inaglio
STRATEGIA
DI SOPRAVVIVENZA
l’ affetto
al centro
residenziale
DON BOSCO
un padre per
tutti noi
DONNE
QUELLE DI OGGI E QUELLE CHE
CONTINUANO AD ABITARE IN NOI
.
Risponde Catterina Ferrero, classe 1922
L’ editoriale
Il tratto principale del suo carattere? La semplicità. La
qualità che preferisce in un uomo? La sincerità. Le tre
date fondamentali della sua vita? Il mio matrimonio e
la nascita dei miei figli. Il suo principale difetto? Non
cambiare idea facilmente. Lei è stata moglie e collaboratrice di un importante imprenditore, Ettore Ferrero titolare delle omonime acciaierie. In questo
lungo percorso quali doti ha dovuto mettere in
campo? La mia volontà di sostenerlo e stargli vicino anche
con tanta pazienza nei momenti difficili. Donna impegnata, moglie e madre. Il suo segreto? La fede e l’amore
per la famiglia. Delle opere fatte per il paese di Cinaglio quale la rende più orgogliosa? La Casa di Riposo.
Negli anni come ha visto cambiare i cinagliesi?
Sono meno legati al Paese e alle tradizioni della loro terra.
Il colore che preferisce? Il granata che è il colore della
squadra di calcio preferita dalla mia famiglia. L'angolo di
Cinaglio che ha più caro? La mia casa natale. Cosa
conta nella vita? La solidarietà. Stato d'animo attuale? Sereno. La cosa che più d'ogni altra augura alle
nipoti? Una vita di soddisfazioni personali e lavorative. Un
rimpianto? Non aver preso la patente. Un sogno? Poter
essere, come un tempo, completamente autosufficiente. Il
suo motto? Essere onesti e responsabili.
Progetto
ogni idea,
ogni desiderio
e non appena
termino
il lavoro passo
al sogno
successivo
DIAMO
I NUMERI
residenti:
440
famiglie
120
single
88
Non so se capita anche a voi,
ma a volte mi succede di
perdermi nei miei pensieri, e
solitamente accade quando
di fronte a me ho un interlocutore, non necessariamente
noioso, ma così è, che
prestare attenzione diventa
operazione quasi impossibile
ed allora le parole che fuoriescono dalla bocca di chi mi
sta davanti prendono le
forme più bizzarre fino a
trasformarsi in minuscole
particelle che si librano nell'aria e mentre le osservo
dissolversi tengo il filo dei
miei pensieri facendo ben
attenzione a non ingarbugliarlo.
Sono un vero e proprio architetto. Progetto, in maniera
meticolosa ogni idea, ogni
desiderio e non appena
termino il lavoro passo al
sogno successivo.
CINAGLIO
CAMMINA
Passeggiate in tecnica
nordic walking e non
per info:
DINO 3888387528
valeria dezzani
Parla con noi
Il punto è che ora ci siete
anche voi nei miei pensieri ed
allora a volte mi trovo a
progettare una scuola che
possa
accogliere
anche
quella dei nostri vicini di casa,
altre volte disegno un centro
residenziale sano e al
completo, altre ancora costruisco una panetteria, un bar e
muovo le persone per tutto il
paese, riempio il circolo
sportivo e il laboratorio di
ragazzi che giocano, e suonano, riempio la chiesa di tutta
la comunità e mentre ci sono
do qualche pennellata qua e
là per dare colore non solo
alle facciate ma anche alle
facce, a certi sorrisi che si
trasformano in sorrisi sinceri.
Ovviamente questi sono solo
pensieri e sono miei, ma se
solo anche un po' assomigliano ai vostri, non ci resta che
unirci per realizzarli.
DAL COMUNE
Per qualunque chiarimento o suggerimento siamo a disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 12,00.
Tel. 0141/209113 Fax. 0141/209507
www.comune.cinaglio.at.it
AMBUALATORIO
MEDICO
Dott.
CASALE Lunedì: Settime 10,00-13,00,
Martedì: Camerano 15,00-18,00. Mercoledì: Cinaglio 10,00-13,00. Giovedì:
Setime 14,00 - 16,00 (solo appuntamento)
Chiusano 17,00-19,00. Venerdì: Camerano 10,00-13,00. Cell. 3331191599
fulvio ferrero
Giàgallino
CONCERTO
DI NATALE
Quest’anno il concerto di Natale organizzato in collaborazione tra Comune e l’Associazione Musicale Mario
Molino, svoltosi domenica 21 dicembre presso la
chiesa parrocchiale di San Felice, ha visto esibirsi il
coro gospel Hora Nona. Il messaggio di speranza e di
amore, già racchiuso nel nome stesso del gruppo, è
stato pienamente trasmesso al numeroso pubblico che
è intervenuto all’evento, e che ha potuto ascoltare
alcuni dei brani più famosi del repertorio gospel, come
Glory to God, Hosanna Joyful, Bethlehem night Carol
of the bells and Lord you are Good.
