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04 APRILE 1884, NASCITA DI DON ALBERIONE UN GIORNO NELLA STORIA Schema: a. Don Alberione: familiari e conoscenti b. Contesto ecclesiale “locale” c. Contesto ecclesiale “universale” d. Contesto politico del 1884 e. Contesto culturale ed economico f. Personaggi g. Due circolari (del 1884 e del 1885) di san Giovanni Bosco a. Don Alberione: familiari e conoscenti Giacomo Alberione è nato a San Lorenzo di Fossano (Cuneo) il 04 aprile 1884, alle 10 antimeridiane. Era il venerdì dopo la domenica di Passione, festa della Madonna Addolorata. Giacomo era il terzo figlio di Mi‐
chele Alberione (17/07/1837 – 26/11/1904) e di Teresa Rosa Allocco (07/06/1850 – 13/06/1903), che si e‐
rano uniti in matrimonio l’11/02/1873, e che erano rispettivamente quarantasettenne e trentaquattrenne. Prima di Giacomo erano nati un figlio di cui non si sono conservati nome e sesso perché era morto subito dopo la nascita il 12/01/1874, battezzato dall’ostetrica, e poi: Giovenale (03/03/1876 – 05/05/1956), Gio‐
vanni Lodovico (03/12/1878 – 04/03/1958) e Francesco (15/07/1881 – 01/02/1957). Giacomo ebbe poi una sorella, Margherita (25/02/1887 – 09/07/1887), e un altro fratello, Tommaso (09/02/1889 – 02/05/1985). L’Atto di battesimo di Giacomo Alberione attesta che esso venne amministrato «L’Anno del Signore mille ottocento ottanta quattro ed alli cinque del mese di aprile alle ore dieci antimeridiane, nella Parrocchia di S. Maria e sua Succursale S. Lorenzo Comune di Fossano. E’ stato presentato alla Chiesa un fanciullo nato lì quattro del mese di aprile alle ore dieci antimeridiane: casa… nel distretto di questa Parrocchia; figlio di Al‐
berione Michele del fu Giovenale, di professione contadino, domiciliato in Fossano‐San Lorenzo, e della Te‐
resa Olocco [sic] del viv[ente] Gio. Ludovico, di professione contadina, domiciliata in Fossano S. Lorenzo: coniugi Alberione; ‒ cui fu amministrato il Battesimo dal Rettore sottoscritto, e sono stati stato [sic] imposti li nomi [sic] Giacomo, essendo stati padrino Alberione Giacomo domiciliato in Bra e madrina Anna Testa na‐
ta Olocco domiciliata in Fossano S. Lorenzo: rappresentato il padrino dallo stesso battezzante, e la madrina da… [sic]. L’indicazione della nascita con richiesta del Battesimo è stata fatta dal padre del Neonato. Firma del richiedente: Alberione Michele. Firma del Parroco [sic]: Giovanni Ferrero Rettore». Nel 1884 a San Lorenzo di Fossano era parroco don Giuseppe Tavella. Il parroco a cui fece riferimento il pic‐
colo Giacomo fu però don Giovanni Battista Montersino, che era divenuto arciprete di San Martino in Che‐
rasco nel 1874: fu lui infatti ad ammetterlo alla Prima Comunione (cfr. AD 11) e alla Cresima: Giacomo Albe‐
rione fu ammesso alla prima Comunione probabilmente nel 1892, prima della Pasqua, che quell’anno cadde il 17 aprile, nella chiesa parrocchiale di San Martino, entro le mura di Cherasco; la Cresima gli fu ammini‐
strata il 15/11/1893 dal vescovo di Alba mons. Giuseppe Francesco Re (1848‐1933). Compagni e collaboratori di Giacomo Alberione: Nel 1883 è nato Agostino Borello grande amico dell’ado‐
lescente Giacomo Alberione, morto a 19 anni nel 1902. ‒ Nel 1884 sono nati: Gaspare Destefani (+ 1952), liturgista; Enrico Saffirio (+1918) e Ermenegildo Villari (+ 1921), citati in AD 162. ‒ Nel 1887 è nato Giacomo Destefanis (+1917). – Nel 1893, è nato Angelo Fanteguzzi (+1917). ‒ Nel 1886 è nata a Novi Ligure (Al) An‐
gela Maria Boffi (+ 1926), da Pietro ed Ermelinda Mornaco, prima collaboratrice di Don Alberione per l’avvio delle Figlie di San Paolo. b. Contesto ecclesiale “locale” Vescovo di Fossano, diocesi suffraganea dell’arcidiocesi di Torino, nel 1884, era «mons. Emiliano Mana‐
corda, che governò la diocesi dal 1872 al 1909. Fu zelante pastore, buon teologo, scrittore e maestro di spi‐
ritualità sacerdotale. Consacrò la diocesi al Cuore Divino di Gesù, promosse le vocazioni sacerdotali e il cul‐
to mariano; riedificò il santuario mariano a Cussanio, lo dedicò alla Madonna della Provvidenza e vi unì una Casa per gli esercizi spirituali, il seminario minore diocesano, e ne fece un centro di pellegrinaggio. Monsi‐
gnor Manacorda fu un grande scrittore ed un apostolo della buona stampa; scrisse 200 lettere pastorali, e diverse lettore collettive dell’episcopato piemontese; pubblicò opuscoli di indole sociale, religiosa, apologe‐
tica e giuridica. E’ sepolto nel santuario mariano di Cussanio» (Giuseppe Barbero, Il sacerdote Giacomo Al‐
berione. Un uomo, un’idea, San Paolo, Roma 1991, pp. 49s; in nota cita CC 1909 III 498s, «Morte di mons. Emiliano Manacorda vescovo di Fossano»). Il Dizionario biografico dell’Enciclopedia Treccani gli dedica un’ampia voce firmata da G. Griseri in cui si danno queste informazioni: «Operoso e risoluto di carattere, fornito di una vasta preparazione culturale, sia pure di stampo tradizionale, si preoccupò in primo luogo di eliminare i disordini intervenuti in diocesi per la lunga vacanza della sede vescovile. Pose quindi mano a una drastica riforma del seminario, caduto in preda all'indisciplina e alla corruzione. Nel 1872 indisse la visita pastorale della diocesi, cui fece seguire la celebrazione del sinodo (1882) nonché la pubblicazione delle re‐
lative constitutiones e si adoperò per ristabilire la disciplina ecclesiastica e la corretta amministrazione delle confraternite e dei sodalizi laicali. La sua competenza e autorevolezza in materia normativa sono del resto comprovate da un ampio trattato in due tomi, Specimen iuris et disciplinae ecclesiasticae (Fossano 1897‐
99). Di fatto l'azione pastorale da lui svolta ottenne un netto miglioramento della vita religiosa, giovandosi della riscoperta delle devozioni locali e di una totale subordinazione del laicato al clero. Un grande impulso ricevette il culto mariano attraverso la costruzione del nuovo santuario di Cussanio. Le benemerenze acqui‐
site verso la città di Fossano valsero al vescovo il conferimento della cittadinanza onoraria». G. Griseri in‐
forma inoltre: «Nel maggio 1896, svolgendosi a Fossano il VI congresso regionale dell'Opera dei congressi, il M. venne a contatto diretto con il dibattito interno al movimento cattolico, che nelle sue punte più avanza‐
te metteva in discussione il rapporto di piena sottomissione del laicato al clero, da lui ritenuto inoppugnabi‐
le. Nel porgere il saluto ai congressisti, si limitò a esortare i convenuti a ubbidire al pontefice per quanto ri‐
guardava il non expedit, e cioè l'astensione dalla vita politica. Ma nel luglio successivo istituì un comitato di coordinamento dei sodalizi laicali e delle opere esistenti in diocesi. Avuta, poi, notizia che a Cuneo si pub‐
