PROVINCIA DI CAGLIARI
PROVINCIA DE CASTEDDU
RASSEGNA STAMPA 5 OTTOBRE
Prime pagine
Taccuino avvenimenti
Provincia di Cagliari
Cronaca e politica regionale
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La rassegna stampa è stata ultimata alle ore 7.50
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TA C C U I N O AV V E N I M E N T I D I O G G I
Proseguono i lavori del 65* congresso della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale
"Dall'attesa all'iniziativa: costruiamo il cambiamento" (Santa Margherita di Pula - Forte Village ore 9)
- Il ministro dell'Interno Roberto Maroni partecipa a un vertice sulla sicurezza degli
amministratori locali promosso del presidente della Regione Ugo Cappellacci alla presenza del
presidente dell'Anci (Cagliari - Villa Devoto - via Oslavia - ore 10)
- Conferenza stampa del gruppo Tecnocasa sul mercato immobiliare e creditizio in Sardegna
(Cagliari - Hotel Holiday Inn - via Umberto Ticca - ore 10.30)
- L'assessore all'Energia della Provincia di Nuoro presenta alla stampa le due giornate di
promozione del progetto comunitario Biomass (Nuoro - Sala Arco Latino - Provincia - ore 10.30)
- Gli assessori alle Politiche sociali e allo sport del Comune di Cagliari presentano alla stampa la
sesta edizione della manifestazione "CagliariInForma 2010" dedicata alla salute, alla prevenzione e
alle attivita' motorie (Cagliari - ex sala Giunta - Municipio - via Roma, 145 - ore 11)
- Il ministro dell'Interno Roberto Maroni partecipa a un incontro tecnico del coordinamento della
forze di polizia. Al termine conferenza stampa (Cagliari - Prefettura - piazza Palazzo - ore 11)
- Riprendono i lavori del Consiglio regionale con gli stati generali sulle riforme istituzionali
(Cagliari - sala Consiglio regionale - via Roma, 25 - ore 12)
- Iniziano i lavori del simposio internazionale "Stati vegetativi: medicina, etica e filosofia a
confronto" promosso dalla federazione regionale degli Ordini dei medici della Sardegna (Oliena Su Gologone Resort - ore 15)
- L'arcivescovo di Cagliari Giuseppe Mani celebra la messa inaugurale dell'Anno accademico
2010/2011 della Pontificia Facolta' teologica della Sardegna e degli Istituti superiori di scienze
religiose di Cagliari, Sassari e Tempio-Ampurias a essa collegati. Segue il discorso di apertura del
nuovo anno accademico del preside della Facolta' Maurizio Teani (Cagliari - Chiesa Cristo Re - ore
16.30; Aula magna via Sanjust 13)
- "Fra tram e metropolitana" e' il tema della tavola rotonda promossa da Urban Center e Radio
Press per discutere del futuro della mobilita' collettiva di Cagliari e dell'area vasta (Cagliari - sala
Search - sottopiano Municipio - Largo Carlo Felice - ore 17.30)
- Si riunisce il Consiglio comunale di Quartu (Quartu - sala consiliare Municipio - via Eligio
Porcu - ore 18)
- Si riunisce il Consiglio comunale di Cagliari (Cagliari - aula consiliare Comune - via Roma, 145
- ore 18.15)
TACCUINO AVVENIMENTI DI CULTURA E SPETTACOLO
- Incontro con Luciano Mura, docente di Storia contemporanea all'Universita' di Cagliari, in
occasione della presentazione del suo libro "Il caso del croato morto ucciso" (Sassari - aula
Umanistica - Facolta' di lettere - via Zanfarino - ore 18)
- "Serata al parco" organizzata dall'editore Carlo Delfino e dal direttore della Banca di Sassari
Gianni Porcu. In programma il concerto del pianista Andrea Boccaletti e la conferenza "Giovanni
Antonio Sanna, l'uomo di Montevecchio: la vita pubblica e privata del piu' importante industriale
minerario dell'Ottocento" a cura di Paolo Fadda (Sassari - Parco di Monserrato - via Budapest - ore
18.30)
- Prosegue con la proiezione del film "Il corridoio della paura" di Samuel Fuller la rassegna
cinematografica "Lo schermo dell'inconscio. Viaggio tra cinema e psichiatria" organizzato dalla
Cineteca Sarda (Cagliari - salone Societa' Umanitaria - viale Trieste 126 - ore 20.30)
- Concerto dell'ensemble "The Philippine Madrigal Singers" diretto da Mark Antony Carpio per il
XIX Festival internazionale di musica vocale "Concordia Vocis" organizzato dal Cum-Centro
universitario musicale (Alghero - Cattedrale di Santa Maria - ore 21)
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- Quarta serata della rassegna "Voci di donna" organizzata dalla cooperativa Teatro e/o Musica. In
programma "Donne a piu' voci", mini rassegna di monologhi al femminile sul tema dell'abbandono,
con Virginia Barrett, Patrizia Longo, Teresa Soro ed Eva Robin's (Sassari - Palazzo di Citta' - ore
21)
- La proiezione dei film "Coincidenze" di Gabriele Paoli e "18 anni dopo" di Edoardo Leo
inaugura la seconda edizione del "Maya film festival" promosso dalla cooperativa Maya Inc di
Quartucciu (Cagliari - Teatro Alkestis - via Loru 31 - ore 21) (AGI) Sol/Cog
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TACCUINO AVVENIMENTI DI OGGI
- 10.00 - CAGLIARI - Sede Presidenza Regione, Villa Devoto Visita del ministro dell'Interno
Roberto Maroni per esaminare situazione ordine pubblico nell'Isola.Riunione continuerà
successivamente in Prefettura
- 10.00 - OLBIA - Viale Romagna, fronte Csl Conferenza stampa Unione sindacale di base (Usb) su
vertenza Csl e Cesil.
- 10.30 - NUORO - Sede Provincia Conferenza stampa presentazione progetto comunitario
"Biomass" in programma il 7 e 8 ottobre.
- 10.30 - CAGLIARI - Hotel Holiday Inn, via Umberto Ticca Conferenza stampa Tecnocasa su
andamento mercato immobiliare e creditizio in Sardegna.
- 11.00 - CAGLIARI - Ex sala Giunta, via Roma 145 Conferenza stampa presentazione 6/a edizione
della manifestazione "CagliariInForma 2010".
- 12.00 - CAGLIARI - Consiglio regionale Riunione Consiglio regionale aperto a istituzioni locali,
sindacati, imprenditoria, cultura (Stati generali) per discutere su riscrittura Statuto sardo.
- 15.00 - OLIENA - Su Gologone Resort Simposio internazionale di bioetica sul tema "Lo stato
vegetativo: dilemmi etici, filosofici, legali".
- 17.30 - CAGLIARI - Facoltà Teologica, via Sanjust 13 Inaugurazione anno accademico Pontificia
Facoltà Teologica della Sardegna.
- 18.00 - QUARTU S.E. - Aula consiliare Comune, via Eligio Porcu Riunione Consiglio comunale.
- 18.15 - CAGLIARI - Aula consiliare Comune, via Roma 145 Riunione Consiglio comunale.
- 18.30 - MONSERRATO - Parco, via Budapest Prende il via la manifestazione "Serata al parco"
con un concerto e una conferenza sul tema "Giovanni Antonio Sanna, l'uomo di Montevecchio".
- 20.00 - CAGLIARI - Cineteca sarda, viale Trieste 126 Prosegue rassegna cinematografica "Lo
schermo dell' inconscio. Viaggio tra cinema e psichiatria" con la proiezione del film "Il corridoio
della paura".
- 21.00 - ALGHERO - Cattedrale S. Maria 19/a edizione del Festival internazionale di musica
vocale "Concordia Vocis" con il concerto dell'ensemble The Philippine Madrigal Singers, diretta dal
maestro Mark Anthony Carpio. Calcio: Serie A, Cagliari-Sampdoria.
- 21.00 - SASSARI - Teatro Civico Quarto appuntamento rassegna teatrale e musicale "Voci di
donna" organizzata dalla coop. Teatro e/o Musica con lo spettacolo "Donne a più voci" con Eva
Robin's, Virginia Barret, Teresa Soro e Patrizia Longo. (ANSA).
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Provincia Tra maggioranza e opposizione
Taglio dei voli low cost, scontro in Consiglio
L'accordo sembrava raggiunto, ma sul documento del Consiglio provinciale relativo alla crisi dello
scalo aeroportuale di Cagliari e al taglio dei voli low cost a partire dai prossimi mesi, in aula, si è
scatenata la guerra tra maggioranza e opposizione. Il testo era stato scritto venerdì dai capigruppo,
ma si era deciso di rimandare la votazione perché in aula, pur essendoci il numero legale, c'erano
pochi consiglieri.
