108 Ya Anno Sociale 2011-2012 - N. 3 Governatore Michele Roperto Associazione Internazionale Lions Clubs: Rivista del Distretto 108 YA “Nulla è impossibile ... se lo vuoi: anche le utopie sono una meta” Salerno: Castello Arechi IL MESSAGGIO DEL GOVERNATORE 108ya EDITORIALE 2 Dal lionismo che non c’è più, al lionismo da vivere insieme di A. Bava IL GOVERNATORE 3 Recessione economica e responsabilità etica di Michele Roperto “ Nulla è impossibile... se lo vuoi; anche le utopie sono una meta”. La Rivista del Distretto il “Progetto Mali” innova la metodologia degli aiuti umanitari Un’allieva con le bandiere dell’Italia e del Mali 1.- Lo scopo del Progetto Il Centro Internazionale di Ricerche per lo Sviluppo e la Pace tra i Popoli “Cittadinanza Umanitaria” – Service Permanente del Distretto108 YA è stato inaugurato dal Presidente Internazionale del Lions Clubs International Mahendra Amarasuriya nell’anno di servizio del Governatore Alfonso Caterino. Lo scopo del Centro è superare la concezione tradizionale degli aiuti umanitari, denunziata nel libro di Dambisa Mohio, dal titolo significativo La carità che uccide (Mandadori 2010). L’inaugurazione del Centro da parte del Presidente Internazionale e il ruolo internazionale del Centro si giustificano con il fatto che il Progetto Mali interessa la stessa Fondazione internazionale della nostra Associazione, perché durante il biennio del suo mandato, il Direttore Internazionale Prof. Avv. Ermanno Bocchini, ha presentato al Comitato esecutivo della Fondazione della quale egli ha fatto parte un vero e proprio “Progetto Generale di revisione del Programma internazionale degli Aiuti umanitari (“Strategic Plan”). Il Comitato esecutivo internazionale nella seduta del 28 ottobre 2008, ha esaminato il Progetto e il Presidente ha, formalmente, chiesto al Direttore Bocchini di sperimentare il suo Progetto, in Africa, attraverso l’opera di un qualsiasi Distretto, fornendo al Comi- I LIONS 6 Un futuro da vivere insieme di G. Sava 8 Il lionismo che non c’è più di D. Laruffa 10 Crescita associativa e formazione di Accarino e Barbieri 12 Un cuore senza confini l’intervista 17 Franco Di Mare di A Bava tato esecutivo della Fondazione, rapporto scritto con i Protocolli della sperimentazione effettuata 2.- Il “Development and Freedom Act 2010” e i seminari di Cross-fertilization di Napoli La sfida della sperimentazione di Gli allievi insieme con l’istruttrice signora Di Muccio posano esibendo campioni del loro prodotto PRIMO PIANO 20 Siamo nell’anno delle olimpiadi di Franca Matilde Gallo 21 Incrementiamo il verde con l’amico albero 22 Il “Te Deum dei calabresi ”di Gian Lorenzo Cardona di Bruno Chinè 24 A. Veneto e A. Santoro “Toghe D’oro” di Ettore Tigani 26 Dal brigantaggio di un tempo alla camorra di oggi di A. Di Biase 28 Operazione Mato Grosso di Rodolfo Trotta 32 I Lions ......... della “Varia” di Palmi di Liliana Caruso 34 Cimitile e Museo Archeologico di Nola di Sergio Brancaccio i personaggi 38 I cinque martiri di Gerace di Vincenzo Cataldo 108Ya Editore The International Association of Lions Clubs Distretto 108Ya Anno sociale 2011- 2012 Autorizzazione del Tribunale di Vibo Valentia n. 51/1983 del 3 gennaio 1983 Governatore MICHELE ROPERTO Direttore Responsabile ARISTIDE BAVA Responsabile Redazionale SABATO RUGGIERO Responsabile Telematico: DOMENICO FUTIA RIFLESSIONI E OPINIONI 40 La qualita’ della vita di Andrea Tartaglione 42 La centralita’ dei club per il rinnovare l’Associazione di B. Canetti 44 Pianeta Islam: le realtà oltre i fondamentalismi.di Clara Guarino 46 Il bubbone c’e’; ma i chirurghi pure… di Paolo Mobrici 47 Quale futuro per le giovani generazioni di Antonio Antonuccio I SERVICES 48 Poster per la Pace - Primo premio del Distretto a Sara D’Arrigo 49 Giardino a Cutro intitolato a Melvin Jones di Mimmo Futia 50 Quando il sorriso di un bambino illumina il mondo di M. Elio Fusco 52 I lions sono vicini alla citta’di Antonio De Caro 54 La donazione del sangue del cordone ombelicale di G. Gerosolima 55 ll L. C. Avellino P. U. alla Mostra dei Presepi di Angelo Buglione 56 Un Natale diverso per il L.C. Cosenza Castello S. di R. Coscarelli 57 Medici, specialisti, pazienti e familiari a confronto di Marco Botta 58 I minori ed il mondo virtuale di Roberto Coscarelli 60 150 anni sul filo della memori di Maria Teresa de Scianni 62 Premio “Luigi Francavilla” tra musica cultura e solidarietà di E. Ferrante 63 Metti una sera a cena…di Maria Teresa de Scianni 64 “Il Sud sia protagonista della sua crescita” di Dora Garofalo 65 Dal Lions Club di Polistena musica e solidarietà di Aldo Randazzo 66 Un depuratore per l’acqua potabile di H. bowinkel e T. Smoll 67 Sessualità, contraccezione e malattie.......di Giovanni Micalizzi 68 Tutti a scuola nel Burkina Faso di Annamaria Truppo 69 Libro parlato lions di Marina D’Apice 70 Importante messaggio ai giovani......... di Antonio Guerrisi 72 La solidarietà e le grandi frme In copertina: in basso la riproduzione del guidoncino del Governatore e un richiamo all’unità d’Italia e al nostro Distretto - Nel retro copertina: Salerno: Castello Arechi Collaboratore Redazionale ERNESTO GENONI Impaginazione, grafica e stampa Poligrafica Ruggiero Z. Ind.le Pianodardine Avellino Tel. 0825 628411 2 0 1 2 - N.3 Un cuore senza confini f e b b r a i o Iniziativa umanitaria del nostro distretto senza precedenti 1 La redazione si riserva il diritto di modificare gli articoli per esigenze editoriali. Per la pubblicazione sulla rivista 108 Ya gli articoli devono essere in Word e le immagini in f.to Jpg da inviare all’indirizzo di posta elettronica: [email protected] aristidebava @libero.it [email protected] Si prega apporre la firma e la carica lions agli articoli Per il numero 4 Inviare i testi. POSSIBILMENTE CORREDATI DA FOTOGRAFIE, Entro il 31 Marzo 2012 Distretto Lions 108ya EDITORIALE f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 E D I T O R I A L E 108ya 2 Dal lionismo che non c’è più, al lionismo da vivere insieme di Aristide Bava Questa edizione della nostra rivista apre, di fatto, l’anno di grazia 2012. E per la verità, l’arrivo di questo nuovo anno non sembra nascere sotto i migliori auspici. Nel momento in cui andiamo in stampa il nostro Paese è tremendamente scosso dalle proteste, autotrasportatori in primis, determinate dai pesanti rincari fiscali e da certe decisioni governative decisamente poco digeribili dai cittadini di ogni ceto sociale. Inutile aggiungere che la situazione del meridione e più’ pesante, per gli atavici mali che si porta appresso dagli anni pregressi. E a chi si domanda che cosa c’entra ciò con la nostra associazione non abbiamo risposte precise da dare, salvo il fatto che, nel bene e nel male, un Lions, un buon Lions si deve guardare attorno e prendere atto della realtà, positiva o negativa che sia, che lo circonda. E agire di conseguenza. Ecco, dunque, che l’anno di grazia 2012 diventa, anche per il mondo lionistico, un anno da prendere con le pinze. Che induce anche a qualche attenta riflessione. E chi avrà la bontà di leggere le pagine di questa rivista “entrerà” anche in queste riflessioni, che arrivano da Lions molto autorevoli e non solo per le cariche che occupano o hanno occupato. Ecco, dunque, che potrete leggere degli importanti “spaccati” della nostra vita associativa. In positivo e in negativo a confermare che se è vero che dobbiamo sentirci or- Distretto Lions 108ya gogliosi di essere Lions, dobbiamo pure prendere atto che qualcosa (o molte cose) non vanno e che, quindi, parafrasando un titolo che abbiamo dato ad un articolo dell’amico Paolo Mobrici che, appunto, entra nel merito di queste cose, abbiamo anche i chirurghi giusti per eliminare il… bubbone. Il problema vero, però, è di volerlo fare. La riflessione che stiamo per offrirvi – lo confessiamo – scaturisce dalle considerazioni del Past Governatore Mimmo Laruffa che troverete a pagina 8. Un’analisi che ci siamo trovati a condividere appieno anche se, inizialmente, ci ha lasciato un pizzico di perplessità perché Mimmo Laruffa è Lions non solo autorevole, ma anche Lions che ha occupato il vertice della nostra associazione. Un articolo “duro” il suo ma analizzandolo a fondo e riflettendo meglio, forse, in questo momento, addirittura necessario. Considerazione rafforzata se, poi, al suo articolo andiamo ad aggiungere quelli di Bruno Canetti, del già citato Paolo Mobrici, o di Andrea Tartaglione. E allora? Perché continuare ad essere Lions? La risposta è semplice. Basta scorrere le stesse pagine di questa rivista. Leggere del Progetto Mali, sentirsi orgogliosi dei riconoscimenti attribuiti ad Armando Veneto, Annunziato Santoro e Giuseppe Beniamino Fimognari, condividere le considerazioni di Franca Gallo, sentirsi partecipi dell’ Operazione Mato grosso, gioire per il coinvolgimento dei giovani nel “poster per la pace”, rimanere illuminati dal sorriso dei bambini “abbracciati” , a Napoli, dalla nostra associazione essere orgogliosi dei tanti services operativi che avvicinano i Lions alle loro città e ai loro territori. Ecco, dunque che il rimpianto di Mimmo Laruffa, per quel “lionismo che non c’è piu’” deve lasciare spazio alle nuove speranze e a nuovi entusiasmi che lo stesso Past Governatore, malgrado tutto, auspica. Oggi è tempo dell’ utopia di Michele Roperto che ha cominciato ad aprire la strada verso un “rinnovato entusiasmo dell’incontro e dello stare insieme “ per far riscoprire le reali fondamenta del rapporto lionistico. Domani sarà tempo del “futuro da vivere insieme” di Gianfranco Sava che, ancora, nelle stesse pagine di questa rivista, da ottimo Maestro ricorda la necessità di costruire la sua grande orchestra. Un’orchestra aperta a tutti noi, o quantomeno a quanti, tra di noi, credono veramente in questa associazione. Andiamo avanti, dunque, con la consapevolezza che la grande forza della nostra associazione ci aiuterà a superare anche i momenti difficili che stiamo vivendo. IL MESSAGGIO DEL GOVERNATORE 108ya Recessione economica e responsabilità etica Le due crisi si intersecano nella vita di tutti i giorni, e, mentre per superare la crisi economica c’è bisogno del concorso di tutte le comunità, per quella etica c’è invece bisogno di una scoperta del valore della coscienza che ci faccia tornare alla convinzione che ognuno di noi può e deve essere considerato per il merito che produce e non per le raccomandazioni che può utilizzare o, peggio, per i compromessi tesi ad ottenere situazioni immeritate di privilegio, a danno di chi ne avrebbe diritto. Senza questi valori e questa convinzione, può anche darsi che qualcuno consegua posti di co- mando, ma nel momento della prova, scoprirà il suo vuoto etico che mortifica la dignità della persona e che non dà il coraggio di riconoscere gli errori, per cui si tende a nasconderli e giustificarli con motivazioni talvolta di irresponsabilità puerile. E allora nel nostro paese, (quello per la unità del quale coscienze forti si sono impegnate ed hanno dato la vita), può anche succedere che qualcuno non sappia chi gli ha pagato l’acquisto dell’appartamento o che, nel naufragio, il comandante abbandoni la nave prima che siano scesi tutti i passeggeri, lasciandoli in pericolo di morte. Può anche succedere che rappresentanti della cosa pubblica pensino più alle mazzette che non alla dignità della loro funzione o che un amministratore diventi deliberatamente servo degli interessi dei singoli, trascurando il dovere di tutelare gli interessi e il bene della comunità. Può anche succedere che qualcuno goda di un terremoto che gli dà la possibilità di speculare sul disastro. Se così è, quello che oggi toglie qualità alla vita non è tanto la crisi economica che, peraltro, è solo crisi nel mondo occidentale, quanto invece la crisi dei valori morali che ha prodotto un relativismo assoluto e dannoso dove ognuno si forma una propria etica e una propria verità, tese solo ad una soddisfazione egoistica. La nostra società, per superare la crisi, ha certamente bisogno di risorse economiche, ma, ancora di più, ha bisogno di persone migliori che sentano il dovere di testimoniare il rispetto dei diritti e della dignità di ognuno e che si sostituiscano a coloro che hanno perso il senso della vergogna. Noi Lions, nella preghiera ad apertura delle nostre cerimonie, chiediamo di avere la forza per diventare migliori. Anche per noi vale il merito e la testimonianza, portate avanti con una coscienza forte e non con la semplice parola. Se non diventiamo migliori, rischiamo di lasciare solo una eredità di parole, cioè di nulla, perdendo così anche la possibilità di contribuire al necessario risollevamento etico della persona e della nostra comunità, solo attraverso il quale si può superare il momento negativo attuale. Distretto Lions 108ya f e b b r a i o E’ chiaro definitivamente che viviamo in una società attualmente in crisi per recessione economica, ma anche per mancanza di responsabilità etica che dovrebbe portare ognuno a perseguire i valori della persona in modo da formare coscienze forti che si prefiggano mete di bene comune. 2 0 1 2 - N.3 di Michele Roperto 3 I LIONS 108ya The InTernaTIonal assocIaTIon of lIons clubs DIsTreTTo 108ya Anno sociale 2011 - 2012 Governatore: Avv. Michele Roperto “Nulla è impossibile ... se lo vuoi: anche le utopie sono una meta” I congresso D’Inverno Salerno 17 | 18 | 19 Febbraio 2012 Grand Hotel Salerno Via Lungomare Clemente Tafuri The International Association of Lions Clubs Distretto 108 YA Anno sociale 2011 - 2012 Governatore: avv. Michele Roperto “Nulla è impossibile... se lo vuoi: anche le utopie sono una meta” I Congresso d’Inverno Salerno 17 | 18 | 19 Febbraio 2012 f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Salerno, Castello di Arechi saluto del governatore P Cari Soci del Distretto, la Conferenza d’Inverno è sempre stata considerata come incontro teso alla verifica, medio tempore, degli impegni profusi nell’attività programmatica dell’anno sociale e delle testimonianze intanto realizzate. Non cambia il significato di quest’anno anche sotto la nuova dicitura di 1° Congresso d’Inverno. Ciò perchè alla verifica medio tempore si è aggiunta la nuova funzione deliberante che ha trasformato in congresso vero e proprio la conferenza originaria. Sotto l’una espressione o l’altra, quel che importa è l’entusiasmo dell’incontro e dello stare insieme per verificare la nostra amicizia che è fondamento di ogni rapporto lionistico. L’amicizia, la testimonianza dei nostri valori, la constatazione di quanto si è fatto nel Distretto ci rinnovano e ci rendono migliori e danno un significato non solo al nostro esserci, ma anche al distintivo che portiamo. Vi aspetto numerosi a questo Congresso d’Inverno ed intanto, nello spirito, porgo a tutti un grande abbraccio. 4 Michele Roperto saluto del ComItato organIzzatore Amiche ed Amici Lions, è un grande onore invitarvi al 1° Congresso d’Inverno che si terrà dal 17 al 19 febbraio 2012 a Salerno, sede scelta dal Governatore Avv. Michele Roperto a cui va il nostro ringraziamento. La storia nobile ed antica di Salerno, si legge ancora oggi nei resti del castello longobardo di Arechi, nel Duomo romanico dell’XI secolo, nelle sue splendide Chiese e nei palazzi signorili del centro storico; già sede antica della Scuola Medica Salernitana è oggi polo di attrazione turistica e culturale, luogo ideale per un confronto di diverse opinioni e nascita di nuovi percorsi, a tutto vantaggio della nostra Associazione. L’impegno del Comitato e mio personale è finalizzato alla buona riuscita della manifestazione e a garantire un soggiorno piacevole, confortevole e proficuo. In attesa di ritrovarvi numerosi a Salerno, Vi abbraccio affettuosamente. Lea D’Agostino Siani Distretto Lions 108ya V O O O O O S O O O I LIONS 108ya Programma me per ovano iamo. accio. operto sede hi, nel o; già e per ne. antire Ore 15,00 grand Hotel salerno - sala vIetrI 3ªRiunionedelConsigliodiGabinettodelGovernatore Ore16,30-18,30 semInarI delle CommIssIonI - sala vIetrI AffariInterni ComunicazioneedImmagine AttivitàdiServizio RelazioneconIstituzioniedAmministrazioniLocali Ore 19,00 grand Hotel salerno Cocktaildibenvenuto Ore 21,00 teatro augusteo ConcertoEvento Sabato 18 febbraio Ore9,00-13,00 grand Hotel salerno Registrazionepartecipantieverificapoteri Ore 9,00 grand Hotel salerno - sala tafurI CerimoniadiInaugurazionedelICongressod’Inverno •Sfilatadellebandiere •IndirizzidisalutodelleAutorità •Cerimoniadipremiazionedeivincitoriperil“PosterdellaPace” Ore10,30 Coffeebreak l salerno - sala vIetrI edelConsigliodiGabinettodelGovernatore lle CommIssIonI - sala vIetrI ni ioneedImmagine ervizio onIstituzioniedAmministrazioniLocali l salerno benvenuto usteo vento salerno nepartecipantieverificapoteri l l salerno - sala tafurI diInaugurazionedelICongressod’Inverno lebandiere isalutodelleAutorità adipremiazionedeivincitoriperil“PosterdellaPace” ak Pausapranzo Ore15,00 Ore18,30 Ripresadeilavori •InterventodelPresidentede •InterventideiResponsabiliD •Interventiliberi •InterventodelIIVDG •InterventodelIVDG •Interventodell’IPDG •InterventodelPID ConclusionidelGovernatore- Ore 21,00 Hotel Cetus - Cetara CenadiGala Domenica 19 febbraio Ore9,30SS.MessaChiesadelSacroCu Programma aCComPagnatorI Venerdì 17 febbraio Ore17,00 Shoppingincittà Sabato 18 febbraio Ore10,00 Ore16,00 Siani l salerno nepartecipantieverificapoteri Ore13,30 VisitaguidataallacittàdiSale VisitaalleMostre: *IlCultoMarianotraOriente ChiesaS.PietroaCorte *ISegnidellaMemoria(mos ChiesaS.AndreadeLavinia *MeditazionisullaViaCrucis ChiesaS.MariaDeLama Ore 11,00 InIzIo deI lavorI •RelazionedelGovernatore •Relazioni: SegretarioDistrettuale TesoriereDistrettuale CerimoniereDistrettuale •Trattazionedeicapiall’o.d.g. Ore13,30 Pausapranzo Ore15,00 Ore18,30 Ripresadeilavori •InterventodelPresidentedelDistrettoLeo •InterventideiResponsabiliDistrettuali •Interventiliberi •InterventodelIIVDG •InterventodelIVDG •Interventodell’IPDG •InterventodelPID ConclusionidelGovernatore-ChiusuradelCongresso Ore 21,00 Hotel Cetus - Cetara CenadiGala Domenica 19 febbraio Ore9,30SS.MessaChiesadelSacroCuore-PiazzaFerrovia-Salerno Programma aCComPagnatorI Venerdì 17 febbraio Ore17,00 Shoppingincittà Sabato 18 febbraio Ore10,00 Ore16,00 2 0 1 2 - N.3 ato in Venerdì 17 febbraio Ore12,00-17,00 grand Hotel salerno Registrazionepartecipantieverificapoteri InIzIo deI lavorI •RelazionedelGovernatore •Relazioni: SegretarioDistrettuale TesoriereDistrettuale CerimoniereDistrettuale •Trattazionedeicapiall’o.d.g. VisitaguidataallacittàdiSalerno VisitaalleMostre: *IlCultoMarianotraOrienteeOccidente(ceramiche) ChiesaS.PietroaCorte *ISegnidellaMemoria(mostrafotografica) ChiesaS.AndreadeLavinia *MeditazionisullaViaCrucis-IlRamedeimaestriramai ChiesaS.MariaDeLama Distretto Lions 108ya f e b b r a i o degli . Ore 11,00 5 I LIONS 108ya L’auspicio del primo Vice Governatore Un futuro da vivere insieme f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Gianfranco Sava 6 ll pensiero lionistico si basa sulla ineludibile necessità di unirsi per lenire la solitudine, potenziare l’amicizia e, soprattutto, dare più valido esito a tutte le iniziative di varia valenza umana e sociale. Proprio oggi in cui l’individualismo e il cosmopolitismo si accompagnano e si fanno la guerra, in cui l’unione fra gli uomini da una parte tende ad omologare le loro individualità e peculiarità e dall’altra mette a dura prova l’accettazione rispettosa delle diversità, e la minaccia del diverso sembra respingere l’individuo nella sua più cupa e alienante solitudine, il rimedio più forte e più fecondo è quello di aprirsi all’altro e costruire, insieme, un completamento di sé e dell’altro. Necessario portare i Lions da magnifici orchestrali, a formare un’orchestra. Cerchiamo di fare ogni sforzo per smorzare in noi non gli entusiasmi ma le animosità, per adattare le nostre alle altrui individualità, per rispondere meglio alle esigenze e ai bisogni dei nostri compagni di vita, per soddisfare le nostre più intime vocazioni ma non permettere che siano espressioni velleitarie e personalistiche. Quando Aristide Bava, direttore della nostra rivista, mi chiese la prima volta, e poi la seconda, di preparare una riflessione da pubblicare, accettando, pensai che fosse la consueta cortese ospitalità a chi si accingeva a ricoprire l’incarico più prestigioso dell’Associazione. Ora, invece, mi scopro ad aspettare l’invito con interesse e a prepararmi ad esso come ad un appuntamento. Mi sembra cioè di poter costruire, insieme con voi che benevolmente mi leggete ogni volta, le tappe del percorso che insieme con voi ho iniziato. Mi Distretto Lions 108ya sembra cioè che, rivista dopo rivista, possa cominciare a delinearsi la costruzione di quel progetto che tanto mi sta a cuore. Perciò, con un contatto continuato e sviluppante volta per volta una riflessione non episodica e slegata, ma coerente con tutto un sistema di pensiero, spero di non cadere nella verbosità retorica e ripetitiva di cui tante volte ci lamentiamo, ma di dare un contributo concreto alla dinamica del pensiero lionistico e di giungere più preparato all’attuazione delle idee. Se prima cioè parlavo di desiderare il futuro ispirando- mi ai nostri gloriosi progenitori e, poi, di costruire il futuro non per il Sud ma dal Sud, questa volta mi coglie, forte e convinta, un’esigenza, quella di vivere il futuro. Ma come? Non c’è dubbio. Insieme. Da sempre i migliori pensatori, nel gettare le basi per la costruzione di convivenze civili o di più articolate costituzioni statali, hanno fatto leva sulla vocazione dell’uomo, esistenziale e sociale, alla convivenza e all’associazione. Essere uomini non significa restare indifferenti di fronte alla vita propria e a quella degli altri. Se infatti Aristotele definiva l’uomo un animale politico, se Leibniz deprecava l’isolamento della monade, se Vico, pur considerando l’uomo un’entità unitaria di pensiero, immaginazione, volontà e passione, gli attribuiva il compito incessante della conservazione del bene civile, se Fichte sosteneva che non si diventa uomini se non tra gli uomini, ponendo nella scoperta dell’altro il primato della coscienza, se Kant credeva nella universabilità dell’agire soggettivo e sosteneva che vivere non è agire, ma reagire, anche il pensiero lionistico, lo dico con orgoglio, si basa sulla ineludibile necessità di unirsi per lenire la solitudine, potenziare l’amicizia e, soprattutto, dare più valido esito a tutte le iniziative di varia valenza umana e sociale. Anche la liber- I LIONS confacente anche al nostro agire lionistico? Sì, è vero che il rispetto verso di sé è quello di potenziare le proprie più intime capacità, che il compito degli educatori e dei formatori è quello di far emergere maieuticamente le attitudini individuali, ma il tutto deve comporsi in un’armonia utile al singolo e alla collettività, che ha bisogno, è vero, di lampi di luce e di iniziative egregie, ma che non può progredire verso mete durevoli se non avvalendosi dell’apporto di tutti. Ho letto recentemente che i Lions sono magnifici orchestrali, ma non formano un’orchestra. Sforziamoci allora di far sì che le dissonanze si armonizzino, che la concertazione valorizzi i singoli strumenti ma che realizzi un risultato comprensibile da tutti e soprattutto utile a tutti. Cerchiamo di fare ogni sforzo per smorzare in noi non gli entusiasmi ma le animosità, per adattare le nostre alle altrui individualità, per rispondere meglio alle esigenze e ai bisogni dei nostri compagni di vita, per soddisfare le nostre più intime vocazioni ma non permettere che siano espressioni velleitarie e personalistiche. Consapevoli del legame che ci unisce agli altri su questa piccola sfera che ruota nell’immenso universo e non sprofondati nel narcisismo individualista che ci spinge a pro- vare il più completo disinteresse per l’agire comune, togliamoci dal solipsismo in cui sembriamo caduti e ritorniamo ad assaporare quel sentimento comunitario e quella passione civile che sono le nostre caratteristiche più importanti, riacquistiamo la sensazione di stare insieme nel mondo e non ognuno chiuso in se stesso a perseguire un improbabile successo individuale. Per attuare questa trasformazione bisogna che la coscienza collettiva faccia un salto di qualità e si possa vivere in coerenza con i nostri scopi etici. Il futuro ci presenta scontri di grande importanza: tra sessi, tra generazioni, tra emigrati e residenti. Come si può rispondere a queste sfide se non compatti, privilegiando l’uguaglianza, il senso di comunità, il rispetto dell’altro nella ricerca dell’altro, in una parola il noi invece dell’io? Termini come squadra, rete sono entrati ormai a far parte del nostro linguaggio quotidiano. Cerchiamo di fare in modo che facciano parte anche del nostro convinto modo di pensare e che sostanzino il nostro modo di agire. Solo così, solo INSIEME, potremo raggiungere i risultati che ci proponiamo. Solo così potremo sentirci buoni uomini, buoni cittadini, buoni Lions. Gianfranco Sava f e b b r a i o tà, altro tema fondamentale della dottrina lionistica, non altro è che affrontare il gioco del vivere e la fatica del vivere, prendersi cura del mondo in un ampio respiro verso il futuro. Libertà è uscire dalla propria chiusura ed entrare in rapporto con gli altri, dando un senso alla propria e all’altrui esistenza. Proprio oggi in cui l’individualismo e il cosmopolitismo si accompagnano e si fanno la guerra, in cui l’unione fra gli uomini da una parte tende ad omologare le loro individualità e peculiarità e dall’altra mette a dura prova l’accettazione rispettosa delle diversità, proprio oggi che la minaccia del diverso sembra respingere l’individuo nella sua più cupa e alienante solitudine, proprio oggi il rimedio più forte e più fecondo è quello di aprirsi all’altro e costruire, insieme, un completamento di sé e dell’altro. Non sfugge nemmeno l’esigenza, non esistenziale ma pratica, dell’unirsi, perché ogni campo dello scibile, della tecnica, della scienza sembra richiedere tutte le energie, ma non quelle di solitari pensatori o antiquati teoretici, bensì quelle che provengono dal sommarsi fertile delle azioni e dei pensieri, che, solo, porta alla realizzazione compiuta di ogni attività. Come questo assunto filosofico, antropologico, storico, pratico può non essere 2 0 1 2 - N.3 108ya 7 Distretto Lions 108ya I LIONS 108ya Rimpianto e speranza di un lion dinanzi ad un cambiamento epocale Il lionismo che non c’è più f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Domenico Laruffa 8 Cambiato il mondo, è cambiato anche il lionismo. Un tempo c’era molta attenzione agli aspetti legali dell’associazione, lo statuto del club era discusso e applicato con attenzione. Le quote erano versate con buona regolarità, l’ammissione di nuovi soci avveniva con oculatezza e il rischio di ritrovarsi con persone inadeguate era minimo. Dopo 25 anni, oggi, molte cose sono cambiate. Sono cambiati anche gli uomini. Tornerà l’entusiasmo di una volta? Distretto Lions 108ya Avevo un’idea molto approssimativa dei clubs di servizio, quando mi fu proposto di far parte del mio club Reggio Calabria Host. Era l’anno1983-84. Pensavo allora che si trattasse di un’organizzazione esclusiva, non sapevo nulla degli obiettivi, degli scopi. Immaginavo solamente che l’associarmi nel lionismo mi avrebbe procurato del prestigio sociale, quel distintivo dorato sulla mia giacca stava per diventare realtà. Fui presentato al club durante un meeting invernale nella sua sede storica, l’hotel Miramare, un bell’albergo stile liberty nel centro della città con un salone pieno di specchi e con un ampio tratto di pavimento musivo d’epoca romana ritrovatovi durante i lavori di costruzione. La cerimonia di ammisione fu per me deludente. Il mio padrino, un campione del servizio per gli altri, Domenico Comi, non potè partecipare e praticamente rimasi isolato tra tanta gente sconosciuta. Allora nel club c’erano delle persone eccezionali, vecchi soci che col tempo ebbi modo di conoscere e apprezzare. Uno di loro mi prese per mano e mi preparò ad essere lion. Mi spiegò il codice etico e soprattutto mi fece meglio comprendere il valore dell’amicizia, del rispetto, della dignità, della lealtà, mi fece conoscere le regole non scritte che rendono i buoni cittadini dei galantuomini. Dunque cercai di assimilare l’etica lionistica, ben sapendo, comunque, che il vivere secondo morale e onestà deve essere già patrimonio di chi si accosta al lionismo. E l’etica lionistica, capii, non era che l’applicazione all’etica acquisita in famiglia, di principi operativi capaci di estendere la tensione morale verso il mondo intero, in una logica di concretezza per essere d’aiuto a chi ne ha bisogno. Ricordo con nostalgia le assemblee dei soci, frequentatissime, e i discorsi, spesso vere e proprie arringhe di valenti avvocati o professori, durante la discussione delle questioni del sodalizio. Poteva capitare anche che i discorsi facessero scintille o che il contraddittorio fosse funzionale a qualche burla; ma subito dopo i contendenti di opposte tesi si riabbracciavano. Scarseggiava l’ipocrisia. C’era molta attenzione agli aspetti legali dell’associazione, lo statuto del club era discusso e applicato con attenzione. Le quote erano versate con buona regolarità, l’ammissione di nuo- I LIONS spirito e le stesse religioni, viste come freno-ostacolo ai piaceri della vita; è risaputo che il merito viene riconosciuto poco e che sembra a molti “normale” arrangiarsi a scapito della collettività. Da qui al relativismo culturale. Ciò certamente ha finito per influenzare anche il lionismo e i nostri clubs. Ed è lecito chiedersi se l’associazione d’oggi sia migliore o peggiore di quella degli anni ’80. Mi sembra ovvia la conclusione: cambiato il mondo, è cambiato il lionismo. E sì, debbo ammettere che l’associazione di oggi mi sembra peggiore di quella del mio primo tempo. Mi sembra. Un lion giovane certamente non si ritroverà nelle mie considerazioni che non pretendono di corrispondere alla verità. Ma debbo anche ammettere che le nostre opere oggi ci sono e si vedono dappertutto, che ci sono anche i soci e che ce ne sono anche di eccezionali. E allora perché la mia amarezza? Se ne è accorto il lettore? È forse il rimpianto della giovinezza che non c’è più? Non credo. Per le elezioni di governatori, vice governatori, direttori internazionali negli ultimi anni ne ho viste di tutti i colori. Contrapposizioni senza esclusione di colpi, senza etica. Sono stato testimone quando il distretto sembrava un partito politico con le inevitabili correnti: “Tu mi dai questo e in cambio io ti do quest’altro, ti nominerò generale!”