Settimanale di 20 settembre 2013 attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti ANNO XIV N. 33 Spedizione in Abbonamento Postale Regime libero Modena tassa riscossa, Tax percue. Autorizzazione della Filiale di Modena Poste Italiane spa a soli € 0.50 in edicola Valentina Rovatti io scommetto sul centro E’ ufficiale l’alleanza tra gaudì e denny rose matteo macchioni in concerto dopo il sisma valentina rovatti non ci sta ad arrendersi alla crisi del commercio. rifà il look a ofy, il suo negozio, riaprendo in via aldrovandi e continuando a scommettere sul centro storico. il 21 settembre torna carpi c’è - festa in centro 20.09.2013 n° 33 2 Libri da non perdere! L’avversario Di Emmanuel Carrère D ella perfezione morale, la grande letteratura, non sa che farsene. Ama al contrario scandagliare le fratture, i recessi in cui sovente l’umano sprofonda. Non è alla ricerca di personaggi perfetti, candidati alla santità, esempi di rettitudine. La vera letteratura – narrativa cioè, composta con il fine di raccontare qualcosa di significativo più che di vendere un prodotto - cammina sui baratri, sui margini, alla ricerca di quei limiti sui quali precipita, scivolando, quell’accozzaglia di contraddizioni e misteri che definiamo convenzionalmente essere umano. Non la certezza morale, ma il dubbio; non la vittoria sulle proprie pulsioni ma la lotta; la sconfitta, spesso. Il 9 gennaio Jean-Claude Romand, uomo mite, marito, padre e collega esemplare, uccide la moglie e i due figli. Il giorno successivo fa lo stesso con i due anziani genitori e il loro cane; incendia infine la propria abitazione cercando, senza successo, di suicidarsi. Salvato, nega inizialmente ogni accusa, per poi confessare dopo pochi giorni, inchiodato dall’inconfutabilità delle prove. Dall’inchiesta che ne segue emerge come, per diciotto anni, Romand abbia mentito alla famiglia, ai colleghi, a chiunque lo conoscesse, affermando di essersi laureato come ricercatore a Ginevra, presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le stragi vanno attribuite al suo desiderio di evitare la vergogna che sarebbe derivata dalla scoperta delle sue menzogne. E’ dopo essere venuto a conoscenza di questo fatto di cronaca nera dai media che Emmanuel Carrère, uno tra i più importanti scrittori francesi contemporanei, decide di immergersi nella vicenda, umana e insieme disumana, di Romand, oltrepassando la cronaca per tentare di cogliere l’essenza di quanto accaduto. Ciò che ne scaturisce è L’avversario (Adelphi), un piccolo libro - di appena 169 pagine – che è anche un piccolo capolavoro. “Sono entrato in contatto con lui – scrive Carrère - e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e assenza. Di immaginare cosa passasse per la testa di quell’uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni, che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che passava invece nel parcheggio di un’autostrada o nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un’esperienza umana tanto estrema, mi abbia così profondamente turbato”. Nessuna giustificazione, nessuno psicologismo assolutorio, solo la volontà di affrontare, come direbbe Freud, Das Unheimliche, il Perturbante. Carrère accetta di vestire insomma la veste del romanziere, facendoci il favore di scendere al posto nostro nel pozzo artesiano dell’animo umano, accollandosi rischi e accettando pericoli – psicologici, morali, esistenziali - che pochi di noi sarebbero disposti ad affrontare seriamente. Perché confrontarsi con l’Avversario – che spesso si cela in uno specchio – richiede quel coraggio e quella sincerità di fonte a se stessi che solo pochi uomini – e tra loro i grandi artisti - posseggono. Una risposta univoca, alla fine del percorso, non c’è. Già pensare che il percorso possa avere una fine è, forse, un non-senso. Resterebbe deluso chi si aspettasse, quindi, di trovare qualcosa che somigli anche solo vagamente alla Verità, alla luce dell’Alba, all’uscita dal tunnel. Al contrario, le scarpe saranno persino più pesanti dei dubbi e delle domande accumulatesi. Come è possibile soltanto concepire, e figuriamoci dunque esistere per anni, in una tale finzione? Come hanno potuto la moglie e i genitori, non essersi mai accorti di nulla? Che ne è, poi, dell’identità del singolo, di fronte alla possibilità di vita testimoniata dalla vicenda di JeanClaude Romand? Basta la follia, a spiegare tutto? Per chi si accontenta, sì: follia e condanna. Oppure si può lasciare che i versanti oscuri dell’esistenza, gli estremi, ci interroghino. Anche attraverso un libro come questo. Marcello Marchesini Tra le righe... Le regole della strada non sono quelle della giungla A ncora investimenti e vittime sulle strade di Carpi. Lotta tra la vita e la morte Zenepe Qazmillari, la 71enne travolta sabato scorso mentre stava attraversando, mano nella mano, con il marito, via Pezzana, sulle strisce pedonali. Non ce l’ha fatta invece Afro Mora, il 76enne che, in sella alla sua vespa, è stato investito da un’auto nei pressi del Pronto Soccorso, in via Giovanni XXIII. Non importa quale mezzo si guidi, nessuno è al sicuro se la gente non rispetta le regole. Passeggiando in sella alla mia due ruote per le strade berlinesi, ad esempio, ho provato una piacevole sensazione di sicurezza. Sconosciuta a Carpi. La chiave del successo berlinese sta nella sua rete di piste ciclabili: oltre mille chilometri che coprono l’intera metropoli. Di questi, 650 sono ritagliati sui marciapiedi, cioè strisce nettamente separate dalla carreggiata riservata alle auto. Ma se le infrastrutture fanno la loro parte è pur vero che il rispetto del codice della strada è un atteggiamento che anima tutti. Le biciclette hanno la precedenza. E’ un diritto acquisito. Solo dopo vengono le auto. In Italia, e Carpi non sfugge alla triste tendenza, le strade sono in mano agli automobilisti e ciclisti e pedoni devono essere consapevoli dei rischi che corrono. Per far diminuire i sinistri non bastano strade asfaltate “di fresco”, prive di buche, attraversamenti pedonali ben illuminati e una rete capillare e sicura di piste ciclo-pedonali (questo dovrebbe essere l’Abc della sicurezza) occorre che ciascuno di noi, a prescindere dal mezzo che guida, presti la massima attenzione, rispettando limiti e precedenze ed evitando le classiche e italiche scorciatoie. Le regole della strada non sono quelle della giungla. Le capitali nordeuropee ce lo insegnano da anni: tutti hanno pari dignità. Non esistono fasce deboli della strada bensì differenti modi di spostarsi. Nell’ottemperanza di regole precise e mai, in alcun caso, aggirabili. J.B. Il graffio La Iena Una salsa di Nirano è sprofondata lasciando una voragine di alcuni metri e inghiottendo gli strumenti di misurazione installati dall’Ingv. Impossibile recuperarli. Per quel che servono... Frase della settimana... “Se ci fosse un altro incendio, chi mi dice se devo chiudere le finestre o se devo lasciare la casa?”. Domanda di un fossolese durante l’assemblea pubblica convocata dall’Amministrazione Comunale dopo l’incendio alla Ca.Re. Foto della settimana attualità, cultura, spettacolo, musica, sport e appuntamenti DIRETTORE RESPONSABILE Gianni Prandi CAPOREDATTORE Sara Gelli REDAZIONE Jessica Bianchi, Francesca Desiderio, Enrico Gualtieri, Francesca Zanni, Marcello Marchesini, Clarissa Martinelli, Chiara Sorrentino. IMPAGINAZIONE e GRAFICA Liliana Corradini PUBBLICITA’ Multiradio - 059698555 STAMPA Centro stampa delle Venezie - 049-8700713 REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE Via Nuova Ponente, 24/A CARPI Tel. 059 645566 - Fax 059 642110 [email protected] COOPERATIVA RADIO BRUNO arl Registrazione al Tribunale di Modena N. 1468 del 9 aprile 1999 Chiuso in redazione il 18 settembre 2013 20.09.2013 n°33 3 sisma e ricostruzione “ I bambini sanno cogliere l’essenza delle cose e rappresentarla con i pochi semplici tratti che servono a trasmetterla. Così si viene attanagliati dal terrore che incutono i denti o le zampe dei mostri, oppure dilaniati dai denti spietati di una ruspa che ti porta via le macerie, ma si viene portati, leggeri, sulle ali di una farfalla, sui colori dell’arcobaleno perché più forte di tutto è lo spirito della vita e questo i bambini lo sanno, lo sentono dentro e ce lo raccontano lasciando un’impronta”. E’ già nelle poche parole delle insegnanti delle scuole di Novi e Rovereto, Maria Grazia Bambacaro, Gianna Lodi e Cristina Mazelli, referenti del progetto Lasciamo un’impronta, che traspaiono la bellezza e il senso dell’esperienza che grandi e piccini, guidati da Umberto Stefano Benatti, artista, esperto nell’utilizzo delle tecniche espressive nell’area del disagio psicosociale e titolare del Centro educativo ArServizi di Carpi, hanno vissuto. Un progetto nato per ri-costruire, simbolicamente, uno spazio comune e condiviso dopo il trauma del sisma. Per riappropriarsi della terra nella sua accezione più materna, attraverso la straordinaria esperienza dell’arte. E per lasciare un segno. Testimonianza del proprio passaggio. A chi verrà. “Un progetto - ha commentato Rossella Garuti, dirigente dell’Istituto Comprensivo R. Gasparini di Novi di Modena, reso possibile grazie alla raccolta fondi di Unicredit Spa e al grande gesto di solidarietà di clienti, dipendenti e cittadini che hanno effettuato versamenti sul conto corrente Terremoto in Emilia Romagna e Lombardia: sostieni le popolazioni colpite, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna. In quei giorni di inizio scuola, nel settembre 2012, a Novi e Rovereto non avevamo strutture stabili e allora abbiamo pensato al futuro: nelle nuove scuole che stavano costruendo, volevamo Dopo il terremoto, l’Istituto Comprensivo Gasparini di Novi di Modena usa l’Arte per riaccostarsi in modo creativo alla terra grazie alla guida dell’artista carpigiano Umberto Stefano Benatti Un’impronta per rinascere Le immagini offerte nei grandi cubi esposti nei cortili delle scuole di Novi e Rovereto e che conterranno fiori e piante, lasciano una traccia visibile di un percorso educativo, oltreché artistico ed espressivo di riappropriazione del proprio ambiente di vita. medie di Novi e di Rovereto, proponendo un’esperienza piacevole, strutturata in un contesto contenitivo, facilitante e rassicurante. “Racconto, manipolazione di materiali plastici, l’argilla in quanto terra, come elemento predominante, sono di tutti. Sei grandi contenitori di cemento armato, materiale edile spesso sterile dal punto di vista estetico, sono divenuti così supporto, tela grezza sulla quale creare immagini che raccontano. Completamente ri/vestiti di mattonelle incise e decorate a formare pareti di terra colorata. “Ogni mattonella spiega l’artista carpigiano - è una storia e ogni storia è nel posto giusto. Spesso l’attenzione posta dai piccoli autori è alle cose di tutti i giorni, anche divertenti e piacevoli, al presente che però, a volte, accoglie e attualizza il vissuto del passato che ha lasciato in loro un segno profondo”. Le coloratissime e personali immagini offerte nei grandi cubi esposti nei cortili delle scuole di Novi e di Rovereto e che conterranno fiori e piante, lasciano una traccia visibile di un percorso stati utilizzati quali elementi mediatori dell’esperienza, al termine della quale il processo di realizzazione ha coinciso con la trasformazione delle nuove scuole in luoghi di piacere estetico, incorporati con il vissuto di alunni, studenti e insegnanti, interiorizzati attraverso la percezione sensoriale e l’esperienza all’interno di un gruppo di lavoro”, prosegue Benatti. Il laboratorio Lasciamo un’Impronta - L’arte nella rinascita condotto da Umberto Stefano Benatti, a partire dall’esplorazione e manipolazione della materia e attraverso la conoscenza delle tecniche di lavorazione e decorazione della ceramica, è divenuto il mezzo per poter costruire delle opere che racchiudevano il lavoro educativo, oltreché artistico ed espressivo di riappropriazione del proprio ambiente di vita. Opere da ascoltare col cuore e da vedere profondamente nei segni e nei colori, nelle mezze tinte, nelle tonalità, a volte vivaci, a volte sfumate e discrete. Segni e colori delle terre di provenienza o eredità culturali, capacità di cogliere l’essenziale, attraverso l’universalità del linguaggio espressivo. La fantasia di chi si troverà a visitare queste opere potrà arricchire ulteriormente questo grande racconto plastico. E, ricordate, “ogni piccola impronta rappresenta la testimonianza del nostro presente, per non dimenticare ciò che è stato e guardare al futuro”. J.B. Umberto Stefano Benatti “Un’impronta, un segno di quel che stavamo vivendo, che potesse testimoniare che non ci eravamo arresi, ma che avremmo fatto una scuola più bella e allegra di prima”. lasciare un segno nostro, dei nostri bambini e ragazzi, per i futuri alunni. Un’impronta, un segno di ciò che stavamo vivendo, che potesse testimoniare che non ci eravamo arresi e avremmo fatto una scuola più bella e allegra di prima. Le parole dei bambini dell’infanzia - E noi che siamo tanti come una grande flotta… teniamo botta - testimoniano la volontà di guardare al futuro senza arrendersi”. Un progetto, realizzato direttamente dai bambini e fortemente sostenuto dal Comune di Novi, nello specifico dall’assessore alle Politiche scolatiche ed educative Marina Rossi, che ha fornito i materiali per le opere, i cubi cemento e la stampa dei piccoli cataloghi. Umberto Stefano Benatti ha così aiutato i bambini a imparare a convivere con un ricordo pesante e spaventoso, rielaborandolo concretamente, con entusiasmo e mettendo quel pizzico di spensiera- tezza, allegria e fantasia che solo i piccoli possiedono. “In laboratorio, a partire dal fare arte ceramica e dalle infinite possibilità espressive dell’argilla, gioco e fantasia sono stati alla base di un’esperienza ludico-creativa per la realizzazione e l’interiorizzazione di un luogo comune della e per la comunità scolastica e non solo”, spiega l’artista Benatti. ArServizi, che da diversi anni svolge un’azione educativa nell’ambito della prevenzione del disagio psicosociale e rieducativa laddove il disagio sia già presente, ha rivolto il proprio intervento ai bambini delle scuole dell’infanzia, a tutte le classi della scuola primaria e alle classi prime e seconde delle scuole 20.09.2013 n° 33 4 sisma e ricostruzione “ Negli occhi ho ancora le terribili immagini del crollo della torre di Finale Emilia. Un evento che mi ha fortemente commosso e spinto a voler fare qualcosa per il bene del patrimonio storico-artistico della nostra città, ferito dal violento terremoto dello scorso anno”. A parlare è Nunzio Massari, presidente della delegazione provinciale e comunale Modena e Carpi di Anioc, Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche. “Pensando ai simboli identitari di Carpi ho immediatamente pensato alla Torre dell’Orologio di Palazzo Pio. Un pezzo della storia e dell’architettura della nostra città che, oggi, ha bisogno dell’aiuto di tutti noi, per tornare al suo antico splendore”. Guidati dal desiderio di fare qualcosa di concreto affinché il centro storico possa tornare a essere bello e sicuro come un tempo, i cavalieri del nostro territorio (grazie al contributo economico di Banca Generali Private Banking, con il patrocinio del Comune di Carpi e in collaborazione con Cefac Radio Modena 90 e il nostro settimanale) hanno deciso di organizzare un concerto di solidarietà, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla ristrutturazione della Torre dell’Orologio del nostro amato “castello”, affinché quelle “lancette conclude Massari - tornino Venerdì 27 settembre, alle 21, Carpi ospiterà, in Piazza Martiri, il concerto di Matteo Macchioni. Il ricavato sarà interamente devoluto alla ristrutturazione della Torre dell’Orologio di Palazzo Pio Le note della solidarietà Da sinistra Senatore, Morelli, Gargano, Massari, Macchioni, Zerbini e Ramella a scandire il tempo della normalità”. A rispondere con entusiasmo all’appello lanciato da Anioc, il giovane talentuoso Matteo Macchioni: “sarà una serata di musica a 360 gradi. Un connubio di diversi generi, per dar vita a straordinarie contaminazioni musicali: dal rock alla lirica, passando per il cantautorato italiano. Sto anche preparando un medley dei Beatles, una prima assoluta per me”, sorride Matteo che ci tiene a ribadire la sua partecipazione gratuita. “Io non