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Anno XXXII -
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CfllaL —
MOND ANO
N. 1.466 - S. Paolo, 27 Agosto, 1938
disco r si
di
1LLÜSTBAT0
COSIOSO ATEOFIM!
- Uffici: Rua José Bonifácio, 110 - 2/ Sobreloja
stagione
Disegno di Ge lie Lo Re — Parole di Ângelo
Seala •— Musica di Giuseppe Rossetti.
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Io, il mio cappotto, 1 Mio fatto tingei^é v rn'ha fatto la riu
seita di un cappotto nuovo.
Davvero?
Sí, me Phanno íregatõ siibito.
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la pagina piú scema
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— Fatale criore; ecco che invçcc di iniiainòrariiij
mi
6 venuto appctito!
Usi
pareri
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sempre
"AURORA"
Sono venuto per il seqüestro. ..
Mi «dispiace per lei! Il letto 6 di Luigi XVI,
la sedia
6 di Luigi Filippo e il quadro 6 dl Tiziano. Perciò, niente
da fare!
la
migliore
stoffa!
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incoraggianti
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Ii'EIHTORE — Ho letto il manoscritto dei vostro romanzo, giovanotto. La serittura denota dolcezza di «earatterc
e affcttuositá. Giorno propizio il venerdí. Giocate 13, 25 e
70: avrete fortuna.
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— Ci fermiaino a cenare
qui, o andiamo da un altro?
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miglior
caffé
nella
terra
dei
caffé
Ho passato Ia visita e rui hanno fatta rivedibile per deperimento orgânico; io non so
cosa debbo fare per essere fatta abile...
Semplieissimo. Ricorri alie compresso
Bâllari e vedrai clie in poço tempo ti ristabillrai
completamente e riiiscirai sicüramentè nel tuo
intento.
Allude alie rinomate "Lassative Dallari", il purgante senza dieta, il miglior regolatore dèlíMntestinò.
V
J)
nel
paese
dei
divorzi
Quando Torologio segna le ore 19, sintonizzate il vostro apparecchio radio colFonda deiIa P. R. G.-9 — Radio Excelsior e ascoltate il
programma italiano notturno
La Você delia Pátria
II vostro programma italiano delPora di
•
cena — presenta ogni • giorno
un programma
nuovo, scelto e per tutti i gusti.
La Você delia Pátria
DALLE ORE 19 ALLE 20
PR. G.-9
— So che ora siete impegiinlissinia. 1'renoto il mio ma-
-
RADIO EXCELSIOR
Direzione Artística di Alfonso De Martino
trinionio i»er il 1940.
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SARTORIA
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pe' fasse strada
Si
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ce vô' 1'ctrtc, a vive'? Ah no, 'na paja!
ne vo' tanta che nun basta mai;
monno, amico mio, si nu' lo sai,
monno é come un campo de battaja.
Solo che invece de sparâ' a mitraja
hai da spará' fregnaccie e grosse assai;
qui sta la furberia, senna so' guai;
e chi nun é truechista manco scaja.
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WiKiffl _r. ^Bmí
IsflE.
Guarda la donna tu, tutta finzione:
cipria, rossetto, rimmel, permanente,
evpuro, avanti a lei, nun c'é questione,
éí^P^mí ¦F^R^fc." vEsViu*..
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che te diventa Vomo? Un mammalucço.
Vedi, basta 'sto fatto solamente
pe' fa capi' sí quanto conta er tmcco\
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CAV. ÍTALO BERT INI
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onestá di propositi tra i cannibali
FINISSIME CONFEZIONI
PER
UOMINI
Rua 15 de Novembro, 197 — 3." andai'
Telefono: 3-2401
S. PAOLO
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enciclopédia
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AHECKDAIUO — Questa importantíssima
parola, che é giá
stata Iraãot-la in tutte le lingue, nacque cosi. XeWanno
492 a.C,
Vario I, cha dopo .« morte di Cambise sali sul trono ãi Pérsia
facendo uccidrre 1'usurpalcre Smerdi, amoreggiava con una
nobile
persiana chiamata Abe e si recova ogni será a
alVamorc in
easa di lei. Una volta nn fratello di Dario avendofare
bisogno di par'lar gli, si reeó a tro vario a easa di Abe, Ia
quale, quando senli suonare d campanello s'affaccio nita fineslra e domando:
"Chi <U"
— "Abe: c 'é Dario'?" le domando
ii futuro cognalo.
La frase piacque immensanienle e f„ insegnata súbito ai bambiui delle seuolr i quali 1'hanno Iramandata
fino a noi.
ACCADEMICA — lUorigine di questa
parola, va rieercatanel
t<-lto che alta Corte di Cario il Fregnaeeiaro esisteva un tale che,
<> per In Iroppti sempUcilá o
per 1'ccecssivo otlimismo, si rifiulava
sempre di erederr a quello ehe avrebbe
potuto aeeadere come loe/ica
conseguenza di qualsiasi avveuimenlo. Cosí,
quando qli domaudarano: \Se aocadesse ehe tua moglie li f'acesse le corna che
resti/ , lui .U limitava, a stringcrsi nelle spalle dicendo: " cosa faWacclié'
Aon iiccade mica!...".
ALBICOCGA — Nome di sicura áerivazione americana.
Prima di Al Johlson, prima di At Capone, negli Stati Unitiebbe un
momento di- grande nolorietá un certo Al Bicocea; il
slerwse ragioni, lasció poi il suo nome leejalo aã un quale, per mifrutto di lareio
consumo popolare.
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LESPLORATOHE (al colega) 1» ...I» con... .„_,, per I» im,agumh, Senti, i„ d provo , fare
(lcl &££«£!&&
cul'in ária
IWE ALIA fíllAGE
Prima d'ogni altra com,
assicuralcri — che Ia càrne sia magra cá un po'
frolla — indi con moita
cura lardcllatela — cã agginngclc ai larüo Ia cipólIa. — Voi appronlalc un
hattulo; qualchc sedaria—
una carola, altra cipolla
ancora — v, salc e pepe c
fale poscia cuoccrc — con
molto burro:
hasta nn
á-ora.
quarto
In capo a questo tempo,
sulVamalgama — che ne
risulta, allorla c ben legata — deponde Ia carne,
ricoprcnãolu — onde sia Ia
coltnra concenirala. — di
quando in quando, due o
—
ire volte ai massiino,
hagnatela con acqua: un
mescolino — e lasciale
hollire, ma pianissimo —
che soltanio cosi verrá a
punli.no.
Vassalo infinc il sugo,
disgrassatelo — c aggiungele dei burro, se volele;
dará grania alia carne,
quando in lavola — festosomente Ia prcsenlerele.
TA G Li A TELLE
VÊJWI
E' una minestra asciulIa, incomvarabile — pel
suo gradevolissimo saporc
e si 'chiama cosi masmie amabili, — perché Ia
pasta, é verde di colore
Per dar questo colore
vago, lenero — ci voalion
gli spinaei: una mazzctla;
prima si fan hollire, poi
si. slnizzano — e si tritano ben con Ia lunclta.
Spinaei ed nova quinai
oecorre intridere — e mescolare il tutto alia farina; — tirar, cosi Ia sfoglia; é consigliabüe —
clie il mattarello Ia riduca
fina. — Piú . sotlilc e piú
infalli verrá soffice, —
se no il piatio risulta un
po' indigesto; — bisogno.
consitmare olio di gomilo;
il gfan segreto, in
fondo, é solo questo.
Asciugala Ia sfoglio, se
ne çavano — i lievi taglierini o cento a cento — intanto, usando gli ingreãienti solili, — avrcle preparolo il condimento.
Come si fa?
Dio mio,
—
ripelersi
Ci vuoi
perché
magro
spezzetproseiulIo
lato — qualche carola
gialla, fjuidche sedano —
e salc e pepe e burro e concentral o. — Se oecorre,
mentre. cuoce questo amaigama, — allungate con aoqua, appena un dito; —
fnoeo non forte, ed in mezz'ora ai massimo — il sugo avrá, il suo bruno colorito.
(tra fale boUir Ia pasta
e in lavola — le lagliatelle presenlale poi. — Saran
vêuntà bene?
Mah! Spérimnolo, — onde non toechi di inverdire a voi...
C. UCCIO
itttticiuinàWf
R8CE OGNI 8AJUT0
Ccrfojua£&
SKTT1MANALE ÜMOÍUST1CO
MUNDANO
• ILLUSTltATO
Proprietário f ABBONAMENTI S. PAOLO
CAETANO CRISTALDI APPETITOSO, anno ...
20? R.
50?
Tí-snonsabile LUSSORIOSO, anno ...
AWONINO CARBONARO
SATIRIACO. anno
100.*
*NNO
XXXII
NUMERO 1.466
IIPPICI'
JOSÉ' BONIFÁCIO, IIP
2.» SOBRELOJA
TEL. 2-6525
S, Paolo, 27 Agosto, 1938
NUMERO:
S. Paolo .. 200 réir
Altri stati. 300 réir
Iti(!i ancora uensando ai riservisti?
Macché! Penso aiIa "base sicura" trovàta
da liord Kunciniaii per
risolverc il problema dei
"sudeti" con «enerale
soddisfàzione!
connotati dei sessappello
// sex-appeal é, dunque, un fluido che difficile definire Ia bellezza. La Venere di
non alimenta Ia sua elettricitá colla sola Milo é una bellissima donna, ma anche Ia
giovinezza e colla sola bcllezza degli esse- signorina Lilian Harvey, che non le sori umani. Molte donne, che mm sono piú miglia affatto, é stata giudicata molto
giovani e che non sono mai state belle, di- bella dagli oechi di tutto Vuniverso. Per
sfjonejono di un sex-appeal ad alta ed ir- il giovane dongiovanni di Tombuctú, Ia
rèsistibilè tensione. Le cronache nere di ragazza negra dalle labbra a piattello é,
tutto il mondo ci riferiscono, ogni gior- senza dubbio, Vincarnazione di una insuno, dei drammi passionali, cui fanno da perabile bellezza; mentre invece, per un
protagonisti dei signori dai capelli giâ amante caucasico, quella siessa ragazza
inargentati e da eroine delle clame Ia cui coslituisce Ia perfeita aüinenza. Noi difede di riàscita fu redatta con inchiostro ciamo di una signorina giapponene che é
dei seeolo scôrso.
molto graziosa, quando il suo profilo é in
11 sex-appeal non ha quinai, niente a gran parte europeizzato, ma non bisogna
che vedere colla gioventã e colla bellezza. dimenticare che nelVestetica sessuale dei
E' un potere che si trova situato, nel tem- giapponesi, accade perfeitamente il conpo stesso, ai di fuori e ai di sopra di que- trario.
sti chie doni. Al di fuori, perché, come abAvete mai provato a curiosare nei ribiamo reduto, puó agire senza tenerne tratti delle donne e degli uomini che hannessun conto; ai di sopra, perché suecede no incantato Ia generazione dei nostri
tutti i giorni che, ad una donna giovane paclri? La bella Otero non sembra ai noe bella, un uomo preferisca una donna stri oechi moderni, che una simpática sisemplicemente fomita di sex-appeal.
gnorina bruna, molto qualtmqiiè,
Le donne, alia loro volta, preferiscocome ce ne sono due o tre milioni
no sempre Vuomo che piáce loro di
nei paesi mediterranei (Parlo, beninteso, delia calda e veemente balpiú.
Peggio ancora. Mentre Vuomo rieleriua che freqüentava i palcoscenisce a disporre, grazie alia indipenci di trenfanni fa e non delia stanca
e sconsolala vecchietta che, oggi, si
denza dei suo meccanismo mentale,
di un certo mínimo di obiettivitá, fino a trascina nelle sale da giuoco delia Costa
scindere nettamente le impressioni iniel- Azzurra, per oitenere dalle algebre dei
lettuali da quelle sessuali, Ia donna tra- baccará e dai caprieci delia roulette di che
scina Veco delle sue simvatie sessuali fino pagare il suo albergo). Cléo de Merode, ci
a tutti i suoi giudizi e fino a tutte le sue sembra, oggi, di. una bellezza ben scoloopinioni. Un uomo, insomma, puó realiz- rita, in confronto di Brigitle Helm c di
zare una certa serenitá e dire: "Vaitrice Anita Page. II belVuomo-tipo dei seeolo
Ics é molto bella, ma Ia sua arte non mi scorso, con baffi ad accento circonflcsso,
convince affatto''. Quando, invece, una barba a punta e pancetta, di cui potete
donna vi dice che i quadri dei pittore Zeta avere un esempio nei ritraiti deWattore
sono di una fattura mirabile e di una cal- Cesare Rossi nelle vesti di Romeo, usuda noesia, ció significa, quasi sempre che fruisce di una inesorabile indifferenza
il fisico dei pittore Zeta ê piuttosto gra- presso le signprine dei nostro tempo. E
devole.
cosi via.
¦•£¦ %
*
II sex-appeal é, dunque, un elemento essenziale delia vita collettiva e sarebbe
Stendhal non ha inventato il sex-apmolto interessante, per Ia psicologia, po- peal. Fra le altre cose, se lo avesse inventer defiyiire e isolare gli ele/menti che lo tato, in omaggio ai suo amore per Citacompongono.
lia, gli avrebbe dato un battesimo itaSi tratta, disgraziatamente, di una de- liana.
GIOVANNI CARINI
finizione difficile e quaü impossibile.
Prima di tutto, é giá spaventosamente
(Continua).
2
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savi ammónimenti
la perquisizione
•
I/OKATOIÍK — Miei cari concittndini, voi hon
vedete
come tutto tenda al rialzo: dal brocco'o alia carne,
a! vestito,
al cinema, ltl teatro, alPafIÍtto di casa
no.
L'UÒMO l)Elã,\ KTKADA — . . .alJ'anin.acoia
di tito «on.
Ií'OKAT0RE— Non volevo dir
questo, amico in temi {tore.
Intendevo solo di avvisare il bene;
giacché mentre tutto cresce,
"A Incendiaria", esquina
presso
do barulho, la morro
i re(on
spicciòli
gala.
vi riioinite da capo a piede c vivrete
pochi
tianquili e satiui di felicita!
riso
A.V
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mvJ*ALmm.
^mWt^^m^
mmmm.
i?
Alfredo Pluvicr trãuva avanti
e indietro nel suo studio, strinlanlo convulsivagendosi ogni
menle le tempie come per affcrrare un pensiero ehe gli sfuggjva. Lo seosse il Irillarc ãel (elefona.
Si, sono io... no, non ancora, àbbi un po' di. pasienza...
il direito parle solo fra due ore..,
Appena rialtdecaio il riccvilore, senti bussàve. alia poria, /vdó ad aprire. Sulla porta stavu.io
alcuni agenli iu divisa e ãue signori in bomlfre,
Polizia! Pcrquisisionc!
S'áccomoãin.o signori, ma...
Due agenli, gli si misero ai lali e fili altri entrarono nel sim
alloggio.
Lei é sospetlalo ãi aver rubalo i ãocumenti segreli nihali
alVAinhusciuta.
Pcrquisiròmo il
silo
giustificato
tAmmmt
vJÊÊf
11 furlo di ãoeumenli segreli
ali'Ambaseiata veniva riporlalo
a grandi earatleri e eon abbondanza ãi particolari
da tut li i
giornali. 11 falto si presenlava
alquanlo misterioso e si comineiaciava a mormorare sulla leutezza
delia polizia. Invece al commissariato si lavorava inãef essa meute alia rieerea ãei colpevoli. .. .
*
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^1
IL CONDANNATO — Rido, perché credono
di giustiziare
1'assassino c invece io sono innocentej
<:l'n(,"'''>.
Io avrei rubato i üocumenli? Ma. siqnori. potrebbero cenmrmi alia stessa stregua ãi aver
vuolát.o il Lourv"
Solo dd sorrisi enimnaUei ¦
Mentre i ãue agenli lo lenevam
in <li«»(trl". ali uomini in borghese rovifitavono secando j iHassiei
meladi, ãella polizia
tutti suoi
casselii e ali armaái
II suo fttutVo fn messo in breve
completamente solio vopra.
Plnvier era
ormai complelaincute rassegnaio c quasi ãivrtito ossrrvó il lavoro d-ali a aeuli. Questi fruaarono tutti i rinosliali, e tutti i biichi, ma nou Irovarono nessuna Iraccia ãei dom'Finalmente
menti.
nna voçe dalla
camera. accanto gridó:
Ca»n. una busto di
ruoin
rossa! Molto ben nascosla ãietro
Od uu cassello.
Sovo i
ima in;„
proaelii ,'i
'Plnvier,
invensiove. ~ „rló
—
sono ser/reli, nessuno deve comi
scrrli.
