MENSILE A CURA DELLA CHIESA CRISTIANA EVANGELICA DI BOLLATE. PUBBLICAZIONE A CARATTERE INTERNO. ANNO IV - NUMERO XXXVIII - MAG-
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Una strada non facile
Hai chiesto delle indicazioni a un caro amico. Egli ti dà una mappa tracciata a
mano, dettagliata e precisa.
Rassicurato, ti metti in viaggio, per scoprire poi che il percorso che ti è stato consigliato è un groviglio inestricabile. Un vero e proprio incubo. Una strada piena di deviazioni, buche, fango e solchi. Burroni minacciosi ai lati della strada, il guardavia non esiste. In quella terribile strada non c’è uno spazio per fare inversione, e sei troppo lontano
per innestare la retromarcia!
Eccoti qui; avanzi sobbalzando, mentre ciottoli appuntiti minacciano la coppa
dell’olio, graffiano i pneumatici, rovinano le sospensioni.
Saresti furioso, vero? Ma la cosa che ti farebbe più male sarebbe la consapevolezza che il tuo amico conosceva le condizioni della strada, e non te le ha dette. Molto probabilmente passeresti il tempo pensando a quello che gli dirai quando ti capiterà a tiro!
“Molte grazie! La prossima volta andrò dove voglio, senza il tuo aiuto!”
Che cosa penseresti di un amico così, che deliberatamente ti ha dato delle indicazioni indirizzandoti per una strada tanto pericolosa?
Continua a Pag.5
ALL’INTERNO...
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Pਁਇ. 10, 11
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Pਁਇ. 12
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 1
CRONACA LOCALE
a cura di Gravina S..
Evangelizzazione 14 Febbraio 2009
Continuiamo ad essere grati a Dio, per la possibilità che ci ha dato di tenere una
riunione evangelistica, nella nostra comunità, il 14 Febbraio 2009.
Anche in quest’occasione, il Signore non è mancato ed è rimasto fedele alle Sue
promesse: ha investigato i nostri cuori, parlato alle nostre vite, ci ha consolato e ci ha
abbondato delle Sue immense benedizioni.
Egli non manca mai e sa quali sono i bisogni del Suo popolo che ama tanto!
La lode e il ringraziamento al Signore sono stati elevati dai nostri cuori sin dall’inizio della riunione, attraverso i canti comunitari. Poi, il coro di Bollate, insieme a quello
di Cesano Maderno, hanno continuato ad innalzare inni di lode alla gloria del nostro Dio.
Nel corso dell’evangelizzazione il fratello Giuseppe Durante e sua moglie Carmela hanno testimoniato di come il Signore ha cambiato radicalmente le loro vite: Giuseppe, un ragazzo come tutti gli altri, trasferitosi a Milano per motivi di lavoro, si trova a
“convivere” con un altro ragazzo evangelico, che un giorno lo invita ad andare in visita
al campeggio Resegone, dove il Signore lo toccherà e trasformerà la sua vita completamente; Carmela, una ragazza con dei problemi in famiglia, si divide tra lo studio all’università e il lavoro, ma ben presto, entra nel tunnel dell’anoressia, toccando quasi la morte
con un dito. Proprio in questa circostanza, qualcuno le parla di Gesù, e quelle parole
mettono speranza nel suo cuore. Incomincia a frequentare dei culti di nascosto dalla sua
famiglia, fin quando decide pienamente di accettare Gesù Cristo come Salvatore nella
sua vita.
