Sabato 29 Maggio 1875
ANNO Il'.
TO
i :01E:LEZIONE
via Castelletto Ii1. 0 2, Primo
Pieno.
manoscritti che s'inviano alla Direzione
restituiaccino, nè reali ragione
Ulla ricusa di stamparli: non si accelano
anzitti omonimi. — Le lotere non francate
..lon si ricevono.
I
kW) S i
Num. 43
ei,DTA. e PROVINCIA. di
AMMINISTRATIVO -POLITICO- SCIENTIFICO - LETTERARIO
C.3-I0Ftl‘TA.I..,E della
AMMINISTRAZIONE
Libreria Niatri sotto Borgo
PISA.
Le associazioni hanno il principio
ed il 16 d' ggnl mese, con pa cimento
anticipato di lire 8 par un anno s di lire 5
per Roi mesi.
centesimi 10,
Un Numero separato
**Ittb.
srrotrati ~tesimi 20.
Avviai ed ineerzionl centeaimi
SI puBBLIcA OGNI MERCOLEDÌ E SABATO DI CIASCUNA SETTIMANA
ogni 'numi o spezio
di linea*
•2*
•■•■■•■
perduto nulla della sua divinità incarnandosi; wa _queste è un mistero _per
quelli che non ci credono- e più ancora per quelli che ci credono.
Ma Garibaldi non è uomo che con26 maggio.
senta a rinunziare alla idea propria,
al proprio ideale per i programmi e
Parliamo un poco di Garibaldi.
Ogni tratto fa bene riposarsi un le esigenze di nessun partito. .
Sentite che cosa ne dice Guerzoni;
poco a contemplare e studiare certe
figure, che, quantunque non assoluta- che lo conosce bene:
mente scevredalle debolezze, comuni
« Nelle cose insig,niticanti o leggere,
all'umanità (e .chi ne va indolume?), o quelle ch'ei reputa tali è trascurato
quantunque abbiano comnie ssi errori
e pieghevole, e si lascia senza volentà
( e chi è quel giusto infallibile che
condurre a grado di chi l'attoraia »
non necommetta almeno esatte al gior- ( ecco la spiegazione di certi atti e
no?), pure si elevano al di sopra del detti 'suoi.); « ma nelle cose gravi • o
livello medio morale e al di sopra dei da lui tenute tali, in quelle che intepartiti.
ressano le sue opinioni o le sue ereè di questi. Eremita a danze, che si connettono a qualche
suo
Caprera, circondato da una -cerchia vagheggiato disegno o a quella che
ristretta, ha subito senza dubbio influ- giustamente estima la missione della
enze, ha parlato, scritto ed ha agito sua vita, non solo è tenace id
in modo da giustificare un momento
le speranze di chi- aveva troppo irite« Eppoi, che discussione volete si
resse a farne uomo di partito.
faccia _con un uomo.... starei per dire
Ma Garibaldi è in S3 stesso ed estrinceeato dietro tre o quattro idee
senZialinente l'oppi sto di un uomo di
semplici,' - chiare, profonde, a cui credepartito e quindi di un uomo politico.
come ad altrettanti dogmi ? ».
L'uo:no di partito abdica ad una parte
Certo poderosa tenacità si è potuto
della propria individualità; sagritica più
o meno delle proprie idee, per fon- osservare e in Cavour e in Bismark;
dersi nel crogiuolo dove si fondono i nè senza tenacità potevano essi conisuoi colleghi, per accettare e propu- piere le grandi cose che hanno fatto.
gnare programmi che sono risultante Ma nelle loro relazioni politiche e rispetto al loro scopo finale anch'essi
di volontà diverse.
hanno
dovuto non di rado lasciarsi
Prendete pure i capi-partitoche più
trascinare. Se poi si siano piegati a
degli altri fecero valere la propria indiscutere, è chiaro; ci sono - volumi
fluenza personale, prendete Cavour e
stampati dei discorsi parlamentari di
Bismark; spesso ambedue hanno doBismark e di Covour.
vuto finanziare ad una frazione del
Più volte Bismark h:t:dovuto affretloro io; per dirigere il partito, hanno
tare
il passo col partito nazionale-lidovato cempenetrarvisi, incarnarvisi.
E non c'è incarnazione, senza as- berale che correva più di lui.
similazione degli elementi di un corpo
E Cavour confessava che in politica
()riti miUg?.. So:tante Cristo noa avrebbe gli era toccato spesso «valer des conPisa 28 IVIa.ggio
n
LETTERE ROMANE
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,
.
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(
3)
Al—)PEN.1 )ICI-
CORNELIO
RACCONTO DI G. P. D' ALFIANO
Capo III.
Tit di male 11 peggio.
— Ma ecco, riprese Augusto: io non vedo
poi la necessità di lasciarsi trascinare a cotali
estremi. Non nego che qualcheduno pur troppo
avrà corso cotesta via... lasciami dire...
— T' ho indovinato, replicò Ottavio: tu vuoi
dire che quando il povero vede la mala parata,
può onestamente ritrarsi; e scompagnandosi
Nel quale Ottavio
dalla combriccola, tutto addirsi a quel lavoro
intellettuale che meglio risponde alle sue inclinazioni e a' suoi studii. Volevi dir questo?
— Per l'appunto.
— Ed allora ti dico che si troverà .,..-uerreggiato ed impedito sempre nell'onorate sue
vie da quella feccrosa canaglia, ch'è la plebe
in soprabito. Se si contenterà d'essere un
mediconzolo di condotta, un oscuro causidico
un architetto di qualche Comune rurale, un
maestro di ginnasio, un uomo insomma ché
mangi in silenzio il tozzo nero del pan sudato,
può anche darsi che gli Dei maggiori della
nuova mitologia si degnino di lasciarlo vivere
in pace.
Ma se F ingegno suo brillerà oltre gli angusti
confini ne' quali s' è intufato; se sarà medico
illustre, acuto giureconsulto, facondo Oratore,
artista eccellente, scrittore franco e non trafficabile; se farà parlare di se nella occorrenza
di un'elezione o del conferimento di un buono
impiego; se oserà di essere uomo e cittadino,
e vorrà pensare con la sua testa, e non tradire la sua coscienza, e tenersi nelle vie del
gitisto, e non traviare per rispetto umano, allora
io ti dico che ricchi e arricchiti, patroni e
liberti, anticamera o piazza, gli bandiranno contro una crociata di sterminio; e non gli daranno
un'ora di pace sinché non l'abbiano oppresso col
numero e con la varietà delle insidie, degli
affronti e delle armi —. Odi intanto bel modo
( e cito questo fra mille ) per incominciare a
screditare l'uomo d'ingegno, che non s'imbrancò tra' farabutti per avere anch'egli il suo
briciolo d'inonesta padronanza.
La signora, la solita signora, sangue di pao-
•' , '• - • e ' .* • • • • •'•a a l . :• : •:•: . : . ". -• •'.... -le :•: - :•'... - '..'. .:• : •:• :• :• :•:•a'-al. : -;•:•:•:-`•••••••.*•:**
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leurres a colazione e eud'etutrdiv
a n zo.. ,7210
Garibaldi non era certo aihno di
partito quando lavorava a fare l'Italia con e per la Monarchia di Savoia.
Garibal li non è uomo M partito
quando javora per Roma capitale • del
reni() e contribuisce a consolidarvi la
Monarchia di Savoia.
Queste riflessioni mi vengono fatte,
perchè esco ora da Montecitorio, dove
Garibaldi è venuto oggi a sostenere e
svolgere il suo progetto di legge per
i lavori del Tevere e dell'Agro romano.
