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EDITORIALE
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Lei c ’è sempre!
di don Giovanni Isonni
RIVOLI
Parrocchie nella ciƩà
ANNO XIV - N.2
Se embre 2010
Via F.lli Piol, 44
10098 Rivoli (TO)
www.rivoliparrocchie.org
[email protected]
Dire ore responsabile:
Paolo Paccò
Vice dire ore:
Franco Rolfo
Segreteria di redazione:
Lidia Cuva
Redazione:
Don Giovanni Isonni
Don Angiolino Cobelli
Don Paolo Ravarini
Don Andrea Zani
Riccardo Bona
Paola Cornaglia
Pierangelo Coscia
Silvano Giordani
Remo Lardori
Fabio Leone
Mariangela Zamariola
Lidia Zane e
Proge o grafico:
Iden tà Mul mediale
Torino
Impaginazione:
Fabio Leone
Stampa:
Ar Grafiche San Rocco
Grugliasco (TO)
Carissimi,
è bello iniziare un nuovo anno della
vita delle nostre comunità cris ane
volgendo lo sguardo alla nostra Stella!
È bello pensare che chi ci ha preceduto
ha voluto farci come dono Maria, Stella del ma no, punto di riferimento
sicuro! È straordinariamente bello sapere che la nostra vita è accompagnata
dallo sguardo tenero, affe uoso, sicuro
di Maria, Stella lucente e sorridente!
San Bernardo ci invita da secoli a par re dalla nostra vita quo diana, segnata
da gioie, fa che e sogni, per poi rivolgerci a Maria, la mamma che c’è sempre. Qual è questa vita che vogliamo
portare a Maria?
La nostra Diocesi in ques mesi ringrazierà il Cardinale Severino Pole o per
il suo servizio di pastore e accoglierà il
nuovo Vescovo di Torino. È un momento forte per ripensare al nostro essere
chiesa! Siamo parte di una grande storia, che ci precede, che vive oggi in ogni
angolo del mondo e che con nuerà
dopo di noi. Abi amo in una “casa” che
Dio ci prepara accogliente e colorata e
nella quale ognuno di noi ha un posto
e un servizio.
Dopo due anni di vita insieme è tempo
di appassionarci ancor più nell’impegno di vivere e fare comunione: comunione con chi ci è prossimo, comunione
nelle nostre famiglie, comunione tra
Preghiera a Maria
Maria, Madre del sì, tu hai ascoltato Gesù
e conosci il mbro della sua voce e il ba to del suo cuore.
Stella del ma no, parlaci di Lui
e raccontaci il tuo cammino per seguirlo nella via della fede.
Maria, che a Nazareth hai abitato con Gesù,
imprimi nella nostra vita i tuoi sen men ,
la tua docilità, il tuo silenzio che ascolta
e fa fiorire la Parola in scelte di vera libertà.
Maria, parlaci di Gesù, perché la freschezza della nostra fede
brilli nei nostri occhi e scaldi il cuore di chi ci incontra,
come tu hai fa o visitando Elisabe a
che nella sua vecchiaia ha gioito con te per il dono della vita.
Maria, Vergine del Magnificat,
aiutaci a portare la gioia nel mondo e, come a Cana,
spingi ogni giovane, impegnato nel servizio ai fratelli,
a fare solo quello che Gesù dirà.
Maria, poni il tuo sguardo sull'Agorà dei giovani,
perché sia il terreno fecondo della Chiesa italiana.
Prega perché Gesù, morto e risorto, rinasca in noi
e ci trasformi in una no e piena di luce, piena di Lui.
Maria, Madonna di Loreto, porta del cielo,
aiutaci a levare in alto lo sguardo.
Vogliamo vedere Gesù. Parlare con Lui.
Annunciare a tu il suo amore.
(Benede o XVI, preghiera per l'incontro con i giovani italiani - Loreto 2007)
EDITORIALE
le famiglie, comunione tra le varie realtà (gruppi, associazioni…) che sono
la ricchezza delle nostre comunità, comunione tra le parrocchie nella consapevolezza che questa è l’unica strada
per servire il Regno, sognato da Dio da
sempre. La comunione vissuta diventa
missione: raccontare agli altri la bellezza dello stare insieme, del gareggiare
nello s marsi a vicenda, del servire e
nello stesso tempo condividere lo stupore di chi si meraviglia perché “guarda
come si vogliono bene!”
Inizierà in par colare a se embre la
grande avventura della missione giovani, un grande “inves mento” delle
nostre parrocchie e un invito a vivere
nello s le missionario, perché il cris ano è missionario sempre e comunque!
Il nostro tempo ci chiede di vivere da
“buoni samaritani”. Quan “malcapita ” sono ai cigli delle nostre strade!
Siamo chiama ad essere comunità che
vedono, si fermano, si fanno prossimo,
versano vino e olio, si prendono cura e
si fanno carico di ques fratelli. La carità, farsi prossimo nella gratuità, è l’indicatore dell’auten cità e della vitalità
delle nostre comunità.
Le nostre comunità che servono, tes moniano, si me ono per strada trovano la loro forza ed energia me endosi
in ginocchio, sostando in silenzio, divenendo a ente uditrici dell’unica Parola
di vita e celebrando la festa dell’incontro con il Signore. È importante che
troviamo tempi e spazi per la
preghiera, per la celebrazione
e per la festa della vita. Solo
tornando alla Sorgente le nostre comunità possono essere
le fontane fresche, generose
e trasparen del villaggio!
Quando porteremo Maria, la
Madonna della Stella, la Vergine del buon rimedio, l’Immacolata, la donna cantata
da san Bernardo, per le strade
della nostra ci à affidiamole
tu a questa vita, nella certezza che da mamma a enta ci
ascolterà e che sopra u o ci
assicurerà ancora una volta
che Lei c’è, c’è sempre!
don Giovanni
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Invoca Maria !
Non c'è nulla che mi affascini
di più che parlare di Maria.
Ella è una scin llante stella
che si alza sull'immensità del
mare umano e sfavilla con i
suoi meri .
O tu, che sen sba uto dai
flu di questo mondo in mezzo ad uragani e a tempeste,
non abbandonare con gli occhi la luce di quella stella se
non vuoi fare naufragio.
Se si leva il vento delle tentazioni, se lo scoglio delle
tribolazioni ostacola la tua
ro a, guarda la stella,
invoca Maria.
Se sei sba uto dalle onde
dell'orgoglio, dell'ambizione, del rancore, della gelosia,
guarda la stessa,
invoca Maria.
Se la collera, l'avarizia, i desideri impuri squassano il vascello della tua anima,
guarda a Maria.
Se turbato dall'enormità dei
tuoi pecca , vergognoso delle
bru ure della tua coscienza,
spaventato dal giudizio divino, cominci a lasciar andare
alla tristezza,
a scivolare nella disperazione, pensa a Maria.
Nei pericoli, nelle angosce,
nei dubbi, pensa a Maria,
invoca Maria.
Il suo nome non si allontani
mai dalle tue labbra, non si
allontani mai dal tuo cuore.
San Bernardo
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FESTE PATRONALI
Il culto della
Madonna della Stella
di Bruna Bertolo
L’avvenimento che senza dubbio cos tuisce per Rivoli la più vivida traccia
del culto mariano è cos tuito dalla scoperta della statua della Madonna
della Stella. Non si sa con esa ezza l’anno del ritrovamento della statua,
ma si ri ene possa essere il 1284. Il ritrovamento avvenne nel punto in cui
ancora oggi sorge il campanile della vecchia Collegiata, all’interno di villa
Fiorito, lungo la strada che porta al Castello. Fu un persistente stranissimo
raggio (da cui il nome “Stella”) che stazionava proprio in quel par colare
punto a suggerire ai rivolesi del tempo l’idea di scavare in quella zona,
nei pressi di un albero di melograno, un punto che apparentemente non
aveva alcuna “stranezza”. E fu proprio lì che dalla terra emerse una statua
raffigurante la Vergine con il Bambino che, già allora, venne indicata come
un ogge o di “an ca fa ura”... Secondo la perizia condo a dal pi ore
Enrico Reffo (Torino 1831 – Torino 1917) fratello di Eugenio Reffo (Torino
1843 – Torino 1925), sacerdote che fu collaboratore del Murialdo e diresse il se manale “La voce dell’Operaio”, la statua “risulta essere opera bizan na, dell’epoca dall’800 al 1000, cioè nella piena decadenza dell’arte.
“I criteri che me la fanno credere tale sono in primo luogo la forma della
figura, il modo di panneggiare, il diadema in capo, il pu o Gesù ves to a
un di presso come tu e le immagini di allora. In secondo luogo il legno di
cedro del quale è fa a, legno molto usato in quei tempi dai bizan ni per
le statue. In terzo luogo il genere di coloritura e decorazioni degli abi , che
per buona ventura non fu rifa a ed è ancora la primi va”.
In quel punto sorse una cappella e l’an co simulacro divenne subito ogge o di par colare venerazione da parte dei rivolesi. La primi va cappella
si rivelò pertanto insufficiente rispe o al crescere della devozione e quindi venne costruita una chiesa di maggiori proporzioni consacrata entro il
1299 dal vescovo di Torino Goffredo di Montanaro. Il 18 dicembre 1307,
il nuovo vescovo di Torino, Thedisio, is tuisce in questa chiesa, dedicata a S. Maria Assunta in Cielo, un Collegio di Canonici, “originando” la
Collegiata. Il 2 o obre 1693, durante il saccheggio cui i Francesi so oposero la ci à, la statua fu trafugata: la sua scomparsa sembrò davvero di
“ca vo auspicio”. Eppure dopo soli dieci giorni venne ritrovata: a ra
da un odore insopportabile, tre fratelli rivolesi, Antonio, Giovan Ba sta
e Maurizio Moya, si diressero verso un rialzo coperto di rovi in regione
Trucco, pensando di trovarvi uno dei tan cadaveri conseguenza della
brutalità dell’a acco francese. Ma qui, con grande sorpresa, ecco venire
fuori una statua di legno, priva di paramen . La portarono nella chiesa di
San Bartolomeo, nel quar ere di Borgo Nuovo, luogo della loro abitazione. Solo successivamente la statua fu riconosciuta come quella della Madonna della Stella e riportata nel convento originario, accompagnata dai
pochi rivolesi sfuggi alla violenza francese. L’episodio fu raccontato, in
tu i suoi de agli, da padre Prospero Mago, guardiano del convento dei
Cappuccini: lo si trova descri o nella monografia dedicata dal canonico
Domenico Ma oda alla “Maria della Stella”. Il 4 maggio 1728 il consiglio
comunale (sindaci Domenico Barardo e Andrea Bugnano), in osservanza
del manifesto del Real Senato del 24 marzo 1728 che imponeva ad ogni
comunità di segnalare il prote ore del luogo, così deliberava: “Li Signori
congrega , essendo la chiesa Collegiata
del luogo so o il tolo della Vergine Sanssima della Stella, della quale ha questo
pubblico sempre provato miracolosissime
grazie, così volendo sempre più col vare
la devozione verso la Madonna, eleggono
per Prote rice di questo luogo e territorio la Madonna san ssima Vergine so o
il tolo della Stella”. L’episodio è illustrato dall’affresco posto sul lato destro della
cappella a lei dedicata.
Il culto per la Madonna della Stella attraversò però anche un periodo piu osto buio: sono gli anni a orno alla prima
metà dell’800, anni di notevole turbamento poli co e religioso. La statue a
della Madonna della Stella viene addirittura riposta in una nicchia della Collegiata
Alta e la popolazione non trova la forza di
opporsi a questa decisione, pur non condividendola. Sarà l’arciprete can. Domenico Ma oda a riportarla in piena luce nel
cuore e nel culto dei Rivolesi.
Il 17 se embre 1899 infa , su sua inizia va, e dopo aver o enuto la speciale
autorizzazione del Capitolo Va cano, con
una memorabile manifestazione durata
vari giorni, ecco un nuovo avvenimento
ufficiale: il cardinale Richelmy, Arcivesco-
FESTE PATRONALI
vo di Torino, sugli spal del Castello incorona (con una corona d’oro) l’an ca e
misteriosa statue a della Madonna della
Stella, dichiarandola “patrona della ci à
di Rivoli e del territorio” . E, tra le numerose firme dell’a o di consegna, eccone
una par colare: quella di Leonardo Murialdo, protagonista di tan anni di storia
rivolese a favore dei giovani e dei poveri.
La devozione verso la Madonna della Stella riprese dunque più forte di prima, accompagnando i rivolesi nelle loro quo diane fa che, rese ancora più pesan dai
fa che travagliarono la prima metà del
900. Nel 1974 un fa o gravissimo ge ò
nello sconforto i fedeli: nella no e di sabato 13 aprile, vigilia di Pasqua, igno ladri rubarono la preziosa statue a in legno
di cedro dalla nicchia della Collegiata Alta
in cui era stata riposta e venerata. Il furto
venne scoperto la ma na di Pasqua e l’arciprete don Domenico Foco ne fu sconvolto, ferito nei suoi più in mi sen men di
venerazione per la Madonna della Stella.
Un furto che ge ò un’ombra sui festeggiamen che la ci à aveva proge ato per
festeggiare i 25 anni dall’arrivo a Rivoli di
don Foco. Superato il primo momento
di sconforto egli commissionò subito una
copia della statue a trafugata sulla base
del calco in gesso servito per la realizzazione della statue a d’argento fa a cesellare nell’Anno Mariano 1954. E così, in
occasione delle fes vità se embrine, per
i Rivolesi ci fu una nuova statue a della
Madonna della Stella, opera dello scultore Billia e dello stuccatore D’Antonio di Torino, ad occupare la nicchia che era stata
per anni la “casa” di quella an ca, bizan na, ritrovata alla fine del 1200. Un nuovo
fa o nel 1982. Per la seconda volta i ladri
trafugano la statue a: questa volta si trattava della copia in legno di glio fa a fare
da don Foco: il nuovo furto avvenne nella
no e fra il 4 e il 5 novembre. Ora esiste
un’altra copia per la devozione dei rivolesi
che ogni anno, a se embre, celebrano la
loro Madonna con una lunga processione
che parte dalla Collegiata nuova e si snoda in una sugges va fila lungo via Fratelli
Piol. Ognuno con una candela in mano:
e quando, dal tra o finale che parte da
piazza Bollani, si rivolge lo sguardo verso Santa Croce, l’impa o, anche visivo, è
sempre di una totale sugges one.
