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RICOMINCIAMO DALLA A
AGRICOLTURA AMBIENTE ALIMENTAZIONE
Bisogna tornare ad amare la terra, avere il godimento che
ci procura la fioritura e la comparsa dei frutti e di tutte le
produzioni di alimenti. Conta di più mostrare ai bambini
le piante di un orto che le pagine di un libro. Riempire di
stupore la fantasia dei ragazzi con lo spuntare di una foglia
d’insalata e il lento appassire di un colore sul pomodoro.
(Tonino Guerra)
Cosa mangiamo e da dove viene il cibo che consumiamo? Come viene prodotto e quanto ne sprechiamo?
Attraverso la ricerca di risposte a queste domande si può contribuire a ricostruire un legame stretto e virtuoso fra agricoltura e alimentazione, all’insegna della salvaguardia dell’ambiente, della salute, della giustizia ed
equità sociale. Questa è una delle sfide globali dei prossimi decenni, ancora più importante se si pensa che nel
2050 il Pianeta sarà abitato da circa 9 miliardi di persone da sfamare, come ci ricorda anche il tema scelto per
Expo Milano 2015.
Secondo la Commissione Europea la produzione e il consumo di cibo generano il 20-30% di tutti gli impatti
ambientali dell’Europa, il 17% delle emissioni di gas serra, il 28% di consumo di risorse materiali, e altri
impatti come consumo di suolo, perdita di biodiversità, deforestazione. Negli ultimi anni, inoltre, il settore
agro-alimentare è divenuto terreno di numerose illegalità gestite anche dalla criminalità organizzata. Ma
l’agricoltura può in realtà divenire un’importante prospettiva di futuro per il nostro Pianeta, sul piano economico e ambientale, ma anche culturale e sociale. Questo è possibile se riscopriamo e coltiviamo una relazione
stretta fra cibo e produzione (perduta negli anni dei consumi alimentari ‘fast’ e della grande distribuzione),
se vengono valorizzate e privilegiate le numerose pratiche agricole sostenibili, che da anni dimostrano di essere efficaci e di rappresentare una valida alternativa, se si favorisce la diffusione di un modello di agricoltura
multifunzionale.
Cibo sano, ecosostenibile e giusto per tutti può non essere uno slogan ma la prospettiva reale, se si acquisisce
consapevolezza e responsabilità anche individuale nella lotta agli eccessi e allo spreco alimentare. Il consumo
medio mondiale pro capite di cibo è oggi di 2.800 kcal, nettamente superiore alle 2000-2100 kcal suggerite
dal WHO (World Health Organization), soprattutto se si considera che il valore medio ‘nasconde’ le forti
diseguaglianze sul consumo alimentare presenti sul nostro Pianeta. A questo va aggiunto che il 42% degli
sprechi alimentari in Europa è dovuto alle cattive abitudini delle famiglie. Circa 76 kg di cibo ogni anno pro
capite divengono circa 180 kg se consideriamo le perdite lungo tutta la filiera (dati EUROSTAT).
Recuperare il giusto rapporto e valore del cibo è infine una priorità per la salute degli adulti ma soprattutto
di bambini e ragazzi, visto che un bambino italiano su tre è obeso o in sovrappeso.
Cosa possiamo fare per contribuire a garantire cibo per tutti e preservare le risorse del nostro Pianeta?
Il settore agroalimentare non si racconta però solo con un elenco di dati negativi ma anche con molte evidenze che descrivono nuove strade imboccate anche in Italia. L’acquisto di prodotti bio è cresciuto dell’11% nel
2011 e del 9% nel 2012 e con esso la produzione: in questo settore sono impegnati 42.000 agricoltori censiti
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(dati 2012) che lavorano in modo ecosostenibile 1.100.000 ettari di terreno. 4670 prodotti tradizionali delle
nostre regioni sono stati mantenuti o recuperati grazie al lavoro di piccoli agricoltori locali. Si sono strutturate circa 900 reti di acquisto di prodotti a km 0 e bio come i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), utilizzate
in maniera regolare da circa 2,7 milioni di italiani (dati 2012 CENSIS e Coldiretti). L’agricoltura sta inoltre
tornando ad essere occasione di recupero di cultura locale ma anche di relazioni e inclusione sociale, come
dimostra il numero crescente di esperienze di agricoltura sociale e di orti urbani a cui si dedicano cooperative e associazioni ma anche singoli cittadini. Oltre 2.000 proprietà agricole sono state confiscate alla
mafia nel Sud Italia e alcune di queste sono divenute opportunità di lavoro per molte persone.
Questi dati incoraggianti hanno un denominatore comune, il cambiamento nelle scelte e negli stili di
vita di molti cittadini che giocano quindi un ruolo determinante nel rendere reali le possibilità di un
diverso futuro nella produzione e nel consumo di cibo, nella ‘costruzione di nuova bellezza’ anche in
questo settore.
In tal senso l’azione educativa che anche la scuola può svolgere è uno strumento fondamentale e può intervenire cercando di tenere insieme tre linee principali
– Cosa mangiamo nella nostra dieta
– Cosa e quanto sprechiamo in particolare come consumatori finali, ma anche durante l’intera filiera
– Come produciamo (rispetto agli impatti sulle risorse naturali e sulla salute)
La proposta educativa che vi presentiamo suggerisce un percorso basato su una serie di attività finalizzate
a fare riflettere gli alunni sulle proprie abitudini alimentari e a partire da esse riscoprire l’origine del
cibo che si consuma, le sensazioni e le emozioni che esso può dare, ma soprattutto a individuare azioni
di cambiamento concreto sulle quali impegnarsi singolarmente, come gruppo classe, come istituto o in
famiglia.
Costruire un orto nel cortile della scuola, sperimentando tecniche di agricoltura sostenibile può essere
un’esperienza estremamente utile per produrre cibo buono, sano e a km 0, per scoprire le caratteristiche
e la biodiversità di questo piccolo ecosistema, per stabilire una relazione anche sensoriale ed emotiva con
la terra e i ritmi della natura. Un orto scolastico è un laboratorio all’aperto che accompagna gli alunni
nell’apprendimento, attraverso l’osservazione e l’esercizio della manualità, connettendo conoscenze, anche disciplinari, e competenze; è una occasione di incontro fra scuola e territorio, di coinvolgimento delle
famiglie e degli abitanti.
Progettare e sperimentare azioni per recuperare il cibo avanzato dalla mensa scolastica o in famiglia
o per modificare le abitudini alimentari individuali o di piccoli gruppi (la classe, la famiglia) può
rappresentare un compito di responsabilità in cui anche bambini e ragazzi possono svolgere un ruolo
importante. Questo impegno potrà essere ulteriormente valorizzato cercando di registrare i contributi individuali e collettivi alla riduzione degli sprechi e ai cambiamenti dei consumi, quantificandoli
e leggendoli in termini di riduzione dell’impatto ambientale sul nostro Pianeta, anche attraverso l’utilizzo di contatori sull’impronta di carbonio o l’impronta idrica. Per ricordare ancora una volta che
gli equilibri globali sono anche il frutto delle scelte di ciascuno di noi.
