In collaborazione con Milano e Lombardia Pensare, acquistare, preparare, risparmiare. 2 Valore & Valori in Cucina indice Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Valore & Valori in Cucina L’AGRICOLTURA NEL TERRITORIO MILANESE Il Parco Agricolo Sud Milano. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Le colture e l’allevamento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8 I prodotti del territorio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9 La vendita diretta e il Mercato della Terra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11 LA PRODUZIONE AGRICOLA IN ITALIA Agricoltura oggi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . BIO Agricoltura biologica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I marchi di qualità europei: DOP, IGP e STG. . . . . . . . . . . . . . . . I marchi di qualità italiani: PAT e DOC, DOCG, IGT . . . . 12 14 18 21 LE BASI PER UNA BUONA COSCIENZA ALIMENTARE Gli alimenti e la loro composizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Trasformare e conservare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Surgelare e congelare. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Mangiare bene grazie ai nonni. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24 27 30 33 ACQUISTARE BENE PER CONSUMARE MEGLIO Progetto e realizzazione: m&c, marketing & comunicazione Consulenza: Carlo Bonizzi, Giornalista agricolo Francesco Castellotti, Federconsumatori Marcello della Campa, Professore a contratto, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche Alberto Di Stefano, Chef del Ristorante "Pomerol" di Rho Maggio 2015 La tutela e i diritti dei consumatori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . La pubblicità ingannevole. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sicurezza e qualità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Contraffazione e Made in Italy . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34 37 40 43 IL CIBO IN CUCINA Cucinare secondo stagione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Acquistare consapevolmente. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Cucinare con amore. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Consigli e ricette antispreco. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46 47 53 55 3 4 Valore & Valori in Cucina premessa Valore & Valori in Cucina Premessa “Valore & Valori in cucina” è un progetto dello SPI CGIL di Milano in collaborazione con SPI Lombardia e SPI Nazionale, CGIL Milano, Federconsumatori, Auser Lombardia e alcune Zone del decentramento del Comune di Milano, oltre ad altri Comuni della provincia, per sensibilizzare la popolazione anziana sui benefici connessi al mangiare sano, all’acquisto consapevole dei prodotti, all’importanza di ridurre lo spreco alimentare. La rilevanza di questo progetto è stata riconosciuta anche da Expo 2015, che lo ha ammesso alla selezione delle buone pratiche in materia di sviluppo sostenibile e sicurezza alimentare per partecipare all’evento che sarà inaugurato il primo maggio 2015 e che sarà dedicato al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Lo SPI CGIL ha deciso di promuovere la cultura di una corretta alimentazione presso i propri associati – e non solo – per aiutarli a rimanere in salute più a lungo e per sensibilizzarli sull’uso del territorio e sulla produzione di sprechi e rifiuti. Dato il ruolo delle persone anziane nella società civile e all’interno delle famiglie anche nell’educazione delle nuove generazioni, interessarle a queste tematiche significa far sì che tali informazioni raggiungano anche i cittadini di domani, modificando virtuosamente i comportamenti alimentari dell’intera popolazione. Il progetto, che in una prima fase si è articolato in un programma di lezioni gratuite, ora mira a diffondere i valori della buona cucina presso una platea più ampia, anche attraverso la pubblicazione di questa Guida, nella quale sono presentati sia i temi trattati nelle lezioni sia informazioni utili aggiuntive sull’agricoltura, sui suoi prodotti, sulle normative esistenti per la tutela del consumo. Mantenere in salute noi stessi e il nostro territorio, dipende dalle scelte che compiamo ogni giorno quando facciamo la spesa, cuciniamo, conserviamo e soprattutto non sprechiamo. Sergio Passaretti Segretario Generale SPI CGIL Milano 5 6 Valore & Valori in Cucina Il Parco Agricolo Sud Milano Valore & Valori in Cucina Istituito nel 1990 al termine di una fase di progettazione e pianificazione durata circa trent’anni, il Parco Agricolo Sud Milano ha tra i propri obiettivi primari quello di difendere e valorizzare il patrimonio e la storia di un territorio che nei secoli ha significato lavoro, ricchezza della terra, coltivazione, tradizione, difesa delle acque. Il Parco cinge Milano da est a ovest in una estesa cintura verde che si sviluppa sui territori di 61 Comuni per circa 47.000 ettari di superficie, quasi la metà dell’intera provin- l’agricoltura nel territorio mlanese cia di Milano. Le aree coltivate coprono circa 37.000 ettari su cui operano circa 1.000 aziende agricole. Bastano questi pochi numeri per comprendere che il Parco è una risorsa inestimabile per i cittadini di Milano e della sua provincia, in termini di qualità dell’ambiente e della vita quotidiana. Il territorio del Parco Agricolo Sud Milano è un’area di grande pregio ambientale e agricolo, ricca di acque e vasti spazi aperti, costellata di edifici storici e pregevoli monumenti, di secolari cascine ancora attive, di percorsi ecologici. A salvaguardia di tale patrimonio l’Ente Parco lavora attivamente in stretta collaborazione con Enti ed Istituzioni, ma soprattutto con le Amministrazioni Comunali che fanno parte del Parco, per tutelare le attività agricole, le colture, i boschi e i luoghi naturali, per riqualificare il sistema delle acque, per mantenere la continuità delle aree verdi e coltivate, per recuperare l’ambiente e il paesaggio, per migliorare la fruizione pubblica degli spazi agricoli, per valorizzare il sistema delle cascine e dei nuclei storici, per informare e guidare i visitatori a un uso rispettoso delle risorse ambientali. Le aziende agricole che operano nel Parco rappresentano la ricchezza della tradizione agricola del territorio e la loro sapiente opera ha modellato uno dei paesaggi coltivati più interessanti del Sud Milano. Fortemente caratterizzato dalla presenza di fontanili, marcite e cascine, il paesaggio agricolo del Parco costituisce un unicum che viene attivamente tutelato attraverso progetti mirati di salvaguardia del territorio, di sostegno alla coltivazione e all’allevamento, di supporto alla trasformazione e produzione di prodotti tipici. Un’attenzione del tutto particolare è stata dedicata nel corso del tempo all’agricoltura e alla zootecnia biologica che alcune aziende del Parco Agricolo Sud Milano hanno scelto di seguire nel rispetto dell’ambiente, delle persone che lo abitano, degli animali che vi vengono allevati. 7 8 Valore & Valori in Cucina l’agricoltura nel territorio mlanese Le colture e l’allevamento Valore & Valori in Cucina Le aziende agricole del Parco Agricolo Sud Milano coltivano cereali (sul 43% circa del territorio agricolo) tra cui principalmente mais e riso (22%), frumento tenero e in percentuali minori soia, girasole e farro. Una parte non irrilevante dei terreni è destinata a prato (16%) mentre in piccoli appezzamenti od orti vengono coltivati ortaggi (pomodori, peperoni, zucchine, zucche, insalate, barbabietole, patate, carote, aromi, ecc.) e piante o alberi da frutta (fragole, angurie, meloni, meli, peri, peschi, susini, ciliegi, ecc.). Alcune aziende si dedicano alla coltivazione di fiori e piante ornamentali, altre allo sfruttamento dei pioppeti. Con circa il 30% dei terreni agricoli e circa 300 allevamenti, le produzioni animali sono l’attività principale che si realizza nel Parco per reddito prodotto. L’allevamento è caratterizzato dalla presenza prevalente di suini e bovini. Tra questi è prevalente la Frisona italiana, mentre si contano un certo numero di capi di razza Jersey e alcuni capi di vacca Varzese, l’unica razza bovina autoctona della Lombardia. Alcune aziende allevano cavalli, asini, pecore e animali da cortile tradizionali (galline, anatre, oche, caprette, conigli), mentre piccole realtà di allevamento ittico producono trote, storioni, alborelle, pesce bianco. Una particolare distinzione dell'agricoltura del Parco è quella biologica, che trova alcuni significativi risultati produttivi. I prodotti del territorio Le aziende agricole e agrituristiche del Parco Agricolo Sud Milano offrono prodotti tipici di altissima qualità, lavorati secondo tradizione e con metodi artigianali, trasformati in proprio e proposti in vendita diretta, oppure utilizzati nella preparazione di piatti semplici e genuini. Numerose le aziende che vendono il latte crudo sfuso, ricco di vitamine e fermenti lattici vivi. Il resto della produzione di latte bovino e ovino viene destinato alla trasformazione casearia e 9 10 Valore & Valori in Cucina l’agricoltura nel territorio mlanese la melata. Le numerose varietà di frutta e ortaggi vengono trasformate e conservate sotto forma di marmellate, confetture, composte, sottoli, sughi e salse. Infine la birra prodotta da alcuni micro-birrifici, che regalano assaggi di grande gusto agli amanti di questa bevanda alcolica. La vendita diretta e il Mercato della Terra di altri prodotti: yogurt, burro e panna fresca. Tra i formaggi spiccano la caciotta stagionata, il primo sale, la ricotta, il salva, lo stracchino fiorito e fresco, il taleggio, la mozzarella, il quartirolo, la