PROVINCIA DI CAGLIARI PROVINCIA DE CASTEDDU RASSEGNA STAMPA 5 OTTOBRE Prime pagine Taccuino avvenimenti Provincia di Cagliari Cronaca e politica regionale Pag. 2 Pag. 4 Pag. 7 Pag. 17 La rassegna stampa è stata ultimata alle ore 7.50 1 1 2 2 3 3 TA C C U I N O AV V E N I M E N T I D I O G G I Proseguono i lavori del 65* congresso della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale "Dall'attesa all'iniziativa: costruiamo il cambiamento" (Santa Margherita di Pula - Forte Village ore 9) - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni partecipa a un vertice sulla sicurezza degli amministratori locali promosso del presidente della Regione Ugo Cappellacci alla presenza del presidente dell'Anci (Cagliari - Villa Devoto - via Oslavia - ore 10) - Conferenza stampa del gruppo Tecnocasa sul mercato immobiliare e creditizio in Sardegna (Cagliari - Hotel Holiday Inn - via Umberto Ticca - ore 10.30) - L'assessore all'Energia della Provincia di Nuoro presenta alla stampa le due giornate di promozione del progetto comunitario Biomass (Nuoro - Sala Arco Latino - Provincia - ore 10.30) - Gli assessori alle Politiche sociali e allo sport del Comune di Cagliari presentano alla stampa la sesta edizione della manifestazione "CagliariInForma 2010" dedicata alla salute, alla prevenzione e alle attivita' motorie (Cagliari - ex sala Giunta - Municipio - via Roma, 145 - ore 11) - Il ministro dell'Interno Roberto Maroni partecipa a un incontro tecnico del coordinamento della forze di polizia. Al termine conferenza stampa (Cagliari - Prefettura - piazza Palazzo - ore 11) - Riprendono i lavori del Consiglio regionale con gli stati generali sulle riforme istituzionali (Cagliari - sala Consiglio regionale - via Roma, 25 - ore 12) - Iniziano i lavori del simposio internazionale "Stati vegetativi: medicina, etica e filosofia a confronto" promosso dalla federazione regionale degli Ordini dei medici della Sardegna (Oliena Su Gologone Resort - ore 15) - L'arcivescovo di Cagliari Giuseppe Mani celebra la messa inaugurale dell'Anno accademico 2010/2011 della Pontificia Facolta' teologica della Sardegna e degli Istituti superiori di scienze religiose di Cagliari, Sassari e Tempio-Ampurias a essa collegati. Segue il discorso di apertura del nuovo anno accademico del preside della Facolta' Maurizio Teani (Cagliari - Chiesa Cristo Re - ore 16.30; Aula magna via Sanjust 13) - "Fra tram e metropolitana" e' il tema della tavola rotonda promossa da Urban Center e Radio Press per discutere del futuro della mobilita' collettiva di Cagliari e dell'area vasta (Cagliari - sala Search - sottopiano Municipio - Largo Carlo Felice - ore 17.30) - Si riunisce il Consiglio comunale di Quartu (Quartu - sala consiliare Municipio - via Eligio Porcu - ore 18) - Si riunisce il Consiglio comunale di Cagliari (Cagliari - aula consiliare Comune - via Roma, 145 - ore 18.15) TACCUINO AVVENIMENTI DI CULTURA E SPETTACOLO - Incontro con Luciano Mura, docente di Storia contemporanea all'Universita' di Cagliari, in occasione della presentazione del suo libro "Il caso del croato morto ucciso" (Sassari - aula Umanistica - Facolta' di lettere - via Zanfarino - ore 18) - "Serata al parco" organizzata dall'editore Carlo Delfino e dal direttore della Banca di Sassari Gianni Porcu. In programma il concerto del pianista Andrea Boccaletti e la conferenza "Giovanni Antonio Sanna, l'uomo di Montevecchio: la vita pubblica e privata del piu' importante industriale minerario dell'Ottocento" a cura di Paolo Fadda (Sassari - Parco di Monserrato - via Budapest - ore 18.30) - Prosegue con la proiezione del film "Il corridoio della paura" di Samuel Fuller la rassegna cinematografica "Lo schermo dell'inconscio. Viaggio tra cinema e psichiatria" organizzato dalla Cineteca Sarda (Cagliari - salone Societa' Umanitaria - viale Trieste 126 - ore 20.30) - Concerto dell'ensemble "The Philippine Madrigal Singers" diretto da Mark Antony Carpio per il XIX Festival internazionale di musica vocale "Concordia Vocis" organizzato dal Cum-Centro universitario musicale (Alghero - Cattedrale di Santa Maria - ore 21) 4 4 - Quarta serata della rassegna "Voci di donna" organizzata dalla cooperativa Teatro e/o Musica. In programma "Donne a piu' voci", mini rassegna di monologhi al femminile sul tema dell'abbandono, con Virginia Barrett, Patrizia Longo, Teresa Soro ed Eva Robin's (Sassari - Palazzo di Citta' - ore 21) - La proiezione dei film "Coincidenze" di Gabriele Paoli e "18 anni dopo" di Edoardo Leo inaugura la seconda edizione del "Maya film festival" promosso dalla cooperativa Maya Inc di Quartucciu (Cagliari - Teatro Alkestis - via Loru 31 - ore 21) (AGI) Sol/Cog 5 5 TACCUINO AVVENIMENTI DI OGGI - 10.00 - CAGLIARI - Sede Presidenza Regione, Villa Devoto Visita del ministro dell'Interno Roberto Maroni per esaminare situazione ordine pubblico nell'Isola.Riunione continuerà successivamente in Prefettura - 10.00 - OLBIA - Viale Romagna, fronte Csl Conferenza stampa Unione sindacale di base (Usb) su vertenza Csl e Cesil. - 10.30 - NUORO - Sede Provincia Conferenza stampa presentazione progetto comunitario "Biomass" in programma il 7 e 8 ottobre. - 10.30 - CAGLIARI - Hotel Holiday Inn, via Umberto Ticca Conferenza stampa Tecnocasa su andamento mercato immobiliare e creditizio in Sardegna. - 11.00 - CAGLIARI - Ex sala Giunta, via Roma 145 Conferenza stampa presentazione 6/a edizione della manifestazione "CagliariInForma 2010". - 12.00 - CAGLIARI - Consiglio regionale Riunione Consiglio regionale aperto a istituzioni locali, sindacati, imprenditoria, cultura (Stati generali) per discutere su riscrittura Statuto sardo. - 15.00 - OLIENA - Su Gologone Resort Simposio internazionale di bioetica sul tema "Lo stato vegetativo: dilemmi etici, filosofici, legali". - 17.30 - CAGLIARI - Facoltà Teologica, via Sanjust 13 Inaugurazione anno accademico Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna. - 18.00 - QUARTU S.E. - Aula consiliare Comune, via Eligio Porcu Riunione Consiglio comunale. - 18.15 - CAGLIARI - Aula consiliare Comune, via Roma 145 Riunione Consiglio comunale. - 18.30 - MONSERRATO - Parco, via Budapest Prende il via la manifestazione "Serata al parco" con un concerto e una conferenza sul tema "Giovanni Antonio Sanna, l'uomo di Montevecchio". - 20.00 - CAGLIARI - Cineteca sarda, viale Trieste 126 Prosegue rassegna cinematografica "Lo schermo dell' inconscio. Viaggio tra cinema e psichiatria" con la proiezione del film "Il corridoio della paura". - 21.00 - ALGHERO - Cattedrale S. Maria 19/a edizione del Festival internazionale di musica vocale "Concordia Vocis" con il concerto dell'ensemble The Philippine Madrigal Singers, diretta dal maestro Mark Anthony Carpio. Calcio: Serie A, Cagliari-Sampdoria. - 21.00 - SASSARI - Teatro Civico Quarto appuntamento rassegna teatrale e musicale "Voci di donna" organizzata dalla coop. Teatro e/o Musica con lo spettacolo "Donne a più voci" con Eva Robin's, Virginia Barret, Teresa Soro e Patrizia Longo. (ANSA). Pag. 19 Provincia Tra maggioranza e opposizione Taglio dei voli low cost, scontro in Consiglio L'accordo sembrava raggiunto, ma sul documento del Consiglio provinciale relativo alla crisi dello scalo aeroportuale di Cagliari e al taglio dei voli low cost a partire dai prossimi mesi, in aula, si è scatenata la guerra tra maggioranza e opposizione. Il testo era stato scritto venerdì dai capigruppo, ma si era deciso di rimandare la votazione perché in aula, pur essendoci il numero legale, c'erano pochi consiglieri. Ieri, invece, la maggioranza che sostiene il presidente Graziano Milia ha presentato un nuovo documento dai contenuti simili dove però mancava il periodo riferito a Milia nel quale si afferma che «se ne condivide l'operato». Una modifica che l'opposizione ha interpretato come un atteggiamento di sfiducia nei confronti del presidente da parte della sua maggioranza, tanto che Mario Fadda (Udc) ha presentato un emendamento per aggiungere il concetto di «condivisione» dell'operato di Milia. Il centrosinistra, invece, ha ribadito la fiducia a Milia e la condivisione della sua linea politica, dichiarando che la battaglia sulla frase eliminata altro non era che una strumentalizzazione politica voluta dalla minoranza. LO SCONTRO In aula si è quindi scatenata la guerra: «Noi chiediamo un documento politico, non gazzosa», ha tuonato Piergiorgio Massidda (gruppo Massidda presidente, area Pdl), «voi state sfiduciando il presidente e manca un atto programmatico di tipo politico, che costituisca l'indirizzo per il lavoro delle commissioni». Gli ha replicato Rita Corda (Pd), promotrice del secondo documento: «La fiducia al presidente Milia non è in discussione. Respingo la strumentalità politica su un argomento su cui è necessario riflettere e approfondire», ha detto in riferimento alla prima bozza. Concetto ribadito anche da Massimo Pusceddu (Pd): «Nessuno ha messo in discussione la fiducia a Milia». A fine seduta, Emanuele Armeni ha attaccato Massidda: «Ci ha fatto perdere due sedute con il suo ostruzionismo, dichiarando alla fine che il suo stesso documento era gazzosa, facendoci perdere tempo prezioso». La polemica si è sedata quando l'assemblea, presieduta da Alessandro Sorgia, ha votato e approvato tutti e tre i documenti, anche con i voti della maggioranza. ( n. p. ) Pag. 13 trasporti L'ad conferma l'interesse Il fondo F2i punta al 40 per cento dello scalo di Elmas Il gruppo Ferrovial ha ceduto il 65% di Gesac (la società di gestione dell'aeroporto Capodichino di Napoli) al fondo F2i guidato da Vito Gamberale. Con questa operazione, che risale a qualche giorno fa, il fondo infrastrutturale ha fatto il suo ingresso nel settore aeroportuale, e nella strategia rientrano anche lo scalo cagliaritano e quello di Genova. L'OPERAZIONE Il valore totale dell'accordo per Capodichino (il terzo tra gli aeroporti regionali italiani dopo Venezia e Catania) è di 150 milioni di euro. L'acquisto comprende anche il 54% di Software Design, società specializzata nel software per aeroporti. La chiusura definitiva dell'operazione è subordinata a due condizioni. Da una parte si attende il nulla osta dell'Antitrust e dall'altra si aspetta che passino i termini entro cui gli enti locali (Comune e Provincia presenti nel capitale azionario della società) esercitino il diritto di prelazione. L'operazione, che ha visto Mediobanca in qualità di advisor di Ferrovial (che controllava Gesac attraverso Baa), sarà finanziata dalle linee di credito del Monte dei Paschi, della Banca Imi, del Centrobanca e della Hsbc Bank. CAGLIARI Ma il disegno del Fondo F2i non si ferma all'aeroporto campano. L'operazione rientra infatti in un disegno «di razionalizzazione degli scali regionali italiani» che, secondo quanto dichiarato dall'amministratore Vito Gamberale nei giorni scorsi, sarebbe composto da troppi scali, spesso in concorrenza tra loro in una stessa regione. F2i vuole rafforzare la propria presenza nel mondo aeroportuale e per questo ha deciso di cogliere le opportunità che si stanno presentando. «Siamo interessati agli scali di Elmas e di Genova», ha detto nei giorni scorsi Gamberale. La Sogaer, la società di gestione dell'aeroporto di Cagliari (per il 92 per cento controllata dalla Camera di commercio), ha pubblicato infatti il bando per la cessione del 40 per cento del capitale. Mossa che consentirebbe all'ente camerale di mantenere il controllo della società ma anche di avere un socio importante nella compagine sociale e soprattutto nuovi fondi: si parla di una cifra che oscilla tra i 40 e i 50 milioni di euro. Capitali che servirebbero all'aeroporto per cercare di scongiurare il taglio dei 13 voli internazionali previsto a partire dai prossimi mesi invernali. Una prima manifestazione di interesse (per una partecipazione azionaria) è stata avanzata dalla Provincia di Cagliari. Ora potrebbe arrivare l'offerta del fondo F2i, visto l'interesse all'acquisto confermato dal numero uno Vito Gamberale. INVESTIMENTI L'operazione prevede un investimento di lungo periodo e rientra appunto in un'ottica di razionalizzazione. Dopo gli accordi conclusi in Liguria e Piemonte nel settore delle acque, F2i conferma l'alleanza con le grandi aziende del Meridione che investono nell'energia eolica e nel fotovoltaico. In poco più di 12 mesi il fondo ha aumentato il numero delle proprie partecipazioni, tra cui il 49 per cento di Enel stoccaggi e il 69% di Enel rete gas. F2i è infatti già presente nella distribuzione del gas con una rete che copre 2 mila Comuni italiani, numeri che però potrebbero ancora crescere. Il fondo infrastrutturale sembra quindi voler disegnare una public company nazionale attiva in diversi settori. ANNALISA BERNARDINI PROVINCIA CAGLIARI: VIDEOGIOCO PER EDUCAZIONE AMBIENTALE A SCUOLA (AGI) - Cagliari, 4 ott. - Un videogioco sull'ecosostenibilita' e' una delle novita' della campagna di educazione ambientale nelle scuole promossa dalla Provincia di Cagliari per l'anno 2010/2011 con un budget di 100 mila euro. Oltre che sui consueti incontri di sensibilizzazione e sulla distribuzione di opuscoli informativi agli studenti, l'assessorato alle Politiche energetiche e ambientali punta quest'anno anche sulla diffusione di 10.000 set, composti da 54 schede informative, destinati agli alluni delle prime classi delle medie inferiori. L'iniziativa comincera' entro questo mese. Vengono confermate, dopo il successo dello scorso anno, la campagna informativa "Diamo l'esempio", il ciclo di incontri con gli studenti di elementari, medie e superiori "40 volte verde" e la distribuzione a circa 9 mila allievi delle quinte elementari del libro "Guarda e scopri il meraviglioso mondo marino". "Attraverso il videogioco", ha affermato stamane a Cagliari, durante una conferenza stampa, l'assessore provinciale alle Politiche energetiche e ambientali Ignazio Tolu, "intendiamo promuovere concetti fondamentali come l'attenzione all'utilizzo delle risorse, il risparmio energetico, la mobilita' sostenibile, la salvaguardia delle foreste e la lotta all'inquinamento. Il gioco e' disponibile in italiano e inglese e sara' scaricabile liberamente dal sito www.zwxsalviamolaterra.it". L'impegno della Provincia sul tema dell'ecosostenibilta' e' confermato dal primo premio ottenuto nei giorni scorsi a Cremona in un concorso dedicato all'educazione ambientale. "In Italia, tra gli enti locali", ha aggiunto Tolu, "siamo stati i primi ad adottare politiche votate al Green public procurement, un sistema di regole che impone alla pubblica amministrazione l'impiego di materiale totalmente riciclabile. Ad esempio, entro il prossimo anno per la bitumazione delle strade provinciale impiegheremo almeno il 30% di sostanze riciclabili". (AGI) Cli/Rob/Cog AMBIENTE: PROGETTO VERDE PROVINCIA CAGLIARI VINCE A CREMONA NUOVA CAMPAGNA EDUCAZIONE RIVOLTA AGLI STUDENTI CAGLIARI (ANSA) - CAGLIARI, 4 OTT - La Provincia di Cagliari si è classificata prima, con un progetto eco-ambientale, al Forum Internazionale degli "Acquisti Verdi" che si svolge dal 7 ottobre a Cremona. Lo ha reso noto l'assessore provinciale delle Politiche energetiche e ambientali, Ignazio Tolu, nel presentare la nuova Campagna di educazione ambientale rivolta a studenti di ogni ordine e grado. L'investimento per l'iniziativa, organizzata dall'Assessorato e che si articola in cinque progetti di cui tre nuovi, è di centomila euro. Il programma si arricchisce quest'anno del video gioco educativo "Puliamo la terra" distribuito in 500 copie e scaricabile su internet (www.zwxsalviamolaterra.it). "Lo scopo é veicolare messaggi educativi come l'attenzione all'utilizzo delle risorse, il risparmio energetico, la salvaguardia delle foreste, la mobilità sostenibile e la lotta all'inquinamento attraverso uno strumento molto in voga tra i giovani - ha spiegato Tolu altre due novità sono la campagna informativa sul risparmio energetico e la distribuzione di 10.000 set di 54 schede educative agli studenti delle prime medie". Ritorna anche quest'anno il ciclo di 40 incontri formativi dal titolo "40 volte verde" che coinvolgono 80 classi, circa 2.700 studenti di ogni ordine e grado. Ancora una volta sarà poi distribuito in 9.000 copie alle quinte elementari della Provincia il libro "Viaggio fantastico alla scoperta del mare": il polpo laureato, disegnato da Paolo Massidda, conduce i lettori lungo un itinerario fra i meravigliosi fondali della Sardegna trasformati in pattumiere per gli scarichi di navi e fabbriche e rifiuti. "La Provincia di Cagliari, prima in Sardegna aderisce alla rete per il Green Public Procurement, Gpp per l' utilizzo entro il 2011 del 30% di materiale di riciclo in tutti i settori", ha aggiunto Tolu. (ANSA). Pag. 25 Provincia L'educazione ambientale si insegna con un