VIA CRUCIS -­‐ venerdì 8 marzo 2013 -­‐ parrocchia S. Maria della Pace Premessa Lo schema di questa via crucis non segue quello tradizionale: pur restando 14 le stazioni, i riferimenti introduttivi per ciascuna sono brani evangelici, quindi fatti testimoniati, sul format della via crucis introdotta da Giovanni Paolo II il venerdì santo al Colosseo; le meditazioni sono prese da quella del 1991, le testimonianze da martiri e profeti della Chiesa che, come singoli o come gruppo hanno testimoniato con la loro vita il profondo amore nel Figlio dell’Uomo e nella comunità dei credenti nata dalla sua sequela; le orazioni interpellano e coinvolgono tutti noi presenti in un cammino di conversione e chiedono la nostra personale adesione. Ogni stazione è accompagnata dalla visione di stupende opere iconografiche e richiami alle testimonianze. “Credo la Chiesa – recitiamo nel credo – una, santa, cattolica e apostolica”: il nostro cammino personale di conversione abita, si alimenta, vive all’interno della comunità cristiana; ed è su questa duplice dimensione, personale e comunitaria, che corre il cammino della salvezza. PREGHIERA INIZIALE C. Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. T. Amen C. Fratelli e sorelle, nella narrazione evangelica della Passione, uomini e donne del tempo di Gesù partecipano con grave responsabilità alla condanna e alla morte dell'Innocente, o con amorosa compassione al dolore e alla sofferenza del Giusto. Il loro comportamento ispira la nostra meditazione orante mentre ripercorriamo con il Cristo il cammino della Croce, che conduce alla sua morte dolorosa e gloriosa. Il loro comportamento ci interpella oggi di fronte alla passione del Figlio dell'uomo, che continua nel dolore dell'umanità e di tutta la creazione. La Croce gloriosa di Cristo illumini di speranza il cammino verso la salvezza. Breve pausa di silenzio. C. Preghiamo. Dirigi, Padre, con la luce della tua grazia i nostri passi sulla via della Croce, perché, camminando sulle orme di Cristo, giungiamo alla tua dimora di gloria, dove Egli ha preparato un posto per noi. A te, Padre, per Cristo, nello Spirito, ogni onore e gloria nei secoli eterni. 1
T. Amen. PRIMA STAZIONE: Gesù nell'orto degli ulivi C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (14,32-­‐36) Poi giunsero in un podere detto Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui finché io abbia pregato». Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato. E disse loro: «L'anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate». Andato un po' più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell'ora passasse oltre da lui. Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi». L. (meditazione) Gesù è là, solo, nel giardino che odora di ulivo. Si è gettato a terra e ha allargato le braccia per unire i due estremi, distanti un abisso, della disperazione e della speranza. Getsemani, ora della paura e dell'angoscia, degli amici che si addormentano e non comprendono. Getsemani, ora della tentazione suprema: riprendersi subito la gloria divina di Figlio e abbandonare la causa dell'uomo. Getsemani, ora della preghiera intensa e del dialogo filiale, dell'accettazione, nell'amore, del calice amaro. Per l'agonia del Getsemani si riapre -­‐ testimoni gli ulivi -­‐ la porta dell'antico giardino e trabocca di speranza il calice della passione dell'uomo. CREDO LA CHIESA …. 5 luglio 1944. -­‐ Verona è colpita da una pesante incursione aerea. Un grappolo di bombe cade sull’Ospedale Militare di Piazzetta Santo Spirito dove venivano ricoverati gli ammalati civili da quando le truppe tedesche avevano occupato l’ospedale di Borgo Trento. Fu colpita la sezione femminile del reparto di Chirurgia e 45 donne, che non era stato possibile trasferire nel rifugio vicino, morirono. Nel reparto, oltre a loro, vi erano 5 suore della Misericordia che, pur avendone la possibilità, invece di mettersi in salvo con gli altri ammalati e il resto del personale, preferirono recarsi nel reparto rimanendo vicino alle loro ammalate per assisterle e consolarle. 2
Furono trovate sotto le macerie abbracciate alle ammalate in un estremo atto di protezione e carità. Suor Onorilla Basso, Suor Settimilde Stefani, Suon Gina Pace Bovi, Novizia Teresa dall’Antonia, Sorella Natalina Faggion: loro non si sono addormentate … C. (orazione) O Amico degli uomini, che nel giardino degli ulivi sei la speranza oltre ogni speranza: a te la nostra riconoscenza e la nostra supplica. T. Kyrie, eleison. O Amico degli uomini, il tuo abbandono alla volontà del Padre incoraggia le nostre scelte evangeliche tra le difficoltà della vita. T. Kyrie, eleison. O Amico degli uomini, rendici forti nel cammino di fede, intrepidi nel donare la vita per amore della Vita. T. Kyrie, eleison. Gloria e lode a te, o Cristo, fedele nella prova, sorgente di speranza e di riconciliazione per ogni vivente. T. Amen 3
