inaglio STRATEGIA DI SOPRAVVIVENZA l’ affetto al centro residenziale DON BOSCO un padre per tutti noi DONNE QUELLE DI OGGI E QUELLE CHE CONTINUANO AD ABITARE IN NOI . Risponde Catterina Ferrero, classe 1922 L’ editoriale Il tratto principale del suo carattere? La semplicità. La qualità che preferisce in un uomo? La sincerità. Le tre date fondamentali della sua vita? Il mio matrimonio e la nascita dei miei figli. Il suo principale difetto? Non cambiare idea facilmente. Lei è stata moglie e collaboratrice di un importante imprenditore, Ettore Ferrero titolare delle omonime acciaierie. In questo lungo percorso quali doti ha dovuto mettere in campo? La mia volontà di sostenerlo e stargli vicino anche con tanta pazienza nei momenti difficili. Donna impegnata, moglie e madre. Il suo segreto? La fede e l’amore per la famiglia. Delle opere fatte per il paese di Cinaglio quale la rende più orgogliosa? La Casa di Riposo. Negli anni come ha visto cambiare i cinagliesi? Sono meno legati al Paese e alle tradizioni della loro terra. Il colore che preferisce? Il granata che è il colore della squadra di calcio preferita dalla mia famiglia. L'angolo di Cinaglio che ha più caro? La mia casa natale. Cosa conta nella vita? La solidarietà. Stato d'animo attuale? Sereno. La cosa che più d'ogni altra augura alle nipoti? Una vita di soddisfazioni personali e lavorative. Un rimpianto? Non aver preso la patente. Un sogno? Poter essere, come un tempo, completamente autosufficiente. Il suo motto? Essere onesti e responsabili. Progetto ogni idea, ogni desiderio e non appena termino il lavoro passo al sogno successivo DIAMO I NUMERI residenti: 440 famiglie 120 single 88 Non so se capita anche a voi, ma a volte mi succede di perdermi nei miei pensieri, e solitamente accade quando di fronte a me ho un interlocutore, non necessariamente noioso, ma così è, che prestare attenzione diventa operazione quasi impossibile ed allora le parole che fuoriescono dalla bocca di chi mi sta davanti prendono le forme più bizzarre fino a trasformarsi in minuscole particelle che si librano nell'aria e mentre le osservo dissolversi tengo il filo dei miei pensieri facendo ben attenzione a non ingarbugliarlo. Sono un vero e proprio architetto. Progetto, in maniera meticolosa ogni idea, ogni desiderio e non appena termino il lavoro passo al sogno successivo. CINAGLIO CAMMINA Passeggiate in tecnica nordic walking e non per info: DINO 3888387528 valeria dezzani Parla con noi Il punto è che ora ci siete anche voi nei miei pensieri ed allora a volte mi trovo a progettare una scuola che possa accogliere anche quella dei nostri vicini di casa, altre volte disegno un centro residenziale sano e al completo, altre ancora costruisco una panetteria, un bar e muovo le persone per tutto il paese, riempio il circolo sportivo e il laboratorio di ragazzi che giocano, e suonano, riempio la chiesa di tutta la comunità e mentre ci sono do qualche pennellata qua e là per dare colore non solo alle facciate ma anche alle facce, a certi sorrisi che si trasformano in sorrisi sinceri. Ovviamente questi sono solo pensieri e sono miei, ma se solo anche un po' assomigliano ai vostri, non ci resta che unirci per realizzarli. DAL COMUNE Per qualunque chiarimento o suggerimento siamo a disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 12,00. Tel. 0141/209113 Fax. 0141/209507 www.comune.cinaglio.at.it AMBUALATORIO MEDICO Dott. CASALE Lunedì: Settime 10,00-13,00, Martedì: Camerano 15,00-18,00. Mercoledì: Cinaglio 10,00-13,00. Giovedì: Setime 14,00 - 16,00 (solo appuntamento) Chiusano 17,00-19,00. Venerdì: Camerano 10,00-13,00. Cell. 3331191599 fulvio ferrero Giàgallino CONCERTO DI NATALE Quest’anno il concerto di Natale organizzato in collaborazione tra Comune e l’Associazione Musicale Mario Molino, svoltosi domenica 21 dicembre presso la chiesa parrocchiale di San Felice, ha visto esibirsi il coro gospel Hora Nona. Il messaggio di speranza e di amore, già racchiuso nel nome stesso del gruppo, è stato pienamente trasmesso al numeroso pubblico che è intervenuto all’evento, e che ha potuto ascoltare alcuni dei brani più famosi del repertorio gospel, come Glory to God, Hosanna Joyful, Bethlehem night Carol of the bells and