11 poliziollo cou uu tarao ahigno prese la busta e Vanri'. /)».
po av",- sfor/lüíto il eonlenuto,
ammise dei uso;
Difatãi, non nono i
ãpciimenli, signor Pluvicr non. abbia
paura per la sua invenzione. Siamo
ãiscreti, segreto profcssionole. _
E agli agenli:
Contimate nelle
ricerche!
Pluvicr tacejue rassegnaio. A
questo punto Una elegante giovane donna si precipito nello stu
dio.
Figurati, cara,
che mi so-
speltano ãi aver rubato i docuincuti rub ali alV Ambaseiata —
esclamó Plnvier.
Chi é questa signorina.- —
chiese il commissario.
¦ E' la mia fidanzata...
—
La ragazza lo interruppe.
bene,
lu parti ãi
Se ho capito
quelle fanuise carie segrele... Ma
se sono giá si ale tr ovale.
Ecco
I 'edizione slraorãinaria.
II cano ãella polizia le strappó il giornale dalla mano e lesse:
" I,'ingênua
spiegazione
ãel
ãoeumenli
alVAmbaãei
furto
seiata. L'ámbáseiatore ãistralto
aveva messo i ãoeumenli invece
ehe nella sua lasca nel suo ombrello. Quanão oggi per il cal lim tempo...":
I poliziolli dopo aver presentaln le loro scusc (ilVarchilclto, se
ue anãarono.
Appena furono usciti, Pluvicr
si abbanãonó ad esnberanti manifestazioni ãi gioia,
Un miraeolo, Adriana,
un
vero miraeolo! Se non fosse siaIo per la perquisizione, non avrei
mai piu' in vita mia ritrovato la
busta rossa. Ma ora eorriamo alIa slazionc,
abbianio
solo una
mezs'ora ãi tempo. M. Graham
mi ha promessa ehe avrebbe comperalo il mio brevetto se avessi
folio in tempo a portarglielo primu delia parlenza ãel trenó.
',u maechina
parti a grande
velocitá. Pluvicr, prendendo
la
mano di Adriana le sussurro: —
tto próprio fortuna!
Si, caro. Hai
fortuna e nua
fidanzala intelligente. Sono felice di aver avuto Vol lima idea di
I ele fona re alia polizia per denunciarli come autore ãel furto ãei
ãocumenti.
Nessun altro avrebhe potuto in cosi poco tempo trovare Ia lua busta lauto ben nascosla,
Alfredo
Pluvicr fissó la ragazza a mm ira Io. E poi Ia bacio.
Mafalda Carta, ancora Carta!
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ÓTICA
DE PRECISA?)
OCuuOS
LODOSO». 3
09 J.ViGNOU
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S.PAULO
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íl
note di politica esteia
li signor Ottavio entro in
punta di piedi nel tlnello ove
i familiari, con scope ed altri
arnesi, eercavano con difficoltá di oatturare una gallina
sfuggita al pollaio. Con cenni
energici egli invito tutti a recarsi nella sala da pranzo. II
cavaliere Oreste che, trovandosi casualmente sul posto
coadiuvava, eon un báttipanni in mano, 1'operazion;. fu
am messo, in linea eccéziona-'
le, alia seduta.
Aecadono fatti abbastanza
curiosi — prese a dire a você
bassa il signor Ottavio quando ognuno ebbe raggiunto ii
suo posto. — Non so próprio
come .spiegarli. State a sentire e giudicherete voi stessi.
Come tutti ricordano tempo
fa, prima delle elezioni in Ceeoslovaeehia, io ebbi ad inviare al presidente dei Consiglio
Hodza un messaggio in versi
sciolti nel quale, arspieando
alio sviluppo dei popolo oeko,
ooncludevo testualmenta con
Ia frase latina: Ad imiiòia!
Fin qui nulla di straordinario.
Sono noti a tutti i miei carteggi con i capi di stato. Il bello
viene dopo. Senza nervosismo, con assoluta calma, attesi gli eventi
La Oecoslovacchia mobilitó delle truppe,
si fecero le elezioni, accaddero
i fatti che tutti conoscete ma
dei mio messaggio non se ne
seppe nulla.dico nulla.Vi debbo dire Ia verità. Non ci vedo
af fatto chiaro in questa faccenda. Esaminiamo con calma
Ia situazione. E' da escludersi che il messaggio sia andato smarrito dalla posta. L'invio era raccomandato. n signor Hodza ebbe dunque lo
scritto. Ma non se ne clette
per inteso. Come spiegate voi
questõ? Ci capite qualcosa?
lio mi ci sono scervellato inutilmente. Cercai di sapore e
scrissi una lettera. Ebbene
— il viso dei signor Ottavio
si illuminó di un sorriso arguto, astutíssimo — nulla.
Nessuno íispose. Insistetti ancora con marconigrammi E
Ia Cecoslovacchia: mosca! Orbene, di grazia, compiacetevi
di dare uno sguardo alia
stampa mondiale. — II signor
Ottavio gettó tidòrifaimehtu
sul tavolo un fascio di giornali scritti in varie lingue —
Leggeteli voi stessi, osservateli attentamente e ditenu se
vi trovate qualche accenno,
qualche notizia, anche vaga,
circa il mio messaggio. Non
trove:eta nulla, assolutamente nulla, neanche raezza paroIa, ve lo dico io! Che ve ne
pare? Per me si sta cevando
qualcosa di grosso in Euro;.a...
Si udí girare Ia maniglia
delia porta. Quaícunò tentava di aprirè.
Einissari stranieri! —
mormoró il signor Ottavio —
Fate finta di niente. Nascondetevi, nei limiti .lei possibile.
La po. ta si aprí ed entro
Ia donna. Un sorriso astioso
le iíluinináva il rosso volto.
Il gatto — disse con
acrimonia — ha preso Ia carne e adesso vaga per terrazze
e giardini col filetto in bocea.
E me lo dite cosi! —
urló il signor Ottavio —- Con
quella faccia fresca! Agire
pceorre e súbito! Ogni r itardo, anche piccolo, potrebbe
essere irreparabile. Datemi
una scopa!
E avuto 1'oggetto richiesto
si precipito fuori della stanza
levando clamori.
Tossel^l
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O mais poderoso contra a
GONORRHÉA
Producto da
Pharmacia
Romano
LARGO DO PAYSANDÚ»
CALZATURE
SOLO
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IL LADRO — Fuori i soldi!
IL BARBIERE — E chi ce Pha! Se avete Ia bontá di accomodarvi, magaii vi
faccio Ia barba grátis, tanto per non farvi andar via s:citento...
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LEI (con stizza) — E piantala, Filippo!...
IL GRANCHIO (con malinconia) — Queste donne! l/anno scorso mi chiama va Giancarlo. . .
Per noi Umoristi, far deíio
tito che "non é il caso", per
spirito — quando siamo miiala serietá di un giornaie amomoráti — diventa. un pvcbleristico, continuare ad invia:ma grave.
gli poesie?...
Metti il caso mio. Tutti sunDacché Pho conosciuta, trono cii quelPaffaruecio di cuòvo i bambini adorabili, mi
re ehe mi turba da qualche
commuove il pensiero di un
tempo. Ebbene:
fiore calpestato, piango di
dal primo
giorno che l'ho cònòsciuta
gioia nel guardare la mia
(una donna, che diamine!..;),
donna, anche se lei — in inil mondo mi si presenta talcognito — ne guarda un almente
romântico,
tro, mi annego in un maré di
taimente
leggia:lra la vita, cosi garbati
dolcezza per lo fronde; la lui grilli —¦ perfino queili
uomini,
na,
moi-igérati i co
gli
stumi, dolci le usanze, sante
suoi...
le leggi, i vincou, le tradizioSono rovinato. Trovo tutto
ni eccetera, che non trovo piú
troppo bello! Oggi come oggi,
un "motivo" qualsiasi che mi
quasi mi vergognerei di aí-ferfaccia ridere e m'induea a
maré, per esempio, che la mia,
fanciulla é sveglia
profondere il distillato spirito
perché
sulle colonne dei mio caro
mo., .desta, che i suoi capelli
"Pasquino".
sono bellissimi, perché, ri...
E' desolante.
belli, che il suo personalino
Ne va delia
mia reputazione e dei mio avnon é persona-rLino, bensí perveriire.
sona-Gino, e i suoi occhi mi
Ho provato a trovare motifanno male... perché vedo le
vi di umorismo nelle piccole
stelle!
manie di quelPadorabile creaiMi vergognerei tanto da
tura, che a mente calma avrei
non poterle dire freddure dei
potuto sfruttare per qualche
genere, mia specialitá di un
mese di seguito, senza offentempo. Assolutamente, no!
dere.
E neppure giuocare sul ?uo
nome, potrei, come tanti fanMacché!. . Mi ostino a vederia perfetta, graziosa, di
no con Domitilla, Argia, e Cuidee posate... a propósito di
negonda, perché il nome deila mia fanciulla sa di fiori, e
posate. Ecco un caso che in
regime normale av:ei utilizavvince li per li, come... come
zato per giuocarci di parola...
una liana, ecco.
Invece, no. E' d'idee posate,
Non potrei dirvi di piú, in
come Pargenteria, ma io mi
coscienza.
commuovo a tal pensiero ed
IL COCCO DI REDAZIONE
a tal punto che ne traggo lo
spunto per compoi-re poemotti
cPamore di squisita fattura,
ma non accettabili dal mio
Direttore.
Di questo esempio d'impossibilitá a fare dell'umo:ismo
dacché sono innamorato, ne
potrei citare a migliaia, e tornano tutti a dísdoro delia mia
fama cli vecchio Umorista.
Debbo confessarlo: fino a
ieri trovavo da ridere sulla
luna,
sullo
stormire
delle
lronde, il canto delPusignolo.
il respiro delia notte, il trillare dei grilli, le carezze dei
vento, il profumo dei prati e
delia terra smossa.,.
Io me ne fregavo perfino
delia primavera, é tutto dire.
/m/ ÁwlT'*^// ÁW/
mmm
Se non fosse stato per una
/mi __\\wM \_7y*i// __W\wl __m
noiosa riesumazione prima veIm/mml£+ãfmmK.
_^B____________.
/àft mtW&mi mm/\ ^m
Mm.
rile dei miei tenacissimi tíuro/Mf__\m_W(^__\\_f_____W/ mÁWWi am^Wi
ni e occhi pollini, non avrei
nemmeno avvertito Pesistenza WumVummWmmV ^H_T
e Pimportanza psicológica di
questa magnifica stagione.
Come Umorista sono finito.
Come poeta potrei entrare
in lizza, ma a che pro, se la
poesia non dá da mangiare,
e il Direttore mi ha giá avver-
I
1
a
s
u
q
n
o
meçlio cosi
Reportege quasi sportiva di Gin(and soda)Re Stelli
Wiiliam Tone si chino a urlarc nel telefono altopárlahte: Jini,
súbito da mo. .Mm era ii piú veJ ico liriotypista dei giornale.
Intanto vVijliani sfoghava le
çdiziòni deli'ultima séttimann;—
Tíivi A
V edi — dÍHSO , 'innn.ln
ei ii
qaun.lo Jini
a poço lo raggiunse - - Insogna
contiiutnre con questa storia di
Teiupesta. II vecchio vuole assolutamcnte niontare di piú lo seàndaletto di cui non varrebbc Ia
pena- di oceuparsi: anche stasera,
úuiiquc, grosso titolo in prima pagina: .Toe intlis rifiuta di batIcrsi con Al Tennison dello Temsono
pesta — Egli ãiéiiiárá:
troppo generoso per infierlre contro nn vecchio.
Questa 6 buoua — disse Jini
— sentiremo il povero Al; dove
far rabbia da tutto Io parti. — K sconiparvo.
l'n telefono squilbiya.
Pronto?
Pronto.
Sei tu, .Toe?
Sono io, Jenny.
Ricordati che liai promesso
di condurmi a cena, stasera.
Mo n'ero dimenticato; ma
lio ancora da lavorare.
Smettetela, buffoni, con
questa storia dei pugilista stanco.
Hai ragione, io sono stufo;
ma il vecchio continua a blatcraro...
Fra inezz'ora?
Fra uri'ora.
Al solito posto?
Esatto.
Wiiliam riordinó le curte e intanto riaccendeva di malumore Ia
sigaretta che gli s'era spenta sulle labbra.
"Al Tennison ritenta Ia scalata
al Cqmpiònato MOiuuaie. ,ioe
Willis, l 'uómo che non conosce il
tappeto, dice di no. Joe Wilds:
(55 combattimenti, 65 vittorie. Intervista con uno dei pubblico. Intervista con il medico di Al Tennison: ritengo di non mancare al
mio dovere professionale se rendo
di pubblico dominio lo condizioni ai salute di Al Tennison. I suoi
40 anni suonati o lo stato delle
suo arterie non gli consentono di
battersi piu'. (E d'altronde sarebbe pazzesco).
Al Tennison ha davvero ãeciso
di chiudersi in un chiostro?
Wiiliam Tone si cacció il cappelío in testa e usei rapidamente
nella strada: fuori 1'accolse una
. fredda nebbia uggiosa impregnata delUodore di terra úmida.
Una signorina vicina a lui nel
"metro"
guardava con interesse
le fotografie dei duo pugili sulIa prima pagina dell'Evening
Standard: Wiiliam si senti soffocare. Alia prossima stazione scese e riaffioró in superfície; non
sapeva neanche bcne dove si trovasse. Incominció a camminare.
Jenny lo avrebbe atteso come
sempre e, come sempre, gli avrebbo chiesto: "Mi vuoi ancora bene? Quand'6 elie incomincerai a
ívvivcro il tuo romanzo? Perchó
non áridiàmo a plantar cavoli nel
Texas V".
i na sirena ínugoJó vicina: a
menu di conto metri, tormentato
o misterioso, tumultuava l'liudson: il giornalista si avvió lungo
Ia riva dei fiume o accese ancora
una sigaretta; Ia nebbia gli impódiva di vedere al di lá di pochi
metri; ma ad una svolta vido
im 'ombra. aceostarsi al parapetL> dei muraglibno o gli sembró
<•!:!' si movesse lentamente.
A-tfrettó il passo, quell'altro
panzolava lo gambe verso il fiunie; Wiiliam Io afferrÓ per lo
spallo:
Eliií, seioecone, — gli
gridó — voiete quáttro pugni riello
sfomaco?
L'aitro scoppió in una risahi:
.
Oh!, il caro Tone:
próprio
t.i dovevi pássaro por questo parti!?
Oh! — gridó Wiiliam —
ma sei impazzito? Che cosa fai
quassu ?
Mi divertivo a
guardare
l'acqua nera...
Scendi, non fare lo stupido:
vieni con me: vuoi far lidere tutta New-York?
Oh!, a questo ei
pensate
voialtri, speciaimente tu col tuo
sporco giornaie. Urie titolo userai per Ia mia morte, dimmi un
po'?
Un taxi li riportó in citta.
Vieni — ctisse il
giornalista,
spingendo 1 'amico in un drug-store: beviamoci qualche cosa.
Alia luce Al Tennison metteva
spavento: pallido, giallo, una
barba di quattro giorni o Ia eravatta di traverso.
Avevano detto — riferí
Wiiliam — che volevi
ritirarti
nell'()hio...
Una ragazzina dal muso impertinente s'era arrampicata sopra uno degli alti sgabehi dei bar
o civottava con un marinaio.
Wiiliam e Al s'erano appartati in un angolo: a un tratto Tennison scoppió a piangere dirottainente:
—Si — miagolava — vicino a
Clevoland ho delie eugine; ma
prima volevo togliermi questa
soddisfazione. Oggi non si fa
piú lo sport come una volta: questi bellimbusti salgono sul ring
per conquistarc i cuori delle femminuece e per firmare, un giorno, un contratto a Hollywood:
vedi Willis, per esempio: dice di
essere diventato un campiono perché ha studiato teologia; ma ti
ricordi 1'uno-due di Tennison?
Cross destro al plesso solare, rapido, e, rapidíssimo, un upercut
al monto. E non c'erano santi:
cascavano tutti come pere cotte.
Aveva sinesso di piangere; ma
era disperato.
Williain se lo trascinó appresso un 'altra volta. Salirono in
un'auto pubblica. Dopo poço furono a Broadwav.
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Rua Direita, 162-190
Vieni con me — disse William — andremo a cena con Ia
mia ragazza.
No — fecc Al Tennison,
cupo.
Stridore di freni, una bestemmia. deli'autista. Un'altra rriacchina elegantissima potente s'era
formata a pochi centimetri col
muso vicino al radiatore.
Accidenti, — besteinmió un
uomo abbandonando il volante.
Era in frac; le donne che l'accoriipagnàvano gli furono subito vicine.
Potrestc fare piú attenzio—
no
gridó — non é questo il
modo di cannninare anche so portato degli ubbriachi.
