RACCONTI
TRA TERRITORI
PER LO SVILUPPO
DEI POPOLI
UNO SGUARDO DENTRO LE ESPERIENZE
DI COOPERAZIONE SANITARIA
SOSTENUTE DALLA REGIONE SARDEGNA
DAL 2005 AD OGGI
Partner Locali Sardi
Associazione Binario Etico, Sardegna, Italia
Associazione Il Seme, Oristano, Sardegna, Italia
Associazione Amicizia Sardegna Palestina, Sardegna, Italia
Associazione Assadakah, Sardegna, Italia
Associazione Cittadini del mondo, Cagliari, Italia
Associazione GNO’NU, Sardegna, Italia
Associazione Onlus ASTAFOS, Selargius, Sardegna, Italia
Associazione Onlus Sandalia, Sardegna, Italia
Associazione Onlus ALPO Alleviare la Povertà,
Terralba, Sardegna, Italia
Associazione sarda per l’attuazione della riforma
psichiatrica (ASARP), Cagliari, Sardegna, Italia
Associazione Studenti Universitari per la
Cooperazione (SUC), Sardegna, Italia
Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, Sardegna, Italia
Azienda Sanitaria Locale n. 1, Sassari, Sardegna, Italia
Azienda Sanitaria Locale n. 7, Ospedale Sirai,
Carbonia, Sardegna, Italia
Azienda Sanitaria Locale n. 8, Cagliari, Sardegna, Italia
BCS BIOTECH srl, Sardegna, Italia
Centro E-learning, Università degli Studi di Cagliari,
Sardegna, Italia
Centro Trapianti Midollo Osseo-Ospedale
Microcitemico, Cagliari, Sardegna, Italia
Comune di Arzachena (OT), Sardegna, Italia
Comune di Buggerru e Fluminimaggiore (CI),
Sardegna, Italia
Comune di Golfo Aranci (OT), Sardegna, Italia
Comune di Gonnoscodina (OR), Sardegna, Italia
Comune di Iglesias (CI), Sardegna, Italia
Comune di Villaverde (OR), Sardegna, Italia
Dipartimento di Economia e Sistemi Arborei,
Università degli Studi di Sassari, Sardegna, Italia
Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale
(ex Dip. Neuroscienze e Scienze Materno-Infantili),
Università degli Studi di Sassari, Sardegna, Italia
Dipartimento di Sanità Pubblica Università degli
Studi di Cagliari, Sardegna, Italia
Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologie,
Università degli Studi di Cagliari, Sardegna, Italia
Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli
Studi di Cagliari, Sardegna, Italia
Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Microchirurgiche
e Mediche, Università degli Studi di Sassari
Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli
Studi di Cagliari, Sardegna, Italia
Elettronica Professionale spa, Sassari, Sardegna, Italia
Ente Regionale Studio Universitario (ERSU), Sassari,
Sardegna, Italia
IX Comunità Montana del Nuorese, Sardegna, Italia
Krene srl (ex Krenesiel srl), Sassari, Sardegna, Italia
Officine Ortsan, Sardegna, Italia
Organismo Sardo di Volontariato Internazionale
Cristiano (OSVIC), Sardegna, Italia
Primaidea srl, Sardegna Italia
Solidarietà Consorzio Cooperativo Sociale – Cagliari,
Sardegna, Italia
Tipografia Gallizzi, Sardegna, Italia
V.M. Imaging srl, Sassari, Sardegna, Italia
Partner Esteri
ANO Children, San Pietroburgo, Russia
Association du douar de Agni, Marocco
Association du douar de Anraz, Marocco
Association du douar de Tikhfest, Marocco
Association Les Rangs d’Honneurs, Marocco
Associazione Hanan, Striscia di Gaza
C.O.U. “Madre Teresa” Dipartimento di Pediatria
Università Studi di Tirana
Can Kids … Kids Can, India
Centro Collaborativo OMS, Centre Psychiatrique
Universitaire Ibn Rochd- Casablanca, Marocco
Department of Psychiatry, University of Ibadan, Nigeria
Diocesi di Nyeri, Kenya
Hopital Gouvernamental du President Elias Hraoui
de Zhale, Libano
Hopital de Bongor, Ciad
Institute for Development Research and Applied
Care - Beirut, Libano
L’Avenir, Rabat, Marocco
Ministry of Health, Dar es Salaam, Tanzania
Muhimbili University College of Health Science
(MUCHS), Dar Es Salaam , Tanzania
National Institute for Medical Research (NIMR), Dar
es Salaam, Tanzania
Niniveh Thalassemia Association, Iraq
Province de Al Haouze, Marocco
Psychiatric clinic, Sarajevo, Bosnia-Erzegovina
Radio Terre Nouvelle, Ciad
Région de Marrakech- Tensift- Al Haouz, Marocco
Saint Luc Hospital, Cotonou, Benin
Ukrainian Charitable Fund “Zaporuka”, Kiev, Ucraina
Universitè el Manar, Facultè de Medicine - Tunis, Tunisia
University of Abomey-Calavi, Benin
Altri Partner
Azienda per i Servizi Sanitari di Trieste, Dipartimento
di Salute Mentale, Trieste, Italia
Fondazione Tender to Nave, Genova, Italia
Peter Pan ONLUS, Roma, Italia
Soleterre – strategie di pace ONLUS, Milano, Italia
Osservatori
Centre for International Health, University of Bergen,
Norway
Console Onorario Italiano in Ciad
Department of Public Health and Primary Health
Care, University of Bergen, Norway
Dipartimento di Economia Aziendale, Università
degli Studi di Cagliari, Sardegna, Italia
Sardinian Mediterranean Imaging Research Group,
SMIRG, Sardegna, Italia
PREMESSA
Sono quasi 700 i progetti cofinanziati dalla
Regione Autonoma Sardegna (RAS) dal giorno
in cui è stata approvata la Legge Regionale n.
19 dell’11 aprile 1996 (LR 19/96) che detta
“Norme in materia di cooperazione con i
Paesi in via di sviluppo e di collaborazione
internazionale”.
La legge ha rappresentato e tuttora
rappresenta lo strumento attraverso il quale
la Regione promuove e finanzia attività di
cooperazione decentrata sostenendo iniziative
avanzate per lo più dagli attori del territorio e
rafforzando relazioni partenariali tra paesi del
nord e sud del mondo.
In oltre 16 anni di attività si è cooperato in vari
ambiti, da quello economico a quello sociale,
dall’ambiente alla sanità e in più di 70 Regioni
del mondo, dal Corno d’Africa al Senegal, dalla
Tunisia all’Angola, dal Nicaragua allo Sri Lanka.
Numerosi sono stati i successi ottenuti,
enorme il patrimonio di conoscenze e
relazioni, molteplici le luci di speranza accese
nelle periferie di grandi città o in remote zone
rurali grazie al contributo di Enti e Associazioni
sarde.
La cooperazione decentrata, infatti, trova la
sua ragion d’essere nella mobilitazione delle
Autonomie Locali, del mondo associativo,
universitario, pubblico e privato di un
territorio. A caratterizzarla sono dinamiche
partecipative che partono dal basso
coinvolgendo tutti gli attori chiave dei territori
che cooperano, con l’obiettivo di creare un
reale sviluppo sostenibile.