Emozionante è stato ascoltare Everybody clap your
hand, con l’intensa partecipazione di tutti i presenti,
che si sono cimentati con successo nel battito delle
mani, seguendo i diversi ritmi suggeriti dalla solista del
coro. Il concerto si è poi concluso con il suggestivo e
famosissimo brano scritto da Irving Berlin, White
Christmas, che ha proiettato un dolce manto bianco su
tutti, pulendo i nostri cuori e le nostre anime, avvicinandoci uno all’altro nel sentimento universale dell’amore
di Dio che ci accompagna e ci protegge in ogni momento della nostra vita.
La “Banda degli
Amici” ha
regalato a tutti i
cinagliesi
l’ allegro concerto dell’ Epifania con il
classico repertorio Dixieland
e citazioni da
Morricone a
Sinatra.
ndr
foto Antonio Barbano
di GIanni Gallino
IL SALE
DI UNA GIORNATA
ALZATI E CAMMINA
Ma che cosa ha detto Gallino a 'sta
gente che cammina su e giu' per il
paese senza fare niente e incrociandosi più volte al giorno? “Ar’ an ir bon
tamp!” si sentenziava. Finalmente
qualcuno aveva tradotto in pratica le
mie prediche sulla passeggiata quotidiana.
POSOLOGIA
E’ già noto il falso allarme per il nonno
che, svegliatosi per tempo, fatta
colazione e assunta la terapia per la
pressione, durante la mungitura si è
tranquillamente abbandonato ad un
sonno ristoratore sotto la mucca, la
quale aveva già compreso la sostanza
del problema: mezza compressa di
Halcion e mezza di Moduretic, si
possono anche scambiare...
CHILA E CHIAL
Durante un ambulatorio un paziente
mi ha aperto sulla scrivania alcuni
pacchetti contenenti ognuno chicchi di
riso con rari frammenti colorati... di
vetro. Il mio stupore si è dissolto
grazie alla spiegazione: “chila ar’ a
bitamii 'ntu risot”. Conoscevo antefatti
e personaggi, per cui anche se
all'epoca ero Ufficiale Sanitario ho
taciuto sul tentato omicidio!
CANTARE OH OH, VOLARE OH OH
OH OH
Una carezza per l'anima, in Casa di
Riposo...il Canto di Cesarino: inni,
canti partigiani, o del ventennio,
qualche puntata nel repertorio da
“tabarin”.
Ricordava tutte le parole e ovviamente la musica.
L'umore era ballerino, ma quando
Da gennaio
siamo orfani
del nostro
caro dottor
Gallino.
Questa
rubrica ce lo
restituisce
un pò.
Cesare cantava mi fermavo
quasi sempre ad ascoltarlo e
mi complimentavo con lui,
ma una certa soddisfazione
traspariva
solo
quando
accennavo a qualche strofa o
nota che dimostrava la mia
familiarità con il pezzo .
MORTE E BUOI DEI PAESI
TUOI
Surreale una constatazione
di decesso di un parente di
passaggio (l'ultimo!).
Dopo le formalità burocratiche sono piovute sul capo del
defunto caterve di insulti,
contumelie e improperi
(già abituale e collaudato
repertorio dell'arte oratoria
dell'ospite, tanto da aver
perso da tempo la grevità ed
essere ormai un gergo)
per essersi scomodato ad
attraversare l'Atlantico e
venire a chiudere il suo
cammino terreno proprio li a
casa di un cugino con cui i
rapporti sono sempre stati
freddini.
RISERBO
Sesso fra ultraottantenni:
“ma ch'am diga 'n po'....ar è
vaj che’ ndè taca' a na dona
ar fa mal ar coer, a ra me
età?”
Ovvio riserbo sulla risposta.
TERAPIA
“Mi hanno ricoverato per
l'acqua nei polmoni, ma se io
respiro lungo e “ da rar “ ?....
valentina poglio
Fiori all’ occhiello
SPORT
CARNEVALE
di Isabella Ferraris
di Luisella Vergnano
DOMENICA 8 MARZO 2015 nella solita
cornice cinagliese si è svolta la nona
edizione della S. Messa per presentare
i nostri “campioni” che sfileranno sui
campi nella prossima stagione tamburellistica. Due grosse assenze tra di noi:
Padre Luigi amico da sempre di questo
sport e a cui abbiamo rivolto una
preghiera e un saluto di ringraziamento
per averci accompagnati fino ad oggi e
Aldo Marello Cerot convalescente e
presto di nuovo dei nostri. Con la
simpatia della presentatrice Miss Cinaglio 2014, il Presidente ha introdotto
alcuni spunti che caratterizzeranno la
stagione 2015: la serie A con relativi
opuscoli e iniziative in collaborazione
con i vari sponsor, attività giovanile con
la presentazione di tutti i gruppi under
18 e under 16 femminili under 14
maschile e femminile, under 12 maschile e femminile e under 8. E’ stata sottolineata questa iniziativa spontanea del
gruppo “I primi colpi” che sotto la guida
di Giulia Amerio e Francesca Laurino
sta muovendo i primi passi verso il
tamburello. Dal punto di vista sportivo ci
si aspetta un anno difficile per la serie A
ma con l’entusiasmo e la passione che
da sempre ci caratterizza puntiamo alla
salvezza. Grandi aspettative per l’under
16 femminile l’under 14 maschile e
l’under 12 maschile. Come sempre
rinnoviamo il nostro invito a seguirci: il
sostegno di tutti per noi è fondamentale.
