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Febbraio n. 2/2008
NOTIZIE DAL MONDO CAMERALE
BANDO MANUNET 2008
E’ stato approvato, con determina regionale n. 123 del 20/12/2007, il bando relativo all’anno 2008 per l’accesso alle
agevolazioni a sostegno di progetti transazionali di ricerca e sviluppo di P.M.I. del settore manifatturiero, nell’ambito
dell’azione comunitaria di coordinamento Manunet - L.R. 34/2004 – Asse 1 Misura Ri.1. Le domande (pre-proposte) potranno
essere presentate, con le modalità previste dal Bando, a partire dal 7 Gennaio 2008 e fino al 31 Marzo 2008.
BENEFICIARI
Piccole e medie imprese che esercitano una delle attività economiche elencate nella sezione C (attività manifatturiere) della
Classificazione delle attività economiche Ateco 2007, a condizione che siano raggruppate in consorzi, associazioni
temporanee di imprese o altre forme contrattuali in uso nei Paesi di provenienza delle imprese e che almeno una o più P.M.I.
partecipanti sia ubicata in Piemonte ed almeno una sia ubicata in una delle Regioni non italiane, indicate sul bando.
INIZIATIVE AGEVOLABILI
Progetti di ricerca industriale e/o di sviluppo pre-competitivo, la cui componente regionale piemontese sia di importo non
inferiore a € 50.000,00, da attuarsi attraverso:
-ricerca pianificata o indagini critiche finalizzate all'acquisizione di nuove conoscenze per la realizzazione di nuovi
prodotti, processi produttivi o servizi, o per il miglioramento di quelli già esistenti;
-concretizzazione dei risultati della ricerca in un piano, progetto o un disegno per prodotti, processi produttivi o
servizi nuovi, modificati o migliorati, siano essi destinati alla vendita o all'utilizzazione, compresa l'ideazione
di un primo prototipo non idoneo ai fini commerciali e formulazione teorica e progettazione di altri prodotti,
processi produttivi o servizi nonché progetti di dimostrazione iniziale
o progetti pilota, né convertibili né utilizzabili ai fini di applicazione industriale o sfruttamento commerciale.
AGEVOLAZIONE
Contributo a fondo perduto, pari al 50% dei costi ritenuti ammissibili fino ad un massimo di € 450.000 di contributo.
OPERATIVITA'
-Presentazione della pre-proposta (allegato III) a Finpiemonte mediante inoltro on line, da confermare con
originale cartaceo, tramite corriere o posta A/R, entro cinque giorni lavorativi successivi all'invio telematico:
dal 07 gennaio al 31 marzo 2008
-Prime riunioni del TCT (analisi pre-proposte): 27 e 28 aprile 2008
-Presentazione proposte finali (allegato IV): dal 15 maggio al 19 settembre 2008 Valutazione proposte finali al
livello regionale, valutazione del TCT, decisione sull'ammissibilità a finanziamento dei progetti: entro 31 Dicembre 2008 La
documentazione di riferimento è reperibile on line sul sito di Finpiemonte -www.finpiemonte.it
La
compilazione
e
presentazione
line
on
delle
domande
sarà
attraverso
il
sito
internet
possibile
www.finpiemonte.it
Sommario
Notizie dal mondo camerale
Indici dei prezzi Istat
Pag. n.
Pag. n.
1
14
Sportello Internazionalizzazione
Pag. n.
15
Notizie dalla Comunità Europea
Pag. n.
18
Corso di formazione sull'accoglienza per gli operatori turistici di Vercelli e Novara
Tra le diverse azioni del progetto «Valorizzazione delle “terre d’acqua” per la
salvaguardia ambientale e la promozione di un turismo alternativo e sostenibile Terre d’Acqua», in parte finanziato dal FESR nell'ambito del programma Interreg
III B Medocc, è stato organizzato per il mese di febbraio un corso di formazione
sull'accoglienza per gli operatori turistici del comuni del Distretto del Riso
delle province di Vercelli e Novara. La partecipazione è gratuita.
Per informazioni: D.ssa Paola Bussi tel. 0161 250045, e-mail
[email protected]; [email protected].
Vidimazione registri di carico scarico rifiuti
Con la modifica dell'art. 190, comma 6, del D. Lgs. n. 152/2006, da parte dell'art. 2, comma 24-bis del
D. Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4, a decorrere dal 13 febbraio 2008, i registri di carico e scarico dovranno essere
"numerati e vidimati dalle Camere di Commercio territorialmente competenti". E’ prevista un'eccezione per la
gestione dei rifiuti costituiti da rottami ferrosi e non ferrosi, per la quale, gli obblighi connessi alla tenuta dei
registri di carico e scarico si intendono correttamente adempiuti qualora vengano utilizzati i registri IVA di
acquisto e di vendita.
Modalità
I registri potranno essere consegnati presso l'ufficio Registro Imprese della sede camerale di Piazza
Risorgimento 12, Vercelli, durante il seguente orario di apertura al pubblico: 8.30 – 12.30 dal lunedì al venerdì.
L'impresa dovrà presentare:
il modello L2 debitamente compilato
il/i registro/i numerato/i. Per motivi tecnici, si chiede all'impresa di consegnare sempre registri
già numerati. La mancanza di numerazione comporterà tempi di consegna più lunghi
l'attestazione del versamento dei diritti di segreteria L'utente riceverà una ricevuta di
presentazione che dovrà essere esibita per il ritiro nel giorno concordato.
Costi
Il diritto di segreteria per la vidimazione di ogni registro, indipendentemente dal numero delle pagine,
ammonta a € 30,00 (è ammesso un versamento cumulativo per più registri della stessa impresa).
Il versamento deve essere effettuato sul c/c postale n.8284 intestato alla Camera di Commercio di
Vercelli - con causale di versamento "vidimazione registro rifiuti".
Non sono dovute la tassa di Concessione Governativa e l'imposta di bollo.
Nuove disposizioni per l'attività di autotrasporto conto terzi
Dal 1° gennaio 2008 le imprese che si iscrivono all'albo artigiani per l'attività di "autotrasporto conto terzi"
devono allegare alla pratica (oltre al foglio di via dell'automezzo) la dichiarazione sostitutiva dalla quale
risulti il nome del preposto (o responsabile tecnico).
Questa persona deve identificarsi con il titolare per le ditte individuali o con un socio partecipante per le società.
In caso contrario la ditta non ha i requisiti artigiani. Per le imprese già iscritte all'albo, l'ufficio artigianato
provvederà ai controlli in base agli elenchi forniti dall'albo autotrasportatori.
Presentazione volume: “80 anni della Camera di commercio di Vercelli”
La Camera di Commercio di Vercelli celebra gli 80 anni della sua fondazione con un libro in cui spiega la
sua funzione sul territorio. Lo fa con un linguaggio particolare, quello del fumetto: la pubblicazione è
infatti indirizzata ai giovani che frequentano le medie inferiori che, spiega il presidente Giovanni Carlo
Verri, «in quanto pubblico speciale, si meritano una storia particolare». La storia è ovviamente quella
della Camera di Commercio, ma nel raccontarla non c’è nulla di autoreferenziale. «Nel libro – chiarisce
Verri -c’è una storia pensata per i più giovani, per aiutarli a scoprire la realtà economica del territorio in
cui vivono e studiano e per comprendere cos’è e cosa fa una Camera di commercio». Il libro, “80 anni
della Camera di Commercio di Vercelli” è stato presentato alle autorità, ai rappresentanti delle categorie
economiche e agli operatori del mondo scolastico riuniti per l’occasione nella Sala Pella, all’ultimo piano
dell’edificio camerale. In esso c’è il racconto delle attività realizzate dall’Ente camerale nei suoi
ottant’anni di esistenza, «Spesi – chiarisce ancora il presidente Verri – al servizio delle imprese e dello
sviluppo economico locale». Proprio perché l’iniziativa si rivolge ai giovani, il linguaggio del fumetto è
parso il più adatto a facilitare il loro approccio ad un mondo i cui contenuti possono, talvolta, essere di
difficile comprensione. Il messaggio che emerge dalla lettura della pubblicazione è chiaro: la Camera di
Commercio è un organismo che rappresenta le imprese che operano sul territorio ed è per le stesse
imprese artigianali, commerciali, agricole ed industriali che essa si impegna a perseguire obiettivi che si
traducono in crescita per tutta la comunità. Il cammino fin qui percorso non deve tuttavia distrarre dalla
strada che ancora bisogna fare e che, viste le difficoltà in cui il territorio provinciale da tempo si dibatte,
non si presenta per nulla facile. A giudizio di Giovanni Carlo Verri, le chiavi per far ripartire il motore
della crescita e dello sviluppo di Vercelli e della sua provincia sono rappresentate da due parole la cui
iniziale è comune, è la lettera “i”. Le parole sono integrazione e innovazione. Spiega Verri: «Integrazione
e innovazione vanno a braccetto. Siamo la provincia piemontese a più alto tasso di invecchiamento con
evidenti problemi che si riflettono sul sistema produttivo, e allora dobbiamo interrogarci seriamente su
quale atteggiamento assumere nei confronti delle seconde generazioni dei nostri immigrati». A questo
proposito Verri ha proposto di organizzare un convegno in cui discutere del problema e domandarsi se
essi vadano visti come tale, come l’oggetto di una politica assistenziale o, piuttosto, come
un’opportunità di crescita. L’idea ha ricevuto la piena adesione del prefetto e del responsabile del
mondo della scuola. Gli immigrati, tuttavia, da soli non bastano a rimettere in moto il volano dello
sviluppo. Rileva in proposito il presidente dell’ente camerale: «Dobbiamo credere fortemente nel valore
dell’innovazione e dobbiamo saper cogliere le opportunità che ci vengono offerte. In questo momento ce
ne sono due molto importanti: il Distretto del commercio e l’energia. Purtroppo gli enti territoriali non
sembrano propensi a cogliere queste opportunità: al territorio manca, insomma, la capacità di costruire
alleanze capaci di condividere l’impegno necessario a raggiungere un obiettivo comune». Parole che
sembrano uscire direttamente dalla bocca del presidente Verri, presentato nel fumetto nell’atto di
portare con sé una borsa al cui interno – ha detto scherzando – ci sono tutte le istanze delle imprese.
Accanto a lui i suoi collaboratori, sempre ritratti in versione fumetto: il segretario Renato Boretti e il vice
Giuseppe Formaggio, gli altri membri della giunta camerale e un impeccabile Dario Casalini, presidente
della Fondazione Cassa di risparmio di Vercelli. Il progetto editoriale e la sua realizzazione sono stati
affidati ad una azienda “incubata” in Camera di commercio grazie al progetto Univer, lo Studio Kaboom.
I testi sono di Rocco Casella. La realizzazione del volume è stata resa possibile dal contributo
economico di Banca Intesa e Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli.