blicava il quotidiano Lo Stendardo in stretto collegamento con il settimanale torinese Democrazia cristiana, s'affrettò a dotare di un periodico il comitato da poco costituito con l'acquisto della Gazzetta di Fossano, cui fece subentrare l'anno dopo un foglio del tutto nuovo, La Fedeltà. Egli si mostrava allarmato dai contrasti insorti all'interno del movimento cattolico subalpino e in particolare dal susseguirsi di accese polemiche fra conservatori intransigenti e democratici cristiani». G. Griseri dedica inoltre ampio spazio alle polemiche per la sua lettera pastorale del 27 maggio 1897, che suscitò un vivace dibattito anche oltre i confini della piccola diocesi fossanese e che coinvolse direttamente il card. Rampolla e Giuseppe Toniolo. G. Griseri conclude la riflessione sulla lunga diatriba con la seguente valutazione: «Ma nello scioglimento dell'Opera dei congressi e nell'enciclica Il fermo proposito, con cui il nuovo papa impose una più netta distinzione di compiti nel va‐
stissimo campo dell'azione cattolica, il M. ebbe modo di vedere finalmente riconosciuta la fondatezza dei motivi per cui si era tanto a lungo battuto contro i pericoli di una politicizzazione dell'azione cattolica». Vescovo di Alba dal 1880 al 1889 fu mons. Carlo Lorenzo Pampirio, domenicano nato a Boscomarengo il 9 dicembre 1836 che «portò in diocesi una ventata di modernità con l’azione cattolica e sociale organizzata. Fondò ad Alba il primo Circolo cattolico, e nel 1882 fondò la Gazzetta d’Alba, ed attorno a questa pubblica‐
zione si andarono formando gli apostoli dell’azione cattolica e sociale diocesana. Nell’ampio salone di mez‐
zo del Seminario vescovile si tennero le prime adunanze annuali dei Comitati parrocchiali dell’Opera dei Congressi. Nel 1889 monsignor Pampirio fu trasferito alla sede arcivescovile di Vercelli, e ad Alba gli succes‐
se monsignor Giuseppe Francesco Re, che aveva 41 anni e governò la diocesi di Alba per 43 anni, fino al 17 gennaio 1933» (Barbero, Il sacerdote…, pp. 108s). Eloquente oratore, mons. Pampirio si adoperò per la si‐
stemazione delle Monache Domenicane in via Vernazza e nella sua nuova sede di Vercelli il 10 novembre 1900 acquistò alla periferia della città, in località Tingeria al Borgo Belvedere 4874 metri quadri di terreno destinato ad ospitare l’Oratorio festivo affidato al salesiano don Lorenzo Rossi. Mons. Pampirio ad Alba pubblicò le seguenti Lettere pastorali, tutte stampate dalla Tipografia e Libreria Diocesana Sansoldi, eccetto quella del 1883: Lettera pastorale del vescovo di Alba per la quaresima sulla imitazione e sequela di Gesu Cristo, 1882; Lettera pastorale del vescovo di Alba per la quaresima, gennaio 1883, Torino, Tip. S. Giuseppe‐
Collegio Artigianelli, 1883; Il mese di ottobre consecrato a Maria Vergine santissima del Rosario, 1885; Co‐
municazione dell'enciclica pontificia sul ritrovamento delle reliquie di S. Giacomo il Maggiore, 1885; Giubi‐
leo sacerdotale di Sua Santità Leone XIII, 1887; Lettera pastorale per la quaresima. Santificazione della fe‐
sta, 1889. Morì il 26 dicembre 1904 e il suo necrologio venne pubblicato nel Biellese il 27 dicembre 1904. Arcivescovo di Torino fu dal 1883 al 31 maggio 1891 Gaetano Alimonda (cardinale dal 1879); dal 1892 al 1897 gli successe Davide dei Conti Riccardi (e il suo necrologio venne pronunciato da mons. Pampirio arci‐
vescovo di Vercelli); al Riccardi successe Agostino Richelmy, arcivescovo di Torino dal 1897 al 1923 (creato cardinale nel 1899). Del cardinale Alimonda, l’Enciclopedia Treccani dà la seguente informazione: «Alimón‐
da, Gaetano. ‐ Oratore sacro (Genova 1818 ‐ ivi 1891); vicerettore e poi rettore del seminario di Torino, ve‐
scovo di Albenga (1877), cardinale nel 1879, dal 1883 arcivescovo di Torino, fu amico di san Giovanni Bosco, e ricevé la conversione di Carlo Passaglia e di Ausonio Franchi. Oltre a 12 raccolte di omelie, ha lasciato varî studî di religione; importante il suo opuscolo I voti degli Italiani per la pace religiosa, scritto nel 1887 su in‐
vito di Leone XIII, ma subito ritirato dalla circolazione». c. Contesto ecclesiale “universale” Alla data della nascita di Giacomo Alberione era Papa dal 1878 (fino al 1903) Leone XIII, Gioacchino Pecci, nativo di Carpineto (Anagni): già vescovo di Perugia, aveva doti di cultura e abilità diplomatica; pubblicò ben 86 encicliche sui rapporti tra Chiesa e società moderna; rilanciò la filosofia tomista (Aeterni Patris), che poteva favorire l'"accordo" tra Chiesa e Stato, scienza e fede, ragione e rivelazione, capitalismo e proleta‐
riato; la sua enciclica più famosa è la Rerum Novarum (1891) sulla questione sociale; nei suoi 25 anni di pontificato eresse 248 arcivescovati o vescovati nuovi e 48 vicariati o prefetture apostoliche nelle missioni; diede impulso agli studi scientifici e storici; potere vedere in Germania la fine del Kulturkampf; convocò a Roma il primo concilio di tutti i vescovi dell'America latina. Proprio nel 1884 Leone XIII pubblicò tre importanti encicliche: Nobilissima Gallorum Gens Come sintetizza Wikipedia, Nobilissima Gallorum Gens è un'enciclica di papa Leone XIII, datata 8 febbraio 1884. In questa enciclica, Leone XIII si rivolge al clero e ai fedeli della Francia. Pur non nascondendo le difficoltà che la Chiesa stava vivendo in Francia, e sottolineando il desiderio che « in Francia sia con gelosa cura ed inviolabilmente conservata la religione ricevuta dai maggiori », tuttavia il Papa non manca di invitare il clero e i cattolici francesi ad uscire dalla loro profonda ostilità nei confronti della Repubblica, sottolineando l’esigenza di una concordia tra potere civile e religioso, « mancando la qua‐
le [affermò] deve al tutto seguirne una cotal condizione di cose sempre incerta e mutabile, colla quale non è possibile che vada compagna una durevole tranquillità né della Chiesa né dello Stato». Questo invito ad ac‐
cettare la Repubblica e il Governo repubblicano verrà ripreso con maggior vigore da Leone XIII nella Au milieu des sollicitudes del 1892. Humanum genus. Come sintetizza Wikipedia, Humanum Genus è un'enciclica di papa Leone XIII, datata 20 aprile 1884. Pubblicata nell'ascesa dell'era industriale (e del marxismo), partiva dal presupposto che la fine del XIX secolo era un'era pericolosa per i cristiani e condannava la massoneria, così come una serie di cre‐
denze e pratiche presumibilmente connesse con la massoneria, compreso il naturalismo, la sovranità popo‐
lare che non riconosce Dio e l'idea che lo stato dovrebbe essere "senza Dio". Alcune delle restrizioni dell'enciclica sono a tutt'oggi in vigore. Con questa enciclica, Leone XIII condanna il relativismo morale e fi‐
losofico della massoneria. Di fronte ad una situazione di ricorrente ostilità nei confronti della Chiesa, il Papa condanna la massoneria e le sette ostili alla Chiesa, che "con lungo ostinato proposito" mirano ad impedir‐
ne l'influenza, il magistero e l'autorità, e riaffermano "la piena separazione della Chiesa dallo Stato". "Leggi di odiosa parzialità si sanciscono contro il clero, cosicché vedesi stremato ogni dì più e di numero e di mezzi. Vincolati in mille modi e messi in mano allo Stato gli avanzi dei beni ecclesiastici: i sodalizi religiosi aboliti, dispersi". Il Papa parla di una vera e propria guerra condotta contro la Santa Sede: "contro l'Apostolica Sede e il Romano Pontefice arde più accesa la guerra. Prima di tutto egli fu, sotto bugiardi pretesti, spogliato del principato civile, propugnacolo della sua libertà e de' suoi diritti; fu poi ridotto a una condizione iniqua, e per gli infiniti ostacoli intollerabile; finché si è giunti a questo estremo, che i settari dicono aperto ciò che segretamente e lungamente avevano macchinato tra loro, doversi togliere di mezzo lo stesso spirituale po‐
