RACCONTI TRA TERRITORI PER LO SVILUPPO DEI POPOLI UNO SGUARDO DENTRO LE ESPERIENZE DI COOPERAZIONE SANITARIA SOSTENUTE DALLA REGIONE SARDEGNA DAL 2005 AD OGGI Partner Locali Sardi Associazione Binario Etico, Sardegna, Italia Associazione Il Seme, Oristano, Sardegna, Italia Associazione Amicizia Sardegna Palestina, Sardegna, Italia Associazione Assadakah, Sardegna, Italia Associazione Cittadini del mondo, Cagliari, Italia Associazione GNO’NU, Sardegna, Italia Associazione Onlus ASTAFOS, Selargius, Sardegna, Italia Associazione Onlus Sandalia, Sardegna, Italia Associazione Onlus ALPO Alleviare la Povertà, Terralba, Sardegna, Italia Associazione sarda per l’attuazione della riforma psichiatrica (ASARP), Cagliari, Sardegna, Italia Associazione Studenti Universitari per la Cooperazione (SUC), Sardegna, Italia Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, Sardegna, Italia Azienda Sanitaria Locale n. 1, Sassari, Sardegna, Italia Azienda Sanitaria Locale n. 7, Ospedale Sirai, Carbonia, Sardegna, Italia Azienda Sanitaria Locale n. 8, Cagliari, Sardegna, Italia BCS BIOTECH srl, Sardegna, Italia Centro E-learning, Università degli Studi di Cagliari, Sardegna, Italia Centro Trapianti Midollo Osseo-Ospedale Microcitemico, Cagliari, Sardegna, Italia Comune di Arzachena (OT), Sardegna, Italia Comune di Buggerru e Fluminimaggiore (CI), Sardegna, Italia Comune di Golfo Aranci (OT), Sardegna, Italia Comune di Gonnoscodina (OR), Sardegna, Italia Comune di Iglesias (CI), Sardegna, Italia Comune di Villaverde (OR), Sardegna, Italia Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei, Università degli Studi di Sassari, Sardegna, Italia Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale (ex Dip. Neuroscienze e Scienze Materno-Infantili), Università degli Studi di Sassari, Sardegna, Italia Dipartimento di Sanità Pubblica Università degli Studi di Cagliari, Sardegna, Italia Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie, Università degli Studi di Cagliari, Sardegna, Italia Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Cagliari, Sardegna, Italia Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Microchirurgiche e Mediche, Università degli Studi di Sassari Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli Studi di Cagliari, Sardegna, Italia Elettronica Professionale spa, Sassari, Sardegna, Italia Ente Regionale Studio Universitario (ERSU), Sassari, Sardegna, Italia IX Comunità Montana del Nuorese, Sardegna, Italia Krene srl (ex Krenesiel srl), Sassari, Sardegna, Italia Officine Ortsan, Sardegna, Italia Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano (OSVIC), Sardegna, Italia Primaidea srl, Sardegna Italia Solidarietà Consorzio Cooperativo Sociale – Cagliari, Sardegna, Italia Tipografia Gallizzi, Sardegna, Italia V.M. Imaging srl, Sassari, Sardegna, Italia Partner Esteri ANO Children, San Pietroburgo, Russia Association du douar de Agni, Marocco Association du douar de Anraz, Marocco Association du douar de Tikhfest, Marocco Association Les Rangs d’Honneurs, Marocco Associazione Hanan, Striscia di Gaza C.O.U. “Madre Teresa” Dipartimento di Pediatria Università Studi di Tirana Can Kids … Kids Can, India Centro Collaborativo OMS, Centre Psychiatrique Universitaire Ibn Rochd- Casablanca, Marocco Department of Psychiatry, University of Ibadan, Nigeria Diocesi di Nyeri, Kenya Hopital Gouvernamental du President Elias Hraoui de Zhale, Libano Hopital de Bongor, Ciad Institute for Development Research and Applied Care - Beirut, Libano L’Avenir, Rabat, Marocco Ministry of Health, Dar es Salaam, Tanzania Muhimbili University College of Health Science (MUCHS), Dar Es Salaam , Tanzania National Institute for Medical Research (NIMR), Dar es Salaam, Tanzania Niniveh Thalassemia Association, Iraq Province de Al Haouze, Marocco Psychiatric clinic, Sarajevo, Bosnia-Erzegovina Radio Terre Nouvelle, Ciad Région de Marrakech- Tensift- Al Haouz, Marocco Saint Luc Hospital, Cotonou, Benin Ukrainian Charitable Fund “Zaporuka”, Kiev, Ucraina Universitè el Manar, Facultè de Medicine - Tunis, Tunisia University of Abomey-Calavi, Benin Altri Partner Azienda per i Servizi Sanitari di Trieste, Dipartimento di Salute Mentale, Trieste, Italia Fondazione Tender to Nave, Genova, Italia Peter Pan ONLUS, Roma, Italia Soleterre – strategie di pace ONLUS, Milano, Italia Osservatori Centre for International Health, University of Bergen, Norway Console Onorario Italiano in Ciad Department of Public Health and Primary Health Care, University of Bergen, Norway Dipartimento di Economia Aziendale, Università degli Studi di Cagliari, Sardegna, Italia Sardinian Mediterranean Imaging Research Group, SMIRG, Sardegna, Italia PREMESSA Sono quasi 700 i progetti cofinanziati dalla Regione Autonoma Sardegna (RAS) dal giorno in cui è stata approvata la Legge Regionale n. 19 dell’11 aprile 1996 (LR 19/96) che detta “Norme in materia di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e di collaborazione internazionale”. La legge ha rappresentato e tuttora rappresenta lo strumento attraverso il quale la Regione promuove e finanzia attività di cooperazione decentrata sostenendo iniziative avanzate per lo più dagli attori del territorio e rafforzando relazioni partenariali tra paesi del nord e sud del mondo. In oltre 16 anni di attività si è cooperato in vari ambiti, da quello economico a quello sociale, dall’ambiente alla sanità e in più di 70 Regioni del mondo, dal Corno d’Africa al Senegal, dalla Tunisia all’Angola, dal Nicaragua allo Sri Lanka. Numerosi sono stati i successi ottenuti, enorme il patrimonio di conoscenze e relazioni, molteplici le luci di speranza accese nelle periferie di grandi città o in remote zone rurali grazie al contributo di Enti e Associazioni sarde. La cooperazione decentrata, infatti, trova la sua ragion d’essere nella mobilitazione delle Autonomie Locali, del mondo associativo, universitario, pubblico e privato di un territorio. A caratterizzarla sono dinamiche partecipative che partono dal basso coinvolgendo tutti gli attori chiave dei territori che cooperano, con l’obiettivo di creare un reale sviluppo sostenibile. Non mancano tuttavia criticità e sfide aperte. La scommessa da vincere, la cooperazione tra la Sardegna e territori definiti in base a una strategia condivisa dalla politica e dal mondo della cooperazione, deve