crescenza, il gorgonzola. L'allevamento da carne produce vitelli, vitelloni e maiali, pollame e conigli. Nelle aree riservate alla caccia, la selvaggina di pianura. Tra gli insaccati ci sono vari tipi di salami, salsicce, sanguinacci e la tipica mortadella di fegato. Notevole la produzione di uova, soprattutto da galline ruspanti. Prodotto tipico per eccellenza, il riso viene commercializzato in diverse varietà quali Arborio, Carnaroli, Carnaroli biologico, Integrale, Balilla, Vialone nano, Venere, Selvaggio rosso, così come le farine di frumento, di mais, bramata da polenta, di riso. Grazie alle piante mellifere che vegetano nei boschi e sottoboschi del Parco Agricolo Sud Milano, gli apicoltori producono miele di millefiori, di acacia, di tiglio, di castagno e Nel corso degli ultimi anni le aziende agricole del Parco Agricolo Sud Milano hanno sviluppato la vendita diretta delle loro produzioni instaurando un rapporto diretto con il consumatore. L’acquisto dei prodotti direttamente in azienda ha permesso di sviluppare una serie di vantaggi sia per il cittadino che per le stesse aziende, oltre che per l’ambiente, su cui vale la pena fare una riflessione. La pratica della vendita diretta in azienda ha permesso di avvicinare sempre più la città – e quindi i consumatori – alla campagna, con l’indubbio vantaggio di far conoscere a sempre più persone il Parco Agricolo Sud Milano e di far apprezzare la qualità dei suoi prodotti con indubbi riflessi positivi anche sull’ambiente, grazie all’accorciamento della filiera. Alla vendita diretta in azienda si accompagna il Mercato della Terra, che gli agricoltori del Parco, insieme all’Istituzione e a Slow Food, hanno sviluppato con cadenza bimensile a Milano città. Il Mercato della Terra oggi è una realtà di grande interesse che ha raccolto attenzione da parte dei consumatori, grazie ad una produzione agricola e alimentare di qualità basata su criteri di sostenibilità ambientale, di salvaguardia della biodiversità e dei saperi tradizionali. 11 Valore & Valori in Cucina 12 la produzione agricola in italia Agricoltura oggi 13 Principali produzioni animali 2013 Valore & Valori in Cucina 111.281 L’Italia si estende su un territorio di 30.207.100 ettari, il 35,2% dei quali è montuoso, il 41,6% collinare e il 23,2% pianeggiante. La nostra superficie agricola è pari a 17.277.000 ettari, di cui 12.855.000 sono utilizzati per la coltivazione di varie tipologie di seminativi, colture permanenti, orti, prati e pascoli. In Italia il settore agricolo nel 2014 ha registrato un giro di 13.009 103.075 le ie qu ie rn Ca ap vic in rin e e a io rn ie gl 10 Co ni 39 Ca se rn lva ib gg ov in in e m 59 M 396 e 1.333 Ca lla is rn Ca co pe di 1.737 La tte ui pr ca e ra a cc va La tte di 124.104 ne a va e 137.091 Uo bu fa la Principali produzioni vegetali 2013 2.064 Po 5.369 Valori espressi in migliaia di tonnellate - Latte in migliaia di ettolitri - Uova in milioni di pezzi Fonte: L’Agricoltura italiana conta 2014, Inea (dati Istat) 18.999 452 io i 499 Ol 767 ch 1.119 re 1.305 oc 1.740 Pe 1.834 Or Fin 2.268 el e ti fa m ilia ri Ar an ce Pa Uv ta te a da ta vo la ro ne te to en um Uv a 3.240 M a ut ro nd du 3.792 ve or i 3.917 to en m Fr u Po m od o 5.322 Fr Gr an ot ur co ib rid o i Vi n Vi va e ol ric Flo Fo r ag ge re 7.404 Valori espressi in migliaia di tonnellate - Vino in migliaia di ettolitri Fonte: L’Agricoltura italiana conta 2014, Inea (dati Istat) affari di 48 miliardi di euro, che ci porta a essere il terzo Paese produttore in Europa dopo Francia (70 miliardi di euro) e Germania (51 miliardi di euro). Il 55% del valore è prodotto dalle colture, il 34% dall’allevamento e l’11% da attività secondarie e servizi1. Il comparto contribuisce per il 2,1% alla composizione del PIL nazionale. Dal Sesto Censimento Generale dell’Agricoltura condotto da Istat nel 2010 sono risultate attive in Italia 1.620.844 aziende agricole e zootecniche (-32,4% rispetto al 2000) con una dimensione media di 7,9 ettari di superficie agricola utilizzata. Nel 2013 hanno lavorato nei diversi settori agricoli circa 814 mila persone, di cui il 28,2% donne, il 19,2 giovani tra i 15 e i 34 anni e il 13,6% stranieri. Il 49,3% dei lavoratori opera 1 Fonte: Eurostat, Agricoltura, silvicoltura e pesca - 2014 14 2 Fonte: Eurostat, Agricoltura, silvicoltura e pesca - 2014 3 Fonte: Indagine europea LUCAS - 2012 Valore & Valori in Cucina nel Mezzogiorno, il 20,6% nel Nord-Est, il 15,9% nel NordOvest e il 14,2% nel Centro Italia2. & Valori in Cucina Attualmente Valore la produzione agricola nazionale copre solo i 4/5 del fabbisogno interno, soprattutto a causa della cementificazione del territorio. In Italia il suolo costruito o coperto artificialmente con infrastrutture è pari al 7,8% contro il 4,6% della media dei Paesi UE3. L’incremento del consumo di suolo dal 1950 a oggi, in termini assoluti, ci ha portato a perdere circa 70 ettari al giorno, l’equivalente di dieci campi di calcio. I consumi maggiori si registrano nel Nord Italia e soprattutto nel Triveneto e in Emilia-Romagna. Il consumo di suolo colpisce le aree agricole nelle zone limitrofe alla città e anche in quelle aperte all’interno della città, che sono molto importanti per l’equilibrio e la sopravvivenza dell’ecosistema urbano. Secondo i dati Corine Land Cover, nel periodo tra il 1990 e il 2006, il consumo di suolo nelle aree agricole è aumentato dal 7,9 al 9% e ha colpito più sensibilmente le coltivazioni permanenti, i seminativi non irrigui, i prati stabili e le zone agricole eterogenee. BIO Agricoltura biologica Quella biologica è un tipo di agricoltura che considera l’intero ecosistema agricolo, che sfrutta la naturale fertilità del suolo e la favorisce con interventi limitati, che promuove la biodiversità dell’ambiente in cui opera e che limita, o esclude totalmente, l’utilizzo di prodotti di sintesi e degli organismi geneticamente modificati (OGM). L’International Federation of Organic Agriculture Movements (IFOAM) ha così definito i principali obiettivi della agricoltura biologica: la produzione agricola in italia • t rasformare il più possibile le aziende in un sistema agricolo autosufficiente, attingendo alle risorse locali; • salvaguardare la fertilità del terreno; • evitare ogni forma di inquinamento determinato dalle tecniche agricole; • produrre alimenti di elevata qualità nutritiva in quantità sufficiente. L’Unione Europea ha regolamentato l’agricoltura biologica per la prima volta nel 1991 relativamente ai prodotti agricoli, quindi nel 1999 anche per le produzioni animali. Nel giugno 2007 è stato adottato un nuovo regolamento riguardante la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici di origine vegetale e animale, compresa l’acquacoltura. A tutela della produzione biologica e dei consumatori operano gli Organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole. Si tratta di Enti di certificazione che verificano, attraverso ispezioni a cadenza almeno annuale, che le aziende biologiche si attengano ai regolamenti. Gli Organismi di controllo concedono inoltre il proprio marchio da apporre sulle etichette dei prodotti venduti dalle aziende. Il logo di produzione biologica dell’Unione Europea deve essere presente su tutti i prodotti biologici provenienti dagli Stati Membri dell’Unione Europea, accompagnato dalle diciture: - “Agricoltura UE”, quando la materia prima agricola è stata coltivata in Europa; - “Agricoltura non UE”, quando la materia prima agricola è stata coltivata in Paesi terzi; - “Agricoltura UE/non UE”, quando la provenienza è mista. Nel caso di prodotti da Agricoltura non UE, il marchio non è obbligatorio, ma facoltativo. È proibito utilizzare il logo nei prodotti con una percentuale bio inferiore al 95%. 15 Valore & Valori in Cucina la produzione agricola in italia 500g 332 proteine 24 g carboidrati 51 g grassi 1,2 g Confezionato per: logo comunitario attuale Da consumarsi preferibilmente entro: Origine: Italia IT-BIO-003 Agricoltura Italia Organismo di controllo autorizzato dal MiPAAF IT-BIO-003 Operatore controllato n. K134 COME DIFFERENZIARE sacchetto + etichetta PLASTICA Non disperdere nell’ambiente. Verifica sempre le modalità di raccolta del tuo Comune codice a barre nome e indirizzo produttore e distributore riferimenti organismo di controllo del produttore indicazioni per la raccolta differenziata Esempio di etichetta di un prodotto biologico con le indicazioni utili e necessarie 5 Fonte: Bioreport 2013 I prodotti BIO più acquistati % Ortofrutta 32 Mondo48 miliardi di euro Latte e derivati 18,1 Uova 10,8 Pasta, riso e sostituti del pane 9,9 Dolci e snack 9,1 Bevande 4,6 Zucchero, caffè, tè 3,7 Omogeneizzati 2,9 Miele 1,6 Carni 1,3 Oli 1,2 Altri 4,6 Europa Germania Francia Regno Unito Italia 6,6 miliardi di euro 3,8 miliardi di euro 1,9 miliardi di euro 1,7 miliardi di euro 9% Secondo i dati SINAB (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), l’Italia rientra tra i dieci maggiori Paesi produttori con 45.969 aziende produttrici (2013) ed è seconda, (dietro la Spagna, tra i Paesi UE) per superficie investita ad agricoltura biologica, con 1.317.177 ettari, che corrispondono al 3,5% della superficie mondiale a biologico. 