio abbiamo iniziato a preparare questi nuovi catechisti,
perciò ci sono 4 corsi in Q’eqchi
(lingua parlata dall’80% della
popolazione della zona ndr) e
uno in spagnolo a cui partecipano in tutto circa 300 persone
che si sono impegnate ad assistere a tre corsi annuali di formazione. In questo secondo corso abbiamo trattato il tema intitolato: Antropologia.
Abbiamo cercato di dare elementi di auto-conoscenza per-
ché questi futuri leader possano conoscersi meglio nelle loro
reazioni o modi di fare e possano gestirsi nella comunità e
aiutare anche gli altri. Si è sviluppato anche il tema del rapporto con la natura dando un
visione ecologica di quello che
sta succedendo in questo ambiente dove la gente vive immersa nella natura e non si
rende conto che i suoi comportamenti stanno causando cambiamenti che possono essere
irreversibili. Come conclusione si è illustrato il tema del
“genere”, la relazione uomo –
donna, l’importanza di valorizzare la complementarietà e di
riconoscere la dignità della
donna in una cultura ancora
marcatamente maschilista.
Ho partecipato a due corsi
nelle zone Q’eqchi, non ho fatto molto ma con l’aiuto
dell’agronomo che lavora nella parrocchia abbiamo presentato il tema della relazione con la natura ponendola
nella prospettiva della creazione come dono di Dio da
conservare e migliorare per
noi e le generazioni future. Il
tema ha suscitato interesse.
I partecipanti contribuiscono
alle spese con un po’ di mais
e fagioli e con 10 Quetzales
(moneta locale, un Euro circa), la parrocchia completa
con un fondo per la formazione dei catechisti.
FR. SIMONE DELLA MONICA
Leggi tutte le lettere dalla missione su
www.centromissionariocomo.it
CHIESA
P A G I N A
12
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
UFFICIO DIOCESANO PER LA LITURGIA
SABATO 2 OTTOBRE
CRESIMA DEGLI ADULTI
IN SAN GIACOMO
Si avvicina la data della prossima celebrazione
destinata ai cresimandi adulti, in calendario per
sabato 2 ottobre (ore 16.30), preceduta dal momento preparatorio, che in questo caso è previsto
nella serata di martedì 28 settembre p.v. (ore
20.30-22.30). È necessario che l’iscrizione degli
eventuali candidati avvenga al più presto, perché qualora non si raggiunga un numero sufficiente di cresimandi, la celebrazione non avrà luogo.
Il successivo appuntamento utile sarà sabato 4
dicembre. L’iscrizione deve avvenire presso l’Ufficio diocesano per la liturgia, dal lunedì al venerdì, ore 9.00 - 12.30 (tel. 031.3312. 216 / 252).
UFFICIO
PER IL CATECUMENATO
FUTURI CATECUMENI ADULTI
I parroci che hanno incontrato per la prima volta
nei mesi scorsi persone adulte intenzionate a
diventare cristiane si mettano in contatto con
l’Ufficio diocesano per il Catecumenato, presentando il profilo dell’interessato. È urgente che la
segnalazione avvenga in tempi brevi, così che, dopo
gli accertamenti e le valutazioni del caso, siano
date le indicazioni necessarie per proseguire il
cammino, in vista dell’eventuale Ammissione tra
i Catecumeni, programmata per la prima Domenica di Avvento del nuovo anno liturgico. Per ulteriori informazioni: tel. 031. 3312. 216 / 252; dal
lunedì al venerdì, ore 9.00 - 12.30.
PER GIOVANI E ADULTI
DI COMO E DINTORNI
ITINERARIO
DI PREPARAZIONE ALLA CRESIMA
Inizierà mercoledì 3 novembre l’itinerario offerto anche quest’anno alle persone che, già battezzate e ora maggiorenni, devono completare la
loro iniziazione con il sacramento della
Confermazione (che sarà loro conferito dal Vescovo nella veglia di Pentecoste, sabato 11 giugno
2011). Si ricorda che le modalità e la durata del
percorso concretizzano quanto indicato dai Vescovi italiani, dove chiedono che in questi casi «si costituisca un gruppo di ricerca nella fede», il cui
cammino sia ritmato dalla celebrazione del mistero di Cristo nell’anno liturgico e porti, attraverso la fruttuosa celebrazione del sacramento, ad
un più convinto inserimento nella Chiesa e alla
condivisione della sua testimonianza. Per ulteriori informazioni: Ufficio diocesano per la liturgia,
031. 3312. 216 / 252; dal lunedì al venerdì, ore
9.00 - 12.30. Al medesimo Ufficio potranno rivolgersi anche gli Incaricati per la catechesi nelle
zone (o, in loro assenza, i Vicari foranei) intenzionati ad avviare percorsi di questo tipo, o che semplicemente desiderassero saperne di più.
S
ono ormai prossime alla ripresa le
attività didattiche della Scuola
diocesana di Musica e Sacra Liturgia
“Luigi Picchi”. I corsi si
svolgono a Como, presso
l’istituto Canossa, via Balestra 10. Le iscrizioni si
ricevono presso l’Ufficio
per la liturgia (lunedì e
venerdì, ore 10.00- 13.00,
tel. 031/ 33.12.216 oppure presso la sede della
scuola nei sabati di apertura, entro la metà di ottobre di ciascun anno.
Sino al 2008 erano attive
anche due sezioni in Valtellina (Sondrio) e in Valchiavenna (Campo Mezzola). Si auspica la riapertura in tempi brevi di almeno una sede per la provincia di Sondrio!
La Scuola si svolge
tutti i sabati (non coincidenti con feste o date
particolari), da inizio ottobre a fine maggio. Le
attività di programma
che impegnano in lezioni
di gruppo gli alunni di
ciascun biennio hanno
MINISTRI STRAORDINARI
DELLA COMUNIONE
I
zone hanno provveduto.
Si chiede ai Vicari
foranei delle zone in cui
il tema non è ancora stato messo all’ ordine del
giorno di prendere contatto tempestivamente con
l’Ufficio, in modo che il
Responsabile diocesano o
un suo rappresentante
possa prendere parte all’
incontro. È giusto che si
tratti l’argomento in coincidenza con l’avvio di un
nuovo triennio, in vista di
un più armonico e corresponsabile inserimento di
queste figure nella pastorale. Si è predisposta una
traccia per orientare e
rendere più fruttuosa la
riflessione.
l prossimo 30 settembre si concluderà per tutti i ministri straordinari
della Santa Comunione operanti in Diocesi il mandato triennale conferito dall’ Ordinario diocesano. È il
momento di presentare le
richieste di rinnovo e
quelle relative agli eventuali nuovi candidati. Le
domande per il triennio
2010 - 2013 dovranno essere rivolte all’Ordinario
(ma recapitandole all’Ufficio per la liturgia) entro
il 30 settembre 2010.
È compito dei Parroci –
sentito il Consiglio pastorale – e delle Superiore (o
Superiori) delle Case religiose – consultato il
Cappellano – motivare la
richiesta, presentare i
candidati, specificare se
hanno già esercitato o
meno sul posto o in altra
sede e indicarne con completezza le generalità. Le
persone prescelte devono
sottoscrivere la dichiarazione di libero assenso,
con la disponibilità a svolgere gratuitamente il ministero e l’impegno a partecipare alle iniziative di
formazione e di aggiornamento promosse a livello
diocesano. Per semplificare la procedura, si è preparato uno specifico modulo (allegato e scaricabile dal sito della Diocesi). I ministri straordinari saranno istituiti dai
Parroci con l’apposito
rito liturgico (Benedizionale, n° 2013 ss.) e presentati per la prima
volta o ripresentati alla comunità nella domenica 21 novembre 2010,
solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re
dell’universo (ricorrenza individuata fin dal
1988 come altamente significativa per compiere il
gesto e sensibilizzare tutti i fedeli a condividere la
sollecitudine pastorale
verso gli infermi).
Se si tratta di nuovi
candidati, questi dovranno seguire lo specifico corso di preparazione
(articolato in sei incontri,
previsti nell’ arco di tempo dall’ autunno 2010 alla
primavera 2011; temi,
date, luoghi di raduno saranno resi noti a domande pervenute). In analogia con quanto deliberato
dai Vescovi italiani per i
ministeri istituiti del
lettorato e dell’ accolitato,
vengano presentate per il
ministero straordinario
della Comunione solo persone che abbiano compiuto i 25 anni.
Con il 75° anno di età
termina l’incarico (salvo proroghe da valutare
caso per caso in base a
ben motivate necessità
pastorali).
Si ricorda inoltre che
nella nostra Diocesi non
è consentito di “incaricare volta per volta un fedele per la distribuzione
dell’Eucaristia”.
L’Ufficio per la liturgia
è a disposizione (lunedì venerdì mattina, ore
10.00- 13.00, tel. 031/33.
12. 216) per eventuali
chiarimenti.
Tre anni fa si era espressamente chiesto che nella programmazione dei
raduni del presbiterio
di zona si inserisse un
doveroso incontro finalizzato alla verifica e al
rilancio del servizio
compiuto localmente
dai ministri straordinari della Comunione
eucaristica. Si tratta di
una feconda e operosa realtà che vede impegnate
oltre 450 persone! Alcune
APERTE LE ISCRIZIONI ALLA “LUIGI PICCHI”
SCUOLA DI MUSICA E SACRA LITURGIA
luogo dalle ore 14.15 alle
ore 15.00; l’esercitazione
corale in cui convergono
tutti si svolge regolarmente dalle ore 15.00 alle
ore 15.45 circa; il tempo
individuale per la verifica dello studio dello strumento viene concordato
da ciascun alunno con il
proprio insegnante. È prevista una quota annuale
di iscrizione, suddivisibile
in due rate. Alcuni parroci hanno versato la cifra
completa o parziale a sostegno dei parrocchiani
inviati per lo studio.
La Scuola diocesana di
Musica e Sacra Liturgia
“Luigi Picchi” è l’istituzione più antica tra le scuole diocesane di Como ed è
tra le prime in Italia per
data di fondazione (1928).
Questo fatto si può collocare all’interno di un discorso più ampio, che ha
visto la nostra Diocesi,
nei tempi preconciliari e
postconcilari, in prima linea nelle sperimentazioni
di canto in lingua viva e
nel mettere in pratica le
novità liturgico-pastorali
confluite nei dettati del
Concilio Vaticano II. Molte comunità cristiane,
nella nostra e in altre Diocesi, godono dell’apporto
di una nutrita schiera di
musicisti, maestri di coro
e cantori formati nell’ultimo cinquantennio di lavoro dalla nostra istituzione. Il modello della Scuola di Como, inoltre, ha ispirato similari e fiorenti
iniziative intraprese in
varie città italiane.
La Scuola intende formare operatori sempre
più consapevoli, perché la
pietà e l’arte siano un
segno del primato di
Dio e della bellezza di
Assemblee oranti in
modo autentico. Il numero degli organisti e degli animatori musicali
deve essere proporzionato al moltiplicarsi delle
celebrazioni liturgiche,
cominciando da tutte
quelle domenicali e festive. Anche il patrimonio
organario delle nostre
terre merita di essere valorizzato, ridando eloquenza a strumenti spesso di valore.
meglio qualificare la loro
opera all’interno della
propria Parrocchia. In
questa prospettiva i Parroci hanno un ruolo
fondamentale nell’individuare, nel motivare e
poi nell’accompagnare gli
alunni durante l’iter formativo: la loro valorizzazione, con saggia gradualità, si rivelerà motivo di
maturazione e fonte di
accresciuta consapevolezza per la Comunità tutta.
La scuola propone un
percorso formativo e didattico mirato a offrire
alla Diocesi degli animatori spiritualmente convinti, ecclesialmente motivati e seriamente abilitati dal punto di vista di
una professionalità musicale-liturgico-pastorale.
Si rivolge prevalentemente a giovani; ma anche
ad adulti che intendono
Il corso completo di organista, che si conclude
con esame pubblico, comprende tre bienni. Ciascun biennio non coincide
necessariamente con un
numero di anni fissato in
modo rigido ma asseconda le diverse potenzialità
personali e le situazioni
degli alunni (capacità,
possibilità di applicazione, età…). Il corso par-
Si segnalano, infine,
due situazioni specifiche. La prima è costituita da quei nuovi candidati delle province di Como
e di Varese (circa 30) che
hanno già partecipato a
due incontri formativi,
tenuti a Como nella scorsa primavera. Per costoro è fissato un terzo
appuntamento: sabato
18 settembre, a Como,
Istituto Canossa, via
Balestra 10, dalle ore
14.30 alle ore 17.30 sul
tema La cura pastorale degli infermi. L’altra
concerne la provincia di
Sondrio, dove l’iniziativa
di formazione è partita,
sempre la scorsa primavera ma con un numero
assai esiguo di adesioni
(oltretutto espresse da
parrocchie molto distanti
tra loro e con persone
aventi esigenze di orario
difficili da conciliare), così
da aver determinato la sospensione degli incontri
che saranno ripresi sulla
base delle nuove domande pervenute.
ziale prevede almeno
due bienni, abilitanti alla
tastiera e alle competenze fondamentali dell’animazione musicale-liturgica. In entrambi i casi la
proposta educativa si
svolge con costante attenzione al meglio di una crescita spirituale e tecnica.
La Chiesa locale di Como diploma ufficialmente il completamento degli
studi, quale garanzia di
competenza. I parroci e i
responsabili delle comunità facenti capo al Vescovo diocesano, sono tenuti
a dare la preferenza agli
organisti diplomati presso la Scuola, nei casi in
cui sia necessario scegliere tra organisti diplomati,
organisti sprovvisti di titolo di studio o organisti
diplomati in altre scuole.
Tuttavia anche ai frequentatori dei primi due
bienni va riconosciuta
l’attitudine a riversare la
loro esperienza nelle comunità portando un fondamentale prezioso contributo.
P A G I N A
14
Como
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
VILLA GUARDIA 18 E 19 SETTEMBRE
L’isola che c’è.
Va in scena
l’economia
solidale
Torna la prossima settimana
la tradizionale fiera provinciale
che mette in primo piano
il tema della sostenibilità.
Circa 170 gli espositori previsti
GLI INCONTRI
In rete con la finanza etica
Tavola rotonda sabato 18 settembre, dalle 10.00 alle 13.00
sintesi a cura di M. Ga.
L
’isola che c’è”
anno 2010.
La fiera provinciale delle relazioni e
delle economie solidali
inaugura, i prossimi 18 e
19 settembre, la sua settima edizione presso il
parco comunale di Villa
Guardia.
Perché riproporre, ancora, questo evento? A spiegarcelo è Marco Servettini, presidente de “L’isola che c’è”. «Perchè - spiega Marco - in ogni territorio c’è un tessuto sociale vivo che vale la pena
mostrare, che porta linfa
alla vita reale delle persone, non fatto di cronaca
e fiction ma di relazioni,
lavoro e speranze. Ci sono
nuove attività economiche che provano a creare
ricchezza sostenibile per
il nostro territorio, gruppi d’acquisto solidale che
crescono in numero e coscienza critica, associazioni che si occupano del
bene comune e portano
avanti progetti nuovi per
rispondere ai bisogni che
una società in corsa e
un’economia in crisi ci
impongono di affrontare.
La fiera è uno sguardo diverso al nostro territorio,
e alle forze vive che con
creatività cercano di rispondere al bisogno di
qualità della vita e di futuro. La fiera è la proposta di una cultura della
partecipazione e della solidarietà che ha bisogno
ancora di crescere e di diventare consapevolezza
diffusa, patrimonio di tutti. La fiera è anche l’occasione per favorire e attivare quelle relazioni di
cui si nutre la forza innovatrice di questo tessuto
sociale».
«La settima fiera provinciale delle economie e
delle relazioni solidali è
una straordinaria occasione di incontro, un luogo privilegiato dove rinforzare vecchie relazioni e
costruirne di nuove - spiega Martino Villani, direttore del Centro servizi
“ ’
per il volontariato di
Como, co organizzatore della fiera -. Si tratta di un momento di partecipazione in cui le idee,
i valori e i progetti presentati diventano patrimonio di un ampio numero di soggetti in grado di
attivarsi, secondo le diverse possibilità di ciascuno di contribuire alla
loro realizzazione facendo
propri anche i risultati finali. Qui nascono legami
e collaborazioni preziose
che si sviluppano e crescono nel tempo».
La lista della spesa,
l’abitudine a comprare,
nel posto più comodo, la
marca più conosciuta, gesti di ogni giorno dati per
scontati. Ma il gesto banale di un acquisto non è
“neutro”, costituisce una
precisa scelta etica. Succede quando il consumo è
consapevole, responsabile, quando si libera dall’automatismo di percorrere una corsia di supermercato, riempire un carrello e passare alla cassa,
come se non ci fossero alternative.
Le alternative esistono,
le scelte si possono operare e le loro conseguenze
incidono sulla realtà. Esistono occasioni importanti in cui esperienze e buone prassi possono diventare patrimonio di tutti.
La volontà di operare
scelte consapevoli e di interrogarsi sul come agire
è il punto di partenza comune che avvicina associazioni, volontari e produttori in questo appuntamento che, negli anni, è
andato consolidandosi.
Saranno circa 170 gli
espositori previsti nell’edizione di quest’anno.
Per tutta la giornata di
sabato, dalle 10.00 alle
23.00 e di domenica, dalle 9.00 alle 23.00, nelle tre
aree dislocate all’interno
del magnifico parco comunale di Villa Guardia vi
sarà esposizione di prodotti, servizi ed esperienze: commercio equo e solidale, finanza etica, grup-
Como si muove! Sistemi e tecnologie per la mobilità del futuro
Tavola rotonda domenica 19 settembre, dalle 11.00 alle 13.00
Fiera L’isola che c’è - Villa Guardia, Como
pi d’acquisto solidale, cooperazione sociale,
riciclo e riuso, energie
rinnovabili e bioedilizia,
agricoltura locale e biologica, artigianato, turismo
responsabile, solidarietà
internazionale, ambiente,
pace, informazione, volontariato, associazionismo.
Come è tradizione, sono
anche previsti laboratori
anche per i bambini, degustazioni, spazio relax e
momenti di animazione.
Alla sera musica e concerti, oltre a ristorazione con
cibo bio, birra artigianale
e piatti adatti a tutti. Una
novità: quest’anno tra i
volontari che si prendono
cura della Fiera ci saranno anche giornalisti, fotografi e cineoperatori che
aggiorneranno, insieme,
nei due giorni della manifestazione un blog News
km 0 che informi in diretta su quanto avviene.
Tra gli eventi da segnalare una tavola rotonda
sulla finanza etica e una
sulla Mobilità sostenibile, per capire come scelte
alternative siano possibili. Si parlerà di energia,
tema ricorrente e cruciale per il consumo responsabile. Il Tavolo Donne al
lavoro da tempo troverà
qui l’occasione per condividere con il pubblico riflessioni su pregiudizi e
stereotipi. Previsto anche
un incontro sul tema del
tessile, sulla sua produzione e lavorazione, sull’impatto che ha sull’ambiente e le possibili alternative. Infine da alcuni
mesi a Como si ragiona
attorno al tema dei beni
collettivi, sulla loro gestione e sulla necessità di
proteggerli, di gestirli
come patrimonio comune.
Gli incontri e i dibattiti
sono aperti a tutti, senza
l’ambizione di indicare
strade definitive, ma offrendo un contributo, in
un libero dialogo che non
vuole “convincere” ma
aprire a prospettive nuove.
L’appuntamento rappresenterà l’occasione per affrontare le difficoltà di una
mobilità locale centrata quasi esclusivamente sull’uso dell’auto privata, con i
conseguenti traffico, inquinamento e pericolosità, oltre all’inutile e frustrante
consumo di tempo e carburante su strade nate e pensate per una quantità di
auto minore. I relatori attraverso esperienze in parte già in atto indicheranno
possibili alternative “percorribili”.
Ci sarà la possibilità di conoscere “Kilometri Kondivisi 2010”, un progetto sperimentale di mobilità sostenibile. A partire dal mese di ottobre sarà messo on line
un sito per permettere a tutti gli abitanti della provincia di Como di dare la
propria disponibilità a percorrere dei tragitti in auto con altre persone.
Beni collettivi e gestione partecipata: dall’acqua all’informazione
Incontro sabato 18 settembre, dalle 14.00 alle 17.00
Nel corso del seminario saranno portate ad esempio esperienze che riguardano
l’acqua e l’informazione. L’interesse però non sarà tanto quello di apprendere
possibili modelli virtuosi quanto, a partire da due esperienze concrete: informazione/comunicazione e acqua appunto, concentrarsi su un approfondimento che
tenga al centro la partecipazione e l’assunzione di responsabilità da parte della
società civile, nell’attivarsi per la gestione degli stessi.
Rivestiamoci di nuovo... Diamo acqua ai telai
La filiera del tessile attraverso trame di storia in cambiamento.
in apertura: sfilata di abbigliamento sostenibile
Seminario domenica 19 settembre, dalle 14.00 alle 16.00
Nel corso del seminario si discuterà, oltre che delle ragioni della crisi, anche
della deriva individualistica che porta a consumare abusando delle risorse, umane
e ambientali.
Attraverso l’esempio di esperienze positive di aziende di nuova generazione orientate al futuro e fondate sui valori e l’esperienza della loro storia, è possibile
pensare un’economia diversa che favorisca la centralità dell’uomo nel rispetto
delle regole ambientali, etiche e sociali.
Tavolo donne: l’immagine della donna tra stereotipo e coscienza
Seminario domenica 19 settembre, dalle 17.30 alle 18.30
Il Tavolo donne si propone di creare momenti di scambio e socializzazione su
tematiche relative alle politiche di genere sul proprio territorio con uno sguardo
che consideri, anche, la multiculturalità del suo contesto. Il fine è principalmente quello di rendersi soggetto di cittadinanza attiva e competente che possa stimolare l’amministrazione ed il territorio su temi ritenuti importanti per diffondere una “cultura di genere”. Lo strumento utilizzato è quello di raggruppare le
molte e varie competenze di ogni realtà associativa che vi partecipa al fine di
rendere più incisiva e puntuale l’azione di formazione ed informazione alla cittadinanza.
Giornalismo solidale. Notizie a km 0
L’associazione L’isola che c’è e AVC-Centro Servizi per il Volontariato di Como
hanno deciso di proporre, per l’edizione di quest’anno, l’attivazione di uno spazio
di informazione solidale durante Fiera del prossimo 18 e 19 settembre.
Questo spazio, che sarà coordinato da “ecoinformazioni” vedrà il coinvolgimento
delle redazioni dei media presenti alla manifestazione e di tutti i giornalisti che
vorranno parteciparvi. Sarà operativo grazie alla collaborazione di ragazzi e
ragazze “Volontari dell’informazione” che durante lo svolgimento della Fiera
animeranno con testi, immagini e video uno spazio telematico costruito ad hoc.
La produzione giornalistica (indipendentemente dalla diversità dei media utilizzati) sarà finalizzata a rendere evidente le particolarità ideali e relazionali
della Fiera e del progetto dell’Isola che c’è offrendo agli espositori ampie possibilità per valorizzare la loro presenza e ai visitatori di intervenire su quanto nella
Fiera viene proposto.
Ai redattori delle testate coinvolte sarà affidato il compito della redazione in
diretta dei materiali.
Si costituirà un comitato di direzione formato da un esponente di ciascuna testata.
CRONACA
P A G I N A
Como
15
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
NUTRITO IL PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI
Como: autunno
da grandi opere
B
onifica dell’area
ex Ticosa, conclusione del primo lotto del cantiere per il rifacimento del nuovo lungolago, asfaltature, nuovo piano della sosta in città, villaggio dello sport a Muggiò. Il “menù” che l’Amministrazione comunale ha
pronto per la città per
l’autunno ormai alle porte è più che mai destinato, se verrà concretizzato
del tutto, ad influire sul
futuro di Como e dei suoi
abitanti. Il punto della situazione è stato fatto direttamente dal sindaco
Stefano Bruni alla vigilia
della ripresa dell’attività
politico/amministrativa
(lunedì 13 settembre è infatti in programma il primo Consiglio Comunale
del dopo “vacanze). Sicuramente l’argomento più
“sentito” riguarda il
recupero dell’area ex
Ticosa con la realizzazione del nuovo quartiere il
cui progetto è stato approvato a luglio dal Consiglio
Comunale: «E’ stato appena comunicato al Comune di Como il parere positivo dell’ASL al posteggio
che il progetto Ticosa prevede vicino al Cimitero
Monumentale - ha affermato il primo cittadino e siamo in attesa della
Sabato 18 settembre alle ore 21
presso l’Auditorium del Collegio
Gallio di via Barelli
la sezione alpini di
Como, in occasione
del proprio 90° di
fondazione, organizzerà il quarto
evento legato all’incontro con gruppi
folcloristici dell’arco alpino. Dopo i
friulani, i veneti e
gli aostani ora è la
volta della Banda
musicale (Musikkapelle) altoatesina di San CandidoInnichen (BZ).
Le prime notizie
di un’associazione
musicale a San
Candido risalgono
al 7 settembre 1834
quando il prevosto
Prungg incaricò i
canonici Mair e
Reidler di occuparsi della questione.
Nel 1840 l’associazione passò dalla musica ecclesiale a un repertorio
più ampio, con musiche territoriali,
marce, walzer, polke, e lirica, presentando il repertorio
anche fuori dallo
stretto territorio
della Val Pusteria,
Ex Ticosa,
lungolago,
villaggio dello
Sport e posteggi:
ecco che cosa
il Comune ha in
serbo per la città
nei prossimi mesi
di LUIGI CLERICI
scadenza del bando che
dovrà individuare il soggetto che eseguirà la bonifica del sito. L’approvazione definitiva del progetto e la bonifica sono
due elementi del progetto per la creazione del
nuovo quartiere che dovranno “viaggiare” in
modo parallelo questo inverno». A settembre dovrebbe tornare d’attualità un altro importante
progetto per la Como del
futuro ovvero il villaggio
dello Sport che dovrebbe
sorgere a Muggiò: «Chiederò una valutazione da
parte della conferenza
Capigruppo - ha affermato Bruni - per non rischiare che questo progetto
possa correre gli stessi
rischi corsi da quello relativo all’ex Ticosa, ovvero che il trascorre del tem-
po possa influire negativamente sull’interesse
nella realizzazione dell’opera». Tempi più certi,
invece, si profilano per il
cantiere relativo al rifacimento del nuovo lungolago e per la posa delle
barriere mobili antiesondazione: «L’Amministrazione Comunale attende la relazione da parte dei geologi che definisca quali opere aggiuntive devono essere realizzate per la salvaguardia
degli edifici in prossimità della riva - ha sottolineato il Sindaco -. Inoltre
nelle prossime settimane
predisporremo la gara per
la progettazione definitiva dell’elaborato che ha
vinto il concorso di idee».