guadagno nulla perché questa non è una manifesta- zione fatta per lucrare, bensì per realizzare qualcosa di bello per Carpi ed è un onore per me far parte di questa squadra”. “Ringrazio di cuore Matteo - ha aggiunto Lucio Zerbini, consulente finanziario di Banca Generali Private Banking - per aver accettato di accompagnare la nostra città in questo percorso dove musica e spettacolo trovano le note più profonde trovandosi al servizio della solidarietà”. “Palazzo Pio è, con la sua Torre dell’Orologio, un simbolo attorno al quale la comunità si può ritrovare e riconoscere. Contribuire I biglietti I biglietti del concerto, il cui costo è di euro 20 cadauno, sono acquistabili chiamando lo 059.7121947, in prevendita presso Radio Bruno, oppure rivolgendosi a Banca Generali Private Banking, in via Buon Pastore 254, Modena al numero telefonico 059.441010. Prevista anche la possibilità di acquisto on-line sul sito internet www.boxol.it. a restaurare e riportare alla piena fruibilità uno degli spazi storici più importanti del cuore cittadino - ha infine aggiunto Simone Morelli, assessore al centro storico - significa aiutare Carpi a ricucire le ferite e le crepe – esteriori e non – che le scosse del sisma hanno causato. Carpi, lo ricordiamo, ha subito circa 21 milioni di danni ma, grazie alla volontà di tutti, siamo riusciti a riaprire il centro, a mettere in sicurezza il patrimonio e ad avviare numerosi cantieri. Questa settimana dovremmo iniziare anche i lavori sul Torrione degli Spagnoli, ancora di proprietà demaniale. Carpi, dopo il sisma, è diventata un polo attrattivo, di grande richiamo anche per coloro che vivono nella Bassa e hanno perduto i propri luoghi di aggregazione. Tutti noi desideriamo riappropriarci dei centri storici e rivedere i nostri simboli riprendere vita dopo i danni subiti. Occorrono voglia e coraggio, da parte degli enti pubblici, di investire nella cultura e nella bellezza. Grazie a tutti coloro che ci stanno aiutando a risollevarci”. A dirigere la serata di venerdì 27 settembre, in Piazza Martiri, sarà invece il caporedattore di Radio Bruno, Pierluigi Senatore, per l’occasione, maestro di cerimonia. Jessica Bianchi 20.09.2013 n°33 5 Siglata nei giorni scorsi la partnership commerciale tra due brand di riferimento della moda made in Italy: Gaudì Trade sarà chiamata a gestire l’intera filiera distributiva e produttiva del marchio Denny Rose Denny Rose si affida a Gaudì Q uella che è nata e si è diffusa come una chiacchiera di portico, è diventata certezza. La notizia riguarda due brand di riferimento della moda made in Italy, conosciuti a livello internazionale, entrambi carpigiani, con sede in zona industriale: Gaudì Trade spa ha il suo quartier generale in via Nuova Ponente e Denny Rose in via Nobel. Il comunicato stampa che ci è stato fatto pervenire in Redazione è chiaro. Vi si legge che “le due aziende carpigiane, elementi di eccellenza e di riferimento nel settore dell’abbigliamento e degli accessori, hanno sottoscritto un contratto di licenza che produrrà una collaborazione di 15 anni. In forza dell’accordo, Gaudì Trade spa sarà chiamata, dalla collezione primavera 2014, a gestire l’intera filiera distributiva e produttiva del marchio di Denny Rose”, lasciando intendere in che modo siano cambiati gli equilibri tra i due protagonisti dell’economia del distretto. “Il connubio - si legge sempre nel comunicato ufficiale - tra la genialità creativa e sempre ispirata di Daniela Malpighi, proprietaria e stilista di Denny Rose con la imponente e consolidata capacità Daniela Malpighi Stefano Bonacini imprenditoriale e commerciale di Stefano Bonacini e Roberto Marani, titolari della griffe Gaudì, condurrà la maison della signora Malpighi alla conferma e alla replica del successo ormai decennale ottenuto in Italia e al raggiungimento di nuove, importanti affermazioni sui mercati internazionali”. Il brand di moda femminile particolarmente apprezzato dalle giovanissime, ma non solo, continuerà a esistere e a incantare con le sue collezioni. Grazie alla partnership con Gaudì spa acquisterà maggiore solidità organizzativa. “Estro e organizzazione dunque che, secondo il comune intendimento, porteranno i capi Denny Rose anche all’interno delle nuove cornici della rivendita monomarca e dell’outlet, ormai un must che ha attratto anche le griffes più blasonate. Il pubblico - si legge ancora nel comunicato - affezionato alle creazioni di Daniela Malpighi potrà a breve apprezzare collezioni più ampie, impreziosite anche dalla presenza di accessori assolutamente nuovi e certamente graditi, calzature e pelletteria, che debutteranno entro il 2014 con collezioni firmate Denny Rose”. Il comunicato non contiene alcun riferimento, ma i tempi sono decisamente prematuri, ai nuovi assetti che riguardano la filiera produttiva del marchio Denny Rose: un aspetto questo che non riguarda esclusivamente i dipendenti dell’azienda di Daniela Malpighi ma che ha ricadute sull’intero territorio carpigiano dove lavorano i contoterzisti, della cui collaborazione Denny Rose si avvale per la realizzazione delle linee di abbigliamento. “Gaudì Trade spa e Denny Rose conclude il comunicato - esprimono pubblicamente la più profonda soddisfazione per l’intesa raggiunta, certe che l’ispirazione reciproca porterà a risultati di sempre maggior prestigio e originalità”. Sara Gelli Continuano a soffrire le piccole e medie imprese “perché non vedono la luce in fondo al tunnel e la terra viene loro meno sotto i piedi”. Parola di Maurizio Lusvardi, presidente di Lapam Carpi riconfermato alla guida dell’associazione “Le imprese hanno il motore al minimo” C oggi Letta prende tempo ma ancora non c’è traccia delle riforme necessarie al rilancio del Paese. Siamo all’ultimo giro di campo e dobbiamo suonare quella campanella perché non ce n’è più e, se la recessione è finita, la crescita però non è ancora iniziata. E anche se fosse, come possono le imprese col motore al minimo fare i centro metri al massimo della velocità?”. Inoltre, le aziende del territorio di Carpi stanno ancora facendo i conti con il terremoto e “nonostante le rassicurazioni del governatore Errani e dell’assessore regionale Muzzarelli, a oggi non è ancora partita la ricostruzione e i soldi arrivano col contagocce. Il ontinuano a soffrire le piccole e medie imprese “perché non vedono la luce in fondo al tunnel e la terra viene loro meno sotto i piedi”. Parola di Maurizio Lusvardi, presidente di Lapam Carpi riconfermato alla guida dell’associazione per i prossimi quattro anni che saranno “peggio degli ultimi quattro”. I mille associati “nonostante il ridimensionamento subito a causa della crisi” resistono: se poche sono state finora le chiusure, pochissime però sono state le aperture di nuove imprese. “Ma è sui giovani imprenditori che dobbiamo puntare: motivarli, formarli, sostenerli è di fondamentale Giancarlo Sala confermato presidente della sede di Novi I nomi M aurizio Lusvardi, della ditta JolieJolie, è stato riconfermato alla presidenza della Lapam di Carpi per il prossimo quadriennio. Lo ha stabilito l’assemblea congressuale tenutasi presso la sede dell’associazione cittadina. Insieme a Lusvardi fanno altresì parte del consiglio: Federico Poletti di Tessitura Florida, Claudio Boccaletti di Costruzioni Boccaletti, Roberto Guaitoli di Collezioni, Enrico Gasparini Casari di Fashion Dog, Enzo Branchini di Passamanerie Mazzocchi, Roberto Rizzoli di Rizzoli Tech, Carlo Battini di Athena Studio, Riccardo Cavicchioli di Nuova Imballaggi Cavicchioli, Cristina Carnevali di Ean 13 e Francesca Mazzali dell’omonimo studio di consulenza aziendale. numero di domande per l’accesso ai contributi è così esiguo perché tanti sono rimasti impigliati nelle maglie della fitta e complicata burocrazia”. Per Lusvardi, il sindaco avrebbe dovuto puntare i piedi e alzare la voce ma “io non l’ho sentito. Possibile che non ci si accorga che Carpi sta morendo?” e il pensiero corre a Prato dove i cinesi, da terzisti che erano, sono diventati proprietari di aziende, la cui concorrenza ha ulteriormente indebolito il tessuto economico carpigiano. “Eppure - conclude Lusvardi - resto convinto che siano i sindaci a poter cambiare l’Italia”. S. G. Terremoto al centro dell’azione di Lapam G Maurizio Lusvardi importanza per il futuro di Carpi”, afferma il presidente Lapam, il cui dovere è quello di sottolineare i problemi ma anche di promuovere idee e progetti. Sotto la guida di Lusvardi, in questi quattro anni, Lapam Carpi ha curato particolarmente il rapporto con il mondo della scuola finanziando la dotazione tecnologica agli istituti e favorendo la collaborazione tra scuola e mondo del lavoro. Suo il progetto di integrare l’insegna- mento dell’inglese in classe con corsi specifici per gli studenti delle superiori: il terremoto ne ha impedito la realizzazione, ma ora Lusvardi intende portare a termine l’iter del progetto per colmare quella che definisce “una carenza grave dei nostri giovani”. Poi il pensiero torna agli imprenditori, “a cui non bastano più le storielle per risollevarsi il morale. Dopo il disastro Monti, l’aumento delle tasse e del debito pubblico, iancarlo Sala, titolare dell’azienda Grafiche Sala è stato riconfermato alla presidenza della Lapam di Novi. Lo ha deliberato il nuovo Consiglio Direttivo della sede composto da Paolo Calciolari, Guerrino Capuzzo, Emanuela Bortoli, Maurina Vezzani e Luciano Gasparini Casari. Nel corso dell’assemblea, che si è svolta alla presenza del responsabile della sede, Stefano Cestari e del funzionario sindacale Carlo Alberto Medici, tanti sono stati i temi affrontati legati all’attualità del delicato momento economico con una particolare riflessione sul ruolo, spesso inadeguato, della classe politica. Durante la discussione inerente la situazione post-terremoto, è emersa una generale insoddisfazione delle aziende per le decisioni prese dalle istituzioni: burocrazia, scarsità di fondi, comportamenti di chiusura da parte degli istituti di credito, atteggiamento quasi vessatorio sugli obblighi fiscali. I dirigenti rappresentanti della sede provinciale, Carlo Battini e Gilberto Luppi, hanno assicurato di riportare tali preoccupazioni nell’ambito della più generale riflessione che Lapam sta compiendo con la celebrazione del proprio congresso generale. “Ringrazio per la fiducia che gli imprenditori novesi iscritti a Lapam mi hanno accordato – ha concluso Sala – garantisco il massimo impegno per rappresentare al meglio le istanze delle aziende di questo territorio ancora fortemente segnato dagli effetti del sisma dello scorso anno”. 20.09.2013 n° 33 6 Il 21 settembre, dalle 16 alle 2, torna l’appuntamento con Carpi C’è - Che festa in centro. Animazioni e giochi per bambini, esibizioni di danza, musica, mostre, sfilate, cabaret e, ancora, shopping e buona cucina. Divertimento assicurato per grandi e piccini Salutiamo l’estate in centro storico! S godere della bellezza del centro e gustare la piacevolezza di ritrovare la dimensione della “strada” insieme agli amici, dal pomeriggio arà una giornata scintillante. Festosa e spensierata. Un sabato lunghissimo di festa per salutare l’estate, tutti insieme, nel nostro bellissimo centro storico. Sabato 21 settembre, a partire dalle 16, torna l’appuntamento con con Carpi C’è - Che festa in centro. Un’iniziativa di promozione e rilancio del centro e, allo stesso tempo, un’occasione di aggregazione e divertimento, a due passi da casa. La kermesse più lunga dell’anno è nata grazie all’entusiasmo, all’intraprendenza e alla volontà dei commercianti che, grazie alla regia del consorzio ConCarpi e al patrocinio del Comune, hanno imparato a fare gioco di squadra per il bene del cuore della nostra città, affinché torni a essere sempre più vivo, pulsante e sicuro. Sabato 21 ogni angolo di centro indosserà l’abito più bello. Corsi, vie e piazze si animeranno di voci, profumi e colori. Un denso cartellone di eventi, pensati per grandi e piccini, offrirà a tutti noi la possibilità di elisa cavaletti e riccardo cavaletti a firenze in occasione del Vogue Fashion’s Night Out Shooting Live delle griffe Da sinistra Riccardo, Giuliano, Daniela ed Elisa Cavaletti Il 24 settembre gli studenti del Liceo Fanti di Carpi incontrano l’imprenditrice Daniela Dallavalle Una borsa di studio per premiare la creatività D N ella serata fiorentina dedicata al Vogue Fashion’s Night Out, uno shooting live ha fatto impazzire Firenze. Il 12 settembre, la poliedrica artista e stilista Daniela Dallavalle ha accolto il pubblico eccitato all’idea di poter essere interprete delle griffe donna Elisa Cavaletti e uomo Riccardo Cavaletti. All’interno della boutique Jasmine, di Borgo San Jacopo, 34 è stato allestito un vero e proprio set fotografico che ha trasformato le donne di passaggio nelle protagoniste della serata. Anche la bella atleta Fiona May è stata modella per Elisa Cavaletti. Neppure i maschietti però si sono sottratti al fascino di sentirsi modelli, almeno per una notte. Numerosi i buyer che hanno manifestato interesse e curiosità per questa straordinaria realtà carpigiana che tanto piace alle donne di tutto il mondo. Ad accompagnare la serata fiorentina, la splendida voce di Lalo Cibelli, già cantante nella Tosca di Lucio Dalla e cantante negli spettacoli teatrali di Riccardo Cocciante. aniela Dallavalle volge lo sguardo alle nuove generazioni, convinta che i ragazzi siano ricchi di contenuti e portatori di un linguaggio fresco e innovativo. Per tale motivo ha deciso di offrire loro l’opportunità di esprimersi liberi da qualsiasi condizionamento. Martedì 24 settembre l’imprenditrice incontrerà gli studenti delle classi quarte del Liceo scientifico Manfredo Fanti, per lanciare un concorso e offrire una borsa di studio legata al tema della creatività. Il concorso avrà un titolo a lei caro che svelerà direttamente ai ragazzi, i quali potranno svilupparlo in qualsiasi forma, singolarmente o a gruppi. Le opere realizzate saranno esposte nella nuova casa di Daniela e Giuliano Cavaletti, luogo che i ragazzi potranno frequentare a loro piacimento. alle 2 del mattino. Animazioni e giochi per bambini, esibizioni di danza, musica, mostre, sfilate, cabaret e, Continua a pagina 7 Inaugurazione della Scuola di musica Musikè, domenica 22 settembre, alle 16,30, nella zona artigianale di Cibeno Nuova sede per Musikè L a scuola di musica carpigiana Musikè - Arte e Musica in movimento è nata da una collaborazione con l’Associazione Lo Schiaccianoci di Novellara, con lo scopo di favorire lo sviluppo della cultura musicale e artistica in genere attraverso l’insegnamento, la sensibilizzazione e la promozione di iniziative educative e di eventi in campo musicale, didattico, artistico e arteterapeutico. Dopo i primi anni di gavetta fatta nei locali presi in affitto nella Parrocchia di S. Agata, l’impegno di questi ragazzi, tutti diplomati/laureati nei conservatori della nostra Regione, molti dei quali ex studenti del Tonelli, ha fatto si che questa realtà diventasse sempre più importante. Oggi la scuola conta più di 100 allievi, copre tutte le fasce d’età e sta diventando sempre di più un punto di riferimento per varie iniziative a carattere musicale che si realizzano all’interno delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Carpi. Musikè inaugura la sua nuova sede, domenica 22 settembre, a partire dalle 16,30, nella zona artigianale di Cibeno, a fianco dell’Occhialeria carpigiana. Per l’occasione sarà possibile visitare la scuola, conoscere gli insegnanti e l’offerta formativa 2013/2014, provare gli strumenti e suonare insieme ad alunni e insegnanti. Il carpigiano Marco Fantini conquista la fascia di Modello d’Italia 2013 Il più bello di casa nostra... S ono Luca Onestini e Margherita Molinari i neo eletti Mister Italia e Miss Grand Prix 2013 nella cornice dell’Auditorium della Guardia di Finanza S. Florio dell’Aquila, dove si sono dati appuntamento una frizzante Jo Squillo accompagnata dalle telecamere del suo programma Modamania, Maria Grazia Cucinotta che ha capitanato la Giuria dei Mister e Sebastiano Somma al timone delle Miss. Nel parterre anche l’inviato di Striscia Luca Abete che non ha perso tempo per consegnare le sue pigne, l’attore Sergio Arcuri, il sensitivo Solange e la bella Carlotta Maggiorana (Miss Grand Prix 2009) in debutto nel prossimo film di Pieraccioni. A conquistare un’importante fascia anche un bellissimo di casa nostra, il carpigiano 21enne Marco Fantini - già incoronato Mister Modena - che è rientrato alla Corte dei Pio col titolo di Modello d’Italia 2013. 