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CARATTERISTICHE DEL PERCORSO
I destinatari
I materiali e le attività proposte sono rivolte ad insegnanti e alunni delle classi di scuola primaria e secondaria di primo grado.
Gli obiettivi generali
Favorire l’acquisizione di consapevolezza, da parte dei ragazzi, dello stretto legame esistente fra cibo e
produzione agricola e delle conseguenze sull’ambiente e la salute delle scelte di consumi alimentari. Ricostruire una relazione con la terra e l’attività agricola riscoprendone il valore sociale, ecologico e ambientale.
Stimolare la responsabilizzazione dei ragazzi e il loro protagonismo nell’analisi dei problemi e nella identificazione di azioni di cambiamento anche attraverso consumi alimentari e comportamenti individuali e
collettivi più sani, più rispettosi dell’ambiente e dell’equità sociale.
Le principali competenze di cittadinanza che il percorso contribuisce a costruire e a evidenziare
– Collaborare e partecipare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire e interpretare informazioni
La struttura
Per la realizzazione di questo percorso proponiamo agli insegnanti alcuni materiali da cui trarre spunto
per una progettazione più approfondita e adeguata alle esigenze specifiche di ciascuna classe.
– Per approfondire il tema dell’alimentazione e dell’agricoltura proponiamo ai docenti interessati una serie di documenti e dossier recentemente prodotti da Legambiente e da altre fonti autorevoli, con dati,
approfondimenti scientifici, proposte alternative, racconto di altre esperienze anche in ambito scolastico
– Per i docenti sono incluse una serie di schede che illustrano attività specifiche sul tema che possono
essere riproposte o utilizzate come spunto per elaborarne di nuove. Sono funzionali allo sviluppo del
percorso sulla base delle tappe indicate nella traccia metodologica Viaggio nella bellezza - Percorso educativo per formare cittadini capaci di costruire nuova bellezza.1.
– Agli insegnanti e agli alunni viene presentata una campagna di Legambiente specifica per il tema oggetto del percorso educativo, proponendola come occasione per sperimentare l’esercizio della cittadinanza
e un contesto per costruire o vedere in azione le competenze.
– Per gli alunni sono scaricabili alcuni materiali utili per acquisire informazioni e approfondire le conoscenze sul tema oggetto del percorso, per organizzare in prima persona azioni di cambiamento, per
sperimentare nuove soluzioni o stili di vita, per divertirsi.
– Per completare il percorso sono inoltre proposti agli insegnanti una serie di suggerimenti e contatti
utili per programmare visite e viaggi di istruzione per poter conoscere o sperimentare attività
legate al tema oggetto del percorso.
1.
Manuale metodologico (disponibile per gli istituti scolastici iscritti a Legambiente con la formula Classi per l’Ambiente e Scuole Sostenibili) per
la progettazione e la realizzazione complessiva del percorso fortemente incentrata sullo sviluppo di competenze chiave per la cittadinanza con
alcuni strumenti utili per il rilevamento e l’osservazione di prestazioni, necessari ai fini della valutazione delle competenze acquisite. Disponibile
per gli istituti scolastici iscritti a Legambiente con la formula Classi per l’Ambiente e Scuole Sostenibili
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L’attività offre l’opportunità di ripercorrere il percorso dei cibi sin dalla loro origine con il
diretto coinvolgimento degli alunni che spesso non ne hanno consapevolezza. L’attività è
quindi un’esperienza utile soprattutto nelle fasi iniziali di un percorso, per mettere in gioco le conoscenze dei ragazzi e rimuovere le misconoscenze, per esplicitare il precognitivo
degli alunni e creare una situazione favorevole ad altri apprendimenti.
Ad ogni singolo alunno si dà il compito di scrivere, disegnare, immaginare quanto avviene
prima che l’alimento arrivi in tavola (ad esempio: prima che sia pane, olio, salume, o ancora
prima che sia frutta, prima che sia cibo), cioè di descriverne il percorso anche a ritroso, se
ciò risulta più vicino al loro mondo, dando sfogo all’immaginazione, al sentito dire, al “mi
sembra che”, senza l’intervento del docente.
Nella seconda fase si invitano gli alunni a socializzare il loro lavoro e a realizzare un unico
percorso con i contributi di tutti. Infatti potrebbe accadere che qualcuno abbia pensato al
trasporto e alla commercializzazione, altri alle macchine di lavorazione vere o immaginarie («la macchina fa gli spaghetti uno ad uno»), altri alla zona geografica di produzione, ecc.
Tutto va messo in sequenza. E’ opportuno che la sequenza sia realizzata su un unico cartellone per meglio evidenziare, registrare, fotografare la situazione di partenza della classe.
La fase successiva prevede la verifica di quanto emerso, attraverso il contatto diretto con
la realtà e/o con l’approfondimento delle tematiche connesse al percorso utilizzando fonti
di documentazione. Una visita ad un frantoio, per esempio, potrà servire a chiarire una
parte del percorso “dall’olivo all’olio”, una visita ad una serra il percorso “dalla pianta al
pomodoro”… Sarà possibile verificare anche che medesimi alimenti seguono percorsi diversi: i prodotti provenienti dall’agricoltura biologica subiscono processi di conservazione
e pratiche di trasformazione diverse dal prodotto proveniente da agricoltura meccanizzata;
sussistono procedimenti artigianali o industriali di produzione di alimenti.
È evidente che lo studio disciplinare fornirà contributi significativi per comprendere a pieno i processi legati alla produzione di un alimento semplice o complesso.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Comunicare
– Collaborare e partecipare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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A scuola i nonni sono quasi “di casa” o perlomeno i ragazzi sono invitati spesso a rivolgersi a loro per
avere una testimonianza diretta del passato e diverse sono le attività che si possono costruire a partire dal
confronto tra i loro comportamenti e quelli dei loro nipoti. Il passare del tempo, le evoluzioni sociali, economiche, ambientali, storiche si evincono anche e soprattutto dal diverso modo di vivere il “quotidiano”
ed anche l’alimentazione è specchio di queste evoluzioni.
Attraverso questa attività gli alunni potranno approfondire le caratteristiche di due importanti pasti quotidiani come la merenda e la colazione e a partire da questo comprendere i cambiamenti avvenuti rispetto
alle abitudini delle precedenti generazioni, sia nei consumi alimentari che nelle produzioni agricole.
L’attività si presta ad essere realizzata soprattutto nella fase del percorso in cui si cerca di definire ed analizzare il problema. Si invitano gli alunni a redigere un diario di tutto ciò che mangiano a colazione e a
merenda durante una settimana. Al termine della settimana gli insegnanti potranno far tabulare agli studenti i dati raccolti per farli poi rappresentare graficamente: cibi ricorrenti, merende più o meno gradite,
atteggiamenti comuni potranno essere l’oggetto della tabulazione. Si potrà partire dalla lettura dei grafici
per iniziare a discutere e riflettere su abitudini e comportamenti alimentari.
In una possibile seconda fase si invita qualche nonno a scuola per intervistarlo, o si invitano i ragazzi a
farlo a casa. Oggetto dell’intervista? I comportamenti, le abitudini, gli alimenti legati alla colazione e alla
merenda di quando loro erano ragazzi.
