seconda università degli studi di napoli
Anno II
Numero 1
Diffusione Gratuita
Luglio/Ottobre 2008
La Facoltà di Ingegneria
della SUN, nata nel 1991,
si è posta come obiettivo
primario la formazione
di
figure
professionali
di elevata preparazione
culturale.
Coltivare
le
eccellenze
e
stringere
collaborazioni con altre
Università e centri di ricerca
italiani e stranieri consente
alla Facoltà di svolgere
appieno la sua funzione
formativa e di esercitare
il suo ruolo di stimolo
dell’innovazione e quindi
dello sviluppo del territorio.
In
questa
prospettiva
nasce la Scuola di
Alta Formazione in
Sicurezza sul Lavoro,
la cui gestione è
affidata alle Facoltà
di Ingegneria e di
Medicina. Le finalità
della Scuola sono lo
svolgimento di attività
di formazione e ricerca
applicata nel settore
della
Sicurezza,
diventato un tema di
grande interesse a
livello internazionale
per le implicazioni
sulla tutela della vita umana
e dell’ambiente.
Facoltà di
INGEGNERIA
La Facoltà di Ingegneria sceglie la qualità
Il numero di iscrizioni cresce costantemente: gli immatricolati sono circa cinquecento all’anno ed
il numero totale degli iscritti è di tremila studenti; i laureati sono ad oggi circa duemila.
Nel variegato panorama dell’Università
italiana, appare opportuna l’iniziativa della Facoltà
di certificare la Qualità del proprio processo
formativo, secondo la metodologia messa a punto
dalla Fondazione della Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane analogamente a quanto accade nel
mondo industriale. Secondo la Fondazione CRUI, le
Università sono chiamate a realizzare e ad assicurare
la Qualità, sia attraverso
l’innovazione e lo sviluppo
tecnologico, sia attraverso
una adeguata pianificazione,
gestione e controllo di
tutte le attività tecniche e
amministrative coinvolte nella
loro attività. La certificazione
CRUI della qualità di un
Corso di Studi (CdS), ottenuta
quest’anno da tutti i Corsi di
Laurea della Facoltà, ha lo
scopo di attestare, l’adozione,
Preside Michele Di Natale da parte del CdS, del Modello
CRUI come modello gestionale; tale certificazione
mira a valutare il grado di aderenza del progetto
formativo ai criteri di rigore nell’impostazione e
gestione, e la sua capacità di confrontarsi con tutti gli
attori coinvolti a vario titolo nel processo formativo.
Il processo di certificazione ha preso il via per
consentire la partecipazione al progetto regionale
Campus Campania che, allineandosi agli standard
europei del settore, richiedeva la certificazione di
qualità dei corsi di studio finanziati. Questo è stato
lo spunto per un’opera di riesame del nostro progetto
formativo e dei nostri obiettivi, che ha consentito, ove
necessario, il miglioramento del sistema di gestione
dei vari corsi di Laurea. Naturalmente non mancano
le ombre, prima fra tutte la carenza di strutture,
cui Facoltà ed Ateneo stanno attivamente ponendo
rimedio, e il tempo di transito degli studenti in
Facoltà, superiore agli obiettivi stabiliti. Tale aspetto
è peraltro generalmente condiviso da tutti i CdS
operativi in Italia nell’ambito del nuovo ordinamento
didattico, secondo quanto riportato nelle più recenti
statistiche nazionali. Emergono però anche aspetti
positivi, quali il rapporto docenti-allievi e la positiva
valutazione dei nostri laureati da parte delle aziende.
In Questo Numero:
• Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e
Meccanica
• Centro Interdipartimentale di ricerca in
Ingegneria ambientale
• Dipartimento di Ingegneria Civile
• Attualità e Progetti
• Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione
Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica
Sicurezza dei
veicoli ferroviari
Francesco Caputo
Il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica
(DIAM) della SUN ha assunto
un ruolo importante nel processo in atto di trasferimento del
know-how sulle problematiche
di sicurezza attiva (prevenzione
degli incidenti) e passiva (contenimento dei danni in seguito ad
un incidente) degli autoveicoli
al mondo dei trasporti ferroviari. Per poter affrontare fin dalle
prime fasi della progettazione
gli aspetti legati alla sicurezza,
bisogna servirsi di un approccio
metodologico basato su avanzate
tecniche CAE (Computer Aided
Engineering), finalizzate ad analizzare le prestazioni del veicolo,
mediante simulazioni virtuali,
con lo scopo di rendere più rapido, economico ed efficace il processo di progettazione del veicolo. Se si considera che tra gli
obiettivi progettuali rientra anche
quello di garantire ai passeggeri
un’adeguata sicurezza passiva al
verificarsi di un incidente, è ovvio che la simulazione numerica
risulta essere indispensabile, permettendo tra l’altro di valutare
in maniera virtuale i danni fisici
alle persone. Risulta fondamentale l’apporto dei ricercatori del
DIAM, che hanno maturato nel
campo della simulazione numerica dei fenomeni di impatto tra
veicoli un’esperienza quasi ventennale, garantendo un’adeguata
accuratezza ed affidabilità dei
risultati delle simulazioni, sia degli strumenti hardware e software necessari ad eseguirle.
FI 2
luglio/ottobre 2008
Impianti Industriali: laboratorio di innovazione
per le realtà industriali e produttive Roberto Macchiaroli
Le attività del settore Impianti Industriali sono
attuali e applicabili nel contesto produttivo
italiano e comunitario in genere. Le capacità e le
metodologie di progettazione, il dimensionamento
e la gestione del processo di produzione, gli studi di
affidabilità su sistemi complessi, le analisi di rischio
su impianti a rischio di incidente, la simulazione
di scenari incidentali, la razionalizzazione dei
consumi energetici ed il controllo delle immissioni
nella biosfera di impianti industriali: l’insieme
di queste competenze può essere trasferito dal
ristretto campo dell’industria pesante ad un’ampia
gamma di applicazioni nella produzione di beni
e servizi. Il gruppo di Impianti Industriali attivo
presso la Facoltà di Ingegneria della SUN sviluppa
le proprie attività, erogate sia in Facoltà sia in
collaborazione con vari enti, istituzioni e imprese,
nell’ottica di un’integrazione delle competenze
specialistiche affiancate da una visione sistemica:
studio e analisi di metodi e pratiche per porre
le basi del “fare sistema” nell’economia e nel
settore industriale e terziario del nostro paese, per
lo sviluppo di forti competenze multidisciplinari
e manageriali. La propensione a considerare gli
impianti reali ed esistenti come il solo laboratorio
della propria attività, la stretta sinergia tra le attività
più propriamente scientifiche e di ricerca con quelle
quotidiane di dimensionamento e gestione degli
impianti industriali, la consuetudine all’applicazione
delle più moderne tecniche e metodologie nella
gestione della produzione industriale rendono
particolarmente attuali le competenze presenti
in Facoltà, rendendole di fatto immediatamente
applicabili in contesti aziendali e produttivi.
Fluidodinamica e previsione del clima terrestre
Filippo Maria Denaro
Lo studio teorico-numerico di problemi di fluidodinamica è argomento a cui si dedicano da anni
alcuni tra docenti e dottorandi del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica.
