. , .. ANNO X Num. 87 :a 10 anno — b euestre — LA 2,60 tonmastre Fuori Stato aumento spose postali 0/filiO — N.' t. Lineyeirgo Jantealmi 10 tt anciero — a.rretrati 20 l pagamenti non sona validi se non fatti Coltre ricevuta fin:mia dal DiroXore propristarto eid avv. l3t.e.stga10 rrecliani. PARTE UFFICIALE CONSIGLIO COMUNALE DI PISA Sessione Straordinaria. Seduta pubblica del d 15 settembre 1875. 2. Convocazione. Per l'assenza del Sindaco colme). avvocato Mario Rizzari, presie le l'adunanza Paesessore delegato prof. cav. Ulisse Dini. Fatto l'appello nominale, resultano presenti i signori: D'Aehiardi, Puccianti, Di Gaddo, Mariani, Tempesti e Dell'Omodarme. giustificata l' assenza del COUR. Vettori. Il Preeidente informe dipoi il Consiglio delle convenzioni paesate fra il Comune eil il signor Cammino Paladini, e per le quali il signor Paladini stesso, acquirente delle rimaneuze delle case Betestri, Bernardini e Santoro, era tenuto a seguire colla nuova fabbrica la linea tracciata, nel progetto che servì di beim,ailà stipulazione del contratto relativo, ed aggiunge che dopo quelle convenzioni fu dal ridetto signor Paladini domandato di apportare una leggiera modificazione sulla linea dei progetto. La Commissione dei lavori pnbblici però, considerato che alla piazza così ristretta che dà aecesso al ponte non ere conveniente di apportare modifiee.zioni di sorta nel senso richiesto dal signor Pa ai-lini, deliberò di prooree„.2..lio il seguente schetna di denberazione. « Il Consiglio: « Vista la, domanda del signor Cammino Paladini intesa ad ottenere che venga arrecata una :no lificazioue alle convenzioni passate fra il Comune e il signor Paladini medesimo per indennità, dovuta al Paladini ped rinterro che sarà fatto alla stia cas con formazione delle rampe del ponte Solferino, e per la eeseiene fattagli degli avanzi delle case Bernardini, &lesti.' e Sentore; « Udito il parere della Uoturniesione dei lavori pubblici; « Mentre approva pienamente in tutte le loro parti le snecitate convenzioni stipulate fra il Sindaco ed i signor Cammillo Paladini 'un coutratto •e'el dì 22 maggio 1875 ordine alla driili•raziene della Giunta. del dì 10 febbraio 1875, paesa ord ne del giorno sulla tlonoenila presentita dal signor Palediui in ' 1esiniq per modificazione a: alcune delle convenzieni stesse Aperta la discussione su tale proposta e ni uno faceielo osservazioni, vien messa dal Presidente ai voti e per alzata e seduta è approvata alla unanimità, astenutosi il consiglier Tempesti. Il prof. Puceiaati dipoi, incaricato dal:a Commissione di riferire sul Regolamento igiene. eepone al Consiglio che questo regolameuto, preparato già da moltissimo tempo, fu approvato dalla Commissione nei primi mesi dell' anno decorso, e nn h e potuto sino ad ora essere sottoposto al Consiglio per cagioni de essa indipendenti. Non rimane pertanto, dice il relatore, che dar lettura eel Regolamento stesso già stempato e circolato ai Consiglieri comunali. Il Preeidente allora dichiara che omettendosi la lettura dell'intiero progetto, quando non vi siano osservazioni, sarà data lettura dei singoli articoli separata,mente, i quali s'intenderanno approvati ove su di essi non sorga oppeeizione, salvo poi a votare il complesso dell' intiero regolamento. Sono approvati eenze osservazione gli articoli l, 2 e 3. Intervengono i consiglieri Duranti e Chiesi. Sull'articolo 4 nasce lunga discussione, dopo la quale viene proposta dal cons. D'Achiardi la seguente modificazione: Alle parole Alla perdila del genere , lN G-I013N A_Tan POLITICO ANNUNZI E INSERZIONI Atti giudiziari, amministrativi e avviai particolari rent. 25 per linea o gpazio di lìnea.insersioni nel corpo del giornale lire una per linea o spazio corrispondente: dopo la firma del gerente rent. ker linea (i spazio (orrimendante. Parbelbetti enticipag. 'UFFICIALE PER GLI ATTi GIUDIZIARI ED AMMINISTRATEVI Pisa 23 ottobre , . sarà aggiunta la pena della trasgressione indipendentemente dalle altre pene cui possano andare incontro i colpevoli ------ sostituire eabblicazions Giovedt e Domeniou E PER GLI ATTI DEI C9NSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE Oltre la perdita del genere a oltre la pena della trasgressione, verrà denunciato il fatto all'autorità giudiziaria.= Dopo qualche discussione fra i consiglieri D'Azikiardi, Duranti, Dati e Puccianti viene accettata la proposta ineedificaotene come quella che tende a remnovere ti dubbio che forse poteva far sorgere l'articolo del progetto, che cioè per le altre trasgressioni non dovesse applicarsi sanzione penale di sorta. Messa ai voti la modificazione D'Achiardi è approvata alla unanimità. All' articolo 51, del quale il relatore raccomanda al Consiglio appr•vazione quantunque a prima vista sembri un po' troppo vessatorio, viene soltanto proposto dal consiglter Mariani di estenderne le disposizioni anehe ai subborghi. Dopo qualche discussione il relatore accetta questa proposta quando colla parola subborghi si voglie, intendere, cenai è di fatto, quell'aggregato di abitazioni 'aderente alla città e non gli altri ceutri abitati del comune. Questo essende il concetto del proponente e Mune facendo opposizione, messe ai voti quest'aggiunta è approvata ad unanimità. Sua' articolo 6 il censiglier D' Achiardi osserva che la proibizione assoluta della vendita dei funghi secchi, eccede forse le competenze del Consiglio, e si dichiara colatra rio. relatore Puccianti tiene moltissimo a che sia mantenuta; imperocchè seccati i funghi, è impossibile riconoscere non tanto la qualità dei funghi quanto le altre sostanze che vi possano essere state mischiate. È qaindi naturale che in un regolamento di igiene si proibisca la vendita di tuttociò che può esser dannoso alla salute pubblica. Dopo breve discuseione viene messo dal -Presidente ai ,Voti -Partieoto 6; *&prov veto a gran maggioranza. Sull' articolo 7 il consiglier D' Achiardi ritenendo che con la ilisposizione in esso sancita i preprietarii, raill'intento di rendere al più presto fruttiferi i loro stabili siano obbligati ad intonacare quando il neuramento non è bene asciutto, ciò che oer quanto si dice serve a mantenere più lungamente l'umidità nei fabbricati, proporrebbe che articolo 7 venisse così formulato: « È dichiarata irisillubre, e curie tale inebitabile ogui ritba o stabza fabbricata di nuovo quando non sia decorso almeno lui anno daeche fu terminata la costruzione gregwa dei muro e al tempo stesso siano decorsi almeno 6 mesi (lacche fu t er minato l'in oneco ». Il relatore non ha iliffi mità di accettare questa moaificezione. Mariani e Delirennodarme vorrebbero fosse invece mantenuto l' articolo del progetto. Nasce qualche diseussione in proposito finehè, insistendo il cons. D' Achiardi sulla sua proposta, vien posta ai voti ed è rigettata. Allora vien messo ai voti l' articolo del progetto, che è approvato a maggioranza. Gli articoli8, 9, 10, 11, 12 e 13 sono, senza osservazioni, apprivati. All' articolo 14 il' consiglier Chiesi prepone che invece di stalle di cavalli si dica semplicemente stalle» e alle parole e provvisti di fognolo; si sostituiscano quelle « provvisti di pavimento murato e dli fognolo i. Questa medificazione è accettata dal relatore, e messa ai voti è approvata ad unanimità. Nasce poi discussione suli'articolo 15, così formulato nel progetto in esame: Art. 15. I conci o letami devono essere . - re-mossi dalle stalle, possibilmente giorno per giorno, in veicoli o recipienti conformati in modo da non permettere esalazioni moleste, e, tanto meno, spargimento di materia sul suolo pubblico. Il consiglier D'Achiardi non vorrebbe che la remozione dei conci, com' è stabilita in quest'articolo, potesse recar danno all' agricoltura, e propone che limitando la diepasizione alle città e subborghi, l'articolo sia formulato nel modo seguente. Art. 15. 