Tutto ciò può dar vita ad analisi di analogie e differenze, alla scoperta di cibi semplici e legati anche alla
produzione agricola locale: pane e marmellata, preparata quando i frutti erano in piena produzione per consumarla in una stagione diversa, pane e miele, pane imbevuto di latte cosparso di zucchero erano colazioni
o merende che comportavano una preparazione minima, diversa dal “self service” delle merendine prese in
fretta dalla dispensa; soluzioni che salvaguardavano anche l’economia di casa ed erano forse più sane.
Un’altra attività può essere quella di trascrivere in un ricettario tutti i cibi “scoperti” grazie alle interviste
per verificare anche se tutti gli ingredienti necessari ci sono ancora o se e come sono cambiati.
Nelle famiglie dei ragazzi può esserci una persona in grado di raccontare i sistemi di coltivazione e allevamento degli anni Quaranta e Cinquanta.
Si possono così attivare diverse ricerche, realizzare interviste:
– Com’era organizzata l’azienda?
– Quanti lavoratori erano impegnati?
– Quali erano le colture?
– Quali gli allevamenti?
– Come veniva eseguita l’aratura? La semina? La mietitura? La trebbiatura?
– Com’era organizzata la stalla? Dove si portava il latte? Dove si spandeva il letame, i liquami?
In seguito visite ed indagini potrebbero permettere di mettere a confronto i sistemi di conduzione dell’azienda agricola di ieri, con quella di oggi, verificando soprattutto l’impiego di lavoro, di macchine, di
concimi, di pesticidi.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Comunicare
– Collaborare e partecipare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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Questa attività permette di realizzare una sorta di brainstorming utile a fare emergere le abitudini
alimentari dei ragazzi. Viene chiesto agli alunni di indicare su dei foglietti i cibi che mangiano abitualmente distinguendoli fra quelli che consumano più spesso e quelli meno, collocando poi i foglietti
su una piramide ponendo alla base i più consumati e collocando verso la cima quelli meno utilizzati.
Questa rappresentazione offre una mappatura generica delle loro abitudini alimentari, ma molto utile
perché non influenzata dalle indicazioni teoriche sulla sana alimentazione e la piramide ottimale che
potranno essere poi presentate come spunto che nasce dalla riflessione sul brainstorming.
A questa prima fase può seguire un analogo brainstorming finalizzato a far emergere altri aspetti
legati a stili di vita altrettanto importanti per la salute come il movimento. In tal caso si chiede ai
ragazzi di compilare i foglietti indicando le attività svolte nel tempo libero (da quelle fisicamente più
impegnative a quelle più sedentarie) e collocarle poi sulla piramide sempre in funzione della frequenza
con cui vengono praticate.
Per i ragazzi della scuola secondaria l’attività può essere integrata attraverso l’analisi degli impatti
sull’ambiente dei differenti tipi di cibi presenti nella piramide alimentare costruita dalla classe. Per far
questo possono essere utilizzati appositi calcolatori disponibili su internet o scaricabili come APP per
i cellulari (per alcuni esempi consultare i siti sotto indicati).
Dai dati risultanti da questa valutazione degli impatti può essere costruita la “piramide ambientale”
corrispondente alla piramide alimentare della classe, alla base della quale si collocano gli alimenti con
maggior impatto e al vertice quelli che impattano meno sul Pianeta.
Da questa rappresentazione può svilupparsi un’interessante discussione sulle relazioni fra le due piramidi e sugli stili di vita alimentari.
Strumenti per calcolare l’impronta di carbonio, l’impronta idrica e l’impronta ecologica degli alimenti
www.e-coop.it/web/guest/spesa-all-impronta
www.barillacfn.com/en/bcfn4you/la-doppia-piramide/
http://virtualwater.eu
http://www.waterprint.net/
https://itunes.apple.com/it/app/water-in-flames-water-footprint/id408976536?mt=8
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Comunicare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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Questa attività offre molti spunti utili nella fase iniziale di un percorso, quando si cerca di mettere a fuoco
il problema e raccogliere elementi e informazioni dalla lettura della realtà.
Anche il supermercato è un territorio da esplorare, se si parla di alimentazione a scuola. Vi sono attività
da costruire, a partire da una visita che può realizzare l’intera classe, se c’è la compiacenza di un direttore
“amico”, o un singolo alunno quando vi accompagna i propri genitori.
Andare al supermercato per fare acquisti, se si è “di casa”, è cosa semplice: sappiamo dove è collocato
un prodotto e ci si può andare direttamente, percorrere corridoi, passare davanti agli scaffali, caricare
il carrello e via.
Ma la ricerca di prodotti nuovi non è cosa semplice. Come fare, per esempio, a trovare prodotti biologici se
non ne siamo consumatori abituali?
Alcuni spunti per la costruzione di attività:
Sherlock Holmes al supermercato: il bio dov’è?
Dove saranno i prodotti bio, su quali scaffali, con quali marchi, quali confezioni?
Si chiede agli alunni di cercare al supermercato un prodotto biologico, ad esempio un ortaggio, una confettura, un prodotto in scatola, senza chiedere informazioni, guidati solo dalla capacità percettiva.
Si può fare anche un confronto rispetto a quanto abitualmente si fa per reperire i prodotti “non bio”. In
classe si potrà poi riflettere sulle strategie adottate per la ricerca, quali indizi, segni, sono stati significativi
e necessari per svolgere il compito.
Nei supermercati le collocazioni dei prodotti non sono mai casuali, seguono logiche che si rifanno ai comportamenti delle persone. Per esempio negli angoli sono posti prodotti che il consumatore acquista se lo ha
deciso preventivamente, che ha comunque intenzione di trovare (un televisore, una lavatrice, una telecamera
non sono acquisti “improvvisati”, così per gli acquisti di prodotti alimentari come il pesce, lo zucchero...)
Gli alunni saranno invitati ad individuare la collocazione dei prodotti biologici; in seguito al confronto dei
risultati, potranno anche fare ipotesi per interpretare l’atteggiamento di rivenditori ed acquirenti.
Se ci sono state difficoltà a trovare i prodotti biologici, si può affidare agli alunni il compito di progettare
un modo “par condicio” per orientare e indirizzare il consumatore anche verso i prodotti biologici: pensare ad un cartello con scritte, loghi che indichino la collocazione dei prodotti bio o semplicemente ad una
simbologia per le differenti collocazioni dei prodotti su una piantina del supermercato.
Un’altra attività può cominciare intervistando direttamente sia gli acquirenti dei prodotti biologici sulle
motivazioni della scelta, che coloro che non li consumano, sulle loro perplessità. Si potrà poi realizzare un
elenco di ragioni pro e contro il consumo di tali prodotti.
Ancora si potranno leggere le etichette dei prodotti bio per comprenderne meglio le caratteristiche che li
differenziano dagli altri, ricercando anche i marchi che ne garantiscono la qualità.
Alternativa al supermercato, per il biologico, sono i punti vendita specifici o quelli diretti sul luogo di
produzione; il censimento di tali “punti” può diventare ancora il punto di partenza per la progettazione di
un’azione di divulgazione e, perché no, di pubblicità.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
Comunicare
Individuare collegamenti e relazioni
Acquisire ed interpretare l’informazione
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Si invitano gli alunni ad adottare uno degli strumenti di lettura della realtà: quello che viene offerto
dalla stampa.