Anche quest’ anno, come tradizione, a
Cinaglio si è festeggiato il carnevale. Viste le
basse temperature l’ amministrazione comunale ha optato per utilizzare la palestra scolastica. I bambini con i loro costumi e la loro
fantasia sono stati i protagonisti, maschere e
travestimenti di ogni tipo. Tra i più grandicelli c’
era Mago Merlino Sherlock Holmes, Zombie,
cavallerizze e cavaliere medioevale, tra i
piccoli non sono mancati i classici personaggi
di superman, uomo ragno, fatine, indiani,
pompieri, e orsacchiotti. Le ragazze dell’
animazione hanno intrattenuto i bambini con
giochi e con il trucco hanno disegnato i loro
volti. Gran divertimento con la rottura delle
pignatte, dove i piccini hanno fatto man bassa
di caramelle e dolciumi. Nel corso del pomeriggio sono state servite bevande calde, un
ottimo vin brulè e Sandra ci ha fatto le frittelle.
Gli alpini come da consueto hanno cucinato
una prelibata polenta con spezzatino. Insomma nulla è mancato, pur trattandosi di un
carnevale di un piccolo paese grandi e piccoli
hanno trascorso momenti lieti di svago e
divertimento. Vi aspettiamo tutti alla prossima
edizione.
CENTRO RESIDENZIALE
In una mattina riscaldata da un inconsueto, splendente sole invernale, sono andata a trovare gli
ospiti del Centro Residenziale “Catterina ed Ettore Ferrero”. L’accoglienza è stata molto calorosa,
grazie anche al prezioso aiuto di Carla Ponzio. Così, la nostra chiacchierata ha preso il via in
soggiorno, illuminato e intiepidito dai raggi del sole che giungevano dalle vetrate. Ho conosciuto
Adriana, donna intelligente, combattiva. Abbiamo parlato dei suoi numerosi viaggi in giro per il
mondo, dei suoi ricordi di ragazza, nella Asti degli anni 40. Non è mancato l’accenno alla difficoltà
di vivere accanto ad un marito segnato dall’esperienza della guerra, ed il rimpianto di non aver
avuto figli. La sua forza e determinazione fanno sì che sia un po’ l’anima del gruppo. Alcuni ospiti
sono di Cinaglio, come Maddalena, Iride e Fiorina, che tra l’altro è la zia di Vera, da noi tutti conosciuta per la sua bottega; con Fiorina ci siamo soffermate a parlare del paese e delle storie di
alcuni abitanti, alcuni già scomparsi ormai, della sua giovinezza a San Grato di Sessant, della sua
vita in campagna. Siamo poi rimaste d’accordo che, non appena giungerà la primavera, troveremo
l’occasione di fare una bella passeggiata insieme, per andare a trovare sua nipote in negozio e
prenderci un buon caffè. E’ ospite del Centro, già da alcuni anni, anche il cugino di Fiorina, Vittorino, originario di san Grato di Sessant. Si sa che da ragazzo era un ottimo ballerino, e infatti i suoi
ricordi sono incentrati sulle feste di paese, che raggiungeva dopo molta strada percorsa a piedi, e
che consistevano nel suo unico svago dopo tante ore di duro lavoro in campagna. Mi ha parlato
con nostalgia di “quei bei tempi andati”, rammaricandosi del tempo che passa e dell’età che
avanza. Carmela mi ha fatto molta tenerezza, è una donna sempre sorridente, proviene da Casale
Monferrato, dove lavorava come maglierista. Le sue origini venete sono subito riconoscibili
dall’accento, ed è il matrimonio che l’ha portata a vivere in Piemonte, dove ora ha tre nipoti. Luisa
di Settime ha un nipote e un gatto e ha lavorato come accompagnatrice sui pulmini della scuola,
e di bambini se ne intende! Franca, di Torino, è una donna in gamba, arguta e ironica, che dimostra la sua forza anche quando mi parla della dolorosa perdita di entrambe le sue figlie. C’è anche
Anna, una bella signora distinta dai capelli bianchi, che siede impettita sulla sedia, è l’unica che
non vuole parlare con me, ma rispetto la sua riservatezza. Abbiamo finito, ed è ora dei saluti, fra
strette di mano ed un bacio di Vittorino; mi riprometto e prometto loro che tornerò presto a trovarli.
