SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE
Domenica 20 dicembre 2009
Anno LIII n° 47 • euro 1
FONDATO NEL 1957
POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA
La storia
La storia
Scuola
Testimonianze
In classe,
L’oriente vicino
Centro di Consulenza per le Famiglie
e Fism a sostegno delle educatrici
A PAGINA 3
Intervista con Padre Stefano
Andreotti, missionario modenese
a Honk Kong
A PAGINA 4
con benessere
Il Punto
Un antidoto
alla violenza
• Mariapia Cavani
U
n gesto inqualificabile, quello di cui è stato fatto oggetto il presidente del consiglio a Milano,
domenica 13 dicembre. Un gesto da non commettere, mai per nessuna ragione. Un gesto che
non si spiega però con odio, passione politica, contrasti di
partito, ma col disagio di chi l’ha compiuto.
Umana pietà per l’aggressore e grande solidarietà per l’aggredito sono i due primi sentimenti che avremmo dovuto
provare. Noi cittadini, ma non solo. E invece non è andata
così: anche un gesto terribile si è trasformato in terreno di
scontro politico. Fermiamoci per favore a pensare: io non
amo molto guardare la televisione, ma non esistono più, da
molto, troppo tempo, dibattiti che prevedano l’esposizione
delle proprie idee, ma solo la demonizzazione dell’avversario.
Il confronto politico si trasforma in una battaglia tra tifoserie, senza vincitori né vinti: i soli che hanno tutto da perdere sono i cittadini: non vedono leggi fatte per loro, non si
sentono ascoltati, compresi, rispettati. Manca un vero senso
di responsabilità da parte di chi, sedendo nelle istituzioni,
le trasforma nello sfondo per il proprio triste spettacolo e
non le luogo dove agire per il bene comune.
L’insulto all’avversario non è la svista, l’eccezione, ma la regola, si parli di calcio o di cucina regionale. La prevaricazione è lo scopo, il grido sguaiato il solo modo. La bugia
non lascia spazio alla smentita e ogni menzogna passa nel
cesto dei rifiuti prima che si scopra che è tale, generando
soltanto sconcerto.
La violenza, l’aggressività pervadono ormai ogni ambito
della vita, anche quella quotidiana, in auto, in fila alla posta,
lungo la strada, e tutto è poi etichettato come gioco, ancorchè pesante, o peggio come necessità, come unico modo
di tutelare un io, l’io dell’individuo che diventa misura di
tutte le cose e che, al massimo, si unisce ad altri individui
per cercare di conseguire un apparente vantaggio comune,
ma per un piccolo gruppo, corporazione, clan, e comunque
a scapito di altri. E a volte per quel danno altrui si gioisce
pure, se ne ricaviamo vantaggio.
No, non è questo ciò che le persone chiedono: non è una
squallida legge di immediato ed emotivo consenso che deve
governare l’azione di chi, in qualunque schieramento politico, ha la responsabilità di rappresentare i cittadini. E non
possiamo dimenticare comunque una responsabilità dal
basso: spegnere le grida, rispondendo con parole e gesti dal
tono diverso: serve equilibrio da opporre alla follia, civiltà
da opporre alla barbarie, parola da opporre al silenzio complice. E lo dobbiamo fare noi, qui, subito.
Azione Cattolica
LoSport
accolse
con gioia
La pagina informativa su iniziative
e progetti dell’Ac diocesana
A PAGINA 9
Che festa sarà?
Sono tante le
proposte e le
occasioni per
vivere a Modena
il periodo
natalizio in una
dimensione
di solidarietà
e maggiore
attenzione
agli altri
C
hissà che, complice
anche il periodo
di crisi (e sarebbe
questa la classica dimostrazione che da una
circostanza negativa può nascere anche
qualcosa di
buono…)
quest ’anno
non sia davvero la volta
buona per riscoprire una
dimensione
del
Natale
più autentica,
più solidale
e attenta agli
altri. Lo si ripete ogni anno, dall’inizio
dell’Avvento
e fino alla vigilia: Natale
non sono i
regali, le luci
e la rincorsa
spasmodica,
fino all’ultimo minuto
tra vetrine, negozi e centri
commerciali. Certo che non è
questo il Natale e, soprattutto
per i cristiani, non è questo lo
spirito con il quale si celebra,
si ricorda e si accoglie nuova-
mente la nascita del Figlio di
Dio, fattosi carne a Betlemme
nel grembo di Maria, nato povero in una capanna. Però, nonostante gli sforzi, il rischio di
cadere in maniera eccesiva nella dimensione sberluccicante e
a volte forzatamente festaiola
dei giorni dal 24 dicembre al 6
gennaio, è sempre molto presente. Se non dovessero bastare
le sollecitazioni e le riflessioni
che negli appuntamenti liturgici di queste domeniche di
Avvento abbiamo sentito ripetere nelle nostre comunità
parrocchiali, allora anche l’indubbia minor disponibilità di
risorse e la poca voglia di festeggiare in tempi di crisi possono aiutare a intraprendere
una strada diversa, più autenticamente e cristianamente natalizia. Se Natale è accoglienza
dell’altro e attenzione ai suoi
bisogni, condivisione e soli-
in modo “alternativo e controcorrente” il Natale. A iniziare
dal cammino di ‘Avvento e
Natale di solidarietà’ proposto
dalla Caritas diocesana. Per
rimanere in ambito ecclesiale,
è sufficiente poi guardare cosa
propongono le parrocchie o le
associazioni e i movimenti per
cercare qualche spunto o suggerimento: si scoprirà così che
le iniziative di solidarietà non
mancano e sono rivolte sia a
chi vive in Africa, Asia o America Latina sia a chi più vicino
a noi, magari nella stessa strada o sullo stesso nostro pianerottolo, vive nella quotidianità
una situazione di difficoltà o di
disagio della quale nessuno si
accorge. Ma questa festa, così
importante per chi è inserito in
una logica di fede e di testimonianza cristiana ha la capacità
di proiettarsi, più di altre ricorrenze, anche in una dimen-
darietà con chi è in difficoltà,
vicinanza a chi, in senso spirituale e materiale, ha meno risorse, allora sono davvero tante
le iniziative che in questo periodo si moltiplicano per vivere
sione più laica. “A Natale si è
tutti più buoni”, si sente banalmente dire… Un fondo di
verità, però, al di là dei luoghi
comuni e delle frasi fatte, sicuramente c’è, a giudicare almeno
. e a capo
www.lapam.mo.it
dal moltiplicarsi di iniziative e
proposte che la ricca e multiforme realtà del volontariato
modenese formula per questo
Natale 2009. Per rendersene
conto, ad esempio, basta dare
un’occhiata al sito www.volontariamo.com per scoprire che
nella sezione “Natale e solidarietà” si passa dagli eventi benefici alle proposte per regali e
doni solidali. Si scoprono così
il Natale con l’associazione italiana leucemia di Modena, la
possibilità di unire doni natalizi e aiuti per i bambini Malgasci con Mondobimbi, gli
angioletti manufatti per aiutare i bambini peruviani, il Natale con Africa nel cuore, ma
anche miele e noci per sostenere l’associazione Parkinson
Modena, le stelle di Natale e i
dolci per aiutare il Cid - Curare il Dolore, le proposte per
un Natale di solidarietà con
il servizio
di Salute
mentale. E non
dimentichiamo le
botteghe
del commercio
equo
e
solidale a
Modena,
e in altri
centri della provincia. Senza
trascurare,
infine,
il
pranzo di
Natale alla
Rotonda
(vedi foto).
Insomma,
le idee non
mancano
di certo: basta solamente la
voglia di farsi coinvolgere per
festeggiare e vivere un Natale
che sia il più autentico possibile, accorgendosi un po’più
degli altri.
adesione
2010
2
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
Primo Piano
“Se vuoi coltivare la pace,
custodisci il creato” La festa degli auguri
Istituto Charitas
rosi problemi che
riguardano l’ambiente
naturale
dell’uomo, come
l’uso delle risorse,
i cambiamenti climatici, l’applicazione e l’uso della
biotecnologie,
la
crescita demografica. Se la famiglia
umana non saprà
a Chiesa di Modena
far fronte a queste
celebrerà la Giornata
nuove sfide con un
il 31 gennaio in San
rinnovato
senso
Biagio: sul prossimo
della giustizia ed
numero di Nostro Tempo i detequità sociali e della
tagli sulla Veglia.
solidarietà internaIl tema intende sollecitare una
zionale, si corre il
presa di coscienza dello stretrischio di seminare
to legame che esiste nel nostro
violenza tra i popoli
mondo globalizzato e intere tra le generazioni
connesso tra salvaguardia del
e quelle future.
1884_Nostro
Tempo
12-11-2008
Pagina 1
creato
e coltivazione del
bene Modena_102x132
legame è, infatti, sempre
più presenti16:49
della pace. Tale stretto e intimo messo in discussione dai nume- Seguendo le preziose indicazio-
Giornata
mondiale
della pace,
1 gennaio 2010
L
www.bsgsp.it
Le tue radici e il tuo futuro
sotto un buon segno.
ni contenute ai numeri 48-51
della Lettera Enciclica Caritas
in veritate, il messaggio papale
sottolineerà l’urgenza che la tutela dell’ambiente deve costituire una sfida per l’umanità intera:
si tratta del dovere, comune e
universale, di rispettare un bene collettivo, destinato a tutti,
impedendo che si possa fare
impunemente uso delle diverse
categorie di esseri come si vuole.
È una responsabilità che deve
maturare in base alla globalità
della presente crisi ecologica e
alla conseguente necessità di affrontarla globalmente, in quanto
tutti gli esseri dipendono gli uni
dagli altri nell’ordine universale
stabilito dal Creatore.
Se si intende coltivare il bene
della pace, si deve favorire, infatti, una rinnovata consapevolezza
dell’interdipendenza che lega
tra loro tutti gli abitanti della
terra.
Tale consapevolezza concorrerà ad eliminare diverse cause di
disastri ecologici e garantirà una
tempestiva capacità di risposta
quando tali disastri colpiscono
popoli e territori. a questione
ecologica non deve essere affrontata solo per le agghiaccianti prospettive che il degrado
ambientale profila: essa deve
tradursi, soprattutto, in una forte motivazione per coltivare la
pace.
Movimento
Apostolico Ciechi
Santa Lucia
a San Pio X
D
Le tue radici, il tuo futuro.
omenica 13 dicembre, festa di S.
Lucia protettrice
della vista, il Mac
(Movimento Apostolico Ciechi)
Gruppo di Modena e Carpi, ha
celebrato la Festa della Luce e
della condivisione nella parrocchia di S. Pio X, dove ha trovato
grande accoglienza e amicizia.
Numerosi i soci vedenti e non
vedenti che vi hanno partecipato
unitamente ai fedeli della parrocchia. Molto seguita la S. Messa
concelebrata da don Francesco
Cavazzuti (non vedente) e dal
vice parroco don Raffaele, con
l’assistente nazionale del Mac
don Renzo Migliorini e ottimo il
pranzo servito in un salone parrocchiale. Pomeriggio trascorso
in allegria con Sandrone e i suoi
amici. Desideriamo esprimere i
più sentiti ringraziamenti al parroco don Ivo, che è stato con noi
per buona parte del tempo e ai
volontari che hanno preparato e
servito il pranzo, nonchè a tutti i
parrocchiani che ci sono stati vicini con affetto e simpatia . Sono
anche stati raccolti tanti occhiali
usati che, rigenerati, saranno destinati ai ciechi del terzo mondo.
E
’ stata una festa degli auguri di Natale molto partecipata quella che si è svolta sabato scorso all’Istituto Charitas
di via Fratelli Rosselli a Modena. L’istituto, fondato da
mons. Ermanno Gerosa nel 1942, ospita oltre 60 persone con
disabilità psico fisiche gravi, assistite da più di 100 operatori, oltre
ai volontari che animano le diverse attività. Uno dei momenti più
sentiti dagli ospiti è la tradizionale festa di Natale che quest’anno
ha visto coinvolti gli ospiti del Charitas in uno speciale spettacolo
teatrale espressivo, con luci, canti e immagini proiettate nel salone
principale dell’Istituto alla presenza delle famiglie, dei volontari e
degli operatori dell’Istituto. Nell’occasione sono stati anche messi in vendita i prodotti realizzati dagli ospiti nel corso dell’anno
all’interno dei laboratori di creatività in cui sono stati impegnati.
Il prossimo appuntamento è con la S. Messa di Natale con l’animazione del gruppo parrocchiale si S. Faustino.
Riflessioni
sulla
Parola
“Benedetta tu fra
le donne” (Lc 1,42)
M
G.G.
olto probabilmente l’evangelista Luca ha raccolto dalla voce stessa di Maria le memorie dei
primi anni della vita di Gesù, dall’annuncio
dell’angelo Gabriele al ritrovamento nel tempio di Gerusalemme.
Ed è proprio da lei che è venuta la descrizione positiva del suo
incontro – era già in attesa di Gesù – con Elisabetta, incinta
di sei mesi di Giovanni il Battista.
Due donne che portano per dono di Dio, nel loro seno, i figli.
Incontro tra due madri che è, contemporaneamente un incontro tra i due figli, prima della nascita. Maria “si alzò e andò in
fretta” verso la casa di Elisabetta e Zaccaria.
In quel gesto, così premuroso c’è tutta la disponibilità verso
l’anziana parente, carica delle fatiche della gravidanza.
Vivono insieme, nello stesso periodo, la gioia e le preoccupazioni dell’attesa di un figlio, intuendone già la missione a cui
erano chiamati.
Già nelle parole di saluto che si scambiano, rivelano il loro
futuro ricco di mistero.
In loro… si incontrano anche i due figli: Giovanni “sussultò
nel suo grembo”. C’è qui la descrizione di una presenza, che
vale più di tante parole. Ma ci sono riferite anche le parole di
Elisabetta, guidata dallo Spirito Santo, che esprimono la consapevolezza del valore dell’incontro con Maria e Gesù.
Quello che si compie in Maria è opera di Dio. La fede della giovane madre è riconosciuta straordinaria da Elisabetta:
“Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il
Signore le ha detto. Ancora, le parole di Elisabetta esprimono
la meraviglia, lo stupore, la grande gioia, per la realizzazione,
attraverso quella giovanissima parente, del progetto di Dio
per la salvezza dell’umanità.
Luca, con poche parole, ha costruito un racconto che i credenti di tutti i tempi hanno sempre gustato, perché si manifesta così semplicemente l’incarnazione del figlio di Dio.
Avvicinandosi il Natale, la Chiesa riflette su tutto questo. Essa
si riconosce luogo, arca, della presenza del Salvatore; si sente
inviata ad esprimere conforto e solidarietà soprattutto a chi è
nel bisogno; avverte Maria come modello per una fede adulta
e consapevole, disponibile a realizzare la volontà del Signore.
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
3
Scuola
Nelle 76 scuole
aderenti alla Fism
di Modena un
progetto realizzato
in collaborazione
con il centro di
Consulenza della
famiglia
• Maria Elisa Santini*
N
on so se qualcuno
di voi è genitore,
o è stato genitore, di bambini che
frequentano il nido o la scuola
dell’infanzia ma… provate un
attimo a immaginare.
Immaginatevi di entrare in una
sezione di 20 bambini della
stessa età pieni di energia, di
esuberanza, di voglia di fare
e giocare… bambini con tanta voglia di scoprire il mondo,
conoscere, esplorare, fare nuove esperienze e mai, mai, mai
stanchi… bambini che costantemente intrecciano relazioni
con gli altri compagni fatti di
momenti di gioia, condivisione
e voglia di stare insieme ma anche di rivalità, ostilità e voglia
di primeggiare… bambini che
esprimono le loro emozioni,
che siano di gioia e felicità o di
tristezza e rabbia, in modo intenso e a volte eccessivo.
Immaginatevi ora un adulto
che quotidianamente si occupa
di queste piccole donne e piccoli uomini in divenire, se ne
prende cura sapendone accogliere le singolarità e persona-
In classe, con benessere
lità, incentivandole, insegnando
loro però anche le regole dello
stare in gruppo e
della condivisione
necessari per renderli persone rispettose
e corrette.
Ecco, tutto ciò che
vi siete immaginati è quello che ogni
giorno viene messo
in atto all’interno
di una sezione di
asilo nido o scuola
dell’infanzia
dove
insegnanti preparati e qualificati, con
grande cura, professionalità e competenza, si adoperano
per crescere questi
uomini e donne del
futuro in modo attento e responsabile.