SECONDA STAZIONE: Gesù, tradito da Giuda, è arrestato C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (14,13.45-­‐46) Arrivò Giuda e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. … Appena giunse, subito si accostò a lui e disse: «Rabbì!» e lo baciò. Allora quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. L. (meditazione) Era notte quando Giuda abbandonò la stanza alta della Cena e s'immerse nel buio del tradimento. La violenza di spade e bastoni e il bacio dell'inganno avvolgono il Figlio dell'uomo, il Maestro dell'amore più grande e della verità che conduce alla vita. Il Figlio dell'uomo si consegna per adempiere le Scritture; si consegna per prolungare il dono della Cena. Nel cuore del tradimento si rivela il paradosso di Dio, il disegno supremo del suo amore. Come sta scritto: «Forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione » (Ct 8, 6). E quando il nemico e la violenza sembrano prevalere, la vita donata per amore diventa seme di salvezza e di rinnovata speranza. CREDO LA CHIESA …. In Spagna nel 1936 scoppiò una violentissima guerra civile. Nei territori occupati dai miliziani “rossi” (anarchici, comunisti, socialisti, ecc.) si scatenò una cruenta persecuzione religiosa che costò la vita ad oltre seimila persone tra vescovi, preti, frati e suore. Spesso a costoro venne promessa la salvezza della vita se avessero fatto qualche azione blasfema, ad esempio calpestando un Crocifisso, sputando su immagini sacre, pronunciando qualche bestemmia, eccetera. La stragrande maggioranza preferì la morte anziché offendere e tradire Gesù Cristo. 4
Molti di questi religiosi assassinati in odio alla Fede, sono stati innalzati agli onori degli altari come martiri. Grande è la ricompensa che hanno ricevuto in Cielo per la loro fedeltà a Dio. Non dobbiamo odiare i carnefici, bensì dobbiamo pregare per la conversione di tutti i persecutori della Chiesa Cattolica che è il Corpo Mistico di Cristo. C. (orazione) Tu sei, Gesù, maestro di vita anche di fronte al tradimento e al sopruso; maestro di compassione, sicuro della fedeltà del Padre, malgrado l'inganno e l'odio umano. Il getsemani del mondo si illumina della tua fortezza e nuovo vigore riprende il cuore pavido e vacillante. Sostienici con il tuo Spirito: smaschera il mistero di Giuda che portiamo nella nostra carne e perpetuiamo nella nostra storia; donaci la certezza che solo amore e gratuità liberano e salvano. Tu, Signore Gesù, vivi e regni nei secoli eterni. T. Amen 5
TERZA STAZIONE: Gesù è condannato dal sinedrio C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (14,55.60-­‐64) I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche testimonianza contro Gesù per farlo morire; ma non ne trovavano. … Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?». Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». Gesù disse: «Io sono; e vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo». Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?». Tutti lo condannarono come reo di morte. L. (meditazione) Nel sinedrio -­‐ casa del diritto, del sacerdozio, della saggezza -­‐ Gesù è giudicato reo di morte: offeso il Santo di Dio, condannato il Giusto. Gesù, un innocente condannato: lungo i secoli si riconoscono in lui, interminabile teoria, le vittime tutte dei tribunali vili e corrotti. Gesù, un innocente condannato: il suo silenzio mite e libero -­‐ « maltrattato non aprì la sua bocca » (Is 53, 7) -­‐ è voce che denuncia ancora le sentenze ingiuste, il calcolo che soffoca la verità, l'arbitrio che prevale sull'equità. Gesù, un innocente condannato: in lui e per lui, nell'abisso dell'ingiustizia, risplende la superna giustizia: fare di ogni uomo un figlio del « Dio benedetto »; e si disvela la vera bestemmia: profanare la dignità dell'uomo e attentare alla sua libertà. 6
CREDO LA CHIESA …. 5 maggio 1978: Aldo Moro scrive alla moglie Eleonora: “Ora, improvvisamente, quando si profilava qualche esile speranza, giunge incomprensibilmente l'ordine di esecuzione. Noretta dolcissima, sono nelle mani di Dio e tue. Prega per me, ricordami soavemente, carezza i piccoli dolcissimi tutti. Che Iddio aiuti tutti. Un bacio di amore a tutti. Aldo”. C. (orazione) Gesù, per la parola violenta che ti ha colpito, rendi mite e paziente la nostra parola. T. Kyrie, eleison. Gesù, per il grido blasfemo che ti rifiuta, rendi la nostra parola strumento di comunione e di concordia. T. Kyrie, eleison. Gesù, per la sentenza iniqua che ti condanna a morte, donaci di udire, nel giorno della tua gloria, una sentenza di grazia e di perdono. T. Kyrie, eleison. Gloria e lode a te, o Cristo, venuto non per giudicare ma per salvare: in te la nostra speranza di vita e di pace. T. Amen. 7
QUARTA STAZIONE Gesù è rinnegato da Pietro C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (14,66-­‐72) Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle serve del sommo sacerdote; e, veduto Pietro che si scaldava, lo guardò bene in viso e disse: «Anche tu eri con Gesù Nazareno». Ma egli negò dicendo: «Non so, né capisco quello che tu dici». Poi andò fuori nell'atrio e il gallo cantò. La serva, vedutolo, cominciò di nuovo a dire ai presenti: «Costui è uno di quelli». Ma lui lo negò di nuovo. E ancora, poco dopo, coloro che erano lì dicevano a Pietro: «Certamente tu sei uno di quelli, anche perché sei Galileo». Ma egli prese a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, il gallo cantò. Allora Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: «Prima che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte». E si abbandonò al pianto. L. (meditazione) Rinnegato dal discepolo ardente, rigettato dalla prima pietra che aveva scelto per edificare la sua Chiesa, Gesù appare sempre più solo nel gorgo della violenza e della morte. Mentre la Verità è proclamata, nonostante le trame del sinedrio, si prolunga ad opera dell'apostolo il rinnegamento dei concittadini, il rifiuto dei parenti, l'abbandono dei discepoli. Pietro, tu ricordi alle generazioni la fragilità e la responsabilità delle creature e delle istituzioni di fronte alla violenza e al potere dispotico. 8