Esco dal Centro con la sensazione di aver ricevuto molto, seppur io abbia dato molto poco in
cambio, appena un paio d’ore del mio tempo. Basta questo a tutti loro, voglia di chiacchierare, di
trascorrere un po’ di ore insieme, di compagnia... per farli sentire ancora parte del nostro Tempo,
della nostra Storia, di una comunità fatta di piccini, grandi e ancora più Grandi, fragili quanto preziosi.
carla ponzio
Ar’ è na storia bela
veuti che t’la cunta?
DONNE
E' l'8 marzo e vogliamo rendere omaggio a tutte le donne di
Cinaglio, quelle che ci vivono e quelle che continuano ad
abitare in noi come se nulla fosse cambiato dopo tanto
tempo.
La casa di nonna Angiulina era in discesa e dopo pranzo
rubatavano tutte lì le donne del vicinato. Perché, diciamolo,
non era ancora così diffuso il virus della pulizia e loro volentieri lasciavano i piatti da lavare per trovarsi a chiacchierare
un po'. Arrivava Olga la pettinatrice, col suo bel petto florido
e la banana in testa, sempre un po' affannata e piena di
cose da raccontare e poi Felicina ad Garais che ne sapeva
di più, e la timida Magna Maria coi baffi neri, Michina,
Pasqualina... Parlavano a voce alta, poi il tono si faceva
sommesso se gli argomenti erano delicati o leggevano la
vita a qualcuno, ma di nuovo la voce si risollevava sclinta
per rivolgersi ai bambini e dire cose consentite. Allora,
forse più di oggi, le donne sapevano prendersi il tempo e
organizzare spontanei gruppi di autoaiuto. Quanto chiacchieravano! Mi raccontò una volta Ettore Ferrero che sua
mamma Ernesta e mia nonna Elvira, donne alte e toste e
molto amiche, si incontrarono un mattino a Sant'Antonio
accompagnando i figli a scuola, si misero a parlare dritte in
piedi e i ragazzi al loro ritorno, dopo mezzogiorno, le
ritrovarono ancora lì che se la contavano.
Non pensiamo con questo che le donne si risparmiassero
le fatiche. Erano abituate a lavorare e a servire, per esempio di domenica correvano tutte alla 'messa prima' per poter
preparare il pranzo (buonissimi agnolotti con poca carne e
molto cavolo!) mentre marito e figli andavano alla 'messa
granda' e dopo si fermavano a lungo in piazza a chiacchierare e mostrarsi. Non si parlava di parità tra i sessi, le
donne stavano un po' nascoste e nelle trattative economi-
e sociali mandavano avanti i
mariti, ma poi in cucina e in
camera da letto dicevano la loro e
sapevano in sordina influenzare
tutte le decisioni importanti. Non
si parlava di emancipazione
femminile eppure c'era chi la
praticava alla grande ed al proposito la storia delle tre sorelle
Garesio, le figlie di Lena, è
davvero na storia bela c'ha fa
piasì cuntela. Tre belle ragazze:
Teresa, Franca e Tommasina che
con sacrifici, ingegno e determinazione straordinarie, in tempi di
povertà brutta e di chiusura
mentale, sono riuscite a studiare
tutte e tre, facendo lavori vari per
potersi pagare l'abbonamento del
treno e comprare i libri che poi si
passavano. Oggi conservano la
stessa dignità. Nei pregevoli libri
di storia delle tradizioni locali che
Franca ha scritto e di cui siamo
tutti fieri, come se fossero anche
un po' opera nostra, Cinaglio
emerge come il paese amato.
Un'altra antesignana dei diritti
delle donne è stata Rita Richetta,
la maestra che convinse i miei
genitori a farmi studiare, quando
l'inclinazione comune era di
privilegiare semmai l'istruzione
del figlio maschio. Lei mi iscrisse
al concorso per una borsa di
studio, cosa che né io né i miei
avremmo mai saputo fare, questo
gesto indirizzò la mia vita e di
questo le sarò sempre grata.
Arè na storia bela quella delle
floride ragazze del Sud che a
cavallo tra gli anni Cinquanta e
Sessanta lasciavano il sole e le
loro famiglie numerose e venivano spose nel nostro paese piccolo, coi ciottoli per le strade, i
suoceri in casa e un dialetto che
suonava ostrogoto. Sono venute
a stare qui, hanno mescolato
sangue e razze, portato la loro
bellezza e allegria, la sapienza
delle mani e della cucina. Tante
volte da bambina, ritta in piedi su
una sedia con i garofani bianchi
in mano, ho recitato loro la
poesia delle nozze, prima del rito
di ingresso della strincera
quando la sposa straniera
doveva tagliare il nastro e gridare forte: Viva Sinaij! Cinquant'anni dopo quelle ragazze parlano
un nuovo dialetto misto-cinagliese, hanno messo al mondo una
bella figliolanza, sono le più
brave cuoche, talmente integrate
che Cinaglio non sarebbe immaginabile senza Gina, Nicolina... e
ciascuno di voi lettori continui
l'elenco con i nomi che sa. Così
ora il mio cuore va a tutte le
donne, e nel mondo sono la
maggioranza, che il cuore
l'hanno un po' sacrificato nei
tempi della giovinezza
per
volontà altrui, e che tuttavia
hanno saputo adattarsi e
continuano a generare amore.
