seconda università degli studi di napoli Anno II Numero 1 Diffusione Gratuita Luglio/Ottobre 2008 La Facoltà di Ingegneria della SUN, nata nel 1991, si è posta come obiettivo primario la formazione di figure professionali di elevata preparazione culturale. Coltivare le eccellenze e stringere collaborazioni con altre Università e centri di ricerca italiani e stranieri consente alla Facoltà di svolgere appieno la sua funzione formativa e di esercitare il suo ruolo di stimolo dell’innovazione e quindi dello sviluppo del territorio. In questa prospettiva nasce la Scuola di Alta Formazione in Sicurezza sul Lavoro, la cui gestione è affidata alle Facoltà di Ingegneria e di Medicina. Le finalità della Scuola sono lo svolgimento di attività di formazione e ricerca applicata nel settore della Sicurezza, diventato un tema di grande interesse a livello internazionale per le implicazioni sulla tutela della vita umana e dell’ambiente. Facoltà di INGEGNERIA La Facoltà di Ingegneria sceglie la qualità Il numero di iscrizioni cresce costantemente: gli immatricolati sono circa cinquecento all’anno ed il numero totale degli iscritti è di tremila studenti; i laureati sono ad oggi circa duemila. Nel variegato panorama dell’Università italiana, appare opportuna l’iniziativa della Facoltà di certificare la Qualità del proprio processo formativo, secondo la metodologia messa a punto dalla Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane analogamente a quanto accade nel mondo industriale. Secondo la Fondazione CRUI, le Università sono chiamate a realizzare e ad assicurare la Qualità, sia attraverso l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, sia attraverso una adeguata pianificazione, gestione e controllo di tutte le attività tecniche e amministrative coinvolte nella loro attività. La certificazione CRUI della qualità di un Corso di Studi (CdS), ottenuta quest’anno da tutti i Corsi di Laurea della Facoltà, ha lo scopo di attestare, l’adozione, Preside Michele Di Natale da parte del CdS, del Modello CRUI come modello gestionale; tale certificazione mira a valutare il grado di aderenza del progetto formativo ai criteri di rigore nell’impostazione e gestione, e la sua capacità di confrontarsi con tutti gli attori coinvolti a vario titolo nel processo formativo. Il processo di certificazione ha preso il via per consentire la partecipazione al progetto regionale Campus Campania che, allineandosi agli standard europei del settore, richiedeva la certificazione di qualità dei corsi di studio finanziati. Questo è stato lo spunto per un’opera di riesame del nostro progetto formativo e dei nostri obiettivi, che ha consentito, ove necessario, il miglioramento del sistema di gestione dei vari corsi di Laurea. Naturalmente non mancano le ombre, prima fra tutte la carenza di strutture, cui Facoltà ed Ateneo stanno attivamente ponendo rimedio, e il tempo di transito degli studenti in Facoltà, superiore agli obiettivi stabiliti. Tale aspetto è peraltro generalmente condiviso da tutti i CdS operativi in Italia nell’ambito del nuovo ordinamento didattico, secondo quanto riportato nelle più recenti statistiche nazionali. Emergono però anche aspetti positivi, quali il rapporto docenti-allievi e la positiva valutazione dei nostri laureati da parte delle aziende. In Questo Numero: • Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica • Centro Interdipartimentale di ricerca in Ingegneria ambientale • Dipartimento di Ingegneria Civile • Attualità e Progetti • Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica Sicurezza dei veicoli ferroviari Francesco Caputo Il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica (DIAM) della SUN ha assunto un ruolo importante nel processo in atto di trasferimento del know-how sulle problematiche di sicurezza attiva (prevenzione degli incidenti) e passiva (contenimento dei danni in seguito ad un incidente) degli autoveicoli al mondo dei trasporti ferroviari. Per poter affrontare fin dalle prime fasi della progettazione gli aspetti legati alla sicurezza, bisogna servirsi di un approccio metodologico basato su avanzate tecniche CAE (Computer Aided Engineering), finalizzate ad analizzare le prestazioni del veicolo, mediante simulazioni virtuali, con lo scopo di rendere più rapido, economico ed efficace il processo di progettazione del veicolo. Se si considera che tra gli obiettivi progettuali rientra anche quello di garantire ai passeggeri un’adeguata sicurezza passiva al verificarsi di un incidente, è ovvio che la simulazione numerica risulta essere indispensabile, permettendo tra l’altro di valutare in maniera virtuale i danni fisici alle persone. Risulta fondamentale l’apporto dei ricercatori del DIAM, che hanno maturato nel campo della simulazione numerica dei fenomeni di impatto tra veicoli un’esperienza quasi ventennale, garantendo un’adeguata accuratezza ed affidabilità dei risultati delle simulazioni, sia degli strumenti hardware e software necessari ad eseguirle. FI 2 luglio/ottobre 2008 Impianti Industriali: laboratorio di innovazione per le realtà industriali e produttive Roberto Macchiaroli Le attività del settore Impianti Industriali sono attuali e applicabili nel contesto produttivo italiano e comunitario in genere. Le capacità e le metodologie di progettazione, il dimensionamento e la gestione del processo di produzione, gli studi di affidabilità su sistemi complessi, le analisi di rischio su impianti a rischio di incidente, la simulazione di scenari incidentali, la razionalizzazione dei consumi energetici ed il controllo delle immissioni nella biosfera di impianti industriali: l’insieme di queste competenze può essere trasferito dal ristretto campo dell’industria pesante ad un’ampia gamma di applicazioni nella produzione di beni e servizi. Il gruppo di Impianti Industriali attivo presso la Facoltà di Ingegneria della SUN sviluppa le proprie attività, erogate sia in Facoltà sia in collaborazione con vari enti, istituzioni e imprese, nell’ottica di un’integrazione delle competenze specialistiche affiancate da una visione sistemica: studio e analisi di metodi e pratiche per porre le basi del “fare sistema” nell’economia e nel settore industriale e terziario del nostro paese, per lo sviluppo di forti competenze multidisciplinari e manageriali. La propensione a considerare gli impianti reali ed esistenti come il solo laboratorio della propria attività, la stretta sinergia tra le attività più propriamente scientifiche e di ricerca con quelle quotidiane di dimensionamento e gestione degli impianti industriali, la consuetudine all’applicazione delle più moderne tecniche e metodologie nella gestione della produzione industriale rendono particolarmente attuali le competenze presenti in Facoltà, rendendole di fatto immediatamente applicabili in contesti aziendali e produttivi. Fluidodinamica e previsione del clima terrestre Filippo Maria Denaro Lo studio teorico-numerico di problemi di fluidodinamica è argomento a cui si dedicano da anni alcuni tra docenti e dottorandi del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Meccanica. La frequenza con cui appaiono in televisione immagini che utilizzano dei black-box: i codici di calcolo. Ma di simulazioni