Non mancano tuttavia criticità e sfide aperte.
La scommessa da vincere, la cooperazione tra
la Sardegna e territori definiti in base a una
strategia condivisa dalla politica e dal mondo
della cooperazione, deve riguardarci tutti.
Per questo, l’Amministrazione Regionale ha
avviato percorsi di dialogo con il territorio e di
partecipazione per la creazione di un sistema
sardo della cooperazione internazionale,
in un ottica di maggiore comunicazione,
coordinamento e programmazione.
Comprendere che la cooperazione allo
sviluppo è un investimento per lo sviluppo
reciproco dei territori coinvolti, compreso
quello sardo, rappresenta il vero punto di
svolta.
In questa cornice si inserisce l’idea del
presente opuscolo che sintetizza i progetti
realizzati in campo sanitario nel periodo di
programmazione regionale 2005-2012.
L’obiettivo è chiaro: valorizzare le progettualità
realizzate, condividerle, rafforzare e dar
visibilità alle esperienze fin qui maturate,
capitalizzare il patrimonio di conoscenze e
relazioni acquisite che possono e devono
tradursi, in prospettiva, in nuove sfide
progettuali sia in campo medico-sanitario che
di cooperazione allo sviluppo in senso lato.
Per continuare la sfida comune: quella del
Co-sviluppo.
SERVIZIO AFFARI INTERNAZIONALI
DIREZIONE GENERALE DELLA PRESIDENZA
Kenya
Area: Municipalità di Nanyuki
Anno: 2005
Durata: 16 mesi
Partner Principale: Organismo Sardo
di Volontariato Internazionale Cristiano
(OSVIC) – ONG, Italia
Partner Esteri: Archidiocesi di Nyeri
Beneficiari: Bambini HIV-positivi
Costo del Progetto: € 142.161,62
Contributo RAS (LR 19/96): € 99.424,50
La casa ‘Tumaini’
SOSTEGNO
AL CENTRO DI
ACCOGLIENZA PER
ORFANI HIV+
- NANYUKI
Alleviare il disagio
della popolazione
del distretto di Laikipia
e in particolare dei
bambini orfani, causato
dall’alta diffusione del
virus da HIV/AIDS
Breve storia del progetto
Il Progetto è nato per dare
risposta ad un problema molto
sentito: la lotta all’AIDS. Dietro
richiesta dell’Arcidiocesi di Nyeri
(Kenya) l’OSVIC nel 2003 ha
aperto la Casa Tumaini (Casa
della speranza) dando subito
accoglienza 50 bambini orfani
sieropositivi e assistenza a
25 bambini inseriti presso i
componenti delle famiglie residue
(es., nonne e zie).
Obbiettivi specifici
Gestione del Centro di
Accoglienza orfani sieropositivi.
Sensibilizzazione della
popolazione in materia preventiva
dell’AIDS. Formazione di operatori
socio-sanitari locali.
Successi del progetto
Il Progetto ha pienamente
raggiunto i suoi obiettivi: la
gestione del Centro Orfani, che
ha accolto, curato e scolarizzato
i bambini sieropositivi, e
la sensibilizzazione della
popolazione in materia preventiva
dell’AIDS e la formazione di
operatori socio-sanitari locali.
Altro obbiettivo raggiunto è
stato quello di aver offerto posti
di lavoro presso la struttura del
Progetto, soprattutto alle donne,
e così aver dato loro la possibilità
di aumentare il reddito familiare
e ridurre la povertà estrema nella
zona. Importante e non ultimo
successo è stato quello della
diminuzione del tasso di mortalità
tra i ragazzi accolti nella casa
Tumaini.
Sfide e difficoltà
Le difficoltà incontrate si possono
attribuire a motivazioni politiche
(elezioni) e alla carenze di servizi
pubblici e di comunicazione di base.
Casa ‘Tumaini’: gita scolastica
Iniziative parallele
1) Accoglienza e cura di 50 bambini
e ragazzi sieropositivi all’interno del
Centro; 2) sostegno a 25 bambini
sieropositivi inseriti presso le
famiglie affidatarie; 3) Formazione
di 160 persone idonee a trasmettere
conoscenze igieniche sanitarie negli
ambienti scolastici e familiari; 4)
Collaborazione con le strutture socioassistenziali della zona; 5) Sono stati
rinnovati gli Accordi d’intesa con:
l’Ospedale di Nanyuki, che accoglie
gratuitamente i bambini bisognosi
di ospedalizzazione; il Municipio di
Nanyuki, che esonera dal pagare
alcune tasse riguardanti i bambini
della Tumaini; il Provveditorato agli
Studi che favorisce l’inserimento dei
bambini nelle scuole pubbliche.
Responsabile del Progetto:
Maria Colomba Cabras,
[email protected]
Partner Sardi:
Comune di Villaverde;
Associazione «Il Seme», Oristano.
5
MAROCCO
Area: Regione di Marrakech
Anno: 2005
Durata: 1 anno
Partner Principale: Associazione
Sandalia Onlus, Italia
Partner Esteri: Regione di Al Houze,
di Tensift, di Marrakech, Provincia di
Al Haouz, Associazione “Les Rangs
d’Honneurs”, Associazione degli
abitanti di Tikhfest, Marocco
Beneficiari: 10 giovani disoccupati
e in generale la popolazione del
villaggio di Tikhfest e di Ouirgane
Costo del progetto: € 185.590,00
Contributo RAS: (LR 19/96): € 98.590,00
Studenti durante la formazione
Migliorare la
qualità della
vita della
popolazione di
TikHfest
Reciproca
promozione
socio sanitaria
dei territori
coinvolti
Breve storia del progetto
L’attività principale del progetto è
stata quella del restauro strutturale
del villaggio di Tikhfest. L’intervento
è stato avviato e condotto da un
gruppo di dieci persone disoccupate
dello stesso villaggio che ha ricevuto
un corso di formazione professionale
di estrazione, taglio e lavorazione
della pietra.
Dopo la formazione i dieci corsisti
hanno creato una cooperativa
chiamata “Ait Maten” che sta tuttora
lavorando.
Sono state inoltre effettuate tre
missioni in loco da parte di alcuni
partner progettuali con l’intento di
preparare tre studi di fattibilità per
interventi di cooperazione successivi.
Nel 2007 si è quindi realizzato
un progetto sanitario in risposta
alle necessità e alle richieste degli
abitanti di Tikhfest. Un gruppo
di residenti è stato formato su
tecniche di primo soccorso ed è stata
effettuata una campagna sanitaria
nel comune rurale di Ouirgane. Si è
dato inoltre risposta ad alcuni gravi
problemi locali quali la mortalità
materna. Durata: 1 anno
Successi:
E’ stata migliorata la situazione
economica degli abitanti di Thikhfest
e le condizioni sanitarie delle
comunità montane.
OBbiettivi:
Migliorare le condizioni di vita nella
Provincia di Al Haouz, Marocco.