La frequenza con cui appaiono in televisione immagini
che utilizzano dei black-box: i codici di calcolo. Ma
di simulazioni numeriche che per la loro bellezza
i black-box sono affidabili? Per noi è scontato che la
è
tecnologia non alteri la realtà. Ma
sorprendente: ma quanti sarebbero
è realmente affidabile un calcolo
attratti se, invece di un’immagine
numerico
colorata, si vedessero le migliaia
risposta è nelle attuali discussioni sul
di righe del codice di calcolo che
clima: l’incertezza regna sovrana.
ha prodotto quella immagine? Ci
L’affidabilità
comportiamo nello stesso modo
numerici usati per la fluidodinamica
con la tecnologia di ogni giorno:
è limitata: è impossibile fare
usiamo telefoni cellulari, automobili,
previsioni affidabili per un tempo
qualsiasi
superiore alle 48 ore, figuriamoci
attraggono
molti
spettatori
mezzo
tecnologico Una simulazione numerica di un fenomeno
ignorandone le caratteristiche ed di convezione naturale in mare
ingegneristico?
degli
La
algoritmi
per mesi od anni! I black-box della
il funzionamento, pur essendo circondati da black-
simulazione fluidodinamica attendono che nuove
box di cui ci serviamo quotidianamente. Anche la
generazioni di scienziati forniscano il loro contributo.
fluidodinamica numerica vive dell’esistenza di end-user
Magari proprio formati nella nostra facoltà!
Laboratori di Sistemi Aerospaziali
Marco D’Errico
Nel corso degli ultimi dieci anni il
importanti apparecchiature. Le
Laboratorio di Sistemi Aerospaziali
principali sono: Camera Pulita
è cresciuto e si è arricchito con
in
classe
10000;
Simulatore
Spaziale per i test termici in vuoto;
Simulatore di Campo Magnetico;
Simulatore Solare.
stipulato recentemente, che ha lo
Il laboratorio diventerà il nucleo di
scopo di diventare un punto di
una struttura di ricerca congiunta
riferimento di eccellenza per lo
tra la SUN e CGS, grazie ad un
sviluppo di componenti innovativi
accordo quadro di collaborazione
per applicazioni spaziali.
Facoltà di
INGEGNERIA
Tesi di laurea:
gli argomenti
La Classe delle lauree
in Ingegneria Industriale
Presso la Facoltà di Ingegneria della SUN è attiva
la Classe delle lauree in Ingegneria Industriale,
costituita dai corsi di studi di Ingegneria Aerospaziale
e di Ingegneria Meccanica: il percorso di studi è
suddiviso in Laurea ed in Laurea Magistrale, già
Specialistica.
La Laurea, che si consegue dopo tre anni di studi
e l’acquisizione di 180 CFU, ha l’obiettivo di
assicurare allo studente un’adeguata padronanza
di metodi e contenuti scientifici generali, nonché
l’acquisizione di specifiche conoscenze professionali.
La Laurea Magistrale, che si ottiene dopo due
ulteriori anni di corso e il conseguimento di altri 120
CFU, deve fornire allo studente padronanza degli
argomenti, capacità di progettazione e di operare in
modo autonomo ed un buon livello di capacità di
comunicazione.
La laurea in Ingegneria Aerospaziale consente una
solida formazione di base con conoscenze fisicomatematiche necessarie per la comprensione, la
modellazione e la risoluzione, con le metodologie
più aggiornate, di problemi ingegneristici tipici
dell’ingegneria aerospaziale e spaziale; l’associata
Laurea Magistrale permette l’inserimento, a livello
locale, nazionale ed internazionale, nelle aree
• applicazione
dell’ingegneria aerospaziale, delle industrie e centri
di ricerca aeronautici e spaziali, enti pubblici e
privati, agenzie aerospaziali e astronautiche, linee di
trasporto aereo, enti per la gestione del traffico aereo,
enti per la gestione di satelliti e missioni spaziali,
aeronautica militare e settori aeronautici delle altre
armi, industria per la produzione di macchine e
apparecchiature in cui sono rilevanti l’aerodinamica
e le strutture leggere.
La formazione del laureato in Ingegneria Meccanica
si propone di coprire le esigenze relative a un
vasto spettro di ruoli e di competenze presso
imprese produttrici di beni o di servizi, nell’ambito
dell’industria manifatturiera in generale e
meccanica in particolare, ed in aziende ed enti per
la conversione dell’energia, imprese impiantistiche.
La Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica è
finalizzata al possesso di conoscenze approfondite
di fisica-matematica e di capacità di interpretazione
e descrizione dei problemi complessi dell’ingegneria
meccanica, con approccio intredisciplinare.
Il profilo culturale dell’allievo ingegnere aerospaziale
e meccanico si completa con lo studio della lingua
inglese e con l’utilizzo del computer e di software
applicativi.
di
tecniche
AHP (Analytical Hierarchy
Process)
nella
valutazione
strategica di decisioni inerenti
la localizzazione di impianti
industriali, la pianificazione
e
gestione
della
filiera
logistica (Supply Chain), il
bilanciamento dei flussi di
produzione in sistemi in linea;
• modelli
per
la
gestione
dell’obsolescenza in impianti
e sistemi tecnologicamente
complessi;
• modelli
il
per
l’analisi
miglioramento
ed
delle
prestazioni di sistemi ferroviari
e metropolitani in condizioni
di
decadimento
parziale
delle condizioni di servizio
dell’infrastruttura;
• modelli
e
metodi
per
la
progettazione e la gestione
di sistemi di manutenzione e
ricovero di convogli ferroviari
e metropolitani.
Attività di ricerca con Carlo Gavazzi Space Marco D’Errico
Il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale
tenza/eclisse mediante la sua moltiplicazione
più possibile il computer di bordo da operazio-
e Meccanica della SUN ha un programma di
piuttosto che con una sua modifica; la semplici-
ni di monitoraggio; la miniaturizzazione, per
sviluppo di micro satelliti, tecnologie correla-
tà di collegamento, ovvero inserimento sia sul
ridurre al minimo massa e ingombro; la ridu-
te e strumentazione per la validazione a Terra
bus di potenza, sia sul bus dati con il minimo
zione di costi; l’alta efficienza di carica/scarica
da circa 10 anni. Inoltre le attività di ricerca
impatto sul sistema mediante l’utilizzo di inter-
sia delle celle della batteria, sia dell’elettronica
si sviluppano soprattutto con le principali in-
di carica/scarica allo scopo di avere un impatto
dustrie o centri di ricerca italiani del settore.
più basso sui dimensionamenti di capacità e di
In questo modulo, sta sviluppando un’attività
area di solar array una volta fissati i requisiti di
di customizzazione di una batteria modulare a
missione. Allo scopo di soddisfare i requisiti,
ioni di litio con elettronica integrata per l’uti-
il modulo batteria integra le celle, l’elettronica
lizzo potenziale a bordo dei prossimi satelliti di
di carica/scarica, elettroniche di sensing di ten-
Carlo Gavazzi (la seconda ditta spaziale italia-
sione, corrente e temperatura, sia allo scopo di
na dopo Thales Alenia Space). In particolare, la
inviare dati di telemetria al computer di bordo,
batteria è stata sviluppata nell’ottica di utilizzo
sia allo scopo di fornire dati per il self-monito-
nei futuri sistemi spaziali ad alta modularità ed
ring. Per realizzare quest’ultima funzione, sia
autonomia (responsive space system) in gra-
l’elettronica di potenza che quella di sensing
do di supportare missioni avanzate, ad esem-
sono monitorate da un micro controller. Per
pio in formazione, oltre che missioni spaziali
Batteria nel case per test
raggiungere gli obiettivi di miniaturizzazione
classiche. I criteri generali del progetto sono la
facce flessibili; l’autonomia, ovvero capacità di
richiesta vengono utilizzati circuiti integrati
modularità, allo scopo di permetterne l’utiliz-
auto monitorarsi e di azione in caso di funzio-
per la gestione della carica/scarica e per la va-
zazione in missioni con diversi requisiti di po-
namento non previsto, allo scopo di sgravare il
riazione della corrente di carica.
luglio/ottobre 2008
FI 3
Dipartimento di Ingegneria Civile
Un Mare di Energia Diego Vicinanza
L
e foreste
dell’energia elettrica può essere stimato nell’ordine
precedono i
dei 2000 TWh/anno, che rappresenta circa il 10% dei
popoli, i deserti li
consumi elettrici mondiali. Oggi, in tutto il mondo,
seguono.
