. , ..
ANNO X Num. 87
:a 10 anno
—
b euestre
—
LA
2,60 tonmastre
Fuori Stato aumento spose postali
0/filiO
—
N.' t.
Lineyeirgo
Jantealmi 10 tt anciero
—
a.rretrati 20
l pagamenti non sona validi se non fatti
Coltre ricevuta fin:mia dal DiroXore propristarto
eid avv. l3t.e.stga10 rrecliani.
PARTE UFFICIALE
CONSIGLIO COMUNALE DI PISA
Sessione Straordinaria.
Seduta pubblica del d 15 settembre 1875.
2. Convocazione.
Per l'assenza del Sindaco colme). avvocato
Mario Rizzari, presie le l'adunanza Paesessore
delegato prof. cav. Ulisse Dini.
Fatto l'appello nominale, resultano presenti
i signori:
D'Aehiardi, Puccianti, Di Gaddo, Mariani,
Tempesti e Dell'Omodarme.
giustificata l' assenza del COUR. Vettori.
Il Preeidente informe dipoi il Consiglio
delle convenzioni paesate fra il Comune eil
il signor Cammino Paladini, e per le quali
il signor Paladini stesso, acquirente delle rimaneuze delle case Betestri, Bernardini e
Santoro, era tenuto a seguire colla nuova
fabbrica la linea tracciata, nel progetto che
servì di beim,ailà stipulazione del contratto
relativo, ed aggiunge che dopo quelle convenzioni fu dal ridetto signor Paladini domandato di apportare una leggiera modificazione sulla linea dei progetto.
La Commissione dei lavori pnbblici però,
considerato che alla piazza così ristretta che
dà aecesso al ponte non ere conveniente di
apportare modifiee.zioni di sorta nel senso
richiesto dal signor Pa ai-lini, deliberò di
prooree„.2..lio il seguente schetna di
denberazione.
« Il Consiglio:
« Vista la, domanda del signor Cammino
Paladini intesa ad ottenere che venga arrecata una :no lificazioue alle convenzioni passate fra il Comune e il signor Paladini medesimo per indennità, dovuta al Paladini ped
rinterro che sarà fatto alla stia cas con
formazione delle rampe del ponte Solferino,
e per la eeseiene fattagli degli avanzi delle
case Bernardini, &lesti.' e Sentore;
« Udito il parere della Uoturniesione dei
lavori pubblici;
« Mentre approva pienamente in tutte le
loro parti le snecitate convenzioni stipulate
fra il Sindaco ed i signor Cammillo Paladini 'un coutratto •e'el dì 22 maggio 1875
ordine alla driili•raziene della Giunta. del
dì 10 febbraio 1875, paesa ord ne del
giorno sulla tlonoenila presentita dal signor
Palediui in ' 1esiniq per modificazione a: alcune delle convenzieni stesse
Aperta la discussione su tale proposta e
ni uno faceielo osservazioni, vien messa dal
Presidente ai voti e per alzata e seduta è
approvata alla unanimità, astenutosi il consiglier Tempesti.
Il prof. Puceiaati dipoi, incaricato dal:a
Commissione di riferire sul Regolamento
igiene. eepone al Consiglio che questo regolameuto, preparato già da moltissimo tempo,
fu approvato dalla Commissione nei primi
mesi dell' anno decorso, e nn h e potuto sino
ad ora essere sottoposto al Consiglio per
cagioni de essa indipendenti. Non rimane
pertanto, dice il relatore, che dar lettura
eel Regolamento stesso già stempato e circolato ai Consiglieri comunali.
Il Preeidente allora dichiara che omettendosi la lettura dell'intiero progetto, quando
non vi siano osservazioni, sarà data lettura
dei singoli articoli separata,mente, i quali s'intenderanno approvati ove su di essi non sorga
oppeeizione, salvo poi a votare il complesso
dell' intiero regolamento.
Sono approvati eenze osservazione gli articoli l, 2 e 3.
Intervengono i consiglieri Duranti e Chiesi.
Sull'articolo 4 nasce lunga discussione, dopo
la quale viene proposta dal cons. D'Achiardi
la seguente modificazione:
Alle parole Alla perdila del genere
,
lN
G-I013N A_Tan POLITICO
ANNUNZI E INSERZIONI
Atti giudiziari, amministrativi e avviai particolari
rent. 25 per linea o gpazio di lìnea.insersioni
nel corpo del giornale lire una per linea o spazio
corrispondente: dopo la firma del gerente rent.
ker linea (i spazio (orrimendante.
Parbelbetti enticipag.
'UFFICIALE PER GLI ATTi GIUDIZIARI ED AMMINISTRATEVI
Pisa 23 ottobre
,
.
sarà aggiunta la pena della trasgressione indipendentemente dalle altre pene cui possano
andare incontro i colpevoli ------ sostituire
eabblicazions Giovedt e Domeniou
E PER GLI ATTI DEI C9NSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE
Oltre la perdita del genere a oltre la pena
della trasgressione, verrà denunciato il fatto
all'autorità giudiziaria.=
Dopo qualche discussione fra i consiglieri
D'Azikiardi, Duranti, Dati e Puccianti viene
accettata la proposta ineedificaotene come
quella che tende a remnovere ti dubbio che
forse poteva far sorgere l'articolo del progetto, che cioè per le altre trasgressioni non
dovesse applicarsi sanzione penale di sorta.
Messa ai voti la modificazione D'Achiardi è
approvata alla unanimità.
All' articolo 51, del quale il relatore raccomanda al Consiglio appr•vazione quantunque a prima vista sembri un po' troppo
vessatorio, viene soltanto proposto dal consiglter Mariani di estenderne le disposizioni
anehe ai subborghi.
Dopo qualche discussione il relatore accetta questa proposta quando colla parola
subborghi si voglie, intendere, cenai è di
fatto, quell'aggregato di abitazioni 'aderente
alla città e non gli altri ceutri abitati del
comune.
Questo essende il concetto del proponente
e Mune facendo opposizione, messe ai voti
quest'aggiunta è approvata ad unanimità.
Sua' articolo 6 il censiglier D' Achiardi
osserva che la proibizione assoluta della
vendita dei funghi secchi, eccede forse le
competenze del Consiglio, e si dichiara colatra rio.
relatore Puccianti tiene moltissimo a
che sia mantenuta; imperocchè seccati i funghi, è impossibile riconoscere non tanto la
qualità dei funghi quanto le altre sostanze
che vi possano essere state mischiate. È
qaindi naturale che in un regolamento di
igiene si proibisca la vendita di tuttociò
che può esser dannoso alla salute pubblica.
Dopo breve discuseione viene messo dal
-Presidente ai ,Voti -Partieoto 6; *&prov
veto a gran maggioranza.
Sull' articolo 7 il consiglier D' Achiardi
ritenendo che con la ilisposizione in esso sancita i preprietarii, raill'intento di rendere al
più presto fruttiferi i loro stabili siano obbligati ad intonacare quando il neuramento
non è bene asciutto, ciò che oer quanto si
dice serve a mantenere più lungamente l'umidità nei fabbricati, proporrebbe che articolo 7 venisse così formulato:
« È dichiarata irisillubre, e curie tale inebitabile ogui ritba o stabza fabbricata di
nuovo quando non sia decorso almeno lui anno daeche fu terminata la costruzione gregwa dei muro e al tempo stesso siano decorsi almeno 6 mesi (lacche fu t er minato
l'in oneco ».
Il relatore non ha iliffi mità di accettare
questa moaificezione.
Mariani e Delirennodarme vorrebbero fosse
invece mantenuto l' articolo del progetto.
Nasce qualche diseussione in proposito
finehè, insistendo il cons. D' Achiardi sulla
sua proposta, vien posta ai voti ed è rigettata.
