Settimanale di
20 settembre 2013
attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti ANNO XIV N. 33
Spedizione in Abbonamento
Postale Regime libero Modena
tassa riscossa, Tax percue.
Autorizzazione della Filiale
di Modena Poste Italiane spa
a soli
€ 0.50
in edicola
Valentina Rovatti
io scommetto sul centro
E’ ufficiale l’alleanza tra
gaudì e denny rose
matteo macchioni in
concerto dopo il sisma
valentina rovatti non ci sta ad
arrendersi alla crisi del commercio.
rifà il look a ofy, il suo negozio,
riaprendo in via aldrovandi e
continuando a scommettere sul centro storico.
il 21 settembre torna
carpi c’è - festa in centro
20.09.2013 n° 33
2
Libri
da non perdere!
L’avversario
Di Emmanuel Carrère
D
ella perfezione morale, la grande letteratura, non sa che
farsene. Ama al contrario scandagliare le fratture, i recessi
in cui sovente l’umano sprofonda. Non è alla ricerca di
personaggi perfetti, candidati alla santità, esempi di rettitudine. La
vera letteratura – narrativa cioè, composta con il fine di raccontare
qualcosa di significativo più che di vendere un prodotto - cammina
sui baratri, sui margini, alla ricerca di quei limiti sui quali precipita, scivolando, quell’accozzaglia di contraddizioni e misteri che
definiamo convenzionalmente essere umano. Non la certezza
morale, ma il dubbio; non la vittoria sulle proprie pulsioni ma la
lotta; la sconfitta, spesso. Il 9 gennaio Jean-Claude Romand,
uomo mite, marito, padre e collega esemplare, uccide la moglie e i
due figli. Il giorno successivo fa lo stesso con i due anziani genitori
e il loro cane; incendia infine la propria abitazione cercando, senza
successo, di suicidarsi. Salvato, nega inizialmente ogni accusa, per
poi confessare dopo pochi giorni, inchiodato dall’inconfutabilità delle prove. Dall’inchiesta che ne
segue emerge come, per diciotto anni, Romand abbia mentito alla famiglia, ai colleghi, a chiunque
lo conoscesse, affermando di essersi laureato come ricercatore a Ginevra, presso l’Organizzazione
Mondiale della Sanità. Le stragi vanno attribuite al suo desiderio di evitare la vergogna che sarebbe
derivata dalla scoperta delle sue menzogne. E’ dopo essere venuto a conoscenza di questo fatto di
cronaca nera dai media che Emmanuel Carrère, uno tra i più importanti scrittori francesi contemporanei, decide di immergersi nella vicenda, umana e insieme disumana, di Romand, oltrepassando
la cronaca per tentare di cogliere l’essenza di quanto accaduto. Ciò che ne scaturisce è L’avversario (Adelphi), un piccolo libro - di appena 169 pagine – che è anche un piccolo capolavoro. “Sono
entrato in contatto con lui – scrive Carrère - e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con
precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e assenza. Di immaginare cosa
passasse per la testa di quell’uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni,
che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che passava invece nel parcheggio di un’autostrada o
nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un’esperienza umana tanto estrema, mi abbia così
profondamente turbato”. Nessuna giustificazione, nessuno psicologismo assolutorio, solo la volontà
di affrontare, come direbbe Freud, Das Unheimliche, il Perturbante. Carrère accetta di vestire
insomma la veste del romanziere, facendoci il favore di scendere al posto nostro nel pozzo artesiano
dell’animo umano, accollandosi rischi e accettando pericoli – psicologici, morali, esistenziali - che
pochi di noi sarebbero disposti ad affrontare seriamente. Perché confrontarsi con l’Avversario – che
spesso si cela in uno specchio – richiede quel coraggio e quella sincerità di fonte a se stessi che solo
pochi uomini – e tra loro i grandi artisti - posseggono. Una risposta univoca, alla fine del percorso,
non c’è. Già pensare che il percorso possa avere una fine è, forse, un non-senso. Resterebbe deluso
chi si aspettasse, quindi, di trovare qualcosa che somigli anche solo vagamente alla Verità, alla luce
dell’Alba, all’uscita dal tunnel. Al contrario, le scarpe saranno persino più pesanti dei dubbi e delle
domande accumulatesi. Come è possibile soltanto concepire, e figuriamoci dunque esistere per anni,
in una tale finzione? Come hanno potuto la moglie e i genitori, non essersi mai accorti di nulla? Che
ne è, poi, dell’identità del singolo, di fronte alla possibilità di vita testimoniata dalla vicenda di JeanClaude Romand? Basta la follia, a spiegare tutto? Per chi si accontenta, sì: follia e condanna. Oppure
si può lasciare che i versanti oscuri dell’esistenza, gli estremi, ci interroghino. Anche attraverso un
libro come questo.
Marcello Marchesini
Tra le righe...
Le regole della strada non sono quelle della giungla
A
ncora investimenti e vittime sulle strade di
Carpi. Lotta tra la vita e la morte Zenepe
Qazmillari, la 71enne travolta sabato scorso
mentre stava attraversando, mano nella mano, con
il marito, via Pezzana, sulle strisce pedonali. Non
ce l’ha fatta invece Afro Mora, il 76enne che, in
sella alla sua vespa, è stato investito da un’auto nei
pressi del Pronto Soccorso, in via Giovanni XXIII. Non importa quale mezzo si guidi,
nessuno è al sicuro se la gente non rispetta le regole. Passeggiando in sella alla mia
due ruote per le strade berlinesi, ad esempio, ho provato una piacevole sensazione
di sicurezza. Sconosciuta a Carpi. La chiave del successo berlinese sta nella sua rete
di piste ciclabili: oltre mille chilometri che coprono l’intera metropoli. Di questi, 650
sono ritagliati sui marciapiedi, cioè strisce nettamente separate dalla carreggiata
riservata alle auto. Ma se le infrastrutture fanno la loro parte è pur vero che il rispetto del codice della strada è un atteggiamento che anima tutti. Le biciclette hanno
la precedenza. E’ un diritto acquisito. Solo dopo vengono le auto. In Italia, e Carpi
non sfugge alla triste tendenza, le strade sono in mano agli automobilisti e ciclisti e
pedoni devono essere consapevoli dei rischi che corrono. Per far diminuire i sinistri
non bastano strade asfaltate “di fresco”, prive di buche, attraversamenti pedonali
ben illuminati e una rete capillare e sicura di piste ciclo-pedonali (questo dovrebbe
essere l’Abc della sicurezza) occorre che ciascuno di noi, a prescindere dal mezzo che
guida, presti la massima attenzione, rispettando limiti e precedenze ed evitando le
classiche e italiche scorciatoie. Le regole della strada non sono quelle della giungla.
Le capitali nordeuropee ce lo insegnano da anni: tutti hanno pari dignità. Non esistono fasce deboli della strada bensì differenti modi di spostarsi. Nell’ottemperanza
di regole precise e mai, in alcun caso, aggirabili.
J.B.
Il graffio
La Iena
Una salsa di Nirano è sprofondata lasciando una
voragine di alcuni metri e inghiottendo gli strumenti
di misurazione installati dall’Ingv. Impossibile
recuperarli. Per quel che servono...
Frase della settimana...
“Se ci fosse un altro incendio, chi mi dice se devo
chiudere le finestre o se devo lasciare la casa?”.
Domanda di un fossolese durante l’assemblea pubblica convocata
dall’Amministrazione Comunale dopo l’incendio alla Ca.Re.
Foto della settimana
attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti
DIRETTORE RESPONSABILE
Gianni Prandi
CAPOREDATTORE
Sara Gelli
REDAZIONE
Jessica Bianchi, Francesca Desiderio,
Enrico Gualtieri, Francesca Zanni, Marcello
Marchesini, Clarissa Martinelli,
Chiara Sorrentino.
IMPAGINAZIONE e GRAFICA
Liliana Corradini
PUBBLICITA’
Multiradio - 059698555
STAMPA
Centro stampa delle Venezie - 049-8700713
REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE
Via Nuova Ponente, 24/A CARPI
Tel. 059 645566 - Fax 059 642110
[email protected]
COOPERATIVA RADIO BRUNO arl
Registrazione al Tribunale di Modena N. 1468 del 9 aprile 1999
Chiuso in redazione il 18 settembre 2013
20.09.2013 n°33
3
sisma e ricostruzione
“
I bambini sanno cogliere l’essenza delle
cose e rappresentarla
con i pochi semplici tratti
che servono a trasmetterla.
Così si viene attanagliati
dal terrore che incutono i
denti o le zampe dei mostri,
oppure dilaniati dai denti
spietati di una ruspa che ti
porta via le macerie, ma si
viene portati, leggeri, sulle
ali di una farfalla, sui colori
dell’arcobaleno perché più
forte di tutto è lo spirito della
vita e questo i bambini lo
sanno, lo sentono dentro e
ce lo raccontano lasciando
un’impronta”. E’ già nelle
poche parole delle insegnanti delle scuole di Novi
e Rovereto, Maria Grazia
Bambacaro, Gianna Lodi
e Cristina Mazelli, referenti del progetto Lasciamo
un’impronta, che traspaiono la bellezza e il senso
dell’esperienza che grandi e
piccini, guidati da Umberto
Stefano Benatti, artista,
esperto nell’utilizzo delle
tecniche espressive nell’area
del disagio psicosociale e titolare del Centro educativo
ArServizi di Carpi, hanno
vissuto. Un progetto nato per
ri-costruire, simbolicamente,
uno spazio comune e condiviso dopo il trauma del sisma. Per riappropriarsi della
terra nella sua accezione più
materna, attraverso la straordinaria esperienza dell’arte.
E per lasciare un segno.
Testimonianza del proprio
passaggio. A chi verrà. “Un
progetto - ha commentato
Rossella Garuti, dirigente
dell’Istituto Comprensivo R.
Gasparini di Novi di Modena, reso possibile grazie alla
raccolta fondi di Unicredit
Spa e al grande gesto di
solidarietà di clienti, dipendenti e cittadini che hanno
effettuato versamenti sul
conto corrente Terremoto in
Emilia Romagna e Lombardia: sostieni le popolazioni
colpite, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale
per l’Emilia Romagna. In
quei giorni di inizio scuola,
nel settembre 2012, a Novi
e Rovereto non avevamo
strutture stabili e allora
abbiamo pensato al futuro:
nelle nuove scuole che stavano costruendo, volevamo
Dopo il terremoto, l’Istituto Comprensivo Gasparini di Novi di Modena usa l’Arte
per riaccostarsi in modo creativo alla terra grazie alla guida dell’artista carpigiano
Umberto Stefano Benatti
Un’impronta per rinascere
Le immagini
offerte nei
grandi cubi
esposti nei cortili
delle scuole di Novi
e Rovereto e che
conterranno fiori
e piante, lasciano
una traccia visibile
di un percorso
educativo,
oltreché artistico
ed espressivo di
riappropriazione
del proprio
ambiente di vita.
medie di Novi e di Rovereto,
proponendo un’esperienza
piacevole, strutturata in un
contesto contenitivo, facilitante e rassicurante.
“Racconto, manipolazione
di materiali plastici, l’argilla
in quanto terra, come elemento predominante, sono
di tutti. Sei grandi contenitori di cemento armato,
materiale edile spesso sterile
dal punto di vista estetico,
sono divenuti così supporto,
tela grezza sulla quale creare
immagini che raccontano.
Completamente ri/vestiti di
mattonelle incise e decorate a formare pareti di terra
colorata. “Ogni mattonella spiega l’artista carpigiano - è
una storia e ogni storia è nel
posto giusto. Spesso l’attenzione posta dai piccoli autori
è alle cose di tutti i giorni,
anche divertenti e piacevoli,
al presente che però, a volte,
accoglie e attualizza il vissuto del passato che ha lasciato
in loro un segno profondo”.
Le coloratissime e personali
immagini offerte nei grandi
cubi esposti nei cortili delle
scuole di Novi e di Rovereto
e che conterranno fiori e
piante, lasciano una traccia visibile di un percorso
stati utilizzati quali elementi
mediatori dell’esperienza,
al termine della quale il
processo di realizzazione ha
coinciso con la trasformazione delle nuove scuole in
luoghi di piacere estetico,
incorporati con il vissuto di
alunni, studenti e insegnanti, interiorizzati attraverso
la percezione sensoriale e
l’esperienza all’interno di un
gruppo di lavoro”, prosegue
Benatti. Il laboratorio Lasciamo un’Impronta - L’arte
nella rinascita condotto da
Umberto Stefano Benatti, a
partire dall’esplorazione e
manipolazione della materia
e attraverso la conoscenza
delle tecniche di lavorazione
e decorazione della ceramica, è divenuto il mezzo per
poter costruire delle opere
che racchiudevano il lavoro
educativo, oltreché artistico
ed espressivo di riappropriazione del proprio ambiente
di vita. Opere da ascoltare
col cuore e da vedere profondamente nei segni e nei
colori, nelle mezze tinte,
nelle tonalità, a volte vivaci,
a volte sfumate e discrete.
Segni e colori delle terre
di provenienza o eredità
culturali, capacità di cogliere l’essenziale, attraverso
l’universalità del linguaggio
espressivo. La fantasia
di chi si troverà a visitare
queste opere potrà arricchire
ulteriormente questo grande
racconto plastico. E, ricordate, “ogni piccola impronta
rappresenta la testimonianza
del nostro presente, per non
dimenticare ciò che è stato e
guardare al futuro”.
J.B.
Umberto Stefano Benatti
“Un’impronta, un segno
di quel che
stavamo vivendo,
che potesse
testimoniare
che non ci
eravamo arresi, ma
che avremmo fatto
una scuola più
bella e allegra
di prima”.
lasciare un segno nostro, dei
nostri bambini e ragazzi, per
i futuri alunni. Un’impronta,
un segno di ciò che stavamo
vivendo, che potesse testimoniare che non ci eravamo
arresi e avremmo fatto una
scuola più bella e allegra di
prima. Le parole dei bambini dell’infanzia - E noi che
siamo tanti come una
grande flotta… teniamo
botta - testimoniano
la volontà di guardare
al futuro senza arrendersi”. Un progetto,
realizzato direttamente
dai bambini e fortemente sostenuto dal
Comune di Novi, nello
specifico dall’assessore
alle Politiche scolatiche
ed educative Marina
Rossi, che ha fornito i
materiali per le opere, i
cubi cemento e la stampa dei piccoli cataloghi. Umberto Stefano Benatti ha così
aiutato i bambini a imparare
a convivere con un ricordo
pesante e spaventoso, rielaborandolo concretamente,
con entusiasmo e mettendo
quel pizzico di spensiera-
tezza, allegria e fantasia che
solo i piccoli possiedono.
“In laboratorio, a partire dal
fare arte ceramica e dalle
infinite possibilità espressive dell’argilla, gioco e
fantasia sono stati alla base
di un’esperienza ludico-creativa per la realizzazione
e l’interiorizzazione di un
luogo comune della e per la
comunità scolastica e non
solo”, spiega l’artista Benatti. ArServizi, che da diversi anni svolge un’azione
educativa nell’ambito della
prevenzione del disagio
psicosociale e rieducativa
laddove il disagio sia già
presente, ha rivolto il proprio intervento ai bambini
delle scuole dell’infanzia,
a tutte le classi della scuola
primaria e alle classi prime
e seconde delle scuole
20.09.2013 n° 33
4
sisma e ricostruzione
“
Negli occhi ho ancora
le terribili immagini
del crollo della torre
di Finale Emilia. Un evento che mi ha fortemente
commosso e spinto a voler
fare qualcosa per il bene del
patrimonio storico-artistico
della nostra città, ferito dal
violento terremoto dello
scorso anno”. A parlare è
Nunzio Massari, presidente della delegazione
provinciale e comunale
Modena e Carpi di Anioc,
Associazione Nazionale
Insigniti Onorificenze
Cavalleresche. “Pensando
ai simboli identitari di Carpi
ho immediatamente pensato
alla Torre dell’Orologio di
Palazzo Pio. Un pezzo della
storia e dell’architettura
della nostra città che, oggi,
ha bisogno dell’aiuto di tutti
noi, per tornare al suo antico splendore”. Guidati dal
desiderio di fare qualcosa di
concreto affinché il centro
storico possa tornare a essere bello e sicuro come un
tempo, i cavalieri del nostro
territorio (grazie al contributo economico di Banca
Generali Private Banking,
con il patrocinio del Comune di Carpi e in collaborazione con Cefac Radio
Modena 90 e il nostro
settimanale) hanno deciso
di organizzare un concerto
di solidarietà, il cui ricavato
sarà interamente devoluto
alla ristrutturazione della
Torre dell’Orologio del
nostro amato “castello”,
affinché quelle “lancette conclude Massari - tornino
Venerdì 27 settembre, alle 21, Carpi ospiterà, in Piazza Martiri, il concerto di Matteo
Macchioni. Il ricavato sarà interamente devoluto alla ristrutturazione della Torre
dell’Orologio di Palazzo Pio
Le note della solidarietà
Da sinistra Senatore, Morelli,
Gargano, Massari, Macchioni,
Zerbini e Ramella
a scandire il tempo della
normalità”.
A rispondere con entusiasmo all’appello lanciato
da Anioc, il giovane talentuoso Matteo Macchioni:
“sarà una serata di musica a
360 gradi. Un connubio di
diversi generi, per dar vita
a straordinarie contaminazioni musicali: dal rock alla
lirica, passando per il cantautorato italiano. Sto anche
preparando un medley dei
Beatles, una prima assoluta
per me”, sorride Matteo
che ci tiene a ribadire la sua
partecipazione gratuita. “Io
non guadagno nulla perché
questa non è una manifesta-
zione fatta per lucrare, bensì per realizzare qualcosa di
bello per Carpi ed è un onore per me far parte di questa
squadra”. “Ringrazio di
cuore Matteo - ha aggiunto
Lucio Zerbini, consulente
finanziario di Banca Generali Private Banking - per
aver accettato di accompagnare la nostra città in questo percorso dove musica e
spettacolo trovano le note
più profonde trovandosi al
servizio della solidarietà”.