1 conci o letami devono essere rimossi dalle stalle poste in città e nei subborghi nelle ore del mattino, in guisa che ..... 24 Ottobre 1875 Domenica //313110NAMENTI NEL REGNO • Non sì iiiiStall0 responsabilità chi per asseciazieni fatteuffizio del giornale , siano fuori dell'abitato prima delle all'ottod aprile al settembre inclusive, e prima delle ore nove negli altri mesi dell'anno, e passibilmente giorno per giorno in veicoli o reci.pie nti conformati in modo da. non permettere spargimento di materia sul suolo pubblico. stentavano le vie per le quali i sovrani di Italia e Germania passarono. Se però qualcuno volesse formarsi un più' largo concetto del concorso dei forestieri, possiamo aseicurare loro che, sino alle tre I Mpo qualche discussione la proposta del cons. pomerid. idella giornata di ieri, più di 40tnila D'Achiardi è accettata dal relatore, e posta ai voti dal Presidente è approvata la nueva persone versaronsi dalla stazione della nostra città. Eleganza, brio e cortesia animavano redazione dell'articolo 15. Senza osservazioni rimangono poi appro- tutti la capitale lombarda. Dopo queste poche parole, che esprimono vati gli articoli 16, 17, 18, 19, 20 e 21. All' articolo 22 il consiglier Chiesi propone assai meno di quello che vorremmo, passiamo che dopo le parole E vietato di stabilire alla cronaca. magazzini e depositi di conci vengano agAlle tre e mezzo ponimi liane sotto la giunte le seguenti t ossa e sostanze animali tettoia della stazione stevano schierate due in genere ». Ninna opposizione facendosi a questa aggiunta, vien messa dal Presidente compagnie del 4.0 di linee con bandiera e ai voti ed è approvata alla unanimità. musica in attesa dell'arrivo dell' Imperatore. All'articolo 23 vien proposto ed accettato Dietro a questa truppa c'erano molte persone senza discuesione, che alle parole « alcune in frak e cravatta bianca, le quali avevano industrie che già sieno in esercizio » vengano potuto ottenere un biglietto ingresso per sostituite queile « alcune vendite o industrie assistere all'arrivo. Entro il padiglione reale che già sie.no in attività ». erano convenuto tritai le autorità, i ministri L'ariii•olo 24 e approvato senza diecuse molti generali dell'esercito. sione. All' articolo 25 vien proposto ed accettato Alle ore 5 e 7 minuti giunse la Corte in senza kliSCUSSIOne la, superficie delle boteqniliaegri di gian gala, e una magnificenza teghe destinate alla vendita delle carni frerara. Erano 17 lanciamo dei più ricchi ed 5 he sia di venti metri quadrati invece che eleganti che si potessero in:una :Oliare: il primo di 15. di essi nel pelle stava il Re ora tirata Senza osservazioni sono approvati gli articoli 26 e 27. da sei superbi destrieri inglesi, puro sangue; All' articolo 28 vien proposto ed accettato gli altri, a tiro a due, erano del pari splendel ridatone che alle parole intonacate a didi poi cavalli, lo bardature ed il lusso. lucido » vengano aggiunte quelle o coperte Entrato Vittorio Emanuele nel padiglione, con tavole di marmo ». la truppa presentò le armi, e la musica Gli articoli 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35 e militare intonò la marcia reale. 36 sono approvati. Alle ore 4 e 17 il treno im eeriale era.' eallart. 37 vien proposto ed accettato de, vista, ed alle 4 20 giungeva e6.3 o a tettoia. sostitairee alla multa di lire tre quella di La locomotiva portava il nome di Rossini. lire due. Quando &messi è stato un momento solenGli articoli 38 e 39 sone approvati. ne. I soldati presentarono le armi, la musica insino a Alle parole dell' articolo 40 e quando non sia posto ad effetto un sistema di suonava, dagli spalti della città tonava il pulitura e lavatura di esse migliore dell'at- cannone, e un grande urrà scoppiava sotto tuale » vengono eostitnite di comune accordo quella vasta. vòlta volle « mina a quando non sia posto ad — effetto u?t sistema coinpbto di pulitura e lavatura di esse ». (3ii articoli 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47 e 43 sone aeprovati. eAll'erticolo 49, •opo le parole _È' vietalo bagnarsi nell'Amo » viene di comune accoro stabiite di scstituire e È vietato di ba, gnarsi nell' Arno e in tutti i fossi e canali del comune ». Gli ari 'coli 50, 51, 52, 53 e 54 sono approvati senza oseerv azioni. Esaurita con ciò la lettura ed approvazione dei singoli articoli, il Presidente dichiara di mettere a partito in complesso l'intiero regolamento d'igiene, che per alzata e seduta è approvato alla unanimitia e rimane perciò così formulato: (Continua). PARTE NOM UFFICIALE .10.-uvaak.arar. L•Imperatore di Germania a Milano, — X L'Imperatore Guglielmo, coperto il petto di decorazioni, e veseito ila feldmaresciallo priteemeto , aoitue feettee.aael e nt e d e l vagime imperiale cogli occhi fissi su Vittorio Emanuele che gli muoveva incontro. Entrambi avevano aspetto sorridente e imprentato dalla più schietta b moneta e contentezza. Tanta fu la sollecitudine dell' Imperatore nell'accorrere ad abbracciare il nostro Re, che nel fare l' ultimo gradino della scaletta del vagone, minacciò d' inciampare. L'abbraccio dei due sovrani, che erano a capo scoperto, fu cordialissimo, espansivo e lungo. Colla maggiore effneione scambiaronsi i reciproci saluti. S. M. il re portava le insegne dell' Aquila nera; l'Imperatore quelle della SS. Annunziata e dell'Ordine militare di Savoia. Tosto Vitterio Emanuele presentò all' angusto ospite il principe di Piemonte vestito dello sf 'rano ed elogantiseimo unifortne del 13.