videogioco Non è un libro, ma un videogioco quello che sarà distribuito nelle scuole per insegnare agli studenti il rispetto dell'ambiente e le regole del risparmio energetico. È una delle iniziative della nuova campagna di educazione ambientale lanciata dalla Provincia, che prevede anche la distribuzione di materiale didattico cartaceo e l'organizzazione di incontri formativi che coinvolgeranno 40 scuole elementari, medie e superiori. La campagna, presentata ieri dall'assessore all'Ambiente Ignazio Tolu, inizierà entro la fine del mese. IL PROGETTO «Attraverso il videogioco realizzato con la collaborazione dell'ufficio Sviluppo sostenibile della Provincia», ha spiegato Tolu, «abbiamo veicolato messaggi educativi fondamentali come l'attenzione all'utilizzo delle risorse, il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, la salvaguardia delle foreste e la lotta all'inquinamento», ricordando che «come giunta provinciale, stiamo deliberando un impegno che prevede l'utilizzo da parte dell'amministrazione del 30% di materiali riciclati in tutti i settori, dagli acquisti ai cantieri stradali». Nei giorni scorsi, la Provincia ha vinto il primo premio nell'ambito di un concorso nazionale sul Green public procurement (Gpp) con alcune azioni di promozione della sostenibilità ambientale nel territorio. LE INIZIATIVE Le adesioni al progetto sono aperte: le scuole elementari e medie del territorio saranno coinvolte attraverso i Comuni, le superiori direttamente dalla Provincia. Saranno distribuite novemila copie del videogioco, che potrà essere scaricato anche dal sito www.zwxsalviamolaterra.it e sarà riproposto il ciclo di incontri formativi “40 volte verde” incentrati su ambiente, rifiuti, energia e sviluppo sostenibile. Inoltre, sarà realizzata un guida stampata in tremila copie e diffusa su internet, saranno allestiti banchetti informativi nelle piazze dei Comuni e nei cinema multisala, saranno organizzati 15 seminari di due ore per gli studenti delle superiori e trasmessi 180 spot radiofonici. Tutto questo assieme alla distribuzione di 10 mila set didattici e novemila copie del libro “Guarda e scopri il meraviglioso mondo marino”. ( n. p. ) pag. 20 Campagna della Provincia: 10mila set informativi nelle scuole e 180 spot alla radio Ecosostenibilità, un videogame per educare le giovani generazioni PABLO SOLE CAGLIARI. Un videogame per sensibilizzare i giovani sull’ecosostenibilità. È l’«arma segreta» della campagna di educazione ambientale che l’assessorato provinciale all’Ambiente lancerà a ottobre. Non basta: oltre alle iniziative avviate gli anni scorsi, dagli incontri nelle scuole fino alla distribuzione di opuscoli informativi, un’altra novità è costituita dalla distribuzione di oltre 10 mila set, composti da 54 schede informative, ai ragazzi delle quinte elementari di tutta la provincia. Vengono dunque confermate, dopo il successo dello scorso anno, la campagna informativa “Diamo l’esempio”, il ciclo di incontri con gli studenti di elementari, medie e superiori “40 volte verde” e la distribuzione a circa 9 mila allievi delle quinte elementari del libro “Guarda e scopri il meraviglioso mondo marino”. «Attraverso il videogioco - ha affermato ieri l’assessore provinciale alle Politiche energetiche e ambientali Ignazio Tolu - intendiamo promuovere concetti fondamentali come l’attenzione all’utilizzo delle risorse, il risparmio energetico, la mobilità sostenibile, la salvaguardia delle foreste e la lotta all’inquinamento. Il gioco è disponibile in italiano e inglese e sarà scaricabile liberamente dal sito www.zwxsalviamolaterra.it». Tra le altre iniziative spicca la campagna “Diamo l’esempio”, articolata in sei assi principali: la realizzazione di una guida sulle buone pratiche, stampata in tremila copie, l’allestimento di banchetti informativi nei mercati civici e nei cinema, l’organizzazione di otto seminari di approfondimento rivolti alle imprese e ai cittadini, quindici incontri formativi di due ore ciascuno destinati alle scuole secondarie, la stampa di manifesti e la messa in onda di 180 spot radiofonici, oltre alla realizzazione del sito web “www.diamolesempio.it”. Come detto, sarà riproposto anche quest’anno il progetto “40 Volte verde”, ciclo di quaranta incontri formativi che coinvolgeranno scuole di ogni ordine e grado, con temi differenziati a seconda del pubblico coinvolto. L’impegno della Provincia sul tema dell’ecosostenibiltà è confermato anche dal primo premio ottenuto nei giorni scorsi a Cremona in un concorso dedicato all’educazione ambientale. «In Italia, tra gli enti locali - ha aggiunto Tolu - siamo stati i primi ad adottare politiche votate al “Green public procurement”, un sistema di regole che impone alla pubblica amministrazione l’impiego di materiale totalmente riciclabile. Ad esempio, entro il prossimo anno per la bitumazione delle strade provinciale impiegheremo almeno il trenta per cento di sostanze riciclabili». Provincia: viaggio in Corea per lo studio della longevità Prosegue la collaborazione e si intensificano i rapporti fra Sardegna, Corea e Giappone finalizzati alla costituzione di una “Comunità della longevità” per approfondire il fenomeno, comprendere le sue implicazioni e individuare un paradigma di cultura della longevità valido per le popolazioni di tutto il mondo Una delegazione sarda, composta per la Provincia di Cagliari dal presidente del consiglio Roberto Pili e dal consigliere Claudio Uccheddu, per la Provincia dell’Ogliastra dal presidente della giunta Bruno Pilia e dal consigliere Sergio Lorrai, da Francesco Cucca (direttore dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia del CNR) e da Gianni Pes (docente della scuola di specializzazione di Scienze dell’Alimentazione presso Università degli Studi di Sassari) oltre che dal coordinatore del progetto, Andrea Corriga, sarà, a partire da domani, nella Contea di Gurye. Tra i diversi eventi in programma, Gurye ospiterà in particolare il Simposio Internazionale della Longevità organizzato dall’Institute of Aging della Seoul National University, al quale parteciperanno anche studiosi della University of the Ryukyus di Okinawa (Giappone). Il progetto Comunità della Longevità è coordinato in Sardegna dell’associazione culturale Trame Intercultural Links di Cagliari. “La missione in Corea del Sud della delegazione della Provincia di Cagliari – spiega Pili - è solo l’ultimo atto di un percorso intrapreso nel 2008 dall’amministrazione provinciale, quando una delegazione giunta dal paese asiatico venne in Sardegna per approfondire il fenomeno della longevità in Sardegna”. Lunedì 04 ottobre 2010 09.47 pag. 26 Margine Rosso. Il Municipio non ha fondi per finanziare la riparazione del tetto Piove dentro il Centro per i turisti Doccia imprevista per i frequentatori del Centro di informazioni turistiche a Margine Rosso. Basta un po' di pioggia perché, dal tetto, l'acqua scenda fin dentro le stanze dell'edificio in via Melibodes, tra le persone in visita alla città e alla sua costa. Il disagio non colpisce soltanto i turisti alla ricerca di informazioni su hotel e itinerari archeologici, ma anche il personale della cooperativa “Eugo Sardegna”, che da qualche anno gestisce il servizio. Qualche settimana fa gli operai di una ditta incaricata dal Comune hanno eseguito un sopralluogo per verificare le condizioni del tetto, ma ancora non c'è stato un intervento per risolvere la situazione. «Dobbiamo fare una stima della spesa necessaria per le riparazioni alla copertura», spiega l'assessore ai Lavori pubblici Stefano Lilliu, «non c'è dubbio sul fatto che il problema esiste e dev'essere risolto entro breve tempo. Ci troviamo però in un periodo difficile, nel quale trovare fondi è un'impresa». Nel frattempo il Centro non interromperà il servizio. Dall'inizio del mese è entrato in vigore l'orario invernale: l'accesso al pubblico è consentito il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9 alle 13, il martedì e il giovedì dalle 15 alle 19. I visitatori possono ottenere informazioni su itinerari turistici e gastronomici, sui luoghi dove alloggiare, sui mezzi di trasporto e su altri temi. I locali sono stati riaperti al pubblico nel maggio scorso, dopo un lungo periodo di chiusura forzata in attesa dei finanziamenti da parte della Provincia. La pioggia bagna anche il Mercato civico in piazza Dessì. Anche in questo caso il