riguardarci tutti. Per questo, l’Amministrazione Regionale ha avviato percorsi di dialogo con il territorio e di partecipazione per la creazione di un sistema sardo della cooperazione internazionale, in un ottica di maggiore comunicazione, coordinamento e programmazione. Comprendere che la cooperazione allo sviluppo è un investimento per lo sviluppo reciproco dei territori coinvolti, compreso quello sardo, rappresenta il vero punto di svolta. In questa cornice si inserisce l’idea del presente opuscolo che sintetizza i progetti realizzati in campo sanitario nel periodo di programmazione regionale 2005-2012. L’obiettivo è chiaro: valorizzare le progettualità realizzate, condividerle, rafforzare e dar visibilità alle esperienze fin qui maturate, capitalizzare il patrimonio di conoscenze e relazioni acquisite che possono e devono tradursi, in prospettiva, in nuove sfide progettuali sia in campo medico-sanitario che di cooperazione allo sviluppo in senso lato. Per continuare la sfida comune: quella del Co-sviluppo. SERVIZIO AFFARI INTERNAZIONALI DIREZIONE GENERALE DELLA PRESIDENZA Kenya Area: Municipalità di Nanyuki Anno: 2005 Durata: 16 mesi Partner Principale: Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano (OSVIC) – ONG, Italia Partner Esteri: Archidiocesi di Nyeri Beneficiari: Bambini HIV-positivi Costo del Progetto: € 142.161,62 Contributo RAS (LR 19/96): € 99.424,50 La casa ‘Tumaini’ SOSTEGNO AL CENTRO DI ACCOGLIENZA PER ORFANI HIV+ - NANYUKI Alleviare il disagio della popolazione del distretto di Laikipia e in particolare dei bambini orfani, causato dall’alta diffusione del virus da HIV/AIDS Breve storia del progetto Il Progetto è nato per dare risposta ad un problema molto sentito: la lotta all’AIDS. Dietro richiesta dell’Arcidiocesi di Nyeri (Kenya) l’OSVIC nel 2003 ha aperto la Casa Tumaini (Casa della speranza) dando subito accoglienza 50 bambini orfani sieropositivi e assistenza a 25 bambini inseriti presso i componenti delle famiglie residue (es., nonne e zie). Obbiettivi specifici Gestione del Centro di Accoglienza orfani sieropositivi. Sensibilizzazione della popolazione in materia preventiva dell’AIDS. Formazione di operatori socio-sanitari locali. Successi del progetto Il Progetto ha pienamente raggiunto i suoi obiettivi: la gestione del Centro Orfani, che ha accolto, curato e scolarizzato i bambini sieropositivi, e la sensibilizzazione della popolazione in materia preventiva dell’AIDS e la formazione di operatori socio-sanitari locali. Altro obbiettivo raggiunto è stato quello di aver offerto posti di lavoro presso la struttura del Progetto, soprattutto alle donne, e così aver dato loro la possibilità di aumentare il reddito familiare e ridurre la povertà estrema nella zona. Importante e non ultimo successo è stato quello della diminuzione del tasso di mortalità tra i ragazzi accolti nella casa Tumaini. Sfide e difficoltà Le difficoltà incontrate si possono attribuire a motivazioni politiche (elezioni) e alla carenze di servizi pubblici e di comunicazione di base. Casa ‘Tumaini’: gita scolastica Iniziative parallele 1) Accoglienza e cura di 50 bambini e ragazzi sieropositivi all’interno del Centro; 2) sostegno a 25 bambini sieropositivi inseriti presso le famiglie affidatarie; 3) Formazione di 160 persone idonee a trasmettere conoscenze igieniche sanitarie negli ambienti scolastici e familiari; 4) Collaborazione con le strutture socioassistenziali della zona; 5) Sono stati rinnovati gli Accordi d’intesa con: l’Ospedale di Nanyuki, che accoglie gratuitamente i bambini bisognosi di ospedalizzazione; il Municipio di Nanyuki, che esonera dal pagare alcune tasse riguardanti i bambini della Tumaini; il Provveditorato agli Studi che favorisce l’inserimento dei bambini nelle scuole pubbliche. Responsabile del Progetto: Maria Colomba Cabras, [email protected] Partner Sardi: Comune di Villaverde; Associazione «Il Seme», Oristano. 5 MAROCCO Area: Regione di Marrakech Anno: 2005 Durata: 1 anno Partner Principale: Associazione Sandalia Onlus, Italia Partner Esteri: Regione di Al Houze, di Tensift, di Marrakech, Provincia di Al Haouz, Associazione “Les Rangs d’Honneurs”, Associazione degli abitanti di Tikhfest, Marocco Beneficiari: 10 giovani disoccupati e in generale la popolazione del villaggio di Tikhfest e di Ouirgane Costo del progetto: € 185.590,00 Contributo RAS: (LR 19/96): € 98.590,00 Studenti durante la formazione Migliorare la qualità della vita della popolazione di TikHfest Reciproca promozione socio sanitaria dei territori coinvolti Breve storia del progetto L’attività principale del progetto è stata quella del restauro strutturale del villaggio di Tikhfest. L’intervento è stato avviato e condotto da un gruppo di dieci persone disoccupate dello stesso villaggio che ha ricevuto un corso di formazione professionale di estrazione, taglio e lavorazione della pietra. Dopo la formazione i dieci corsisti hanno creato una cooperativa chiamata “Ait Maten” che sta tuttora lavorando. Sono state inoltre effettuate tre missioni in loco da parte di alcuni partner progettuali con l’intento di preparare tre studi di fattibilità per interventi di cooperazione successivi. Nel 2007 si è quindi realizzato un progetto sanitario in risposta alle necessità e alle richieste degli abitanti di Tikhfest. Un gruppo di residenti è stato formato su tecniche di primo soccorso ed è stata effettuata una campagna sanitaria nel comune rurale di Ouirgane. Si è dato inoltre risposta ad alcuni gravi problemi locali quali la mortalità materna. Durata: 1 anno Successi: E’ stata migliorata la situazione economica degli abitanti di Thikhfest e le condizioni sanitarie delle comunità montane. OBbiettivi: Migliorare le condizioni di vita nella Provincia di Al Haouz, Marocco. Project Manager: Maria Giovanna Lai, [email protected] Partner Sardi: IX Comunità Montana del Nuorese, Associazione SUC, Associazione Binario Etico Visita medica alla popolazione locale 7 tanzania Area: Dar es Salaam Anno: 2005 Durata: 23 mesi Partner Principale: ex Dip. di Neuroscienze e Scienze Materno-Infantili, Università degli Studi di Sassari, Italia Partner Esteri: Ministero della Salute, Muhimbili University of Health and Allied Science (MUHAS), Dar Es Salaam, Tanzania Beneficiari: Medici in formazione, operatori sanitari Costo del Progetto: € 82.524,32 Contributo RAS (RL 