4 Fonte: Bioreport 2013 Dati FIBL–IFOAM 2011 Valore economico del mercato BIO 8,8% 6,3% Fonte: Ismea 2011 pa indicazioni obbligatorie per i prodotti bio valore energetico - kcal tabella nutrizionale ro data di scadenza / termine minimo di conservazione Può contenere tracce di glutine, frutta a guscio e sesamo. Conservare in luogo fresco ed asciutto al riparo dalla luce solare. Si consiglia un controllo visivo del prodotto prima del consumo. Confezionato in atmosfera protettiva. Tempo di cottura: 30 minuti senza ammollo. Valori nutrizionali medi per 100 g Eu modalità di conservazione LENTICCHIE VERDI biologiche do possibili allergeni presenti nel prodotto finito 17 lia Valore & Valori in Cucina Il settore biologico, almeno finora, non sembra aver risentito degli effetti che la crisi ha avuto anche sul comparto alimentare. Il motivo sta nell’accresciuta sensibilità di molte fasce di consumatori che dimostrano di apprezzare i valori propri dei prodotti biologici: protezione della salute, rispetto dell’ambiente e maggiore equità tra tutti gli attori della filiera. Anche il fatturato, di conseguenza, continua a crescere. L’Italia, a livello mondiale, si colloca al sesto posto (dopo USA, Germania, Francia, Canada e Regno Unito) con un valore del mercato interno pari a circa 1,7 miliardi di euro4. La maggior parte dei consumi di prodotti biologici si concentra su alcune categorie. Le prime quattro (ortofrutta fresca e trasformata; lattiero-caseari; uova; biscotti, dolciumi e snack) coprono i tre quarti della spesa biologica complessiva delle famiglie presso la grande distribuzione5. Anche i negozi specializzati in Italia prendono sempre più Ita peso netto M on 16 Acquisti domestici in valore di prodotti bio confezionati nel primo semestre 2013 Fonte: Ismea, Panel Famiglie GFK-Eurisko 161 IGP 106 STG Totale 2 269 Fonte: XII Rapporto 2014 sulle produzioni agroalimentari italiane DOP IGP STG Qualivita Ismea NOMINAZI DE • DOP IGP – Indicazione Geografica Protetta L’Indicazione Geografica Protetta contraddistingue i prodotti agricoli e alimentari che sono strettamente legati a una zona geografica determinata e delimitata, all’interno della quale avvengono i processi di produzione, trasformazione e/o elaborazione. La diversa tutela qualitativa dell’IGP tiene conto dello sviluppo industriale del settore, dando più peso alle tecniche di produzione. L’attribuzione del marchio da parte dell’Unione Europea è subordinata al rispetto delle rigide regole contenute nel disciplinare di produzione, garantite dai controlli effettuati da uno specifico organismo. E D'ORIG I • Prodotti italiani a Denominazione di Origine - 2014 L’Italia è il Paese con il maggior numero di prodotti agroalimentari a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP) riconosciuti dall’Unione Europea. Il sistema normativo introdotto dalla UE sulle Indicazioni Geografiche serve a proteggere la tipicità di alcuni prodotti, a favorire il sistema produttivo e l’economia del territorio, a tutelare l’ambiente salvaguardando gli ecosistemi e le biodiversità, a sostenere la coesione sociale delle comunità. Le denominazioni costituiscono una maggiore garanzia per i consumatori, che in questo modo sanno di acquistare prodotti di qualità e con un livello di tracciabilità e di sicurezza alimentare più elevato rispetto ad altri prodotti. Inoltre, sono una tutela anche per i produttori, nei confronti di possibili imitazioni o concorrenza sleale. ON PROTETT I marchi di qualità europei: DOP, IGP e STG DOP – Denominazione di Origine Protetta È un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito dall’Unione Europea e che viene assegnato a prodotti agricoli e alimentari le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti. L’ambiente geografico comprende sia fattori naturali, come il clima e le caratteristiche ambientali, che fattori umani, quali le tecniche di produzione tramandate nel tempo e l’artigianalità. Tali fattori, combinati insieme, determinano la possibilità di ottenere un prodotto inimitabile fuori da una determinata zona. Tutta la produzione, la trasformazione e l’elaborazione del prodotto devono avvenire nell’area geografica delimitata. I produttori di prodotti DOP devono osservare quanto previsto dal disciplinare di produzione: il rispetto delle rigide regole che lo compongono è garantito da uno specifico organismo di controllo. 19 NE piede: nel 2012, secondo i dati Bio Bank, erano 1.270 (+4,8% rispetto al 2011). Continua anche la crescita di altri canali di Cucinanumero di consuvendita, che Valore attirano & unValori sempreinmaggior matori: vendita diretta, gruppi di acquisto solidale (GAS), mercatini del biologico. Forti incrementi si registrano negli ultimi anni nei canali extradomestici, come gli agriturismi, i ristoranti e le mense scolastiche, con significativi valori di mercato. la produzione agricola in italia A Valore & Valori in Cucina 18 Valore & Valori in Cucina 20 la produzione agricola in italia Vini Prodotti di panetteria Pesci, molluschi, crostacei freschi Ortofrutticoli e cereali I marchi di qualità italiani: PAT e DOC, DOCG, IGT Aceti nonCucina di vino Valore & Valori in Spezie I settori in cui sono suddivisi i prodotti DOP e IGP Carni Altri prodotti di origine animale Oli essenziali Oli di oliva Formaggi Preparazioni di carni STG – Specialità Tradizionale Garantita L’Unione Europea ha introdotto questo marchio di origine per tutelare quei prodotti alimentari (intesi come singoli elementi o come insieme di elementi) che sono caratterizzati da composizioni o metodi di produzione tradizionali. Diversamente dai prodotti DOP e IGP, la certificazione, sottoposta a un preciso disciplinare di produzione, è legata al metodo di produzione o alla composizione legati alla tradizione di una determinata zona, senza necessariamente provenire da quella zona. Le uniche due produzioni italiane che ad oggi hanno ottenuto il riconoscimento sono la Pizza napoletana e la Mozzarella. PAT – Prodotti Agroalimentari Tradizionali I prodotti agroalimentari tradizionali sono prodotti di nicchia che possiedono un alto valore gastronomico e culturale, ma a cui non si applica la tutela comunitaria come nel caso delle denominazioni di origine DOP, IGP e STG. Il requisito fondamentale a cui fanno riferimento è la tradizione del metodo di lavorazione, conservazione e stagionatura, che deve essere consolidato nel tempo per un periodo di almeno 25 anni e deve essere omogeneo per tutto il territorio interessato. I PAT sono inclusi in un apposito elenco predisposto e aggiornato annualmente dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali con la collaborazione delle Regioni. Nel 2014 l’elenco conteneva 4.813 specialità diverse, 115 in più rispetto all’anno precedente. I prodotti agroalimentari tradizionali sono suddivisi nei seguenti settori: • Bevande analcoliche, distillati e liquori • Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazioni • Condimenti • Formaggi • Grassi (burro, margarina, oli) • Paste fresche e prodotti di panetteria, pasticceria, biscotteria e confetteria • Piatti composti • Preparazioni di pesci, molluschi e crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi • Prodotti della gastronomia 21 22 Valore & Valori in Cucina • P rodotti di origine animale (miele, prodotti caseari di vario tipo escluso il burro) Valoreallo & Valori in Cucina • Prodotti vegetali stato naturale o trasformati DOC, DOCG e IGT Sono marchi di origine controllata che, dopo l’entrata in vigore nel 1992 dei marchi europei DOP, IGP e STG, oggi vengono utilizzati per contraddistinguere solo i vini italiani di qualità. E più precisamente: DOC – Denominazione di Origine Controllata Il marchio DOC viene attribuito a vini dalla qualità rinomata, prodotti in delimitate zone viticole particolarmente vocate, con l’indicazione del loro nome geografico. Prima di essere messi in commercio, questi vini sono sottoposti a preliminari analisi chimico-fisiche ed esami organolettici che ne certificano il rispetto dei requisiti previsti dall’apposito disciplinare. Questa categoria italiana è ricompresa in quella europea denominata DOP. DOCG – Denominazione di Origine Certificata e Garantita Il marchio DOCG può essere attribuito soltanto ai vini DOC già riconosciuti da 5 anni, per il loro particolare pregio qualitativo e per la notorietà e valorizzazione commerciale a livello nazionale e internazionale. Anche questi vini vengono sottoposti a rigorosi controlli in tutte le fasi di produzione, compreso l’imbottigliamento. Come per la DOC, questa categoria italiana è ricompresa in quella europea denominata DOP. la produzione agricola in italia IGT – Indicazione Geografica Tipica Anche questo marchio, dopo il 1992, è riservato ai vini caratterizzati da un’indicazione geografica, che può essere accompagnata o meno da menzioni (ad esempio del vitigno). È contraddistinta da zone di produzione normalmente ampie e da una disciplina di produzione meno restrittiva delle precedenti. Questo marchio contraddistingue una categoria di vini prodotti in determinate regioni o aree geografiche autorizzate per legge. Sull’etichetta, oltre al colore, possono essere indicati i vitigni utilizzati e l’annata di raccolta delle uve. Anche per la produzione di questi vini è obbligatorio osservare un disciplinare di produzione, redatto e approvato secondo le norme della UE. 332 DOC La menzione IGT può essere sostituita dalla (DOP/DOC) menzione Vin de pays per i vini prodotti in Valle d’Aosta, e dalla menzione Landwein per i vini prodotti nella provincia autonoma di Bolzano. Questa categoria italiana corrisponde alla classificazione europea IGP. A gennaio 2014 il numero dei vini italiani a denominazione era così articolato: • 332 DOC (DOP/DOC) 73 DOCG • 73 DOCG (DOP/DOCG) (DOP/DOCG) • 118 IGT (IGP=IGT) 118 IGT (IGP = IGT) 23 24 Valore & Valori in Cucina Valore & Valori in Cucina Gli alimenti e la loro composizione I principi nutritivi I principi nutritivi rappresentano le classi di sostanze che costituiscono tutti gli alimenti. L’organismo è in grado di utilizzarli (quando presenti negli