Sempre riguardo a questi
lavori Stefano Bruni ha
sottolineato come la ditta Sacaim abbia cercato
di limitare, per quanto
possibile, l’impatto del
cantiere sui turisti nei
mesi estivi con le reti abbassate, ed in parte tolte,
in zona Sant’Agostino. Intanto, per quanto concerne il primo lotto di lavori,
ovvero quello che va dai
giardini a lago a piazza
Cavour, il cantiere è pronto ad acquisire i contenuti della variante approvata lo scorso mese di gennaio ed anche i pontili
Foto William
sono stati collocati. Successivamente saranno
posate la pavimentazione
e la ringhiera in modo da
poter riaprire questo tratto di lungolago per la
prossima primavera. Sul
fronte della viabilità,
mentre sono iniziati i lavori per la realizzazione
della terza corsia lungo
via Varesina per facilitare l’accesso al nuovo ospedale Sant’Anna, ed a fron-
te di un programma asfalti limitato (con il solo intervento per il rifacimento del manto stradale di
viale Giulio Cesare previsto nelle ore diurne), interesse, misto a preoccupazione, sta destando
in città il nuovo “Piano
per la sosta in città”. «La
discussione è aperta - ha
rilevato Bruni -. Si tratta
di uno strumento previsto
dal Piano di Governo del
UN CONCERTO AL GALLIO PER IL 90° DI FONDAZIONE
DELLA SEZIONE ALPINI DI COMO
arrivando in città
come Innsbruck in
Austria.
Nel 1870, causa
visioni differenti
fra i componenti, la
banda si divise e
successivamente si
sciolse. Per alcuni
anni la musica si
spense.
Nel 1888 Eduard
Lampörer maestro
di Brunico, formò
una nuova banda,
nominandola
“Feuerwehr Musikkappelle” divenuta
poi “Bürger - und
Feuerwehr - Musik-
kappellen”
(banda dei
cittadini e
dei vigili
del fuoco).
Terminato il primo conflitto mondiale Alois Wie-rer
e Josef Rainer ricostituirono la banda
di San Candido.
Durante il fascismo
l’attività cessò nuovamente perché al
maestro
Emil
Schweiger fu proibito di svolgere la
propria attività per
la quale fu imposto
un direttore prove-
niente dal
meridione
che non riuscì a riunire i musicanti, non svolgendo così alcuna
attività fra il 1935
e il 1945.
Si dovette attendere il Corpus Domini del 1945 per
vedere nuovamente
la banda all’opera
con la partecipazione alla processione.
Fino al 1958 fu priva di un maestro,
proseguendo l’attività a fatica ma, in
quell’anno, Alfred
Gasser assunse la
guida della Banda e
del coro della chiesa, dando loro nuovo impulso.
Dal 1993 la bacchetta è nelle mani
di Korbinian Hofman appassionato
direttore che ha
portato novità musicali unendole alle
melodie più tradizionali.
La Musikkappelle Innichen svolge un grande lavoro durate tutto l’anno per la prepara-
zione e i concerti
che esegue un po’
ovunque, anche in
città importanti e
all’estero. Il più giovane componente è
il batterista diciassettenne
Norman Fauster,
mentre il più anziano con i suoi 79
anni è Josef Ploner
che da sessantacinque anni partecipa ininterrottamente all’attività
della banda.
Oggi essa è composta da: 45 musicisti, 5 majorettes, 1
portabandiera, 1
presentatore; presidente è Michael
Jud.
Il programma di
sabato prevede una
sfilata per le vie
della città vecchia
di Como con partenza da Porta Torre verso le 18.00 e
conclusione in piazza Cavour dove
sarà tenuto un breve concerto di saluto.
Dalla piazza il
gruppo raggiungerà l’Auditorium individualmente per
dare inizio alle ore
21.00 al concerto
vero e proprio.
Territorio, il PGT che ha
sostituito il Piano Regola-tore nella gestione urbanistica delle città. I dettagli saranno affrontati
nelle prossime settimane.
L’unico punto certo è che
Como seguirà la logica di
tutte le altre città, ovvero posteggi ad alta rotazione, nonché per i residenti, in centro ed aree
per la sosta prolungata
all’esterno».
OTTOBRE A
LOURDES
CON
L’UNITALSI
La sottosezione
dell’Unitalsi di
Como comunica
che sono aperte
le iscrizioni per
l’annuale pellegrinaggio a Lourdes che si svolgerà in ottobre
dal 9 al 15 in treno.
In modo particolare il pellegrinaggio è aperto
alle persone in
difficoltà fisiche:
disabili, anziani
che saranno accompagnati dai
volontari dell’associazione.
Per informazioni la sede dell’
Unitalsi in via
Rodari 1 è aperta il martedì dalle 14 alle 16, il
giovedì dalle 14
alle 18, e il sabato dalle 15 alle
17 telefono 031304430 oppure
346-6345474.
CRONACA
P A G I N A
16
Como&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
A DUE SETTIMANE DAL TRASLOCO
S. Anna: tra dubbi
e certezze
M
ancano ormai due settimane al
trasloco del
nuovo ospedale S.Anna che “dovrebbe” partire il prossimo 23
settembre. “Dovrebbe”
perché negli ultimi giorni lo stato di agitazione
proclamato dal personale
dell’Ospedale sulla questione dei parcheggi (i dipendenti lamentano tariffe troppo alte da parte del
Comune di San Fermo,
gestore del nuovo parcheggio, oltre alla mancanza di marciapiedi e
percorsi pedonali adeguati) potrebbe, anche se appare difficile, portare ad
uno slittamento. Mentre
andiamo in stampa è atteso un intervento del
Prefetto che incontrerà le
parti per cercare di trovare un accordo. Intanto
nell’area di San Fermo
continuano i preparativi
e già da una settimana è
iniziata l’installazione dei
vari reparti e il personale ha incominciato a spostarsi per alcune simulazioni nel nuovo nosocomio.
Intanto l’azienda ospedaliera ha reso pubblici
alcuni numeri sul nuovo
Dalla segnaletica
mancata alle
proteste dei
dipendenti
per i posti auto.
Non sarà indolore
il trasferimento
del nuovo presidio
boratori e le sale operatorie): una serie di contratti pluriennali per un totale di altri 70 milioni di
euro.
di MICHELE LUPPI
Nei giorni scorsi i vertici del S.Anna hanno presentato anche la nuova
segnaletica dell’Ospedale
e una guida illustrativa
che verrà distribuita alla
cittadinanza. In totale all’interno della nuova
struttura verranno posti
2.500 cartelli per un totale di 800 mila euro. Il progetto della segnaletica è
il frutto del lavoro congiunto tra azienda ospedaliera, Politecnico di Milano e l’impresa Cicrespi
vincitrice dell’appalto.
Per quanto riguarda, invece, la guida è stato realizzato un opuscolo comprendente le principali
indicazioni sul nuovo
ospedale come l’ubicazione, la suddivisione dei
reparti e i numeri utili.
La guida, realizzata in
circa 200 mila copie, verrà distribuita attraverso
i medici di base e allegata alle nuove pagine gialle.
S.Anna. In questi ultimi
due anni per il solo equipaggiamento della nuova
struttura i dirigenti hanno organizzato 177 gare
d’appalto per un totale di
60 milioni di euro. “Negli
scorsi mesi - ha spiegato
il direttore generale, Andrea Mentasti - avevamo
paura di non riuscire a
rispettare i tempi. Invece,
tutte le gare sono state organizzate rispettando i
tempi che c’eravamo dati
due anni fa. Soltanto in
un caso (riguardando la
fornitura di elettrobisturi
ndr) abbiamo avuto un
ricorso e questo è senz’
altro un successo e un
buon esempio di sanità
pubblica che funziona”.
Accanto a questi sono stati affidati anche i contratti per la fornitura ordinaria (dai kit di medicazione, al materiale per i la-
UNA GUIDA
E LA NUOVA
SEGNALETICA
I NUMERI
DEL NUOVO
OSPEDALE
Foto William
La nuova struttura si
estende su un’area di
ventidue ettari, pari circa a trenta campi di calcio. La superficie occupata dei pavimenti è di 76
mila metri quadri, superiore a quella del Louvre
di Parigi. Per quanto riguarda i reparti, l’edificio
avrà quattro piani più un
interrato, riservato al personale e ai laboratori. Il
primo e secondo piano
sono riservati alle degenze mentre al piano terra e al piano “meno 1” si
trovano il pronto soccorso, gli ambulatori e le sale
per gli esami. In totale
l’ospedale avrà 589 posti
letto per la degenza ordinaria e il day hospital, 62
posti letto tecnici destinati a rianimazione e tera-
ASSEMBLEA ORDINARIA DELL’UNIONE CIECHI IL 18 SETTEMBRE
L’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Como ricorda che sabato 18 settembre alle
ore 14, in prima convocazione, e alle ore 15 in seconda, è programmata l’assemblea
ordinaria presso il salone Braille della sede, in via Raschi 6 a Como.
Il programma prevede:
- Nomina del Presidente dell’Assemblea, del Vice Presidente.
- Nomina dei 3 questori vedenti per le votazioni palesi in sala.
- Nomina del Segretario dell’Assemblea.
- Lettura, discussione e approvazione della Relazione Programmatica anno 2011.
- Lettura, discussione e approvazione del Bilancio Preventivo anno 2011.
- Presentazione del progetto Uganda “Guardare lontano” in collaborazione con interventi e testimonianze.
- Iniziative a sostegno del Progetto Uganda con la partecipazione del Gruppo Giovani.
- Varie ed eventuali
L’Uici ricorda a tutti che, per poter partecipare alle votazioni palesi in sala relative
soprattutto all’approvazione dei due documenti ufficiali, è necessario essere in regola con il tesseramento associativo. Al termine dei lavori assembleari, la sezione offrirà a tutti i presenti un gustoso e appetitoso rinfresco. Le iscrizioni obbligatorie devono essere comunicate presso l’ufficio Uici di Como telefonando entro e non oltre le
ore 18 di giovedì 16 settembre 2010 I soci potranno esaminare presso il medesimo
ufficio, negli orari di apertura, il Bilancio Preventivo 2011 dal 1 al 15 settembre
2010.
IL NODI VIABILITÀ
A far discutere resta
ancora il tema della viabilità e in particolare della segnaletica. Nei giorni
scorsi il direttore generale Mentasti ha accusato i
Comuni e la Provincia di
non aver ancora provve-
duto alla posa della nuova segnaletica. Per quanto riguarda il presidio di
via Napoleona rimarranno alcuni poliambulatori
tra cui allergologia, cardiologia, dermatologia,
diabetologia, neurologia,
oculistica, odontoiatria,
urologia e radiologia di
base, oltre al centro prelievi.
VISITA GUIDATA A VILLA CARLOTTA
CON MONDO TURISTICO
L’Associazione Culturale “Mondo Turistico” propone per sabato 18
settembre una visita guidata a Villa Carlotta di Tremezzo e alla mostra
su Pietro Lingeri.
L’appuntamento con la guida è fissato per le ore 14.30 a Tremezzo,
all’ingresso di Villa Carlotta (Statale Regina, 2). Si tratta di una interessante opportunità di visitare Villa Carlotta e il suo giardino abbinandolo alla visita della mostra “Pietro Lingeri architetto della
Tremezzina. L’isola degli artisti”. Questo grande architetto, nato e vissuto in Tremezzina, fu un grande esponente del razionalismo, nonché
collaboratore di Terragni: la mostra, che sarà visitabile dal 10 settembre al 31 ottobre, ha lo scopo di far conoscere questo artista e le sue
opere realizzate in Centro lago, tra cui le Case per artisti sull’Isola
Comacina, recentemente valorizzate nell’ambito dell’Accordo Quadro di
Sviluppo Territoriale “Magistri Comacini”.
La quota di partecipazione è di 12 euro per i soci; 13 per i non soci,
incluso l’ingresso alla villa. Per informazioni e prenotazioni (obbligatorie): Mondo Turistico, tel. 339.4163108; e-mail [email protected].
I mercoledì culturali de “La Martesana”
Dopo la pausa estiva riprendono come di consueto gli incontri dal titolo “I mercoledì culturali” organizzati dal Gruppo Culturale “La Martesana”,
in collaborazione con l’assessorato alla Cultura
della Città di Erba, La prima serata, prevista per
mercoledì 15 settembre, avrà come tema “Il Romanico nelle Venezie - il Veronese, il Vicentino e il
Padovano” e sarà presentata del maestro d’arte
Francesco Sala. Il secondo appuntamento, in programma per mercoledì 13 ottobre, riguarderà
invece “I castelli raccontano. Dalle torri fortificate
alle residenze signorili”, a cura dell’arch. Antonello
Marieni. Il terzo incontro, mercoledì 10 novembre, vedrà la presenza dell’Associazione Sentieri e
Cascine di Casatenovo e del Gruppo Fiera di San
Gaetano che, parlando delle fiere in Brianza, illu-
pia intensiva, 19 sale operatorie e 64 ambulatori.
streranno in particolare “I 60 anni di fiera a
Rogoredo. La gente, i ricordi, la festa”. Concluderà
infine il ciclo autunnale l’incontro con il dott. Alberto Perego, che illustrerà mercoledì 15 dicembre “I luoghi manzoniani ieri ed oggi”.
Tutti gli incontri, ad ingresso libero, avranno inizio alle ore 21.00 presso la Sala Civica della Villa
Comunale a Crevenna di Erba (via U. Foscolo 23).
Continuano inoltre le visite guidate del Gruppo,
che avranno come meta le ville aperte in Brianza
(26 settembre 2010), i monasteri di S. Maria del
Lavello a Calolziocorte e di S. Maria la Vite a
Olginate (9 ottobre 2010), l’Abbazia di Morimondo
e Vigevano e le chiese di Gravedona (primavera
2011). Per informazioni: www.associazioneculturale
lamartesana.it.
CRONACA
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Como
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
VIAGGIO IN SUDAN/2
Caritas Como,
un servizio
oltre i confini
’
C
è una sola
strada asfaltata che attraversa il centro
di Wau, capitale del Bahr El Ghazal,
stato del Sud Sudan. Collega il piccolo aeroporto
della città alla casa del
governatore, lungo il fiume Jur. E’ stata costruita
lo scorso anno in occasione della visita a Wau una delle città più popolose del Sud con i suoi 450
mila abitanti - del presidente sudanese Al-Bashir
e del vice presidente nazionale, nonché presidente della regione semiautonoma del Sud Sudan, Salva Kiir. Il motivo della visita, a poche settimane
dalle elezioni dell’aprile
scorso, era la riapertura
della stazione di Wau,
chiusa nel 1983 all’inizio
della guerra, che avrebbe
permesso il ripristino dei
collegamenti via rotaia
con il nord. Palloncini,
festoni e discorsi ufficiali
salutarono l’arrivo del
treno tra la gioia della
Lasciata
la capitale
Khartoum,
raggiungiamo
Wau, una delle
principali città
del Sud Sudan
dove da un
anno è al lavoro
una giovane
volontaria
comasca
Enrica Valentini (in primi piano)
nella savana alla periferia di Wau
pagina a cura di MICHELE LUPPI
gente. Una felicità durata pochi giorni perché a
distanza di una settimana i treni erano nuovamente fermi a causa della cattiva manutenzione
dei binari. Un fatto che
ha alimentato i pensieri
di quanti vedevano nella
cerimonia l’ennesima
passerella della campagna elettorale in corso.
E’ proprio dalla stazione di Wau che riprendiamo il nostro viaggio in
Sudan alla vigilia di un
appuntamento cruciale:
il referendum per l’autodeterminazione del Sud
fissato per il prossimo
gennaio. Una regione che
sta cercando di risollevarsi da una guerra durata
vent’anni, la più lunga
nella storia dell’Africa,
grazie al sostegno dei donatori internazionali ma,
soprattutto, dei proventi
petroliferi. Una realtà in
cui lo sviluppo degli ultimi anni sembra poggiare
su gambe ancora troppo
fragili. Dove molto è stato
fatto, ma ancora di più è
da fare. “Vedi tutti questi
negozi e camion carichi di
merci”, mi racconta fra
Peppo Redaelli, missiona-
rio comboniano, mentre
mi accompagna verso la
sede della diocesi. “Fino a
due o tre anni fa – racconta – non c’era niente”.
Wau come tutto il Sud
Sudan ha conosciuto negli ultimi anni una grande crescita, alimentata
dall’arrivo di commercianti ugandesi e keniani
con le loro merci. Durante la guerra che ha visto
fronteggiarsi l’esercito
nazionale, fedele al governo “arabo” di Khartoum,
e i ribelli sud sudanesi del
Sud, la città si è trovata
isolata. Il centro è rimasto sempre sotto il controllo delle forze governative, come tutte le principali città del sud, ma era
sufficiente uscire di pochi
chilometri per ritrovarsi
nelle aree controllate dai
ribelli. Un isolamento
che ha avuto delle conseguenze sullo sviluppo
della città e sui rapporti
tra le comunità. “Allora
– racconta fr. Peppo – tutto arrivava per via aerea
dal Nord. I beni di prima
necessità scarseggiavano
e la gente, non potendo
coltivare la terra fuori
dalla città, soffriva la
fame. In questi cinque
anni di transizione la situazione è cambiata completamente”. Al centro
della diocesi, vicino alla
cattedrale (la più grande
di tutto il Sudan) incontriamo, Enrica Valentini,
giovane volontaria della
Caritas diocesana di
Como che da un anno vive
e lavora a Wau (vedi intervista in basso ndr). Una
decisione, quella di inviare una volontaria stabilmente in Africa, che fa
parte di un cammino di
conoscenza e condivisione,
nato con la diocesi di Wau
da alcuni anni e cresciuto
con le ripetute visite di
diversi volontari. Non a
caso nell’estate di due
anni fa, proprio Wau, fu
una delle mete proposte
dalla Caritas per le esperienze estive a cui parteciparono una quindicina di
giovani. Un cammino continuato nell’Avvento di
Carità del 2008 con il sostegno al progetto della radio che sta entrando nel
vivo proprio in questi mesi.
ENRICA VALENTINI OPERATRICE DI CARITAS COMO E DIRETTORE DI RADIO “VOICE OF HOPE”
Una comasca in Sudan per dare voce alla speranza
D
a un anno
Enrica Valentini, operatrice
dell’area internazionale di Caritas Como, è arrivata a
Wau con un obiettivo tanto grande quanto ambizioso: aprire nella diocesi
sud sudanese una radio
che possa essere segno di
pace e riconciliazione.
Non a caso il nome scelto
per la nuova emittente
sarà “Voice of Hope”, ovvero “Voce di speranza”.
La radio aprirà nei primi
mesi del 2011 entrando
a far parte del Sudan
Catholic Radio Network
(SCRN), una rete di emittenti promossa dalla conferenza episcopale sudanese per accompagnare la
delicata fase del dopoguerra. Nella zona di Wau
i cattolici sono circa il
70%, il 5% sono musulmani, il 2-3% protestanti
e i restanti sono animisti
Enrica Valentini, come
è cambiata la situazione in quest’anno a
Wau?
“C’è stata una grande
crescita della città: tante
persone sono arrivate a
vivere qui da Khartoum,
dove si erano rifugiate durante la guerra, o semplicemente dai villaggi vicini in cerca di lavoro. Anche i servizi sono migliorati ma, come nel caso
della scuole, alla costru-
La volotnaria comasca nell’Ufficio
Comunicazione della dicoesi Wau
zione di nuovi edifici non
è corrisposta la formazione del personale e così
molti insegnanti non sono
preparati. Questo sviluppo ha portato a Wau ogni
tipo di merce. Oggi al
mercato si trova veramente di tutto, ma i prezzi sono molto aumentati
e questo crea grossi problemi alla maggioranza
della popolazione”.
Di cosa ti sei occupata in questi dodici
mesi?
“Al mio arrivo ho passato un periodo di circa un
mese a vedere qual era la
situazione. Ho visitato
parrocchie, centri e attività. Successivamente ho
preso in mano l’ufficio comunicazione della diocesi che era chiuso da tempo. I compiti sono tanti e
diversi: si va dalla preparazione dei documenti per
uso interno all’informare
i diversi donatori sui progetti finanziati nella diocesi. Cerchiamo anche,
per quanto possibile, di
fare un po’ di archiviazione. In questo senso abbiamo creato e gestiamo
il nuovo sito della diocesi
www.dioceseofwau.org.
Ma la maggior parte delle energie da alcuni mesi
sono concentrate sulla
radio”.
A che punto è il progetto?
“Wau è una delle due
diocesi del Sud Sudan ad
non avere ancora un’emittente del network SCRN.
Il problema non è solo la
struttura e i suoi costi (locali, attrezzature, l’anten-
na ecc.) ma anche e, forse
soprattutto, formare il
personale. E’ così che
mentre raccoglievamo i
fondi e realizzavamo il
progetto per la struttura,
abbiamo iniziato i colloqui per il personale. Al
momento abbiamo tre
operatori che andranno a
fare un corso a Juba dove
vengono formati gli operatori di tutte le radio.
Questo sarà il nucleo fisso che darà vita alla radio e seguirà la formazione degli altri collaboratori”.
Quale sarà il bacino
di utenza?
“L’antenna copre un
raggio di 90 km per una
popolazione totale di 850
mila persone. Questo significa raggiungere circa
un terzo della popolazione delle diocesi, ma in futuro, si potrebbe pensare
di installare nuove antenne”.
Quale importanza
può avere una radio in
una realtà come quella di Wau in cui mancano molti servizi essenziali?
“L’idea di fondo è quella di contribuire al processo di pace e riconciliazione tra comunità. Uno dei
problemi principali per la
gente è l’isolamento, sia
per le condizioni delle
strade, sopratutto nella
stagione delle piogge, che
per la mancanza di altri
mezzi di comunicazione.
Arrivano pochissimi giornali, la televisione c’è solo
in città e sono pochi ad
averla. Mentre la radio è
l’unico media che riesce
ad arrivare nei villaggi.
Poi c’è l’ostacolo della lingua. Da qua la scelta di
utilizzare le lingue locali
per le trasmissioni ma
anche l’arabo e l’inglese,
nuova lingua ufficiale del
Sud, così da favorirne la
diffusione”.
Quali tipi di programmi proporrete?
“Tutte le radio sono
community based, quindi
costruite in base alle esigenze delle comunità. Ci
saranno programmi pastorali e spirituali, dalla
catechesi alla messa, ma
anche trasmissioni di formazione in vari ambiti.
Pensiamo all’educazione
sanitaria e civica.
L’intento è quello di migliorare la vita della gente perché fino a quando la
gente sarà ammalata e affamata, la pace non ci
sarà”.
CRONACA
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ComoCultura
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
LE ULTIME PUBBLICAZIONI DI ALESSANDRO DOMINIONI EDITORE
La Pliniana
di Torno. Storia
di una villa
È
una delle ville più
prestigiose, più affascinanti, ma fors’anche meno conosciute del Lario. Direttamente dal lago
se ne può godere a pieno
la bellezza, il fascino nobile, avvicinandosi, magari a motore spento, per
ascoltare il rumore delle
acque che ne accarezzano
le mura.
È la villa Pliniana, un
gioiello che sembra sorgere dalle acque stesse, adagiata su un letto di onde.
Proprio alla villa Pliniana è dedicata la ricerca dello studioso comasco
Fabio Cani, data alle
stampe da Alessandro
Dominioni Editore. “La
Pliniana di Torno. Storia
di una villa e di un mito
sul lago di Como” il titolo
del lavoro, concretizzatosi
in un libro di oltre 120
pagine, ricco di immagini
e riproduzioni di stampe
alquanto suggestive.
“Un’opera - spiega nella
prefazione del testo il sindaco di Torno Giovanni
Sala - che ricostruisce e
riordina con sapiente capacità la storia della villa, la morfologia di questi
Il libraio comasco,
nonchè editore,
si è presentatto
alla Fiera
del Libro
di quest’anno
con alcune
interessanti
pubblicazioni.
Le presentiamo
in questa pagina
pagina a cura
di MARCO GATTI
luoghi, un’opera che, con
dovizia di fotografie e riproduzione di stampe
d’epoca, permette di addentraci nel misterioso
universo della Pliniana”.
Un universo che Fabio
Cani aiuta a svelare pian
piano.
In principio fu l’acqua.
Scartabellando tra i documenti della storia il nostro “viaggio” inizia proprio da lì, dalla fonte che
alla villa avrebbe poi dato
il nome. “Nel territorio di
Como vicino al Lario scrive attorno alla metà
del I secolo d. C. Plinio i
Vecchio - una fonte copio-
ALBERTINA NESSI
L’isola
che c’era
I
“
l mio nome è Lino, ma per tutti
sono stato, e ancora sono, il
‘Cotoletta’…”
Inizia così “L’isola che c’era”, il libro di Albertina Nessi, edito da
Alessandro Dominioni Editore. Una storia
autobiografica. Un fermo immagine che riporta alla luce una delle figure più curiose e
affascinanti che hanno popolato il nostro lago.
È quel Lino Nessi, per tutti il “Cotolet-ta”,
per anni oste e gestore della “Locanda dell’Isola Comacina”. Un racconto che attraversa il tempo, affidato a chi quell’uomo lo ha
conosciuto bene, ne ha respirato l’aria, ne ha condiviso le fatiche e l’alone di fascino e mistero che
circonda l’isola. È Albertina Nessi l’autrice di
queste 250 pagine che si lasciano leggere d’un
fiato. Chi se non la figlia stessa del “Cotoletta”
poteva regalarci lo storia di un uomo che pare
uscire da un romanzo dell’Ottocento.
Una narrazione che inizia in prima persona.
Albertina Nessi indossa i panni del padre per
raccontarne i primi anni di vita, l’amore per i
lago, il fascino magnetico delle sue leggende, la
guerra, l’arrivo sull’isola a quasi quarant’anni.
Quindi la sfida contro il pregiudizio, contro antiche paure e superstizioni.