. Ho anche purtroppo assistito a scene disgustose di cattiva educazione. E poi, non sempre si punta, nella scelta dei governatori, alla qualità dei candidati, che soprattutto debbono avere equilibrio, un buon curriculum, buona cultura. Si punta spesso, invece, a favorire l’amico, non importa se è bianco o nero. Lasciando da parte il cambiamento epocale di cui ho già detto, ciò che soprattutto oggi tra noi manca è l’entusiasmo che deriva dal sogno e dall’utopia, come dice il nostro governatore. Abbiamo bisogno di una epifania generale di fede nell’uomo e poi in noi stessi e negli altri, abbiamo bisogno di servire con amore chiunque, partendo dal servizio con amore per il socio a noi più vicino, che potrà aver bisogno di comprensione, di aiuto. Un tale Bergson dice che socialmete l’amore si chiama fraternità ed esige spirito di sacrificio nel servizio alla comunità. Certamente faremo un gran salto di qualità quando capiremo che tra noi non esiste alcuna forma di potere; se mai che esistono, specialmente per gli officers di più alte responsabilità, gravosi impegni che possono mettere a dura prova la nostra salute e anche la nostra economia personale. Quando i governatori potranno stilare il loro organigramma o meglio “ordinamento”, come è definito in alcuni distretti italiani, senza subire forzature, sollecitazioni, raccomandazioni e altro, quel giorno il nostro lionismo sarà cresciuto abbastanza e forse sarà così come Melvin Jones lo immaginò. Domenico Laruffa Distretto Lions 108ya f e b b r a i o vi soci avveniva con oculatezza e il rischio di ritrovarsi con persone inadeguate era minimo. Anche nelle conviviali si badava molto alle regole del bon ton e allo stile. Non avveniva mai che qualcuno si alzasse prima che il presidente facesse squillare la campana di chiusura, o che gli ospiti venissero lasciati in piedi o da soli. In quegli anni ci divertivamo molto, ci ritrovavamo più volte nelle abitazioni di questo o di quel socio per giocare a carte durante le feste di fine anno o a carnevale, in gioiose performance in costume. Si partiva insieme con pulmini o in auto per recarci nelle sedi dei congressi e la domenica, spesso, si andava in gita tutti insieme. Ovviamente anche allora si realizzavano i services, sì, si puntava di più sulla beneficenza, perché non era stata ancora ben introdotta l’idea di un impegno di cittadinanza attiva; comunque non era certo tutto oro… e ci si guardava bene dall’assumere pubblicamente posizione su questioni rilevanti della società che avessero implicazioni politiche. Oggi molte cose sono cambiate, sono bastati venticinque anni! È cambiato il mondo, sono cambiati gli uomini. È opinione diffusa che la nostra “qualità” umana non sia più quella di allora, che la scuola e la stessa famiglia non abbiano saputo più educare e preparare; che il modello economico- sociale basato sui consumi e sull’apparenza abbia stimolato tutti a volere sempre di più “cose” materiali lasciando da parte i valori dello 2 0 1 2 - N.3 108ya 9 I LIONS 108ya Combattere gli elementi negativi che frenano l’attività lionistica f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Crescita associativa di Francesco Barbieri e formazione e Francesco Accarino 10 GMT e GLT per rilanciare l’attività operativa e stimolare il rilancio dell’associazione Lions ad ogni livello. Le recenti innovazioni che ogni socio Lions dovrebbe conoscere. Il CEP per coinvolgere di più, e meglio, tutti i soci. A Sydney, nel giugno 2010, fu deliberato di modificare il MERL, con l’introduzione di due gruppi: al primo (GMT) fu attribuita la funzione di mirare alla crescita associativa, contrastando l’emorragia dei soci, al secondo (GLT) la formazione degli Officers nel Distretto e nei Clubs. Il Consiglio di Amministrazione Internazionale ha inteso, così, prestare maggiore attenzione al successo del Club e affrontare le cause del calo associative. Quella decisione scaturiva dalla constatazione che la crescita associativa ed il successo del Club coincide con la crescita della leadership. Sono stati istituiti il Global Membership Team (GMT) e il Global Leadership Team (GLT). L’anno 2010 /2011 è stato considerato un anno di transizione per avviare le nuove strutture GMT e GLT entro il 2011/2012. Il Consiglio di Amministrazione Internazionale di Seattle del giugno/luglio 2011 ha ampliato i ruoli e le responsabilità del Presidente di circoscrizione e del Presidente di zona:devono coordinare e assistere il GMT distret- Distretto Lions 108ya tuale per lo sviluppo soci e il GLT distrettuale per lo sviluppo leadership. Le due strutture hanno un Coordinatore distrettuale, che collabora, anzitutto con il suo omologo, in sintonia con il Governatore distrettuale, il 1° Vice Governatore (che sovrintende al GMT) e il 2° V Governatore (che sovrintende al GLT). Nel nostro Distretto, il Governatore ha individuato, sia per il GMT, sia per il GLT, un Responsabile per ogni Circoscrizione. Il mandato ha durata di tre anni, durante i quali i responsabili condurranno un’analisi dei bisogni dell’area, svilupperanno e implementeranno i programmi più adeguati. Tutti i membri del GMT e del GLT saranno sottoposti a valutazione annuale del rendimento, a seguito della quale saranno confermati o rimossi dall’incarico. In sintesi ognuno dei due team ha una struttura separata, ma parallela, a livello Internazionale, per Area Costituzionale, Multidistrettuale, Distrettuale e Circoscrizionale. Il Global Membership Team riassume in sé le funzioni già individuate come membership, extension, retention; il Global Leadership Team cura la leadership. Non tutti conoscono queste innovazioni, come anche la modifica del logo (giallo e blu), della ragione sociale (Lions Clubs International), la denominazione dei Presidenti zona (non più delegati) e le varie modifiche regolamentari. Ma la novità del GMT/GLT è molto significativa, poiché introduce ed indica un metodo operativo che coinvolge esplicitamente i Clubs, le zone, le circoscrizioni e lo staff del Governatore Distrettuale. Perché tanto impegno ? soprattutto, perché incarichi triennali in un’associazione che fa della annualità uno dei suoi punti di forza ? Perché costruire un percorso richiede tempo; perché le finalità del progetto sono così importanti da richiedere stabilità, conoscenza, progressione, applicazione di metodo, verifica delle risultanze. Come accennato, il GMT ha l’obiettivo di favorire la crescita associativa e l’eccellenza dei soci e del Club; il GLT ha il compito di individuare i leaders, curando la formazione degli Officers per il Distretto e per il Club. I team hanno a disposizione una serie di strumenti operativi di intervento (che possono essere reperiti sul sito internazionale (www.lionsclubs.org). Per il GMT le indicazioni si trovano sulla parte alta della pagina iniziale, cliccando CENTRO PER I SOCI e poi SOCI E NUOVI SOCI. Per il GLT le indicazioni si trovano sulla parte alta della pagina iniziale, cliccando CENTRO PER I SOCI e poi SVILUPPO DELLA LEADERSHIP. La metodologia di lavoro è quella di entrare nei Clubs che ne fanno richiesta e in quelli che il Team distrettuale ritiene bisognevoli di sostegno. È precipuo compito del GMT aiutare i Clubs a conseguire l’eccellenza, attraverso un programma (CEP), che prevede una precisa metodologia operativa; il GLT dispone di strumenti di approccio (slide, video, ecc) per consentire ai soci di approfondire i temi associativi e di prepararsi a divenire leader ed officers. La rilevante novità è rappresentata dal I LIONS 108ya è fiducia che questo metodo possa vedere tutti i Clubs impegnati, possa superare i protagonismi, gli individualismi di tipo organizzativo e personale, che in tutta l’Associazione vengono indicati come elementi negativi; comportamenti che debbono far spazio alle iniziative e al protagonismo dei soci nei Clubs e tramite i Clubs, cellule fondamentali dell’Associazione. Con questi auspici e in questa prospettiva la nostra attività, il nostro entusiasmo si pone a disposizione dei Soci e dei Clubs di tutto il Distretto Il Coordinatore Distrettuale GMT - Francesco Barbieri Il Coordinatore Distrettuale GLT - Francesco Accarino 2 0 1 2 - N.3 posta di un metodo omogeneo, che: esalti la ricchezza del Club, delle diverse professionalità, delle esperienze, delle varie personalità e rappresenti l’occasione d’incontro tra i soci; accresca la disponibilità al servizio, i sentimenti di amicizia tra Soci, la comprensione, la reciproca collaborazione, il gusto per la condivisione del progetto e del risultato; offra uno strumento operativo per superare la monotonia dei rituali associativi, della passività degli incontri, conferenze, approfondimenti teorici, dello scarso interesse a far parte dell’Associazione; testimoni l’efficacia operativa; attui il principio di sussidiarietà. Il percorso non è breve; ma vi è fiducia, a tutti i livelli. Vi f e b b r a i o servizio che il team svolge presso i Clubs, a domicilio, con un lavoro capillare. Il Club Excellence Program (CEP) è un metodo operativo che viene suggerito ai Clubs per attuare un service, attraverso il coinvolgimento dei Soci. Schematicamente: 1 - esaminare i bisogni della comunità di interesse; 2 – predisporre, con la collaborazione dei Soci, un progetto per soddisfare i bisogni individuati; 3 - attuare il progetto, svolgendo un service; 4 - verificare l’efficacia del service realizzato. A livello internazionale questa metodologia è stata indicata come la rivoluzione copernicana, la pro- 11 Distretto Lions 108ya I LIONS 108ya Iniziativa umanitaria del nostro distretto senza precedenti Un cuore senza confini f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 il “Progetto Mali” innova la metodologia degli aiuti umanitari 12 Un’allieva con le bandiere dell’Italia e del Mali 1.- Lo scopo del Progetto Il Centro Internazionale di Ricerche per lo Sviluppo e la Pace tra i Popoli “Cittadinanza Umanitaria” – Service Permanente del Distretto108 YA è stato inaugurato dal Presidente Internazionale del Lions Clubs International Mahendra Amarasuriya nell’anno di servizio del Governatore Alfonso Caterino. Lo scopo del Centro è superare la concezione tradizionale degli aiuti umanitari, denunziata nel libro di Dambisa Mohio, dal titolo significativo La carità che uccide (Mandadori 2010). L’inaugurazione del Centro da parte del Presidente Internazionale e il ruolo internazionale del Centro si giustificano con il fatto che il Progetto Mali interessa la stessa Fondazione internazionale della nostra Associazione, perché durante il biennio del suo mandato, il Direttore Internazionale Prof. Avv. Ermanno Bocchini, ha presentato al Comitato esecutivo della Fondazione della quale egli ha fatto parte un vero e proprio “Progetto Generale di revisione del Programma internazionale degli Aiuti Distretto Lions 108ya umanitari (“Strategic Plan”). Il Comitato esecutivo internazionale nella seduta del 28 ottobre 2008, ha esaminato il Progetto e il Presidente ha, formalmente, chiesto al Direttore Bocchini di sperimentare il suo Progetto, in Africa, attraverso l’opera di un qualsiasi Distretto, fornendo al Comi- tato esecutivo della Fondazione, rapporto scritto con i Protocolli della sperimentazione effettuata 2.- Il “Development and Freedom Act 2010” e i seminari di Cross-fertilization di Napoli La sfida della sperimentazione di Gli allievi insieme con l’istruttrice signora Di Muccio posano esibendo campioni del loro prodotto I LIONS nuove forme di aiuti umanitari, che il nostro Distretto ha accettato con coraggio e entusiasmo, si è tradotta in poche semplici parole: “Aiutiamoli oggi a non chiedere più aiuto domani” e nel Protocollo “Development and Freedom Act”, che s’ispira all’opera celebre di Amarthya Sen (Premio Nobel dell’economia nell’anno 1998) “Development is Freedom”. Il trend negativo del ciclo economico internazionale europeo non può sovvertire la natura umanitaria che, attraverso la Fondazione Internazionale (LCIF) spende milioni di dollari per lottare la cecità prevedibile, la fame, la malaria, la febbre gialla e il sottosviluppo in tutto il mondo. L’egoismo che vorrebbe rinchiudersi solo nel proprio domicilio non appartiene alla tradizione umanitaria internazionale della nostra associazione. Sarebbe, del resto, un egoismo miope. L’effetto di Piano Marshall del nostro Piano Mali appare evidente. Gli investimenti sono stati eseguiti ricorrendo ad imprese del nostro Distretto, inverando il celebre discorso del Presidente degli Stati Uniti, Truman, al Congresso degli Stati Uniti: “Aiutiamoli ad aiutarci”. In questa ottica si pensa ad un vero e proprio gemellaggio tra la Camera di Commercio di Napoli e la Camera di Commercio di Bamako (Capitale del Mali). La nostra storia, quindi, è iniziata con la realizzazione di Seminari di lavoro per la programmazione del “Progetto Mali”, nell’estate del 2010 (Governatore Cirillo) tenuto dalle due delegazioni formate per l’Italia dal Governatore e dai referenti del Centro e per il Mali dal Governatore della Regione Mopti Diarra e dal Presidente dell’Assemblea regionale della Regione Mopti Mr. Cissì e dai direttori generali della Formazione Agricola Traorè e dell’Agricoltura Maigà, nonchè dell’esperto di relazioni commerciali Oumar Diall. All’esito dei Work-shop durati dal 17 luglio al 22 luglio 2010 è stato deciso che il Campus “Cittadinanza Umanitaria” comprenderà: a) una scuola di formazione agraria; b) un’infermeria, c) una fattoria per la produzione di concentrato di pomodoro. 3.- L’attuazione del Progetto Mali e il cammino della speranza Da settembre 2010 è iniziato, così, il Distretto Lions 108ya f e b b r a i o Si affigge il nostro manifesto lavoro di sperimentazione del Progetto approvato dalle due delegazioni. In tale direzione, durante l’anno del Governatore Del Vecchio, il Centro ha selezionato, dopo una lunga ricerca, un maliano che vivesse in Italia e avesse, pertanto, la rara qualità di potere essere, in futuro, la vera “guida culturale ed economica” del Progetto Lions. Èstato selezionato uno studente maliano che, conoscendo il maliano e l’italiano, potesse essere una interfaccia ideale sul piano umano e preziosa sul piano culturale, avendo conseguito a pieni voti, il diploma presso il Collegio universitario di Torino. La Fondazione del Distretto ha destinato a questo giovane, Yacouba Sabere Mounkoro, una Borsa di studio di Euro 20.000,00 per il vitto e l’alloggio a Roma per 2 anni (2011-2012) per conseguire la laurea specialistica in “Relazioni Internazionali” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università LUISS di Roma. Dal canto suo l’Università LUISS di Roma, riconoscendo l’alto pregio del Progetto Mali, ha messo a disposizione del nostro allievo una Borsa di studio di pari importo (Euro 20.000,00 circa) per il pagamento di tutte le tasse di iscrizione per il biennio della laurea specialistica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università LUISS. Il nostro cammino è proseguito, attraverso la selezione degli allievi del Campus e, quindi, del futuro capitale umano sul quale piantare e fondare le nostre speranze di utile sperimentazione. Alla fine, dopo una lunga e faticosa selezione,ecco i 20 allievi del nostro Campus “Cytoyenné Humanitaire” selezionati con l’aiuto dell’Assistente Oumar Diall, tutti di Soufurulaye, nati tra il 1976 e il 1994: Lassine Kamian, Moussa Kamian, Sirka Kamian, Amadou Kamian, Soulaymane Kamian, Fataumata Kamian, Massata Kamian, Issiaka Soungoro, Kassoum Fofana, Bouacari Sebo, Oumarou Ka- 2 0 1 2 - N.3 108ya 13 I LIONS 108ya f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 mian, Bouacari Diallo, Kadidia Kamian, Mama Kamian, Aissuta Kamian, Djeneba Kamian, Abdoulayc Kamian, Anna Kady Djiga, Fatoumata Dembele, Maiam Traorè. 4.- L’arrivo del container e l’avvio del Campus Individuati gli allievi, la ricerca si è spostata sulla tipologia degli Istruttori del Campus. La scelta è caduta sull’Azienda Agricola Meridionale Di Muccio, la cui titolare Sig.ra Rosaria Di Muccio si è dichiarata disponibile a recarsi nel Mali per l’addestramento e la formazione professionale degli allievi nella produzione del concentrato di pomodoro. Nell’estate del 2011 si è individuato il medico del Campus, il dott. Mamadou Konè, che è stato invitato in Italia a frequentare dal 3 settembre al 5 ottobre uno Stage presso la Facoltà di Medicina dell’Università Federico II di Napoli per approfondire le tecniche della Ecografia, posto che nella Regione Mopti, esistono solo pochissimi apparecchi per le ecografie sulla popolazione del territorio. 14 Gli allievi schierati all’ingresso del campo Distretto Lions 108ya Il Container è arrivato il 3 dicembre 2011 nel Campus Cittadinanza Umanitaria” di Soufurulaye. Ecco il contenuto del container: 50 DIVISE “CAMPUS CITTADINANZA UMANITARIA”/ 5.888 VASETTI DA C.C. 500 IN VETRO PER CONCETRATO POMODOR 4 pedane/ 6.600 CAPSULE PER CHIUSURA VASETTI/422 CARTONI CON ALVEARI PER CONTENERE VASETTI IN VETRO/ KG 50 DI CARAMELLE/ 5 GRUPPI TAVOLI DA LAVORO PER INSERIMENTO N.20 ELABORATORI/20COMPUTERS completi di 20 TASTIERE E 30 MONITOR/2 SCRIVANIE CHE FORMANO/ 1 CARTONE RECEPTION/ 22 SEDIE/ 2 SCAFFALI/1 CONFEZIONE DI ROTOLI ADESIVO PER LA CHIUSURA DEI CARTONI/1 CARTONE NEON/1 CARTONE BANDIERE/ 1 CARTONE MANIFESTI/ 2 CARTONE APP. MEDICI/ 5 CARTONE MACCHINE PER POMODORI/ 1 LETTINO INFERMERIA/1 CARTONE LAB. SAN ROCCO/1 VALIGETTA PRONTO SOCCORSO/1 CARTONI CAMICI BIANCO DI MEDICO/ 1 APPARECCHIO ANALISI SANGUE. Nel Campus le lezioni di formazione agraria sono già iniziate con una equipe di istruttori formata da: Sig.ra Rosaria Di Muccio (Istruttore della Fattoria); Dr. Yakouba Sabere Mounkoro (Istruttore della Scuola agraria); Soma Ibrahima Konate (Istruttore della Scuola Agraria); Dott. Mamadou Konè (Medico del Campus) che ha preso il posto della Istruttrice Simona Talamo che all’ultimo momento non è potuta partire; Omar Diall (addetto alle relazioni esterne). Si ringraziano Emilio Cirillo, Arcangelo Cola, Nunziato Santoro e Raffaele Villanacci per gli oggetti donati al Campus. In piena aderenza al metodo della cross-fertilization è quindi partita la attivazione del Centro per la produzione sperimentale dei derivati del pomodoro che è coltivato e raccolto nella stagione invernale per noi, ma ottimale per le colture africane (dicembre-febbraio). Per quanto attiene alla commercializzazione del prodotto si è ritenuto di mobilitare gli stessi allievi, per evitare che l’intervento di un imprenditore esterno potesse assottigliare le possibilità di ricavo dalla vendita del prodotto. Mentre più solerte era il lavoro per la scoperta di nuove forme di aiuti umanitari, come nel mitico viaggio di Cristoforo Colombo, si sono levate le voci della incredulità e del disfattismo. Ma ciò avverrà sempre nella storia dell’umanità, tutte le volte che qualcuno tenterà di aprire nuove strade e nuovi orizzonti all’umanità. Forse per questo Aristofane nella commedia significativa e sempre attuale “Le Vespe”, ha scritto molti secoli fa: “Proteggete e difendete coloro che tentano di farvi sentire qualcosa di nuovo. Conservate le loro idee”. Ma poiché il bene trionfia sempre sul male e non abbandona mai chi opera per il bene comune, ecco che mentre la “nave della speranza” del nostro Distretto giunge nel mare dell’Africa e un Container viaggia veloce verso il “Campus Lions Cittadinanza Umanitaria” si verifica un evento che è andato, al di I LIONS 108ya Ragazza del campo con abito tradizionale là, di ogni più rosea previsione. Gli avvenimenti hanno superato la realtà. Trapiantare la Cittadinanza attiva nel cuore dell’Africa subshariana era un miracolo che si stenta a credere essersi schiuso al nostro Distretto. Ma si è verificato l’incredibile!. Lo Stato del Mali, la Regione Mopti e il Comune di Soufurulaye hanno gareggiato nel sostenere il Progetto Campus. La Comunità civica del Comune di Soufurulaye ha immediatamente offerto anche essa tutti i locali utili e necessari per l’apertura del Campus nel Centro abitato di Soufurulaye.. Oltre il Sindaco, gli abitanti, gli allievi stessi del Campus hanno chiesto di essere protagonisti attivi di questo progetto di Cittadinanza Umanitaria. E ancora. Il Comune ha messo a disposizione un intero suolo sul quale gli al- lievi con la guida del Distretto 108 YA vogliono essi stessi costruire con le loro mani il nuovo Campus Lions che sia interamente della Comunità, degli Allievi e degli abitanti per la ricaduta sul territorio di un programma di sviluppo economico e sociale locale. Questo sentimento di cittadinanza attiva ha consentito la partecipazione dei cittadini di Soufurulaye alla adozione delle decisioni pubbliche del Comune. Mentre il Campus a dicembre ha iniziato ad operare, si sta preparando la creazione di un nuovo Campus Lions entro dicembre 2012, sul terreno donato dal Comune ai giovani e che comprenderà non solo la scuola, l’infermeria e la fattoria, ma addirittura il terreno per la coltivazione dei pomodori, in modo che si realizzerà un circuito interattivo di produzione e Le tappe del Programma Mali 16 luglio 2010 Firma del Protocollo: Development and Freedom Act tra il Governatore della Regione Mopti del Mali Diarra e il Governatore Cirillo Ottobre 2010 Screening per la individuazione dei 20 allievi del Campus Cittadinanza Umanitaria Novembre 2010 Screening per la individuazione e stipula del contratto per l’addestramento professionale degli allievi con l’azienda agricola italiana in missione nel Mali. Dicembre 2010 Campagna acquisto dei beni e delle attrezzature per il Campus. Gennaio 2011 aprile Assistenza al Dott. Yacouba Mounkoro del Mali per il conseguimento della laurea in Rela- zioni internazionali presso l’Università LUISS di Roma con tesi di laurea sul tema “Il Campus Cittadinanza Umanitaria: nuovo modulo di attivazione dello sviluppo socio-economico del Mali Aprile 2011 Screening per la ricerca del medico del Campus individuato nella persona del Dott. Mamadou Konè. Invito dello stesso da parte del Distretto Lions 108ya f e b b r a i o Si installano i computer 5.- Consitenza delle risorse finanziarie Le risorse finanziarie del Centro ricerche sono formate dai contributi e dalle raccolte dai Clubs attraverso l’organizzazione di manifestazioni. In tal modo nessun ente esterno bancario o finanziario potrà condizionare il Distretto 108 YA e il suo Centro ricerche. Le risorse affluiscono in un conto del Distretto 108 YA del quale il Centro non può disporre, perché solo tre rappresentanti dei Clubs più lo stesso Governatore hanno la disponibilità del fondo distrettuale dedicato. Neanche un centesimo può essere speso dal tesoriere distrettuale senza 4 firme e, cioè, la firma del Governatore e le tre firme dei rappresentanti dei Clubs del Distretto per ogni decisione di utilizzo dei fondi. In totale sono stati raccolti Euro 167.161,02 ed erogati al 31 dicembre 2011 Euro 36.233,45. Al 31 dicembre 2011 il fondo ammonta ad Euro 130.927,57. 2 0 1 2 - N.3 commercializzazione dei prodotti della fattoria. Nascerà, così, il primo Campus Lions africano perché gli allievi non saranno più ospiti, ma “padroni a casa propria”. E ciò perché si possano finalmente scrivere nel suolo dell’Africa queste poche semplici parole: “Siamo venuti in pace a nome del genere umano”. 15 I LIONS f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Policlinico dell’Università Federico II di Napoli per uno Stage sul funzionamento degli apparecchi di ecografia, quasi totalmente assenti nella Regione del Campus. Settembre-Ottobre 2011 Stage del Dott. Mamadou Konè in Napoli 17 ottobre 2011 Partenza del Container dei Lions con la nave Jonni Ritscher per Bamako. Dicembre 2011 Attivazione del Campus con la formazione agraria per l’attività di produzione. Con l’arrivo della stagione per la coltivazione dei pomodori (dicembre-marzo), inizio della produzione di concentrato di pomodoro. 16 108ya - Per la stampa in lingua inglese di opuscolo sulla cittadinanza umanitaria, distribuito nel Forum europeo di Bologna: Euro 450,00. - Per la stampa di un opuscolo sulle finalità del Centro e l’incisione di un DVD inviato ai Clubs del Distretto: Euro 1.400,00. - Per il fondo di riserva: Euro 2.000,00. Il 27 Settembre 2011 - Per vitto e alloggio a favore del Dott. Mamadou Konè, medico del campo, per consentirgli di frequentare uno stage di giorni 30-40 presso il Policlinico Federico II di Napoli per l’appendimento dell’uso delle apparecchiature ecografìche: Euro 2.000,00; nonché Euro 2.000,00 per reintegrare il fondo di riserva. e) In data 2 luglio 2011 il Comitato dei Garanti visto il bilancio preventivo presentato dal Centro Ricerche Cittadinanza Umanitaria ha approvato il bilancio di previsione per il funzionamento del Campus per un totale di Euro 45.320,00. DECISIONI FINANZIARIE DEI GARANTI DEI CLUBS PER LA GESTIONE DEL FONDO DEL CentRo RICeRCHe CIttADInAnzA UMAnItARIA 1.- Il Centro Ricerche, istituito come Service permanente del Distretto per attuare i programmi di Cittadinanza Umanitaria sia a livello internazionale (a favore dei popoli dei paesi in via di sviluppo), sia a livello nazionale (a favore delle istituzioni locali e nazionali italiane), è dotato di un Fondo che al 31.12.2011 ammonta ad Euro 130.927,57. 2.- Le erogazioni del Fondo, regolarmente autorizzate dai Garanti, sono state le seguenti: a) Il 16 Luglio 2010- Acconto per spese di viaggio e soggiorno della delegazione della Repubblica del Mali: Euro 6.000,00. b) 11 Settembre 2010 a saldo consuntivo spese di viaggio e soggiorno della delegazione della Repubblica del Mali e di viaggio per Yacouba Sabere Mounkoro: Euro 5.692,40. c) Il 24 Gennaio 2011 - Contributo per il mantenimento a Roma, Università Luiss, corso di laurea in Relazioni Internazionali, di Yacouba Sabere Mounkoro: Euro 200,00 ogni mese. d) Il 24 Gennaio 2011 Distretto Lions 108ya Un momento cruciale: inizia la produzione delle conserve di pomodoro L’INTERVISTA 108ya Intervista al popolare conduttore di “Uno Mattina” Franco Di Mare: Giornalista, Scrittore e … Uomo di Aristide Bava in uno dei tavoli del “Bar Aquila”, un tempo teatro all’aperto della vita politica sidernese, quando la politica aveva la P maiuscola e protagonisti erano uomini d’altri tempi come Francesco Calauti, Cosimo Iannopollo, Peppino Brugnano, uomini che hanno fatto la storia della città. Franco Di Mare capisce subito che l’intervista, che pure partirà dal premio letterario e dalla vittoria della sua opera, sarà fuori dagli schemi. L’occasione, d’altra parte, è troppo ghiotta per evitare di parlare con un attento osservatore come lui delle vicende piu’ spiccatamente attuali del nostro territorio e del nostro Paese. Per rompere il ghiaccio gli chiediamo il suo “rapporto” con l’Associazione Lions, e, comunque, se è al corrente delle sue attività. “certo che sì, risponde il popolare conduttore televisivo – e non nascondo che apprezzo parecchio le attività di associazioni come il Lions… ”Perché non fai un pensierino ad entrarci? “Mi piacerebbe, ma il mio lavoro mi lascia poco tempo alla partecipazione. In queste associazioni bisogna essere attivi e partecipare. Adesso non me lo posso permettere”. Franco di Mare è di Napoli; quindi un meridionale. Entriamo, dunque nel merito delle “nostre” cose. Sentito – chiediamo - l’intervento del Vescovo (la mafia si vince – ha detto – soprattutto con la cultura) durante la cerimonia di premiazione? “E’ stato “forte” – risponde Di Mare – e lui molto coraggioso anche nell’affrontare la vicenda Parmaliana (il docente siciliano oppresso dalla mafia che si è suicidato ndr). Sappiamo che la Chiesa non giustifica il suicidio, ma Mons. Morosini, è riuscito a trovare le parole giuste per dare un senso a quel gesto estremo e il richiamo alla cultura come mezzo per combattere la criminalità è stato incastrato in modo perfetto alle esigenze della nostra società”. Cosa pensi di questa terra e della cosiddetta ndrangheta? Pensi che esista la possibilità di porre fine a questo brutto fenomeno che infesta con la camorra la “tua” Campania e con la mafia la Sicilia? “E’ soprattutto un problema di mentalità – risponde Di Mare – che nelle regioni del Sud è amplificato anche dal comportamento della gente. Comincia dalle cose quotidiane . Negli ambienti del nord, se Distretto Lions 108ya f e b b r a i o L’incontro con il popolare conduttore di Uno mattina, avviene all’indomani della cerimonia di premiazione del Premio Letterario “Città’ di Siderno – Armando La Torre “ sul corso cittadino, di buon mattino. Franco Di Mare è stato vincitore dell’importante premio letterario con il suo libro autobiografico “Non chiedere il perché”. E’ una splendida giornata primaverile malgrado sia dicembre inoltrato e lo scrittore giornalista ci spiegherà che tra le sue “forzate” abitudini c’è quella di alzarsi molto presto, intorno alle ore 4.30, perché vuole preparare al meglio la scaletta del suo quotidiano impegno televisivo. D’altra parte ci troviamo a Siderno e la domenica di sole che gli offre la città della Locride è un toccasana, a cui non voleva rinunciare e, anche se il tempo gli avrebbe consentito di rilassarsi nella sua camera d’albergo prima di raggiungere l’aereoporto di Lamezia, nel primo pomeriggio, per il suo ritorno a Roma, ha preferito respirare a pieni polmoni quello che definisce “il fantastico clima di questa terra”. La chiacchierata inizia subito, dinanzi a un buon caffè, gustato 2 0 1 2 - N.3 All’indomani della premiazione “Città di Siderno” per il suo libro autobiografico “Non chiedere il perché”, nel corso di una simpatica chiacchierata ha parlato della sua vita professionale, delle sue abitudini e di alcuni aspetti della vita politica del nostro Paese. Le considerazioni sull’attività del Lions club. Un bel personaggio che accomuna alle sue qualità professionali anche grandi doti umane. 