Allora vien messo ai voti l' articolo del
progetto, che è approvato a maggioranza.
Gli articoli8, 9, 10, 11, 12 e 13 sono,
senza osservazioni, apprivati.
All' articolo 14 il' consiglier Chiesi prepone che invece di stalle di cavalli si dica
semplicemente stalle» e alle parole e provvisti di fognolo; si sostituiscano quelle « provvisti di pavimento murato e dli fognolo i.
Questa medificazione è accettata dal relatore, e messa ai voti è approvata ad unanimità.
Nasce poi discussione suli'articolo 15, così
formulato nel progetto in esame:
Art. 15. I conci o letami devono essere
.
-
re-mossi dalle stalle, possibilmente giorno per
giorno, in veicoli o recipienti conformati in
modo da non permettere esalazioni moleste,
e, tanto meno, spargimento di materia sul
suolo pubblico.
Il consiglier D'Achiardi non vorrebbe che
la remozione dei conci, com' è stabilita in
quest'articolo, potesse recar danno all' agricoltura, e propone che limitando la diepasizione alle città e subborghi, l'articolo sia formulato nel modo seguente.
Art. 15. 1 conci o letami devono essere
rimossi dalle stalle poste in città e nei subborghi nelle ore del mattino, in guisa che
.....
24 Ottobre 1875
Domenica
//313110NAMENTI NEL REGNO
•
Non sì iiiiStall0 responsabilità chi per
asseciazieni fatteuffizio del giornale
,
siano fuori dell'abitato prima delle all'ottod
aprile al settembre inclusive, e prima delle
ore nove negli altri mesi dell'anno, e passibilmente giorno per giorno in veicoli o reci.pie nti conformati in modo da. non permettere
spargimento di materia sul suolo pubblico.
stentavano le vie per le quali i sovrani di
Italia e Germania passarono.
Se però qualcuno volesse formarsi un più'
largo concetto del concorso dei forestieri,
possiamo aseicurare loro che, sino alle tre
I Mpo qualche discussione la proposta del cons. pomerid. idella giornata di ieri, più di 40tnila
D'Achiardi è accettata dal relatore, e posta ai
voti dal Presidente è approvata la nueva persone versaronsi dalla stazione della nostra
città. Eleganza, brio e cortesia animavano
redazione dell'articolo 15.
Senza osservazioni rimangono poi appro- tutti la capitale lombarda.
Dopo queste poche parole, che esprimono
vati gli articoli 16, 17, 18, 19, 20 e 21.
All' articolo 22 il consiglier Chiesi propone assai meno di quello che vorremmo, passiamo
che dopo le parole
E vietato di stabilire alla cronaca.
magazzini e depositi di conci vengano agAlle tre e mezzo ponimi liane sotto la
giunte le seguenti t ossa e sostanze animali
tettoia
della stazione stevano schierate due
in genere ». Ninna opposizione facendosi a
questa aggiunta, vien messa dal Presidente compagnie del 4.0 di linee con bandiera e
ai voti ed è approvata alla unanimità.
musica in attesa dell'arrivo dell' Imperatore.
All'articolo 23 vien proposto ed accettato Dietro a questa truppa c'erano molte persone
senza discuesione, che alle parole « alcune in frak
e cravatta bianca, le quali avevano
industrie che già sieno in esercizio » vengano
potuto
ottenere un biglietto ingresso per
sostituite queile « alcune vendite o industrie
assistere all'arrivo. Entro il padiglione reale
che già sie.no in attività ».
erano convenuto tritai le autorità, i ministri
L'ariii•olo 24 e approvato senza diecuse molti generali dell'esercito.
sione.
All' articolo 25 vien proposto ed accettato
Alle ore 5 e 7 minuti giunse la Corte in
senza kliSCUSSIOne la, superficie delle boteqniliaegri di gian gala, e una magnificenza
teghe destinate alla vendita delle carni frerara. Erano 17 lanciamo dei più ricchi ed
5 he sia di venti metri quadrati invece che
eleganti
che si potessero in:una :Oliare: il primo
di 15.
di
essi
nel pelle stava il Re
ora tirata
Senza osservazioni sono approvati gli articoli 26 e 27.
da sei superbi destrieri inglesi, puro sangue;
All' articolo 28 vien proposto ed accettato
gli altri, a tiro a due, erano del pari splendel ridatone che alle parole intonacate a didi poi cavalli, lo bardature ed il lusso.
lucido » vengano aggiunte quelle o coperte Entrato Vittorio Emanuele nel padiglione,
con tavole di marmo ».
la truppa presentò le armi, e la musica
Gli articoli 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35 e
militare intonò la marcia reale.
36 sono approvati.
Alle ore 4 e 17 il treno im eeriale era.'
eallart. 37 vien proposto ed accettato de,
vista,
ed alle 4 20 giungeva e6.3 o a tettoia.
sostitairee alla multa di lire tre quella di
La
locomotiva
portava il nome di Rossini.
lire due.
Quando
&messi
è stato un momento solenGli articoli 38 e 39 sone approvati.
ne.
I
soldati
presentarono
le armi, la musica
insino
a
Alle parole dell' articolo 40 e
quando non sia posto ad effetto un sistema di suonava, dagli spalti della città tonava il
pulitura e lavatura di esse migliore dell'at- cannone, e un grande urrà scoppiava sotto
tuale » vengono eostitnite di comune accordo quella vasta. vòlta
volle « mina a quando non sia posto ad
—
effetto u?t sistema coinpbto di pulitura e lavatura di esse ».
(3ii articoli 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47 e
43 sone aeprovati.
eAll'erticolo 49, •opo le parole _È' vietalo
bagnarsi nell'Amo » viene di comune accoro stabiite di scstituire e È vietato di ba,
gnarsi nell' Arno e in tutti i fossi e canali
del comune ».
Gli ari 'coli 50, 51, 52, 53 e 54 sono approvati senza oseerv azioni.
Esaurita con ciò la lettura ed approvazione dei singoli articoli, il Presidente dichiara
di mettere a partito in complesso l'intiero
regolamento d'igiene, che per alzata e seduta
è approvato alla unanimitia e rimane perciò così formulato:
(Continua).
PARTE NOM UFFICIALE
.10.-uvaak.arar.
L•Imperatore di Germania a Milano,
—
X
L'Imperatore Guglielmo, coperto il petto
di decorazioni, e veseito ila feldmaresciallo
priteemeto , aoitue feettee.aael e nt e d e l vagime imperiale cogli occhi fissi su Vittorio
Emanuele che gli muoveva incontro. Entrambi avevano aspetto sorridente e imprentato
dalla più schietta b moneta e contentezza.
Tanta fu la sollecitudine dell' Imperatore
nell'accorrere ad abbracciare il nostro Re,
che nel fare l' ultimo gradino della scaletta del vagone, minacciò d' inciampare.
L'abbraccio dei due sovrani, che erano a
capo scoperto, fu cordialissimo, espansivo
e lungo. Colla maggiore effneione scambiaronsi i reciproci saluti. S. M. il re portava
le insegne dell' Aquila nera; l'Imperatore
quelle della SS. Annunziata e dell'Ordine
militare di Savoia. Tosto Vitterio Emanuele
presentò all' angusto ospite il principe di
Piemonte vestito dello sf 'rano ed elogantiseimo unifortne del 13.° ~ari di Prnssia, il due t d'Aoeta,, il principe Tommaso e
il principe di Carignano.
S. M. imperiale
salutò tutti affettuosamente, e cose pure lo
autorità, che lo furono in seguito presentate.
