“Mamme libere dal fumo - Programma Nazionale di
counselling antitabagico“
Nome e cognome di chi presenta il progetto e di altri eventuali
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Dr. Luca Gino Sbrogiò (Direttore Scientifico)
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Alessandra Schiavinato, Manuela Messa, Nakissa Amir Golestani, Michele Trevisanato
(Organizzazione ed Amministrazione)
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Sandro Montagner – Metacomunicatori (Comunicazione)
2. Finalità del progetto (ed eventuale base argomentativa di partenza)
I dati epidemiologici indicano che il numero delle giovani donne fumatrici è in aumento in
Italia e che molte smettono di fumare durante la gestazione ma poi riprendono dopo il parto. E'
quindi indispensabile una strategia educativa volta a favorire l’abbandono definitivo del fumo da
parte della donna che intende divenire mamma. L’attività del counselling breve, offerta alle future
mamme da parte di personale sanitario adeguatamente formato, si è imposta per la sua relativa facilità, il basso costo e la grande efficacia. Nel 2007, nell'ambito della lotta al fumo, il CCM (Centro Nazionale Prevenzione e Controllo Malattie del Ministero della Salute) ha affidato alla Regione del Veneto il programma "Mamme libere dal fumo", il cui obiettivo ricalca quello regionale
(inizialmente sviluppato nel 2002 dalla Regione del Veneto): formare un pull di Ostetriche su tutto
il territorio nazionale che a loro volta formeranno altre colleghe al counselling motivazionale antitabagico (si prevede una formazione iniziale di 5 mila ostetriche con un raggiungimento progressi1
vo della loro totalità pari 17 mila).
Nell’ambito del programma sono stati realizzati materiali formativi per le Ostetriche (una
guida con CD Rom) e divulgativi per la popolazione (posters, opuscoli anche in lingua straniera,
bindelli da appendere alle porte e bavaglini); inoltre è stato attivato un sito internet con una sezione dedicata agli operatori del settore (www.mammeliberedalfumo.org).
3.Criteri che lo ispirano
Il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 ha recepito l’urgenza della problematica assegnando alle
Aziende Sanitarie l’obiettivo di tendere alla situazione in cui nessuna donna sia fumatrice in gravidanza. Più recentemente, il Piano Sanitario nazionale 2006-2008 ha affermato: “La diffusione dell’abitudine al fumo è ancora troppo alta, soprattutto tra i giovanissimi, tra le donne, specie tra quelle
in età fertile ed in gravidanza, con conseguente rischio per la salute anche del nascituro”.
Negli ultimi anni è aumentato il numero delle donne affette da patologie fumo correlate, quali il
cancro polmonare o l’infarto del miocardio. Il numero dei fumatori che smette è ancora troppo basso e riferito a soggetti in età adulta che in molti casi già presentano delle patologie connesse al tabagismo. L’esposizione, specie nei luoghi di lavoro e in ambiente domestico, al fumo passivo oltre ad
essere corresponsabile di patologie respiratorie dell’infanzia (ad es. asma bronchiale) è causa di aumentato rischio di tumore polmonare e di infarto del miocardio”.
Obiettivo è pertanto “favorire la sospensione del fumo in gravidanza tramite interventi di informazione, educazione, organizzazione di sistemi di assistenza per le donne che fumano in
gravidanza e le donne in età fertile nell’ambito delle strutture operanti nel settore”.
Il Sistema Sanitario Nazionale (articolato nelle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere) e la rete sociale
(formata da Associazioni di Volontariato, Ordini e Collegi professionali, Società Scientifiche, ecc.)
presentano punti di forza tali da favorire l’avvio di progetti specifici. Il personale sanitario è formato da operatori sensibili e preparati. Nella fattispecie soprattutto le ostetriche, che nel loro operato si
trovano in una situazione di maggior vicinanza alla donna e al suo nucleo familiare, a partire dal
partner, costituiscono il perno di qualsivoglia azione di sensibilizzazione e di counselling. I servizi
offerti alla coppia, alla donna e successivamente al bambino permettono varie occasioni di incontro.
La presenza di expertise nell’ambito dello svolgimento di articolate azioni di promozione della salute, una consuetudine al lavoro intersettoriale (che mette insieme le capacità e le forze del servizio
sanitario pubblico e del volontariato), la disponibilità di appropriato materiale utilizzabile per attività educativa e di counselling, contribuiscono alla fattibilità dei tali progetti secondo modalità consolidate. Infatti, in questo contesto, il counselling presenta caratteristiche di efficacia, basso costo e relativa facilità di implementazione.
4. Enti/Organizzazioni/Associazioni coinvolti e loro ruolo nel progetto
• CCM (Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) - Ministero del
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Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali (ente finanziatore) nella cornice di “Guadagnare
salute”
• Regione del Veneto e ULSS 9 Treviso (Regione e Azienda Sanitaria capofila)
• LILT - Lega Italiana per Lotta contro i Tumori (partner scientifico)
• FNCO - Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (partner scientifico)
• HPH&HS - International Network Health Promoting Hospitals & Health Services (partner
nella diffusione)
• INWAT – International Women Against Tobacco (partner nella diffusione)
• Genitori Più (progettualità del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
rivolto all’infanzia.)
