1 EDITORIALE 2 Lei c ’è sempre! di don Giovanni Isonni RIVOLI Parrocchie nella ciƩà ANNO XIV - N.2 Se embre 2010 Via F.lli Piol, 44 10098 Rivoli (TO) www.rivoliparrocchie.org [email protected] Dire ore responsabile: Paolo Paccò Vice dire ore: Franco Rolfo Segreteria di redazione: Lidia Cuva Redazione: Don Giovanni Isonni Don Angiolino Cobelli Don Paolo Ravarini Don Andrea Zani Riccardo Bona Paola Cornaglia Pierangelo Coscia Silvano Giordani Remo Lardori Fabio Leone Mariangela Zamariola Lidia Zane e Proge o grafico: Iden tà Mul mediale Torino Impaginazione: Fabio Leone Stampa: Ar Grafiche San Rocco Grugliasco (TO) Carissimi, è bello iniziare un nuovo anno della vita delle nostre comunità cris ane volgendo lo sguardo alla nostra Stella! È bello pensare che chi ci ha preceduto ha voluto farci come dono Maria, Stella del ma no, punto di riferimento sicuro! È straordinariamente bello sapere che la nostra vita è accompagnata dallo sguardo tenero, affe uoso, sicuro di Maria, Stella lucente e sorridente! San Bernardo ci invita da secoli a par re dalla nostra vita quo diana, segnata da gioie, fa che e sogni, per poi rivolgerci a Maria, la mamma che c’è sempre. Qual è questa vita che vogliamo portare a Maria? La nostra Diocesi in ques mesi ringrazierà il Cardinale Severino Pole o per il suo servizio di pastore e accoglierà il nuovo Vescovo di Torino. È un momento forte per ripensare al nostro essere chiesa! Siamo parte di una grande storia, che ci precede, che vive oggi in ogni angolo del mondo e che con nuerà dopo di noi. Abi amo in una “casa” che Dio ci prepara accogliente e colorata e nella quale ognuno di noi ha un posto e un servizio. Dopo due anni di vita insieme è tempo di appassionarci ancor più nell’impegno di vivere e fare comunione: comunione con chi ci è prossimo, comunione nelle nostre famiglie, comunione tra Preghiera a Maria Maria, Madre del sì, tu hai ascoltato Gesù e conosci il mbro della sua voce e il ba to del suo cuore. Stella del ma no, parlaci di Lui e raccontaci il tuo cammino per seguirlo nella via della fede. Maria, che a Nazareth hai abitato con Gesù, imprimi nella nostra vita i tuoi sen men , la tua docilità, il tuo silenzio che ascolta e fa fiorire la Parola in scelte di vera libertà. Maria, parlaci di Gesù, perché la freschezza della nostra fede brilli nei nostri occhi e scaldi il cuore di chi ci incontra, come tu hai fa o visitando Elisabe a che nella sua vecchiaia ha gioito con te per il dono della vita. Maria, Vergine del Magnificat, aiutaci a portare la gioia nel mondo e, come a Cana, spingi ogni giovane, impegnato nel servizio ai fratelli, a fare solo quello che Gesù dirà. Maria, poni il tuo sguardo sull'Agorà dei giovani, perché sia il terreno fecondo della Chiesa italiana. Prega perché Gesù, morto e risorto, rinasca in noi e ci trasformi in una no e piena di luce, piena di Lui. Maria, Madonna di Loreto, porta del cielo, aiutaci a levare in alto lo sguardo. Vogliamo vedere Gesù. Parlare con Lui. Annunciare a tu il suo amore. (Benede o XVI, preghiera per l'incontro con i giovani italiani - Loreto 2007) EDITORIALE le famiglie, comunione tra le varie realtà (gruppi, associazioni…) che sono la ricchezza delle nostre comunità, comunione tra le parrocchie nella consapevolezza che questa è l’unica strada per servire il Regno, sognato da Dio da sempre. La comunione vissuta diventa missione: raccontare agli altri la bellezza dello stare insieme, del gareggiare nello s marsi a vicenda, del servire e nello stesso tempo condividere lo stupore di chi si meraviglia perché “guarda come si vogliono bene!” Inizierà in par colare a se embre la grande avventura della missione giovani, un grande “inves mento” delle nostre parrocchie e un invito a vivere nello s le missionario, perché il cris ano è missionario sempre e comunque! Il nostro tempo ci chiede di vivere da “buoni samaritani”. Quan “malcapita ” sono ai cigli delle nostre strade! Siamo chiama ad essere comunità che vedono, si fermano, si fanno prossimo, versano vino e olio, si prendono cura e si fanno carico di ques fratelli. La carità, farsi prossimo nella gratuità, è l’indicatore dell’auten cità e della vitalità delle nostre comunità. Le nostre comunità che servono, tes moniano, si me ono per strada trovano la loro forza ed energia me endosi in ginocchio, sostando in silenzio, divenendo a ente uditrici dell’unica Parola di vita e celebrando la festa dell’incontro con il Signore. È importante che troviamo tempi e spazi per la preghiera, per la celebrazione e per la festa della vita. Solo tornando alla Sorgente le nostre comunità possono essere le fontane fresche, generose e trasparen del villaggio! Quando porteremo Maria, la Madonna della Stella, la Vergine del buon rimedio, l’Immacolata, la donna cantata da san Bernardo, per le strade della nostra ci à affidiamole tu a questa vita, nella certezza che da mamma a enta ci ascolterà e che sopra u o ci assicurerà ancora una volta che Lei c’è, c’è sempre! don Giovanni 3 Invoca Maria ! Non c'è nulla che mi affascini di più che parlare di Maria. Ella è una scin llante stella che si alza sull'immensità del mare umano e sfavilla con i suoi meri . O tu, che sen sba uto dai flu di questo mondo in mezzo ad uragani e a tempeste, non abbandonare con gli occhi la luce di quella stella se non vuoi fare naufragio. Se si leva il vento delle tentazioni, se lo scoglio delle tribolazioni ostacola la tua ro a, guarda la stella, invoca Maria. Se sei sba uto dalle onde dell'orgoglio, dell'ambizione, del rancore, della gelosia, guarda la stessa, invoca Maria. Se la collera, l'avarizia, i desideri impuri squassano il vascello della tua anima, guarda a Maria. Se turbato dall'enormità dei tuoi pecca , vergognoso delle bru ure della tua coscienza, spaventato dal giudizio divino, cominci a lasciar andare alla tristezza, a scivolare nella disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nelle angosce, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria. Il suo nome non si allontani mai dalle tue labbra, non si allontani mai dal tuo cuore. San Bernardo 4 FESTE PATRONALI Il culto della Madonna della Stella di Bruna Bertolo L’avvenimento che senza dubbio cos tuisce per Rivoli la più vivida traccia del culto mariano è cos tuito dalla scoperta della statua della Madonna della Stella. Non si sa con esa ezza l’anno del ritrovamento della statua, ma si ri ene possa essere il 1284. Il ritrovamento avvenne nel punto in cui ancora oggi sorge il campanile della vecchia Collegiata, all’interno di villa Fiorito, lungo la strada che porta al Castello. Fu un persistente stranissimo raggio (da cui il nome “Stella”) che stazionava proprio in quel par colare punto a suggerire ai rivolesi del tempo l’idea di scavare in quella zona, nei pressi di un albero di melograno, un punto che apparentemente non aveva alcuna “stranezza”. E fu proprio lì che dalla terra emerse una statua raffigurante la Vergine con il Bambino che, già allora, venne indicata come un ogge o di “an ca fa ura”... Secondo la perizia condo a dal pi ore Enrico Reffo (Torino 1831 – Torino 1917) fratello di Eugenio Reffo (Torino 1843 – Torino 1925), sacerdote che fu collaboratore del Murialdo e diresse il se manale “La voce dell’Operaio”, la statua “risulta essere opera bizan na, dell’epoca dall’800 al 1000, cioè nella piena decadenza dell’arte. “I criteri che me la fanno credere tale sono in primo luogo la forma della figura, il modo di panneggiare, il diadema in capo, il pu o Gesù ves to a un di presso come tu e le immagini di allora. In secondo luogo il legno di cedro del quale è fa a, legno molto usato in quei tempi dai bizan ni per le statue. In terzo luogo il genere di coloritura e decorazioni degli abi , che per buona ventura non fu rifa a ed è ancora la primi va”. In quel punto sorse una cappella e l’an co simulacro divenne subito ogge o di par colare venerazione da parte dei rivolesi. La primi va cappella si rivelò pertanto insufficiente rispe o al crescere della devozione e quindi venne costruita una chiesa di maggiori proporzioni consacrata entro il 1299 dal vescovo di Torino Goffredo di Montanaro. Il 18 dicembre 1307, il nuovo vescovo di Torino, Thedisio, is tuisce in questa chiesa, dedicata a S. Maria Assunta in Cielo, un Collegio di Canonici, “originando” la Collegiata. Il 2 o obre 1693, durante il saccheggio cui i Francesi so oposero la ci à, la statua fu trafugata: la sua scomparsa sembrò davvero di “ca vo auspicio”. Eppure dopo soli dieci giorni venne ritrovata: a ra da un odore insopportabile, tre fratelli rivolesi, Antonio, Giovan Ba sta e Maurizio Moya, si diressero verso un rialzo coperto di rovi in regione Trucco, pensando di trovarvi uno dei tan cadaveri conseguenza della brutalità dell’a acco francese. Ma qui, con grande sorpresa, ecco venire fuori una statua di legno, priva di paramen . La portarono nella chiesa di San Bartolomeo, nel quar ere di Borgo Nuovo, luogo della loro abitazione. Solo successivamente la statua fu riconosciuta come quella della Madonna della Stella e riportata nel convento originario, accompagnata dai pochi rivolesi sfuggi alla violenza francese. L’episodio fu raccontato, in tu i suoi de agli, da padre Prospero Mago, guardiano del convento dei Cappuccini: lo si trova descri o nella monografia dedicata dal canonico Domenico Ma oda alla “Maria della Stella”. Il 4 maggio 1728 il consiglio comunale (sindaci Domenico Barardo e Andrea Bugnano), in osservanza del manifesto del Real Senato del 24 marzo 1728 che imponeva ad ogni comunità di segnalare il prote ore del luogo, così deliberava: “Li Signori congrega , essendo la chiesa Collegiata del luogo so o il tolo della Vergine Sanssima della Stella, della quale ha questo pubblico sempre provato miracolosissime grazie, così volendo sempre più col vare la devozione verso la Madonna, eleggono per Prote rice di questo luogo e territorio la Madonna san ssima Vergine so o il tolo della Stella”. L’episodio è illustrato dall’affresco posto sul lato destro della cappella a lei dedicata. Il culto per la Madonna della Stella attraversò però anche un periodo piu osto buio: sono gli anni a orno alla prima metà dell’800, anni di notevole turbamento poli co e religioso. La statue a della Madonna della Stella viene addirittura riposta in una nicchia della Collegiata Alta e la popolazione non trova la forza di opporsi a questa decisione, pur non condividendola. Sarà l’arciprete can. Domenico Ma oda a riportarla in piena luce nel cuore e nel culto dei Rivolesi. Il 17 se embre 1899 infa , su sua inizia va, e dopo aver o enuto la speciale autorizzazione del Capitolo Va cano, con una memorabile manifestazione durata vari giorni, ecco un nuovo avvenimento ufficiale: il cardinale Richelmy, Arcivesco- FESTE PATRONALI vo di Torino, sugli spal del Castello incorona (con una corona d’oro) l’an ca e misteriosa statue a della Madonna della Stella, dichiarandola “patrona della ci à di Rivoli e del territorio” . E, tra le numerose firme dell’a o di consegna, eccone una par colare: quella di Leonardo Murialdo, protagonista di tan anni di storia rivolese a favore dei giovani e dei poveri. La devozione verso la Madonna della Stella riprese dunque più forte di prima, accompagnando i rivolesi nelle loro quo diane fa che, rese ancora più pesan dai fa che travagliarono la prima metà del 900. Nel 1974 un fa o gravissimo ge ò nello sconforto i fedeli: nella no e di sabato 13 aprile, vigilia di Pasqua, igno ladri rubarono la preziosa statue a in legno di cedro dalla nicchia della Collegiata Alta in cui era stata riposta e venerata. Il furto venne scoperto la ma na di Pasqua e l’arciprete don Domenico Foco ne fu sconvolto, ferito nei suoi più in mi sen men di venerazione per la Madonna della Stella. Un furto che ge ò un’ombra sui festeggiamen che la ci à aveva proge ato per festeggiare i 25 anni dall’arrivo a Rivoli di don Foco. Superato il primo momento di sconforto egli commissionò subito una copia della statue a trafugata sulla base del calco in gesso servito per la realizzazione della statue a d’argento fa a cesellare nell’Anno Mariano 1954. E così, in occasione delle fes vità se embrine, per i Rivolesi ci fu una nuova statue a della Madonna della Stella, opera dello scultore Billia e dello stuccatore D’Antonio di Torino, ad occupare la nicchia che era stata per anni la “casa” di quella an ca, bizan na, ritrovata alla fine del 1200. Un nuovo fa o nel 1982. Per la seconda volta i ladri trafugano la statue a: questa volta si trattava della copia in legno di glio fa a fare da don Foco: il nuovo furto avvenne nella no e fra il 4 e il 5 novembre. Ora esiste un’altra