° ~ari di Prnssia, il due t d'Aoeta,, il principe Tommaso e il principe di Carignano. S. M. imperiale salutò tutti affettuosamente, e cose pure lo autorità, che lo furono in seguito presentate. Il nostro sindaco, senatore Belinzaghi, avanzatosi con franchezza e rispetto verso l'Imperatore, gli diede il benvenuto, o gli espresso i sentimentbi di gratitudine e di riconoseenza dell'intera popolazione milanese pel fausto avvenimento della sua visita al Re ed a Milano. L'Imperatore rispose alcune parele di ringraziamento, o poscia, fece al sindaco un cortese inchino. . — Dai giornali milanesi togliamo le seguenti notizie: S. M. l' Imperatore Guglielmo venne accolto da Milano nel modo più cordiale ed affettuoso. Non descriveremo l'immense, on la di gente Tersa per le vie, di tutte le classi, di tutto le provincie d'Italia, e possiarn dire, d'oltremare e d'oltre monti: sarebbe impresa ardua, ed al lettore basterà iimnaginere una massa enorme, continue, fittissima, occupante, serrata, dalla stazione alla reggia, tutte le vie a mo' di un interminabile tappeto mobile che vi fosse steso por la durata di due buone ore. Innumerevoli le bandltre; o le finestre ed i poggiuoli affiliati di persone compivano lo stupendo panorama, che pre- Il corteo usciva quindi dal padiglieue, preceduto dai Sovrani, ai quali al toro apparire sul gran piazzale della stazione fu fatta dalla popolazione una clamorosa o vi. .. . •■■•■■•••••■■■•■ viesima dimostrazione con applausi e battimani. Indi un pelottone di corazzieri aprì la marcia, e l'Imperatore ed il R9 salirono nella carrozia a tiro a sei. Dopo di loro venivano gli equipaggi dei Principi, seguiti da quello in cui stavano Cialdini e Moltke. Altre carrozze di gran gala trasportavano i moltissimi personaggi del seguito dei due sovrani, coi oispettivi ministri; ed infine le carrozze del Prefetto, del Sindaco, degli Assessori municipali, ecc. ecc. Alle ore 4, 35 il primo colpo di cannone annunciò l'arrivo del convoglio imperiale alla stazione. La folla intanto si era addensata sempre più per guisa che dal sottopassaggio alla piazza Cavour non si vedeva che un nero brulicare smuovente di teste, attraversato da un nastro biancastro che segnava il passaggio per cui doveva muovere il corteggio imperiale e reale. Esso apparvo, infatti, spuntando dal sottopassaggio alle 4, 40. Come per incanto si fece un silenzio generale. La folla inquieta fino a quell'istante, sostò per ogni domi in un ordine rispettoso, che cinque minuti prima pareva impossibile. Preceduto da pochi carabinieri a cavallo, il corteggio si faceva innanzi lento e a passo misurato. Lo precedeva immediatamente un pelottone corazzieri anzidetti. Nella carrozza regale, già veduta, si tenevano i due Sovrani; a destra, l' imperatore Guglielmo colla fisonomia fieramente affabile del vegliardo impavido e sereno; e la sua canizie faceva mirabile contrasto coi lineamenti del guerriero abbronzato dalla bruna e folta barba. La maggior intimità pareva regnare fra i due Sovrani. All' apparire della loro carrozza un clamore generale d'applausi e un agitar di fazzoletti scoppiò d' ogni intorno: era una letizia genarale, consciente e dignitosa, e quindi tanto più sentita a solenne. Il levar dei cappelli, l' agitarli, le grida, e gli applausi si. manifestavano e irrompevano quasi al contatto della carrozza. A tutti e a tutto rispondeva l'Imperatore col saluto militare e con un lieve sorriso di bontà che diceva ancor più: il Re gli stava alla sinistra, immoto e soddisfatto, come chi lasciava l'indirizzo .1i quelle entusiastiche manifeetazioni al suo degno ospite. X Dietro alla carrozza dei due Sovrani cavalcava schierato un secondo squadrone di corazzieri. Le carrozze del seguito tenevano dietro nei numero di sedici. Nella prima stavano i principi Umberto e Amedeo, con un loro aiutante; nelle seguenti molti dei personaggi delle Corti delle due Nazioni si vedevano amichevolmente frammisti. Il corteggio terminava col ritorno inverso delle carrozze che prima si erano vedute recarsi alla stazione, e quindi, il Prefetto colla deputaziona della Provin&a: e poi il Sindaco cogli Assessori e le carrozze, in fine, i molti invitati. Ma in quel momento cominciò un nuovo e inatteeo spettacolo, quello del ritarno della falla dalla stazione e dal bastione, la quale si riversava come un fiume vivente, e pareva crescere nel dilatarsi per ogni intorno, e riempiva tutte le vie circostanti insieme alle diverse armi dell'esercito che avevano fatto atto di presenza all'arrivo del Sovrano gormanico. Nel largo Cavour s' a-calcava grandissima folla di gente, sicchè difficilissitno era il tenere aperta la via pel corteo. A lato della strada, colle nell'e volta alla città. ei avi un palchettone per la colonia tedesca residente in Milano; adornato di drappi e di festoni bellainente disposti, era ombreggiato da due granii bandiere, l'hal'una e quella dell' Impero tedesco. Era gremito di signori e signore. Al giungere della carrozza in cui erano l'Imperatore e il Ra, tutti si levarono in punta di piedi, e la colonia tedesca fece all'Imperatore un triplice hoch: contemporaneameute la signorina Ohly scendeva dal palchettone ed offriva all' Imperatore un mazzo di fiori a nome de' suoi connazionali; S. M. Imperiale prese il mazzo, e ringraziò più volte con cenni del capo. Anche Moltke fu salutato con un triplice hoch e da applausi unanimi e calorosissimi. Una folla enorme era stipata innanzi al Palazzo reale, al punto cho il plotone dei corazzieri precedente il corteo poteva a stento aprire a questo il passo. Quando la carrozza nella quale ci erauo i due Sovrani, giunse sotto il secondo atrio del palazzo, stavano a piedi dello scalone le LL. AA. RR. principessa di Piemonte e la duchessa di Genova circondate dalle loro dame e gentiluomini di Corte: ai lati dello scalone e lungo lo stesso c'era una doppia fila di corazzieri nel loro uniforme di gran gala. Il Re scese primo dalla carrazza e premurosamente diede il braccio ali' Imperatore nel discendere, e questa scorte le Principesse, levossi l'olmo e audò ad esse incontro con rispetto e contentezza. Scambiati i saluti, l'Imperatore porse il braccio alla principessa Margherita ed il Re alla duchessa di Genova. Dietro loro salirono, di mano in mano che giungevano, gli altri personaggi. Giunta i Sovrani nella sala principale dell'appartamento destinato all'augusto ospite, questi presentò quindi da parte sua al Re le persone del suo ueguito. Dopo di ciò tutti ritiraronsi nei rispettivi appartamenti. Durante questo intervallo di tempo, l'immensa folla che copriva la piazza prospiciente la reggia, proruppe in generali acclamazioni, ed i Sovrani dovettero presentarsi più volte alla gran loggia. Quando le LL. MM. apparvero in quella vasta piazza l' agitare dei cappelli e dei fazzoletti è stato generale. Circa le sette ci fu il pranzo di famiglia, al quale vennero ammessi i ministri ed alcune alte cariche delle due Corti. Dopo lo spettacolo della illuminazione a bengala del Duomo, ci fu circolo nell'appartamento della principessa di Piemonte, intervenendovi i due Sovrani e intrattenendovisi fino alle 10. Sappiamo cha tanto l'Imperatore, quanto il Re, rimasero aasai contenti dell'accoglienza festosissima fatta loro in questa solenne circostanza dalla popolazione milanese, manifestando codesta loro alta soddisfazione a quanti li avvicinareno, con parole assai lusinghiere