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Maria, Madre del Buon Rimedio
Nella parrocchia di San Bartolomeo la Madonna è invocata con questo tolo an co che risale al 1200. La devozione alla Madonna del
Buon Rimedio venne diffusa da san Giovanni di Matha per la redenzione e liberazione degli schiavi. San Giovanni di Matha nel 1198 fondò, con san Felice di Valois, l’Ordine della San ssima Trinità e lo pose
so o la protezione di Maria, invocata con il tolo di Madre del Buon
Rimedio. Questa devozione fu propagata in seguito dai successori del
fondatore, in par colare da Guglielmo lo Scozzese, che resse l’Ordine dal 1217 al 1222. I Trinitari svolgevano la loro missione recandosi nella Spagna occupata dai Saraceni e nell’Africa se entrionale per
risca are i cris ani tenu schiavi dai mussulmani, ai quali pagavano
il prezzo per la loro liberazione. Mol di ques schiavi libera cadevano presto ammala per le tribolazioni subite. Vennero così costrui
dai Trinitari alcuni ospedali e la Madonna del Buon Rimedio venne
invocata in par colare per la guarigione degli infermi. Nella nostra
Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo a Rivoli la Madonna è invocata
so o questo tolo an co per o enere protezione degli ammala e
per ogni necessità spirituale e materiale. Il quadro, che si trova sulla
parete sinistra accanto all’altare della Chiesa di San Bartolomeo, rappresenta la Madonna che consegna a san Giovanni di Matha, ves to
di bianco, lo scapolare della San ssima Trinità con la croce nei colori
rosso e azzurro, colori propri dell’ordine Trinitario. Inizialmente il quadro era sull’an co altare della Madonna del Buon Rimedio. Costruito l’altare nuovo il quadro venne sos tuito dalla statua di legno che
prima era nella nicchia che ospita a ualmente quella di san Giuseppe. La preghiera alla Madonna del Buon Rimedio, che reci amo ogni
giorno, richiama gli avvenimen storici: la liberazione dalla schiavitù
e l’amore confortevole di Maria verso gli ammala . Oggi la schiavitù
che ci ene in catene è il peccato che ci impedisce di camminare liberamente verso Cristo. Questa liberazione non si può risca are in
denaro, ma solo per mezzo di una seria conversione e con l’ aiuto di
Cristo nel Sacramento della Riconciliazione.
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STELLA
Antica
Collegiata Alta:
interventi
di restauro
e risanamento
Abbiamo ricevuto le relazioni ineren
all’importante intervento che dal luglio
2010 è iniziato presso l’An ca Collegiata Alta. È materiale prezioso e di grande
interesse, che ci auguriamo possa essere
presentato all’intera ci à. Ringraziamo l’Associazione Temporanea di Professionis :
Arch. Loredana Dionigio (capogruppo),
Arch. Maria Pia Orsini (Studio Associato
di Archite ura Orsini),
Arch. Chiara Zocchi,
Ing. Gian Carlo Gonnet (Studiogonnet s.r.l.),
Ing. Guido Nicelli (Simtec s.r.l.),
Do . Geol. Paolo Baggio,
Barbara Rine (restauratrice),
Arch. Giulia Renata Morra (giovane professionalità).
La relazione anali ca delle evoluzioni storiche ci presenta la nostra an ca Collegiata nel suo sviluppo lungo i secoli.
“La chiesa Collegiata Alta di Santa Maria
della Stella si colloca con il campanile goco e l’annesso convento nella parte più
elevata dell’abitato storico di Rivoli, in
stre ssima correlazione con il Castello,
centro per lunghi secoli del potere temporale dei Vescovi di Torino e successivamente dei Savoia; il fronte secentesco
della chiesa e il maestoso campanile cara erizzano il centro storico e lo skyline
della ci à.
Complesse sono le vicende storiche e costru ve dell’edificio, il processo di straficazione secolare che lo cara erizza,
e di conseguenza complessa è l’iden tà
dell’edificio, in cui si incontrano ricchezza
e contraddi orietà, dovu al succedersi
degli interven di riplasmazione, semplice manutenzione o restauro; il risultato è
un edificio ad alta valenza ar s ca derivata dalla complessa unità delle singole
emergenze archite oniche…
La chiesa e l’annesso convento vengono
fonda dai Padri domenicani alla fine del
Duecento e il can ere si protrae per quasi
un secolo.
In questa fase la chiesa ha un impianto
a tre navate con coro e abside ed è piuttosto semplice, con le navate sovrastate
da un casse onato ligneo; la posizione
dell’ingresso e dell’altare sono inver te rispe o a quelle a uali, trovandosi
all’epoca l’ingresso a monte e l’abside a
valle, per avere l’altare orientato.
Le facciate esterne sono a ma oni con
decorazioni di arche pensili, l’interno è
sicuramente semplice, forse arricchito da
icone di san .
Questo organismo originario viene parzialmente ampliato a cavallo tra Trecento e Qua rocento con la costruzione di
cappelle laterali sul lato nord (a uale via
Marche ), grazie alle donazioni di alcune
ricche famiglie di Rivoli.
Alla metà del Seicento è databile l’insolito
processo di “rovesciamento” che carat-
STELLA
terizza la chiesa: l’abside viene demolita
per far posto ad una nuova facciata con
ampio sagrato, mentre l’altare viene spostato a monte; le facciate principali vengono intonacate in ossequio al gusto archite onico del periodo. Tu o ciò è quasi
sicuramente da me ere in relazione con i
coevi lavori al Castello che, modificando il
profilo della collina, avrebbero lasciato il
San Domenico senza sagrato.
All’inizio del Se ecento è databile invece
la costruzione della Sacres a, a ribuita
allo Juvarra, che cos tuisce uno degli elemen più belli e interessan del complesso.
Verso la fine del Se ecento, per volontà
del Sovrano, il convento domenicano viene chiuso e venduto e la chiesa des nata
ad accogliere il Collegio dei Canonici, la
cui sede propria, de a Collegiata An ca,
è ormai fa scente.
Di conseguenza non solo cambia il nome
dell’edificio, riba ezzato Collegiata Alta e
in tolata a Santa Maria della Stella, ma si
a uano lavori di ristru urazione piu osto ingen , costruendo le volte sulle navate, ristru urando le cappelle esisten e
realizzandone di nuove, infine realizzando un nuovo apparato decora vo all’interno e anche all’esterno per evidenziare
la nuova iden tà della chiesa in tolata
alla Patrona della ci à.
Nell’O ocento si susseguono lavori di
abbellimento e ammodernamento, che
però sono sempre parziali e non incidono in modo significa vo sull’impianto; si
ripetono inoltre lavori di manutenzione,
principalmente sul te o che da sempre
cos tuisce il punto debole dell’edificio, a
causa della sua vas tà e complessità.
Nel Novecento vengono a ua diversi
can eri, di semplice manutenzione o aderen alla più moderna idea di restauro,
portando così la Collegiata Alta alla condizione in cui si presenta a ualmente.”
Ora nuovi importan lavori di consolidamento, restauro e risanamento conservavo sono inizia .
Siamo cer che la nostra ci à ritroverà
uno degli “spazi” più belli e più significavi della sua storia e della sua iden tà.
La redazione ringrazia Associazione Temporanea di Professionis sopra indicata e la signora geometra Luciana Serpi,
funzionaria del Comune di Rivoli, per la
disponibilità.
Don Angiolino Cobelli
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Mi viene richiesto di condividere, per una maggiore conoscenza, con
i cris ani di Rivoli l'esperienza presbiterale vissuta fino ad oggi. Il mio
primo servizio è stato a Roè Volciano, dal 1976 al 1979: servizio prestato nel mondo dell'oratorio lavorando con bambini, adolescen e
giovani. Dopo Roè Volciano il vescovo mi ha trasferito a Montegargnano come parroco di due parrocchie di mezza montagna: Navazzo
e Sasso-Musaga. L'esperienza è stata cara erizzata dal lavoro con le
famiglie e gli adul . Dopo tre anni, nel 1982, con altri due confratelli,
il vescovo mi ha inviato in Uruguay, diocesi di Mercedes, rimanendovi
per dieci anni. La fraternità sacerdotale e la pastorale d'insieme fra
sacerdo e laici hanno segnato questa mia esperienza. Inoltre la centralità della Bibbia e la conseguente scelta dell'evangelizzazione nella
pastorale mi hanno aiutato a riscoprire e valorizzare la Parola di Dio
nella mia vita personale e nella vita della comunità. Al rientro in Italia
sono transitato per Gardone Riviera, lavorando per un anno e mezzo,
in coppia con un sacerdote rientrato dal Brasile. Nel 1993 sono stato
nominato parroco di Gaino e Cecina, due frazioni del comune di Toscolano Maderno. I nove anni trascorsi in questa comunità mi hanno
permesso di vivere la missionarietà della parrocchia: non comunità ripiegate su se stesse o legate al proprio campanile ma comunità aperte
e accoglien , disposte a collaborare con le altre parrocchie della zona.
Lavorando a orno ad un piano pastorale con alcuni pun di non ritorno si è sviluppata un'esperienza di comunione e di corresponsabilità
veramente interessante. Infine nel 2002 sono stato trasferito in Alta
Valsabbia per dare inizio a un’esperienza di unità pastorale. Parroco
di tre parrocchie Idro, Anfo e Capovalle, ho collaborato con un altro
sacerdote nella realizzazione di questo proge o, allargato poi ad altre
due parrocchie. L'Alta Valsabbia, per la sua conformazione, facilita la
collaborazione fra parrocchie, promuovendo la ministerialità e il ruolo
del laico all'interno delle comunità parrocchiali. La pastorale fa a e
che si sta facendo è infa segnata dalla fraternità e dallo spirito di
collaborazione fra sacerdo , dai laici che cominciano ad assumersi le
proprie responsabilità e ministeri nell'o ca di una pastorale d'insieme. Inoltre da o o anni si porta avan la scelta dell'iniziazione cris ana che a raverso l'evangelizzazione si preoccupa di formare i cris ani
avendo come protagonista la famiglia. Ringrazio e ringrazierò sempre il Signore per le ricchezze delle esperienze che mi ha permesso di
compiere. Ora a sessantadue anni mi trovo qui a Rivoli ricominciando
una nuova avventura. So che il Signore è stato ed è sempre con me.
Per questo, nonostante i miei grossi limi , con gioia mi me o in dialogo e a servizio della Chiesa di Torino, condividendo con voi l'esperienza meravigliosa della vita cris ana.
Don Angiolino
Centro di Ascolto
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Un nuovo Centro di Accoglienza
di Franco Dessì, sindaco di Rivoli
Ringrazio le Comunità Parrocchiali per la cortese ospitalità su questo
numero del Bolle no “Parrocchie nella ci à”, per illustrare obie vi,
modalità costru ve e ges onali di un nuovo centro di accoglienza
“Mul servizi”. L’obie vo del “Centro” consiste nel contrasto al disagio “forte”, quello di prima necessità (somministrazione di generi
alimentari, distribuzione di pia caldi, abi , servizio docce, etc); un
disagio che si va via via dilatando nella nostra ci à come effe o delle nuove povertà, indo e dalla crisi economica ancora in a o.
La nuova stru ura di accoglienza sarà costruita in una zona della
Ci à, già iden ficata, accessibile facilmente a raverso i servizi di
trasporto pubblico.
L’Amministrazione comunale finanzierà l’intervento, ancora meglio
se con l’apporto di altri En , ma non avrà la possibilità di ges rlo
completamente a suo carico.
Dovremo quindi a vare modalità ges onali che vedano impegna ,
insieme, Amministrazione, C.I.S.A., Associazione del Volontariato,
già operan nella nostra ci à, in una opera vità pienamente integrata.
Il “Centro” è già previsto all’interno del Piano Triennale degli Inves men 2010/11/12 (per l’annualità 2011) e dovrà essere ogge o di
proge azione preliminare e opportunamente finanziato.
Dopo le vacanze es ve dovremo aprire un confronto tra tu i sogge interessa alla realizzazione/ges one dell’opera per definire
numero e pologia dei servizi da erogare, modalità e responsabilità
ges onali.
Il risultato sarà un nuovo luogo di accoglienza che dovrà essere sostenuto da passione, senso di fratellanza e amore verso “l’altro”, ma
anche da professionalità, poichè in queste inizia ve non ci è permesso sbagliare!
Solo così potremo avere un altro importante “segno” della Rivoli
Ci à Solidale, des nato a restare a vamente operante nella storia
della nostra Comunità.
CDA Centro di ascolto ONLUS
Sede legale ed opera va:
Via Ex Interna , 1, - 10098, Rivoli (TO)
Sede opera va distaccata:
C.so Francia, 15, – 10098, Rivoli (TO)
Tel: 011.9531335 Fax: 011.9561054
E mail: [email protected]
C.F. 955 372 700 19
di Guido Allice
presidente del CDA
Il Centro di Ascolto di Rivoli è impegnato
in varie a vità di aiuto a persone in difficoltà, innanzi tu o con l'a vità di ascolto
e di accoglienza, e, in secondo luogo, con
vari servizi, come la distribuzione di pacchi viveri e di ves ario, il servizio mensa,
il servizio doccia, ecc. Negli ul mi tempi,
a causa della crisi economica, sono notevolmente aumentate le richieste di aiuto
e il Centro è chiamato ad affrontare emergenze come il problema del lavoro e della
casa. Gli ascol effe ua nel 2009 sono
sta 689, con un incremento di uomini
(+ 47% circa) e di stranieri (+25%) dovuto
sopra u o a situazioni di disoccupazione.