copia per la devozione dei rivolesi che ogni anno, a se embre, celebrano la loro Madonna con una lunga processione che parte dalla Collegiata nuova e si snoda in una sugges va fila lungo via Fratelli Piol. Ognuno con una candela in mano: e quando, dal tra o finale che parte da piazza Bollani, si rivolge lo sguardo verso Santa Croce, l’impa o, anche visivo, è sempre di una totale sugges one. 5 Maria, Madre del Buon Rimedio Nella parrocchia di San Bartolomeo la Madonna è invocata con questo tolo an co che risale al 1200. La devozione alla Madonna del Buon Rimedio venne diffusa da san Giovanni di Matha per la redenzione e liberazione degli schiavi. San Giovanni di Matha nel 1198 fondò, con san Felice di Valois, l’Ordine della San ssima Trinità e lo pose so o la protezione di Maria, invocata con il tolo di Madre del Buon Rimedio. Questa devozione fu propagata in seguito dai successori del fondatore, in par colare da Guglielmo lo Scozzese, che resse l’Ordine dal 1217 al 1222. I Trinitari svolgevano la loro missione recandosi nella Spagna occupata dai Saraceni e nell’Africa se entrionale per risca are i cris ani tenu schiavi dai mussulmani, ai quali pagavano il prezzo per la loro liberazione. Mol di ques schiavi libera cadevano presto ammala per le tribolazioni subite. Vennero così costrui dai Trinitari alcuni ospedali e la Madonna del Buon Rimedio venne invocata in par colare per la guarigione degli infermi. Nella nostra Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo a Rivoli la Madonna è invocata so o questo tolo an co per o enere protezione degli ammala e per ogni necessità spirituale e materiale. Il quadro, che si trova sulla parete sinistra accanto all’altare della Chiesa di San Bartolomeo, rappresenta la Madonna che consegna a san Giovanni di Matha, ves to di bianco, lo scapolare della San ssima Trinità con la croce nei colori rosso e azzurro, colori propri dell’ordine Trinitario. Inizialmente il quadro era sull’an co altare della Madonna del Buon Rimedio. Costruito l’altare nuovo il quadro venne sos tuito dalla statua di legno che prima era nella nicchia che ospita a ualmente quella di san Giuseppe. La preghiera alla Madonna del Buon Rimedio, che reci amo ogni giorno, richiama gli avvenimen storici: la liberazione dalla schiavitù e l’amore confortevole di Maria verso gli ammala . Oggi la schiavitù che ci ene in catene è il peccato che ci impedisce di camminare liberamente verso Cristo. Questa liberazione non si può risca are in denaro, ma solo per mezzo di una seria conversione e con l’ aiuto di Cristo nel Sacramento della Riconciliazione. 6 STELLA Antica Collegiata Alta: interventi di restauro e risanamento Abbiamo ricevuto le relazioni ineren all’importante intervento che dal luglio 2010 è iniziato presso l’An ca Collegiata Alta. È materiale prezioso e di grande interesse, che ci auguriamo possa essere presentato all’intera ci à. Ringraziamo l’Associazione Temporanea di Professionis : Arch. Loredana Dionigio (capogruppo), Arch. Maria Pia Orsini (Studio Associato di Archite ura Orsini), Arch. Chiara Zocchi, Ing. Gian Carlo Gonnet (Studiogonnet s.r.l.), Ing. Guido Nicelli (Simtec s.r.l.), Do . Geol. Paolo Baggio, Barbara Rine (restauratrice), Arch. Giulia Renata Morra (giovane professionalità). La relazione anali ca delle evoluzioni storiche ci presenta la nostra an ca Collegiata nel suo sviluppo lungo i secoli. “La chiesa Collegiata Alta di Santa Maria della Stella si colloca con il campanile goco e l’annesso convento nella parte più elevata dell’abitato storico di Rivoli, in stre ssima correlazione con il Castello, centro per lunghi secoli del potere temporale dei Vescovi di Torino e successivamente dei Savoia; il fronte secentesco della chiesa e il maestoso campanile cara erizzano il centro storico e lo skyline della ci à. Complesse sono le vicende storiche e costru ve dell’edificio, il processo di straficazione secolare che lo cara erizza, e di conseguenza complessa è l’iden tà dell’edificio, in cui si incontrano ricchezza e contraddi orietà, dovu al succedersi degli interven di riplasmazione, semplice manutenzione o restauro; il risultato è un edificio ad alta valenza ar s ca derivata dalla complessa unità delle singole emergenze archite oniche… La chiesa e l’annesso convento vengono fonda dai Padri domenicani alla fine del Duecento e il can ere si protrae per quasi un secolo. In questa fase la chiesa ha un impianto a tre navate con coro e abside ed è piuttosto semplice, con le navate sovrastate da un casse onato ligneo; la posizione dell’ingresso e dell’altare sono inver te rispe o a quelle a uali, trovandosi all’epoca l’ingresso a monte e l’abside a valle, per avere l’altare orientato. Le facciate esterne sono a ma oni con decorazioni di arche pensili, l’interno è sicuramente semplice, forse arricchito da icone di san . Questo organismo originario viene parzialmente ampliato a cavallo tra Trecento e Qua rocento con la costruzione di cappelle laterali sul lato nord (a uale via Marche ), grazie alle donazioni di alcune ricche famiglie di Rivoli. Alla metà del Seicento è databile l’insolito processo di “rovesciamento” che carat- STELLA terizza la chiesa: l’abside viene demolita per far posto ad una nuova facciata con ampio sagrato, mentre l’altare viene spostato a monte; le facciate principali vengono intonacate in ossequio al gusto archite onico del periodo. Tu o ciò è quasi sicuramente da me ere in relazione con i coevi lavori al Castello che, modificando il profilo della collina, avrebbero lasciato il San Domenico senza sagrato. All’inizio del Se ecento è databile invece la costruzione della Sacres a, a ribuita allo Juvarra, che cos tuisce uno degli elemen più belli e interessan del complesso. Verso la fine del Se ecento, per volontà del Sovrano, il convento domenicano viene chiuso e venduto e la chiesa des nata ad accogliere il Collegio dei Canonici, la cui sede propria, de a Collegiata An ca, è ormai fa scente. Di conseguenza non solo cambia il nome dell’edificio, riba ezzato Collegiata Alta e in tolata a Santa Maria della Stella, ma si a uano lavori di ristru urazione piu osto ingen , costruendo le volte sulle navate, ristru urando le cappelle esisten e realizzandone di nuove, infine realizzando un nuovo apparato decora vo all’interno e anche all’esterno per evidenziare la nuova iden tà della chiesa in tolata alla Patrona della ci à. Nell’O ocento si susseguono lavori di abbellimento e ammodernamento, che però sono sempre parziali e non incidono in modo significa vo sull’impianto; si ripetono inoltre lavori di manutenzione, principalmente sul te o che da sempre cos tuisce il punto debole dell’edificio, a causa della sua vas tà e complessità. Nel Novecento vengono a ua diversi can eri, di semplice manutenzione o aderen alla più moderna idea di restauro, portando così la Collegiata Alta alla condizione in cui si presenta a ualmente.” Ora nuovi importan lavori di consolidamento, restauro e risanamento conservavo sono inizia . Siamo cer che la nostra ci à ritroverà uno degli “spazi” più belli e più significavi della sua storia e della sua iden tà. La redazione ringrazia Associazione Temporanea di Professionis sopra indicata e la signora geometra Luciana Serpi, funzionaria del Comune di Rivoli, per la disponibilità. Don Angiolino Cobelli 7 Mi viene richiesto di condividere, per una maggiore conoscenza, con i cris ani di Rivoli l'esperienza presbiterale vissuta fino ad oggi. Il mio primo servizio è stato a Roè Volciano, dal 1976 al 1979: servizio prestato nel mondo dell'oratorio lavorando con bambini, adolescen e giovani. Dopo Roè Volciano il vescovo mi ha trasferito a Montegargnano come parroco di due parrocchie di mezza montagna: Navazzo e Sasso-Musaga. L'esperienza è stata cara erizzata dal lavoro con le famiglie e gli adul . Dopo tre anni, nel 1982, con altri due confratelli, il vescovo mi ha inviato in Uruguay, diocesi di Mercedes, rimanendovi per dieci anni. La fraternità sacerdotale e la pastorale d'insieme fra sacerdo e laici hanno segnato questa mia esperienza. Inoltre la centralità della Bibbia e la conseguente scelta dell'evangelizzazione nella pastorale mi hanno aiutato a riscoprire e valorizzare la Parola di Dio nella mia vita personale e nella vita della comunità. Al rientro in Italia sono transitato per Gardone Riviera, lavorando per un anno e mezzo, in coppia con un sacerdote rientrato dal Brasile. Nel 1993 sono stato nominato parroco di Gaino e Cecina, due frazioni del comune di Toscolano Maderno. I nove anni trascorsi in questa comunità mi hanno permesso di vivere la missionarietà della parrocchia: non comunità ripiegate su se stesse o legate al proprio campanile ma comunità aperte e accoglien , disposte a collaborare con le altre parrocchie della zona. Lavorando a orno ad un piano pastorale con alcuni pun di non ritorno si è sviluppata un'esperienza di comunione e di corresponsabilità veramente interessante. Infine nel 2002 sono stato trasferito in Alta Valsabbia per dare inizio a un’esperienza di unità pastorale. Parroco di tre parrocchie Idro, Anfo e Capovalle, ho collaborato con un altro sacerdote nella realizzazione di questo proge o, allargato poi ad altre due parrocchie. L'Alta Valsabbia, per la sua conformazione, facilita la collaborazione fra parrocchie, promuovendo la ministerialità e il ruolo del laico all'interno delle comunità parrocchiali. La pastorale fa a e che si sta facendo è infa segnata dalla fraternità e dallo spirito di collaborazione fra sacerdo , dai laici che cominciano ad assumersi le proprie responsabilità e ministeri nell'o ca di una pastorale d'insieme. Inoltre da o o anni si porta avan la scelta dell'iniziazione cris ana che a raverso l'evangelizzazione si preoccupa di formare i cris ani avendo come protagonista la famiglia. Ringrazio e ringrazierò sempre il Signore per le ricchezze delle esperienze che mi ha permesso di compiere. Ora a sessantadue anni mi trovo qui a Rivoli ricominciando una nuova avventura. So che il Signore è stato ed è sempre con me. Per questo, nonostante i miei grossi limi , con gioia mi me o in dialogo e a servizio della Chiesa di Torino, condividendo con voi l'esperienza meravigliosa della vita cris ana. Don Angiolino Centro di Ascolto 8 Un nuovo Centro di Accoglienza di Franco Dessì, sindaco di Rivoli Ringrazio le Comunità Parrocchiali per la cortese ospitalità su questo numero del Bolle no “Parrocchie nella ci à”, per illustrare obie vi, modalità costru ve e ges onali di un nuovo centro di accoglienza “Mul servizi”. L’obie vo del “Centro” consiste nel contrasto al disagio “forte”, quello di prima necessità (somministrazione di generi alimentari, distribuzione di pia caldi, abi , servizio docce, etc); un disagio che si va via via dilatando nella nostra ci à come effe o delle nuove povertà, indo e dalla crisi economica ancora in a o. La nuova stru ura di accoglienza sarà costruita in una zona della Ci à, già iden ficata, accessibile facilmente a raverso i servizi di trasporto pubblico. L’Amministrazione comunale finanzierà l’intervento, ancora meglio se con l’apporto di altri En , ma non avrà la possibilità di ges rlo completamente a suo carico. Dovremo quindi a vare modalità ges onali che vedano impegna , insieme, Amministrazione, C.I.S.A., Associazione del Volontariato, già operan nella nostra ci à, in una opera vità pienamente integrata. Il “Centro” è già previsto all’interno del Piano Triennale degli Inves men 2010/11/12 (per l’annualità 2011) e dovrà essere ogge o di proge azione preliminare e opportunamente finanziato. Dopo le vacanze es ve dovremo aprire un confronto tra tu i sogge interessa alla realizzazione/ges one dell’opera per definire numero e pologia dei servizi da erogare, modalità e responsabilità ges onali. Il risultato sarà un nuovo luogo di accoglienza che dovrà essere sostenuto da passione, senso di fratellanza e amore verso “l’altro”, ma anche da professionalità, poichè in queste inizia ve non ci è permesso sbagliare! Solo così potremo avere un altro importante “segno” della Rivoli Ci à Solidale, des nato a restare a vamente operante nella storia della nostra Comunità. CDA Centro di ascolto ONLUS Sede legale ed opera va: Via Ex Interna , 1, - 10098, Rivoli (TO) Sede opera va distaccata: C.so Francia, 15, – 10098, Rivoli (TO) Tel: 011.9531335 Fax: 011.9561054 E mail: [email protected] C.F. 955 372 700 19 di Guido Allice presidente del CDA Il Centro di Ascolto di Rivoli è impegnato in varie a vità di aiuto a persone in difficoltà, innanzi tu o con l'a vità di ascolto e di accoglienza, e, in secondo luogo, con vari servizi, come la distribuzione