19/96): € 40.000,00 IT Department, MUHAS, Dar es Salaam, Tanzania FORMAZIONE DIRETTA E A DISTANZA IN SCIENZE SANITARIE E IGIENE PUBBLICA IN TANZANIA Migliorare la sostenibilità delle infrastrutture sanitarie e della formazione medica attraverso strategie integrate Breve storia del progetto Il Progetto nasce da collaborazioni intraprese nel 2002 con colleghi dei due Partner (MUHAS, Ministero della Salute) a Dar es Salaam, nel campo della neurologia, neurofisiologia e neuroepidemiologia clinica. Queste attività hanno permesso di individuare bisogni formativi specifici tra i medici in formazione del MUHAS e gli operatori sanitari, quali ad esempio tecnici di laboratorio. Un’analisi delle infrastrutture locali e delle risorse umane veniva effettuata per meglio indirizzare programmi di formazione, sia sul luogo che presso le strutture multidisciplinari del partenariato Sardo. Veniva quindi creato un corpo docente sia presso il MUHAS che presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Sassari preposto a organizzare sessioni di formazione agli studenti e agli operatori sanitari. Successi del Progetto Il Progetto ha riscosso successo soprattutto nelle sessioni teoricopratiche di neurofisiologia clinica presso l’Università di Sassari, con riferimento alle tecniche di elettro-encefalopatia, -miografia, -neurografia, nelle sessioni teoriche sulle malattie neurologiche emergenti, nei workshop sulla epidemiologia della tubercolosi e sugli aspetti di resistenza alla politerapia antibiotica, nelle sessioni di formazione IT e assistenza e manutenzione delle apparecchiature medicali, presso le strutture del Partenariato sardo. Sfide e difficoltà Standard tecnologici scarsi per l’organizzazione di apprendimento a distanza ‘web-based’. Coordinamento di una squadra multidisciplinare e numerosa di Formazione nell’ambito del supporto tecnico, assistenza e manutenzione di attrezzature medicali partecipanti al progetto sia in Tanzania che in Sardegna. Necessità di creare/rafforzare una cultura alla cooperazione nell’ambito di amministrazioni locali e all’interno del Partenariato. Iniziative collaterali Veniva stilata una bozza di accordo bilaterale tra l’Università di Sassari e il MUHAS con riferimento all’interesse reciproco per le scienze sanitarie. Ne scaturiva inoltre una proposta per programma di gemellaggio tra Sassari e Dar es Salaam, presentata alla Commissione Europea per lo Sviluppo, nel 2008 nel corso delle Giornate Europee per lo Sviluppo, Strasburgo, Francia. Responsabile del Progetto: Isidoro C. Aiello Partner Sardi: Krenesiel srl, Elettronica Professionale, Ente Regionale Studio Universitario (ERSU) 9 albania Area: Città di Tirana Anno: 2007 Durata: 2 anni Partner Principale: Università degli Studi di Cagliari, Italia Partner Estero: Dip. di Pediatria, Università di Tirana (C.O.U. Madre Teresa), Albania Beneficiari: Pazienti talassemici Costo del Progetto: € 111.978,21 Contributo RAS (LR 19/96): € 78.128,58 Missione dei delegate Italiani presso il Dip. di Pediatria, Università di Tirana, Albania. ERADICAZIONE DELLE TALASSEMIE IN ALBANIA Talassemia e drepanocitosi sono patologie altamente diffuse in Albania, senza possibilità di prevenzione Breve storia del progetto Il Progetto ha tra i suoi obbiettivi principali la divulgazione delle conoscenze sulla talassemia tra la popolazione e gli operatori sanitari; il miglioramento dello stato di salute della popolazione albanese; l’aggiornamento tecnologico delle infrastrutture sanitarie ematologiche del Dipartimento di Pediatria di Tirana. Nell’ambito del Progetto, si è provveduto a formare specialisti albanesi a Cagliari. In particolare due pediatri ematologi hanno svolto sessioni di aggiornamento clinico e terapeutico sulla talassemia e sul trapianto di midollo per la talassemia. Un biologo ha appreso le tecniche di tipizzazione tessutale HLA e le Espianto di sangue midollare a scopo trapiantologico. tecniche per il congelamento delle cellule staminali ematopoietiche per fini trapiantologici. è stata inoltre effettuata una riorganizzazione del laboratorio del Dipartimento Pediatrico di Tirana e l’implementazione di attrezzature finalizzate alla tipizzazione sierologica e molecolare HLA. Lo studio delle famiglie può ora essere effettuato anche a Tirana. Il personale sanitario è stato formato a Cagliari per la realizzazione di modelli di dimissione protetta nei confronti dei pazienti trapiantati. E stato viepiù realizzato un opuscolo informativo a cura dell’Associazione ASTAFOS. La popolazione albanese è stata sensibilizzata nei confronti della talassemia attraverso le attività dell’Associazione “ALPO”. Una delegazione dei responsabili Italiani del progetto si è recata a Tirana per valutare i risultati del progetto, realizzare la formazione, l’educazione e la sensibilizzazione dei sanitari e della popolazione e, attraverso incontri con le istituzioni (Ministero della Sanità, Ambasciata italiana, Università degli Studi di Tirana), riflettere sulla sostenibilità delle attività di cooperazione in quest’ambito. Successi, sfide e difficoltà Gli obbiettivi del progetto sono stati raggiunti appieno. Si è riusciti, inoltre, a stimolare le Associazioni locali ad una attività di collaborazione con i medici di famiglia per la prevenzione della talassemia. Il vicedecano dell’Università di Tirana, Prof. Anila Bulo, e il Ministro della Salute, Dott. Petrit Vasili sono stati sensibilizzati per l’attuazione di decisioni legislative che permettano la prevenzione capillare e gratuita della talassemia, compresa la diagnosi prematrimoniale e prenatale. Responsabile del Progetto: Francesca Argiolu, [email protected] Partner Sardi: Azienda Sanitaria Locale n. 8 di Cagliari Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari Associazione Onlus “ALPO” Alleviare la Povertà, Terralba Associazione Onlus “ASTAFOS”, Selargius 11 marocco Area: Regione di Marrakech Anno: 2007 Durata: 12 mesi Partner Principale: Associazione Studenti Universitari per la Cooperazione(SUC), Italia Partner Esteri: Provincia di Al Haouz, Associazione Tikhfest, Associazione Anraz, Associazione Agni, Marocco Beneficiari: Donne, comunità rurali Costo del Progetto: € 140.000,00 Contributo RAS (LR 19/96): € 98.000,00 Assemblea generale: la creazione di una cooperative di donne PROMUOVERE SCAMBI IN AREE RURALI PER MIGLIORARE IL SERVIZIO