Oggi come ieri le donne sono il
sale e il lievito della vita di
Cinaglio. In piazza il posto
centrale è di Vera che nella sua
bottega non solo vende alimentari tabacchi e caffé, ma svolge
un fondamentale ruolo di Centro
d'Informazione e di Assistenza
Sociale. Come faremmo senza
di lei? Dall'altro lato c'è Elena la
postina e al primo piano Maria
Teresa in Municipio. Qui per anni
ha lavorato la maestra Egle,
prima donna sindaco, e adesso
la tradizione rosa continua con Valeria, poi Paola la maestra
di scuola e di musica e la boutique di Emma, ora di Emanuela, altro Centro di Incontro. Penso alle donne che mi fanno
ridere, in primo luogo alla mia amica Sandra, a quelle che mi
insegnano a fare composte e curare i fiori, a tutte le imprenditrici dei laboratori di artigianato, alle operatrici della Casa di
riposo, umanissime e professionali, alle badanti, a chi fa il
banco di beneficenza, la sacrista, a chi cucina per le festa,
lavora per la Onlus di don Felice, scrive per questo giornalino. E mi si perdoni un po' di familismo, se cito anche mia
mamma Irma che all'età di 67 anni ha preso il suo primo
aereo, è andata volontaria in Africa e l'ha fatto per 13 anni!
Mentre stendo l'elenco mi accorgo che sono proprio tante e
insostituibili le donne del nostro paese. Certo ne avrò dimenticata qualcuna: per favore, ditemelo, che la citiamo nel
prossimo numero. Perché tutte le cinagliesi meritano l'onore
della nostra cronaca!
Allora,
forse più di oggi,
le donne
sapevano prendersi il tempo
e organizzare spontanei
gruppi di autoaiuto.
Il mio cuore va a tutte le donne,
e nel mondo
sono la maggioranza,
che il cuore
l'hanno un po'
sacrificato.
Ho cercato tra le espressioni del nostro dialetto quella che
meglio sapesse dire un grosso grazie.
Ho trovato BASEJ RA PIANELA ANTE’ CAR PASA.
Desidero rivolgere pubblicamente questa espressione al dottor
Gianfranco De Filippi che con grande umanità e competenza si
è preso cura di Fausto (e di me) la sera in cui si è sentito male: è
accorso subito alla mia telefonata, l’ ha caricato sulla sua
macchina e l’ ha portato al pronto soccorso di Asti, interessandosi poi alla sua salute anche nei giorni seguenti.
Altri cinagliesi mi hanno testimoniato la generosità di questo
nostro compaesano che fa il medico non solo per mestiere.
E’ un “fiore all’ occhiello” di cui andiamo fieri.
Eccoci con l'aggiornamento sul progetto che sul precedente numero del
Giornalino avevamo anticipato: la nascita anche a Cinaglio, così come succede in tanti altri Comuni italiani, di un
Consiglio Comunale dei Ragazzi e
delle Ragazze.
Le iniziative e soprattutto le idee corrono!
I ragazzi e le ragazze della quarta e
quinta della nostra Scuola Elementare
si sono subito attivati con entusiasmo
e già possiamo parlarvi dei primi frutti
della creatività e dell'impegno dei
nostri cittadini più piccoli.
Abbiamo due Liste con due candidati
Sindaci.
La prima lista è “Idee per il futuro” con
candidato sindaco Tito, la seconda è
“Voce ai ragazzi” con candidata sindaco Carlotta
Queste due Liste hanno lavorato in
questi giorni alacremente, dedicandosi alla preparazione dei programmi
elettorali da presentare poi pubblicamente.
La data delle Elezioni sarà il 12 marzo
e ricordiamo che hanno diritto al voto
tutti i cittadini minorenni di Cinaglio.
Si tratta davvero di una iniziativa
molto seria e i ragazzi sono consapevoli di poter esercitare una funzione
importante e riconosciuta.
Il primo ufficiale e gratificante segno di
riconoscimento è stato l'invito della
Regione Piemonte per il 13 Marzo
all'incontro organizzativo in vista del
secondo Raduno Regionale dei Consigli Comunali dei Ragazzi e delle Ragazze che si terrà a Castelnuovo Don
Bosco nei prossimi mesi.