Il nostro sindaco, senatore Belinzaghi, avanzatosi con franchezza e rispetto verso l'Imperatore, gli diede il benvenuto, o gli espresso
i sentimentbi di gratitudine e di riconoseenza
dell'intera popolazione milanese pel fausto
avvenimento della sua visita al Re ed a
Milano. L'Imperatore rispose alcune parele
di ringraziamento, o poscia, fece al sindaco
un cortese inchino.
.
—
Dai giornali milanesi togliamo le seguenti notizie:
S. M. l' Imperatore Guglielmo venne accolto da Milano nel modo più cordiale ed
affettuoso. Non descriveremo l'immense, on la
di gente Tersa per le vie, di tutte le classi,
di tutto le provincie d'Italia, e possiarn dire,
d'oltremare e d'oltre monti: sarebbe impresa
ardua, ed al lettore basterà iimnaginere
una massa enorme, continue, fittissima, occupante, serrata, dalla stazione alla reggia,
tutte le vie a mo' di un interminabile tappeto
mobile che vi fosse steso por la durata di
due buone ore. Innumerevoli le bandltre; o
le finestre ed i poggiuoli affiliati di persone
compivano lo stupendo panorama, che pre-
Il corteo usciva quindi dal padiglieue,
preceduto dai Sovrani, ai quali al toro apparire sul gran piazzale della stazione fu
fatta dalla popolazione una clamorosa o vi.
..
.
•■■•■■•••••■■■•■
viesima dimostrazione con applausi e battimani. Indi un pelottone di corazzieri aprì
la marcia, e l'Imperatore ed il R9 salirono
nella carrozia a tiro a sei. Dopo di loro venivano gli equipaggi dei Principi, seguiti
da quello in cui stavano Cialdini e Moltke.
Altre carrozze di gran gala trasportavano
i moltissimi personaggi del seguito dei due
sovrani, coi oispettivi ministri; ed infine le
carrozze del Prefetto, del Sindaco, degli Assessori municipali, ecc. ecc.
Alle ore 4, 35 il primo colpo di cannone
annunciò l'arrivo del convoglio imperiale
alla stazione. La folla intanto si era addensata sempre più per guisa che dal sottopassaggio alla piazza Cavour non si vedeva
che un nero brulicare smuovente di teste,
attraversato da un nastro biancastro che
segnava il passaggio per cui doveva muovere il corteggio imperiale e reale.
Esso apparvo, infatti, spuntando dal sottopassaggio alle 4, 40. Come per incanto si
fece un silenzio generale. La folla inquieta
fino a quell'istante, sostò per ogni domi in
un ordine rispettoso, che cinque minuti prima pareva impossibile.
Preceduto da pochi carabinieri a cavallo,
il corteggio si faceva innanzi lento e a passo
misurato. Lo precedeva immediatamente un
pelottone corazzieri anzidetti. Nella carrozza regale, già veduta, si tenevano i due
Sovrani; a destra, l' imperatore Guglielmo
colla fisonomia fieramente affabile del vegliardo impavido e sereno; e la sua canizie
faceva mirabile contrasto coi lineamenti del
guerriero abbronzato dalla bruna e folta
barba. La maggior intimità pareva regnare
fra i due Sovrani. All' apparire della loro
carrozza un clamore generale d'applausi e un
agitar di fazzoletti scoppiò d' ogni intorno:
era una letizia genarale, consciente e dignitosa, e quindi tanto più sentita a solenne.
Il levar dei cappelli, l' agitarli, le grida, e
gli applausi si. manifestavano e irrompevano
quasi al contatto della carrozza. A tutti e
a tutto rispondeva l'Imperatore col saluto
militare e con un lieve sorriso di bontà che
diceva ancor più: il Re gli stava alla sinistra, immoto e soddisfatto, come chi lasciava
l'indirizzo .1i quelle entusiastiche manifeetazioni al suo degno ospite.
X
Dietro alla carrozza dei due Sovrani cavalcava schierato un secondo squadrone di
corazzieri. Le carrozze del seguito tenevano
dietro nei numero di sedici. Nella prima stavano i principi Umberto e Amedeo, con un
loro aiutante; nelle seguenti molti dei personaggi delle Corti delle due Nazioni si vedevano amichevolmente frammisti.
Il corteggio terminava col ritorno inverso
delle carrozze che prima si erano vedute recarsi alla stazione, e quindi, il Prefetto colla
deputaziona della Provin&a: e poi il Sindaco
cogli Assessori e le carrozze, in fine, i molti
invitati.
Ma in quel momento cominciò un nuovo
e inatteeo spettacolo, quello del ritarno della
falla dalla stazione e dal bastione, la quale
si riversava come un fiume vivente, e pareva
crescere nel dilatarsi per ogni intorno, e
riempiva tutte le vie circostanti insieme alle
diverse armi dell'esercito che avevano fatto
atto di presenza all'arrivo del Sovrano gormanico.
Nel largo Cavour s' a-calcava grandissima
folla di gente, sicchè difficilissitno era il tenere aperta la via pel corteo.
A lato della strada, colle nell'e volta alla
città. ei avi un palchettone per la colonia
tedesca residente in Milano; adornato di
drappi e di festoni bellainente disposti, era
ombreggiato da due granii bandiere, l'hal'una e quella dell' Impero tedesco. Era gremito di signori e signore.
Al giungere della carrozza in cui erano
l'Imperatore e il Ra, tutti si levarono in
punta di piedi, e la colonia tedesca fece
all'Imperatore un triplice hoch: contemporaneameute la signorina Ohly scendeva dal
palchettone ed offriva all' Imperatore un
mazzo di fiori a nome de' suoi connazionali;
S. M. Imperiale prese il mazzo, e ringraziò
più volte con cenni del capo.
Anche Moltke fu salutato con un triplice
hoch e da applausi unanimi e calorosissimi.
Una folla enorme era stipata innanzi al
Palazzo reale, al punto cho il plotone dei
corazzieri precedente il corteo poteva a stento
aprire a questo il passo. Quando la carrozza
nella quale ci erauo i due Sovrani, giunse
sotto il secondo atrio del palazzo, stavano
a piedi dello scalone le LL. AA. RR.
principessa di Piemonte e la duchessa di
Genova circondate dalle loro dame e gentiluomini di Corte: ai lati dello scalone e
lungo lo stesso c'era una doppia fila di corazzieri nel loro uniforme di gran gala. Il
Re scese primo dalla carrazza e premurosamente diede il braccio ali' Imperatore nel
discendere, e questa scorte le Principesse,
levossi l'olmo e audò ad esse incontro con
rispetto e contentezza. Scambiati i saluti,
l'Imperatore porse il braccio alla principessa
Margherita ed il Re alla duchessa di Genova. Dietro loro salirono, di mano in mano
che giungevano, gli altri personaggi.
Giunta i Sovrani nella sala principale dell'appartamento destinato all'augusto ospite,
questi presentò quindi da parte sua al Re
le persone del suo ueguito. Dopo di ciò tutti
ritiraronsi nei rispettivi appartamenti. Durante questo intervallo di tempo, l'immensa
folla che copriva la piazza prospiciente la
reggia, proruppe in generali acclamazioni,
ed i Sovrani dovettero presentarsi più volte
alla gran loggia. Quando le LL. MM. apparvero in quella vasta piazza l' agitare
dei cappelli e dei fazzoletti è stato generale.
Circa le sette ci fu il pranzo di famiglia,
al quale vennero ammessi i ministri ed alcune alte cariche delle due Corti. Dopo lo
spettacolo della illuminazione a bengala del
Duomo, ci fu circolo nell'appartamento della
principessa di Piemonte, intervenendovi i due
Sovrani e intrattenendovisi fino alle 10.