di pacchi viveri e di ves ario, il servizio mensa, il servizio doccia, ecc. Negli ul mi tempi, a causa della crisi economica, sono notevolmente aumentate le richieste di aiuto e il Centro è chiamato ad affrontare emergenze come il problema del lavoro e della casa. Gli ascol effe ua nel 2009 sono sta 689, con un incremento di uomini (+ 47% circa) e di stranieri (+25%) dovuto sopra u o a situazioni di disoccupazione. Nel 2009 hanno avuto accesso al servizio docce in totale 90 persone ed al servizio mensa 80 persone. Nel 2009 sono state aiutate con pacchi viveri in totale 119 famiglie con un incremento del 12% rispe o all'anno precedente. Inoltre nei prossimi mesi provvederemo al trasferimento della mensa da corso Francia 15 ai locali di via Adige da in comodato dal Comune di Rivoli. Vorremmo poter rispondere meglio alle domande che stanno aumentando, sopra u o per quanto riguarda il lavoro, organizzando un servizio di sostegno e di informazione sulle opportunità esisten . Siamo impegna con una convenzione con il C.I.S.A. a fornire opportunità di lavoro occasionale da retribuire con voucher, come previsto dalla norma va vigente. I voucher sono “buoni lavoro” che servono a pagare prestazioni di lavoro occasionali in quanto svolte in modo saltuario e non con nua vo; essi sono rilascia dall'INPS, hanno un valore nominale minimo di 10 euro che cos tuisce la retribuzione lorda, cui va so ra a la contribuzione per la ges one separata INPS e quella per l'assicurazione contro gli infortuni ges ta dall'INAIL. La retribuzione ne a che va al lavoratore è di euro 7,50. Per far fronte alla crescente domanda di aiuto abbiamo bisogno di nuovi volontari e di sostegno economico. I finanziamen che vengono eroga dagli En pubblici a seguito di presentazione di proge di incremento di a vità e le offerte erogate dai priva sono essenziali al Centro per la sopravvivenza e per una risposta sempre più adeguata alle necessità par colarmente accentuate in questo momento di crisi economica. VOLONTARIATO Sfratto: criticità che incombe 9 Sei incinta? Non sei sola! I tre gruppi di Volontariato Vincenziano, distribuiti in tutto, o quasi, il territorio di Rivoli, possono essere considerati un osservatorio attento e capace di percepire oggettivamente, perché sperimentati direttamente, i bisogni che stanno emergendo. Non si tratta di avere e offrire numericamente la situazione dei disagi, perché non tutti i cittadini in difficoltà si rivolgono ai Gruppi, si tratta tuttavia di un campione apprezzabile, se si considera che almeno duecento famiglie si rivolgono ai Gruppi, che le azioni sono concordate con altre Associazioni e che le valutazioni sono confrontate con le Istituzioni . È nota a tutti la crisi occupazionale. Persone che conducevano una vita senza problemi, tanto da acquistare una casa con il mutuo o da permettersi affitti considerevoli, ora non ce la fanno più; utilizzati i risparmi, si bussa a tutte le porte. Spesso per conservare la casa, bene prezioso, irrinunciabile per mantenere dignità personale e armonia familiare, non si pagano le utenze e si riduce drasticamente l’acquisto di generi alimentari. Questo spiega l’aumento delle richieste sia del pagamento di bollette, sia di generi alimentari da parte dei nuovi arrivati (10% in più dall’inizio dell’anno) che sono costituiti da adulti e da famiglie. Nonostante questi accorgimenti e gli aiuti mirati dei Gruppi, le famiglie e i singoli, sfrattati, sono in aumento. Tuttavia qualche segnale positivo è stato colto: il lavoro interinale o stagionale ha assorbito un certo numero di non occupati e tre Progetti, finanziati dalla Provincia e dalla Fondazione San Paolo, daranno l’opportunità di sanare una parte delle morosità e, attraverso lavori accessori, di accedere a una occupazione, seppur temporanea. L’aborto scelto per problemi economici non è un fenomeno nuovo, ma negli ul mi anni la crisi economica lo ha allargato a macchia d’olio e si rivolgono al Centro di Aiuto alla Vita sempre più donne che, trovandosi improvvisamente di fronte a una gravidanza ina esa, spesso del secondo figlio, hanno paura di non farcela e provano una forte sensazione di impotenza. In questo stato d’animo non vedono più nel figlio che già vive un dono, ma solo un costo che viene comparato a quello di altri beni, un lusso a cui rinunciare, sacrificando così la vita del proprio figlio con la dramma ca scelta dell’aborto. Mi chiedo: perché, una società che paga il costo sanitario di un aborto, circa 4.000 euro, non converte ques soldi in aiuto alla famiglia per salvare la vita del figlio e per consen re alla madre di essere libera di non abor re? Una società davvero civile non può amme ere che una donna si senta costre a ad abor re. È importante poter offrire una prospe va di sostegno economico che aiu a non vedere più nel figlio un problema. In questo senso, il “Proge o Gemma”, offerto in alcuni casi dal nostro Centro (adozione a distanza della mamma con il suo bambino che assicura 160 euro mensili fino all’anno del bambino) è stata un’ancora di salvezza per molte donne. Negli ul mi anni abbiamo lavorato anche per instaurare un dialogo costru vo con associazioni ed en pubblici, con i quali è migliorata la collaborazione, nel tenta vo di superare pregiudizi e incomprensioni. Su questa linea s amo realizzando il proge o “Sei incinta? Non sei sola…” con il patrocinio dei Comuni di Rivoli, Rosta e Villarbasse e la partecipazione del CISA, delle comunità cris ane e di altre realtà di volontariato. Si tra a di un opuscolo che informa sulle tutele alla maternità e crea un aiuto in rete per garan re un sostegno finalizzato a rimuovere le cause che porterebbero all’aborto. Se è vero poi che la crisi economica è troppe volte causa di more nell’accogliere una nuova vita, è vero anche che, come scrive il prof. E ore Go Tedeschi, Presidente dello IOR, la denatalità è alla base della stessa crisi economica. Il crollo delle nascite vuol dire meno giovani e più anziani, quindi minore produ vità, meno coppie che si sposano e che fanno figli e quindi un aumento dei cos fissi (pensioni e sanità). L’aborto e la crisi economica sono quindi dramma camente intreccia in un reciproco rapporto di causa-effe o che ha il sapore della condanna a morte per il genere umano. Per tentare di inver re la ro a, a par re dal nostro territorio, dalle nostre famiglie e dai nostri figli, è ormai indispensabile e urgente unire le forze pubbliche e di volontariato e renderci “ancora più solidali con quelle madri che, spaventate dallo spe ro della recessione economica, possono essere tentate di rinunciare o interrompere la gravidanza” e impegnarci nel “manifestare concretamente loro aiuto e vicinanza" (CEI - messaggio per la 32^ Giornata per la vita 2009). Maria Antonia Dall’Anese Claudio Larocca, Presidente CAV-MPV Rivoli VITA CRISTIANA 10 Coinvolgimento dei genitori dei bimbi di IV elementare ai Sacramenti Esperienze vissute: celebrazione del Ba esimo e della memoria del Ba esimo, celebrazione del Sacramento della Riconciliazione, celebrazione dell’Eucaris a e prima Comunione. I genitori hanno partecipato tu alla celebrazione dei sacramen dei loro figli, con entusiasmo, coinvolgimento, commozione, consapevoli del valore della loro presenza nei momen importan della vita dei bambini. Sono sta preseni fratelli, i nonni e le maestre con le quali c’è sempre stata una buona collaborazione. A questo risultato si è arriva mo vando i genitori fin dall’inizio del catechismo e facendo il cammino con loro, senza obbligarli né giudicarli, per cercare di crescere insieme e comunicare la Fede ai loro figli. Rosalba Cristiani si diventa di Silvano Giordani Questo il tolo del libro Albert Nolan (Albert Nolan è un sacerdote domenicano, nato a ci à del Capo nel 1934. Di origine inglese, è sudafricano di quarta generazione. In seguito alla le ura di Thomas Merton è entrato nell'Ordine domenicano; ha studiato a ci à del Capo e poi a Roma. Negli anni '70 si è occupato di pastorale giovanile come assistente ecclesias co della gioventù ca olica del suo paese. Ele o superiore generale dell'Ordine nel 1983, ha rinunciato all'incarico per poter con nuare il suo impegno a vo nella lo a di liberazione sudafricana.) che in modo spietato, ma realis co, descrive la marginalità del cris anesimo nella cultura e nel contesto poli co e sociale oggi. Non è un'analisi sociologica, ma una considerazione realis ca della emarginazione progressiva e costante del cris anesimo is tuzionale, accompagnata però da segnali incoraggian e s molan di un bisogno di libertà e di spiritualità che non possono fare a meno del messaggio liberante di Gesù Cristo. Non si nasce cris ani, ma cris ani si diventa. Ed è in questo contesto che la nostra proposta di "catechesi" (forse occorrerebbe anche aggiornare il termine) deve collocarsi per poter avere un modalità adeguata. Fino a non mol anni fa le persone che partecipavano ai corsi erano cris ani ba ezza , con frequenza saltuaria della parrocchia (e dei ri connessi) che poi avevano lasciato (in parte o totalmente) per mo vi diversi (spesso di contrasto). Oggi le persone sono solo ba ezzate (non sempre) e in un contesto (familiare e so- ciale) in cui segni, feste, preghiere, ritualità religiose… sono quasi del tu o estranee. Semplicemente ignorano che cosa è cris anesimo e che cosa comporta: senza avversione o os lità, ma semplicemente con indifferenza. Un clima di estraneità I nostri incontri oggi dovrebbero tener conto anche di questo aspe o di fondo: il cris anesimo - i suoi ri , le sue norme, i suoi valori - non è più il so ofondo più o meno solido su cui costruire una adesione di fede. Almeno non lo è più nei suoi aspe visibili, concre , is tuzionali. Le stesse preghiere del quo diano - Ave Maria e Padre nostro, per riferirci alle più usuali - non sono più così conosciute come in passato. La lontananza dalle celebrazioni e dalla pra ca anche saltuario ha provocato una indifferenza e una ignoranza che riguarda tu a la fede cris ana, non solo gli aspe teologici o spirituali. Al supermarket delle religioni Parallelamente si sono sviluppate a enzioni più o meno significa ve verso altre forme di religiosità che spesso non aiutano a comprendere il fa o religioso, ma cos tuiscono diversivi passeggeri e superficiali. È la religione "altra", scelta sovente come alterna va polemica alla propria fede di origine, "consumata" in breve tempo, ma come vera libera scelta personale! E non mancano esperienze di religiosità e di fede legate a fenomeni par colari: alla ricerca del sacro personale, liberatorio, acca vante, sen mentalmente più coinvolgente… certamente diverse dall'impegno di fede cris ana in Gesù Cristo, salvatore e liberatore! “La lontananza dalle celebrazioni e dalla pra ca... ha provocato un’indifferenza e un’ignoranza che riguarda tu a la fede cris ana, non solo gli aspe teologici o spirituali.” VITA CRISTIANA 11 Prime Comunioni e Battesimi di Fabiola Dellapina GRAZIE !!! Le nostre comunità ringraziano Dio per i tan bambini per cui i genitori, hanno chiesto il Ba esimo in questo anno. Accogliere ques bimbi è sempre una grande gioia per tu a la comunità. I genitori sono sta accol e guida , a raverso una serie di incontri ad approfondire, anche se non in profondità per l’esiguità di tempo, il significato del Sacramento del Ba esimo, la figura di Cristo, morto e risorto per noi, la conoscenza della Chiesa, quale popolo di Dio, di cui i loro piccoli entrano con il sacramento, a farne parte. Gli incontri sono sta inoltre un’occasione di conoscenza con il Parroco, coi catechis e fra i genitori delle diverse famiglie. Il sacramento del ba esimo è l’inizio di un i nerario di vita, da un lato per i bambini, dall’altro per i genitori, in quanto sono loro i primi educatori alla fede. Per non lasciarli soli in questo percorso, nei prossimi mesi verranno propos degli incontri di approfondimento; si vorrebbe iniziare un cammino (dai 0 ai 6 anni) verso il catechismo della comunione. Un altro impegno delle equipe di preparazione al Ba esimo sarà un cammino comune di genitori e figli, che hanno già più di qua ro anni, e che chiedono il ba esimo. Ida Mauru o Il mese di maggio ha visto svolgersi nelle nostre parrocchie una gran quan tà di even , fra i quali le celebrazioni delle Prime Comunioni dei nostri ragazzi. Complessivamente circa duecento bambini hanno ricevuto il sacramento dell’Eucares a: emoziona e felici i bambini, ancora di più i loro genitori (per non parlare dei catechis …). Un par colare che ha reso ancora più belle le celebrazioni sono sta i ba esimi che alcuni dei comunicandi hanno ricevuto proprio durante la cerimonia di Prima Comunione: doppio mo vo di festeggiamento, ricevere Gesù Eucares a e nello stesso tempo il sacramento del Ba esimo, e dunque doppio mo vo di ringraziamento verso il Signore! Ai catechis e ai coadiutori, ai nostri sacerdo , ai cori che si sono avvicenda , a coloro i quali si sono prodiga materialmente per la predisposizione delle varie cerimonie il più sincero grazie da parte dell’intera comunità. E ai bambini e alle loro famiglie i più sen auguri di buon cammino con il Signore nel cuore! 