SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE Domenica 20 dicembre 2009 Anno LIII n° 47 • euro 1 FONDATO NEL 1957 POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA La storia La storia Scuola Testimonianze In classe, L’oriente vicino Centro di Consulenza per le Famiglie e Fism a sostegno delle educatrici A PAGINA 3 Intervista con Padre Stefano Andreotti, missionario modenese a Honk Kong A PAGINA 4 con benessere Il Punto Un antidoto alla violenza • Mariapia Cavani U n gesto inqualificabile, quello di cui è stato fatto oggetto il presidente del consiglio a Milano, domenica 13 dicembre. Un gesto da non commettere, mai per nessuna ragione. Un gesto che non si spiega però con odio, passione politica, contrasti di partito, ma col disagio di chi l’ha compiuto. Umana pietà per l’aggressore e grande solidarietà per l’aggredito sono i due primi sentimenti che avremmo dovuto provare. Noi cittadini, ma non solo. E invece non è andata così: anche un gesto terribile si è trasformato in terreno di scontro politico. Fermiamoci per favore a pensare: io non amo molto guardare la televisione, ma non esistono più, da molto, troppo tempo, dibattiti che prevedano l’esposizione delle proprie idee, ma solo la demonizzazione dell’avversario. Il confronto politico si trasforma in una battaglia tra tifoserie, senza vincitori né vinti: i soli che hanno tutto da perdere sono i cittadini: non vedono leggi fatte per loro, non si sentono ascoltati, compresi, rispettati. Manca un vero senso di responsabilità da parte di chi, sedendo nelle istituzioni, le trasforma nello sfondo per il proprio triste spettacolo e non le luogo dove agire per il bene comune. L’insulto all’avversario non è la svista, l’eccezione, ma la regola, si parli di calcio o di cucina regionale. La prevaricazione è lo scopo, il grido sguaiato il solo modo. La bugia non lascia spazio alla smentita e ogni menzogna passa nel cesto dei rifiuti prima che si scopra che è tale, generando soltanto sconcerto. La violenza, l’aggressività pervadono ormai ogni ambito della vita, anche quella quotidiana, in auto, in fila alla posta, lungo la strada, e tutto è poi etichettato come gioco, ancorchè pesante, o peggio come necessità, come unico modo di tutelare un io, l’io dell’individuo che diventa misura di tutte le cose e che, al massimo, si unisce ad altri individui per cercare di conseguire un apparente vantaggio comune, ma per un piccolo gruppo, corporazione, clan, e comunque a scapito di altri. E a volte per quel danno altrui si gioisce pure, se ne ricaviamo vantaggio. No, non è questo ciò che le persone chiedono: non è una squallida legge di immediato ed emotivo consenso che deve governare l’azione di chi, in qualunque schieramento politico, ha la responsabilità di rappresentare i cittadini. E non possiamo dimenticare comunque una responsabilità dal basso: spegnere le grida, rispondendo con parole e gesti dal tono diverso: serve equilibrio da opporre alla follia, civiltà da opporre alla barbarie, parola da opporre al silenzio complice. E lo dobbiamo fare noi, qui, subito. Azione Cattolica LoSport accolse con gioia La pagina informativa su iniziative e progetti dell’Ac diocesana A PAGINA 9 Che festa sarà? Sono tante le proposte e le occasioni per vivere a Modena il periodo natalizio in una dimensione di solidarietà e maggiore attenzione agli altri C hissà che, complice anche il periodo di crisi (e sarebbe questa la classica dimostrazione che da una circostanza negativa può nascere anche qualcosa di buono…) quest ’anno non sia davvero la volta buona per riscoprire una dimensione del Natale più autentica, più solidale e attenta agli altri. Lo si ripete ogni anno, dall’inizio dell’Avvento e fino alla vigilia: Natale non sono i regali, le luci e la rincorsa spasmodica, fino all’ultimo minuto tra vetrine, negozi e centri commerciali. Certo che non è questo il Natale e, soprattutto per i cristiani, non è questo lo spirito con il quale si celebra, si ricorda e si accoglie nuova- mente la nascita del Figlio di Dio, fattosi carne a Betlemme nel grembo di Maria, nato povero in una capanna. Però, nonostante gli sforzi, il rischio di cadere in maniera eccesiva nella dimensione sberluccicante e a volte forzatamente festaiola dei giorni dal 24 dicembre al 6 gennaio, è sempre molto presente. Se non dovessero bastare le sollecitazioni e le riflessioni che negli appuntamenti liturgici di queste domeniche di Avvento abbiamo sentito ripetere nelle nostre comunità parrocchiali, allora anche l’indubbia minor disponibilità di risorse e la poca voglia di festeggiare in tempi di crisi possono aiutare a intraprendere una strada diversa, più autenticamente e cristianamente natalizia. Se Natale è accoglienza dell’altro e attenzione ai suoi bisogni, condivisione e soli- in modo “alternativo e controcorrente” il Natale. A iniziare dal cammino di ‘Avvento e Natale di solidarietà’ proposto dalla Caritas diocesana. Per rimanere in ambito ecclesiale, è sufficiente poi guardare cosa propongono le parrocchie o le associazioni e i movimenti per cercare qualche spunto o suggerimento: si scoprirà così che le iniziative di solidarietà non mancano e sono rivolte sia a chi vive in Africa, Asia o America Latina sia a chi più vicino a noi, magari nella stessa strada o sullo stesso nostro pianerottolo, vive nella quotidianità una situazione di difficoltà o di disagio della quale nessuno si accorge. Ma questa festa, così importante per chi è inserito in una logica di fede e di testimonianza cristiana ha la capacità di proiettarsi, più di altre ricorrenze, anche in una dimen- darietà con chi è in difficoltà, vicinanza a chi, in senso spirituale e materiale, ha meno risorse, allora sono davvero tante le iniziative che in questo periodo si moltiplicano per vivere sione più laica. “A Natale si è tutti più buoni”, si sente banalmente dire… Un fondo di verità, però, al di là dei luoghi comuni e delle frasi fatte, sicuramente c’è, a giudicare almeno . e a capo www.lapam.mo.it dal moltiplicarsi di iniziative e proposte che la ricca e multiforme realtà del volontariato modenese formula per questo Natale 2009. Per rendersene conto, ad esempio, basta dare un’occhiata al sito www.volontariamo.com per scoprire che nella sezione “Natale e solidarietà” si passa dagli eventi benefici alle proposte per regali e doni solidali. Si scoprono così il Natale con l’associazione italiana leucemia di Modena, la possibilità di unire doni natalizi e aiuti per i bambini Malgasci con Mondobimbi, gli angioletti manufatti per aiutare i bambini peruviani, il Natale con Africa nel cuore, ma anche miele e noci per sostenere l’associazione Parkinson Modena, le stelle di Natale e i dolci per aiutare il Cid - Curare il Dolore, le proposte per un Natale di solidarietà con il servizio di Salute mentale. E non dimentichiamo le botteghe del commercio equo e solidale a Modena, e in altri centri della provincia. Senza trascurare, infine, il pranzo di Natale alla Rotonda (vedi foto). Insomma, le idee non mancano di certo: basta solamente la voglia di farsi coinvolgere per festeggiare e vivere un Natale che sia il più autentico possibile, accorgendosi un po’più degli altri. adesione 2010 2 NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 Primo Piano “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato” La festa degli auguri Istituto Charitas rosi problemi che riguardano l’ambiente naturale dell’uomo, come l’uso delle risorse, i cambiamenti climatici, l’applicazione e l’uso della biotecnologie, la crescita demografica. Se la famiglia umana non saprà a Chiesa di Modena far fronte a queste celebrerà la Giornata nuove sfide con un il 31 gennaio in San rinnovato senso Biagio: sul prossimo della giustizia ed numero di Nostro Tempo i detequità sociali e della tagli sulla Veglia. solidarietà internaIl tema intende sollecitare una zionale, si corre il presa di coscienza dello stretrischio di seminare to legame che esiste nel nostro violenza tra i popoli mondo globalizzato e intere tra le generazioni connesso tra salvaguardia del e quelle future. 1884_Nostro Tempo 12-11-2008 Pagina 1 creato e coltivazione del bene Modena_102x132 legame è, infatti, sempre più presenti16:49 della pace. Tale stretto e intimo messo in discussione dai nume- Seguendo le preziose indicazio- Giornata mondiale della pace, 1 gennaio 2010 L www.bsgsp.it Le tue radici e il tuo futuro sotto un buon segno. ni contenute ai numeri 48-51 della Lettera Enciclica Caritas in veritate, il messaggio papale sottolineerà l’urgenza che la tutela dell’ambiente deve costituire una sfida per l’umanità intera: si tratta del dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo, destinato a tutti, impedendo che si possa fare impunemente uso delle diverse categorie di esseri come si vuole. È una responsabilità che deve maturare in base alla globalità della presente crisi ecologica e alla conseguente necessità di affrontarla globalmente, in quanto tutti gli esseri dipendono gli uni dagli altri nell’ordine universale stabilito dal Creatore. Se si intende coltivare il bene della pace, si deve favorire, infatti, una rinnovata consapevolezza dell’interdipendenza che lega tra loro tutti gli abitanti della terra. Tale consapevolezza concorrerà ad eliminare diverse cause di disastri ecologici e garantirà una tempestiva capacità di risposta quando tali disastri colpiscono popoli e territori. a questione ecologica non deve essere affrontata solo per le agghiaccianti prospettive che il degrado ambientale profila: essa deve tradursi, soprattutto, in una forte motivazione per coltivare la pace. Movimento Apostolico Ciechi Santa Lucia a San Pio X D Le tue radici, il tuo futuro. omenica 13 dicembre, festa di S. Lucia protettrice della vista, il Mac (Movimento Apostolico Ciechi) Gruppo di Modena e Carpi, ha celebrato la Festa della Luce e della condivisione nella parrocchia di S. Pio X, dove ha trovato grande accoglienza e amicizia. Numerosi i soci vedenti e non vedenti che vi hanno partecipato unitamente ai fedeli della parrocchia. Molto seguita la S. Messa concelebrata da don Francesco Cavazzuti (non vedente) e dal vice parroco don Raffaele, con l’assistente nazionale del Mac don Renzo Migliorini e ottimo il pranzo servito in un salone parrocchiale. Pomeriggio trascorso in allegria con Sandrone e i suoi amici. Desideriamo esprimere i più sentiti ringraziamenti al parroco don Ivo, che è stato con noi per buona parte del tempo e ai volontari che hanno preparato e servito il pranzo, nonchè a tutti i parrocchiani che ci sono stati vicini con affetto e simpatia . Sono anche stati raccolti tanti occhiali usati che, rigenerati, saranno destinati ai ciechi del terzo mondo. E ’ stata una festa degli auguri di Natale molto partecipata quella che si è svolta sabato scorso all’Istituto Charitas di via Fratelli Rosselli a Modena. L’istituto, fondato da mons. Ermanno Gerosa nel 1942, ospita oltre 60 persone con disabilità psico fisiche gravi, assistite da più di 100 operatori, oltre ai volontari che animano le diverse attività. Uno dei momenti più sentiti dagli ospiti è la tradizionale festa di Natale che quest’anno ha visto coinvolti gli ospiti del Charitas in uno speciale spettacolo teatrale espressivo, con luci, canti e immagini proiettate nel salone principale dell’Istituto alla presenza delle famiglie, dei volontari e degli operatori dell’Istituto. Nell’occasione sono stati anche messi in vendita i prodotti realizzati dagli ospiti nel corso dell’anno all’interno dei laboratori di creatività in cui sono stati impegnati. Il prossimo appuntamento è con la S. Messa di Natale con l’animazione del gruppo parrocchiale si S. Faustino. Riflessioni sulla Parola “Benedetta tu fra le donne” (Lc 1,42) M G.G. olto probabilmente l’evangelista Luca ha raccolto dalla voce stessa di Maria le memorie dei primi anni della vita di Gesù, dall’annuncio dell’angelo Gabriele al ritrovamento nel tempio di Gerusalemme. Ed è proprio da lei che è venuta la descrizione positiva del suo incontro – era già in attesa di Gesù – con Elisabetta, incinta di sei mesi di Giovanni il Battista. Due donne che portano per dono di Dio, nel loro seno, i figli. Incontro tra due madri che è, contemporaneamente un incontro tra i due figli, prima della nascita. Maria “si alzò e andò in fretta” verso la casa di Elisabetta e Zaccaria. In quel gesto, così premuroso c’è tutta la disponibilità verso l’anziana parente, carica delle fatiche della gravidanza. Vivono insieme, nello stesso periodo, la gioia e le preoccupazioni dell’attesa di un figlio, intuendone già la missione a cui erano chiamati. Già nelle parole di saluto che si scambiano, rivelano il loro futuro ricco di mistero. In loro… si incontrano anche i due figli: Giovanni “sussultò nel suo grembo”. C’è qui la descrizione di una presenza, che vale più di tante parole. Ma ci sono riferite anche le parole di Elisabetta, guidata dallo Spirito Santo, che esprimono la consapevolezza del valore dell’incontro con Maria e Gesù. Quello che si compie in Maria è opera di Dio. La fede della giovane madre è riconosciuta straordinaria da Elisabetta: “Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto. Ancora, le parole di Elisabetta esprimono la meraviglia, lo stupore, la grande gioia, per la realizzazione, attraverso quella giovanissima parente, del progetto di Dio per la salvezza dell’umanità. Luca, con poche parole, ha costruito un racconto che i credenti di tutti i tempi hanno sempre gustato, perché si manifesta così semplicemente l’incarnazione del figlio di Dio. Avvicinandosi il Natale, la Chiesa riflette su tutto questo. Essa si riconosce luogo, arca, della presenza del Salvatore; si sente inviata ad esprimere conforto e solidarietà soprattutto a chi è nel bisogno; avverte Maria come modello per una fede adulta e consapevole, disponibile a realizzare la volontà del Signore. NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 3 Scuola Nelle 76 scuole aderenti alla Fism di Modena un progetto realizzato in collaborazione con il centro di Consulenza della famiglia • Maria Elisa Santini* N on so se qualcuno di voi è genitore, o è stato genitore, di bambini che frequentano il nido o la scuola dell’infanzia ma… provate un attimo a immaginare. Immaginatevi di entrare in una sezione di 20 bambini della stessa età pieni di energia, di esuberanza, di voglia di fare e giocare… bambini con tanta voglia di scoprire il mondo, conoscere, esplorare, fare nuove esperienze e mai, mai, mai stanchi… bambini che costantemente intrecciano relazioni con gli altri compagni fatti di momenti di gioia, condivisione e voglia di stare insieme ma anche di rivalità, ostilità e voglia di primeggiare… bambini che esprimono le loro emozioni, che siano di gioia e felicità o di tristezza e rabbia, in modo intenso e a volte eccessivo. Immaginatevi ora un adulto che quotidianamente si occupa di queste piccole donne e piccoli uomini in divenire, se ne prende cura sapendone accogliere le singolarità e persona- In classe, con benessere lità, incentivandole, insegnando loro però anche le regole dello stare in gruppo e della condivisione necessari per renderli persone rispettose e corrette. Ecco, tutto ciò che vi siete immaginati è quello che ogni giorno viene messo in atto all’interno di una sezione di asilo nido o scuola dell’infanzia dove insegnanti preparati e qualificati, con grande cura, professionalità e competenza, si adoperano per crescere questi uomini e donne del futuro in modo attento e responsabile. Personalmente credo