tere dei pontefici, e fare scomparire dal mondo la Divina istituzione del Pontificato". Ma l'enciclica Huma‐
num genus va oltre i problemi contingenti. Nella parte finale si può cogliere un richiamo ai cattolici, un invi‐
to ad alimentare e rafforzare le loro organizzazioni e associazioni, dal Terz'ordine francescano alla Società di San Vincenzo, ai collegi e alle corporazioni di arti e mestieri. ‒ Sul tema della massoneria, un mese più tardi, ci fu anche una importante istruzione del Sant’Uffizio, Ad gravissima avertenda, del 10/05/1884. Superiore Anno. Come sintetizza Wikipedia, Superiore Anno è un'enciclica di papa Leone XIII, datata 30 a‐
gosto 1884. Con questa enciclica, il Papa richiama il tema già ricordato l’anno precedente con la Supremi Apostolatus Officio circa l’importanza della recita del Rosario durante il mese di ottobre. Leone XIII esorta anche quest’anno « i popoli cristiani a perseverare in questo modo di preghiere e in queste formule dette del Rosario di Maria, e a meritare così l’efficace protezione della possente Madre di Dio. Poiché i nemici del no‐
me cristiano mettono così grande ostinazione nei loro disegni, i difensori non debbono avere una volontà meno costante, quando specialmente il soccorso celeste e i benefici che Dio ci reca sono spesso il frutto della nostra perseveranza ». Di Leone XIII segnaliamo anche nel 1882 Enc. Etsi Nos (15 feb.) e Cum multa (8 dic.) e nel 1883 Lett. Saepe‐
numero ai card. A. De Luca, G.B. Pitra e J. Hergenröther. Inoltre, nel 1885, Enc. Immortale Dei (1 nov.), sull'ordinamento cristiano dello Stato, e Lett. Epistola tua all'arc. di Parigi sull'unione degli scrittori cattolici di periodici (17 giu.) Nel 1884, Leone XIII ripristina la Tipografia Vaticana. Santi e beati morti nel 1884 o in anni vicini: Bernardetta (o Bernadette) Soubirous, 1879; Maria Giuseppa Rossello, 1880; Maria Domenica Mazzarello, 1881; Carlo Lwanga e Martiri dell'Uganda, 1886; Giovanni Bo‐
sco, 1888. Beata Paola Frassinetti, vergine (1809‐1882). Nata a Genova, era sorella del servo di Dio sacerdote Giusep‐
pe (1804‐1868), parroco, moralista e fondatore dei «Figli di Maria Immacolata». Da lui formata e dapprima sua collaboratrice nell'azione pastorale, fondò poi le «Suore di santa Dorotea» per l'educazione della gio‐
ventù femminile. Natura esuberante, ma pienamente padrona di sé, era generosa, pronta al sacrificio, infa‐
ticabile. Eccellente educatrice, dovette superare grandi pene e difficoltà. Era suo motto usuale «Volontà di Dio, paradiso mio». La volontà di Dio le chiese supremi sacrifici, ma innestati nel sacrificio di Cristo acqui‐
starono fecondità pasquale. Beata nel 1930. Maria di Gesù (Marie Deluil Martiny: 1841‐1884). Il cardinale Dechamps, al tempo arcivescovo di Malines‐
Bruxelles, l'ha definita "la Teresa d'Avila del nostro secolo". Siamo nell'Ottocento e Maria Deluil‐Martiny, nata a Marsiglia nel 1841, è a contatto con importanti personalità. Non solo francesi. Il vescovo missionario Daniele Comboni, infatti, quando è in Francia ricorre al suo consiglio. Da giovinetta ha come confessore il Curato d'Ars e a lei si interessa persino Papa Pio IX. Sotto la guida del padre Calage giunge ‐ dopo essersi vo‐
tata alla castità rimanendo in famiglia e aiutando i genitori, i poveri e i sacerdoti missionari ‐ a fondare con alcune consorelle, in Belgio, l'Istituto claustrale delle Figlie del Cuore di Gesù, dedite all'adorazione eucari‐
stica e alla preghiera per le missioni e la santificazione del clero. Prende il nome di Maria di Gesù. Dà vita a due monasteri ad Aix‐en‐Provence e a La Servianne (Marsiglia). Qui il giardiniere del monastero la uccide a colpi di pistola in odio alla fede il 27 febbraio del 1884. È beata dal 1989. Guillaume Hellemons, nacque il 17/04/1810 a Roosendaal (Brabante, Olanda) e morì il 12/12/1884; religio‐
so cistercense, fondatore (nel 1840) insieme con Vincentius J. Huybrechts (1812‐1889) dei Fratelli di San Lui‐
gi Gonzaga, Broeders van de Hl. Aloysius Gonzaga, che hanno ricevuto il decretum laudis il 09/05/1922 e hanno come scopo l’educazione e istruzione della gioventù e altre opere di apostolato, affidate dalle autorità ecclesiastiche. Luigi Scrosoppi, beato: nacque il 04/08/1804 a Udine e morì il 03/04/1884 (alla vigilia della nascita di Gia‐
como Alberione!) nella medesima città; entrato tra i Filippini di Udine, nel 1845 fondò le Suore della Provvi‐
denza di Gorizia; venne beatificato da Giovanni Paolo II il 04/10/1981; la sua festa ricorre il 05/10. Marie‐Theodore Ratisbonne nacque il 28/12/1802 a Strasburgo da una famiglia ebrea non praticante. Dopo avere completato gli studi scoprì la Bibbia che lesse tutta d’un fiato. Il sabato santo del 1827 Luisa Humann, l’anziana signorina “madre spirituale” del suo professore di filosofia, gli amministrò segretamente il batte‐
simo e gli diede poi una formazione cristiana tale che già nel 1830 Marie Théodore poté essere ordinato sa‐
cerdote. Insegnò a Strasburgo e a Parigi, dove fu cappellano delle Figlie della Carità. Nel 1842 suo fratello Alfonso ebbe una famosa visione della Madonna nella chiesa romana di sant’Andrea delle Fratte, si convertì e divenne gesuita, ma poi lasciò la Compagnia di Gesù per unirsi a Théodore Marie. Questi, infatti, si era deciso proprio dietro sua sollecitazione ad aprire a Parigi nel 1843 un catecumenato per bambini ebrei: fu quello l’inizio delle Suore di Nostra Signora di Sion, le quali si propongono di «testimoniare con la vita e con l’attività la fedeltà a Dio e al suo amore per il popolo ebreo». Marie‐Theodore Ratisbonne morì il 10/01/1884 a Parigi. Santi e beati nati nel 1884 o in anni vicini: Egidio Giovanni Battista Laurent, fratello laico dei Canonici Regolari Lateranensi, vissuto dal 12/09/1884 al 30/12/1941: il 14/05/1991, Giovanni Paolo II ha approvato il decreto sulla eroicità delle sue virtù. Cfr. la biografia pubblicata da FAUSTO VALLAINC, Egidio Giovanni Laurent, l’uomo del servizio, Ed. Paoline 1987, pp. 128 Giovanni Domenico Minozzi nacque il 18/10/1884 a Preta di Amatrice (Rieti) e morì l’11/11/1959 a Roma. Ordinato sacerdote nel 1908, collaborò con p. Giovanni Semeria, p. Giovanni Genocchi e Giulio Salvadori; fu cappellano militare volontario durante la campagna di Libia nel 1911 e durante la prima guerra mondiale nel 1915‐18; nel 1931 fondò la Famiglia dei Discepoli. José Julio Maria Matovelle Maldonado nacque l’08/09/1852 a Cuenca (Ecuador) e morì ivi il 18/06/1929. Nel 1884 fondò la Congregazione dei Missionari Oblati dei Cuori SS. di Gesù e Maria o Congregación de Mi‐
sioneros Oblatos de los Corazones Santísimos de Jesús y María, o Congregazione dei Missionari Oblati dei Cuori SS. di Gesù e Maria. Istituti religiosi fondati (o con vicende significative) nel 1884 o in anni vicini al 1884: La beata Teresa Eustochio Verzeri nacque il 31/07/1801, figlia primogenita di una famiglia aristocratica di Bergamo. Dopo avere chiesto invano di entrare tra le Benedettine nel 1831, uscì dal monastero per fondare le Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Nel giovedì santo compì un gesto inequivocabile, imprimendosi sul petto con un ferro infuocato il nome di Gesù e il simbolo del Sacro Cuore. Grazie alla sua intraprendenza ed entu‐
