108 Ya
Anno Sociale 2011-2012 - N. 3
Governatore Michele Roperto
Associazione Internazionale Lions Clubs: Rivista del Distretto 108 YA
“Nulla è impossibile ... se lo vuoi:
anche le utopie sono una meta”
Salerno: Castello Arechi
IL MESSAGGIO DEL GOVERNATORE
108ya
EDITORIALE
2 Dal lionismo che non c’è più, al lionismo da vivere insieme di A. Bava
IL GOVERNATORE
3 Recessione economica e responsabilità etica di Michele Roperto
“ Nulla è impossibile... se lo vuoi;
anche le utopie sono una meta”.
La Rivista del Distretto
il “Progetto Mali” innova la metodologia degli aiuti umanitari
Un’allieva con le bandiere dell’Italia e del Mali
1.- Lo scopo del Progetto
Il Centro Internazionale di Ricerche per
lo Sviluppo e la Pace tra i Popoli “Cittadinanza Umanitaria” – Service Permanente del Distretto108 YA è stato
inaugurato dal Presidente Internazionale del Lions Clubs International Mahendra Amarasuriya nell’anno di servizio
del Governatore Alfonso Caterino.
Lo scopo del Centro è superare la concezione tradizionale degli aiuti umanitari, denunziata nel libro di Dambisa
Mohio, dal titolo significativo La carità
che uccide (Mandadori 2010).
L’inaugurazione del Centro da parte del
Presidente Internazionale e il ruolo internazionale del Centro si giustificano
con il fatto che il Progetto Mali interessa la stessa Fondazione internazionale della nostra Associazione, perché
durante il biennio del suo mandato, il
Direttore Internazionale Prof. Avv. Ermanno Bocchini, ha presentato al Comitato esecutivo della Fondazione della
quale egli ha fatto parte un vero e proprio “Progetto Generale di revisione del
Programma internazionale degli Aiuti
umanitari (“Strategic Plan”).
Il Comitato esecutivo internazionale
nella seduta del 28 ottobre 2008, ha
esaminato il Progetto e il Presidente
ha, formalmente, chiesto al Direttore
Bocchini di sperimentare il suo Progetto, in Africa, attraverso l’opera di un
qualsiasi Distretto, fornendo al Comi-
I LIONS
6 Un futuro da vivere insieme di G. Sava
8 Il lionismo che non c’è più di D. Laruffa
10 Crescita associativa e formazione di Accarino e Barbieri
12 Un cuore senza confini
l’intervista
17 Franco Di Mare di A Bava
tato esecutivo della Fondazione, rapporto scritto con i Protocolli della sperimentazione effettuata
2.- Il “Development and Freedom Act
2010” e i seminari di Cross-fertilization di Napoli
La sfida della sperimentazione di
Gli allievi insieme con l’istruttrice signora Di Muccio posano esibendo campioni del loro
prodotto
PRIMO PIANO
20 Siamo nell’anno delle olimpiadi di Franca Matilde Gallo
21 Incrementiamo il verde con l’amico albero
22 Il “Te Deum dei calabresi ”di Gian Lorenzo Cardona di Bruno Chinè
24 A. Veneto e A. Santoro “Toghe D’oro” di Ettore Tigani
26 Dal brigantaggio di un tempo alla camorra di oggi di A. Di Biase
28 Operazione Mato Grosso di Rodolfo Trotta
32 I Lions ......... della “Varia” di Palmi di Liliana Caruso
34 Cimitile e Museo Archeologico di Nola di Sergio Brancaccio
i personaggi
38 I cinque martiri di Gerace di Vincenzo Cataldo
108Ya
Editore
The International Association
of Lions Clubs
Distretto 108Ya
Anno sociale 2011- 2012
Autorizzazione del Tribunale di Vibo
Valentia
n. 51/1983 del 3 gennaio 1983
Governatore
MICHELE ROPERTO
Direttore Responsabile
ARISTIDE BAVA
Responsabile Redazionale
SABATO RUGGIERO
Responsabile Telematico:
DOMENICO FUTIA
RIFLESSIONI E OPINIONI
40 La qualita’ della vita di Andrea Tartaglione
42 La centralita’ dei club per il rinnovare l’Associazione di B. Canetti
44 Pianeta Islam: le realtà oltre i fondamentalismi.di Clara Guarino
46 Il bubbone c’e’; ma i chirurghi pure… di Paolo Mobrici
47 Quale futuro per le giovani generazioni di Antonio Antonuccio
I SERVICES
48 Poster per la Pace - Primo premio del Distretto a Sara D’Arrigo
49 Giardino a Cutro intitolato a Melvin Jones di Mimmo Futia
50 Quando il sorriso di un bambino illumina il mondo di M. Elio Fusco
52 I lions sono vicini alla citta’di Antonio De Caro
54 La donazione del sangue del cordone ombelicale di G. Gerosolima
55 ll L. C. Avellino P. U. alla Mostra dei Presepi di Angelo Buglione
56 Un Natale diverso per il L.C. Cosenza Castello S. di R. Coscarelli
57 Medici, specialisti, pazienti e familiari a confronto di Marco Botta
58 I minori ed il mondo virtuale di Roberto Coscarelli
60 150 anni sul filo della memori di Maria Teresa de Scianni
62 Premio “Luigi Francavilla” tra musica cultura e solidarietà di E. Ferrante
63 Metti una sera a cena…di Maria Teresa de Scianni
64 “Il Sud sia protagonista della sua crescita” di Dora Garofalo
65 Dal Lions Club di Polistena musica e solidarietà di Aldo Randazzo
66 Un depuratore per l’acqua potabile di H. bowinkel e T. Smoll
67 Sessualità, contraccezione e malattie.......di Giovanni Micalizzi
68 Tutti a scuola nel Burkina Faso di Annamaria Truppo
69 Libro parlato lions di Marina D’Apice
70 Importante messaggio ai giovani......... di Antonio Guerrisi
72 La solidarietà e le grandi frme
In copertina: in basso la riproduzione del guidoncino del Governatore e un richiamo all’unità d’Italia e al
nostro Distretto - Nel retro copertina: Salerno: Castello Arechi
Collaboratore Redazionale
ERNESTO GENONI
Impaginazione, grafica e stampa
Poligrafica Ruggiero
Z. Ind.le Pianodardine
Avellino
Tel. 0825 628411
2 0 1 2 - N.3
Un cuore senza confini
f e b b r a i o
Iniziativa umanitaria del nostro distretto senza precedenti
1
La redazione si riserva il diritto
di modificare gli articoli per
esigenze editoriali.
Per la pubblicazione sulla rivista 108 Ya
gli articoli devono essere in Word
e le immagini in f.to Jpg
da inviare all’indirizzo di
posta elettronica:
[email protected]
aristidebava @libero.it
[email protected]
Si prega apporre la firma
e la carica lions agli articoli
Per il numero 4
Inviare i testi.
POSSIBILMENTE CORREDATI
DA FOTOGRAFIE,
Entro il
31 Marzo 2012
Distretto Lions 108ya
EDITORIALE
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
E D I T O R I A L E
108ya
2
Dal lionismo che non c’è più,
al lionismo da vivere insieme
di Aristide Bava
Questa edizione della nostra
rivista apre, di fatto, l’anno di grazia 2012. E per la verità, l’arrivo di
questo nuovo anno non sembra
nascere sotto i migliori auspici.
Nel momento in cui andiamo in
stampa il nostro Paese è tremendamente scosso dalle proteste,
autotrasportatori in primis, determinate dai pesanti rincari fiscali e
da certe decisioni governative decisamente poco digeribili dai cittadini di ogni ceto sociale. Inutile
aggiungere che la situazione del
meridione e più’ pesante, per gli
atavici mali che si porta appresso
dagli anni pregressi. E a chi si domanda che cosa c’entra ciò con la
nostra associazione non abbiamo
risposte precise da dare, salvo il
fatto che, nel bene e nel male, un
Lions, un buon Lions si deve guardare attorno e prendere atto della
realtà, positiva o negativa che sia,
che lo circonda. E agire di conseguenza. Ecco, dunque, che l’anno
di grazia 2012 diventa, anche per
il mondo lionistico, un anno da
prendere con le pinze. Che induce
anche a qualche attenta riflessione. E chi avrà la bontà di leggere
le pagine di questa rivista “entrerà” anche in queste riflessioni, che
arrivano da Lions molto autorevoli
e non solo per le cariche che occupano o hanno occupato. Ecco,
dunque, che potrete leggere degli
importanti “spaccati” della nostra vita associativa. In positivo e
in negativo a confermare che se
è vero che dobbiamo sentirci or-
Distretto Lions 108ya
gogliosi di essere Lions, dobbiamo
pure prendere atto che qualcosa
(o molte cose) non vanno e che,
quindi, parafrasando un titolo
che abbiamo dato ad un articolo
dell’amico Paolo Mobrici che, appunto, entra nel merito di queste
cose, abbiamo anche i chirurghi
giusti per eliminare il… bubbone.
Il problema vero, però, è di volerlo
fare. La riflessione che stiamo per
offrirvi – lo confessiamo – scaturisce dalle considerazioni del Past
Governatore Mimmo Laruffa che
troverete a pagina 8.
Un’analisi che ci siamo trovati a condividere appieno anche
se, inizialmente, ci ha lasciato un
pizzico di perplessità perché Mimmo Laruffa è Lions non solo autorevole, ma anche Lions che ha
occupato il vertice della nostra
associazione. Un articolo “duro”
il suo ma analizzandolo a fondo e
riflettendo meglio, forse, in questo
momento, addirittura necessario.
Considerazione rafforzata se, poi,
al suo articolo andiamo ad aggiungere quelli di Bruno Canetti,
del già citato Paolo Mobrici, o di
Andrea Tartaglione. E allora? Perché continuare ad essere Lions? La
risposta è semplice. Basta scorrere
le stesse pagine di questa rivista.
Leggere del Progetto Mali, sentirsi orgogliosi dei riconoscimenti attribuiti ad Armando Veneto,
Annunziato Santoro e Giuseppe
Beniamino Fimognari, condividere
le considerazioni di Franca Gallo,
sentirsi partecipi dell’ Operazione
Mato grosso, gioire per il coinvolgimento dei giovani nel “poster
per la pace”, rimanere illuminati
dal sorriso dei bambini “abbracciati” , a Napoli, dalla nostra associazione essere orgogliosi dei
tanti services operativi che avvicinano i Lions alle loro città e ai
loro territori. Ecco, dunque che il
rimpianto di Mimmo Laruffa, per
quel “lionismo che non c’è piu’”
deve lasciare spazio alle nuove
speranze e a nuovi entusiasmi che
lo stesso Past Governatore, malgrado tutto, auspica.
Oggi è tempo dell’ utopia di
Michele Roperto che ha cominciato ad aprire la strada verso un
“rinnovato entusiasmo dell’incontro e dello stare insieme “ per
far riscoprire le reali fondamenta
del rapporto lionistico. Domani
sarà tempo del “futuro da vivere insieme” di Gianfranco Sava
che, ancora, nelle stesse pagine di
questa rivista, da ottimo Maestro
ricorda la necessità di costruire la
sua grande orchestra. Un’orchestra aperta a tutti noi, o quantomeno a quanti, tra di noi, credono
veramente in questa associazione. Andiamo avanti, dunque, con
la consapevolezza che la grande
forza della nostra associazione ci
aiuterà a superare anche i momenti difficili che stiamo vivendo.
IL MESSAGGIO DEL GOVERNATORE
108ya
Recessione economica
e responsabilità etica
Le due crisi si intersecano nella vita di tutti i giorni, e, mentre
per superare la crisi economica
c’è bisogno del concorso di tutte
le comunità, per quella etica c’è
invece bisogno di una scoperta
del valore della coscienza che ci
faccia tornare alla convinzione
che ognuno di noi può e deve
essere considerato per il merito
che produce e non per le raccomandazioni che può utilizzare o,
peggio, per i compromessi tesi
ad ottenere situazioni immeritate di privilegio, a danno di chi ne
avrebbe diritto.
Senza questi valori e questa
convinzione, può anche darsi che
qualcuno consegua posti di co-
mando, ma nel momento della
prova, scoprirà il suo vuoto etico che mortifica la dignità della
persona e che non dà il coraggio
di riconoscere gli errori, per cui
si tende a nasconderli e giustificarli con motivazioni talvolta di
irresponsabilità puerile.
E allora nel nostro paese,
(quello per la unità del quale
coscienze forti si sono impegnate ed hanno dato la vita), può
anche succedere che qualcuno
non sappia chi gli ha pagato
l’acquisto dell’appartamento o
che, nel naufragio, il comandante abbandoni la nave prima
che siano scesi tutti i passeggeri,
lasciandoli in pericolo di morte.
Può anche succedere che rappresentanti della cosa pubblica
pensino più alle mazzette che
non alla dignità della loro funzione o che un amministratore
diventi deliberatamente servo
degli interessi dei singoli, trascurando il dovere di tutelare gli
interessi e il bene della comunità. Può anche succedere che
qualcuno goda di un terremoto
che gli dà la possibilità di speculare sul disastro.
Se così è, quello che oggi toglie qualità alla vita non è tanto
la crisi economica che, peraltro,
è solo crisi nel mondo occidentale, quanto invece la crisi dei
valori morali che ha prodotto un
relativismo assoluto e dannoso
dove ognuno si forma una propria etica e una propria verità,
tese solo ad una soddisfazione
egoistica.
La nostra società, per superare
la crisi, ha certamente bisogno di
risorse economiche, ma, ancora di più, ha bisogno di persone
migliori che sentano il dovere di
testimoniare il rispetto dei diritti
e della dignità di ognuno e che si
sostituiscano a coloro che hanno
perso il senso della vergogna.
Noi Lions, nella preghiera ad
apertura delle nostre cerimonie,
chiediamo di avere la forza per
diventare migliori.
Anche per noi vale il merito e
la testimonianza, portate avanti
con una coscienza forte e non
con la semplice parola.
Se non diventiamo migliori,
rischiamo di lasciare solo una
eredità di parole, cioè di nulla,
perdendo così anche la possibilità di contribuire al necessario risollevamento etico della persona
e della nostra comunità, solo attraverso il quale si può superare il
momento negativo attuale.
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
E’ chiaro
definitivamente
che viviamo in una
società attualmente
in crisi per recessione
economica, ma anche
per mancanza di
responsabilità etica
che dovrebbe portare
ognuno a perseguire
i valori della persona
in modo da formare
coscienze forti che si
prefiggano mete di bene
comune.
2 0 1 2 - N.3
di Michele Roperto
3
I LIONS
108ya
The InTernaTIonal assocIaTIon of lIons clubs
DIsTreTTo 108ya
Anno sociale 2011 - 2012
Governatore: Avv. Michele Roperto
“Nulla è impossibile ... se lo vuoi: anche le utopie sono una meta”
I congresso D’Inverno
Salerno 17 | 18 | 19 Febbraio 2012
Grand Hotel Salerno
Via Lungomare Clemente Tafuri
The International Association of Lions Clubs
Distretto 108 YA
Anno sociale 2011 - 2012
Governatore: avv. Michele Roperto
“Nulla è impossibile... se lo vuoi: anche le utopie sono una meta”
I Congresso d’Inverno
Salerno 17 | 18 | 19 Febbraio 2012
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Salerno, Castello di Arechi
saluto del governatore
P
Cari Soci del Distretto,
la Conferenza d’Inverno è sempre stata considerata come incontro teso alla verifica, medio tempore, degli
impegni profusi nell’attività programmatica dell’anno sociale e delle testimonianze intanto realizzate.
Non cambia il significato di quest’anno anche sotto la nuova dicitura di 1° Congresso d’Inverno.
Ciò perchè alla verifica medio tempore si è aggiunta la nuova funzione deliberante che ha trasformato in
congresso vero e proprio la conferenza originaria.
Sotto l’una espressione o l’altra, quel che importa è l’entusiasmo dell’incontro e dello stare insieme per
verificare la nostra amicizia che è fondamento di ogni rapporto lionistico.
L’amicizia, la testimonianza dei nostri valori, la constatazione di quanto si è fatto nel Distretto ci rinnovano
e ci rendono migliori e danno un significato non solo al nostro esserci, ma anche al distintivo che portiamo.
Vi aspetto numerosi a questo Congresso d’Inverno ed intanto, nello spirito, porgo a tutti un grande abbraccio.
4
Michele Roperto
saluto del ComItato organIzzatore
Amiche ed Amici Lions,
è un grande onore invitarvi al 1° Congresso d’Inverno che si terrà dal 17 al 19 febbraio 2012 a Salerno, sede
scelta dal Governatore Avv. Michele Roperto a cui va il nostro ringraziamento.
La storia nobile ed antica di Salerno, si legge ancora oggi nei resti del castello longobardo di Arechi, nel
Duomo romanico dell’XI secolo, nelle sue splendide Chiese e nei palazzi signorili del centro storico; già
sede antica della Scuola Medica Salernitana è oggi polo di attrazione turistica e culturale, luogo ideale per
un confronto di diverse opinioni e nascita di nuovi percorsi, a tutto vantaggio della nostra Associazione.
L’impegno del Comitato e mio personale è finalizzato alla buona riuscita della manifestazione e a garantire
un soggiorno piacevole, confortevole e proficuo.
In attesa di ritrovarvi numerosi a Salerno, Vi abbraccio affettuosamente.
Lea D’Agostino Siani
Distretto Lions 108ya
V
O
O
O
O
O
S
O
O
O
I LIONS
108ya
Programma
me per
ovano
iamo.
accio.
operto
sede
hi, nel
o; già
e per
ne.
antire
Ore 15,00
grand Hotel salerno - sala vIetrI
3ªRiunionedelConsigliodiGabinettodelGovernatore
Ore16,30-18,30
semInarI delle CommIssIonI - sala vIetrI
AffariInterni
ComunicazioneedImmagine
AttivitàdiServizio
RelazioneconIstituzioniedAmministrazioniLocali
Ore 19,00
grand Hotel salerno
Cocktaildibenvenuto
Ore 21,00
teatro augusteo
ConcertoEvento
Sabato 18 febbraio
Ore9,00-13,00
grand Hotel salerno
Registrazionepartecipantieverificapoteri
Ore 9,00
grand Hotel salerno - sala tafurI
CerimoniadiInaugurazionedelICongressod’Inverno
•Sfilatadellebandiere
•IndirizzidisalutodelleAutorità
•Cerimoniadipremiazionedeivincitoriperil“PosterdellaPace”
Ore10,30
Coffeebreak
l salerno - sala vIetrI
edelConsigliodiGabinettodelGovernatore
lle CommIssIonI - sala vIetrI
ni
ioneedImmagine
ervizio
onIstituzioniedAmministrazioniLocali
l salerno
benvenuto
usteo
vento
salerno
nepartecipantieverificapoteri
l
l salerno - sala tafurI
diInaugurazionedelICongressod’Inverno
lebandiere
isalutodelleAutorità
adipremiazionedeivincitoriperil“PosterdellaPace”
ak
Pausapranzo
Ore15,00
Ore18,30
Ripresadeilavori
•InterventodelPresidentede
•InterventideiResponsabiliD
•Interventiliberi
•InterventodelIIVDG
•InterventodelIVDG
•Interventodell’IPDG
•InterventodelPID
ConclusionidelGovernatore-
Ore 21,00
Hotel Cetus - Cetara
CenadiGala
Domenica 19 febbraio
Ore9,30SS.MessaChiesadelSacroCu
Programma aCComPagnatorI
Venerdì 17 febbraio
Ore17,00
Shoppingincittà
Sabato 18 febbraio
Ore10,00
Ore16,00
Siani
l salerno
nepartecipantieverificapoteri
Ore13,30
VisitaguidataallacittàdiSale
VisitaalleMostre:
*IlCultoMarianotraOriente
ChiesaS.PietroaCorte
*ISegnidellaMemoria(mos
ChiesaS.AndreadeLavinia
*MeditazionisullaViaCrucis
ChiesaS.MariaDeLama
Ore 11,00
InIzIo deI lavorI
•RelazionedelGovernatore
•Relazioni:
SegretarioDistrettuale
TesoriereDistrettuale
CerimoniereDistrettuale
•Trattazionedeicapiall’o.d.g.
Ore13,30
Pausapranzo
Ore15,00
Ore18,30
Ripresadeilavori
•InterventodelPresidentedelDistrettoLeo
•InterventideiResponsabiliDistrettuali
•Interventiliberi
•InterventodelIIVDG
•InterventodelIVDG
•Interventodell’IPDG
•InterventodelPID
ConclusionidelGovernatore-ChiusuradelCongresso
Ore 21,00
Hotel Cetus - Cetara
CenadiGala
Domenica 19 febbraio
Ore9,30SS.MessaChiesadelSacroCuore-PiazzaFerrovia-Salerno
Programma aCComPagnatorI
Venerdì 17 febbraio
Ore17,00
Shoppingincittà
Sabato 18 febbraio
Ore10,00
Ore16,00
2 0 1 2 - N.3
ato in
Venerdì 17 febbraio
Ore12,00-17,00
grand Hotel salerno
Registrazionepartecipantieverificapoteri
InIzIo deI lavorI
•RelazionedelGovernatore
•Relazioni:
SegretarioDistrettuale
TesoriereDistrettuale
CerimoniereDistrettuale
•Trattazionedeicapiall’o.d.g.
VisitaguidataallacittàdiSalerno
VisitaalleMostre:
*IlCultoMarianotraOrienteeOccidente(ceramiche)
ChiesaS.PietroaCorte
*ISegnidellaMemoria(mostrafotografica)
ChiesaS.AndreadeLavinia
*MeditazionisullaViaCrucis-IlRamedeimaestriramai
ChiesaS.MariaDeLama
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
degli
.
Ore 11,00
5
I LIONS
108ya
L’auspicio del primo Vice Governatore
Un futuro da vivere insieme
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Gianfranco Sava
6
ll pensiero lionistico si basa sulla ineludibile necessità di unirsi per lenire la solitudine, potenziare l’amicizia e, soprattutto, dare più valido esito a tutte le
iniziative di varia valenza umana e sociale. Proprio
oggi in cui l’individualismo e il cosmopolitismo si accompagnano e si fanno la guerra, in cui l’unione fra
gli uomini da una parte tende ad omologare le loro
individualità e peculiarità e dall’altra mette a dura
prova l’accettazione rispettosa delle diversità, e la
minaccia del diverso sembra respingere l’individuo
nella sua più cupa e alienante solitudine, il rimedio
più forte e più fecondo è quello di aprirsi all’altro e
costruire, insieme, un completamento di sé e dell’altro. Necessario portare i Lions da magnifici orchestrali, a formare un’orchestra. Cerchiamo di fare
ogni sforzo per smorzare in noi non gli entusiasmi
ma le animosità, per adattare le nostre alle altrui individualità, per rispondere meglio alle esigenze e ai
bisogni dei nostri compagni di vita, per soddisfare le
nostre più intime vocazioni ma non permettere che
siano espressioni velleitarie e personalistiche.
Quando Aristide Bava, direttore della nostra rivista, mi chiese la
prima volta, e poi la seconda, di
preparare una riflessione da pubblicare, accettando, pensai che
fosse la consueta cortese ospitalità a chi si accingeva a ricoprire
l’incarico più prestigioso dell’Associazione. Ora, invece, mi scopro
ad aspettare l’invito con interesse
e a prepararmi ad esso come ad
un appuntamento. Mi sembra cioè
di poter costruire, insieme con
voi che benevolmente mi leggete
ogni volta, le tappe del percorso
che insieme con voi ho iniziato. Mi
Distretto Lions 108ya
sembra cioè che, rivista dopo rivista, possa cominciare a delinearsi
la costruzione di quel progetto che
tanto mi sta a cuore. Perciò, con un
contatto continuato e sviluppante
volta per volta una riflessione non
episodica e slegata, ma coerente
con tutto un sistema di pensiero,
spero di non cadere nella verbosità retorica e ripetitiva di cui tante
volte ci lamentiamo, ma di dare un
contributo concreto alla dinamica
del pensiero lionistico e di giungere più preparato all’attuazione
delle idee. Se prima cioè parlavo
di desiderare il futuro ispirando-
mi ai nostri gloriosi progenitori e,
poi, di costruire il futuro non per
il Sud ma dal Sud, questa volta
mi coglie, forte e convinta, un’esigenza, quella di vivere il futuro.
Ma come? Non c’è dubbio. Insieme. Da sempre i migliori pensatori, nel gettare le basi per la costruzione di convivenze civili o di
più articolate costituzioni statali,
hanno fatto leva sulla vocazione
dell’uomo, esistenziale e sociale,
alla convivenza e all’associazione.
Essere uomini non significa restare
indifferenti di fronte alla vita propria e a quella degli altri. Se infatti
Aristotele definiva l’uomo un animale politico, se Leibniz deprecava l’isolamento della monade,
se Vico, pur considerando l’uomo
un’entità unitaria di pensiero, immaginazione, volontà e passione,
gli attribuiva il compito incessante
della conservazione del bene civile,
se Fichte sosteneva che non si diventa uomini se non tra gli uomini, ponendo nella scoperta dell’altro il primato della coscienza, se
Kant credeva nella universabilità
dell’agire soggettivo e sosteneva
che vivere non è agire, ma reagire,
anche il pensiero lionistico, lo dico
con orgoglio, si basa sulla ineludibile necessità di unirsi per lenire la
solitudine, potenziare l’amicizia e,
soprattutto, dare più valido esito a
tutte le iniziative di varia valenza
umana e sociale. Anche la liber-
I LIONS
confacente anche al nostro agire
lionistico? Sì, è vero che il rispetto
verso di sé è quello di potenziare
le proprie più intime capacità, che
il compito degli educatori e dei
formatori è quello di far emergere
maieuticamente le attitudini individuali, ma il tutto deve comporsi
in un’armonia utile al singolo e
alla collettività, che ha bisogno, è
vero, di lampi di luce e di iniziative egregie, ma che non può progredire verso mete durevoli se non
avvalendosi dell’apporto di tutti.
Ho letto recentemente che i Lions
sono magnifici orchestrali, ma non
formano un’orchestra. Sforziamoci
allora di far sì che le dissonanze si
armonizzino, che la concertazione
valorizzi i singoli strumenti ma che
realizzi un risultato comprensibile
da tutti e soprattutto utile a tutti.
Cerchiamo di fare ogni sforzo per
smorzare in noi non gli entusiasmi ma le animosità, per adattare
le nostre alle altrui individualità,
per rispondere meglio alle esigenze e ai bisogni dei nostri compagni di vita, per soddisfare le nostre più intime vocazioni ma non
permettere che siano espressioni
velleitarie e personalistiche. Consapevoli del legame che ci unisce
agli altri su questa piccola sfera
che ruota nell’immenso universo
e non sprofondati nel narcisismo
individualista che ci spinge a pro-
vare il più completo disinteresse
per l’agire comune, togliamoci dal
solipsismo in cui sembriamo caduti e ritorniamo ad assaporare quel
sentimento comunitario e quella
passione civile che sono le nostre
caratteristiche più importanti, riacquistiamo la sensazione di stare
insieme nel mondo e non ognuno
chiuso in se stesso a perseguire un
improbabile successo individuale.
Per attuare questa trasformazione
bisogna che la coscienza collettiva
faccia un salto di qualità e si possa vivere in coerenza con i nostri
scopi etici. Il futuro ci presenta
scontri di grande importanza: tra
sessi, tra generazioni, tra emigrati
e residenti. Come si può rispondere a queste sfide se non compatti,
privilegiando l’uguaglianza, il senso di comunità, il rispetto dell’altro nella ricerca dell’altro, in una
parola il noi invece dell’io? Termini
come squadra, rete sono entrati
ormai a far parte del nostro linguaggio quotidiano. Cerchiamo di
fare in modo che facciano parte
anche del nostro convinto modo
di pensare e che sostanzino il nostro modo di agire. Solo così, solo
INSIEME, potremo raggiungere i
risultati che ci proponiamo. Solo
così potremo sentirci buoni uomini, buoni cittadini, buoni Lions.
Gianfranco Sava
f e b b r a i o
tà, altro tema fondamentale della
dottrina lionistica, non altro è che
affrontare il gioco del vivere e la
fatica del vivere, prendersi cura del
mondo in un ampio respiro verso il
futuro. Libertà è uscire dalla propria chiusura ed entrare in rapporto con gli altri, dando un senso alla
propria e all’altrui esistenza. Proprio oggi in cui l’individualismo e il
cosmopolitismo si accompagnano
e si fanno la guerra, in cui l’unione
fra gli uomini da una parte tende
ad omologare le loro individualità
e peculiarità e dall’altra mette a
dura prova l’accettazione rispettosa delle diversità, proprio oggi
che la minaccia del diverso sembra
respingere l’individuo nella sua più
cupa e alienante solitudine, proprio oggi il rimedio più forte e più
fecondo è quello di aprirsi all’altro e costruire, insieme, un completamento di sé e dell’altro. Non
sfugge nemmeno l’esigenza, non
esistenziale ma pratica, dell’unirsi,
perché ogni campo dello scibile,
della tecnica, della scienza sembra richiedere tutte le energie,
ma non quelle di solitari pensatori
o antiquati teoretici, bensì quelle
che provengono dal sommarsi fertile delle azioni e dei pensieri, che,
solo, porta alla realizzazione compiuta di ogni attività. Come questo
assunto filosofico, antropologico,
storico, pratico può non essere
2 0 1 2 - N.3
108ya
7
Distretto Lions 108ya
I LIONS
108ya
Rimpianto e speranza di un lion
dinanzi ad un cambiamento epocale
Il lionismo che non c’è più
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Domenico Laruffa
8
Cambiato il mondo,
è cambiato anche il
lionismo. Un tempo
c’era molta attenzione
agli aspetti legali
dell’associazione, lo
statuto del club era
discusso e applicato
con attenzione.
Le quote erano versate
con buona regolarità,
l’ammissione di nuovi
soci avveniva con
oculatezza e il rischio di
ritrovarsi con persone
inadeguate era minimo.
Dopo 25 anni, oggi,
molte cose sono
cambiate. Sono
cambiati anche gli
uomini. Tornerà
l’entusiasmo di una
volta?
Distretto Lions 108ya
Avevo un’idea molto approssimativa dei clubs di servizio,
quando mi fu proposto di far
parte del mio club Reggio Calabria Host. Era l’anno1983-84.
Pensavo allora che si trattasse
di un’organizzazione esclusiva,
non sapevo nulla degli obiettivi, degli scopi. Immaginavo
solamente che l’associarmi nel
lionismo mi avrebbe procurato
del prestigio sociale, quel distintivo dorato sulla mia giacca stava per diventare realtà.
Fui presentato al club durante
un meeting invernale nella sua
sede storica, l’hotel Miramare,
un bell’albergo stile liberty nel
centro della città con un salone
pieno di specchi e con un ampio tratto di pavimento musivo
d’epoca romana ritrovatovi durante i lavori di costruzione. La
cerimonia di ammisione fu per
me deludente. Il mio padrino,
un campione del servizio per
gli altri, Domenico Comi, non
potè partecipare e praticamente rimasi isolato tra tanta gente sconosciuta. Allora nel club
c’erano delle persone eccezionali, vecchi soci che col tempo
ebbi modo di conoscere e apprezzare. Uno di loro mi prese
per mano e mi preparò ad essere lion. Mi spiegò il codice etico e soprattutto mi fece meglio
comprendere il valore dell’amicizia, del rispetto, della dignità,
della lealtà, mi fece conoscere le
regole non scritte che rendono i
buoni cittadini dei galantuomini. Dunque cercai di assimilare
l’etica lionistica, ben sapendo,
comunque, che il vivere secondo morale e onestà deve essere
già patrimonio di chi si accosta
al lionismo. E l’etica lionistica,
capii, non era che l’applicazione
all’etica acquisita in famiglia,
di principi operativi capaci di
estendere la tensione morale
verso il mondo intero, in una
logica di concretezza per essere d’aiuto a chi ne ha bisogno.