Il messaggio del Signore è stato predicato dal fratello Gennaro Chiocca, in Esodo
1:8-22, sulla “potenza della chiesa”. Un messaggio, a detto del fratello, inusuale, per
una serata di evangelizzazione, ma che ha colpito i cuori di chi l’ha ascoltato. La chiesa,
in questi ultimi tempi sempre di più, si trova a dover affrontare gli attacchi del nemico;
Coro di Bollate & Cesano Maderno
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 2
CRONACA LOCALE
a cura di Gravina S.
un nemico che vuole a tutti i costi
“sabotare” il piano di salvezza del nostro Signore. E proprio in queste circostanze, dobbiamo appoggiarci a Colui
che ha avuto vittoria sulla morte, Cristo
Gesù il Salvatore. Il figlio di Dio, che
fin dalla sua tenera età, era di ostacolo
per molti che volevano farlo morire, ma
che, mirabilmente accompagnato dalla
mano di Dio, ha sfuggito la morte, e ha
compiuto tutto ciò che doveva essere
fatto per salvare noi, che eravamo morti
nei falli e nei peccati.
Non possiamo che essere riconoPredicatore: Pastore Gennaro Chiocca
scenti verso il Signore, per quanto ci ha
dato. Siamo sicuri che molte vite sono state toccate dal messaggio della Sua parola, e
molti hanno fatto la scelta di entrare a far parte nella chiesa di Dio. Non spaventiamoci
degli attacchi che potremmo subire: Dio stesso, il nostro Signore, ci darà la vittoria! Lui
ha promesso che nessuno ci rapirà dalla Sua potente mano.
“Le mie pecore ascoltano la mia voce, e io le conosco, ed esse mi seguono; e io do loro
la vita eterna, e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano.”
(Giovanni 10:27,28)
Dio ci benedica continuamente!
Sara Gravina
Perle Antiche...
“Dio e pronto a darci tutto quello
di cui abbiamo bisogno…
Se ne abbiamo veramente bisogno”.
Hudson Taylor
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 3
CRONACA INTERNAZIONALE
a cura di Motolese E.
Liberati due cristiani
accusati di blasfemia
ISLAMABAD (Pakistan) - Sono stati
liberati i due fratelli cristiani incarcerati a
gennaio con l'accusa di blasfemia nei confronti
della
religione
islamica.
A Narrowal, zona del Punjab, lo studente cristiano Naaved Aziz, 17 anni, era
stato sorpreso a gennaio da uno dei suoi insegnanti con un opuscolo cristiano nella borsa; immediata la reazione dei un gruppo di
studenti islamici, che hanno chiesto l'espulsione del giovane.…………………………...
Non contenti dell'allontanamento di
Naaved, una settimana dopo i giovani hanno
organizzato, insieme ad alcuni gruppi di islamici estremisti, un attacco alla casa e alla
famiglia del ragazzo.………………………
La polizia è intervenuta e ha arresto il
cristiano e suo fratello, il pastore Shafiq, 35
anni.……………………………………….
Dopo quasi tre mesi di carcere i due sono stati liberati, grazie alla mediazione del
CLAAS - Center for Legal Aid Assistance and Settlement - un'associazione cristiana che
si occupa di fornire assistenza legale ai perseguitati; i mediatori hanno negoziato un accordo con i loro accusatori al di fuori delle aule giudiziarie.……………………………
Nonostante l'imputazione sia caduta e siano stati rimessi in libertà, per i fratelli
cristiani la situazione non è facile, perché essere accusati di blasfemia è pericoloso; Jeremy Sewall, della ICC, ha dichiarato: «Anche se questa è una vittoria incoraggiante, i due
fratelli si troveranno ad affrontare una
forte pressione sociale da parte dei
musulmani, che vedono anche l'accusa
di blasfemia, come motivo sufficiente
per l'esecuzione.
Anche il miglior
corpo di polizia del mondo non sarebbe in grado di proteggere i cristiani in
Pakistan».
tratto dal notiziario della missione
“Porte Aperte”
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 4
SPUNTI DI RIFLESSIONE...
a cura di Mango E.
Lo lasceresti perdere, e
in fretta! Questo è quanto faremmo anche noi. Considera,
invece, cosa accadde all’apostolo Paolo. Il predicatore di
Tarso ricevette delle indicazioni che lo portarono su una strada ancora più tortuosa di quella
che ho appena descritto; una
strada piena di pericoli, che
avrebbe portato fame, umiliazione, solitudine, terrore e sangue. Paolo ricevette le istruzioni dalla bocca del Signore,
durante la notte, in una cella
solitaria.