DEI CENTRI SANITARI LOCALI Migliorare la qualità di vita delle comunità dei villaggi di montagna con l’incremento della copertura sanitaria attraverso la fortificazione dei derivati del latte e il rafforzamento del ruolo delle donne nella comunità Breve storia del progetto Il Progetto nasce da un’analisi dei problemi sanitari effettuata da due rappresentanti dell’Associazione SUC durante una missione di lavoro in Marocco quale Partner nell’ambito del Progetto coordinato dall’Associazione SANDALIA ONLUS “Regioni Mediterranee”. Tra gli obbiettivi del Progetto vi sono quelli di migliorare le condizioni sanitarie delle comunità rurali di Tikhfest, Anraz e Agni secondo tre strategie principali: l’acquisto di una ambulanza fuori-strada per collegare i villaggi montani con i centri sanitari, la selezione e la formazione di un autista per il trasporto dei pazienti attraverso questi luoghi, lo scambio di esperienze tra ricercatori e chirurghi Italiani e Marocchini. L’intervento ha anche promosso l’emancipazione di un gruppo di 40 donne di Agni e Anraz attraverso l’acquisto di 40 capre e due montoni appartenenti ai beneficiari del Progetto. Grazie alla collaborazione di due pastori selezionati dalla “Coldiretti”, della Provincia di Nuoro, Sardegna, le donne hanno tratto beneficio dall’insegnamento sulla gestione del gregge e sulla produzione di formaggi e altri derivati del latte. Il Progetto ha integrato i guadagni dei beneficiari e sostenuto il rafforzamento del ruolo delle donne nella famiglia e nella società. Successi del Progetto Questo intervento ha dato un contributo al miglioramento delle condizioni sanitarie della popolazione delle comunità montane, contribuito alla riduzione della mortalità infantile locale e migliorato le condizioni economiche di un gruppo di 10 donne. Sfide e difficoltà Il tentativo di ridurre la mortalità infantile nelle comunità rurali Responsabile del Progetto: Maria Giovanna Lai, [email protected] Partner Sardi: Dip. di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Sassari; Provincia di Nuoro L’ambulanza fuori-strada per il trasporto di pazienti dalle comunità montane ai centri sanitari BENIN Area: Benin Anno: primo progetto 2008, secondo progetto 2011 Durata: primo progetto 20 mesi; secondo progetto 1 anno Partner Principale: Dip. di Citomorfologia, Università degli Studi di Cagliari, Italia Partner Esteri: Ospedale di Saint Luc, Cotonou; Università di Abomey-Calavi, Benin Beneficiari: Popolazione femminile del Benin Costo totale dei Progetti: € 307.460,00 Contributo RAS (LR 19/96): € 168.866,00 Ambulatorio per screening HPV in Benin SCREENING PER INFEZIONE DA PAPILLOMA VIRUS (HPV) IN BENIN Sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione dell’infezione da HPV, migliorare la competenza e la stima dell’incidenza e di infezione da HPV e siero-prevalenza nelle donne del Benin Breve storia del progetto L’infezione da HPV rappresenta il maggior fattore di rischio per il cancro della cervice uterina, malattia che conduce ad elevata mortalità nelle donne africane. Nonostante la prevenzione rappresenta l’unica strategia per ridurne la mortalità, i programmi di screening e di educazione sanitaria specifica sono notevolmente scarsi. Attraverso la collaborazione tra il Dip. di Citomorfologia dell’Università degli Studi di Cagliari e l’Ospedale di Saint Luc a Cotonou in Benin, sono stati realizzati due interventi rispettivamente intrapresi nel 2008 e nel 2011: uno sulla diagnostica e prevenzione dell’infezione da HPV e carcinoma della cervice uterina, e uno sullo screening dell’HPV e prevenzione del carcinoma della cervice uterina nelle donne di Cotonou, con il coinvolgimento di numerose altre strutture sanitarie del Benin. E’ ormai in fase finale l’ intervento che include informazione e formazione sulla prevenzione dell’infezione da HPV per la popolazione femminile, operatori sanitari e istituzioni, in collaborazione con gli ospedali di Djougou, Ouidah, Natitingou, Parakou, Goho, Lokossa, Porto Novo e Cotonou. Successi del Progetto Questi progetti hanno portato a numerosi risultati, sia di ordine scientifico che di importanza igienistica per la popolazione generale. In Pap test per diagnosi di carcinoma della cervice uterina particolare, sono state accertate l’incidenza effettiva di infezione da HPV nelle donne del Benin e la sieroprevalenza in questa popolazione. Sfide e difficoltà La difficoltà nel migliorare l’educazione sanitaria sull’HPV e la formazione di operatori sanitari, allestire un laboratorio per screening HPV e la genotipizzazione, sensibilizzare la popolazione sulla prevenzione per infezione HPV. Iniziative parallele L’istituzione di un accordo bilaterale tra l’Università di Cagliari e gli Ospedali del Benin per cooperazioni future. L’organizzazione di programmi di formazione professionale specifica per medici e infermieri in servizio presso gli Ospedali del Benin. Il miglioramento delle conoscenze tra operatori sanitari sardi relative alle malattie della popolazione femminile africana, il loro livello di salute e contesto sociale. Responsabile del Progetto Paola Sirigu, [email protected] Partner Sardi: Associazione GNO’NU, BIOTECH, Comune di Iglesias Pubblicazioni: Piras F, Piga M, De Montis A, Zannou ARF, Minerba L, Perra MT, Murtas D, Atzori M, Pittau M, Maxia C, Sirigu P. Prevalence of Human Papillomavirus Infection in Women in Benin, West Africa. Virol J 2011;8:514. De Montis A, Zannou ARF, Atzori M, Marini M, Lauterio C, Piga M, Piras F, Sirigu P. Multiple markers for diagnosis of HPV infection in Benin women. 27th International Papillomavirus Conference and Clinical Workshop, Berlin-Germany, 17-22 September 2011. Piras F, Piga M, De Montis A, Zannou ARF, Minerba L, Perra MT, Murtas D, Lai S, Maxia C, Sirigu P. The epidemiology of genital Human Papillomavirus in Women in Benin, west Africa. XXXIV Congresso Nazionale Società Italiana di Istochimica, San Benedetto del Tronto. Eur J Histochem 2011;55(suppl. 1):26. Piras F, Piga M, De Montis A, Atzori M, Pittau M, Murtas D, Minerba L, Maxia C, Perra MT, Sirigu P. Human papillomavirus type distribution and correlation with cyto-histological patterns in women from Benin. LXIV Congresso, Società Italiana di Anatomia e Istologia . Ital J Anatomy Embryol 2010;115(suppl. 1/2):140. 