INAIL: incidenti sul lavoro, nel 2007 -1,5% rispetto al 2006
Nel 2007 gli incidenti sul lavoro sono scesi del'1,5% rispetto a quanto avvenuto nel 2006. Mentre i costi sociali
dei danni restano "altissimi", raggiungendo i 45 miliardi di euro, pari al 3% del pil. Il quadro emerge dalle prime
stime diffuse dall'Inail sugli infortuni nel mondo del lavoro (ovviamente si parla di quelli denunciati). E "il
miglioramento non soddisfa", precisa l'Istituto, poiché gli infortuni sono "sempre troppi". L'Inail spiega che si
conferma la "tendenza al ribasso che registrano ormai da diversi anni in Italia". In particolare, nel 2007 gli
infortuni sul lavoro denunciati all'Inail sarebbero 914.600, "con un decremento molto consistente in agricoltura (9%) e più contenuto nell'industria e nei servizi (-1%), mentre un leggero aumento si registrerebbe tra i dipendenti
in conto Stato". Complessivamente negli ultimi cinque anni gli infortuni sul lavoro sono diminuiti dell'8%. Ma se si
tiene conto dell'occupazione (che nel frattempo è cresciuta del 6%) il decremento diventa del 13,3%, sottolinea
l'Inail.
MOVIMPRESE NATALITA’ E MORTALITA’ DELLE IMPRESE ITALIANE REGISTRATE
PRESSO LE CAMERE DI COMMERCIO
Più 0,75%. E’ il tasso di crescita delle imprese italiane nel 2007 che segna un calo di oltre un terzo rispetto al 2006 e
rappresenta il valore più basso degli ultimi cinque anni. Nel 2007 si è registrato il record assoluto di iscrizioni alle Camere di
Commercio, un dato, però, compensato dall’altro record: quello delle cessazioni. E’ questo, in sintesi estrema, il ritratto del
tessuto imprenditoriale italiano alla luce dei dati Movimprese 2007. Il bilancio demografico dell’azienda Italia lo scorso anno
ha chiuso in attivo per quasi 46mila unità, ma il saldo è il più contenuto degli ultimi cinque anni come risultato di due record:
436mila iscrizioni (record assoluto dal 1993, anno in cui le rilevazioni hanno preso il via) e oltre 390mila cessazioni (anche in
questo caso record di sempre dell’indagine, ma con un tasso di crescita più elevato rispetto alle iscrizioni). A spiegare gli
aspetti positivi del saldo sono principalmente tre fenomeni: la forte crescita delle imprese costituite in forma di Società di
capitali (54mila in più in dodici mesi, pari ad un tasso di crescita del 4,6%); le performance di Lazio e Lombardia che insieme
hanno determinato il 54,3% di tutto il saldo complessivo; infine, i buoni risultati delle “Costruzioni” e dei “Servizi alle imprese”
(insieme, quasi la metà del saldo totale). Sull’altro piatto della bilancia, a determinare la riduzione del saldo rispetto allo
scorso anno sono stati: il rallentamento del Nord-Est e del Mezzogiorno (la cui crescita si è più che dimezzata rispetto al
2006); la diminuzione delle imprese agricole, manifatturiere e dei trasporti (quasi 29mila imprese in meno
complessivamente); i saldi negativi delle Società di persone e delle Ditte individuali (-14mila imprese).
“I dati di oggi – ha detto il Presidente di Unioncamere, Andrea Mondello – ci indicano tre cose. Il record delle iscrizioni ci
dimostra chiaramente che nel nostro Paese è ancora alta la voglia di fare impresa. Allo stesso tempo il record delle
cessazioni mette in evidenza come la crisi economica internazionale e la crisi dei consumi abbiano provocato una durissima
selezione nel tessuto imprenditoriale colpendo particolarmente le piccole e piccolissime imprese. Una selezione che al Sud
appare ancora più severa, perché non solo sono aumentate le cessazioni, ma anche le iscrizioni risultano in flessione. Una
sfiducia nell’intraprendere che si inserisce in un quadro economico allarmante sul quale ho più volte richiamato l’attenzione
della politica. Terzo e ultimo punto che va sottolineato è che il saldo positivo è determinato interamente dalle società di
capitale, indice di irrobustimento del nostro tessuto imprenditoriale. Per rendere competitivi i territori e far crescere
ulteriormente le imprese italiane è urgente, dunque, ridurre il costo della Pubblica amministrazione a carico delle imprese e
rilanciare un piano di sviluppo delle infrastrutture per colmare i ritardi con i nostri competitor”.
I dati - diffusi oggi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle
imprese condotta da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane sono disponibili sul
sito www.infocamere.it.
SINTESI DEI PRINCIPALI INDICATORI
IL QUADRO GENERALE
Il bilancio demografico delle imprese nel 2007 trova, almeno in parte, una spiegazione nell’evoluzione del quadro macroeconomico generale che, in questi ultimi anni, sta trasformando il sistema produttivo del Paese. La forte ripresa delle
esportazioni italiane manifestatasi già nel 2006 e accentuatasi nel 2007, basata più sull’aumentato valore delle esportazioni
che non sui maggiori volumi delle stesse, si è accompagnata ed è stata il risultato di notevoli processi di riconversione,
ristrutturazione, razionalizzazione e innovazione produttiva, organizzativa, tecnica e logistica che hanno accentuato la
competizione all’interno dei settori produttivi italiani più esposti al mercato.
Se il 2007 ha confermato la forte inclinazione degli italiani a cercare nell’impresa e nell’auto-impiego una via per la
realizzazione personale (le iscrizioni sono aumentate del 3% rispetto all’anno precedente), questa vitalità riesce sempre
meno a compensare le fuoriuscite dal mercato delle imprese marginali o meno strutturate per competere.
TABELLA 1: ANDAMENTO DEMOGRAFICO DELLE IMPRESE ITALIANE - ANNI 2003-2007
(VALORI ASSOLUTI, TUTTI I SETTORI)
ANNO Iscrizioni Cessazioni(1) Saldo Tasso di Crescita (2)
2003
2004
2005
2006
2007
389.342
425.510
421.291
423.571
436.025
304.728
320.536
324.603
350.238
390.209
84.614
104.974
96.688
73.333
45.816
1,45%
1,78%
1,61%
1,21%
0,75%
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
TABELLA 2 -SERIE
STORICA DEI TASSI DI ISCRIZIONE, CESSAZIONE(*) E CRESCITA DELLE IMPRESE
-
ANNI
2003-2007
ANNO Iscrizioni Cessazioni Tasso di crescita
2003
2004
2005
2006
2007
6,68%
7,21%
7,02%
6,97%
7,12%
5,23%
5,43%
5,41%
5,77%
6,37%
1,45%
1,78%
1,61%
1,21%
0,75%
(*) Al netto delle cancellazioni d’ufficio effettuate nel periodo
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
In termini assoluti, infatti, il numero delle cessazioni è progressivamente cresciuto negli ultimi anni fino a raggiungere nel
2007 il valore più elevato dal 1993; in termini relativi, la loro crescita rispetto all’anno precedente è stata superiore all’11%.
Vale la pena sottolineare come ciò sia accaduto soltanto in altre due occasioni: nel 1993 e nel 1994, in concomitanza con la
crisi monetaria e finanziaria di fine 1992 e delle misure di risanamento adottate in quella difficile congiuntura. Anche nel
2007, come negli anni immediatamente precedenti, le pressioni di questa competizione si sono scaricate in modo
preferenziale su quelle imprese che non sono riuscite ad inserirsi nella corrente dei processi innovativi sopra richiamati e
che, per prime, hanno visto ridursi le prospettive di redditività: imprese individuali, comunque piccole e poco capitalizzate,
non collegate a filiere o reti di subfornitura, scarsamente innovative.
LE DINAMICHE PER FORMA GIURIDICA
Sono sempre meno le imprese che nascono adottando forme giuridiche ‘semplici’ (Ditta individuale o la Società di persone),
e sempre più quelle che, per operare sul mercato, scelgono una forma giuridica più ‘robusta’ come le Società di capitali.
Questa tendenza, in atto da alcuni anni, è continuata nel 2007, anno in cui, pur restando elevato in termini assoluti (271.392
unità), si è ulteriormente ridotto di mezzo punto percentuale il contributo delle Ditte individuali allo stock complessivo delle
imprese, passando dal 57,1% al 56,6% (un gap che, rispetto al 2000, è di 4,3 punti percentuali). Ciò in virtù del diverso
contributo di questa forma giuridica ai due flussi demografici, rispettivamente il 62,2% delle iscrizioni ma il 73,1% delle
cessazioni.
1 A partire dal 2005, in applicazione del D.p.r. 247 del 23/07/2004 e successiva circolare n° 3585/C del Ministero delle Attività Produttive, le Camere di
commercio possono procedere alla cancellazione d’ufficio dal Registro delle imprese di aziende non più operative da almeno tre anni. Per tenere conto di
tali attività amministrative, ai fini statistici di Movimprese i confronti con gli anni 2004 e 2003 sono stati calcolati depurando i relativi stock dalle
cancellazioni disposte d’ufficio. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.infocamere.it .
2 Il tasso di crescita è dato dal rapporto tra il saldo tra iscrizioni e cessazioni rilevate nel periodo e lo stock delle imprese registrate all’inizio
del periodo considerato
TABELLA 3: NATI-MORTALITÀ DELLE IMPRESE FORMA GIURIDICA -ANNO 2007
VALORI ASSOLUTI
FORMA
GIURIDICA
Soc. di capitali
Soc. di persone
Ditte individuali
Altre forme
TOTALE
Iscrizioni
Cessazioni
Saldo
92.265
60.598
271.392
11.770
436.025
37.802
60.939
285.118
6.350
390.209
54.463
-341
-13.726
5.420
45.816
Registrate
31.12.2007
1.231.270
1.224.989
3.464.920
202.093
6.123.272
Tasso di
crescita
2007
4,61%
-0,03%
-0,39%
2,73%
0,75%
Tasso
di
crescita
2006
5,05%
0,88%
0,05%
1,91%
1,21%
VALORI PERCENTUALI
FORMA
GIURIDICA
Soc. di capitali
Soc. di persone
Ditte individuali
Altre forme
Iscrizioni
Cessazioni
Saldo
Registrate
31.12.2007
21,2%
13,9%
62,2%
2,7%
9,7%
15,6%
73,1%
1,6%
118,9%
-0,7%
-30,0%
11,8%
20,1%
20,0%
56,6%
3,3%
TOTALE
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
TABELLA 4: DISTRIBUZIONE DELLO STOCK DELLE IMPRESE REGISTRATE PER FORMA GIURIDICA -ANNI 2007
2000 2007 Var. %
Valori assoluti % sul totale Valori assoluti % sul totale 2000-2007
Società di capitali
Società di persone
Ditte individuali
Altre forme
TOTALE
851.396
1.183.591
3.443.267
178.747
5.657.001
15,0%
20,9%
60,9%
3,2%
100,0%
1.231.270
1.224.989
3.464.920
202.093
6.123.272
20,1%
20,0%
56,6%
3,3%
100,0%
44,6%
3,5%
0,6%
13,1%
8,2%
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
Dinamica opposta quella che caratterizza le “Altre forme” giuridiche (in prevalenza composte da cooperative, oltre che da
società consortili, consorzi temporanei di impresa, raggruppamenti temporanei di impresa, ecc.) e, in modo particolare le
Società di capitale. Entrambe continuano ad aumentare il loro peso relativo sul totale delle imprese grazie a tassi di crescita
molto sostenuti: fra tre e quattro volte superiore a quello medio nazionale per le “Altre forme” (2,73% a fronte dello 0,75%) e
oltre 6 volte per le Società di capitale (4,61%). Come mostra la tabella 4 le diverse dinamiche delle varie forme giuridiche si
traducono fra il 2000 e il 2007 in valori di incremento nettamente differenziati fra le quattro tipologie di imprese. Mentre
l’incremento complessivo delle imprese a fine periodo risultava pari all’8,2%, l’incremento delle Ditte individuali risultava
praticamente nullo (lo 0,6%); quello delle Società di persone era pari al 3,5%. Notevole, invece, l’incremento delle Altre
forme, superiore di una volta e mezzo (13,1%) a quello nazionale; assolutamente fuori scala l’incremento delle Società di
capitale che (pari al 44,6%), risulta un multiplo di 5,4 volte superiore al valore dell’incremento complessivo.