17 L’INTERVISTA f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 108ya 18 c’è una buca nelle strade oppure un problema collettivo il cittadino, per la sua soluzione, si rivolge ai preposti uffici comunali e pretende che, giustamente, il problema venga risolto al piu’ presto. Se accade la stessa cosa in uno dei comuni della Locride o del meridione il cittadino cerca di aggirare l’ostacolo rivolgendosi all’amico o al potente di turno. In questo modo si alimenta la politica del “favore” che prima o poi deve essere ricambiato. L’esempio può sembrare banale, ma in questo modo dalle piccole cose si arriva a quelle piu’ importanti . Siamo noi stessi ad alimentare l’antistato. Rimane il problema che spesso le istituzioni non riescono a dare le giuste risposte alimentando un senso di sfiducia del cittadino. Lo sforzo vero da fare deve essere indirizzato in questa direzione. Solo così si potrà sperare di debellare il fenomeno”. Che impressione avevi della Locride e come giudichi adesso questo territorio? “Non è la prima volta che vengo nella Locride. Lo avevo già fatto, purtroppo, per alcune vicende (di cronaca negativa) legate alla mia attività giornalistica. Questa è una terra meravigliosa che ha anche delle grandi potenzialità positive, stranamente poco conosciute e poco sfruttate, ma si porta appresso anche taluni aspetti che, di fatto, a mio avviso, mettono un grosso freno al suo sviluppo. Uno è certamente legato al fenomeno delinquenziale spesso anche troppo amplificato. Ma non è il solo. Noto anche una certa apatia della gente che, probabilmente, non crede piu’ nelle tanto auspicate possibilità di sviluppo e forse, un altro dato da non sottovalutare è una certa carenza di una classe politica incisiva”. Quale potrebbe essere la ricetta migliorativa?“ Difficile entrare nel merito in poche battute. Certamente il mo- Distretto Lions 108ya Di Mare, Mons. Morosini, il Sen. Fimognari nito di Mons. Morosini ci potrebbe aiutare. La cultura, intesa nel senso piu’ lato, potrebbe dare una grossa spinta positiva. Ma servirebbe anche grande sinergia tra la gente e le istituzioni, un senso civico piu’ marcato e una capacità politica progettuale che guardi in modo adeguato al futuro”. A proposito di futuro cosa pensi di quanto sta accadendo nel nostro Paese, del nuovo Governo, della manovra finanziaria, visto che anche sul piano personale quotidianamente hai modo di essere a contatto con i leader politici piu’ importanti e con la vera realtà italiana? “Bella domanda, ma credo che nessuno, oggi, sia in grado di dare una giusta risposta. Di una cosa sono, però, convinto. Chi vuole, oggi, le elezioni anticipate si comporta da vero criminale. Anche se è chiaro che la manovra Monti non è stata certamente il toccasana. Ci sarebbero da discutere molte cose, a cominciare dalle liberalizzazioni… Vedremo nei prossimi mesi” Parliamo del Premio letterario, anzi dei premi letterari in genere. Cosa ne pensi? “Facciamo salva la soddisfazione personale per il riconoscimento che mi è stato dato qui a Siderno, che certamente mi lusinga, anche perché “Non chiedere il perché” è un libro che ho scritto con il cuore. Sul piano piu’ generale ritengo che i premi letterari, almeno quelli importanti, hanno la loro ragione d’essere solo se non rimangono fini a se stessi. Devono servire quantomeno a promuovere la lettura, a dare nuovi impulsi culturali, ad interessare, soprattutto, i giovani. Se riescono ad avere queste finalità e raggiungere questi obiettivi sono molto importanti. Altrimenti servono solo ad appagare qualche velleità non sempre legittima o a coprire qualche serata”. Discorso schietto, quello di Franco Di Mare, personaggio certamente atipico nel panorama nazionale, che abbiamo ascoltato con piacere scoprendo in lui molti aspetti positivi. L’INTERVISTA 108ya le non si deve chiedere il perché, e un libro scritto – ha precisato Di Mare – perché profondamente scosso da una guerra caratterizzata dalle atroci uccisioni di molti bambini e da tanti stupri di donne indifese. Una tragedia che poteva accadere dovunque e che ha particolarmente colpito l’autore, a quel tempo, peraltro, inviato di guerra. Personaggio, dunque, fortemente da apprezzare oltre che sul piano professionale anche sul piano umano e sociale, cose che non sempre fanno parte del bagaglio dei nomi e dei volti noti del nostro Paese. Aristide Bava Premio Speciale anche al nostro Sen. Giuseppe Beniamino Fimognari C’è stato anche un pizzico di Lions al Premio Letterario “ Città di Siderno”. La cerimonia di premiazione ha vissuto, infatti un intenso momento partecipativo con la successiva consegna di un Premio speciale alla cultura assegnato al Sen. Giuseppe Beniamino Fimognari, autorevole personaggio della Locride, ex sindaco di Gerace per circa 20 anni e socio del Lions Club di Locri. Fimognari ha ricoperto importanti incarichi distrettuali oltre che la massima carica all’interno del suo club. Particolarmente significativa la motivazione del premio, letta dal presidente del premio Aldo De Leo, che recita “per avere contribuito alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della sua città”. Un riconoscimento decisamente meritato anche perché grazie al Sen. Fimognari, il comune di Gerace è stato dichiarato nel 1969 “centro storico di notevole interesse pubblico” cosa che successivamente consentì “l’indice di fabbricazione zero” e, quindi, la possibilità della salvaguardia assoluta del centro storico che rimase, così, del tutto inalterato. Oggi Gerace vanta il merito di essere uno dei centri interni meglio conservati del nostro Paese. Alla serata è stato anche presente il nostro Past Governatore Mimmo Laruffa. Il Presidente, Aldo De Leo, premia il Sen. Fimognari Distretto Lions 108ya 2 0 1 2 - N.3 della solidarietà arricchita dalla purezza dell’amore filiale. L’opera, pur germogliata tra le insidie di una guerra atroce, esprime e diffonde raggi luminosi di buoni sentimenti, di amicizia, di speranza”. Lo stesso Franco Di Mare ha raccontato come è nato questo suo primo romanzo che racconta nella sostanza, in modo autobiografico, la storia di un giornalista inviato in Bosnia, nel 1992, agli inizi della guerra dove riusciva a trovare l’amore, non per una donna, ma per una bambina, la protagonista del libro, che poi diventava sua figlia. Un amore appunto per il qua- f e b b r a i o Franco di Mare si è aggiudicato il primo premio, giunto alla sua ottava edizione, superando gli altri due finalisti Sanzio Gamberini (Bologna) con il libro “Elisabetta, Biagio e…Dio” (ed.Sbc) e Pierfranco Bruni (Taranto) con“ La bicicletta di mio padre”. Questa la motivazione con cui ha vinto il “Città di Siderno” “Per avere trasformato in pagine di avvincente narrativa una esperienza giornalistica angosciante e rischiosa, elevandola a livelli concettuali artisticamente connotati e significativi. La vicenda umana tocca misure emotive assai delicate, che esaltano il coraggio 19 PRIMO PIANO 108ya Aiutare i giovani ad affrontare le competizioni della vita Siamo nell’anno delle olimpiadi f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Franca Matilde Gallo 20 Dallo sport, occasione di incontro, dialogo e impegno etico, un monito da seguire. Come gli atleti olimpici, noi Lions siamo legati ad un giuramento nel quale promettiamo di osservare statuto e regole e di impegnarci per “il mantenimento, l’elevazione ed il rafforzamento di questa Associazione”. Il nostro impegno non deve essere per il singolo, ma per l’onore dell’Associazione che, olimpicamente parlando, è la nostra squadra. Se ci pensiamo, i conti alla rovescia sono presenti nella nostra vita più di quanto potremmo mai immaginare. Contiamo alla rovescia per gli scopi più disparati: inviare astronauti sulla Luna, spegnere le candeline su una torta, terminare un anno per affrontarne uno nuovo. È infatti consuetudine quella del conto alla rovescia il 31 dicembre. È consuetudine stilare bilanci dell’anno appena terminato, fare previsioni su quello che ci si ac- Distretto Lions 108ya cinge ad affrontare. Poi, al fatidico “tre, due, uno, zero”, la prassi prevede di bussare alla porta del nuovo anno, aspettare che questo si apra ed introdurvisi, sperando per il meglio. Appena entrati nel 2012, dunque, ci siamo resi conto che quello che andiamo ad affrontare non è solo l’anno delle elezioni del Presidente degli Stati Uniti d’America. L’anno che ci accingiamo ad affrontare non è neppure soltanto il Sessantesimo anno di regno di Elisabetta II. L’anno che stiamo vivendo è anche l’anno di un evento al quale possiamo assistere ogni quattro anni. E il bello di questo evento è che è moderno nonostante sia antico, nonostante abbia alle spalle più di duemila anni. I Giochi Olimpici moderni sono infatti stati introdotti nel 1896, ma le Olimpiadi si svolgono dal 776 a.C. Non è incredibile che un evento sportivo sia tanto radicato negli animi da potersi ripresentare a distanza di secoli e generazioni? Ma la domanda essenziale da porsi dovrebbe essere: il raggio di azione delle Olimpiadi è la sola attività sportiva? Coinvolge i soli muscoli o richiede e pretende la partecipazione di qualcosa di più intimo e vicino al cuore? L’Olimpiade è fatta di feroce ostilità o di rivalità sana e costruttiva? La risposta a tutti questi interrogativi è il giuramento olimpico: “A nome di tutti i concorrenti, prometto che prenderemo parte ai Giochi Olimpici rispettando e osservando le regole che li governano, impegnandoci nel vero spirito della sportività per uno sport senza doping e senza droghe, per la gloria dello sport e l’onore delle nostre squadre”. Nelle Olimpiadi deve essere infatti osservata quell’etica che è come il giuramento di Ippocrate, quell’etica della correttezza e della sportività impegnata non tanto a raggiungere il gradino più alto del podio, ma a consacrare la gloria dello sport e l’onore delle nostre squadre. I Giochi Olimpici e lo sport in generale rappresentano quella palestra di vita che allena il singolo a pensare a se stesso non come individuo, ma come parte di un organismo più grande. Un’altra caratteristica della quale bisogna tener conto è che in occasione delle Olimpiadi antiche in Grecia, tutti i conflitti dovevano essere sospesi affinché la sacralità dei Giochi non fosse minimamente intaccata. L’Olimpiade, infatti, deve essere vista come incontro di popoli che siedono sugli stessi spalti, che esultano nello stesso clamore, che sventolano le proprie bandiere quasi allo stesso ritmo. Popoli che insieme applaudono e insieme si commuovono ascoltando l’inno del vincitore, di qualsiasi nazionalità sia. Il 29 ottobre del 2000, in occasione del Giubileo degli sportivi, Giovanni Paolo II si riferì all’attività sportiva come a ciò che “può favorire l’affermarsi nei giovani di valori importanti quali PRIMO PIANO la lealtà, la perseveranza, l’amicizia, la condivisione, la solidarietà”. Nello sport è presente la lealtà nella competizione, la perseveranza negli allenamenti, l’amicizia tra compagni di squadra e avversari, la condivisione della vittoria nel momento in cui si vince per la propria squadra e non per se stessi, la solidarietà quando si punta lo sguardo sulla bandiera dei Giochi Olimpici. Questa bandiera è un etereo stendardo con lo sfondo bianco e cinque cerchi legati l’uno all’altro in modo a dir poco indissolubile. Come gli atleti olimpici, noi Lions siamo legati ad un giuramento nel quale promettiamo di osservare statuto e regole e di impegnarci per “il mantenimento, l’elevazione ed il rafforzamento di questa Associazione”: bisogna infatti che ci impegniamo non per il singolo, ma per l’onore dell’Associazione che, olimpicamente parlando, è la nostra squadra. “L’importante non è vincere, ma partecipare con spirito vincente”, scrisse il filosofo greco che ispirò Pierre de Coubertin nel celebre “l’importante non è vincere, ma partecipare”. Quello “spirito vincente”, che è comunque sottinteso nelle parole di de Coubertin, riassume il senso dell’etica sportiva e, di rimando, dell’etica lionistica: ragionare con mente serena, gareggiare animati dalla passione per puntare al risultato migliore possibile, essere leali con tutti e sinceri con se stessi. Cinque cerchi ogni quattro anni per ricordarci che siamo cittadini del mondo. Ogni quattro anni, una fiaccola accende il braciere olimpico. Que- sta volta Londra ospiterà, il 27 luglio 2012, il fuoco di Olimpia e la XXX edizione dei Giochi Olimpici moderni. Noi Lions abbiamo il dovere di tutelare i giovani che, come dice Papa Benedetto XVI, «hanno sempre viva la tensione verso gli ideali»; a loro spetta il compito di «avere la pazienza e la tenacia di ricercare la giustizia e la pace, di coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando tutto ciò può comportare sacrificio e andare controcorrente». La responsabilità dei giovani sportivi è grande: essi debbono fare dello sport una occasione di incontro e dialogo fra razze, lingue e culture diverse. Noi Lions dobbiamo aiutarli, con il nostro esempio, ad affrontare con coraggio, lealtà e rigore, le competizioni della vita. Incrementiamo il verde con l’amico albero f e b b r a i o Presso il Terzo Circolo Didattico di Pomigliano d’Arco sito in via Grosseto, il Presidente del Lions Club di Pomigliano d’Arco Giuseppe Toscano ed il Dirigente Scolastico Anna Oragano, hanno dato vita alla manifestazione intitolata “incrementiamo il verde con l’amico albero”. Particolarmente suggestiva e coinvolgente è stata la manifestazione con i bambini che hanno cantato e recitato poesie e componimenti sul “valore” e l’importanza dell’”amico” albero nella vita degli uomini: hanno partecipato alla piantumazione di alberi da frutta (meli, peri, ciliegi, melograni, ulivi, ) nel giardino della scuola e si sono impegnati a seguirli nella crescita e nella cura. Il presidente Toscano ha fortemente voluto la donazione di alberi da frutta da affidare ai bambini in un progetto didattico di conoscenza e valorizzazione del verde e dell’ambiente e del recupero di spazi verdi vitali nell’ambito dei services proposti dal Presidente Internazionale Lions e dal Governatore Michele Roperto . L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio di incremento del verde che il Lions Club di Pomigliano d’Arco conduce in quest’anno sociale insieme al Comune di Pomigliano d’Arco, con la messa a dimora di alberi in spazi pubblici: I primi alberi sono stati piantati e tanti altri ancora seguiranno! 2 0 1 2 - N.3 108ya 21 Distretto Lions 108ya PRIMO PIANO 108ya Un pezzo di storia tra satira ed ironia f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Il “Te Deum dei calabresi” di Gian Lorenzo Cardona 22 Alla fine del 700 filo diretto tra Napoli e la Calabria dove il cardinale Fabrizio Ruffo, a Scilla, organizza l’esercito della Santa Fede alla cui testa risale la penisola combattendo francesi e repubblicani. Ed ecco che in un contesto storico particolare si colloca Il “Te Deum dei calabresi“ – che nella liturgia cattolica è l’inno di ringraziamento dei fedeli a Dio creatore onnipotente - del poeta Gian Lorenzo Cardona, nato in Lucania e vissuto a Napoli dove fece parte del movimento giacobino assieme ad una élite culturale di estrazione nobiliare e borghese. Ferdinando I di Borbone sale al trono nel 1759, all’età di otto anni. Il padre Carlo III, assunta la corona di Spagna, lascia al figlio il regno di Napoli dopo averlo conquistato, reso indipendente e governato con saggezza. A causa della minore età del re il potere viene affidato a un Distretto Lions 108ya di Bruno Chinè Consiglio di reggenza guidato dal giurista Bernardo Tanucci. Questi, di estrazione borghese, colto e illuminato aveva seguito a Napoli Carlo III di passaggio per Firenze. Il nuovo sovrano resta fuori dalle guerre europee ed attiva un processo riformatore nei vari settori della vita pubblica. Con opportuni provvedimenti legislativi trasforma lo Stato in senso laico ed incomincia a ridimensionare i privilegi baronali e della Chiesa. Con Carlo III Napoli diventa una città europea e vede fiorire una scuola illuministica che compete con quella di Parigi e di Milano. Ma i sommovimenti culturali e politici di Parigi prima, e la Rivoluzione francese dopo, bloccano il processo riformatore. La Rivoluzione fa tremare la Corona. Il Tanucci viene allontanato e al suo posto arriva Lord Acton, che fino a quel momento aveva organizzato con successo la Regia marina e l’esercito. Questi in poco tempo diventa il vero arbitro della politica del Reame, vuoi per i suoi rapporti intimi con la regina Maria Carolina, vuoi per la debolezza del Re, amante dei divertimenti grossolani e poco incline ad occuparsi dei problemi dello Stato. Il potere a Napoli è nelle mani d’un gruppo ristretto: la regina Maria Carolina, Lord John Acton, Lady Hamilton e l’Ammiraglio Horatio Nelson. Col cambio della linea politica del Re si ferma il processo riformatore ed incominciano le persecuzioni di massoni, riformisti e giacobini. Alla politica antifrancese e conservatrice di John Acton e del gruppo guidato dalla Regina, si oppongono uomini di cultura riformatrice e liberale che organizzano sommosse ed insurrezioni. L’esecuzione a Parigi della Regina Maria Antonietta diventa un incubo per la sorella Maria Carolina, ed il Re, sempre più schiavo della moglie, autorizza una vasta e spietata repressione di liberali, patrioti e massoni. Esecuzioni sommarie, carcere duro ed esilio per gli oppositori. Nel 1799, approfittando della presenza dell’esercito francese a Napoli, i giacobini prendono il potere e proclamano la Repubblica. Alla guida arrivano uomini d’ingegno, come il giurista Mario Pagano. L’intento della nuova classe dirigente è quello di riformare lo Stato in senso liberale. Ma il governo repubblicano, in sostanza sotto il controllo francese, con i primi provvedimenti sbagliati, si aliena l’appoggio popolare. Certo ha influito l’inesperienza dei patrioti dotati di cultura illuministica ma privi di conoscenza dei problemi reali del popolo oppresso e affamato. In questo contesto ha buon gioco il cardinale Fabrizio Ruffo che scende in Calabria e da Scilla organizza l’esercito della Santa Fede alla cui testa risale la penisola combattendo francesi e repubblicani. Conquista Napoli con l’appoggio dei lazzari e della plebe rimasta sempre fedele al Re e alla Chiesa. Il Cardinale vincitore, con grande tatto politico, offre ai rivoluzionari una resa onorevole che dopo però non viene rispetta- PRIMO PIANO sacratorio e satirico verso un Dio potente che consente che il male trionfi, premia i malvagi e sacrifica i buoni. Nel lettore risorge l’antica domanda che troviamo nel libro di Giobbe: perché Dio premia i cattivi e punisce i buoni? Ma il poeta non s’interroga, si serva della satira e dell’ironia verso un Dio buono e provvidente. Cita il Vecchio e il Nuovo Testamento per demolire l’apparato teologico e dogmatico cristiano. A differenza di Arrigo Boito che fa professione di fede in un Dio crudele Cardona sembra intenzionato a demolire la stessa esistenza di Dio. Ironizza sulla promessa di salute eterna per i poveri e perseguitati; irride sulla imperscrutabilità divina. La satira diventa sarcasmo ed invettiva quando dal Re celeste si passa a quello di Napoli e ai responsabili della dura repressione dei patrioti napoletani del 1799. Il Cardona individua una delle principali responsabili, Lady Hamilton, la bella cortigiana di facili costumi, animatrice di feste e banchetti, centro di ogni intrigo di Corte e amante del Conte Acton prima e dell’ammiraglio Nelson dopo. “ Na Srufazza furasteri / veni scalza ed alla nura ; / ‘Nu Signori Cavalieri / Ciuccia ciuccia s’innamura, /La manteni cu li cocchi; / si fa futtari da tutti / Viva Deu di Sabautti./ Il Nelson si serve proprio di Lady Emma Liona Hamilton per convincere la regina Maria Carolina a non rispettare le condizioni di resa pattuite dal cardinale Fabrizio Ruffo con i capi repubblicani assediati. Cardona scrive la seconda parte del canto nel 1800. I suoi strali, anzi il suo disprezzo è rivolto ora alla Liona, ritenuta responsabile dei patti non mantenuti. “..Ma ‘na scrufa ni spugghiai, / Si pascii di carni umana, Spugghiai banchi, chiesi e chiostri; nun trattai che furii e mostri,/ Spira tossicu e binnitta, / nì li scagghi ‘na saitta “. Ridicolizza le Scritture dove affermano che Dio al termine della creazione fece l’uomo a sua immagine somiglianza. “ Tu che l’omini facisti / tali e quali com’ a tia / E che dopu ti pentisti / d’avi fattu sta ginia ; /Po’ criasti li Niruni, /Li tiranni a milioni / Ed a quisti ti assumigghii? / Che beddizzi! Che cunsigghi! “ Dissacra il peccato originale, la redenzione per i soli battezzati e la giustizia di Dio che trasmette la colpa d’Adamo a tutto il genere umano. “ La justizia tui severa / Tutti l’omini ha futtutu. Ma ‘ntra tanti milioni / c’hai ridenti, tu pirduni / Quiddi picchi vattiati,/ Confessati…uh, che pietati” . Ironizza sul popolo eletto che ha crocifisso Cristo e sull’alleanza del Trono con l’Altare opprimere il popolo. “ Nui cridimu a tempi nostri / Che l’aletti su li mostri: / ‘Na scrufazza che ci accidi / Lazzaroni e Santafidi “. Dopo avere demolito i pilastri della dottrina cristiana Cardona lancia l’affondo finale. Colpisce al cuore l’apparato dogmatico della fede cattolica, cioè il Credo, professione di fede dei cristiani.” Nui cridimu firmamenti / Che sit’unu e siti trii / Tutti trii onnipotenti, / Unu Deu non già tri Dii. / Diciarannu li marmotti, / Ch’è nu jocu a bussolotti; / Nui pirò strillami tutti; / Viva Deu di Sabautti. / Il poeta vive in un periodo di grandi rivolgimenti culturali e politici. L’alleanza del Trono con l’Altare blocca anche a Napoli ogni anelito di libertà e di progresso. Il popolo ignorante ed affamato sta con i Borbone anche per gli errori dei francesi e dei liberali napoletani durante la breve vita della Repubblica. Cardona sa bene che per preparare tempi nuovi occorre demolire la monarchia borbonica e quella papale alleate. Col Te Deum, scritto in dialetto per renderlo accessibile ad un popolo ancora quasi completamente analfabeta, vuole dare il suo contributo per svegliare un popolo rassegnato e senza speranza. Bruno Chinè Distretto Lions 108ya f e b b r a i o ta per l’intervento sulla Monarchia dell’ammiraglio Nelson, amante di Lady Hamilton molto influente sulla Regina. Tutti i capi repubblicani, liberali e massoni vengono arrestati; seguono immediatamente processi sommari; in 123 vengono mandati al patibolo, centinaia incarcerati ed esiliati. Questa carneficina inutile segna un divorzio tra la borghesia moderata e liberale e la dinastia dei Borbone. E certamente qui va ricercata la crisi irreversibile del Regno delle due Sicilie. In questo contesto storico si colloca Il “ Te Deum “ dei Calabresi del poeta Gian Lorenzo Cardona, nato a Bella in Lucania nel 1743, vissuto a Napoli dove fece parte del movimento giacobino assieme ad una elite culturale di estrazione nobiliare e borghese. Col gruppo giacobino napoletano condivise i sogni di libertà, le congiure, le cospirazioni, le speranze nel breve periodo repubblicano, e poi la sconfitta per opera dei sanfedisti del cardinale Ruffo. Ha assistito impotente e atterrito alla carneficina voluta dall’ammiraglio Nelson. Il “ Te Deum “, nella liturgia cattolica, è l’inno di ringraziamento dei fedeli a Dio creatore onnipotente. Nel canto gregoriano raggiunge vette artistiche di sublime poesia. Non solo le creature umane e terrestri, ma anche i Cori angelici tutti elevano il loro ringraziamento all’Altissimo. L’inno veniva e viene eseguito ancora in circostanze importanti per la vita politica e civile della collettività. Il Cardona, segue apparentemente la tradizione. “Granni Deu, a tia laudamu / Ed a ti ani cunfessamu / Tu crijasti da lu nenti / Celi, Stiddi e Firmamenti; /Terri, Mari, Pisci, Auceddi, /Omu forti e donni beddi; /E pe ta summa crimienzia / Tu ni dai la pruvidenzia” . I cori angelici e gli uomini tutti innalzano a Dio le loro lodi. A questo punto i versi del Cardona assumono un aspetto dis- 2 0 1 2 - N.3 108ya 23 PRIMO PIANO 108ya Meritato riconoscimento ai due autorevoli Lions calabresi Armando Veneto e Annunziato Santoro “Toghe D’oro” f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Ettore Tigani 24 Due autorevoli esponenti del mondo lionistico sono stati insigniti nel corso di una cerimonia che si è svolta presso l’auditorum della Casa della Cultura “Leonida Repaci” di Palmi dell’ alto riconoscimento delle “toghe d’oro”. Si tratta degli avvocati Armando Veneto, past Governatore del nostro distretto e Annunziato Santoro, già segretario distrettuale. La cerimonia di celebrazione delle Toghe d’Oro, è stata organizzata dal Consiglio dell’Ordine di Palmi, quale alto riconoscimento in favore di diciassette avvocati appartenenti al foro di Palmi, i quali hanno svolto, con dignità e probità, la professione forense per oltre cinquant’anni in difesa della giustizia e dei cittadini. Oltre a Veneto e Santoro, tra gli avvocati insigniti, Felice Badolati, Raffaele Barone, Italo Bonini, Vincenzo Borgese, Angelo Mario Bruzzese (alla memoria), Vincenzo Chindamo, Domenico Antonio Coco, Giuseppe Cotugno, Salvatore Frezza, Benito Infantino Giovanni Lupoi, Italo Luppino, Giuseppe Sorace, Pietro Surace e Francesco Tripodi. La cerimonia è stata aperta dall’intervento del commissario prefettizio del Comune di Palmi, dr.ssa Antonia Bellomo, proseguita poi da quello del presidente del Tribunale di Palmi, dr.ssa Mariagrazia Arena e dal procuratore ag- Distretto Lions 108ya giunto, dr. Emanuele Crescenti, in rappresentanza della Procura della Repubblica presso il suddetto Tribunale. Entrambi i magistrati, che da Palmi erano già passati all’inizio della loro carriera, hanno voluto sottolineare «l’amore e la passione che questi professionisti hanno la premiazione di Santoro la premiazione di Veneto sempre dimostrato nell’esercizio della loro professione». E’ seguito il lungo e sentito intervento del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palmi, Avv. Francesco Napoli, il quale ha, tra l’altro, affermato “ Colleghi che danno lustro alla categoria con il loro im- PRIMO PIANO Non comprendendo, però, che senza avvocatura non c’è giurisdizione, nè libertà, nè democrazia. La cerimonia è entrata nel vivo con la consegna delle pergamene e delle medaglie d’oro ai 17 professionisti e si è conclusa proprio con l’intervento del nostro Armando Veneto, che ha avuto il compito, o «l’onore» come egli stesso ha voluto ricordare, di ringraziare in rappresentanza degli avvocati insigniti. «Le nostre – ha detto il noto penalista – sono vite trascorse dentro la professione, una professione nobile: gli avvocati sono costruttori della storia» all’interno delle aule di giustizia”. Veneto, che come la maggior parte dei suoi colleghi insigniti della toga d’oro è ancora in piena attività, non ha perso l’occasione per ribadire, come più volte fatto anche in altre sedi, la necessità da parte degli avvocati di battersi «per il miglioramento del sistema giustizia, per cercare di assicurare ai nostri clienti di poter contare su tutte le garanzie e sulla pari dignità all’interno del processo». L’auditorum era gremito di avvocati, parenti dei professionisti insigniti e, tra gli altri, erano presenti anche il procuratore generale presso la Corte d’appello di Reggio, dr. Salvatore Di Landro, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio, Avv. Alberto Panuccio, il presidente di sezione della Corte d’appello di Reggio, dr. Giuseppe Gambadoro, il presidente della Corte d’assise di Palmi, dr.ssa Silvia Capone e quello di sezione, dr.ssa Concettina Epifanio. Doveroso il nostro compiacimento per il meritato riconoscimento ad Armando Veneto e Annunziato Santoro. Ettore Tigani f e b b r a i o pegno, con alto senso dell’onore e della dignità della toga.. Essi con la propria opera e con la loro testimonianza hanno rappresentato e rappresentano per tutti noi un esempio ed è per questo che a loro va il grazie dell’avvocatura palmese, per quello che ci hanno dato in mezzo secolo di attività professionale e per quello che ancora ci daranno! L’intervento dell’Avv. Napoli ha affrontato poi le problematiche inerenti il paventato cambiamento della professione forense, sostenendo a tal proposito che ”L’amministrazione della giustizia, infatti, è diventata una macchina che guarda al mercato e non alla persona. Si sta tentando di svilire -anzi, di annientare- la professione, deregolamentandola e innalzando delle barriere che sempre più impediscono al cittadino l’accesso alla giurisdizione. 