Ieri, invece, la maggioranza che sostiene il presidente Graziano Milia ha presentato un nuovo
documento dai contenuti simili dove però mancava il periodo riferito a Milia nel quale si afferma
che «se ne condivide l'operato». Una modifica che l'opposizione ha interpretato come un
atteggiamento di sfiducia nei confronti del presidente da parte della sua maggioranza, tanto che
Mario Fadda (Udc) ha presentato un emendamento per aggiungere il concetto di «condivisione»
dell'operato di Milia. Il centrosinistra, invece, ha ribadito la fiducia a Milia e la condivisione della
sua linea politica, dichiarando che la battaglia sulla frase eliminata altro non era che una
strumentalizzazione politica voluta dalla minoranza.
LO SCONTRO In aula si è quindi scatenata la guerra: «Noi chiediamo un documento politico, non
gazzosa», ha tuonato Piergiorgio Massidda (gruppo Massidda presidente, area Pdl), «voi state
sfiduciando il presidente e manca un atto programmatico di tipo politico, che costituisca l'indirizzo
per il lavoro delle commissioni». Gli ha replicato Rita Corda (Pd), promotrice del secondo
documento: «La fiducia al presidente Milia non è in discussione. Respingo la strumentalità politica
su un argomento su cui è necessario riflettere e approfondire», ha detto in riferimento alla prima
bozza. Concetto ribadito anche da Massimo Pusceddu (Pd): «Nessuno ha messo in discussione la
fiducia a Milia». A fine seduta, Emanuele Armeni ha attaccato Massidda: «Ci ha fatto perdere due
sedute con il suo ostruzionismo, dichiarando alla fine che il suo stesso documento era gazzosa,
facendoci perdere tempo prezioso». La polemica si è sedata quando l'assemblea, presieduta da
Alessandro Sorgia, ha votato e approvato tutti e tre i documenti, anche con i voti della maggioranza.
( n. p. )
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trasporti L'ad conferma l'interesse
Il fondo F2i punta al 40 per cento dello scalo di Elmas
Il gruppo Ferrovial ha ceduto il 65% di Gesac (la società di gestione dell'aeroporto Capodichino di
Napoli) al fondo F2i guidato da Vito Gamberale. Con questa operazione, che risale a qualche giorno
fa, il fondo infrastrutturale ha fatto il suo ingresso nel settore aeroportuale, e nella strategia
rientrano anche lo scalo cagliaritano e quello di Genova.
L'OPERAZIONE Il valore totale dell'accordo per Capodichino (il terzo tra gli aeroporti regionali
italiani dopo Venezia e Catania) è di 150 milioni di euro. L'acquisto comprende anche il 54% di
Software Design, società specializzata nel software per aeroporti. La chiusura definitiva
dell'operazione è subordinata a due condizioni. Da una parte si attende il nulla osta dell'Antitrust e
dall'altra si aspetta che passino i termini entro cui gli enti locali (Comune e Provincia presenti nel
capitale azionario della società) esercitino il diritto di prelazione. L'operazione, che ha visto
Mediobanca in qualità di advisor di Ferrovial (che controllava Gesac attraverso Baa), sarà finanziata
dalle linee di credito del Monte dei Paschi, della Banca Imi, del Centrobanca e della Hsbc Bank.
CAGLIARI Ma il disegno del Fondo F2i non si ferma all'aeroporto campano. L'operazione rientra
infatti in un disegno «di razionalizzazione degli scali regionali italiani» che, secondo quanto
dichiarato dall'amministratore Vito Gamberale nei giorni scorsi, sarebbe composto da troppi scali,
spesso in concorrenza tra loro in una stessa regione. F2i vuole rafforzare la propria presenza nel
mondo aeroportuale e per questo ha deciso di cogliere le opportunità che si stanno presentando.
«Siamo interessati agli scali di Elmas e di Genova», ha detto nei giorni scorsi Gamberale. La
Sogaer, la società di gestione dell'aeroporto di Cagliari (per il 92 per cento controllata dalla Camera
di commercio), ha pubblicato infatti il bando per la cessione del 40 per cento del capitale. Mossa
che consentirebbe all'ente camerale di mantenere il controllo della società ma anche di avere un
socio importante nella compagine sociale e soprattutto nuovi fondi: si parla di una cifra che oscilla
tra i 40 e i 50 milioni di euro. Capitali che servirebbero all'aeroporto per cercare di scongiurare il
taglio dei 13 voli internazionali previsto a partire dai prossimi mesi invernali. Una prima
manifestazione di interesse (per una partecipazione azionaria) è stata avanzata dalla Provincia di
Cagliari. Ora potrebbe arrivare l'offerta del fondo F2i, visto l'interesse all'acquisto confermato dal
numero uno Vito Gamberale.
INVESTIMENTI L'operazione prevede un investimento di lungo periodo e rientra appunto in
un'ottica di razionalizzazione. Dopo gli accordi conclusi in Liguria e Piemonte nel settore delle
acque, F2i conferma l'alleanza con le grandi aziende del Meridione che investono nell'energia eolica
e nel fotovoltaico. In poco più di 12 mesi il fondo ha aumentato il numero delle proprie
partecipazioni, tra cui il 49 per cento di Enel stoccaggi e il 69% di Enel rete gas. F2i è infatti già
presente nella distribuzione del gas con una rete che copre 2 mila Comuni italiani, numeri che però
potrebbero ancora crescere. Il fondo infrastrutturale sembra quindi voler disegnare una public
company nazionale attiva in diversi settori.
ANNALISA BERNARDINI
PROVINCIA CAGLIARI: VIDEOGIOCO PER EDUCAZIONE AMBIENTALE A SCUOLA
(AGI) - Cagliari, 4 ott. - Un videogioco sull'ecosostenibilita' e' una delle novita' della campagna di
educazione ambientale nelle scuole promossa dalla Provincia di Cagliari per l'anno 2010/2011 con
un budget di 100 mila euro. Oltre che sui consueti incontri di sensibilizzazione e sulla distribuzione
di opuscoli informativi agli studenti, l'assessorato alle Politiche energetiche e ambientali punta
quest'anno anche sulla diffusione di 10.000 set, composti da 54 schede informative, destinati agli
alluni delle prime classi delle medie inferiori. L'iniziativa comincera' entro questo mese.
Vengono confermate, dopo il successo dello scorso anno, la campagna informativa "Diamo
l'esempio", il ciclo di incontri con gli studenti di elementari, medie e superiori "40 volte verde" e la
distribuzione a circa 9 mila allievi delle quinte elementari del libro "Guarda e scopri il meraviglioso
mondo marino". "Attraverso il videogioco", ha affermato stamane a Cagliari, durante una
conferenza stampa, l'assessore provinciale alle Politiche energetiche e ambientali Ignazio Tolu,
"intendiamo promuovere concetti fondamentali come l'attenzione all'utilizzo delle risorse, il
risparmio energetico, la mobilita' sostenibile, la salvaguardia delle foreste e la lotta
all'inquinamento. Il gioco e' disponibile in italiano e inglese e sara' scaricabile liberamente dal sito
www.zwxsalviamolaterra.it".
L'impegno della Provincia sul tema dell'ecosostenibilta' e' confermato dal primo premio ottenuto
nei giorni scorsi a Cremona in un concorso dedicato all'educazione ambientale. "In Italia, tra gli enti
locali", ha aggiunto Tolu, "siamo stati i primi ad adottare politiche votate al Green public
procurement, un sistema di regole che impone alla pubblica amministrazione l'impiego di materiale
totalmente riciclabile. Ad esempio, entro il prossimo anno per la bitumazione delle strade
provinciale impiegheremo almeno il 30% di sostanze riciclabili". (AGI) Cli/Rob/Cog
AMBIENTE: PROGETTO VERDE PROVINCIA CAGLIARI VINCE A CREMONA
NUOVA CAMPAGNA EDUCAZIONE RIVOLTA AGLI STUDENTI
CAGLIARI
(ANSA) - CAGLIARI, 4 OTT - La Provincia di Cagliari si è classificata prima, con un progetto
eco-ambientale, al Forum Internazionale degli "Acquisti Verdi" che si svolge dal 7 ottobre a
Cremona. Lo ha reso noto l'assessore provinciale delle Politiche energetiche e ambientali, Ignazio
Tolu, nel presentare la nuova Campagna di educazione ambientale rivolta a studenti di ogni ordine e
grado. L'investimento per l'iniziativa, organizzata dall'Assessorato e che si articola in cinque
progetti di cui tre nuovi, è di centomila euro. Il programma si arricchisce quest'anno del video gioco
educativo "Puliamo la terra" distribuito in 500 copie e scaricabile su internet
(www.zwxsalviamolaterra.it). "Lo scopo é veicolare messaggi educativi come l'attenzione
all'utilizzo delle risorse, il risparmio energetico, la salvaguardia delle foreste, la mobilità sostenibile
e la lotta all'inquinamento attraverso uno strumento molto in voga tra i giovani - ha spiegato Tolu altre due novità sono la campagna informativa sul risparmio energetico e la distribuzione di 10.000
set di 54 schede educative agli studenti delle prime medie". Ritorna anche quest'anno il ciclo di 40
incontri formativi dal titolo "40 volte verde" che coinvolgono 80 classi, circa 2.700 studenti di ogni
ordine e grado. Ancora una volta sarà poi distribuito in 9.000 copie alle quinte elementari della
Provincia il libro "Viaggio fantastico alla scoperta del mare": il polpo laureato, disegnato da Paolo
Massidda, conduce i lettori lungo un itinerario fra i meravigliosi fondali della Sardegna trasformati
in pattumiere per gli scarichi di navi e fabbriche e rifiuti. "La Provincia di Cagliari, prima in
Sardegna aderisce alla rete per il Green Public Procurement, Gpp per l' utilizzo entro il 2011 del
30% di materiale di riciclo in tutti i settori", ha aggiunto Tolu. (ANSA).