20.09.2013 n°33 7 il Programma - alcune chicche Non vorrai restare a casa? I Continua da pagina 6 ancora, shopping e buona cucina: insomma, ragazzi e adulti, bambini e famiglie, tutti saranno accontentati. Parola d’ordine: promozione. Del nostro patrimonio storico-artistico, delle nostre eccellenze eno-gastronomiche... insomma della carpigianità a tutto tondo. Questa notte quasi “bianca” non è solo la festa del commercio, è la festa di tutti noi. Per dare uno schiaffo alla crisi, per superare le paure dettate da un futuro incerto, S veglia! Diamoci una scossa. Lo hanno gridato a tutto volume i partecipanti al Flash Mob di venerdì 13 settembre, organizzato da Marzia e Gianluca, titolari del bar Interno Divino. E lo hanno fatto a modo loro, muniti di trombette, sveglie, campanelli e fischietti per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza e far sì che la nostra città possa diventare sempre più viva e sicura a tutte le ore del giorno e della notte. A chiedere a gran voce in questo modo ironico, goliardico e “rumoroso” una città a misura di donne, uomini e bambini, circa un centinaio di persone che, intorno alle 23,45 hanno sfilato in corteo per radunarsi poi davanti alla Galleria di corso Alberto Pio che ospita Interno Divino. Durante il flash mob, seguito poi da una bella performance di break dance, si è levata la voce di Carpi: la voce di una città in sofferenza e segnata dalla crisi. Una città che desidera essere sempre più attrattiva, frequentata e ricca di eventi e iniziative. Un folto capannello di cittadini ha assistito incuriosito all’iniziativa decisamente innovativa per Carpi. per stringerci gli uni agli altri e ricordare che l’unica via d’uscita per non perdersi d’animo è quella di stringere relazioni significative e solidali. Il 21 settembre nessuno sarà solo: gli basterà scendere in Piazza per inciampare in un sorriso. Jessica Bianchi ntensissimo il programma di eventi che animerà le vie e le piazze del centro di Carpi, sabato 21 settembre. Corso A. Pio - Dai balli latino americani targati Latin Fuego alla mostra fotografica Manhattan allestita al Bar Inter Nos, dalla performance pittorica di Sandra Campostrini da Novecento alla macchina da zucchero filato davanti al punto vendita Original Marines per la gioia dei più piccini, alla musica del dj Davide Sgarbi in prossimità di Negozio B. Via Aldrovandi - Dalla postazione di tatuaggi su carta e promozione di micro tattoo di Artmonia Tattoo al jazz live Midnight Quartet e, a seguire, Dj set di Max Po al Kahlua cafè. Corso Cabassi - dalla mostra di gemmologia Sogni di una notte di mezza estate - Gemme e gioielli di rara bellezza alla Corte dei Pio allestita all’interno di Bisi Gioielli ai concerti sotto al portico. Via Duomo e Via battisti - Saide propone un imperdibile Percorso Olfattivo mentre La Mistica proietta immagini di Carpi e presenta l’opuscolo Cibi e bevande - Gusti e disgusti a cura di Mauro D’Orazi. Via Garagnani - Loft 18 propone la Personale di Fabrizio Catabriga. Piazza Garibaldi - Dalla cioccolata fredda alla pioggia di brioches di Dimondi al QuizzaMi di Enzo Ferrari al Bar Roberta. Piazza Martiri - Dall’esibizione di danze indiane e mediorientali davanti al Centro Tim al laboratorio per bimbi della Mondadori, dalla performance a cura del Club Giardino in prossimità di Sir Andrew’s al concerto de Le Cagne Pelose al Nuovo Bar Roma, dalla misurazione della pressione da parte dei farmacisti dell’Assunta alla sfilata di moda organizzata da Concarpi. Via Petrarca - R & G Bulgarelli propone il Mercatino della fantasia con prodotti artigianali made in Italy. Via Roma - Dal duo acustico Elisabetta Sacchetti e Alex Class al Kiss and Coffee all’esposizione Show Cooking Kitchen Aid de La Casalinga. Via Rovighi - Dalla Personale di Massimo Brani al RovighiRock con Iron Born costruttore moto, gadget, mercatino dischi in vinile, pittore di motociclette con aerografo, body painting, Pole dance e concorso canoro con il Comitato Amici del Parco. Via San Bernardino - Punto birra con I Vizi del Pellicano. Via San Francesco - Dalla performance live di artisti in strada davanti a Coloredil alla dimostrazione di Art cake design offerta dalla Pasticceria S. Francesco. Sveglia! Diamoci una scossa. Lo hanno gridato a tutto volume i partecipanti al Flash Mob di venerdì 13 settembre, organizzato da Marzia e Gianluca, titolari del bar Interno Divino A tutto volume Ph Dario Po 20.09.2013 n° 33 8 “ Salve, sono Luca e vorrei poter esprimere la mia opinione sulle piste ciclabili a Carpi”: parecchi lettori di Tempo hanno risposto all’appello lanciato nelle settimane scorse contattando la Redazione per segnalare dubbi e perplessità. La lettera di Luca ci porta in zona Due Ponti dove recentemente è stata realizzata la ciclabile di collegamento con il centro cittadino. “Purtroppo l’utilizzo della bici a Carpi è limitato allo svago e non all’impiego quotidiano e la costruzione delle piste segue questa tendenza: sono inesistenti quelle di collegamento con gli insediamenti artigianali e industriali, poche quelle che conducono in sicurezza alle scuole. Spesso i percorsi sono interrotti e gli attraversamenti pericolosi. Per non parlare dell’educazione agli utenti, sia ciclisti che veicoli: i Vigili Urbani, oltre a dare delle multe, dovrebbero informare e insegnare. Detto questo, vi invio le foto per documentare le difficoltà di chi percorre la via Due Pon- La lettera di Luca ci porta in zona Due Ponti, “così stretta che se un’auto si ritrova a dover sorpassare un ciclista, deve attendere che non ci sia un altro mezzo che arriva in direzione opposta”. Via Due Ponti in bici: le auto devono rallentare ti in bicicletta perché non esiste un percorso ciclabile dall’incrocio con via Ariosto fino alla via Cavata e la strada è stretta. Così stretta che se un’auto si ritrova a dover sorpassare un ciclista, deve attendere che non ci sia un altro mezzo che arriva in direzione opposta. Inoltre c’è un solo attraversamento sulla rotonda in via Cavata e allora la gente scende dalla bicicletta e sale sul marciapiede per verificare che non ci sia traffico veicolare poi si ributta nella rotonda e la percorre in bici”. L’avvocato risponde... I lettori ci scrivono Limidi: “Il fotovoltaico non ha abbassato la retta” di Laura Vincenzi - [email protected] In condominio il decoro architettonico è tutelato L S pettabile Redazione, vi scrivo a proposito di un articolo del vostro giornale del 13 settembre 2013 (Anno XIV N. 32) intitolato Limidi si illumina d’immenso scritto da Sara Gelli. Sono la mamma di una bimba che frequenta la sezione dei “Grandi” della Scuola materna parrocchiale di Limidi O. Cavazzuti e credo sia doveroso rettificare quanto riportato nell’articolo nel quale si afferma che non sono state aumentate le retta scolastiche grazie al risparmio sulla bolletta dell’energia elettrica, ottenuto a seguito dell’istallazione dei pannelli solari sul tetto della scuola. Ben venga la volontà della sostenibilità ambientale, i benefici economici, il buon esempio della Parrocchia che tutti dovrebbero seguire, ma è giusto sottolineare che la retta mensile a bambino è stata il primo anno di 160 euro, lo scorso anno di 180 euro e quest’anno è di 190 euro senza sconti per i periodi di chiusura della scuola quali festività (Natale, Pasqua, ponti...), malattie del bambino, assenze dell’alunno per motivi vari, comprese le due settimane di chiusura della scuola nel 2012 a seguito del terremoto. Credo che nessun genitore pretenda di risparmiare sulla cura e sulle opportunità educative del proprio figlio e se l’aumento progressivo delle rette scolastiche ha permesso oltre all’istallazione dei pannelli solari, anche di ottenere un servizio scolastico qualitativamente migliore, chiunque è ben felice di contribuire. Penso però che sia opportuno riflettere sul fatto che l’aumento della retta mensile, in questo periodo di crisi, ha rappresentato per molte famiglie di Limidi un impegno gravoso dal momento che nella nostra frazione non esistono alternative alla Scuola Parrocchiale se non spostarsi di alcuni chilometri verso Soliera o Carpi. Confido pertanto che il risparmio per le famiglie pubblicizzato nell’articolo sia in futuro davvero applicabile. Grazie per la Vostra attenzione. Roberta ’art. 1120 del Codice Civile vieta “le innovazioni che possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano le parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino”. Il condomino può dunque ottenere la demolizione di opere realizzate da un altro vicino se contrastano con il decoro e l’aspetto estetico dello stabile. Nella recente pronuncia n. 10048/2013 la Corte di Cassazione ha confermato che “l’intervento edificatorio dev’essere decoroso rispetto allo stile dell’edificio e non deve rappresentare in ogni caso una rilevante disarmonia rispetto al preesistente complesso, tale da pregiudicarne le originarie linee architettoniche, alterando la fisionomia e la peculiarità impressa dal progettista”. Nel caso specifico, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dei condomini di un edificio di Udine che avevano denunciato l’illegittimità dell’opera posta in essere dal proprietario dell’appartamento all’ultimo piano, ovvero una struttura sulla terrazza definita dai ricorrenti esteticamente brutta. Per i giudici la struttura “incriminata” era ben visibile dall’esterno, occupando gran parte del terrazzo, era stata aggiunta alla preesistente costruzione, con la conseguente e inevitabile alterazione delle linee originarie dello stabile. Il condomino deve tener conto dell’aspetto architettonico dell’edificio, nonché del suo decoro architettonico (oltre che ovviamente delle norme condominiali). In modo analogo aveva già deciso la Corte di Cassazione per l’installazione dei condizionatori sulle facciate dei palazzi (Cassazione n. 1286/2010). Tali opere sono consentite, a patto che non ledano il decoro del condominio. Così ogni opera che modifica l’originario decoro, anche di singoli elementi o punti del fabbricato, è da considerarsi illegittima e, conseguentemente, a rischio di demolizione. 20.09.2013 n°33 9 Defibrillatore obbligatorio per tutte le società sportive. Per quelle dilettantistiche c’è tempo fino al 2015 ma il rischio è che questi apparecchi restino in un angolo a prendere polvere, perché nessuno è in grado di utilizzarli “Il solito pateracchio in salsa italica” D opo i tragici casi di decessi nel corso di attività sportive, come quelli che hanno riguardato il pallavolista Vigor Bovolenta, stroncato da un arresto cardiaco nel marzo del 2012 a Macerata, o Piermario Morosini, deceduto a Pescara nell’aprile dello stesso anno durante una partita di calcio, l’articolo 7 comma 11 del Decreto Balduzzi, varato il 26 aprile 2012, ha reso obbligatoria la presenza di un defibrillatore portatile utile a salvare vite umane nel caso di arresto cardiaco, in prossimità dello svolgimento di qualsiasi competizione sportiva. Per le società dilettantistiche c’è tempo fino al 2015. C’è chi ha già provveduto, acquisendo i defibrillatori a seguito di donazioni, o come risultato di concorsi benefici. Ma il vero rischio è che questi apparecchi restino in un angolo a prendere polvere, perché nessuno è in grado di utilizzarli. Secondo l’associazione Assotutela, che ha svolto un’indagine a carattere nazionale, su un campione di società sportive di nuoto, calcio, equitazione, pallanuoto e pallavolo, solo il 4% è dotato di apparecchiature salvavita ma il vero nervo scoperto è la formazione. Le società e le associazioni sportive carpigiane Lamberto Menozzi stanno reagendo al decreto come le loro omologhe sparse in tutto lo Stivale: prima di tutto cercando di ricevere indicazioni precise perché, some spesso accade in Italia, l’applicazione di un principio giusto genera, invece di una giusta legge, un bailamme di norme che, per essere interpretate, abbisognerebbero di un simposio di giuristi. “Dovremo dire alle nostre società Guido Leporati sportive e, in particolare, a quelle che hanno in gestione degli impianti, di dotarsi dei defibrillatori – spiega il presidente del comitato CSI di Carpi, Guido Leporati - e, soprattutto, di insegnare alle persone a utilizzarlo, perché anche se le funzionalità degli ultimi modelli sono molto semplici, nel momento in cui una persona sta male, occorre avere la freddezza e la lucidità necessarie per intervenire correttamente. So che ci sono già ditte che propongono offerte a prezzi molto contenuti, ma occorre verificare che gli apparecchi siano a doppio uso, per bambini e adulti. Naturalmente, prima ci si adeguerà e meglio sarà. Bisognerà poi capire se in un impianto ci sarà uno strumento a disposizione di tutti, perché da certi passi della legge si potrebbe ritenere che ogni società debba avere il proprio, il che sarebbe palesemente insensato, rispetto a palestre o campi sportivi che vedono alternarsi più associazioni o società”. “Stiamo valutando l’acquisto condiviso di un defibrillatore insieme alle altre società che frequentano la palestra nella quale ci alleniamo”, spiega Carlo Alberto Fontanesi, presidente di Ushac Asd. “ Il Decreto Balduzzi ha compiuto una distinzione tra attività agonistica e ludico - motoria, quindi, quando si approssimerà la scadenza, vedremo se saremo obbligati ad adottarlo o se potremo farne a meno, anche perché il punto non è solo possedere il macchinario - prosegue Fontanesi - bensì imparare a utilizzarlo”. Per il presidente di Ushac, la rinnovata attenzione alle tematiche della tutela della salute di chi pratica attività sportiva a qualunque livello pone un tema sacrosanto: “tutte le società sportive devono impegnarsi di più verso la diffusione delle metodologie di primo soccorso, perché se capita un ictus o un infarto, un intervento nei primi minuti può fare la differenza tra la vita e la morte. Esigenza che avverto a prescindere dall’obbligo o meno del defibrillatore, che in ogni caso va utilizzato soltanto dopo aver tentato la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco”. Il costo di un defibrillatore non è vertiginoso, poiché si aggira in media sui 1.200/1.500 euro: non è quindi una spesa proibitiva a frenare le associazioni che ancora non hanno provveduto all’acquisto, quanto piuttosto l’opacità della norma, come sottolinea la responsabile di Uisp Carpi, Paola Salati. “Dal momento che ci sono ancora 30 mesi di tempo, stiamo aspettando di avere maggiori chiarimenti. Al momento ci stiamo concentrando sulla parte del decreto relativa ai certificati che i medici dovranno rilasciare per la pratica sportiva”. Sulla difficoltà nel comprendere che cosa effettivamente il decreto richieda prende una posizione netta anche Lamberto Menozzi, presidente della società sportiva dilettantistica Albatros che, insieme alla Cabassi, gestisce la piscina comunale. “Si tratta del solito pateracchio in salsa italica, perché hanno reso la procedura per ottenere la certificazione necessaria per poter praticare attività sportiva, anche per quel che riguarda l’attività dilettantistica e Carlo Alberto Fontanesi ludico-motoria, complessa, lunga e dispendiosa. Per di più, la regola vale solo per chi svolge l’attività con enti e associazioni iscritti al Coni. E gli altri? E’ davvero insensato. In ogni caso il defibrillatore è stato fornito in dotazione alla piscina dal Comune a inizio anno, e abbiamo provveduto noi a formare gli operatori attraverso dei corsi”. Insomma per vedere come andrà a finire occorrerà aspettare la notte del 31 dicembre 2014. Magari insieme a un avvocato, un allenatore e un medico sportivo. Marcello Marchesini D omenica 22 settembre a Carpi - ritrovo alle 10 in Piazza Martiri, partenza alle 10,30 con un contributo di 5 euro - avrà luogo l’edizione 2013 di Pedalando... contro l’Alzheimer, la consueta biciclettata di 15 chilometri in compagnia di nonni, nipoti, figli, mogli, mariti e amici, con una sosta ristoro a metà percorso. L’arrivo al Sagrato della Chiesa di Quartirolo è previsto per le 12.30 quando, chi vorrà, potrà partecipare a un gustoso pranzetto. Il menù prevede tagliatelle al crudo di Parma e piselli e maccheroncini alla crema di zucchine; pollo al forno con melanzane al pepe rosa e vaniglia del Madagascar e patate