Garibaldi era seduto all'estrema sinistra, sulla útontatiaa fra Mauro Macchi el Avezzana. Ma certo non serviva la politica di Nicotera e di Depretis,
quaado ringraziava il governo per
l'appoggio accordato ai suoi progetti.
La sinistra pensa a prendere il
potere e a questo obiettivo subordina
i programmi e la manovra parlamentare. Ifa Garibaldi per questo obiettivo e in ordine a questi programmi
non ha fatto nulla.
GR sta ben altro nella testa. e nel
cuore. Egli vuole la grandezza dell'Italia, la prosperità della capitale. E per
ottenere l'una e l'altra si accorda volentieri nei suoi progetti coll'on. Mitighetti, come per fare l'Italia, s' era
accordato col conte di Cavour.
Ecco perchè la fnlla nelle tribune,
che lo comprendeva, uden lolo parlare•
commosso per Roma, sentiva la superiorità di quell'uomo avvolto in un
mantello fantastico •come la sua biografia. e non poteva frenare gli applausi.
Quando Garibaldi sporgeva il braccio, spiccava la sua camicia rossa; ma
il suo braccio salutava la Camera unanime, salutava il Presidente.
Garibaldi gode d'una p polarità in.
I.
contestata; il suo nome è una, forza
considerevole. Ma, da quando egli ha
prestate giuramento fra gli* applausi.
della Camera, non si è patuto più dubitare che il suo culto è anzi tutto e
sopra tutto per l'Italia.
Garibaldi non è cittadino della repubblici universale,' nè strumento d'Opposizione, ma italiano Puro e semplice.
E di più un grande italiana e ciò non
guasta nulla.
La sinistra aveva probabilmente fatto altri calcoli quando lo invitava a
lasciare Caprera; ma aveva calcolato
male, perchè Garibaldi non ks: uomo
di partito.
E se -questa è una disillusione Per
la sinistra, io non saprei davvero compiangerla; mi limito a congratularmi
del fatto, 'nell'interesse del paese.
.
,
A
.
.
Vi ho parlato a lungo dell'avvenimento della giornata.
Quando vi aggiunga che regna molta incertezza sul che cosa si concreterà dal Parlamento prima delle vacanze, che comincia a„ far caldo, Che
la Vestale di Spentini è una gran
bella musica, e che nessun' altra domanda per autorizzazione a procedere
contre l'onor. Toscanelli è giunta alla
Presidenza della Camera, non ho altro a dirvi per oggi.
Marco T.
-
,
lotto c'ha per la casa Vescovi, ministri, canonici, prefetti, sindaci , deputati e priori,
( ormai ho preso quest'esempio, e finirò com'ho incominciato ) una bella sera entra a
parlare di lui; ne loda il maraviglioso intelletto,
la forte volontà, la molta e rara dottrina, e
tutto ad un tratto conchiude dicendo: peccato
però che non abbia un briciolo di esperienza
e di giudizio! Pur troppo, soggiunge il congiunto maschio che intruglia in politica; e me
ne duole di molto, perchè avremmo voluto far
qualche cosa per lui... e pur troppo non ci
sarà mai basto che gli entri a quell' ingegno
sciupato. Sua Eccellenza, un bel tavolone raso
da farne un banco da macellaio, si degna di
sentenziare gravemente: eh! non sempre avere
ingegno significa aver giudizio. La frase è
accolta con lungo mormorio d'approvazione: e
corollario di quella frase si è che il signor
tale quind'innanzi sarà avuto in conto d' uomo
d'ingegno; purché si aggiunga subito che patisce difetto di quel che dicesi giudiz o. Quella
frase va in giro come nuvola portata dai venti.
Ovunque t' affacci, ovunque ti posi, o ti ha
precorso, o t' incontra. Te la ripetono al co•mizio, nel foro, al, teatro, al passeggio: alla
.
.
NOSTRE CORRISPONDENZE
Rosignano Marittimo.
La scelti del territorio di Rosignang Marittimo per l'eercitazioui campali di un piccolo corpo delle nostre milizie ha pià fiato
ingenerato al cronista della Gazzetta Livornese il ina'angnrato concetto che il suolo, o
l'agro di questo pae ia 'abitanelo della
malaria, della. f.1! bre, emorte, donde
perfino s'incaStra nella tua fama come la
gemma nell' anello, ed allora sei un uomo
perduto. Tutta la gentucciaccia semidotta e
niente onesta, ch'oggi sotto il mito di pubblica
opinione tiranneggia il mondo scimunitissimo,
te la ricanta su tutti i tuoni, com organo
che liberi da migliaia di canne la dovizia dell' armonie sotto le mani del maestro Barsanti. È il crescendo infernale dell' aria di
Don Basilio.`Non hai giudizio ! Sei un portento
di preadamitica ingenuità, sciocco e pazzo che
sei ! E perciò incurvati sulla gleba del più
ignobil lavoro, e piegati a lunghe ed oscure
fatiche, e guadagnati il pane zitto e cheto
sotto il flagello della povertà e della sventura.
Te lo sei meritato e bene ti sta. Che ci voleva
tanto a fingere, a tradire, a miscredere,
adulare, a detrarre, a fare orecchie' di mercante, ad altalenarsi? O che si è animali ra-
gionevoli per nulla? Ben ti stà, ben ti sta,
puritano dell' uggia: vegeta ed intisichisci
in basso; e ficcati in tasca l'in.r,egno, la scienza
e gli studii; ed invidia pure a tuo 'agio il
fabbro che abbronzato martella il suo ferro
vicin di te, e tutte le carni vuote d'ingegno
che ti vigoreggiano floride sotto gli occhi!
una tal qual nota di immeritata degradazione. Iganro se quello scrittore, come conveniva alla moltissima gravità del anbietto,
abbia parlato un linguaggio serio, o se abbia ticherzato porgendo ai suoi lettori un
grossolano beverone. Comunque sia delle
tristi parole di esso, qui giova porre le coee
nei termini della semplice verità, e non già
in quelli della male prevenzione, o delle
parziali passioni.
Se per paese mare:nmano devesi intendere
qualsiasi luogo bagnato dalle acque del mare,
convengo, ne v'ha dubbio, che Rosignano
Marittimo è nn sito maremmano come quello
di Nizza, di Genova, di Livorno , di Grosseto
di Civitavecchia, di Roma, di Napoli ec.;
ee poi per paese maremmano quel cronista
intende accennare a luogo, a clima infetto
da notoria n3alsania, permettimi che io non
approvi la degradante nota ohe egli ci avventa.
Il bonificamento Leopoldino, è la storia
che parla, che tanti benemerenza vorrebbe
da tutti quelli che mirano alla munificenza
dei beneficii portati alla materiale e morale
prosperità dei popoli del lido toscano, non
ha mai, che io mi sappia, pensato a boni&azioni terrestri e conseguentemente olimateriche dell'agro propriamente di Rosiguaio Marittimo, o questo per la eloquente
ragione della nota salubrità del suolo e dell'aria di essa. I lavori di bonificazione palustri hanno unicamente interessato nel comune di Rosignano Marittimo la zona marina di Vada, che non bisogna confondere
coll'agro Rosignaneee liviso da essa dal
corso della Fine. Ed invero ivi la famigerata opera delte bonificazioni Loopoldine ti
mostra l'avvenimento di vaste deboscazioni,
la repartizione di numerosi poderi, la costruzione di comode vie, quella di case coloniche,
di pubbliche fonti, di bella parrocchia, l'apertura di rnoltiplici scoli, l'impianto di cateratte rotatorie, il sistema delle colmate
terrestri, delle macchine idrovore, il concorso
di popolazione, insomma ti rammenta gli
elementi della pratica .applicazione di un
ben concetto sistema d'igiene palustre, che
vale, nè alcuno lo può contrastare, ad eternare la memoria di quel Sovr ino che ordinava o presiedeva alla monumentale grandioeità dei lavori, che hanno onninamente
mutata la taccia di quella selvaggia e mortifora landa in ridente, salubre e ricca pianura, abitata da numerose famiglie.