Nel 2009 hanno avuto accesso al servizio
docce in totale 90 persone ed al servizio
mensa 80 persone. Nel 2009 sono state
aiutate con pacchi viveri in totale 119 famiglie con un incremento del 12% rispe o
all'anno precedente. Inoltre nei prossimi
mesi provvederemo al trasferimento della
mensa da corso Francia 15 ai locali di via
Adige da in comodato dal Comune di Rivoli. Vorremmo poter rispondere meglio
alle domande che stanno aumentando,
sopra u o per quanto riguarda il lavoro,
organizzando un servizio di sostegno e di
informazione sulle opportunità esisten .
Siamo impegna con una convenzione
con il C.I.S.A. a fornire opportunità di lavoro occasionale da retribuire con voucher,
come previsto dalla norma va vigente. I
voucher sono “buoni lavoro” che servono
a pagare prestazioni di lavoro occasionali
in quanto svolte in modo saltuario e non
con nua vo; essi sono rilascia dall'INPS,
hanno un valore nominale minimo di 10
euro che cos tuisce la retribuzione lorda, cui va so ra a la contribuzione per
la ges one separata INPS e quella per
l'assicurazione contro gli infortuni ges ta
dall'INAIL. La retribuzione ne a che va al
lavoratore è di euro 7,50. Per far fronte
alla crescente domanda di aiuto abbiamo
bisogno di nuovi volontari e di sostegno
economico. I finanziamen che vengono eroga dagli En pubblici a seguito di
presentazione di proge di incremento di
a vità e le offerte erogate dai priva sono
essenziali al Centro per la sopravvivenza e
per una risposta sempre più adeguata alle
necessità par colarmente accentuate in
questo momento di crisi economica.
VOLONTARIATO
Sfratto:
criticità
che incombe
9
Sei incinta?
Non sei sola!
I tre gruppi di Volontariato Vincenziano, distribuiti in tutto, o quasi, il territorio di Rivoli, possono essere considerati un osservatorio attento e capace di
percepire oggettivamente, perché sperimentati direttamente, i bisogni che
stanno emergendo.
Non si tratta di avere e offrire numericamente la situazione dei disagi, perché non tutti i cittadini in difficoltà si
rivolgono ai Gruppi, si tratta tuttavia di
un campione apprezzabile, se si considera che almeno duecento famiglie si
rivolgono ai Gruppi, che le azioni sono
concordate con altre Associazioni e che
le valutazioni sono confrontate con le
Istituzioni . È nota a tutti la crisi occupazionale. Persone che conducevano
una vita senza problemi, tanto da acquistare una casa con il mutuo o da
permettersi affitti considerevoli, ora
non ce la fanno più; utilizzati i risparmi,
si bussa a tutte le porte.
Spesso per conservare la casa, bene
prezioso, irrinunciabile per mantenere dignità personale e armonia
familiare, non si pagano le utenze e
si riduce drasticamente l’acquisto di
generi alimentari.
Questo spiega l’aumento delle richieste
sia del pagamento di bollette, sia di generi alimentari da parte dei nuovi arrivati (10% in più dall’inizio dell’anno)
che sono costituiti da adulti e da famiglie. Nonostante questi accorgimenti e
gli aiuti mirati dei Gruppi, le famiglie e i
singoli, sfrattati, sono in aumento.
Tuttavia qualche segnale positivo è stato colto: il lavoro interinale o stagionale ha assorbito un certo numero di
non occupati e tre Progetti, finanziati
dalla Provincia e dalla Fondazione San
Paolo, daranno l’opportunità di sanare
una parte delle morosità e, attraverso
lavori accessori, di accedere a una occupazione, seppur temporanea.
L’aborto scelto per problemi economici
non è un fenomeno nuovo, ma negli ul mi anni la crisi economica lo ha allargato
a macchia d’olio e si rivolgono al Centro
di Aiuto alla Vita sempre più donne che,
trovandosi improvvisamente di fronte a
una gravidanza ina esa, spesso del secondo figlio, hanno paura di non farcela
e provano una forte sensazione di impotenza. In questo stato d’animo non vedono più nel figlio che già vive un dono, ma solo un costo che viene comparato a quello di altri beni, un lusso a cui rinunciare, sacrificando così
la vita del proprio figlio con la dramma ca scelta dell’aborto. Mi chiedo:
perché, una società che paga il costo sanitario di un aborto, circa 4.000
euro, non converte ques soldi in aiuto alla famiglia per salvare la vita
del figlio e per consen re alla madre di essere libera di non abor re?
Una società davvero civile non può amme ere che una donna si senta
costre a ad abor re.
È importante poter offrire una prospe va di sostegno economico che
aiu a non vedere più nel figlio un problema. In questo senso, il “Proge o
Gemma”, offerto in alcuni casi dal nostro Centro (adozione a distanza della mamma con il suo bambino che assicura 160 euro mensili fino all’anno
del bambino) è stata un’ancora di salvezza per molte donne.
Negli ul mi anni abbiamo lavorato anche per instaurare un dialogo costru vo con associazioni ed en pubblici, con i quali è migliorata la collaborazione, nel tenta vo di superare pregiudizi e incomprensioni.
Su questa linea s amo realizzando il proge o “Sei incinta? Non sei sola…”
con il patrocinio dei Comuni di Rivoli, Rosta e Villarbasse e la partecipazione del CISA, delle comunità cris ane e di altre realtà di volontariato.
Si tra a di un opuscolo che informa sulle tutele alla maternità e crea un
aiuto in rete per garan re un sostegno finalizzato a rimuovere le cause
che porterebbero all’aborto.
Se è vero poi che la crisi economica è troppe volte causa di more nell’accogliere una nuova vita, è vero anche che, come scrive il prof. E ore Go
Tedeschi, Presidente dello IOR, la denatalità è alla base della stessa crisi
economica. Il crollo delle nascite vuol dire meno giovani e più anziani,
quindi minore produ vità, meno coppie che si sposano e che fanno figli
e quindi un aumento dei cos fissi (pensioni e sanità). L’aborto e la crisi economica sono quindi dramma camente intreccia in un reciproco
rapporto di causa-effe o che ha il sapore della condanna a morte per il
genere umano.
Per tentare di inver re la ro a, a par re dal nostro territorio, dalle nostre
famiglie e dai nostri figli, è ormai indispensabile e urgente unire le forze
pubbliche e di volontariato e renderci “ancora più solidali con quelle madri che, spaventate dallo spe ro della recessione economica, possono
essere tentate di rinunciare o interrompere la gravidanza” e impegnarci
nel “manifestare concretamente loro aiuto e vicinanza" (CEI - messaggio
per la 32^ Giornata per la vita 2009).
Maria Antonia Dall’Anese
Claudio Larocca, Presidente CAV-MPV Rivoli
VITA CRISTIANA
10
Coinvolgimento
dei genitori
dei bimbi
di IV elementare
ai Sacramenti
Esperienze vissute:
celebrazione del Ba esimo e
della memoria del Ba esimo,
celebrazione del Sacramento
della Riconciliazione,
celebrazione dell’Eucaris a e
prima Comunione.
I genitori hanno partecipato tu alla celebrazione dei
sacramen dei loro figli, con
entusiasmo, coinvolgimento,
commozione, consapevoli del
valore della loro presenza nei
momen importan della vita
dei bambini. Sono sta preseni fratelli, i nonni e le maestre
con le quali c’è sempre stata
una buona collaborazione.
A questo risultato si è arriva
mo vando i genitori fin dall’inizio del catechismo e facendo il
cammino con loro, senza obbligarli né giudicarli, per cercare
di crescere insieme e comunicare la Fede ai loro figli.
Rosalba
Cristiani si diventa
di Silvano Giordani
Questo il tolo del libro Albert Nolan (Albert Nolan è un sacerdote domenicano,
nato a ci à del Capo nel 1934. Di origine
inglese, è sudafricano di quarta generazione. In seguito alla le ura di Thomas
Merton è entrato nell'Ordine domenicano; ha studiato a ci à del Capo e poi a
Roma. Negli anni '70 si è occupato di pastorale giovanile come assistente ecclesias co della gioventù ca olica del suo
paese.
Ele o superiore generale dell'Ordine nel
1983, ha rinunciato all'incarico per poter
con nuare il suo impegno a vo nella
lo a di liberazione sudafricana.) che in
modo spietato, ma realis co, descrive la
marginalità del cris anesimo nella cultura e nel contesto poli co e sociale oggi.
Non è un'analisi sociologica, ma una considerazione realis ca della emarginazione progressiva e costante del cris anesimo is tuzionale, accompagnata però da
segnali incoraggian e s molan di un
bisogno di libertà e di spiritualità che non
possono fare a meno del messaggio liberante di Gesù Cristo. Non si nasce cris ani, ma cris ani si diventa. Ed è in questo
contesto che la nostra proposta di "catechesi" (forse occorrerebbe anche aggiornare il termine) deve collocarsi per poter
avere un modalità adeguata. Fino a non
mol anni fa le persone che partecipavano ai corsi erano cris ani ba ezza , con
frequenza saltuaria della parrocchia (e
dei ri connessi) che poi avevano lasciato
(in parte o totalmente) per mo vi diversi
(spesso di contrasto).
Oggi le persone sono solo ba ezzate (non
sempre) e in un contesto (familiare e so-
ciale) in cui segni, feste, preghiere, ritualità religiose… sono quasi del tu o estranee. Semplicemente ignorano che cosa è
cris anesimo e che cosa comporta: senza
avversione o os lità, ma semplicemente
con indifferenza.
Un clima di estraneità
I nostri incontri oggi dovrebbero tener conto anche di questo aspe o di fondo: il cris anesimo - i suoi ri , le sue norme, i suoi
valori - non è più il so ofondo più o meno
solido su cui costruire una adesione di fede.
Almeno non lo è più nei suoi aspe visibili, concre , is tuzionali. Le stesse preghiere
del quo diano - Ave Maria e Padre nostro,
per riferirci alle più usuali - non sono più così
conosciute come in passato. La lontananza
dalle celebrazioni e dalla pra ca anche saltuario ha provocato una indifferenza e una
ignoranza che riguarda tu a la fede cris ana, non solo gli aspe teologici o spirituali.
Al supermarket delle religioni
Parallelamente si sono sviluppate a enzioni più o meno significa ve verso altre forme di religiosità che spesso non aiutano a
comprendere il fa o religioso, ma cos tuiscono diversivi passeggeri e superficiali. È
la religione "altra", scelta sovente come alterna va polemica alla propria fede di origine, "consumata" in breve tempo, ma come
vera libera scelta personale! E non mancano
esperienze di religiosità e di fede legate a
fenomeni par colari: alla ricerca del sacro
personale, liberatorio, acca vante, sen mentalmente più coinvolgente… certamente diverse dall'impegno di fede cris ana in
Gesù Cristo, salvatore e liberatore!
“La lontananza dalle celebrazioni e dalla pra ca...
ha provocato un’indifferenza e un’ignoranza
che riguarda tu a la fede cris ana,
non solo gli aspe teologici o spirituali.”
VITA CRISTIANA
11
Prime Comunioni e Battesimi
di Fabiola Dellapina
GRAZIE !!!
Le nostre comunità ringraziano Dio
per i tan bambini per cui i genitori,
hanno chiesto il Ba esimo in questo
anno. Accogliere ques bimbi è sempre una grande gioia per tu a la comunità. I genitori sono sta accol e
guida , a raverso una serie di incontri ad approfondire, anche se non in
profondità per l’esiguità di tempo, il
significato del Sacramento del Ba esimo, la figura di Cristo, morto e risorto per noi, la conoscenza della Chiesa,
quale popolo di Dio, di cui i loro piccoli entrano con il sacramento, a farne
parte. Gli incontri sono sta inoltre
un’occasione di conoscenza con il Parroco, coi catechis e fra i genitori delle diverse famiglie. Il sacramento del
ba esimo è l’inizio di un i nerario di
vita, da un lato per i bambini, dall’altro per i genitori, in quanto sono loro
i primi educatori alla fede. Per non
lasciarli soli in questo percorso, nei
prossimi mesi verranno propos degli
incontri di approfondimento; si vorrebbe iniziare un cammino (dai 0 ai 6
anni) verso il catechismo della comunione. Un altro impegno delle equipe
di preparazione al Ba esimo sarà un
cammino comune di genitori e figli,
che hanno già più di qua ro anni, e
che chiedono il ba esimo.
Ida Mauru o
Il mese di maggio ha visto svolgersi nelle nostre parrocchie una gran
quan tà di even , fra i quali le celebrazioni delle Prime Comunioni dei
nostri ragazzi. Complessivamente circa duecento bambini hanno ricevuto il sacramento dell’Eucares a: emoziona e felici i bambini, ancora di
più i loro genitori (per non parlare dei catechis …). Un par colare che
ha reso ancora più belle le celebrazioni sono sta i ba esimi che alcuni
dei comunicandi hanno ricevuto proprio durante la cerimonia di Prima
Comunione: doppio mo vo di festeggiamento, ricevere Gesù Eucares a e
nello stesso tempo il sacramento del Ba esimo, e dunque doppio mo vo
di ringraziamento verso il Signore! Ai catechis e ai coadiutori, ai nostri
sacerdo , ai cori che si sono avvicenda , a coloro i quali si sono prodiga
materialmente per la predisposizione delle varie cerimonie il più sincero
grazie da parte dell’intera comunità. E ai bambini e alle loro famiglie i più
sen auguri di buon cammino con il Signore nel cuore!
12
VITA CRISTIANA
È ora di issare la vela
e prendere il largo
di Angela, Marilena, Maria Rosaria e Paola
Il 23 maggio, giorno di Pentecoste, per i 57 ragazzi di 1° media ha rappresentato il
raggiungimento di una tappa importante del loro cammino, parliamo di TAPPA, non di
traguardo… anzi, per meglio dire, di punto di PARTENZA!