arrosto; infine, dolce della casa a sorpresa (Costo 20 euro - Prenotazioni al 349.5928342). Domenica 22 settembre - Piazza Martiri Pedalando... contro l’Alzheimer L’evento, organizzato dal Gruppo Assistenza Familiari Alzheimer - Gafa - gode del patrocinio dei Comuni di Carpi e Soliera. “Vorremmo cogliere l’occasione – dichiara la presidente di Gafa, Anna Ragazzoni - per ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuti e aiutati in questi anni: soci, amici, collaboratori, medici, associazioni di volontariato, finanziatori, La natura che cura case protette, enti e organizzazioni pubbliche e private. Grazie all’aiuto di tanti riusciamo a offrire gratuitamente alle famiglie ore di sollievo, gruppi di Auto Aiuto, corsi di musicoterapia e di rilassamento, incontri informativi e formativi sulla malattia, a Carpi e nei Comuni delle Terre d’Argine”. Il ricavato della giornata sarà interamente devoluto a Gafa. di Vitor Chiessi - Farmacia Della Speranza di Carpi L ’origine delle tisane risale all’antichità: in epoca grecoromana, le persone erano già solite conoscere e utilizzare le virtù benefiche di certe piante, che venivano messe in infusione in acqua calda o fredda. E’ però durante il Medioevo che le preparazioni delle tisane diventano via via sempre più sofisticate. Ogni villaggio aveva le sue “donne sagge” che conoscevano le virtù delle piante. Il numero di combinazioni esistenti tra le piante per fare le tisane è pressoché infinito e dipende anche dalla parte del mondo in cui ci si trova. Vediamo dunque come possiamo preparare una tisana a regola Come prepararsi una tisana... d’arte per sfruttarne appieno le proprietà benefiche. Prepararsi una tisana equivale a fare un infu- so o un decotto. Questi ultimi sono diversi tra loro? Quante erbe possiamo impiegare? A quello piace amara, a quello dolce: meglio utilizzare il miele o lo zucchero di canna? Facciamo un po’ di chiarezza. Per l’infuso si prendono le erbe, si mettono nell’acqua bollente, si spegne il fuoco e si lasciano in infusione coperte per qualche minuto. Il tempo varia da pianta a pianta (di solito 5-10 minuti). E in genere si usano solo foglie e fiori. Gradevolissimo l’infuso di Ibisco o Karkadè, dall’attività antiossidante, poiché contenente vitamina C e antociani, e utile anche per abbassare la pressione arteriosa. Delizioso anche l’infuso di The verde che, ricco in polifenoli, se assunto regolarmente, ha un’azione di protezione verso le malattie tumorali. Per realizzare un decotto invece, si mettono le erbe nell’acqua ancora a temperatura ambiente e si lascia poi bollire per qualche minuto; anche in questo caso il tempo è variabile. Poi si lascia riposare, si filtra e il decotto è pronto! Un buon decotto è quello di cannella. Ottimo con il miele. Il decotto si usa in particolare per radici, legni semi o cortecce. Nei prossimi articoli osserveremo quali piante sono più utili da preparare in infuso o decotto. 20.09.2013 n° 33 10 “ Non lascerei mai il centro storico. Rappresenta l’anima della nostra città e il commercio deve continuare ad abitare qui”. Parla così la 39enne carpigiana Valentina Rovatti, un bel sorriso e un pancione che annuncia già liete notizie. Valentina è una di quelle donne che non molla. Al contrario, con coraggio, entusiasmo e determinazione ha deciso di sfidare questo difficile momento economico per rilanciarsi e cambiare look al proprio negozio. Ofy infatti ha cambiato sede e, in barba alla scaramanzia, ha riaperto i battenti in via Aldrovandi, al civico 17. “Amo questa posizione prosegue Valentina - poiché è riparata dal portico e di facile accesso. Inoltre questo angolo di centro si è fortemente rivalutato grazie alla presenza di nuovi esercizi commerciali e del Caffè Kahlua. E’ un angolo giovane, frizzante: un nuovo polo di aggregazione che spero mi porti fortuna”. Unico neo la scarsa illuminazione serale: “tutti noi esercenti confidiamo che l’Amministrazione ci dia una mano nel rendere più luminoso e, di conseguenza, più sicuro, il portico”. Ofy ha un’immagine del tutto valentina rovatti non ci sta ad arrendersi alla crisi del commercio. rifà il look a ofy, il suo negozio, riaprendo in via aldrovandi, 17 “Io scommetto sul centro” rinnovata. Metropolitana. Contemporanea. I nuovi locali, dal sapore decisamente post industriale, sono essenziali. Minimal. Dalle pareti bianche. sbucano, come un’ esplosione, le opere e le scritte dell’artista carpigiano Gianfranco Rovatti, padre di Valentina, nonché ideatore del logo che dà il nome al negozio. “La parola Ofy racchiude molti significati. Pur essendo l’acronimo di Only for You infatti, rimanda al concetto Valentina Rovatti di officina. Al laboratorio d’arte. All’artigianato”. Il negozio ha ancora un tocco vintage, grazie a qualche accessorio, ma giusto qualche pennellata: “volevo un nuovo stile - prosegue la titolare - sentivo l’esigenza di cambiare. La mia famiglia è stata preziosa e mi ha sostenuta. Abbiamo ridato nuova vita a tavoli e ad armadi e con un pizzico di inventiva siamo riusciti ad arredare i locali in modo piacevole e Continua a pagina 11 20.09.2013 n°33 11 Ha inaugurato sabato 14 settembre Enoteca 67, al civico 95 di via Trento Trieste: la nuova attività di vendita, mescita e distribuzione di vini a Carpi Il vino come non l’avete mai degustato Terzo da sinistra Massimo Barbolini Ph Federico Massari Continua da pagina 10 funzionale. Inoltre, a dicembre, quando nascerà il mio bambino, la presenza di mia madre Rossella sarà fondamentale”. Arioso e pieno di luce, Ofy ha cambiato volto ma qualità e originalità sono quelle di sempre. “Cerco sempre di coniugare moda, estrosità e prezzi convenienti. Soprattutto oggi, in questo periodo di forte crisi economica. Io tengo duro e spero che il futuro ci serbi qualcosa di buono per poter rischiare qualcosa in più. Ho tanti progetti nel cassetto e spero di portare sulla piazza di Carpi, linee d’abbigliamento vintage e capi sempre più particolari. Vedremo”. Jessica Bianchi H a inaugurato sabato 14 settembre Enoteca 67, al civico 95 di via Trento Trieste: la nuova attività di vendita, mescita e distribuzione di vini a Carpi. “E’ dal 1992 che sono nel settore bar e ristorazioneracconta il titolare Massimo Barbolini, carpigiano classe 1967- Prima come socio fondatore del pub Quei Bravi Ragazzi, venduto nel 2001, poi col primo progetto Enoteca 67 sfociato nel 2010 nella collaborazione con Wine&Wine per la gestione del loro locale di fronte alla stazione dei treni di Carpi. In seguito, le strade si sono divise, ma la collaborazione con loro continuerà. Il nostro progetto (mio e dei miei collaboratori) è partito a giugno con la distribuzione in esclusiva per le province di Modena e Reggio Emilia di alcuni prodotti di aziende vitivinicole italiane presso bar, ristoranti, pizzerie e wine bar. In pratica, vendiamo anche all’ingrosso. A partire da novembre sarà attivo il nostro sito internet www.samadawine.it per poter acquistare i nostri prodotti anche online e a gennaio dovremmo diventare importatori di vino. Poi, se tutto procederà per il meglio, ci piacerebbe prendere in gestione un ristorante”. Dopo l’inaugurazione, a cui hanno partecipato circa 250 persone, Enoteca 67 organizzerà un altro evento speciale in occasione della Notte Bianca il prossimo 21 settembre, durante la quale saranno presenti anche due importanti produttori di vino. Chiara Sorrentino 20.09.2013 n° 33 12 A mare. E’ stato questo il tema che ha dominato la tre giorni dedicata alla Filosofia. In molti avevano storto il naso come se l’amore, in tutte le sue complicate declinazioni, potesse risultare banale. I numeri straordinari del festival (circa 200mila presenze complessive) li hanno smentiti. Amare infatti è un’azione potente. Riabilitare le passioni, di fatto elementi costituenti della coscienza, e auspicare il ritorno delle emozioni sulla scena pubblica e privata infatti, potrebbe farci re/ imparare quel sentimento chiamato empatia. Essere (en) dentro al (pathos) sentimento significa infatti cambiare prospettiva, aprirsi all’altro, in una relazione di simmetrico riconoscimento. Essere-con-l’altro, consentire, condividere, donarsi, potrebbe scatenare quel rivoluzionario cambiamento di cui il nostro Paese ha tanto bisogno. Parlare d’amore non è mai semplice. Non vi è parola più equivoca. Troppo poco, infatti, si disquisisce di sentimenti, di anima Amare. E’ stato questo il tema che ha dominato la tre giorni dedicata alla Filosofia. In molti avevano storto il naso ma i numeri straordinari del festival, circa 200mila presenze complessive, li hanno smentiti. l’appuntamento e’ al prossimo anno con gloria Perchè parlar d’amore... e coscienza. Molti hanno disimparato l’amore. Non educati al sentimento, non sanno distinguere il confine tra amore di possesso e amore donativo, tra carne e spirito, amicizia e solitudi- la tossicità di talune relazioni, laddove l’amore diventa intransitivo e l’Eros manifesta la sua disposizione distruttiva e possessiva, come nel caso dell’amore assoluto di donne che amano troppo o di uomini che uccidono le proprie compagne poiché incapaci di convivere con l’abbandono, o dove resta incagliato nelle pieghe della propria immaginazione o del proprio desiderio senza cogliere l’amato come soggetto. Dove ferisce o gira a vuoto, preda comunque di attrazioni che si rivelano fatali. Persone sempre più fragili, oggi, mettono in scena duetti d’amore sempre più malati, tessendo legami fatti di solitudine e infelicità, spesso praticati on line. Equivoco e ambivalente, l’amore è una figura a tratti inquietanti: in essa si annida tutto e il suo contrario. Unione e separazione. Appropriazione e perdita. Appagamento e insoddisfazione. Vita e morte. E se, come scriveva Roland Barthes, “il discorso amoroso è oggi di un’estrema solitudine”, imparare il lessico e la grammatica di questo fraseggio può fare la differenza. Segnando la propria e l’altrui felicità. Jessica Bianchi ne. In un’epoca dominata dalla tecnocrazia, l’uomo deve riprendere possesso delle “cose dell’amore”. Di quelle relazioni che la crisi di senso ha disintegrato e nelle quali papa Francesco, nella sua lettera a Eugenio Scalfari, intravede il carattere fondativo della stessa fede (ndr “la verità è l’amore di Dio in Gesù. Dunque la verità è una relazione”). E molto si è discusso circa I n principio era l’amore. Parte da qui Massimo Recalcati, tra i più noti psicoanalisti italiani, per indagare uno dei temi chiave della dottrina di Jacques Lacan. “La vita - spiega - viene alla vita urlando. Il grido che tutti noi siamo stati è la radice ultima della parola. E’ un appello. Un’invocazione. Una preghiera: fammi sentire che non sono solo; che la mia, non è una vita abbandonata. Il genitore è colui che raccoglie quel grido e lo trasforma in una risposta d’amore”. Eccomi, sono qui: è questa, secondo Lacan, l’essenza dell’amore simbolico. Un amore che va ben oltre la lezione freudiana secondo la quale, “l’amore ha sempre una natura narcisistica. Amiamo noi stessi nell’altro. L’oggetto amato è sempre una idealizzazione inconscia del soggetto per Freud e, in quanto tale, è una forma di alienazione. Quando l’innamorato ama si impoverisce Massimo Recalcati, psicoanalista “Il miracolo dell’amore reale è quello che trasforma l’oggi in un per sempre” di fronte a un oggetto che si arricchisce di perfezione. L’amore narcisistico è una cecità logica destinata a bruciarsi nell’estasi dell’innamoramento”. Ed è proprio in una logica narcisistico - depressiva, prosegue Recalcati, che possono nascere forme di violenza poichè non vi è spazio per l’abbandono: “se mi lasci, perdo me stesso. Cado nel nulla. Nel vuoto. Se te ne vai muoio, perciò ti ammazzo”. L’amore, per Lacan, non somiglia a quello di Freud, arreso nella ripetizione dello scacco, condannato a trovare se stesso nell’altro. Centrale, per lui, il ruolo della parola: “la parola trova il suo senso nell’ascolto e nella risposta dell’altro. Ed è questa risposta, l’accoglimento del grido, la vera forma d’amore. Che non ha nulla di narcisistico”. Per Lacan, l’amante cerca nell’amato, l’oggetto della sua mancanza. “Amare è dare quello che non si ha. Desiderare di avere un posto nel desiderio dell’altro”. Recalcati si è poi soffermato sull’amore reale: “uomini e donne vivono l’amore in modo diverso ma, secondo Lakan, tutti i modi di amare si muovono su uno sfondo comune, ovvero nell’impossibilità di generare un rapporto sessuale. Il corpo gode dell’uno. Non vi è rapporto tra due godimenti. La pulsione sessuale ci mette in rapporto soltanto col nostro desiderio. La situazione è poi aggravata dal fatto che per l’uomo il corpo della donna è frammentato in oggetti che alimentano il suo desiderio feticista, mentre il desiderio femminile nasce dal sentirsi amata. Sentirsi unica è la condizione di accesso al corpo erotico”. In questo scenario inconciliabile, allora, cosa diventa l’amore? “L’amore è la possibilità di supplire all’inesistenza del rapporto sessuale, di sopportare la propria solitudine”. Ma cosa amiamo, quando amiamo davvero l’altro? “Tutto” è la risposta di Massimo Recalcati. “Le sue dita, il difetto del suo naso, il suo odore... amiamo il suo limite. La sua mancanza. La sua imperfezione”. Amiamo innanzitutto il suo nome. “Quel nome che diventa corpo e, perciò, insostituibile. Quel nome che è lo stesso in tutte le lingue e ci restituisce l’intraducibilità dell’altro”. Ma qual è la formula dell’amore eterno? Lakan risponde con un’unica, straordinaria, parola, aggiunge Recalcati: “Encore”. Ancora. Il miracolo dell’amore reale è quello che trasforma, ancora e ancora, “il quotidiano”, in un “per sempre”. Jessica Bianchi 20.09.2013 n°33 S ebbene la storia dell’amore nasca con la comparsa del genere umano, e avrà termine soltanto con la sua scomparsa, nei tempi della modernità analizzata dal grande sociologo Zygmunt Bauman, anche l’amore, al pari di tutti gli altri tipi di relazioni, si fa fluido. “Stiamo vivendo un momento molto critico della storia – ha dichiarato Bauman, introducendo la sua lezione magistrale alle migliaia di persone giunte ad ascoltarlo in Piazza Martiri – e dunque anche della storia dell’amore”. Secondo il sociologo, questo cambiamento radicale è avvenuto negli ultimi decenni, grazie (e a causa) di Internet. “Possiamo ormai parlare delle nostre vite come divise in due: da un lato quella online, quella offline dall’altro”. D’altronde i dati confermano come nei Paesi a capitalismo avanzato le persone passino, mediamente, metà del proprio tempo libero interagendo con degli schermi, senza contare tutte le ore che vi trascorrono “ Scusate”. L’incipit pronunciato, con voce acuta e affaticata, da Pier Paolo Portinaro, professore di Filosofia politica all’Università di Torino, non si riferisce al ritardo con cui si è presentato alla platea presente nella tensostruttura di Piazzale Re Astolfo. E’ per la sua lezione magistrale: parla di odio, dei giorni della sofferenza cau- 13 Zygmunt Bauman, sociologo “L’amore vero è un antidoto al narcisismo” durante il lavoro, tanto che ormai l’esperienza tattile più ravvicinata è quella con una tastiera. D’altro canto Facebook, il social network più popolare, ha raggiunto il miliardo di iscritti. “E’ come se fossimo diventati esseri umani di un tipo differente, perché le nuove tecnologie hanno determinato un cambiamento profondo nella capacità di avere relazioni faccia a faccia”. L’amore ‘offline’, quello reale, è caratterizzato tanto da piacere e intimità quanto da impegno e fatica. Non esiste la sicurezza che un rapporto duri, che non saremo delusi, che i nostri sforzi non saranno vani, che il partner non ci lascerà soli e infelici. In poche parole, i rapporti reali sono caratterizzati dall’insicurezza. “Se è vero che la storia dell’epoca moderna è la storia della guerra dichiarata a ogni tipo di fastidio, inconveniente o dispiacere e se, il fine ultimo della tecnologia, è quello di sostituire un mondo naturale indifferente ai nostri desideri con uno che vi corrisponde il più strettamente possibile, Pier Paolo Portinaro, filosofo “Dopo i giorni dell’odio, la riconciliazione” sati dalle violenze che hanno interessato tutte le strade del mondo. Parla del lato buio dell’amore, che di creatività ne ha tanta quanto la sua parte luminosa. La storia ci ha mostrato il meglio del suo peggio attraverso i racconti della Shoah, del genocidio in Ruanda, della dominazione