Era un uomo tutto d’un pezzo, il “Cotoletta”, le
ferite riportate nell’ultimo conflitto mondiale, ma
anche la memoria di una vita semplice e dura, lo
avevano temprato nel corpo e nello spirito. Una
quercia solida resistente all’increspare della tempesta, ferma dinanzi alle disgrazie inspiegabili
che, pian piano, ghermivano le figure che si accostavano all’isola.
Qualche tentennamento, momenti di sconfor-
sa ad ogni ora si gonfia e
ridiscende”. Una curiosità che “cattura” anche
l’interesse del nipote, Plinio il Giovane. Questi,
qualche anno dopo, non
mancherà di esprimere
fascino e sorpresa evidenziando la curiosità di questa fonte che: “tre volte al
giorno alza e abbassa il
suo livello accrescendo o
riducendo le sue acque in
maniera esattamente determinata. Si tratta di un
fenomeno ben visibile e
l’osservarlo costituisce
una gradevolissima esperienza…”
Sempre sul filo dell’acqua corre la storia che
precede la villa. Un piccolo insediamento di mulini sorge, infatti, in quel di
Torno sfruttando a scopi
economici, dal Medioevo
al Settecento, la forza e
l’energia che la fonte sprigiona.
Ma veniamo all’edificio
vero e proprio. È Giovanni Anguissola, nobile
piacentino e, nel 1564,
governatore di Como, ad
acquistare i terreni e gli
edifici attorno alla fonte.
È sua la scintilla che dà
il via ai lavori per un’ope-
ra di cui non vedrà mai la
fine (morirà nel 1578).
La costruzione della villa inizia nel 1574. A progettarla l’architetto Giovanni Antonio Piotti da
Vacallo. Scarse e frammentarie le informazioni
rispetto ai tempi e ai modi
di costruzione. Il risultato, però, sarà eccellente.
La Pliniana sorge
quando la grande stagione delle ville sul Lago di
Como è appena agli inizi.
Dagli eredi di Anguissola
la proprietà dell’edificio
passa presto a Pirro Visconti Borromeo, interessato all’edificio di Torno
proprio per la sua relazio-
to, dubbi, ma mai la
fuga. E grazie al Nessi la locanda dell’isola sarebbe presto stata assurta alle cronache mondiali per il fascino indiscusso dei
luoghi in cui s’era
adagiata, ma anche
per la prelibatezza e
a cura delle pietanze offerte. Cibo di
lago ai cui sapori si
sarebbero accostati
personaggi celebri
della politica, dello
spettacolo, dello
sport. Il “Cotoletta”
“resiste” fino alla
scelta di “abdicare”,
di lasciare il suo regno a favore di
qualcuno che, meglio di lui, sapesse
districarsi tra la burocrazia e le scartoffie che,
negli ultimi anni, erano riuscite a togliergli il sonno…
Quando le ombre calano sulla vita del Nessi
ecco affiorare un nuovo punto di osservazione.
Una lettura diversa, ma in continuità con la precedente. Nella seconda parte del libro Albertina
si appropria direttamente del testimone per raccontare la “sua” isola. L’ambientazione è la stessa, ma lo sguardo è quello di una bambina che si
fa donna, cresciuta su un’isola accanto a personaggi dello spettacolo, artisti. Celebre una sua
immagine, alla sola età di due anni, in braccio
ad un mostro sacro del cinema del calibro di
Gregory Peck…
E la narrazione continua, senza togliere fascino a quei luoghi, al punto che verrebbe quasi
voglia di farvi tappa. Ancora oggi, per respirare
quello spirito del ‘Cotoletta’ che mai ha lasciato
l’isola.
“L’isola che c’era”L’isola del lago di
Como”, Albertina Nessi, Alessandro Dominioni Editore, pp 256, 13.50 euro.
ne con l’acqua. I Visconti
Borromeo ne manterranno la proprietà per qualche decennio apportandovi alcuni interventi di
manutenzione. Lo stabile
passerà poi di mano in
mano, fino agli attuali
proprietari, la famiglia
Ottolenghi.
Il testo prosegue quindi nel descrivere la villa
attraverso i secoli. Uno
sguardo alle sue caratteristiche architettoniche.
Un richiamo all’epoca del
turismo romantico, di cui
la Pliniana, tra i Sette e
l’Ottocento fu meta ambita e ricercata. E la concessione di alcuni fotogram-
mi sui visitatori illustri
che vi fecero tappa: da
Leonardo da Vinci a Giuseppe II, sovrano degli
Asburgo; da Alessandro
Volta ad Ugo Foscolo, per
citarne soltanto alcuni.
Senza tralasciare anche
qualche richiamo “in
rosa” con il riferimento ad
una delle vicende più romantiche (e chiacchierate) dell’alta società dell’epoca (siamo a metà dell’Ottocento) di cui la villa
fu teatro.
Il momento più buio la
Pliniana lo vive nel dopoguerra: abbandono, degrado e la ripetuta rinuncia di appropriarsene da
parte dello Stato, che
l’avrebbe potuta acquisire a prezzo di favore.
Il primo passo di un lento riscatto si registra,
però, nel 1983 con l’acquisizione da parte della Petrolifera Italo Romena, che inaugurerà la stagione della sua rinascita
e promozione.
Oggi la villa Pliniana si
staglia in tutta la sua bellezza. Un luogo evocatore
di gioia, mistero e riservatezza, come ricorda
Guido Ottolenghi nella
prefazione che introduce
il libro. Con un richiamo,
doveroso, alla voce dell’acqua che accompagna e
seduce ogni visitatore della villa. “È l’acqua - scrive Ottolenghi - l’unico
abitatore della villa che
non l’ha mai lasciata, e
questo forse la rende complessa da possedere per
gli uomini”.
“La Pliniana di Torno. Storia di una villa
e di un mito sul lago di
Como”, Fabio Cani,
Alessandro Dominioni
Editore, 2010, pp 128,
ill. 23 euro
LECCO EL CANTUN DI BALL E…
100 COSE DA RICORDARE
Sulla scorta del successo dell’
“edizione” comasca (“Como la
rana, la fontana e 100 cose da
ricordare”) Alessandro Dominioni Editore ha deciso di fare
tappa anche sulla sponda lecchese per raccogliere qualcuna
delle perle più curiose e interessanti che accompagnano alcuni
degli angoli più caratteristici
della terra manzoniana. “Lecco
el cantun di ball e… 100 cose da
ricordare” il titolo della pubblicazione, curata da Gianfranco
Scotti.
“Un percorso ben articolato spiega l’autore nella prefazione - che ci porta dalle cime
del Resegone e dalle vette delle Grigne fino alle rive del
lago… si passa dai luoghi della tradizione manzoniana…
alle industrie che… si sono rese protagoniste dello sviluppo economico del nostro territorio…”
Il libro raccoglie, in un centinaio di pagine, curiosità,
informazioni, aneddoti e immagini relative alla storia
lecchese. Ecco allora che si viene a sapere che della provincia di Lecco si incominciò a parlare già nel 1926, mentre l’elevazione al rango di città risaliva già al 1848. Poi
ancora le origini del Cantun di Ball, l’angolo delle chiacchiere, posizionato tra l’odierna piazza Garibaldi e via
Cavour. Le testimonianze dei colpi di mortaio francesi
cadute sulla città nel 1799, o dell’incidente tramviario del
1943 che costò la vita a 14 persone. Non manca il richiamo anche a qualche curioso personaggio cui la città ha
dato i natali: dal mendicante Bogio a Giuseppe Airoldi,
inventore delle parole crociate. Senza tralasciare sguardi
anche su alcune ville, palazzi, chiese e monumenti.
Un libro da gustare pian piano. Un antipasto, chissà,
alla portata di qualche appassionato per approfondire con
ricerche più mirate la storia di quel ramo del lago di
Como...
“Lecco el cantun di ball e… 100 cose da ricordare”, Gianfraco Scotti, Alessandro Dominioni Editore, 2010, pp 126, ill, 16.50 euro.
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IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
OLTRE 40 LARIANI IN PELLEGRINAGGIO IN SIRIA
Da Como
sulle orme
di San Paolo
e del monachesimo
orientale
Il gruppo dei pellegrini di Como
e Olgiate ripreso all’esterno
della cittadella di Aleppo,
la più grande opera militare
del mondo musulmano,
arroccata su una collina.
Da Maalula al Krak dei Cavalieri,
da Ugarit ad Aleppo passando
per Apamea ed Ebla, da San Simeone
a Sergiopoli - Rasafa, da Palmyra fino
a Damasco, senza dimenticare la visita
dell’antica città nabatea di Bosra,
i partecipanti al viaggio hanno visitato
e conosciuto realtà affascinanti
e ascoltato qualificate testimonianze
di CLAUDIO BOTTAGISI
L
e guide turistiche
la definiscono “la
terra delle nostre
radici”, unitamente alla Palestina.
E in effetti i pellegrini che
raggiungono la Siria cercano di leggere proprio in
quella terra i segni degli
inizi della Chiesa e del
primitivo monachesimo,
pur nella consapevolezza
di attraversare regioni
“immerse” nell’Islam. I
primi passi della Chiesa
fuori Gerusalemme furono mossi del resto in questi territori dell’antica
provincia romana: lungo
la costa fenicia fino ad
Antiochia e da Damasco
verso l’entroterra che porta ai confini tra la cultura greco-bizantina e quella persiana.
Visitare la Siria vuol
però dire anche ripercorrere le orme dell’apostolo
Paolo e seguire uno tra i
più nuovi e interessanti
itinerari dell’area mediorientale. È quanto hanno
fatto - tra il 20 e il 27 agosto - gli oltre 40 pellegrini lariani che avevano
aderito al viaggio proposto dalla parrocchia di
San Fedele in Como. E nei
loro occhi ora restano le
testimonianze delle più
antiche civiltà succedutesi in quelle lontane terre, testimonianze rappresentate da splendidi reperti archeologici e da fortezze e “cittadelle” inserite in suggestivi scenari
naturali, oltre che da maestosi templi e da tombe rupestri.
Da Maalula al Krak dei
Cavalieri, da Ugarit ad
Aleppo passando per
Apamea ed Ebla, da San
Simeone a Sergiopoli Rasafa, da Palmyra fino
a Damasco, senza dimenticare la visita dell’antica città nabatea di Bosra,
i partecipanti al pellegrinaggio (tra loro vi era anche un nutrito gruppo della parrocchia di Olgiate
Comasco) hanno conosciuto realtà affascinanti
e ascoltato lucide e qualificate testimonianze.
Un legame antico, quello che lega Como e la terra lariana alla Siria. Non
soltanto perché il vescovo
Abbondio fu “ambasciatore” di papa Leone Magno
proprio in Oriente, ma
TAVERNOLA
INCONTRO
CON DON
FELICE CANTONI
Sabato 11 settembre alle ore
20.45 nell’oratorio di Tavernola, don Felice Cantoni, in Italia per un priodo di riposo, si
incontrerà con la i fedeli della
parrocchia di Tavernola , per
parlare della sua esperienza
missionaria in Cameroun.
Domenica 12 settembre don
Cantoni presiederà la celebrazione della S. Messa a Tavernola alle 10.30, Tutti i fedeli che desiderano incontrarlo sono invitati prima del suo
ritorno in Cameroun, previsto
in ottobre.
Un suggestivo scorcio di Palmyra, città straordinariamente ricca,
in posizione strategica lungo le vie carovaniere dell’Oriente
anche perché la prima lapide sepolcrale cristiana
custodita in città e posta
nella cripta di San Carpoforo è di un mercante
siriano. E quel legame antico ha reso ancora più
forti le molte emozioni
vissute dai pellegrini negli otto giorni del viaggio.
Indimenticabile, ad esempio, rimarrà l’ascolto del
Padre nostro recitato in
aramaico da padre Tawfiq
nella piccola chiesa melchita dei santi Sergio e
Bacco a Maalula, così come non possono non aver
scavato un solco profondo
nelle coscienze dei partecipanti al viaggio le parole di monsignor Giuseppe
Nazzaro, vescovo della comunità latina di Aleppo e
già custode di Terra Santa, che incontrando la comitiva lariana nella se-de
del Vicariato apostolico
ha sottolineato come in
quella terra si viva un clima di unione delle Chiese in base al principio secondo cui “qui siamo tutti cristiani”. “Le relazioni
con i musulmani sono
buone - ha detto - e noi
siamo liberi di vivere il
nostro cristianesimo, nella consapevolezza che
nessuno di noi può imporre a un popolo il proprio
modo di pensare e di agire. I musulmani ci osservano con rispetto e anche
del governo locale, che tra
l’altro ci fornisce gratuitamente elettricità e acqua, non posso assolutamente dir male”. “Ma la
nostra - ha aggiunto il
prelato - è una comunità
povera e gran parte degli
aiuti li ottengo soltanto
quando vengo in Italia”.
Quindi una sorta di appello: “Quando tornerete
nel vostro Paese raccontate quello che avete visto e parlate della realtà
in cui noi viviamo. E dite
che la Siria non è un Paese di terroristi. Qui non
c’è il petrolio, ci sono soltanto ricordi storici”.
Significative anche le
riflessioni di volta in vol-
VISITA
PASTORALE
IL VESCOVO A
DREZZO E PARÈ
Sabato 4 e domenica 5
settembre il vescovo
ha ripreso la visita
pastorale alla diocesi
incontrando
le comunità di Drezzo
e Parè. Nella foto RR
un momento della
visita. Sul prossimo
numero la cronaca.
ta proposte da don Carlo
Calori, parroco della “città murata” e guida spirituale della comitiva, della quale facevano parte
pure il prevosto di Olgiate, don Lorenzo, e padre
Luigi Croserio del Collegio Gallio. “Dal suo incontro con Cristo - ha affermato don Carlo riferendosi a San Paolo e all’avvenimento che a Damasco
segnò la svolta della sua
vita - è nata una persona
nuova. Il Risorto gli ha
parlato e l’ha chiamato
all’apostolato. Cristo, luce
della verità, ha aperto il
cuore di Paolo”. E durante la messa celebrata proprio a Damasco al Memoriale di San Paolo il sacerdote ha sottolineato come
Dio non aspetti le nostre
buone osservanze per venirci incontro, “perché Dio
- ha detto - è gratuità”.
“Lui ci ha creati - ha aggiunto - perché lo facessimo conoscere e lo facessimo amare, proprio perché
il cristianesimo è dare ciò
che abbiamo ricevuto. Il
tesoro della fede cristiana è la croce di Gesù, perciò chiediamo al Signore
di poter assorbire anche
noi quanto appreso da
San Paolo”.
Da ricordare altresì alcuni spunti proposti durante le celebrazioni eucaristiche da padre Luigi.
Bello, ad esempio, il messaggio trasmesso dal sacerdote nell’omelia da lui
pronunciata ad Aleppo.
“Quando non vediamo un
gran sole all’orizzonte - ha
detto - pensiamo che Dio
non ci abbandona, pur se
a volte pare correggerci”.
Nel cuore di ogni pellegrino rimarranno però
impressi anche i molti
momenti gioiosi vissuti in
Siria. Ancora oggi par di
sentire risuonare l’Inno di
Mameli, il Va’ pensiero e
il Signore delle cime intonati dai comaschi nei
maestosi teatri di Palmyra e di Bosra. E altri
ricordi si rincorrono, senza dimenticare quell’ultima sollecitazione di don
Carlo prima di lasciare
Damasco: “Chiediamo a
Gesù di poter assorbire
quanto appreso qui dall’apostolo Paolo dopo il
suo incontro inatteso e
sorprendente con il Risorto. Il cristianesimo è missione e Dio ci ha creati
perché noi lo facessimo
conoscere ed amare”.
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Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
L’INGRESSO SABATO 4 SETTEMBRE
Capiago accoglie
don Fornera
apiago, 4 settembre 2010, ore
19.30, una calda e
serena sera di
fine estate, ragazzi, giovani, famiglie alla
guida di decine di biciclette partite da via Serenza,
dopo aver percorso le strade del paese, invadono festosamente la piazza della chiesa parrocchiale, già
colma di gente. Pullman
e moltissime auto affollano strade, parcheggi e
prati. La polizia municipale e i volontari del gruppo alpini locale presidiano gli incroci e l’ordinata
affluenza di centinaia di
persone. Sui muri delle
case, ringhiere e ogni dove
ci sia spazio è un susseguirsi di nastri bianchi e
gialli, coccarde, ghirlande,
drappi, manifesti, striscioni. Di fronte al portale di ingresso della chiesa dei SS Vincenzo ed
Anastasio è schierata la
banda in uniforme insieme al sindaco e alle autorità civili. Numerosi sacerdoti arrivati per l’occasione da molte parrocchie
della Diocesi, a partire
dalla “lontana” Valtellina
fino a Como, seminaristi,
religiosi, si dispongono ordinatamente al lato della gradinata che porta al
vestibolo della chiesa,
dove attende il delegato
del vescovo, don Antonio
Fraquelli, in mano una
pergamena con impressi
i sigilli della Curia. Su un
tavolo una magnifica veste bianca ornata di prezioso merletto, abilmente
lavorata dalle donne del
paese e indossata nel lontano 1996 da sua santità
papa Giovanni Paolo II, a
lato chierichetti schierati con un cuscino rosso sul
C
Grande gioia per
l’arrivo del nuovo
parroco, accolto
da una folla
festante
della COMUNITÀ
PARROCCHIALE
quale sono posate antiche
chiavi.
ll clima è quello delle
grandi occasioni, di quelle che capitano una volta
a decennio. Improvvisamente un lungo applauso
rompe l’atmosfera di attesa e gli sguardi si volgono tutti in direzione di
un’auto che parcheggia ai
limiti della piazza. Scende sicura una figura longilinea e sorridente, che
saluta, ringrazia, guardando i volti della folla
assiepata scopre con emozione la responsabilità
grande del ruolo di guida
che gli è stato affidato. E’
don Fabio! Il nuovo parroco, don Fabio Fornera.
Capiago riceve dal vescovo Diego il dono più bello,
una nuova guida per la
comunità.
La banda suona.
La consegna delle chiavi della chiesa parrocchiale è il segno che introduce la celebrazione. L’organo e la corale intonano
canti. Don Antonio presenta il nuovo parroco e
legge il Decreto di Nomina. Poi il parroco si impegna al ministero della
parola di padre e pastore, al ministero della penitenza, dell’eucaristia e
dei sacramenti, della carità, con alcuni gesti significativi, il bacio del
vangelo, del crocifisso,
dell’altare, e l’aspersione
della comunità con l’ac-
qua del fonte battesimale. Don Fabio presiede la
prima celebrazione eucaristica come parroco, nella bella omelia racconta
come proprio a Capiago,
all’età di 18 anni, nel silenzio della Casa Incontri
Cristiani dei padri Dehoniani, ha avuto l’intuizione della sua vocazione sacerdotale. Dunque torna
a Capiago con gratitudine ed emozione, iniziando un’esperienza pastorale nuova, confidando nel
patto di alleanza che insieme, comunità e parroco, fanno con il Signore,
con uguale dignità. “Dobbiamo essere come un fiume in piena, e lo potremo
essere solo se alimentati
costantemente dalla fonte, vivendo una fraternità
concreta, riscoprendo la
ricchezza dell’essere discepoli e mettendo davanti a tutto Gesù, che ha
dato tutto per noi ed è
unica vera fonte. Per vivere bene il nostro essere
parrocchia dobbiamo prepararci e creare le condizioni per arrivare fino in
fondo, non esistono ricette preconfezionate, l’unica strada concreta è seguire la parola di Dio annunciata fedelmente, vivere l’Eucarestia trasformandoci in corpo di Cristo vivente e il servizio e
la carità verso tutti”.
Durante la processione
offertoriale la comunità fa
dono a don Fabio di un
camice in pizzo, frutto
della maestria, dell’arte
e di una tradizione secolare, per il servizio all’altare, e l’Amministrazione
Comunale un computer
portatile simbolo dell’operosità e del lavoro dell’uomo.
Alzheimer:
la giornata e la
ripresa della attività
Il Centro Donatori del Tempo ricorda che in occasione della 17° Giornata
Mondiale Alzheimer i volontari saranno a disposizione presso la sede, a Como,
in piazza Mazzini 9, sabato 18 settembre dalle 15 alle 19, per dare informazioni e documentazioni sulla malattia dell’Alzheimer e sulle attività del Gruppo
reciproco aiuto malattia di Alzheimer e contemporaneamente presso il centro
diurno comunale, a Como, in via Volta 83. Saranno presenti, su appuntamento, per consulenze individuali di carattere legale e psicologico la dottoressa
Anna Cardinali, avvocato, e la dottoressa Luciana Quaia, psicologa.
La giornata anticipa la ripresa delle tradizionali attività del Centro. Nello
spcifico si riciorda che:
lunedì 4 ottobre dalle 15.00 alle 17.00 riprenderà il pomeriggio di animazione per i malati di Alzheimer e di incontro con i loro familiari, il tradizionale
“Caffè del lunedì”, ospiti allo Yacht Club ( Circolo della Vela) a Como in Viale
Puecher, 8;
mercoledì 6 ottobre dalle 17 alle 19 riprende il “Filo diretto” consulenza
telefonica diretta con la dottoressa Luciana Quaia, per i familiari dei malati
di Alzheimer, sempre il primo e terzo mercoledì del mese: te. 031-270231;
Venerdì 8 ottobre dalle 15.00 alle 17.00 riprende il secondo pomeriggio di
animazione, “venerdì - insieme” a Como, in via Volta, 83, presso il centro diurno comunale, sede dell’Università Popolare.
Al termine del rito di
ingresso i giovani suonano e cantano alternandosi alla corale, per il parroco la prima volta degli
“avvisi parrocchiali”, il
saluto alle parrocchie
valtellinesi presenti in
chiesa, ringraziamenti ai
numerosi parroci e
confratelli presenti. tra
cui citiamo don Valerio
Modenesi e don Andrea
Caelli, don Roberto e don
Moreno gli ultimi “giovani” preti capiaghesi doc,
e il “nostro” caro Pietro
“Benz”, collaboratore liturgico e aiuto pastorale,
seminarista “doc a quali-
tà garantita” (basta chiedere ai giovani..).
La comunità ha un ultimo dono e ringraziamento per don Antonio,
che ha coordinato e amministrato nei mesi di
assenza del parroco, con
autorevolezza e una presenza paterna e rasserenante. Significativo anche
il ringraziamento di don
Pierino ai genitori di don
Fabio “perché se oggi
Capiago ha un bel parroco è anche merito loro…”
La festa continua sul
campo dell’oratorio dove è
offerto un curato rinfresco
organizzato con professio-
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sMARTEDÖDALLEALLE
sGIOVEDÖDALLEALLE
nalità dal comitato nato
per organizzare l’evento,
con la partecipazione e il
lavoro di molte persone.
Chi bene inizia è a metà
dell’opera, dice la saggezza popolare. Se la parrocchia metterà la stessa
passione ed intensità mostrata nell’accogliere don
Fabio, in un servizio corresponsabile al suo ministero sacerdotale, accompagnati e guidati dallo
Spirito, non potrà che realizzarsi l’auspicio che i
ragazzi del paese hanno
scritto a grandi lettere su
uno striscione: “Con te
faremo cose grandi”.
AL GALLIO
“L’URTO DELLA
CARITÀ” PER I 50
ANNI DEL COF
La Casa di orientamento femminile di Montano
Lucino in occasione del
suo 50°anniversario ha
organizzato un incontro
pubblico con ingresso libero, dal titolo “L’urto della carità”.
Una donna vittima dello sfruttamento e un magistrato si trovano a parlare del luogo in cui le loro
esperienze hanno trovato
un punto comune, il luogo nel quale si pratica la
carità e ci si impegna a
restituire e far ritrovare
la dignità.
L’incontro si tiene presso l’Aula Magna del collegio Gallio in via T.Gallio
1 venerdì 10 settembre
alle ore 21. Saranno presenti Giuseppe Battarino
e Cosmoiu Gianina mentre l’introduzione sarà affidata a Pietro Vagli Viello e all’avv. Giancarlo Leoni.
CRONACA
P A G I N A
Como
21
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
ALLA SCOPERTA DELLA COOPERAZIONE/227
TeamWork, a Ponzate
una storia di valori
a cooperativa
Teamwork viene costituita nel
2005, e nasce
grazie all’esperienza delle attività socio
sanitarie dei Padri Somaschi. Tra i soci fondatori infatti vi sono alcuni
dei responsabili delle
strutture residenziali
somasche che si sono occupate del trattamento
di persone con problemi di
dipendenza sul territorio
della Regione Lombardia.
Si tratta di ex tossicodipendenti e alcool dipendenti, ex carcerati, malati di Aids, minori a rischio
di devianza e, in minor
numero, donne in condizioni di fragilità e/o a rischio di esclusione sociale.
La nascita della cooperativa ha inteso rispondere principalmente a due
importanti bisogni:
- Completare la gamma
di interventi in tema di
inclusione sociale di soggetti in condizione di
svantaggio in un’area non
ancora coperta : il lavoro
- Trovare uno strumento per superare l’impedimento - dovuto alla natura giuridica della Congregazione stessa- a gestire
in prima persona attività
di inserimento lavorativo.
L’attività della cooperativa è partita con l’assunzione di un gruppo di per-
L
È nata nel 2005 grazie all’esperienza
delle attività socio sanitarie
dei Padri Somaschi. Opera sul fronte
del recupero di ex tossicodipendenti
e alcool dipendenti, ex carcerati,
malati di Aids, minori a rischio
di devianza e, in minor numero,
donne in condizioni di fragilità
e/o a rischio di esclusione sociale
pagina a cura del Consorzio Eureka
Ser vizi alla Cooperazione e al Terzo Settore
www.eurekacomo.it
sone che per capacità personali e storie formative
ed esperienze lavorative
pregresse, in qualche caso
anche come lavoratori
autonomi, potessero garantire una seria professionalità nell’esecuzione
dei lavori e al contempo,
e rappresentare un nucleo
di competenze finalizzate
alla formazione di coloro
che ne hanno bisogno. I
singoli ospiti della cooperativa sono seguiti passo
passo da un operatore con
il ruolo di coordinatore
delle attività lavorative
ma anche educative della
comunità. In questo momento all’interno della
struttura di Ponzate, una
villa settecentesca adattata nel tempo a varie
destinazioni d’uso, precedentemente sede di Padri
Somaschi, vi sono 9 ospiti uomini e una ragazza.