12 VITA CRISTIANA È ora di issare la vela e prendere il largo di Angela, Marilena, Maria Rosaria e Paola Il 23 maggio, giorno di Pentecoste, per i 57 ragazzi di 1° media ha rappresentato il raggiungimento di una tappa importante del loro cammino, parliamo di TAPPA, non di traguardo… anzi, per meglio dire, di punto di PARTENZA! E infa , accanto all’altare, una piccola barca a vela stava proprio ad indicare che, for dello Spirito Santo che ricevevano con il Sacramento della Cresima, il loro compito sarebbe stato ora, quello di “ issare la vela e prendere il largo” . Durante l’ul mo anno di catechismo hanno fa o “esperienza sul campo” di quello che la Chiesa, oggi, dopo 2000 anni, tes monia e vive: Missionari della Consolata, Sermig, Co olengo, ma anche realtà della nostra ci à come il Centro di Aiuto alla Vita, il Centro di Ascolto, il Gruppo dei Volontari Vincenziani, o più semplicemente l’incontro con quan , giovani e meno giovani, nella nostra parrocchia spendono un po’delle loro energie e delle loro capacità nelle varie a vità, hanno lasciato in loro la voglia di me ersi in gioco, o almeno così speriamo… Con questo piccolo bagaglio, sono ripar per altre esperienze: Estate Ragazzi, Campo a Bousson e, tra poco, quella con il Gruppo dei Predò e i loro giovani animatori; a noi non resta che augurar loro BUONA…NAVIGAZIONE! VITA CRISTIANA Desideri e speranze dei fidanzati che si preparano “per sempre” di Francesca e Federico Guglielmone “…Dobbiamo sposarci ogni giorno donandoci un amore infinito. Sposarci è acce arci, è unirci l’uno all’altra. Sposarci è avere tu a la vita per aiutarci e completarci…” In sintesi, ques sono i desideri e le speranze dei giovani fidanza che partecipano agli incontri di preparazione al matrimonio. Il primo grande desiderio che emerge negli incontri è quello di essere felici e la «promessa» ha in sé la volontà del «per sempre»: scri o nel cuore di ogni uomo c’è il desiderio di essere amato in modo unico e fedele e di poter amare «per sempre». La mentalità corrente è che si ama fino a quando «mi sento», manca la consapevolezza del fa o che si incontreranno delle difficoltà e che bisogna allenarsi per superarle. Un altro grande desiderio è quello di formare una famiglia dove il termine “famiglia” è riempito di significa personali e nuovi. I fidanza di oggi desiderano, spesso, una famiglia diversa da quella di origine, deve essere un “nido” dove tutto deve andare bene; il matrimonio deve garan re il massimo della felicità e la soddisfazione piena nel tempo di tu i desideri. La maggior parte delle coppie che partecipa agli incontri di preparazione al matrimonio sperimenta l’accoglienza della comunità cris ana e un confronto con altre coppie, spesso nascono delle amicizie e c’è una sincera condivisione dei problemi comuni. Il ritrovarsi insieme a rifle ere sull’essere coppie è effe vamente un aiuto a maturare insieme. Infa un buon i nerario umano apre qualche finestra sulla dimensione religiosa e cris ana, allora il gruppo diventa il luogo in cui prendere coscienza dell’essere sposi in Cristo e in cui costruire a poco a poco una fede più adulta. “... Dobbiamo spo13 sarci ogni giorno donandoci un amore infinito. Sposarci è acceƩarci, è unirci l’uno all’altra. Sposarci è avere tuƩa la vita per aiutarci e completarci…” Itinerari di preparazione al Matrimonio Si è concluso un altro ciclo di preparazioni al sacramento del Matrimonio con la novità di avere per tu e le 4 parrocchie un’unica “equipe” di animatori. Non sono mancate le difficoltà, dovute alle diverse impostazioni metodologiche, al numero insufficiente di coppie animatrici disponibili, alle fa che di coordinarsi con gli impegni del nostro Don Paolo. Parallelamente agli incontri, si è cercato di fare, con risulta da verificare, anche un cammino di formazione per le coppie animatrici. Rimane quindi da superare un certo “smarrimento”, di cui però è possibile cercare insieme una o più soluzioni, for della fede e del desiderio di me ersi in gioco, elemen che da sempre hanno cara erizzato le nostre équipes che già in passato hanno lavorato insieme proficuamente. Le coppie che chiedono il sacramento sono comunque un numero considerevole e rappresentano una sfida pastorale che è doveroso accogliere da parte della comunità ecclesiale, considerate le condizioni “precarie” in cui vive oggi l’is tuzione familiare, anche laica. Dobbiamo fare fronte alle spinte individualiste, all’edonismo, alle strumentalizzazioni, a raverso un accompagnamento dei fidanza che, abbiamo capito, non può più riguardare solo la preparazione prossima e immediata alla celebrazione del sacramento, ma deve necessariamente comprendere una formazione “remota” all’affe vità ed estendersi al “dopo”, al “durante“ la vita matrimoniale. Un cammino di fede permanente che, partendo dalla riscoperta della comune vocazione ba esimale, con l’inserimento di nuove forze, con il coordinamento con le altre equipe che si occupano degli altri sacramen , nell’ambito di una visione pastorale unificante, faccia maturare il senso di appartenenza alla Chiesa e sostenga le persone, le coppie, le famiglie nella costruzione di relazioni ispirate all’amore di Cristo. Sandra e Maurizio Zago GIOVANI 14 Cresima giovani/adulti: i numeri di quest’anno di Silvano Giordani e Lidia Cuva Qualche dato numerico sul percorso dell'ul mo anno: 22 iscri al corso con frequenza abbastanza costante ai 13 incontri (con cadenza se manale, da febbraio a maggio). Dei 22 iscri , 17 hanno ricevuto la Cresima nella chiesa di S. Maria della Stella (16 maggio), 1 ad Alpignano nella chiesa di San Mar no, 4 la riceveranno nella parrocchia di San Bernardo a o obre. Nella celebrazione del 16 maggio erano presen 5 cresimandi provenien da altre parrocchie, con percorsi di preparazione diversi. Anche per i giovani e gli adul che desiderano ricevere il sacramento della Cresima, sarebbe necessario un percorso più lungo, con tempi più lunghi, per perme ere ai partecipan di conoscere (è quanto si cerca di fare negli incontri a ualmente), ma anche di partecipare, cioè "entrare" nella comunità, sen rsi accol e svolgere qualche servizio. Per ritrovare modalità di riflessione, di preghiera, di ritualità che ormai sono marginali nel contesto in cui si vive. Roma fantastica città a cura dei ragazzi di prima media Il 27 marzo 2010, alle 22.00, siamo parper andare a Roma. All’inizio dormire è stato un po’ difficile, ma dopo le 3.00 c’era un silenzio tombale (le catechiste e gli animatori non sono del nostro parere). Alle 6.30 eravamo già a visitare da fuori il Colosseo e a mangiare!! In seguito ci siamo reca in una chiesa, dove abbiamo incontrato i gruppi dei cresimandi di Brescia e qui abbiamo fa o un momento di preghiera con il loro vescovo. Abbiamo quindi visitato per un po’ la ci à andando in giro per le varie piazze di tu a Roma. Siamo anche anda alla cupola di San Pietro: per accedervi abbiamo aspettato molto tempo. Quando finalmente siamo riusci a entrare abbiamo percorso un lungo scalone a chiocciola sino a una grande terrazza, dove ci siamo ferma a riposare un a mo. Dopo la pausa siamo ripar , ma per fortuna l’ul mo pezzo per arrivare in cima era meno fa coso del primo perché era diri o e non a chiocciola, tranne un tra o che faceva impressione perché le pare erano inclinate verso destra e sembrava che ci crollassero sulla testa da un momento all’altro. Arriva in cima, si è aperto davan a noi un paesaggio meraviglioso: si vedeva il Colosseo, Piazza S. Pietro e tu a Roma. Torna di so o, abbiamo visitato le tombe di alcuni Papi, lì don Andrea si è fa o anche sgridare per il “troppo baccano”. Poi siamo torna al pullman perché si era fa o tardi. Finita la giornata ci siamo ferma nella ci à di Genzano e ci hanno ospitato in un ostello. Appena arriva don Andrea ci ha de o la disposizione delle stanze, dove ci siamo lava per poi recarci a cena. Subito dopo abbiamo fa o mol bans unendoci a un altro gruppo di giovani provenien da Cogno. Ci siamo diver un mondo e siamo anda a dormire verso le 23.30 (ora solare) per poi svegliarci alle 5.30 (ora legale). In un’ora ci siamo ves e abbiamo fa o colazione, poi siamo sali sul pullman e abbiamo aspe ato “un’ora” per dimen canze varie di ves e bracciali da recuperare nelle stanze. Alle 6.45 siamo par per piazza San Pietro. Arriva dal Papa, abbiamo fa o non molta coda e siamo anche passa nei metaldetector, poi abbiamo aspe ato due ore ed è iniziata la funzione: lunga, par colare, perché cantata, ma sugges va. La piazza era gremita di gente. PROGETTO ESTATE 2010 15 PROGETTO ESTATE 2010 La formazione degli animatori dei ragazzi Nei mesi di aprile e maggio si è svolto, presso l’Oratorio don Bosco di Cascinevica, l’ormai tradizionale Corso per Animatori organizzato dalla Commissione Giovani dell’Unità Pastorale Rivoli. A par re dalla consapevolezza che “animatori non si nasce impara , ma si diventa”, non solo grazie dall’esperienza pra ca, ma anche a raverso la formazione, il corso è finalizzato al dare strumen teorici e pra ci e ad entusiasmare e mo vare i giovani animatori che si preparano ad affrontare la lunga avventura es va a servizio dei più piccoli. Quest’anno le tema che, sviluppate su tre livelli a par re dalle diverse età ed esperienze dei des natari, sono state: l’animazione da palco, gli strumendell’animazione (workshop di musica, teatro, coreografia e a vità manuali), il gioco, la ges one del piccolo gruppo, la comunicazione, la ges one dell’èquipe, strumen di programmazione, la spiritualità dell’animatore. Gli incontri si sono conclusi con un momento di plenaria nella quale gli oltre 180 giovani partecipanal corso hanno ricevuto il “mandato”, cioè la benedizione per prendere in mano con spirito di sacrificio e gratuità l’impegno dell’animazione, fa o sicuramente di sacrificio, ma anche di tenera gra tudine e calore. A fine maggio gli animatori delle qua ro parrocchie sono sta invita a partecipa- re ad un week-end di conoscenza e formazione organizzato presso la colonia di Signols (Oulx). I giovani animatori hanno avuto la possibilità di conoscersi a raverso la condivisione del tempo e dello spazio ed hanno avuto la possibilità di rifle ere, me ere in luce e riconoscere in modo condiviso le “ricchezze” peculiari che cara erizzano ciascuno dei qua ro oratori o parrocchie. A par re da questo, i giovani hanno avuto la possibilità di riflettere sull’opportunità per ciascuna realtà parrocchiale di me ere in comune alle altre e condividere le proprie ricchezze, affinché, in uno spirito di unità, la ricchezza di ciascuno, diven ricchezza per tu . Nel mese di giugno, i giovani animatori dell’Estate Ragazzi, hanno avuto un’ulteriore occasione forma va. Denominata “Rivoli’s Got Talent”, è la proposta formava pensata dalla Commissione Giovani dell’Unità Pastorale Rivoli in collaborazione con Gigi Co chella (“Educanimatore” di grande esperienza) per preparare gli animatori a ges re il “fESTAday2010” del 30 giugno, l’evento che vede raduna tuti bambini e i ragazzi dei Centri Es vi delle parrocchie e delle scuole di Rivoli, oltre 1300 ragazzi, non proprio una passeggiata!! La formazione è stata finalizzata a fornire strumen rela vi all’animazione di even di massa e di piazza. Le qua ro parrocchie di Rivoli, per l’estate 2010, hanno proposto un solo grande “Proge o Estate”, un “contenitore” fa o di esperienze e di opportunità, con a vità di natura aggrega va e forma va, rivolte, in modo specifico, ai bambini, ai ragazzi e ai giovani delle nostre comunità. Il “Proge o Estate 2010” oltre ad essere stato una importante risorsa educa va ed un sostegno per le famiglie nel periodo es vo, ha rappresentato l’occasione per fare unità in un clima allegro, posi vo e accogliente. 