L’attività offre la possibilità di avvicinarsi all’informazione con occhio più attento alla sua interpretazione, oltre che ad offrire un’occasione in più per far entrare i giornali a scuola.
Si propone agli alunni di “dar la caccia” ad articoli riportati sui giornali, riconducibili al tema che si
vuole approfondire, ad esempio l’agricoltura biologica e quella intensiva ed i prodotti biologici. Dopo
averne raccolto un certo numero (10-15), si distribuiscono in copia a tutti i ragazzi che, divisi in piccoli
gruppi potranno leggere gli articoli e, in un tempo stabilito (30 minuti circa), dovranno individuare e
definire le peculiarità dei prodotti biologici, così come si evincono dalla stampa.
In una seconda fase, ogni gruppo elencherà gli aspetti che si possono considerare a favore della diffusione e del consumo di prodotti biologici e quelli a sfavore, per considerare anche le motivazioni che
possono spingere a tali considerazioni.
Successivamente ogni gruppo leggerà gli elenchi, facendo un piccolo resoconto sulle motivazioni e sulle
modalità della compilazione. Una discussione coinvolgerà poi tutti gli alunni per cercare di formulare
un elenco di pro e contro il consumo dei prodotti biologici condiviso dal gruppo classe.
Tutto ciò permetterà anche di individuare gli aspetti cognitivi da approfondire.
Si potranno anche definire le caratteristiche della comunicazione che riguarda l’agricoltura biologica,
proposta dai media negli articoli, attraverso una discussione stimolata da alcune domande:
– Di quale “importanza” si è tenuto conto e per chi?
– Quale punto di vista si evince dalla lettura degli articoli?
– Quali valori si evidenziano?
– I diversi punti di vista portano a maggiori convergenze o aprono conflitti?
– Quale influenza ha la comunicazione giornalistica sui convincimenti personali riguardo all’agricoltura
biologica?
Queste domande, o altre individuate dall’insegnante, possono stimolare la discussione e quindi la riflessione per favorire una lettura analitica e per riconoscere quanto il tipo di comunicazione, i punti di vista
degli stessi giornalisti, i valori di cui sono portatori, influenzino la cosiddetta “oggettività” dei dati.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Imparare ad imparare
– Comunicare
– Collaborare e partecipare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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Questa attività rappresenta un utile strumento per conoscere attraverso i sensi, in questo caso la vista, uno
spazio verde come un giardino oppure un orto e per scoprirne la diversità che lo caratterizza. Può pertanto
essere utilizzata durante fasi preliminari di un percorso sul tema dell’agricoltura, ma anche come attività
esperienziale da condurre al termine del percorso all’interno dell’orto realizzato con la classe.
La classe viene divisa in gruppi composti da un numero di alunni corrispondente ai colori dell’arcobaleno.
In ogni gruppo a ciascun alunno viene consegnato un cartoncino con uno dei colori dell’arcobaleno e gli
viene affidato il compito di trovare nel giardino o nell’orto un oggetto naturale dello stesso colore. Al termine dell’attività ogni gruppo ricostruirà il proprio arcobaleno su un cartellone, incollando i cartoncini
colorati con accanto gli oggetti naturali. Con l’aiuto dell’insegnante si può anche cercare di identificare e
dare un nome agli oggetti trovati. Al termine dell’attività si potranno utilizzare i cartelloni realizzati per
stimolare una discussione guidata attraverso la quale approfondire cosa è stato scoperto ed in particolar la
varietà di elementi naturali, viventi e non viventi, presenti nell’orto.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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Questa attività può essere svolta durante le fasi iniziali del percorso per avvicinare i ragazzi alla conoscenza degli ortaggi, delle loro caratteristiche e dell’anatomia e della fisiologia di una pianta. L’attività può essere utilizzata anche nella fase finale del percorso per svolgere attività di approfondimento sulle caratteriste
dei frutti prodotti dall’orto realizzato con la classe.
Per svolgere l’attività sono necessari:
– Ortaggi di stagione, raccolti nell’orto della scuola oppure procurati dall’insegnante o portati dai ragazzi.
Si raccomanda di cercare di diversificare gli ortaggi in base ai colori, alle forme ma anche alle tipologie
(ad es. ortaggi a fiore come broccoli o cavolfiori; ortaggi a radice come ravanelli, carote, barbabietole;
ortaggi a fusto come sedano o rabarbaro; ortaggi a foglia come lattuga, bietole, cavoli; ortaggi a frutto
come peperoni, pomodori, cetrioli ecc.)
– Semi di girasole, piselli o altri semi.
– Taglieri e coltelli
– Altri oggetti, naturali e non, per decorare.
– Se necessario, schemi raffiguranti le parti fondamentali della pianta.
Si divide la classe in gruppi e si fornisce ad ogni gruppo un tavolo pulito, un tagliere, un coltello e un
assortimento di ortaggi che rappresenti tutte le differenti tipologie. Ad ogni gruppo è affidato il compito
di creare una “pianta fantastica” utilizzando ortaggi che rappresentino ciascuna delle parti necessarie alla
pianta per vivere (radici, fusto, foglie, semi e frutti). Prima di costruire la nuova pianta gli alunni dovranno
quindi osservare gli ortaggi a disposizione, identificarli e individuare a che parte della pianta corrispondono annotando il tutto in un foglio.
A questo punto la “nuova pianta” può essere assemblata e completata, se necessario, anche con decorazioni
aggiuntive. Terminato il lavoro, ogni gruppo si scambia con un altro gruppo vicino e viene invitato ad analizzare la “creatura” costruita dai compagni valutando se le parti assemblate sono adeguate per garantire
la sopravvivenza di questo nuovo essere e a suggerire le modifiche eventualmente necessarie. L’insegnante
può trarre spunto da queste annotazioni per puntualizzare e approfondire le caratteristiche anatomiche
e fisiologiche di una pianta. Al termine tutte le piante fantastiche create dai ragazzi verranno fotografate
e in caso potranno essere smontate e utilizzate per un’insalata o la preparazione di un altro piatto per la
mensa scolastica.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Collaborare e partecipare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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Coltivare un orto biologico nel cortile della scuola o in un pezzetto di terra vicino è un’attività che mette a
frutto abilità manuali, conoscenze scientifiche e sviluppo del pensiero logico interdipendente.
Questa attività consente di formalizzare un contesto d’apprendimento significativo ove concorrono
conoscenze scientifiche, abilità dinamiche ed abilità manuali. Consente di coniugare “teoria e pratica”, cioè il pensare, il ragionare ma anche il progettare e il fare in modo che il sistema scuola interagisca nell’insieme favorendo la partecipazione al progetto non solo dell’insegnante ma anche del personale ausiliario della scuola e delle famiglie. Consente di porre attenzione ai tempi dell’attesa e ai tempi
biologici delle varie colture, oggi stravolti da una agricoltura intensiva. Sarà così possibile scoprire,
giorno dopo giorno come nascono l’insalata, il radicchio, i pomodori, le melanzane, i piselli, le fave,
i cavoli, ecc., come si seminano, come si coltivano e, soprattutto, quando si raccolgono. Ci si accorge
allora che non esistono prodotti nati direttamente nei barattoli (e lo stupore di alcuni è grande), ma
che per ogni prodotto agricolo occorrono le dovute pratiche agronomiche.