“Palazzo Pio è, con la sua
Torre dell’Orologio, un
simbolo attorno al quale la
comunità si può ritrovare
e riconoscere. Contribuire
I biglietti
I
biglietti del concerto,
il cui costo è di euro 20
cadauno, sono acquistabili
chiamando lo 059.7121947,
in prevendita presso Radio
Bruno, oppure rivolgendosi
a Banca Generali Private
Banking, in via Buon Pastore
254, Modena al numero
telefonico 059.441010.
Prevista anche la possibilità
di acquisto on-line sul sito
internet www.boxol.it.
a restaurare e riportare alla
piena fruibilità uno degli
spazi storici più importanti
del cuore cittadino - ha
infine aggiunto Simone
Morelli, assessore al centro
storico - significa aiutare
Carpi a ricucire le ferite e le
crepe – esteriori e non – che
le scosse del sisma hanno
causato. Carpi, lo ricordiamo, ha subito circa 21
milioni di danni ma, grazie
alla volontà di tutti, siamo
riusciti a riaprire il centro,
a mettere in sicurezza il
patrimonio e ad avviare
numerosi cantieri. Questa
settimana dovremmo iniziare anche i lavori sul Torrione degli Spagnoli, ancora di
proprietà demaniale. Carpi,
dopo il sisma, è diventata
un polo attrattivo, di grande
richiamo anche per coloro
che vivono nella Bassa
e hanno perduto i propri
luoghi di aggregazione.
Tutti noi desideriamo riappropriarci dei centri storici
e rivedere i nostri simboli
riprendere vita dopo i danni
subiti. Occorrono voglia e
coraggio, da parte degli enti
pubblici, di investire nella
cultura e nella bellezza.
Grazie a tutti coloro che ci
stanno aiutando a risollevarci”. A dirigere la serata
di venerdì 27 settembre, in
Piazza Martiri, sarà invece
il caporedattore di Radio
Bruno, Pierluigi Senatore,
per l’occasione, maestro di
cerimonia.
Jessica Bianchi
20.09.2013 n°33
5
Siglata nei giorni scorsi la partnership commerciale tra due brand di riferimento della moda made in Italy: Gaudì Trade
sarà chiamata a gestire l’intera filiera distributiva e produttiva del marchio Denny Rose
Denny Rose si affida a Gaudì
Q
uella che è nata e si è diffusa come una chiacchiera
di portico, è diventata
certezza. La notizia riguarda due
brand di riferimento della moda
made in Italy, conosciuti a livello
internazionale, entrambi carpigiani, con sede in zona industriale:
Gaudì Trade spa ha il suo quartier generale in via Nuova Ponente
e Denny Rose in via Nobel.
Il comunicato stampa che ci è
stato fatto pervenire in Redazione
è chiaro. Vi si legge che “le due
aziende carpigiane, elementi di
eccellenza e di riferimento nel
settore dell’abbigliamento e degli
accessori, hanno sottoscritto un
contratto di licenza che produrrà
una collaborazione di 15 anni. In
forza dell’accordo, Gaudì Trade
spa sarà chiamata, dalla collezione
primavera 2014, a gestire l’intera
filiera distributiva e produttiva del
marchio di Denny Rose”, lasciando intendere in che modo siano
cambiati gli equilibri tra i due
protagonisti dell’economia del
distretto.
“Il connubio - si legge sempre
nel comunicato ufficiale - tra la
genialità creativa e sempre ispirata
di Daniela Malpighi, proprietaria
e stilista di Denny Rose con la
imponente e consolidata capacità
Daniela Malpighi
Stefano Bonacini
imprenditoriale e commerciale
di Stefano Bonacini e Roberto Marani, titolari della griffe
Gaudì, condurrà la maison della
signora Malpighi alla conferma
e alla replica del successo ormai
decennale ottenuto in Italia e al
raggiungimento di nuove, importanti affermazioni sui mercati
internazionali”. Il brand di moda
femminile particolarmente apprezzato dalle giovanissime, ma
non solo, continuerà a esistere e
a incantare con le sue collezioni.
Grazie alla partnership con Gaudì
spa acquisterà maggiore solidità
organizzativa.
“Estro e organizzazione dunque
che, secondo il comune intendimento, porteranno i capi Denny
Rose anche all’interno delle nuove
cornici della rivendita monomarca
e dell’outlet, ormai un must che
ha attratto anche le griffes più
blasonate. Il pubblico - si legge
ancora nel comunicato - affezionato alle creazioni di Daniela
Malpighi potrà a breve apprezzare
collezioni più ampie, impreziosite
anche dalla presenza di accessori
assolutamente nuovi e certamente
graditi, calzature e pelletteria, che
debutteranno entro il 2014 con
collezioni firmate Denny Rose”.
Il comunicato non contiene alcun
riferimento, ma i tempi sono decisamente prematuri, ai nuovi assetti
che riguardano la filiera produttiva del marchio Denny Rose: un
aspetto questo che non riguarda
esclusivamente i dipendenti
dell’azienda di Daniela Malpighi
ma che ha ricadute sull’intero
territorio carpigiano dove lavorano i contoterzisti, della cui collaborazione Denny Rose si avvale
per la realizzazione delle linee di
abbigliamento.
“Gaudì Trade spa e Denny Rose conclude il comunicato - esprimono pubblicamente la più profonda
soddisfazione per l’intesa raggiunta, certe che l’ispirazione reciproca porterà a risultati di sempre
maggior prestigio e originalità”.
Sara Gelli
Continuano a soffrire le piccole e medie imprese “perché non vedono la luce in fondo al tunnel e la terra viene loro meno
sotto i piedi”. Parola di Maurizio Lusvardi, presidente di Lapam Carpi riconfermato alla guida dell’associazione
“Le imprese hanno il motore al minimo”
C
oggi Letta prende tempo ma ancora non c’è traccia delle riforme
necessarie al rilancio del Paese.
Siamo all’ultimo giro di campo e
dobbiamo suonare quella campanella perché non ce n’è più e, se la
recessione è finita, la crescita però
non è ancora iniziata. E anche se
fosse, come possono le imprese
col motore al minimo fare i centro
metri al massimo della velocità?”.
Inoltre, le aziende del territorio
di Carpi stanno ancora facendo
i conti con il terremoto e “nonostante le rassicurazioni del governatore Errani e dell’assessore
regionale Muzzarelli, a oggi non
è ancora partita la ricostruzione e
i soldi arrivano col contagocce. Il
ontinuano a soffrire le
piccole e medie imprese
“perché non vedono la luce
in fondo al tunnel e la terra viene
loro meno sotto i piedi”. Parola di
Maurizio Lusvardi, presidente
di Lapam Carpi riconfermato
alla guida dell’associazione per i
prossimi quattro anni che saranno
“peggio degli ultimi quattro”.
I mille associati “nonostante il
ridimensionamento subito a causa
della crisi” resistono: se poche
sono state finora le chiusure,
pochissime però sono state le
aperture di nuove imprese. “Ma
è sui giovani imprenditori che
dobbiamo puntare: motivarli, formarli, sostenerli è di fondamentale
Giancarlo Sala confermato presidente della sede di Novi
I nomi
M
aurizio Lusvardi, della
ditta JolieJolie, è stato
riconfermato alla presidenza della Lapam di Carpi per il
prossimo quadriennio. Lo ha stabilito l’assemblea congressuale tenutasi
presso la sede dell’associazione
cittadina. Insieme a Lusvardi fanno
altresì parte del consiglio: Federico
Poletti di Tessitura Florida, Claudio
Boccaletti di Costruzioni Boccaletti,
Roberto Guaitoli di Collezioni,
Enrico Gasparini Casari di Fashion
Dog, Enzo Branchini di Passamanerie Mazzocchi, Roberto Rizzoli di
Rizzoli Tech, Carlo Battini di Athena
Studio, Riccardo Cavicchioli di
Nuova Imballaggi Cavicchioli, Cristina Carnevali di Ean 13 e Francesca
Mazzali dell’omonimo studio di
consulenza aziendale.
numero di domande per l’accesso
ai contributi è così esiguo perché
tanti sono rimasti impigliati nelle
maglie della fitta e complicata
burocrazia”. Per Lusvardi, il
sindaco avrebbe dovuto puntare i
piedi e alzare la voce ma “io non
l’ho sentito. Possibile che non ci si
accorga che Carpi sta morendo?”
e il pensiero corre a Prato dove i
cinesi, da terzisti che erano, sono
diventati proprietari di aziende, la
cui concorrenza ha ulteriormente
indebolito il tessuto economico
carpigiano. “Eppure - conclude
Lusvardi - resto convinto che
siano i sindaci a poter cambiare
l’Italia”.
S. G.
Terremoto al centro dell’azione di Lapam
G
Maurizio Lusvardi
importanza per il futuro di Carpi”,
afferma il presidente Lapam, il cui
dovere è quello di sottolineare i
problemi ma anche di promuovere
idee e progetti. Sotto la guida di
Lusvardi, in questi quattro anni,
Lapam Carpi ha curato particolarmente il rapporto con il mondo
della scuola finanziando la dotazione tecnologica agli istituti e
favorendo la collaborazione tra
scuola e mondo del lavoro. Suo
il progetto di integrare l’insegna-
mento dell’inglese in classe con
corsi specifici per gli studenti
delle superiori: il terremoto ne ha
impedito la realizzazione, ma ora
Lusvardi intende portare a termine l’iter del progetto per colmare
quella che definisce “una carenza
grave dei nostri giovani”.
Poi il pensiero torna agli imprenditori, “a cui non bastano più le
storielle per risollevarsi il morale.
Dopo il disastro Monti, l’aumento
delle tasse e del debito pubblico,
iancarlo Sala, titolare dell’azienda Grafiche Sala è stato riconfermato alla presidenza della Lapam di Novi. Lo ha deliberato il nuovo
Consiglio Direttivo della sede composto da Paolo Calciolari, Guerrino Capuzzo, Emanuela Bortoli, Maurina Vezzani e Luciano Gasparini
Casari. Nel corso dell’assemblea, che si è svolta alla presenza del responsabile della sede, Stefano Cestari e del funzionario sindacale Carlo Alberto
Medici, tanti sono stati i temi affrontati legati all’attualità del delicato
momento economico con una particolare riflessione sul ruolo, spesso inadeguato, della classe politica. Durante la discussione inerente la situazione
post-terremoto, è emersa una generale insoddisfazione delle aziende per le
decisioni prese dalle istituzioni: burocrazia, scarsità di fondi, comportamenti
di chiusura da parte degli istituti di credito, atteggiamento quasi vessatorio
sugli obblighi fiscali. I dirigenti rappresentanti della sede provinciale, Carlo
Battini e Gilberto Luppi, hanno assicurato di riportare tali preoccupazioni
nell’ambito della più generale riflessione che Lapam sta compiendo con la
celebrazione del proprio congresso generale. “Ringrazio per la fiducia che gli
imprenditori novesi iscritti a Lapam mi hanno accordato – ha concluso Sala
– garantisco il massimo impegno per rappresentare al meglio le istanze delle
aziende di questo territorio ancora fortemente segnato dagli effetti del sisma
dello scorso anno”.
20.09.2013 n° 33
6
Il 21 settembre, dalle 16 alle 2, torna l’appuntamento con Carpi C’è - Che festa in centro. Animazioni e giochi per bambini, esibizioni di danza, musica, mostre, sfilate, cabaret e, ancora, shopping e buona cucina. Divertimento assicurato per
grandi e piccini
Salutiamo l’estate in centro storico!
S
godere della bellezza del
centro e gustare la piacevolezza di ritrovare la dimensione della “strada” insieme
agli amici, dal pomeriggio
arà una giornata
scintillante. Festosa
e spensierata. Un
sabato lunghissimo di festa
per salutare l’estate, tutti insieme, nel nostro bellissimo
centro storico. Sabato 21
settembre, a partire dalle 16,
torna l’appuntamento con
con Carpi C’è - Che festa
in centro. Un’iniziativa di
promozione e rilancio del
centro e, allo stesso tempo,
un’occasione di aggregazione e divertimento, a due
passi da casa. La kermesse
più lunga dell’anno è nata
grazie all’entusiasmo,
all’intraprendenza e alla
volontà dei commercianti
che, grazie alla regia del
consorzio ConCarpi e al
patrocinio del Comune,
hanno imparato a fare gioco
di squadra per il bene del
cuore della nostra città, affinché torni a essere sempre
più vivo, pulsante e sicuro.
Sabato 21 ogni angolo di
centro indosserà l’abito più
bello. Corsi, vie e piazze
si animeranno di voci,
profumi e colori. Un denso
cartellone di eventi, pensati
per grandi e piccini, offrirà
a tutti noi la possibilità di
elisa cavaletti e riccardo cavaletti a firenze in occasione del Vogue
Fashion’s Night Out
Shooting Live delle griffe
Da sinistra Riccardo, Giuliano, Daniela ed
Elisa Cavaletti
Il 24 settembre gli
studenti del Liceo
Fanti di Carpi
incontrano
l’imprenditrice
Daniela Dallavalle
Una borsa
di studio per
premiare la
creatività
D
N
ella serata fiorentina dedicata al
Vogue Fashion’s
Night Out, uno shooting
live ha fatto impazzire
Firenze. Il 12 settembre, la
poliedrica artista e stilista
Daniela Dallavalle ha
accolto il pubblico eccitato all’idea di poter essere
interprete delle griffe
donna Elisa Cavaletti e
uomo Riccardo Cavaletti.
All’interno della boutique
Jasmine, di Borgo San
Jacopo, 34 è stato allestito un vero e proprio set
fotografico che ha trasformato le donne di passaggio
nelle protagoniste della
serata. Anche la bella atleta
Fiona May è stata modella
per Elisa Cavaletti. Neppure i maschietti però si
sono sottratti al fascino di
sentirsi modelli, almeno
per una notte. Numerosi i
buyer che hanno manifestato interesse e curiosità per
questa straordinaria realtà
carpigiana che tanto piace
alle donne di tutto il mondo. Ad accompagnare la
serata fiorentina, la splendida voce di Lalo Cibelli,
già cantante nella Tosca
di Lucio Dalla e cantante
negli spettacoli teatrali di
Riccardo Cocciante. aniela Dallavalle
volge lo sguardo
alle nuove generazioni, convinta che i ragazzi
siano ricchi di contenuti e
portatori di un linguaggio
fresco e innovativo. Per
tale motivo ha deciso di
offrire loro l’opportunità di
esprimersi liberi da qualsiasi
condizionamento. Martedì
24 settembre l’imprenditrice incontrerà gli studenti
delle classi quarte del Liceo
scientifico Manfredo Fanti, per lanciare un concorso
e offrire una borsa di studio
legata al tema della creatività. Il concorso avrà un
titolo a lei caro che svelerà
direttamente ai ragazzi, i
quali potranno svilupparlo
in qualsiasi forma, singolarmente o a gruppi. Le
opere realizzate saranno
esposte nella nuova casa di
Daniela e Giuliano Cavaletti, luogo che i ragazzi
potranno frequentare a loro
piacimento.
alle 2 del mattino. Animazioni e giochi per bambini,
esibizioni di danza, musica,
mostre, sfilate, cabaret e,
Continua a pagina 7
Inaugurazione della Scuola di musica Musikè,
domenica 22 settembre, alle 16,30, nella zona
artigianale di Cibeno
Nuova sede per Musikè
L
a scuola di musica carpigiana Musikè - Arte e Musica in movimento è nata da una collaborazione con l’Associazione Lo
Schiaccianoci di Novellara, con lo scopo di favorire lo sviluppo
della cultura musicale e artistica in genere attraverso l’insegnamento,
la sensibilizzazione e la promozione di iniziative educative e di eventi
in campo musicale, didattico, artistico e arteterapeutico. Dopo i
primi anni di gavetta fatta nei locali presi in affitto nella Parrocchia
di S. Agata, l’impegno di questi ragazzi, tutti diplomati/laureati
nei conservatori della nostra Regione, molti dei quali ex studenti
del Tonelli, ha fatto si che questa realtà diventasse sempre più
importante. Oggi la scuola conta più di 100 allievi, copre tutte le
fasce d’età e sta diventando sempre di più un punto di riferimento
per varie iniziative a carattere musicale che si realizzano all’interno
delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Carpi. Musikè
inaugura la sua nuova sede, domenica 22 settembre, a partire dalle
16,30, nella zona artigianale di Cibeno, a fianco dell’Occhialeria
carpigiana. Per l’occasione sarà possibile visitare la scuola, conoscere
gli insegnanti e l’offerta formativa 2013/2014, provare gli strumenti
e suonare insieme ad alunni e insegnanti.
Il carpigiano Marco Fantini conquista la fascia di
Modello d’Italia 2013
Il più bello di casa nostra...
S
ono Luca Onestini e Margherita Molinari i neo eletti Mister Italia e Miss Grand Prix 2013
nella cornice dell’Auditorium della Guardia di Finanza S. Florio dell’Aquila, dove si sono dati appuntamento una
frizzante Jo Squillo accompagnata
dalle telecamere del suo programma
Modamania, Maria Grazia Cucinotta che ha capitanato la Giuria dei Mister
e Sebastiano Somma al timone delle
Miss. Nel parterre anche l’inviato di
Striscia Luca Abete che non ha perso
tempo per consegnare le sue pigne,
l’attore Sergio Arcuri, il sensitivo Solange e la bella Carlotta Maggiorana
(Miss Grand Prix 2009) in debutto nel
prossimo film di Pieraccioni. A conquistare un’importante fascia anche un
bellissimo di casa nostra, il carpigiano
21enne Marco Fantini - già incoronato Mister Modena - che è
rientrato alla Corte dei Pio col titolo di Modello d’Italia 2013.
20.09.2013 n°33
7
il Programma - alcune chicche
Non vorrai restare a casa?
I
Continua da pagina 6
ancora, shopping e buona
cucina: insomma, ragazzi e
adulti, bambini e famiglie,
tutti saranno accontentati.
Parola d’ordine: promozione. Del nostro patrimonio
storico-artistico, delle nostre eccellenze eno-gastronomiche... insomma della
carpigianità a tutto tondo.
Questa notte quasi “bianca”
non è solo la festa del commercio, è la festa di tutti noi.