2 0 1 2 - N.3 108ya 25 Distretto Lions 108ya PRIMO PIANO 108ya Un fenomeno che continua…in peggio Dal brigantaggio di un tempo alla camorra di oggi f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Alberto Di Biase 26 Per combattere la battaglia ci vuole la collaborazione della gente. Occorre un esercito, che noi Lions abbiamo. Tanti magistrati, avvocati, medici, professori, da proporre anche nelle scuole per creare dibattiti e riunioni sul tema “educazione sociale e civile nel rispetto della legge”. Lavoriamo oggi insieme ai Leo per dare una speranza al futuro del meridione. Educhiamo i giovani ad essere domani una nuova società. Entriamo nelle case, dei collusi, con la legalità attraverso i loro figli Era l’alba, anzi prima, quando al ritmo cadenzato della natura e del sorgere del sole la campagna si popolava di una folla immensa di contadini. Si recavano nelle campagne per iniziare la loro dura e lunga giornata lavorativa, non c’erano le ore, ma la giornata era scandita dalla luce al sorgere ed al tramontare del sole.. Chi parlava, chi raccontava, chi cantava, chi fischiettava quell’unica canzone che conosceva. I ragazzini e le ragazzine si salutavano con cenni e deco- Distretto Lions 108ya rosi sorrisi. Nitrivano i cavalli, belavano già le pecore, il gallo aveva già cantato più volte ed il mondo, quel mondo di contadini si svegliava nelle campagne, ognuno aveva in mano lo strumento per il proprio lavoro, una zappa, un aratro, una falce secondo il lavoro stagionale da svolgere. Spesso tutto questo incanto semplice dei contadini veniva interrotto dalla rabbia, dallo sdegno per i soprusi che perpetravano i famosi padroni, proprietari terrieri che volevano in ogni modo “spadroneggiare” su tutto e su tutti e spesso non pagavano affatto la giornata lavorativa, si limitavano al solo farli mangiare. Spontanee cominciarono le rivolte di alcuni braccianti ed è proprio dalla loro rabbia che nasceva il desiderio di ribellarsi e quindi la voglia di diventare combattivo con sete di giustizia, quindi rivoltoso. Il Brigante, così veniva chiamato, diventava il difensore dei poveri contadini, dei soppressi. I suoi atti o misfatti, le sue gesta assumevano sempre un colore leggendario e venivano raccontate nelle serate d’inverno, intorno al camino, dai contadini spesso ingigantite con aneddoti nati anche dalla fantasia di chi le raccontava.. Il brigantaggio, così lo descrive Carlo Levi in Cristo si è fermato ad Eboli “ Ogni tanto, in qualche paese, i contadini che non possono trovare alcuna espressione nello stato e nessuna difesa nella legge, si levano per la morte, bruciano il municipio o la caserma dei carabinieri, uccidono i signori e poi partono rassegnati per le prigioni”. Man mano si unirono a bande malavitose, infiltrati di varie origini, disertori, ladri, assassini evasi, che avevano quale loro unico obiettivo il bottino, il danaro da dividere, nel sogno di comprare la terra, la casa. Sorsero grandi bande in ogni regione d’Italia, vedevano il tramonto con l’arresto o con la morte del capo. Quella realtà contadina che l’aveva generata, quella forma di banditismo man mano si trasformò in un banditismo più sofisticato più moderno, ed è cresciuto insieme alla evoluzione della società nel corso degli anni. Restano però i presunti scopi del “banditismo” secondo una loro logica: prendere dal ricco per darlo al povero tenere per sé una cospicua parte. Quella forma rudimentale è sfociata poi nella “malavita più organizzata”. PRIMO PIANO portante, la collaborazione della gente. L’omertà è la loro forza . Le forze dell’ordine possono, correre, sparare, arrestare, denunziare ma per la legge conta poco, occorre per condannare un testimone, i cittadini a conoscenza o presenti al crimine sono la chiave di volta indispensabile per vincere questa battaglia. I pentiti sì, sono utili, ma non sempre, anzi spesso provocano altri morti. Pertanto rivolgo a tutti noi Lions un appello: La società ha bisogno anche di noi, diamoci una mano. I nomi di questi fenome- ni di organizzazioni che operano nell’illegale sono stati e sono tanti: Il banditismo. La camorra attività criminale organizzata con interessi dentro e fuori la Campania. La mafia, organizzazione criminale di potere, di attività illegali e soprattutto di alleanze e collaborazioni con funzionari dello stato, insomma è “Cosa nostra”. La n’drangheta, tanti numerosi attentati, minacce ed intimidazioni si susseguono continuamente in Calabria ed in Campania. Tante e tante altre ramificazioni con nomignoli diversi e le alleanze tra loro sono molto fragili e spesso sfociano in vere e proprie faide, agguati, omicidi. Fa riflettere però che i supporti hanno un denominatore comune, sono sempre provenienti dai soliti strati sociali ove regna incessante la disoccupazione, la povertà, la precarietà. I cittadini del nostro distretto vivono questo malessere aumentato dalle interferenze che queste organizzazioni hanno nella vita politica, gli annosi problemi che abbiamo. Noi Lions abbiamo il dovere di arricchire i nostri Services, bene gli occhiali usati, bene la distribuzione dei pasti caldi, bene i pozzi per l’acqua potabile in Africa, bene i poster per la pace, bene tutto quello che facciamo, ma dobbiamo essere più presenti nelle scuole, tra i giovani con seminari sulla camorra, spiegare loro l’inizio da evitare, il breve decorso e la fine che fa chi si arruola. Troppa pubblicità hanno fatto i giornali sui latitanti da decenni, le loro case, ville con piscine, macchine di grossa cilindrata,, lusso, miliardi in danari ecc. Spesso queste notizie influiscono negativamente, stimolano la fantasia di alcuni giovani, sono delle mine esplosive per le loro giovani menti, specialmente di coloro che vivono in povertà. Vogliono emergere, vogliono il rispetto, essere importanti, cominciano dal bullismo. Occorre un esercito, che noi Lions abbiamo, tanti magistrati, avvocati, medici, professori, da proporre, da proporsi nelle scuole ed ovunque tra i giovani con i Leo, per creare dibattiti e riunioni sul tema “educazione sociale e civile nel rispetto della legge”. Lavoriamo oggi per dare una speranza al futuro del meridione, educhiamo i giovani ad essere domani una nuova società, degni di essere Leo e poi Lions del 108YA, entriamo nelle case, dei collusi, con la legalità attraverso i loro figli. Presidenti all’opera e noi siamo con voi . Alberto Di Biase Distretto Lions 108ya f e b b r a i o Non sono più contadini, gente di campagna, ora hanno una gerarchia nel comando a “cupola” e vivono nei quartieri bunker con legami clientelari spesso di natura politica. Entrano nelle banche, col danaro ed hanno una grande solidità economica ed anche sociale, agiscono nell’illegale compromesso, seminando paura ed ottenendo omertà, i suoi elementi essenziali . Oggi la disoccupazione e le frange più deboli e povere della società sono la fonte principale per organizzare il loro esercito, con capi zone, guardaspalle, luogotenenti. I giovani disoccupati entrano con facilità, le promesse di danaro, macchine potenti, vita agiata etc. Si occupano di tutto dallo spaccio di stupefacenti, traffico d’armi, pizzo. Ovunque c’è danaro, c’è la loro “mano longa” anche a livello europeo. Il danaro illecito “sporco” viene reinvestito in molteplici attività ove occorrono quasi sempre, grandi somme per l’investimento. Le forze dell’ordine da tempo combattono questa dura realtà per portare la legalità in questa società e specialmente nel Sud dell’Italia, nel nostro territorio distretto 108YA che, ad onor del vero non sempre collabora. Hanno attrezzature anche telematiche sofisticate e costosissime, ville video-sorvegliate, auto di grossa cilindrata, motoscafi velocissimi e potenti. Oggi specialmente in Campania sono stati apportati dei rinforzi, sono state sincronizzate tutte le forze dell’ordine, piani anticamorra, anti-usura e la speranza di noi tutti è che non ci siano più corpi ammazzati lungo le strade, quotidianamente . Noi siamo impegnati continuamente nel sociale nel nostro distretto, ma ci manca qualcosa, qualcosa di molto im- 2 0 1 2 - N.3 108ya 27 PRIMO PIANO 108ya Guardare anche all’attività delle altre associazioni f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Operazione Mato Grosso 28 Una storia da conoscere a far conoscere . Tanti ragazzi organizzano varie iniziative nelle scuole superiori o nelle parrocchie (testimonianze, raccolte viveri, stage di una settimana a giugno in cui si lavora per i poveri…etc). Prima si è data molta importanza a lavori ed opere di interesse sociale e sanitario. Successivamente oltre a questi tipi di intervento, ci si è accorti dell’importanza di formare le persone, sia dal punto di vista lavorativo, che religioso e morale, per cui, seguendo le orme di san Giovanni Bosco, si sono create scuole ed oratori. Il recente intervento del Past Governatore Domenico Laruffa sulla nostra rivista mi spinge a intervenire sul rapporto della nostra associazione con le altre che, per fortuna, arricchiscono con la loro presenza la nostra società contemporanea. Io intendo parlare di un’associazione in particolare Distretto Lions 108ya di Rodolfo Trotta ovvero l’Operazione Mato Grosso anche perché la conosco molto bene in quanto i miei figli ne fanno parte ed hanno fatto entrambi un’esperienza missionaria laica in Perù. In Calabria e precisamente a Maida (CZ) abbiamo un gruppo dell’O.M.G. di cui due ragazze (Teresa da 14 anni a Yanama e Raffaella a Tauca) sono in missione. Ma cos’è l’ Operazione Mato Grosso. L’O.M.G. è un movimento che attraverso il lavoro gratuito per i più poveri offre a giovani e ragazzi la possibilità di numerose esperienze formative. Per mezzo del lavoro i giovani intraprendono una strada che li porta a scoprire ed acquisire alcuni valori fondamentali per la loro vita: la fatica, il “dare via” gratis, la coerenza tra le parole e la vita, lo spirito di gruppo, il rispetto e la collaborazione verso gli altri, la sensibilità e l’attenzione ai problemi dei più pove- ri, lo sforzo di imparare ad amare le persone. I giovani realizzano LAVORI DI GRUPPO durante i giorni della settimana e, nei fine settimana, CAMPI DI LAVORO. Questi ultimi vedono i giovani impegnati in raccolte di carta, rottami e altri materiali da macero; o come operai in lavori agricoli, di costruzione, di pulizia sentieri, di costruzione e gestione rifugi. Il Gruppo di Maida, tra l’altro, ogni anno partecipa alla raccolta delle arance nella piana di Lamezia e come cambio merce riceve dai proprietari circa 20 tir PRIMO PIANO De Censi (Padre salesiano che diventerà la guida dell’OMG), che gli promise di aiutarlo. Don Ugo allora era responsabile degli oratori salesiani della Lombardia e dell’Emilia. Ai campi scuola estivi della Val Formazza, quindi, don Ugo lanciava l’idea di fare una spedizione nel Mato Grosso ai suoi ragazzi, che accettavano con entusiasmo. Nel 1967 ci fu la prima spedizione in Brasile. Ne parlarono i giornali e la radio. I ragazzi costruirono un centro giovanile a Poxoreo in Mato Grosso. La costruzione non terminò, alcuni rimasero. Chi tornò in Italia decise di lavorare per raccogliere fondi, invitò altri ragazzi formando i primi gruppi, si organizzarono i primi campi di raccolta mele e raccolta ferro. Alcuni ragazzi partirono l’estate successiva per finire i lavori. Ci furono subito altre richieste da missionari del Brasile, Ecuador, Bolivia, Perù. Era nata, così, l’Operazione Mato Grosso. Dalla prima spedizione giovanile in Brasile, iniziata quasi come un’avventura, si delineò poco a poco un movimento, la cui natura è andata chiarendosi negli anni attraverso svolte successive ed una progressiva maturazione legata alla vita delle persone. Le cellule vitali dell’Operazione Mato Grosso sono i gruppi di ragazzi (età media 15-30 anni) che si riuniscono e lavorano gratuitamente nel tempo libero per raccogliere i fondi necessari per il finanziamento delle attività in America Latina. Il gruppo dell’Operazione Mato Grosso presente nelle nostre parrocchie si chiama gruppo Selve (dalla via omonima a Teolo). E’ formato da un gruppo di amici che si trova due sere a settimana nel tempo libero (dalle 18 alle 21 circa) a lavorare gratuitamente. Le loro specialità sono giardinaggi e imbiancature nella bella stagione, mentre il resto dell’anno svolgono sgomberi, traslochi, pulizie e raccolta ferro. L’ideale che li unisce è quello di spendersi per gli altri e vivere una vita buona; in questo è importante avere gli amici del gruppo vicini che ti aiutino a metterti in discussione e ad essere coerente e concreto nella vita di tutti i giorni… altrimenti sarebbe facile perdersi nel mondo d’oggi che ti insegna a pensare solo a te stesso. Nei fine settimana e durante i periodi di vacanza i ragazzi di Selve partecipano ai campi di lavoro organizzati da altri gruppi. I campi sono Distretto Lions 108ya f e b b r a i o di arance che vengono venduti nel nord Italia e il ricavato viene mandato nelle missioni. Le attività delle diverse missioni in Perù, Ecuador, Brasile, Bolivia sono realizzate grazie ai campi di lavoro, alle attività dei gruppi adulti ed alla carità di gente generosa. In America Latina ci sono numerose spedizioni dove i volontari OMG - giovani, famiglie, sacerdoti - realizzano attività nel campo educativo, religioso, sanitario, agricolo e sociale in generale. I volontari offrono il loro lavoro in forma completamente gratuita. Ogni estate partono verso le missioni gruppi di giovani per un periodo di 6 mesi. In Perù oggi l’OMG è presente in oltre 50 comunità, 17 in Ecuador, 9 in Bolivia e 12 in Brasile. I cinque punti chiave dell’OMG: 1. I Giovani: un cammino per giovani e ragazzi, vita di gruppo, amicizia, esperienza e avventura per imparare a voler bene a chi è meno fortunato di noi. 2. I Poveri: prestando attenzione agli ultimi c’è sempre qualcuno ancora più povero da accogliere ed aiutare. 3. Il Lavoro: ci si educa alla fatica, a pagare di persona e con il frutto del lavoro si aiutano i poveri. 4. La Capillarità: nel rapporto diretto a tu per tu l’amicizia vera cresce e diventa fedeltà nel tempo. 5. La confessionalità: credere o non credere non ha importanza per aiutare gli altri. Con una vita buona si ricerca la verità. La storia di questa associazione parte da lontano da quando nell’ottobre del 1964 giunge in Italia Padre Pedro Melesi che, dopo dieci anni di permanenza in missione in Brasile, parlava della grave situazione della sua gente e delle difficoltà che incontrava nel suo lavoro nel Mato Grosso (regione interna del Brasile al confine con la Bolivia) facendo commuovere il suo amico don Ugo 2 0 1 2 - N.3 108ya 29 PRIMO PIANO f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 108ya 30 un’opportunità per svolgere lavori più impegnativi come costruzione rifugi, lavori agricoli, sistemazione sentieri e baite di montagna. Ma soprattutto i campi di lavoro sono un’occasione per riflettere sulla propria vita e per conoscere nuovi amici, alcuni che vivono da anni in missione e diventano un esempio di radicalità, essenzialità e fedeltà ai poveri. Anche il gruppo Selve talvolta organizza dei campi, in genere di raccolta ferro sui nostri colli. Questa estate ha organizzato invece una settimana di lavori di verde in trentino, che ha fruttato 18.000 euro per le missioni, ma soprattutto ha entusiasmato tanti ragazzi giovani. Per far conoscere il Mato Grosso ad altri ragazzi si organizzano varie iniziative nelle scuole superiori o nelle parrocchie (testimonianze, raccolte viveri, stage di una settimana a giugno in cui si lavora per i poveri…etc). Nei primi anni di attività nelle missioni si è data molta importanza a lavori ed opere di interesse sociale e sanitario. Successivamente oltre a questi tipi di intervento, ci si è accorti dell’importanza di formare le persone, sia dal punto di vista lavorativo, che religioso e morale, per cui, seguendo le orme di san Giovanni Bosco, si sono create scuole ed oratori. • Opere di pubblica utilità: vengono richieste dai villaggi, i cui componenti poi collaborano a turni fornendo il loro lavoro secondo la tradizione locale (costruzione di Distretto Lions 108ya acquedotti, ponti, strade, sistemi di irrigazione, miglioramento di coltivazioni agricole e pascoli, rimboschimenti) • Servizi sanitari: la sanità statale è a pagamento per cui la gente povera muore ancora di malattie facilmente curabili, come le infezioni, la diarrea, la malnutrizione. Si gestiscono 4 ospedali, più di 50 poste sanitarie, si svolge assistenza sanitaria anche a domicilio e attività di prevenzione. • Servizi di prima necessità: alle persone più bisognose si regalano generi alimentari e vestiti che si raccolgono in Italia, coperte. • Servizi sociali: si accolgono le persone in difficoltà in strutture attrezzate dove possono essere accudite con amore dai volontari (orfanotrofi, case per diversamente abili, case per malati e per anziani) • Strutture formative: per prendersi a cuore i ragazzi più poveri, lì si accoglie a vivere in case che seguono lo stile di don Bosco, dove viene regalato loro tutto, vitto e alloggio, e possono frequentare scuole professionali della durata di 5 anni, chiamate “taller”. Alla fine dei 5 anni hanno imparato un mestiere e viene offerta loro la possibilità di lavorare nelle cooperative come artigiani. I “taller” sono centinaia e di tipo diverso: falegnameria, scultura su legno e pietra; pittura, restauro, decorazione su vetro, meccanica e idraulica, archeologia, tessitura per le ragazze, istituti per la formazione di professori e maestri, scuole per infermieri e ostetriche. • L’Oratorio delle Ande: per arrivare a tutti i bambini, anche a quelli dei villaggi più dispersi, e attraverso loro conoscere le famiglie e le situazioni di povertà più grave. Concretamente nei fine settimana si riuniscono i bambini e i ragazzi nei vari villaggi, lì si prepara ai sacramenti, si gioca e si mangia assieme, si cerca di voler loro bene, per trasmettere loro dei valori importanti, come l’amicizia o la gratuità e il valore della famiglia, che è quasi inesistente. Per concretizzare l’insegnamento del vangelo ai ragazzi si propone di regalare due sabati al mese ai più poveri, nonostante siano loro stessi bisognosi. Vanno ad aiutare i vecchietti più poveri, le vedove e gli orfani, portando loro i viveri, zappando il loro campo, costruendoli la casa. Gli oratoriani sono ormai più di 10.000. Io sono profondamente convinto che se la nostra Associazione saprà incontrare le tante associazioni di volontariato che agiscono sul nostro territorio riuscirà ad incidere molto più profondamente nell’affrontare i tanti problemi della società contemporanea. Queste associazioni, con il loro impegno e la loro disponibilità, rappresenterebbero per noi la così detta “Banca del Tempo” di cui ogni tanto si parla. PRIMO PIANO f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 108ya 31 Distretto Lions 108ya PRIMO PIANO 108ya I lions al servizio del territorio I Lions a sostegno della candidatura Unesco della “Varia” di Palmi f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Liliana Caruso 32 La valorizzazione dei luoghi può diventare fonte di turismo, una risorsa a cui attingere per puntare allo sviluppo locale nel contesto di promozione sia nazionale che internazionale, utile soprattutto a quei siti fuori dai circuiti tradizionali. Questo è accaduto ai Sassi di Matera, definiti alla fine degli anni ’50 in Parlamento “vergogna dell’umanità” e dichiarati, poi, nel 1993 dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Da allora hanno ripreso a vivere, consegnando al mondo ed alla storia Matera come ‘la città dei Sassi’, visitati da turisti provenienti da tutto il mondo. È quanto i Lions si augurano, sostenendo la candidatura Unesco per la Varia di Palmi. Lions, in ottemperanza ad uno degli scopi dell’associazione, formulati da Melvin Jones, Prendere interesse attivo al benessere civico, culturale, sociale e morale della comunità, sostengono la candidatura della Varia, festa patronale di Palmi, a bene non tangibile dell’umanità, patrimonio dell’Unesco. Questa festa, con peculiarità tutte proprie, si svolge da molti secoli in modo identico. Nel correre dei millenni diverse sono state le forme di culto e le feste sacre, legate ai vari credi religiosi. Se nel tempo un po’ dappertutto le abitudini legate alle consuetudini di vita sono venute meno o si sono trasformate, le feste religiose, invece, sono Distretto Lions 108ya rimaste in vita uguali, forse, perchè il sacro appartiene non solo alla sfera più intima dell’uomo, ma si traduce, altresì, in forme culturali e di conoscenza. Non a caso la poesia delle origini era considerata parte integrante della sfera religiosa, tant’è che il poeta era anche vate, ruolo che, con diverse modalità tornerà nella poesia moderna, quando verrà considerato ‘veggente’, in grado di entrare in contatto con l’ ‘assoluto’ . Nella cultura regionale, pertanto, si trovano molte feste religiose. Alcune di queste sono simili tra loro, altre, invece, si distinguono ed hanno completa originalità. Tra loro un posto importante tocca alla Varia di Palmi, per cui, per preservarla e per valorizzarla, encomiabile è l’azione tesa ad inserirla tra i beni immateriali dell’umanità, patrimonio dell’Unesco. L’Unesco, infatti, partendo dal riconoscimento degli aspetti originali e dall’apprezzamento delle diverse identità presenti nei gruppi e nelle società che compongono l’Umanità, ritiene, come l’ International Association of Lions Clubs, la diversità culturale per il genere umano necessaria quanto la biodiversità per qualsiasi forma di vita. In tal senso, identifica il patri- PRIMO PIANO Palmi. È positiva l’azione condotta in “rete” con Nola, Sassari e Viterbo, in quanto sottolinea il fatto che le feste religiose di tali città, pur presentando peculiarità, frutto del rapporto con il territorio, evidenziano elementi di condivisione: dal rituale del trasporto, all’offerta votiva della forza, alla partecipazione collettiva. Sono certamente elementi che hanno un’origine comune. Si tratta di culture giunte da ogni dove nel Mediterraneo, questo ‘mare nostrum’ al quale noi Lions abbiamo sempre volto la nostra attenzione, in quanto in ogni tempo è stato luogo di confronto, di scambio e di fusione tra genti differenti con costumi, atteggiamenti, valori ed ideali che hanno raggiunto una perfetta sintesi; è stato un autentico ponte tra popoli, civiltà e culture. Dal riconoscimento di questi elementi paralleli le comunità hanno dato luogo ad una “rete”, che traccia dal basso un percorso di crescita, basato sul dialogo e sullo scambio che se da una parte ha motivato la presentazione della “Rete Italiana” delle grandi “Macchine a Spalla”, dall’altra si inquadra nei dettati della nostra asso- ciazione che incoraggia proprio un lavoro sinergico tra comunità, istituzioni politiche, culturali, settore privato e società civile, per conseguire un recupero del nostro patrimonio, per affermare le diverse identità, che emergono dalle tante culture che ci contraddistinguono e che possono altresì contribuire allo sviluppo ed alla crescita delle nostre regioni. Il futuro deve, quindi, puntare alla salvaguardia ed alla tutela di manifestazioni che continuano a suscitare emozioni fortissime ed intense. La diversità culturale è alla base della creatività, dell’innovazione, del progresso, del dialogo e dello scambio, elementi necessari per favorire lo sviluppo. Grande plauso, quindi, a questa iniziativa, in quanto punta alla valorizzazione dell’identità, non vissuta in modo protezionistico, ma quale elemento da diffondere, per costituire fattore di progresso. La cultura è, infatti, veicolo di sviluppo e di miglioramento e noi Lions, promuovendo proprio le nostre varietà ed identità culturali, possiamo contribuire alla crescita dei nostri territori. Liliana Caruso Distretto Lions 108ya f e b b r a i o monio comune dell’Umanità che deve essere riconosciuto e affermato a beneficio delle generazioni presenti e future. Di conseguenza, adotta misure volte a proteggere la diversità delle espressioni culturali, compresi i loro contenuti, in particolare nelle situazioni in cui le espressioni culturali possono essere minacciate di estinzione o gravi alterazioni. Proprio come noi Lions, riconosce l’importanza del sapere tradizionale, in quanto fonte di ricchezza immateriale e materiale e contributo positivo allo sviluppo sostenibile. Elabora politiche e strategie per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, in particolar modo di quello culturale orale e di quello immateriale e combatte il traffico illecito di beni e servizi culturali; rispetta e protegge i saperi tradizionali; riconosce la natura specifica delle attività, dei beni e dei servizi culturali, in quanto portatori di identità, di valori e di senso. Fondamentale diviene, quindi, l’inserimento tra i beni materiali ed immateriali dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, in quanto questo, oltre alla conservazione, comporta la pubblicizzazione e la valorizzazione dei luoghi e diviene fonte di turismo, una risorsa a cui attingere per puntare allo sviluppo locale nel contesto sia nazionale che internazionale di promozione, utile soprattutto a quei siti fuori dai circuiti tradizionali. Proprio ciò, ad esempio, è accaduto ai Sassi di Matera, definiti alla fine degli anni ’50 in Parlamento “vergogna dell’umanità” e dichiarati, poi, nel 1993 dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Da allora hanno ripreso a vivere, consegnando al mondo ed alla storia Matera come ‘la città dei Sassi’, visitati da turisti provenienti da tutto il mondo. È quanto i Lions si augurano, sostenendo la candidatura Unesco per la Varia di 2 0 1 2 - N.3 108ya 33 PRIMO PIANO 108ya Cimitile e Museo Archeologico di Nola I Lions Clubs, quando si incontrano per visite culturali, sono motivati da comuni sentimenti di amicizia e dalla necessità di conoscere i vasti giacimenti culturali che l’Italia potrebbe offrire all’Europa ed al turismo internazionale. La conoscenza promuove inoltre vincoli di solidarietà fondati sul disinteresse e la reciprocità, convinti che l’uomo ha la necessità di dialogare ed aspirare al miglioramento della collettività. I Presidenti Grazia Salerno del L. Club Napoli Aragonese e Silvana Sorvino del L. Club Napoli Partenope, il 16 ottobre del 2011 hanno guidato i soci dei due prestigiosi Clubs della I Circoscrizione alle chiese paleocristiane e medioevali di Cimitile ed al Museo StoricoArcheologico di Nola. I complessi sono ubicati nella pianura campana a Nord Est del Vesuvio: Cimitile poco distante da Nola ed il Museo Archeologico nel cuore del nucleo più antico della città. Come è noto la città di Nola ha vissuto varie fasi di vita: dalla preistoria al periodo Osco, Sanni- f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Sergio Brancaccio 34 Cimitile - Basilica “nuova” e ingresso della Basilica di San Felice Distretto Lions 108ya tico ed Etrusco, a quello Greco Romano, ecc. Con la fine della guerra sannitica la città con Nuceria e Capua capeggiò la lega italica contro l’espansione romana e per il valore militare delle sue genti fu elevata a rango di “Municipium” con proprio senato. Alla città fu assegnato l’appellativo di “Regina del Meridione e granaio di Roma”. Alla fine del I secolo d. C. Nola subì una decadenza per fenomeni sismici e vulcanici che, tra l’altro, danneggiarono le precedenti opere d’ingegneria idraulica della bonifica romana. Tra il IV e V secolo d. C. dimorò a Nola l’ex Senatore romano, proconsole per la Campania, Ponzio Meropio Anicio Paolino. In questi luoghi l’ex Senatore, poeta, intellettuale e ricco aristocratico, conobbe ed apprezzò la venerazione che molti fedeli riservavano al Santo Felice in Pincis, confessore presbitero, ritenuto miracoloso taumaturgo, sepolto nell’antico cimitero di Nola (Coemeterium) da cui il nome attuale Cimitile. Ricordiamo che in età paleocristiana i fedeli che intendevano raggiungere Roma dal Sud sbarcavano a Taranto ed usufruivano della rete stradale che prevedeva un passaggio obbligato nel territorio di Nola-Cimitile. In questi luoghi il proconsole, nominato Vescovo di Nola, impegnò rilevanti risorse economiche per il restauro di precedenti costruzioni religiose, per il loro am- PRIMO PIANO pliamento e successive modifiche. L’imponente complesso delle basiliche paleocristiane comprende tredici edifici che furono scavati, con non poche interruzioni, dalla fine del XIX secolo e costituiscono uno dei maggiori siti archeologici a livello europeo, grazie soprattutto alla presenza di affreschi, mosaici ed architetture del II-VI secolo a.C. La storia del complesso è rintracciabile nei testi di Carlo Guadagni: ”Nola Sacra”. ed in quello moderno: “Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile” di Arcangelo Mercogliano. Luogo di culto nella tarda antichità e nel Medioevo, Cimitile, dal XVII secolo divenne feudo della famiglia Albertini e dal 1808, Comune autonomo. I primi lavori di rilevamento e restauro delle basiliche paleocristiane risalgono al 1884. Nel 1906 un’ennesima eruzione del Vesuvio costrinse gli abitanti ad evacuare. Tomba di San Felice nell’originaria Basilica di San Felice in Pincis Nel periodo fascista il territorio del Comune di Cimitile appartenne alla “Terra di lavoro” e passò quindi alla Provincia di Napoli(1927). Negli anni ‘30 il soprintendente Gino Chierici, portò in luce una parte del patrimonio culturale di Cimitile (1933-1960). Il 23 Marzo del 1992 il Papa Giovanni Paolo II giunse in pellegrinaggio sulla tomba di San Felice. Nel 2002 il sito è stato proposto per l’inserimento nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità, curato dall’UNESCO. In sintesi, sulla tomba di S. Felice, sul finire del III secolo, venne realizzata un’edicola a pianta quadrata, decorata da mosaici ed ivi sorse una primitiva basilica a due navate rivelatasi insufficiente per raccogliere la folla di fedeli che accorreva sulla sepoltura del Santo. San Paolino di Nola decise pertanto di ampliare tale Basilica, con un altra perpendicolare, a tre navate (F), che termina con un abside a tre semicerchi (E), ed inoltre ampliò la tomba del Santo (H). Si aggiunsero in seguito la Basilica di San Gaulonio (I) e la chiesetta dedicata ai Distretto Lions 108ya f e b b r a i o Cimitile - Planimetria e veduta assonometrica della complessa stratificazione del sito archeologico. A) Basilica di San Stefano e Lorenzo (VI sec.); B) Basilica di San Tommaso (XII sec.); C) Ambiente laterale alla Basilica nuova (biabsidato); D) Resti della necropoli (I-III sec.); E) Basilica di San Giovanni(XIII sec.); F) Ruderi della Basilica “nuova” (V sec.);G) Basilica di San Felice in Pincis (IV sec.) – Antiquario;H) Peristilio con mosaici e tomba di San Felice; I) Basilica di San Gaulonio (IV sec.); L) Campanile M) Basilica dei Santi Martiri; N) Chiesa parrocchiale del XVIII sec. edificata sull’antica basilica di San Felice in Pincis. 