Per certe piantagioni orticole occorre fare un semenzaio per favorire la germinatura dei semi in modo
da mettere a dimora piante orticole già perfettamente radicate e con le foglioline già formate, come
accade per le piante di melanzane, di pomodori, di cetrioli, di meloni, di cocomeri ecc. Ma occorre
tener conto dei tempi della scuola affinché i frutti si possano raccogliere prima della fine dell’anno
scolastico, in modo che il lavoro svolto possa dare piena soddisfazione. Appena la stagione lo permette – sarà necessaria una ricerca dei tempi stagionali – le piantine saranno trapiantate in pieno campo e
qui inizia la grande avventura della vita: la fioritura, l’impollinazione, la fruttificazione e la successiva
raccolta di frutta e verdura.
Nell’attività bisogna tenere conto di alcuni aspetti e tappe fondamentali:
– La progettazione dello spazio a disposizione
– La preparazione del terreno
– La concimazione adeguata al terreno e al tipo di colture
– La semina
– Il controllo dei parassiti e degli infestanti
– La raccolta
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Un’attenzione particolare va dedicata alla fase di progettazione. Questa tappa può essere affrontata attraverso due momenti, dapprima facendo emergere le suggestioni e l’immaginario che ciascun ragazzo
possiede rispetto a questo spazio e all’utilizzo che ne potrebbe essere fatto e poi lavorando insieme a loro
per la progettazione effettiva del futuro orto. La prima fase può essere sviluppata, ad esempio, disponendo
i ragazzi a coppie e fornendo a ciascuna coppia una vaschetta con dentro oggetti necessari per costruire
la rappresentazione in miniatura dell’orto che vorrebbero e che immaginano (terra, bastoncini, pezzettini
di legno, pezzetti di piante erbacee, foglie, fiori ecc). Ciascuna coppia presenterà poi alla classe la propria
“idea di orto”. Dalle presentazioni verrà prodotta una mappa delle aspettative in base alla quale si potranno identificare gli aspetti effettivamente realizzabili. In alternativa, dopo aver misurato insieme ai ragazzi
lo spazio destinato all’orto, si può affidare ad ogni coppia un foglio rappresentante la sagoma dell’orto nel
quale disegnare l’orto che vorrebbero e ad un certo punto chiedere ai ragazzi di scambiare i fogli fra coppie
per continuare a ideare l’orto sul foglio di un’altra coppia.
A partire dalle idee emerse con le attività appena descritte si procederà alla stesura di un progetto di classe
effettivamente realizzabile. Si procederà poi a perimetrare l’area e a suddividerla con corde e paletti. Si
suggerisce poi di dedicare particolare attenzione alla definizione di cosa piantare e dove collocare i diversi
ortaggi poiché non tutti i tipi di piante stanno bene insieme a causa dello scambio di patologie e parassiti,
della competizione per luce, acqua e nutrimento, per le differenti fasi di crescita e maturazione.
Il terreno su cui si agisce va sarchiato per consentire una buona aerazione dello strato sottostante, e liberato delle erbacce, preparato per la semina, e poi ben concimato con compost che potreste preparare da voi.
Ed infine ricordarsi di annaffiare le piante! Si può tenere un diario fotografico per registrare i momenti più
significativi del lavoro e per ripercorrere, a posteriori, il percorso realizzato. Utile può rivelarsi l’adozione
di un “calendario-diario” per annotare il momento della nascita delle prime pianticelle, ricordare e osservare i cambiamenti delle piante, annotare le condizioni meteorologiche.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Progettare
– Collaborare e partecipare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire e interpretare informazioni
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Questa esperienza permette ai ragazzi di scoprire le caratteristiche di un organismo spesso poco conosciuto
e di comprenderne il ruolo nell’ecosistema e quindi nel suolo, attraverso l’osservazione, la formulazione di
ipotesi, la sperimentazione. Questa attività offre pertanto molti spunti utili anche ai fini dei collegamenti
disciplinari e può essere ad esempio inserita in una fase di approfondimento conoscitivo, preliminare alla
realizzazione di un orto didattico.
Per la realizzazione di questa esperienza è utile costruire anche un lombricaio (vedi box), che contribuirà a
migliorare la qualità del terreno dell’orto della scuola e permetterà ai ragazzi di avvicinarsi a questi organismi, anche attraverso il contatto fisico, e di prendersene cura.
L’esperienza può partire da una prima osservazione di alcuni lombrichi raccolti nel giardino della scuola
sulla quale sviluppare un brainstorming utile a costruire una mappa delle preconoscenze dei ragazzi. Possono essere utilizzate domande stimolo come: sapete come si chiama? come è fatto? ha la testa? come si
muove? perché si allunga e si contrae? cosa mangia?
Per verificare le risposte a queste domande si proporrà ai ragazzi di svolgere alcune attività mirate e di
costruire una casa per i lombrichi, il lombricaio, nella quale sarà possibile continuare ad osservarli e comprendere meglio le loro caratteristiche e il loro modo di vivere e di svilupparsi.
Alcune ipotesi emerse dal brainstorming possono essere verificate attraverso attività di osservazione
diretta di lombrichi posti in una vaschetta o in un vassoietto. Ponendo, per esempio, terra bagnata
e asciutta in zone differenti della vaschetta si può verificare la preferenza del lombrico per ambienti
umidi e se si aggiunge qualche goccia di trielina in un punto del terreno si osserverà che i lombrichi
si dirigeranno dalla parte opposta dimostrando la loro caratteristica di bioindicatori, cioè organismi
che prediligono ambienti non contaminati. Posizionando nella vaschetta pezzi di cibo come bucce di
mela o insalata è possibile capire da che parte è il capo del lombrico osservando quale delle estremità
si avvicina al cibo e l’osservazione diretta attraverso la lente permetterà inoltre di scoprire le caratteristiche anatomiche esterne di questo organismo. Ma molte osservazioni e deduzioni più complesse
possono essere sviluppate utilizzando il lombricaio. Si po’ infatti osservare come si presenta la stratificazione e la struttura del substrato al momento della costruzione e come si modifica durante i giorni
e le settimane, provando insieme ai ragazzi a spiegare il perché. Si possono scoprire le abitudini alimentari di questi organismi provando a mettere nel lombricaio tipi di cibo differenti e osservando se e
come viene trasformato. Sarà facile osservare la presenza delle feci dei lombrichi, frutto della trasformazione del suolo e del materiale organico. Si possono seguire gli stadi di accrescimento e sviluppo
degli individui presenti e la comparsa di uova e di nuovi piccoli lombrichi nati in questo allevamento.
Tutte queste informazioni rappresentano indicazioni fondamentali da rielaborare in una discussione
guidata per costruire l’identikit del lombrico e il suo ruolo nell’ecosistema che può essere completata
anche con la lettura di materiali di approfondimento.