alimenti) per svolgere il proprio metabolismo, attraverso i processi di digestione e assorbimento. I principi alimentari si dividono in: • glucidi (o carboidrati, o zuccheri) • lipidi (o grassi) • protidi (o proteine) • vitamine • sali minerali • acqua le basi per una buona coscienza alimentare I glucidi forniscono principalmente energia e dovrebbero rappresentare il 60% delle calorie assunte giornalmente, prevalentemente sotto forma di carboidrati complessi. Ne sono ricchi pane, pasta, patate, ecc. I protidi servono a costruire, riparare e rinnovare i tessuti. Inoltre alcuni di essi (enzimi, ormoni, anticorpi e altri) hanno una importantissima funzione di regolazione dell’organismo. Sono formati da 22 amminoacidi: i “materiali da costruzione” di cui sono appunto composte le proteine. Alcuni degli amminoacidi sono detti “essenziali” perché il nostro corpo non è in grado di produrli da sé e sono contenuti soprattutto nelle proteine animali. Nella dieta, i protidi dovrebbero rappresentare il 10% delle calorie assunte giornalmente. I lipidi costituiscono la riserva di energia dell’organismo. Veicolano le vitamine A, D, E e K, spesso permettendone l’assorbimento nell’intestino. Oltre ad essere parte integrante di strutture fondamentali dell’organismo, i lipidi agiscono come isolanti termici e proteggono gli organi interni. È meglio limitare l’uso di grassi di origine animale privilegiando quelli di origine vegetale perché sono praticamente privi di colesterolo e ricchi di sostanze benefiche. Nella dieta dovrebbero rappresentare il 30% delle calorie assunte giornalmente. Le vitamine sono sostanze indispensabili per lo svolgimento dei processi che consentono a un organismo di vivere, anche se raramente forniscono un valore energetico. Ogni vitamina svolge un’azione specifica e l’alimentazione deve assicurarne un apporto sufficiente perché il corpo non è quasi mai in grado di fabbricarle autonomamente. I sali minerali sono presenti in tutti gli alimenti. Non forniscono energia, ma svolgono importanti funzioni partecipando a processi vitali per l’organismo quali: la respirazione, la contrazione muscolare, la mineralizzazione delle ossa, la coagulazione del sangue e altri. Il nostro corpo li elimina in continuazio- 25 26 Valore & Valori in Cucina ne, per questo devono essere regolarmente introdotti attraverso il cibo e le bevande. L’acqua costituisce la maggior parte degli Valore Valori in organismi viventi ed è&coinvolta inCucina tutte le reazioni chimiche che avvengono nel nostro corpo. Deve essere assunta quotidianamente attraverso cibi e bevande, anche perché viene persa in grande quantità attraverso urine, respirazione e sudorazione. Da cosa sono costituiti gli alimenti e a cosa servono? Gli alimenti sono costituiti da gruppi anche complessi di sostanze di origine vegetale o animale, che gli esseri viventi assumono per attuare il proprio sostentamento. Alimenti di origine vegetale Gli alimenti di origine vegetale dovrebbero costituire la parte preponderante dell’alimentazione umana, sia sotto forma di prodotti primari (frutta, verdura, cereali), sia come prodotti trasformati (pane, pasta, dolci, succhi, oli, vini, ecc.). Sono alcune migliaia le specie di piante che vengono coltivate a scopo alimentare. Oltre alle diverse varietà di frutta e verdura fresca, l’uomo consuma molti alimenti vegetali sotto forma di semi secchi e dei loro derivati, come i cereali (ad esempio mais, riso, frumento e altri) e freschi, come i legumi (fagioli, piselli, fave, lenticchie e altri). Da alcuni tipi di frutti e di semi si ricavano oli: oliva, girasole, mais, sesamo, colza e molti altri ancora. Alimenti di origine animale Gli alimenti di origine animale dovrebbero costituire una parte importante dell’alimentazione umana. Essi comprendono le carni (da bovini, suini, ovini, polli e tacchini, pesci, molluschi, crostacei, ecc.), i prodotti animali derivati (salumi, latte, formaggi, burro, uova, ecc.) e il miele. le basi per una buona coscienza alimentare Alimenti nervini Gli alimenti cosiddetti “nervini” sono prodotti di origine vegetale - come il tè, il caffè, il cacao e i suoi derivati – che, pur senza fornire potere nutritivo (con eccezioni), esercitano un’azione stimolante sul sistema nervoso centrale e incidono sulla digestione e sull’assorbimento degli alimenti dell’organismo. Se assunti in dosi massicce, possono provocare disturbi anche seri. Trasformare e conservare Tutti gli alimenti sono deperibili, in tempi diversi. Le principali cause di alterazione degli alimenti possono essere di tipo: • fisico: perdita di peso e umidità, cambiamento di colore, ecc.; • chimico: irrancidimento, ossidazione, ecc.; • microbiologico: ammuffimento, fermentazione, ecc. Conservare significa “fare in modo” che un alimento rimanga disponibile più a lungo rispetto al suo ciclo naturale, preservandone il più possibile i caratteri principali e il valore nutritivo. Per ottenere e prolungare questo risultato si possono adottare specifiche tecniche di trasformazione. Trasformare gli alimenti La trasformazione è il risultato dell’applicazione di una specifica operazione tecnologica (o una serie di operazioni) che permette di ottenere un prodotto finito a partire dalle materie prime. Tale trasformazione è irreversibile (ad esempio, se l’operazione tecnologica applicata è la cottura, risulta impossibile far tornare crudo un alimento cotto). Uno dei primi metodi di trasformazione degli alimenti scoperti e applicati dall’uomo fu proprio la cottura. 27 28 Valore & Valori in Cucina Altri metodi di conservazione sono: l’essiccamento, l’affumicatura, la salatura, la canditura, i trattamenti termici, la Valore & Valori in Cucina ecc. fermentazione controllata, l’acidificazione, Conservare gli alimenti Nei moderni Paesi sviluppati, dove praticamente ogni famiglia possiede almeno un frigorifero, la più semplice delle tecniche di conservazione degli alimenti freschi è la refrigerazione, cioè la conservazione alla temperatura di +4°C. Tale tecnica, tuttavia, permette di prolungare solo di pochi giorni la vita utile di molti prodotti freschi. Per fare in modo che il frigorifero funzioni correttamente (permettendo quindi la conservazione dei cibi), è necessario: • regolarlo in modo che la temperatura interna non superi +6 °C nel punto più alto; • tenere le porte aperte solo per il minimo tempo indispensabile; • non coprire le prese d’aria superiori; • sbrinarlo a cadenza regolare; • spolverare la serpentina posteriore (se non è un apparecchio da incasso). Nei frigoriferi tradizionali (cioè senza circolazione forzata dell’aria) le diverse zone interne presentano temperature diverse: quelle più in alto sono meno fredde e quelle più in basso sono più fredde. Perciò occorre riporre nei vari scomparti gli alimenti in base alla necessità di raffreddamento. Oltre al frigorifero ci sono altri luoghi adatti a conservare gli alimenti: dispensa, le basi per una buona coscienza alimentare cantina e balcone. Nella dispensa si possono conservare tutti i prodotti che non hanno bisogno di essere refrigerati, come conserve, scatolame, latte a lunga conservazione, aglio, cipolle e patate, olio e condimenti, zucchero, sale, pane, frutta secca, ecc. La cantina è un luogo idoneo per conservare alcuni alimenti poiché la temperatura è costante tutto l’anno e in più c’è buio. Vi si possono tenere vino, olio, formaggi stagionati, bottiglie d'acqua, bibite, patate, cipolle, ecc., tenendo sempre in considerazione che anche in questo ambiente la temperatura è più fredda verso il basso. Il balcone può essere utile per conservare alcuni tipi di prodotti (più comunemente prodotti ortofrutticoli), principalmente durante i mesi freddi o freschi. Le bottiglie d'acqua in plastica devono sempre essere protette dall’esposizione diretta alla luce solare. Come conservare le conserve? I prodotti in conserva, confezionati in contenitore di vetro o in lattina, possono essere conservati a temperatura ambiente fino a che non vengono aperti. Una volta aperti, la parte che non viene consumata subito può essere conservata per qualche giorno, seguendo le seguenti accortezze: • se in vetro, riporre la confezione ben chiusa in frigorifero; • se in lattina, travasare il contenuto in un barattolo idoneo, da conservare ben chiuso in frigorifero. 