2 0 1 2 - N.3 108ya 35 PRIMO PIANO f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 108ya Santi Martiri (M). Quest’ultima è costruita con i materiali di risulta della preesistente necropoli romana e presenta pregevoli affreschi e ornamenti architettonici. Quindi, dal VI sec. d. C. in poi, furono aggiunte al complesso le Basiliche dei Santi Stefano e Lorenzo(A), dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista(E), di San Tommaso(B) e la Basilica medioevale della Santa Vergine, oggi Chiesa parrocchiale(N).L’odierno Antiquarium di Cimitile è ubicato ad un livello sottoposto alla basilica vetus e vi si conservano epigrafi romane, un sarcofago riutilizzato nel V-VI sec. d.C., reperti ceramici, tra cui vasi, lucerne e marmi riutilizzati. Dopo un lieto ed impegnativo “evento” di gastronomia locale i Lions si sono recati a visitare il Museo Storico Archeologico di Nola, ospitato nell’ex Convento di S. Maria la Nova o delle Canossiane, il cui primo nucleo fu inaugurato il 7 luglio del 2000. E’ stato quindi possibile osservare gli eccezionali modelli “al vero” delle abitazioni del vil- laggio dell’età del Bronzo Antico, seppellito dall’eruzione del Vesuvio, (1860-1680 a.C.) cui seguì un alluvione fangosa che determinò un “calco” delle strutture in legno e paglia e delle suppellettili contenute nelle capanne, fra cui forni e vari oggetti di cucina che hanno consentito di ricostruire usi e costumi dei nostri antichi progenitori. Le strutture abitative erano realizzate con planimetria a forma di ferro di cavallo, e le pareti esterne si prolungavano per l’intera lunghezza. Le struttura principale era costituita da grossi tronchi di legno infissi nel terreno. Il tetto, fortemente inclinato, era a doppio spiovente, con una lunga trave al colmo ed arcarecci legati alla struttura principale; su di essi vi erano poggiati fasci di giunchi sovrapposti o paglia, ricoperta e resa impermeabile da strati di argilla. Le falde del tetto si prolungavano fino a terra e ciò determinava un’intercapedine coperta che costituiva una camera d’aria rispetto alle pareti esterne verticali. L’ingresso, dal lato op- posto alla parete curva, era protetto da una struttura a sbalzo, tipo pensilina, per proteggere dalla pioggia. Il percorso espositivo del Museo mostra inoltre corredi tombali provenienti dalle necropoli Ronga, Via S. Massimo e località Torricelle. Inoltre significativa è la sezione romana con materiali estratti dallo scavo dell’anfiteatro e da edifici di culto, con statue in marmo provenienti dalla città di Nola, nonché altri elementi di scavo ritrovati in Palma Campania, San Paolo Belsito, Saviano, ecc. Nel piano superiore sono esposti pregevoli dipinti del ‘700 e dell’800, provenienti da chiese disastrate, presenti in città e nel territorio, nonché una ricca collezione di “riggiole”, (antichi pavimenti ceramici, a volte smaltati) e singoli reperti decorati, datati dal ‘500 ai nostri giorni. In conclusione esperienze, tutte da ricordare, confortati dall’amicizia che aiuta a superare le difficoltà del vivere quotidiano e dalla gioia di scoprire i nostri tesori d’arte. Sergio Brancaccio 36 Nola - Museo Archeologico - Modelli “al vero” delle abitazioni del villaggio dell’età del Bronzo Antico Distretto Lions 108ya Rubrica organigramma_Layout 1 15/07/10 09:12 Pagina 125 PRIMO PIANO f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 108ya 37 Distretto Lions 108ya I PERSONAGGI 108ya Una storia che si conosce troppo poco f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 I cinque martiri di Gerace 38 Gaetano Ruffo, Domenico Salvadori, Rocco Verduci, Michele Bello e Pietro Mazzone, precursori dell’ Unità d’Italia, fucilati il 2 ottobre 1847 seppure grandi protagonisti di quell’epoca, non hanno trovato lo spazio che avrebbero meritato nella storia Italiana. A causa della brutale scarica di 40 moschetti, che deflagarono da vicino i corpi dei cinque giovani, una giovinetta del luogo, Teresa Malafarina, finanche, impazzì dal dolore. Il 2 ottobre del 1847, Cinque giovani intellettuali dell’allora Distretto di Gerace venivano fucilati con l’imputazione di essere stati i capi di un’insurrezione popolare. Una fucilazione “strana” che ancora oggi fa discutere per la fretta con cui si compì l’atto. La rivolta faceva parte di un progetto organico che doveva coinvolgere Distretto Lions 108ya tutta la Calabria Ultra Prima per poi propagarsi fino a Napoli; una manifestazione da inquadrare in quell’ansia di rinnovamento che coinvolgeva le menti culturalmente più avanzate della provincia reggina e calabrese in genere. L’ambiente di formazione dei giovani era stato quello napoletano e quello reggino. I giovani Martiri erano rappresentanti di quella piccola borghesia che urtava gli interessi stabilizzati della grossa borghesia terriera che temeva ogni mutamento. L’intento era anche quello, come si evince dai proclami reggini letti anche nel Distretto di Gerace, di sostituire la vecchia classe dirigente, ormai cristallizzata che viveva su una rendita improduttiva, con uomini del tempo Una panoramica di Gerace di Vincenzo Cataldo capaci di interpretare i nuovi bisogni della società. Gli insorti del Distretto di Gerace, percorsero il litorale jonico per dichiarare le loro idee: rivoluzionarie, nuove, temerarie per quei tempi. Il loro progetto era impiantato sulle riforme, nell’ordine e nella legalità, con il beneplacito, essi credevano, del papa e del re. Dopo lo scoppio e il fallimento dei moti di Reggio e Messina, la sera del 2 settembre 1847 Michele Bello, uno dei, riceveva gli ordini del Comitato reggino di estendere l’insurrezione nel distretto di Gerace. Catturato il sottintendete di Gerace Antonio Bonafede, celebre per aver catturato i fratelli Bandiera, i giovani idealisti cominciarono una marcia pacifica senza spargimento di san- I PERSONAGGI 108ya Scorcio di Gerace bardo-Veneto che arrivò a proibirne l’uso. Lo stesso cappello che ancora è diffuso, guarda caso, in Austria col nome di “Kalabreser”! Roberto Saviano nella trasmissione “Vieni via con me” ha ricordato finalmente ad un pubblico vastissimo, il dramma umano di cinque giovani che si immolarono in nome della libertà e dell’Italia; un insegnamento che dovrebbe far riflettere sulle stravaganze, l’ingratitudine e l’insofferenza che certi ambienti politici manifestano nei confronti del Meridione. Alla Libertà di Gaetano Ruffo Sola speranza che mi reggi in terra Solo conforto dello spirto mio, Solo pensiero che mi elevi a Dio Pace e ristoro alla mia lunga guerra. Quando te penso il cuor si disserra A pure gioie, ad ogni altro desìo, E quando dormirò l’eterno oblìo Di te ricorderommi anche sotterra. Cometa errante che col tuo splendore Abbelli la natura decaduta, Dimmi, tu brillerai sul mio dolore? Io non disdegno della tua venuta E non rinnego al tuo tardar, ma il cuore Piange e s’attrista che tua luce è muta. Distretto Lions 108ya 2 0 1 2 - N.3 del vicino convento dei Riformati di S. Francesco. Molti sono ancora gli interrogativi insoluti. Innanzitutto la fretta della sentenza e dell’esecuzione (appena 16 ore intercorrenti l’una dall’altra, insufficienti a poter chiedere la grazia sovrana a Napoli): bastava far slittare di qualche ora il giudizio (essendoci due conseguenti giorni festivi durante i quali non potevano eseguirsi pene capitali) per far scattare l’interruzione della pena e consentire così ai familiari di rivolgersi al Sovrano; il dubbio sulla legalità della condanna a morte di Pietro Mazzoni il quale presentatosi spontaneamente aveva diritto ad un trattamento diverso, poiché in dubbis pro reo. L’episodio incise così profondamente, che i protagonisti di parte borbonica sentirono il bisogno dopo qualche mese di dare alle stampe le loro memorie per giustificarsi dalle accuse gravissime che gravavano su di loro. Ma, nonostante ciò, la storia non ci ha consegnato l’intera verità in quanto quattro dei cinque verbali che riportavano gli interrogatori dei giovani fucilati sono irreperibili. Le responsabilità rimangono comunque affidate al Nunziante ed al Bonafede che ebbero consenzienti l’ambiente filoborbonico e il silenzio degli ambienti ecclesiastici. L’avvenimento generò negli anni avvenire una congerie di accuse nei confronti di queste personalità. Appena sparsa la notizia, i liberali distrussero gli stemmi consolari borbonici di Livorno e furono celebrati solenni funerali in memoria dei cinque giovani caduti. Addirittura venne congegnato un progetto per uccidere il Re sulla via Marinella, subito sventato dalla polizia. I liberali italiani in segno di rispetto per le vittime, usarono indossare il cappello alla calabrese che fu uno dei simboli più rappresentativi del Risorgimento fino a scatenare le ire dell’apparato repressivo austroungarico nel Lom- f e b b r a i o gue, gridando “Evviva l’Italia, viva la Costituzione, Viva Pio IX” nei vari paesi del litorale, cantando il Te Deum e autorizzando il dimezzamento del prezzo del sale e del tabacco. La comitiva rivoluzionaria, giunta a Roccella si accampò sulla spiaggia. La falsa notizia dell’arrivo di legni borbonici, provocò lo scompiglio tra le fila degli insorti che si dispersero. Traditi e arrestati, i giovani intellettuali furono così processati. Bello durante l’interrogatorio diede spiegazione del movimento insurrezionale intrapreso che per niente corrispondeva al movente per cui saranno condannati. Essi, infatti, non desideravano rimuovere re Ferdinando II, ma ottenere la costituzione e la formazione di uno stato federale come era concepito dal Gioberti, con a capo il Papa. Il presidente della Commissione militare Rosa roll sputò sopra la bandiera, capo d’accusa principale, per la quale i sette si erano alzati per onorarla. La sentenza fu lapidaria: «imputati di lesa maestà tutti per aver commesso atti prossimi alla esecuzione di detto misfatto» ebbero la condanna a morte per mezzo della fucilazione. Nel primo pomeriggio di quel piovigginoso 2 ottobre, il corteo dei condannati, tra due fila di soldati e accompagnati dai rispettivi confessori, arrivò alla Piana. Accanto alla vetusta stele in pietra, del 1782, sormontata da una croce in ferro, Gaetano Ruffo, Domenico Salvadori, Rocco Verduci, Michele Bello e Pietro Mazzone furono schierati con le spalle contro il dirupo retrostante. Salvadori gridò ai suoi compagni: «Coraggio fratelli, moriamo da forti, viva Pio IX, Viva l’Italia, viva la Cost...». Dopo la paurosa scarica di 40 moschetti, che deflagarono da vicino i corpi dei giovani, una giovinetta del luogo, Teresa Malafarina, impazzì dal dolore. Le salme furono composte alla rinfusa nella fossa comune chiamata Lupa 39 RIFLESSIONI ED OPINIONI 108ya Da Melvin Jones a Paul Van Rensselaer Potter La qualita’ della vita di Andrea Tartaglione f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Ponte d’incontro tra etica lionistica e bioetica. Come è possibile instaurare, adesso, un confronto che possa comparare, avvicinandoli, il lionismo e l’etica lionistica alla bioetica. 40 L’etica, dal greco antico èthos “carattere, comportamento, costume” è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno stato deontico, ovvero distinguerli in buoni, giusti e moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. L’etica può anche essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentono all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. In questo senso essa pone in una cornice di riferimento, sia i canoni che i confini entro cui la libertà umana si può estendere ed esprimere per potere guidare al meglio il cammino ed il comportamento dell’uomo. La bioetica, dal greco antico ethos “carattere, etc” e bios “vita”, è una disciplina che si occupa delle questioni morali collegate alle ricerca biologica ed alla medicina. Nella bioetica sono coinvolte varie Distretto Lions 108ya discipline come: filosofia, biologia, diritto, medicina, psicologia, teologia, tutte scienze che, insieme, collaborano a costituire la formazione del suo “corpus doctrinae”. Fatta questa premessa, ricordiamo due date e due nomi. Le date sono quelle del 1917 e del 1971. In queste date, i primi due numeri sono identici, mentre gli ultimi due sono: un “canone inverso”. Entrambe le date ci riportano al secolo scorso, al XX secolo ed indicano la nascita dell’Associazione Internazionale dei Lions Clubs e la nascita della Bioetica come nuova scienza. I due nomi: Melvin Jones e Paul Van Rensselaer Potter. Sono i nomi di due uomini illustri, il primo, è conosciuto da tutti i Lions del mondo, per essere stato il fondatore della Loro Associazione Internazionale, mentre il secondo, potrebbe essere, forse per Essi, un neo Carneade. Ebbene Van Potter è stato il fondatore della Bioetica e ciò che unisce questi due grandi uomini contemporanei, non consiste nel fatto che erano entrambi Americani, ma dalla constatazione che è possibile ritrovare in entrambi una matrice comune, che trae origine dalla loro forte volontà di volere testimoniare ed insegnare ai contemporanei ed ai posteri, seppure in veste e dimensione diversa, alcuni aspetti, seppure differenti, dei valori universali dell’ ETICA. E, ripartendo dall’ETICA, con questo articolo, cercheremo di individuare, appunto, l’esistenza di una matrice comune e la eventuale presenza di vie, sovraelevate o sotterranee, che possano rapportare l’etica lionistica alla bioetica, consentendo di stabilire così un significativo raffronto tra di loro. A tal uopo, pertanto, è necessario far precedere un breve cenno circa la nascita e la storia del lionismo e di conseguenza dell’etica lionistica e, dopo, anche della bioetica, pervenendovi attraverso una breve preliminare presentazione dei due fondatori. Melvin Jones, un importante businissmen americano, nel 1917, pensando a quali traguardi si sarebbero potuti raggiungere se, persone che godevano di successo, dovuto al loro impegno, alla loro intelligenza avessero usato i loro talenti RIFLESSIONI ED OPINIONI comparare, avvicinandoli, il lionismo e l’etica lionistica alla bioetica? E’ semplice, raffrontando le peculiarità del lionismo, che è bene compendiato in quegli articoli del codice dell’etica lionistica che, abitualmente noi Lions, siamo soliti ascoltare, letti dal cerimoniere di turno, nel corso delle nostre riunioni ufficiali, con i precetti che la bioetica propone come propria materia di interesse e di applicazione, ricercandone quindi le possibili affinità. « Il dimostrare con l’eccellenza delle opere e la solerzia del lavoro, la serietà della vocazione al servizio. …. - L’avere sempre presenti i doveri di cittadino verso la Patria, lo Stato, la comunità nella quale ciascuno vive; prestare loro con lealtà sentimenti, opere lavoro, tempo e denaro. … L’essere solidale con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, i soccorsi ai bisognosi, la solidarietà ai sofferenti.» Ecco, sono questi alcuni dei principali propositi, espressi dagli articoli del codice dell’etica lionistica, che maggiormente possono fare assimilare gli ideali del lionismo alle concettualità umanistico-scientifiche della bioetica. Analizzando, infatti, i valori contenuti in tali precetti si comprende come i Lions si impegnino in una continua azione di individuazione dei problemi connessi alla “qualità della vita” che si aprono nel tessuto sociale e nello sforzo di contribuire, in modo efficace e intelligente, alla loro soluzione, così come parimente gli insegnamenti che la bioetica ci impartisce, sono indirizzati al fine di migliorare la “qualità della vita” nel tessuto dell’organizzazione sociale dell’uomo. L’etica lionistica e la bioetica, dunque, si predispongono entrambe a compartecipare alla salvaguardia della vita ed entrambe rappresentano delle vie maestre che si pongono come finalità il raggiungimento della tutela della qualità della vita, della vita intesa nella interezza della sua espressio- ne, così come essa si manifesta, non solo nel nostro pianeta, ma in una dimensione universale che comprende l’intero creato. A questo punto, ritengo, che si sia riusciti a trovare il comune denominatore, individuabile nel perseguimento della qualità della vita in tutte le sue manifestazioni, denominatore comune che ci consente di evidenziare e sottolineare l’esistenza di un suggestivo rapporto tra etica lionistica e bioetica. Per quanto intuitivamente facile da comprendere, il termine qualità della vita si presta a diverse possibili definizioni, anche se ci si focalizza, a volte, prevalentemente in ambito medico e sanitario, mentre, invece, la qualità di vita è un qualcosa di soggettivo, legato si al benessere di un individuo, ma dove vanno presi in considerazione anche altri fattori, tra cui gli aspetti della vita che non sono correlati alla salute. La qualità di vita è, pertanto espressione di benessere della popolazione, delle comunità, delle città e delle nazioni ed è, quindi, sopratutto un fattore di primaria importanza in economia,scienze politiiche, urbanistica e sociologica. Quando una città ha una buona qualità di vita, significa che la maggioranza della sua popolazione può fruire di una serie di vantaggi politici, economici e sociali che le permettono di sviluppare con discreta facilità le proprie potenzialità umane e condurre una vita relativamente serena e soddisfatta. Ed a tali risultati ci conducono sia la pratica dell’etica lionistica, emanazione del lionismo che l’applicazione degli insegnamenti, che ci provengono dalla bioetica. La qualità di vita è, pertanto, in conclusione, la quintessenza, cioè la caratteristica essenziale, che permette la possibile coabitazione, in veste di condomini, sia del Lionismo che della Bioetica, nella casa comune dell’ETICA UNIVERSALE. Andrea Tartaglione Distretto Lions 108ya f e b b r a i o per migliorare le proprie comunità, costituì, con altri uomini di affari, il 07 Giugno 1917, in Chigago, l’organizzazione del “ Lions Clubs International”. Successivamente, Melvin Jones abbandonò la sua attività per dedicarsi a tempo pieno ai Lions, presso la sede centrale di Chicago. Fu grazie alla sua dinamica leadership che i Lions clubs acquisirono il prestigio necessario per attrarre, in tutto il mondo, persone interessate al bene comunitario. Particolarmente degno di nota fu l’onore che ricevette nel 1945 quando rappresentò il Lions Clubs International in veste di consulente, durante i lavori per l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Melvin Jones, l’uomo che visse con l’idea che « non si può andare lontani finchè non si fa qualcosa per qualcun altro», morì il 1º giugno 1961, all’età di 82 anni. Van Rensselaer Potter, oncologo statunitense, nel 1971, in un libro intitolato Bioethics: Bridge to the future (Bioetica: un ponte verso il futuro), spiegava il termine bioetica come la scienza che consentiva all’uomo di sopravvivere, utilizzando i suoi valori morali di fronte all’evolversi dell’ecosistema ed a tale proposito scriveva: « Ho scelto la radice bio per rappresentare la conoscenza biologica, la scienza dei sistemi viventi; ed ethics per rappresentare la conoscenza del sistema dei valori umani.». La bioetica veniva presentata da Potter come una scienza particolare e necessaria per colmare la spaccatura venutasi a creare tra il sapere scientifico ed il sapere umanistico, una scienza quindi in grado di “fare da ponte” tra le conoscenze scientifiche e quelle umanistiche, con il proposito di tutelare sia la vita umana che la vita in generale, essendo intrinseco al concetto di bioetica l’obiettivo di abbracciare l’intero mondo in cui l’uomo vive. Ed allora, in quale maniera è possibile instaurare, adesso, un confronto che possa 2 0 1 2 - N.3 108ya 41 RIFLESSIONI ED OPINIONI 108ya Intensificare la richiesta di partecipazione dei soci La centralita’ dei club per il rinnovare l’Associazione f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Bruno Canetti 42 Necessario ripensarci perchè potrebbe essere un tentativo per il rinnovamento dell’Associazione. I soci possono avere un ruolo attivo da protagonisti e non da soggetti passivi. D’altra parte è l’intero Club che, sul territorio, “promuove i principi di buon governo e di buona cittadinanza”, e rappresenta la società civile “prendendo attivo interesse al bene civico”. L’armonia al suo interno è il lievito per una buona crescita dei soci negli anni futuri Una serie di autorevoli Lions, tra gli altri cito ad esempio il Presidente del Club Caserta Host il col. Luigi Tennerello, già cerimoniere del Distretto, e il 3° Vice Presidente Internazionale LISC il dott. Antonio Marte, anch’egli già cerimoniere del Distretto, mi hanno tirato per la giacca per esprimermi sulla perdita di soci nel nostro Distretto, che negli ultimi quattro anni ha assunto connotati molto preoccupanti (-25%). Poiché ritengo che del suddetto problema e delle relative cause, ne dobbiamo parlare al nostro interno, in modo sereno e trasparente, ho deciso di affrontare Distretto Lions 108ya l’argomento, con il desiderio di dare un contributo di idee, nella speranza che possa aprirsi un ampio dibattito all’interno dell’Associazione. Una premessa è indispensabile: viviamo in un momento di grande trasformazione della società, un’epoca in cui l’associazionismo, i sindacati, i partiti non rappresentano più una sede “strutturata” per socializzare, per confrontare le proprie idee, per aprire un’aperta discussione, essendo stati in parte ridimensionati dal boom di internet, che tende ad isolare i singoli soggetti, che si illudono di dialogare con gli altri, attraverso le “chat”, i “facebook”, i “twitter” e tanti altri social network. Oggi, viviamo una profonda contraddizione, per cui sempre più ciascuno tende a chiudersi in se stesso e quella minoranza che vuole rapportarsi con l’esterno, lo fa con forza e vigore, ritenendo un diritto partecipare ed essere protagonista (vedi indignados, popolo viola e tanti altri movimenti spontanei). Anche i Lions non sono esenti da questi fenomeni e sicuramente esistono una serie di concause che hanno provocato questo calo di iscritti, che ha toccato anche il multidistretto, anche se in misura minore, e ne citerò qualcuna: La scarsa passione che ha investito tanti Lions, stanchi dell’attività di “routine”; la poca apertura all’esterno; il quasi inesistente rapporto con le Istituzioni locali; i troppi service che non affrontano le problematiche del territorio su cui incidono i Club; i continui cambiamenti dei programmi di attività, che non riescono ad avere una continuità, e quindi invece di essere una ricchezza diventano una debolezza; la difficoltà dell’inserimento di nuovi soci che si accostano ai Lions con il cuore pieno di speranze, ma spesso sono emarginati da gruppi dirigenti “incrostati e consolidati”. Un altro spunto di riflessione per il nostro dibattito è la configurazione dell’Associazione che risulta poco avvezza al “nuovo”, alle novità che emergono dal basso: è questa la chiave di lettura che do al difficile tentativo di rendere propositiva la Conferenza d’Inverno (oggi Congresso d’Inverno) con l’articolazione del programma che prevede una ampia partecipazione di Lions nell’ambito dei “seminari aperti”, sui temi che pù ci stanno a cuore, (come previsto dall’art. 6 comma 3 lettera a del nuovo statuto), in modo che tanti soci possano esprimersi liberamente. Se si pensa che questa modifica di organizzazione dei lavori della Conferenza d’Inverno, fu già proposta al Congresso di Sorrento 3 anni fa, si capisce meglio come l’Associazione proceda con un passo elefantiaco. Mi sembra interessante la richiesta di partecipazione manifestata in varie forme, dalla voglia di esserci a quella di proporre idee, di cui alcune interessanti ed altre scontate, e se fossi al posto del Governatore di turno mi preoccuperei della mancanza di iniziative, non del fatto che ce ne sia qualcuna in più. E’ evidente allora che bisogna ripensare alla centralità dei Club, che potrebbe essere un tentativo per il rinnovamento dell’Associazione, dove i soci possono avere un ruolo attivo da protagonisti e non da soggetti passivi; è il Club che sul territorio “promuove i principi di buon RIFLESSIONI ED OPINIONI Lamezia il 15/5/2011, “ deve monitorare il buon andamento del Club, esaminando regolarmente i rapporti soci, deve formulare le misure da adottare per aiutare i Club deboli, in collaborazione con i Delegati di Zona ed i Presidenti di Circoscrizione”. Da ultimo un discorso a parte la meritano i Leo, che dovrebbero rappresentare la futura classe dirigente dell’Associazione; penso che sono ancora troppo poche le occasioni di incontro tra Lions e Leo e all’esterno sembrano due entità diverse, pur appartenendo alla medesima Casa Madre: non è il caso di fare un esame di coscienza tutti insieme e tentare di lavorare in sinergia e costruire assieme “ il seminario congiunto tra il Distretto Lion e quello Leo (come previsto dall’art. 34 comma 5 del nostro statuto) ? Bruno Canetti 2 0 1 2 - N.3 nuova fase di partecipazione civile e sociale, spingendo le stesse Istituzioni a trasformarsi. Alla luce di queste novità i Club andrebbero maggiormente aiutati, seguiti e sponsorizzati dalla struttura distrettuale, indipendentemente dagli officer all’uopo preposti (Delegato di Zona e Presidente di Circoscrizione): non è possibile che il Governatore di turno incontri un Club una sola volta l’anno, in occasione della visita amministrativa, che talvolta diventa solo un atto burocratico, mentre i soci vorrebbero discutere con il Governatore sul “progetto” dell’Associazione. Molto spesso mi si fa notare che il Governatore non riesce ad incontrare i Club perché, il Distretto è troppo grande: perché allora non avvalersi del Secondo Vice Governatore che, in base all’art. 8 comma (e) dello statuto, approvato al Congresso di f e b b r a i o governo e di buona cittadinanza”, giacchè rappresenta la società civile “prendendo attivo interesse al bene civico”, e l’armonia al suo interno è il lievito per una buona crescita dei soci negli anni. Due sono le indicazioni che si stanno sviluppando negli ultimi 2 anni nei Club: il primo è un nuovo modello di partecipazione attiva, capace di coniugare l’universalismo dei diritti alla responsabilità delle persone e delle comunità, in modo da garantire la solidarietà sociale ed a promuovere il protagonismo di ciascuna persona; il secondo è quello che vede i soci sostituire il modello della delega con nuovi strumenti partecipativi che connotino la nostra democrazia associativa in senso deliberativo. Se tali istanze non verranno represse, allora i Club possono diventare un grande laboratorio per una 59° CONGRESSO NAZIONALE 108ya 43 Distretto Lions 108ya RIFLESSIONI ED OPINIONI 108ya Istanze e problematiche del postmoderno Pianeta Islam: f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 le realtà oltre i fondamentalismi. Le scelte vitali per l’Italia, spesso o talvolta, restano appannaggio di una classe dirigente ammalata di saturnismo e convinta di essere al centro del mondo. Dobbiamo decidere se risorgere dal “cimitero” delle idee, di inerzia morale e politica che ci avvilisce, e progettare invece l’Europa del Sud che non è mai, concretamente esistita, per svariate e non esaltanti motivazioni. Noi Lions dobbiamo candidarci al ruolo di “ammortizzatori” del cambiamento. Dobbiamo lottare contro il terrorismo becero e improduttivo, anzi controproducente, inculcare e diffondere una pedagogia della pace, della libertà, per un più giusto ordine mondiale. La società contemporanea, in quanto caratterizzata dal predominio della razionalità tecnocratica, può essere