Si tratta di una situazione anomala per certi versi poiché il 98% dei soci
lavoratori appartiene alla
categoria di svantaggiati
(ogni lavoratore è al
contempo socio della cooperativa). L’obiettivo è
quello di un completo
recupero dell’autonomia
alla vita dei soci lavoratori in un tempo che può
andare da uno a due anni
durante il quale vengono
svolte diversi tipologie di
attività:
- edilizia, ristrutturazioni di immobili
- tinteggiatura, strutture in cartongesso, pavimenti
- manutenzione verde,
taglio prato, potature
- “global service” (montaggio e smontaggio mobili, riparazioni elettriche
e idrauliche e altri lavori
di manutenzione)
Negli ultimi tre anni si
è inoltre attivato un nuovo settore di lavoro, legato agli interventi di pulizia in concomitanza con
PER SAPERNE DI PIÙ
Per saperne di più:
Teamwork società cooperativa
Via Monte Grappa 1
22038 Ponzate, Como
Tel. 031-420318ì
Fax. 031-428591
team [email protected] www.somaschi.it
l’ingresso tra i soci lavoratori di una figura femminile. Si tratta però di
un’attività marginale rispetto al core business
della cooperativa.
Dopo dodici mesi di lavoro i soci lavoratori hanno diritto ad uno stipendio che si aggira sui 1000/
1.100 euro ed è basato su
un tempo di lavoro settimanale di 38 ore.
L’età media degli ospiti
della cooperativa è di circa quarant’anni, il 35% è
sieropositivo, il 45% viene da esperienze di carcere.
Qualcuno di loro ha
scontato parte della pena
carceraria all’interno della cooperativa e qualcun
altro lo sta facendo.
L’avere a disposizione
in una stessa cooperativa
figure professionali così
diverse, consente di
configurare la cooperativa come una realtà “Global Service”.
Ad usufruire dei servizi offerti dalla cooperativa sono in primo luogo gli
stessi Padri Somaschi,
che creano una sorta di
circolo virtuoso tra l’esigenza della manutenzione delle numerose case
della Congregazione e il
creare opportunità di lavoro a persone in difficoltà.
L’obiettivo di più lungo
respiro è però quello di
costruire una rete di collaborazioni con Aziende,
Enti pubblici e privati per
poter ampliare le possibilità di inserimento lavorativo e offrire concrete
possibilità di riabilitazione ad altri soggetti in condizioni di svantaggio,
come le donne vittime della tratta ed i minori a rischio di devianza.
La cooperativa, in collaborazione con il Centro
Accoglienza di Ponzate, e
dopo aver sentito il parere dei Servizi Territoriali
di riferimento, può attivare percorsi di inserimento abitativo e sociale attraverso l’utilizzo di 3 appartamenti per un totale
di 8 posti letto.
Questa disponibilità si
inserisce nel considerare
il reinserimento non solo
dal punto di vista lavorativo, ma declinandolo nel
recuperare, apprendere e
saper gestire abilità manuali, intellettuali e sociali, nonché nel “riabilitare” all’attività ponendo
lo sguardo sull’intero
mondo vitale dell’individuo nella delicata fase
dell’emancipazione dalla
condizione di disagio: la
casa, il lavoro, gli affetti,
i saperi e l’acquisizione di
nuove competenze.
Giuridicamente separata dalla cooperativa vi è
poi la Comunità Terapeutica residenziale
maschile per tossicodipendenti e poliabusatori
con modulo di reinserimento.
Vengono accolti inoltre
soggetti in regime di affidamento ai servizi sociali, sieropositivi, malati di
Aids, individui in terapia
metadonica.
La durata totale del
programma è di circa 18
mesi ma in qualche caso
sono previsti percorsi
personalizzati concordati
con i Sert o i servizi di
competenza. La comunità
è accreditata per l’accoglienza fino a un massimo di 18 ospiti.
Obiettivo principale è il
recupero dei soggetti attraverso una serie di strumenti quali gruppi psicologici, gruppi educativi,
attività sportive e ludico
espressive (calcio, nuoto,
corsi di inglese e informatica) ma anche attraverso il lavoro. I ragazzi della comunità lavorano tutti i giorni circa 6/7 ore in
attività quali: assemblaggio particolari porta
pensili per industria del
mobile, montaggio attrezzature per cucine e assemblaggio cartelline per
l’alta moda. Il lavoro è
infatti un aspetto terapeutico che crea in queste persone dall’identità
fragile e insicura, un’abitudine ad avere dei punti
fermi e delle regole precise
Gli ospiti della comunità possono disporre di tre
appartamenti (per un totale di 8 posti) adiacenti
alla comunità stessa e
destinati al reinserimento.
Il passo successivo è
quello di entrare nella cooperativa e iniziare un
percorso lavorativo; riescono in questo passaggio
circa il 30% degli ospiti
della comunità.
P A G I N A
22
CRONACA
Bassa&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
SI RINNOVA UNA TRADIZIONE SECOLARE
Guanzate:
la festa
del Santuario
Particolarmente
intenso
il programma
del fine
settimana.
Sacro e profano
che si intrecciano
in un susseguirsi
di celebrazioni
ed eventi
LE CELEBRAZIONI RELIGIOSE
Ecco il programma delle celebrazioni religiose del fine settimana:
Tutte le funzioni, se non specificato diversamente, saranno
celebrate in Santuario.
Venerdì 10 settembre ore 8.30 Santa Messa
ore 20.30 celebrazione penitenziale e sante confessioni
Sabato 11 settembre ore 8.30 Santa Messa
ore 18.00 santa messa pontificale in parrocchia con
sua ecc. mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara/Penne
ore 20.00 Santa Messa solenne festiva
Domenica 12 settembre ore 6.00 fiaccolata e Santo Rosario
dalla piazza parrocchiale al Santuario
ore 6.40 recita delle lodi
ore 7.00 Santa Messa
ore 8.00 Santa Messa in chiesa parrocchiale
ore 9.30 Santa Messa
ore 11.00 Santa Messa solenne presieduta da
mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara/Penne
ore 15:30 Santa Messa dell’ammalato
ore 17:00 Vespri
ore 18:00 Santa Messa solenne celebrata da
mons. Claudio Stresal, Vicario Episcopale
ore 20:30 S.Rosario meditato e benedizione
lunedì 13 settembre ore 20.30 Santa Messa di ringraziamento
R
itorna, come ogni
seconda domenica di settembre,
la ultra secolare
festa del Santuario di Guanzate che quest’anno cade proprio in
occasione della ricorrenza
del “SS. Nome di Maria”.
Nei giorni precedenti
alla festa centinaia di pellegrini, come di consueto,
sono arrivati al Santuario
per le varie celebrazioni.
Un susseguirsi di luci,
fiori, canti e suoni: tutto
diventa preghiera davanti all’affresco della Madonna di S. Lorenzo (detta del Latte) solenne e silenziosa, invitante e materna, ed anche il lungo
viale con le cappelle diventa protagonista.
Già fin prima del 1497,
da quando arrivò il cristianesimo nel piccolo
borgo di Vogenzate, la
preghiera sgorga più facile generando gioia fiducia. E non solo in occasione della grande festa, ma
nel corso di tutto l’anno il
richiamo è forte soprattutto per chiedere il dono
di un figlio, di un lavoro o
di altre grazie…
Il portale in bronzo che
da 13 anni è collocato nell’ingresso centrale del
tempio mariano rappre-
TRA MERCATINI E MUSICA
Di seguito il programma “profano” delle celebrazioni legate alla festa
del Santuario.
Venerdì 10 settembre
ore 19 apertura ristorante
ore 21 ballo di gruppo e latino americano con l’orchestra spettacolo
“Pier Ardino Band”
senta la preghiera dei
santi alla Beata Vergine
di San Lorenzo.
Lo scultore bergamasco
“Toffetti” ha voluto far
emergere la centralità di
Maria che allatta il Figlio
di Dio, la schiera dei vari
prelati che qui hanno lasciato il segno della loro
preghiera partendo da
San Carlo Borromeo, dai
beati cardinali Ferrari e
Schuster, dal cardinal
Montini, fino al cardinal
Martini.
Santi e arcivescovi che
hanno reso amore alla
Madre che da secoli genera figli che credono in
Gesù Cristo.
Particolarmente ricco il
calendario degli eventi
che hanno introdotto l’appuntamento con la festa
mariana. Su tutti da segnalare l’incontro del 9
settembre con Gianna
Emanuela, la figlia di
FESTA PATRONALE
Portichetto
e la Madonna
della neve
C
ome ogni anno, in
coda all’estate, la
festa patronale
della Madonna
della neve apre le
attività del nuovo anno
pastorale. E’ un momento molto sentito dalla popolazione di Portichetto,
che pone le sue attese e
le sue speranze sotto lo
sguardo materno di Maria.
Quest’anno la festa
avrà una cornice inedita
perché si svolgerà per la
prima volta nel rinnovato oratorio dedicato a
Maria Ausiliatrice. E’ si-
gnificativo che anche
l’ambiente ludico e formativo dei ragazzi e dei bambini sia sotto il patrocinio
della Madonna, certi che
Ella è la via più sicura e
immediata per arrivare al
Suo Figlio Gesù.
La comunità avrà anche la grazia di beneficiare delle “primizie” sacerdotali in quanto la predicazione di questi giorni
sarà tenuta dal sacerdote novello don Fabio Rossi originario di Lomazzo
e ora destinato come
coadiutore nella parrocchia di Lipomo.
Gianni Beretta Molla, la
santa di Magenta. Titolo
dell’incontro: “Sono nata
da una santa e non l’ho
conosciuta”.
Ad aprire le porte ad
una settimana “speciale”,
lo scorso 5 settembre, nell’antico Santuario mariano anche la conclusione dei festeggiamenti dell’anno 2010 per il ritorno
dell’organo “Pietro Bernasconi”, restaurato dalla bottega organara “Ilic
Colzani” di Villa Guardia.
Un’elevazione spirituale
tenuta dalla Schola
Cantorum di Chiasso, con
la partecipazione di Emanuele Vezzoli.
I festeggiamenti per il
“ritorno” dell’organo erano iniziati a maggio, con
il concerto di inaugurazione tenuto dal maestro
Giancarlo Parodi, docente presso il pontificio istituto di musica sacra del
Sabato 11 settembre
ore 19 apertura ristorante
mercatini, apertura 5° concorso di pittura, pesca di beneficenza
ore 21 ballo liscio e anni 60/70 con l’orchestra spettacolo “Pier Ardino Band”
Domenica 12 settembre
ore 8 colazione in santuario
mercatini, 5° concorso di pittura, pesca di beneficenza
ore 9 corsa ciclistica esordienti 1° anno 36 Km
corsa ciclistica esordienti 2° anno 50 Km
ore 12.30 “Pranzo sotto il Tendone” (si richiede prenotazione)
ore 14.00 Gran Premio F1 di Monza al bar della festa
ore 15.00 Giochi per bambini
ore 16.15 “Nutella Party”
ore 17.30 Premiazioni 5° Concorso di Pittura
ore 18.45 Apertura ristorante
ore 21.00 Ballo liscio e musica a richiesta con l’orchestra spettacolo
“Pier Ardino Band”
ore 22.45 Estrazione lotteria
ore 23.00 Spettacolo pirotecnico
Vaticano. «In tale occasione - spiega Ivan Bancora,
uno degli organisti del
Santuario, nonché membro del “Comitato per il
restauro dell’organo” abbiamo sentito suonare
questo strumento nella
sua totalità, enfatizzando
anche suoni e melodie
non proprie dei nostri
giorni».
«La ricollocazione di
questo strumento - prosegue Bancora - non solo
impreziosisce il Santua-
IL PROGRAMMA
rio, ma eleva lo spirito
alla devozione alla Madre
di Dio. Il restauro dell’organo, fortemente voluto
dalla comunità, sposa sia
l’importanza di aver recuperato un bene storico
di altissima importanza
per il tempio mariano, sia
la centralità della preghiera presentata a Dio e
a Maria mediante l’accompagnamento dei canti liturgici con l’organo».
Ecco il programma delle celebrazioni a Portichetto.
Giovedì 9 settembre: ore
20.30 adorazione, S. Rosario
e omelia
Venerdì 10 settembre: ore
20.30 adorazione,S. Rosario
e omelia
Sabato 11 settembre: ore
14.30 SS. Confessioni
Domenica 12 settembre:
ore 10.30 S. Messa solenne,
seguirà aperitivo in oratorio
per la comunità;
ore 14.30 processione mariana, benedizione e consacrazione dei bambini a Maria;
ore 15,40 incanto dei canestri,pesca di beneficenza, pozzo di S. Patrizio,giochi per i
ragazzi; ore 19 spaghettata
in oratorio;
Lunedì 13 settembre: ore
20.30 S. Messa per tutti i defunti
GUANZATE
I 90 ANNI
DI CONSACRAZIONE
DELLA CHIESA
PARROCCHIALE
La comunità parrocchiale di Guanzate, con il
patrocinio dell’Amministrazione comunale, propone, nell’ambito dei
festeggiamenti per il 90°
di consacrazione della
chiesa parrocchiale, un
concerto del coro e orchestra Ars Cantus (circa
150 elementi). Direttore
Giovanni Tenti.
L’appuntamento è fissato per sabato 18 settembre, alle ore 21, presso la chiesa parrocchiale
S. Maria Assunta, in piazza S. Cristoforo 2.
CRONACA
Como&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
CONSACRATA LA CATTEDRALE DI PRISTINA
Scomparso
nel 2006 il
vescovo era molto
legato alla
diocesi di Como.
A Maslianico
celebrò la sua
prima messa negli
anni Sessanta
di MICHELE LUPPI
Alla posa delle prima
pietra nel 2003 era presente anche una delegazione arrivata da Maslianico, la parrocchia in cui
il giovane Sopi, per tutti
rimasto “don Marco”, aveva celebrato la sua prima
messa nei lontani anni
sessanta e in cui aveva
trascorso diverse estati
durante i suoi anni di studio all’Istituto Propaganda Fide di Roma. Anni in
cui nacque con la parrocchia e l’allora parroco, don
Alessandro Riva, un’amicizia fatta di lettere e incontri, di celebrazioni e
visite reciproche. Un legame che negli anni si è
esteso anche ad altre par-
LA BANDA DELL’ARMA DEI
CARABINIERI A CAMPIONE D’ITALIA
La storica presenza a Campione d’Italia di un
nucleo dei Carabinieri costituisce un’occasione
ulteriore per celebrare l’anniversario dell’Arma
con una manifestazione di particolare rilevanza
pubblica. ¨
L’11 settembre, infatti, un concerto-evento porterà nell’enclave la Banda dei Carabinieri, che
con i suoi 102 orchestrali accuratamente selezionati rappresenta nel mondo un’immagine italiana particolarmente apprezzata e amata attraverso una complessa struttura in grado di interpretare un repertorio che spazia dalle più celebri composizioni orchestrali a brani originali per
banda, comprendendo musiche classiche e moderne oltre alle tradizionali marce militari.
Il consenso critico e di pubblico è parte integrante della storia della Banda dei Carabinieri
che per il concerto di Campione d’Italia - in piazzale Maestri Campionesi - ha predisposto un
programma rappresentativo di una illustre tradizione musicale come è quella della formazione
bandistica dei Carabinieri, la cui notorietà è assolutamente internazionale.
Il concerto nell’enclave sarà speciale anche perché gli elementi della Banda, diretta dal tenente colonnello Massimo Martinelli, si presenteranno con le storiche uniformi, e un programma
specificamente predisposto che avrà le accennate caratteristiche di un evento da ricordare.
Manifestazione libera e gratuita. In caso di
maltempo il concerto si terrà presso il Salone
delle Feste del Casinò Municipale di Campione
d’Italia.
Per maggiori informazioni Azienda turistica telefono 004191-6495051.
rocchie della diocesi di
Como come Borgonuovo
di Piuro e Torno.
La scomparsa dei due
promotori mise in crisi il
23
La nuova cattedrale
di Pristina dedicata
a Madre Teresa.
In basso mons. Sopi
in una foto d’archivio
In Kosovo
il sogno
di mons. Sopi
diventa realtà
I
l sogno di mons. Mark
Sopi, vescovo del Kosovo con un passato
da seminarista in Italia e una lunga amicizia con la nostra diocesi, è divenuto realtà. Domenica 5 settembre, a
Pristina, è stata consacrata la cattedrale che
aveva voluto come segno
della rinascita dopo le violenze della guerra. Purtroppo, mons. Sopi non
era presente alle celebrazione, morto a causa di un
malore improvviso, l’11
gennaio del 2006. Assente anche l’altro grande
artefice di questo progetto, il presidente Ibrahim
Rugova, morto dieci giorni dopo l’amico vescovo. Il
“Ghandi dei Balcani”, così
era spesso definito Rugova per la sua politica non
violenta di resistenza,
aveva voluto donare alla
Chiesa del Kosovo un terreno per la costruzione,
nel cuore della capitale, di
questo santuario dedicato a Madre Teresa, i cui
genitori erano nativi proprio del Kosovo. Questo in
un Paese dove oltre il 90%
della popolazione è di fede
mussulmana.
P A G I N A
progetto della cattedrale
che si interruppe, per essere poi ripreso dal nuovo vescovo, mons. Dode
Gjergji, che nel 2007 die-
de materialmente il via
alla costruzione. Un impegno ingente per un piccola Chiesa, circa 65 mila
fedeli in Kosovo e altrettanti nella diaspora in
Europa e Stati Uniti, non
solo da un punto di vista
finanziario. Sono stati
proprio i membri della
diaspora a dare un contributo importante alla costruzione della Chiesa; un
sostegno arrivato anche
dai non cattolici.
“Il primo miracolo Madre Teresa l’ha già fatto racconta mons. Lush
Gjergji, vicario generale
della Chiesa del Kosovo perché alla celebrazione
di domenica erano presenti anche S.E Amfilohije, metropolita di
Montenegro della Chiesa
Ortodossa Serba e, attualmente, amministratore dell’eparchia di Raska e Prizren in Kosovo, e
il mufti Naim Ternava,
presidente della Comunità Islamica del Kosovo.
Attorno alla figura di
Madre Teresa si sono così
incontrati simbolicamente i popoli che fino a pochi anni fa si combattevano”. Un segno importante considerando il non facile cammino ecumenico
e di riconciliazione all’interno del Kosovo, su cui
pesano ancora come macigni la guerra e le vicende politiche degli ultimi
anni. Perché se i fedeli
ortodossi sono quasi
esclusivamente serbi, i
cattolici sono principalmente albanesi. “Questo
santuario - ha concluso il
vicario generale - non è
costruito di ferro e cemento ma con il cuore e la gratitudine di tanti. Per questo le porte del Santuario saranno sempre aperte per ogni uomo senza
alcuna distinzione di etnia o religione perché sull’esempio di Madre Teresa possa diventare un segno di perdono e riconciliazione”.
INCONTRO IL 12 SETTEMBRE A VILLA BATTISTERO
Da Canzo 50 anni
di iniziative per l’ambiente
I
l Gruppo Naturalistico della Brianza, con il
sostegno della Regione Lombardia e della Fondazione CARIPLO, organizza un incontro dal
titolo «Da Canzo 50 anni di proposte e iniziative per proteggere il nostro ambiente», che si
terrà domenica 12 settembre alle ore 17.00, presso il Battistero di Villa Meda di Canzo, nell’ambito della tradizionale “Biofera”. Sarà l’occasione per
il sodalizio brianzolo, una delle prime associazioni ambientaliste in tutta Italia, per riflettere sui
suoi primi cinquanta anni di impegno a favore
della natura “di casa nostra” e di porre le basi per
le azioni future.
Interverranno il geom. Cesare del Corno, presidente del sodalizio, il dott. Franco Grassi (già Dirigente dell’Unità Operativa Pianificazione Ambientale e Gestione Parchi di Regione Lombardia),
l’avv. Giuliano Sala (già Assessore Regionale), il
dott. Luigi Cagnolaro (già Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano), la dott.ssa
Fiammetta Lang (Presidente della Sezione di
Como di Italia Nostra); moderatore sarà il giornalista Emilio Magni, socio fondatore del Gruppo.
La storia dell’associazione è infatti cominciata nel
1960, proprio a Canzo, quando un piccolo gruppetto
di amici, capeggiati dal giornalista di origine svizzera Giorgio Achermann, ha dato forma concreta
al desiderio di fare qualcosa per proteggere il patrimonio ambientale della nostra zona. Achermann aveva visto con lungimiranza i problemi di
uno sviluppo poco rispettoso dell’ambiente, dello
sfruttamento dissennato del territorio e aveva sintetizzato efficacemente il motivo dell’agire del
Gruppo nel motto: “Difendiamo oggi il mondo di
domani”, oggi più che mai attuale. Una cinquantennale azione, quella del Gruppo Naturalistico della Brianza, caratterizzata da una fitta
trama di rapporti di dialogo con le Autorità e con
il mondo accademico, che le ha permesso di ottenere brillanti risultati. Tra le “storiche” conquiste
(oggi ormai una realtà consolidata) del Gruppo
Naturalistico della Brianza possiamo ricordare la
proposta di una legge regionale per la tutela della
flora spontanea e della fauna minore, le iniziative
per la salvaguardia del lago del Segrino, le azioni
per la conservazione delle popolazioni di Anfibi
dei nostri laghi, la lotta all’uccellagione, al tiro al
piccione, agli incendi boschivi, ai rumori, agli automezzi fuoristrada sui sentieri. Ricordiamo anche il forte contributo del sodalizio all’istituzione
di aree protette regionali quali i Parchi delle
Groane, delle Orobie Valtellinesi, della Brughiera
Briantea, nonché l’impegno costante nella divulgazione natura-listica e nell’educazione ambientale con l’organizzazione di incontri, convegni,
mostre, uscite sul territorio, la creazione del Sentiero Geologico “Giorgio Achermann” in val Ravella
a Canzo e la pubblicazione della rivista “Natura e
Civiltà”.
Per informazioni: tel. 031-681821; e-mail
[email protected].
S.F.
CRONACA
P A G I N A
24
Prealpi
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
SABATO 12 SETTEMBRE
Due fotogrammi del film
del film Napo Torriano,
il prigioniero del
Baradello (1910),
tratto da A.Bernardini,
“Il cinema muto italiano,
1910 i film dei primi
anni”, Bianco e Nero,
Nuova Eri, 1996
Olgiate saluta
don Lorenzo Calori
Il sacerdote lascia
la comunità
dopo 34 anni
di ministero.
Una grande festa
nell’ambito
delle celebrazioni
dei canestri
IL PROGRAMMA DELLA FESTA
Ecco il programma della festa di saluto a don Lorenzo e della festa dei Canestri
fissata per il 12 settembre.
Venerdì 10 settembre, ore 18
S. Messa in chiesa parrocchiale con i preti olgiatesi, i vicari che si sono avvicendati
nella parrocchia e i preti della zona animata dal Coro dei giovani;
a seguire: cena con i preti in casa della giovane
ore 21 spettacolo teatrale
sabato 11 settembre, ore 18
S. messa a Somaino animata dal Coro di Somaino;
a seguire: aperitivo in salone oratorio;
U
n saluto caldo,
affettuoso, commosso, come si
confà ad un padre di famiglia.
Con un’emozione forte e
viva nel cuore la comunità olgiatese si appresta a
concedere il suo grazie a
don Lorenzo Calori, parroco di Olgiate per 34
anni, con la festa di saluto programmata per il 12
settembre, nell’ambito
della tradizionale festa
dei canestri.
Sulle pagine dell’ultima
edizione di “Vita Olgiatese” il fraterno saluto di
don Lorenzo ai fedeli con
i quali, in questi anni, ha
condiviso il suo ministero.
Nell’elencare le molteplici attività alle quali la
parrocchia sarà chiamata
nelle prossime settimane
e nei prossimi mesi don
Lorenzo scrive, tra l’altro:
“…A questo punto vi sarete resi conto che, come
si usa dire, sto menando
morto il “sciur
Paul”. A Ronago
tutti ne parlavano con grande rispetto, e quando
lo nominavano quasi abbassavano la voce. La sua
vita, si può paragonare,
forse, a quella di un monaco. Un monaco laico, il
cui monastero è stato
l’azienda messa su dal
padre Gian Battista nel
1923 (l’anno della nascita di Giuseppe, il fratello
minore di tre anni, divenuto medico missionario)
per lanciare la produzione del miele su base industriale, cui si sono aggiunti altri prodotti
dolciari e derivati. Un’impresa che si è affermata
a livello nazionale ed
estero.
Il fratello maggiore
dott. Francesco seguiva
gli aspetti amministrativi e commerciali dell’azienda, il dott. Carlo
era il creatore dei gusti e
dei sapori delle caramelle. Il signor Paolo era
l’anima vitale che faceva
girare la fabbrica. Era lui
che organizzava il lavoro
degli operai, che riparava
i macchinari e ne metteva a punto il funzionamento, che teneva il con-
È
domenica 12 settembre
SS. Messe in parrocchiale celebrate da don Lorenzo Calori,
ore 9.30 S. Messa animata dal Coro della Fontanella;
ore 11 S. Messa animata dal Coro parrocchiale;
altre SS: Messe: ore 7.30 e 17 in chiesa parrocchiale;
a Somaino ore 9.30, a S. Gerardo ore 9
ore 12.30 aperitivo in Pineta;
ore 12.45 pranzo in Pineta (su prenotazione);
ore 16 grande festa in oratoriop;
ore 17.30 merenda e intrattenimento musicale del Corpo Musicale Olgiatese
sabato sera e domenica nel salone parrocchiale
banco raccolta e offerta canestri
Nel salone san Pio X presso l’oratorio maschile vi sarà anche una pesca di beneficenza, apertura sabato dopo la S. Messa prefestiva e domenica dopo la S. Messa delle ore 7.30.
Presso l’oratorio maschile la sera di sabato e la domenica pomeriggio, fino a
tarda sera, sarà anche allestito un crotto.
il can per l’aia, perché non
toccherà più a me fare
queste cose con voi, ma
soprattutto perché perderei di vista l’essenziale
per un prete e per un cristiano. Il cristiano non è
colui che fa tante cose
magari anche buone, cristiano è colui che è unito
a Cristo come il tralcio è
unito alla vite e allora,
solo allora, in forza della
linfa vitale che gli viene
dalla vite, può portare
frutto, altrimenti non può
che essere bruciato. Non
sono io e nemmeno la
Chiesa, come organizzazione umana, che può salvare il mondo, il mondo è
già salvato e orientato
alla salvezza definitiva
per la morte e resurrezio-
ne di Cristo. Sarà sempre
e solo per la misericordia
di Dio e non per le nostre
opere che possiamo sperare nella salvezza nostra e
di tutto il mondo, qui, e
per l’eternità…
Il cristiano è colui che
crede nell’amore di Dio
riversato nei nostri cuori
dallo Spirito santo: Gesù
è questo amore di Dio in-
carnato e donato a noi,
Gesù che anche noi, come
Maria, dobbiamo accogliere, custodire, donare.