siasmo (che coinvolse anche tre sue sorelle e persino sua mamma quando rimase vedova) e col sostegno del fratello, che nel 1850 venne nominato vescovo di Brescia, il suo istituto ottenne grandi riconoscimenti e si sviluppò rapidamente. La Verzeri morì ad appena 51 anni, il 03/03/1852; dichiarata venerabile nel 1883 da Pio IX che l’aveva incontrata personalmente, venne beatificata da Pio XII il 27/10/1946; la sua festa litur‐
gica ricorre il 03/03. Andreas Amrhein (1844‐1927), dopo essere entrato nel 1870 tra i Benedettini di Beuron, nel 1884, per sod‐
disfare la sua vocazione missionaria, fondò la Società di San Benedetto per le Missioni Estere, che poi rice‐
vette l’attuale denominazione di Congregazione Benedettina di Sant’Ottilia, approvata nel 1896; nel 1885 iniziò anche un istituto di suore che poi divennero le Benedettine Missionarie di Tutzing; per motivi di salu‐
te nel 1895 si dimise dalla carica di Superiore generale, ma sopravvisse ancora fino al 29/12/1927, quando morì a St. Ottilien (Baviera, Germania). Dehon Léon‐Gustave, venerabile (1843‐1925): nel 1877 fondò una congregazione che aveva il titolo di Obla‐
ti del Cuore di Gesù: essi ebbero vita breve perché furono soppressi da Roma, ma poterono risorgere già nel 1884 col titolo definitivo di Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù. Divenuto canonico onorario della catte‐
drale di Soissons, Centri dell’interessamento del Dehon continuarono ad essere il mondo dei giovani, gli operai, le parrocchie e le missioni. Scrisse egli stesso molte opere e si impegnò nella stampa cattolica, sia libraria che periodica (fondò la rivista Le Règne du Sacré‐Coeur de Jésus, che ispirò poi l’analoga rivista dei Dehoniani italiani, Il Regno). Venne proclamato venerabile da Giovanni Paolo II l’08/04/1997. Francisco de Paula Vallet Arnau nacque il 14/06/1883 a Barcellona (Spagna) e morì il 13/08/1947 a Madrid. Nel 1928 fondò a Barcellona la Congregazione dei Cooperatori Parrocchiali di Cristo Re, riconosciuti il 23/06/1979 e che hanno come apostolato principale il rinnovamento spirituale delle parrocchie tramite l'e‐
vangelizzazione degli uomini adulti. Il beato Bartolo(meo) Longo fu e rimase laico per tutta la sua vita, anche se si gloriò sempre di essere terzia‐
rio domenicano ed anzi nel 1864, all’indomani della laurea in diritto conseguita all’età di 23 anni, aveva emesso il voto di castità (nel 1885 tuttavia si associò strettamente alla sua vita e alle sue opere benefiche una giovane vedova, la contessa De Fusco, che egli sposò). Tra le varie iniziative da lui attuate per la rinasci‐
ta e il rilancio del Santuario mariano di Pompei, ci fu anche una istituzione religiosa, le Figlie del Rosario di Pompei. Giovanni Paolo II lo ha beatificato il 26/10/1980. William Howard Bishop nacque il 19/12/1885 a Washington (USA). Dopo avere studiato ad Harvard, entrò in seminario a Baltimora; ordinato sacerdote nel 1915, si laureò in teologia nel 1916 e divenne parroco nel 1917. Preoccupato dell’educazione delle famiglie dei contadini, dal 1925 organizzò una Rural Life Conferen‐
ce che ebbe molto successo e nel 1936 pubblicò un suo piano per una società missionaria nelle zone rurali che fu poi la base per la fondazione dei Missionari Domestici, che nacquero nel 1939 anche per interessa‐
mento dell’arcivescovo di Cincinnati. Il Bishop morì l’11/06/1953 a Glendale (Ohio). Joseph Kentenich nacque il 18/11/1885 a Gymnich (presso Colonia, Germania). Fu dapprima membro della congregazione dei Pallottini, presso i quali venne ordinato sacerdote nel 1910. Nel 1912 avviò tra i suoi a‐
lunni una associazione missionaria che nel 1914 venne trasformata in congregazione mariana. Il 18/10/1914 nel santuario della Mater Ter Admirabilis pose la prima pietra della futura opera di Schönstatt; nel 1919 fondò l’Unione apostolica per la formazione di una élite di dirigenti (che l’anno successivo si rivol‐
se anche al ceto femminile), nel 1926 nacque il suo primo istituto secolare, le Sorelle di Maria. Deportato nel campo di concentramento di Dachau nel 1942, vi fondò l’Istituto dei Fratelli di Maria e l’Opera delle Famiglie. Seguirono poi altre istituzioni e l’approvazione dell’Opera di Schönstatt (o Istituto Secolare Padri di Schönstatt, Instituto Secular Padres de Schönstatt), anche se il fondatore fu separato dalla sua creatura e inviato per 14 anni negli Stati Uniti. Nel 1964 l’Opera fu dichiarata separata dai Pallottini e nel 1965 il Ken‐
tenich potè ritornare alla sua testa, dedicandole gli ultimi tre anni della sua vita. Morì infatti il 15/09/1968 a Schönstatt (Vallendar sul Reno). Franz Pfanner, al secolo Wendelin, nacque il 20/07/1825 a Langen, presso Bregenz (Vorarlberg, Austria) e morì il 24/05/1909 nella stazione missionaria di Emmaus (Natal, Repubblica sudafricana). Nel 1885 fondò il monastero trappista e i Missionari di Mariannhill e le Missionarie del Preziosissimo Sangue per l’educazione delle ragazze e delle donne. Théophile Reyn nacque l’08/03/1860 a Beveren‐Waas (nella diocesi di Gent, Belgio) e morì il 18/03/1941 a Bruxelles. Ordinato sacerdote nel 1885 tra i Missionari del Sacro Cuore di Gesù, nel 1894 lasciò la congrega‐
zione in circostanze abbastanza misteriose e in quel momento cominciò a progettare la fondazione della Congregazione dei Missionari degli Operai o Aumoniers du Travail, di cui venne aperta la prima casa nell’ottobre del 1895. Santa Maria Vittoria, in religione Teresa, Couderc nacque il 01/02/1805 a Mas de Sablères (Ardèche, Fran‐
cia) e morì il 26/09/1885 a Fourvière (Lione). Con il p. Etienne Terme fondò la Congregazione della Madon‐
na del Cenacolo. Venne beatificata da Pio XII il 04/11/1951 e canonizzata da Paolo VI il 10/05/1970; la sua memoria liturgica ricorre il 26/09. Julio Maria Matovelle nacque in Ecuador, nella città di Cuenca, l’8 settembre 1852, e morì il 18 giugno 1929. Sacerdote, avvocato, poeta e politico, il 6 ott. 1884 ha fondato la Congregación de Misioneros Oblatos de los Corazones Santísimos de Jesús y María, una Congregazione di diritto diocesano, che ha come scopo le missio‐
ni parrocchiali e la pastorale dei santuari e mediante mezzi di comunicazione. Nel 1882 Mons. Giuseppe Masnini De Cornati fonda a Piacenza le Ancelle del Santuario. Nel 1885 Mons. Daniele Comboni fonda i Figli del Sacro Cuore di Gesù o Comboniani; Prime realizzazioni del progetto del can. Giuseppe Allamano per la fondazione dell'Istituto Missioni Consolata di Torino; Il can. Fi‐
lippo Smaldone fonda a Lecce le Suore Salesiane dei Sacri Cuori. Altri eventi ecclesiali del 1884 (e in anni vicini): Nel 1884 divenne vescovo di Mantova Giuseppe Sarto (Riese, Treviso 1835 ‐ Roma 20 agosto 1914), che 1893 diviene patriarca di Venezia e nel 1903 sale sulla cattedra di Pietro con il nome di Pio X. Proclamato beato nel 1951 e santo nel 1954 da Pio XII. Nel 1884 venne nominato Arcivescovo di Cartagine e Primate di Africa Charles Martial Lavigerie (1825‐