Project Manager: Maria Giovanna Lai,
[email protected]
Partner Sardi: IX Comunità Montana del
Nuorese, Associazione SUC, Associazione
Binario Etico
Visita medica alla popolazione locale
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tanzania
Area: Dar es Salaam
Anno: 2005
Durata: 23 mesi
Partner Principale: ex Dip. di
Neuroscienze e Scienze Materno-Infantili,
Università degli Studi di Sassari, Italia
Partner Esteri: Ministero della Salute,
Muhimbili University of Health and
Allied Science (MUHAS), Dar Es Salaam,
Tanzania
Beneficiari: Medici in formazione,
operatori sanitari
Costo del Progetto: € 82.524,32
Contributo RAS (RL 19/96): € 40.000,00
IT Department, MUHAS, Dar es Salaam, Tanzania
FORMAZIONE
DIRETTA E A
DISTANZA IN
SCIENZE SANITARIE E
IGIENE PUBBLICA IN
TANZANIA
Migliorare
la sostenibilità delle
infrastrutture
sanitarie e della
formazione medica
attraverso strategie
integrate
Breve storia del progetto
Il Progetto nasce da collaborazioni
intraprese nel 2002 con colleghi
dei due Partner (MUHAS,
Ministero della Salute) a Dar
es Salaam, nel campo della
neurologia, neurofisiologia e
neuroepidemiologia clinica.
Queste attività hanno permesso
di individuare bisogni formativi
specifici tra i medici in formazione
del MUHAS e gli operatori
sanitari, quali ad esempio tecnici
di laboratorio. Un’analisi delle
infrastrutture locali e delle risorse
umane veniva effettuata per
meglio indirizzare programmi di
formazione, sia sul luogo che presso
le strutture multidisciplinari del
partenariato Sardo. Veniva quindi
creato un corpo docente sia presso
il MUHAS che presso la Facoltà di
Medicina e Chirurgia dell’Università
degli Studi di Sassari preposto a
organizzare sessioni di formazione
agli studenti e agli operatori
sanitari.
Successi del Progetto
Il Progetto ha riscosso successo
soprattutto nelle sessioni teoricopratiche di neurofisiologia clinica
presso l’Università di Sassari,
con riferimento alle tecniche di
elettro-encefalopatia, -miografia,
-neurografia, nelle sessioni teoriche
sulle malattie neurologiche
emergenti, nei workshop sulla
epidemiologia della tubercolosi
e sugli aspetti di resistenza alla
politerapia antibiotica, nelle
sessioni di formazione IT e
assistenza e manutenzione delle
apparecchiature medicali, presso le
strutture del Partenariato sardo.
Sfide e difficoltà
Standard tecnologici scarsi per
l’organizzazione di apprendimento
a distanza ‘web-based’.
Coordinamento di una squadra
multidisciplinare e numerosa di
Formazione nell’ambito del supporto tecnico, assistenza e manutenzione di attrezzature medicali
partecipanti al progetto sia in
Tanzania che in Sardegna. Necessità
di creare/rafforzare una cultura
alla cooperazione nell’ambito di
amministrazioni locali e all’interno
del Partenariato.
Iniziative collaterali
Veniva stilata una bozza di accordo
bilaterale tra l’Università di Sassari
e il MUHAS con riferimento
all’interesse reciproco per le scienze
sanitarie. Ne scaturiva inoltre
una proposta per programma
di gemellaggio tra Sassari e
Dar es Salaam, presentata alla
Commissione Europea per lo
Sviluppo, nel 2008 nel corso delle
Giornate Europee per lo Sviluppo,
Strasburgo, Francia.
Responsabile del Progetto:
Isidoro C. Aiello
Partner Sardi: Krenesiel srl, Elettronica
Professionale, Ente Regionale Studio
Universitario (ERSU)
9
albania
Area: Città di Tirana
Anno: 2007
Durata: 2 anni
Partner Principale: Università degli
Studi di Cagliari, Italia
Partner Estero: Dip. di Pediatria,
Università di Tirana (C.O.U. Madre
Teresa), Albania
Beneficiari: Pazienti talassemici
Costo del Progetto: € 111.978,21
Contributo RAS (LR 19/96): € 78.128,58
Missione dei delegate Italiani presso il Dip. di Pediatria, Università di Tirana, Albania.
ERADICAZIONE
DELLE TALASSEMIE
IN ALBANIA
Talassemia e
drepanocitosi
sono patologie
altamente diffuse in
Albania, senza
possibilità di
prevenzione
Breve storia del progetto
Il Progetto ha tra i suoi obbiettivi
principali la divulgazione delle
conoscenze sulla talassemia tra la
popolazione e gli operatori sanitari;
il miglioramento dello stato di
salute della popolazione albanese;
l’aggiornamento tecnologico delle
infrastrutture sanitarie ematologiche
del Dipartimento di Pediatria di
Tirana. Nell’ambito del Progetto, si
è provveduto a formare specialisti
albanesi a Cagliari. In particolare
due pediatri ematologi hanno svolto
sessioni di aggiornamento clinico
e terapeutico sulla talassemia e sul
trapianto di midollo per la talassemia.
Un biologo ha appreso le tecniche
di tipizzazione tessutale HLA e le
Espianto di sangue midollare a scopo trapiantologico.
tecniche per il congelamento delle
cellule staminali ematopoietiche per
fini trapiantologici.
è stata inoltre effettuata una
riorganizzazione del laboratorio del
Dipartimento Pediatrico di Tirana e
l’implementazione di attrezzature
finalizzate alla tipizzazione sierologica
e molecolare HLA. Lo studio delle
famiglie può ora essere effettuato
anche a Tirana. Il personale
sanitario è stato formato a Cagliari
per la realizzazione di modelli di
dimissione protetta nei confronti dei
pazienti trapiantati. E stato viepiù
realizzato un opuscolo informativo
a cura dell’Associazione ASTAFOS.
La popolazione albanese è stata
sensibilizzata nei confronti della
talassemia attraverso le attività
dell’Associazione “ALPO”. Una
delegazione dei responsabili Italiani
del progetto si è recata a Tirana
per valutare i risultati del progetto,
realizzare la formazione, l’educazione
e la sensibilizzazione dei sanitari e della
popolazione e, attraverso incontri
con le istituzioni (Ministero della
Sanità, Ambasciata italiana, Università
degli Studi di Tirana), riflettere
sulla sostenibilità delle attività di
cooperazione in quest’ambito.
Successi, sfide e difficoltà
Gli obbiettivi del progetto sono stati
raggiunti appieno. Si è riusciti, inoltre,
a stimolare le Associazioni locali ad
una attività di collaborazione con i
medici di famiglia per la prevenzione
della talassemia. Il vicedecano
dell’Università di Tirana, Prof. Anila
Bulo, e il Ministro della Salute, Dott.
Petrit Vasili sono stati sensibilizzati per
l’attuazione di decisioni legislative che
permettano la prevenzione capillare e
gratuita della talassemia, compresa la
diagnosi prematrimoniale e prenatale.