Che il territorio di Rosignano Marittimo
abbia fama non dubbia di salubrità, di vita
e di prosperità popolare comprendoei agevolmente in osservando la speciale giacitura
e l'inde!e del suolo, perocche i colli e le
vellecole che lo formano danno in ogni tempo
scola facile e libero alle acque pluviali, per
cui tu non vedi in qualunque angolo di esso
ombi a di paduli, di marazzi, e di acqua.
trini generatori della malaria e delle pestilenze; ma tu vedi invece i colli e le vallecolo ridere per rigoglio di verdi boscaglie,
di pingui oliveti, di scelti vigneti, ed i
Or bene, amici: paionvi finzioni queste? O non
più tosto le sono storie quotidiane; dalle quali
si pare la nuova forma di vassallaggio che
s'aggrava su' poveri, in grazia delle invenie
dottrinarie della nobiltà fallita e della borghesia quattrinaia, ogg,imai alleate contro la plebe?
Oh! se i poveri babbi sapessero quanta sciagura apparecchiano ai loro figli, quando, con
sacrifizii e risparmii appena credibili, avvisandosi di migliorarne lo stato, li sottraggono all'oscurità del mestiero onoratissimo, per farne
gente dotta ed ingentilita! A. parte che pochissimi riescono eccellenti; ed il maggior numero, screditati e incapaci, sentono la miseria
e l'avvilimento ben più del giornaliero e dell' operaio. Di questi non parlo; che la loro
infelicità è chiarii, palese. e non abbisogna di
dimostrazione. Voglio dire soltanto di coloro
che veramente sovrastano per facolte peregrino: ai quali il mondo progredito e civile
offre ormai l' alternativa o di far fortuna a
scapito del galantomismo, o di esser vittime
incotnpituite di silenzii iniquamente meditati:
con più la varietà di non so bene quante persecuzioni. sol che diano ragionevole indizio di
vita.
piani per ubertosità di cereali e più ti meravigliano le belle ville e le belle case che
fan mentre su di quel di Castelnnovo, di Rosignano e di Vada.
Che il territorio di Rosignano Marittimo
abbia rinomanza di salubrità e di vita tu
lo rilevi eziandio dal vedere come ne' mesi
estivi la molta popolazione di esso non migri in altro luogo, in altro clima, e come
non poca gente da lungi venga a cercare il
nostro lido, che per 12 chilometri si stende
dalla foce del torrente Chioma a quella del
Trípesce, la ricreazione dei bagni marini specialmente lungo la spiaggia di Castiglioncello,
ed a curarvi i proprii malori. E l in fine sopra ogni altro, rispetto alla campagna ed
al villaggio di Vada, tu hai la prove della
salubrità e della vita di questa località dal
vedere come sulla spiaggia di essa vada
sorgendo un grandioso stabilimento fusorio,
che certamente non avrebbe pensato a costruire il ricco proprietario se non avesse
avute bastevoli garanzie di sano e sicuro
vivere; perocchè non pnosei, non che credere,
neppur supporre, che l'intelligente proprietario edifieando quella vastissima officina
avesse pensato, anzi che al ginsb interesse
degli ingenti capitali, a scavare per se e le
numerose famiglie degli operai una tomba.
Nel vivo interesse della nuda verità ho
stimato adunque, onde illuminare, come convenivasi, la mente dei lettori del cronista
della Gazzetta Livornese, di gettare queste
poche e fugaci parole, pronto per altro,
voltache abbisogni, a riprendere la penna a
gineta difesa di questo paese accennato dal
cronista come una bolgia di malaria, di febbre, di morte e di spavento ai vivi. •
Liete adunque vengano le nostre milizie
ad istruirsi sul nostro accidentato territorio,
che certamente non increscerà loro la scelta
che ne faceva il bravo ed intrepido duce;
vengano sicuro ad apprendervi le fatiche
ed i pregi della vita campale, in che sta la
virtù marziale degli eserciti che edncansi
non alla difesa delle tirannidi, ma a quella
delle civili libertà delle nazioni.
Dott. G/USEPPN FALCINI
Medico Comunale.
Et.
Il Regio Toatro doi Ravvivati
r i s
,
La stampa cittadina ha trascurato di
occuparsi di questo teatro che quantunque antichissimmo ha dinanzi a se
un eccellente avvenire . Ci guardi il
cielo dal pensare che esso possa aspirare
mai a far concorrenza al R. Teatro Nuovo, uno dei primi d'Italia, uno dei più
splendidi monumenti di cui va adorna la
città nostra, incontrastabilmente il più
splendido del nostro moderno risorgimento: ma è però nostra opinione, e coufi-
diamo di averla e omune con tutti i nostri lettori perché confortata dalla esperienza. che il R. Teatro Nuovo per la
sua magnificenza e per la sua ampiezza
non può stare aperto se non nelle due
stagioni invernali, e che sarebbe forse
Più conveniente tenerlo aperto una sola
stagione, cercando di farne una vera solennità artistica come si pratica in molte
primarie città. Ora è indubitato che Pisa
per attirare nelle sue mura i forestieri
per offrire delle di strazioni alla gioventù
studiosa che in numero sempre crescente
accorre da ogni parte d'Italia nella sua
rinomata università per supplire finalmente alla completa mancanza di ritrovi
privati che dolorose circostanze hanno posto affatto in disuso, ha bisogno di uno
spettacolo teatrale anco in quelle stagioni
intermedie nelle quali il Teatro Nuovo è
chiuso ed è troppo presto o troppo tardi
per tenere aperti i teatri diurni. A questo bisogno è destinato a supplire il Teatro
dei Ravvivati: pongasi che questo in novembre e decembre venga aperto con una
buona compagnia di prosa che appena finita la stagione di quaresima possa aversi
una compagnia che rappresenti le operette
e le fiabe tanto in voga oggidì, ed ecco
subito come per incanto migliorarsi le
condizioni del soggiorno di Pisa, ove le
lunghe serate specialmente in autunno si
passano fra uno sbadiglio e l' altro iu
mezzo al fumo dei caffè e dei biliardi, o
sulle panche di un teatrino meccanico.