Ricordi ancora, con il tuo pianto segreto, che Gesù il Nazareno è più grande di ogni rinnegamento; il suo sguardo è motivo di speranza per il cuore che, pentito, non si chiude nello scoraggiamento e nella disperazione. CREDO LA CHIESA …. Gli atti di “purificazione della memoria” compiuti da Giovanni Paolo II e culminati nella “Giornata del perdono” del 12 marzo 2000 costituiscono l’eredità forse più originale e impegnativa del suo lungo pontificato. “Confessione delle colpe e richiesta di perdono” era intitolata la speciale liturgia che si celebrò quel giorno. Sette rappresentanti della Curia romana leggevano altrettanti “invitatori”, ai quali rispondeva il Papa con sette “orazioni”, riguardanti i “peccati in generale”, le “colpe nel servizio della verità”, i “peccati che hanno compromesso l’unità del Corpo di Cristo”, le “colpe nei confronti di Israele”, le “colpe commesse con comportamenti contro l’amore, la pace, i diritti dei popoli, il rispetto delle culture e delle religioni”, i “peccati che hanno ferito la dignità della donna e l’unità del genere umano”, i “peccati nel campo dei diritti fondamentali della persona”. A conclusione di quella liturgia penitenziale, Giovanni Paolo pronunciò cinque “mai più” che suonano come una delle utopie evangeliche più forti che siano state affermate nella nostra epoca disincantata: “Mai più contraddizioni alla carità nel servizio della verità, mai più gesti contro la comunione della Chiesa, mai più offese verso qualsiasi popolo, mai più ricorsi alla violenza, mai più discriminazioni, esclusioni, oppressioni, disprezzo dei poveri e degli ultimi”. C. (orazione) Grazie, Gesù, per lo sguardo che hai rivolto a Pietro nell'ora oscura del rinnegamento. Alla luce dell'alba, per il tuo sguardo, il volto del pescatore si inonda di pianto: hai riannodato nel silenzio il filo spezzato dalla parola spergiura; hai ridato vigore alla roccia divenuta fragile; hai riacceso la fiamma spenta del discepolo ardente. Guarda anche noi, Gesù, nell'ora della paura e della fragilità, perché il pianto del pentimento, quale battesimo nuovo, renda nuova la nostra professione di fede, nuovo il nostro impegno di amore. Tu, Signore Gesù, vivi e regni nei secoli eterni. T. Amen. 9
QUINTA STAZIONE Gesù è giudicato da Pilato C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (Marco 15,14-­‐15) Pilato disse loro: «Ma che male ha fatto?» Ma essi gridarono più forte che mai: «Crocifiggilo!» Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso. L. (meditazione) Gesù è innocente. Pilato l'ha compreso. Sa che i sommi sacerdoti lo hanno consegnato per invidia. Ma non sa spiegarsi in che modo sia re quell'uomo povero e mite che gli sta davanti. È pieno di stupore. Vorrebbe liberare Gesù. Ma incalza il grido della folla sobillata: « Crocifiggilo! ». Urlo di tutti i tempi, in cui ognuno riconosce la propria voce. Invidia dei sacerdoti, ostilità del popolo manipolato, viltà di un politico che non assume la sua responsabilità: così Gesù viene consegnato alla morte e Barabba, l'omicida, è liberato. Barabba: la condanna di Gesù vale la sua libertà. Egli è già frutto della passione di Cristo. Barabba libero! Si dilata la passione del « Figlio dell'uomo », perché ogni uomo diventi 10
«figlio di Dio» e, camminando nella speranza, giunga a più alta libertà. CREDO LA CHIESA …. Il 21 settembre 1990 la mafia uccideva il magistrato Rosario Livatino. Aveva 38 anni ed era uno dei magistrati impegnati contro Cosa Nostra più attivi della Sicilia. Perché promuovere un processo di beatificazione per un magistrato? Come padre Puglisi, anche lui ucciso dalla mafia, anche Rosario Livatino ha posto una riflessione: eroe o testimone di giustizia, addirittura martire della fede? Livatino lega il suo lavoro a un nesso tra giustizia e fede, giustizia e verità, giustizia e carità, e questo lo ha reso unico. In una pagina del suo diario aveva infatti scritto: “rendere giustizia è realizzazione di sé, è preghiera, è dedizione a Dio". C. (orazione) Signore Gesù, che, venuto per salvare e non per condannare, accetti con amore il giudizio di condanna: a te la nostra riconoscenza e la nostra supplica. T. Kyrie, eleison. Signore Gesù, la tua mitezza e umiltà di fronte alla condanna di morte, conforta il cuore nella persecuzione sopportata per il tuo nome. T. Kyrie, eleison. Signore Gesù, liberaci dall'infierire contro il figlio dell'uomo; dal lavarci le mani nella viltà e nell'ipocrisia di fronte all'innocente e all'indifeso. T. Kyrie, eleison. Gloria e lode a te, o Cristo, giusto tra gli ingiusti, presenza che riconcilia e conduce a libertà. T. Amen. 11