il più grande problema per l’estrazione dell’energia
Questa frase di René
elettrica dal moto ondoso è ottenere tecnologie
de
Chateaubriand
affidabili e dai costi contenuti: questo l’obiettivo
rappresenta
primario della ricerca del Dipartimento di Ingegneria
ben
l’attuale realtà del
Civile della SUN.
nostro pianeta. La
Il dispositivo in fase di studio sfrutta il principio
popolazione mondiale
dell’overtopping, della capacità, cioè, di risalita
sta aumentando molto
dell’onda quando incontra un ostacolo. Il sistema
rapidamente, e con
utilizza tre serbatoi posizionati uno sull’altro per
essa i fabbisogni energetici che, ferme restando le
catturare il potenziale energetico: l’onda impattante
attuali politiche governative, nel 2030 aumenteranno
risale sulla rampa frontale inclinata, fino a perdere
del 50% rispetto ad oggi. Il protocollo di Kyoto, che
del tutto la sua forza. Inizia così la ridiscesa verso il
riguarda la riduzione dei gas serra e delle emissioni
mare ma il profilo della stessa rampa ne impedisce
inquinanti, è strettamente correlato alla promozione
il ritorno delle acque che vengono inghiottite e
delle Risorse Energetiche Rinnovabili (RER).
intrappolate nelle tre riserve: si costituisce così
L’energia delle onde è una risorsa rinnovabile e pulita
il carico idraulico. L’acqua, che ormai riempe i
il cui contributo potenziale nel mercato mondiale
serbatoi, può defluire per il movimento della turbina.
Laboratorio di Idraulica Marittima Caterina Eramo e Stefania Di Ronza
I
l Laboratorio di Idraulica Marittima, ubicato
spessore dello strato di sabbia che ricopre il
presso la Facoltà di Ingegneria della SUN,
fondo della vasca permette di realizzare anche
sorge nel centro storico della città di Aversa ed
pendenze differenti. La generazione del moto
occupa una superice di circa 300 mq. Il sistema
ondoso 2-3D avviene mediante l’impiego di
sperimentale è composto da una
vasca ondogena con sistema di
generazione del moto ondoso,
da un circuito idraulico per la
simulazione della foce, da sistemi
di simulazione dell’onda di marea
e del fenomeno di subsidenza
e dalle relative strumentazioni
di misura. La vasca ondogena,
Il sistema
sperimentale della
Facoltà di Ingegneria
della SUN permette
di indagare fenomeni
di idrodinamica
e morfodinamica
costiera
30 battitori a pale azionati da
motori elettrici.
I tipi di indagine e le finalità
scientifiche
del
sistema
sperimentale del laboratorio
lo
differenziano
da
altri
Modello fisico del Porto di Castel Volturno
conto terzi per problematiche relative alla
sistemi simili: vasche e canali
progettazione di opere di difesa e portuali.
comunemente utilizzati hanno lo
Una serie di indagini sperimentali sul modello
scopo di verificare l’efficienza
fisico tridimensionale relative agli interventi
idraulica e strutturale di opere
di difesa da realizzare in località Maronti nel
15,70x12,45x1 mt., con un fondo a pendenza
portuali o di interventi per la difesa dei litorali.
comune di Barano d’Ischia e nelle località
costante 1:20 per un tratto di 10 mt. di
Il sistema sperimentale della SUN permette
di Spinesante e San Francesco nel comune
lunghezza. L’opportuno modellamento dello
inoltre di indagare anche particolari fenomeni
di Forio, sono state condotte nell’ambito
di idrodinamica e morfodinamica costiera,
delle convenzioni stipulate con la ditta “CEM
come l’interazione onde-correnti nelle foci, le
S.p.A. Impresa di Costruzioni” e con la
variazioni geomorfologiche dei fondali causate
“Società Cooperativa – Lavori Marittimi”.
da vari tipi di eventi e la valutazione di
Ulteriori esperimenti sono stati condotti su
fenomeni di dispersione di inquinanti nelle aree
commissione della società GESPO S.r.L.,
costiere. Le attività di ricerca del Laboratorio
per la progettazione del porto turistico del
si sono negli anni concentrate sullo studio
comune di Manfredonia, e per conto della ditta
dei fenomeni di subsidenza e di interazione
“Mirabella S.pA.” per un marina attrezzato
onde-correnti alle foci fluviali, e su attività
ubicato a Castelvolturno –Pinetamare.
a sezione rettangolare, misura
Modello fisico del Porto di Manfredonia
FI 4
luglio/ottobre 2008
Facoltà di
INGEGNERIA
Un sistema di isolamento sismico per abitazione a
Gricignano d’Aversa Alberto Mandara
T
ra le iniziative di rilievo intraprese con la
collaborazione della Facoltà di Ingegneria
della SUN vi è la recente realizzazione di
un edificio dotato di isolamento sismico.
Negli ultimi anni si è osservato un consistente
progresso scientifico e tecnologico dei sistemi
di protezione sismica delle costruzioni, grazie
al quale è stato possibile raggiungere livelli
di sicurezza impensabili
appena pochi anni
fa. Le innovazioni
si
avvalgono
prevalentemente
di
soluzioni basate sul
controllo passivo o
attivo della risposta
strutturale
sotto
sisma,
in
pratica
sulla riduzione e/o
sulla dissipazione dell’energia trasmessa dal
terremoto alla costruzione, con lo scopo di
attenuarne l’impatto distruttivo sulla stessa.
Ne scaturiscono le tecniche cosiddette di
isolamento e di dissipazione di energia, con
le quali è possibile mitigare i danni prodotti
dal terremoto molto più efficacemente che
con le tecniche tradizionali di progettazione
antisismica. Il numero sempre crescente di
applicazioni dimostra senza alcun dubbio
che tali soluzioni costituiscono la strada più
promettente sia per la realizzazione di nuove
costruzioni, che per l’adeguamento di quelle
esistenti. L’edificio, ubicato a Gricignano
d’Aversa e completato
nel 2007, rappresenta un
caso del tutto singolare,
in cui un lungimirante
proprietarioimprenditore
dell’agro
aversano,
con
il
supporto
di
professionisti
del luogo e con la
consulenza tecnicoscientifica offerta congiuntamente dalla SUN
e dall’Università Federico II di Napoli, è
riuscito nell’ambizioso progetto, di costruire
un’abitazione isolata, mostrando in maniera
concreta che un’efficace difesa dal terremoto è
oggi un obiettivo alla portata di tutti, anche dal
punto di vista economico.
L’edificio è costituito da due villette
unifamiliari in configurazione speculare:
presenta un piano seminterrato e tre piani fuori
terra con una copertura a falde inclinate. La
struttura al di sopra del piano di isolamento
è costituita da una doppia intelaiatura
di travi e pilastri in c.a. con solai di tipo
laterocementizio gettati in opera, mentre la
struttura al disotto del piano di isolamento,
parzialmente interrata, è costituita da pareti
e pilastri in c.a.. Per il sistema di isolamento
sono stati adottati dispositivi elastomerici ad
elevato smorzamento (HDRB), unitamente
a tre appoggi speciali di tipo scorrevole in
acciaio e teflon.
L’Herculanem Conservation Project ad Ingegneria
L
o scorso 12 giugno 2008, alle ore 10:00,
presso l’Aula delle Colonne della Facoltà di Ingegneria, si è tenuto il seminario su
“Il restauro archeologico come strumento per
il recupero dell’ambiente costruito: il caso di
Ercolano e dell’Herculaneum conservation
project”. Il seminario aveva lo scopo di dare
rilievo all’attività dell’Herculaneum Conservation Project (HCP) il cui obiettivo principale
è quello di sostenere l’attività della Soprintendenza Archeologica di Pompei (SAP), di
tutelare e di conservare, di valorizzare e di
promuovere la conoscenza, la comprensione e
l’apprezzamento da parte del pubblico dell’antico sito di Herculaneum e dei suoi reperti.