Questo il cristiano e
ancora più il prete!
Lo sono stato con voi e
per voi in questi lunghi
anni di mia permanenza
ad Olgiate? Preferisco
non tentare una risposta
nemmeno per me stesso,
ma lasciare tutto alla misericordia di Dio e alla
vostra carità con cui mi
avete sempre accolto e
sopportato.
Una cosa so, e mi è sempre stata insegnata fin
dalla fanciullezza, che
nella volontà di Dio, interpretata in questo caso dal
mio vescovo, troverò la
mia pace, non solo, ma
nella celebrazione quotidiana dell’Eucaristia, sollevando l’unico “Pane vivo
che si offre a noi” e fissando il Lui lo sguardo della
RONAGO LA SCORSA SETTIMANA
Paolo Ambrosoli
l’addio ad
un re “dolce”
A presiedere
la cerimonia
funebre il vescovo
di Como, mons.
Diego Coletti
di MARIO MASCETTI
trollo dei magazzini, che
si assicurava della puntualità delle forniture e
delle spedizioni, che aveva sott’occhio in ogni momento ogni reparto: quello in cui si invasava il
miele, quello della cera
“Ambra”, quello della produzione delle caramelle,
quello della lana d’acciaio “Sirio”, quello dove si
assemblavano le cassette
di legno per gli imballaggi, l’officina degli automezzi… Era il punto di
riferimento per risolvere
ogni problema, per pren-
dere qualsiasi decisione.
Negli ultimi decenni, con
il minore dei fratelli, il
dottor Sandro (l’ottavo dei
figli di G. Battista e di
Palmira Valli), ha seguito la progressiva ristrutturazione logistica della
fabbrica e l’ammodernamento degli impianti secondo le nuove tecnologie,
per stare al passo con i
tempi e rimanere competitivi sul mercato.
I dipendenti ricordano
con ammirazione e affetto il signor Paolo come
esempio di dedizione al
lavoro, con i tratti di signorilità, di riservatezza,
di delicata attenzione e
rispetto verso tutte le persone e le cose, così come
era stato il padre G. Battista. Un modo di essere
e di vivere, secondo valori essenziali, che ha cercato di trasmettere ai fi-
Un momento della cerimonia funebre
gli, insieme con l’adorata
moglie Nanà, che di poco
lo ha preceduto nell’ultimo viaggio terreno, come
ha testimoniato il figlio
Gianfranco.
Ma il signor Paolo, soprattutto dopo quel 27
marzo 1987, in cui da Lira
in Uganda ha avuto la
notizia del sacrificio della vita di padre Giuseppe,
nella sua generosità ha
sentito il dovere morale di
contribuire in modo determinante alla continuità
dell’opera del fratello missionario, sostenendo con
grande impegno di mezzi
e risorse la fondazione
“Dr. Ambrosoli Memorial
hospital” di Kalongo. Nel
dare l’ultimo commosso
saluto, lo ha ricordato padre Egidio Tocalli, il missionario-medico valtellinese, che ha raccolto
l’eredità del Servo di Dio
padre Giuseppe. Egli ha
anche riferito che padre
Arnaldo Baritussio, postulatore della causa di
fede posso continuare a
irradiare ancora su di voi,
carissimi, come su tutti,
la Grazia del Signore che
è luce e forza di vita per
tutti…
Carissimi olgiatesi,
tanti anni fa il vescovo
(non importa il nome!) mi
ha mandato a voi a portarvi e a testimoniare Cristo crocifisso e risorto,
presente nella Parola e
nell’Eucaristia, io ve l’ho
portato, quanto l’abbia
testimoniato lasciatelo al
giudizio della misericordia di Dio e alla vostra
benevolenza, ora continuate il cammino col nuovo parroco (non importa il
nome!) certi che l’amore
che Dio ha riversato nei
nostri cuori non si spegne
con la lontananza ma si
purifica dalle scorie e si
rafforza nella preghiera,
che vi assicuro e vi chiedo, in Cristo”.
beatificazione di padre
Giuseppe, ha potuto dare
al signor Paolo, pochi giorni prima che morisse, la
notizia di una guarigione
straordinaria avvenuta in
Uganda, che se riconosciuta come miracolosa
aprirebbe la strada alla
beatificazione del missionario ronaghese, di cui
tutti coloro che lo hanno
conosciuto desiderano
gioire.
Il rito funebre nella
chiesa parrocchiale di
Ronago è stato presieduto dal vescovo mons. Diego Coletti. Con lui hanno
concelebrato don Mario
Ziviani, parroco della comunità di Uggiate Trevano e Ronago, don Tullio
Salvietti, parroco di Monte Olimpino dove risiedeva Paolo Ambrosoli, don
Eugenio Verga, ultimo
parroco di Ronago, e una
schiera di missionari
comboniani, confratelli di
padre Giuseppe. Commovente, al momento dell’avvio del corteo funebre dalla casa paterna con annesso lo stabilimento, il
suono della sirena, ultimo
saluto in terra, per la
chiamata in cielo, questa
volta per essere nella pace eterna.
CRONACA
Lago&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
P A G I N A
25
GUIDE
Ramponio
Verna
da conoscere
Quattro
pieghevoli
che svelano
le bellezze
di questo piccolo
paese della
Valle Intelvi
di SILVIA FASANA
R
iscoprire il proprio territorio,
la propria storia, le proprie
tradizioni, i propri monumenti artistici,
per proporli a residenti e
turisti. È questo lo spirito dell’interessante iniziativa editoriale che ha
visto protagonista il Comune di Ramponio Verna,
con il contributo degli assessorati alla Cultura
della Regione Lombardia,
della Provincia di Como e
del Comune di Como, della Comunità Montana
Lario Intelvese, dei Musei
Civici di Como e dell’Associazione Culturale Terra Insubre. Si tratta di un
raccoglitore contenente
quattro pieghevoli che
raccontano ciascuno una
“fetta” di questo piccolo
paese della Valle Intelvi.
I testi sono di Silvia Fasana, Benedetta Gianoli,
Marco Lazzati, Marina
Uboldi, Donata Volpi; il
progetto grafico è di Nodo
- Como. Si parte dal passato remoto della Valle
Intelvi con l’altura del
Caslè: in questo luogo,
nei pressi di un masso con
coppelle poco lontano dalla “bolla”, sono recentemente venute alla luce
tracce di frequentazione
umana risalenti all’Età
del Rame (2600 a.C. circa), mentre sulla vetta del
monte sono stati rinvenu-
ti i resti di un “castelliere”
protostorico, ovvero un
ampio recinto fortificato
costruito con pietre a secco che racchiudeva capanne di abitazione, legato ad
un probabile insediamento di allevatori-pastori e
datato tra il 1200 e l’800
a.C. circa (dall’Età del
Bronzo Finale all’inizio
della Prima Età del Ferro). Dal 2004 le indagini
sulla zona sono svolte con
continuità dai Musei Civici di Como; l’area del
castelliere è stata inoltre
attrezzata con pannelli
didattici e aree di sosta ed
è stato creato un percorso di visita dedicato. Proseguendo nel nostro ideale viaggio nello spazio,
nel tempo e nella memoria, passiamo al Santuario di S. Pancrazio,
straordinario punto di riferimento religioso non
solo per il paese, ma anche per tutta la Valle
Intelvi, ritrovo ogni anno
di molti devoti per la tradizionale festa di maggio.
Il nucleo più antico dell’edificio sacro (secondo
una tradizione leggenda-
ria, la cappella di un antico castello) risale probabilmente alla prima metà
del Mille; di questa costruzione rimangono la
piccola abside semicircolare, parte della navata,
inglobate ora nella cappella laterale sinistra dedicata al santo e il robusto campanile. La chiesa
fu ricostruita dal Quattrocento e ampliata nei
secoli successivi; al suo
interno si conservano opere molto interessanti
come gli affreschi absidali
cinquecenteschi attribuiti ai Solari di Verna, la
secentesca Madonna con
Bambino del ramponiese
Tommaso Orsolino (che
lavorò a lungo a Genova
e alla Certosa di Pavia) e
i meravigliosi stucchi settecenteschi della cappella di San Pancrazio, ascritti tradizionalmente a
Diego Carloni o più propriamente alla sua scuola. La chiesa è anche nota
per il famoso “Giuramento di San Pancrazio” per
la liberazione dell’Italia,
sottoscritto la notte del 14
dicembre 1943 da un
DONGO
gruppo di partigiani al comando del capitano Ugo
Ricci, ospiti del parroco
don Carlo Scacchi. Ma
non solo San Pancrazio:
Ramponio Verna è il Comune in Valle Intelvi che
può vantare il maggior
numero di chiese e oratori: ben otto. Il terzo pieghevole ci presenta appunto le chiese del paese, luoghi dove il patrimonio di fede e devozione
della popolazione si è fuso
nei secoli con la bellezza
delle espressioni dell’arte.
A Ramponio, oltre al Santuario di S. Pancrazio e al
vicino oratorio settecentesco di S. Gaetano, si possono osservare la Parrocchiale di S. Benedetto e
l’”Oratorio Bolla”, piccolo
gioiellino barocco dedicato a S. Giovanni Nepomuceno, patrono della Boemia, che ci rimanda all’emigrazione degli artisti
locali nel Centro Europa.
A Verna invece sorgono la
chiesa di S. Ambrogio (la
cui dedicazione è stata
messa in relazione con la
dipendenza di questa lo-
Lariosoccorso: nuovo corso
Lariosoccorso presenta un nuovo corso per aspiranti volontari soccorritori
che prenderà il via il prossimo ottobre. “Abbiamo sempre profondamente
creduto - spiegano i volontari nell’opera che quotidianamente svolgiamo ma
riteniamo anche che sia indispensabile e fondamentale l’aiuto di tutti voi.
Nessuno deve sentirsi escluso, anzi, ma in dovere di intraprendere un cammino, un’esperienza unica che sa insegnare davvero una vocazione nell’aiuto di chi sta nel bisogno. Le opportunità per rendersi utili coinvolgono molti
campi: dal prestare servizio come centralinista, al soccorritore per servizi
secondari, al servizio di urgenza ed emergenza 118. Non solo, ci sono possibilità anche per dare una mano come accompagnatore per i servizi sociali,
come autista per gli stessi. Tante possibilità ma sempre con un unico intento: stare vicini a chi è nel bisogno. Serve solo un po’ di passione e amore per
il prossimo. Non sentiamoci esclusi o non in grado. Provare non costa nulla
anzi, la certezza sarà quella di appassionarsi e sapere che, anche con un
piccolo gesto, sapremo esser vicini alle persone in difficoltà. Abbiamo bisogno anche di te nella nostra grande famiglia che conta più di 100 volontari,
7 dipendenti e... tanta voglia di fare…. Per informazioni potete rivolgervi in
orari d’ufficio presso la sede Lariosoccorso di Dongo, in via Statale oppure
telefonando direttamente al numero 0344 - 81118.
calità, attorno al secolo
IX, dal monastero milanese di S. Ambrogio), l’oratorio della B.V. Assunta,
con fronte affrescato e
campanile a vela. Lungo
la strada per raggiungere il monte Caslè, dopo
una breve deviazione, si
incontra la cappella della
Madonna di Lourdes detta “Cappelletta della Madonna della nostra bandiera”, edificata dai soldati che stavano realizzando le opere militari dell’”Occupazione Avanzata
Frontiera Nord” (erroneamente conosciuta come
“Linea Cadorna”) e proseguendo ancora si giunge
infine al seicentesco oratorio di S. Antonio ai Monti a pianta centrale.
Nel quarto pieghevole è
ancora l’arte protagonista, in particolare quella
Moderna. Si parla infatti
del Maestro Piero Gauli,
classe 1916, di origine
milanese ma particolarmente legato a Ramponio
Verna, celebre per le sue
opere “di Corrente” e le
sue ceramiche, in parte
da lui donate alla comunità e conservate nel Museo in Piazza Solari di
Verna, inaugurato nel
2003. Gauli è da annoverare tra i maggiori artisti
contemporanei che continuano la secolare tradizione dei Magistri Comacini che hanno segnato la storia dell’arte in
tutta Europa.
Spiega il sindaco di
Ramponio Verna, Donata
Volpi: «Siamo orgogliosi
di far conoscere ed apprezzare il nostro piccolo
paese nella ricchezza e
nella varietà dei suoi
aspetti. Ci piacerebbe che
questi quattro pieghevoli
siano solo i primi di una
serie, perché il nostro territorio merita sempre
nuovi approfondimenti».
Queste pubblicazioni
rappresentano un’ottima
guida per una visita non
affrettata e non banale a
Ramponio Verna; per informazioni, ci si può rivolgere al Comune, via Galilei 1, tel. 031-848225,
fax 031-847829; e-mail:
[email protected].
GRAVEDONA
TUMORI: SERATA
DI SOLIDARIETÀ
IL 10 SETTEMBRE
Presso il Centro Sportivo di Gravedona, venerdì
10 settembre si tiene una
serata di solidarietà a favore della Delegazione
Alto Lario della Lega Italiana per la Lotta contro
i Tumori per l’acquisto di
un nuovo ecografo.
La serata prevede alle
19.00 da un’incontro di
calcio femminile tra ASD
Lenno e Lumin. Alle
20.30 un incontro di calcio maschile
Il biglietto d’entrata,
abbinato all’estrazione di
una sottoscrizione a premi, è di 5 euro. Possibile
cenare (al coperto).
CRONACA
P A G I N A
27
ValliVaresine
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
CITTIGLIO UN’ASSOCIAZIONE PER SALVAGUARDARE LA STORICA CHIESA
Da 22 anni “amici” di San Biagio
A
nche quest’anno il Gruppo Amici di San
Biagio in collaborazione con
la Pro Loco di Cittiglio e
con il valido apporto del
locale Gruppo Alpini, e di
tanti altri volontari hanno riproposto l’ultimo
week-end d’agosto la
“Gnoccata a San Biagio”,
la popolare manifestazione che da 22 anni serve a
raccogliere fondi per finanziare i lavori per il
restauro della chiesetta
romanica di San Biagio
che è uno degli edifici sacri più antichi della Valcuvia. In tutti questi anni,
di lavori alla chiesa ne
sono stati fatti tanti, segno della riuscita della
“Gnoccata a San Biagio”
e della risposta e della
Anche quet’anno
la “gnoccata” di
San Biagio ha
permesso di
raccogliere fondi
per i lavori di
manutenzione e
restauro della
chiesa
pagina a cura di
ANTONIO CELLINA
sensibilità della gente che
ha apprezzato l’iniziativa
e ha potuto concretamente vedere dal 1990 sino ad
oggi, l’evolversi dei lavori. Prossimamente avranno inizio all’interno della
chiesa i lavori per ripristinare il pavimento e, nel
contempo, rendere visibile e fruibili al pubblico
parte dei reperti storici
messi in luce dagli scavi
archeologici che, a partire dal 2006 e sino al 2009,
si sono susseguiti nell’edificio romanico. Complessivamente questo intervento è stimato in circa
60.000 euro. È proprio
dello scorso mese di luglio
la notizia che anche la
Banca Popolare di Bergamo – che ha una filiale
proprio a Cittiglio – ha
elargito a favore dei lavori alla chiesa di San
Biagio un importante finanziamento di 10.000
euro. “Un contributo significativo – commentano
gli Amici di San Biagio –
che dimostra come l’istituto bancario sia vicino e
sensibile alle esigenze del
territorio e capace di rispondere in maniera concreta e significativa alle
sue necessità”. Tale con-
PROTEZIONE CIVILE
BRINZIO
Un’estate intensa
N
elle ultime
settimane le
squadre di
protezione civile della Valcuvia sono state protagoniste di diversi avvenimenti.
Innanzitutto le celebrazioni per festeggiare S.
Lorenzo patrono dei volontari antincendio. L’occasione è stata la festa
patronale di Cuveglio l’8
agosto che - per il secondo anno – è stata allargata a tutti i volontari dei
paesi valcuviani. È così
che i volontari hanno animato la celebrazione
eucaristica in collegiata,
dedicata in particolar
modo ai volontari defunti. Al termine della S.
Messa, dopo la lettura
della preghiera del Volontario, l’arciprete di
Canonica don Gianluigi
Bollini ha benedetto i
mezzi operativi radunati
sul piazzale ed in particolare il nuovo modulo
Polaris della squadra AIB
di Cuveglio. Oltre al sindaco di Cuveglio Giorgio
Piccolo sono intervenuti
alla cerimonia anche Vittorio Chiesa, comandante
del Corpo Forestale dello
Stato di Varese e Sandro
Bardelli della Comunità
Montana.
Domenica scorsa, 5 settembre, invece il Gruppo
di Cassano Valcuvia ha
festeggiato i 15 anni di
attività ed inaugurato la
sua nuova sede. Il ritrovo
è stato per la celebrazione della S. Messa nella
parrocchiale di Cassano,
presieduta da don Samuele Bongiolatti, alla
presenza delle autorità e
dei tanti volontari delle
squadre della zona. Al termine, in corteo assieme
alla locale banda musicale, tutti si sono ritrovati
davanti alla nuova sede
della protezione civile
dove si è svolta la cerimonia ufficiale. Sono intervenuti il sindaco di
Cassano Valcuvia, Marco
Magrini; il coordinatore
COAV della Comunità
Montana, Dario Bevilacqua; il coordinatore Cassanese, Dante Bezzo-lato;
il comandante del Corpo
Forestale dello Stato, Vittorio Chiesa e l’onorevole
Giuseppe Zamberletti –
invitato d’onore alla cerimonia – il quale, forte della sua esperienza, ha ripercorso le fasi iniziali
della nascita della protezione civile in Italia ricordando i fatti e le circostanze che ne hanno suggerito la fondazione. Al
termine, dopo la benedizione il tradizionale taglio
tributo si somma a quelli
che la parrocchia di Cittiglio ha ottenuto a partire dal 2008, prima dalla
Fondazione per il Varesotto Onlus (25.000 euro) e,
successivamente, dalla
Regione
Lombardia
(12mila euro) per il completamento del restauro
della chiesa di San Biagio.
Da oggi sarà, poi, più facile conoscere la storia
della chiesa, le risultanze
degli scavi archeologici, lo
sviluppo dei lavori e le indicazioni sulle manifestazioni legate alla chiesetta
di San Biagio collegandosi su internet, al blog accessibile all’indirizzo:
http://sanbiagiocitti
glio.blogspot.com/ appositamente aperto dal
Gruppo Amici di San
Biagio.
del nastro della nuova
sede che ha ufficialmente
reso operativa la nuova
sede cassanese.
Sta per concludersi
l’esperienza estiva delle
squadre AIB della Comunità Montana Valli del
Verbano che quest’anno
hanno dato supporto ed
aiuto nella lotta agli incendi boschivi ai volontari della regione Liguria,
secondo un accordo stilato a livello regionale. Per
il mese di agosto e inizio
settembre i volontari dei
paesi valcuviani hanno
garantito la copertura
delle due postazioni ad
Arenzano e a Borghetto di
Vara, nella sorveglianza
antincendio del territorio.
Prossimo impegno, invece, per la protezione civile di zona sarà sabato
prossimo, 11 settembre,
con un’esercitazione mattutina dedicata alla ricerca di persone disperse su
territori non limitati (bosco, montagna, paese),
con il supporto di Unità
Cinofile italiane ed estere. L’esercitazione si svolgerà nel territorio del Comune di Castelveccana in
una zona poco nota e non
coperta dalla frequenza
del ponte radio di Comunità Montana.
La Madonna del Rosario
Come ogni anno, la prima domenica di settembre, si è celebrata con solennità a
Brinzio la ricorrenza della Madonna del Rosario. Ad aprire quest’anno la festa è
stato, lo scorso giovedì 2 settembre, il vescovo, mons. Diego Coletti, che ha presieduto alle 20.30 la celebrazione Eucaristica nella chiesa parrocchiale. Nell’omelia il
Vescovo ha sottolineato che ogni cristiano è invitato, sull’esempio di Maria, a cogliere la bellezza del messaggio di Gesù e a farsi portatore della Buona Notizia
presso i fratelli. Gli appuntamenti si sono poi susseguiti sino alla processione con
la statua della Vergine che
si è snodata domenica pomeriggio – dopo la celebrazione della S. Messa pomeridiana - lungo il consueto
percorso che tocca oltre la
via Roma anche il nuovo
quartiere residenziale sorto lungo la via intitolata
alla memoria di don
Serafino Faletti. “ Portare
la statua della Madonna
lungo le nostre strade che
percorriamo ogni giorno
per motivi diversi, significa – ha fatto presente il
parroco don Enrico Molteni
– sentirci vicini a Maria in
tutto ciò che siamo chiamati a vivere ogni giorno”.
CITTIGLIO: CORI E TEATRO
All’oratorio di Cittiglio sono programmati due appuntamenti: Questa sera, sabato 11 settembre, ore 21.00 esibizione del coro Arnica di Laveno Mombello e
del coro Prealpi don Luigi Colnaghi di Cocquio Trevisago. Sabato prossimo, 18
settembre, sempre alle ore 21.00 spettacolo dialettale di Cabaret offerto dalla
compagnia “I TeMa Bi.@strò di Gavirate. Questo spettacolo rientra tra quelle
della rassegna provinciale di teatro dialettale “La Sciloria”.
GEMONIO: MUSEO BODINI
Il museo Bodini di Gemonio raccoglie in queste settimane alcune opere dell’artista – scultore e fotografo americano Dennis Oppenheim e le rende visibili al
pubblico le domeniche 12 e 19 settembre (10.30 - 12.30 / 15.00 - 18.30). Un’occasione particolare per incontrare un artista contemporaneo le cui opere sono
esposte nei principali musei d’arte moderna del mondo.
VERGOBBIO IN FESTA
Quarta edizione di “Vergobbio in festa” che porterà la piccola frazione di Cuveglio
ad essere per un giorno fulcro di tante attività ed iniziative culturali. Dalle ore
10.00 alle ore 19.00, di domani, domenica 12 settembre, infatti, le strade di
Vergobbio saranno riservate ai pedoni che con calma potranno intrattenersi
lungo le vie e nelle corti del borgo per ammirare ciò che gli organizzatori sono
riusciti a mettere in mostra, nella bella scenografia dell’architettura rurale del
posto. Un’occasione per scoprire una località poco conosciuta perché lontana
dalla strada provinciale: angoli e scorci che hanno mantenuto l’aspetto e la
rusticità di un tempo. Quest’anno, in particolare, si potrà ammirare all’inizio
della strada principale che porta alla frazione la vecchia stazione del tram, rimessa a nuovo con tutte le sue belle decorazioni in stile liberty, mentre in tre
punti del paese sono programmati altrettanti appuntamenti di spettacolo che
vedranno al Prato Viola alle ore 14.30 il Teatro dei Burattini, al parcheggio
Restelli dalle ore 18.00 “Happy Hour in Musica” con Rock italiano d’autore e
alle ore 21.00, presso il parcheggio pizzeria 14esima strada uno spettacolo teatrale in dialetto con la compagnia dei quattro venti di Arcisate.
BRENTA
Dal 3 all’8 settembre a Brenta si è svolta la tradizionale festa della Beata Vergine delle Grazie di S. Quirico. La festa – che è una delle più antiche della
Valcuvia - è organizzata dalla Parrocchia di Brenta, dall’Associazione Amici di
San Quirico, dalla Pro Loco e dall’Oratorio di Brenta.
P A G I N A
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Sondrio
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
MORBEGNO IL CONVEGNO DI SABATO 11 SETTEMBRE ALLE ORE 15.00 PRESSO L’AUDITORIUM SANT’ANTONIO
Lidia: il dono dell’accoglienza
S
abato 11 settembre, alle ore
15.00, presso
l’Auditorium
Sant’Antonio di
Morbegno, si svolgerà il
convegno: “La Casa di
Lidia si apre all’accoglienza – Verso una nuova esperienza dell’abitare in provincia di Sondrio”. Il convegno si colloca nell’ambito del progetto “Casa di Lidia”, nuovissima realtà di accoglienza in Valtellina e Valchiavenna, frutto dell’impegno di Caritas diocesana
e Fondazione Caritas “Solidarietà e servizio”, nata
dalla collaborazione con
la parrocchia di Morbegno. In questi giorni, presso la struttura “Casa di
Lidia”, ben visibile all’incrocio fra via Ganda e la
Statale 38, c’è già stata
l’apertura, al piano terra,
della nuova sede del Centro di Ascolto Caritas.
L’intero progetto sarà
inaugurato in febbraio, in
occasione della visita pastorale alla zona Bassa
Valtellina del vescovo
monsignor Diego Coletti.
Il convegno dell’11 settembre sarà presieduto
da monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente di Caritas
Italiana. Dopo i saluti del-
le autorità, monsignor
Battista Galli (Vicario
Episcopale per la provincia di Sondrio) terrà una
breve riflessione introduttiva. Seguiranno gli interventi di: Lucia Angelini (assistente sociale)
su “Uno sguardo al terri-
torio provinciale”; Gianpaolo Barbetta (docente
presso l’Università Cattolica di Milano e membro
di Fondazione Cariplo) su
“Il ruolo dei soggetti privati nelle politiche della
casa”; Renato Ferrario
(presidente della Coope-
rativa Arcobaleno di Lecco) e Gloria Fumagalli
(operatrice della Cooperativa Arcobaleno di Lecco)
su “Housing sociale in provincia di Lecco”; Mauro
Magatti (docente presso
l’Università Cattolica di
Milano e referente dell’associazione Eskenosen di
Como) su “Famiglie accolgono famiglie: l’esperienza dell’associazione Eskenosen di Como”. Al termine ci sarà una visita guidata alla “Casa”.