Ricordo con nostalgia le assemblee dei soci, frequentatissime, e i discorsi, spesso vere e
proprie arringhe di valenti avvocati o professori, durante la
discussione delle questioni del
sodalizio. Poteva capitare anche
che i discorsi facessero scintille o che il contraddittorio fosse funzionale a qualche burla;
ma subito dopo i contendenti
di opposte tesi si riabbracciavano. Scarseggiava l’ipocrisia.
C’era molta attenzione agli
aspetti legali dell’associazione,
lo statuto del club era discusso
e applicato con attenzione. Le
quote erano versate con buona
regolarità, l’ammissione di nuo-
I LIONS
spirito e le stesse religioni, viste
come freno-ostacolo ai piaceri
della vita; è risaputo che il merito viene riconosciuto poco e
che sembra a molti “normale”
arrangiarsi a scapito della collettività. Da qui al relativismo
culturale. Ciò certamente ha
finito per influenzare anche il
lionismo e i nostri clubs. Ed è
lecito chiedersi se l’associazione
d’oggi sia migliore o peggiore di
quella degli anni ’80. Mi sembra
ovvia la conclusione: cambiato
il mondo, è cambiato il lionismo. E sì, debbo ammettere che
l’associazione di oggi mi sembra
peggiore di quella del mio primo tempo. Mi sembra. Un lion
giovane certamente non si ritroverà nelle mie considerazioni
che non pretendono di corrispondere alla verità. Ma debbo
anche ammettere che le nostre
opere oggi ci sono e si vedono
dappertutto, che ci sono anche
i soci e che ce ne sono anche
di eccezionali. E allora perché la
mia amarezza? Se ne è accorto il lettore? È forse il rimpianto della giovinezza che non c’è
più? Non credo. Per le elezioni
di governatori, vice governatori, direttori internazionali negli
ultimi anni ne ho viste di tutti
i colori. Contrapposizioni senza
esclusione di colpi, senza etica.
Sono stato testimone quando il
distretto sembrava un partito
politico con le inevitabili correnti: “Tu mi dai questo e in cambio
io ti do quest’altro, ti nominerò
generale!”. Ho anche purtroppo
assistito a scene disgustose di
cattiva educazione. E poi, non
sempre si punta, nella scelta
dei governatori, alla qualità dei
candidati, che soprattutto debbono avere equilibrio, un buon
curriculum, buona cultura. Si
punta spesso, invece, a favorire
l’amico, non importa se è bianco o nero. Lasciando da parte il
cambiamento epocale di cui ho
già detto, ciò che soprattutto
oggi tra noi manca è l’entusiasmo che deriva dal sogno e
dall’utopia, come dice il nostro
governatore. Abbiamo bisogno
di una epifania generale di fede
nell’uomo e poi in noi stessi e
negli altri, abbiamo bisogno di
servire con amore chiunque,
partendo dal servizio con amore
per il socio a noi più vicino, che
potrà aver bisogno di comprensione, di aiuto. Un tale Bergson
dice che socialmete l’amore si
chiama fraternità ed esige spirito di sacrificio nel servizio alla
comunità. Certamente faremo
un gran salto di qualità quando
capiremo che tra noi non esiste
alcuna forma di potere; se mai
che esistono, specialmente per
gli officers di più alte responsabilità, gravosi impegni che possono mettere a dura prova la
nostra salute e anche la nostra
economia personale. Quando
i governatori potranno stilare
il loro organigramma o meglio
“ordinamento”, come è definito
in alcuni distretti italiani, senza
subire forzature, sollecitazioni,
raccomandazioni e altro, quel
giorno il nostro lionismo sarà
cresciuto abbastanza e forse
sarà così come Melvin Jones lo
immaginò.
Domenico Laruffa
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
vi soci avveniva con oculatezza
e il rischio di ritrovarsi con persone inadeguate era minimo.
Anche nelle conviviali si badava
molto alle regole del bon ton e
allo stile. Non avveniva mai che
qualcuno si alzasse prima che il
presidente facesse squillare la
campana di chiusura, o che gli
ospiti venissero lasciati in piedi
o da soli. In quegli anni ci divertivamo molto, ci ritrovavamo più volte nelle abitazioni di
questo o di quel socio per giocare a carte durante le feste di
fine anno o a carnevale, in gioiose performance in costume. Si
partiva insieme con pulmini o
in auto per recarci nelle sedi dei
congressi e la domenica, spesso,
si andava in gita tutti insieme.
Ovviamente anche allora si realizzavano i services, sì, si puntava di più sulla beneficenza, perché non era stata ancora ben
introdotta l’idea di un impegno
di cittadinanza attiva; comunque non era certo tutto oro… e
ci si guardava bene dall’assumere pubblicamente posizione su
questioni rilevanti della società
che avessero implicazioni politiche. Oggi molte cose sono cambiate, sono bastati venticinque
anni! È cambiato il mondo, sono
cambiati gli uomini. È opinione
diffusa che la nostra “qualità”
umana non sia più quella di allora, che la scuola e la stessa famiglia non abbiano saputo più
educare e preparare; che il modello economico- sociale basato sui consumi e sull’apparenza
abbia stimolato tutti a volere
sempre di più “cose” materiali
lasciando da parte i valori dello
2 0 1 2 - N.3
108ya
9
I LIONS
108ya
Combattere gli elementi negativi che
frenano l’attività lionistica
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Crescita associativa
di Francesco Barbieri
e formazione
e Francesco Accarino
10
GMT e GLT per
rilanciare l’attività
operativa e
stimolare il rilancio
dell’associazione
Lions ad ogni livello.
Le recenti innovazioni
che ogni socio Lions
dovrebbe conoscere. Il
CEP per coinvolgere di
più, e meglio, tutti i soci.
A Sydney, nel giugno 2010, fu
deliberato di modificare il MERL,
con l’introduzione di due gruppi: al
primo (GMT) fu attribuita la funzione di mirare alla crescita associativa, contrastando l’emorragia
dei soci, al secondo (GLT) la formazione degli Officers nel Distretto e
nei Clubs. Il Consiglio di Amministrazione Internazionale ha inteso,
così, prestare maggiore attenzione
al successo del Club e affrontare le
cause del calo associative.
Quella decisione scaturiva
dalla constatazione che la crescita associativa ed il successo del
Club coincide con la crescita della leadership. Sono stati istituiti il
Global Membership Team (GMT)
e il Global Leadership Team (GLT).
L’anno 2010 /2011 è stato considerato un anno di transizione per avviare le nuove strutture GMT e GLT
entro il 2011/2012. Il Consiglio di
Amministrazione Internazionale di
Seattle del giugno/luglio 2011 ha
ampliato i ruoli e le responsabilità
del Presidente di circoscrizione e
del Presidente di zona:devono coordinare e assistere il GMT distret-
Distretto Lions 108ya
tuale per lo sviluppo soci e il GLT
distrettuale per lo sviluppo leadership. Le due strutture hanno un
Coordinatore distrettuale, che collabora, anzitutto con il suo omologo, in sintonia con il Governatore
distrettuale, il 1° Vice Governatore
(che sovrintende al GMT) e il 2° V
Governatore (che sovrintende al
GLT). Nel nostro Distretto, il Governatore ha individuato, sia per il
GMT, sia per il GLT, un Responsabile per ogni Circoscrizione. Il mandato ha durata di tre anni, durante
i quali i responsabili condurranno
un’analisi dei bisogni dell’area,
svilupperanno e implementeranno
i programmi più adeguati. Tutti i
membri del GMT e del GLT saranno sottoposti a valutazione annuale del rendimento, a seguito
della quale saranno confermati
o rimossi dall’incarico. In sintesi ognuno dei due team ha una
struttura separata, ma parallela,
a livello Internazionale, per Area
Costituzionale, Multidistrettuale,
Distrettuale e Circoscrizionale. Il
Global Membership Team riassume
in sé le funzioni già individuate
come membership, extension, retention; il Global Leadership Team
cura la leadership. Non tutti conoscono queste innovazioni, come
anche la modifica del logo (giallo
e blu), della ragione sociale (Lions
Clubs International), la denominazione dei Presidenti zona (non più
delegati) e le varie modifiche regolamentari.
Ma la novità del GMT/GLT è
molto significativa, poiché introduce ed indica un metodo operativo che coinvolge esplicitamente i
Clubs, le zone, le circoscrizioni e lo
staff del Governatore Distrettuale.
Perché tanto impegno ? soprattutto, perché incarichi triennali in
un’associazione che fa della annualità uno dei suoi punti di forza ? Perché costruire un percorso
richiede tempo; perché le finalità
del progetto sono così importanti
da richiedere stabilità, conoscenza, progressione, applicazione di
metodo, verifica delle risultanze.
Come accennato, il GMT ha
l’obiettivo di favorire la crescita
associativa e l’eccellenza dei soci
e del Club; il GLT ha il compito di
individuare i leaders, curando la
formazione degli Officers per il Distretto e per il Club.
I team hanno a disposizione
una serie di strumenti operativi
di intervento (che possono essere reperiti sul sito internazionale
(www.lionsclubs.org). Per il GMT le
indicazioni si trovano sulla parte
alta della pagina iniziale, cliccando CENTRO PER I SOCI e poi SOCI E
NUOVI SOCI. Per il GLT le indicazioni si trovano sulla parte alta della
pagina iniziale, cliccando CENTRO
PER I SOCI e poi SVILUPPO DELLA
LEADERSHIP. La metodologia di lavoro è quella di entrare nei Clubs
che ne fanno richiesta e in quelli
che il Team distrettuale ritiene bisognevoli di sostegno. È precipuo
compito del GMT aiutare i Clubs a
conseguire l’eccellenza, attraverso
un programma (CEP), che prevede
una precisa metodologia operativa; il GLT dispone di strumenti di
approccio (slide, video, ecc) per
consentire ai soci di approfondire
i temi associativi e di prepararsi a
divenire leader ed officers. La rilevante novità è rappresentata dal
I LIONS
108ya
è fiducia che questo metodo possa vedere tutti i Clubs impegnati,
possa superare i protagonismi, gli
individualismi di tipo organizzativo e personale, che in tutta l’Associazione vengono indicati come
elementi negativi; comportamenti
che debbono far spazio alle iniziative e al protagonismo dei soci
nei Clubs e tramite i Clubs, cellule fondamentali dell’Associazione.
Con questi auspici e in questa prospettiva la nostra attività, il nostro
entusiasmo si pone a disposizione
dei Soci e dei Clubs di tutto il Distretto
Il Coordinatore Distrettuale
GMT - Francesco Barbieri
Il Coordinatore Distrettuale
GLT - Francesco Accarino
2 0 1 2 - N.3
posta di un metodo omogeneo,
che: esalti la ricchezza del Club,
delle diverse professionalità, delle
esperienze, delle varie personalità
e rappresenti l’occasione d’incontro tra i soci; accresca la disponibilità al servizio, i sentimenti di amicizia tra Soci, la comprensione, la
reciproca collaborazione, il gusto
per la condivisione del progetto e
del risultato; offra uno strumento
operativo per superare la monotonia dei rituali associativi, della
passività degli incontri, conferenze, approfondimenti teorici, dello
scarso interesse a far parte dell’Associazione; testimoni l’efficacia
operativa; attui il principio di sussidiarietà. Il percorso non è breve;
ma vi è fiducia, a tutti i livelli. Vi
f e b b r a i o
servizio che il team svolge presso
i Clubs, a domicilio, con un lavoro
capillare. Il Club Excellence Program (CEP) è un metodo operativo
che viene suggerito ai Clubs per
attuare un service, attraverso il
coinvolgimento dei Soci.
Schematicamente:
1 - esaminare i bisogni della
comunità di interesse;
2 – predisporre, con la collaborazione dei Soci, un progetto per
soddisfare i bisogni individuati;
3 - attuare il progetto, svolgendo un service;
4 - verificare l’efficacia del
service realizzato.
A livello internazionale questa
metodologia è stata indicata come
la rivoluzione copernicana, la pro-
11
Distretto Lions 108ya
I LIONS
108ya
Iniziativa umanitaria del nostro distretto senza precedenti
Un cuore senza confini
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
il “Progetto Mali” innova la metodologia degli aiuti umanitari
12
Un’allieva con le bandiere dell’Italia e del Mali
1.- Lo scopo del Progetto
Il Centro Internazionale di Ricerche per
lo Sviluppo e la Pace tra i Popoli “Cittadinanza Umanitaria” – Service Permanente del Distretto108 YA è stato
inaugurato dal Presidente Internazionale del Lions Clubs International Mahendra Amarasuriya nell’anno di servizio
del Governatore Alfonso Caterino.
Lo scopo del Centro è superare la concezione tradizionale degli aiuti umanitari, denunziata nel libro di Dambisa
Mohio, dal titolo significativo La carità
che uccide (Mandadori 2010).
L’inaugurazione del Centro da parte del
Presidente Internazionale e il ruolo internazionale del Centro si giustificano
con il fatto che il Progetto Mali interessa la stessa Fondazione internazionale della nostra Associazione, perché
durante il biennio del suo mandato, il
Direttore Internazionale Prof. Avv. Ermanno Bocchini, ha presentato al Comitato esecutivo della Fondazione della
quale egli ha fatto parte un vero e proprio “Progetto Generale di revisione del
Programma internazionale degli Aiuti
Distretto Lions 108ya
umanitari (“Strategic Plan”).
Il Comitato esecutivo internazionale
nella seduta del 28 ottobre 2008, ha
esaminato il Progetto e il Presidente
ha, formalmente, chiesto al Direttore
Bocchini di sperimentare il suo Progetto, in Africa, attraverso l’opera di un
qualsiasi Distretto, fornendo al Comi-
tato esecutivo della Fondazione, rapporto scritto con i Protocolli della sperimentazione effettuata
2.- Il “Development and Freedom Act
2010” e i seminari di Cross-fertilization di Napoli
La sfida della sperimentazione di
Gli allievi insieme con l’istruttrice signora Di Muccio posano esibendo campioni del loro
prodotto
I LIONS
nuove forme di aiuti umanitari, che il
nostro Distretto ha accettato con coraggio e entusiasmo, si è tradotta in
poche semplici parole: “Aiutiamoli oggi
a non chiedere più aiuto domani” e nel
Protocollo “Development and Freedom
Act”, che s’ispira all’opera celebre di
Amarthya Sen (Premio Nobel dell’economia nell’anno 1998) “Development
is Freedom”.
Il trend negativo del ciclo economico internazionale europeo non
può sovvertire la natura umanitaria che, attraverso la Fondazione
Internazionale (LCIF) spende milioni di dollari per lottare la cecità
prevedibile, la fame, la malaria, la
febbre gialla e il sottosviluppo in
tutto il mondo. L’egoismo che vorrebbe rinchiudersi solo nel proprio
domicilio non appartiene alla tradizione umanitaria internazionale
della nostra associazione.
Sarebbe, del resto, un egoismo
miope. L’effetto di Piano Marshall
del nostro Piano Mali appare evidente. Gli investimenti sono stati
eseguiti ricorrendo ad imprese del
nostro Distretto, inverando il celebre discorso del Presidente degli
Stati Uniti, Truman, al Congresso
degli Stati Uniti: “Aiutiamoli ad aiutarci”. In questa ottica si pensa ad
un vero e proprio gemellaggio tra
la Camera di Commercio di Napoli
e la Camera di Commercio di Bamako (Capitale del Mali).
La nostra storia, quindi, è iniziata con
la realizzazione di Seminari di lavoro
per la programmazione del “Progetto
Mali”, nell’estate del 2010 (Governatore Cirillo) tenuto dalle due delegazioni
formate per l’Italia dal Governatore e
dai referenti del Centro e per il Mali dal
Governatore della Regione Mopti Diarra
e dal Presidente dell’Assemblea regionale della Regione Mopti Mr. Cissì e dai
direttori generali della Formazione Agricola Traorè e dell’Agricoltura Maigà,
nonchè dell’esperto di relazioni commerciali Oumar Diall.
All’esito dei Work-shop durati dal 17 luglio al 22 luglio 2010 è stato deciso
che il Campus “Cittadinanza Umanitaria” comprenderà: a) una scuola di formazione agraria; b) un’infermeria, c)
una fattoria per la produzione di concentrato di pomodoro.
3.- L’attuazione del Progetto Mali e il
cammino della speranza
Da settembre 2010 è iniziato, così, il
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
Si affigge il nostro manifesto
lavoro di sperimentazione del Progetto
approvato dalle due delegazioni.
In tale direzione, durante l’anno del
Governatore Del Vecchio, il Centro ha
selezionato, dopo una lunga ricerca,
un maliano che vivesse in Italia e
avesse, pertanto, la rara qualità di potere essere, in futuro, la vera “guida
culturale ed economica” del Progetto
Lions. Èstato selezionato uno studente
maliano che, conoscendo il maliano e
l’italiano, potesse essere una interfaccia ideale sul piano umano e preziosa
sul piano culturale, avendo conseguito
a pieni voti, il diploma presso il Collegio universitario di Torino.
La Fondazione del Distretto ha destinato a questo giovane, Yacouba Sabere Mounkoro, una Borsa di studio di
Euro 20.000,00 per il vitto e l’alloggio
a Roma per 2 anni (2011-2012) per
conseguire la laurea specialistica in
“Relazioni Internazionali” presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università LUISS di Roma.
Dal canto suo l’Università LUISS di
Roma, riconoscendo l’alto pregio del
Progetto Mali, ha messo a disposizione
del nostro allievo una Borsa di studio di
pari importo (Euro 20.000,00 circa) per
il pagamento di tutte le tasse di iscrizione per il biennio della laurea specialistica presso la Facoltà di Scienze
Politiche dell’Università LUISS.
Il nostro cammino è proseguito, attraverso la selezione degli allievi del Campus e, quindi, del futuro capitale umano
sul quale piantare e fondare le nostre
speranze di utile sperimentazione.
Alla fine, dopo una lunga e faticosa selezione,ecco i 20 allievi del nostro
Campus “Cytoyenné Humanitaire” selezionati con l’aiuto dell’Assistente
Oumar Diall, tutti di Soufurulaye, nati tra
il 1976 e il 1994:
Lassine Kamian, Moussa Kamian, Sirka
Kamian, Amadou Kamian, Soulaymane
Kamian, Fataumata Kamian, Massata
Kamian, Issiaka Soungoro, Kassoum
Fofana, Bouacari Sebo, Oumarou Ka-
2 0 1 2 - N.3
108ya
13
I LIONS
108ya
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
mian, Bouacari Diallo, Kadidia Kamian,
Mama Kamian, Aissuta Kamian, Djeneba Kamian, Abdoulayc Kamian, Anna
Kady Djiga, Fatoumata Dembele,
Maiam Traorè.
4.- L’arrivo del container e l’avvio del
Campus
Individuati gli allievi, la ricerca si è spostata sulla tipologia degli Istruttori del
Campus. La scelta è caduta sull’Azienda Agricola Meridionale Di Muccio, la cui titolare Sig.ra Rosaria Di
Muccio si è dichiarata disponibile a recarsi nel Mali per l’addestramento e la
formazione professionale degli allievi
nella produzione del concentrato di
pomodoro.
Nell’estate del 2011 si è individuato il
medico del Campus, il dott. Mamadou
Konè, che è stato invitato in Italia a frequentare dal 3 settembre al 5 ottobre
uno Stage presso la Facoltà di Medicina dell’Università Federico II di Napoli per approfondire le tecniche della
Ecografia, posto che nella Regione
Mopti, esistono solo pochissimi apparecchi per le ecografie sulla popolazione del territorio.
14
Gli allievi schierati all’ingresso del campo
Distretto Lions 108ya
Il Container è arrivato il 3 dicembre
2011 nel Campus Cittadinanza Umanitaria” di Soufurulaye.
Ecco il contenuto del container:
50 DIVISE “CAMPUS CITTADINANZA
UMANITARIA”/ 5.888 VASETTI DA C.C.
500 IN VETRO PER CONCETRATO POMODOR 4 pedane/ 6.600 CAPSULE
PER CHIUSURA VASETTI/422 CARTONI
CON ALVEARI PER CONTENERE VASETTI IN VETRO/ KG 50 DI CARAMELLE/ 5 GRUPPI TAVOLI DA LAVORO
PER INSERIMENTO N.20 ELABORATORI/20COMPUTERS completi di 20
TASTIERE E 30 MONITOR/2 SCRIVANIE
CHE FORMANO/ 1 CARTONE RECEPTION/ 22 SEDIE/ 2 SCAFFALI/1 CONFEZIONE DI ROTOLI ADESIVO PER LA
CHIUSURA DEI CARTONI/1 CARTONE
NEON/1 CARTONE BANDIERE/ 1 CARTONE MANIFESTI/ 2 CARTONE APP.
MEDICI/ 5 CARTONE MACCHINE PER
POMODORI/ 1 LETTINO INFERMERIA/1 CARTONE LAB. SAN ROCCO/1
VALIGETTA PRONTO SOCCORSO/1
CARTONI CAMICI BIANCO DI MEDICO/
1 APPARECCHIO ANALISI SANGUE.
Nel Campus le lezioni di formazione
agraria sono già iniziate con una equipe
di istruttori formata da: Sig.ra Rosaria
Di Muccio (Istruttore della Fattoria); Dr.
Yakouba Sabere Mounkoro (Istruttore
della Scuola agraria); Soma Ibrahima
Konate (Istruttore della Scuola Agraria);
Dott. Mamadou Konè (Medico del Campus) che ha preso il posto della Istruttrice Simona Talamo che all’ultimo
momento non è potuta partire; Omar
Diall (addetto alle relazioni esterne).
Si ringraziano Emilio Cirillo, Arcangelo
Cola, Nunziato Santoro e Raffaele Villanacci per gli oggetti donati al Campus.
In piena aderenza al metodo della
cross-fertilization è quindi partita la attivazione del Centro per la produzione
sperimentale dei derivati del pomodoro
che è coltivato e raccolto nella stagione
invernale per noi, ma ottimale per le
colture africane (dicembre-febbraio).
Per quanto attiene alla commercializzazione del prodotto si è ritenuto di mobilitare gli stessi allievi, per evitare che
l’intervento di un imprenditore esterno
potesse assottigliare le possibilità di ricavo dalla vendita del prodotto.
Mentre più solerte era il lavoro per la
scoperta di nuove forme di aiuti umanitari, come nel mitico viaggio di Cristoforo Colombo, si sono levate le voci della
incredulità e del disfattismo. Ma ciò avverrà sempre nella storia dell’umanità,
tutte le volte che qualcuno tenterà di
aprire nuove strade e nuovi orizzonti
all’umanità. Forse per questo Aristofane
nella commedia significativa e sempre
attuale “Le Vespe”, ha scritto molti secoli fa: “Proteggete e difendete coloro
che tentano di farvi sentire qualcosa di
nuovo. Conservate le loro idee”.
Ma poiché il bene trionfia sempre sul
male e non abbandona mai chi opera
per il bene comune, ecco che mentre
la “nave della speranza” del nostro Distretto giunge nel mare dell’Africa e un
Container viaggia veloce verso il “Campus Lions Cittadinanza Umanitaria” si
verifica un evento che è andato, al di
I LIONS
108ya
Ragazza del campo con abito tradizionale
là, di ogni più rosea previsione. Gli avvenimenti hanno superato la realtà.
Trapiantare la Cittadinanza attiva nel
cuore dell’Africa subshariana era un
miracolo che si stenta a credere essersi schiuso al nostro Distretto. Ma si
è verificato l’incredibile!. Lo Stato del
Mali, la Regione Mopti e il Comune di
Soufurulaye hanno gareggiato nel sostenere il Progetto Campus. La Comunità civica del Comune di Soufurulaye
ha immediatamente offerto anche
essa tutti i locali utili e necessari per
l’apertura del Campus nel Centro abitato di Soufurulaye.. Oltre il Sindaco,
gli abitanti, gli allievi stessi del Campus hanno chiesto di essere protagonisti attivi di questo progetto di
Cittadinanza Umanitaria.
E ancora. Il Comune ha messo a disposizione un intero suolo sul quale gli al-
lievi con la guida del Distretto 108 YA
vogliono essi stessi costruire con le
loro mani il nuovo Campus Lions che
sia interamente della Comunità, degli
Allievi e degli abitanti per la ricaduta
sul territorio di un programma di sviluppo economico e sociale locale.
Questo sentimento di cittadinanza attiva ha consentito la partecipazione
dei cittadini di Soufurulaye alla adozione delle decisioni pubbliche del Comune. Mentre il Campus a dicembre
ha iniziato ad operare, si sta preparando la creazione di un nuovo Campus Lions entro dicembre 2012, sul
terreno donato dal Comune ai giovani
e che comprenderà non solo la scuola,
l’infermeria e la fattoria, ma addirittura
il terreno per la coltivazione dei pomodori, in modo che si realizzerà un circuito interattivo di produzione e
Le tappe del Programma Mali
16 luglio 2010 Firma del Protocollo:
Development and Freedom Act tra il
Governatore della Regione Mopti del
Mali Diarra e il Governatore Cirillo
Ottobre 2010 Screening per la individuazione dei 20 allievi del Campus Cittadinanza Umanitaria
Novembre 2010 Screening per la individuazione e stipula del contratto per
l’addestramento professionale degli
allievi con l’azienda agricola italiana in
missione nel Mali.
Dicembre 2010 Campagna acquisto
dei beni e delle attrezzature per il
Campus.
Gennaio 2011 aprile Assistenza al
Dott. Yacouba Mounkoro del Mali per il
conseguimento della laurea in Rela-
zioni internazionali presso l’Università
LUISS di Roma con tesi di laurea sul
tema “Il Campus Cittadinanza Umanitaria: nuovo modulo di attivazione dello
sviluppo socio-economico del Mali
Aprile 2011 Screening per la ricerca
del medico del Campus individuato
nella persona del Dott. Mamadou
Konè. Invito dello stesso da parte del
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
Si installano i computer
5.- Consitenza delle risorse finanziarie
Le risorse finanziarie del Centro ricerche sono formate dai contributi e dalle
raccolte dai Clubs attraverso l’organizzazione di manifestazioni. In tal modo
nessun ente esterno bancario o finanziario potrà condizionare il Distretto
108 YA e il suo Centro ricerche.
Le risorse affluiscono in un conto del
Distretto 108 YA del quale il Centro
non può disporre, perché solo tre rappresentanti dei Clubs più lo stesso Governatore hanno la disponibilità del
fondo distrettuale dedicato. Neanche
un centesimo può essere speso dal tesoriere distrettuale senza 4 firme e,
cioè, la firma del Governatore e le tre
firme dei rappresentanti dei Clubs del
Distretto per ogni decisione di utilizzo
dei fondi.
In totale sono stati raccolti Euro
167.161,02 ed erogati al 31 dicembre
2011 Euro 36.233,45. Al 31 dicembre
2011 il fondo ammonta ad Euro
130.927,57.
2 0 1 2 - N.3
commercializzazione dei prodotti della
fattoria.
Nascerà, così, il primo Campus Lions
africano perché gli allievi non saranno
più ospiti, ma “padroni a casa propria”.
E ciò perché si possano finalmente
scrivere nel suolo dell’Africa queste
poche semplici parole: “Siamo venuti
in pace a nome del genere umano”.
15
I LIONS
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Policlinico dell’Università Federico II di
Napoli per uno Stage sul funzionamento degli apparecchi di ecografia,
quasi totalmente assenti nella Regione del Campus.
Settembre-Ottobre 2011 Stage del
Dott. Mamadou Konè in Napoli
17 ottobre 2011 Partenza del Container dei Lions con la nave Jonni Ritscher per Bamako.
Dicembre 2011 Attivazione del Campus con la formazione agraria per l’attività di produzione. Con l’arrivo della
stagione per la coltivazione dei pomodori (dicembre-marzo), inizio della produzione di concentrato di pomodoro.
16
108ya
- Per la stampa in lingua inglese di
opuscolo sulla cittadinanza umanitaria, distribuito nel Forum europeo di
Bologna: Euro 450,00.
- Per la stampa di un opuscolo sulle finalità del Centro e l’incisione di un
DVD inviato ai Clubs del Distretto: Euro
1.400,00.
- Per il fondo di riserva: Euro 2.000,00.
Il 27 Settembre 2011 - Per vitto e alloggio a favore del Dott. Mamadou
Konè, medico del campo, per consentirgli di frequentare uno stage di giorni
30-40 presso il Policlinico Federico II
di Napoli per l’appendimento dell’uso
delle apparecchiature ecografìche:
Euro 2.000,00; nonché Euro 2.000,00
per reintegrare il fondo di riserva.
e) In data 2 luglio 2011 il Comitato dei
Garanti visto il bilancio preventivo presentato dal Centro Ricerche Cittadinanza Umanitaria ha approvato il
bilancio di previsione per il funzionamento del Campus per un totale di
Euro 45.320,00.
DECISIONI FINANZIARIE DEI GARANTI DEI
CLUBS PER LA GESTIONE DEL FONDO
DEL CentRo RICeRCHe CIttADInAnzA
UMAnItARIA
1.- Il Centro Ricerche, istituito come
Service permanente del Distretto per
attuare i programmi di Cittadinanza
Umanitaria sia a livello internazionale
(a favore dei popoli dei paesi in via di
sviluppo), sia a livello nazionale (a favore delle istituzioni locali e nazionali
italiane), è dotato di un Fondo che al
31.12.2011 ammonta ad Euro
130.927,57.
2.- Le erogazioni del Fondo, regolarmente autorizzate dai Garanti, sono
state le seguenti:
a) Il 16 Luglio 2010- Acconto per
spese di viaggio e soggiorno della delegazione della Repubblica del Mali:
Euro 6.000,00.
b) 11 Settembre 2010 a saldo consuntivo spese di viaggio e soggiorno della
delegazione della Repubblica del Mali
e di viaggio per Yacouba Sabere Mounkoro: Euro 5.692,40.
c) Il 24 Gennaio 2011 - Contributo per
il mantenimento a Roma, Università
Luiss, corso di laurea in Relazioni Internazionali, di Yacouba Sabere Mounkoro: Euro 200,00 ogni mese.
d) Il 24 Gennaio 2011
Distretto Lions 108ya
Un momento cruciale: inizia la produzione delle conserve di pomodoro
L’INTERVISTA
108ya
Intervista al popolare conduttore di “Uno Mattina”
Franco Di Mare:
Giornalista, Scrittore e … Uomo
di Aristide Bava
in uno dei tavoli del “Bar Aquila”,
un tempo teatro all’aperto della vita politica sidernese, quando
la politica aveva la P maiuscola e
protagonisti erano uomini d’altri tempi come Francesco Calauti,
Cosimo Iannopollo, Peppino Brugnano, uomini che hanno fatto la
storia della città. Franco Di Mare
capisce subito che l’intervista, che
pure partirà dal premio letterario
e dalla vittoria della sua opera,
sarà fuori dagli schemi. L’occasione, d’altra parte, è troppo ghiotta
per evitare di parlare con un attento osservatore come lui delle
vicende piu’ spiccatamente attuali
del nostro territorio e del nostro
Paese. Per rompere il ghiaccio gli
chiediamo il suo “rapporto” con
l’Associazione Lions, e, comunque,
se è al corrente delle sue attività.
