A proposito di nuova evangelizzazione Renza Guglielmetti Il significato del termine Di questi tempi se ne parla molto in ambito ecclesiale in base, soprattutto, a due eventi straordinari: l’indizione dell’Anno della fede da parte di Benedetto XVI (11 ottobre 2012 – 24 novembre 2013) e il Sinodo dei Vescovi durante il mese di ottobre sulla nuova evangelizzazione. Questa espressione risale a Giovanni Paolo II che la introdusse per la prima volta il 9 giugno 1979 a Nova Huta in Polonia e la riprese quattro anni dopo rivolgendosi alle Chiese dell’America Latina. Ci si domanda: come mai “nuova”? Forse che il Vangelo è cambiato con il trascorrere dei secoli? Nessuno lo ha mai pensato, certamente. È nuova perché nuovi sono gli scenari socio-culturali in cui il vangelo incontra gli uomini e le donne d’oggi. Se si prende l’insieme degli interventi ecclesiali successivi, soprattutto i Lineamenta e l’Instrumentum laboris (documenti di lavoro per i Vescovi riuniti nel Sinodo) si nota una diversificazione di prospettive. Da una parte si riscontra la necessità di un rinnovamento della fede da parte dei credenti e della stessa Chiesa. La gente si allontana dalla fede perché spesso non incontra pro- poste veramente credibili, che tocchino il cuore come accadde agli ascoltatori di Pietro nell’episodio narrato in Atti 2,37 i quali «si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”». Detto questo, nuova evangelizzazione significa comunicare la fede a chi non ce l’ha: dai battezzati che l’hanno abbandonata, a coloro che non credono in Cristo o in Dio, in primis nei nostri Paesi di antica cristianità. Editoriale pag.1 A proposito di nuova evangelizzazione DOMANDE & (qualche) RISPOSTA Pensieri sul Natale pag. 4 flash dai centri pag. 7 • Fine estate a San Salvario • Gesù: incontriamolo sulle strade di Chieri • Il nostro Buongiorno • Opuscoli... al Circolo Ufficiali • Chi guarda i manifesti? • Notte dei santi ad Alba • Missione «Grafie dell’Anima» in Puglia • Genova: notizie dalla sede comunicazione & dintorni Buona comunicazione = buona relazione pag.17 diciamolo con l’arte pag. 20 Un logo suggestivo: la nave religioni culti magìa Halloween pag. 24 qui pubblicità pag. 26 Oggi però, la missione di evangelizzare deve «misurarsi con trasformazioni sociali e culturali che stanno profondamente modificando la percezione che l’uomo ha di sé e del mondo, generando ripercussioni anche sul suo modo di credere in Dio» (IL, 6). Pertanto la nuova evangelizzazione deve portare con sé una nuova inculturazione del messaggio evangelico. La missione di InformaCristo Come si colloca InformaCristo nell’ambito della nuova evangelizzazione? Da circa quarant’anni questa associazione ha prodotto vari tentativi di far risuonare il messaggio di Gesù rivolgendolo al variegato mondo della non credenza e dell’indifferenza religiosa. E lo ha fatto uscendo dalle chiese e collocandosi invece lungo le strade affollate delle città, nei suoi negozi e centri commerciali, nei luoghi di lavoro e in ambienti turistici. Tutta l’attività di questi anni è stata sostenuta da due convinzioni di fondo. La prima è consistita nella esigenza di formare dei testimoni della fede perché se gli stessi credenti conducono una vita difforme al vangelo difficilmente un non credente vedrà nella proposta evangelica una bella e buona notizia per la sua vita. La seconda, quella più originale, è stata dettata dall’idea di creare messaggi sui contenuti della fede cristiana adottando linguaggi volti a intercettare le domande di senso degli uomini a partire dai loro problemi quotidiani. L’associazione fu creata nel 1974 da P. Giuseppe Maria Borgia, cappuccino e in essa operano soci, amici ed esperti in comunicazione. L’ideabase su cui si continua a lavorare risale a una intuizione originale dello stesso fondatore: utilizzare il linguaggio della pubblicità, usato abitualmente per reclamizzare beni materiali, per parlare invece di Dio, del Vangelo, delle realtà dello spirito, dei grandi valori della vita. Per sensibilizzare alla domanda religiosa si preparano messaggi che cercano di sorprendere, scuotere, far pensare. Lo strumento utilizzato attualmente è il manifesto e la locandina. Lo si colloca in negozi, in vetrinette, luoghi di grande passaggio, ecc. Periodicamente si fanno anche campagne pubblicitarie. Per accompagnare chi è già in una ricerca di Dio vengono creati opuscoli e dépliant. Ogni messaggio lanciato sulla strada dal manifesto viene infatti sviluppato in modo semplice ed essenziale in un pieghevole di quattro facciate. Altre brevi pubblicazioni – opuscoli su Dio, Gesù Cristo, le nuove religiosità – trattano questi temi fondamentali per la fede in modo più approfondito ma sempre sintetico. Altri strumenti di recente creazione: cartoline natalizie, brevi video, sito (www.informacristo.org) e blog (http://parliamone.informacristo.org/ wp/) e la mostra itinerante Grafie dell’anima, sulle origini cristiane. Il materiale cartaceo viene diffuso ovunque possibile, nei luoghi pubblici, sulle strade di grande passaggio, oggi anche su internet, accanto alla normale pubblicità, secondo le nostre risorse e l’ospitalità dei media. Tutto è offerto gratuitamente perché, come diceva il fondatore, il pane della fede non si fa pagare, pertanto tutta l’attività è sostenuta mediante autotassazione, accettando con riconoscenza l’aiuto, anche economico, di chi è convinto dell’utilità di questa missione. Amici e collaboratori, sparsi per il Piemonte, la Liguria e in altre regioni d’Italia si fanno a loro volta diffusori nel proprio ambiente e, talvolta, anche promotori di campagne pubblicitarie locali oppure cercano vetrinette o negozi disponibili ad ospitare questo materiale. Nelle tre sedi di InformaCristo (Torino, Genova, Cuneo) è attivo un centro di ascolto per chi desidera un colloquio personale o per richiedere il materiale prodotto. Perché InformaCristo? Riteniamo che la vicenda di Gesù resti per ogni uomo, anche per chi