per la città. X Nonostante la grandissima affluenza di — gente, nessuna disgrazia si ebbe a lamentare. A proposito del mirabile contegno serbato dalla nostra popolazione, il maresciallo Moltke parlando col conte Taverna, che, come dicemmo, è addetto alla persona del maresciallo durante la sua permanenza in Milano, espresse la sua mar aviglia vedendo l' immensa follacosì disciplinata senza il benchè menomo intervento della poliía. « Je ne vois pas la police; diceva egli, celle popalation est admirable. X — Lo spettacolo, poi quale tutti qaoi che potettero iersera, uscirono di casa (dato che l'avessero, perchè una gran parte erano viaggeatori giunti qualche ora prima; fu l'illuminazione. — Se n'era detto tanto in anticipazione che, come suole avvenire, finì per non so idisfare completamente. Diciamo questo in complesao. L' illuminazione fantastica del Duomo fu contrariata dall'aria grave e dal cielo nuvoloso, che non permisero il rapido diradarsi del fumo, il quale anzi piombò sugli spettatori con grande molestia delle gole e dei petti. Vi fu un momento di tosse generale; fu il color rosso però, per un istante, di un mirabile effetto. L'illuminazione della piazza del Duomo e delle vicinanze era solo parziale o non va perciò giu iicata; ma da essa si può ripromettere per dimani sera un bei!' effetto. Artistica ed oltremodo gradita fu quella della facciata del teatro alla Scala. L'occhio vi si riposava compiaciuto: non era abbagliante, ma semplicemente bella. Quella veramente abbagliante fu Piiltuninazione della Galleria; la luce, lo splendore dentro essa sorgevano e piovevano d' ogni parte. Abbiamo potuto vederla dall'alto, nell' ottagono. Che spettacolo Una fiumana di teste, un mare di luce! Il concerto a quattro bande fu sempre sino alla fine circondato da numerosissimo e plaudente uditorio, e riuscì benissimo. I pezzi che piacquero di più furono la Ouverture della Gazza Ladra, la Fantasia militare di Ponchielli e la marcia-coro del Tanithijuser. Questo concerto sarà ripetuto in settimana, ai Giardini pubblici di giorno. X La gran rivista fu favorita dal buon tempo, sebbene sullo prime ore del mattino il cielo fosse scuro e minaccioso. L'aspetto della gran piazza presentava un colpo d'occhio stupendo. Il gran tratto che intercede fra il castello o l'arco del Sempione era cupato da un corpo d'esercito, forte di 22 mila uomini, col relativo corredo di artiglieria. L 3 truppe, sotto il comanda supremo del generale Petitti, facevano fronte all'Arena, sul pulvinare della quale era eretto un magnifico e spazioso palco, in cui presero posto la principessa Margherita e la duchessa di Genova colle loro dame d'onore, coi ministri, coi rappresentanti diplomatici e gli invitati italiani e stranieri. L'arrivo della principessa è salutato da alte acclamazioni della folla, cui ella risponde inchinandosi prima di prender posto al centro del padiglione sopra una magnifica poltrona coperta di velluto azzurro coll'arme di Savoia ricamata a oro e colori sulla spalliera, e sormontata dalla corona reale. La Principessa veste un abito elegantissimo celeste chiaro, e porta in mano un bel mazzo di fiori di cui le fece omaggio la rappresentanza municipale della città. Alle 10 e 314 le carrozze di Corte, precedute dallo squadrone dei corazzieri reali in grande uniforme, giungono al Castello. Dalla prima di esse scendono l' Imperatore di Germania e il Re d' Italia. Il primo di essi porta I uniforme di tneresciallo dell' Impero ed ha il Collare della Santissima Annunziata e la medaglia d'oro italiana al valor militare. Il Re veste la divisa di generale, e sul petto gli brilla la placca del!' Ordine prussiano dell'Aquila Nera. Dalla seconda carrozza diseen•lono il principe Umberto in uniforme di generale italia.no, il principe Amedeo colla stessa divisa, e il principe Tbmtnaso in uniforme di ufficiale di marina. M ntra i sovrani ed i principi entrano sotto le volte del Castello per montare a cavallo, i generali Petitti, Thaou di Revel, e Ferrerei percorrono rapidamente le file del corpo d' armata per assicurarsi se tutte le disposizioni sono state puntualmente eseguite. Alle undici in punto, lo squillo delle trombe dà il sagnale dell'arrivo dei sovrani. L'Imperatore ed il Re compariscono a cavallo all'angolo destro del Castello; Guglielmo I alla destra, Vittorio Emanuele a sinistra. Sono loro dappreeso i principi reali, il maresciallo Moltke, il generale Cialdini o più che trecentocinquanta ufficiali superiori di tutte le armi, montati su magnifici cavalli. Non si vide mai spettacolo più imponente. Il cannone tuona, le fanfare squillano, le bande militari intnonano l'inno prussiano o la marcia reale. Un grido prorompe dalla immensa moltitudine, si agitano in aria i cappelli, si fanno sventolare i fazzoletti. I due sovrani traversano al galoppo la piazza, incontrati e ricevuti alla destra delle truppe dal ganci ale Petitti, che si avanza seguito da' suoi aiutanti. Immediatamente comincia la rivista. L'Imperatore, il Re e lo stato maggiore passano al galoppo sul fronte delle divisioni Ferrero e Revel, ecnninc:ando dalla destra, e percorrendo successivamente le brigate Bocca, Colli, De Fornari, Filippone, le truppe d'artiglieria e cavalleria divisionali, qnindi lo truppe suppletorie agli ordini del generale Velasco, e la divisione di cavalleria comandata dal generale Incisa. Subito dopo la rivista, i Sovrani si sono recati al centro dello spazio fra il Castello e l'Arco del Sampioue, facendo fronte al-l'Arena e precisamente rimpetto al Pulvinare ove siede la principessa Margherita. 11 defilé è incominciato poco dopo mezzodì, , , ed è riuscitomaravigliosamente. L'Imperatore, volgendosi più volte verso il Re che stava a sinistra, e piegandosi sul cavallo, gli ha espresso la sua ammirazione pel marziale contegno dei suoi soldati. Il maresciallo Molke, al momento in cui sfilavano i bersagliati, salutati dalle acclamazioni della folla, ha spinto il cuo cavallo attraverso i gruppi degli ufficiali per avvicinarsi al generale Ricotti, ministro della guerra, e senza pronunziare una parola gli ha steso la mano, e ha stretto più volte e vivamente quella del nostro ministro. Il generale Ricotti, molto commosso, si è inchinato profondamente. L'artiglieria ha sfilato per mezze batterie in modo veramente mirabile, al trotto serrato, tutti i serventi sul pezzo. La cavalleria al piccolo galoppo, egregiamente montata ed armata. Le compagnie alpine al passo di corsa, colla nuova uniforme molto elegante. Un'ora dopo mezzogiorno tutto era finito, e i Sovrani, e la Principessa, ognuno dal canto suo, rimoutavano in carrozza per ricondursi al palazzo, traversando le vie affollatissime. 