29 30 Valore & Valori in Cucina Surgelare e congelare Valore & non Valori insinonimi. Cucina Si tratta di due Surgelare e congelare sono processi di conservazione degli alimenti che differiscono in maniera sostanziale: il primo è un procedimento che richiede particolari attrezzature, mentre il secondo può essere effettuato a casa propria utilizzando un normale freezer. La differenza sta nella diversa durata del processo di cristallizzazione dell’acqua contenuta nell’alimento, fattore che influenza il numero e le dimensioni dei cristalli di ghiaccio che si formano quando la temperatura scende sotto il valore di 0°C. La surgelazione avviene in tempi molto rapidi permettendo la formazione di numerosissimi cristalli di ghiaccio di dimensioni molto ridotte. Nella congelazione, invece, i cristalli sono meno numerosi e più grandi, per via dei tempi più lunghi del processo. Tali cristalli possono danneggiare il prodotto a livello microscopico. Prodotti surgelati La loro definizione è stabilita dal Decreto legislativo n. 110 del 27 gennaio 1992, che recepisce una direttiva europea che ha validità in tutti i Paesi dell’Unione. le basi per una buona coscienza alimentare Il Decreto legislativo dichiara che la surgelazione consiste nel cristallizzare l’acqua dell’alimento rispettando precise condizioni specifiche, e nel portare l’alimento almeno alla temperatura di -18°C. Lo stesso decreto prosegue dicendo che i prodotti surgelati dovranno essere conservati per tutta la loro vita commerciale all’interno della cosiddetta “catena del freddo” (magazzini, depositi, furgoni per il trasporto e punti vendita), almeno alla temperatura di -18°C. Prodotti congelati La dimensione dei cristalli che si formano durante il congelamento nel freezer domestico comporta la rottura più o meno massiccia delle strutture cellulari dell’alimento e, di conseguenza, una volta scongelato, il prodotto può apparire meno “sodo” dello stesso prodotto fresco. Inoltre si può verificare una perdita d’acqua e di sostanze nutritive dell’alimento scongelato. Quasi tutti i cibi possono essere congelati sia crudi sia cotti, tenendo presente che ogni alimento congelato non dovrebbe essere conservato in freezer per più di un anno. Un alimento, prima di essere congelato, dovrà essere preparato come se lo si volesse cucinare subito. Andrà quindi: mondato, pulito (eviscerato nel caso di carni o pesci), asciugato, e poi (invece di cuocerlo) verrà adeguatamente confezionato in appositi contenitori o fogli di alluminio, plastica (anche in fogli o sacchetti) o vetro temprato. Quando si confezionano gli alimenti da congelare è importante prevedere se verrà utilizzato un forno a microonde o un forno tradizionale per lo scongelamento (no alluminio nel microonde; no plastica in quello tradizionale). È consigliabile etichettare i contenitori riportando contenuto e data di congelamento. Per praticità e per evitare sprechi, è possibile congelare gli alimenti in porzioni medio-piccole. 31 Valore & Valori in Cucina 32 le basi per una buona coscienza alimentare Il modo migliore per scongelare i prodotti congelati a casa è quello lento, cioè lasciandoli scongelare in frigorifero o a temperatura ambiente (scongelamento naturale). Se c’è poco tempo a disposizione possono essere scongelati utilizzando il forno tradizionale o il microonde, oppure per immersione (tipi di scongelamento forzato). Una volta scongelato il prodotto deve essere cotto e consumato nel più breve tempo possibile e non può essere ricongelato. I prodotti industriali vanno preparati e consumati seguendo le indicazioni riportate sulla confezione dal produttore, spesso cuocendoli direttamente da surgelati. La catena del freddo Lavorazione prodotti Stazione di imballaggio Magazzino frigorifero dell'azienda Trasporto Magazzino frigorifero di stoccaggio intermedio Trasporto Vendita al dettaglio Conservazione domestica e consumo Trasporto 33 Mangiare bene grazie ai nonni Una corretta educazione alimentare si impara soprattutto in famiglia e poiché spesso i bambini e i ragazzi passano molto tempo con i nonni, che si occupano di loro nel tempo extra scolastico quando i genitori lavorano, il loro ruolo diventa fondamentale nella trasmissione delle corrette abitudini che riguardano il cibo. Uno studio condotto da ricercatori australiani del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione Medica dell’Università di Monash, pubblicato nel 20146, ha dimostrato che nelle famiglie i cui i nonni hanno abitudini alimentari corrette anche i nipoti mangiano in maniera più salutare. E tutto ciò a prescindere da fattori economici. Nel nostro Paese il 26,9% dei minori tra i 6 e i 17 anni di età risulta essere sovrappeso7, con una maggiore incidenza dei maschi – 30,1% - rispetto alle femmine – 23,6%. Per questo, a prescindere dalla necessaria attività fisica e da eventuali cure mediche, è quanto mai importante fornire a bambini e ragazzi una corretta educazione alimentare, affinché possano maturare un corretto rapporto con il cibo. I nonni possono trasmettere tali valori in maniera volutamente piacevole e coinvolgente attraverso il racconto delle tradizioni alimentari (come si mangiava un tempo, alimenti di ieri e di oggi, ecc.), il gioco articolato sulla preparazione di merende e piatti “vecchio stile” oppure fantasiosi, la conoscenza degli alimenti attraverso la manipolazione e la preparazione di varie specialità. 6 Ecology of Food and Nutrition, Volume 53, Issue 1, 2014 7 Fonte: Unicef Istat 2011 34 Valore & Valori in Cucina Valore & Valori in Cucina La tutela e i diritti dei consumatori La normativa europea Risale al 1973 l’approvazione della Carta Europea di Protezione dei Consumatori da parte di quella che allora si chiamava Comunità Europea. Dopo un lungo dibattito interno, nel 1975 vennero riunite in modo organico tutte le iniziative in materia di tutela del consumatore, precisando gli obiettivi dell’intervento: • la protezione contro i rischi e per la salute del consumatore; • la protezione degli interessi economici del consumatore; • la predisposizione di servizi di consulenza e assistenza per il risarcimento danni; • l’informazione ed educazione del consumatore; • la consultazione e rappresentanza dei consumatori nella predisposizione delle decisioni che li riguardano. acquistare bene per consumare meglio Anche il Trattato di Maastricht, in vigore dal primo novembre 1993, prevede un titolo dedicato alla protezione dei consumatori. La normativa italiana L’Italia ha recepito i principi delle normative europee solo nel 1998 con la legge n. 281 del 30 luglio, che riconosce i diritti individuali e collettivi dei consumatori, promuovendone la tutela anche in forma collettiva e associativa. L’articolo 1 sancisce che sono “fondamentali i diritti: alla salute; alla sicurezza e alla qualità dei prodotti e dei servizi; ad una adeguata informazione e ad una corretta pubblicità; all’educazione al consumo; alla correttezza, trasparenza ed equità nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi; alla promozione e allo sviluppo dell’associazionismo libero, volontario e democratico tra i consumatori e gli utenti; all’erogazione di servizi pubblici secondo standard di qualità e di efficienza”. Nello stesso anno, presso il Ministero per le Attività produttive, si è costituito il Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti (CNCU), presieduto dal Ministro (o da un suo delegato) e composto da un rappresentante di ciascuna delle Associazioni di Consumatori iscritte all’albo nazionale e da un rappresentante di Regioni e Province Autonome. Nel 2005, con il Decreto legislativo del 6 settembre, è stato emanato il Codice del consumo, che comprende la maggior parte delle disposizioni emanate dall’Unione Europea per la protezione del consumatore. Il Codice è stato aggiornato nel 2011 e nel 2014. Le Associazioni dei Consumatori Le associazioni attualmente iscritte all’albo nazionale sono: ADOC, Adiconsum, Assoutenti, ACU, Adusbef, Altroconsumo, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori 35 36 Valore & Valori in Cucina Utenti, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori ACLI, Movimento Difesa del Cittadino, MoValore & Codacons, Valori in Cucina vimento Consumatori, Cittadinanzattiva, Unione Nazionale Consumatori, Sportello consumatori di Bolzano. Le associazioni dei consumatori forniscono consulenze di tipo legale, fiscale e tecnico, gratuitamente o previa iscrizione, e promuovono azioni collettive a difesa dei consumatori. Federconsumatori Costituita nel 1988 con il contributo della CGIL, Federconsumatori è un’associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivi prioritari l’informazione e la tutela dei consumatori e degli utenti. È presente su tutto il territorio nazionale con una rete capillare di sportelli per fornire assistenza e consulenza a tutti i cittadini indistintamente. Gli operatori degli sportelli svolgono soprattutto un’attività di informazione dei consumatori, sui loro diritti, sulle leggi vigenti e sulle azioni da intraprendere per risolvere i loro problemi. L’Associazione ha come scopo esclusivo la tutela dei fondamentali diritti dei consumatori e utenti, quali: • la legalità del mercato; • la tutela della salute; • la sicurezza e la qualità dei prodotti e dei servizi; • il diritto ad una informazione corretta e adeguata; • la lealtà e la chiarezza della pubblicità; • l’erogazione di servizi di interesse pubblico secondo standard di qualità e di efficienza; • la difesa degli interessi economici e patrimoniali; • il contrasto all’usura nell’ambito della legislazione vigente; • quanto altro possa ascriversi alla pratica e all’impostazione teorica del consumerismo così come si delinea nel nostro Paese ed in Europa. acquistare bene per consumare meglio 37 La pubblicità ingannevole Tutta la verità, nient’altro che la verità La pubblicità ingannevole è “qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, compresa la sua presentazione, è idonea ad indurre in errore le persone fisiche o giuridiche alle quali è rivolta o che essa raggiunge e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro comportamento economico ovvero che, per questo motivo sia idonea a ledere un concorrente”8. La competenza del controllo è dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche nota come Antitrust, che oltre a definire quali sono i reali casi di pubblicità ingannevole, deve intervenire per sanzionare e per far cessare la pubblicazione nel caso l’azienda produttrice si rifiuti di correggere il messaggio pubblicitario. 