che chi ha scelto di diventare educatore abbia intrapreso un cammino difficile e pieno di insidie che richiede davvero tanta passione e dedizione… (è difficile per un genitore riuscire a volte a gestire uno o più figli, sfiniti dai loro capricci e dalle loro insistenti richieste… pensate a come sarebbe averne 20 tutti in una volta!) Un insegnante deve infatti reinventarsi ogni giorno, deve continuamente mettersi in gio- co per meglio venire incontro alle diverse personalità e dina- miche che entrano in sezione e proprio per questo ha bisogno di poter avere, quando ne sente l’esigenza, un sostegno, un confronto, un aiuto per migliorare costantemente la qualità del suo lavoro e delle relazioni che si creano tra i bambini e gli adulti (colleghi, genitori e personale scolastico). Da alcuni anni mi occupo del progetto “Promozione del Benessere” che la Fism (Federazione Italiana Scuole Materne Cattoliche) ha attivato in collaborazione con il Centro di Consulenza per la Famiglia. Un progetto in cui la Fism ha creduto molto e che ha voluto attivare proprio per sostenere ulteriormente le educatrici e le insegnanti delle 76 scuole della provincia di Modena, nella loro funzione educativa. Il progetto fa si che, attraverso un punto di vista esterno le insegnanti possano, chiedere un confronto, un sostegno, un aiuto nella gestione di situazioni che riguardano il gruppo classe che le preoccupa, che le impensierisce e sulle quali vogliono essere rassicurate e supportate. Le educatrici e le insegnanti delle scuole Fism in realtà sono già sostenute nel loro difficile compito educativo dai coordinatori pedagogici, che seguono le scuole passo per passo nella gestione dei progetti formativi, delle sezioni, della giornata educativa e, là dove le insegnanti li contattano per un consiglio, un aiuto, una riflessione su situazioni che ritengono difficili e problematiche, sono i primi che attraverso una prima osservazione possono meglio capire e analizzare la situazione e dare riposte coerenti. E’ proprio il coordinatore, attraverso le sue competenze, che può da subito aiutare le insegnanti ad attuare strategie educative migliorative così come invece può rendersi conto della necessità di un ulteriore osservazione esterna consigliando la coordinatrice delle attività educative-didattiche di attivare il progetto e quindi contattarmi personalmente. L’attivazione del progetto, e quindi il mio intervento, è importante per dare la possibilità alle insegnati di avere un confronto e un sostegno esterno per la normale gestione delle dinamiche che si creano in sezione in modo da creare un clima educativo sereno ed efficace. Il benessere a scuola in fondo è condizione indispensabile per garantire a tutti i protagonisti del sistema scolastico (bambini, docenti, docenti di sostegno, coordinatrice delle attività educative-didattiche, coordinatore pedagogico-didattico) buone condizioni di insegnamento e apprendimento. Modi di pensare e agire corretti permettono a tutti di “stare bene a scuola”, aiutando a instaurare un contesto relazionale nella sezione e nella scuola favorevole al lavoro dei bambini e dei docenti e di conseguenza del processo di insegnamento e apprendimento. Quello che risulta fondamentale, per meglio capire la situazione che si sta verificando e quindi attivare l’intervento più adatto, è l’analisi della problematica portata dall’insegnante. Ecco perché il sostegno dei coordinatori in primis e della pedagogista esterna successivamente possono essere fondamentali perché possono aiutare le insegnanti a leggere davvero le problematiche che stanno dietro a ogni situazione e trovare le soluzioni migliori per superarle. Credo comunque che, al di là della presenza fondamentale del coordinatore pedagogico e, dove si ritiene necessaria, di un esperto esterno, quando emerge, da parte di un insegnante, un dubbio, una perplessità o un bisogno di conferma rispetto una situazione particolare, diventa una grossa risorsa, all’interno della scuola, il confronto con il collegio docenti. Il poter infatti parlare e confrontarsi su una situazione che ci preoccupa e su cui ci sentiamo in difficoltà all’interno di un gruppo di lavoro può infatti essere di aiuto per osservarla da più punti di vista ognuno dei quali aiuta per una maggiore comprensione. Posso dire che tante sono le scuole che ho visitato in questi anni e tante sono state le situazioni che sono state affrontate e discusse, ma quello che ha caratterizzato questi percorsi sono state la grande disponibilità degli insegnanti nel mettersi in discussione e di trovare le soluzioni più adatte e le parole più giuste per il bene dei bambini e delle loro famiglie. * pedagogista del centro di Consulenza per la famiglia L’angolo di Don Nardo Terra Santa: due terribili muri I pellegrini non vanno in Terra Santa per motivi politici. Però non possono nemmeno ignorare certe realtà, dal momento che sono obbligati a sbattervi il muso contro. E la faccia possono sbatterla contro il muro del Museo dell’olocausto e quello del muro che uno è obbligato a costeggiare e ad attraversare ogni volta che entra ed esce da Betlemme o si vuole recare a Betania. Nel nostro pellegrinaggio vi era un gruppo di Nonantola. Abbiamo voluto recarci al Museo dell’olocausto, soprattutto per vedere e per pregare presso gli alberelli dedicati alla memoria di don Arrigo Beccari e del del dottore Giuseppe Moreali. Li abbiamo trovati, fotografati, meditati e circondati da un momento di profonda commozione e di rinnovata gratitudine. Avevamo qualche minuto prima visitato, ammutoliti per lo sgomento, il padiglione dedicato allo sterminio di centinaia di migliaia di bambini ebrei. Una cosa che non si può toccare con le parole: profanerebbero quella disumana realtà a dimensioni gigantesche. Se don Arrigo e il dottore non avessero rischiato la vita, circa un centinaio di nomi in più sarebbero metodicamente scanditi da quella voce nel tunnel, che chiama per nome quei bimbi martiri. E quel muro in gran parte già costruito, che come un velenoso serpente aggira e divide due popolazioni? E Betania? Dista da Gerusalemme “pochi passi” ma per raggiungerla si deve aggirare il muro per chilometri e chilometri. E in che stato di abbandono e di miseria! Vicino al muro, nella zona di Betlemme, vi è la casa di un terrorista fatta saltare con la dinamite e la sua gigantografia. Dalla parte palestinese il muro è pieno di graffiti quanto mai significativi e che esprimono la sofferenza di una popolazione di fatto ridotta in schiavitù. Dopo avere visitato il Museo dell’olocausto e meditato su quel muro, mi è venuto da pensare a quello che a Varsavia avevano fatto costruire i nazisti, per creare il ghetto degli ebrei, in seguito deportati e sterminati. Possibile che i loro figli e nipoti tornino a costruire dei muri anziché abbatterli? 4 NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 La storia Intervista con padre Stefano Andreotti, missionario modenese a Honk Kong.Tra differenze e insospettabili somiglianze con la nostra Chiesa • Paolo Seghedoni P adre Stefano Andreotti, da Baggiovara a Honk Kong. Il missionario modenese del Pime è rimasto oltre un mese a Modena, prima di ripartire per la lontana Cina. Proprio negli ultimi giorni di permanenza in Italia, padre Stefano ha accettato di rilasciare a Nostro Tempo una lunga e articolata intervista. Da quanto tempo non tor- navi in Italia? Tornare a casa è anche ritrovare le proprie radici? A fine ottobre sono ritornato in Italia per un mese di vacanza dopo 20 mesi di permanenza qui a Honk Kong, nella Repubblica Popolare Cinese. Come sempre ho visitato parenti, amici, parrocchie e tutto questo ha portato a rinverdire le mie radici di modenese. A Honk Kong ora ci sono 7 milioni di abitanti, il 2,5% è cattolico, il 2,5% protestante il resto appartiene alle religioni buddhiste, taoiste o altre venerazioni particolari. La Chiesa cattolica a Honk Kong è suddivisa in 52 parrocchie con una popolazione di 250.000 cattolici di lingua cinese e 100.000 di lingua inglese, per la maggior parte di origine filippina, la percentuale di frequenza alle attività della parrocchia è di circa il 20%. Da quanto sei a Honh Kong? Come si svolge il tuo servizio L’Oriente vicino pastorale? Il ritorno di Honk Kong alla Cina, dopo il protettorato britannico, cosa ha cambiato? Quanti sono gli abitanti, i battezzati, i cattolici praticanti? Io sono arrivato qui nel settembre del 1995, due anni prima del ritorno di Honk Kong alla Cina e fino ad ora non ci sono stati grandi cambiamenti: come era stato promesso e stipulato, per 50 anni Honk Kong non sarebbe cambiata. Honk Kong è per natura sua un crocevia, molte persone passano per ragioni di lavoro, turismo, affari (lo scorso anno l’aeroporto di Honk Kong ha servito 80 milioni di passeg- geri) ma sono presenti molte altre nazionalità. Solo per fare qualche esempio a Honk Kong ci sono 130.000 collaboratrici domestiche indonesiane, 125.000 filippine e 20.000 thailandesi, ma ci sono anche comunità di europei, americani, vietnamiti, coreani, giapponesi, srilankesi, nepalesi, indiani, bengalesi, pakistani solo per citare le comunità più numerose. L’apertura allo straniero qui è un dato di fatto e costitutivo proprio dell’essere di Honk Kong, già consolidato da almeno 200 anni di storia, cioè dalla fondazione di Honk Kong come ex-colonia britannica. Come hai trovato Modena e più in generale il nostro Paese? Hai notato clima disponibile nei confronti degli stranieri? In Italia non abbiamo una così lunga storia multi-razziale e interculturale, ma ci stiamo arrivando. Durante queste vacanze ho visto un aumento esponenziale di stranieri residenti a Modena, secondo i dati che ho letto su Nostro Tempo, 22.000 nel comune di Modena, 76.000 in provincia. È inevitabile che questo processo porti con sè paure, timori, pregiudizi, la paura di doversi dividere la “torta” della ricchezza in più parti. Eppure secondo la mia esperienza missionaria, l’incontro con il diverso, lo straniero porta ad un arricchimento reciproco, alla formulazione di un modo di pensare molto più ampio e flessibile. A Modena ho trovato un atteggiamento fondamentalmente cordiale e aperto verso gli stranieri e sono stato estremamente contento di avere visto che ora a Modena si celebra la messa in 7 lingue diverse, in rito bizantino per la comunità Ucraina e anche in lingua rumena-moldava per la comunità ortodossa presente a Modena: questo è un grande segno di apertura e di rinnovamento per la Chiesa di Modena stessa. Un’altra realtà di Modena che mi ha profondamente colpito è Porta Aperta. Ricordo di avere prestato qualche ora di volontariato in via dei Servi ormai 26-27 anni fa, ma adesso ha fatto passi da gigante. Un sabato mattina, visitando Porta Aperta ho visto tante persone, anche italiane, godere della possibilità di acquistare ad un prezzo bassissimo vestiti, scarpe, tv, libri ecc. Questo “bazar” della Caritas è una grande occasione per incontrarsi con persone di tante nazionalità, contenere le proprie spese in una prospettiva di sobrietà e ridurre la massa dei rifiuti, una grande opera di ecologia e di comunione con tutto il mondo. Visitando qualche parrocchia ho visto il moltiplicarsi di attività di mercato equo-solidale, gruppi missionari e sempre più giovani che, soprattutto dopo l’esame di maturità si recano in un paese di missione per almeno un mese. Questi sono grandi segni di speranza e rinnovamento, il desiderio dei giovani di recarsi all’estero e lo sforzo di accogliere gli stranieri in Italia sono già uno stile missionario di apertura. Cosa fai nel tuo ministero in parrocchia? A volte anche qui a Honk Kong non è facile per me aprirmi oltre i confini della parrocchia. Ora sono viceparroco della parrocchia di San Pietro in Aberdeen, il mio parroco è cinese e fondamentalmente mi occupo di visite agli ammalati negli ospedali, anziani a casa e nelle case di riposo, messe, confessioni, estreme unzioni, gli incontri del sabato con i chierichetti e le chierichette, la visita serale alle famiglie della parrocchia che sono circa 2.000. C’è una peculiarità della chiesa di Honk Kong che può dire qualcosa a noi occidentali? Tu come vivi il tuo essere missionario? A volte mi domando anche io cose potrei fare di più come missionario in un luogo siano i turisti stessi a portarsi a casa qualche opuscolo religioso raccolto in una delle chiese che hanno visitato. Alla domenica pomeriggio quando non sono impegnato in parrocchia partecipo alla alcune indonesiane e filippine si sono anche sposate con degli hongkonghesi), scambi di cultura, religione, aprendo i nostri orizzonti a realtà per noi sconosciute. Che spazio abbiamo secondo missionario e spesso mi rendo conto che posso farlo meglio nel mio giorno libero (il giovedì) e nei “buchi” di tempo della settimana. Già da tre anni ho iniziato a raccogliere, vestiti, scarpe, tv usate (finora 26), giocattoli, latte in polvere da mandare nelle filippine attraverso alcune delle badanti che lavorano a Honk Kong. Con alcune di queste amiche filippine abbiamo dato vita lo scorso anno ad un’attività di microcredito che serve 26 filippine: ognuna a rotazione riceve 500 euro che restituisce in 5 mesi. Una filippina ha anche comprato 15 mucche da regalare a 15 famiglie diverse alla condizione che il primo vitello fosse lasciato all’allevatore, il secondo ad una famiglia povera. Pochi giorni fa abbiamo finanziato un’attrezzatura agricola per raccogliere il riso e in futuro uno strumento per sgranare il granoturco dalla pannocchia. A settimane alterne già da un anno vado a Macao, distante un’ora di ferry, e finora ho trasportato circa 15 quintali di libri, libretti e dvd raccolti tra gli avanzi delle parrocchie di Honk Kong per le 10 parrocchie della diocesi di Macao, ma anche per alcuni dei circa 30 milioni di turisti, per la maggior parte provenienti dalla Cina, sperando che Messa in indonesiano con le circa 300 indonesiane cattoliche presenti a Honk Kong (le altre 130.000 sono per il 95% musulmane) e mi intrattengo con loro conversando e gustando alcuni dei piatti indonesiani che si sono cucinate loro stesse. Che relazione c’è con gli stranieri? Ho come l’impressione che così come Modena stia diventando sempre più internazionale e interculturale, anche la mia missione a Honk Kong originalmente pensata per i cinesi, ora nel tempo libero si stia dirigendo verso le persone immigrate a Honk Kong da altri paesi. Questo non solo per condividere con altri immigrati il fatto che io stesso sono un immigrato, come ogni altro missionario, ma anche perchè il flusso migratorio non solo ha il potenziale di equilibrare la distribuzione della ricchezza tra i paesi, creare dei ponti di amicizia (a volte te per sostenere le missioni, e per vivere la missione qui? In genere vengo in Italia per riposarmi, stare con la mia famiglia, visitare amici e parenti e anche per imparare cose nuove. Quest’anno sono ritornato a Honk Kong entusiasta di Porta Aperta e delle 9 comunità cristiane di lingua diversa e vorrei fare lo stesso anche qui a Honk Kong. Mi piacerebbe per esempio stabilire la prima isola ecologica qui a Honk Kong, promuovere una maggiore diffusione del mercato equo-solidale, qui appena in germe, e infine vorrei tanto sperare che presto Banca Etica possa aprire una filiale anche qui a Honk Kong, dove, in termini di finanza, è possibile essere a contatto con tutto il mondo, in particolare con il gigante cinese! NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 5 Diocesi Percorsi di