Comune sta cercando di trovare le risorse per portare a termine i lavori di ristrutturazione: prevedono anche la sistemazione del blocco motori che alimenta l'impianto frigo dei vari box. GIORGIA DAGA pag. 27 settimo Appaltati i lavori per la rotatoria nella Provinciale È stato approvato il progetto definitivo per la realizzazione della rotatoria lungo la Provinciale Settimo-Selargius nel punto in cui si intersecherà con la nuova circonvallazione, ancora da completare. L'opera è stata appaltata e gli espropri dell'area eseguiti. I lavori inizieranno entro questo mese: lo assicura l'assessore provinciale Paolo Mureddu, che spiega di seguire da vicino l'iter progettuale dell'opera. (ant. ser.) Burcei: al via i lavori per sistemare la provinciale per Campuomu Sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza della strada provinciale 21, che collega la strada statale 125 a Burcei. “Stiamo provvedendo a sostituire i guard rail – afferma l'assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Cagliari Paolo Mureddu – e a posizionare gli occhi di gatto per delimitare la carreggiata in previsione della stagione invernale”. I lavori sulla strada in questione erano stati sollecitati più volte nello scorso mandato dal consigliere dei Rossomori, Antonio Monni. Lunedì 04 ottobre 2010 09.30 4 ott. - BURCEI, Iniziati i lavori sulla provinciale 21 Iniziati i lavori per mettere in sicurezza della strada provinciale 21, che collega la strada statale 125 a Burcei. “Stiamo provvedendo a sostituire i guard rail – afferma l'assessore ai Lavori pubblici della Provincia di Cagliari Paolo Mureddu – e a posizionare gli occhi di gatto per delimitare la carreggiata in previsione della stagione invernale”. (mg) (admaioramedia.it) pag. 3 Allarme sicurezza, arriva Maroni Il ministro oggi a Cagliari: vertice con Cappellacci e in prefettura Il ministro dell'Interno Maroni sarà oggi a Cagliari per far fronte all'allarme sicurezza in Sardegna. L'allarme sicurezza rimbalza fino a Roma e il ministro dell'Interno Roberto Maroni sarà oggi a Cagliari per fare il punto sul malessere in Sardegna (con lui ci sarà il sottosegretario sardo Giuseppe Cossiga). Alle dieci è previsto l'incontro con il presidente della Regione Ugo Cappellacci, poi il vertice in prefettura per la riunione tecnica di coordinamento delle forze dell'ordine. Al centro dell'attenzione ci sarà il pesante clima di intimidazione che da troppo tempo sta circondando gli amministratori locali. È di pochi giorni fa il caso Ottana, con le dimissioni del sindaco Gian Paolo Marras, finito nel mirino degli attentatori: il 24 settembre ha dovuto fare i conti con le fucilate notturne contro la sua abitazione. IL CASO OTTANA E il sindaco dimissionario ha confermato la sua assenza all'incontro a Villa Devoto (era stato invitato da Cappellacci). Avrebbe voluto che il ministro Maroni arrivasse più vicino alle zone del malessere, con una visita a Nuoro. Marras ha inviato una lettera, che il titolare del Viminale riceverà questa mattina dal governatore sardo. Ci sono stati anche altri appelli in questo senso: «Maroni venga nel Nuorese», scrive Confindustria della Sardegna Centrale. Dello stesso tenore le dichiarazioni del deputato del Pd Paolo Fadda. CAPPELLACCI: SEGNALE FORTE «In momenti come questo è importante che le istituzioni facciano quadrato e sappiano essere un punto di riferimento per i cittadini», sottolinea il presidente della Regione. «L'incontro con il ministro dell'Interno rappresenta un importante segnale da parte del Governo, giunto a distanza di pochi giorni dal vile attentato che ha scosso la comunità di Ottana e l'intero popolo sardo». Cappellacci fa sapere che «durante la riunione, oltre a richiamare l'attenzione dell'esecutivo sulle grandi questioni che riguardano il territorio, cercheremo di passare subito agli aspetti operativi». L'obiettivo è arrivare a «risposte concrete», non solo per la legalità «ma anche e soprattutto in termini di lotta al malessere sociale», con la «creazione di nuove opportunità di sviluppo». LA LETTERA DI MARRAS Fermo nella sua decisione di incontrare il ministro soltanto nel Nuorese, il sindaco di Ottana Gian Paolo Marras ha inviato una lettera a Maroni. La riceverà stamani dal presidente Cappellacci. Il primo cittadino spiega le ragioni che lo hanno portato a dimettersi dopo l'attentato subito nella notte tra il 23 e 24 settembre. Marras chiede interventi straordinari sul fronte della sicurezza e dello sviluppo, denunciando una situazione economica al limite del collasso. APPELLO DI CONFINDUSTRIA Da Confindustria della Sardegna centrale ieri è arrivato un appello per far arrivare Maroni in Barbagia: «Ci appelliamo al ministro affinché colga quest'occasione per recarsi nel Nuorese, dove non sono più ammissibili comportamenti violenti», come quello di Ottana, «che rischiano di far precipitare un'intera comunità oltre i confini della legalità». Per l'associazione degli industriali, «i gravi fatti delittuosi contro cittadini, istituzioni e imprenditori richiedono una risposta pronta, immediata e decisa da parte dello Stato». Il deputato del Pd Paolo Fadda va nella stessa direzione, chiedendo al ministro dell'Interno di accogliere l'invito del sindaco di Ottana. È importante «che si rechi nel Nuorese» per «valutare da vicino la drammatica situazione degli amministratori sardi da anni nel mirino». GIULIO ZASSO pag. 4 Coldiretti prepara la marcia su Cagliari Agricoltori in piazza il 13 ottobre: «Cappellacci ci dia risposte» «Ora basta con le promesse, la Regione deve dirci con chiarezza che cosa vuole fare per l'agricoltura sarda». Coldiretti prepara la lotta. E sarà dura, con manifestazioni di piazza in tutta la Sardegna: «Mercoledì 13 ottobre saremo a Cagliari», ha confermato Marco Scalas, presidente dell'associazione agricola, ieri in un hotel del capoluogo regionale, alla platea dei delegati provinciali. Manifestazione a Cagliari, dunque, davanti al Consiglio in via Roma. E città bloccata. «Porteremo trattori, forse cavalli e pecore», ha proseguito Scalas: «Non sorprendetevi se per strada troverete anche qualche maialetto “taroccato”, di quelli che arrivano dalla Spagna, stazionano nell'Isola per qualche giorno e poi vengono rivenduti come sardi. Conosciamo bene questa storia, conduciamo da anni la battaglia per etichettare le carni con l'origine della provenienza». Un ultimo avviso: «Saremo migliaia», aggiunge il direttore di Coldiretti Michele Errico, «e ci saranno tutte le associazioni unite». LA RIVOLTA La manifestazione cagliaritana del 13 ottobre sarà solo l'inizio: «Se non avremo risposte da Cappellacci manifesteremo in tutta l'Isola e a Roma», prosegue Scalas, per nulla preoccupato dal ritiro delle deleghe agli assessori. «Il governatore deve metterci la faccia, le emergenze dell'agricoltura sarda non possono essere delegate in blocco a un assessore. Andrea Prato non lo è più? C'è il presidente della Regione: è da lui che aspettiamo un intervento. L'ora delle promesse è terminata». Intanto, come ha ricordato ancora Errico, «la tensione della categoria sale». IL RIMPROVERO Secondo Coldiretti, un passaggio importante in questo contesto è stato quando Prato, alla domanda sull'esistenza di finanziamenti per il de minimis e per il benessere animale, «ha risposto che non ci sono disponibilità, contraddicendo un ordine del giorno, approvato il 13 settembre dal Consiglio regionale evidentemente solo per rasserenare i pastori». Tra l'altro, i contributi per il benessere animale scadono nel 2010. Altro punto sottolineato da Errico è quello su chi avrebbe dovuto sborsare i 12 milioni aggiuntivi per il ritiro del pecorino da destinare ai Paesi in via di sviluppo: «Il ministero ha accusato la Regione di essersi rimangiata l'impegno dopo che aveva garantito la disponibilità finanziaria. Siamo stanchi di questa sceneggiata». I RISULTATI Dal tavolo romano Coldiretti qualche risultato sostiene di averlo ottenuto, anche se sono insufficienti. Tra questi i tre milioni in più dati dal ministero per il ritiro degli stock di pecorino romano. Ma anche sul fronte regionale non tutte le promesse dovrebbero essere disattese: «Parliamo dei 14 milioni per le cooperative in difficoltà, dei 10 milioni per gli industriali, dei 4 centesimi di euro per litro di latte fino a un massimo di mille euro per gli allevatori che aderiscono a piani di qualità». LA