8 Decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145 Pubblicità ingannevole 38 Valore & Valori in Cucina 9 Nielsen - Global Survey Loyalty Sentiment 2013 La quasi totalità degli operatori della pubblicità, e dei loro clienti, fa riferimento al Codice dell’Autodisciplina PubbliValore & quanto Valori riguarda in Cucina citaria Italiana che per la pubblicità ingannevole, all’articolo 2 dispone che “la pubblicità deve evitare ogni dichiarazione o rappresentazione che sia tale da indurre in errore i consumatori anche per mezzo di omissioni, ambiguità o esagerazioni palesemente non iperboliche”. L’autorità di riferimento è composta dal Comitato di Controllo e dal Giurì, che possono essere interpellati anche da singoli cittadini oltre che dalle associazioni dei consumatori. I primi tentativi di fidelizzazione risalgono al 1793, quando negli Stati Uniti alcuni negozi a fronte di acquisti consegnavano dei gettoni di rame ai propri clienti che potevano poi convertirli in prodotti. Ma il primo vero programma fedeltà per come lo intendiamo oggi è stato introdotto dalla American Airlines nel 1981 a favore dei propri viaggiatori più affezionati. Oggi i programmi fedeltà sono offerti a vario titolo anche dalla pressoché totalità delle catene di supermercati e ipermercati, e da numerosi minimarket. Secondo una ricerca Nielsen9 del 2013, 7 italiani su 10 si sono dichiarati più propensi a fare la spesa presso i supermercati che promuovono i programmi fedeltà. Nella tabella che segue, vediamo a quali tipologie di programmi danno la propria preferenza. Fonte: elaborazioni Osservatorio Fedeltà dell’Università di Parma su Nielsen Global Survey Loyalty Sentiment 2013 acquistare bene per consumare meglio Programmi di fedeltà preferiti dagli italiani Prima + seconda preferenza Sconti su specifici prodotti riservati ai titolari di carte fedeltà 81% Raccolte punti per ottenere premi 46% Buoni acquisto basati sul valore della spesa 46% Direct mail di offerte riservate su prodotti specifici 24% Estrazioni / Concorsi a premi 5% I “trucchi” dei punti vendita Il gioco dei listini: per non perdere clienti, i supermercati aumentano di poco i prezzi dei generi di prima necessità e trasferiscono i vari rincari sui prodotti semi vuluttuari, che vengono comprati d’impulso. I prezzi spezzati: è difficile trovare prodotti con prezzi interi – ad esempio, 2 euro – mentre è frequentissimo incontrare prezzi spezzati, come 1,99 euro. Il costo, di fatto, è pressoché identico, ma il consumatore ha la sensazione di risparmiare. I carrelli grandi: sono fatti apposta per dare l’impressione di avere fatto pochi acquisti e per indurre il consumatore a farne altri. Le associazioni dei consumatori sostengono che solo il 20% dei clienti che si recano al supermercato con una lista precisa di cose da comprare rispetta l’elenco. Le golosità alla cassa: le casse sono appositamente attorniate da prodotti vari che ingolosiscono bambini e adulti. 39 40 Valore & Valori in Cucina Le offerte speciali: sono pubblicizzate con grandi cartelli all’ingresso del punto vendita o su depliant che vengono diValore dando & Valori Cucina stribuiti a domicilio, cosìinl’impressione che i prezzi di tutti i prodotti in vendita siano convenienti. I cartelli vistosi: il prezzo scritto a mano in un carattere grande e in colori sgargianti attira molto di più l’attenzione e spinge a fare acquisti impulsivi. La musica di sottofondo: serve a creare un’atmosfera tranquillizzante, in modo da rilassare i clienti e predisporli più serenamente alla spesa. Le telecamere: servono a scoraggiare i furti, ma i filmati vengono attentamente studiati da esperti dei comportamenti dei consumatori per vedere ad esempio cosa scelgono, che tragitto fanno, in quale parte dello scaffale tendono a prelevare i prodotti. Sicurezza e qualità 10 Fonte: Sicurezza dei prodotti alimentari, Commissione Europea, Direzione Generale Comunicazione, 2014 11 Fonte: Sicurezza dei prodotti alimentari, Commissione Europea, Direzione Generale Comunicazione, 2014 Tracciabilità e rintracciabilità “Proteggere la salute delle persone, degli animali e delle piante in ogni singola fase del processo di produzione alimentare è una priorità essenziale per la salute pubblica e l’economia”.10 Così si sintetizza il pensiero guida che l’Unione Europea persegue in materia di sicurezza e qualità dei prodotti alimentari. I sistemi per garantire “che i cittadini dispongano di alimenti sicuri e nutrienti ottenuti da piante e animali sani e che l’industria alimentare possa operare nelle migliori condizioni possibili”11 fanno capo a due processi ben distinti, anche se spesso utilizzati come sinonimi: tracciabilità e rintracciabilità. acquistare bene per consumare meglio La tracciabilità consente di mappare il prodotto “dal campo alla vendita”, dall’inizio alla fine della filiera, ricostruendo le principali informazioni legate a ogni passaggio. La rintracciabilità consente invece di operare all’inverso, seguendo il percorso “dalla tavola al campo” e utilizzando le informazioni precedentemente tracciate. Si tratta di uno strumento fondamentale per determinare la qualità dei prodotti, spesso frutto del lavoro di diverse aziende che lavorano alla produzione in fasi differenti. La rintracciabilità è stata introdotta dal Regolamento europeo 178/2002. Fino al 2005 erano rintracciabili solo alcuni tipi di prodotti più a rischio per i consumatori, come le carni, i pesci, le uova. Con l’entrata in vigore del Pacchetto Igiene, nel 2006 l’obbligo della rintracciabilità è stato esteso a tutti i prodotti agroalimentari, consentendo così di individuare qualsiasi prodotto in ogni singola fase produttiva. Le etichette Il 13 dicembre 2014 è entrato in vigore in Italia il Regolamento europeo 1169/2011 in merito alle informazioni sugli alimenti da fornire ai consumatori. Il Regolamento aggiorna e semplifica tutte le norme precedenti in materia. Ogni produttore è responsabile delle informazioni che fornisce sulle etichette. Quando gli alimenti sono preimballati, le informazioni obbligatorie devono comparire sulla confezione o su un’etichetta applicata sull’imballaggio. Se gli alimenti non sono preimballati, le informazioni vengono trasmesse dal produttore al punto vendita che le comunica al consumatore attraverso un’etichetta. 41 42 Valore & Valori in Cucina acquistare bene per consumare meglio Fac-simile di etichetta azienda agricola Frantoio Denominazione del prodotto Marchio aziendale Valore & Valori in Cucina Olio Extra Vergine di Oliva Olio di categoria superiore ottenuto direttamente da olive e unicamente mediante procedimenti meccanici Denominazione di origine Sottozona DENOMINAZIONE DI ORIGINE PROTETTA PROTETT • NOMINAZI DE E D'ORIG I NE ON Logo europeo DOP A Dicitura del tipo di protezione RIVIERA LIGURE Riviera di Levante • Garantito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ai sensi dell’art. 10 del Regolamento (CE) 510/2006 Valori Nutrizionali Medi per 100 ml di prodotto Valore Energetico 824 kcal - 3389 kJ Proteine 0g Carboidrati di cui zuccheri 0g 0g Grassi di cui saturi monoinsaturi polinsaturi 91,6 g 14 g 69,6 g 5g Colesterolo 0g Sodio 0g Vitamina E Capacità in litri 205% RDA* 20,5 mg Annata 2012-2013 Annata Prodotto da Azienda Agricola Frantoio via Rossi, 234 - 16100 Genova Confezionato nello stabilimento di via Bianchi, 16 - 16100 Genova 0,75 l da consumarsi preferibilmente entro: giorno/mese/anno Lotto: Autorità Pubblica di Controllo Camere di Commercio di Genova, Imperia, La Spezia e Savona Riferimenti ambientali Indicazioni nutrizionali 0 mg Fibre alimentari Ragione sociale e sede del produttore Località di confezionamento se non coincide con la sede già indicata Garanzia ministeriale conservare in luogo fresco e asciutto al riparo dalla luce e da fonti di calore Termine minimo di conservazione e lotto Indicazione dell’Organismo di Controllo della DOP In entrambi i casi, le etichette devono riportare obbligatoriamente le seguenti informazioni: •nome del prodotto: accanto deve essere indicato lo stato fisico o lo specifico trattamento che il prodotto ha subito (ad esempio, in polvere, liofilizzato, surgelato, concentrato, affumicato, ...); • elenco degli ingredienti: devono essere indicate tutte le sostanze impiegate in ordine decrescente di peso e deve essere segnalata la presenza di allergeni (cereali che contengono glutine, crostacei, uova, latte, arachidi, nocciole, ...); •quantitativo: peso netto o peso sgocciolato; •durata del prodotto: può essere indicata la data di scadenza (da consumare entro il ...) o, nel caso di alimenti che possono essere conservati a lungo, il termine minimo di conservazione (da consumarsi preferibilmente entro il ...); •conservazione e utilizzo: le informazioni devono consentire una conservazione e un uso adeguato degli alimenti dopo l’apertura della confezione; •azienda produttrice: nome o ragione sociale ed eventuale indirizzo; •Paese d’origine e luogo di provenienza; •dichiarazione nutrizionale: sono obbligatorie indicazioni su valore energetico (per 100g o 100 ml di alimento), grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine, sale. Possono essere aggiunte anche altre informazioni facoltative purché: •non inducano in errore il consumatore; •non siano ambigue né confuse; •si basino eventualmente su dati scientifici pertinenti; •non occupino lo spazio disponibile in etichetta per le informazioni obbligatorie. 43 44 Valore & Valori in Cucina Contraffazione e Made in Italy Valore & Valori in Cucina La contraffazione alimentare sta attaccando fortemente l’economia italiana e minacciando la sicurezza e i diritti dei consumatori. Questo mercato illegale in Italia vale 1,1 miliardi di euro: la Coldiretti stima che con una seria lotta alla pirateria alimentare si potrebbero creare fino a 300.000 nuovi posti di lavoro. Le due maggiori forme di contraffazione alimentare sono le seguenti: Falsificazione, adulterazione o sofisticazione degli alimenti Consiste nella produzione di un alimento con sostanze diverse per qualità o quantità da quelle di norma in esso contenute. Di fatto si adulterano i prodotti per ricavarne un maggiore rientro economico, come ad esempio quando il latte parzialmente scremato viene venduto come latte intero o l’olio di semi viene spacciato per olio di oliva, o ancora la margarina per burro. Falsificazione del marchio o dell’indicazione di provenienza geografica o della denominazione di origine La “frode sull’origine” viene compiuta inserendo un dato falso sull’alimento o sulla sua confezione. Questo tipo di contraffazione è maggiormente diffuso all’estero, rispetto all’Italia, ma compromette comunque anche il nostro mercato. 