IL PROGETTO
CASA DI LIDIA
«Da tempo, intorno al
cantiere di “Casa di Lidia”, si è creata molta curiosità e attenzione – ci
confida Massimiliano
Cossa, direttore di Fondazione Caritas “Solidarietà e servizio” –. Ed è
giusto così, perché si tratta di un intervento notevole e, soprattutto, è ancora vivo nella città di
Morbegno, a cinque anni
di distanza dalla sua morte, il ricordo della professoressa Lidia Gerosa, che
in quella casa ha vissuto
e che l’ha lasciata in eredità alla parrocchia, insieme ad altri beni, perché fossero utilizzati per
opere di carattere solidale». Lidia Gerosa è una di
quelle figure luminose del
laicato cattolico che hanno sempre lavorato in
umiltà e silenzio, seminando, nel quotidiano,
germi di sincero impegno
per il bene di tutti. Sabato, all’inizio del convegno,
sarà proiettato un video
nel quale, attraverso interviste e pensieri, sarà
tracciato un profilo della
Gerosa. «La capacità di
dono, il sentimento di
condivisione, il senso di
una generosità fraterna e
disinteressata sono stati
la cifra distintiva della
sua vita», sottolinea Massimiliano, che ha imparato a conoscere Lidia pro-
prio grazie a questo progetto. «Penso che sarà illuminante per tutti ricordarla e guardare al suo
esempio», chiosa il direttore della Fondazione
Caritas. «In totale – spiega Cossa – l’intera operazione metterà a bilancio
circa 800mila euro, fra acquisto della casa dalla
parrocchia, restauro e
messa in opera della
struttura. La fondazione
Cariplo ha dato la disponibilità di un finanziamento davvero considerevole; molto generose anche le offerte giunte dai
privati; la Caritas, inoltre,
destinerà due annualità
provenienti dai fondi otto
per mille; mentre la fondazione Caritas “Solidarietà e servizio” ha previsto lo stanziamento di
fondi propri».
ACCOGLIERE:
UN IMPEGNO
MULTIFORME
L’incontro di sabato è il
primo passo – dopo quello molto concreto e oneroso della realizzazione pratica della “Casa di Lidia”
– verso l’affermarsi di una
sensibilità diffusa sul
tema dell’accoglienza.
«Con il progetto della “Casa” – si legge nella brochure che sarà distribuita l’11 settembre – si vuole offrire un’opportunità
per le nostre parrocchie,
per la comunità civile, di
lavorare e riflettere insieme sul tema dell’accoglienza: accogliere significa ricevere qualcuno con
benevolenza, accettarlo,
ascoltarlo. Accogliere significa anche accorciare
le distanze, mettere a proprio agio e dare pari dignità a chi ti sta davanti:
significa entrare in relazione fraterna». «Le relazioni del convegno – illustra Cossa – saranno brevi ed incisive. Permetteranno da una parte di capire la situazione della
provincia di Sondrio sulla questione “emergenza
abitativa”, dall’altra offriranno una visione d’insieme su esperienze e progetti messi in campo in
altre realtà lombarde. Un
confronto che è sempre
costruttivo e che aiuta ad
aprire gli orizzonti e a elaborare idee nuove». Chi
sono i destinatari dell’appuntamento di sabato?
«Direi che è interessante
per tutti – ci risponde
Massimiliano –. Per gli
operatori della Caritas
certamente, ma anche per
tutti coloro che conoscevano Lidia e che vedranno
cosa è stato possibile fare
grazie alla sua generosità, per le istituzioni, per
gli assistenti sociali, per
il mondo civile in generale, perché la “Casa” è nel
cuore di Morbegno quindi è una parte viva del
tessuto cittadino e provinciale». L’intero progetto,
inoltre, ha permesso la
valorizzazione delle risorse locali ed è il primo progetto del genere realizzato in diocesi da Caritas e
Fondazione Caritas.
LA REALTÀ
DEL TERRITORIO
«La sofferenza abitativa – chiarisce Lucia Angelini, che aprirà il convegno sabato – si sta facendo sentire anche in
Valtellina e Valchiavenna. L’Osservatorio sociale dell’Ente Provincia ha
registrato un effettivo aumento degli sfratti (erano
una quarantina nel 2006,
sono quasi raddoppiati
nel 2008). Costante anche
la richiesta di alloggi popolari, come confermano
i dati Aler». La crisi economica non ha lasciato
scampo neanche alla provincia di Sondrio, come testimoniano le richieste
arrivate al Fondo diocesano “Famiglie-Lavoro”, che
ha risposto positivamente a una sessantina di domande fra Valtellina e Valchiavenna. «La “Casa di
Lidia” – conclude l’arciprete di Morbegno don
Andrea Salandi – è stata lasciata in eredità perché fosse utilizzata per
scopi sociali. Questi bisogni ci sono anche da noi,
non solo nelle grandi città, e coinvolgono indifferentemente italiani o
stranieri. La sfida arriva
adesso, nella gestione:
tutti, parrocchia e volontariato in primis, si sentono coinvolti nell’essere
di aiuto per il suo buon
funzionamento». La “Casa” sarà attiva dal prossimo mese di ottobre, con
i primi ingressi. Non passa inosservata una coincidenza che la Caritas definisce giustamente provvidenziale: “Lidia” è anche il nome di un personaggio degli Atti degli Apostoli, ricordata per aver
ospitato San Paolo, durante la predicazione a
Filippi: «donna che onorava Dio e stava in ascolto».
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
TRADIZIONI TERRITORIO DA SCOPRIRE E VALORIZZARE
In festa a Uschione
D
omenica 29 agosto si è svolta a Uschione
la festa più attesa dell’anno.
In mattinata, sulla strada che parte da Prata
sono salite le moto: il raduno della Vespa 50, è
stato un’occasione di ritrovo per i compaesani
appassionati di motori,
ma anche per molte altre persone della frazione montana di Chiavenna, che hanno potuto
gustare i piatti tipici della cucina locale. Nelle
attività di valorizzazione
del paese si sono impegnate le associazioni attive in paese, legate al
Consorzio, ma soprattutto molti giovani, con lo
scopo di recuperare la
memoria storica di Uschione: il presidente
della Gioventù uschionese infatti è il trentunenne chiavennasco Emanuele Del Grosso. Uschione è un piccolo paese di mezza costa situato su un pianoro a 800
metri sul livello del mare. Si trova sul versante
orientale della Valchiavenna ed è collegato con
là città del Mera da una
secolare mulattiera a
gradoni. Si può raggiun-
gere con una piacevole
passeggiata di un’ora
partendo dalla località
“Al deserto”, oppure in
bicicletta o con mezzi a
motore passando dalla
strada che sale da Prata
Camportaccio. Documentato sin dal Medioe-
vo, il paese si divide in
tre contrade e una corte
che corrispondono ai tre
principali cognomi ancora presenti. Come rilevano gli osservatori più
attenti, l’architettura è
contraddistinta da un’armoniosa semplicità, do-
CONCERTO UN CONCERTO MOLTO APPREZZATO
«Le campane di Piuro»...
vuta all’utilizzo quasi
esclusivo di murature in
pietra locale a vista o parzialmente intonacate.
Gli edifici sono spesso
alti, soprattutto se risalgono al tardo Ottocento
o al Novecento, mentre
sono più modesti quelli
dei secoli precedenti. In
molti casi le case sono
abbinate a cascine utilizzate per l’essiccazione
delle castagne, raccolte
nelle selve che circondano il paese. Salendo da
Chiavenna lungo la
mulattiera si incontra la
contrada Zarucchi. Le
case successive appartengono alla corte della
famiglia Fagetti. Da lì
sale un sentiero verso la
contrada Nesossi. La
terza contrada è quella
dei Pighetti. Arrivati al
vecchio fabbricato delle
scuole comunali, un sentiero conduce al monumento ai Caduti delle
due Guerre mondiali e al
cimitero. In paese ci
sono un Circolo, luogo di
aggregazione per i compaesani, e naturalmente una chiesa, dedicata
all’Ascensione di Cristo.
Fu rifatta tra il 1890 e il
1893, utilizzando sito e
parte dell’edificio precedente.
P A G I N A
29
USCHIONE, IL PAESE RINASCE
SUI SENTIERI DELLE AMARENE
È decisamente interessante la proposta che vede
protagonista la comunità di Uschione, anche grazie alla presenza di alcune importanti realtà associative, e il Comitato di gestione della caccia
del comprensorio alpino di Chiavenna guidati dal
presidente Luigi Galperti. Sulla base di un progetto curato da Mario Pighetti, rappresentante
degli agricoltori all’interno del Comitato, si sta
sviluppando un percorso di rilievo che, per alcuni versi, ricorda quello dedicato alle ciliegie di
Verceia. L’obiettivo è la piantumazione di diversi angoli del paese, in modo da ricreare un ambiente originale e tipico del passato. «Vogliamo
riportare questa antica coltivazione di amarene
lungo i sentieri del paese di Uschione - spiega
Pighetti -. Si tratta di un’idea ricca di contenuti
e crediamo di poterla portare avanti con il contributo di singoli e associazioni. Il progetto legato ai sentieri delle amarene è un’ulteriore dimostrazione di questa sensibilità. La scelta di puntare sulle amarene non è casuale. Per secoli questa è stata una produzione tipica della frazione.
Erano apprezzate per il particolare sapore e la
bellezza del frutto. Il segreto della loro fama,
secondo i racconti, stava in alcuni accorgimenti
produttivi e di trasporto che gli abitanti avevano
adottato. La caratteristica principale delle amarene di Uschione era il sapore moderatamente
aspro rispetto a quelle di altre località. La grandezza del frutto era maggiore grazie alla cura
che gli abitanti dedicavano alle piante: gli alberi
venivano potati regolarmente durante la stessa
fase di raccolta dei frutti, con una continua selezione dei rami. In questo modo nel tempo gli
amareni vedevano crescere il tronco, portatore
di grandi quantità di linfa, mentre la ramificazione, sempre limitata, permetteva che le sostanze energetiche non si disperdessero, ma si accumulassero maggiormente nei frutti. Durante la
maturazione delle amarene le piante assumevano un colore prevalentemente rosso, visto che
avevano più frutti che foglie. L’altezza limitata
agevolava la raccolta.
DUE GIORNI DI “SAMOLACO IN GIOCO”
Due giorni di sport, giochi e attività culturali per la prima edizione di “Samolaco In
Gioco”. La manifestazione, in programma sabato 18 e domenica 19 settembre, è
sorta con il patrocinio del Comune di Samolaco, affiancato da Amici di Paiedo,
Amici di San Pietro, AC Valchiavenna, Associazione Culturale Biblioteca di
Samolaco Compagnia Nuova Era, Corpo Musicale, Gruppo Sportivo e Parrocchiale
di Somaggia, Mera Athletic Club e Oratorio di San Pietro e si terrà in località
Ponte Nave a Casenda. Giochi e gare per tutte le età nel cartellone della manifestazione: corsa dei sacchi, tiro alla fune, calciobalilla, Quarantotto, staffetta in bicicletta, torneo di calcio per bambini, Pentolaccia, AttaccaBottoni, torneo di pallavolo
e gara di ballo. Oltre alle gare, previste esibizioni musicali con il Corpo Musicale di
Samolaco in apertura di manifestazione, la scuola di ballo e il gruppo “Bei Matei”
al sabato sera e le Sbandieratici di Sondrio a chiudere. Sul fronte culturale previste escursioni guidate a San Giovanni All’Archetto-San Fedelino, Sant’AndreaPaiedo- Cappelle e incisioni rupestri del Bason, l’attraversata dei maggenghi da
Paiedo a Piazza Caprara fino a Santa Teresa e il tragitto che collega piazza Bedogna,
la Ca’ Pipeta e la torre di Segname. Le gite si terranno con un minimo di sei
partecipanti. Occorre prenotarsi contattando il comune. Durante la due giorni previste le aperture del museo del Culumbèe dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore
15.00 alle ore 18.00 della giornata di domenica e il mercatino dell’artigianato e dei
prodotti tipici in entrambi i giorni.
S’INAUGURA IL BELVEDERE DI DALOO
S
traordinaria partecipazione per la
duplice rappresentazione dell’opera lirica in forma di concerto “Die Glocken von Plurs-Le campane di Piuro” di ErnstHermann Seyffardt. Sabato e domenica, nel suggestivo ambiente di Belfòrt,
Antonello Puglia ha portato in scena l’opera “Le campane di Piuro”, composizione di Seyffard eseguita per
l’unica volta nel 1912.
Antonello Puglia, musicologo e direttore di coro,
sondriese sposato a Chiavenna, ha lavorato per due
anni sul manoscritto per
trascrivere la musica ridu-
cendola ad un’esecuzione in
forma di concerto, lavoro
che ha fatto con grande entusiasmo e soddisfazione.
Dal testo dell’opera, scritto in tedesco, il musicologo
ha tradotto in un agile libretto la trama della vicenda e la traduzione dei
testi cantati, riducendo l’opera a circa un’ora, puntando sull’apprezzamento della musica più che sulla storia. A rendere ancora più
personale la fatica di Puglia è stata la scelta di utilizzare gruppi valtellinesi
e valchiavennaschi per
l’esecuzione: l’orchestra
sinfonica Francesco Rogantini, di Sondrio, che
comprende una quaranti-
na di elementi in età medio giovane, gruppo di provata esperienza e ottime
capacità; la Corale Laurenziana di Chiavenna diretta da Ezio Molinetti, la
Corale di Prosto di Nardo
Del Barba. Solo i cantanti
solisti sono di via: nel ruolo di Mariella il mezzosoprano Caterina Tartaglione, Nicolò il tenore Luca
Favaron, il sacerdote Ruffo
interpretato dal baritono
Enrico Maria Marabelli e
Annetta il soprano Normanna Dacquati. È stato
un evento di arte e cultura
di grande livello, che ha
chiuso la “Dieci giorni
Piuro-Bregaglia” con enorme successo.
La festa di S. Michele a Daloo, il piccolo paese situato nel territorio comunale di
San Giacomo Filippo, è un appuntamento che di anno in anno si sta affermando per
la qualità dell’organizzazione: tutti i soci mettono a disposizione le proprie capacità professionali e le proprie attitudini per la promozione di una giornata divertente, nel rispetto delle tradizioni e delle ricette di piatti locali. Il ricavato viene
destinato alle spese necessarie alla salvaguardia e manutenzione dell’ambiente
montano del territorio del Consorzio di Daloo. Per secoli Daloo è stato abitato per
tutto l’anno. Dopo il l950 ha conosciuto un graduale spopolamento. Oggi, dopo la
realizzazione di una pista forestale che consente un collegamento con San Giacomo
Filippo, le sue antiche case sono state quasi tutte recuperate dai proprietari o dai
loro eredi. Domenica scorsa notevole è stata l’affluenza alla sagra di San Michele,
favorita anche dalla bella giornata di sole. Dopo la celebrazione della Santa Messa
è stato inaugurato il nuovo belvedere Il Consorzio dell’alpeggio situato sopra
Chiavenna ha dato il via alle opere nelle scorse settimane. Le nuove strutture
permetteranno agli escursionisti e ai proprietari delle abitazioni di godere al meglio la vista dallo splendido punto panoramico che dà sulla valle del Mera, in tutta
sicurezza. Il progetto, portato avanti da diversi anni dai vertici del Consorzio, è
stato finanziato in parte dalla Comunità montana della Valchiavenna, con un
contributo di 45mila euro, mentre la croce è stata donata dal gruppo che riunisce le
famiglie di Daloo e, in particolare, da un carpentiere del posto.
A CHIAVENNA LE OPERE DI BUTTA
C’è anche una mostra di pittura fra le iniziative ospitate a Chiavenna nel periodo
della Sagra dei crotti. È stata inaugurata nei giorni scorsi a palazzo Pestalozzi
l’esposizione di Roberto Butta. Nelle opere è evidente il legame con l’ambiente del
Lario. Butta è nato nel 1961 a Bellano. Autodidatta, libero, assolutamente non
condizionato da scuole o tendenze, si afferma come fecondo ed eclettico artista. «Si
può essere bravi a dipingere una casa, una montagna, un albero o qualsiasi altra
cosa - sottolinea Butta -. Si può arrivare alla perfezione, tanto da farli sembrare
veri, ma questo alla fine significa solo essere bravi a dipingere. La pittura, la mia
pittura, è ben altro, è una scelta di vita, una ricerca di se stessi, uno scrutarsi
dentro e far fluire sulle tele l’intensità di quelle emozioni e di quei sentimenti che
gli altri non vedono e non conoscono, è un esprimere se stessi sfruttando il gesto
tecnico e facendosi trasportare da sfumature incantate di un lago o di una notte
imbiancata di neve». La mostra è aperta fino al 12 settembre dalle ore 10.00 alle
ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00; weekend dalle ore 10.00 alle ore 20.00.
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CRONACA
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SondrioCultura
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
CASTIONE ANDEVENNO IL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO ANNUALE
Società Storica in assemblea
S
L’incontro ha fornito l’occasione per fare
il punto sulle attività svolte, ricordare i
soci scomparsi e presentare le pressime
iniziative culturali ed editoriali
di CIRILLO RUFFONI
me l’approvazione dei
bilanci consuntivo e preventivo, si sono svolte le
relazioni di natura storica. Monsignor Mario
Giovanni Simonelli ha illustrato, con grande vivacità e con l’aiuto di numerose immagini, le più
recenti scoperte archeologiche che sono state
effettuate nel territorio
di Castione, in particolare i reperti di età neolitica trovati durante i lavori per la sistemazione
delle strade del fondovalle. Un altro sito interessante si è rivelato il
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
econdo la consuetudine in vigore ormai da
molto tempo, la
Società Storica
Valtellinese ogni anno
sceglie una sede diversa
per tenere la propria assemblea ordinaria. In
questo modo la riunione
si trasforma in un piccolo convegno nel quale
vengono approfonditi
vari aspetti legati alla
storia e alla cultura di
quel paese e, nello stesso tempo, i soci possono
visitare chiese, monumenti, palazzi, edifici caratteristici, che solitamente non sono accessibili al pubblico. Quest’anno la scelta è caduta su Castione Andevenno, un centro antico, che
domenica 29 agosto ha
messo a disposizione per
l’assemblea la propria
chiesa di San Rocco, ora
non più utilizzata e adibita a sala per attività
culturali. La presidente
Augusta Corbellini ha
introdotto i lavori rendendo omaggio ai soci
che ci hanno lasciato nel
corrente anno, tra i quali
ricordiamo in particolare monsignor Ugo Pedrini, Giovanni Giorgetta e padre Camillo
De Piaz.
Quali attività svolge la
Società Storica? Anzitutto la pubblicazione
del Bollettino, ricco di
studi e recensioni, tanto da superare ormai le
400 pagine. Quest’anno,
però, come ha ricordato
la presidente, l’abolizione delle agevolazioni postali ha inciso pesantemente sui costi di spedizione, tanto di richiedere un ridimensionamento delle attività, che pure vivono grazie al semplice spirito di volontariato. Lo stesso avviene
per la collana dei to-ponimi, che continua le sue
pubblicazioni ed è arrivata al volume n. 35,
grazie all’attività disinteressata di molti ricercatori, godendo così dell’apprezzamento non
solo degli studiosi, ma
anche della gente comune. La presidente ha ricordato poi le attività
svolte (in particolare dai
soci Giulio Perotti e
Simonetta Coppa), in
occasione della ricorrenza dei 350 anni dalla nascita del pittore di Caspano Giacomo Parravicini detto il Gianolo. A
lui verrà dedicato un apposito convegno, il 25
settembre, per fare il
punto sugli studi che riguardano la sua opera.
Per l’occasione verrà
pubblicato anche il catalogo di tutte le opere da
lui eseguite nella nostra
provincia. La presidente
ha inoltre ringraziato in
modo particolare i soci
Franca Prandi e Francesco Palazzi, che provvedono all’apertura settimanale della sede di
Sondrio ed anche al riordino del ricco archivio
della Società stessa. Dopo gli adempimenti di
natura burocratica, co-
Mulìn de la Rusina, un
antico mulino nella località Vendulo, ora restaurato, vicino al quale c’è
un masso con numerose incisioni, che verosimilmente è servito come
ara sacrificale. Nel territorio di Castione sono
state trovate inoltre delle rupi incise, con numerosi massi e ciotoli evidentemente lavorati.
Dopo i primi rilievi effettuati da Pierluigi Annibaldi ed un primo studio, questi giacimenti
culturali sono in attesa
di una maggiore valoriz-
zazione. Se si considera
che nella rassegna dei
reperti archeologici effettuata nel 1985 dalla
studiosa Muffatti Musselli non compariva quasi nulla di Castione, ha
concluso monsignor Simonelli, risulta chiaro
come nei nostri paesi,
soprattutto in quelli del
versante retico, ci sia
ancora molto da scoprire e da studiare. Simone Panzeri e Francesco Palazzi hanno invece illustrato alcuni documenti del periodo medioevale, dai quali emer-
gono interessanti notizie sull’antico centro,
chiamato Andevenno poi
Castione, dalla presenza
di un castello, sulle antiche famiglie, l’origine
dei cognomi, la natura
del territorio, la distribuzione degli insediamenti, i loro nomi e così via.
Breve, ma interessante
l’intervento di don Remo Bracchi, che ha invitato i ricercatori che si
occupano dei dialetti a
fermare l’attenzione sui
suffissi ed ha fornito,
come esempio, un lungo
elenco di aggettivi che
hanno i suffissi “-ivo, iva”, un tempo molto utilizzati per indicare le
caratteristiche di un territorio. Giovanna Virgilio ha presentato una
ricerca effettuata nell’ambito della Comunità
Montana di Sondrio sulla pittura murale devozionale. Dalla capillare
rassegna degli affreschi,
fatti realizzare sulle abitazioni da umili committenti, sono emersi alcuni dati interessanti. I pittori erano in genere di
modesto livello, ma si
ispiravano agli esempi
degli autori più famosi.
In qualche caso conosciamo anche il loro
nome, come quello di
Francesco Ambrosioni
che veniva da Branzi, in
Val Brembana. A Franca Prandi è toccato infine il compito di presentare il volume dei toponimi del territorio comunale di Albosaggia, edito
recentemente. La ricerca, piuttosto voluminosa,
è il frutto dell’attività di
vari ricercatori (purtroppo Salvatore Paruscio, che ha curato la
raccolta vera e propria,
non era presente per
motivi di salute) e costituisce uno specchio del
territorio e delle attività che sono state svolte
nel corso dei secoli. Risultano così frequenti i
riferimenti alla coltivazione delle castagne, della vite, dei cereali, oppure agli animali un tempo presenti sul territorio, come i lupi e gli orsi.
Dopo il pranzo si sono
svolte le visite alla chiesa parrocchiale, al palazzo e alla villa Parravicini
che i proprietari hanno
gentilmente aperto ai
partecipanti all’assemblea.
MONTAGNA ORIGINALE PROPOSTA DEL FAI CON IL PROGETTO «CARAVAGGIO DREAMS»
Musica e immagini al Castel Grumello
a Delegazione sondriese del FAI (il
Fondo Ambiente
Italiano) intende
approfondire il discorso iniziato a marzo
sul connubio tra musica
e fotografia. Ha pertanto richiamato a Sondrio
il fotografo Pino Ninfa,
già protagonista nella
Giornata di Primavera a
Castello Masegra di una
performance multimediale insieme al Trio di
Franco D’Andrea, per
un nuovo evento che
si terrà a Castel Grumello di Montagna
sabato 11 settembre
(ore 20.30), organizzato in collaborazione
con Ambria Jazz. “Caravaggio Dreams” è il nome del progetto che vede riuniti il quartetto
d’archi Alborada (Anton
Berowski, violino; Sonia
Peana, violino; Nico Ciricugno, viola; piero Salvatori, violoncello) e il
fotografo milanese. Un omaggio, nel 400° anni-
L
po la performance, alla
quale seguirà una degustazione di vini locali, le
immagini resteranno in
mostra a Castel Grumello dal 12 al 26 settembre, tutti i giorni
dalle ore 15.00 alle ore
18.00.
versario della morte, al
grandissimo artista italiano e alla sua ricerca
della luce nella pittura.
Sulle note del quartetto
scorreranno le immagini di Pino Ninfa per rac-
MORBEGNO: VISITA
DEL CHIOSTRO DI SANT’ANTONIO
Martedì 14 settembre alle ore 20.45, monsignor Sergio Lanza, docente di Teologia Pastorale presso la Pontificia Università Lateranense e assistente generale dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore, e Giulio Perotti,
ricercatore della Società Storica Valtellinese,
condurranno la visita guidata a “Il chiostro di
Sant’Antonio a Morbegno: una finestra sull’Europa”.
contare storie legate a
varie parti del mondo e
soprattutto alle township di Kliptown e Soweto in Sudafrica, dove particolari ambientazioni
riescono a creare atmosfere caravaggesche.
Ninfa ha scelto di ritrarre personaggi tratti dalla strada e i luoghi più
emarginati, prestando
grande attenzione al risvolto umano e sociale.
Ecco dunque il filo conduttore che lega l’artista
del passato alla realtà
contemporanea. “Queste luci – dice Ninfa –
hanno creato storie, che
a volte paiono arrivare
da qualche palcoscenico
dove si racconta la vita”.
“Ci è piaciuta, in Pino
Ninfa, la non spettacolarizzazione del disagio”
commenta Ida Oppici,
curatrice dell’iniziativa
per conto del FAI. “L’artista non punta mai il
dito in tono accusatorio,
ma pone il problema in
maniera garbata, cercando di mettere in rilievo l’aspetto positivo,
la dignità umana che
riluce anche in mezzo
alla miseria”.
All’inizio della serata il
prof. Fausto Florenzano,
docente di Educazione
Artistica della scuola secondaria di primo grado
Sassi-Torelli di Sondrio
terrà una breve introduzione su Caravaggio. Do-
Pino Ninfa è un fotografo particolarmente
appassionato al mondo
del jazz, del quale ha
immortalato i più grandi protagonisti e i più
importanti festival, quali
Umbria Jazz. Sviluppa
progetti sul territorio
nazionale ed internazionale legati allo spettacolo e al reportage, con un
profondo interesse per la
musica e il sociale. Dal
1998 è fotografo ufficiale dell’Heineken Jammin’ Festival.
Il quartetto d’archi
Alborada ha un repertorio che privilegia la
musica contemporanea,
spaziando tra autori
come Eric Satie, Michael
Nyman, Alberto Ginastera, John Cage, Philip
Gall e Paolo Fresu e
composizioni originali.
Attualmente collabora
con musicisti di fama
internazionale quali Paolo Fresu, Sheila Jordan, Billy Drummond,
Roberto Cipelli, Attilio
Zanchi, Rita Marcotulli,
Maria Pia De Vito, Daniele di Bonaventura,
Angelo Adamo.
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
P A G I N A
31
MORBEGNO UN INCONTRO IL PROSSIMO 18 SETTEMBRE
Raccontare l’affido...