Perch è il teatro dei Ravvivati possa
degnamente corrispondere a questa utilissima destinazione è necessario che esso
venga convenientemente restaurato e fornito di una illuminazione più moderna
di quella che possiede attualmente: è necessario inoltre che esso dipenda da una
società di persone capaci di conoscerne i
bisogni e interessate esse stesse a vederlo
prosperare; è necessario finalmente che
esso abbia una dote annua sufficiente ad
allettare ma qualche seria impresa teatrale. Per supplire a tutte queste necessità non vi è che una via: costituire una
società fra i proprietari palchisti del teatro; sottoporre i palchisti stessi ad un
contributo straordinario per la spesa di
restauro, e ad una tassa ordinaria annua
per gli spettacoli. t a nostra notizia che
alcuni palchisti hanno adottato questo sistema, e che fino dallo scorso dicembre
si fecero promotori di un'adunanza, alla
quale non pochi accorsero e nella quale i
concetti da noi esposti incontrarono la
generale approvazione. L' unico ostacolo
alla costituzione della nuova società era
l'esistenza dell'antica Accademia dei Rav-
vivati: ma questa, che moralmente ha
cessato di vivere da tanto tempo, può
ormai dirsi estinta legalmente: i residui
dalla sua proprietà, posti in vendita dall'esattore delle imposte, sono stati acquistati a tenue prezzo nell' inteesse della
massa dei palchisti: questi, purchè ratifichino l'acquisto fatto della qual casa non
ci permettiamo di dubitare, diverranno
padroni di disporre del teatro a loro piacimento, e confidiamo che ne disporranno
in modo utile al tempo stesso alli interesse generale del paese ed al loro interesse particolare. Crediamo far cosa a
tutti accetta, esortando i proprietari palchisti a concorrere volenterosi a quest'opera di positiva e universale utililità.
Se fra loro qualcuno è restio, ponga il
suo palco in vendita; ma non impedisca
con una resistenza passiva l' esecuzione
dell'utile pro getto.
***
La conferenza tenuta , giovedì scorso
nella sala grande del R. Teatro Nuovo
dal prof. Licurgo Cappelletti, riuscì oltre
ogni dire divertente. Vi assisteva un pubblico scelto e numeroso, fra cui alcune
gentili signore.
prof. Cappelletti si era assunto l'ardito incarico di riabilitare Lucrezia Borgia.
Con un buon corredo di cognizioni storiche e con quella dottrina, che tanto lo
distingue, l'egregio professore espose in
una forma semplice e spigliata le ragioni
militanti in favore della figlia di papa
Alessandro. Cominciò dall' annoverare i
principali scrittori che si occuparono di
un tale argomento, e giunto al libro del
Gregorovius, ne fece un sunto splendido
e brillante; quindi si domandò se l'illustre
storico tedesco riuscì nel suo intento di
rivendicare, cioè, la fama di madonna Lucrezia. In parte, disse il prof. Cappelletti,
non totalmente. Il Gregorovius, egli
soggiunse, ha fatto un bel libro non privo al certo di diletto e di utilità: un libro che non annoia minimamente, e che
si legge tutto di un fiato. Ma sebbene
egli dica che i documenti, che hanno fornito materiali a un tal libro, pongono
ogni lettore in grado di formarsi un giudizio sopra Lucrezia Borgia, noi, riconoscendo l'importanza e la novità di quei
documenti, non siamo del tutto del suo
parere. Imperocchè i documenti in parola
non sono tali da rivelarci intieramente
l'animo della famosa duchessa. Al libro
del Gregorovius manca lo studio della
parte psicologica. Lucrezia ci apparisce
simpatica, è vero; ma non scevra di colpe. Lo stesso Autore ha dovuto confessa-
— Che cosa è vero ? soggiunse sbadatatutt' uomo la nostra compagnia, perchè sapeva
che Ottavio ed io non eravamo in troppo mente Ottavio, che a quell' ora aveva già dibuon' odore di santità presso i sigitori palroui, menticato i argomento del suo lungo discorso.
ai quali faceva corte assiduamente vigliacca
— È vero quel che avvertivi teste: e dire
per non so che croce od impiego. E vedevo che non ci posi mente giammai!
anche te, mio povero N...., così buono così
— Adagio un. po', iotoreeppe Augusto: • a
grande, così onesto, così sconosciuto; ormai buon conto v' ha tale dei nostri amici, la cui
dalla povertà impedito armo dal prenderti ua vita è una piena confetazione del ragionamese di bel tempo nella vil:a ospitale del nomento d' Ottavio.
stro ott:mo Augusto; e ti vedevo atfacchinato
— E chi sarebbe costui..? dirnaudò Ottavio
giorno e notte sul più ingrato lavoro, perchè
la tua buona moglie e que' cari angeli de' tuoi non senza sorridere.
— Che bella domanda! riplese a dire Aubimbi avessero ogni giorno sul desco un pane
è chiaro eh' io parlo del nostro Corgusto:
onorato. E sopra a te quanta canaglia arramnelio...
alla perfine mi sentii preso e quasi avviluppato picatasi ad oziare in auge! Ed inverso di te
— Cornelio... lo interruppe Ottavio: e scodal suo dire, siccome mosca inveseatasi in quante risa beffarde di quelli stessi ai quali
tela d aracnide. E pensavo fra me e me: avevi fatto il latinuccio, dicifrato il quesito, lare, e parve preso da tremito, e due lacrime
bada che Ottavio ha ragione! E riandavo le storie spiegato il teorema, preparato forse il solco gli scesero per le gote..
di Tizio e di Caio; di questo e di quello: e qual della prosperità nominandoli il primo con riCon belva.
ne vedevo portato su in alto da favore con- spetto ed onore: e che ora dalf alto del loro
quistato con ogni più ribaldo mezzo; e di noi Olimpo chiamano stranezza la tua santa oneimmemore e della semplicità dei .gostri diporti sta, e dicon superbia quel tuo intlessibile senso
autunnali, sferzare sguaiatamente in villa di di giustizia.
ministro o di senatore: quale tutto umile sino
— È vero, dissi alla perfino parlando con
a parer vile, e lo avevamo conosciuto imperioso me stesso: è vero coni' è vero che noi siamo
ed altero, non ci bazzicava pio e schivava a
Qui si tacque; e quasi a rifarsi del tempo
perduto nella lunga cicalata, si diè a divorare
il suo pane con appetito da cacciatore. Mentr'egli accigliato e scuro addentava il cibo e
tracannava il liquore della fiaschetta con una
specie di rabbia, noi, che ci éraetatnn saziati
a dovere mentr'egli favellava, ci tenemmo
alcun pc-,0 in silenzio, quasi meditaseirno le
cose discol•se Ottavio. Dirò apetto che sul
principio quel suo ragionamento mi parve
un' infilzatura di paradossi: ma poi, di mano
in mano che lo veniva :sponendo con quella
parola viva, spigliata e recisa, mi pareva che
i suoi pensieri mi penetrassero di guisa che
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Luetti,
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priche
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ginruoInei
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ol.
ire
a
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vio
re non eriger cosa troppo facile lo squarciare il velo che nasconde tanti misteri,.
Però il prof. Cappelletti conviene che
il libro del Gregorovius ha recato un gran
bene alla memoria di Lucrezia Borgia. E
come complemento all'apologia del sullodato scrittore, egli ha aggiunto altre testimonianze autorevoli e indiscutibili al
tempo stesso.
E quì l'egregio professore cominciò ad
annoverare Paolo Capello, ambasciatore
della Repubblica Veneta presso il papa;
il Canali ambasciatore estense; quindi tutti
gli storici Ferraresi, come ad esempio il
Giraldi, il Libanori, il Caviceo, il Frizzi;
non che altri scrittori e poeti di quel
tempo, i quali lodarono la bellezza, la
liberalità, la virtù della consorte di Alfonso d' Este.
Le opere in verso ed in prosa dei letterati, che la Duchessa onorò di sua protezione hanno fornito molte altre testimonianze in favor suo; ed il Cappelletti
riferì specialmente quella di un uomo, il
cui carattere irreprensibile non permette
che sospettare si possa di adulazione, ed
i cui elogi non possono avere avuti motivi
differenti da quelli, che egli stesso ha
indicati, cioè gl'ineoraggiamenti che Lucrezia non cessò mai di accordare alle
lettere ed alle arti. Quello di cui l'oratore
intendeva parlare è il celebre stampatore
Aldo Mannzio. Dalla dedicatoria che egli
ha fatto alla Duchessa di Ferrara della
edizione sua delle opere di Tito ed Ercole
Strozzi, appare che essa gli avesse offerto
di pagare tutte le spese, che seco trarrebbe
la grande impresa, che egli proponevasi
di eseguire.