numeriche che per la loro bellezza i black-box sono affidabili? Per noi è scontato che la è tecnologia non alteri la realtà. Ma sorprendente: ma quanti sarebbero è realmente affidabile un calcolo attratti se, invece di un’immagine numerico colorata, si vedessero le migliaia risposta è nelle attuali discussioni sul di righe del codice di calcolo che clima: l’incertezza regna sovrana. ha prodotto quella immagine? Ci L’affidabilità comportiamo nello stesso modo numerici usati per la fluidodinamica con la tecnologia di ogni giorno: è limitata: è impossibile fare usiamo telefoni cellulari, automobili, previsioni affidabili per un tempo qualsiasi superiore alle 48 ore, figuriamoci attraggono molti spettatori mezzo tecnologico Una simulazione numerica di un fenomeno ignorandone le caratteristiche ed di convezione naturale in mare ingegneristico? degli La algoritmi per mesi od anni! I black-box della il funzionamento, pur essendo circondati da black- simulazione fluidodinamica attendono che nuove box di cui ci serviamo quotidianamente. Anche la generazioni di scienziati forniscano il loro contributo. fluidodinamica numerica vive dell’esistenza di end-user Magari proprio formati nella nostra facoltà! Laboratori di Sistemi Aerospaziali Marco D’Errico Nel corso degli ultimi dieci anni il importanti apparecchiature. Le Laboratorio di Sistemi Aerospaziali principali sono: Camera Pulita è cresciuto e si è arricchito con in classe 10000; Simulatore Spaziale per i test termici in vuoto; Simulatore di Campo Magnetico; Simulatore Solare. stipulato recentemente, che ha lo Il laboratorio diventerà il nucleo di scopo di diventare un punto di una struttura di ricerca congiunta riferimento di eccellenza per lo tra la SUN e CGS, grazie ad un sviluppo di componenti innovativi accordo quadro di collaborazione per applicazioni spaziali. Facoltà di INGEGNERIA Tesi di laurea: gli argomenti La Classe delle lauree in Ingegneria Industriale Presso la Facoltà di Ingegneria della SUN è attiva la Classe delle lauree in Ingegneria Industriale, costituita dai corsi di studi di Ingegneria Aerospaziale e di Ingegneria Meccanica: il percorso di studi è suddiviso in Laurea ed in Laurea Magistrale, già Specialistica. La Laurea, che si consegue dopo tre anni di studi e l’acquisizione di 180 CFU, ha l’obiettivo di assicurare allo studente un’adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, nonché l’acquisizione di specifiche conoscenze professionali. La Laurea Magistrale, che si ottiene dopo due ulteriori anni di corso e il conseguimento di altri 120 CFU, deve fornire allo studente padronanza degli argomenti, capacità di progettazione e di operare in modo autonomo ed un buon livello di capacità di comunicazione. La laurea in Ingegneria Aerospaziale consente una solida formazione di base con conoscenze fisicomatematiche necessarie per la comprensione, la modellazione e la risoluzione, con le metodologie più aggiornate, di problemi ingegneristici tipici dell’ingegneria aerospaziale e spaziale; l’associata Laurea Magistrale permette l’inserimento, a livello locale, nazionale ed internazionale, nelle aree • applicazione dell’ingegneria aerospaziale, delle industrie e centri di ricerca aeronautici e spaziali, enti pubblici e privati, agenzie aerospaziali e astronautiche, linee di trasporto aereo, enti per la gestione del traffico aereo, enti per la gestione di satelliti e missioni spaziali, aeronautica militare e settori aeronautici delle altre armi, industria per la produzione di macchine e apparecchiature in cui sono rilevanti l’aerodinamica e le strutture leggere. La formazione del laureato in Ingegneria Meccanica si propone di coprire le esigenze relative a un vasto spettro di ruoli e di competenze presso imprese produttrici di beni o di servizi, nell’ambito dell’industria manifatturiera in generale e meccanica in particolare, ed in aziende ed enti per la conversione dell’energia, imprese impiantistiche. La Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica è finalizzata al possesso di conoscenze approfondite di fisica-matematica e di capacità di interpretazione e descrizione dei problemi complessi dell’ingegneria meccanica, con approccio intredisciplinare. Il profilo culturale dell’allievo ingegnere aerospaziale e meccanico si completa con lo studio della lingua inglese e con l’utilizzo del computer e di software applicativi. di tecniche AHP (Analytical Hierarchy Process) nella valutazione strategica di decisioni inerenti la localizzazione di impianti industriali, la pianificazione e gestione della filiera logistica (Supply Chain), il bilanciamento dei flussi di produzione in sistemi in linea; • modelli per la gestione dell’obsolescenza in impianti e sistemi tecnologicamente complessi; • modelli il per l’analisi miglioramento ed delle prestazioni di sistemi ferroviari e metropolitani in condizioni di decadimento parziale delle condizioni di servizio dell’infrastruttura; • modelli e metodi per la progettazione e la gestione di sistemi di manutenzione e ricovero di convogli ferroviari e metropolitani. Attività di ricerca con Carlo Gavazzi Space Marco D’Errico Il Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale tenza/eclisse mediante la sua moltiplicazione più possibile il computer di bordo da operazio- e Meccanica della SUN ha un programma di piuttosto che con una sua modifica; la semplici- ni di monitoraggio; la miniaturizzazione, per sviluppo di micro satelliti, tecnologie correla- tà di collegamento, ovvero inserimento sia sul ridurre al minimo massa e ingombro; la ridu- te e strumentazione per la validazione a Terra bus di potenza, sia sul bus dati con il minimo zione di costi; l’alta efficienza di carica/scarica da circa 10 anni. Inoltre le attività di ricerca impatto sul sistema mediante l’utilizzo di inter- sia delle celle della batteria, sia dell’elettronica si sviluppano soprattutto con le principali in- di carica/scarica allo scopo di avere un impatto dustrie o centri di ricerca italiani del settore. più basso sui dimensionamenti di capacità e di In questo modulo, sta sviluppando un’attività area di solar array una volta fissati i requisiti di di customizzazione di una batteria modulare a missione. Allo scopo di soddisfare i requisiti, ioni di litio con elettronica integrata per l’uti- il modulo batteria integra le celle, l’elettronica lizzo potenziale a bordo dei prossimi satelliti di di carica/scarica, elettroniche di sensing di ten- Carlo Gavazzi (la seconda ditta spaziale italia- sione, corrente e temperatura, sia allo scopo di na dopo Thales Alenia Space). In particolare, la inviare dati di telemetria al computer di bordo, batteria è stata sviluppata nell’ottica di utilizzo sia allo scopo di fornire dati per il self-monito- nei futuri sistemi spaziali ad alta modularità ed ring. Per realizzare quest’ultima funzione, sia autonomia (responsive space system) in gra- l’elettronica di potenza che quella di sensing do di supportare missioni avanzate, ad esem- sono monitorate da un micro controller. Per pio in formazione, oltre che missioni spaziali Batteria nel case per test raggiungere gli obiettivi di miniaturizzazione classiche. I criteri generali del progetto sono la facce flessibili; l’autonomia, ovvero