L
a cooperativa sociale Ippogrifo su
bando della Fondazione Cariplo e
in collaborazione
con il Centro Servizi per
il Volontariato Lavops, i
cinque Uffici di Piano di
Sondrio, Tirano, Bormio, Morbegno e Chiavenna, l’amministrazione provinciale e diverse
associazioni e realtà di
volontariato del mandamento di Morbegno promuovono sabato 18 settembre dalle ore 15.00
alle 18.00 a Morbegno
presso la colonia fluviale Ti racconto l’affido:
accoglienza e affido
familiare come percorsi di solidarietà.
Alcuni bambini e ragazzi del nostro territorio
hanno bisogno di essere
accolti da famiglie disponibili ad accompagnarli
e sostenerli per un certo periodo della loro
vita. L’affido familiare è
una forma temporanea
di accoglienza di un minore nella propria famiglia. È un gesto di solidarietà e di aiuto, sia per
il minore che viene accolto sia per la sua famiglia, che non è temporaneamente in grado di occuparsi di lui. Accompagnare un minore per un
periodo della sua vita è
un’esperienza positiva
che arricchisce anche la
famiglia affidataria. L’affido può essere a tempo
pieno, quando il minore
ha bisogno di una casa
in cui vivere giorno e
notte, o a tempo parziale, quando al minore occorre un sostegno soltanto diurno. Esiste inoltre una forma di accoglienza meno impegnativa rispetto all’affido,
l’appoggio familiare, rivolta a famiglie che possono trarre beneficio
dall’affiancamento di altre famiglie che possono
dare la loro disponibilità per alcune ore al giorno o per qualche giorno
la settimana, per accompagnare il minore a
scuola, per aiutarlo nei
compiti o facilitare l’inserimento del nucleo familiare in un territorio
nuovo.
TERRITORIO
NOTIZIE
IN BREVE
SALE OPERATORIE
AD ATTIVITÀ
LIMITATA
A MORBEGNO
Per lavori di ristrutturazione delle sale operatorie dell’Ospedale di Morbegno le attività odontoiatriche in anestesia
generale per i pazienti
disabili non collaboranti
saranno effettuate temporaneamente nell’Ospedale di Sondrio, evitando così qualunque disagio o inutile attesa per
i pazienti. È importante
chiarire che tale temporanea modifica riguarda
solo i trattamenti in anestesia generale, poiché è
invariata la possibilità di
accesso alle terapie ambulatoriali, cioè per i consueti trattamenti odontoiatrici in anestesia locale e per quelli in monitoraggio cardiocircolatorio necessari per i pazienti a rischio. Tutte le
informazioni necessarie
sui trattamenti in anestesia generale possono
essere richieste alla
caposala degli ambulatori di Odontostomatologia dell’Ospedale di Sondrio, Paola Spini, dal lunedì al venerdì dalle ore
8.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.00 alle ore
16.00. Telefono diretto
0342/521465. Alla riapertura delle sale operatorie, il servizio sarà ripristinato presso l’Ospedale di Morbegno e ne
sarà data tempestiva comunicazione.
SERVIZIO
VETERINARIO
L’Asl della provincia di
Sondrio comunica che il
Dipartimento di Prevenzione Veterinario ha tra-
ZONA PASTORALE MEDIA VALTELLINA
•
Sabato 18 settembre - ore 7.00 da piazzale
Foianini: Pellegrinaggio vocazionale alla Sassella.
sferito la sede del proprio Distretto “Sondrio
Centro” da via Besta a
via Stelvio, 35 (ex palazzo della profilassi). Pertanto potranno presentarsi alcune difficoltà
nella erogazione delle
prestazioni dovute. In
particolare si prevede di
garantire il completo ripristino delle attività istituzionali a partire dal
giorno 13 settembre.
Nel periodo di tale trasferimento, le eventuali
necessità urgenti dovranno venire presentate alla sede centrale del
Dipartimento Veterinario medesimo, sito in via
Nazario Sauro, 38 a Sondrio al numero telefonico 0342-555871.
• Domenica 19 settembre - ore 11.15 a Sondrio/
Collegiata: Santa Messa presieduta da Sua Beatitudine Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme.
• Martedì 21 settembre 2010 - ore 9.45 a Valle di
Colorina: incontro del clero zonale.
• Le parrocchie della zona possono comunicare i nominativi dei cresimandi adulti telefonando a don Ferruccio
al 333.42.11.260; oppure 0342.524716.
P A G I N A
32
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
5 SETTEMBRE GRANDE PARTECIPAZIONE
SANTUARIO MADONNA DI TIRANO
APERTURE ESTIVE
• Il Santuario-Basilica della Madonna di Tirano osserverà l’apertura continuata dalle ore 7.00 alle ore 19.00 anche nel mese di settembre.
Malati a Tirano
L
’
NOVENA IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DELL’APPARIZIONE
DA LUNEDÌ 20 A MARTEDÌ 28 SETTEMBRE
•
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•
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•
•
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ore 5.30: recita del Santo Rosario e litanie mariane
ore 6.00: Santa Messa (con omelia e preghiera alla Madonna di Tirano)
ore 7.30: Santa Messa
ore 9.00: Santa Messa alla Cappella dell’Apparizione
ore 16.00: Santa Messa (solo mercoledì 22 settembre)
ore 17.30: recita del Santo Rosario
ore 18.00: Santa Messa
Confessioni: dalle ore 5.30 alle ore 12.00; dalle ore 14.30 alle ore 19.00
PELLEGRINAGGIO DALLA VALPOSCHIAVO
Domenica 26 settembre: giungerà per l’ultima Santa Messa vespertina
delle ore 18.00 (e non 18.30).
GIORNATA DELL’APPARIZIONE
MERCOLEDÌ 29 SETTEMBRE
• ore 5.30: recita del Santo Rosario e litanie mariane
• ore 6.00: Santa Messa (con omelia e preghiera alla Madonna di Tirano)
• ore 7.30: Santa Messa
• ore 9.00: Santa Messa alla Cappella dell’Apparizione
• ore 10.30: Santa Messa presieduta dal Vescovo Diego Coletti
• ore 15.00: recita del Santo Rosario, litanie mariane, benedizione
eucaristica
• ore 16.00: Santa Messa
• ore 17.30: recita del Santo Rosario
• ore 18.00: Santa Messa
• ore 20.30: processione; a seguire, concerto della Banda cittadina
PROBLEMI NELLA SCUOLA DELLA PROVINCIA DI SONDRIO
Mancano ormai pochi giorni all’inizio del nuovo anno scolastico. Anche la provincia di Sondrio, come nel resto d’Italia, sta vivendo momenti di fortissima tensione. «A giugno le scuole si erano chiuse per gli studenti – scrivono le organizzazioni
sindacali – mentre per il personale erano sul tappeto almeno tre questioni rilevanti previste dalla manovra economica: il blocco delle anzianità; la prospettiva
di una rateizzazione dell’indennità di buonuscita; il blocco delle assunzioni; tagli
agli organici effettuati nei mesi precedenti». In questi mesi l’intera operazione ha
comportato, per la scuola Valtellinese e Valchiavennasca, una riduzione di oltre
100 posti per quanto riguarda i docenti e una sessantina di posti per quanto
riguarda il personale ausiliare e tecnico amministrativo. «Una situazione al limite della sostenibilità – prosegue la Cisl – che ha conseguenze a livello occupazionale (sono circa 60 in meno le nomine effettuate quest’anno rispetto a quelle dello
scorso anno per il personale docente e una cinquantina per il personale ATA).
Inoltre, a fronte di un aumento degli alunni diversamente abili, vi è stata una
riduzione dei posti di sostegno di ben 14 unità». Secondo quanto affermato dai
rappresentanti dei docenti alla rientro in classe non mancheranno problemi. Si è
così aperto un tavolo di confronto in cui si richiede la partecipazione di enti e
istituzioni per non far venir meno la qualità della scuola valtellinese e
valchiavennasca.
RIAPERTA LA SUPERSTRADA ALL’ALTEZZA DI VARENNA
La carreggiata nord della strada statale 36 “del Lago di Como e dello Spluga”,
interdetta al traffico a seguito di una frana verificatasi a fine gennaio in località
Pino di Varenna (Lecco) è stata riaperta al traffico. L’Anas - mediante una prima
operazione di messa in sicurezza - aveva provveduto all’installazione di un bypass che ha consentito la circolazione lungo la statale 36, in entrambi i sensi di
marcia. «Abbiamo rispettato pienamente il cronoprogramma - ha dichiarato il
Presidente dell’Anas Pietro Ciucci -. La conclusione dei lavori di protezione della
sede stradale della strada statale 36 da caduta massi (dal km 70,000 al km
70,200), consegnati lo scorso 5 luglio all’impresa Dolomiti Rocce S.r.l., era fissata
per il 2 settembre e tale data è stata assolutamente rispettata. Restano da completare solo le lavorazioni secondarie (ripristino della pavimentazione, della segnaletica orizzontale e verticale, rimozione del by-pass esistente, dei new-jersey
etc.), che saranno ultimate domani mattina. Per il completo ripristino dell’arteria
stradale, l’Anas ha investito quasi 1 milione e 400mila euro - tutti a carico del
proprio bilancio –, adottando la migliore soluzione esistente sul mercato, al fine
di mettere in sicurezza il versante montuoso mediante un intervento specializzato e puntuale consistito nella fornitura e posa in opera oltre 400 metri di barriere
paramassi ad alto assorbimento di energia». Nei prossimi giorni alcuni tecnici
dell’impresa Dolomiti Rocce S.r.L. saranno ancora presenti all’interno dei sentieri
che costeggiano la statale per terminare il ripristino dello stato dei luoghi anteoperam. L’Anas ricorda che durante lo svolgimento dei lavori, in accordo con gli
enti e le istituzioni locali , sono state adottate misure di limitazione al traffico
volte a ridurre i disagi all’utenza stradale: durante tutte le domeniche comprese
tra la metà del mese di luglio e l’intero mese di agosto, infatti, in concomitanza
con il periodo estivo, è stato messo in atto un “piano anti-code”, ampiamente
condiviso con gli enti territorialmente competenti. Tale strategia - che ha visto la
chiusura dell’arteria stradale in direzione nord, all’altezza dello svincolo di
Abbadia Lariana, per permettere al flusso veicolare di scorrere lungo due corsie di
marcia in direzione sud, verso Milano - è stata adottata in relazione agli intensi
flussi di traffico che, durante i weekend estivi, hanno interessato la Valtellina.
ASSOCIAZIONE ALZHEIMER SONDRIO
Settembre ricco di appuntamenti per l’Associazione Alzheimer e demenze della
provincia di Sondrio. Venerdì 17 settembre dalle ore 20.30 alle 22.30 presso la
sala Vitali del Credito Valtellinese a Sondrio è in programma una serata pubblica presieduta dalla psicologa Paola Ortelli sul tema “Alzheimer e quotidianità:
come affrontare le malattie dementigene nella vita di tutti i giorni”. L’incontro sarà anche occasione per annunciare la ripresa delle attività del Cafè
Alzheimer. L’Associazione ha inoltre in programma un percorso di formazione
destinato a tutti coloro che vogliono conoscere meglio la problematica della demenza e di come la si possa affrontare in un contesto domestico e, comunque, non
strutturato. Gli incontri si terranno presso la sede dell’Associazione Amici Anziani di Sondrio in via Maffei, 40, dalle ore 20.30 alle 22.30, nelle seguenti date:
martedì 21 e 28 settembre; giovedì 23 e 30 settembre.
L
accoglienza era
fissata per le ore
9.30, ma già diverso tempo prima i fedeli affluivano sul sagrato della basilica della Madonna di Tirano. Così è iniziata la giornata provinciale dell’ammalato lo scorso 5 settembre. E tutti, pellegrini, ammalati, volontari dell’Unitalsi, hanno reso ancora
una volta grande testimonianza di fede recandosi
sul luogo dell’Apparizione
mariana; anche a prezzo di
un viaggio difficile per le
proprie condizioni di salute. I primi ad arrivare, soprattutto tiranesi e degli
immediati dintorni hanno
pazientato la messa delle
ore 10.30, loro dedicando
così testimonianza di una
fede chiara e tenace. Sergio Bonvini, segretario provinciale della sottosezione
Unitalsi ha commentato il
servizio offerto ai malati
come: «adempiere in pieno
allo scopo dell’associazione, cioè essere vicini anche
spiritualmente agli ammalati. Per fare ciò, viaggiamo, dormiamo e viviamo
integralmente con loro ogni
pellegrinaggio dai più distanti ai più brevi. L’importante per noi è essere
un servizio per loro e non
un peso. Nessuno di noi
viene pagato, per non pesare sul bilancio dell’associazione anche noi, come i
malati, paghiamo la nostra quota». E da osservatore nota quanto il malato
’
abbia bisogno di momenti
come questi. «Alla partenza di un pellegrinaggio, per
Tirano o altrove, l’ammalato parte con le sue sofferenze, fisiche e spirituali,
ma quando si è sul viaggio
del ritorno sono più sereni,
accettano la loro condizione e sorridono». Bonvini è
convinto che sia una medicina psicologica che dà serenità. «C’è tanta gente
sola e nel pellegrinaggio
incontra gente che sente vicina e che li aiuta
con gratuità. L’ammalato è molto sensibile e si
accorge dell’amore disinteressato e allora si
commuove». «Per noi è
sempre una gioia venire
qui – spiega un’ anziana
coppia della provincia di
Bergamo – ci sentiamo
molto legati alla Madonna
di Tirano e ogni tanto ritorniamo, due o tre volte
l’anno da diversi anni. Siamo venuti autonomamente per meglio gestire i tempi». Unendo al pellegrinaggio una gita al lago di Poschiavo si sono ritagliati una domenica diversa e «tutta per noi». Solo chi ha provato la sofferenza trova con
facilità la gioia di non essere solo e la preghiera è
un grosso aiuto e sollievo.
Accompagnare i malati qui
al santuario «da una emozione forte, indescrivibile –
assicura Raffaella, dama
che da dieci anni accompagna i malati al santuario
della Madonna della Salute, come spesso è stata ri-
cordata nel corso della giornata -. Dà gratificazione
perché senti che stai facendo del bene e aiuti i
sofferenti».
Alle ore 10.30 non c’erano
più posti liberi sul sagrato
e gli ultimi arrivati hanno
dovuto seguire la celebrazione da dentro il santuario. A celebrare il Rito è
stato il rettore del santuario monsignor Aldo Passerini, coadiuvato da don Giuseppe Rossotti Assistente
ecclesiastico della Unitalsi
valtellinese, che ha iniziato salutando e ringraziando fedeli e autorità presenti. Una celebrazione vissuta con intensità dall’assemblea molto toccata dalla Liturgia domenicale e
dal salmo responsoriale il
cui ritornello sembra andare al centro del sentimento
del bisognoso perché significativo dell’abbandono
alla volontà di Dio che induce la sofferenza: Signore, sei stato per noi rifugio
di generazione in generazione. Don Aldo ha voluto sottolineare come Maria sia
Madre e Maestra, correndo col pensiero alle nozze
di Cana. «Per seguire Cristo bisogna fare delle scelte e dare con amore, senza
limiti. Maria è l’esempio di
questo dare perdendo tutti i suoi progetti [passo necessario] per dire il suo sì».
Parlando della sofferenza
che spesso accompagna il
corso della vita di ognuno
ha voluto ricordare quella
sopportata da monsignor
Maggiolini che «si era affidato alla Madonna di Tirano dalla quale era sicuro
di ricevere aiuto. In un’occasione ricevetti una sua
telefonata e mi disse che:
la Madonna di Tirano è potente». In Lei difatti riconosceva il merito di un decorso di malattia rallentato e molto alleviato nel dolore. Appositi locali, antistanti la basilica sono stati riservati per il pranzo al
sacco e la chiusura al traffico della piazza ha contribuito al raccoglimento dei
fedeli anche nel pomeriggio
quando si è tenuta la celebrazione mariana e la benedizione di tutti i malati.
ROBERT WALTER NAZZARI
SEMOGO: IL SALUTO A DON GIANFRANCO
Con il passare degli anni, il luogo in cui abitualmente si trascorrono le vacanze
diventa così familiare che si intrecciano legami di amicizia e si condividono le esperienze delle persone che lì vivono stabilmente. È così, per noi, a Semogo, in quella
porzione di Chiesa diocesana, affidata per un decennio a don Gianfranco Ciaponi, da
qualche giorno cappellano all’ospedale di Sondalo. Tornare in Valdidentro, nelle giornate serene d’estate o con i fiocchi di neve in primavera, significava incontrarlo nella
“sua” chiesa ristrutturata, preciso e puntuale nelle celebrazioni liturgiche, aperto all’accoglienza dei preti e dei missionari semoghini di ritorno a casa per un periodo di
riposo, sempre attento alla dimensione diocesana, attraverso la preghiera e la partecipazione attiva. «Quando nell’anno duemila venni tra voi si era appena concluso il
“Grande Giubileo”, che ci conduceva alle soglie del “Terzo Millennio”. Giovanni Paolo
II nella sua Lettera Enciclica “Novo Millennio Ineunte”, scritta dopo il Giubileo del
2000, rivolgeva l’invito a tenere “lo sguardo più che mai fisso sul volto del Signore”, a
far diventare le nostre comunità cristiane “autentiche scuole di preghiera” e a “fare
della Chiesa la casa e la scuola della comunione”. Queste parole mi rimasero impresse, e cercai di imprimerle bene nella mente e nel cuore. Con fiducia mi misi all’opera in
questa missione, cercando insieme a voi di camminare su questo sentiero. Certamente
non sono mancate difficoltà e ostacoli, momenti di fatica e anche di sofferenza; ma
quando si prende sul serio il Vangelo non ci si deve fermare. “Con lo sguardo fisso su
Gesù”…, perché poi è Lui che sta davanti e bisogna seguirlo, con decisione e senza
paura». Queste parole, scritte da don Gianfranco per il bollettino parrocchiale “Nuovi
Orizzonti”, ci sembrano descrivere bene l’avventura umana e spirituale di un prete
che, nelle sua azione pastorale, pur con i limiti e le fragilità di ogni uomo, ha messo il
Signore al primo posto, anche quando questo poteva significare fatica e incomprensione. A lui, con il grazie per un pezzo di strada fatto insieme, nonostante la distanza che
ci separava per la maggior parte dell’anno, l’augurio sincero di essere ancora e di
nuovo seminatore di speranza, con la certezza che “ciò che deve guidare la vita di un
prete, come di ogni fedele cristiano, è la ricerca del bene che viene indicato dal Vangelo
e dalla Parola della Chiesa”.
LETTERA FIRMATA
P A G I N A
33
SPORT
CALCIO DAL 1970 UN SOLO PRESIDENTE COMASCO, MARIO BERETTA
NUOVO
COACH
PER
IL COMO
Dopo la retrocessione in serie B arrivata lo scorso mese
di maggio, che ha
scritto la parola "fine" su un periodo ricco di soddisfazioni
per la Como Nuoto
(anche se, nelle ultime stagioni, le difficoltà erano cresciute in modo esponenziale) è iniziata quella che può essere definita l'operazione
"risalita". Primo tassello di questo nuovo
corso è stata la presentazione ufficiale,
lo scorso 2 agosto,
del nuovo allenatore
della Como Nuoto
Stefano Piccardo.
Nella sede della
società in viale Geno, con stampa, dirigenti ed alcuni giocatori presenti, ha infatti avuto luogo il
primo incontro ufficiale a Como del neo
allenatore ligure.
Nella bellissima
cornice che si affaccia sul primo bacino
del lago di Como sono stati ribaditi i concetti alla base dell’accordo triennale tra
la Como Nuoto e
Stefano Piccardo ovvero rivitalizzare i
settori giovanili per
dare in futuro nuovo
slancio alla prima
squadra, quest’anno
impegnata nel campionato di serie B.
Como non ama il Como
Analisi storica
dopo le critiche
cittadine ad
Antonio Di Bari ma
negli ultimi 40
anni un solo
concittadino è
stato presidente
del club lariano
Corrado (che proprio di
Como non è) seguito da
Giangerolamo Barzaghi
(Seveso - 2006/07), Enzo
Angiuoni (2007/08) ed
Antonio Di Bari (dal 2008
ad oggi). Come si vede
l'unico nome comasco è
stato quello di Mario Beretta. Negli ultimi 40 anni
c'è stato sicuramente tempo e spazio per qualche
"personaggio" di Como di
occuparsi della squadra e
della società, ma di fatto la
voglia e l'intenzione concreta non c'è stata. Invece, in questo periodo di
tempo, proprio "made in
Como" sono state le critiche più feroci all'attività
dei diversi presidenti lariani che, nel bene o nel
male, hanno contribuito
alla storia del Como. Purtroppo, rileviamo, questa
è una consuetudine esclusivamente comasca in
quanto in altre località,
anche vicine al capoluogo
(un solo nome, Cantù),
gente del posto non lesina
aiuti alla locale squadra di
basket i cui importi sono
ben più consistenti rispetto a quelli di una squadra
di calcio come il Como.
pagina a cura di LUIGI CLERICI
N
el corso della
scorsa estate, decaduta
ufficialmente la vicenda
"Ciuccarello" e con la coppia Di Bari-Rivelli confermata alla guida della società, in seguito ad alcuni
pensieri espressi proprio
da Antonio Di Bari sulle
voci che periodicamente
vedono questo o quello
personaggio comasco sul
punto di entrare a far parte del gruppo dirigente
della società azzurra (e
che, sempre periodicamente, svaniscono come
neve al sole) non sono
mancate feroci critiche da
parte della città verso l'attuale numero 1 del Como.
A prescindere dal fatto
che, inogni caso, Di Bari lo
scorso mese di maggio, ha
rischiato di giocarsi buona parte della credibilità
che si era costruito con tre
anni di ottimi risultati
che, con le dovute differenze, a Como non si vedevano dall'epoca Preziosi, con
la vicenda Ciuccarello e
con il famoso tormentone
"dovete fidarvi". Per fortuna, alla fine, non si è del
tutto fidato anche lui e
insieme con il socio Rivetti ha posto le basi per proseguire la sua avventura
Antonio Di Bari, presidente del Como dal 2008,
ha rilevato la società da Enzo Angiuoni
alla guida del Como, nel
quale dovrebbe "entrare"
anche un imprenditore
locale anche se, andando
a spulciare la secolare storia del Como, se evitiamo
di occuparci, per ovvi motivi storici dei primi 50
anni, negli ultimi 10 lustri
soltanto un presidente del
Como era della città: Mario Beretta. Tutti gli altri,
sia amati (più o meno dai
tifosi) che non apprezzati
(dalla città che, è inutile
nasconderlo, ha sempre
ritenuto una scocciatura il
Como, soprattutto se
squadra di successo perché questo provoca traffico, disordine... insomma
crea disagio ai fine settimana dal laborioso comasco) non erano certo nativi della città o della provincia. Dagli anni '70, infatti,
quando ai vertici di viale
Sinigaglia c'era la dirigenza "made in Meda" con al
vertice Alfredo Tragni,
alla presidenza del Como
si sono succeduti la prima
"era" Beretta (80/83), Benito Gattei (Lugano, 1984
-1991). Dopo di lui ancora Beretta (1992-1997),
poi Enrico Preziosi (campano, 1997-2003), Aleandro Dall'Oglio (Milano
2004/05), il fallimento con
il curatore fallimentare
IL CAMPIONATO
Quattro punti in due partite
Quattro punti in due
partite è il bilancio del
Como che, dopo la sconfitta interna con il
Ravenna all'esordio, ha
conquistato una vittoria
ed un pareggio. Il successo è arrivato al secondo
appuntamento in quel di
Verona con gli azzurri
MOUNTAIN BIKE A LIVIGNO SI È DISPUTATA LA 17^ MARATONA
capaci di infliggere due
gol agli ambiziosi scaligeri (2-0 il risultati finale). 1-1, invece, è stato il
risultato del match disputato domenica scorsa
allo stadio Sinigaglia tra
il Como ed il Pergocrema
con gli azzurri che si sono
fatti rimontare.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
PALLANUOTO
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
GHISALLO
EVANS DONA
LA MAGLIA
IRIDATA
In un caldo venerdì dello scorso mese di agosto,
il 6 in particolare, Cadel
Evans, l’australiano campione del mondo di ciclismo in carica, ha donato la
sua maglia al museo del
Ghisallo. «E’ un regalo che
sottolinea ancora una volta l’importanza di questo
luogo per tutto il ciclismo
internazionale, dobbiamo
ringraziare Evans per il
suo gesto» ha commentato in proposito il consigliere regionale comasco Luca Gaffuri, presente durante la visita del campione del mondo al Ghisallo.
«Come più volte ho ribadito con il mio collega Carlo Spreafico, il Museo del
Ciclismo Madonna del
Ghisallo è uno strumento
importante per diffondere
la cultura ciclistica e valorizzare questo sport, tradizionale per le nostre
zone. Serve un impegno,
anche da parte di Regione
Lombardia, affinché la
sua apertura sia assicurata durante tutto l’anno. In
questo si potrebbe pensare al coinvolgimento delle associazioni di ciclismo
comasche e lecchesi, un
in un’ottica partecipativa».
CANOTTAGGIO IN UNGHERIA
Al 1° posto Cattaneo e Benzoni Niente "laurea"
L'atleta
bergamasco della
Full Dynamics
ha concluso
il percorso con
6 minuti in meno
rispetto al
vincitore 2009
S
otto uno splendido
sole è il bergamasco Johnny Cattaneo a dominare la
XVII edizione della marathon di mountain
bike del piccolo Tibet. Alle
sue spalle Mike Felderer
e Julio Caro Silvia. Tra le
donne vittoria senza eguali per Michela Benzoni. Pronostici sovvertiti
nella gara maschile, causa problemi meccanici per
Mike Felderer, che durante i quattro giorni del tour
ha dominato in tutte le
altre tappe. A trarne vantaggio il compagno di
squadra Johnny Catta-
È anche
vero che
questa
marathon
è una delle poche
competizioni che
premia
non solo
il più forte ma anche il biker più
completo”. Al secondo
posto un
tenace
Il podio della Pedaleda 2010
Mike Felneo, il quale da metà gara
derer che nonostante i prosi è imposto alla testa del
blemi meccanici, è riuscigruppo dettando il ritmo
to nel finale a rimontare le
fino alla fine. Il bergaposizioni perse durante
masco ha terminato la sua
l’assistenza tecnica, chiuprova in 3:43.49,4, oltre
dendo la sua prestazione
sei minuti in meno rispetin 3:48.39,3. Peccato per
to allo scorso anno. “La
l’altoatesino il quale duPedaleda è una gara dura
rante i giorni precedenti
ed è per questo che mi
alla Pedaleda aveva dato
sono un po’ trattenuto nei
prova delle sue ottime congiorni precedenti - ha detdizioni fisiche. Terzo posto
to Cattaneo a fine gara -.
per il colombiano del team
TX Active-Bianchi, Julio
Caro Silvia (3:49.33,1),
che sulle ultime salite ha
staccato l’ex iridato Massimo De Ber-tolis e l’austriaco Uwe Hochenwarter, finiti rispettivamente
al quarto e quinto posto.