2 3 ottobre. — Riceviamo notizie dei feriti nel disastro ferroviario di Fauglia, i quali tutti si trovano in condizioni sempre migliori. Anco il sacerdote Cantelli, che era l'unico in pericolo di vita, ha avuto un notevole miglioramento; per cui si trova ora senza febbre. Sappiamo che i danni principali arrecati dalle recenti alluvioni sulla linea ferrata da Cecina alle Saline, sono i seguenti. É rovinato il ponte di Botra, quello di Lopia , un altro ponte provinciale , e quello di Cafaggio. L'armamento del binario in vari tratti siuor alle Saline è rovesciato o portato via. — R. Università di Pisa. Posti Lavagna — Avviso. Nel prossimo anno scolastico la Commissione amministratrice conferirà due posti di perfezionamento; l' uno in Fisica matematica, l'altro in Analisi superiore, con l'assegno di lire 2000 per ciascuno. I concorrenti debbono aver compiuti almeno gli ultimi due anni di studio in questa Università ed aver conseguita la Laurea dottorale in Matematiche pure o in Scienze fisico-matematiche. Servono di titolo i lavori già pubblicati sulle predette materie e le dissertazioni manoscritte. Qualora la Commissione esaminatrice dei titoli lo giudichi conveniente, gli aspiranti saranno assoggettati ad un esame. Saranno pure conferiti sei posti di lire 70 mensili per l'anno scolastico 1875-76, a studenti Medicina e Chirurgia, Scienze matematiche, fisico-matematiche e naturali, distinti per condotta e profitto, mancatiti di beni di fortuna, con preferenza, a parità di circostanze, a Livornesi. I concorrenti debbono presentare un certificato di buona condotta morale e civile, un attestato degli studi precedenti ed uno del Sindaco o dell'Agente delle tasse, dal quale o le condizioni economiche della famiglia. Le domande saranno ricevute in questo Rettorato fino al 5 novembre p. v. Dalla R. Università; Pisa 23 ottobre 1875. . I Rettore Presidente GIUSEPPE M ENEG RISI. — Già da vario tempo l'egregio amico nostro dottor Carlo Pardocchi dà nella propria abitazione, posta in Via Fibouacci num. 9 piano primo, consultazioni gratuite sulle malattie dei bambini, e ciò nei giorni di lunedì e giovedì dalle ore 12 meridiane alle 2 pow. — Al cominciare del prossimo mese di novembre verrà riaperta la Scuola Tecnico-Industriale serale fondata e mantenuta dalla Camera di Commercio ed Arti di questa città. L'insegnamento e l'ammissione sono regolati con le norme che si trovano nel seguente •••'.'•'.'•','.' , ' , • , ,, •,,,,,,, , ,, • •.•. ...• • , ••.•• •• 'eli IMMw.1 tore, tava i lui eiale allo rsaolia, ppi rale ero- e LO, del ;i è erie seraria I od sa, e to rsi me. asi iri. ico ni- za er11- o e avviso favoritoci dalla Camera, e di cui abbiamo ovuto ritardare la pubblicazione per la moti_ abbondanza delle materie: Conunercio ed Arti di Pisa. — Camera Scuola Tecnico—Industrial?. La scuola tecnico-industriale serale fondata e mantenuta dalla Camera di Commercio ed Arti di questa città, ad esclusivo vantaggio degli Artigiani che non possono frequentare le scuole diurne, s'aprirà al cominciare del prossimo mese di novembre. L'insegnamento che vien dato in questa scuola consiste, come è noto, nelle materie seguenti: Aritmetica e Geometria, Disegno geometrico, elementi delle proiezioni e della Meccanica, e Disegno industriale: ed è diviso in tre parti da svolgersi tutte in tre anni scolastici consecutivi. Quest'insegnamento sarà diretto in modo da essere parimente utile a qualunque artigiano, sia desso meccanico o falegname o carpentiere cc. Dunque qualunque industriale che intenda essere ammesso alla scuola suddetta deve fare formale domanda a questa Camera di Commercio ed Arti non più tardi del 28 ottobre, accompagnandola con la fede di nascita, col certificato d'essere stati vaccinati, con l'attestato di buona condotta rilasciato dal Sindaco e con una testimonianza del maestro presso il quale esercita la sua professione, che assicuri del buon portamento e dell'assiduità. Coloro che chiederanno d'essere ammessi alla scuola dovranno dar prova, mediante esame che verrà loro dato il 30 ottobre alle 9 antim. nel locale della Camera, di leggere e scrivere correttamente e di eseguire le prime quattro operazioni d'aritmetica. La Camera, premurosa del miglioramento della classe Artigiana , nutre fiducia che questa, a sua volta, comprenda la necessità dell'istruzione che le si facilita con la scuola' tecnico-industriale, e che non manchi «inviare a questa buon numero di alunni. Dalla Camera di Commercio ed Arti Pisa li 16 ottobre 1875. 17 Presidente DOTTOR GIACOMO FRANc0. Il Segretario TITO le — Alla Associazione di mutuo soccorso fra gli operai di Pisa è stata inviata la seguente lettera, che volentieri ripro.iuciamo. ra Comitato pel Centenario di Michelangioio. o La ringrazio a nome del Comitato per il concorsa dato da cotesta onorevole Associazione alle feste pel 4.0 Centenario di Michelangiolo Baonarroti, le quali merce l'ajuto di tatto le classi della nostra cittadinanza riuscirono degne dell'Uomo illustre che volevasi onorare, e della città nella quale ven- Firenze 24 settembre 1875. Egregio signor Presidente, ri e nero celebrate. La prego a voler partecipare questi sentimenti d'aninio grato ai componenti tutti cotesta società, e gradire l'assicurazione della mia stima. — Ginnasio Comunale equiparato ai Regj. Il sottoscritto rende noto : che la sessione autunnale degli esumi di licenza Ginnasiale s'aprirà la mattina del giorno 25 ottobre a ore 8 colla prima prova per iscritto, cioè colla composizione italiana. Pisa, dalla Direzione del Ginnasio comunale Il 27 settembre 1875. Il Direttore — F. Anzilotti. — Associazione di mutuo soccorso fra gli Operai in Pisa. Tutti gli associati sono invitati ad intervenire domenica 24 corrente a ore 10 antimeridiane alla generale adunanza per approvare il programma rimesso da apposita Commissione circa la festa a farsi della fondazione di questa società operaia. Dalla residenza sociale 23 ottobre 1875. li Presidente MATTEO REMAGGI. li Segretario CoLo. — La cronaca nera registra u na baruffa avvenuta in un caffè fuori di porta Fiorentina, dalla quale uno dei corrissanti escl con un colpo di bastone alla testa. Uu' altra baruffe, in Castelnuovo di Val di Cecina promossa per causa di giuoco, e dalla quale tre dai corriseanti eseirepo feriti leggermente. Un altra fra due individui in Asciano. Dalle parole vonuti ai fatti, uno dei litiganti fu ferito piuttosto gravemente. Tutti gli autori delle indicate lesioni sono latitanti. Annunziammo già che la signora Natalina Baroni stava per aprire un Istituto femminile sotto la sua direzione. Oggi la signora Baroni ci comunica gentilmente il programma dell' insegnamento, che è il seguente: Per i L3rori Cucito. Ricami in bianco. Detti in seta, in lana, in perle, in oro, in chiaro-scuro, in panno. Trine all'uso di Genova e d'altre specie. Peneri d'ogni sorta. Fiori in cera, tela e pelle. Lavori di cartonaggi. Per gli Studi insegnati da maestra col Diploma elementare di grado superiore. — Lingua italiana. Lingua francese. Storia. Geografia. Calligrafia. Aritmetica. Istruzione religiosa. Musica. Detto Istituto nella stagione invernale starà aperto dalla ore 9 aut. alle ore 3 poni., ed in quella estiva dalle ore 9 ant. alle ore 4 poni. L' Istituto è situato in Borgo Largo num. 22, secondo piano. Il Presidente - UBALDINO PERUZZL — !Stabilimento dell' Ussero 7---.4111■-— Ginnasio Comunale equiparato ai Regj. Coloro che intendono presentarsi agli esami di aminksione in qnest'Istituto, debbono far pervenire al sottoseritto, non più tardi dal 2 novembre prossimo futuro, una istanza in carta bollata, la quale oitre il cognome e il nome del candi lato, deve indicare il nome e il domicilio del padre, il cognome, il nome e il domlcilio dell'osp:te, quando il giovane non convivo coda propria famiglia. Trascorso quel giorno, non sarà ricevuta alcuna domanda, se non per cause legittima, riconosciute tali dal R.0 Provveditore agli stalli. L'istanza poi deva essere corredata: 1.0 della fede dì nascita, 2.