capacità di richiesta vengono utilizzati circuiti integrati modularità, allo scopo di permetterne l’utiliz- auto monitorarsi e di azione in caso di funzio- per la gestione della carica/scarica e per la va- zazione in missioni con diversi requisiti di po- namento non previsto, allo scopo di sgravare il riazione della corrente di carica. luglio/ottobre 2008 FI 3 Dipartimento di Ingegneria Civile Un Mare di Energia Diego Vicinanza L e foreste dell’energia elettrica può essere stimato nell’ordine precedono i dei 2000 TWh/anno, che rappresenta circa il 10% dei popoli, i deserti li consumi elettrici mondiali. Oggi, in tutto il mondo, seguono. il più grande problema per l’estrazione dell’energia Questa frase di René elettrica dal moto ondoso è ottenere tecnologie de Chateaubriand affidabili e dai costi contenuti: questo l’obiettivo rappresenta primario della ricerca del Dipartimento di Ingegneria ben l’attuale realtà del Civile della SUN. nostro pianeta. La Il dispositivo in fase di studio sfrutta il principio popolazione mondiale dell’overtopping, della capacità, cioè, di risalita sta aumentando molto dell’onda quando incontra un ostacolo. Il sistema rapidamente, e con utilizza tre serbatoi posizionati uno sull’altro per essa i fabbisogni energetici che, ferme restando le catturare il potenziale energetico: l’onda impattante attuali politiche governative, nel 2030 aumenteranno risale sulla rampa frontale inclinata, fino a perdere del 50% rispetto ad oggi. Il protocollo di Kyoto, che del tutto la sua forza. Inizia così la ridiscesa verso il riguarda la riduzione dei gas serra e delle emissioni mare ma il profilo della stessa rampa ne impedisce inquinanti, è strettamente correlato alla promozione il ritorno delle acque che vengono inghiottite e delle Risorse Energetiche Rinnovabili (RER). intrappolate nelle tre riserve: si costituisce così L’energia delle onde è una risorsa rinnovabile e pulita il carico idraulico. L’acqua, che ormai riempe i il cui contributo potenziale nel mercato mondiale serbatoi, può defluire per il movimento della turbina. Laboratorio di Idraulica Marittima Caterina Eramo e Stefania Di Ronza I l Laboratorio di Idraulica Marittima, ubicato spessore dello strato di sabbia che ricopre il presso la Facoltà di Ingegneria della SUN, fondo della vasca permette di realizzare anche sorge nel centro storico della città di Aversa ed pendenze differenti. La generazione del moto occupa una superice di circa 300 mq. Il sistema ondoso 2-3D avviene mediante l’impiego di sperimentale è composto da una vasca ondogena con sistema di generazione del moto ondoso, da un circuito idraulico per la simulazione della foce, da sistemi di simulazione dell’onda di marea e del fenomeno di subsidenza e dalle relative strumentazioni di misura. La vasca ondogena, Il sistema sperimentale della Facoltà di Ingegneria della SUN permette di indagare fenomeni di idrodinamica e morfodinamica costiera 30 battitori a pale azionati da motori elettrici. I tipi di indagine e le finalità scientifiche del sistema sperimentale del laboratorio lo differenziano da altri Modello fisico del Porto di Castel Volturno conto terzi per problematiche relative alla sistemi simili: vasche e canali progettazione di opere di difesa e portuali. comunemente utilizzati hanno lo Una serie di indagini sperimentali sul modello scopo di verificare l’efficienza fisico tridimensionale relative agli interventi idraulica e strutturale di opere di difesa da realizzare in località Maronti nel 15,70x12,45x1 mt., con un fondo a pendenza portuali o di interventi per la difesa dei litorali. comune di Barano d’Ischia e nelle località costante 1:20 per un tratto di 10 mt. di Il sistema sperimentale della SUN permette di Spinesante e San Francesco nel comune lunghezza. L’opportuno modellamento dello inoltre di indagare anche particolari fenomeni di Forio, sono state condotte nell’ambito di idrodinamica e morfodinamica costiera, delle convenzioni stipulate con la ditta “CEM come l’interazione onde-correnti nelle foci, le S.p.A. Impresa di Costruzioni” e con la variazioni geomorfologiche dei fondali causate “Società Cooperativa – Lavori Marittimi”. da vari tipi di eventi e la valutazione di Ulteriori esperimenti sono stati condotti su fenomeni di dispersione di inquinanti nelle aree commissione della società GESPO S.r.L., costiere. Le attività di ricerca del Laboratorio per la progettazione del porto turistico del si sono negli anni concentrate sullo studio comune di Manfredonia, e per conto della ditta dei fenomeni di subsidenza e di interazione “Mirabella S.pA.” per un marina attrezzato onde-correnti alle foci fluviali, e su attività ubicato a Castelvolturno –Pinetamare. a sezione rettangolare, misura Modello fisico del Porto di Manfredonia FI 4 luglio/ottobre 2008 Facoltà di INGEGNERIA Un sistema di isolamento sismico per abitazione a Gricignano d’Aversa Alberto Mandara T ra le iniziative di rilievo intraprese con la collaborazione della Facoltà di Ingegneria della SUN vi è la recente realizzazione di un edificio dotato di isolamento sismico. Negli ultimi anni si è osservato un consistente progresso scientifico e tecnologico dei sistemi di protezione sismica delle costruzioni, grazie al quale è stato possibile raggiungere livelli di sicurezza impensabili appena pochi anni fa. Le innovazioni si avvalgono prevalentemente di soluzioni basate sul controllo passivo o attivo della risposta strutturale sotto sisma, in pratica sulla riduzione e/o sulla dissipazione dell’energia trasmessa dal terremoto alla costruzione, con lo scopo di attenuarne l’impatto distruttivo sulla stessa. Ne scaturiscono le tecniche cosiddette di isolamento e di dissipazione di energia, con le quali è possibile mitigare i danni prodotti dal terremoto molto più efficacemente che con le tecniche tradizionali di progettazione antisismica. Il numero sempre crescente di applicazioni dimostra senza alcun dubbio che tali soluzioni costituiscono la strada più promettente sia per la realizzazione di nuove costruzioni, che per l’adeguamento di quelle esistenti. L’edificio, ubicato a Gricignano d’Aversa e completato nel 2007, rappresenta un caso del tutto singolare, in cui un lungimirante proprietarioimprenditore dell’agro aversano, con il supporto di professionisti del luogo e con la consulenza tecnicoscientifica offerta congiuntamente dalla SUN e dall’Università Federico II di Napoli, è riuscito nell’ambizioso progetto, di costruire un’abitazione isolata, mostrando in maniera concreta che un’efficace difesa dal terremoto è oggi un obiettivo alla portata di tutti, anche dal punto di vista economico. L’edificio è costituito da due villette unifamiliari in configurazione speculare: presenta un piano seminterrato e tre piani fuori terra con una copertura a falde inclinate. La struttura al di sopra del piano di isolamento è costituita da una doppia intelaiatura di travi e pilastri in c.a. con solai di tipo laterocementizio gettati in opera, mentre la struttura al disotto del piano di isolamento, parzialmente interrata, è costituita da pareti e pilastri in c.a.. Per il sistema di isolamento sono stati adottati dispositivi elastomerici ad elevato smorzamento (HDRB), unitamente