Il risultato di queste valutazioni può essere riassunto schematicamente completando una tabella (o un
cartellone) attraverso foto, disegni e brevi descrizioni frutto delle osservazioni svolte. Se si conduce questa attività con i bambini più piccoli si può realizzare la tabella associando alle varie azioni anche quelle
corrispondenti alla vita dell’uomo in modo da permettere ai bambini di vedere con facilità somiglianze e
differenze fra esseri viventi.
Nasce
Mangia
Elimina rifiuti
Cresce
Si muove
Respira
Si riproduce
Si difende
Muore
Il suo compito è
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Realizzare un piccolo allevamento di lombrichi è facile. Basta disporre di un contenitore di medie dimensioni (una vaschetta trasparente che facilita l’osservazione oppure una semplice cassetta della
frutta ricoperta con carta di giornale) e riempirla con strati successivi di sabbia, terra e foglie, annaffiando il tutto con acqua. In questo
substrato possono essere introdotti lombrichi presi nel giardino della
scuola o in un bosco. Nelle settimane successive sarà necessario annaffiare il lombricaio per garantire la giusta umidità (senza eccedere
per evitare di “affogare” i lombrichi) e fornire un po’ di nutrimento
mettendo in superficie bucce di frutta, foglie di insalata, farina). Il
lombricaio va tenuto coperto ad esempio con un canovaccio per garantire un ambiente scarsamente illuminato, come quello naturale
nel quale i lombrichi vivono.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Risolvere problemi
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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Con questa attività sul campo è possibile ricercare informazioni sulla biodiversità che caratterizza un
determinato ecosistema, per esempio un prato o un giardino, offrendo molti spunti utili anche per un
approfondimento disciplinare nell’ambito scientifico. Può pertanto risultare utile nella fase di progettazione dell’orto, per approfondire lo studio e la conoscenza dell’ambiente in cui verrà realizzato. L’attività
può anche essere utilizzata dopo la realizzazione di un orto, soprattutto se biologico, per comprendere
e valutare l’esistenza della biodiversità in questo piccolo ma importante ecosistema.
Essa consiste nel suddividere il territorio in esame in aree di 1 mq di superficie, contare le specie presenti
e poi fare una media tra i valori dei singoli riquadri. A tale scopo occorre costruire un telaio quadrato
inchiodando quattro pezzi di legno lunghi 1 metro ciascuno. Per facilitare l’osservazione e il conteggio è
consigliabile dividere il quadrato, con un cordino, in quadrati più piccoli (per esempio 10 quadrati), tutti
uguali. Per ottenere dati il più possibile reali, non influenzati da un’eventuale scelta personale, è bene
disporre il telaio a caso nel terreno. Si comincia identificando le piante all’interno dei singoli quadratini
e se ne annota il nome, stabilendo un segno convenzionale per ciascuna di esse, quindi si contano.
Su carta millimetrata si disegna il quadrato e si riporta l’esatta posizione di ogni singola pianta. Occorre ripetere l’operazione almeno una decina di volte in altrettanti punti diversi sempre scelti a caso;
solo così si potranno avere buone indicazioni sul tipo di piante presenti in un certo habitat e sulla loro
distribuzione. Analogamente si può calcolare la superficie coperta da un determinato vegetale contando
il numero dei quadrati di 1 dmq di superficie ciascuno occupati da tale specie.
Un altro lavoro che si può svolgere con il metodo descritto può essere quello di confrontare una zona
non calpestata con una calpestata: nella prima vivono molti più tipi di piante, mentre nella seconda si
trovano soltanto alcune specie più resistenti al calpestamento (margherite, piantaggini ecc.).
Inoltre, per approfondire lo studio di un ambiente si può delimitare un telaio permanente, piantando nel
terreno quattro pali agli angoli di un quadrato di un metro di lato.
A intervalli regolari di tempo si possono compiere delle osservazioni e registrare i cambiamenti che
avvengono in quell’area, mettendoli in relazione con le variazioni stagionali o con altri fattori eventualmente dipendenti dall’attività dell’uomo. La tecnica può essere semplificata, in relazione ai diversi
livelli di scolarità, e applicandola a colture erbacee coltivate con metodi tradizionali e colture coltivate
con metodi biologici. Le osservazioni potranno, più semplicemente, essere registrate utilizzando riprese
fotografiche che consentono di riproporre in classe il campione di osservazione.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
– Collaborare e partecipare
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L’allontanamento dalla terra delle ultime generazioni ha portato a perdere anche conoscenze e consapevolezza rispetto alle caratteristiche di questa componente fondamentale dell’ecosistema. Per svolgere un percorso
incentrato sull’agricoltura risulta quindi fondamentale riscoprire insieme ai ragazzi le caratteristiche del terreno, ed in particolare del suo strato superficiale, il suolo, per comprendere come possano variare a seconda
dei luoghi e come interagiscano con le componenti viventi dell’ecosistema e quindi anche di un orto.
Proponiamo una serie di attività che contribuiscono a approfondire questi aspetti e che possono risultare utili nella fase di progettazione e realizzazione di un orto scolastico. Queste attività permettono
inoltre di stabilire molti collegamenti e approfondimenti nell’ambito disciplinare scientifico.
Cosa c’è dentro al suolo?
Procurarsi 3 o 4 campioni di terra raccolti in ambienti diversi (bosco, giardino, riva di un fiume, campo
ecc.) Dividere la classe in gruppi e dare un campione di terra su un piattino ad ogni gruppo di ragazzi
che lo osserverà partendo dall’utilizzo dei sensi descrivendo colore, odore, consistenza, ecc. A ciascun
gruppo può essere anche data una lente d’ingrandimento e una scheda dove annotare le rilevazioni effettuate. Si invita poi ogni gruppo a analizzare il campione separando le differenti componenti presenti
(parti vegetali e di animali, di minerali, substrato terroso ecc.) sulla base di criteri di classificazione
stabiliti dal gruppo. Ogni gruppo dovrà poi illustrare alla classe cosa ha trovato e su che basi ha deciso
di raggruppare i reperti. Questo momento di restituzione offre molti stimoli per evidenziare le caratteristiche ecologiche e quindi le differenti componenti e le relazioni presenti. Le attività di osservazione
possono anche essere ulteriormente approfondite con l’utilizzo di chiavi dicotomiche per determinare
gli organismi animali trovati nei campioni (www.atlantecologia.unito.it/page.asp).
La tessitura del suolo
Per evidenziare le composizione del suolo rispetto ai suoi costituenti fondamentali (sabbia, argilla, limo
e humus) si possono svolgere due esperienze.
Dividere la classe in gruppi e fornire a ciascun gruppo un campione di terreno e un barattolo con il
tappo. Mescolare dentro al barattolo 1/4 di terreno e ¾ di acqua e lasciarlo riposare fino a quando tutti
i sedimenti non si saranno depositati (possibilmente lasciar passare qualche ora). A questo punto chiedere ai ragazzi di osservare cosa vedono e descrivere le differenti caratteristiche degli strati che si sono
formati (colore, granulometria…), cercando anche di individuare da che tipo di materiale sono costituiti
(sabbia, argilla, limo ed humus). Invitare i ragazzi a misurare l’altezza dei differenti strati e raffigurare
con un disegno la stratificazione osservata. Agli alunni può anche essere proposto di calcolare il valore
percentuale di ogni strato. L’attività può essere svolta anche utilizzando campioni di terreno provenienti
da luoghi molti diversi (riva del fiume, campo, bosco) per confrontare i differenti risultati. I dati emersi
dalla misurazione possono essere un utile spunto per valutare la qualità del terreno a fini agrari tenendo
conto che un buon terreno per uso agronomico è costituito dal 35 al 55% di sabbia, dal 25 al 45% di
limo, dal 10 al 25% di argilla
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Si può indagare sulle caratteristiche del suolo anche attraverso un’esperienza basata su rilevazioni tattili.