compresa dal di dentro solo se si rifondano gli strumenti e le finalità di lettura. Il che ci obbliga a ristudiare la storia e la geografia del Mediterraneo, al fine di attuare una strategia di 44 Distretto Lions 108ya uscita dalla decadenza psicologica, politica economica e morale nella quale stiamo affondando almeno da un quarto di secolo. La sorte del Mediterraneo e di tutti noi potrà essere diversa e migliore: e questo è il momento di esserne consapevoli e passare all’azione. Purtroppo le scelte vitali per l’Ita- di Clara Guarino lia, spesso o talvolta, restano appannaggio di una classe dirigente ammalata di saturnismo e convinta di essere al centro del mondo. Dobbiamo decidere se risorgere dal “cimitero” delle idee, di inerzia morale e politica che ci avvilisce, e progettare invece l’Europa del Sud che non è mai, concretamente esistita, per svariate e non esaltanti motivazioni. La UE ha assolto con diligente distacco alla parte burocratica e strutturale. Ha accettato l’idea di una creazione di una comunità per il Mediterraneo e ha designato Barcellona come sede dell’apparato. Il Mediterraneo non è più il “Mare nostrum” o il lago turco, ma torna a essere un problema strategico e culturale. Il che non vuol dire l’uniformità delle regole e dei sistemi, ma una più armonica e opportuna pianificazione nei metodi e nei contenuti, tenendo presente che la società contemporanea non è più una civilizzazione culturale,non si regge più su valori che sottendono contenuti oggettivi e, sotto certi aspetti, immutabili. La genesi del postmoderno, soprattutto se assunta come parametro esplicativo della crisi della società contemporanea, conferma lo smarrimento del senso che, in tal contesto, viene celato sotto forma di “ritualismo”, rinuncia o ribellione che denunciano l’avvenuta RIFLESSIONI ED OPINIONI affatto una guerra totale, che in quei lunghi secoli le guerre guerreggiate furono, nel complesso, endemiche ma brevi. Quello che di gran lunga prevalse fu il costante, continuo, profondo rapporto amichevole tra cristiani e mussulmani nel teatro del Mar Mediterraneo. Chi ha avuto modo di vedere i mosaici d’epoca romana sulla riva del Sud del Mediterraneo, dalla Cilicia a Tunisi, ha constatato l’assenza per oltre cinque secoli della benché minima scena di guerra. Un’amicizia che si riscontra continua a livello economico, diplomatico, culturale. A questo rapporto dobbiamo la rinascita del commercio e della civiltà urbana dopo la stasi altomedievale; a questo rapporto dobbiamo la nascita del sistema monetario e creditizio moderno; a questo rapporto dobbiamo, grazie a uno studio di instancabili traduttori arabi, ebrei e cristiani, che lavoravano di comune accordo, soprattutto in Spagna, la stessa nascita scientifica e culturale della teologia, della filosofia, dell’astronomia, della fisica, della chimica, della medicina, della matematica, della tecnologia moderna. Senza l’apporto dell’Islam riciclatore della cultura ellenistica e divulgatore di quella persiana, indiana e cinese, altrimenti sconosciute all’Europa, non sarebbe mai sorta la splendida Europa delle cattedrali e delle Università. Personalmente non credo nella tolleranza astratta, valore debole e retorico che vacilla al primo soffio del vento del fanatismo, che vacilla alla prima ingiusta violenza di cui si sia vittima o spettatore e che non si riesce a razionalizzare ed analizzare nella sua sedimentata strutturazione. Io credo nell’incontro, nell’interesse e nella simpatia che si avverano col confronto tra le tradizioni e le culture condotte nel rispetto scambievole e nel desiderio di rafforzare la propria identità attraverso l’accettazione di quel che è accettabile delle culture altrui e l’arricchimento che ne driva. A chi è più vicino un credente cattolico occidentale a un ateo occidentale, o a un ebreo, o a un mussulmano che condividono la sua Fede nel Dio di Abramo e nella Rivelazione, nel dialogo tra Dio e l’Uomo? Le brevi noterelle fin qui esposte mi rafforzano nella convinzione che, in quanto Lion, in quanto persona, occorre lottare per il conseguimento di una geocultura, dell’alterità, dell’altruismo, della solidarietà. Ora e…poi. Clara Guarino Distretto Lions 108ya f e b b r a i o scissione tra individuo e struttura sociale e appaiono, al contempo, inadeguate per la ricomposizione delle conflittualità intervenute. La Storia si oscura, le scelte possibili si connotano come “indifferenti” rispetto a Finalità-Valori che non sembrano più essere fondamenti oggettivi di nessun tipo. Se è vero, però, che la gestione pubblica, per sua natura, appartiene alla società, una società come la nostra, percorsa da forti correnti valoriali non deve e non può appaltare il suo pensiero-progetto a un gruppo di politici, ahimè, talvolta, interessati più ai loro interessi che non al bene della res publica. Ecco perché grande è la responsabilità delle ONG, in particolare dei Lions. Noi dobbiamo candidarci al ruolo di “ammortizzatori” del cambiamento. Dobbiamo lottare contro il terrorismo becero e improduttivo, anzi controproducente, inculcare e diffondere una pedagogia della pace, della libertà, per un più giusto ordine mondiale. Dobbiamo recuperare un mondo di autenticità al di sotto dei sentieri della notte lungo i quali la volontà di potere sembra spingerlo. Anche nella riflessione sociologica più recente si prospetta una società che si faccia “equa” cooperazione tra le genti di differente religione. Dobbiamo essere convinti che tutti possono comprendere tutto e il perché delle vicende umane. E nel farlo realizziamo noi stessi realizzando gli altri. Il primo nemico da abbattere è il pregiudizio pseudo storico che sostiene, erroneamente, che tanti secoli di storia dimostrano che tra Occidente e Islam la guerra è stata continua. Bisogna invece, arrenderci all’evidenza che la storia, quella letta obiettivamente, insegna che i lunghi secoli del confronto tra Europa e Islam furono caratterizzati da crociate e controcrociate e non certo senza episodi violenti e sanguinosi, ma che la crociata non era e non fu 2 0 1 2 - N.3 108ya 45 RIFLESSIONI ED OPINIONI 108ya Lo sfogo di un presidente di circoscrizione f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Il bubbone c’e’; ma i chirurghi pure… 46 Maledetta apparenza…, quante stupidaggini fai commettere. Sto assistendo allo sfascio sistematico dell’Associazione… Giorno per giorno mi convinco sempre più che se non ci diamo da fare, ma sul serio, rischiamo di far “accoppare” la creatura di Melvin Jones. Mi rivolgo a quanti amano l’Associazione, il proprio Club, a quelli che prima di essere veri Lions sono veri Uomini. Ma chi la può accoppare? Chi può deprimere in modo talmente forte un sodalizio che conta quasi cent’anni di storia? Lo vado ripetendo da tempo, anche sulla rivista nazionale: gli arrivisti, quelli che non capiscono nulla di lionismo, delle sue tradizioni, dei valori, dei princìpi su cui si fonda, dei neofiti accettati indiscriminatamente e che alzano subito la “cresta”, e che, non essendo stati valutati bene prima, si rivelano degli ignoranti, in materia lionistica, arroganti e presuntuosi, che mettono in campo azioni devastanti. È veramente un paradosso che questa gente che nella propria vita quotidiana si comporta da persona a modo, appena entra nel circuito lionistico getta fuori tutta la propria protervia, inquinando le radici stesse del nostro esistere nell’Associazione. Per non parlare poi delle manifestazioni inutili, fini a se stesse, autocelebrative. Almeno in altri tempi, che noi ingiustamente, a volte, critichiamo, i lions badavano molto, pur se in modo assistenzialistico, con metodi da “libro cuore”, alla gente sofferente, ai poveri. Oggi noi non facciamo nemmeno questo… Sì ci impegniamo in “riffe” o “spettacoli di beneficenza” per raccogliere un pugno di euro, a fronte delle miglia- Distretto Lions 108ya ia che si spendono per le suddette manifestazioni. È maledettamente paradossale… A che servono i meetings, le conviviali? A far sì che si ritrovino sempre “i soliti noti”, davanti a una tavola ben imbandita e a una pietanza ben preparata e ben costosa? E ai Services, fatte salve alcune, sporadiche e encomiabili, eccezioni, che dovrebbero servire per la collettività, non partecipano forse sempre e solo i suddetti “soliti noti”? Non è forse vero che la stragrande maggioranza delle volte essi vengono disertati dagli stessi soci del Club organizzatore? Perché accade questo? Perché questi non sono coinvolti a dovere o perché alcuni Presidenti realizzano attività inutili, vacue, per cui non sono sentite, condivise? Io penso entrambe le cose… Per contro, ci sono parecchi che sono entrati nella nostra Associazione animati da un vero senso della solidarietà, e che si smarriscono di fronte all’isolamento in cui vengono lasciati, sbigottiti davanti all’ostentazione. Questi, inevitabilmente, non avendo trovato risposte al loro anelito solidaristico, se ne vanno o in silenzio o sbattendo la porta in faccia. Il problema di base è che la scarsa prevenzione ha portato a un’infezione ormai diffusa, che, purtroppo, non si può certo eliminare con i semplici antibiotici. A meno che non si intervenga, non intervengano bravi chirurghi che eradichino, strappino il bubbone. Questi bravi lions (i chirurghi) esistono, solo devono risollevarsi dall’apatìa in cui sono caduti e che comprendo. Non basta osservare il male e diagnosticarlo, bisogna aggredirlo e renderlo inoffensivo. Sì “aggredirlo”! Non è certo un incitamento alla violenza, ma un invito a una difesa appassionata dell’essenza stessa del lionismo. Del resto non dimentichiamo che Lui scacciò i mercanti dal tempio, buttandogli tutto per per aria. Non possiamo continuare, ipocritamente, a dire che “tutto va ben Madama la marchesa…” Non voglio essere enfatico, quasi voglia invitare a una nuova “crociata”, ma se non agiamo subìto, se non cambiamo rotta, ineluttabilmente anche i veri lions si allontaneranno. E allora cosa resterà? Mi auguro che non ci sia anche per noi un terribile default, anche perché oggi, più che mai, la gente, la società, avanza istanze nuove, è alla ricerca di leaders che li sorreggano e, perchè no, li guidino verso orizzonti nuovi, un nuovo mondo, una nuova Era. Coraggio! È ora di separare il miglio dal loglio... Paolo Mobrici RIFLESSIONI ED OPINIONI 108ya La politica ha bisogno dei giovani – Parte seconda - I giovani non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni, perché negli ultimi anni hanno ricevuto da chi ci ha governato solo incertezze e precariato. Hanno rinunciato a credere negli ideali, quegli ideali che hanno accompagnato le generazioni precedenti e che hanno portato ad avere fiducia in loro stessi, si sono ormai abituati ad utilizzare di frequente luoghi comuni del tipo “i politici sono tutti ladri e corrotti”; vedono la politica come una cosa che non gli appartiene e che non va vissuta attivamente. Come già accennato, ci si ricorda dei giovani solo durante le campagne elettorali, in quanto è naturale che un bel po’ di consensi fanno comodo, aiutano a raggiungere gli obiettivi, ma i partiti non suscitano tra loro alcuna passione e provocano solo insofferenza per la loro inesorabile lentezza dei tempi. La politica non si occupa di quello che le “nuove leve” pensano e la distanza che li divide continua a crescere. La politica giovanile è poi praticamente inesistente, i giovani che hanno degli ideali politici sembrano essere pochi al giorno d’oggi e non vengono spronati affatto, la vivono come un qualcosa di lontano, inarrivabile e - come appena affermato - che non gli appartiene; d’altro canto i politici, così come si cerca di evidenziare, non fanno nulla per incentivare la loro partecipazione, pochi sono i leaders di partito che ascoltano proposte. Una cosa che accomuna tutti i giovani, qualsiasi sia il ceto sociale dal quale provengano, è la sensibilità con la quale avvertono tutti i difetti della nostra società; ad esempio si continua a vivere in famiglia molto più a lungo, perché non si ha la certezza di un lavoro stabile e - di conseguenza - si vede in un futuro sempre più lontano l’inserimento nel vero mondo del lavoro, quello fatto di diritti e doveri. Queste incertezze sul proprio futuro, l’impossibilità di con- siderarlo davvero come il tempo in cui si realizzerà il loro desiderio di indipendenza, li portano a essere rinunciatari rispetto all’impegno necessario, per realizzare la crescita di una società che sembra non attenderli. Proprio questa è una delle ragioni per la quale i giovani d’oggi non cercano più nei partiti risposte ideologiche e non guardano più come i loro padri ai leaders della politica come bandiere dietro la quale militare ma chiedono una visione nella quale credere, un modello nel quale identificarsi e si aspettano risposte concrete insieme a proposte che parlino di certezze. Le promesse non mantenute, gli scandali, l’opportunismo, i giochi di potere, queste - altresì - sono le ragioni per la quale regna lo scetticismo tra le nuove generazioni che sono diventate il soggetto escluso da una politica e una cultura nate e cresciute in un mondo parallelo all’universo giovanile. Da alcuni recenti sondaggi emerge un diffuso disinteresse alla vita politica. Da ciò dobbiamo capire che bisogna ridare fiducia ad una generazione che fa fatica ad affacciarsi in questa società. C’è bisogno di una svolta, solo così si potrà contare sull’appoggio dei giovani e solo così si potrà dare alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore, perché i giovani hanno bisogno della politica ma anche la politica ha bisogno dei giovani. Distretto Lions 108ya 2 0 1 2 - N.3 Una cosa che accomuna tutti i giovani, qualsiasi sia il ceto sociale dal quale provengano, è la sensibilità con la quale avvertono tutti i difetti della nostra società. Si continua a vivere in famiglia molto più a lungo, perché non si ha la certezza di un lavoro stabile e - di conseguenza - si vede in un futuro sempre più lontano l’inserimento nel vero mondo del lavoro, quello fatto di diritti e doveri. di Antonio Antonuccio f e b b r a i o 47 I SERVICES 108ya Poster per la pace f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Primo premio del Distretto a Sara D’Arrigo della Scuola Media di Catona Con l’opera dal titolo “Voltiamo pagina per un girotondo fraterno e solidale” proposta dal Lions Club Villa S. Giovanni Fata Morgana. Molte le opere di rilievo dell’ VIII Circoscrizione sotto la spinta propulsiva del responsabile del service Dino Jelasi VIII Circoscrizione sugli scudi nel service internazionale lions“UN POSTER PER LA PACE” che ha impegnato in tutto il mondo circa 400.000 studenti chiamati a soffermarsi e riflettere sul tema “La pace e la civile convivenza tra i popoli” per poi esprimere in modo figurativo la loro “visione” dell’argomento, appunto nel “poster” per la pace. Decisamente importante l’iniziativa, che ha forte funzione pedagogica in un tempo 48 Distretto Lions 108ya in cui la violenza è riscontrabile in ogni comunicazione sociale e in cui in molti paesi vi è la guerra, senza, peraltro soffermarsi sul grave fenomeno del terrorismo. E, appunto, nella VIII Circoscrizione il service ha espresso svariate opere di rilievo, tanto che uno dei poster, proposto del L.C. Villa S. Giovanni Fata Morgana, si è classificato primo nel distretto, e sta ottenendo consensi anche a livello nazionale. L’autrice del bellissimo disegno intitolato “Voltiamo pagina per un girotondo fraterno e solidale”si chiama Sara D’Arrigo, ha 12 anni e frequenta la classe seconda della Scuola Media Dante Alighieri di Catona. Oltre il primo, dei tre premi assegnati a ciascuna regione del distretto, altri due sono stati aggiudicati alla ottava Circoscrizione. E piu’ precisamente a Hegel Minniti, nata il 3 agosto 2000 a Polistena, alunna della seconda classe F della Media “Pentimalli” di Gioia Tauro proposta dal L.C. di Palmi nonché a Pio Francesco Laganà, nato il 16.05.2000 a Cinque- Sara D’Arrigo, primo premio del Distretto, proposta dal L.C. Villa S. Giovanni Fata Morgana Hegel Minniti, proposta Francesco Pio Laganà, proposto dal L.C. di Nicotera dal L.C. di Palmi frondi e alunno della classe prima B della Media Dante Alighieri di Nicotera, proposto dal L.C. di Nicotera. Una bella soddisfazione per questo ottimale risultato con un doveroso plauso per il responsabile del service Dino Ielasi, che, nonostante il ritardo nella consegna dei kit necessari per realizzare i poster, è riuscito a coinvolgere nell’iniziativa ben sette clubs della circoscrizione. Sembra opportuno ricordare che anche nell’anno sociale 2007-2008 la circoscrizione vinse il primo premio del distretto, sempre grazie all’impegno di Dino Ielasi del Lions club di Locri, personaggio ben noto in campo lionistico per il suo indiscusso impegno operativo. Logico adesso aspettarsi che i giovani vincitori vengano premiati in apposite cerimonie ufficiali anche per far comprendere a tutti quanto i lions amino la pace e la civile convivenza tra i popoli. I SERVICES 108ya Iniziativa del Lions Club Crotone Marchesato molto frequentata. Nel corso della cerimonia padre Leone Piperno della Chiesa del Santo crocefsso ha benedetto il nuovo giardino.Il presidente del Lions Club Crotone Marchesato, Nella Scalise ha evidenziato che l’area verde è dedicata al fondatore dell’Associazione Internazionale Lions, parlando a lundo della nostra associazione e della sua qualificata presenza nelle varie nazioni del mondo con piu’ di cinque milioni di aderenti. Nella Scalise ha ricordato l’importanza del service Lions sugli alberi affermando che “piantare alberi è fondamentale per gli uomini e per la natura”. E’ intervenuto anche Santino Caccia, socio fondatore del Club di Cutro, che ha voluto evidenziare che il progetto del giardino è stato redatto dall’architetto Fabio Massimo, neo socio del club Marchesato. Particolarmente soddisfatto il sindaco di Cutro Salvatore Migale che, d’intesa con l’assessore Squillace e il presidente del consiglio comunale Gaetano Liperoti, ha appoggiato sin dall’inizio la proposta del Lions Club conclusasi, adesso, con una adeguata valorizzazione dell’area scelta, divenuta una delle piu’ belle della città. Una iniziativa, dunque, particolarmente felice che rende merito al Lions Club nel segno del suo fondatore Melvin JoMimmo Futia Distretto Lions 108ya 2 0 1 2 - N.3 Con una solenne cerimonia è stato inaugurato a Cutro un giardino pubblico intitolato a Melvin Jones, fondatore dell’ Associazione Lions. La manifestazione, attivata dal Lions Club Crotone Marchesato presieduta da Nella Scalise si è svolta alla presenza del sindaco di Cutro Salvatore Migale con la partecipazione di molti cittadini e responsabili di altre associazioni. L’iniziativa è scaturita dall’attività lionistica nell’ambito della campagna “Piantiamo un milione di alberi” e si è concretizzata con il “giardino Melvin Jones” realizzato in via Padre Pacifico Zeccaro, nell’area della rotatoria che corta alla Caserma dell’esercito, zona, quindi, Nelle foto due momenti della cerimonia e il plastico della zona f e b b r a i o Giardino a Cutro intitolato a Melvin Jones 49 I SERVICES 108ya Ancora grande successo per il Service distrettuale f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Quando il sorriso di un bambino illumina il mondo Il napoletano o il turista che si è trovato a passare, in quella luminosa domenica, per via Acton, la strada che osteggia la Stazione Marittima, ha assitito ad uno spettacolo che lo ha certamente incuriosito e meravigliato. Dai cancelli dellUniversità Parthenope, spalancati malgrado la giornata festiva, non uscivano studenti con i libri sottobraccio o seriosi accademici impegnati in dotte conversazioni, ma gruppi di ragazzini, talvolta con i genitori, più spesso con accompagnatori, tutti allegri, con qualche grosso 50 Distretto Lions 108ya sacco dal quale fuoruscivano pezzi di giocattoli . Erano i ragazzi che avevano ricevuto doni in occasione della manifestazione conclusiva di Per il sorriso di un bambino, service che ormai da oltre quindici anni viene organizzato ed attuato dai Club Lions del Distretto 108YA, insieme con la ADU Associazione Dipendenti dellUniversità - e sempre sostenuta dal Rettore che, da sempre, mette a disposizione i locali per lo svolgimento della manifestazione, facendo in modo che, per un giorno, la prestigiosa sede di Via Acton si trasformi in un luogo gioioso e festoso. Sembrava impossibile solo pensare ad una cosa del genere quando, come ha ricordato il Rettore dell’Università . il professor Claudio Quintano, nel centro calcolo dell’Ateneo fu messo al corrente dal professor Carlo Fusco del desiderio di organizzare qualcosa che potesse dare I SERVICES Donato D’Acunto e dalla segretaria Maria Rosaria Barletta, ha saputo portare avanti, con impegno, con spirito di sacrificio,ma con l’aiuto di tanti Clubs ed anche di qualche sponsor spontaneo oltre che di quello preziosissimo dei leo del Club Napoli 1799, quella che ormai è diventata una missione . I bambini che vivono nelle tristi case famiglia, quelli assistiti da associazioni laiche o cattoliche di volontariatio, quelli che si trovano in condizioni di disagio, sono invitati dal comitato a scrivere una letterina a “GesùBambino” esprimendo il desiderio di qualche giocattolo che possa allietare le loro tristi giornate . Il Comitato, provvede poi a rendere reali i desideri, facendo in modo che, grazie ai contributo dei club Lions della città e di alcuni sponsor, venga acquistato quasi tutto quello che viene richiesto . Di qui il gran numero di biciclette, di bambole, di giochi da tavolo, di giochi elettronici che favevano bella mostra di sé nel cortile dellUniversità . La manifestazione si è svolta in un clima ovvio di allegria e di serenità, con i bambini che educatamente, ma fremendo per l’attesa, ascoltavano le parole del sacerdote celebrante la funzione religiosa, del rettore dell’Università, professor Claudio Quintano, dei primo vicegovernatore Gianfranco Sava e del governatore Michele Roperto, che ha invitato i presenti a prender esempio dallo sguardo innocente dei bambini il cui sorriso “ha detto” “illumina il mondo”. Dopo la funzione religiosa e dopo gli interventi delle autorità un gruppo di animatori ha fatto giocare i bambini. Poi il momento tanto atteso : la consegna dei sacchi con i doni . Ed è stato il momento in cui a più di uno sono venute le lacrime agli occhi: ai bambini, che vedevano esauditi i loro desideri, ai volontari loro assistenti, che sapevano quante sofferenze fossero nella vita di ognuno di loro, agli adulti, sia quelli che si erano impegnati più attivamente sia quelli che comunque avevano dato una mano per la riuscita del service. Non era ancora finita la manifestazione e già Donato D’Acunto, Carlo Fusco, Maria Rosaria Barletta, con i loro collaboratori, incominciavano al prossimo anno con l’impegno di fare sempre meglio,per rendere contento il maggior numero possibile di bambini . Michele Elio Fusco Distretto Lions 108ya f e b b r a i o un sorriso a quei bambini napoletani, e sono tanti, che vivono in situazioni di disagio, assistiti in case famiglia o in strutture nelle quali volontariato ed amore devono sopperire alla perenne insufficienza di mezzi . Donare un sorriso ad un bambino, rendendo reali i suoi desideri ed i suoi sogni nel periodo natalizio, sembrava un’utopia, ma, proprio come recita il motto del governatore del Distretto Lions 108YA “Nulla è impossibile se lo vuoi: anche le utopie sono una meta”. E così un gruppo di volenterosi, coordinati dal Presidente del Comitato Distrettuale del Service, 2 0 1 2 - N.3 108ya 51 I SERVICES 108ya Riconoscimento del sindaco Marco Galdi I lions sono vicini alla citta’ di Antonio De Caro f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Momenti di particolare significato sociale, istituzionale ed umano. Vittorio Del Vecchio, coglie l’occasione per spiegare ai giovani, chi sono i lions e quali sono i loro scopi 52 Il Lions Club Cava-Vietri ha dato vita ad alcuni momenti di particolare significato sociale, istituzionale ed umano. Il primo è stato, nell’Aula Consiliare del Palazzo di Città, con la presentazione del 4° DVD “La Badia ed i Distretti di Mitigliano e Corpo di Cava”, a chiusura della rassegna “Cava dé Tirreni: paesaggi di storia e di arte”, nell’ambito del service distrettuale “Mari e monti del Meridione, risorsa permanente per lo sviluppo turistico delle nostre regioni”. Il presidente del Club, prof. ing. Adolfo Senatore, ha ringraziato il Sindaco per l’ospitalità, ed ha ricordato brevemente come l’iniziativa era partita dall’anno di presidenza della dott.ssa Angela Maria Pellegrino, alla quale hanno fatto seguito i due presidenti dott. Giuseppe Di Domenico ed avv. Maria Teresa de Scianni. Si è arrivati, con il 4° DVD, nell’attuale anno sociale, con il tema della Badia, proprio nell’anno dei festeggiamenti del Millennio della storica Abbazia Benedettina della città metelliana. Il sindaco, prof. avv. Marco Galdi, ha ricordato come i lions “sono stati sempre vicina alla città, con un contributo qualifica- Distretto Lions 108ya to per la valorizzazione del nostro territorio. Cava ha una grande tradizione turistica e questo contributo dei lions offre l’occasione per conoscerla meglio, la proietta nel futuro. Il nostro territorio ha una grande potenzialità turistica ed è il futuro della nostra economia”. Sono intervenuti successivamente gli architetti Giovanni Villani e Lorenzo Santoro dei B.A.A.P. di Salerno ed Avellino, quindi il dott. Mario Galdo, direttore della locale AAST, il cui contributo alla realizzazione dei quattro DVD è stato prezioso ed egli ha ricordato la lettera di sponsorizzazione, ricevuta il 24 novembre 2006, da parte del presidente Angela Maria Pellegrino,” alla quale non era possibile non rispondere favorevolmente e sono particolarmente contento che l’iniziativa è stata portata a termine”. Il sottoscritto, quale responsabile distrettuale del predetto service e socio del Club cavesevietrese ha espresso tutta la sua soddisfazione per l’iniziativa ed ha sottolineato che il service, voluto quest’anno dal governatore, avv. Michele Roperto, risponde esattamente ad uno degli Scopi lionistici:”Prendere interesse attivo al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità”. Le conclusioni sono state del past governatore, avv. Vittorio Del Vecchio, il quale ha colto l’occasione per spiegare stringatamente ma efficientemente, soprattutto ai tanti I SERVICES 108ya i fiori o i ceri, sono le nostre preghiere e, particolarmente la celebrazione eucaristica, e le opere di carità ad essere di vero giovamento alle anime di quelli che ci hanno preceduto. Noi vogliamo affidare tutti i nostri amici scomparsi alla bontà e alla misericordia del Signore perché perdoni le loro umane fragilità e li accolga nel suo regno di luce e di pace”. Tutti momenti, pertanto, di un’attività lionistica che vede il Lions Club Cava-Vietri impegnata da anni ed i cui risultati sono una forte amicizia tra i soci, un costante aumento di soci ed una presenza “qualificata” sul territorio. Antonio De Caro CENTRO DIAGNOSTICO Dott. Giuseppe Ventra s.r.l. Viale Mare Jonio, 5 - 89040 MARINA DI CAULONIA (RC) Tel. e Fax 0964.82682 Laboratorio di Analisi Cliniche e Centro Polispecialistico Inserito negli elenchi del Ministero della Salute , ed iscritto nel registro della Regione Calabria "Laboratorio accreditato ACCREDIA n° 0843” Approvato dalla Regione Calabria per l’istituzione di percorsi formativi degli alimentaristi ed operatori del settore alimentare (OSA) Sede: Viale Mare Ionio, 4 – 89040 Marina di Caulonia (RC) [email protected] – www.centrodiagnosticoventra-eurolab.it Tel./Fax 0964/82185 – Mob. 3929622100 Distretto Lions 108ya 2 0 1 2 - N.3 nostri defunti, officiata da S.E. Mons. Orazio Soricelli, arcivescovo di Amalfi e Cava dé Tirreni, presso la Chiesa del Purgatorio. Nella sua omelia, mons. Soricelli, che è socio onorario del Club cavese-vietrese, ha detto, tra l’altro: “ Questa eucarestia in suffragio dei defunti lions è un gesto di solidarietà, di affetto e di riconoscenza verso gli amici con i quali abbiamo condiviso i nostri ideali e percorso un tratto di strada insieme ed ora dormono il sonno bdella pace. Se la morte ci separa temporaneamente dai nostri cari, tuttavia la fede ci dice che essi non sono lontani da noi ma rimaniamo in comunione con loro. Sappiamo bene che più che f e b b r a i o giovani presenti, chi sono i lions, quali sono i loro scopi. Il momento istituzionale è da ritenersi la visita ufficiale del Governatore, avvenuta presso l’Hotel Scapolatiello, nella città metelliana, unitamente ai Lions Clubs di Nocera-Agro ed Amalfi, come è da tradizione ed è stata l’occasione per l’annuale Festa degli Auguri. Un momento o, meglio, il momento più importante per la vita di un club, avendo la possibilità, tutti i soci, di incontrare il proprio governatore, conoscerlo e farsi conoscere. L’altro momento vissuto intensamente è stato la celebrazione della S. Messa in suffragio dei 53 I SERVICES 108ya Impegno sociale per il Service nazionale La donazione del sangue del cordone ombelicale f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Giovanni Gerosolima 54 Anche quest’anno i Lions Club hanno scelto un argomento di impegno sociale per il Service nazionale dell’anno 2011-2012, dal titolo “La donazione del sangue del cordone ombelicale”. Il Distretto 108YA, diretto dal Governatore, avv. Michele Roperto, ha affidato la cura del Service Nazionale