" La libertà
non è star sopra
a un albero,
non è neanche
il volo
di un moscone,
la libertà
non è
uno spazio libero:
la libertà è
partecipazione"
G. Gaber
Cinaglio Stail
La cassetta
delle idee
di Maddalena Spirito
Che emozione!
Sarà sicuramente una straordinaria occasione per i nostri
ragazzi di far sentire la loro
voce e far conoscere il nostro
paese.
Di confrontarsi con tante altre
realtà grandi e piccole.
Di allargare gli orizzonti prendendo contatto con un territorio più vasto.
Di coltivare idee e nuove amicizie in un clima di collaborazione e di scambio.
Non vediamo l'ora di vedere i
nostri ragazzi e le nostre ragazze al lavoro.
Siamo sicuri che porteranno
tra le vie di Cinaglio entusiasmo e fantasia!
Pensavamo poi di invitare il
CCRR che verrà eletto ad utilizzare questa pagina del
Giornalino per poter comunicare ufficialmente a tutti le
evoluzioni e le novità di
questa esperienza appena
nata.
Questo è un progetto in cui
crediamo molto e ci pare sia
importante dedicargli tutto lo
spazio possibile per raccontare questa bella storia.
Un grazie particolare all'entusiasmo e all'impegno delle Insegnanti della nostra Scuola
che sostengono ed aiutano i
ragazzi e le ragazze.
aldina
CONSIGLIO
COMUNALE
DEI RAGAZZI
DIPINGIAMO CASA
Un edificio è destinanto a durare nel tempo
perciò segna profondamente il territorio in cui
sorge. In questo senso il colore svolge un ruolo
importante, non è solo decorazione ma influisce
sui volumi, sulla forma, sulla prospettiva e determina l’ armonia del paesaggio.
La giusta scelta del colore è un elemento fondamentale, in particolar modo è opportuno contestualizzare le tonalità dell’ edificio con quelle
tipiche del luogo. In genere i colori vivaci
contraddistiinguono case di città metropolitane,
penso al quartiere di Notting Hill a Londra, ma
anche città sul mare come Portofino. I colori più
tenui invece bene si intonano alle nostre colline.
Nello specifico Cinaglio, con i suoi coppi di un bel
rosso cotto intenso, più di quelli altri paesi più
tendenti al giallo, richiama e invita tinte che
vanno dal giallo Torino all’ ocra, al rosso antico.
Altre tinte, di per sé belle, come il grigio, il bianco,
il giallo limone non si armonizzano con il paesaggio naturale di Cinaglio.
Infine ricordate che una bella armonia attira
turismo!
Qui a fianco alcuni suggerimenti di abbinamenti
possibili.
A sinistra i colori per le facciate e a destra quelli
per le persiane.
Bon travaille!
Il colore
non è solo decorazione
ma influisce sui volumi,
sulla forma,
sulla prospettiva
e determina l’ armonia
del paesaggio
aldo
Le ricette della memoria
LA FINANZIERA
Ingredienti
per 6 persone
120 g di filone di vitello
120 g di animelle
120 g di fegato di pollo
1/2 cervella di vitello
75 g di creste di gallo
75 g di bargigli di gallo
100 g di testicoli di toro
2 cucchiai di aceto
1/2 bicchiere di marsala
20 g di funghi sott’ olio
1 scatola di piselli
olio, burro, sale e pepe
q.b.
Aldo, il nostro bravo ed esperto chef, ci propone un altro piatto tipico piemontese: la finanziera, la
cui prima ricetta conosciuta risale al medioevo. Una ricetta povera nata dal riutilizzo delle frattaglie. Pare tuttavia, che in seguito, la finanziera abbia abbandonato le tavole dei contadini per
diventare un piatto più elitario ed abbia quindo preso il nome dalla giacca da cerimonia, detta
appunto finanziera, indossata a Torino nello 800 dai rappresentanti della finanza piemontese.
Preparazione
Lavare le animelle ela cervella in acqua corrente fredda eliminando a quest’ ultima la pellicina e le
vene. Lessare in acqua salata le creste, i bargigli, le animelle e i testicoli. Non appena si riesce a
pelarli facilmente levarli dall’ acqua bollente, tagliarli a pezzettini e metterli in acqua salata per
mantenerli bianchi. Nel frattempo in una casseruola lessare il filone e la cervella in acqua salata
aromatizzata con l’ aceto. Dopo averli scolati e asciugati tritarli insieme ai fegatini e ai funghi.
Passarli in padella a soffriggere nell’ olio e burro mescolandoli più volte e cuocendoli lentamente.
Quasi al termine della cottura aggiungere le animelle, le creste, i bargigli e i testicoli.
Sfumare con il marsala e aggiungere i piselli. Lasciare cuocere ancora per qualche minuto e
servire la finanziera fumante.