Gli obiettivi principali del progetto, molto
chiaramente evidenziati dai relatori, sono: ridurre il livello di degrado del sito archeologico
nel suo insieme, in modo che possa essere in
futuro controllato con mezzi sostenibili; sperimentare e avviare strategie di lungo termine
per la conservazione, che siano appropriate per
Herculaneum e potenzialmente applicabili in
siti archeologici simili; elaborare un sistema
di documentazione con il fine di agevolare la
gestione futura del sito; acquisire nuove conoscenze archeologiche su Herculaneum attraverso il supporto alle attività di conservazione;
conservare, documentare, pubblicare e migliorare l’accessibilità ai reperti rinvenuti negli
scavi; promuovere una più ampia conoscenza
e discussione su Herculaneum fra la comunità
scientifica, la popolazione locale ed il grande
pubblico. Al dibattito hanno preso parte, fra gli
altri, i proff. L.Mollo, V. Puglisi, P. Pesaresi,
S. Court, J. Thompson, C. Biggi, R. Greco, L.
Picarelli, M. Minale, A. Violano nonché numerosi professionisti presenti. Il seminario nasce
da una collaborazione avviata fra del settore
scientifico-disciplinare dell’Architettura Tecnica, nella persona dell’ing. Luigi Mollo, con
l’Herculaneum Conservation Project e Centro
Internazionale per gli Studi di Herculaneum.
Tale collaborazione, fortemente sostenuta dal
Preside della Facoltà di Ingegneria e dai Direttori del DIC e del CIRIAM, ha già consentito
di redigere un lavoro scientifico presentato ad
un congresso internazionale e di formalizzare
una richiesta di finanziamento alla European
Commision per attività di ricerca nell’ambito
della Euromed Heritage IV. Malgrado tale richiesta abbia avuto esito negativo, la cooperazione, come testimonia il recente seminario, è
più attiva che mai ed è tesa ad avviare ulteriori
collaborazioni scientifiche.
luglio/ottobre 2008
FI 5
Attualità e Progetti
Mens sana in corpore sano: palestra in arrivo
L
a palestra di Facoltà verrà realizzata sfruttando
un terrapieno presente in una zona che
attualmente versa in uno stato di notevole degrado
(il cortile denominato “Osteria
dell’Aquila”). Il progetto tende a
recuperare un nuovo spazio, che
assuma anche una valenza per la
La palestra si sviluppa su
una superficie totale di circa
500,00 mq lordi, suddivisi in:
• 300,00 mq di aree per
attività sportive;
• 36,00 mq per gli spogliatoi
maschili;
Antonio Izzo
città di Aversa: la copertura della palestra costituirà
la sistemazione di un cortile storico da mettere
anche a disposizione della città. Inoltre si creerà
una rampa che collegherà il cortile con il terreno
dell’Annunziata, che sarà oggetto di un intervento di
riqualificazione mediante la realizzazione di aree a
verde ed impianti sportivi.
• 7,00 mq per il locale primo soccorso;
• 7,00 mq per il locale deposito;
• 12,00 mq per spogliatoi, docce e WC
istruttori uomini
• 12,00 mq per spogliatoi, docce e WC
istruttori donne
• 36,00 mq per gli spogliatoi
femminili;
• 23,00 mq per docce e wc
maschili;
• 23,00 mq per docce e wc
femminili;
Birmingham: diario di viaggio
’avventura del gruppo di stu-
L
Oronzio Manca
per la maggior parte finanziate dalla
denti di Ingegneria Meccanica
Jaguar: nell’officina si sviluppa un
è iniziata con la messa in disponi-
veicolo per la formula SAE; gli stu-
bilità di fondi della Facoltà mira-
denti lavorano manualmente sui
ti alla realizzazione di progetti pro-
vari componenti e provano i motori.
posti dagli stessi studenti. Vagliato
Siamo quindi pronti per visitare una
dalla Commissione di Facoltà e poi
parte dell’Interdisciplinary Reasearch
approvato dal Consiglio di Facoltà,
Centre (IRC) in Materials Processing,
il progetto per un viaggio studi a
guidati dal Dr. Joseph Buhagiar.
Birmingham, organizzato da Vincenzo
Interessato alle attività del centro, mi
Fardella, è divenuto realtà sabato 24
rivolgo alla Dr. Bhangal, responsa-
febbraio 2007. La giornata di dome-
bile dell’ufficio Internazionale per la
nica è dedicata alla visita della città:
mobilità degli studenti, per stringere
vediamo il Canal, zona ristrutturata e
un accordo di scambio nell’ambito del
vivace; Colmor Row, con la sua catte-
progetto Erasmus.
drale protestante; il Bullring, nuovissi-
Martedì 27, come da programma,
mo centro commerciale. L’indomani,
si visita la fabbrica di cioccolato
lunedì 26, raggiungiamo l’Universi-
Cadbury, per osservare i macchinari
ty of Birmingham, dove ci accolgo-
ed i processi produttivi dell’azienda.
no miss Helen Booth ed il Dr. Lin,
Dopo, visita al museo della scienza,
Director of International Exchange
il Thinktank Museum: una combina-
Programme. Da qui comincia la visita
zione di scienza e intrattenimento di
del Department of Mechanical and
notevole impatto. Il ritorno, merco-
Manufacturing Engineering. Il primo
ledì 28, è carico di soddisfazione, e
laboratorio è il Vehicle Technology
di aspettative per una collaborazione
Research Centre, le cui attività sono
futura.
FI 6
luglio/ottobre 2008
Approvato il nuovo Testo Unico
I
l nuovo testo unificato sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, approvato con D.Lgs. n.81 del
9 aprile 2008 ed entrato in vigore il
15 maggio 2008, comprende anche
le norme riguardanti la sicurezza
nei cantieri mobili. Tale materia era
regolamentata dal D.Lgs. 494/96
che è stato abrogato dal T.U. Tra
le novità introdotte dal T.U. c’è la
modifica dei contenuti minimi e
delle modalità di svolgimento dei
corsi di formazione necessari per
poter svolgere le funzioni di coordinatore della sicurezza nei cantieri mobili; in particolare il T.U.
prevede il limite massimo di 30
partecipanti per ogni corso, la presenza minima pari al 90% delle ore
di lezioni, delle prove di verifica,
una prova conclusiva finalizzata a
verificare le competenze cognitive e
l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale di 40 ore. Le ore
complessive di lezioni previste per
questi corsi, pari a 120, sono state
confermate. Di contro è stato modificato il programma del corso che
Antonio Izzo
adesso è più dettagliato e prevede
anche una parte pratica con esempi
di piani di sicurezza e simulazione
del ruolo del coordinatore in fase di
esecuzione.
Gli incidenti sul lavoro di susseguono senza interruzioni, nonostante tutti gli sforzi del legislatore. La scuola di Alta Formazione
sulla Sicurezza della SUN, presso
la Facoltà di Ingegneria, oltre ai
corsi per addetto e responsabile del
servizio di prevenzione e protezione (ASPP e RSPP), ha attivato
anche quelli per coordinatori nei
cantieri conformi alla nuova normativa, coinvolgendo, oltre alle proprie
competenze interne, anche docenti
esperti provenienti dal mondo del
lavoro pubblico, privato e liberi
professionisti. La risposta in termini
di partecipazione è stata confortante
tanto che si è reso necessario avviare due corsi paralleli. Le prescrizioni
per i nuovi corsi sono sempre aperte. L’avvio dei nuovi corsi avverrà
al raggiungimento di un minimo di
25 preiscrizioni.