“La notte seguente, il
Signore si presentò a Paolo e
gli disse: «Fatti coraggio; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme,
così bisogna che tu la renda anche a Roma».” (Atti 23:11)
Bene, quindi è stato il Signore Gesù ad indicare a Paolo il percorso da seguire.
“Paolo, la strada che voglio che tu prenda è quella per Roma. Continua in quella direzione, qualsiasi cosa succeda. Non puoi sbagliare”.
Con un “agente di viaggio” del calibro di Gesù ti aspetteresti un viaggio in prima
classe, non è vero? Invece no. Per due lunghi anni, su quella lunga strada per Roma,
Paolo non incontrò che pericoli, deviazioni, spaventi, buche e ostacoli. Il viaggio fu caratterizzato da continui guai; non ultimi, i complotti per ucciderlo e la prigionia.
Poi ci fu una tortuosa deviazione, quando un uragano lo fece vagare per il Mediterraneo per due settimane intere; fino a quando la nave urtò uno scoglio. E si ruppe in
pezzi. Dopo, Paolo riuscì a raggiungere a nuoto un’isola. In seguito, fu morso da un serpente velenoso. Una strada facile ?
No, la via per Roma non fu un’autostrada gratuita. I pedaggi furono incredibilmente
salati. Eppure, questa era la strada che Gesù gli disse di prendere.
Paolo aveva fiducia nel suo Amico. Sebbene la strada fosse sconnessa, e a volte
molto difficile, Paolo era sicuro. Egli non rinnegò l’amicizia con Cristo.
E quando arrivò a Roma? Oh, in che modo il Signore lo seppe usare!
Potresti desiderare che la strada per la quale Gesù ti ha indirizzato abbia uno spazio sufficiente a fare un’inversione a “U”. Forse, sei stato persino tentato di fare retromarcia, e di fuggire lontano dalle Sue indicazioni.
Ascolta. Considera che i pericoli della strada – le buche, le deviazioni, i burroni e
tutto il resto - sono la prova che sei sulla strada giusta.
È quando ti trovi sulla via larga e facile che devi preoccuparti!
Tratto da “Intromissione divina” di Joni Eareckson Tada,
Trascritto dalla s.lla Gravina S.
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 5
STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Mango E.
Dio guarda me!
.
Giovanni 9:1-7
Nell’ultima parte di questa meditazione desidero parlarvi non del modo in cui Dio
guarda noi, ma piuttosto nel modo in cui noi guardiamo a Lui e alla Sua opera. Spesso
può accadere che non riconosciamo l’opera di Dio attorno a noi, non discerniamo “il
tempo in cui siamo visitati” e che come Pietro perdiamo “il senso delle cose di Dio”.
Questo avviene perché, troppo spesso, non siamo disposti a mettere da parte la
nostra visione per lasciare spazio a quella divina. Dio ci parla, ma ciò che ci dice sembra
umanamente tanto assurdo che crediamo impossibile che Dio possa operare in una determinata maniera… che Dio possa darci la capacità, di fronte alla Sua Parola, di mettere da
parte ogni visione personale, ogni razionalità prettamente umana o derivante dalla cultura del luogo e del tempo in cui viviamo, che il Signore ci dia la capacità di lasciare spazio a quella semplice e preziosa ubbidienza, che alimentata dalla fede, ci permetterà di
gustare la piena benedizione di Dio nella nostra vita!
Il nostro testo descrive in maniera accurata il modo usato da Gesù per donare la
vista a quell’uomo cieco. Egli sputa per terra e con la Sua saliva impasta del fango che
spalmerà poi sugli occhi del cieco. Dopo questo Egli diede il comando al cieco di andarsi a lavare alla vasca di Siloe.
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 6
STUDIAMO LA PAROLA
a cura di Mango E.
Senza alcun
dubbio un metodo
discutibile,
“poco
fine” per molti di
noi, ma comunque
efficace perché tutto
quello che Dio compie porta un frutto
eterno e duraturo.