12 Commissione parlamentare, Relazione sulla contraffazione nel settore agroalimentare, 2011 L’Italian Sounding Secondo la relazione sulla contraffazione12 nel settore agroalimentare, elaborata nel dicembre 2011 dalla Commissio- acquistare bene per consumare meglio ne parlamentare di inchiesta su questo fenomeno, “l’Italian Sounding rappresenta la forma più diffusa e subdola di imitazione”. Si tratta di prodotti che, con immagini, nomi e colori evocano quelli italiani, ma nulla hanno a che fare con la qualità, la cultura e le tradizioni del Made in Italy. Gli esempi sono innumerevoli, tra i più diffusi ci sono quelli che si avvicinano alla vera e propria clonazione del nome, sfruttando le carenze legislative dei Paesi di distribuzione finale, come nel caso del Parmesan. Per altri invece viene usata più semplicemente sulla confezione l’immagine della bandiera italiana o di simboli di italianità: dal “Pompeian olive oil”, prodotto nello Stato americano del Maryland, ai fusilli tricolore “Di Peppino” prodotti in Austria. Il giro d’affari a livello mondiale supera i 60 miliardi di euro (164 milioni di euro al giorno), una cifra che, secondo la Commissione parlamentare, nel 2009 ha superato di 2,6 volte l’attuale valore delle esportazioni italiane di prodotti agroalimentari. E se nell’Unione Europea un prodotto su due è contraffatto, in Canada e negli Stati Uniti nove prodotti su dieci sono “finti italiani”. 45 46 Valore & Valori in Cucina Valore & Valori in Cucina Cucinare secondo stagione Il clima e la natura ci consentono di poter scegliere ogni mese tra un’ampia scelta di alimenti, rispondendo alle esigenze dei nostri gusti. Assumere alimenti seguendo i ritmi naturali ci fa risparmiare denaro e ci consente di mangiare in maniera sana ed equilibrata. I prodotti di stagione, soprattutto ortofrutticoli, sono più gustosi e più sani. Un frutto coltivato fuori stagione non potrà mai eguagliare il profumo e il sapore che gli sono propri quando matura naturalmente. Un pomodoro in gennaio non potrà avere lo stesso gusto di quello estivo cresciuto al sole e all’aria aperta. In ogni stagione la natura ci offre il cibo più adatto per fronteggiare le situazioni climatiche del momento, in modo che il nostro organismo possa reagire positivamente e rigenerarsi. il cibo in cucina Acquistare consapevolmente Se entriamo in un centro commerciale, in un ipermercato o in un supermercato, veniamo sommersi da una quantità enorme di prodotti alimentari – dal pesce alla carne, dai formaggi alla frutta e alla verdura – che per arrivare sulle nostre tavole hanno percorso migliaia di chilometri. Tutto questo implica consumo di petrolio, emissioni di anidride carbonica e costi aggiuntivi consistenti tra trasporto, stoccaggio, distribuzione, ecc., che inevitabilmente contribuiscono a far lievitare i prezzi per il consumatore finale. Solo per fare qualche esempio, i melograni di Israele percorrono 2.324 km, le ciliegie del Cile 11.970 km e le angurie del Brasile 9.175 km per arrivare fino a noi. In passato la spesa quotidiana si faceva dal fruttivendolo, 47 48 Valore & Valori in Cucina il cibo in cucina 49 verdure di stagione GEN Aglio FEB MAR APR Valore & Valori in Cucina MAG GIU LUG Aglio Agretti Agretti Asparagi Asparagi Barbabietole Barbabietole Bietole Bietole Broccoli Broccoli Carciofi Carciofi Cardi Cardi Carote Carote Cavolfiore Cavolfiore Cavolo cappuccio Cavolo cappuccio Cavolini di Bruxelles Cavolini di Bruxelles Cavolo Verza Cavolo Verza Cetrioli Cetrioli Cicorie Cicorie Cime di rapa Cime di rapa Cipolle Cipolle Fagioli Fagioli Fagiolini Fagiolini Fave Fave Finocchi Finocchi Insalate Insalate Melanzane Melanzane Patate Patate Peperoni Peperoni Piselli Piselli Pomodori Pomodori Prezzemolo Prezzemolo Radicchi Radicchi Ravanelli Ravanelli Rucola Rucola Sedano Sedano Spinaci Spinaci Zucche Zucche Zucchine Zucchine AGO SET OTT NOV DIC 50 Valore & Valori in Cucina il cibo in cucina 51 Frutta di stagione GEN Albicocche FEB MAR APR Valore & Valori in Cucina MAG GIU LUG Albicocche Angurie Angurie Arance Arance Avocado Avocado Banane Banane Cachi Cachi Castagne Castagne Ciliege Ciliege Fichi Fichi Fragole Fragole Kiwi Kiwi Lamponi Lamponi Limoni Limoni Mandaranci Mandaranci Mandarini Mandarini Mele Mele Meloni Meloni Mirtilli Mirtilli More More Nespole Nespole Noci Noci Pere Pere Pesche Pesche Pompelmo Pompelmo Ribes Ribes Susine Susine Uva Uva AGO SET OTT NOV DIC 52 Valore & Valori in Cucina dal droghiere, dal macellaio sotto casa. Il panettiere sfornava il pane che serviva a soddisfare i bisogni delle persone del Valore & Valori Cucina si trovavano solo quartiere, senza sprechi inutili.in I broccoli in inverno e le fragole solo in primavera. Se le condizioni del mare non erano buone, in pescheria c’era poca scelta di varietà e quantità di pesce. L’avvento della grande distribuzione ha cambiato radicalmente il nostro sistema di approvvigionamento, agevolando la possibilità di acquisto in fasce orarie estese anche nei giorni festivi, ma allontanando i consumatori dalla produzione locale e stagionale. In questi ultimi anni, però, le abitudini stanno cambiando. Le persone stanno diventando più consapevoli e attente, si informano e sono più curiose rispetto al cibo che comprano e mangiano. Si assiste a una riscoperta dei prodotti tipici italiani e a una predisposizione all’acquisto nei mercati rionali o organizzati da associazioni di produttori (ad esempio, quelli della Coldiretti), o ancora all’approvvigionamento di gruppo, come i Gruppi di Acquisto Solidale che comprano direttamente dagli agricoltori di zona. Acquistare consapevolmente significa prestare attenzione a poche buone regole fondamentali, improntate al buon senso: 1.acquistare solo ciò che serve davvero, evitando di fare scorte eccessive, soprattutto di alimenti che possono deteriorarsi prima di essere consumati; 2.scegliere prodotti del nostro territorio, in modo da abbattere i costi di trasporto; 3.comprare direttamente dal produttore, quando è possibile, organizzandosi anche in gruppo, significa risparmiare i costi che normalmente vengono assorbiti dai vari passaggi di intermediazione tra chi produce e chi vende; 4.evitare di comprare alimenti imballati e confezionati per produrre meno rifiuti; il cibo in cucina 5.utilizzare le borse multiuso invece dei sacchetti (anche se di carta o plastica riciclabile, sono soggetti a un deterioramento maggiore); 6.privilegiare gli acquisti di stagione per mangiare in maniera più sana e più corretta, rispettando il ciclo naturale della terra. Cucinare con amore Siamo sempre più tentati dall’acquistare cibi pronti o semilavorati: senza dubbio è più comodo e veloce, ma in questo modo perdiamo il piacere di cucinare, di sperimentare, di creare e spendiamo certamente di più, oltre che a creare più rifiuti. Senza cibo non si vive, ma il cibo è anche un’occasione per incontrarsi e per far festa, un simbolo di benessere. Ci sono elementi che formano il panorama della scienza culinaria, quali il desiderio, la creatività, la volontà e l’immaginazione 53 54 Valore & Valori in Cucina il cibo in cucina che trasformano il cibo in un vero e proprio linguaggio. Chi ama cucinare scopre, ricerca, studia, fa esperienza, agisce Valore & Valori in Cucina secondo le sue conoscenze e cerca attraverso la fantasia di comunicare stati d’animo e passioni. Al di là dell’eseguire una ricetta è però necessario conoscere il processo di produzione di un piatto, la sua conservazione, l’utilizzo di ciò che avanza. Tutto ciò facilita anche il controllo della nostra spesa e dei rifiuti che produciamo. Per cucinare con passione e attenzione possiamo basarci su tre principi basilari: 1. autoproduzione degli alimenti; 2. utilizzo degli scarti e riutilizzo degli avanzi; 3. controllo dei rifiuti. Acquisto consapevole Risparmio sui costi e minor impatto ambientale Utilizzo degli scarti La filiera salutare Monitoraggio della spesa Autoproduzione Riutilizzo dei rifiuti Conservazione Consigli e ricette antispreco Autoproduzione Alla base degli alimenti che si possono preparare in casa da soli, c’è il pane. Preparandolo in casa possiamo scegliere gli ingredienti da utilizzare, personalizzarlo in svariati modi (farine diverse, aggiunta di noci, olive o semi vari, ad esempio) e possiamo lasciarlo lievitare a lungo, in modo che risulti leggero e digeribile, soprattutto utilizzando il lievito madre. Il lievito madre è un impasto di acqua, farina e un agente attivatore contenente zuccheri semplici (una mela o il miele sono gli attivatori più usati ed efficienti). Questi tre elementi si mischiano tra loro, insieme ai batteri e ai lieviti presenti nell’atmosfera, sulle mani e sul piano di lavoro. Lieviti e batteri attaccano gli zuccheri dell’attivatore e delle farine, e grazie alla presenza di enzimi specifici, trasformano le sostanze zuccherine presenti nell’attivatore di fermentazione in acidi, alcol e sostanze aromatiche. Una volta creata la pasta madre, ogni volta, prima di fare il pane, bisogna rinfrescare il lievito rimasto in frigorifero in modo da riattivarlo. Con il rinfresco