° dell'attestata di vaccinazione o di sofferto vaiolo, 3.0 di un certificato degli studj fatti, 4.0 della quietanza della tassa di lire 5 pagata alla Cassa cemunale. Pisa, dalla Direzione del Ginnasio comunale Il 27 settembre 1875. Il Direttore — F. Anzilotti. CONCERTO MUSICALE por Domenica 24 ottobre 1875 a ore 7 • 1 ./. PARTE PRIMA Polka. — Sinfonia dei Vespri Sici- 1. DALL'ARGINE. — 2. VERDI. liani. S. METERLIEER. — Aria e coro neli'Affri- cane. 4. PARERAI. L. LEGOCQ. Mazurka. — Valzer dell'opera La Fil— le de Madama Angot. PARTE SECONDA 1. MENocci (figlio) — Amedeo, valzer. 2. ARDAN. — Divertimento per tromba su motivi della Lucia di Lammermoor. MATTIOZZI. 4. Simi. — Caffè dell'Ussero, valzer. Polka. dia, intitolata — SULLE CONTRAVVENZIONI IN MATERIA IM DOGANE E D( PRIVATIVE, Dal dì, 21 (z/ 30 setembre 1875 inclusive N■45( liC NONCHE UNA TABELLA DELLE PENALITÀ IN ORDINE PROGRESSIVD D'INTENsITÀ E DURATA — Veininine 32. Matrimoni. Favati Ranieri cl Angiulo, bracciante, con Sbrana Maria di Francesco, lessitrice, ambedue celibi, di san G usto in Cantucci — Giuntoti Domenica di Agostino, con Orseili Firmatici di Router', ambedue braccianti, celibi, ai san lidn anni di Umano — Olselli Esisto l Angiolo, bracciante, con Caprili to.tunata di messantiru, tessitrice, ambedue celibi, oi san cito% anni al bottino — Batticeli' Lerei.zo q. Gaetano, vedovo, conciatore di pelli, di Pisci, con taielotti 'Latra di Fedele, nulote, tessitrice, di Pisa ''''' Massimo, tornei°, con 'ha:etnia ismine q. santi, stiratrice, ambedue celibi, di Fisi — iddlidUCel Aid011id di knuseppe, neeoeleuie, con Cardiaca' Ester di fiaccola, attendente u ca,a, ambedue celibi, di Pisa — Biiiai V Int:CULO d'ADIMMO, canne, sto% ignara, di san Michele degli Scalzi, con Lassola Altana di Ouinenieo, nubile, tossii Luce, di santo Stelano extra UlUellid — (1110\ q. Averardo, edIZOldt0, con ClItob Chiara dei Regi Spedan di Pisa, tessitrice, ambedue celibi, di Pisa — Scaranielli Giuseppe q. Alessandra, celibe, bracciante, di Riglione, con Gnigitola liraciusa di Rauieri, nubile bracciante, di sant' Ermeie — Banani aallLelt di Feclerigo, bracciante, con Pratali Caterina di UIOOUUL, tedSittleC, unibetne celibi, di Pisa. . - Morti. Mennini Emma dei Regi Spedali di anni l, di Pisa— Liberti Amilcare dei RR. Spedali 1, di Pisa— Febbrai Cesira dei Regi Spedali 2, li Pisa—Beilini Cornelio di Giuseppe 2, di san Giovanni al Mono — Nista Ugo di Giuseppe 2, di Pisa — Simi Achille q. Stefano, couingsto 44, agricoltore, di Oratoio — Cambi ne' Vincentelli Rosaria di Giuseppe 25 , tessitrice , di Riglione — Gneri Giuseppe di Sebastiano 5 , di santo Stefano extra moenia — Neri Filippo, di genitori inco • gniti, celibe 50 , bracciante, di Pontedera — Merlini Antonio q. Uliviero, celibe 27, bracciante, di Terricciola - Gasparini nei Bartalini Teresa q. Giuseppe ,70, attendente a casa, di Colognole — Amarini Torquato dei Regi Speciali 4, di Pisa — Drezenski Marcello q. Carlo, celibe 48, tenente di fanteria in riposo, di Pisa — Galligani Annunziata di Giuseppe, celibe 39, attendente a casa, di Pisa— MIRÒ nei Sainati Margherita q. Francesco 50, attendente a casa, di Pisa — Giusti Giustina 2, di Pi-a — Sereni Amedea d'Ilari° 3, di Rigiione — Fornaciari nei Pinelli Enrichetta di Pietro 25, attendete a casa, di Pisa — Vettori Ugo di Giovanni 4, di san Giovanni al Gatano — Benedetti Ugo di Ferdinando 3, di Pisa — Raglianti Alfredo di Antonio •, di san Giusto in Cannicci — Catalani Giovanni q. Giovacchino, celibe 18, bracciante, di Massarosa — Valleggi Palmira di Francesco 40, di san Marco alle Cappelle—Mattei Emilia i. Francesco, nubile 39, attendente a casa, di S Marco alle Cappelle —Sivieri Michele q. Benedetto, coniugato 54, fabbro, di Pisa — Manovelli Astolfo , dei Regi Speciali 4 , di Pisa — Gras-i nei Raffaelli Annunziata di Francesco V, di Pisa — Filippi Giovanni q. Ferdinando, celibe 34. bracciante, di Rosignano Marittimo — Mastacchi Ada d'Antonio 2, di san Marco alle Cappelle — Ceccarelli nei Rosellini Maria Anna di Giovanni 45, attendente a casa, di Putignano — Cesari Margherita di Benedetto 12, di Pisa — Controzzi Ranieri di Natale 5, di san Giovanni al Gatano Novissimi Memoria dei Regi Spedali 4, di Pisa — Taccola Luigi q. Tommaso, vedovo 80, di Uliveto lVicopisano) — Sardellt Maria di Angiolo 1, di Riglione — Papini Zaffiro di Giovacchino 1, di Oratoio — Ghirlanda Porzia dl Carlo 4, di san Marco alle Cippelle — Fancelli Angiola q. Matteo, nubile 24, tessitrice, di Pisa — Casigliani Vittorio di Francesco 3, di ninto Stefano extra moenia — Rubarti ne'Nia3oni Caterina di Giuseppe, 38, bracciante, di Riglione — Medici Alessandro di Rinaldo 4, di Pisa — Roberti ne'Rossi Gesualda q. Michele 40, attendente a di sant'Eriuete — Massai Assunta q. Michele, nubile, tessitrice 49, di sani' Ermete — Patri Ranieri di Vincenzo 41, di Pisa — Balestri Egisto d'Angiolo 2, di sant,'Ermete — Saliotti Silvia dei Regi Spada'', nubile 26, di Pisa Citai negli Evangelisti Maria q. Angelo 68, lavandara, di Barbaricina —Panetti Giuliano dei Regi Spedali 1, di Pisa. E più 16 al disotto di un anno. ( — Cambiamenti di residenza. Giani Martino q. Biagio, da Lucca a Pisa — Palese Maria vedova Bonavilla, da Livorno a PisaBertelli Maria Anna di Francesco, da. Larici a Pisa — Eugeni Filippo q. Pietro, da Roma a Pisa— Guidi Annunziata di Ferilinando, da Cascina a Pisa — Poggiali Guido d Antonio, da Bologna a risa — Pucci Dario q. Raffaello, da Firenze a Pisa. CON ALCUNI CENNI E DATI STATISTICI SUI TABACCHI E SUI SALI. Questo lavoro è diviso in due parti: la prima si occupa delle dogane, la seconda delle privative, ed in questa si trovano coordinato logicamente tutto lo disposizioni passate ma sempre in Vigore, e le attuali che si riferiscono alle materie sopra accennate. Il :signor De Grandis ha esposto prima gli articoli in modo di lettura ed ha fatto seguire le variazioni che fino ad oggi sono state emanate, nè ha creduto possibile disgiungere le nozioni fondamentali sul regolamento in generale, che esso chiama