MOBILITAZIONE La crisi dell'ovicaprino e le mancate risposte per il settore in un mese di lavoro del tavolo Governo-Regione hanno spinto Coldiretti ad allargare il cerchio: «L'idea che ci siamo fatti è che», ha fatto notare ancora il presidente di Coldiretti, «oltre a essere un tavolo pervaso di senso di irresponsabilità, è un tavolo dove mancano le adeguate capacità. E le assenze di Cappellacci e di Galan la dicono lunga sull'insensibilità della parte politica». Da qui si parte: «Per segnalare le difficoltà del settore cerealicolo e per le bollette degli indebitatissimi Consorzi di bonifica che, a partire dal Cagliaritano e dall'Oristanese, minacciano i produttori sardi ormai allo stremo». Alla manifestazione cagliaritana, i cui dettagli organizzativi saranno meglio precisati nei prossimi giorni, parteciperanno assieme a Coldiretti, anche Confagricoltura, Cia e Copagri. Nel solco di un'unità del settore che, per la vertenza sull'ovicaprino, potrebbe in futuro estendersi anche al Movimento dei pastori sardi. «Del resto», ha concluso Scalas, «abbiamo gli stessi obiettivi». LORENZO PIRAS pag. 5 Cappellacci, ultimi ritocchi alla giunta Oggi si chiude: resta fuori la Corona, al Pdl forse un posto in più L'accelerazione imposta da Cappellacci alle trattative per la giunta potrebbe consentirgli di arrivare oggi alla soluzione. La nuova Giunta nasce oggi. La riunione del gruppo del Pdl sarà il passaggio fondamentale per chiudere una trattativa estenuante. Dopo, risolti i problemi con il partito di maggioranza relativa, per Ugo Cappellacci sarà più facile chiudere l'intesa con gli alleati e - magari già questa sera - avere un quadro completo della squadra di governo. Nella quale non ci sarà Ketty Corona, assessore scelto dal presidente in avvio di legislatura, apprezzata dai colleghi e dallo staff del suo assessorato, quello agli Affari generali. Il sacrificio quasi certo - della Corona permetterebbe a Cappellacci di concedere un posto in più ai partiti, magari al Pdl. Quel famoso mezzo passo indietro non previsto in questa verifica politica, ma necessario per arrivare a chiudere la questione. Andrea Prato (Agricoltura) e Franco Manca (Lavoro) sono candidati a mantenere il posto, ma dei due potrebbe esserne confermato solo uno. Lo scenario non è ancora chiaro, neanche dopo gli incontri di ieri fra Cappellacci, l'Udc e i Riformatori. Cosa abbia in testa il presidente se lo chiedono in tanti, fra aspiranti assessori e leader dei partiti, vista l'abilità del governatore in questi ultimi giorni a non scoprire le sue carte. Senza dubbio, a Cappellacci piacerebbe annunciare la giunta già questa sera, soprattutto per fugare quei dubbi di violazione dello Statuto messi sul tavolo del confronto dai parlamentari dell'opposizione. LO SCENARIO Cappellacci ha proseguito nella sua riflessione fino al pomeriggio, lasciando il resto della coalizione in sospeso per metà giornata. Non c'è stato il vertice di maggioranza, ma solo un paio di incontri a Villa Devoto, dove sono stati avvistati Giorgio Oppi (Udc) e Massimo Fantola, leader dei Riformatori. Se nel primo caso il confronto è stato certamente politico, il leader dei Riformatori avrebbe visto il governatore per questioni lontane da quelle dell'esecutivo. Oggi, giorno chiave per arrivare a una soluzione, sarà la riunione del Pdl a segnare la svolta: all'ordine del giorno le “comunicazioni del presidente della giunta regionale”, quantomai attese perché si parlerà di assessorati. Nessuno ha la certezza di cambiare sede di lavoro, da via Roma a villa Devoto. Le indiscrezioni non mancano e solo oggi potranno diventare certezze. I criteri geografici sono al primo posto: la provincia di Sassari sarà rappresentata da Nicola Rassu (consigliere dissidente, fino a prova contraria), la provincia di Oristano potrebbe mettere in campo Oscar Cherchi, quella di Nuoro uno fra Pietro Pittalis e Silvestro Ladu. Nel caso di Pittalis, il mancato ingresso in Giunta potrebbe essere compensato da un incarico altrettanto prestigioso, quello di capogruppo. Passaggio che sancirebbe l'ingresso di Mario Diana nell'esecutivo, con il sacrificio di Cherchi. GLI ALLEATI L'Udc non ha sciolto le riserve sui due ingressi in Giunta. «Sarà il partito a decidere», dice Oppi, anche se è certo che il leader tornerà nell'esecutivo. Cappellacci, dopo gli incontri di oggi, deciderà con sardisti e riformatori nomi e incarichi. Il quinto posto “alleato” andrà quasi certamente a Mario Floris. LA CURIOSITÀ Giorgio La Spisa ha - momentaneamente - lasciato la giunta regionale, dove ha ricoperto l'incarico di assessore alla Programmazione. Nel marzo del 2009 si era dimesso dal Consiglio per accettare la delega nell'esecutivo Cappellacci. Ieri mattina è tornato al suo lavoro, quello di dirigente dell'ufficio Studi del Consiglio regionale. La possibilità che cambi poltrona, col passaggio all'assessorato all'Industria, è stata smentita ieri dallo stesso La Spisa. ENRICO PILIA pag. 5 nomi e poltrone Dal discorso inaugurale ai cambi in corsa È il primo, reale rimpasto deciso da Ugo Cappellacci, una verifica utile a «dare maggiore spessore politico alla squadra di governo», così il governatore e il resto della coalizione sulle trattative di queste ultime settimane. Un passaggio caratterizzato dall'ingresso dei leader politici, o di quei consiglieri scelti dai partiti per «rappresentare al meglio le esigenze dei territori». LE SPERANZE Diciotto mesi fa, il 20 marzo 2009, Cappellacci impiega trentasette minuti per raccontare il suo programma, racchiuso in venti pagine. Il presidente dichiara di voler «guidare la Sardegna fuori dalla grave situazione economica e sociale nella quale ci troviamo». Un programma in quattro punti, gli stessi che ha raccontato nel corso della campagna elettorale, «pochi, importanti e strategici», con un finale pieno di speranza: «Che Dio ci aiuti a fare sempre meglio». LA GIUNTA Il presidente presenta una squadra poco politica e molto tecnica. Assegna a due uomini del Pdl, Giorgio La Spisa e Antonello Liori, il Bilancio e la Sanità, assessorati pesanti. L'Agricoltura va ad Andrea Prato, al quale in tanti hanno affibbiato etichette di vario genere (soprattutto quella della Lega), mentre l'Urbanistica va al più esperto fra gli assessori, Gabriele Asunis, già direttore generale di quell'assessorato. Ketty Corona, indicata dal presidente, arriva agli Affari generali. L'Ambiente, in quota Udc, passa da Diego Simeone (oggi manager Asl) a Giorgio Oppi, fino a quando il leader del partito decide di preparare le amministrative ed esce dall'esecutivo, indicando l'oristanese Giuliano Uras. L'altro assessorato in quota Udc, i Trasporti, va a Liliana Lorettu, psichiatra. I Riformatori si prendono il Turismo, con Bastiano Sannitu. Valeria Serra (quota An) sbarca al Lavoro, sostituita a fine 2009 da Franco Manca. Dopo aver pilotato la campagna elettorale di Cappellacci, sponsorizzata dalle alte sfere della Curia romana, per Lucia Baire arriva l'incarico della Pubblica istruzione e Beni culturali. I sardisti ottengono i Lavori pubblici, dove indicano il dorgalese Angelo Carta. All'Industria, Cappellacci chiama il prefetto Andreina Farris, fino al 18 novembre 2009, quando arriva la nomina per il giornalista Sandro Angioni. Da oggi si cambia. ( e. p. ) pag. 3 di Filippo Peretti Stallo di Cappellacci, il caso al Quirinale Sanna scrive a Napolitano: «Illegittimo vuoto di potere, governatore da rimuovere» CAGLIARI. La crisi politica alla Regione, nata venerdì con l’azzeramento della giunta da parte di Ugo Cappellacci, è tornata nella palude delle trattative sugli assessorati. Ma, nel frattempo, è finita sul tavolo di Giorgio Napolitano: il senatore del Pd Francesco Sanna si è infatti rivolto al Quirinale per denunciare l’«illegittimo vuoto di potere» e per chiedere se non sia il caso di «rimuovere il governatore». La lettera di Sanna al Quirinale. Già sabato scorso, il giorno dopo il ritiro delle deleghe ai dodici assessori, Francesco Sanna aveva sollevato la questione del «vuoto di potere», spiegando che la Regione ha tre organi (il presidente, la giunta, il Consiglio) e che per Statuto non può funzionare senza uno di essi. Ieri Sanna, componente della commissione Affari costituzionali del Senato, ha scritto a Giorgio Napolitano una lettera per segnalare «l’abnormità della situazione istituzionale sarda» e per chiedere al capo