15 IRAQ Area: Iraq Anno: 2008 Durata: in corso Partner Principale: Centro per Trapianti di Midollo Osseo, Ospedale Microcitemico- Cagliari, Italia Partner Estero: Associazione Talassemici di Niniveh, Iraq Beneficiari: Bambini talassemici Costo del Progetto: Proporzionale al numero dei trapianti RAS L.R. 449/97 art.32 comma 15 Trapianto di midollo osseo in bambini Iracheni TRAPIANTO DI MIDOLLO OSSEO IN BAMBINI IRACHENI AFFETTI DA TALASSEMIA Strategie per eradicare la talassemia in Iraq Breve storia del progetto Giugno 2008: Approvazione dello schema di convenzione tra la ASL 8 e l’Associazione Talassemici di Niniveh per la realizzazione del progetto “trapianto bambini iracheni”. Dal dicembre 2008 ad oggi, sono stati sottoposti a trapianto di midollo osseo allogenico 15 pazienti affetti da beta talassemia major e 1 paziente affetto da anemia aplastica severa. Il follow-up post trapianto viene effettuato a Mosul (Iraq), e le eventuali problematiche vengono affrontate dal medico operante presso l’Ospedale Ibn Al-Atheer in collaborazione con l’Ospedale Microcitemico di Cagliari. Trapianto di midollo osseo in bambini Iracheni Successi del Progetto 15 pazienti sono guariti e liberi da malattia Sfide e difficoltà Il nostro intento è quello di proseguire con il programma trapiantologico, al fine di portare a guarigione il maggior numero possibile di bambini affetti da patologie ematologiche. Iniziative parallele Grazie alla stretta collaborazione intercorsa in questi anni e grazie ai risultati conseguiti, il Governatorato della Regione di Niniveh ha chiesto un incontro con l’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna e, in quell’occasione, si sono poste le basi per un gemellaggio tra la Regione Autonoma della Sardegna e la Regione di Niniveh della Repubblica Irachena, allo scopo di sviluppare l’amicizia e la cooperazione tra le due parti. Il gemellaggio è stato siglato nel mese di giugno 2012. Nell’ambito del rapporto collaborativo in campo sanitario instaurato tra il popolo italiano e quello iracheno, la Regione Sardegna è stata individuata quale consulente tecnico nel progetto di realizzazione di un Centro per le malattie del sangue e di trapianto di midollo osseo a Mosul. E’ stato costituito un Gruppo Tecnico di consulenza tecnico -scientifica, composto da professionisti esperti in materia di edilizia e tecnologie inerenti le strutture ed attività sanitarie, mentre la formazione del personale medico è affidata ai medici del Centro Trapianti dell’Ospedale Microcitemico di Cagliari. Responsabile Scientifico: Maria Carmen Addari, [email protected] Partner Sardi: Azienda Sanitaria Locale n. 8, Cagliari; Associazione «ASTAFOS» Onlus 17 CiAD Area: Regione Centrale Anno: 2009 Durata: 24 mesi Partners Principali: Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Microchirurgiche e Mediche, Università di Sassari, Italia Partners Esteri: Ospedale di Bongor, Radio Terre Nouvelle, Ciad Beneficiari: Portatori di handicap Costo del progetto: € 131.860,00 Contributo RAS (LR 19/96): € 92.160,00 Sessione operatoria di formazione all’ospedale di Bongor. MALATTIE INVALIDANTI: PROGRAMMA DI MONITORAGGIO E TRATTAMENTO Miglioramento della qualità di vita dei portatori di handicap attraverso il rafforzamento delle strutture sanitarie, il miglioramento dei servizi sanitari e la sensibilizzazione della popolazione locale popolazione disabile è fragile e vulnerabile ed è spesso considerata un peso per la società. Questa situazione è ancora più grave nella zona di intervento del progetto poichè si tratta di un territorio privo di strutture idonee alla loro cura. La vasta area centrale del Paese è carente di strutture sanitarie e riabilitative. Obiettivo del progetto è quello di migliorare la situazione dei portatori di handicap grazie al rafforzamento dell’ospedale di Bongor attraverso la costruzione di una sala riabilitativa, la formazione di due operatori sanitari e la realizzazione di una serie di attività di sensibilizzazione della popolazione locale e dei guaritori tradizionali. I programmi di sensibilizzazione realizzati avevano lo scopo di informare la popolazione sull’esistenza del nuovo centro di riabilitazione e sul suo potenziale impatto nella riduzione del numero di persone affette da danni motori permanenti causati da iniezioni e trattamenti realizzati da persone non esperte. La sensibilizzazione ha coinvolto l’intera popolazione attraverso programmi radiofonici, programmi rivolti alle scuole e ai guaritori tradizionali. Attraverso il finanziamento di una serie di attività generatrici di reddito rivolte ai portatori di handicap, il progetto mira a favorire il loro reinserimento all’interno della società stimolando il cambiamento della percezione del loro ruolo fra la popolazione locale. Durata 24 mesi Risultati del progetto Tutti i risultati sono stati raggiunti. OBbiettivi Riduzione dell’incidenza delle malattie ortopediche invalidanti. Breve storia del progetto L’area oggetto di intervento presenta una situazione sanitaria catastrofica caratterizzata da un elevato numero di portatori di handicap dovuto alle guerre passate, alla presenza di numerosi campi minati, alla diffusione della poliomelite e alla diffusione di iniezioni realizzate in modo incorretto. La maggior parte della Responsabile del Progetto: Mario Fadda, [email protected] Partners sardi: Comune di Arzachena, Comune di Golfo Aranci, Officine Ortsan, Tipografia Gallizzi, Sassari Scuole di Bongor: sensibilizzazione sulle conseguenze delle iniezioni realizzate incorrettamente 19 Kenya Area: Municipalità di Nanyuki Anno: 2009 Durata: 12 mesi Partner Principale: Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano (OSVIC) – ONG, Italia Partner Estero: Archidiocesi di Nyeri, Kenya Beneficiari: Bambini HIV-positivi Costo del Progetto: € 65.886,22 Contributo RAS (L R 19/96): € 35.831,21 Laboratori artigianali “CASA TUMAINI”, COMUNITÀ DI NANYUKI Progetto pilota per la mitigazione degli impatti dell’HIV/AIDS e la promozione dello sviluppo socio-sanitario delle comunità di Nanyuki Breve storia del progetto Il progetto Casa Tumaini è nato come risposta ad un’esigenza fortemente sentita a livello locale: ossia la lotta contro l’AIDS. L’Arcidiocesi di Nyeri si è fatta promotrice della richiesta del progetto all’OSVIC, che ha potuto rispondere positivamente grazie anche alla pluriennale presenza Allestimento e funzionamento