Lord you are Good. Emozionante è stato ascoltare Everybody clap your hand, con l’intensa partecipazione di tutti i presenti, che si sono cimentati con successo nel battito delle mani, seguendo i diversi ritmi suggeriti dalla solista del coro. Il concerto si è poi concluso con il suggestivo e famosissimo brano scritto da Irving Berlin, White Christmas, che ha proiettato un dolce manto bianco su tutti, pulendo i nostri cuori e le nostre anime, avvicinandoci uno all’altro nel sentimento universale dell’amore di Dio che ci accompagna e ci protegge in ogni momento della nostra vita. La “Banda degli Amici” ha regalato a tutti i cinagliesi l’ allegro concerto dell’ Epifania con il classico repertorio Dixieland e citazioni da Morricone a Sinatra. ndr foto Antonio Barbano di GIanni Gallino IL SALE DI UNA GIORNATA ALZATI E CAMMINA Ma che cosa ha detto Gallino a 'sta gente che cammina su e giu' per il paese senza fare niente e incrociandosi più volte al giorno? “Ar’ an ir bon tamp!” si sentenziava. Finalmente qualcuno aveva tradotto in pratica le mie prediche sulla passeggiata quotidiana. POSOLOGIA E’ già noto il falso allarme per il nonno che, svegliatosi per tempo, fatta colazione e assunta la terapia per la pressione, durante la mungitura si è tranquillamente abbandonato ad un sonno ristoratore sotto la mucca, la quale aveva già compreso la sostanza del problema: mezza compressa di Halcion e mezza di Moduretic, si possono anche scambiare... CHILA E CHIAL Durante un ambulatorio un paziente mi ha aperto sulla scrivania alcuni pacchetti contenenti ognuno chicchi di riso con rari frammenti colorati... di vetro. Il mio stupore si è dissolto grazie alla spiegazione: “chila ar’ a bitamii 'ntu risot”. Conoscevo antefatti e personaggi, per cui anche se all'epoca ero Ufficiale Sanitario ho taciuto sul tentato omicidio! CANTARE OH OH, VOLARE OH OH OH OH Una carezza per l'anima, in Casa di Riposo...il Canto di Cesarino: inni, canti partigiani, o del ventennio, qualche puntata nel repertorio da “tabarin”. Ricordava tutte le parole e ovviamente la musica. L'umore era ballerino, ma quando Da gennaio siamo orfani del nostro caro dottor Gallino. Questa rubrica ce lo restituisce un pò. Cesare cantava mi fermavo quasi sempre ad ascoltarlo e mi complimentavo con lui, ma una certa soddisfazione traspariva solo quando accennavo a qualche strofa o nota che dimostrava la mia familiarità con il pezzo . MORTE E BUOI DEI PAESI TUOI Surreale una constatazione di decesso di un parente di passaggio (l'ultimo!). Dopo le formalità burocratiche sono piovute sul capo del defunto caterve di insulti, contumelie e improperi (già abituale e collaudato repertorio dell'arte oratoria dell'ospite, tanto da aver perso da tempo la grevità ed essere ormai un gergo) per essersi scomodato ad attraversare l'Atlantico e venire a chiudere il suo cammino terreno proprio li a casa di un cugino con cui i rapporti sono sempre stati freddini. RISERBO Sesso fra ultraottantenni: “ma ch'am diga 'n po'....ar è vaj che’ ndè taca' a na dona ar fa mal ar coer, a ra me età?” Ovvio riserbo sulla risposta. TERAPIA “Mi hanno ricoverato per l'acqua nei polmoni, ma se io respiro lungo e “ da rar “ ?.... valentina poglio Fiori all’ occhiello SPORT CARNEVALE di Isabella Ferraris di Luisella Vergnano DOMENICA 8 MARZO 2015 nella solita cornice cinagliese si è svolta la nona edizione della S. Messa per presentare i nostri “campioni” che sfileranno sui campi nella prossima stagione tamburellistica. Due grosse assenze tra di noi: Padre Luigi amico da sempre di questo sport e a cui abbiamo rivolto una preghiera e un saluto di ringraziamento per averci accompagnati fino ad oggi e Aldo Marello Cerot convalescente e presto di nuovo dei nostri. Con la simpatia della presentatrice Miss Cinaglio 2014, il Presidente ha introdotto alcuni spunti che caratterizzeranno la stagione 2015: la serie A con relativi opuscoli e iniziative in collaborazione con i vari sponsor, attività giovanile con la presentazione di tutti i gruppi under 18 e under 16 femminili under 14 maschile e femminile, under 12 maschile e femminile e under 8. E’ stata sottolineata questa iniziativa spontanea del gruppo “I primi colpi” che sotto la guida di Giulia