5. Descrizione del progetto
 Fase analitica
A. Nel periodo preconcezionale, il fumo di tabacco incide negativamente sulla fecondità
dell’uomo e della donna; le donne che assumono contraccettivi orali e sono forti fumatrici
presentano un rischio 20 volte maggiore di sviluppare malattia tromboembolica.
B. In corso di gravidanza il fumo è associato in modo statisticamente significativo ad aumento di
complicanze (gravidanza extra uterina, aborto spontaneo, inserzione bassa della placenta, rottura
precoce delle membrane, ecc.) e a numerosi effetti dannosi per il bambino tra i quali ridotto peso
alla nascita, parto prematuro, mortalità perinatale e disturbi cognitivi.
C. Dopo la nascita il fumo dei genitori, al quale i neonati ed i bambini sono esposti, provoca effetti
dannosi per la salute, legati al fumo passivo. In particolare vi è correlazione con un’alta percentuale
di bronchiti acute e di bronco polmoniti, di esacerbazioni di asma bronchiale e di otiti acute
dell’orecchio medio. La “morte in culla” (SIDS), evento pur raro, è 3 volte più frequente nei
bambini di madre fumatrice. L’allattamento materno può essere compromesso sia dal punto di vista
quantitativo che qualitativo.
 Fase strategica
Il programma si prefigge di raggiungere i propri obiettivi agendo sulla formazione delle Ostetriche
che ricoprono un ruolo centrale nella sequenza gravidanza-nascita-postgravianza.
A questo target vengono allora fornite tutte le condizioni per meglio agire secondo gli obiettivi:
- Formazione secondo le modalità del counselling (e creazione dei materiali formativi)
- Supporto all’azione attraverso la comunicazione al target finale: mamme-in-gravidanza,
papà e
familiari (campagna di comunicazione attraverso affissione interna di posters in ospedali, ambulatori, punti nascita; distribuzione di opuscolo informativo; gadget – bindelli, bavaglini)
- Permanenza del messaggio: sito internet e mail dedicata
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 Fase operativa
1. Predisposizione di materiali informativi per le famiglie e formativi per le ostetriche sul tema:
• Poster da affiggere nei reparti maternità e ambienti Sanitari (2 formati:70x100 e 50x70 cm)
• Materiale di promo-informazione per le neo-mamme:
- Gadget 1: Bindello segnaletico da appendere sulla maniglia della porta della
stanza del bambino “Zona libera dal fumo” (sul modello del “do not disturb” degli alberghi)
- Gadget 2: Bavaglino con simbolo della campagna
- Opuscolo illustrativo dei rischi del fumo in gravidanza e post-gravidanza. L’opuscolo è anche
tradotto in 8 lingue e scaricabile dal sito dedicato.
• Materiale per il counselling delle ostetriche
- Guida al Counselling
- CD-ROM contenente il materiale per le lezioni di formazione (slides di supporto, modulistica,
documentazione)
• Sito internet (www.mammeliberedalfumo.org ) per consultazione da parte dell’utenza e con
zona riservata agli “addetti ai lavori”, comprensiva di scambio di informazione ed esperienza
locale.
• e-mail ([email protected] )
2. Attività di formazione delle ostetriche finalizzata ad attuare un counselling strutturato per l’a-
stensione prolungata dell’abitudine tabagica. Sono stati istituiti tre corsi in tutta Italia suddivisi
in Nord- Centro-Sud per facilitare l’adesione delle figure sanitarie interessate.
3. Avvio dell’attività di counselling e supporto alla donna con eventuale indirizzo a percorsi spe-
cifici (corsi per smettere di fumare, ambulatori specialistici, ecc.) nei casi in cui sia necessario
un maggiore sostegno;
4. Formazione a cascata di altro personale sanitario effettuata da chi ha ottenuto la formazione
iniziale (previste 5.000 ostetriche in una prima fase, successivamente la totalità delle Ostetriche
di tutto il territorio nazionale)
Fase di verifica/monitoraggio
E’ prevista una valutazione di processo relativa alle attività (valuta se il progetto è stato effettivamente realizzato in accordo con quanto pianificato: diffusione del materiale, numero di ostetriche
formate per regione e qualità degli interventi) ed una di esito, si verifica se sono stati raggiunti gli
obiettivi di cambiamento di conoscenze, atteggiamenti e comportamenti.
Questa verifica ha un duplice target: 1) le ostetriche - target intermedio- (aumentare conoscenze
delle ostetriche sul counselling antitabagico e sulle tematiche legate al fumo; aumentare la loro
sensibilità in tale ambito; rendere il ruolo dell’ostetrica il punto di nodale per le donne in gravidanza
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con abitudine tabagica) e 2) le donne in gravidanza con le loro famiglie -target finale – (ridurre
sotto il 5% il numero delle donne che fumano in gravidanza e sotto il 50% quelle che riprendono a
fumare dopo il parto; diffondere stili di vita liberi dal fumo, anche passivo, in tutte le persone in
contatto col bambino, sia in casa che in auto)
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