non crede, una pagina che sprigiona una pienezza di umanità difficilmente riscontrabile altrove. Gesù ci ha lasciato in eredità progetti, idee, proposte che formano un grande patrimonio di valori umani in cui anche chi non crede può trovare forza, ispirazione, idee; è un terreno comune dove ci si può oggi comprendere e forse un giorno giungere insieme alla fede in Lui. DOMANDE & (qualche) RISPOSTA Pensieri sul Natale a cura di Fiorella Danella Il card. Martini ci ha lasciati, ma la sua fede, il coraggio, la coerenza al Vangelo sono per noi un aiuto, un pungolo per “non soffocare con la cenere la brace dell’amore”. Riportiamo una sua riflessione sul Natale. Sono pensieri semplici che Martini aveva scritto quando si trovava a Gerusalemme. Oggi possono aiutarci a vivere questi giorni “difficili” sorretti dalla speranza che viene dalla fede. Siamo certi che la sua preghiera di intercessione è adesso più viva che mai. Per tutti. Il presepio è qualcosa di molto semplice, che tutti i bambini capiscono. È composto magari di molte figurine disparate, di diversa grandezza e misura: ma l’essenziale è che tutti in qualche modo tendono e guardano allo stesso punto, alla capanna dove Maria e Giuseppe, con il bue e l’asino, attendono la nascita di Gesù o lo adorano nei primi momenti dopo la sua nascita. Come il presepio, tutto il mistero del Natale, della nascita di Gesù a Betlemme, è estremamente semplice, e per questo è accompagnato dalla povertà e dalla gioia. Non è facile spiegare razionalmente come le tre cose stiano insieme. Ma cerchiamo di provarci. Il mistero del Natale è certamente un mistero di povertà e di impoverimento: Cristo, da ricco che era, si fece povero per noi, per farsi simile a noi, per amore nostro e soprattutto per amore dei più poveri. Tutto qui è povero, semplice e umile, e per questo non è difficile da comprendere per chi ha l’occhio della fede: la fede del bambino, a cui appartiene il Regno dei cieli. Come ha detto Gesù: «Se il tuo occhio è semplice anche il tuo corpo è tutto nella luce» (Mt 6, 22). La semplicità della fede illumina tutta la vita e ci fa accettare con docilità le grandi cose di Dio. La fede nasce dall’amore, è la nuova capacità di sguardo che viene dal sentirsi molto amati da Dio. Il frutto di tutto ciò si ha nella parola dell’evangelista Giovanni nella sua prima lettera, quando descrive quella che è stata l’esperienza di Maria e di Giuseppe nel presepio: «Abbiamo veduto con i nostri occhi, abbiamo contemplato, toccato con le nostre mani il Verbo della vita, perché la vita si è fatta visibile». E tutto questo DOMANDE & (qualche) RISPOSTA è avvenuto perché la nostra gioia sia perfetta. Tutto è dunque per la nostra gioia, per una gioia piena (cfr. 1Gv 1,1-3). Questa gioia non era solo dei contemporanei di Gesù, ma è anche nostra: anche oggi questo Verbo della vita si rende visibile e tangibile nella nostra vita quotidiana, nel prossimo da amare, nella via della Croce, nella preghiera e nell’eucaristia, in particolare nell’eucaristia di Natale, e ci riempie di gioia. Povertà, semplicità, gioia: sono parole semplicissime, elementari, ma di cui abbiamo paura e quasi vergogna. Ci sembra che la gioia perfetta non vada bene, perché sono sempre tante le cose per cui preoccuparsi, sono tante le situazioni sbagliate, ingiuste. Come potremmo di fronte a ciò godere di vera gioia? Ma anche la semplicità non va bene, perché sono anche tante le cose di cui diffidare, le cose complicate, difficili da capire, sono tanti gli enigmi della vita: come potremmo di fronte a tutto ciò godere del dono della semplicità? E la povertà non è forse una condizione da combattere e da estirpare dalla terra? Ma gioia profonda non vuol dire non condividere il dolore per l’ingiustizia, per la fame del mondo, per le tante sofferenze delle persone. Vuol dire semplicemente fidarsi di Dio, sapere che Dio sa tutte queste cose, che ha cura di noi e che susciterà in noi e negli altri quei doni che la storia richiede. Ed è così che nasce lo spirito di povertà: nel fidarsi in tutto di Dio. In Lui noi possiamo godere di una gioia piena, perché abbiamo toccato il Verbo della vita che risana da ogni malattia, povertà, ingiustizia, morte. Il Cardinal Carlo M. Martini DOMANDE & (qualche) RISPOSTA Se tutto è in qualche modo così semplice, deve poter essere semplice anche il crederci. Sentiamo spesso dire oggi che credere è difficile in un mondo così, che la fede rischia di naufragare nel mare dell’indifferenza e del relativismo odierno o di essere emarginata dai grandi discorsi scientifici sull’uomo e sul cosmo. Non si può negare che può essere oggi più laborioso mostrare con argomenti razionali la possibilità di credere, in un mondo così. Giustamente noi cerchiamo di approfondire il mistero della fede, cerchiamo di leggerlo in tutte le pagine della Scrittura, lo abbiamo declinato lungo vie talora tortuose. Ma la fede, ripeto, è semplice, è un atto di abbandono, di fiducia, e dobbiamo ritrovare questa semplicità. Essa illumina tutte le cose e permette di affrontare la complessità della vita senza troppe preoccupazioni o paure. Per credere non si richiede molto. Ci vuole il dono dello Spirito Santo che egli non fa mancare ai nostri cuori e da parte nostra occorre fare attenzione a pochi segni ben collocati. Guardiamo a ciò che successe accanto al sepolcro vuoto di Gesù: Maria Maddalena diceva con affanno e pianto: «Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l’hanno posto». Pietro entra nel sepolcro, vede le bende e il sudario piegato in un luogo a parte e ancora non capisce. Capisce però l’altro discepolo, più intuitivo e semplice, quello che Gesù amava. Egli «vide e credette», riferisce il Vangelo, perché i piccoli segni presenti nel sepolcro fecero nascere in lui la certezza che il Signore era risorto. Non ha avuto bisogno di un trattato di teologia, non ha scritto migliaia di pagine sull’evento. Ha visto piccoli segni, piccoli come quelli del