Sappiamo cha tanto l'Imperatore, quanto
il Re, rimasero aasai contenti dell'accoglienza
festosissima fatta loro in questa solenne circostanza dalla popolazione milanese, manifestando codesta loro alta soddisfazione a quanti
li avvicinareno, con parole assai lusinghiere
per la città.
X
Nonostante
la
grandissima
affluenza di
—
gente, nessuna disgrazia si ebbe a lamentare.
A proposito del mirabile contegno serbato
dalla nostra popolazione, il maresciallo Moltke
parlando col conte Taverna, che, come dicemmo, è addetto alla persona del maresciallo
durante la sua permanenza in Milano, espresse
la sua mar aviglia vedendo l' immensa follacosì disciplinata senza il benchè menomo intervento della poliía.
« Je ne vois pas la police; diceva egli, celle
popalation est admirable.
X
— Lo spettacolo, poi quale tutti qaoi che
potettero iersera, uscirono di casa (dato che
l'avessero, perchè una gran parte erano viaggeatori giunti qualche ora prima; fu l'illuminazione. — Se n'era detto tanto in anticipazione che, come suole avvenire, finì per
non so idisfare completamente. Diciamo questo in complesao.
L' illuminazione fantastica del Duomo fu
contrariata dall'aria grave e dal cielo nuvoloso, che non permisero il rapido diradarsi
del fumo, il quale anzi piombò sugli spettatori con grande molestia delle gole e dei
petti. Vi fu un momento di tosse generale;
fu il color rosso però, per un istante, di un
mirabile effetto.
L'illuminazione della piazza del Duomo e
delle vicinanze era solo parziale o non va
perciò giu iicata; ma da essa si può ripromettere per dimani sera un bei!' effetto. Artistica ed oltremodo gradita fu quella della
facciata del teatro alla Scala. L'occhio vi si
riposava compiaciuto: non era abbagliante,
ma semplicemente bella.
Quella veramente abbagliante fu Piiltuninazione della Galleria; la luce, lo splendore
dentro essa sorgevano e piovevano d' ogni
parte. Abbiamo potuto vederla dall'alto,
nell' ottagono. Che spettacolo Una fiumana
di teste, un mare di luce!
Il concerto a quattro bande fu sempre
sino alla fine circondato da numerosissimo
e plaudente uditorio, e riuscì benissimo.
I pezzi che piacquero di più furono la
Ouverture della Gazza Ladra, la Fantasia
militare di Ponchielli e la marcia-coro del
Tanithijuser.
Questo concerto sarà ripetuto in settimana,
ai Giardini pubblici di giorno.
X
La gran rivista fu favorita dal buon tempo, sebbene sullo prime ore del mattino il
cielo fosse scuro e minaccioso. L'aspetto
della gran piazza presentava un colpo d'occhio stupendo. Il gran tratto che intercede
fra il castello o l'arco del Sempione era
cupato da un corpo d'esercito, forte di 22
mila uomini, col relativo corredo di artiglieria. L 3 truppe, sotto il comanda supremo del generale Petitti, facevano fronte all'Arena, sul pulvinare della quale era eretto
un magnifico e spazioso palco, in cui presero
posto la principessa Margherita e la duchessa
di Genova colle loro dame d'onore, coi ministri, coi rappresentanti diplomatici e gli
invitati italiani e stranieri.
L'arrivo della principessa è salutato da
alte acclamazioni della folla, cui ella risponde inchinandosi prima di prender posto al
centro del padiglione sopra una magnifica
poltrona coperta di velluto azzurro coll'arme di Savoia ricamata a oro e colori sulla
spalliera, e sormontata dalla corona reale.
La Principessa veste un abito elegantissimo celeste chiaro, e porta in mano un bel
mazzo di fiori di cui le fece omaggio la rappresentanza municipale della città.
Alle 10 e 314 le carrozze di Corte, precedute dallo squadrone dei corazzieri reali in
grande uniforme, giungono al Castello. Dalla
prima di esse scendono l' Imperatore di Germania e il Re d' Italia. Il primo di essi porta
I uniforme di tneresciallo dell' Impero ed ha
il Collare della Santissima Annunziata e la
medaglia d'oro italiana al valor militare. Il
Re veste la divisa di generale, e sul petto
gli brilla la placca del!' Ordine prussiano
dell'Aquila Nera.
Dalla seconda carrozza diseen•lono il principe Umberto in uniforme di generale italia.no, il principe Amedeo colla stessa divisa, e
il principe Tbmtnaso in uniforme di ufficiale
di marina.
M ntra i sovrani ed i principi entrano
sotto le volte del Castello per montare a cavallo, i generali Petitti, Thaou di Revel, e
Ferrerei percorrono rapidamente le file del
corpo d' armata per assicurarsi se tutte le
disposizioni sono state puntualmente eseguite.
Alle undici in punto, lo squillo delle trombe dà il sagnale dell'arrivo dei sovrani. L'Imperatore ed il Re compariscono a cavallo
all'angolo destro del Castello; Guglielmo I
alla destra, Vittorio Emanuele a sinistra.
Sono loro dappreeso i principi reali, il maresciallo Moltke, il generale Cialdini o più
che trecentocinquanta ufficiali superiori di
tutte le armi, montati su magnifici cavalli.
Non si vide mai spettacolo più imponente.
Il cannone tuona, le fanfare squillano, le
bande militari intnonano l'inno prussiano o
la marcia reale. Un grido prorompe dalla
immensa moltitudine, si agitano in aria i
cappelli, si fanno sventolare i fazzoletti.
I due sovrani traversano al galoppo la
piazza, incontrati e ricevuti alla destra delle
truppe dal ganci ale Petitti, che si avanza
seguito da' suoi aiutanti.
Immediatamente comincia la rivista. L'Imperatore, il Re e lo stato maggiore passano
al galoppo sul fronte delle divisioni Ferrero
e Revel, ecnninc:ando dalla destra, e percorrendo successivamente le brigate Bocca, Colli,
De Fornari, Filippone, le truppe d'artiglieria
e cavalleria divisionali, qnindi lo truppe
suppletorie agli ordini del generale Velasco,
e la divisione di cavalleria comandata dal
generale Incisa.
Subito dopo la rivista, i Sovrani si sono
recati al centro dello spazio fra il Castello
e l'Arco del Sampioue, facendo fronte al-l'Arena e precisamente rimpetto al Pulvinare
ove siede la principessa Margherita.
11 defilé è incominciato poco dopo mezzodì,
,
,
ed è riuscitomaravigliosamente. L'Imperatore,
volgendosi più volte verso il Re che stava
a sinistra, e piegandosi sul cavallo, gli ha
espresso la sua ammirazione pel marziale
contegno dei suoi soldati. Il maresciallo
Molke, al momento in cui sfilavano i bersagliati, salutati dalle acclamazioni della folla,
ha spinto il cuo cavallo attraverso i gruppi
degli ufficiali per avvicinarsi al generale
Ricotti, ministro della guerra, e senza pronunziare una parola gli ha steso la mano, e
ha stretto più volte e vivamente quella del
nostro ministro.
Il generale Ricotti, molto commosso, si è
inchinato profondamente.
L'artiglieria ha sfilato per mezze batterie
in modo veramente mirabile, al trotto serrato, tutti i serventi sul pezzo. La cavalleria
al piccolo galoppo, egregiamente montata ed
armata.
Le compagnie alpine al passo di corsa,
colla nuova uniforme molto elegante.
Un'ora dopo mezzogiorno tutto era finito, e
i Sovrani, e la Principessa, ognuno dal canto
suo, rimoutavano in carrozza per ricondursi
al palazzo, traversando le vie affollatissime.
2 3 ottobre.
— Riceviamo notizie dei feriti nel disastro ferroviario di Fauglia, i quali tutti si
trovano in condizioni sempre migliori.