Amerio e Francesca Laurino sta muovendo i primi passi verso il tamburello. Dal punto di vista sportivo ci si aspetta un anno difficile per la serie A ma con l’entusiasmo e la passione che da sempre ci caratterizza puntiamo alla salvezza. Grandi aspettative per l’under 16 femminile l’under 14 maschile e l’under 12 maschile. Come sempre rinnoviamo il nostro invito a seguirci: il sostegno di tutti per noi è fondamentale. Anche quest’ anno, come tradizione, a Cinaglio si è festeggiato il carnevale. Viste le basse temperature l’ amministrazione comunale ha optato per utilizzare la palestra scolastica. I bambini con i loro costumi e la loro fantasia sono stati i protagonisti, maschere e travestimenti di ogni tipo. Tra i più grandicelli c’ era Mago Merlino Sherlock Holmes, Zombie, cavallerizze e cavaliere medioevale, tra i piccoli non sono mancati i classici personaggi di superman, uomo ragno, fatine, indiani, pompieri, e orsacchiotti. Le ragazze dell’ animazione hanno intrattenuto i bambini con giochi e con il trucco hanno disegnato i loro volti. Gran divertimento con la rottura delle pignatte, dove i piccini hanno fatto man bassa di caramelle e dolciumi. Nel corso del pomeriggio sono state servite bevande calde, un ottimo vin brulè e Sandra ci ha fatto le frittelle. Gli alpini come da consueto hanno cucinato una prelibata polenta con spezzatino. Insomma nulla è mancato, pur trattandosi di un carnevale di un piccolo paese grandi e piccoli hanno trascorso momenti lieti di svago e divertimento. Vi aspettiamo tutti alla prossima edizione. CENTRO RESIDENZIALE In una mattina riscaldata da un inconsueto, splendente sole invernale, sono andata a trovare gli ospiti del Centro Residenziale “Catterina ed Ettore Ferrero”. L’accoglienza è stata molto calorosa, grazie anche al prezioso aiuto di Carla Ponzio. Così, la nostra chiacchierata ha preso il via in soggiorno, illuminato e intiepidito dai raggi del sole che giungevano dalle vetrate. Ho conosciuto Adriana, donna intelligente, combattiva. Abbiamo parlato dei suoi numerosi viaggi in giro per il mondo, dei suoi ricordi di ragazza, nella Asti degli anni 40. Non è mancato l’accenno alla difficoltà di vivere accanto ad un marito segnato dall’esperienza della guerra, ed il rimpianto di non aver avuto figli. La sua forza e determinazione fanno sì che sia un po’ l’anima del gruppo. Alcuni ospiti sono di Cinaglio, come Maddalena, Iride e Fiorina, che tra l’altro è la zia di Vera, da noi tutti conosciuta per la sua bottega; con Fiorina ci siamo soffermate a parlare del paese e delle storie di alcuni abitanti, alcuni già scomparsi ormai, della sua giovinezza a San Grato di Sessant, della sua vita in campagna. Siamo poi rimaste d’accordo che, non appena giungerà la primavera, troveremo l’occasione di fare una bella passeggiata insieme, per andare a trovare sua nipote in negozio e prenderci un buon caffè. E’ ospite del Centro, già da alcuni anni, anche il cugino di Fiorina, Vittorino, originario di san Grato di Sessant. Si sa che da ragazzo era un ottimo ballerino, e infatti i suoi ricordi sono incentrati sulle feste di paese, che raggiungeva dopo molta strada percorsa a piedi, e che consistevano nel suo unico svago dopo tante ore di duro lavoro in campagna. Mi ha parlato con nostalgia di “quei bei tempi andati”, rammaricandosi del tempo che passa e dell’età che avanza. Carmela mi ha fatto molta tenerezza, è una donna sempre sorridente, proviene da Casale Monferrato, dove lavorava come maglierista. Le sue origini venete sono subito riconoscibili dall’accento, ed è il matrimonio che l’ha portata a vivere in Piemonte, dove ora ha tre nipoti. Luisa di Settime ha un nipote e un gatto e ha lavorato come accompagnatrice sui pulmini della scuola, e di bambini se ne intende! Franca, di Torino, è una donna in gamba, arguta e ironica, che dimostra la sua forza anche quando mi parla della dolorosa perdita di entrambe le sue figlie. C’è anche Anna, una bella signora distinta dai capelli bianchi, che siede impettita sulla sedia, è l’unica che non vuole parlare con me, ma rispetto la sua riservatezza. Abbiamo finito, ed è ora dei saluti, fra strette di mano ed un bacio di Vittorino; mi riprometto e prometto loro che tornerò presto a