a tre appoggi speciali di tipo scorrevole in acciaio e teflon. L’Herculanem Conservation Project ad Ingegneria L o scorso 12 giugno 2008, alle ore 10:00, presso l’Aula delle Colonne della Facoltà di Ingegneria, si è tenuto il seminario su “Il restauro archeologico come strumento per il recupero dell’ambiente costruito: il caso di Ercolano e dell’Herculaneum conservation project”. Il seminario aveva lo scopo di dare rilievo all’attività dell’Herculaneum Conservation Project (HCP) il cui obiettivo principale è quello di sostenere l’attività della Soprintendenza Archeologica di Pompei (SAP), di tutelare e di conservare, di valorizzare e di promuovere la conoscenza, la comprensione e l’apprezzamento da parte del pubblico dell’antico sito di Herculaneum e dei suoi reperti. Gli obiettivi principali del progetto, molto chiaramente evidenziati dai relatori, sono: ridurre il livello di degrado del sito archeologico nel suo insieme, in modo che possa essere in futuro controllato con mezzi sostenibili; sperimentare e avviare strategie di lungo termine per la conservazione, che siano appropriate per Herculaneum e potenzialmente applicabili in siti archeologici simili; elaborare un sistema di documentazione con il fine di agevolare la gestione futura del sito; acquisire nuove conoscenze archeologiche su Herculaneum attraverso il supporto alle attività di conservazione; conservare, documentare, pubblicare e migliorare l’accessibilità ai reperti rinvenuti negli scavi; promuovere una più ampia conoscenza e discussione su Herculaneum fra la comunità scientifica, la popolazione locale ed il grande pubblico. Al dibattito hanno preso parte, fra gli altri, i proff. L.Mollo, V. Puglisi, P. Pesaresi, S. Court, J. Thompson, C. Biggi, R. Greco, L. Picarelli, M. Minale, A. Violano nonché numerosi professionisti presenti. Il seminario nasce da una collaborazione avviata fra del settore scientifico-disciplinare dell’Architettura Tecnica, nella persona dell’ing. Luigi Mollo, con l’Herculaneum Conservation Project e Centro Internazionale per gli Studi di Herculaneum. Tale collaborazione, fortemente sostenuta dal Preside della Facoltà di Ingegneria e dai Direttori del DIC e del CIRIAM, ha già consentito di redigere un lavoro scientifico presentato ad un congresso internazionale e di formalizzare una richiesta di finanziamento alla European Commision per attività di ricerca nell’ambito della Euromed Heritage IV. Malgrado tale richiesta abbia avuto esito negativo, la cooperazione, come testimonia il recente seminario, è più attiva che mai ed è tesa ad avviare ulteriori collaborazioni scientifiche. luglio/ottobre 2008 FI 5 Attualità e Progetti Mens sana in corpore sano: palestra in arrivo L a palestra di Facoltà verrà realizzata sfruttando un terrapieno presente in una zona che attualmente versa in uno stato di notevole degrado (il cortile denominato “Osteria dell’Aquila”). Il progetto tende a recuperare un nuovo spazio, che assuma anche una valenza per la La palestra si sviluppa su una superficie totale di circa 500,00 mq lordi, suddivisi in: • 300,00 mq di aree per attività sportive; • 36,00 mq per gli spogliatoi maschili; Antonio Izzo città di Aversa: la copertura della palestra costituirà la sistemazione di un cortile storico da mettere anche a disposizione della città. Inoltre si creerà una rampa che collegherà il cortile con il terreno dell’Annunziata, che sarà oggetto di un intervento di riqualificazione mediante la realizzazione di aree a verde ed impianti sportivi. • 7,00 mq per il locale primo soccorso; • 7,00 mq per il locale deposito; • 12,00 mq per spogliatoi, docce e WC istruttori uomini • 12,00 mq per spogliatoi, docce e WC istruttori donne • 36,00 mq per gli spogliatoi femminili; • 23,00 mq per docce e wc maschili; • 23,00 mq per docce e wc femminili; Birmingham: diario di viaggio ’avventura del gruppo di stu- L Oronzio Manca per la maggior parte finanziate dalla denti di Ingegneria Meccanica Jaguar: nell’officina si sviluppa un è iniziata con la messa in disponi- veicolo per la formula SAE; gli stu- bilità di fondi della Facoltà mira- denti lavorano manualmente sui ti alla realizzazione di progetti pro- vari componenti e provano i motori. posti dagli stessi studenti. Vagliato Siamo quindi pronti per visitare una dalla Commissione di Facoltà e poi parte dell’Interdisciplinary Reasearch approvato dal Consiglio di Facoltà, Centre (IRC) in Materials Processing, il progetto per un viaggio studi a guidati dal Dr. Joseph Buhagiar. Birmingham, organizzato da Vincenzo Interessato alle attività del centro, mi Fardella, è divenuto realtà sabato 24 rivolgo alla Dr. Bhangal, responsa- febbraio 2007. La giornata di dome- bile dell’ufficio Internazionale per la nica è dedicata alla visita della città: mobilità degli studenti, per stringere vediamo il Canal, zona ristrutturata e un accordo di scambio nell’ambito del vivace; Colmor Row, con la sua catte- progetto Erasmus. drale protestante; il Bullring, nuovissi- Martedì 27, come da programma, mo centro commerciale. L’indomani, si visita la fabbrica di cioccolato lunedì 26, raggiungiamo l’Universi- Cadbury, per osservare i macchinari ty of Birmingham, dove ci accolgo- ed i processi produttivi dell’azienda. no miss Helen Booth ed il Dr. Lin, Dopo, visita al museo della scienza, Director of International Exchange il Thinktank Museum: una combina- Programme. Da qui comincia la visita zione di scienza e intrattenimento di del Department of Mechanical and notevole impatto. Il ritorno, merco- Manufacturing Engineering. Il primo ledì 28, è carico di soddisfazione, e laboratorio è il Vehicle Technology di aspettative per una collaborazione Research Centre, le cui attività sono futura. FI 6 luglio/ottobre 2008 Approvato il nuovo Testo Unico I l nuovo testo unificato sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, approvato con D.Lgs. n.81 del 9 aprile 2008 ed entrato in vigore il 15 maggio 2008, comprende anche le norme riguardanti la sicurezza nei cantieri mobili. Tale materia era regolamentata dal D.Lgs. 494/96 che è stato abrogato dal T.U. Tra le novità introdotte dal T.U. c’è la modifica dei contenuti minimi e delle modalità di svolgimento dei corsi di formazione necessari per poter svolgere le funzioni di coordinatore della sicurezza nei cantieri mobili; in particolare il T.U. prevede il limite massimo di 30 partecipanti per ogni corso, la presenza minima pari al 90% delle ore di lezioni, delle prove di verifica, una prova conclusiva finalizzata a verificare le competenze cognitive e l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale di 40 ore. Le ore complessive di lezioni previste per questi corsi, pari a 120, sono state confermate. Di contro è stato modificato il programma del corso che Antonio Izzo adesso è più dettagliato e prevede anche una parte pratica con esempi di piani di sicurezza e simulazione del ruolo del coordinatore in fase di esecuzione. Gli incidenti sul lavoro di susseguono senza interruzioni, nonostante tutti gli sforzi del legislatore. La scuola di Alta Formazione sulla Sicurezza della SUN, presso la Facoltà di Ingegneria, oltre ai corsi per addetto e responsabile del servizio di prevenzione e protezione (ASPP e RSPP), ha