dello Stato di valutare, «alla luce degli articoli 50 dello Statuto sardo e 126 della Costituzione», la possibilità di rimozione di Cappellacci. Nella lettera Sanna ha contestato l’interim di tutti e dodici gli assessorati assunto dal presidente della Regione dopo la sua decisione di azzerare la giunt: «Per non trasformarsi nella soppressione di fatto della Giunta, l’abnorme interim presidenziale sarebbe dovuto durare poche ore, il tempo strettamente necessario per la nomina di un altro collegio. Invece - ha aggiunto Sanna nella lettera - non si è ancora concluso». In questo modo «gran parte della attività amministrativa della Regione è bloccata» e si è di fronte «ad una sostanziale e consapevole violazione dello Statuto di autonomia della Sardegna». Improvvisa accelerazione di Cappellacci. L’iniziativa di Francesco Sanna ha messo in allarme il centrodestra e in particolare il governatore, non si sa se per il rischio reale di rimozione o per una ragione di immagine. Così Cappellacci, sempre chiuso in una Villa Devoto trasformata in una sorta di bunker, a metà mattinato ha dato l’impressione di dare una scossa alla situazione politica: sembravano imminenti le convocazione dei singoli partiti per preparare in serata un vertice collegiale in grado di risolvere la crisi. «Ci saranno sorprese», ha riferito un collaboratore del presidente lasciando intendere la possibiità di far quadrare i conti della spartizione di poltrone: si parlava di un mix politici-tecnici a favore però dei politici. La trattativa sembrava ben avviata e nessuno, infatti, parlava più dell’ipotesi delle elezioni anticipate. Poi un’improvvisa e brusca frenata.A metà pomeriggio, quando tutti erano ormai in attesa dei nomi dei nuovi assessori, si è appreso che degli incontri bilaterali annunciati si era tenuto solo quello del presidente con l’Udc, che quelli con Riformatori e Psd’Az (i più spinosi) potrebbero tenersi solo oggi. E che, prima di un’eventuale riunione collegiale, Cappellacci aveva bisogno di riunire il suo gruppo del Pdl (lo farà oggi al termine della seduta degli Stati Generali). Insomma, il quasi ultimatum giocato con la carta delle elezioni anticipate ha lasciato il posto a un confronto vecchio stile che la dice lunga sulle difficoltà politiche del presidente e del centrodestra, incapaci di trovare una sintesi persino nel momento in cui la crisi politica diventa un caso istituzionale che investe il Quirinale. Tempi lunghi? Il Pd torna alla carica. In serata, nella riunione della direzione regionale a Oristano, i democratici hanno appreso del nuovo stallo e hanno aggiornato la strategia di opposizione. Questa mattina dovrebbero chiedere all’aula di riunirsi secondo l’ordine del giorno della crisi politica. «E’ una situazione preoccupante - ha detto il segretario Silvio Lai - perché a rischio c’è la tenuta economica e sociale della Sardegna». Le trattative tornano in alto mare. Neppure in serata - se non forse telefonicamente - il presidente ha ripreso i contatti con gli alleati. Per cui sulla formazione della giunta continuano a circolare ancora solo indiscrezioni. Cappellacci avrebbe intenzione di confermare il suo schema 5-5-2 (5 al Pdl, 5 agli alleati, 2 a tecnici uscenti) mentre Riformatori e Psd’Az chiedono il 6-6 (niente tecnici). Se non dovessero ottenere il raddoppio, Riformatori e Psd’Az sarebbero intenzionati a confermare Sebastiano Sannitu e Angelo Carta, ma quest’ultimo avrebbe fatto sapere di essere disponibile ancora solo per i Lavori pubblici. Una sua rinuncia potrebbe aprire la strada al politico Giacomo Sanna. L’Udc avrebbe l’Ambiente (per Giorgio Oppi) e un altro incarico di peso (per Sergio Milia). Quasi certo l’ingresso di Mario Floris (Uds), forse alle Riforme, con lo spostamento di Ketty Corona. Tra i tecnici uscenti sembrava in calo Andrea Prato, in risalita Franco Manca. «Confronto con lo Stato? Avanti comunque» Parti sociali e politici: «Sulle riforme l’unità a tutti i costi» CAGLIARI. Oggi il Consiglio assume una veste nuova: si svolgono gli Stati generali, assemblea allargata alle forze sociali. Seduta propedeutica prima di riprendere l’argomento che ha originato gli Stati generali: il nuovo Patto con lo Stato e il federalismo. Tutto come previsto la settimana scorsa in Consiglio regionale ma con una novità di non poco conto: non ci sarà la Giunta, azzerata nella notte di giovedì dal presidente Cappellacci. Sindacati e industriali parteciperanno ugualmente con la stessa convinzione di prima pur sapendo, però, il contesto è peggiorato e la crisi politica si scontra con l’urgenza delle politiche di massa. «L’idea era nata in una fase politica vivina eppure già lontanissima dall’attuale», afferma Enzo Costa, segretario Cgil. «Io comunque andò a dire che, al di là delle crisi, è vitale l’apertura del confronto Stato-regione. Ed è fondamentale avere un forte consenso popolare: non c’è alcuna possibilità di successo nella riscrittura dello Statuto se dietro non c’è quel consenso». Mario Bruno ha una tesi «forte»: il Consiglio - sostiene il capogruppo del Pd - sta svolgendo un ruolo da protagonista in questa fase in cui si deve ridiscutere il Patto con lo Stato e il federalismo. «Siamo arrivati al dibattito in Consiglio», dice Bruno, «senza che ci fosse una sola proposta della Giunta. La Regione non ha partecipato ieri alla Conferenza Stato-Regioni, anzi in quella sede è come se non esistesse. E allora, certo, di fronte a questo scenario mi chiedo se ha senso la riunione degli Stati generali. Ma la risposta non può che essere una: è in gioco il futuro della Sardegna e noi dobbiamo fare la nostra parte sapendo che la partita vera, inq uesto momento, non è il Patto con lo Stato ma il federalismo fiscale». Anche gli industriali vogliono dare un contributo nuovo e si presentano all’appuntamento di oggi con un tono di voce usato poche volte in precedenza: «Le imprese sono stanche di una politica che frena la Sardegna», afferma il presidente di Confindustria Massimo Putzu, che considera essenziale il nuovo Patto con lo Stato. Cgil-Cisl e Uil ripartiranno dai punti fermi della piattaforma sindacale, dallo sciopero generale di febbraio con cinquantamila persone in piazza a Caglairi e l’accordo sottoscritto con la Giunta Cappellacci a giugno, un’intesa che fissava tempi, date e scadenze e che è rimasto inattuato. Lì dentro - sostengono Costa, Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil), c’era tutto: lo sviluppo e le ineluttabili riforme. Certo l’assenza di un governo regionale non è conciliabile con l’urgenza della crisi economica. L’ha detto Renato Soru al convegno di Sardegna democratica sul federalismo e l’autonomia: «Argomenti che possono sembrare fuori contesto nel momento in cui la Sardegna è senza Giunta e ci sono vertenze come quelle dei pastori o della Vinyls». Ma il problema delle riforme si intreccia con quello della crisi e mentre Cappellacci cerca di quadrare il cerchio, a Roma si va avanti con la bozza sul federalismo fiscale. «Occorre un tavolo di confronto con lo Stato», afferma Gian Valerio Sanna, «finchè il dibattito continua a concentrarsi sulle differenze esistenti in Sardegna, lo Stato se la riderà». Sarà una settimana cruciale per il Consiglio: oggi l’aula del Consiglio sarà aperta ai rappresentanti di parti sociali, economiche ed enti locali. Sentite le loro opinioni in materia di riscrittura del nuovo statuto e di federalismo, domani riprenderanno i lavori dell’assemblea presieduta da Claudia Lombardo. Giovedì potrebbe esserci il voto. Con un Ordine del giorno unitario? Mario Diana, capogruppo Pdl, spiega: «Noi ci auguriamo un Ordine del giorno unitario, ma sono stati posti dei paletti. E comunque il vero problema non sarà la formulazione ma ciò che metteremo nello Statuto». Il suggerimento che arriva da Pietro Soddu è chiaro: «L’ordine del giorno non dovrebbe entrare nel merito, dovrebbe affermare una sola cosa: che un modello di Autonomia è finito e ora si apre una pagina nuova». pag. 5 L'opposizione. Sanna (Pd): Statuto violato, intervenga il Colle. Lai: Isola allo sbando «Napolitano rimuova il presidente» Più si prolunga l'incertezza sulla Giunta, e più salgono i toni dell'opposizione. Luciano Uras (Sel) vede lo «scollamento irreversibile della maggioranza di centrodestra», il leader del Pd Silvio Lai parla di una Sardegna «mai così allo sbando». E sempre dai democratici