Facoltà di
INGEGNERIA
Inaugurazione Aula Magna
S
i è svolta il 26 maggio la cerimonia di
inaugurazione dell’Aula magna della Facoltà
di Ingegneria. Presenti all’evento il preside Michele
di Natale, il rettore della Sun Francesco Rossi,
l’assessore regionale all’Università ed alla Ricerca
scientifica Nicola Mazzocca, il Direttore generale
Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
Ricerca Mario Alì, il presidente della Provincia di
Caserta Sandro De Franciscis, il sindaco di Aversa
Domenico Ciaramella. Ha aperto i lavori il Preside
Michele Di Natale: “L’intitolazione dell’Aula
Magna alla memoria del professore Antonio Ruberti,
aversano, ingegnere e ricercatore, uomo politico di
grande sensibilità e costruttore di un nuovo moderno
modello di università europea, è un privilegio per
la nostra Facoltà. La finalità dell’Università non è
solo quella di fornire ai nostri giovani competenze
professionali, ma di trasmettere insieme a queste
anche la forza dei valori che fanno divenire i
saperi cultura della vita. Con questi sentimenti la
Facoltà ha ritenuto importante l’accensione di una
lampada perenne, che ricordasse a tutti i grandi ideali
verso cui dobbiamo sentirci
attratti, guidati dall’esempio
del professor Ruberti”. Un
saluto sentito quello del Rettore
Francesco Rossi: “Un cammino
in salita, quello di questo
Ateneo, che sta crescendo
su un territorio non facile
ma che nonostante tutto, ancora una volta, segna
un traguardo importante. Il completamento degli
interventi edilizi è infatti uno dei nostri principali
obiettivi nella Facoltà di Ingegneria ed ora, con
l’inaugurazione di questa prestigiosa Aula Magna
intitolata ad Antonio Ruberti, possiamo dire di aver
raggiunto un primo, importante, risultato”. Con
enfasi il Direttore generale Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca Mario Alì ha ricordato
Ruberti: “Voglio ricordare il Prof. Ruberti come
l’uomo che trasmetteva entusiasmo, l’uomo che
perdonava gli errori dicendo “sbaglia chi lavora”,
o “il meglio è nemico del bene”, l’uomo che usava
ripetere: “il tempo è una risorsa non rinnovabile”.
Laboratorio Musicale “Amo la Musica”
P
resso la Facoltà di Ingegneria
è nato il Laboratorio
Musicale “Amo la Musica”.
Il progetto, approvato dalla
Regione Campania il 18/04/2008,
si inserisce nell’ambito di tutela
e miglioramento della qualità
dei servizi per gli studenti, con
particolare
riferimento
alla
sensibilizzazione della musica. Il
progetto promuove l’acquisizione
di strumenti operativi volti ad
una fruizione consapevole ed
attiva della cultura musicale: la
costituzione di u coro per musica
leggera, un coro polifonico
e un gruppo strumentale per
accompagnamento canoro sono
gli obiettivi.
Alle attività si
accompagna una parte formativa
orientata all’acquisizione di
un linguaggio specifico, quale
premessa
metodologica
imprescindibile. Il percorso
artistico, storico e antropologico,
costrutto sociale, cura del corpo
e dello spirito, rappresenta
un’importante azione culturale per il
completamento ed il miglioramento
del percorso formativo offerto
agli studenti. Il programma delle
attività prevede la comprensione
del linguaggio musicale, la teoria
musicale, il solfeggio parlato, il
dettato ritmico e melodico e la
lettura di uno spartito. Ulteriori
obiettivi del Laboratorio sono la
formazione di un Gruppo Corale
che esegua musica moderna e canti
dal repertorio, l’istituzione di un
Coro Polifonico per l’esecuzione di
brani di autori classici. La pratica
strumentale ha lo scopo di educare
al riconoscimento del timbro dei
vari strumenti musicali e di portare
all’esecuzione di brani con vari
strumenti musicali.
Opuscolo degli interventi
Mostra
di Pittura
Si è svolta il 21 gennaio presso
la Facoltà di Ingegneria della
Seconda Università di Napoli la
mostra di pittura, fotografia e
scultura “Arte e Scienza”, durante
la quale 10 artisti campani: R.
Barisani, A. Borlenghi, Gerardo
Di Fiore, Carmine di Ruggiero,
Fabio Donato, Edoardo Ferrigno,
Antonio Izzo, Levina Maddalena,
Enea Mancino, Luciano Scateni
hanno esposto le loro opere.
L’iniziativa si inserisce nel
panorama delle attività culturali
della Facoltà, nell’ambito delle
quali un ampio spazio è dedicato
anche alla dialettica Arte e
Scienza. Tale dialettica appare
particolarmente stimolante nel
contesto culturale dell’ingegneria
dove l’essenza del pensiero si
manifesta attraverso l’opera
dell’“ingegno”, e quest’ultimo
in qualche modo può ricondursi
proprio ad una meravigliosa
sintesi tra il rigore della Scienza e
la creatività dell’Arte.
luglio/ottobre 2008
FI 7
Dipartimento di Ingegneria Informatica
Fibre Ottiche:
il lavoro del gruppo di Optoelettronica Luigi Zeni
Banco ottico
Sala SEM
Laser Micromachining
Oltre che nel campo delle telecomunicazioni, le fibre
ottiche sono usate da tempo anche nella realizzazione
di sensori per le loro proprietà di minima invasività,
elevata sensibilità, sostanziale immunità alle
interferenze elettromagnetiche, elevato grado di
integrabilità con le strutture da controllare, resistenza
alla corrosione e facilità di multiplexing.
Particolare attenzione hanno ricevuto negli ultimi
anni i sensori a carattere distribuito e su elevate
distanze. Tra questi emergono i sensori in fibra ottica
basati sullo scattering di Brillouin (sensori di tipo
Brillouin), dove l’elemento sensibile è l’intera fibra
ed il cui studio ed implementazione sono oggetto di
recenti ricerche. Il grande vantaggio di questi sensori
sta nella possibilità di monitorare in modo continuo
la grandezza di interesse su tutta l’area di interesse.
In questo modo un solo sensore, costituito da una
semplice fibra standard per telecomunicazioni, può
essere utilizzato per realizzare simultaneamente
centinaia o migliaia punti di misura, laddove il
raggiungimento di tale obiettivo mediante l’uso di
sensori puntuali richiederebbe l’utilizzo di un enorme
numero di sensori, con costi e ingombri proibitivi.
In tale ambito, il gruppo di Optoelettronica del
Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione,
coordinato dal Prof. Luigi Zeni, ha attivato diversi
programmi di ricerca e collaborazioni con istituti
di ricerca a livello nazionale ed internazionale,
tra cui il Dipartimento di Ingegneria Strutturale
dell’Università di Napoli Federico II, l’Istituto per
il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente
del CNR, l’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’Università
di Salerno, la Scuola Superiore di Studi Universitari
e Perfezionamento Sant’Anna di Pisa, l’Ecole
Polytechnique Federale de Lausanne (Svizzera) e il
Federal Institute for Materials Research and Testing
(BAM) di Berlino (Germania). Le attività in corso
riguardano principalmente il monitoraggio delle
deformazioni in ponti e dighe nonché il controllo dei
profili di temperatura in aree vulcaniche.
Queste attività sono cofinanziate dal MIUR
nell’ambito del programma PRIN 2005 e sono
inserite nel progetto COST “Optical Fibers for
New Challenges Facing the Information Society”
dell’Unione Europea.
Un muro è trasparente? Adriana Brancaccio
U
n materiale è trasparente se la luce può
attraversarlo, come il vetro.