sui Paesi dell’Est, della guerra nella ex-Jugoslavia. Questo elenco non conosce punti, solo nuove righe da compilare. L’ultima, per quello che ne sappiamo, è quella su cui c’è scritto Siria, “scivolata” in una guerra civile. Ma quali le vie per sanare questi conflitti? Due sono le più note: ripagare il torto subito con la vendetta, o lasciare che quanto accaduto avesse “fine” attraverso l’amnistia, l’oblio. Mettendo, spesso, per non dire sempre, al centro dell’attenzione dei procedimenti giudiziari il carnefice e le vittime a margine, in attesa. Una terza via, allora risulta chiaro perché l’emigrazione dall’off all’online potrebbe essere ricordata come la battaglia più decisiva della modernità”. La società dei consumi ci ha abituati ad amare un mondo obbediente e plasmabile, nel quale non esistono ostacoli tra un desiderio e la sua realizzazione. Un mondo non come spazio di incontro con l’alterità (con il diverso da sé che, essendo diverso e perciò imprevedibile, potrebbe persino rivelarsi pericoloso) bensì come prolungamento ed estensione di se stessi. Un mondo dove è altrettanto facile stabilire contatti – non rapporti – quanto troncarli alla prima avvisaglia di insoddisfazione, passando a un’altra interazione, più nuova ed eccitante. “Ed è così che impegno, responsabilità e accettazione dei rischi diventano uno stigma, un flagello da allontanare a ogni costo. Nel mondo online non incontriamo veramente altri, non soddisfiamo le necessità dell’amore ma quelle del narcisismo. E il rischio vero è quello di una colonizzazione dell’online sull’offline, di un’adozione degli schemi di comportamento del mondo virtuale in quello reale”. Perché, insomma, le persone della vita reale non dovrebbero comportarsi con la docilità degli oggetti tecnologici? Il problema è che l’insoddisfazione è sempre in agguato, perché raramente l’amore va di pari passo con il comfort. “Gli uomini e le donne della modernità liquida hanno confuso la relazione d’amore con quella tra cliente e merce. Non sei soddisfatto? Non tenere duro, non cercare di cambiare, ma cancella il prodotto e ‘scaricane’ subito un altro. L’amore vero è invece un antidoto al narcisismo e credo che la fragranza della ‘rosa d’amore’ valga anche la puntura di qualche spina, e persino qualche goccia di sangue”. Marcello Marchesini apertasi all’inizio degli Anni ’90 in realtà distanti, non solo geograficamente, è quella delle Commissioni di Verità e Giustizia, che hanno analizzato i fatti della guerra sucia (guerra sporca) in Argentina e dell’Apartheid in Sud Africa. L’obiettivo principe è ricostituire il passato nella sua interezza, fare luce sulla verità tutta e non solo sulle colpe. I tre sentieri che portano alla riconciliazione hanno delle mancanze su cui gli esperti delle varie discipline stanno cercando di lavorare. Ma c’è una questione da non sottovalutare: la riconciliazione ha due facce, una pubblica e una strettamente privata. Quest’ultima si chiama perdono ed è un fatto che riguarda l’animo umano. Che non può essere regolamentato o discusso né in una Commissione né in un tribunale. Antonella De Minico decide di sposarsi, ha alle spalle almeno un anno di convivenza. Pensiamo poi alle differenze tra le generazioni nei tempi di uscita dei giovani dalla famiglia d’origine, nell’età di inizio dei rapporti sessuali, nella rigidità o, viceversa, nel progressivo allentamento del nesso tra sessualità e matrimonio e tra sessualità e procreazione, nei tassi di fecondità e di instabilità coniugale. “Sto tentando di spiegare come sia la norma, in realtà, a costruire la famiglia, stabilendo cosa della natura sia considerato legittimo e cosa no, quindi andiamoci cauti quando pretendiamo di sapere - e ancor più di stabilire – cosa sia ovvio e naturale e cosa no, perché si tratta sempre di una decisione culturale e politica, che non può avere la pretesa di fondarsi su una presunta e immutabile natura umana”. Marcello Marchesini Chiara Saraceno, sociologa “La famiglia naturale è un’invenzione culturale” M ai come oggi la famiglia è al centro del dibattito pubblico. Tra la difesa a oltranza di quella che si vorrebbe ‘naturale’ da un lato, e ricerca di riconoscimenti per le ‘nuove’ tipologie di unione dall’altro, questa istituzione sembra diventata la posta in gioco di battaglie vitali. Ma che cos’è esattamente, la famiglia? Tutti ne abbiamo un’esperienza intima e questa conoscenza diretta ce la fa apparire insieme come ‘naturale’ e ovvia, un dato che non richiede spiegazioni, né approfondimenti. La famiglia è la famiglia è la famiglia, parafrasando la rosa di Gertrude Stein. In realtà, come ha magistralmente illustrato Chiara Saraceno, tra i maggiori esponenti della sociologia italiana, nel corso della sua lezione carpigiana: “non vi è nulla di meno naturale della famiglia, sia per quanto riguarda i rapporti di coppia, inclusa la sessualità, sia per quanto riguarda la generazione”. Se infatti in ogni società conosciuta e in ogni epoca si riscontrano forme di regolazione dei rapporti di sesso e tra le generazioni, “questo avviene ed è avvenuto in modi così differenti che è impossibile ricostruire una vicenda unitaria di trasformazioni, all’interno della quale rintracciare il filo della famiglia”. Se insomma l’esigenza di definire appartenenze e obblighi lungo i due assi del sesso e della filiazione è comune a tutto il genere umano, non si può dire altrettanto delle soluzioni adottate. Al contrario, sottolinea sempre Saraceno, “questo è il campo in cui l’umanità ha mostrato un’enorme capacità di inventare soluzioni istituzionali e normative diverse, ben prima che le tecnologie riproduttive offrissero ulteriori elementi di complicazione e variazione”. Per rendersi contro di come la famiglia sia tutt’altro che un dato naturale, fisso e immutabile, è sufficiente analizzare come sia cambiata quella italiana nel corso di appena un secolo. Oggi, quasi il 25% dei bambini che nascono nello Stivale lo fanno fuori dal matrimonio; il 6,9% delle coppie non è coniugato; il 15,3% delle famiglie è monogenitoriale; una coppia su tre, quando 20.09.2013 n° 33 14 “ Dopo gli eventi sismici dello scorso anno racconta la 24enne Federica Maccari, diplomata in Ragioneria con indirizzo linguistico e iscritta al corso di Laurea in Scienze della Cultura a Modena - dentro di me è scattato qualcosa. Ho sentito il bisogno di prendere del tempo per me stessa e realizzare il sogno che avevo tenuto nel cassetto per tanto tempo: andare a vivere a Parigi. Desideravo mettermi alla prova per affrontare situazioni nuove, vincendo quelle paure che, a volte, impediscono di fare scelte radicali. Così, a settembre dell’anno scorso ho iniziato seriamente a ragionare sulla possibilità di fare questa esperienza. Ho parlato con i responsabili di Tezenis, dove ho lavorato per tre anni per pagarmi gli studi. Il 7 gennaio mi sono licenziata. Il 9 gennaio ero già a Parigi”. Federica, che al momento si è presa una pausa dagli esami universitari, non esclude la possibilità di terminare i suoi studi a La carpigiana 24enne Federica Maccari dallo scorso gennaio si è trasferita in Francia, nella capitale più romantica d’Europa A Parigi per vivere un sogno Parigi, anche se, a oggi, lavora all’interno di un centro commerciale. “La mia vita qui segue i ritmi del lavoro. Se lavoro al mattino, mi sveglio alle 6 per essere al lavoro alle 8. Finisco alle 4, vado a casa e, nel tardo pomeriggio, esco a bere qualcosa con la mia coinquilina oppure vado a fare una passeggiata lungo rue Rivoli, che è una delle vie più centrali e piena di negozi. Nelle mie giornate libere, trascorro il mio tempo con le persone che ho conosciuto qui. Quando invece sono sola ne approfitto per fare qualche giretto culturale oppure, soprattutto in estate, vado a prendere il sole in un enorme parco, Bois de Vincennes, o cammino per Parigi senza una meta precisa, ma con la semplice voglia di conoscere meglio la città”. Per quanto riguarda la situazione occupazionale dei giovani parigi- Federica Maccari ni, Federica commenta: “c’è un’enorme differenza in termini di prospettive di carriera per i giovani in Francia rispetto all’Italia. Dopo una sola settimana di lavoro, mi hanno offerto un contratto a tempo indeterminato. Dal momento che inizialmente doveva essere solo un’esperienza di qualche mese, alla fine non mi è stato possibile accettare poiché, giustamente, i datori di lavoro dovevano avere la sicurezza che rimanessi abbastanza a lungo, ma i presupposti per crearsi un futuro a Parigi, anche per chi viene dall’estero come me, ci sono tutti. Nel corso di questi mesi non ho mai smesso di cercare un lavoro che fosse più vicino al mio ambito di studi e spero di trovarlo presto, ma per il momento non mi lamento affatto. Se è vero che in Italia, noi ragazzi sogniamo di avere addirittura una scelta tra due buone offerte di lavoro, è vero anche che per altre professioni, essere assunti non è così semplice dato che le competenze e il profilo ricercati sono molto precisi”. Dopo nove mesi di vita a Parigi, è già tempo di fare un bilancio dell’esperienza: “a livello personale mi sta dando tantissimo. Ho capito che se voglio una cosa, con un po’ di coraggio, forza di volontà e il sostegno delle persone che mi sono vicine, posso raggiungere i miei obiettivi. Ho capito l’importanza di essere autonomi, a non aver paura della solitudine e, quindi, a riconoscere la fortuna che ho sempre avuto di vivere in mezzo a persone che mi amano. Mi ha insegnato a essere più aperta nei confronti degli altri e a mettermi in gioco. Ho imparato a vivere senza i miei genitori e ho capito quanto hanno fatto per me. A livello professionale ho compreso che non ci si deve per forza accontentare di quello che c’è, pensiero abbastanza diffuso in Italia. Da quando ho iniziato questa esperienza sto pensando in maniera concreta al mio futuro lavorativo e ora vorrei trovare un impiego che mi permetta di avvicinarmi sempre di più al mio indirizzo di studi che è quello antropologico”. Ma dove sarà il futuro di Federica? “Non credo che la mia vita sarà per sempre a Parigi. Forse tornerò in Italia, ma per il momento ho voglia di esplorare posti nuovi”. Chiara Sorrentino 20.09.2013 n°33 A lla buonora! Il presidente della Regione, Vasco Errani, si è fatto finalmente sentire dal presidente del consiglio Letta, riportando le lamentele della gente per i provvedimenti annunciati e promessi ma mai attuati a favore dei terremotati del Modenese. Sono mesi che gli sfollati, i sindaci e le associazioni di categoria invocano dalla Regione quei provvedimenti urgenti di sostegno e snellimento delle pratiche burocratiche che, come abbiamo ricordato più volte su queste pagine, sono stati promessi da Errani e dall’assessore Muzzarelli nelle loro visite ai Comuni terremotati. L’apertura di lunedi scorso dell’anno scolastico è stata però impietosa: quattromila gli studenti delle elementari e delle C arpi è stata il polo d’attrazione per tanti credenti che hanno voluto partecipare, il 14 e 15 settembre scorsi, alla Festa organizzata presso l’Area Zanichelli, per i 100 anni dell’Unitalsi regionale, l’associazione nota per accompagnare pellegrini e ammalati a Lourdes e in altri santuari internazionali. I festeggiamenti hanno avuto inizio sabato mattina con l’arrivo della Madonna di Lourdes Pellegrina, seguito 15 L’Angolo di Cesare Pradella 4mila gli studenti ancora nei container medie costretti a seguire le lezioni in container o in prefabbricati in legno e metallo, spesso scarsamente riscaldati e, alle volte, senza servizi igienici adeguati. Una carenza di aule che costringerà i ragazzi a turnare per seguire le lezioni chi al mattino, chi al pomeriggio, come ha denunciato il preside del Liceo di Finale, Giorgio Siena. E questo a distanza di 15 mesi dal terremoto. E’ stato l’ufficio stampa della Regione a informare della lettera inviata a Letta e, per conoscenza, ai parlamentari modenesi (Ghizzoni, Patriarca, Pini, Baruffi, Vaccari, Richetti, Galli, Guerra, Giovanardi, Ferraresi e Dell’Orco) ricordando i provvedimenti non ancora attuati come il superamento del vincolo di residenza anagrafica per l’accesso ai contributi; l’autorizzazione al pagamento alle famiglie della differenza degli interessi sui mutui sospesi; la necessità di varare il decreto per l’impiego dei fondi Inail per la sicurezza sismica anche agli imprenditori agricoli. E dare la possibilità alle imprese di usufruire dei 6 miliardi messi a disposizione per coprire le spese di delocalizzazione delle attività produttive. Insomma, una serie di provvedimenti che non sono ancora stati approvati tanto che uno dei sindaci delle zone terremotate, Ferioli di Finale Emilia, ha definito “odiosi” i tagli al suo Comune da parte del Governo, nonostante il devastante terremoto subito, denunciando di non aver ancora incassato nulla di quanto preventivato da Imu e Tares e definendo lo Stato italiano “sordo, ottu- Festeggiati i cento anni dell’Unitalsi in Emilia Romagna Credenti da tutta la Regione per la Madonna Pellegrina di Lourdes dalla Messa presieduta da monsignor Rabitti, vescovo emerito di Ferrara. Al pomeriggio si sono invece alternati giochi, spettacoli e animazioni per bambini. Alle 17 tavola rotonda con Rita Coruzzi e di Mara Santangelo, la quale ha presentato il suo libro Te lo prometto. Alle 21 concerto dedicato ai 100 anni Unitalsi con Roberto Bignoli, Tiziana Manenti, il tenore Matteo Tiraboschi e la soprano Marina Munari. La serata è stata presentata da Max Azzolini. Domenica 15, la statua della Madonna di Lourdes Pellegrina è stata portata in volo, con un elicottero della Polizia di Stato, sui paesi terremotati vicini a Carpi. Monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, il so e lontano dalle necessità della gente”. Specchio fedele di questa situazione sono state le dichiarazioni rilasciate al nostro giornale, la settimana scorsa, dall’imprenditore novese Mauro Fabbri che ha definito “drammatica” la realtà di Novi e Rovereto, a causa di una burocrazia elefantiaca che ha rallentato la rinascita dei paesi distrutti, le difficoltà per le imprese edili di ottenere i contributi per gli stati di avanzamento lavori e, dunque, con tempistiche così dilatate da costringere molti imprenditori a sospendere i pochi cantieri aperti per non correre il rischio di fallire. sindaco Enrico Campedelli, Emanuela Ori, commissario della Polizia di Carpi e il presidente regionale Unitalsi Francesco Mineo, insieme a una folla di fedeli hanno atteso il rientro della statua all’Area Zanichelli per partecipare alla Messa presieduta da monsignor Guiscardo Mercati, guida spirituale dell’Unitalsi regionale. In tantissimi sono giunti per accomiatarsi dalla Madonna Pellegrina di Lourdes, la cui statua è ripartita alle 18,30. 