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Provincia
L'educazione ambientale si insegna con un videogioco
Non è un libro, ma un videogioco quello che sarà distribuito nelle scuole per insegnare agli studenti
il rispetto dell'ambiente e le regole del risparmio energetico. È una delle iniziative della nuova
campagna di educazione ambientale lanciata dalla Provincia, che prevede anche la distribuzione di
materiale didattico cartaceo e l'organizzazione di incontri formativi che coinvolgeranno 40 scuole
elementari, medie e superiori. La campagna, presentata ieri dall'assessore all'Ambiente Ignazio
Tolu, inizierà entro la fine del mese.
IL PROGETTO «Attraverso il videogioco realizzato con la collaborazione dell'ufficio Sviluppo
sostenibile della Provincia», ha spiegato Tolu, «abbiamo veicolato messaggi educativi fondamentali
come l'attenzione all'utilizzo delle risorse, il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, la
salvaguardia delle foreste e la lotta all'inquinamento», ricordando che «come giunta provinciale,
stiamo deliberando un impegno che prevede l'utilizzo da parte dell'amministrazione del 30% di
materiali riciclati in tutti i settori, dagli acquisti ai cantieri stradali». Nei giorni scorsi, la Provincia
ha vinto il primo premio nell'ambito di un concorso nazionale sul Green public procurement (Gpp)
con alcune azioni di promozione della sostenibilità ambientale nel territorio.
LE INIZIATIVE Le adesioni al progetto sono aperte: le scuole elementari e medie del territorio
saranno coinvolte attraverso i Comuni, le superiori direttamente dalla Provincia. Saranno distribuite
novemila copie del videogioco, che potrà essere scaricato anche dal sito www.zwxsalviamolaterra.it
e sarà riproposto il ciclo di incontri formativi “40 volte verde” incentrati su ambiente, rifiuti,
energia e sviluppo sostenibile. Inoltre, sarà realizzata un guida stampata in tremila copie e diffusa su
internet, saranno allestiti banchetti informativi nelle piazze dei Comuni e nei cinema multisala,
saranno organizzati 15 seminari di due ore per gli studenti delle superiori e trasmessi 180 spot
radiofonici. Tutto questo assieme alla distribuzione di 10 mila set didattici e novemila copie del
libro “Guarda e scopri il meraviglioso mondo marino”. ( n. p. )
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Campagna della Provincia: 10mila set informativi nelle scuole e 180 spot alla radio
Ecosostenibilità, un videogame per educare le giovani generazioni
PABLO SOLE
CAGLIARI. Un videogame per sensibilizzare i giovani sull’ecosostenibilità. È l’«arma segreta»
della campagna di educazione ambientale che l’assessorato provinciale all’Ambiente lancerà a
ottobre.
Non basta: oltre alle iniziative avviate gli anni scorsi, dagli incontri nelle scuole fino alla
distribuzione di opuscoli informativi, un’altra novità è costituita dalla distribuzione di oltre 10 mila
set, composti da 54 schede informative, ai ragazzi delle quinte elementari di tutta la provincia.
Vengono dunque confermate, dopo il successo dello scorso anno, la campagna informativa “Diamo
l’esempio”, il ciclo di incontri con gli studenti di elementari, medie e superiori “40 volte verde” e la
distribuzione a circa 9 mila allievi delle quinte elementari del libro “Guarda e scopri il meraviglioso
mondo marino”.
«Attraverso il videogioco - ha affermato ieri l’assessore provinciale alle Politiche energetiche e
ambientali Ignazio Tolu - intendiamo promuovere concetti fondamentali come l’attenzione
all’utilizzo delle risorse, il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, la salvaguardia delle foreste
e la lotta all’inquinamento.
Il gioco è disponibile in italiano e inglese e sarà scaricabile liberamente dal sito
www.zwxsalviamolaterra.it».
Tra le altre iniziative spicca la campagna “Diamo l’esempio”, articolata in sei assi principali: la
realizzazione di una guida sulle buone pratiche, stampata in tremila copie, l’allestimento di
banchetti informativi nei mercati civici e nei cinema, l’organizzazione di otto seminari di
approfondimento rivolti alle imprese e ai cittadini, quindici incontri formativi di due ore ciascuno
destinati alle scuole secondarie, la stampa di manifesti e la messa in onda di 180 spot radiofonici,
oltre alla realizzazione del sito web “www.diamolesempio.it”.
Come detto, sarà riproposto anche quest’anno il progetto “40 Volte verde”, ciclo di quaranta
incontri formativi che coinvolgeranno scuole di ogni ordine e grado, con temi differenziati a
seconda del pubblico coinvolto.
L’impegno della Provincia sul tema dell’ecosostenibiltà è confermato anche dal primo premio
ottenuto nei giorni scorsi a Cremona in un concorso dedicato all’educazione ambientale.
«In Italia, tra gli enti locali - ha aggiunto Tolu - siamo stati i primi ad adottare politiche votate al
“Green public procurement”, un sistema di regole che impone alla pubblica amministrazione
l’impiego di materiale totalmente riciclabile.
Ad esempio, entro il prossimo anno per la bitumazione delle strade provinciale impiegheremo
almeno il trenta per cento di sostanze riciclabili».
Provincia: viaggio in Corea per lo studio della longevità
Prosegue la collaborazione e si intensificano i rapporti fra Sardegna, Corea e Giappone finalizzati
alla costituzione di una “Comunità della longevità” per approfondire il fenomeno, comprendere le
sue implicazioni e individuare un paradigma di cultura della longevità valido per le popolazioni di
tutto il mondo Una delegazione sarda, composta per la Provincia di Cagliari dal presidente del
consiglio Roberto Pili e dal consigliere Claudio Uccheddu, per la Provincia dell’Ogliastra dal
presidente della giunta Bruno Pilia e dal consigliere Sergio Lorrai, da Francesco Cucca (direttore
dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia del CNR) e da Gianni Pes (docente della scuola
di specializzazione di Scienze dell’Alimentazione presso Università degli Studi di Sassari) oltre che
dal coordinatore del progetto, Andrea Corriga, sarà, a partire da domani, nella Contea di Gurye. Tra
i diversi eventi in programma, Gurye ospiterà in particolare il Simposio Internazionale della
Longevità organizzato dall’Institute of Aging della Seoul National University, al quale
parteciperanno anche studiosi della University of the Ryukyus di Okinawa (Giappone). Il progetto
Comunità della Longevità è coordinato in Sardegna dell’associazione culturale Trame Intercultural
Links di Cagliari. “La missione in Corea del Sud della delegazione della Provincia di Cagliari –
spiega Pili - è solo l’ultimo atto di un percorso intrapreso nel 2008 dall’amministrazione
provinciale, quando una delegazione giunta dal paese asiatico venne in Sardegna per approfondire il
fenomeno della longevità in Sardegna”.
Lunedì 04 ottobre 2010 09.47
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Margine Rosso. Il Municipio non ha fondi per finanziare la riparazione del tetto
Piove dentro il Centro per i turisti
Doccia imprevista per i frequentatori del Centro di informazioni turistiche a Margine Rosso. Basta
un po' di pioggia perché, dal tetto, l'acqua scenda fin dentro le stanze dell'edificio in via Melibodes,
tra le persone in visita alla città e alla sua costa. Il disagio non colpisce soltanto i turisti alla ricerca
di informazioni su hotel e itinerari archeologici, ma anche il personale della cooperativa “Eugo
Sardegna”, che da qualche anno gestisce il servizio. Qualche settimana fa gli operai di una ditta
incaricata dal Comune hanno eseguito un sopralluogo per verificare le condizioni del tetto, ma
ancora non c'è stato un intervento per risolvere la situazione.
«Dobbiamo fare una stima della spesa necessaria per le riparazioni alla copertura», spiega
l'assessore ai Lavori pubblici Stefano Lilliu, «non c'è dubbio sul fatto che il problema esiste e
dev'essere risolto entro breve tempo. Ci troviamo però in un periodo difficile, nel quale trovare
fondi è un'impresa».
Nel frattempo il Centro non interromperà il servizio. Dall'inizio del mese è entrato in vigore l'orario
invernale: l'accesso al pubblico è consentito il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9 alle 13, il
martedì e il giovedì dalle 15 alle 19. I visitatori possono ottenere informazioni su itinerari turistici e
gastronomici, sui luoghi dove alloggiare, sui mezzi di trasporto e su altri temi. I locali sono stati
riaperti al pubblico nel maggio scorso, dopo un lungo periodo di chiusura forzata in attesa dei
finanziamenti da parte della Provincia.