Per dare uno schiaffo alla
crisi, per superare le paure
dettate da un futuro incerto,
S
veglia! Diamoci una
scossa. Lo hanno gridato a tutto
volume i partecipanti al
Flash Mob di venerdì 13
settembre, organizzato
da Marzia e Gianluca,
titolari del bar Interno
Divino. E lo hanno fatto a
modo loro, muniti di trombette, sveglie, campanelli
e fischietti per richiamare
l’attenzione sul tema della
sicurezza e far sì che la
nostra città possa diventare sempre più viva e sicura
a tutte le ore del giorno
e della notte. A chiedere a gran voce in questo
modo ironico, goliardico
e “rumoroso” una città a
misura di donne, uomini e
bambini, circa un centinaio di persone che, intorno
alle 23,45 hanno sfilato
in corteo per radunarsi
poi davanti alla Galleria
di corso Alberto Pio che
ospita Interno Divino. Durante il flash mob, seguito
poi da una bella performance di break dance, si è
levata la voce di Carpi: la
voce di una città in sofferenza e segnata dalla crisi.
Una città che desidera
essere sempre più attrattiva, frequentata e ricca
di eventi e iniziative. Un
folto capannello di cittadini ha assistito incuriosito
all’iniziativa decisamente
innovativa per Carpi.
per stringerci gli uni agli altri e ricordare
che l’unica via d’uscita per non perdersi
d’animo è quella di stringere relazioni
significative e solidali. Il 21 settembre
nessuno sarà solo: gli basterà scendere
in Piazza per inciampare in un sorriso.
Jessica Bianchi
ntensissimo il programma di
eventi che animerà le vie e
le piazze del centro di Carpi,
sabato 21 settembre.
Corso A. Pio - Dai balli latino
americani targati Latin Fuego
alla mostra fotografica Manhattan allestita al Bar Inter
Nos, dalla performance pittorica
di Sandra Campostrini da
Novecento alla macchina da
zucchero filato davanti al punto
vendita Original Marines per la gioia dei più piccini, alla musica
del dj Davide Sgarbi in prossimità di Negozio B.
Via Aldrovandi - Dalla postazione di tatuaggi su carta e
promozione di micro tattoo di Artmonia Tattoo al jazz live Midnight Quartet e, a seguire, Dj set di Max Po al Kahlua cafè.
Corso Cabassi - dalla mostra di gemmologia Sogni di una
notte di mezza estate - Gemme e gioielli di rara bellezza
alla Corte dei Pio allestita all’interno di Bisi Gioielli ai concerti
sotto al portico.
Via Duomo e Via battisti - Saide propone un imperdibile
Percorso Olfattivo mentre La Mistica proietta immagini di
Carpi e presenta l’opuscolo Cibi e bevande - Gusti e disgusti a
cura di Mauro D’Orazi.
Via Garagnani - Loft 18 propone la Personale di Fabrizio
Catabriga.
Piazza Garibaldi - Dalla cioccolata fredda alla pioggia di brioches di Dimondi al QuizzaMi di Enzo Ferrari al Bar Roberta.
Piazza Martiri - Dall’esibizione di danze indiane e mediorientali davanti al Centro Tim al laboratorio per bimbi della Mondadori, dalla performance a cura del Club Giardino in prossimità
di Sir Andrew’s al concerto de Le Cagne Pelose al Nuovo Bar
Roma, dalla misurazione della pressione da parte dei farmacisti
dell’Assunta alla sfilata di moda organizzata da Concarpi.
Via Petrarca - R & G Bulgarelli propone il Mercatino della
fantasia con prodotti artigianali made in Italy.
Via Roma - Dal duo acustico Elisabetta Sacchetti e Alex
Class al Kiss and Coffee all’esposizione Show Cooking
Kitchen Aid de La Casalinga.
Via Rovighi - Dalla Personale di Massimo Brani al RovighiRock con Iron Born costruttore moto, gadget, mercatino dischi in
vinile, pittore di motociclette con aerografo, body painting, Pole
dance e concorso canoro con il Comitato Amici del Parco.
Via San Bernardino - Punto birra con I Vizi del Pellicano.
Via San Francesco - Dalla performance live di artisti in strada
davanti a Coloredil alla dimostrazione di Art cake design offerta
dalla Pasticceria S. Francesco.
Sveglia! Diamoci una scossa. Lo hanno gridato a tutto volume i partecipanti al Flash Mob di
venerdì 13 settembre, organizzato da Marzia e Gianluca, titolari del bar Interno Divino
A tutto volume
Ph Dario Po
20.09.2013 n° 33
8
“
Salve, sono Luca e vorrei
poter esprimere la mia
opinione sulle piste ciclabili a Carpi”: parecchi lettori di
Tempo hanno risposto all’appello lanciato nelle settimane scorse
contattando la Redazione per
segnalare dubbi e perplessità. La
lettera di Luca ci porta in zona
Due Ponti dove recentemente
è stata realizzata la ciclabile
di collegamento con il centro
cittadino.
“Purtroppo l’utilizzo della bici a
Carpi è limitato allo svago e non
all’impiego quotidiano e la costruzione delle piste segue questa
tendenza: sono inesistenti quelle
di collegamento con gli insediamenti artigianali e industriali,
poche quelle che conducono in
sicurezza alle scuole. Spesso
i percorsi sono interrotti e gli
attraversamenti pericolosi.
Per non parlare dell’educazione
agli utenti, sia ciclisti che veicoli: i Vigili Urbani, oltre a dare
delle multe, dovrebbero informare e insegnare.
Detto questo, vi invio le foto
per documentare le difficoltà
di chi percorre la via Due Pon-
La lettera di Luca ci porta in zona Due Ponti, “così stretta che se un’auto si ritrova
a dover sorpassare un ciclista, deve attendere che non ci sia un altro mezzo che arriva
in direzione opposta”.
Via Due Ponti in bici: le auto
devono rallentare
ti in bicicletta perché
non esiste un percorso
ciclabile dall’incrocio
con via Ariosto fino alla
via Cavata e la strada è
stretta. Così stretta che
se un’auto si ritrova a
dover sorpassare un ciclista, deve attendere che
non ci sia un altro mezzo
che arriva in direzione
opposta. Inoltre c’è un
solo attraversamento
sulla rotonda in via
Cavata e allora la gente
scende dalla bicicletta e
sale sul marciapiede per
verificare che non ci sia
traffico veicolare poi si
ributta nella rotonda e la
percorre in bici”.
L’avvocato risponde...
I lettori ci scrivono
Limidi: “Il fotovoltaico non ha abbassato la retta”
di Laura Vincenzi - [email protected]
In condominio il
decoro architettonico
è tutelato
L
S
pettabile Redazione,
vi scrivo a proposito di un
articolo del vostro giornale
del 13 settembre 2013 (Anno XIV
N. 32) intitolato Limidi si illumina
d’immenso scritto da Sara Gelli.
Sono la mamma di una bimba che
frequenta la sezione dei “Grandi”
della Scuola materna parrocchiale di Limidi O. Cavazzuti
e credo sia doveroso rettificare
quanto riportato nell’articolo nel
quale si afferma che non sono
state aumentate le retta scolastiche
grazie al risparmio sulla bolletta
dell’energia elettrica, ottenuto a
seguito dell’istallazione dei pannelli
solari sul tetto della scuola. Ben
venga la volontà della sostenibilità
ambientale, i benefici economici,
il buon esempio della Parrocchia
che tutti dovrebbero seguire, ma
è giusto sottolineare che la retta
mensile a bambino è stata il primo
anno di 160 euro, lo scorso anno
di 180 euro e quest’anno è di 190
euro senza sconti per i periodi di
chiusura della scuola quali festività
(Natale, Pasqua, ponti...), malattie
del bambino, assenze dell’alunno
per motivi vari, comprese le due
settimane di chiusura della scuola
nel 2012 a seguito del terremoto.
Credo che nessun genitore pretenda di risparmiare sulla cura e sulle
opportunità educative del proprio
figlio e se l’aumento progressivo
delle rette scolastiche ha permesso
oltre all’istallazione dei pannelli
solari, anche di ottenere un servizio scolastico qualitativamente
migliore, chiunque è ben felice di
contribuire. Penso però che sia opportuno riflettere sul fatto che l’aumento della retta mensile, in questo
periodo di crisi, ha rappresentato
per molte famiglie di Limidi un
impegno gravoso dal momento che
nella nostra frazione non esistono
alternative alla Scuola Parrocchiale
se non spostarsi di alcuni chilometri
verso Soliera o Carpi. Confido pertanto che il risparmio per le famiglie
pubblicizzato nell’articolo sia in
futuro davvero applicabile. Grazie
per la Vostra attenzione.
Roberta
’art. 1120 del Codice Civile
vieta “le innovazioni che
possono recare pregiudizio
alla stabilità o alla sicurezza del
fabbricato, che ne alterino il decoro
architettonico o che rendano le parti
comuni dell’edificio inservibili all’uso
o al godimento anche di un solo condomino”. Il condomino può dunque ottenere la demolizione di opere realizzate da un
altro vicino se contrastano con il decoro e l’aspetto
estetico dello stabile. Nella recente pronuncia n. 10048/2013 la Corte di
Cassazione ha confermato che “l’intervento edificatorio dev’essere decoroso
rispetto allo stile dell’edificio e non deve rappresentare in ogni caso una rilevante disarmonia rispetto al preesistente complesso, tale da pregiudicarne le
originarie linee architettoniche, alterando la fisionomia e la peculiarità impressa dal progettista”. Nel caso specifico, la Suprema Corte ha accolto il ricorso
dei condomini di un edificio di Udine che avevano denunciato l’illegittimità
dell’opera posta in essere dal proprietario dell’appartamento all’ultimo piano,
ovvero una struttura sulla terrazza definita dai ricorrenti esteticamente brutta.
Per i giudici la struttura “incriminata” era ben visibile dall’esterno, occupando
gran parte del terrazzo, era stata aggiunta alla preesistente costruzione, con
la conseguente e inevitabile alterazione delle linee originarie dello stabile. Il
condomino deve tener conto dell’aspetto architettonico dell’edificio, nonché
del suo decoro architettonico (oltre che ovviamente delle norme condominiali). In modo analogo aveva già deciso la Corte di Cassazione per l’installazione
dei condizionatori sulle facciate dei palazzi (Cassazione n. 1286/2010). Tali
opere sono consentite, a patto che non ledano il decoro del condominio. Così
ogni opera che modifica l’originario decoro, anche di singoli elementi o punti
del fabbricato, è da considerarsi illegittima e, conseguentemente, a rischio di
demolizione.
20.09.2013 n°33
9
Defibrillatore obbligatorio per tutte le società sportive. Per quelle dilettantistiche c’è tempo fino al 2015 ma il rischio
è che questi apparecchi restino in un angolo a prendere polvere, perché nessuno è in grado di utilizzarli
“Il solito pateracchio in salsa italica”
D
opo i tragici casi di decessi
nel corso di attività sportive, come quelli che hanno
riguardato il pallavolista Vigor
Bovolenta, stroncato da un arresto
cardiaco nel marzo del 2012 a
Macerata, o Piermario Morosini,
deceduto a Pescara nell’aprile dello stesso anno durante una partita
di calcio, l’articolo 7 comma 11
del Decreto Balduzzi, varato il 26
aprile 2012, ha reso obbligatoria
la presenza di un defibrillatore
portatile utile a salvare vite umane nel caso di arresto cardiaco, in
prossimità dello svolgimento di
qualsiasi competizione sportiva.
Per le società dilettantistiche c’è
tempo fino al 2015. C’è chi ha già
provveduto, acquisendo i defibrillatori a seguito di donazioni, o
come risultato di concorsi benefici. Ma il vero rischio è che questi
apparecchi restino in un angolo a
prendere polvere, perché nessuno
è in grado di utilizzarli. Secondo
l’associazione Assotutela, che ha
svolto un’indagine a carattere nazionale, su un campione di società
sportive di nuoto, calcio, equitazione, pallanuoto e pallavolo, solo
il 4% è dotato di apparecchiature
salvavita ma il vero nervo scoperto è la formazione. Le società e le
associazioni sportive carpigiane
Lamberto
Menozzi
stanno reagendo al decreto come
le loro omologhe sparse in tutto
lo Stivale: prima di tutto cercando
di ricevere indicazioni precise
perché, some spesso accade in Italia, l’applicazione di un principio
giusto genera, invece di una giusta
legge, un bailamme di norme che,
per essere interpretate, abbisognerebbero di un simposio di giuristi.
“Dovremo dire alle nostre società
Guido Leporati
sportive e, in particolare, a quelle
che hanno in gestione degli impianti, di dotarsi dei defibrillatori
– spiega il presidente del comitato
CSI di Carpi, Guido Leporati
- e, soprattutto, di insegnare alle
persone a utilizzarlo, perché anche
se le funzionalità degli ultimi
modelli sono molto semplici, nel
momento in cui una persona sta
male, occorre avere la freddezza e
la lucidità necessarie per intervenire correttamente. So che ci sono
già ditte che propongono offerte
a prezzi molto contenuti, ma occorre verificare che gli apparecchi
siano a doppio uso, per bambini e
adulti. Naturalmente, prima ci si
adeguerà e meglio sarà. Bisognerà
poi capire se in un impianto ci sarà
uno strumento a disposizione di
tutti, perché da certi passi della
legge si potrebbe ritenere che ogni
società debba avere il proprio, il
che sarebbe palesemente insensato, rispetto a palestre o campi
sportivi che vedono alternarsi più
associazioni o società”. “Stiamo
valutando l’acquisto condiviso di
un defibrillatore insieme alle altre
società che frequentano la palestra
nella quale ci alleniamo”, spiega
Carlo Alberto Fontanesi, presidente di Ushac Asd. “ Il Decreto
Balduzzi ha compiuto una distinzione tra attività agonistica e
ludico - motoria, quindi, quando si
approssimerà la scadenza, vedremo se saremo obbligati ad adottarlo o se potremo farne a meno,
anche perché il punto non è solo
possedere il macchinario - prosegue Fontanesi - bensì imparare
a utilizzarlo”. Per il presidente
di Ushac, la rinnovata attenzione
alle tematiche della tutela della
salute di chi pratica attività sportiva a qualunque livello pone un
tema sacrosanto: “tutte le società
sportive devono impegnarsi di più
verso la diffusione delle metodologie di primo soccorso, perché
se capita un ictus o un infarto, un
intervento nei primi minuti può
fare la differenza tra la vita e la
morte. Esigenza che avverto a prescindere dall’obbligo o meno del
defibrillatore, che in ogni caso va
utilizzato soltanto dopo aver tentato la respirazione bocca a bocca
e il massaggio cardiaco”. Il costo
di un defibrillatore non è vertiginoso, poiché si aggira in media
sui 1.200/1.500 euro: non è quindi
una spesa proibitiva a frenare le
associazioni che ancora non hanno
provveduto all’acquisto, quanto
piuttosto l’opacità della norma,
come sottolinea la responsabile di
Uisp Carpi, Paola Salati. “Dal
momento che ci sono ancora 30
mesi di tempo, stiamo aspettando
di avere maggiori chiarimenti. Al
momento ci stiamo concentrando
sulla parte del decreto relativa ai
certificati che i medici dovranno
rilasciare per la pratica sportiva”.
Sulla difficoltà nel comprendere
che cosa effettivamente il decreto
richieda prende una posizione
netta anche Lamberto Menozzi,
presidente della società sportiva dilettantistica Albatros che,
insieme alla Cabassi, gestisce la
piscina comunale. “Si tratta del
solito pateracchio in salsa italica,
perché hanno reso la procedura
per ottenere la certificazione
necessaria per poter praticare attività sportiva, anche per quel che
riguarda l’attività dilettantistica e
Carlo Alberto
Fontanesi
ludico-motoria, complessa, lunga
e dispendiosa. Per di più, la regola
vale solo per chi svolge l’attività
con enti e associazioni iscritti al
Coni. E gli altri? E’ davvero insensato. In ogni caso il defibrillatore
è stato fornito in dotazione alla
piscina dal Comune a inizio anno,
e abbiamo provveduto noi a formare gli operatori attraverso dei
corsi”. Insomma per vedere come
andrà a finire occorrerà aspettare
la notte del 31 dicembre 2014.
Magari insieme a un avvocato, un
allenatore e un medico sportivo.
Marcello Marchesini
D
omenica 22 settembre a Carpi - ritrovo alle 10 in Piazza
Martiri, partenza alle 10,30
con un contributo di 5 euro - avrà
luogo l’edizione 2013 di Pedalando... contro l’Alzheimer, la consueta
biciclettata di 15 chilometri in compagnia di nonni, nipoti, figli, mogli,
mariti e amici, con una sosta ristoro
a metà percorso. L’arrivo al Sagrato
della Chiesa di Quartirolo è previsto
per le 12.30 quando, chi vorrà, potrà
partecipare a un gustoso pranzetto. Il
menù prevede tagliatelle al crudo di
Parma e piselli e maccheroncini alla
crema di zucchine; pollo al forno con
melanzane al pepe rosa e vaniglia del
Madagascar e patate arrosto; infine,
dolce della casa a sorpresa (Costo 20
euro - Prenotazioni al 349.5928342).
Domenica 22 settembre - Piazza Martiri
Pedalando... contro l’Alzheimer
L’evento, organizzato dal Gruppo Assistenza Familiari Alzheimer - Gafa
- gode del patrocinio dei Comuni di
Carpi e Soliera. “Vorremmo cogliere l’occasione – dichiara la presidente di Gafa, Anna Ragazzoni - per
ringraziare tutti coloro che ci hanno
sostenuti e aiutati in questi anni: soci,
amici, collaboratori, medici, associazioni di volontariato, finanziatori,
La natura che cura
case protette, enti e organizzazioni
pubbliche e private. Grazie all’aiuto di
tanti riusciamo a offrire gratuitamente
alle famiglie ore di sollievo, gruppi di
Auto Aiuto, corsi di musicoterapia e
di rilassamento, incontri informativi e
formativi sulla malattia, a Carpi e nei
Comuni delle Terre d’Argine”. Il ricavato della giornata sarà interamente
devoluto a Gafa.
di Vitor Chiessi - Farmacia Della Speranza di Carpi
L
’origine delle tisane risale all’antichità: in epoca grecoromana, le persone
erano già solite conoscere e utilizzare le
virtù benefiche di certe
piante, che venivano
messe in infusione in
acqua calda o fredda. E’
però durante il Medioevo che le preparazioni
delle tisane diventano
via via sempre più sofisticate. Ogni villaggio
aveva le sue “donne
sagge” che conoscevano le virtù delle piante.