20.09.2013 n° 33 16 L a natura è maestra. Ci indica cosa è sano, utile e degno di futuro. Ma cosa è naturale e cosa non lo è? Cos’è realmento ecologico? In un mondo in cui tutto viene venduto per ecologico e sostenibile c’è bisogno di riassaporare le cose più vere. A Natura Bio, il Festival degli Stili di Vita Sostenibili, in programma al Salone Correggio, sabato 21 e domenica 22 settembre, si ritrova il mondo del naturale più autentico, con un’attenta selezione degli espositori, dei prodotti, delle tecniche e degli argomenti più coerenti per chi vuol fare una scelta consapevole per il bene dell’ambiente, della società e della propria salute. Agricoltura biologica, bioedilizia, cosmesi vegetale, consumo H Il Festival degli Stili di Vita Sostenibili torna il 21 e 22 settembre a Correggio La scelta più naturale critico, mobilità sostenibile, altraeconomia, discipline bionaturali, si ritrovano anche quest’anno nell’ampio spazio verde situato vicino allo stadio di Correggio, in due giorni di festa, con gli espositori della Mostra Mercato, lo spazio conferenze e luoghi in cui incontrarsi, rilassarsi e fare nuove esperienze. Il Festival Natura Bio si svolge dalle 10 del mattino fino al dopocena, anche in caso di maltempo, con spazi al coperto per le conferenze e le attività olistiche. Nell’area esterna del parco, lo Spazio Libera Tutti con giochi tradizionali, laboratori e attività per bambini e uno Spazio Bebé con a aperto a Carpi, Aldebaran Bio, - in via della Libertà, angolo viale Manzoni - un negozio specializzato nella vendita di alimenti biologici, macrobiotici e senza glutine, che riserva anche un bellissimo spazio benessere e relax, dedicato al piacere di una profumata tisana naturale. Un negozio che porta inscritto nel suo nome un messaggio di luminosa energia: Aldebaran infatti, è la stella più brillante della costellazione del Toro ed è una delle stelle più facili da trovare in cielo. Abbiamo incontrato la titolate, Alessandra Morellini per conoscere meglio la filosofia, i prodotti e gli obiettivi legati al mondo di Aldebaran. Cosa si può trovare nel punto vendita? “L’ambiente è accogliente e in grado di trasmettere serenità e calore a chi vi entra. Ho suddiviso il punto vendita in due parti, a seconda della tipologia di prodotto esposto. L’Angolo del Biologico e Naturale offre una vasta gamma di alimenti, tutti provenienti da agricoltura biologica. Pasta al farro, di kamut, al grano saraceno; zuppe, minestroni, riso integrale, grissini, piadine, tigelle, succhi di frutta Punto Allattamento e consulenze e informazioni su Nascita e Maternità. Il programma culturale offre una selezione di argomenti utili per chi vuole cambiare o migliorare la qualità della propria vita e quella di chi ci circonda. Dall’educazione montessoriana all’alimentazione migliore per i nostri figli, dall’economia solidale all’autocostruzione ecologica della propria casa, fino alla scelta vegan o ai “cento modi per essere felici”. Nello spazio denominato Pagoda una lunga serie di sessioni gratuite per sperimentare metodi e tecniche di guarigione, riequilibrio e benessere integrale, con operatori olistici qualificati. A colazione, pranzo e cena, ci si può dare appuntamento ai punti ristoro del Festival, con il biobar, un’area ristorante bio e vegan e la pizzeria rigorosamente biologica, con birre e vini a chilometri zero. Natura Bio è un evento culturale alla portata di tutti, per chi vuole conoscere, assaggiare o immergersi nel mondo della sostenibilità. La scelta più naturale, come sempre, a ingresso gratuito! Aldebaran Bio, in via della Libertà, angolo viale Manzoni, è il nuovo negozio carpigiano specializzato nella vendita di alimenti biologici, per tutte le intolleranze e senza glutine L’angolo del bio e senza glutine passato di pomodoro, sale marino integrale e Himalayano, olio, aceto, dadi per brodo senza lievito e iposodici; dolci come biscotti, snack, merendine, senza lievito, latte, uova e zucchero; latte di soia, di riso, marmellate senza zucchero, miele, yogurt di soia, burro di soia, tofu e seitan per chi non mangia carne. Tutto per le varie intolleranze, senza lievito, zucchero, uova, latte...”. Cosa proponeper le persone affette da celiachia? “Le persone che scelgono Aldebaran Bio possono trovare tutto ciò che occorre per un’alimentazione sana dedicata a loro. I celiaci hanno a loro disposizione un ampio spazio che ho denominato appunto Senza Glutine. Qui espongo alimenti, dal fresco I celiaci possono acquistare utilizzando i buoni rilasciati dall’Asl di Modena e Reggio Emilia. L’offerta copre tutte le fasce di età: dai bambini ai ragazzi, dagli adulti agli anziani”. E poi c’è lo spazio benessere e relax… “Per quanto riguarda il relax e il benessere - del corpo e della mente - c’è un angolo dedicato a tè e tisane naturali, in tanti gusti. Curative, per insonnia, al secco, al surgelato. Prodotti delle migliori marche e a prezzi competitivi. Menù completo: primo, secondo e dessert. Anche pizza, gelato e birra… non manca nulla! stress, gonfiori addominali, digestivi, drenanti per le gambe o, semplicemente, da gustare. Da provare le tisane ai frutti esotici e tropicali e il tè roobios rosso d’Africa… Alessandra Morellini Numerose le tisaniere toscane fatte a mano”. Progetti per il futuro? “A breve organizzeremo dei corsi di cucina, rappresentanti ed esperti delle ditte che ci forniscono i prodotti verranno a insegnare ai nostri clienti tutti i segreti e le tecniche per preparare al meglio un piatto prelibato. L’utilizzo delle farine senza glutine non è semplice. Per impastare serve un po’ di pratica! Poi durante tutto l’anno proponiamo sconti sui nostri prodotti e forniamo gratuitamente una tessera Aldebaran Bio. Una volta completata si ottiene un buono spesa del valore di 20 euro”. 20.09.2013 n°33 17 Al dimè dialètt... Massimo Loschi di Massimo Loschi Da sempre, aggravata dagli ultimi avvenimenti nasce spontanea una domanda: è veramente faticoso governare? Avrei giurato il contrario! UN RÊFÊRÈNDÙM UN REFERENDUM Lé ’na quistiôun ch’la sêmbra grôsa e lè lôgich ch’la sia risôlta: a s’dév dêr a mêint a chi pôvr’a-gint chi lavórèn cùmè mat e in ciapèn quêši gnint. Tra côngrês, têvli tôndi e riuniôun, tùtt i dè in têlevišiôun a fêr lit da s-ciànchêrs’anch i cavìi i rêstèn tant strèsèe da la fadiga… che… e il dišèn lór: -Andêr avanti in durèn briša!Chè a vól strùlghèe ‘na sôlusiôun, andêr incôuntêr a sti brêv cristian; a prèvèn fêr... un “refèrèndùm” per dècidêr cùmà iutêr sti puvrètt ch’tribulèn cùmè can! A mitròm da pêrt al nôstri gnôli, al faròm ch’sia cêr e bêin prêciš, a duvròm dêrs’al cambi sêinsa fôli e al lavór nôstêr… dêr a lór chi tribùlèn mój d’sudór. Mò pêinsa ch’sa sêlta fóra; tùtt stà gint, cun cunvinsiôun i vrèvèn sé… mulêr la scrana mò a n’nè côntrari a la Còstìtusiôun! -Tór al lavór a chi gh’è avièe? Lé ilêghêl! A gh’prèv fêr mêl!-. E il dišn’ancòrà, giurènd... cun tant ed libr’avêrt in man, côl gòsì ai ôç, facia trista e sincéra ch’a vin pinsèe: - Pôvr’a-gint, tùtt puvras! E si gh’han ragiôun! E sa fùss véra? E’ un problema che sembra grave ed è giusto che venga risolto: dobbiamo ascoltare quelle povere persone che lavorano come pazzi e non percepiscono quasi nulla. Tra congressi, tavole rotonde e riunioni, tutti giorni in televisione a accapigliarsi da strapparsi pure i capelli sono così stressati dalla fatica che… e lo dicono loro: - Proseguire non possono farcela!Così dobbiamo escogitare una soluzione per andare incontro questi bravi cristiani; forse con un “referendum”…? Che decida come aiutare questi poveretti che faticano come cani! Metteremo da parte le nostre storie, lo faremo che sia chiaro e ben preciso, ogni mese… faremo il cambio senza favole concedendo un lavoro per respirare a loro... che faticano tanto, sempre arrabbiati. Ma pensa che impiccio viene fuori; tutte queste persone, con convinzione vorrebbero si… abbandonare la sedia ma non è contrario alla Costituzione! -Togliere il lavoro a chi abituato? È illegale! Potrebbe anche fargli male! - Lo dicono ancora, giurando… con tanto di libri aperti alla mano, le lacrime agli occhi, viso triste e sincero che fa pensare: - Povera gente, tutti poveretti! E se hanno ragione! E se fosse vero? Islam e dintorni... di Francesca Zanni Laureata in Storia, Culture e Civiltà Orientali, e in Cooperazione internazionale, Sviluppo e Diritti Umani presso l’Università di Bologna Cambiare la Bossi Fini è possibile? L a cosiddetta legge Bossi-Fini (n.189 del 2002), ha suscitato polemiche sin dalla sua promulgazione. Questa legge tanto dibattuta ha introdotto due provvedimenti particolarmente duri nei confronti dell’immigrazione illegale. Ha istituito i C.I.E. (Centri di identificazione ed espulsione) e ha, a seguito di una modifica della legge nel 2009, introdotto il reato di immigrazione clandestina. Non essere in regola con i documenti per un extracomunitario presente oggi in Italia, è un reato punibile con un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge ha recentemente parlato di questa legge, che lei ritiene necessario cambiare. Rivedere l’istituto dei C.I.E., molto spesso in pessime condizioni, sovraffollati e simili a prigioni, ed eliminare il reato di clandestinità, sono due punti importanti della sua agenda. “Credo che questa legge vada rivista perché noi dobbiamo avere un approccio basato sulla persona”, ha affermato il ministro durante un discorso a Reggio Calabria. Queste affermazioni confermano come la Kyenge sia intenzionata a discutere seriamente della situazione dei migranti in Italia. Per il mese settembre è convocato un tavolo con le associazioni, durante il quale verranno discusse tali problematiche. PER APPROFONDIRE http://www.corriere.it/politica/13_agosto_19/kyenge-apertura-riforma-bossifini_fc8b30b8-08e7-11e3-abfd-c7cdb640a6bb.shtml http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/08/19/Kyenge-aperturemodifica-Bossi-Fini-_9175179.html http://www.unita.it/immigrazione/archiviare-la-bossi-fini-si-puo-br-kyenge-immigrazione-lega-governo-pd-pdl-razzismo-politica-1.516882 Al Borgo non possono entrare animali di Clarissa Martinelli [email protected] Gentile Clarissa, mi chiamo Fausto e vorrei segnalarle una brutta disavventura occorsami nel grande centro commerciale di Carpi. Domenica 15 settembre sono andato con mia figlia incinta di nove mesi al Borgogioioso. Mia figlia aveva in mano un cucciolo di cane di due mesi. Minuscolo, buonissimo, sta solo in braccio quando andiamo in giro. Siamo stati immediatamente bloccati dalla guardia giurata; il peggio, però, è stato l’intervento del direttore. Ci ha apostrofati in malo modo, è stato molto scortese e ci ha cacciati come fossimo reietti. Mia figlia ha avuto una crisi di pianto in auto e io mi sono sentito umiliato. Premetto che non volevamo entrare all’Iper dove ci sono gli alimenti, ma solo fare un giretto in galleria e recarci in un negozio specifico, in particolare. Lo vorrei segnalare perché credo siano episodi mortificanti che fanno torto al rispetto per gli animali e all’evoluzione civica di un Paese arretrato. Fausto C iao Clarissa, alcuni elementi riportati nella lettera ci risultano quantomeno discutibili. I fatti: verso le 18 di domenica, la nostra Guardia Particolare Giurata, nel normale servizio di controllo, ha fermato un ragazzo sui 30 /35 anni che si aggirava, da solo, nel centro della galleria, tenendo in braccio un piccolo cagnolino. Come sempre succede in questi casi, con molta calma da parte della guardia (questi episodi si ripetono spesso), il visitatore è stato invitato a lascia- Alberto Lapioli re la galleria poichè il regolamento di Polizia Comunale all’art. 46, vieta, giustamente aggiungo io per motivi igienico-sanitari, l’ingresso a tutti gli animali presso gli uffici comunali e nei locali di produzione, vendita e somministrazione di alimenti (sono esentati i cani per non vedenti e quelli in forza alla Polizia). Ne è scaturito subito un diverbio, ripreso dalle telecamere di sorveglianza, al centro della galleria, durante il quale il cliente, chiaramente disinformato sulle normative vigenti, voleva far valere, in maniera anche colorita, delle improbabili ragioni che non possono trovare accoglimento dato il summenzionato regolamento. Sopraggiunge una donna incinta, presumiamo la moglie, con a fianco un signore più anziano. La nostra Guardia mostra il famigerato art. 46 a tutti, finalmente i toni si placano e il ragazzo, da solo, prende la via dell’uscita tenendo il cane in braccio. Dopo pochi minuti passo io impegnato nella distribuzione della torta del compleanno del Borgogioioso ai commercianti della galleria, con in mano un cabaret pieno di fette di dolce, al mio fianco mia figlia, 7 anni, che per gioco mi assisteva nell’opera. Vedendo il cane in braccio al ragazzo e dando per scontato che la guardia fosse impegnata nel mantenimento dell’ordine presso la distribuzione della torta, gli dico: “scusi, sia gentile, ma il cane purtroppo non può restare in galleria, neanche in braccio, c’è un regolamento che lo vieta…dovrebbe gentilmente uscire”. Non ho fatto in tempo a finire la frase che sono stato ricoperto di minacce e insulti, ai quali non ho dato seguito. Se il signor Fausto si è sentito umiliato, mi dispiace, ma se solo avesse prestato maggior attenzione ai cartelli di divieto posti su ogni porta di accesso, probabilmente avrebbe passato una domenica pomeriggio migliore. Alberto Lapioli, direttore Il Borgogioioso Fino al 22 settembre Festival Uguali_Diversi a Novellara Fondata sul Lavoro? T orna il festival Fondata sul Lavoro? che fino al 22 settembre porta a Novellara intense giornate di dialogo e analisi sulla necessità di ritrovare le ragioni per credere ancora che la nostra Repubblica sia fondata sul lavoro… per tutti! Un Festival diverso che ha scelto di partire “dal basso”, inserendosi all’interno del progetto Cultivar che ha ascoltato le parole e le idee di numerosi cittadini novellaresi, tra imprenditori, giovani e lavoratori, per poi costruire un percorso basato sulle loro domande e le loro riflessioni. La comunità novellarese e i protagonisti che partecipano al Festival tenteranno insieme di individuare nuove linee guida e opportunità, coinvolgendo le energia e le potenzialità dei giovani sotto la guida attenta e la responsabilità degli adulti. Per quattro giorni la Rocca di Novellara sarà teatro di incontri e attività che ci porteranno a conoscere e ascoltare chi, con slancio creativo e audacia, si è fatto spazio nel mondo del lavoro. Ci saranno numerosi interventi di esperti nazionali e internazionali, tavole rotonde, “dialoghi” che vedranno imprenditori scendere dal palco e lasciare il posto ai giovani e alle loro domande, presentazioni di start up, mostre artistiche, laboratori dell’ottimismo dedicati a chi ha e chi sta cercando una risorsa da mettere in gioco per il domani, animazioni per i bambini, cene e pranzi insieme, visite guidate nelle realtà locali e interculturali. Inoltre spettacoli teatrali, cinema, danza, musica e tanto altro Ad accompagnare tutti noi in questo percorso di riflessione: Pierluigi Castagnetti, ex parlamentare italiano ed europeo; Graziano Delrio (in foto) ministro per gli Affari regionali e le Autonomie; Domenico De Masi, professore di sociologia del lavoro presso l’università “la Sapienza” di Roma; Luciano Manicardi, vice priore del Monastero di Bose; Luigino Bruni, professore di economia politica presso l’università “Bicocca” di Milano; Aldo Bonomi, direttore dell’istituto di ricerca AAster per lo sviluppo del territorio e, ancora, En- rico Bini, Gino Mazzoli, Nicoletta Spadoni, Luigi Grasselli, Margherita Salvioli, Valerio Bondi, Aimone Storchi, Alberto Signori, Fabio Storchi, Roberto Ceschina, Enrico Castellano, Francesco Bombardi, Giuseppe Alai, Enea Burani, Valeria Cometti, Stefano Pescarmona… 20.09.2013 n° 33 18 L’aforisma della settimana... “Il vero viaggio di scoperta non consiste nello scoprire nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Marcel Proust appuntamenti Mostre CARPI 20 settembre - 17 novembre Guareschi e Laureni Segni dai lager In occasione del 70° anniversario dell’8 settembre 1943 Testimonianze di due internati militari Mostra a cura di Francesco Fait e Anna Krekic Venerdì sabato 20 settembre alle 18 inaugurazione Sala Cervi Fino al 30 settembre L’umorismo ai tuoi piedi Personale di Claudio Mellana O&A Centro Affari Fino al 13 ottobre A cuore aperto Espone Evelyn Daviddi, illustratrice Mostra curata da Monica Monachesi Dark Room Art Silmar Gallery Fino al 6 gennaio Le stanze dell’Amore cieco Sale dei Trionfi e dell’Amore di Palazzo Pio Fino al 6 ottobre Corrispondenza d’amorosi sensi Torre dell’Uccelliera Fino al 20 ottobre Loveless Mostra di pittura di Michele Rotondi e Giulio Zanet A cura di Francesca Pergreffi Spazio Meme Fino al 1° dicembre XVI Biennale della Xilografia: Mimmo Paladino Xilografia 1983 - 2013... un elmo e 8 filosofi Musei di Palazzo Pio Fino al 15 settembre Altrove Mostra di Massimo Brani Palazzo Foresti Fino al 21 settembre Ci vediamo in piazza Incontri, negozi, divertimenti, personaggi a Carpi dal dopoguerra agli Anni ‘70 Immagini di Olivo Barbieri, Mario Cresci, Fratelli Gasparini, Mimmo Iodice, Beppe Lodi Biblioteca A. Loria Eventi CARPI 21 settembre - ore 20 La Cena Vegetariana Mediterranea La cena è aperta a tutti coloro che vogliono intraprendere A Ferrara, nella cornice di Palazzo dei Diamanti, fino al 6 gennaio, è allestita la la monografica dedicata a Francisco de Zurbarán Il Maestro di Siviglia F rancisco de Zurbarán fu, insieme a Velázquez e Murillo, tra i protagonisti del Siglo de oro della pittura spagnola e di quel naturalismo raffinato che lasciò un’eredità duratura nell’arte europea. A rendere unico lo stile del pittore fu la sua capacità di tradurre gli ideali religiosi dell’età barocca con invenzioni grandiose e al contempo quotidiane, plasmando forme di una tale essenzialità, purezza e poesia, da toccare profondamente l’immaginario moderno, come traspare dall’opera di quanti, da Manet a