UN LIBRO PER AMICO
ORATORIO
di Maddalena Spirito
di Cinzia Brosio
Oggi vogliamo segnalarvi un piccolo,
forte libro lasciatoci in eredità da Don
Andrea Gallo della Comunità di San
Benedetto al Porto di Genova, lo
scomodo sacerdote degli "ultimi".
L'incontro con il "Don" non è mai un
incontro indifferente, la sua voce
costringe ad interrogarsi, a scegliere,
mentre costantemente ci invita all'impegno del "camminare insieme".
Sopra ogni cosa (edito da Piemme) è il
titolo del libro cui Don Gallo ha lavorato
fino all'ultimo giorno della sua vita, nato
sulle ali dell'amicizia intrattenuta per
lunghi anni con il poeta cantautore
Fabrizio de Andrè. Sui versi di dodici
canzoni tra le più amate di Faber il
"Don" genovese compone il suo "Vangelo laico", nello sforzo di rendere
ancora più universali e non negoziabili
quei principi condivisi dalla cristianità e
dalla laicità che sono patrimonio di tutti
gli uomini di buona volontà: l'amore per
il prossimo e il valore dell'accoglienza.
Don Gallo, prete di strada, ci dice: "sono
i cammini personali che mi interessano
come pastore di anime. Gesù è venuto
sulla Terra per salvare l'uomo, non per
giudicarlo e metterlo in castigo. I lontani, gli esclusi, i reietti del pianeta:
l'immaginario di de Andrè era questo. E
come potevo io, prete di strada, non
essere coinvolto?"
Sopra ogni cosa diventa, così, un
testamento di speranza che ci invita a
percorrere la "mulattiera di mare dove il
vento ha adagiato il mio sale di uomo e
prete". Ci spinge a riflettere, a guardarci
dentro, con umiltà e passione.
Da ottobre l'oratorio di "San Giuseppe"
di Cinaglio ha riaperto le sue porte a
tutti i bambini dai 3 anni in su:
Ogni prima e terza domenica del mese
si propongono attività ludico-ricreative
con alla base un insegnamento su
Gesù, la gioia di stare insieme e di
essere amici.
Dalle ore 16.00 alle 18.00, un gruppo di
giovani animatori accoglie i bambini
facendoli divertire con la supervisione di
un adulto catechista; a loro disposizione
abbiamo allestito un piccolo servizio bar
per le merende.
L'oratorio è rinato per la buona volontà
dei giovani ragazzi del gruppo post-cresima che si ritrovano in questo luogo
periodicamente per crescere come
gruppo oltre al servizio che compionio
con i bambini.
Una volta al mese circa, viene proposto
il cineforum per piccoli e ragazzi.
Il prossimo appuntamento importante si
terrà l'1 maggio al Colle Don Bosco,
sarà momento di ritrovo per tutti i giovani e le famiglie della nostra Diocesi e
siamo tutti invitati a parteciparvi.
Vi aspettiamo numerosi ogni prima e
terza domenica di ogni mese da tutte le
parrocchie limitrofe e non:
"PIU' SIAMO E PIU' CI DIVERTIAMO!"
M di mamma
La Cura
di Valeria Dezzani
2OO ANNI FA
NASCEVA DON BOSCO
LA SECONDA
VOLTA
Stavo facendo le pulizie quando
Caterina, la mia secondogenita,
femmina, mi ha interrotto. Si è
presentata davanti a me con una mia
borsa sulla spalla e con la disinvoltura
di una donna e la sua indubbia schiettezza, semplicemente mi ha detto:
“ciao mamma, io vado via”.
“Ah sì, amore? Dove vai?” dico io. E
per mia regola non spezzo mai le sue
commedie, assecondo ogni suo
copione.
“Vado ad Asti a complale olecchini”.
“Ah bene, vai con la macchina o a
piedi?” “macchina”.
Ovviamente.
Questa è mia figlia.
Una femmina.
Ricordo che quando quel ricciolone di
mio marito ed io abbiamo diffuso la
notizia tra parenti ed amici della
nostra seconda gravidanza, tra tutti, la
prima, immediata risposta è stata
incredulità, alcuni hanno poi prontamente disapprovato, altri, sconfortati
ed avviliti, hanno comunque augurato
ogni bene. In effetti, tutti conoscevano
il temperamento esuberante ed
energico del nostro primogenito e
forse temevano che potessimo rifare
una copia del primo. Rifare nel senso
di ripetere la medesima turbolenza e
che quindi l’impegno richiesto non si
sarebbe solo raddoppiato ma centuplicato. E in verità, questa stessa
intuizione era affiorata anche dentro la
mia testa, ma appunto perchè ero
temprata, ero determinata, e forse,
una volta dimenticato l’esercizio, non
avrei più avuto desiderio di ricominciare. Contro ogni previsione, devo
confessare che la mia seconda volta
Ero temprata
e determinata
La mia
seconda volta
mi ha
consacrato
mamma
di Don Felicino
me la sono goduta molto di
più, a cominciare dalla gravidaza che è andata molto più
spedita della prima ed ogni
cosa è stata accompagnata
da quella tranquillità che forse
proprio solo l’esperienza
regala.