Il numero di combinazioni esistenti tra le
piante per fare le tisane
è pressoché infinito e
dipende anche dalla
parte del mondo in cui
ci si trova.
Vediamo dunque come
possiamo preparare
una tisana a regola
Come prepararsi
una tisana...
d’arte per sfruttarne
appieno le proprietà
benefiche.
Prepararsi una tisana
equivale a fare un infu-
so o un decotto. Questi
ultimi sono diversi tra
loro? Quante erbe
possiamo impiegare?
A quello piace amara,
a quello dolce: meglio
utilizzare il miele o lo
zucchero di canna?
Facciamo un po’ di
chiarezza.
Per l’infuso si
prendono le
erbe, si mettono
nell’acqua bollente, si spegne il
fuoco e si lasciano
in infusione coperte
per qualche minuto. Il
tempo varia da pianta
a pianta (di solito 5-10
minuti). E in genere
si usano solo foglie e
fiori. Gradevolissimo
l’infuso di Ibisco o
Karkadè, dall’attività
antiossidante, poiché
contenente vitamina
C e antociani, e utile
anche per abbassare
la pressione arteriosa.
Delizioso anche l’infuso di The verde che,
ricco in polifenoli, se
assunto regolarmente,
ha un’azione di protezione verso le malattie
tumorali. Per realizzare un decotto invece,
si mettono le erbe
nell’acqua ancora a
temperatura ambiente
e si lascia poi bollire per
qualche minuto; anche
in questo caso il tempo
è variabile. Poi si lascia
riposare, si filtra e il
decotto è pronto!
Un buon decotto è
quello di cannella.
Ottimo con il miele. Il
decotto si usa in particolare per radici, legni
semi o cortecce.
Nei prossimi articoli
osserveremo quali
piante sono più utili da
preparare in infuso o
decotto.
20.09.2013 n° 33
10
“
Non lascerei mai
il centro storico.
Rappresenta l’anima
della nostra città e il commercio deve continuare ad
abitare qui”. Parla così la
39enne carpigiana Valentina Rovatti, un bel sorriso e
un pancione che annuncia
già liete notizie. Valentina
è una di quelle donne che
non molla. Al contrario,
con coraggio, entusiasmo
e determinazione ha deciso
di sfidare questo difficile
momento economico per
rilanciarsi e cambiare look
al proprio negozio. Ofy
infatti ha cambiato sede e,
in barba alla scaramanzia,
ha riaperto i battenti in via
Aldrovandi, al civico 17.
“Amo questa posizione prosegue Valentina - poiché è riparata dal portico
e di facile accesso. Inoltre
questo angolo di centro si è
fortemente rivalutato grazie
alla presenza di nuovi
esercizi commerciali e del
Caffè Kahlua. E’ un angolo giovane, frizzante: un
nuovo polo di aggregazione
che spero mi porti fortuna”.
Unico neo la scarsa illuminazione serale: “tutti noi
esercenti confidiamo che
l’Amministrazione ci dia
una mano nel rendere più
luminoso e, di conseguenza,
più sicuro, il portico”. Ofy
ha un’immagine del tutto
valentina rovatti non ci sta ad arrendersi alla crisi del commercio. rifà il look a ofy, il suo negozio,
riaprendo in via aldrovandi, 17
“Io scommetto sul centro”
rinnovata. Metropolitana.
Contemporanea. I nuovi locali, dal sapore decisamente
post industriale, sono essenziali. Minimal. Dalle pareti
bianche. sbucano, come
un’ esplosione, le opere e
le scritte dell’artista carpigiano Gianfranco Rovatti,
padre di Valentina, nonché
ideatore del logo che dà
il nome al negozio. “La
parola Ofy racchiude molti
significati. Pur essendo
l’acronimo di Only for You
infatti, rimanda al concetto
Valentina Rovatti
di officina. Al laboratorio
d’arte. All’artigianato”. Il
negozio ha ancora un tocco
vintage, grazie a qualche
accessorio, ma giusto qualche pennellata: “volevo un
nuovo stile - prosegue la titolare - sentivo l’esigenza di
cambiare. La mia famiglia è
stata preziosa e mi ha sostenuta. Abbiamo ridato nuova
vita a tavoli e ad armadi e
con un pizzico di inventiva
siamo riusciti ad arredare i
locali in modo piacevole e
Continua a pagina 11
20.09.2013 n°33
11
Ha inaugurato sabato 14 settembre Enoteca 67, al civico 95 di via Trento
Trieste: la nuova attività di vendita, mescita e distribuzione di vini a Carpi
Il vino come non l’avete mai degustato
Terzo da sinistra
Massimo Barbolini
Ph Federico Massari
Continua da pagina 10
funzionale. Inoltre, a dicembre, quando nascerà il mio
bambino, la presenza di mia
madre Rossella sarà fondamentale”. Arioso e pieno di
luce, Ofy ha cambiato volto
ma qualità e originalità sono
quelle di sempre.
“Cerco sempre di coniugare
moda, estrosità e prezzi
convenienti. Soprattutto
oggi, in questo periodo di
forte crisi economica. Io
tengo duro e spero che il
futuro ci serbi qualcosa di
buono per poter rischiare
qualcosa in più. Ho tanti
progetti nel cassetto e spero
di portare sulla piazza di
Carpi, linee d’abbigliamento vintage e capi sempre più
particolari. Vedremo”.
Jessica Bianchi
H
a inaugurato sabato
14 settembre Enoteca 67, al civico 95
di via Trento Trieste: la nuova
attività di vendita, mescita e
distribuzione di vini a Carpi.
“E’ dal 1992 che sono nel
settore bar e ristorazioneracconta il titolare Massimo
Barbolini, carpigiano classe
1967- Prima come socio fondatore del pub Quei Bravi
Ragazzi, venduto nel 2001,
poi col primo progetto
Enoteca 67 sfociato nel
2010 nella collaborazione con Wine&Wine per
la gestione del loro locale
di fronte alla stazione dei
treni di Carpi. In seguito,
le strade si sono divise,
ma la collaborazione con
loro continuerà. Il nostro
progetto (mio e dei miei
collaboratori) è partito
a giugno con la distribuzione in esclusiva per
le province di Modena e
Reggio Emilia di alcuni
prodotti di aziende vitivinicole italiane presso bar, ristoranti, pizzerie e wine bar.
In pratica, vendiamo anche
all’ingrosso. A partire da novembre sarà attivo il nostro
sito internet www.samadawine.it per poter acquistare i
nostri prodotti anche online
e a gennaio dovremmo
diventare importatori di
vino. Poi, se tutto procederà
per il meglio, ci piacerebbe
prendere in gestione un
ristorante”.
Dopo l’inaugurazione, a
cui hanno partecipato circa
250 persone, Enoteca 67
organizzerà un altro evento
speciale in occasione della
Notte Bianca il prossimo 21
settembre, durante la quale
saranno presenti anche due
importanti produttori di
vino.
Chiara Sorrentino
20.09.2013 n° 33
12
A
mare. E’ stato
questo il tema che
ha dominato la tre
giorni dedicata alla Filosofia. In molti avevano storto
il naso come se l’amore, in
tutte le sue complicate declinazioni, potesse risultare
banale. I numeri straordinari
del festival (circa 200mila
presenze complessive) li
hanno smentiti. Amare
infatti è un’azione potente.
Riabilitare le passioni, di
fatto elementi costituenti
della coscienza, e auspicare
il ritorno delle emozioni sulla scena pubblica e privata
infatti, potrebbe farci re/
imparare quel sentimento
chiamato empatia. Essere
(en) dentro al (pathos) sentimento significa infatti cambiare prospettiva, aprirsi
all’altro, in una relazione di
simmetrico riconoscimento.
Essere-con-l’altro, consentire, condividere, donarsi, potrebbe scatenare quel
rivoluzionario cambiamento
di cui il nostro Paese ha tanto bisogno. Parlare d’amore
non è mai semplice. Non vi
è parola più equivoca. Troppo poco, infatti, si disquisisce di sentimenti, di anima
Amare. E’ stato questo il tema che ha dominato la tre giorni dedicata alla
Filosofia. In molti avevano storto il naso ma i numeri straordinari
del festival, circa 200mila presenze complessive, li hanno smentiti.
l’appuntamento e’ al prossimo anno con gloria
Perchè parlar
d’amore...
e coscienza. Molti hanno
disimparato l’amore. Non
educati al sentimento, non
sanno distinguere il confine tra amore di possesso e
amore donativo, tra carne e
spirito, amicizia e solitudi-
la tossicità di talune relazioni, laddove l’amore diventa
intransitivo e l’Eros manifesta la sua disposizione distruttiva e possessiva, come
nel caso dell’amore assoluto
di donne che amano troppo
o di uomini che uccidono le
proprie compagne poiché
incapaci di convivere con
l’abbandono, o dove resta
incagliato nelle pieghe della
propria immaginazione o
del proprio desiderio senza
cogliere l’amato come soggetto. Dove ferisce o gira
a vuoto, preda comunque
di attrazioni che si rivelano fatali. Persone sempre
più fragili, oggi, mettono
in scena duetti d’amore
sempre più malati, tessendo
legami fatti di solitudine e
infelicità, spesso praticati
on line. Equivoco e ambivalente, l’amore è una figura a
tratti inquietanti: in essa si
annida tutto e il suo contrario. Unione e separazione.
Appropriazione e perdita.
Appagamento e insoddisfazione. Vita e morte. E se,
come scriveva Roland Barthes, “il discorso amoroso
è oggi di un’estrema solitudine”, imparare il lessico
e la grammatica di questo
fraseggio può fare la differenza. Segnando la propria e
l’altrui felicità.
Jessica Bianchi
ne. In un’epoca dominata
dalla tecnocrazia, l’uomo
deve riprendere possesso
delle “cose dell’amore”. Di
quelle relazioni che la crisi
di senso ha disintegrato e
nelle quali papa Francesco,
nella sua lettera
a Eugenio Scalfari, intravede il
carattere fondativo della stessa
fede (ndr “la
verità è l’amore
di Dio in Gesù.
Dunque la verità
è una relazione”). E molto si
è discusso circa
I
n principio era l’amore.
Parte da qui Massimo
Recalcati, tra i più noti
psicoanalisti italiani, per
indagare uno dei temi chiave
della dottrina di Jacques Lacan. “La vita - spiega - viene
alla vita urlando. Il grido che
tutti noi siamo stati è la radice
ultima della parola. E’ un
appello. Un’invocazione. Una
preghiera: fammi sentire che
non sono solo; che la mia,
non è una vita abbandonata.
Il genitore è colui che raccoglie quel grido e lo trasforma
in una risposta d’amore”.
Eccomi, sono
qui: è questa,
secondo Lacan,
l’essenza
dell’amore
simbolico. Un
amore che va
ben oltre la
lezione freudiana secondo la
quale, “l’amore
ha sempre
una natura
narcisistica.
Amiamo noi stessi nell’altro.
L’oggetto amato è sempre
una idealizzazione inconscia
del soggetto per Freud e, in
quanto tale, è una forma di
alienazione. Quando l’innamorato ama si impoverisce
Massimo Recalcati, psicoanalista
“Il miracolo dell’amore reale è quello che trasforma l’oggi in un per sempre”
di fronte a
un oggetto
che si arricchisce di
perfezione.
L’amore
narcisistico è
una cecità logica destinata a
bruciarsi nell’estasi dell’innamoramento”. Ed è proprio in
una logica narcisistico - depressiva, prosegue Recalcati,
che possono nascere forme
di violenza poichè non vi è
spazio per l’abbandono: “se
mi lasci, perdo me stesso.
Cado nel nulla. Nel vuoto.
Se te ne vai muoio, perciò ti
ammazzo”. L’amore, per Lacan, non somiglia a quello di
Freud, arreso nella ripetizione
dello scacco, condannato a
trovare se stesso nell’altro.
Centrale, per lui, il ruolo della
parola: “la parola trova il suo
senso nell’ascolto e nella risposta dell’altro. Ed è questa
risposta, l’accoglimento del
grido, la vera forma d’amore.
Che non ha nulla di narcisistico”. Per Lacan, l’amante
cerca nell’amato, l’oggetto
della sua mancanza. “Amare
è dare quello che non si ha.
Desiderare di avere un posto
nel desiderio dell’altro”.
Recalcati si è poi soffermato
sull’amore reale: “uomini
e donne vivono l’amore in
modo diverso ma, secondo
Lakan, tutti i modi di amare
si muovono su uno sfondo
comune, ovvero nell’impossibilità di generare un
rapporto sessuale. Il corpo
gode dell’uno. Non vi è rapporto tra due godimenti. La
pulsione sessuale ci mette in
rapporto soltanto col nostro
desiderio. La situazione è poi
aggravata dal fatto che per
l’uomo il corpo della donna è
frammentato in oggetti che
alimentano il suo desiderio
feticista, mentre il desiderio
femminile nasce dal sentirsi
amata. Sentirsi unica è la condizione di accesso al corpo
erotico”. In questo scenario
inconciliabile, allora, cosa
diventa l’amore? “L’amore
è la possibilità di supplire
all’inesistenza del rapporto
sessuale, di sopportare la
propria solitudine”. Ma cosa
amiamo, quando amiamo
davvero l’altro? “Tutto” è la
risposta di Massimo Recalcati.
“Le sue dita, il difetto del suo
naso, il suo odore... amiamo il
suo limite. La sua mancanza.
La sua imperfezione”. Amiamo innanzitutto il suo nome.
“Quel nome che diventa
corpo e, perciò, insostituibile.
Quel nome che è lo stesso
in tutte le lingue e ci restituisce l’intraducibilità dell’altro”. Ma qual è la formula
dell’amore eterno? Lakan
risponde con un’unica, straordinaria, parola, aggiunge
Recalcati: “Encore”. Ancora.
Il miracolo dell’amore reale è
quello che trasforma, ancora
e ancora, “il quotidiano”, in
un “per sempre”.
Jessica Bianchi
20.09.2013 n°33
S
ebbene la storia dell’amore nasca con la comparsa del genere umano, e
avrà termine soltanto con la sua
scomparsa, nei tempi della modernità analizzata dal grande
sociologo Zygmunt Bauman,
anche l’amore, al pari di tutti gli
altri tipi di relazioni, si fa fluido.
“Stiamo vivendo un momento
molto critico della storia – ha
dichiarato Bauman, introducendo la sua lezione magistrale
alle migliaia di persone giunte
ad ascoltarlo in Piazza Martiri
– e dunque anche della storia
dell’amore”. Secondo il sociologo, questo cambiamento radicale è avvenuto negli ultimi
decenni, grazie (e a causa) di
Internet. “Possiamo ormai
parlare delle nostre vite come
divise in due: da un lato quella
online, quella offline dall’altro”.
D’altronde i dati confermano
come nei Paesi a capitalismo
avanzato le persone passino,
mediamente, metà del proprio
tempo libero interagendo con
degli schermi, senza contare
tutte le ore che vi trascorrono
“
Scusate”. L’incipit pronunciato, con voce acuta e affaticata, da Pier
Paolo Portinaro, professore
di Filosofia politica all’Università di Torino, non si riferisce
al ritardo con cui si è presentato alla platea presente nella
tensostruttura di Piazzale Re
Astolfo. E’ per la sua lezione
magistrale: parla di odio, dei
giorni della sofferenza cau-
13
Zygmunt Bauman, sociologo
“L’amore vero è un antidoto al narcisismo”
durante il lavoro, tanto che ormai l’esperienza tattile più ravvicinata è quella con una tastiera.
D’altro canto Facebook, il social
network più popolare, ha raggiunto il miliardo di iscritti. “E’
come se fossimo diventati esseri
umani di un tipo differente, perché le nuove tecnologie hanno
determinato un cambiamento profondo nella capacità di
avere relazioni faccia a faccia”.
L’amore ‘offline’, quello reale, è
caratterizzato tanto da piacere
e intimità quanto da impegno
e fatica. Non esiste la sicurezza
che un rapporto duri, che non
saremo delusi, che i nostri sforzi
non saranno vani, che il partner
non ci lascerà soli e infelici. In
poche parole, i rapporti reali
sono caratterizzati dall’insicurezza. “Se è vero che la storia
dell’epoca moderna è la storia
della guerra dichiarata a ogni
tipo di fastidio,
inconveniente
o dispiacere e
se, il fine ultimo
della tecnologia, è quello di
sostituire un mondo naturale
indifferente ai nostri desideri
con uno che vi corrisponde
il più strettamente possibile,
Pier Paolo Portinaro, filosofo
“Dopo i giorni dell’odio, la riconciliazione”
sati dalle violenze che hanno
interessato tutte le strade del
mondo. Parla del lato buio
dell’amore, che di creatività
ne ha tanta quanto la sua
parte luminosa. La storia ci
ha mostrato il meglio del suo
peggio attraverso i racconti
della Shoah, del genocidio
in Ruanda, della dominazione sui Paesi dell’Est, della
guerra nella ex-Jugoslavia.
Questo elenco non conosce punti, solo nuove righe
da compilare. L’ultima, per
quello che ne sappiamo, è
quella su cui c’è scritto
Siria, “scivolata” in una
guerra civile. Ma quali
le vie per sanare questi
conflitti? Due sono le più
note: ripagare il torto
subito con la vendetta,
o lasciare che quanto
accaduto avesse “fine”
attraverso l’amnistia,
l’oblio. Mettendo, spesso, per non dire sempre,
al centro dell’attenzione dei procedimenti
giudiziari il carnefice e
le vittime a margine, in
attesa. Una terza via,
allora risulta chiaro perché
l’emigrazione dall’off all’online potrebbe essere ricordata
come la battaglia più decisiva
della modernità”. La società
dei consumi ci ha abituati ad
amare un mondo obbediente
e plasmabile, nel quale non esistono ostacoli tra un desiderio e
la sua realizzazione. Un mondo
non come spazio di incontro
con l’alterità (con il diverso da
sé che, essendo diverso e perciò
imprevedibile, potrebbe persino
rivelarsi pericoloso) bensì come
prolungamento ed estensione
di se stessi. Un mondo dove è
altrettanto facile
stabilire contatti
– non rapporti –
quanto troncarli
alla prima avvisaglia di insoddisfazione, passando
a un’altra interazione, più nuova
ed eccitante. “Ed
è così che impegno, responsabilità e accettazione dei rischi diventano uno stigma, un flagello
da allontanare a ogni costo. Nel
mondo online non incontriamo
veramente altri, non soddisfiamo le necessità dell’amore ma
quelle del narcisismo. E il rischio
vero è quello di una colonizzazione dell’online sull’offline,
di un’adozione degli schemi di
comportamento del mondo virtuale in quello reale”. Perché,
insomma, le persone della vita
reale non dovrebbero comportarsi con la docilità degli oggetti
tecnologici? Il problema è che
l’insoddisfazione è sempre in
agguato, perché raramente
l’amore va di pari passo con il
comfort. “Gli uomini e le donne
della modernità liquida hanno
confuso la relazione d’amore
con quella tra cliente e merce.