“certo che sì, risponde il popolare conduttore televisivo – e non
nascondo che apprezzo parecchio
le attività di associazioni come il
Lions… ”Perché non fai un pensierino ad entrarci? “Mi piacerebbe,
ma il mio lavoro mi lascia poco
tempo alla partecipazione. In
queste associazioni bisogna essere attivi e partecipare. Adesso non
me lo posso permettere”.
Franco di Mare è di Napoli;
quindi un meridionale. Entriamo,
dunque nel merito delle “nostre”
cose. Sentito – chiediamo - l’intervento del Vescovo (la mafia si
vince – ha detto – soprattutto con
la cultura) durante la cerimonia
di premiazione? “E’ stato “forte”
– risponde Di Mare – e lui molto
coraggioso anche nell’affrontare
la vicenda Parmaliana (il docente
siciliano oppresso dalla mafia che
si è suicidato ndr). Sappiamo che
la Chiesa non giustifica il suicidio,
ma Mons. Morosini, è riuscito a
trovare le parole giuste per dare
un senso a quel gesto estremo e il
richiamo alla cultura come mezzo
per combattere la criminalità è
stato incastrato in modo perfetto
alle esigenze della nostra società”.
Cosa pensi di questa terra e della
cosiddetta ndrangheta? Pensi che
esista la possibilità di porre fine a
questo brutto fenomeno che infesta con la camorra la “tua” Campania e con la mafia la Sicilia? “E’
soprattutto un problema di mentalità – risponde Di Mare – che
nelle regioni del Sud è amplificato
anche dal comportamento della
gente. Comincia dalle cose quotidiane . Negli ambienti del nord, se
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
L’incontro con il popolare conduttore di Uno mattina, avviene
all’indomani della cerimonia di
premiazione del Premio Letterario
“Città’ di Siderno – Armando La
Torre “ sul corso cittadino, di buon
mattino. Franco Di Mare è stato
vincitore dell’importante premio
letterario con il suo libro autobiografico “Non chiedere il perché”.
E’ una splendida giornata primaverile malgrado sia dicembre
inoltrato e lo scrittore giornalista
ci spiegherà che tra le sue “forzate” abitudini c’è quella di alzarsi
molto presto, intorno alle ore 4.30,
perché vuole preparare al meglio
la scaletta del suo quotidiano impegno televisivo. D’altra parte ci
troviamo a Siderno e la domenica
di sole che gli offre la città della
Locride è un toccasana, a cui non
voleva rinunciare e, anche se il
tempo gli avrebbe consentito di rilassarsi nella sua camera d’albergo
prima di raggiungere l’aereoporto
di Lamezia, nel primo pomeriggio, per il suo ritorno a Roma, ha
preferito respirare a pieni polmoni
quello che definisce “il fantastico
clima di questa terra”.
La chiacchierata inizia subito,
dinanzi a un buon caffè, gustato
2 0 1 2 - N.3
All’indomani della premiazione “Città di Siderno” per
il suo libro autobiografico “Non chiedere il perché”,
nel corso di una simpatica chiacchierata ha parlato
della sua vita professionale, delle sue abitudini e di
alcuni aspetti della vita politica del nostro Paese.
Le considerazioni sull’attività del Lions club.
Un bel personaggio che accomuna alle sue qualità
professionali anche grandi doti umane.
17
L’INTERVISTA
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
108ya
18
c’è una buca nelle strade oppure
un problema collettivo il cittadino, per la sua soluzione, si rivolge
ai preposti uffici comunali e pretende che, giustamente, il problema venga risolto al piu’ presto. Se
accade la stessa cosa in uno dei
comuni della Locride o del meridione il cittadino cerca di aggirare
l’ostacolo rivolgendosi all’amico
o al potente di turno. In questo
modo si alimenta la politica del
“favore” che prima o poi deve essere ricambiato. L’esempio può
sembrare banale, ma in questo
modo dalle piccole cose si arriva a
quelle piu’ importanti . Siamo noi
stessi ad alimentare l’antistato.
Rimane il problema che spesso le
istituzioni non riescono a dare le
giuste risposte alimentando un
senso di sfiducia del cittadino. Lo
sforzo vero da fare deve essere indirizzato in questa direzione. Solo
così si potrà sperare di debellare il
fenomeno”.
Che impressione avevi della
Locride e come giudichi adesso
questo territorio? “Non è la prima
volta che vengo nella Locride. Lo
avevo già fatto, purtroppo, per
alcune vicende (di cronaca negativa) legate alla mia attività
giornalistica. Questa è una terra
meravigliosa che ha anche delle
grandi potenzialità positive, stranamente poco conosciute e poco
sfruttate, ma si porta appresso
anche taluni aspetti che, di fatto,
a mio avviso, mettono un grosso
freno al suo sviluppo. Uno è certamente legato al fenomeno delinquenziale spesso anche troppo
amplificato. Ma non è il solo. Noto
anche una certa apatia della gente che, probabilmente, non crede
piu’ nelle tanto auspicate possibilità di sviluppo e forse, un altro
dato da non sottovalutare è una
certa carenza di una classe politica incisiva”. Quale potrebbe essere
la ricetta migliorativa?“
Difficile entrare nel merito in
poche battute. Certamente il mo-
Distretto Lions 108ya
Di Mare, Mons. Morosini, il Sen. Fimognari
nito di Mons. Morosini ci potrebbe aiutare. La cultura, intesa nel
senso piu’ lato, potrebbe dare una
grossa spinta positiva. Ma servirebbe anche grande sinergia tra
la gente e le istituzioni, un senso
civico piu’ marcato e una capacità
politica progettuale che guardi in
modo adeguato al futuro”.
A proposito di futuro cosa pensi di quanto sta accadendo nel
nostro Paese, del nuovo Governo,
della manovra finanziaria, visto
che anche sul piano personale
quotidianamente hai modo di essere a contatto con i leader politici
piu’ importanti e con la vera realtà
italiana? “Bella domanda, ma credo che nessuno, oggi, sia in grado di dare una giusta risposta. Di
una cosa sono, però, convinto. Chi
vuole, oggi, le elezioni anticipate si comporta da vero criminale.
Anche se è chiaro che la manovra
Monti non è stata certamente il
toccasana. Ci sarebbero da discutere molte cose, a cominciare dalle liberalizzazioni… Vedremo nei
prossimi mesi”
Parliamo del Premio letterario,
anzi dei premi letterari in genere.
Cosa ne pensi? “Facciamo salva
la soddisfazione personale per
il riconoscimento che mi è stato
dato qui a Siderno, che certamente mi lusinga, anche perché “Non
chiedere il perché” è un libro che
ho scritto con il cuore. Sul piano
piu’ generale ritengo che i premi
letterari, almeno quelli importanti, hanno la loro ragione d’essere
solo se non rimangono fini a se
stessi. Devono servire quantomeno a promuovere la lettura, a
dare nuovi impulsi culturali, ad
interessare, soprattutto, i giovani.
Se riescono ad avere queste finalità e raggiungere questi obiettivi
sono molto importanti. Altrimenti
servono solo ad appagare qualche
velleità non sempre legittima o a
coprire qualche serata”.
Discorso schietto, quello di
Franco Di Mare, personaggio certamente atipico nel panorama
nazionale, che abbiamo ascoltato
con piacere scoprendo in lui molti
aspetti positivi.
L’INTERVISTA
108ya
le non si deve chiedere il perché,
e un libro scritto – ha precisato
Di Mare – perché profondamente
scosso da una guerra caratterizzata dalle atroci uccisioni di molti
bambini e da tanti stupri di donne indifese. Una tragedia che poteva accadere dovunque e che ha
particolarmente colpito l’autore,
a quel tempo, peraltro, inviato di
guerra. Personaggio, dunque, fortemente da apprezzare oltre che
sul piano professionale anche sul
piano umano e sociale, cose che
non sempre fanno parte del bagaglio dei nomi e dei volti noti del
nostro Paese.
Aristide Bava
Premio Speciale anche al nostro
Sen. Giuseppe Beniamino Fimognari
C’è stato anche un pizzico di Lions al Premio Letterario “ Città di Siderno”. La cerimonia di premiazione ha
vissuto, infatti un intenso momento partecipativo con la successiva consegna di un Premio speciale alla
cultura assegnato al Sen. Giuseppe Beniamino Fimognari, autorevole personaggio della Locride, ex sindaco
di Gerace per circa 20 anni e socio del Lions Club di Locri. Fimognari ha ricoperto importanti incarichi distrettuali oltre che la massima carica all’interno del suo club. Particolarmente significativa la motivazione del
premio, letta dal presidente del premio Aldo De Leo, che recita “per avere contribuito alla valorizzazione del
patrimonio artistico e culturale della sua città”. Un riconoscimento decisamente meritato anche perché grazie al
Sen. Fimognari, il comune di
Gerace è stato dichiarato nel
1969 “centro storico di notevole interesse pubblico” cosa
che successivamente consentì “l’indice di fabbricazione
zero” e, quindi, la possibilità
della salvaguardia assoluta
del centro storico che rimase, così, del tutto inalterato.
Oggi Gerace vanta il merito
di essere uno dei centri interni meglio conservati del nostro Paese. Alla serata è stato
anche presente il nostro Past
Governatore Mimmo Laruffa.
Il Presidente, Aldo De Leo, premia il Sen. Fimognari
Distretto Lions 108ya
2 0 1 2 - N.3
della solidarietà arricchita dalla
purezza dell’amore filiale. L’opera, pur germogliata tra le insidie
di una guerra atroce, esprime e
diffonde raggi luminosi di buoni
sentimenti, di amicizia, di speranza”.
Lo stesso Franco Di Mare ha
raccontato come è nato questo suo
primo romanzo che racconta nella
sostanza, in modo autobiografico,
la storia di un giornalista inviato
in Bosnia, nel 1992, agli inizi della guerra dove riusciva a trovare
l’amore, non per una donna, ma
per una bambina, la protagonista
del libro, che poi diventava sua figlia. Un amore appunto per il qua-
f e b b r a i o
Franco di Mare si è aggiudicato il primo premio, giunto alla
sua ottava edizione, superando gli
altri due finalisti Sanzio Gamberini (Bologna) con il libro “Elisabetta, Biagio e…Dio” (ed.Sbc) e
Pierfranco Bruni (Taranto) con“
La bicicletta di mio padre”. Questa
la motivazione con cui ha vinto il
“Città di Siderno” “Per avere trasformato in pagine di avvincente
narrativa una esperienza giornalistica angosciante e rischiosa,
elevandola a livelli concettuali
artisticamente connotati e significativi. La vicenda umana
tocca misure emotive assai delicate, che esaltano il coraggio
19
PRIMO PIANO
108ya
Aiutare i giovani ad affrontare le competizioni della vita
Siamo nell’anno delle
olimpiadi
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Franca Matilde Gallo
20
Dallo sport, occasione
di incontro, dialogo
e impegno etico, un
monito da seguire.
Come gli atleti olimpici,
noi Lions siamo legati
ad un giuramento nel
quale promettiamo di
osservare statuto e
regole e di impegnarci
per “il mantenimento,
l’elevazione ed il
rafforzamento di
questa Associazione”.
Il nostro impegno non
deve essere per il
singolo, ma per l’onore
dell’Associazione
che, olimpicamente
parlando, è la nostra
squadra.
Se ci pensiamo, i conti alla rovescia sono presenti nella nostra vita
più di quanto potremmo mai immaginare. Contiamo alla rovescia per
gli scopi più disparati: inviare astronauti sulla Luna, spegnere le candeline su una torta, terminare un anno
per affrontarne uno nuovo.
È infatti consuetudine quella
del conto alla rovescia il 31 dicembre. È consuetudine stilare bilanci
dell’anno appena terminato, fare
previsioni su quello che ci si ac-
Distretto Lions 108ya
cinge ad affrontare. Poi, al fatidico
“tre, due, uno, zero”, la prassi prevede di bussare alla porta del nuovo anno, aspettare che questo si
apra ed introdurvisi, sperando per
il meglio. Appena entrati nel 2012,
dunque, ci siamo resi conto che
quello che andiamo ad affrontare
non è solo l’anno delle elezioni del
Presidente degli Stati Uniti d’America. L’anno che ci accingiamo ad
affrontare non è neppure soltanto
il Sessantesimo anno di regno di
Elisabetta II. L’anno che stiamo vivendo è anche l’anno di un evento
al quale possiamo assistere ogni
quattro anni. E il bello di questo
evento è che è moderno nonostante sia antico, nonostante abbia alle
spalle più di duemila anni. I Giochi
Olimpici moderni sono infatti stati
introdotti nel 1896, ma le Olimpiadi si svolgono dal 776 a.C. Non
è incredibile che un evento sportivo sia tanto radicato negli animi
da potersi ripresentare a distanza
di secoli e generazioni?
Ma la domanda essenziale da
porsi dovrebbe essere: il raggio
di azione delle Olimpiadi è la sola
attività sportiva? Coinvolge i soli
muscoli o richiede e pretende la
partecipazione di qualcosa di più
intimo e vicino al cuore? L’Olimpiade è fatta di feroce ostilità o di
rivalità sana e costruttiva? La risposta a tutti questi interrogativi
è il giuramento olimpico: “A nome
di tutti i concorrenti, prometto
che prenderemo parte ai Giochi
Olimpici rispettando e osservando
le regole che li governano, impegnandoci nel vero spirito della
sportività per uno sport senza doping e senza droghe, per la gloria
dello sport e l’onore delle nostre
squadre”. Nelle Olimpiadi deve essere infatti osservata quell’etica
che è come il giuramento di Ippocrate, quell’etica della correttezza
e della sportività impegnata non
tanto a raggiungere il gradino più
alto del podio, ma a consacrare la
gloria dello sport e l’onore delle
nostre squadre. I Giochi Olimpici e
lo sport in generale rappresentano
quella palestra di vita che allena il
singolo a pensare a se stesso non
come individuo, ma come parte di
un organismo più grande. Un’altra
caratteristica della quale bisogna
tener conto è che in occasione
delle Olimpiadi antiche in Grecia,
tutti i conflitti dovevano essere
sospesi affinché la sacralità dei
Giochi non fosse minimamente intaccata. L’Olimpiade, infatti, deve
essere vista come incontro di popoli che siedono sugli stessi spalti,
che esultano nello stesso clamore,
che sventolano le proprie bandiere
quasi allo stesso ritmo. Popoli che
insieme applaudono e insieme si
commuovono ascoltando l’inno
del vincitore, di qualsiasi nazionalità sia. Il 29 ottobre del 2000,
in occasione del Giubileo degli
sportivi, Giovanni Paolo II si riferì all’attività sportiva come a ciò
che “può favorire l’affermarsi nei
giovani di valori importanti quali
PRIMO PIANO
la lealtà, la perseveranza, l’amicizia, la condivisione, la solidarietà”.
Nello sport è presente la lealtà
nella competizione, la perseveranza negli allenamenti, l’amicizia tra
compagni di squadra e avversari, la
condivisione della vittoria nel momento in cui si vince per la propria
squadra e non per se stessi, la solidarietà quando si punta lo sguardo sulla bandiera dei Giochi Olimpici. Questa bandiera è un etereo
stendardo con lo sfondo bianco e
cinque cerchi legati l’uno all’altro
in modo a dir poco indissolubile.
Come gli atleti olimpici, noi Lions
siamo legati ad un giuramento nel
quale promettiamo di osservare
statuto e regole e di impegnarci
per “il mantenimento, l’elevazione
ed il rafforzamento di questa Associazione”: bisogna infatti che ci
impegniamo non per il singolo, ma
per l’onore dell’Associazione che,
olimpicamente parlando, è la nostra squadra. “L’importante non è
vincere, ma partecipare con spirito
vincente”, scrisse il filosofo greco
che ispirò Pierre de Coubertin nel
celebre “l’importante non è vincere, ma partecipare”. Quello “spirito
vincente”, che è comunque sottinteso nelle parole di de Coubertin,
riassume il senso dell’etica sportiva e, di rimando, dell’etica lionistica: ragionare con mente serena,
gareggiare animati dalla passione
per puntare al risultato migliore
possibile, essere leali con tutti e
sinceri con se stessi. Cinque cerchi
ogni quattro anni per ricordarci che siamo cittadini del mondo.
Ogni quattro anni, una fiaccola
accende il braciere olimpico. Que-
sta volta Londra ospiterà, il 27 luglio 2012, il fuoco di Olimpia e la
XXX edizione dei Giochi Olimpici
moderni. Noi Lions abbiamo il dovere di tutelare i giovani che, come
dice Papa Benedetto XVI, «hanno
sempre viva la tensione verso gli
ideali»; a loro spetta il compito di
«avere la pazienza e la tenacia di
ricercare la giustizia e la pace, di
coltivare il gusto per ciò che è giusto e vero, anche quando tutto ciò
può comportare sacrificio e andare
controcorrente». La responsabilità
dei giovani sportivi è grande: essi
debbono fare dello sport una occasione di incontro e dialogo fra
razze, lingue e culture diverse. Noi
Lions dobbiamo aiutarli, con il nostro esempio, ad affrontare con
coraggio, lealtà e rigore, le competizioni della vita.
Incrementiamo il verde con l’amico albero
f e b b r a i o
Presso il Terzo Circolo Didattico di Pomigliano d’Arco sito in via Grosseto, il Presidente del Lions Club di
Pomigliano d’Arco Giuseppe Toscano ed il Dirigente
Scolastico Anna Oragano, hanno dato vita alla manifestazione intitolata “incrementiamo il verde con
l’amico albero”. Particolarmente suggestiva e coinvolgente è stata la manifestazione con i bambini che
hanno cantato e recitato poesie e componimenti sul
“valore” e l’importanza dell’”amico” albero nella vita
degli uomini: hanno partecipato alla piantumazione
di alberi da frutta (meli, peri, ciliegi, melograni, ulivi, ) nel giardino della scuola e si sono impegnati a seguirli nella crescita e nella cura. Il presidente Toscano
ha fortemente voluto la donazione di alberi da frutta
da affidare ai bambini in un progetto didattico di conoscenza e valorizzazione del verde e dell’ambiente
e del recupero di spazi verdi vitali nell’ambito dei
services proposti dal Presidente Internazionale Lions
e dal Governatore Michele Roperto . L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio di incremento del
verde che il Lions Club di Pomigliano d’Arco conduce
in quest’anno sociale insieme al Comune di Pomigliano d’Arco, con la messa a dimora di alberi in spazi
pubblici: I primi alberi sono stati piantati e tanti altri
ancora seguiranno!
2 0 1 2 - N.3
108ya
21
Distretto Lions 108ya
PRIMO PIANO
108ya
Un pezzo di storia tra satira ed ironia
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Il “Te Deum dei calabresi”
di Gian Lorenzo Cardona
22
Alla fine del 700 filo
diretto tra Napoli e
la Calabria dove il
cardinale Fabrizio
Ruffo, a Scilla,
organizza l’esercito
della Santa Fede
alla cui testa risale la
penisola combattendo
francesi e repubblicani.
Ed ecco che in un
contesto storico
particolare si colloca Il
“Te Deum dei calabresi“
– che nella liturgia
cattolica è l’inno di
ringraziamento dei
fedeli a Dio creatore
onnipotente - del poeta
Gian Lorenzo Cardona,
nato in Lucania e
vissuto a Napoli
dove fece parte del
movimento giacobino
assieme ad una élite
culturale di estrazione
nobiliare e borghese.
Ferdinando I di Borbone sale al
trono nel 1759, all’età di otto anni.
Il padre Carlo III, assunta la corona
di Spagna, lascia al figlio il regno
di Napoli dopo averlo conquistato,
reso indipendente e governato con
saggezza. A causa della minore età
del re il potere viene affidato a un
Distretto Lions 108ya
di Bruno Chinè
Consiglio di reggenza guidato dal
giurista Bernardo Tanucci. Questi,
di estrazione borghese, colto e illuminato aveva seguito a Napoli
Carlo III di passaggio per Firenze.
Il nuovo sovrano resta fuori dalle
guerre europee ed attiva un processo riformatore nei vari settori
della vita pubblica. Con opportuni
provvedimenti legislativi trasforma lo Stato in senso laico ed incomincia a ridimensionare i privilegi
baronali e della Chiesa. Con Carlo
III Napoli diventa una città europea e vede fiorire una scuola illuministica che compete con quella
di Parigi e di Milano. Ma i sommovimenti culturali e politici di Parigi
prima, e la Rivoluzione francese
dopo, bloccano il processo riformatore. La Rivoluzione fa tremare
la Corona. Il Tanucci viene allontanato e al suo posto arriva Lord
Acton, che fino a quel momento
aveva organizzato con successo la
Regia marina e l’esercito. Questi in
poco tempo diventa il vero arbitro
della politica del Reame, vuoi per i
suoi rapporti intimi con la regina
Maria Carolina, vuoi per la debolezza del Re, amante dei divertimenti grossolani e poco incline ad
occuparsi dei problemi dello Stato.
Il potere a Napoli è nelle mani d’un
gruppo ristretto: la regina Maria
Carolina, Lord John Acton, Lady
Hamilton e l’Ammiraglio Horatio
Nelson. Col cambio della linea politica del Re si ferma il processo
riformatore ed incominciano le
persecuzioni di massoni, riformisti
e giacobini. Alla politica antifrancese e conservatrice di John Acton
e del gruppo guidato dalla Regina,
si oppongono uomini di cultura
riformatrice e liberale che organizzano sommosse ed insurrezioni.
L’esecuzione a Parigi della Regina
Maria Antonietta diventa un incubo per la sorella Maria Carolina, ed
il Re, sempre più schiavo della moglie, autorizza una vasta e spietata repressione di liberali, patrioti
e massoni. Esecuzioni sommarie,
carcere duro ed esilio per gli oppositori. Nel 1799, approfittando
della presenza dell’esercito francese a Napoli, i giacobini prendono
il potere e proclamano la Repubblica. Alla guida arrivano uomini
d’ingegno, come il giurista Mario Pagano. L’intento della nuova
classe dirigente è quello di riformare lo Stato in senso liberale. Ma
il governo repubblicano, in sostanza sotto il controllo francese, con
i primi provvedimenti sbagliati, si
aliena l’appoggio popolare. Certo
ha influito l’inesperienza dei patrioti dotati di cultura illuministica ma privi di conoscenza dei
problemi reali del popolo oppresso
e affamato. In questo contesto
ha buon gioco il cardinale Fabrizio Ruffo che scende in Calabria e
da Scilla organizza l’esercito della Santa Fede alla cui testa risale
la penisola combattendo francesi
e repubblicani. Conquista Napoli
con l’appoggio dei lazzari e della
plebe rimasta sempre fedele al Re
e alla Chiesa. Il Cardinale vincitore,
con grande tatto politico, offre ai
rivoluzionari una resa onorevole
che dopo però non viene rispetta-
PRIMO PIANO
sacratorio e satirico verso un Dio
potente che consente che il male
trionfi, premia i malvagi e sacrifica
i buoni. Nel lettore risorge l’antica
domanda che troviamo nel libro di
Giobbe: perché Dio premia i cattivi e punisce i buoni? Ma il poeta
non s’interroga, si serva della satira e dell’ironia verso un Dio buono
e provvidente. Cita il Vecchio e il
Nuovo Testamento per demolire
l’apparato teologico e dogmatico
cristiano. A differenza di Arrigo
Boito che fa professione di fede
in un Dio crudele Cardona sembra
intenzionato a demolire la stessa
esistenza di Dio. Ironizza sulla promessa di salute eterna per i poveri
e perseguitati; irride sulla imperscrutabilità divina. La satira diventa sarcasmo ed invettiva quando
dal Re celeste si passa a quello di
Napoli e ai responsabili della dura
repressione dei patrioti napoletani
del 1799. Il Cardona individua una
delle principali responsabili, Lady
Hamilton, la bella cortigiana di
facili costumi, animatrice di feste
e banchetti, centro di ogni intrigo
di Corte e amante del Conte Acton
prima e dell’ammiraglio Nelson
dopo. “ Na Srufazza furasteri / veni
scalza ed alla nura ; / ‘Nu Signori
Cavalieri / Ciuccia ciuccia s’innamura, /La manteni cu li cocchi; /
si fa futtari da tutti / Viva Deu di
Sabautti./ Il Nelson si serve proprio
di Lady Emma Liona Hamilton per
convincere la regina Maria Carolina a non rispettare le condizioni
di resa pattuite dal cardinale Fabrizio Ruffo con i capi repubblicani assediati. Cardona scrive la
seconda parte del canto nel 1800.
I suoi strali, anzi il suo disprezzo
è rivolto ora alla Liona, ritenuta
responsabile dei patti non mantenuti. “..Ma ‘na scrufa ni spugghiai,
/ Si pascii di carni umana, Spugghiai banchi, chiesi e chiostri; nun
trattai che furii e mostri,/ Spira
tossicu e binnitta, / nì li scagghi
‘na saitta “. Ridicolizza le Scritture
dove affermano che Dio al termine
della creazione fece l’uomo a sua
immagine somiglianza. “ Tu che
l’omini facisti / tali e quali com’ a
tia / E che dopu ti pentisti / d’avi
fattu sta ginia ; /Po’ criasti li Niruni, /Li tiranni a milioni / Ed a quisti
ti assumigghii? / Che beddizzi! Che
cunsigghi! “ Dissacra il peccato
originale, la redenzione per i soli
battezzati e la giustizia di Dio che
trasmette la colpa d’Adamo a tutto
il genere umano. “ La justizia tui
severa / Tutti l’omini ha futtutu.
Ma ‘ntra tanti milioni / c’hai ridenti, tu pirduni / Quiddi picchi vattiati,/ Confessati…uh, che pietati”
. Ironizza sul popolo eletto che ha
crocifisso Cristo e sull’alleanza del
Trono con l’Altare opprimere il popolo. “ Nui cridimu a tempi nostri / Che l’aletti su li mostri: / ‘Na
scrufazza che ci accidi / Lazzaroni
e Santafidi “. Dopo avere demolito i pilastri della dottrina cristiana
Cardona lancia l’affondo finale.
Colpisce al cuore l’apparato dogmatico della fede cattolica, cioè
il Credo, professione di fede dei
cristiani.” Nui cridimu firmamenti
/ Che sit’unu e siti trii / Tutti trii
onnipotenti, / Unu Deu non già tri
Dii. / Diciarannu li marmotti, / Ch’è
nu jocu a bussolotti; / Nui pirò
strillami tutti; / Viva Deu di Sabautti. / Il poeta vive in un periodo di grandi rivolgimenti culturali
e politici. L’alleanza del Trono con
l’Altare blocca anche a Napoli ogni
anelito di libertà e di progresso. Il
popolo ignorante ed affamato sta
con i Borbone anche per gli errori dei francesi e dei liberali napoletani durante la breve vita della
Repubblica. Cardona sa bene che
per preparare tempi nuovi occorre
demolire la monarchia borbonica e
quella papale alleate. Col Te Deum,
scritto in dialetto per renderlo
accessibile ad un popolo ancora
quasi completamente analfabeta,
vuole dare il suo contributo per
svegliare un popolo rassegnato e
senza speranza.
Bruno Chinè
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
ta per l’intervento sulla Monarchia
dell’ammiraglio Nelson, amante
di Lady Hamilton molto influente
sulla Regina. Tutti i capi repubblicani, liberali e massoni vengono arrestati; seguono immediatamente processi sommari; in 123
vengono mandati al patibolo, centinaia incarcerati ed esiliati. Questa carneficina inutile segna un
divorzio tra la borghesia moderata
e liberale e la dinastia dei Borbone. E certamente qui va ricercata
la crisi irreversibile del Regno delle
due Sicilie. In questo contesto storico si colloca Il “ Te Deum “ dei
Calabresi del poeta Gian Lorenzo
Cardona, nato a Bella in Lucania
nel 1743, vissuto a Napoli dove
fece parte del movimento giacobino assieme ad una elite culturale
di estrazione nobiliare e borghese.
Col gruppo giacobino napoletano
condivise i sogni di libertà, le congiure, le cospirazioni, le speranze
nel breve periodo repubblicano,
e poi la sconfitta per opera dei
sanfedisti del cardinale Ruffo. Ha
assistito impotente e atterrito alla
carneficina voluta dall’ammiraglio
Nelson.
Il “ Te Deum “, nella liturgia cattolica, è l’inno di ringraziamento
dei fedeli a Dio creatore onnipotente. Nel canto gregoriano raggiunge vette artistiche di sublime poesia. Non solo le creature
umane e terrestri, ma anche i Cori
angelici tutti elevano il loro ringraziamento all’Altissimo. L’inno
veniva e viene eseguito ancora in
circostanze importanti per la vita
politica e civile della collettività. Il
Cardona, segue apparentemente la
tradizione. “Granni Deu, a tia laudamu / Ed a ti ani cunfessamu / Tu
crijasti da lu nenti / Celi, Stiddi e
Firmamenti; /Terri, Mari, Pisci, Auceddi, /Omu forti e donni beddi; /E
pe ta summa crimienzia / Tu ni dai
la pruvidenzia” . I cori angelici e
gli uomini tutti innalzano a Dio le
loro lodi. A questo punto i versi del
Cardona assumono un aspetto dis-
2 0 1 2 - N.3
108ya
23
PRIMO PIANO
108ya
Meritato riconoscimento ai due autorevoli Lions calabresi
Armando Veneto e
Annunziato Santoro “Toghe D’oro”
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Ettore Tigani
24
Due autorevoli esponenti del
mondo lionistico sono stati insigniti nel corso di una cerimonia
che si è svolta presso l’auditorum
della Casa della Cultura “Leonida
Repaci” di Palmi dell’ alto riconoscimento delle “toghe d’oro”.
Si tratta degli avvocati Armando
Veneto, past Governatore del nostro distretto e Annunziato Santoro, già segretario distrettuale.
La cerimonia di celebrazione delle Toghe d’Oro, è stata organizzata dal Consiglio dell’Ordine di
Palmi, quale alto riconoscimento
in favore di diciassette avvocati appartenenti al foro di Palmi, i
quali hanno svolto, con dignità e
probità, la professione forense per
oltre cinquant’anni in difesa della giustizia e dei cittadini. Oltre a
Veneto e Santoro, tra gli avvocati
insigniti, Felice Badolati, Raffaele Barone, Italo Bonini, Vincenzo
Borgese, Angelo Mario Bruzzese
(alla memoria), Vincenzo Chindamo, Domenico Antonio Coco, Giuseppe Cotugno, Salvatore Frezza,
Benito Infantino Giovanni Lupoi,
Italo Luppino, Giuseppe Sorace,
Pietro Surace e Francesco Tripodi. La cerimonia è stata aperta
dall’intervento del commissario
prefettizio del Comune di Palmi,
dr.ssa Antonia Bellomo, proseguita poi da quello del presidente del
Tribunale di Palmi, dr.ssa Mariagrazia Arena e dal procuratore ag-
Distretto Lions 108ya
giunto, dr. Emanuele Crescenti, in
rappresentanza della Procura della
Repubblica presso il suddetto Tribunale. Entrambi i magistrati, che
da Palmi erano già passati all’inizio
della loro carriera, hanno voluto
sottolineare «l’amore e la passione che questi professionisti hanno
la premiazione di Santoro
la premiazione di Veneto
sempre dimostrato nell’esercizio
della loro professione». E’ seguito il
lungo e sentito intervento del presidente del Consiglio dell’Ordine
degli avvocati di Palmi, Avv. Francesco Napoli, il quale ha, tra l’altro,
affermato “ Colleghi che danno
lustro alla categoria con il loro im-
PRIMO PIANO
Non comprendendo, però, che
senza avvocatura non c’è giurisdizione, nè libertà, nè democrazia. La
cerimonia è entrata nel vivo con la
consegna delle pergamene e delle
medaglie d’oro ai 17 professionisti
e si è conclusa proprio con l’intervento del nostro Armando Veneto,
che ha avuto il compito, o «l’onore» come egli stesso ha voluto ricordare, di ringraziare in rappresentanza degli avvocati insigniti.