Personalmente credo
che chi ha scelto di
diventare educatore
abbia intrapreso un
cammino difficile e
pieno di insidie che
richiede
davvero
tanta passione e dedizione… (è difficile per un genitore riuscire a volte a gestire
uno o più figli, sfiniti dai loro
capricci e dalle loro insistenti richieste… pensate a come
sarebbe averne 20 tutti in una
volta!)
Un insegnante deve infatti
reinventarsi ogni giorno, deve
continuamente mettersi in gio-
co per meglio venire incontro
alle diverse personalità e dina-
miche che entrano in sezione e
proprio per questo ha bisogno
di poter avere, quando ne sente l’esigenza, un sostegno, un
confronto, un aiuto per migliorare costantemente la qualità
del suo lavoro e delle relazioni
che si creano tra i bambini e gli
adulti (colleghi, genitori e personale scolastico).
Da alcuni anni mi occupo del
progetto “Promozione del Benessere” che la Fism
(Federazione Italiana Scuole Materne
Cattoliche) ha attivato in collaborazione con il Centro di
Consulenza per la
Famiglia. Un progetto in cui la Fism ha
creduto molto e che
ha voluto attivare
proprio per sostenere ulteriormente le
educatrici e le insegnanti delle 76 scuole della provincia di
Modena, nella loro
funzione educativa.
Il progetto fa si che,
attraverso un punto di vista esterno le
insegnanti possano,
chiedere un confronto, un sostegno, un
aiuto nella gestione
di situazioni che riguardano il gruppo
classe che le preoccupa, che le impensierisce e sulle quali
vogliono essere rassicurate e
supportate.
Le educatrici e le insegnanti delle scuole Fism in realtà
sono già sostenute nel loro
difficile compito educativo dai
coordinatori pedagogici, che
seguono le scuole passo per
passo nella gestione dei progetti formativi, delle sezioni,
della giornata educativa e, là
dove le insegnanti li contattano per un consiglio, un aiuto,
una riflessione su situazioni
che ritengono difficili e problematiche, sono i primi che
attraverso una prima osservazione possono meglio capire e
analizzare la situazione e dare
riposte coerenti.
E’ proprio il coordinatore, attraverso le sue competenze,
che può da subito aiutare le
insegnanti ad attuare strategie
educative migliorative così come invece può rendersi conto
della necessità di un ulteriore
osservazione esterna consigliando la coordinatrice delle
attività educative-didattiche
di attivare il progetto e quindi
contattarmi personalmente.
L’attivazione del progetto, e
quindi il mio intervento, è importante per dare la possibilità
alle insegnati di avere un confronto e un sostegno esterno
per la normale gestione delle
dinamiche che si creano in
sezione in modo da creare un
clima educativo sereno ed efficace.
Il benessere a scuola in fondo è
condizione indispensabile per
garantire a tutti i protagonisti
del sistema scolastico (bambini, docenti, docenti di sostegno, coordinatrice delle attività
educative-didattiche, coordinatore pedagogico-didattico)
buone condizioni di insegnamento e apprendimento.
Modi di pensare e agire corretti permettono a tutti di
“stare bene a scuola”, aiutando
a instaurare un contesto relazionale nella sezione e nella scuola favorevole al lavoro
dei bambini e dei docenti e di
conseguenza del processo di
insegnamento e apprendimento.
Quello che risulta fondamentale, per meglio capire la situazione che si
sta verificando e quindi
attivare l’intervento più
adatto, è l’analisi della
problematica portata
dall’insegnante. Ecco perché il sostegno
dei coordinatori in
primis e della pedagogista esterna
successivamente
possono
essere fondamentali
perché
possono
aiutare le insegnanti a leggere
davvero le problematiche che
stanno dietro a ogni situazione
e trovare le soluzioni migliori
per superarle.
Credo comunque che, al di là
della presenza fondamentale
del coordinatore pedagogico e,
dove si ritiene necessaria, di un
esperto esterno, quando emerge, da parte di un insegnante,
un dubbio, una perplessità o un
bisogno di conferma rispetto
una situazione particolare, diventa una grossa risorsa, all’interno della scuola, il confronto
con il collegio docenti. Il poter
infatti parlare e confrontarsi su
una situazione che ci preoccupa
e su cui ci sentiamo in difficoltà
all’interno di un gruppo di lavoro può infatti essere di aiuto
per osservarla da più punti di
vista ognuno dei quali aiuta per
una maggiore comprensione.
Posso dire che tante sono le
scuole che ho visitato in questi
anni e tante sono state le situazioni che sono state affrontate
e discusse, ma quello che ha caratterizzato questi percorsi sono state la grande disponibilità
degli insegnanti nel mettersi in
discussione e di trovare le soluzioni più adatte e le parole più
giuste per il bene dei bambini e
delle loro famiglie.
* pedagogista del centro di Consulenza per la famiglia
L’angolo
di
Don Nardo
Terra Santa:
due terribili muri
I
pellegrini non vanno in Terra Santa per motivi politici.
Però non possono nemmeno ignorare certe realtà, dal
momento che sono obbligati a sbattervi il muso contro.
E la faccia possono sbatterla contro il muro del Museo dell’olocausto e quello del muro che uno è obbligato a
costeggiare e ad attraversare ogni volta che entra ed esce da
Betlemme o si vuole recare a Betania.
Nel nostro pellegrinaggio vi era un gruppo di Nonantola.
Abbiamo voluto recarci al Museo dell’olocausto, soprattutto per vedere e per pregare presso gli alberelli dedicati alla
memoria di don Arrigo Beccari e del del dottore Giuseppe
Moreali. Li abbiamo trovati, fotografati, meditati e circondati da un momento di profonda commozione e di rinnovata
gratitudine. Avevamo qualche minuto prima visitato, ammutoliti per lo sgomento, il padiglione dedicato allo sterminio
di centinaia di migliaia di bambini ebrei. Una cosa che non
si può toccare con le parole: profanerebbero quella disumana
realtà a dimensioni gigantesche. Se don Arrigo e il dottore non avessero rischiato la vita, circa un centinaio di nomi
in più sarebbero metodicamente scanditi da quella voce nel
tunnel, che chiama per nome quei bimbi martiri.
E quel muro in gran parte già costruito, che come un velenoso serpente aggira e divide due popolazioni? E Betania?
Dista da Gerusalemme “pochi passi” ma per raggiungerla si
deve aggirare il muro per chilometri e chilometri. E in che
stato di abbandono e di miseria! Vicino al muro, nella zona
di Betlemme, vi è la casa di un terrorista fatta saltare con
la dinamite e la sua gigantografia. Dalla parte palestinese il
muro è pieno di graffiti quanto mai significativi e che esprimono la sofferenza di una popolazione di fatto ridotta in
schiavitù.
Dopo avere visitato il Museo dell’olocausto e meditato su
quel muro, mi è venuto da pensare a quello che a Varsavia
avevano fatto costruire i nazisti, per creare il ghetto degli
ebrei, in seguito deportati e sterminati. Possibile che i loro
figli e nipoti tornino a costruire dei muri anziché abbatterli?
4
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
La storia
Intervista con padre
Stefano Andreotti,
missionario
modenese a Honk
Kong.Tra differenze
e insospettabili
somiglianze con la
nostra Chiesa
• Paolo Seghedoni
P
adre Stefano Andreotti, da Baggiovara a
Honk Kong. Il missionario modenese
del Pime è rimasto oltre un
mese a Modena, prima di ripartire per la lontana Cina.
Proprio negli ultimi giorni di
permanenza in Italia, padre
Stefano ha accettato di rilasciare a Nostro Tempo una
lunga e articolata intervista.
Da quanto tempo non tor-
navi in Italia? Tornare a casa
è anche ritrovare le proprie
radici?
A fine ottobre sono ritornato
in Italia per un mese di vacanza dopo 20 mesi di permanenza qui a Honk Kong, nella
Repubblica Popolare Cinese.
Come sempre ho visitato parenti, amici, parrocchie e tutto
questo ha portato a rinverdire le mie radici di modenese.
A Honk Kong ora ci sono 7
milioni di abitanti, il 2,5% è
cattolico, il 2,5% protestante il
resto appartiene alle religioni
buddhiste, taoiste o altre venerazioni particolari. La Chiesa
cattolica a Honk Kong è suddivisa in 52 parrocchie con una
popolazione di 250.000 cattolici di lingua cinese e 100.000
di lingua inglese, per la maggior parte di origine filippina,
la percentuale di frequenza alle attività della parrocchia è di
circa il 20%.
Da quanto sei a Honh Kong?
Come si svolge il tuo servizio
L’Oriente vicino
pastorale? Il ritorno di Honk
Kong alla Cina, dopo il protettorato britannico, cosa ha
cambiato? Quanti sono gli
abitanti, i battezzati, i cattolici praticanti?
Io sono arrivato qui nel settembre del 1995, due anni prima del ritorno di Honk Kong
alla Cina e fino ad ora non ci
sono stati grandi cambiamenti: come era stato promesso e
stipulato, per 50 anni Honk
Kong non sarebbe cambiata.
Honk Kong è per natura sua
un crocevia, molte persone
passano per ragioni di lavoro,
turismo, affari (lo scorso anno
l’aeroporto di Honk Kong ha
servito 80 milioni di passeg-
geri) ma sono presenti molte
altre nazionalità. Solo per fare qualche esempio a Honk
Kong ci sono 130.000 collaboratrici domestiche indonesiane, 125.000 filippine e
20.000 thailandesi, ma ci sono
anche comunità di europei,
americani, vietnamiti, coreani,
giapponesi, srilankesi, nepalesi, indiani, bengalesi, pakistani
solo per citare le comunità più
numerose. L’apertura allo straniero qui è un dato di fatto e
costitutivo proprio dell’essere
di Honk Kong, già consolidato da almeno 200 anni di
storia, cioè dalla fondazione di
Honk Kong come ex-colonia
britannica.
Come hai trovato Modena
e più in generale il nostro
Paese? Hai notato clima disponibile nei confronti degli
stranieri?
In Italia non abbiamo una così lunga storia multi-razziale
e interculturale, ma ci stiamo
arrivando. Durante queste
vacanze ho visto un aumento esponenziale di stranieri
residenti a Modena, secondo
i dati che ho letto su Nostro
Tempo, 22.000 nel comune di
Modena, 76.000 in provincia.
È inevitabile che questo processo porti con sè paure, timori, pregiudizi, la paura di
doversi dividere la “torta” della
ricchezza in più parti. Eppure secondo la mia esperienza
missionaria, l’incontro con il
diverso, lo straniero porta ad
un arricchimento reciproco,
alla formulazione di un modo
di pensare molto più ampio e
flessibile.
A Modena ho trovato un atteggiamento
fondamentalmente cordiale e aperto verso
gli stranieri e sono stato estremamente contento di avere
visto che ora a Modena si celebra la messa in 7 lingue diverse, in rito bizantino per la
comunità Ucraina e anche in
lingua rumena-moldava per la
comunità ortodossa presente
a Modena: questo è un grande
segno di apertura e di rinnovamento per la Chiesa di Modena stessa.
Un’altra realtà di Modena che
mi ha profondamente colpito
è Porta Aperta. Ricordo di
avere prestato qualche ora di
volontariato in via dei Servi
ormai 26-27 anni fa, ma adesso ha fatto passi da gigante.
Un sabato mattina, visitando
Porta Aperta ho visto tante
persone, anche italiane, godere
della possibilità di acquistare
ad un prezzo bassissimo vestiti, scarpe, tv, libri ecc. Questo
“bazar” della Caritas è una
grande occasione per incontrarsi con persone di tante
nazionalità, contenere le proprie spese in una prospettiva
di sobrietà e ridurre la massa
dei rifiuti, una grande opera di
ecologia e di comunione con
tutto il mondo.
Visitando qualche parrocchia
ho visto il moltiplicarsi di attività di mercato equo-solidale,
gruppi missionari e sempre
più giovani che, soprattutto
dopo l’esame di maturità si recano in un paese di missione
per almeno un mese. Questi
sono grandi segni di speranza
e rinnovamento, il desiderio
dei giovani di recarsi all’estero e lo sforzo di accogliere gli
stranieri in Italia sono già uno
stile missionario di apertura.
Cosa fai nel tuo ministero in
parrocchia?
A volte anche qui a Honk
Kong non è facile per me
aprirmi oltre i confini della
parrocchia. Ora sono viceparroco della parrocchia di
San Pietro in Aberdeen, il mio
parroco è cinese e fondamentalmente mi occupo di visite
agli ammalati negli ospedali, anziani a casa e nelle case
di riposo, messe, confessioni,
estreme unzioni, gli incontri
del sabato con i chierichetti e
le chierichette, la visita serale
alle famiglie della parrocchia
che sono circa 2.000.
C’è una peculiarità della
chiesa di Honk Kong che
può dire qualcosa a noi occidentali? Tu come vivi il tuo
essere missionario?
A volte mi domando anche
io cose potrei fare di più come missionario in un luogo
siano i turisti stessi a portarsi a
casa qualche opuscolo religioso raccolto in una delle chiese
che hanno visitato.
Alla domenica pomeriggio
quando non sono impegnato
in parrocchia partecipo alla
alcune indonesiane e filippine si sono anche sposate con
degli hongkonghesi), scambi
di cultura, religione, aprendo
i nostri orizzonti a realtà per
noi sconosciute.
Che spazio abbiamo secondo
missionario e spesso mi rendo
conto che posso farlo meglio
nel mio giorno libero (il giovedì) e nei “buchi” di tempo
della settimana. Già da tre
anni ho iniziato a raccogliere,
vestiti, scarpe, tv usate (finora
26), giocattoli, latte in polvere da mandare nelle filippine
attraverso alcune delle badanti che lavorano a Honk Kong.
Con alcune di queste amiche
filippine abbiamo dato vita
lo scorso anno ad un’attività
di microcredito che serve 26
filippine: ognuna a rotazione
riceve 500 euro che restituisce
in 5 mesi.
Una filippina ha anche comprato 15 mucche da regalare
a 15 famiglie diverse alla condizione che il primo vitello
fosse lasciato all’allevatore, il
secondo ad una famiglia povera. Pochi giorni fa abbiamo finanziato un’attrezzatura
agricola per raccogliere il riso
e in futuro uno strumento per
sgranare il granoturco dalla
pannocchia.
A settimane alterne già da un
anno vado a Macao, distante un’ora di ferry, e finora ho
trasportato circa 15 quintali
di libri, libretti e dvd raccolti
tra gli avanzi delle parrocchie
di Honk Kong per le 10 parrocchie della diocesi
di Macao, ma anche
per alcuni dei circa
30 milioni di turisti, per la maggior
parte provenienti
dalla Cina, sperando che
Messa in indonesiano con le
circa 300 indonesiane cattoliche presenti a Honk Kong
(le altre 130.000 sono per il
95% musulmane) e mi intrattengo con loro conversando e
gustando alcuni dei piatti indonesiani che si sono cucinate
loro stesse.
Che relazione c’è con gli stranieri?
Ho come l’impressione che
così come Modena stia diventando sempre più internazionale e interculturale, anche la
mia missione a Honk Kong
originalmente pensata per i
cinesi, ora nel tempo libero si
stia dirigendo verso le persone
immigrate a Honk Kong da
altri paesi.
Questo non solo per condividere con altri immigrati il
fatto che io stesso sono un
immigrato, come ogni altro
missionario, ma anche perchè il flusso migratorio non solo
ha il potenziale di
equilibrare la distribuzione
della
ricchezza tra i paesi, creare dei ponti
di amicizia (a volte
te per sostenere le missioni, e
per vivere la missione qui?
In genere vengo in Italia per
riposarmi, stare con la mia famiglia, visitare amici e parenti e anche per imparare cose
nuove.
Quest’anno sono ritornato a
Honk Kong entusiasta di Porta Aperta e delle 9 comunità
cristiane di lingua diversa e
vorrei fare lo stesso anche qui
a Honk Kong.
Mi piacerebbe per esempio
stabilire la prima isola ecologica qui a Honk Kong, promuovere una maggiore diffusione
del mercato equo-solidale, qui
appena in germe, e infine vorrei tanto sperare che presto
Banca Etica possa aprire una
filiale anche qui a Honk Kong,
dove, in termini di finanza, è
possibile essere a contatto con
tutto il mondo, in particolare
con il gigante cinese!
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
5
Diocesi
Percorsi di solidarietà Riparte
la scuola regionale
P
R
Pastorale della Salute
Progetto Insieme: da gennaio al via gli incontri nei Vicariati
rosegue
il
lavoro
dell’equipe diocesana
di “Progetto Insieme”,
proposto da Caritas
diocesana a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi economica. Procede il lavoro per
l’allestimento di uno spazio in
cui incontrare e persone e coordinare il lavoro dell’equipe
diocesana.