Anco il sacerdote Cantelli, che era l'unico
in pericolo di vita, ha avuto un notevole miglioramento; per cui si trova ora senza
febbre.
Sappiamo che i danni principali arrecati dalle recenti alluvioni sulla linea ferrata da Cecina alle Saline, sono i seguenti. É rovinato il ponte di Botra, quello
di Lopia , un altro ponte provinciale , e
quello di Cafaggio. L'armamento del binario in vari tratti siuor alle Saline è rovesciato o portato via.
— R. Università di Pisa.
Posti Lavagna — Avviso.
Nel prossimo anno scolastico la Commissione
amministratrice conferirà due posti di perfezionamento; l' uno in Fisica matematica,
l'altro in Analisi superiore, con l'assegno di
lire 2000 per ciascuno.
I concorrenti debbono aver compiuti almeno
gli ultimi due anni di studio in questa Università ed aver conseguita la Laurea dottorale in Matematiche pure o in Scienze fisico-matematiche. Servono di titolo i lavori
già pubblicati sulle predette materie e le
dissertazioni manoscritte. Qualora la Commissione esaminatrice dei titoli lo giudichi conveniente, gli aspiranti saranno assoggettati
ad un esame.
Saranno pure conferiti sei posti di lire 70
mensili per l'anno scolastico 1875-76, a studenti Medicina e Chirurgia, Scienze matematiche, fisico-matematiche e naturali, distinti
per condotta e profitto, mancatiti di beni di fortuna, con preferenza, a parità di circostanze,
a Livornesi.
I concorrenti debbono presentare un certificato di buona condotta morale e civile, un
attestato degli studi precedenti ed uno del
Sindaco o dell'Agente delle tasse, dal quale
o le condizioni economiche della famiglia.
Le domande saranno ricevute in questo
Rettorato fino al 5 novembre p. v.
Dalla R. Università; Pisa 23 ottobre 1875.
.
I Rettore Presidente
GIUSEPPE M ENEG RISI.
— Già da vario tempo l'egregio amico
nostro dottor Carlo Pardocchi dà nella
propria abitazione, posta in Via Fibouacci
num. 9 piano primo, consultazioni gratuite
sulle malattie dei bambini, e ciò nei giorni di
lunedì e giovedì dalle ore 12 meridiane
alle 2 pow.
— Al cominciare del prossimo mese di novembre verrà riaperta la Scuola Tecnico-Industriale serale fondata e mantenuta dalla
Camera di Commercio ed Arti di questa città.
L'insegnamento e l'ammissione sono regolati con le norme che si trovano nel seguente
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e
avviso favoritoci dalla Camera, e di cui abbiamo
ovuto ritardare la pubblicazione per la moti_
abbondanza delle materie:
Conunercio ed Arti di Pisa.
— Camera
Scuola Tecnico—Industrial?.
La scuola tecnico-industriale serale fondata
e mantenuta dalla Camera di Commercio ed
Arti di questa città, ad esclusivo vantaggio
degli Artigiani che non possono frequentare
le scuole diurne, s'aprirà al cominciare del
prossimo mese di novembre.
L'insegnamento che vien dato in questa
scuola consiste, come è noto, nelle materie
seguenti: Aritmetica e Geometria, Disegno
geometrico, elementi delle proiezioni e della
Meccanica, e Disegno industriale: ed è diviso
in tre parti da svolgersi tutte in tre anni
scolastici consecutivi.
Quest'insegnamento sarà diretto in modo
da essere parimente utile a qualunque artigiano, sia desso meccanico o falegname o
carpentiere cc. Dunque qualunque industriale
che intenda essere ammesso alla scuola suddetta deve fare formale domanda a questa
Camera di Commercio ed Arti non più tardi
del 28 ottobre, accompagnandola con la fede
di nascita, col certificato d'essere stati vaccinati, con l'attestato di buona condotta rilasciato dal Sindaco e con una testimonianza
del maestro presso il quale esercita la sua
professione, che assicuri del buon portamento
e dell'assiduità.
Coloro che chiederanno d'essere ammessi
alla scuola dovranno dar prova, mediante
esame che verrà loro dato il 30 ottobre alle
9 antim. nel locale della Camera, di leggere
e scrivere correttamente e di eseguire le
prime quattro operazioni d'aritmetica.
La Camera, premurosa del miglioramento
della classe Artigiana , nutre fiducia che
questa, a sua volta, comprenda la necessità
dell'istruzione che le si facilita con la scuola'
tecnico-industriale, e che non manchi «inviare
a questa buon numero di alunni.
Dalla Camera di Commercio ed Arti
Pisa li 16 ottobre 1875.
17 Presidente
DOTTOR GIACOMO FRANc0.
Il Segretario
TITO
le
— Alla Associazione di mutuo soccorso
fra gli operai di Pisa è stata inviata la seguente lettera, che volentieri ripro.iuciamo.
ra
Comitato pel Centenario di Michelangioio.
o
La ringrazio a nome del Comitato per
il concorsa dato da cotesta onorevole Associazione alle feste pel 4.0 Centenario di Michelangiolo Baonarroti, le quali merce l'ajuto
di tatto le classi della nostra cittadinanza
riuscirono degne dell'Uomo illustre che volevasi onorare, e della città nella quale ven-
Firenze 24 settembre 1875.
Egregio signor Presidente,
ri
e
nero celebrate.
La prego a voler partecipare questi sentimenti d'aninio grato ai componenti tutti
cotesta società, e gradire l'assicurazione della
mia stima.
— Ginnasio Comunale equiparato ai Regj.
Il sottoscritto rende noto : che la sessione
autunnale degli esumi di licenza Ginnasiale
s'aprirà la mattina del giorno 25 ottobre a
ore 8 colla prima prova per iscritto, cioè
colla composizione italiana.
Pisa, dalla Direzione del Ginnasio comunale
Il 27 settembre 1875.
Il Direttore — F. Anzilotti.
— Associazione di mutuo soccorso
fra gli Operai in Pisa.
Tutti gli associati sono invitati ad intervenire domenica 24 corrente a ore 10
antimeridiane alla generale adunanza per
approvare il programma rimesso da apposita Commissione circa la festa a farsi
della fondazione di questa società operaia.
Dalla residenza sociale
23 ottobre 1875.
li Presidente
MATTEO REMAGGI.
li Segretario
CoLo.
— La cronaca nera registra u na baruffa avvenuta in un caffè fuori di porta Fiorentina,
dalla quale uno dei corrissanti escl con un
colpo di bastone alla testa.
Uu' altra baruffe, in Castelnuovo di Val
di Cecina promossa per causa di giuoco, e
dalla quale tre dai corriseanti eseirepo feriti
leggermente.
Un altra fra due individui in Asciano.
Dalle parole vonuti ai fatti, uno dei litiganti
fu ferito piuttosto gravemente.
Tutti gli autori delle indicate lesioni sono
latitanti.
Annunziammo già che la signora
Natalina Baroni stava per aprire un Istituto femminile sotto la sua direzione.
Oggi la signora Baroni ci comunica gentilmente il programma dell' insegnamento,
che è il seguente:
Per i L3rori
Cucito. Ricami in bianco. Detti in seta,
in lana, in perle, in oro, in chiaro-scuro,
in panno. Trine all'uso di Genova e d'altre specie. Peneri d'ogni sorta. Fiori in
cera, tela e pelle. Lavori di cartonaggi.
Per gli Studi
insegnati da maestra col Diploma elementare di grado superiore.
—
Lingua italiana. Lingua francese. Storia.
Geografia. Calligrafia. Aritmetica. Istruzione religiosa. Musica.