La visione di un oggetto attraverso una lastra
di vetro è possibile grazie alla trasparenza, ma
sono necessari anche altri tre “ingredienti”: il
primo è la luce che colpisce; il secondo sono
gli occhi; il terzo è il cervello, che “elabora”
il segnale luminoso ricevuto e produce un’immagine di ciò che c’è dietro al vetro. La luce è
una radiazione elettromagnetica alla frequenza
di migliaia di Terahertz (1 Terahertz è uguale a
1012 Hertz). Molti materiali non sono traspa-
renti alla luce, ma possono essere attraversati
dalle microonde, che sono onde elettromagnetiche alla frequenza di centinaia di Megahertz
(1 Megahertz è uguale 106 Hertz): un esempio pratico è il telefono cellulare, che funziona
nella banda delle microonde e riesce a ricevere
anche in una stanza senza finestre.
E’ possibile usare le microonde per “vedere
attraverso i muri” e gli “ingredienti” necessari
sono quelli suddetti: luce, in questo caso una
sorgente di onde elettromagnetiche; occhi, cioè
una o più antenne riceventi; cervello, cioè un
computer che elabori i dati e fornisca un’ immagine. Su questo principio si basano i georadar, radar speciali, fatti per guardare dentro
i mezzi materiali. Le immagini ottenute non
sono paragonabili a quelle ottiche: una migliore risoluzione dipende da una più alta frequenza. A microonde,
la risoluzione ottenibile è dell’ordine della decina
di
centimetri.
Nonostante que-
sto, con un georadar si può rilevare la presenza
di persone, o oggetti, posti dietro muri o anche sottoterra. I georadar sono strumenti già in
commercio, usati fra l’altro dai reparti scientifici della Polizia e dei Carabinieri per cercare corpi o oggetti sepolti, o cavità usate come
nascondigli. Unico punto debole di questa tecnologia è la resa non facilmente interpretabile
dell’immagine: è su questo che si concentra la
ricerca del Gruppo di Elettromagnetismo della
Facoltà di Ingegneria della SUN.
Lo studio di modelli matematici della diffusione elettromagnetica e lo svolgimento di esperimenti presso il Laboratorio di Diagnostica
Elettromagnetica sono rivolti alla produzione
di immagini maggiormente chiare e oggettive.
Molti laureati del Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica si sono cimentati, nel loro lavoro di tesi, con l’uso
di un georadar, con
la progettazione di
campagne di misura e con l’elaborazione dei dati.
persona nascosta “al di là” del muro
l’immagine “grezza” della persona
l’immagine “elaborata” della persona
FI 8
luglio/ottobre 2008
Facoltà di
INGEGNERIA
La Chimica: se
la conosci non ti
uccide, anzi...
Elettronica per l’ambiente e la mobilità:
i microcircuiti RF Antonio Buonomo, Luigi Zeni, Alessandro Lo Schiavo
Da circa dieci anni il Gruppo di Ricerca in
Microelettronica della Facoltà di Ingegneria della
SUN è impegnato nella progettazione dei circuiti
a radiofrequenza per terminali intelligenti come
palmari, cellulari, smart-sensors etc.
Il crescente bisogno di condivisione e scambio delle
informazioni sviluppato dalla società post-industriale
trova una naturale conseguenza nell’ampia domanda
di sistemi per la comunicazione a distanza, volti a
liberare l’utente da vincoli geografici attraverso il
wireless. Le tecnologie elettroniche ad
alto impatto sociale, che hanno reso
possibile la diffusione su scala mondiale
di apparati di comunicazioni senza fili,
hanno il loro cuore nell’hardware dei
circuiti elettronici a radiofrequenza. In
particolare sui microcircuiti analogici
di interfaccia con le antenne rice-trasmittenti è
concentrata l’attività di ricerca del Gruppo di
Microelettronica, coordinato dal Prof. Antonio
Buonomo, orientata allo sviluppo di nuovi modelli
descrittivi, all’individuazione di innovative
metodologie di progettazione ed alla simulazione
numerica dei principali componenti dei circuiti a
radiofrequenza, tra i quali spiccano gli oscillatori
controllati in tensione (VCO), gli anelli ad aggancio
di fase (PLL) e gli amplificatori a basso rumore
(LNA). L’attività del Gruppo di Microelettronica,
Michelina Catauro
che ha ricevuto tra l’altro finanziamenti per progetti
di ricerca di interesse nazionale FIRB, PON,
PRIN e per il Centro Regionale ICT, è inserita
nell’ambito una rete nazionale ed internazionale
di collegamenti scientifici con importanti centri di
ricerca come il Politecnico di Milano, il laboratorio
di Microelettronica di Pavia, l’Università di Roma
‘La Sapienza’, l’Università di Genova, l’Ecole
Polytechnique Federale de Lausanne (Svizzera)
e l’University College di Cork (Irlanda). In tale
contesto, il Gruppo di Ricerca si è distinto
per aver concepito nuove metodologie di
analisi che affondano le loro radici in
studi dell’inizio del secolo scorso ed
averne mostrato l’applicazione ragionata
all’analisi ed alla progettazione di micro
e nano circuiti integrati.
Infine, la ricerca analitica e metodologica sviluppata
dal Gruppo è sostenuta da una significativa attività
di simulazione e di sperimentazione svolta presso
il laboratorio di Microelettronica del Dipartimento
di Ingegneria dell’Informazione, con una dotazione
strumentale di circa 150.000 Euro, che include tra
l’altro un analizzatore di spettro a 6.7GHz con phase
noise measurement personality, un analizzatore di
rete/spettro/impedenza a 1.8GHz, un generatore di
segnali RF a 2GHz, un oscilloscopio a 1GHz, un
analizzatore di stati logici standalone a 800MHz.
La chimica nella nostra Facoltà
è un insegnamento rivolto a tutti
i corsi di laurea. E’ inserito al
primo semestre del primo anno.
Essa, come è noto, è la scienza
che descrive la materia, le sue
proprietà e le trasformazioni che
subisce, insieme alle variazioni
energetiche che accompagnano
questi
processi.
E’ doloroso
apprendere come si commettano
gravi errori e/o si peggiorino
situazioni per pura ignoranza
di questa stupenda e complessa
materia. Un Ingegnere non può
calcolare e progettare utilizzando
materiali
senza
avere,
al
contempo, l’adeguata conoscenza
delle reazioni e trasformazioni
chimiche cui sono soggetti i
materiali stessi. La migliore
comprensione dei concetti teorici
di chimica generale è attuata
attraverso la partecipazione attiva
alle esercitazioni pratiche presso
il laboratorio didattico di base
allestito recentemente proprio per
il perseguimento di tale obiettivo.
Progetto DEXMART: un robot all’avanguardia Giuseppe De Maria, Ciro Natale
Il progetto internazionale di robotica Dexmart
l’Università di Bologna Alma Mater, la Saarland
(DEXterous and autonomous dual-arm/hand ro-
University (Germania), l’FZI di Karlsruhe (Ger-
botic manipulation with SMART sensory-motor
mania), il DLR di Oberpfaffenhofen (Germania),
skills: A bridge from natural to artificial cogni-
il CNRS-LAAS di Toulouse (Francia) e OMG-
tion), finanziato dal 7° Programma Quadro ha
Vicon di Oxford (UK). Il coordinatore dell’Unità
avuto inizio il 1 febbraio 2008. Protagonisti del
di Ricerca del Dipartimento di Ingegneria dell’In-
progetto quadriennale, finanziato per 6.3 milioni
formazione della SUN è il professore Giuseppe
di euro, sono l’Università di Napoli Federico II
De Maria, ordinario di Automatica. Il progetto
(coordinatore), la Seconda Università di Napoli,
ha l’ambizione di colmare il divario tra l’uso dei
robot in ambienti industriali e quello nell’ambiente quotidiano per applicazioni di servizio agli
uomini. Per vincere la sfida Dexmart si propone
di sviluppare un sistema robotico complesso con
il coordinamento di competenze multidisciplinari
due braccia e due mani artificiali, in grado di ma-
che dovranno essere impegnate per la progetta-
nipolare con la stessa destrezza e autonomia di un
zione e lo sviluppo sia di algoritmi di controllo
uomo oggetti di dimensioni, forma e peso diversi.
altamente innovativi che di sistemi di percezione
Il robot dovrà essere capace di reagire a situazio-
e azione basati su tecnologie non convenzionali.
ni inattese e acquisire nuove abilità attraverso un
I risultati attesi di Dexmart apriranno la strada al
procedimento di continuo apprendimento.
trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca
Raggiungere un così ambizioso obiettivo richiede
scientifica alle imprese.
luglio/ottobre 2008
FI 9
Block notes
Attività
periodiche
L’Ufficio sarà responsabile della
organizzazione di alcune iniziative periodiche quali: seminari
per laureandi e neolaureati per
la preparazione del Curriculum
(3 all’anno); seminari di esponenti dell’industria presso la
Facoltà rivolti agli studenti (su
richiesta); una manifestazione
annuale organizzata presso la
Facoltà con la partecipazione
delle aziende del territorio.