Come anticipato alla presentazione del Progetto, avvenuta
nelle serate del 20, 21 e 23
ottobre scorso, è intenzione
dell’equipe diocesana proseguire nel confronto con le
parrocchie.
La serie di incontri per ogni
singolo vicariato ha il preciso scopo di chiarire ulteriormente le finalità del progetto
e condividere le problematiche di ogni singola realtà. In
merito alla richiesta di consulenza finanziaria, saranno
presentati alcuni casi di famiglie in difficoltà già affrontati
dalla commissione diocesana
e chiediamo che le stesse parrocchie presentino uno o due
casi da valutare e discutere insieme. Come sempre a fianco
del “Progetto Insieme” non
può mancare l’indispensabile
approfondimento per scoprire come migliorare e far migliorare gli stili di vita. Per le
parrocchie che, auspichiamo
numerose, hanno costituito o
stanno costituendo un “centro
di ascolto” l’invito è rivolto ai
loro referenti, per le altre l’invito è rivolto a tutti coloro che
già si interessano o sono attivi
in questo particolare tipo di
carità.
Le serate previste per gli incontri:
martedì 12 gennaio alle ore
21 presso la parrocchia di S.
Giovanni Evangelista a Modena si svolgerà l’incontro
per i vicariati Centro Storico,
Crocetta /San Lazzaro, Cam-
pogalliano, Nonantola, Soliera.
Mercoledì 13 gennaio alle ore
21 presso il Centro Famiglia
di Nazareth via Formigina,
319, Modena, per i vicariati S.
Agnese, San Faustino, Pedemontana Est e Ovest.
Martedì 26 gennaio alle ore
21 presso la Parrocchia di S.
Felice, Canonica Vecchia, via,
Mazzini, 2, per i vicariati della
Bassa.
Mercoledì 27 gennaio alle
ore 21 presso la sala Casa Nazareth, in p.le S. Bartolomeo,
1 a Pavullo, per i vicariati di
Pavullo, Cimone, Serramazzoni, Dragone, Zocca, Guiglia
e Montese.
Per contattare la Commissione per informazioni sul
“Progetto Insieme” e Fondo
diocesano, i numeri sono
392.1652145 e 392.1480359,
l’indirizzo mail progettoinsie-
[email protected].
it. Banca Etica, per l’apertura del conto corrente per
gestione fondo parrocchiale:
333.2796893; posta elettronica [email protected].
Cosa si fa in concreto
E
cco, dalla viva voce dei
responsabili dell’equipe diocesana di “Progetto Insieme” alcuni
casi di sostegno e accompagnamento affrontati di recente :
“Il primo caso, un artigiano che
non riesce più a lavorare perché
non in regola con le attuali normative. Abbiamo preso contatto
con il commercialista che gli segue la contabilità e quantificato
l’importo complessivo per saldare arretrati da versare allo stato e
creditori vari: euro 12.000 circa.
La parrocchia ci ha messo in
contatto con il suo principale
cliente che ci ha garantito commesse e lavori per un periodo di
tre anni, periodo sufficiente per
rientrare dal prestito deliberato
dalla Commissione Diocesana.
Il secondo, un lavoratore part-ti-
me, la moglie casalinga, con tre figli.
Senza affitto da pagare. Unica fonte di reddito certa fino alla fine del
2009 è lo stipendio di € 500. Altri
lavoretti occasionali per arrivare a fine mese. Prestiti in ammortamento
da due anni con residuo debito di €
7.000 complessivi presso due istituti
con rate mensili per un totale di €
400. Rinegoziato il residuo debito a
5 anni, la nuova rata è di € 120 circa
contro gli € 400 precedenti. Tramite
la parrocchia abbiamo chiesto che
all’assistito venisse mantenuto un
lavoro almeno per l’importo pari alla
rata. Così è successo. La parrocchia
gli sta procurando altri lavori che
unitamente al minor onere per rate
da pagare gli consentono di arrivare
a fine mese.
E comunque tanto per far capire
l’importanza di affiancare all’aiuto
economico la condivisione di sti-
li di vita, il tutor si è accorto nel
corso di una visita alla famiglia
che la stessa non appena ottenuto tutto ciò, si è fatta convincere
da un venditore occasionale ad
acquistare beni non necessari per
complessivi € 3.000 finanziato
da relativo prestito di € 4.500.
Il terzo caso risolto è quello di
un ex lavoratore autonomo ora
dipendente, che aveva accumulato debiti causa il pessimo andamento di un attività in proprio,
per € 65.000 con rate mensili di
€ 2.800. Considerate anche le
spese famigliari, di cui un affitto
di € 500, la situazione era insostenibile nonostante ci fossero
due redditi pieni e uno part-time.
Rinegoziato il debito per un periodo maggiore siamo riusciti
a ridurre la rata da € 2.800 a €
1.800”.
Pastorale scolastica
Il vescovo celebra con gli studenti
L
o scorso 14 dicembre,
nella chiesa di S. Agostino, mons. Cocchi
ha presieduto la Messa con gli studenti delle scuole
superiori della città. Un gruppo
di 5 chitarre e diverse voci ad
animare i canti, molti ragazzi
anche sull’altare. Insieme mons.
Cocchi don Graziano gavioli,
parroco e dincaricato della Pastorale scolastica, don Simone
Bellisi, Pastorale Vocazionale,
e Massimo Cavazzuti, diacono
ed insegnante alla Città dei ragazzi. L’Arcivescovo ha salutato
i giovani presenti chiamandoli
“il gruppo missionario più numeroso esistente in città” per
il loro impegno a testimoniare Cristo nelle scuole e con gli
amici, ogni giorno. Nel giorno
della memoria di san Giovanni della Croce, l’invito è stato
quello alla confidenza con il Signore, senza domandargli cose,
ma lasciando che lui, nell’in-
iprende a gennaio
il secondo ciclo del
secondo anno della
Scuola di Pastorale
della Salute. Un’esperienza unica nel panorama regionale, un’opportunità per
medici, infermieri, operatori
sanitari in genere e operatori
pastorali che svolgono il loro
lavoro o il loro servizio tra
i malati. Scopo della scuola è quello di offrire alcune
basi teoriche e pratiche per
svolgere un lavoro o un servizio pastorale ben preparati, specialmente nel campo
della relazione con il paziente o l’anziano o comunque
chiunque sia in difficoltà.
La scuola si articola sempre
in lezioni teoriche alternate
con testimonianze di esperienze vissute da operatori
professionali (in particolare
medici).
Occasione da non perdere
per chi vuole qualificare il
proprio modo di lavorare o di
fare missione tra i sofferenti.
Le lezioni prenderanno il via
il prossimo 9 gennaio
La sede della Scuola è il
Centro Famiglia di Nazareth - Via Formigina 319,
Modena E’ in corso la richiesta per l’accreditamento
dei crediti ECM per la formazione del personale sanitario. Sarà fornito un attesto
di frequenza dopo ogni giornata. Al termine del corso,
sarà consegnato il diploma
di partecipazione all’intero
corso o ai singoli moduli seguiti.
Chi fosse interessato e desidera ulteriori informazioni o
iscriversi, può contattare la
segreteria della scuola presso:
Arcidiocesi di Modena-Nonantola - Centro di Pastorale
della Salute, Roberta Cuoghi
Via S. Eufemia 13, 41100
Modena Tel 059 2133862
Fax 059 2133807 E-mail:
pa stora le sa lute @modena .
chiesacattolica.it
Ufficio catechistico
Quando noi diciamo
“Io credo”
A
partire da giovedì 7
gennaio si svolgerà
il corso per catechisti degli adulti
sul primo annuncio, proposto
dall’UCD diocesano, che ha
per titolo Quando noi diciamo “io credo”. Per quattro
serate, alle ore 20.30 al Cen-
tro Famiglia di Nazareth, il
corso tratterà di “processo al
Credo” il 7 gennaio, “Credo
in Dio: quale Dio?” il 14 gennaio, con l’intervento di don
Gianattilio Bonifacio, biblista. Giovedì 21 “Credere in
modo evangelico” e Giovedì
28 “Ritrovarsi nel credo”.
Nomine
Don Cavani
parroco alla Pellegrina
L
’arcivescovo mons.
Benito Cocchi ha
nominato nei giorni
scorsi don Matteo
Cavani parroco della comunità parrocchiale della Madonna Pellegrina a Modena. Il
contro intimo, si faccia presente
ed è proprio questa relazione
intima e personale con Dio – ha
ricordato mons. Cocchi – che
distingue il cristianesimo dalle
altre religioni. Commentando le letture del giorno, mons.
Cocchi ha poi invitato i giova-
ni presenti ad essere responsabili, con le proprie risposte,
non sospesi o timorosi, perché
nell’accoglienza della proposta
del Signore nella nostra vita c’è
sempre il bene per noi. I ragazzi – ha evidenziato mons.
Cocchi – non sono obbligati
ad accogliere nessun invito, ma
una volta accolto, la loro risposta è libera, responsabile e qualificata. Non avere paura della
domanda del Signore significa
essere pronti ad accogliere il bene che questa porta nella vita di
ciascuno.
sacerdote, durante il periodo
della malattia del precedente
parroco don Ivo Cassiani, era
stato nominato amministratore parrocchiale nella popolosa comunità del quartiere
Buon Pastore
L’Agenda della Diocesi
Martedì 22 dicembre
Ore 21 nella chiesa di San Pietro
Il Vescovo e i Giovani
6
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
Una critica a Nostro Tempo
Aperto
Spazio
P
La regione a favore della famiglia
L
a discussione avviata in questi giorni
rispetto al provvedimento contro le discriminazioni di ogni genere
contenuto in Finanziaria non
è un fatto che deve riguardare solo il mondo cattolico o i
politici di entrambi gli schieramenti che fanno riferimento all’ispirazione cristiana.
Famiglia e comunità sono
gli elementi da rafforzare per
chiunque sia impegnato, in
campo politico, economico o
sociale, e che sia interessato
alla costruzione di futuro, di
responsabilità e libertà per le
generazioni che verranno. Per
fare questa discussione in maniera proficua è però necessario
mettere a fuoco il provvedimento per quello che è. Senza posizioni precostituite. La
scelta compiuta dalla Regione
Emilia Romagna è molto precisa. In questa Finanziaria si
definisce la platea dei beneficiari delle opportunità e dei
servizi di competenza regionale, senza equipararli né dal
punto di vista giuridico, né dal
punto di vista sostanziale del
trattamento. Dal punto di vista
giuridico non sarebbe nemmeno possibile. Non compete
infatti alla Regione introdurre nuove forme di convivenza
o modificare quelle esistenti.
Esistono le persone. Esiste la
famiglia
costituzionalmente intesa. Esistono forme di
convivenza regolate dal DPR
223 del 1989 (è un decreto del
Presidente della Repubblica
valido su tutto il territorio nazionale). Nessun Dico in salsa
emiliana dunque, ma un elenco di soggetti diversi tra loro e
il cui accesso ai servizi avviene
sulla base di criteri che li differenzia senza creare discriminazioni. Si ricorderà infatti
che a differenza dal punto da
cui si era partiti (una proposta di legge in cui alla parola
famiglia si sostituiva la forma
di convivenza generica, quella
si che sarebbe stata equiparazione), i beneficiari vengono
distinti uno per uno, senza
ambiguità alcuna. Per rafforzare l’idea che il punto è contrastare le discriminazioni e non
erodere il terreno su cui fondano famiglia e matrimonio
(sollecitazione giusta e puntuale) abbiamo esplicitamente
introdotto nella finanziaria un
riferimento chiaro e inequivocabile: gli artt. 31 e 53 della
costituzione. Un impegno preciso per la Regione rispetto alla promozione di politiche per
la famiglia, con un sostegno
forte a quelle più numerose. A
questa scelta si accompagna
quella più concreta di riforma dell’Isee (Indicatore della
Situazione Economica Equivalente), ovvero una modifica
dei criteri di accesso in senso
fortemente pro-family: più
peso a chi sostiene situazioni
di handicap o non autosufficienza, più peso a chi ha un
carico familiare importante
(un esplicito richiamo alle
famiglie numerose), più peso
a chi, con figli, affronta situazioni di precarietà economica
e lavorativa. La famiglia si
sostiene con dichiarazioni e
fatti concreti. La Regione è in
campo attivamente. Forse in
maniera non sufficiente.
Le affermazioni contenute
nell’appello del Card. Caffarra non sono solo legittime
(ci sarebbe da ridere per non
piangere verso chi ancora è
fermo alla discussione “può o
non può parlare…”) ma sono
giuste e condivisibili. Le preoccupazioni del card. Caffarra
sul ruolo della famiglia nella
società che stiamo costruendo
dovrebbero essere la preoccupazione che alimenta l’impegno di tutti, laici e cattolici.
In un dialogo vero, concreto e
non strumentale.
Mattero Richetti
Consigliere regionale Pd
enso sia urgente e improrogabile proporre
le idee cattoliche con
estrema chiarezza, specialmente nell’ambito giovanile.
Oggi la missione è qui, attorno
a noi! “Con l’aria che tira”, dovremmo sfruttare ogni riga del
settimanale per un continuo,
fervoroso, rilancio cristiano; e
non più divagare blandamente
in argomenti che nulla hanno a
che fare con la nostra Fede, ma
che si addicono piuttosto ad altra
stampa. Non si creda di risultare, così, più interessanti. Ancora:
non si lasci sorgere il sospetto anche se velato da modi espressivi politicamente corretti - che in
redazione si nutrano particolari
recondite simpatie soltanto per
certi settori della galassia cattolica. Tutti per Uno! Cristiani cattolici e basta!
Ancora: perchè questo ostinato
“complesso” di volersi confrontare, ad ogni piè sospinto, con
gli islamici nell’ambito religioso, dando così la paradossale
impressione di non disdegnare
un “inciucio” sincretistico? Abbiamo mai sentito parlare di
cavalli di Troia? Sia ben chiaro:
io, cattolico, devo e voglio amare
sinceramente ogni essere umano,
come Cristo mi ha insegnato. E
sono sicurissimo di ottemperare
alla Sua volontà nel soccorrere
gli islamici bisognosi (quanti di
noi provvedono, con gioiosa assiduità, a fornire viveri e vestiario a
giovani coppie di loro, bisognose,
con tanti bambini...). Ma, per favore, si stia attenti - ad esempio
- a titolare “Una comune sensibilità”, a caratteri cubitali (vedi
Nostro Tempo n° 44 pag. 5)! La
loro elemosina soccorrerebbe,
infatti, anche dei cristiani bisognosi, eventualmente apparsi sul
loro cammino? E la nostra elemosina, prevede anche il finanziamento di interventi armati
per diffondere il Vangelo? Bene
ha fatto don Giorgio Bellei a rilevare queste (chiamiamole così)
sfumature. Di questo passo, non
ci stupiremo se domani verrà
proposto un tavolo di confronto
- ad esempio - coi Testimoni di
Geova, nella speranza di individuare auspicati punti di convergenza... Ovvero, la scoperta
di analogie mistiche fra noi e la
“New Age”... E chi più ne ha più
ne metta. Per concludere: stiamo
attenti che certi astrusi e deleteri
bizantinismi, ammantati di malinteso altruismo, producano la
diluizione e il progressivo sfiancamento della nostra pratica religiosa. Teniamo alto lo stendardo
della Fede Cattolica! Ricordiamoci dell’entusiasmo e della
“carica” che animavano la Chiesa
cattolica in momenti perigliosi come, ad esempio nel 1948
quando si cantava “Bianco Padre
che da Roma...” e si assicurava, ai
suoi cenni, un inerme ma appassionatissimo “esercito all’altare”!
Allora, tutti uniti e fervidamente
motivati, sventammo il pericolo
insidiosissimo i cui connotati,
di nome e di colore, ben conosciamo. Vogliamo, anche oggi,
sentirci il polso e controllare il
nostro stato di salute?
Giorgio Bettelli
Gentile signor Bettelli, la sua lettera ci sollecita una risposta per fare
chiarezza. Come ha sicuramente
modo di vedere, seguendoci come abbonato, l’impegno di Nostro Tempo
nei confronti del mondo giovanile
è ampio e documentato. Si va dal
seguire con attenzione e puntualità
le proposte del Centro di Pastorale
Giovanile diocesano fino a proporre
riflessioni sulla formazione ai valori, proprio nell’apertura del numero 45 di Nostro Tempo il cui titolo
ricordava ‘Lotta all’Aids: insistere
sui valori’. Magari fossero sufficienti articoli di giornale per proporre,
prendiamo dal suo testo “le idee cattoliche con estrema chiarezza, specialmente nell’ambito giovanile”…
Riguardo alle altre questioni che lei
solleva, ci basta qui osservare che la
linea del giornale è, evidentemente,
quella della nostra diocesi e si rifà al
ricco e puntuale magistero di mons.