Quel cieco non ostacolò l’opera di Dio
ed ubbidì alla Sua
Parola ed ottenne
guarigione e benedizione da Dio.
Spesso i metodi di Dio sono
strani se giudicati
con un metro umano, ma il credente e
chiamato ad elevarsi, per mezzo della fede, al di sopra della sfera prettamente umana per poter così sperimentare e gustare l’opera potente di Dio!
Riflettiamo un attimo sul popolo ebreo. Perché non ricevette Gesù quale messia?
Perché non riuscirono a scorgere in Gesù l’unto di Dio? Il motivo è semplice: essi si
erano fatto un’idea personale ed umana del modo in cui doveva presentarsi il messia.
Credevano che dovesse essere un re, un condottiero, colui che li avrebbe liberati
dalla dominazione romana. Una visione senza dubbio umana che li privo della più grande benedizione: il messia, il Redentore era in mezzo a loro e non se ne accorsero, anzi, lo
disprezzarono fino al punto di inchiodarlo alla croce. Signore liberaci da ogni visione
umana, liberaci dall’ostinatezza e apri il nostro cuore, gli occhi della nostra fede per vedere e comprendere la tua opera!
Quel cieco ubbidì al comando del Signore, un comando apparentemente assurdo e
incomprensibile, così come lui fecero anche Abramo, Gedeone, Naaman e tanti altri, i
quali per fede, misero da parte le loro convinzioni e la loro visione e diedero piena fiducia a Dio ubbidendo a quanto Egli aveva loro comandato.
Che Dio ci doni il senso delle realtà spirituali affinchè possiamo essere capaci di
apprezzare e di gustare appieno il tempo in cui Dio ci visita, il tempo in cui la benedizione di Dio viene mandata sulla nostra vita, il tempo in cui Dio vuole mostrarci la Sua gloriosa opera in noi e attraverso di noi!
Fine III° ed ultima Parte
IL CAMMINO CRISTIANO
Mango Emanuele
PAGINA 7
BIOGRAFIE
a cura di Mango E.
Mattew Henry
(1662-1714)
A Broad Oak, sebbene fosse di aiuto considerevole a suo padre nell’opera
pastorale, egli si rese conto che vi erano scarse possibilità di ricevere "la vocazione" ad un pastorato stabilito. Il villaggio era remoto, severe erano le restrizioni per i ministri dissenzienti, e non aveva alcuna voglia di rimanere relativamente inattivo.
Decide cosi di ritornare a Londra, al Gray Inn e
studiarvi legge. Fu subito evidente che la sua considerevole memoria e la facile eloquenza gli avrebbero riservato un futuro di rilievo. A quel tempo era largamente
influenzato dalla predicazione del dott. Stillingfleet e
dal dott. Tillotson al Lawrence Jewry. In quel tempo
egli pure aveva raccolto alcuni suoi amici in un piccolo
gruppo che si incontrava per la preghiera e lo studio
biblico, proprio come più tardi i Wesley avrebbero fondato lo Holy Club a Oxford.
Ritornando a Broad Oak, cominciò a predicare
come candidato per il ministero. La gente che lo udiva a
Chester era così impressionata da lui da chiedergli di
diventare loro pastore. Dopo essersi esaminato a lungo,
Mattew Henry
decise di rispondere a questa "chiamata".
Alcuni ministri di Londra lo consacrarono così
privatamente il 9 maggio 1687, ma solo nel 1702 ottenne un documento per certificare la regolarità della sua ordinazione presbiteriana avvenuta 15 anni prima.
Fu pastore a Chester dal 1687 al 1712.
La sua prima moglie Katherine Hardware, muore di vaiolo dando alla luce
un bambino. Più tardi sposerà la nipote del giudice Peter Warburton.
Sebbene tre dei loro nove figli muoiono da piccoli, questo matrimonio è
felice come il primo. Nessuna tragedia domestica poteva pregiudicare la bellezza
della sua vita familiare. Essa era modellata secondo quanto aveva avuto esperienza a Broad Oak, dove la casa di suo padre era chiamata "una casa di Dio ed
una porta del cielo".