La pioggia bagna anche il Mercato civico in piazza Dessì. Anche in questo caso il Comune sta
cercando di trovare le risorse per portare a termine i lavori di ristrutturazione: prevedono anche la
sistemazione del blocco motori che alimenta l'impianto frigo dei vari box.
GIORGIA DAGA
pag. 27
settimo
Appaltati i lavori per la rotatoria nella Provinciale
È stato approvato il progetto definitivo per la realizzazione della rotatoria lungo la Provinciale
Settimo-Selargius nel punto in cui si intersecherà con la nuova circonvallazione, ancora da
completare. L'opera è stata appaltata e gli espropri dell'area eseguiti. I lavori inizieranno entro
questo mese: lo assicura l'assessore provinciale Paolo Mureddu, che spiega di seguire da vicino l'iter
progettuale dell'opera. (ant. ser.)
Burcei: al via i lavori per sistemare la provinciale per Campuomu
Sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza della strada provinciale 21, che collega la strada
statale 125 a Burcei. “Stiamo provvedendo a sostituire i guard rail – afferma l'assessore ai Lavori
pubblici della Provincia di Cagliari Paolo Mureddu – e a posizionare gli occhi di gatto per
delimitare la carreggiata in previsione della stagione invernale”. I lavori sulla strada in questione
erano stati sollecitati più volte nello scorso mandato dal consigliere dei Rossomori, Antonio Monni.
Lunedì 04 ottobre 2010 09.30
4 ott. - BURCEI, Iniziati i lavori sulla provinciale 21
Iniziati i lavori per mettere in sicurezza della strada provinciale 21, che collega la strada statale 125
a Burcei. “Stiamo provvedendo a sostituire i guard rail – afferma l'assessore ai Lavori pubblici della
Provincia di Cagliari Paolo Mureddu – e a posizionare gli occhi di gatto per delimitare la
carreggiata in previsione della stagione invernale”. (mg) (admaioramedia.it)
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Allarme sicurezza, arriva Maroni
Il ministro oggi a Cagliari: vertice con Cappellacci e in prefettura
Il ministro dell'Interno Maroni sarà oggi a Cagliari per far fronte all'allarme sicurezza in Sardegna.
L'allarme sicurezza rimbalza fino a Roma e il ministro dell'Interno Roberto Maroni sarà oggi a
Cagliari per fare il punto sul malessere in Sardegna (con lui ci sarà il sottosegretario sardo Giuseppe
Cossiga). Alle dieci è previsto l'incontro con il presidente della Regione Ugo Cappellacci, poi il
vertice in prefettura per la riunione tecnica di coordinamento delle forze dell'ordine. Al centro
dell'attenzione ci sarà il pesante clima di intimidazione che da troppo tempo sta circondando gli
amministratori locali. È di pochi giorni fa il caso Ottana, con le dimissioni del sindaco Gian Paolo
Marras, finito nel mirino degli attentatori: il 24 settembre ha dovuto fare i conti con le fucilate
notturne contro la sua abitazione.
IL CASO OTTANA E il sindaco dimissionario ha confermato la sua assenza all'incontro a Villa
Devoto (era stato invitato da Cappellacci). Avrebbe voluto che il ministro Maroni arrivasse più
vicino alle zone del malessere, con una visita a Nuoro. Marras ha inviato una lettera, che il titolare
del Viminale riceverà questa mattina dal governatore sardo. Ci sono stati anche altri appelli in
questo senso: «Maroni venga nel Nuorese», scrive Confindustria della Sardegna Centrale. Dello
stesso tenore le dichiarazioni del deputato del Pd Paolo Fadda.
CAPPELLACCI: SEGNALE FORTE «In momenti come questo è importante che le istituzioni
facciano quadrato e sappiano essere un punto di riferimento per i cittadini», sottolinea il presidente
della Regione. «L'incontro con il ministro dell'Interno rappresenta un importante segnale da parte
del Governo, giunto a distanza di pochi giorni dal vile attentato che ha scosso la comunità di Ottana
e l'intero popolo sardo». Cappellacci fa sapere che «durante la riunione, oltre a richiamare
l'attenzione dell'esecutivo sulle grandi questioni che riguardano il territorio, cercheremo di passare
subito agli aspetti operativi». L'obiettivo è arrivare a «risposte concrete», non solo per la legalità
«ma anche e soprattutto in termini di lotta al malessere sociale», con la «creazione di nuove
opportunità di sviluppo».
LA LETTERA DI MARRAS Fermo nella sua decisione di incontrare il ministro soltanto nel
Nuorese, il sindaco di Ottana Gian Paolo Marras ha inviato una lettera a Maroni. La riceverà
stamani dal presidente Cappellacci. Il primo cittadino spiega le ragioni che lo hanno portato a
dimettersi dopo l'attentato subito nella notte tra il 23 e 24 settembre. Marras chiede interventi
straordinari sul fronte della sicurezza e dello sviluppo, denunciando una situazione economica al
limite del collasso.
APPELLO DI CONFINDUSTRIA Da Confindustria della Sardegna centrale ieri è arrivato un
appello per far arrivare Maroni in Barbagia: «Ci appelliamo al ministro affinché colga
quest'occasione per recarsi nel Nuorese, dove non sono più ammissibili comportamenti violenti»,
come quello di Ottana, «che rischiano di far precipitare un'intera comunità oltre i confini della
legalità». Per l'associazione degli industriali, «i gravi fatti delittuosi contro cittadini, istituzioni e
imprenditori richiedono una risposta pronta, immediata e decisa da parte dello Stato». Il deputato
del Pd Paolo Fadda va nella stessa direzione, chiedendo al ministro dell'Interno di accogliere l'invito
del sindaco di Ottana. È importante «che si rechi nel Nuorese» per «valutare da vicino la
drammatica situazione degli amministratori sardi da anni nel mirino».
GIULIO ZASSO
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Coldiretti prepara la marcia su Cagliari
Agricoltori in piazza il 13 ottobre: «Cappellacci ci dia risposte»
«Ora basta con le promesse, la Regione deve dirci con chiarezza che cosa vuole fare per
l'agricoltura sarda». Coldiretti prepara la lotta. E sarà dura, con manifestazioni di piazza in tutta la
Sardegna: «Mercoledì 13 ottobre saremo a Cagliari», ha confermato Marco Scalas, presidente
dell'associazione agricola, ieri in un hotel del capoluogo regionale, alla platea dei delegati
provinciali. Manifestazione a Cagliari, dunque, davanti al Consiglio in via Roma. E città bloccata.
«Porteremo trattori, forse cavalli e pecore», ha proseguito Scalas: «Non sorprendetevi se per strada
troverete anche qualche maialetto “taroccato”, di quelli che arrivano dalla Spagna, stazionano
nell'Isola per qualche giorno e poi vengono rivenduti come sardi. Conosciamo bene questa storia,
conduciamo da anni la battaglia per etichettare le carni con l'origine della provenienza». Un ultimo
avviso: «Saremo migliaia», aggiunge il direttore di Coldiretti Michele Errico, «e ci saranno tutte le
associazioni unite».
LA RIVOLTA La manifestazione cagliaritana del 13 ottobre sarà solo l'inizio: «Se non avremo
risposte da Cappellacci manifesteremo in tutta l'Isola e a Roma», prosegue Scalas, per nulla
preoccupato dal ritiro delle deleghe agli assessori. «Il governatore deve metterci la faccia, le
emergenze dell'agricoltura sarda non possono essere delegate in blocco a un assessore. Andrea Prato
non lo è più? C'è il presidente della Regione: è da lui che aspettiamo un intervento. L'ora delle
promesse è terminata». Intanto, come ha ricordato ancora Errico, «la tensione della categoria sale».
IL RIMPROVERO Secondo Coldiretti, un passaggio importante in questo contesto è stato quando
Prato, alla domanda sull'esistenza di finanziamenti per il de minimis e per il benessere animale, «ha
risposto che non ci sono disponibilità, contraddicendo un ordine del giorno, approvato il 13
settembre dal Consiglio regionale evidentemente solo per rasserenare i pastori». Tra l'altro, i
contributi per il benessere animale scadono nel 2010. Altro punto sottolineato da Errico è quello su
chi avrebbe dovuto sborsare i 12 milioni aggiuntivi per il ritiro del pecorino da destinare ai Paesi in
via di sviluppo: «Il ministero ha accusato la Regione di essersi rimangiata l'impegno dopo che
aveva garantito la disponibilità finanziaria. Siamo stanchi di questa sceneggiata».
I RISULTATI Dal tavolo romano Coldiretti qualche risultato sostiene di averlo ottenuto, anche se
sono insufficienti. Tra questi i tre milioni in più dati dal ministero per il ritiro degli stock di
pecorino romano. Ma anche sul fronte regionale non tutte le promesse dovrebbero essere disattese:
«Parliamo dei 14 milioni per le cooperative in difficoltà, dei 10 milioni per gli industriali, dei 4
centesimi di euro per litro di latte fino a un massimo di mille euro per gli allevatori che aderiscono a
piani di qualità».