Cocchi che ha sempre avuto un atteggiamento dialogico nei confronti delle altre confessioni religiose,
e l’Islam è tra queste. E’ per questo
motivo che ci sembra davvero ingeneroso parlare, come fa lei, di recondite simpatie soltanto per certi
settori della galassia cattolica o di
inciucio sincretistico o di ostinato
complesso di volersi confrontare. Le
nostre ‘simpatie’ sono per la nostra
diocesi e, da cattolici che hanno come
stella polare il Vangelo di Cristo, per
tutti gli uomini. La via del dialogo
è, senza dubbio, la più lunga e difficile ma, anche, la più produttiva.
Attenzione, infine, a non confondere il confronto con la cessione delle
proprie convinzioni e l’abdicazione
alla propria identità: sinceramente
non ci pare che né la Chiesa modenese né il nostro giornale abbiano
mai assunto atteggiamenti del genere.
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
7
Il libro
La strenna
natalizia per
i clienti della
Banca popolare
dell’Emilia
Romagna
Dal 1867 a oggi…
una storia tutta nostra
• MARCELLA CALUZZI
C
‘
redito e cooperazione. La singolare storia della
Banca
popolare
dell’Emilia Romagna’: un
volume che racconta la storia pluricentenaria di questa
banca, dalle sue origini fino ai
giorni nostri. Ecco l’omaggio
natalizio che il gruppo Bper
fa quest’anno ai suoi clienti e
che è stato
presentato
lo
scorso
10 dicembre con una
conferenza
stampa presso
la Società
Operaia
di Mutuo
Soccorso
di Modena, proprio
l’ente che
ha
promosso nel
lontano
1867 la costituzione
dell ’allora
Banca popolare di
Modena. Il libro, edito dal
Mulino e realizzato da una
equipe di professori universitari, ripercorre, tappa per
tappa, gli eventi cardine della
storia di questa banca, intrecciandoli chiaramente con le
vicende economiche e sociali
del nostro territorio. Si parte
con la fondazione nel 1867,
promossa proprio dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso,
con l’obiettivo di remunerare i
risparmi della classe operaia
e produttiva finanziandone
al contempo il credito e le
iniziative economiche. Nel
corso dei decenni successivi,
la banca si consolida fra gli
istituti di credito nella nostra provincia, aprendo diversi sportelli fino ad arrivare
allo sviluppo esponenziale
degli ultimi 25 anni, con la
nascita della Banca popolare
dell’Emil
i
a
(1984),
nel 1992
d e l l a
Banc a
popolare
dell’Emilia Romagna
fino alla
nascita
del
Gruppo
Bper che
incorpora
una ventina
di
istituti di
credito
locali.
“Questo
volume –
spiega Gian Enrico Venturini, direttore affari generali di
Bper – è stato realizzato per
guardarci dentro e ricollegarci
a quei valori che hanno segnato la nostra storia in più
di cento anni. Valori che sono
estremamente attuali come il
principio della sana e prudente gestione, quello di evitare
speculazioni, di essere al servizio delle comunità locali e il
principio solidaristico. Valori
che dimostrano come queste
idee sono state formulate nel
lontano 1867 ma ugualmente
potrebbero essere state scritte
oggi. Ritengo sia un aspetto
molto importante e innovativo quello della nostra banca
di essersi sviluppata ed estesa
ma di aver mantenuto sempre
la testa e il cuore a Modena.
Il nostro, tra l’altro, è stato
uno sviluppo originale: siamo
l’unico esempio in Italia di
gruppo nazionale con un modello federale. All’inizio molti
erano scettici per questa tipologia organizzativa, ma presto
sono arrivate per tutti grandi
soddisfazioni. Dal 1999 fa
parte del nostro gruppo anche la Cassa di Risparmio
della provincia dell’Aquila
e in seguito al disastro dello
scorso aprile abbiamo potuto
operare in loco per
dare un sostegno
economico alla ricostruzione post
terremoto”.
“Con questa strenna natalizia – conclude
Venturini
– abbiamo voluto
regalare ai nostri
clienti un libro fatto veramente per
essere letto, non
solo sfogliato e
consultato solo per
le immagini”.
Da questo punto
di vista, di particolare interesse è
la capacità degli
autori di legare
il percorso compiuto dalla
banca ai passaggi che hanno
segnato lo sviluppo del territorio della nostra provincia
e di tutta la regione: i nuovi
assetti post-unitari, lo svilup-
po rurale e della piccola impresa degli anni ’80 dell’ ‘800,
la crisi economica
e finanziaria degli
anni Venti, il delicato rapporto col
regime fascista, la
rinascita sociale e
lo sviluppo dei distretti industriali
degli anni ’50-’70
fino agli eventi più
recenti, legati alle
sfide dell’innovazione e dell’internazionalizzazione
della struttura produttiva regionale.
Presente in conferenza
stampa
anche Bruno Beghelli, presidente
della Società Operaia di Mutuo Soccorso di
Modena, nata nel 1863, con
l’obiettivo di riunire le varie
categorie di lavoratori della
città e garantire loro mutuo
soccorso e varie attività formative e ricreative.
“La nostra Società – spiega Beghelli – conta circa 500
soci a Modena; non rientra
nel campo del volontariato
o delle onlus; facciamo parte
della Federazione italiana di
mutualità integrativa e oltre
alla fornitura di sussidi di vario
tipo, ad esempio per invalidità e malattia, offriamo anche
attività ricreative e culturali.
In questo momento siamo in
attesa di una nuova legge, che
dovrebbe essere realizzata nel
giro di qualche mese, che varrà
per tutte le società di mutuo
soccorso e ridarà impulso alla
nostra attività anche dal punto
di vista mutualistico, nell’ottica
del principio di sussidiarietà”.
8
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
Esperienze
“Venite in Terra Santa: così ci aiutate”
Padre Ibrahim Faltas, parroco di Gerusalemme, a Modena lo scorso 7 dicembre
• Lucia Rolando
I
Il recente incontro, il 7
dicembre scorso, presso
la parrocchia di S. Agnese
con padre Ibrahim Faltas,
frate francescano della Custodia e parroco di Gerusalemme,
ravviva nell’Avvento (di cui è
emblema il Bambinello della
chiesa della Natività di Betlemme) la memoria di Gerusalemme patria spirituale di origine
di tutti i cristiani del mondo.
Padre Ibrahim ha raccontato il
drammatico assedio di 39 giorni nel 2002, quando la Basilica
della Natività fu occupata, sia
dall’interno, dove si rifugiarono
240 palestinesi islamici armati
si rifugiarono, che dall’esterno,
con l’assedio dei carri armati
israeliani. A salvaguardia della
Basilica rimasero solo i frati che
si rifiutarono di uscire. Ricorda
che nel corso della storia morirono 2000 frati
per difendere i
luoghi della natività. In questa
realtà complessa,
dal 2002 cercano
di avviare progetti per educare i giovani alla
pace, con occasioni di incontro
e collaborazione
fra giovani israeliani, palestinesi e libanesi,
inviandoli in vacanze o conferenze all’estero, o con iniziative
sportive, ecc.
P. Faltas descrive poi la ostile
realtà esistenziale dei cristiani che vivono a
Gerusalemme:
i cristiani non
trovano nessun
lavoro governativo, né con
gli islamici, né
con gli ebrei.
Quindi, per loro, l’unica possibilità di lavoro
è col turismo e
il suo indotto
di alberghi e
artigianato con
lavorazione di
oggetti sacri in
legno di ulivo, madreperla....
Per di più a Gerusalemme vi
sono solo case con affitti carissimi e molti, soprattutto se disoccupati, sono costretti ad andare
via. Da otto secoli i frati si preoccupano di costruire case per i
cristiani. Attualmente hanno 72
appartamenti per i quali hanno
aspettato 15 anni il permesso
di costruire ed ora, da tre anni,
sono in attesa dell’abitabilità e
sono perciò chiusi e inutilizzati.
soprattutto le intricatissime
q u e s t i o n i della g e n t e
c h e
Il frate francescano ha inoltre
sottolineato insistentemente
l’importanza di pellegrinaggi per il sostentamento della
comunità cristiana di Gerusalemme, che in 40 anni è calata
da 100.000 a 6.000 persone.
Pellegrinaggi che nelle nostre
comunità diocesane sono
guidate dai “preti abilitati alla guida”, secondo
convenzione fra Santa
Sede e governo di Israele, che prestano gratuitamente il loro servizio.
Utile ricordare, a proposito, il recente viaggio
organizzato dalla diocesi
di Modena nell’agosto
scorso con la guida di
don Franco Borsari al
suo 40° viaggio in Israele.
In quell’occasione abbiamo seguito i suoi passi che avevano la sicurezza di chi conosce
il territorio palmo a palmo e
là vive. Don Franco è amico di tutti, e spesso salutato e
chiamato per nome dagli abitanti locali in mezzo alla folla,
con nostra sorpresa. Abbiamo
quindi attraversato la sera, unica comitiva di turisti, le strade
del mercato di Gerusalemme
per arrivare al muro del pianto
dove la comunità ebraica si raccoglie numerosa in preghiera.
Abbiamo ascoltato i racconti
di don Franco ricchi di riferimenti storici, biblici e teologici.
Abbiamo camminato incessantemente per non perdere niente
di questo lembo di terra, grande
come l’Emilia Romagna, in cui
è originata, e poi si è rivoluzionata con l’evangelizzazione del
Salvatore nella “Buona Novella”
la storia nelle radici cristiane di
tutta l’umanità, ed in particolare la nostra. Questa è una terra
dai contrasti estremi, così come
è spesso estremo il messaggio
Abbiamo ricevuto
da un iscritto:
al sig. Ministro Brunetta
S
ono pensionato Inpdap dal 1992. Dopo
aver militato nei Chimici, Metalmeccanici,
ho terminato di lavorare come applicato
di segreteria in una scuola elementare.
Per avere la mia pensione attuale ho partecipato
a tutti gli scioperi indetti dal mio sindacato Cisl
per il rinnovo dei contratti di lavoro.
Ora sono in ”ferie prolungate”- pensionato è una
parola che non mi piace- e, quando sento parlare
di contratti, di priorità negli investimenti, il cuore
aumenta i suoi battiti, sempre nella convinzione
che qualcuno riesca a sanare la grave, ingiusta
situazione degli anziani in difficoltà economica
o di salute, oppure in perenne servizio attivo
di cura per il proprio famigliare, spesso non
autosufficiente o per sostenere figli e assistere
nipotini. Le ricordo che anche Voi, ministri della
Repubblica avete sicuramente figli e nipoti da
custodire…Concordo che ha fatto bene, a mio
avviso, a lasciare fuori della discussione la Cgil
che, quando è chiamata, non firma mai e adesso
reclama non si sa che cosa. Qualcuno è soddisfatto
se i sindacati non sono uniti, ma questa situazione è
nata anche da quei politici che hanno fatto cadere il
governo Prodi. Avrà fatto poco, ma qualcosa aveva
iniziato a fare: era l’inizio per arrivare a pensioni più
dignitose, per evitare che tanti anziani cadessero nella
povertà. Da sempre, durante il periodo elettorale,
molti, per non dire tutti, hanno fatto promesse in tal
senso, poi, arrivati alla poltrona, si scordano tutto.
Durante gli ultimi due governi è stato definito che
una coppia, se non raggiunge i 1.800 € il mese, è da
considerare nella fascia di povertà. Allora? Nessuno
si è ancora mosso per modificare la situazione; cosa
si aspetta: che la manna cada dal cielo? Che non ci
siano riserve finanziarie per le miriadi di cose da fare
lo capisco, però è anche vero che anche di recente
i ministri e i parlamentari, senza pensarci tanto,
hanno accettato aumenti di centinaia di euro. Forse
il loro mensile era ancora troppo scarso? Tempo fa
evangelico. Il paesaggio di lunare aridità del deserto di Gerico
che ricorda i 40 giorni di digiuno e le tentazioni di Gesù; la vicina roccaforte
di Masada e il palazzo
di Erode con il Mar
Morto all’orizzonte, dove un migliaio di zeloti
resistettero per tre anni
all’ assedio dei romani e
alla fine per non cadere
schiavi si suicidarono
in massa; la dolcezza
e la mitezza del verdeggiante Monte delle
Beatitudini sulle rive
del lago di Tiberiade. E
poi, la traversata del lago in calma piatta, fermandosi
al kibbutz sulla riva a mangiare
il pesce per poi, la sera, ormai
in albergo, sentire l’ululato del
vento, e capire il terrore degli apostoli colti
improvvisamente dalla
tempesta nelle loro barche sul lago. E ancora,
ammirare in silenziosa
meditazione gli ulivi
millenari dell’orto di
Getsemani, incontrare Padre Francesco dei
frati Custodi, giovane
di origine libanese, alla
chiesa di Cana, e l’anziana suora ottantenne
Duillia Angeloni di
Bergamo presso la tomba di Lazzaro a Betania,
per tutta la vita in Medio Oriente, la cui volontà, ci dice, è di essere
lì sepolta. Entrambi ad
esortarci in accorato
appello, a noi cristiani d’Europa
ed in particolare d’Italia: “Perché non fate più figli?!”
Per loro, in prima linea e sempre meno numerosi, ci dicono,
dovremmo essere la loro speranza.
Ogni giorno fermarci a celebrare una messa col nostro parroco ad un altare cattolico, grati
ai frati Custodi che nei secoli
hanno mantenuto l’accesso dei
santuari ai pellegrini, oltre ad
averne la massima cura nella
conservazione.
Alla fine del viaggio il rammarico di non essere andati prima
per meglio assaporare le Sacre
Scritture (per questo la Terra
Santa è anche chiamata Quinto Vangelo), un invito quindi in
particolare ai giovani, e ancor
più il desiderio di tornare.
A cura di
Tel. 059/890846
Fax. 059/828456
l’opposizione propose di tassare per solidarietà nel
momento della crisi, coloro che superano i 140
mila euro l’anno. Non ha detto niente nessuno.
Di recente l’On. Fini in una serata televisiva
ha bacchettato i ministri ad essere presenti alla
Camera e al Senato, ricordando loro che non è
scritto da nessuna parte, né lo consiglia il medico,
di fare politica. Per cortesia, perché non interviene
Lei, multandoli? Forse recupera qualcosa. Il lavoro
nero è proibito. I suoi colleghi, quando sono
assenti al ministero, sono assenti anche nei loro
studi? Ringraziandola per l’attenzione accordata
e per quanto potrà fare, un sincero “in bocca al
lupo”. Cav. Franco Gallerani, delegato sindacale
dei pensionati Cisl dell’Area nord.
A tutti i nostri gentili Lettori la segreteria provinciale
del sindacato pensionati Cisl invia i più cordiali
auguri di un Santo Natale e di un Anno nuovo
migliore.
I comunicati riprenderanno a gennaio.
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
9
InformACI
Una sintesi
dell’intervento
di mons. Sigalini
alla veglia
associativa in
preparazione
della giornata
dell’adesione
I
l Vangelo spezzato e donato per la vita di ciascuno. Questa è stata la
sensazione di tutti dopo la
veglia associativa che l’Azione
Cattolica diocesana ha vissuto
in preparazione alla giornata
dell’adesione. Mons. Domenico Sigalini, assistente nazionale
e vescovo di Palestrina, ha accompagnato i presenti attraverso il brano evangelico scelto
per l’anno associativo, quello di
Zaccheo che, come dice lo slogan di quest’anno ‘Lo accolse
con gioia’. Dopo l’introduzione
del nostro vescovo, mons. Benito Cocchi, mons. Sigalini ha
offerto una lettura particolare
del brano di Zaccheo, che riportiamo in sintesi e che è in parte
ripresa dal libro ‘Sette strade di
felicità’ delle Paoline.