presepio, ma è stato sufficiente perché il suo cuore era già preparato a comprendere il mistero dell’amore infinito di Dio. Talora noi siamo alla ricerca di segni complicati, e va anche bene. Ma può bastare poco per credere se il cuore è disponibile e se si dà ascolto allo Spirito che infonde fiducia e gioia nel credere, senso di soddisfazione e di pienezza. Se siamo così semplici e disponibili alla grazia, entriamo nel numero di coloro cui è donato di proclamare quelle verità essenziali che illuminano l’esistenza e ci permettono di toccare con mano il mistero manifestato dal Verbo fatto carne. Sperimentiamo come la gioia perfetta è possibile anche in questo mondo, nonostante le sofferenze e i dolori di ogni giorno. (Card. C. M. Martini. Gerusalemme, dicembre 2006) FLASH DAI CENTRI Torino Lidia Belliardo Fine estate a San Salvario In occasione della festa di “fine estate” in zona San Salvario, la domenica 30 settembre si è tenuta la sede aperta. Alcune socie hanno partecipato con volantini, slogan, messaggi vari e… tanto entusiasmo. Ecco che cosa scrive Silvia, una di loro: Siamo andate in tre con i messaggi di InformaCristo e tanto di tesserino di riconoscimento per incontrare la gente e creare interesse per Gesù e il suo Vangelo. I dépliant sono stati da molti accettati e da alcuni rifiutati. In ogni caso Gesù è stato annunciato tra quella folla indifferente, per cui, se Lui vuole, accenderà almeno una scintilla nel loro cuore. Con molta gioia attendiamo altre occasioni. Gesù: incontriamolo sulle strade di Chieri Nell’ambito di una serie di iniziative organizzate a Chieri (dal 21 settembre al 4 ottobre) dall’Associazione «Incontrinsieme», anche InformaCristo ha partecipato il 29 settembre, con gli amici Alberto, Silvia, Stefania e Fiorella con un gazebo esponendo manifesti e pubblicazioni. La collaborazione è stata interessante per vari motivi. Prima di tutto abbiano scoperto con gioia l’affinità del nostro obiettivo con quello di Incontrinsieme: parlare di Dio sulle strade, nei Centri commerciali, dove si incrociano molte persone. Perciò quando ci siamo messi in contatto, ci siamo subito sentiti in sintonia. Abbiamo anche potuto ammirare la festosità e la cordialità con cui alcuni ragazzi dello staff ci sono venuti in aiuto per allestire il gazebo. Altra bella sorpresa è stata quella di scoprire la presenza dei frati Cappuccini. Proprio nella stessa piazza dove eravamo noi, p. G. Brondino ha tenuto una interessante riflessione sul tema «Psicologia e preghiera». Lui ha comunque avuto una fortuna “sfacciata” perché, finita la sua conferenza (all’asciutto!) si è scatenato un diluvio di pioggia incredibile. Anche qui abbiamo ammirato la tempestività con la quale i ragazzi del gruppo sono intervenuti a distribuire teloni di nylon per proteggere il materiale dei gazebo. FLASH DAI CENTRI Per concludere. L’esperienza, nonostante la pioggia battente, è stata positiva, sia per gli incontri con le persone, sia per la collaborazione “insieme” con questo Gruppo dinamico, festoso e ricco di iniziative. Ci siamo salutati con l’impegno di continuare la collaborazione. Il nostro Buongiorno A partire dal 7 ottobre parecchi amici hanno ricevuto via e-mail «il Buongiorno di InformaCristo». È una piccola iniziativa che vuole comunicare a tutti coloro di cui disponiamo la mail (e lo gradiscono) il nostro pensiero, augurio e riflessione per la giornata che sta iniziando. Appunto, il nostro BUONGIORNO. Un pensiero breve, incisivo, concreto, un augurio. Data la qualità e la brevità del contenuto, risulta gradito alla maggior parte di quanti lo ricevono. Riportiamo alcune risposte che esprimono gradimento: • Grazie del vostro buongiorno. È un legame con Torino e tutti voi. • Ho letto con grande piacere alcuni pensieri del mattino. Complimenti! Sono davvero belli e densi e per chi è ancora un po’ addormentato sono un Chieri - Il gazebo di InformaCristo FLASH DAI CENTRI ottimo viatico di sveglia e compagni di giornata ad alto livello: continuate a pensare e a proporre “alto”. Se qualcuno di voi è interessato a riceverlo, è sufficiente che ci mandi il suo indirizzo di posta elettronica e il buongiorno arriverà ogni mattino sul suo computer. ai vari gruppi di volontariato che frequenta, compreso quello che fa capo all’istituto del Cottolengo. Gliene offriamo dieci copie e altrettante di «Voi chi dite che io sia?» spiegandogli che questo secondo fascicolo è la continuazione dell’altro. È felice. Gli brillano gli occhi guardando il mucchietto di libretti e mentalmente ne fa la distribuzione: «Questi li porto al Parroco di… questi altri al gruppo di volontari… e questi ultimi quattro li porterò alla prossima cena del Circolo Ufficiali». Davvero le persone cariche di buona volontà non si fanno condizionare neppure dagli anni. Anche se superano gli ottanta come il nostro simpatico Francesco. Opuscoli su Gesù al Circolo Ufficiali Chi guarda i manifesti? Un anziano signore entra in sede con il libretto «La notizia Gesù» in mano. Non ricorda come ne sia venuto in possesso. Lo trova magnifico. Dice di averlo cercato nelle librerie senza trovarlo. Lo ha suggerito ad alcuni Parroci perché lo usino per la formazione dei catechisti. «Qui ci sono delle basi che oggi i giovani non hanno più…!» Ne ha fatto perfino delle fotocopie per poterle distribuire… e ne ha parlato Se da una parte c’è veramente molto impegno in InformaCristo per organizzare periodiche campagne di manifesti, cercare ed allestire vetrinette pubblicitarie, contattare negozi che ospitino questa particolare pubblicità… dall’altra ci si chiede se effettivamente ci siano persone che si fermino anche solo per un istante perché quella parola intravista sui muri ha destato in loro un moto interiore di interesse. • Grazie per il Buongiorno! Mi offre argomento per riflettere nella giornata e mi fa sentire insieme a quanti lo ricevono e lo portano con sé durante il giorno… Un caro saluto. • Grazie! È bello la mattina ricevere