di un orto didattico per l’avviamento professionale dei giovani HIV-positivi dell’Organismo in Kenya; infatti dal 1992 opera in varie zone del Paese: Ngaremara, Meru, Marsabit, Isiolo e Nanyuki. Nel corso di questi anni ha maturato una profonda conoscenza del territorio e delle dinamiche socio-culturali locali, dimostrandosi sempre attento e sensibile alle problematiche delle fasce sociali più deboli ed emarginate, come i portatori di handicap, le donne e i bambini profughi delle guerre, i giovani orfani sieropositivi. I primi contatti fra l’Arcidiocesi di Nyeri e l’OSVIC risalgono alla fine degli anni ’90 e si sono poi consolidati nel 2003, con la costruzione ed il funzionamento del centro di accoglienza e assistenza per bambini orfani sieropositivi “Tumaini Children’s Home” e con la realizzazione di iniziative congiunte a sostegno dell’autosufficienza economica delle famiglie dei giovani sieropositivi. Obbiettivi specifici: 1. Migliorare la qualità di vita e favorire l’inserimento sociale delle giovani e dei giovani sieropositivi nelle comunità di Nanyuki; 2. Favorire la scolarizzazione dei ragazzi sieropositivi; 3. Avviare la Formazione professionale; 4. Potenziare i centri di assistenza socio-sanitaria; 5. Promuovere il rafforzamento istituzionale delle organizzazioni della società civile. Successi del Progetto L’obbiettivo del Progetto è stato raggiunto in quanto la qualità della vita dei ragazzi è migliorata ed è stato incoraggiato il loro inserimento sociale nella comunità di Nanyuki. È stata garantita l’accoglienza nella Tumaini con vitto e alloggio e le cure sanitarie ed educative di 55 ragazzi ospiti della Casa. Inoltre, sono stati seguiti gli adolescenti ex ospiti, che non avendo una famiglia propria, vengono spesso alla Tumaini come ad un luogo familiare in cui trovare un punto di riferimento per la loro vita e per avere un supporto scolastico e sanitario. La maggior parte dei ragazzi ha mantenuto una condizione di salute stabile o addirittura migliorata. Vi è stato calo di morbosità, infatti, il numero di infezioni, la durata e la gravità delle malattie è diminuita. Gli adolescenti sono stati sostenuti psicologicamente da esperti nei momenti di crisi adolescenziali, legati spesso alla loro condizione di ragazzi sieropositivi. Per favorire lo sviluppo armonico psico-fisico dei ragazzi è stata data molta importanza all’attività ludicoricreativa e sportiva. Sfide e difficoltà Le difficoltà incontrate sono legate alle carenze delle strutture pubbliche di base: vie di comunicazione, telefono. Attività completate 1.Ampliamento delle attrezzature sanitarie, tecniche e didattiche del Centro. 2.Formazione del personale socio-sanitario del Centro. 3.Potenziamento del servizio di accompagnamento socio-sanitario delle famiglie residuali di orfani HIV+. 4.Implementazione di un servizio di assistenza scolastica per i giovani HIV+. 5.Realizzazione di programmi di formazione professionale in agricoltura. 6.Allestimento e funzionamento di laboratori artigianali e di un orto didattico per l’avviamento professionale dei giovani HIV+. 7.Incontri di interscambio e coordinamento interistituzionale per la costituzione e lo sviluppo istituzionale di una rete di associazioni di volontariato. 8.Organizzazione e diffusione di campagne d’informazione e di sensibilizzazione sui temi dell’HIV/ AIDS. Responsabile del Progetto: Maria Colomba Cabras, [email protected] Partner Sardi: Comune di Villaverde; Comune di Gonnoscodina; Università degli Studi di Sassari 21 LIBANO Area: Zahle Anno: 2009 Durata: 16 mesi Partner Principale: Primaidea srl, Italia Partner Estero: Hopital Gouvernamental du President Elias Hraoui – Zahle, Libano Beneficiari: Donne a rischio per cancro alla mammella Costo del Progetto: € 101.860,50 Contributo RAS (LR 19/96): € 66.000,00 Macchinari e attrezzature messi a disposizione durante la formazione in Sardegna PROGRAMMA DI SCREENING PER IL CANCRO ALLA MAMMELLA IN LIBANO Ridurre la mortalità e migliorare la qualità di vita delle donne di Zahle affette da cancro alla mammella Breve storia del progetto Il Progetto nasce da una collaborazione fra l’associazione Assadakah Sardegna e alcune aree del Libano in particolare la Bekaa. Il progetto è stato realizzato grazie all’esperienza nella progettazione del capofila Primaidea, con la collaborazione del partner locale ASL 7 di Carbonia e l’Hopital Gouvernamental di Zhale. Successi del Progetto I principali risultati raggiunti: 1. l’aggiornamento del personale medico e paramedico libanese rispetto alle nuove tecnologie e protocolli di prevenzione del cancro al seno. 2. La diffusione mediante strumenti promozionali e divulgativi dell’educazione alla prevenzione e all’autodiagnosi. 3. Realizzazione di uno screening fra le donne di Zhale mediante visite senologiche e mammografie. Sfide e difficoltà La più grande sfida è quella per l’Hôpital Gouvernamental de Zhale il quale dovrà portare avanti in autonomia la campagna di prevenzione e screening in maniera costante e sistematica. I partner sardi d’altro canto sono operativi nella ricerca di altri canali di finanziamento per estendere l’attività già realizzata anche in altre aree del Libano. Responsabile del Progetto: Laura Casta, [email protected] Partner Sardi: Ospedale Sirai, Azienda Sanitaria Locale n. 7, Carbonia; Assadakah Sardegna Iniziative parallele La campagna di raccolta fondi avviata dall’Associazione Assadakah Sardegna si pone come obbiettivo quello di acquistare un mammografo digitale da donare all’Hôpital Gouivernamental de Zhale. Materiale divulgativo utilizzato per la campagna di screening in Libano 23 PALESTINA Area: Striscia di Gaza Anno: 2009 Durata: 12 mesi Partner Principale: Associazione Amicizia Sardegna - Palestina Partner Estero: Hanan Association, Palestina Beneficiari: I bambini della guerra Costo del Progetto: € 142.000,00 Contributo RAS (LR 19/96): € 100.000,00 Attività di svago per I bambini Palestinesi. PROMOZIONE DELLA SALUTE PSICOSOCIALE E DELL’ISTRUZIONE DEI BAMBINI VITTIME DELLA VIOLENZA POLITICA E SOCIALE La promozione dei diritti umani e la cultura di pace in Palestina, rivolti all’’infanzia, al fine di generare un cambiamento sociale e il miglioramento della condizione psicosociale dei bambini, vittime della violenza politica e sociale, e del loro rendimento scolastico nel sud della Striscia di