trovarli. Esco dal Centro con la sensazione di aver ricevuto molto, seppur io abbia dato molto poco in cambio, appena un paio d’ore del mio tempo. Basta questo a tutti loro, voglia di chiacchierare, di trascorrere un po’ di ore insieme, di compagnia... per farli sentire ancora parte del nostro Tempo, della nostra Storia, di una comunità fatta di piccini, grandi e ancora più Grandi, fragili quanto preziosi. carla ponzio Ar’ è na storia bela veuti che t’la cunta? DONNE E' l'8 marzo e vogliamo rendere omaggio a tutte le donne di Cinaglio, quelle che ci vivono e quelle che continuano ad abitare in noi come se nulla fosse cambiato dopo tanto tempo. La casa di nonna Angiulina era in discesa e dopo pranzo rubatavano tutte lì le donne del vicinato. Perché, diciamolo, non era ancora così diffuso il virus della pulizia e loro volentieri lasciavano i piatti da lavare per trovarsi a chiacchierare un po'. Arrivava Olga la pettinatrice, col suo bel petto florido e la banana in testa, sempre un po' affannata e piena di cose da raccontare e poi Felicina ad Garais che ne sapeva di più, e la timida Magna Maria coi baffi neri, Michina, Pasqualina... Parlavano a voce alta, poi il tono si faceva sommesso se gli argomenti erano delicati o leggevano la vita a qualcuno, ma di nuovo la voce si risollevava sclinta per rivolgersi ai bambini e dire cose consentite. Allora, forse più di oggi, le donne sapevano prendersi il tempo e organizzare spontanei gruppi di autoaiuto. Quanto chiacchieravano! Mi raccontò una volta Ettore Ferrero che sua mamma Ernesta e mia nonna Elvira, donne alte e toste e molto amiche, si incontrarono un mattino a Sant'Antonio accompagnando i figli a scuola, si misero a parlare dritte in piedi e i ragazzi al loro ritorno, dopo mezzogiorno, le ritrovarono ancora lì che se la contavano. Non pensiamo con questo che le donne si risparmiassero le fatiche. Erano abituate a lavorare e a servire, per esempio di domenica correvano tutte alla 'messa prima' per poter preparare il pranzo (buonissimi agnolotti con poca carne e molto cavolo!) mentre marito e figli andavano alla 'messa granda' e dopo si fermavano a lungo in piazza a chiacchierare e mostrarsi. Non si parlava di parità tra i sessi, le donne stavano un po' nascoste e nelle trattative economi- e sociali mandavano avanti i mariti, ma poi in cucina e in camera da letto dicevano la loro e sapevano in sordina influenzare tutte le decisioni importanti. Non si parlava di emancipazione femminile eppure c'era chi la praticava alla grande ed al proposito la storia delle tre sorelle Garesio, le figlie di Lena, è davvero na storia bela c'ha fa piasì cuntela. Tre belle ragazze: Teresa, Franca e Tommasina che con sacrifici, ingegno e determinazione straordinarie, in tempi di povertà brutta e di chiusura mentale, sono riuscite a studiare tutte e tre, facendo lavori vari per potersi pagare l'abbonamento del treno e comprare i libri che poi si passavano. Oggi conservano la stessa dignità. Nei pregevoli libri di storia delle tradizioni locali che Franca ha scritto e di cui siamo tutti fieri, come se fossero anche un po' opera nostra, Cinaglio emerge come il paese amato. Un'altra antesignana dei diritti delle donne è stata Rita Richetta, la maestra che convinse i miei genitori a farmi studiare, quando l'inclinazione comune era di privilegiare semmai l'istruzione del figlio maschio. Lei mi iscrisse al concorso per una borsa di studio, cosa che né io né i miei avremmo mai saputo fare, questo gesto indirizzò la mia vita e di questo le sarò sempre grata. Arè na storia bela quella delle floride ragazze del Sud che a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta lasciavano il sole e le loro famiglie numerose e venivano spose nel nostro paese piccolo, coi ciottoli per le strade, i suoceri in casa e un dialetto che suonava ostrogoto. Sono venute a stare qui, hanno mescolato sangue e razze, portato la loro bellezza e allegria, la sapienza delle mani e della cucina. Tante volte da bambina, ritta in piedi su una sedia con i garofani bianchi in mano, ho recitato loro la poesia delle nozze, prima del rito di ingresso della strincera quando la sposa straniera doveva tagliare il nastro e gridare forte: Viva Sinaij! Cinquant'anni