Non sei soddisfatto? Non tenere
duro, non cercare di cambiare,
ma cancella il prodotto e ‘scaricane’ subito un altro. L’amore
vero è invece un antidoto al
narcisismo e credo che la fragranza della ‘rosa d’amore’ valga anche la puntura di qualche
spina, e persino qualche goccia
di sangue”.
Marcello Marchesini
apertasi all’inizio degli Anni
’90 in realtà distanti, non solo
geograficamente, è quella
delle Commissioni di Verità e
Giustizia, che hanno analizzato i fatti della guerra sucia
(guerra sporca) in Argentina e
dell’Apartheid in Sud Africa.
L’obiettivo principe è ricostituire il passato nella sua
interezza, fare luce sulla verità
tutta e non solo sulle colpe.
I tre sentieri che portano alla
riconciliazione hanno delle
mancanze su cui gli esperti
delle varie discipline stanno
cercando di lavorare. Ma c’è
una questione da non sottovalutare: la riconciliazione
ha due facce, una pubblica
e una strettamente privata.
Quest’ultima si chiama perdono ed è un fatto che riguarda
l’animo umano. Che non
può essere regolamentato o
discusso né in una Commissione né in un tribunale.
Antonella De Minico
decide di sposarsi, ha alle
spalle almeno un anno di
convivenza. Pensiamo poi
alle differenze tra le generazioni nei tempi di uscita
dei giovani dalla famiglia
d’origine, nell’età di inizio dei
rapporti sessuali, nella rigidità o, viceversa, nel progressivo allentamento del nesso tra
sessualità e matrimonio e tra
sessualità e procreazione, nei
tassi di fecondità e di instabilità coniugale. “Sto tentando di spiegare come sia la
norma, in realtà, a costruire
la famiglia, stabilendo cosa
della natura sia considerato
legittimo e cosa no, quindi
andiamoci cauti quando
pretendiamo di sapere - e
ancor più di stabilire – cosa
sia ovvio e naturale e cosa
no, perché si tratta sempre
di una decisione culturale e
politica, che non può avere
la pretesa di fondarsi su una
presunta e immutabile natura umana”.
Marcello Marchesini
Chiara Saraceno, sociologa
“La famiglia naturale è un’invenzione culturale”
M
ai come oggi
la famiglia è al
centro del dibattito pubblico. Tra la difesa
a oltranza di quella che si vorrebbe ‘naturale’ da un lato, e
ricerca di riconoscimenti per
le ‘nuove’ tipologie di unione
dall’altro, questa istituzione
sembra diventata la posta
in gioco di battaglie vitali.
Ma che cos’è esattamente,
la famiglia? Tutti ne abbiamo un’esperienza intima e
questa conoscenza diretta ce
la fa apparire insieme come
‘naturale’ e ovvia, un dato
che non richiede spiegazioni,
né approfondimenti. La famiglia è la famiglia è la famiglia, parafrasando la rosa
di Gertrude Stein. In realtà,
come ha magistralmente
illustrato Chiara Saraceno,
tra i maggiori esponenti della
sociologia italiana, nel corso
della sua lezione carpigiana:
“non vi è nulla di meno naturale della famiglia, sia per
quanto riguarda i rapporti di
coppia, inclusa la sessualità,
sia per quanto riguarda la generazione”. Se infatti in ogni
società conosciuta e in ogni
epoca si riscontrano forme
di regolazione dei rapporti
di sesso e tra le generazioni,
“questo avviene ed è avvenuto in modi così differenti che
è impossibile ricostruire una
vicenda unitaria di trasformazioni, all’interno della quale
rintracciare il filo della famiglia”. Se insomma l’esigenza
di definire appartenenze e
obblighi lungo i due assi del
sesso e della filiazione è comune a tutto il genere umano, non si può dire altrettanto delle soluzioni adottate. Al
contrario, sottolinea sempre
Saraceno, “questo è il campo
in cui l’umanità ha mostrato
un’enorme capacità di inventare soluzioni istituzionali e
normative diverse, ben prima
che le tecnologie riproduttive
offrissero ulteriori elementi
di complicazione e variazione”. Per rendersi contro di
come la famiglia sia tutt’altro
che un dato naturale, fisso
e immutabile, è sufficiente
analizzare come sia cambiata
quella italiana nel corso di
appena un secolo. Oggi,
quasi il 25% dei bambini
che nascono nello Stivale lo
fanno fuori dal matrimonio;
il 6,9% delle coppie non è
coniugato; il 15,3% delle
famiglie è monogenitoriale;
una coppia su tre, quando
20.09.2013 n° 33
14
“
Dopo gli eventi
sismici dello
scorso anno racconta la 24enne
Federica Maccari,
diplomata in Ragioneria con indirizzo
linguistico e iscritta
al corso di Laurea in
Scienze della Cultura
a Modena - dentro di
me è scattato qualcosa.
Ho sentito il bisogno di
prendere del tempo per
me stessa e realizzare il
sogno che avevo tenuto
nel cassetto per tanto
tempo: andare a vivere
a Parigi. Desideravo
mettermi alla prova per
affrontare situazioni
nuove, vincendo quelle
paure che, a volte,
impediscono di fare
scelte radicali. Così,
a settembre dell’anno scorso ho iniziato
seriamente a ragionare
sulla possibilità di fare
questa esperienza. Ho
parlato con i responsabili di Tezenis, dove
ho lavorato per tre anni
per pagarmi gli studi.
Il 7 gennaio mi sono
licenziata. Il 9 gennaio
ero già a Parigi”.
Federica, che al momento si è presa una
pausa dagli esami
universitari, non
esclude la possibilità di
terminare i suoi studi a
La carpigiana 24enne Federica Maccari dallo scorso gennaio si è trasferita
in Francia, nella capitale più romantica d’Europa
A Parigi per vivere un sogno
Parigi, anche se, a oggi,
lavora all’interno di un
centro commerciale.
“La mia vita qui segue
i ritmi del lavoro. Se
lavoro al mattino, mi
sveglio alle 6 per essere
al lavoro alle 8. Finisco
alle 4, vado a casa e, nel
tardo pomeriggio, esco
a bere qualcosa con la
mia coinquilina oppure
vado a fare una passeggiata lungo rue Rivoli,
che è una delle vie più
centrali e piena di negozi. Nelle mie giornate
libere, trascorro il mio
tempo con le persone
che ho conosciuto qui.
Quando invece sono
sola ne approfitto per
fare qualche giretto
culturale oppure, soprattutto in estate, vado
a prendere il sole in un
enorme parco, Bois de
Vincennes, o cammino
per Parigi senza una
meta precisa, ma con
la semplice voglia di
conoscere meglio la
città”.
Per quanto riguarda la
situazione occupazionale dei giovani parigi-
Federica Maccari
ni, Federica commenta:
“c’è un’enorme differenza in termini di
prospettive di carriera
per i giovani in Francia
rispetto all’Italia. Dopo
una sola settimana di
lavoro, mi hanno offerto un contratto a tempo
indeterminato. Dal
momento che inizialmente doveva essere
solo un’esperienza di
qualche mese, alla fine
non mi è stato possibile accettare poiché,
giustamente, i datori
di lavoro dovevano
avere la sicurezza che
rimanessi abbastanza a
lungo, ma i presupposti
per crearsi un futuro a
Parigi, anche per chi
viene dall’estero come
me, ci sono tutti. Nel
corso di questi mesi
non ho mai smesso di
cercare un lavoro che
fosse più vicino al mio
ambito di studi e spero
di trovarlo presto, ma
per il momento non mi
lamento affatto.
Se è vero che in Italia,
noi ragazzi sogniamo
di avere addirittura una
scelta tra due buone
offerte di lavoro, è vero
anche che per altre professioni, essere assunti
non è così semplice
dato che le competenze
e il profilo ricercati
sono molto precisi”.
Dopo nove mesi di vita
a Parigi, è già tempo
di fare un bilancio
dell’esperienza: “a
livello personale mi sta
dando tantissimo. Ho
capito che se voglio
una cosa, con un po’ di
coraggio, forza di volontà e il sostegno delle
persone che mi sono
vicine, posso raggiungere i miei obiettivi.
Ho capito l’importanza
di essere autonomi, a
non aver paura della
solitudine e, quindi, a
riconoscere la fortuna
che ho sempre avuto di
vivere in mezzo a persone che mi amano. Mi
ha insegnato a essere
più aperta nei confronti
degli altri e a mettermi
in gioco. Ho imparato
a vivere senza i miei
genitori e ho capito
quanto hanno fatto per
me. A livello professionale ho compreso che
non ci si deve per forza
accontentare di quello
che c’è, pensiero abbastanza diffuso in Italia.
Da quando ho iniziato
questa esperienza sto
pensando in maniera
concreta al mio futuro
lavorativo e ora vorrei
trovare un impiego che
mi permetta di avvicinarmi sempre di più al
mio indirizzo di studi
che è quello antropologico”. Ma dove sarà
il futuro di Federica?
“Non credo che la mia
vita sarà per sempre a
Parigi. Forse tornerò in
Italia, ma per il momento ho voglia di esplorare posti nuovi”.
Chiara Sorrentino
20.09.2013 n°33
A
lla buonora! Il
presidente della
Regione, Vasco
Errani, si è fatto finalmente sentire dal presidente del
consiglio Letta, riportando
le lamentele della gente per
i provvedimenti annunciati
e promessi ma mai attuati
a favore dei terremotati del
Modenese. Sono mesi che
gli sfollati, i sindaci e le
associazioni di categoria
invocano dalla Regione
quei provvedimenti urgenti
di sostegno e snellimento
delle pratiche burocratiche
che, come abbiamo ricordato più volte su queste
pagine, sono stati promessi
da Errani e dall’assessore Muzzarelli nelle loro
visite ai Comuni terremotati. L’apertura di lunedi
scorso dell’anno scolastico
è stata però impietosa:
quattromila gli studenti
delle elementari e delle
C
arpi è stata il polo
d’attrazione per tanti
credenti che hanno
voluto partecipare, il 14 e
15 settembre scorsi, alla
Festa organizzata presso
l’Area Zanichelli, per i 100
anni dell’Unitalsi regionale, l’associazione nota per
accompagnare pellegrini
e ammalati a Lourdes e in
altri santuari internazionali. I
festeggiamenti hanno avuto
inizio sabato mattina con
l’arrivo della Madonna di
Lourdes Pellegrina, seguito
15
L’Angolo di Cesare Pradella
4mila gli studenti ancora nei container
medie costretti a seguire
le lezioni in container o
in prefabbricati in legno
e metallo, spesso scarsamente riscaldati e, alle
volte, senza servizi igienici
adeguati. Una carenza di
aule che costringerà i ragazzi a turnare per seguire
le lezioni chi al mattino,
chi al pomeriggio, come ha
denunciato il preside del
Liceo di Finale, Giorgio
Siena. E questo a distanza
di 15 mesi dal terremoto.
E’ stato l’ufficio stampa
della Regione a informare
della lettera inviata a Letta
e, per conoscenza, ai parlamentari modenesi (Ghizzoni, Patriarca, Pini,
Baruffi, Vaccari, Richetti,
Galli, Guerra, Giovanardi, Ferraresi e Dell’Orco)
ricordando i provvedimenti non ancora attuati come
il superamento del vincolo
di residenza anagrafica
per l’accesso ai contributi;
l’autorizzazione al pagamento alle famiglie della
differenza degli interessi
sui mutui sospesi; la necessità di varare il decreto per
l’impiego dei fondi Inail
per la sicurezza sismica
anche agli imprenditori
agricoli. E dare la possibilità alle imprese di usufruire dei 6 miliardi messi a
disposizione per coprire le
spese di delocalizzazione
delle attività produttive.
Insomma, una serie di
provvedimenti che non
sono ancora stati approvati
tanto che uno dei sindaci
delle zone terremotate,
Ferioli di Finale Emilia,
ha definito “odiosi” i tagli
al suo Comune da parte del
Governo, nonostante il devastante terremoto subito,
denunciando di non aver
ancora incassato nulla
di quanto preventivato da
Imu e Tares e definendo lo
Stato italiano “sordo, ottu-
Festeggiati i cento anni dell’Unitalsi in Emilia Romagna
Credenti da tutta la Regione per la Madonna Pellegrina di Lourdes
dalla Messa presieduta da
monsignor Rabitti, vescovo
emerito di Ferrara. Al pomeriggio si sono invece alternati
giochi, spettacoli e animazioni per bambini. Alle 17 tavola
rotonda con Rita Coruzzi
e di Mara Santangelo, la
quale ha presentato il suo
libro Te lo prometto. Alle
21 concerto dedicato ai 100
anni Unitalsi con Roberto
Bignoli, Tiziana Manenti, il
tenore Matteo Tiraboschi e
la soprano Marina Munari.
La serata è stata presentata
da Max Azzolini. Domenica
15, la statua della Madonna
di Lourdes Pellegrina è stata
portata in volo, con un elicottero della Polizia di Stato,
sui paesi terremotati vicini a
Carpi. Monsignor Francesco
Cavina, vescovo di Carpi, il
so e lontano dalle necessità
della gente”. Specchio
fedele di questa situazione
sono state le dichiarazioni
rilasciate al nostro giornale, la settimana scorsa,
dall’imprenditore novese
Mauro Fabbri che ha definito “drammatica” la realtà
di Novi e Rovereto, a causa
di una burocrazia elefantiaca che ha rallentato la
rinascita dei paesi distrutti,
le difficoltà per le imprese
edili di ottenere i contributi
per gli stati di avanzamento lavori e, dunque, con
tempistiche così dilatate da
costringere molti imprenditori a sospendere i pochi
cantieri aperti per non correre il rischio di fallire.
sindaco Enrico Campedelli,
Emanuela Ori, commissario della Polizia di Carpi e il
presidente regionale Unitalsi
Francesco Mineo, insieme
a una folla di fedeli hanno
atteso il rientro della statua
all’Area Zanichelli per partecipare alla Messa presieduta
da monsignor Guiscardo
Mercati, guida spirituale
dell’Unitalsi regionale. In
tantissimi sono giunti per
accomiatarsi dalla Madonna
Pellegrina di Lourdes, la cui
statua è ripartita alle 18,30.
20.09.2013 n° 33
16
L
a natura è maestra. Ci indica
cosa è sano, utile
e degno di futuro. Ma
cosa è naturale e cosa
non lo è? Cos’è realmento ecologico? In
un mondo in cui tutto
viene venduto per
ecologico e sostenibile
c’è bisogno di riassaporare le cose più
vere. A Natura Bio,
il Festival degli Stili
di Vita Sostenibili, in
programma al Salone
Correggio, sabato 21
e domenica 22 settembre, si ritrova il mondo
del naturale più autentico, con un’attenta
selezione degli espositori, dei prodotti,
delle tecniche e degli
argomenti più coerenti
per chi vuol fare una
scelta consapevole
per il bene dell’ambiente, della società e
della propria salute.
Agricoltura biologica,
bioedilizia, cosmesi
vegetale, consumo
H
Il Festival degli Stili di Vita Sostenibili torna il 21 e 22 settembre a Correggio
La scelta più naturale
critico, mobilità sostenibile, altraeconomia,
discipline bionaturali,
si ritrovano anche
quest’anno nell’ampio
spazio verde situato
vicino allo stadio di
Correggio, in due
giorni di festa, con gli
espositori della Mostra Mercato, lo spazio
conferenze e luoghi
in cui incontrarsi,
rilassarsi e fare nuove
esperienze. Il Festival
Natura Bio si svolge
dalle 10 del mattino
fino al dopocena, anche in caso di maltempo, con spazi al coperto per le conferenze
e le attività olistiche.
Nell’area esterna del
parco, lo Spazio Libera Tutti con giochi
tradizionali, laboratori
e attività per bambini
e uno Spazio Bebé con
a aperto a Carpi, Aldebaran Bio, - in via
della Libertà, angolo
viale Manzoni - un negozio
specializzato nella vendita di
alimenti biologici, macrobiotici e senza glutine, che riserva
anche un bellissimo spazio
benessere e relax, dedicato al
piacere di una profumata tisana naturale. Un negozio che
porta inscritto nel suo nome
un messaggio di luminosa
energia: Aldebaran infatti,
è la stella più brillante della
costellazione del Toro ed è
una delle stelle più facili da
trovare in cielo. Abbiamo incontrato la titolate, Alessandra Morellini per conoscere
meglio la filosofia, i prodotti
e gli obiettivi legati al mondo
di Aldebaran.
Cosa si può trovare nel
punto vendita?
“L’ambiente è accogliente e
in grado di trasmettere serenità e calore a chi vi entra.
Ho suddiviso il punto vendita
in due parti, a seconda della
tipologia di prodotto esposto.
L’Angolo del Biologico e Naturale offre una vasta gamma
di alimenti, tutti provenienti
da agricoltura biologica. Pasta al farro, di kamut, al grano
saraceno; zuppe, minestroni,
riso integrale, grissini, piadine, tigelle, succhi di frutta
Punto Allattamento
e consulenze e informazioni su Nascita e
Maternità. Il programma culturale offre una
selezione di argomenti
utili per chi vuole
cambiare o migliorare
la qualità della propria
vita e quella di chi ci
circonda. Dall’educazione montessoriana
all’alimentazione
migliore per i nostri
figli, dall’economia
solidale all’autocostruzione ecologica
della propria casa, fino
alla scelta vegan o ai
“cento modi per essere
felici”. Nello spazio
denominato Pagoda
una lunga serie di
sessioni gratuite per
sperimentare metodi
e tecniche di guarigione, riequilibrio e
benessere integrale,
con operatori olistici
qualificati. A colazione, pranzo e cena, ci si
può dare appuntamento ai punti ristoro del
Festival, con il biobar,
un’area ristorante bio
e vegan e la pizzeria
rigorosamente biologica, con birre e vini
a chilometri zero. Natura Bio è un evento
culturale alla portata
di tutti, per chi vuole
conoscere, assaggiare
o immergersi nel mondo della sostenibilità.