solidarietà Riparte la scuola regionale P R Pastorale della Salute Progetto Insieme: da gennaio al via gli incontri nei Vicariati rosegue il lavoro dell’equipe diocesana di “Progetto Insieme”, proposto da Caritas diocesana a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi economica. Procede il lavoro per l’allestimento di uno spazio in cui incontrare e persone e coordinare il lavoro dell’equipe diocesana. Come anticipato alla presentazione del Progetto, avvenuta nelle serate del 20, 21 e 23 ottobre scorso, è intenzione dell’equipe diocesana proseguire nel confronto con le parrocchie. La serie di incontri per ogni singolo vicariato ha il preciso scopo di chiarire ulteriormente le finalità del progetto e condividere le problematiche di ogni singola realtà. In merito alla richiesta di consulenza finanziaria, saranno presentati alcuni casi di famiglie in difficoltà già affrontati dalla commissione diocesana e chiediamo che le stesse parrocchie presentino uno o due casi da valutare e discutere insieme. Come sempre a fianco del “Progetto Insieme” non può mancare l’indispensabile approfondimento per scoprire come migliorare e far migliorare gli stili di vita. Per le parrocchie che, auspichiamo numerose, hanno costituito o stanno costituendo un “centro di ascolto” l’invito è rivolto ai loro referenti, per le altre l’invito è rivolto a tutti coloro che già si interessano o sono attivi in questo particolare tipo di carità. Le serate previste per gli incontri: martedì 12 gennaio alle ore 21 presso la parrocchia di S. Giovanni Evangelista a Modena si svolgerà l’incontro per i vicariati Centro Storico, Crocetta /San Lazzaro, Cam- pogalliano, Nonantola, Soliera. Mercoledì 13 gennaio alle ore 21 presso il Centro Famiglia di Nazareth via Formigina, 319, Modena, per i vicariati S. Agnese, San Faustino, Pedemontana Est e Ovest. Martedì 26 gennaio alle ore 21 presso la Parrocchia di S. Felice, Canonica Vecchia, via, Mazzini, 2, per i vicariati della Bassa. Mercoledì 27 gennaio alle ore 21 presso la sala Casa Nazareth, in p.le S. Bartolomeo, 1 a Pavullo, per i vicariati di Pavullo, Cimone, Serramazzoni, Dragone, Zocca, Guiglia e Montese. Per contattare la Commissione per informazioni sul “Progetto Insieme” e Fondo diocesano, i numeri sono 392.1652145 e 392.1480359, l’indirizzo mail progettoinsie- [email protected]. it. Banca Etica, per l’apertura del conto corrente per gestione fondo parrocchiale: 333.2796893; posta elettronica [email protected]. Cosa si fa in concreto E cco, dalla viva voce dei responsabili dell’equipe diocesana di “Progetto Insieme” alcuni casi di sostegno e accompagnamento affrontati di recente : “Il primo caso, un artigiano che non riesce più a lavorare perché non in regola con le attuali normative. Abbiamo preso contatto con il commercialista che gli segue la contabilità e quantificato l’importo complessivo per saldare arretrati da versare allo stato e creditori vari: euro 12.000 circa. La parrocchia ci ha messo in contatto con il suo principale cliente che ci ha garantito commesse e lavori per un periodo di tre anni, periodo sufficiente per rientrare dal prestito deliberato dalla Commissione Diocesana. Il secondo, un lavoratore part-ti- me, la moglie casalinga, con tre figli. Senza affitto da pagare. Unica fonte di reddito certa fino alla fine del 2009 è lo stipendio di € 500. Altri lavoretti occasionali per arrivare a fine mese. Prestiti in ammortamento da due anni con residuo debito di € 7.000 complessivi presso due istituti con rate mensili per un totale di € 400. Rinegoziato il residuo debito a 5 anni, la nuova rata è di € 120 circa contro gli € 400 precedenti. Tramite la parrocchia abbiamo chiesto che all’assistito venisse mantenuto un lavoro almeno per l’importo pari alla rata. Così è successo. La parrocchia gli sta procurando altri lavori che unitamente al minor onere per rate da pagare gli consentono di arrivare a fine mese. E comunque tanto per far capire l’importanza di affiancare all’aiuto economico la condivisione di sti- li di vita, il tutor si è accorto nel corso di una visita alla famiglia che la stessa non appena ottenuto tutto ciò, si è fatta convincere da un venditore occasionale ad acquistare beni non necessari per complessivi € 3.000 finanziato da relativo prestito di € 4.500. Il terzo caso risolto è quello di un ex lavoratore autonomo ora dipendente, che aveva accumulato debiti causa il pessimo andamento di un attività in proprio, per € 65.000 con rate mensili di € 2.800. Considerate anche le spese famigliari, di cui un affitto di € 500, la situazione era insostenibile nonostante ci fossero due redditi pieni e uno part-time. Rinegoziato il debito per un periodo maggiore siamo riusciti a ridurre la rata da € 2.800 a € 1.800”. Pastorale scolastica Il vescovo celebra con gli studenti L o scorso 14 dicembre, nella chiesa di S. Agostino, mons. Cocchi ha presieduto la Messa con gli studenti delle scuole superiori della città. Un gruppo di 5 chitarre e diverse voci ad animare i canti, molti ragazzi anche sull’altare. Insieme mons. Cocchi don Graziano gavioli, parroco e dincaricato della Pastorale scolastica, don Simone Bellisi, Pastorale Vocazionale, e Massimo Cavazzuti, diacono ed insegnante alla Città dei ragazzi. L’Arcivescovo ha salutato i giovani presenti chiamandoli “il gruppo missionario più numeroso esistente in città” per il loro impegno a testimoniare Cristo nelle scuole e con gli amici, ogni giorno. Nel giorno della memoria di san Giovanni della Croce, l’invito è stato quello alla confidenza con il Signore, senza domandargli cose, ma lasciando che lui, nell’in- iprende a gennaio il secondo ciclo del secondo anno della Scuola di Pastorale della Salute. Un’esperienza unica nel panorama regionale, un’opportunità per medici, infermieri, operatori sanitari in genere e operatori pastorali che svolgono il loro lavoro o il loro servizio tra i malati. Scopo della scuola è quello di offrire alcune basi teoriche e pratiche per svolgere un lavoro o un servizio pastorale ben preparati, specialmente nel campo della relazione con il paziente o l’anziano o comunque chiunque sia in difficoltà. La scuola si articola sempre in lezioni teoriche alternate con testimonianze di esperienze vissute da operatori professionali (in particolare medici). Occasione da non perdere per chi vuole qualificare il proprio modo di lavorare o di fare missione tra i sofferenti. Le lezioni prenderanno il via il prossimo 9 gennaio La sede della Scuola è il Centro Famiglia di Nazareth - Via Formigina 319, Modena E’ in corso la richiesta per l’accreditamento dei crediti ECM per la formazione del personale sanitario. Sarà fornito un attesto di frequenza dopo ogni giornata. Al termine del corso, sarà consegnato il diploma di partecipazione all’intero corso o ai singoli moduli seguiti. Chi fosse interessato e desidera ulteriori informazioni o iscriversi, può contattare la segreteria della scuola presso: Arcidiocesi di Modena-Nonantola - Centro di Pastorale della Salute, Roberta Cuoghi Via S. Eufemia 13, 41100 Modena Tel 059 2133862 Fax 059 2133807 E-mail: pa stora le sa lute @modena . chiesacattolica.it Ufficio catechistico Quando noi diciamo “Io credo” A partire da giovedì 7 gennaio si svolgerà il corso per catechisti degli adulti sul primo annuncio, proposto dall’UCD diocesano, che ha per titolo Quando noi diciamo “io credo”. Per quattro serate, alle ore 20.30 al Cen- tro Famiglia di Nazareth, il corso tratterà di “processo al Credo” il 7 gennaio, “Credo in Dio: quale Dio?” il 14 gennaio, con l’intervento di don Gianattilio Bonifacio, biblista. Giovedì 21 “Credere in modo evangelico” e Giovedì 28 “Ritrovarsi nel credo”. Nomine Don Cavani parroco alla Pellegrina L ’arcivescovo mons. Benito Cocchi ha nominato nei giorni scorsi don Matteo Cavani parroco della comunità parrocchiale della Madonna Pellegrina a Modena. Il contro intimo, si faccia presente ed è proprio questa relazione intima e personale con Dio – ha ricordato mons. Cocchi – che distingue il cristianesimo dalle altre religioni. Commentando le letture del giorno, mons. Cocchi ha poi invitato i giova- ni presenti ad essere responsabili, con le proprie risposte, non sospesi o timorosi, perché nell’accoglienza della proposta del Signore nella nostra vita c’è sempre il bene per noi. I ragazzi – ha evidenziato mons. Cocchi – non sono obbligati ad accogliere nessun invito, ma una volta accolto, la loro risposta è libera, responsabile e qualificata. Non avere paura della domanda del Signore significa essere pronti ad accogliere il bene che questa porta nella vita di ciascuno. sacerdote, durante il periodo della malattia del precedente parroco don Ivo Cassiani, era stato nominato amministratore parrocchiale nella popolosa comunità del quartiere Buon Pastore L’Agenda della Diocesi Martedì 22 dicembre Ore 21 nella chiesa di San Pietro Il Vescovo e i Giovani 6 NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 Una critica a Nostro Tempo Aperto Spazio P La regione a favore della famiglia L a discussione avviata in questi giorni rispetto al provvedimento contro le discriminazioni di ogni genere contenuto in Finanziaria non è un fatto che deve riguardare solo il mondo cattolico o i politici di entrambi gli schieramenti che fanno riferimento all’ispirazione cristiana. Famiglia e comunità sono gli elementi da rafforzare per chiunque sia impegnato, in campo politico, economico o sociale, e che sia interessato alla costruzione di futuro, di responsabilità e libertà per le generazioni che verranno. Per fare questa discussione in maniera proficua è però necessario mettere a fuoco il provvedimento per quello che è. Senza posizioni precostituite. La scelta compiuta dalla Regione Emilia Romagna è molto precisa. In questa Finanziaria si definisce la platea dei beneficiari delle opportunità e dei servizi di competenza regionale, senza equipararli né dal punto di vista giuridico, né dal punto di vista sostanziale del trattamento. Dal punto di vista giuridico non sarebbe nemmeno possibile. Non compete infatti alla Regione introdurre nuove forme di convivenza o modificare quelle esistenti. Esistono le persone. Esiste la famiglia costituzionalmente intesa. Esistono forme di convivenza regolate dal DPR 223 del 1989 (è un decreto del Presidente della Repubblica valido su tutto il territorio nazionale). Nessun Dico in salsa emiliana dunque, ma un elenco di soggetti diversi tra loro e il cui accesso ai servizi avviene sulla base di criteri che li differenzia senza creare discriminazioni. Si ricorderà infatti che a differenza dal punto da cui si era partiti (una proposta di legge in cui alla parola famiglia si sostituiva la forma di convivenza generica, quella si che sarebbe stata equiparazione), i beneficiari vengono distinti uno per uno, senza ambiguità alcuna. Per rafforzare l’idea che il punto è contrastare le discriminazioni e non erodere il terreno su cui fondano famiglia e matrimonio (sollecitazione giusta e puntuale) abbiamo esplicitamente introdotto nella finanziaria un riferimento chiaro e inequivocabile: gli artt. 31 e 53 della costituzione. Un impegno preciso per la Regione rispetto alla promozione di politiche per la famiglia, con un sostegno forte a quelle più numerose. A questa scelta si accompagna quella più concreta di riforma dell’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), ovvero una modifica dei criteri di accesso in senso fortemente pro-family: più peso a chi sostiene situazioni di handicap o non autosufficienza, più peso a chi ha un carico familiare importante (un esplicito richiamo alle famiglie numerose), più peso a chi, con figli, affronta situazioni di precarietà economica e lavorativa. La famiglia si sostiene con dichiarazioni e fatti concreti. La Regione è in campo attivamente. Forse in maniera non sufficiente. Le affermazioni contenute nell’appello del Card. Caffarra non sono solo legittime (ci sarebbe da ridere per non piangere verso chi ancora è fermo alla discussione “può o non può parlare…”) ma sono giuste e condivisibili. Le preoccupazioni del card. Caffarra sul ruolo della famiglia nella società che stiamo costruendo dovrebbero essere la preoccupazione che alimenta l’impegno di tutti, laici e cattolici. In un dialogo vero, concreto e non strumentale. Mattero Richetti Consigliere regionale Pd enso sia urgente e improrogabile proporre le idee cattoliche con estrema chiarezza, specialmente nell’ambito giovanile. Oggi la missione è qui, attorno a noi! “Con l’aria che tira”, dovremmo sfruttare ogni riga del settimanale per un continuo, fervoroso, rilancio cristiano; e non più divagare blandamente in argomenti che nulla hanno a che fare con la nostra Fede, ma che si addicono piuttosto ad altra stampa. Non si creda di risultare, così, più interessanti. Ancora: non si lasci sorgere il sospetto anche se velato da modi espressivi politicamente corretti - che in redazione si nutrano particolari recondite simpatie soltanto per certi settori della galassia cattolica. Tutti per Uno! Cristiani cattolici e basta! Ancora: perchè questo ostinato “complesso” di volersi confrontare, ad ogni piè sospinto, con gli islamici nell’ambito religioso, dando così la paradossale impressione di non disdegnare un “inciucio” sincretistico? Abbiamo mai sentito parlare di cavalli di Troia? Sia ben chiaro: io, cattolico, devo e voglio amare sinceramente ogni essere umano, come Cristo mi ha insegnato. E sono sicurissimo di ottemperare alla Sua volontà nel soccorrere gli islamici bisognosi (quanti di noi provvedono, con gioiosa assiduità, a fornire viveri e vestiario a giovani coppie di loro, bisognose, con tanti bambini...). Ma, per favore, si stia attenti - ad esempio - a titolare “Una comune sensibilità”, a caratteri cubitali (vedi Nostro Tempo n° 44 pag. 5)! La loro elemosina soccorrerebbe, infatti, anche dei cristiani bisognosi, eventualmente apparsi sul loro cammino? E la nostra elemosina, prevede anche il finanziamento di interventi armati per diffondere il Vangelo? Bene ha fatto don Giorgio Bellei a rilevare queste (chiamiamole così) sfumature. Di questo passo, non ci stupiremo se domani verrà proposto un tavolo di confronto - ad esempio - coi Testimoni di Geova, nella speranza di individuare auspicati punti di convergenza... Ovvero, la scoperta di analogie mistiche fra noi e la “New Age”... E chi più ne ha più ne metta. Per concludere: stiamo attenti che certi astrusi e deleteri bizantinismi, ammantati di malinteso altruismo, producano la diluizione e il progressivo sfiancamento della nostra pratica religiosa. Teniamo alto lo stendardo della Fede Cattolica! Ricordiamoci dell’entusiasmo e della “carica” che animavano la Chiesa cattolica in momenti perigliosi come, ad esempio nel 1948 quando si cantava “Bianco Padre che da Roma...” e si assicurava, ai suoi cenni, un inerme ma appassionatissimo “esercito all’altare”! Allora, tutti uniti e fervidamente motivati, sventammo il pericolo insidiosissimo i cui connotati, di nome e di colore, ben conosciamo. Vogliamo, anche oggi, sentirci il polso e controllare il nostro stato di salute? Giorgio Bettelli Gentile signor Bettelli, la sua lettera ci sollecita una risposta per fare chiarezza. Come ha sicuramente modo di vedere, seguendoci come abbonato, l’impegno di Nostro Tempo nei confronti del mondo giovanile è ampio e documentato. Si va dal seguire con attenzione e puntualità le proposte del Centro di Pastorale Giovanile diocesano fino a proporre riflessioni sulla formazione ai valori, proprio nell’apertura