E infa , accanto all’altare, una piccola barca a vela stava proprio ad indicare che, for
dello Spirito Santo che ricevevano con il Sacramento della Cresima, il loro compito sarebbe stato ora, quello di “ issare la vela e prendere il largo” .
Durante l’ul mo anno di catechismo hanno fa o “esperienza sul campo” di quello che
la Chiesa, oggi, dopo 2000 anni, tes monia e vive: Missionari della Consolata, Sermig, Co olengo, ma anche realtà della nostra ci à come il Centro di Aiuto alla Vita, il
Centro di Ascolto, il Gruppo dei Volontari Vincenziani, o più semplicemente l’incontro
con quan , giovani e meno giovani, nella
nostra parrocchia spendono un po’delle
loro energie e delle loro capacità nelle varie a vità, hanno lasciato in loro la voglia
di me ersi in gioco, o almeno così speriamo…
Con questo piccolo bagaglio, sono ripar per altre esperienze: Estate Ragazzi,
Campo a Bousson e, tra poco, quella
con il Gruppo dei Predò e i loro giovani animatori; a noi non resta che augurar loro BUONA…NAVIGAZIONE!
VITA CRISTIANA
Desideri e speranze dei fidanzati
che si preparano “per sempre”
di Francesca e Federico Guglielmone
“…Dobbiamo sposarci ogni giorno donandoci un amore infinito. Sposarci è acce arci, è unirci l’uno all’altra. Sposarci è
avere tu a la vita per aiutarci e completarci…”
In sintesi, ques sono i desideri e le speranze dei giovani fidanza che partecipano agli incontri di preparazione al matrimonio.
Il primo grande desiderio che emerge
negli incontri è quello di essere felici e la
«promessa» ha in sé la volontà del «per
sempre»: scri o nel cuore di ogni uomo
c’è il desiderio di essere amato in modo
unico e fedele e di poter amare «per sempre».
La mentalità corrente è che si ama fino a
quando «mi sento», manca la consapevolezza del fa o che si incontreranno delle
difficoltà e che bisogna allenarsi per superarle.
Un altro grande desiderio è quello di formare una famiglia dove il termine “famiglia” è riempito di significa personali
e nuovi. I fidanza di oggi desiderano,
spesso, una famiglia diversa da quella di
origine, deve essere un “nido” dove tutto deve andare bene; il matrimonio deve
garan re il massimo della felicità e la soddisfazione piena nel tempo di tu i desideri.
La maggior parte delle coppie che partecipa agli incontri di preparazione al matrimonio sperimenta l’accoglienza della comunità cris ana e un confronto con altre
coppie, spesso nascono delle amicizie e
c’è una sincera condivisione dei problemi
comuni. Il ritrovarsi insieme a rifle ere
sull’essere coppie è effe vamente un
aiuto a maturare insieme.
Infa un buon i nerario umano apre
qualche finestra sulla dimensione religiosa e cris ana, allora il gruppo diventa il
luogo in cui prendere coscienza dell’essere sposi in Cristo e in cui costruire a poco
a poco una fede più adulta.
“... Dobbiamo spo13
sarci ogni giorno
donandoci un amore infinito. Sposarci
è acceƩarci, è unirci
l’uno all’altra. Sposarci è avere tuƩa
la vita per aiutarci e
completarci…”
Itinerari di preparazione al Matrimonio
Si è concluso un altro ciclo di preparazioni al sacramento del Matrimonio con
la novità di avere per tu e le 4 parrocchie un’unica “equipe” di animatori.
Non sono mancate le difficoltà, dovute alle diverse impostazioni metodologiche, al numero insufficiente di coppie animatrici disponibili, alle fa che di coordinarsi con gli impegni del nostro Don Paolo. Parallelamente agli incontri, si
è cercato di fare, con risulta da verificare, anche un cammino di formazione
per le coppie animatrici. Rimane quindi da superare un certo “smarrimento”,
di cui però è possibile cercare insieme una o più soluzioni, for della fede e
del desiderio di me ersi in gioco, elemen che da sempre hanno cara erizzato le nostre équipes che già in passato hanno lavorato insieme proficuamente. Le coppie che chiedono il sacramento sono comunque un numero
considerevole e rappresentano una sfida pastorale che è doveroso accogliere
da parte della comunità ecclesiale, considerate le condizioni “precarie” in cui
vive oggi l’is tuzione familiare, anche laica. Dobbiamo fare fronte alle spinte
individualiste, all’edonismo, alle strumentalizzazioni, a raverso un accompagnamento dei fidanza che, abbiamo capito, non può più riguardare solo la
preparazione prossima e immediata alla celebrazione del sacramento, ma
deve necessariamente comprendere una formazione “remota” all’affe vità ed estendersi al “dopo”, al “durante“ la vita matrimoniale. Un cammino
di fede permanente che, partendo dalla riscoperta della comune vocazione
ba esimale, con l’inserimento di nuove forze, con il coordinamento con le
altre equipe che si occupano degli altri sacramen , nell’ambito di una visione pastorale unificante, faccia maturare il senso di appartenenza alla Chiesa
e sostenga le persone, le coppie, le famiglie nella costruzione di relazioni
ispirate all’amore di Cristo.
Sandra e Maurizio Zago
GIOVANI
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Cresima
giovani/adulti:
i numeri
di quest’anno
di Silvano Giordani
e Lidia Cuva
Qualche dato numerico sul
percorso dell'ul mo anno: 22
iscri al corso con frequenza
abbastanza costante ai 13 incontri (con cadenza se manale, da febbraio a maggio). Dei
22 iscri , 17 hanno ricevuto
la Cresima nella chiesa di S.
Maria della Stella (16 maggio),
1 ad Alpignano nella chiesa di
San Mar no, 4 la riceveranno
nella parrocchia di San Bernardo a o obre.
Nella celebrazione del 16
maggio erano presen 5 cresimandi provenien da altre
parrocchie, con percorsi di preparazione diversi.
Anche per i giovani e gli adul
che desiderano ricevere il sacramento della Cresima, sarebbe necessario un percorso più
lungo, con tempi più lunghi,
per perme ere ai partecipan
di conoscere (è quanto si cerca
di fare negli incontri a ualmente), ma anche di partecipare,
cioè "entrare" nella comunità,
sen rsi accol e svolgere qualche servizio.
Per ritrovare modalità di riflessione, di preghiera, di ritualità
che ormai sono marginali nel
contesto in cui si vive.
Roma fantastica città
a cura dei ragazzi di prima media
Il 27 marzo 2010, alle 22.00, siamo parper andare a Roma. All’inizio dormire
è stato un po’ difficile, ma dopo le 3.00
c’era un silenzio tombale (le catechiste e
gli animatori non sono del nostro parere).
Alle 6.30 eravamo già a visitare da fuori
il Colosseo e a mangiare!! In seguito ci
siamo reca in una chiesa, dove abbiamo
incontrato i gruppi dei cresimandi di Brescia e qui abbiamo fa o un momento di
preghiera con il loro vescovo.
Abbiamo quindi visitato per un po’ la ci à
andando in giro per le varie piazze di tu a
Roma. Siamo anche anda alla cupola di
San Pietro: per accedervi abbiamo aspettato molto tempo. Quando finalmente
siamo riusci a entrare abbiamo percorso
un lungo scalone a chiocciola sino a una
grande terrazza, dove ci siamo ferma a
riposare un a mo. Dopo la pausa siamo
ripar , ma per fortuna l’ul mo pezzo
per arrivare in cima era meno fa coso del
primo perché era diri o e non a chiocciola, tranne un tra o che faceva impressione perché le pare erano inclinate verso
destra e sembrava che ci crollassero sulla
testa da un momento all’altro.
Arriva in cima, si è aperto davan a noi
un paesaggio meraviglioso: si vedeva il
Colosseo, Piazza S. Pietro e tu a Roma.
Torna di so o, abbiamo visitato le tombe di alcuni Papi, lì don Andrea si è fa o
anche sgridare per il “troppo baccano”.
Poi siamo torna al pullman perché si era
fa o tardi.
Finita la giornata ci siamo ferma nella
ci à di Genzano e ci hanno ospitato in un
ostello.
Appena arriva don Andrea ci ha de o la
disposizione delle stanze, dove ci siamo
lava per poi recarci a cena. Subito dopo
abbiamo fa o mol bans unendoci a un
altro gruppo di giovani provenien da Cogno. Ci siamo diver un mondo e siamo
anda a dormire verso le 23.30 (ora solare) per poi svegliarci alle 5.30 (ora legale).
In un’ora ci siamo ves e abbiamo fa o
colazione, poi siamo sali sul pullman e
abbiamo aspe ato “un’ora” per dimen canze varie di ves e bracciali da recuperare nelle stanze. Alle 6.45 siamo par
per piazza San Pietro. Arriva dal Papa,
abbiamo fa o non molta coda e siamo
anche passa nei metaldetector, poi abbiamo aspe ato due ore ed è iniziata la
funzione: lunga, par colare, perché cantata, ma sugges va. La piazza era gremita
di gente.
PROGETTO ESTATE 2010
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PROGETTO ESTATE 2010
La formazione degli animatori dei ragazzi
Nei mesi di aprile e maggio si è svolto,
presso l’Oratorio don Bosco di Cascinevica, l’ormai tradizionale Corso per Animatori organizzato dalla Commissione Giovani dell’Unità Pastorale Rivoli. A par re
dalla consapevolezza che “animatori non
si nasce impara , ma si diventa”, non solo
grazie dall’esperienza pra ca, ma anche
a raverso la formazione, il corso è finalizzato al dare strumen teorici e pra ci e
ad entusiasmare e mo vare i giovani animatori che si preparano ad affrontare la
lunga avventura es va a servizio dei più
piccoli. Quest’anno le tema che, sviluppate su tre livelli a par re dalle diverse
età ed esperienze dei des natari, sono
state: l’animazione da palco, gli strumendell’animazione (workshop di musica,
teatro, coreografia e a vità manuali), il
gioco, la ges one del piccolo gruppo, la
comunicazione, la ges one dell’èquipe,
strumen di programmazione, la spiritualità dell’animatore. Gli incontri si sono
conclusi con un momento di plenaria nella quale gli oltre 180 giovani partecipanal corso hanno ricevuto il “mandato”,
cioè la benedizione per prendere in mano
con spirito di sacrificio e gratuità l’impegno
dell’animazione, fa o sicuramente di sacrificio, ma anche di tenera gra tudine e calore.
A fine maggio gli animatori delle qua ro
parrocchie sono sta invita a partecipa-
re ad un week-end di conoscenza e formazione organizzato presso la colonia di
Signols (Oulx). I giovani animatori hanno
avuto la possibilità di conoscersi a raverso la condivisione del tempo e dello
spazio ed hanno avuto la possibilità di rifle ere, me ere in luce e riconoscere in
modo condiviso le “ricchezze” peculiari
che cara erizzano ciascuno dei qua ro
oratori o parrocchie. A par re da questo, i
giovani hanno avuto la possibilità di riflettere sull’opportunità per ciascuna realtà
parrocchiale di me ere in comune alle
altre e condividere le proprie ricchezze,
affinché, in uno spirito di unità, la ricchezza di ciascuno, diven ricchezza per tu .
Nel mese di giugno, i giovani animatori
dell’Estate Ragazzi, hanno avuto un’ulteriore occasione forma va. Denominata
“Rivoli’s Got Talent”, è la proposta formava pensata dalla Commissione Giovani
dell’Unità Pastorale Rivoli in collaborazione con Gigi Co chella (“Educanimatore”
di grande esperienza) per preparare gli
animatori a ges re il “fESTAday2010” del
30 giugno, l’evento che vede raduna tuti bambini e i ragazzi dei Centri Es vi delle parrocchie e delle scuole di Rivoli, oltre
1300 ragazzi, non proprio una passeggiata!! La formazione è stata finalizzata a
fornire strumen rela vi all’animazione
di even di massa e di piazza.
Le qua ro parrocchie di Rivoli, per l’estate 2010, hanno proposto un solo grande
“Proge o Estate”, un “contenitore” fa o di esperienze
e di opportunità, con a vità di natura aggrega va e
forma va, rivolte, in modo
specifico, ai bambini, ai ragazzi e ai giovani delle nostre comunità. Il “Proge o
Estate 2010” oltre ad essere
stato una importante risorsa educa va ed un sostegno
per le famiglie nel periodo
es vo, ha rappresentato
l’occasione per fare unità in
un clima allegro, posi vo e
accogliente.
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PROGETTO ESTATE 2010
Estate ragazzi elementari
PR
A MIA
Dal 14 al 2 luglio, tre se mane di incontri,
amicizie, collaborazioni, giochi, tornei, atvità, laboratori, can , balli, gite, feste…
e chi più ne ha più ne me a! Quest’anno
non ci siamo fa mancare proprio nulla!
Dall’ampliamento dell’orario, alla “fusione” di due oratori, dall’aumentare di
proposte di unità alla Grande Festa Finale
in Piazza Mar ri. Tu o questo accompagnato dall’ormai famoso “Si può fare”! Sì,
si può cambiare il mondo rendendolo più
accogliente e più giusto, più pulito e più
ricco di sorrisi e allegria, ma per fare tu o
questo “Tocca a te” prendere in mano la
tua vita e diventarne il protagonista, per
compiere una “missione davvero speciale”: “rendere importante ogni nostro
istante per fare bene il bene!!”.
Al mare
Al centro spor
Al centro spor vo
Festa day del 30 giugno
vo
PROGETTO ESTATE 2010
Campo elementari
Dal 5 al 10 Luglio presso l’ex Colonia Viber nel borgo di Grange della Valle ad
Exilles si è volto il campo elementari. 42
i bambini coinvol accompagna dagli
animatori e da don Angiolino. I bambini
hanno vissuto insieme un’avventura speciale fa a di grandi giochi tra i boschi, di
passeggiate (a volte fa cose!) nella natura, di vicinanza con asini, mucche e galline, di piccole grandi autonomie nel resistere lontani da casa e provare a lavare i
pia e rifare il le o ogni ma na. È stata
l’occasione per vedere qua ro gruppi di
amici, ciascuno proveniente da uno dei
qua ro oratori, dopo solo cinque giorni di
incontro e di vicinanza diventare un solo
gruppo, e come loro, anche gli animatori,
provenien da oratori diversi, diventare
complici auten ci e collaboratori nella
ges one delle a vità e delle proposte.