Responsabile del Progetto:
Francesca Argiolu, [email protected]
Partner Sardi:
Azienda Sanitaria Locale n. 8 di Cagliari
Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari
Associazione Onlus “ALPO” Alleviare la
Povertà, Terralba
Associazione Onlus “ASTAFOS”, Selargius
11
marocco
Area: Regione di Marrakech
Anno: 2007
Durata: 12 mesi
Partner Principale: Associazione
Studenti Universitari per la
Cooperazione(SUC), Italia
Partner Esteri: Provincia di Al Haouz,
Associazione Tikhfest, Associazione
Anraz, Associazione Agni, Marocco
Beneficiari: Donne, comunità rurali
Costo del Progetto: € 140.000,00
Contributo RAS (LR 19/96): € 98.000,00
Assemblea generale:
la creazione di una
cooperative di donne
PROMUOVERE
SCAMBI IN AREE
RURALI PER
MIGLIORARE IL
SERVIZIO DEI CENTRI
SANITARI LOCALI
Migliorare
la qualità di vita
delle comunità
dei villaggi
di montagna
con l’incremento
della copertura
sanitaria attraverso
la fortificazione
dei derivati
del latte
e il rafforzamento
del ruolo
delle donne
nella comunità
Breve storia del progetto
Il Progetto nasce da un’analisi dei
problemi sanitari effettuata da due
rappresentanti dell’Associazione
SUC durante una missione di
lavoro in Marocco quale Partner
nell’ambito del Progetto coordinato
dall’Associazione SANDALIA ONLUS
“Regioni Mediterranee”. Tra gli
obbiettivi del Progetto vi sono
quelli di migliorare le condizioni
sanitarie delle comunità rurali di
Tikhfest, Anraz e Agni secondo tre
strategie principali: l’acquisto di
una ambulanza fuori-strada per
collegare i villaggi montani con
i centri sanitari, la selezione e la
formazione di un autista per il
trasporto dei pazienti attraverso
questi luoghi, lo scambio di
esperienze tra ricercatori e
chirurghi Italiani e Marocchini.
L’intervento ha anche promosso
l’emancipazione di un gruppo di 40
donne di Agni e Anraz attraverso
l’acquisto di 40 capre e due montoni
appartenenti ai beneficiari del
Progetto. Grazie alla collaborazione
di due pastori selezionati dalla
“Coldiretti”, della Provincia di
Nuoro, Sardegna, le donne hanno
tratto beneficio dall’insegnamento
sulla gestione del gregge e sulla
produzione di formaggi e altri
derivati del latte. Il Progetto ha
integrato i guadagni dei beneficiari
e sostenuto il rafforzamento del
ruolo delle donne nella famiglia e
nella società.
Successi del Progetto
Questo intervento ha dato un
contributo al miglioramento delle
condizioni sanitarie della popolazione
delle comunità montane, contribuito
alla riduzione della mortalità infantile
locale e migliorato le condizioni
economiche di un gruppo di 10
donne.
Sfide e difficoltà
Il tentativo di ridurre la mortalità
infantile nelle comunità rurali
Responsabile del Progetto:
Maria Giovanna Lai, [email protected]
Partner Sardi:
Dip. di Scienze Biomediche, Università
degli Studi di Sassari;
Provincia di Nuoro
L’ambulanza fuori-strada per il trasporto di pazienti dalle comunità montane ai centri sanitari
BENIN
Area: Benin
Anno: primo progetto 2008,
secondo progetto 2011
Durata: primo progetto 20 mesi;
secondo progetto 1 anno
Partner Principale: Dip. di
Citomorfologia, Università degli Studi
di Cagliari, Italia
Partner Esteri: Ospedale di Saint Luc,
Cotonou; Università di Abomey-Calavi,
Benin
Beneficiari: Popolazione femminile
del Benin
Costo totale dei Progetti: € 307.460,00
Contributo RAS (LR 19/96): € 168.866,00
Ambulatorio per screening HPV in Benin
SCREENING PER
INFEZIONE DA
PAPILLOMA VIRUS
(HPV) IN BENIN
Sensibilizzare la
popolazione sulla
prevenzione dell’infezione
da HPV, migliorare la
competenza e la stima
dell’incidenza e di infezione
da HPV e siero-prevalenza
nelle donne del Benin
Breve storia del progetto
L’infezione da HPV rappresenta
il maggior fattore di rischio per il
cancro della cervice uterina, malattia
che conduce ad elevata mortalità
nelle donne africane. Nonostante
la prevenzione rappresenta l’unica
strategia per ridurne la mortalità,
i programmi di screening e di
educazione sanitaria specifica sono
notevolmente scarsi. Attraverso
la collaborazione tra il Dip. di
Citomorfologia dell’Università degli
Studi di Cagliari e l’Ospedale di
Saint Luc a Cotonou in Benin,
sono stati realizzati due interventi
rispettivamente intrapresi nel 2008
e nel 2011: uno sulla diagnostica e
prevenzione dell’infezione da HPV
e carcinoma della cervice uterina,
e uno sullo screening dell’HPV e
prevenzione del carcinoma della
cervice uterina nelle donne di
Cotonou, con il coinvolgimento di
numerose altre strutture sanitarie
del Benin. E’ ormai in fase finale l’
intervento che include informazione
e formazione sulla prevenzione
dell’infezione da HPV per la
popolazione femminile, operatori
sanitari e istituzioni, in collaborazione
con gli ospedali di Djougou, Ouidah,
Natitingou, Parakou, Goho, Lokossa,
Porto Novo e Cotonou.
Successi del Progetto
Questi progetti hanno portato a
numerosi risultati, sia di ordine
scientifico che di importanza igienistica
per la popolazione generale. In
Pap test per diagnosi
di carcinoma della cervice uterina
particolare, sono state accertate
l’incidenza effettiva di infezione da
HPV nelle donne del Benin e la sieroprevalenza in questa popolazione.
Sfide e difficoltà
La difficoltà nel migliorare
l’educazione sanitaria sull’HPV
e la formazione di operatori
sanitari, allestire un laboratorio per
screening HPV e la genotipizzazione,
sensibilizzare la popolazione sulla
prevenzione per infezione HPV.
Iniziative parallele
L’istituzione di un accordo bilaterale
tra l’Università di Cagliari e gli
Ospedali del Benin per cooperazioni
future. L’organizzazione di programmi
di formazione professionale specifica
per medici e infermieri in servizio
presso gli Ospedali del Benin. Il
miglioramento delle conoscenze tra
operatori sanitari sardi relative alle
malattie della popolazione femminile
africana, il loro livello di salute e
contesto sociale.
Responsabile del Progetto
Paola Sirigu, [email protected]
Partner Sardi: Associazione GNO’NU,
BIOTECH, Comune di Iglesias
Pubblicazioni:
Piras F, Piga M, De Montis A, Zannou ARF,
Minerba L, Perra MT, Murtas D, Atzori M,
Pittau M, Maxia C, Sirigu P. Prevalence of
Human Papillomavirus Infection in Women
in Benin, West Africa. Virol J 2011;8:514.
De Montis A, Zannou ARF, Atzori M,
Marini M, Lauterio C, Piga M, Piras F,
Sirigu P. Multiple markers for diagnosis
of HPV infection in Benin women. 27th
International Papillomavirus Conference
and Clinical Workshop, Berlin-Germany,
17-22 September 2011.
Piras F, Piga M, De Montis A, Zannou
ARF, Minerba L, Perra MT, Murtas D, Lai
S, Maxia C, Sirigu P. The epidemiology of
genital Human Papillomavirus in Women
in Benin, west Africa. XXXIV Congresso
Nazionale Società Italiana di Istochimica,
San Benedetto del Tronto. Eur J Histochem
2011;55(suppl. 1):26.