attivato anche quelli per coordinatori nei cantieri conformi alla nuova normativa, coinvolgendo, oltre alle proprie competenze interne, anche docenti esperti provenienti dal mondo del lavoro pubblico, privato e liberi professionisti. La risposta in termini di partecipazione è stata confortante tanto che si è reso necessario avviare due corsi paralleli. Le prescrizioni per i nuovi corsi sono sempre aperte. L’avvio dei nuovi corsi avverrà al raggiungimento di un minimo di 25 preiscrizioni. Facoltà di INGEGNERIA Inaugurazione Aula Magna S i è svolta il 26 maggio la cerimonia di inaugurazione dell’Aula magna della Facoltà di Ingegneria. Presenti all’evento il preside Michele di Natale, il rettore della Sun Francesco Rossi, l’assessore regionale all’Università ed alla Ricerca scientifica Nicola Mazzocca, il Direttore generale Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mario Alì, il presidente della Provincia di Caserta Sandro De Franciscis, il sindaco di Aversa Domenico Ciaramella. Ha aperto i lavori il Preside Michele Di Natale: “L’intitolazione dell’Aula Magna alla memoria del professore Antonio Ruberti, aversano, ingegnere e ricercatore, uomo politico di grande sensibilità e costruttore di un nuovo moderno modello di università europea, è un privilegio per la nostra Facoltà. La finalità dell’Università non è solo quella di fornire ai nostri giovani competenze professionali, ma di trasmettere insieme a queste anche la forza dei valori che fanno divenire i saperi cultura della vita. Con questi sentimenti la Facoltà ha ritenuto importante l’accensione di una lampada perenne, che ricordasse a tutti i grandi ideali verso cui dobbiamo sentirci attratti, guidati dall’esempio del professor Ruberti”. Un saluto sentito quello del Rettore Francesco Rossi: “Un cammino in salita, quello di questo Ateneo, che sta crescendo su un territorio non facile ma che nonostante tutto, ancora una volta, segna un traguardo importante. Il completamento degli interventi edilizi è infatti uno dei nostri principali obiettivi nella Facoltà di Ingegneria ed ora, con l’inaugurazione di questa prestigiosa Aula Magna intitolata ad Antonio Ruberti, possiamo dire di aver raggiunto un primo, importante, risultato”. Con enfasi il Direttore generale Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mario Alì ha ricordato Ruberti: “Voglio ricordare il Prof. Ruberti come l’uomo che trasmetteva entusiasmo, l’uomo che perdonava gli errori dicendo “sbaglia chi lavora”, o “il meglio è nemico del bene”, l’uomo che usava ripetere: “il tempo è una risorsa non rinnovabile”. Laboratorio Musicale “Amo la Musica” P resso la Facoltà di Ingegneria è nato il Laboratorio Musicale “Amo la Musica”. Il progetto, approvato dalla Regione Campania il 18/04/2008, si inserisce nell’ambito di tutela e miglioramento della qualità dei servizi per gli studenti, con particolare riferimento alla sensibilizzazione della musica. Il progetto promuove l’acquisizione di strumenti operativi volti ad una fruizione consapevole ed attiva della cultura musicale: la costituzione di u coro per musica leggera, un coro polifonico e un gruppo strumentale per accompagnamento canoro sono gli obiettivi. Alle attività si accompagna una parte formativa orientata all’acquisizione di un linguaggio specifico, quale premessa metodologica imprescindibile. Il percorso artistico, storico e antropologico, costrutto sociale, cura del corpo e dello spirito, rappresenta un’importante azione culturale per il completamento ed il miglioramento del percorso formativo offerto agli studenti. Il programma delle attività prevede la comprensione del linguaggio musicale, la teoria musicale, il solfeggio parlato, il dettato ritmico e melodico e la lettura di uno spartito. Ulteriori obiettivi del Laboratorio sono la formazione di un Gruppo Corale che esegua musica moderna e canti dal repertorio, l’istituzione di un Coro Polifonico per l’esecuzione di brani di autori classici. La pratica strumentale ha lo scopo di educare al riconoscimento del timbro dei vari strumenti musicali e di portare all’esecuzione di brani con vari strumenti musicali. Opuscolo degli interventi Mostra di Pittura Si è svolta il 21 gennaio presso la Facoltà di Ingegneria della Seconda Università di Napoli la mostra di pittura, fotografia e scultura “Arte e Scienza”, durante la quale 10 artisti campani: R. Barisani, A. Borlenghi, Gerardo Di Fiore, Carmine di Ruggiero, Fabio Donato, Edoardo Ferrigno, Antonio Izzo, Levina Maddalena, Enea Mancino, Luciano Scateni hanno esposto le loro opere. L’iniziativa si inserisce nel panorama delle attività culturali della Facoltà, nell’ambito delle quali un ampio spazio è dedicato anche alla dialettica Arte e Scienza. Tale dialettica appare particolarmente stimolante nel contesto culturale dell’ingegneria dove l’essenza del pensiero si manifesta attraverso l’opera dell’“ingegno”, e quest’ultimo in qualche modo può ricondursi proprio ad una meravigliosa sintesi tra il rigore della Scienza e la creatività dell’Arte. luglio/ottobre 2008 FI 7 Dipartimento di Ingegneria Informatica Fibre Ottiche: il lavoro del gruppo di Optoelettronica Luigi Zeni Banco ottico Sala SEM Laser Micromachining Oltre che nel campo delle telecomunicazioni, le fibre ottiche sono usate da tempo anche nella realizzazione di sensori per le loro proprietà di minima invasività, elevata sensibilità, sostanziale immunità alle interferenze elettromagnetiche, elevato grado di integrabilità con le strutture da controllare, resistenza alla corrosione e facilità di multiplexing. Particolare attenzione hanno ricevuto negli ultimi anni i sensori a carattere distribuito e su elevate distanze. Tra questi emergono i sensori in fibra ottica basati sullo scattering di Brillouin (sensori di tipo Brillouin), dove l’elemento sensibile è l’intera fibra ed il cui studio ed implementazione sono oggetto di recenti ricerche. Il grande vantaggio di questi sensori sta nella possibilità di monitorare in modo continuo la grandezza di interesse su tutta l’area di interesse. In questo modo un solo sensore, costituito da una semplice fibra standard per telecomunicazioni, può essere utilizzato per realizzare simultaneamente centinaia o migliaia punti di misura, laddove il raggiungimento di tale obiettivo mediante l’uso di sensori puntuali richiederebbe l’utilizzo di un enorme numero di sensori, con costi e ingombri proibitivi. In tale ambito, il gruppo di Optoelettronica del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, coordinato dal Prof. Luigi Zeni, ha attivato diversi programmi di ricerca e collaborazioni con istituti di ricerca a livello nazionale ed internazionale, tra cui il Dipartimento di Ingegneria Strutturale dell’Università di Napoli Federico II, l’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente del CNR, l’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’Università di Salerno, la Scuola Superiore di Studi Universitari e Perfezionamento Sant’Anna di Pisa, l’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne (Svizzera) e il Federal Institute for Materials Research and Testing (BAM) di Berlino (Germania). Le attività in corso riguardano principalmente il monitoraggio delle deformazioni in ponti e dighe nonché