La proposta forma va ha messo al centro
la figura di Gesù, che è venuto sulla terra
e si è fa o uomo, perché Lui per primo
Campo superiori
Dal 18 al 25 luglio si è svolto il campo
superiori, presso l’ex Colonia Viber nel
borgo di Grange della Valle ad Exilles. Accompagna dagli animatori dei Gruppi
Giovani e da don Andrea, i ragazzi hanno vissuto insieme dieci giorni sulla scia
del messaggio di Papa Giovanni Paolo II:
“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro”. È stato un viaggio a
tappe in cui, a raverso a vità, riflessioni
e condivisioni, i ragazzi hanno riscoperto l’essere creature meravigliose amate e desiderate da Dio, hanno rifle uto
sull’imparare ad amarsi così come sono,
lasciando cadere le proprie maschere, si
sono interroga su quali valori vorrebbero facessero parte della loro vita e a
quali modelli ispirarsi nel loro cammino
di crescita. Al termine del percorso sono
giun a prendere coscienza del fa o che
il Signore rivolge un invito par colare a
ciascuno di loro, al quale loro, in prima
persona, possono scegliere di rispondere
a vamente! È stata inoltre un’esperienza di relazione con gli altri, di confronto e
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ama la terra e ama l’uomo. È venuto proprio dove noi abi amo per farsi
nostro prossimo e per insegnarci ad amare noi stessi e la Terra che ci ospita. La giornata finale con i genitori è stata una grande festa, insieme sono
state ripercorse le tappe della proposta forma va fa a ai ragazzi e poi un
grande pranzo condiviso ha reso allegra e partecipata la giornata.
condivisione, l’occasione per stringere nuove amicizie e rinsaldare l’unione tra i ragazzi, nonché di rinnovare la collaborazione tra gli animatori.
Non sono mancate le occasioni di gioco e le serate di festa, i momen per
ridere e fa care insieme, come alla camminata verso il Lago delle Monache e per i più temerari verso la ve a, e c’è stata anche l’opportunità di
me ere a fru o fantasia ed ingegno, ad esempio nella costruzione delle
barche di cartone sulle quali i ragazzi hanno gareggiato sfidando la gelida
acqua del fiume. Non è mai facile fermarsi a rifle ere, specialmente su sé
stessi, ma i ragazzi hanno colto con entusiasmo la sfida e sono torna a
casa con la gioia dell’esperienza vissuta e forse con qualche interroga vo
in più u le alla propria crescita.
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PROGETTO ESTATE 2010
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Estate ragazzi medie
“Si può fare!!“ con questo mo o è par ta l’avventurosa estate all’insegna
del diver mento, delle riflessioni e della scoperta di “nuove terre”. L’anno scorso, sempre arma di casche o e bicicle a, par vamo in 100 dalla
nostra base a Gesù Salvatore per arrivare in luoghi nuovi da scoprire dove
raccontavamo la storia di Abramo in versione moderna affrontando i temi
del coraggio, del sacrificarsi, del fidarsi di una chiamata… e mol altri che
hanno permesso di me ere un piede avan sul loro cammino.
Quest’anno siamo accompagna nelle tre se mane dalla figura di Ramon,
un giovane poco a vo nella scuola ma capace con il computer: sta per
superare il livello di un gioco difficilissimo chiamato “Save the word” che
impedirà ai ca vi della storia di governare il mondo. Prosegue l’estate con
il campo a Bousson con il tema del “Signore degli Anelli” che vede Frodo
come protagonista accompagnato dai suoi amici con
cui formano la Compagnia
dell’anello: una storia ricca
di azioni, avventure, colpi
di scena e mol significa ,
l’ideale per un buon campo
es vo di fine anno. Se antaqua ro ragazzi e quindici
animatori si sono cimenta
in un’esperienza ricca e coinvolgente che ha cercato di
rendere i ragazzi protagonis
in ogni momento. La vera sfida che si è voluta affrontare
quest’anno è stato l’unire
tu i ragazzi di tu e le parrocchie con le loro cara eris che, qualità, dife
per
tentare di creare un gruppo
unico nell’o ca di un’unità
pastorale sempre più viva. Noi animatori
possiamo ritenerci soddisfa , è stata sicuramente fa cosa ma sopra u o gra ficante, dandoci la carica necessaria per
proseguire con un altro grande anno di
animazione. Un ringraziamento speciale
a Don Andrea per i consigli e per il suo
supporto e sopra u o a Maria, Franca,
Angela, che ci hanno dedicato tempo e
ci hanno accompagna e sostenu con il
loro servizio in cucina.
Elena
PELLEGRINAGGI
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Io Pellegrino
di Bruno Zanini
«Cerchi di farcela anche quest'anno?»
«Ma sì, l'età si fa sen re, ma ormai sono
qui, non voglio sme ere ora, lo rifaccio il
pellegrinaggio!» Partenza. Inizia il canto...
"Mentre trascorre la vita, solo tu non sei
mai… Santa Maria del cammino… Lungo
la strada, la gente…" «Ma chi sono quei
pazzi che alle qua ro del ma no camminano e cantano?» «Chi siete? Che cosa
fate? Dove andate?» «Siamo delle quattro parrocchie di Rivoli e andiamo in pellegrinaggio al Santuario della Consolata a
Torino. Alle 7.00 verrà celebrata una Messa per il nostro gruppo» «Ma quan siete? Quanto tempo impiegate ad andare?
Da quan anni lo fate?» «Dipende dagli
anni… la media è di 50 persone all'anno,
ma pensa… un passo equivale a circa 60
cm, e in un km si fanno 1666 passi.
La distanza Rivoli - Torino (Santuario) è di
13 km: significa 21.660 passi per ciascuno
dei partecipan , 1.083.333 in totale.
Tenendo conto che il pellegrinaggio si
ene da oltre 85 anni… Iniziato per ringraziamento di un miracolo ricevuto il
pellegrinaggio coinvolge la ci à di Rivoli
da oltre 85 anni. Se teniamo quindi conto
degli anni trascorsi dal primo pellegrinag-
13 giugno 2010: pellegrinaggio a piedi alla Consolata
gio… i passi dei rivolesi pellegrini in onore della Madonna della Consolata
risultano 92.083.333… Se poi si calcola che ogni 12 passi si dice un'Ave
Maria, si può calcolare che in oltre 85 anni le Ave Maria - sempre in onore
della Consolata, durante i pellegrinaggi dei rivolesi - siano state 7.673.610.
Considerando inoltre che dalle ore 4.00 - partenza da Rivoli - alle ore 8.00
- conclusione con la S. Messa del pellegrinaggio - impieghiamo qua ro
ore del nostro tempo per questa inizia va… mol plicate per le 50 persone
(media annuale dei partecipan ) e per 85 anni (durata della tradizione del
pellegrinaggio) raggiungono la cifra di 17.000 ore che doniamo alla Madre
di Dio - Consolata. Tu numeri calcola per dife o… Ma dare la vita è
anche questo!» Intanto con nua la recita del rosario… Padre nostro… Ave
Maria… Santa Maria… Ave Maria… un torrente di preghiere si allontana
dal nostro "amico", un po' frastornato e stupito. Pensa…
«Perché lo fanno? Si sta così bene qui al bar!…» Lo sfiora anche un pensiero diverso: «E se avessero ragione loro?… Mi sento un po' in dife o…»
MISSIONI
20
Volti della Consolata nel mondo
di padre Giordano Rigamon
Il 20 giugno di ogni anno in tu i luoghi del mondo dove è venerata
la Madonna Consolata, si celebra la sua festa con devozione e gioia.
A Rivoli, sede storica dei Missionari della Consolata fino dai tempi del
Beato Giuseppe Allamano loro fondatore, quest’anno è stata organizzata venerdì 18 giugno, nell’ambito dei festeggiamen , una serata molto
par colare e sugges va presso la Parrocchia di Santa Maria della Stella,
con la presenza della Superiora Generale delle Suore Missionarie della
Consolata Madre Gabriella Bono e del Superiore Generale dei Missionari
della Consolata Padre Aquileo Fioren ni. Il programma era incentrato
sulla inaugurazione della mostra “Vol della Consolata nel mondo” da
tempo nel cuore e nei desideri dei Missionari e delle Missionarie della
Consolata, e giunta ora ad una prima e già sugges va realizzazione. La
mostra è stata ideata con lo scopo di rappresentare i vol della Consolata nel mondo a raverso l’interpretazione di ar s locali, accompagnata da una riflessione, e far conoscere come la Consolata viene sen ta
e immaginata dalle diverse popolazioni. La mostra è stata curata da P.
Giordano Rigamon con l'equipe formata da Silvia Pero , Laura Pore ,
Clelia Nosengo, Alfredo Cibrario e Davide Modica. Ar colata in qua ro
sezioni, di cui la prima dedicata al Beato Allamano e alla storia della
devozione a Maria Consolata e le altre ai vari con nen , la mostra ci
consente di creare un ponte con le diverse missioni e di sen rci parte di
una grande famiglia.
Il volto della Consolata ci parla con la sua dolcezza e il suo carisma tramite le interpretazioni europee, africane, asia che e sudamericane: dalle
spalle di un turkana che la porta in processione in Kenya, all’altarino
davan al quale una semplice donna mongola prega e lascia le sue offerte, dimostrando di aver capito l’essenziale della devozione a Maria.
Si susseguono toccan preghiere in italiano, spagnolo, zulu, mentre sui
video scorrono immagini, storie e tes monianze di consolazione.
La seconda parte della serata è stata dedicata alle tes monianze dire e. Sono
intervenu P. Ugo Pozzoli, Sr. Simona
Brambilla, P. Beppe Svanera , Sr. Cesariana Corioni, P. Gianfranco Graziola e Sr.
Renata Cor , ciascuno con il suo contributo alle storie di consolazione riguardan anche in questo caso con nen
e situazioni profondamente diversi, ma
unite da una comune le ura del dolore
del mondo. Il sen mento comune che ci
ha profondamente coinvol deriva dalla
visione della salvezza come una grande
opera di consolazione in cui in ogni tempo i “chiama ” a consolare sperimentano loro stessi l’azione consolatrice di Dio.
In questo ministero Maria “Consolata” e
“Consolatrice” è il modello che ne rivela
il significato più profondo. L’intercambiabilità dei termini ci dice, infa , che la
Consolatrice è colei che è consolata dalla
grazia del Signore e può diventare Madre di Consolazione. Abbiamo ascoltato
con grande commozione l’intervento
di Padre Fioren ni che ci ha esorta ad
aggiungere termini per indicare le qualità
che la Consolata ci suggerisce: dolcezza,
delicatezza, finezza, amore, crea vità, servizio, coraggio, semplicità, comprensione,
pazienza, mansuetudine, sobrietà….
Osservando le numerose missionarie
presen abbiamo constatato quanto
esse interpre no e diano con nuità ad
alcune esortazioni loro rivolte con dolcezza e fermezza dal Beato Allamano. “
Non vi voglio chiassose, non vi voglio superficiali, vi voglio sciolte, vi voglio for ”.
Con i salu del Superiore della Casa di
Rivoli Padre Francesco D'Acquarica e del
Parroco di Santa Maria della Stella Don
Giovanni Isonni si è conclusa la serata
che ci ha fa o ricordare e portare nel
cuore quanto scriveva il biografo dell’Allamano Padre Sales:
“Se la vita dell’Allamano potesse ridursi
ad un palpito e a questo si dovesse dare
un nome, esso sarebbe: Consolata!”.
MISSIONI
21
L’ altra faccia della coca...
...caro giovane d’Europa
di Costanza
Quando penso all’estate la immagino come una donna che porta con sé diversi bambini: l’entusiasmo, il calore umano, la voglia di uscire e perdersi per
le strade, le risate in piazza, la musica allegra e nostalgica allo stesso tempo…
Ecco, è una donna capace di festeggiare, ma anche di rifle ere.
Sabato 26 giugno l’estate ha fa o capolino in piazza Mar ri di Rivoli con
l’evento organizzato da Impegnarsi Serve e le Parrocchie di Rivoli: “L’altra
faccia della coca…Caro giovane d’Europa”. Perché questo tolo? Qual è la
faccia della coca? E l’altra? Durante l’anno scolas co, l’associazione Impegnarsi Serve propone un percorso interculturale nelle scuole in cui le classi
coinvolte imparano ad osservare il problema della cocaina da un’altra prospe va: quella dei ragazzi e delle ragazze colombiane, costre a col vare piante di coca per l’effimera felicità dei giovani europei. Il tolo della
serata ci interpella dire amente. Noi europei siamo l’ul mo anello di una
catena che porta con sé corruzione, violenza, paura, minacce, schiavitù,
distruzione dell’ambiente (e del cervello). Se non ci fosse la domanda non
esisterebbe l’offerta, è la logica di mercato. Molto spesso i ragazzi colombiani fanno questo ragionamento e quando dicono “Io la produco perché
tu la chiedi” rimani le eralmente spiazzato. Non puoi contestare perché
hanno dannatamente ragione. L’intento della serata era portare in piazza –
davan agli occhi di tu - alcuni ragionamen fa in classe, divertendoci
ma rifle endo allo stesso tempo. Il dj Leostyle ha riscaldato l’atmosfera
me endo buona musica per circa mezz’ore a, sono sta proie a alcuni
video toccan di Impegnarsi Serve e di Terra di Libertà, Riccardo Gili – regista magistrale della serata - ha presentato alcuni sketch teatrali con il
sussidio dei ragazzi delle medie della Parrocchia della Stella e il gruppo dei
Pablo al Mare ha cantato egregiamente verso fine serata. Tu avia, il momento culminante dell’inizia va è stato aver potuto
ascoltare le parole di Massimo da Brescia, ex- dipendente ed ex- spacciatore. Non
capita tu i giorni un’occasione del genere e Massimo
è stato bravissimo a coinvolgere i presen toccando le
corde della sensibilità e della
profondità dell’argomento.