Piras F, Piga M, De Montis A, Atzori M,
Pittau M, Murtas D, Minerba L, Maxia C,
Perra MT, Sirigu P. Human papillomavirus
type distribution and correlation with
cyto-histological patterns in women from
Benin. LXIV Congresso, Società Italiana
di Anatomia e Istologia . Ital J Anatomy
Embryol 2010;115(suppl. 1/2):140.
15
IRAQ
Area: Iraq
Anno: 2008
Durata: in corso
Partner Principale: Centro per
Trapianti di Midollo Osseo, Ospedale
Microcitemico- Cagliari, Italia
Partner Estero: Associazione
Talassemici di Niniveh, Iraq
Beneficiari: Bambini talassemici
Costo del Progetto: Proporzionale al
numero dei trapianti
RAS L.R. 449/97 art.32 comma 15
Trapianto di midollo osseo in bambini Iracheni
TRAPIANTO
DI MIDOLLO OSSEO
IN BAMBINI
IRACHENI AFFETTI
DA TALASSEMIA
Strategie
per eradicare
la talassemia
in Iraq
Breve storia del progetto
Giugno 2008: Approvazione dello
schema di convenzione tra la ASL 8 e
l’Associazione Talassemici di Niniveh
per la realizzazione del progetto
“trapianto bambini iracheni”. Dal
dicembre 2008 ad oggi, sono stati
sottoposti a trapianto di midollo
osseo allogenico 15 pazienti affetti
da beta talassemia major e 1
paziente affetto da anemia aplastica
severa. Il follow-up post trapianto
viene effettuato a Mosul (Iraq), e le
eventuali problematiche vengono
affrontate dal medico operante
presso l’Ospedale Ibn Al-Atheer
in collaborazione con l’Ospedale
Microcitemico di Cagliari.
Trapianto di midollo osseo in bambini Iracheni
Successi del Progetto
15 pazienti sono guariti e liberi da
malattia
Sfide e difficoltà
Il nostro intento è quello di
proseguire con il programma
trapiantologico, al fine di portare
a guarigione il maggior numero
possibile di bambini affetti da
patologie ematologiche.
Iniziative parallele
Grazie alla stretta collaborazione
intercorsa in questi anni e grazie ai
risultati conseguiti, il Governatorato
della Regione di Niniveh ha chiesto
un incontro con l’Assessore alla
Sanità della Regione Sardegna e, in
quell’occasione, si sono poste le basi
per un gemellaggio tra la Regione
Autonoma della Sardegna e la
Regione di Niniveh della Repubblica
Irachena, allo scopo di sviluppare
l’amicizia e la cooperazione tra le due
parti. Il gemellaggio è stato siglato
nel mese di giugno 2012. Nell’ambito
del rapporto collaborativo in campo
sanitario instaurato tra il popolo
italiano e quello iracheno, la Regione
Sardegna è stata individuata quale
consulente tecnico nel progetto di
realizzazione di un Centro per le
malattie del sangue e di trapianto
di midollo osseo a Mosul. E’ stato
costituito un Gruppo Tecnico di
consulenza tecnico -scientifica,
composto da professionisti esperti
in materia di edilizia e tecnologie
inerenti le strutture ed attività
sanitarie, mentre la formazione
del personale medico è affidata
ai medici del Centro Trapianti
dell’Ospedale Microcitemico di
Cagliari.
Responsabile Scientifico:
Maria Carmen Addari,
[email protected]
Partner Sardi:
Azienda Sanitaria Locale n. 8, Cagliari;
Associazione «ASTAFOS» Onlus
17
CiAD
Area: Regione Centrale
Anno: 2009
Durata: 24 mesi
Partners Principali: Dipartimento di
Scienze Chirurgiche, Microchirurgiche
e Mediche, Università di Sassari, Italia
Partners Esteri: Ospedale di Bongor,
Radio Terre Nouvelle, Ciad
Beneficiari: Portatori di handicap
Costo del progetto: € 131.860,00
Contributo RAS (LR 19/96): € 92.160,00
Sessione operatoria di formazione all’ospedale di Bongor.
MALATTIE
INVALIDANTI:
PROGRAMMA DI
MONITORAGGIO E
TRATTAMENTO
Miglioramento della
qualità di vita dei portatori
di handicap attraverso
il rafforzamento delle
strutture sanitarie, il
miglioramento dei
servizi sanitari e la
sensibilizzazione della
popolazione locale
popolazione disabile è fragile e
vulnerabile ed è spesso considerata
un peso per la società. Questa
situazione è ancora più grave nella
zona di intervento del progetto
poichè si tratta di un territorio privo
di strutture idonee alla loro cura.
La vasta area centrale del Paese
è carente di strutture sanitarie e
riabilitative. Obiettivo del progetto
è quello di migliorare la situazione
dei portatori di handicap grazie
al rafforzamento dell’ospedale di
Bongor attraverso la costruzione
di una sala riabilitativa, la
formazione di due operatori
sanitari e la realizzazione di una
serie di attività di sensibilizzazione
della popolazione locale e dei
guaritori tradizionali. I programmi
di sensibilizzazione realizzati
avevano lo scopo di informare
la popolazione sull’esistenza del
nuovo centro di riabilitazione e
sul suo potenziale impatto nella
riduzione del numero di persone
affette da danni motori permanenti
causati da iniezioni e trattamenti
realizzati da persone non esperte.
La sensibilizzazione ha coinvolto
l’intera popolazione attraverso
programmi radiofonici, programmi
rivolti alle scuole e ai guaritori
tradizionali.
Attraverso il finanziamento di una
serie di attività generatrici di reddito
rivolte ai portatori di handicap,
il progetto mira a favorire il loro
reinserimento all’interno della
società stimolando il cambiamento
della percezione del loro ruolo fra la
popolazione locale.
Durata
24 mesi
Risultati del progetto
Tutti i risultati sono stati raggiunti.
OBbiettivi
Riduzione dell’incidenza delle
malattie ortopediche invalidanti.
Breve storia del progetto
L’area oggetto di intervento
presenta una situazione sanitaria
catastrofica caratterizzata da
un elevato numero di portatori
di handicap dovuto alle guerre
passate, alla presenza di numerosi
campi minati, alla diffusione
della poliomelite e alla diffusione
di iniezioni realizzate in modo
incorretto. La maggior parte della
Responsabile del Progetto:
Mario Fadda, [email protected]
Partners sardi: Comune di Arzachena,
Comune di Golfo Aranci, Officine Ortsan,
Tipografia Gallizzi, Sassari
Scuole di Bongor: sensibilizzazione sulle conseguenze delle iniezioni realizzate incorrettamente
19
Kenya
Area: Municipalità di Nanyuki
Anno: 2009
Durata: 12 mesi
Partner Principale: Organismo
Sardo di Volontariato Internazionale
Cristiano (OSVIC) – ONG, Italia
Partner Estero: Archidiocesi di Nyeri,
Kenya
Beneficiari: Bambini HIV-positivi
Costo del Progetto: € 65.886,22
Contributo RAS (L R 19/96): € 35.831,21
Laboratori artigianali
“CASA TUMAINI”,
COMUNITÀ
DI NANYUKI
Progetto pilota per
la mitigazione degli
impatti dell’HIV/AIDS
e la promozione dello
sviluppo socio-sanitario
delle comunità di
Nanyuki
Breve storia del progetto
Il progetto Casa Tumaini è nato
come risposta ad un’esigenza
fortemente sentita a livello
locale: ossia la lotta contro l’AIDS.