Tutto questo io
continuo a chiamarlo C..O e
c..o ho creduto di averlo nel
momento in cui Nina è nata. Li
ho subito capito che si trattava
di una bambina serena e
nemmeno il suo fratellone
energizzante l’avrebbe turbata. E cosi è stato finora. Che
fortuna!
La mia seconda volta mi ha
consacrato mamma, mi ha
liberato da alcuni sensi di
colpa tipici materni, mi ha
regalato una femmina facendomi scoprire le gioie delle
differenze di genere, mi ha
dato una bimba in cui ritrovare
i miei stessi lineamenti ed
espressioni, mi ha rifatto
apprezzare, dopo tanto tempo
la bellezza e l’importanza del
poter dormire tutta la notte, mi
ha donato un’altra volta l’incan
tesimo della vita che nasce,
mi ha fatto capire che è stato il
più bel regalo che io e suo
padre potessimo fare a Mario,
mi ha consegnato lucidità
senza privarmi della capacità
di emozionarmi e sopra ogni
cosa, mi ha insegnato che ad
essersi centuplicato non è
l’impegno ma il bene.
Dalla poverissima casetta dei Becchi,
si è avventurato nella Torino che
correva alla ricerca di un benessere
che tarderà tanto ad arrivare e che
sarà la causa di innumerevoli vittime.
Lui non si unirà alla corsa, ma
guarderà alle vittime, soprattutto ai
bambini ed ai giovani che venivano
impiegati nei cantieri edili, nelle
filande e come spazzacamini. Soffrirà
con i giovani che affollano le carceri
minorili e pretenderà, primo in Italia,
che anche i giovani abbiano un
regolare contratto di lavoro. Il suo
amore per i giovani è stato come una
calamita: a migliaia hanno deciso di
seguirlo e di diventare come lui. E’
nata così la Congregazione Salesiana
che oggi ripete nel nostro tempo ed in
tutto il mondo quello che lui ha fatto
allora nella Torino del 1800. 35 anni fa
i Salesiani sono venuti in Africa. C’era
da cominciare tutto… Oggi Don Bosco
è presente in 42 paesi di questo
continente con 96 centri professionali,
numerosissime parrocchie, oratori e
scuole, dall’infanzia all’università.
Lavora con i ragazzi di strada, i giovani in carcere e tra i rifugiati politici. E’
diventato Padre di una moltitudine di
orfani a causa delle guerre, dell’AIDS
e dell’ Ebola. 200 anni! Che vecchio!
Ed invece no, perché ci sono persone
che lo sentono presente nella loro vita
e proprio per questa sua presenza
ripetono i suoi gesti con i giovani di
oggi. Un giorno Don Bosco passava
per una viuzza di Torino dove andava
spesso dal barbiere anche per farsi
tagliare la barba, come si usava
allora. La c’era un ragazzino che
Il suo amore
per i giovani
è stato come
una calamita:
a migliaia
hanno deciso
di seguirlo
e di diventare
come lui
insaponava i clienti prima che
il barbiere entrasse in azione
con il rasoio. Don Bosco se
l’era fatto amico e Carlino
ormai era un assiduo
frequentatore dell’Oratorio.
Quella mattina Don Bosco
vede
Carlino
piangente
davanti alla barbieria. Attorno
a lui, poche masserizie
accumulate contro il muro.
“Cosa ti succede, Carlino?”
chiede Don Boscochinandosi
su di lui.
“Mia mamma è morta ed il
padrone mi ha cacciato di
casa ed anche dal lavoro,
perche dice che io non sarò
mai in grado di pagare
l’affitto. Adesso non so dove
andare e non ho più nessuno…”. “Chi ti ha detto che
non hai più nessuno? Tu
Carlino hai me, c’è qui don
Bosco con te. Vieni, andiamo
a casa”. E se l’è portato a
casa davvero, affidandolo a
sua mamma. Carlino non
diventerà Salesiano, ma sarà
affezionatissimo
a
Don
Bosco per tutta la vita. Don
Bosco gli predisse che sarebbe morto a 70 anni (una
considerevole età per quei
tempi). Lui morirà a 70 anni
ed un giorno. Oggi Don
Bosco ripete in Africa e nel
mondo quello che fece con
Carlino: per tanti giovani
abbandonati, lui diventa
padre.
SI RINGRAZIANO GLI SPONSOR
CASCINA DEL MEDICO
[email protected]
Femmena,
tu si ‘a cchiù bella
femmena,
te voglio bene e
t’odio
nun te pozzo
scurdà
Totò, malafemmena
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di pubblico dominio
NOTIZIARIO N. 3 DEL COMUNE DI CINAGLIOMARZO 2015
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