LA MOBILITAZIONE La crisi dell'ovicaprino e le mancate risposte per il settore in un mese di
lavoro del tavolo Governo-Regione hanno spinto Coldiretti ad allargare il cerchio: «L'idea che ci
siamo fatti è che», ha fatto notare ancora il presidente di Coldiretti, «oltre a essere un tavolo pervaso
di senso di irresponsabilità, è un tavolo dove mancano le adeguate capacità. E le assenze di
Cappellacci e di Galan la dicono lunga sull'insensibilità della parte politica». Da qui si parte: «Per
segnalare le difficoltà del settore cerealicolo e per le bollette degli indebitatissimi Consorzi di
bonifica che, a partire dal Cagliaritano e dall'Oristanese, minacciano i produttori sardi ormai allo
stremo». Alla manifestazione cagliaritana, i cui dettagli organizzativi saranno meglio precisati nei
prossimi giorni, parteciperanno assieme a Coldiretti, anche Confagricoltura, Cia e Copagri. Nel
solco di un'unità del settore che, per la vertenza sull'ovicaprino, potrebbe in futuro estendersi anche
al Movimento dei pastori sardi. «Del resto», ha concluso Scalas, «abbiamo gli stessi obiettivi».
LORENZO PIRAS
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Cappellacci, ultimi ritocchi alla giunta
Oggi si chiude: resta fuori la Corona, al Pdl forse un posto in più
L'accelerazione imposta da Cappellacci alle trattative per la giunta potrebbe consentirgli di
arrivare oggi alla soluzione.
La nuova Giunta nasce oggi. La riunione del gruppo del Pdl sarà il passaggio fondamentale per
chiudere una trattativa estenuante. Dopo, risolti i problemi con il partito di maggioranza relativa,
per Ugo Cappellacci sarà più facile chiudere l'intesa con gli alleati e - magari già questa sera - avere
un quadro completo della squadra di governo.
Nella quale non ci sarà Ketty Corona, assessore scelto dal presidente in avvio di legislatura,
apprezzata dai colleghi e dallo staff del suo assessorato, quello agli Affari generali. Il sacrificio quasi certo - della Corona permetterebbe a Cappellacci di concedere un posto in più ai partiti,
magari al Pdl. Quel famoso mezzo passo indietro non previsto in questa verifica politica, ma
necessario per arrivare a chiudere la questione. Andrea Prato (Agricoltura) e Franco Manca
(Lavoro) sono candidati a mantenere il posto, ma dei due potrebbe esserne confermato solo uno.
Lo scenario non è ancora chiaro, neanche dopo gli incontri di ieri fra Cappellacci, l'Udc e i
Riformatori. Cosa abbia in testa il presidente se lo chiedono in tanti, fra aspiranti assessori e leader
dei partiti, vista l'abilità del governatore in questi ultimi giorni a non scoprire le sue carte. Senza
dubbio, a Cappellacci piacerebbe annunciare la giunta già questa sera, soprattutto per fugare quei
dubbi di violazione dello Statuto messi sul tavolo del confronto dai parlamentari dell'opposizione.
LO SCENARIO Cappellacci ha proseguito nella sua riflessione fino al pomeriggio, lasciando il
resto della coalizione in sospeso per metà giornata. Non c'è stato il vertice di maggioranza, ma solo
un paio di incontri a Villa Devoto, dove sono stati avvistati Giorgio Oppi (Udc) e Massimo Fantola,
leader dei Riformatori. Se nel primo caso il confronto è stato certamente politico, il leader dei
Riformatori avrebbe visto il governatore per questioni lontane da quelle dell'esecutivo. Oggi, giorno
chiave per arrivare a una soluzione, sarà la riunione del Pdl a segnare la svolta: all'ordine del giorno
le “comunicazioni del presidente della giunta regionale”, quantomai attese perché si parlerà di
assessorati.
Nessuno ha la certezza di cambiare sede di lavoro, da via Roma a villa Devoto. Le indiscrezioni non
mancano e solo oggi potranno diventare certezze. I criteri geografici sono al primo posto: la
provincia di Sassari sarà rappresentata da Nicola Rassu (consigliere dissidente, fino a prova
contraria), la provincia di Oristano potrebbe mettere in campo Oscar Cherchi, quella di Nuoro uno
fra Pietro Pittalis e Silvestro Ladu. Nel caso di Pittalis, il mancato ingresso in Giunta potrebbe
essere compensato da un incarico altrettanto prestigioso, quello di capogruppo. Passaggio che
sancirebbe l'ingresso di Mario Diana nell'esecutivo, con il sacrificio di Cherchi.
GLI ALLEATI L'Udc non ha sciolto le riserve sui due ingressi in Giunta. «Sarà il partito a
decidere», dice Oppi, anche se è certo che il leader tornerà nell'esecutivo. Cappellacci, dopo gli
incontri di oggi, deciderà con sardisti e riformatori nomi e incarichi. Il quinto posto “alleato” andrà
quasi certamente a Mario Floris.
LA CURIOSITÀ Giorgio La Spisa ha - momentaneamente - lasciato la giunta regionale, dove ha
ricoperto l'incarico di assessore alla Programmazione. Nel marzo del 2009 si era dimesso dal
Consiglio per accettare la delega nell'esecutivo Cappellacci. Ieri mattina è tornato al suo lavoro,
quello di dirigente dell'ufficio Studi del Consiglio regionale. La possibilità che cambi poltrona, col
passaggio all'assessorato all'Industria, è stata smentita ieri dallo stesso La Spisa.
ENRICO PILIA
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nomi e poltrone
Dal discorso inaugurale ai cambi in corsa
È il primo, reale rimpasto deciso da Ugo Cappellacci, una verifica utile a «dare maggiore spessore
politico alla squadra di governo», così il governatore e il resto della coalizione sulle trattative di
queste ultime settimane. Un passaggio caratterizzato dall'ingresso dei leader politici, o di quei
consiglieri scelti dai partiti per «rappresentare al meglio le esigenze dei territori».
LE SPERANZE Diciotto mesi fa, il 20 marzo 2009, Cappellacci impiega trentasette minuti per
raccontare il suo programma, racchiuso in venti pagine. Il presidente dichiara di voler «guidare la
Sardegna fuori dalla grave situazione economica e sociale nella quale ci troviamo». Un programma
in quattro punti, gli stessi che ha raccontato nel corso della campagna elettorale, «pochi, importanti
e strategici», con un finale pieno di speranza: «Che Dio ci aiuti a fare sempre meglio».
LA GIUNTA Il presidente presenta una squadra poco politica e molto tecnica. Assegna a due
uomini del Pdl, Giorgio La Spisa e Antonello Liori, il Bilancio e la Sanità, assessorati pesanti.