16 T TO E G O E T A T S E 0 1 0 2 PROGETTO ESTATE 2010 Estate ragazzi elementari PR A MIA Dal 14 al 2 luglio, tre se mane di incontri, amicizie, collaborazioni, giochi, tornei, atvità, laboratori, can , balli, gite, feste… e chi più ne ha più ne me a! Quest’anno non ci siamo fa mancare proprio nulla! Dall’ampliamento dell’orario, alla “fusione” di due oratori, dall’aumentare di proposte di unità alla Grande Festa Finale in Piazza Mar ri. Tu o questo accompagnato dall’ormai famoso “Si può fare”! Sì, si può cambiare il mondo rendendolo più accogliente e più giusto, più pulito e più ricco di sorrisi e allegria, ma per fare tu o questo “Tocca a te” prendere in mano la tua vita e diventarne il protagonista, per compiere una “missione davvero speciale”: “rendere importante ogni nostro istante per fare bene il bene!!”. Al mare Al centro spor Al centro spor vo Festa day del 30 giugno vo PROGETTO ESTATE 2010 Campo elementari Dal 5 al 10 Luglio presso l’ex Colonia Viber nel borgo di Grange della Valle ad Exilles si è volto il campo elementari. 42 i bambini coinvol accompagna dagli animatori e da don Angiolino. I bambini hanno vissuto insieme un’avventura speciale fa a di grandi giochi tra i boschi, di passeggiate (a volte fa cose!) nella natura, di vicinanza con asini, mucche e galline, di piccole grandi autonomie nel resistere lontani da casa e provare a lavare i pia e rifare il le o ogni ma na. È stata l’occasione per vedere qua ro gruppi di amici, ciascuno proveniente da uno dei qua ro oratori, dopo solo cinque giorni di incontro e di vicinanza diventare un solo gruppo, e come loro, anche gli animatori, provenien da oratori diversi, diventare complici auten ci e collaboratori nella ges one delle a vità e delle proposte. La proposta forma va ha messo al centro la figura di Gesù, che è venuto sulla terra e si è fa o uomo, perché Lui per primo Campo superiori Dal 18 al 25 luglio si è svolto il campo superiori, presso l’ex Colonia Viber nel borgo di Grange della Valle ad Exilles. Accompagna dagli animatori dei Gruppi Giovani e da don Andrea, i ragazzi hanno vissuto insieme dieci giorni sulla scia del messaggio di Papa Giovanni Paolo II: “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. È stato un viaggio a tappe in cui, a raverso a vità, riflessioni e condivisioni, i ragazzi hanno riscoperto l’essere creature meravigliose amate e desiderate da Dio, hanno rifle uto sull’imparare ad amarsi così come sono, lasciando cadere le proprie maschere, si sono interroga su quali valori vorrebbero facessero parte della loro vita e a quali modelli ispirarsi nel loro cammino di crescita. Al termine del percorso sono giun a prendere coscienza del fa o che il Signore rivolge un invito par colare a ciascuno di loro, al quale loro, in prima persona, possono scegliere di rispondere a vamente! È stata inoltre un’esperienza di relazione con gli altri, di confronto e PR 17 OG ET TO EST AT E 201 ama la terra e ama l’uomo. È venuto proprio dove noi abi amo per farsi nostro prossimo e per insegnarci ad amare noi stessi e la Terra che ci ospita. La giornata finale con i genitori è stata una grande festa, insieme sono state ripercorse le tappe della proposta forma va fa a ai ragazzi e poi un grande pranzo condiviso ha reso allegra e partecipata la giornata. condivisione, l’occasione per stringere nuove amicizie e rinsaldare l’unione tra i ragazzi, nonché di rinnovare la collaborazione tra gli animatori. Non sono mancate le occasioni di gioco e le serate di festa, i momen per ridere e fa care insieme, come alla camminata verso il Lago delle Monache e per i più temerari verso la ve a, e c’è stata anche l’opportunità di me ere a fru o fantasia ed ingegno, ad esempio nella costruzione delle barche di cartone sulle quali i ragazzi hanno gareggiato sfidando la gelida acqua del fiume. Non è mai facile fermarsi a rifle ere, specialmente su sé stessi, ma i ragazzi hanno colto con entusiasmo la sfida e sono torna a casa con la gioia dell’esperienza vissuta e forse con qualche interroga vo in più u le alla propria crescita. 0 18 O T T E T A T S E 0 1 0 2 PROGETTO ESTATE 2010 E G O PR Estate ragazzi medie “Si può fare!!“ con questo mo o è par ta l’avventurosa estate all’insegna del diver mento, delle riflessioni e della scoperta di “nuove terre”. L’anno scorso, sempre arma di casche o e bicicle a, par vamo in 100 dalla nostra base a Gesù Salvatore per arrivare in luoghi nuovi da scoprire dove raccontavamo la storia di Abramo in versione moderna affrontando i temi del coraggio, del sacrificarsi, del fidarsi di una chiamata… e mol altri che hanno permesso di me ere un piede avan sul loro cammino. Quest’anno siamo accompagna nelle tre se mane dalla figura di Ramon, un giovane poco a vo nella scuola ma capace con il computer: sta per superare il livello di un gioco difficilissimo chiamato “Save the word” che impedirà ai ca vi della storia di governare il mondo. Prosegue l’estate con il campo a Bousson con il tema del “Signore degli Anelli” che vede Frodo come protagonista accompagnato dai suoi amici con cui formano la Compagnia dell’anello: una storia ricca di azioni, avventure, colpi di scena e mol significa , l’ideale per un buon campo es vo di fine anno. Se antaqua ro ragazzi e quindici animatori si sono cimenta in un’esperienza ricca e coinvolgente che ha cercato di rendere i ragazzi protagonis in ogni momento. La vera sfida che si è voluta affrontare quest’anno è stato l’unire tu i ragazzi di tu e le parrocchie con le loro cara eris che, qualità, dife per tentare di creare un gruppo unico nell’o ca di un’unità pastorale sempre più viva. Noi animatori possiamo ritenerci soddisfa , è stata sicuramente fa cosa ma sopra u o gra ficante, dandoci la carica necessaria per proseguire con un altro grande anno di animazione. Un ringraziamento speciale a Don Andrea per i consigli e per il suo supporto e sopra u o a Maria, Franca, Angela, che ci hanno dedicato tempo e ci hanno accompagna e sostenu con il loro servizio in cucina. Elena PELLEGRINAGGI 19 Io Pellegrino di Bruno Zanini «Cerchi di farcela anche quest'anno?» «Ma sì, l'età si fa sen re, ma ormai sono qui, non voglio sme ere ora, lo rifaccio il pellegrinaggio!» Partenza. Inizia il canto... "Mentre trascorre la vita, solo tu non sei mai… Santa Maria del cammino… Lungo la strada, la gente…" «Ma chi sono quei pazzi che alle qua ro del ma no camminano e cantano?» «Chi siete? Che cosa fate? Dove andate?» «Siamo delle quattro parrocchie di Rivoli e andiamo in pellegrinaggio al Santuario della Consolata a Torino. Alle 7.00 verrà celebrata una Messa per il nostro gruppo» «Ma quan siete? Quanto tempo impiegate ad andare? Da quan anni lo fate?» «Dipende dagli anni… la media è di 50 persone all'anno, ma pensa… un passo equivale a circa 60 cm, e in un km si fanno 1666 passi. La distanza Rivoli - Torino (Santuario) è di 13 km: significa 21.660 passi per ciascuno dei partecipan , 1.083.333 in totale. Tenendo conto che il pellegrinaggio si ene da oltre 85 anni… Iniziato per ringraziamento di un miracolo ricevuto il pellegrinaggio coinvolge la ci à di Rivoli da oltre 85 anni. Se teniamo quindi conto degli anni trascorsi dal primo pellegrinag- 13 giugno 2010: pellegrinaggio a piedi alla Consolata gio… i passi dei rivolesi pellegrini in onore della Madonna della Consolata risultano 92.083.333… Se poi si calcola che ogni 12 passi si dice un'Ave Maria, si può calcolare che in oltre 85 anni le Ave Maria - sempre in onore della Consolata, durante i pellegrinaggi dei rivolesi - siano state 7.673.610. Considerando inoltre che dalle ore 4.00 - partenza da Rivoli - alle ore 8.00 - conclusione con la S. Messa del pellegrinaggio - impieghiamo qua ro ore del nostro tempo per questa inizia va… mol plicate per le 50 persone (media annuale dei partecipan ) e per 85 anni (durata della tradizione del pellegrinaggio) raggiungono la cifra di 17.000 ore che doniamo alla Madre di Dio - Consolata. Tu numeri calcola per dife o… Ma dare la vita è anche questo!» Intanto con nua la recita del rosario… Padre nostro… Ave Maria… Santa Maria… Ave Maria… un torrente di preghiere si allontana dal nostro "amico", un po' frastornato e stupito. Pensa… «Perché lo fanno? Si sta così bene qui al bar!…» Lo sfiora anche un pensiero diverso: «E se avessero ragione loro?… Mi sento un po' in dife o…» MISSIONI 20 Volti della Consolata nel mondo di padre Giordano Rigamon Il 20 giugno di ogni anno in tu i luoghi del mondo dove è venerata la Madonna Consolata, si celebra la sua festa con devozione e gioia. A Rivoli, sede storica dei Missionari della Consolata fino dai tempi del Beato Giuseppe Allamano loro fondatore, quest’anno è stata organizzata venerdì 18 giugno, nell’ambito dei festeggiamen , una serata molto par colare e sugges va presso la Parrocchia di Santa Maria della Stella, con la presenza della Superiora Generale delle Suore Missionarie della Consolata Madre Gabriella Bono e del Superiore Generale dei Missionari della Consolata Padre Aquileo Fioren ni. Il programma era incentrato sulla inaugurazione della mostra “Vol della Consolata nel mondo” da tempo nel cuore e nei desideri dei Missionari e delle Missionarie della Consolata, e giunta ora ad una prima e già sugges va realizzazione. La mostra è stata ideata con lo scopo di rappresentare i vol della Consolata nel mondo a raverso l’interpretazione di ar s locali, accompagnata da una riflessione, e far conoscere come la Consolata viene sen ta e immaginata dalle diverse popolazioni. La mostra è stata curata da P. Giordano Rigamon con l'equipe formata da Silvia Pero , Laura Pore , Clelia Nosengo, Alfredo Cibrario e Davide Modica. Ar colata in qua ro sezioni, di cui la prima dedicata al Beato Allamano e alla storia della devozione a Maria Consolata e le altre ai vari con nen , la mostra ci consente di creare un ponte con le diverse missioni e di sen rci parte di una grande famiglia. Il volto della Consolata ci parla con la sua dolcezza e il suo carisma tramite le interpretazioni europee, africane, asia che e sudamericane: dalle spalle di un turkana che la porta in processione in Kenya, all’altarino davan al quale una semplice donna mongola prega e lascia le sue offerte, dimostrando di aver capito l’essenziale della devozione a Maria. Si susseguono toccan preghiere in italiano, spagnolo, zulu, mentre sui video scorrono immagini, storie e tes monianze di consolazione. La seconda parte della serata è stata dedicata alle tes monianze dire e. Sono intervenu P. Ugo Pozzoli, Sr. Simona Brambilla, P. Beppe Svanera , Sr. Cesariana Corioni, P. Gianfranco Graziola e Sr. Renata Cor , ciascuno con il suo contributo alle storie di consolazione riguardan anche in questo caso con nen e situazioni profondamente diversi, ma unite da una comune le ura del dolore del mondo. Il sen mento comune che ci ha profondamente coinvol deriva dalla visione della salvezza come una grande opera di consolazione in cui in ogni tempo i “chiama ” a consolare sperimentano loro stessi l’azione consolatrice di Dio. In questo ministero Maria “Consolata” e “Consolatrice” è il modello che ne rivela il significato più profondo. L’intercambiabilità dei termini ci dice, infa , che la Consolatrice è colei che è consolata dalla grazia del Signore e può diventare Madre di Consolazione. Abbiamo ascoltato con grande commozione l’intervento di Padre Fioren ni che ci ha esorta ad aggiungere termini per indicare le qualità che la Consolata ci suggerisce: dolcezza, delicatezza, finezza, amore, crea vità, servizio, coraggio, semplicità, comprensione, pazienza, mansuetudine, sobrietà…. Osservando le numerose missionarie presen abbiamo constatato quanto esse interpre no e diano con nuità ad alcune esortazioni loro rivolte con dolcezza e fermezza dal Beato Allamano. “ Non vi voglio chiassose, non vi voglio superficiali, vi voglio sciolte, vi voglio for ”. Con i salu del Superiore della Casa di Rivoli Padre Francesco D'Acquarica e del Parroco di Santa Maria della Stella Don Giovanni Isonni si è conclusa la serata che ci ha fa o ricordare e portare nel cuore quanto scriveva il biografo dell’Allamano Padre Sales: “Se la vita dell’Allamano potesse ridursi ad un palpito e a questo si dovesse dare un nome, esso sarebbe: Consolata!”