«Le nostre – ha detto il noto penalista – sono vite trascorse dentro la
professione, una professione nobile: gli avvocati sono costruttori
della storia» all’interno delle aule
di giustizia”. Veneto, che come la
maggior parte dei suoi colleghi
insigniti della toga d’oro è ancora in piena attività, non ha perso
l’occasione per ribadire, come più
volte fatto anche in altre sedi, la
necessità da parte degli avvocati
di battersi «per il miglioramento
del sistema giustizia, per cercare di
assicurare ai nostri clienti di poter
contare su tutte le garanzie e sulla pari dignità all’interno del processo». L’auditorum era gremito di
avvocati, parenti dei professionisti
insigniti e, tra gli altri, erano presenti anche il procuratore generale
presso la Corte d’appello di Reggio, dr. Salvatore Di Landro, il presidente dell’Ordine degli avvocati
di Reggio, Avv. Alberto Panuccio,
il presidente di sezione della Corte d’appello di Reggio, dr. Giuseppe Gambadoro, il presidente della
Corte d’assise di Palmi, dr.ssa Silvia
Capone e quello di sezione, dr.ssa
Concettina Epifanio. Doveroso il
nostro compiacimento per il meritato riconoscimento ad Armando
Veneto e Annunziato Santoro.
Ettore Tigani
f e b b r a i o
pegno, con alto senso dell’onore e
della dignità della toga.. Essi con
la propria opera e con la loro testimonianza hanno rappresentato
e rappresentano per tutti noi un
esempio ed è per questo che a loro
va il grazie dell’avvocatura palmese, per quello che ci hanno dato
in mezzo secolo di attività professionale e per quello che ancora
ci daranno! L’intervento dell’Avv.
Napoli ha affrontato poi le problematiche inerenti il paventato
cambiamento della professione
forense, sostenendo a tal proposito che ”L’amministrazione della
giustizia, infatti, è diventata una
macchina che guarda al mercato e
non alla persona. Si sta tentando
di svilire -anzi, di annientare- la
professione, deregolamentandola e innalzando delle barriere che
sempre più impediscono al cittadino l’accesso alla giurisdizione. 2 0 1 2 - N.3
108ya
25
Distretto Lions 108ya
PRIMO PIANO
108ya
Un fenomeno che continua…in peggio
Dal brigantaggio di un tempo
alla camorra di oggi
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Alberto Di Biase
26
Per combattere la
battaglia ci vuole la
collaborazione della
gente. Occorre un
esercito, che noi
Lions abbiamo. Tanti
magistrati, avvocati,
medici, professori, da
proporre anche nelle
scuole per creare
dibattiti e riunioni sul
tema “educazione
sociale e civile nel
rispetto della legge”.
Lavoriamo oggi insieme
ai Leo per dare una
speranza al futuro del
meridione. Educhiamo
i giovani ad essere
domani una nuova
società. Entriamo nelle
case, dei collusi, con la
legalità attraverso i loro
figli
Era l’alba, anzi prima, quando
al ritmo cadenzato della natura e
del sorgere del sole la campagna
si popolava di una folla immensa di contadini. Si recavano nelle
campagne per iniziare la loro dura
e lunga giornata lavorativa, non
c’erano le ore, ma la giornata era
scandita dalla luce al sorgere ed al
tramontare del sole.. Chi parlava,
chi raccontava, chi cantava, chi fischiettava quell’unica canzone che
conosceva. I ragazzini e le ragazzine si salutavano con cenni e deco-
Distretto Lions 108ya
rosi sorrisi. Nitrivano i cavalli, belavano già le pecore, il gallo aveva
già cantato più volte ed il mondo,
quel mondo di contadini si svegliava nelle campagne, ognuno
aveva in mano lo strumento per
il proprio lavoro, una zappa, un
aratro, una falce secondo il lavoro stagionale da svolgere. Spesso
tutto questo incanto semplice dei
contadini veniva interrotto dalla
rabbia, dallo sdegno per i soprusi
che perpetravano i famosi padroni, proprietari terrieri che volevano in ogni modo “spadroneggiare”
su tutto e su tutti e spesso non
pagavano affatto la giornata lavorativa, si limitavano al solo farli
mangiare. Spontanee cominciarono le rivolte di alcuni braccianti
ed è proprio dalla loro rabbia che
nasceva il desiderio di ribellarsi e quindi la voglia di diventare
combattivo con sete di giustizia,
quindi rivoltoso.
Il Brigante, così veniva chiamato, diventava il difensore dei
poveri contadini, dei soppressi. I
suoi atti o misfatti, le sue gesta
assumevano sempre un colore leggendario e venivano raccontate
nelle serate d’inverno, intorno al
camino, dai contadini spesso ingigantite con aneddoti nati anche
dalla fantasia di chi le raccontava..
Il brigantaggio, così lo descrive
Carlo Levi in Cristo si è fermato ad
Eboli “ Ogni tanto, in qualche paese, i contadini che non possono
trovare alcuna espressione nello
stato e nessuna difesa nella legge,
si levano per la morte, bruciano
il municipio o la caserma dei carabinieri, uccidono i signori e poi
partono rassegnati per le prigioni”.
Man mano si unirono a bande malavitose, infiltrati di varie origini,
disertori, ladri, assassini evasi, che
avevano quale loro unico obiettivo
il bottino, il danaro da dividere, nel
sogno di comprare la terra, la casa.
Sorsero grandi bande in ogni regione d’Italia, vedevano il tramonto con l’arresto o con la morte del
capo. Quella realtà contadina che
l’aveva generata, quella forma di
banditismo man mano si trasformò in un banditismo più sofisticato più moderno, ed è cresciuto insieme alla evoluzione della società
nel corso degli anni. Restano però
i presunti scopi del “banditismo”
secondo una loro logica: prendere
dal ricco per darlo al povero tenere
per sé una cospicua parte. Quella
forma rudimentale è sfociata poi
nella “malavita più organizzata”.
PRIMO PIANO
portante, la collaborazione della
gente. L’omertà è la loro forza . Le
forze dell’ordine possono, correre,
sparare, arrestare, denunziare ma
per la legge conta poco, occorre
per condannare un testimone, i
cittadini a conoscenza o presenti
al crimine sono la chiave di volta
indispensabile per vincere questa
battaglia. I pentiti sì, sono utili, ma
non sempre, anzi spesso provocano
altri morti. Pertanto rivolgo a tutti
noi Lions un appello: La società ha
bisogno anche di noi, diamoci una
mano. I nomi di questi fenome-
ni di organizzazioni che operano
nell’illegale sono stati e sono tanti:
Il banditismo. La camorra attività
criminale organizzata con interessi
dentro e fuori la Campania. La mafia, organizzazione criminale di
potere, di attività illegali e soprattutto di alleanze e collaborazioni
con funzionari dello stato, insomma è “Cosa nostra”. La n’drangheta, tanti numerosi attentati,
minacce ed intimidazioni si susseguono continuamente in Calabria
ed in Campania. Tante e tante altre
ramificazioni con nomignoli diversi e le alleanze tra loro sono molto
fragili e spesso sfociano in vere e
proprie faide, agguati, omicidi.
Fa riflettere però che i supporti
hanno un denominatore comune,
sono sempre provenienti dai soliti
strati sociali ove regna incessante
la disoccupazione, la povertà, la
precarietà. I cittadini del nostro
distretto vivono questo malessere
aumentato dalle interferenze che
queste organizzazioni hanno nella
vita politica, gli annosi problemi
che abbiamo. Noi Lions abbiamo il
dovere di arricchire i nostri Services, bene gli occhiali usati, bene la
distribuzione dei pasti caldi, bene i
pozzi per l’acqua potabile in Africa, bene i poster per la pace, bene
tutto quello che facciamo, ma
dobbiamo essere più presenti nelle
scuole, tra i giovani con seminari
sulla camorra, spiegare
loro l’inizio da evitare, il
breve decorso e la fine
che fa chi si arruola.
Troppa pubblicità hanno fatto i giornali sui
latitanti da decenni, le
loro case, ville con piscine, macchine di grossa
cilindrata,, lusso, miliardi in danari ecc. Spesso
queste notizie influiscono negativamente,
stimolano la fantasia
di alcuni giovani, sono
delle mine esplosive per
le loro giovani menti,
specialmente di coloro che vivono in povertà. Vogliono emergere,
vogliono il rispetto, essere importanti, cominciano dal bullismo.
Occorre un esercito, che noi Lions
abbiamo, tanti magistrati, avvocati, medici, professori, da proporre,
da proporsi nelle scuole ed ovunque tra i giovani con i Leo, per
creare dibattiti e riunioni sul tema
“educazione sociale e civile nel rispetto della legge”. Lavoriamo oggi
per dare una speranza al futuro del
meridione, educhiamo i giovani ad
essere domani una nuova società,
degni di essere Leo e poi Lions
del 108YA, entriamo nelle case, dei
collusi, con la legalità attraverso i
loro figli. Presidenti all’opera e noi
siamo con voi .
Alberto Di Biase
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
Non sono più contadini, gente di
campagna, ora hanno una gerarchia nel comando a “cupola” e vivono nei quartieri bunker con
legami clientelari spesso di natura
politica. Entrano nelle banche, col
danaro ed hanno una grande solidità economica ed anche sociale,
agiscono nell’illegale compromesso, seminando paura ed ottenendo omertà, i suoi elementi essenziali . Oggi la disoccupazione e
le frange più deboli e povere della
società sono la fonte principale
per organizzare il loro esercito, con
capi zone, guardaspalle,
luogotenenti. I giovani
disoccupati entrano con
facilità, le promesse di danaro, macchine potenti,
vita agiata etc. Si occupano di tutto dallo spaccio
di stupefacenti, traffico
d’armi, pizzo. Ovunque c’è
danaro, c’è la loro “mano
longa” anche a livello
europeo. Il danaro illecito
“sporco” viene reinvestito
in molteplici attività ove
occorrono quasi sempre,
grandi somme per l’investimento. Le forze dell’ordine da tempo combattono questa
dura realtà per portare la legalità
in questa società e specialmente nel Sud dell’Italia, nel nostro
territorio distretto 108YA che, ad
onor del vero non sempre collabora. Hanno attrezzature anche
telematiche sofisticate e costosissime, ville video-sorvegliate, auto
di grossa cilindrata, motoscafi velocissimi e potenti.
Oggi specialmente in Campania sono stati apportati dei rinforzi, sono state sincronizzate tutte le forze dell’ordine, piani anticamorra, anti-usura e la speranza
di noi tutti è che non ci siano più
corpi ammazzati lungo le strade,
quotidianamente . Noi siamo impegnati continuamente nel sociale
nel nostro distretto, ma ci manca
qualcosa, qualcosa di molto im-
2 0 1 2 - N.3
108ya
27
PRIMO PIANO
108ya
Guardare anche all’attività delle altre associazioni
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Operazione Mato Grosso
28
Una storia da conoscere
a far conoscere . Tanti
ragazzi organizzano
varie iniziative nelle
scuole superiori o
nelle parrocchie
(testimonianze, raccolte
viveri, stage di una
settimana a giugno
in cui si lavora per i
poveri…etc). Prima
si è data molta
importanza a lavori
ed opere di interesse
sociale e sanitario.
Successivamente
oltre a questi tipi di
intervento, ci si è
accorti dell’importanza
di formare le persone,
sia dal punto di vista
lavorativo, che religioso
e morale, per cui,
seguendo le orme di san
Giovanni Bosco, si sono
create scuole ed oratori.
Il recente intervento del Past
Governatore Domenico Laruffa
sulla nostra rivista mi spinge a intervenire sul rapporto della nostra
associazione con le altre che, per
fortuna, arricchiscono con la loro
presenza la nostra società contemporanea. Io intendo parlare
di un’associazione in particolare
Distretto Lions 108ya
di Rodolfo Trotta
ovvero l’Operazione Mato Grosso
anche perché la conosco molto
bene in quanto i miei figli ne fanno parte ed hanno fatto entrambi
un’esperienza missionaria laica in
Perù. In Calabria e precisamente
a Maida (CZ) abbiamo un gruppo
dell’O.M.G. di cui due ragazze (Teresa da 14 anni a Yanama e Raffaella a Tauca) sono in missione.
Ma cos’è l’ Operazione Mato
Grosso. L’O.M.G. è un movimento
che attraverso il lavoro gratuito
per i più poveri offre a giovani e
ragazzi la possibilità di numerose
esperienze formative. Per mezzo
del lavoro i giovani intraprendono
una strada che li porta a scoprire
ed acquisire alcuni valori fondamentali per la loro vita: la fatica, il
“dare via” gratis, la coerenza tra le
parole e la vita, lo spirito di gruppo, il rispetto e la collaborazione
verso gli altri, la sensibilità e l’attenzione ai problemi dei più pove-
ri, lo sforzo di imparare ad amare
le persone. I giovani realizzano LAVORI DI GRUPPO durante i giorni
della settimana e, nei fine settimana, CAMPI DI LAVORO. Questi
ultimi vedono i giovani impegnati
in raccolte di carta, rottami e altri
materiali da macero; o come operai in lavori agricoli, di costruzione,
di pulizia sentieri, di costruzione e
gestione rifugi. Il Gruppo di Maida,
tra l’altro, ogni anno partecipa alla
raccolta delle arance nella piana
di Lamezia e come cambio merce
riceve dai proprietari circa 20 tir
PRIMO PIANO
De Censi (Padre salesiano che diventerà la guida dell’OMG), che gli
promise di aiutarlo. Don Ugo allora
era responsabile degli oratori salesiani della Lombardia e dell’Emilia.
Ai campi scuola estivi della Val
Formazza, quindi, don Ugo lanciava l’idea di fare una spedizione
nel Mato Grosso ai suoi ragazzi,
che accettavano con entusiasmo.
Nel 1967 ci fu la prima spedizione
in Brasile. Ne parlarono i giornali e la radio. I ragazzi costruirono
un centro giovanile a Poxoreo in
Mato Grosso. La costruzione non
terminò, alcuni rimasero. Chi tornò in Italia decise di lavorare per
raccogliere fondi, invitò altri ragazzi formando i primi gruppi, si
organizzarono i primi campi di
raccolta mele e raccolta ferro. Alcuni ragazzi partirono l’estate successiva per finire i lavori. Ci furono
subito altre richieste da missionari
del Brasile, Ecuador, Bolivia, Perù.
Era nata, così, l’Operazione Mato
Grosso.
Dalla prima spedizione giovanile in Brasile, iniziata quasi come
un’avventura, si delineò poco a
poco un movimento, la cui natura è andata chiarendosi negli anni
attraverso svolte successive ed una
progressiva maturazione legata
alla vita delle persone. Le cellule
vitali dell’Operazione Mato Grosso
sono i gruppi di ragazzi (età media 15-30 anni) che si riuniscono e
lavorano gratuitamente nel tempo
libero per raccogliere i fondi necessari per il finanziamento delle
attività in America Latina. Il gruppo dell’Operazione Mato Grosso
presente nelle nostre parrocchie
si chiama gruppo Selve (dalla via
omonima a Teolo). E’ formato da
un gruppo di amici che si trova due
sere a settimana nel tempo libero
(dalle 18 alle 21 circa) a lavorare
gratuitamente. Le loro specialità
sono giardinaggi e imbiancature
nella bella stagione, mentre il resto dell’anno svolgono sgomberi,
traslochi, pulizie e raccolta ferro.
L’ideale che li unisce è quello di
spendersi per gli altri e vivere una
vita buona; in questo è importante avere gli amici del gruppo vicini
che ti aiutino a metterti in discussione e ad essere coerente e concreto nella vita di tutti i giorni…
altrimenti sarebbe facile perdersi
nel mondo d’oggi che ti insegna a
pensare solo a te stesso. Nei fine
settimana e durante i periodi di
vacanza i ragazzi di Selve partecipano ai campi di lavoro organizzati da altri gruppi. I campi sono
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
di arance che vengono venduti nel
nord Italia e il ricavato viene mandato nelle missioni. Le attività delle
diverse missioni in Perù, Ecuador,
Brasile, Bolivia sono realizzate grazie ai campi di lavoro, alle attività
dei gruppi adulti ed alla carità di
gente generosa. In America Latina
ci sono numerose spedizioni dove i
volontari OMG - giovani, famiglie,
sacerdoti - realizzano attività nel
campo educativo, religioso, sanitario, agricolo e sociale in generale. I volontari offrono il loro lavoro
in forma completamente gratuita.
Ogni estate partono verso le missioni gruppi di giovani per un periodo di 6 mesi. In Perù oggi l’OMG
è presente in oltre 50 comunità,
17 in Ecuador, 9 in Bolivia e 12
in Brasile. I cinque punti chiave
dell’OMG:
1. I Giovani: un cammino per
giovani e ragazzi, vita di gruppo,
amicizia, esperienza e avventura
per imparare a voler bene a chi è
meno fortunato di noi.
2. I Poveri: prestando attenzione agli ultimi c’è sempre qualcuno
ancora più povero da accogliere ed
aiutare.
3. Il Lavoro: ci si educa alla fatica, a pagare di persona e con il
frutto del lavoro si aiutano i poveri.
4. La Capillarità: nel rapporto
diretto a tu per tu l’amicizia vera
cresce e diventa fedeltà nel tempo.
5. La confessionalità: credere
o non credere non ha importanza
per aiutare gli altri. Con una vita
buona si ricerca la verità. La storia di questa associazione parte
da lontano da quando nell’ottobre
del 1964 giunge in Italia Padre Pedro Melesi che, dopo dieci anni di
permanenza in missione in Brasile,
parlava della grave situazione della sua gente e delle difficoltà che
incontrava nel suo lavoro nel Mato
Grosso (regione interna del Brasile
al confine con la Bolivia) facendo
commuovere il suo amico don Ugo
2 0 1 2 - N.3
108ya
29
PRIMO PIANO
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
108ya
30
un’opportunità per svolgere lavori
più impegnativi come costruzione
rifugi, lavori agricoli, sistemazione
sentieri e baite di montagna. Ma
soprattutto i campi di lavoro sono
un’occasione per riflettere sulla
propria vita e per conoscere nuovi
amici, alcuni che vivono da anni in
missione e diventano un esempio
di radicalità, essenzialità e fedeltà
ai poveri. Anche il gruppo Selve
talvolta organizza dei campi, in
genere di raccolta ferro sui nostri
colli. Questa estate ha organizzato
invece una settimana di lavori di
verde in trentino, che ha fruttato
18.000 euro per le missioni, ma
soprattutto ha entusiasmato tanti
ragazzi giovani. Per far conoscere
il Mato Grosso ad altri ragazzi si
organizzano varie iniziative nelle
scuole superiori o nelle parrocchie
(testimonianze, raccolte viveri,
stage di una settimana a giugno in
cui si lavora per i poveri…etc).
Nei primi anni di attività nelle
missioni si è data molta importanza a lavori ed opere di interesse
sociale e sanitario. Successivamente oltre a questi tipi di intervento,
ci si è accorti dell’importanza di
formare le persone, sia dal punto
di vista lavorativo, che religioso e
morale, per cui, seguendo le orme
di san Giovanni Bosco, si sono create scuole ed oratori.
• Opere di pubblica utilità:
vengono richieste dai villaggi, i cui
componenti poi collaborano a turni fornendo il loro lavoro secondo
la tradizione locale (costruzione di
Distretto Lions 108ya
acquedotti, ponti, strade, sistemi di irrigazione, miglioramento
di coltivazioni agricole e pascoli,
rimboschimenti)
• Servizi sanitari: la sanità
statale è a pagamento per cui la
gente povera muore ancora di malattie facilmente curabili, come le
infezioni, la diarrea, la malnutrizione. Si gestiscono 4 ospedali, più
di 50 poste sanitarie, si svolge assistenza sanitaria anche a domicilio
e attività di prevenzione.
• Servizi di prima necessità:
alle persone più bisognose si regalano generi alimentari e vestiti che
si raccolgono in Italia, coperte.
• Servizi sociali: si accolgono
le persone in difficoltà in strutture attrezzate dove possono essere
accudite con amore dai volontari
(orfanotrofi, case per diversamente abili, case per malati e per anziani)
• Strutture formative: per
prendersi a cuore i ragazzi più poveri, lì si accoglie a vivere in case
che seguono lo stile di don Bosco,
dove viene regalato loro tutto,
vitto e alloggio, e possono frequentare scuole professionali della
durata di 5 anni, chiamate “taller”.
Alla fine dei 5 anni hanno imparato un mestiere e viene offerta loro
la possibilità di lavorare nelle cooperative come artigiani. I “taller”
sono centinaia e di tipo diverso:
falegnameria, scultura su legno e
pietra; pittura, restauro, decorazione su vetro, meccanica e idraulica, archeologia, tessitura per le
ragazze, istituti per la formazione
di professori e maestri, scuole per
infermieri e ostetriche.
• L’Oratorio delle Ande: per
arrivare a tutti i bambini, anche
a quelli dei villaggi più dispersi, e
attraverso loro conoscere le famiglie e le situazioni di povertà più
grave. Concretamente nei fine
settimana si riuniscono i bambini e i ragazzi nei vari villaggi, lì si
prepara ai sacramenti, si gioca e si
mangia assieme, si cerca di voler
loro bene, per trasmettere loro dei
valori importanti, come l’amicizia o la gratuità e il valore della
famiglia, che è quasi inesistente.
Per concretizzare l’insegnamento
del vangelo ai ragazzi si propone
di regalare due sabati al mese ai
più poveri, nonostante siano loro
stessi bisognosi. Vanno ad aiutare
i vecchietti più poveri, le vedove
e gli orfani, portando loro i viveri,
zappando il loro campo, costruendoli la casa.
Gli oratoriani sono ormai più
di 10.000. Io sono profondamente convinto che se la nostra Associazione saprà incontrare le tante
associazioni di volontariato che
agiscono sul nostro territorio riuscirà ad incidere molto più profondamente nell’affrontare i tanti
problemi della società contemporanea. Queste associazioni, con il
loro impegno e la loro disponibilità, rappresenterebbero per noi la
così detta “Banca del Tempo” di
cui ogni tanto si parla.
PRIMO PIANO
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
108ya
31
Distretto Lions 108ya
PRIMO PIANO
108ya
I lions al servizio del territorio
I Lions a sostegno della
candidatura Unesco della
“Varia” di Palmi
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Liliana Caruso
32
La valorizzazione dei luoghi può diventare fonte
di turismo, una risorsa a cui attingere per puntare
allo sviluppo locale nel contesto di promozione
sia nazionale che internazionale, utile soprattutto
a quei siti fuori dai circuiti tradizionali. Questo è
accaduto ai Sassi di Matera, definiti alla fine degli
anni ’50 in Parlamento “vergogna dell’umanità” e
dichiarati, poi, nel 1993 dall’Unesco “patrimonio
dell’umanità”. Da allora hanno ripreso a vivere,
consegnando al mondo ed alla storia Matera come
‘la città dei Sassi’, visitati da turisti provenienti
da tutto il mondo. È quanto i Lions si augurano,
sostenendo la candidatura Unesco per la Varia di
Palmi.
Lions, in ottemperanza ad
uno degli scopi dell’associazione, formulati da Melvin
Jones, Prendere interesse attivo al benessere civico, culturale, sociale e morale della comunità, sostengono la
candidatura della Varia, festa
patronale di Palmi, a bene
non tangibile dell’umanità,
patrimonio dell’Unesco. Questa festa, con peculiarità tutte proprie, si svolge da molti
secoli in modo identico.
Nel correre dei millenni
diverse sono state le forme di
culto e le feste sacre, legate
ai vari credi religiosi. Se nel
tempo un po’ dappertutto
le abitudini legate alle consuetudini di vita sono venute
meno o si sono trasformate,
le feste religiose, invece, sono
Distretto Lions 108ya
rimaste in vita uguali, forse, perchè il sacro appartiene non solo
alla sfera più intima dell’uomo, ma
si traduce, altresì, in forme culturali e di conoscenza. Non a caso
la poesia delle origini era considerata parte integrante della sfera
religiosa, tant’è che il poeta era
anche vate, ruolo che, con diverse
modalità tornerà nella poesia moderna, quando verrà considerato
‘veggente’, in grado di entrare in
contatto con l’ ‘assoluto’ .
Nella cultura regionale, pertanto, si trovano molte feste religiose.
Alcune di queste sono simili
tra loro, altre, invece, si distinguono ed hanno completa originalità. Tra loro un
posto importante tocca alla
Varia di Palmi, per cui, per
preservarla e per valorizzarla,
encomiabile è l’azione tesa
ad inserirla tra i beni immateriali dell’umanità, patrimonio dell’Unesco. L’Unesco,
infatti, partendo dal riconoscimento degli aspetti originali e dall’apprezzamento
delle diverse identità presenti nei gruppi e nelle società
che compongono l’Umanità,
ritiene, come l’ International
Association of Lions Clubs,
la diversità culturale per il
genere umano necessaria
quanto la biodiversità per
qualsiasi forma di vita. In
tal senso, identifica il patri-
PRIMO PIANO
Palmi. È positiva l’azione condotta
in “rete” con Nola, Sassari e Viterbo, in quanto sottolinea il fatto
che le feste religiose di tali città,
pur presentando peculiarità, frutto
del rapporto con il territorio, evidenziano elementi di condivisione:
dal rituale del trasporto, all’offerta
votiva della forza, alla partecipazione collettiva. Sono certamente elementi che hanno un’origine
comune. Si tratta di culture giunte
da ogni dove nel Mediterraneo,
questo ‘mare nostrum’ al quale noi
Lions abbiamo sempre volto la nostra attenzione, in quanto in ogni
tempo è stato luogo di confronto,
di scambio e di fusione tra genti
differenti con costumi, atteggiamenti, valori ed ideali che hanno
raggiunto una perfetta sintesi; è
stato un autentico ponte tra popoli, civiltà e culture.
Dal riconoscimento di questi
elementi paralleli le comunità
hanno dato luogo ad una “rete”,
che traccia dal basso un percorso
di crescita, basato sul dialogo e
sullo scambio che se da una parte
ha motivato la presentazione della
“Rete Italiana” delle grandi “Macchine a Spalla”, dall’altra si inquadra nei dettati della nostra asso-
ciazione che incoraggia proprio un
lavoro sinergico tra comunità, istituzioni politiche, culturali, settore
privato e società civile, per conseguire un recupero del nostro patrimonio, per affermare le diverse
identità, che emergono dalle tante
culture che ci contraddistinguono
e che possono altresì contribuire
allo sviluppo ed alla crescita delle nostre regioni. Il futuro deve,
quindi, puntare alla salvaguardia
ed alla tutela di manifestazioni che
continuano a suscitare emozioni
fortissime ed intense. La diversità
culturale è alla base della creatività, dell’innovazione, del progresso, del dialogo e dello scambio,
elementi necessari per favorire lo
sviluppo. Grande plauso, quindi, a
questa iniziativa, in quanto punta
alla valorizzazione dell’identità,
non vissuta in modo protezionistico, ma quale elemento da diffondere, per costituire fattore di progresso. La cultura è, infatti, veicolo di sviluppo e di miglioramento e
noi Lions, promuovendo proprio le
nostre varietà ed identità culturali,
possiamo contribuire alla crescita
dei nostri territori.
Liliana Caruso
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
monio comune dell’Umanità che
deve essere riconosciuto e affermato a beneficio delle generazioni
presenti e future. Di conseguenza,
adotta misure volte a proteggere
la diversità delle espressioni culturali, compresi i loro contenuti,
in particolare nelle situazioni in
cui le espressioni culturali possono essere minacciate di estinzione
o gravi alterazioni. Proprio come
noi Lions, riconosce l’importanza
del sapere tradizionale, in quanto fonte di ricchezza immateriale
e materiale e contributo positivo
allo sviluppo sostenibile.
Elabora politiche e strategie
per la tutela e la valorizzazione del
patrimonio culturale e naturale, in
particolar modo di quello culturale orale e di quello immateriale e
combatte il traffico illecito di beni
e servizi culturali; rispetta e protegge i saperi tradizionali; riconosce la natura specifica delle attività, dei beni e dei servizi culturali,
in quanto portatori di identità, di
valori e di senso.
Fondamentale diviene, quindi,
l’inserimento tra i beni materiali
ed immateriali dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’Umanità, in
quanto questo, oltre alla conservazione, comporta la pubblicizzazione e la valorizzazione dei luoghi e diviene fonte di turismo, una
risorsa a cui attingere per puntare
allo sviluppo locale nel contesto
sia nazionale che internazionale
di promozione, utile soprattutto
a quei siti fuori dai circuiti tradizionali. Proprio ciò, ad esempio,
è accaduto ai Sassi di Matera,
definiti alla fine degli anni ’50 in
Parlamento “vergogna dell’umanità” e dichiarati, poi, nel 1993
dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”. Da allora hanno ripreso a
vivere, consegnando al mondo ed
alla storia Matera come ‘la città
dei Sassi’, visitati da turisti provenienti da tutto il mondo. È quanto
i Lions si augurano, sostenendo la
candidatura Unesco per la Varia di
2 0 1 2 - N.3
108ya
33
PRIMO PIANO
108ya
Cimitile e Museo
Archeologico di Nola
I Lions Clubs, quando si incontrano per visite culturali, sono
motivati da comuni sentimenti di
amicizia e dalla necessità di conoscere i vasti giacimenti culturali
che l’Italia potrebbe offrire all’Europa ed al turismo internazionale.
La conoscenza promuove inoltre vincoli di solidarietà fondati sul
disinteresse e la reciprocità, convinti che l’uomo ha la necessità di
dialogare ed aspirare al miglioramento della collettività.
I Presidenti Grazia Salerno del
L. Club Napoli Aragonese e Silvana
Sorvino del L. Club Napoli Partenope, il 16 ottobre del 2011 hanno
guidato i soci dei due prestigiosi Clubs della I Circoscrizione alle
chiese paleocristiane e medioevali
di Cimitile ed al Museo StoricoArcheologico di Nola.
I complessi sono ubicati nella
pianura campana a Nord Est del
Vesuvio: Cimitile poco distante da
Nola ed il Museo Archeologico nel
cuore del nucleo più antico della
città. Come è noto la città di Nola
ha vissuto varie fasi di vita: dalla
preistoria al periodo Osco, Sanni-
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Sergio Brancaccio
34
Cimitile - Basilica “nuova” e ingresso della Basilica di San Felice
Distretto Lions 108ya
tico ed Etrusco, a quello Greco Romano, ecc. Con la fine della guerra
sannitica la città con Nuceria e Capua capeggiò la lega italica contro
l’espansione romana e per il valore
militare delle sue genti fu elevata a rango di “Municipium” con
proprio senato. Alla città fu assegnato l’appellativo di “Regina del
Meridione e granaio di Roma”. Alla
fine del I secolo d. C. Nola subì una
decadenza per fenomeni sismici e
vulcanici che, tra l’altro, danneggiarono le precedenti opere d’ingegneria idraulica della bonifica
romana. Tra il IV e V secolo d. C.
dimorò a Nola l’ex Senatore romano, proconsole per la Campania,
Ponzio Meropio Anicio Paolino. In
questi luoghi l’ex Senatore, poeta,
intellettuale e ricco aristocratico,
conobbe ed apprezzò la venerazione che molti fedeli riservavano
al Santo Felice in Pincis, confessore presbitero, ritenuto miracoloso
taumaturgo, sepolto nell’antico
cimitero di Nola (Coemeterium) da
cui il nome attuale Cimitile.