L’Arcidiocesi di Nyeri si è fatta
promotrice della richiesta del
progetto all’OSVIC, che ha potuto
rispondere positivamente grazie
anche alla pluriennale presenza
Allestimento e funzionamento di un orto didattico
per l’avviamento professionale dei giovani HIV-positivi
dell’Organismo in Kenya; infatti dal
1992 opera in varie zone del Paese:
Ngaremara, Meru, Marsabit, Isiolo e
Nanyuki. Nel corso di questi anni ha
maturato una profonda conoscenza
del territorio e delle dinamiche
socio-culturali locali, dimostrandosi
sempre attento e sensibile alle
problematiche delle fasce sociali
più deboli ed emarginate, come i
portatori di handicap, le donne e
i bambini profughi delle guerre, i
giovani orfani sieropositivi.
I primi contatti fra l’Arcidiocesi
di Nyeri e l’OSVIC risalgono alla
fine degli anni ’90 e si sono poi
consolidati nel 2003, con la
costruzione ed il funzionamento del
centro di accoglienza e assistenza
per bambini orfani sieropositivi
“Tumaini Children’s Home” e con la
realizzazione di iniziative congiunte
a sostegno dell’autosufficienza
economica delle famiglie dei giovani
sieropositivi.
Obbiettivi specifici: 1. Migliorare
la qualità di vita e favorire
l’inserimento sociale delle
giovani e dei giovani sieropositivi
nelle comunità di Nanyuki; 2.
Favorire la scolarizzazione dei
ragazzi sieropositivi; 3. Avviare
la Formazione professionale; 4.
Potenziare i centri di assistenza
socio-sanitaria; 5. Promuovere il
rafforzamento istituzionale delle
organizzazioni della società civile.
Successi del Progetto
L’obbiettivo del Progetto è stato
raggiunto in quanto la qualità
della vita dei ragazzi è migliorata
ed è stato incoraggiato il loro
inserimento sociale nella comunità
di Nanyuki. È stata garantita
l’accoglienza nella Tumaini con
vitto e alloggio e le cure sanitarie
ed educative di 55 ragazzi ospiti
della Casa. Inoltre, sono stati
seguiti gli adolescenti ex ospiti, che
non avendo una famiglia propria,
vengono spesso alla Tumaini come
ad un luogo familiare in cui trovare
un punto di riferimento per la
loro vita e per avere un supporto
scolastico e sanitario. La maggior
parte dei ragazzi ha mantenuto
una condizione di salute stabile o
addirittura migliorata. Vi è stato
calo di morbosità, infatti, il numero
di infezioni, la durata e la gravità
delle malattie è diminuita. Gli
adolescenti sono stati sostenuti
psicologicamente da esperti nei
momenti di crisi adolescenziali,
legati spesso alla loro condizione
di ragazzi sieropositivi. Per favorire
lo sviluppo armonico psico-fisico
dei ragazzi è stata data molta
importanza all’attività ludicoricreativa e sportiva.
Sfide e difficoltà
Le difficoltà incontrate sono legate alle
carenze delle strutture pubbliche di
base: vie di comunicazione, telefono.
Attività completate
1.Ampliamento delle attrezzature
sanitarie, tecniche e didattiche del
Centro.
2.Formazione del personale
socio-sanitario del Centro.
3.Potenziamento del servizio di
accompagnamento socio-sanitario
delle famiglie residuali di orfani
HIV+.
4.Implementazione di un servizio
di assistenza scolastica per i
giovani HIV+.
5.Realizzazione di programmi
di formazione professionale in
agricoltura.
6.Allestimento e funzionamento
di laboratori artigianali e di un
orto didattico per l’avviamento
professionale dei giovani HIV+.
7.Incontri di interscambio e
coordinamento interistituzionale
per la costituzione e lo sviluppo
istituzionale di una rete di
associazioni di volontariato.
8.Organizzazione e diffusione di
campagne d’informazione e di
sensibilizzazione sui temi dell’HIV/
AIDS.
Responsabile del Progetto:
Maria Colomba Cabras,
[email protected]
Partner Sardi: Comune di Villaverde;
Comune di Gonnoscodina;
Università degli Studi di Sassari
21
LIBANO
Area: Zahle
Anno: 2009
Durata: 16 mesi
Partner Principale: Primaidea srl, Italia
Partner Estero: Hopital
Gouvernamental du President Elias
Hraoui – Zahle, Libano
Beneficiari: Donne a rischio per
cancro alla mammella
Costo del Progetto: € 101.860,50
Contributo RAS (LR 19/96): € 66.000,00
Macchinari e attrezzature messi a disposizione durante la formazione in Sardegna
PROGRAMMA
DI SCREENING
PER IL CANCRO
ALLA MAMMELLA
IN LIBANO
Ridurre la mortalità
e migliorare
la qualità di vita
delle donne di Zahle
affette da cancro
alla mammella
Breve storia del progetto
Il Progetto nasce da una
collaborazione fra l’associazione
Assadakah Sardegna e alcune aree
del Libano in particolare la Bekaa.
Il progetto è stato realizzato grazie
all’esperienza nella progettazione
del capofila Primaidea, con la
collaborazione del partner locale
ASL 7 di Carbonia e l’Hopital
Gouvernamental di Zhale.
Successi del Progetto
I principali risultati raggiunti: 1.
l’aggiornamento del personale
medico e paramedico libanese
rispetto alle nuove tecnologie
e protocolli di prevenzione del
cancro al seno. 2. La diffusione
mediante strumenti promozionali
e divulgativi dell’educazione alla
prevenzione e all’autodiagnosi.
3. Realizzazione di uno
screening fra le donne di Zhale
mediante visite senologiche e
mammografie.
Sfide e difficoltà
La più grande sfida è quella
per l’Hôpital Gouvernamental
de Zhale il quale dovrà portare
avanti in autonomia la campagna
di prevenzione e screening in
maniera costante e sistematica.
I partner sardi d’altro canto
sono operativi nella ricerca di
altri canali di finanziamento per
estendere l’attività già realizzata
anche in altre aree del Libano.
Responsabile del Progetto:
Laura Casta, [email protected]
Partner Sardi: Ospedale Sirai, Azienda
Sanitaria Locale n. 7, Carbonia;
Assadakah Sardegna
Iniziative parallele
La campagna di raccolta fondi
avviata dall’Associazione
Assadakah Sardegna si pone come
obbiettivo quello di acquistare un
mammografo digitale da donare
all’Hôpital Gouivernamental de
Zhale.
Materiale divulgativo utilizzato per la campagna di screening in Libano
23
PALESTINA
Area: Striscia di Gaza
Anno: 2009
Durata: 12 mesi
Partner Principale: Associazione
Amicizia Sardegna - Palestina
Partner Estero: Hanan Association,
Palestina
Beneficiari: I bambini della guerra
Costo del Progetto: € 142.000,00
Contributo RAS (LR 19/96): € 100.000,00
Attività di svago per I bambini Palestinesi.