LE DINAMICHE SUL TERRITORIO
Nel 2007 è stato il Centro l’area trainante nella crescita complessiva del sistema imprenditoriale italiano. Ciò grazie al ruolo
della Toscana e, soprattutto, del Lazio, due delle sole tre regioni che fanno registrare un tasso di crescita superiore a quello
medio nazionale: rispettivamente l’1,05% e il 2,19%, contro lo 0,75% complessivo. Il Centro, ha fatto registrare il 22,0% di
tutte le nuove iscrizioni e solo il 19,9% delle cessazioni. Questa divergenza fra le due variabili ha generato un saldo che è il
più alto anche in valore assoluto (17.961 unità) e che, in termini relativi, è pari al 39,2% del saldo totale nazionale. Al di
sopra della media anche il contributo venuto dal Nord-Ovest (+0,99%). All’interno di quest’area, però, solo la Lombardia ha
fatto registrare un tasso di crescita (1,29%) superiore a quello nazionale (0,75%), mentre Piemonte (0,69%), Valle d’Aosta
(0,48%) e Liguria (0,17%) sono restate al di sotto. Nelle altre due circoscrizioni (Nord-Est e Mezzogiorno), le cessazioni si
sono notevolmente avvicinate alle nuove iscrizioni e, come conseguenza, è risultato minore sia il contributo al saldo
complessivo, sia il tasso di crescita delle imprese delle due aree. In particolare, il Sud e le Isole hanno determinato solo un
quinto (20,4%) del saldo complessivo, mentre il Nord-Est solo un ventesimo (il 5,3%). Se per il Nord-Est una spiegazione
può essere rintracciata nel concentrarsi in questa area di fenomeni di ristrutturazione di settori industriali maturi (tessileabbigliamento innazitutto), nel Mezzogiorno - oltre ad una più accentuata fragilità del tessuto produttivo - non è da escludere
una ritrovata ‘elasticità’ delle cessazioni all’inasprirsi del quadro fiscale e regolamentare degli ultimi anni, con conseguente
spostamento di imprese prima regolari nella zona grigia dell’economia sommersa.
TABELLA 5: NATI-MORTALITA’ DELLE IMPRESE PER REGIONI E CIRCOSCRIZIONI TERRITORIALI
Iscrizioni
Cessazioni
Saldi
Regioni
PIEMONTE
Stock
31.12.2007
Tasso di
crescita
2007
Tasso di
crescita
2006
35.155
31.924
3.231
468.750
0,69%
0,88%
988
917
71
14.758
0,48%
-0,13%
72.631
60.159
12.472
959.567
1,29%
1,56%
68
110.394
0,06%
0,87%
0,91%
VALLE
D'AOSTA
LOMBARDIA
TRENTINO A.
A.
VENETO
6.457
6.389
35.239
34.003
1.236
512.679
0,24%
FRIULI V. G.
7.016
8.293
-1.277
114.540
-1,10%
0,26%
LIGURIA
EMILIA
ROMAGNA
TOSCANA
11.962
11.675
287
167.635
0,17%
0,75%
35.978
33.564
2.414
479.642
0,50%
0,76%
32.037
27.670
4.367
416.437
1,05%
1,21%
UMBRIA
6.222
5.573
649
94.840
0,69%
1,08%
MARCHE
12.497
11.985
512
178.547
0,29%
0,66%
LAZIO
44.959
32.526
12.433
578.151
2,19%
2,43%
ABRUZZO
10.172
9.560
612
149.733
0,41%
1,11%
-0,08%
MOLISE
2.066
2.220
-154
36.135
-0,42%
CAMPANIA
39.247
35.722
3.525
546.291
0,64%
1,34%
PUGLIA
27.093
24.379
2.714
395.382
0,68%
0,46%
-0,25%
BASILICATA
3.117
3.348
-231
62.687
-0,37%
CALABRIA
12.413
11.809
604
182.173
0,33%
1,78%
SICILIA
29.469
28.415
1.054
481.334
0,22%
1,39%
SARDEGNA
Aree
geografiche
NORD-OVEST
11.307
10.078
1.229
173.597
0,70%
1,46%
120.736
104.675
16.061
1.610.710
0,99%
1,26%
NORD-EST
84.690
82.249
2.441
1.217.255
0,20%
0,78%
CENTRO
95.715
77.754
17.961
1.267.975
1,43%
1,67%
134.884
125.531
9.353
2.027.332
0,46%
1,14%
436.025
390.209
45.816
6.123.272
0,75%
1,21%
SUD E ISOLE
TOTALE
ITALIA
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
A livello settoriale, al Sud hanno pesato in modo particolare la riduzione delle imprese agricole (-2,96% contro la media
italiana del -2,58%), di quelle manifatturiere (-1,73% contro la media italiana del settore pari a -1,54%), e del commercio (0,71%, valore di poco migliore di quello medio italiano, pari a -0,76%). Insieme, si tratta dei più grandi settori economici che
da soli raccolgono il 53,64% delle imprese italiane, una percentuale che al Sud sale però al 61,69% del totale. Anche il
Nord-Est, come il Mezzogiorno, ha risentito della costante riduzione delle imprese agricole (-2,48%), del rallentamento del
commercio (-0,73%), delle manifatturiere (-1,18%), cui si aggiunge il deficit nei trasporti (-2,94%). In più, quest’area ha fatto
registrare i dati più modesti anche in settori che hanno avuto un incremento superiore a quello medio nazionale, come le
costruzioni (+2,15% contro il 3% della media nazionale) e gli Alberghi e ristoranti (+0,19% al Nord-Est contro l’1,50%
dell’Italia). In definitiva i risultati del 2007 mettono in luce come le dinamiche demografiche delle imprese del Nord-Est siano
risultate le meno favorevoli fra quelle registrate dalle quattro circoscrizioni territoriali. Guardando infine alla graduatoria
provinciale sulla base dei tassi di crescita (tabella 6), le province che nel 2007 hanno fatto registrare l’incremento più elevato
sono quelle di Enna (+3,44%), Roma (+2,68%) e Prato (+2,19%). Molte le province (31) che nel 2007 hanno fatto registrare
un tasso di crescita negativo. Fra queste il segno negativo ha pesato di più a Trieste (-2,20%), Reggio Calabria (-1,80%),
Macerata (-1,54%), Agrigento (-1,26%) e Gorizia (-1,07%).
TABELLA 6: TASSI DI CRESCITA PROVINCIALI: CLASSIFICA DELLE PRIME E DELLE ULTIME CINQUE PROVINCE
Posizione Provincia
1) ENNA 2) ROMA 3)
PRATO 4) LODI 5)
TERAMO
Tasso di crescita Posizione Provincia Tasso di crescita
3,44% 99) GORIZIA -1,07% 2,68% 100) AGRIGENTO -1,26% 2,19% 101)
MACERATA -1,54% 2,09% 102) REGGIO CALABRIA -1,80% 2,00% 103)
TRIESTE -2,20%
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
LE DINAMICHE SETTORIALI
E’ proseguita nel 2007 la storica riduzione delle imprese nel settore dell’Agricoltura (-21.935 unità, pari ad una variazione
negativa dello stock del 2,32%). In valore assoluto il risultato migliore dell’anno, appartiene ancora una volta al settore
Costruzioni (29.691 unità, +3,58%).
TABELLA 7: NATI-MORTALITÀ DELLE IMPRESE PER SETTORI DI ATTIVITÀ ECONOMICA -ANNO 2007
Stock al Saldo Var. % SETTORI DI ATTIVITA' 31.12.2007 annuale dello stock (3
Agricoltura
Pesca
Estrazione di minerali
Attività manifatturiere
Energia
Costruzioni
Commercio
Alberghi e ristoranti
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici, sociali e personali
920.916
12.349
5.524
735.988
3.854
853.289
-21.935
135
-126
-4.453
235
29.691
2.133
-2,32%
1,10%
-2,19%
-0,60%
6,41%
3,58%
0,13%
1.580.615
304.430
209.487
113.680
649.515
7.192
-2.399
3.033
25.599
2,40%
-1,12%
2,72%
4,07%
20.747
28.245
245.913
624
1.101
3.045
3,08%
4,03%
1,25%
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
Non tenendo conto dei settori numericamente più piccoli – anche se non meno importanti - la seconda performance migliore
dell’anno appartiene al settore che per brevità viene chiamato dei “Servizi alle imprese” (più in dettaglio definita come
“Attività immobiliari; noleggio di macchine e attrezzature senza operatore; informatica e attività connesse; ricerca e sviluppo;
altre attività imprenditoriali e professionali”). Tale settore ha conosciuto un tasso di crescita del 4,07% cui corrisponde un
saldo attivo, in termini assoluti pari a 25.599 unità. Soddisfacente l’incremento del settore “Intermediazione monetaria e
finanziaria” e del settore “Alberghi e ristoranti” che contribuiscono al saldo complessivo, rispettivamente con 3.033 e 7.192
unità e fanno registrare un tasso di incremento pari all’2,72% e all’2,40%. Aumento più contenuto per il grande settore del
Commercio: +2.133 unità cui corrisponde un tasso positivo dello 0,13%. Fra i settori minori per dimensione, significativi i
risultati della “Sanità e altri servizi sanitari” e del settore “Istruzione” con incrementi pari, rispettivamente, a 1.011 e a 624
unità (+4,03% e +3,08% in termini relativi).
LE IMPRESE ARTIGIANE
Il bilancio delle imprese artigiane si discosta da quello generale per una dinamica leggermente migliore, soprattutto legata
alla concentrazione di queste imprese nelle costruzioni. Il saldo tra le imprese artigiane nate e quelle cessate nei dodici mesi
del 2007 è stato di 12.521 unità (nel 2006 era stato di oltre 10mila), pari ad una crescita annuale dello 0,84% (era stato
l’0,71% l’anno precedente). Senza il contributo del settore delle costruzioni, però, la differenza tra nuove imprese e imprese
cancellate sarebbe stato di segno pesantemente contrario: la crescita, infatti, è concentrata quasi esclusivamente nel settore
edile, cresciuto in dodici mesi del 3,84% (+21.566 imprese). Valori record, come per il totale delle imprese, sia per le
iscrizioni sia per le cessazioni (rispettivamente 137.304 e 124.783). Al netto della Valle d’Aosta, Lazio (1,93%), Sardegna
(1,57%) e Liguria (1,53%) sono le regioni che mettono a segno la crescita più consistente in termini relativi. In valore
assoluto, l’aumento maggiore si è registrato in Lombardia (+3.986 imprese), Lazio (+1.916) e Piemonte (+1.437).