il buongiorno con queste frasi! • Ma che magnifica idea! Perché non la mettete su Facebook? FLASH DAI CENTRI Tra i vari riscontri che, spesso casualmente, si vengono ad avere, ecco due flash significativi colti nel giro di due giorni e raccontati da chi ne è stato spettatore. vetrinetta di Via XX Settembre a Torino. • Mentre stavamo percorrendo in auto la strada principale di Verzuolo dirette a Torino, abbiamo visto due giovani fermi davanti alla vetrina della libreria Escata i quali stavano fotografando il manifesto di InformaCristo esposto accanto all’ingresso. Sì, parecchie persone guardano i manifesti. Dalla sede torinese vediamo tanta gente che si ferma davanti alla vetrina. Legge quanto vi è scritto e si serve tranquillamente dei messaggi esposti all’esterno: libretti, dépliant e quant’altro. Alcuni entrano e intavolano una conversazione. Come quel distinto signore che si è sentito attirato da una frase di don Ciotti esposta in vetrina che • Questa mattina dall’autobus ho visto una giovane signora ferma a leggere il manifesto esposto nella Mica male! Qualcuno li guarda questi benedetti manifesti. Basta solo potersene accorgere! Torino - Vetrina in corso San Martino 10 FLASH DAI CENTRI in questo periodo commenta il manifesto: «Egoismi? Cristo insegna a vincerli con la forza dell’amore». Entra per chiederne una copia e intanto inizia a parlare. Racconta del suo bisogno di Dio dal quale però si sente lontano… Parla di sé, del suo passato, dei suoi sogni e delle sue delusioni. Che bello potergli dire che Dio non ci giudica, ma ci ama. Ci aspetta. Si fa festa in Cielo quando un suo figlio ritorna a Lui… Questo signore si commuove e dice: «Ci vuole tanta umiltà» e poi: «Nonostante tutto sento di aver conservato un cuore di fanciullo». Rispondo: «È ai cuori semplici, come quelli dei bimbi, che Dio si comunica». Torna a commuoversi. Penso dentro di me: questi cosiddetti lontani sono più vicini a Dio di quanto lo siamo noi. Mentre esce dice ancora: «Tornerò, perché ho bisogno di parlare di queste cose. È una bella opera quella che voi fate». NOTTE DEI SANTI AD ALBA Il 31 ottobre è stato veramente memorabile. Nelle prime ore del pomeriggio si è scatenato un vero nubifragio con vento forte nella via centrale di Alba dove abbiamo montato ugualmente il gazebo di InformaCristo che ha resistito circa due ore… poi volantinaggio sotto la pioggia battente fino alle 19,30. Ma dalle 20.30 in poi i risultati sono stati più che buoni. I due gruppi di giovani che hanno progettato la Veglia mi hanno veramente commossa con la loro gioia, semplicità e tanta voglia di evangelizzare altri giovani. Alcuni sono andati in strada per invitare i loro coetanei alla serata, mentre altri, in chiesa, hanno preparato la «Notte dei Santi»: dalle 21,30 l’adorazione è durata fin dopo la mezzanotte con l’avvicendarsi di tanti giovani (e meno giovani) davanti al Santissimo. A laude e gloria di Gesù Cristo. Elena Cillario 11 FLASH DAI CENTRI Cuneo Mirella Lovisolo Missione «Grafie dell’anima» in Puglia Ad agosto ha avuto luogo l’annunciata missione Grafie dell’Anima in Puglia nella Diocesi di Oria a Latiano nel Salento, invitati dal sacerdote don Antonio de Stradis da tempo collegato a noi tramite il Foglio di collegamento. È stata presentata presso la chiesa di S. Francesco alla Sardedda di cui questo sacerdote è attivissimo e zelante priore. La mostra sull’arte delle origini cristiane è per InformaCristo uno strumento di evangelizzazione e di annuncio di Gesù come vissuto dai primi cristiani ed espresso nei graffiti e simboli dipinti catacombali, prima in Palestina poi a Roma, in Francia e poi nel resto dell’Italia. Sentiamo il bisogno di portarla ovunque, constatando come ogni volta emergano utili approfondimenti per il nostro tempo alla luce delle nuove comprensioni teologiche. Come scriveva il martire contemporaneo don Andrea Santoro dalla Turchia: «Io vorrei attingere e consegnare un po’ di quella luce antica, darle un po’ di ossigeno perché brilli di più… noi Don Antonio de Stradis in visita alla mostra 12 FLASH DAI CENTRI abbiamo bisogno di quella radice originaria della fede se non vogliamo morire di benessere, di materialismo, di progresso vuoto e illusorio… il fuoco del cristianesimo divampato dai luoghi delle origini non si è mai spento pur passando attraverso sofferenze, persecuzioni, peccati, vicende oscure…» (Lettere dalla Turchia, pp. 15-16). Spiegare a tutti il cristianesimo vissuto come sgorgava «nella forte ebbrezza dello Spirito» dai Vangeli e dagli altri scritti, un cristianesimo dal cui Kerigma, dice R. Cantalamessa «oggi bisogna ripartire. Questa nostra cultura secolarizzata non sa più cos’è il Kerigma (= l’annuncio) delle origini, ma conosce “l’urlo”, il vuoto disperato nel cuore: noi dobbiamo riportare il Kerigma a questo nostro mondo» (Rimini, 2012). Oggi, nell’ottica della “nuova evangelizzazione”, si deve attingere alla vita cristiana dei primissimi secoli, reperibile negli scritti dei Padri Apostolici e in altri scrittori dei primi tre secoli e in quei luoghi dove l’archeologia fa emergere le tracce del passaggio di Gesù e degli Apostoli sulla terra e nella storia. Tradurre nell’oggi la forza del messaggio cristiano delle origini. È questo che ci proponiamo. L’ambiente della mostra 13 FLASH DAI CENTRI Quella in Puglia è stata un’esperienza davvero sorprendente, ricca di umanità e di cristianesimo, esperienza nuova in un ambiente diverso, nel silenzio, tra le distese infinite d’ulivi, i trulli, i fichi d’india e il sole del Salento. Un’ospitalità magnifica e gratuita della gente del luogo ci ha permesso di vivere concretamente il mandato di Gesù (Lc 10): Quando entrate in una città e vi accoglieranno, restate in quella casa mangiando e bevendo di quello che hanno… (che secondo l’uso pugliese era tanto generoso!). Questa accoglienza e disponibilità è stata veramente un’esperienza unica così come la grandezza di questo sacerdote di 83 anni, capace