arriva l'affondo del senatore Francesco Sanna: che scrive al capo dello Stato, ipotizzando un suo intervento per la rimozione del presidente della Regione. «VIOLAZIONI DI LEGGE» È una possibilità prevista dall'articolo 50 dello Statuto speciale. Il Quirinale può rimuovere il governatore in caso di «atti contrari alla Costituzione o reiterate e gravi violazioni di legge». Lo Statuto, ricorda Sanna, è legge costituzionale e prevede tre organi: il Consiglio regionale, il presidente della Regione e la Giunta, che è un organo collegiale. Ma l'esecutivo di fatto non esiste più, dopo che Ugo Cappellacci ha ritirato le deleghe agli assessori: «Per non trasformarsi nella soppressione di fatto della Giunta - scrive il senatore - l'abnorme interim presidenziale sarebbe dovuto durare poche ore, il tempo necessario per la nomina di un altro collegio. Invece non si è ancora concluso». Il che si traduce, conclude Sanna, in «una sostanziale e consapevole violazione dello Statuto». «ASSENTI A ROMA» Il parlamentare ricorda poi una circostanza su cui insiste anche, con una sua nota, il capogruppo consiliare Pd Mario Bruno: proprio ieri i presidenti delle Regioni si sono riuniti a Roma per discutere di federalismo col Governo, ma il governatore sardo non c'era. «Scandalizza ma non stupisce più - attacca Bruno - l'irresponsabile leggerezza con la quale il presidente Cappellacci costringe la Sardegna ad assistere da semplice spettatrice alle fasi cruciali del dibattito politico in corso». Non meno dure le parole con cui Silvio Lai ha aperto ieri la direzione regionale del Pd, a Oristano. «Ci troviamo davanti a una situazione preoccupante, con un vuoto di governo nel Paese e in Sardegna», ha detto il segretario. «L'Isola è paralizzata. È a rischio la tenuta economica e sociale. Una situazione catastrofica». Nel direttivo democratico sono comunque emerse strategie variegate, soprattutto sulle riforme. È intervenuto anche Renato Soru, che tra l'altro ha ammesso di essere pronto a cedere L'Unità: il quotidiano fondato da Gramsci, e rilevato dall'ex governatore, vive una fase di forte agitazione per l'imminente chiusura delle redazioni di Firenze e Bologna. LA SINISTRA È probabile che anche in Consiglio, quando giovedì riprenderà la discussione sulle riforme, l'opposizione porti il suo attacco a Cappellacci. Per Luciano Uras, capogruppo dei Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori, il presidente «non è in grado di prospettare una soluzione e rimettere in sesto la maggioranza». Perciò il centrosinistra deve prepararsi a definire «un programma di governo alternativo» e a darsi «un candidato presidente scelto con le procedure più democratiche: le primarie». GIUSEPPE MELONI pag. 17 Fondazione. Che cosa c'è dietro lo sciopero indetto dai sindacati che venerdì bloccherà la prima di “La Cenerentola” «Teatro lirico, o si cambia o si chiude» Subito una svolta. I manager: facciano un passo indietro Il soprintendente uscente Maurizio Pietrantonio non esclude l'ipotesi: «Se i sindacati non accettano nuove regole del lavoro il commissariamento non è un'ipotesi astratta». «Vede, c'è un piccolo problema: se qui non si interviene subito questo teatro rischia di chiudere. E non lo dico per scherzo». Roberto Camarra, segretario della Slc-Cgil, parla di Cagliari pensando al Carlo Felice di Genova, 12 milioni di passivo, 329 dipendenti a un passo dalla cassa integrazione e poche possibilità di evitare la chiusura definitiva del sipario. Eppure al Lirico di Cagliari la situazione è totalmente diversa: dopo aver chiuso sei bilanci in pareggio, dal 2004 al 2006, al momento la prospettiva è di terminare il 2010 con un rosso di 1,8 milioni (su un bilancio di 31) perché a fine luglio, a stagione programmata, il ministero della Cultura ha inopinatamente tagliato 2,6 milioni del Fondo unico dello spettacolo, una delle entrate considerate certe. PIÙ SPETTACOLI Un imprevisto. E allora perché i sindacati hanno deciso di chiedere la testa della dirigenza e di scioperare venerdì per la prima di “La Cenerentola”, l'opera “monca” (è in forma di concerto proprio per tagliare i costi, soprattutto quelli delle scenografie)? «Si poteva risparmiare ulteriormente e chiudere in pareggio producendo spettacoli in più e facendo lavorare tutti i precari», spiega Camarra. Ma come: nel mezzo della crisi più dura e con la prospettiva di ulteriori tagli del 30% nei prossimi anni da parte di Stato (che versava 10,6 milioni e li ha ridotti a otto) e Comune (2,4) si chiede l'assunzione di 63 precari che costano mediamente 50 mila euro all'anno a testa? «I lavoratori non sono il problema, ma la soluzione», risponde Camarra. «Lo so che sembra paradossale, ma utilizzando il nostro personale anziché ingaggiare tecnici, parrucchieri, prime parti o direttori d'orchestra costosi, si salverebbe il lavoro dei precari (che costano complessivamente 1,7 milioni all'anno), si otterrebbero più punti validi per il calcolo dei finanziamenti e si accontenterebbero gli abbonati». Come? «Ad esempio con una controprogrammazione, da qui alla fine dell'anno, a basso costo e ad alto gradimento: 38 spettacoli (comprese due opere: Così fan tutte e Le Nozze di Figaro) anziché i 23 previsti con un costo complessivo di meno di 400 mila euro». UN'UTOPIA Per la dirigenza del teatro è un'utopia: «Le nozze con i fichi secchi non si possono fare», attacca il direttore amministrativo Vincenzo Caldo. Uno di quelli - gli altri sono il soprintendente Maurizio Pietrantonio, e il direttore artistico Massimo Biscardi - a cui i sindacati chiedono di andare a casa. Ma la ragione per cui secondo Cgil, Cisl, Uil, Snater e Css i dirigenti sono «inadeguati» è soprattutto un'altra: «In sei anni non sono stati capaci di erodere il debito patrimoniale». Una voragine che, pur ridotta nell'ultimo anno del 2,6%, come ha certificato la Corte dei Conti nell'ultima relazione sullo stato delle Fondazioni liriche, resta ancora consistente: 18,6 milioni di euro di cui 10,5 di debito a breve e 6,5 a lungo termine verso le banche, un milione verso i fornitori, circa 500 mila verso gli istituti di previdenza. «Ecco, con questi dati si va dritti al commissariamento», attacca Annalisa Pittiu, corista e leader della Fistel-Cisl. IL RAFFRONTO Ecco perché i sindacati azzardano il paragone con Genova. Una boutade? No, se è vero che nei giorni scorsi anche Pietrantonio si è spinto su un terreno nuovo: «Se i dipendenti non accettano nuove regole del lavoro il commissariamento non è un'ipotesi astratta». Insomma, i vertici del teatro accusano i sindacati, chiedendo «senso di responsabilità» (lo ha fatto anche il sindaco in qualità di presidente della Fondazione), loro replicano accusando la dirigenza della Fondazione di incapacità di gestire questa fase. Marco Mereu, segretario aziendale della SlcCgil, mostra uno studio che raffronta i dati del teatro cagliaritano con quello di Trieste, simili per dimensioni aziendali, bacino d'utenza ed entrambi con sede in una regione a Statuto speciale. Con quattro milioni di finanziamenti in meno (Cagliari ha complessivamente 23,9 milioni e Trieste 19,8) e 70 dipendenti in più producono 10 titoli con sette recite ciascuno comprese tre recite nel territorio regionale, che al Lirico mancano da anni. «Invece noi, che siamo un teatro lirico, tagliamo proprio sulla lirica, che poi è il settore che garantisce più punti per il Fondo unico per lo spettacolo e quindi più soldi. Che senso ha?». «SFORZO DI FANTASIA» Al management attuale mancherebbe anche fantasia, capacità di pianificazione e di guardare oltre il «solito recinto». «Ci si potrebbe sforzare e cercare direttori o registi emergenti, evitare di passare, chissà perché, sempre per le agenzie che trattengono percentuali importanti», spiega Cristiano Barrovecchio, che rappresenta lo Snater, il sindacato degli orchestrali. «Insomma, nel pieno spirito della legge Bondi, si potrebbe risparmiare facendo una programmazione di alto livello con un cast meno caro. Ma si rende conto che siamo diventati un teatro sinfonico con qualche titolo di lirica?». Per dimostrare che fare diversamente si può, i sindacati hanno predisposto un piano a breve termine e un programma triennale dettagliato che prevede l'utilizzo delle maestranze (dalle sarte agli scenografi) anche fuori dal teatro. «Volevamo sottoporlo ai dirigenti, ma non ci hanno mai ascoltato», spiega Pittiu. Caldo