Degno di nota anche il decimo posto assoluto (3:
58.36,1) del livignasco
Mattia Longa che si conferma ancora una volta
fra i migliori giovani biker
italiani sulle lunghe distanze.
Regina indiscussa per la
gara femminile la bergamasca in forze al Lissone
Mtb, Michela Benzoni,
che già dai primi chilometri di gara non ha avuto avversarie aggiudicandosi
assieme a Mike Felderer
anche il Gran Premio della Montagna, dedicato ad
Andreas Cusini (sito al 27°
chilometro - zona Passo
Eira). I due oltre al GPM
si aggiudicano anche il
primo posto della classifica generale del Tour La
Pedaleda.
Nessun successo,
ma tanta
esperienza,
per 3 comaschi
ai mondiali
universitari
S
ono arrivate ad un
passo dalla "laurea" ai mondiali
universitari i tre
atleti della Canottieri Lario, Sabrina Noseda, Alessandro Adduci e
Marius Wurzel a Szged, in
Ungheria, su un campo di
gara difficile e che presentava inoltre un fastidioso
vento trasversale.
Per i tre portacolori lariani, comunque, la soddisfazione di aver raggiunto la finale e di aver disputato un Mondiale "in crescendo" dopo un esordio in
batteria certo non esaltante.
La neocampionessa del
mondo Under 23, Sabrina
Noseda, era impagnata
nel doppio leggero con l'altra iridata del quattro di
coppia, Deborah Battaglin. Alla fine è arrivato
un onorevole sesto posto.
E' stata la Polonia l'avversario insuperabile per
il quattro senza senior
maschile che schierava il
reduce dai mondiali Under 23, Marius Wurzel,
capovoga, e Alessandro
Adduci, la suo ritorno in
una competizione internazionale con il body azzurro al numero quattro
(completavano l'equipaggio Simone Tonini e Michele Savriè). Alla fine
arriva un quinto posto a
meno di 9" dai primi (la
Polonia, appunto).
P A G I N A
34
MASSMEDIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
GRAVEDONA
In scena in festival di Piano
U
n pubblico attento ed
entusiasta ha accolto
con calorosi applausi
la pregevole performance del giovane pianista francese François Dumont
(nella foto) che si è tenuta domenica scorsa presso la Sala Centrale del Palazzo Gallio di Gravedona all’interno della programmazione della rassegna Festival Pianomaster.
In occasione delle celebrazioni
del bicentenario dalla nascita del
compositore polacco Fryderyc
Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810 – Parigi 1849) Dumont
ha scelto di interpretarne un ricco e accattivante repertorio
spaziante dalla Sonata n°3 in Si
minore Op.58 (vedi scheda) alla
enigmatica Polacca - Fantasia
del 1846: un programma di sala
ben strutturato e di immediata
fruizione che ha accompagnato il
pubblico alla scoperta di alcuni
tra i più celebri e interessanti
brani della letteratura per pianoforte della prima metà dell’Ottocento. La Sonata n°3, ad esempio, è un componimento della
maturità dell’artista che, nella
sua costruzione molto classica,
trasuda vitalità nonostante appartenga ad un periodo della vita
privata di Chopin caratterizzato
da precarie condizioni fisiche e
LA GENTE E I MEDIA
Dopo tanto conformismo
Siamo richiamati a “produrre
un nuovo pensiero” e a “esprimere nuove energie”, a intraprendere un “discernimento” caratterizzato da “realismo”, a immaginare “soluzioni nuove”.
Frammenti, ripresi dalla “Caritas in Veritate” e posti, non a
caso, nel documento preparatorio della 46ª Settimana Sociale.
Riletti, quasi in controluce, nel
torrente delle notizie agostane
hanno rafforzato il desiderio di
guardare oltre, senza per questo
estraniarsi dalla realtà.
“Produrre un nuovo pensiero”,
proprio a ragione di tanta turbolenza politica e mediatica, è
l’impegno oggi da riamare e
sostanziare anche sul piano dell’informazione. Senza presunzione e senza timore.
Tra il non dire - che è altro rispetto al silenzio - e il lasciarsi
trascinare nel vortice di parole
e immagini, un’alternativa deve
essere possibile, anzi doverosa.
Per amore della gente.
È la fiducia nella intelligenza e
nel buon senso di molte persone,
che tengono insieme e fanno crescere il nostro Paese, a incoraggiare percorsi professionali e
culturali alternativi a quelli che
oggi appaiono vincenti secondo
la statistica.
Merita rispetto tanta gente
semplice, seria e serena, che in
una quotidianità operosa e non
priva di difficoltà e problemi si
attende anche dai media un aiuto nella ricerca della verità e
nella costruzione del bene comune.
A fronte di polemiche, grida e
show cresce l’esigenza di “un
nuovo pensiero”. Senza uscire
dalla cronaca, dalla storia, dal
mondo. A guida di questo movimento interiore è l’etica, che rimanda al primato della coscienza, alle sue più profonde radici,
alla sua resistenza a pressioni e
condizionamenti.
È la coscienza retta, che la maggioranza della gente non ha rimosso, a portare in alto lo sguardo, a cercare strade alternative
a quelle offerte dall’effimero e
dall’apparenza.
È sempre questa coscienza a
chiedere che, oltre la denuncia
del male, si indichi o almeno si
tratteggi la direzione verso il
bene.
È ancora questa coscienza a
chiedere ai media non un incentivo a schierarsi da una parte o
dall’altra ma uno stimolo a pensare, valutare e decidere con lungimiranza e saggezza.
Un passo, questo, che chiede a
tutti un supplemento di competenza, di sensibilità di capacità
di lettura dei segni dei tempi.
Vale tutto ciò ancor più per chi
opera nei campi della comunicazione: non si può rimanere al
palo dell’autoreferenzialità mentre la vita, i problemi e la speranza sono altrove.
“Ribelli per amore” venivano
chiamati coloro che nella Resistenza lottavano con la forza delle idee contro la violenza.
“Ribelli per amore” - la definizione non vuole essere forzata perché richiama anche sacrifici
estremi - è oggi la scelta di quanti intendono rompere con “un
nuovo pensiero” la crosta del
conformismo e della mediocrità.
Un impegno di non poco conto
ma é la gente a chiederlo.
Per rendersene conto basta stare sulle strade, nelle case, nei supermercati, negli ospedali, delle
scuole, nei luoghi di lavoro e di
incontro…
Qualcuno ha delle risposte.
Il Vangelo ha parole chiare,
inequivocabili e di estrema attualità su conformismo e non
conformismo.
Nella concretezza e alla loro luce,
la Chiesa italiana sta indicando
due percorsi che si pongono al
servizio e nella prospettiva di
“un pensiero nuovo”: l’impegno
educativo con gli Orientamenti
pastorali per il decennio in corso
e l’impegno per la città con l’imminente Settimana Sociale dedicata alla speranza, al futuro, alle
nuove generazioni.
C’è in questa tappa del cammino
delle Chiesa italiana la volontà
di “produrre un nuovo pensiero”,
di “esprimere nuove energie”, di
intraprendere un “discernimento” caratterizzato da “realismo”,
di immaginare “soluzioni nuove”.
C’è, in questa scelta, un dono di
fiducia, di progetto e di cultura.
Anche per i media si presenta
un’occasione per cercare nuove
strade, nuovi linguaggi, nuove
immagini per raccontare la realtà, per camminare con tanta gente che, non avendo mai smesso di
pensare, sa distinguere la ricerca della verità e del bene comune dalla ricerca di qualcosa d’altro.
PAOLO BUSTAFFA
psichiche: l’aggravarsi della tisi
e la rottura della relazione con la
scrittrice francese George Sand.
L’Allegro iniziale è basato su un
tema di carattere sinfonico, ben
scandito ritmicamente e su una
seconda idea tematica molto
cantabile, mentre lo Scherzo successivo richiede all’interprete un
raffinato e sapiente uso del “jeu
perlé”. Lo splendido Largo in si
maggiore è caratterizzato da
un’elegantissima linea melodica
che viene rielaborata in diversi
momenti con il supporto di audaci e inaspettate modulazioni. Il
tema del Finale,molto ritmato e
in forma di Rondò, è introdotto
con un effetto drammatico di
grande efficacia da quattro serie
di accordi in ottave. Il giovane e
già affermato talento francese,
attualmente allievo effettivo della prestigiosa International Piano Academy – Lake Como di
Dongo, ne ha dato un’interessante ed attenta interpretazione
ponendo particolare cura, grazie
ad una solida tecnica, alla ricerca del fraseggio e del suono e riuscendo anche ad eludere le non
poche difficoltà create dalla pessima acustica offerta dalla sala.
Per chi volesse ascoltare dal
vivo François Dumont ed altri
talenti della International Piano
Academy – Lake Como sono in
programma due momenti musicali presso il Conservatorio di
Lugano, in via Soldino 9, per sabato 11 settembre: il primo alle
ore 18:00 e il secondo alle ore
21:00. Entrambi i concerti sono
ad ingresso libero.
Chopin
Sonata n. 3 in si minore
op. 58 per pianoforte
L
a Sonata n. 3 in si minore, op. 58 è stata composta da Fryderyk Chopin
(1810-1849) durante
l’estate del 1844, poco prima della separazione definitiva da George Sand, mentre
progrediva implacabilmente
la malattia che lo avrebbe portato alla morte. La Sonata op.
58 fu pubblicata dall’editore J.
Meissonnier nel 1845 a Parigi
e contemporaneamente a
Lipsia e Londra. Al contrario
della Sonata n. 2, op. 35 (v. Settimanale della Diocesi del 31
luglio 2010), una composizione
tragica e cupa, la Sonata in si
minore è una pagina risplendente di vita ed energia. E’
suddivisa nei tradizionali
quattro movimenti.
L’Allegro maestoso, nel tempo di 4/4 – primo movimento –
introdotto da arpeggi di taglio
quasi sinfonico, espone un
tema principale formato da
brevi incisi di quattro battute.
Il secondo tema, in re maggiore (“Sostenuto e molto espressivo”), è concepito in stile quasi
beethoveniano. Lo sviluppo ha
un
aspetto
simile
all’improvvisazione e i temi
non vengono particolarmente
elaborati. Come già nella seconda Sonata, Chopin tralascia deliberatamente la
riesposizione del tema principale e accentra la sua attenzione sul secondo tema, trasposto nella tonalità di si maggiore.
Il secondo movimento
–
Scherzo
(Molto Vivace), nel ALL'ASCOLTO
tempo di 3/
4 - è in forma tripartita. La seconda par- GRAMMA
te, in si
maggiore, è
caratterizzata da lunghi accordi tenuti.
Il Largo, in 4/4 – terzo movimento – nella tonalità di si
maggiore, è una sorta di “Lied”.
Introdotto da solenni ottave,
espone un tema prettamente
cantabile, dall’andamento sognante. Termina con una
“Coda”, trasognata e serena.
Il finale – Presto non tanto, in
6/8 – strutturato secondo la forma del “Rondò”, contrasta con il
carattere introspettivo dei movimenti che lo hanno preceduto. Ad ogni ripetizione del tema,
i ritornelli esprimono con sempre più intensa frenesia la loro
gioia di vivere. Il ritmo s’intensifica progressivamente, le
terzine della mano destra volteggiano sopra le biscrome
(note del valore di 1/32) della
mano sinistra sino a esplodere
come fuochi d’artificio negli accordi finali.
GUIDA
PEN
TA
a cura di
ALBERTO CIMA
ELENA OREGGIONI
Tele
IL
comando
Domenica 12. A sua
immagine, Rai1, 10,30. Ricomincio da capo, C5,
11,00. Commedia originale e
gradevole con Bill Murray
condannato a rivivere lo stesso giorno. L’uomo e il diavolo, La7, 14,00. Film classico
con G. Philipe. Il seme del
tamarindo, Rai3, 16,40.
Film d’avventura con J. Andrews e Omar Sharif. Il giro
del mondo in 80 giorni, It1,
19,00. Film d’avventura con
J.Chan. Raffaella Carrà e
Corrado, Rai Storia, 21,00. I
grandi della tv, documenti.
Colorado, It1, 21,10. Varietà. Pronto Elisir, Rai3,
22,20. Programma di medicina con M.Mirabella. Presa
diretta,
Rai3,
21,00.
Evasori, inchiesta. Niente
di personale, La7, 21,30.
Speciale Ambrosoli. Segue
alle 23,45. Un eroe borghese con F. Bentivoglio. Il papà
di Giovanna, C5, 23,30. Bel
film di Pupi Avati.
Lunedì 13. Romeo e
Giulietta finalmente sposi. R4, 16,55. Commedia.
L’infedele, La7, 21,10. Attualità con Gad Lerner. Vi
presento Joe Black, R4,
21,10. Film drammatico sulla morte che ha il fascino di
Brad Pitt. Frantic, Rai3,
21,10. Film giallo di Polanski
ambientato a Parigi.
Lo
spaccacuori, C5, 21,10. Film
commedia con Ben Stiller. Le 4
giornate di Napoli, Rai Storia
21,00. Film storico. Certo, certissimo, anzi… probabile, Iris,
22,40. Con C.Cardinale.
Martedì 14. Showtime, R4,
21,10. Film commedia con De
Niro. Io canto, Camale5, 21,10.
Presenta J. Scotti. Ballarò,
Rai1, 21,05. Attualità politica.
La guerra dei mondi, It1,
21,10. Fantascienza con Tom
Cruise. La casa degli spiriti,
R4, 23,10. Film di B. August con
M. Streep. Correva l’anno,
Rai3, 23,15. Dalla ricostruzione
al made in Italy.
Mercoledì 15. Boeing,
boeing, La7, 14,00. Film commedia con T. Curtis. A proposito di Schmidt, La7, 21,10. Film
drammatico con un ottimo Jack
Nicholson. Out of fire, R4,
21,10. Thriller con Denzel Washington. Oro Nero, Rai Storia
21,00. Documentario.
Giovedì 16. Visita del papa
alla regina Elisabetta II, Rai1,
11,55. La congiura degli innocenti, R4, 16,40. Un giallo anomalo di Hitchcock. Ho sposato
uno sbirro 2, Rai1, 21,10.
Fiction. Solo 2 ore, Rai3, 21,05.
Film d’azione con B. Willis. Ben
Hur, La7, 21,10. Miniserie.
C’era una volta, Rai3, 22,55.
Non vale, documentario.
Venerdì 17. Viva Evita, Rai Storia, 21,00. Documenti. I migliori anni,
Rai1, 21,10. Musicale con C.
Conti. NCIS, Rai2, 21,05.
Telefilm. Il giudice e il commissario, R4, 21,10. Tv poliziesco francese. Star Trek II:
L’ira di Khan, Rai4, 21,10.
Continua l’epopea galattica.
Nessuna verità, It1, 21,10.
Film di spionaggio di R. Scott
con Di Caprio e R. Crowe.
Tv7, Rai1, 23,35. Attualità.
Sabato 18. Sulla via di
Damasco , Rai2, 10,15. Riprende la rubrica religiosa di
don G. D’Ercole. Lemony
snicket, It1, 19,00. Film fantastico per ragazzi. Ti lascio
una canzone, Rai1, 21,20.
Spettacolo musicale con A.
Clerici. Cercatori di Tesori:
la scoperta di Troia, Rai3,
21,05. Doc. di Superquark.
Cold case, Rai2, 21,05. Sempre interessanti i casi affrontati. Harry Potter e il calice di fuoco, It1, 21,10.
Fantasy allo stato puro, un
po’ paurosa. L’ispettore
Barnaby, La7, 21,30. Il villaggio in miniatura. Tel. Poliziesco. Tg2 Dossier, Rai2,
23,35.
il settimanale
il settimanale
a cura di
TIZIANO RAFFAINI
P A G I N A
35
LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 11 SETTEMBRE 2010
NEI SUOI INTERVENTI
SEMPRE PENSIERI POSITIVI
SALVATORE FURIA,
METEREOLOGO E POETA
S
alvatore Furia, 85 anni,
tutti i giorni fino all’ultimo ha trasmesso in RAI
e su altre radio private il
meteo della Lombardia,
finendo sempre con una frase
positiva; ad esempio se il tempo
non sarà bello conclude: “Pensieri positivi nonostante il meteo”.
Lo avevamo intervistato poco
prima della sua scomparsa, avvenuta poco prima di ferragosto:
forse l’ultima intervista rilasciata. Ve ne proponiamo alcuni
stralci, in parte anticipati da La
Prealpina.
“Le persone - diceva - desiderano la positività e gradiscono le
parole che uso, perché cerco di
partecipare la meteorologia alla
gente. Ad esempio inserisco nelle previsioni frasi desuete: “dal
monte al piano” per indicare che
la previsione va da oltre colle alla
pianura; oppure invece di dire
“serale” dico “serotino”, oppure
parlo di “acclivi innevati” o “sconsigliamo fuoripista”, o ancora
“clima favorevole alla fienagione”... Le previsioni meteo sono
un servizio pubblico, le persone
mi telefonano per avere le previsioni di pioggia se ad esempio
devono fare le gettate di cemento o riparare i tetti e io dico in trasmissione se ci sono due o tre
giorni liberi per tali lavori”.
Ma tutto ciò gli costava parecchio tempo: lavorava a preparare il meteo dalle 18 alle 22, rifacendo più volte il testo, finchè
arrivavano tutti i modelli matematici dagli Stati Uniti: “Ma
sono sempre di minore durata diceva -, prima arrivavano alle
48-72 ore”.
Chiamava il suo bollettino
“tecnico-umanistico”: “Oggi ad
esempio - dice - ho concluso con
“fiorisce l’erica carnea, assieme
all’elleboro nero e al bucaneve”
oppure aggiungo, a seconda della stagione, che fra 15 giorni sarà
primavera”. Chi lo ascoltava iniziava così la giornata rincuorato
da frasi poetiche o da promesse
di tempi migliori. Abbiamo iniziato dalla meteorologia, che è il
settore più noto al pubblico grazie alle trasmissioni radio; ma
Salvatore Furia era soprattutto
astronomo e naturologo.
La sua storia sembra una favola diventata realtà.
Siciliano, arriva a Varese nel
1940, il I ottobre; il 3 ottobre sale
con una vecchia e pesante bicicletta da donna sulla cima della
montagna che sovrasta il Sacro
Monte, dove dal 1902 esiste un
Grand Hotel. Lì incontra il proprietario Giulio Moneta, di cui
diventerà amico.
“Mi prese un senso di stupore
- diceva - quando dalla vetta che
oggi non c’è più (c’è una palazzina della RAI perché la posizione
è ideale per posizionarvi le an-
tenne) vidi l’intero orizzonte delle catene montuose fino alla Pianura Padana. Quanto verde,
quanti alberi... anche se non portavano i frutti tipici della Sicilia.
Mi innamorai subito di quel posto, chiamato Punta Paradiso”.
Due anni dopo Salvatore Furia
fu deportato civile in Germania
ma nel ’45, rientrato, si recò subito a Punta Paradiso, dove trovò scolpita su un abete una
madonnina, un ex voto di un altro deportato in Germania.
Ormai aveva deciso: lì sarebbe
sorto un osservatorio panoramico. Ne parlò con il sindaco di
Varese Lino Oldrini. Ma poco
dopo rimase una notte intera
sulla vetta ad ammirare le stelle, fulgide più che mai nel cielo:
pensò allora che l’osservatorio
sarebbe stato astronomico.
“Dopo 50 anni il sogno è diventato realtà grazie a diversi impulsi di generosità; la Provvidenza mi mandava persone che avevano la mia stessa religione cristiana e tutte credevano nei miei
progetti, accettando la mia
impostazione ideale”.
Sulla cima del monte ora sorgono un osservatorio astronomico, uno paesaggistico e una
cittadella con tre osservatori
astronomici.
Il terreno gli fu donato da Sofia
Zambeletti alla quale fece la promessa di una riserva sulla montagna per la conservazione di
tante specie: ora il centro studi
botanici e la serra con semi di
montagna trapiantati permettono di arricchire le specie delle
Alpi calcaree lombarde. Ad esempio i narcisi erano spariti, ora ce
ne sono 12.000.
Il patrimonio realizzato, secondo gli accordi presi a suo tempo
con i sindaci Oldrini prima e
Ossola poi, è stato ceduto al Comune, ma la gestione resta della
Società astronomica Schiaparelli, da lui fondata.
“Più di 5.000 ragazzi sono passati dalla cittadella, stando in
media sei mesi ognuno: me li ricordo tutti, vengono sempre a
trovarmi. Quando sorsero gli
impianti erano gli anni della gioventù bruciata e noi davamo ai
giovani un’alternativa valida,
che li coinvolgeva pienamente”.
Ci eravamo congedati con
un’ultima notizia a cui teneva
molto: “Il nostro osservatorio sismico permette di rilevare i fenomeni naturali con una velocità
incredibile. Ad esempio abbiamo
rilevato il recente terremoto del
Cile a Varese alle 7,48 ora italiana, con una precisione notevole”.
Grazie, professor Furia, per
tutto quanto ha fatto per Varese
e per l’Italia.
ALMA PIZZI
(per gentile concessione del
periodico RMFonline.it )
PAROLE, PAROLE, PAROLE (65)
Classe
Dal verbo latino “cladere”, che significa “chiamare”. Quando
venivano chiamate varie categorie di persone, a ciascuna di
esse veniva attribuita una “classis”, chiamata. Da qui il significato odierno di “classe”. In latino “classis” significa anche “flotta”, forse per la chiamata dei rematori e marinai.
Oggi la parola distingue i gruppi di studenti di una scuola;
oppure è un aggettivo di distinzione. Si dice che una persona,
un artista, un attore o attrice “è di classe”. Una scuola, un periodo della storia dell’arte è “classico”.
Nelle ideologie politiche e sindacali si distingue il “marxismo”,
ovvero il materialismo dialettico e storico, che fa della “lotta di
classe” il motore della evoluzione della storia umana.
La “lotta di classe” porterebbe alla instaurazione della “società senza classi”, fatta di “uomini generici”, cioè tutti identici,
senza note individuali, formanti un “massa”, non un popolo di
persone. Ai partiti marxisti si sono contrapposti i partiti “popolari”, che propongono, appunto, un “popolo” e non una “ massa”.
Il metodo della “lotta di classe” è stato esteso dalla cultura
marxista alla “questione femminile”: le donne sarebbero la classe oppressa, la cui lotta le porterebbe ad abolire la distinzione
dei sessi in ogni campo.
Anche in campo psichiatrico sono stati aboliti i manicomi perché le persone che vi erano recluse erano solo vittime di una
oppressione “classista”, da cui dovevano essere liberate. Così è
stata abolita la “malattia mentale” con una riforma cha di fatto abbandona gli ammalati di mente alle sole risorse “del territorio”, che è come dire “delle famiglie”, se ci sono. Ma queste
reclamano un più efficace intervento pubblico a loro sussidiario.
ATTILIO SANGIANI
Pianta erbacea
perenne alta
da 30 a 80 cm.
e provvista di
un robusto
rizoma.
Fiorisce
tra agosto e
settembre
(l’esemplare
in fotografia
si trova
poco sotto
la vetta
del monte
Boletto).
Il nome
specifico
origina
dal greco
Asclepio,
dio della
medicina,
per i
romani
Esculapio
GENZIANA DI ESCULAPIO
Gentiana asclepiadea
Foto AC - Il Settimanale
DELLA DIOCESI DI COMO
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Settimanali Cattolici) e all’USPI
GHEDDAFI
E L’OFFESA AL
CRISTIANESIMO
C
aro Direttore, non posso e
non voglio tacere il mio
disappunto dinnanzi a
quello che sta accadendo
in queste ore a Roma, durante la visita in Italia del colonnello libico Gheddafi. I rapporti
fra le nazioni si consolidano e si intensificano in altri modi, rispetto
a quelli a cui stiamo assistendo a
mezzo stampa e televisione.
Gli show da telenovela fanno
rabbrividire il cuore di chi pensa
e spera ancora, come me, che una
nazione si possa fondare su basi
solide di rispetto reciproco e sul
sano interscambio culturale, sociale ed economico.
Io da Cattolico e da elettore del
PDL dico e grido al capo del governo: Presidente Berlusconi si
fermi!!! Si, si fermi a riflettere sui
risvolti di impatto morale che
una propaganda simile arreca
alle nuove generazioni, che vedono nei propri coetanei merce di
acquisto anche nella professione
di fede. Si fermi Presidente perché l’amicizia con una Nazione
non può costare il calpestio di un
credo che è spina dorsale del nostro paese. Si fermi Presidente
perché Roma e l’Italia sono il centro del Cristianesimo che non si
conquista con pochi soldi in cambio di una promessa di lavoro! Si
fermi Presidente perché chi sta
scrivendo crede anche nel PDL,
ma non può accettare che la Croce e chi la rappresenta sulla terra, vengano dopo un interesse,
qualsiasi esso sia. Presidente,
mi sento offeso e da Cattolico le
chiedo: si fermi, si fermi a riflettere!
Le elezioni si possono vincere o
perdere ma la fede in Cristo risorto no! A qualsiasi costo, come
ricordò Giovanni Paolo II a Tor
Vergata nel 2000, durante il raduno con i giovani. Bene ha fatto il cardinal Bagnasco ad
auspicare coerenza e compattezza in politica da parte di noi cattolici; ora é giunto il momento di
rivendicare ciò che ci appartiene
con fatti concreti.
Ad ognuno lascio questo spunto di riflessione semplice ed al
cuore di ogni Cristiano, lascio le
immagini di giovani comprati
con pochi soldi, con il corano fra
le mani, perché possano essere la
molla per il riscatto che contrasti
il relativismo che porterà la nostra vita ad un cardiogramma
piatto.
ROBERTO TODESCHINI
Camnago Volta
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