Detto Istituto nella stagione invernale
starà aperto dalla ore 9 aut. alle ore 3
poni., ed in quella estiva dalle ore 9 ant.
alle ore 4 poni.
L' Istituto è situato in Borgo Largo
num. 22, secondo piano.
Il Presidente
-
UBALDINO PERUZZL
— !Stabilimento dell' Ussero
7---.4111■-—
Ginnasio Comunale equiparato ai Regj.
Coloro che intendono presentarsi agli esami
di aminksione in qnest'Istituto, debbono far
pervenire al sottoseritto, non più tardi dal
2 novembre prossimo futuro, una istanza in
carta bollata, la quale oitre il cognome e
il nome del candi lato, deve indicare il nome
e il domicilio del padre, il cognome, il nome
e il domlcilio dell'osp:te, quando il giovane
non convivo coda propria famiglia. Trascorso
quel giorno, non sarà ricevuta alcuna domanda, se non per cause legittima, riconosciute tali dal R.0 Provveditore agli stalli.
L'istanza poi deva essere corredata: 1.0 della
fede dì nascita, 2.° dell'attestata di vaccinazione o di sofferto vaiolo, 3.0 di un certificato degli studj fatti, 4.0 della quietanza
della tassa di lire 5 pagata alla Cassa cemunale.
Pisa, dalla Direzione del Ginnasio comunale
Il 27 settembre 1875.
Il Direttore — F. Anzilotti.
CONCERTO MUSICALE
por Domenica 24 ottobre 1875 a ore 7 • 1 ./.
PARTE PRIMA
Polka.
— Sinfonia dei Vespri Sici-
1. DALL'ARGINE. —
2. VERDI.
liani.
S. METERLIEER. —
Aria e coro neli'Affri-
cane.
4. PARERAI.
L. LEGOCQ.
Mazurka.
— Valzer dell'opera La Fil—
le de Madama Angot.
PARTE SECONDA
1. MENocci (figlio) — Amedeo, valzer.
2.
ARDAN.
—
Divertimento per tromba
su motivi della Lucia di
Lammermoor.
MATTIOZZI.
4. Simi.
—
Caffè dell'Ussero, valzer.
Polka.
dia, intitolata — SULLE CONTRAVVENZIONI
IN MATERIA IM DOGANE E D( PRIVATIVE,
Dal dì, 21 (z/ 30 setembre 1875 inclusive
N■45( liC
NONCHE UNA TABELLA DELLE PENALITÀ IN
ORDINE PROGRESSIVD D'INTENsITÀ E DURATA
—
Veininine 32.
Matrimoni.
Favati Ranieri cl Angiulo, bracciante, con
Sbrana Maria di Francesco, lessitrice, ambedue
celibi, di san G usto in Cantucci — Giuntoti Domenica di Agostino, con Orseili Firmatici di Router',
ambedue braccianti, celibi, ai san lidn anni di
Umano — Olselli Esisto l Angiolo, bracciante,
con Caprili to.tunata di messantiru, tessitrice,
ambedue celibi, oi san cito% anni al bottino —
Batticeli' Lerei.zo q. Gaetano, vedovo, conciatore
di pelli, di Pisci, con taielotti 'Latra di Fedele,
nulote, tessitrice, di Pisa '''''
Massimo, tornei°, con 'ha:etnia ismine q. santi,
stiratrice, ambedue celibi, di Fisi — iddlidUCel
Aid011id di knuseppe, neeoeleuie, con Cardiaca'
Ester di fiaccola, attendente u ca,a, ambedue
celibi, di Pisa — Biiiai V Int:CULO d'ADIMMO, canne,
sto% ignara, di san Michele degli Scalzi, con Lassola Altana di Ouinenieo, nubile, tossii Luce, di santo
Stelano extra UlUellid — (1110\ q.
Averardo, edIZOldt0, con ClItob Chiara dei Regi
Spedan di Pisa, tessitrice, ambedue celibi, di
Pisa — Scaranielli Giuseppe q. Alessandra, celibe,
bracciante, di Riglione, con Gnigitola liraciusa
di Rauieri, nubile bracciante, di sant' Ermeie —
Banani aallLelt di Feclerigo, bracciante, con Pratali
Caterina di UIOOUUL, tedSittleC, unibetne celibi,
di Pisa.
.
-
Morti.
Mennini Emma dei Regi Spedali di anni l, di
Pisa— Liberti Amilcare dei RR. Spedali 1, di Pisa—
Febbrai Cesira dei Regi Spedali 2, li Pisa—Beilini
Cornelio di Giuseppe 2, di san Giovanni al Mono — Nista Ugo di Giuseppe 2, di Pisa — Simi
Achille q. Stefano, couingsto 44, agricoltore,
di Oratoio — Cambi ne' Vincentelli Rosaria di
Giuseppe 25 , tessitrice , di Riglione — Gneri
Giuseppe di Sebastiano 5 , di santo Stefano
extra moenia — Neri Filippo, di genitori inco •
gniti, celibe 50 , bracciante, di Pontedera —
Merlini Antonio q. Uliviero, celibe 27, bracciante,
di Terricciola - Gasparini nei Bartalini Teresa q.
Giuseppe ,70, attendente a casa, di Colognole —
Amarini Torquato dei Regi Speciali 4, di Pisa —
Drezenski Marcello q. Carlo, celibe 48, tenente di
fanteria in riposo, di Pisa — Galligani Annunziata
di Giuseppe, celibe 39, attendente a casa, di Pisa—
MIRÒ nei Sainati Margherita q. Francesco 50, attendente a casa, di Pisa — Giusti Giustina 2, di
Pi-a — Sereni Amedea d'Ilari° 3, di Rigiione —
Fornaciari nei Pinelli Enrichetta di Pietro 25,
attendete a casa, di Pisa — Vettori Ugo di Giovanni 4, di san Giovanni al Gatano — Benedetti
Ugo di Ferdinando 3, di Pisa — Raglianti Alfredo
di Antonio •, di san Giusto in Cannicci — Catalani Giovanni q. Giovacchino, celibe 18, bracciante, di Massarosa — Valleggi Palmira di
Francesco 40, di san Marco alle Cappelle—Mattei
Emilia i. Francesco, nubile 39, attendente a casa,
di S Marco alle Cappelle —Sivieri Michele q. Benedetto, coniugato 54, fabbro, di Pisa — Manovelli Astolfo , dei Regi Speciali 4 , di Pisa —
Gras-i nei Raffaelli Annunziata di Francesco V,
di Pisa — Filippi Giovanni q. Ferdinando, celibe
34. bracciante, di Rosignano Marittimo — Mastacchi Ada d'Antonio 2, di san Marco alle Cappelle — Ceccarelli nei Rosellini Maria Anna di
Giovanni 45, attendente a casa, di Putignano —
Cesari Margherita di Benedetto 12, di Pisa —
Controzzi Ranieri di Natale 5, di san Giovanni al
Gatano Novissimi Memoria dei Regi Spedali 4,
di Pisa — Taccola Luigi q. Tommaso, vedovo
80, di Uliveto lVicopisano) — Sardellt Maria di
Angiolo 1, di Riglione — Papini Zaffiro di Giovacchino 1, di Oratoio — Ghirlanda Porzia dl Carlo 4,
di san Marco alle Cippelle — Fancelli Angiola q.
Matteo, nubile 24, tessitrice, di Pisa — Casigliani
Vittorio di Francesco 3, di ninto Stefano extra
moenia — Rubarti ne'Nia3oni Caterina di Giuseppe,
38, bracciante, di Riglione — Medici Alessandro
di Rinaldo 4, di Pisa — Roberti ne'Rossi Gesualda
q. Michele 40, attendente a di sant'Eriuete —
Massai Assunta q. Michele, nubile, tessitrice 49, di
sani' Ermete — Patri Ranieri di Vincenzo 41, di
Pisa — Balestri Egisto d'Angiolo 2, di sant,'Ermete — Saliotti Silvia dei Regi Spada'', nubile 26,
di Pisa Citai negli Evangelisti Maria q. Angelo 68, lavandara, di Barbaricina —Panetti Giuliano dei Regi Spedali 1, di Pisa.