L'Agricoltura va ad Andrea Prato, al quale in tanti hanno affibbiato etichette di vario genere
(soprattutto quella della Lega), mentre l'Urbanistica va al più esperto fra gli assessori, Gabriele
Asunis, già direttore generale di quell'assessorato. Ketty Corona, indicata dal presidente, arriva agli
Affari generali. L'Ambiente, in quota Udc, passa da Diego Simeone (oggi manager Asl) a Giorgio
Oppi, fino a quando il leader del partito decide di preparare le amministrative ed esce dall'esecutivo,
indicando l'oristanese Giuliano Uras. L'altro assessorato in quota Udc, i Trasporti, va a Liliana
Lorettu, psichiatra. I Riformatori si prendono il Turismo, con Bastiano Sannitu. Valeria Serra (quota
An) sbarca al Lavoro, sostituita a fine 2009 da Franco Manca. Dopo aver pilotato la campagna
elettorale di Cappellacci, sponsorizzata dalle alte sfere della Curia romana, per Lucia Baire arriva
l'incarico della Pubblica istruzione e Beni culturali. I sardisti ottengono i Lavori pubblici, dove
indicano il dorgalese Angelo Carta. All'Industria, Cappellacci chiama il prefetto Andreina Farris,
fino al 18 novembre 2009, quando arriva la nomina per il giornalista Sandro Angioni. Da oggi si
cambia. ( e. p. )
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di Filippo Peretti
Stallo di Cappellacci, il caso al Quirinale
Sanna scrive a Napolitano: «Illegittimo vuoto di potere, governatore da rimuovere»
CAGLIARI. La crisi politica alla Regione, nata venerdì con l’azzeramento della giunta da parte di
Ugo Cappellacci, è tornata nella palude delle trattative sugli assessorati. Ma, nel frattempo, è finita
sul tavolo di Giorgio Napolitano: il senatore del Pd Francesco Sanna si è infatti rivolto al Quirinale
per denunciare l’«illegittimo vuoto di potere» e per chiedere se non sia il caso di «rimuovere il
governatore». La lettera di Sanna al Quirinale. Già sabato scorso, il giorno dopo il ritiro delle
deleghe ai dodici assessori, Francesco Sanna aveva sollevato la questione del «vuoto di potere»,
spiegando che la Regione ha tre organi (il presidente, la giunta, il Consiglio) e che per Statuto non
può funzionare senza uno di essi. Ieri Sanna, componente della commissione Affari costituzionali
del Senato, ha scritto a Giorgio Napolitano una lettera per segnalare «l’abnormità della situazione
istituzionale sarda» e per chiedere al capo dello Stato di valutare, «alla luce degli articoli 50 dello
Statuto sardo e 126 della Costituzione», la possibilità di rimozione di Cappellacci. Nella lettera
Sanna ha contestato l’interim di tutti e dodici gli assessorati assunto dal presidente della Regione
dopo la sua decisione di azzerare la giunt: «Per non trasformarsi nella soppressione di fatto della
Giunta, l’abnorme interim presidenziale sarebbe dovuto durare poche ore, il tempo strettamente
necessario per la nomina di un altro collegio. Invece - ha aggiunto Sanna nella lettera - non si è
ancora concluso». In questo modo «gran parte della attività amministrativa della Regione è
bloccata» e si è di fronte «ad una sostanziale e consapevole violazione dello Statuto di autonomia
della Sardegna». Improvvisa accelerazione di Cappellacci. L’iniziativa di Francesco Sanna ha
messo in allarme il centrodestra e in particolare il governatore, non si sa se per il rischio reale di
rimozione o per una ragione di immagine. Così Cappellacci, sempre chiuso in una Villa Devoto
trasformata in una sorta di bunker, a metà mattinato ha dato l’impressione di dare una scossa alla
situazione politica: sembravano imminenti le convocazione dei singoli partiti per preparare in serata
un vertice collegiale in grado di risolvere la crisi. «Ci saranno sorprese», ha riferito un collaboratore
del presidente lasciando intendere la possibiità di far quadrare i conti della spartizione di poltrone:
si parlava di un mix politici-tecnici a favore però dei politici. La trattativa sembrava ben avviata e
nessuno, infatti, parlava più dell’ipotesi delle elezioni anticipate. Poi un’improvvisa e brusca
frenata.A metà pomeriggio, quando tutti erano ormai in attesa dei nomi dei nuovi assessori, si è
appreso che degli incontri bilaterali annunciati si era tenuto solo quello del presidente con l’Udc,
che quelli con Riformatori e Psd’Az (i più spinosi) potrebbero tenersi solo oggi. E che, prima di
un’eventuale riunione collegiale, Cappellacci aveva bisogno di riunire il suo gruppo del Pdl (lo farà
oggi al termine della seduta degli Stati Generali). Insomma, il quasi ultimatum giocato con la carta
delle elezioni anticipate ha lasciato il posto a un confronto vecchio stile che la dice lunga sulle
difficoltà politiche del presidente e del centrodestra, incapaci di trovare una sintesi persino nel
momento in cui la crisi politica diventa un caso istituzionale che investe il Quirinale. Tempi lunghi?
Il Pd torna alla carica. In serata, nella riunione della direzione regionale a Oristano, i democratici
hanno appreso del nuovo stallo e hanno aggiornato la strategia di opposizione. Questa mattina
dovrebbero chiedere all’aula di riunirsi secondo l’ordine del giorno della crisi politica. «E’ una
situazione preoccupante - ha detto il segretario Silvio Lai - perché a rischio c’è la tenuta economica
e sociale della Sardegna». Le trattative tornano in alto mare. Neppure in serata - se non forse
telefonicamente - il presidente ha ripreso i contatti con gli alleati. Per cui sulla formazione della
giunta continuano a circolare ancora solo indiscrezioni. Cappellacci avrebbe intenzione di
confermare il suo schema 5-5-2 (5 al Pdl, 5 agli alleati, 2 a tecnici uscenti) mentre Riformatori e
Psd’Az chiedono il 6-6 (niente tecnici). Se non dovessero ottenere il raddoppio, Riformatori e
Psd’Az sarebbero intenzionati a confermare Sebastiano Sannitu e Angelo Carta, ma quest’ultimo
avrebbe fatto sapere di essere disponibile ancora solo per i Lavori pubblici. Una sua rinuncia
potrebbe aprire la strada al politico Giacomo Sanna. L’Udc avrebbe l’Ambiente (per Giorgio Oppi)
e un altro incarico di peso (per Sergio Milia). Quasi certo l’ingresso di Mario Floris (Uds), forse alle
Riforme, con lo spostamento di Ketty Corona. Tra i tecnici uscenti sembrava in calo Andrea Prato,
in risalita Franco Manca.
«Confronto con lo Stato? Avanti comunque»
Parti sociali e politici: «Sulle riforme l’unità a tutti i costi»
CAGLIARI. Oggi il Consiglio assume una veste nuova: si svolgono gli Stati generali, assemblea
allargata alle forze sociali. Seduta propedeutica prima di riprendere l’argomento che ha originato gli
Stati generali: il nuovo Patto con lo Stato e il federalismo. Tutto come previsto la settimana scorsa
in Consiglio regionale ma con una novità di non poco conto: non ci sarà la Giunta, azzerata nella
notte di giovedì dal presidente Cappellacci.
Sindacati e industriali parteciperanno ugualmente con la stessa convinzione di prima pur sapendo,
però, il contesto è peggiorato e la crisi politica si scontra con l’urgenza delle politiche di massa.
«L’idea era nata in una fase politica vivina eppure già lontanissima dall’attuale», afferma Enzo
Costa, segretario Cgil. «Io comunque andò a dire che, al di là delle crisi, è vitale l’apertura del
confronto Stato-regione. Ed è fondamentale avere un forte consenso popolare: non c’è alcuna
possibilità di successo nella riscrittura dello Statuto se dietro non c’è quel consenso». Mario Bruno
ha una tesi «forte»: il Consiglio - sostiene il capogruppo del Pd - sta svolgendo un ruolo da
protagonista in questa fase in cui si deve ridiscutere il Patto con lo Stato e il federalismo. «Siamo
arrivati al dibattito in Consiglio», dice Bruno, «senza che ci fosse una sola proposta della Giunta. La
Regione non ha partecipato ieri alla Conferenza Stato-Regioni, anzi in quella sede è come se non
esistesse. E allora, certo, di fronte a questo scenario mi chiedo se ha senso la riunione degli Stati
generali. Ma la risposta non può che essere una: è in gioco il futuro della Sardegna e noi dobbiamo
fare la nostra parte sapendo che la partita vera, inq uesto momento, non è il Patto con lo Stato ma il
federalismo fiscale». Anche gli industriali vogliono dare un contributo nuovo e si presentano
all’appuntamento di oggi con un tono di voce usato poche volte in precedenza: «Le imprese sono
stanche di una politica che frena la Sardegna», afferma il presidente di Confindustria Massimo
Putzu, che considera essenziale il nuovo Patto con lo Stato.
Cgil-Cisl e Uil ripartiranno dai punti fermi della piattaforma sindacale, dallo sciopero generale di
febbraio con cinquantamila persone in piazza a Caglairi e l’accordo sottoscritto con la Giunta
Cappellacci a giugno, un’intesa che fissava tempi, date e scadenze e che è rimasto inattuato. Lì
dentro - sostengono Costa, Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil), c’era tutto: lo sviluppo e le
ineluttabili riforme. Certo l’assenza di un governo regionale non è conciliabile con l’urgenza della
crisi economica. L’ha detto Renato Soru al convegno di Sardegna democratica sul federalismo e
l’autonomia: «Argomenti che possono sembrare fuori contesto nel momento in cui la Sardegna è
senza Giunta e ci sono vertenze come quelle dei pastori o della Vinyls». Ma il problema delle
riforme si intreccia con quello della crisi e mentre Cappellacci cerca di quadrare il cerchio, a Roma
si va avanti con la bozza sul federalismo fiscale. «Occorre un tavolo di confronto con lo Stato»,
afferma Gian Valerio Sanna, «finchè il dibattito continua a concentrarsi sulle differenze esistenti in
Sardegna, lo Stato se la riderà». Sarà una settimana cruciale per il Consiglio: oggi l’aula del
Consiglio sarà aperta ai rappresentanti di parti sociali, economiche ed enti locali. Sentite le loro
opinioni in materia di riscrittura del nuovo statuto e di federalismo, domani riprenderanno i lavori
dell’assemblea presieduta da Claudia Lombardo. Giovedì potrebbe esserci il voto. Con un Ordine
del giorno unitario? Mario Diana, capogruppo Pdl, spiega: «Noi ci auguriamo un Ordine del giorno
unitario, ma sono stati posti dei paletti. E comunque il vero problema non sarà la formulazione ma
ciò che metteremo nello Statuto». Il suggerimento che arriva da Pietro Soddu è chiaro: «L’ordine
del giorno non dovrebbe entrare nel merito, dovrebbe affermare una sola cosa: che un modello di
Autonomia è finito e ora si apre una pagina nuova».
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L'opposizione. Sanna (Pd): Statuto violato, intervenga il Colle. Lai: Isola allo sbando
«Napolitano rimuova il presidente»
Più si prolunga l'incertezza sulla Giunta, e più salgono i toni dell'opposizione. Luciano Uras (Sel)
vede lo «scollamento irreversibile della maggioranza di centrodestra», il leader del Pd Silvio Lai
parla di una Sardegna «mai così allo sbando». E sempre dai democratici arriva l'affondo del
senatore Francesco Sanna: che scrive al capo dello Stato, ipotizzando un suo intervento per la
rimozione del presidente della Regione.