il controllo dei profili di temperatura in aree vulcaniche. Queste attività sono cofinanziate dal MIUR nell’ambito del programma PRIN 2005 e sono inserite nel progetto COST “Optical Fibers for New Challenges Facing the Information Society” dell’Unione Europea. Un muro è trasparente? Adriana Brancaccio U n materiale è trasparente se la luce può attraversarlo, come il vetro. La visione di un oggetto attraverso una lastra di vetro è possibile grazie alla trasparenza, ma sono necessari anche altri tre “ingredienti”: il primo è la luce che colpisce; il secondo sono gli occhi; il terzo è il cervello, che “elabora” il segnale luminoso ricevuto e produce un’immagine di ciò che c’è dietro al vetro. La luce è una radiazione elettromagnetica alla frequenza di migliaia di Terahertz (1 Terahertz è uguale a 1012 Hertz). Molti materiali non sono traspa- renti alla luce, ma possono essere attraversati dalle microonde, che sono onde elettromagnetiche alla frequenza di centinaia di Megahertz (1 Megahertz è uguale 106 Hertz): un esempio pratico è il telefono cellulare, che funziona nella banda delle microonde e riesce a ricevere anche in una stanza senza finestre. E’ possibile usare le microonde per “vedere attraverso i muri” e gli “ingredienti” necessari sono quelli suddetti: luce, in questo caso una sorgente di onde elettromagnetiche; occhi, cioè una o più antenne riceventi; cervello, cioè un computer che elabori i dati e fornisca un’ immagine. Su questo principio si basano i georadar, radar speciali, fatti per guardare dentro i mezzi materiali. Le immagini ottenute non sono paragonabili a quelle ottiche: una migliore risoluzione dipende da una più alta frequenza. A microonde, la risoluzione ottenibile è dell’ordine della decina di centimetri. Nonostante que- sto, con un georadar si può rilevare la presenza di persone, o oggetti, posti dietro muri o anche sottoterra. I georadar sono strumenti già in commercio, usati fra l’altro dai reparti scientifici della Polizia e dei Carabinieri per cercare corpi o oggetti sepolti, o cavità usate come nascondigli. Unico punto debole di questa tecnologia è la resa non facilmente interpretabile dell’immagine: è su questo che si concentra la ricerca del Gruppo di Elettromagnetismo della Facoltà di Ingegneria della SUN. Lo studio di modelli matematici della diffusione elettromagnetica e lo svolgimento di esperimenti presso il Laboratorio di Diagnostica Elettromagnetica sono rivolti alla produzione di immagini maggiormente chiare e oggettive. Molti laureati del Corso di Laurea in Ingegneria Elettronica si sono cimentati, nel loro lavoro di tesi, con l’uso di un georadar, con la progettazione di campagne di misura e con l’elaborazione dei dati. persona nascosta “al di là” del muro l’immagine “grezza” della persona l’immagine “elaborata” della persona FI 8 luglio/ottobre 2008 Facoltà di INGEGNERIA La Chimica: se la conosci non ti uccide, anzi... Elettronica per l’ambiente e la mobilità: i microcircuiti RF Antonio Buonomo, Luigi Zeni, Alessandro Lo Schiavo Da circa dieci anni il Gruppo di Ricerca in Microelettronica della Facoltà di Ingegneria della SUN è impegnato nella progettazione dei circuiti a radiofrequenza per terminali intelligenti come palmari, cellulari, smart-sensors etc. Il crescente bisogno di condivisione e scambio delle informazioni sviluppato dalla società post-industriale trova una naturale conseguenza nell’ampia domanda di sistemi per la comunicazione a distanza, volti a liberare l’utente da vincoli geografici attraverso il wireless. Le tecnologie elettroniche ad alto impatto sociale, che hanno reso possibile la diffusione su scala mondiale di apparati di comunicazioni senza fili, hanno il loro cuore nell’hardware dei circuiti elettronici a radiofrequenza. In particolare sui microcircuiti analogici di interfaccia con le antenne rice-trasmittenti è concentrata l’attività di ricerca del Gruppo di Microelettronica, coordinato dal Prof. Antonio Buonomo, orientata allo sviluppo di nuovi modelli descrittivi, all’individuazione di innovative metodologie di progettazione ed alla simulazione numerica dei principali componenti dei circuiti a radiofrequenza, tra i quali spiccano gli oscillatori controllati in tensione (VCO), gli anelli ad aggancio di fase (PLL) e gli amplificatori a basso rumore (LNA). L’attività del Gruppo di Microelettronica, Michelina Catauro che ha ricevuto tra l’altro finanziamenti per progetti di ricerca di interesse nazionale FIRB, PON, PRIN e per il Centro Regionale ICT, è inserita nell’ambito una rete nazionale ed internazionale di collegamenti scientifici con importanti centri di ricerca come il Politecnico di Milano, il laboratorio di Microelettronica di Pavia, l’Università di Roma ‘La Sapienza’, l’Università di Genova, l’Ecole Polytechnique Federale de Lausanne (Svizzera) e l’University College di Cork (Irlanda). In tale contesto, il Gruppo di Ricerca si è distinto per aver concepito nuove metodologie di analisi che affondano le loro radici in studi dell’inizio del secolo scorso ed averne mostrato l’applicazione ragionata all’analisi ed alla progettazione di micro e nano circuiti integrati. Infine, la ricerca analitica e metodologica sviluppata dal Gruppo è sostenuta da una significativa attività di simulazione e di sperimentazione svolta presso il laboratorio di Microelettronica del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, con una dotazione strumentale di circa 150.000 Euro, che include tra l’altro un analizzatore di spettro a 6.7GHz con phase noise measurement personality, un analizzatore di rete/spettro/impedenza a 1.8GHz, un generatore di segnali RF a 2GHz, un oscilloscopio a 1GHz, un analizzatore di stati logici standalone a 800MHz. La chimica nella nostra Facoltà è un insegnamento rivolto a tutti i corsi di laurea. E’ inserito al primo semestre del primo anno. Essa, come è noto, è la scienza che descrive la materia, le sue proprietà e le trasformazioni che subisce, insieme alle variazioni energetiche che accompagnano questi processi. E’ doloroso apprendere come si commettano gravi errori e/o si peggiorino situazioni per pura ignoranza di questa stupenda e complessa materia. Un Ingegnere non può calcolare e progettare utilizzando materiali senza avere, al contempo, l’adeguata conoscenza delle reazioni e trasformazioni chimiche cui sono soggetti i materiali stessi. La migliore comprensione dei concetti teorici di chimica generale è attuata attraverso la partecipazione attiva alle esercitazioni pratiche presso il laboratorio didattico di base allestito recentemente proprio per il perseguimento di tale obiettivo. Progetto DEXMART: un robot all’avanguardia Giuseppe De Maria, Ciro Natale Il progetto internazionale di robotica Dexmart l’Università di Bologna Alma Mater, la Saarland (DEXterous and autonomous dual-arm/hand ro- University (Germania), l’FZI di Karlsruhe (Ger- botic manipulation with SMART sensory-motor mania), il DLR di Oberpfaffenhofen (Germania), skills: A bridge from natural to artificial cogni- il CNRS-LAAS di Toulouse (Francia) e OMG- tion), finanziato dal 7° Programma Quadro ha Vicon di Oxford (UK). Il coordinatore dell’Unità avuto inizio il 1 febbraio 2008. Protagonisti del di Ricerca del