PROMOZIONE
DELLA SALUTE
PSICOSOCIALE E
DELL’ISTRUZIONE
DEI BAMBINI
VITTIME DELLA
VIOLENZA POLITICA
E SOCIALE
La promozione dei
diritti umani e la cultura
di pace in Palestina,
rivolti all’’infanzia, al
fine di generare un
cambiamento sociale e
il miglioramento della
condizione psicosociale
dei bambini, vittime della
violenza politica e sociale,
e del loro rendimento
scolastico nel sud della
Striscia di Gaza
Breve storia del progetto
La striscia di Gaza è una piccola zona
lungo la costa del Mediterraneo
tra Egitto e Israele, lunga 40 km
e larga 10, dove vivono più di 1,4
milioni di palestinesi. Ha una tra le
maggiori percentuali di densità di
popolazione al mondo. La situazione
di questo territorio è notevolmente
peggiorata a seguito dell’attacco
militare israeliano “Piombo Fuso”
(27 dicembre 2008 – 18 gennaio
2009), che ha colpito più dell’ 80%
della popolazione causando:
1.400 morti, la maggior parte dei
quali civili, di cui circa 400 bambini;
5.300 feriti, dei quali più della metà
ha riportato disabilità permanenti.
Il sentimento di abbandono
e di disperazione è cresciuto
notevolmente, specie tra i bambini
e i giovani. Molti di loro hanno perso
la casa e i familiari, di conseguenza
soffrono di disturbi psicosomatici
tra i quali incubi, enuresi notturna,
aggressività e basso rendimento
scolastico.
Successi del Progetto
La creazione di un centro della
salute, dotato di figure professionali,
quali infermieri e psicologi, e di tutte
le strumentazioni necessarie per
effettuare piccoli interventi di pronto
soccorso. La formazione di un team
di circa 20 giovani neolaureati su
temi legati ai disturbi post traumatici
infantili. La realizzazione di corsi
di recupero per 250 bambini con
problemi di apprendimento. Incontri
periodici con differenti membri della
comunità (genitori e insegnanti),
con l’obiettivo di costruire una rete
sociale di supporto autonoma.
Sessioni di teatro terapia e di auto
espressione e tornei sportivi, con
l’obiettivo di sviluppare nei bambini
comportamenti interattivi e di
capacità artistiche attraverso la
realizzazione di differenti attività
ludiche. Organizzazione di fun days,
giornate dedicate a competizioni
culturali e artistiche, spettacoli
folkloristici. Pubblicazione di una
rivista giovanile dal titolo “La Voce
delle Vittime”.
Responsabile del Progetto:
Fawzi Ismail,
[email protected]
Attività di svago per I bambini Palestinesi.
25
tanzania
Area: Distretto di Siha, Reg. del
Kilimanjaro
Anno: 2009
Durata: 22 mesi
Partner Principale: Dip. di Medicina
Clinica e Sperimentale, Università
degli Studi di Sassari, Italia
Partner Estero: National Institute
for Medical Research (NIMR), Dar es
Salaam, Tanzania
Beneficiari: Comunità del distretto
Costo del Progetto: € 153.500,00
Contributo RAS (LR 19/96): € 100.000,00
Laboratorio di Microbiologia, Charlotte Health Centre Distretto di Siha.
DECENTRALIZZAZIONE
DELLA SORVEGLIANZA
PER LA TUBERCOLOSI:
PROGETTO TUMAINI
Riduzione
dell’incidenza
di TB attraverso
il rafforzamento
della sorveglianza
in aree remote,
registri e
decentralizzazione
delle capacità
diagnostiche
Breve storia del progetto
Il Progetto TuMAInI si costruisce su
precedent scambi di collaborazione
nel campo della tubercolosi (TB) tra
l’Università di Sassari, l’Università
di Bergen, Norvegia e il NIMR, Dar
es Salaam, Tanzania. Il successo
della eradicazione della TB dipende
in gran parte dall’accertamento
precoce e periferico dei casi sospetti
di TB, dalla loro diagnosi precoce e
dal trattamento completo secondo
linee guida nazionali. Numerosi
fattori interferiscono purtroppo
con la riduzione dell’incidenza di
TB nella Regione del Kilimanjaro:
diagnosi errate di TB, cui segue un
ritardo della diagnosi definitiva,
stigma sociale soprattutto
nelle forme di coinfezione HIV,
scarse capacità diagnostiche di
laboratorio nelle aree remote,
scarsa conoscenza di forme di TB
Ambulatorio per pazienti affetti da malattie respiratorie, Charlotte Health Centre, Distretto di Siha
atipiche, notifica di casi di TB lenta e
inaccurata nelle aree remote verso
i centri coordinatori e dispensatori
di terapia, scarsa sorveglianza attiva
dei casi di TB e di follow-up clinico
fino al completamento del ciclo di
terapia specifica e alla remissione
dei sintomi.
Successi del Progetto
TuMAInI ha affrontato le
problematiche su citate al fine
ultimo di ridurre l’incidenza di
TB nelle comunità periferiche,
attraverso la decentralizzazione di
strutture diagnostiche e strategie
di sorveglianza pro-attiva. In
particolare, sono state organizzate
sessioni di formazione nella
diagnosi di TB extrapolmonare,
nell’esame colturale,
nell’integrazione di attrezzature
di laboratorio per TB tra cui
microscopi, autoclavi e incubatori
nei centri sanitari del distretto di
Siha. Una registrazione accurata
di casi di TB è stata promossa per
ridurre il ritardo della notifica,
attraverso anche il disegno di un
dataset web-based e connettività
Internet in aree remote, dopo aver
testato l’interesse e la ‘readiness’
di operatori sanitari alle strategie di
sanità elettronica.
Sfide e difficoltà
Standard tecnologici scarsi per
l’effettivo utilizzo di sistemi
di registrazione ‘web-based’.
Coordinamento di una squadra
multidisciplinare e numerosa di
partecipanti al progetto sia in
Tanzania che in Sardegna. Necessità
di creare/rafforzare una cultura
alla cooperazione nell’ambito di
amministrazioni locali e all’interno
del Partenariato.
Iniziative parallele
Creazione di network locali di
collaborazione in ambito sanitario
tra presidi periferici (villaggi),
distretto sanitario, regioni e organi
di governo centrale (es., NIMR)
che ora costituiscono la cornice
e la piattaforma per progetti di
cooperazione e scientifici nell’ambito
delle malattie emergenti non
trasmissibili di maggiore portata (es.,
a livello Europeo).
Responsabile del Progetto:
Maura Pugliatti, [email protected]
Partners Sardi:
Azienda Sanitaria n. 1, Sassari; VM
Imgaing srl, Krene srl, Sassari
Osservatori: Università degli Studi di
Cagliari; Fondazione SMIRG; Dept. of
Public Health and Primary Health Care
and Centre for International Health (CIH),
University of Bergen, Norvegia.
27
PALESTINA
Area: Cisgiordania, Provincia di Ramallah
Anno: 2011
Durata: 12 mesi
Partner Principale: Provincia di
Nuoro, Italia
Partner Estero: Associazione NAFS
for Empowerment Psychological and
Social Counseling – Palestina
Beneficiari: Minori ex detenuti e
giovani locali
Costo del Progetto: € 70.000,00
Contributo RAS (LR 19/96): € 42.000,00
Incontro con un gruppo di giovani ex-detenuti
coinvolti nelle azioni progettuali presso il campo profughi di Al Jalazon
LIBERAMENTE
Supporto
e valorizzazione
dei servizi
di salute mentale
a favore di minori ex
detenuti
e madri palestinesi
Breve storia del progetto
Il contesto nel quale il progetto
si prefigge di intervenire è quello
dei Territori Palestinesi, l’area
principalmente interessata
dall’intervento sarà quella di
Ramallah, sede dell’Autorità
Palestinese.