Zaccheo cerca Gesù
Zaccheo è, a dire della gente,
l’insalvabile per eccellenza. Ha
Acr, da Modena al
Convegno nazionale
C
• caterina sedoni
on grande entusiasmo e voglia di conoscere persone e
realtà nuove, noi, 4
educatrici Acr della diocesi di
Modena-Nonantola (Caterina,
Monica, Stefania e Caterina),
siamo partite domenica 6 dicembre direzione Roma. Lo
scopo del nostro viaggio non era
quello di visitare una città mera-
vigliosa e di fare shopping natalizio, come molti di voi avranno
creduto, ma di partecipare all’altrettanto meraviglioso Convegno nazionale degli educatori
Acr, iniziativa che si ripete ogni
3 anni e che permette a diversi
educatori, esperti e giovani, provenienti da ogni parte d’Italia,
di incontrarsi, riflettere, pregare
insieme. Quest’anno il titolo del
convegno è stato “Come vasi
di creta”: noi tutti siamo come
creta nelle mani del Signore, il
quale ci plasma e ci rende dei
capolavori unici, ma anche un
po’ fragili; gli educatori nella loro
azione educativa nei confronti
dei più piccoli non devono sostituirsi alla mano modellatrice
Lo accolse con gioia
un pedigree da sballo: traffica
coi soldi rubando alla grande; sta
con l’esercito di occupazione e fa
il collaborazionista, vive fasciato
dentro una cerchia di amici che
sanno più di mafia che di compagnia… Solo che si imbatte
proprio in Gesù che è venuto a
cercare l’introvabile e a salvare
l’insalvabile. Gesù sta sulla strada più impensabile e qui sicuramente si fa incontrare. Zaccheo,
un borghese piccolo piccolo,
di statura pure, doveva essere
questo nostro autoritratto: probabilmente piccolo e tondo: un
pallone gonfiato, è esattamente
l’opposto del fariseo, del giusto,
del regolare, del bravo ragazzo,
della persona per bene che osserva una vita regolare. Ma, grazie a Dio, gli nasce in cuore una
vanità: “di questo Gesù parlano
tutti, io non ne ho proprio bisogno, ma voglio vederlo”.
Gesù chi è?
E’ la domanda che tormenta
Zaccheo. Era la domanda di
tanta gente al suo tempo.
Lo voleva vedere Nicodemo, lo
ha voluto vedere quel ragazzetto
che non sapeva che fare tutta la
giornata, che aveva sempre tanta
fame in corpo e un giorno si fa
dare da sua madre cinque panini
e due sardine. Lo va a sentire co-
me si va al grande concerto rock.
Lui sa che in Lui si può immedesimare, va vicino al palco,
sotto i riflettori, vuole sentire le
casse rimbombare nel suo petto.
Si accorgerà di me? Non solo si
accorgerà, ma avrà bisogno di lui,
dei suoi
pani e dei
suoi pesci. Gesù
la
sua
povertà
l’ha fatta
diventare
l’inizio di
una interminabile serie
di banchetti,
che scandiscono
ancora
oggi il nostro cammino verso
il Regno di Dio. Lo voleva vedere il giovane ricco, aveva una
domanda bruciante come tutti
i giovani: voglio vita piena, non
mi adatto alle mezze misure, mi
dicono tutti di tenere i piedi per
terra. E Gesù gli spara quella
raffica di verbi da far accapponare la pelle: va, vendi, regala,
vieni, seguimi… Non ha avuto il
coraggio di seguirlo. Si è allon-
tanato triste. Sì, perché non tutti
quelli che vogliono vedere Gesù
hanno il cuore puro. Lo voleva
vedere anche Pilato, anche Erode. Papa Benedetto invece ci dice che Gesù lo possiamo trovare
proprio lì, per imparare a incontrarlo nella vita e nel volto
delle persone,
per contemplarlo prima
che tentare di
imitarlo.
E Zaccheo è
in questa fila di
gente che vuol
vedere Gesù.
Due elementi
mette in chiaro il vangelo
in questa sua
ricerca, due
difficoltà: era
piccolo di statura e c’era molta
folla. Per Zaccheo il sicomoro è
una tribuna naturale e da lì vede Gesù. Finalmente arriva al
suo scopo e comincia a sentirsi
appagato. Crede che andare incontro a Gesù sia opera sua, sia
il risultato del suo sforzo, gli sarà
forse sfuggito un volgarissimo:
tutto qui?! Niente di speciale:
un sacco di gente attorno che
perdeva la testa. Lui una perso-
Come vasi di creta
di Dio, ma affiancarsi e collaborare. Non è affatto un’impresa facile quella che il Signore ci
ha affidato e, questi 3 giorni di
scambio e riflessione, ci hanno
aiutato a migliorare e rinnovare
il nostro impegno educativo.
Dopo il saluto, tramite lettera,
di niente meno del Presidente
Giorgio Napolitano, che ringrazia l’Azione Cattolica italiana
per il costante impegno sociale e
pedagogico, i lavori hanno avuto
inizio. Gli
interventi, che si
succeduti,
si
sono
incentrati
principalmente sulla figura
dell’educatore e
sulla relazione
che esso
istaura
con i ragazzi che gli sono stati
affidati. L’educatore, come ci
dice Franco Miano presidente
nazionale dell’Ac, è una persona
che cammina nella fede e nella
comunità, perché non si è educatori se non si è in cammino
noi stessi; una persona esperta di
relazione, che sa accorgersi degli
altri; e una persona appassionata della chiesa e della società. Il
compito dell’educatore, come ci
mostra don Antonio Napolioni
con efficaci immagini metaforiche, è quello di essere in gioco
con i ragazzi, in squadra con la
comunità, in cordata con Cristo e in pace con sé stesso; e
educare è un “impresa emozionante”, come ci perché bisogna
innanzitutto porre attenzione
alla loro vita emotiva. Per essere
veramente in gioco con i ragazzi
l’educatore deve porre attenzione
alla loro vita emotiva, per questo
motivo don Gabriele Quinzi
definisce l’educazione un’impresa “emozionante”. Dopo aver
fatto una scorpacciata di importanti messaggi evangelici, di
significativi spunti su cui riflet-
tere, di una contagiosa energia
tipica dell’Acr e di bucatini alla
matriciana, con una rinnovata
intenzione di prendersi cura nel
migliore dei modi della crescita
spirituale e umana dei ragazzi,
infine, siamo tornate nelle nostre parrocchie per continuare il
nostro cammino con la consapevolezza che non solo Dio non
ci lascia mai soli, ma anche l’Ac!
Settore Giovani – Incontrocorrente
Il Vangelo che fa felici
1
0 Dicembre 2009, secondo giovedì di dicembre, seconda serata di Incontrocorrente. Dopo la prima riflessione, attorno
al tavolo delle nostre ricette della felicità, ci siamo ritrovati a
guardarle. Solo miraggi o vere oasi di felicità? Questo, infatti, è stato
l’obiettivo di tutto l’incontro. La serata, avviatasi come di consueto
in modo animato, si è aperta con una variegata presentazione di
alcune situazioni che possono coinvolgere chiunque di noi. Quattro attualizzazioni di quattro brani biblici, quattro racconti dove i
protagonisti sono alla ricerca della felicità. Il non vivere relazioni
autentiche, così come per il fratello maggiore dell’evento del Padre
Misericordioso; l’ossessione al rispetto delle regole di tradizione, così come i Farisei e gli scribi venuti da Gerusalemme per interrogare
Gesù; l’egoismo e il tornaconto personale, così come avviene per
Davide e Betsabea; e la ricerca dello sballo e dell’evasione dai limiti
imposti, così come il giovane figlio del Padre Misericordioso; sono
i mezzi con cui spesso cerchiamo la felicità. Sono gli elementi forvianti che distorcono l’idea che abbiamo della felicità, concedendocela solo parzialmente. Sono gli stessi elementi che lasciano spazio
all’ozio e ci convincono che la felicità non può esistere, poiché la
felicità stessa richiede necessariamente di credere che essa esista e
che per ottenerla si debba senza mezzi termini fare fatica. Fatica
che deriva dal dover fare scelte che mettano al centro la Verità! E
se poi non si debba far troppa fatica perchè è la Felicità stessa che
ci viene a cercare? “Trovati dalla Felicità”, titolo del prossimo incontrocorrente del 14 gennaio, tema che verrà discusso da e con
don Fabrizio Rinaldi. Vi aspettiamo come sempre numerosi nelle
sale parrocchiali di San Giovanni Evangelista (in via Emilio Diena,
120) dalle ore 21.
L’Equipe del Settore Giovani
na simpatica, tranquilla, non so
perché continuano a dire peste e
corna di lui. Questo non sa far
male a una mosca…
Gesù cerca Zaccheo, alzò lo
sguardo
Ma Gesù lo vede; alzò lo sguardo, guardò in su dice il vangelo
con quello sguardo che ti lacera
dentro, e gli dice: lo spettacolo è finito, adesso sono io che
voglio vedere te fino in fondo.
Gesù non ti guarda mai dall’alto in basso come facciamo noi
quando abbiamo una parvenza di autorità per perdere ogni
autorevolezza, guarda dal basso
in alto, lui è il pellegrino che va
in cerca di tutti, che si abbassa a
noi. C’è un oggi perentorio che
Gesù dice per scandire i tempi della salvezza. Questo oggi
è imparentato con l’oggi detto nella sinagoga di Nazareth.
E’ oggi che si avvera quel che
aspettiamo da tempo. Oggi, non
domani. E Zaccheo non capisce più niente, la giornata non è
proprio finita, la curiosità gli ha
giocato uno scherzo decisivo. Si
apre all’accoglienza.
L’incontro con Gesù ci cambia
Andare a casa di Zaccheo per
Gesù significa mescolarsi con
la sua compagnia di gente persa. Figurarsi se la gente bene ne
è contenta. Gesù siede a mensa
con questi fondi di galera. Gesù,
il Vangelo, non è un premio per
i buoni, ma una offerta per tutti.
Con la scusa di difenderlo, noi
cristiani spesso abbiamo chiuso
il Vangelo in sacrestia. Invece è
vita per tutti. Qui si vede il risultato del perdono di Gesù: la
conversione. Il perdono di Dio
nasce dalla contemplazione di
Gesù. E Zaccheo cambia il suo
progetto di vita, sconvolge i
suoi piani. Non sta sbagliando
investimenti, non sta giocando
in borsa, mette una voce nuova
nel bilancio: i poveri. E Gesù
si lascia scappare ancora quel
perentorio oggi. E’ l’oggi detto sulla croce al ladro pentito, è
l’oggi della salvezza, è la concretezza ancora dell’amore di Dio.
Anche lui è figlio di Abramo. E’
proprio vero che Gesù fa nascere i suoi figli anche dalle pietre,
chiama giovani che organizzano
rave party al sacerdozio, chiama ragazze alla verginità dopo
aver fatto le cubiste in discoteca,
chiama perfino noi. E la nostra
parrocchia che fa? Che fa il nostro gruppo parrocchiale? Si difende, si chiude a riccio, dicendo
che invita tutti, ma per fortuna
non viene nessuno di quelli che
stanno sul muretto.
Presidenza nazionale
Ripartire dal dialogo
per fermare la violenza
L
’aggressione ai danni del presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, compiuta, a quanto parrebbe dalle prime informazioni, da una persona con problemi psichici, si inserisce nel processo di degenerazione del dibattito politico in Italia.
Un tale atto di violenza va stigmatizzato con chiarezza perché
acuisce i già aspri conflitti sociali e rischia di legittimare modalità estremiste e pericolose di intendere il confronto pubblico.
L’Azione Cattolica italiana, nel condannare fermamente quanto
accaduto, incoraggia l’avvio di una immediata fase di riflessione
nella classe dirigente del Paese, nei partiti e nella società civile. Ci
associamo al “rinnovato appello” del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano “perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di
civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale
di violenza”. Nonostante siano numerosi i tentativi della politica
di radicalizzare lo scontro anche nel corpo elettorale, l’Azione
Cattolica ritiene che il comune auspicio degli italiani sia quello di
una nuova stagione di dialogo e confronto leale per perseguire il
bene comune, anche in questo tempo difficile, segnato dalla crisi
economica e dalle difficoltà che le nuove generazioni incontrano
nel guardare al futuro con serenità. Tre mesi fa, in una nota sulla
situazione della nostra nazione, l’Ac già rimarcava che “fortunatamente la stragrande maggioranza del Paese si sente unito”, e
che la sua unità “merita una difesa più forte e decisa”. Tutte le
forze sane del Paese, in questo momento, chiedono alla politica
di placare lo scontro e cambiare radicalmente linguaggio. A dare
voce a questo sentimento sono stati più volte anche i vescovi.
La presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha espresso
l’auspicio che il Paese maturi “un clima culturale più sereno e
rispettoso al fine di realizzare nella coesione sociale e nella responsabilità politica il bene di tutti e di ciascuno”. Una nota che
si pone in continuità con le prolusioni del presidente della Cei,
cardinale Angelo Bagnasco, che nell’ultima assemblea dei vescovi
metteva in evidenza la necessità e l’urgenza di “svelenire il clima
generale, perché da una conflittualità sistematica, perseguita con
ogni mezzo e a qualunque costo, si passi subito ad un confronto
leale per il bene dei cittadini e del Paese intero”. Parole che, alla
luce di quanto accaduto, sono più di un monito. L’Ac le fa proprie
e le rilancia, appellandosi alle coscienze dei singoli e dei corpi
sociali, proponendosi di dare il proprio contributo ad un nuovo
clima di confronto disinteressato e finalizzato unicamente al bene delle persone.
10
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
dalla Città
Fare comunità oggi
Festeggiati i settanta anni della parrocchia di San Lazzaro
• luca beltrami
L
a comunità di San
Lazzaro compie 70
anni e celebra l’avvenimento con una
mostra in cui vengono esposte
foto e documenti su tutte le
attività passate e presenti della comunità, oltre ai progetti
della nuova chiesa.
La mostra rimarrà aperta rimarrà aperta fino all’1 gennaio. L’incontro tra la Parola e le
nuove esigenze che le persone
manifestano. E’ questo il ruolo
che la moderna comunità parrocchiale deve avere all’interno di una società che cambia,
in termini di bisogni, stimoli
e priorità. Don Arrigo Malavolti, parroco di San Lazzaro,
legge così la rinnovata sfida
che tutte le parrocchie sono
chiamate ad affrontare.
Don Arrigo, quanto è attuale ai giorni nostri la vita
nella comunità parrocchiale?
E’ necessario fare
una premessa. Non è
possibile pensare alla
parrocchia com’era
30 o 40 anni fa e non
solo perché abbiamo meno vocazioni sacerdotali. Sono
cambiate le esigenze,
oggi non si frequentano più gli ambienti
parrocchiali per abitudine, ma piuttosto
bisogna
motivare
le persone e fare in modo che
queste ricevano qualcosa ogni
domenica attraverso la Santa
Messa, rispondere alle loro necessità mediante l’aiuto della
comunità.
In che modo la parrocchia può
raggiungere questo obiettivo e
che strumenti può utilizzare?
Se vogliamo essere fedeli ai
bisogni della nostra gente e al
Vangelo deve esserci un incontro tra questi due aspetti e il
centro parrocchiale è funzionale al raggiungimento di questo
scopo almeno per il 50%.
Molto più che in passato si avverte una carenza spirituale nelle persone, che paradossalmente
va di pari passo ad un aumento
medio della ricchezza e del benessere. Uno degli oneri di ogni
comunità cattolica deve essere
quello di farsi carico dei problemi dei soggetti in difficoltà,
in modo da non far sentire solo
nessuno.
Qualche esempio concreto in
questa direzione?
Come parrocchia di San Lazzaro abbiamo inviato un lettera a
tutte le persone della comunità
di oltre 80 anni che sapevamo
essere rimaste sole. La priorità
è far sentire a tutti la presenza e
il sostegno, non solo non abbandonare nessuno, ma far percepire la nostra vicinanza, anche per
piccole e banali necessità quotidiane.
In occasione della celebrazione
dei 70 anni avete deciso di allestire una mostra fotografica in
quattro sale del centro parrocchiale. Ce ne può parlare?
La mostra commemorativa rimarrà aperta dal 12 dicembre
fino all’1 gennaio. Nelle quattro
sale abbiamo raccolto immagini e documenti del passato, del
presente e del futuro della parrocchia di San Lazzaro. Nella
prima sala si celebrano le nostre
radici e la storia di San Lazzaro,
la parrocchia e il quartiere.
Nella seconda sala viene mostrata l’attuale realtà giovanile
in tutte le sue forme, dal catechismo all’Acr, passando per gli
Scout e il doposcuola. La terza
sala è dedicata alle altre attività
della nostra comunità, ovvero
gruppo sposi, circolo ricreativo,
gruppo Caritas, gruppo missionario e i gruppi di lettura della
Bibbia.
Infine, la quarta sala ospita i
progetti e le immagini di come
verrà la nuova chiesa, i cui lavori
inizieranno nella primavera del
2010 e dovrebbero concludersi
entro la fine del 2012.
Gesù Redentore
Donazioni
Auguri
in musica
per gli ospedali modenesi
A
Giovanni Pinelli.