SESTA STAZIONE Gesù è flagellato e coronato di spine C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (Marco 15,17-­‐19) Lo vestirono di porpora e, dopo aver intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e cominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!» E gli percotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, mettendosi in ginocchio, si prostravano davanti a lui. L. (meditazione) Incoronato del dolore dell'umanità, sferzato dal peccato del mondo, Gesù, silenziosamente, accetta il dileggio e lo scherno. Nell'incomprensione più assoluta, egli è re di verità, quella verità che annulla l'illusione di un Messia potente e vendicatore e lo rivela servo della vita, come sta scritto: « Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire ... egli si è caricato delle nostre sofferenze, e si è addossato i nostri dolori » (Is 53, 3-­‐4). 12
Re perché serve, re perché assume il limite della condizione umana e le infonde un significato di speranza e di salvezza. In lui, ciò che il mondo ritiene stolto, debole, ignobile, non può essere ormai più disprezzato: è sapienza e potenza di Dio. CREDO LA CHIESA …. Il pomeriggio del 2 dicembre 1980, quattro donne venivano fermate all’uscita dall’aeroporto di El Salvador da cinque soldati salvadoregni in borghese. Trascinate in un luogo isolato, erano poi state brutalizzate e uccise. Si trattava di quattro missionarie nordamericane: Ita Ford, nata il 23 aprile 1940, e Maura Clarke, il 13 gennaio 1931, erano entrambe della Congregazione di Maryknoll, Dorothy Kazel, nata il 30 giugno1939, era orsolina, e Jean Donovan, nata il 10 aprile 1953, era invece laica. Le prime erano da molto tempo impegnate nel lavoro con la gente più povera ed emarginata. Prima di arrivare nel Salvador di mons. Romero, Ita aveva lavorato in Cile, sotto la dittatura di Pinochet, Maura in Nicaragua, Dorothy con gli indiani americani dell’Arizona, mentre la giovane Jean, solo due anni prima, aveva abbandonato una carriera promettente per diventare missionaria. Alla sequela di Gesù, queste donne seppero amare i poveri, non esitando a dare la vita per loro. C. (orazione) Salve, Re pacifico, salve, servitore della vita. La tua passione converta, finalmente, i nostri cuori: doni la forza di spezzare la catena di complicità che tutti rende responsabili del ritardo del Regno. Illuminati dalla Verità che risplende e libera, ti chiediamo di riconoscere in ogni uomo il tuo volto in ogni povero e perseguitato la tua presenza, in ogni operatore di giustizia e di pace il fratello chiamato ad essere figlio di Dio. Tu, Signore Gesù, vivi e regni nei secoli eterni. T. Amen. 13
SETTIMA STAZIONE Gesù è caricato della croce C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (Marco 15,20) Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora, lo rivestirono delle sue vesti e lo condussero fuori per crocifiggerlo. L. (meditazione) I soldati si sono presi burla di lui. Ma ora basta con il gioco. È stato condannato a morte: si esegua la sentenza. Gli ridanno le vesti, lo caricano della croce. Ora Gesù è veramente il maestro che precede i suoi discepoli, il sacerdote che sale l'altare del sacrificio, l'agnello che porta su di sé il peccato del mondo. Con la croce sulle spalle Gesù va « fuori »: come proscritto che esce dalle mura della città, 14
come capro espiatorio allontanato dall'accampamento, come il figlio della parabola cacciato fuori dalla vigna e ucciso. Con la croce, fuori. Allora, dietro Gesù, comincia il grande ritorno dell'uomo nella casa del Padre. Con la croce, fuori. Camminando verso il Golgota, Gesù indica all'uomo smarrito la via della salvezza. Con la croce, fuori. Gesù è là, in attesa dell'ultimo uomo, per portare con lui il peso della vita. CREDO LA CHIESA …. La Rosa Bianca è stato un gruppo di studenti cristiani poco più che ventenni che si oppose in modo nonviolento al regime della Germania nazista. Fu attivo a Monaco di Baviera dal giugno 1942 al febbraio ’43 quando i principali componenti del gruppo vennero arrestati, processati e condannati a morte mediante decapitazione. Il gruppo pubblicò sei opuscoli, che chiamavano i tedeschi a ingaggiare la resistenza passiva contro il regime nazista; l’ultimo opuscolo venne distribuito nell'università il 18 febbraio 1943, in coincidenza con la fine delle lezioni. Quasi tutti i volantini vennero distribuiti in luoghi frequentati, ed alcuni membri attivi vennero individuati da un bidello collaborazionista, fermati e consegnati alla Gestapo, che, interrogandoli, rimasero stupiti per il coraggio e la determinazione dei giovani. Il processo, presso il «tribunale del Popolo», durò appena 4 giorni e nel corso di un breve dibattimento, durato cinque ore, furono reputati colpevoli e ghigliottinati il giorno stesso. C. (orazione) Gesù, maestro di verità, carico della croce ascendi il monte della rivelazione suprema: disvela a tutti i popoli il mistero della salvezza. T. Kyrie, eleison. Gesù, sacerdote santo, carico della croce ascendi il colle del sacrificio: unisci alla tua oblazione il travaglio di tutte le nazioni. T. Kyrie, eleison. Gesù, buon pastore, carico della croce ascendi la santa montagna: raduna tutte le genti presso l'albero della vita. T. Kyrie, eleison. Gloria e lode a te, o Cristo: la tua croce indica il cammino della vita, segna il traguardo della speranza. T. Amen. 15