E più 16 al disotto di un anno.
(
—
Cambiamenti di residenza.
Giani Martino q. Biagio, da Lucca a Pisa —
Palese Maria vedova Bonavilla, da Livorno a PisaBertelli Maria Anna di Francesco, da. Larici a
Pisa — Eugeni Filippo q. Pietro, da Roma a
Pisa— Guidi Annunziata di Ferilinando, da Cascina a Pisa — Poggiali Guido d Antonio, da Bologna a risa — Pucci Dario q. Raffaello, da Firenze a Pisa.
CON ALCUNI CENNI E DATI STATISTICI SUI
TABACCHI E SUI SALI.
Questo lavoro è diviso in due parti: la
prima si occupa delle dogane, la seconda delle privative, ed in questa si trovano
coordinato logicamente tutto lo disposizioni passate ma sempre in Vigore, e le
attuali che si riferiscono alle materie sopra accennate.
Il :signor De Grandis ha esposto prima
gli articoli in modo di lettura ed ha
fatto seguire le variazioni che fino ad
oggi sono state emanate, nè ha creduto
possibile disgiungere le nozioni fondamentali sul regolamento in generale, che
esso chiama tecniche, a miglior norma
di coloro che si mettono in rapporti doganali, od a cui è affidata la trattazione di
processi e l' applicazione delle penalità
sancite.
Scopo principale di questa pubblicazione è quello di mettere sott' occhio la
varia gradazione ed applicazione delle
penalità contravvenzionali, cosa che riescira certamente utilissima non solo agli
impiegati amministrativi e finanziari ed
ai magistrati che estranei direttamente a
quelle materie sono per legge nel dovere
di pronunziarsi sui processi che loro vengono sottoposti dalle autorità. finanziarie,
ma ancora ai commercianti ed ai privati.
Tutte le leggi Gabellarie ed il Regolamento sono con molta accuratezza ordinate in questo lavoro, che può dirsi una
vera dimostrazione analitica nella quale
vien tenuto conto dei vari stadi delle penalità secondo le disposizioni emanato
dalle autorità supreme, e delle principali
disposizioni che regolano la procedura,
riassunte con molta chiarezza.
In una parola questo lavoro è di una
utilità pratica incontestabile, ed è davvero
da ammirarsi la pazienza e la precisione
del signor De Grandis nel raccogliere e
coordinare tante nozioni che si trovano
sparse in molte leggi, regolamenti e circo-
.:•:•
:•:.:
••■•••
4
4% . *
lari svariatissime.
Il lavoro, che raccomandiamo vivamente per la sua utilità, è stato premiato dal Circolo promotore Partenopeo
GIAMBATTISTA VICO
con medaglia d' oro
per decreto del 31 agosto 1875, num. 400
(COMNICAZII4M11)
Pubblichiamo anco le seguenti lettere rimesseci dal sig. Vitnenzo Andrei. delle quali abbiamo dovuto ritardare l' inserzione a causa
della abbondanza delle materie.
Questo fanno segano alla Cornnuieazione
inserita del nostro num. 85.
Carissimo Andrei,
Pisa.
l'iù d' una volta ti dissi, ragionando sull'arto mia, che tu saresti fatto a bella posta
per una cattedra iii Thclarnazione scono-tecniea, perchè ho trovato semore in te una
coerent.t cognizione da disgradarne molti
artisti. — Ora se tu devi applicarti al un
simile impegno ti ripeto di farlo con tranquilla coscienza, certo della buona riuscita.
Addio — frattanto ricevi una stretta di
mano dal tuo sempre
ALAMANNO MORELLI.
Bologna 19 febbraio 1870.
Sig. V. Andrei,
Bollettino Bibliogrofico
Ho ricevuto la gentilissima sua lettora, e
seco lei mi consolo che sia alla vigilia
(l'essere nominato Direttore sceno - toeuie0
;bella Scuola Goldoni. Ella mi chiede un attestato all'uopo come idoneo a tale posto. Io
non ho riò vesto opportuna, ne vanagloria
por credere che un mio attestato posa in
tali oasi avere itnportanz i., Presi di lei
dovuta stima per averlo udito recitare una
Abbiamo ricevuto una interessantissima
pubblicazione, della quale è autore il Luogotente doganale sig. Giuseppe De Gran-
volta nella commedia i La Calunnia e mi
compiacqui sentendolo parlare con amore o
aggi usta tozza della sublime arte rappresentativa; e godo ma nell' ascoltare da lei che
POIkA.
•—
5. RERRI.
STATO .CIVILE
• •
•:•..
•
•
lrlier•rbrIalft/P
ha avuto buon successo anche nella parte
inventiva di tale arte, avendo fatto rappresentare dall'egregio Morelli e da altri lo sue
commedie. — In quanto all'attestato che lei
brama, e quale più) essere migliore di quello
che le comparte la Società istitntrice della
benemerita Scuola Goldoni, dopo che ha riconosciuto in lei un merito adeguato alla difficilissima direzione di giovani filodramtnatici
al fino di coetituirli artisti veri e mai automi recitanti. — Grintelligenti soci avranno
pure ammirato non in una, ma nelle varie
produzioni delle quali ella ha curato l'attuazione scenica, che in lei possono fidare: ed
io al suo posto riterrei questo il mio migliore
ed onorevole attestato vedendomi da Essi
collocato quale Direttore sceno-tecnico, essendo che da tale assunto emerge tutta l'anima
d'un Corpo filodrammatico come da un buon
Direttore dipende il lustro di una Compagnia
Drammatica.
Mi creda sempre coi dovuti ossequi
Firenze,20 febbraio 1870.
Devotiss.
G. GATTINILLI.
Firenze, 26 agosto 74.
Cariss. sig. Andrei,
Mi sento in obbligo di farvi i miei più
sinceri rallegramenti pel modo col quale
avete diretto i vostri bravi alunni la sera
che io venni a recitare l'Amore senza stima;
fui metto contenta, di loro e più ancora di
voi; avete intsrpretato stupendamente la
parte di Ercolte i vostri giovani filodrem-
matici devono andar superbi del loro bravo
maestro.
La mia famiglia si unisce a me onde stringermi cordialmente la mano.
Credetemi, colla più alta stima,
Vostra devoliss.
VIRGINIA
DICHIARAZIONE
Ai lettori dell'opuscolo: t La Verità rive-
lata per Adolfo Torri
Il sottoscritto avendo letto l'Opuscoio pubblicato non ha guari dal signore Adolfo
Torri, a cagione della vertenza insorta fra,
esso signor Torri o il signor Vincenzo Andrei di Pisa, ed avendo esiandio inteso nella
pagina 6. a del detto opuscolo come dal sig.
Torri lo si accusasse di avere con leggerezza di cervello apposta, insieme all' amico
Monti, ta propria firma sotto una ingiusta e
laida (!) protesta (son le sue precise parole)
contro il suo signor padre Francesco Torri,
direttore dei piccoli alunni della Scuola
drammatica Carlo Goldoni, la quale protesta
venne inserita nel num. 90 del giornale
La Provincia di Pisa del dì 11 novembre
1869, dichiara: Che il signor Adolfo Torri
ha detto il falso. Egli ha gettata giù quella
sentenza così alla rinfusa e senza cognizione
di causa; dappoiche lo scrivente non ha per
certo firmata nessuna protesta, essendo egli
affatto estraneo in quella questione.