A fine discorso i ragazzi erano commossi. Empa a allo
stato puro. L’estate è capace
di fare pure questo. Sento
spesso ripetere che è fondamentale seminare, prima
o poi qualcosa si raccoglie.
Mentre in Colombia si semina la pianta di coca, quaggiù
in Italia cerchiamo di seminare speranza, poi chissà…
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MISSIONI
Un ricco pozzo di San Patrizio
di Roberta Borello
Domenica 20 giugno i missionari della Consolata hanno
festeggiato la loro “mamma”
con la comunità della Parrocchia S. Maria della Stella a
Rivoli. Una serie di inizia ve
nei giorni che hanno preceduto la festa, hanno coinvolto giovani e meno giovani:
la mostra, lo spe acolo, la
S. Messa solenne, il pranzo
comunitario..... Fuori dalla
Chiesa è stato alles to un nutrito pozzo di San Patrizio, organizzato e condo o da volontari e volontarie di tu e le
età che, nonostante il tempo
inclemente, hanno lavorato
alacremente per il buon an-
damento di tu a la giornata. I premi erano mol e assor , tu dono di amici,
simpa zzan e di bambini coinvol che
facevano a gara a chi donava di più. E le
fa che sono state premiate: molte persone si sono avvicinate per sfidare la fortuna, andandosene sempre soddisfa e per
la pesca. Il ricavato della vendita è stato
devoluto alle opere dei missionari della
Consolata. Sicuramente non è mancato
il senso della festa: l'incontro gioioso con
la gente che passeggiava per via Fratelli
Piol o il semplice stare insieme a chi, con
pazienza, ha dato un po' del suo tempo
perché tu o filasse liscio. Cer della buona volontà di chi si è dato da fare perché
la festa riuscisse bene, ci diamo appuntamento al prossimo anno, con la speranza
che tu o possa andare ancora e sempre
meglio.
Il mandato per il Kenya
Alla Messa con mandato missionario, le
parole de e ai giovani in partenza per
Maralal in Kenya, sono:
- Ricevi ques simboli, portali con te
- e sii tes mone dell’amore di Dio
- per i popoli del Kenya.
Questa esperienza, molto forte e significa va, verrà raccontata sul prossimo
numero di Natale.
PROGETTI
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Un grande progetto in due righe:
la nuova sala della comunità “Beato Antonio Neyrot”
di Pierangelo Coscia
L’insegna, nuova di zecca, sovrasta il portone d’ingresso, altre anto nuovo. Quell’insegna, in due righe, dice molto. Spiega un
grande proge o e racconta una storia. La
prima riga: “Sala della Comunità”, è un po’
come se sos tuisse la targhe a sul campanello di casa. Dice che quella sala è “di”
tu e “per” tu . Quando, la ma na del
18 aprile scorso è stata ufficialmente inaugurata alla presenza delle autorità e di chi
ha materialmente lavorato al proge o,
tu hanno potuto vedere il volto nuovo
di un ambiente che comunque già da decenni veniva u lizzato per le più svariate
occasioni comunitarie: nel tempo è stato
un po’ ristorante, un po’ teatro, un po’ sala
conferenze, un po’ rifugio an pioggia per i
ragazzi dell’Estate Ragazzi… questo e tanto
altro, e c’è stato un periodo in cui è stata
anche una frequentata palestra-palasport
per la pallavolo. Proprio come con nuerà
a essere (a parte l’aspe o spor vo), con
una più a enta ges one e un più accurato
controllo sull’u lizzo. Con i recen , lunghi
lavori di ammodernamento, la sala è stata
resa più accogliente, più sicura, insomma
più bella, quindi più fruibile per ogni occasione, e in ques primi mesi è stata ampiamente “testata” da gruppi musicali e compagnie teatrali, da chi ha alles to mostre e
chi ha tenuto conferenze e incontri, da chi
ha organizzato pranzi e cene e chi ha ballato sullo splendido parquet del pavimento.
Il proge o, già avviato da don Gianni e don
Alessandro, ha richiesto uno sforzo finanziario notevole e ha potuto giungere a compimento grazie al contributo di mol . Gioverà anche ricordare
che quella sala una volta era una chiesa, anzi “la” chiesa parrocchiale Santa
Maria della Stella, che funzionò come tale dal 1964 al 1971. Una parrocchia so oterra, ma non come una catacomba, piu osto come la radice del
grande albero che stava crescendo sopra, la “Stella” a uale. E ne è ancora
radice, ogni volta che la comunità vi si raduna e la rende viva. Ma come
ogni grande opera, anche questa è un “can ere aperto”. Molte ancora sulla
carta le idee per perfezionare il locale, come ad esempio un impianto di
amplificazione più moderno, un impianto luci più efficace… Ma per questo
si dovranno a endere nuove risorse, e contare sulla generosità di tan . Ah
già, la seconda riga dell’insegna: l’in tolazione della sala al “Beato Antonio
Neyrot”. Quel 18 aprile, giorno dell’inaugurazione, era la sua festa. Le grandi
opere, i grandi proge si dedicano ai grandi personaggi locali, magari (ed è
questo il caso) un po’ dimen ca o poco conosciu sopra u o dalle nuove
generazioni. Antonio Neyrot è stato un grande rivolese, un grande cris ano.
E sopra u o era un giovane che sognava in grande. Sarà bello ricordarlo,
alzando gli occhi a quella insegna ogni volta che varcheremo la soglia della
“nostra” Sala.
Un bottone per tee
Un’opportunità da poter cogliere, un’intuizione da farsi venire in mente, un proge o nato so o la stella delle olimpiadi di Torino 2006! Già, più di qua ro anni fa, abbiamo
cominciato a far saltellare le dita sui tas della tas era del
PC prima lentamente e poi, una volta accesa la lampadina delle idee, a correre più
velocemente del pensiero. Un proge o che voleva regalare uno spazio più bello, rispe o a quello che la nostra comunità già aveva, ai ragazzi e ai giovani per le a vità
teatrali, per renderlo più ada o agli a ori in erba che crescevano e che poi lì hanno
provato e messo in scena il fa coso ma riusci ssimo Forza Venite Gente! Don Alessandro si è lanciato nell’impresa, don Gianni l’ha sostenuto e spronato, l’Archite o
Elena Cia no ha curato la parte tecnica e… l’importante finanziamento, grazie alla
Compagnia San Paolo è arrivato! Un sostanzioso inizio, ulteriori proge su di lui (il
salone!), e grazie anche ai nuovi don ed all’aiuto della comunità “lui” è diventato un
“proge o polivalente”, il salone di famiglia in cui organizzare feste, incontri, spe acoli teatrali e musicali, conferenze per bambini, per giovani, per adul , per nonni!
Il proge o è stato chiamato “Un bo one per tee”: un bo one, nel senso di ciò che
ene unito. Fuor di metafora: ciò che avvicina e che perme e di intessere legami
e relazioni. …per tee, giocando sulle parole: per te, per l’altro che incontriamo, ma
anche per tee, centro del bersaglio nel Curling. Il bersaglio da raggiungere è l’altro, il tu che abbiamo di fronte. È importante fare centro nell’accogliere l’altro (fare
tee nell’accogliere te). Ci siamo ispira alla disciplina olimpica del Curling: il bo one
(bu on) è il più piccolo dei tre cerchi concentrici della casa, il bersaglio da centrare
per fare punto. Di questa casa il punto centrale è chiamato tee. Spazzolando spazzolando credo che l’obie vo in cui credevamo si sia realizzato nel migliore dei modi!
Alla prossima occasione, allora, nel SALONE DI FAMIGLIA!
Elena Castelle
24
Il dono
dei Diaconi
DIACONATO
di Gianfranco Coscia
In preparazione alla ricorrenza del vencinquesimo anniversario dell’Ordinazione dei Diaconi delle nostre comunità,
è stato invitato per una serata di riflessione, giovedì 20 maggio, don Giuseppe
Tunine , responsabile nella nostra Diocesi della formazione e della pastorale
dei Diaconi Permanen . Nella Cappella
del Beato Antonio, a Santa Maria della
Stella, il sacerdote ha svolto un interessante e ampio intervento, compiendo
un excursus storico sulla figura e sui
compi dei Diaconi a par re dalla Sacra
Scri ura (“A degli Apostoli”, Le ere)
per giungere, a raverso Sinodi ed Assemblee svol si nel corso dei secoli, al
Concilio Va cano II, che ha ridato impulso e visibilità ad un Ministero tanto
importante e prezioso. Ha poi calato
tu o ciò nella realtà della Diocesi di Torino (che oggi conta oltre centosessanta
Diaconi Permanen ), illustrando le posizioni e gli interven degli arcivescovi
subalpini (Pellegrino, Ballestrero, Saldarini, Pole o) sull’argomento negli ul mi
quarant’anni. Ha quindi invitato i “festeggia ” a prendere la parola. Bruno,
Lorenzo e Giovanni, con simpa a e vivacità, hanno ripercorso i momen della
loro “chiamata”, degli impegna vi anni
di studio, della gioia dell’ordinazione,
della quo dianità del servizio, del coinvolgimento delle famiglie. Si è concluso
rivolgendo al Signore la preghiera per
suscitare ancora, nelle fila dei laici che
operano nelle nostre parrocchie, vocazioni al compito (così impegna vo, ma
esaltante) del Diaconato.
TESTIMONIANZE dei nostri DIACONI
Uomini del grembiule
Tan anni fa, durante un fine se mana degli aspiran al diaconato, ognuno presentava le a vità nelle quali
era inserito. Sentendo i tan impegni
di uno di noi, un mio vicino mi mormorò: “Rispe o a quello che fa lui,
io mi sento un verme”. Di rimando
risposi: ”Io sono il secondo verme!”.
Toccò poi a me illustrare i miei impegni e sen i il bisogno di dire che non
ero lì per diventare diacono, ma per
migliorarmi. Mi sommerse una risata
generale ed un diacono mi disse: “È
la frase di quasi tu . Siamo qui per
imparare ad essere umili”. Procedendo nel cammino, alcuni anni dopo, mi
colpì la frase di Gesù ai suoi discepoli: “Vi farò pescatori di uomini”. Ho
messo insieme i tre elemen : l’umiltà, il verme, la pésca. Il pescatore ha
bisogno di un’esca. Io posso essere
il verme-esca usato per aiutare i sacerdo . A volte fa male essere semplicemente usato, come fa male non
essere affa o usato. Succedono tu e
e due le cose. Se non vengo “usato”
sto buono in a esa di essere messo
Fare spazio alla donna nuova
In questa occasione, come ven cinque anni fa, mi sento di rinnovare l’impegno
di accompagnare mio marito nel cammino che ha scelto. E quindi anche di incontrare Gesù nell’altro, andando oltre le apparenze, le simpa e, amando anche
le persone scomode, perché anche in esse devo riconoscere la presenza di Gesù.
Il mio cammino nell’ambito diaconale è iniziato proprio così, prendendo coscienza che nel mio prossimo è presente Gesù, il Gesù da amare, da aiutare. Oggi capisco quanto sia difficile questo cammino. Non è una strada in piano o in discesa:
è sempre tu a in salita. È necessario fare ginnas ca, insistere e non scoraggiarsi
mai, perché le cose serie non sono mai facili. Occorre con nuare a decollare con
la preghiera prima di tu o e poi a fare dono di sé, anche delle proprie debolezze.
Muore così, un poco alla volta, “l’uomo vecchio” che è in noi, per lasciare spazio
a quello nuovo, in questo caso alla “donna nuova”.
Enrica, moglie del diacono Bruno
in qualche amo. Non fa niente: l’importante è l’a eggiamento di disponibilità, di dono, di servizio, l’essere lì
a disposizione. Il diacono nella chiesa
è colui che si me e a servizio. Quando fui ordinato diacono, con mia moglie Enrica prendemmo come mo o:
“A che vale la vita se non per essere
donata?”. Ritenemmo che fosse una
bella frase che avrebbe potuto esserci di aiuto per la vita. A poco a poco
ne scoprimmo la portata: la disponibilità a dare la vita sempre non vuol
dire morire subito per l’altro, ma dare
un pezze o di te ogni momento, “donarlo” agli altri, tagliando una fe na
del tuo egoismo e intanto tu non sei
più quello di prima, sei già “morto”
un pochino per gli altri. Non è facile,
ma il Signore ci ha dato una mano
forte. Questo è un po’ lo spirito del
mio diaconato. L’immagine ricordo
del 25° di diaconato, dono dei nostri
don, ce lo ricorda: “Diaconi… stola e
grembiule”. Io ho tre grembiuli: il terzo l’ho ricevuto dalle catechiste per
il ven cinquesimo “per con nuare
ad aiutare la moglie”, il secondo da
don Giovanni il Giovedì Santo per la
lavanda dei piedi dove, finalmente,
ho lavato i piedi a dodici bambini. Il
primo grembiule l’ebbi già nel 1980,
prima della stola, quando con Renzo
e Giuseppe andavo nella Casa del Clero di Pancalieri ad aiutare i sacerdo
anziani e non autosufficien , per lavarli o far fare loro il bagno. L’ho fatto per vent’anni. Renzo e Giuseppe
con nuano ancora. Ricordo la ba uta spiritosa di un parroco, che come
tu quelli che sono là hanno dato la
vita per noi: “Per tan anni ho dato
delle lavate di capo ai miei fedeli, ora
i diaconi lo fanno a me”. Tu o questo
è diaconato.
Diacono Bruno
DIACONATO
Grazie, Signore!
In questo momento ed in questa circostanza le sole parole che mi vengono da
dire sono: “ Grazie Signore per i doni che
mi hai fa o in ques ven cinque anni di
diaconato”. Con profonda meraviglia sono
ancora oggi riconoscente al Signore per la
chiamata a servirlo nella casa di Dio.