OTTAVA STAZIONE Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la croce C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (Marco 15,21) Costrinsero a portar la croce di lui un certo Simone di Cirene, padre di Alessandro e di Rufo, che passava di là, tornando dai campi. L. (meditazione) Primo di una moltitudine di futuri discepoli, il Cireneo, uomo straniero, è costretto a portare la croce di Gesù fino al Golgota. 16
Silenziosamente entra nel dramma della passione e diventano vere per lui le parole del Maestro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». Croce imposta dalla violenza; croce inflitta dagli avvenimenti; croce improvvisa che coglie, improvvisamente, quasi sempre, il cireneo. Non c'è sicurezza alcuna nel seguire Gesù. Non si sa quando termina la strada che sale, via crucis di molteplici incognite. Unica è la speranza. Nell'itinerario doloroso, i cirenei della vita non sono soli: il Figlio dell'uomo su cui si chinano o per cui si chinano, li accompagna verso la redenzione. CREDO LA CHIESA …. Massimiliano Maria Kolbe nasce nel 1984 a Zdunska-­‐Wola in Polonia. Entra nell’ordine dei francescani e, mentre l’Europa si avvia a un secondo conflitto mondiale, svolge un intenso apostolato missionario in Europa ed in Asia. Ammalato di tubercolosi, Kolbe dà vita al “Cavaliere dell’Immacolata”, periodico che raggiunge in una decina d’anni una tiratura di milioni di copie. Nel 1941 è deportato ad Auschwitz. Qui è destinato ai lavori più umilianti, come il trasporto dei cadaveri al crematorio. Nel campo di sterminio Kolbe offre la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Le sue ultime parole sono “Ave Maria”; è il 14 agosto 1941. Papa Giovanni Paolo II lo ha chiamato “ patrono del nostro difficile secolo”. La sua figura si pone a crocevia dei problemi emergenti del nostro tempo: la fame, la pace tra i popoli, la riconciliazione, il bisogno di dare senso alla vita e alla morte. C. (orazione) Gesù, sulle spalle del Cireneo, la tua croce; e sulle tue spalle, ormai libere, le croci di tutti gli uomini, di ieri, di oggi, di sempre. Signore, ti preghiamo: tu in noi e noi in te; nella tua croce le nostre croci, perché uno sia il peso dell'umana fatica, uno l'amore che lo sostiene; uno il cammino del dolore che, nella fede e nella speranza, diviene, per tua grazia, sentiero di comunione e di pace. Tu, Signore Gesù, vivi e regni nei secoli eterni. T. Amen. 17
NONA STAZIONE Gesù incontra le donne di Gerusalemme C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Luca (Luca 23,27-­‐28) Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che facevano cordoglio e lamento per lui. Ma Gesù, voltatosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete per me, ma piangete per voi stesse e per i vostri figli. L. (meditazione) 18
Sulla via del Calvario le figlie di Gerusalemme piangono la sorte di Gesù: sono consapevoli dell'ingiustizia che si sta compiendo contro il Figlio di Maria. Si battono il petto e fanno lamento. Sono sconvolte le loro viscere di madri: i loro figli hanno condannato il « Figlio dell'uomo ». Lo sguardo di Gesù incrocia lo sguardo delle donne in pianto. Ad esse egli svela il senso della sua morte: non devono piangere su di lui, la sua morte sarà sorgente di vita. Devono piangere su loro stesse e sui loro figli. Devono piangere, come egli stesso ha pianto, su Gerusalemme, la città amata, che non ha conosciuto la « via della pace ». Gesù, figlio della Vergine, è il legno verde che brucia di amore perché il legno secco -­‐ i figli delle donne di Gerusalemme -­‐ rifiorisca ammorbidito dalle lacrime del pentimento. CREDO LA CHIESA …. “Dio non può essere ovunque è per questo che ha creato le madri,” affermava lo scrittore Leopold Kombert, sottolineando la sacralità e l’eternità dall’amore materno, che come quello divino è l’amore incondizionato per la vita stessa. Quest’amore nel generare altra vita, nel difenderla e proteggerla con sacrificio ed altruismo è l’idea universale ed istintiva della maternità, è il vincolo più sublime che possa esistere; è vita anche oltre la morte. È nel nome di questo smisurato amore materno che sono nate le Madri di Plaza de Mayo. Donne, ma soprattutto madri che hanno sfidato e lottato in Argentina contro la Dittatura militare.. C. (orazione) O Compassionevole, che porti su di te il peccato del mondo e hai compassione delle creature: a te la nostra riconoscenza e la nostra supplica. T. Kyrie, eleison. O Compassionevole, la tua passione illumina il mistero della vita e svela agli occhi e al cuore la passione dell'umanità. T. Kyrie, eleison. O Compassionevole, continua a far risuonare alla nostra coscienza l'ammonimento rivolto alle donne sulla via dolorosa perché costruiamo con te la via della pace. T. Kyrie, eleison. 19
Gloria e lode a Te, o Cristo, immagine misericordiosa del Padre, che porti la vita in abbondanza. T. Amen. DECIMA STAZIONE Gesù è crocifisso C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (Marco 15,24) Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirandole a sorte per sapere quello che ciascuno dovesse prendere. 20