dice di non averlo mai ricevuto. I SACRIFICI E i vertici del teatro? Hanno chiesto agli artisti un sacrificio sui cachet, e in qualche caso l'hanno ottenuto, hanno annunciato che se confermati si ridurranno ulteriormente lo stipendio del 20%, hanno aumentato il costo dei biglietti, che da qualche settimana vengono venduti al Box office (contratto in scadenza a fine anno, risparmio annunciato di 205 mila euro), lavorano per recuperare contributi perduti, come dice Pietrantonio, anche se Caldo annuncia per i prossimi anni ulteriori tagli per oltre tre milioni e mezzo di euro. Ma soprattutto chiedono sacrifici al personale: «Occorre uscire dalle ingessature delle attuali regole del lavoro, come suggerito dal ministro Bondi e introdurre la plurimansionalità», spiega Maurizio Pietrantonio, che ambisce a una riconferma. IL SOPRINTENDENTE I sindacati ne chiedono la cacciata. «Non è in grado di dare un futuro a questo teatro». Lui replica: «Siamo tra le poche Fondazioni ad aver garantito bilanci sempre in pareggio, questo è ciò che conta». Per tutte queste ragioni l'8 ottobre, venerdì, non ci sarà la prima di “La Cenerentola”. Sarà sciopero. Contro una dirigenza che non c'è più. FABIO MANCA L'intervista. Le accuse e le ricette del direttore amministrativo Vincenzo Caldo «Dipendenti viziati, situazione tragica» «Al Lirico se si lavora oltre la mezzanotte, anche se si finisce a mezzanotte e un minuto, si ha diritto a un giorno di riposo. Per gli straordinari si paga il 200% in più. C'è un elettricista che si occupa delle scene, uno che fa il cabinista e uno che fa il manutentore. E nessuno sconfina nelle competenze dell'altro. Negli uffici amministrativi gli impiegati fanno una sola cosa. E se si assentano li devo sostituire con un precario. Ecco perché diciamo ai dipendenti che per salvare questo teatro serve più flessibilità, che bisogna adattarsi alle plurimansioni, che serve un senso di responsabilità che non vedo. La situazione è tragica ed i sindacati lo sanno bene». Vincenzo Caldo, direttore amministrativo del Teatro lirico, è uno dei manager di cui i sindacati hanno chiesto la testa. Non ha concluso il mandato («scado a luglio 2011) come il soprintendente Maurizio Pietrantonio e il direttore artistico Massimo Biscardi (in prorogatio per 45 giorni a partire dal 20 settembre) ma è «inadeguato a gestire una crisi così profonda». ACCUSE INGIUSTIFICATE Dopo aver letto le accuse contenute in una nota di Cgil, Cisl, Uil, Snater e Css, ha deciso di replicare punto per punto. «Ci hanno accusato di aver fatto un'opera, “La Cenerentola”, che costa 700 mila euro. Non è vero: l'abbiamo fatta in forma di concerto per risparmiare su scene e personale aggiunto ed abbiamo chiesto agli artisti di dimezzarsi il cachet e l'hanno fatto. Quindi costerà 250 mila euro. Ci hanno accusato», aggiunge Caldo, «di aver esternalizzato la biglietteria senza una delibera del cda. Non è vero: siamo obbligati a fare bandi pubblici ma possiamo fare appalti temporanei per periodi brevi. E quello per la biglietteria scadrà il 31 dicembre e ci consentirà di risparmiare 205 mila euro». I PRECARI «Ci accusano di non assumere i precari, che sino ad ora hanno sempre lavorato. Ma se ci hanno tagliato due milioni e 600 mila euro a fine luglio, a stagione progettata, ed abbiamo la certezza che lo Stato e il Comune ci taglieranno un ulteriore 30% l'anno prossimo mi spiegano i sindacati come posso assumere i precari che costano 50 mila euro ciascuno? Dicono di averci presentato una stagione alternativa per risparmiare e un piano triennale? Io non ho visto nulla, e nemmeno il sindaco, che ha incontrato i sindacati nei giorni scorsi. Invece scioperano e le garantisco che non ho ancora capito perché». INTEGRATIVO DA CAMBIARE «Siamo disponibili a sederci attorno a un tavolo e ragionare su tutto, ma proprio tutto», conclude Caldo. «A cominciare dall'integrativo: ma le sembra normale, con la crisi che c'è, che se uno lavora oltre mezzanotte debba fare un giorno di riposo in più e se ho bisogno di lui devo chiamare uno da fuori? Le sembra normale», aggiunge il direttore amministrativo, «che i coristi ci chiedano un'indennità per indossare abiti di scena? È giusto avere tre elettricisti per fare il lavoro che potrebbe fare uno? Ecco perché diciamo che per salvare il teatro occorre prima di tutto un passo indietro del personale, come faremo noi riducendoci gli stipendi. Se non ci sarà, questo teatro non potrà salvarsi». (f.ma.) pag. 19 Autorità portuale. Protesta dei lavoratori per la decisione di bandire un concorso «Un dirigente ogni tre dipendenti» I sindacati: «Troppi colonnelli, prima la pianta organica» I dipendenti dell'Autorità portuale hanno manifestato ieri per protestare contro la decisione di assumere nuovi dirigenti. Protestano perché temono di diventare un «battaglione di colonnelli», anche se alla fine i dipendenti dell'Autorità portuale sono complessivamente appena una trentina. «Ma alla fine», spiegano i componenti della Rsu, Doriana Cabras, Donatella Draetta e Tullio Sarritzu, «il rischio è quello che il rapporto tra dirigenti e impiegati arrivi ad essere di uno a tre, quando già adesso siamo uno a cinque». E ieri mattina, i lavoratori dell'Autority hanno scioperato davanti all'ex stazione marittima di via Roma, sede del governatorato del porto. «Chiediamo maggiore trasparenza per le nuove assunzioni», fanno sapere i sindacati, «non siamo contrari, ma vogliamo che prima vengano accertate in maniera trasparente ed oggettiva quali siano le effettive esigenze dell'Amministrazione». LE CONTESTAZIONI Stando a quanto sostengono le rappresentanze dei lavoratori ad oggi non sarebbe ancora possibile stabilire con certezza quali professionalità siano necessarie. Per i vertici dell'Autorità portuale, fanno sapere i dipendenti in agitazione, servirebbero altri due capo area: un ingegnere e un laureato in Economia e commercio. Ma i sindacati non condividono l'idea proprio per il rapporto già alto che esiste tra dipendenti apicali e impiegati. Tra le rivendicazioni una in particolare viene portata avanti dai lavoratori: prima di assumere altro personale, l'Amministrazione rilevi i carichi di lavoro e faccia un mansionario (l'ultimo risale a circa dieci anni fa, mentre i carichi di lavoro non sarebbero mai stati rilevati). «Dopo aver valutato oggettivamente le esigenze», chiariscono i sindacati, «allora si assumerà dove c'è realmente bisogno». I SINDACATI Presenti al sit-in davanti alla stazione marittima anche i vertici provinciali delle organizzatori dei lavoratori: Corrado Pani (Cisl), Pierfranco Meloni (Uil) e Sandro Bianco (Cgil). Tra le accuse sollevate dagli scioperanti anche quelle di «comportamento antisindacale» perché il sindacato avrebbe chiesto l'accesso agli atti per visionare tutti i documenti da cui risulti la necessità di assumere due nuovi capo area, ricevendo un rifiuto da parte dell'Autorità portuale. Proprio a seguito di questo rifiuto, a luglio, i lavoratori hanno indetto lo stato di agitazione. Impossibile ottenere una replica dal presidente dell'Autorità portuale Paolo Fadda: arrivato nella sede di via Roma è subito dovuto andare via per un grave problema familiare. FRANCESCO PINNA pag. 20 Concorsi contestati, due ore di sciopero all’Autorità portuale CAGLIARI. Sciopero all’autorità portuale ieri mattina per due ore contro la politica di gestione del personale varata dal suo presidente Paolo Fadda. Cgil Cisl e Uil hanno incrociato le braccia, con l’adesione quasi totale dei dipendenti dell’organismo che governa il porto, contestando sia le assunzioni di personale senza alcuna valutazione sulle necessità contingenti, che sul bando per l’assunzioni di un ulteriore dirigente bandito nel 2008. «Una figura apicale in più è davvero troppo - ha detto il segretario della Camera del lavoro Nicola Marongiu - serve rafforzare gli esecutivi e non i dirigenti. L’autorità deve essere una macchina veloce e in grado di fornire risposte agli operatori e alle pubbliche amministrazioni e non l’ennesimo carrozzone politico». Certamente all’Autorità portuale non mancano in questi giorni argomenti e dossier caldi, da quello sulle tasse d’ancoraggio al futuro del porto canale. Adesso si aggiunge anche quello del rapporto col sindacato, che in uno scenario quantomeno articolato in Regione rischia di lasciare il suo presidente quasi con le spalle al muro.