3 Il tasso di variazione dello stock delle imprese registrate è dato dal rapporto tra la differenza degli stock di inizio e fine
periodo e il valore dello stock di inizio periodo. L’eventuale scostamento rispetto al tasso di crescita dipende dall’effetto
delle “variazioni di archivio”, non considerate nel calcolo del tasso di variazione.
TABELLA 8: NATI-MORTALITÀ DELLE IMPRESE ARTIGIANE PER SETTORI DI ATTIVITÀ ECONOMICA -ANNO 2007
Stock al Saldo Var. % SETTORI DI ATTIVITA' 31.12.2007 annuale dello stock (4
Agricoltura
Pesca
Estrazione di minerali
Attività manifatturiere
Energia
Costruzioni
Commercio
Alberghi e ristoranti
Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni
Intermediazione monetaria e finanziaria
Attività immobiliari, noleggio, informatica,
ricerca
Istruzione
Sanità e altri servizi sociali
Altri servizi pubblici, sociali e personali
18.461
242
1.020
432.100
120
582.185
117.526
2.907
112.786
175
64.325
609
-14
-52
-4.362
-7
21.566
-3.276
-277
-4.010
-7
1.175
3,41%
-5,47%
-4,84%
-1,00%
-5,47%
3,84%
-2,71%
-8,67%
-3,43%
-3,85%
1,86%
2.088
741
156.270
49
11
625
2,40%
1,50%
0,40%
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
TABELLA 9: NATI-MORTALITÀ DELLE IMPRESE ARTIGIANE PER REGIONI -ANNO 2007
Iscrizioni
Cessazioni
Saldi
Regioni
PIEMONTE
VALLE D'AOSTA
LOMBARDIA
TRENTINO A. A.
VENETO
FRIULI V. G.
LIGURIA
EMILIA
ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
Stock
31.12.2007
Tasso di
crescita
2007
Tasso di
crescita
2006
13.966
419
28.715
1.851
12.947
2.513
4.485
14.105
12.529
304
24.729
2.112
12.359
2.781
3.782
13.927
1.437
115
3.986
-261
588
-268
703
178
136.674
4.219
271.016
27.399
147.906
31.292
46.683
148.752
1,06%
2,79%
1,49%
-0,94%
0,40%
-0,85%
1,53%
0,12%
0,96%
0,41%
0,70%
0,52%
0,61%
0,09%
0,93%
1,14%
12.146
2.120
4.361
9.551
3.267
576
10.997
1.931
4.106
7.635
2.760
602
1.149
189
255
1.916
507
-26
118.826
24.933
52.544
101.183
36.524
7.777
0,97%
0,76%
0,49%
1,93%
1,41%
-0,33%
0,88%
0,59%
0,95%
1,26%
1,14%
0,32%
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
Aree geografiche
NORD-OVEST
NORD-EST
CENTRO
SUD E ISOLE
TOTALE ITALIA
6.311
6.413
763
2.864
6.149
3.782
6.113
5.492
845
2.820
5.847
3.112
198
921
-82
44
302
670
47.585
31.416
28.178
30.125
137.304
41.344
31.179
24.669
27.591
124.783
6.241
237
3.509
2.534
12.521
77.808
79.819
12.344
38.267
87.252
43.299
0,25%
1,17%
-0,66%
0,11%
0,35%
1,57%
-0,24%
0,32%
-0,30%
0,12%
0,15%
1,43%
458.592
355.349
297.486
383.090
1.494.517
1,38%
0,07%
1,19%
0,67%
0,84%
0,79%
0,78%
1,00%
0,33%
0,71%
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
4 Il tasso di variazione dello stock delle imprese registrate è dato dal rapporto tra la differenza degli stock di inizio e fine
periodo e il valore dello stock di inizio periodo. L’eventuale scostamento rispetto al tasso di crescita dipende dall’effetto
delle “variazioni di archivio”, non considerate nel calcolo del tasso di variazione.
Iscrizion i
Province
Cessazio
ni
Saldo
10.994
6.216
3.057
2.152
2.073
1.407
1.352
1.072
1.035
Tasso
di
crescita
2,68%
1,40%
1,32%
0,82%
1,72%
1,34%
1,46%
1,11%
0,64%
Province
ROMA
MILANO
TORINO
NAPOLI
BRESCIA
PADOVA
BERGAMO
PALERMO
BARI
33.690
30.336
19.524
19.355
9.565
7.169
7.255
6.302
9.770
22.696
24.120
16.467
17.203
7.492
5.762
5.903
5.230
8.735
IMPERIA
VIBO VALENTIA
LIVORNO
AVELLINO
CAGLIARI
BRINDISI
VITERBO
CATANIA
TARANTO
FOGGIA
SALERNO
COSENZA
SASSARI
PAVIA
5.115
8.106
4.643
3.864
4.293
4.211
7.206
3.760
3.007
3.536
904
900
883
857
757
1,24%
0,78%
1,35%
1,60%
1,54%
COMO
TERAMO
PRATO
FIRENZE
3.831
2.807
3.366
8.071
3.110
2.091
2.671
7.389
721
716
695
682
1,43%
2,00%
2,19%
0,62%
MONZABRIANZA
CROTONE
V.C.O.
LA SPEZIA
ROVIGO
VARESE
FROSINONE
5.553
3.413
4.885
2.770
668
643
0,91%
1,41%
ISERNIA
VERCELLI
VERONA
7.164
6.573
591
0,59%
BIELLA
AREZZO
2.774
2.184
590
1,54%
PESARO E
URBINO
3.466
2.887
579
PERUGIA
4.583
4.011
LATINA
4.174
ENNA
1.648
Iscrizion i Cessazio ni Saldo
Tasso di crescita
1.794
894
2.352
2.606
4.616
2.535
2.506
6.672
3.088
176
162
160
148
148
146
140
108
106
0,62%
1,06%
0,49%
0,33%
0,20%
0,38%
0,35%
0,10%
0,22%
943
1.562
917
1.757
1.821
93
77
71
71
66
0,62%
0,35%
0,48%
0,26%
(*)
1.269
956
1.554
2.182
54
50
50
49
0,30%
0,35%
0,24%
0,17%
535
1.317
44
2
0,49%
0,01%
1.319
1.320
1.343
-23
RAGUSA
2.091
2.123
-32
1,32%
CUNEO
4.396
4.439
-43
572
0,79%
MANTOVA
3.016
3.060
-44
3.611
563
0,99%
RAVENNA
2.973
3.035
-62
1.111
537
3,44%
ORISTANO
837
903
-66
0,11%
0,09%
0,06%
0,10%
0,15%
0,41%
RIETI
TERNI
AOSTA
LECCO
1.970
1.056
2.512
2.754
4.764
2.681
2.646
6.780
3.194
1.036
1.639
988
1.828
1.887
1.323
1.006
1.604
2.231
579
LUCCA
3.598
3.067
531
1,17%
L'AQUILA
1.968
2.038
-70
LECCE
6.333
5.810
523
0,69%
ASTI
1.701
1.772
-71
6.523
520
0,61%
FERRARA
2.626
2.708
-82
6.630
504
0,51%
SONDRIO
989
1.072
-83
3.313
3.411
-98
108
114
123
127
130
139
155
159
195
198
233
289
368
416
476
477
579
591
632
928
CASERTA
BOLOGNA
7.043
7.134
GROSSETO
1.477
496
1,62%
MODENA
1.973
6.153
5.668
485
0,63%
MATERA
1.158
1.266
PESCARA
2.531
2.088
443
1,26%
CALTANISSETTA
1.621
1.735
BOLZANO BOZEN
3.404
2.968
436
0,77%
POTENZA
1.959
2.082
1.937
433
1,26%
GORIZIA
772
899
3.271
425
0,89%
BELLUNO
CATANZARO
PARMA
2.370
3.696
PISA
3.256
2.847
409
0,97%
LODI
1.633
1.257
376
2,09%
ALESSANDRIA
GENOVA
1.171
1.041
5.779
PORDENONE
5.918
1.835
1.680
MASSACARRARA
1.794
NOVARA
2.576
ANCONA
1.432
362
1,66%
VENEZIA
3.352
PIACENZA
2.219
357
1,10%
3.000
352
0,75%
2.009
332
1,04%
BENEVENTO
CAMPOBASSO
MESSINA
3.169
328
0,50%
VICENZA
CREMONA
2.445
2.146
299
0,97%
TRENTO
1.685
6.352
6.119
5.731
6.020
3.421
1.552
290
0,98%
TRIESTE
3.053
1.306
1.842
3.128
2.840
288
0,76%
TRAPANI
2.905
3.381
4.642
4.368
274
0,47%
CHIETI
2.866
3.343
3.285
3.035
250
0,55%
UDINE
3.258
3.837
2.746
2.520
226
0,66%
AGRIGENTO
NUORO
REGGIO
EMILIA
FORLI' CESENA
PISTOIA
2.184
1.989
1.487
TREVISO
2.341
3.497
RIMINI
5.943
5.784
1.722
2.966
2.375
SIRACUSA
2.250
2.028
222
0,61%
MACERATA
SIENA
1.947
1.731
216
0,72%
REGGIO CALABRIA
ASCOLI
PICENO
SAVONA
3.039
2.826
213
0,45%
ITALIA
2.609
2.409
200
0,62%
3.272
2.640
3.021
3.949
436.025 390.209
45.816
Riepilogo dei principali indicatori di nati-mortalità delle imprese nel 2007
Graduatoria provinciale per saldo in valore assoluto
0,23%
0,26%
0,21%
0,48%
0,20%
0,49%
0,41%
0,30%
1,07%
0,75%
0,16%
0,52%
0,20%
0,54%
0,71%
0,25%
0,34%
0,68%
2,20%
0,91%
0,98%
1,04%
1,26%
1,54%
1,80%
0,75%
- TOTALE IMPRESE
Fonte: Unioncamere-InfoCamere, Movimprese
(*) Dal 20 luglio 2007 è attivo l’archivio del Registro delle Imprese di Monza-Brianza, cui sono state attribuite le imprese aventi sede legale nei comuni della
territorio della neo-costituita provincia. A partire da questa data, tali imprese non figurano più nel registro della Camera di Commercio di Milano, ove risultavano
precedentemente iscritte. Per la neo provincia, l’elaborazione Movimprese 2007 ha dunque registrato tutti gli eventi demografici (iscrizioni, cessazioni, variazioni,
ecc.) compresi nell’intervallo 20 luglio-31 dicembre 2007. Conseguentemente, il dato di Milano relativo al 2007 include iscrizioni e cessazioni di imprese
avvenute sul territorio della nuova provincia di Monza-Brianza tra il 1° gennaio e il 20 luglio 2007. Per ogni ulteriori informazioni, contattare direttamente le
Camere di Commercio di Milano e Monza-Brianza.