Che infine prima di offendere l'amor proprio di una persona bisognava assicurarsi
se ella fosse meritevole', o no.
Perciò il sottoscritto si trova costretto a
pubblicare nuovamente quella Protesta, acciocche i lettori conoscano la schietta e pura
verità.
» In risposta all' articolo inserito nella
Gazzetta di Pisa nuin. 45, firmato Francesco
Torri, gli alunni della Scuola ai declarnazione rispondono con la seguente protesta.
» Noi sottoscritti alunni della Società Goldoni, per la verità dichiariamo di non avere
avuto altro Direttore scene-tecnico, che il
signor Vincenzo Andrei.
• Adele Del Testa,
» Bozzi Assunta,
» Bozzi Laura,
• Maccheroni Alessandro e.
A queste segue un'altra dichia.raeione firmata dall'amico mio e collega Goffredo Monti,
che ometto per brevità.
Tutto ciò credo che basti perche il signor
Adolfo Torri sia pienamente convinto del
suo imperdonabile errore.
PALIIIIRO MORIGLIONI.
ERRATA-CORRIGE
Nella pubblicazione delle somme raccolue
dal Sottocomitato pisano per commemorazione del quarto centenario di Michelangelo
Buonarroti, stata fatta nel nostro num. 81,
dove si legge Ferdinando Giannessi cent. 5 »
deve invece leggersi Ferdinando G-iannozzi
centesimi 50.
SOTTOSCRIZIONE
a favore degli inondati francesi, promossa
dalla Associazione di mutuo soccorso
fra gli Operai di Pisa.
Essendo riuscite infruttuose le preghiere
fatte, a mezzo di questo giornale, perla definitiva restituzione delle Note di offerte a
favore dei danneggiati francesi, la presidenza dell'Associazione operaja iniziatrice
scriverà a tutti coloro che ne ritengono,
invitandoli a rimetterle, anche negative,
al più presto, onde impedire che se ne
tenga parola nel generale resoconto.
ESTRAZIONI DEL R. LOTTO
Del di 23 ottobre 1875.
Firenze . . . 62 83 80 13 83
Roma . . . 81 45 73 43 77
ALESSANDRO BELLONI Gerente resp.
•
AVVISO D'ASTA.
Alle istanze di Giuseppe Catarzi
di Peccioll, e al seguito d'ordinanza
della Pretura di Peccioli del 18
ottobre andante, il sottoscritto reggente la cancelleria della Pretura
di Peccioli rende pnbblicamente noto
che alla ore 9 antimeridiane del 29
ottobre 1875, sarà proceduto nel
popolo di Casanuova in luogo detto
ele Selvatelle» alla vendita ai pubblici incanti degli appresso materiali, di proprietà di Francesco
Casati, i quali saranno rilasciati al
maggiore e migliore offerente a danaro contante sul prezzo di stima
da eseguirsi dal perito, nominata
d'ufficio, isig. Antonio Doveri.
•.. •
•::::
.•:.:
•:.:•
•.•,•
Seguono i materiali da vendersi:
1,° 30,000 mattoni,
2, ° 2000 mezzane.
3•0 2000 cannelle di terra cotta
ad uso di latr:ne.
Della cancelleria della Pretura
Peccioli, li 20 ottobre 1875.
(533)
-
Maestro elementare di grado inferiore da conferirsi ad un sacerdote
al quale incomberà l' obbligo della
celebraziotte della Messa in tutti i
giorni festivi nella chiesa parrocchiale, a tenore del capitolato di
Oneri ostensibile nella segreteria del
comune.
Lo st ipendio annesso al posto è
di lire 900 annue, pagabile in dadicesimi posticipati con riduzione della
tassa di ricchezza mobile.
I concorrenti per essere ammessi
dovranno presentare, entro giorni
15 dalla data del" inserzione del
presente nel giornale La Provincia
di Pisa, le loro istanze in bollo da
centesimi 50 corredate da
1.0 Fede di nascita,
2.° Fede di sana fisica costituzione,
Il Cancelliere reg.
Lolli.
••••■■•••■■•■■.•••••raa.
AVVISO.
Si fa nete che all'udienza del
Tieb Inale civ i le di Pisa del 19 ottobre corrente rimasero invendati i
lotti di n.° 2 e 3 di beni spettanti
ai sigg. cav. avv. Vincenzo Landacci e Pe•rn Len lucci investiti
dagli atti esecutivi di Ranieri Frediaui, e che il Cav. Presidente del
detto Tribunale ordinò un nuovo
iucanto per le udienze del 5 novembre prossimo avvenire con un
ulteriore sbaeso (lel 10 per cento
su; prezze iacanto. Perciò alla
udienza del 5 novembre detto il
lotto seennd ,) sere lemosto in vendita per lire 1203, 07, e 11 lotto
terzo per lire 1333, 99.
Fatto li 23 ottobre 1875.
G. Beltrami.
(537)
COMUNE DI CASTAGNETO
Avviso di concorso.
Il sindaco del comune suddstto,
in seguito al deliberato omesso dalla
Giunta municipale nella sua straordinaria adunanza del 20 corrente,
Rende noto:
È aperto q .iencoree at poeto di
•••■•■•■••••••*...■
Pisa, Tip. Nistri, 1875.
3.' Fede di specchietto della
Pretura,
4•0 Fede di buona condotte monete e politica,
5•0 Diplomi. di Maestro.
Castagneto, dal Municipio
Li 21 ottobre 1875.
(53 i
Il Sindaco ff.
Lorenzo eitSdhllUV.A.
AVVISO.
Si fa noto, che con atto del 13
ottobre 1875, seguiti nella caneeltenia della Rretura di Cascina, Gallina Carola fu Agostino ~gite di
Salatimi Cei e de questi ass:stita
per quanto occorrer possa, denominata a s tu Proepero (Cascina), dichia.rave di accettare con beuefizie
di legge e d'inventario l'eredità del
proprio fratello Gallina Francesco,
defunto il 9 aprile 1874.
Dalla cancelleria della Pretura;
Cascina, 22 ottobre 1875.
Il Cancelliere
(535)
S. Seusuni.
AVVIS
Si fa noto che il Tribunale civile
ti Pisa all'udienza del dì diciannove
ottobre del corrente anno rinviò
nuovamente nello stato degli atti
all' udienza del dì dne novembre
prosfzinto avven're l'incanto lei b eni
eee-neriati a preeind;zin dei sienori
Maddalena Coni nei Soldaini e
Gabbriello Soldaini.
Questo dì 23 ottobre 1875.
Dott. Germano Severini.
(536)
DI STEFANO HOSSIN•
INTENDENZA DI FINANZA
PER LA PROVINCIA DI PISA
Avviso per miglioria.
Si rende pubblicamente noto che
tiell' incanto, tenutosi oggi presso
questa Intendenza per l'appalto della riscossione dei dazi di consumo
governativi, vennero aggiudicati i
lotti qui appresso descritti.
Lotto uouo. Comune di CastelnueL. 4,203.
vo di Val di Cecina
Lotto decimo. Comune
1,600.
di Chianni
Lotto dodicesimo. Co
1,210.
mune di Guardistallo
Lotto tredicesimo. Co
532
L.
mune di Lorenzana,
In coerenza pe.tanto quen'O
venne stabilito còl numero ottava
dell'avviso ti' asta dell' 11 ottobre
corrente, il termino utile per pio:sentore a questa Inten lenza le offerte di miglioria non inferiori al
ventesimo corredate del prescritto
deposito, andrà a scadere al mezzodì
del 2 uovetubre prossiino venturo.
Pisa li 23 ottobre 1875.
(538)
4.
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