dopo quelle ragazze parlano un nuovo dialetto misto-cinagliese, hanno messo al mondo una bella figliolanza, sono le più brave cuoche, talmente integrate che Cinaglio non sarebbe immaginabile senza Gina, Nicolina... e ciascuno di voi lettori continui l'elenco con i nomi che sa. Così ora il mio cuore va a tutte le donne, e nel mondo sono la maggioranza, che il cuore l'hanno un po' sacrificato nei tempi della giovinezza per volontà altrui, e che tuttavia hanno saputo adattarsi e continuano a generare amore. Oggi come ieri le donne sono il sale e il lievito della vita di Cinaglio. In piazza il posto centrale è di Vera che nella sua bottega non solo vende alimentari tabacchi e caffé, ma svolge un fondamentale ruolo di Centro d'Informazione e di Assistenza Sociale. Come faremmo senza di lei? Dall'altro lato c'è Elena la postina e al primo piano Maria Teresa in Municipio. Qui per anni ha lavorato la maestra Egle, prima donna sindaco, e adesso la tradizione rosa continua con Valeria, poi Paola la maestra di scuola e di musica e la boutique di Emma, ora di Emanuela, altro Centro di Incontro. Penso alle donne che mi fanno ridere, in primo luogo alla mia amica Sandra, a quelle che mi insegnano a fare composte e curare i fiori, a tutte le imprenditrici dei laboratori di artigianato, alle operatrici della Casa di riposo, umanissime e professionali, alle badanti, a chi fa il banco di beneficenza, la sacrista, a chi cucina per le festa, lavora per la Onlus di don Felice, scrive per questo giornalino. E mi si perdoni un po' di familismo, se cito anche mia mamma Irma che all'età di 67 anni ha preso il suo primo aereo, è andata volontaria in Africa e l'ha fatto per 13 anni! Mentre stendo l'elenco mi accorgo che sono proprio tante e insostituibili le donne del nostro paese. Certo ne avrò dimenticata qualcuna: per favore, ditemelo, che la citiamo nel prossimo numero. Perché tutte le cinagliesi meritano l'onore della nostra cronaca! Allora, forse più di oggi, le donne sapevano prendersi il tempo e organizzare spontanei gruppi di autoaiuto. Il mio cuore va a tutte le donne, e nel mondo sono la maggioranza, che il cuore l'hanno un po' sacrificato. Ho cercato tra le espressioni del nostro dialetto quella che meglio sapesse dire un grosso grazie. Ho trovato BASEJ RA PIANELA ANTE’ CAR PASA. Desidero rivolgere pubblicamente questa espressione al dottor Gianfranco De Filippi che con grande umanità e competenza si è preso cura di Fausto (e di me) la sera in cui si è sentito male: è accorso subito alla mia telefonata, l’ ha caricato sulla sua macchina e l’ ha portato al pronto soccorso di Asti, interessandosi poi alla sua salute anche nei giorni seguenti. Altri cinagliesi mi hanno testimoniato la generosità di questo nostro compaesano che fa il medico non solo per mestiere. E’ un “fiore all’ occhiello” di cui andiamo fieri. Eccoci con l'aggiornamento sul progetto che sul precedente numero del Giornalino avevamo anticipato: la nascita anche a Cinaglio, così come succede in tanti altri Comuni italiani, di un Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze. Le iniziative e soprattutto le idee corrono! I ragazzi e le ragazze della quarta e quinta della nostra Scuola Elementare si sono subito attivati con entusiasmo e già possiamo parlarvi dei primi frutti della creatività e dell'impegno dei nostri cittadini più piccoli. Abbiamo due Liste con due candidati Sindaci. La prima lista è “Idee per il futuro” con candidato sindaco Tito, la seconda è “Voce ai ragazzi” con candidata sindaco Carlotta Queste due Liste hanno lavorato in questi giorni alacremente, dedicandosi alla preparazione dei programmi elettorali da presentare poi pubblicamente. La data delle Elezioni sarà il 12 marzo e ricordiamo che hanno diritto al voto tutti i cittadini minorenni di Cinaglio. Si tratta davvero di una iniziativa molto seria e i ragazzi sono consapevoli di poter esercitare una funzione importante e riconosciuta. Il primo ufficiale e gratificante segno di riconoscimento è stato l'invito della Regione Piemonte per il 13 Marzo all'incontro organizzativo in vista del secondo Raduno Regionale dei Consigli Comunali dei Ragazzi e delle Ragazze che si terrà a Castelnuovo Don Bosco nei prossimi