Wiiliam si divortiva
Eh, Al, ce 1'hanno con noi,
pa re!
Scesero. Al Tennison si avanzava niinaccioso.
Bellimbusto — disse, con
una smorfia delia você — non
aveto paura di fare cattiva figura davanti alie vostre colombelle?
Quello avanzó, gi-idando: —
Idiota! Ti faro vedere io.
La nebbia era sempre piú fit
ta. S'era formata delia gente attorno. Un agente arrivava correndo dal marciapiede.
Aspetta — disse Al nel1.'orecchio a Wiiliam: ti faro vedere io 1 'uno — due messo in
pratica.
11 signorino in frac sferró un
diretto a Al; ma non si trovo
nessuno davanti e, dopo un attimo, — uno, rápido: due, rapidissimo — lo sparato bianco giaceva steso in mezzo alia strada.
Bene, mio vecchio — esultó
Wiiliam piegandosi ad osservarc il malcapitato.
La Jainpadina delPagcntc ilIuininava il volto.
Perdio — gridava
Wiiliam
'
— é Joe Willis!
Le ragazze o Ia piceola folia
fecero insiéme guardando dall-altra parte: — Ma quello é Tenuison!...
Joo Willis si sforzava di alzarsi da terra. Senti Al Tennison riderò fragórosamente. Poi
Ia risata cesso.
Un tonfo.
II vecchio Tempesta era morto.
Gin (and Soda) Rc Stelli
10
p
Un modo gentile per met
tersi al coperto con una don*
na notoriamente costosa: dirle che é una donnina impa
gabile. .
* *
Ingenuitá.
Quaúta che le donne acquistano a tuna di piccoie lurberie.
* *
A Parigi, il Sindicato degli
Inventou e tornato a prendere in esame una nuova
maccnma cniamata. "II gior
naiaio automático.".
Come il nome dice chiaramente questa maccnma serve per la vendita dei giornali: íntroducenao ciáiHu<uua
centesimi in un apposua lessura e premendo, un Dottone
cornspondenve al nome dei
giornaie ene si üesiaera, quesio esce luori da una non meno appos-ta apertura, bello e
piegitto e pronto per esser letto.
La benemérita classe degli
stmloni rivenditon e un pó
in suobugiio, perché 1'adozione di tan maechine costhuirebbe una grave minaccia ai
suoi legittimi interessi.
Condividiamo la giustificata preoecupazione uei nostri
fedeu conaDoratori; tanto piu
che ulteriori sviíuppi neli'ap
plicazione delle maechine al
giornale, potrebbero giungere
un giorno o Paltro tino alia
creazione dei "giornalista automatico".
Questultima invenzione costituirebbe
un'innovazione
importante e vantaggiosa da
un solo punto di vista: che
"giorper far funzionare il
naiista automático" bisognerebbe pagarlo anticipatamente.
Ma tale circostanza serve
a tranquillizzarci sulla nostra
possibile sorte.
a
s
li
q
n
o
o
o
orti caria
L 'importante avvenimento
brevemente qui riassumo:
dopo il primo esperimento
che, purtroppo, é andato in fumo,
la signora oggi s'avvia
a cambiar di posisione:
ma speriamo ehe non sia
una bolla di sapone.
* *
Puntualitá.
Cosa che si attua alia per
fezione da goli, ma che basta
si sia in due perché non
riesca piu'.
* *
'Le mamme
di solito quando
si vanno a trovare tra loro
portano una camicetta oppurê un po' di pedalini, cosi
chiacchierano e contemperaneamente danno due punti.
Sarebbe bello se anche i
chirurghi quando si fanno le
visite portassem vicino sempre un paio di pazienti per
dare due punti e fare quattro chiacchiere.
* *
Coccio.
Parte piu' o meno grande
di vaso pregevole dopo che
ia serva lo ha spolverato.
* * *
Non a tutti capita di diventare il padre di sé stesso, di
darsi — per cosi dire — i natali.
Ció, nondimento, accade al
signor Frank Parker di New
York, che a soli ventun anni
ha sposato la madre adottiva,
rimasta vedova da poço, e
madre di altri figli di primo
letto.
Oltre che padre di sé stesso, figlio di sua moglie, padre
dei suoi fratellini, e fratello
dei suoi figlioletti, egli é in
procinto di diventare nonno,
zio, suocero, cognato di un
colpo solo.
Un colpo troppo forte, siamo giusti.
La vita di questo giovanotto non potrá mai trascorrere
completamente serena, per
effetto deirintricato sviluppo di parentela, in cui volontariamente si é cacciato.
E' giá assodato che la ma
dre, approfittandosi che é suo
marito. e padre dei fratelli,
nonché suo figlio, lo sta angustiando con le piu' acerbe
a
n
1
paternali, imponendogli —
quale marito — di scapaccionare sé stesso, come figlio.
II pover'uomo> talvolta si
schiaffeggia per insegnarsi i
doveri dei figlio amoroso, e
ialaltra si prende a calei nel
íedere come un qualsiasi figlio inumano che reagisce al
padre troppo severo.
Cose spiacevoli, siamo giusti.
'•'.'
*Í*
*i*
Bisogno.
Tutto ció che spesso non ci
serve.
* * *
A Parigi, nella famosa casa
in demohzione, via Mouffetard 53, si sono continuati a
trovare altri sacchetti di monete doro delPepoca di Luigi
XV, murati nelle pareti che
ora si stanno abbattendo.
L'ammontare dei valori sinora trovati oltrepassa i due milioni di franchi.
Un testamento rinvenuto
insieme al tesoro, ne attribuisce la proprietá a certo Louis
Neville, scudiero dei Re.
E clie fosse uno scudiero
ce lo attestan — nnãi e crnãi —
Intti quei lucenti sendi
che, con si gentil pensiero
il brav'uomo avea serbali
per gli ereãi fortunati.
* * *
1 * intermediário
Frugalitá.
Viriu' delPuomo parco, finché qualcuno non lo invita a
pranzo.
* #
Io credo che 1'abitudine di
insaponarci cosi buffonescamente la faccia quando ci radiamo la barba non sia altro
che una millenaria astuzia
inventata per mantenerci
allegri, mentre il rasoio ci fa
soffrire.
# #
Gloria.
Sogno che si fa ad oechi
aperti, e si aspetta ad oechi
chiusi.
*"¦"*•*
Morte,
II piu' serio dei doveri che
ci imponga la
vita.
•n
* #
li conte Reventlov e la signora non van d'accordo sul1'educazione da dare al figlio,
che ha quattr'anni ancora.
Che ingenuitá! Con quella
posizione (la mamma dei
bamb.no é miliardaria) Peducazione é próprio necessaria?...
* *
A San Francisco sta per
divorziare un "pescecane" -—
il re dei bagarini — perché
sua moglie non lo vuoi baciare...
"Io Tho sposato
per i suoi
—
dichiara
la siquattrini
—
ódio il mendacio il
gnora
portafoglio si che gl.elo bacio!...".
* *
Costanza.
Negli uomini é una virtu':
nelle donne, e specie in quelle
che hanno voluto innamorarsi di te, é vizio abominevole.
* *
Opinione.
Una cosa che va sempre rispettata, purché non sia d'altri.
* *
* *
La stampa di Londra annunzia che la signora Leila
Player, moglie dei notissimo
Player, detto "il re dei tabacco" ha divorziato recentemente; ed ora sta per passare a seconde nozze con lord
Manton, che in Inghilterra é
soprannominato "il re dei
sapone".
o
Che dice?
Dice che questa notte non puó dormire perché il solo
suo pensiero siete voi, e che vi vorrebbe dire tante cose, e che
chlude gli oechi ma vi vede ancor di piú.
Ve lo dichiaro: sono entusiasmato dalla saggezza deila legge inglese.
Un tale, a Londra, é stato
condannato a non veder la •
moglie per un mese senza finire in cárcere, capite?
Io tutti i mesi ei farei una
lite.
* *
Immortalitá.
Lo spirito sotto spirito.
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coloniale
SCELGA IL SUO AUTOMOBILE
PER I MOTIVI DI REALE IMPORTANZA!
Freni rapidi ed efficaci
Mínima
pres ione sul pedale.
Motore V-8.
Straordinaria economia e dolcezza
funzionamento
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Indicatorl In an
único qu«dro. per
maggior fnci itá di
comando.
Divani «umodi e
lum nosi, p u' vicini ai centro de Ia maechina.
compartiAmp;o
men.o da bagat?ío, con chiusura.
C 1 a x on elettrki
gemetli ad ária.
/
Pi«aurtl davanti t
'M dietro, con
protrt ori di manovra
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Ruota e pneumatico di ricambio nel
compart mento da
bagaglio.
SERVIÇO
PERFETTO!
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Tm i »«me
sua o asse, 1
leaüei
pro,iotti
Ia vettuia
completa.
,anica peiiettu c
FORD
¦
V-8
• Costruito per soddisf are i piú esigenti.
il Ford V-8 di Lusso aggiunge alia grazia delb sue linee ed alia bellezza dei suo
impeccabile stile, importanti ed esclusivi
motivi. Prima di comprare Ia vostra vettura, consid?rat3 le caratteristiche presentate dal Ford V-8 di Lusso. Visitate un
Agente Ford e chiedete una dimostrazione.
DE
LUXO
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GLI OMBELICHI DELLE
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Quello di Anil Lee
CHARLES BOYER, HOMEM
EXIGENTE... Certa vez o galan franccz Charles Boyer, foi a
um modestíssimo cinema de um
longínquo bairro de Hollywood.
Num quadro da bilheteria estava fixado o preço: 15 centavos;
o Charles Boyer, depositando no
"guichet" três reluzentes
moedas
do cineo centavos cada uma, adquiriu seu ingresso.
Dirigiu-se ao interior da sala
p sentou-se junto a uma garota
absolutamente desconhecida para
elle; no entanto,, o "astro" se félicitou do estar ao lado de uma
representante do sexo feminino.
No escuro não poude observar
bem o corpo da garota, isso porém, não teve grande importam
cia porque elle logo de inicio começou a dedicar-se a caricias tiinidãs, que, pouco a pouco, foiam so convertendo em caricias
audazes. A garota, gostando da
-ousa, correspondeu ás
deinons
trações de paixão que estava recebendo.
0 espectaeulo cinematográphico, após duas horas, chegou ao
aetrfim. Fez-se luz no salão, e
então Charles Bover poude anreciar que sua vizinha era um "jacaré", um "bonde", uma "tia"...
Horrorizado com a cousa precipiteu-se em direcção á porta do
saliida e, agarrou o gerente,
gritaridò: "Que horror! Páquci 15
* * *
O QUE CONTAM AS ESTRELLAS...
Falando directamente sobre o marido de sua amiga, Loretta Yt.ung perguntou
á mesma: —-¦ Como está seu isqueiro automático?
Não accende, querida — respóndeu a amiga—, e eu decidi
adquirir alguns phosphoros.
E a amiga mostrou a Loretta
as photographias de três jovens..
* # #
,
O TOCO DELATOR... O conhecido astro
cinematographiço
Spencer Traçy encontrou certo
amigo -seu presa, de forte excitação de ira. Estava tão nervoso o
homem que Spencer ficou quieto
durante alguns instantes para dopois perguntar:
Porque está você daninado?
Porque vi algo deshonrosp.
Vi um toco de cigarro...
—r Oh! — esclamou Spencer
Tracy, quando uni toco de cigarro foi cousa deshonrosa?
Dando alguns passos, o homem
aproximou-se de Spencer e disse-lhe:
Eu não fumo, não fumo... o,
no entanto, fui encontrar um toc:o do cigarro ao lado da cama de
minha mulher!
* # *
t h e a t nos
O THE A TRO BRASILEIRO
proniette para este anuo grandes
novidades. Os paulistas irão ter
o prazer de assistir a verdadeiras
novidades na arte sceniça.
Está em organização no Rio do
Janeiro uma comnanhia de opeHf
'!:: w :::rv:':.JBEl BE^^hK^-jÍ^W» 'ifl
retas composta exclusivamente de
¦¦
Éfllb ^EvJ BEt- ^"^^ 4KJB|;EJ
^^a
-^ E' gente de cor. Essa companhia
MB ^k
f-:erá báptisada com o rotulo do
"The Chocoját", embora
os eleineptos sejam todos aqui da terra.
Não comorehendo por que razão foram buscar na lingua inglezá o titulo..'.',
Esse conjuneto estreará no
Theatro João Caetano e, pode-se
fffe' ^R
-vá, minto bem prever o ruidoso suecesso que alcançará.
Raul Roulien voltou ao theatro
e, aetiialmchtc, está trabalhando
no Theatro Gloria, também no
P-4ÉÍ S\P
R.io, com a "Companhia de Théátro Cinematographico". Trataso de uma novidade no gênero
theatral. Estrearam cnn a peça
" MALIBU'", mu"to movimentaE quello di Robby Waltcrs
da, sem diálogos supérfluos, nem
tiradas declamatórias, com uma
seqüência muito lógica entre todos seus quadros. Aguardemos
#**¦*.
esse novo gênero...
¦¦¦.:: ¦¦•,:.;•:•¦
centavos pela entrada e, vou ter
como vizinha de logar uma carcassa!"
Respondeu-lhe o gerente: "E,
que queria o senhor por quinze
centavos? Por ventura desejava
como companheira de cinema
Joan Blonaellí"
SiiíSfwíK:;
.->':::: ::::::''* ::,/';".;\v';.
•T^-eeP*^be^Á -
O EMPREZAR10 PINTO prometto para o dia ;J>1 a estréa no
Casino Antarctica de uma curiósidade: uma companhia theatral
formada exclusivamente por mulheres. Se as mulheres arranjarem independência também na
arte...
DENTRO EM BREVE a Companhia Napoli 900 deixará o
Theatro Bôa Vista, afim de ceder
o logar ao principal artista brasileiro: PROCOPIO FERREIRA.
O festejado e popular actor Procopio estreará no dia 15"de Setembro cem uma grande iiovida
de. Procopio presentemente está
realizando uma temporada em
Minas Geraes.
"K-
7Í-
-'A
A PROPÓSITO da companhia
constituída só por mulheres ficamos sabendo que o De Basile fe(liou o tempo com ò Pinto,
porque queria trabalhar á viva força
no Casino.
Porque o Pinto não deixou o
De Basile trabalhar? Por veritura elle offereco perigo?
*
DEPOIS
L'Agenzia Generale Ànnunziato, Bua S. Bento 302 ha
ricevuto diversi figurini miovi per la stagione dei 1938
quali: Chie parfait, Bijou de
la modo, Paris álbum, Votre
•rout, Grande revue des modes, La parisienne, Saison parisifiine. Star, Smart.
Ha ricevuto puro diversi fiBelle
gurini mensili quali:
Tíevue
des modes,
parisienne,
Coquette, Fleurs de la riiodè,
Record, Distinction, ecc.
anui as companhias francezas,
vimos nos jnrnaes larga publicida d", toda baseada no mevmo asiminnto: "perdeu-se um lúlú, 6
favor entregar na bilheteria do
Municipal".
#
*
MAFALDA CARTA, tempos
¦itraz,
quando andava embevecida,
como todas as moças, com sonhos
t\z»es. fTgantou a uni conhecido,
num baile:
Que classe de pernas
prefere você muna moca?
Aciuellas que não podem correr bastante para alcançar-me...
*
#
-X-
O "TRÁGICO" Vicente Ceiestino tem 'Destacamos
em andamento suas moiiPTias.
unia dellas:
"Depois do terem cortado
a cabeça, enterraram vivo".
# *
A "NAPOLT 900" andou choraiido ppJos jorriacs oue por ser
uma companhia de alto vlor fimineiro, não pôde trabalhar em
bairros. Porém, agora que está
para terminar a tómopfndá no
Bôa, Vista, vamos ver onal será ô
bairro tomado com») victima. Na
crta: TV-vic-u ou Rraz Fora do
"B" não ha salvação..
.
#
*
SALVO alguma atraoalhacão,
estreará jio dia 31, no Municipal
o trágico Zacconi. Esse incòmpálavei elemento do theatro italiano. segundo os conimunicados da
empreza, está com a mesma vivacidade que ha 80 annos atraz.
Zacconi regressa da Argentina,
onde esteve em brilhante temporada.
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andaram por
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consultazioni in "estremis"
Dov'é cho lo duole? —
domando il dote.
Attanasio, seoprendo la schicna deila bella
cliente;
Qui, dottore — e la bionda
malata si sfioró a mano riversa
le scapoie;
Ê com'é elie le fa male?...
A respirare.
Lei respira sempre,
per caso?
Io... veramente...
come
diceva?...
* — Se respjra sempre.