Servire con umiltà e servire in obbedienza
fa parte della mia indole ed ho tentato di
farlo con tanto amore. Dopo ven cinque
anni ringrazio il buon Dio per quanto ha
operato in me e per quanto ho potuto
fare nelle due comunità che ho servito.
Dopo l’ordinazione del 2 giugno 1985 per
se e anni ho lavorato nella comunità di
San Mar no, dove iniziai il mio cammino
nel lontano 1975, con piccoli impegni e
servizi nella chiesa capannone di Borgo
Uriola in piazza Cavallero. Poi, nel 1992,
mi è stato chiesto di lasciare quella comunità, che porto sempre nel cuore, per trasferirmi in quella di S. Bartolomeo, dove
ancora oggi presto servizio.
Don Giovanni Pignata, ora in paradiso, e
don Vincenzo Chiarle, responsabili della
formazione dei diaconi, ci hanno insegnato che il nostro essere diaconi non era per
noi, ma per la chiesa, per aiutare i sacerdo nel servizio dire o della comunità e
lasciare loro “tu o il tempo per pregare
ed annunciare la parola di Dio” (A 6,4).
Così ho cercato di lavorare, non per sos tuire, ma per servire là dove i sacerdo
non riescono ad arrivare.
In ques anni non tu o è stato sempre
facile, ci sono sta anche dei momen di
25
Il diacono Giovanni Branca nel ricordo del figlio
Intervistato per il bolle no parrocchiale, nel dicembre ’93 il diacono Giovanni spiegava così il “servizio” del diacono permanente: “Il Diacono deve essere
umile e disponibile ai servizi della parrocchia alla quale il Vescovo l’ha inviato.
È una presenza per la catechesi, gli ammala , la liturgia della Parola, è ministro del ba esimo, può assistere al matrimonio, al Rito delle esequie, senza
celebrare la santa Messa. Deve sempre cercare di creare unità, che è la cosa
più importante nell’ambito di una comunità e, per concludere, non guasta
anche un po’ di fantasia”. La fantasia u lizzata per scrivere i cartelli per le
liturgie a Gesù Salvatore, per proie are le diaposi ve nelle case dei bambini
che stavano per essere ba ezza , per preparare l’ora di Religione o di Catechismo, per scrivere un biglie o di auguri alle neomamme o di conforto per
gli ammala , per pregare con la speranza nella vita futura durante i rosari per
i defun ... Ma accanto a Giovanni diacono, c’è stato anche Giovanni operaio
che ci ha permesso di studiare, Giovanni marito, Giovanni nonno e Giovanni
papà: è questo il ricordo che por amo noi figli. Lo ricordiamo per l’amore
che ha sempre avuto e dimostrato per la mamma (56 anni di matrimonio),
per averci voluto bene da piccoli e poi rispe ato da grandi, anche quando,
qualche volta, le nostre idee non combaciavano con le sue. Lo ricordiamo
per l’esempio di tenacia nel lavoro, nel rispe o degli impegni e, sopra u o,
per averci trasmesso con i fa e non solo con le parole il rispe o degli altri
e la fede cris ana. Vorremmo augurare a tu di avere il suo sorriso dolce e
l’o mismo che sapeva filtrare i momen della vita con buon spirito cri co e
sopra u o con una visione legata alla fede e alle sue scelte coeren e non
comode e che, anche negli ul mi anni di vita, alla domanda “Come va?”, gli
faceva rispondere “Benino, benino”.
Fredy Branca
sofferenza, che mi hanno portato a pensare: “Perché proprio a me, che ho
de o il mio sì con tanta gioia e nella tenerezza della preghiera?”. Ma poi
ho capito che si lavora con Dio e, se ci affidiamo a Lui, è possibile superare
anche difficoltà che sembrano insormontabili. Ci sono tante altre cose che
potrei dire, ma mi sono proposto di farlo al cinquantesimo anniversario,
non voglio però dimen care di ringraziare una persona che con me ha
condiviso gioie e difficoltà, mia moglie Lina. Grazie!
Diacono Giuseppe
26
IN CITTA’
Borgo Uriola
in festa
Borgo Uriola è la zona di Rivoli che da Via Colla, Via Nuova Te scende
verso piazza Cavallero su strada Rivalta. Quest’anno, per la prima volta
il borgo si è ves to a festa per tre giorni, dal 4 giugno alla no e del 6. Il
programma è stato quello delle feste di paese, che ha richiamato a orno
alle tante a vità la gente del quar ere. Ogni sera c’è stata una grigliata,
dalle 19.30 alle 24, che in modo inaspe ato ha toccato il boom sabato
con oltre trecento coper . Gruppi, famiglie, adul e ragazzi hanno scelto
questo sostare insieme a tavola come momento d’incontro, di socializzazione, di festa. Bellissime le inizia ve che hanno movimentato la piazza, il
Centro d’incontro, il campe o di strada Borgeisa, la chiesa. Giochi, spettacoli per bimbi e ragazzi organizza dal gruppo animatori MIA e dagli
scout, spe acolo di magia con il mago Sales, esibizioni di scuola di ballo,
serate danzan , musical degli Ar s per caso, giochi per famiglie, caccia
La festa con Mago Sales
Messa in Piazza Cavallero
al tesoro no urna per i giovani (con oltre cento iscri ), concerto in chiesa del
coro “Sol Maggiore” di MIA, banda musicale dei Te , e altro ancora: queste le
a vità che hanno riempito le tre giornate di festa. Non è mancato il momento
religioso con la Santa Messa in piazza la
domenica ma na. E il quar ere ha risposto in modo straordinario, superiore alle
più rosee previsioni dei promotori. Chi
ha organizzato tanta festa? Il “Comitato
spontaneo di Quar ere di Borgo Uriola”.
La cosa più bella e interessante della festa
è stata questa: la partecipazione viva e atva dei gruppi parrocchiali, gli animatori
dell’oratorio MIA, l’Agesci di Rivoli2, i MASCI, in perfe a sintonia con il comitato di
quar ere e con il Centro Sociale di zona,
e non solo per organizzarla, ma lavorando a vamente per la migliore riuscita. È
stata la prima volta. Da ripetersi.
PROGETTI
I quattro Consigli Pastorali
San Bernardo
Il Consiglio ele o nel marzo 2008 e riunitosi
una sola volta con don Tonino è stato riconfermato per cinque anni dal nuovo parroco:
don Andrea Zani, parroco
Cucco Lorenzo, diacono
don Angiolino Cobelli
don Giovanni Isonni
don Paolo Ravarini
Balocco Mazzone Daniela, Bellocci Domenico,
Benevenuta Paolo, Borgia no Zago Sandra,
Buse Mauru o Monica, Carello Giampaolo,
Consen no Silvia, Coriasso Maurizio, Dall’Anese
Maria Antonia, Di Marca Giusy, Dodaro Caterina,
Foradini Enrico, Galante Donatella, Gamo Gianni, Morena Rocco, Pecoraro Cananzi Silvana,
Rinciari Roberto, Prete Mauro, Tenivella Mauro,
Segreto Fedele, Tizzani Sai a Felice a, Trombetta Gastone, Zago Maurizio.
San Mar no Vescovo
Il Consiglio è stato ele o il 21 marzo 2010:
don Giovanni Isonni, parroco
Bruno Zanini, diacono
don Angiolino Cobelli
don Paolo Ravarini
don Andrea Zani
Aurile o Sara, Barardo Felice, Barro Savarino
Maria Pia, Bommaci Giovanni, Bonafé Ma a,
Bo no Piero, Bovenzi Sonia, Brignolio Piera,
Capellupo Franco, Cole o Piero, Cullino Laura,
Franzolin Fiorella, Gennaro Rosalba, Giano Ercole, Lardori Remo, Longo Emanuele, Me fogo
Viasco Maria Luisa, Molinario Alessandro, Negro
Anna, Polio o Carlo, Priasco Raffaella, Sartor
Franco, Surra Renato, Viacelli Luigi, Zamariola
Maria Angela, Zanini Paolo.
Santa Maria della Stella
Il Consiglio, ele o il 28 febbraio 2010, durerà
in carica tre anni:
don Giovanni Isonni, parroco
Giacomo Turi, diacono
don Angiolino Cobelli
don Paolo Ravarini
don Andrea Zani
don Fabio Cozza
padre Giordano Rigamon
suor Teresita Pavanello
Benen Maria Luisa, Bogge Luca, Branca Alfredo, Branca Marco, Capuzze o Mariella,
Chiesa Nadia, Chiomento Giacomo, Coscia
Pierangelo, Cuva Lidia, Fabiole Franca, Ferrero Anna Maria, Florio Fabrizio, Forne
Chiara, Giordani Silvano, Guglielmone Luca,
Imperatore Pietro, Martellini Piche o Lilli,
Mazzucco Clemen na, Moglia Bruno, Moglia
Liliana, Pennisi Antonella, Rossato Marina,
Sacchi Paola, Sonnessa Fili o Giovanna, Starita Elena, Trinchera Rino.
San Bartolomeo
Il nuovo Consiglio verrà ele o nel mese di settembre.
27
Il Consiglio Pastorale Parrocchiale
di Remo Lardori
Nelle nostre qua ro parrocchie - San Bernardo, San Bartolomeo, Santa
Maria della Stella e San Mar no – affidate ai sacerdo bresciani, operano
qua ro Consigli Pastorali. Che cosa sono? Sono, o dovrebbero essere, il
centro propulsore e unificante di tu a l’a vità opera va della parrocchia.
I sacerdo , e in par colare i parroci, sono i responsabili, le guide e gli animatori della vita della comunità cris ana loro affidata.
Ma essi non possono essere dappertu o, non possono occuparsi di tu o
e proprio per questo il loro lavoro è affiancato da numerosi laici che operano in modo responsabile e a vo nelle diverse a vità proprie di una
parrocchia. Si pensi ad esempio alla formazione cris ana dei bambini e
degli adul , ai gruppi dei giovani e alle loro diverse a vità (scout, animatori, spor va), alla preparazione dei fidanza , ai gruppi famiglia, ai vari
gruppi forma vi e di preghiera, agli anziani, ai mala , e poi alla celebrazioni dell’Eucaris a, dei Sacramen , ai funerali, alle feste parrocchiali, ai
gruppi carita vi, agli oratori, alle mille inizia ve di incontri di formazione e
di preghiera per a vare o rinnovare la fede, e poi ancora a tu a l’a vità
di cara ere economico, agli edifici da curare e mantenere, al conta o con
il Comune e con i diversi En sociali… e si vedrà crescere a poco a poco
un’a vità con nua, infinita, come l’a vità della membra di un grande
corpo, portata avan da tante persone e gruppi.
Dove assume unità tu o questo movimento? Da dove parte una programmazione organica che realizzi un proge o di chiesa, di comunità cris ana?
Chi dà una mano al parroco nel pensare, proge are e organizzare? È questo il compito del Consiglio pastorale parrocchiale (CPP), che è definito
come l’organismo ecclesiale nel quale i membri “prestano il loro aiuto nel
promuovere l’a vità pastorale della comunità parrocchiale”.
Il Consiglio pastorale parrocchiale è formato dal parroco, dagli altri sacerdo e dal diacono impegna nella parrocchia in forza del loro ufficio, da
religiose, ma la componente maggiore è rappresentata da laici, scel per
elezione, che dovrebbero esprimere lo specchio fedele del tessuto umano
della parrocchia per età, sesso, condizione sociale ed insieme portare la
voce delle diverse realtà e movimen .
Nel Consiglio il compito dei laici è essenzialmente quello di “consigliare
la Chiesa”, portare cioè il loro pensiero, la loro esperienza, la loro voce a
livello della gerarchia. Tocca a loro cercare, discutere, proporre e sostenere le diverse inizia ve pastorali, presentare proposte mirate alla realizzazione delle a vità, favorire il coordinamento delle varie realtà esisten in
parrocchia al fine di realizzare una pastorale organica.
Il Consiglio presieduto dal parroco, ha però soltanto voto consul vo: lavora a raverso ordini del giorno discussi insieme e vota a maggioranza,
esprime il proprio orientamento, ma non può prendere decisioni vincolan, che spe ano in defini va al parroco, che fa le veci del Vescovo, immagine di Cristo, Pastore e Capo della sua Chiesa.
Si esprime, in questa stru ura cara eris ca del Consiglio pastorale, la natura gerarchico-comunionale della Chiesa stessa, dove la ricerca di comunione si realizza nell’unità del mandato di Cristo a Pietro e si concre zza
nell’azione costante dello Spirito di Dio su coloro che Dio stesso ha scelto
come pastori della sua Chiesa.
28
IN LIBRERIA
Oltre il libro
In libreria
di Lidia Zane e
Nella piccola rubrica del nostro giornale dedicata ai consigli di lettura questa
volta abbiamo pensato di proporre un
breve viaggio nella rete, essendoci imbattuti in siti variamente interessanti
che testimoniano la presenza di un’eco
cristiana anche nel villaggio multimediale. Ne propongo una veloce panoramica, non prima di aver comunque segnalato due libri letti in queste ultime
settimane che mi sono piaciuti davvero
tanto e che meritano la più ampia diffusione.
Il primo, Nel mare ci sono i coccodrilli
di Fabio Geda è la storia, verissima, di
un bambino afgano, Enahiatollah Akbari, che fugge dal suo paese e attraversa
la cattiveria degli uomini e dei governi,
le montagne, il mare e alla fine arriva in
Italia dove l’accoglienza di una famiglia
gli restituisce la dignità di bambino diventato adulto troppo presto.
Una storia tragica e bellissima, dove
emergono realtà socio culturali che conosciamo ancora troppo poco e la forza
dei gesti di umana solidarietà che rappresentano il modo più vero di stare al
mondo.
Il secondo libro, Il gatto dagli occhi
d’oro di Silvana De Mari è un libro per
ragazzi che fa del bene a tutti: Leila,
la protagonista, è una ragazza povera
ma ricca di una genialità che conquista
presto i suoi compagni di scuola e i professori; la profondità del suo sguardo
illumina le cose di una luce nuova e fa
avverare i sogni più incredibili.