1892), Arcivescovo di Algeri, elevato nel 1882 alla dignità di Cardinale; fondatore dei Missionari d’Africa, detti Padri Bianchi per il colore del loro abito, che colpirono la fantasia dell’adolescente Giacomo, come at‐
testa egli stesso in AD 71. Nel 1884 ci fu il passaggio della Presidenza dell’Opera dei Congressi da Scipione Salvati (1874‐1884) a Mar‐
cellino Venturoli (1884‐1889): sulle rispettive caratterizzazioni e vicende cfr. Dizionario di Storia del Movi‐
mento Cattolico, Marietti 1981, I/2, pp. 338‐340. Interrogato nel 1884 da un giornalista francese sull’avvenire della Chiesa, don Bosco rispose: «Io non sono un profeta. Lo siete invece un po’ tutti voi altri giornalisti. Quindi piuttosto a voi bisognerebbe domandare che cosa accadrà. Nessuno, fuorché Dio, conosce l’avvenire; tuttavia, umanamente parlando, è da credere che l’avvenire sarà grave. Le mie previsioni sono molto tristi, ma non temo nulla. Dio salverà sempre la sua Chiesa, e la Madonna che visibilmente protegge il mondo, saprà far sorgere altri redentori» (Memorie Bio‐
grafiche XVII, 86). In realtà don Bosco, oltre che fondatore dei Salesiani, è stato lui stesso scrittore ed edito‐
re, e anche fondatore, direttamente e indirettamente, di periodici e di case editrici. Nell’ultima parte di questa ricerca daremo ulteriori informazioni e soprattutto riferiremo l’importante circolare del 1885 pro‐
prio sul tema della stampa (cattolica). Nel 1883, viene fondata l’Associazione dell'Adorazione Riparatrice delle Nazioni Cattoliche, a Roma. – Invo‐
cazione «Regina Sacratissimi Rosarii» introdotta nelle Litanie Lauretane. Nel 1884 la S. Congr. dei Riti dà la sua approvazione alla prassi delle SS. Messe Gregoriane; Charles Taze Russell fonda The Watch Tower Bible and Tract Society. Nel 1886, compaiono negli USA i primi movimenti di Pentecostali. d. Contesto politico del 1884 A capo dello Stato italiano (o Regno d’Italia, unificato nel 1861) c’era il re Umberto I, che nel 1878 era suc‐
ceduto al padre Vittorio Emanuele II e che aveva accanto la regina Margherita; Umberto I avrebbe avuto un destino tragico, perché sarebbe morto il 29 luglio 1900 in un attentato provocato a Monza dall'anarchico Gaetano Bresci. Per la politica estera, dal 1882 era stata costituita Triplice alleanza tra Germania, Austria e Italia; nel 1885 l'Italia compì un passo importante nella politica coloniale occupando Massaua; nel 1887 ci fu una spedizione italiana in Abissinia che ebbe un’importante battuta di arresto con la sconfitta di Dogali e nel 1888 ci fu una vera e propria Guerra doganale con la Francia e nel 1889 venne firmato il trattato di Uc‐
cialli tra Italia e Abissinia. Eventi politici del 1884 A Londra viene fondata la Fabian Society – Il generale Charles Gordon arriva a Khartoum di cui inizia l’assedio – Britannici e Portoghesi sottoscrivono il contratto firmato in Congo da Leopoldo II – Il Senato de‐
gli USA accetta l’amministrazione belga del Congo – Thomas Stevens inizia il primo viaggio in bicicletta at‐
torno al mondo (che completa in due anni e nove mesi)– L’Alaska diviene un territorio degli USA – John Lynch è il primo nero eletto presidente di una convenzione repubblicana negli USA – A Berlino viene orga‐
nizzata una Conferenza internazionale per la colonizzazione dell’Africa – L’Italia riconosce come stato indi‐
pendente il Congo di Leopoldo II Le elezioni presidenziali statunitensi del 1884 furono caratterizzate da un elevato livello di diffamazione e acrimonia personale. Il 4 novembre 1884, il Governatore di New York Grover Cleveland sconfisse per un pe‐
lo il Senatore Repubblicano James Gillespie Blaine del Maine e divenne il primo Democratico eletto alla Pre‐
sidenza dall'elezione del 1856, prima della Guerra di secessione americana. New York decise l'elezione, premiando il Governatore Cleveland con i 36 elettori dello Stato con un margine di appena 1047 voti su 1.167.003 espressi. Segnaliamo inoltre: Nel 1882 Triplice Alleanza di Germania, Austria e Italia. Muore Giuseppe Garibaldi. Viene giustiziato G. O‐
berdan. Il governo italiano acquista il territorio di Assab dalla Compagnia Rubattino. Nel 1883 Guerra franco‐cinese. Plechanov fonda il partito socialdemocratico russo. Nel 1884 Agitazioni sociali dei contadini nel mantovano. Suffragio universale in Inghilterra, dove viene fon‐
data pure la Fabian Society. Dittatura di Porfirio Diaz in Messico. Il Camerun diviene protettorato tedesco. Nel 1885 l'esercito italiano occupa Massaua e altri centri eritrei. Costituente del Congresso nazionale India‐
no. Il Congo‐Zaire diviene possesso privato del re del Belgio (‐1908). La Serbia in guerra contro la Bulgaria. Nel 1886, il Kenya diviene colonia inglese. e. Contesto culturale ed economico Opere letterarie e artistiche del 1884: Il fusticino è un racconto di Guy de Maupassant, pubblicato il 7 aprile 1884 sulla rivista letteraria Le Gaulois. Le nozze del monaco (titolo originale in lingua tedesca: Die Hochzeit des Mönchs), romanzo storico scritto da Conrad Ferdinand Meyer. I poeti maledetti è il titolo che Paul Verlaine diede alla sua opera uscita nella sua prima edizione nel 1884 e comprendente alcune tra le migliori opere di Tristan Corbière, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé. Col fuoco e con la spada, di Henryk Sienkiewicz. Le avventure di Huckleberry Finn, di Mark Twain. L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato, di Engels La tessitrice, dipinto di van Gogh. La costa di Monaco, di Monet. Il pomeriggio dei bambini, di Renoir. Sinfonia n° 8, di Anton Bruckner. Manon Lescaut, di Jules Massenet. Nel 1882 circa, Antonio Gaudì cominciò a Barcellona la costruzione della Cattedrale della Sagrada Familia, completata solo recentemente. Nel 1884 il dr. William Price tenta di cremare il corpo del suo bambino Jesus Christ Price e questo crea un precedente legale per la cremazione in Inghilterra – Esce il 1° volume dell’Oxford English Dictionary – La po‐
lizia sequestra tutte le copie del libro di Tolstoj, Ciò in cui credo – Lo Stato del Mississippi istituisce il primo collegio per ragazze – Gli USA adottano lo Standard Time – Prima telefonata a distanza tra Boston e New York – Viene chiusa a Londra la prigione per debitori insolventi – A Chicago viene costruito il primo gratta‐
cielo (dieci piani) – John Harvey Kellogg brevetta I suoi “cereali gonfiati” – La Francia fa omaggio agli USA della Statua della Libertà, che viene collocata nella Bedloe’s Island – Herman Hollerith brevetta la sua mac‐
china calcolatrice – Greenwich viene stabilito come il meridiano di riferimento per il tempo universale – George Eastman brevetta la sua carta per fotografie – John B Meyenberg di St Louis brevetta il latte in pol‐
vere – L'edizione del 1884 del torneo di Wimbledon è la prima in cui partecipano anche le donne ed è con‐