Il Cappelletti si sforzò di provare non
solo per mezzo di citazioni storiche, ma
anche con argomentazioni logiche abbastanza stringenti, che Lucrezia Borgia non
ebbe commercio incestuoso col proprio
genitore. Però non escluse che la figlia
di Alessandro VI, mentre trovavasi a
Roma, avesse commesso qualche peccatuccio; ma la scusavano la giovanile età e la
malefica influenza del padre e del fratello.
Insomma la lettura del prof. Cappelletti
fu ascoltata con piacere grandissimo, perchè l'erudizione in essa contenuta (e non
era poca ) era dilettevole e niente affatto
pesante, attesochè veniva mitigata dalla
vivacità, semplicità e spigliatezza della
forma. Ciò nulladirneno molti degli astanti
non si lasciarono convertire (e fra questi
siamo noi pure ) dalle belle parole del
aullodato professore; al quale tuttavia
siamo grati di averci fatto passare un'ora
Termineremo dando un consiglio al
prof. Cappelletti, ed è questo. Se egli
avesse, per avventura, l'iutenzione di fare
un altra conferenza, non scelga più la Sala
del Teatro Nuovo, perché la voce vi rimbomba troppo, e poi perchè quell'impiantito, anche camminandovi in punta di
piedi, fa un rumore diabglico. Infatti a
coloro che rimanevano dall' altra parte
della Sala stiggirouo moltissime parole, e
anche qualche periodo. Speriamo dunque
che, per mia nuova lettura, egli vorrà
scegliere un locale più adatto della Sala
suddetta.
*
•
Alle ore 11 antimerid. di stamani aveva
luogo nell'aula Magua della Regia Università, la funzione accademica in elogio
dei Professori e degli Studenti caduti
gloriosamente sul campo d' onore nella
meinoranda giornata di Curtatone e Montanara.
11 discorso veniva letto dal professor
Giuseppe De
**
Da tre o quattro jariorni è nella nostra
città il deputato prof. Francesco Fiorentino il quale è stato incaricato dal
Ministero della pubblica istruzione di fare
un'ispezione nei licei della Provincia insieme al prof. Ulisse Dini.
***
È stato in Pisa il generale Robilant
per la ispezione annuale del 7.. reggimento Artiglieria di residenza nella nostra città.
*
Domenica, 30 maggio, a un' ora pom.
nella sala posta in via la Nunziatina n. 1
primo piano, avrà luogo un'accademia di
canto data dal tenore Luigi Mugnaini insieme a diversi altri artisti che si prestano gentilmente. Ecco il programma del
concerto:
PARTE PRIMA.
1. Mercadante. — Romanza nell'opera
il BRAVO, eseguita dal tenore Magnaini.
2. Verdi. 7. Gran scena ed aria nell'opera Doss eines, eseguita dal basso sig. Di Ciolo.
3. Verdi. Preghiera nell'opera NABUCco eseguita dal basso profondo sig.
Ceccarelli.
4. Rabandi. — LA STELLA CONFIDETE,
eseguita dal sig. Ugo Angiolini.
Noe TORNÒ, romanza ese5. Mattei.
guita dal signor Luigi Giusti.
6. Verdi. — Romanza nell'opera ResoLETTO, eseguita dal tenore Mugnai ai.
-
—
—
PARTE SECONDA.
1. Appolloni.
2.
3.
4.
5.
Romanza nell' opera
l'Eaaeo, eseguita dal basso signor
Cesare Di Ciolo.
Romanza nell'opera ERNANI,
Verdi.
eseguita dal sig. Ceccarelli.
Gran scena ed aria pel baVerdi.
ritono nell'opera RIGOLRTTO, eseguita
dal signor Ugo Angioliui.
Campana. — Io z' amerà, romanza,
eseguita dal signor Luigi Giusti.
Donizzetti.
Romanza nell' opera
Emsra D'Amose, eseguita dal tenore
Mugnaini.
Banchi, avrà luogo per il corrente anno
negli appresso giorni:
GIUGNO
Martedì Venerdì 4
Martedì 8
Venerdì Martedì 15
Venerdì 18
Martedì
22
Venerdì 25
Disposizioni regolamentarie.
1. Uno o più pesatori si troveranno in
detto locale per pesare i bozzoli a coloro
che le richiederanno, da ore 10 antimeridiane alle 5 pomeridiane.
2. Sarà dal venditore retribuito al pesatore un diritto di bilancia, di un centesimo
per chilogrammo: ogni frazione di chilogrammo si avrà come intiero.
3. Il pesatore rilascerà al venditore una
polizza stampata, nella quale sarà notato il
nome del venditore, quello del compratore,
il peso dei bozzoli, il prezzo fissato e il diritto di sola bilancia che sarà stato pagato.
La Camera pubblicherà. ogni mercato il
bollettino delle avveriate contrattazioni.
11 Segretario della Camera di Commercio
è incaricato di ricevere le osservazioni o reclami in iscritto che potessero esser fatti.
Sono pregati gli allevatori dei Fílugelli a
comunicar e alla, Camera le osservazioni che
possano aver fatte sulle diverse qualità e
provenienze dei sonai, particolarmente di
quelli fatti esaminare da questo ufficio e di
cui è stato rilasciato l'opportuno certificato.
Pisa, dalla Camera di Commercio ed Arti,
Li 22 maggio 1875
Il Presidente
Dott. GIACoM0 FRANCO.
Il Segretario
T. Ciniusi.
—
—
Varietà
—
IN CAMPA GN A
—
Maestro al Piano, professor ENRICO
SIMI, che gentilmente si presta.
*
Una mendicante che hr. più di 100 anni
e la quale abita Usigliane di Lari ha dato
querela contro una sua nipote lovatrice per
reato di sottrazione di 45 lire in francesconi.
Da informazioni assunte pare che la donna
a causa della sua età, non ragioni più bene
e che non sia vero il delitto di che accusa
la nipote; anzi è così forte l delirio che l'
ha presa che alcun. caritatevoli persone di
Usigliano dovettero occuparsi di lei per
paura che attentasse ai suoi giorni.
*
Il tr.nia passeggieri u.o 4 proveniente
da Roma e diretto per Livorno, alle ore 4
poin. del 25 corrente, avendo deviato alla
stazione del Fitto di Cecina ed urtato nel
Treno merci n.° 21& tre passeggeri riportarono abune leggiere lesioni al capo. Il
treno stesso ripartì in orario.
*
Comitato Promotore delle Courerelize
SCIENTIFICO - LETTERARIE
Domenica 30 corrente a ore 1 poni. nella
so.ita sala della R. Università degli Studi
cav. avv. Felice Tribolati terrà una conferenza sul tema — fl Giuoco del Ponte.
—
Il Presidente
E. Bianchi. •
Il Segretario
Alfredo Agostini Della Seta.
** *
Camera di Commercio ed Arti di risa.
Mercato gei Bozzoli iu Pisa.
Si rende noto che il mercato dei Bozzoli,
da tenersi in questa città sotto le Logge di
Stamani, innanzi che spuntasse il sole,
ho aperto la finestra. Da per tutto quiete.