del numero 45 di Nostro Tempo il cui titolo ricordava ‘Lotta all’Aids: insistere sui valori’. Magari fossero sufficienti articoli di giornale per proporre, prendiamo dal suo testo “le idee cattoliche con estrema chiarezza, specialmente nell’ambito giovanile”… Riguardo alle altre questioni che lei solleva, ci basta qui osservare che la linea del giornale è, evidentemente, quella della nostra diocesi e si rifà al ricco e puntuale magistero di mons. Cocchi che ha sempre avuto un atteggiamento dialogico nei confronti delle altre confessioni religiose, e l’Islam è tra queste. E’ per questo motivo che ci sembra davvero ingeneroso parlare, come fa lei, di recondite simpatie soltanto per certi settori della galassia cattolica o di inciucio sincretistico o di ostinato complesso di volersi confrontare. Le nostre ‘simpatie’ sono per la nostra diocesi e, da cattolici che hanno come stella polare il Vangelo di Cristo, per tutti gli uomini. La via del dialogo è, senza dubbio, la più lunga e difficile ma, anche, la più produttiva. Attenzione, infine, a non confondere il confronto con la cessione delle proprie convinzioni e l’abdicazione alla propria identità: sinceramente non ci pare che né la Chiesa modenese né il nostro giornale abbiano mai assunto atteggiamenti del genere. NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 7 Il libro La strenna natalizia per i clienti della Banca popolare dell’Emilia Romagna Dal 1867 a oggi… una storia tutta nostra • MARCELLA CALUZZI C ‘ redito e cooperazione. La singolare storia della Banca popolare dell’Emilia Romagna’: un volume che racconta la storia pluricentenaria di questa banca, dalle sue origini fino ai giorni nostri. Ecco l’omaggio natalizio che il gruppo Bper fa quest’anno ai suoi clienti e che è stato presentato lo scorso 10 dicembre con una conferenza stampa presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Modena, proprio l’ente che ha promosso nel lontano 1867 la costituzione dell ’allora Banca popolare di Modena. Il libro, edito dal Mulino e realizzato da una equipe di professori universitari, ripercorre, tappa per tappa, gli eventi cardine della storia di questa banca, intrecciandoli chiaramente con le vicende economiche e sociali del nostro territorio. Si parte con la fondazione nel 1867, promossa proprio dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, con l’obiettivo di remunerare i risparmi della classe operaia e produttiva finanziandone al contempo il credito e le iniziative economiche. Nel corso dei decenni successivi, la banca si consolida fra gli istituti di credito nella nostra provincia, aprendo diversi sportelli fino ad arrivare allo sviluppo esponenziale degli ultimi 25 anni, con la nascita della Banca popolare dell’Emil i a (1984), nel 1992 d e l l a Banc a popolare dell’Emilia Romagna fino alla nascita del Gruppo Bper che incorpora una ventina di istituti di credito locali. “Questo volume – spiega Gian Enrico Venturini, direttore affari generali di Bper – è stato realizzato per guardarci dentro e ricollegarci a quei valori che hanno segnato la nostra storia in più di cento anni. Valori che sono estremamente attuali come il principio della sana e prudente gestione, quello di evitare speculazioni, di essere al servizio delle comunità locali e il principio solidaristico. Valori che dimostrano come queste idee sono state formulate nel lontano 1867 ma ugualmente potrebbero essere state scritte oggi. Ritengo sia un aspetto molto importante e innovativo quello della nostra banca di essersi sviluppata ed estesa ma di aver mantenuto sempre la testa e il cuore a Modena. Il nostro, tra l’altro, è stato uno sviluppo originale: siamo l’unico esempio in Italia di gruppo nazionale con un modello federale. All’inizio molti erano scettici per questa tipologia organizzativa, ma presto sono arrivate per tutti grandi soddisfazioni. Dal 1999 fa parte del nostro gruppo anche la Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila e in seguito al disastro dello scorso aprile abbiamo potuto operare in loco per dare un sostegno economico alla ricostruzione post terremoto”. “Con questa strenna natalizia – conclude Venturini – abbiamo voluto regalare ai nostri clienti un libro fatto veramente per essere letto, non solo sfogliato e consultato solo per le immagini”. Da questo punto di vista, di particolare interesse è la capacità degli autori di legare il percorso compiuto dalla banca ai passaggi che hanno segnato lo sviluppo del territorio della nostra provincia e di tutta la regione: i nuovi assetti post-unitari, lo svilup- po rurale e della piccola impresa degli anni ’80 dell’ ‘800, la crisi economica e finanziaria degli anni Venti, il delicato rapporto col regime fascista, la rinascita sociale e lo sviluppo dei distretti industriali degli anni ’50-’70 fino agli eventi più recenti, legati alle sfide dell’innovazione e dell’internazionalizzazione della struttura produttiva regionale. Presente in conferenza stampa anche Bruno Beghelli, presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Modena, nata nel 1863, con l’obiettivo di riunire le varie categorie di lavoratori della città e garantire loro mutuo soccorso e varie attività formative e ricreative. “La nostra Società – spiega Beghelli – conta circa 500 soci a Modena; non rientra nel campo del volontariato o delle onlus; facciamo parte della Federazione italiana di mutualità integrativa e oltre alla fornitura di sussidi di vario tipo, ad esempio per invalidità e malattia, offriamo anche attività ricreative e culturali. In questo momento siamo in attesa di una nuova legge, che dovrebbe essere realizzata nel giro di qualche mese, che varrà per tutte le società di mutuo soccorso e ridarà impulso alla nostra attività anche dal punto di vista mutualistico, nell’ottica del principio di sussidiarietà”. 8 NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 Esperienze “Venite in Terra Santa: così ci aiutate” Padre Ibrahim Faltas, parroco di Gerusalemme, a Modena lo scorso 7 dicembre • Lucia Rolando I Il recente incontro, il 7 dicembre scorso, presso la parrocchia di S. Agnese con padre Ibrahim Faltas, frate francescano della Custodia e parroco di Gerusalemme, ravviva nell’Avvento (di cui è emblema il Bambinello della chiesa della Natività di Betlemme) la memoria di Gerusalemme patria spirituale di origine di tutti i cristiani del mondo. Padre Ibrahim ha raccontato il drammatico assedio di 39 giorni nel 2002, quando la Basilica della Natività fu occupata, sia dall’interno, dove si rifugiarono 240 palestinesi islamici armati si rifugiarono, che dall’esterno, con l’assedio dei carri armati israeliani. A salvaguardia della Basilica rimasero solo i frati che si rifiutarono di uscire. Ricorda che nel corso della storia morirono 2000 frati per difendere i luoghi della natività. In questa realtà complessa, dal 2002 cercano di avviare progetti per educare i giovani alla pace, con occasioni di incontro e collaborazione fra giovani israeliani, palestinesi e libanesi, inviandoli in vacanze o conferenze all’estero, o con iniziative sportive, ecc. P. Faltas descrive poi la ostile realtà esistenziale dei cristiani che vivono a Gerusalemme: i cristiani non trovano nessun lavoro governativo, né con gli islamici, né con gli ebrei. Quindi, per loro, l’unica possibilità di lavoro è col turismo e il suo indotto di alberghi e artigianato con lavorazione di oggetti sacri in legno di ulivo, madreperla.... Per di più a Gerusalemme vi sono solo case con affitti carissimi e molti, soprattutto se disoccupati, sono costretti ad andare via. Da otto secoli i frati si preoccupano di costruire case per i cristiani. Attualmente hanno 72 appartamenti per i quali hanno aspettato 15 anni il permesso di costruire ed ora, da tre anni, sono in attesa dell’abitabilità e sono perciò chiusi e inutilizzati. soprattutto le intricatissime q u e s t i o n i della g e n t e c h e Il frate francescano ha inoltre sottolineato insistentemente l’importanza di pellegrinaggi per il sostentamento della comunità cristiana di Gerusalemme, che in 40 anni è calata da 100.000 a 6.000 persone. Pellegrinaggi che nelle nostre comunità diocesane sono guidate dai “preti abilitati alla guida”, secondo convenzione fra Santa Sede e governo di Israele, che prestano gratuitamente il loro servizio. Utile ricordare, a proposito, il recente viaggio organizzato dalla diocesi di Modena nell’agosto scorso con la guida di don Franco Borsari al suo 40° viaggio in Israele. In quell’occasione abbiamo seguito i suoi passi che avevano la sicurezza di chi conosce il territorio palmo a palmo e là vive. Don Franco è amico di tutti, e spesso salutato e chiamato per nome dagli abitanti locali in mezzo alla folla, con nostra sorpresa. Abbiamo quindi attraversato la sera, unica comitiva di turisti, le strade del mercato di Gerusalemme per arrivare al muro del pianto dove la comunità ebraica si raccoglie numerosa in preghiera. Abbiamo ascoltato i racconti di don Franco ricchi di riferimenti storici, biblici e teologici. Abbiamo camminato incessantemente per non perdere niente di questo lembo di terra, grande come l’Emilia Romagna, in cui è originata, e poi si è rivoluzionata con l’evangelizzazione del Salvatore nella “Buona Novella” la storia nelle radici cristiane di tutta l’umanità, ed in particolare la nostra. Questa è una terra dai contrasti estremi, così come è spesso estremo il messaggio Abbiamo ricevuto da un iscritto: al sig. Ministro Brunetta S ono pensionato Inpdap dal 1992. Dopo aver militato nei Chimici, Metalmeccanici, ho terminato di lavorare come applicato di segreteria in una scuola elementare. Per avere la mia pensione attuale ho partecipato a tutti gli scioperi indetti dal mio sindacato Cisl per il rinnovo dei contratti di lavoro. Ora sono in ”ferie prolungate”- pensionato è una parola che non mi piace- e, quando sento parlare di contratti, di priorità negli investimenti, il cuore aumenta i suoi battiti, sempre nella convinzione che qualcuno riesca a sanare la grave, ingiusta situazione degli anziani in difficoltà economica o di salute, oppure in perenne servizio attivo di cura per il proprio famigliare, spesso non autosufficiente o per sostenere figli e assistere nipotini. Le ricordo che anche Voi, ministri della Repubblica avete sicuramente figli e nipoti da custodire…Concordo che ha fatto bene, a mio avviso, a lasciare fuori della discussione la Cgil che, quando è chiamata, non firma mai e adesso reclama non si sa che cosa. Qualcuno è soddisfatto se i sindacati non sono uniti, ma questa situazione è nata anche da quei politici che hanno fatto cadere il governo Prodi. Avrà fatto poco, ma qualcosa aveva iniziato a fare: era l’inizio per arrivare a pensioni più dignitose, per evitare che tanti anziani cadessero nella povertà. Da sempre, durante il periodo elettorale, molti, per non dire tutti, hanno fatto promesse in tal senso, poi, arrivati alla poltrona, si scordano tutto. Durante gli ultimi due governi è stato definito che una coppia, se non raggiunge i 1.800 € il mese, è da considerare nella fascia di povertà. Allora? Nessuno si è ancora mosso per modificare la situazione; cosa si aspetta: che la manna cada dal cielo? Che non ci siano riserve finanziarie per le miriadi di cose da fare lo capisco, però è anche vero che anche di recente i ministri e i parlamentari, senza pensarci tanto, hanno accettato aumenti di centinaia di euro. Forse il loro mensile era ancora troppo scarso? Tempo fa evangelico. Il paesaggio di lunare aridità del deserto di Gerico che ricorda i 40 giorni di digiuno e le tentazioni di Gesù; la vicina roccaforte di Masada e il palazzo di Erode con il Mar Morto all’orizzonte, dove un migliaio di zeloti resistettero per tre anni all’ assedio dei romani e alla fine per non cadere schiavi si suicidarono in massa; la dolcezza e la mitezza del verdeggiante Monte delle Beatitudini sulle rive del lago di Tiberiade. E poi, la traversata del lago in calma piatta, fermandosi al kibbutz sulla riva a mangiare il pesce per poi, la sera, ormai in albergo, sentire l’ululato del vento, e capire il terrore degli apostoli colti improvvisamente dalla tempesta nelle loro barche sul lago. E ancora, ammirare in silenziosa meditazione gli ulivi millenari dell’orto di Getsemani, incontrare Padre Francesco dei frati Custodi, giovane di origine libanese, alla chiesa di Cana, e l’anziana suora ottantenne Duillia Angeloni di Bergamo presso la tomba di Lazzaro a Betania, per tutta la vita in Medio Oriente, la cui volontà, ci dice, è di essere lì sepolta. Entrambi ad esortarci in accorato appello, a noi cristiani d’Europa ed in particolare d’Italia: “Perché non fate più figli?!” Per loro, in prima linea e sempre meno numerosi, ci dicono, dovremmo essere la loro speranza. Ogni giorno fermarci a celebrare una messa col nostro parroco ad un altare cattolico, grati ai frati Custodi che nei secoli hanno mantenuto l’accesso dei santuari ai pellegrini, oltre ad averne la massima cura nella conservazione. Alla fine del viaggio il rammarico di non essere andati prima per meglio assaporare le Sacre Scritture (per questo la Terra Santa è anche chiamata Quinto Vangelo), un invito quindi in particolare ai giovani, e ancor più il desiderio di tornare. A cura di Tel. 059/890846 Fax. 059/828456 l’opposizione propose di tassare per solidarietà nel momento della crisi, coloro che superano i 140 mila euro l’anno. Non ha detto niente nessuno. Di recente l’On. Fini in una serata televisiva ha bacchettato i ministri ad essere presenti alla Camera e al Senato, ricordando loro che non è scritto da nessuna parte, né lo consiglia il medico, di fare politica. Per cortesia, perché non interviene Lei, multandoli? Forse recupera qualcosa. Il lavoro nero è proibito. I suoi colleghi, quando sono assenti al ministero, sono assenti anche nei loro studi? Ringraziandola per l’attenzione accordata e per quanto potrà fare, un sincero “in bocca al lupo”. Cav. Franco Gallerani, delegato sindacale dei pensionati Cisl dell’Area nord. A tutti i nostri gentili Lettori la segreteria provinciale del sindacato pensionati Cisl invia i più cordiali auguri di un Santo Natale e di un Anno nuovo migliore. I comunicati riprenderanno a gennaio. NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 9 InformACI Una sintesi dell’intervento di mons. Sigalini alla veglia associativa in preparazione della giornata dell’adesione I l Vangelo spezzato e donato per la vita di ciascuno. Questa è stata la sensazione di tutti dopo la veglia associativa che l’Azione Cattolica diocesana ha vissuto in preparazione alla giornata dell’adesione. Mons. Domenico Sigalini, assistente nazionale e vescovo di Palestrina, ha accompagnato i presenti attraverso il brano evangelico scelto per l’anno associativo, quello di Zaccheo che, come dice lo slogan di quest’anno ‘Lo accolse con gioia’. Dopo l’introduzione del nostro vescovo, mons. Benito Cocchi, mons. Sigalini ha offerto una lettura particolare del brano di Zaccheo, che riportiamo in sintesi e che è in parte ripresa dal libro ‘Sette strade di felicità’ delle Paoline. Zaccheo cerca Gesù Zaccheo è, a dire della gente, l’insalvabile per eccellenza. Ha Acr, da Modena al Convegno nazionale C • caterina sedoni on grande entusiasmo e voglia di conoscere persone e realtà nuove, noi, 4 educatrici Acr della diocesi di Modena-Nonantola (Caterina, Monica, Stefania e Caterina), siamo partite domenica 6 dicembre direzione Roma. Lo scopo del nostro viaggio non era quello di visitare una città mera- vigliosa