L. (meditazione) L'ora annunciata e attesa è giunta. L'ora anticipata per amore a Cana rivela pienamente il disegno del Padre. Gesù crocifisso, innalzato tra cielo e terra, è follia per la ragione umana, scandalo per la fede antica: la croce è crudezza ed orrore, efferatezza e ignominia, luogo in cui, atrocemente, muore il Figlio di Dio incarnato. Nessuno osi violare o velare l'atrocità del dolore. Luogo in cui si rivela l'amore e sgorga la vita in abbondanza, icona della misericordia senza confine, oltre ogni attesa umana. O croce di Cristo, che splendi tragica e pur luminosa nella notte della passione dell'uomo: alla tua luce s'illumina ogni cammino oscuro del dolore. O croce di Cristo, che t'innalzi sul luogo del cranio e fecondi le ossa aride dell'umanità decaduta, tu mostri il più bello tra i figli dell'uomo che, libero dalle logore vesti tirate a sorte, riconduce l'uomo allo splendore della prima origine. O croce di Cristo, unica speranza, àncora sicura nei marosi della vita. CREDO LA CHIESA …. Marianella Garcia Villas nasce in Salvador nel 1949. Brillante avvocato, con la passione per la giustizia e la vocazione cristiana dell’impegno sociale e civile in un paese strangolato da una oligarchia violenta, è disposta a tutto per impedire i cambiamenti promossi anche da una parte della chiesa dopo Medellin. E’ avvocato dei poveri, sorella dei perseguitati, voce degli scomparsi; formatrice di organizzazioni contadine, militante critica nella Democrazia Cristiana per un breve periodo, amica e collaboratrice di mons. Romero, a cui forniva settimanalmente i casi documentati di morti violente o di scomparsi che lui denunciava la domenica nell’omelia. Arrestata tre volte, subisce in carcere violenza da un poliziotto. Presidente della commissione per i diritti umani, continua la sua lotta nonviolenta contro il male anche dopo l’uccisione di Romero (1980) e di molti amici e collaboratori, documentando gli orrori e cercando sostegno all’ONU e nei paesi europei. Va così consapevolmente incontro alla violenza di stato che riempiva di cadaveri orrendamente torturati il Salvador in quegli anni. Fu uccisa il 13 marzo 1983. C. (orazione) Cristo Gesù, nato dalla Vergine Maria, fratello nostro: sulla croce ti riconosciamo Figlio di Dio, ti proclamiamo autore della riconciliazione fra cielo e terra, ti invochiamo Salvatore e Redentore. 21
Ascolta la preghiera della Chiesa nata dal tuo fianco: rinnova la sua vita, feconda la sua missione perché collabori con te per annunciare al mondo la speranza del Regno che viene. Tu, Signore Gesù, vivi e regni nei secoli eterni. T. Amen. UNDICESIMA STAZIONE Gesù promette il suo regno al buon ladrone C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. 22
L. Dal Vangelo di Luca (Luca 23,39-­‐42) Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» Ma l'altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». E diceva: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno!» L. (meditazione) Le mani di Gesù e del ladrone sono inchiodate: non possono stringersi in un gesto di amicizia e di pace. Ma lo sguardo è libero: il ladrone scopre nel corpo piagato di Gesù il mistero della sua gloria regale; Gesù scorge nelle fattezze del malfattore l'immagine gloriosa del Padre. E libera è la voce dei due morenti. Il malfattore supplica: « Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno »; Gesù risponde: « Oggi sarai con me nel paradiso ». Amico dei pubblicani, Gesù alloggiava talora presso di loro. A Zaccheo, uomo di frode, un giorno aveva detto: « Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua » (Lc 19, 5). Ma ora, dove andare? Quel ladro crocifisso non ha casa e neppure Gesù ha dove posare il capo, ma sa da dove è venuto e dove ritorna. Perciò dice al compagno di condanna: « Vieni con me, oggi, nella casa del Padre mio ». CREDO LA CHIESA …. 27 aprile 1945: le truppe tedesche in ritirata catturano, con l’accusa di essere un sostenitore dei partigiani, don Domenico Mercante sulla strada che da Selva di Progno porta a Giazza, e lo costringono ad una massacrante marcia, senza bere, lungo il sentiero che porta a Revolto e quindi scende ad Ala. Tra i soldati tedeschi vi è il trentino Leonardo Dallasega, arruolato nell’esercito italiano come alpino durante la campagna in Eritrea, che nel ‘39, dopo il suo rimpatrio, sceglie come opzione la nazionalità tedesca. Sposatosi nel ’41 con Maria Herbs di Nova Ponente, dalla quale ha quattro figli, nel ‘43 è costretto ad arruolarsi “volontario” con destinazione il paese di Caldiero. E’ da qui che inizia il suo ultimo viaggio nel tentativo di raggiungere la famiglia, ma viene a sua volta fatto prigioniero dai militari nazisti perché ritenuto disertore e traditore della patria. Proprio a lui viene ordinato di uccidere il sacerdote. Al suo deciso rifiuto per non macchiarsi dell’omicidio di un innocente, fa seguito la fredda esecuzione di entrambi comandata dall’ufficiale del plotone. Leonardo aveva soli 31 anni. 23