di organizzare l’estate del luogo con continue iniziative straordinarie, spirituali, 14 ricreative, didattiche e culturali, per parlare alla gente, per attirarla e, con ogni mezzo, portarla a Gesù. La mostra, nell’ambito di queste iniziative, ha raggiunto l’obiettivo che ci sta tanto a cuore, in quanto i visitatori (anche non cattolici, contestatori) sollecitati dalle diverse iniziative, venivano in quell’incredibile luogo solitario nell’apertura serale (in Puglia, a motivo del caldo, si inizia a… vivere dalle 18 in avanti); erano molto interessati agli approfondimenti e ai contenuti della fede espressa nelle opere esposte. «Si dovrebbe parlare di più in chiesa di queste cose bellissime che non ho mai sentito», è stato detto con stupore. Davvero una meravigliosa giustificazione ad ogni fatica. FLASH DAI CENTRI Genova Laura Rossi Notizie dalla sede L’InformaCristo di Genova è costantemente attiva grazie al lavoro di tanti collaboratori impegnati a tenere aperta la sede il martedì e il giovedì di ogni settimana. In questi due giorni c’è la possibilità di ricevere accoglienza per parlare dei problemi che assillano cuore e intelligenza e che cercano una risposta amica e rassicurante. E che c’è di più rassicurante che seguire la via tracciata da Gesù? Ma per arrivare lì quanta strada a volte c’è da fare! La collaborazione riguarda anche il lavoro costante di controllo dello stato dei manifesti sulle bacheche stendardo del comune di Genova che Teresa affitta per tutto l’anno. Le collocazioni sono tra le migliori e le più ambite dalle agenzie pubblicitarie poiché nei luoghi in cui si trovano c’è un forte via vai di gente. Una nuova e interessante domanda di collaborazione ci è pervenuta dal presidente del Cineclub Nickelodeon in via della Consolazione in Genova. Si tratta di un Centro Culturale dove si programmano film, rassegne, cineforum, incontri didattici, culturali, di testimonianza cristiana, incontri formativi per persone anziane e famiglie. Il Centro è presieduto dal dott. Enrico Cimaschi, già presidente municipale della circoscrizione centro-ovest di Genova. Per i locali di questo Cineclub il Presidente ha chiesto materiale da mettere a disposizione dei frequentatori delle attività. Sono state lasciate locandine e vario altro materiale a disposizione del pubblico. Tutti gli ospedali della città hanno un angoletto della cappella ove sono offerti i dépliant. Tre collaboratrici curano la distribuzione del materiale in modo che ce ne sia sempre un po’ a disposizione, soprattutto per le persone che fanno visita a parenti e amici. L’ospedale è un ambiente che quasi impone la domanda, la riflessione sui più vitali interrogativi, il perché del dolore, della 15 FLASH DAI CENTRI solitudine, della morte. Vorremmo che i messaggi che InformaCristo diffonde possano aiutare a trovare o riscoprire Gesù che dà la risposta alle più esistenziali domande e infonde in cuore una speranza che non delude. Alcuni giorni prima del Natale allestiremo, Tonino ed io, un piccolo gazebo ove offriremo cartoline di auguri, quelli dell’Associazione. Accanto a noi ci saranno altri gazebo, quello dei venditori di gadget natalizi, di suonatori di zampogne, si udranno i dolcissimi canti tradizionali del Natale. Insieme a loro saremo lì anche noi, nell’elegante Via XX Settembre, per augurare ai passanti un Felice Natale con i nostri manifesti. Auguri che vorremmo lanciare a tutti quelli che tra un acquisto e un altro, ci passeranno accanto. Genova – la vetrinetta di P. Principe 16 COMUNICAZIONE & DINTORNI Buona comunicazione = buona relazione Angela Silvestri La comunicazione e la relazione sono come in un cerchio dove la relazione influenza la comunicazione e viceversa. Se con una persona si vive una relazione più stretta si comunica in un certo modo, si comunicano certe cose; con una persona con cui c’è una relazione più distaccata, più formale, si comunica in un altro modo. Quindi la relazione genera una comunicazione, ma la comunicazione genera una relazione. Non è un cerchio chiuso, ma un cerchio che comincia dalla comunicazione e non dalla relazione. Se voglio modificare questo cerchio devo iniziare a modificare la comunicazione. Se a un ragazzo piace una ragazza, e vuole tentare di conquistarla, deve cambiare la comunicazione: incomincia a parlarle più frequentemente, a comunicare cose più profonde di sé ed ecco che, se l’altra parte ci sta, la relazione cambia. La comunicazione ha fatto cambiare la relazione. C’è un vicino di casa un po’ invadente; per cambiare la relazione con lui e tenerlo un pochino più distante, bisogna cambiare la comunica- zione! Si comincia a comunicare in maniera più ridotta come quantità, come frequenza, e più superficiale come contenuto. Un po’ alla volta l’altro capisce. Voglio cambiare la relazione, cambio la comunicazione. Dietro la comunicazione c’è un progetto, ma alla fine si traduce in relazione: comunichi in un certo modo, comunichi certi contenuti, ed ecco che la relazione cambia. Il punto di partenza, da cui viene la relazione, è la comunicazione. Pensiamo a come cambia la comunicazione nell’evolversi di cinquant’anni e forse anche di più all’interno di una coppia! E come la comunicazione rilevata ad un dato momento della vita di quella coppia è profondamente significativa della relazione. Quando una coppia arriva a dire: «Non abbiamo più niente da dirci!», significa che la relazione interessa molto meno; c’è differenza rispetto alla coppia che parla poco ma è affiatata, che comunica anche in silenzio. È diverso il silenzio di certe coppie dal silenzio di altre coppie: uno dei principi della 17 COMUNICAZIONE & DINTORNI comunicazione è “non si può non comunicare”, quindi anche il silenzio comunica. Comunicazione e relazione sono quindi in rapporto tra di loro ma la comunicazione è l’elemento che genera il tutto. La comunicazione ha due elementi: uno di contenuto e l’altro di relazione. Contenuto è: “che cosa dico”. Relazione invece