Su in cielo la luna, in agonia, dava gli
ultimi tratti presentendo l'arrivo del fratello maggiore, mentre gli uccelli, pispigliando gaiamente, a due a tre fendevano
l'aria, ora radendo terra, ora fermandosi
sopra un albero, e svelti, allegri i metterugioli ripetevano la burletta come se,
cercando da mangiare, volessero anche divertirsi. Lontano alcune voci cantavano
ano stornello e arrivavano sino a me le
parole:
Fioriu d'argento
per amarvi voi ho pianto tanto
Povero pianto mio gettato al vento:
E
.
Di sotto ad una fila d' alberi, con un
fascio d'erba sulla testa, usciva una svelta contadineila, i piedi nudi, la gonnella
tirata su e legata alla cintola, la faccia,
il portamento, la figura gentili. Tutt'insieme respirava salute. Arrivata sotto la mia
finestra, mi sorrise e: — Buon giorno
signoria, mi disse e continuò la strada. —
Laggiù sul mare — quieto anche lui —
guardavo un vapore che uscito appena
appena dal porto si avviava Dio sa dove,
e le piccole barche a vela spiegata dei
pescatori le quali, andandosene due a due
somigliavano
• A cigni innamorati che remighin sul mare
Più discosto Livorno con le sue case
moderne, il suo porto pieno di bastimenti,
il fanale; e più lontaao ancora Pisa col
Campanile torto, il superbo Battistero, la
Cattedrale stupenda e il Camposanto unico al mondo per l'architettura, le statue
e li affreschi meravigliosi mi facevano pensare nello stesso tempo all'antico commercio italiano ed all'arte antica: le due nostre glorie.
Il sole non ancora comparso, la calma continuava, e non le carrozze, non
le grida della città potavano turbarla. Solamente li stornelli proseguivano e un
contadino. con voce scherzosamente arrabbiata, dava il pastone alle bestie e
diceva:
Fioriti di pane
Sotto la tua finestra, c'è un mattone
E se ci passo più duventi un cane!.
E io, con li orecchi tesi alle canzoni,
giravo li occhi dattorno • guardavo le
ville sopra ville che coronano questo bel
Montenero rendendo incantevole il luogo
già delizioso di sua natura.
Là a destra, quel palazzo cui fa ombra
un grandissimo bosco appartiene ora al
signor Maurocordato e apparteneva un
tempo al principe Poniatowski, il discendente dei re polacchi, il quale avanti il
59 • per un pezzetto, seppe fare li onori dì Firenze ai forestieri come se egli, e
non Leopoldo II, fosse il sovrano. Girando per le sale della villa pare sempre di
sentire l'eco dei discorsi, dei suoni, dei
canti di quando conveniva qui il fiore
della eleganza, dell'ingegno, dell'aristocrazia di tutta Europa.
A sinistra, la villetta rossa che si nasconde quasi a ridosso della montagna
appartiene ai signori Dapuy e risuona ancora dei passi affrettati , degli accenti
d'ira e d'amore di Giorgio lord Byron
quando riparò a Montenero a cagione d'un.
processo che veniva fatto in Pisa ad un
suo servitore e nel quale egli si trovava
mischia to.
Da una delle finestre della villa, 1' eccentrico Pari d'Inghilterra, tirò un giorno più colpi di pistola contro un gruppo di domestici e di contadini perchè
smettettero dal litigare. Ammirate modo
nuovo e grezioso di spartire la gente!
Quante memorie quassù! Anche Carlo
Goldoni abitò qualche tempo Montenero
e qui scrisse Le smanie per la Villeggiatura, una delle sue più belle cominedie,
studiando dal vero i tipi che si trovava
fra mano. E sotto i portici del santuario famoso,
sacro alla Madonna, da un anno e più
riposano, — in pace? chissà? — le ossa di
Francesco Domenico Gnerrazzi, dell' uomo
che in vita non si riposò mai e agitandosi, e scrivendo, e cospirando, e amando
molto e molto odiando, tenue sempre in
cima a' suoi pensieri l'unità della patria..
Mentre pensavo a Byron, a Goldoni, a
Guerrazzi, il sole si levava splendido, il
mare sembrava più bello, Livorno mi appariva con i colori più smaglianti, le paranze proseguivano a andare due a due
cotue cigni innamorati, il vapore era sparito dall'orizzonte e le voci cantavano:
• Quando ier s era tramontava il sole
Pensavo a te ehe sei lontano tanto
E mi pareva udir le tue parole
Ma eran dolorose COIlle pianto:
E sospirar senti* sommessamente
E afflitta in volto mi para la gente.
Ohimè, ben mio, di' tu, che cosa ò questa?
Ah l'ora del tramrento ò un'ora mesta!
Ah quella del tramonto è uua mest'ora
E tu, ben mio, porchè non torni ancorai' si
Nonostante la scena incantevole che
mi si parava alla vista, il r 'spetto con la
sua soave melanconia che armonizzava
così bene coi miei pensieri, mi rese triste.
Lasciai aperta la finestra e, mezzo vestito, mi buttai daccapo sul letto.
Sega ai s durante il sogno piansi.... Minò
«
Povero pianto
111i0
gettato al vento!
Quidam.
LIBRI E GIORNALI
In un volume elegantissimo, adito dalla
Tipografia editrice lombarda di Milano, à
uscito il racconto Paolina di I. In Tarclaetti. Nell'avvertenza degli editori si leg-
•
Roma, 13 maggio 1875.
ge che venne pubblicata questa seconda giornali, se leggesse, la monaca più pudi- ferma la tassa, di lire 6 per via di Brest e
di
lire
9
per
la
via
di
Londra.
—
La Direzione generale delle Posto pubedizione del racconto di qnel robusto e bonda e più vergognosa della terra ! E
blica
il seguente avviso.
A.
partire
dalla
stessa
data
è
modificata
ansingolare intelletto che fu Iginio Ugo Tar- chi sta dietro a queste ghiottonerie biblioÈ
giunto
alla direzione generale delle Poste
chetti, perchè pubblicata nel 66, tra il grafiche, deve comperarsi il volume elze- che la tariffa per località, dell'Affrice. meriun
SACI:0
delle
lettere a destinazione deldionale.
frastuono delle armi, la Puolina passò viriano, ed assicurarsi che migliore, più
l'Italia,
che
fu
spedito da Nuova-York il
Per maggiori informazioni, il pubblico ponitido, più elegante non lo avrebbero fab- trà dirigerei agli
inosservata.
27
aprile
p.
p.
col
piroecafo Schiller, agrauffici telegrafici.
Avrei preferito che gli editori avessero bricato le fucine degli *Elzeviri.
ziatamente
naufragato
il 7 oorrenee p rese*
— Quella del 13 maggio contiene:
scritto « quasi inosservata », perchè molti
Quanto alla materia, bisogna distinle
Isole
Scilly
sulle
coste
d'Inghilterra.
1. Regio decrelo 9 maggio che espropria
amici miei fiorentini la lessero quando fu guere. Se fosse un libro pel pubblico, per causa di utilità pubblica e per servizio
Il sacco conteneva circa 800 lettere e
pubblicata, ed io pure la lessi ammiran- sono il primo a dirlo non sarebbe un del Governo i eirgueuti immobili di corpo- 29 raccoman late, la maggior 'parte aperte e
guaste dall'acqua di mare, che le ha imdo il nuovo racconto e il nuovo roman- modello di parità, comunque ce ne sieno razioni religiose nella città di Roma:
moliate.