Gaza Breve storia del progetto La striscia di Gaza è una piccola zona lungo la costa del Mediterraneo tra Egitto e Israele, lunga 40 km e larga 10, dove vivono più di 1,4 milioni di palestinesi. Ha una tra le maggiori percentuali di densità di popolazione al mondo. La situazione di questo territorio è notevolmente peggiorata a seguito dell’attacco militare israeliano “Piombo Fuso” (27 dicembre 2008 – 18 gennaio 2009), che ha colpito più dell’ 80% della popolazione causando: 1.400 morti, la maggior parte dei quali civili, di cui circa 400 bambini; 5.300 feriti, dei quali più della metà ha riportato disabilità permanenti. Il sentimento di abbandono e di disperazione è cresciuto notevolmente, specie tra i bambini e i giovani. Molti di loro hanno perso la casa e i familiari, di conseguenza soffrono di disturbi psicosomatici tra i quali incubi, enuresi notturna, aggressività e basso rendimento scolastico. Successi del Progetto La creazione di un centro della salute, dotato di figure professionali, quali infermieri e psicologi, e di tutte le strumentazioni necessarie per effettuare piccoli interventi di pronto soccorso. La formazione di un team di circa 20 giovani neolaureati su temi legati ai disturbi post traumatici infantili. La realizzazione di corsi di recupero per 250 bambini con problemi di apprendimento. Incontri periodici con differenti membri della comunità (genitori e insegnanti), con l’obiettivo di costruire una rete sociale di supporto autonoma. Sessioni di teatro terapia e di auto espressione e tornei sportivi, con l’obiettivo di sviluppare nei bambini comportamenti interattivi e di capacità artistiche attraverso la realizzazione di differenti attività ludiche. Organizzazione di fun days, giornate dedicate a competizioni culturali e artistiche, spettacoli folkloristici. Pubblicazione di una rivista giovanile dal titolo “La Voce delle Vittime”. Responsabile del Progetto: Fawzi Ismail, [email protected] Attività di svago per I bambini Palestinesi. 25 tanzania Area: Distretto di Siha, Reg. del Kilimanjaro Anno: 2009 Durata: 22 mesi Partner Principale: Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Sassari, Italia Partner Estero: National Institute for Medical Research (NIMR), Dar es Salaam, Tanzania Beneficiari: Comunità del distretto Costo del Progetto: € 153.500,00 Contributo RAS (LR 19/96): € 100.000,00 Laboratorio di Microbiologia, Charlotte Health Centre Distretto di Siha. DECENTRALIZZAZIONE DELLA SORVEGLIANZA PER LA TUBERCOLOSI: PROGETTO TUMAINI Riduzione dell’incidenza di TB attraverso il rafforzamento della sorveglianza in aree remote, registri e decentralizzazione delle capacità diagnostiche Breve storia del progetto Il Progetto TuMAInI si costruisce su precedent scambi di collaborazione nel campo della tubercolosi (TB) tra l’Università di Sassari, l’Università di Bergen, Norvegia e il NIMR, Dar es Salaam, Tanzania. Il successo della eradicazione della TB dipende in gran parte dall’accertamento precoce e periferico dei casi sospetti di TB, dalla loro diagnosi precoce e dal trattamento completo secondo linee guida nazionali. Numerosi fattori interferiscono purtroppo con la riduzione dell’incidenza di TB nella Regione del Kilimanjaro: diagnosi errate di TB, cui segue un ritardo della diagnosi definitiva, stigma sociale soprattutto nelle forme di coinfezione HIV, scarse capacità diagnostiche di laboratorio nelle aree remote, scarsa conoscenza di forme di TB Ambulatorio per pazienti affetti da malattie respiratorie, Charlotte Health Centre, Distretto di Siha atipiche, notifica di casi di TB lenta e inaccurata nelle aree remote verso i centri coordinatori e dispensatori di terapia, scarsa sorveglianza attiva dei casi di TB e di follow-up clinico fino al completamento del ciclo di terapia specifica e alla remissione dei sintomi. Successi del Progetto TuMAInI ha affrontato le problematiche su citate al fine ultimo di ridurre l’incidenza di TB nelle comunità periferiche, attraverso la decentralizzazione di strutture diagnostiche e strategie di sorveglianza pro-attiva. In particolare, sono state organizzate sessioni di formazione nella diagnosi di TB extrapolmonare, nell’esame colturale, nell’integrazione di attrezzature di laboratorio per TB tra cui microscopi, autoclavi e incubatori nei centri sanitari del distretto di Siha. Una registrazione accurata di casi di TB è stata promossa per ridurre il ritardo della notifica, attraverso anche il disegno di un dataset web-based e connettività Internet in aree remote, dopo aver testato l’interesse e la ‘readiness’ di operatori sanitari alle strategie di sanità elettronica. Sfide e difficoltà Standard tecnologici scarsi per l’effettivo utilizzo di sistemi di registrazione ‘web-based’. Coordinamento di una squadra multidisciplinare e numerosa di partecipanti al progetto sia in Tanzania che in Sardegna. Necessità di creare/rafforzare una cultura alla cooperazione nell’ambito di amministrazioni locali e all’interno del Partenariato. Iniziative parallele Creazione di network locali di collaborazione in ambito sanitario tra presidi periferici (villaggi), distretto sanitario, regioni e organi di governo centrale (es., NIMR) che ora costituiscono la cornice e la piattaforma per progetti di cooperazione e scientifici nell’ambito delle malattie emergenti non trasmissibili di maggiore portata (es., a livello Europeo). Responsabile del Progetto: Maura Pugliatti, [email protected] Partners Sardi: Azienda Sanitaria n. 1, Sassari; VM Imgaing srl, Krene srl, Sassari Osservatori: Università degli Studi di Cagliari; Fondazione SMIRG; Dept. of Public Health and Primary Health Care and Centre for International Health (CIH), University of Bergen, Norvegia. 