C. (orazione) Gesù, è giunta l'ora del segno di contraddizione, l'ora in cui si disvelano i pensieri del cuore: del malfattore che ti insulta, del malfattore che si affida a te. Con il buon ladrone ti diciamo: T. Gesù, ricordati di noi. nell'ora dell'angoscia e della tribolazione, delle tenebre e dell'iniquità: T. Gesù, ricordati di noi. nell'ora delle inutili stragi, dell'odio e della discordia: T. Gesù, ricordati di noi. nell'ora della menzogna e del disprezzo della vita, nell'ora dell'oppressione e della violenza: T. Gesù, ricordati di noi. Gloria e lode a te, o Cristo: per te l'uomo si riconcilia con Dio, riacquista la sua dignità, si apre alla speranza. T. Amen. DODICESIMA STAZIONE Gesù in croce, la madre e il discepolo 24
C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Giovanni (Giovanni 19,26-­‐27) Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. L. (meditazione) Attorno al Crocifisso si ricompone la comunità dei credenti. Come nell'ora anticipatrice di Cana, nell'ora della croce, quando il Figlio dona lo Spirito dei tempi ultimi, è presente Maria, la Madre, e Giovanni, il testimone nei secoli dell'amore. Dal nuovo albero della vita, dalla sua linfa di dolore e di sangue, nasce il popolo nuovo. Così aveva profetizzato Caifa: «È meglio che muoia un solo uomo per il popolo ». Infatti «Gesù doveva morire per la nazione, e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi» (Gv 11, 50-­‐52). E sei tu, Madre, che in Giovanni tutti ci accogli, e tutti nel dolore ci generi, i primi e gli ultimi, tutti. E noi, tuoi figli, rigenerati dal sangue e dall'acqua, come Giovanni ti accogliamo: preziosa eredità nel cammino di fede, presenza silente, invito a sostare presso le infinite croci dell'umanità per recare conforto, speranza di salvezza. CREDO LA CHIESA …. Madre Teresa di Calcutta , la “matita di Dio”, così si esprimeva riguardo all’accoglienza: «Quando le persone vedranno una felicità continua nei vostri occhi, farà loro scoprire di essere figli amati da Dio. Senza la gioia non c’è amore e l’amore senza gioia non è vero amore ». «… c’è moltissima sofferenza nel mondo. La sofferenza materiale è la sofferenza di chi ha fame, di chi non ha una casa, di chi è malato, ma continuo a ritenere che la sofferenza più profonda sia quella di chi è solo, di chi non si sente amato, di chi non ha nessuno. La peggior malattia che un essere umano possa mai sperimentare è quella di non essere considerato ». C. (orazione) 25
Per sempre, Gesù, sul legno infame e glorioso: perché l'uomo possa sempre mangiare dell'albero della vita e abbeverarsi alla sorgente della salvezza. Per sempre accanto a te la Donna: perché nella fede e nel dolore sia madre di tutti gli uomini, dal tuo sangue e dallo Spirito generati. Per sempre accanto a te il Discepolo: perché la Chiesa ti renda in ogni tempo testimonianza del suo amore forte e fedele. Rinnova in noi, Signore, il mistero della croce, dove tu riveli l'amore infinito del Padre, elargisci il dono dello Spirito, unisci per sempre la Madre ai discepoli. Tu, Signore Gesù, vivi e regni nei secoli eterni. T. Amen. TREDICESIMA STAZIONE Gesù muore sulla croce 26
C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (Marco 15,33-­‐39) Venuta l'ora sesta, si fecero tenebre su tutto il paese, fino all'ora nona. All'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì lamà sabactàni?» che, tradotto, vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Chiama Elia!» Uno di loro corse e, dopo aver inzuppato d'aceto una spugna, la pose in cima a una canna e gli diede da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se Elia viene a farlo scendere». Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito. (pausa) E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. E il centurione che era lì presente di fronte a Gesù, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Veramente, quest'uomo era Figlio di Dio!» L. (meditazione) Un duplice, forte grido nella morte di Cristo. Il primo: « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? ». Grido misterioso, segno della sofferenza atroce, voce di speranza contro ogni speranza, canto di vittoria sulle potenze del male. Gesù, il figlio fedele, schiacciato da angoscia mortale, tentato di sfiducia, proclama dalla croce, come già tra gli ulivi, la sua adesione al progetto salvifico del Padre. Il secondo: « Gesù, dando un forte grido, spirò ». Grido possente, invocazione alla vita che gli viene strappata, gemito di ora di parto, vagito immenso della nuova creazione nata dalla morte di Cristo. Gesù, l'amico fedele, pur tradito rinnegato deriso, conferma, come già nell'intimità della Cena, il suo amore per l'uomo, perché « nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici » (Gv 15, 13). CREDO LA CHIESA …. Il 24 marzo 1980, viene ucciso mons. Romero, nella cappella di un piccolo ospedale mentre celebra l'eucarestia con gli ammalati. Cadde ai piedi del crocifisso. Il suo sangue si mescolò con il vino che stava offrendo proprio nel momento dell'offertorio. I suoi figli vennero con ogni mezzo da tutto il paese. Era un solo pianto e tutti facevano sentire i loro lamenti, i contadini e gli operai insieme alla gente ricca, perché a molti di questi ultimi egli aveva cambiato il cuore. 27
C. (orazione) Gesù, nella tua morte hai riconciliato tutte le cose, hai rappacificato gli esseri della terra e quelli del cielo: a te la nostra riconoscenza e la nostra supplica. T. Kyrie, eleison. Gesù, il tuo duplice grido ci conforta di fronte al dolore innocente e al gemito dell'intera creazione. T. Kyrie, eleison. Gesù, per la tua passione e morte perdona il nostro peccato e rinnova con il tuo Spirito la faccia della terra T. Kyrie, eleison. Gloria e lode a te, o Cristo, principio e fine della creazione, che doni gratuitamente acqua dalla fonte della vita. T. Amen. 28