... ma certo, dottore 1
Evidentemente lei ne abusa... Tutti cosi i malati: sentono male, e respirano, respirano,
fino a che poi chiamano il medico, quando magari è gia troppo tardü...
Ma io, dottore...
Lei é donna, o
quindi, como ammalata, mo lo lasci dire,
piú caprieciosa di un qüalaiasi
paziente masçhio. Lei crede forso cho a respirare sempre faccía
bene?... Lei pensa che il dolore
passi cosi, respirando in con tinuazione, senza usare precauzioni?... Ma se lo levi dalla testa,
sa!...
Ma so non si respira, dottore, lei sa bene...
Tutte storie!...
Vecchie
teorie, metodi abusati, credenze
ormai sfatate!
Una volta, forso. Prima, per sempio, con la poimonite, si dava latte, brodo, aranciate... adesso polli arrosto, vi-
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iam. ^B\ *%.
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TIRA A
DOR LOCAL
tamine, vitamine! Prima i malati si fácòvano respirare, adesso
piú niente!... Poço respiro, mai
abusarne... ma giá, se lo avessi
detto a lei, anche prima di ora,
scommetto la testa cho avrebbe
respirato col comodaccio suo,
pronta poi a raccomandarsi la
pelle...
Ma dottore!
Non si agiti, cara signora,
o non faccia caso ai miei rimproveri... W la professione, capirà... ad ogni modo cercheremo
di faria guariro prestissimo, 6
contenta?... Ora stia terma, ché
la devo bussare.v. Dove preferisco? Ma nello spalle, dottore!
E va bene; vada
per le
spalle... Npndimeno potrei bussarla anche sul ventre o sotto la
pinnta dei piedi... In questo non
sono dclPavviso di certi miei colleghi cho localizzano il bussare
nella schiena, e non si muovono
di li... In questo io lascio molta liberta ai malato... Abbiamo
detto la schiena?... Stia ferma,
ecco, signora... ho bussato un
po'... lei che ne dice?
Dico... debbo dire trentatre?
Schioccezzo!... se io busso
lei che dovrá dirmi?...
Non lo so, dottore...
Ben, dica: "chi é?".
Come?!...
"come":
Non
domandi
;<chi é?"... Stia
attenta...
... Chi ó?
Ancora.
!\ . Chi é?
Adesso domandi: "che vuole?".
Che voule?
;— líipota.
Che vuole?...
Bene, bene — coneluse il
dòttor Attanasio, che si era fatto rosso come un gallinaccio e
atava saltellando intorno ai letto delia malata.
A allora, dottore?
Glielo dirô io,
per letterá,
cosa ei vuole...
perché ora ho
moita frctta e sono un po', como
dire?... un po' stanco, ecco. In
ogni»caso si tranqiillizzi. cara
amica, niente di grave. Fra una
settimana saromo giá furri, ai
giardini,lont;ini dal mondo, o
potremo respirare a nostro agio...
G. MAMMALUCCO
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AV. RANGEL PESTANA, 1604 e 1«7*>
A
S
PAULO
gli
JíX, /
illusi
/ i [il \. W' \
— E' un povero illuso: da quando ha visto il cartello
'Tarrucchicre
per uoax" va sempre li a farsl servira.»
f uori spettacolo
pittura
metafísica
un ritratto esattissimo
il dott. villal va
c o mm e n d a t ore
delia corona d'italia
domande
cervellotiche
Giunge notizia da Roma che il
Dott. Durval Villalva, illustre
Primo Delegato Ausiliare delia
Polizia di S. Paolo, é stato insignito delia Commenda delia Corona d'Itália.
La notizia di questa onorificenza, che rappresenta il riconoscimento uffieiale degli straordinari
meriti dei solerte e intelligente
funcionário
di Polizia, é stata
aceolta con vivissimo compiacimento non soltanto dai suoi numerosi amiei e colleghi, ma anche
da tutti quanti ebbero Ia gradita opportunitá di apprezzarne le
ottime qualitá di autentico gentiluomo.
"II Pasquino" invia ai Dott.
Durval Villalva, congratulazioni
vivissime.
* * *
Quando Madama di Sansouci entro nella stanza, il
poeta Maturin stava scrivendo, incoronato Wáliòro davanti ai sole. Egli aveva dinanzi a sé uno scriviritto.
— Dipingo dal vero Madama, un "Ritratto dei
sole" e ne profitto per curare, nel tempo stesso, i miei
reumatismi.
Madama di Sansouci sorrise gratuitamente, di
quel sorriso che Monsignore il Delfino pagava ogni
volta cento luigi, e disse: — Vorrei che mi faceste il
ritratto.
Maturin in breve volger di tempo aveva mèsso di
moda, infatti, i "Ritratti in poesia" o "in prosa fiorita"; e non ç'era ormai dama o cavaliere che non gli
zulli
avesse commesso Vordinazione di un ritratto, per ap- giuseppe
Lo seorso Mercoledí, giorno
penderia nel salotto, e commentarlo, mostrandolo, con 24, il nostro simpático collega
Ia frase: — £" un Maturino autentico. — Per sentir si (jiuseppe Zulli, eapo delia stamdire: — Non é troppo somigliante, sei molto piá brutto peria dei confratello "Fanfulla",
compí mezzo glorioso secolo di
(brutta).
vita. In quella lieta oecasione, i
* * *
suoi compagni di lavoro, gli ofMaturino prese una penna d'oca, se Ia mise in un frirorio una succulenta cena nel
orecchio, giro alcune volte intorno a Madama; poi in- Ristoranto Bolognese, Ia quale
in un ambiente di schietvocó Ia Musa deWIspirazione, facendo bruciare dal ser- trascorse
ta ailegria o simpático camerativo Jean, mirra e resina indiana, ed infine scrisse.
smo.
— Vorrei dare gli idtimi ritocchi — disse, a ritratDiseorsi, nel significato solenne dei termine — non ve ne fu
to finito, — mi riservo di inviarlo a Corte fra breve.
rono. Parlarono, con spoglie ma
La dama sorrise di nuovo, fece entrare alcuni sincere
alcuni compagni
sckiavi con relativi sacchi di monete d'oro, ed usei la- dei Zulli, parole,
trtti lieti di poter esprisciando Ia caratteristica seio, di profumo delle dame di mere i profondi sentimenti di amicizia che nutrono verso il comCorte.
*
*
*
C'é una lettera dei Delfino, eccellenza.
Leggila, Jean.
"Mio caro Maturin, é pervenuto a me
personalmente, prima che a Madama di Sansoici — corne da
mio ordine — il vostro ritratto in prosa poética. Vi
confesso che ho provato una piacevole sorpresa. Siete
un uomo di coraggio e à"o7iore, non un venale come vi
eredevo".
Maturin si sedette sul letto, gli oechi spalancati
dallo stupore.
"Non mi ero accorto che Madama di Sansouci
mvesse gli oechi bovini. Uamore rende ciechtX Giustamente avete rilevato: "miti e grossi oechi in tuito simili
a quelh dei nobile toro che rende fertili i tuoi campi".
Ma un particolare ha richiamato Ia mia attenzione. II
particolare dei.baffi. "I sótiiíi neri mustacchi, degno
fastigio ai labbro severo'*. H& cMamatò Madama,lho
cercato ü fastigio. Insiste; i'Jio visto, álf.ine, per Ia prima volta. Ho potuto cosi trovqre Ia forza di liber&rmi
4a una delle peggiori mignatteche- mai mi avessero afflitto. Vi attendo a Corte per mostrarvi i segni delia
mia gratitudine".
*
*
*
Jean! — gridó MatuHn, saltando dal letto e cowinciando a vestirsi in fúria — abbiamo commesso un
errore infernale. Abbiamo mandato a Corte non giá il
ritratto delia Sansouci, ma quello dei giovane bovaro arriechito che venne a farsi ritrarre Io stesso giorno!'.
Ancora semwestito si precipito ftioii dalla porta di
easa.
Ma due uomini mascherati, nascosti ai lati deifuscio, abbassavano in quéWistante due grossi martelli,
éi quelli che non perdonano, sul crânio dei poeta. Una
donna mascherata, aWangolo delia via, gustando Vatroee vendetta, rideva, bisogna ammetterlo, rideva veramente sotto i baffi.
FRANCE SCO PETTINATI
ancora su Gabriele
Riceviamo c pubblichiamo, girando per competensa ai collega TeBtena:
Caio Direttore,
La ringrazio vivamente per
l'onore fattomi, dedicando tre
•olonne dei suo brillantissimo
••Pasquino" àll/esame dei mio
studio su "D'Annunzio". Mi di•piace peró che, senza volerlo, io
aia stato causa di un incidente
polemico fra Lei ed il signor Foico Testéria, direttore dei "Fanfulla", il quale, certo non avrá
»vuto 1'intenzione di "generaliz«are" i suoi anatemi contro gli antidannunziani, qaundo, alio scopo
41 colosso
di affermare cht
D'Annunzio" si difende da solo
ed era quindi inutile Ia mia fatica, dedico ai mio libro ben tre
«olonne dei "Fanfulia", onorandomi a sua volta.
In ogni caso, dal mio volumetto risulta ben chiaro che io non
fco "generalizzato" affatto, essendomi limitato a difendere
P'Annunzio e le mie convinzioni
eontro isolatissimi critici incompetenti, enumerandone separata¦tente le argómentazioni e cercando di dimostrarne Ia infondatezza o Ia ingiustizia, non giá
«on insulti, ma con ragionamenti
calmissimi. Le UNICHE mie invettive, furono dirette eontro quel
tale volgare insultatore (indegno
dei nome di critico) che defini
D'Annunzio "rã que quis ser
boi"... "anão enfeitado c cheio
de guiso"... "herói de segunda
mão!..." etc. que só fez uma
coisa interessante na sita vida:
suicidar-se para morrer durante...
o Cornaval!
Eceesso che aveva indigna to i
miei amici brasiliani, poiché loro
stessi mi fecero leggere tali enormitá, sorprendendosi che nessun
italiano reagisse...
Né Benedetto Croee, né Papini
si abbasserebbero mai a tanto!
Differenze di sensibilitá o di morale, che risultano evidenti dal
confronto delle loro opere con
quede di D'Annunzio, ed anche
una comprensibile inimicizia contro chi minacciava di superarli
nella corsa alia celebritá, spinsero il Croce ed il Papini a criticâre nel Vate essenzialmente Ia
troppo insistente eloquenza storica o mitológica (vedi discorso di
Quarto) che appesantisee e pregiudica Ia bellezza di taluni poemi e che, (unitamente alia in-
págnò, che da ben trenfanni lavora instancabilmente nel piu'
importante organo delia colônia
italiana di S. Paolo — do.po il
'Pasquino", s'intende.
All'amico Zulli, ai quale ei lega una veechia e leale amicizia,
inviamo i nostri piú sinceri audi felicita, desiderandogli,
guri
"ex inno corde", 1'opportuna
o
solenne celebrazione dei suo centesimo anno di vita.
* * *
i .
m .
d .
a
Se non esistesse Ia maeehina da scrivere, esísterebbero,
forse, le dattilografe ?
Esisterebbero. E ehe centra Ia mácchina da scrivere?
nardino Lavieri Gomes — José
Martinelli — Rag. Costantino Di
Gênova — José Castione — RagIgino Serrieehio — Rag.
Francisco Mari — Dott. Antônio Pepe — Rag. Vicente Giordano —
Rag. Francisco De Franco * —
Dott. Décimo Caruso — Dott.
Amadeu Neri — Rag. Dòmeníco
Perroni — Rag. Òreste Honiiti
— líag. Alfio Mortari — Tíay.
Pasquale Pastore.
gvsta Ramos, cognata dei nostro compagno di lavoro Antonio Lucchini.
Vivissimi auguri.
L 'ottavo anni versa rio di f ondazione delia simpática associazione che riunisce nel suo seno gli
antichi alunni dell'Istituto
Medio Dante Alighieri . stato quest'.-nino brilhantemente coinmcmorato con una bella manifestazioi^e sóeiale, syoltasi lo sçorso Sabato nei Sa^yii dell^A|ede. II
bailo traseo^» anima^^nino e si
prolungó sino alie ore piecine
delia notte.
In continuazione ai programma
delle commemorazioni, avrá luogo
il 31 corr. una cena, alia quale
hanno giá aderito:
Conte Raul Crespi — Dott
Giovanni —anzoli — Dott.
A.
Goeta — Rag. Américo Fontana
Rag. Attiiio Perrone — Rag.
ítalo Perroni — Rag. Miro Noschese — Dott. William Tagliauetti — Rag. Mario Ruschi —
Rag.
—
Américo Caltabiano
Dott. Antonino Cuoco — Rag.
Albenzio D'Elia — Dott. Mario
IVElia — Rag. i>aone Cavaliere
Rag. Roque De Lorenzo —
Hag. Renato Fornasaro — Emilio Percarmona — Rag. Alcides
Del Guerra — Rag. Carlos Romeo — Farm. Silvio Polati —
Cap. Guido Masci — Rag. Ber-
Nella Chiesa di San Giovanni Battista si é svolta Ia cerimonia dei battesimo delia
graziosa e vispa fig ioletta dei
distinti coniugi sigri. Luigi ¦
Ga gano e d. Eliza Berte Gar* * *
gano.
Purono padrini delia bella
d
e
bambina, che alia fonte battesimale .ricevé il nome di
Durante Ia séttimana scorConceição, i sigri. Orlando
si sono spenti in questa
sa,
Berte e Durvalina Gargano.
Capitale, i seguenti connazio'* * *
riali:
compleanni
Sâlvatore Parigi — Menotti
Riçprre domani il compleanViotto — Luca ímballéa —
no delia gentile signorina AuFrancesco Saverio Iervolino
eomprensibile futuristica annullazione delia punteggiatura nelle
ultimo opere) io stesso deploro.
Ma aggiungevo ben chiaramente
che non pretendo impedire Ia critica quando questa é fondata!
Se Ia mia apologia risulta, come afferma il signor Testena,
troppo abbondante di superlativi,
ció é dovuto alie numerose citazioni
apologetiche
di
illustri
scrittori e critici europei e brasiliani che io riprodussi fedelmente, affinché il lettore potesse riflettere sullo strano contrasto fra
i critici FRANCESI che arrivano
a giudicare D 'Annunzio "superiore a Victor Hugo" e quelli italiani che lo vorrebbero invece tener troppo lontano dai nostri
sommi poeti.
Non tralasciai naturalmente il
critico carioca che servi di base
ai mio studio, il quale afferma
che, "oramai
PIU' NESSUNO
considera D'Annunzio degno di
quel titolo di "grande" che giornalmente si pródiga alia piú insipidá delle stelle cinematografiche che pullulano nella costellazione di Hollywood.
Io ho semplieemente "ragionato" cercando di dimostrare Ia
infondatezza e Ia contraddizione
delle critiche. Ho narrato inoltre Ia burla a Thovez, osservando
che i famosi plagi attribuiti a
D'Annunzio giovanile, non erano
se non magnifiche traduzioni fat-
te alio scopo di dimostrare che il
suo stile non era inferiore a
quello di Flaubert.
Quindi non so próprio dove
siano le "invettive" attribuitemi
— né Ia pretesa di aver fatto
opera
critica *dal momento che
il mio scopo era soltanto quello
di diffondere e non di criticare.
Mi servii delle ineccepibili documentasioni dei libro .sulla "Vitá segreta di D'Annunzio", che
il suo inseparabile segretario Antongini , pubblicó
recentemente
con grande suecesso. Queste eitázioni mi obbligarono ad andare
un po.' a vanti e un po' indietro.
E' lógico che Ia forma non sia
apparsa perfeita, specie nella prima. parte, ché Ia seconda mi pare
abbastanza orgânica, se si tien
conto che io ho voluto scrivere
in forma piana. E' lógico, dei
resto, che i miei quattro anni di
Bi-asile non sono suffieienti a
farmi scrivere in portoghese con
lo stile di nxenotti Del Picchia.
In quanto all'accenno a Leopardi, rimproveratomi dal Signor
Folco Testena, Ia colpa non é
mia, poiché non sono miei gli
iniziali ragguagli fra i due Poeti.
Amniiro
profondamente Leopardi, e so ehe Ia sua inferioritá
fisiea é stata esattamente quella
che 1 'elevo alie vette poetiche de
"L"Infinito" — cosi come l'inferioritá fisiea di Beethoven fu
quella che porto il musicista alie
c
1
u
1
e
Durante Ia séttimana scorsa é nato in questa Capitale:
Osvaldo
di
Seognamiglio
Osvaldo.