e di fare shopping natalizio, come molti di voi avranno creduto, ma di partecipare all’altrettanto meraviglioso Convegno nazionale degli educatori Acr, iniziativa che si ripete ogni 3 anni e che permette a diversi educatori, esperti e giovani, provenienti da ogni parte d’Italia, di incontrarsi, riflettere, pregare insieme. Quest’anno il titolo del convegno è stato “Come vasi di creta”: noi tutti siamo come creta nelle mani del Signore, il quale ci plasma e ci rende dei capolavori unici, ma anche un po’ fragili; gli educatori nella loro azione educativa nei confronti dei più piccoli non devono sostituirsi alla mano modellatrice Lo accolse con gioia un pedigree da sballo: traffica coi soldi rubando alla grande; sta con l’esercito di occupazione e fa il collaborazionista, vive fasciato dentro una cerchia di amici che sanno più di mafia che di compagnia… Solo che si imbatte proprio in Gesù che è venuto a cercare l’introvabile e a salvare l’insalvabile. Gesù sta sulla strada più impensabile e qui sicuramente si fa incontrare. Zaccheo, un borghese piccolo piccolo, di statura pure, doveva essere questo nostro autoritratto: probabilmente piccolo e tondo: un pallone gonfiato, è esattamente l’opposto del fariseo, del giusto, del regolare, del bravo ragazzo, della persona per bene che osserva una vita regolare. Ma, grazie a Dio, gli nasce in cuore una vanità: “di questo Gesù parlano tutti, io non ne ho proprio bisogno, ma voglio vederlo”. Gesù chi è? E’ la domanda che tormenta Zaccheo. Era la domanda di tanta gente al suo tempo. Lo voleva vedere Nicodemo, lo ha voluto vedere quel ragazzetto che non sapeva che fare tutta la giornata, che aveva sempre tanta fame in corpo e un giorno si fa dare da sua madre cinque panini e due sardine. Lo va a sentire co- me si va al grande concerto rock. Lui sa che in Lui si può immedesimare, va vicino al palco, sotto i riflettori, vuole sentire le casse rimbombare nel suo petto. Si accorgerà di me? Non solo si accorgerà, ma avrà bisogno di lui, dei suoi pani e dei suoi pesci. Gesù la sua povertà l’ha fatta diventare l’inizio di una interminabile serie di banchetti, che scandiscono ancora oggi il nostro cammino verso il Regno di Dio. Lo voleva vedere il giovane ricco, aveva una domanda bruciante come tutti i giovani: voglio vita piena, non mi adatto alle mezze misure, mi dicono tutti di tenere i piedi per terra. E Gesù gli spara quella raffica di verbi da far accapponare la pelle: va, vendi, regala, vieni, seguimi… Non ha avuto il coraggio di seguirlo. Si è allon- tanato triste. Sì, perché non tutti quelli che vogliono vedere Gesù hanno il cuore puro. Lo voleva vedere anche Pilato, anche Erode. Papa Benedetto invece ci dice che Gesù lo possiamo trovare proprio lì, per imparare a incontrarlo nella vita e nel volto delle persone, per contemplarlo prima che tentare di imitarlo. E Zaccheo è in questa fila di gente che vuol vedere Gesù. Due elementi mette in chiaro il vangelo in questa sua ricerca, due difficoltà: era piccolo di statura e c’era molta folla. Per Zaccheo il sicomoro è una tribuna naturale e da lì vede Gesù. Finalmente arriva al suo scopo e comincia a sentirsi appagato. Crede che andare incontro a Gesù sia opera sua, sia il risultato del suo sforzo, gli sarà forse sfuggito un volgarissimo: tutto qui?! Niente di speciale: un sacco di gente attorno che perdeva la testa. Lui una perso- Come vasi di creta di Dio, ma affiancarsi e collaborare. Non è affatto un’impresa facile quella che il Signore ci ha affidato e, questi 3 giorni di scambio e riflessione, ci hanno aiutato a migliorare e rinnovare il nostro impegno educativo. Dopo il saluto, tramite lettera, di niente meno del Presidente Giorgio Napolitano, che ringrazia l’Azione Cattolica italiana per il costante impegno sociale e pedagogico, i lavori hanno avuto inizio. Gli interventi, che si succeduti, si sono incentrati principalmente sulla figura dell’educatore e sulla relazione che esso istaura con i ragazzi che gli sono stati affidati. L’educatore, come ci dice Franco Miano presidente nazionale dell’Ac, è una persona che cammina nella fede e nella comunità, perché non si è educatori se non si è in cammino noi stessi; una persona esperta di relazione, che sa accorgersi degli altri; e una persona appassionata della chiesa e della società. Il compito dell’educatore, come ci mostra don Antonio Napolioni con efficaci immagini metaforiche, è quello di essere in gioco con i ragazzi, in squadra con la comunità, in cordata con Cristo e in pace con sé stesso; e educare è un “impresa emozionante”, come ci perché bisogna innanzitutto porre attenzione alla loro vita emotiva. Per essere veramente in gioco con i ragazzi l’educatore deve porre attenzione alla loro vita emotiva, per questo motivo don Gabriele Quinzi definisce l’educazione un’impresa “emozionante”. Dopo aver fatto una scorpacciata di importanti messaggi evangelici, di significativi spunti su cui riflet- tere, di una contagiosa energia tipica dell’Acr e di bucatini alla matriciana, con una rinnovata intenzione di prendersi cura nel migliore dei modi della crescita spirituale e umana dei ragazzi, infine, siamo tornate nelle nostre parrocchie per continuare il nostro cammino con la consapevolezza che non solo Dio non ci lascia mai soli, ma anche l’Ac! Settore Giovani – Incontrocorrente Il Vangelo che fa felici 1 0 Dicembre 2009, secondo giovedì di dicembre, seconda serata di Incontrocorrente. Dopo la prima riflessione, attorno al tavolo delle nostre ricette della felicità, ci siamo ritrovati a guardarle. Solo miraggi o vere oasi di felicità? Questo, infatti, è stato l’obiettivo di tutto l’incontro. La serata, avviatasi come di consueto in modo animato, si è aperta con una variegata presentazione di alcune situazioni che possono coinvolgere chiunque di noi. Quattro attualizzazioni di quattro brani biblici, quattro racconti dove i protagonisti sono alla ricerca della felicità. Il non vivere relazioni autentiche, così come per il fratello maggiore dell’evento del Padre Misericordioso; l’ossessione al rispetto delle regole di tradizione, così come i Farisei e gli scribi venuti da Gerusalemme per interrogare Gesù; l’egoismo e il tornaconto personale, così come avviene per Davide e Betsabea; e la ricerca dello sballo e dell’evasione dai limiti imposti, così come il giovane figlio del Padre Misericordioso; sono i mezzi con cui spesso cerchiamo la felicità. Sono gli elementi forvianti che distorcono l’idea che abbiamo della felicità, concedendocela solo parzialmente. Sono gli stessi elementi che lasciano spazio all’ozio e ci convincono che la felicità non può esistere, poiché la felicità stessa richiede necessariamente di credere che essa esista e che per ottenerla si debba senza mezzi termini fare fatica. Fatica che deriva dal dover fare scelte che mettano al centro la Verità! E se poi non si debba far troppa fatica perchè è la Felicità stessa che ci viene a cercare? “Trovati dalla Felicità”, titolo del prossimo incontrocorrente del 14 gennaio, tema che verrà discusso da e con don Fabrizio Rinaldi. Vi aspettiamo come sempre numerosi nelle sale parrocchiali di San Giovanni Evangelista (in via Emilio Diena, 120) dalle ore 21. L’Equipe del Settore Giovani na simpatica, tranquilla, non so perché continuano a dire peste e corna di lui. Questo non sa far male a una mosca… Gesù cerca Zaccheo, alzò lo sguardo Ma Gesù lo vede; alzò lo sguardo, guardò in su dice il vangelo con quello sguardo che ti lacera dentro, e gli dice: lo spettacolo è finito, adesso sono io che voglio vedere te fino in fondo. Gesù non ti guarda mai dall’alto in basso come facciamo noi quando abbiamo una parvenza di autorità per perdere ogni autorevolezza, guarda dal basso in alto, lui è il pellegrino che va in cerca di tutti, che si abbassa a noi. C’è un oggi perentorio che Gesù dice per scandire i tempi della salvezza. Questo oggi è imparentato con l’oggi detto nella sinagoga di Nazareth. E’ oggi che si avvera quel che aspettiamo da tempo. Oggi, non domani. E Zaccheo non capisce più niente, la giornata non è proprio finita, la curiosità gli ha giocato uno scherzo decisivo. Si apre all’accoglienza. L’incontro con Gesù ci cambia Andare a casa di Zaccheo per Gesù significa mescolarsi con la sua compagnia di gente persa. Figurarsi se la gente bene ne è contenta. Gesù siede a mensa con questi fondi di galera. Gesù, il Vangelo, non è un premio per i buoni, ma una offerta per tutti. Con la scusa di difenderlo, noi cristiani spesso abbiamo chiuso il Vangelo in sacrestia. Invece è vita per tutti. Qui si vede il risultato del perdono di Gesù: la conversione. Il perdono di Dio nasce dalla contemplazione di Gesù. E Zaccheo cambia il suo progetto di vita, sconvolge i suoi piani. Non sta sbagliando investimenti, non sta giocando in borsa, mette una voce nuova nel bilancio: i poveri. E Gesù si lascia scappare ancora quel perentorio oggi. E’ l’oggi detto sulla croce al ladro pentito, è l’oggi della salvezza, è la concretezza ancora dell’amore di Dio. Anche lui è figlio di Abramo. E’ proprio vero che Gesù fa nascere i suoi figli anche dalle pietre, chiama giovani che organizzano rave party al sacerdozio, chiama ragazze alla verginità dopo aver fatto le cubiste in discoteca, chiama perfino noi. E la nostra parrocchia che fa? Che fa il nostro gruppo parrocchiale? Si difende, si chiude a riccio, dicendo che invita tutti, ma per fortuna non viene nessuno di quelli che stanno sul muretto. Presidenza nazionale Ripartire dal dialogo per fermare la violenza L ’aggressione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, compiuta, a quanto parrebbe dalle prime informazioni, da una persona con problemi psichici, si inserisce nel processo di degenerazione del dibattito politico in Italia. Un tale atto di violenza va stigmatizzato con chiarezza perché acuisce i già aspri conflitti sociali e rischia di legittimare modalità estremiste e pericolose di intendere il confronto pubblico. L’Azione Cattolica italiana, nel condannare fermamente quanto accaduto, incoraggia l’avvio di una immediata fase di riflessione nella classe dirigente del Paese, nei partiti e nella società civile. Ci associamo al “rinnovato appello” del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “perché ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza”. Nonostante siano numerosi i tentativi della politica di radicalizzare lo scontro anche nel corpo elettorale, l’Azione Cattolica ritiene che il comune auspicio degli italiani sia quello di una nuova stagione di dialogo e confronto leale per perseguire il bene comune, anche in questo tempo difficile, segnato dalla crisi economica e dalle difficoltà che le nuove generazioni incontrano nel guardare al futuro con serenità. Tre mesi fa, in una nota sulla situazione della nostra nazione, l’Ac già rimarcava che “fortunatamente la stragrande maggioranza del Paese si sente unito”, e che la sua unità “merita una difesa più forte e decisa”. Tutte le forze sane del Paese, in questo momento, chiedono alla politica di placare lo scontro e cambiare radicalmente linguaggio. A dare voce a questo sentimento sono stati più volte anche i vescovi. La presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha espresso l’auspicio che il Paese maturi “un clima culturale più sereno e rispettoso al fine di realizzare nella coesione sociale e nella responsabilità politica il bene di tutti e di ciascuno”. Una nota che si pone in continuità con le prolusioni del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che nell’ultima assemblea dei vescovi metteva in evidenza la necessità e l’urgenza di “svelenire il clima generale, perché da una conflittualità sistematica, perseguita con ogni mezzo e a qualunque costo, si passi subito ad un confronto leale per il bene dei cittadini e del Paese intero”. Parole che, alla luce di quanto accaduto, sono più di un monito. L’Ac le fa proprie e le rilancia, appellandosi alle coscienze dei singoli e dei corpi sociali, proponendosi di dare il proprio contributo ad un nuovo clima di confronto disinteressato e finalizzato unicamente al bene delle persone. 10 NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 dalla Città Fare comunità oggi Festeggiati i settanta anni della parrocchia di San Lazzaro • luca beltrami L a comunità di San Lazzaro compie 70 anni e celebra l’avvenimento con una mostra in cui vengono esposte foto e documenti su tutte le attività passate e presenti della comunità, oltre ai progetti della nuova chiesa. La mostra rimarrà aperta rimarrà aperta fino all’1 gennaio. L’incontro tra la Parola e le nuove esigenze che le persone manifestano. E’ questo il ruolo che la moderna comunità parrocchiale deve avere all’interno di una società che cambia, in termini di bisogni, stimoli e priorità. Don Arrigo Malavolti, parroco di San Lazzaro, legge così la rinnovata sfida che tutte le parrocchie sono chiamate ad affrontare. Don Arrigo, quanto è attuale ai giorni nostri la vita nella comunità parrocchiale? E’ necessario fare una premessa. Non è possibile pensare alla parrocchia com’era 30 o 40 anni fa e non solo perché abbiamo meno vocazioni sacerdotali. Sono cambiate le esigenze, oggi non si frequentano più gli ambienti parrocchiali per abitudine, ma piuttosto bisogna motivare le persone e fare in modo che queste ricevano qualcosa ogni domenica attraverso la Santa Messa, rispondere alle loro necessità mediante l’aiuto della comunità. In che modo la parrocchia può raggiungere questo obiettivo e che strumenti può utilizzare? Se vogliamo essere fedeli ai bisogni della nostra gente e al Vangelo deve esserci un incontro tra questi due aspetti e il centro parrocchiale è funzionale al raggiungimento di questo scopo almeno per il 50%. Molto più che in passato si avverte una carenza spirituale nelle persone, che paradossalmente va di pari passo ad un aumento medio della ricchezza e del benessere. Uno degli oneri di ogni comunità cattolica deve essere quello di farsi carico dei problemi dei soggetti in difficoltà, in modo da non far sentire solo nessuno. Qualche esempio concreto in questa direzione? Come parrocchia di San Lazzaro abbiamo inviato un lettera a tutte le persone della comunità di oltre 80 anni che sapevamo essere rimaste sole. La priorità è far sentire a tutti la presenza e il sostegno, non solo non abbandonare nessuno, ma far percepire la nostra vicinanza, anche per piccole e banali necessità quotidiane. In occasione della celebrazione dei 70 anni avete deciso di allestire una mostra fotografica in quattro sale del centro parrocchiale. Ce ne può parlare? La mostra commemorativa rimarrà aperta dal 12 dicembre fino all’1 gennaio. Nelle quattro sale abbiamo raccolto immagini e documenti del passato, del presente e del futuro della parrocchia di San Lazzaro. Nella prima sala si celebrano le nostre radici e la storia di San Lazzaro, la parrocchia e il quartiere. Nella seconda sala viene mostrata l’attuale realtà giovanile in tutte le sue forme, dal catechismo all’Acr, passando per gli Scout e il doposcuola. La terza sala è dedicata alle altre attività della nostra comunità, ovvero gruppo sposi, circolo ricreativo, gruppo Caritas, gruppo missionario e i gruppi di lettura della Bibbia. Infine, la quarta sala ospita i progetti e le immagini di come verrà la nuova chiesa, i cui lavori inizieranno nella primavera del 2010 e dovrebbero concludersi entro la fine del 2012. Gesù Redentore Donazioni Auguri in musica per gli ospedali modenesi A Giovanni Pinelli. Al primo verrà finanziato