Morandi, fino a Picasso e Dalí, hanno guardato nei secoli successivi all’opera del maestro sivigliano. In tempi più recenti, studi autorevoli ed esposizioni internazionali hanno definitivamente sancito il suo fondamentale contributo alla storia dell’arte. Organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte in collaborazione con il Centre for Fine Arts di Bruxelles, la monografica dedicata a Zurbarán è l’occasione per ammirare per la prima volta in Italia i capolavori di uno dei massimi interpreti dell’arte barocca e della religiosità controriformista. Una rigorosa selezione di opere provenienti da musei e collezioni private europee e americane ripercorrerà le tappe salienti della carriera di Zurbarán. Dalle prove con le quali l’artista si afferma sulla scena di Siviglia, “la Firenze spagnola”, come La visione di san Pietro Nolasco o il più tardo San Francesco d’Assisi nella sua tomba, segnate dal luminismo drammatico e contrastato della corrente del tenebrismo ispirata a Caravaggio e Ribera, alle opere successive al soggiorno madrileno e al contatto con Velázquez, improntate a un più sobrio lirismo, dove a prevalere sono atmosfere più chiare, felici scorci sul paesaggio e dettagli domestici, come ad esempio nell’Immacolata appuntamenti accorgimenti per un sano stile di vita A cura di Alice - Associazione per la lotta all’Ictus Cerebrale e Gli Amici del Cuore Per info e prenotazioni 059/651894 - 327/2036045 339/3199224 (Maurizio) 331/1508313 - 330/771067 (Gianni) Centro Polivalente Giliberti 21 e 22 settembre 11ª Festa dell’uva Programma 21 settembre - ore 21 Tòla dolsa! Spettacolo dialettale con la Compagnia dialettale Gli amici di Mandrio 22 settembre - ore 12.30 Pranzo Sociale Costo: 20 euro Ore 15 Orchestra Romagna nel cuore Con lo spettacolo del Gruppo A tutto ballo Di Gino Nasi La giornata si concluderà con la pigiatura dell’uva Ore 21 Si balla con l’Orchestra Romagna nel cuore Centro sociale Loris Guerzoni Concezione con san Gioacchino e sant’Anna o nella Vergine con il Bambino Gesù e san Giovannino. Il percorso espositivo, scandito in sezioni cronologico-tematiche, metterà in evidenza il talento del pittore nell’imporre un registro innovativo a generi e temi della tradizione. Stupiscono per la vena intima e immediata i soggetti legati all’iconografia mariana, come mostrano quelle opere venate di una malinconia sospesa o capaci di toccare corde di straordinario candore e tenerezza. E se il motivo dell’estasi raggiunge vertici d’ineguagliabile intensità, come nell’Apparizione della Vergine a san Pietro Nolasco dipinta attorno al 1628-30, il tema della meditazione trova una delle sue interpretazioni più originali nel Cristo crocifisso con un pittore, un dipinto in grado di trasmettere nella maniera più diretta il dialogo intimo tra l’umano e il divino. Una delle punte più avanzate nella direzione del rinnovamento formale sono senza dubbio le nature morte e i temi allegorici, come Una tazza d’acqua e una rosa e Agnus Dei. La raffinatezza poetica di questi dipinti, in cui gli oggetti sono collocati in uno spazio rarefatto e silenzioso, è affidata alla sobrietà della composizione, alla purezza delle forme e alla regia dei valori luminosi. In queste opere di piccolo formato, così come nelle nature morte disseminate in molte delle tele presenti in mostra, Zurbarán restituisce le forme come purificate dalla luce, in una visione cristallina del particolare e di silenziosa monumentalità. Tra le invenzioni più originali dell’artista vi sono infine le grandi figure di santi, raffinate effigi che godettero di straordinaria popolarità e che furono realizzate in serie soprattutto per le colonie del Nuovo mondo. La sequenza riunita per questa mostra conta esiti notevoli come la Santa Casilda, il Beniamino e la Sant’Orsula, che testimoniano la capacità di ammantare gli episodi sacri di un fascino elegante, grazie alla ricercatezza delle pose, alla resa virtuosistica di stoffe preziose e alla tavolozza brillante. Queste figure maestose, rivolte verso l’osservatore come protagonisti di un ritratto esercitano, oggi come allora, un fascino magnetico. 21 settembre - ore 16/2 Carpi c’è Che festa in centro! Negozi fuori, Musica e Degustazioni. Animazioni e giochi per i bimbi Esibizioni, Danza, Sport Mostre, Sfilate e Cabaret Centro Storico 22 settembre 70° Anniversario della fucilazione di Salvo D’Acquisto Programma Ore 9.30 - Chiesa La Sagra Santa Messa celebrata da Don Giuseppe Grigolon Cappellano Militare della legione Carabinieri Emilia Romagna di Bologna Ore 10.45 - Piazzale Dante Alighieri Deposizione di una corona d’alloro sul Cippo Saluto del sindaco di Carpi, Enrico Campedelli Discorso ufficiale: Gen. Claudio Comm. Rosignoli Ispettore Regionale A.N.C. Emilia Romagna Col Corpo Bandistico Città di Carpi Centro Storico 22 settembre - ore 16/19 Gioca Famiglie Centro per le Famiglie 22 settembre - ore 16 Inaugurazione Scubidù Centro Bambini e Genitori Scubidù 20.09.2013 n°33 19 In arrivo Passa la Parola, il festival della lettura per ragazzi, a Modena dal 20 al 22 settembre tra piazza Mazzini e Bibilioteca Delfini, e a Carpi in Piazza Garibaldi il 22, 23 e 26 settembre Piccoli lettori crescono... “ Passa la Parola compie 3 anni, e pensiamo che sia necessario farlo crescere, soprattutto in questo particolare momento storico. Con incontri, letture, laboratori e mostre dove conoscere la letteratura per ragazzi dalla voce dei suoi protagonisti più importanti e dove scoprire l’immaginario su infanzia e adolescenza. Passa la parola vuole far vivere le nostre città con dialoghi e scambi letterari, luoghi e spazi dove condividere “faccia a faccia” la gioia e il piacere della lettura: bambini, ragazzi e adulti insieme” lo presentano così le organizzatrici, Milena Minelli e Sara Tarabusi della libreria il Castello di Carta di Vignola, come un evento dall’alto contenuto culturale e ricco di sorprese. “La terza edizione offrirà un programma ricco di eventi diversi, di segnali da catturare e da salvare, di parole vere e sincere, intelligenti e leggere, parole per tutti: dalla poesia alla fiaba, dall’illustrazione all’arte, dal romanzo al racconto, dal disegno allo schizzo, dall’impegno al divertimento, dal sogno alla realtà”. “Dopo un’edizione 2012 che si è tenuta nei territori maggiormente colpiti dal sisma, per far fronte compatto con tutte le realtà cittadine attive al fine di riportare la normalità nella Bassa modenese – commenta il presidente del Csi di Modena, Stefano Gobbi – quest’anno abbiamo scelto di riportare il festival anche nella città di Modena. Continua così il nostro progetto di coinvolgimento di bambini e ragazzi, attraverso questo importante evento culturale che si caratterizza per essere il primo di tale portata nella nostra provincia, grazie ad un programma ricco di letture animate, narrazioni, laboratori, spettacoli di teatro disegnato, reading con illustratori. E soprattutto, con il coinvolgimento diretto del mondo scolastico che rappresenta per noi un importante interlocutore. Insomma, per le famiglie e per bambini e ragazzi una cinque giorni da non perdere durante i quali incontrare scrittori e illustratori di grande fama nazionale”. Grande attesa dunque per Passa la Parola, il festival della lettura Guido Scarabottolo appuntamenti 22 settembre - ore 10 Pedalando contro l’Alzheimer Una pedalata di 15 chilometri in compagnia Piazza Martiri 22 settembre - dalle 9 Meeting Atletica Leggera per Disabili 27° Trofeo Città di Carpi Campo di atletica Dorando Pietri 22 settembre Villaggio dello Sport Manifestazione rivolta ai bambini dai 6 ai 12 anni con diverse discipline sportive e attività ludico-motorie Piazza dei Martiri per ragazzi, a Modena dal 20 al 22 settembre tra Piazza Mazzini e Bibilioteca Delfini, e a Carpi in Piazza Garibaldi il 22, 23 e 26 settembre. Un importante progetto di promozione alla lettura ideato da Milena Minelli e Sara Tarabusi, in collaborazione con il Csi di Modena e Carpi, Il castello dei ragazzi di Carpi e la Biblioteca dei ragazzi Antonio Delfini di Modena. La manifestazione è organizzata con il patrocinio dei Comuni di Modena e Carpi, col contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Carpi e della Fondazione Casa del Volontariato di Carpi. Le più grandi firme della letteratura italiana per l’infanzia prenderanno parte a questo festival aperto a tutti gli appassionati di letteratura dell’infanzia e di illustrazione, ma rivolto in particolare a bambini e ragazzi tra i 2 e i 16 anni, genitori, insegnanti e scolaresche. Tra Modena e Carpi, questa volta per cinque intere giornate, si susseguiranno numerosi eventi, tutti gratuiti, dove i partecipanti da semplici spettatori potranno assistere alle presentazioni delle ultime novità editoriali incontrando gli autori ed anche trasformarsi in veri e propri protagonisti attraverso letture animate coinvolgenti, racconti, filastrocche, rime e poesie, laboratori, spettacoli teatrali. Tra parole, immagini e musica, tutti i partecipanti potranno intrattenersi piacevolmente durante il festival per incontrare i più importanti autori italiani per ragazzi. Passa la Parola è un appuntamento da non perdere anche per le scuole: sono infatti previsti degli incontri su prenotazione dedicati alle classi della scuola primaria e secondaria. Ecco tutti i protagonisti di questa importante rassegna culturale: gli scrittori e poeti Beatrice Masini, Guido Quarzo, Giusi Quarenghi, Roberto Piumini, Giorgio Scaramuzzino, Cristina Brambilla, Chiara Carminati, Stefano Bordiglioni, Pietro Formentini, Giuseppe Caliceti, Alessandro Riccioni, Maria Beatrice Masella, Mathilde Bonetti, Roberta Lipparini e Benedetta Bonfiglioli. E poi ancora gli illustratori e artisti Gek Tessaro, Francesca Zoboli, Guido Scarabottolo e Stefano Bessoni. Un importante tassello del programma culturale di quest’anno riguarda le presentazioni di libri, tra le quali figurano due importanti e attese anteprime: Roberto Piumini con La casa di Topo Pitù, la sua raccolta di poesie illustrate da Carll Cneut per le edizioni Topittori, e Chiara Carminati che, con le illustrazioni di Altan, proporrà Belle Bestie per Franco Cosimo Panini editore. Al pubblico dei ragazzi dai 16 anni è dedicata infine la presentazione del libro Tentativi di botanica degli affetti di Beatrice Masini, finalista dell’edizione 2013 del Premio Campiello, insieme ad Alice Bigli presidente dell’Associazione Culturale Mare di Libri e tra le ideatrici dell’omonimo festival che si svolge a Rimini. Un anno e oltre è passato, ma la memoria di tutti gli emiliani non può dimenticare il sisma di maggio 2012, dopo il quale sono stati realizzati numerosi progetti di sostegno tra cui Cantiere della fantasia, dedicato all’infanzia; è tratto proprio da questa meravigliosa iniziativa il libro Radici che nel corso del festival verrà raccontato da Antonella Vincenzi, direttrice editoriale di Franco Cosimo Panini Ragazzi. Una serie di eventi collaterali al festival della lettura animeranno poi la città di Modena: da venerdì 20 settembre a sabato 12 ottobre, presso la sala Grande per i ragazzi della Biblioteca Antonio Delfini, Copia e originale: il desiderio di disegnare, esposizione delle tavole originali del libro Dame e Cavalieri di Francesca Zoboli (Topipittori). Il volume fa parte della collana Piccola Pinacoteca Portatile che ha ricevuto dalla giuria del BolognaRagazzi Award, il più importante premio internazionale dedicato ai libri per ragazzi, la Menzione d’onore nella categoria Non-fiction, edizione 2013. A insegnanti, genitori, formatori e bibliotecari si rivolge invece il corso di due incontri (il 25 settembre e il 2 ottobre) sull’uso della voce e lettura animata a cura dell’attrice, formatrice e libraia Sara Tarabusi. Passa la Parola prende ufficialmente il via a Modena venerdì 20 settembre a Modena, e si sposta a Carpi il 22 per poi concludersi il 26 settembre. Tutti gli eventi del festival sono gratuiti, in caso di maltempo si terranno a Modena nelle sale della biblioteca Civica Antonio Delfini, e a Carpi nella tensostruttura allestita in Piazzale Re Astolfo. 22 settembre 3° Festival della Lettura per ragazzi Programma Ore 16 Questa zebra non è un asino con Giorgio Scaramuzzino Narrazioni: l’amicizia profonda tra un bimbo palestinese, una zebra e il guardiano di uno zoo Da 8 a 108 anni Ore 17 Le nostre radici Con Chiara Carminati, Gianluca Magnani, Giorgio Scaramuzzino e Antonella Vincenzi Parole e musica dal progetto dedicato all’infanzia Cantiere della fantasia, nato dopo il sisma che ha colpito l’Emilia nel maggio 2012 Per tutti Ore 17.20 Belle Bestie Con Chiara Carminati e Giovanna Pezzetta 14 animali raccontano la loro insolita bellezza Per tutti Ore 18 Semafori azzurri e principi verdi Con Giuseppe Caliceti Storie necessarie per un mondo in cui siamo tutti diversi e il bello è proprio quello Da 6 a 10 anni Piazza Garibaldi Fino al 25 settembre - ore 18/24 Mercoledì d’estate Shopping, divertimento e relax nel cuore di Carpi Centro Storico 26 settembre, ore 15 Come risolvere i piccoli problemi di incontinenza Relatore: dottor Giuseppe De Luca, Urologo del Ramazzini Cibeno Pile 20 ottobre - dalle 9 alle 20 Cose d’altri tempi Presso la mostra - mercato, tra gli altri, parteciperanno con un’esposizione di opere anche le quattro acquerelliste Bona Bellintani, Lucia Bonati, Carla Righi e Giovanna Manicardi. Sarà possibile acquistare le loro opere. Ingresso libero Parcheggio Borgogioioso 20.09.2013 n° 33 20 Calcio – L’Empoli rovina la festa inaugurale: Carpi k.o. (0-2) Cosa resta del CaBassi day? L’emozione del debutto in uno stadio ringiovanito e finalmente accogliente. Biancorossi piatti, in balia di un avversario forte ma non fortissimo. Domenica si torna a Cesena dopo 16 anni. Poi il Brescia, nella notte di martedì. I l caBassi day porta solo sensazioni forti, non punti. Il Carpi perde con l’Empoli in un modo abbastanza classico per i debuttanti. Pecca d’inesperienza, commette ingenuità gravi nei momenti topici, finisce sopraffatto dal complesso d’inferiorità. IL DEBUTTO - Resta anzitutto l’esordio storico in uno stadio ringiovanito dalle novità, che si è perlomeno dimostrato accogliente e all’altezza della situazione. Ed è complessivamente piaciuto a oltre 2000 spettatori carpigiani. Resta dunque prima d’ogni altra cosa il senso emotivo della giornata, i lustrini sul compimento di un sogno che si realizza laddove ormai nessuno ci sperava più: a due passi da casa. Forse, questa suggestione ha tolto elettricità all’ambiente, anziché aggiungerne. Può aver contratto le gambe, svuotato un po’ lo stomaco, tolto l’appetito. In fondo, ogni traguardo raggiunto genera appagamento. Ma ammesso che sia così, non esaurisce le ragioni della sconfitta. IL MATCH - Resta infatti anche la partita, in fondo alla quale si è misurata una certa distanza tra le due squadre. Abbastanza vasta da concludere che il Carpi non abbia ancora preso definitivamente contatto con la categoria. Ha sofferto troppo l’abbondanza tecnica dell’Empoli, fino alla soggezione. Anziché opporre corsa e scontro, ha risposto con piattezza. Lenta la circolazione, rari i cambi di ritmo. Scarsissima la reattività, specie nei giochi da fermo dove s’è deciso il risultato. L’inten- sità è salita solo dopo i cambi, con Memushaj rimesso correttamente al centro del circuito e un velocista vero sguinzagliato sulla fascia (Di Gaudio). Male dunque tutto il resto, di cui Vecchi s’è assunto la responsabilità immediatamente, come fanno tutti i migliori quando sbagliano. E’ stato molto sincero in conferenza stampa, e lo è stato ancor più sul campo allorché ha cominciato ad invertire l’ordine dei trequartisti. Invano. L’inseguimento a Valdifiori è stato inutile e controproducente: andava accorciato di squadra, non con un uomo solo. Così è stato lui stesso a bruciare le riserve di Sgrigna e Concas, giocando sempre di prima – massimo due tocchi verso i suoi ricevitori privilegiati (Moro, Maccarone, Tavano). È poi mancato peso davanti, dunque anche profondità e facilità di tiro. Inglese somiglia molto a una grande soluzione, e penso che presto capiremo se lo è davvero. Della Rocca non può giocare da solo. Ha bisogno di una spalla che gli tenga lontano alme- no un avversario, nel corpo a corpo incassa troppo. Non è chiaro se sia per eccesso di chilometraggio o per difetto di condizione; fatto sta che, in questo momento, non è in grado