La scelta più naturale, come sempre, a
ingresso gratuito!
Aldebaran Bio, in via della Libertà, angolo viale Manzoni, è il nuovo negozio carpigiano specializzato
nella vendita di alimenti biologici, per tutte le intolleranze e senza glutine
L’angolo del bio e senza glutine
passato di pomodoro, sale
marino integrale e Himalayano, olio, aceto, dadi per brodo
senza lievito e iposodici; dolci
come biscotti, snack, merendine, senza lievito, latte, uova
e zucchero; latte di soia, di
riso, marmellate senza zucchero, miele, yogurt di soia,
burro di soia, tofu e seitan per
chi non mangia carne. Tutto per le varie intolleranze,
senza lievito, zucchero, uova,
latte...”.
Cosa proponeper le persone affette da celiachia?
“Le persone che scelgono
Aldebaran Bio possono trovare tutto ciò che occorre per
un’alimentazione sana dedicata a loro. I celiaci hanno a
loro disposizione un ampio
spazio che ho denominato
appunto Senza Glutine. Qui
espongo alimenti, dal fresco
I celiaci possono acquistare
utilizzando i buoni rilasciati
dall’Asl di Modena e Reggio
Emilia. L’offerta copre tutte
le fasce di età: dai bambini
ai ragazzi, dagli adulti agli
anziani”.
E poi c’è lo spazio benessere e relax…
“Per quanto riguarda il relax e
il benessere - del corpo e della
mente - c’è un angolo dedicato
a tè e tisane naturali, in tanti
gusti. Curative, per insonnia,
al secco, al surgelato. Prodotti delle migliori marche e
a prezzi competitivi. Menù
completo: primo, secondo e
dessert. Anche pizza, gelato
e birra… non manca nulla!
stress, gonfiori addominali,
digestivi, drenanti per le gambe o, semplicemente, da gustare. Da provare le tisane ai
frutti esotici e tropicali e il
tè roobios rosso d’Africa…
Alessandra
Morellini
Numerose le tisaniere toscane
fatte a mano”.
Progetti per il futuro?
“A breve organizzeremo dei
corsi di cucina, rappresentanti
ed esperti delle ditte che ci
forniscono i prodotti verranno
a insegnare ai nostri clienti
tutti i segreti e le tecniche per
preparare al meglio un piatto prelibato. L’utilizzo delle
farine senza glutine non è
semplice. Per impastare serve
un po’ di pratica! Poi durante tutto l’anno proponiamo
sconti sui nostri prodotti e
forniamo gratuitamente una
tessera Aldebaran Bio. Una
volta completata si ottiene
un buono spesa del valore di
20 euro”.
20.09.2013 n°33
17
Al dimè
dialètt...
Massimo Loschi
di Massimo Loschi
Da sempre, aggravata dagli ultimi
avvenimenti nasce spontanea una domanda:
è veramente faticoso governare?
Avrei giurato il contrario!
UN RÊFÊRÈNDÙM
UN REFERENDUM
Lé ’na quistiôun ch’la sêmbra grôsa
e lè lôgich ch’la sia risôlta:
a s’dév dêr a mêint a chi pôvr’a-gint
chi lavórèn cùmè mat
e in ciapèn quêši gnint.
Tra côngrês, têvli tôndi e riuniôun,
tùtt i dè in têlevišiôun
a fêr lit da s-ciànchêrs’anch i cavìi
i rêstèn tant strèsèe da la fadiga…
che… e il dišèn lór:
-Andêr avanti in durèn briša!Chè a vól strùlghèe ‘na sôlusiôun,
andêr incôuntêr a sti brêv cristian;
a prèvèn fêr... un “refèrèndùm”
per dècidêr cùmà iutêr
sti puvrètt ch’tribulèn cùmè can!
A mitròm da pêrt al nôstri gnôli,
al faròm ch’sia cêr e bêin prêciš,
a duvròm dêrs’al cambi sêinsa fôli
e al lavór nôstêr… dêr a lór
chi tribùlèn mój d’sudór.
Mò pêinsa ch’sa sêlta fóra;
tùtt stà gint, cun cunvinsiôun
i vrèvèn sé… mulêr la scrana
mò a n’nè côntrari a la
Còstìtusiôun!
-Tór al lavór a chi gh’è avièe?
Lé ilêghêl! A gh’prèv fêr mêl!-.
E il dišn’ancòrà, giurènd...
cun tant ed libr’avêrt in man,
côl gòsì ai ôç, facia trista
e sincéra
ch’a vin pinsèe:
- Pôvr’a-gint, tùtt puvras!
E si gh’han ragiôun! E sa fùss véra?
E’ un problema che sembra grave
ed è giusto che venga risolto:
dobbiamo ascoltare quelle povere
persone che lavorano come pazzi
e non percepiscono quasi nulla.
Tra congressi, tavole rotonde e riunioni, tutti giorni in televisione
a accapigliarsi da strapparsi pure i
capelli sono così stressati dalla fatica
che… e lo dicono loro:
- Proseguire non possono farcela!Così dobbiamo escogitare una
soluzione per andare incontro questi
bravi cristiani; forse con un
“referendum”…? Che decida come
aiutare questi poveretti che faticano
come cani! Metteremo da parte
le nostre storie, lo faremo che sia
chiaro e ben preciso, ogni mese…
faremo il cambio senza favole concedendo un lavoro per respirare
a loro... che faticano tanto, sempre
arrabbiati. Ma pensa che impiccio
viene fuori; tutte queste persone,
con convinzione vorrebbero si…
abbandonare la sedia ma non è
contrario alla Costituzione!
-Togliere il lavoro a chi abituato?
È illegale! Potrebbe anche fargli
male! - Lo dicono ancora, giurando… con tanto di libri aperti alla
mano, le lacrime agli occhi, viso triste e sincero che fa pensare: - Povera
gente, tutti poveretti! E se hanno
ragione! E se fosse vero?
Islam
e dintorni...
di Francesca Zanni Laureata in Storia, Culture e Civiltà Orientali,
e in Cooperazione internazionale, Sviluppo e Diritti Umani presso
l’Università di Bologna
Cambiare la Bossi
Fini è possibile?
L
a cosiddetta legge Bossi-Fini
(n.189 del 2002), ha suscitato
polemiche sin dalla sua promulgazione. Questa legge tanto dibattuta
ha introdotto due provvedimenti particolarmente duri nei confronti dell’immigrazione illegale. Ha istituito i C.I.E.
(Centri di identificazione ed espulsione)
e ha, a seguito di una modifica della legge
nel 2009, introdotto il reato di immigrazione
clandestina. Non essere in regola con i documenti
per un extracomunitario presente oggi in Italia, è un reato
punibile con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Il ministro per l’Integrazione
Cecile Kyenge ha recentemente parlato di questa legge, che lei ritiene necessario cambiare. Rivedere l’istituto dei C.I.E., molto spesso in pessime condizioni,
sovraffollati e simili a prigioni, ed eliminare il reato di clandestinità, sono due
punti importanti della sua agenda. “Credo che questa legge vada rivista perché
noi dobbiamo avere un approccio basato sulla persona”, ha affermato il ministro
durante un discorso a Reggio Calabria. Queste affermazioni confermano come
la Kyenge sia intenzionata a discutere seriamente della situazione dei migranti in
Italia. Per il mese settembre è convocato un tavolo con le associazioni, durante il
quale verranno discusse tali problematiche.
PER APPROFONDIRE
http://www.corriere.it/politica/13_agosto_19/kyenge-apertura-riforma-bossifini_fc8b30b8-08e7-11e3-abfd-c7cdb640a6bb.shtml
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/08/19/Kyenge-aperturemodifica-Bossi-Fini-_9175179.html
http://www.unita.it/immigrazione/archiviare-la-bossi-fini-si-puo-br-kyenge-immigrazione-lega-governo-pd-pdl-razzismo-politica-1.516882
Al Borgo non possono
entrare animali
di Clarissa Martinelli
[email protected]
Gentile Clarissa,
mi chiamo Fausto e vorrei
segnalarle una brutta disavventura occorsami nel
grande centro commerciale
di Carpi. Domenica 15 settembre sono andato con mia
figlia incinta di nove mesi
al Borgogioioso. Mia figlia
aveva in mano un cucciolo di
cane di due mesi. Minuscolo,
buonissimo, sta solo in braccio quando andiamo in giro.
Siamo stati immediatamente
bloccati dalla guardia giurata; il peggio, però, è stato
l’intervento del direttore.
Ci ha apostrofati in malo
modo, è stato molto scortese
e ci ha cacciati come fossimo
reietti. Mia figlia ha avuto
una crisi di pianto in auto e
io mi sono sentito umiliato.
Premetto che non volevamo
entrare all’Iper dove ci sono
gli alimenti, ma solo fare un
giretto in galleria e recarci in
un negozio specifico, in particolare. Lo vorrei segnalare
perché credo siano episodi
mortificanti che fanno torto
al rispetto per gli animali e
all’evoluzione civica di un
Paese arretrato.
Fausto
C
iao Clarissa, alcuni elementi riportati nella lettera
ci risultano quantomeno
discutibili. I fatti: verso le 18
di domenica, la nostra Guardia
Particolare Giurata, nel normale
servizio di controllo, ha fermato
un ragazzo sui 30 /35 anni che si
aggirava, da solo, nel centro della
galleria, tenendo in braccio un
piccolo cagnolino. Come sempre
succede in questi casi, con molta
calma da parte della guardia (questi episodi si ripetono spesso), il
visitatore è stato invitato a lascia-
Alberto Lapioli
re la galleria poichè il regolamento di Polizia Comunale all’art. 46,
vieta, giustamente aggiungo io
per motivi igienico-sanitari, l’ingresso a tutti gli animali presso
gli uffici comunali e nei locali di
produzione, vendita e somministrazione di alimenti (sono esentati i cani per non vedenti e quelli
in forza alla Polizia). Ne è scaturito subito un diverbio, ripreso
dalle telecamere di sorveglianza,
al centro della galleria, durante il
quale il cliente, chiaramente disinformato sulle normative vigenti, voleva far valere, in maniera
anche colorita, delle improbabili
ragioni che non possono trovare
accoglimento dato il summenzionato regolamento. Sopraggiunge
una donna incinta, presumiamo
la moglie, con a fianco un signore
più anziano. La nostra Guardia
mostra il famigerato art. 46 a
tutti, finalmente i toni si placano
e il ragazzo, da solo, prende la
via dell’uscita tenendo il cane in
braccio. Dopo pochi minuti passo
io impegnato nella distribuzione
della torta del compleanno del
Borgogioioso ai commercianti
della galleria, con in mano un
cabaret pieno di fette di dolce, al
mio fianco mia figlia, 7 anni, che
per gioco mi assisteva nell’opera. Vedendo il cane in braccio al
ragazzo e dando per scontato che
la guardia fosse impegnata nel
mantenimento dell’ordine presso
la distribuzione della torta, gli
dico: “scusi, sia gentile, ma il
cane purtroppo non può restare in
galleria, neanche in braccio, c’è
un regolamento che lo vieta…dovrebbe gentilmente uscire”. Non
ho fatto in tempo a finire la frase
che sono stato ricoperto di minacce e insulti, ai quali non ho dato
seguito. Se il signor Fausto si è
sentito umiliato, mi dispiace, ma
se solo avesse prestato maggior
attenzione ai cartelli di divieto
posti su ogni porta di accesso,
probabilmente avrebbe passato
una domenica pomeriggio migliore.
Alberto Lapioli, direttore Il
Borgogioioso
Fino al 22 settembre Festival Uguali_Diversi a Novellara
Fondata sul Lavoro?
T
orna il festival Fondata
sul Lavoro? che fino al 22
settembre porta a Novellara
intense giornate di dialogo e analisi
sulla necessità di ritrovare le ragioni
per credere ancora che la nostra
Repubblica sia fondata sul lavoro…
per tutti!
Un Festival diverso che ha scelto
di partire “dal basso”, inserendosi
all’interno del progetto Cultivar
che ha ascoltato le parole e le idee
di numerosi cittadini novellaresi,
tra imprenditori, giovani e lavoratori, per poi costruire un percorso
basato sulle loro domande e le loro
riflessioni. La comunità novellarese
e i protagonisti che partecipano
al Festival tenteranno insieme di
individuare nuove linee guida e opportunità, coinvolgendo le energia
e le potenzialità dei giovani sotto
la guida attenta e la responsabilità
degli adulti.
Per quattro giorni la Rocca di Novellara sarà teatro di incontri e attività
che ci porteranno a conoscere e
ascoltare chi, con slancio creativo e
audacia, si è fatto spazio nel mondo
del lavoro. Ci saranno numerosi
interventi di esperti nazionali e
internazionali, tavole rotonde, “dialoghi” che vedranno
imprenditori scendere dal palco
e lasciare il posto ai giovani e alle
loro domande, presentazioni
di start up, mostre artistiche,
laboratori dell’ottimismo dedicati a chi ha e chi sta cercando
una risorsa da mettere in gioco
per il domani, animazioni per i
bambini, cene e pranzi insieme,
visite guidate nelle realtà locali e
interculturali.
Inoltre spettacoli teatrali, cinema, danza, musica e tanto altro
Ad accompagnare tutti noi in
questo percorso di riflessione:
Pierluigi Castagnetti, ex
parlamentare italiano ed europeo; Graziano Delrio (in foto)
ministro per gli Affari regionali e
le Autonomie; Domenico De Masi,
professore di sociologia del lavoro
presso l’università “la Sapienza”
di Roma; Luciano Manicardi, vice
priore del Monastero di Bose; Luigino Bruni, professore di economia
politica presso l’università “Bicocca”
di Milano; Aldo Bonomi, direttore
dell’istituto di ricerca AAster per lo
sviluppo del territorio e, ancora, En-
rico Bini, Gino Mazzoli, Nicoletta
Spadoni, Luigi Grasselli, Margherita Salvioli, Valerio Bondi,
Aimone Storchi, Alberto Signori,
Fabio Storchi, Roberto Ceschina,
Enrico Castellano, Francesco
Bombardi, Giuseppe Alai, Enea
Burani, Valeria Cometti, Stefano
Pescarmona…
20.09.2013 n° 33
18
L’aforisma della settimana...
“Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.
Marcel Proust
appuntamenti
Mostre
CARPI
20 settembre - 17 novembre
Guareschi e Laureni
Segni dai lager
In occasione del 70°
anniversario dell’8 settembre
1943
Testimonianze di due internati
militari
Mostra a cura di Francesco
Fait e Anna Krekic
Venerdì sabato 20 settembre
alle 18 inaugurazione
Sala Cervi
Fino al 30 settembre
L’umorismo ai tuoi piedi
Personale di Claudio Mellana
O&A Centro Affari
Fino al 13 ottobre
A cuore aperto
Espone Evelyn Daviddi,
illustratrice
Mostra curata da Monica
Monachesi
Dark Room Art Silmar Gallery
Fino al 6 gennaio
Le stanze dell’Amore cieco
Sale dei Trionfi e
dell’Amore di Palazzo Pio
Fino al 6 ottobre
Corrispondenza d’amorosi
sensi
Torre dell’Uccelliera
Fino al 20 ottobre
Loveless
Mostra di pittura di Michele
Rotondi e Giulio Zanet
A cura di Francesca Pergreffi
Spazio Meme
Fino al 1° dicembre
XVI Biennale della
Xilografia: Mimmo Paladino
Xilografia 1983 - 2013...
un elmo e 8 filosofi
Musei di Palazzo Pio
Fino al 15 settembre
Altrove
Mostra di Massimo Brani
Palazzo Foresti
Fino al 21 settembre
Ci vediamo in piazza
Incontri, negozi, divertimenti,
personaggi a Carpi dal
dopoguerra agli Anni ‘70
Immagini di Olivo Barbieri,
Mario Cresci, Fratelli
Gasparini, Mimmo Iodice,
Beppe Lodi
Biblioteca A. Loria
Eventi
CARPI
21 settembre - ore 20
La Cena Vegetariana
Mediterranea
La cena è aperta a tutti coloro
che vogliono intraprendere
A Ferrara, nella cornice di Palazzo dei Diamanti, fino al 6 gennaio, è
allestita la la monografica dedicata a Francisco de Zurbarán
Il Maestro di Siviglia
F
rancisco de Zurbarán fu, insieme a
Velázquez e Murillo,
tra i protagonisti del Siglo
de oro della pittura spagnola
e di quel naturalismo raffinato che lasciò un’eredità
duratura nell’arte europea.
A rendere unico lo stile del
pittore fu la sua capacità di
tradurre gli ideali religiosi
dell’età barocca con invenzioni grandiose e al contempo quotidiane, plasmando
forme di una tale essenzialità, purezza e poesia,
da toccare profondamente
l’immaginario moderno,
come traspare dall’opera di
quanti, da Manet a Morandi, fino a Picasso e Dalí,
hanno guardato nei secoli
successivi all’opera del
maestro sivigliano. In tempi
più recenti, studi autorevoli
ed esposizioni internazionali hanno definitivamente
sancito il suo fondamentale contributo alla storia
dell’arte.
Organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Centre
for Fine Arts di Bruxelles,
la monografica dedicata
a Zurbarán è l’occasione
per ammirare per la prima
volta in Italia i capolavori di
uno dei massimi interpreti
dell’arte barocca e della religiosità
controriformista. Una rigorosa
selezione di opere provenienti da
musei e collezioni private europee
e americane ripercorrerà le tappe
salienti della carriera di Zurbarán.
Dalle prove con le quali l’artista si
afferma sulla scena di Siviglia, “la
Firenze spagnola”, come La visione di san Pietro Nolasco o il più
tardo San Francesco d’Assisi nella
sua tomba, segnate dal luminismo
drammatico e contrastato della
corrente del tenebrismo ispirata
a Caravaggio e Ribera, alle opere
successive al soggiorno madrileno e al contatto con Velázquez,
improntate a un più sobrio lirismo,
dove a prevalere sono atmosfere
più chiare, felici scorci sul paesaggio e dettagli domestici, come
ad esempio nell’Immacolata
appuntamenti
accorgimenti per un sano stile
di vita
A cura di Alice - Associazione
per la lotta all’Ictus Cerebrale e
Gli Amici del Cuore Per info e
prenotazioni
059/651894 - 327/2036045 339/3199224 (Maurizio)
331/1508313 - 330/771067
(Gianni)
Centro Polivalente Giliberti
21 e 22 settembre
11ª Festa dell’uva
Programma
21 settembre - ore 21
Tòla dolsa!