Far asciugare bene il campione da esaminare all’aria, eventualmente sul termosifone. Sminuzzare, gli
aggregati più grossi e, se possibile, passare il campione al setaccio raccogliendo la terra su una vaschetta,
aggiungere lentamente l’acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo, consistente e non troppo liquido
(non deve colare tra le dita). Manipolare l’impasto lavorandolo fra tra le dita fino ad ottenere delle masse
rotondeggianti. A questo punto cercare di definire le sensazioni avvertite e provare a rispondere alle
seguenti domande che aiuteranno, come in una caccia al tesoro, a capire di che tipo di terreno si tratta.
Siete riusciti a formare una massa di forma sferica?
– NO, allora il vostro campione è formato prevalentemente da SABBIA.
– SI, allora ci serve un altro indizio!
Dopo aver lavorato e manipolato il campione le dita sono rimaste pulite?
– SI, allora il campione è costituito prevalentemente da LIMO.
– NO, il campione è costituito prevalentemente da ARGILLA.
Provare adesso a prendere un’altra porzione di campione inumidito e lavorarlo fra pollice ed indice
tenendo gli occhi chiusi per concentrarsi meglio sulle sensazioni tattili percepite, cercando di far riferimento alle corrispondenze seguenti:
– Se sentiamo grattare > terreno prevalentemente sabbioso
– Se l’impasto è scivoloso, ha una consistenza saponosa > terreno limoso
– Se appiccica le dita e si può modellare > terreno argilloso
Fertilità e assorbimento dell’acqua
Ogni tipo di terreno presenta differente capacità di assorbimento dell’acqua e differente fertilità. Attraverso questo esperimento i ragazzi potranno verificare come queste due caratteristiche siano correlate.
Si prendono tre barattoli contenenti tre differenti tipi di terreno, sabbia, argilla e humus (terriccio) e si
bagnano con la stessa quantità di acqua. Si noterà che la parte superficiale dell’argilla è bagnata e quella
inferiore no e che l’acqua viene assorbita molto lentamente. L’humus invece assorbe velocemente l’acqua
e si gonfia aumentando di volume. Il terreno sabbioso si lascia attraversare velocemente dall’acqua senza
trattenerla negli strati più superficiali. Si chiede ai ragazzi di annotare queste osservazioni e di provare
a spiegarle. Da questa prima parte dell’esperienza potranno quindi dedurre che l’argilla è impermeabile
all’acqua, l’humus ha un’elevata capacità di assorbimento, la sabbia è permeabile all’acqua.
L’esperimento può continuare seminando in ciascuno dei tre contenitori lo stesso tipo di semi e si continua
ad annaffiarli in maniera costante e omogenea. Lasciando trascorrere almeno un paio di settimane si potranno osservare le differenze nella germogliazione nei tre contenitori e su questo sviluppare con ragazzi
una riflessione. Il contenitore con l’humus risulterà infatti quello più fertile dal quale le piantine spunteranno prima, mentre in quello riempito con la sabbia probabilmente il seme non riuscirà a germogliare.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Comunicare
– Risolvere problemi
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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Questa attività si presta ad essere svolta nella fase finale di un percorso sull’agricoltura, durante la realizzazione dell’orto o del giardino scolastico progettato insieme ai ragazzi e permette di scoprire il valore ecologico fondamentale di alcune specie di insetti come la coccinella e di poterle osservare e studiare
da vicino. Le coccinelle sono, infatti, uno degli insetti più carini e utili per il giardino e per l’orto perché
sono ghiotte di afidi e altri tra i parassiti più comuni che possono attaccare le piante. Si tratta quindi di
un vero antiparassitario ecologico utilissimo.
Si può proporre ai ragazzi di documentarsi per scoprire le caratteristiche di questo insetto e le sue abitudini alimentari in modo da trovare le soluzioni migliori per attirarle nel giardino o nell’orto. Si possono
infatti individuare piante particolarmente gradite a questi insetti come il rafano, i cavolfiori e i broccoli e
decidere di coltivarle, ma anche piante aromatiche e fiori (ad esempio ortica, aglio, salvia, timo, coriandolo,
calendula, potentilla, tarassaco, geranio e fiordaliso) che favoriscono la presenza delle coccinelle e di altri
insetti entomofagi (che si nutrono cioè di altri insetti). Per favorire la presenza delle coccinelle e di altri
insetti utili si consiglia di proporre alla classe anche la costruzione di una casetta che dia rifugio a questi
preziosi insetti, attraverso la quale sarà inoltre più facile anche osservarli e studiarli. La casetta potrà essere
facilmente realizzata con i ragazzi seguendo le indicazioni proposte in molti siti web come ad esempio:
www.greenme.it
dallortoaifornelli.altervista.org
Per attirare le coccinelle si consiglia di mettere nella casetta: paglia, uva sultanina e un composto di acqua
e zucchero. In questo modo gli insetti saranno attirati dal profumo. E’ preferibile posizionare la casa delle
coccinelle a un metro e mezzo di altezza in un posto esposto a sud, riparato e ombreggiato.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Collaborare e partecipare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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Questa attività stimola la conoscenza della stagionalità dei prodotti della terra è quindi un utile supporto per
favorire abitudini alimentari corrette e per la scelta delle piante da coltivare in un orto scolastico. Si chiede
ad ogni alunno di completare la tabella sottostante, colorando (con un colore secondo lui rappresentativo)
in corrispondenza di ciascun prodotto della terra i mesi di prevalente produzione, solo in base alla propria
esperienza.
Al lavoro individuale seguirà quello collettivo che consisterà nella collocazione dei prodotti, magari sotto
forma di disegno o di colori scelti dal gruppo, su di un cartellone che riporti in grande la stessa tabella. Potrà
accadere che ci siano dei pareri discordanti sulla collocazione dei prodotti ed allora si potranno discutere le
motivazioni delle scelte individuali, per arrivare ad una decisione condivisa.
Al termine di questa fase l’insegnante potrà decidere con i ragazzi il modo più opportuno per verificare la
reale sequenza stagionale e mensile dei prodotti agricoli.
Si potrà anche indagare su:
– Differenze tra prodotti agricoli stagionali e “fuori stagione”
– Differenze tra colture in campo aperto e colture in serra
– Provenienza dei prodotti (nazionale, comunitaria, extracomunitaria anche legata al commercio equo e
solidale, ecc.)
– Periodo che intercorre dalla semina al raccolto dei singoli prodotti.