Ricordiamo che in età paleocristiana i fedeli che intendevano
raggiungere Roma dal Sud sbarcavano a Taranto ed usufruivano
della rete stradale che prevedeva
un passaggio obbligato nel territorio di Nola-Cimitile.
In questi luoghi il proconsole,
nominato Vescovo di Nola, impegnò rilevanti risorse economiche
per il restauro di precedenti costruzioni religiose, per il loro am-
PRIMO PIANO
pliamento e successive modifiche.
L’imponente complesso delle
basiliche paleocristiane comprende tredici edifici che furono scavati, con non poche interruzioni,
dalla fine del XIX secolo e costituiscono uno dei maggiori siti archeologici a livello europeo, grazie
soprattutto alla presenza di affreschi, mosaici ed architetture del
II-VI secolo a.C. La storia del complesso è rintracciabile nei testi di
Carlo Guadagni: ”Nola Sacra”. ed in
quello moderno: “Le Basiliche Paleocristiane di Cimitile” di Arcangelo Mercogliano.
Luogo di culto nella tarda antichità e nel Medioevo, Cimitile, dal
XVII secolo divenne feudo della famiglia Albertini e dal 1808, Comune autonomo. I primi lavori di rilevamento e restauro delle basiliche
paleocristiane risalgono al 1884.
Nel 1906 un’ennesima eruzione
del Vesuvio costrinse gli abitanti
ad evacuare.
Tomba di San Felice nell’originaria Basilica di San Felice in Pincis
Nel periodo fascista il territorio
del Comune di Cimitile appartenne
alla “Terra di lavoro” e passò quindi alla Provincia di Napoli(1927).
Negli anni ‘30 il soprintendente Gino Chierici, portò in luce una
parte del patrimonio culturale di
Cimitile (1933-1960). Il 23 Marzo
del 1992 il Papa Giovanni Paolo
II giunse in pellegrinaggio sulla
tomba di San Felice.
Nel 2002 il sito è stato proposto per l’inserimento nella lista del
Patrimonio mondiale dell’Umanità, curato dall’UNESCO. In sintesi,
sulla tomba di S. Felice, sul finire del III secolo, venne realizzata
un’edicola a pianta quadrata, decorata da mosaici ed ivi sorse una
primitiva basilica a due navate
rivelatasi insufficiente per raccogliere la folla di fedeli che accorreva sulla sepoltura del Santo. San
Paolino di Nola decise pertanto di
ampliare tale Basilica, con un altra
perpendicolare, a tre navate (F),
che termina con un abside a tre
semicerchi (E), ed inoltre ampliò la
tomba del Santo (H). Si aggiunsero
in seguito la Basilica di San Gaulonio (I) e la chiesetta dedicata ai
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
Cimitile - Planimetria e veduta assonometrica della complessa stratificazione del sito archeologico.
A) Basilica di San Stefano e Lorenzo (VI sec.); B) Basilica di San Tommaso (XII sec.); C) Ambiente laterale alla Basilica nuova (biabsidato); D) Resti della
necropoli (I-III sec.); E) Basilica di San Giovanni(XIII sec.); F) Ruderi della Basilica “nuova” (V sec.);G) Basilica di San Felice in Pincis (IV sec.) – Antiquario;H)
Peristilio con mosaici e tomba di San Felice; I) Basilica di San Gaulonio (IV sec.); L) Campanile M) Basilica dei Santi Martiri; N) Chiesa parrocchiale del XVIII
sec. edificata sull’antica basilica di San Felice in Pincis.
2 0 1 2 - N.3
108ya
35
PRIMO PIANO
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
108ya
Santi Martiri (M). Quest’ultima è
costruita con i materiali di risulta
della preesistente necropoli romana e presenta pregevoli affreschi e
ornamenti architettonici.
Quindi, dal VI sec. d. C. in poi,
furono aggiunte al complesso
le Basiliche dei Santi Stefano e
Lorenzo(A), dei Santi Giovanni
Battista ed Evangelista(E), di San
Tommaso(B) e la Basilica medioevale della Santa Vergine, oggi
Chiesa parrocchiale(N).L’odierno
Antiquarium di Cimitile è ubicato
ad un livello sottoposto alla basilica vetus e vi si conservano epigrafi
romane, un sarcofago riutilizzato
nel V-VI sec. d.C., reperti ceramici,
tra cui vasi, lucerne e marmi riutilizzati.
Dopo un lieto ed impegnativo “evento” di gastronomia locale i Lions si sono recati a visitare
il Museo Storico Archeologico di
Nola, ospitato nell’ex Convento di
S. Maria la Nova o delle Canossiane, il cui primo nucleo fu inaugurato il 7 luglio del 2000.
E’ stato quindi possibile osservare gli eccezionali modelli
“al vero” delle abitazioni del vil-
laggio dell’età del Bronzo Antico,
seppellito dall’eruzione del Vesuvio, (1860-1680 a.C.) cui seguì un
alluvione fangosa che determinò
un “calco” delle strutture in legno e paglia e delle suppellettili
contenute nelle capanne, fra cui
forni e vari oggetti di cucina che
hanno consentito di ricostruire
usi e costumi dei nostri antichi
progenitori.
Le strutture abitative erano
realizzate con planimetria a forma di ferro di cavallo, e le pareti esterne si prolungavano per
l’intera lunghezza. Le struttura
principale era costituita da grossi
tronchi di legno infissi nel terreno. Il tetto, fortemente inclinato,
era a doppio spiovente, con una
lunga trave al colmo ed arcarecci legati alla struttura principale;
su di essi vi erano poggiati fasci
di giunchi sovrapposti o paglia,
ricoperta e resa impermeabile da
strati di argilla. Le falde del tetto
si prolungavano fino a terra e ciò
determinava un’intercapedine coperta che costituiva una camera
d’aria rispetto alle pareti esterne
verticali. L’ingresso, dal lato op-
posto alla parete curva, era protetto da una struttura a sbalzo,
tipo pensilina, per proteggere
dalla pioggia.
Il percorso espositivo del Museo
mostra inoltre corredi tombali provenienti dalle necropoli Ronga, Via
S. Massimo e località Torricelle.
Inoltre significativa è la sezione
romana con materiali estratti dallo
scavo dell’anfiteatro e da edifici di
culto, con statue in marmo provenienti dalla città di Nola, nonché
altri elementi di scavo ritrovati in
Palma Campania, San Paolo Belsito, Saviano, ecc.
Nel piano superiore sono esposti pregevoli dipinti del ‘700 e
dell’800, provenienti da chiese disastrate, presenti in città e nel territorio, nonché una ricca collezione di “riggiole”, (antichi pavimenti
ceramici, a volte smaltati) e singoli
reperti decorati, datati dal ‘500 ai
nostri giorni.
In conclusione esperienze, tutte
da ricordare, confortati dall’amicizia che aiuta a superare le difficoltà
del vivere quotidiano e dalla gioia
di scoprire i nostri tesori d’arte.
Sergio Brancaccio
36
Nola - Museo Archeologico - Modelli “al vero” delle abitazioni del villaggio dell’età del Bronzo Antico
Distretto Lions 108ya
Rubrica organigramma_Layout 1 15/07/10 09:12 Pagina 125
PRIMO PIANO
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
108ya
37
Distretto Lions 108ya
I PERSONAGGI
108ya
Una storia che si conosce troppo poco
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
I cinque martiri di Gerace
38
Gaetano Ruffo,
Domenico Salvadori,
Rocco Verduci, Michele
Bello e Pietro Mazzone,
precursori dell’ Unità
d’Italia, fucilati il 2
ottobre 1847 seppure
grandi protagonisti di
quell’epoca, non hanno
trovato lo spazio che
avrebbero meritato
nella storia Italiana.
A causa della brutale
scarica di 40 moschetti,
che deflagarono da
vicino i corpi dei cinque
giovani, una giovinetta
del luogo, Teresa
Malafarina, finanche,
impazzì dal dolore.
Il 2 ottobre del 1847, Cinque
giovani intellettuali dell’allora Distretto di Gerace venivano fucilati
con l’imputazione di essere stati i
capi di un’insurrezione popolare.
Una fucilazione “strana” che ancora oggi fa discutere per la fretta
con cui si compì l’atto. La rivolta
faceva parte di un progetto organico che doveva coinvolgere
Distretto Lions 108ya
tutta la Calabria Ultra Prima per
poi propagarsi fino a Napoli; una
manifestazione da inquadrare in
quell’ansia di rinnovamento che
coinvolgeva le menti culturalmente più avanzate della provincia reggina e calabrese in genere.
L’ambiente di formazione dei giovani era stato quello napoletano
e quello reggino. I giovani Martiri
erano rappresentanti di quella piccola borghesia che urtava gli interessi stabilizzati della grossa borghesia terriera che temeva ogni
mutamento. L’intento era anche
quello, come si evince dai proclami reggini letti anche nel Distretto
di Gerace, di sostituire la vecchia
classe dirigente, ormai cristallizzata che viveva su una rendita improduttiva, con uomini del tempo
Una panoramica di Gerace
di Vincenzo Cataldo
capaci di interpretare i nuovi bisogni della società. Gli insorti del
Distretto di Gerace, percorsero
il litorale jonico per dichiarare le
loro idee: rivoluzionarie, nuove,
temerarie per quei tempi. Il loro
progetto era impiantato sulle riforme, nell’ordine e nella legalità,
con il beneplacito, essi credevano,
del papa e del re. Dopo lo scoppio
e il fallimento dei moti di Reggio
e Messina, la sera del 2 settembre
1847 Michele Bello, uno dei, riceveva gli ordini del Comitato reggino di estendere l’insurrezione
nel distretto di Gerace. Catturato
il sottintendete di Gerace Antonio
Bonafede, celebre per aver catturato i fratelli Bandiera, i giovani
idealisti cominciarono una marcia
pacifica senza spargimento di san-
I PERSONAGGI
108ya
Scorcio di Gerace
bardo-Veneto che arrivò a proibirne l’uso. Lo stesso cappello che
ancora è diffuso, guarda caso, in
Austria col nome di “Kalabreser”!
Roberto Saviano nella trasmissione “Vieni via con me” ha ricordato
finalmente ad un pubblico vastissimo, il dramma umano di cinque giovani che si immolarono in
nome della libertà e dell’Italia; un
insegnamento che dovrebbe far riflettere sulle stravaganze, l’ingratitudine e l’insofferenza che certi
ambienti politici manifestano nei
confronti del Meridione.
Alla Libertà
di Gaetano Ruffo
Sola speranza che mi reggi in terra
Solo conforto dello spirto mio,
Solo pensiero che mi elevi a Dio
Pace e ristoro alla mia lunga guerra.
Quando te penso il cuor si disserra
A pure gioie, ad ogni altro desìo,
E quando dormirò l’eterno oblìo
Di te ricorderommi anche sotterra.
Cometa errante che col tuo splendore
Abbelli la natura decaduta,
Dimmi, tu brillerai sul mio dolore?
Io non disdegno della tua venuta
E non rinnego al tuo tardar, ma il cuore
Piange e s’attrista che tua luce è muta.
Distretto Lions 108ya
2 0 1 2 - N.3
del vicino convento dei Riformati
di S. Francesco. Molti sono ancora
gli interrogativi insoluti. Innanzitutto la fretta della sentenza e
dell’esecuzione (appena 16 ore
intercorrenti l’una dall’altra, insufficienti a poter chiedere la grazia sovrana a Napoli): bastava far
slittare di qualche ora il giudizio
(essendoci due conseguenti giorni
festivi durante i quali non potevano eseguirsi pene capitali) per far
scattare l’interruzione della pena
e consentire così ai familiari di rivolgersi al Sovrano; il dubbio sulla
legalità della condanna a morte di
Pietro Mazzoni il quale presentatosi spontaneamente aveva diritto
ad un trattamento diverso, poiché
in dubbis pro reo. L’episodio incise
così profondamente, che i protagonisti di parte borbonica sentirono il bisogno dopo qualche mese
di dare alle stampe le loro memorie
per giustificarsi dalle accuse gravissime che gravavano su di loro.
Ma, nonostante ciò, la storia non
ci ha consegnato l’intera verità in
quanto quattro dei cinque verbali
che riportavano gli interrogatori
dei giovani fucilati sono irreperibili. Le responsabilità rimangono
comunque affidate al Nunziante
ed al Bonafede che ebbero consenzienti l’ambiente filoborbonico e il silenzio degli ambienti ecclesiastici. L’avvenimento generò
negli anni avvenire una congerie
di accuse nei confronti di queste
personalità. Appena sparsa la notizia, i liberali distrussero gli stemmi
consolari borbonici di Livorno e
furono celebrati solenni funerali in
memoria dei cinque giovani caduti. Addirittura venne congegnato
un progetto per uccidere il Re sulla
via Marinella, subito sventato dalla polizia. I liberali italiani in segno
di rispetto per le vittime, usarono
indossare il cappello alla calabrese
che fu uno dei simboli più rappresentativi del Risorgimento fino a
scatenare le ire dell’apparato repressivo austroungarico nel Lom-
f e b b r a i o
gue, gridando “Evviva l’Italia, viva
la Costituzione, Viva Pio IX” nei
vari paesi del litorale, cantando il
Te Deum e autorizzando il dimezzamento del prezzo del sale e del
tabacco. La comitiva rivoluzionaria, giunta a Roccella si accampò sulla spiaggia. La falsa notizia
dell’arrivo di legni borbonici, provocò lo scompiglio tra le fila degli
insorti che si dispersero. Traditi e
arrestati, i giovani intellettuali furono così processati. Bello durante
l’interrogatorio diede spiegazione
del movimento insurrezionale intrapreso che per niente corrispondeva al movente per cui saranno
condannati. Essi, infatti, non desideravano rimuovere re Ferdinando
II, ma ottenere la costituzione e la
formazione di uno stato federale
come era concepito dal Gioberti,
con a capo il Papa. Il presidente
della Commissione militare Ro­sa­
roll sputò sopra la bandiera, capo
d’accusa principale, per la quale i
sette si erano alzati per onorarla.
La sentenza fu lapidaria: «imputati di lesa maestà tutti per aver
commesso atti prossimi alla esecuzione di detto misfatto» ebbero la
condanna a morte per mezzo della
fucilazione. Nel primo pomeriggio
di quel piovigginoso 2 ottobre, il
corteo dei condannati, tra due
fila di soldati e accompagnati dai
rispettivi confessori, arrivò alla
Piana. Accanto alla vetusta stele
in pietra, del 1782, sormontata
da una croce in ferro, Gaetano
Ruffo, Domenico Salvadori, Rocco Verduci, Michele Bello e Pietro
Mazzone furono schierati con le
spalle contro il dirupo retrostante.
Salvadori gridò ai suoi compagni:
«Coraggio fratelli, moriamo da
forti, viva Pio IX, Viva l’Italia, viva
la Cost...». Dopo la paurosa scarica
di 40 moschetti, che deflagarono
da vicino i corpi dei giovani, una
giovinetta del luogo, Teresa Malafarina, impazzì dal dolore. Le salme furono composte alla rinfusa
nella fossa comune chiamata Lupa
39
RIFLESSIONI ED OPINIONI
108ya
Da Melvin Jones a Paul Van Rensselaer Potter
La qualita’ della vita
di Andrea Tartaglione
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Ponte d’incontro
tra etica lionistica e
bioetica. Come è
possibile instaurare,
adesso, un confronto
che possa comparare,
avvicinandoli,
il lionismo e l’etica
lionistica alla bioetica.
40
L’etica, dal greco antico èthos
“carattere, comportamento, costume” è quella branca della filosofia
che studia i fondamenti oggettivi
e razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani
uno stato deontico, ovvero distinguerli in
buoni, giusti e moralmente leciti, rispetto ai
comportamenti ritenuti
cattivi o moralmente
inappropriati.
L’etica
può anche essere definita come la ricerca di
uno o più criteri che
consentono all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli
altri. In questo senso
essa pone in una cornice di riferimento, sia i canoni che i
confini entro cui la libertà umana
si può estendere ed esprimere per
potere guidare al meglio il cammino ed il comportamento dell’uomo. La bioetica, dal greco antico
ethos “carattere, etc” e bios “vita”,
è una disciplina che si occupa delle
questioni morali collegate alle ricerca biologica ed alla medicina.
Nella bioetica sono coinvolte varie
Distretto Lions 108ya
discipline come: filosofia, biologia,
diritto, medicina, psicologia, teologia, tutte scienze che, insieme,
collaborano a costituire la formazione del suo “corpus doctrinae”.
Fatta questa premessa, ricordiamo
due date e due nomi. Le date sono
quelle del 1917 e del 1971. In queste date, i primi due numeri sono
identici, mentre gli ultimi due
sono: un “canone inverso”. Entrambe le date ci riportano al secolo scorso, al XX secolo ed indicano la nascita dell’Associazione Internazionale dei Lions Clubs e la
nascita della Bioetica come nuova
scienza. I due nomi: Melvin Jones
e Paul Van Rensselaer Potter. Sono
i nomi di due uomini illustri, il primo, è conosciuto da tutti i Lions
del mondo, per essere stato il fondatore della Loro Associazione Internazionale, mentre il secondo,
potrebbe essere, forse per Essi, un
neo Carneade. Ebbene Van Potter
è stato il fondatore della Bioetica
e ciò che unisce questi due grandi
uomini contemporanei, non consiste nel fatto che erano entrambi
Americani, ma dalla constatazione
che è possibile ritrovare in entrambi una matrice comune, che
trae origine dalla loro forte volontà di volere testimoniare ed insegnare ai contemporanei ed ai posteri, seppure in veste e dimensione diversa, alcuni aspetti, seppure
differenti, dei valori universali dell’
ETICA. E, ripartendo dall’ETICA,
con questo articolo, cercheremo di individuare,
appunto, l’esistenza di
una matrice comune e la
eventuale presenza di vie,
sovraelevate o sotterranee, che possano rapportare l’etica lionistica alla
bioetica, consentendo di
stabilire così un significativo raffronto tra di loro.
A tal uopo, pertanto, è
necessario far precedere
un breve cenno circa la
nascita e la storia del lionismo e di conseguenza
dell’etica lionistica e, dopo, anche
della bioetica, pervenendovi attraverso una breve preliminare presentazione dei due fondatori. Melvin Jones, un importante businissmen americano, nel 1917, pensando a quali traguardi si sarebbero potuti raggiungere se, persone
che godevano di successo, dovuto
al loro impegno, alla loro intelligenza avessero usato i loro talenti
RIFLESSIONI ED OPINIONI
comparare, avvicinandoli, il lionismo e l’etica lionistica alla bioetica? E’ semplice, raffrontando le
peculiarità del lionismo, che è
bene compendiato in quegli articoli del codice dell’etica lionistica
che, abitualmente noi Lions, siamo soliti ascoltare, letti dal cerimoniere di turno, nel corso delle
nostre riunioni ufficiali, con i precetti che la bioetica propone come
propria materia di interesse e di
applicazione, ricercandone quindi
le possibili affinità. « Il dimostrare
con l’eccellenza delle opere e la
solerzia del lavoro, la serietà della
vocazione al servizio. …. - L’avere
sempre presenti i doveri di cittadino verso la Patria, lo Stato, la comunità nella quale ciascuno vive;
prestare loro con lealtà sentimenti,
opere lavoro, tempo e denaro. … L’essere solidale con il prossimo
mediante l’aiuto ai deboli, i soccorsi ai bisognosi, la solidarietà ai
sofferenti.» Ecco, sono questi alcuni dei principali propositi, espressi
dagli articoli del codice dell’etica
lionistica, che maggiormente possono fare assimilare gli ideali del
lionismo alle concettualità umanistico-scientifiche della bioetica.
Analizzando, infatti, i valori contenuti in tali precetti si comprende
come i Lions si impegnino in una
continua azione di individuazione
dei problemi connessi alla “qualità
della vita” che si aprono nel tessuto sociale e nello sforzo di contribuire, in modo efficace e intelligente, alla loro soluzione, così
come parimente gli insegnamenti
che la bioetica ci impartisce, sono
indirizzati al fine di migliorare la
“qualità della vita” nel tessuto
dell’organizzazione sociale dell’uomo. L’etica lionistica e la bioetica,
dunque, si predispongono entrambe a compartecipare alla salvaguardia della vita ed entrambe
rappresentano delle vie maestre
che si pongono come finalità il
raggiungimento della tutela della
qualità della vita, della vita intesa
nella interezza della sua espressio-
ne, così come essa si manifesta,
non solo nel nostro pianeta, ma in
una dimensione universale che
comprende l’intero creato. A questo punto, ritengo, che si sia riusciti a trovare il comune denominatore, individuabile nel perseguimento “ della qualità della vita in
tutte le sue manifestazioni”, denominatore comune che ci consente
di evidenziare e sottolineare l’esistenza di un suggestivo rapporto
tra etica lionistica e bioetica. Per
quanto intuitivamente facile da
comprendere, il termine qualità
della vita si presta a diverse possibili definizioni, anche se ci si focalizza, a volte, prevalentemente in
ambito medico e sanitario, mentre, invece, la qualità di vita è un
qualcosa di soggettivo, legato si al
benessere di un individuo, ma dove
vanno presi in considerazione anche altri fattori, tra cui gli aspetti
della vita che non sono correlati
alla salute. La qualità di vita è, pertanto espressione di benessere della popolazione, delle comunità,
delle città e delle nazioni ed è,
quindi, sopratutto un fattore di
primaria
importanza
in
economia,scienze politiiche, urbanistica e sociologica. Quando una
città ha una buona qualità di vita,
significa che la maggioranza della
sua popolazione può fruire di una
serie di vantaggi politici, economici e sociali che le permettono di
sviluppare con discreta facilità le
proprie potenzialità umane e condurre una vita relativamente serena e soddisfatta. Ed a tali risultati
ci conducono sia la pratica dell’etica lionistica, emanazione del lionismo che l’applicazione degli insegnamenti, che ci provengono dalla
bioetica. La qualità di vita è, pertanto, in conclusione, la quintessenza, cioè la caratteristica essenziale, che permette la possibile
coabitazione, in veste di condomini, sia del Lionismo che della Bioetica, nella casa comune dell’ETICA
UNIVERSALE.
Andrea Tartaglione
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
per migliorare le proprie comunità,
costituì, con altri uomini di affari,
il 07 Giugno 1917, in Chigago, l’organizzazione del “ Lions Clubs International”.
Successivamente,
Melvin Jones abbandonò la sua
attività per dedicarsi a tempo pieno ai Lions, presso la sede centrale
di Chicago. Fu grazie alla sua dinamica leadership che i Lions clubs
acquisirono il prestigio necessario
per attrarre, in tutto il mondo,
persone interessate al bene comunitario. Particolarmente degno di
nota fu l’onore che ricevette nel
1945 quando rappresentò il Lions
Clubs International in veste di
consulente, durante i lavori per
l’Organizzazione delle Nazioni
Unite. Melvin Jones, l’uomo che
visse con l’idea che « non si può
andare lontani finchè non si fa
qualcosa per qualcun altro», morì
il 1º giugno 1961, all’età di 82
anni. Van Rensselaer Potter, oncologo statunitense, nel 1971, in un
libro intitolato Bioethics: Bridge to
the future (Bioetica: un ponte verso il futuro), spiegava il termine
bioetica come la scienza che consentiva all’uomo di sopravvivere,
utilizzando i suoi valori morali di
fronte all’evolversi dell’ecosistema
ed a tale proposito scriveva: « Ho
scelto la radice bio per rappresentare la conoscenza biologica, la
scienza dei sistemi viventi; ed
ethics per rappresentare la conoscenza del sistema dei valori umani.». La bioetica veniva presentata
da Potter come una scienza particolare e necessaria per colmare la
spaccatura venutasi a creare tra il
sapere scientifico ed il sapere
umanistico, una scienza quindi in
grado di “fare da ponte” tra le conoscenze scientifiche e quelle
umanistiche, con il proposito di
tutelare sia la vita umana che la
vita in generale, essendo intrinseco al concetto di bioetica l’obiettivo di abbracciare l’intero mondo in
cui l’uomo vive. Ed allora, in quale
maniera è possibile instaurare,
adesso, un confronto che possa
2 0 1 2 - N.3
108ya
41
RIFLESSIONI ED OPINIONI
108ya
Intensificare la richiesta di partecipazione dei soci
La centralita’ dei club per il
rinnovare l’Associazione
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Bruno Canetti
42
Necessario ripensarci
perchè potrebbe
essere un tentativo
per il rinnovamento
dell’Associazione. I soci
possono avere un ruolo
attivo da protagonisti e
non da soggetti passivi.
D’altra parte è l’intero
Club che, sul territorio,
“promuove i principi
di buon governo e di
buona cittadinanza”, e
rappresenta la società
civile “prendendo attivo
interesse al bene
civico”. L’armonia al suo
interno è il lievito per
una buona crescita dei
soci negli anni futuri
Una serie di autorevoli Lions,
tra gli altri cito ad esempio il Presidente del Club Caserta Host il col.
Luigi Tennerello, già cerimoniere
del Distretto, e il 3° Vice Presidente Internazionale LISC il dott. Antonio Marte, anch’egli già cerimoniere del Distretto, mi hanno tirato
per la giacca per esprimermi sulla
perdita di soci nel nostro Distretto, che negli ultimi quattro anni
ha assunto connotati molto preoccupanti (-25%). Poiché ritengo che
del suddetto problema e delle relative cause, ne dobbiamo parlare al
nostro interno, in modo sereno e
trasparente, ho deciso di affrontare
Distretto Lions 108ya
l’argomento, con il desiderio di dare
un contributo di idee, nella speranza
che possa aprirsi un ampio dibattito all’interno dell’Associazione. Una
premessa è indispensabile: viviamo
in un momento di grande trasformazione della società, un’epoca in
cui l’associazionismo, i sindacati, i
partiti non rappresentano più una
sede “strutturata” per socializzare,
per confrontare le proprie idee, per
aprire un’aperta discussione, essendo stati in parte ridimensionati dal
boom di internet, che tende ad isolare i singoli soggetti, che si illudono
di dialogare con gli altri, attraverso
le “chat”, i “facebook”, i “twitter” e
tanti altri social network.
Oggi, viviamo una profonda contraddizione, per cui sempre più ciascuno tende a chiudersi in se stesso
e quella minoranza che vuole rapportarsi con l’esterno, lo fa con forza e vigore, ritenendo un diritto partecipare ed essere protagonista (vedi
indignados, popolo viola e tanti altri
movimenti spontanei).
Anche i Lions non sono esenti da
questi fenomeni e sicuramente esistono una serie di concause che hanno provocato questo calo di iscritti,
che ha toccato anche il multidistretto, anche se in misura minore, e ne
citerò qualcuna: La scarsa passione
che ha investito tanti Lions, stanchi dell’attività di “routine”; la poca
apertura all’esterno; il quasi inesistente rapporto con le Istituzioni locali; i troppi service che non affrontano le problematiche del territorio
su cui incidono i Club; i continui
cambiamenti dei programmi di attività, che non riescono ad avere una
continuità, e quindi invece di essere
una ricchezza diventano una debolezza; la difficoltà dell’inserimento di
nuovi soci che si accostano ai Lions
con il cuore pieno di speranze, ma
spesso sono emarginati da gruppi dirigenti “incrostati e consolidati”.
Un altro spunto di riflessione
per il nostro dibattito è la configurazione dell’Associazione che risulta
poco avvezza al “nuovo”, alle novità
che emergono dal basso: è questa la
chiave di lettura che do al difficile
tentativo di rendere propositiva la
Conferenza d’Inverno (oggi Congresso d’Inverno) con l’articolazione del
programma che prevede una ampia
partecipazione di Lions nell’ambito
dei “seminari aperti”, sui temi che
pù ci stanno a cuore, (come previsto dall’art. 6 comma 3 lettera a del
nuovo statuto), in modo che tanti
soci possano esprimersi liberamente.
Se si pensa che questa modifica
di organizzazione dei lavori della
Conferenza d’Inverno, fu già proposta al Congresso di Sorrento 3 anni
fa, si capisce meglio come l’Associazione proceda con un passo elefantiaco. Mi sembra interessante
la richiesta di partecipazione manifestata in varie forme, dalla voglia
di esserci a quella di proporre idee,
di cui alcune interessanti ed altre
scontate, e se fossi al posto del Governatore di turno mi preoccuperei
della mancanza di iniziative, non del
fatto che ce ne sia qualcuna in più.
E’ evidente allora che bisogna ripensare alla centralità dei Club, che
potrebbe essere un tentativo per
il rinnovamento dell’Associazione,
dove i soci possono avere un ruolo
attivo da protagonisti e non da soggetti passivi; è il Club che sul territorio “promuove i principi di buon
RIFLESSIONI ED OPINIONI
Lamezia il 15/5/2011, “ deve monitorare il buon andamento del Club,
esaminando regolarmente i rapporti soci, deve formulare le misure da
adottare per aiutare i Club deboli, in
collaborazione con i Delegati di Zona
ed i Presidenti di Circoscrizione”.
Da ultimo un discorso a parte la
meritano i Leo, che dovrebbero rappresentare la futura classe dirigente
dell’Associazione; penso che sono
ancora troppo poche le occasioni di
incontro tra Lions e Leo e all’esterno
sembrano due entità diverse, pur appartenendo alla medesima Casa Madre: non è il caso di fare un esame
di coscienza tutti insieme e tentare
di lavorare in sinergia e costruire
assieme “ il seminario congiunto tra
il Distretto Lion e quello Leo (come
previsto dall’art. 34 comma 5 del
nostro statuto) ?
Bruno Canetti
2 0 1 2 - N.3
nuova fase di partecipazione civile
e sociale, spingendo le stesse Istituzioni a trasformarsi.
Alla luce di queste novità i Club
andrebbero maggiormente aiutati,
seguiti e sponsorizzati dalla struttura distrettuale, indipendentemente
dagli officer all’uopo preposti (Delegato di Zona e Presidente di Circoscrizione): non è possibile che il Governatore di turno incontri un Club
una sola volta l’anno, in occasione
della visita amministrativa, che talvolta diventa solo un atto burocratico, mentre i soci vorrebbero discutere con il Governatore sul “progetto”
dell’Associazione.
Molto spesso mi si fa notare che il
Governatore non riesce ad incontrare i Club perché, il Distretto è troppo
grande: perché allora non avvalersi
del Secondo Vice Governatore che,
in base all’art. 8 comma (e) dello
statuto, approvato al Congresso di
f e b b r a i o
governo e di buona cittadinanza”,
giacchè rappresenta la società civile
“prendendo attivo interesse al bene
civico”, e l’armonia al suo interno è
il lievito per una buona crescita dei
soci negli anni.
Due sono le indicazioni che si
stanno sviluppando negli ultimi 2
anni nei Club: il primo è un nuovo
modello di partecipazione attiva,
capace di coniugare l’universalismo
dei diritti alla responsabilità delle
persone e delle comunità, in modo
da garantire la solidarietà sociale
ed a promuovere il protagonismo di
ciascuna persona; il secondo è quello che vede i soci sostituire il modello della delega con nuovi strumenti
partecipativi che connotino la nostra democrazia associativa in senso
deliberativo.