siderata la prima competizione femminile del Grande Slam della storia. Nella finale del singolare femminile si affrontarono due sorelle: Maud e Lillian Watson. Questa coincidenza non si è ripetuta fino agli US Open 2001 quando in finale si incontrarono le sorelle Venus e Serena Williams. Il primo premio per la vincitrice consisteva in un cesto di fiori argentato. Le donne indossavano, rispettando i costumi dell'epoca, pesanti camicie inamidate a maniche lunghe e vestiti che coprivano tutto il corpo; in più tutte indossavano un cap‐
pello. Società fondate nel 1884: La Breitling è un'azienda fondata nel 1884 a Saint‐Imier in Svizzera dall'ingegnere svizzero Leon Breitling con lo scopo di creare cronometri e strumenti per orologiai. La famiglia di gioiellieri italiani Bulgari (il marchio è invece BVLGARI) fu fondata a Roma dall'argentiere gre‐
co originario dei monti dell'Epiro Sotìris Voùlgaris (in greco: Σωτήρης Βούλγαρης) nel 1884. Famosi per i lo‐
ro argenti ad inizio secolo scorso nei primi del novecento sviluppano disegni di gioielli. Il nome "Bulgari" è un adattamento del cognome del fondatore. Edison è una delle più antiche società industriali italiane. Viene formalmente costituita a Milano il 6 gennaio 1884 come Società Generale Italiana di Elettricità Sistema Edison per la produzione e la distribuzione dell'e‐
nergia elettrica, ma Giuseppe Colombo, suo presidente, aveva già costruito nel centro di Milano, nell'ex te‐
atro Santa Radegonda, la prima centrale elettrica europea, che entrò in funzione il 18 giugno 1883, che il‐
luminò i locali della Galleria di Milano, delle strade vicine e il Teatro alla Scala. La Landini è una storica fabbrica di trattori agricoli, fondata a Fabbrico (Reggio Emilia) nel 1884. Negli anni trenta del XX secolo divenne la principale fabbrica di trattori agricoli italiana, superando la FIAT. Attualmen‐
te fa parte del gruppo industriale Argo. La Piaggio & C., o più semplicemente Piaggio, è una casa motociclistica che ha sede a Pontedera (in provin‐
cia di Pisa). È stata fondata nel 1884 da Rinaldo Piaggio e da suo padre a Sestri Ponente (Genova) ed oggi è controllata da IMMSI s.p.a. La Stock Spa è una storica azienda Triestina produttrice di liquori e distillati. Il suo nome è particolarmente legato al brandy Stock 84 che prese il nome dalla data di fondazione dell'azienda, appunto il 1884. Nel 1882 Lionello Stock ed il suo socio Carlo Camis aprono a Trieste, nel rione di Barcola,una distilleria di vini, la distil‐
leria a vapore Camis & Stock, producendo il primo cognac di nome "Medicinal". Camis si ritirò dalla società nel 1906. Nel periodo tra il 1884 ed il 1914 si affianca la produzione di grappa: il primo prodotto viene bat‐
tezzato "Ampea". Negli anni a cavallo tra il 1930 ed il 1935 la gamma di prodotti si arricchisce con il cognac 1884 Fine Champagne, che diventerà poi il famoso "Stock 84", e con i liquori cherry e maraschino. Nel 1977: un spot dello Stock 84 con Raffaella Carrà chiude insieme ad altri l'epoca di Carosello. Qualche anno prima, nello stesso format, uno sconosciutissimo Silvio Berlusconi compariva nello spot nel ruolo di un cli‐
ente di bar. Victorinox è un'impresa svizzera con sede a Ibach, nel cantone di Svitto. È famosa per la fabbricazione ed esportazione in tutto il mondo del coltellino svizzero multifunzionale. La fabbrica di coltelli è stata fondata nel 1884 da Karl Elsener. Fin dal 1891 è fornitrice per l'esercito Elvetico del "coltello del soldato" (Swiss Army Knife) che viene consegnato a tutti i militi. Segnaliamo inoltre: Nel 1882 Robert Koch scopre il bacillo della tubercolosi. – Inaugurazione della Galleria del San Gottardo. – Viene costituita in Italia la Società degli Autori (riconosciuta come ente morale nel '91) – Congresso interna‐
zionale di canto liturgico, ad Arezzo. Periodici fondati nel 1882: Analecta Bollandiana, a Bruxelles; L'Avvisatore Marittino, a Genova Il Biellese, a Biella; Il Corriere di Torino, poi Corriere Nazionale; Il Crociato, a Napoli (fino all'84) – Gazzetta d’Alba – L'O‐
peraio Ligure, a Genova. Nel 1883, Le avventure di Pinocchio, di Collodi, edite in volume – L'isola del tesoro, di R.L. Stevenson. – Di‐
sco di Nipkow (che sta alla base della TV). – Agenzia d'informazioni United Press a New York. – Il New York World, di Joseph Pulitzer, inaugura la stampa «sensazionale» in America. Periodici fondati nel 1883: Libertà, a Piacenza. – Associazione San Carlo per la diffusione della buona stam‐
pa, di S. Leonardo Murialdo, a Torino; La Croix della Maison de la Bonne Presse a Parigi; Le Patriote, in Bel‐
gio, dei fratelli Victor e Louis Jourdain (nel '93 ha 150.000 copie; nel 1976, 140.000 in 5 ediz.; durante la dominazione tedesca s'intitola La Libre Belgique). Nel 1884 il tedesco Dahl perfeziona la fabbricazione della carta dalla pasta di legno; Ottmar Mergenthaler mette a punto la linotype; L.E. Watermann brevetta la penna stilografica; The Royal Feast of Belshazzar, una satira di Walt Mc Dougall contro James G. Blaine, è il primo cartoon conosciuto su giornali; Prima parti‐
ta di bridge a Londra; Automobile Bernardi di Padova. Nel 1884, Casa ed. Libreria Editrice Queriniana a Brescia presso l'Istituto Artigianelli; Messbuch der heiligen Kirche (= Messalino della santa Chiesa) curato dal monaco di Beuron Anselm Schott (che raggiunge le 100.000 copie nel 1906); Analecta Ordinis Minorum Capuccinorum; The Catholic Herald, in Inghilterra; l'e‐
diz. scozzese è intitolata The Glasgow Observer; Gazzetta di Foligno, a Foligno (Perugia); Memorie Domeni‐
cane, a Firenze; La Sveglia, a Chiavari (Genova); L'Operaio Cattolico, a Modena; Il Rosario e la nuova Pom‐
pei. Nel 1885 Bel Ami, di Guy de Maupassant. Nel 1885, Trasformatore elettrico di W. Stanley, USA; Motocicletta di E. Butler, Inghilterra; Bottiglia sotto vuoto, di J. Dewar, Scozia; Macchina di George Eastman per fabbricare carta per fotografie; Nel 1885 Casa ed. Carish, a Milano; Il Resto del Carlino, a Bologna (20 mar.). – Versione del Nuovo Testa‐
mento dai testi originali di Ch. Crampon. – L'Antischiavismo, a Roma. – La Vedetta, a Napoli. Nel 1886, Manifesto dell'arte simbolica, del poeta francese Jean Moréas. – Convenzione di Berna per il di‐
ritto d'autore, per la tutela delle opere dell'ingegno (letterarie, artistiche e scientifiche); approvata di nuovo nel 1971 a Parigi, vi aderiscono 72 Stati e viene amministrata dall'OMPI (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale). Nel 1886, Ventilatore elettrico di S. Wheeler. – Chichester Dell e Charles Summer Tainter fabbricano negli USA il primo fonografo a cilindro. – Prima linotype utilizzata dal New York Tribune. Nel 1886, Casa ed. Cinegetica «Il Cacciatore Italiano», a Milano. – Casa ed. Leo s. Olschki, a Firenze. – La Giustizia, a Reggio Emilia, poi a Milano (1922), soppressa ('25) e rinata a Roma ('50). – Il Secolo XIX, a Geno‐
va. – Brixener Chronik, a Bressanone (BZ). – Divus Thomas, dei Domenicani, a Friburgo. – Il Fiore d'Italia, ad Alba, tip. Sansoldi, dir. Giovanni De Cecco. – Lega Lombarda, a Milano, di mons. Locatelli; nel 1907 si fonde con L'Osservatore Cattolico e ne nasce l'Unione. f. Personaggi Wikipedia elenca nella Categoria «Morti nel 1884» 179 personaggi: molti di essi sono ben poco noti e quin‐