QUATTORDICESIMA STAZIONE Gesù è deposto nel sepolcro C. Ti adoriamo , o Cristo, e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L. Dal Vangelo di Marco (Marco 15,40-­‐46). Vi erano pure delle donne che guardavano da lontano. Tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salomè, che lo seguivano e lo servivano da quando egli era in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. Essendo già sera (poiché era la Preparazione, cioè la vigilia del sabato), venne Giuseppe d'Arimatea, illustre membro del Consiglio, il quale aspettava anch'egli il regno di Dio; e, fattosi coraggio, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto; e dopo aver chiamato il centurione, gli domandò se Gesù era morto da molto tempo; avutane conferma dal centurione, diede il corpo a Giuseppe. Questi comprò un lenzuolo e, tratto Gesù giù dalla croce, lo avvolse nel panno, lo pose in una tomba scavata nella roccia; poi rotolò una pietra contro l'apertura del sepolcro. L. (meditazione) Sembra tutto finito. Il corpo di Gesù è inghiottito nella roccia intatta e sembra vanificata l'ultima speranza. È silenzio. Il cielo, come all'ora sesta, permane buio, impenetrabile. Riti di morte apprestano le donne per un mattino che appare senz'alba. È silenzio di Dio. Arduo è ricordare: « Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo, se invece muore, produce molto frutto » (Gv 12, 24). Del silenzio di Dio risuona la creazione originaria. Nel silenzio più teso la Parola si è fatta carne. Nel silenzio del sepolcro, l'incontro dell'Amore del Padre con la vita del Figlio matura la nuova creazione. Colma di speranza è ormai la Sposa del Cantico. Come sta scritto: «Di buon mattino andremo alle vigne; vedremo se mette gemme la vite, se sbocciano i fiori, se fioriscono i melograni ... » (Ct 7, 13). 29
CREDO LA CHIESA …. Gianna Beretta nasce a Magenta il 4 ottobre 1922, decima di 13 figli. Medico chirurgo nel ’49, specialista in pediatria nel ’52, continua però a curare tutti, specialmente chi è vecchio e solo. “Chi tocca il corpo di un paziente – diceva – tocca il corpo di Cristo”. Gianna ama lo sport e la musica, dipinge e frequenta il teatro. Arricchisce di novità gioiose anche la vita della locale Azione Cattolica femminile. Si sposa nel ‘55 con l'ing. Pietro Molla, nascono i figli: Pierluigi nel 56, Maria Rita (Mariolina) nel ‘57, Laura nel ‘59. Nel settembre 1961 durante la quarta gravidanza, è raggiunta dalla sofferenza e dal mistero del dolore per l’insorgere di un fibroma all'utero con la prospettiva di rinuncia alla maternità per non morire. Gianna mette al primo posto il diritto alla vita e, nonostante tutti gli sforzi e le cure per salvare entrambe le vite, dopo aver ripetuto la preghiera «Gesù ti amo, Gesù ti amo», muore all’età di 39 anni … dopo aver dato alla luce Gianna Emanuela. C. (orazione) Santa Maria, Vergine del silenzio e di misteriosa pace: addolorata forte fedele, attendi presso il sepolcro, dove tace la Parola e giace il Santo di Dio. Attendi vigile che dal buio scaturisca la Luce, dalla terra germogli la Vita. Attendi l'alba del giorno senza tramonto, l'ora del parto dell'umanità nuova. Attendi di vedere nel Figlio risorto il volto nuovo dell'uomo redento, di udire il nuovo saluto di pace, di cantare il nuovo canto di gloria. Vergine dello Spirito, icona della Chiesa, implora per noi la tua fede nella Parola, la tua speranza nel Regno, il tuo amore per Dio e per l'uomo. A te, gloriosa Madre di Dio, beata per la fede, donna della pietà immensa, la nostra lode perenne e grata. T. Amen. 30
PREGHIERA CONCLUSIVA L. La passione di Gesù non è finita: egli continua a soffrire nell’umanità sofferente per il peccato e per l’ingiustizia e anelante la vera libertà. Oggi siamo noi, la sua chiesa, membri del corpo mistico, che dobbiamo completare in noi la sua passione per la redenzione del mondo, portando nel nostro cuore e nella nostra carne la sofferenza di tutti gli uomini. La morte di Gesù non è la fine, ma si apre sulla risurrezione: la nostra vita è illuminata dalla speranza che noi, e tutto il mondo con noi, saremo trasformati per essere partecipi della vita gloriosa del Signore risorto. C. Signore Gesù che sulla croce hai sofferto per noi, T. insegnaci a portare ogni giorno la nostra croce. C. Tu che hai amato il Padre fino al sacrificio della croce, T. aiutaci ad amare Dio con tutto il cuore facendo la sua volontà. C. Tu che hai dato la vita per noi, T. aiutaci a donare ogni giorno la nostra vita per i fratelli. C. Tu che ci hai salvati morendo sulla croce, T. rendici annunciatori coraggiosi del tuo vangelo di salvezza. C. Tu che hai perdonato ai tuoi crocifissori, T. aiutaci a perdonare quanti ci fanno del male. C. Tu che hai vinto la morte e sei risorto a vita nuova, T. aiutaci a diffondere nel mondo la speranza della risurrezione. C. Vi benedica Dio onnipotente, Padre Figlio e Spirito Santo. T. Amen 31
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VIA CRUCIS -‐ venerdì 8 marzo 2013 -‐ par