Se tali istanze non verranno represse, allora i Club possono diventare un grande laboratorio per una
59° CONGRESSO NAZIONALE
108ya
43
Distretto Lions 108ya
RIFLESSIONI ED OPINIONI
108ya
Istanze e problematiche del postmoderno
Pianeta Islam:
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
le realtà oltre i fondamentalismi.
Le scelte vitali per l’Italia, spesso o talvolta, restano
appannaggio di una classe dirigente ammalata
di saturnismo e convinta di essere al centro del
mondo. Dobbiamo decidere se risorgere dal
“cimitero” delle idee, di inerzia morale e politica
che ci avvilisce, e progettare invece l’Europa del
Sud che non è mai, concretamente esistita, per
svariate e non esaltanti motivazioni. Noi Lions
dobbiamo candidarci al ruolo di “ammortizzatori” del
cambiamento. Dobbiamo lottare contro il terrorismo
becero e improduttivo, anzi controproducente,
inculcare e diffondere una pedagogia della pace,
della libertà, per un più giusto ordine mondiale.
La società contemporanea, in
quanto caratterizzata dal predominio della razionalità tecnocratica, può essere compresa dal
di dentro solo se si rifondano gli
strumenti e le finalità di lettura. Il
che ci obbliga a ristudiare la storia
e la geografia del Mediterraneo,
al fine di attuare una strategia di
44
Distretto Lions 108ya
uscita dalla decadenza psicologica, politica economica e morale
nella quale stiamo affondando almeno da un quarto di secolo. La
sorte del Mediterraneo e di tutti
noi potrà essere diversa e migliore:
e questo è il momento di esserne
consapevoli e passare all’azione.
Purtroppo le scelte vitali per l’Ita-
di Clara Guarino
lia, spesso o talvolta, restano appannaggio di una classe dirigente
ammalata di saturnismo e convinta di essere al centro del mondo.
Dobbiamo decidere se risorgere
dal “cimitero” delle idee, di inerzia
morale e politica che ci avvilisce, e
progettare invece l’Europa del Sud
che non è mai, concretamente esistita, per svariate e non esaltanti
motivazioni. La UE ha assolto con
diligente distacco alla parte burocratica e strutturale. Ha accettato
l’idea di una creazione di una comunità per il Mediterraneo e ha
designato Barcellona come sede
dell’apparato. Il Mediterraneo non
è più il “Mare nostrum” o il lago
turco, ma torna a essere un problema strategico e culturale. Il che non
vuol dire l’uniformità delle regole
e dei sistemi, ma una più armonica e opportuna pianificazione nei
metodi e nei contenuti, tenendo
presente che la società contemporanea non è più una civilizzazione
culturale,non si regge più su valori
che sottendono contenuti oggettivi e, sotto certi aspetti, immutabili.
La genesi del postmoderno, soprattutto se assunta come parametro
esplicativo della crisi della società contemporanea, conferma lo
smarrimento del senso che, in tal
contesto, viene celato sotto forma
di “ritualismo”, rinuncia o ribellione che denunciano l’avvenuta
RIFLESSIONI ED OPINIONI
affatto una guerra totale, che in
quei lunghi secoli le guerre guerreggiate furono, nel complesso,
endemiche ma brevi. Quello che di
gran lunga prevalse fu il costante,
continuo, profondo rapporto amichevole tra cristiani e mussulmani
nel teatro del Mar Mediterraneo.
Chi ha avuto modo di vedere i mosaici d’epoca romana sulla riva del
Sud del Mediterraneo, dalla Cilicia
a Tunisi, ha constatato l’assenza
per oltre cinque secoli della benché
minima scena di guerra. Un’amicizia che si riscontra continua a
livello economico, diplomatico,
culturale. A questo rapporto dobbiamo la rinascita del commercio
e della civiltà urbana dopo la stasi
altomedievale; a questo rapporto
dobbiamo la nascita del sistema
monetario e creditizio moderno; a
questo rapporto dobbiamo, grazie
a uno studio di instancabili traduttori arabi, ebrei e cristiani, che
lavoravano di comune accordo,
soprattutto in Spagna, la stessa
nascita scientifica e culturale della
teologia, della filosofia, dell’astronomia, della fisica, della chimica,
della medicina, della matematica,
della tecnologia moderna. Senza l’apporto dell’Islam riciclatore
della cultura ellenistica e divulgatore di quella persiana, indiana
e cinese, altrimenti sconosciute
all’Europa, non sarebbe mai sorta
la splendida Europa delle cattedrali
e delle Università. Personalmente
non credo nella tolleranza astratta,
valore debole e retorico che vacilla
al primo soffio del vento del fanatismo, che vacilla alla prima ingiusta violenza di cui si sia vittima
o spettatore e che non si riesce a
razionalizzare ed analizzare nella
sua sedimentata strutturazione.
Io credo nell’incontro, nell’interesse e nella simpatia che si avverano col confronto tra le tradizioni
e le culture condotte nel rispetto
scambievole e nel desiderio di
rafforzare la propria identità attraverso l’accettazione di quel che
è accettabile delle culture altrui e
l’arricchimento che ne driva. A chi
è più vicino un credente cattolico
occidentale a un ateo occidentale,
o a un ebreo, o a un mussulmano
che condividono la sua Fede nel
Dio di Abramo e nella Rivelazione,
nel dialogo tra Dio e l’Uomo? Le
brevi noterelle fin qui esposte mi
rafforzano nella convinzione che,
in quanto Lion, in quanto persona,
occorre lottare per il conseguimento di una geocultura, dell’alterità, dell’altruismo, della solidarietà. Ora e…poi.
Clara Guarino
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
scissione tra individuo e struttura
sociale e appaiono, al contempo,
inadeguate per la ricomposizione
delle conflittualità intervenute. La
Storia si oscura, le scelte possibili
si connotano come “indifferenti”
rispetto a Finalità-Valori che non
sembrano più essere fondamenti
oggettivi di nessun tipo. Se è vero,
però, che la gestione pubblica, per
sua natura, appartiene alla società, una società come la nostra,
percorsa da forti correnti valoriali
non deve e non può appaltare il
suo pensiero-progetto a un gruppo di politici, ahimè, talvolta, interessati più ai loro interessi che
non al bene della res publica. Ecco
perché grande è la responsabilità
delle ONG, in particolare dei Lions.
Noi dobbiamo candidarci al ruolo
di “ammortizzatori” del cambiamento. Dobbiamo lottare contro il
terrorismo becero e improduttivo,
anzi controproducente, inculcare
e diffondere una pedagogia della
pace, della libertà, per un più giusto ordine mondiale. Dobbiamo
recuperare un mondo di autenticità al di sotto dei sentieri della
notte lungo i quali la volontà di
potere sembra spingerlo. Anche
nella riflessione sociologica più
recente si prospetta una società
che si faccia “equa” cooperazione
tra le genti di differente religione.
Dobbiamo essere convinti che tutti possono comprendere tutto e il
perché delle vicende umane. E nel
farlo realizziamo noi stessi realizzando gli altri. Il primo nemico da
abbattere è il pregiudizio pseudo
storico che sostiene, erroneamente, che tanti secoli di storia dimostrano che tra Occidente e Islam la
guerra è stata continua. Bisogna
invece, arrenderci all’evidenza che
la storia, quella letta obiettivamente, insegna che i lunghi secoli
del confronto tra Europa e Islam
furono caratterizzati da crociate e
controcrociate e non certo senza
episodi violenti e sanguinosi, ma
che la crociata non era e non fu
2 0 1 2 - N.3
108ya
45
RIFLESSIONI ED OPINIONI
108ya
Lo sfogo di un presidente di circoscrizione
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Il bubbone c’e’;
ma i chirurghi pure…
46
Maledetta apparenza…, quante
stupidaggini fai commettere. Sto
assistendo allo sfascio sistematico
dell’Associazione… Giorno per giorno mi convinco sempre più che se
non ci diamo da fare, ma sul serio,
rischiamo di far “accoppare” la creatura di Melvin Jones. Mi rivolgo a
quanti amano l’Associazione, il proprio Club, a quelli che prima di essere veri Lions sono veri Uomini.
Ma chi la può accoppare? Chi
può deprimere in modo talmente
forte un sodalizio che conta quasi
cent’anni di storia? Lo vado ripetendo da tempo, anche sulla
rivista nazionale: gli arrivisti, quelli che non capiscono nulla di lionismo, delle
sue tradizioni, dei valori, dei
princìpi su cui si fonda, dei
neofiti accettati indiscriminatamente e che alzano subito la “cresta”, e che, non
essendo stati valutati bene
prima, si rivelano degli ignoranti, in materia lionistica,
arroganti e presuntuosi, che
mettono in campo azioni devastanti. È veramente un paradosso che
questa gente che nella propria vita
quotidiana si comporta da persona
a modo, appena entra nel circuito
lionistico getta fuori tutta la propria
protervia, inquinando le radici stesse
del nostro esistere nell’Associazione.
Per non parlare poi delle manifestazioni inutili, fini a se stesse, autocelebrative. Almeno in altri tempi,
che noi ingiustamente, a volte, critichiamo, i lions badavano molto, pur
se in modo assistenzialistico, con
metodi da “libro cuore”, alla gente
sofferente, ai poveri. Oggi noi non
facciamo nemmeno questo… Sì ci
impegniamo in “riffe” o “spettacoli
di beneficenza” per raccogliere un
pugno di euro, a fronte delle miglia-
Distretto Lions 108ya
ia che si spendono per le suddette
manifestazioni. È maledettamente
paradossale… A che servono i meetings, le conviviali? A far sì che si ritrovino sempre “i soliti noti”, davanti
a una tavola ben imbandita e a una
pietanza ben preparata e ben costosa? E ai Services, fatte salve alcune,
sporadiche e encomiabili, eccezioni,
che dovrebbero servire per la collettività, non partecipano forse sempre
e solo i suddetti “soliti noti”?
Non è forse vero che la stragrande maggioranza delle volte
essi vengono disertati dagli stessi
soci del Club organizzatore? Perché
accade questo? Perché questi non
sono coinvolti a dovere o perché alcuni Presidenti realizzano attività
inutili, vacue, per cui non sono sentite, condivise? Io penso entrambe le
cose… Per contro, ci sono parecchi
che sono entrati nella nostra Associazione animati da un vero senso
della solidarietà, e che si smarriscono di fronte all’isolamento in cui
vengono lasciati, sbigottiti davanti
all’ostentazione. Questi, inevitabilmente, non avendo trovato risposte
al loro anelito solidaristico, se ne
vanno o in silenzio o sbattendo la
porta in faccia.
Il problema di base è che la scarsa prevenzione ha portato a un’infezione ormai diffusa, che, purtroppo,
non si può certo eliminare con i semplici antibiotici. A meno che non si
intervenga, non intervengano bravi
chirurghi che eradichino, strappino
il bubbone. Questi bravi lions (i chirurghi) esistono, solo devono risollevarsi dall’apatìa in cui sono caduti
e che comprendo. Non basta
osservare il male e diagnosticarlo, bisogna aggredirlo e renderlo inoffensivo. Sì
“aggredirlo”! Non è certo un
incitamento alla violenza, ma
un invito a una difesa appassionata dell’essenza stessa del
lionismo. Del resto non dimentichiamo che Lui scacciò i
mercanti dal tempio, buttandogli tutto per per aria. Non
possiamo continuare, ipocritamente, a dire che “tutto va ben
Madama la marchesa…” Non voglio
essere enfatico, quasi voglia invitare
a una nuova “crociata”, ma se non
agiamo subìto, se non cambiamo
rotta, ineluttabilmente anche i veri
lions si allontaneranno. E allora cosa
resterà? Mi auguro che non ci sia
anche per noi un terribile default,
anche perché oggi, più che mai, la
gente, la società, avanza istanze
nuove, è alla ricerca di leaders che
li sorreggano e, perchè no, li guidino verso orizzonti nuovi, un nuovo
mondo, una nuova Era. Coraggio! È
ora di separare il miglio dal loglio...
Paolo Mobrici
RIFLESSIONI ED OPINIONI
108ya
La politica ha bisogno dei giovani – Parte seconda -
I giovani non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni,
perché negli ultimi anni hanno ricevuto da chi ci ha governato solo
incertezze e precariato. Hanno
rinunciato a credere negli ideali,
quegli ideali che hanno accompagnato le generazioni precedenti
e che hanno portato ad avere fiducia in loro stessi, si sono ormai
abituati ad utilizzare di frequente
luoghi comuni del tipo “i politici sono tutti ladri e corrotti”; vedono la politica come una cosa che
non gli appartiene e che non va
vissuta attivamente. Come già accennato, ci si ricorda dei giovani
solo durante le campagne elettorali, in quanto è naturale che un
bel po’ di consensi fanno comodo,
aiutano a raggiungere gli obiettivi, ma i partiti non suscitano tra
loro alcuna passione e provocano
solo insofferenza per la loro inesorabile lentezza dei tempi. La
politica non si occupa di quello
che le “nuove leve” pensano e la
distanza che li divide continua a
crescere. La politica giovanile è poi
praticamente inesistente, i giovani che hanno degli ideali politici
sembrano essere pochi al giorno
d’oggi e non vengono spronati affatto, la vivono come un qualcosa
di lontano, inarrivabile e - come
appena affermato - che non gli
appartiene; d’altro canto i politici,
così come si cerca di evidenziare,
non fanno nulla per incentivare
la loro partecipazione, pochi sono
i leaders di partito che ascoltano
proposte. Una cosa che accomuna
tutti i giovani, qualsiasi sia il ceto
sociale dal quale provengano, è la
sensibilità con la quale avvertono
tutti i difetti della nostra società;
ad esempio si continua a vivere in
famiglia molto più a lungo, perché
non si ha la certezza di un lavoro stabile e - di conseguenza - si
vede in un futuro sempre più lontano l’inserimento nel vero mondo
del lavoro, quello fatto di diritti e
doveri. Queste incertezze sul proprio futuro, l’impossibilità di con-
siderarlo davvero come il tempo in
cui si realizzerà il loro desiderio di
indipendenza, li portano a essere
rinunciatari rispetto all’impegno
necessario, per realizzare la crescita di una società che sembra non
attenderli. Proprio questa è una
delle ragioni per la quale i giovani
d’oggi non cercano più nei partiti
risposte ideologiche e non guardano più come i loro padri ai leaders
della politica come bandiere dietro la quale militare ma chiedono
una visione nella quale credere,
un modello nel quale identificarsi e si aspettano risposte concrete
insieme a proposte che parlino di
certezze. Le promesse non mantenute, gli scandali, l’opportunismo,
i giochi di potere, queste - altresì - sono le ragioni per la quale
regna lo scetticismo tra le nuove
generazioni che sono diventate il
soggetto escluso da una politica e
una cultura nate e cresciute in un
mondo parallelo all’universo giovanile. Da alcuni recenti sondaggi
emerge un diffuso disinteresse alla
vita politica. Da ciò dobbiamo capire che bisogna ridare fiducia ad
una generazione che fa fatica ad
affacciarsi in questa società. C’è
bisogno di una svolta, solo così
si potrà contare sull’appoggio dei
giovani e solo così si potrà dare
alle nuove generazioni la speranza
di un futuro migliore, perché i giovani hanno bisogno della politica
ma anche la politica ha bisogno
dei giovani.
Distretto Lions 108ya
2 0 1 2 - N.3
Una cosa che
accomuna tutti i
giovani, qualsiasi
sia il ceto sociale dal
quale provengano, è la
sensibilità con la quale
avvertono tutti i difetti
della nostra società.
Si continua a vivere
in famiglia molto più
a lungo, perché non
si ha la certezza di un
lavoro stabile e - di
conseguenza - si vede
in un futuro sempre più
lontano l’inserimento
nel vero mondo del
lavoro, quello fatto di
diritti e doveri.
di Antonio Antonuccio
f e b b r a i o
47
I SERVICES
108ya
Poster per la pace
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Primo premio del Distretto a Sara D’Arrigo
della Scuola Media di Catona
Con l’opera dal titolo
“Voltiamo pagina per
un girotondo fraterno
e solidale” proposta
dal Lions Club Villa
S. Giovanni Fata
Morgana. Molte le
opere di rilievo dell’ VIII
Circoscrizione sotto la
spinta propulsiva del
responsabile del service
Dino Jelasi
VIII Circoscrizione sugli scudi
nel service internazionale lions“UN
POSTER PER LA PACE” che ha impegnato in tutto il mondo circa 400.000 studenti chiamati a
soffermarsi e riflettere sul tema
“La pace e la civile convivenza tra
i popoli” per poi esprimere in
modo figurativo la loro “visione”
dell’argomento, appunto nel “poster” per la pace. Decisamente importante l’iniziativa, che ha forte
funzione pedagogica in un tempo
48
Distretto Lions 108ya
in cui la violenza è riscontrabile
in ogni comunicazione sociale e
in cui in molti paesi vi è la guerra, senza, peraltro soffermarsi sul
grave fenomeno del terrorismo. E,
appunto, nella VIII Circoscrizione il
service ha espresso svariate opere
di rilievo, tanto che uno dei poster,
proposto del L.C. Villa S. Giovanni
Fata Morgana, si è classificato primo nel distretto, e sta ottenendo
consensi anche a livello nazionale.
L’autrice del bellissimo disegno
intitolato “Voltiamo pagina per un
girotondo fraterno e solidale”si
chiama Sara D’Arrigo, ha 12 anni
e frequenta la classe seconda della Scuola Media Dante Alighieri di
Catona. Oltre il primo, dei tre premi assegnati a ciascuna regione
del distretto, altri due sono stati
aggiudicati alla ottava Circoscrizione. E piu’ precisamente a Hegel Minniti, nata il 3 agosto 2000
a Polistena, alunna della seconda
classe F della Media “Pentimalli”
di Gioia Tauro proposta dal L.C. di
Palmi nonché a Pio Francesco Laganà, nato il 16.05.2000 a Cinque-
Sara D’Arrigo, primo premio del Distretto, proposta dal L.C. Villa S. Giovanni Fata Morgana
Hegel Minniti, proposta Francesco Pio Laganà, proposto dal L.C. di Nicotera
dal L.C. di Palmi
frondi e alunno della classe prima
B della Media Dante Alighieri di
Nicotera, proposto dal L.C. di Nicotera. Una bella soddisfazione
per questo ottimale risultato con
un doveroso plauso per il responsabile del service Dino Ielasi, che,
nonostante il ritardo nella consegna dei kit necessari per realizzare
i poster, è riuscito a coinvolgere
nell’iniziativa ben sette clubs della
circoscrizione. Sembra opportuno
ricordare che anche nell’anno sociale 2007-2008 la circoscrizione
vinse il primo premio del distretto,
sempre grazie all’impegno di Dino
Ielasi del Lions club di Locri, personaggio ben noto in campo lionistico per il suo indiscusso impegno
operativo. Logico adesso aspettarsi che i giovani vincitori vengano
premiati in apposite cerimonie ufficiali anche per far comprendere a
tutti quanto i lions amino la pace
e la civile convivenza tra i popoli.
I SERVICES
108ya
Iniziativa del Lions Club
Crotone Marchesato
molto frequentata.
Nel corso della cerimonia padre Leone Piperno della
Chiesa del Santo crocefsso ha
benedetto il nuovo giardino.Il
presidente del Lions Club Crotone Marchesato, Nella Scalise
ha evidenziato che l’area verde
è dedicata al fondatore dell’Associazione Internazionale Lions,
parlando a lundo della nostra
associazione e della sua qualificata presenza nelle varie nazioni del mondo con piu’ di cinque
milioni di aderenti.
Nella Scalise ha ricordato
l’importanza del service Lions
sugli alberi affermando che
“piantare alberi è fondamentale
per gli uomini e per la natura”. E’
intervenuto anche Santino Caccia, socio fondatore del Club di
Cutro, che ha voluto evidenziare che il progetto del giardino è
stato redatto dall’architetto Fabio Massimo, neo socio del club
Marchesato.
Particolarmente soddisfatto il sindaco di Cutro Salvatore
Migale che, d’intesa con l’assessore Squillace e il presidente
del consiglio comunale Gaetano Liperoti, ha appoggiato sin
dall’inizio la proposta del Lions
Club conclusasi, adesso, con
una adeguata valorizzazione
dell’area scelta, divenuta una
delle piu’ belle della città.
Una iniziativa, dunque, particolarmente felice che rende
merito al Lions Club nel segno
del suo fondatore Melvin JoMimmo Futia
Distretto Lions 108ya
2 0 1 2 - N.3
Con una solenne cerimonia
è stato inaugurato a Cutro un
giardino pubblico intitolato a
Melvin Jones, fondatore dell’
Associazione Lions.
La manifestazione, attivata
dal Lions Club Crotone Marchesato presieduta da Nella Scalise
si è svolta alla presenza del sindaco di Cutro Salvatore Migale
con la partecipazione di molti
cittadini e responsabili di altre
associazioni.
L’iniziativa è scaturita dall’attività lionistica nell’ambito della campagna “Piantiamo un
milione di alberi” e si è concretizzata con il “giardino Melvin
Jones” realizzato in via Padre
Pacifico Zeccaro, nell’area della
rotatoria che corta alla Caserma dell’esercito, zona, quindi,
Nelle foto due momenti della cerimonia e il plastico della zona
f e b b r a i o
Giardino a
Cutro
intitolato a
Melvin Jones
49
I SERVICES
108ya
Ancora grande successo per il Service distrettuale
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Quando il sorriso di un bambino
illumina il mondo
Il napoletano o il turista che
si è trovato a passare, in quella luminosa domenica, per via
Acton, la strada che osteggia la
Stazione Marittima, ha assitito
ad uno spettacolo che lo ha certamente incuriosito e meravigliato. Dai cancelli dell’Università
Parthenope, spalancati malgrado
la giornata festiva, non uscivano
studenti con i libri sottobraccio
o seriosi accademici impegnati in
dotte conversazioni, ma gruppi di
ragazzini, talvolta con i genitori,
più spesso con accompagnatori,
tutti allegri, con qualche grosso
50
Distretto Lions 108ya
sacco dal quale fuoruscivano pezzi
di giocattoli . Erano i ragazzi che
avevano ricevuto doni in occasione della manifestazione conclusiva di “Per il sorriso di un bambino”,
service che ormai da oltre quindici
anni viene organizzato ed attuato
dai Club Lions del Distretto 108YA,
insieme con la ADU –Associazione
Dipendenti dell’Università - e
sempre sostenuta dal Rettore che,
da sempre, mette a disposizione
i locali per lo svolgimento della
manifestazione, facendo in modo
che, per un giorno, la prestigiosa
sede di Via Acton si trasformi in
un luogo gioioso e festoso. Sembrava impossibile solo pensare ad
una cosa del genere quando, come
ha ricordato il Rettore dell’Università . il professor Claudio Quintano, nel centro calcolo dell’Ateneo
fu messo al corrente dal professor
Carlo Fusco del desiderio di organizzare qualcosa che potesse dare
I SERVICES
Donato D’Acunto e dalla segretaria Maria Rosaria Barletta, ha saputo portare avanti, con impegno,
con spirito di sacrificio,ma con
l’aiuto di tanti Clubs ed anche di
qualche sponsor spontaneo oltre
che di quello preziosissimo dei leo
del Club Napoli 1799, quella che
ormai è diventata una missione .
I bambini che vivono nelle tristi
case famiglia, quelli assistiti da
associazioni laiche o cattoliche di
volontariatio, quelli che si trovano in condizioni di disagio, sono
invitati dal comitato a scrivere
una letterina a “GesùBambino”
esprimendo il desiderio di qualche
giocattolo che possa allietare le
loro tristi giornate . Il Comitato,
provvede poi a rendere reali i desideri, facendo in modo che, grazie
ai contributo dei club Lions della
città e di alcuni sponsor, venga
acquistato quasi tutto quello che
viene richiesto . Di qui il gran numero di biciclette, di bambole, di
giochi da tavolo, di giochi elettronici che favevano bella mostra di
sé nel cortile dell’Università . La
manifestazione si è svolta in un
clima ovvio di allegria e di serenità,
con i bambini che educatamente,
ma fremendo per l’attesa, ascoltavano le parole del sacerdote celebrante la funzione religiosa, del
rettore dell’Università, professor
Claudio Quintano, dei primo vicegovernatore Gianfranco Sava e del
governatore Michele Roperto, che
ha invitato i presenti a prender
esempio dallo sguardo innocente dei bambini il cui sorriso “ha
detto” “illumina il mondo”. Dopo la
funzione religiosa e dopo gli interventi delle autorità un gruppo di
animatori ha fatto giocare i bambini. Poi il momento tanto atteso :
la consegna dei sacchi con i doni .
Ed è stato il momento in cui a più
di uno sono venute le lacrime agli
occhi: ai bambini, che vedevano
esauditi i loro desideri, ai volontari loro assistenti, che sapevano
quante sofferenze fossero nella
vita di ognuno di loro, agli adulti,
sia quelli che si erano impegnati
più attivamente sia quelli che comunque avevano dato una mano
per la riuscita del service. Non era
ancora finita la manifestazione e
già Donato D’Acunto, Carlo Fusco,
Maria Rosaria Barletta, con i loro
collaboratori, incominciavano al
prossimo anno con l’impegno di
fare sempre meglio,per rendere
contento il maggior numero possibile di bambini .
Michele Elio Fusco
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
un sorriso a quei bambini napoletani, e sono tanti, che vivono in situazioni di disagio, assistiti in case
famiglia o in strutture nelle quali
volontariato ed amore devono
sopperire alla perenne insufficienza di mezzi . Donare un sorriso ad
un bambino, rendendo reali i suoi
desideri ed i suoi sogni nel periodo natalizio, sembrava un’utopia,
ma, proprio come recita il motto
del governatore del Distretto Lions
108YA “Nulla è impossibile … se lo
vuoi: anche le utopie sono una
meta”. E così un gruppo di volenterosi, coordinati dal Presidente del
Comitato Distrettuale del Service,
2 0 1 2 - N.3
108ya
51
I SERVICES
108ya
Riconoscimento del sindaco Marco Galdi
I lions sono vicini alla citta’
di Antonio De Caro
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Momenti di particolare
significato sociale,
istituzionale ed umano.
Vittorio Del Vecchio,
coglie l’occasione per
spiegare ai giovani,
chi sono i lions e quali
sono i loro scopi
52
Il Lions Club Cava-Vietri ha
dato vita ad alcuni momenti di
particolare significato sociale,
istituzionale ed umano. Il primo
è stato, nell’Aula Consiliare del
Palazzo di Città, con la presentazione del 4° DVD “La Badia ed
i Distretti di Mitigliano e Corpo
di Cava”, a chiusura della rassegna “Cava dé Tirreni: paesaggi di
storia e di arte”, nell’ambito del
service distrettuale “Mari e monti
del Meridione, risorsa permanente
per lo sviluppo turistico delle nostre regioni”. Il presidente del Club,
prof. ing. Adolfo Senatore, ha ringraziato il Sindaco per l’ospitalità,
ed ha ricordato brevemente come
l’iniziativa era partita dall’anno di
presidenza della dott.ssa Angela
Maria Pellegrino, alla quale hanno fatto seguito i due presidenti
dott. Giuseppe Di Domenico ed
avv. Maria Teresa de Scianni. Si è
arrivati, con il 4° DVD, nell’attuale
anno sociale, con il tema della Badia, proprio nell’anno dei festeggiamenti del Millennio della storica Abbazia Benedettina della città
metelliana. Il sindaco, prof. avv.
Marco Galdi, ha ricordato come i
lions “sono stati sempre vicina alla
città, con un contributo qualifica-
Distretto Lions 108ya
to per la valorizzazione del nostro
territorio.
Cava ha una grande tradizione
turistica e questo contributo dei
lions offre l’occasione per conoscerla meglio, la proietta nel futuro. Il nostro territorio ha una
grande potenzialità turistica ed è
il futuro della nostra economia”.
Sono intervenuti successivamente gli architetti Giovanni Villani
e Lorenzo Santoro dei B.A.A.P. di
Salerno ed Avellino, quindi il dott.
Mario Galdo, direttore della locale AAST, il cui contributo alla
realizzazione dei quattro DVD è
stato prezioso ed egli ha ricordato la lettera di sponsorizzazione,
ricevuta il 24 novembre 2006, da
parte del presidente Angela Maria Pellegrino,” alla quale non era
possibile non rispondere favorevolmente e sono particolarmente
contento che l’iniziativa è stata
portata a termine”.
Il sottoscritto, quale responsabile distrettuale del predetto
service e socio del Club cavesevietrese ha espresso tutta la sua
soddisfazione per l’iniziativa ed
ha sottolineato che il service, voluto quest’anno dal governatore,
avv. Michele Roperto, risponde
esattamente ad uno degli Scopi
lionistici:”Prendere interesse attivo al bene civico, culturale, sociale
e morale della comunità”. Le conclusioni sono state del past governatore, avv. Vittorio Del Vecchio,
il quale ha colto l’occasione per
spiegare stringatamente ma efficientemente, soprattutto ai tanti
I SERVICES
108ya
i fiori o i ceri, sono le nostre preghiere e, particolarmente la celebrazione eucaristica, e le opere
di carità ad essere di vero giovamento alle anime di quelli che ci
hanno preceduto. Noi vogliamo
affidare tutti i nostri amici scomparsi alla bontà e alla misericordia
del Signore perché perdoni le loro
umane fragilità e li accolga nel
suo regno di luce e di pace”. Tutti
momenti, pertanto, di un’attività
lionistica che vede il Lions Club
Cava-Vietri impegnata da anni
ed i cui risultati sono una forte
amicizia tra i soci, un costante
aumento di soci ed una presenza
“qualificata” sul territorio.
Antonio De Caro
CENTRO DIAGNOSTICO
Dott. Giuseppe Ventra s.r.l.
Viale Mare Jonio, 5 - 89040 MARINA DI CAULONIA (RC)
Tel. e Fax 0964.82682
Laboratorio di Analisi Cliniche e Centro Polispecialistico
Inserito negli elenchi del Ministero della Salute , ed iscritto nel registro
della Regione Calabria
"Laboratorio accreditato ACCREDIA n° 0843”
Approvato dalla Regione Calabria per l’istituzione di percorsi formativi degli
alimentaristi ed operatori del settore alimentare (OSA)
Sede: Viale Mare Ionio, 4 – 89040 Marina di Caulonia (RC)
[email protected] – www.centrodiagnosticoventra-eurolab.it
Tel./Fax 0964/82185 – Mob. 3929622100
Distretto Lions 108ya
2 0 1 2 - N.3
nostri defunti, officiata da S.E.
Mons. Orazio Soricelli, arcivescovo
di Amalfi e Cava dé Tirreni, presso
la Chiesa del Purgatorio. Nella sua
omelia, mons. Soricelli, che è socio
onorario del Club cavese-vietrese,
ha detto, tra l’altro: “ Questa eucarestia in suffragio dei defunti lions
è un gesto di solidarietà, di affetto
e di riconoscenza verso gli amici
con i quali abbiamo condiviso i
nostri ideali e percorso un tratto
di strada insieme ed ora dormono
il sonno bdella pace. Se la morte
ci separa temporaneamente dai
nostri cari, tuttavia la fede ci dice
che essi non sono lontani da noi
ma rimaniamo in comunione con
loro. Sappiamo bene che più che
f e b b r a i o
giovani presenti, chi sono i lions,
quali sono i loro scopi. Il momento
istituzionale è da ritenersi la visita
ufficiale del Governatore, avvenuta presso l’Hotel Scapolatiello,
nella città metelliana, unitamente
ai Lions Clubs di Nocera-Agro ed
Amalfi, come è da tradizione ed è
stata l’occasione per l’annuale Festa degli Auguri.