Al primo verrà finanziato l’acquisto di una nuova, innovativa
attrezzatura destinata in modo
specifico al centro per la sperimentazione di nuove terapie
aventi per obiettivo principale
la patologia oncologica umana
(Centro Cometa). Per l’Ospedale di Baggiovara verrà invece
Torna ‘Natale a colori’
A
Banca Popolare Emilia Romagna
caratterizzare la
nuova
formula
scelta da Bper per
la propria Serata
degli auguri, quest’anno articolata su due eventi organizzati presso il Forum Monzani
con ospite d’eccezione il premio Oscar Luis Bacalov, è
stata la decisione di destinare
importanti elargizioni benefiche
alle
principali
strutture sanitarie
della città.
Quest’anno
la
banca ha scelto di sostenere il
Dipartimento di
Ematologia del
Policlinico, diretto dal professor
Giuseppe Torelli,
e l’Unità Operativa di Medicina
d’Urgenza presso
il Nuovo Ospedale S. Agostino
di
Baggiovara,
diretta dal dottor
Ufficio Scolastico Provinciale,
Azienda Usl e Policlinico
finanziato l’acquisto di un ecografo multifunzione con sonda
cardiologica, strumento di grande importanza per l’utilizzo con
pazienti che abbiano difficoltà di
trattamento con attrezzature fisse. La consegna delle donazioni è
stata effettuata dall’Amministratore Delegato del Gruppo Bper,
Fabrizio Viola.
L
unedì 21 dicembre
alle 21 presso la
chiesa di Gesù Redentore in via Leonardo
da Vinci 220 a Modena è
in programma il concerto
di Natale con musiche di
Nikolaus Bruhns, Dietrich
Buxtehude e Johann Sebastian Bach. All’organo,
Alessandro Manni. Il concerto è proposto dall’Ordine degli Ingegneri di
Modena.
ddobbi, presepi, piccoli
doni e bigliettini augurali preparati dai più
piccoli. Arriva l’edizione
2009 di “Natale a colori”, il progetto
che da oltre 10 anni mira a portare l’atmosfera natalizia nei luoghi
di assistenza e cura e che anche
quest’anno coinvolge circa 3.500
alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado
della nostra provincia.
Grazie al lavoro di ragazzi, insegnanti e operatori sanitari, molti
ospedali e strutture protette per
anziani risultano più accoglienti e
familiari nel periodo delle festività perché abbelliti con addobbi ed
elaborati realizzati appositamente
dai bambini. Il progetto, che conta
anche sul coinvolgimento di al-
cuni Comuni, soggetti privati
e associazioni di volontariato,
contribuisce a sostenere il protagonismo dei bambini e le loro
competenze psico-sociali in un
percorso educativo orientato alla
solidarietà e alla promozione del
benessere delle persone, risultando al contempo particolarmente
gradito ai pazienti e al personale
delle strutture di cura e di assistenza. “Natale a colori”, patrocinato dall’Ufficio Scolastico
Provinciale, rientra nel programma “Comunicazione e promozione della salute” dell’Azienda
USL e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico
di Modena ed è sostenuto dalla
Conferenza Territoriale Sociale
e Sanitaria.
S.Biagio
Note aspettando
il Natale
Due concerti sabato 19 e domenica 20 dicembre
D
ue concerti , nel giro di 24 ore, in S.Biagio (chiesa dell’Annunciata) in via Emilia centro a Modena. Sabato 19 dicembre con inizio alle ore 21
la corale Gazzotti di Modena proporrà l’esecuzione di
“A. ceremony of Carols” di B.Britten e del “Chichester
Psalm” di L.Bernstein.
Il giorno seguente, domenica 20 dicembre con inizio
alle 15.30, la chiesa del centro storico cittadino ospita
il recital del Messiah eseguito dalla scuola corale “Puccini” di Sassuolo, diretta dal maestro Francesco Saguatti
e dall’Orchestra filarmonica emiliana. Il concerto di domenica è proposto in occasione del 250° anniversario
della morte di Friedrick Haendel, l’autore del Messiah.
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
11
dalla Pedemontana
Programmi,
iniziative,
appuntamenti
in pillole
• marcella caluzzi
S
ono giorni ricchi e
molto sentiti quelli
che ci avvicinano progressivamente al giorno di Natale e ogni comune si
è attivato con un cartellone
assai intenso di appuntamenti
e iniziative per ogni età e gusto. Ecco una breve guida per
chi vive in Pedemontana e
non solo, per viversi al meglio
questo Natale 2009.
Castelvetro
Natale…in Pedemontana
occasione del periodo natalizio
sarà ancora più ‘antico’: il centro storico rivive le atmosfere
dei tempi passati con capanne
che accolgono, per l’ultima volta
domenica 20 dicembre, diversi
artigiani degli antichi mestieri
(bottaio, ramaio, fabbro, cestaio,
pastore, filatrice, sfoglina, norcino, fornaio), inoltre è stata ricreata la Natività come vuole la
tradizione religiosa cristiana.
Marano
La musica sarà la protagonista del Natale a Marano: alle
10 di mercoledì 23 dicembre i
bambini delle scuole elementari di Marano, allieteranno genitori e amici con
‘ di canzoni
un concerto
natalizie che si terrà in
chiesa parrocchiale. La
vigilia di Natale, in piazza
Matteotti, ci sarà invece
un concerto della banda
cittadina e l’arrivo della
slitta con Babbo Natale. A seguire la consegna
del premio al Maranese
dell’anno.
S. Cesario
Si parte giovedì 17 dicembre alle 21 presso
Villa Boschetti, con la
suggestiva lezione-concerto ‘Natale medievale’
che, con l’aiuto dello storico Paolo Galloni accompagnato dall’arpa celtica di
Francesco Benozzo, mira a riscoprire la nascita e lo sviluppo
delle tradizioni natalizie
nell’Europa occidentale.
Per sabato 19 dicembre,
invece, presso la parrocchia
di Sant’Anna è in programma il presepe vivente,
accompagnato dalla musica degli zampognari. La
corale ‘Giuseppe Savani’
di Carpi presenterà per
la serata di mercoledì 23
dicembre il concerto di natale
‘Una notte….Parole e canti per
una notte di Natale’, che si terrà
nella basilica di S. Cesario a ingresso gratuito.
Savignano
Domenica 21 dicembre si replicheranno le iniziative e gli
spettacoli della scorsa domenica come il mercatino con
oggetti natalizi, di hobbistica e
manufatti del passato e quello
dei bambini che potranno anche salire sulla slitta trainata da
ponies, salutare Babbo Natale e
partecipare a laboratori e giochi.
Alle 17 si terrà, invece, il concerto gospel della Daniel’s Jazz
Choral. Un’attenzione particolare anche alla solidarietà: ai
piccoli abitanti di Savignano è
stato chiesto di portare ai mercatini un gioco o un libro e di
depositarlo nelle grandi ceste
predisposte presso le bancarelle:
quanto raccolto verrà donato,
grazie all’Overseas, ai bambini
più sfortunati.
Vignola
E’ previsto per domenica 20
Maria Immacolata
Suggestivo e imperdibile l’allestimento del centro storico
di questo antico borgo, che in
Villa
Casa dell’Azione Cattolica di Modena
Dogana Nuova (Fiumalbo) – Modena
via Capannella, 111
110 posti letto, 2 sale ristoranti
sala tv e videoproiezione
giardino per i bambini,
ampio parco attrezzato
parcheggio interno
cappella
bar, ristorante
(cucina tradizionale)
Aperto tutto l’anno
Informazioni e prenotazioni:
0536.73910 - 331.5738211
dicembre alle 21 nella chiesa
plebana il concerto di Natale,
curato dal coro L. Perosi, mentre per mercoledì 23 dicembre
alle 18.30 è in programma la
festa di Natale con una fiaccolata in piscina, presso la Polivalente Olimpia di Vignola.
Spilamberto
Un tuffo nell’Ottocento e dintorni con il mercatino d’antiquariato che verrà allestito
domenica 20 nel centro storico
di Spilamberto. Nel pomeriggio, alle 15.30 presso lo spazio
eventi ‘Famigli’ ci sarà il concerto di auguri curato dalla Corale
spilambertese. Per la vigilia altra occasione per scambiarsi gli
auguri: presso il torrione medievale, dalle 10, si esibiranno la
band Giovani Note e la Banda
G. Verdi di Spilamberto.
Castelnuovo Rangone
Anche a Castelnuovo la domenica significa mercatino di
Natale, con l’arrivo di Babbo
Natale per i più piccoli e l’arrivo
degli zampognari. Per lunedì
21 gli scout e i gruppi di gio-
vani della parrocchia di Castelnuovo hanno organizzato una
veglia natalizia per la pace che
si terrà nella chiesa parrocchiale.
Sempre in chiesa parrocchiale
si terrà il tradizionale concerto
di Natale, alle 21 di martedì 22
dicembre.
Fiorano
Sarà possibile visitare fino al
6 gennaio la mostra di pittura ‘Regali sotto l’albero’ a cura
dell’associazione artistica fioranese ‘Arte e cultura’ e i presepi
all’aperto. Domenica prossima
sarà giorno di mercato e di festa con l’esibizione della Scuola di asineria, l’animazione
degli zampognari e il villaggio
di Babbo Natale per i più piccoli. Per l’arrivo di Babbo Natale
a cavallo i bambini fioranesi e
spezzanesi dovranno aspettare
la vigilia di Natale.
Formigine
Suggestiva sarà la
discesa di Babbo
Natale dalla torre
dell’orologio del castello di Formigine,
in programma per
la mattina di domenica prossima.
Nel pomeriggio il
carro degli gnomi,
la seconda rassegna di voci bianche ‘Bianche note’
e presso l’oratorio
don Bosco ci sarà
lo scambio degli
auguri e si potrà assistere alla
recita di Natale dell’associazione Amici di S. Gaetano.
Martedì 22 dicembre si terrà,
presso la Polisportiva Formiginese alle 21, il concerto dell’innovativa orchestra
Spira mirabilis, composta da
giovani provenienti da tutto il mondo, che eseguirà la
Sinfonia n° 4 di Beethoven.
Mercoledì il centro storico
sarà animato dai mercatini
natalizi mentre il giorno successivo è in programma una
suggestiva processione con
pastori, cornamuse e fiaccole
fino alla chiesa di Corlo. Il
concerto di Natale si terrà la
sera di Natale alle 20.30 del
25 presso la chiesa parrocchiale di Casinalbo e il giorno
successivo alle 16 a Formigine, nella chiesa di san Pietro.
Vignola
Francesco di terra e di vento
• m.c.
F
rancesco di terra e di vento. E’ questo il nome dello spettacolo teatrale che
si terrà lunedì
21 dicembre a
Vignola, presso il Teatro
frate Leone
di via Plessi 207.
Una rappresentazione teatrale che mira
a presentare un san
Francesco a tratti distante dall’iconografia tradizionale ma
vissuto in prima persona dai tre
interpreti dello spettacolo, che
saranno Andrea Cereda, Manuel Gregna e Massimiliano
Zanellati.
Oltre che attori, questi saranno anche narratori e spesso
personaggi reali o inventati che
raccontano Francesco. Stupore,
diffidenza, sorpresa, passione:
queste le emozioni che hanno
accompagnato gli interpreti e lo
stesso regista, Umberto Zanoletti, durante la ricerca e che
sono stati trasposti
sul palco. Si sono volute recuperare le perplessità e le paure degli abitanti
dell’Assisi del 1200, la paterna
disperazione di Bernardone,
umiliato e sconfitto in piazza,
l’amore eterno dei discorsi tra
Francesco e Chiara; si è cercato di capire, anche attraverso un
viaggio tra le campagne umbre,
dove e come Francesco trovasse i
motivi per scrivere quel capolavoro che è il Cantico delle Creature.
Si è tentato di immaginare l’uomo Francesco con se stesso, tra
gli uomini e qualche volta di
fronte a Dio e lo si è riscoperto
nella sua sofferenza e infinita
serenità.
Il prezzo del biglietto è di 7
euro, per informazioni e prenotazioni (consigliate) chiamare il 334-3243399.
Maranello
Aggiungi un posto a tavola all’Opera pia Stradi
Villa Maria Immacolata
Via Capannella 111
41020 FIUMALBO
DOGANA NUOVA (MO)
[email protected] Tel 0536.73910 - 331.5728211
L
a Casa Protetta Carlo
Stradi, in collaborazione con il Comune
di Maranello e le associazioni di volontariato, organizza il tradizionale pranzo di
Natale domenica 20 dicembre
presso la sala polivalente Evari-
sto Scaramelli di via Ferrari, 47.
Si tratta di un importante appuntamento festivo che coinvolge gli ospiti e gli operatori della
casa protetta, ma anche i cittadini. Il programma prevede alle
12.30 il pranzo con menù ricco
e gustoso e dalle 14 alle 17 ani-
mazione con musica e danze.
Partecipano Anpi, Opera pia
Stradi, circolo Arci, Bocciofila,
Comitato orti. Alpini, Auser,
Cisl, Hewo, Gruppo Senior
Ferrari, Unitalsi, Avap, Asn
Carabinieri, Croce Rossa, associazione Le Querce, Cgil.
12
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
dalla Pianura
Soliera: domenica
20 dicembre la
benedizione delle
statue di Gesù
bambino
Il presepe, per “vivere” il mistero
ne della fede
cristiana
alle
nuove generazioni che appaiono non solo
sempre meno
praticanti, ma
anche
ignare
degli elementi più decisivi
del cristianesimo. Penso al
presepe, questa
possibilità
di
avere “Betlemme in casa” in
occasione delle
feste di Natale:
D
omenica
20
dicembre nella
chiesa parrocchiale di Soliera, durante la S.Messa delle
9.30, verranno benedette le
statuette di Gesù bambino
che saranno poi collocate
nei presepi. “Da un po’ di
tempo – scrive il parroco
di Soliera don Antonio
Manfredini - abbiamo
preso consapevolezza delle
difficoltà nella trasmissio-
La bottega d’Oltremare
di Cavezzo osserva i seguenti orari: sabato 19 e domenica 20 dicembre dalle 8.30
alle 12.30 dalle15.30 alle 19;
lunedì 21 dicembre e martedì 22 dicembre dalle 17 alle
19.30, mercoledì 23 dicem-
bre e giovedì 24 dicembre
dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19; domenica
27 dicembre dalle 8.30 alle
12.30; lunedì 28, martedì
29 e mercoledì 30 dicembre
dalle 17alle 19.30.
G
razie alla disponibilità
della parrocchia di Cavezzo e a locale gruppo
Agesci,
il commercio
equo e solidale arriva a
Cavezzo.
Domenica 20 dicembre è
in programma l’inaugurazione ufficiale della bottega Oltremare in piazza
don Zucchi. Alle ore
11,45 l’aperitivo aperto a
tutti e lo scambio di auguri di Natale.
Nei giorni di Natale la
nuova bottega Oltremare
Soliera – Azione Cattolica
Domenica scorsa commemorazione di Luigi Sala
N
Iniziativa a sostegno dell’associazione malati oncologici
I
n preparazione da un
anno e in scena l’11
dicembre, il concerto di Natale “Souvenir de
Noel”, promosso dall’Associazione Malati Oncologici
(Amo) e diretto dal gruppo
Souvenir d’Italie, ha registrato nei giorni scorsi un
teatro colmo di pubblico,
che ha salutato gli artisti
con grande affetto e partecipazione.
Sul palco si sono esibiti tanti artisti di Finale e
dintorni: John Strada, Um-
berto Bisi, Erica Biavati, Fabio Govoni, Marco Balboni,
Leonardo Merighi, Guido
Vicenzi, Maurizio Colletti,
Libero Superbi, Simone Garutti, il Coro Erga Omnes
e altri musicisti e cantanti.
Fabio Mangolini, attore e
regista, ha voluto riproporre
– con grande efficacia narrativa – i “Racconti di Natale”
di Dickens, un classico sempre di grande effetto.
Il clima effervescente e lo
spirito di solidarietà sono stati salutati dal sindaco
Raimondo Soragni, che ha
ricordato la storica presenza
a Finale del Lato B, che
da vent’anni rappresenta
la fucina di nuovi talenti
musicali, di gruppi che lì
si sono formati con impegno e passione.
I proventi della serata
sono stati destinati alle
attività dell’Associazione
Malati Oncologici, realtà
ormai ben radicata a Finale; una delle cento associazioni che operano nella
“Piccola Venezia degli
Estensi”, una città dove
donare in favore del prossimo è una pratica diffusa
e di antica tradizione.
accendono il Natale
Ricordo del medico del paese
ella pieve altomedievale di S.