al sottoscritto quale medico chirurgo, specialista in ostetricia e ginecologia. L’attenzione è stata focalizzata sulla donazione del cordone ombelicale, dando una informazione chiara ed efficace sui vari aspetti, medici, etici e sociali, di un gesto che implica, più di altri, forti sollecitazioni emotive e morali dei soggetti coinvolti. L’attenzione del nostro Distretto è rivolta in particolare al mondo e alle problematiche giovanili e alla loro sensibilizzazione all’impegno civile e ad una maggiore consapevolezza nelle scelte che saranno chiamati a fare da adulti. In particolare alle giovani generazioni sono stati rivolti gli incontri organizzati quest’anno, con il coinvolgimento degli istituti scolastici. Dell’argomento si è discusso nell’incontro dibattito organizzato dal Lions Club di Avellino Principato Ultra, diretto per quest’anno sociale dal Presidente, dottor Angelo Buglione, che si è svolto lo scorso 12 novembre ad Avellino, in cui il sottoscritto ha tenuto una relazione su “La donazione del sangue del Distretto Lions 108ya cordone ombelicale”. La giornata di studio ha visto il coinvolgimento degli Istituti Superiori cittadini, con la partecipazione di alunni e insegnanti che hanno seguito con interesse la trattazione dei temi in programma, nell’ambito di una più ampia discussione su “La donazione degli organi; una scelta consapevole”. Supporto determinante è venuto dal Provveditorato agli Studi, ed in particolare dal Provveditore Rosa Grano, e dall’Azienda Ospe- daliera Moscati, nella persona del dottor Vincenzo Di Grezia, che hanno favorito l’incontro dei due mondi, quello didattico e quello scientifico, per una maggiore comprensione delle problematiche legate alla tematica della donazione. Attraverso l’impiego di materiale multimediale, con la proiezione di un filmato esplicativo, l’argomento ha più agevolmente raggiunto la platea, sollecitando una serie di quesiti che dagli studenti presenti in sala sono stati posti ai relatori, testimoniando, in tal modo, come la coscienza giovanile, adeguatamente stimolata, sia pronta all’impegno e all’autocoscienza. Il Convegno ha voluto porre l’accento su uno degli aspetti della donazione ancora poco conosciuto, eppure di grande rilevanza per le positive ricadute che può avere sulla salute dei cittadini: la donazione del sangue del cordone ombelicale. Un sangue particolarmente ricco di cellule staminali, simili a quelle del midollo osseo, che oggi vengono impiegate con successo nel trattamento di più di 70 patologie, prevalentemente patologie del sangue. Le cellule staminali hanno la sorprendente capacità di generare differenti tipi di tessuto dal momento in cui si dividono e si sviluppano. Con questa caratteristica, le cellule staminali svolgono un ruolo essenziale durante lo sviluppo del bambino e potrebbero rivelarsi di importanza cruciale nel recupero dei tessuti danneggiati o invecchiati nel corso della vita. Questa capacità di produrre diversi tipi di cellule di diversa natura le rende al tempo stesso uniche e risolutive per diverse terapie mediche. Inoltre, la semplicità di prelievo del I SERVICES cordone, che altrimenti andrebbe gettato, e la sua assoluta innocuità e assenza di rischio o sofferenza sia per la mamma che per il nascituro, ne fanno una tecnica il cui impiego andrebbe senz’altro incrementato e favorito attraverso l’informazione dei pazienti e la formazione del personale sanitario. Degno di menzione, il forte impegno del Lions Club Castello di Cisterna Vesuvio Nord, e del Presidente, dottor Francesco Del Genio, in collaborazione con il Leo Club, che attraverso convegni, opuscoli informativi e l’istituzione di un concorso rivolto agli alunni delle Scuole Medie Superiori, hanno messo l’accento sulla necessità di incentivare la cultura della donazione di sangue, organi, midollo e cordone ombelicale. Su quest’ultimo aspetto, si è incentrato l’incontro che si è tenuto il 10 dicembre scorso presso il Liceo Classico “V. Imbriani” di Pomigliano d’Arco, nel quale sono intervenuti il dottor Giovanni Gerosolima, Responsabile distrettuale Service Cellule Staminali, il dottor Francesco Raia, Coordinatore per la Campania Service Bioetica, il dottor Vincenzo Iasevoli, Responsabile distrettuale Service Bioetica, il dottor Luigi Buffardi, 2° vice Governatore Distretto 108YA, il dottor Francesco Del Genio, Presidente Lions Club Castello di Cisterna, moderato dalla dottoressa Anita Capasso, Giornalista de “Il Mattino”. Anche Battipaglia, con il suo Lions Club Eboli Battipaglia Host, e la presidente dott.ssa Rita Franco, ha dato il suo fattivo apporto alla campagna, organizzando il “III Workshop Medicina del trapianto di organi, tessuti e cellule staminali”, tenutosi lo scorso 19 dicembre, e nel quale sono intervenuti la dott.ssa Marika Calenda, Presidente Commissione Pari Opportunità. l’avv. Barbara Visco, Presidente F.I.D.A.P.A, oltre ai vertici aziendali del Presidio Ospedaliero di Battipaglia. Sul tema dell’utilizzo e delle applicazioni cliniche delle cellule staminali cordonali hanno relazionato il dottor Vito Clemente, Responsabile centro raccolta Sangue Cordone Ombelicale presso U.O.C., e il dottor Mario Toriello, Biologo presso la Banca Cellule Staminali dell’Ospedale Pausilipon di Napoli. Giovanni Gerosolima Il L. C. Avellino Principato Ultra alla Mostra dei Presepi E’ stato il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, ad inaugurare presso la Casina del Principe di Avellino, la mostra di Presepi in Irpinia, organizzata dalla associazione “Amici del Presepe Irpino” e, il Lions club Avellino Principato Ultra, partecipando alla manifestazione, su iniziativa del sottoscritto e del Vice Presidente Fabio Martucci, ancora una volta si è reso protagonista della vita sociale cittadina. Simbolo per eccellenza del Natale, il Presepe continua da secoli ad ammaliare grandi e piccini, con la sua capacità di trasmettere ad ognuno un profondo messaggio di solidarietà e fede. E´ per questo che la mostra, rappresenta un importante appuntamento nel cartellone di iniziative natalizie che la Città di Avellino dedica a turisti e cittadini. Alcuni tra i migliori esponenti dell´arte presepiale regionale, in particolare Costan- f e b b r a i o di Angelo Buglione 2 0 1 2 - N.3 108ya tino e Antonietta Iandolo, hanno offerto a tutti l´opportunità di apprezzare opere uniche e suggestive, vesti curate nei minimi particolari e rigorosamente cucite a mano con fili d’oro e scene quotidiane di vita,come il carretto con buoi. Autentiche testimonianze di una tradizione destinata, per fortuna, a non tramontare mai. 55 Distretto Lions 108ya I SERVICES 108ya Da festa degli auguri a festa della solidarietà Un Natale diverso per il Lions Club Cosenza Castello Svevo f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Roberto Coscarelli 56 Quest’anno il Presidente del Lions Club Cosenza Castello Svevo, Luigi Marino, e il suo staff hanno voluto dare una “veste” diversa alla consueta Cerimonia per lo Scambio degli Auguri di Natale. La Cerimonia, infatti, è stata una vera e propria festa, svoltasi nella nota discoteca “Live” di Cosenza, contrassegnata dalla partecipazione di numerosissimi amici e colleghi dei soci e all’insegna della solidarietà. La festa è iniziata con un discorso augurale del Presidente, proseguita con la Cerimonia di ingresso di un nuovo socio e col saluto e augurio del Governatore, Michele Roperto, dato ai presenti per l’occasione dalla Delegata Lucia Clausi; poi è continuata con tanta musica, ballo, ed una cena finger-food, a cui hanno partecipato tantissime persone di Cosenza e del suo hinterland. L’estrazione di regali, messi a disposizione da diverse e rinomate ditte Distretto Lions 108ya di Cosenza e provincia, ha dato anche un tocco di suspense alla festa. L’aspetto della solidarietà, comunque, ha rappresentato “la molla” che ha spinto molte persone a partecipare. Il ricavato dei biglietti, infatti, è stato devoluto agli ospiti della Casa Famiglia “S. Lucia”, struttura ubicata nella frazione Bucita di San Fili (CS): una trentina circa fra bambini e giovani, appartenenti a famiglie in condizioni sociali o economiche disagiate. L’Istituto è gestito dalle «Terziarie Minime della Passione», ordine fondato dalla cosentina suor Elena Aiello, denominata “La Monaca Santa”, grande benefattrice e creatrice di opere assistenziali, morta il 19 giugno 1961 e dichiarata Beata dalla Chiesa con una solenne celebrazione nello stadio San Vito di Cosenza. Ogni anno, infatti, a questi bambini i soci del Lions Club Cosenza Castello Svevo dedicano il loro Natale. I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti hanno permesso di regalare ad ogni ospite del “S. Lucia” un pacco contenente quanto di più necessario per l’abbigliamento ed il tempo libero. La consegna di questi doni è avvenuta, ad opera degli stessi soci, nello stesso Istituto “S. Lucia”, in una piovosa serata di dicembre, allietata però dai canti da parte dei bambini ospiti dell’Istituto. Un pullmino messo a disposizione da un socio del Club ha permesso, poi, di portare bambini del S. Lucia e soci del Club in una pizzeria, dove la serata si è conclusa con tanta allegria, specie da parte dei giovani ospiti. Anche quest’anno i Lions hanno dato pratica dimostrazione come, anche e soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale, non possano essere dimenticate la solidarietà e la vicinanza nei confronti dei meno fortunati della nostra società. I SERVICES 108ya Il L.C. Paestum da Scacco al Diabete po terapeutico e diagnostico. La giornata si è divisa quindi in due momenti. Il Service, è stato organizzato da Marco Botta e Vincenzo Mallamaci del Lions Club Paestum. L’iniziativa si è rivolta a medici chirurghi, dietisti, farmacisti, infermieri, ortottisti per aggiornamenti in merito alla diagnostica, alle terapie, alla prevenzione e alla cura delle complicanze della malattia. Variegati gli interventi. da Biagio Tizio, responsabile del Centro Diabetologico dell’Asl, Distretto 64 di Eboli a Francesco Guarino, dirigente della divisione di Neurologia dell’ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno, a Vanessa Prota, medico oculista, Nicola Di Lorenzo, ortottista e specialista in optometria, nonchè Rosita Apicella, dirigente medico presso la divisione di Chirurgia dell’ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli. Porte aperte ai pazienti e ai loro familiari per il question time per lo “Scacco al diabete”. Il dottor Vincenzo Mallamaci, cardiologo, direttore scientifico e moderatore dell’evento nell’invitare a partecipare all’evento ha evidenziato «Nel mondo ci sono 366 milioni di diabetici; 3 milioni solo in Italia di cui 1 milione non è al corrente di essere affetto da questa patologia. Trascorsi dieci anni senza curare la malattia, le complicanze sugli altri organi sono inevitabili. Il primo organo ad essere colpito dal diabete è il cuore, a seguire i reni e il sistema nervoso. …. L’obesità è la maggiore causa di permanenza dello zucchero nel sangue perché non permette la dispersione delle calorie che ingeriamo….. E’ necessario evitare una vita sedentaria, seguire una dieta che non esageri con l’apporto di zuccheri ed effettuare controlli medici periodici soprattutto in casi di familiarità». Marco Botta Distretto Lions 108ya f e b b r a i o Un’occasione di confronto tra medici e pazienti per fare scacco al diabete. E’ l’opportunità creata dal Lions Club Paestum in occasione del Corso di aggiornamento di Educazione Continua in Medicina sulle Neuropatie Diabetiche. Presso la sala convegni del caseificio “Il Granato”, si è tenuto non solo un evento formativo per medici, farmacisti e infermieri ma soprattutto un evento sociale. Lo scopo è stato di raccogliere le istanze dei pazienti cercando di dare delle risposte concrete ai problemi quotidiani che comporta una malattia metabolica cronica come il diabete. Dal diabetologo al neurologo, al chirurgo, dall’oculista all’ortottista: medici specialisti sono stati a disposizione di pazienti diabetici e dei loro familiari per rispondere a domande, elargire consigli e aprire gli orizzonti su nuove prospettive in cam- 2 0 1 2 - N.3 Medici, specialisti, pazienti e familiari a confronto 57 I SERVICES f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 108ya 58 CONVEGNO SUI RISCHI GIOVANILI DEL “COSENZA CASTELLO SVEVO” I MINORI ED IL MONDO VIRTUALE Proiettati alcuni filmati realizzati a cura della della Polizia di Stato, concernenti la lotta alla pedo-pornografia on line ed i rischi connessi all’uso sempre più diffuso, specie da parte delle adolescenti, delle chat. Si è svolto a Cosenza, presso l’Auditorium “A. Guarasci” del Liceo Classico “B. Telesio”, un interessante incontro organizzato dal Lions Club “Cosenza Castello Svevo”, sul tema “I minori ed i rischi del mondo virtuale: ruolo della famiglia e delle istituzioni”. Dopo i saluti dell’Assessore per la Distretto Lions 108ya Solidarietà e la Coesione Sociale, Alessandra De Rosa, del Comune di Cosenza, dell’On. Giampaolo Chiappetta, Consigliere di maggioranza della Regione Calabria (che ha lanciato la proposta di un tavolo tecnico sull’argomento con rappresentanti del mondo della scuola, dell’associazionismo e della Polizia Postale), e del Responsabile Service della VI Circoscrizione Lions, Mariateresa Camastra, il Presidente del Lions Club Cosenza Castello Svevo, Luigi Marino, ha presentato il service, sottolineando la necessità di aiutare gli adolescenti a ritrovare se stessi, evitando loro di divenire “moderni eremiti”, che non si rapportano con la realtà. Le relazioni, sapientemente introdotte e raccordate dalla giornalista Rosalba Baldino, hanno preso avvio con l’intervento di Elisabetta Scala, Coordinatore Nazionale e Responsabile Osservatorio Media del MOIGE - Movimento Italiano Genitori, che ha fornito un vero e proprio decalogo sull’uso della rete, utile sia per i genitori sia per gli insegnanti, concernente il posizionamento e il tempo da dedicare al PC, la scelta dei siti, i filtri di cui dotare i computer, cercando di fare in modo che i minori possano effettuare una “navigazione guidata”. La Scala ha, inoltre, presentato i diversi progetti che il MOIGE, con ottimi risultati, sta portando avanti (“Per un Web sicuro”, “Non cadere nella Rete”, “Il Web per amico”) in diverse scuole del territorio nazionale, creando una I SERVICES della citata Sezione della Polizia di Stato, concernenti la lotta alla pedo-pornografia on line (filmato a cui ha partecipato anche l’attore Giancarlo Giannini) ed i rischi connessi all’uso sempre più diffuso, specie da parte delle adolescenti, delle chat. La relazione conclusiva è stata svolta da Marina Pasqua, penalista e consulente legale di “Telefono rosa” per la Calabria, la quale ha illustrato tutte le norme di legge e le sentenze relative ai reati più frequenti connessi con l’uso della rete: lo stalking tramite i social network, il cyberbullismo, la pedo-pornografia, il gioco d’azzardo. La Pasqua si è soffermata anche sul recente D.L. sulla lotta all’adescamento di minori on line e sulla necessità che vi sia un maggiore rigore sul controllo delle registrazioni degli utenti ai social network. Ha concluso l’interessante incontro il Presidente della VI Circoscrizione Lions, Antonio Cosentino, che, oltre a porgere il saluto del Governatore del Distretto, Michele Roperto, ha sottolineato l’importanza cha da sempre il Lions International rivolge alle problematiche concernenti i minori e la loro educazione. Cosentino, in merito alla tematica oggetto del service, ha ricordato le parole di don Mazzi: l’invito a “riscoprire la cena” nell’ambito delle famiglie intende rimarcare la necessità di saper dedicare maggiore attenzione e tempo di qualità ai giovani delle nostre famiglie. Ciò rimane sicuramente il miglior deterrente ad un uso improprio delle grandi potenzialità che la rete internet riesce ad offrire. Roberto Coscarelli Distretto Lions 108ya f e b b r a i o sorta di sinergia fra insegnanti, genitori e adolescenti. Angela Costabile, docente di Psicologia della Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università della Calabria, ha parlato, invece, di una “cocostruzione delle conoscenze” e di una “retro-socializzazione”, in quanto sono proprio i minori che richiedono ai genitori di evolversi nell’ambito delle conoscenze informatiche. Dai “nativi digitali” si è passati ai “touchscreen children” ed ai “bambini alwayson”: “occorre prendere consapevolezza – ha sottolineato la Costabile - che ormai il “triangolo bambini-adulti-media” è una realtà e da questa occorre partire”. E’ stata, quindi, la volta di Tiziana Scarpelli, Responsabile della Sezione di Cosenza della Polizia Postale e delle Comunicazioni, che ha illustrato i risultati conseguiti dalla Polizia Postale nella lotta contro i reati perpetrati tramite la rete e le modalità utilizzate (“operazioni sotto copertura”) per la loro scoperta. Molto istruttivi sono risultati stati i due filmati proiettati nel corso dell’incontro, realizzati a cura 2 0 1 2 - N.3 108ya 59 I SERVICES 108ya Abazia della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni. - Affresco raffigurante la visione dei tre raggi luminosi di S. Alferio f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 150 anni sul filo della memoria 60 Il maltempo ha impedito lo svolgimento di un importante concerto ma la serata è stata pregna di significato. Riconoscimento al Governatore Michele Roperto Con ospite d’onore il Governatore Michele Roperto, è stato organizzato un significativo incontro presso l’Abazia della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni. L’evento ha richiamato la presenza di numerosi soci di diversi clubs del Distretto anche perché aveva il duplice scopo di festeggiare la chiusura delle iniziative legate al Millennio dalla nascita della Badia di Cava de’ Tirreni (1011-2011) e di quelle organizzate in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Per l’occasione era stato previsto lo svolgimento di un Concerto della Compagnia Polifonica Aulos, di Lamezia Terme, dal titolo “150 Anni sul Filo della Memoria” il cui programma prevedeva l’esecuzione delle più belle arie e canti popolari che hanno segnato in modo particolare il corso storico dell’Italia dall’Unità ai giorni nostri. La pregevole organizzazione del concerto effettuata, su iniziativa del Governatore, dal Distretto 108ya in collaborazione con il Lions club Cava-Vietri, non ha però avuto il giusto coronamento in quanto le Distretto Lions 108ya inclementi condizioni metereologiche verificatesi in Calabria proprio il giorno del concerto, con un’eccezionale nevicata e forti raffiche di vento, hanno impedito alla Polifonica di raggiungere la Città di Cava de’ Tirreni. La mancata esecuzione del Concerto ha certamente determinato molta amarezza e disorientamento negli organizzatori ed in particolar modo nel Governatore che tanta passione ed attenzione aveva posto in questo evento di elevata qualità anche per il valore ed il prestigio della Compagnia Polifonica, composta da maestri e voci soliste che notoriamente alternano esecuzioni classiche ad un repertorio musicale tratto dalla tradizione popolare e che avrebbe dovuto allietare la serata ottenendo il giusto riconoscimento al proprio impegno così come solitamente viene loro tributato. Malgrado ciò, però, la serata è stata ben articolata, con l’ aggiunta della visione di un DVD realizzato per i festeggiamenti dei 150 anni dall’Unità d’Italia e poi di quello, già in programma, sulla città di Cava de’ Tirreni, realizzato dal Club Lions Cava-Vietri su iniziativa prestigiosa della Past-President, Angela Maria Pellegrino, nel suo anno di presidenza e poi sostenuto negli anni a venire dai Presidenti che si sono susseguiti, fino ad oggi, per la sua preparazione ed elaborazione oltre che per il supporto economico necessario. Quindi si sono avvicendati nei saluti e nei ringraziamenti i vari Past Governatori presenti, Bruno Cavaliere, Vittorio Del Vecchio, Emilio Cirillo. Con il Governatore Michele Roperto, era presente anche S.E. il Padre Abate Dom. Giordano Rota O.S.B., ringraziato personalmente dal Presidente della IV Circoscrizione, Paolo Gattola che gli ha offerto la spilla commemorativa del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, consegnata poi a tutti gli altri officers presenti. Nell’occasione Michele Roperto ha ricevuto una medaglia pervenuta dalla Presidenza della Repubblica Italiana e consegnatagli dal Presidente Paolo Gattola, come ringraziamento e riconoscimento dell’alto valore dell’opera di divulgazione e di impegno sociale profuso nell’anno I SERVICES 108ya 2 0 1 2 - N.3 sociale in corso. Presenti alla serata in alta uniforme anche Danilo Gattola, Consigliere di Ambasciata della Repubblica del Congo, Gerardo Iovine, neo associato Lions e illustre rappresentante dell’Istituto I.I.A.S.C.E.P.P. (Istituto Italiano Alti Studi sulla Crescita e l’Evoluzione Personale e Professionale dell’Università di Salerno) e Giovanna La Cava Gattola, delegata dal Governatore per la solidarietà con la Repubblica del Mali. Un incontro che è stato piacevole, dunque, nonostante il concerto che è servito a riflessioni preziose e pregne di significato morale in questo periodo di grandi stravolgimenti e crisi dei valori. f e b b r a i o Maria Teresa de Scianni 61 Distretto Lions 108ya I SERVICES 108ya I premi ad alcuni promettenti giovani talenti f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Premio “Luigi Francavilla” tra musica cultura e solidarietà Dal Premio Francavilla il messaggio sul come coniugare cultura e solidarietà. Nei saloni del Grand Hotel Polo Nautico a Salerno, si è svolta lì11° edizione del Premio “Luigi Francavilla”, organizzato dal Centro campano di Cultura “Francavilla” e dal Lions Club Salerno Principessa Sichelgaita. Il programma della serata ha previsto oltre alle consuete premiazioni anche due concerti diretti il primo dal M° Giuliani ed il secondo dal M° Giuseppe Sabbatini con la partecipazione del M° Felice Cusano. I proventi della manifestazione sono stati destinati in parte al progetto del prof. Giulio Tarro “ Musica e Ricerca insieme”, in parte alla L.C.I.F. ed in par- 62 Distretto Lions 108ya te alla mensa San Francesco di Salerno. L’orchestra di giovani talenti dedicata alla memoria di Sandro Verzari, sotto la sapiente guida dei maestri Direttori d’orchestra, ha interpretato brani dal Mercadante, brani di Verdi, Rossini, Puccini. Sono stati premiati due giovani provenienti dall’Accademia di Santa Cecilia di Roma e due giovani provenienti invece uno dal Conservatorio di Reggio Calabria e l’altra da quello di Bari. I maestri Cusano, Giuliani e Sabatini sono stati semplicemente splendidi all’altezza della loro fama internazionale e dei loro ruoli di grandi protagonisti ed interpreti della musica classica nel mondo. Il prof. Tarro, Lions d’eccezione oltre che scienziato di chiara fama, ha illustrato il suo programma di ricerca in collaborazione con il Premio Francavilla, mentre il Presidente del L.C. Salerno Principessa Sichelgaita, Rita Mazza Laurenzi ed il Presidente di Circoscrizione Paolo Gattola hanno parlato della Fondazione Lions, strumento fondamentale per portare soccorso ai bisognosi a livello internazionale e della Mensa San Francesco che si occupa a livello locale di sfamare barboni, poveri e indigenti della città di Salerno. Una serata all’insegna della cultura unita alla solidarietà che i presenti hanno saputo apprezzare, per il livello altissimo di professionalità dei musicisti, per il talento e lo spessore culturale dell’avvenimento, per cui ringraziamo per l’ottima organizzazione la responsabile circoscrizionale del service sulla Fondazione Lions, Angela Coviello Iuorio ed il presidente del Centro campano di cultura Giovanni Paracuollo. di Emma Ferrante I SERVICES 108ya Arte e solidarieta Metti una sera a cena… ha fatto seguito l’esecuzione “O Fortuna” dalla “Carmina Burana” della Corale Mutterle diretta dal Maestro Guglielmo Francese. Le compagnie “Danzarte” e “Strong Company” dirette da Stefano Forti e Gilda Palladino hanno poi eseguito coreografie sul tema del cibo. Allo spettacolo hanno anche preso parte altri artisti di rilievo che hanno messo in scena propri lavori a tema tra cui Pia Lanciotti, formata alla scuola del Teatro Piccolo di Milano sotto la direzione di Giorgio Strehler, che ha partecipato a varie trasmissioni e fiction in Rai, come “Il commissario Montalbano”, e Ivano Schiavo, protagonista di “La squadra” e “Un posto al sole”, e di spettacoli teatrali con Lina Sastri e Massimo Ranieri. Tra la prima e la seconda parte, il pubblico ha potuto apprezzare l’intervento di Michele Placido che ha premiato i vincitori del Festival “Cinecibo” e ha consegnato il ricavato della serata di beneficenza alla Presidente del Club Eboli Battipaglia Host. In chiusura il “Valzer del brindisi” dalla “Traviata” di Giuseppe Verdi è stato accompagnato da un brindisi collettivo di tutto il pubblico presente al quale erano stati distribuiti calici con spumante italiano per brindare ai 150 anni della storia d’Italia. Senza alcun dubbio una serata emozionante, una pregevole iniziativa ed un’occasione sapientemente colta al volo dalla brava Presidente Rita Franco che, se ripetuta anche per il prossimo anno, potrà contribuire fattivamente a sostenere le campagne di sensibilizzazione che la nostra associazione di servizio persegue e contribuisce a realizzare concretamente sul nostro territorio Campano. Distretto Lions 108ya f e b b r a i o un’intervista rilasciata qualche giorno prima della serata, l’organizzatore Donato Ciociola, richiamando la cena che poi ha concluso l’evento, ha dichiarato: “la cena-spettacolo sarà anche un momento per sensibilizzare le coscienze sul tema, con l’obiettivo di far comprendere che i disturbi alimentari sono un modo per comunicare il proprio malessere; questi disturbi non devono essere considerati malattie dell’appetito bensì probabili disagi psicologici ben più profondi. Il rapporto con il cibo diventa l’anestetico che permette di non sentire la sofferenza, un’auto-cura per non pensare”. Hanno partecipato personalità del mondo dello spettacolo per contribuire, con la loro presenza, alla conoscenza delle attività organizzate sul territorio per aiutare chi soffre di anoressia, bulimia ed altre malattie legate all’alimentazione. Alla pregevole iniziativa hanno collaborato anche varie realtà associative, che hanno dato il loro apporto come donatori, acquirenti e co-organizzatori della serata di beneficenza tra cui il Lions Club Eboli Battipaglia Host la cui presidente dott.ssa Rita Franco ha accolto il pubblico e i graditi ospiti con un saluto benaugurale ed a cui 2 0 1 2 - N.3 di Maria Teresa de Scianni Una cena spettacolo con Michele Placido per aiutare chi soffre di disturbi alimentari. Si è tenuta presso il teatro Ariston di Paestum, in occasione di Cinecibo, il Festival internazionale del cinema a tema gastronomico presieduto, appunto, da Michele Placido e diretto da Donato Ciociola. E’ stata la serata conclusiva dal titolo “Il Sapore delle Arti” la cui realizzazione era già stata anticipata nel mese di ottobre 2011 durante il Festival del Cinema di Venezia. L’appuntamento è stato inserito nel programma di “Cinecibo” in contemporanea alla sesta edizione del “Salone Internazionale della Mozzarella di Bufala Campana e dell’Alimentazione Mediterranea”. Il ricavato della serata è stato devoluto al Lions Club Eboli Battipaglia Host per progetti territoriali a contrasto dei disturbi dell’Alimentazione. La direzione artistica è stata affidata al Maestro Guglielmo Francese e la regia a Stefano Forti, coreografo Rai che ha lavorato per 20 anni con Raffaella Carrà. Lo spettacolo è stato presentato dalle gemelle Laura e Silvia Squizzato, conosciute al pubblico per la loro partecipazione alla trasmissione di RAI 2 “Mezzogiorno in Famiglia”. In 63 I SERVICES 108ya Il Lions Club Morra De Sanctis Alta Irpinia a Calabritto “Il Sud sia protagonista f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 della sua crescita” 64 Promuovere il bene civico delle comunità di appartenenza e dare un contributo alla costruzione di quel futuro che tutti auspicano, in qualità di cittadini meridionali e italiani, è l’obiettivo della grande forza associativa dei Lions del Sud. E’, dunque , il momento per i Meridionali di essere protagonisti attivi della propria crescita e non spettatori passivi di iniziative altrui. E’quanto auspicato dai grandi meridionalisti, ma soprattutto dall’irpino Guido Dorso “ Il Sud non ha bisogno di carità ma di giustizia; il Sud non chiede aiuto ma libertà. Se il Meridione non riuscirà a distruggere la causa della propria inferiorità da se stesso, con la sua libera iniziativa e seguendo l’esempio dei suoi figli migliori, tutto sarà inutile”. Esordisce in tal modo la scrivente Dora Garofalo al convegno, tenuto presso l’aula consiliare del Comune di Calabritto, sulla “Evoluzione storica, politica e culturale della questione meridionale”. Una costante nel nostro Paese che affonda le sue radici in tempi antecedenti alla stessa unificazione. Ripercorre le tappe storiche iniziando dalle dominazioni dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, per giungere ai Borboni e, attraverso la spedizione dei Mille, alla conquista regia dei Savoia. Signorie e Regni che hanno avuto un ruolo determinante nel sancire le differenze storiche, politiche, di costume e di formazione del Paese, per un verso comunale