Un momento o, meglio, il momento più importante per la vita
di un club, avendo la possibilità,
tutti i soci, di incontrare il proprio
governatore, conoscerlo e farsi
conoscere.
L’altro momento vissuto intensamente è stato la celebrazione della S. Messa in suffragio dei
53
I SERVICES
108ya
Impegno sociale per il Service nazionale
La donazione del sangue
del cordone ombelicale
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Giovanni Gerosolima
54
Anche quest’anno i Lions Club
hanno scelto un argomento di
impegno sociale per il Service nazionale dell’anno 2011-2012, dal
titolo “La donazione del sangue del
cordone ombelicale”.
Il Distretto 108YA, diretto dal
Governatore, avv. Michele Roperto,
ha affidato la cura del Service Nazionale al sottoscritto quale medico chirurgo, specialista in ostetricia
e ginecologia.
L’attenzione è stata focalizzata sulla donazione del cordone
ombelicale, dando una
informazione chiara ed
efficace sui vari aspetti, medici, etici e sociali,
di un gesto che implica,
più di altri, forti sollecitazioni emotive e morali
dei soggetti coinvolti.
L’attenzione
del
nostro Distretto è rivolta in particolare al
mondo e alle problematiche giovanili e alla
loro sensibilizzazione
all’impegno civile e ad
una maggiore consapevolezza nelle scelte che
saranno chiamati a fare da adulti.
In particolare alle giovani generazioni sono stati rivolti gli incontri organizzati quest’anno, con
il coinvolgimento degli istituti scolastici. Dell’argomento si è discusso
nell’incontro dibattito organizzato
dal Lions Club di Avellino Principato Ultra, diretto per quest’anno sociale dal Presidente, dottor Angelo
Buglione, che si è svolto lo scorso
12 novembre ad Avellino, in cui il
sottoscritto ha tenuto una relazione su “La donazione del sangue del
Distretto Lions 108ya
cordone ombelicale”.
La giornata di studio ha visto il
coinvolgimento degli Istituti Superiori cittadini, con la partecipazione di alunni e insegnanti che hanno
seguito con interesse la trattazione
dei temi in programma, nell’ambito
di una più ampia discussione su “La
donazione degli organi; una scelta
consapevole”.
Supporto determinante è venuto dal Provveditorato agli Studi,
ed in particolare dal Provveditore
Rosa Grano, e dall’Azienda Ospe-
daliera Moscati, nella persona del
dottor Vincenzo Di Grezia, che
hanno favorito l’incontro dei due
mondi, quello didattico e quello
scientifico, per una maggiore comprensione delle problematiche legate alla tematica della donazione.
Attraverso l’impiego di materiale
multimediale, con la proiezione di
un filmato esplicativo, l’argomento ha più agevolmente raggiunto
la platea, sollecitando una serie di
quesiti che dagli studenti presenti
in sala sono stati posti ai relatori,
testimoniando, in tal modo, come
la coscienza giovanile, adeguatamente stimolata, sia pronta all’impegno e all’autocoscienza.
Il Convegno ha voluto porre
l’accento su uno degli aspetti della
donazione ancora poco conosciuto, eppure di grande rilevanza per le positive
ricadute che può avere
sulla salute dei cittadini:
la donazione del sangue
del cordone ombelicale.
Un sangue particolarmente ricco di cellule
staminali, simili a quelle
del midollo osseo, che
oggi vengono impiegate
con successo nel trattamento di più di 70 patologie, prevalentemente
patologie del sangue. Le
cellule staminali hanno
la sorprendente capacità
di generare differenti tipi di tessuto
dal momento in cui si dividono e
si sviluppano. Con questa caratteristica, le cellule staminali svolgono un ruolo essenziale durante lo
sviluppo del bambino e potrebbero
rivelarsi di importanza cruciale nel
recupero dei tessuti danneggiati
o invecchiati nel corso della vita.
Questa capacità di produrre diversi
tipi di cellule di diversa natura le
rende al tempo stesso uniche e risolutive per diverse terapie mediche.
Inoltre, la semplicità di prelievo del
I SERVICES
cordone, che altrimenti andrebbe
gettato, e la sua assoluta innocuità
e assenza di rischio o sofferenza sia
per la mamma che per il nascituro,
ne fanno una tecnica il cui impiego
andrebbe senz’altro incrementato
e favorito attraverso l’informazione dei pazienti e la formazione del
personale sanitario.
Degno di menzione, il forte impegno del Lions Club Castello di
Cisterna Vesuvio Nord, e del Presidente, dottor Francesco Del Genio,
in collaborazione con il Leo Club,
che attraverso convegni, opuscoli informativi e l’istituzione di un
concorso rivolto agli alunni delle Scuole Medie Superiori, hanno
messo l’accento sulla necessità di
incentivare la cultura della donazione di sangue, organi, midollo e
cordone ombelicale. Su quest’ultimo aspetto, si è incentrato l’incontro che si è tenuto il 10 dicembre
scorso presso il Liceo Classico “V.
Imbriani” di Pomigliano d’Arco, nel
quale sono intervenuti il dottor
Giovanni Gerosolima, Responsabile
distrettuale Service Cellule Staminali, il dottor Francesco Raia, Coordinatore per la Campania Service
Bioetica, il dottor Vincenzo Iasevoli, Responsabile distrettuale Service
Bioetica, il dottor Luigi Buffardi, 2°
vice Governatore Distretto 108YA,
il dottor Francesco Del Genio, Presidente Lions Club Castello di Cisterna, moderato dalla dottoressa
Anita Capasso, Giornalista de “Il
Mattino”.
Anche Battipaglia, con il suo
Lions Club Eboli Battipaglia Host, e
la presidente dott.ssa Rita Franco, ha
dato il suo fattivo apporto alla campagna, organizzando il “III Workshop
Medicina del trapianto di organi, tessuti e cellule staminali”, tenutosi lo
scorso 19 dicembre, e nel quale sono
intervenuti la dott.ssa Marika Calenda, Presidente Commissione Pari
Opportunità. l’avv. Barbara Visco,
Presidente F.I.D.A.P.A, oltre ai vertici aziendali del Presidio Ospedaliero
di Battipaglia. Sul tema dell’utilizzo e delle applicazioni cliniche delle cellule staminali cordonali hanno
relazionato il dottor Vito Clemente,
Responsabile centro raccolta Sangue
Cordone Ombelicale presso U.O.C.,
e il dottor Mario Toriello, Biologo
presso la Banca Cellule Staminali
dell’Ospedale Pausilipon di Napoli.
Giovanni Gerosolima
Il L. C. Avellino Principato Ultra
alla Mostra dei Presepi
E’ stato il sindaco di Avellino,
Giuseppe Galasso, ad inaugurare presso la Casina del Principe di
Avellino, la mostra di Presepi in
Irpinia, organizzata dalla associazione “Amici del Presepe Irpino”
e, il Lions club Avellino Principato
Ultra, partecipando alla manifestazione, su iniziativa del sottoscritto e del Vice Presidente Fabio
Martucci, ancora una volta si è
reso protagonista della vita sociale
cittadina. Simbolo per eccellenza
del Natale, il Presepe continua da
secoli ad ammaliare grandi e piccini, con la sua capacità di trasmettere ad ognuno un profondo messaggio di solidarietà e fede. E´ per
questo che la mostra, rappresenta
un importante appuntamento nel
cartellone di iniziative natalizie
che la Città di Avellino dedica a
turisti e cittadini. Alcuni tra i migliori esponenti dell´arte presepiale regionale, in particolare Costan-
f e b b r a i o
di Angelo Buglione
2 0 1 2 - N.3
108ya
tino e Antonietta Iandolo, hanno
offerto a tutti l´opportunità di
apprezzare opere uniche e suggestive, vesti curate nei minimi
particolari e rigorosamente cucite
a mano con fili d’oro e scene quotidiane di vita,come il carretto con
buoi. Autentiche testimonianze di
una tradizione destinata, per fortuna, a non tramontare mai.
55
Distretto Lions 108ya
I SERVICES
108ya
Da festa degli auguri a festa della solidarietà
Un Natale diverso
per il Lions Club Cosenza
Castello Svevo
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Roberto Coscarelli
56
Quest’anno il Presidente del
Lions Club Cosenza Castello Svevo,
Luigi Marino, e il suo staff hanno
voluto dare una “veste” diversa alla
consueta Cerimonia per lo Scambio degli Auguri di Natale. La Cerimonia, infatti, è stata una vera
e propria festa, svoltasi nella nota
discoteca “Live” di Cosenza, contrassegnata dalla partecipazione di
numerosissimi amici e colleghi dei
soci e all’insegna della solidarietà.
La festa è iniziata con un discorso
augurale del Presidente, proseguita
con la Cerimonia di ingresso di un
nuovo socio e col saluto e augurio
del Governatore, Michele Roperto, dato ai presenti per l’occasione
dalla Delegata Lucia Clausi; poi è
continuata con tanta musica, ballo,
ed una cena finger-food, a cui hanno partecipato tantissime persone
di Cosenza e del suo hinterland.
L’estrazione di regali, messi a disposizione da diverse e rinomate ditte
Distretto Lions 108ya
di Cosenza e provincia, ha dato anche un tocco di suspense alla festa.
L’aspetto della solidarietà, comunque, ha rappresentato “la molla” che ha spinto molte persone a
partecipare. Il ricavato dei biglietti,
infatti, è stato devoluto agli ospiti
della Casa Famiglia “S. Lucia”, struttura ubicata nella frazione Bucita
di San Fili (CS): una trentina circa
fra bambini e giovani, appartenenti a famiglie in condizioni sociali o
economiche disagiate. L’Istituto è
gestito dalle «Terziarie Minime della Passione», ordine fondato dalla
cosentina suor Elena Aiello, denominata “La Monaca Santa”, grande
benefattrice e creatrice di opere assistenziali, morta il 19 giugno 1961
e dichiarata Beata dalla Chiesa con
una solenne celebrazione nello stadio San Vito di Cosenza. Ogni anno,
infatti, a questi bambini i soci del
Lions Club Cosenza Castello Svevo
dedicano il loro Natale. I proventi
derivanti dalla vendita dei biglietti hanno permesso di regalare ad
ogni ospite del “S. Lucia” un pacco
contenente quanto di più necessario per l’abbigliamento ed il tempo
libero. La consegna di questi doni
è avvenuta, ad opera degli stessi
soci, nello stesso Istituto “S. Lucia”,
in una piovosa serata di dicembre,
allietata però dai canti da parte dei
bambini ospiti dell’Istituto. Un pullmino messo a disposizione da un
socio del Club ha permesso, poi, di
portare bambini del S. Lucia e soci
del Club in una pizzeria, dove la
serata si è conclusa con tanta allegria, specie da parte dei giovani
ospiti. Anche quest’anno i Lions
hanno dato pratica dimostrazione
come, anche e soprattutto in un
periodo di crisi come quello attuale, non possano essere dimenticate la solidarietà e la vicinanza nei
confronti dei meno fortunati della
nostra società.
I SERVICES
108ya
Il L.C. Paestum da Scacco al Diabete
po terapeutico e diagnostico.
La giornata si è divisa quindi in
due momenti. Il Service, è stato organizzato da Marco Botta
e Vincenzo Mallamaci del Lions
Club Paestum. L’iniziativa si è
rivolta a medici chirurghi, dietisti, farmacisti, infermieri, ortottisti per aggiornamenti in merito alla diagnostica, alle terapie,
alla prevenzione e alla cura delle
complicanze della malattia. Variegati gli interventi. da Biagio
Tizio, responsabile del Centro
Diabetologico dell’Asl, Distretto
64 di Eboli a Francesco Guarino, dirigente della divisione di
Neurologia dell’ospedale Ruggi
D’Aragona di Salerno, a Vanessa
Prota, medico oculista, Nicola
Di Lorenzo, ortottista e specialista in optometria, nonchè Rosita Apicella, dirigente medico
presso la divisione di Chirurgia
dell’ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli. Porte
aperte ai pazienti e ai loro familiari per il question time per
lo “Scacco al diabete”. Il dottor
Vincenzo Mallamaci, cardiologo, direttore scientifico e moderatore dell’evento nell’invitare a partecipare all’evento ha
evidenziato «Nel mondo ci sono
366 milioni di diabetici; 3 milioni solo in Italia di cui 1 milione non è al corrente di essere affetto da questa patologia.
Trascorsi dieci anni senza curare
la malattia, le complicanze sugli
altri organi sono inevitabili. Il
primo organo ad essere colpito
dal diabete è il cuore, a seguire i reni e il sistema nervoso. ….
L’obesità è la maggiore causa di
permanenza dello zucchero nel
sangue perché non permette la
dispersione delle calorie che ingeriamo….. E’ necessario evitare
una vita sedentaria, seguire una
dieta che non esageri con l’apporto di zuccheri ed effettuare
controlli medici periodici soprattutto in casi di familiarità».
Marco Botta
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
Un’occasione di confronto
tra medici e pazienti per fare
scacco al diabete. E’ l’opportunità creata dal Lions Club Paestum in occasione del Corso di
aggiornamento di Educazione
Continua in Medicina sulle
Neuropatie Diabetiche. Presso
la sala convegni del caseificio
“Il Granato”, si è tenuto non
solo un evento formativo per
medici, farmacisti e infermieri ma soprattutto un evento
sociale. Lo scopo è stato di
raccogliere le istanze dei pazienti cercando di dare delle
risposte concrete ai problemi
quotidiani che comporta una
malattia metabolica cronica
come il diabete. Dal diabetologo al neurologo, al chirurgo, dall’oculista all’ortottista:
medici specialisti sono stati a
disposizione di pazienti diabetici e dei loro familiari per rispondere a domande, elargire
consigli e aprire gli orizzonti
su nuove prospettive in cam-
2 0 1 2 - N.3
Medici, specialisti, pazienti e familiari a
confronto
57
I SERVICES
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
108ya
58
CONVEGNO SUI RISCHI GIOVANILI DEL “COSENZA CASTELLO SVEVO”
I MINORI ED IL MONDO VIRTUALE
Proiettati alcuni filmati
realizzati a cura della
della Polizia di Stato,
concernenti la lotta alla
pedo-pornografia on
line ed i rischi connessi
all’uso sempre più
diffuso, specie da parte
delle adolescenti, delle
chat.
Si è svolto a Cosenza, presso
l’Auditorium “A. Guarasci” del
Liceo Classico “B. Telesio”, un interessante incontro organizzato
dal Lions Club “Cosenza Castello
Svevo”, sul tema “I minori ed i
rischi del mondo virtuale: ruolo
della famiglia e delle istituzioni”.
Dopo i saluti dell’Assessore per la
Distretto Lions 108ya
Solidarietà e la Coesione Sociale,
Alessandra De Rosa, del Comune
di Cosenza, dell’On. Giampaolo
Chiappetta, Consigliere di maggioranza della Regione Calabria
(che ha lanciato la proposta di
un tavolo tecnico sull’argomento con rappresentanti del mondo della scuola, dell’associazionismo e della Polizia Postale), e
del Responsabile Service della VI
Circoscrizione Lions, Mariateresa
Camastra, il Presidente del Lions
Club Cosenza Castello Svevo, Luigi Marino, ha presentato il service, sottolineando la necessità di
aiutare gli adolescenti a ritrovare
se stessi, evitando loro di divenire “moderni eremiti”, che non si
rapportano con la realtà. Le relazioni, sapientemente introdotte e raccordate dalla giornalista
Rosalba Baldino, hanno preso avvio con l’intervento di Elisabetta
Scala, Coordinatore Nazionale e
Responsabile Osservatorio Media
del MOIGE - Movimento Italiano
Genitori, che ha fornito un vero
e proprio decalogo sull’uso della rete, utile sia per i genitori sia
per gli insegnanti, concernente
il posizionamento e il tempo da
dedicare al PC, la scelta dei siti,
i filtri di cui dotare i computer,
cercando di fare in modo che i
minori possano effettuare una
“navigazione guidata”. La Scala
ha, inoltre, presentato i diversi
progetti che il MOIGE, con ottimi risultati, sta portando avanti (“Per un Web sicuro”, “Non
cadere nella Rete”, “Il Web per
amico”) in diverse scuole del territorio nazionale, creando una
I SERVICES
della citata Sezione della Polizia
di Stato, concernenti la lotta alla
pedo-pornografia on line (filmato a cui ha partecipato anche
l’attore Giancarlo Giannini) ed
i rischi connessi all’uso sempre
più diffuso, specie da parte delle
adolescenti, delle chat.
La relazione conclusiva è
stata svolta da Marina Pasqua,
penalista e consulente legale di
“Telefono rosa” per la Calabria, la
quale ha illustrato tutte le norme
di legge e le sentenze relative ai
reati più frequenti connessi con
l’uso della rete: lo stalking tramite i social network, il cyberbullismo, la pedo-pornografia,
il gioco d’azzardo. La Pasqua si
è soffermata anche sul recente
D.L. sulla lotta all’adescamento
di minori on line e sulla necessità che vi sia un maggiore rigore
sul controllo delle registrazioni
degli utenti ai social network. Ha
concluso l’interessante incontro
il Presidente della VI Circoscrizione Lions, Antonio Cosentino,
che, oltre a porgere il saluto del
Governatore del Distretto, Michele Roperto, ha sottolineato
l’importanza cha da sempre il
Lions International rivolge alle
problematiche concernenti i minori e la loro educazione. Cosentino, in merito alla tematica
oggetto del service, ha ricordato
le parole di don Mazzi: l’invito a
“riscoprire la cena” nell’ambito
delle famiglie intende rimarcare la necessità di saper dedicare
maggiore attenzione e tempo di
qualità ai giovani delle nostre
famiglie. Ciò rimane sicuramente il miglior deterrente ad un uso
improprio delle grandi potenzialità che la rete internet riesce ad
offrire.
Roberto Coscarelli
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
sorta di sinergia fra insegnanti,
genitori e adolescenti. Angela
Costabile, docente di Psicologia
della Sviluppo e dell’Educazione
presso l’Università della Calabria,
ha parlato, invece, di una “cocostruzione delle conoscenze” e
di una “retro-socializzazione”, in
quanto sono proprio i minori che
richiedono ai genitori di evolversi nell’ambito delle conoscenze
informatiche. Dai “nativi digitali” si è passati ai “touchscreen
children” ed ai “bambini alwayson”: “occorre prendere consapevolezza – ha sottolineato la Costabile - che ormai il “triangolo
bambini-adulti-media” è una realtà e da questa occorre partire”.
E’ stata, quindi, la volta di Tiziana Scarpelli, Responsabile della
Sezione di Cosenza della Polizia
Postale e delle Comunicazioni,
che ha illustrato i risultati conseguiti dalla Polizia Postale nella lotta contro i reati perpetrati
tramite la rete e le modalità utilizzate (“operazioni sotto copertura”) per la loro scoperta. Molto istruttivi sono risultati stati i
due filmati proiettati nel corso
dell’incontro, realizzati a cura
2 0 1 2 - N.3
108ya
59
I SERVICES
108ya
Abazia della SS. Trinità di Cava de’ Tirreni. - Affresco raffigurante la visione dei tre raggi luminosi di S. Alferio
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
150 anni sul filo della memoria
60
Il maltempo ha impedito lo svolgimento di un importante concerto ma la serata
è stata pregna di significato. Riconoscimento al Governatore Michele Roperto
Con ospite d’onore il Governatore Michele Roperto, è stato organizzato un significativo incontro
presso l’Abazia della SS. Trinità di
Cava de’ Tirreni.
L’evento ha richiamato la presenza di numerosi soci di diversi
clubs del Distretto anche perché
aveva il duplice scopo di festeggiare la chiusura delle iniziative
legate al Millennio dalla nascita della Badia di Cava de’ Tirreni
(1011-2011) e di quelle organizzate
in occasione del 150° Anniversario
dell’Unità d’Italia.
Per l’occasione era stato previsto lo svolgimento di un Concerto
della Compagnia Polifonica Aulos,
di Lamezia Terme, dal titolo “150
Anni sul Filo della Memoria” il cui
programma prevedeva l’esecuzione delle più belle arie e canti popolari che hanno segnato in modo
particolare il corso storico dell’Italia dall’Unità ai giorni nostri. La
pregevole organizzazione del concerto effettuata, su iniziativa del
Governatore, dal Distretto 108ya
in collaborazione con il Lions club
Cava-Vietri, non ha però avuto il
giusto coronamento in quanto le
Distretto Lions 108ya
inclementi condizioni metereologiche verificatesi in Calabria proprio il giorno del concerto, con
un’eccezionale nevicata e forti raffiche di vento, hanno impedito alla
Polifonica di raggiungere la Città
di Cava de’ Tirreni. La mancata
esecuzione del Concerto ha certamente determinato molta amarezza e disorientamento negli organizzatori ed in particolar modo nel
Governatore che tanta passione ed
attenzione aveva posto in questo
evento di elevata qualità anche
per il valore ed il prestigio della
Compagnia Polifonica, composta
da maestri e voci soliste che notoriamente alternano esecuzioni
classiche ad un repertorio musicale tratto dalla tradizione popolare
e che avrebbe dovuto allietare la
serata ottenendo il giusto riconoscimento al proprio impegno così
come solitamente viene loro tributato. Malgrado ciò, però, la serata è stata ben articolata, con l’
aggiunta della visione di un DVD
realizzato per i festeggiamenti dei
150 anni dall’Unità d’Italia e poi di
quello, già in programma, sulla città di Cava de’ Tirreni, realizzato dal
Club Lions Cava-Vietri su iniziativa
prestigiosa della Past-President,
Angela Maria Pellegrino, nel suo
anno di presidenza e poi sostenuto
negli anni a venire dai Presidenti
che si sono susseguiti, fino ad oggi,
per la sua preparazione ed elaborazione oltre che per il supporto
economico necessario. Quindi si
sono avvicendati nei saluti e nei
ringraziamenti i vari Past Governatori presenti, Bruno Cavaliere,
Vittorio Del Vecchio, Emilio Cirillo.
Con il Governatore Michele Roperto, era presente anche S.E. il
Padre Abate Dom. Giordano Rota
O.S.B., ringraziato personalmente
dal Presidente della IV Circoscrizione, Paolo Gattola che gli ha offerto la spilla commemorativa del
150° Anniversario dell’Unità d’Italia, consegnata poi a tutti gli altri
officers presenti. Nell’occasione
Michele Roperto ha ricevuto una
medaglia pervenuta dalla Presidenza della Repubblica Italiana e
consegnatagli dal Presidente Paolo Gattola, come ringraziamento
e riconoscimento dell’alto valore dell’opera di divulgazione e di
impegno sociale profuso nell’anno
I SERVICES
108ya
2 0 1 2 - N.3
sociale in corso.
Presenti alla serata in alta
uniforme anche Danilo Gattola,
Consigliere di Ambasciata della
Repubblica del Congo, Gerardo
Iovine, neo associato Lions e illustre rappresentante dell’Istituto
I.I.A.S.C.E.P.P. (Istituto Italiano Alti
Studi sulla Crescita e l’Evoluzione
Personale e Professionale dell’Università di Salerno) e Giovanna La
Cava Gattola, delegata dal Governatore per la solidarietà con la
Repubblica del Mali. Un incontro
che è stato piacevole, dunque, nonostante il concerto che è servito
a riflessioni preziose e pregne di significato morale in questo periodo
di grandi stravolgimenti e crisi dei
valori.
f e b b r a i o
Maria Teresa de Scianni
61
Distretto Lions 108ya
I SERVICES
108ya
I premi ad alcuni promettenti giovani talenti
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Premio “Luigi Francavilla”
tra musica cultura e
solidarietà
Dal Premio Francavilla il messaggio sul come coniugare cultura e solidarietà. Nei saloni
del Grand Hotel Polo Nautico
a Salerno, si è svolta lì11° edizione del Premio “Luigi Francavilla”, organizzato dal Centro
campano di Cultura “Francavilla” e dal Lions Club Salerno
Principessa Sichelgaita. Il programma della serata ha previsto oltre alle consuete premiazioni anche due concerti
diretti il primo dal M° Giuliani
ed il secondo dal M° Giuseppe Sabbatini con la partecipazione del M° Felice Cusano. I
proventi della manifestazione
sono stati destinati in parte al
progetto del prof. Giulio Tarro
“ Musica e Ricerca insieme”,
in parte alla L.C.I.F. ed in par-
62
Distretto Lions 108ya
te alla mensa San Francesco
di Salerno. L’orchestra di giovani talenti dedicata alla memoria di Sandro Verzari, sotto
la sapiente guida dei maestri
Direttori d’orchestra, ha interpretato brani dal Mercadante,
brani di Verdi, Rossini, Puccini.
Sono stati premiati due giovani provenienti dall’Accademia
di Santa Cecilia di Roma e due
giovani provenienti invece uno
dal Conservatorio di Reggio
Calabria e l’altra da quello di
Bari. I maestri Cusano, Giuliani e Sabatini sono stati semplicemente splendidi all’altezza
della loro fama internazionale
e dei loro ruoli di grandi protagonisti ed interpreti della
musica classica nel mondo. Il
prof. Tarro, Lions d’eccezione
oltre che scienziato di chiara
fama, ha illustrato il suo programma di ricerca in collaborazione con il Premio Francavilla,
mentre il Presidente del L.C.
Salerno Principessa Sichelgaita, Rita Mazza Laurenzi ed il
Presidente di Circoscrizione Paolo Gattola hanno parlato della
Fondazione Lions, strumento fondamentale per portare
soccorso ai bisognosi a livello
internazionale e della Mensa
San Francesco che si occupa a
livello locale di sfamare barboni, poveri e indigenti della città
di Salerno. Una serata all’insegna della cultura unita alla solidarietà che i presenti hanno
saputo apprezzare, per il livello altissimo di professionalità
dei musicisti, per il talento e lo
spessore culturale dell’avvenimento, per cui ringraziamo per
l’ottima organizzazione la responsabile circoscrizionale del
service sulla Fondazione Lions,
Angela Coviello Iuorio ed il presidente del Centro campano di
cultura Giovanni Paracuollo.
di Emma Ferrante
I SERVICES
108ya
Arte e solidarieta
Metti una sera a cena…
ha fatto seguito l’esecuzione “O Fortuna” dalla “Carmina Burana” della
Corale Mutterle diretta dal Maestro
Guglielmo Francese. Le compagnie
“Danzarte” e “Strong Company” dirette da Stefano Forti e Gilda Palladino hanno poi eseguito coreografie sul
tema del cibo.
Allo spettacolo hanno anche preso
parte altri artisti di rilievo che hanno
messo in scena propri lavori a tema
tra cui Pia Lanciotti, formata alla
scuola del Teatro Piccolo di Milano
sotto la direzione di Giorgio Strehler,
che ha partecipato a varie trasmissioni e fiction in Rai, come “Il commissario Montalbano”, e Ivano Schiavo,
protagonista di “La squadra” e “Un
posto al sole”, e di spettacoli teatrali
con Lina Sastri e Massimo Ranieri. Tra
la prima e la seconda parte, il pubblico ha potuto apprezzare l’intervento
di Michele Placido che ha premiato i
vincitori del Festival “Cinecibo” e ha
consegnato il ricavato della serata di
beneficenza alla Presidente del Club
Eboli Battipaglia Host. In chiusura il
“Valzer del brindisi” dalla “Traviata” di
Giuseppe Verdi è stato accompagnato da un brindisi collettivo di tutto il
pubblico presente al quale erano stati
distribuiti calici con spumante italiano per brindare ai 150 anni della storia d’Italia. Senza alcun dubbio una
serata emozionante, una pregevole
iniziativa ed un’occasione sapientemente colta al volo dalla brava Presidente Rita Franco che, se ripetuta
anche per il prossimo anno, potrà
contribuire fattivamente a sostenere le campagne di sensibilizzazione
che la nostra associazione di servizio
persegue e contribuisce a realizzare
concretamente sul nostro territorio
Campano.
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
un’intervista rilasciata qualche giorno prima della serata, l’organizzatore
Donato Ciociola, richiamando la cena
che poi ha concluso l’evento, ha dichiarato: “la cena-spettacolo sarà
anche un momento per sensibilizzare
le coscienze sul tema, con l’obiettivo di far comprendere che i disturbi
alimentari sono un modo per comunicare il proprio malessere; questi disturbi non devono essere considerati
malattie dell’appetito bensì probabili
disagi psicologici ben più profondi.
Il rapporto con il cibo diventa l’anestetico che permette di non sentire
la sofferenza, un’auto-cura per non
pensare”. Hanno partecipato personalità del mondo dello spettacolo per
contribuire, con la loro presenza, alla
conoscenza delle attività organizzate
sul territorio per aiutare chi soffre di
anoressia, bulimia ed altre malattie
legate all’alimentazione. Alla pregevole iniziativa hanno collaborato
anche varie realtà associative, che
hanno dato il loro apporto come donatori, acquirenti e co-organizzatori
della serata di beneficenza tra cui il
Lions Club Eboli Battipaglia Host la
cui presidente dott.ssa Rita Franco ha
accolto il pubblico e i graditi ospiti
con un saluto benaugurale ed a cui
2 0 1 2 - N.3
di Maria Teresa de Scianni
Una cena spettacolo con Michele
Placido per aiutare chi soffre di disturbi alimentari. Si è tenuta presso il
teatro Ariston di Paestum, in occasione di Cinecibo, il Festival internazionale del cinema a tema gastronomico
presieduto, appunto, da Michele Placido e diretto da Donato Ciociola. E’
stata la serata conclusiva dal titolo “Il
Sapore delle Arti” la cui realizzazione
era già stata anticipata nel mese di
ottobre 2011 durante il Festival del
Cinema di Venezia. L’appuntamento
è stato inserito nel programma di “Cinecibo” in contemporanea alla sesta
edizione del “Salone Internazionale
della Mozzarella di Bufala Campana
e dell’Alimentazione Mediterranea”. Il
ricavato della serata è stato devoluto
al Lions Club Eboli Battipaglia Host
per progetti territoriali a contrasto
dei disturbi dell’Alimentazione.
La direzione artistica è stata affidata al Maestro Guglielmo Francese
e la regia a Stefano Forti, coreografo
Rai che ha lavorato per 20 anni con
Raffaella Carrà.
Lo spettacolo è stato presentato
dalle gemelle Laura e Silvia Squizzato, conosciute al pubblico per la loro
partecipazione alla trasmissione di
RAI 2 “Mezzogiorno in Famiglia”. In
63
I SERVICES
108ya
Il Lions Club Morra De Sanctis Alta Irpinia a Calabritto
“Il Sud sia protagonista
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
della sua crescita”
64
Promuovere il bene civico delle
comunità di appartenenza e dare
un contributo alla costruzione di
quel futuro che tutti auspicano, in
qualità di cittadini meridionali e
italiani, è l’obiettivo della grande
forza associativa dei Lions del Sud.
E’, dunque , il momento per i Meridionali di essere protagonisti attivi
della propria crescita e non spettatori passivi di iniziative altrui.