di è superfluo elencarli tutti, ma tra di essi si possono ricordare almeno i seguenti: Edoardo Arborio Mella Giuseppe Barellai Luigi Maria Bilio Giuseppe De Nittis Raffaele De Nobili Maria di Gesù Deluil‐Martiny Antoine Demay Paul Lacroix Felice Le Monnier Leopoldo di Sassonia‐Coburgo‐Gotha Karl Richard Lepsius Leopardo Martinengo Giuseppe Massari Gregor Mendel Paolo Mercuri Giuseppe Pardini Giambattista Pertile Alphonse Marie Ratisbonne Théodore Marie Ratisbonne Paolo Sacchi Federico Salomone Luigi Scrosoppi Quintino Sella Francesco Maria Serra Paolo Silvani Bedřich Smetana Nicola Zanichelli Wikipedia elenca nella Categoria «Nati nel 1884» ben 453 personaggi (tra cui il “nostro” Don Alberione): si possono ricordare almeno i seguenti: Kalle Aalto Giacomo Alberione Roberto Almagià Luigi Almirante Vincenzo Arangio‐Ruiz Vincent Auriol Giuseppe Cesare Balbo Henri Bellocq Tullio Benedett Adriano Bernareggi Giorgio Treves de' Bonfili Lyda Borelli Francesco Borgongini Duca Rudolf Bultmann Carlo Calcaterra Emilio Cecchi Ettore Cozzani Georges Duhamel Carlo Erba (pittore) Fabio Filzi Giulio Facibeni Enrico Dante Harrison Ford (1884‐1957) Étienne Gilson Corrado Govoni Theodor Heuss E. A. Mario Giovanni Minozzi Amedeo Modigliani Fernando Palazzi Ettore Petrolini Adeodato Giovanni Piazza Tina Pica Auguste Piccard Alberto Pirovano Eleanor Roosevelt Hermann Rorschach Pirro Scavizzi Renato Serra Eugène Tisserant Harry Truman Hugh Walpole Attori e attrici e personaggi dello spettacolo nati nel 1884: Tina Pica (+1968) Febo Mari (+1939) Ettore Petrolini (+1936) Robert J. Flaherty (+1951) Walter Huston (Hougston; +1950) Emil Jannings (Janenz; + 1950) Giovacchino Forzano (+1970) Harry Langdon (+1944) Werner Krauss (+1959) Lyda Borelli (+1959) Sigfried Ruman (+1967) André Deed (+1938) S. Z. Sakall (+1955) Giovanni Barrella (+1967) Charles Winninger (+1969) Emilio Cecchi (+1966) g. Due circolari (del 1884 e del 1885) di san Giovanni Bosco Il 10 maggio 1884 san Giovanni Bosco inviò una importante «Lettera da Roma» che è piuttosto severa nel descrivere la situazione degli Oratori che non erano più come prima del 1870 (cfr. http://www.elledici.org/‐
educazione/cari_figliuoli.php). Ma qui sembra più stimolante riferire un brano significativo della lettera dell’anno successivo, ossia la Circolare ai Salesiani per la diffusione dei buoni libri, del 19 marzo 1885, ri‐
prodotta per intero in S. Giovanni Bosco,Scritti sul sistema preventivo nell'educazione della gioventù, La Scuola, Brescia 1965, pp. 599‐603 (cfr. una sintesi in L. Giovannini in La Domenica 19 mar. 1985). Don Bosco, oltre che fondatore dei Salesiani, è stato scrittore ed editore, e anche fondatore, direttamente e indirettamente, di periodici e di case editrici. Opportunamente perciò il 24 maggio, festa di Maria SS. Au‐
siliatrice, del 1946 papa Pio XII lo ha proclamato principale celeste Patrono presso Dio della Società degli Editori Cattolici d'Italia. Recentemente, questa sua attività è stata così sintetizzata: «Zelo, creatività, lungi‐
miranza e molte altre qualità contraddistinguono il coraggio apostolico di Don Bosco. Coraggio che seppe trasformare in imprenditorialità. Ma si tratta di una imprenditorialità tutta speciale e originale messa a ser‐
vizio di Dio e dei giovani. Egli fu infatti anche legatore, tipografo, stampatore, giornalista, scrittore, editore, ecc. Ogni sua iniziativa editoriale non si caratterizzò per i fini del profitto ma per il servizio efficace e mo‐
derno dei giovani e della Chiesa. Per raggiungere questo scopo Don Bosco non si preoccupò mai di spende‐
re troppo per essere all’avanguardia. Il “commercio” che voleva trattare era quello delle anime: “Da mihi animas caetera tolle”. Il “caetera”, il “resto” era funzionale al suo obiettivo di evangelizzazione ed educa‐
zione della gioventù. Sognò anche questo: “Vedrete, avremo una tipografia, due tipografie, 10 tipografie!”. Vedrete! Nessuno allora lo prese sul serio. Un’altra delle sue stravaganze che indicava un suo piano preciso, un suo obiettivo già ben chiaro e delineato, una realtà da rendere tale nel giro di poco tempo. Nel 1884, all’esposizione universale di Torino, si presentò con uno stand attrezzatissimo che mostrava il ciclo comple‐
to della produzione editoriale: dalla carta alla stampa. Fu tra i più visitati e premiati. Ma qual è il pensiero di Don Bosco sull’editoria? Ecco una sintesi ancora valida per il nostro tempo: 1. Stampa e editoria sono un servizio importante e insostituibile per la missione giovanile e popolare. 2. Pro‐
mozione editoriale aggiornata e all’avanguardia popolare ma di qualità. 3. Editoria come servizio alla Chiesa per l’evangelizzazione e la promozione umana e culturale nella specificazione preferenziale dell’educazione. 4. Editoria come strumento alla formazione integrale, spirituale e umana, del giovane, e quindi varietà di produzione incarnata nell’oggi dell’uomo. 5. Preparazione del personale salesiano per assumere responsa‐
bilità editoriali. 6. Professionalità e esclusione dell’improvvisazione e pressappochismo. 7. Coinvolgimento di quante più forze sono possibili. 8. Promozione dello scambio e delle collaborazioni. Prima di essere editore, Don Bosco fu autore. Scrisse su temi di agiografia, storia sacra e ecclesiale, Educa‐
zione, Religione, formazione generale. Gli scritti stampati di Don Bosco sono 1174. Ma fu anche giornalista. Fondò il Bollettino Salesiano nel 1877 e vi scrisse fino alla sua morte. Il Bollettino Salesiano fu inteso da Don Bosco, e continua a essere così concepito, come strumento per unire e incoraggiare la gente di buona vo‐
lontà nella promozione e diffusione del bene. Per questo ebbe una idea molto “alta” della stampa (libraria e periodica) come disse con molta enfasi in una lettera circolare del 1885 che riporteremo in larga parte alla fine di questa “ricerca”. LA DIFFUSIONE DEI BUONI LIBRI PER LA GLORIA DI DIO E LA SALVEZZA DELLE ANIME Carissimi figlioli in G. C. [...] desideroso di vedervi ogni giorno più crescere in zelo ed in meriti al cospetto di Dio, non lascerò di suggerirvi di quando in quando i vari mezzi che io credo migliori, onde possa riuscire sempre più fruttuoso il vostro ministero. Fra questi quello che io intendo caldamente raccomandarvi, per la gloria di Dio e la salute delle anime, è la diffusione dei buoni libri. Io non esito a chiamare Divino questo mezzo, poiché Dio stesso se ne giovò a rigenerazione dell'uomo. Furono i libri da Lui ispirati che portarono in tutto il mondo la retta dottrina. Esso volle che in tutte le città e in tutti i villaggi della Palestina ve ne fossero copie e che ogni sabato se ne faces‐
se lettura nelle religiose assemblee. Sul principio questi libri furono patrimonio solamente del popolo Ebre‐
o, ma, trasportate le tribù in cattività, nell'Asia e nella Caldea, ecco la Santa Scrittura venire tradotta in lin‐