Falco Plus – Un nuovo software a disposizione degli Uffici Giudiziari
FalcoPlus è la nuova soluzione software completamente gratuita che permette agli Uffici Giudiziari convenzionati con la
Camera di Commercio la creazione di pratiche contenenti il modello Concordato Fallimentare (CF) per le comunicazioni
all'Ufficio del Registro delle Imprese previste dalla Riforma del diritto fallimentare (D.Lgs. n. 5/2006).
Fissata la misura dell’imposta di bollo per le imprese individuali
L’articolo 1, comma 205 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge Finanziaria 2008) ha modificato l’articolo 1, comma 1ter, lettera a) della Tariffa, Parte Prima annessa al D.P.R. n. 642/1972, così come da ultimo modificata dal decreto 22
febbraio 2007, fissando la misura dell’imposta di bollo per le imprese individuali in euro 17.50. Pertanto, a decorrere dal 1°
gennaio 2008, la tariffa dell'imposta di bollo relativa a domande, denunce e atti presentate da imprese individuali per via
telematica al Registro delle imprese è stata fissata in 17,50 euro.
Negoziazione di quote di partecipazione in società – Imposta di registro e imposta di bollo
L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 75/E del 28 dicembre 2007, fornisce chiarimenti in merito al
trattamento, ai fini dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, degli atti di trasferimento delle quote sociali.
L’Agenzia delle Entrate accoglie l’indirizzo giurisprudenziale espresso dalla Corte di Cassazione, Sezione
tributaria, nella Sentenza n. 25087 del 23 ottobre 2006, nella quale la Suprema Corte sostiene che gli atti di
trasferimento delle quote sociali, siano essi effettuati con atto pubblico ovvero con scrittura privata autenticata,
scontano sia l’imposta di registro in misura fissa che l'imposta di bollo.
Da tener presente, inoltre, che l'art. 37 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 ("Decreto Milleproroghe")
prevede la soppressione della tassa sui contratti di borsa.
Prorogato nuovamente il termine di avvio del sistema di gestione dei RAEE
In attesa della conclusione dell'iter di approvazione dei decreti previsti dagli artt. 13, comma 8 e 15, comma 1, del
D. Lgs. n. 151/2005, l'articolo 5 comma 1, del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300 aveva prorogato al 30 giugno 2007 il termine di
avvio del sistema di gestione dello smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche ( RAEE).
La legge 3 agosto 2007, n. 127 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 17 agosto 2007) aveva convertito, senza
modificazioni, il D.L. 2 luglio 2007, n. 81, il cui articolo 15, comma 5, stabiliva una ulteriore proroga "entro e non oltre il 31
dicembre 2007". Successivamente, l'art. 30 del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248 (“Decreto Milleproroghe”) ha introdotto
differimenti in materia di RAEE storici e di RAEE nuovi. Entro il 28 febbraio 2008, un apposito decreto ministeriale dovrà
individuare le modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dai centri di raccolta dei RAEE ritirati dai distributori.
L’obbligo di ritiro dei distributori dei RAEE storici viene così differito al 30° giorno successivo alla data di entrata in vigore di
tale decreto. L'art. 30, comma 2, del D.L. n. 248/2007 è dedicato ai RAEE nuovi (quelli immessi sul mercato dopo il 13
agosto 2005). Questi subiscono una ulteriore proroga: il termine del 31 dicembre 2007 viene posticipato al 31 dicembre 2008
(articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151). Tale proroga si è resa necessaria a causa della
mancanza di una norma armonizzata a livello UE per identificare il produttore di un’apparecchiatura elettrica ed elettronica
quando giunge a fine vita. I RAEE professionali nuovi non saranno a carico dei produttori ma dei detentori (consumatori), al
pari di quelli storici. Tali proroghe non incidono sull’obbligo di iscrizione dei produttori e degli importatori al Registro tenuto
presso la Camera di Commercio entro il 18 febbraio 2008.
Rebus sull’Albo degli installatori e manutentori di impianti – Di nuovo in vigore il Testo Unico
sull’edilizia.
L'ultima proroga relativa alla istituzione dell'Albo degli installatori e manutentori di impianti è stata fissata al 31 dicembre 2007
ed è stata prevista dalla Legge 26 febbraio 2007, n. 17, di conversione del D.L. 28 dicembre 2006,
n. 300 (“Decreto Milleproroghe”).
Dopo tale data, non essendo stata emanata alcuna normativa che ne preveda una ulteriore proroga o un riordino totale della
materia, si deve ritenere che a decorrere dal 1° gennaio 2008, le persone fisiche che intendono svolgere le attività di
installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione degli impianti ad uso residenziale o produttivo, di cui all'art. 107
del D.P.R. n. 380/2001, devono iscriversi all' "Albo dei soggetti in possesso dei requisiti professionali di cui all'art. 109 del
D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380", tenuto dalla Camera di Commercio della provincia in cui resiedono o nella quale abbiano
eletto domicilio professionale. A tutt’oggi non è dato sapere se verrà inserita una ulteriore proroga in fase di conversione in
legge del D.L. n. 248/2007 (“Decreto Milleproroghe”) o se verrà emanato il nuovo regolamento che prevede un riordino della
materia e l’abbandono definitivo della istituzione di un apposito Albo.
Diritto annuale per le nuove imprese iscritte dal 1° gennaio 2008
Nelle more dell’emanazione del decreto interministeriale che fissa gli importi del diritto annuale dovuti per l’anno 2008, a
decorrere dal 1° gennaio 2008, per le iscrizioni di nuove imprese o per le denunce di apertura di unità locali dovranno essere
pagati gli stessi importi previsti per l’anno 2007.
Modifica del saggio di interesse legale
La misura del saggio degli interessi legali di cui all'art. 1284 del Codice Civile è fissata al 3 per cento in ragione
d'anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2008.
Lo ha stabilito il Ministero dell’Economia e delle Finanze con decreto 12 dicembre 2007, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 291 del 15 dicembre 2007.
La misura precedente era stata fissata al 2,5 per cento in ragione d'anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2004,
per effetto del decreto ministeriale 1° dicembre 2003.
L'aggiornamento della misura degli interessi legali avrà riflessi su tutti i tributi (IVA, IRPEF, IRES, ICI, ecc.),
compreso il ravvedimento per l’omesso o ritardato pagamento del diritto annuale dovuto dalle imprese alla
Camera di Commercio.
L’Ufficio Italiano Cambi in Banca d’Italia
Dal 1 gennaio 2008, per effetto del D. Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, l’Ufficio Italiano dei Cambi è soppresso e le sue
funzioni sono esercitate dalla Banca d’Italia, che succede in tutti i diritti e rapporti giuridici di cui l’UIC è titolare. L’attività di
prevenzione e contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo internazionale verrà svolta, in piena autonomia e
indipendenza, dall’Unità di Informazione Finanziaria istituita presso la Banca d'Italia. Le altre funzioni istituzionali dell’Ufficio
saranno svolte dalle corrispondenti strutture della Banca d’Italia e le relative informazioni saranno disponibili nelle sezioni del
sito che trattano le rispettive materie.
RAEE – Entro il 18 febbraio iscrizione nel Registro nazionale
Scade il 18 febbraio 2008 il termine ultimo per l’iscrizione nel ”Registro nazionale dei soggetti obbligati al finanziamento dei
sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)”, istituito, presso il Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare, con decreto del 25 settembre 2007, n. 185. Al Registro devono obbligatoriamente
iscriversi i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), già in esercizio alla data di entrata in vigore del D.
M. n. 185/2007 (ovvero il 20 novembre 2007), essendo l'iscrizione requisito essenziale per poter immettere sul mercato tali
apparecchiature. L’iscrizione nel Registro, tenuto e gestito dal Comitato di vigilanza e di controllo sulla gestione dei RAEE,
va effettuata dal produttore presso la Camera di Commercio nella cui circoscrizione si trova la sede legale dell’impresa. La
domanda può essere inoltrata solo per via telematica.
Tachigrafo digitale - Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico
Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2008, la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico
n. 1 del 18 gennaio 2008, recante le istruzioni operative per l’applicazione del D.M. 10 agosto 2007. Nel ravvisare la
necessità di raccordare le disposizioni dettate dal D.M. 10 agosto 2007 con quelle contenute nel precedente D.M. del 11
marzo 2005 e nella normativa europea, il Ministero ha voluto definire alcuni aspetti istruttori per il rilascio delle autorizzazioni
per le operazioni di primo montaggio e di intervento tecnico ai Centri tecnici e fornire istruzioni operative per la gestione dei
procedimenti amministrativi derivanti dall’applicazione del citato D.M. 10 agosto 2007.
CONSOB – Definito il regime contributivo per l’anno 2008
Con le delibere n. 16258, 16259 e 16260 del 18 dicembre 2007, la CONSOB ha definito il regime contributivo per il
l’esercizio 2008 e le modalità e i termini di versamento della contribuzione. Per quanto riguarda i promotori finanziari il
contributo di vigilanza dovuto per gli iscritti all'Albo alla data del 2 gennaio 2008 è stato fissato in euro 191,00. Il versamento
deve essere effettuato entro il 15 aprile 2008, utilizzando l'apposito modulo precompilato (MAV), che la Consob invierà
all’indirizzo dei soggetti tenuti alla contribuzione entro il 15 marzo 2008. Gli interessati possono, nei 20 giorni che precedono
la scadenza del versamento del contributo, effettuare il pagamento anche con carta di credito tramite rete Internet. A tal fine
le necessarie istruzioni saranno rese note, entro il 15 marzo 2008, attraverso il notiziario settimanale -Consob Informa e sul
sito istituzionale della Consob (www.consob.it).
Agenti di commercio e IRAP – Ordinanza della Corte di Cassazione
Gli agenti di commercio, che esercitano l’attività utilizzando beni strumentali modesti e che non si avvalgono dell’aiuto di
dipendenti, non sono soggetti al pagamento dell’IRAP. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione - Sezione tributaria, che,
con l'Ordinanza n. 2702 del 5 febbraio 2008, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e confermato il rimborso nei
confronti di un agente di commercio che aveva «solo beni strumentali modesti».
IVA – Nuovo Modello AA9/9 e nuove istruzioni per il Modello AA7/9
Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 5 febbraio 2008, n. 2008/17820 sono state approvate le
nuove specifiche tecniche per l’invio telematico del MODELLO AA9/9, da utilizzare per le dichiarazione di inizio attività,
variazione dati o cessazione di attività per imprese individuali e lavoratori autonomi. Queste consentono l’indicazione dei
codici di attività economica - costituiti da 6 cifre – contenuti nella nuova tabella ATECO 2007, in vigore dal 1° gennaio 2008.
Questo nuovo modello va utilizzato a decorrere dal 7 febbraio 2008.
Al fine di tenere conto delle disposizioni contenute nel Provvedimento 14 gennaio 2008, l'Agenzia delle Entrate,
con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 5 febbraio 2008, n. 2008/18190, ha approvato le
nuove istruzioni per la compilazione del modello AA7/9, in sostituzione di quelle approvate unitamente al modello
con provvedimento 11 dicembre 2007.