A Chester Mattew Henry conduceva la preghiera in casa sua all’inizio ed
alla fine della giornata. Al mattino esponeva l’Antico Testamento, alla sera il
Nuovo. Queste esposizioni, probabilmente, emendate dalle domande e commenti
della sua famiglia e dei vicini, furono alla base del suo commentario.
Nei culti pubblici di solito pregava per mezz’ora, predicava per un’ora, e cantava Salmi, da una selezione preparata da lui stesso. I suoi sermoni erano espositivi, mai politici, ma sempre pratici nella loro applicazione ai problemi della vita
quotidiana. Frequentemente contenevano riferimenti alla condizione della gente
nelle Chiese riformate del continente, che soffrivano di dure persecuzioni.
Il sabato teneva lezioni di catechismo per bambini, in preparazione alla
loro partecipazione alla Cena del Signore che, come lui sottolineava, era il compimento del loro patto battesimale.
Sebbene avesse forti opinioni personali su dottrine cardinali, non era intollerante, e visitava tutti coloro che erano nel bisogno, non importa a quale deIL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 8
BIOGRAFIE
a cura di Mango E.
nominazione appartenessero. Predicava sei giorni la settimana in diverse comunità in un raggio di trenta miglia, ma non voleva mai mancare dal suo pulpito la
domenica a Chester.
La sua influenza in città crebbe rapidamente, e fu costruito un nuovo locale di culto per ospitare la vasta assemblea che ora si riuniva per ascoltarlo.
Dopo essere guarito da una seria malattia nel 1704, egli comincia le sue
Note al Nuovo Testamento, base del suo commentario, che si concludevano come sempre faceva nel suo diario, con la frase: "Il Signore mi aiuti ad avere in
tutto questo sempre grande umiltà".
Riesce però ad arrivare solo alla fine del libro degli Atti. Il resto verrà
composto dai suoi amici nel ministero, sulla base delle sue note e scritti.
Il suo stile di esposizione biblica, molto dettagliato e spiritualizzato, ha influenzato da allora tutto il mondo evangelico. I problemi di critica testuale non rientravano nella sua sfera di interesse. Basti pensare che poteva scrivere 190 parole
di commento, incluso uno schema di sermone in tre parti, su un versetto come:
"Quando Esaù ebbe quarant'anni, prese per moglie Judith, figlia di Beeri, lo
Hitteo e Basemath, figlia di Elon, lo Hitteo. Esse furono causa di profonda amarezza a Isacco e Rebecca".
Molto influenzato dai Puritani, egli fa dell’esposizione biblica il centro
del suo ministero. Sei anni più tardi, nel 1710, una "chiamata" gli pervenne da
una comunità in Silver Street, Hackney, Londra. Era riluttante a lasciare Chester,
ma sentiva che la sua opera sul commentario avrebbe avuto grande beneficio
dall’aver accesso a Londra a molta letteratura.
"Mi rattristo molto a lasciare Chester", diceva, "ma guardo a Te, o Signore".
Cominciava a lavorare ogni giorno alle 4 o alle 5 della mattina, e intendeva usare appieno per lo studio tutte le ore disponibili.
Non sorprende che il voler adempiere ad una vasta opera di ministero e, al
tempo stesso, di scrivere un grande commentario sull’intera Bibbia, lo avessero
molto provato fisicamente.
Era preoccupato per la scarsa qualità della vita religiosa in Inghilterra, e
questo aumentava la sua debolezza.
Nel 1714, visitando a Chester un suo amico, morì di apoplessia a
Nantwich. Aveva solo 52 anni, e questa sembrava una tragica fine, ma uno dei
suoi parenti disse: "Io credo che gli sia stato molto gradevole avere un così breve passaggio dal suo lavoro alla sua remunerazione finale".