Facoltà di
INGEGNERIA
Direttore Editoriale
Michele Di Natale
Direttore Responsabile
Loredana Guida
[email protected]
Coordinatrice di redazione
Rosalba Liguori
Redazione
Real Casa dell’Annunziata
via Roma, 29 - Aversa (CE)
In redazione
Edoardo Ciardiello
Simona Denis
Stampa
Grafica Nappa - Aversa
Realizzazione editoriale
a cura di
Per contatti 328/3090442
www.guidaediting.it
Supplemento al n°1/08 di “Città del
Sole” Reg. n° 672/2007 Tribunale di
Santa Maria Capua Vetere
FI 10
luglio/ottobre 2008
UNITI/Ingegneria: uno sportello-lavoro
per i neolaureati della SUN Francesco Palmieri
Presso la Facoltà di Ingegneria della SUN viene
istituito l’Ufficio UNITI-Ingegneria allo scopo di
promuovere e fornire servizi per favorire l’incontro
e l’integrazione tra la Facoltà di Ingegneria, Imprese,
Ordini Professionali, Enti Locali e più in generale
con il mondo del lavoro e delle professioni. In
particolare UNITI-Ingegneria promuove attività di
interazione e informazione per imprese e ordini
professionali per una migliore integrazione dei
laureati e dei percorsi formativi con le prospettive e
le necessità occupazionali del territorio; promuove
attività di informazione e di avviamento al lavoro
per gli studenti ed i neolaureati; costituisce un
punto di riferimento per tutti gli ex-allievi di questa
Facoltà incoraggiandone l’interazione dopo la laurea
anche durante la vita professionale. L’istituzione
dell’Ufficio, che andrà in funzione nei primi giorni
di ottobre del 2008, serve a dare attuazione ad alcune
delle attività previste dal Protocollo d’Intesa UNITIIngegneria tra la Facoltà di Ingegneria della Seconda
Università di Napoli, Confindustria Caserta, La
Camera di Commercio di Caserta, L’Ordine degli
Ingegneri della Provincia di Caserta, siglato in data
15 maggio 2007 presso la Facoltà di Ingegneria.
La responsabilità dell’Ufficio UNITI-Ingegneria è
del Preside della Facoltà. Le attività si avvalgono
della collaborazione diretta di una Commissione
Permanente di Facoltà nominata dal Preside che
designa un suo delegato. Le funzioni dell’ufficio
UNITI-Ingegneria sono discusse nel Comitato
Direttivo UNITI-Ingegneria, che ha scopi di indirizzo
ed è composto dalla commissione di Facoltà nella
sua interezza e da un rappresentante per ogni ente
firmatario del Protocollo d’intesa. E’ istituito un
portale web UNITI-Ingegneria direttamente
accessibile dal portale generale di Facoltà per fornire
informazioni quali: funzionamento, localizzazione
e contatti dell’Ufficio UNITI-Ingegneria; accesso a
statistiche sull’occupazione locale e nazionale; link
a siti nazionali quali AlmaLaurea e altre iniziative
analoghe; accesso controllato alla banca dati Laureati;
accesso controllato alle banche dati delle aziende.
L’Ufficio è dotato di una Banca Dati che include
tutti i Laureati della Facoltà di Ingegneria della SUN
dalla sua istituzione. L’Ufficio provvede a contattare
i Laureati e richiedere l’aggiornamento dei loro
dati con informazioni correnti sull’occupazione.
L’Ufficio UNITI-Ingegneria si doterà di un accesso
alle banche dati delle aziende del territorio in
collaborazione con Confindustria, Camera di
Commercio ed Associazioni territoriali. E’ in fase di
studio la possibilità di dotare l’ufficio anche di una
banca dati aziende di Facoltà.
Manager Didattico:
una figura al servizio degli studenti
La Facoltà di Ingegneria,
nell’ambito delle attività del
progetto Campus Campania, ha
istituito la figura del Manager
Didattico.
Compito di questa figura
professionale è quella di
coordinare l’offerta formativa,
erogare informazioni aggiornate
sull’accesso ai corsi, impostare,
coordinare e gestire le attività dei
tirocini formativi presso aziende
ed Enti pubblici. Dal mese di
Maggio, sono operativi i manager
didattici per le Classi delle Lauree
in Ingegneria Civile e Ambientale,
Ingegneria
Industriale
e
Ingegneria dell’Informazione.
Facoltà di
INGEGNERIA
Una convenzione tra il CIRIAM ed Autorità di Bacino
Nord-occidentale della Regione Campania Corrado Gisonni
immagine relativa alla simulazione di un evento di “colata
fangosa” che si manifesti in prossimità di un centro abitato.
L’immagine riproduce gli effetti di una ipotetica colata fangosa
(fenomeno simile a quelli manifestatisi a Sarno nel 1998) che,
provenendo da un versante, può interessare il centro abitato
posto nelle vicinanze. Lo studio è stato effettuato mediante un
modello numerico bidimensionale, concepito per lo studio di
flussi misti acqua-terreno, e consente di definire la “mappa della
pericolosità” nell’area in esame. In particolare l’immagine illustra i diversi livelli di pericolosità valutati, che vanno dal livello
più alto di “elevata pericolosità” (zone campite con colore rosso)
al livello più basso di “pericolosità moderata” (zone campite con
colore giallo).
Le miscele acqua-terreno: alluvioni, flussi iperconcentrati
e colate di fango Luciano Picarelli, Mario Minale, Roberto Greco
In Italia, ed in particolare in Campania,
gli ultimi decenni sono stati caratterizzati
da eventi meteorici estremamente intensi,
che hanno provocato catastrofici fenomeni
alluvionali e di frana. La natura delle
precipitazioni, sempre più
concentrate ed intense, ha
favorito il verificarsi di
frane di elevata magnitudo
per dimensione e velocità.
Le gravi conseguenze di
questi fenomeni sono anche
dovute alla crescita della
popolazione, delle strutture
e delle infrastrutture, che
ha comportato un forte
incremento del rischio.
La modellazione delle frane e
delle alluvioni, presupposto indispensabile
alla loro previsione ed alla mitigazione del
rischio conseguente, necessita il contributo
di competenze diversificate, che non
sempre trovano occasioni di confronto e
di discussione. Il CIRIAM, che ha tra i
suoi obiettivi proprio quello di aggregare
ambiti culturali di diversa provenienza
accademica, ha organizzato il 15 febbraio
una giornata di studio nella quale geologi,
geotecnici, idraulici, informatici hanno
presentato i risultati di ricerche di base
e applicate su vari aspetti di interesse
per la comprensione di tali fenomeni,
spaziando dalle precipitazioni alle piene
fluviali, dall’innesco delle frane alla loro
propagazione, dalla genesi dell’evento
catastrofico alla gestione dell’emergenza.