tecniche, a miglior norma di coloro che si mettono in rapporti doganali, od a cui è affidata la trattazione di processi e l' applicazione delle penalità sancite. Scopo principale di questa pubblicazione è quello di mettere sott' occhio la varia gradazione ed applicazione delle penalità contravvenzionali, cosa che riescira certamente utilissima non solo agli impiegati amministrativi e finanziari ed ai magistrati che estranei direttamente a quelle materie sono per legge nel dovere di pronunziarsi sui processi che loro vengono sottoposti dalle autorità. finanziarie, ma ancora ai commercianti ed ai privati. Tutte le leggi Gabellarie ed il Regolamento sono con molta accuratezza ordinate in questo lavoro, che può dirsi una vera dimostrazione analitica nella quale vien tenuto conto dei vari stadi delle penalità secondo le disposizioni emanato dalle autorità supreme, e delle principali disposizioni che regolano la procedura, riassunte con molta chiarezza. In una parola questo lavoro è di una utilità pratica incontestabile, ed è davvero da ammirarsi la pazienza e la precisione del signor De Grandis nel raccogliere e coordinare tante nozioni che si trovano sparse in molte leggi, regolamenti e circo- .:•:• :•:.: ••■••• 4 4% . * lari svariatissime. Il lavoro, che raccomandiamo vivamente per la sua utilità, è stato premiato dal Circolo promotore Partenopeo GIAMBATTISTA VICO con medaglia d' oro per decreto del 31 agosto 1875, num. 400 (COMNICAZII4M11) Pubblichiamo anco le seguenti lettere rimesseci dal sig. Vitnenzo Andrei. delle quali abbiamo dovuto ritardare l' inserzione a causa della abbondanza delle materie. Questo fanno segano alla Cornnuieazione inserita del nostro num. 85. Carissimo Andrei, Pisa. l'iù d' una volta ti dissi, ragionando sull'arto mia, che tu saresti fatto a bella posta per una cattedra iii Thclarnazione scono-tecniea, perchè ho trovato semore in te una coerent.t cognizione da disgradarne molti artisti. — Ora se tu devi applicarti al un simile impegno ti ripeto di farlo con tranquilla coscienza, certo della buona riuscita. Addio — frattanto ricevi una stretta di mano dal tuo sempre ALAMANNO MORELLI. Bologna 19 febbraio 1870. Sig. V. Andrei, Bollettino Bibliogrofico Ho ricevuto la gentilissima sua lettora, e seco lei mi consolo che sia alla vigilia (l'essere nominato Direttore sceno - toeuie0 ;bella Scuola Goldoni. Ella mi chiede un attestato all'uopo come idoneo a tale posto. Io non ho riò vesto opportuna, ne vanagloria por credere che un mio attestato posa in tali oasi avere itnportanz i., Presi di lei dovuta stima per averlo udito recitare una Abbiamo ricevuto una interessantissima pubblicazione, della quale è autore il Luogotente doganale sig. Giuseppe De Gran- volta nella commedia i La Calunnia e mi compiacqui sentendolo parlare con amore o aggi usta tozza della sublime arte rappresentativa; e godo ma nell' ascoltare da lei che POIkA. •— 5. RERRI. STATO .CIVILE • • •:•.. • • lrlier•rbrIalft/P ha avuto buon successo anche nella parte inventiva di tale arte, avendo fatto rappresentare dall'egregio Morelli e da altri lo sue commedie. — In quanto all'attestato che lei brama, e quale più) essere migliore di quello che le comparte la Società istitntrice della benemerita Scuola Goldoni, dopo che ha riconosciuto in lei un merito adeguato alla difficilissima direzione di giovani filodramtnatici al fino di coetituirli artisti veri e mai automi recitanti. — Grintelligenti soci avranno pure ammirato non in una, ma nelle varie produzioni delle quali ella ha curato l'attuazione scenica, che in lei possono fidare: ed io al suo posto riterrei questo il mio migliore ed onorevole attestato vedendomi da Essi collocato quale Direttore sceno-tecnico, essendo che da tale assunto emerge tutta l'anima d'un Corpo filodrammatico come da un buon Direttore dipende il lustro di una Compagnia Drammatica. Mi creda sempre coi dovuti ossequi Firenze,20 febbraio 1870. Devotiss. G. GATTINILLI. Firenze, 26 agosto 74. Cariss. sig. Andrei, Mi sento in obbligo di farvi i miei più sinceri rallegramenti pel modo col quale avete diretto i vostri bravi alunni la sera che io venni a recitare l'Amore senza stima; fui metto contenta, di loro e più ancora di voi; avete intsrpretato stupendamente la parte di Ercolte i vostri giovani filodrem- matici devono andar superbi del loro bravo maestro. La mia famiglia si unisce a me onde stringermi cordialmente la mano. Credetemi, colla più alta stima, Vostra devoliss. VIRGINIA DICHIARAZIONE Ai lettori dell'opuscolo: t La Verità rive- lata per Adolfo Torri Il sottoscritto avendo letto l'Opuscoio pubblicato non ha guari dal signore Adolfo Torri, a cagione della vertenza insorta fra, esso signor Torri o il signor Vincenzo Andrei di Pisa, ed avendo esiandio inteso nella pagina 6. a del detto opuscolo come dal sig. Torri lo si accusasse di avere con leggerezza di cervello apposta, insieme all' amico Monti, ta propria firma sotto una ingiusta e laida (!) protesta (son le sue precise parole) contro il suo signor padre Francesco Torri, direttore dei piccoli alunni della Scuola drammatica Carlo Goldoni, la quale protesta venne inserita nel num. 90 del giornale La Provincia di Pisa del dì 11 novembre 1869, dichiara: Che il signor Adolfo Torri ha detto il falso. Egli ha gettata giù quella sentenza così alla rinfusa e senza cognizione di causa; dappoiche lo scrivente non ha per certo firmata nessuna protesta, essendo egli affatto estraneo in quella questione. Che infine prima di offendere l'amor proprio di una persona bisognava assicurarsi se ella fosse meritevole', o no. Perciò il sottoscritto si trova costretto a pubblicare nuovamente quella Protesta, acciocche i lettori conoscano la schietta e pura verità. » In risposta all' articolo inserito nella Gazzetta di Pisa nuin. 45, firmato Francesco Torri, gli alunni della Scuola ai declarnazione rispondono con la seguente protesta. » Noi sottoscritti alunni della Società Goldoni, per la verità dichiariamo di non avere avuto altro Direttore scene-tecnico, che il signor Vincenzo Andrei. • Adele Del Testa, » Bozzi Assunta, » Bozzi Laura, • Maccheroni Alessandro e. A queste segue un'altra dichia.raeione firmata dall'amico mio e collega Goffredo Monti, che ometto per brevità. Tutto ciò credo che basti perche il signor Adolfo Torri sia pienamente convinto del suo imperdonabile errore. PALIIIIRO MORIGLIONI. ERRATA-CORRIGE Nella pubblicazione delle somme raccolue dal Sottocomitato pisano per commemorazione del quarto centenario di Michelangelo Buonarroti, stata fatta nel nostro num. 81, dove si legge Ferdinando Giannessi cent. 5 » deve invece leggersi Ferdinando G-iannozzi centesimi 50. SOTTOSCRIZIONE a favore degli inondati francesi, promossa dalla Associazione di mutuo soccorso fra gli Operai di Pisa. Essendo riuscite infruttuose le preghiere fatte, a mezzo di questo giornale, perla definitiva restituzione delle Note di offerte a favore dei danneggiati francesi, la presidenza dell'Associazione operaja iniziatrice scriverà a tutti coloro che ne ritengono, invitandoli a rimetterle, anche negative, al più presto, onde impedire che se ne tenga parola nel generale resoconto. ESTRAZIONI DEL R. LOTTO Del di 23 ottobre 1875. Firenze . . . 