Avere esercitato un ministero così vigoroso ed intenso, essere stato pastore con tale introspezione nei problemi della gente, ed avere prodotto una tale
opera monumentale come il suo Commentario, sono realizzazioni stupefacenti.
Fine II° Parte
IL CAMMINO CRISTIANO
"tratto dal sito ww.naiot.it"
PAGINA 9
EREDITЙ DAL PASSATO
a cura di Mango E.
Cosa significa essere Cristiani
Il nostro secolo è il secolo delle imitazioni e dei surrogati. Sembra che lo sforzo
scientifico sia teso alla sostituzione dell'autentico con il falso, dell'originale con la copia. Questo programma di ampio respiro include, nel suo sviluppo, tutte le realtà della
vita non facendo eccezione neanche per le realtà morali e spirituali.
La morale sana, permeata di timore di Dio e di rettitudine sociale, viene ogni
giorno surrogata da una pacifica convivenza che è tutta infingimenti e ipocrisie e la
spiritualità pura ed elevata viene quotidianamente sostituita da un vuoto formalismo
religioso che si esaurisce in una liturgia priva di significato.
In un mondo che ha elevato questo programma a sistema di vita; in un mondo
dove il luccichio dei diamanti ed il brillare dell'oro suscitano le più legittime diffidenze,
la domanda che noi solleviamo rappresenta il più naturale degli interrogativi: sei cristiano? È una domanda impegnativa che esige una risposta franca e precisa e non per
soddisfare chi ha posto l'interrogativo, ma per illuminare coloro che hanno l'eroismo di
accettare la domanda.
A coloro che non amano distinguere fra il vero e il falso la domanda sembrerà
superflua od inopportuna, ma ai pochi che ancora bramano possedere la verità nel senso più elevato del termine, la domanda, non soltanto apparirà logica ed attuale, ma apparirà anche come una favorevole opportunità per cercare la verità in loro stessi.
Quindi, le pagine di questo volume non s'indirizzano a tutti, ma soltanto a quei
credenti che desiderano spezzare le catene dell'illusione e dell'inganno per conquistare
la libertà dello spirito che si respira nel vero cristianesimo.
.
CONOSCERE CRISTO
Cristiano vuol dire “seguace di Cristo” o, come si dice più comunemente,
“discepolo di Cristo”. Non si può essere discepolo di un Maestro senza conoscerlo e
perciò non si può essere cristiani senza conoscere Cristo.
Il discepolo è colui che segue gli insegnamenti del Maestro; quando gli insegnamenti di un Maestro rappresentano anche la sua vita, il discepolo diventa l'imitatore perfetto del Maestro. Per essere cristiani, cioè allievi di Gesù ed imitatori di Gesù, bisogna
conoscere il Maestro: bisogna conoscere il suo ammaestramento che è lo stesso che dire:
bisogna conoscere la sua vita perché in Gesù ammaestramento e vita rappresentano la
medesima cosa.
La conoscenza di Gesù sarà completata soltanto nell'eternità, ma soltanto coloro
che hanno incominciato a penetrarla quaggiù possono essere definiti suoi discepoli. Se
un individuo non ha incontrato Cristo, non ha veduto Cristo, non ha udito Cristo, non
può neanche dichiararsi discepolo di Cristo. Egli può anche essere un ammiratore entusiasta dell'eminente personalità del figliuolo di Dio, ma non può assolutamente pretendere di essere suo discepolo.
Quindi la domanda "sei Cristiano?" può essere sostituita da un'altra: conosci
Cristo?
Naturalmente, la risposta non può evadere la realtà perché abbiamo già precisato
che conoscere Cristo significa aver avuto un incontro con Lui e aver stretto una relazione
con Lui. Coloro che lo conoscono attraverso le biografie semplicemente in conseguenza
di quello che si dice di Cristo, non lo conoscono affatto. Possono anche aver lette le cose
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 10
EREDITЙ DAL PASSATO
a cura di Mango E.
più belle riguardanti la Sua vita e possono aver
udito centinaia di sermoni intorno a Lui ma se
non Lo hanno incontrato personalmente se non
Lo hanno udito con i loro orecchi e non Lo
hanno veduto con i propri occhi non lo conoscono, e perciò non possono dichiarare di essere cristiani.