di reggere il reparto. IL CAMPIONATO - Resta infine l’impressione di aver incontrato una squadra che rappresenta fedelmente il livellamento al vertice del campionato. L’Empoli è forte, non fortissimo. Straordinario per completezza davanti, oltremodo imperfetto altrove. Ha limiti strutturali evidenti, rischia continuamente sui ribaltamenti. Sarri tiene in campo tre attaccanti più un grande creativo pigro (Croce), tutti disinteressati alla fase difensiva. Sfianca i terzini (Laurini e Hysaj) con diagonali claustrofobiche per sopperire agli ammanchi di copertura. Non ha saltatori sopra i 185 cm, sui tiri franchi non riesce a coprire il secondo palo. Ovviamente conta di nascondere tutto questo sotto i due tappeti pregiatissimi che esibisce in punta: Maccarone e Tavano. Il paradosso è che abbia vinto senza aver avuto niente di decisivo da loro, e tutto da Tonelli (il più approssimativo della truppa). Peraltro frugando nella spazzatura dei corner, ovvero laddove avrebbe invece dovuto perdere. Ma al momento importa poco. E’ solo in testa, e sembra pronto alla fuga perché va a memoria meglio di chiunque. Gli resta vicino solo il Trapani, la meno stravolta tra le novità (neopromosse e retrocesse). Per quanto parziale, la classifica ci raccontando la verità: cioè che adesso è la continuità il fattore più determinante. Tutto quindi fa pensare ad un campionato senza schiacciasassi né materassi. Denso in vetta e corto in coda. Solo quattro squadre proseguono imbattute (come Empoli e Trapani, anche Lanciano e Brescia). Solo quattro squadre restano senza vittorie: Juve Stabia, Cittadella, Latina (che ha già cambiato allenatore) e il Padova, che è l’unica a 0 ma ha una partita in ballo. Subisce molto e segna più di chiunque il Siena: gioca a sbilanciarsi, parecchio condizionato dalle penalizzazioni già incassate e dalle prossime in arrivo. Vince invece il Bari contro un piccolo Modena, e cancella finalmente il passivo. Più in alto, Palermo e Varese risalgono dalle false partenze. Scende invece il Cesena, reduce da due sconfitte maturate nel finale. E sabato aspetta proprio il Carpi per uscire dal guado. Enrico Gualtieri La classifica PROSSIMI AVVERSARI: CESENA e BRESCIA Similitudini e diversità I due prossimi avversari del Carpi sono nobilissime realtà della periferia del calcio italiano. Una è spinta da una Regione intera (la Romagna, che come tale vuol considerarsi); l’altra da una Provincia ricca e popolosissima (quinta d’Italia per numero d’abitanti). Sommano 34 partecipazioni nella massima serie, 16 delle quali nelle scorse tre decadi. Ultimamente, il loro mondo è cambiato alla svelta. Facciamo un piccolo salto nel tempo, torniamo indietro esattamente di tre anni: 19 settembre 2010. Si è appena conclusa la terza giornata del campionato di A. I romagnoli sono primi con 7 punti, dopo aver fermato la Roma e battuto il Milan (poi campione). I lombardi seguono a ruota, staccati di una sola lunghezza. Oggi Cesena e Brescia soffrono di reducismo. Sono le deluse della B, e hanno una sola ricetta possibile per prevenire la depressione: ritentare la scalata. Obiettivo comune, strategie diverse. Il Cesena ha cambiato proprietà (da Campedelli a Lugaresi) e confermato l’allenatore (Bisoli). Il Brescia invece ha un nuovo timoniere (Giampaolo) e un vecchio presidente stanco (Corioni, in carica da oltre 20 anni), molto combattuto tra il disimpegno e l’ennesimo rilancio. Davanti hanno molto di quel che serve per entrare nelle prime 8. Puntano entrambe su un grande bomber di categoria (Succi e Caracciolo), e vi affiancano una baby spalla straniera: Defrel e Mitrovic, due tra i giovanotti più irriverenti e spietati del torneo, con buone carte per diventarne le rivelazioni. Sulle panchine ci sono due sergenti diversi. Cominciano entrambi dalla difesa a 4, ma hanno approcci e visioni antipodali. Bisoli è stato un mediano a tutto campo e chiede soprattutto carattere, corsa, equilibrio e densità a centrocampo (Coppola-Cascione-De Feudis: ovvero fosforo ma soprattutto muscoli). Giampaolo invece cerca coralità, mette sempre un buon organizzatore di gioco in mezzo al campo (Coletti) e chiede moltissimo agli esterni alti (Grossi, Oduamadi, Scaglia): pressing, superiorità numerica, soluzioni in zona-tiro. Ha idee molto interessanti, una sofisticazione tattica figlia dall’imprinting. Fu un centrocampista leggero e creativo, venne allenato da un sacchiano (Giuliano Sonzogni), e poi ha cominciato il mestiere collaborando con un pre-sacchiano (Galeone) e uno zemaniano (il primo Delio Rossi). Ha dunque visto, studiato e praticato molto calcio sperimentale ed estremo. E.G. I PRECEDENTI Cesena avanti 3-1. Brescia quasi inedito D opo quasi 16 anni si torna al “Dino Manuzzi”, che nel frattempo è divenuto il primo stadio italiano con terreno in erba sintetica a ospitare una gara di serie A (10/9/2011, Cesena-Napoli 1-3). L’ultima visita biancorossa in campionato fu il 19 ottobre 1997. Il rigore di Enrico Sala in chiusura di primo tempo illuse tutti. Nella ripresa, salì in cattedra una grande gloria del calcio di Riviera: Massimo Agostini detto “il Condor”. La sua doppietta sancì la rimonta e il finale: 2-1. In totale, i precedenti a Cesena sono 6. Il più antico affonda nel 1941-42 (serie C, 0-0), allorché i romagnoli giocavano nel vecchio “Campo Ippodromo”. I padroni di casa comandano il computo: 3 successi, contro uno solo del Carpi (27 aprile 1958, 1-0 gol di Rino Lugli. Con le “Rondinelle” è invece un inedito assoluto. Ma non con Brescia. Va detto per onor di completezza che nel Girone B di Serie C, stagione 1938/39, il Carpi incrociò la seconda squadra della città e vi pareggiò al Cabassi (2-2). Si chiamava “Polisportiva Casalini”, fu fondata nel 1928, intitolata a un deputato bresciano fascista e poi sciolta nel 1942. E.G. PROSSIMO TURNO I MARCATORI Torromino si conferma QUINTA GIORNATA Sabato 21/9/2013, ore 15: CESENA - CARPI AVELLINO - VARESE BRESCIA - CROTONE CITTADELLA - J.STABIA EMPOLI - PADOVA MODENA - TRAPANI PESCARA - BARI REGGINA - NOVARA SIENA - TERNANA ANTICIPI Venerdì 20/9/2013 Ore 19: LATINA - V.LANCIANO Ore 21: SPEZIA - PALERMO SESTA GIORNATA *CARPI-PADOVA, interrotta al 27’, è sub-judice Martedì 24/9/2013, ore 20.30: CARPI - BRESCIA 4 RETI: Torromino (Crotone, 3 rigori) Hernandez (Palermo, 2) Maniero (Pescara) 3 RETI: Caracciolo (Brescia) Maccarone (Empoli) D’Agostino e Paolucci (Siena) Antenucci (Ternana, 2) Mancosu (Trapani) Pavoletti (Varese) … 1 RETE: Concas (Carpi) Inglese (Carpi) … 20.09.2013 n°33 21 CALCIO – Settore giovanile: prima sconfitta per la Primavera biancorossa Senza gol, né punti Gli Allievi s’inchinano alla Juve, Giovanissimi ko a Bologna. CALCIO - DILETTANTI N el weekend scorso è scattato il semaforo verde dei tornei di Seconda e Terza. Ora tutta l’attività federale è a pieno regime. Cominciamo a fare il punto sulle nostre 10 compagini che seguiremo da vicino per tutta la stagione sportiva 2013/14. REGIONALI La Correggese è una splenDiDa realtà Serie D. En-plein, tre vittorie su tre, punteggio pieno. Già 6 giocatori mandati a segno, per un combinato disposto di 14 gol fatti. Nessuno subito. Sono i numeri di una squadra che vola sognando a occhi aperti. La neo-promossa Correggese è già una splendida realtà del quinto livello del calcio italiano. Ed è padrona del derby del Girone D con il Formigine (pure partito fortissimo), farcito di ex biancorossi (Davoli, Paganelli, Chiurato da una parte, Sarnelli, Pilia e Teocoli dall’altra). La partita dura meno di un tempo, e finisce in goleada (4-0). In grandissimo spolvero il carpigiano doc Davide Luppi (doppietta), che appena tre mesi fa festeggiava la Serie A col Sassuolo. Domenica prossima i Bagatti-boys tornano al Borelli: ospite il Montichiari. Promozione. La Solierese resta imbattuta dopo due turni, però regala al Polinago il primo punto della stagione. Gara spettacolare, pirotecnica, decisamente segnata dall’espulsione precoce di Pattacini (due gialli in mezzora). Ridotti in dieci, i gialloblu comandano a lungo il gioco senza tuttavia equilibrio. Passano 3 volte (Paradisi, Di Costanzo, Azzouzi), ma vengono raggiunti allo scadere. Prossima tappa: Castelvetro. E.G. W eekend a zero per il vivaio biancorosso. Niente gol né soddisfazioni nei tre probanti impegni delle categorie top. PRIMAVERA – I ragazzi del duo Galantini-Garzon escono a passo lento dalla sosta, e incassano la prima sconfitta in campionato sul campo dello Spezia (2-0), che così vendica idealmente la prima squadra, battuta la settimana prima proprio dai biancorossi al “Picco”. I liguri segnano un gol per tempo. Lamberti ha la chance di riaprire i giochi dal dischetto, ma calcia a lato. Sabato prossimo, il primo grande derby stagionale è l’occasione d’immediato riscatto: arriva il Bologna, già peraltro eliminato in Coppa Italia dopo due supplementari al cardiopalma. Intanto, la classifica si rimescola. La Juve stende l’Empoli, e il Torino ne approfitta maramaldeggiando a Modena: è solo in vetta dopo 3 gare, da unico imbattuto. ALLIEVI NAZIONALI – Grande spettacolo di gioco e di pubblico nel “Sunday Morning” del Sigonio, dove arriva Madama Juventus. La truppa di Stefano Belloni e Enrico Bortolas fa esperienza, regge bene mezzora. Alla fine però il divario si rivela molto netto e lo scarto ne quantifica i contorni: 0-3. In campo nella ripresa tra i bianconeri (occasionalmente in giallo), l’ex di turno Simone Morselli. Domenica prossima, altro turno interno: ospite il Livorno. GIOVANISSIMI NAZIONALI – Esordio negativo per i baby di Ferdinando La Manna che vengono travolti dal Bologna, dopo un buon primo tempo. Finisce 0-3. Domenica il debutto sul campo amico. Di fronte un avversario sulla carta un po’ più abbordabile: il Forlì. GLI ALTRI – Ultimi test di rodaggio per i più piccoli. I Giovanissimi Regionali di mister Borghi tornano dalla mini-tournee genovese con il quarto posto nella Figempa Cup, mentre gli Esordienti Regionali di Cavicchioli concludono la Football Champions Cup di Soliera con un pareggio (0-0 con la Reggiana) e due sconfitte (Empoli e Solierese). Sospesa per maltempo l’amichevole dei Provinciali a Mantova. Enrico Gualtieri IL PROGRAMMA DEL WEEKEND PRIMAVERA 4A GIORNATA CARPI-BOLOGNA Sabato 21/9/2013 Reggiolo, campo “Rinaldi” via Rinaldi 14. Ore 15 LE ALTRE GARE: CESENA - SPEZIA EMPOLI - SAMPDORIA GENOA - PARMA SASSUOLO - MODENA SIENA - NOVARA TORINO - JUVENTUS la classifica PROVINCIALI Virtus e United: buona la prima In Seconda (girone H), comincia bene la rinforzatissima Virtus di Paolo Amaranti. Nel debutto tra le mura amiche, gli aquilotti regolano di misura il Casinalbo (1-0): basta un missile di Pederielli per chiudere la pratica. Archiviato lo spacchettamento della passata stagione, il girone C di Terza è più che mai un vero e proprio campionato di Carpi: 13 le squadre iscritte, più della metà (7) raccolte all’interno del nostro comprensorio. Si conclude in parità il primo di una lunga serie di derby che costelleranno la stagione: Cortilese e Cabassi non si fanno male e dividono il punto (1-1). A rete Pastorelli e Boldrini su rigore. Debutto opaco per la Fossolese, inchiodata in casa da Correggese Soccer (0-0). Va peggio a Limidi (superato in volata dalla Madonnina: 3-2), San Marino (rimontato dal Villadoro: 1-2) e Carpine (travolta a Campogalliano: 1-4). L’unico hurrà di giornata è del multietnico United, che sbanca Cittanova (2-1) e si candida al ruolo di rivelazione dell’anno. I primi gol decisivi della truppa guidata da mister Perrotta sono di Jocic e Berk. E.G. GIOVANISSIMI NAZIONALI 2A GIORNATA CARPI-FORLÌ Domenica 22/9/2013 Carpi, campo Dorando Pietri Via Nuova Ponente 24 Ore 11 ALLIEVI NAZIONALI 3A GIORNATA: CARPI-LIVORNO Domenica 22/9/2013 Carpi, campo “Sigonio” Via Sigonio 21 Ore 15 20.09.2013 n° 33 22 Una quarantina gli allenatori di volley che hanno preso parte al corso di secondo grado indetto dalla Fipav Crer a Carpi A lezione da coach Molinari S ono stati una quarantina gli allenatori di volley che hanno preso parte al corso di secondo grado indetto dalla Fipav Crer, Comitato Regionale Emilia Romagna e che si è tenuto al Palazzetto Enzo Ferrari di Carpi. Tutti a “studiare” da vicino il metodo e la preparazione di coach Luciano Molinari, selezionatore Fipav per la Provincia di Modena dal 2006. Un corso di formazione necessario per l’abilità di secondo livello all’esame della Federazione che i candidati dovranno sostenere tra qualche mese. Il docente nazionale e allenatore della Universal, Luciano Molinari, ha fatto svolgere alla squadra una regolare seduta di allenamento, sotto gli occhi e le domande dei colleghi. Ha inaugurato sabato 14 settembre al civico 82 di via Meloni la nuova sala, la cosiddetta Area 11 dell’Associazione Sportiva S.G. La Patria Più spazio per La Patria H a inaugurato sabato 14 settembre al civico 82 di via Meloni, la nuova sala, la cosiddetta Area 11, dell’Associazione Sportiva S.G. La Patria con sede principale in via Nuova Ponente 24/h. La storica realtà, fondata nel 1879 da Ubaldo Urbini, presso il Castello dei Pio, oggi tessera circa 1.500 soci e, oltre alle sale attrezzi, fitness e corsi e a alla pista di atletica di via Nuova Ponente, si arricchisce dell’ampia sala di via Meloni per offrire alla cittadinanza maggiori servizi per restare in forma,e innovative proposte sportive per adulti e bambini. A partire dalle 10,30 sono stati presentati i nuovi corsi e i carpigiani accorsi hanno potuto provare gratuitamente lezioni di X Tempo, Fit Boxe, Functional Training, Postural, Pole Dance, Latini, Ballo Liscio, Zumba Kids e Danza Moderna. Immancabile, per l’occasione, il ricco buffet inaugurale con cui i presenti si sono potuti ristorare tra un’attività fisica e l’altra. Chiara Sorrentino 20.09.2013 n°33 L a consegna delle chiavi delle auto a Francesca Piccinini e compagne, tanti divertenti test di guida sicura a cui si sono sottoposte a turno le ragazze e i membri dello staff tecnico e, a chiudere, un brindisi con buffet collettivo per sancire la partnership fra Liu Jo Modena e La Carpi, concessionaria di Carpi dei marchi Lancia, Fiat e Fiat Professional che sarà l’official sponsor automotive del club per la stagione 2013/14. “Giorno dopo giorno la nostra azienda si muove in un mercato difficile e competitivo. La L•J Volley, a sua volta, deve affrontare un campionato complesso e ha intrapreso la sfida di riportare il grande volley a Modena. Un obiettivo ambizioso, coraggioso e capace di guardare al futuro con entusiasmo e intraprendenza. Insomma un atteggiamento che ci piace e abbiamo perciò deciso di sostenere”, ha sottolineato il direttore de La Carpi, Francesco Campari. Sulla stessa lunghezza d’onda, poi, anche il general manager di L•J Volley, Carmelo Borruto: “siamo davvero felici di poter essere qui a suggellare questo accordo di sponsorizzazione con La Carpi. Credo che il connubio sia azzeccato poiché 23 Sancita la partnership fra Liu Jo Modena e La Carpi, concessionaria carpigiana e official sponsor automotive del club per la stagione 2013/14 Una nuova avventura per Liu Jo Modena e La Carpi da una parte c’è l’eleganza di Liu Jo e, dall’altro, l’eleganza di queste auto che, oltretutto, si sposano molto bene con un pubblico femminile e, quindi, con le nostre atlete”. Sabato 14 e domenica 15 settembre, La Carpi ha festeggiato il primo anno di attività con un evento dedicato al fascinoso mondo delle auto e della guida. I numerosi visitatori accorsi si sono cimentati in audaci performance di guida sicura, sotto la supervisione dei piloti professionisti di Gass Performance; hanno potuto provare una 500 L dotata di City Brake Control, l’accessorio che frena automaticamente la vettura in caso di rischio tamponamento e, oltre a conoscere le ragazze del team di Coach Chiappafreddo, hanno potuto ammirare la nuova Ypsilon S Momo design, l’ultima versione della piccola di successo di casa Lancia, per l’occasione chiusa… in gabbia! “Crediamo - ha aggiunto Campari - di aver fatto un’operazione utile perché la scuola di guida sicura è un’esperienza che tutti dovrebbero provare, specialmente i più giovani, per imparare a far fronte, in piena sicurezza, a ostacoli e imprevisti che si possono presentare ogni giorno sulle nostre strade. Credo sia stato anche un momento gradevole per gli appassionati di pallavolo che hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi alle loro campionesse del cuore”.