Dipartimento di Ingegneria dell’In- progetto quadriennale, finanziato per 6.3 milioni formazione della SUN è il professore Giuseppe di euro, sono l’Università di Napoli Federico II De Maria, ordinario di Automatica. Il progetto (coordinatore), la Seconda Università di Napoli, ha l’ambizione di colmare il divario tra l’uso dei robot in ambienti industriali e quello nell’ambiente quotidiano per applicazioni di servizio agli uomini. Per vincere la sfida Dexmart si propone di sviluppare un sistema robotico complesso con il coordinamento di competenze multidisciplinari due braccia e due mani artificiali, in grado di ma- che dovranno essere impegnate per la progetta- nipolare con la stessa destrezza e autonomia di un zione e lo sviluppo sia di algoritmi di controllo uomo oggetti di dimensioni, forma e peso diversi. altamente innovativi che di sistemi di percezione Il robot dovrà essere capace di reagire a situazio- e azione basati su tecnologie non convenzionali. ni inattese e acquisire nuove abilità attraverso un I risultati attesi di Dexmart apriranno la strada al procedimento di continuo apprendimento. trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca Raggiungere un così ambizioso obiettivo richiede scientifica alle imprese. luglio/ottobre 2008 FI 9 Block notes Attività periodiche L’Ufficio sarà responsabile della organizzazione di alcune iniziative periodiche quali: seminari per laureandi e neolaureati per la preparazione del Curriculum (3 all’anno); seminari di esponenti dell’industria presso la Facoltà rivolti agli studenti (su richiesta); una manifestazione annuale organizzata presso la Facoltà con la partecipazione delle aziende del territorio. Facoltà di INGEGNERIA Direttore Editoriale Michele Di Natale Direttore Responsabile Loredana Guida [email protected] Coordinatrice di redazione Rosalba Liguori Redazione Real Casa dell’Annunziata via Roma, 29 - Aversa (CE) In redazione Edoardo Ciardiello Simona Denis Stampa Grafica Nappa - Aversa Realizzazione editoriale a cura di Per contatti 328/3090442 www.guidaediting.it Supplemento al n°1/08 di “Città del Sole” Reg. n° 672/2007 Tribunale di Santa Maria Capua Vetere FI 10 luglio/ottobre 2008 UNITI/Ingegneria: uno sportello-lavoro per i neolaureati della SUN Francesco Palmieri Presso la Facoltà di Ingegneria della SUN viene istituito l’Ufficio UNITI-Ingegneria allo scopo di promuovere e fornire servizi per favorire l’incontro e l’integrazione tra la Facoltà di Ingegneria, Imprese, Ordini Professionali, Enti Locali e più in generale con il mondo del lavoro e delle professioni. In particolare UNITI-Ingegneria promuove attività di interazione e informazione per imprese e ordini professionali per una migliore integrazione dei laureati e dei percorsi formativi con le prospettive e le necessità occupazionali del territorio; promuove attività di informazione e di avviamento al lavoro per gli studenti ed i neolaureati; costituisce un punto di riferimento per tutti gli ex-allievi di questa Facoltà incoraggiandone l’interazione dopo la laurea anche durante la vita professionale. L’istituzione dell’Ufficio, che andrà in funzione nei primi giorni di ottobre del 2008, serve a dare attuazione ad alcune delle attività previste dal Protocollo d’Intesa UNITIIngegneria tra la Facoltà di Ingegneria della Seconda Università di Napoli, Confindustria Caserta, La Camera di Commercio di Caserta, L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta, siglato in data 15 maggio 2007 presso la Facoltà di Ingegneria. La responsabilità dell’Ufficio UNITI-Ingegneria è del Preside della Facoltà. Le attività si avvalgono della collaborazione diretta di una Commissione Permanente di Facoltà nominata dal Preside che designa un suo delegato. Le funzioni dell’ufficio UNITI-Ingegneria sono discusse nel Comitato Direttivo UNITI-Ingegneria, che ha scopi di indirizzo ed è composto dalla commissione di Facoltà nella sua interezza e da un rappresentante per ogni ente firmatario del Protocollo d’intesa. E’ istituito un portale web UNITI-Ingegneria direttamente accessibile dal portale generale di Facoltà per fornire informazioni quali: funzionamento, localizzazione e contatti dell’Ufficio UNITI-Ingegneria; accesso a statistiche sull’occupazione locale e nazionale; link a siti nazionali quali AlmaLaurea e altre iniziative analoghe; accesso controllato alla banca dati Laureati; accesso controllato alle banche dati delle aziende. L’Ufficio è dotato di una Banca Dati che include tutti i Laureati della Facoltà di Ingegneria della SUN dalla sua istituzione. L’Ufficio provvede a contattare i Laureati e richiedere l’aggiornamento dei loro dati con informazioni correnti sull’occupazione. L’Ufficio UNITI-Ingegneria si doterà di un accesso alle banche dati delle aziende del territorio in collaborazione con Confindustria, Camera di Commercio ed Associazioni territoriali. E’ in fase di studio la possibilità di dotare l’ufficio anche di una banca dati aziende di Facoltà. Manager Didattico: una figura al servizio degli studenti La Facoltà di Ingegneria, nell’ambito delle attività del progetto Campus Campania, ha istituito la figura del Manager Didattico. Compito di questa figura professionale è quella di coordinare l’offerta formativa, erogare informazioni aggiornate sull’accesso ai corsi, impostare, coordinare e gestire le attività dei tirocini formativi presso aziende ed Enti pubblici. Dal mese di Maggio, sono operativi i manager didattici per le Classi delle Lauree in Ingegneria Civile e Ambientale, Ingegneria Industriale e Ingegneria dell’Informazione. Facoltà di INGEGNERIA Una convenzione tra il CIRIAM ed Autorità di Bacino Nord-occidentale della Regione Campania Corrado Gisonni immagine relativa alla simulazione di un evento di “colata fangosa” che si manifesti in prossimità di un centro abitato. L’immagine riproduce gli effetti di una ipotetica colata fangosa (fenomeno simile a quelli manifestatisi a Sarno nel 1998) che, provenendo da un versante, può interessare il centro abitato posto nelle vicinanze. Lo studio è stato effettuato mediante un modello numerico bidimensionale, concepito per lo studio di flussi misti acqua-terreno, e consente di definire la “mappa della pericolosità” nell’area in esame. In particolare l’immagine illustra i diversi livelli di pericolosità valutati, che vanno dal livello più alto di “elevata pericolosità” (zone campite con colore rosso) al livello più basso di “pericolosità moderata” (zone campite con colore giallo). Le miscele acqua-terreno: alluvioni, flussi iperconcentrati e colate di fango Luciano Picarelli, Mario Minale, Roberto Greco In Italia, ed in particolare in Campania, gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da eventi meteorici estremamente intensi, che hanno provocato catastrofici fenomeni alluvionali e di frana. La natura delle precipitazioni, sempre più concentrate ed intense, ha favorito il verificarsi di frane di elevata magnitudo per dimensione e velocità. Le gravi conseguenze di questi fenomeni sono anche dovute alla crescita della popolazione, delle strutture e delle infrastrutture, che ha comportato un forte incremento del rischio. La modellazione delle frane e delle alluvioni, presupposto indispensabile alla loro