Al termine c’è stata, una
tavola rotonda nella quale
gli esperti si sono confrontati
con rappresentanti delle
istituzioni preposte alla
gestione
del
rischio
idrogeologico. La giornata
di studio è stata organizzata
grazie all’impegno del
comitato direttivo del
CIRIAM, presieduto dal
prof. Luciano Picarelli e
composto dai proff. Furio
Cascetta, Alberto Cavallo, Michele Di
Natale, Roberto Greco, Mario Minale, Dino
Musmarra, con il prezioso aiuto dell’ing.
Emilia Damiano.
luglio/ottobre 2008
Sp ec ia le CIRIAM
responsabilità scientifica è affidata ai
proff. Corrado Gisonni e Alessandro
Mandolini, con il coordinamento
del prof. Michele Di Natale e la
collaborazione di un gruppo di
giovani ingegneri formatisi presso la
nostra Facoltà. I risultati dell’attività
scientifica, che si concluderà entro
il 2008, consentiranno di definire
l’attuale esposizione ai fenomeni di
dissesto idrogeologico che affligge
una importante porzione del territorio
campano. I primi risultati hanno
evidenziato che la realizzazione
di nuove opere di sistemazione ha
comportato, in taluni casi, effetti
non esclusivamente benefici. Questo
conferma l’ esigenza di procedere ad
un sistema di protezione del territorio
basato su un approccio sistematico
e globale, al fine di scongiurare che
la messa in sicurezza di alcune aree
possa comportare l’aumento dei livelli
di rischio in zone adiacenti alle prime.
Centro Interdipartimentale di ricerca in Ingegner ia a mbie nta le
Il Piano Stralcio per l’Assetto
Idrogeologico (PSAI), adottato
dall’Autorità di Bacino Nordoccidentale della Regione Campania
nel 2002, ha lo scopo di studiare i
livelli di rischio del territorio, con
riferimento specifico agli eventi
di natura alluvionale e di dissesto
geologico. Lo stesso PSAI è oggetto
di valutazione periodica, per la
registrazione delle eventuali variazioni
intervenute sul territorio in epoca
successiva al 2002, con lo scopo di
ridefinire il “livello di rischio” nelle
aree dove la realizzazione di interventi
strutturali ha apportato cambiamenti
rispetto alle precedenti valutazioni. In
tale ambito, il CIRIAM ha stipulato
una convenzione per la consulenza
scientifica ai fini dell’aggiornamento
del PSAI, con particolare riferimento
alle problematiche di carattere
idraulico e geotecnico, le cui attività
sono iniziate nel febbraio 2007. La
FI 11
Facoltà di
INGEGNERIA
seconda università
degli studi di napoli
SEDE CENTRALE
(Corsi di Laurea Specialistica e Laboratori)
Presidenza
Via Roma, 29 - Real Casa dell’Annunziata
81031 Aversa (CE)
Telefono
081 5010248
Fax
081 5045804
Sito internet:
www.unina2.it/ingegneria
e-mail
[email protected]
Preside
Prof. Michele Di Natale
Orario di apertura al
pubblico
Lunedì, Mercoledì e Venerdì: ore 09,30-11,30
SEGRETERIA STUDENTI
Via A. Gallo, 36 - 81031 Aversa (CE)
Sede
(futura ubicazione - entro dicembre 2008 - presso la
Facoltà di Ingegneria - Via Roma n.29 - Aversa)
Telefono
081 5039875
Fax
081 5039028
e-mail
[email protected]
Responsabile
Dott. Alessandro Follo
Orario di apertura al
pubblico
Lunedì e Mercoledì ore 13,30-15,30
Martedì, Giovedì e Venerdì: ore 9,00-12,00
CALENDARIO DELLE SCADENZE
DEGLI OBBLIGHI AMMINISTRATIVI PER GLI STUDENTI
01 settembre
Inizio del tempo utile per la presentazione delle seguenti domande:
• Domanda di Immatricolazione (Mod. IM);
• Assegnazione Piano di Studio Individuale;
15 settembre
Inizio del tempo utile per la presentazione delle seguenti domande:
• Domanda di Trasferimento o Passaggio ad altro
Corso di Studio (Modello TP/E e TP/U)
30 ottobre
Termine del tempo utile per la presentazione delle
seguenti domande:
• Domanda di Trasferimento o Passaggio ad altro
Corso di Studio (Modello TP/E e TP/U);
5 novembre
Termine del tempo utile per la presentazione delle
seguenti domande:
• Domanda di Immatricolazione (Mod. IM);
Termine del tempo utile per il pagamento delle seguenti tasse e contributi:
• 1^ rata d’iscrizione e contributo regionale (studenti
in corso e ripetenti);
31 dicembre
Termine del tempo utile per la presentazione delle
seguenti domande:
• Assegnazione Piano di studio Individuale;
Termine del tempo utile per il pagamento delle seguenti tasse e contributi:
• 1^ rata d’iscrizione e contributo regionale (studenti
“fuori corso”);
28 febbraio
30 aprile
Termine del tempo utile per il pagamento delle seguenti tasse e contributi:
• 2^ rata d’iscrizione (per tutti gli studenti iscritti in
Corso, Fuori Corso e Ripetenti)
Termine del tempo utile per il pagamento delle seguenti tasse e contributi:
• III rata d’iscrizione (per tutti gli studenti iscritti in
Corso, Fuori Corso e Ripetenti)
AULARIO
(Corsi di Laurea triennale)
Sede
Viale Michelangelo - 81031 Aversa (CE)
Telefono
081 5010605 / 600
Fax
081 9791134
CORSI DI LAUREA
Referenti
Corsi
(Per informazioni e indicazioni agli studenti sui vari
Corsi di Studio)
Ingegneria
Aerospaziale
prof. Antonio Viviani
e-mail: [email protected]
Telefono: 0815010247
Ingegneria
Civile-Ambientale
prof. Corrado Gisonni
e-mail: [email protected]
Telefono: 0815010220
Ingegneria
Elettronica
prof. Carmine Landi
e-mail: [email protected]
Telefono: 0815010349
Ingegneria
Informatica
prof. Rocco Aversa
e-mail: [email protected]
Telefono: 0815010268
Ingegneria
Meccanica
prof. Andrea Unich
e-mail: [email protected]
Telefono: 0815010287
CORSI DI LAUREA SPECIALISTICA
Corsi
Referenti
Ingegneria
Aerospaziale
prof. Antonio Viviani
e-mail: [email protected] Telefono:
0815010247
Ingegneria
per l’Ambiente
e il Territorio
prof. Dino Musmarra
e-mail: [email protected] Telefono:
0815010400
Ingegneria
Civile
prof. Alberto Mandara
e-mail: [email protected]
Telefono: 0815010216
Ingegneria Elettronica
prof. Luigi Zeni
e-mail: [email protected]
Telefono: 0815010269
Ingegneria
Informatica
prof. Alberto Cavallo
e-mail: [email protected] Telefono:
0815010308
Ingegneria
Meccanica
prof. Sergio Nardini
e-mail: [email protected]
Telefono: 0815010347
(Per informazioni e indicazioni agli studenti sui vari Corsi di Studio)
SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE IN SICUREZZA
Sede
Real Casa dell’Annunziata - Via Roma, 29
81031 Aversa (CE)
Telefono
081 5010381
Fax
081 5010382
e-mail
[email protected]
Direttore
Prof. Michele Di Natale
Istituita con D.R. n° 1450 del 10/05/2006 con i suoi tre poli di Napoli, Grottaminarda e Aversa, persegue l’obiettivo di formare tecnici di alta
qualificazione nel settore della Sicurezza e di fornire agli Enti interessati
un adeguato supporto tecnico – scientifico nella gestione delle complesse
problematiche del settore.
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