l’acquisto di una nuova, innovativa attrezzatura destinata in modo specifico al centro per la sperimentazione di nuove terapie aventi per obiettivo principale la patologia oncologica umana (Centro Cometa). Per l’Ospedale di Baggiovara verrà invece Torna ‘Natale a colori’ A Banca Popolare Emilia Romagna caratterizzare la nuova formula scelta da Bper per la propria Serata degli auguri, quest’anno articolata su due eventi organizzati presso il Forum Monzani con ospite d’eccezione il premio Oscar Luis Bacalov, è stata la decisione di destinare importanti elargizioni benefiche alle principali strutture sanitarie della città. Quest’anno la banca ha scelto di sostenere il Dipartimento di Ematologia del Policlinico, diretto dal professor Giuseppe Torelli, e l’Unità Operativa di Medicina d’Urgenza presso il Nuovo Ospedale S. Agostino di Baggiovara, diretta dal dottor Ufficio Scolastico Provinciale, Azienda Usl e Policlinico finanziato l’acquisto di un ecografo multifunzione con sonda cardiologica, strumento di grande importanza per l’utilizzo con pazienti che abbiano difficoltà di trattamento con attrezzature fisse. La consegna delle donazioni è stata effettuata dall’Amministratore Delegato del Gruppo Bper, Fabrizio Viola. L unedì 21 dicembre alle 21 presso la chiesa di Gesù Redentore in via Leonardo da Vinci 220 a Modena è in programma il concerto di Natale con musiche di Nikolaus Bruhns, Dietrich Buxtehude e Johann Sebastian Bach. All’organo, Alessandro Manni. Il concerto è proposto dall’Ordine degli Ingegneri di Modena. ddobbi, presepi, piccoli doni e bigliettini augurali preparati dai più piccoli. Arriva l’edizione 2009 di “Natale a colori”, il progetto che da oltre 10 anni mira a portare l’atmosfera natalizia nei luoghi di assistenza e cura e che anche quest’anno coinvolge circa 3.500 alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado della nostra provincia. Grazie al lavoro di ragazzi, insegnanti e operatori sanitari, molti ospedali e strutture protette per anziani risultano più accoglienti e familiari nel periodo delle festività perché abbelliti con addobbi ed elaborati realizzati appositamente dai bambini. Il progetto, che conta anche sul coinvolgimento di al- cuni Comuni, soggetti privati e associazioni di volontariato, contribuisce a sostenere il protagonismo dei bambini e le loro competenze psico-sociali in un percorso educativo orientato alla solidarietà e alla promozione del benessere delle persone, risultando al contempo particolarmente gradito ai pazienti e al personale delle strutture di cura e di assistenza. “Natale a colori”, patrocinato dall’Ufficio Scolastico Provinciale, rientra nel programma “Comunicazione e promozione della salute” dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena ed è sostenuto dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. S.Biagio Note aspettando il Natale Due concerti sabato 19 e domenica 20 dicembre D ue concerti , nel giro di 24 ore, in S.Biagio (chiesa dell’Annunciata) in via Emilia centro a Modena. Sabato 19 dicembre con inizio alle ore 21 la corale Gazzotti di Modena proporrà l’esecuzione di “A. ceremony of Carols” di B.Britten e del “Chichester Psalm” di L.Bernstein. Il giorno seguente, domenica 20 dicembre con inizio alle 15.30, la chiesa del centro storico cittadino ospita il recital del Messiah eseguito dalla scuola corale “Puccini” di Sassuolo, diretta dal maestro Francesco Saguatti e dall’Orchestra filarmonica emiliana. Il concerto di domenica è proposto in occasione del 250° anniversario della morte di Friedrick Haendel, l’autore del Messiah. NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 11 dalla Pedemontana Programmi, iniziative, appuntamenti in pillole • marcella caluzzi S ono giorni ricchi e molto sentiti quelli che ci avvicinano progressivamente al giorno di Natale e ogni comune si è attivato con un cartellone assai intenso di appuntamenti e iniziative per ogni età e gusto. Ecco una breve guida per chi vive in Pedemontana e non solo, per viversi al meglio questo Natale 2009. Castelvetro Natale…in Pedemontana occasione del periodo natalizio sarà ancora più ‘antico’: il centro storico rivive le atmosfere dei tempi passati con capanne che accolgono, per l’ultima volta domenica 20 dicembre, diversi artigiani degli antichi mestieri (bottaio, ramaio, fabbro, cestaio, pastore, filatrice, sfoglina, norcino, fornaio), inoltre è stata ricreata la Natività come vuole la tradizione religiosa cristiana. Marano La musica sarà la protagonista del Natale a Marano: alle 10 di mercoledì 23 dicembre i bambini delle scuole elementari di Marano, allieteranno genitori e amici con ‘ di canzoni un concerto natalizie che si terrà in chiesa parrocchiale. La vigilia di Natale, in piazza Matteotti, ci sarà invece un concerto della banda cittadina e l’arrivo della slitta con Babbo Natale. A seguire la consegna del premio al Maranese dell’anno. S. Cesario Si parte giovedì 17 dicembre alle 21 presso Villa Boschetti, con la suggestiva lezione-concerto ‘Natale medievale’ che, con l’aiuto dello storico Paolo Galloni accompagnato dall’arpa celtica di Francesco Benozzo, mira a riscoprire la nascita e lo sviluppo delle tradizioni natalizie nell’Europa occidentale. Per sabato 19 dicembre, invece, presso la parrocchia di Sant’Anna è in programma il presepe vivente, accompagnato dalla musica degli zampognari. La corale ‘Giuseppe Savani’ di Carpi presenterà per la serata di mercoledì 23 dicembre il concerto di natale ‘Una notte….Parole e canti per una notte di Natale’, che si terrà nella basilica di S. Cesario a ingresso gratuito. Savignano Domenica 21 dicembre si replicheranno le iniziative e gli spettacoli della scorsa domenica come il mercatino con oggetti natalizi, di hobbistica e manufatti del passato e quello dei bambini che potranno anche salire sulla slitta trainata da ponies, salutare Babbo Natale e partecipare a laboratori e giochi. Alle 17 si terrà, invece, il concerto gospel della Daniel’s Jazz Choral. Un’attenzione particolare anche alla solidarietà: ai piccoli abitanti di Savignano è stato chiesto di portare ai mercatini un gioco o un libro e di depositarlo nelle grandi ceste predisposte presso le bancarelle: quanto raccolto verrà donato, grazie all’Overseas, ai bambini più sfortunati. Vignola E’ previsto per domenica 20 Maria Immacolata Suggestivo e imperdibile l’allestimento del centro storico di questo antico borgo, che in Villa Casa dell’Azione Cattolica di Modena Dogana Nuova (Fiumalbo) – Modena via Capannella, 111 110 posti letto, 2 sale ristoranti sala tv e videoproiezione giardino per i bambini, ampio parco attrezzato parcheggio interno cappella bar, ristorante (cucina tradizionale) Aperto tutto l’anno Informazioni e prenotazioni: 0536.73910 - 331.5738211 dicembre alle 21 nella chiesa plebana il concerto di Natale, curato dal coro L. Perosi, mentre per mercoledì 23 dicembre alle 18.30 è in programma la festa di Natale con una fiaccolata in piscina, presso la Polivalente Olimpia di Vignola. Spilamberto Un tuffo nell’Ottocento e dintorni con il mercatino d’antiquariato che verrà allestito domenica 20 nel centro storico di Spilamberto. Nel pomeriggio, alle 15.30 presso lo spazio eventi ‘Famigli’ ci sarà il concerto di auguri curato dalla Corale spilambertese. Per la vigilia altra occasione per scambiarsi gli auguri: presso il torrione medievale, dalle 10, si esibiranno la band Giovani Note e la Banda G. Verdi di Spilamberto. Castelnuovo Rangone Anche a Castelnuovo la domenica significa mercatino di Natale, con l’arrivo di Babbo Natale per i più piccoli e l’arrivo degli zampognari. Per lunedì 21 gli scout e i gruppi di gio- vani della parrocchia di Castelnuovo hanno organizzato una veglia natalizia per la pace che si terrà nella chiesa parrocchiale. Sempre in chiesa parrocchiale si terrà il tradizionale concerto di Natale, alle 21 di martedì 22 dicembre. Fiorano Sarà possibile visitare fino al 6 gennaio la mostra di pittura ‘Regali sotto l’albero’ a cura dell’associazione artistica fioranese ‘Arte e cultura’ e i presepi all’aperto. Domenica prossima sarà giorno di mercato e di festa con l’esibizione della Scuola di asineria, l’animazione degli zampognari e il villaggio di Babbo Natale per i più piccoli. Per l’arrivo di Babbo Natale a cavallo i bambini fioranesi e spezzanesi dovranno aspettare la vigilia di Natale. Formigine Suggestiva sarà la discesa di Babbo Natale dalla torre dell’orologio del castello di Formigine, in programma per la mattina di domenica prossima. Nel pomeriggio il carro degli gnomi, la seconda rassegna di voci bianche ‘Bianche note’ e presso l’oratorio don Bosco ci sarà lo scambio degli auguri e si potrà assistere alla recita di Natale dell’associazione Amici di S. Gaetano. Martedì 22 dicembre si terrà, presso la Polisportiva Formiginese alle 21, il concerto dell’innovativa orchestra Spira mirabilis, composta da giovani provenienti da tutto il mondo, che eseguirà la Sinfonia n° 4 di Beethoven. Mercoledì il centro storico sarà animato dai mercatini natalizi mentre il giorno successivo è in programma una suggestiva processione con pastori, cornamuse e fiaccole fino alla chiesa di Corlo. Il concerto di Natale si terrà la sera di Natale alle 20.30 del 25 presso la chiesa parrocchiale di Casinalbo e il giorno successivo alle 16 a Formigine, nella chiesa di san Pietro. Vignola Francesco di terra e di vento • m.c. F rancesco di terra e di vento. E’ questo il nome dello spettacolo teatrale che si terrà lunedì 21 dicembre a Vignola, presso il Teatro frate Leone di via Plessi 207. Una rappresentazione teatrale che mira a presentare un san Francesco a tratti distante dall’iconografia tradizionale ma vissuto in prima persona dai tre interpreti dello spettacolo, che saranno Andrea Cereda, Manuel Gregna e Massimiliano Zanellati. Oltre che attori, questi saranno anche narratori e spesso personaggi reali o inventati che raccontano Francesco. Stupore, diffidenza, sorpresa, passione: queste le emozioni che hanno accompagnato gli interpreti e lo stesso regista, Umberto Zanoletti, durante la ricerca e che sono stati trasposti sul palco. Si sono volute recuperare le perplessità e le paure degli abitanti dell’Assisi del 1200, la paterna disperazione di Bernardone, umiliato e sconfitto in piazza, l’amore eterno dei discorsi tra Francesco e Chiara; si è cercato di capire, anche attraverso un viaggio tra le campagne umbre, dove e come Francesco trovasse i motivi per scrivere quel capolavoro che è il Cantico delle Creature. Si è tentato di immaginare l’uomo Francesco con se stesso, tra gli uomini e qualche volta di fronte a Dio e lo si è riscoperto nella sua sofferenza e infinita serenità. Il prezzo del biglietto è di 7 euro, per informazioni e prenotazioni (consigliate) chiamare il 334-3243399. Maranello Aggiungi un posto a tavola all’Opera pia Stradi Villa Maria Immacolata Via Capannella 111 41020 FIUMALBO DOGANA NUOVA (MO) [email protected] Tel 0536.73910 - 331.5728211 L a Casa Protetta Carlo Stradi, in collaborazione con il Comune di Maranello e le associazioni di volontariato, organizza il tradizionale pranzo di Natale domenica 20 dicembre presso la sala polivalente Evari- sto Scaramelli di via Ferrari, 47. Si tratta di un importante appuntamento festivo che coinvolge gli ospiti e gli operatori della casa protetta, ma anche i cittadini. Il programma prevede alle 12.30 il pranzo con menù ricco e gustoso e dalle 14 alle 17 ani- mazione con musica e danze. Partecipano Anpi, Opera pia Stradi, circolo Arci, Bocciofila, Comitato orti. Alpini, Auser, Cisl, Hewo, Gruppo Senior Ferrari, Unitalsi, Avap, Asn Carabinieri, Croce Rossa, associazione Le Querce, Cgil. 12 NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 dalla Pianura Soliera: domenica 20 dicembre la benedizione delle statue di Gesù bambino Il presepe, per “vivere” il mistero ne della fede cristiana alle nuove generazioni che appaiono non solo sempre meno praticanti, ma anche ignare degli elementi più decisivi del cristianesimo. Penso al presepe, questa possibilità di avere “Betlemme in casa” in occasione delle feste di Natale: D omenica 20 dicembre nella chiesa parrocchiale di Soliera, durante la S.Messa delle 9.30, verranno benedette le statuette di Gesù bambino che saranno poi collocate nei presepi. “Da un po’ di tempo – scrive il parroco di Soliera don Antonio Manfredini - abbiamo preso consapevolezza delle difficoltà nella trasmissio- La bottega d’Oltremare di Cavezzo osserva i seguenti orari: sabato 19 e domenica 20 dicembre dalle 8.30 alle 12.30 dalle15.30 alle 19; lunedì 21 dicembre e martedì 22 dicembre dalle 17 alle 19.30, mercoledì 23 dicem- bre e giovedì 24 dicembre dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19; domenica 27 dicembre dalle 8.30 alle 12.30; lunedì 28, martedì 29 e mercoledì 30 dicembre dalle 17alle 19.30. G razie alla disponibilità della parrocchia di Cavezzo e a locale gruppo Agesci, il commercio equo e solidale arriva a Cavezzo. Domenica 20 dicembre è in programma l’inaugurazione ufficiale della bottega Oltremare in piazza don Zucchi. Alle ore 11,45 l’aperitivo aperto a tutti e lo scambio di auguri di Natale. Nei giorni di Natale la nuova bottega Oltremare Soliera – Azione Cattolica Domenica scorsa commemorazione di Luigi Sala N Iniziativa a sostegno dell’associazione malati oncologici I n preparazione da un anno e in scena l’11 dicembre, il concerto di Natale “Souvenir de Noel”, promosso dall’Associazione Malati Oncologici (Amo) e diretto dal gruppo Souvenir d’Italie, ha registrato nei giorni scorsi un teatro colmo di pubblico, che ha salutato gli artisti con grande affetto e partecipazione. Sul palco si sono esibiti tanti artisti di Finale e dintorni: John Strada, Um- berto Bisi, Erica Biavati, Fabio Govoni, Marco Balboni, Leonardo Merighi, Guido Vicenzi, Maurizio Colletti, Libero Superbi, Simone Garutti, il Coro Erga Omnes e altri musicisti e cantanti. Fabio Mangolini, attore e regista, ha voluto riproporre – con grande efficacia narrativa – i “Racconti di Natale” di Dickens, un classico sempre di grande effetto. Il clima effervescente e lo spirito di solidarietà sono stati salutati dal sindaco Raimondo Soragni, che ha ricordato la storica presenza a Finale del Lato B, che da vent’anni rappresenta la fucina di nuovi talenti musicali, di gruppi che lì si sono formati con impegno e passione. I proventi della serata sono stati destinati alle attività dell’Associazione Malati Oncologici, realtà ormai ben radicata a Finale; una delle cento associazioni che operano nella “Piccola Venezia degli Estensi”, una città dove donare in favore del prossimo è una pratica diffusa e di antica tradizione. accendono il Natale Ricordo del medico del paese ella pieve altomedievale di S. Giorgio a Ganaceto, a pochi giorni dalla scomparsa, mons. Ettore Pini, “ganacetano doc” e cancelliere arcivescovile, ha presieduto il ricordo comunitario del dottor Luigi Sala che in paese era nato nel 1917 e dove assolse esemplarmente per oltre sessant’anni al ruolo di “medico di famiglia” nell’ambulatorio del padre, ancora oggi condotto dal figlio Giorgio. A conclusione della celebrazione è toccato al professor Franco Baldini, allievo di Sala, nella compagnia filodram- “Souvenir de Noel”: concerto di solidarietà I bambini Ganaceto • Franco Mantovi me, non serve a nulla se non nasce in noi...”