*
*
*
battesimo
*
#¦
#
Durante Ia séttimana scorsa, hanno festeggiato il loro
eompleanno, in questa Capitale, r seguenti connazionalí:
LfUneeliilda Fraiiceschinit di
Ubaldo
Zulmira Landi
Ernesto Concilio di Géfiharõ
—- Giuseppe Momo
Cai"io
D'Amico di Sâlvatore — Vittorio Amendola — Fe.nanda
Bianchini di Callisto — Duilio Ricci — Wanda Ippolito
dei dott. Emílio — G. Battista Marotti — Maestro Al do
Rosati — G. Battista Fasano
di Vittorio — Aida Gioieli di
Alberto — Olimpia Giannelía
di Daniele — Teresina Tarsitano di Michele.
sue eccelse ed immateriali sinfonie. Io non ho cercato di abbassare il gobbo di Recanati, ma
di innalzare piuttosto il poeta degli Abruzzi sino ali'altíssimo livello dei Vate Recanatese.
II Signor Testena, ancora, trova ridotto le proporzioni dei mio
libro.
Ebbene, io ho ben dichiarato
che non si tratta che di una conferenza, nella quale Ia parte piú
importante e, secondo Lei, anche
originale, sta appunto in quel1 'interpretazione musieale deli 'opera dannunziana, che il Signor
Testena ha completamente traseurata.
Ma; dei resto, tanto Lei quanto
il Signor Folco Testena mi riconoscono perfettò eonoscitore dei' 'opera dannunziana . Ed io ne
::ono ben felice, anche perché
questo esplieito doppio riconoscimento serve a rimettere in carreggiáta quei miei ineffabili amiei eh 'erano stati cosi pronti a
travisare il significato
dei Suo
cõminèntõ e di quello dei Signor
Folco Testena.
Le rinnovo i sensi delia miai
gratitudine, sperando che vorrá
essere tanto gentile da dare ospitalitá alia. presente.
Dev. mo
CARLO PRINA
— Mario Petroni — Fo: tunata Galardi Iervolino — Angelo Capuzza — Teresa De
Felice Barone — Benedetta
Amati Tommasini — Pietro
Mollica.
* * *
filomena salerno
Mereoledí seorso, r.V.e ore 8^
nella
Ghiesa
cíeii 'liiamaeoJata"
Coiieezioiie, é stata celebra ta una.
mossa
a cura dei figíi o dei
parenti, delia siíomparsá Signora
Fifomena Salerno,-— in suffra-
gio deli'anima benedetta dell'Estinta.
^:^fl
I
Filomena Salerno
Un grande coneorso di amicir
di conoscenti, e di ammiratori pose in riliòvo tutta Ia simpatia e
I 'annnirazione di cui era circondata Ia buona Signora Filomena,
che fu — infatti — donna di
grande virtú e Moglie e Madre
esemplare.
Ai parenti deH'Estinta, ed in
particolar modo ai figlio Antônio,
rinnoviamo le nostre piú sentite
e commosse condoglianze.
VENDONSI
Ricette nuove per vin
Dazionali ch« possono ga
reggiare con vini stranieri,
utUizmndn le vinacce per
vino fino da pasto. — Per
diminuire 11 gusto e 1'odore
¦*i fragola.
Fare l'enocianina:
(Colorante na tu rale d*»l vino).
- Vini bianchi finissimi. Vini di canna e frutta.
Brra fina che non lascia
fondo nelle bottiglie, Liquori di ogni qualitá. Bibi
te spumanti senza álcool
Aceto. Citrato di magnesia,
Saponi, profumi, mighora
mento rápido dei tabacco
nnove industr:e lncrose.
Per famiglia: Vini bian
chi e bibite igieniche che
t.stano pochi réis il litro.
Non oceorrono apparecchi.
Cataloso erntis, OI.INOO
niKRTKRT. Ro» .Paralzo,
23. S. Paolo.
N. B.—Si rendono buonl
< vini nazionali, stranieri,
acidi, con muffa, «cc.
'il.
¦**»£ VV;- .--
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piecola posta
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uomini
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CONNAZIONALE — I due potete chiederla direitamente
decreti, quello sul registro de- alPAutore.
gli stranieri, e quello sul reNoi dei "Pasquino" siamo
gistro delle ragioni sociali sot- doppiamente orgogliosi
dei
to le quali gli stranieri espiesuecesso, ormai quasi consatano le loro attivitá, conten- crator degli studi dei
dott. Figono delle norme chiarissime,
noechiaro, poiché, oltre che
alie quali bisogna attenersi connazionali, siamo anche
conv V—* ¦ ¦—/// \Wrt *li J9SM} • m \
_fjrí_e^ I
strettamente, per evitare dei
cittadini di questo tenace e
grattacapi. a noi stranieri geniale medico siciliano.
non spetta commentare i deHa ragione indubbiamente
ereti, ma osservarli scrupoloil Comm. Castruccio quaudo
'A
^\^^_r__Pv//.%_y|| ^^
samente. Nelle edizioni dei 23 afferma che
I—i"~__l~
/fç^V^X
siciliana
quella
é
e 24 co rente
una g:an brutta razza, ma
"O Estado de delPautorevole
\éi€\
6áfo^^__Z£
l&:_ro_?'T
°i v
S. Paulo", so- quando licenzia alia vita un
^^=*£éS^z
___?«*_>.
/\êÈE&IJ(*l
no riportate le norme per Ia esemplare umano "bom é
_H_r 1_B _^r 4*» wrsKji*'
^__T
\_l _N_fT/ _UJ_r>fS_ |
permanenza degli stranieri
bom mesmo".
nel território brasiliano ed il
Signora, offrite alie vostre viregolamento per il registro site un uCinzano" ai
delle societá commerciali di mia sigaretta "Èva". . Seltz ed
loro proprieti.
MARTUSCELLI — 500 E
Alio scopo di orientare i poi Stelle di tutti i colori.
nostri lettori, stiamo prenING. GELPI — Ma dove é
dendo informazioni presso uf- andato a fiecarsi Michelino?
¦ _É__s_J^5" WL W'* mWf 9 ll-HI/ü^
fiei legali specializzati — e Sempre dietro Ia Selvaggina?
non mancheremo di indiriz- E potrebbe dani qualche-notizia di un certo pugilato, che,
zare chi ne ha bisogno presso quello di tali uffici che ri- appunto per via delia SelvagLEI. — Tu disprezzi il mio nnovo capnellino
terremo piu idôneo alia trat- gina é avvenuto o stava per
menti» w;
tazione delle necessarie pati- avvenire?
che. íntanto crediamo sia utiDELUSO — Tutto é calmo.
LUI. — Giá, ma quello di Anna non
le che si sappia che il termi- Quaicue lattereiiO imeres»„nPho pagato io...
ne per Ia regolarizzazione
te non si puo ti ovai e ene nei
delia posizione di quei con- necrote.i, posti ene noi, neua
nazionali che risiedono in
speranza oi non anuarci ua Re-Ca Giii — per mezzo dei- Pao de Assucar,
la lunghezza
Brasile da oi tre quattro an- morei, evitiamo con ogni cura Ia qua.e ricordiamo íachmen- delPAmazonas
ia superfície
e
te
che
ni, é di un anno.
le Alpi si dividono in:
di visitare aa vivi.
dei
Lago
di
S.
Amaro.
Marittime, Cozie, Graie, Pen¦u nota di fine eleganza l 'ofOSSERVAIOKE — Si rf- nine,
MEDICO — Abbiamo sul
Na.iche,
Lepontine,
Recorui
ie
tavolo di redazione un esemferia alie visUe di un "Cinsano"
parine cue Snakeapea- tiche, Carniche,
Giulie.
ai seltz c di una sigaretta "Sare (poeia & uno) ia uire aa
plare deU'ultimo opuscolo dei
Ci insegnarono ia parola voia".
Anueio ad Uiena: "_ii tu cadott Francesco Finocchiaro:
P.ecceuüia» ogni icaera oèi"Basi
elettroradiobiologiche sta come il gniaccio, pura toFACADOR — Lei sa cjuelIa
quaie e rini^.ale ui un no- l aneddoto?
dei método chimiofisiote api- me Ia neve, non síuggirai aua
No? Ecco.o:
me aei.ie muse; Po.iinnla, i_ràco". Noi non siamo delia ma- caiunnia".
Uno
studioso
to,
caLiope,
di cose gramteria, e non possiamo quindi
UNGARETTI H. DEMICO Tal», 'lersicore,cüo, i^uterpe,
maticali
disse
a
don Peppino
li rama, keimanifestare con adeguata au- — Eu! (joniprenaiamo beuisMatarazzo:
—
pomene.
Don
Peppino,
torltá Peccellente impressione simo che voi non siete
nsoiva lei questa piecola
p.oche abbiamo riportata dalla prio bngaretti l'H. Demico,
(Aggiungo — come curióstione grammadcale comequelettura di questo ecceziona'e perché bngaretti l'ri. Demico sítá — che piú tarai si uató
é
meglio dire: Ti impresto
studio dei geniale medico si- queste cose ie sa. Tuttavia ec- ai aggiungere aile ívxuse anene
queciliano. Ma per Punanime opi- covi le iniormazioni richieste. Aretusa, come simuoio deLa sta piecola somma di denari
e ti p ego di restituirmela -vfanione dei competenti possia- Le Muse sono le nove ngiie poesia bucólica).
cendo
mo affermare che gli esperi- di üiove e Mnemosine, e oAlcuni scrittori, poi, ce.ca- somma) cioé concordare con
oppure: e ti pre^o di
menti dei dott. Finocchiaro,
simboleggia un'ane o rono ni íar entrai e tra le mu- restituirmeü
gnuna
(facendo cioé
mentre dal punto di vista una scienza. Non c'é n^suno se anche Meiete
deila
concordare
(dèu
con.denari)?
teórico poggiano su solide ba- che ne ricordi tutti i nomi, e Meditazlone), Nneme
(delia
Don Peppino, dopo matura
si scientifiche, dal lato pra- non c'é nessuno — nelio sies- Memória), e Aede
Can(dei
riflessione,
rispose:
tico hanno condotto ai piú
so tempo — che abbia .1 co- to), lncoraggiato
— E' meglio dire: Abbi
sorpendenti risultati. II "me- raggio di coniessarlo. Si fin- nuove ammissioni, da qutste
un cí.vto
patodo Finocchiaro" é un'espreszienza: te li impresterei vodi sapern per quella ma- Geremia l^essardeiii tento nel
ge
sione che comincia a farsi lintesa opinione che abbiamo 1930, di far
lentieri, ma tu sai che ho anparte delle Muse,
strada nel complicato linguagch'io
i miei impegni.
offrendo
lo ti somme e prodeha cultura: un uomo, nei
gio dei mediei e, cosa che piú
Aplique ei cuento.
salotti e nei ritrovi — é iite- mettendo 1'erezione di un oconta, non sono rari i colle- nuto dotto
spizio
i
per poveri.
LETTORE — II noto aniquando sappia i
ghi che manifestano Ia piú
nomi deile muse, Ia data deiii
malista
Ma
tentativo
e' feroce camivoro
fallí, come
completa fidreia nel sistema
Ia scopertfc. delPAmerica, ia ne fallirono molti altri che si
delPamore Ovidio Averoldi
escogitato ed applicato con
lusinghieri risultati dal valo- ilformula delPacido so.forico, verificarono dal 1930 ai gior- sta scrivendo un trattato su
numero delle opere di Ver- ni nostri).
una certa malattia deJe vaeroso professionista.
di, Paltezza dei Pão de AasuCi insegnarono, infine, nelche, nella cui cura esclude
L'opuscolo, che viene come car, ia etimologia delia parola le scuole, Ia parola "DePoSi- definitivamente il
"separata" dagli "Annali Pao- microscópio, i nomi dei
giá vecchisprin- To", le cui quattro consonan- simo uso dei pe manganuto.
listi di Medicina e Chirurgia" cipali gruppi delle Alpi o le ti sono appunto le quattro
Non abbiamo notizia, peró,
é i'esposizione scientifica dei quattro consonanti che in consonanti che, quando sono
delia droga ch'egli abbia inmétodo ai quale il dott. Fi- francese non si p onunciano .. alia fine di una parola, non si
trodotto in sostituzioue.
noechia o ha dato il nome di quando sono alia fine di una
pronunciano,
in
ancese:
f
ePRESTAMISTA. — Eh, giá:
"chimiofisioterapico" ed esposempio: — Junot - Cap - Mauparola
tra i Levy che stannó nella
ne in forma accessibile non
"Cita" e
Perció esistono vari metodi
róis, ecc. ecc.
que'li che rimangosoltanto agli scienziati ma per ricordare facilmente queE Ia cosiddetta cultura non
no nell'"arrabalde», bisogneanche agli iniziati, i fenome- ste cose.
va oltre le cose che abbiamo rebbe avere sempre
sotto gli
ni elettroradiobiologici
sui
dette. benché — lo dobblamo
A scuola ci insegnarono Ia
oechi un memorandum o
tale
qualmétodo
—
é basato. Se frase:
riconoscere
quali
ci sia qualeu- che piceolo annuncio
chiari—
ve ne interessa qualche copia,
Ma Con Gran Pe-na Le no che sa anche Paltezza dal
ficatore.
mmmmmàc
JTvV I'- l'l«Mllí
I0 _N^-_i_i^_^_V\w'.*)\MÈ9ÊKÈ^
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e
.17
il método pulp
Un lettore, a. p., non meglio identificato,
c'invia questa graziosa e ben scritta novellina
sul "Método Pulp" — com'egli lo chiama —
applicato aWOlio Sasso".
II lavoro ci piace molto, tanto da dargli
Ia preferenza, per questo numero, ai "Mastro"
di Corrado Blando.
«
Ia moglie, il vizio di Beniamino, costituiva
Percontinua preoccupazione.
Perehé bevi tanto?
Non so.
La cura delPautosuggestione secondo il método
Pulp venne mes-sa in pratica Ia será stessa. Si cominció col comprare 1'olio delia "Companhia Refinadora
de Óleos Prada" anche per Puso doméstico. E Beniamino torno a casa ubriaco.
Ho sbagliato Pimpostazione dei sistema. Inalia moglie che affermava con orgoglioUbbidendo
sa sicu rezza che due dottori valgono piú di uno, vece di bere delPacqua illudendomi di bere dei vino,
Beniamino ne consulto tre. NelPanticamera dei primo ho ingoiato tre litri di vino dicendomi che era aequa.
1'atte-a fu di un'ora e tre quarti. La visita duro sei Un semplicissimo ed innocente errore...
Un errore che ti condurrá alia morte. Non ti
minuti e si concluse con ia diagnosi di un tumore.
II secondo era reduce da poço tempo dai banchi reggi piú. Finirai sotto il tram.
Esagerazioni!
deirUniversitá di Stoccolma e dalle sale cliniche di
Non erano esagerazioni. La será suecessiva, rinuna cinquantina di Ospedali europei, americani, asiacasando, Beniamino venne urtato dal tram e buttato
tici, africani ed australiani.
Dopo un quarto d'ora di indagini il giovane a terra. La scena che ne segui fu abbastanza curiosa.
scienziato diagnostico gravemente una malattia ím- Beniamino, suggestionato dalle parole delia moglie,
pürtantissima, con un nome cosi complicato che non non volleII piú rialzarsi.
tram mi ha tagliato le gambe.
vale Ia pena di riportarlo.
Venne trasportato di peso a casa: — Abbiamo
II terzo era un celebre alienista. La fama dei
Prof. Pulp aveva solide basi: molte celebritá indi- con noi vostro marito. Dice di avere le gambe tagliate.
gene e forestiere avevano affidato i loro sistemi ner- fin La moglie di Beniamino, si senti mancare le sue,
quando non si avvide, con estrema allegria, che
vosi alie sue cure traendone grande giovamento.
Come tutti coloro che curano i pazzi, aveva anche quelle dei marito erano ai loro posto.
Paria di esserlo. Ma soltanto Paria.
Vedete quella biblioteca? — chiese a BeniaII 1 mattino anche il marito era in grado di corimino, dopo avere fissato il vuoto per qualche istante. ¦* statare che le gambe erano ai loro posto abiNo? Io Ia vedo, invece: é Pautosuggestione che me Ia tuale. Le tastó, le agito festosamente. Cerano. Un
fa vedere. Vedete quel telefono? Io lo vedo per auto- po' stanche, ma c'erano. La stessa será festeggió lo
suggestione. E' una bella economia Pautosuggestio- scampato pericolo bevendo otto bottiglie di vino.
ne. Ed é Ia cura che prescrivo di solito ai miei clien- Quando riprese Ia via dei ritorno era tardi. Ma i tram
ti: curatevi cosi ed avrete Ia felicita. II vostro, dei circolavano ancora. Beniamino ne scansó miracoloresto, é un caso comunissimo. Voi bevete vino, non samente due e si cacció sotto il terzo. Un urlo: il laé vero?
mento straziante dei freno; una donna svenuta; molti
Moltissimo.
curiosi. E Beniamino in una pozza di sangue, con le
Bevete invece dell'acqua. E cercate di cónvingambe tagliate, ma sorridente.
cervi che queiracqua é vino.