non si fa altro che aggiungere una quantità d’acqua della metà del peso della pasta madre e la stessa quantità di farina (del lievito madre). Questo procedimento, oltre a riattivare tutti i batteri presenti all’interno, permette di avere sempre una pasta madre idratata al 50%. Oltre il pane ci sono molti altri cibi che possono essere prodotti in casa, come pasta, biscotti, torte, marmellate, ma anche ad esempio il dado granulare. Gli ingredienti presenti 55 56 Valore & Valori in Cucina nei diversi dadi confezionati sono: sale, glutammato monosodico, aromi vari, grassi, estratto di lievito e conservanti. Il Valore Valorièin Cucina dado preparato a casa,& invece, a base di sole verdure e sale. Si realizza utilizzando gli scarti e ha costi ambientali nettamente inferiori rispetto a quello prodotto industrialmente. Inoltre non c’è nessun imballaggio di carta e alluminio da smaltire. Per preparare il dado si possono utilizzare ortaggi di stagione: l’importante è che siano lavati bene. Si mette il sale sul fondo di una pentola antiaderente e vi si adagiano sopra le verdure a pezzetti. Si copre con un coperchio e si fa cuocere il tutto a fuoco bassissimo per un paio d’ore. Si frulla quindi il composto e lo si mette in una pirofila che va infornata a 160°C per il tempo necessario ad asciugare il tutto fino a che diventa una sorta di crosta. Si lascia raffreddare e si ripassa al frullatore. Si conserva in vasetti di vetro in frigorifero. Utilizzare gli scarti La cucina italiana è ricca di piatti realizzati con gli scarti e gli avanzi. Siamo considerati un popolo che ha fatto dell’arrangiarsi un’arte eppure buttiamo un’enorme quantità di cibo: dai 250 g ai 2 kg a testa ogni settimana. Quando cuciniamo dobbiamo cercare di utilizzare il 100% del prodotto, azzerando gli sprechi. Proviamo a pensare a una cucina senza scarti, dove siamo noi a decidere cosa è buono e cosa no: il pane raffermo, le ossa della carne, i gambi dei cavolfiori e dei broccoli, le bucce della verdura, le lische dei pesci possono essere ingredienti invece che scarti. Molte verdure vengono utilizzate solamente al 30-50% delle loro potenzialità e molte volte quello che si va a scartare è molto più nutriente di quello che poi ci apprestiamo a cucinare. il cibo in cucina Ad esempio: • i pezzetti che rimangono attaccati alla scorza della zucca, se tagliati finemente possono essere utilizzati per delle gustose chips, sia fritte che essiccate; • le foglie del sedano sono una materia prima sana e leggera per impreziosire ad esempio una panzanella o delle bruschette con alici e mozzarella; • i gambi dei cavolfiori e dei broccoli possono essere utilizzati (pelandoli leggermente) per la stessa preparazione delle loro cime; • le foglie esterne dei carciofi e i loro gambi sono ottimi per preparare delle creme. Riutilizzare gli avanzi Basta poco per evitare gli sprechi di cibo, ma merita un approfondimento anche il riutilizzo degli avanzi. Occorre innanzitutto cercare di cucinare solo quello che verrà consumato, evitando di preparare per dieci se a tavola si è soltanto in quattro, ma se comunque rimangono degli avanzi ciò che non bisogna fare è gettarli via perché possono essere trasformati in tante ricette genuine e gustose: • un arrosto può diventare polpetta o ripieno per ravioli; • una gallina utilizzata per un gustosissimo brodo diventa una fresca insalata; • una pasta può diventare una frittata; • il pane raffermo può essere utilizzato per una torta al cacao, degli gnocchi, oppure per arricchire una zuppa; • il risotto diventerà uno sformato; • una crema di porri un tortino per uno sfizioso antipasto; • i torsoli di mele e pere (senza i semi!) possono impreziosire una centrifuga di altri frutti; • le croste del formaggio sono utili per insaporire i brodi; • le scorze degli agrumi si possono caramellare. 57 58 Valore & Valori in Cucina Qualche ricetta Valore & Valori in Cucina Pane − 500 g di farina di semola rimacinata − 100 g di farina 00 − 350/400 g di acqua a temperatura ambiente − 150 g di lievito madre − 15 g di sale fino − miele quanto basta Preparare tutti gli ingredienti sul tavolo da lavoro. In una ciotola - o nell’impastatrice - unire l’acqua, il lievito madre e un cucchiaino di miele. Amalgamare i tre ingredienti, aggiungendo pian piano le farine. Impastare a lungo e quando manca poca farina da incorporare, aggiungere il sale. L’impasto deve risultare omogeneo ed elastico. Formare quindi un panetto e sistemarlo in una ciotola leggermente unta di olio. Coprire bene e far lievitare per 4 ore. Dividere l’impasto in due panetti e metterli in una teglia foderata con carta forno e spolverata con della semola. Coprire e far lievitare per altre 3 ore. Preriscaldare il forno a 220°C mettendo sul fondo una teglia piena di acqua, affinché nel forno si crei l’umidità che consente una migliore cottura del pane. In un bicchiere emulsionare olio e acqua, e spennellare le due pagnottine. Informare e cuocere per 20 minuti, quindi abbassare la temperatura a 180°C e continuare la cottura per 35 minuti. Trascorso questo tempo lasciar riposare il pane nel forno con lo sportello leggermente aperto per altri 10 minuti. il cibo in cucina Pizza − 500 g di farina 00 − 350 g di acqua a temperatura ambiente − 125 g di lievito madre − 12 g di sale − miele quanto basta Preparare tutti gli ingredienti sul tavolo da lavoro. In una ciotola - o nell’impastatrice - unire l’acqua, il lievito madre e un cucchiaino di miele. Amalgamare i tre ingredienti aggiungendo pian piano la farina. Impastare energicamente e, quando manca poca farina da incorporare, aggiungere il sale. L’impasto deve risultare omogeneo ed elastico e deve essere messo a riposare in una ciotola leggermente unta di olio. Coprire bene e far lievitare per 4 ore. Trascorso tale tempo, stendere su una teglia, anch’essa leggermente unta d’olio, l’impasto della pizza. Coprire e far lievitare per altre 3 ore. Condire la pizza con salsa pomodoro insaporita con sale, olio extravergine, un pizzico di zucchero e l’origano. Preriscaldare il forno a 250°C e far cuocere la pizza per circa 25 minuti. Quando mancheranno 10 minuti, aggiungere la mozzarella tagliata a cubetti e concludere la cottura. Far raffreddare leggermente e servire. Bruschette di cavolo nero con avanzi di fagioli borlotti Pulire bene il cavolo, tagliarlo e sbollentarlo, quindi farlo saltare in padella con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio in camicia e del peperoncino. Prendere i fagioli avanzati e frullarli fino a farli diventare una crema. Bruschettare delle fette di pane, spalmarle con la crema di fagioli e finire con il cavolo nero ripassato in padella. 59 60 Valore & Valori in Cucina Crostini di pane raffermo con crema di ceci e barba di frate Valori in Cucinada uno stufato di Ottenere unaValore crema & liscia ed omogenea ceci, o anche semplicemente da ceci lessati in acqua leggermente salata. Pulire con cura e sbollentare per 5 minuti la barba di frate, ripassarla in padella con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio in camicia e pochissimo peperoncino. Salare leggermente. Dal pane raffermo recuperare dei crostini da scaldare sulla griglia o in forno. Spalmare la crema di ceci a temperatura ambiente sui crostini ed aggiungere un ciuffetto di barba di frate. Pomodori ripieni con avanzi di insalata di riso Lessare per qualche minuto in acqua salata dei pomodori scavati della parte interna, quindi riempirli con gli avanzi dell’insalata di riso e guarnirli con un fiocco di maionese, oppure un cappero o una mozzarellina. Se invece si preferisce la versione tiepida, passarli in forno sotto il grill per una decina di minuti dopo averli cosparsi di formaggio grattugiato. Involtini di verza con avanzi di risotto Sfogliare e lavare bene la verza, sbollentarla qualche minuto in acqua leggermente salata, far raffreddare e asciugare le foglie su un canovaccio. Aggiungere al risotto avanzato dei cubetti di mozzarella, amalgamare bene, riempire le foglie di verza e chiuderle. Adagiare gli involtini su una placca foderata con carta forno, cospargere con grana grattugiato, mandorle sfilettate, un filo d’olio e un pizzico di pepe. Far cuocere in forno a 190°C per 15 minuti circa. Servire caldi. il cibo in cucina Broccoli con avanzi di polenta Stendere la polenta in una pirofila. Nel frattempo pulire e cuocere i broccoli al vapore, in modo che rimangano leggermente croccanti. Dopo che si saranno raffreddati, condirli con olio, sale, maggiorana e paprika dolce, quindi adagiarli sulla polenta e completare con grana grattugiato e un filo d’olio. Far gratinare in forno e servire caldo. Prelibatezza al cioccolato (ottima anche per celiaci) Montare, molto bene, con una frusta 3 uova e 90 g di zucchero. Nel frattempo sciogliere a bagnomaria 120 g di cioccolato fondente, quindi aggiungerlo al composto di uova e zucchero. Versarlo in una tortiera foderata di carta forno, aggiungere 4 albicocche ben lavate e tagliate a spicchi. Cuocere in forno a 180°C per 30/40 minuti. Cantucci In una ciotola, con l’aiuto di un cucchiaio, mescolare 3 uova con 250 g di zucchero. Aggiungere 250 g di mandorle leggermente tritate e 250 g di farina setacciata. Ammorbidire l’impasto con un bicchierino di vin santo e profumare con un po’ di cannella macinata. In una placca foderata con carta forno, stendere due strisce di questo impasto. Cuocere a 180°C per 20 minuti circa. Riprendere le strisce e tagliarle leggermente in diagonale, dando la forma classica ai biscotti. Rimetterli sulla placca e farli dorare. Sfornare e far raffreddare bene prima di mangiarli. 61 62 Valore & Valori in Cucina Valore & Valori in Cucina NOTE 63