. Ecco, per i bambini “fare il presepe” è il modo più semplice per imparare a far nascere Gesù in sé, per rivivere con amore un evento così straordinario. Questo vuole essere un invito per tutti i ragazzi e per tutte le famiglie di Soliera a fare il loro presepe in casa per dare un maggiore significato a questa festa. E’ Natale perché è nato Gesù: il presepe sia allora il primo impegno della famiglia, della scuola e dei nostri ragazzi”. Finale Emilia Cavezzo Domenica 20 dicembre l’inaugurazione del punto vendita equo e solidale vedere rappresentato ciò che si vive nella liturgia in chiesa, assieme a tutta la comunità cristiana; toccare con mano ciò che si medita pregando personalmente in quei giorni, dare una forma a ciò che è motivo di una gioia condivisa e rende il Natale non un semplice momento di evasione, ma un’autentica opportunità di festa. Sì, anche facendo il presepe si impara a conoscere chi era Gesù e come è venuto al mondo. Così fin da piccoli si ha il desiderio di pregarlo e di amarlo. “Nascesse pure mille volte Gesù a Betlem- matica Gioventù Allegra di Ganaceto, tessere l’elogio del dottor Sala: eccezionale uomo e padre di famiglia, pedagogo generoso ed autentico, esponente sociale quale presidente dell’Azione Cattolica (locale e diocesana) e in Consiglio Comunale per oltre quindici anni, a partire dal 1955. Un episodio riportato dal professor Baldini ha suscito commozione nella figlia del dott. Sala, Bianca Maria. Egli ha ricordato come sua madre, contadina di una famiglia di 15 persone, aggiungeva a queste anche il dottor Luigi come sedicesimo perché, sfinito dalle visite a domicilio, si tratteneva a cena in piena notte nella tavolata dei Baldini, mezzadri in uno dei poderi di via Forghieri, a lato della Nazionale per Carpi. Auguri per il sociale U n’inziativa per augurare buon Natale agli operatori del mondo sociale e del volontariato. L’idea è dell’Azione Cattolica di Soliera e l’appuntamento è per sabato 19 dicembre alle ore 10,45 alla sala Fondo Zucconi del castello Campori. Dopo l’accoglienza e il saluto del presidente Ac di Soliera, Davide Casarini, l’introduzione sarà curata da Giuseppe Schena, sindaco di Soliera. A seguire riflessione sul tema dell’alterità “Al pozzo di Sichar” a cura del settore adulti di Ac e le conclusioni di don Antonio Manfredini, parroco di Soliera. Campogalliano: in paese le luminarie ecologiche realizzate nelle scuole L e luminarie natalizie, decisamente costose per noleggio, installazione e consumo energetico nella loro forma tradizionale, quest’anno a Campogalliano sono all’insegna del risparmio energetico e del riciclo. Nei giorni scorsi numerosi alunni delle classi elementari dell’Istituto Comprensivo del paese, sotto la guida delle insegnanti e con la collaborazione degli operatori della Ludoteca Comunale, si sono adoperati, tramite l’utilizzo esclusivo di materiale riciclato, nella costruzione di decorazioni natalizie, tutte esclusivamente a consumo zero (candele, addobbi...). Un forte messaggio di sobrietà e di attenzione per l’ambiente, lanciato proprio dalle generazioni più giovani. I lavori dei bambini ver- ranno presentati ufficialmente domenica 20 dicembre in piazza Vittorio Emanuele II per far così splendere il centro di Cam- pogalliano (dove è illuminato un solo albero davanti al Municipio) di una luce, se non potente quanto quella delle consuete luminarie, sicuramente più calda e significativa, grazie all’importante messaggio di partecipazione attiva, oltre che ecologico, che porta con sé. La giornata in piazza Vittorio Emanuele II inizierà alle ore 15 con animazioni varie, dopo le quali, all’imbrunire, il Comitato Genitori dell’Istituto Comprensivo accompagnerà i bambini nella sistemazione e accensione delle luminarie, per un effetto scenico di sicuro impatto. Durante tutto il pomeriggio verranno offerti tè caldo, panettone e dolciumi ai bambini intervenuti e saranno presenti in piazza gli stand delle più importanti associazioni di volontariato e solidarietà del paese. L’iniziativa delle luminarie ecologiche è condotta in collaborazione tra l’amministrazione comunale ei commercianti di Campogalliano. NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 13 dall’Appennino A Pavullo donata una nuova apparecchiatura diagnostica al Distretto Sanitario Offerta da centro sociale Cesare Bonvicini, da anni impegnato a sostegno della sanità • Giancarlo cappellini U na nuova apparecchiatura diagnostica, modernissima ed estremamente efficace, è stata donata al Distretto Sanitario 5 di Pavullo dal centro sociale “Cesare Bonvicini”. Si tratta di un naso-faringofibroscopio flessibile con sistema di telecamera, monitor e video stampante, uno strumento utile per la diagnostica delle malattie della parte superiore dell’apparato respiratorio, che sarà in dotazione all’ambulatorio di otorinolaringoiatria presso il Poliambulatorio specialistico, e che sarà presentato al personale medico e a tutti i sabato19 dicembre alle 11, nella Sala dei 55, presso la sede del Distretto, in viale Martiri a Pavullo. Ci saranno il direttore sanitario dell’Ausl di Modena, Giorgio Lanzotti; il sindaco di Pavullo Romano Canovi, il Direttore del Distretto 5, Maria Pia Biondi e il Responsabile dell’unità operativa di cure primarie, Andrea Spanò. Parteciperanno all’incontro anche i componenti del Comitato di Gestione del Centro Bonvicini e i soci, ai quali va l’apprezzamento dell’Ausl per la sensibilità dimostrata. Sarà anche possibile ottenere informazioni sull’utilizzo dell’apparecchiatura, che sarà presentata dagli otorinolaringoiatri Lucia Barbieri e Anna Maria Beldi. Con questa donazione, si conferma la buona integrazione esistente nel Frignano tra servizi sanitari, ospedalieri e associazioni di volontariato o, come in que- Pavullo Un istituto a energia solare Inaugurato un nuovo impianto fotovoltaico del Cavazzi-Sorbelli L o scorso 16 dicembre, a Pavullo, è stato inaugurato il nuovo impianto fotovoltaico dell’istituto d’istruzione superiore “Cavazzi-Sorbelli”, situato sulla pensilina d’ingresso. La realizzazione, che permetterà alla scuola pavullese di essere alimentata da energia pulita, è stata ideata all’interno del progetto “Comenius”, un’iniziativa a livello europeo nel campo delle energie alternative, che vede il Cavazzi-Sorbelli impegnato in un proficuo partenariato con due istituti scolastici, uno tedesco e uno spagnolo. Il progetto è stato coordinato e finanziato dalla filiale pavul- lese della Banca di Credito Cooperativo dell’Alto Reno e dalla Coop.ro.con, una importante cooperativa di progettazione e consulenza che opera a Pavullo fin dai primi anni ‘80, e si è avvalso del- la collaborazione del Lions Club di Pavullo e del Fri- gnano e del Rotary Club del Frignano. Questa occasione, rappresenta l’avvio di una più ampia collaborazione nel campo delle energie rinnovabili fra l’istituto e la Coop. ro.con, che proseguirà per tre a n n i , sempre ispirata al prog e t t o Comen i u s , che si concluderà nel giugno prossimo. Gli studenti del CavazziSorbelli, nei mesi prossimi, attraverso un concorso di idee, troveranno il nome del nuovo progetto e ne studieranno il relativo logo. sto caso, con centri sociali come il Bonvicini, che da anni collabora in modo assai proficuo con il distretto sanitario pavullese. «Ma soprattutto sottolineano i dirigenti Ausl - emerge la fiducia e l’affetto che i cittadini nutrono per i servizi sanitari e le istituzioni locali. Non dimentichiamo, infatti, che il Centro è costituito da persone che hanno avito diverse esperienze lavorative e che ora trovano, spazi momenti di crescita culturale e sociale attraverso i quali aiutare la realtà sociale e sanitaria in cui vivono» Il centro sociale Cesare Bonvicini, dal nome del suo fondatore, è nato nel 1991 e da allora si occupa di dare informazione su argomenti sanitari, di attualità e culturali, senza trascurare l’aspetto conviviale e di aggregazione ed è diventato un punto di riferimento, sia per i cittadini, sia, nel periodo estivo, per i turisti. Montalbano di Zocca Seguendo la stella nel borgo dei presepi L ’atmosfera del Natale prende vita a Montalbano di Zocca, un piccolo borgo antico di rara suggestione, che ha conservato intatto il fascino del fortilizio, con il saliscendi dei vicoli, della chiesetta settecentesca, con la sua graziosa canonica, ora adibita a locanda, su cui si erge il campanile del ‘600. E’ in questo suggestivo scenario che, dal 19 dicembre al 6 gennaio, si può ammirare una splendida esposizione di presepi, collocati negli angoli più graziosi e caratteristici del borgo antico. Così, seguendo la stella lungo le vie del centro, si potrà ripercorrere il viaggio dei Re Magi per giungere alla capanna del bambinel- lo. E perché non approfittarne della visita ai presepi per una bella escursione dei dintorni? Il panorama, in questi luoghi, è stupendo ed invoglia ad andare alla scoperta della natura invernale. A Nord, i boschi risalgono il Monte della Riva; a Sud, nelle giornate limpide, lo sguardo spazia oltre la valle del Rio Missano ed arriva fino al crinale dell’Appennino Tosco Emiliano, dominato dalle vette del Monte Cimone e del Corno alle Scale. U n’o c c a s i o ne unica per conoscere lo splendido borgo di Montalbano, un delizioso angolo dell’Appennino a pochi chilometri da Modena e Bologna. L’iniziativa è promossa dal Gruppo Feste Montalbano. Per maggiori informazioni: www.montalbanoinfesta. net. 14 NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 Iniziative Al centro commerciale La Rotonda continua una delle più belle tradizioni cittadine: il pranzo di Natale dedicato agli anziani soli L a compagnia di un sorriso, di una carezza o di una parola amica possono essere i doni più belli per chi a Natale non è circondato da familiari e amici. È a queste persone meno fortunate che, per il 12° anno consecutivo, La Rotonda offre in galleria un appuntamento di vera festa, condivisione e ritrovo per il giorno di Natale. “Natale Insieme”, che si svolgerà come di consueto Natale Insieme, perché nessuno resti solo proprio il giorno di Natale, è organizzato dal Centro Commerciale La Rotonda e dall’ipermercato E.LeclercConad, con il patrocinio del Comune di Modena e il contributo fondamentale di numerose associazioni di volontariato cittadine: Anteas, Arci, Auser, Avpa Croce Blu, Caritas Diocesana, Comitati Anziani, Sindacati dei pensionati (Fnp, Spi, Uilp), Cupla e Uisp. Grazie a uno straordinario lavoro di organizzazione e autentica collaborazione tra soggetti privati, soggetti pubblici e volontari, anche quest’anno Natale Insieme regalerà a tanti anziani soli la possibilità di trascorrere il pranzo di Natale in compagnia, in un’atmosfera calda e confortevole. Il menù è realizzato con il contributo di Cir (Cooperativa Italiana Ristorazione) e ispirato alla tradizione culinaria modenese. Inoltre, dopo pranzo, la festa proseguirà con una fantastica tombola animata e con ricchi premi messi a disposizione dall’ipermercato E.Leclerc-Conad. L’attore Fabio Neri animerà il gioco insieme agli ospiti e al Comitato Anziani di Buon Pastore. Nel 2008 gli ospiti sono stati circa 200 e per quest ’anno ci si aspetta altrettanta partecipazione. L’appuntamento con il pranzo di Natale della Rotonda costituisce ormai un forte, silenzioso, legame consolidato che tutti gli anni mette in movimento la solidarietà e la voglia di stare insieme, coinvolgendo tutta la comunità. Circa 20 volontari andranno a prendere direttamente a fra molti è nata una certa familiarità: ci si conosce, ci si riconosce, e si è sempre un po’ meno soli. “Lo spirito dell’iniziativa è casa un’ottantina di anziani non autosufficienti o non automuniti, i quali, al termine della festa, verranno poi riaccompagnati al proprio domicilio. Una trentina, invece, gestiranno l’accoglienza e l’assistenza agli ospiti durante il pranzo, preoccupandosi che ognuno di loro si senta bene e a proprio agio. I veri protagonisti restano comunque loro, i duecento ospiti, la maggior parte anziani, ma anche persone sole o in situazioni di disagio. E il bello è che, di anno in anno, tutto qui”, commenta Francesco Montuschi, Direttore del Centro Commerciale La Rotonda: “dare vita alla parola solidarietà, tradurla in gesti semplici, alla portata di tutti. Per chi partecipa a Na- • Alberto Campoleoni D ue notizie della settimana scorsa meritano qualche attenzione. La prima riguarda la “sollevazione” di alcuni genitori, in una scuola romana, perché l’insegnante di italiano, inviata dal Provveditorato, è una suora. La scuola è “laica” – così l’argomentazione di chi protesta – e dunque una suora non va bene. Indipendentemente dal fatto che sia o meno una brava insegnante. L’altra notizia coinvolge invece una elementare di Cremona e riguarda il Natale che, a scuola, diventa “festa delle luci”. Ci sono tanti bambini non cristiani, bisogna rispettare tutti, dicono i sostenitori della scelta. La vicenda di Cremona non è nuova. Ogni anno capita qualcosa di simile… tra presepe, crocifisso: c’è sempre qualcuno che pensa a simboli e segni religiosi come fastidiosi, quasi coercitivi delle coscienze. Generalizzando – il caso specifico an- La laicità è altra cosa drebbe conosciuto nel dettaglio, quantomeno approfondendo le ragioni degli insegnanti – sembra che il multiculturalismo e il rispetto delle diversità, religiose in primis, si realizzino prevalentemente nell’ignorarle. E allora via simboli e segni dalla scuola. Non sia mai, ad esempio, che le giovani coscienze, venendo a sapere che il 25 dicembre è festa perché il mondo occidentale ricorda il Natale di Gesù, ne siano destabilizzate, o spinte a creare ghetti e divisioni tra chi è cristiano e chi non. Verrebbe da pensare, invece, che proprio la scuola debba essere il luogo dove le diversità si possono conoscere e apprezzare, senza ipocrisie, ma con l’attenzione che meritano. Un luogo, la scuola, dove confronto e dialogo dovrebbero abitare di diritto, spaziando a tutto tondo sull’esperienza umana, che comprende anche l’esperienza religiosa, profondamente inculturata nella vita delle comunità e dei popoli. La vicenda romana è di segno diverso e piuttosto nuova, nel senso che non capita spesso. Segue però un filone che in questi anni si presenta a più riprese, in Italia e non solo. Perché mai una suora non dovrebbe insegnare in una scuola laica? Se ha i titoli, se è in graduatoria, se ha fatto i concorsi… Disturba l’abito? In Europa si è già posto il problema di insegnanti, in questi casi musulmane, che portano il velo, ad esempio in Germania e in Belgio. La questione di fondo riguarda la manifestazione pubblica delle scelte personali di fede. Si badi: il problema non è che le insegnanti in questione insegnino ai più piccoli le proprie convinzioni in qualche modo violando la laicità delle istituzioni – cosa che darebbe qualche pensiero – ma solo che le insegnanti manifestino pubblicamente – con l’abito e tra l’altro non solo in aula – la propria scelta personale di fede. Qui sta il nodo: esiste, ed è diffuso, il pensiero che la religione sia e debba essere solo un fatto privato. La sua “pubblicità”, cioè la ricaduta nella vita pubblica Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese Redazione via Formigina, 319 Modena Tel e Fax 059/344885 - [email protected] Realizzazione e impaginazione: MediaMo – Moka Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Marcella Caluzzi , Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, Manuela Fiorini, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Nardo Masetti, don Massimo Nardello, Francesca Rossi, Giulia Vellani Chiesa e Mondo La suora insegnante e la festa delle luci tale Insieme solidarietà vuol dire accogliere tante persone, farle accomodare in una grande tavolata apparecchiata a festa, mettere ognuno vicino a qualcun altro, sorridere e chiacchierare insieme, per far sentire davvero il calore di un giorno speciale come il Natale. A questo proposito ricordo un’altra iniziativa benefica che si terrà a breve a La Rotonda: in occasione della Befana si inviteranno i bambini a donare la propria “paghetta” a favore di Aut Aut, Associazione famiglie con portatori di autismo, in cambio il Centro Commerciale regalerà una calza della Befana solidale”. Anche quest’anno presenzieranno il sindaco di Modena Giorgio Pighi, il vescovo Mons. Benito Cocchi e l’assessore alle Politiche sociali, sanitarie e abitative del Comune Francesca Maletti, che porteranno il loro saluto e testimonieranno in prima persona la loro vicinanza. delle scelte di fede dei singoli, viene sempre meno accettata. Inoltre, a ben vedere, in Italia questo pensiero si applica in particolare al cristianesimo, forse per una sorta di reazione al suo legame tutto speciale con la storia del Paese. Questo pensiero accompagna anche le critiche ai crocifissi nelle aule, alimenta una laicità malata di laicismo e che sconfina, a volte, in quell’atteggiamento che alcuni hanno definito cristianofobia. La laicità autentica è ben altra cosa. In Italia come in Europa. È laica una società nella quale i diversi possono guardarsi l’un l’altro, riconoscendosi e apprezzandosi – perché no? – con le proprie differenze. Laica è una scuola – come è davvero quella italiana, nonostante le sue tante magagne – nella quale un patto educativo condiviso non ha paura di raccogliere gli apporti delle culture differenti che si intrecciano nell’esistenza quotidiana di allievi e famiglie. Ne fa garanzia la stessa Costituzione del nostro Paese. Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, don Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rossana Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: Luca Beltrami, Alberto Campoleoni, Valentina Lanzilli, Franco Mantovi, Lucia Rolando, Maria Elisa Santini, Caterina Sedoni Fotografie: archivio Nostro Tempo, MediaMo, Moka, Sir, Dante Farricella, Luigi Ottani Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n° 2400 copie Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. Eufemia,13 - Modena Registrazione Tribunale di Modena n.333 del 19-9-57 Iscritto all’Albo Nazionale della Stampa n.00736 vol.8 Settimanale aderente alla FISC (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Abbonamento da dicembre 2009 a dicembre 2010 Ordinario: 45 € - Sostenitore: 80 € Modalità di pagamento: - Conto corrente bancario IT 46 O 05188 12900 000000043394 intestato a Nostro Tempo Arcidiocesi Modena-Nonantola corso Duomo 34, 41121 Modena - Conto corrente postale n. 14614416 - Nostro Tempo - casella postale 357 Modena 3 - Presso la Diocesi: via Sant’Eufemia, 13 Modena (Ufficio Stampa) - Presso la Galleria Incontro Dehoniana: c.so Canalchiaro, 159 Modena Pubblicità e abbonamenti Contattare MediaMo tel 059/350269 - fax 059/347326 [email protected] - [email protected] NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 Cultura 15 Appuntamenti Quando l’arte è “rischio” Il cibo Inaugura il 19 dicembre presso le ex Fonderie Riunite di Modena la mostra RiskArt! R • Manuela Fiorini ottura, cambiamento, riscatto, pericolo di crollo. Sono questa le parole chiave che riassumono i concetti espressi nella mostra RoskArt!, che inaugura il 19 dicembre, presso i locali delle ex Fonderie Riunite di Modena, di fianco al cavalcavia di via Ciro Menotti. L’esposizione, curata da Fulvio Cimento e Antonella Malaguti ,pone in evidenza l’alta componente di rischio insita nel processo creativo, il senso di pericolo che ricorre in ogni forma espressiva, vista come una potenziale minaccia di rassicuranti equilibri. Proprio per questo motivo, la scelta della location dove allestire la mostra è caduta sulle ex Fonderie, uno spazio distante dai luoghi “consueti”, quali musei e gallerie. Tuttavia, le ex Fonderie riunite sono uno dei luoghi –simbolo della città di Modena, un luogo dove la storia dell’edificio si intreccia con quella dello lotta “di classe” tra lavoratori e “padroni” verificatasi tra il 1947 ed il 1950. Proprio qui, infatti, al termine di una manifestazione indetta dai lavoratori per ottenere la riapertura della fabbrica, dopo le serrate imposte dal proprietario Adolfo Orsi, il 9 gennaio 1950, vennero uccisi sei operai dalla celere del Ministro dell’Interno del Governo De Gasperi Mario Scelba. La riapertura metaforica delle ex Fonderie, in occasione della mostra RisKart! Vuole essere, a sua volta, un simbolo di riscatto: l’ex fabbrica, fino al 9 gennaio 2010, giorno della commemorazione del 60° anniversario dei caduti, tornerà a celebrare il lavoro, quello “comune” e quello artistico, quello “fisico” e quello “intellettuale”, conferendo ad essi pari dignità e valore. Il progetto espositivo è realizzato interamente all’esterno Al Cafè Livre la personale dell’artista modenese d’adozione Il lavoro inconcludente di Zucchellini • M. F. S i intitola Il lavoro inconcludente la personale di Maurizio Zucchellini, in mostra fino al 10 gennaio 2010, presso il Cafè Livre di via Emilia Centro 103, a Modena. Zucchellini, nato in Lunigiana nel 1954, ma residente a Modena dal 1976, presenta la sua produzione più recente, nella quale il progetto artistico di impronta impressionista, trova un’ulteriore capacità di espressione. In mostra disegni, tempere e tecniche miste su carta raffiguranti ac ro b a t i , giocolieri e funamboli, immagini ombra che compaiono ciclicamente dentro ad un percorso pittorico pregno di una serena drammaticità. I richiami, infatti, si rifanno al mondo del fantastico, dove i personaggi sono totalmente sostituiti da maschere. Il tratto, poi, si fa più preciso, con una maggiore attenzione al particolare; un elemento tecnico che va a potenziare l’elemento contenutistico, immaginativo e surreale. Tuttavia, nonostante l’omogeneità della produzione artistica, Zucchellini sembra essere consapevole che la sua ricerca sia, tuttora, in conclusa e, forse, senza una vera meta identificabile. Il risultato è un continuo confronto tra l’artista e la sua opera, un confronto che viene necessariamente riconosciuto come “inconcludente”. La mostra è curata da Stefano Suozzi ed Elena Gollini. Info Maurizio Zucchellini Il lavoro inconcludente Cafè Livre e des Artes Via Emilia Centro 103, Modena Tel. 345/8410925 Orari: da lunedì a domenica dalle 8 alle 20. della struttura ed individua quale punto di osservazione ideale il Cavalcavia di via Ciro Menotti. La facciata ovest dell’edificio, infatti, sarà allestito con opere ideate da Fabio Sonetti, Gianluca Rossi, e Cristina Panicati. I primi due artisti rileggono in chiave artistica uno dei capolavori del Novecento: “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, inell’in- tento di smascherare, attraverso l’ironia, l’autorità astratta che esercita il suo potere attraverso la manipolazione delle coscienze. E’ la fotografia, invece, il mezzo in cui Cristina Pancali mette in luce il gioco infinitamente replicabile di immaginazione e rappresentazione. Info RiskArt! Rischio ad Arte Dal 19 dicembre al 9 gennaio 2010 Ex Fonderie Riunite veduta dal cavalcavia di via Ciro Menotti, Modena Tel. 388/8413596, [email protected] Esce per le edizioni Albatros Il Filo il romanzo breve del poliedrico artista modenese “L’Artiglio” di Enrico Solmi nella memoria contadina S abato 19 dicembre, dalle 9 alle 13, in un’atmosfera prenatalizia, Piazza della Pomposa farà da cornice ad un incontro con la tradizione gastronomica e le pietanze della cucina contadine. Verranno illustrate le farine, la storia e la tradizione di piatti poveri dell’Appennino modenese e del Frignano in particolare. Inoltre, saranno offerti assaggi di piatti a base di farina di castagne e mais, per conoscere e riscoprire sapori e gusti E il Verbo si fece canto D omenica 20 dicembre, presso la Chiesa parrocchiale di Albareto, a partire dalle 20.30, si preannuncia il Natale con una suggestiva rassegna di • M. F. N ella sua prima vita, lavora come chimico analista in un laboratorio. Nelle altre, deposti provette e reagenti, è sceneggiatore, attore di talento, poeta intenso e scrittore riflessivo. Ed è proprio con questa ultima “maschera” che si presenta Enrico Solmi, modenese, classe 1964. E’ appena uscito per il gruppo editoriale Albatros-Il Fi l o, in- fatti, il suo romanzo breve dal titolo “l’Artiglio” , una storia “on the road” con note filosofiche ed i connotati del thriller. In una notte scura e fradicia, incontriamo un ragazzo che scappa da una delusione d’amore, un uomo che fugge dalla propria squallida esistenza, un commissario di polizia che porta con sé le colpe del suo passato. Un incontro cambierà per sempre le loro vite. Nel romanzo, due generazioni si confrontano: l’idealismo della giovinezza si scontra con il cinismo e la disillusione della maturità. Vite diverse, ma unite dal filo tragico della vita e del tempo che, inesorabile, passa. Vite diverse, ma che potrebbero benissimo essere la stessa. Scheda Enrico Solmi L’Artiglio Albatros – Il Filo Edizioni, Roma 2009 Pagg. 56 – euro 12,50 indimenticati. Il programma prevede, alle ore 10 l’incontro con Antonio cerchi e Paolo Vignocchi di Slow Food sil tema “Visti da vicino: mais, farine, castagne e dintorni…”, con la presentazione dei prodotti del Frignano e l’illustrazione di ricette. A seguire, alle ore 11, l’Azienda Agricola Marchetti Francesco presenta “Prendiamoci gusto”, con assaggi di polenta e ciacci di castagne. Iniziativa gratuita. (Info: tel. 059/2033486, [email protected]) cori parrocchiali. Ad allietare i presenti: o cori delle parrocchie di Collegara, Albareto, della Regina di Modena Est e dell’Unitalsi. Partecipazione libera. (Info: tel. 059/318315). Concerto di Natale della Corale Puccini D omenica 20 dicembre, presso la Chiesa di San Biagio, alle 15.30, la Corale Puccini propone il tradizionale Concerto di Natale con un omaggio ad Haendel nel 250° anniversario della morte. Sarà eseguita una selezione di arie e cori dal Messia. Par- tecipano il Coro “G. Puccini” di Sassuolo, l’Orchestra “Filarmonica Emiliana”, Benedetta Orsi (alto), Yoriko Okai (soprano) e Simone Guaitoli (organo). Dirige Francesco Saguatti. Con la partecipazione del coro di voci bianche “Puccini Junior” istruito da Veronica Zampieri. 16 NostroTempo Domenica 20 dicembre 2009 Sport - Csi Pronti a correre per la pace Già avviati i preparativi per la settima maratona Betlemme-Gerusalemme, che si svolgerà il 23 aprile 2010 •Valentina Lanzilli P ronti a correre ancora una volta per la pace. Pronti ad essere protagonisti di un gesto di speranza e di fratellanza tra popoli attraverso lo sport. Si terrà il 23 aprile 2010 la settima edizione della Maratona della Pace Betlemme-Gerusalemme, all’interno della consueta settimana pellegrinaggio prevista dal 22 al 29 aprile 2010, organizzata dal Centro Sportivo Italiano con il consueto impegno in prima persona del Comitato di Modena. Una grande occasione per portare in questi luoghi un messaggio di pace attraverso una corsa non competitiva di dieci chilometri, quelli che separano Betlemme da Gerusalemme, città divise da un muro di cemento alto 9 metri che da troppi anni spezza storie, rapporti e dialoghi in una terra in cui ogni popolo trova spazio solo per il proprio Dio. Il passaggio tra queste due città, simbolo del conflitto israeliano- palestinese, oggi è interrotto da un check point, forse uno dei più simbolici tra le centinaia che si possono incontrare percorrendo i 400 km di muro che il governo israeliano sta costruendo per dividersi fisicamente dai territori palestinesi, in cui i soldati bloccano tutti gli ingressi. Ed è proprio a ridosso di questo passaggio che la maratona si riempie di significato, permettendo ad atleti italiani, israeliani e palestinesi di correre ed oltrepassare quel muro insieme, creando un incontro e una collaborazione tra due popoli che non riescono più a dialogare. Questa maratona, dall’alto contenuto simbolico e dal basso valore atletico, è aperta a tutti, sportivi e non, credenti e laici; anche i più pigri dunque non devono farsi intimorire dalla lunghezza del percorso. In occasione della passata edizione della maratona, svoltasi il 23 aprile 2009, è stato realizzato un documentario dal titolo “Corre la Pace- Gli sportivi italiani ambasciatori di pace in Terra San- ta”, che ripercorre i momenti più significativi della corsa, oltre alle tappe del pellegrinaggio nei luoghi della vita di Gesù, dalla città dell’annunciazione, Nazareth a quella della natività, Betlemme; dal lago di Tiberiade, luogo di numerosi miracoli, a Gerusalemme, città santa per le tre grandi religioni monoteiste. Partecipare a questa maratona-pellegrinaggio vuol dire scoprire e conoscere i luoghi che hanno scritto la storia del mondo. Tra le tappe più attese c’è anche Ain Arik: siamo a pochi chilometri da Ramallah, capitale dell’autorità palestinese e a 22 chilometri da Gerusalemme. Una distanza esigua se non fosse interrotta da due checkpoint che hanno completamente isolato questo piccolo villaggio di 1300 abitanti, molti dei quali bambini. Qui, grazie ad un progetto fortemente voluto dal Centro Sportivo di Modena, da Overseas, Comune di Modena, Caritas Diocesana e Associazione Piccola Famiglia dell’Annunciata, quattro anni fa nasce il progetto Modena-Ain Arik, che ha dato alla luce un centro sportivo, ricreativo e culturale su un’area di 2.500 metri quadri, diventato un importantissimo luogo di aggregazione per i tanti giovani del villaggio, che a causa dei blocchi stradali e della guerra, non hanno la possibilità né di lavorare né di proseguire gli studi. Il documentario, della durata di 35 minuti, è stato realizzato da Valentina Lanzilli ed Andrea Calderone ed è disposizione di tutti presso la sede del C.S.I. di Modena, in via del Caravaggio. Un video che nasce con l’intento di raccontare una realtà ancora troppo poco conosciuta, quella del conflitto israeliano- palestinese, attraverso un gesto concreto di pace, quello della Maratona. Proprio per questo motivo gli autori del documentario e il Csi di Modena hanno avviato un progetto nelle scuole superiori modenesi, per coinvolgere sempre più giovani in questa bellissima esperienza. La forza di questa Maratona della Pace non si può e non si deve fermare. La Terra Santa ci aspetta. Nostro Tempo il settimanale cattolico modenese al centro della comunità Nuova veste grafica e approfondimenti per un giornale sempre più attento alla vita delle parrocchie, della città e dei paesi, in ascolto dei suoi lettori per essere al centro della comunità. CAMPAGNA ABBONAMENTI ANNO 2010 IDEA REGALO: se sei abbonato o se ti abboni, puoi regalare Nostro Tempo per il 2010 a un non abbonato a soli 35 € Sarà nostra avvisare il destinatario del dono ORDINARIO 45 € abbonamento annuale SOSTENITORE* 80 € abbonamento annuale *in omaggio il libro sui 50 anni di sacerdozio del vescovo Benito Cocchi COME ABBONARSI Versamento su conto corrente bancario IT 46 O 05188 12900 000000043394 intestato a Nostro Tempo Arcidiocesi Modena-Nonantola corso Duomo 34, 41121 Modena Versamento su conto corrente postale numero 14614416 intestato a “Nostro Tempo settimanale cattolico modenese” C.P. 357 succ. 3 Diocesi: via Sant’Eufemia, 13 presso l’Ufficio Stampa Galleria Incontro Dehoniana: corso Canalchiaro, 159 Modena Per informazioni [email protected]