mesi. " La libertà non è star sopra a un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero: la libertà è partecipazione" G. Gaber Cinaglio Stail La cassetta delle idee di Maddalena Spirito Che emozione! Sarà sicuramente una straordinaria occasione per i nostri ragazzi di far sentire la loro voce e far conoscere il nostro paese. Di confrontarsi con tante altre realtà grandi e piccole. Di allargare gli orizzonti prendendo contatto con un territorio più vasto. Di coltivare idee e nuove amicizie in un clima di collaborazione e di scambio. Non vediamo l'ora di vedere i nostri ragazzi e le nostre ragazze al lavoro. Siamo sicuri che porteranno tra le vie di Cinaglio entusiasmo e fantasia! Pensavamo poi di invitare il CCRR che verrà eletto ad utilizzare questa pagina del Giornalino per poter comunicare ufficialmente a tutti le evoluzioni e le novità di questa esperienza appena nata. Questo è un progetto in cui crediamo molto e ci pare sia importante dedicargli tutto lo spazio possibile per raccontare questa bella storia. Un grazie particolare all'entusiasmo e all'impegno delle Insegnanti della nostra Scuola che sostengono ed aiutano i ragazzi e le ragazze. aldina CONSIGLIO COMUNALE DEI RAGAZZI DIPINGIAMO CASA Un edificio è destinanto a durare nel tempo perciò segna profondamente il territorio in cui sorge. In questo senso il colore svolge un ruolo importante, non è solo decorazione ma influisce sui volumi, sulla forma, sulla prospettiva e determina l’ armonia del paesaggio. La giusta scelta del colore è un elemento fondamentale, in particolar modo è opportuno contestualizzare le tonalità dell’ edificio con quelle tipiche del luogo. In genere i colori vivaci contraddistiinguono case di città metropolitane, penso al quartiere di Notting Hill a Londra, ma anche città sul mare come Portofino. I colori più tenui invece bene si intonano alle nostre colline. Nello specifico Cinaglio, con i suoi coppi di un bel rosso cotto intenso, più di quelli altri paesi più tendenti al giallo, richiama e invita tinte che vanno dal giallo Torino all’ ocra, al rosso antico. Altre tinte, di per sé belle, come il grigio, il bianco, il giallo limone non si armonizzano con il paesaggio naturale di Cinaglio. Infine ricordate che una bella armonia attira turismo! Qui a fianco alcuni suggerimenti di abbinamenti possibili. A sinistra i colori per le facciate e a destra quelli per le persiane. Bon travaille! Il colore non è solo decorazione ma influisce sui volumi, sulla forma, sulla prospettiva e determina l’ armonia del paesaggio aldo Le ricette della memoria LA FINANZIERA Ingredienti per 6 persone 120 g di filone di vitello 120 g di animelle 120 g di fegato di pollo 1/2 cervella di vitello 75 g di creste di gallo 75 g di bargigli di gallo 100 g di testicoli di toro 2 cucchiai di aceto 1/2 bicchiere di marsala 20 g di funghi sott’ olio 1 scatola di piselli olio, burro, sale e pepe q.b. Aldo, il nostro bravo ed esperto chef, ci propone un altro piatto tipico piemontese: la finanziera, la cui prima ricetta conosciuta risale al medioevo. Una ricetta povera nata dal riutilizzo delle frattaglie. Pare tuttavia, che in seguito, la finanziera abbia abbandonato le tavole dei contadini per diventare un piatto più elitario ed abbia quindo preso il nome dalla giacca da cerimonia, detta appunto finanziera, indossata a Torino nello 800 dai rappresentanti della finanza piemontese. Preparazione Lavare le animelle ela cervella in acqua corrente fredda eliminando a quest’ ultima la pellicina e le vene. Lessare in acqua salata le creste, i bargigli, le animelle e i testicoli. Non appena si riesce a pelarli facilmente levarli dall’ acqua bollente, tagliarli a pezzettini e metterli in acqua salata per mantenerli bianchi. Nel frattempo in una casseruola lessare il filone e la cervella in acqua salata aromatizzata con l’ aceto. Dopo averli scolati e asciugati tritarli insieme ai fegatini e ai funghi. Passarli in padella a soffriggere nell’ olio e burro mescolandoli più volte e cuocendoli lentamente. Quasi al termine della cottura aggiungere le animelle, le creste, i bargigli e i testicoli. Sfumare con il marsala e aggiungere i piselli. Lasciare cuocere ancora per qualche minuto e servire la