è: “che cosa stabilisco tra noi due”. C’è un principio fondamentale molto importante: più il centro della comunicazione è il contenuto più la relazione è sana; se il centro della comunicazione invece è la relazione, ci sono problemi! Dicendo «Vengo domani mattina alle otto», voglio dire che vengo domani mattina alle otto. La motivazione della comunicazione è il “contenuto” della comunicazione da cui viene poi la relazione di conseguenza. La relazione è sana perché comunico in maniera esplicita, cosciente, riflessa quel contenuto. Quando invece il problema è la relazione, se io dico che vengo domani mattina alle otto, sono io che ho deciso, allora l’altro incomincia a dire (siccome il problema è la relazione): «Alle otto non posso. Puoi venire alle sette e mezza? alle otto e mezza?». Se il problema è la relazione tra i due, 18 il problema non è l’ora, ma è “chi” decide l’ora, “chi” è che comanda, “chi” sta sopra e “chi” sta sotto. Quando si discute, quando c’è questa comunicazione, più il principio su cui si basa quello che le persone cercano è trasferimento di informazione, comunicare, mettere assieme (comunicare ha la stessa radice di comunione, cioè mettere assieme delle realtà), più è sana la comunicazione e quindi anche la relazione; più ci si sposta dall’altra parte più tutto diventa un litigio. C’è differenza tra un conflitto e un litigio. Il conflitto è una forma di comunicazione sana: si affinano le soluzioni, si approfondiscono le soluzioni. Il conflitto sono idee diverse a confronto. Il conflitto è sull’idea, sulla soluzione, su che cosa fare, ed è sano! Quando tutti sono d’accordo, non è l’ideale. Pensarla tutti allo stesso modo non porta ad approfondire la soluzione dei problemi. Il conflitto fa sì che qualunque soluzione debba essere approfondita, affinata, si vanno a scoprire i problemi e si trovano risposte. Il conflitto è quindi una cosa sana, opportuna. Nel conflitto c’è l’approfondimento di possibili soluzioni, c’è la ricerca, c’è un progresso, uno sviluppo. COMUNICAZIONE & DINTORNI Il litigio invece è sulla “persona”. Non interessa la soluzione del problema ma imporre le propria idea, avere ragione, vincere. A questo punto la soluzione può essere qualunque, le persone non guardano nemmanco alla soluzione, ma guardano a chi ha vinto: «Ho vinto io», «Hai vinto tu», sono “sopra” io, sei “sopra” tu. Semplificando molto, questo è quanto avviene tra le persone. Ma come potremmo immaginare la comunicazione e la relazione con il trascendente, con Dio? Noi gestiamo la relazione con Dio allo stesso modo con cui gestiamo le relazioni nei confronti degli altri e vengono attivate le stesse dinamiche. Non sempre noi siamo sotto e lui sopra. Quando noi chiediamo, ci poniamo sopra e poniamo lui sotto. E Dio non rifiuta, non dice: «Come ti permetti di chiedere?». Le preghiere di domanda sono tutte sull’imperativo “Fa’ o Signore…”, “Aiuta, Signore…”, “Dà o Signore la tua benedizione!” Sono una chiara posizione di superiorità nei suoi confronti. Quanto più invece noi ci mettiamo a sua disposizione, tanto più ci collochiamo in una posizione sotto di lui. “Parla, Signore, il Tuo servo ti ascolta”, nel momento in cui gli do l’ordine di parlare, mi pongo sopra. Se poi sono disposto a fare quello che mi viene detto, mi pongo sotto. La preghiera di offerta, è una preghiera in cui io mi pongo sotto. C’è poi la preghiera del discernimento, in cui io mi pongo alla pari: è quando io mi chiedo che cosa fare, qual è la scelta giusta, come comportarmi, è un “vediamo assieme”, per quanto io sono capace di ascoltare, di capire, di rendermi conto e disponibile.1 Liberamente tratto da una conferenza del Prof. Ezio Risatti dal titolo: Dalla comunicazione alla relazione. 1 19 DICIAMOLO CON L’ARTE Un logo suggestivo: la nave Mirella Lovisolo La mostra inaugurata il 27 ottobre scorso a Palazzo Reale di Milano sulla figura di Costantino propone una visione di quello che è stato l’evento del riconoscimento del Cristianesimo che, tra l’altro, ha prodotto la grande diffusione di un segno che era già in uso nel cristianesimo come simbolo di Cristo: il monogramma o Chrismon, l’incrocio della X e P della parola “Cristo” in greco; un segno già in uso prima di Costantino, ma che, in seguito al suo presunto sogno, divenne il simbolo della proclamazione del Cristianesimo nel mondo romano. Prima di Costantino il segno è reperibile sulle epigrafi, unito ad altri segni. Così lo vediamo nel graffito della nave del Laterano, del III secolo. Questo simbolo della nave è stato assunto come logo per l’anno della fede proclamato dal Papa. Questo evento offrirà numerose opportunità di approfondire la conoscenza di una fede che talvolta sembra solo sopravvivere, tra l’ignoranza del Vangelo e della Bibbia, la generale indifferenza, l’agnosticismo, l’oscurità dell’ateismo e l’ipocrisia di un cristianesimo senza 20 coerenza. Una crisi di cui parla il papa al n° 2 del suo documento “La porta della fede”. L’“Anno” che si è aperto offrirà anche la possibilità di rivisitare le opere d’arte che 2000 anni di cristianesimo hanno prodotto per dire visivamente la fede. Il logo scelto per quest’avvenimento è la nave immagine della Chiesa in navigazione sui flutti. Nella traduzione graficamente moderna dell’antico simbolo, l’albero maestro è una croce tra vele che realizzano il trigramma di Cristo (IHS). Sullo sfondo delle vele è rappresentato il Logo Anno della Fede DICIAMOLO CON L’ARTE sole che, associato al trigramma, rimanda all’Eucaristia. La nave è un simbolo antico e ricco di significato, molto noto e diffuso nei popoli precristiani mediterranei per i quali era simbolo del viaggio della morte e dell’immortalità. Nel cristianesimo, sin dalle origini, nel II-III secolo, la nave appare nelle opere catacombali e negli scritti dei Padri dei primi tre secoli. Anche in Palestina, tra i simboli cristiani arcaici degli ossari, appare la barca (cfr. E. Testa, 1960, p. 6). Si discute se questo simbolo