Spettacolo dialettale con la
Compagnia dialettale
Gli amici di Mandrio
22 settembre - ore 12.30
Pranzo Sociale
Costo: 20 euro
Ore 15
Orchestra Romagna
nel cuore
Con lo spettacolo del
Gruppo A tutto ballo
Di Gino Nasi
La giornata si concluderà
con la pigiatura dell’uva
Ore 21
Si balla con l’Orchestra
Romagna nel cuore
Centro sociale Loris Guerzoni
Concezione con san Gioacchino
e sant’Anna o nella Vergine con il
Bambino Gesù e san Giovannino.
Il percorso espositivo, scandito in
sezioni cronologico-tematiche,
metterà in evidenza il talento del
pittore nell’imporre un registro
innovativo a generi e temi della
tradizione. Stupiscono per la vena
intima e immediata i soggetti legati all’iconografia mariana, come
mostrano quelle opere venate di
una malinconia sospesa o capaci
di toccare corde di straordinario
candore e tenerezza. E se il motivo dell’estasi raggiunge vertici
d’ineguagliabile intensità, come
nell’Apparizione della Vergine a
san Pietro Nolasco dipinta attorno
al 1628-30, il tema della meditazione trova una delle sue interpretazioni più originali nel Cristo
crocifisso con
un pittore, un
dipinto in grado
di trasmettere
nella maniera
più diretta il
dialogo intimo
tra l’umano e il
divino.
Una delle
punte più
avanzate nella
direzione del
rinnovamento
formale sono
senza dubbio le nature morte e i
temi allegorici, come Una tazza
d’acqua e una rosa e Agnus Dei.
La raffinatezza poetica di questi
dipinti, in cui gli oggetti sono
collocati in uno spazio rarefatto e
silenzioso, è affidata alla sobrietà
della composizione, alla purezza
delle forme e alla regia dei valori
luminosi. In queste opere di piccolo formato, così come nelle nature
morte disseminate in molte delle
tele presenti in mostra, Zurbarán
restituisce le forme come purificate dalla luce, in una visione cristallina del particolare e di silenziosa
monumentalità.
Tra le invenzioni più originali
dell’artista vi sono infine le grandi
figure di santi, raffinate effigi che
godettero di straordinaria popolarità e che furono realizzate in serie
soprattutto per le colonie del Nuovo mondo. La sequenza riunita per
questa mostra conta esiti notevoli
come la Santa Casilda, il Beniamino e la Sant’Orsula, che testimoniano la capacità di ammantare
gli episodi sacri di un fascino
elegante, grazie alla ricercatezza
delle pose, alla resa virtuosistica
di stoffe preziose e alla tavolozza
brillante. Queste figure maestose,
rivolte verso l’osservatore come
protagonisti di un ritratto esercitano, oggi come allora, un fascino
magnetico.
21 settembre - ore 16/2
Carpi c’è
Che festa in centro!
Negozi fuori, Musica e
Degustazioni.
Animazioni e giochi per i bimbi
Esibizioni, Danza, Sport
Mostre, Sfilate e Cabaret
Centro Storico
22 settembre
70° Anniversario della
fucilazione
di Salvo D’Acquisto
Programma
Ore 9.30 - Chiesa La Sagra
Santa Messa celebrata da
Don Giuseppe Grigolon
Cappellano Militare della
legione Carabinieri Emilia
Romagna di Bologna
Ore 10.45 - Piazzale Dante
Alighieri
Deposizione di una corona
d’alloro sul Cippo
Saluto del sindaco di Carpi,
Enrico Campedelli
Discorso ufficiale: Gen.
Claudio Comm. Rosignoli
Ispettore Regionale A.N.C.
Emilia Romagna
Col Corpo Bandistico
Città di Carpi
Centro Storico
22 settembre - ore 16/19
Gioca Famiglie
Centro per le Famiglie
22 settembre - ore 16
Inaugurazione Scubidù
Centro Bambini e Genitori
Scubidù
20.09.2013 n°33
19
In arrivo Passa la Parola, il festival della lettura per ragazzi, a Modena dal 20 al 22 settembre
tra piazza Mazzini e Bibilioteca Delfini, e a Carpi in Piazza Garibaldi il 22, 23 e 26 settembre
Piccoli lettori crescono...
“
Passa la Parola compie 3
anni, e pensiamo che sia
necessario farlo crescere,
soprattutto in questo particolare
momento storico. Con incontri, letture, laboratori e mostre
dove conoscere la letteratura per
ragazzi dalla voce dei suoi protagonisti più importanti e dove
scoprire l’immaginario su infanzia e adolescenza. Passa la parola
vuole far vivere le nostre città con
dialoghi e scambi letterari, luoghi
e spazi dove condividere “faccia
a faccia” la gioia e il piacere della
lettura: bambini, ragazzi e adulti
insieme” lo presentano così le
organizzatrici, Milena Minelli
e Sara Tarabusi della libreria il
Castello di Carta di Vignola, come
un evento dall’alto contenuto
culturale e ricco di sorprese. “La
terza edizione offrirà un programma ricco di eventi diversi, di segnali da catturare e da salvare, di
parole vere e sincere, intelligenti e
leggere, parole per tutti: dalla poesia alla fiaba, dall’illustrazione
all’arte, dal romanzo al racconto,
dal disegno allo schizzo, dall’impegno al divertimento, dal sogno
alla realtà”.
“Dopo un’edizione 2012 che si
è tenuta nei territori maggiormente colpiti dal sisma, per far
fronte compatto con tutte le realtà
cittadine attive al fine di riportare
la normalità nella Bassa modenese – commenta il presidente del
Csi di Modena, Stefano Gobbi
– quest’anno abbiamo scelto di
riportare il festival anche nella
città di Modena. Continua così il
nostro progetto di coinvolgimento
di bambini e ragazzi, attraverso
questo importante evento culturale che si caratterizza per essere il
primo di tale portata nella nostra
provincia, grazie ad un programma ricco di letture animate,
narrazioni, laboratori, spettacoli
di teatro disegnato, reading con
illustratori. E soprattutto, con il
coinvolgimento diretto del mondo
scolastico che rappresenta per
noi un importante interlocutore.
Insomma, per le famiglie e per
bambini e ragazzi una cinque
giorni da non perdere durante i
quali incontrare scrittori e illustratori di grande fama nazionale”.
Grande attesa dunque per Passa
la Parola, il festival della lettura
Guido Scarabottolo
appuntamenti
22 settembre - ore 10
Pedalando contro
l’Alzheimer
Una pedalata di 15 chilometri
in compagnia
Piazza Martiri
22 settembre - dalle 9
Meeting Atletica Leggera
per Disabili
27° Trofeo Città di Carpi
Campo di atletica Dorando
Pietri
22 settembre
Villaggio dello Sport
Manifestazione rivolta ai
bambini dai 6 ai 12 anni con
diverse discipline sportive e
attività ludico-motorie
Piazza dei Martiri
per ragazzi, a Modena dal 20 al
22 settembre tra Piazza Mazzini
e Bibilioteca Delfini, e a Carpi in
Piazza Garibaldi il 22, 23 e 26 settembre. Un importante progetto di
promozione alla lettura ideato da
Milena Minelli e Sara Tarabusi,
in collaborazione con il Csi di
Modena e Carpi, Il castello dei
ragazzi di Carpi e la Biblioteca
dei ragazzi Antonio Delfini di
Modena. La manifestazione è
organizzata con il patrocinio dei
Comuni di Modena e Carpi,
col contributo di Fondazione
Cassa di Risparmio di Modena
e Carpi e della Fondazione Casa
del Volontariato di Carpi. Le
più grandi firme della letteratura
italiana per l’infanzia prenderanno parte a questo festival aperto a
tutti gli appassionati di letteratura
dell’infanzia e di illustrazione,
ma rivolto in particolare a bambini e ragazzi tra i 2 e i 16 anni,
genitori, insegnanti e scolaresche. Tra Modena e Carpi, questa
volta per cinque intere giornate,
si susseguiranno numerosi eventi,
tutti gratuiti, dove i partecipanti
da semplici spettatori potranno
assistere alle presentazioni delle
ultime novità editoriali incontrando gli autori ed anche trasformarsi
in veri e propri protagonisti attraverso letture animate coinvolgenti, racconti, filastrocche, rime
e poesie, laboratori, spettacoli
teatrali. Tra parole, immagini e
musica, tutti i partecipanti potranno intrattenersi piacevolmente
durante il festival per incontrare i
più importanti autori italiani per
ragazzi. Passa la Parola è un appuntamento da non perdere anche
per le scuole: sono infatti previsti
degli incontri su prenotazione
dedicati alle classi della scuola
primaria e secondaria.
Ecco tutti i protagonisti di questa
importante rassegna culturale:
gli scrittori e poeti Beatrice
Masini, Guido Quarzo, Giusi
Quarenghi, Roberto Piumini,
Giorgio Scaramuzzino, Cristina
Brambilla, Chiara Carminati,
Stefano Bordiglioni, Pietro
Formentini, Giuseppe Caliceti,
Alessandro Riccioni, Maria
Beatrice Masella, Mathilde
Bonetti, Roberta Lipparini e
Benedetta Bonfiglioli.
E poi ancora gli illustratori e
artisti Gek Tessaro, Francesca
Zoboli, Guido Scarabottolo e
Stefano Bessoni. Un importante
tassello del programma culturale
di quest’anno riguarda le presentazioni di libri, tra le quali figurano due importanti e attese anteprime: Roberto Piumini con La casa
di Topo Pitù, la sua raccolta di
poesie illustrate da Carll Cneut
per le edizioni Topittori, e Chiara
Carminati che, con le illustrazioni
di Altan, proporrà Belle Bestie
per Franco Cosimo Panini editore.
Al pubblico dei ragazzi dai 16
anni è dedicata infine la presentazione del libro Tentativi di botanica degli affetti di Beatrice Masini,
finalista dell’edizione 2013 del
Premio Campiello, insieme ad
Alice Bigli presidente dell’Associazione Culturale Mare di Libri
e tra le ideatrici dell’omonimo
festival che si svolge a Rimini.
Un anno e oltre è passato, ma
la memoria di tutti gli emiliani
non può dimenticare il sisma di
maggio 2012, dopo il quale sono
stati realizzati numerosi progetti
di sostegno tra cui Cantiere della
fantasia, dedicato all’infanzia;
è tratto proprio da questa meravigliosa iniziativa il libro Radici
che nel corso del festival verrà
raccontato da Antonella Vincenzi, direttrice editoriale di Franco
Cosimo Panini Ragazzi.
Una serie di eventi collaterali al
festival della lettura animeranno
poi la città di Modena: da venerdì
20 settembre a sabato 12 ottobre,
presso la sala Grande per i ragazzi
della Biblioteca Antonio Delfini,
Copia e originale: il desiderio
di disegnare, esposizione delle
tavole originali del libro Dame e
Cavalieri di Francesca Zoboli
(Topipittori). Il volume fa parte
della collana Piccola Pinacoteca
Portatile che ha ricevuto dalla giuria del BolognaRagazzi Award, il
più importante premio internazionale dedicato ai libri per ragazzi,
la Menzione d’onore nella categoria Non-fiction, edizione 2013.
A insegnanti, genitori, formatori
e bibliotecari si rivolge invece
il corso di due incontri (il 25
settembre e il 2 ottobre) sull’uso
della voce e lettura animata a cura
dell’attrice, formatrice e libraia
Sara Tarabusi.
Passa la Parola prende ufficialmente il via a Modena venerdì 20
settembre a Modena, e si sposta a
Carpi il 22 per poi concludersi il
26 settembre. Tutti gli eventi del
festival sono gratuiti, in caso di
maltempo si terranno a Modena
nelle sale della biblioteca Civica
Antonio Delfini, e a Carpi nella
tensostruttura allestita in Piazzale
Re Astolfo.
22 settembre
3° Festival della Lettura
per ragazzi
Programma
Ore 16
Questa zebra non è un asino
con Giorgio Scaramuzzino
Narrazioni: l’amicizia profonda
tra un bimbo palestinese, una
zebra e il guardiano di uno zoo
Da 8 a 108 anni
Ore 17
Le nostre radici
Con Chiara Carminati,
Gianluca Magnani, Giorgio
Scaramuzzino e Antonella
Vincenzi
Parole e musica dal progetto
dedicato all’infanzia
Cantiere della fantasia, nato
dopo il sisma che ha colpito
l’Emilia nel maggio 2012
Per tutti
Ore 17.20
Belle Bestie
Con Chiara Carminati
e Giovanna Pezzetta
14 animali raccontano la loro
insolita bellezza
Per tutti
Ore 18
Semafori azzurri e principi
verdi
Con Giuseppe Caliceti
Storie necessarie per un mondo
in cui siamo tutti diversi e il
bello è proprio quello
Da 6 a 10 anni
Piazza Garibaldi
Fino al 25 settembre - ore 18/24
Mercoledì d’estate
Shopping, divertimento e relax
nel cuore di Carpi
Centro Storico
26 settembre, ore 15
Come risolvere i piccoli
problemi di incontinenza
Relatore: dottor Giuseppe De
Luca, Urologo del Ramazzini
Cibeno Pile
20 ottobre - dalle 9 alle 20
Cose d’altri tempi
Presso la mostra - mercato, tra
gli altri, parteciperanno con
un’esposizione di opere anche
le quattro acquerelliste Bona
Bellintani, Lucia Bonati, Carla
Righi e Giovanna Manicardi.
Sarà possibile acquistare le loro
opere. Ingresso libero
Parcheggio Borgogioioso
20.09.2013 n° 33
20
Calcio – L’Empoli rovina la festa inaugurale: Carpi k.o. (0-2)
Cosa resta del CaBassi day?
L’emozione del debutto in uno stadio ringiovanito e finalmente accogliente.
Biancorossi piatti, in balia di un avversario forte ma non fortissimo.
Domenica si torna a Cesena dopo 16 anni. Poi il Brescia, nella notte di martedì.
I
l caBassi day porta solo
sensazioni forti, non punti.
Il Carpi perde con l’Empoli in un modo abbastanza
classico per i debuttanti. Pecca d’inesperienza, commette
ingenuità gravi nei momenti
topici, finisce sopraffatto dal
complesso d’inferiorità.
IL DEBUTTO - Resta anzitutto l’esordio storico in uno
stadio ringiovanito dalle novità, che si è perlomeno dimostrato accogliente e all’altezza
della situazione. Ed è complessivamente piaciuto a oltre
2000 spettatori carpigiani.
Resta dunque prima d’ogni altra cosa il senso emotivo della
giornata, i lustrini sul compimento di un sogno che si realizza laddove ormai nessuno
ci sperava più: a due passi da
casa. Forse, questa suggestione ha tolto elettricità all’ambiente, anziché aggiungerne.
Può aver contratto le gambe,
svuotato un po’ lo stomaco,
tolto l’appetito. In fondo, ogni
traguardo raggiunto genera
appagamento. Ma ammesso
che sia così, non esaurisce le
ragioni della sconfitta.
IL MATCH - Resta infatti
anche la partita, in fondo alla
quale si è misurata una certa
distanza tra le due squadre.
Abbastanza vasta da concludere che il Carpi non abbia
ancora preso definitivamente
contatto con la categoria. Ha
sofferto troppo l’abbondanza
tecnica dell’Empoli, fino alla
soggezione. Anziché opporre
corsa e scontro, ha risposto
con piattezza. Lenta la circolazione, rari i cambi di ritmo.
Scarsissima la reattività, specie nei giochi da fermo dove
s’è deciso il risultato. L’inten-
sità è salita solo dopo i cambi, con Memushaj rimesso
correttamente al centro del
circuito e un velocista vero
sguinzagliato sulla fascia (Di
Gaudio). Male dunque tutto
il resto, di cui Vecchi s’è assunto la responsabilità immediatamente, come fanno tutti i
migliori quando sbagliano. E’
stato molto sincero in conferenza stampa, e lo è stato ancor più sul campo allorché ha
cominciato ad invertire l’ordine dei trequartisti. Invano.
L’inseguimento a Valdifiori
è stato inutile e controproducente: andava accorciato di
squadra, non con un uomo
solo. Così è stato lui stesso a
bruciare le riserve di Sgrigna
e Concas, giocando sempre di
prima – massimo due tocchi
verso i suoi ricevitori privilegiati (Moro, Maccarone,
Tavano). È poi mancato peso
davanti, dunque anche profondità e facilità di tiro. Inglese
somiglia molto a una grande
soluzione, e penso che presto
capiremo se lo è davvero. Della Rocca non può giocare da
solo. Ha bisogno di una spalla
che gli tenga lontano alme-
no un avversario, nel corpo
a corpo incassa troppo. Non
è chiaro se sia per eccesso di
chilometraggio o per difetto
di condizione; fatto sta che,
in questo momento, non è in
grado di reggere il reparto.
IL CAMPIONATO - Resta
infine l’impressione di aver
incontrato una squadra che
rappresenta fedelmente il livellamento al vertice del campionato. L’Empoli è forte, non
fortissimo. Straordinario per
completezza davanti, oltremodo imperfetto altrove. Ha
limiti strutturali evidenti, rischia continuamente sui ribaltamenti. Sarri tiene in campo
tre attaccanti più un grande
creativo pigro (Croce), tutti
disinteressati alla fase difensiva. Sfianca i terzini (Laurini e Hysaj) con diagonali
claustrofobiche per sopperire
agli ammanchi di copertura.
Non ha saltatori sopra i 185
cm, sui tiri franchi non riesce
a coprire il secondo palo. Ovviamente conta di nascondere
tutto questo sotto i due tappeti
pregiatissimi che esibisce in
punta: Maccarone e Tavano.
Il paradosso è che abbia vinto
senza aver avuto niente
di decisivo da loro, e
tutto da Tonelli (il più
approssimativo della
truppa). Peraltro frugando nella spazzatura
dei corner, ovvero laddove avrebbe invece
dovuto perdere. Ma
al momento importa
poco. E’ solo in testa, e
sembra pronto alla fuga
perché va a memoria
meglio di chiunque.