1.°Monastero
dal
bambino
Gesù;
rivelava.
a migliaia laidi e sporchi in maniera da
ziere che in esso si
La Direzione generale ha riparato come
2.0
Monastero
di
S.
Bernard°
da
Slena;
Ad ogni modo la tipografia editrice non confrontare a quello, ma considerato
meglio
si è potuto le lettere suddette, ha
8.0Monastero
di
S. Cosimato.
lombarda ha fatto bene a pubblicare la che esso è destinato a sole cento persone
provvedute
all'essiccamento di esse ed ha spe2. Regio decreto 6 maggio che dispone
seconda edizione della Paolina — che nella nel mondo, anzichè osceno è più giusto,
dito
ai
destinatarii
quelle i cui in lirizzi sono
prima aveva anche _il sotto titolo di Co- e più proprio qualificarlo per libero, e fa- &trottami° pei seguenti iminebili a Roma:
ancora
leggibili,
fra
le quali fortuaatamente
Lo Convento di S. Maria della Scala.
perto dei Figini — facendola seguire dal cile più che alla stretta moralità si conle
29
si
trovano
raccomandate.
2.° Monastero dei S. Pietro e Marcellino.
primo capitolo della Fava bianca e la fava venga. Ma queste cento persone in tutto
Le lettere medesime furono spelite a de3. M inastero delle Filippine ai Quattro
nera racconto che per la morte soprav- il mondo saranno forse gente a cui ven- Cantoni.
stinazione rinchiuse in op sposite buste con
venuta il l'archetti ebbe appena tempo gano i brividi leggendo qualche frase men
indicazione del fatto, e frattanto se ne dà
3. Regio decreto Loaprile che concede alcastigata, o qualche periodo che fa pen- cuue derivazioni d'acqua ed occupazioni di avviso al pubblico ad Oppartena norma.
di cominciare.
Firenze, 14 maggio 1875.
Così questo volume rappresenta l'Alfa e sare più oltre di quel che non dica ? Io aree.
—
Quella del 17 maggio contiene:
credo
di
no,
perché
se
passeggi
le
vie,
Promozioni
e
nomine
negli
ufficiali
del4.
l'Omega della vita del Tarchetti che si
1. Regio decreto 18 aprile, che approva
l'amministrazione
dei
pesi
e
delle
misure.
se
ti
affacci
alla
finestra,
se
bazzichi
nel
spense, per etisia, a 29 anni. Pensare
il regolamento per l'esecuzione della legge
che romanziere potente sarebbe divenuto caffè c'è di che schiumar la pentola ! E 5- Disposizioni nel personale giudiziario.
per la requisizione dei quadrupedi pel ser14
maggio
contiene:
—
Quella
del
un libretto che riflette la facilità dei cose avesse continuato a vivere!
vizio dell'esercito.
Disposizini
nel
Regio
esercito.
stumi odierni come riflettevano nel secolo
— La Direzieue generale dei te'egrafi an— Quella del 15 maggio cuntiene:
sedici tutti i libri, non esclusi quelli scritti
nunzia
che i telegrammi per l'Uruguey (olconvoca
che
R-gio
decreto
13
maggio,
Intorno al nuovo libro di Diego Mar- da vescovi e cardinali, e dedicati ai Papi.
1.
tre
Mont,video),
per la R - pubblica •Algendi
di,
R-ggio
e
Ponima
di
collegi
elettorali
telli Le fornicazioni di fra Mazzapicchio
È un libretto che nessuno comprerà
fina
(oltre
Bnenos
- AyrcR) e per Valparaiee
meggio.
Occorillustrate da Telemaco Signorini e pub- per istudiarlo, perchè di che studiare non Calabria per il 30 corrente
e
la
costa
occidentale
ile'America meridiorendo une seconda votazione, avra luogo il
blicate dalla tipografia Nistri, riportiamo
vi è; lo leggeranno volentieri perchè è 6 del successivo giugno.
nale, non si trasmee ii e ù per mezze delquel che ne scrive la Gazzetta d'Italia:
piacevole, gaio, vivace, e scritto con uno
l'Agenzia Oldhern, i i . direttamente iii de2. Regio decreto 23 aprile, che ietituisce
La Rivista Europea coi suoi soliti giu- stile elegante, e tale che pochi hanno, e un lenivo Consolato ia Varsavia coa giuri- stinatarii.
dizii alla Salomone, e come sarebbe me- lo terranno caro per la bellezza insupera- sdizione nelle provincie dipendenti da quel
glio detto, dati coll'accetta, accennò que- bile dei tipi, della carta, e la rarità del- Governo generale, e I altro in Valenza ( SpaSTA TO CIVILE
sto libro colle parole seguenti: « Presso l'insieme che lo rende una perla dell'arte gna) con giurie lizione nelle provincie di Valo stesso editore Nistri di Pisa, .in ele- libraria, a cui fan bel contorno le delicate lenza, Castelton, Murcia. ed Albacete, le quali
Dal dì 26 al 30 aprile 1875 inclusive.
gantissima edizione di soli cento esem- illustrazioni all'acqua forte cui è adorno. perciò vengono staccate dal distretto giuriNas;ite denunziale
a lizionale di Bara qlona.
Maschi 10 — Femmine 14
plari, Diego Martelli servito da TeleX.
3. Regio decreto 26 aprile, che dichiara
Nati morti 2.
muco Signori& di tre illustrazioni, ha
e
far parte della strada provineia,le il tratto
Matrimoni.
pubblicato un.- opuscolo il citi titolo essendo
dall'ingresso meridionale della città di Borgo
Grassi Ranieri di Ferdinando, vedovo, calzoATTI E DOCUMENTI UFFICIALI
più osceno del libro stesso, non possiamo
San Donuino per Io stradone dei Cappuccini
lato, di Pisa, con Bernardi Amalia q Andrea,
riferire. »
nubile, attendente a casa, di Pisa — Gianfaldoni
alla casa Gegoino in sostituzione di altro riRanieri q. Gaspero, bottegaio, con l ella Latta
Noi sulle prime credendo che il libro
tenuto
fin
qui
provinciali
dalla
porta
Piacenza
— La Gazzetta Ufficiale del 12 corrente
Maria q. Gio. Batta, sarta, ambedue eeltb‘, di gaia
fosse una pretta oscenità, abbiatno pen- contiene.
di detta città all'incontro. della stessa casa
Marco alle Cappelle — Tellini Pio 1i Gaetano, ceGorgnino.
sato che il venerabile autore della Rivilibe, possidente, di Calci, con Noti Ida dell'avv.
1. Nomine nell'ordina della Corona I,Ita4. decreto 2 tnaggie, che istituisce io ManAngiolo, nubile, possidente, di Pisa — Meloni
sta ha mal provveduta al pudore, solle- lia fra le quali notiamo quella del carini.
Giuseppe di Rarneri, con Filippelli Teresa q. Gio.
tova una commissiene conservatrice dei moticando in quella guisa gli inverecoadi senatore Maggiori a gran le liftiziale.
Batta, ambedue celibi, braccianti, di Riglione —
2. Regio decreto 11 maggio che convoca numenti e delle opere d'arte di quella proappetiti dei buongustai di lordura - c'è
Borsacchi Amedeo di Gaetano, vedovo. impiegato,
di san Piero a Grado, con Conti Ro.a di Ferdiscappato dalla bocca --- Oh che semplice il collegio elettorale di Sorrento per il 23 vincia.