Giorgio a Ganaceto, a pochi giorni dalla
scomparsa, mons. Ettore
Pini, “ganacetano doc” e
cancelliere arcivescovile,
ha presieduto il ricordo
comunitario del dottor
Luigi Sala che in paese era
nato nel 1917 e dove assolse esemplarmente per
oltre sessant’anni al ruolo di “medico di famiglia”
nell’ambulatorio del padre,
ancora oggi condotto dal
figlio Giorgio. A conclusione della celebrazione è
toccato al professor Franco Baldini, allievo di Sala,
nella compagnia filodram-
“Souvenir de Noel”: concerto di solidarietà
I bambini
Ganaceto
• Franco Mantovi
me, non serve a nulla se
non nasce in noi...”. Ecco,
per i bambini “fare il presepe” è il modo più semplice
per imparare a far nascere Gesù in sé, per rivivere
con amore un evento così
straordinario. Questo vuole
essere un invito per tutti i
ragazzi e per tutte le famiglie di Soliera a fare il loro
presepe in casa per dare un
maggiore significato a questa festa. E’ Natale perché è
nato Gesù: il presepe sia allora il primo impegno della
famiglia, della scuola e dei
nostri ragazzi”.
Finale Emilia
Cavezzo
Domenica
20 dicembre
l’inaugurazione del
punto vendita equo
e solidale
vedere rappresentato ciò che
si vive nella liturgia in chiesa,
assieme a tutta la comunità
cristiana; toccare con mano
ciò che si medita pregando
personalmente in quei giorni, dare una forma a ciò che è
motivo di una gioia condivisa
e rende il Natale non un semplice momento di evasione,
ma un’autentica opportunità
di festa. Sì, anche facendo il
presepe si impara a conoscere
chi era Gesù e come è venuto
al mondo. Così fin da piccoli
si ha il desiderio di pregarlo
e di amarlo. “Nascesse pure
mille volte Gesù a Betlem-
matica Gioventù Allegra di
Ganaceto, tessere l’elogio del
dottor Sala: eccezionale uomo
e padre di famiglia, pedagogo
generoso ed autentico, esponente sociale quale presidente
dell’Azione Cattolica (locale e
diocesana) e in Consiglio Comunale per oltre quindici anni,
a partire dal 1955. Un episodio
riportato dal professor Baldini
ha suscito commozione nella figlia del dott. Sala, Bianca
Maria. Egli ha ricordato come sua madre, contadina di
una famiglia di 15 persone,
aggiungeva a queste anche il
dottor Luigi come sedicesimo
perché, sfinito dalle visite a domicilio, si tratteneva a cena in
piena notte nella tavolata dei
Baldini, mezzadri in uno dei
poderi di via Forghieri, a lato
della Nazionale per Carpi.
Auguri
per il sociale
U
n’inziativa per augurare buon Natale
agli operatori del
mondo sociale e del volontariato.
L’idea è dell’Azione Cattolica di Soliera e l’appuntamento è per sabato 19
dicembre alle ore 10,45 alla sala Fondo Zucconi del
castello Campori.
Dopo l’accoglienza e il saluto del presidente Ac di
Soliera, Davide Casarini,
l’introduzione sarà curata
da Giuseppe Schena, sindaco di Soliera.
A seguire riflessione sul tema dell’alterità “Al pozzo
di Sichar” a cura del settore
adulti di Ac e le conclusioni di don Antonio Manfredini, parroco di Soliera.
Campogalliano: in paese le luminarie ecologiche realizzate nelle scuole
L
e luminarie natalizie,
decisamente costose
per noleggio,
installazione
e consumo energetico
nella loro forma tradizionale, quest’anno a
Campogalliano sono
all’insegna del risparmio energetico e del
riciclo.
Nei giorni scorsi numerosi alunni delle classi
elementari dell’Istituto
Comprensivo del paese,
sotto la guida delle insegnanti e con la collaborazione degli operatori
della Ludoteca Comunale, si sono adoperati, tramite
l’utilizzo esclusivo di materiale
riciclato, nella costruzione di
decorazioni natalizie, tutte
esclusivamente a consumo zero
(candele, addobbi...). Un forte
messaggio di sobrietà e di attenzione per l’ambiente, lanciato proprio dalle generazioni più
giovani. I lavori dei bambini ver-
ranno presentati ufficialmente
domenica 20 dicembre in piazza Vittorio Emanuele II per far
così splendere il centro di Cam-
pogalliano (dove è illuminato
un solo albero davanti al Municipio) di una luce, se non potente quanto quella delle consuete
luminarie, sicuramente più calda
e significativa, grazie all’importante messaggio di partecipazione attiva, oltre che ecologico,
che porta con sé. La giornata
in piazza Vittorio Emanuele II
inizierà alle ore 15 con animazioni varie, dopo le quali,
all’imbrunire, il Comitato
Genitori dell’Istituto Comprensivo accompagnerà i bambini
nella sistemazione e
accensione
delle luminarie, per
un effetto
scenico di
sicuro impatto. Durante tutto
il pomeriggio verranno offerti
tè caldo, panettone e dolciumi ai bambini
intervenuti e saranno presenti
in piazza gli stand delle più
importanti associazioni di
volontariato e solidarietà del
paese. L’iniziativa delle luminarie ecologiche è condotta
in collaborazione tra l’amministrazione comunale ei commercianti di Campogalliano.
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
13
dall’Appennino
A Pavullo donata una nuova apparecchiatura
diagnostica al Distretto Sanitario
Offerta da
centro sociale
Cesare
Bonvicini,
da anni
impegnato a
sostegno
della sanità
• Giancarlo cappellini
U
na nuova apparecchiatura diagnostica,
modernissima
ed estremamente efficace, è
stata donata al Distretto Sanitario 5 di Pavullo dal centro
sociale “Cesare Bonvicini”.
Si tratta di un naso-faringofibroscopio flessibile con sistema di telecamera, monitor
e video stampante, uno strumento utile per la diagnostica delle malattie della parte
superiore dell’apparato respiratorio, che sarà in dotazione
all’ambulatorio di otorinolaringoiatria presso il Poliambulatorio specialistico, e che
sarà presentato al personale
medico e a tutti i sabato19 dicembre alle 11, nella Sala dei
55, presso la sede del Distretto, in viale Martiri a Pavullo.
Ci saranno il direttore sanitario dell’Ausl di Modena,
Giorgio Lanzotti; il sindaco
di Pavullo Romano Canovi,
il Direttore del Distretto 5,
Maria Pia Biondi e il Responsabile dell’unità operativa di
cure primarie, Andrea Spanò.
Parteciperanno all’incontro
anche i componenti del Comitato di Gestione del Centro Bonvicini e i soci, ai quali
va l’apprezzamento dell’Ausl
per la sensibilità dimostrata.
Sarà anche possibile ottenere informazioni sull’utilizzo
dell’apparecchiatura, che sarà
presentata dagli otorinolaringoiatri Lucia Barbieri e Anna
Maria Beldi. Con questa donazione, si conferma la buona integrazione esistente nel
Frignano tra servizi sanitari,
ospedalieri e associazioni di
volontariato o, come in que-
Pavullo
Un istituto
a energia solare
Inaugurato un nuovo impianto
fotovoltaico del Cavazzi-Sorbelli
L
o scorso 16 dicembre, a Pavullo, è stato
inaugurato
il
nuovo impianto fotovoltaico dell’istituto d’istruzione
superiore “Cavazzi-Sorbelli”,
situato
sulla
pensilina d’ingresso.
La realizzazione, che permetterà alla scuola
pavullese di essere alimentata da energia
pulita, è stata
ideata all’interno del progetto
“Comenius”,
un’iniziativa a
livello europeo
nel campo delle
energie alternative, che vede
il Cavazzi-Sorbelli impegnato
in un proficuo
partenariato
con due istituti scolastici,
uno tedesco e
uno spagnolo.
Il progetto è
stato coordinato e finanziato dalla filiale pavul-
lese della Banca di Credito
Cooperativo dell’Alto Reno
e dalla Coop.ro.con, una importante cooperativa di progettazione e consulenza che
opera a Pavullo fin dai primi
anni ‘80, e si è avvalso del-
la collaborazione del Lions
Club di Pavullo e del Fri-
gnano e del Rotary Club
del Frignano.
Questa occasione, rappresenta l’avvio di una più
ampia collaborazione nel
campo delle energie rinnovabili fra l’istituto e la
Coop.
ro.con,
che proseguirà
per tre
a n n i ,
sempre
ispirata
al prog e t t o
Comen i u s ,
che
si
concluderà nel
giugno
prossimo. Gli
studenti
del
CavazziSorbelli,
nei mesi
prossimi,
attraverso un
concorso
di idee,
troveranno il
nome del
nuovo progetto e ne studieranno il relativo logo.
sto caso, con centri sociali come il Bonvicini, che da anni
collabora in modo assai proficuo con il distretto sanitario
pavullese. «Ma soprattutto sottolineano i dirigenti Ausl
- emerge la fiducia e l’affetto
che i cittadini nutrono per i
servizi sanitari e le istituzioni
locali. Non dimentichiamo,
infatti, che il Centro è costituito da persone che hanno
avito diverse esperienze lavorative e che ora trovano, spazi
momenti di crescita culturale e sociale attraverso i quali
aiutare la realtà sociale e sanitaria in cui vivono» Il centro sociale Cesare Bonvicini,
dal nome del suo fondatore,
è nato nel 1991 e da allora
si occupa di dare informazione su argomenti sanitari,
di attualità e culturali, senza
trascurare l’aspetto conviviale e di aggregazione ed è
diventato un punto di riferimento, sia per i cittadini,
sia, nel periodo estivo, per i
turisti.
Montalbano di Zocca
Seguendo la stella
nel borgo dei presepi
L
’atmosfera del Natale prende vita
a Montalbano di
Zocca,
un piccolo borgo antico di rara
suggestione, che
ha conservato intatto il fascino del
fortilizio, con il
saliscendi dei vicoli, della chiesetta
settecentesca, con
la sua graziosa canonica, ora adibita
a locanda, su cui si
erge il campanile
del ‘600.
E’ in questo suggestivo scenario
che, dal 19 dicembre al 6 gennaio, si
può ammirare una
splendida esposizione di presepi,
collocati negli angoli più graziosi e
caratteristici del
borgo antico. Così,
seguendo la stella lungo le vie del centro, si
potrà ripercorrere il viaggio
dei Re Magi per giungere
alla capanna del bambinel-
lo. E perché non approfittarne
della visita ai presepi per una
bella escursione dei dintorni?
Il panorama, in questi luoghi, è
stupendo ed invoglia ad andare
alla scoperta della natura invernale. A Nord, i boschi risalgono
il Monte della Riva; a Sud,
nelle giornate limpide, lo
sguardo spazia oltre la valle
del Rio Missano ed arriva
fino al crinale
dell’Appennino
Tosco
Emiliano, dominato dalle
vette del Monte Cimone e
del Corno alle
Scale.
U n’o c c a s i o ne unica per
conoscere
lo
splendido borgo di
Montalbano, un delizioso angolo
dell’Appennino a pochi
chilometri da
Modena e Bologna.
L’iniziativa è
promossa dal
Gruppo Feste
Montalbano.
Per maggiori informazioni:
www.montalbanoinfesta.
net.
14
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
Iniziative
Al centro
commerciale La
Rotonda continua
una delle più
belle tradizioni
cittadine: il pranzo
di Natale dedicato
agli anziani soli
L
a compagnia di un
sorriso, di una carezza o di una parola amica possono
essere i doni più belli per chi
a Natale non è circondato da
familiari e amici. È a queste
persone meno fortunate che,
per il 12° anno consecutivo,
La Rotonda offre in galleria
un appuntamento di vera festa, condivisione e ritrovo per
il giorno di Natale.
“Natale Insieme”, che si
svolgerà come di consueto
Natale Insieme,
perché nessuno resti solo
proprio il giorno di Natale, è organizzato dal Centro
Commerciale La Rotonda e
dall’ipermercato E.LeclercConad, con il patrocinio
del Comune di Modena e il
contributo fondamentale di
numerose associazioni di volontariato cittadine: Anteas,
Arci, Auser, Avpa Croce Blu,
Caritas Diocesana, Comitati
Anziani, Sindacati dei pensionati (Fnp, Spi, Uilp), Cupla e Uisp.
Grazie a uno straordinario
lavoro di organizzazione
e autentica collaborazione
tra soggetti privati, soggetti
pubblici e volontari, anche
quest’anno Natale Insieme
regalerà a tanti anziani soli
la possibilità di trascorrere
il pranzo di Natale in compagnia, in un’atmosfera calda e confortevole. Il menù è
realizzato con il contributo
di Cir (Cooperativa Italiana
Ristorazione) e ispirato alla
tradizione culinaria modenese. Inoltre, dopo pranzo,
la festa proseguirà con una
fantastica tombola animata e
con ricchi premi messi a disposizione dall’ipermercato
E.Leclerc-Conad. L’attore
Fabio Neri animerà il gioco
insieme agli ospiti e al Comitato Anziani di Buon Pastore.
Nel 2008 gli ospiti sono
stati
circa
200 e per
quest ’anno
ci si aspetta
altrettanta
partecipazione. L’appuntamento
con il pranzo di Natale
della
Rotonda costituisce ormai un forte,
silenzioso,
legame consolidato che
tutti gli anni mette in
movimento
la solidarietà
e la voglia di stare insieme,
coinvolgendo tutta la comunità.
Circa 20 volontari andranno
a prendere direttamente a
fra molti è nata una certa familiarità: ci si conosce, ci si
riconosce, e si è sempre un
po’ meno soli.
“Lo spirito dell’iniziativa è
casa un’ottantina di anziani
non autosufficienti o non automuniti, i quali, al termine
della festa, verranno poi riaccompagnati al proprio domicilio. Una trentina, invece,
gestiranno l’accoglienza e
l’assistenza agli ospiti durante il pranzo, preoccupandosi
che ognuno di loro si senta
bene e a proprio agio.
I veri protagonisti restano
comunque loro, i duecento
ospiti, la maggior parte anziani, ma anche persone sole
o in situazioni di disagio. E il
bello è che, di anno in anno,
tutto qui”, commenta Francesco Montuschi, Direttore
del Centro Commerciale La
Rotonda: “dare vita alla parola solidarietà, tradurla in
gesti semplici, alla portata di
tutti. Per chi partecipa a Na-
• Alberto Campoleoni
D
ue notizie della
settimana
scorsa
meritano qualche
attenzione. La prima riguarda la “sollevazione” di
alcuni genitori, in una scuola romana, perché l’insegnante di italiano, inviata dal Provveditorato,
è una suora. La scuola è “laica”
– così l’argomentazione di chi
protesta – e dunque una suora
non va bene. Indipendentemente dal fatto che sia o meno una
brava insegnante. L’altra notizia
coinvolge invece una elementare
di Cremona e riguarda il Natale
che, a scuola, diventa “festa delle
luci”. Ci sono tanti bambini non
cristiani, bisogna rispettare tutti,
dicono i sostenitori della scelta.
La vicenda di Cremona non è
nuova. Ogni anno capita qualcosa di simile… tra presepe,
crocifisso: c’è sempre qualcuno che pensa a simboli e segni
religiosi come fastidiosi, quasi
coercitivi delle coscienze. Generalizzando – il caso specifico an-
La laicità è altra cosa
drebbe conosciuto nel dettaglio,
quantomeno approfondendo le
ragioni degli insegnanti – sembra che il multiculturalismo e il
rispetto delle diversità, religiose
in primis, si realizzino prevalentemente nell’ignorarle. E allora
via simboli e segni dalla scuola.
Non sia mai, ad esempio, che
le giovani coscienze, venendo a
sapere che il 25 dicembre è festa perché il mondo occidentale ricorda il Natale di Gesù, ne
siano destabilizzate, o spinte a
creare ghetti e divisioni tra chi è
cristiano e chi non. Verrebbe da
pensare, invece, che proprio la
scuola debba essere il luogo dove
le diversità si possono conoscere e apprezzare, senza ipocrisie,
ma con l’attenzione che meritano. Un luogo, la scuola, dove
confronto e dialogo dovrebbero
abitare di diritto, spaziando a
tutto tondo sull’esperienza umana, che comprende anche l’esperienza religiosa, profondamente
inculturata nella vita delle comunità e dei popoli.
La vicenda romana è di segno
diverso e piuttosto nuova, nel
senso che non capita spesso. Segue però un filone che in questi
anni si presenta a più riprese, in
Italia e non solo. Perché mai una
suora non dovrebbe insegnare in
una scuola laica? Se ha i titoli,
se è in graduatoria, se ha fatto
i concorsi… Disturba l’abito?