. MISSIONI 21 L’ altra faccia della coca... ...caro giovane d’Europa di Costanza Quando penso all’estate la immagino come una donna che porta con sé diversi bambini: l’entusiasmo, il calore umano, la voglia di uscire e perdersi per le strade, le risate in piazza, la musica allegra e nostalgica allo stesso tempo… Ecco, è una donna capace di festeggiare, ma anche di rifle ere. Sabato 26 giugno l’estate ha fa o capolino in piazza Mar ri di Rivoli con l’evento organizzato da Impegnarsi Serve e le Parrocchie di Rivoli: “L’altra faccia della coca…Caro giovane d’Europa”. Perché questo tolo? Qual è la faccia della coca? E l’altra? Durante l’anno scolas co, l’associazione Impegnarsi Serve propone un percorso interculturale nelle scuole in cui le classi coinvolte imparano ad osservare il problema della cocaina da un’altra prospe va: quella dei ragazzi e delle ragazze colombiane, costre a col vare piante di coca per l’effimera felicità dei giovani europei. Il tolo della serata ci interpella dire amente. Noi europei siamo l’ul mo anello di una catena che porta con sé corruzione, violenza, paura, minacce, schiavitù, distruzione dell’ambiente (e del cervello). Se non ci fosse la domanda non esisterebbe l’offerta, è la logica di mercato. Molto spesso i ragazzi colombiani fanno questo ragionamento e quando dicono “Io la produco perché tu la chiedi” rimani le eralmente spiazzato. Non puoi contestare perché hanno dannatamente ragione. L’intento della serata era portare in piazza – davan agli occhi di tu - alcuni ragionamen fa in classe, divertendoci ma rifle endo allo stesso tempo. Il dj Leostyle ha riscaldato l’atmosfera me endo buona musica per circa mezz’ore a, sono sta proie a alcuni video toccan di Impegnarsi Serve e di Terra di Libertà, Riccardo Gili – regista magistrale della serata - ha presentato alcuni sketch teatrali con il sussidio dei ragazzi delle medie della Parrocchia della Stella e il gruppo dei Pablo al Mare ha cantato egregiamente verso fine serata. Tu avia, il momento culminante dell’inizia va è stato aver potuto ascoltare le parole di Massimo da Brescia, ex- dipendente ed ex- spacciatore. Non capita tu i giorni un’occasione del genere e Massimo è stato bravissimo a coinvolgere i presen toccando le corde della sensibilità e della profondità dell’argomento. A fine discorso i ragazzi erano commossi. Empa a allo stato puro. L’estate è capace di fare pure questo. Sento spesso ripetere che è fondamentale seminare, prima o poi qualcosa si raccoglie. Mentre in Colombia si semina la pianta di coca, quaggiù in Italia cerchiamo di seminare speranza, poi chissà… 22 MISSIONI Un ricco pozzo di San Patrizio di Roberta Borello Domenica 20 giugno i missionari della Consolata hanno festeggiato la loro “mamma” con la comunità della Parrocchia S. Maria della Stella a Rivoli. Una serie di inizia ve nei giorni che hanno preceduto la festa, hanno coinvolto giovani e meno giovani: la mostra, lo spe acolo, la S. Messa solenne, il pranzo comunitario..... Fuori dalla Chiesa è stato alles to un nutrito pozzo di San Patrizio, organizzato e condo o da volontari e volontarie di tu e le età che, nonostante il tempo inclemente, hanno lavorato alacremente per il buon an- damento di tu a la giornata. I premi erano mol e assor , tu dono di amici, simpa zzan e di bambini coinvol che facevano a gara a chi donava di più. E le fa che sono state premiate: molte persone si sono avvicinate per sfidare la fortuna, andandosene sempre soddisfa e per la pesca. Il ricavato della vendita è stato devoluto alle opere dei missionari della Consolata. Sicuramente non è mancato il senso della festa: l'incontro gioioso con la gente che passeggiava per via Fratelli Piol o il semplice stare insieme a chi, con pazienza, ha dato un po' del suo tempo perché tu o filasse liscio. Cer della buona volontà di chi si è dato da fare perché la festa riuscisse bene, ci diamo appuntamento al prossimo anno, con la speranza che tu o possa andare ancora e sempre meglio. Il mandato per il Kenya Alla Messa con mandato missionario, le parole de e ai giovani in partenza per Maralal in Kenya, sono: - Ricevi ques simboli, portali con te - e sii tes mone dell’amore di Dio - per i popoli del Kenya. Questa esperienza, molto forte e significa va, verrà raccontata sul prossimo numero di Natale. PROGETTI 23 Un grande progetto in due righe: la nuova sala della comunità “Beato Antonio Neyrot” di Pierangelo Coscia L’insegna, nuova di zecca, sovrasta il portone d’ingresso, altre anto nuovo. Quell’insegna, in due righe, dice molto. Spiega un grande proge o e racconta una storia. La prima riga: “Sala della Comunità”, è un po’ come se sos tuisse la targhe a sul campanello di casa. Dice che quella sala è “di” tu e “per” tu . Quando, la ma na del 18 aprile scorso è stata ufficialmente inaugurata alla presenza delle autorità e di chi ha materialmente lavorato al proge o, tu hanno potuto vedere il volto nuovo di un ambiente che comunque già da decenni veniva u lizzato per le più svariate occasioni comunitarie: nel tempo è stato un po’ ristorante, un po’ teatro, un po’ sala conferenze, un po’ rifugio an pioggia per i ragazzi dell’Estate Ragazzi… questo e tanto altro, e c’è stato un periodo in cui è stata anche una frequentata palestra-palasport per la pallavolo. Proprio come con nuerà a essere (a parte l’aspe o spor vo), con una più a enta ges one e un più accurato controllo sull’u lizzo. Con i recen , lunghi lavori di ammodernamento, la sala è stata resa più accogliente, più sicura, insomma più bella, quindi più fruibile per ogni occasione, e in ques primi mesi è stata ampiamente “testata” da gruppi musicali e compagnie teatrali, da chi ha alles to mostre e chi ha tenuto conferenze e incontri, da chi ha organizzato pranzi e cene e chi ha ballato sullo splendido parquet del pavimento. Il proge o, già avviato da don Gianni e don Alessandro, ha richiesto uno sforzo finanziario notevole e ha potuto giungere a compimento grazie al contributo di mol . Gioverà anche ricordare che quella sala una volta era una chiesa, anzi “la” chiesa parrocchiale Santa Maria della Stella, che funzionò come tale dal 1964 al 1971. Una parrocchia so oterra, ma non come una catacomba, piu osto come la radice del grande albero che stava crescendo sopra, la “Stella” a uale. E ne è ancora radice, ogni volta che la comunità vi si raduna e la rende viva. Ma come ogni grande opera, anche questa è un “can ere aperto”. Molte ancora sulla carta le idee per perfezionare il locale, come ad esempio un impianto di amplificazione più moderno, un impianto luci più efficace… Ma per questo si dovranno a endere nuove risorse, e contare sulla generosità di tan . Ah già, la seconda riga dell’insegna: l’in tolazione della sala al “Beato Antonio Neyrot”. Quel 18 aprile, giorno dell’inaugurazione, era la sua festa. Le grandi opere, i grandi proge si dedicano ai grandi personaggi locali, magari (ed è questo il caso) un po’ dimen ca o poco conosciu sopra u o dalle nuove generazioni. Antonio Neyrot è stato un grande rivolese, un grande cris ano. E sopra u o era un giovane che sognava in grande. Sarà bello ricordarlo, alzando gli occhi a quella insegna ogni volta che varcheremo la soglia della “nostra” Sala. Un bottone per tee Un’opportunità da poter cogliere, un’intuizione da farsi venire in mente, un proge o nato so o la stella delle olimpiadi di Torino 2006! Già, più di qua ro anni fa, abbiamo cominciato a far saltellare le dita sui tas della tas era del PC prima lentamente e poi, una volta accesa la lampadina delle idee, a correre più velocemente del pensiero. Un proge o che voleva regalare uno spazio più bello, rispe o a quello che la nostra comunità già aveva, ai ragazzi e ai giovani per le a vità teatrali, per renderlo più ada o agli a ori in erba che crescevano e che poi lì hanno provato e messo in scena il fa coso ma riusci ssimo Forza Venite Gente! Don Alessandro si è lanciato nell’impresa, don Gianni l’ha sostenuto e spronato, l’Archite o Elena Cia no ha curato la parte tecnica e… l’importante finanziamento, grazie alla Compagnia San Paolo è arrivato! Un sostanzioso inizio, ulteriori proge su di lui (il salone!), e grazie anche ai nuovi don ed all’aiuto della comunità “lui” è diventato un “proge o polivalente”, il salone di famiglia in cui organizzare feste, incontri, spe acoli teatrali e musicali, conferenze per bambini, per giovani, per adul , per nonni! Il proge o è stato chiamato “Un bo one per tee”: un bo one, nel senso di ciò che ene unito. Fuor di metafora: ciò che avvicina e che perme e di intessere legami e relazioni. …per tee, giocando sulle parole: per te, per l’altro che incontriamo, ma anche per tee, centro del bersaglio nel Curling. Il bersaglio da raggiungere è l’altro, il tu che abbiamo di fronte. È importante fare centro nell’accogliere l’altro (fare tee nell’accogliere te). Ci siamo ispira alla disciplina olimpica del Curling: il bo one (bu on) è il più piccolo dei tre cerchi concentrici della casa, il bersaglio da centrare per fare punto. Di questa casa il punto centrale è chiamato tee. Spazzolando spazzolando credo che l’obie vo in cui credevamo si sia realizzato nel migliore dei modi! Alla prossima occasione, allora, nel SALONE DI FAMIGLIA! Elena Castelle 24 Il dono dei Diaconi DIACONATO di Gianfranco Coscia In preparazione alla ricorrenza del vencinquesimo anniversario dell’Ordinazione dei Diaconi delle nostre comunità, è stato invitato per una serata di riflessione, giovedì 20 maggio, don Giuseppe Tunine , responsabile nella nostra Diocesi della formazione e della pastorale dei Diaconi Permanen . Nella Cappella del Beato Antonio, a Santa Maria della Stella, il sacerdote ha svolto un interessante e ampio intervento, compiendo un excursus storico sulla figura e sui compi dei Diaconi a par re dalla Sacra Scri ura (“A degli Apostoli”, Le ere) per giungere, a raverso Sinodi ed Assemblee svol si nel corso dei secoli, al Concilio Va cano II, che ha ridato impulso e visibilità ad un Ministero tanto importante e prezioso. Ha poi calato tu o ciò nella realtà della Diocesi di Torino (che oggi conta oltre centosessanta Diaconi Permanen ), illustrando le posizioni e gli interven degli arcivescovi subalpini (Pellegrino, Ballestrero, Saldarini, Pole o) sull’argomento negli ul mi quarant’anni. Ha quindi invitato i “festeggia ” a prendere la parola. Bruno, Lorenzo e Giovanni, con simpa a e vivacità, hanno ripercorso i momen della loro “chiamata”, degli impegna vi anni di studio, della gioia dell’ordinazione, della quo dianità del servizio, del coinvolgimento delle famiglie. Si è concluso rivolgendo al Signore la preghiera per suscitare ancora, nelle fila dei laici che operano nelle nostre parrocchie, vocazioni al compito (così impegna vo, ma esaltante) del Diaconato. TESTIMONIANZE dei nostri DIACONI Uomini del grembiule Tan anni fa, durante un fine se mana degli aspiran al diaconato, ognuno presentava le a vità nelle quali era inserito. Sentendo i tan impegni di uno di noi, un mio vicino mi mormorò: “Rispe o a quello che fa lui, io mi sento un verme”. Di rimando risposi: ”Io sono il secondo verme!”. Toccò poi a me illustrare i miei impegni e sen i il bisogno di dire che non ero lì per diventare diacono, ma per migliorarmi. Mi sommerse una risata generale ed un diacono mi disse: “È la frase di quasi tu . Siamo qui per imparare ad essere umili”. Procedendo nel cammino, alcuni anni dopo, mi colpì la frase di Gesù ai suoi discepoli: “Vi farò pescatori di uomini”. Ho messo insieme i tre elemen : l’umiltà, il verme, la pésca. Il pescatore ha bisogno di un’esca. Io posso essere il verme-esca usato per aiutare i sacerdo . A volte fa male essere semplicemente usato, come fa male non essere affa o usato. Succedono tu e e due le cose. Se non vengo “usato” sto buono in a esa di essere messo Fare spazio alla donna nuova In questa occasione, come ven cinque anni fa, mi sento di rinnovare l’impegno di accompagnare mio marito nel cammino che ha scelto. E quindi anche di incontrare Gesù nell’altro, andando oltre le apparenze, le simpa e, amando anche le persone scomode, perché anche in esse devo riconoscere la presenza di Gesù. Il mio cammino nell’ambito diaconale è iniziato proprio così, prendendo coscienza che nel mio prossimo è presente Gesù, il Gesù da amare, da aiutare. Oggi capisco quanto sia difficile questo cammino. Non è una strada in piano o in discesa: è sempre tu a in salita. È necessario fare ginnas ca, insistere e non scoraggiarsi mai, perché le cose serie non sono mai facili. Occorre con nuare a decollare con la preghiera prima di tu o e poi a fare dono di sé, anche delle proprie debolezze. Muore così, un poco alla volta, “l’uomo vecchio” che è in noi, per lasciare spazio a quello nuovo, in questo caso alla “donna nuova”. Enrica, moglie del diacono Bruno in qualche amo. Non fa niente: l’importante è l’a eggiamento di disponibilità, di dono, di servizio, l’essere lì a disposizione. Il diacono nella chiesa è colui che si me e a servizio. Quando fui ordinato diacono, con mia moglie Enrica prendemmo come mo o: “A che vale la vita se non per essere donata?”