Non ci casco piú. Ieri será vi siete troppo turSara difficile.
lati di me quando affermavo di avere le gambe taMa poi ci riuscirete. L'acqua vi parra vino;
gliate. Ma ora m'infischio dei método Pulp. Guarma, dei vino, non subirete le conseguenze pericolose. date!
Lo stesso per Polio. Voi prendete un qualunque proE Beniamino, mentre Ia folia si allontanava in
dotto delia "Companhia Refinadora de Óleos Prada"
ai terrore, si rialzó agilmente. E senza gambe
e dite: quesfolio dei Belém é, invece, di Oneglia o di sipreda
avvió di buon passo, cantiechiando, verso casa.
Gênova. Riuscirete a convincervene anche voi. Non
Aveva in mano una latta di "Olio Sasso", rafIa
mia
II
seguire
cura.
da
método
avete dunque che
finato ai Belém dalla "Companhia Refinadora de
uggestione.
autos
Mi
dovete
molto
Pulp é
semplice:
Óleos Prada", che aveva scrupolosamente comprato
milréis.
cinquecento
di ritirarsi e gridava a squarciagola:
Allora Beniamino tese Ia sua mano vuota ai ce- prima Signori, signori,
"Olio Sasno"
questo é il vero
lebre alienista.
di Oneglia. e non c'entra il Belém. La veritá sta semEccoli.
pre in piedi, come me — anche quando si vorrebbe
—Dove sono?
Con un briciolo di autosuggestione riuscire- far credere che le gambe non ci sono piú.
te a vederli anche voi!
a. p.
18
*
p
a
n
u
sciocchezzaio
coloniale
Lina Terzi, la nostra simpática coliega di "Augusta", c'invia questa "storia breve" cho demolisce tre generazioni di sospiri sulltt
siçnora dalie cameíie
Un illustre cammendatore era, áa giovinetto, uno scavezzacollo.
Studcntc, sitiava spcsso c volcntieri la scuola per recarsi da una bella
et éra, a quei tempi famosa. La cosa venne alVorecchio di un vecchio
zio dcl ragazzaccio che áccisc di porre fine alia grave faccenda, chiedendo ausilio al patético ãi una piéce che aveva qualche analogia con
il caso: La signora ãelle camelie.
Vcstilo austeramente ãi una uera palandrana, con in capo una solenne tuba, il áegno uomo si presento alia casa delia cortigiana, e alIa camericra che gli aprí Ta porta, disse gravemente: "Vogliafc annunciare alia signorina il signor Duval, padre". Ammcsso nel boudoir deila cortigiana, si. presento dalla soglia ancòr piú gravemente cou la balluta che, secondo lui, áovcva fare nn grande effeito: "Io sovo il signòr Duval, padre.. ."•
"Entrate, entrate
purê, signor Duval", lo aceolse la bella donna
af fatto impressiònatd.
"Voi mi capite, ncvvero, Marglierita?", replico il vecchio. La cortigiana, che si chiamava Odette, non capiva niente delia scena c canilidamenle gliela confesso.
"Dunque non conoscele Lit signora dalle camelie?".
"Nossignòre".
II vecchio le narra allora il dramma di Dumas figlio, intrattenendosi, in parlicolar modo e con aecenli, drammatici, sulla famosa scena
dei padre di Alfredo con Marglierita, dichiarandole final menle di cssi rc lo zio dello studcnlcllo e di esser venuto, come il vecchio Duval da
Marglierita, ad imploraria di rompere la relàzione.
Quando poche ore dopo il futuro commendatore si reco dalla bella
cortigiana, questa, che si trovava a leito, lo aceolse con una risata c
alVinlcrrogativo dei giovinclto rispose, indicando il posto vuolo al suu
"Xon indovincrai mai chi o'éra
qui niVora fa...".
fiaveo:
Agostino Prada, il danáy riconosciuto delia colônia italiana,
durante la sttigione é andato ti
Londra. Arrivo di notte e seese
iill'albergo, in Piccudilly, in compagnia dei fido cameriere.
La inattina, comincia a prepararsi per uscire. Ma era perplesso
E gli sasidl 'abitatõ da mettere.
'
rebbe dispiacinto far brutta H\"Famgura. Dice al cameriere:
mi il piacerè, José, scendi in
istrada, e dammi un'oechiata a
cptesti olegantoni".
Torno dopo poço José, tutto
spaventato:
"Signor
padrone, qui, a Londra, di vestiti dit inglese non c'é
che lei".
»:f
*
¦:•:•
Signora, of frite alie vostre visite un "Cinzano" al Seltz eá
una sigarelta "Eva".
•: - » *
Storielln americana, raccontataci dali'Ing. Salvatore Celentano, il nuovo Direttore Generale
delía S. A. Sabrati (per fumare bene a dieci testoni il ninzzo,
non cé da scegliere: "Águia" o
''Corsário":
Chicago Ted, il pericolo pubblico Numero uno, sente avviciíiitrsi hi morto e comincia a temero per l'Al di lá Una vécch.ia
cho convivo con lui gli fa ca/piro
che, nel momento di chiudere gli
oechi per sempre, sarebbe meglio
andarseno con la coscienza pulita.
Chicago Ted le risponde di essero dÍ8postissimo a recarsi da
nn pastore, tua che teme di iucontrare i "G. Men".
Non aver paura, —- gli risponda la veechiu, — conosco un
viilaggio ove la polizia non compare mai: non avrai che da cercaro un pastore, e, quando sarai
davanti a lui, ti eônfesserai cd
egli non ti domanderá il tuo nonte.
Chicago Ted segue il consiglio,
c, ítcconipiignato da una dozzina
dei suoi uomini, si reca dal pastore
che, per approfondire lo
suo nozioni religioso, gli chiede:
Che sapete, figlio mio, deila morte di Gesu'?
Chictigo Ted di scatto si alza
c, scappando a gambe levate, gridit ai compagni:
Fuggiamo! Qui si fauno indagini!
«
De amicitia. Dialogo udito o
riferito da Luigi Pieoljo:
Battista, sei andato stiiinane tt prçndere notizie sulla salute
dei mio caríssimo amico Oaspare?
Certamente, signore.
Bene. Vai purê.
»>:•
% *
Vocabulário di Beppe Ungaretti, poeta neo-nialthusiano:
GUINZAGL10: Corda che per
mette ad un cane di cÒndürrc il
suo padrone.
* * *
Altra storiella americana, questii riferitaci dal Comm. Giuseppe Castruccio:
Due bellissiino e platinate girls
o
o
si siedono sugli alti laccati sgabelli di uu bar e attaccnno una
''tornato juice" da cinquanta
cents.
Sai — dice la prima — il
concurso per miss Beauty che debbono tenero la settimana ventura
tt New «lersey?
Sí; ebbene?
Ebbene... L 'ho vinto io
sta notte!
*
•*
E' nota di fine eleganza off ri. rc alie visite un Cinzano" gelalo
ed una sigarctta "Savoia".
* *
Le storielle di pazzi sono di
gran voga. Ecco la piü recente
raccoritata da Giovan Battista
Delia Casa:
Un signore distinto entra in
on negozio di colori e chiede deila vernice rossa.
Un bariittòlo graude o mio
piceolo?
Datemene due ínetri e trentacinque — dice con la massima
serietá.
11 neg.ò.ziante, volendo acconten tare lo strano cliente, prende
un'assicella Itingit due niotri e
trentiiciiupie e la spalma di veruice rossa. Quindi chiede:
Ve lit debbo invdgcre.'
No, grazie... E' per mangiarla qui!
¦:<¦
*
•;:•
Parlando in nn gritppo di a mi-,
ci ti propósito1 dei craK delia "Cita", Ludovico Molinari racconta
questa rtericlla,
garanteudone
1'a tt ten tie i tá:
Un - giorno egli si imbatte in
un tiziò che aveva conosciuto semiaffamato o; che vivaechiava allora "trabalhando na praça",
come dicono tutti quelli che fanno una gran f a tica a vivere senza. lavorare. II tiziò ora invece
era, elegantíssimo, rubicondo con
tanto di Charuto Tosca no tra le
labbra.
Perbacco!'-— gli fa il tale.
— Hai fatto Lortuna?
Cnpirái, ho lasciato "a
praca". Mi sono dedicato alie grandi organizzazioni, o gli affari mi
vanno bene. Pensa: ho un grande ufficio... Una dozzina di
impiegati a dieci contos.
Dieci contos al mese?
No... Dieci contos di cauzione a testa.
•*
*
••<¦
II Cav. Giuseppe Mortari é
seccatissimo. Ha dovuto piantaro una biondissima sirena che gli
aveva fatto perdere la testa.
Çapirái — spioga al Eag.
Vincenzo Ancona Lopez — Era
una rovina. II primo dei mese
mi ha detto: "José, debbo pagare la pigione. Non mi protresti
dare duecento mazzoni?". E le
lio detto di sí. IVindomani mi ritorno i duecento mazzoni. Tre
giorni dopo, eccola ancora a richiedermi i duecento mazzoni.
Sette od otto giorni dopo, mi tornó alia enrica: "Me le dai quei
duecento mazzoni?". Ho sbuttuto lti porta ed ho giuratò di non
farmi piú vedere! Capirai, per
quanto rieco, io non posso restare con una donna che mi chiede
duecento mr.izoni al giorno! No?
*''?"#
n
a
1
e
Gli affari sono affari: eccone
un esempio in una storiella autentica, narrata dal Cav. Federico Tomaselli, il quale afferma
di averla sentita dal Comm. Don^
nino Donnini:
A meta delia notte si sento
nella casa un rumor di passi fur^
ti vi. La signora si desta spaventata, o Bveglia il manto pregan*.
dolo di audaro a vedere. II marito, impugna la rivoltella e scende in anticamera da cui tosto si
ode provenire un parlottare sommesso. Dopo un quarto d'ora torna a letto, spiegando:
Cera un ladro. Gli ho
puntato Ia rivoítèlla alie tempie, ordinandogli di álzarc le mani.
Ebbene?
Ebbene, il ladro ha lasciato cadere tutta 1 'argenteria che
aveva giti ammucchiata, o mi ha
offerto cento mazzoni. per la rivoltei la.
El tu 1 'hai ucciso ?
Ma che dici?!? Pensi dun(pie che avrei ucciso un indivíduo
con cui potevo concludere un affare cosi' eccellente?
* * *
Signora, c elcgantissimo offrire alie visite un "Cinzano" al
Seltz cd una sigarctta "Eva"i>.
*«¦
vr
-K"
In una lontana cittá Arturo
h-ontini era ospite di un riechisturno signore che aveva fatto
c|tiáttrin# a ptiláte "in seguito alI'incêndio di due ville che aveva,
tempestivamente
arciassic"r:tto.
ba Companhia di assicura;'.ione
aveva subodorato il M--tcco, ma,
ner via delia pubblicitá, aveva
lar.ciato correre ed reva pagato.
(...entre Arturo Frontini era ospite in una terza Villa (non ancora incendiata) dei milionário, arrivá il figlio dei mibabbo di pessimo tiniore:
—- E' tina bella storia, babbo!
Ho consiíinato sino aH'ultima
goecia di benzina per venire sin
qui. Non ne ho piu' traccia nemmeno m*H'accendisigari.
Ne ho
chiestò al tuo portiere, ai servi.
Non ci sono distributori da queste parti. E' possibile che non ci
sia un po di benzina in casa?
Ma certo che ce n'é.
E dove?
Guarda un
po' negli estintori.
* * #
Monsieur Durand — narra il
Dott. Giovanni Betteloni — il
proprietário dei faniosi magazzini Durand e Dupont che dánno
lavoro a migliaia di impiegati, é
malato gravíssimo. Ohiáma al
suo capezzale la belíissima moglie e, con nu filo di voce, le sussurra:
Suzy, in
questo moinento ti
voglio nprire il mio animo e voglio chiedere il tuo perdono...
Nella vita, ti ho ingannato due
volte. Una, con la camericra e
l'ultra con la nostra vicina sigiiora II ugttette...
Non é bene ció che hai fatto, Pierre. Ma confessione per
confessione, anciVio ti ho ingannato duo volte, vecchio mio. Due
voltueco sole: una con mio eugino o 1'altra con il personale dei
tuoi magazzini!
Pasquino
o
n
a
e
19
rettifichiamo
Forco e Ceto ebbero tre tiglie: Medusa la dominante
1'errante Euriale e la violenta
Steno.
Tutfe tre insieme si chiamarono le Gorgone, e scoperte da un impresario teatrale
delPepoca, furono lanciato cohié "il trio Gorgone"»; < ominciarono a cantare canzonette alla maniera americana.
Debuttarono alla presenza di
Giove.
Ci occuperemo di iMedusa
che, a causa dei suo piccolo e
noto inconveniente, ebbe molte seccature.
¦Medusa, infatti, era anguicrinita, e cioé aveva dei serpenti in luogo dei capelli.
Bisogna àmmettere che andare in giro coi serpenti in
testa, anche se si tratta di serpenti di un bel biondo tizianesco, o di serpenti platina ti,
o *di serpenti br uni come Fala
dei corvo, é sempre una cosa
un pó seccante. Medusa, infatti, non riuscí mai ad ottenere i notissimi suecessi che
tutte le altre donne ott.ngono
in virtú dei capelli. Per esempio, nessuno le carezzava mai
i serpenti, nessuno glieli baciava e a nessuno venne mai
in testa di chiederle una ciocca di serpenti.
Ci fu, tuttavia, un grande
poeta di quel tempo che dedicó a Medusa una poesia che
cominciava cosí: "Sparsi i
serpenti morbidi sulPaffan»
noso petto...",.
Era un affare serio quando
Medusa andava a farsi pettinare, perché i parruechieri
avevano una paura matta di
passarle i pettini tra i serpenti.
Una volta Medusa offri un
pranzo ad alcuni amici, ma rimase malissimo nel vedere
che uno dei suoi invitati aveva trovato un serpente nella
minestra. Si capiva benissimo
che il serpente era caduto a
lei, ed era naturalmente esclusa ogni possibilita di dare la
mW^mTAm^WmWmm^^mX wWmW/f j^jH
colpa a.la cuoca.
Grande fu il disappunto di
Medusa pei* 1'incidente dei serpente nella minestra de] suo
invitato.
Dopo il pranzo la
donna di servizio, v.dendola
passeggiar. su e giú nervosamente per mia stanza, le chiese con pre mura:
Che é suecesso, signora?
Lasciami stare! — fece
Medusa seccamente. — stasera ho un diavolo per serpente...
Medusa era ancora, giovane
quando cominció a perdere i
serpenti.
Consulto vari specialisti,
spese somme notevoli per
comprare lozioni e pomate,
ma sappiamo che anche allora
si davano fregature di questo
genere.
V^MmmmmmT f
E infatti la povera Medusa PÈlJ
<J D «WttMOUHuMOI I
non riuscí né con lozioni né
con pomate ad arrestara la
caduta ,dei serpenti.
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Sl! I ws
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l>o vendo
T)eptir;«re H Sangue
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Cura la Sifilide
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In tutti gli st&di
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COLCHÕES. ACOfCHOADOS
E TÜDOQÜESERELACIOlkcOH
CONFORTO PARA DORMIR
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QUELLO CHE DORMIVA
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Non sapevo che tu fossi un bravo pilota di ae-
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a^a^^kll mmÊmtff' Ja^DuÉMMft''
a^a^aV -»"'» ^C^Í»^^Mfc
WlwH
M
^H HBÉÉiIÉI
HÉa^a^ai
Vafl H
SfeWe, Asín, firmamento di Hollywood...
Ecco perché nella produzione filmistica, moita
wba ê... campata in ária!
il bel don-giovanni fa colpo
& Pi $è$-
I/INNAMORATO: — Signorina é siá un po' di tempo...
ché io... non so coine dirle...
LET: — Glielo dico io: sempre dritto, in fondo, a sinistra.
Kinglax!
Sueco d'Urtica!
L'uomo che aveva proniinciato sordamente la pa-.ola —
"Kinglax", i lettori non
potranno averlo riconoseiuto.
Egli non era infatti, come
molti avranno supposto,
la
Spia D. 28, il celebre segugio,
ovvero colui che aveva fatto
parlare non so.o le cronache
mondiali, bensí gli avvisi economici, le recentissime e gli
annunci mortuari di tutto il
globo.