Commercio – Le ultime risoluzioni del Ministero dello Sviluppo Economico
Sono state diffuse le ultime risoluzioni (dal 18 novembre 2007 al 30 gennaio 2008) con cui il Ministero dello Sviluppo
economico ha fornito indicazioni in merito agli orari delle attività commerciali, alla vendita per mezzo di distributori automatici,
alla parafarmacia, ai requisiti professionali per la vendita nel settore alimentare, alla tipologia di esercizi nella
somministrazione di alimenti e bevande, alla possibilità di subentro per una società che intende cedere nella stessa giornata
lo stesso ramo d'azienda appena acquisito ad altra società mediante atti notarili, alla vendita ai soci nelle cooperative di
consumo.
INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO PER LE FAMIGLIE DI OPERAI E IMPIEGATI (FOI) al
netto dei consumi di tabacchi – Dati nazionali
ANNO
MESE
INDICE
(base
1995100)
Variazione percentuale
corrispondente periodo
=
dell’anno precedente
intero
rispetto al
di due anni
precedenti
rid. 75%
affitti
2007
FEBBRAIO
128,80
1,5
1,125
3,7
MARZO
129,00
1,5
1,125
3,6
APRILE
129,20
1,4
1,05
3,4
MAGGIO
129,60
1,4
1,05
3,6
GIUGNO
129,90
1,6
1,2
3,7
LUGLIO
130,20
1,6
1,2
3,7
AGOSTO
130,40
1,6
1,2
3,7
SETTEMBRE
130,40
1,6
1,2
3,6
OTTOBRE
130,80
2,0
1,5
3,7
NOVEMBRE
131,30
2,3
1,725
4,1
DICEMBRE
131,80
2,6
1,95
4,4
132,2
2,9
2,175
4,4
2008
GENNAIO
Alimentari e bevande GRECIA
Impresa di commercio all’ingrosso di caffè e prodotti dolciari si offre come di-stributore/rappresentante a imprese interessate
al mercato greco. E’ inoltre potenzialmente interessato a una cooperazione commerciale incrociata e ricerca distributori
italiani per caffè ghiacciato e sorbetto di propria produzione. Anno di fondazione: 2007 Fatturato: inferiore a 2 milioni di Eur
Addetti: inferiore a 9 Lingua di contatto: inglese
Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071230024
Prodotti chimici GRECIA
Impresa specializzata in servizi di rappresentanza e vendita diretta sul mercato greco di prodotti chimici e vernici ricerca
aziende produttrici di tali prodotti e si offre come intermediario/rappresentante. Anno di fondazione: 2002 Addetti: inferiore a
9 Fatturato: inferiore a 2 milioni di Eur Lingua di contatto: inglese
Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071230022
ROMANIA
Impresa specializzata nella distribuzione di prodotti chimici e attrezzature professionali ricerca aziende produttrici di tali
prodotti e si offre come intermediario/ rappresentante. Anno di fondazione: 2000 Addetti: inferiore a 49 Fatturato: inferiore a
2 milioni di Eur Lingua di contatto: inglese, rumeno
Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071219036
Trattamenti per l’acqua SPAGNA
Impresa specializzata nel design di prodotti per il trattamento delle acque e per il mercato della desalinizzazione si offre
come intermediario (agente, rappresentante, distributore) per imprese interessate al mercato spagnolo, italiano e francese.
Anno di fondazione: 1991 Addetti: inferiore a 49 Fatturato: inferiore a 2 milioni di Eur Lingua di contatto: inglese, spagnolo
Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071217039
Automotive TURCHIA
MIMSUMAR LTD.STI Tavukcuyolu cad. Baser sok No: 36 Umraniye, Istanbul Tel.: +90 0216 49909.52/53 Fax: +90 0216
4990954 [email protected] http://www.mimgas.com Riferimento: Ilknur Yazici Azienda produttrice di impianti di
trasformazione per auto a gas cerca fornitore di viti e bulloni per l’assemblaggio di kit LPG.
Alimentari e bevande PORTOGALLO
Impresa specializzata in produzione di porte da interni cerca intermediari quali agenti, rappresentanti e distributori per i propri
prodotti. Anno di fondazione: 1998 Addetti: inferiore a 49 Fatturato: inferiore a 10 milioni di Eur Lingua di contatto: inglese,
bosniaco
Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071221030
SPAGNA Impresa certificata ISO9000, specializzata in prodotti da forno e dolciumi congelati, in
particolare crostate, è interessata ad accordi di distribuzione/rappresentanza incrociati. L’azienda è anche interessata a
collaborazioni tecnologiche (transfer di know-how). Contatti preferenziali con imprese con consolidata esperienza in questo
settore alimentare. Anno di fondazione: 1965 Addetti: inferiore a 249 Fatturato: inferiore a 10 milioni di Eur Lingue di contatto:
inglese, francese, tedesco, spagnolo Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071229006
Attrezzature trattamento acque e simili
DANIMARCA
Impresa certificata ISO9000 produttrice di attrezzature per il trattamento melma in ambito agricolo e di attrezzature per
gestione acque reflue, cerca intermediari (agenti, rappresentanti, distributori). La gamma produttiva comprende miscelatori,
agitatori e tubature per il trattamento melma, pompe per sistemi di ricircolazione acque, utilizzabili anche in impianti per
trattamento acque reflue, accessori realizzati con trattamento galvanico a caldo oppure in acciaio inossidabile resistente agli
acidi. L’impresa offre inoltre attrezzature per lavori di ossigenazione di laghi e simili, di recente brevettazione. Contatti
preferenziali verranno attivati con operatori specializzati nel settore ambientale. Anno di fondazione: 1964 Addetti: inferiore a
249 Fatturato: inferiore a 50 milioni di Eur Lingua di contatto: inglese Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071227064
Porte da interni BOSNIA
Impresa specializzata nella produzione di porte da interni ricerca intermediari quali agenti, rappresentanti e distributori. Anno
di fondazione: 1998 Addetti: inferiore a 49 Fatturato: inferiore a 10 milioni di Eur Lingua di contatto: inglese, bosniaco Info:
Euro Info Centre, Rif. N. 20071221030
Prodotti della carta
BOSNIA ERZEGOVINA Impresa specializzata nella produzione di articoli vari realizzati in carta
(carta da cucina, carta igienica, fazzoletti di carta, salviette ecc.) ricerca intermediari quali agenti e distributori. L’impresa è
certificata ISO9000. Anno di fondazione: 2001 Addetti: 250 Fatturato: superiore a 50 milioni di Eur Lingua di contatto:
inglese, bosniaco Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071221031
FRANCIA Impresa distributrice di carta velina di diversi colori per imballaggi e packaging per
fiorai, industria o negozi di cosmetica, ricerca distributori e agenti commerciali in Europa. Anno di fondazione: 1993 Addetti:
inferiore a 9 Fatturato: inferiore a 2 milioni di Eur Lingua di contatto: inglese, francese Info: Euro Info Centre, Rif. N.
20071221038
Prodotti per l’edilizia ROMANIA
Società di produzione e commercio di prodotti refrattari per l’edilizia quali mattoni, cemento, mantice ricerca importatori/
distributori sul mercato italiano. Contatti preferenziali con operatori del settore di dimensioni comprese tra 10 e 250 addetti.
L’impresa è certificata ISO9000. Anno di fondazione: 1991 Addetti: 250 Fatturato: inferiore a 2 milioni di Eur Lingua di
contatto: inglese Info: Euro Info Centre, Rif. N. 20071231068
Controlli e fascette per i vini doc e docg
L'assessore regionale all'Agricoltura, Mino Taricco, interviene nel dibattito in corso sull'applicazione del piano dei
controlli per i vini doc e le relative "fascette", chiarendo innanzitutto che "questo piano verrà attivato su tutto il
territorio nazionale per tutti i vini a denominazione di origine, in virtù
del decreto ministeriale del 29 marzo 2007 che mira a garantire
ai consumatori l'effettiva provenienza dei vini
doc e docg". "Da anni si discute della necessità
di una certificazione -prosegue l'assessore - e
una precedente
normativa ministeriale che affidava in
esclusiva questo compito ai
Consorzi di tutela era stata fortemente
criticata. La Regione
Piemonte si è impegnata nel lavoro di modifica
del decreto ministeriale creando i presupposti perché la gestione venisse affidata alla collaborazione tra gli enti
(Regione, Province, Camere di Commercio e Consorzi), collaborazione che vede in Piemonte la sua prima
sperimentazione pratica". Sulle preoccupazioni manifestate sulla opportunità e utilità di un simile sistema di
controllo, anche in relazione a un presunto aumento di costi per le aziende, Taricco precisa che "questa scelta
deriva dalla richiesta espressa da tantissimi produttori, alla luce dei risultati che il piano dei controlli e le fascette
hanno dato sinora alle denominazioni alle quali sono stati applicati. Credo che non sia in discussione il ‘se',
casomai è necessaria una disponibilità costante a ragionare sul ‘come', sulle possibilità di semplificazione, in un
quadro di garanzia e trasparenza delle procedure".
REGIONE PIEMONTE – UFFICIO DI BRUXELLES
La Presidente Mercedes Bresso ha inaugurato la nuova sede della Regione Piemonte a Bruxelles. Nell’edificio
di Rue du Trone 62 si stabiliranno anche la Valle d’Aosta e le francesi Rhone-Alpes e Provence-Alpes-Cote
d’Azur, tutte membri con il Piemonte e la Liguria dell’Euroregione Alpi-Mediterraneo.
http://www.regione.piemonte.it/bruxelles/index.htm
Agevolazioni per gli artigiani
E' disponibile presso l'assessorato all'Artigianato della Regione l'opuscolo informativo "Agevolazioni per le
imprese artigiane. Edizione 2008": un aggiornamento del fascicolo dell'anno scorso, che fornisce un quadro
completo di tutte le agevolazioni a favore del comparto aggiornate al mese di dicembre 2007. La pubblicazione
contiene le schede illustrative sulle leggi regionali, nazionali e
comunitarie, che hanno la finalità di sostenere i
processi di sviluppo
delle imprese artigiane ed espongono in sintesi i
contenuti
dell'agevolazione seguendo uno schema di
facile consultazione:
beneficiari, natura ed entità delle iniziative
agevolabili, operatività
della legge e indicazione dell'indirizzo dell'ente
gestore. "La pubblicazione
-sottolinea il vicepresidente della Regione,
Paolo Peveraro rappresenta uno strumento utile a tutti gli
operatori che si affacciano sul mercato e a coloro che intendono effettuare investimenti: una risposta e un
supporto informativo funzionale alle esigenze delle imprese artigiane e delle PMI". E' possibile richiedere copia
dell'opuscolo presso l'Osservatorio regionale dell'Artigianato, in piazza Nizza 44 a Torino, tel. 011/432.5111.
REGIONE PIEMONTE: Piazza Castello, 165 - Torino Centralino: 011/43211
www.regione.piemonte.it.