finanziera fumante. UN LIBRO PER AMICO ORATORIO di Maddalena Spirito di Cinzia Brosio Oggi vogliamo segnalarvi un piccolo, forte libro lasciatoci in eredità da Don Andrea Gallo della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova, lo scomodo sacerdote degli "ultimi". L'incontro con il "Don" non è mai un incontro indifferente, la sua voce costringe ad interrogarsi, a scegliere, mentre costantemente ci invita all'impegno del "camminare insieme". Sopra ogni cosa (edito da Piemme) è il titolo del libro cui Don Gallo ha lavorato fino all'ultimo giorno della sua vita, nato sulle ali dell'amicizia intrattenuta per lunghi anni con il poeta cantautore Fabrizio de Andrè. Sui versi di dodici canzoni tra le più amate di Faber il "Don" genovese compone il suo "Vangelo laico", nello sforzo di rendere ancora più universali e non negoziabili quei principi condivisi dalla cristianità e dalla laicità che sono patrimonio di tutti gli uomini di buona volontà: l'amore per il prossimo e il valore dell'accoglienza. Don Gallo, prete di strada, ci dice: "sono i cammini personali che mi interessano come pastore di anime. Gesù è venuto sulla Terra per salvare l'uomo, non per giudicarlo e metterlo in castigo. I lontani, gli esclusi, i reietti del pianeta: l'immaginario di de Andrè era questo. E come potevo io, prete di strada, non essere coinvolto?" Sopra ogni cosa diventa, così, un testamento di speranza che ci invita a percorrere la "mulattiera di mare dove il vento ha adagiato il mio sale di uomo e prete". Ci spinge a riflettere, a guardarci dentro, con umiltà e passione. Da ottobre l'oratorio di "San Giuseppe" di Cinaglio ha riaperto le sue porte a tutti i bambini dai 3 anni in su: Ogni prima e terza domenica del mese si propongono attività ludico-ricreative con alla base un insegnamento su Gesù, la gioia di stare insieme e di essere amici. Dalle ore 16.00 alle 18.00, un gruppo di giovani animatori accoglie i bambini facendoli divertire con la supervisione di un adulto catechista; a loro disposizione abbiamo allestito un piccolo servizio bar per le merende. L'oratorio è rinato per la buona volontà dei giovani ragazzi del gruppo post-cresima che si ritrovano in questo luogo periodicamente per crescere come gruppo oltre al servizio che compionio con i bambini. Una volta al mese circa, viene proposto il cineforum per piccoli e ragazzi. Il prossimo appuntamento importante si terrà l'1 maggio al Colle Don Bosco, sarà momento di ritrovo per tutti i giovani e le famiglie della nostra Diocesi e siamo tutti invitati a parteciparvi. Vi aspettiamo numerosi ogni prima e terza domenica di ogni mese da tutte le parrocchie limitrofe e non: "PIU' SIAMO E PIU' CI DIVERTIAMO!" M di mamma La Cura di Valeria Dezzani 2OO ANNI FA NASCEVA DON BOSCO LA SECONDA VOLTA Stavo facendo le pulizie quando Caterina, la mia secondogenita, femmina, mi ha interrotto. Si è presentata davanti a me con una mia borsa sulla spalla e con la disinvoltura di una donna e la sua indubbia schiettezza, semplicemente mi ha detto: “ciao mamma, io vado via”. “Ah sì, amore? Dove vai?” dico io. E per mia regola non spezzo mai le sue commedie, assecondo ogni suo copione. “Vado ad Asti a complale olecchini”. “Ah bene, vai con la macchina o a piedi?” “macchina”. Ovviamente. Questa è mia figlia. Una femmina. Ricordo che quando quel ricciolone di mio marito ed io abbiamo diffuso la notizia tra parenti ed amici della nostra seconda gravidanza, tra tutti, la prima, immediata risposta è stata incredulità, alcuni hanno poi prontamente disapprovato, altri, sconfortati ed avviliti, hanno comunque augurato ogni bene. In effetti, tutti conoscevano il temperamento esuberante ed energico del nostro primogenito e forse temevano che potessimo rifare una copia del primo. Rifare nel senso di ripetere la medesima turbolenza e che quindi l’impegno richiesto non si sarebbe solo raddoppiato ma centuplicato. E in verità, questa stessa intuizione era affiorata anche dentro la mia testa, ma appunto perchè ero temprata, ero determinata, e forse, una volta dimenticato l’esercizio, non avrei più avuto desiderio di ricominciare. Contro ogni previsione, devo confessare che la mia seconda volta Ero temprata e determinata La mia seconda