Non era il formidabile agente delPIntelligence Service che
in piena rivolta araba, .sotto
la guida dei colonnello Lawrence aveva trovato tanta di
quelliMmmondizia da provoca- '
re il licenziamento subitaneo
delia cameriera dei Colonnello, che sotto la guida di Lawi-ence (la guida dei lungo corridoio di casa Lawrence), soleva nascondeie i peggiori detriti, anziché spazzarli con
cura.
Colui che aveva pronunziato "Kinglax" era soltanto
un Subagente delia Spia, Puorno incaricato di pronuncíare
con você perfeitamente sorda
le parole dei códice segreto,
che per speciali condizioni dl
você, D. 28 non avrebbe potuto dire altrettanto sordamente, com'é d'obbligo.
"Sueco
cPUrtica", la seconda misteriosa parola, era stata pronunciata bensí da X. 51
in persona, ovvero dal Capo
dei Servizio Segreto, che da
quattro mesi si trovava in piedi a Pechino in attesa dei suo
Agente.
Abbiamo detto in
piedi e
non a caso.
X. 51, notariamente affetto
da delicati disturbi, non avrebbe potuto sedere, senza attirare Pattenzione di tutti con alte grida e lamenti, e X. 51
voleva giustamente evitare tale eventualitá che lo avrebbe
tradito.
Non sedeva quindi da quattro mesi, e non si sarebbe seduto fino a quando non p.,vesse ricevuto da D. 28, il piano
che aspettava. Ormai, lo aveva giurato.
Kinglax. . . — ripeté
in
un soffio il Subagente di D.
28, avvicinandosi al Colonneilo — e rapMo si allontanó
nelPombra fitta delia
notte
Pechinese, lasciando il posto
al vero D. 28, che lo seguiva.
a pochi passi di distanza.
Che fa Kinglax?. . . —
domando X. 51 al nuovo venu to.
Lavora. . . — balbettó
D. 28 cercando di modulare
la sua roce aspia.
E Sueco
d'Urtica?. . .
domando a sua volta.
Impedisce canizie. . . rispose severamente X. 51.
Buon giorno Capo.
Ciao, D,. 28. . . Vi
ho
aspettato a lungo.
Ho dovuto dipanaro un
difficile caso 'di idrofobia
a
Ceylon. . .
Capisco. . . avete il
piano.?
Sissignore.
E D. 28 si frugó febbrilmente nelle tasche.
Maledizione! — urló
con você strozzata, facendosi
al
contatto di un
pallido,
iungo e sottile
involto
che
aveva nella tasca interna dei
cappotto!
Che c'é...
II piano... il piano!
Rubato?..
I nostri formidabili nemiei!... Piú potenti e scaltri
di quanto li avrei ciedutü...
Anziché il piano, mi hanno
affibbiato questo clarinetto!
Maledizione!
E D. 28 barcolló, cadde come un masso. La partita era
perduta, una volta ancora!
W.-C. 100,
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21
quando Ia disdetta persegnita
-Mani in alto —
giuvgni
il vecchio grassatorè, affrontando un signore di aspetto
distinto e puntandogli una
grossa pistola neJl'om bélico.
Nemmeno
per idea: —
rispose il signore di aspetto
distinto, continuando a camminare speditamente.
Non facciamo storia
ringhió il vecchio grassatorè,
rincorrendo
il
signore
di
.\spetto distinto e appoggiand-igü
Ia lunga canna delia
Coit dietro le spalle. — Sn le
mani o son dolori!
Ehi! Vecchietto! -- lo
apostrofó il signore di aspetto
distinto, fermandosi brincamente, in modo che il grassatore che lo seguiva ando a
sbattere col naso contro lesue
spalle. — Vecchietto eopravvissuto per sbaglio, ti ho (íetto che le mani iu alto non ce
le metto, e basta! — Co;i rapida mossa tolse di mano ai
vecchio grassatorè Ia rivoltella e, dopo averla fatta abilmente volteggiare, se Ia niise
foi ;tasca, riprendendo rápidamente Ia mareia.
Né... né... Signore!. —
protesto il vecchio grassatorè
trotterellando indignatissimo
a lato dei signore di aspetto
distinto. — Rendetemi ia mia
rivoltella e mettete le mani
in alto! Avete capito? Le manl in altooo!
Ehivoi! — intervenne
in quei punto un poliziotto in
uniforme — si puó sapere
cos'é questo baccano?
Non mi vuoi rendere Ia
mia rivoltella — gemette il
vecchio grassatorè, additando
con gesto aceusatee il signore di aspetto distinto
Chio, chio, chio! — gracidó soprapensiero il poliziot-
i^St^T
^^^^9M»I^^B99999W^9*^&kUL
ã^^WiW
CABELLOS
^JjM^ í
BRANCOS JTO^
to, fissamio severamente ii
distinto signore. — E' vero
quanto afferma quesfuomo?
Veríssimo! — squittí il
vecchio grassatorè— Io ho
cavato fuori ]a mia rivoltella,
una Colt helüssima e lui me
l'ha presa.
— Via, via — ammoni il
poliziotto
bonar lamente —
rendete Ia pistola che avele
preso! E voi — aggiunse rivolto ai vecchio grassatorè in
tono severo — evitate ri'ora
in avanti di mostrare Ia vostra pistola a gente che non
eonoscete, specie di será e in
vie deserte.
Ma io faccio il mio mestiere. Non posso mettermi a
fare il grassatorè in Pall Mali
o nello Strand: ho bisogno di
vie appartate!
Allora é uivaltra storia!
¦— fece il poliziotto impressionato — Siete davvero un
grassatorè? — aggiunse con
una punta di diffidenza.
Cáspita! — esclamó il
vecchio grassatoi'e—Vuoi vedere ia mia tessara? C'é purê
lMrapronta digitale!
Io ho
detto a questo scimmiotto signore — di mettere su le mani e lui mi ha tolto Ia pistola.
Non si fa cosi — '5isse
in tono di rimprovero il poliziotto guaidando severamente
il distinto signore — Mi meraviglio di voi, che avete un
aspetto di uomo coito. Non
sapete che quando un grassatore vi dice: "mani in alto!"
dovete metter su le mani, come fanno tutti gli onesti cittadini? Non siete mai stato ai
cinema? Non avete mai letto
un libro giallo in vita vostra?
Ma... — fece il distinto
signore perplesso — io credevo.,.
Non c'é ma, né credevo
che tengano! -— lo interruppe il poliziotto severamente
— La legge non ammette
ignoranza. Rendete súbito il
ferro dei mestiere a questo
vecchio e tirate su le mani!...
Cosi va bene? — aggiunse ailorché il vecchio grassatorè fu
di nuovo in possesso delia rivoltella — Sarebbe bello che
in un paese civile i galantuomini si mettessero a derubare i grassatori! Sarebbe proprio il mondo alia rovescia!
Cio detto il poliziotto d ailontanó col passo pesante e
misu^ato delia giustizia umana soddisfatta.
\
¦¦
NON
? -_^
\M DIMENTICATE!
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OGNI MARTEDÍ
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tf^Ã, €^M E VENERDÍ
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Ma che fai? Ti prepari a fare il bagno ne'la bagnarola?
Certo... II dottore mi lia detto che dopo mangiato é
meglio non entra re in maré... ¦
,'¦
a
22
s
N
P
OVÍDÀDES ha muitas. Nenhuma, porém, consegue interessar os
nossos pacientes..; leitores. Talvez nas próximas temporadas
haja coisa eom mais sal e mais molho.
XF1M, calma no "'front" esportivo. Esperemos que o ultimo jogo
do tbrneio-cxtra da Liga seja mesmo... o ultimo...
O romance dominical continua.
Como os folhetins da imprensa
r.òseo. O capitulo final — ser/i
aer
mesmo? — vao
publicado
agora.
A verdade é que nenhum dos
dois andou. Linhas inanquitolas,
Junqueiradefesas exccllentes.
Miro.
•;<- *
*
Palestra 1 a 0, na preliminar. O
De iviartino exultava. O Cupaiolo
fremia. O Platero sorria
confiante.
*
O 1." capitulo começou assim:
Depois da tradicional macarronada dominical, regada com o bello
verdasco — Palestra x Portuguede vez em
za — e arrotando
quando, tomamos o bonde e para
o Parque Antarctica nos dirigimos. Que festa.
Quanta gente
mamma mia!
Ao penetrarmos o augusto recinto onde o Palestra sua tenda
árabe de trabalho, mostramos a
nossa qualidade de legitimos escribas que não tomem e não correm...
de medo de jogo ruim.
O capataz do portão
olhou-nos
desconfiado.
Este cara de mamão de
óculos será mesmo "giornalista"?
Se o cérebro se bitola
pelo
tamanho physico — disse dirigindo-so a nós — você é mesmo
"giornalista". Pa' Maronna! Agradecemos o elogio sincero e,
qual Danto no capitulo XXX
XIII,
versiculo
94.°,
pagina,
2.672, penetramos no inferno antareticano. Chiii!!! Tinha gente
prá Xuxú. Dinheirão em penca,
amigo leitor. Dava prá nós dar
un geito nesta porca vida.
*• # »
-X-
Começou o segundo capitulo da
Legenda Romântica.
Vira prá
ca, mexe lá, tira o corpo .aqui,
inarreteia acolá, o facto ó que as
redes... iicdram virgens da silva. Quo gosto mais estragado. O
Correcher emudecia—
O fíoceo
suspirava.
*
vr
3.° Capitulo. Sahida em massa
do inferno antareticano. Foi tapeação? Não fois? Num xi xabe.
O que se sabe é que quem chega
diante das redes sozinho e não
V^^^^^N,
• *1
J^^lfrr 7
t/tf* Àám
%'"*-Amm
^4 t f^H
Christovani
Em Santos o S.
soffreu o amargos de duas derrotas consecutivas-. Tato ó demais.
Demais porque? — perguntará o
indiscreto leitor (pio não cró nas
"possibilidades".
Pois
nossas
claro. Então o S. Christovani não
é o time do maior teclinico do
mundo, o ar. /idhémar Pimenta.'
Então está dito tudo. ..
¦;:•
-;t
phrases celebres
Vae tudo de vento om popa.
Commigo ninguém agüentamos.—
PI tero
0 x 0. Isto não me çonvénco, absolutamente — Dè Mar Uno
A culpa foi do Mero. Que
sujeito mais desgraçado. —- Jura
Si não fosse o Junqueira,
mama mia, nós ia na rede. —
Teleeo
Continua. Será isao roniance em series? — O addido
OS. Paulo ainda não deu
um
Esperem
de si.
falar
que
—
Porphyrio
pouco e verão.
O nosso jornal ha do abafar
a banca. A banca cerebral o a
Chirurgo-Dentiata
Ex professore
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L. di Farmácia e Odontologia dello Stato di S. Paolo
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da
Quitanda
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SÃO
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18
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listrihuidores.
i cinca dos.
líc.slelli
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A
S."
appelidado
O Diamante Negro, o Homem
de Borracha, e qüe outros appelidos tiver, anda agora no cartaz
do escândalo schsaçiohalista, depois (h ter andado no da gloria:
Está doente ou não está? Se
está, está, ai uão está, a culpa 6
do Flamengo, (pie lhe dá muitos
inimos.
No campeonato do inundo.só
elle "contou". Oa outros escutaram. . . Agora olle escuta e os outros "contam". ..
.;t
.;t
-v.
fechar'
para
Você
viu? O futebol agora
anda. casto...
; 7 m '-).
Mantém as redes virgens...
?!! ?
•:<•
*
n
continua invicto
o juvenil tupy
O formidável
conjuneto futedo Juvenil Tupy conbòlistico
quistóu mais uma briinante e esinagadora
victoria,
derrotando
por quatro a zero seu perigoso
adversário do C.A. Rubra.
O quadro vencedor estava aaaim conatituido:
Chumbo — Ricardo — Biga —
Serra — João — Orlando I —
Rubens — Chagas — Orlando II
— Jairo — Moacyr.
Tentos: Rubens, Orlando II,
Já ir o o Moacyr.
O bravo "onze" do Tupy ficou, assim, de posso da artiatiea
taça offerecida ao vencedor do
prelio.
\ I /
\l/
1 m\
Contrariamente ao que suecedeu
o outro domingo, houve só barba.
Dott. Guido Pannain
e
BORIS
Na próxima semana, ai Deus
quizer, encerramos o 4." capitulo
da Legenda Romântica. Se hõuver outro empai o, protestaremos!
diavolerie di martino il bello
VT5X*^^X ^^
V
I
aw
a
pilulas
•;<
romântica
n
o
appellando para
christovzm
s.
vocês. Quando a. gente se mclte a adivinho, nada e, ao
mesmo tempo, tudo se perde. Dissemos em nosso numero anteVEJAM
rior qne o Palestra ia de vento em popa. 0 que se viu é que..,
andamos enganados. Quem anda de vento em popa A., o Vlalero.
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ohuta ou é''pernn do pau".......
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tempreferire le
le
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equinoziali,
quali
peste
lc ondatc, alte trenta piedi di
calzatura 13, spazzavano i ponli che altrimenti, la ciurma di
zozzaglioni lasciavá ricoprire di
iniinondczza.
Era 1'àlba.
Ma il Maré dei Cáraibi era deser to: sul ponte delia "Maiuinellona" non si vedeva neppure un
cane.
Non si vedeva, ma c'era: e se
vc stava aceueciato dietro un fa- •
seio di cordàmi, guardando con
oechi aviai Ia nera bandiera che
svehtoláva in cima aWalbero
maestro, sulla quale spiecavano il.
teschio e due appel iilosi ossi incrociati, coi quali Bobi, il ceiebre cane pirata, avrebbe volentieri fatto colazione.
Silenzio: si sarebbe senIita volave una mosca marina.
I)'uu tratto s'udi un clamore
assordante:
A Wurrembaggio!
Una piceola goletta nemica apparve fra la nebbia d'improvviso davanti alia potente "Maniiiiellona".
Fuoco di bordata!
ün uragano di ferro investi il
ponte delia filibusticra, che in
breve- si coprí di cadaveri.
II primo a mor ire fu il Secoudo, che dopo aver moutato il 3.°
quarto di guardiã se ne scèndéva
in cambusa per bersi un quinto
di rhum e mctlersi a sesto lo stomaço intirizzito dal freddo notturno.
La "Mammellona" si piegó su
un fianeo come belva fevita.
Acqna nella silva! — gridó la soliia voce disfatiista.
Chi se uc fregai — rispose.
sloieamenle 1'Oloncse. — 11 giovedi. e la domenica la filibustiera
muoré, ma non s'àrrendc!
Eccellcnea, oggi ô sabato
— insinuo premnrosamente il suo
Segretario particolare, che preferira arrendersi e non morirc,
in osserranza ai regolamenli.
'—.
A propósito, Bisogna giocal'e. . .
L'0'loncse non fini la frase:
una palia di colubrina gli trapasso il toraee, nonostante fosse
rin.forsato da una. robusta armatura in legno di tel\. elie resiste
alle palie di piceolo calibro.
La sorte delia
battaglia era
ileeisa; la '¦' ívíanmiellona", la polente filibusticra affondó un pó
piú chc non si dica, men Ire i malinni. delia piceola goletta vittoriosa inlonavano a gran voce il
''('anto delia Mosca".
Non per impieciarsi dei fat li
cite non ci riguardano; ma come
La Signorina Etelvina Silveira, figlia kiel Cap. Annibale Silveira, residente a Pelotas, dove é molto conosciuta, cosi si esprime:
"Ero disperata: avevo maechie nel viso,
ferite in tutto il corpo, le palpebre e gli occhi gonfi e suppurati. Mi vergognavo di
presentarmi persino alle persone piú intime.
Dopo Vuso di due soli vetri dei meravi"Galenogal",
guarii completamente.
glioso
"Galenogal"
debbo il mio
Al miracoloso
benessere e la mia allegria."
Pelotas, Rio Grande do Sul.
ETELVINA SILVEIRA
(Firma riconosciuta)
Le signorine possono evitare le nauseanti deturpascioni delia pelle, prodotte da ferite, eezemi. maechie rosse,
lentigginj ecc, usando qualche vetro di "Galenogal", infallibile depurativo e riconosciuto tônico dei sangue.
Clossificato come PREPARA?O SC1ENTIFICO di categoria, il "Galenogal"^ottenne nella
Grande Esposizione dei Centenário, il DIPLOMA
IXOSORE, distinzione che non venne concesso a
nessun altro prodotto similare.
"GALENOGAL"
si trova in vendita in tutte le buone farmacie dei Brasile e delVAmerica dei Sud.
W 23 A. p.
pote avvenire che la minuscola
goletta, un piceolo naviglio che,
forse, nou aveva mai, mai navigá; pote aver.ragione, c sorprendere, e sbaragliare in poeo pin
chc non si dica la potenlissima,
"Mammellona",
invincibilc
la
tremenda
nave
filibustiera
piú
delia terribile flott.a deli'Olonese?