NOTIZIE DALLA COMUNITÀ EUROPEA
U.E. FOCUS
La Commissione europea propone nuove misure per integrare il mercato europeo
del capitale a rischio
La Commissione europea ha adottato una comunicazione che raccomanda una serie di misure favorevoli
all'integrazione dei mercati nazionali del capitale a rischio. Tra queste misure figura la possibilità di prevedere il
riconoscimento reciproco dei fondi attivi in questo settore d'attività. Gli Stati membri potrebbero facilitare le
operazioni sul loro territorio dei fondi stabiliti altrove nell'Unione europea, a condizione che i livelli di controllo e
di trasparenza in vigore nei paesi interessati siano reciprocamente accettabili. Al fine di ridurre gli ostacoli alla
mobilità transfrontaliera di capitali dai fondi di capitali a rischio, la Commissione propone ugualmente di
estendere il principio di prudenza (prudent person rule) agli investitori istituzionali non ancora coperti. Il capitale
a rischio costituisce una presa di partecipazione da un investitore esterno nel capitale di un'impresa in crescita o
in espansione. Secondo uno studio dell'Associazione europea del capitale investimento e del capitale a rischio
(EVCA), le imprese dell'UE che beneficiano di fondi propri e di capitale a rischio hanno creato circa un milione di
posti di lavoro tra il 2000 e il 2004. Nel dicembre 2007, il Consiglio Ecofin aveva adottato conclusioni sui mercati
di capitale a rischio che riconoscono il carattere frammentato di questi mercati e la debolezza delle imprese
europee del settore. La comunicazione può essere consultata al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/enterprise/entrepreneurship/financing/publications.htm
Un credito al consumo più europeo e trasparente
Il Parlamento ha approvato il 16 gennaio definitivamente la direttiva volta a promuovere il mercato unico del
credito al consumo. E' così sancita una serie di obblighi per gli istituti di credito sull'informazione ai consumatori,
nella pubblicità e nella fase precontrattuale, per agevolare la ricerca dell'offerta più conveniente. Chi ricorre al
credito avrà il diritto di recedere dal contratto entro due settimane senza giustificazioni, e di rimborsare gli importi
dovuti in anticipo versando un indennizzo. L'obiettivo del testo legislativo è di istituire un vero mercato unico del
credito ai consumatori. Ad oggi infatti tale mercato è frammentato nei 27 mercati nazionali degli Stati membri,
impedendo ai consumatori e ai creditori europei di effettuare offerte e contratti transfrontalieri e quindi di
beneficiare dei vantaggi di un mercato unico. I crediti al consumo transfrontalieri, inoltre, rappresentano solo
l'1% del volume totale. La direttiva assicura un alto livello di protezione e una corretta informazione dei
consumatori, e migliora la chiarezza della legislazione comunitaria fondendo insieme le tre direttive esistenti in
materia di credito ai consumatori La direttiva dovrà applicarsi ai contratti di credito che contemplano
generalmente il pagamento di interessi, ma non a quelli garantiti da un'ipoteca sui beni immobili e terreni. Il
compromesso ha stabilito inoltre che sono esclusi i crediti per un importo totale inferiore a 200 euro o superiore
a 75.000 euro (contro la soglia di 100.000 euro proposta inizialmente dal Consiglio e i 50.000 della
controproposta dei deputati)..
Non è stato necessario negoziare, invece, sull'esclusione di altri contratti di credito, fra i quali figurano quelli di
locazione o di leasing che non prevedono obbligo di acquisto, la concessione di scoperto da rimborsarsi entro
un mese e i crediti che non prevedono il pagamento di interessi o altre spese. Sono anche esclusi i crediti
concessi dal datore di lavoro ai dipendenti senza interessi o a tassi preferenziali, quelli relativi alla dilazione,
senza spese, del pagamento di un debito esistente e quelli concessi, senza interessi o a tassi di favore, a un
pubblico ristretto con finalità di interesse generale. Se le classiche carte di credito rientrano nel campo
d'applicazione della direttiva, ne sono invece escluse le carte di debito differito, che prevedono il rimborso del
credito entro tre mesi e le cui spese sono irrilevanti (carte ricaricabili). La direttiva prevede disposizioni
dettagliate riguardo all'informazione di base che deve essere fornita ai consumatori prima della conclusione di
un contratto di credito. Nel caso della pubblicità, tra le informazioni che devono essere presentate «in forma
chiara, concisa e graficamente evidenziata con l'impiego di un esempio», figura il tasso debitore (fisso o
variabile, corredato delle spese addebitate), l'importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata
del contratto e, se del caso, l'importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l'importo delle rate. Per
quanto riguarda la fase precontrattuale, invece, il creditore deve fornire al consumatore, prima che questo sia
vincolato dal contratto o da un'offerta, le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, così da
permettergli di prendere una decisione con cognizione di causa. Tali informazioni, devono essere fornite
mediante un modulo standard uguale per tutta l'UE (modulo relativo alle "Informazioni europee di base relative al
credito ai consumatori"), il cui contenuto è definito dalla direttiva stessa. Le informazioni riguardano il tipo di
credito, l'identità e l'indirizzo del creditore, l'importo totale del credito e le condizioni di prelievo e la durata del
contratto di credito. Devono comprendere, inoltre, il tasso debitore, le condizioni che ne disciplinano
l'applicazione nonché i periodi, le condizioni e la procedura per la sua modifica, il tasso annuo effettivo globale e
l'importo totale che il consumatore è tenuto a pagare, (illustrati mediante un esempio rappresentativo che deve
riportare tutte le ipotesi utilizzate per il calcolo di tale tasso) e, infine, l'importo, il numero e la periodicità dei
pagamenti che il consumatore deve effettuare. Ma anche, se del caso, l'esistenza di spese che il consumatore è
tenuto a pagare al notaio all'atto della conclusione del contratto, l'eventuale obbligo di ricorrere a una polizza
assicurativa, il tasso degli interessi in caso di ritardi di pagamento e le modalità di modifica dello stesso. Le
informazioni devono inoltre contemplare un avvertimento circa le conseguenze dei mancati pagamenti, le
informazioni sulle garanzie richieste, sull'esistenza o l'assenza del diritto di recesso e del diritto al rimborso
anticipato. I consumatori hanno anche il diritto di ricevere gratuitamente, su richiesta, copia della bozza del
contratto di credito, nonché del diritto del creditore a ottenere un indennizzo e le relative modalità di calcolo.
Delle disposizioni specifiche riguardano gli obblighi di informazione precontrattuale relativi ad alcuni contratti di
credito sotto forma di concessione di scoperto e ad alcuni contratti di credito specifici. Sul creditore, d'altra parte,
incombe l'obbligo di verifica del merito creditizio del consumatore. Prima della conclusione del contratto di
credito, il creditore dovrà valutare il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del
caso fornite dal consumatore stesso e ove necessario, ottenute consultando la banca dati pertinente. Gli Stati
membri la cui normativa prevede già una tale valutazione tramite la consultazione di una banca dati possono
mantenere tale obbligo. La direttiva prevede che una serie di informazioni analoghe a quelle succitate debbano
figurare sul contratto. Inoltre, stabilisce che Il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni di
calendario per recedere dal contratto di credito «senza dare alcuna motivazione». Per avvalersi di tale diritto, il
consumatore deve informare il creditore e pagare il capitale e gli interessi dovuti su tale capitale dalla data di
prelievo del credito fino alla data di rimborso del capitale, non oltre 30 giorni dall'invio della notifica del recesso. Il
creditore non ha diritto a nessun altro indennizzo. Tra Parlamento e Consiglio è stato infine trovato un
compromesso che, in caso di rimborso anticipato, attribuisce al creditore il diritto a un indennizzo. Tale
indennizzo, dovrà essere «equo e oggettivamente giustificato» per eventuali costi direttamente collegati al
rimborso anticipato, «sempre che il rimborso anticipato abbia luogo in un periodo per il quale il tasso debitore è
fisso». L'indennizzo, inoltre, non potrà superare l'1% dell'importo del credito rimborsato in anticipo, se il periodo
che intercorre tra il rimborso anticipato e lo scioglimento previsto dal contratto di credito è superiore a un anno.
Se il periodo non è superiore a un anno, l'indennizzo non può superare lo 0,5% dell'importo del credito
rimborsato in anticipo. Kurt LECHNER (PPE/DE, DE) Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla
posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE Procedura: Codecisione,
seconda lettura Dibattito: 15.1.2008 Votazione: 16.1.2008
Abolizione di oneri amministrativi obsoleti per le imprese di trasporto
Il 15 gennaio a Strasburgo il Parlamento europeo in plenaria ha adottato la proposta della Commissione
europea di eliminare tutta una serie di carichi amministrativi che la normativa del 1960 (regolamento n 11)
imponeva alle imprese che effettuano trasporto merci. Si è calcolato che tale modifica farà risparmiare alla
totalità dei trasportatori in Europa oltre 160 milioni di euro l’anno per spese amministrative. Il regolamento
riguarda l’abolizione di discriminazioni nel campo dei prezzi e delle condizioni di trasporto, emanato in
applicazione dell’articolo 79, paragrafo 3, del trattato che istituisce la Comunità economica europea. Si propone
di sopprimere alcune prescrizioni obsolete e di modificarne altre in modo da ridurre al minimo gli oneri
amministrativi gravanti sulle imprese. In particolare, si intende sopprimere:
1.
1.
L’articolo 5-dispone che le imprese di trasporto (nonché i governi degli Stati membri) forniscano
informazioni su tariffe, prezzi e condizioni di trasporto prima del 1° luglio 1961. Gli obblighi di informazione
imposti alle imprese di trasporto sono obsoleti.
2.
2.
L’articolo 6, paragrafo 1- richiede un documento di trasporto che contenga varie informazioni
riguardanti il mittente, la natura delle merci trasportate, il luogo d’origine e di destinazione, l’instradamento o la
distanza e, se del caso, i punti di transito di frontiera. Questi ultimi due elementi, vale a dire l’instradamento o la
distanza e i punti di transito di frontiera, possono essere soppressi perché non sono più indispensabili per
raggiungere gli obiettivi del regolamento
3.
3.
La terza frase dell’articolo 6, paragrafo 2, del regolamento, che richiede che il vettore conservi
un esemplare del documento di trasporto nel quale siano indicati i prezzi definitivi di trasporto, le altre spese, gli
abbuoni ed ogni altro fattore che influisca sui prezzi e sulle condizioni di trasporto. Al giorno d’oggi tali
informazioni sono comunque disponibili nei sistemi contabili dei vettori, sicché non vi è più nessuna necessità
che questi ultimi compilino e conservino un documento distinto.
L’articolo 6, paragrafo 3, conterrà un riferimento esplicito alle note di spedizione, che sono assai
conosciute e spesso utilizzate nel settore dei trasporti interni. Questo riferimento migliora la certezza
del diritto per le imprese di trasporto in quanto chiarisce che le note di spedizione sono sufficienti,
purché contengano tutti i dettagli richiesti dal paragrafo 1 dell’articolo 6.