e dall’altro feudale. Differenze che, unitamente alla ridotta efficacia della politica regionale e nazionale hanno com- Distretto Lions 108ya di Dora Garofalo promesso il superamento del divario ancora esistente tra Nord e Sud ed hanno frenato lo sviluppo del Meridione. Il professore Michele Ceres, presidente del Lions Club Morra De Sanctis Alta Irpinia, ha analizzato l’origine, la diffusione e la permanenza dei tanti pregiudizi degli Italiani del Nord verso i connazionali del Sud. Pregiudizi che, a distanza di 150 anni dal compimento dell’unità d’Italia, ancora non consentono un’effettiva e completa fusione tra Meridionali e Settentrionali. Pregiudizi che spesso non consentono neanche di esaminare nei giusti limiti le connessioni tra questione meridionale e quella mafiosa, la quale, a sua volta, chiama in causa una ineludibile questione settentrionale. Varia era in origine la natura di questi pregiudizi che, sia pure in parte, resistono tuttora. Vi sono pregiudizi di ordine storico e politico, altri di natura psicologica ed altri, infine, derivano da assurde pretese di diversità antropologica. Nel loro insieme, costituiscono un complesso di luoghi comuni che, nell’ipotesi più indulgente, sta alla base del senso di semplice appartenenza ad una precisa realtà storico-geografica, ma il più delle volte esprime un complesso di superiorità verso i Meridionali. La verità è che troppe volte la diversità rispetto al Sud ha offerto alle regioni progredite del Nord l’alibi per perpetuare a proprio vantaggio la frattura fra le “due Italie”. La Nazione era unita politicamente non antropologicamente, interviene il professore universitario Francesco D’Episcopo, bisognava costruirla e furono gli scrittori che si dedicarono a questo. L’Italia è, forse, l’unico Paese al mondo dove è stata fatta l’unità prima a livello linguistico e culturale e poi politico. La cultura e la letteratura, infatti, hanno avuto un ruolo primario nel provocare la rivoluzione delle coscienze e le ragioni di essere uniti e di essere Patria pur nelle enormi differenze. “Prima che la letteratura fosse un tutt’uno con il processo Risorgimentale, già il Petrarca e il Leopardi dedicavano canti famosi all’Italia. Lo stesso Manzoni arriverà a costruire il suo grande Romanzo solo dopo venti anni per elaborare una parlata che fosse nazionale e non lombarda”. D’Episcopo inneggia in tal modo all’azione profetica degli scrittori vissuti prima dell’unificazione e prosegue analizzando le luci e le ombre della letteratura postunitaria che ha elaborato le varie forme di crisi, soprattutto il concetto di un Sud immobile e privo di storia, prendendo lo spunto dalla lettura del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e dei Viceré di Federico De Roberto. Intravede nelle risposte dei vari scrittori postunitari analizzati un certo disfattismo e l’annullamento di ogni speranza. E’ mancata spesso, secondo il suo parere, nella letteratura meridionale, la fase delle proposte e delle prospettive di sviluppo. Gli scrittori meridionali hanno preferito emigrare tutti al Nord dove era la grande industria I SERVICES 108ya siasi tentativo di riforma, ha proseguito, potrà aver successo solo se le Amministrazioni locali saranno sostenute finanziariamente dal Governo centrale e dalle Regioni. L’ingegnere Gaetano Mirone ha elogiato l’iniziativa che conclude le celebrazioni dell’Unità Nazionale programmate dai Lions della Campania per ricordare il momento importante della unificazione che scaturisce ed è inscindibile da una lunga tradizione storica che parte dal Risorgimento ed arriva alla Carta Costituzionale. Il preside Federico Cassese, coordinatore del convegno, ha sottolineato come l’incontro, mettendo insieme contenuti, linguaggi e sfaccettature diverse di una questione tuttora aperta, abbia rappresentato una mappa che tiene vivo un discorso iniziato 150 anni or sono e che costituisce un patrimonio vivo di memorie da cui trarre la forza nelle nostre virtù e la speranza di un futuro pieno di ogni possibilità. Su iniziativa del Lions Clubs Polistena si è svolto - per la prima volta all’interno del Duomo di Polistena – un apprezzato concerto organizzato soprattutto per sottolineare e far risaltare il significato di Solidarietà. La musica è diventata, infatti, un messaggio ideale di un concreto atto di amore e di solidarietà rivolta ai bambini delle comunità del territorio. Si sono fatti carico dell’iniziativa, nello spirito che anima l’associazione, gli amici Lions che s’iden- tificano non per il Distintivo che portano al bavero della giacca, ma per quello che fanno, per le iniziative di Servizio che intraprendono, perché si sentono utili a qualcuno, perché sono uomini liberi, che sacrificano se stessi e la loro famiglia per il bene della Collettività. E,soprattutto, nel rispetto dell’Etica Lionistica che ricorda, tra i tanti principi, l’importanza dell’Essere solidale con il prossimo mediante l’aiuto ai deboli, i soccorsi ai bisognosi, la simpatia ai Sofferenti. 2 0 1 2 - N.3 Dal Lions Club di Polistena musica e solidarieta’ Con i fondi raccolti si è cercato di soddisfare le richieste delle bambine ospiti dell’orfanotrofio femminile di Polistena, che tramite una letterina hanno richiesto cosa si aspettavano da “Babbo Natale”. Una parte dei fondi raccolti saranno utilizzati per dare aiuto ai ragazzi della “Associazione Libera Terra” che hanno avuto degli atti vandalici nei territori che hanno in gestione, con l’acquisto di un cospicuo numero di alberi di ulivo. Infine saranno coinvolti i ragazzi ospiti della “Comunità Luigi Monti” per piantare gli alberi acquistati, con la doppia finalità, educativa nel rispetto dell’ambiente che ci circonda avvicinandoli alla natura e dando loro un sostegno economico, legato all’iniziativa a cui parteciperanno Aldo Randazzo Distretto Lions 108ya f e b b r a i o editoriale, per trovare lavoro e poter conseguire qualche premio Nobel, come avvenuto per Salvatore Quasimodo, genio fecondo ma ingabbiato come il nostro Sud, le cui energie intellettive e morali continuano a subire ingiustizie che ne lacerano il tessuto sociale. Il sindaco di Calabritto, Gelsomino Centanni , nel salutare i convegnisti ha posto l’accento sul ruolo insostituibile che oggi i Comuni svolgono nel contatto quotidiano con la gente amministrata. Qual- 65 I SERVICES 108ya Lions Club Napoli Monte Nuovo” f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Un depuratore per l’acqua potabile alla “Casa del bambino” di Castel Volturno “L’acqua non è un’opinione, un credo, un’idea. E’ una realtà senza la quale non si vive. Viene prima dell’etica, della filosofia, della politica, della religione. L’acqua è un bene prezioso, indispensabile a tutte le attività umane” (un lion) Il Lions Club Napoli Monte Nuovo, è l’unico Lions Club del Distretto 108 Ya composto da Soci di varie nazionalità che operano nell’ambito della NATO di Bagnoli a Napoli. Dalla costituzione del Club, i Soci si sono sempre distinti nello sfruttare tutte le occasioni che si presentano utili per la raccolta 66 Distretto Lions 108ya fondi. Per l’Anno Sociale in corso hanno consegnato alla Comunità dei Missionari Comboniani di Castel Volturno “Casa del Bambino” un depuratore per l’acqua potabile di cui la struttura era sprovvista evitando così le innumerevoli spese per l’acquisto delle bottiglie di acqua potabile. Tale struttura offre la possibilità alle mamme immigrate di poter lasciare i loro figli, dai 2 ai 5 anni, in un luogo sereno e sicuro, dove possono giocare, pranzare e dormire. Le attività si svolgono dal lunedì al venerdì dalla mattina al tardo pommeriggio, per i ragazzi delle scuole elementari e delle scuole medie c’è la possibilità di frequentare il doposcuola. La comunità è da sempre impegnato nella tutela e nella promozione dei diritti degli immigrati e nell’accoglienza di persone in difficoltà. Purtroppo il territorio offre po- che possibilità di aggregazione per i bambini e i ragazzi di questa età. Per questo motivo e per evitare spiacevoli situazioni future, si cerca di offrire un luogo sereno dove ciascuno possa vivere secondo le esigenze della sua età. La Comunità ha voluto donare una targa in segno di gratitudine e riconoscenza per tutti i Soci del Lions Club Napoli Monte Nuovo che erano rappresentati dal Vice Presidente Thiel Ib, alla presenza del padre Claudio Gasparro presidente dell’Associazione Black and White, dal vice presidente padre Antonio Bonato con le mansioni di economo, dalla signora Margherita Visco responsabile d’area della scuola materna “Casa del Bambino”, dal pediatra, volontario, dottore Mario Di Cesare dell’ospedale San Paolo di Napoli e dal “tuttofare” dottor Robert Visco responsabile della “Casa del Bambino” Found Reising. In rappresentanza del Governatore del Distretto 108 Ya – dell’International Association of Lions Clubs - Avv. Prof. Michele Roperto è intervenuto il Presidente della 1^ Circosczione Cav. Hubert Bowinkel che oltre a complimentarsi per l’operato eccellente che il Club svolge per la comunità per l’utilità alla salvaguardia della salute verso i bambini, ha sottolineato anche che i Lions sono sempre pronti ad ogni evenienza di necessità verso il prossimo bisognoso senza distinzione di colore e religione, concludendo con la frase tipico del Governatore: volare alto nella continuità là... dove osano le aquile. Hubert Bowinkel Thorsten Smoll I SERVICES 108ya Un Service nato sul treno. Andavamo a Napoli per partecipare al gabinetto del Governatore Emilio Cirillo. Nella vettura accanto viaggiava il I° vice Governatore Michele Roperto che, a conoscenza delle mie iniziative nelle scuole, mi chiamò per saperne di più e si impegnò di inserire nel suo programma da Governatore il Service distrettuale pregandomi di inviargli un titolo adeguato. Scelsi:” L’educazione sanitaria strumento di prevenzione primaria: sessualità, contraccezione e malattie sessualmente trasmesse”. Pensai ai vaccini ed agli anticorpi che essi inducono a produrre nel nostro corpo a protezione delle malattie infettive trasmissibili; alle scuole, in cui è davvero difficile guidare i giovani alla tutela della loro salute. Quindi, l’educazione sanitaria come un vaccino. E chi meglio di noi lions ha la sensibilità, la voglia e l’entusiasmo di cavalcare questo grande impegno? Ognuno nel proprio ruolo e con le proprie peculiarità! I nostri giovani hanno bisogno di noi. La mancanza di corrette informa- zioni e scarso senso di responsabilità sono le cause di alcune condotte eccessive ed inadeguate che possono arrecare danni alla loro a salute psico-fisica. E’ compito di noi lions trovare ed offrire loro spazi di dialogo e modi corretti per attuare quelle occasioni di incontri educativi nei quali i ragazzi inizino a prendere in mano in modo corretto la gestione della propria vita e della propria salute. L’educazione sessuale è un problema di basilare importanza; una buona conoscenza è alla base di una corretta informazione che sia l’inizio della tanto auspicata prevenzione. E l’educazione sanitaria potrebbe e dovrebbe contribuire in modo decisivo alla fondamentale opera di prevenzione dei rischi connessi ad una sessualità esercitata ancora oggi in modo immaturo e comunque poco consapevole. Infatti, gli obiettivi di queste iniziative, vanno nella direzione di ridurre il numero di gravidanze indesiderate, e quindi il ricorso alla interruzione volontaria della gravidanza, e di prevenire le malattie sessualmente trasmesse che si stanno diffondendo enormemente. Da queste considerazioni è partita la mia informazione sul Service verso gli officers coinvolti e tanti altri lions del distretto. Molti non sono stati contattati per le ovvie difficoltà oggettive. Qualora fossero interessati possono facilmente manifestarmelo. Intanto segnalo le riuscitissime manifestazioni che fin qui sono state prodotte: 12 novembre Liceo scientifico Scorza di Cosenza (due relazioni in una mattinata) - 10 dicembre Liceo Classico Telesio di Cosenza . Entrambe a cura del L.C. Castello Svevo di Cosenza dell’ottimo Presidente Gigi Marino che mi ha “appaltato” - 19 novembre Istituto Magistrale di Locri, a cura del Lions Club di locri, presieduto da Giuseppe Ventra, su organizzazione dell’amico Rocco Vasile. - 3 dicembre Liceo Scientifico di Serra San Bruno a cura del locale Lions club guidato dal Presidente Pino Barbara con la presenza del Presidente di Circoscrizione Antonio Fabrizio. Tutti incontri entusiasmanti che hanno visto gli studenti partecipare attivamente con numerosissime e pertinenti domande. Girare in lungo ed in largo la Calabria per portare messaggi lionistici è gratificante. Spero di consumare tanti e tanti altri chilometri. Distretto Lions 108ya f e b b r a i o L’educazione sanitaria strumento di prevenzione primaria. L’importanza di parlare con i giovani, soprattutto nelle scuole 2 0 1 2 - N.3 Sessualità, contraccezione e malattie sessualmente trasmesse di Giovanni Micalizzi 67 I SERVICES 108ya Lions Club ed il Leo Club Napoli Floridiana f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 Tutti a scuola nel Burkina Faso Presso il Circolo Sottufficiali della Marina Militare in Napoli, per la sensibile disponibilità del suo presidente, Stefano Ingrao, ha avuto luogo un torneo di burraco finalizzato al supporto del progetto “Tutti a scuola nel Burkina Faso”, tema di studio nazionale voluto ed organizzato dai giovani Leo e dal Club padrino Napoli Floridiana, rappresentati rispettivamente da presidente Laura Russo e dalla sottoscritta. Il progetto è inteso ad incrementare l’alfabetizzazione, purtroppo ancora molto carente, tra la popolazione di quest’area dell’Africa Occidentale. Secondo stime Unicef, nel periodo 2000 – 2007, solo il 29% degli adulti risultava essere alfabetizzato e, nello stesso periodo, tra i bambini è stato stimato un 47% di 68 Distretto Lions 108ya scolarizzazione a livello di scuola primaria. Un dato che però considera tutti i bambini che più o meno hanno frequentato la scuola senza necessariamente terminare il ciclo e che scende a circa il 36% se si considera chi ha terminato almeno il primo ciclo scolastico. Solo il 31% circa è di sesso femminile. Favorire l’istruzione e la cultura in paesi sottosviluppati come questo è la base per creare mezzi evolutivi a largo spettro. Sono intervenute ed hanno partecipato personalmente la Delegata di zona della prima Circoscrizione Silvia Pucci e la Responsabile Leo dell’area sud Gabriella Russo sostenendo la valenza di questo service. Il buon esito della serata è stato dovuto inoltre ad una massic- cia partecipazione dei soci e degli ospiti che hanno dato, con la loro adesione, un notevole contributo. L’attuazione di questo service è la dimostrazione di come Lions e Leo possano sinergicamente collaborare e lavorare per importanti finalità sociali, così come caldeggiato dal Presidente Internazionale Wing-kunTam nel suo messaggio per la campagna di servizio globale “Coinvolgiamo i nostri giovani”. Annamaria Truppo I SERVICES 108ya C’è anche il Lions Club Avellino Principato Ultra Un’esperienza meravigliosa dare corpo ad un sogno che si realizza: anche il Lion Club Avellino Principato Ultra entra a far parte di quel gruppo di clubs, ormai numeroso in Italia, che ha scelto di aderire al Service nazionale “Libro Parlato Lion”. Firmata nella Sala Penta presso il Museo Irpino ad Avellino la convenzione: in calce le firme del Presidente del Club di Avellino Angelo Buglione e dell’Assessore provinciale per l’Integrazione delle Diverse Abilità Linda Mastrominico, unitamente a quella di Pier Riccardo Dazzi vicepresidente del Lion Club Verbania. Alla cerimonia di inaugurazione anche il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Avellino Cosimo Sibilia, il Governatore del Distretto Lions 108 YA avvocato Michele Roperto, responsabile Distrettuale del Service Tommaso Attanasio, il presidente del Lion Club Avellino Host e numerosi soci. Con Avellino diventano 3, dopo Napoli e Benevento, le postazioni del Libro Parlato. Il computer dedicato a dislessici ed ipovedenti è ubicato al secondo pino dello storico edificio avellinese, nelle moderne stanze della Mediateca. Un’attività resa possibile grazie alla gentile collaborazione dell’Amministrazione Provinciale di Avellino che ha messo a disposizione gratuitamente una postazio- ne internet. A disposizione ci sono 7mila volumi, ma il numero è destinato a crescere. “Siamo felici di poter collaborare con il Lion Club Avellino Principato Ultra- ha sottolineato il Presidente della Provincia, Cosimo Sibilia- quando si possono offrire servizi alle comunità. In un momento particolarmente difficile per il welfare penalizzato dai continui tagli del Governo,è importante poter contare su associazioni come Lion sempre propositive nel miglioramento dei servizi”. Soddisfazione per la realizzazione del Service è stata espressa dal Governatore Michele Roperto che ha salutato con favore la sensibilità dimostrata dalla Provincia di Avellino: ”L’associazione dei Lions lavora in sinergia e spesso in sussidiarietà con le amministrazioni per migliorare le realtà locali. E’ passare dalle parole ai fatti, è avviare un Service, l’espressione più alta di essere Lion”. Il responsabile distrettuale del Service, Tommaso Attanasio, ha sottolineato il valore di quanto si stava realizzando nella consapevolezza di continuare un discorso avviato ormai oltre 35 anni fa dal Lion Club Verbania. Un progetto innovativo dal punto di vista tecnico e unico anche perché completamente gratuito; progetto che vuole in primo luogo dare la possibilità di soddisfare il grande interesse per la lettura e lo studio a chi non dispone del prezioso dono della vista e, in secondo luogo, dimostrare quanto anche le persone con disabilità sensoriali non siano assolutamente penalizzate nell’utilizzo della rete Internet. Soddisfazione per la firma della convenzione è stata espressa dal presidente del Club Avellino Principato Ultra, Angelo Buglione: ”Ora inizia il nostro lavoro, dobbiamo far conoscere questo nuovo servizio perché siano numerosi soprattutto i giovani dislessici e ipovedenti a poterne fruire. Presto anche la novità: nell’ottica di sviluppare sempre più la conoscenza di usi e costumi locali sarà possibile divulgare anche racconti e poesie in dialetto. Ci adoperemo perché poeti e scrittori irpini offrano il loro contributo di testi e voce”. Distretto Lions 108ya 2 0 1 2 - N.3 di Marina D’Apice f e b b r a i o Libro parlato lions 69 I SERVICES 108ya Etica e informatica Importante messaggio ai giovani firmato Lions Club Taurianova “V. Salinarium” presente anche Antonio Marziale f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 di Antonio Guerrisi 70 Gli studenti degli Istituti Superiori I.T.C.G. di Taurianova e del Liceo Classico di Cittanova sono stati i destinatari delle riflessioni emerse durante la Conversazione sul tema “Questioni etico-sociali e nuove tecnologie nell’epoca post-moderna”, tenutasi presso l’Auditorium dell’Istituto Tecnico Gemelli-Careri di Taurianova. Il service del Lions Club Taurianova “Vallis Salinarum”, presieduto da Giuseppe Meduri, è stato un vero successo, se la misura è quella dell’attenzione che i ragazzi hanno dedicato durante l’esposizione delle coinvolgenti relazioni offerte dagli illustri relatori; ai quali ultimi va, peraltro, dato il merito di essere riusciti a creare una forte empatia, sia per i sottotemi trattati, di sicuro interesse per i giovani, sia per il modo di porgere le argomentazioni, che, pur colte e impegnative, sono state magistralmente tracciate con il linguaggio più gradito all’uditorio. Lo stesso Dirigente scolastico prof. Giuseppe Loprete, ha posto in risalto la positività del partenariato esistente tra il Lions Club di Taurianova e l’Istituto “Gemelli Careri” che consente la realizzazione di numerosi progetti, e del Presidente di Zona, dott. Paolo Pensabene. Il service è stato presentato dal Presidente Meduri che ha ricorda che da sempre il Club dedica molta attenzione al mondo giovanile, proprio sulla Distretto Lions 108ya convinzione che questa sia la realtà sulla quale bisogna operare per una crescita civile della comunità. La dott.ssa Patrizia Morano, socia del Club ed esperta di cibernetica e intelligenza artificiale, ha trac- ciato un pregevolissimo lavoro di ricostruzione delle scoperte e delle invenzioni dell’uomo per migliorare la condizione della vita, soffermandosi particolarmente su quelle dedicate alla comunica- I SERVICES infine l’intervento del dott. Antonio Marziale, sociologo e Presidente dell’Osservatorio sui diritti dei Minori, organismo che proprio in questi giorni ha celebrato il decennale della sua fondazione. Marziale, tornato nelle vesti di relatore nell’Istituto Scolastico della sua formazione giovanile, intrattenendo l’uditorio intorno all’impatto delle nuove tecnologie sulla società ha sottolineato l’importanza della famiglia e della scuola nella individuazione delle fonti formative per l’età evolutiva e per il controllo al fine di un corretto uso degli strumenti di tecnologia avanzata che sono sempre più a disposizione dei minori. Anzi, ha auspicato una sempre più intensa interazione tra famiglia e scuola proprio per cogliere sin da subito i segnali di stati di disagio dei ragazzi e apprestare i dovuti presidi socio-sanitari utili a correggere eventuali devianze. E’ evidente, ha chiarito il relatore allertando i genitori e gli operatori del mondo scolastico, che i modelli etici di riferimento che contribuiscono alla formazione in età evolutiva condizioneranno la stessa società futura. Le conclusioni sono state affidate al Past Governatore Do- menico Laruffa, il quale ha portato le sue esperienze di editore, nel senso tradizionale della carta stampata, per porre in risalto l’approccio generazionale con i mezzi tecnologici di comunicazione. Ha, cioè, richiamato l’attenzione sul “reale” rapporto tra persone, che solo può dare l’esatta percezione della dimensione umana dell’interlocutore, rispetto al telematico scambio di informazioni. In tale prospettiva il Past Governatore ha tenuto a valorizzare la funzione dei Lions Clubs quale “luogo” di incontro tra esseri che si scambiano esperienze umane, associative, personali e professionali, all’insegna dei principi di amicizia e solidarietà, rafforzati dal calore che viene dalla fisica presenza. Manifesta la soddisfazione di tutti i Lions convenuti, tra i quali va segnalata la presenza del Segretario Distrettuale, geom. Antonio Fuscaldo, per un evento che ha dato ai giovani, ai genitori e agli operatori scolastici forti spunti per una profonda riflessione sull’approccio corretto, quanto utile, dei mezzi tecnologici che il progresso pone a disposizione dell’uomo. Antonio Guerrisi Distretto Lions 108ya f e b b r a i o zione, con i conseguenti vantaggi sulla conservazione del pensiero dell’uomo e sulla rapidità della sua trasmissione e le ricadute in ogni settore delle attività, dallo studio all’informazione e ai servizi, dall’esercizio delle professioni alle attività imprenditoriali. Aiutati dal supporto informatico dedicato all’occasione, creato appositamente dalla relatrice, gli studenti hanno potuto visivamente fissare l’evoluzione del mezzo di comunicazione dalla “Stele di Rosetta” ai documenti elettronici dei nostri giorni, con la futuristica, ma non troppo, proiezione verso gli androidi. A seguire, la relazione del dott. Antonio Guarnaccia, psicologo dell’ASP 5 di Reggio Calabria ed esperto presso “Exodus” per le tossicodipendenze, che ha posto l’indice sulle ripercussioni psicologiche dell’uso degli strumenti informatici e sui disturbi comportamentali. L’esposizione ha interessato particolarmente i giovani che si sono immedesimati poichè il relatore ha rappresentato, anche con riferimenti a significative sue esperienze professionali, la condizione psicologica di alcuni ragazzi che vivono uno stato di disagio proprio per l’uso non controllato delle nuove tecnologie, telefoni cellulari, computers e quant’altro, molto spesso utilizzati oltre la loro funzione propria. Il relatore ha evidenziato i rischi connessi alla virtualità della vita di relazione tramite gli strumenti informatici, sottolineando la sostanziale differenza tra la frequentazione fisica e la volatile interazione tecnologica, quest’ultima ormai pericolosamente preferita dai giovani, con il rischio di una loro virtuale socialità a fronte, invece, di una loro reale solitudine. Molto apprezzato, 2 0 1 2 - N.3 108ya 71 I SERVICES 108ya 1ª EDIZIONE DEL PREMIO DI GIORNALISMO DEL LIONS CLUBS INTERNATIONAL f e b b r a i o 2 0 1 2 - N.3 La solidarietà e le grandi firme 72 Il Premio è ideato e promosso dal Multidistretto 108 Italy del Lions Clubs International ed ha lo scopo di premiare un giornalista televisivo nazionale un giornalista della carta stampata nazionale ai quali si riconoscono impegno, professionalità e creatività di eccellenza e attenzione prestata ad un valore universale quale la Solidarietà. Le segnalazioni saranno a cura dei Lions italiani. I premi verranno assegnati da una Commissione nominata dal Consiglio dei Governatori. L’assegnazione dei Premi avverrà il 4 maggio 2012, presso il nuovo Palacongressi di Riccione. Nell’occasione avverrà anche la premiazione dei vincitori del Concorso “Chi sono i Lions?”, “Sezione Giovani”. 1ª EDIZIONE DEL PREMIO DI GIORNALISMO DEL LIONS CLUBS INTERNATIONAL MULTIDISTRETTO 108 ITALY Sezione Giovani Chi sono i Lions? Nell’ambito della 1ª edizione del premio di Giornalismo Lions Clubs International - Multidistretto 108 Italy, è bandito un Premio sul tema: “Chi sono i Lions?”. La vera solidarietà, che rifugge l’indifferenza verso le sofferenze del mondo, è chiamata a guidare un cambiamento sociale nella direzione del rispetto della dignità e dei fondamentali diritti dell’essere umano, senza discriminazioni. La solidarietà infatti travalica tutte le barriere: razziali, politiche, religiose, culturali... per estendersi ad un autentico impegno civile nella diffusione della Cultura della Libertà, della Pace e della salvaguardia dell’ambiente naturale del nostro pianeta, la casa delle future generazioni. Sono questi i principi sui quali si fonda l’Associazione del Lions Clubs International, nata negli Stati Uniti nel 1917. Finalità • Nell’ottica della vocazione solidaristica e di impegno civile del Lions Clubs International, permettere ai giovani, con la stesura di un testo giornalistico, di cimentarsi in una “competizione” che li veda veri protagonisti. • Premiare le potenzialità dei giovani fornendo ai più meritevoli un incentivo concreto per progredire nel loro cammino di formazione. • Far emergere capacità linguistico-ideative e critiche di eccellenza nel campo giornalistico. • Divulgare gli ideali del Lions Clubs international. Regolamento • Al concorso possono partecipare: appassionati di scrittura, studenti di Scuola Superiore, universitari, studenti iscritti alle scuole italiane di giornalismo riconosciute dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, giornalisti... di età compresa tra i 16 e i 30 anni. La partecipazione al concorso è gratuita. • Tema - L’oggetto del Concorso è la predisposizione di un testo letterario di carattere giornalistico, nel quale si presenta l’Associazione Internazionale dei Lions Clubs, evidenziandone il valore delle finalità solidali e dell’impegno civile. Distretto Lions 108ya • Tempi - I partecipanti dovranno far pervenire l’elaborato, della lunghezza di due cartelle dattiloscritte, in forma cartacea al seguente indirizzo: Segreteria Nazionale Lions Multidistretto 108 Italy, Piazza Buenos Aires, 5 - 00198 Roma ed un file al seguente indirizzo e-mail: segreteria.lions@ libero.it entro il 31 marzo 2012. I lavori dovranno contenente in calce: nome e cognome dell’autore, data di nascita, indirizzo, recapito telefonico ed indirizzo e-mail. • Valutazione - I lavori verranno valutati da una Giuria composta da esperti del settore e figure istituzionali del Lions Clubs international. I criteri di valutazione sono: la coerenza al tema, il contenuto innovativo e la valenza stilistica. • Premiazione - La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà il 4 maggio 2012, presso il nuovo Palacongressi di Riccione, in occasione dell’evento pubblico nell’ambito del quale sarà consegnato anche il Premio “La solidarietà e le grandi firme”, assegnato ad un giornalista nazionale. I giovani premiati saranno tempestivamente informati, anche circa gli orari della manifestazione. • Premi - Verranno assegnati due Premi dell’importo di 1.500 euro cadauno e ai testi premiati sarà data una ampia visibilità nei siti lionistici ed attraverso la stampa in opuscoli divulgativi da distribuire durante eventi importanti e conferenze-stampa del Lions Clubs International. Ai primi 10 classificati saranno assegnati diplomi di merito. La partecipazione implica l’accettazione di tutte le norme del presente Regolamento. Tutti i testi inviati non saranno restituiti e l’Organizzazione si riserva per tutti il diritto all’eventuale pubblicazione. I premi non ritirati direttamente o per delega, rimarranno di proprietà dell’Associazione. Gli autori rispondono personalmente dell’autenticità ed originalità dei lavori presentati, sollevando l’Associzione organizzatrice da eventuali plagi. 108 Ya Anno Sociale 2011-2012 - N. 3 Governatore Michele Roperto Associazione Internazionale Lions Clubs: Rivista del Distretto 108 YA “Nulla è impossibile ... se lo vuoi: anche le utopie sono una meta” Salerno: Castello Arechi