In un modo semplieissimo:
grazie alVintelligenza ad alVacuto spirito d'iniziativa dei eommissario in seconda delia goletta
.villoriosa.
Questi, valiáamenie coadiuvato
dal personale di bordo, fece segrata mente cambiarc tutti i fili
deWimbarcazione, eon altrettawli soltai e robusti spaghi, bene
impcciali per aumcnlariie la resistenza; in modo che la piceola
nave si Iras formo, come d'incaurobusta
Io, in una metia
ma
spaghi bustiern.
lá,
Siccome Io spago, anche
uri marc dei Caraibi, c sempre
piú forte e resistente dei filo, nc
venne di conseguenza clie Ia filituislicra (kiVOlonesc si trovo,
davanti alia piceola spaghi busliira in condizioni lati di iiifcrior itá da averne Ia peggio e
soecombere fatalmente al primo
urto.
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L. D. N. S. P. N.° 963
A facilidade no barbear não
~~ depende somente de habilidade, mas da lamina que se
usa. Uma barba rápida só se
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RUA QUINTINO BOCAYUVA, 43 — TELEPH.
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IL DOTT. DANTON VAMPRE»
AVVOCATO
"toe* <fo eúkufe
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4»
comunica alia sua clientela che ha riàpertò^uf62-^.
fkio regale in Rua Barão de Paranapiacaba,
— I detono d-ooíü.
ti
mwillm
A gente não pode estar se meUénãe em fwrmDum*
v®*
úbysmáticas nesse capitulo de bancar o philmofka,
m p« ae
tando o áeãão para falar catheãráticamemte wM«
mm «fcvento ou a fwícçãb bio-chimiea do talo de &mm
faraj» »
mento de vitamina. Mas ás vezes, circimtstm&m.
tm
com as
&*&***:
Ira a mão, ófe saide, fora da piehôrra
wm**
«iram
rummm
a
Pato
Jucá
nhas do cstylo, obrigam
aeehanm^
sumidades
por...
inteUeetivas, dessas que fazem
"entourage". Por exemplo, um raeto erroresde
e gênios...
chato atem, po~
temente conxmim, banalissimo se quizerem.
/«km, do qual se podem tirar argumentos plulvsophico*.
surte
ã>-:
outras
e
gosiumms
nanceiros, econômicos, amorosos,
grande:
de
Uma linda telephonista, por seus dotes irreskímeis
magníficos,
gabelleza, graça esfusianle de encantamentos
r»*nhando apenas a quiréra de 15 ãollares por semana, Jot ametantaneamenle enamorada por um grande industrial
Ucano com quem se casou n'um desses lances commweãores
de amor explosivo.
Mas vae dahi, narram copiosamente os telegrammas,
durante a lua de mel do casal amado, n'uma praia pittoum tuboresea c sonhadora, o marido dá de achar na reta
Era um carsinho de melai que inesperadamente explodiu!
alguém
que fora pescar
tuchu de ãynamiie alli esquecido por
esposo,
lambary em água salgada... Ferido o ãesventuraão
canoa
para
mais a senhora e um amiga, rumaram Iodos em
o
tristemente,
jovem
morrendo
porém,
o próximo hospital,
'se.
atirou ao mar desesperado de sqffnmento.
marido que
Até aqui, os telegrammas, os noticiários, os jornaes,
"ipsis verbis". Daqui por diante começa então a série de raciocinios philosophicos, econômicos, sociológicos, financeiros
Infore outros aspectos trololó pão duro, segundo a gíria.
Mel
salvou-se,
fide
Lua
mam ainda os línoiypõs que Mme.
empeilindamente
eando porém horrivelmente desfigurada, e
400
lezada com uma herança testamentaria de 9 milhões e
mil dollarcs, ouro de lei, negocio legitimo, e cujas moedas
mil
correspondem em pcllégas patrícias a 1 mdhao e 598
contos!
A gente fica até meio tonto com a astronomia desses
algarismos. Estamos que a pouco mais somma o orçamento
nossa
da Republica e só a viuva supra possue a metade da
arrecadação!
Tranquillisa-se porém o eommentario americano, dizendo
feia com o desastre. Perdão, Emique a illustre dama, ficou
"luxo"
n'um tempo destes, com quallia! Não ha ninguém
mais um milhão e
quer meia pataca de mil contos, quanto
aos milhares para
quinhentos mil! Não faltarão casamentos,
Marquczes, PrinBarões,
Condes,
a riquíssima... belleza!.
se
empenham por
c
desejam
eipes, e até Heis, Imperadores
conquistar as sympathias da formosa feiúra...
se inepiielem os ingeNão se illuãam os simples nem
"apilação"
macho de pinnuos: o mundo como está; nhima
"tísica"
generalisaãa, apertura de
dahyba "promptidão",
lipiii, fome de arame, para o que se praticam lodás as...
está olhando p'ra
habilidades não previstas pelo Código, não
"espiriluaes"
á Misos rostos formosos nem para as pernas
de
olhos
iinguelte'; não liga a plástica, nem a fôrma, nem ps
amêndoa ou os eabellos de seda...
Formusura foi cousa (pie a necessidade e a prestação
.
ànnulláram ha muito tempo com as reservas de domínio.
de
corpo
fada,
Hoje. esthetica, belleza, mulher estonteante,
nada
eseulpiura,
de
estatua,
de
homhros
pés
mãos de marfim,
valem diante de uns rjuaesquer caraminguás que dêem p'ra
os feijões. A illustre senhora sinistrada é um typo de peruma comfeição, linhas gregas, e haja em iodo o universo
contos
mil
598
e
petição de lindas mulheres, que o milhão
terá eerfissimamente o primeiro prêmio!
Jucá Pato vota antecipadamente a favor dos dollarcs,
mesmo fazendo plülosoghia barata...
LELLÍS VIEIRA
i
Recreio Balneário Hotel
M EXOTTI
MARCACCINI
AVENIDA PEDRO DE TOLEDO N. 70
PK\1\ DE S. VICENTE
1 E L E F O N O
(SANTOS)
17 4
STABILIMENTO MECCANICO
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Meccanica per Automobili in generale
Matrice:
Filial:
RUA LIBERDADE, 2«8 RUA M. CARDIM,
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32-C
"L'uomo che sa vivere" é colui che non si logora
a costritire Ia própria casa, ma che sa prendere quella
degli altri senza incappare nei códice penale.
risentimento
di
fuor
luogo
l
%l
••wíís&V^díSih/ *» /ELA mxí
^"S>sV
"~^r^vC
B*^o
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avete
QUELLA SEDUTA — Che c'é da guardare cosi? Non
mai visto una donna?
donna.
QUELLO CON LA BARBA — Hai visto che era una
¦
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'¦¦it..
'fe**a!ftd in 3 attí
^Ln^Ll EJS*r*^^^rT^^^™tt^CJ
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/
/
CAMERIERE — (si inchina sino a terra)
ONORATO — Ecco. . . (con sforzo) AcconOh, grazie! E si chiude (porta aWinterno i ta(Continuazioiie)
sento. Firmeró anche, naturalmente, una carvolini e abbassa le saracinesche).
Ia
io
ta bollata, va bene? Ma voglio liquidar©
uon
ali!
ali!
—
Ah!
risulaccia)
ChiuJSIEKO
(una
(Ncko e Onorato si salutano con grande ãemia industria, pagare i miei creditori.
1'operatoc'é
Non
spavento!
di
mi muoia qui
dere insomma onorevolmente il secolo d'esisten- ferenza). Nelco si é allontanato):
re! Ma si! Che c'é di strano? Giacché vuole za delia mia casa. Sistemare anche quell'altra
(Appena
— (lo richiama) Oh! scusi!
ONORATO
morire, io lo chiedo, a pagamento s'intende, di
mesi
due
Chiedo
per quependenza...
piccola
—
Dica!
NEKO
morire per me!
sto. Oggi é il quindici d'agosto. Al quindici
— Ma... questa morto?
ne
me
ONORATO
ONORATO —- Oh! ma lei...
Poi annunceró che
bene?
va
ottobre,
di
Dica!
ho
NEKO — (indiffcrente) Oh! entrerá in una
NEKO — Sono un cínico, vuoi dire.
vado, un po',... a girare il mondo... che
che...
meno
A
dei pasto.
significato.
Ma non ha alcun
abbastanza... che voglio goder- gabbia di belve— feroci prima
guadagnato
caposcuola.
nostro
il
dei
ierrore) Eh?!
era
colmo
che
(ai
Anche Diogene,
ONORATO
E verró a morire per lei. Cosi, si..
vita...
Ia
mi
di
film
una
non senin
—
d'etere,
— lo so perché l'hò imparato
Ma. con. un po'
NEKO
no!
Diversamente,
—
anlia
Arrivederla! (e via fumando).
girato,
Salvadori che Ia mia Casa
NEKO — E va bene. Non dico di no. Ve- tira niente!
fortuLui,
1'uomo.
piu'
cercava
inmio
Diogene
il
ONORATO -- (.si lascia cadere. sul parapetche
dró... M'informeró anch'io. Ecco
davanti
E
aveva
ed
trovato,
l'ha
non
me,
reto) Oh. Dio! Oh, Dio! Ed ho promesso!
nato di
dirizzo. Venga domani nel mio studio... E
imperatore
onesto!
sarebbo
Non
il
ritirarmi!
piu' grande
a sé un imperatoro,
stiamo in questa intesa. Parola data! Ed ora- non posso piú
poço
dei mondo. Io si! Ho trovato lei. Lei che ac- mi raccomando, vada a letto. e dorma tranquü(Nel frallempo un ciccaiuolo, entrato avana
il
grosso
consente, vero?
prima, ha raccolio' da terra
lo. Al piacere di rivederla.
—
con grande
no!
lo
Oh,
Onorato;
guarda
da
ONORATO
gettato
ONORATO — Arrivederla.
un fiamOh,
tasche
No'?!
—
poi
nelle
questo
si
cerca
l
NEKO
compiacimento,
(aggressivo)
NEKO-'— E' promesso, vero?
mi
che
dalPidea
Próprio,
accenãe
fregandoselo sm
— (solennemente) Promesso, | mifero di legno, lo
non mo 1'aspettavo.
ONORATO
Credevo
l'aspettavo.
me
era fatta di lei, non
\ pantaloni e fuma beato).
il, "iurato!
si che
b%che lei tenesse in maggior eonsiderazione
un
CTCCATUOLO — Oh! perdio! Questo
— Sta bene (si alza; getta
I
NEKO
1
Ia vita!
próprio onore.
banca sul tavolo e chiama) Carne* si chiama godersela,
di
glietto
•
—
A R T
aiP
Morire
T
lei
non
Ma
S
ONORATO
pensa!
si avvicina) Tenete tutto!
camericre
ríefei
(U
Ia presenza... Prepararsi giorni e giorni prima... Aspettare Ia scadenza...
NEKO — Oh! Mondo, come sei impastato
ATTO TERZO
di pregiudizi! Ma non é lei quel tale che mezz'ora, fa voleva buttarsi nel naviglio?
FATTORINO — (via)
Lo stesso studio dei primo alio ma eíeganONORATO — E quale morte poi... ?
—
Ad una
ONORATO — (a Simona a bruciapelo) Che
temente e modernamente arreãato.
NEKO — Quella non conta. E' un altro aíche cosa pensava, signorina?
parete un segnalatore di comunicazioni,
fare. Un po' d'etere e non Ia si sente venire. ogni
—
TeleSIMONA — (defcrente) Io? A propósito di
rossi.
di
si
illumina
tanto
punti
—
che
Chissá
morte?
Ma
ONORATO
quale
che cosa, signor Onorato?
fono. — Macchina da scrivere.
hrutta morte!
ONORATO — Un minuto fa, consegnando
NEKO — Ma il momento di morire é uno
mi quella lettera?,
solo, sempre! "Che morte? Una brutta morSIMONA — Oh! niente!
SCENA I .
lei sia poço doloroso giú nelE
credo
te!!?"
ONORATO — Non va bene cosi? Trova che
" 'aequa
torbida e melmosa, venire a galla tre,
I
sono troppo reciso?
ONOWATO e SIMONA, poi FATTORINO
quattro volte, con gli oechi fuori deli'orbita,
SIMONA — No; anzi.
o VADO
Ia gola piena di fango, sbattere le braccia veONORATO — Sono nel mio diritto, no?
dersi morir lentamente e sentirsi diventar viSIMONA — Certo.
SIMONA — (alia macchina da scrivere, dole?... Ma pensi! (lusinghiero) Sparire invece
—
ONORATO — Anche se Ia mercê era dav
di aver ticchettato per qualche minuto.
po
noil
un
nome,
lasciare
tutti,
e
aver
o
pagato
liileggcndo) "Abbiamo oggi stesso spiecato su vero un po' difettosa?
me di suo zio, quello di suo padre, insomma,
SIMONA — (mezzo sicura) Eh! giá!
di voi tratta per il totale di lire 11.450, senza
immacolato o puro!
ONORATO — In commercio sa, non ci vo
alcuno sconto, perché le riserve che ci fate
ONORATO — (smarrito, Manco, sbattuto) circa Ia mercê ricevuta,
sono tardive e non pos- gliono troppi scrupoli, le pare?
E se accettassi, come?
SIMONA — (condiscendente, non convinta)
che voi adducete, esle
scuse
siamo ammettere
NEKO — Accetta?... Ecco qua. A quanto
scro sino alia settimana scorsa rimasto assen- Sicuro!
ammonta il suo passivo?
ONORATO — Non mo l'ha detto lei?...
te il vostro procuratore". Va bene?
ONORATO — Oh! Dio! Non so precisamen—
disinvolSIMONA — Io?
ONORATO
(elegante, sbarbato,
t;e... A molto...
"tratta",
fra
ONORATO — O perlomeno, non me l'ha
to) Si, Aggiunga... li dove dice
NEKO — Non abbia paura. Fuori, fuori!
"con spese e
fatto capire lei stessa, qualche tempo fa, che
protesto".
parentesi,
ONORATO — Cento... centomila lire!!!
SIMONA — (eseguisce — poi si arresta e io era troppo... como dire... troppo buono?
NEKO — Io gliene dó duecentomila! Lo va?
SIMONA — Forse.
con ária un po' meravigliata Onorato,
ONORATO — (gli oechi gli riãono) Eh! guardase non lo riconosce
ONORATO — E che in una selva di lupi,
come
piú; leggero movisi... mi andrebbe! Potrei anche lasciare...
mento dei capo, poi toglie il foglio dalla mac- guai a chi non procede armato?
un compenso, un riconoscimento ad una ragazSIMONA — Ma si, certo... Ma io non penchina da scrivere e lo passa ad Onorato)
za che ho un po' compromessa...
ONORATO — (guarda il suo sguarão — savo affatto adesso...
NEKO — Ecco, vede: questo si chiama parONORATO — (buono) Oh! signorina, non
mezzo sorriso — prende il foglio — firma)
lar da galantuomini.
Espremo raccomandato e ricevuta di ritorno. so n'abbia per male! L'ho capito benissimo.
ONORATO — E le... modalitá?
Le piacevo di piú prima, disgraziato, vittima,
SIMONA — Benissimo. Súbito?
NEKO — Una cambiale. Fra le attivitá
ma... (con un cenno di illibatezza) Non si
ONORATO — E' meglio.
delia ditta figurerá una cambiale a firma mia,
SIMONA — (Suona un campanello a ta- puo, creda, non si puó...
— no una fortuna personale di parecchi miSIMONA — (abbassa gli oechi).
lioni, — per Ia somma. Lei morto, i creditori volo).
ONORATO — O per lo meno non si puó
ONORATO — (Ia guarda, scrutatore)
si divideranno le spoglie.
verso tutti o contro tutti. Per qualcuno, nelFATTORINO — (compare)
ONORATO — Una cambiale? A sua firSIMONA — (gli ãá Ia lettera e Ia busta Ia vita, basta. Ed é giá una bella soddisfama? Como giustificata? Per quali affari? No!
scritto nel frattempo) A copialettere, zione.
no! Lo cose non parrebbero lisce. E io vo- che avrâ
(entra
FATTORINO — II signor Rossi.
súbito alia posta.
di
esigere
poi
il
diritto
d'avere
mi
pare
glio;..
FATTORINO— C'é il signor Integri che con lui).
che il mio nome sia salvo interamente.
introdotto.
NEKO — Insomma, diffida! Non importai aspetta di essere
—
(Cont. nel prossimo num«ro)
Un minuto. Chiameró io!
ONORATO
NTon diffido io. Dica lei. Io sono disposto.
¦.-i-í:*™^^-'
resr?.;-.
E
i
_>.wrss.^a
¦**+£'¦'*à^
•¦i*": i*^©
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