previsione ed alla mitigazione del rischio conseguente, necessita il contributo di competenze diversificate, che non sempre trovano occasioni di confronto e di discussione. Il CIRIAM, che ha tra i suoi obiettivi proprio quello di aggregare ambiti culturali di diversa provenienza accademica, ha organizzato il 15 febbraio una giornata di studio nella quale geologi, geotecnici, idraulici, informatici hanno presentato i risultati di ricerche di base e applicate su vari aspetti di interesse per la comprensione di tali fenomeni, spaziando dalle precipitazioni alle piene fluviali, dall’innesco delle frane alla loro propagazione, dalla genesi dell’evento catastrofico alla gestione dell’emergenza. Al termine c’è stata, una tavola rotonda nella quale gli esperti si sono confrontati con rappresentanti delle istituzioni preposte alla gestione del rischio idrogeologico. La giornata di studio è stata organizzata grazie all’impegno del comitato direttivo del CIRIAM, presieduto dal prof. Luciano Picarelli e composto dai proff. Furio Cascetta, Alberto Cavallo, Michele Di Natale, Roberto Greco, Mario Minale, Dino Musmarra, con il prezioso aiuto dell’ing. Emilia Damiano. luglio/ottobre 2008 Sp ec ia le CIRIAM responsabilità scientifica è affidata ai proff. Corrado Gisonni e Alessandro Mandolini, con il coordinamento del prof. Michele Di Natale e la collaborazione di un gruppo di giovani ingegneri formatisi presso la nostra Facoltà. I risultati dell’attività scientifica, che si concluderà entro il 2008, consentiranno di definire l’attuale esposizione ai fenomeni di dissesto idrogeologico che affligge una importante porzione del territorio campano. I primi risultati hanno evidenziato che la realizzazione di nuove opere di sistemazione ha comportato, in taluni casi, effetti non esclusivamente benefici. Questo conferma l’ esigenza di procedere ad un sistema di protezione del territorio basato su un approccio sistematico e globale, al fine di scongiurare che la messa in sicurezza di alcune aree possa comportare l’aumento dei livelli di rischio in zone adiacenti alle prime. Centro Interdipartimentale di ricerca in Ingegner ia a mbie nta le Il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PSAI), adottato dall’Autorità di Bacino Nordoccidentale della Regione Campania nel 2002, ha lo scopo di studiare i livelli di rischio del territorio, con riferimento specifico agli eventi di natura alluvionale e di dissesto geologico. Lo stesso PSAI è oggetto di valutazione periodica, per la registrazione delle eventuali variazioni intervenute sul territorio in epoca successiva al 2002, con lo scopo di ridefinire il “livello di rischio” nelle aree dove la realizzazione di interventi strutturali ha apportato cambiamenti rispetto alle precedenti valutazioni. In tale ambito, il CIRIAM ha stipulato una convenzione per la consulenza scientifica ai fini dell’aggiornamento del PSAI, con particolare riferimento alle problematiche di carattere idraulico e geotecnico, le cui attività sono iniziate nel febbraio 2007. La FI 11 Facoltà di INGEGNERIA seconda università degli studi di napoli SEDE CENTRALE (Corsi di Laurea Specialistica e Laboratori) Presidenza Via Roma, 29 - Real Casa dell’Annunziata 81031 Aversa (CE) Telefono 081 5010248 Fax 081 5045804 Sito internet: www.unina2.it/ingegneria e-mail [email protected] Preside Prof. Michele Di Natale Orario di apertura al pubblico Lunedì, Mercoledì e Venerdì: ore 09,30-11,30 SEGRETERIA STUDENTI Via A. Gallo, 36 - 81031 Aversa (CE) Sede (futura ubicazione - entro dicembre 2008 - presso la Facoltà di Ingegneria - Via Roma n.29 - Aversa) Telefono 081 5039875 Fax 081 5039028 e-mail [email protected] Responsabile Dott. Alessandro Follo Orario di apertura al pubblico Lunedì e Mercoledì ore 13,30-15,30 Martedì, Giovedì e Venerdì: ore 9,00-12,00 CALENDARIO DELLE SCADENZE DEGLI OBBLIGHI AMMINISTRATIVI PER GLI STUDENTI 01 settembre Inizio del tempo utile per la presentazione delle seguenti domande: • Domanda di Immatricolazione (Mod. IM); • Assegnazione Piano di Studio Individuale; 15 settembre Inizio del tempo utile per la presentazione delle seguenti domande: • Domanda di Trasferimento o Passaggio ad altro Corso di Studio (Modello TP/E e TP/U) 30 ottobre Termine del tempo utile per la presentazione delle seguenti domande: • Domanda di Trasferimento o Passaggio ad altro Corso di Studio (Modello TP/E e TP/U); 5 novembre Termine del tempo utile per la presentazione delle seguenti domande: • Domanda di Immatricolazione (Mod. IM); Termine del tempo utile per il pagamento delle seguenti tasse e contributi: • 1^ rata d’iscrizione e contributo regionale (studenti in corso e ripetenti); 31 dicembre Termine del tempo utile per la presentazione delle seguenti domande: • Assegnazione Piano di studio Individuale; Termine del tempo utile per il pagamento delle seguenti tasse e contributi: • 1^ rata d’iscrizione e contributo regionale (studenti “fuori corso”); 28 febbraio 30 aprile Termine del tempo utile per il pagamento delle seguenti tasse e contributi: • 2^ rata d’iscrizione (per tutti gli studenti iscritti in Corso, Fuori Corso e Ripetenti) Termine del tempo utile per il pagamento delle seguenti tasse e contributi: • III rata d’iscrizione (per tutti gli studenti iscritti in Corso, Fuori Corso e Ripetenti) AULARIO (Corsi di Laurea triennale) Sede Viale Michelangelo - 81031 Aversa (CE) Telefono 081 5010605 / 600 Fax 081 9791134 CORSI DI LAUREA Referenti Corsi (Per informazioni e indicazioni agli studenti sui vari Corsi di Studio) Ingegneria Aerospaziale prof. Antonio Viviani e-mail: [email protected] Telefono: 0815010247 Ingegneria Civile-Ambientale prof. Corrado Gisonni e-mail: [email protected] Telefono: 0815010220 Ingegneria Elettronica prof. Carmine Landi e-mail: [email protected] Telefono: 0815010349 Ingegneria Informatica prof. Rocco Aversa e-mail: [email protected] Telefono: 0815010268 Ingegneria Meccanica prof. Andrea Unich e-mail: [email protected] Telefono: 0815010287 CORSI DI LAUREA SPECIALISTICA Corsi Referenti Ingegneria Aerospaziale prof. Antonio Viviani e-mail: [email protected] Telefono: 0815010247 Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio prof. Dino Musmarra e-mail: [email protected] Telefono: 0815010400 Ingegneria Civile prof. Alberto Mandara e-mail: [email protected] Telefono: 0815010216 Ingegneria Elettronica prof. Luigi Zeni e-mail: [email protected] Telefono: 0815010269 Ingegneria Informatica prof. Alberto Cavallo e-mail: [email protected] Telefono: 0815010308 Ingegneria Meccanica prof. Sergio Nardini e-mail: [email protected] Telefono: 0815010347 (Per informazioni e indicazioni agli studenti sui vari Corsi di Studio) SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE IN SICUREZZA Sede Real Casa dell’Annunziata - Via Roma, 29 81031 Aversa (CE) Telefono 081 5010381 Fax 081 5010382 e-mail [email protected] Direttore Prof. Michele Di Natale Istituita con D.R. n° 1450 del 10/05/2006 con i suoi tre poli di Napoli, Grottaminarda e Aversa, persegue l’obiettivo di formare tecnici di alta qualificazione nel settore della Sicurezza e di fornire agli Enti interessati un adeguato supporto tecnico – scientifico nella gestione delle complesse problematiche del settore.