Venendo ai siti (anche se leggere è più
bello, bisogna ricordarlo!) segnaliamo quello di Famiglia cristiana: www.
famigliacristiana.it. Di facile accesso
e molto immediato, contiene una mediateca con notiziari video Ansa live;
notevole la tempestività di aggiornamento, dal momento che si leggono le
notizie Ansa dell’ultima ora. É presente
la versione virtuale del numero della
settimana che si trova in edicola: qui
si possono sfogliare le pagine, leggere
la prima parte degli articoli, vedere le
foto. Nell’home page l’indicazione del
santo del giorno e della liturgia.
Interessante è pure il blog di Paolo Curtaz: www.paolocurtaz.it. Vi si trovano
i suoi commenti acuti e non sempre
convenzionali sulla Parola, numerosi
articoli, lo spazio per il forum. Nella pagina iniziale foto e incipit di riflessioni
su temi di attualità permettono di leggere l’intero brano solo dove interessa;
numerosi sono i consigli di lettura che
inviano ai siti di acquisto.
Molto affascinante è il progetto di
parrocchia virtuale di don Marco Pozza rinvenibile sul sito www.sullastradadiemmaus.it. Questo giovanissimo
prete vicentino ha ideato uno spazio
multimediale per stare al passo con i
tempi, dove il nuovo è possibile ed è
bello: nella sua “tribù”, come la chiama lui stesso, sono iscritti parrocchiani
di tutte le età da tutta Italia. Il senso
di questa iniziativa pastorale, dal forte
impatto comunicativo, dove si avverte
l’urgenza dell’annuncio del Vangelo, si
rintraccia nella sezione “la genesi del
sito”. Qui don Marco dice “Della strategia comunicativa di Cristo cos’abbiamo
capito? Scorrono gli anni, ma le prediche si fotocopiano. Si ingialliscono. Cristo si ri-aggiornava di notte pregando e
collaudava di giorno ascoltando: parlava il linguaggio della gente. Oggi partirebbe forse da un blog, magari scriverebbe un sms, un’ e-mail. Metterebbe
in rete la sua umanità”.
Insomma, la proposta consiste nel passare dal mare di Tiberiade al mare di
Internet perché la fontana del villaggio
di cui parlava Giovanni XXIII ora deve
dispensare la sua acqua nella piazza
maggiormente frequentata, che non è
più quella del paese.
FESTE PATRONALI
29
I nostri patroni...
dono di grazia per noi!
Nella prima parte dell’anno pastorale le nostre parrocchie vivono le
feste patronali. È un momento bello e intenso di vita comunitaria!
Può essere utile fermarci un attimo
per coglierne i significati.
Il termine patrono (in latino patronus,
cioè "protettore", da pater=padre) risale all’antica Roma. Il patronus era
un cittadino di una certa autorevolezza, in genere patrizio, chiamato così
per via del legame, detto di patrocinio, ossia di protezione, che aveva
con schiavi affrancati o plebei indigenti.
Nel cristianesimo il santo patrono è
una persona, venerata come santa,
alla quale la Chiesa affida la protezione di una certa categoria di fedeli,
individuabile in coloro che vivono in
una determinata città o area geografica, coloro che esercitano un certo
mestiere, svolgono una certa attività
o hanno altre caratteristiche in comune. Tradizionalmente i fedeli appartenenti a una determinata categoria
si rivolgono al proprio santo patrono
tramite preghiere od offerte votive
al fine di ottenere l'intercessione del
santo in proprio o altrui favore. Tale
esperienza è così importante che due
papi ufficialmente hanno dato direttive circa i patroni.
Urbano VIII nel Decretum super electione sanctorum in patronos (23 marzo 1630) dava le regole per la scelta dei santi patroni.
Paolo VI il 19 marzo 1973 promulgò le Normae de patronis constituendis semplificando la procedura di elezione dei patroni.
Il patrono e protettore viene scelto e
indicato dalla Chiesa come colui che
intercede per noi, si fa carico delle
nostre necessità, delle nostre invocazioni e le porta dinnanzi a Dio, chiedendo il suo aiuto e il suo intervento.
Non solo il patrono e protettore diventa per noi fedeli un esempio e un
modello da seguire e imitare.
Davvero i santi sono per noi e per le
nostre comunità un dono grande che
Dio ci fa!
Festa di San Bernardo
Martedì 28 se embre ore 21.00 - Liturgia penitenziale
Giovedì 30 se embre ore 21.00 - Le ura dei tes di San Bernardo
Sabato 2 o obre
ore 15.00 - SAN BE… in Fiera: iscrizioni catechismo con giochi per tu
i ragazzi e stand gastronomici con
possibilità di cenare dalle ore 19.00.
ore 21.30 - “Deli o al castello”: commedia del gruppo teatro.
Domenica 3 o obre
ore 11.00 - S. Messa solenne
ore 12.30 - Aperi vo preparato dal gruppo” Scout “
ore 13.00 - Pranzo comunitario (prenotare entro domenica 26 se embre)
ore 16.00 - Festa Scout per i 10 anni del RIVOLI 4.
ore 16.30 - Par ta di calcio giovani vs adul .
Festa della Madonna del Buon Rimedio
Domenica 26 se embre 2010
ore 8.00 - Eucaris a a San Bartolomeo
ore 9.30 - Preghiera a San Bartolomeo
ore 10.00 - Processione. Segue S.Messa a San Francesco.
La statua rimarrà a San Francesco fino a sabato 2 o obre:
Martedì, Giovedì, Venerdì, Sabato Santa Messa ore 18.00.
Mercoledì Santa Messa ore 15.30.
San Martino vescovo
Festa di San Mar no vescovo: domenica 14 novembre 2010
Festa del ringraziamento a San Rocco: domenica 5 dicembre 2010
Festa di Maria Immacolata: mercoledì 8 dicembre 2010
I programmi de aglia verranno divulga a se embre.
30
FESTE PATRONALI
Fe s t a d i Sa n t a Maria d ella St ella
Sabato 18 settembre 2010
Domenica 19 settembre 2010
Stella – Ragazzi in festa
ore 15.00-17.30 - Collegiata Nuova (cor le)
Pomeriggio di festa per i Bambini e i Ragazzi: giochi , giochi gonfiabili
e non solo per ragazzi, genitori e catechis .
Iscrizioni agli i nerari di catechesi 1°-2°-3°-4°-5° elementare, I° media,
preadolescen e ragazzi scouts- AGESCI Rivoli I.
S. Messa con le dame d’onore
della Madonna della Stella
ore 9.00 - Collegiata Nuova
Presiede don Paolo Ravarini.
Santa Messa solenne
ore 18.00 - Collegiata Nuova
Presiede il Cardinale Severino Pole o, Arcivescovo di Torino. Anima la
Schola Cantorum della Stella.
Santa Messa solenne
ore 11.00 - Collegiata Nuova
Presiede il Canonico don Michele Olivero, già Parroco della Stella, con la benedizione del nuovo Fonte ba esimale, opera degli ar s dell’Associazione
“Intaglio e Scultura” di Rivoli. Anima la
celebrazione la Schola cantorum.
PROCESSIONE CITTADINA
ore 20.45 - da Piazza Mar ri della Libertà
Presiede il Cardinale Severino Pole o.
Percorso: Piazza Mar ri della Libertà, Via Vi orio Veneto, Via Montegrappa, Piazza San Rocco. Via San Rocco, Piazza Salo o, Via Fiorito,
Piazza Bollani, Via Santa Croce, Piazza Ma eo , Via Fratelli Piol,
Collegiata Nuova.
È sospesa la Messa
a Gesù Salvatore delle ore 10.
Aperi vo per tu
ore 12.00 - Collegiata Nuova (sagrato)
Lunedì 20 settembre 2010
Pranzo comunitario (a prenotazione)
con vari pia , compreso lo spiedo
bresciano
ore 12.30 - Collegiata Nuova
Benedizione dei Bambini e
affidamento alla Madonna della Stella
ore 15-17.30 - Collegiata Nuova (animazione équipe Ba esimi)
Giochi per bambini e ragazzi,
giochi gonfiabili e punto di ristoro
ore 15-17.30 - Collegiata Nuova (cor le)
Asini dalle ma te colorate
ore 21.00
Sala “Beato Antonio Neyrot”
Serata con don Marco Pozza, giovane e originale sacerdote di Vicenza. Nella serata ci sarà la proposta di un gesto di solidarietà a
sostegno della Casa di accoglienza
LA MADONNINA di Candiolo, per i
mala di cancro ed i loro familiari che fanno riferimento all’IRCC
(Is tuto per la Ricerca e la Cura del
Cancro) e gli altri ospedali vicini.
Celebrazione dei Ba esimi
ore 15.30 - Collegiata Nuova
STELLA GIOVANI IN FESTA
Santa Messa per i Giovani
ore 18.00 - Collegiata Nuova
Presiede don Andrea Zani, anima la
celebrazione il Corogiò.
Serata di festa
per Adolescen e Giovani
ore 19-24.00 - Collegiata Nuova (cor le)
APPUNTAMENTI
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CONOSCERE
ACCOGLIERE
Il cartello di associazioni, chiese,
quar eri contro i razzismi, proseguirà per tu o il 2010-2011 la sua
a vità, sopra u o nelle scuole,
nei quar eri e… nelle piazze, affinché “dignità e diri di tu e
per tu ” non siano parole vuote,
ma significa condivisi e si trasformino in capacità di accoglienza e in impegno di vita.
Incontriamoci NONNE E NONNI dell’ ETÀ D’ORO
in AMICIZIA
per trascorrere insieme ORE SERENE
Pare un annuncio pubblicitario e lo è!!!!! Infa è per far conoscere a tu belle
realtà che da mol anni esistono nelle nostre Parrocchie: e cioè che persone della così
de a “Terza Età” si incontrano nei locali Parrocchiali una volta alla se mana per trascorrere insieme, nel periodo se embre/maggio, un pomeriggio denso di a vità che
comprende: giochi, incontri, tombolate, gare a carte, feste di Carnevale, “pasque e”,
pranzi e gite. Si invitano amici medici, operatori sanitari ed esper in vari campi che
vengono per dare consigli, parlano del loro lavoro, delle loro esperienze e dei loro viaggi in terre lontane. Anche momen di spiritualità sono condivisi con chi vuole parteciparvi. Quindi cari amici, non solo della “Terza Età” siete tu invita a trascorrere dei
bei pomeriggi insieme!!!! Vi aspe amo:
LUNEDI’ dalle 14,30 alle 18,00
S. BERNARDO gruppo “AMICIZIA”
MARTEDI’ dalle 14,30 alle 18,00
S. MARIA DELLA STELLA: gruppo “ORE SERENE”
MERCOLEDI’ dalle 15,00 alle 17,00
Chiesa S. Francesco (Parrocchia S. Bartolomeo) “GRUPPO DELLE NONNE”
GIOVEDI’: dalle 14,30 alle 18,00
S. MARTINO gruppo “ETÀ D’ORO”
APPUNTAMENTI
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Battesimi 2010/2011
San Bartolomeo
Sabato 8 gennaio
Domenica 27 febbraio
Sabato 5 marzo
Domenica 1 maggio
Sabato 7 maggio
Domenica 3 luglio
Sabato 3 se embre
Domenica 30 o obre
Sabato 5 novembre
Domenica 18 dicembre
accoglienza
ba esimi
accoglienza
ba esimi
accoglienza
ba esimi
accoglienza
ba esimi
accoglienza
ba esimi
San Bernardo
26 se embre 2010
28 novembre 2010
30 gennaio 2011
29 maggio 2011
24 luglio 2011
25 se embre 2011
Gli incontri in parrocchia avvengono le due se mane prima
e la domenica prima alle ore 11 durante la messa vengono
presenta i bambini alla comunità.
San Mar no vescovo
Domenica 12 se embre 2010 ore 15.00
Domenica 10 o obre 2010 ore 15.00
Domenica 5 dicembre 2010 ore 15.00
Domenica 30 gennaio 2011 ore 15.00
Domenica 27 febbraio 2011 ore 15
Sabato 23 aprile 2011 ore 21.00
Domenica 24 aprile 2011 ore 11.00
Domenica 8 maggio 2011 ore 15.00
Domenica 29 maggio 2011 ore 15.00
Domenica 12 giugno 2011 ore 15.00
Santa Maria della Stella
Domenica 19 se embre 2010 ore 11.00
Domenica 17 o obre 2010 ore 15.30
Domenica 7 novembre 2010 ore 15.30
Mercoledì 8 dicembre 2010 ore 15.30
Domenica 9 gennaio 2011 ore 15.30
Domenica 6 febbraio 2011 ore 15.30
Domenica 6 marzo 2011 ore 15.30
Domenica 10 aprile 2011 ore 11.00
Sabato 23 aprile 2011 ore 21.00
Domenica 24 aprile 2011 ore 11.00
Domenica 1 maggio 2011 ore 15.30
Domenica 5 giugno 2011 ore 15.30
Domenica 22 giugno 2011 ore 15.30
Incontri di preparazione
al matrimonio
2010/2011
Sede degli incontri:
Parrocchia S. Maria della Stella
Giorno: domenica
Orario: ore 19 – 21
Durata: 7 incontri domenicali +
un week-end
dalle ore 17 del sabato
alle ore 17 della domenica,
compresa la S. Messa
Date:
26 se embre
week-end 13-14 novembre 2010
30 gennaio 2011
week-end 19-20 marzo 2011
1° maggio 2011
week-end 18-19 giugno 2011
Incontri di preparazione
alla Cresima
per giovani e adulti
(domenica 1 maggio 2011 ore 11.00)
Sede degli incontri:
Parrocchia S. Maria della Stella
Giorno: lunedì
Orario: ore 21 – 22,30
Durata: 12/13 incontri
a cadenza se manale
Date: dal 31 gennaio
a fine aprile 2011
Iscrizioni: Segreteria della Stella
tel. 011/9586479
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