Gli resta vicino solo
il Trapani, la meno
stravolta tra le novità (neopromosse e retrocesse). Per
quanto parziale, la classifica ci
raccontando la verità: cioè che
adesso è la continuità il fattore
più determinante. Tutto quindi
fa pensare ad un campionato
senza schiacciasassi né materassi. Denso in vetta e corto
in coda. Solo quattro squadre
proseguono imbattute (come
Empoli e Trapani, anche Lanciano e Brescia). Solo quattro
squadre restano senza vittorie: Juve Stabia, Cittadella,
Latina (che ha già cambiato
allenatore) e il Padova, che è
l’unica a 0 ma ha una partita in
ballo. Subisce molto e segna
più di chiunque il Siena: gioca
a sbilanciarsi, parecchio condizionato dalle penalizzazioni
già incassate e dalle prossime
in arrivo. Vince invece il Bari
contro un piccolo Modena,
e cancella finalmente il passivo. Più in alto, Palermo e
Varese risalgono dalle false
partenze. Scende invece il Cesena, reduce da due sconfitte
maturate nel finale. E sabato
aspetta proprio il Carpi per
uscire dal guado.
Enrico Gualtieri
La classifica
PROSSIMI AVVERSARI:
CESENA e BRESCIA
Similitudini e diversità
I
due prossimi avversari del Carpi sono nobilissime realtà
della periferia del calcio italiano. Una è spinta da una
Regione intera (la Romagna, che come tale vuol considerarsi); l’altra da una Provincia ricca e popolosissima
(quinta d’Italia per numero d’abitanti). Sommano 34
partecipazioni nella massima serie, 16 delle quali nelle
scorse tre decadi. Ultimamente, il loro mondo è cambiato
alla svelta. Facciamo un piccolo salto nel tempo, torniamo
indietro esattamente di tre anni: 19 settembre 2010. Si è
appena conclusa la terza giornata del campionato di A. I
romagnoli sono primi con 7 punti, dopo aver fermato la
Roma e battuto il Milan (poi campione). I lombardi seguono a ruota, staccati di una sola lunghezza. Oggi Cesena
e Brescia soffrono di reducismo. Sono le deluse della B, e
hanno una sola ricetta possibile per prevenire la depressione: ritentare la scalata. Obiettivo comune, strategie
diverse. Il Cesena ha cambiato proprietà (da Campedelli
a Lugaresi) e confermato l’allenatore (Bisoli). Il Brescia
invece ha un nuovo timoniere (Giampaolo) e un vecchio
presidente stanco (Corioni, in carica da oltre 20 anni),
molto combattuto tra il disimpegno e l’ennesimo rilancio.
Davanti hanno molto di quel che serve per entrare nelle
prime 8. Puntano entrambe su un grande bomber di categoria (Succi e Caracciolo), e vi affiancano una baby spalla
straniera: Defrel e Mitrovic, due tra i giovanotti più irriverenti e spietati del torneo, con buone carte per diventarne
le rivelazioni. Sulle panchine ci sono due sergenti diversi.
Cominciano entrambi dalla difesa a 4, ma hanno approcci e visioni antipodali. Bisoli è stato un mediano a tutto
campo e chiede soprattutto carattere, corsa, equilibrio e
densità a centrocampo (Coppola-Cascione-De Feudis:
ovvero fosforo ma soprattutto muscoli). Giampaolo invece
cerca coralità, mette sempre un buon organizzatore di
gioco in mezzo al campo (Coletti) e chiede moltissimo
agli esterni alti (Grossi, Oduamadi, Scaglia): pressing,
superiorità numerica, soluzioni in zona-tiro. Ha idee molto
interessanti, una sofisticazione tattica figlia dall’imprinting.
Fu un centrocampista leggero e creativo, venne allenato da
un sacchiano (Giuliano Sonzogni), e poi ha cominciato
il mestiere collaborando con un pre-sacchiano (Galeone)
e uno zemaniano (il primo Delio Rossi). Ha dunque visto,
studiato e praticato molto calcio sperimentale ed estremo.
E.G.
I PRECEDENTI
Cesena avanti 3-1.
Brescia quasi inedito
D
opo quasi 16 anni si torna al “Dino Manuzzi”, che
nel frattempo è divenuto il primo stadio italiano
con terreno in erba sintetica a ospitare una gara
di serie A (10/9/2011, Cesena-Napoli 1-3). L’ultima visita
biancorossa in campionato fu il 19 ottobre 1997. Il rigore
di Enrico Sala in chiusura di primo tempo illuse tutti. Nella
ripresa, salì in cattedra una grande gloria del calcio di Riviera: Massimo Agostini detto “il Condor”. La sua doppietta sancì la rimonta e il finale: 2-1. In totale, i precedenti a
Cesena sono 6. Il più antico affonda nel 1941-42 (serie C,
0-0), allorché i romagnoli giocavano nel vecchio “Campo
Ippodromo”. I padroni di casa comandano il computo:
3 successi, contro uno solo del Carpi (27 aprile 1958, 1-0
gol di Rino Lugli. Con le “Rondinelle” è invece un inedito
assoluto. Ma non con Brescia. Va detto per onor di completezza che nel Girone B di Serie C, stagione 1938/39, il
Carpi incrociò la seconda squadra della città e vi pareggiò
al Cabassi (2-2). Si chiamava “Polisportiva Casalini”, fu
fondata nel 1928, intitolata a un deputato bresciano fascista e poi sciolta nel 1942.
E.G.
PROSSIMO TURNO
I MARCATORI
Torromino si conferma
QUINTA GIORNATA
Sabato 21/9/2013, ore 15:
CESENA - CARPI
AVELLINO - VARESE
BRESCIA - CROTONE
CITTADELLA - J.STABIA
EMPOLI - PADOVA
MODENA - TRAPANI
PESCARA - BARI
REGGINA - NOVARA
SIENA - TERNANA
ANTICIPI
Venerdì 20/9/2013
Ore 19: LATINA - V.LANCIANO
Ore 21: SPEZIA - PALERMO
SESTA GIORNATA
*CARPI-PADOVA, interrotta al 27’, è sub-judice
Martedì 24/9/2013, ore 20.30:
CARPI - BRESCIA
4 RETI:
Torromino (Crotone, 3 rigori)
Hernandez (Palermo, 2)
Maniero (Pescara)
3 RETI:
Caracciolo (Brescia)
Maccarone (Empoli)
D’Agostino e Paolucci (Siena)
Antenucci (Ternana, 2)
Mancosu (Trapani)
Pavoletti (Varese)
…
1 RETE:
Concas (Carpi)
Inglese (Carpi)
…
20.09.2013 n°33
21
CALCIO – Settore giovanile: prima sconfitta per la Primavera biancorossa
Senza gol, né punti
Gli Allievi s’inchinano alla Juve, Giovanissimi ko a Bologna.
CALCIO - DILETTANTI
N
el weekend scorso è scattato il semaforo verde dei
tornei di Seconda e Terza.
Ora tutta l’attività federale è a pieno regime.
Cominciamo a fare il punto sulle nostre 10 compagini che
seguiremo da vicino per tutta la stagione sportiva 2013/14.
REGIONALI
La Correggese è una splenDiDa
realtà
Serie D. En-plein, tre vittorie su tre, punteggio pieno. Già 6
giocatori mandati a segno, per un combinato disposto di 14
gol fatti. Nessuno subito. Sono i numeri di una squadra che
vola sognando a occhi aperti. La neo-promossa Correggese
è già una splendida realtà del quinto livello del calcio italiano.
Ed è padrona del derby del Girone D con il Formigine (pure
partito fortissimo), farcito di ex biancorossi (Davoli, Paganelli, Chiurato da una parte, Sarnelli, Pilia e Teocoli dall’altra).
La partita dura meno di un tempo, e finisce in goleada (4-0). In
grandissimo spolvero il carpigiano doc Davide Luppi (doppietta), che appena tre mesi fa festeggiava la Serie A col Sassuolo. Domenica prossima i Bagatti-boys tornano al Borelli:
ospite il Montichiari.
Promozione. La Solierese resta imbattuta dopo due turni,
però regala al Polinago il primo punto della stagione.
Gara spettacolare, pirotecnica, decisamente segnata
dall’espulsione precoce di Pattacini (due gialli in mezzora).
Ridotti in dieci, i gialloblu comandano a lungo il gioco senza
tuttavia equilibrio. Passano 3 volte (Paradisi, Di Costanzo,
Azzouzi), ma vengono raggiunti allo scadere. Prossima tappa:
Castelvetro.
E.G.
W
eekend a zero per
il vivaio biancorosso. Niente
gol né soddisfazioni nei
tre probanti impegni delle
categorie top.
PRIMAVERA – I ragazzi
del duo Galantini-Garzon
escono a passo lento dalla
sosta, e incassano la prima
sconfitta in campionato sul
campo dello Spezia (2-0),
che così vendica idealmente la prima squadra,
battuta la settimana prima
proprio dai biancorossi al
“Picco”. I liguri segnano un
gol per tempo. Lamberti
ha la chance di riaprire i
giochi dal dischetto, ma
calcia a lato. Sabato prossimo, il primo grande derby
stagionale è l’occasione
d’immediato riscatto: arriva
il Bologna, già peraltro
eliminato in Coppa Italia
dopo due supplementari
al cardiopalma. Intanto, la
classifica si rimescola. La
Juve stende l’Empoli, e il
Torino ne approfitta maramaldeggiando a Modena: è
solo in vetta dopo 3 gare, da
unico imbattuto.
ALLIEVI NAZIONALI –
Grande spettacolo di gioco
e di pubblico nel “Sunday
Morning” del Sigonio, dove
arriva Madama Juventus. La truppa di Stefano
Belloni e Enrico Bortolas
fa esperienza, regge bene
mezzora. Alla fine però il
divario si rivela molto netto
e lo scarto ne quantifica i
contorni: 0-3. In campo
nella ripresa tra i bianconeri
(occasionalmente in giallo),
l’ex di turno Simone Morselli. Domenica prossima,
altro turno interno: ospite il
Livorno.
GIOVANISSIMI NAZIONALI – Esordio negativo
per i baby di Ferdinando
La Manna che vengono
travolti dal Bologna, dopo
un buon primo tempo.
Finisce 0-3. Domenica il
debutto sul campo amico.
Di fronte un avversario sulla carta un po’ più abbordabile: il Forlì.
GLI ALTRI – Ultimi test di
rodaggio per i più piccoli.
I Giovanissimi Regionali
di mister Borghi tornano
dalla mini-tournee genovese con il quarto posto nella
Figempa Cup, mentre gli
Esordienti Regionali di
Cavicchioli concludono la
Football Champions Cup
di Soliera con un pareggio
(0-0 con la Reggiana) e due
sconfitte (Empoli e Solierese). Sospesa per maltempo
l’amichevole dei Provinciali a Mantova.
Enrico Gualtieri
IL PROGRAMMA DEL WEEKEND
PRIMAVERA
4A GIORNATA
CARPI-BOLOGNA
Sabato 21/9/2013
Reggiolo, campo “Rinaldi”
via Rinaldi 14.
Ore 15
LE ALTRE GARE:
CESENA - SPEZIA
EMPOLI - SAMPDORIA
GENOA - PARMA
SASSUOLO - MODENA
SIENA - NOVARA
TORINO - JUVENTUS
la classifica
PROVINCIALI
Virtus e United: buona la prima
In Seconda (girone H), comincia bene la rinforzatissima
Virtus di Paolo Amaranti. Nel debutto tra le mura amiche,
gli aquilotti regolano di misura il Casinalbo (1-0): basta un
missile di Pederielli per chiudere la pratica.
Archiviato lo spacchettamento della passata stagione, il
girone C di Terza è più che mai un vero e proprio campionato di Carpi: 13 le squadre iscritte, più della metà (7) raccolte
all’interno del nostro comprensorio.
Si conclude in parità il primo di una lunga serie di derby che
costelleranno la stagione: Cortilese e Cabassi non si fanno
male e dividono il punto (1-1). A rete Pastorelli e Boldrini su
rigore. Debutto opaco per la Fossolese, inchiodata in casa
da Correggese Soccer (0-0). Va peggio a Limidi (superato in
volata dalla Madonnina: 3-2), San Marino (rimontato dal
Villadoro: 1-2) e Carpine (travolta a Campogalliano: 1-4).
L’unico hurrà di giornata è del multietnico United, che sbanca
Cittanova (2-1) e si candida al ruolo di rivelazione dell’anno. I
primi gol decisivi della truppa guidata da mister Perrotta sono
di Jocic e Berk.
E.G.
GIOVANISSIMI
NAZIONALI
2A GIORNATA
CARPI-FORLÌ
Domenica 22/9/2013
Carpi, campo Dorando Pietri
Via Nuova Ponente 24
Ore 11
ALLIEVI
NAZIONALI
3A GIORNATA:
CARPI-LIVORNO
Domenica 22/9/2013
Carpi, campo “Sigonio”
Via Sigonio 21
Ore 15
20.09.2013 n° 33
22
Una quarantina gli allenatori di volley che hanno
preso parte al corso di secondo grado indetto
dalla Fipav Crer a Carpi
A lezione da coach Molinari
S
ono stati una quarantina gli allenatori di
volley che hanno preso
parte al corso di secondo
grado indetto dalla Fipav
Crer, Comitato Regionale
Emilia Romagna e che si è
tenuto al Palazzetto Enzo
Ferrari di Carpi. Tutti a “studiare” da vicino il metodo
e la preparazione di coach
Luciano Molinari, selezionatore Fipav per la Provincia
di Modena dal 2006. Un corso di formazione necessario
per l’abilità di secondo livello
all’esame della Federazione
che i candidati dovranno
sostenere tra qualche mese.
Il docente nazionale e allenatore della Universal, Luciano
Molinari, ha fatto svolgere
alla squadra una regolare
seduta di allenamento, sotto
gli occhi e le domande dei
colleghi.
Ha inaugurato sabato 14 settembre al civico 82 di via Meloni la nuova sala, la
cosiddetta Area 11 dell’Associazione Sportiva S.G. La Patria
Più spazio per La Patria
H
a inaugurato sabato 14 settembre al civico 82
di via Meloni, la nuova
sala, la cosiddetta
Area 11, dell’Associazione Sportiva S.G.
La Patria con sede
principale in via Nuova Ponente 24/h. La
storica realtà, fondata
nel 1879 da Ubaldo Urbini, presso il
Castello dei Pio, oggi
tessera circa 1.500 soci
e, oltre alle sale attrezzi, fitness e corsi e a
alla pista di atletica di
via Nuova Ponente, si
arricchisce dell’ampia
sala di via Meloni per
offrire alla cittadinanza maggiori servizi
per restare in forma,e
innovative proposte
sportive per adulti
e bambini. A partire
dalle 10,30 sono stati
presentati i nuovi corsi
e i carpigiani accorsi
hanno potuto provare
gratuitamente lezioni
di X Tempo, Fit Boxe,
Functional Training,
Postural, Pole Dance,
Latini, Ballo Liscio,
Zumba Kids e Danza
Moderna.
Immancabile, per
l’occasione, il ricco
buffet inaugurale
con cui i presenti si
sono potuti ristorare
tra un’attività fisica e
l’altra.
Chiara Sorrentino
20.09.2013 n°33
L
a consegna delle
chiavi delle auto a
Francesca Piccinini
e compagne, tanti divertenti test di guida sicura a cui
si sono sottoposte a turno
le ragazze e i membri dello
staff tecnico e, a chiudere,
un brindisi con buffet collettivo per sancire la partnership fra Liu Jo Modena
e La Carpi, concessionaria
di Carpi dei marchi Lancia,
Fiat e Fiat Professional
che sarà l’official sponsor
automotive del club per la
stagione 2013/14. “Giorno dopo giorno la nostra
azienda si muove in un
mercato difficile e competitivo. La L•J Volley, a
sua volta, deve affrontare
un campionato complesso
e ha intrapreso la sfida di
riportare il grande volley
a Modena. Un obiettivo
ambizioso, coraggioso e
capace di guardare al futuro
con entusiasmo e intraprendenza. Insomma un
atteggiamento che ci piace
e abbiamo perciò deciso di
sostenere”, ha sottolineato
il direttore de La Carpi,
Francesco Campari. Sulla
stessa lunghezza d’onda,
poi, anche il general manager di L•J Volley, Carmelo
Borruto: “siamo davvero
felici di poter essere qui a
suggellare questo accordo
di sponsorizzazione con La
Carpi. Credo che il connubio sia azzeccato poiché
23
Sancita la partnership fra Liu Jo Modena e La Carpi, concessionaria carpigiana e official sponsor
automotive del club per la stagione 2013/14
Una nuova avventura per
Liu Jo Modena e La Carpi
da una parte c’è l’eleganza di Liu Jo e, dall’altro,
l’eleganza di queste auto
che, oltretutto, si sposano
molto bene con un pubblico
femminile e, quindi, con le
nostre atlete”. Sabato 14 e
domenica 15 settembre, La
Carpi ha festeggiato il primo anno di attività con un
evento dedicato al fascinoso mondo delle auto e della
guida. I numerosi visitatori
accorsi si sono cimentati in
audaci performance di guida sicura, sotto la supervisione dei piloti professionisti di Gass Performance;
hanno potuto provare una
500 L dotata di City Brake
Control, l’accessorio che
frena automaticamente la
vettura in caso di rischio
tamponamento e, oltre a
conoscere le ragazze del
team di Coach Chiappafreddo, hanno potuto
ammirare la nuova Ypsilon
S Momo design, l’ultima
versione della piccola di
successo di casa Lancia,
per l’occasione chiusa…
in gabbia! “Crediamo - ha
aggiunto Campari - di aver
fatto un’operazione utile
perché la scuola di guida
sicura è un’esperienza che
tutti dovrebbero provare,
specialmente i più giovani,
per imparare a far fronte, in
piena sicurezza, a ostacoli
e imprevisti che si possono presentare ogni giorno
sulle nostre strade. Credo
sia stato anche un momento
gradevole per gli appassionati di pallavolo che hanno
avuto l’opportunità di
avvicinarsi alle loro campionesse del cuore”.
Scarica

Se stai utilizzando Iphone e Ipad clicca qui