In Europa si è già posto il problema di insegnanti, in questi
casi musulmane, che portano il
velo, ad esempio in Germania e
in Belgio. La questione di fondo riguarda la manifestazione
pubblica delle scelte personali
di fede. Si badi: il problema non
è che le insegnanti in questione insegnino ai più piccoli le
proprie convinzioni in qualche
modo violando la laicità delle
istituzioni – cosa che darebbe qualche pensiero – ma solo
che le insegnanti manifestino
pubblicamente – con l’abito e
tra l’altro non solo in aula – la
propria scelta personale di fede.
Qui sta il nodo: esiste, ed è diffuso, il pensiero che la religione
sia e debba essere solo un fatto
privato. La sua “pubblicità”, cioè
la ricaduta nella vita pubblica
Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese
Redazione via Formigina, 319 Modena
Tel e Fax 059/344885 - [email protected]
Realizzazione e impaginazione: MediaMo – Moka
Direttore responsabile: Stefano Malagoli
Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni
In redazione: don Marco Bazzani, Marcella Caluzzi , Giancarlo
Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, Manuela Fiorini,
don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Nardo Masetti,
don Massimo Nardello, Francesca Rossi, Giulia Vellani
Chiesa e Mondo
La suora
insegnante e la
festa delle luci
tale Insieme solidarietà vuol
dire accogliere tante persone, farle accomodare in una
grande tavolata apparecchiata a festa, mettere ognuno
vicino a qualcun altro, sorridere e chiacchierare insieme, per far sentire davvero il
calore di un giorno speciale
come il Natale.
A questo proposito ricordo
un’altra iniziativa benefica
che si terrà a breve a La Rotonda: in occasione della Befana si inviteranno i bambini
a donare la propria “paghetta”
a favore di Aut Aut, Associazione famiglie con portatori di autismo, in cambio il
Centro Commerciale regalerà una calza della Befana
solidale”. Anche quest’anno
presenzieranno il sindaco di
Modena Giorgio Pighi, il vescovo Mons. Benito Cocchi e
l’assessore alle Politiche sociali, sanitarie e abitative del
Comune Francesca Maletti,
che porteranno il loro saluto
e testimonieranno in prima
persona la loro vicinanza.
delle scelte di fede dei singoli,
viene sempre meno accettata.
Inoltre, a ben vedere, in Italia
questo pensiero si applica in
particolare al cristianesimo, forse per una sorta di reazione al
suo legame tutto speciale con la
storia del Paese. Questo pensiero accompagna anche le critiche
ai crocifissi nelle aule, alimenta
una laicità malata di laicismo e
che sconfina, a volte, in quell’atteggiamento che alcuni hanno
definito cristianofobia.
La laicità autentica è ben altra
cosa. In Italia come in Europa.
È laica una società nella quale
i diversi possono guardarsi l’un
l’altro, riconoscendosi e apprezzandosi – perché no? – con le
proprie differenze. Laica è una
scuola – come è davvero quella
italiana, nonostante le sue tante
magagne – nella quale un patto educativo condiviso non ha
paura di raccogliere gli apporti
delle culture differenti che si
intrecciano nell’esistenza quotidiana di allievi e famiglie. Ne fa
garanzia la stessa Costituzione
del nostro Paese.
Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, don Giacomo
Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rossana
Arletti, Egidio Iotti
Hanno collaborato: Luca Beltrami, Alberto Campoleoni,
Valentina Lanzilli, Franco Mantovi, Lucia Rolando, Maria Elisa
Santini, Caterina Sedoni
Fotografie: archivio Nostro Tempo, MediaMo, Moka, Sir, Dante
Farricella, Luigi Ottani
Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona)
stampato in n° 2400 copie
Amministrazione:
Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 - Modena
Registrazione Tribunale di Modena n.333 del 19-9-57
Iscritto all’Albo Nazionale della Stampa n.00736 vol.8
Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana
Settimanali Cattolici) Associato all’Unione Stampa Periodica
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NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
Cultura
15
Appuntamenti
Quando l’arte è “rischio” Il cibo
Inaugura il 19 dicembre presso le ex Fonderie Riunite di Modena la mostra RiskArt!
R
• Manuela Fiorini
ottura,
cambiamento,
riscatto,
pericolo di crollo.
Sono questa le parole chiave che riassumono i
concetti espressi nella mostra
RoskArt!, che inaugura il 19
dicembre, presso i locali delle
ex Fonderie Riunite di Modena, di fianco al cavalcavia
di via Ciro Menotti. L’esposizione, curata da Fulvio Cimento e Antonella Malaguti
,pone in evidenza l’alta componente di rischio insita nel
processo creativo, il senso di
pericolo che ricorre in ogni
forma espressiva, vista come
una potenziale minaccia di
rassicuranti equilibri. Proprio
per questo motivo, la scelta
della location dove allestire la
mostra è caduta sulle ex Fonderie, uno spazio distante dai
luoghi “consueti”, quali musei
e gallerie. Tuttavia, le ex Fonderie riunite sono uno dei
luoghi –simbolo della città
di Modena, un luogo dove la
storia dell’edificio si intreccia
con quella dello lotta “di classe” tra lavoratori e “padroni”
verificatasi tra il 1947 ed il
1950. Proprio qui, infatti, al
termine di una manifestazione indetta dai lavoratori per ottenere la riapertura
della fabbrica, dopo le serrate imposte dal proprietario
Adolfo Orsi, il 9 gennaio
1950, vennero uccisi sei operai dalla celere del Ministro
dell’Interno del Governo De
Gasperi Mario Scelba. La riapertura metaforica delle ex
Fonderie, in occasione della
mostra RisKart! Vuole essere, a sua volta, un simbolo
di riscatto: l’ex fabbrica, fino
al 9 gennaio 2010, giorno
della commemorazione del
60° anniversario dei caduti,
tornerà a celebrare il lavoro,
quello “comune” e quello artistico, quello “fisico” e quello
“intellettuale”, conferendo ad
essi pari dignità e valore. Il
progetto espositivo è realizzato interamente all’esterno
Al Cafè Livre la personale
dell’artista modenese d’adozione
Il lavoro
inconcludente
di Zucchellini
• M. F.
S
i intitola Il lavoro inconcludente la personale di Maurizio
Zucchellini, in mostra fino al 10 gennaio 2010,
presso il Cafè Livre di via
Emilia Centro 103, a Modena. Zucchellini, nato in Lunigiana nel 1954, ma residente
a Modena dal 1976, presenta
la sua produzione più recente,
nella quale il progetto artistico di impronta impressionista, trova un’ulteriore capacità
di espressione. In mostra disegni, tempere e tecniche
miste su carta raffiguranti
ac ro b a t i ,
giocolieri e
funamboli, immagini ombra
che compaiono ciclicamente
dentro ad un percorso pittorico pregno di una serena
drammaticità. I richiami, infatti, si rifanno al mondo del
fantastico, dove i personaggi
sono totalmente sostituiti da
maschere. Il tratto, poi, si fa
più preciso, con una maggiore attenzione al particolare;
un elemento tecnico che va
a potenziare l’elemento contenutistico, immaginativo e
surreale. Tuttavia, nonostante
l’omogeneità della produzione
artistica, Zucchellini sembra
essere consapevole che la sua
ricerca sia, tuttora, in conclusa
e, forse, senza una vera meta
identificabile. Il risultato è un
continuo confronto tra l’artista e la sua opera, un confronto che viene necessariamente
riconosciuto come “inconcludente”. La mostra
è curata da Stefano
Suozzi ed Elena
Gollini.
Info
Maurizio Zucchellini
Il lavoro inconcludente
Cafè Livre e des Artes
Via Emilia Centro 103,
Modena
Tel. 345/8410925
Orari: da lunedì a
domenica dalle 8 alle 20.
della struttura ed individua
quale punto di osservazione
ideale il Cavalcavia di via Ciro Menotti. La facciata ovest
dell’edificio, infatti, sarà allestito con opere ideate da Fabio Sonetti, Gianluca Rossi, e
Cristina Panicati.
I primi due artisti rileggono
in chiave artistica uno dei
capolavori del
Novecento:
“Il
grande
dittatore” di
Charlie
Chaplin,
inell’in-
tento di smascherare, attraverso l’ironia, l’autorità
astratta che esercita il suo
potere attraverso la manipolazione delle coscienze. E’ la
fotografia, invece, il mezzo
in cui Cristina Pancali mette
in luce il gioco infinitamente
replicabile di immaginazione
e rappresentazione.
Info
RiskArt! Rischio ad Arte
Dal 19 dicembre al 9 gennaio 2010
Ex Fonderie Riunite veduta dal cavalcavia di via Ciro Menotti,
Modena
Tel. 388/8413596, [email protected]
Esce per le edizioni Albatros
Il Filo il romanzo breve del poliedrico
artista modenese
“L’Artiglio”
di Enrico Solmi
nella memoria
contadina
S
abato 19 dicembre,
dalle 9 alle 13, in
un’atmosfera prenatalizia, Piazza della
Pomposa farà da cornice ad
un incontro con la tradizione
gastronomica e le pietanze
della cucina contadine. Verranno illustrate le farine, la
storia e la tradizione di piatti
poveri dell’Appennino modenese e del Frignano in particolare.
Inoltre, saranno offerti assaggi di piatti a base di farina di
castagne e mais, per conoscere e riscoprire sapori e gusti
E il Verbo
si fece canto
D
omenica 20 dicembre, presso
la Chiesa parrocchiale di Albareto, a partire dalle 20.30, si
preannuncia il Natale con
una suggestiva rassegna di
• M. F.
N
ella sua prima vita, lavora come
chimico analista
in un laboratorio.
Nelle altre, deposti provette e
reagenti, è sceneggiatore, attore di talento, poeta intenso
e scrittore riflessivo. Ed è proprio con questa ultima “maschera” che si presenta Enrico
Solmi, modenese, classe 1964.
E’ appena
uscito per il
gruppo
editoriale Albatros-Il
Fi l o,
in-
fatti, il suo romanzo breve dal
titolo “l’Artiglio” , una storia
“on the road” con note filosofiche ed i connotati del thriller.
In una notte scura e fradicia, incontriamo un ragazzo
che scappa da una delusione
d’amore, un uomo che fugge
dalla propria squallida esistenza, un commissario di polizia
che porta con sé le colpe del
suo passato. Un incontro cambierà per sempre le loro vite.
Nel romanzo, due generazioni
si confrontano: l’idealismo
della giovinezza si scontra con
il cinismo e la disillusione della maturità. Vite diverse, ma
unite dal filo tragico della vita
e del tempo che, inesorabile,
passa. Vite diverse, ma che
potrebbero benissimo essere
la stessa.
Scheda
Enrico Solmi
L’Artiglio
Albatros – Il Filo Edizioni,
Roma 2009
Pagg. 56 – euro 12,50
indimenticati. Il programma
prevede, alle ore 10 l’incontro
con Antonio cerchi e Paolo
Vignocchi di Slow Food sil
tema “Visti da vicino: mais,
farine, castagne e dintorni…”, con la presentazione
dei prodotti del Frignano e
l’illustrazione di ricette. A
seguire, alle ore 11, l’Azienda Agricola Marchetti Francesco presenta “Prendiamoci
gusto”, con assaggi di polenta
e ciacci di castagne. Iniziativa
gratuita.
(Info: tel. 059/2033486, [email protected])
cori parrocchiali. Ad allietare i presenti: o cori delle parrocchie di Collegara,
Albareto, della Regina di
Modena Est e dell’Unitalsi.
Partecipazione libera. (Info:
tel. 059/318315).
Concerto
di Natale della
Corale Puccini
D
omenica 20 dicembre,
presso
la Chiesa di San
Biagio, alle 15.30,
la Corale Puccini propone il
tradizionale Concerto di Natale con un omaggio ad Haendel nel 250° anniversario della
morte.
Sarà eseguita una selezione
di arie e cori dal Messia. Par-
tecipano il Coro “G. Puccini”
di Sassuolo, l’Orchestra “Filarmonica Emiliana”, Benedetta Orsi (alto), Yoriko Okai
(soprano) e Simone Guaitoli
(organo).
Dirige Francesco Saguatti. Con la partecipazione del
coro di voci bianche “Puccini
Junior” istruito da Veronica
Zampieri.
16
NostroTempo
Domenica 20 dicembre 2009
Sport - Csi
Pronti a correre per la pace
Già avviati i preparativi per la settima maratona Betlemme-Gerusalemme, che si svolgerà il 23 aprile 2010
•Valentina Lanzilli
P
ronti a correre ancora
una volta per la pace.
Pronti ad essere protagonisti di un gesto di
speranza e di fratellanza tra popoli attraverso lo sport. Si terrà il 23 aprile 2010 la settima
edizione della Maratona della
Pace Betlemme-Gerusalemme, all’interno della consueta
settimana pellegrinaggio prevista dal 22 al 29 aprile 2010,
organizzata dal Centro Sportivo Italiano con il consueto
impegno in prima persona del
Comitato di Modena. Una
grande occasione per portare in
questi luoghi un messaggio di
pace attraverso una corsa non
competitiva di dieci chilometri,
quelli che separano Betlemme
da Gerusalemme, città divise
da un muro di cemento alto 9
metri che da troppi anni spezza storie, rapporti e dialoghi in
una terra in cui ogni popolo
trova spazio solo per il proprio
Dio. Il passaggio tra queste
due città, simbolo del conflitto israeliano- palestinese, oggi
è interrotto da un check point,
forse uno dei più simbolici tra
le centinaia che si possono incontrare percorrendo i 400 km
di muro che il governo israeliano sta costruendo per dividersi
fisicamente dai territori palestinesi, in cui i soldati bloccano
tutti gli ingressi. Ed è proprio
a ridosso di questo passaggio
che la maratona si riempie di
significato, permettendo ad atleti italiani, israeliani e palestinesi di correre ed oltrepassare
quel muro insieme, creando un
incontro e una collaborazione
tra due popoli che non riescono più a dialogare. Questa
maratona, dall’alto contenuto
simbolico e dal basso valore atletico, è aperta a tutti, sportivi
e non, credenti e laici; anche i
più pigri dunque non devono
farsi intimorire dalla lunghezza del percorso. In occasione
della passata edizione della
maratona, svoltasi il 23 aprile
2009, è stato realizzato un documentario dal titolo “Corre la
Pace- Gli sportivi italiani ambasciatori di pace in Terra San-
ta”, che ripercorre i momenti
più significativi della corsa, oltre alle tappe del pellegrinaggio
nei luoghi della vita di Gesù,
dalla città dell’annunciazione,
Nazareth a quella della natività,
Betlemme; dal lago di Tiberiade, luogo di numerosi miracoli,
a Gerusalemme, città santa per
le tre grandi religioni monoteiste. Partecipare a questa maratona-pellegrinaggio vuol dire
scoprire e conoscere i luoghi
che hanno scritto la storia del
mondo. Tra le tappe più attese
c’è anche Ain Arik: siamo a pochi chilometri da Ramallah, capitale dell’autorità palestinese e
a 22 chilometri da Gerusalemme. Una distanza esigua se non
fosse interrotta da due checkpoint che hanno completamente isolato questo piccolo
villaggio di 1300 abitanti, molti
dei quali bambini. Qui, grazie ad un progetto fortemente
voluto dal Centro Sportivo di
Modena, da Overseas, Comune
di Modena, Caritas Diocesana
e Associazione Piccola Famiglia dell’Annunciata, quattro
anni fa nasce il progetto Modena-Ain Arik, che ha dato alla
luce un centro sportivo, ricreativo e culturale su un’area di
2.500 metri quadri, diventato
un importantissimo luogo di
aggregazione per i tanti giovani del villaggio, che a causa dei
blocchi stradali e della guerra,
non hanno la possibilità né di
lavorare né di proseguire gli
studi. Il documentario, della
durata di 35 minuti, è stato
realizzato da Valentina Lanzilli ed Andrea Calderone ed
è disposizione di tutti presso la
sede del C.S.I. di Modena, in
via del Caravaggio. Un video
che nasce con l’intento di raccontare una realtà ancora troppo poco conosciuta, quella del
conflitto israeliano- palestinese, attraverso un gesto concreto
di pace, quello della Maratona.
Proprio per questo motivo gli
autori del documentario e il
Csi di Modena hanno avviato
un progetto nelle scuole superiori modenesi, per coinvolgere
sempre più giovani in questa
bellissima esperienza. La forza
di questa Maratona della Pace
non si può e non si deve fermare. La Terra Santa ci aspetta.
Nostro
Tempo
il settimanale cattolico modenese al centro della comunità
Nuova veste grafica e approfondimenti per un giornale sempre più attento alla vita delle parrocchie,
della città e dei paesi, in ascolto dei suoi lettori per essere al centro della comunità.
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