«VIOLAZIONI DI LEGGE» È una possibilità prevista dall'articolo 50 dello Statuto speciale. Il
Quirinale può rimuovere il governatore in caso di «atti contrari alla Costituzione o reiterate e gravi
violazioni di legge». Lo Statuto, ricorda Sanna, è legge costituzionale e prevede tre organi: il
Consiglio regionale, il presidente della Regione e la Giunta, che è un organo collegiale. Ma
l'esecutivo di fatto non esiste più, dopo che Ugo Cappellacci ha ritirato le deleghe agli assessori:
«Per non trasformarsi nella soppressione di fatto della Giunta - scrive il senatore - l'abnorme interim
presidenziale sarebbe dovuto durare poche ore, il tempo necessario per la nomina di un altro
collegio. Invece non si è ancora concluso». Il che si traduce, conclude Sanna, in «una sostanziale e
consapevole violazione dello Statuto».
«ASSENTI A ROMA» Il parlamentare ricorda poi una circostanza su cui insiste anche, con una sua
nota, il capogruppo consiliare Pd Mario Bruno: proprio ieri i presidenti delle Regioni si sono riuniti
a Roma per discutere di federalismo col Governo, ma il governatore sardo non c'era. «Scandalizza
ma non stupisce più - attacca Bruno - l'irresponsabile leggerezza con la quale il presidente
Cappellacci costringe la Sardegna ad assistere da semplice spettatrice alle fasi cruciali del dibattito
politico in corso».
Non meno dure le parole con cui Silvio Lai ha aperto ieri la direzione regionale del Pd, a Oristano.
«Ci troviamo davanti a una situazione preoccupante, con un vuoto di governo nel Paese e in
Sardegna», ha detto il segretario. «L'Isola è paralizzata. È a rischio la tenuta economica e sociale.
Una situazione catastrofica».
Nel direttivo democratico sono comunque emerse strategie variegate, soprattutto sulle riforme. È
intervenuto anche Renato Soru, che tra l'altro ha ammesso di essere pronto a cedere L'Unità: il
quotidiano fondato da Gramsci, e rilevato dall'ex governatore, vive una fase di forte agitazione per
l'imminente chiusura delle redazioni di Firenze e Bologna.
LA SINISTRA È probabile che anche in Consiglio, quando giovedì riprenderà la discussione sulle
riforme, l'opposizione porti il suo attacco a Cappellacci. Per Luciano Uras, capogruppo dei
Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori, il presidente «non è in grado di prospettare una soluzione e
rimettere in sesto la maggioranza». Perciò il centrosinistra deve prepararsi a definire «un
programma di governo alternativo» e a darsi «un candidato presidente scelto con le procedure più
democratiche: le primarie».
GIUSEPPE MELONI
pag. 17
Fondazione. Che cosa c'è dietro lo sciopero indetto dai sindacati che venerdì bloccherà la
prima di “La Cenerentola”
«Teatro lirico, o si cambia o si chiude»
Subito una svolta. I manager: facciano un passo indietro
Il soprintendente uscente Maurizio Pietrantonio non esclude l'ipotesi: «Se i sindacati non accettano
nuove regole del lavoro il commissariamento non è un'ipotesi astratta».
«Vede, c'è un piccolo problema: se qui non si interviene subito questo teatro rischia di chiudere. E
non lo dico per scherzo». Roberto Camarra, segretario della Slc-Cgil, parla di Cagliari pensando al
Carlo Felice di Genova, 12 milioni di passivo, 329 dipendenti a un passo dalla cassa integrazione e
poche possibilità di evitare la chiusura definitiva del sipario.
Eppure al Lirico di Cagliari la situazione è totalmente diversa: dopo aver chiuso sei bilanci in
pareggio, dal 2004 al 2006, al momento la prospettiva è di terminare il 2010 con un rosso di 1,8
milioni (su un bilancio di 31) perché a fine luglio, a stagione programmata, il ministero della
Cultura ha inopinatamente tagliato 2,6 milioni del Fondo unico dello spettacolo, una delle entrate
considerate certe.
PIÙ SPETTACOLI Un imprevisto. E allora perché i sindacati hanno deciso di chiedere la testa della
dirigenza e di scioperare venerdì per la prima di “La Cenerentola”, l'opera “monca” (è in forma di
concerto proprio per tagliare i costi, soprattutto quelli delle scenografie)?
«Si poteva risparmiare ulteriormente e chiudere in pareggio producendo spettacoli in più e facendo
lavorare tutti i precari», spiega Camarra. Ma come: nel mezzo della crisi più dura e con la
prospettiva di ulteriori tagli del 30% nei prossimi anni da parte di Stato (che versava 10,6 milioni e
li ha ridotti a otto) e Comune (2,4) si chiede l'assunzione di 63 precari che costano mediamente 50
mila euro all'anno a testa?
«I lavoratori non sono il problema, ma la soluzione», risponde Camarra. «Lo so che sembra
paradossale, ma utilizzando il nostro personale anziché ingaggiare tecnici, parrucchieri, prime parti
o direttori d'orchestra costosi, si salverebbe il lavoro dei precari (che costano complessivamente 1,7
milioni all'anno), si otterrebbero più punti validi per il calcolo dei finanziamenti e si
accontenterebbero gli abbonati». Come? «Ad esempio con una controprogrammazione, da qui alla
fine dell'anno, a basso costo e ad alto gradimento: 38 spettacoli (comprese due opere: Così fan tutte
e Le Nozze di Figaro) anziché i 23 previsti con un costo complessivo di meno di 400 mila euro».
UN'UTOPIA Per la dirigenza del teatro è un'utopia: «Le nozze con i fichi secchi non si possono
fare», attacca il direttore amministrativo Vincenzo Caldo. Uno di quelli - gli altri sono il
soprintendente Maurizio Pietrantonio, e il direttore artistico Massimo Biscardi - a cui i sindacati
chiedono di andare a casa.
Ma la ragione per cui secondo Cgil, Cisl, Uil, Snater e Css i dirigenti sono «inadeguati» è
soprattutto un'altra: «In sei anni non sono stati capaci di erodere il debito patrimoniale». Una
voragine che, pur ridotta nell'ultimo anno del 2,6%, come ha certificato la Corte dei Conti
nell'ultima relazione sullo stato delle Fondazioni liriche, resta ancora consistente: 18,6 milioni di
euro di cui 10,5 di debito a breve e 6,5 a lungo termine verso le banche, un milione verso i fornitori,
circa 500 mila verso gli istituti di previdenza. «Ecco, con questi dati si va dritti al
commissariamento», attacca Annalisa Pittiu, corista e leader della Fistel-Cisl.
IL RAFFRONTO Ecco perché i sindacati azzardano il paragone con Genova. Una boutade? No, se
è vero che nei giorni scorsi anche Pietrantonio si è spinto su un terreno nuovo: «Se i dipendenti non
accettano nuove regole del lavoro il commissariamento non è un'ipotesi astratta».
Insomma, i vertici del teatro accusano i sindacati, chiedendo «senso di responsabilità» (lo ha fatto
anche il sindaco in qualità di presidente della Fondazione), loro replicano accusando la dirigenza
della Fondazione di incapacità di gestire questa fase. Marco Mereu, segretario aziendale della SlcCgil, mostra uno studio che raffronta i dati del teatro cagliaritano con quello di Trieste, simili per
dimensioni aziendali, bacino d'utenza ed entrambi con sede in una regione a Statuto speciale. Con
quattro milioni di finanziamenti in meno (Cagliari ha complessivamente 23,9 milioni e Trieste 19,8)
e 70 dipendenti in più producono 10 titoli con sette recite ciascuno comprese tre recite nel territorio
regionale, che al Lirico mancano da anni. «Invece noi, che siamo un teatro lirico, tagliamo proprio
sulla lirica, che poi è il settore che garantisce più punti per il Fondo unico per lo spettacolo e quindi
più soldi. Che senso ha?».
«SFORZO DI FANTASIA» Al management attuale mancherebbe anche fantasia, capacità di
pianificazione e di guardare oltre il «solito recinto». «Ci si potrebbe sforzare e cercare direttori o
registi emergenti, evitare di passare, chissà perché, sempre per le agenzie che trattengono
percentuali importanti», spiega Cristiano Barrovecchio, che rappresenta lo Snater, il sindacato degli
orchestrali. «Insomma, nel pieno spirito della legge Bondi, si potrebbe risparmiare facendo una
programmazione di alto livello con un cast meno caro. Ma si rende conto che siamo diventati un
teatro sinfonico con qualche titolo di lirica?».
Per dimostrare che fare diversamente si può, i sindacati hanno predisposto un piano a breve termine
e un programma triennale dettagliato che prevede l'utilizzo delle maestranze (dalle sarte agli
scenografi) anche fuori dal teatro. «Volevamo sottoporlo ai dirigenti, ma non ci hanno mai
ascoltato», spiega Pittiu. Caldo dice di non averlo mai ricevuto.