27 PALESTINA Area: Cisgiordania, Provincia di Ramallah Anno: 2011 Durata: 12 mesi Partner Principale: Provincia di Nuoro, Italia Partner Estero: Associazione NAFS for Empowerment Psychological and Social Counseling – Palestina Beneficiari: Minori ex detenuti e giovani locali Costo del Progetto: € 70.000,00 Contributo RAS (LR 19/96): € 42.000,00 Incontro con un gruppo di giovani ex-detenuti coinvolti nelle azioni progettuali presso il campo profughi di Al Jalazon LIBERAMENTE Supporto e valorizzazione dei servizi di salute mentale a favore di minori ex detenuti e madri palestinesi Breve storia del progetto Il contesto nel quale il progetto si prefigge di intervenire è quello dei Territori Palestinesi, l’area principalmente interessata dall’intervento sarà quella di Ramallah, sede dell’Autorità Palestinese. Il partenariato nasce a seguito dell’incontro-confronto degli attori coinvolti, dalla richiesta di collaborazione dell’Associazione Nafs e dai contatti preliminari con le autorità locali (incontro con il Ministro per gli affari dei prigionieri politici dell’Autorità palestinese), dalla conoscenza dei Territori palestinesi e delle difficoltà e criticità proprie della situazione palestinese attraverso l’attività di ricerca. Nei giovani a seguito dell’esperienza di prigionia la mancanza di Servizi di Salute Mentale adeguati rende i disturbi, che conseguono a tale stato, ancora più gravi. Il successo del progetto dipende da diversi fattori in primis il fatto che si è comunque in zona di guerra, tuttavia possiamo dire che le ricadute del progetto saranno importanti non solo per l’Associazione Nafs di Ramallah con una crescita professionale dei suoi collaboratori, ma anche per gli operatori sardi che potranno approfondire e conoscere direttamente: problematiche psicologiche e conseguenze diverse da quelle evidenziabili in Sardegna. Attività progettuali Attività di formazione per i professionisti palestinesi sulle tematiche relative all’intervento con i giovani ex-detenuti e all’intervento con le madri; attività di supervisione allo scopo di contribuire alla crescita professionale degli operatori palestinesi, consolidando il loro sentimento di autoefficacia, aiutandoli a definire lo stile professionale in relazione alla loro personalità, esperienza e contesto di intervento; incontri istituzionali: si tratta di un momento Incontro con gli operatori sociali formati nel progetto presso la sede dell’Associazione NAFS a Ramallah di confronto in vista di ulteriori sviluppi del progetto stesso e di altre iniziative di cooperazione, in questa occasione potrà essere scritto un protocollo di intesa. Successi del Progetto Promozione della capacità di resilienza psicologica nei minori e giovani ex-detenuti e nelle madri attraverso: il rafforzamento dei servizi di salute psico-sociale; la promozioni dei valori della pace e del dialogo. Sfide e difficoltà. La sfida è quella di creare le condizioni per il superamento dei sintomi del disturbo post-traumatico da stress. Responsabili del Progetto: Tonino Serusi e Sonia Flore [email protected] [email protected] Partner Sardi: Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Cagliari 29 Bielorussia, India, Marocco, Russia, Ucraina Anno: 2012 Durata: 15 giorni Partner Principale: Soleterre Strategie di pace ONLUS, Italia Partner Estero: Ukrainian Charitable Fund “Zaporuka”, Ukraine; ANO “Children”, Russia; L’Avenir, Marocco; Associazione Italo-Bielorussa Beneficiari: Bambini sopravvissuti al cancro Costo del Progetto: € 60.000,00 Contributo RAS (LR 19/96): € 10.000,00 Diario di bordo AMBASCIATORI DI SPERANZA III Attività di vela-terapia, educazione informale ed educazione tra pari per rafforzare consapevolezza, autostima e comprensione reciproca di bambini sopravvissuti al cancro Breve storia del progetto I giovani che hanno superato la patologia oncologica hanno spesso difficoltà psicologiche e scarsa autostima, problemi di socializzazione e di abbandono scolastico. I partecipanti del progetto sono stati bambini e ragazzi provenienti da Italia, Marocco, India, Ucraina, Russia e Bielorussia. Quattordici giovani e sei accompagnatori sono stati coinvolti in attività di vela terapia durante una traversata del Mediterraneo a bordo di un brigantino. Una volta arrivati in Sardegna hanno partecipato ad un workshop utilizzando il teatro, l’arte-terapia e l’educazione tra pari. Successi del Progetto Le attività hanno dato a un gruppo di giovani, guariti dal tumore, la possibilità di fare cose che non avrebbero mai immaginato possibili, a causa della complessità dei loro bisogni medici e delle disabilità derivanti dalla passata malattia. Bambini e ragazzi hanno costruito indipendenza e autostima, rafforzato la loro capacità di resilienza al fine di crescere secondo modalità inclusive. Il lavoro indirizzato agli effetti psicologici del tumore infantile è andato di pari passo con la comprensione reciproca e la scoperta di culture, abitudini e tradizioni diverse al fine di diffondere la tolleranza e combattere i pregiudizi. Sfide e difficoltà I partecipanti provenivano da paesi molto diversi sia per cultura che per reddito, parlavano lingue diverse e non si erano mai incontrati prima. Sono stati chiamati svolgere un lavoro e ad adattarsi a condizioni particolari durante la navigazione. Diario di bordo Iniziative parallele Dal progetto è emerso un gruppo di giovani desiderosi di partecipare ad altri scambi in futuro e di creare un network basato sulla loro comune esperienza e, una volta tornati a casa, capace di coinvolgere altri giovani guariti. Essi sono diventati Ambasciatori di Speranza capaci di veicolare un messaggio positivo di cura dal tumore e di possibile risposta ai problemi promossa dai giovani stessi. Responsabile Scientifico: Cristina Cornelli, [email protected] Partner Locali: Peter Pan ONLUS, Roma, Italia; Fondazione Tender to Nave Italia, Genova, Italia; Comuni di Buggerru e Fluminimaggiore, Sardegna 31 A CURA DI: Prof.ssa Maura Pugliatti, Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Sassari, Italia Dott.ssa Barbara Cauli, Presidenza - Servizio Affari Internazionali, Regione Autonoma della Sardegna, Italia SI RINGRAZIA PER IL SUPPORTO TECNICO: la Dott.ssa Bettina Galanti e il Dott. Gabriele Farina, Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Sassari, Italia REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI: LEGGE REGIONALE 11 APRILE 1996, N. 19 “Norme in materia di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e di collaborazione internazionale”, Invito a presentare proposte per la selezione di interventi – Annualità 2009 PRESIDENZA DELLA REGIONE - SERVIZIO AFFARI INTERNAZIONALI DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI “TUberculosis in Moshi Area: a pilot Integrated Intervention (TuMAInI) - Strategie integrate per il miglioramento dell’efficienza sanitaria nella sorveglianza alla tubercolosi. Intervento pilota nel territorio di Moshi, Tanzania” INVITO A PRESENTARE PROPOSTE – ANNO 2011