. Ritenemmo che fosse una bella frase che avrebbe potuto esserci di aiuto per la vita. A poco a poco ne scoprimmo la portata: la disponibilità a dare la vita sempre non vuol dire morire subito per l’altro, ma dare un pezze o di te ogni momento, “donarlo” agli altri, tagliando una fe na del tuo egoismo e intanto tu non sei più quello di prima, sei già “morto” un pochino per gli altri. Non è facile, ma il Signore ci ha dato una mano forte. Questo è un po’ lo spirito del mio diaconato. L’immagine ricordo del 25° di diaconato, dono dei nostri don, ce lo ricorda: “Diaconi… stola e grembiule”. Io ho tre grembiuli: il terzo l’ho ricevuto dalle catechiste per il ven cinquesimo “per con nuare ad aiutare la moglie”, il secondo da don Giovanni il Giovedì Santo per la lavanda dei piedi dove, finalmente, ho lavato i piedi a dodici bambini. Il primo grembiule l’ebbi già nel 1980, prima della stola, quando con Renzo e Giuseppe andavo nella Casa del Clero di Pancalieri ad aiutare i sacerdo anziani e non autosufficien , per lavarli o far fare loro il bagno. L’ho fatto per vent’anni. Renzo e Giuseppe con nuano ancora. Ricordo la ba uta spiritosa di un parroco, che come tu quelli che sono là hanno dato la vita per noi: “Per tan anni ho dato delle lavate di capo ai miei fedeli, ora i diaconi lo fanno a me”. Tu o questo è diaconato. Diacono Bruno DIACONATO Grazie, Signore! In questo momento ed in questa circostanza le sole parole che mi vengono da dire sono: “ Grazie Signore per i doni che mi hai fa o in ques ven cinque anni di diaconato”. Con profonda meraviglia sono ancora oggi riconoscente al Signore per la chiamata a servirlo nella casa di Dio. Servire con umiltà e servire in obbedienza fa parte della mia indole ed ho tentato di farlo con tanto amore. Dopo ven cinque anni ringrazio il buon Dio per quanto ha operato in me e per quanto ho potuto fare nelle due comunità che ho servito. Dopo l’ordinazione del 2 giugno 1985 per se e anni ho lavorato nella comunità di San Mar no, dove iniziai il mio cammino nel lontano 1975, con piccoli impegni e servizi nella chiesa capannone di Borgo Uriola in piazza Cavallero. Poi, nel 1992, mi è stato chiesto di lasciare quella comunità, che porto sempre nel cuore, per trasferirmi in quella di S. Bartolomeo, dove ancora oggi presto servizio. Don Giovanni Pignata, ora in paradiso, e don Vincenzo Chiarle, responsabili della formazione dei diaconi, ci hanno insegnato che il nostro essere diaconi non era per noi, ma per la chiesa, per aiutare i sacerdo nel servizio dire o della comunità e lasciare loro “tu o il tempo per pregare ed annunciare la parola di Dio” (A 6,4). Così ho cercato di lavorare, non per sos tuire, ma per servire là dove i sacerdo non riescono ad arrivare. In ques anni non tu o è stato sempre facile, ci sono sta anche dei momen di 25 Il diacono Giovanni Branca nel ricordo del figlio Intervistato per il bolle no parrocchiale, nel dicembre ’93 il diacono Giovanni spiegava così il “servizio” del diacono permanente: “Il Diacono deve essere umile e disponibile ai servizi della parrocchia alla quale il Vescovo l’ha inviato. È una presenza per la catechesi, gli ammala , la liturgia della Parola, è ministro del ba esimo, può assistere al matrimonio, al Rito delle esequie, senza celebrare la santa Messa. Deve sempre cercare di creare unità, che è la cosa più importante nell’ambito di una comunità e, per concludere, non guasta anche un po’ di fantasia”. La fantasia u lizzata per scrivere i cartelli per le liturgie a Gesù Salvatore, per proie are le diaposi ve nelle case dei bambini che stavano per essere ba ezza , per preparare l’ora di Religione o di Catechismo, per scrivere un biglie o di auguri alle neomamme o di conforto per gli ammala , per pregare con la speranza nella vita futura durante i rosari per i defun ... Ma accanto a Giovanni diacono, c’è stato anche Giovanni operaio che ci ha permesso di studiare, Giovanni marito, Giovanni nonno e Giovanni papà: è questo il ricordo che por amo noi figli. Lo ricordiamo per l’amore che ha sempre avuto e dimostrato per la mamma (56 anni di matrimonio), per averci voluto bene da piccoli e poi rispe ato da grandi, anche quando, qualche volta, le nostre idee non combaciavano con le sue. Lo ricordiamo per l’esempio di tenacia nel lavoro, nel rispe o degli impegni e, sopra u o, per averci trasmesso con i fa e non solo con le parole il rispe o degli altri e la fede cris ana. Vorremmo augurare a tu di avere il suo sorriso dolce e l’o mismo che sapeva filtrare i momen della vita con buon spirito cri co e sopra u o con una visione legata alla fede e alle sue scelte coeren e non comode e che, anche negli ul mi anni di vita, alla domanda “Come va?”, gli faceva rispondere “Benino, benino”. Fredy Branca sofferenza, che mi hanno portato a pensare: “Perché proprio a me, che ho de o il mio sì con tanta gioia e nella tenerezza della preghiera?”. Ma poi ho capito che si lavora con Dio e, se ci affidiamo a Lui, è possibile superare anche difficoltà che sembrano insormontabili. Ci sono tante altre cose che potrei dire, ma mi sono proposto di farlo al cinquantesimo anniversario, non voglio però dimen care di ringraziare una persona che con me ha condiviso gioie e difficoltà, mia moglie Lina. Grazie! Diacono Giuseppe 26 IN CITTA’ Borgo Uriola in festa Borgo Uriola è la zona di Rivoli che da Via Colla, Via Nuova Te scende verso piazza Cavallero su strada Rivalta. Quest’anno, per la prima volta il borgo si è ves to a festa per tre giorni, dal 4 giugno alla no e del 6. Il programma è stato quello delle feste di paese, che ha richiamato a orno alle tante a vità la gente del quar ere. Ogni sera c’è stata una grigliata, dalle 19.30 alle 24, che in modo inaspe ato ha toccato il boom sabato con oltre trecento coper . Gruppi, famiglie, adul e ragazzi hanno scelto questo sostare insieme a tavola come momento d’incontro, di socializzazione, di festa. Bellissime le inizia ve che hanno movimentato la piazza, il Centro d’incontro, il campe o di strada Borgeisa, la chiesa. Giochi, spettacoli per bimbi e ragazzi organizza dal gruppo animatori MIA e dagli scout, spe acolo di magia con il mago Sales, esibizioni di scuola di ballo, serate danzan , musical degli Ar s per caso, giochi per famiglie, caccia La festa con Mago Sales Messa in Piazza Cavallero al tesoro no urna per i giovani (con oltre cento iscri ), concerto in chiesa del coro “Sol Maggiore” di MIA, banda musicale dei Te , e altro ancora: queste le a vità che hanno riempito le tre giornate di festa. Non è mancato il momento religioso con la Santa Messa in piazza la domenica ma na. E il quar ere ha risposto in modo straordinario, superiore alle più rosee previsioni dei promotori. Chi ha organizzato tanta festa? Il “Comitato spontaneo di Quar ere di Borgo Uriola”. La cosa più bella e interessante della festa è stata questa: la partecipazione viva e atva dei gruppi parrocchiali, gli animatori dell’oratorio MIA, l’Agesci di Rivoli2, i MASCI, in perfe a sintonia con il comitato di quar ere e con il Centro Sociale di zona, e non solo per organizzarla, ma lavorando a vamente per la migliore riuscita. È stata la prima volta. Da ripetersi. PROGETTI I quattro Consigli Pastorali San Bernardo Il Consiglio ele o nel marzo 2008 e riunitosi una sola volta con don Tonino è stato riconfermato per cinque anni dal nuovo parroco: don Andrea Zani, parroco Cucco Lorenzo, diacono don Angiolino Cobelli don Giovanni Isonni don Paolo Ravarini Balocco Mazzone Daniela, Bellocci Domenico, Benevenuta Paolo, Borgia no Zago Sandra, Buse Mauru o Monica, Carello Giampaolo, Consen no Silvia, Coriasso Maurizio, Dall’Anese Maria Antonia, Di Marca Giusy, Dodaro Caterina, Foradini Enrico, Galante Donatella, Gamo Gianni, Morena Rocco, Pecoraro Cananzi Silvana, Rinciari Roberto, Prete Mauro, Tenivella Mauro, Segreto Fedele, Tizzani Sai a Felice a, Trombetta Gastone, Zago Maurizio. San Mar no Vescovo Il Consiglio è stato ele o il 21 marzo 2010: don Giovanni Isonni, parroco Bruno Zanini, diacono don Angiolino Cobelli don Paolo Ravarini don Andrea Zani Aurile o Sara, Barardo Felice, Barro Savarino Maria Pia, Bommaci Giovanni, Bonafé Ma a, Bo no Piero, Bovenzi Sonia, Brignolio Piera, Capellupo Franco, Cole o Piero, Cullino Laura, Franzolin Fiorella, Gennaro Rosalba, Giano Ercole, Lardori Remo, Longo Emanuele, Me fogo Viasco Maria Luisa, Molinario Alessandro, Negro Anna, Polio o Carlo, Priasco Raffaella, Sartor Franco, Surra Renato, Viacelli Luigi, Zamariola Maria Angela, Zanini Paolo. Santa Maria della Stella Il Consiglio, ele o il 28 febbraio 2010, durerà in carica tre anni: don Giovanni Isonni, parroco Giacomo Turi, diacono don Angiolino Cobelli don Paolo Ravarini don Andrea Zani don Fabio Cozza padre Giordano Rigamon suor Teresita Pavanello Benen Maria Luisa, Bogge Luca, Branca Alfredo, Branca Marco, Capuzze o Mariella, Chiesa Nadia, Chiomento Giacomo, Coscia Pierangelo, Cuva Lidia, Fabiole Franca, Ferrero Anna Maria, Florio Fabrizio, Forne Chiara, Giordani Silvano, Guglielmone Luca, Imperatore Pietro, Martellini Piche o Lilli, Mazzucco Clemen na, Moglia Bruno, Moglia Liliana, Pennisi Antonella, Rossato Marina, Sacchi Paola, Sonnessa Fili o Giovanna, Starita Elena, Trinchera Rino. San Bartolomeo Il nuovo Consiglio verrà ele o nel mese di settembre. 27 Il Consiglio Pastorale Parrocchiale di Remo Lardori Nelle nostre qua ro parrocchie - San Bernardo, San Bartolomeo, Santa Maria della Stella e San Mar no – affidate ai sacerdo bresciani, operano qua ro Consigli Pastorali. Che cosa sono? Sono, o dovrebbero essere, il centro propulsore e unificante di tu a l’a vità opera va della parrocchia. I sacerdo , e in par colare i parroci, sono i responsabili, le guide e gli animatori della vita della comunità cris ana loro affidata. Ma essi non possono essere dappertu o, non possono occuparsi di tu o e proprio per questo il loro lavoro è affiancato da numerosi laici che operano in modo responsabile e a vo nelle diverse a vità proprie di una parrocchia. Si pensi ad esempio alla formazione cris ana dei bambini e degli adul , ai gruppi dei giovani e alle loro diverse a vità (scout, animatori, spor va), alla preparazione dei fidanza , ai gruppi famiglia, ai vari gruppi forma vi e di preghiera, agli anziani, ai mala , e poi alla celebrazioni dell’Eucaris a, dei Sacramen , ai funerali, alle feste parrocchiali, ai gruppi carita vi, agli oratori, alle mille inizia ve di incontri di formazione e di preghiera per a vare o rinnovare la fede, e poi ancora a tu a l’a vità di cara ere economico, agli edifici da curare e mantenere, al conta o con il Comune e con i diversi En sociali… e si vedrà crescere a poco a poco un’a vità con nua, infinita, come l’a vità della membra di un grande corpo, portata avan da tante persone e gruppi. Dove assume unità tu o questo movimento? Da dove parte una programmazione organica che realizzi un proge o di chiesa, di comunità cris ana? Chi dà una mano al parroco nel pensare, proge are e organizzare? È questo il compito del Consiglio pastorale parrocchiale (CPP), che è definito come l’organismo ecclesiale nel quale i membri “prestano il loro aiuto nel promuovere l’a vità pastorale della comunità parrocchiale”. Il Consiglio pastorale parrocchiale è formato dal parroco, dagli altri sacerdo e dal diacono impegna nella parrocchia in forza del loro ufficio, da religiose, ma la componente maggiore è rappresentata da laici, scel per elezione, che dovrebbero esprimere lo specchio fedele del tessuto umano della parrocchia per età, sesso, condizione sociale ed insieme portare la voce delle diverse realtà e movimen . Nel Consiglio il compito dei laici è essenzialmente quello di “consigliare la Chiesa”, portare cioè il loro pensiero, la loro esperienza, la loro voce a livello della gerarchia. Tocca a loro cercare, discutere, proporre e sostenere le diverse inizia ve pastorali, presentare proposte mirate alla realizzazione delle a vità, favorire il coordinamento delle varie realtà esisten in parrocchia al fine di realizzare una pastorale organica. Il Consiglio presieduto dal parroco, ha però soltanto voto consul vo: lavora a raverso ordini del giorno discussi insieme e vota a maggioranza, esprime il proprio orientamento, ma non può prendere decisioni vincolan, che spe ano in defini va al parroco, che fa le veci del Vescovo, immagine di Cristo, Pastore e Capo della sua Chiesa. Si esprime, in questa stru ura cara eris ca del Consiglio pastorale, la natura gerarchico-comunionale della Chiesa stessa, dove la ricerca di comunione si realizza nell’unità del mandato di Cristo a Pietro e si concre zza nell’azione costante dello Spirito di Dio su coloro che Dio stesso ha scelto come pastori della sua Chiesa. 