62 83 80 13 83 Roma . . . 81 45 73 43 77 ALESSANDRO BELLONI Gerente resp. • AVVISO D'ASTA. Alle istanze di Giuseppe Catarzi di Peccioll, e al seguito d'ordinanza della Pretura di Peccioli del 18 ottobre andante, il sottoscritto reggente la cancelleria della Pretura di Peccioli rende pnbblicamente noto che alla ore 9 antimeridiane del 29 ottobre 1875, sarà proceduto nel popolo di Casanuova in luogo detto ele Selvatelle» alla vendita ai pubblici incanti degli appresso materiali, di proprietà di Francesco Casati, i quali saranno rilasciati al maggiore e migliore offerente a danaro contante sul prezzo di stima da eseguirsi dal perito, nominata d'ufficio, isig. Antonio Doveri. •.. • •:::: .•:.: •:.:• •.•,• Seguono i materiali da vendersi: 1,° 30,000 mattoni, 2, ° 2000 mezzane. 3•0 2000 cannelle di terra cotta ad uso di latr:ne. Della cancelleria della Pretura Peccioli, li 20 ottobre 1875. (533) - Maestro elementare di grado inferiore da conferirsi ad un sacerdote al quale incomberà l' obbligo della celebraziotte della Messa in tutti i giorni festivi nella chiesa parrocchiale, a tenore del capitolato di Oneri ostensibile nella segreteria del comune. Lo st ipendio annesso al posto è di lire 900 annue, pagabile in dadicesimi posticipati con riduzione della tassa di ricchezza mobile. I concorrenti per essere ammessi dovranno presentare, entro giorni 15 dalla data del" inserzione del presente nel giornale La Provincia di Pisa, le loro istanze in bollo da centesimi 50 corredate da 1.0 Fede di nascita, 2.° Fede di sana fisica costituzione, Il Cancelliere reg. Lolli. ••••■■•••■■•■■.•••••raa. AVVISO. Si fa nete che all'udienza del Tieb Inale civ i le di Pisa del 19 ottobre corrente rimasero invendati i lotti di n.° 2 e 3 di beni spettanti ai sigg. cav. avv. Vincenzo Landacci e Pe•rn Len lucci investiti dagli atti esecutivi di Ranieri Frediaui, e che il Cav. Presidente del detto Tribunale ordinò un nuovo iucanto per le udienze del 5 novembre prossimo avvenire con un ulteriore sbaeso (lel 10 per cento su; prezze iacanto. Perciò alla udienza del 5 novembre detto il lotto seennd ,) sere lemosto in vendita per lire 1203, 07, e 11 lotto terzo per lire 1333, 99. Fatto li 23 ottobre 1875. G. Beltrami. (537) COMUNE DI CASTAGNETO Avviso di concorso. Il sindaco del comune suddstto, in seguito al deliberato omesso dalla Giunta municipale nella sua straordinaria adunanza del 20 corrente, Rende noto: È aperto q .iencoree at poeto di •••■•■•■••••••*...■ Pisa, Tip. Nistri, 1875. 3.' Fede di specchietto della Pretura, 4•0 Fede di buona condotte monete e politica, 5•0 Diplomi. di Maestro. Castagneto, dal Municipio Li 21 ottobre 1875. (53 i Il Sindaco ff. Lorenzo eitSdhllUV.A. AVVISO. Si fa noto, che con atto del 13 ottobre 1875, seguiti nella caneeltenia della Rretura di Cascina, Gallina Carola fu Agostino ~gite di Salatimi Cei e de questi ass:stita per quanto occorrer possa, denominata a s tu Proepero (Cascina), dichia.rave di accettare con beuefizie di legge e d'inventario l'eredità del proprio fratello Gallina Francesco, defunto il 9 aprile 1874. Dalla cancelleria della Pretura; Cascina, 22 ottobre 1875. Il Cancelliere (535) S. Seusuni. AVVIS Si fa noto che il Tribunale civile ti Pisa all'udienza del dì diciannove ottobre del corrente anno rinviò nuovamente nello stato degli atti all' udienza del dì dne novembre prosfzinto avven're l'incanto lei b eni eee-neriati a preeind;zin dei sienori Maddalena Coni nei Soldaini e Gabbriello Soldaini. Questo dì 23 ottobre 1875. Dott. Germano Severini. (536) DI STEFANO HOSSIN• INTENDENZA DI FINANZA PER LA PROVINCIA DI PISA Avviso per miglioria. Si rende pubblicamente noto che tiell' incanto, tenutosi oggi presso questa Intendenza per l'appalto della riscossione dei dazi di consumo governativi, vennero aggiudicati i lotti qui appresso descritti. Lotto uouo. Comune di CastelnueL. 4,203. vo di Val di Cecina Lotto decimo. Comune 1,600. di Chianni Lotto dodicesimo. Co 1,210. mune di Guardistallo Lotto tredicesimo. Co 532 L. mune di Lorenzana, In coerenza pe.tanto quen'O venne stabilito còl numero ottava dell'avviso ti' asta dell' 11 ottobre corrente, il termino utile per pio:sentore a questa Inten lenza le offerte di miglioria non inferiori al ventesimo corredate del prescritto deposito, andrà a scadere al mezzodì del 2 uovetubre prossiino venturo. Pisa li 23 ottobre 1875. (538) 4. Dittndente QUAGLIOTTI. P 1S — prema() la R. llralveralta — P I S Specialità Raccomandate. Acque Minerali naturali di era sorgente, estere e nazionali. Acqua di Colonia di Jean Maria Farina — Capsule medicinali, Limonata purgativa, Estratto di Carne Liebigi di Tamarindi Erba) d'Orzo edili° ,Linetz) di Sa Isapariglia jodurato e semplice. Olio di Fegato di Merluzzo d'Hogg, Tongli, Utrecht, jodurato e semplice, Pasta., Pastiglie, Pillole e Siroppo,.d'Aubergier, Bedhè, Blancard, Blaud, R•lloc. CIiijrhiil, Dusart, Hon Laroze, Leras, Paterson 's, Vichy cc. Vino di China, semplice e ferruginoso, Seguin, Bugeand, Dusart cc. Medicinali Patentati Inglesi e Americani. Deposito delle Specialità Medicinali Nazionali. Articoli di Gomma Elastica, Strumenti Chirurgici ec Profumeria Igienica Nazionale ed Estera. INDUSTRIA NAZIONALE PER LA PR EPA RAZIONE DI UNA POLVERE MINERALE DISINFETTANTE ANTISETTICA DELLA DITTA COLLI TMALDI IVEYSI La Peivere minerale disinfsttante antisettica della Ditta Colli Tiballi Weysi e Ce', ricavata dai suoi depositi di Cerbonelle in Valdagna, già accettate da S. E. b Ministro Iella guerra per 1130 dell'Esercito, è stata riconosciuta, mereè gli esperimenti fatti dal Comitato medico militare e da molti Istituti di chimica, come superiore a tutti i disinfettanti sin qui temti, sia per la ena efficacia nelle deodorazione dei locali, latrine, stalle, ece., tesine per i'seonetnia sul prezzo. Essa serve pure mirabilmente all'ingra-so dei terreni, e ella conservazione e evilnppo delle piante can gran le vantaggio ,leK'a, z rie, ( At t ira. Il prezzo è di lire 12 al quinteee. Per le ordinazioni rivolgersi: in Rea, ai s'eenori P. BONENFANT e CORP. Via San Frediano, num 1.(16) in tutta i ta iet gli Agenti che seppiano corrispondere in lingua francese .er la ven,; dita di articoli di grawk. utilità. Potranno comodamente, con questo articolo, nelle or.) di ozio creale; una ren lite, di oltre 1000 &eliche Dirigersi franco alla fabbrica .3e11' Affianca à Chaux-de-fonds (Svizzera). Aggiungere francebollo li cent. 25, per ricevere franco le istruzioni ed il catil'ogss. Dalla Tipografia Nistri è stato pubblicato 11ILDC11 PdV5119 D11 túLiD, ORDINATO DAL llillistro nricoltarg, Maria o Coagulo