derivi dalla tradizione ebraica o dalla simbolica greca. Le immagini marittime non sono famigliari alla Bibbia. Israele non era un popolo marinaro come invece erano i greci che solcavano il Mediterraneo; in essi si trova l’allegoria della “nave dello stato” e Platone descrive i vantaggi di questa nave ben governata dal suo timoniere (cfr. M. Lurker, p. 130). Nella letteratura ebraica la tempesta è data dalle prove, sia personali sia collettive, la cui liberazione può venire solo dalla potenza di Dio e dalla preghiera. La nave è vista nell’ottica della salvezza dal naufragio; l’arca in cui Noè trovò rifugio lui e i suoi indica anche il viaggio felice dell’anima in questa vita verso l’eternità. I cristiani, nei monumenti funerari, hanno ripreso il simbolismo della nave come segno di speranza e di eternità, utilizzandolo subito per esprimere due temi precisi: la Chiesa e la Croce. Il simbolismo ecclesiale della nave risale ai sec. II-III. Tertulliano è il primo a farne un simbolo esplicito della Chiesa, identificando nella nave in tempesta (Mc 4,35-41) la Chiesa delle origini, travagliata dalle persecuzioni. Nello Pseudo Clemente (sec. III) si dice: «Il corpo intero della Chiesa è come una grande nave che trasporta uomini di provenienza molto Graffito - nave con chriosmon 21 DICIAMOLO CON L’ARTE diversa»; segue una lunga allegoria in cui Dio è proprietario della nave, Cristo il pilota, il vescovo la vedetta, i presbiteri sono i marinai, i diaconi i capi rematori, i catechisti gli aiutanti (cfr. J. Danièlou, p. 70). Un testo delle Costituzioni apostoliche del sec. IV sull’ordinazione dei vescovi dice: «Quando riunisci la Chiesa sii vigile come il pilota di una grande nave… Prescrivi ai diaconi come a dei marinai di indicare il proprio posto ai fratelli, come a dei passeggeri». Uno scritto del Dipinto catacombale della via Anapo 22 sec. II precisa: «Cristo è il pilota esperto… La prua (della nave) è verso l’oriente, la sua poppa verso l’occidente, la sua carena verso il mezzogiorno. Ha come timoni i due testamenti. Ha marinai a destra e sinistra come angeli custodi che la proteggono. I cavi che collegano alla cima dell’albero sono come gli ordini dei profeti, dei martiri, degli apostoli…» (Id, p. 71). Anche Ignazio di Antiochia nel I secolo dice: «La santa Chiesa somiglia ad una nave costruita di legni diversi… ci sono ordini diversi nella chiesa e le persone sposate vi hanno il loro posto». L’altra ben nota simbologia della nave è la Croce che appare sin dal II secolo. L’antenna orizzontale che taglia l’albero gli dà la forma della croce; probabilmente è il significato più antico della nave che persisterà anche quando questa sarà identificata con la Chiesa; l’albero della nave-chiesa rimarrà simbolo della Croce di Cristo, come la cita Giustino, sec II, nell’Apologia. Nel dipinto catacombale della Via Anapo l’albero della nave di Giona ha la forma di croce. Le prime rappresentazioni cristiane della nave appaiono DICIAMOLO CON L’ARTE nell’arte sepolcrale sin dal III sec. e rinviano simbolicamente all’iter del defunto verso il porto dell’eternità. Nell’epigrafe di Firmia Victora (Vaticano) la nave, simbolo della Chiesa ma anche del defunto, si dirige verso la meta celeste simboleggiata dal faro. Talvolta appare una colomba col ramo d’ulivo che, associata alla nave, simboleggia l’anima che ha raggiunto la pace; così il cristogramma sulla nave è segno di Cristo. Nel Nuovo Testamento l’attribuzione simbolica si riferisce alla barca di Pietro e alla presenza del lago di Tiberiade dove Gesù, dalla barca, ammaestrava le folle. In un frammento di sarcofago del sec. IV appare una barca in cui il timoniere ha il nome di Gesù e i rematori quello degli evangelisti (Museo Pio Cristiano, Roma). Un altro frammento di sarcofago (Museo Capitolino) del sec. IV simboleggia la diffusione della Chiesa nel mondo: la barca di nome Thecla ha la vela sostenuta da un grande albero a croce accanto a due marinai, il timoniere è definito dall’iscrizione Paulus. Con Origene appare per la prima volta la simbolica sull’unità della Chiesa come mezzo necessario per la salvezza: «Fuori della Chiesa non vi è salvezza» (Homil. 3), mentre Ippolito, per primo, presenta l’allegoria della Chiesa locale ed è all’origine degli sviluppi catechetici che ci hanno portato a vedere nella nave sia l’immagine della Chiesa universale sia quella della Chiesa locale. Bibliografia F. BISCONTI, Temi di iconografia paleocristiana, PIAC, Roma, 2000. J. DANIÉLOU, I simboli cristiani primitivi, Roma,1997. M. LURKER, Dizionario delle immagini e dei simboli biblici, Torino, 1990. Rilievo della nave. Museo lapidario della Canonica - Cattedrale di Novara 23 religioni culti magìa Halloween la festa celtica del sabba satanico Laura Rossi All Hallowed Eve, alla vigilia del giorno di tutti i Santi, cioè del giorno che annuncia che l’umanità potrà vivere eternamente nella gioia e nella luce, occultisti e satanisti celebrano invece la vittoria del buio e della morte. Per il mondo dell’occulto il 31 ottobre è il giorno più magico dell’anno, capodanno di tutto il mondo esoterico e la festa annuale più importante per i seguaci di satana. È la data del quarto sabba. I sabba, secondo antiche tradizioni popolari, sono convegni notturni di streghe per celebrare riti magici e orge di carattere demoniaco. Nei primi tre sabba gli antichi riti occultistici celebravano il tempo delle stagioni benefiche, il risveglio primaverile, la semina, il raccolto. Invece il quarto celebrava la morte e la dissoluzione di tutto ciò che esiste. Su questo quarto sabba è stata architettata dall’occultismo e dal satanismo la festa celtica di Halloween: disprezzare tutto ciò che c’è di positivo, come la vita, il sole, la luce, negare che possa esserci un futuro di eternità felice per l’umanità. La vera festa liberatoria è invece per il pensiero satanista la morte con lo spegnersi di tutto. Si spiega così l’impostazione festiva e allegra, ma decisamente macabra, della notte di All Halloweed Eve, la vigilia del giorno di Ognissanti. Teschi e fantasmi, streghe e demoni vanno festeggiati come amici in una manifestazione collettiva che celebra il macabro e fa dello spiritismo il suo centro ispiratore. A causa della sua essenza occulta Halloween apre la porta all’influsso dell’occulto nella vita delle persone. 