gua siro‐caldaica e tutta l'Asia centrale possederla nel proprio linguaggio. Prevalendo la potenza Greca, gli Ebrei portarono le loro colonie ili ogni angolo della terra e con esse si moltiplicarono all'infinito i Libri Santi; e i Settanta, colla loro versione, arricchirono con questi anche le biblioteche dei popoli pagani, sicché, gli oratori, i poeti. i filosofi di quei tempi attinsero dalla Bibbia non poche verità. Iddio, principalmente con i suoi scritti ispirati, preparava il mondo alla venuta del Salvatore. Tocca adunque a noi imitare l'opera del Celeste Padre. I libri buoni, diffusi nel popolo, sono uno dei mezzi atti a mantenere il regno del Salvatore in tante anime. I pensieri, i principi, la morale di un libro catto‐
lico sono sostanziati dai libri e dalla tradizione Apostolica. Sono tanto più necessari in quanto che l'empietà e l'immoralità oggigiorno si attiene a quest'arma per fare strage nell'ovile di Gesù, Cristo, per condurre e per trascinare in perdizione gli incauti e i disobbedienti. Quindi è necessario opporre arma ad arma. Ag‐
giungete che il libro se da un lato non ha quella forza intrinseca della quale è fornita la parola viva, da altro lato presenta vantaggi in certe circostanze anche maggiori. Il buon libro entra persino nelle case ove non può entrare il sacerdote, è tollerato anche dai cattivi come memoria e come regalo. Presentandosi non ar‐
rossisce, trascurato non s'inquieta, letto insegna verità con calma, disprezzato non si 1agna e lascia il rimor‐
so che talora accende il desiderio di conoscere la verità: mentre esso è sempre pronto ad insegnarla. Talora rimane polveroso sopra un tavolino o in una biblioteca. Nessuno pensa a lui. Ma viene l'ora della solitudine, o della mestizia, o del dolore, o della noia o della necessità di svago o dell'ansia dell'avvenire, e questo ami‐
co fedele depone la sua polvere, apre i suoi fogli e si rinnovano le mirabili conversioni di S. Agostino, del Beato Colombino e di S. Ignazio. Cortese coi paurosi per rispetto umano si intrattiene con essi senza dare sospetto a veruno; famigliare coi buoni è sempre pronto a tenere ragionamento: va con essi in ogni istan‐
te., in ogni luogo. Quante anime furono salvate dai libri buoni. quante ore preservate dall'errore, quante incoraggiate nel bene. Chi dona un libro buono, non avesse altro merito che destare un pensiero di Dio, ha già acquistato un merito incomparabile presso Dio. Eppure quanto di meglio si ottiene. Un libro in una fa‐
miglia, se non è letto da colui a cui è destinato o donato, è letto dal figlio o dalla figlia, dall'amico o dal vici‐
no. Un libro in un paese talora passa nelle mani di cento persone. Iddio solo, conosce il bene che produce un libro in una città, in una biblioteca circolante, in una società di operai, in un ospedale, donato come pe‐
gno di amicizia. Né bisogna temere che tale libro possa essere da certuni rifiutato perché buono. Al contra‐
rio, un nostro confratello. tutte le volte che a Marsiglia andava sui moli di quel porto. recava sue provviste di libri buoni da regalare ai facchini, agli artigiani, ai marinai. Or bene, questi libri furono accolti con gioia e riconoscenza, e talora erano letti subito con viva curiosità. Premesse queste osservazioni e omessene molte altre [...], vi pongo sott'occhio le ragioni per cui dove‐
te essere animati a procurare con tutte le forze e con tutti i mezzi la diffusione dei buoni libri non solo come Cattolici, ma specialmente come Salesiani: 1. Fu questa una fra le precipue imprese che mi affidò la Divina Provvidenza, e voi sapete come io do‐
vetti occuparmene coli instancabile lena, non ostante le mille altre mie occupazioni. L'odio rabbioso dei nemici del bene, le persecuzioni contro la mia persona mi mostrarono come l'errore vedesse in questi libri liti un formidabile avversario e per ragione contraria un'impresa benedetta da Dio. 2. Infatti la mirabile diffusione di questi libri è un argomento per provare l'assistenza speciale di Dio. In meno di trent'anni sommano circa a venti milioni i fascicoli o volumi da noi sparsi tra il popolo. Se, qualche libro sarà rimasto trascurato. altri avranno avuto ciascuno un centinaio di lettori, e quindi il numero di colo‐
ro ai quali i nostri libri fecero del bene si può credere con certezza di gran lunga maggiore, del numero dei volumi pubblicati. 3. Questa diffusione dei buoni libri è tra gli scopi principali della Congregazione, come recita il paragra‐
fo primo delle nostre Regole di Salesiani: « Si adopereranno a diffondere buoni libri nel popolo, usando tutti quei mezzi che la carità cristiana inspira. Con le parole e cogli scritti cercheranno di porre un filtro all'em‐
pietà ed all'eresia che in tale guisa tenta di insinuarsi fra i rozzi e gli ignoranti. A questo scopo devono indi‐
rizzarsi le prediche, le quali di tratto in tratto si tengono al popolo, i tridui, le novelle e la diffusione dei buoni libri ». 4. Perciò fra questi libri che si devono diffondere io propongo di tenerci a quelli, che hanno fama di es‐
sere buoni, morali e religiosi e si devono preferire le opere uscite dalle nostre tipografie, sia perché il van‐
taggio materiale che ne proverrà si muti carità col mantenimento di tanti nostri poveri giovani, sia perché le nostre pubblicazioni tendono a formare un sistema ordinato, che abbraccia su vasta scala tutte le classi che formano l'umana società. Non mi soffermo su questo punto: piuttosto con vera compiacenza vi accen‐
no una classe sola, quella dei giovanetti, alla quale sempre ho cercato di far del bene non solo colla parola viva, ma colle stampe. [...] Non vi dico che io abbia raggiunto il mio ideale di perfezione, vi dirò bensì che a voi tocca coordinarlo in modo, che sia completo in tutte le sue parti. Vi prego e vi scongiuro dunque di non trascurare questa parte importantissima della nostra missione. Incominciatela non solo fra gli stessi giovanetti che la Provvidenza vi ha affidati, ma colle vostre parole e col vostro esempio fate di questi altrettanti apostoli della diffusione dei buoni libri. Al principio dell'anno gli alunni, specialmente i nuovi, si accendono di entusiasmo alla proposta di que‐
ste nostre associazioni, tanto più vedendo che si tratta di corrispondere con una esigua somma. Procurate però che siano spontanee e non in qualsivoglia modo imposte le loro adesioni, e con ragionate esortazioni inducete i giovani ad associarsi, non solo in vista del bene che questi libri faranno, ad essi, ma anche riguar‐
do al bene che con questi possono fare agli altri, mandandoli a casa di mano in mano che sono pubblicati al padre, alla madre, ai fratelli, ai benefattori. Eziandio i parenti poco praticanti la religione restano commossi a questo ricordo di un figlio, di un fratello lontano, e facilmente si inducono a leggere il libro, se non altro, per curiosità. Procurino però che queste spedizioni non prendano mai l'aspetto di predica o di lezione ai pa‐
renti. ma sempre e solo di caro dono e di affettuosa memoria. Ritornati poi a casa, col regalarli agli amici, con il prestarli ai parenti, col darli per compenso di qualche servigio, col cederli al parroco, pregando che li distribuisca, col procurare nuovi associali, si sforzino di accrescere i numeri delle loro opere buone. Persuadetevi, o cari miei figlioli che simili industrie attireranno su di voi e sui nostri fanciulli le benedi‐
zioni più elette del Signore. 
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Don Luigi GIOVANNINI