5. Disposizioni nel personale del Ministero
nando, nubile, attendente a casa, di saritl rmetequell'autore colla sua faccia di cherubo ! corrente maggio. Occorrendo una seconda vaDel Corso Virgilio di Erasmo, con Hertoni Ernedi
pubblica
istruzione,
fra
le
quali
notiamo
Non vede che se quello era un libro vi- taz.one, avrà luogo il 30 dello stesso mese. le seguenti:
sta Gaetano, ambedue celibi, braccianti, di san
3. Regio decreto 26, aprile chi esclude i
Michele degli Scalzi — Puccetti Placido di Pietro,
tuperevole e indegno di andar per le mani
Fiorelli comm. Giuseppe, senatore, già soricevitori dell'Amministrazione del -1(itto dal
cuoco, con Tosi Maria q. Carlo, attendente a casa,
dei lettori verecondi, si doveva tacerne
covero di qiiei gestori dell'Amministrazione printendente generale agli scavi d'antichità
ambedue celibi, di Pisa — Lii Ranieri di Paaffatto, e non svegliarne il pizzicore cola
del Regno.
squale, calzalaro, con Lenzi Elena q. Giovanni,
finanziaria' pei quali col decreto del 5 marzo
Rosa COMID. Pietro senatore, già soprainattendente a casa, ambedue celibi, di Pisa —
quei due versi pieni dì solletico !
18•4, e naia legata agli inten lentdifitendente
agii
scavi
ed
alla
conservazione
dei
Morti.
non
ma
noi
che
Ge_Ifessiatno il vero;
nanza la facoltà di approvare le cauzioni
le
Cavallini
Luigi
q.
Andrea, celibe, d'anni 21, di
monumenti
in
Roma,
i4
commissario
per
ci saremmo tuai messi a spendere un 15 prestate nell'interesse dell'in arioCascina — Frioichi Rosa q. Andrea, nubile 37, di
tan
ichi
t
à.
nella
Direzieue
geuerale
premien4. Regio decreto 26, aprile che autorizza
o 20 lire ?er levarci il gusto di leggere
Cascina — Pancraz; nei Bardelli Ca'sitnirra q. Lotovata.
la
iscrizione sul Gran libro del Debito pubrenzo 35, anendetite a casa, di tiarbaricina —
le fornicazioni di un frate, noi che di
Gamurini
cav.
Francesco,
già
conservatore
Di Nardo IAisa di Gabbriello 2, di Pisa — Meblico,
in
aumento
ai
coesolidato 5 per 100
fornicazioui siamo più che al corrente,
facci Luigi di Luigi, celibe 27, maestro di muFidi
delle
antichità
nelle
Re4ie
Gallerie
dediti,
rendita
di
lira 850,665 da intestarsi al
appena avemmo letto le parole della Risica, di Pisa — Lanci Ettore di Sabatino 1. di
reoz, ,. id. .id id. id. id.
Consorzio degli Istituti i remissione.
san Michele degli Scalzi — Buschi cornna. Franv ista , ce ne invogliammo e mandannuo per
6. Disposizioni nel personale del ministero
5. Regio decreto 23 aprile che autorizza il
cese() q. Gio. Batta, coniugato 67 possidente, di
esso.
della guerra.
Pisa — Consani Giulia di Ranieri 1, di san Marco
Comune ‹li Ponte nello Alpi ( provincia di
Appena l'avemtno a mano ci accorgem- Bellurao ) a trasferire la sede municipale
alle Cappelle — Giorgi Giuseppe q. Domenico,
— La stesati pubblica il segueute decreto
vedovo 68 di Pisa Fogani Gio. Batta q, Santi,
mo che questo libretto tirato in soli cento nella frazione Cadola.
del ministro di pubblica istruzione:
celibe 68, sacerdote, di Lucca — Calò David di
esemplari non è già una pubblicazione,
Art. 1. Tutti i Licei regi sono in queRaffaello 3, di Piga — Lunghi Jacopo q. Antonio,
Diposizioni nel pirsonaie del Ministero di
st'anno
saggio
tipografico.
Ciò
basterebbe
sedi di esami per la licenza liceele.
ma un
celibe 75, colono, di Cascina — Patiti:eri nei
pubblica istruzione, nel personale giudiziaGrassi Maria q. Gaspero 33, attenden te a casa,
I Licei pareggiati potranno essere sedi di
primo a impedire che se ne facesse un rio e nel pereonale dell'Amministrazione cardi Pisa — Franceschi Angiolo di Vincenzo, conesame ma solo per i proprii alunni, e a conannunzio nelle forme della Rivista, alla ceraria.
iugato 26, facchino, di Piga — Ciani David q.
dizione, che le provincie e i municipii a cui
quale forse fa inviato, per ossequio al diSilvestro, coniugato 40, bracciante, di Ponsacco —
La direziene generale dei telegrafi pubappartengono dichiarino di sostenere le speGaildueci nei Bindi Santa di Sabatino 30, tessirettore come modello di tipografica abilità blica il seguente avviso
se del regio delegato che il Ministero vi mantrice, di san Michele degli Scalzi — Menghi nei
non-puuto per insultare alla costui pudiDal primo corrente la, tariffa per gli Stati
Vanelli Maria q. Francesco 60, attendente a
dasse a forma dell'art. 13 del mentovato dee territorii dell'America del Nord, le Antille
cizia.
casa, di Carrara.
creto.
E più 9 al disotto di un anno.
E vi dico che se la Rivista nella sua l'Istmo di Londra è modificato nel modo bt3Art. 2. Le prove scritte sono quattro e
Cambiamenti di residenza.
guente.
stemperata abbondanza, avesse preso moavranno luogo nei giorni seguenti:
Donati Lodovico di Giacomo, da Pescia a
Per gli stati e territerii dell'America
tivo da questo libretto a parlare dell'arte
Pisa — Zannotti Valentino q. Pellegrino,da FresMercoledì, 14 luglio composizione italiana;
del
Nord la tassa è applicata per ciascuna
sinoro a Pisa — Chimenti Pasquale di Giova°
tipografica che è così in basso, avreebbe
Venerdì, 16 luglio, vereione in latino;
parola senza condizioni di un numero minimo
Batta da Arezzo a Pisa — Sbragia Ernesto di
Lunedì, 19 luglio, versiena del greco;
reso un tal servigio ad essa e forse, chi
Francesco,da Arezzo a Pisa — Orsucci Raffaello
di parole.
Mercoledì, 21 luglio, matematica.
sa, porto un. aiuto a coloro che con dei
q. Giuseppe, da Collegalvetti a Pisa — Giors da.
Per le Antille, l'Istmo di Parlane e la
È in facoltà delle commissioni esaminane di Vincenzo, da Giaglione di Suga a Pisa —
saggi faticosi e di gran costo si sforzano
Gniana iuglese la tassa è calcolata come so- trici di fissare i giorni delle prove orali corBernardini Angiolo, da Pisa al Fitto di Cecina.
a rinalzarlo.
pra per ciascuna parola fino a Nuw-York a rispondenti col termine però il più breve
..-iaa.
...ar~frolataarametars~.
Quanto al mio parere, è un libretto che destinazione si continua a i applicare il rainiporisibile dopo le scritte.
FORTUNATO POLI Gerente respons.
è un gioiello, come oggetto di arte e MUM della tassa al telegramma di 10 parole
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onora altamente l'editore. Questo lo potrebbe dire, Io dovrebbe se scrivesse in
I provveditori agli stadi cureranno che
questa ordinanza sia notificata, ai candidati
alla licenza liceale.
con au.niuto per ogni parole successiva.
È inteso che per il percorso europeo resta
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PISA, TIP. NISTR1
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LETTERE ROMANE CORNELIO