24 religioni culti magìa Il teschio, simbolo della distruzione e dell’annientamento umano, deve poter entrare nei nostri ambienti. Halloween porta l’enfasi sulla paura, sulla morte, sugli spiriti demoniaci, sulla stregoneria, sulla violenza, su tutto ciò che è contrario ai valori che la ragione umana indica come positivi. Purtroppo c’è molta ignoranza su questi argomenti per cui bambini e persone inconsapevoli celebrano con leggerezza queste “feste” pensando che siano innocue. I bambini in questo giorno si travestono da spiriti inquieti che non trovano pace, né casa e vagano tra le famiglie, guidati dalla lanternazucca vuota e ottenendo dolci in cambio della loro rinuncia a combinare guai. Trick-or-treat, “dolcetto o scherzetto” è proposto all’interlocutore, letteralmente significa “finzione o divertimento”, “stratagemma o piacere”, ma il significato originale è “maledizione o sacrificio”. una stella nella felicità eterna. Prima di partecipare alla festa di Halloween, si impone una scelta consapevole. Sul piano della salute è bene conoscere le disastrose conseguenze prodotte dall’assuefazione all’occulto e alla magia che non sono immediate, ma si manifestano a distanza di anni con depressioni, crisi e violenze. Prima di accettare ciò che viene proposto, o imposto come moda dai mass-media, dalla pubblicità ossessiva e dal commercio consumistico, chiediamoci cosa vogliamo scegliere di insegnare ai nostri figli. Siamo sicuri che sia un bene accompagnare i nostri figli alla festa accettando acriticamente lo spirito della ricorrenza di Halloween e rendendosene quindi compartecipi? I cristiani credono che alla fine sarà sempre la forza del Sole (del Cristo risorto) a vincere e a portarci in quel giorno senza tramonto, descritto dalla Bibbia, in cui ognuno brillerà come 25 Qui pubblicità Punti di esposizione e distribuzione per manifesti, opuscoli e dépliant dell’Associazione Informazioni su Cristo ASS. INFORMAZIONI SU CRISTO sede di Torino sede di Genova sede di Cuneo LOCALI VARI Copisteria La Puntuale Torino Casa Impiegate e Studentesse Torino Casa Convegni Maria Regina Saluzzo Libreria Escata Verzuolo Caserma Cernaia Torino Cimitero Monumentale Torino Albergo «Genova e Stazione» Torino Basilica di Superga Torino Monastero Cappuccine Torino Chiesa N.S. della Salute Torino Chiesa S. Giuseppe Cafasso Torino Chiesa S. Francesco da Paola Torino Chiesa San Rocco Torino Bar, via della Consolata Torino Fotografo, via XX Settembre Torino Ufficio ANCOL Saluzzo Curia, ingresso Saluzzo Casa di Reclusione Saluzzo Casa del fiore Verzuolo Municipio (atrio) Barge Curia, sala d’attesa Alba Casa Opere Diocesane Alba 26 Sede CVA Panetteria Giacosa Libreria L’incontro Calzature Fabbri Panetteria Sirio Biomedical Istituto Musicale Confartigianato Autoscuola Ardito Acconciature Angela Fioraio F.lli Colombano Panetteria Gerlotto Scuola enotecnici Casa della giovane Cartoleria Minimondo Scuola materna (Moretta) Lavanderia/sartoria Drusy Fioraia «Punto verde» Utensili Promio Giusy Pettinatrice Rosella Giornalaio Stazione FS Chiesa Cristo Re Santuario della Moretta Bottega di Elia Chiesa Divin Maestro Oratorio San Cassiano Centro Caritas Seminario Cattedrale Chiesa S. Margherita Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Alba Chiesa Divino Amore Baraccone Parrocchia Gallo d’Alba Parrocchia Mussotto d’Alba Casa Convegni Altavilla Alba Autoscuola Ardito Neive Scuola materna Diano d’Alba Gelateria Magliano Alfieri Bar Sport Magliano Alfieri Chiesa parrocchiale Lequio Berria Chiesa parrocchiale Castagnito Chiesa S. Giuseppe Montelupo Oratorio parrocchiale Govone Parrocchia Canove Tessuti Pastura Bra Ambulatorio ASL Bra Chiesa B.V. del Rosario Bra Chiesa Cappuccini Bra Chiesa Battuti Neri Bra Acconciature Il Pettine Cuneo Locali vari Acqui Terme Ufficio FALP Genova Parrocchia S. Bernardino Albenga OSPEDALI Molinette Mauriziano Gradenigo Martini Nuovo San Giovanni Bosco Sant’Anna Maria Vittoria Oftalmico C.T.O. San Luigi Torino Torino Torino Torino Torino Torino Torino Torino Torino Orbassano Ospedale civile Alba Ospedale civile Savigliano Ospedale civile Alessandria San Martino Genova Galliera Genova Gaslini Genova Paverano Genova Ospedale Sestri P. Ospedale Sestri L. Sant’Orsola Bologna Ospedale Malpighi Bologna Ospedale Maggiore Bologna Ospedale civile Corigliano Calabro VETRINE C.so San Martino 1 Torino Via Po 4 Torino Via Sacchi 2 Torino C.so Vittorio Emanuele II 60 Torino Via Carlo Alberto 39 Torino Via Cavour (chiesa Madonna Torino degli Angeli) Via Nizza 25 Torino Via Nizza 92 Torino Via delle Orfane Torino (ang. Via Garibaldi) Piazza San Carlo Torino (chiesa di S. Cristina) Via Sacchi 44 Torino Via XX Settembre 81 Torino Autoscuola Canta Orbassano Piazza Galimberti 12 Cuneo Piazza Europa Cuneo Via Umberto 82 Busca 27 Via San Rocco Via Audisio 1 Santuario San Bernardo Santuario Centro Commerciale Via Maestra 9 Via Caprera 8 Bra Bra Belmonte Verzuolo Cantogno Alba Novara Genova Piazza Corvetto Via 5 Maggio 5 Via Bellucci (Nunziata) Via Cantore 21 Piazza Goffredo Villa Piazza Acquaverde Piazza Caricamento Piazza Genova Genova Genova Genova Genova Genova Genova Cervinia FOGLIO DI COLLEGAMENTO - Semestrale di informazione dell’Associazione Informazioni su Cristo 10125 Torino Corso Marconi 3 Tel. e Fax 011 540681 16124 Genova Piazza Bandiera 27r Tel. e Fax 010 2465085 12100 Cuneo Corso Giolitti 21 Tel. 333 3901053 Internet: www.informacristo.org E-mail: [email protected] ccp 31717101 Direttore Responsabile Renza Guglielmetti - Registrazione Tribunale di Saluzzo n. 124 del 4-4-1991 28 ROC n. 19390