E’quanto auspicato dai grandi meridionalisti, ma soprattutto dall’irpino Guido Dorso “ Il Sud non ha
bisogno di carità ma di giustizia;
il Sud non chiede aiuto ma libertà. Se il Meridione non riuscirà a
distruggere la causa della propria
inferiorità da se stesso, con la
sua libera iniziativa e seguendo
l’esempio dei suoi figli migliori,
tutto sarà inutile”. Esordisce in tal
modo la scrivente Dora Garofalo
al convegno, tenuto presso l’aula
consiliare del Comune di Calabritto, sulla “Evoluzione storica, politica e culturale della questione
meridionale”. Una costante nel nostro Paese che affonda le sue radici in tempi antecedenti alla stessa
unificazione. Ripercorre le tappe
storiche iniziando dalle dominazioni dei Normanni, degli Svevi,
degli Angioini, degli Aragonesi, per
giungere ai Borboni e, attraverso la
spedizione dei Mille, alla conquista
regia dei Savoia. Signorie e Regni
che hanno avuto un ruolo determinante nel sancire le differenze
storiche, politiche, di costume e
di formazione del Paese, per un
verso comunale e dall’altro feudale. Differenze che, unitamente
alla ridotta efficacia della politica
regionale e nazionale hanno com-
Distretto Lions 108ya
di Dora Garofalo
promesso il superamento del divario ancora esistente tra Nord e Sud
ed hanno frenato lo sviluppo del
Meridione. Il professore Michele
Ceres, presidente del Lions Club
Morra De Sanctis Alta Irpinia, ha
analizzato l’origine, la diffusione e
la permanenza dei tanti pregiudizi
degli Italiani del Nord verso i connazionali del Sud. Pregiudizi che,
a distanza di 150 anni dal compimento dell’unità d’Italia, ancora non consentono un’effettiva e
completa fusione tra Meridionali
e Settentrionali. Pregiudizi che
spesso non consentono neanche
di esaminare nei giusti limiti le
connessioni tra questione meridionale e quella mafiosa, la quale,
a sua volta, chiama in causa una
ineludibile questione settentrionale. Varia era in origine la natura
di questi pregiudizi che, sia pure in
parte, resistono tuttora. Vi sono
pregiudizi di ordine storico e politico, altri di natura psicologica ed
altri, infine, derivano da assurde
pretese di diversità antropologica.
Nel loro insieme, costituiscono un
complesso di luoghi comuni che,
nell’ipotesi più indulgente, sta
alla base del senso di semplice appartenenza ad una precisa realtà
storico-geografica, ma il più delle volte esprime un complesso di
superiorità verso i Meridionali. La
verità è che troppe volte la diversità rispetto al Sud ha offerto alle
regioni progredite del Nord l’alibi
per perpetuare a proprio vantaggio la frattura fra le “due Italie”. La
Nazione era unita politicamente
non antropologicamente, interviene il professore universitario
Francesco D’Episcopo, bisognava
costruirla e furono gli scrittori che
si dedicarono a questo. L’Italia è,
forse, l’unico Paese al mondo dove
è stata fatta l’unità prima a livello
linguistico e culturale e poi politico. La cultura e la letteratura,
infatti, hanno avuto un ruolo primario nel provocare la rivoluzione
delle coscienze e le ragioni di essere uniti e di essere Patria pur nelle
enormi differenze. “Prima che la
letteratura fosse un tutt’uno con
il processo Risorgimentale, già il
Petrarca e il Leopardi dedicavano canti famosi all’Italia. Lo stesso Manzoni arriverà a costruire il
suo grande Romanzo solo dopo
venti anni per elaborare una parlata che fosse nazionale e non
lombarda”. D’Episcopo inneggia in
tal modo all’azione profetica degli
scrittori vissuti prima dell’unificazione e prosegue analizzando le
luci e le ombre della letteratura
postunitaria che ha elaborato le
varie forme di crisi, soprattutto
il concetto di un Sud immobile e
privo di storia, prendendo lo spunto dalla lettura del Gattopardo di
Giuseppe Tomasi di Lampedusa e
dei Viceré di Federico De Roberto.
Intravede nelle risposte dei vari
scrittori postunitari analizzati un
certo disfattismo e l’annullamento
di ogni speranza. E’ mancata spesso, secondo il suo parere, nella letteratura meridionale, la fase delle proposte e delle prospettive di
sviluppo. Gli scrittori meridionali
hanno preferito emigrare tutti al
Nord dove era la grande industria
I SERVICES
108ya
siasi tentativo di riforma, ha proseguito, potrà aver successo solo
se le Amministrazioni locali saranno sostenute finanziariamente dal
Governo centrale e dalle Regioni.
L’ingegnere Gaetano Mirone ha
elogiato l’iniziativa che conclude
le celebrazioni dell’Unità Nazionale programmate dai Lions della
Campania per ricordare il momento importante della unificazione
che scaturisce ed è inscindibile da
una lunga tradizione storica che
parte dal Risorgimento ed arriva
alla Carta Costituzionale. Il preside
Federico Cassese, coordinatore del
convegno, ha sottolineato come
l’incontro, mettendo insieme contenuti, linguaggi e sfaccettature
diverse di una questione tuttora
aperta, abbia rappresentato una
mappa che tiene vivo un discorso iniziato 150 anni or sono e che
costituisce un patrimonio vivo di
memorie da cui trarre la forza nelle nostre virtù e la speranza di un
futuro pieno di ogni possibilità.
Su iniziativa del Lions Clubs
Polistena si è svolto - per la prima
volta all’interno del Duomo di Polistena – un apprezzato concerto
organizzato soprattutto per sottolineare e far risaltare il significato di Solidarietà. La musica è
diventata, infatti, un messaggio
ideale di un concreto atto di amore e di solidarietà rivolta ai bambini delle comunità del territorio.
Si sono fatti carico dell’iniziativa,
nello spirito che anima l’associazione, gli amici Lions che s’iden-
tificano non per il Distintivo che
portano al bavero della giacca, ma
per quello che fanno, per le iniziative di Servizio che intraprendono,
perché si sentono utili a qualcuno,
perché sono uomini liberi, che sacrificano se stessi e la loro famiglia per il bene della Collettività.
E,soprattutto, nel rispetto dell’Etica Lionistica che ricorda, tra i tanti
principi, l’importanza dell’Essere
solidale con il prossimo mediante
l’aiuto ai deboli, i soccorsi ai bisognosi, la simpatia ai Sofferenti.
2 0 1 2 - N.3
Dal Lions Club di Polistena
musica e solidarieta’
Con i fondi raccolti si è cercato di
soddisfare le richieste delle bambine ospiti dell’orfanotrofio femminile di Polistena, che tramite
una letterina hanno richiesto cosa
si aspettavano da “Babbo Natale”.
Una parte dei fondi raccolti saranno utilizzati per dare aiuto ai
ragazzi della “Associazione Libera
Terra” che hanno avuto degli atti
vandalici nei territori che hanno
in gestione, con l’acquisto di un
cospicuo numero di alberi di ulivo.
Infine saranno coinvolti i ragazzi
ospiti della “Comunità Luigi Monti” per piantare gli alberi acquistati, con la doppia finalità, educativa
nel rispetto dell’ambiente che ci
circonda avvicinandoli alla natura e dando loro un sostegno economico, legato all’iniziativa a cui
parteciperanno
Aldo Randazzo
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
editoriale, per trovare lavoro e
poter conseguire qualche premio
Nobel, come avvenuto per Salvatore Quasimodo, genio fecondo
ma ingabbiato come il nostro Sud,
le cui energie intellettive e morali continuano a subire ingiustizie
che ne lacerano il tessuto sociale.
Il sindaco di Calabritto, Gelsomino
Centanni , nel salutare i convegnisti ha posto l’accento sul ruolo
insostituibile che oggi i Comuni
svolgono nel contatto quotidiano
con la gente amministrata. Qual-
65
I SERVICES
108ya
Lions Club Napoli Monte Nuovo”
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Un depuratore per l’acqua potabile alla
“Casa del bambino” di Castel Volturno
“L’acqua non è
un’opinione, un credo,
un’idea. E’ una realtà
senza la quale non
si vive. Viene prima
dell’etica, della filosofia,
della politica, della
religione. L’acqua è
un bene prezioso,
indispensabile a tutte le
attività umane”
(un lion)
Il Lions Club Napoli Monte
Nuovo, è l’unico Lions Club del Distretto 108 Ya composto da Soci
di varie nazionalità che operano
nell’ambito della NATO di Bagnoli
a Napoli.
Dalla costituzione del Club, i
Soci si sono sempre distinti nello sfruttare tutte le occasioni che
si presentano utili per la raccolta
66
Distretto Lions 108ya
fondi.
Per l’Anno Sociale in corso hanno consegnato alla Comunità dei
Missionari Comboniani di Castel
Volturno “Casa del Bambino” un
depuratore per l’acqua potabile di
cui la struttura era sprovvista evitando così le innumerevoli spese
per l’acquisto delle bottiglie di acqua potabile.
Tale struttura offre la possibilità alle mamme immigrate di poter lasciare i loro figli, dai 2 ai 5
anni, in un luogo sereno e sicuro,
dove possono giocare, pranzare e
dormire. Le attività si svolgono dal
lunedì al venerdì dalla mattina al
tardo pommeriggio, per i ragazzi delle scuole elementari e delle
scuole medie c’è la possibilità di
frequentare il doposcuola.
La comunità è da sempre impegnato nella tutela e nella promozione dei diritti degli immigrati e
nell’accoglienza di persone in difficoltà.
Purtroppo il territorio offre po-
che possibilità di aggregazione per
i bambini e i ragazzi di questa età.
Per questo motivo e per evitare
spiacevoli situazioni future, si cerca di offrire un luogo sereno dove
ciascuno possa vivere secondo le
esigenze della sua età.
La Comunità ha voluto donare
una targa in segno di gratitudine
e riconoscenza per tutti i Soci del
Lions Club Napoli Monte Nuovo
che erano rappresentati dal Vice
Presidente Thiel Ib, alla presenza
del padre Claudio Gasparro presidente dell’Associazione Black and
White, dal vice presidente padre
Antonio Bonato con le mansioni di
economo, dalla signora Margherita Visco responsabile d’area della
scuola materna “Casa del Bambino”, dal pediatra, volontario, dottore Mario Di Cesare dell’ospedale
San Paolo di Napoli e dal “tuttofare” dottor Robert Visco responsabile della “Casa del Bambino” Found Reising.
In rappresentanza del Governatore del Distretto 108 Ya – dell’International Association of Lions
Clubs - Avv. Prof. Michele Roperto
è intervenuto il Presidente della 1^
Circosczione Cav. Hubert Bowinkel che oltre a complimentarsi per
l’operato eccellente che il Club
svolge per la comunità per l’utilità
alla salvaguardia della salute verso
i bambini, ha sottolineato anche
che i Lions sono sempre pronti ad
ogni evenienza di necessità verso
il prossimo bisognoso senza distinzione di colore e religione, concludendo con la frase tipico del Governatore: volare alto nella continuità là... dove osano le aquile.
Hubert Bowinkel
Thorsten Smoll
I SERVICES
108ya
Un Service nato sul treno.
Andavamo a Napoli per partecipare al gabinetto del Governatore
Emilio Cirillo. Nella vettura accanto viaggiava il I° vice Governatore
Michele Roperto che, a conoscenza delle mie iniziative nelle scuole,
mi chiamò per saperne di
più e si impegnò di inserire nel suo programma da
Governatore il Service distrettuale pregandomi di
inviargli un titolo adeguato.
Scelsi:” L’educazione sanitaria strumento di prevenzione primaria: sessualità,
contraccezione e malattie
sessualmente
trasmesse”.
Pensai ai vaccini ed agli anticorpi che essi inducono a
produrre nel nostro corpo
a protezione delle malattie
infettive trasmissibili; alle scuole,
in cui è davvero difficile guidare i
giovani alla tutela della loro salute.
Quindi, l’educazione sanitaria come
un vaccino. E chi meglio di noi lions
ha la sensibilità, la voglia e l’entusiasmo di cavalcare questo grande
impegno? Ognuno nel proprio ruolo e con le proprie peculiarità! I nostri giovani hanno bisogno di noi.
La mancanza di corrette informa-
zioni e scarso senso di responsabilità sono le cause di alcune condotte eccessive ed inadeguate che
possono arrecare danni alla loro
a salute psico-fisica. E’ compito
di noi lions trovare ed offrire loro
spazi di dialogo e modi corretti per
attuare quelle occasioni di incontri
educativi nei quali i ragazzi inizino
a prendere in mano in modo corretto la gestione della propria vita
e della propria salute. L’educazione
sessuale è un problema di basilare
importanza; una buona conoscenza è alla base di una corretta informazione che sia l’inizio della tanto
auspicata prevenzione. E l’educazione sanitaria potrebbe e dovrebbe contribuire in modo decisivo alla
fondamentale opera di prevenzione
dei rischi connessi ad una sessualità
esercitata ancora oggi in modo immaturo e comunque poco consapevole. Infatti, gli obiettivi di queste
iniziative, vanno nella direzione
di ridurre il numero di gravidanze indesiderate, e quindi il ricorso
alla interruzione volontaria della
gravidanza, e di prevenire le malattie sessualmente trasmesse che si
stanno diffondendo enormemente.
Da queste considerazioni è partita la mia informazione sul Service
verso gli officers coinvolti e tanti
altri lions del distretto. Molti non
sono stati contattati per le ovvie
difficoltà oggettive. Qualora fossero interessati possono facilmente
manifestarmelo. Intanto segnalo
le riuscitissime manifestazioni che
fin qui sono state prodotte: 12 novembre Liceo scientifico Scorza di
Cosenza (due relazioni in una mattinata) - 10 dicembre Liceo
Classico Telesio di Cosenza
. Entrambe a cura del L.C.
Castello Svevo di Cosenza
dell’ottimo Presidente Gigi
Marino che mi ha “appaltato” - 19 novembre Istituto
Magistrale di Locri, a cura
del Lions Club di locri, presieduto da Giuseppe Ventra,
su organizzazione dell’amico Rocco Vasile. - 3 dicembre Liceo Scientifico di Serra
San Bruno a cura del locale
Lions club guidato dal Presidente
Pino Barbara con la presenza del
Presidente di Circoscrizione Antonio Fabrizio. Tutti incontri entusiasmanti che hanno visto gli studenti
partecipare attivamente con numerosissime e pertinenti domande.
Girare in lungo ed in largo la Calabria per portare messaggi lionistici
è gratificante. Spero di consumare
tanti e tanti altri chilometri.
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
L’educazione sanitaria
strumento di
prevenzione primaria.
L’importanza di parlare
con i giovani,
soprattutto nelle scuole
2 0 1 2 - N.3
Sessualità, contraccezione
e malattie sessualmente
trasmesse
di Giovanni Micalizzi
67
I SERVICES
108ya
Lions Club ed il Leo Club Napoli Floridiana
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
Tutti a scuola nel Burkina Faso
Presso il Circolo Sottufficiali della Marina Militare in Napoli,
per la sensibile disponibilità del
suo presidente, Stefano Ingrao, ha
avuto luogo un torneo di burraco
finalizzato al supporto del progetto “Tutti a scuola nel Burkina
Faso”, tema di studio nazionale
voluto ed organizzato dai giovani
Leo e dal Club padrino Napoli Floridiana, rappresentati rispettivamente da presidente Laura Russo
e dalla sottoscritta.
Il progetto è inteso ad incrementare l’alfabetizzazione, purtroppo ancora molto carente,
tra la popolazione di quest’area
dell’Africa Occidentale.
Secondo stime Unicef, nel periodo 2000 – 2007, solo il 29% degli adulti risultava essere alfabetizzato e, nello stesso periodo, tra i
bambini è stato stimato un 47% di
68
Distretto Lions 108ya
scolarizzazione a livello di scuola
primaria.
Un dato che però considera
tutti i bambini che più o meno
hanno frequentato la scuola senza
necessariamente terminare il ciclo
e che scende a circa il 36% se si
considera chi ha terminato almeno il primo ciclo scolastico. Solo il
31% circa è di sesso femminile.
Favorire l’istruzione e la cultura in paesi sottosviluppati come
questo è la base per creare mezzi
evolutivi a largo spettro.
Sono intervenute ed hanno
partecipato personalmente la Delegata di zona della prima Circoscrizione Silvia Pucci e la Responsabile Leo dell’area sud Gabriella
Russo sostenendo la valenza di
questo service.
Il buon esito della serata è stato dovuto inoltre ad una massic-
cia partecipazione dei soci e degli
ospiti che hanno dato, con la loro
adesione, un notevole contributo.
L’attuazione di questo service
è la dimostrazione di come Lions
e Leo possano sinergicamente collaborare e lavorare per importanti
finalità sociali, così come caldeggiato dal Presidente Internazionale
Wing-kunTam nel suo messaggio
per la campagna di servizio globale “Coinvolgiamo i nostri giovani”.
Annamaria Truppo
I SERVICES
108ya
C’è anche il Lions Club Avellino Principato Ultra
Un’esperienza
meravigliosa dare
corpo ad un sogno
che si realizza: anche
il Lion Club Avellino
Principato Ultra entra
a far parte di quel
gruppo di clubs, ormai
numeroso in Italia, che
ha scelto di aderire
al Service nazionale
“Libro Parlato Lion”.
Firmata nella Sala Penta presso il Museo Irpino ad Avellino la
convenzione: in calce le firme del
Presidente del Club di Avellino
Angelo Buglione e dell’Assessore
provinciale per l’Integrazione delle
Diverse Abilità Linda Mastrominico, unitamente a quella di Pier
Riccardo Dazzi vicepresidente del
Lion Club Verbania. Alla cerimonia
di inaugurazione anche il Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Avellino Cosimo Sibilia,
il Governatore del Distretto Lions
108 YA avvocato Michele Roperto,
responsabile Distrettuale del Service Tommaso Attanasio, il presidente del Lion Club Avellino Host e
numerosi soci. Con Avellino diventano 3, dopo Napoli e Benevento,
le postazioni del Libro Parlato. Il
computer dedicato a dislessici ed
ipovedenti è ubicato al secondo
pino dello storico edificio avellinese, nelle moderne stanze della Mediateca. Un’attività resa possibile
grazie alla gentile collaborazione
dell’Amministrazione Provinciale
di Avellino che ha messo a disposizione gratuitamente una postazio-
ne internet. A disposizione ci sono
7mila volumi, ma il numero è destinato a crescere. “Siamo felici di
poter collaborare con il Lion Club
Avellino Principato Ultra- ha sottolineato il Presidente della Provincia, Cosimo Sibilia- quando si possono offrire servizi alle comunità.
In un momento particolarmente
difficile per il welfare penalizzato
dai continui tagli del Governo,è
importante poter contare su associazioni come Lion sempre propositive nel miglioramento dei servizi”. Soddisfazione per la realizzazione del Service è stata espressa
dal Governatore Michele Roperto
che ha salutato con favore la sensibilità dimostrata dalla Provincia
di Avellino: ”L’associazione dei
Lions lavora in sinergia e spesso in
sussidiarietà con le amministrazioni per migliorare le realtà locali. E’
passare dalle parole ai fatti, è avviare un Service, l’espressione più
alta di essere Lion”. Il responsabile
distrettuale del Service, Tommaso
Attanasio, ha sottolineato il valore
di quanto si stava realizzando nella consapevolezza di continuare
un discorso avviato ormai oltre 35
anni fa dal Lion Club Verbania. Un
progetto innovativo dal punto di
vista tecnico e unico anche perché
completamente gratuito; progetto
che vuole in primo luogo dare la
possibilità di soddisfare il grande
interesse per la lettura e lo studio a chi non dispone del prezioso dono della vista e, in secondo
luogo, dimostrare quanto anche
le persone con disabilità sensoriali
non siano assolutamente penalizzate nell’utilizzo della rete Internet. Soddisfazione per la firma
della convenzione è stata espressa
dal presidente del Club Avellino
Principato Ultra, Angelo Buglione:
”Ora inizia il nostro lavoro, dobbiamo far conoscere questo nuovo servizio perché siano numerosi
soprattutto i giovani dislessici e
ipovedenti a poterne fruire. Presto
anche la novità: nell’ottica di sviluppare sempre più la conoscenza
di usi e costumi locali sarà possibile divulgare anche racconti e poesie in dialetto. Ci adoperemo perché poeti e scrittori irpini offrano
il loro contributo di testi e voce”.
Distretto Lions 108ya
2 0 1 2 - N.3
di Marina D’Apice
f e b b r a i o
Libro parlato lions
69
I SERVICES
108ya
Etica e informatica
Importante messaggio ai giovani firmato
Lions Club Taurianova “V. Salinarium”
presente anche Antonio Marziale
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
di Antonio Guerrisi
70
Gli studenti degli Istituti Superiori I.T.C.G. di Taurianova e del
Liceo Classico di Cittanova sono
stati i destinatari delle riflessioni
emerse durante la Conversazione
sul tema “Questioni etico-sociali
e nuove tecnologie nell’epoca
post-moderna”, tenutasi presso
l’Auditorium dell’Istituto Tecnico
Gemelli-Careri di Taurianova. Il
service del Lions Club Taurianova
“Vallis Salinarum”, presieduto da
Giuseppe Meduri, è stato un vero
successo, se la misura è quella
dell’attenzione che i ragazzi hanno dedicato durante l’esposizione
delle coinvolgenti relazioni offerte dagli illustri relatori; ai quali
ultimi va, peraltro, dato il merito di essere riusciti a creare una
forte empatia, sia per i sottotemi
trattati, di sicuro interesse per i
giovani, sia per il modo di porgere le argomentazioni, che, pur
colte e impegnative, sono state
magistralmente tracciate con il
linguaggio più gradito all’uditorio. Lo stesso Dirigente scolastico
prof. Giuseppe Loprete, ha posto
in risalto la positività del partenariato esistente tra il Lions Club
di Taurianova e l’Istituto “Gemelli Careri” che consente la realizzazione di numerosi progetti, e
del Presidente di Zona, dott. Paolo Pensabene. Il service è stato
presentato dal Presidente Meduri che ha ricorda che da sempre
il Club dedica molta attenzione
al mondo giovanile, proprio sulla
Distretto Lions 108ya
convinzione che questa sia la realtà sulla quale bisogna operare per
una crescita civile della comunità.
La dott.ssa Patrizia Morano, socia
del Club ed esperta di cibernetica
e intelligenza artificiale, ha trac-
ciato un pregevolissimo lavoro di
ricostruzione delle scoperte e delle invenzioni dell’uomo per migliorare la condizione della vita,
soffermandosi particolarmente
su quelle dedicate alla comunica-
I SERVICES
infine l’intervento del dott. Antonio Marziale, sociologo e Presidente dell’Osservatorio sui diritti
dei Minori, organismo che proprio
in questi giorni ha celebrato il
decennale della sua fondazione.
Marziale, tornato nelle vesti di relatore nell’Istituto Scolastico della
sua formazione giovanile, intrattenendo l’uditorio intorno all’impatto delle nuove tecnologie sulla
società ha sottolineato l’importanza della famiglia e della scuola
nella individuazione delle fonti
formative per l’età evolutiva e per
il controllo al fine di un corretto
uso degli strumenti di tecnologia
avanzata che sono sempre più a
disposizione dei minori. Anzi, ha
auspicato una sempre più intensa
interazione tra famiglia e scuola
proprio per cogliere sin da subito
i segnali di stati di disagio dei ragazzi e apprestare i dovuti presidi
socio-sanitari utili a correggere
eventuali devianze. E’ evidente,
ha chiarito il relatore allertando i
genitori e gli operatori del mondo scolastico, che i modelli etici
di riferimento che contribuiscono
alla formazione in età evolutiva
condizioneranno la stessa società
futura. Le conclusioni sono state
affidate al Past Governatore Do-
menico Laruffa, il quale ha portato le sue esperienze di editore,
nel senso tradizionale della carta
stampata, per porre in risalto l’approccio generazionale con i mezzi
tecnologici di comunicazione. Ha,
cioè, richiamato l’attenzione sul
“reale” rapporto tra persone, che
solo può dare l’esatta percezione
della dimensione umana dell’interlocutore, rispetto al telematico
scambio di informazioni. In tale
prospettiva il Past Governatore ha
tenuto a valorizzare la funzione
dei Lions Clubs quale “luogo” di
incontro tra esseri che si scambiano esperienze umane, associative, personali e professionali,
all’insegna dei principi di amicizia
e solidarietà, rafforzati dal calore che viene dalla fisica presenza.
Manifesta la soddisfazione di tutti
i Lions convenuti, tra i quali va segnalata la presenza del Segretario
Distrettuale, geom. Antonio Fuscaldo, per un evento che ha dato
ai giovani, ai genitori e agli operatori scolastici forti spunti per
una profonda riflessione sull’approccio corretto, quanto utile, dei
mezzi tecnologici che il progresso
pone a disposizione dell’uomo.
Antonio Guerrisi
Distretto Lions 108ya
f e b b r a i o
zione, con i conseguenti vantaggi
sulla conservazione del pensiero
dell’uomo e sulla rapidità della sua
trasmissione e le ricadute in ogni
settore delle attività, dallo studio all’informazione e ai servizi,
dall’esercizio delle professioni alle
attività imprenditoriali. Aiutati
dal supporto informatico dedicato all’occasione, creato appositamente dalla relatrice, gli studenti
hanno potuto visivamente fissare
l’evoluzione del mezzo di comunicazione dalla “Stele di Rosetta” ai documenti elettronici dei
nostri giorni, con la futuristica,
ma non troppo, proiezione verso
gli androidi. A seguire, la relazione del dott. Antonio Guarnaccia,
psicologo dell’ASP 5 di Reggio Calabria ed esperto presso “Exodus”
per le tossicodipendenze, che ha
posto l’indice sulle ripercussioni
psicologiche dell’uso degli strumenti informatici e sui disturbi
comportamentali. L’esposizione
ha interessato particolarmente i
giovani che si sono immedesimati
poichè il relatore ha rappresentato, anche con riferimenti a significative sue esperienze professionali, la condizione psicologica
di alcuni ragazzi che vivono uno
stato di disagio proprio per l’uso
non controllato delle nuove tecnologie, telefoni cellulari, computers e quant’altro, molto spesso
utilizzati oltre la loro funzione
propria. Il relatore ha evidenziato i rischi connessi alla virtualità
della vita di relazione tramite gli
strumenti informatici, sottolineando la sostanziale differenza
tra la frequentazione fisica e la
volatile interazione tecnologica,
quest’ultima ormai pericolosamente preferita dai giovani, con il
rischio di una loro virtuale socialità a fronte, invece, di una loro reale solitudine. Molto apprezzato,
2 0 1 2 - N.3
108ya
71
I SERVICES
108ya
1ª EDIZIONE DEL PREMIO DI GIORNALISMO
DEL LIONS CLUBS INTERNATIONAL
f e b b r a i o
2 0 1 2 - N.3
La solidarietà
e le grandi firme
72
Il Premio è ideato e promosso dal Multidistretto 108 Italy
del Lions Clubs International ed ha lo scopo di premiare
un giornalista televisivo nazionale
un giornalista della carta stampata nazionale
ai quali si riconoscono impegno, professionalità
e creatività di eccellenza e attenzione prestata
ad un valore universale quale la Solidarietà.
Le segnalazioni saranno a cura dei Lions italiani.
I premi verranno assegnati da una Commissione
nominata dal Consiglio dei Governatori.
L’assegnazione dei Premi avverrà il 4 maggio 2012,
presso il nuovo Palacongressi di Riccione.
Nell’occasione avverrà anche la premiazione dei vincitori
del Concorso “Chi sono i Lions?”, “Sezione Giovani”.
1ª EDIZIONE DEL PREMIO DI GIORNALISMO
DEL LIONS CLUBS INTERNATIONAL MULTIDISTRETTO 108 ITALY
Sezione Giovani
Chi sono i Lions?
Nell’ambito della 1ª edizione del premio di Giornalismo Lions Clubs International - Multidistretto 108 Italy, è bandito un Premio sul tema: “Chi sono
i Lions?”.
La vera solidarietà, che rifugge l’indifferenza verso le sofferenze del mondo, è
chiamata a guidare un cambiamento sociale nella direzione del rispetto della
dignità e dei fondamentali diritti dell’essere umano, senza discriminazioni.
La solidarietà infatti travalica tutte le barriere: razziali, politiche, religiose,
culturali... per estendersi ad un autentico impegno civile nella diffusione
della Cultura della Libertà, della Pace e della salvaguardia dell’ambiente
naturale del nostro pianeta, la casa delle future generazioni.
Sono questi i principi sui quali si fonda l’Associazione del Lions Clubs International, nata negli Stati Uniti nel 1917.
Finalità
• Nell’ottica della vocazione solidaristica e di impegno civile del Lions Clubs
International, permettere ai giovani, con la stesura di un testo giornalistico,
di cimentarsi in una “competizione” che li veda veri protagonisti.
• Premiare le potenzialità dei giovani fornendo ai più meritevoli un incentivo
concreto per progredire nel loro cammino di formazione.
• Far emergere capacità linguistico-ideative e critiche di eccellenza nel
campo giornalistico.
• Divulgare gli ideali del Lions Clubs international.
Regolamento
• Al concorso possono partecipare: appassionati di scrittura, studenti di Scuola Superiore, universitari, studenti iscritti alle scuole italiane di
giornalismo riconosciute dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti, giornalisti... di
età compresa tra i 16 e i 30 anni. La partecipazione al concorso è gratuita.
• Tema - L’oggetto del Concorso è la predisposizione di un testo letterario di carattere giornalistico, nel quale si presenta l’Associazione Internazionale dei Lions Clubs, evidenziandone il valore delle finalità solidali e
dell’impegno civile.
Distretto Lions 108ya
• Tempi - I partecipanti dovranno far pervenire l’elaborato, della lunghezza
di due cartelle dattiloscritte, in forma cartacea al seguente indirizzo: Segreteria Nazionale Lions Multidistretto 108 Italy, Piazza Buenos Aires, 5 - 00198
Roma ed un file al seguente indirizzo e-mail: segreteria.lions@
libero.it entro il 31 marzo 2012.
I lavori dovranno contenente in calce: nome e cognome dell’autore, data di
nascita, indirizzo, recapito telefonico ed indirizzo e-mail.
• Valutazione - I lavori verranno valutati da una Giuria composta da
esperti del settore e figure istituzionali del Lions Clubs international. I criteri di valutazione sono: la coerenza al tema, il contenuto innovativo e la
valenza stilistica.
• Premiazione - La cerimonia di premiazione dei vincitori avverrà il 4
maggio 2012, presso il nuovo Palacongressi di Riccione, in occasione
dell’evento pubblico nell’ambito del quale sarà consegnato anche il Premio
“La solidarietà e le grandi firme”, assegnato ad un giornalista nazionale.
I giovani premiati saranno tempestivamente informati, anche circa gli orari
della manifestazione.
• Premi - Verranno assegnati due Premi dell’importo di 1.500 euro
cadauno e ai testi premiati sarà data una ampia visibilità nei siti lionistici
ed attraverso la stampa in opuscoli divulgativi da distribuire durante eventi
importanti e conferenze-stampa del Lions Clubs International.
Ai primi 10 classificati saranno assegnati diplomi di merito.
La partecipazione implica l’accettazione di tutte le norme del presente
Regolamento. Tutti i testi inviati non saranno restituiti e l’Organizzazione si
riserva per tutti il diritto all’eventuale pubblicazione.
I premi non ritirati direttamente o per delega, rimarranno di proprietà
dell’Associazione. Gli autori rispondono personalmente dell’autenticità ed
originalità dei lavori presentati, sollevando l’Associzione organizzatrice da
eventuali plagi.
108 Ya
Anno Sociale 2011-2012 - N. 3
Governatore Michele Roperto
Associazione Internazionale Lions Clubs: Rivista del Distretto 108 YA
“Nulla è impossibile ... se lo vuoi:
anche le utopie sono una meta”
Salerno: Castello Arechi
Scarica

“Nulla è impossibile se lo vuoi: anche le utopie sono una meta”