Purtroppo molti si accontentano della
“conoscenza” degli altri e vivono in una pigrizia spirituale che offre loro “una forma religiosa”, ma nasconde irrimediabilmente il vero
cristianesimo. Essere membri di una comunità
cristiana o appartenere ad una famiglia cristiana può dare “l'illusione” di essere cristiani, ma
in realtà non rappresenta affatto una garanzia
di salvezza perché, anche se coloro che ci circondano hanno “conosciuto Cristo”, noi
non possiamo dichiararci cristiani fino a tanto che non esperimentiamo una conoscenza
diretta e personale.
Ai profani, e forse a quanti non hanno ancora fatta una personale esperienza cristiana, il concetto di un incontro con Cristo e di una conoscenza di Cristo può risultare
incomprensibile. Vogliamo perciò precisare che noi consideriamo Cristo non come una
idea astratta, ma come una “persona reale” e quindi non come una realtà ideale che può
essere conquistata soltanto intellettualmente, ma come una realtà spirituale che può essere pienamente partecipata con tutta la personalità umana.
Cristo è l'eterno figlio di Dio che è apparso nel mondo per la salvezza del genere
umano e che perciò si è manifestato in carne per essere l'unico mediatore fra gli uomini e
il Padre. Vero uomo e vero Dio, è stato ed è il termine di mediazione, il tratto di unione
fra il cielo e la terra. Egli però non è soltanto il tratto di unione fra “gli uomini” e “Dio”
ma è la mediazione fra “ogni uomo” e il “Padre”. Non è soltanto il Salvatore del mondo,
ma è il Salvatore di ogni uomo che viene nel mondo.
Ogni individuo perciò deve fare la sua personale conoscenza e deve costituirlo “il
proprio” mediatore e il “proprio” Salvatore.
Egli è una persona vivente e può essere incontrato, può essere conosciuto proprio
come qualsiasi “persona” può essere realmente incontrata e conosciuta. Egli vede, ode,
ed Egli parla, tocca, si manifesta... “è una persona” e quindi non deve essere considerato
come se fosse soltanto “un'idea”.
L'individuo che si professa cristiano, ma ha conosciuto Cristo esclusivamente
come “idea” e non lo ha incontrato come persona, si trova ancora molto lontano dal vero
cristianesimo il quale non è fondato su un'idea, ma su una persona.
Fine I° Parte
IL CAMMINO CRISTIANO
Roberto Bracco
PAGINA 11
IMPARIAMO GIOCANDO...
a cura di Mango E.
Scegli la risposta giusta...
1) Come si chiamava il padre di Davide?
Kis
Isai
Manoah
2) Qual’era lo strumento musicale che Davide suonava presso Saul per
allontare il cattivo spirito suscitato da Dio che turbava Saul?
Flauto
Cetra
Arpa
3) Come si chiamava quel gigante Filisteo che Davide vinse con una fionda?
Goliath
Eliab
Dagon
4) Quante pietre prese Davide nel torrente prima di andare contro il Filisteo?
3
7
5
5) Come si chiamava quel sacerdote che diede a Davide da mangiare del pane
della presentazione?
Ahimelec
Eleazar
Eli
6) Quanti anni aveva Davide quando cominciò a regnare?
37
30
33
7) In tutto quanti anni regnò Davide?
35
30
40
8) Dalla mano di chi Davide strappò Gerusalemme, una volta diventato re?
Gebusei
Amalekiti
Filistei
9) Come si chiamava la moglie di Davide che vedendolo saltare e danzare davanti
a Dio lo disprezzò in cuor suo?
Merab
Mical
Abigail
Soluzioni alle domande del giornalino di Aprile:
1) B ; 2) B ; 3) C ; 4) A ; 5) B ; 6) A ; 7) B.
IL CAMMINO CRISTIANO
PAGINA 12
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