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Collaborare e partecipare
– Individuare collegamenti e relazioni
– Acquisire ed interpretare l’informazione
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LE STAGIONI DEI NOSTRI PRODOTTI: LA FRUTTA - LA VERDURA
MAGGIO
APRILE
PRIMAVERA
MARZO
FEBBRAIO
GENNAIO
INVERNO
DICEMBRE
NOVEMBRE
OTTOBRE
SETTEMBRE
AUTUNNO
AGOSTO
LUGLIO
GIUGNO
ESTATE
Arance
Asparagi
Bietole
Broccoli
Cachi
Carciofi
Carote
Castagne
Cavolfiore
Ciliege
Fichi
Kiwi
Mandarini
Melanzane
Mele
Meloni
Patate
Pere
Pesche
Pomodori
Spinaci
Susine
Uva
Zucchine
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La riduzione degli sprechi alimentari è un risultato da raggiungere anche attraverso il contributo di azioni
individuali. Anche i ragazzi possono concorrere in maniera significativa già a partire da un comportamento più consapevole durante i pasti consumati alla mensa scolastica. Con questa attività si propone quindi
agli alunni di sviluppare un’indagine all’interno della classe per evidenziare quali alimenti vengono sprecati di più durante i pasti in mensa e individuare e sperimentare possibili azioni per diminuire tali sprechi.
Si propone alla classe di indicare due o tre ‘manager di mensa’ che ogni giorno, per almeno una settimana,
chiedano ai propri compagni se e cosa non hanno consumato del pasto della mensa lasciandolo nel piatto,
annotandolo in una tabella con una crocetta in corrispondenza di ogni alunno che ha segnalato una determinata tipologia di cibo non consumato.
Yogurt
Pane
Carne
Formaggio
Verdura
Frutta
Dessert
TOTALE
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
TOTALE
Analizzando con i ragazzi i dati ottenuti si potrà avere un’idea del comportamento della classe rispetto allo
spreco alimentare e delle tipologie di cibo principalmente oggetto di questa cattiva abitudine. Utilizzando
il totale settimanale per ogni tipologia di cibo (oppure calcolando un valore medio) si può costruire la piramide degli sprechi della classe, mettendo alla base il cibo con valori di spreco più alto e all’apice quello che
viene meno lasciato nel piatto. La piramide degli sprechi così costruita può essere un utilissimo strumento
di discussione e riflessione collettiva.
A partire da queste riflessioni si può proporre alla classe di individuare possibili azioni da intraprendere
per modificare le abitudini rilevate. Una delle azioni che può essere adottata è l’utilizzo di una “sacca antispreco” cioè di un sacchetto di plastica termico (del tipo di quelli che si utilizzano per il trasporto dei prodotti congelati) nel quale ciascun alunno può mettere gli alimenti integri non consumati durante il pasto e
portarli a casa o utilizzarli per la merenda. La gestione della sacca antispreco può essere accompagnata da
un’azione di monitoraggio da parte dei “manager di mensa” che possono annotare per qualche settimana in
una tabella analoga alla precedente la frequenza nell’utilizzo della sacca e le tipologie di alimento recuperate. Approfondimenti ed esempi su questo tipo di attività sono reperibili sul sito www.puliamoilmondo.
it/campagna-antispreco
Competenze chiave che l’attività può contribuire a costruire o a evidenziare
– Collaborare e partecipare
– Acquisire ed interpretare l’informazione
– Risolvere problemi
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VISITE ED OCCASIONI
PER VIVERE UN’ESPERIENZA SUL TEMA
Museo della dieta mediterranea
Ecomuseo ‘Il giardino del Principe’
Centro Nazionale per lo Sviluppo sostenibile ‘Il Girasole’
L’AZIONE DI CITTADINANZA ATTRAVERSO
LE CAMPAGNE DI LEGAMBIENTE
Festa dell’albero
Orti in festa
MATERIALI E LETTURE PER GLI ALUNNI
Schede di approfondimento Buon cibo www.puliamoilmondo.it/images/Schede_didattiche_informative.pdf
Diario dell’albero www.legambiente.it/sites/default/files/docs/diario_2014.pdf
Opuscolo Il suolo è vivo! http://eusoils.jrc.ec.europa.eu/library/themes/biodiversity/CBP/Posters_ITALIAN.pdf
SUGGERIMENTI DI LETTURE PER RAGAZZI
Ravanello cosa fai… di Emanuela Bussolati, Editoriale Scienza
Il manuale della natura di Frédéric Lisak e Jean-Claude Pertuzé, Lapis
Lo sai che i papaveri. Il giardino fiorito a scuola e nel tempo libero di N. Nicoletti, Salani
L' insalata era nell'orto. L'orto a scuola e nel tempo libero di N. Nicoletti, Salani
I frutti della terra di Guiraud Florence, Nouvion Judith, Gallucci
Tutti a tavola! di Alberto Pellai, Erickson
MATERIALI DI APPROFONDIMENTO PER I DOCENTI
Manifesto Legambiente La nuova agricoltura www.legambiente.it/sites/default/files/docs/manifesto_agricoltura.pdf
Bugie e rischi degli organismi geneticamente modificati a cura di Legambiente www.legambiente.it/sites/default/files/docs/decalogo_rischibugie_ogm_0.pdf
Good Food Bag Campagna contro lo spreco alimentare www.puliamoilmondo.it/images/campagne/GoodFoodBag/Presentazione_Good_ Food_Bag.pdf
LINK ESTERNI DI APPROFONDIMENTO
Vivi con Stile www.viviconstile.org
Fondazione Barilla www.barillacfn.com
RAI scuola www.scuola.rai.it/cerca.aspx?s=expo
La fabbrica della vita. Perché la biodiversità del suolo è tanto importante http://ec.europa.eu/environment/archives/soil/pdf/
soil_biodiversity_brochure_it.pdf
Navdanya International – Associazione per la sovranità alimentare fondata da Vandana Shiva www.navdanyainternational.it
Orti di pace www.ortidipace.org
LETTURE CONSIGLIATE
La terra che vogliamo – Il futuro delle campagne italiane di Beppe Croce, Sandro Angelini, Daniela Sciarra. Edizioni Ambiente
Campania la terra dei cuochi www.legambiente.it/terra-dei-cuochi
L’ultima cena – A tavola con i boss www.edizioniambiente.it/ebook/505/l-ultima-cena/
Orti di pace - Il lavoro della terra come via educativa a cura di Gianfranco Zavalloni www.tecnologieappropriate.it/editoria/
orti-di-pace/
ESPERIENZE DI SCUOLE E GRUPPI TERRITORIALI
Coltiviamo la rete. Buone pratiche in circolo www.esperienzeconilsud.it/coltiviamolarete/
Orti didattici in Sardegna www.ixorto.it/orti-sociali-legambiente-circolo-il-grillo-buonepraticheincircolo-sardegna/
La good food bag contro lo spreco alimentare ad Agrate (MI) www.puliamoilmondo.it/images/GoodFoodBag_primi_test_di_
uso_ Agrate.pdf
I bambini di Agrate ci spiegano perché amano la food good bag (video) www.viviconstile.org/magazine/articoli/good-food-bag-contro-lo
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Legambiente onlus
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Tel. 0686268350
E-mail: [email protected]
progetto grafico: fabrizio filipponi
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