Il partenariato nasce a seguito
dell’incontro-confronto degli
attori coinvolti, dalla richiesta di
collaborazione dell’Associazione
Nafs e dai contatti preliminari con
le autorità locali (incontro con il
Ministro per gli affari dei prigionieri
politici dell’Autorità palestinese),
dalla conoscenza dei Territori
palestinesi e delle difficoltà e criticità
proprie della situazione palestinese
attraverso l’attività di ricerca. Nei
giovani a seguito dell’esperienza
di prigionia la mancanza di Servizi
di Salute Mentale adeguati rende
i disturbi, che conseguono a tale
stato, ancora più gravi. Il successo
del progetto dipende da diversi
fattori in primis il fatto che si è
comunque in zona di guerra, tuttavia
possiamo dire che le ricadute
del progetto saranno importanti
non solo per l’Associazione Nafs
di Ramallah con una crescita
professionale dei suoi collaboratori,
ma anche per gli operatori sardi che
potranno approfondire e conoscere
direttamente: problematiche
psicologiche e conseguenze diverse
da quelle evidenziabili in Sardegna.
Attività progettuali
Attività di formazione per i
professionisti palestinesi sulle
tematiche relative all’intervento con
i giovani ex-detenuti e all’intervento
con le madri;
attività di supervisione allo scopo di
contribuire alla crescita professionale
degli operatori palestinesi,
consolidando il loro sentimento di
autoefficacia, aiutandoli a definire
lo stile professionale in relazione
alla loro personalità, esperienza
e contesto di intervento; incontri
istituzionali: si tratta di un momento
Incontro con gli operatori sociali formati nel progetto
presso la sede dell’Associazione NAFS a Ramallah
di confronto in vista di ulteriori
sviluppi del progetto stesso e di altre
iniziative di cooperazione, in questa
occasione potrà essere scritto un
protocollo di intesa.
Successi del Progetto
Promozione della capacità di
resilienza psicologica nei minori e
giovani ex-detenuti e nelle madri
attraverso: il rafforzamento dei
servizi di salute psico-sociale; la
promozioni dei valori della pace e
del dialogo.
Sfide e difficoltà.
La sfida è quella di creare le
condizioni per il superamento dei
sintomi del disturbo post-traumatico
da stress.
Responsabili del Progetto:
Tonino Serusi e Sonia Flore
[email protected]
[email protected]
Partner Sardi: Dipartimento di Psicologia,
Università degli Studi di Cagliari
29
Bielorussia, India,
Marocco, Russia,
Ucraina
Anno: 2012
Durata: 15 giorni
Partner Principale: Soleterre Strategie di pace ONLUS, Italia
Partner Estero: Ukrainian Charitable
Fund “Zaporuka”, Ukraine; ANO
“Children”, Russia; L’Avenir, Marocco;
Associazione Italo-Bielorussa
Beneficiari: Bambini sopravvissuti al
cancro
Costo del Progetto: € 60.000,00
Contributo RAS (LR 19/96): € 10.000,00
Diario di bordo
AMBASCIATORI
DI SPERANZA III
Attività di vela-terapia,
educazione informale
ed educazione
tra pari per rafforzare
consapevolezza,
autostima e
comprensione reciproca
di bambini sopravvissuti
al cancro
Breve storia del progetto
I giovani che hanno superato
la patologia oncologica hanno
spesso difficoltà psicologiche e
scarsa autostima, problemi di
socializzazione e di abbandono
scolastico. I partecipanti del
progetto sono stati bambini e
ragazzi provenienti da Italia,
Marocco, India, Ucraina, Russia e
Bielorussia. Quattordici giovani e sei
accompagnatori sono stati coinvolti
in attività di vela terapia durante
una traversata del Mediterraneo
a bordo di un brigantino. Una
volta arrivati in Sardegna hanno
partecipato ad un workshop
utilizzando il teatro, l’arte-terapia e
l’educazione tra pari.
Successi del Progetto
Le attività hanno dato a un gruppo
di giovani, guariti dal tumore,
la possibilità di fare cose che
non avrebbero mai immaginato
possibili, a causa della complessità
dei loro bisogni medici e delle
disabilità derivanti dalla passata
malattia. Bambini e ragazzi
hanno costruito indipendenza
e autostima, rafforzato la loro
capacità di resilienza al fine
di crescere secondo modalità
inclusive.
Il lavoro indirizzato agli effetti
psicologici del tumore infantile
è andato di pari passo con la
comprensione reciproca e la
scoperta di culture, abitudini
e tradizioni diverse al fine
di diffondere la tolleranza e
combattere i pregiudizi.
Sfide e difficoltà
I partecipanti provenivano da
paesi molto diversi sia per cultura
che per reddito, parlavano
lingue diverse e non si erano
mai incontrati prima. Sono stati
chiamati svolgere un lavoro e ad
adattarsi a condizioni particolari
durante la navigazione.
Diario di bordo
Iniziative parallele
Dal progetto è emerso un
gruppo di giovani desiderosi di
partecipare ad altri scambi in
futuro e di creare un network
basato sulla loro comune
esperienza e, una volta tornati a
casa, capace di coinvolgere altri
giovani guariti. Essi sono diventati
Ambasciatori di Speranza capaci
di veicolare un messaggio positivo
di cura dal tumore e di possibile
risposta ai problemi promossa dai
giovani stessi.
Responsabile Scientifico:
Cristina Cornelli,
[email protected]
Partner Locali:
Peter Pan ONLUS, Roma, Italia;
Fondazione Tender to Nave Italia,
Genova, Italia; Comuni di Buggerru e
Fluminimaggiore, Sardegna
31
A CURA DI:
Prof.ssa Maura Pugliatti, Dip. di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Sassari, Italia
Dott.ssa Barbara Cauli, Presidenza - Servizio Affari Internazionali, Regione Autonoma della Sardegna, Italia
SI RINGRAZIA PER IL SUPPORTO TECNICO: la Dott.ssa Bettina Galanti e il Dott. Gabriele Farina, Dip. di Medicina
Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Sassari, Italia
REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI:
LEGGE REGIONALE 11 APRILE 1996, N. 19 “Norme in materia di cooperazione con i Paesi in via
di sviluppo e di collaborazione internazionale”, Invito a presentare proposte per la selezione di
interventi – Annualità 2009 PRESIDENZA DELLA REGIONE - SERVIZIO AFFARI INTERNAZIONALI
DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI
“TUberculosis in Moshi Area: a pilot Integrated Intervention (TuMAInI)
- Strategie integrate per il miglioramento dell’efficienza sanitaria nella
sorveglianza alla tubercolosi. Intervento pilota nel territorio di Moshi, Tanzania”
INVITO A PRESENTARE PROPOSTE – ANNO 2011
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racconti tra territori per lo sviluppo dei popoli