volta mi ha consacrato mamma di Don Felicino me la sono goduta molto di più, a cominciare dalla gravidaza che è andata molto più spedita della prima ed ogni cosa è stata accompagnata da quella tranquillità che forse proprio solo l’esperienza regala. Tutto questo io continuo a chiamarlo C..O e c..o ho creduto di averlo nel momento in cui Nina è nata. Li ho subito capito che si trattava di una bambina serena e nemmeno il suo fratellone energizzante l’avrebbe turbata. E cosi è stato finora. Che fortuna! La mia seconda volta mi ha consacrato mamma, mi ha liberato da alcuni sensi di colpa tipici materni, mi ha regalato una femmina facendomi scoprire le gioie delle differenze di genere, mi ha dato una bimba in cui ritrovare i miei stessi lineamenti ed espressioni, mi ha rifatto apprezzare, dopo tanto tempo la bellezza e l’importanza del poter dormire tutta la notte, mi ha donato un’altra volta l’incan tesimo della vita che nasce, mi ha fatto capire che è stato il più bel regalo che io e suo padre potessimo fare a Mario, mi ha consegnato lucidità senza privarmi della capacità di emozionarmi e sopra ogni cosa, mi ha insegnato che ad essersi centuplicato non è l’impegno ma il bene. Dalla poverissima casetta dei Becchi, si è avventurato nella Torino che correva alla ricerca di un benessere che tarderà tanto ad arrivare e che sarà la causa di innumerevoli vittime. Lui non si unirà alla corsa, ma guarderà alle vittime, soprattutto ai bambini ed ai giovani che venivano impiegati nei cantieri edili, nelle filande e come spazzacamini. Soffrirà con i giovani che affollano le carceri minorili e pretenderà, primo in Italia, che anche i giovani abbiano un regolare contratto di lavoro. Il suo amore per i giovani è stato come una calamita: a migliaia hanno deciso di seguirlo e di diventare come lui. E’ nata così la Congregazione Salesiana che oggi ripete nel nostro tempo ed in tutto il mondo quello che lui ha fatto allora nella Torino del 1800. 35 anni fa i Salesiani sono venuti in Africa. C’era da cominciare tutto… Oggi Don Bosco è presente in 42 paesi di questo continente con 96 centri professionali, numerosissime parrocchie, oratori e scuole, dall’infanzia all’università. Lavora con i ragazzi di strada, i giovani in carcere e tra i rifugiati politici. E’ diventato Padre di una moltitudine di orfani a causa delle guerre, dell’AIDS e dell’ Ebola. 200 anni! Che vecchio! Ed invece no, perché ci sono persone che lo sentono presente nella loro vita e proprio per questa sua presenza ripetono i suoi gesti con i giovani di oggi. Un giorno Don Bosco passava per una viuzza di Torino dove andava spesso dal barbiere anche per farsi tagliare la barba, come si usava allora. La c’era un ragazzino che Il suo amore per i giovani è stato come una calamita: a migliaia hanno deciso di seguirlo e di diventare come lui insaponava i clienti prima che il barbiere entrasse in azione con il rasoio. Don Bosco se l’era fatto amico e Carlino ormai era un assiduo frequentatore dell’Oratorio. Quella mattina Don Bosco vede Carlino piangente davanti alla barbieria. Attorno a lui, poche masserizie accumulate contro il muro. “Cosa ti succede, Carlino?” chiede Don Boscochinandosi su di lui. “Mia mamma è morta ed il padrone mi ha cacciato di casa ed anche dal lavoro, perche dice che io non sarò mai in grado di pagare l’affitto. Adesso non so dove andare e non ho più nessuno…”. “Chi ti ha detto che non hai più nessuno? Tu Carlino hai me, c’è qui don Bosco con te. Vieni, andiamo a casa”. E se l’è portato a casa davvero, affidandolo a sua mamma. Carlino non diventerà Salesiano, ma sarà affezionatissimo a Don Bosco per tutta la vita. Don Bosco gli predisse che sarebbe morto a 70 anni (una considerevole età per quei tempi). Lui morirà a 70 anni ed un giorno. Oggi Don Bosco ripete in Africa e nel mondo quello che fece con Carlino: per tanti giovani abbandonati, lui diventa padre. SI RINGRAZIANO GLI SPONSOR CASCINA DEL MEDICO [email protected] Femmena, tu si ‘a cchiù bella femmena, te voglio bene e t’odio nun te pozzo scurdà Totò, malafemmena Questo notiziaro contiene alcune immagini fotografiche d’ archivio tratte da internet e ritenute di pubblico dominio NOTIZIARIO N. 3 DEL COMUNE DI CINAGLIOMARZO 2015