28 IN LIBRERIA Oltre il libro In libreria di Lidia Zane e Nella piccola rubrica del nostro giornale dedicata ai consigli di lettura questa volta abbiamo pensato di proporre un breve viaggio nella rete, essendoci imbattuti in siti variamente interessanti che testimoniano la presenza di un’eco cristiana anche nel villaggio multimediale. Ne propongo una veloce panoramica, non prima di aver comunque segnalato due libri letti in queste ultime settimane che mi sono piaciuti davvero tanto e che meritano la più ampia diffusione. Il primo, Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda è la storia, verissima, di un bambino afgano, Enahiatollah Akbari, che fugge dal suo paese e attraversa la cattiveria degli uomini e dei governi, le montagne, il mare e alla fine arriva in Italia dove l’accoglienza di una famiglia gli restituisce la dignità di bambino diventato adulto troppo presto. Una storia tragica e bellissima, dove emergono realtà socio culturali che conosciamo ancora troppo poco e la forza dei gesti di umana solidarietà che rappresentano il modo più vero di stare al mondo. Il secondo libro, Il gatto dagli occhi d’oro di Silvana De Mari è un libro per ragazzi che fa del bene a tutti: Leila, la protagonista, è una ragazza povera ma ricca di una genialità che conquista presto i suoi compagni di scuola e i professori; la profondità del suo sguardo illumina le cose di una luce nuova e fa avverare i sogni più incredibili. Venendo ai siti (anche se leggere è più bello, bisogna ricordarlo!) segnaliamo quello di Famiglia cristiana: www. famigliacristiana.it. Di facile accesso e molto immediato, contiene una mediateca con notiziari video Ansa live; notevole la tempestività di aggiornamento, dal momento che si leggono le notizie Ansa dell’ultima ora. É presente la versione virtuale del numero della settimana che si trova in edicola: qui si possono sfogliare le pagine, leggere la prima parte degli articoli, vedere le foto. Nell’home page l’indicazione del santo del giorno e della liturgia. Interessante è pure il blog di Paolo Curtaz: www.paolocurtaz.it. Vi si trovano i suoi commenti acuti e non sempre convenzionali sulla Parola, numerosi articoli, lo spazio per il forum. Nella pagina iniziale foto e incipit di riflessioni su temi di attualità permettono di leggere l’intero brano solo dove interessa; numerosi sono i consigli di lettura che inviano ai siti di acquisto. Molto affascinante è il progetto di parrocchia virtuale di don Marco Pozza rinvenibile sul sito www.sullastradadiemmaus.it. Questo giovanissimo prete vicentino ha ideato uno spazio multimediale per stare al passo con i tempi, dove il nuovo è possibile ed è bello: nella sua “tribù”, come la chiama lui stesso, sono iscritti parrocchiani di tutte le età da tutta Italia. Il senso di questa iniziativa pastorale, dal forte impatto comunicativo, dove si avverte l’urgenza dell’annuncio del Vangelo, si rintraccia nella sezione “la genesi del sito”. Qui don Marco dice “Della strategia comunicativa di Cristo cos’abbiamo capito? Scorrono gli anni, ma le prediche si fotocopiano. Si ingialliscono. Cristo si ri-aggiornava di notte pregando e collaudava di giorno ascoltando: parlava il linguaggio della gente. Oggi partirebbe forse da un blog, magari scriverebbe un sms, un’ e-mail. Metterebbe in rete la sua umanità”. Insomma, la proposta consiste nel passare dal mare di Tiberiade al mare di Internet perché la fontana del villaggio di cui parlava Giovanni XXIII ora deve dispensare la sua acqua nella piazza maggiormente frequentata, che non è più quella del paese. FESTE PATRONALI 29 I nostri patroni... dono di grazia per noi! Nella prima parte dell’anno pastorale le nostre parrocchie vivono le feste patronali. È un momento bello e intenso di vita comunitaria! Può essere utile fermarci un attimo per coglierne i significati. Il termine patrono (in latino patronus, cioè "protettore", da pater=padre) risale all’antica Roma. Il patronus era un cittadino di una certa autorevolezza, in genere patrizio, chiamato così per via del legame, detto di patrocinio, ossia di protezione, che aveva con schiavi affrancati o plebei indigenti. Nel cristianesimo il santo patrono è una persona, venerata come santa, alla quale la Chiesa affida la protezione di una certa categoria di fedeli, individuabile in coloro che vivono in una determinata città o area geografica, coloro che esercitano un certo mestiere, svolgono una certa attività o hanno altre caratteristiche in comune. Tradizionalmente i fedeli appartenenti a una determinata categoria si rivolgono al proprio santo patrono tramite preghiere od offerte votive al fine di ottenere l'intercessione del santo in proprio o altrui favore. Tale esperienza è così importante che due papi ufficialmente hanno dato direttive circa i patroni. Urbano VIII nel Decretum super electione sanctorum in patronos (23 marzo 1630) dava le regole per la scelta dei santi patroni. Paolo VI il 19 marzo 1973 promulgò le Normae de patronis constituendis semplificando la procedura di elezione dei patroni. Il patrono e protettore viene scelto e indicato dalla Chiesa come colui che intercede per noi, si fa carico delle nostre necessità, delle nostre invocazioni e le porta dinnanzi a Dio, chiedendo il suo aiuto e il suo intervento. Non solo il patrono e protettore diventa per noi fedeli un esempio e un modello da seguire e imitare. Davvero i santi sono per noi e per le nostre comunità un dono grande che Dio ci fa! Festa di San Bernardo Martedì 28 se embre ore 21.00 - Liturgia penitenziale Giovedì 30 se embre ore 21.00 - Le ura dei tes di San Bernardo Sabato 2 o obre ore 15.00 - SAN BE… in Fiera: iscrizioni catechismo con giochi per tu i ragazzi e stand gastronomici con possibilità di cenare dalle ore 19.00. ore 21.30 - “Deli o al castello”: commedia del gruppo teatro. Domenica 3 o obre ore 11.00 - S. Messa solenne ore 12.30 - Aperi vo preparato dal gruppo” Scout “ ore 13.00 - Pranzo comunitario (prenotare entro domenica 26 se embre) ore 16.00 - Festa Scout per i 10 anni del RIVOLI 4. ore 16.30 - Par ta di calcio giovani vs adul . Festa della Madonna del Buon Rimedio Domenica 26 se embre 2010 ore 8.00 - Eucaris a a San Bartolomeo ore 9.30 - Preghiera a San Bartolomeo ore 10.00 - Processione. Segue S.Messa a San Francesco. La statua rimarrà a San Francesco fino a sabato 2 o obre: Martedì, Giovedì, Venerdì, Sabato Santa Messa ore 18.00. Mercoledì Santa Messa ore 15.30. San Martino vescovo Festa di San Mar no vescovo: domenica 14 novembre 2010 Festa del ringraziamento a San Rocco: domenica 5 dicembre 2010 Festa di Maria Immacolata: mercoledì 8 dicembre 2010 I programmi de aglia verranno divulga a se embre. 30 FESTE PATRONALI Fe s t a d i Sa n t a Maria d ella St ella Sabato 18 settembre 2010 Domenica 19 settembre 2010 Stella – Ragazzi in festa ore 15.00-17.30 - Collegiata Nuova (cor le) Pomeriggio di festa per i Bambini e i Ragazzi: giochi , giochi gonfiabili e non solo per ragazzi, genitori e catechis . Iscrizioni agli i nerari di catechesi 1°-2°-3°-4°-5° elementare, I° media, preadolescen e ragazzi scouts- AGESCI Rivoli I. S. Messa con le dame d’onore della Madonna della Stella ore 9.00 - Collegiata Nuova Presiede don Paolo Ravarini. Santa Messa solenne ore 18.00 - Collegiata Nuova Presiede il Cardinale Severino Pole o, Arcivescovo di Torino. Anima la Schola Cantorum della Stella. Santa Messa solenne ore 11.00 - Collegiata Nuova Presiede il Canonico don Michele Olivero, già Parroco della Stella, con la benedizione del nuovo Fonte ba esimale, opera degli ar s dell’Associazione “Intaglio e Scultura” di Rivoli. Anima la celebrazione la Schola cantorum. PROCESSIONE CITTADINA ore 20.45 - da Piazza Mar ri della Libertà Presiede il Cardinale Severino Pole o. Percorso: Piazza Mar ri della Libertà, Via Vi orio Veneto, Via Montegrappa, Piazza San Rocco. Via San Rocco, Piazza Salo o, Via Fiorito, Piazza Bollani, Via Santa Croce, Piazza Ma eo , Via Fratelli Piol, Collegiata Nuova. È sospesa la Messa a Gesù Salvatore delle ore 10. Aperi vo per tu ore 12.00 - Collegiata Nuova (sagrato) Lunedì 20 settembre 2010 Pranzo comunitario (a prenotazione) con vari pia , compreso lo spiedo bresciano ore 12.30 - Collegiata Nuova Benedizione dei Bambini e affidamento alla Madonna della Stella ore 15-17.30 - Collegiata Nuova (animazione équipe Ba esimi) Giochi per bambini e ragazzi, giochi gonfiabili e punto di ristoro ore 15-17.30 - Collegiata Nuova (cor le) Asini dalle ma te colorate ore 21.00 Sala “Beato Antonio Neyrot” Serata con don Marco Pozza, giovane e originale sacerdote di Vicenza. Nella serata ci sarà la proposta di un gesto di solidarietà a sostegno della Casa di accoglienza LA MADONNINA di Candiolo, per i mala di cancro ed i loro familiari che fanno riferimento all’IRCC (Is tuto per la Ricerca e la Cura del Cancro) e gli altri ospedali vicini. Celebrazione dei Ba esimi ore 15.30 - Collegiata Nuova STELLA GIOVANI IN FESTA Santa Messa per i Giovani ore 18.00 - Collegiata Nuova Presiede don Andrea Zani, anima la celebrazione il Corogiò. Serata di festa per Adolescen e Giovani ore 19-24.00 - Collegiata Nuova (cor le) APPUNTAMENTI 31 CONOSCERE ACCOGLIERE Il cartello di associazioni, chiese, quar eri contro i razzismi, proseguirà per tu o il 2010-2011 la sua a vità, sopra u o nelle scuole, nei quar eri e… nelle piazze, affinché “dignità e diri di tu e per tu ” non siano parole vuote, ma significa condivisi e si trasformino in capacità di accoglienza e in impegno di vita. Incontriamoci NONNE E NONNI dell’ ETÀ D’ORO in AMICIZIA per trascorrere insieme ORE SERENE Pare un annuncio pubblicitario e lo è!!!!! Infa è per far conoscere a tu belle realtà che da mol anni esistono nelle nostre Parrocchie: e cioè che persone della così de a “Terza Età” si incontrano nei locali Parrocchiali una volta alla se mana per trascorrere insieme, nel periodo se embre/maggio, un pomeriggio denso di a vità che comprende: giochi, incontri, tombolate, gare a carte, feste di Carnevale, “pasque e”, pranzi e gite. Si invitano amici medici, operatori sanitari ed esper in vari campi che vengono per dare consigli, parlano del loro lavoro, delle loro esperienze e dei loro viaggi in terre lontane. Anche momen di spiritualità sono condivisi con chi vuole parteciparvi. Quindi cari amici, non solo della “Terza Età” siete tu invita a trascorrere dei bei pomeriggi insieme!!!! Vi aspe amo: LUNEDI’ dalle 14,30 alle 18,00 S. BERNARDO gruppo “AMICIZIA” MARTEDI’ dalle 14,30 alle 18,00 S. MARIA DELLA STELLA: gruppo “ORE SERENE” MERCOLEDI’ dalle 15,00 alle 17,00 Chiesa S. Francesco (Parrocchia S. Bartolomeo) “GRUPPO DELLE NONNE” GIOVEDI’: dalle 14,30 alle 18,00 S. MARTINO gruppo “ETÀ D’ORO” APPUNTAMENTI 32 Battesimi 2010/2011 San Bartolomeo Sabato 8 gennaio Domenica 27 febbraio Sabato 5 marzo Domenica 1 maggio Sabato 7 maggio Domenica 3 luglio Sabato 3 se embre Domenica 30 o obre Sabato 5 novembre Domenica 18 dicembre accoglienza ba esimi accoglienza ba esimi accoglienza ba esimi accoglienza ba esimi accoglienza ba esimi San Bernardo 26 se embre 2010 28 novembre 2010 30 gennaio 2011 29 maggio 2011 24 luglio 2011 25 se embre 2011 Gli incontri in parrocchia avvengono le due se mane prima e la domenica prima alle ore 11 durante la messa vengono presenta i bambini alla comunità. San Mar no vescovo Domenica 12 se embre 2010 ore 15.00 Domenica 10 o obre 2010 ore 15.00 Domenica 5 dicembre 2010 ore 15.00 Domenica 30 gennaio 2011 ore 15.00 Domenica 27 febbraio 2011 ore 15 Sabato 23 aprile 2011 ore 21.00 Domenica 24 aprile 2011 ore 11.00 Domenica 8 maggio 2011 ore 15.00 Domenica 29 maggio 2011 ore 15.00 Domenica 12 giugno 2011 ore 15.00 Santa Maria della Stella Domenica 19 se embre 2010 ore 11.00 Domenica 17 o obre 2010 ore 15.30 Domenica 7 novembre 2010 ore 15.30 Mercoledì 8 dicembre 2010 ore 15.30 Domenica 9 gennaio 2011 ore 15.30 Domenica 6 febbraio 2011 ore 15.30 Domenica 6 marzo 2011 ore 15.30 Domenica 10 aprile 2011 ore 11.00 Sabato 23 aprile 2011 ore 21.00 Domenica 24 aprile 2011 ore 11.00 Domenica 1 maggio 2011 ore 15.30 Domenica 5 giugno 2011 ore 15.30 Domenica 22 giugno 2011 ore 15.30 Incontri di preparazione al matrimonio 2010/2011 Sede degli incontri: Parrocchia S. Maria della Stella Giorno: domenica Orario: ore 19 – 21 Durata: 7 incontri domenicali + un week-end dalle ore 17 del sabato alle ore 17 della domenica, compresa la S. Messa Date: 26 se embre week-end 13-14 novembre 2010 30 gennaio 2011 week-end 19-20 marzo 2011 1° maggio 2011 week-end 18-19 giugno 2011 Incontri di preparazione alla Cresima per giovani e adulti (domenica 1 maggio 2011 ore 11.00) Sede degli incontri: Parrocchia S. Maria della Stella Giorno: lunedì Orario: ore 21 – 22,30 Durata: 12/13 incontri a cadenza se manale Date: dal 31 gennaio a fine aprile 2011 Iscrizioni: Segreteria della Stella tel. 011/9586479