I SACRIFICI E i vertici del teatro? Hanno chiesto agli artisti un sacrificio sui cachet, e in qualche
caso l'hanno ottenuto, hanno annunciato che se confermati si ridurranno ulteriormente lo stipendio
del 20%, hanno aumentato il costo dei biglietti, che da qualche settimana vengono venduti al Box
office (contratto in scadenza a fine anno, risparmio annunciato di 205 mila euro), lavorano per
recuperare contributi perduti, come dice Pietrantonio, anche se Caldo annuncia per i prossimi anni
ulteriori tagli per oltre tre milioni e mezzo di euro. Ma soprattutto chiedono sacrifici al personale:
«Occorre uscire dalle ingessature delle attuali regole del lavoro, come suggerito dal ministro Bondi
e introdurre la plurimansionalità», spiega Maurizio Pietrantonio, che ambisce a una riconferma.
IL SOPRINTENDENTE I sindacati ne chiedono la cacciata. «Non è in grado di dare un futuro a
questo teatro». Lui replica: «Siamo tra le poche Fondazioni ad aver garantito bilanci sempre in
pareggio, questo è ciò che conta». Per tutte queste ragioni l'8 ottobre, venerdì, non ci sarà la prima
di “La Cenerentola”. Sarà sciopero. Contro una dirigenza che non c'è più. FABIO MANCA
L'intervista. Le accuse e le ricette del direttore amministrativo Vincenzo Caldo
«Dipendenti viziati, situazione tragica»
«Al Lirico se si lavora oltre la mezzanotte, anche se si finisce a mezzanotte e un minuto, si ha
diritto a un giorno di riposo. Per gli straordinari si paga il 200% in più. C'è un elettricista che si
occupa delle scene, uno che fa il cabinista e uno che fa il manutentore. E nessuno sconfina nelle
competenze dell'altro. Negli uffici amministrativi gli impiegati fanno una sola cosa. E se si
assentano li devo sostituire con un precario. Ecco perché diciamo ai dipendenti che per salvare
questo teatro serve più flessibilità, che bisogna adattarsi alle plurimansioni, che serve un senso di
responsabilità che non vedo. La situazione è tragica ed i sindacati lo sanno bene».
Vincenzo Caldo, direttore amministrativo del Teatro lirico, è uno dei manager di cui i sindacati
hanno chiesto la testa. Non ha concluso il mandato («scado a luglio 2011) come il soprintendente
Maurizio Pietrantonio e il direttore artistico Massimo Biscardi (in prorogatio per 45 giorni a partire
dal 20 settembre) ma è «inadeguato a gestire una crisi così profonda».
ACCUSE INGIUSTIFICATE Dopo aver letto le accuse contenute in una nota di Cgil, Cisl, Uil,
Snater e Css, ha deciso di replicare punto per punto. «Ci hanno accusato di aver fatto un'opera, “La
Cenerentola”, che costa 700 mila euro. Non è vero: l'abbiamo fatta in forma di concerto per
risparmiare su scene e personale aggiunto ed abbiamo chiesto agli artisti di dimezzarsi il cachet e
l'hanno fatto. Quindi costerà 250 mila euro. Ci hanno accusato», aggiunge Caldo, «di aver
esternalizzato la biglietteria senza una delibera del cda. Non è vero: siamo obbligati a fare bandi
pubblici ma possiamo fare appalti temporanei per periodi brevi. E quello per la biglietteria scadrà il
31 dicembre e ci consentirà di risparmiare 205 mila euro».
I PRECARI «Ci accusano di non assumere i precari, che sino ad ora hanno sempre lavorato. Ma se
ci hanno tagliato due milioni e 600 mila euro a fine luglio, a stagione progettata, ed abbiamo la
certezza che lo Stato e il Comune ci taglieranno un ulteriore 30% l'anno prossimo mi spiegano i
sindacati come posso assumere i precari che costano 50 mila euro ciascuno? Dicono di averci
presentato una stagione alternativa per risparmiare e un piano triennale? Io non ho visto nulla, e
nemmeno il sindaco, che ha incontrato i sindacati nei giorni scorsi. Invece scioperano e le
garantisco che non ho ancora capito perché».
INTEGRATIVO DA CAMBIARE «Siamo disponibili a sederci attorno a un tavolo e ragionare su
tutto, ma proprio tutto», conclude Caldo. «A cominciare dall'integrativo: ma le sembra normale, con
la crisi che c'è, che se uno lavora oltre mezzanotte debba fare un giorno di riposo in più e se ho
bisogno di lui devo chiamare uno da fuori? Le sembra normale», aggiunge il direttore
amministrativo, «che i coristi ci chiedano un'indennità per indossare abiti di scena? È giusto avere
tre elettricisti per fare il lavoro che potrebbe fare uno? Ecco perché diciamo che per salvare il teatro
occorre prima di tutto un passo indietro del personale, come faremo noi riducendoci gli stipendi. Se
non ci sarà, questo teatro non potrà salvarsi». (f.ma.)
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Autorità portuale. Protesta dei lavoratori per la decisione di bandire un concorso
«Un dirigente ogni tre dipendenti»
I sindacati: «Troppi colonnelli, prima la pianta organica»
I dipendenti dell'Autorità portuale hanno manifestato ieri per protestare contro la decisione di
assumere nuovi dirigenti.
Protestano perché temono di diventare un «battaglione di colonnelli», anche se alla fine i dipendenti
dell'Autorità portuale sono complessivamente appena una trentina. «Ma alla fine», spiegano i
componenti della Rsu, Doriana Cabras, Donatella Draetta e Tullio Sarritzu, «il rischio è quello che
il rapporto tra dirigenti e impiegati arrivi ad essere di uno a tre, quando già adesso siamo uno a
cinque». E ieri mattina, i lavoratori dell'Autority hanno scioperato davanti all'ex stazione marittima
di via Roma, sede del governatorato del porto. «Chiediamo maggiore trasparenza per le nuove
assunzioni», fanno sapere i sindacati, «non siamo contrari, ma vogliamo che prima vengano
accertate in maniera trasparente ed oggettiva quali siano le effettive esigenze
dell'Amministrazione».
LE CONTESTAZIONI Stando a quanto sostengono le rappresentanze dei lavoratori ad oggi non
sarebbe ancora possibile stabilire con certezza quali professionalità siano necessarie. Per i vertici
dell'Autorità portuale, fanno sapere i dipendenti in agitazione, servirebbero altri due capo area: un
ingegnere e un laureato in Economia e commercio. Ma i sindacati non condividono l'idea proprio
per il rapporto già alto che esiste tra dipendenti apicali e impiegati. Tra le rivendicazioni una in
particolare viene portata avanti dai lavoratori: prima di assumere altro personale, l'Amministrazione
rilevi i carichi di lavoro e faccia un mansionario (l'ultimo risale a circa dieci anni fa, mentre i carichi
di lavoro non sarebbero mai stati rilevati). «Dopo aver valutato oggettivamente le esigenze»,
chiariscono i sindacati, «allora si assumerà dove c'è realmente bisogno».
I SINDACATI Presenti al sit-in davanti alla stazione marittima anche i vertici provinciali delle
organizzatori dei lavoratori: Corrado Pani (Cisl), Pierfranco Meloni (Uil) e Sandro Bianco (Cgil).
Tra le accuse sollevate dagli scioperanti anche quelle di «comportamento antisindacale» perché il
sindacato avrebbe chiesto l'accesso agli atti per visionare tutti i documenti da cui risulti la necessità
di assumere due nuovi capo area, ricevendo un rifiuto da parte dell'Autorità portuale. Proprio a
seguito di questo rifiuto, a luglio, i lavoratori hanno indetto lo stato di agitazione.
Impossibile ottenere una replica dal presidente dell'Autorità portuale Paolo Fadda: arrivato nella
sede di via Roma è subito dovuto andare via per un grave problema familiare.
FRANCESCO PINNA
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Concorsi contestati, due ore di sciopero all’Autorità portuale
CAGLIARI. Sciopero all’autorità portuale ieri mattina per due ore contro la politica di gestione del
personale varata dal suo presidente Paolo Fadda.
Cgil Cisl e Uil hanno incrociato le braccia, con l’adesione quasi totale dei dipendenti
dell’organismo che governa il porto, contestando sia le assunzioni di personale senza alcuna
valutazione sulle necessità contingenti, che sul bando per l’assunzioni di un ulteriore dirigente
bandito nel 2008.
«Una figura apicale in più è davvero troppo - ha detto il segretario della Camera del lavoro Nicola
Marongiu - serve rafforzare gli esecutivi e non i dirigenti. L’autorità deve essere una macchina
veloce e in grado di fornire risposte agli operatori e alle pubbliche amministrazioni e non
l’ennesimo carrozzone politico».
Certamente all’Autorità portuale non mancano in questi giorni argomenti e dossier caldi, da quello
sulle tasse d’ancoraggio al futuro del porto canale.
Adesso si aggiunge anche quello del rapporto col sindacato, che in uno scenario quantomeno
articolato in Regione rischia di lasciare il suo presidente quasi con le spalle al muro.
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rassegna stampa 5 ottobre