Per la “better regulation” http://ec.europa.eu/enterprise/regulation/better_regulation/index_en.htm
La Commissione europea presenterà dopo l'estate la sua proposta di
armonizzazione del regime di tassazione sulle società
La Commissione europea presenterà dopo la pausa estiva la sua proposta di direttiva volta a introdurre un
regime comune e consolidato dell'imposta sulle società (CCCTB). Sarebbe tuttavia politicamente molto rischioso
per la Commissione adottare questa proposta legislativa prima del referendum irlandese, data la forte
opposizione al progetto CCCTB in Irlanda. Il CEPS Centre for European policy studies ha presentato un appunto
sulle difficoltà fiscali a cui devono far fronte le imprese, una sessantina attualmente, che hanno scelto lo statuto
di Società europea e sui vantaggi che porterebbe il CCCTB. Il Commissario Kovács ha affermato che i prossimi
mesi saranno importantissimi nella misura in cui la Commissione finalizzerà il suo esame d'incidenza preliminare
a qualsiasi iniziativa legislativa. Interrogato sul sostegno che potrebbe ricevere dalla Francia, ha confermato le
sue grandi aspettative riguardo alle autorità francesi in materia di politica fiscale in generale, evocando anche il
sostegno di Germania, Spagna, Italia, e dei paesi del Benelux. Si è dichiarato altresì impressionato da un
recente sondaggio dello studio KPMG secondo cui quasi 80% delle imprese interrogate auspicherebbero
l'introduzione al livello dell'UE di una base armonizzata che permetta di calcolare l'imposta sulle società. Gli Stati
conserveranno la loro sovranità fiscale, ha tenuto a sottolineare il Commissario. Il futuro regime armonizzato
dell'imposta sulle società sarà il più ampio possibile e la sua logica sarebbe molto simile all'approccio seguito di
una politica di tassazione unica. Varie volte il Commissario al Mercato interno, Charlie McCreevy, si è
pubblicamente opposto al CCCTB, mentre il suo omologo alla fiscalità ritiene che questo progetto contribuirà a
migliorare
il
funzionamento
del
Mercato
interno.
Per
le
evoluzioni
del
dossier:
http://ec.europa.eu/dgs/taxation_customs/index_en.htm
Adottata la direttiva che modifica le franchigie fiscali per le merci che
accompagnano i viaggiatori che entrano nell'UE
Il Consiglio dei ministri UE a fine dicembre ha adottato la direttiva sulle franchigie sull'IVA e le accise per
l'importazione di merci di viaggiatori di paesi terzi. Pubblicata nella G.U. L 346 del 29 dicembre, la direttiva
2007/74/CE introduce due limiti in base al tipo di trasporto utilizzato per entrare nell'UE oltre ai quali si attua la
tassazione: 430 euro per merci che accompagnano i viaggiatori che utilizzano trasporti aerei e marittimi; 300
euro per altri tipi di trasporti tra cui la navigazione fluviale. La direttiva si applica dal 1.12.2008. Secondo le
nuove regole i paesi membri possono ridurre il limite finanziario per i viaggiatori dimeno di 15 anni per qualsiasi
tipo di trasporto. Il limite non può essere inferiore a 150 euro. limiti quantitativi sono introdotti per l'importazione
di prodotti del tabacco (sigarette, cigarillos, sigari, tabacco da fumo) e per alcolici e bevande alcoliche tranne
birra e vino a scarsa gradazione alcolica. I paesi UE possono ridurre i limiti finanziari e/o quantitativi per le
persone residenti in zone di frontiera, i lavoratori frontalieri e il personale dei mezzi di trasporto (come le
compagnie aeree) utilizzati per viaggiare partendo da un paese terzo. Hanno la facoltà di decidere di non
riscuotere le tasse quando l'importo è minore di 10 euro. Ogni 4 anni e per la prima volta nel 2012, la
Commissione presenterà una relazione sull'attuazione delle regole. La nuova legislazione abroga la direttiva
69/169/CE.
Per
il
testo
della
direttiva:
http://eur-lex.europa.eu/JOHtml.do?uri=OJ:L:2007:346:SOM:EN:HTML
Iniziativa della Commissione europea per i mercati con buone possibilità di
sviluppo
Per liberare il potenziale di mercato dei prodotti e dei servizi innovanti, la Commissione europea ha proposto,
lunedì 7 gennaio, l'iniziativa “Mercati innovanti per l'Europa” che mira a favorire, in una prima fase, lo sviluppo di
sei mercati a forte valore economico e di società che rappresentano un fatturato annuo di oltre 120 miliardi di € e
più di 1,9 milione di posti di lavoro nell'UE. Secondo la Commissione, esiste a breve scadenza per ciascuno di
questi mercati un forte potenziale commerciale in grado di accrescere i vantaggi economici dell'UE, in particolare
per le piccole e medie imprese. Grazie a quest'iniziativa, il fatturato dei mercati interessati potrebbe superare
300 miliardi di € e il numero di persone occupate potrebbe salire a 3 milioni nel 2020. Basandosi su una migliore
regolamentazione, la stimolazione degli appalti pubblici e lo sviluppo di norme interoperative, l'iniziativa “Mercati
innovanti” deve permettere alle imprese europee di beneficiare di chances eque e ottimali di accedere a nuovi
mercati mondiali a crescita rapida e portare vantaggi visibili ai consumatori europei nei settori essenziali per il
loro benessere. La Commissione raccomanda un coordinamento urgente delle politiche tramite piani d'azione
ambiziosi a favore di:
-la salute in linea. Soluzioni basate sui TIC per i pazienti, i servizi medici e gli organismi di
pagamento possono contribuire a un miglioramento della qualità delle cure mediche a prezzi
non elevati. La normalizzazione dei diversi formati di scambio d'informazioni in particolare,
l'omologazione di sistemi e di progetti di dimostrazione su grande scala potrebbe aiutare a
controllare meglio i problemi di un'Europa che sta invecchiando;
-l'edilizia sostenibile. Gli edifici che assorbono 42% del consumo energetico totale e producono 35%
del totale di emissioni di CO2 nell'UE, lo sviluppo di soluzioni sostenibili per questo settore
tramite l'innovazione e la riduzione dell'onere amministrativo è primordiale;
-i tessili tecnici per indumenti e attrezzature di protezione individuale (EPI) intelligenti. Gli effetti
moltiplicatori, tramite innovazioni accelerate, del mercato europeo degli EPI (mercato il cui
fatturato attuale è stimato in 10 miliardi di € e con un potenziale di crescita di circa 50%) su altri
segmenti del mercato del settore tessile aumenterebbero notevolmente l'incidenza economica di
questo mercato e la competitività dell'intero settore tessile;
-i bioprodotti. In buona situazione in questo mercato grazie a una solida esperienza e una
posizione di punta in materia industriale e tecnologica, l'UE fa fronte a un'incertezza relativa
alle proprietà dei bioprodotti e a una scarsa trasparenza del mercato che ostacolano la loro
adozione rapida. La normalizzazione, l'etichettatura e la certificazione sono soluzioni che
permetterebbero di porvi rimedio;
-il riciclaggio. Il fatturato di questo settore che impiega circa 500.000 persone è di 24
miliardi di €; offre quindi un potenziale commerciale che richiede un miglioramento
significativo della sua efficienza e delle sue capacità tramite l'introduzione di
procedimenti più efficaci e di tecnologie migliorate;
le energie rinnovabili. Frenato da
elevati,
domanda, la
una scarsa
costi
frammentazione del mercato e
gli ostacoli amministrativi e commerciali, il loro
sviluppo deve basarsi sull'accelerazione dell'innovazione in materia di tecnologie a
scarsa produzione di carbonio e la soppressione degli ostacoli alla pianificazione e
alla certificazione.
Per
il
testo
della
proposta
e
maggiori
informazioni
http://ec.europa.eu/enterprise/leadmarket/leadmarket.htm
Si ricorda ai nostri lettori che "CVC Notizie" è disponibile sul sito della Camera di Commercio di
Vercelli, www.vc.camcom.it, con le stesse caratteristiche dell'edizione cartacea e con largo anticipo
sull'arrivo per posta. La versione on-line della rivista può essere scaricata in formato PDF dalla
sezione ”Newsletter” del sito camerale ATTENZIONE AI FALSI BOLLETTINI . Imprese della provincia
hanno comunicato di ricevere richieste di pagamento che danno l'impressione di provenire dalla Camera di
Commercio. Queste iniziative sfruttano una somiglianza solo apparente con la denominazione “Camera di
Commercio Industria Artigianato e Agricoltura” per richiedere ai destinatari forti somme per servizi che non
hanno nulla a che vedere con la Camera di Commercio: abbonamenti a riviste, iscrizione in un elenco o in una
pubblicazione NNUALE Quando si avvicina l’epoca del pagamento del Diritto Annuale, siamo costretti a
segnalare il rischio dei bollettini falsi.
848 800 540: È ATTIVO IL CALL CENTER PER IL REGISTRO IMPRESE. La Camera di
Commercio di Vercelli, dal mese di maggio 2003, ha attivato, il servizio di Call Center per il Registro Imprese.
Il servizio consente agli utenti che utilizzano i servizi informatici e telematici camerali, di dialogare con una
squadra di consulenti dotati di professionalità e competenze specifiche in materia. L’assistenza offerta riguarda i
servizi connessi alla comunicazione "elettronica" tra imprese, professionisti e Camera di Commercio per gli
adempimenti legati al Registro Imprese (FEDRA, TELEMACO e PRATICA TELEMATICA, FIRMA DIGITALE),
nonché al Registro Protesti (ARIANNA). Il Call Center risponde al numero verde 848 800 540, dal lunedì al
venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 17.00. Il costo del servizio per l’utente è di una telefonata urbana ordinaria.
L’unica modalità di pagamento del Diritto Annuale dovuto dalle imprese è ESCLUSIVAMENTE attraverso
il MODELLO UNICO F24, reperibile presso qualsiasi Sportello bancario o Ufficio postale. Per
informazioni: Ufficio Diritto Annuale Tel.: 0161/598.223 – Fax.:598.265
ATTENZIONE! INGIUSTIFICATE RICHIESTE DI PAGAMENTO PER I TITOLARI DI MARCHI DI
IMPRESA. Se avete depositato una domanda di registrazione per marchio d'impresa internazionale potreste
ricevere richieste di pagamento da parte di una certa "Centrale per il Commercio per l'Industria e l'Artigianato",
che si offre di inserire il vostro marchio in un registro dati dietro pagamento di € 1.423,10 su conti svizzeri. Non è
un'iniziativa degli organismi ufficiali preposti alla tutela della proprietà industriale. La Camera di Commercio di
Vercelli conferma che nessun importo ulteriore è dovuto per la registrazione del marchio internazionale, dopo
aver effettuato il deposito della domanda presso l'Ufficio marchi e brevetti della Camera di Commercio
SPORTELLO INTERCAMERALE Lo Sportello intercamerale di Borgosesia (finanziato dalle Camere
di Commercio di Vercelli, Biella e Novara) ha un bacino di utenza che comprende 34 Comuni della provincia di
Vercelli, 22 di Biella e 15 di Novara, attualmente è in grado di fornire servizi e svolgere pratiche di pertinenza del
Registro Imprese, Albi e Ruoli, Commercio Estero, Commissione Provinciale Artigianato, Albi e Ruoli,
Commercio Estero, Promozione, Marchi/Brevetti/Sanzioni, Panificazione, Ragioneria, Protesti e Ufficio Prezzi.
Sede: Viale Varallo 33 - Borgosesia Tel. 0163/21903 - Fax: 0163/26956 Orario apertura Uffici: 8.30 - 12.30 dal
lunedì al venerdì; 14.45 - 15.30 dal lunedì al giovedì
Direttore responsabile CVC Notizie Dr. Renato Boretti Autorizzazione Tribunale di Vercelli n.
295 del 13.4.1995
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